“NA’AMAN Shlomo”,”Lassalle.”,”ADAV Allgemeiner Deutscher Arbeiterverein ‘L’Associazione generale dei lavoratori tedeschi (ADAV) è stata fondata il 23 maggio 1863 a Lipsia come primo partito operaio tutto tedesco. Determinanti per la fondazione furono le misere condizioni di vita dei lavoratori e la loro mancanza di prospettive economiche e politiche. Le prime sezioni locali dell’ADAV sono state a Lipsia, Amburgo, Düsseldorf, Solingen, Colonia, Barmen e Elberfeld. L’organizzazione non ha cercato fusioni regionali per motivi di diritto associativo. Ferdinando Lassalle, popolare tra molti lavoratori e apprezzato per il suo talento nel parlare, fu eletto presidente. Altri membri importanti dell’ADAV furono Johann Baptist von Schweitzer (1833-1875) e Wilhelm Hasenclever (1837-1889). “”Il socialdemocratico”” è stato pubblicato come il giornale del partito, secondo ilLa fondazione dell’impero nel 1871 fu ribattezzata “”Nuovo socialdemocratico””. Oltre a Lassalle, nel consiglio di amministrazione dell’ADAV sedevano 16 funzionari operai. La struttura associativa differiva nelle singole città: nella regione Renano-Vestfalia, ad esempio, c’erano molti dipendenti di aziende che erano ancora fortemente artigianali. A Solingen erano principalmente i produttori di coltelli a farne parte, a Iserlohn erano principalmente i lavoratori del commercio di articoli in metallo. Nella Westfalia orientale e in alcune parti della Sassonia, i lavoratori del sigaro formarono il gruppo più importante per l’emergere del movimento operaio organizzato , a Lipsia gli stampatori di libri. L’ADAV è stato creato per distinguerlo dalle organizzazioni operaie già esistenti, le cosiddette associazioni educative operaie, che erano orientate verso le idee politiche liberali della borghesia. L’ADAV, invece, proclamava secondo il “”Programma operaio”” di Lassalle – discorso tenuto originariamente a Berlino nel 1863, il cui contenuto costituiva la base del programma del partito – la costituzione di società gestite congiuntamente dai lavoratori. Secondo Lassalle, una di queste cooperative era un’organizzazione indipendente. Il “”Programma dei lavoratori”” ha invitato i lavoratori, sulla base del “”Manifesto del Partito comunista”” di Karl Marx, a unirsi nelle proprie organizzazioni. Tuttavia, contrariamente all’idea marxista, l’ADAV non era in opposizione fondamentale all’ordine statale esistente e nemmeno propagava il violento rovesciamento degli equilibri di potere. A causa della loro sola superiorità numerica, i lavoratori dovrebbero ottenere la maggioranza dei seggi nelle libere elezioni e quindi attuare le loro richieste.Lassalle ha respinto gli scioperi e la sindacalizzazione come inadatti alla lotta politica. Inoltre, l’ADAV si sforzò di una Germania unificata sotto la guida della Prussia ed escludendo l’Austria, che non fu espressa solo nei negoziati segreti tra Lassalle e il primo ministro prussiano Otto von Bismarck, ma anche nel consenso dell’ADAV al prestito di guerra prussiano in 1870. La posizione filoprussiana basata sullo stato esistente fu una delle critiche di Karl Marx e Friedrich Engels di Lassalle. Invece, entrambi hanno chiesto una lotta aperta e sindacale per rovesciare l’equilibrio di potere dello stato. Il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori (SDAP), fondato a Eisenach nel 1869, si è orientato verso questa posizione . Dopo la morte di Lassalle nel 1864, sotto la guida di Johann Baptist von Schweitzer, le teorie marxiste furono sempre più incluse nei dibattiti dell’ADAV. Nel 1868 il partito, che contava ormai circa 7.800 iscritti, decise di fondare i propri sindacati, che nacquero sotto l’organizzazione ombrello del partito, l'””Associazione generale dei lavoratori tedeschi””. In considerazione della crescente importanza del movimento di sciopero nell’attuazione delle richieste centrali per il miglioramento delle condizioni sociali, sono aumentate le voci per un’unificazione del movimento operaio, che è stato diviso in ADAV e SDAP. All’interno dell’ADAV, sono sorti conflitti tra i rappresentanti dell’insegnamento originale di Lassalle e i sostenitori dell’associazione. La controversia interna si è intensificata. (traduz: Google https://www.dhm.de/lemo/kapitel/kaiserreich/innenpolitik/allgemeiner-deutsche-arbeiterverein-adav.html)'”,”LASx-061″
“NAARDEN Bruno”,”Socialist Europe and Revolutionary Russia: Perception and Prejudice 1848-1923.”,”Bruno Naarden is Professor of Russian History and Sovietology, and Director of the Institute for Eastern Ruropean and Soviet Studies at the University of Amsterdam. Introduction, conclusion, Notes, Bibliography, Index,”,”MRSx-016-FL”
“NABOKOV Serge DE-LASTOURS Sophie”,”Koutouzov. Le vainqueur de Napoléon.”,”Nato a San-Pietroburgo nel 1902, emigrato in Russia nel 1919, Serge NABOKOV discende da Kutuzov da parte di madre. Giornalista internazionale, vive in Belgio. Specializzato in storia militare del XIX secolo, Sophie DE-LASTOURS è membro dell’ International Institute for Strategic Studies di Londra (IISS). pag 264″,”RUSx-135″
“NABUDERE Wadada D.”,”Imperialism, the Social Sciences and the National Question.”,”L’autore professore all’Università di Dar es Salaam.”,”PVSx-073″
“NABULSI Karma”,”Traditions of War. Occupation, Resistance, and the Law.”,”NABULSI Karma: nata negli Stati Uniti nel 1957; ha studiato a Beirut, New York, Rabat, Regno Unito e Parigi. è Tutor e Fellow in Politica e Relazioni Internazionali presso la St Edmund Hall dell’Università di Oxford. La sua ricerca riguarda il pensiero politico del XVIII e XIX secolo, le leggi di guerra, la storia e la politica contemporanea dei rifugiati palestinesi e della loro rappresentanza. È stata rappresentante dell’OLP dal 1977 al 1990. «Il progetto generale delle moderne leggi di guerra era guidato dall’ambizione di introdurre convenzioni legali riconosciute a livello internazionale nella pratica della guerra stessa. Questo obiettivo doveva essere raggiunto codificando le usanze e le pratiche esistenti degli eserciti, con lo scopo di mitigare, standardizzare e quindi stabilizzare la condotta della guerra. Come spiegò un giurista militare francese: “”Il nostro obiettivo qui è umanizzare la guerra, con ciò intendiamo che deve essere regolarizzata.””» (pag 4)”,”QMIx-241-FSL”
“NACAMULLI Raoul C.D. COSTA Giovanni MANZOLINI Luigi”,”La razionalità contrattata. Imprese, sindacati e contesto economico.”,”Raoul C.D. Nacamulli è professore di Organizzazione nell’Università Bocconi e condirettore del CRORA-Centro di RIcerca sull’Organizzazione Aziendale dell’Università Bocconi. Giovanni Costa è professore nel Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Cà Foscari di Venezia ed è associato al CRORA. Luigi Manzolini è professore di Funzioni del personale nell’Università Bocconi e ricercatore del CRORA.”,”SIND-201″
“NACCACHE Bernard”,”Marx, critique de Darwin.”,”NACCACHE Bernard è nato nel 1945 a Tunisi e ha studiato filosofia alla Sorbona e ha fatto apprendistato di epistemologia della biologia all’Institut d’Histoire des Sciences et des Techniques dell’Università di Parigi.”,”MAES-087″
“NACCI Michela”,”L’ antiamericanismo in Italia negli anni Trenta.”,”NACCI (Firenze, 1954) è ricercatrice in Storia della filosofia all’Univ dell’Aquila. Ha pubblicato ricerca sulla letteratura concernente la crisi della civiltà, sul radicalismo di destra in FR degli anni Trenta e sulla nuova destra italiana, sul romanzo come fonte storica. E’ autrice di ‘Tecnica e cultura della crisi (1914-1939). LOESCHER. TORINO. 1982″,”ITAF-006″
“NACCI Michela”,”Tecnica e cultura della crisi (1914-1939).”,”Michela NACCI, nata nel 1954, è stata borsista CNR presso l’ EHESS (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi). Si occupa di filosofia e di storia delle idee tra le due guerre.”,”TEOC-129″
“NACCI Michela”,”Pensare la tecnica. Un secolo di incomprensioni.”,”Michela Nacci (S.Miniato, Pisa, 1954) insegna storia delle Dottrine politiche all’Università dell’Aquila. Ha pubblicato: L’antiamericanismo in Italia negli anni Trenta, La barbarie del comfort, Il modello di vita americano nella cultura francese del ‘900, e ha curato Oggetti di uso quotidiano, Rivoluzioni tecnologiche nella vita d’oggi.”,”SCIx-063-FL”
“NACCI Michela”,”L’antiamericanismo in Italia negli anni Trenta.”,”Michela Nacci (Firenze 1954) è ricercatrice in Storia della filosofia all’Università dell’Aquila.”,”ITAS-070-FL”
“NADA Narciso”,”Storia del Regno di Carlo Alberto dal 1831 al 1848. Dallo Stato assoluto allo Stato costituzionale.”,”Sulla figura e il ruolo riformatore di Carlo Alberto: ‘un principe costantemente animato da ideali risorgimentali (antiaustriaci e liberaleggianti)… (pag 5)”,”ITAB-013-FMB”
“NADAL Jordi”,”El fracaso de la Revolucion industrial en España, 1814-1913. Analisis de las causas que mediatizaron el intento de aplicar en España el modelo clasico – a la inglesa – de desarrollo economico.”,”NADAL ha ricevuto l’ incarico da parte del Professor Carlo M. CIPOLLA di scrivere il capitolo riguardante la Spagna per il volume ‘The Industrial Revolution’, collezione britannica relativa alla storia economica d’ Europa. (C.M. CIPOLLA a cura, The Fontana Economic History of Europe’ (4 tomi, 1972-73). Il contributo di NADAL (‘The Failure of the International Revolution in Spain, 1830-1913’ si colloca nel 4° volume).”,”SPAx-047″
“NADIN Paola a cura; interventi di Leonard SCHAPIRO Stephen F. COHEN Zores MEDVEDEV Cornelius CASTORIADIS Francois FEJTO Hugh SETON-WATSON Michal REIMAN Eduard GOLDSTÜCKER Aleksander SMOLAR Vittorio STRADA Carlo SKALICKY Jurij MALCEV Jakub KARPINSKI Tatjana CHODOROVIC Ota SIK Domenico Mario NUTI David LANE Miklos HARASZTI Geoffrey HOSKING Charles BETTELHEIM Gilles MARTINET Ennio DI NOLFO Andrej AMALRIK Leonid PLJUSC Andrej SINJAVSKIJ Boris WEIL Manfred WILKE”,”Dissenso e democrazia nei paesi dell’ Est. Dagli atti del Convegno internazionale di Firenze, gennaio 1979.”,”ANTE1-20 I primi due saggi si incentrano sugli anni 1920 e 1930.”,”EURC-098″
“NADLER Steven”,”Baruch Spinoza e l’ Olanda del Seicento.”,”SPINOZA (1632-77) figlio di un importante mercante della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam, era uno dei più dotati allievi della sua scuola. Ma quando aveva 23 anni avvenne qualcosa che portò alla più severa scomunica mai pronunciata dalla comunità s9efardita di Amsterdam. Spinoza prese le distanze dalla comunità e alla fine dal giudaismo nel suo insieme, diventando uno dei più importanti filosofi di tutti i tempi e uno dei personaggi più radicali e controversi della propria epoca. La trasformazione in filosofo iconoclasta e critico della società dell’ ortodosso ragazzo ebreo è un processo che non si potrà mai chiarire. L’ ambiente in cui operò fu comunque molto contrastante: la comunità di immigrati portoghesi e spagnoli, parecchi dei quali un tempo “”marrani””. NADLER è professore di filosofia e membro del Centro per gli Studi ebraici presso l’ Università del Wisconsin. “”Il Trattato teologico-politico è uno dei manifesti più eloquenti che siano mai stati scritti a favore di uno Stato democratico e laico. Spinoza sentiva molto l’ argomento e – al contrario di quanto accade nella gelida Etica – i suoi sentimenti sono espressi qui in maniera incisiva e inequivocabile. Ciononostante, a causa della realtà politica dell’ epoca, egli decise di prendere qualche precauzione. Conscio del modo in cui il libro sarebbe stato accolto dal clero, non esitò a sferrare un duro attacco nei suoi confronti ma tentò al tempo stesso di ingraziarsi la classe urbana dei reggenti, suoi alleati naturali nella lotta contro la “”teocrazia””, desiderosi almeno quanto lui di tenere lontano Guglielmo III dalla carica di Stadholder. Nel Trattato si incontrano dunque, di tanto in tanto, affermazioni lusinghiere nei riguardi dell’ oligarchia di Amsterdam (e forse dell’ Aia)””. (pag 315)”,”OLAx-002″
“NADOTTI Loris”,”Il bilancio delle banche. Elementi per la lettura e l’analisi.”,”Loris Nadotti insegna Tecnica bancaria e professionale nell’Università di Perugia e Tecnica del mercato mobiliare nell’Università di Macerata.”,”ECOT-212-FL”
“NAEF Werner”,”La idea del estado en la edad moderna. (titolo orig: Staat und Staatsgedanke).”,”””Nella rivoluzione francese acquisisce potenza politica ciò che nel secolo precedente già viveva ideologicamente. Qui, da questo punto di vista, possono distinguersi due correnti ideologiche: una, più antica, le cui conseguenze dirette si sviluppano nel secolo XVIII (…) e l’ altra, più recente, che porta direttamente alla Rivoluzione francese. Entrambe si trovano incorporate rispettivamente nella dottrina della resistenza e in quella dei diritti dell’ uomo””. (pag 17) “”La guerra di successione spagnola attua un principio politico che, sebbene non nuovo come tema, diviene ora un punto programmatico giunto a maturazione in questa epoca: la dottrina dell’ equilibrio europeo. E’ questa dottrina che dà vita alla quarta fase, al secolo XVIII. L’ Inghilterra la sviluppa, e Guglielmo III fa di essa una bandiera; la politica inglese la riferisce alla relazione tra le potenze continentali, la intende nel suo proprio interesse; però la dottrina corrisponde allo stato delle cose, alla tendenza predominante in Europa. Per la prima volta prende valore in un mondo di Stati grandemente differenziati un principio puramente politico e generale di comportamento interstatale.”” (pag 166)”,”TEOP-176″
“NAGY Balazs”,”Hungary 1956. How the Budapest Central Workers’ Council was set up.”,”Dedicato alla memoria di Sandor BALI, figlio e leader della classe operaia ungherese, vera guida del Consiglio Operaio Centrale dei Lavoratori di Budapest del 1956. La nascita del Consiglio centrale dei lavoratori della Grande Budapest e le sue prime risoluzioni. “”Il Consiglio operaio centrale approva le seguenti proposte: I Consigli operai siano instaurati in ogni distretto di Budapest sotto la direzione delle fabbriche più grandi, e mandino i loro delegati al Consiglio operaio centrale.”””” (pag 38-39) “”(…) Punto 3. Chiediamo la garanzia di libertà assoluta per tutti i combattenti per la libertà, inclusi Pal Maleter ed i suoi compagni. Chiediamo il rilascio di tutti quelli attualmente detenuti. Punto 4. Chiediamo il rapido ritiro delle truppe sovietiche… Punto 5. Chiediamo che la radio e la stampa cessino di diffondere informazioni che non corrispondono ai fatti. (…)””. (pag 39)”,”MUNx-041″
“NAGY András”,”Il caso Bang-Jensen. Ungheria 1956: un paese lasciato solo.”,”András Nagy (Budapest, 1956), scrittore, drammaturgo e sceneggiatore, docente universitario in varie sedi dell’Ungheria, è dal 1999 presidente della sezione ungherese dell’Istituto Internazionale del Teatro. Povl Bang-Jensen (1909-1959) Diplomatico danese, avvocato, esperto di diritto internazionale. Dopo gli studi in legge compiuti in Danimarca e una breve carriera da avvocato, nel 1939 arriva negli USA per specializzarsi in diritto internazionale e allo scoppio della seconda guerra mondiale trova un impiego presso l’Ambasciata danese a Washington. Collabora con la resistenza antifascista danese e con gli Alleati; negozia il trattato che pone la Groenlandia sotto il protettorato statunitense fino alla liberazione della Danimarca, privando la Germania nazista di una importante base militare. Dopo la guerra contribuisce all’ingresso della Danimarca nella NATO. Nel 1949 prende servizio all’ONU con il rango di Deputy Secretary.”,”UNGx-004-FL”
“NAGY Laszlo”,”Democrazie popolari, 1945-1968.”,”‘Tutte le nazioni perverranno al socialismo, è inevitabile’ (Lenin) Democrazie popolari, dovute a uno specialista ungherese che vive in Svizzera, permette di sostituire una prospettiva sicura e articolata. Prospettiva unitaria, perchè riguarda una fascia di paesi contigui nei quali, come conseguenza della seconda guerra mondiale, si intrapresero esperimenti paralleli di costruzione del socialismo, per volere e con la garanzia dell’Unione Sovietica; ma insieme prospettiva multipla, per le grandi differenze economiche e sociali tra paese e paese, e le tradizionali divisioni e rivalità, di cui l’egemonia russa e l’omogeneità ideologica dei regimi si sono dimostrate incapaci di avviare un superamento (ed è questo per Nagy uno dei limiti più gravi nell’esperienze delle democrazie popolari). “”Marx aveva già affermato che la rivoluzione avrebbe trionfato in Europa soltanto dopo il crollo dell’impero russo e la restaurazione della Polonia. Anche Lenin aveva espresso i suoi dubbi circa un rapido avvento del bolscevismo in Russia; nel celebre discorso rivolto ai giovani socialisti di Zurigo (22 gennaio 1917) si domandava se sarebbe vissuto abbastanza a lungo per assistere alle battaglie decisive della rivoluzione (2). Sarebbe anche troppo facile ironizzare sulle innumerevoli false profezie dei fondatori del marxismo-leninismo; come pure sarebbe fuori luogo criticare ‘post factum’ i diplomatici «veggenti» della seconda guerra mondiale che, predicendo questo o quell’avvenire per l’Europa postbellica, si sono tutti ugualmente sbagliati”” [Laszlo Nagy, ‘Democrazie popolari, 1945-1968’, Milano, 1969] [(2) L. Nagy, ‘Lénine et sa révolution’, Lausanne, Rencontre, 1967, p. 129]”,”EURC-134″
“NAGY Laszlo”,”Lénine et sa révolution.”,”Due diversi testi in parallelo su pagine bianche e pagine senape Il nome Vladimir nell’antica lingua slava significava dominatore del mondo (pag 12) Il fratello di Lenin, Alessandro è stato uno dei primi russi ad aver letto Marx. Dopo la sue esecuzione Vladimir (Volodia) scopre stupito la ricca biblioteca sovversiva del suo Sacha (pag 18) Lenin poliglotta (pag 84)”,”LENS-294″
“NAHAYLO Bohdan SWOBODA Victor”,”Disunione sovietica. La politica e le nazioni dell’ ultimo grande impero: storia rivalità e rivendicazioni dei popoli che compongono l’ URSS.”,”NAHAYLO, giornalista, collabora con numerosi periodici inglesi e americani come specialista di problemi sovietici. Dal 1978 al 1982 ha collaborato con Amnesty International e dal 1984 lavora come responsabile della ricerca e dell’ analisi a Radio Liberty di Monaco di Baviera. SWOBODA è stato docente di russo e di ucraino alla School of Slavonic and Eastern European Studies dell’ Università di Londra, presso la quale svolge attualmente attività di ricerca. Lessicografo ed esperto di letteratura russa e ucraina, fa parte della redazione dell’ annuario bibliografico ‘The Year’s Work in Modern Language Studies’.”,”RUSS-097″
“NAHAYLO Bohdan SWOBODA Victor”,”Disunione sovietica. La politica e le nazioni dell’ultimo grande impero: storia, rivalità e rivendicazioni dei popoli che compongono l’Urss.”,”Bohdan Nahaylo, giornalista, collabora con numerosi periodici inglesi e americani come specialista di problemi sovietici. Dal 1978 al 1982 ha collaborato con Amnesty International, e dal 1984 lavora come responsabile della ricerca e dell’analisi a Radio Liberty di Monaco di Baviera. Victor Awoboda + stato docente di russo e di ucraino alla School of Slavonic and Eastern European Studies dell’Università di Londra, presso la quale svolge attualmente attività di ricerca. Lessicografo ed esperto di letteratura russa e ucraina, fa parte della redazione dell’annuario bibliografico The Year’s Work in Modern Language Studies.”,”RUST-026-FL”
“NAIMARK Norman M.”,”The History of the ‘Proletariat’; The Emergence of Marxism in the Kingdom of Poland, 1870-1887.”,”Norman Naimark is Associate Professor of History at Boston University and the author of The History of the Proletariat: The Emergence of Marxism in the Kingdom of Poland, 1870-1887. Preface, Appendix, Selected Bibliography, Index, Notes,table, East European Monographs n.54,”,”MEOx-003-FL”
“NAIMARK Norman M.”,”Terrorists and Social Democrats. The Russian Revolutionary Movement Under Alexander III.”,”Norman Naimark is Associate Professor of History at Boston University and the author of The History of the Proletariat: The Emergence of Marxism in the Kingdom of Poland, 1870-1887. Introduction, Acknowledgments, Conclusion, Abbreviations, Notes, Selected Bibliography, Index, Russian Research Center Studies,”,”MRSx-008-FL”
“NAIPAUL V.S.”,”Una civiltà ferita: l’ India.”,”Di NAIPAUL sono apparsi presso ADELPHI ‘Una via nel mondo’ (1995) e ‘In uno stato libero’ (1996). ‘Una civiltà ferita: l’India’ è stato pubblicato per la prima volta nel 1977.”,”INDx-001″
“NAIPAUL V.S.”,”India. Un milione di rivolte.”,”V.S. NAIPAUL è nato a Trinidad nel 1932. Trasferitosi in Inghilterra nel 1950, dopo aver studiato per alcuni anni all’ Università di Oxford, ha cominciato a scrivere nel 1954 a Londra. Da allora ha pubblicato quasi venti libri, romanzi, saggi, diari di viaggio in India, Africa, Asia. E’ riconosciuto come uno dei maestri della letteratura anglofona postcoloniale e scrittore di viaggi. L’A, nipote e pronipote di contadini indiani emigrati, rivede l’India dopo trent’anni, e annota il mutamento economico e sociale della società indiana.”,”INDx-021″
“NAIPAUL V.S.”,”Una civiltà ferita: l’ India.”,”Di NAIPAUL sono apparsi presso ADELPHI ‘Una via nel mondo’ (1995) e ‘In uno stato libero’ (1996). ‘Una civiltà ferita: l’India’ è stato pubblicato per la prima volta nel 1977.”,”ASIx-100″
“NAIPAUL V.S.”,”In uno stato libero.”,”NAIPAUL V.S.”,”AFRx-084″
“NAIPAUL V.S.”,”Una civiltà ferita: l’ India.”,”Di NAIPAUL sono apparsi presso ADELPHI ‘Una via nel mondo’ (1995) e ‘In uno stato libero’ (1996). ‘Una civiltà ferita: l’India’ è stato pubblicato per la prima volta nel 1977.”,”INDx-015-FC”
“NAIRN Tom HOBSBAWM Eric DEBRAY Regis LÖWY Michael”,”Nationalismus und Marxismus. Anstoß zu einer notwendigen Debatte.”,”Contiene i saggi: – Tom NAIRN, “”Il moderno Giano”” (pag 7-44) – Eric HOBSBAWM, “”Osservazioni al ‘Moderno Giano’ di Tom Nairn”” (pag 45-77) – “”Marxismo e questione nazionale”” (conversazione con Regis DEBRAY con la redazione della rivista francese “”Critique Communiste”” (novembre 1977) (pag 78-101) – Michael LÖWY, La questione nazionale e i classici del marxismo (pag 102-126) Rosa Luxemburg e Lenin. “”Le sue basi teoriche per la ricerca le aveva poste con la dissertazione “”Lo sviluppo industriale della Polonia”” (apparso in tedesco a Lipsia nel 1898)). La tesi centrale di questo lavoro era che la Polonia si sarebbe presto integrata economicamente nell’ impero russo. La Polonia aveva il proprio sviluppo industriale grazie alla presenza dei mercati russi, perciò l’ economia polacca non avrebbe potuto esistere isolata dalla Russia. L’ indipendenza polacca era una rivendicazione della nobiltà feudale; (…). Da questo punto di vista Rosa Luxemburg considerava il suo libro come il corrispondente polacco dell’ opera di Lenin “”Lo sviluppo del capitalismo in Russia”” (…).”” (pag 108) Rosa Luxemburg. Die theoretischen Grundlagen für diese Haltung verschaffte sie sich durch die Forschungen, die sie für Ihre Dissetation betrieb: “”Die industrielle Entwicklung Polens”” (auf Deutsch 1898 in Leipzig erschienen). Die zentral These dieser Arbeit war, daß Polens ökonomisch gesehen bereits ins Russische Reich integriert sei. Polen habe seine industrielle Entwicklung dank der russischen Märkte erreich, folglich könne die polnische Wirtschaft nicht mehr isoliert von der russischen existieren. Die Unabhängigkeit Poliens sei eine Forderung des polnischen Feudaladels; inzwieschen habe aber die Entwicklung der Industrie die Grundlage diese Forderung hinfälling gemacht. (…). In dieser Hinsicht betrachtete Rosa Luxemburg ihr Buch als das polnische Gegenstück zu Lenins “”Entwicklung des Kapitalismus in Rußland””, das sich gegen die utopischen und rückwärtsgewandten Vorstellungen der russischen Populisten richtete””. (pag 108)”,”TEOC-305″
“NAIRN Tom; HINTON James”,”Labour Imperialism (Nairn) – The Labour Aristocracy (Hinton).”,”‘Alla fine la soluzione del dilemma britannico è stata dei Conservatori con l’ingresso in Europa. Se la Gran Bretagna non può risolvere i suoi perniciosi problemi da sé come desiderebbe, questa è la migliore risposta. Nonostante il trauma economico e sociale che può provocare, il Mercato Comune europeo potrebbe sicuramente galvanizzare il capitalismo britannico in una sorta di vita competitiva, e senza sacrifici troppo grandi da parte dell’area Sterlina. Dal punto di vista capitalistico realistico è una soluzione agli insolubili problemi britannici, una soluzione ragionevole nonostante tutti i pericoli che può comportare (pag 14) L’accusa di Marx secondo cui “”quasi tutti”” i leader riconosciuti del labour erano venduti ai Gladstone e ai Morley era vera. “”It is interesting that Marx never analyzed the debate within the ruling classes which accompanied the Second Reform Act, for, as Harrison’s account demonstrates (), ‘this debate provided a valuable test of the perspicacity of the “”class enemy””‘. The reactionaries saw the issue of enfranchising the working class through the spectacles of their own highly developed class consciousness. Thus Lowe in 1867: ‘The fact is that the great mass of those you are going to enfranchise are people who have no politics at all… But they will not always be without politics, and what will they be? What must be the politics of people who are struggling hard to keep themselves off the parish? … their politics must take one form – Socialism’. The ‘progressives’, with a more realistic picture of working-class life, grasped that it had become possible to take the upper strata of the urban working class into the Constitution without destroying it. And their acceptance of the ‘working class’ as ‘respectable’ did not go unheeded among the political representatives of that class. The Reform League qualified its demand for Manhood Suffrage with the criteria of ‘Registered and Residential’. No one seriously intended to enfranchise ‘the class of persons they saw at the corners of the streets of the Seven Dials… the stalwart navvies with red handkerchiefs who made our railways… the hordes of Irish labourers… that class which, in common Parliamentary language, was designated as the dangerous class’. In the course of the Reform struggle the leaders of the labour aristocracy had developed close contacts with the radical bourgeoisie. In examining the failure, after 1867, of independent labour representation, a further dimension of this ‘contact’ emerges- bribery. Marx’s charge that ‘almost all’ the recognized labour leaders were sold to Gladstone and Morley has usually been dismissed as the rhetoric of disillusion. Harrison shows, in relation to the election of 1868, how true it was. The leaders of the Reform League, Howell and Cremmer, were both in the pay of the Liberal Whips, and used their influence as labour leaders (with great success) to prevent genuine working class candidates from standing. Both were rewarded with ‘small independences’. To a greater o lesser extent most of the other leaders were bribed by the Liberals. The importance of this form of alliance with the radical bourgeoisie, as one of the major and most enduring features of Lib-Labism, should not be underestimated. As Harrison points out: ‘The intellectual dependence of the Labour leaders upon the Gladstonians was never so great as to make their financial dependence upon them unimportant or merely incidental’. The book is important for its treatment of the political development of the labour aristocracy, but Harrison also provides useful documentation of the intellectual life of period. The rather diffuse essay on the Positivists at least has the merit of revealing their great confusion, as well as their great influence”” [James Hinton, ‘The Labour Aristocracy’] [(in) New Left Review NLR, n. 32, July-August 1965] [() Royden Harrison, ‘Before the Socialists. Studies in Labour and Politics, 1861-1881’, Routledge and Kegan Paul, London, 1965] (pag 74) Traduzione: “”È interessante che Marx non abbia mai analizzato il dibattito all’interno delle classi dominanti che hanno accompagnato il secondo atto di riforma, poiché, come dimostra il racconto di Harrison (),”” questo dibattito ha fornito una valida prova della perspicacia del “”nemico di classe””. I reazionari videro la questione dell’affrancamento della classe operaia attraverso gli occhiali della propria coscienza di classe altamente sviluppata: Così Lowe nel 1867: “”Il fatto è che la grande massa di coloro che si stanno per affrancare sono persone che non hanno alcuna politica. Ma non saranno sempre senza la politica, e quale sarà? Quale deve essere la politica delle persone che stanno lottando duramente per tenersi fuori dalla parrocchia? … la loro politica deve prendere una forma: il socialismo. “”, con un quadro più realistico della vita della classe operaia, ha compreso che era diventato possibile far rientrare gli strati superiori della classe operaia urbana nella Costituzione senza distruggerla. E la loro accettazione della ‘classe operaia’ come ‘rispettabile’ non è rimasto inascoltata tra i rappresentanti politici di quella classe. La Reform League ha qualificato la sua richiesta di suffragio universale con i criteri di “”Registered and Residential””. Nessuno intendeva seriamente licenziare “”la classe di persone che vedevano agli angoli delle strade dei Seven Dials … i coraggiosi manovali con fazzoletti rossi che facevano le nostre ferrovie … le orde di braccianti irlandesi … quella classe che , nella lingua parlamentare comune, era designato come la classe pericolosa “”. Nel corso della lotta per la Riforma i capi dell’aristocrazia operaia avevano sviluppato stretti contatti con la borghesia radicale. Nell’esaminare il fallimento, dopo il 1867, della rappresentanza del lavoro indipendente, emerge un’ulteriore dimensione di questo “”contatto””: la corruzione. L’accusa di Marx secondo cui “”quasi tutti”” i capi del lavoro riconosciuti furono venduti a Gladstone e Morley è stata di solito liquidata come retorica della disillusione. Harrison mostra, in relazione all’elezione del 1868, quanto fosse vero. I leader della Reform League, Howell e Cremmer, erano entrambi al soldo dei Liberali sgraffignatori, e usavano la loro influenza come leader del lavoro (con grande successo) per impedire che i veri candidati della classe operaia venissero in piedi. Entrambi sono stati premiati con “”piccole indipendenze””. In misura maggiore o minore la maggior parte degli altri leader fu corrotta dai liberali. L’importanza di questa forma di alleanza con la borghesia radicale, come una delle caratteristiche principali e più durature del Lib-Laburismo, non dovrebbe essere sottovalutata. Come sottolinea Harrison: “”La dipendenza intellettuale dei leader laburisti sui Gladstoniani non è mai stata così grande da rendere la loro dipendenza finanziaria su di loro non importante o meramente incidentale””. Il libro è importante per il suo trattamento dello sviluppo politico dell’aristocrazia del lavoro, ma Harrison fornisce anche una documentazione utile della vita intellettuale del periodo. Il saggio piuttosto lungo sui Positivisti ha almeno il merito di rivelare la loro grande confusione, così come la loro grande influenza “”[James Hinton,”” The Labor Aristocracy “”] [(in) New Left Review NLR, 32, luglio- Agosto 1965] [() Royden Harrison, “”Prima dei socialisti, studi sul lavoro e sulla politica, 1861-1881″”, Routledge e Kegan Paul, Londra, 1965]”,”MUKx-201″
“NAIRN Tom”,”Crisi e neo-nazionalismo. Il caso della Gran Bretagna.”,”Tom Nairn è direttore dello Scottish International Institute di Edimburgo e redattore della New Left Review (1978). Oltre che in Inghilterra, ha compiuto studi anche in Italia, alla Normale di Pisa. Ha collaborato con ‘Critica marxista’. Questione della sopravvivenza dello Stato britannico sottoposto alle tensioni centrifughe del nazionalismo scozzese, irlandese e gallese. Su tale tema ha partecipato al dibattito anche Eric Hobsbawm. L’autore affronta questo nodo anche dal punto di vista del rapporto tra marxismo e nazionalismo. La tesi marxista (paragrafo pag. 82-91). Opposizione tra le tesi di Rosa Luxemburg e quelle di Lenin. La migliore introduzione alle teorie della Luxemburg è l’ Appendice II ‘The National Question’ all’opera ‘Rosa Luxemburg’ di Peter Nettl. La sua tesi principale era che «… le aspirazioni nazionali e quelle socialiste erano inciliabili; un partito socialista che si pronunciava per l’autodeterminazione nazionale, così facendo si classificava tra i nazionalisti borghesi. Un programma di autoderminazione nazionale era sintomatico di opportunismo che legava il socialismo al carro trionfale del nemico di classe» (tr.it., Milano, Il Saggiatore, 1970, vol. II, p. 439). Sfortunatamente il testo a cui Nettl si riferisce come sua principale sistemazione teorica, ‘Przeglad Socjaldemokratyczny’ agosto 1908, n. 6, ‘La questione della nazionalità e dell’autonomia’, non è stato ancora tradotto dal polacco in inglese (pag 83-84) (nota 46) Il passo (di Lenin) più citato su questo argomento si trava in “”Sul diritto di autodecisione delle nazioni””, febbraio-maggio 1914 (Opere complete, vol. 20): «Accusare i sostenitori della libertà di auto-decisione, vale a dire della libertà di separazione, di incoraggiare il separatismo, è altrettanto sciocco e ipocrita quanto accusare i sostenitori della libertà di divorzio di incoraggiare la disgregazione dei legami familiari…» (pag 402) (nota 50 pag 91 del saggio di Nairn)”,”UKIx-134″
“NAISBITT John”,”Global paradox. The Bigger the World Economy, the More Powerful Its Smallest Players.”,”NAISBITT è l’ autore del bestseller ‘Megatrends’ che ha venduto 8 milioni di copie. E’ stato visiting fellow ad Harvard e visiting Professor alla Moscow State University.”,”ECOI-068″
“NAISBITT John”,”Megatrends Asia. The Eight Asian Megatrends that are Changing the World.”,”NAISBITT è Distinguished International Fellow of the Institute of Strategic and International Studies (ISIS), Malaysia.”,”ASIE-003″
“NAISBITT John”,”Megatrends. Le dieci nuove tendenze che trasformeranno la nostra vita.”,”””Il vicepresidente della Intel Robert Noyce dice: “”Abbiamo cercato di mettere insieme le persone in modo tale da farle contribuire a una più ampia gamma di decisioni, nonché a fare cose che sarebbero state contrastate in una organizzazione di linea e strutturata””. Un altro componente della triade dirigente della Intel, Andrew Grove, dice: “”Non possiamo permetterci le barriere gerarchiche che impediscono scambi di idee e di informazioni che trovate in tante altre organizzazioni””. Numerose tendenze spingono in direzione di un nuovo stile di management basato sul reticolo””. (pag 259-260)”,”USAE-029″
“NAISBITT John ABURDENE Patricia, a cura di Umberto GIOVINE.”,”Megatrends 2000.”,”John Naisbitt e Patricia Aburdene si sono affermati a livello mo ndiale come i più importanti ricercatori nel settore dei trends di lungo periodo, grazie ai loro contatti permanenti con il mondo degli affari e dell’informazione in America, in Europa e in Asia. In Italia il lavoro di raccolta e interpretazione Info Pool del sistema informatico Machiavelli/Naisbitt. Viene inoltre diffusa quindicinalmente in italiano una John Naisbitt’s Trend Letter diretta da Umberto Giovine, curatore dell’edizione italiana di Megatrends 2000.”,”STAT-021-FL”
“NAJERA Aurelio Martín a cura”,”Guia para la consulta del Fondo documental de la Fundacion Pablo Iglesias: archivio, biblioteca y hemeroteca.”,”NAJERA Aurelio Martín responsabile dell’ Archivio e della Biblioteca della FPI “”Las bibliotecas deben servir para la utilidad del que lee, no para la curiosidad del que mira”” Erasmo da Rotterdam (in apertura) Statistica frequentazione di ricercatori per composizione sociale (studenti al 47%)”,”ARCx-038″
“NAKAMURA Hajime”,”A Comparative History of Ideas.”,”H. NAKAMURA, Professore Emerito all’ Università di Tokyo è D de ‘The Eastern Institute di Tokyo. Ha insegnato in varie università del mondo e ricevuto molti riconoscimenti, onoreficenze. E’ stato decorato dal governo indiano. Tra le sue opere in lingua inglese: -Way of Thinking of Eastern Peoples: India, Tibet, Japan -A History of the Development of Japanese Thought -Philosophies of India: A Survey with Bibliographical Notes”,”JAPx-028″
“NAKANE Chie”,”La società giapponese.”,”NAKANE è docente di antropologia sociale all’ Istituto di cultura orientale dell’Univ di Tokyo. Ha insegnato alle Univ di Londra e Chicago. E’ autrice di altre opere sul Giappone.”,”JAPx-027″
“NAM Charles B. SEROW William J. SLY David F. a cura; saggi di James COBBE George MARTINE Jacques LEDENT Sidney GOLDSTEIN e Alice GOLDESTEIN Diego PALACIOS Mohamed EL-ATTAR Daniel COURGEAU Klaus FRIEDRICH Michael MICKLIN Mahendra K. PREMI Peter GARDINER e Mayling OEY-GARDINER Dov FRIEDLANDER e Eliahu BEN-MOSHE Alberto BONAGUIDI Atsushi OTOMO John O. OUCHO Dick VERGOOSSEN Piotr KORCELLI Richard H. ROWLAND Theodore D. FULLER Philip REES e John STILLWELL Daniel T. LICHTER e Gordon F. DE-JONG”,”International Handbook on Internal Migration.”,”Saggi di James COBBE George MARTINE Jacques LEDENT Sidney GOLDSTEIN e Alice GOLDESTEIN Diego PALACIOS Mohamed EL-ATTAR Daniel COURGEAU Klaus FRIEDRICH Michael MICKLIN Mahendra K. PREMI Peter GARDINER e Mayling OEY-GARDINER Dov FRIEDLANDER e Eliahu BEN-MOSHE Alberto BONAGUIDI Atsushi OTOMO John O. OUCHO Dick VERGOOSSEN Piotr KORCELLI Richard H. ROWLAND Theodore D. FULLER Philip REES e John STILLWELL Daniel T. LICHTER e Gordon F. DE-JONG”,”STAT-091″
“NAMIER Lewis B.”,”La rivoluzione degli intellettuali. E altri saggi sull’ Ottocento europeo.”,”Marx e Engels sulla questione polacca, i piccoli stati e la rivoluzione 1848 … (pag 76-78) Marx … (pag 194)”,”QUARx-002-FSD”
“NANDY Ashis; altri scritti di Ravinder KUMAR Rajni KOTHARI R.K. LAXMAN Charles CORREA T.N. MADAN T.G. VAIDYANATHAN Gleve PATEL Anita DESAI Stephen R. GRAUBARD A.K. RAMANUJAN Veena DAS Vinay DHARWADKER e A.K. RAMANUJAN Girish KARNAD Pushpa M. BHARGAVA e Chandana CHAKRABARTI Amartya SEN”,”Cultura e società in India.”,”Scritti di NANDY, Ravinder KUMAR, Rajni KOTHARI, R.K. LAXMAN, Charles CORREA, T.N. MADAN, T.G. VAIDYANATHAN, Gleve PATEL, Anita DESAI, Stephen R. GRAUBARD, A.K. RAMANUJAN, Veena DAS, Vinay DHARWADKER e A.K. RAMANUJAN, Girish KARNAD, Pushpa M. BHARGAVA e Chandana CHAKRABARTI, Amartya SEN.”,”INDx-011″
“NANDY Ashis SHETH Dhirubbai L. MADAN Triloki N. MAYARAM Shail CHITNIS Suma DE-SOUZA Peter R. MOZOOMDAR Ajit RAGHURAM Shobha SINGH Jasjit PAI PANANDIKER Vishvanath A. AHLUWALIA Isher J. RATH Nilakantha SRIDHARAN Eswaran WADHVA Charan D.”,”L’India contemporanea. Dinamiche culturali e politiche, trasformazioni economiche e mutamento sociale.”,”Ashis Nandy, psicologo sociale e noto analista della società indiana, è direttore del Centre for the Study of Developing Societies di Delhi. Dhirubhai L. Sheth è direttore di ricerca al Centre for the Study of Developing Societies di Delhi. Triloki N. Madan è docente di sociologia della religione presso L’Institute of Economic Growth dell’Università di Delhi. Shail Mayaram è ricercatore presso l’Institute of Development Studies di Jaipur. Suma Chitnis è direttrice del J.N. Tata Endowment for the Higher Education of Indians di Bombay. Peter R. de Souza è docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Goa. Ajit Mozoomdar è politologo presso il Centre for Policy Research di Nuova Delhi. Shobha Raghuram è direttrice del Regional Office South Asia per lo sviluppo economico e culturale (HIVOS) di Bangalore. Jasjit Singh è direttore dell’Institute of Defence Study and Analyses di Nuova Delhi. Vishvanath A. Pai Panandiker è direttore del Centre for Policy Research di Nuova Delhi. Isher J. Ahluwlalia è economista presso il Centre for Policy Research di Nuova Delhi. Nilakantha Rath è docente alla Indian School of Political Economy di Puna. Eswaran Sridharan è economista presso il Centre for Policy Research di Nuova Delhi. Charan D. Wadhva è economista presso il Centre for Policy Research di Nuova Delhi.”,”INDx-011-FL”
“NANDY Ashis; altri scritti di Ravinder KUMAR Rajni KOTHARI R.K. LAXMAN Charles CORREA T.N. MADAN T.G. VAIDYANATHAN Gleve PATEL Anita DESAI Stephen R. GRAUBARD A.K. RAMANUJAN Veena DAS Vinay DHARWADKER e A.K. RAMANUJAN Girish KARNAD Pushpa M. BHARGAVA e Chandana CHAKRABARTI Amartya SEN”,”Cultura e società in India.”,”Scritti di NANDY, Ravinder KUMAR, Rajni KOTHARI, R.K. LAXMAN, Charles CORREA, T.N. MADAN, T.G. VAIDYANATHAN, Gleve PATEL, Anita DESAI, Stephen R. GRAUBARD, A.K. RAMANUJAN, Veena DAS, Vinay DHARWADKER e A.K. RAMANUJAN, Girish KARNAD, Pushpa M. BHARGAVA e Chandana CHAKRABARTI, Amartya SEN.”,”INDx-011-FGB”
“NANGERONI Alessandro”,”La filosofia ebraica.”,”NANGERONI Alessandro”,”EBRx-045″
“NANI Michele ELLENA Liliana SCAVINO Marco”,”Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo tra cultura e politica. Un’immagine e la sua fortuna.”,”I libri e le letture di Pellizza da Volpedo. “”L’ultimo opuscolo turatiano posseduto da Pellizza risale al 1893, ‘Rivolta e rivoluzione’, un altro scritto estratto dalla “”Critica sociale””, faceva propria la distinzione lombrosiana fra la fisiologicità della seconda e il carattere patologico della prima. Riducendo il tasso di violenza necessario ad instaurare il mondo nuovo, che germogliava spontaneamente dal vecchio, Turati tentava la sintesi fra evoluzionismo e riconoscimento della necessità della rottura. A questi temi va ricondotta anche la presenza sullo scaffale pellizziano dell’opuscolo di Plechanov, ‘La tattica rivoluzionaria’ (1). Vi si delineavano le forme di un'””azione rivoluzionaria”” che non potesse essere confusa con la rivolta o la violenza propugnate dagli anarchici. Nei “”paesi civili””, la forza del proletariato risiedeva infatti nella capacità di ottenere “”riforme per vie pacifiche e legali””: alla radice della forza stava dunque lo “”sviluppo della coscienza di classe dei proletari””, il “”mezzo rivoluzionario dei moderni socialisti””. Turati non è il solo dirigente socialista italiano ad entrare nella libreria di Pellizza. Al già citato Prampolini, si devono aggiungere almeno il vecchio internazionalista ed operaista Osvaldo Gnocchi Viani e Leonida Bissolati. Allo stesso modo accanto all’opuscolo del russo Plechanov, si devono menzionare gli estratti dalla “”Critica sociale”” del belga Emile Vandervelde e del praghese Karl Kautsky, su temi cruciali quali la libertà nel socialismo e la decadenza della società capitalistica. Se queste letture testimoniano una sete di approfondimento del discorso socialista e la capacità di individuare i propri maestri, quel che è ancor più notevole è senza dubbio il confronto diretto non solo con i teorici e propagandisti dell’età della Seconda Internazionale, ma con gli stessi Marx ed Engels. Pellizza si dotò delle prime traduzioni, curate da Pasquale Martignetti nei primi anni Novanta, di ‘Socialismo utopistico e socialismo scientifico’ di Engels e di ‘Capitale e salario’ di Marx (2). Sono due testi fondamentali nella diffusione del pensiero marx-engelsiano. Richiesto espressamente a Morbelli, il testo di Engels venne letto nel novembre del 1895. Si tratta in realtà di una parte del più voluminoso ‘Antidühring’, il testo del 1878 su cui “”si formarono i più autorevoli esponenti della Seconda Internazionale””. Edito in opuscolo nel 1882, l’estratto svolse un ruolo analogo, ma a più ampio raggio, oltre la cerchia delle dirigenze socialiste europee, per essere letto da militanti e simpatizzanti: al punto che è stato considerato “”dopo il ‘Manifesto’ la più popolare introduzione al marxismo”” (3). Anche in Italia fu il “”tramite principale”” del rilancio dell’idea del “”socialismo scientifico””.”” (pag 47-48) [Michele Nani, ‘””Dalle viscere del popolo””. Pellizza, il “”Quarto Stato”” e il socialismo’] [(in) Michele Nani, Liliana Ellena, Marco Scavino, ‘Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo tra cultura e politica. Un’immagine e la sua fortuna’, introduzione di Aurora Scotti, stampa 2002] [(1) Giorgio Plechanov, ‘La tattica rivoluzionaria (Forza e violenza)’, ‘Lotta di classe’, Milano, 1894, riprodotto in ‘Educazione e propaganda’, cit. (…); (2) Federico Engels, ‘Socialismo utopistico e socialismo scientifico’, Fantuzzi, Milano, 1892; Carlo Marx, ‘Capitale e salario’, colla biografia dell’autore e con una introduzione di F. Engels, “”Critica sociale””, Milano, 1893 (…); (3) Gareth Stedman Jones, ‘Ritratto di Engels’, in ‘Storia del marxismo, I. Il marxismo ai tempi di Marx, Einaudi, 1978, p. 320 (…)]”,”MITS-425″
“NANNEI Alessandra”,”La nuovissima classe. Chi sono i “”borghesi di Stato””? Quanti incarichi ha ciascuno di loro? La prima indagine su un gruppo sociale che comprende solo l’1,5 per mille della popolazione attiva, ma che acquisisce il 2 per cento di tutti i redditi da lavoro del paese.”,”””Alla “”nuovissima classe”” occorre quindi accelerare la moderazione dei consumi del resto della popolazione, ma senza provocare dure reazioni sociali, che potrebbero metterne in pericolo l’esistenza. D’altra parte, teniamo presente che questo processo di riduzione dei consumi non potrà mai arrestarsi, ma quanto più si riduce la produzione tanto più dovrà assumere un ritmo veloce: in altri termini, è un processo destinato ad accelerare. L’inflazione e il deficit con l’estero sono dunque i due fenomeni economici che minacciano la “”borghesia di Stato””, pur essendole indipensabili. E, tra questi, il deficit con l’estero è il più pericoloso, perché non è socialmente controllabile: la possibilità di trovare prestiti esteri non dipende dalla buona volontà dei rappresentanti delle classi sociali né dal desiderio di sacrificio della popolazione, ma da capi di Stato e da capitalisti esteri. Si rende quindi necessario, a un certo punto del processo, contrarre rapidamente in consumi interni. Ricorrere alla sola inflazione potrebbe però mostrarsi un rimedio peggiore del male; l’inflazione, oltre a un certo livello è difficilmente controllabile, i trattati che uniscono l’Italia alla Cee mettono in grado la prima di esportare inflazione negli altri paesi europei, e questo fatto non viene accettato dai nostri ‘partners’ occidentali””. (pag 26)”,”ITAE-209″
“NAPHY William G.”,”La rivoluzione protestante. L’altro Cristianesimo.”,”NAPHY William G. storico ed esperto di tologia insegna all’Univ. di Aberdeen. Ha scritto pure ‘La peste in Europa’ (con A. Spicer) (2006). “”Il sobillatore dei Diggers fu Gerrard Winstanley, che fondò il gruppo nel 1649 (l’anno in cui il deposto Carlo I fu processato e decapitato), definendolo come quello dei “”veri livellatori””. Questa locuzione trae origine dal comunismo cristiano che loro sostenevano – uguaglianza o condivisione delle proprietà – sulla base di quanto riportato in Atti 2,42; 2,44-45 e 4,32-37. Va precisato che questi versetti sono abitualmente interpretati in modo differente dalla maggior parte dei protestanti, per non dire dei cattolici! I Diggers ambivano a una riforma dell’organizzazione sociale improntata a uno stile di vita bucolico, basato su piccole comunità rurali””. (pag 135)”,”RELP-053″
“NAPOLEONE BONAPARTE, a cura di André MALRAUX”,”Autobiografia.”,”André MALRAUX (1901-1976) da giovane studioso di archeologia e lingue orientali; fu portato dai suoi viaggi a partecipare alla rivoluzione cinese del 1927-28, cui dedicò le sue opere più note di scrittore: il saggio La tentazione dell’ Occidente (1926) e i romanzi ‘I conquistatori’ (1928) e ‘La condizione umana’ (1933). Partecipò alla guerra civile spagnola e alla resistenza. Poi al gollismo. Fu più volte ministro. Nel 1967 pubblicò le sue ‘Antimemorie’. “”La scienza militare consiste nel calcolare prima tutte le opportunità e stimare poi esattamente, quasi matematicamente, l’ incidenza del caso. Il caso rimane comunque sempre un mistero per gli spiriti mediocri”” (pag 32). “”Quando voglio interrompere una faccenda, la chiudo in un cassetto e ne apro un altro. Così non s’ imbrogliano a vicenda, non mi disturbano e non mi affaticano mai quando sto pensando a una in particolare. Se voglio andare a riposare, chiudo tutti i cassetti ed eccomi pronto a dormire”” (pag 81)”,”FRAN-054″
“NAPOLEONE BONAPARTE, a cura di Mario RIVOIRE”,”Giudizi e pensieri.”,”””Volontà, carattere, applicazione e audacia hanno fatto di me quello che sono””. (pag 68) “”In guerra non vi è nulla di più importante dell’ unità di comando””. (pag 54) “”In guerra, nulla si ottiene se non attraverso il calcolo””. (pag 55)”,”FRAN-066″
“NAPOLEONE BONAPARTE, a cura di Auguste PUJOL”,”Oeuvres choisies de Napoléon. Mises en ordre et précédées d’ une Etude littéraire.”,”Spedizione d’ Egitto. Battaglia d’ Abukir. “”Le rive su cui, l’ anno scorso, le correnti hanno portato i cadaveri inglesi e francesi, sono oggi coperte da quelli dei nostri nemici: se ne sono contati varie migliaia: non un sol uomo di questa armata è sfuggito.”” (pag 186)”,”FRAN-067″
“NAPOLEONI Claudio”,”Il pensiero economico del ‘900.”,”Claudio NAPOLEONI, nato all’ Aquila nel 1924, ha curato il ‘Dizionario di economia politica’ (Comunità, 1956). Dal 1958 al 1963 ha diretto il ‘Corso di specializzazione sui problemi della teoria e della politica dello sviluppo economico’ presso la SVIMEZ in Roma. E’ condirettore della ‘Rivista trimestrale’. Insegna scienze politiche presso la Facoltà di scienze politiche dell’ Università di Torino. L’ ammontare della spesa e la teoria moltiplicatore. “”Il fenomeno del moltiplicatore che, come abbiamo detto, è organicamente inserito nel modello teorico keynesiano, fu peraltro messo in luce prima della Teoria generale di Keynes e precisamente in un articolo del 1931 dell’ economista inglese Kahn””. (pag 98) La teoria del sottosviluppo economico. “”L’ economia classica dunque, di fronte all’ evidente forza espansiva dell’ ordinamento economico capitalistico, prevederva che tale ordinamento, come aveva superato le forme più arretrate di produzione nei paesi di origine del capitalismo stesso (…), così sarebbe stato in grado di espandersi sul piano mondiale, battendo e superando in ogni paese le forme più arretrate di produzione. Ma, a più di un secolo di distanza dalla formulazione di queste previsioni, possiamo oggi renderci conto di come esse si siano avverate soltanto in minima misura. In realtà i paesi che all’ epoca di queste previsioni erano più sviluppati hanno continuato in maniera spesso impetuosa ad incrementare la loro ricchezza, mentre quasi tutti gli altri paesi sono rimasti sempre più indietro, dando infine luogo alla situazione di profondo squilibrio di cui abbiamo parlato all’ inizio. Come è stato assai bene illustrato dal Myrdal recentissimamente, la storia economica mondiale presenta non una tendenza a un generale equilibrio, ma una tendenza all’ approfondimento degli squilibri””. (pag 171-172)”,”ECOT-091″
“NAPOLEONI Claudio”,”Smith Ricardo Marx.”,”NAPOLEONI Claudio nato all’ Aquila nel 1924, ha curato il Dizionario di economia politica, pubblicato nel 1956 dalle Edizioni di Comunità. Dal 1958 al 1962 ha diretto i corsi di specializzazione suklla teoria e la politica dello sviluppo economico presso la Svimez. E’ stato direttore, dal 1968 al 1974, della Scuola italiana di Storia del pensiero economico, in Roma. Ha insegnato economia politica, economia matematica e storia delle dottrine economiche nelle Università di Ancona e Napoli. Ha la cattedra di politica economica nell’ Università di Torino (Facoltà di scienze politiche). Ha pubblicato ‘Il pensiero economico del ‘900’ (Einaudi), ‘L’ equilibrio economico generale’ e ‘Lezioni sul capitolo sesto inedito di Marx’ (Boringhieri). “”Si mantenga integra la libertà di commercio; infatti la protezione più sicura, più precisa e più vantaggiosa per la nazione e per lo stato, in materia di commercio interno ed estero, consiste nella piena libertà della concorrenza””. (pag 170, Francois Quesnay) “”Si tratta dell’ identificazione della causa che determina il progressivo aumento delle “”capacità produttive”” del lavoro. Per Smith tale causa è la ‘divisione del lavoro’, ossia la progressiva riduzione del numero di operazioni produttive diverse eseguite da un unico lavoratore, lungo una linea che ha come estremi da un lato, una situazione in cui ogni lavoratore compie ‘tutte’ le operazioni produttive occorrenti alla produzione del suo sostentamento, e, dall’ altro lato, una situazione in cui ogni lavoratore compie ‘una sola’ di tali operazioni””. (pag 48)”,”ECOT-121″
“NAPOLEONI Claudio”,”Lezioni sul Capitolo sesto inedito di Marx.”,”Il Capitolo VI inedito di Marx contiene, in poche pagine, quasi tutto il contenuto teoretico essenziale del Libro primo del Capitale. Lezioni tenute da Napoleoni presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino 1971. Successione temporale degli scritti di Marx (pag 9-11) NAPOLEONI Claudio, Lezioni sul Capitolo sesto inedito di Marx. BORINGHIERI. TORINO. 1972, pag 185 8° (Il Capitolo VI inedito di Marx contiene, in poche pagine, quasi tutto il contenuto teoretico essenziale del Libro primo del Capitale, Lezioni tenute da Napoleoni presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino 1971, Successione temporale degli scritti di Marx (pag 9-11)) “”Se voi andate alcune righe più in basso, potete leggere così: “”L’assunzione del processo di lavoro come semplice momento del processo di valorizzazione del capitale””, questa cosa che è nel concetto stesso del capitale, quindi che accade sempre, cioè in ogni fase della vita storica del capitale, “”è posta anche dal lato materiale attraverso la trasformazione del mezzo di lavoro in macchine e del lavoro vivo in semplice accessorio vivente di queste macchine, mezzo della loro azione.”” E questo punto è ancora ulteriormente chiarito nelle due pagine successive. Passiamo ora al secondo capoverso di pagina 393, dove si dice: “”Il pieno sviluppo del capitale ha quindi luogo – o il capitale è giunto a porre la forma di produzione ad esso adeguata – solo quando il mezzo di lavoro non solo è determinato formalmente come ‘capitale fisso’, ma è soppresso nella sua forma immediata, e il capitale fisso si presenta di fronte al lavoro, all’interno del processo di produzione, come macchina””; “”è soppresso nella sua forma immediata”” vuol dire: è soppresso come mezzo, è soppresso come strumento, “”e l’intero processo di produzione non si presenta come sussunto sotto l’abilità immediata dell’operaio””, attenzione a questo punto, “”ma si presenta come impegno tecnologico della scienza. Dare alla produzione carattere scientifico è quindi la tendenza del capitale e il lavoro immediato è ridotto a un semplice momento di questo processo””. Qui si ripete una cosa che abbiamo già trovato; comunque fermiamoci ancora un momento, perché, se ci pensate bene, qui è espressa tutta la quasi incredibile gravità del processo produttivo dominato dal capitale””. (pag 96-97) [Claudio Napoleoni, Lezioni sul Capitolo sesto inedito di Marx, 1972]”,”MADS-494″
“NAPOLEONI Claudio, intervista di Lapo BERTI”,”100 domande e 100 risposte sull’economia.”,”Una tesi dell’economista Claudio Napoleoni sull”inflazione da salari’. “”Nel meccanismo capitalistico classico (tanto per fare un riferimento illustre, quello che Karl Marx aveva di fronte quando scriveva ‘Salario, prezzo e profitto’), gli incrementi della produttività del lavoro avevano effetti redistributivi. Il prodotto netto era distribuito in maniera diversa fra salari e profitti. Un aumento dei salari faceva diminuire il profitto e non aveva alcun effetto sui prezzi. La polemica di Marx con il cittadino Weston verteva proprio su questo. Non è vero, diceva Marx, che l’aumento dei salari fa aumentare i prezzi: fa diminuire i profitti a prezzi costanti. Questa tesi è stata vera a lungo, fino a che le imprese capitalistiche non hanno avuto sufficiente potere di mercato e politico. In un capitalismo monopolistico, invece, in cui esistono genericamente delle imprese che possiedono un potere di mercato, ossia che sono in grado di imporre i propri prezzi, e un potere politico, ossia che sono in grado di influenzare l’offerta di moneta, questa proposizione non è più vera. Qui un incremento di salario monetario che vada al di là dell’incremento della produttività reale del lavoro scatena un meccanismo di incremento generalizzato dei prezzi rispetto al salario, che è reso possibile, appunto, dal fatto che le imprese hanno un potere di mercato, ossia amministrano i prezzi, e dal fatto che la condizione monetaria dell’inflazione, ossia l’offerta di moneta, va incontro a queste esigenze. A questo punto è vero che l’incremento del salario determina l’aumento dei prezzi. Il profitto viene difeso. Questa è una fase, diciamo così, intermedia tra quella classica e quella attuale, ossia una fase in cui si può dire che l’inflazione è un meccanismo di ricostituzione dei profitti di fronte a incrementi salariali di una certa entità. Per quanto riguarda questa fase, risponderei con Marshall che siamo di fronte a una forbice di cui è difficile dire quale delle due lame effettivamente tagli, perché tagliano tutt’e due, ovviamente. Arriviamo infine alla fase attuale, in c’è una difesa automatica, almeno entro certi limiti, del potere d’acquisto del salario attraverso la scala mobile. In questo caso l’inflazione non serve più neanche come strumento di ricostituzione dei profitti, perchè non appena i prezzi aumentano il salario monetario aumenta, il profitto viene difeso sulla base del potere monetario e della politica monetaria, e quindi il salario monetario viene svalutato e il salario reale torna al livello di partenza. A questo punto, però, siccome i prezzi sono aumentati, si inserisce il meccanismo della scala mobile (nella misura in cui copre l’aumento dei prezzi) e allora quella ricostituzione dei profitti non avviene più perché il salario monetario torna ad aumentare per conto suo. Si instaura così la cosiddetta spirale dei prezzi, che agisce anche al di fuori dei contenuti contrattuali che vengono realizzati di volta in volta””. (pag 26-27) [Claudio Napoleoni, intervistato da Lapo Berti, 100 domande e 100 risposte sull’economia, 1982]”,”ECOT-019-FPA”
“NAPOLEONI Claudio”,”Discorso sull’economia politica.”,”Claudio Napoleoni professore di politica economica nell’Università di Torino. La questione del crollo legata alla teoria del valore. (pag 75-79) “”La trattazione che Marx fa dell’impiego delle macchine nei ‘Grundrisse’ (Lineamenti fondamentali, vol. 2, pp. 400-03) ) è notevole per varie ragioni, ma innanzitutto per questa, che è quello l’unico luogo in cui in modo esplicito la prospettiva della fine del mondo capitalistico di produzione è collegata strettamente alla teoria del valore-lavoro. Ripetiamo la tesi di Marx, della quale ci siamo già occupati. I mezzi di produzione, quando sono assunti nel processo capitalistico, subiscono “”diverse metamorfosi””. L’ultima di queste – il “”sistema delle macchine””, appunto – rappresenta la perfetta adeguazione del processo tecnico di produzione alla natura del capitale. Questa omogeneizzazione della forma tecnica al capitale consiste in ciò: “”La macchina non si presenta sotto alcun rispetto come mezzo di lavoro dell’operaio singolo. La sua differenza specifica non è affatto, come nel mezzo di lavoro, quella di mediare l’attività dell’operaio nei confronti dell’oggetto; ma anzi questa attività è posta ora in modo che è essa a mediare soltanto ormai il lavoro della macchina, la sua azione sulla materia prima – a sorvegliare questa azione e a evitarne le interruzioni””. Ossia. In tutte le tecnologie che hanno preceduto il capitalismo, il rapporto tra il lavoro e lo strumento del lavoro si presenta in questa forma: lo strumento di lavoro è ciò che media tra il lavoro e la natura; abbiamo perciò un termine iniziale, o attivo, che è il lavoro, un termine finale, o passivo, che è la natura, e un termine intermedio che è appunto lo strumento. Con le macchine, cioè con il processo produttivo reso omogeneo al capitale, il rapporto è rovesciato: all’inizio c’è, in posizione attiva, il sistema delle macchine, in cui sono incorporate la scienza e l’organizzazione, mentre è l’attività dell’operaio, “”ridotta a una semplice astrazione di attività””, a mediare il rapporto delle macchine con la natura. Quindi non è più l’abilità dell’operaio che determina l’uso dello strumento, ma è la legge di funzionamento della macchina che determina l’attività dell’operaio. Ora, prosegue Marx, in forza di questo rovesciamento “”la creazione della ricchezza reale viene a dipendere meno dal tempo di lavoro e dalla quantità di lavoro impiegato che dalla potenza degli agenti che vengono messi in moto durante il tempo di lavoro, e che, a sua volta – questa loro ‘powerful effectiveness’ – non è minimamente in rapporto al tempo di lavoro immediato che costa la loro produzione, ma dipende invece dalla stato generale della scienza e dal progresso della tecnologia, o dall’applicazione di questa scienza alla produzione”” [Claudio Napoleoni, Discorso sull’economia politica, 1985] (pag 75-76) “”A questo punto l’argomentazione di Marx è che, dal momento che non esiste altro modo di determinare il valore di scambio se non mediante il tempo di lavoro, il capitale, che è produzione di valore, è costretto a mantenere questa determininazione a dispetto della decadenza del lavoro da elemento creatore dei prodotti. In altri termini, il capitalismo, giunto alla piena realizzazione di sé stesso, deve trattare i prodotti per ciò che essi ‘non’ sono. Siamo cioè per Marx in presenza di una contraddizione, i cui termini possono essere così esposti: da un lato, il capitale, in quanto realizzazione piena del valore di scambio, riconduce al tempo di lavoro la determinazione della ricchezza; dall’altro lato, il tempo di lavoro, con le macchine, non regola più la produzione della ricchezza, poiché questa dipende ora essenzialmente dalla scienza e dall’organizzazione. Questa contraddizione si risolve con la caduta della produzione capitalistica: “”Con ciò la produzione basata sul valore di scambio crolla””. Se facciamo riferimento all’elaborazione più matura del ‘Capitale’, la tesi in questione potrebbe essere messa in questi termini. Il lavoro produttore di merci è duplice: esso è, a un tempo, lavoro concreto e lavoro astratto. In quanto lavoro astratto, esso produce valori (di scambio); e come il valore di scambio ha il suo supporto materiale necessario nel valore d’uso, così il lavoro concreto è il necessario luogo di manifestazione del lavoro astratto. Ossia, alla merce in quanto valore di scambio è legato il lavoro astratto quantitativamente determinato in quanto alla merce valore d’uso è legato il lavoro concreto qualitativamente determinato. Ma se si rompe il legame tra il valore d’uso e il lavoro concreto, perché il valore d’uso viene a dipendere da ‘altro’, allora lo stesso lavoro astratto cessa di essere rilevante, e il valore di scambio viene privato della sua base necessaria. Il valore di scambio non può più essere determinato, e la produzione fondata sul valore di scambio crolla. Ripetiamo: ci sembra, questo dei ‘Grundrisse’, l’unico testo di Marx in cui si ponga un nesso così stretto tra l’idea del “”crollo”” e la teoria del valore. L’argomentazione è ben più stringente di quella relativa al “”crollo”” legato alla caduta tendenziale del saggio del profitto. E si tratterebbe qui di una teoria del crollo incontrovertibile, ‘se’ la teoria del valore-lavoro fosse vera (se fosse vero, cioè, ciò che è invece falso, ossia che le quantità di lavoro contenute nelle merci siano ‘necessarie’ per determinare i prezzi di produzione). ‘Se’ tale teoria fosse vera, resterebbe dimostrata l’esistenza, all’interno del modo capitalistico di produzione, di una tendenza al crollo per ragioni economiche, cioè per ragioni connesse con le “”metamorfosi”” che il lavoro subisce nell’ambito del processo produttivo man mano che quel modo di produzione si adegua storicamente ai propri princìpi””. (pag 77-78) [Claudio Napoleoni, Discorso sull’economia politica, 1985] “”Il testo su cui vale la pena di meditare è quello nel quale è inclusa la proposizione sul crollo, che prima abbiamo riportato. “”Il furto del tempo di lavoro altrui, sul quale si basa la ricchezza odierna, si presenta come una base miserabile in confronto a questa nuova base creata dalla grande industria stessa. Non appena il lavoro in forma immediata ha cessato di essere la grande fonte di ricchezza, il tempo di lavoro cessa e deve cessare di essere la misura del valore d’uso. Il lavoro eccedente della massa ha cessato di essere la condizione dello sviluppo della ricchezza generale, così come il non-lavoro dei pochi ha cessato di essere condizione dello sviluppo delle potenze generali della mente umana. Con ciò la produzione basata sul valore di scambio crolla, e il processo produttivo materiale immediato viene a perdere esso stesso la forma della miseria e dell’antagonismo”” (Marx, ‘Grundrisse’, ndr). E’ da notare, in primo luogo, come queste proposizioni siano, per così dire, modellate sulla teoria del valore-lavoro: la base della ricchezza odierna è il furto del tempo di lavoro altrui; la condizione dello sviluppo delle potenze generali della mente umana è il non-lavoro dei pochi. Il capitalista qui non è più la figura del capitale, ma è assimilato al signore dello sfruttamento precapitalistico. Ma, malgrado la forma su cui sono modellate, queste proposizioni hanno una sostanza che è indipendente da tale forma. Il fatto che nell’industria moderna sia incorporata una scienza, una tecnica e un’organizzazione, che sono separate dall’operaio, nel senso che sono pensate, elaborate e applicate in luoghi sociali ai quali il lavoratore non ha accesso, dà luogo a una “”base miserabile”” per la produzione della ricchezza, perché quei luoghi, quale che sia la loro eccellenza qualitativa sono quantitativamente una parte ben misera, appunto, della società tutt’intera. La gran parte della società è cioè esclusa, per quanto riguarda la produzione, da un’attività razionale, o, in generale, da un operare che abbia connotazioni specificamente umane. Questa divisione della società in due parti, di cui l’una lavora come semplice appendice della macchina, mentre l’altra concentra in sé il sapere, l’applicazione del sapere e la gestione del processo di produzione, è d’altra parte la conseguenza diretta del fatto che il fine a cui la società capitalistica risulta oggettivamente ordinata non è “”il libero sviluppo delle individualità””, attraverso “”la riduzione a un minimo del lavoro necessario della società””, ma la conservazione “”come valore del valore già creato””. La produzione come fine in sé, che pure per tutta una fase storica ha introdotto una sollecitazione sistematica allo sviluppo delle forze produttive, cessa di produrre tale sollecitazione dal momento in cui la forza produttiva essenziale sarebbe l’appropriazione da parte di tutti della conoscenza e quindi della possibilità di un operare umano, e conseguentemente dal momento in cui lo sviluppo della ricchezza cesserebbe di identificarsi con lo sviluppo della ricchezza materiale. E’ questa l’indicazione che sembra scaturire da queste pagine di Marx”” (pag 78-79) [Claudio Napoleoni, Discorso sull’economia politica, 1985]”,”TEOC-594″
“NAPOLEONI Claudio, a cura, collaborazione di Silvio BACCHI ANDREOLI, Thomas BALOGH, Mario BANDINI, Alberto BERTOLINO, Vittorio E. BOLIS, Francesco BRAMBILLA, Giuseppe BRUGUIER PACINI, Massimo BRUZIO, Federico CAFFÈ, Vera CAO-PINNA, Giovanni DEMARIA, Mario DI LORENZO, Maurice DOBB, Amintore FANFANI, Silvio GOLZIO, Ubaldo GUIDUCCI, Salvatore GUIDOTTI, Paolo SYLOS LABINI, Siro LOMBARDINI, Enrico MACCHIAVELLI, Pietro MANES, Ugo MARCHESE, Claudio NAPOLEONI, Giancarlo OLCESE, Pietro PAGANI, Giannino PARRAVICINI, Giulio PIETRANERA, Ernesto ROSSI, Carlo RUINI, Sergio STEVE, Antonio TATÒ, Roberto ZANELETTI”,”Dizionario di Economia Politica.”,”Contiene il capitolo La teoria dell’equilibrio e il problema delle crisi (pag 650-663) (teoria delle fluttuazioni economiche, teoria dei raccolti, fiducia e credito, teorie monetarie del sottoconsumo, scuola monetaria, teorie basate sul carattere della produzione capitalista)”,”ECOT-095-FL”
“NAPOLEONI Claudio”,”Elementi di economia politica.”,”Le legge di Say. “”Una delle questioni che riguardano il funzionamento del sistema-tipo capitalistico è quella della possibilità che esso vada incontro a ‘crisi’ economiche. Come premessa allo studio di questa questione, dobbiamo esporre, ed illustrare, un proposizione che fu enunciata dall’economista francese J.B. Say (1767-1832), e che perciò è nota con il nome di ‘legge di Say’. Quando, in un mercato reale, si presenta una crisi economica, il fenomeno che più immediatamente salta agli occhi è il fatto che la generalità dei venditori non trova acquirenti che possano comperare, a prezzi remunerativi, tutte le merci che sono poste sul mercato. Onde, anche da parte del senso comune, la crisi viene generalmente attribuita a una deficienza di domanda, cioè, più esattamente, all’inesistenza di una domanda sufficiente ad assorbire tutta la produzione a prezzi che almeno coprano i costi di produzione. Orbene Say cercò di mostrare che, malgrado le apparenze, una simile deficienza di domanda è in realtà impossibile. Egli affermò, a questo riguardo, che ogni offerta crea una domanda di pari ammontare monetario: infatti, egli affermava, chi vende merci riceve, in cambio di tali merci, un certo ammontare di moneta, della quale egli non può far altro che spenderla per l’acquisto di altre merci, per cui, accanto al valore monetario dell’offerta di questo soggetto, vi sarà necessariamente una domanda di pari valore monetario. Il valore monetario della domanda complessiva del sistema economico e il valore monetario dell’offerta complessiva sono perciò sempre uguali, e ogni possibilità di insufficienza di domanda rispetto all’offerta resta così esclusa. Insomma, secondo questa tesi non si offre una merce se non allo scopo di domandare qualche altra merce, e la domanda e l’offerta non sono che due momenti d’uno stesso atto economico, ed è impossibile che vi sia uno squilibrio tra l’una e l’altra. Say ammetteva naturalmente che su singoli mercati potesse esservi una insufficienza di domanda; ma qualora ciò si verifichi, egli sosteneva, bisogna ammettere che su qualche altro mercato vi sia una insufficienza dell’offerta rispetto alla domanda; e questi squilibri parziali possono sempre essere corretti, e sono di fatto corretti, da opportuni movmenti dei prezzi relativi. Se questa tesi di Say fosse vera, la spiegazione delle crisi economiche diventerebbe assai problematica. Ma in realtà la tesi in questione è solo apparentemente vera, anche se la scienza economica mise parecchio tempo prima di scoprire dove si annida il suo errore. Il primo che dette una critica notevole delle tesi di Say fu Marx. La sua obbiezione può essere esposta come segue. Nel sistema mercantile semplice la legge di Say è vera, o, per lo meno, ha molte probabilità di essere vera, giacché i soggetti economici di tale sistema di norma chiedono moneta solo in quanto desiderano spenderla per acquistare merci. Ma la verità della legge non si può estendere al sistema capitalistico, nel quale la moneta serve, oltre che come intermediario degli scambi, anche come capitale. Un capitalista, infatti, che abbia venduto le sue merci, viene a disporre di una certa quantità di moneta che lo mette in grado di ricostituire il capitale impiegato nella produzione di merci vendute e di aumentare questo capitale; ma la ricostituzione del capitale, e soprattutto il suo allargamento, vengono effettuati dal capitalista soltanto se egli può ragionevolmente supporre che il capitale nel quale egli converte la sua moneta possa dargli un profitto. Dunque la riconversione della moneta in merci è legata alle previsioni che il capitalista può fare circa la profittabilità del capitale costituito dalle merci che la moneta dovrebbe acquistare. Se queste previsioni, per una qualsiasi ragione, non sono favorevoli, la conversione della moneta in merci non avviene, o, per lo meno, non avviene immediatamente; ma basta che questa conversione non sia immediata perché il circuito delle vendite e degli acquisti si interrompa. Inoltre basta che questa interruzione avvenga in un punto solo perché essa tenda a generalizzarsi e a investire l’intero sistema economico”” [Claudio Napoleoni, Elementi di economia politica, Firenze, 1974] (pag 149-150-151)”,”ECOT-287″
“NAPOLEONI Claudio”,”Smith Ricardo Marx. Considerazioni sulla storia del pensiero economico.”,”Claudio Napoleoni è nato nel 1924 ed è professore ordinario di Economia politica nell’Università di Napoli. Ha curato nel 1956 il Dizionario di economia politica; tra il 1953 e il 1963 ha collaborato alle ricerche della Svimez sullo sviluppo economico italiano; successivamente ha insegnato economia politica e storia delle dottrine economiche nelle università. I suoi lavori vengono normalmente pubblicati sulla ‘Rivista trimestrale’, che egli dirige insieme a Franco Rodano. Tra le sue opere, ricordiamo Il pensiero economico del ‘900 e L’equilibrio economico generale. Questo libro espone sistematicamente il pensiero dei fisiocratici, di Smith e di Ricardo, e fornisce alcuni elementi di base per una interpretazione della teoria economica di Marx, attraverso l’esame del concetto di alienazione, del concetto di capitale, e della ‘questione delle macchine’.”,”ECOT-106-FL”
“NAPOLEONI Claudio, intervista di Lapo BERTI”,”100 domande e 100 risposte sull’economia.”,”1971: il disavanzo della bilancia commerciale americana e la fine degli accordi di Bretton Woods “”[Cosa ha fatto fallire l’ordine monetario stabilito a Bretton Woods? “”Pensando a questa domanda, mi è venuto in mente un passo di Marx che apparentemente non c’entra molto, ma che invece può essere illuminante. C’è un punto dei ‘Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica’ in cui si dice che le miniere d’oro impoveriscono i paesi che le possiedono, perché i paesi che possiedono oro non compiono alcun sforzo per sviluppare la ricchezza reale in quanto pensano di poterla comprare da altri. Sono quindi destinati a diventare paesi arretrati, statici, mentre gli altri si danno da fare. Perché questa cosa che Marx dice, mi pare a proposito della Spagna, è utilizzabile in questo caso? Lo è perché il sistema di Bretton Woods era essenzialmente basato su due capisaldi: il dollaro come moneta internazionale, e come tale legato all’oro secondo un prezzo fisso, e poi i cambi fissi rispetto al dollaro, che avrebbero dovuto essere garantiti non più, come nel vecchio ‘gold standard’, attraverso i movimenti dell’oro, ma attraverso interventi delle banche centrali. Cominciamo dalla prima questione. Se alla moneta di un paese si attribuisce un ruolo di moneta internazionale, si dà certamente a questo paese un privilegio, il quale può essere descritto molto semplicemente dicendo che esso può finanziare qualunque disavanzo della propria bilancia dei pagamenti semplicemente emettendo moneta. Ma lo si mette anche di fronte ad un pericolo, che è esattamente quello di possedere una miniera d’oro. E questo pericolo si viene concretando a poco a poco, nel senso che questo paese rimane indietro rispetto agli altri. Nell’agosto del ’71 l’amministrazione Nixon prese coscienza del fatto che gli Usa rimanevano indietro attraverso un indice molto significativo: il disavanzo della bilancia dei pagamenti americana stava diventando un disavanzo anche della bilancia commerciale. A questo punto gli Stati Uniti si sono fermati. E’ come se avessero preso improvvisamente coscienza del fatto che avere il dollaro come moneta internazionale significava esporre l’apparato produttivo americano a una concorrenza internazionale che rischiava di diventare selvaggia da parte dell’Europa, soprattutto della Germania, ma in parte anche della Francia, e del Giappone. Una concorrenza che non sarebbero stati in grado di fronteggiare e che apriva la prospettiva del decadimento economico. In altre parole, gli Usa hanno preso atto del fatto che erano intervenuti rilevanti mutamenti nella divisione internazionale del lavoro e nel peso relativo dei diversi paesi industriali sul mercato mondiale. Questo è stato l’elemento decisivo che ha determinato la svolta. Fino al momento in cui, come è accaduto dalla fine della guerra fino al 1970, il disavanzo della bilancia dei pagamenti americana era un disavanzo dal lato dei capitali, determinato dalle spese militari all’estero, dai programmi di aiuti economici e in generale dagli investimenti all’estero, non c’era nulla di male. Lo si poteva tranquillamente finanziare mediante l’emissione di moneta. Ma quando il disavanzo ha cominciato a provenire dalla parte corrente, ossia degli scambi commerciali, quando cioè le importazioni hanno cominciato a superare le esportazioni, cosa che agli Usa non era mai successa, l’amministrazione americana ha considerato questo, non a torto, come il sintomo di una situazione reale che si stava deteriorando. A questo punto ha rotto il sistema. E il modo più semplice per romperlo era di sospendere la convertibilità del dollaro, di svalutarlo immediatamente e quindi porre rimedio, per questa via, al disavanzo della bilancia commerciale, facendo recuperare competitività alle merci americane. Questa è la causa principale della fine del sistema di Bretton Woods. [L]’altra causa concomitante, della fine del sistema di Bretton Wood, che ha avuto importanza storica allora, ma che è importantissima anche adesso, è la questione dei cambi fissi (entro le bande di oscillazione che erano previste dagli accordi di Bretton Woods)”” (pag 40-42)] [ISC Newsletter N° 80] ISCNS80TEC [Visit the ‘News’ of the website: http://www.isc-studyofcapitalism.org]”,”ECOT-012-FV”
“NAPOLEONI Claudio”,”Il valore.”,”Processo di espropriazione dei produttori indipendenti. Non c’è un rapporto paritario tra le due determinazioni della merce, valore d’uso e valore di scambio. “”L’incompatibilità tra lo scambio come forma sociale generalizzata e il carattere indipendente dei produttori risulta dal fato che la società mercantile semplice, che appunto si fonderebbe su quei due elementi, darebbe luogo a una situazione antitetica: d un lato, gli uomini, essendo produttori indipendenti, avrebbero la ‘proprietà’ delle condizioni oggettive del loro lavoro, cioè, in generale della terra e dei mezzi di produzione; ma, dall’altro lato, data la natura del rapporto di scambio, essi subirebbero già un”espropriazione’, perché non avrebbero il controllo del processo ‘sociale’ di produzione: abbiamo già visto, infatti, che, per Marx, quando il lavoro dei produttori è un lavoro privato, quando perciò i produttori sono associati nell’atto del loro lavoro, la società si costituisce come una realtà esterna, che si contrappone ai produttori e li domina, anziché essere da essi dominata. In altri termini, il rapporto degli uomini col loro lavoro sarebbe un rapporto di proprietà nel momento privato e un rapporto di espropriazione nel momento sociale. Di qui il carattere “”fittizio”” che Marx attribuisce a una simile ipotetica società. In realtà, secondo la concatenazione logica, alla quale corrisponde del resto una precisa successione storica, l’espropriazione a cui sono soggetti i produttori indipendenti quando essi sono produttori di merci, è destinata, per Marx, a procedere fino in fondo, nel senso che gli uomini, già privati, per il fatto stesso dello scambio, del carattere sociale del lavoro, non possono, alla fine, non essere separati dal lavoro stesso. Questo compimento del processo di espropriazione è rappresentato da Marx mediante lo sviluppo delle determinazioni del denaro (8). Nello scambio semplice il denaro si presenta ancora come un mezzo per l’acquisizione di valori d’uso, e il valore d’uso stesso si presenta come lo scopo. È appunto questa la situazione che Marx rappresenta con la formula M-D-M, merce-denaro-merce: ogni soggetto parte da un valore d’uso, che è quello da lui prodotto, e, attraverso la mediazione del denaro, giunge a un altro valore d’uso, che è quello che ottiene dagli altri nello scambio. In questa situazione il denaro non domina il processo di circolazione, ma compare e scompare in esso; il valore, cioè, quando sta nella determinazione della merce non sta nella determinazione del denaro, e viceversa. Ma il denaro, se è l’elemento connettivo su cui il rapporto sociale si fonda (se “”esso stesso è la comunità, e non può sopportarne altra superiore””) (9), è destinato ad abbracciare l’intero processo di circolazione, ossia a mantenersi in esso come l’elemento permanente: la formula precedente si rovescia cioè nell’altra D-M-D, denaro-merce-denaro. In questa formula il denaro, anziché essere l’elemento di mediazione, si pone come il principio e la fine del processo. In tal modo il rapporto tra valore d’uso e valore di scambio è invertito. Nei confronti di tale rapporto, Marx si esprime così: “”Le merci debbono realizzarsi come valori prima di potersi realizzare come valori d’uso. D’altra parte le merci debbono dar prova di sé come valori d’uso prima di potersi realizzare come valori. Poiché il lavoro umano speso in esse conta solo in quanto è speso in forma utile per altri””. Ma aggiunge immediatamente: “”Ma solo il suo scambio può dimostrare che esso è utile ad altri e quindi se il suo prodotto soddisfa bisogni di altre persone”” (10). Ciò significa che nella società basata sul rapporto di scambio non c’è un rapporto paritario tra le due determinazioni della merce, valore d’uso e valore di scambio, e, più precisamente, che è il valore di scambio a dare la sanzione all’intero processo: dal punto di vista della società, insomma, è il valore di scambio che, in forza del suo carattere costituente, subordina a sé il valore d’uso e ne dà la giustificazione”” (pag 60-61) [(9) Il capitale, libro primo, cit., cap.. 3 e 4. Ma si vedano anche i Lineamenti fondamentali, cit., vol. I, pp. 157-221; (9) Lineamenti fondamentali, cit., vol. I, p, 183; (10) Il capitale, libro primo, p. 118] [Claudio Napoleoni, Il valore, Isedi, Milano; 1976]”,”ECOT-002-FRR”
“NAPOLEONI Claudio”,”Elementi di economia politica.”,”Contiene l’articolo: ‘L’inflazione nei periodi di guerra’ (pag 296-298)”,”ECOT-001-FMB”
“NAPOLEONI Claudio, a cura di Gabriele GUZZI”,”Lezioni sul capitolo sesto inedito di Marx.”,”Il talento di un economista autodidatta dal dopoguerra agli anni Sessanta …. (pag 11) ‘Gli anni Settanta: il ritorno a Marx (pag 16) Dopo il fallimento del progetto di un’uscita “”riformista”” dal marxismo, sia di quello di un ritorno scientifico ad esso, Napoleoni entra in dialogo col pensiero di Martin Heidegger (pag 21) “”Claudio Napoleoni nasce a L’Aquila il 5 marzo 1924 (5). Si avvicina allo studio del pensiero economico da autodidatta: studia Marx e poi Walras negli anni Quaranta. Si iscrive alla Facoltà di Scienze Naturali a Roma interrompendo gli studi a causa del conflitto. Successivamente si iscrive a Filosofia, abbandonandola nel 1947. Napoleoni infatti non si laureò mai, nonostante divenne un professore ordinario. Questo carattere essenzialmente non-accademico del suo pensiero, di contatto rigoroso ma diretto con i classici, rimarrà uno degli elementi più forti, controversi e geniali dell’identità di economista di Claudio Napoleoni. Dopo aver collaborato dal 1945 al Ministero della Costituente e al Ministero delle Finanze, ed essere stato coinvolto nel progetto dei Consigli di Gestione (6), Napoleoni partecipa al dibattito post-bellico criticando la linea del governo fondata su stabilità monetaria e austerità. Iscritto al Pci, nei primi mesi del ’50 partecipa al gruppo dell’ex Sinistra cristiana con Felice Balbo, Mario Motta e Franco Rodano, con cui fonda la rivista «Cultura e realtà» (7). In questi mesi, Napoleoni si converte al cattolicesimo (8). Dopo la scomunica ai comunisti di Pio XII e il raffreddamento dei rapporti col partito, Napoleoni decide di non rinnovare la sua iscrizione al Pci. La sua formazione economica è legata alla collaborazione con Francesco Saraceno allo Svimez che inizia nel 1953. Grazie a un talento non comune e una conoscenza già enciclopedica del pensiero economico, Napoleoni fu scelto per dirigere dal 1978 il “”Corso di formazione e specializzazione sui problemi della teoria e della politica dello sviluppo economico», e fu incluso nella commissione che lavorerà allo ‘Schema Vanoni’ nel 1954 e alla ‘Nota aggiuntiva’ di Ugo La Malfa nel 1962. Un momento cruciale per la sua affermazione fu l’incarico da parte delle Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti di redigere un ‘Dizionario di economia politica’ (1956).”” (pag 11-12) [Gabriele Guzzi, ”L’attualità futura di Claudio Napoleoni’ (introduzione), (in) Claudio Napoleoni, ‘Lezioni sul capitolo sesto inedito di Marx’, Rogas edizioni, Roma, 2024]”,”MADS-831″
“NAPOLETANO Roberto”,”Se il Sud potesse parlare. Da Menichella a Ciampi. Dalla Cassa per il Mezzogiorno a Sviluppo Italia. La vera storia di mezzo secolo di Stato nell’Italia meridionale.”,”Roberto Napoletano è nato a La Spezia nel 1961. E’ redattore capo di Economia italiana del Sole 24 Ore (1999). Nel 1996 ha pubblicato: ‘Fatti per vincere. Uomini e imprese dell’Italia positiva’ e nel 1997 ‘Mezzogiorno risorsa nascosta’. E’ autore pure di ‘Gabriele Pescatore. Il Grande Elemosiniere’ (1988) e di ‘Nomenklatura meridionale’ (1992).”,”ITAE-381″
“NAPOLI Mario a cura, saggi di Alberto COVA Sergio ZANINELLI Aldo CARERA Guido BAGLIONI”,”Alle radici del sindacalismo italiano.”,”””Nonostante queste incertezze, si può, con una certa sicurezza affermare che il numero di lavoratori nella sola CGL era davvero notevole. In un Paese come l’Italia, nel quale solo in piccola parte l’economia aveva assunto i caratteri della modernità anche nel tradizionalissimo settore agricolo, si trattava di circa 700 mila associati divisi in 4.500 leghe o sezioni (pag 16) [saggio di Alberto Cova, Il sindacalismo delle origini e la nascita della CGdL]”,”MITT-339″
“NAPOLITANO Giorgio SERENI Emilio BADALONI Nicola PESENTI Antonio GERRATANA Valentino RAGIONIERI Ernesto FERRI Franco GRUPPI Luciano NATTA Alessandro SPRIANO Paolo GARRITANO Giuseppe”,”Lenin teorico e dirigente rivoluzionario.”,”Contiene i seguenti saggi: -Giorgio NAPOLITANO, L’insegnamento di Lenin nell’esperienza e nella prospettiva del PCI -Emilio SERENI, Da Marx a Lenin: la categoria di ‘formazione economico-sociale’ -Nicola BADALONI, Scienza e filosofia in Engels e Lenin -Antonio PESENTI, Validità attuale de ‘L’ imperialismo’ -Valentino GERRATANA, Stato socialista e capitalismo di Stato -Franco FERRI, Il problema del controllo operaio -Luciano GRUPPI, Lenin e il concetto di egemonia -Alessandro NATTA, Appunti sulla concezione leninista del partito -Ernesto RAGIONIERI, Lenin e l’ Internazionale -Paolo SPRIANO, Lenin e il movimento operaio italiano -Giuseppe GARRITANO, L’ edizione italiana delle Opere “”Caratteristica fondamentale dell’ imperialismo – sia nell’ analisi di Bucharin che in quella di Lenin – è la trasformazione della concorrenza in monopolio, il passaggio del capitalismo alla sua fase monopolistica. D’altra parte sia Lenin che Bucharin sanno bene che la concorrenza non è un semplice incidente del capitalismo, una sua manifestazione contingente, ma qualcosa che attiene alla sua struttura essenziale. Un capitalismo senza concorrenza, senza la molla della libera iniziativa, non sarebbe più capitalismo, ma un sistema che è riuscito a sfuggire alle contraddizioni attraverso cui si impongono le leggi materiali oggettive, del modo di produzione capitalistico. A niente di simile pensava Bucharin, che è invece su questo punto assai preciso (…)””. (pag 140-141, Valentino Gerratana, Stato socialista e capitalismo di Stato)”,”PCIx-224″
“NAPOLITANO Giorgio AVOLIO Giuseppe BENZONI Alberto CATTANI Venerio DE-MARTINO Francesco EMILIANI Vittorio FERRI Mauro GATTO Vincenzo ISINELLI Alfonso LANDOLFI Antonio MENCHINELLI Alessandro OCCHETTO Achille PAOLICCHI Luciano PIERACCINI Giovanni TEDESCO Giglia UBOLDI Raffaello VASSALLI Giuliano ZAGARI Mario”,”Quell’ indimenticabile 1956! Cinquant’anni fa la sinistra in Italia.”,”””Riviste come “”Mondoperaio””, come “”Passato e presente”” di Giolitti, come “”Tempi moderni”” di Onofri, come “”Corrispondenza socialista”” di tre esponenti ex PCI quale Reale, Pellicani e Averardi, come “”Ragionamenti”” di Guiducci si affiancarono a “”Tempo presente”” ed alla grande “”Critica sociale”” diretta da Faravelli nell’aprire un dibattito e una ricerca incessante sulle trasformazioni sociali e culturali e sul presente e sul futuro del socialismo. Vennero alla luce opere come “”Socialismo e verità”” di Guiducci, “”Politica e cultura”” di Bobbio, “”Dieci inverni”” di Fortini, “”Gramsci”” di Tamburrano che indubbiamente contribuirono, insieme con tante altre, ad un energico svecchiamento di una cultura ammuffita nel dogmatismo cui i sacerdoti dell’ideologia leninista-stalinista l’avevano per lungo tempo condannata. Questo risveglio fecondo di idee e di opere fu anch’esso una conseguenza positiva degli eventi del 1956. Che però è stato pagato a caro prezzo: con il sangue di tanti ungheresi, ed anche degli operai della Germania dell’Est e della Polonia (…)””. (pag 71)”,”PCIx-241″
“NAPOLITANO Giorgio”,”Dova va la Repubblica. 1992-94, una transizione incompiuta.”,”NAPOLITANO Giorgio è nato nel 1925. Laureato in giurisprudenza, eletto deputato nel 1953, è stato membro di Commissioni parlamentari, si è occupato di questione del Mezzogiorno. Dal 1981 al 1986 presidente del gruppo PCI. Dal 1992 al 1994 presidente della Camera dei Deputati.”,”ITAP-149″
“NAPOLITANO Giorgio”,”Dal Pci, al socialismo europeo. Un’autobiografia politica.”,”Giorgio Napolitano (Napoli, 1925) ha assolto molti incarichi nel Pci fino al suo scioglimento nel 1991. Presidente della Camera dei deputati dal 1992 al 1994, ministro dell’interno dal 1996 al 1998, Presidente della Commissione affari costituzionali dal 1999 al 2004. “”La giustificazione del sanguinoso intervento militare sovietico per soffocare un moto popolare bollato come controrivoluzionario è divenuta e rimane – per diversi dirigenti comunisti di allora, giovani e meno giovani (penso a Pietro Ingrao) – motivo grave di riconoscimento e tormento autocritico. Anche per me: trent’anni dopo – quando si aprì una riflessione critica su quella vicenda – volli dare pubblicamente atto ad Antonio Giolitti di avere avuto ragione. Aveva pronunciato il solo discorso di netto e sostanziale dissenso dalla tribuna dell’VIII Congresso, e tra i primi interventi polemici nei suoi confronti c’era stato il mio. Mi mosse allora, ritengo, anche un certo zelo conformistico: ma la spiegazione, per l’atteggiamento mio e di altri che hanno poi ammesso la gravità dell’errore, richiede un discorse ben più complesso. (…) Del terribile travaglio di quei mesi desidero egualmente citare la testimonianza di Antonio Giolitti (nel suo bel libro autobiografico ‘Lettere a Marta’): esemplare per la serenità, che contraddistinse d’altronde il suo distacco dal Pci e il suo successivo rapporto col Pci. E’ di Giolitti, tra l’altro, il ricordo, impressionante nella sua asciuttezza, di Di Vittorio che non trattiene l’emozione per la repressione in Ungheria: «un macigno che singhiozzava». Di Vittorio fu l’unico esponente della Direzione del Pci che si schierò, e schierò la Cgil, contro i giudizi espressi da Togliatti. All’VIII Congresso egli giunse, peraltro, isolato al punto da pronunciare un discorso quasi acritico”” (pag 40-41) [“”Il trauma dell’autunno 1956. Le radici della posizione del Pci’] Ungheria 1956. Trent’anni dopo… l’autocritica.”,”PCIx-448″
“NAPOLITANO Giorgio”,”Europa politica. Il difficile approdo di un lungo percorso.”,”Giorgio Napolitano dal 1999 è Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo. É stato eletto per dieci legislature alla Camera dei Deputati: dal 1996 al 1998 Ministro dell’Interno nel Governo Prodi.”,”EURx-100-FL”
“NAPOLITANO Tommaso”,”La metamorfosi del bolscevismo. Polemice sull’URSS.”,”””Non ti lasciare ingannare dalle cento figure diverse che la trasformeranno ai tuoi occhi: ma tientila stretta, qualsiasi forma abbia assunta, sino a quando essa non avrà ripreso la sua forma primitiva”” (Ovidio, Metamorfosi, Libro XI, v. 253-254) (in apertura)”,”RUSS-269″
“NARDELLI Eugenio”,”I combustibili fossili. Carbone, petrolio, gas naturale.”,”Eugenio NARDELLI, ingegnere, si occupa di programmazione energetica presso l’ Ente nazionale idrocarburi (ENI). “”Il problema della ricostituzione delle riserve impone uno sforzo colossale. Basti pensare che per giungere al 1990 con le stesse capacità produttive di oggi occorrerebbe scoprire nei prossimi anni qualcosa come 200 miliardi di metri cubi di metano (…). I nuovi orizzonti di ricerca, quali i temi profondi in terraferma (oltre i 6.000 m) ed in mare (fino a 1.000 metri di battente d’ acqua) richiedono uno sforzo tecnologico e finanziario eccezionale. Per avere un ordine di grandezza degli impegni finanziari è opportuno ricordare che un pozzo nel Mare del Nord con un battente d’ acqua di 80 metri costa circa 4 miliardi di lire, mentre un pozzo in acque profonde 400-500 metri, supponendo una profondità di perforazione di 4.000 metri, costa più di 5 miliardi””. (pag 56)”,”ECOI-155″
“NARDI Bruno”,”Saggi di filosofia dantesca.”,”Contiene: il capitolo IX: Il concetto dell’ Impero nello svolgimento del pensiero dantesco (pag 215-) (Impero istituito per diretto comando o provvidenza di Dio….) e il capitolo X: Tre pretese fasi del pensiero politico di Dante (pag 276-)”,”FILx-269-FF”
“NARDON Paul”,”Le strutture biologiche animali.”,”Paul Nardon, è nato nel 1937 a Montchanin, in Borgogna. Studia all’Università di Lione, dove ottiene la laurea in Scienze Naturali, quindi il diploma di studi superiori. Nel 1978 consegue il dottorato. A partire da questa data si interessa essenzialmente alla simbiosi e alle sue implicazioni a livello della biologia cellulare, del metabolismo, della biologia delle popolazioni e dell’evoluzione. Già assistente all’Institut National des Sciences Appliquées (INSA) di Villeurbanne. Nominato professore presso questo Istituto nel 1981, vi insegna la biologia cellulare, la riproduzione e la genetica formale degli eucarioti, oltre a tenere un corso sui livelli di organizzazione degli esseri viventi e sulla loro evoluzione. Sal 1985 dirige il Laboratorio di Biologia Applicata e dal 1989 il Dipartimento di Biochimica dell’INSA di Villeurbanne-Lione. Nel 1989 ha organizzato il IV Colloquio Internazionale sull’Endocitobiologia e la Simbiosi e ne ha curato la pubblicazione degli Atti.”,”SCIx-125-FL”
“NARDONE Giorgio”,”Il pensiero di Gramsci.”,”NARDONE Giorgio è un padre gesuita e professore di filosofia morale all’ Aloisianum di Gallarate. “”Questo atteggiamento riformistico-passivo del Croce si radica in un elemento etico. Dovendo enunciare le ragioni della “”relativa popolarità del Croce”” Gramsci rileva in campo stilistico-letterario la mancanza di astruseria, in campo filosofico-metodico l’ “”unità di filosofia e di senso comune”” e infine, come “”elemento etico””, la “”serenità olimpica””; anche durante la guerra egli è “”rimasto imperturbabile nella sua serenità””, in atteggiamento goethiano””. (pag 171)”,”GRAS-052″
“NARDONE Giuseppe”,”Conferenze discorsi e bibliografie.”,”””La concezione materialistica della storia”” e “”la teoria del plus-valore”” sono le due grandi dottrine in cui si affermò l’ingegno di Carlo Marx, quelle che fecero di lui uno de’ più grandi pensatori di tutti i tempi. (…)”” (pag 23)”,”MITS-414″
“NARDONE Giorgio”,”L’umano in Gramsci. Evento politico e comprensione dell’evento politico.”,”Autogoverno operaio (pag 92) “”Del resto la sia pur limitata esperienza dei Consigli di fabbrica ha mostrato che l’autogestione dei produttori è possibile; ciò significa che l’assunzione soggettiva dell’oggettivo è una meta oggi proponibile a larghe collettività. Questa è la sostanza stessa dell’autogoverno dei produttori: la via proposta da Gramsci non è qualitativamente diversa dal punto di arrivo, neppure nei termini usati nel descriverla. Le pagine dei ‘Quaderni’ dedicate al ‘fordismo’ sono sintomatiche a tal riguardo: esse offrono una analisi critica abbastanza circostanziatadella incentivazione capitalistica alla produzione, ma come alternativa positiva altro non si trova se non la assunzione soggettiva dell’oggettivo e la libera autodisciplina, vale a dire i pochi termini fondamentali e ideali della antropologia gramsciana. Talora Gramsci pare addentrarsi in descrizioni più empiriche delle istituzioni che dovrebbero realizzare l’autogoverno operaio: i delegati dei Consigli avranno un mandato imperativo revocabile a ogni istante”” (pag 92) Giorgio Nardone gesuita, nato nel 1931 si è laureato in filosofia e teologia e ha preso la laurea in scienze politiche. Docente di filosofia morale presso l’Aloisianum di Gallarate. Ha pubblicato ‘Il pensiero di Gramsci’, Bari, 1971.”,”GRAS-121″
“NARDOZZI Giangiacomo”,”Tre sistemi creditizi. Banche ed economia in Francia, Germania e Italia.”,”Giangiacomo Nardozzi è ordinario di Istituzioni di economia alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. É autore, fra l’altro, di I difficili anni Settanta e Tre sistemi creditizi. Insegna Economia Politica nella facoltà di Scienze politiche C. Alfieri di Firenze e nel corso di Discipline Economiche e Sociali della Università L. Bocconi.”,”EURE-070-FL”
“NARDOZZI Giangiacomo”,”Miracolo e declino. L’Italia tra concorrenza e protezione.”,”Giangiacomo Nardozzi è ordinario di Istituzioni di economia alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. É autore, fra l’altro, di I difficili anni Settanta e Tre sistemi creditizi. Insegna Economia Politica nella facoltà di Scienze politiche C. Alfieri di Firenze e nel corso di Discipline Economiche e Sociali della Università L. Bocconi.”,”ITAE-149-FL”
“NARDUCCI Emanuele”,”Processi ai politici nella Roma antica.”,”NARDUCCI Emanuele (Firenze 1950) è ordinario di letteratura latina presso l’Università di Firenze. Ha pubblicato altri volumi tra cui una ‘Introduzione a Cicerone’ (1992) “”Fondamentale era ritenuta la capacità di regolare timbro e tonalità della voce. L’oratore doveva saperla rendere vibrata, sommessa, o lamentevole, per comunicare, a suo piacere, sommessa, o lamentevole, per continuare, a suo piacere, violenza, mitezza, o pietà. Antonio, per esempio, aveva una voce per natura piuttosto roca, che sapeva mettere pienamente a frutto nelle lagnanze patetiche. Proprio qui c’era molto da imparare dagli attori drammatici. (…) Il compito di significare i moti dell’animo veniva largamente affidato alla mobilità degli occhi, e al giuoco delle sopracciglia. (…) Invece il volto doveva conservare una certa compostezza, senza che l’espressione si alterasse in smorfie grottesche. Era disdicevole assumere i lineamenti tesi e stravolti dell’ira: a significarla bastava uno sguardo acceso, infocato. Nemmeno il gestire, per quanto “”carico””, poteva permettersi compiacimenti istrioneschi. L’oratore era in genere un cittadino di primo piano: non poteva rinunciare alla dignità di atteggiamenti confacente al suo prestigio e alla sua autorevolezza; una dignità già suscettibile di incrinarsi nelle ‘miserationes’ patetiche e lacrimevoli, e che in passaggi del genere egli riusciva a preservare solo mobilitando tutto il proprio talento. La prossimità con l’attore si faceva pericolosa. I teatranti erano personaggi inquietanti, sospetti, socialmente screditati; gente proteiforme e inaffidabile, che rinunciava alla propria identità per cambiare una maschera dopo l’altra. Il gestire teatrale “”imitava”” concetti, emozioni e sentimenti. Illustrava abbondantemente, con le movenze del corpo e delle mani, il testo messo in scena, offrendone una vivace rappresentazione mimica. L’oratore non doveva essere scambiato per giullare: ne andava della sua stessa credibilità. Perciò i suoi movimenti erano intesi a suggerire più che a descrivere. Per riprendere un esempio di Quintiliano: quando Cicerone denunciava la fustigazione di cittadini innocenti da parte di Verre, non dimenava certo i fianchi come se si fosse trovato sotto la frusta. Tramite i suoi gesti, l’oratore dava forma non ai singoli concetti e alle singole parole, ma a un’idea generale. Egli metteva in particolare evidenza il movimento delle mani (….). Queste erano più o meno le idee che su una “”azione oratoria”” riuscita aveva Cicerone, e che saranno riprese largamente da Quintiliano”” (pag 58-59-60)”,”STAx-268″
“NARINSKY Mikhail ROJAHN Jürgen a cura; saggi di Oleg NAUMOV Valentina SHCHECHILINA Kevin McDERMOTT Jürgen ROJAHN Jakov DRABKIN Inessa IAZHBOROVSKAIA Grant ADIBEKOV e Eleonora SHAKHANAZAROVA Solmaz RUSTAMOVATOHIDI Feliks TYCH Michel DREYFUS Brigitte SUDER Silvio PONS Peter HUBER Natalia LEBEDEVA e Mikhail NARINSKY José GOTOVITCH Kirill SHRINIA Aldo AGOSTI Serge WOLIKOW Claude PENNETIER Joao Arsénio NUNES Antonio ELORZA Tatiana A. POKIVAILOVA Kimmo RENTOLA”,”Centre and Periphery. The History of the Comintern in the Light of New Documents.”,”Collaborazione di altri istituti: RAN, Mosca; Fondazione Feltrinelli, Milano; ULB Gruppo di storia e sociologia del Comunismo, Bruxelles.”,”INTT-357″
“NARKIEWICZ Olga A.”,”The making of the Soviet state apparatus.”,”Difficoltà per l’industria anche per via della sua distribuzione geografica (materie prime nei distretti del Sud, Ucraina, Bacino del Donetz, dell’ Est, Urali, del Sud-Est, Transcaucasia e Asia Centrale, mentre i principali distretti manifatturieri erano concentrati attorno a Pietroburgo e a Mosca, facendo lievitare i costi per il trasporto delle materie prime. Un’importante parte delle industrie erano poi situate in Polonia, durante gli anni 1880-1914, e ora non potevano essere più utilizzate, ecc. (pag 31)”,”RUSU-273″
“NASAR Sylvia”,”Il genio dei numeri. Storia di John Nash, matematico e folle.”,”Sylvia Nasar è una giornalista economica del “”New York Times””.”,”SCIx-447″
“NASO Paolo”,”Il verde e l’ arancio. Storia, politica e religione nel conflitto dell’ Irlanda del nord.”,”NASO Paolo è direttore della rivista ‘Confronti’ e redattore della rubrica televisiva ‘Protestantesimo’ (Raidue) per la quale ha realizzato vari servizi sulla situazione nell’ Irlanda del Nord. Ha scritto altre opere pubblicate da Claudiana. pag 15 Tabella 1. Appartenenza religiosa in Irlanda (%), Irlanda de Nord (Ulster), Repubblica d’ Irlanda (Eire). “”Il risultato è che l’ 89% dei residenti nella zona orientale di Belfast è di tradizione protestante, mentre il 91% di chi vive nell’ area occidentale della città è costituito da “”cattolici””. Situazione analoga a Derry dove, sulla sponda occidentale del fiume Foyle, abita una esigua percentuale del 5% di “”protestanti””. Comunità segregate. Mondi a parte, divisi anche nello sport, nella musica, nelle frequentazioni quotidiane. Uno dei pilastri di questa divisione è il sistema scolastico: per quel che riguarda le scuole primarie, a fronte di circa 91.000 istituti protestanti e di 96.000 cattolici, quelli integrati superano di poco i 2.000; la situazione è di poco più equilibrata nelle scuole secondarie. Complessivamente non oltre il 2% della popolazione scolastica dell’ Irlanda del Nord frequenta scuole integrate.”” (pag 79)”,”IRLx-007″
“NASO Eckart von”,”Moltke, uomo e generale.”,”””Con Scharnhorst il genio uscì dalla massa agendo poi sulle masse. Da quel momento rimasero invece sullo sfondo e quasi anonimi i condottieri. Questo dovette sperimentare, molto controvoglia, anche il capo di stato maggiore Gneisenau, allorché la gloria spettò al maresciallo Blücher. Gneisenau, al pari di Scharnhorst soldato e generale ad un tempo, fu il primo stratega dell’annientamento che sia stato creato dal secolo diciannovesimo. Vi riuscì compiendo il miracolo di intervenire decisamente in un’azione con truppe già battute. La deviazione verso nord-ovest da Ligny su Waterloo, da lui decisa sulla propria responsabilità per la malattia del generale, fu non meno geniale che audace. Napoleone stesso non l’aveva preveduta, ed essa gli costò la battaglia, la vittoria ed il trono. Gli costò anche l’ordine prussiano dell’Aquila Nera, che fu trovato dopo la battaglia nei suoi bagagli, proprio nel momento in cui Gneisenau diceva ai suoi soldati: «Tutti i generali hanno affermato sinora che con un esercito vinto non si può ritentare la battaglia: voi avete dimostrato l’inconsistenza di quest’affermazione». Questi era Augusto Neidhardt von Gneisenau, liberatore di Kolberg e annientatore di Napoleone. Egli rimase anonimo anche da maresciallo, perché l’intelligenza dello stratega venne oscurata dalla grandiosa figura dell’ussaro. Comunque, al consigliere di Stato prussiano, governatore di Berlino, fu conferita quell’Aquila Nera che egli stesso aveva preso al suo avversario a Waterloo. Ma ecco che in Prussia alle due stelle del morto Scharnhorst e del vivo Gneisenau venne ad aggiungersi un terzo pianeta. Bisognava usare un forte cannocchiale per distinguerne appena i vaghi contorni. Sembrava il più remoto di tutti e le sue irradiazioni erano interrotte da cerchi di nebbia. Questi era il generale la cui grandezza, prima che giungesse ai posteri, fu nota soltanto alla sua consorte, che ne curava l’eredità: Carlo von Clausewitz, il filosofo della guerra, il più intelligente soldato dell’età sua, allora direttore della Scuola di guerra a Berlino. La nuova schiera dei capi andava allungandosi: Carlo von Grolman e Leopoldo von Boyen furono i satelliti di quel corteo”” (pag 62-63)”,”BIOx-003-FGB”
“NASSI Enrico”,”Pio XII e il comunismo. La sindrome rossa.”,”All’inizio del XX secolo Eugenio PACELLI entrava nella Segreteria di stato vaticana: era un prete raffinato, aveva due lauree e conosceva quattro lingue, oltre al latino e al greco antico. Da allora fino alla morte (1958) la sua azione di uomo di Chiesa si sarebbe rivolta a capire e combattere il grande avversario che vedeva profilarsi ad Oriente, quel “”pericolo rosso”” con cui avrebbe ingaggiato una lotta mortale dai tempi della Germania di Weimar fino alla guerra fredda. Enrico NASSI, giornalista e scrittore, è stato inviato e commentatore politico per ‘Il Giorno’, ‘Il Mondo’, ‘Tempo’. E’ autore tra l’altro di: -La banda Baader-Meinhoff. FABBRI – Pio XII. La politica in ginocchio. CAMUNIA – Alcide De Gasperi. L’ utopia del centro. CAMUNIA-GIUNTI.”,”RELC-061″
“NASSI Enrico”,”La massoneria in Italia.”,”Enrico Nassi è nato a Roma dove lavora come giornalista, direttore di collane e periodici economici, commentatore politico e inviato speciale. (1994)”,”TEMx-095″
“NASSI Enrico”,”La massoneria in Italia.”,”Enrico Nassi è nato a Roma dove lavora come giornalista. Direttore di collane e di periodici economici, commentatore politico e inviato speciale de Il Giorno, Il Tempo e Il Mondo.”,”ITAV-001-FL”
“NASSISI Anna Maria a cura; saggi di Gregory BLUE Gian Mario BRAVO Furio CERUTTI Giancarlo DE-VIVO Mauro DI-LISA Andrea GINZBURG Luciano GRUPPI Alfonso M. IACONO Bruno JOSSA Otto KALLSCHEUER Georges LABICA Giorgio LUNGHINI Stephen A. MARGLIN Mihailo MARKOVIC Anna Maria NASSISI Oskar NEGT Cosimo PERROTTA Massimo PIVETTI Giuseppe PRESTIPINO Francesco SIDOTI Aldo TORTORELLA Francesco VALENTINI Vincenzo VITELLO Predrag VRANICKI”,”Marx e il mondo contemporaneo.”,”Saggi di Gregory BLUE, Gian Mario BRAVO, Furio CERUTTI, Giancarlo DE-VIVO, Mauro DI-LISA, Andrea GINZBURG, Luciano GRUPPI, Alfonso M. IACONO, Bruno JOSSA, Otto KALLSCHEUER, Georges LABICA, Giorgio LUNGHINI, Stephen A. MARGLIN, Mihailo MARKOVIC, Anna Maria NASSISI, Oskar NEGT, Cosimo PERROTTA, Massimo PIVETTI, Giuseppe PRESTIPINO, Francesco SIDOTI, Aldo TORTORELLA, Francesco VALENTINI, Vincenzo VITELLO, Predrag VRANICKI.”,”MADS-141″
“NATAF André a cura, collaborazione di Gérard ADAM René FURTH André MONJARDET Gilbert MURY André NATAF”,”Dictionnaire du mouvement ouvrier.”,”Spazio più del dovuto alle associazioni e alle personalità del mondo cattolico. “”Rimasti fedeli alla Chiesa, Lacordaire e Ozanam lanciano quando scoppia la rivoluzione del 1848 l’ ‘Ere nouvelle’ primo giornale “”democratico cristiano””. Repubblicano, il giornale parla di “”economia cristiana””, di socialismo cristiano e preconizza un programma “”rivoluzionario”” che non rinnega né Blanqui né Louis Blanc: legislazione protettiva dell’ infanzia, della malattia, della vecchiaia, comitati misti con giurì d’ arbitraggio, accetazione del diritto del lavoro… Tentativo senza domani che non sopravviverà alla 2° Repubblica e con una audience limitata (il giornale non supererà i 6000 abbonati), si obietterà. Di fatto, dal 1840, il giornale operaio L’ Atelier fondato dal sansimoniano convertito Buchez è venuto a testimoniare la vivacità della corrente ed il suo radicamento popolare. (…) Il 25 febbraio 1848, Garnier Pages nominato sindaco di Parigi, scelse il tipografo Corbon, un ex dell’ Atelier come primo segretario e Buchez come sindaco aggiunto. Ma le idee dell’ Atelier – una delle principali associazioni operaie di produzione indipendenti dallo Stato – lo condurranno ad allinearsi al fianco dei repubblicani moderati piuttosto che a quello dei partigiani di una “”repubblica democratica e sociale”” (…)””. (pag 40-41)”,”MEOx-066″
“NATAF Andre”,”La revolution anarchiste.”,”””Il y a des défaites qui sont des victoires; et des victoires, plus honteuses que des défaites””. Karl Liebknecht “”Ci sono delle disfatte che sono delle vittorie; e delle vittorie più disonorevoli delle disfatte””. (pag 2) “”Les hautes vagues de la mer ont soulevé ma barque, et j’ai pu voir le soleil levant à l’ instant même où il sortait des flots.”” Plotin (pag 126) “”Sia quel che sia, la Comune finirà per diventare un mito. Parigi 1871 cirstallizzerà l’ emozione rivoluzionaria. Le sue realizzazioni serviranno da modello. A partire da essa, Marx elabora, in ogni caso, la sua nozione di “”dittatura del proletariato”” – nozione che farà fortuna.”” (pag 127)”,”ANAx-229″
“NATAF André a cura; saggi di ADAM Gérard FURTH René MONJARDET André MURY Gilbert NATAF André”,”Dictionnaire du mouvement ouvrier.”,”Il cartismo. Opinione di E. Dolleans. “”Il cartismo aveva avuto come dirigenti dei capi di temperamento diverso, ineguali per valore e per carattere. Grazie ad alcuni militanti operai, venne coordinato lo slancio anonimo di un numero innumerevole. Un teorico del valore di Bronterre, oltre dieci anni prima di Karl Marx, seppe fabbricare un apparato di formule, che il grande sistematizzatore utilizzò per costruire l’ armatura della sua dottrina. Ma soprattutto gettò luce sulla condizione delle classi laboriose, sulla loro miseria, alle grida strappate alle sofferenza e che diventeranno e resteranno un grido di riferimento. Per questo, il cartismo, rimane un’ esperienza decisiva del movimento operaio””. (Histoire du mouvement ouvrier). (pag 191)”,”MOIx-026″
“NATALE Anna Lucia”,”Gli anni della radio (1924-1954). Contributo ad una storia sociale dei media in Italia.”,”NATALE Anna L. è ricercatrice presso la Facoltà di Scienze economiche e sociali dell’Università del Molise. E’ autrice di saggi di sociologia dei media.”,”EDIx-085″
“NATALE Marcello STROZZA Salvatore”,”Gli immigrati stranieri in Italia. Quanti sono, chi sono, come vivono?”,”Marcello NATALE dal 1982 professore ordinario di Demografia (La Sapienza di Roma), per diversi anni dirigente del Servizio Studi presso l’Istituto Nazionale di Statistica. Salvatore STROZZA, dottore di ricerca in demografia (Univ. La Sapienza di Roma).”,”STAT-205″
“NATALE Simone”,”Macchine ingannevoli. Comunicazione, tecnologia, intelligenza artificiale.”,”Simone Natale insegna Storia e teoria dei media all’Università degli Studi di Torino. Prima di tornare in Italia nel 2020 è stato ricercatore e docente in atenei internazionali come la Columbia University a New York, la Loughborough Uvniersità (UK) e la Humboldt di Berlino. Ha pubblicato tra l’altro ‘Supernatural Entertainments’.”,”SCIx-559″
“NATALI Giovanni, a cura; RANGONE Francesco”,”La rivoluzione del 1831 nella cronaca di Francesco Rangone. II Serie: Fonti. Vol. V.”,” ‘Nel 1831, i bolognesi insorsero contro il governo pontificio. In un clima carico di tensioni, il prolegato, anziché fare intervenire le milizie papali a sedare la sommossa, autorizzò la costituzione di una Commissione di governo provvisoria formata dai conti Carlo Pepoli, Alessandro Agucchi, Cesare Bianchetti, dal professor Francesco Orioli, dagli avvocati Antonio Zanolini e Antonio Silvani e presieduta dal marchese Francesco Bevilacqua. Il primo atto del nuovo organo di governo fu quello di istituire una Guardia Nazionale, seguito poi dalla formalizzazione del Governo Provvisorio della città e della provincia di Bologna’. (f. cop-bing) Papa Gregorio XVI, il cui nome di nascita era Bartolomeo Alberto Cappellari, è stato il 254º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 2 febbraio 1831 alla morte, avvenuta il 1º giugno 1846 1. Durante il suo pontificato, Gregorio XVI si oppose alle idee liberali e progressiste del tempo, sostenendo la restaurazione dell’ordine tradizionale e la difesa dei diritti della Chiesa 1. Inoltre, egli fu un grande sostenitore dell’arte e dell’architettura, e promosse la costruzione di numerose chiese e monumenti a Roma 1. (idem)”,”RISG-003-FSL”
“NATALI Giovanni, a cura”,”Lo Stato pontificio e l’intervento austro-francese del 1832 nella cronaca di Francesco Rangone. II Serie: Fonti. Vol. XV.”,”Vincenzo Gioberti (1801-1852) è stato un sacerdote, filosofo e politico italiano. Nato a Torino, Gioberti si laureò in Teologia e fu ordinato sacerdote nel 1825. Nel 1830 entrò a far parte della società segreta dei ‘Cavalieri della libertà’, di ispirazione liberale. Nel 1843 scrisse la sua opera fondamentale, ‘Del primato morale e civile degli italiani’, che darà vita ad un movimento di pensiero detto ‘neoguelfismo’. Tale movimento si proponeva di unire tutti gli Stati italiani sotto la guida del Papa. Nel 1848 Gioberti fu eletto deputato nel primo Parlamento concesso da Carlo Alberto, andando a presiedere la Camera. Nel 1849 fu per un breve periodo primo ministro degli Stati Sardi. Gioberti trascorse gli ultimi anni della sua vita a Parigi, dove morì nel 1852 (f. copil.)”,”RISG-014-FSL”
“NATALIZI Marco”,”Il caso Cernysevskij.”,”Marco NATALIZI è assegnista presso il Dipartimento di Studi storico-sociali e filosofici dell’ università di Siena dove insegna storia dell’ Europa orientale. Ha curato tra l’altro l’ edizione italiana del volume di N.G. CERNYSEVSKIJ, Scritti politico-filosofici (Pacini Fazi Lucca 2001). “”Di contro, Cernysevskij sottolineava come il valore principale dell’ opera di Puskin, pur legata al passato, risiedesse nell’ aver preparato il terreno per l’ avvento dell’ epoca della grande arte realistica di Gogol’. Il grande poeta russo per Cernysevskij era stato il primo a rappresentare, e in modo superbo, la società russa contemporanea. Il suo successo non aveva avuto confronti nella letteratura russa ed enorme era stata la sua influenza nello sviluppo della letteratura e sulle concezioni del pubblico (…)””. (pag 49) “”Proseguì questo discorso nella biografia di Lessing che iniziò a pubblicare a puntate nel “”Sovremennik””. Vi riprendeva ancora una volta, precisandola, la sua concezione della letteratura come strumento di diffusione dei Lumi. Riconosceva, infatti, come quasi sempre nello sviluppo della vita dei popoli le influenze letterarie fossero state poste in secondo piano dai rapporti politici, giuridici ed economici. Tuttavia, in assenza di altri strumenti diretti d’attività storica, indicava proprio nella letteratura il motore fondamentale dello sviluppo storico di una nazione arretrata.”” (pag 49) “”Cernysevskij era sicuramente disposto a condividere alcune posizioni dello slavofilismo: la sua critica al capitalismo occidentale e la denuncia delle sofferenze portate dalla proletarizzazione delle campagne. Ma da avvicinarlo agli slavofili era soprattutto la loro richiesta di conservare e rafforzare la comune agraria (…). Le simpatie di Cernysevskij per il movimento slavofilo, tuttavia, finivano qui.”” (pag 55) Cernysevskij (1828-1889) critico e scrittore russo. Ha pubblicato ‘I rapporti estetici tra arte e realtà’ in cui combttendo l’ estetica idealista affermava l’ inferiorità dell’ arte nei confronti della realtà da essa rappresentata. Ha poi pubblicato ‘Studi sul tempo di Gogol’ in cui ha gettato le basi di una critica letteraria di tendenza civile basata sul rifiuto delle tradizioni e sulla fede nella missione rinnovatrice della nuova intellighenzia plebea. Diventato capo dei primi nuclei socialrivoluzionari venne arrestato nel 1862 e in prigione scrisse i romanzi ‘Che fare?’ (1863) che inaugurò il genere di romanzi radicali d’ agitazione a sfondo utopistico. Deportato in Siberia nel 1864, poi confinato a Saratov, suo luogo di nascita, vi rimase fino alla morte. (Garzantine)”,”RUSx-121″
“NATALIZI Marco”,”Il caso Cernysevskij.”,”Nikolaj Gavrilovic Cernysevskij, scrittore russo arrestato come rivoluzionario, condannato alla cosiddetta ‘esecuzione civile’ e identificato pubblicamente come criminale di stato? Perchè tanto accanimento contro di lui? Fu davvero responsabile dell’ondata rivoluzionaria che segnò i primi anni sessanta dell’Ottovento? Simbolo e vessillo, eroe ed esempio da seguire per le generazioni a venire, Cernysevskij incarna una figura che non ha mai cessato di inquietare le coscienze russe; una figura che si rivela sempre più attuale a misura che gli studiosi, abbandonate le catene del dogmatismo sovietico, riprendono contatto con la sorgente viva del pensiero socialista. Raccontando l’odissea umana e politica dell’uomo che Marx avrebbe definito nel Capitale ‘grande dotto e critico russo’, Natalizi ricostruisce le vicende di un personaggio chiave della storia russa. Marco Natalizi è assegnista presso il Dipartimento di Studi storico-sociali e filosofici dell’Università di Siena, dove insegna Storia dell’Europa orientale. Autore di diversi studi sulla storia russa moderna e contemporanea, ha curato l’edizione italiana del volume di Cernysevskij, Scritti politico-filosofici (Maria Pacini Fazzi, Lucca 2001). Per Bruno Mondadori ha pubblicato il volume All’ombra della legge, L’amministrazione delle comunità urbane in Russia nella metà del XVIII secolo.”,”RUSx-047-FL”
“NATALIZI Marco”,”«Studiate la storia». N.G. Cernysevskij vs Herzen: il discorso sull’Asia.”,”La critica di Cernysevskij all’idea sostenuta da Herzen che i popoli occidentali di ceppo latino e germanico avessero esaurito la loro forza e che il compito di adempiere a quella che prima era stata la loro funzione civilizzatrice spettasse al popolo russo in virtù della freschezza e dell’energia che scaturivano dalla sua matrice barbara e asiatica (ideologia slavofila).”,”RUSx-003-FGB”
“NATILI Daniele”,”Uomini e polvere. Lavoro e produzione alla Carburo di calcio di Terni, 1896-1922.”,”Daniele Natili ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi della Tuscia. Si occupa di espansionismo coloniale, di migrazioni tra Italia e Africa e di relazioni industriali. Tra i suoi saggi: ‘Un programma coloniale. La Società Geografica Italiana e le origini dell’espansione in Etiopia (1867-1884), Roma, Gangemi, 2008, e ‘Una parabola migratoria. Fisionomie e percorsi delle collettività italiane in Africa’, Viterbo, Sette Città, 2009. In passato ha vinto, con la tesi di laurea, la borsa di studio Aldo Nori-Maria Passa della Fondazione Istituto Gramsci, e con la tesi di dottorato, il premio Spadolini Nuova Antologia. “”Per quanto riguarda la mortalità, i medici ritenevano che «visto l’esiguo numero di decessi non si possono trarre conclusioni sicure sulla predominanza di alcune cause di morte da mettersi in connessione con il lavoro», nonostante la maggior parte degli operai morì a causa di patologia indubbiamente di origine professionale. Dal 1901 al 1906 morirono 27 operai: uno di cancro allo stomaco, uno per bronco alveolite, sette per tubercolosi polmonare, cinque per polmonite, uno per setticemia, uno per colica intestinale, otto per problemi cardiaci, due di tifo e uno per uremia. In sostanza. Le due relazioni non contenevano alcun riferimento alla pericolosità oggettiva dei macchinari e degli attrezzi utilizzati dalle maestranze. Si affermava che nella maggior parte dei casi gli operai del carburo erano interessati da disturbi di lieve entità destinati a guarire facilmente, e nei casi di patologie più gravi era sempre negata la loro origine professionale. Non mancava, inoltre, nelle conclusioni, la tesi per cui gli effetti nocivi delle lavorazioni e gli infortuni potessero essere evitati dagli stessi operai adottando una serie di misure protettive e igieniche, e che la noncuranza dei lavoratori nell’adottare tali accorgimenti fosse all’origine dell’infortunio o della malattia professionale, in linea con quanto contenuto nei manuali di igiene del lavoro dell’epoca. Secondo gli analisti, la politica accorta praticata dalla Società, la quale aveva fornito tutte le protezioni necessarie alle maestranze, si scontrava con il rifiuto da parte di quest’ultime di utilizzarle (…). Ammesso che un certo numero di operai non indossasse le protezioni e non rispettasse certi precetti igienici, il che è plausibile, che le lavorazioni avessero conseguenze nocive sulla salute dei lavoratori solo perché questi si rifiutassero di seguire determinate norme di sicurezza e di pulizia, oltre a rappresentare il classico tentativo di attribuire al lavoratore la colpa del proprio infortunio o malattia, sollevando l’azienda da ogni responsabilità, e negando ogni legame tra le lavorazioni e i danni alla salute di cui erano soggetti gli operai, non è credibile”” (pag 187-188)”,”CONx-249″
“NATILI Daniele”,”Un programma coloniale. La ‘Società Geografica Italiana’ e le origini dell’espansione in Etiopia (1867-1884).”,”Daniele Natili ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi della Tuscia. Si occupa di espansionismo coloniale, di migrazioni tra Italia e Africa e di relazioni industriali. Tra i suoi saggi: ‘Un programma coloniale. La Società Geografica Italiana e le origini dell’espansione in Etiopia (1867-1884), Roma, Gangemi, 2008, e ‘Una parabola migratoria. Fisionomie e percorsi delle collettività italiane in Africa’, Viterbo, Sette Città, 2009. In passato ha vinto, con la tesi di laurea, la borsa di studio Aldo Nori-Maria Passa della Fondazione Istituto Gramsci, e con la tesi di dottorato, il premio Spadolini Nuova Antologia. ‘Proprio sulla mancanza di competitività nei commerci interveniva due anni dopo Luigi Torelli, ex-ministro di Agricoltura, Industria e Commercio e delegato italiano per la ‘Compagnia del Canale’. Questi, riflettendo sull’atteggiamento dell’«opinione pubblica» italiana in merito alla realizzazione del taglio dell’istmo, affermava a chiare lettere che la posizione geografica della penisola e la riduzione del percorso per l’Oriente, da soli, non avrebbero garantito alcun beneficio economico. L’apertura della nuova rotta sarebbe risultata vantaggiosa solo per quelle nazioni «1° Che avranno più merci da recare in Oriente, in contraccambio di quelle che trasporteranno in Europa; 2° Che avranno più capitali per dominare sui mercati; 3° Che avranno più pratica di quei mari; 4° Che avranno più relazioni già stabilite con quei grandi centri» (14). Segnalava come l’Inghilterra e la Francia da tempo si stavano preparando a cogliere gli eventuali benefici derivanti dall’apertura del canale: la prima aumentando i viaggi da Suez alle Indie, la seconda investendo risorse nella creazione di scuole per l’insegnamento della lingua araba, negli studi idrografici e nell’ampliamento della marina a vapore. In Italia, invece, sosteneva Torelli, il dibattito su Suez non stava producendo risultati concreti, anzi, proprio la mancanza di iniziative e di spirito di associazione da parte degli ambienti privati del commercio e della finanza, e l’inattività della stessa classe politica, costituivano i principali ostacoli allo sviluppo commerciale del paese» (15). In linea con quelle di Torelli erano le riflessioni di Cesare Correnti. Questi espresse la necessità che l’Italia si inserisse nella fase espansionistica europea, in uno scritto pubblicato nel 1869 sul ‘Bollettino della Società Geografica Italiana’ (17). L’ormai imminente apertura della nuova rotta per l’Oriente avrebbe impegnato il paese a fare «Un altro esperimento delle sue forze (…)». Il taglio dell’istmo avrebbe provocato una «rivoluzione cosmica» rendendo più vicine l’Europa, l’India e la Cina. Il Mediterraneo sarebbe così ridiventato «per la geografia civile quello che [era] sempre stato per la geografia fisica» ovvero «il centro della terra abitabile» (18), e l’Europa avrebbe assunto nel mondo una posizione predominante, come del resto, secondo Correnti, stava già accadendo (…). In Correnti riecheggiava con forza quell’idea del Mediterraneo come luogo sì geografico, ma soprattutto politico, nel quale si sarebbero dovute realizzare le aspirazioni di grandezza e di potenza dell’Italia post-unitaria (20). La rappresentazione del Mediterraneo come ‘Mare Nostrum’ non gli impediva però di osservare i limiti che caratterizzavano la realtà del paese (…). Alcuni anni prima, nel 1865, anche il capo della Divisione Consolati del ministero degli Esteri, Cristoforo Negri, aveva iniziato a riflettere sugli eventuali benefici che il taglio di Suez avrebbe comportato. (…) Per inserirsi nella rete del commercio internazionale che sarebbe passata attraverso il Mar Rosso occorreva però attrezzarsi, e da questo punto di vista il modello di lungimiranza e di intraprendenza politica ed economica che l’Italia avrebbe dovuto seguire era rappresentato dall’Inghilterra. (…) Anche secondo Negri, quindi, l’Italia era in ritardo, e non solo rispetto all’Inghilterra e alla Francia, ma anche a confronto con nazioni minori, alcune delle quali avevano già avviato relazioni diplomatiche e commerciali con regioni dell’Estremo Oriente. Il nuovo regno fino ad allora non aveva partecipato che per «una millesima quota al traffico indo-chinese»’ (pag 16-20) [dal Capitolo primo. Lo Stato della questione coloniale tra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento] [(14) Luigi Torelli, ‘Il canale di Suez e l’Italia’, Milano, 1867, p. 56; (15) Ivi, pp. 58-59); (17) Cesare Correnti, ‘Sull’Istmo di Suez e sul Commercio Orientale’, in ‘Bollettino della Società Geografica Italiana, BSGI, a. II, 1869, fasc. III, pp. 489-498; (20) Sul peso che il mito del Mediterraneo ha avuto nella politica estera italiana tra Ottocento e Novecento vd. ‘Mare Nostrum. Percezione ottomana e mito del Mediterraneo in Italia all’alba del ‘900, a.c. di Stefano Trinchese, Milano, Guerini, 2005, e Vittorio Ianari, ‘Lo stivale del mare. Italia, Mediterraneo, Islam: alle origini di una politica’, Milano, Guerini, 2006]”,”ITQM-225″
“NATILI Daniele”,”Un programma coloniale. La Società Geografica Italiana e le origini dell’espansione in Etiopia (1867-1884). Serie II, Memorie Vol. LVI.”,”Daniele Natili (Roma, 1977) ha conseguito il dottorato di ricerca in Società Istituzioni e Sistemi politici europei XIX XX secolo presso l’Università della Tuscia.”,”RISG-144-FSL”
“NATION Craig R.”,”War on War. Lenin, the Zimmerwald Left, and the Origins of Communist Internationalism.”,”R. Craig Nation is a visting professor at the Johns Hopkins University School of Advanced International Studies, Bologna Center. “”War on War is the most comprehensive study to date on the great socialist struggle against war that began at the Zimmerwald Conference in 1915″”. Preface, Acknowledgments, List of Abbreviations, Notes, Bibliography, Index, About the Author,”,”LENS-044-FL”
“NATOLI Claudio”,”La Terza Internazionale e il fascismo 1919-1923.”,”Claudio NATOLI (1949) è ricercatore presso l’Istituto di storia moderna della facoltà di lettere dell’Univ di Roma. Collabora a riviste ‘Storia contemporanea’ e ‘Italia contemporanea’.”,”INTT-022″
“NATOLI Aldo”,”Antigone e il prigioniero. Tania Schucht lotta per la vita di Gramsci.”,”Aldo NATOLI (Messina, 1913), laureato in medicina, nell’antifascismo attivo dal 1936, nel Pcd’I dal 1938, in carcere dal dicembre 1939, è condannato a cinque anni dal Tribunale speciale. Partecipa alla Resistenza e, dopo la Liberazione, si impegna nella sinistra italiana. Deputato in Parlamento e membro del CC del PCI fino al XII Congresso, nel 1969 è tra i fondatori del ‘Manifesto’. Studioso del movimento socialista nazionale e internazionale, ha scritto per Vallecchi nel 1979 ‘Sulle origini dello stalinismo’, per gli Editori Riuniti ha curato, con Enrica COLLOTTI PISCHEL ed Emilia GIANCOTTI, ‘Mao Zedong, dalla politica alla storia’, (1988).”,”GRAS-023″
“NATOLI Claudio”,”Fascismo democrazia socialismo. Comunisti e socialisti tra le due guerre.”,”Claudio NATOLI è docente di storia contemporanea all’ Università di Cagliari. Ha pubblicato saggi su Gramsci, sulle Internazionali, sui partiti operai e sull’ antifascismo tra le due guerre.”,”PCIx-055″
“NATOLI Aldo”,”Sulle origini dello stalinismo. Saggio popolare.”,”Aldo NATOLI è nato nel 1913. Antifascista e del PCI dal 1936 fu condannato a cinque anni di carcere dal tribunale speciale fascista. Ha partecipato alla resistenza ed è stato membro del CC del PCI fino al 1969 quando insieme ad altri del ‘Manifesto’ venne escluso dal PCI. Saggista, è studioso del socialismo reale ed è redattore della ‘Rivista di storia contemporanea’. L’attacco di Lenin contro il burocratismo era, in sostanza, un attacco contro Stalin. (pag 47)”,”RUSU-142″
“NATOLI Claudio TRINCIA Francesco Saverio a cura; saggi di Eduard GOLDSTÜCKER Claus OFFE Danilo ZOLO Remo BODEI Oskar NEGT Steven LUKES Stefano PETRUCCIANI Francesco Saverio TRINCIA Giuseppe VACCA Mario TELO’ Peter GLOTZ Dieter LANGEWIESCHE Joaquin ABELLAN Marek WALDENBERG Gyorgy DALOS Ignacio SOTELO”,”Marxismo e liberalismo. Una riflessione critica di fine secolo.”,”Volume pubblicato con il contributo del Goethe Institut e del gruppo di ricerca ‘Democrazia, socialismo, nuovo ordine internazionale: l’esperienza delle sinistre, 1930-1956′ diretto dal Prof. Giuliano Procacci. Saggi di Eduard GOLDSTÜCKER Claus OFFE Danilo ZOLO Remo BODEI Oskar NEGT Steven LUKES Stefano PETRUCCIANI Francesco Saverio TRINCIA Giuseppe VACCA Mario TELO’ Peter GLOTZ Dieter LANGEWIESCHE Joaquin ABELLAN Marek WALDENBERG Gyorgy DALOS Ignacio SOTELO”,”TEOC-484″
“NATOLI Claudio”,”Alcune considerazioni in tema di marxismo e “”crollo”” del capitalismo.”,”””E ciò nel quadro di un indirizzo metodologico [Marx] tendente a stabilire un intreccio costante tra i “”fattori economico-materiali oggettivi”” e i “”fattori storico-sociali”” soggettivi (6), del resto in armonia con quella visione unitaria e complessiva della storia, capace di collegare insieme tutte le molteplici manifestazioni della vita sociale, che è alla base dell’intera opera di Marx. E’ in tale contesto generale che Colletti affronta la questione se esista o meno in Marx una teoria del “”crollo”” del capitalismo. La sua tesi – in ciò concordante con quella di Napoleoni () – è che in Marx è rintracciabile un embrione di teoria del “”crollo”” nella legge della caduta tendenziale del saggio di profitto: ma che, d’altra parte, tale processo non si configurerebbe come una semplice “”tendenza oggettiva””, ed acquisterebbe una sua valenza solo come premessa reale della “”lotta di classe, dello scontro a livello soggettivo””, il cui esito “”non può essere prefigurato in anticipo”” (7). Si tratta di una tematica assai complessa, che è stata oggetto di vive discussioni tra gli stessi studiosi marxisti contemporanei (8). In questa sede basterà sottolineare che chiedersi se e in quale misura vi fu in Marx una teoria del “”crollo””, significa inevitabilmente sollevare una questione più generale, e cioè il rapporto tra il pensiero di Marx e la successiva elaborazione della Seconda Internazionale. E’ nota infatti la rilevanza che la teoria del “”crollo”” assunse all’interno del pensiero marxista nell’epoca della Seconda Internazionale come termine di confronto obbligato nella controversia sul revisionismo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: la quale, se per un verso si concluse con la condanna formale delle tesi sostenute da Bernstein, rappresentò per l’altro la consacrazione ufficiale di una sorta di “”dogmatica sclerotizzazione”” del marxismo, insieme deterministica ed evoluzionistica, sulla base dell’interpretazione “”ortodossa”” di Kautsky (9). E’ nel marxismo di Kautsky infatti che si codifica – in contrasto con le stesse basi del “”metodo”” di Marx (10) – la fondamentale preminenza nello sviluppo storico dell'””inevitabilità”” delle leggi economiche, con l'””assolutizzazione del ruolo delle forze produttive nello sviluppo sociale, l’accento posto più sui problemi oggettivi che sulle contraddizioni che si aprono e di fronte alle quali diviene decisivo l’intervento dell’elemento soggettivo”” (11). (…) In questo contesto generale, è sintomatico che la controversia sul revisionismo ed il ‘Bernstein-Debatte’ si polarizzassero intorno alla questione del “”crollo”” del capitalismo, e che momento centrale della discussione fosse la questione della possibilità o meno della fine del capitalismo per ‘ragioni economiche’. E fu principalmente su questo punto che si scontrarono da un lato le posizioni di Bernstein e dei revisionisti, che sostenevano la piena realizzabilità di un’evoluzione “”pacifica”” del capitalismo, sulla base della crescita ininterrotta delle forze produttive e della progressiva sparizione delle crisi periodiche, in un clima generale di crescente miglioramento del tenore di vita delle masse lavoratrici, e di una graduale estensione della democrazia politica e delle riforme sociali; e dall’altro, le tesi contrapposte degli “”ortodossi””, incentrate sull’impossibilità per il capitalismo di espandere illimitatamente le forze produttive, sull’inevitabilità di crisi economiche sempre pià estese ed acute, sul progressivo peggioramento del tenore di vita della classe operaia, e sull’inizio di una nuova era caratterizzata da una generale acutizzazione dello scontro di classe e da conflitti sempre più rovinosi. E’ tuttavia interessante notare – se si astrae dalle posizioni espresse da Lenin nella polemica contro i populisti sulle prospettive di sviluppo del capitalismo in Russia (14) – la presenza di un singolare elemento di convergenza nelle tesi, pur così diverse, dei revisionisti e degli “”ortodossi””, da ricercare nella centralità attribuita da entrambi alla questione del realizzo, in riferimento ai temi del sottoconsumo e della capacità di espansione (o della insufficienza) dei mercati. E ciò secondo un indirizzo assai riduttivo rispetto all’analisi marxiana, incentrata sull’individuazione del carattere antagonistico del mondo di produzione capitalistico direttamente nella sfera dell’estrazione del plusvalore piuttosto che in quella della circolazione delle merci…”” (pag 546-548) [Claudio Natoli, Alcune considerazioni in tema di marxismo e “”crollo”” del capitalismo, (in) ‘Storia contemporanea, n° 3 giugno 1980] [(6) L. Colletti, Il marxismo e il “”crollo”” del capitalismo, cit., p. XXXIV; (7) Ibidem, p. XLI; (8) Cfr. ad es. M. Dobb, Economia politica e capitalismo, Torino, 1950, P.M. Sweezy, La teoria dello sviluppo capitalistico, Torino, 1970; (9) Cfr. E. Matthias, Kautsky e il kautskismo, Bari, 1971; (10) Ha scritto giustamente Korsch, che nella sua fase originaria la concezione della rivoluzione sociale in Marx è “”intesa e applicata come totalità vivente. In questa fase, una suddivisione in singole discipline degli elementi economici, politici e spirituali di questa totalità vivente, per quanto sul piano storico tutte le particolarità concrete di ogni elemento vengano comprese, analizzate e criticate, non è neppure presa in considerazione. Naturalmente, non solo l’economia, la politica e l’ideologia, ma anche il divenire storico e l’azione sociale cosciente fanno parte di questa unità vivente di “”prassi rivoluzionaria””. (…)””, cfr K. Korsch, Marxismo e filosofia, Milano, 1970, pp. 55-56. Nella stessa direzione; si veda anche la critica di G. Lukacs, ‘Storia e coscienza di classe, Milano, 1967, pp. 12-106; (11) A. Panaccione, L’analisi del capitalismo in Kautsky, in ‘Storia del marxismo contemporaneo’, Annali Feltrinelli, 1973, Milano, 1974, p. 7. Nella stessa direzione si muoveva in Russia la “”restaurazione”” del marxismo ortodosso da parte di Plechanov contro le deviazioni “”soggettivistiche”” dei populisti, sulla base della rivendicazione della preminenza nello sviluppo storico dei processi oggettivi che “”si producono sotto l’influenza di una certa larvata necessità, agente ciecamente come gli elementi della natura, ma conformemente a leggi inesorabili””, cfr. G.V. Plechanov, La funzione della personalità nella storia, Roma, 1973, p. 57. Si veda anche G.V. Plechanov, La concezione materialistica della storia, Milano, 1972; (12) Cfr. L. Colletti, Bernstein e il marxismo della Seconda Internazionale, in L. Colletti, Ideologia e società, Bari, 1970, pp. 61-147; (…) (14) Ha scritto giustamente Cerroni che “”si dà il caso che proprio negli anni ’90 … in un contesto problematico molto peculiare, il giovane Lenin abbia svolto argomentazioni che si muovono su una linea alternativa nei confronti sia di Bernstein che di Rosa Luxemburg e che sostanzialmente rilevano la novità di un capitalismo che stimola i bisogni e i consumi senza affatto concludere che la crisi del capitalismo è ormai impossibile. Al contrario Lenin accentua la possibilità di una crisi del capitalismo sottolineando non il tema del sottoconsumo ma quello dell’anarchismo della produzione e dello scompenso fra esigenze delle forze produttive e sistema dei rapporti di produzione””, Cfr. U. Cerroni, ‘Capitalismo, imperialismo e crescita del sistema’, in “”Quaderni storici””, n. 20, 1972, pp. 490-91] ANCORA DA INSERIRE [() Lucio Colletti, Claudio Napoleoni a cura, Il futuro del capitalismo. Crollo o sviluppo? Laterza, Bari, 1970 introduzioni dei curatori, ndr]”,”TEOC-661″
“NATOLI Ugo”,”Economia e diritto. I Lezione. La situazione attuale del diritto del lavoro in Italia.”,”Saggio in ECOT-237 Commissioni interne: ‘Istituite con l’accordo collettivo Buozzi-Mazzini del 2 settembre 1943, esse trovano ora la loro disciplina nel recente accordo collettivo (per il settore industriale) 8 maggio 1953. Esse hanno funzioni di carattere tipicamente sindacale, cioè di tutela dell’interesse collettivo delle maestranze, ed esplicano la loro attività all’interno dell’azienda. Ciò non toglie che esse non siano associazioni sindacali, né comunque dipendenti da associazioni sindacali, ma semplici organi di rappresentanza delle maestranze, dalle quali vengono investite delle loro funzioni mediante elezioni, cui partecipano tutti i lavoratori anche se non iscritti ad alcuna associazione sindacale””‘ (pag 8)”,”ECOT-237-C-2″
“NATOLI Ugo”,”Economia e diritto. II Lezione. La situazione attuale del diritto del lavoro in Italia. I limiti costituzionali dell’autonomia privata.”,”Saggio in ECOT-237″,”ECOT-237-D-2″
“NATOLI Aldo PONS Silvio a cura, saggi di AGOSTI Aldo BENVENUTI Francesco BETTANIN Fabio BORDJUGOV Gennadij DANIELS Robert V. DANILOV Viktor DAVIES Robert W. FIRSOV Fridrich GEFTER Michail GORDON Leonid GUERRA Adriano HÀJEK Milos HASLAM Jonathan HOBSBAWM Eric KEMP-WELCH Anthony KERSTEN Krystyna KLOPOV Eduard KOZLOV Vladimir MEISNER Maurice NATOLI Claudio REIMAN Michael SCHMIEDERER Ursula SERVICE Robert SZAMUELY Laszlo TAGLIAGAMBE Silvano”,”L’età dello stalinismo.”,”Il volume nasce dal convegno organizzato dall’Istituto Gramsci di Roma e dall’Istituto di filosofia dell’Università di Urbino cui hanno partecipato studiosi occidentali e studioso sovietici; ciò ha costituito una novità nel panorama della critica storica esistente ed ha permesso di mettere a fuoco e verificare sia il livello del dibattito politico internazionale sia il modo in cui le problematiche più scottanti sono recepite ed elaborate nel clima culturale sovietico instaurato dalla perestrojka.”,”RUSS-007-FL”
“NATOLI Claudio”,”L’antifascismo italiano negli anni Trenta: un bilancio storiografico ed una proposta interpretativa.”,”L’antifascismo italiano negli anni trenta: un bilancio storiografico ed una proposta interpretativa Autore: Natoli, Claudio Periodico: Dimensioni e problemi della ricerca storica Anno: 1990 – Fascicolo: 1 – Pagina inizio: 63 – Pagina fine: 97 Posseduto Biblioteche ESSPER Articoli di Natoli: Articoli pubblicati da: Natoli, Claudio (bibliografia tratta da ‘Associazione ESSPER periodici italiani di economia, scienze sociali e storia’ (http://www.biblio.liuc.it/scripts/essper/ricerca.asp?tipo=autori&codice=2011531) Risultato della ricerca: (36 titoli ) – Alcune considerazioni in tema i marxismo e crollo del capitalismo. Storia contemporanea – 1980 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF – Analisi del fascismo e lotta contro la guerra i Georgi Dimitrov: 1923-1939 (parte seconda). Storia contemporanea – 1985 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF – Analisi del fascismo e lotta contro la guerra in Georgi Dimitrov: 1923-1939 (parte prima). Storia contemporanea – 1985 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF – L’antifascismo e la Resistenza nella storia dell’Italia unita Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1995 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF L’antifascismo italiano negli anni trenta: un bilancio storiografico ed una proposta interpretativa Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1990 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Le campagne per la liberazione di gramsci, il Pcd’I e l’Internazionale (1934) Studi storici – 1999 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Continuità e fratture nella storia dei comunisti italiani tra le due guerre Studi storici – 1992 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Un convegno a Berlino est alla vigilia del crollo del muro Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1990 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Crisi organica e rinnovamento del socialismo: il laboratorio degli scritti giovanili di Gramsci Studi storici – 2009 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Emilio Lussu dal sardismo al socialismo federalista Italia contemporanea – 2009 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Fascismo e crisi del capitalismo nell’analisi dell’Internazionale comunista 1921-1939 Italia contemporanea – 1980 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF La formazione della cultura politica dell’antifascismo italiano [Relazione tenuta al convegno internazionale ‘L’antifascismo nella costruzione dell’identità europea’] Storia e memoria – 2002 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Francesco Misiano e il Soccorso operaio internazionale Studi storici – 1996 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Gramsci in carcere: le campagne per la liberazione, il partito, l’Internazionale (1932-1933) Studi storici – 1995 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Guerra civile o controrivoluzione preventiva? Riflessioni sul «biennio rosso» e sull’avvento al potere del fascismo Studi storici – 2012 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Guerra civile o controrivoluzione preventiva? Riflessioni sul ‘biennio rosso’ e sull’avvento del potere del fascismo Studi storici – 2012 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF L’influenza dell’austromarxismo sul rinnovamento del socialismo italiano negli anni Venti e Trenta [Nel fascicolo speciale ‘Viva il socialismo’] Il ponte – 1989 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF L’Internazionale operaia e socialista tra fascismo, pace e guerra [Recensione] Italia contemporanea – 2002 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Maria Concetta Dentoni, Poteri locali e democrazia. La provincia di Cagliari tra età giolittiana e fascismo. Cagliari, CUEC, 2007 [Recensione] Italia contemporanea – 2008 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Mariarosa Cardia, La Sardegna nella strategia mediterranea degli Alleati durante la seconda guerra mondiale. I piani di conquista (1940-1943) [Recensione] Italia contemporanea – 2008 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Il movimento operaio spagnolo negli anni Trenta: bilancio della ‘nuova storiografia’ del periodo post-franchista Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1989 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Otto Bauer: un profilo politico e intellettuale [Nel numero speciale ‘I socialisti e il Novecento: i percorsi, la crisi’] Il ponte – 2004 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF ‘Planismo’ e socialdemocrazie europee Italia contemporanea – 1986 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Il primo volume dell’edizione critica dell’Epistolario Studi storici – 2011 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Una ricerca sulla guerra civile spagnola Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1988 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Sciopero di massa, democrazia e socialismo in Germania e in Austria: un’analisi comparata Passato e presente – 2008 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF La sinistra del Pci negli anni Sessanta Studi storici – 2014 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Il socialismo italiano fra le due guerre: bilancio e prospettive di ricerca Italia contemporanea – 1982 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Il socialismo nella storia d’Italia Studi storici – 2003 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF I socialisti italiani nel movimento di liberazione [Recensione] Italia contemporanea – 1989 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Una ‘storia corale’ degli operai metallurgici torinesi Studi storici – 1990 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Gli storici della primavera di Praga: una riflessione tra passato e presente Dimensioni e problemi della ricerca storica – 1991 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Studi sulla Spagna franchista [Rassegna bibliografica] Italia contemporanea – 2001 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Sulla classe operaia davanti al fascismo: l’Unione muratori romani. 1923-1945 Italia contemporanea – 1981 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Sulla storia dei comunisti italiani Critica marxista – 1992 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Togliatti nella storia del Novecento Studi storici – 1997 Scheda completa: full text, export citazione, ACNP, libri su BNCF Associazione ESSPER periodici italiani di economia, scienze sociali e storia ESSPER Associazione ESSPER c/o Biblioteca Mario Rostoni, corso Matteotti, 22, 21053, Castellanza (VA) – tel 0331-572265 Segretario: Laura Ballestra lballestra@liuc.it”,”STOx-249″
“NATOLI Claudio”,”Fascismo e crisi del capitalismo nell’analisi dell’Internazionale comunista, 1921-1939.”,”L’autore non è d’accordo con la tesi di Agosti sulla sottovalutazione da parte dell’IC dell’avvento del fascismo in Italia.”,”INTT-302″
“NATOLI Claudio / BURGWYN James H.”,”Analisi del fascismo e lotta contro la guerra in Georgi Dimitrov: 1923-1939 (parte prima) (Natoli) / Sonnino e la diplomazia italiana del tempo di guerra nei Balcani nel 1915 (Burgwyn).”,”””Già nel suo intervento al IV Congresso dell’ISR Dimitrov osservava che il fascismo “”non è un fenomeno ‘locale, passeggero o transitorio’. Esso rappresenta un ‘sistema’ di dominazione di classe della borghesia capitalistica e della sua dittatura nell’epoca dell’imperialismo e della rivoluzione sociale”””” (pag 15) Rapporto fascismo – crisi del capitalismo (pag 28) Riflessione di Togliatti su fascismo ‘regime reazionario di massa’ (pag 34)”,”INTT-309″
“NATOLI Claudio”,”L’Internazionale comunista, il fronte unico e la lotta contro il fascismo in Italia e in Germania (1919-1923) (parte prima).”,”Numerose e ampie note L’analisi generale di Lenin sulla nuova fase che si era aperta dopo la prima guerra mondiale (pag 87-89) “”Già Lenin negli scritti in cui analizzava le radici profonde della I guerra mondiale, era giunto alla conclusione che si era aperto un nuovo periodo storico caratterizzato da una fortissima acutizzazione dei conflitti di classe e da una gravissima crisi economica e sociale. Di questo Lenin era convinto studiando attentamente la nuova fase attraversata dal capitalismo, che egli definiva del «capitalismo monopolistico e dell’imperialismo», caratterizzata da profonde trasformazioni strutturali nel modo di produzione, da una crescente divisione nell’assetto mondiale tra nazioni arretrati e avanzate, e da una sempre maggiore conflittualità tra queste ultime per l’accaparramento delle materie prime, dei mercati, e delle aree di esportazione dei capitali. Ora, proprio la guerra costituiva per Lenin l’espressione più evidente di una situazione non già transitoria ma destinata a riprodursi – al di là delle situazioni contingenti – incessantemente nel tempo, come «sbocco» inevitabile delle contraddizioni che ormai laceravano il sistema capitalistico mondiale. Di qui la convinzione di Lenin che il capitalismo fosse giunto nella sua «fase suprema»: e ciò non nel senso che fosse ormai incapace di espandere le forze produttive, o di creare le condizioni per una nuova fase di ripresa economica, ma nel senso che la borghesia come classe dominante aveva perso ogni carattere «progressivo», e non poteva ormai mantenersi al potere se non al prezzo di conflitti sempre più rovinosi, di uno spreco enorme di risorse, e di una politica di intensificata oppressione del proletariato dei paesi industrializzati e dei popoli dei paesi sottosviluppati. In base a tali analisi, la situazione di stato d’assedio dovunque instaurata all’interno degli stati belligeranti, veniva interpretata dalla sinistra internazionalista non come una fase contingente, ma come prima manifestazione di una offensiva più generale contro le posizioni raggiunte dal movimento operaio, destinata a durare molto più a lungo, essendo ormai tramontato il periodo della «evoluzione pacifica» del capitalismo, ed aprendosi una nuova epoca storica in cui sarebbe restato ben poco spazio per miglioramenti salariali e normativi, riforme politiche e sociali ecc., tutte conquiste gradualmente acquisite nei primi anni del ‘900. Conseguentemente, acquistava un significato preciso l’affermazione ricorrente secondo cui «dopo la guerra le classi dominanti in tutti i paesi intensificheranno sempre più i loro sforzi al fine di far retrocedere di molti decenni il movimento di liberazione del proletariato» (32). Ma al tempo stesso, il conflitto, esasperando la crisi politica e sociale del capitalismo mondiale, aveva posto all’ordine del giorno la trasformazione della guerra imperialista in guerra civile, della rivoluzione socialista nei paesi capitalistici più avanzati e della rivoluzione democratica e nazionale nei paesi oppressi dall’imperialismo: ed in tale quadro, il disegno reazionario delle classi dominanti si sarebbe scontrato con una crisi rivoluzionaria a livello mondiale di proporzioni mai conosciute. E’ importante sottolineare che questa analisi generale, non aveva (almeno nell’elaborazione di Lenin) un carattere economicistico e fatalistico, né considerava possibile il crollo del capitalismo se non attraverso l’azione diretta e cosciente del proletariato e dei suoi alleati. Ed in questo senso, la posizione di Lenin rappresentava un momento di radicale rottura con le tradizioni evoluzioniste (di destra e di sinistra) del marxismo della II Internazionale (importantissime le sue polemiche durante la guerra tanto con i revisionisti e con i centristi, quanto con i comunisti di estrema sinistra), e si traduceva nella teoria dello sviluppo ineguale e dell’anello più debole della catena (33). Non è ovviamente possibile soffermarsi in questa sede sul grande valore teorico, politico, «metodologico», dell’analisi generale di Lenin, la quale – pur con una serie di inevitabili limiti – non solo costituisce un punto di riferimento indispensabile per comprendere le radici economiche e politiche della I guerra mondiale, ma conserva sotto diversi aspetti ancora oggi una notevole «attualità», malgrado le trasformazioni del sistema capitalistico e imperialistico e dell’assetto statuale mondiale. Basterà qui sottolinearne la fondamentale validità e «scientificità», in rapporto alle principali indicazioni strategiche e tattiche che ne derivavano: dall’individuazione della nuova fase storica aperta dalla I guerra mondiale, alla definizione dei nuovi compiti del movimento rivoluzionario; dalla previsione degli sconvolgimenti politici, economici e sociali provocati dalla guerra tanto nei paesi capitalistici avanzati, quanto in quelli coloniali e semicoloniali, alla constatazione del crollo definitivo della II Internazionale, e della necessità di operare una radicale rottura con essa e di lavorare alla costruzione di una nuova Internazionale rivoluzionaria”” [Claudio Natoli, ‘L’Internazionale comunista, il fronte unico e la lotta contro il fascismo in Italia e in Germania (1919-1923) (parte prima)’, ‘Storia contemporanea’, Il Mulino, Bologna, n. 1, marzo 1976] [(32) Cfr. Lenin, ‘La Conferenza delle sezioni all’estero del Partito Operaio Socialdemocratico Russo’, in Lenin, ‘La guerra imperialistica’, Roma, 1950, p. 22; (33) Su questi problemi molto interessanti le osservazioni di N. Poulantzas, ‘Fascismo e dittatura’, cit., pp. 17-24] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”INTT-312″ “NATOLI Claudio a cura, Saggi di Martin BROSZAT Simona COLARIZI Enzo COLLOTTI Giuseppe DALL’ONGARO Klaus GOTTO Jürgen KOCKA Hans MOMMSEN Klaus-Jürgen MÜLLER Detlev J.K. PEUKERT Jens PETERSEN Giorgio VACCARINO”,”La Resistenza tedesca, 1933-1945.”,”Martin Broszat, è direttore dell’Institut für Zeitgeschichte di Monaco. Simona Colarizi, docente alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Napoli. Enzo Collotti, docente presso il Dipartimento di storia dell’Università di Firenze. Giuseppe Dall’Ongaro, giornalista e scrittore, ha curato numerose traduzioni italiane di testi tedeschi. Klaus Gotto, direttore dell’Archiv für christlich-demokratische Politik della Fondazione Adenauer. Jürgen Kocka, docente alla Freie Universität di Berlino, codirettore della rivista Geschichte und Gesellschaft. Hans Mommsen, docente alla Ruhr-Universität Bochum. Klaus-Jürgen Müller, docente all’Università di Amburgo. Claudio Natoli, ricercatore presso il Dipartimento di studi storici dal medioevo all’età contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza. É autore del volume La Terza Internazionale e il fascismo 1919-1923. Detlev J.K. Peukert, direttore scientifico della Forschungsstelle für die Geschichte des Nationalisozialismus in Hamburg. Jens Petersen, vice-direttore e responsabile della Sezione di storia contemporanea dell’Istituto storico germanico. Giorgio Vaccarino, già libero docente all’Università di Torino. Contiene il saggio di Detlev J,K. Peukert, ‘La resistenza operaia. Problemi e prospettive’ (pag 40-66) Il movimento operaio sulla difensiva. “”Il movimento operaio tedesco è stato sconfitto, ancor prima di aver combattuto. Questa è la verità decisiva dell’anno 1933. (…) La presa del potere da parte dei nazionalsocialisti nel 1933, avvenuta praticamente senza lotta, dimostra quanto questa immagine (il movimento operaio tedesco visto nelle sue componenti socialdemocratiche e comuniste come una organizzazione unitaria, ndr) rappresentasse solo una verità parziale. Le divisioni politiche in Germania erano più profonde che in altri paesi, e infatti i diversi protagonisti si erano affrontati negli anni dal 1919 al 1923 come antagonisti in una guerra civile. Inoltre, alle divisioni politiche corrispondeva, all’interno della classe operaia tedesca, una crescente segmentazione sociale lungo una linea di demarcazione che distingueva i lavoratori in specializzati e non specializzati, anziani e giovani, occupati e disoccupati, al cui interno il Partito comunista tedesco (Kpd) rappresentava piuttosto lavoratori giovani, non specializzati e disoccupati, mentre per converso il Partito socialdemocratico tedesco (Spd) quelli più anziani, specializzati e occupati. Questa situazione oggettiva , in presenza della crisi sociale e politica generale in cui versava la Germania dopo la fine della guerra mondiale, aggravata dalla crisi dell’economia mondiale, condusse i socialisti democratici all’immobilismo e a una posizione espressamente difensiva, che intendeva sostenere e difendere quanto restava in piedi della Repubblica e che provocò una ghettizzazione, verbalmente molto radicale, dei comunisti, che vedevano la distruzione della Repubblica e la lotta contro i “”fascisti”” come due facce della stessa medaglia rivoluzionaria. …. finire (pag 43-44)”,”GERR-002-FL” “NATOLI Claudio”,”Fascismo. Democrazia. Socialismo. Comunisti e socialisti tra le due guerre.”,”Claudio Natoli è docente di Storia contemporanea all’Università di Cagliari.”,”ITAC-018-FL” “NATTA Alessandro”,”Serrati. Vita e lettere di un rivoluzionario.”,”NATTA Alessandro (1918-2001) iniziò la sua attività antifascista durante gli studi in lettere alla Normale di Pisa. Deputato del PCI per dieci legislature a partire dal 1948, fu membro della Direzione del partito, capogruppo del PCI alla Camera e direttore del settimanale Rinascita. Nel 1984 divenne successore di Enrico BERLINGUER come segretario del partito, carica che mantenne fino al 1988. In seguito si ritirò dalla vita politica attiva. “”…si può dire, Gramsci è, in qualche misura, un allievo di Serrati, che lo ha portato nel dicembre del 1915 a lavorare all’ Avanti! come redattore della pagina torinese. E Gramsci lo ricorderà, nel 1916, come ‘nostro leader'”” (pag 248) “”A novembre si riuniscono a Firenze i “”socialisti comunisti unitari”” di Serrati che ribadisce la sua posizione, e dichiara: “”Delle cose del PSI decidiamo noi””; ed anche “” Non si fa la rivoluzione in Europa con l’ esercito russo””! Il Congresso che doveva svolgersi a dicembre, a Firenze, è rinviato a gennaio del 1921 a Livorno”” (pag 224) “”Il congresso, il III, del PCD’I si svolgerà in forma clandestina a Lione tra il 20 e il 26 gennaio. Serrati è presente anche lui, con grande vigore e arguzia, si muoverà contro Bordiga, contro la sua impostazione di un rigorismo astratto, velleitaria.”” (pag 257)”,”MITC-040″ “NATTA Alessandro”,”Serrati. Vita e lettere di un rivoluzionario.”,”NATTA Alessandro (1918-2001) iniziò la sua attività antifascista durante gli studi in lettere alla Normale di Pisa. Deputato del PCI per dieci legislature a partire dal 1948, fu membro della Direzione del partito, capogruppo del PCI alla Camera e direttore del settimanale Rinascita. Nel 1984 divenne successore di Enrico BERLINGUER come segretario del partito, carica che mantenne fino al 1988. In seguito si ritirò dalla vita politica attiva. “”La sua denuncia può assumere un’ asprezza, una acuta virulenza di espressioni e di toni, ma a me pare che Serrati vedesse con notevole lucidità errori e pericoli della politica del partito socialista, e in particolare di alcuni gruppi e tendenze. “”Verso la guerra””, “”Né un uomo né un soldo””: in quegli articoli del 1906 il riarmo è ancora un’ occasione per un attacco deciso contro il ministerialismo. Il partito socialista si è illuso e si è fatto invischiare da Giolitti e dai governi borghesi, osserva Serrati, ed invece di condurre la lotta contro il nemico di classe e politico, ha finito per avvolgersi nelle lotte intestine””. (pag 109)”,”MITS-228″ “NATTA Alessandro”,”Le ore di Yalta.”,”NATTA Alessandro è nato ad Imperia il 7 gennaio 1918. Laureato in lettere, allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa. Dall’impegno giovanile antifascista, dopo la prigionia in Germania, è giunto all’attività poliitica nelle file del Partito comunista italiano. Deputato dal 1948, è stato segretario della Federazione di Imperia e poi direttore dell’ Istituto Gramsci. Membro del CC del PCI dal 1956, ha avuto varie responsabilità. Con Longo è stato condirettore di ‘Critica marxista’. “”Ciò che sorprende, ancora una volta è questo suo stile di lavoro, questa vigile cura a non differire mai a domani ciò che è necessario fare oggi, le grandi e le piccole cose; ciò che colpisce, ancora una volta e sorprattutto, è questa lucida e lineare espressione del suo pensiero, che appare evidente persino dalla scrittura; quasi senza ritocchi e ripensamenti, sui fogli consueti e con il consueto inchiostro verde.”” (pag 20)”,”PCIx-291″ “NATTA Alessandro relazione e conclusioni, interventi di PERNA DONINI ROSSANDA SECCHIA MUSSI PESENTI CIOFI INGRAO MARANGONI BARCA LOMBARDO RADICE PAJETTA D’AMICO BUFALINI GENSINI BORGHINI PINTOR FERRARA COLOMBI LUPORINI CECCHI VALENZA PETROSELLI GARAVINI CARDIA BADALONI LAMPREDI CAROTTI ROASIO SANLORENZO CUFFARO GAMBULI CHIARANTE CARNIERI NATOLI TRIVELLI CACCIAPUOTI PAJETTA, intervento conclusivo di Enrico BERLINGUER”,”La questione del «Manifesto»: democrazia e unità nel PCI.”,”Il testo integrale del dibattito al CC e CCC del PCI (ottobre 1969) su questione “”Manifesto””. Risultati della votazione: Contrari 3: Natoli, Pintor, Rossanda. Astenuti: Chiarante, Lombardo Radice, Luporini Tutti gli altri hanno votato a favore (Garavini, assente al momento del voto ha fatto presente con una lettera che se fosse stato presente si sarebbe astenuto) Fondo Zucchiati”,”PCIx-438″ “NATTA Alessandro”,”Serrati. Vita e lettere di un rivoluzionario.”,”Alessandro Natta (1918-2001) iniziò la sua attività antifascista durante gli studi in lettere alla Normale di Pisa. Deputato del Pci per dieci legislature a partire dal 1948, fu membro della direzione del partito, capogruppoi del Pci alla Camera e direttore del settimanale Rinascita. Nel 1984 fu eletto a succedere a Enrico Berlinguer come segretario del Pci, carica che mantenne fino al 1988. In seguito si ritirò dalla politica attiva, pur pronunciandosi contro la svolta che portò alla fondazione del Pds.”,”BIOx-080-FL” “NATTIEZ Jean-Jacques direzione, collaborazione di Margaret BENT Rossana DALMONTE Mario BARONI; saggi di Raphaelle LEGRAND Jean-Michel BARDEZ Alberto BASSO Emanuele SENICI Francesco COTTICELLI François DE-MEDICIS Enrico FUBINI Willam DRABKIN Jean-Pierre BARTOLI Carlo PICCARDI M. Elizabeth C. BARTLET Scott BURNHAM Jean-Pierre BARTOLI James DEAVILLE Maurizio GIANI Walther DÜRR Rossana DALMONTE Marco BEGHELLI Carolyn ABBATE e Roger PARKER Gerardo GUCCINI Pierluigi PETROBELLI Mark EVERIST Moritz CSAKY Guy MARCHAND Jan STESZEWSKI Anna Maria MORAZZONI e A.A. ORLOVA Peter FRANKLIN Jean-Jacques NATTIEZ Romano PRODI”,”Enciclopedia della musica. Volume secondo. Dal Secolo dei Lumi alla rivoluzione wagneriana.”,”Saggi di Raphaelle LEGRAND Jean-Michel BARDEZ Alberto BASSO Emanuele SENICI Francesco COTTICELLI François DE-MEDICIS Enrico FUBINI Willam DRABKIN Jean-Pierre BARTOLI Carlo PICCARDI M. Elizabeth C. BARTLET Scott BURNHAM Jean-Pierre BARTOLI James DEAVILLE Maurizio GIANI Walther DÜRR Rossana DALMONTE Marco BEGHELLI Carolyn ABBATE e Roger PARKER Gerardo GUCCINI Pierluigi PETROBELLI Mark EVERIST Moritz CSAKY Guy MARCHAND Jan STESZEWSKI Anna Maria MORAZZONI e A.A. ORLOVA Peter FRANKLIN Jean-Jacques NATTIEZ Romano PRODI”,”VARx-501″ “NAUDEAU Ludovic”,”En prison sous la terreur russe.”,”NAUDEAU Ludovic Due interviste di Naudeau a Cicerin e a Lenin (pag 175)”,”RIRO-380″ “NAUDEAU Ludovic”,”Les dessous du chaos russe.”,”NAUDEAU Ludovic”,”RIRO-381″ “NAUDEAU Ludovic”,”Histoires du Wagon et de la Cabine.”,”NAUDEAU Ludovic Ludovic Naudeau, né à Boulogne-sur-Mer (Pas-de-Calais) le 5 mars 1872 et mort le 5 septembre 1949, est un journaliste et écrivain français. Fils d’un ingénieur de la Compagnie des chemins de fer du Nord, il fut élève au Lycée d’Amiens et devint reporter à l’âge de 19 ans. Il fut l’un des premiers grands reporters de la Guerre russo-japonaise de 1904-1905. Il fut présent en Russie soviétique lors de la révolution bolchévique et on lui doit une interview de Lénine. Journaliste au Temps, il collabora également à d’autres journaux et périodiques, en particulier L’Illustration, et publia plusieurs ouvrages, notamment sur le Japon, ainsi que de deux romans. Il est enterré à Saint-Ouen-l’Aumône. Publications Le Japon moderne, son évolution, 1909 En Prison sous la terreur russe, 1920 Les Dessous du chaos russe, 1920 Histoires du wagon et de la cabine, 1921 Plaisir du Japon, roman, illustré par L. Sabattier, 1922 En écoutant parler les Allemands. Le Volcan qui recommence à gronder, ou l’Inévitable Allemagne. Français et Allemands peuvent-ils se réconcilier ? Les Mitrailleuses à enfants. Verrons-nous les États-Unis d’Europe, ou le final cataclysme ? Que faut-il faire ?, 1925 La Guerre et la paix, avec l’opinion des plus illustres penseurs et hommes d’État français, 1926 L’Italie fasciste ou l’autre danger, 1926 La jolie fille de Dublin, roman , 1928 La France se regarde, le problème de la natalité, 1931 Le Japon, son crime et son châtiment, 1946 Ludovic Naudeau Biographie[modifier] Fils d’un ingénieur de la Compagnie des chemins de fer du Nord, il fut élève au Lycée d’Amiens et devint reporter à l’âge de 19 ans. Il fut l’un des premiers grands reporters de la Guerre russo-japonaise de 1904-1905 au cours de laquelle il fut capturé et retenu prisonnier au Japon. Il fut présent en Russie soviétique lors de la révolution bolchevique et on lui doit une interview de Lénine ; ses questions lui valurent de passer quelque temps dans les prisons soviétiques. Journaliste au Temps, il collabora également à d’autres journaux et périodiques, en particulier l’Illustration, et publia plusieurs ouvrages, notamment sur le Japon, ainsi que deux romans. Il réalisa une très importante enquête sur la question de la natalité en France lui valant la médaille d’honneur de l’Alliance nationale pour l’accroissement de la population française en mai 1931, ainsi qu’une enquête sur la population française. Il est enterré à Saint-Ouen-l’Aumône. Publications[modifier] Le Japon moderne, son évolution, 1909 En Prison sous la terreur russe, 1920 Les Dessous du chaos russe, 1920 Histoires du wagon et de la cabine, 1921 Plaisir du Japon, roman, illustré par L. Sabattier, 1922 En écoutant parler les Allemands. Le Volcan qui recommence à gronder, ou l’Inévitable Allemagne. Français et Allemands peuvent-ils se réconcilier ? Les Mitrailleuses à enfants. Verrons-nous les États-Unis d’Europe, ou le final cataclysme ? Que faut-il faire ?, 1925 La Guerre et la paix, avec l’opinion des plus illustres penseurs et hommes d’État français, 1926 L’Italie fasciste ou l’autre danger, 1926 La France, l’Allemagne: leurs positions économiques, 1926 La Guerre et la paix: avec l’opinion des plus illustres penseurs et hommes d’État français, 1926 Où en est le fascisme en Italie: Exposé, 1927 La jolie fille de Dublin, roman, 1928 Nîmes et le Gard, 1929 La France se regarde, le problème de la natalité, 1931 L’Allemagne nouvelle: Berlin, 1932 L’Allemagne nouvelle: Hambourg, 1932 L’Allemagne nouvelle: Leipzig, 1932 Le tricentenaire des Antilles Françaises, 1935 Félix Faure et les 150 Français en Russie en 1897 : chose vues, 1936 Le Japon, son crime et son châtiment, 1946 Le nouveau secrétaire général de la Société des nations Le Scoop de Port-Arthur La prestation de serment du nouveau président de la République tchécoslovaque dans la salle Wladislav du Vieux château de Prague Lettres inédites (1870-1871): Un grand reportage Sources[modifier] Marc Martin, Les grands reporters français durant la guerre Russo-Japonaise, 2005 Ralph Schor, L’opinion française et les étrangers en France, 1919-1939, 1985″,”VARx-484″ “NAUMANN Michel”,”M.N. Roy (1887-1954). Un révolutionnaire indien et la question de l’ universel. Le chat et le vaches sacrées.”,”””C’est dans le provinces reculées…qu’il faut aller étudier le génie et les moeurs d’une nation”” (J.J. Rousseau, pag 25) “”Ma puissance donne toute sa mesure dans la fragilité”” (St. Paul) (pag 173) NAUMANN Michel è nato a Parigi nel 1946. E’ universitario africanista e indianista. Ha vissuto in Congo, in Camerun, sul Niger, in Nigeria. Ha effettuato diversi viaggi in India. Ha scritto diverse opere sulle letterature e le culture del terzo mondo e una Storia del Commonwealth che mette al centro i dimenticati degli altri continenti colonizzati e ancora dormienti. Imperialismo, eugenetica e movimento operaio inglese. “”Nel 1923 Roy lancia un appello ai lavoratori per salvare 172 contadini che si erano rivoltati a Chauri Chaura e che, dopo un violento attacco della polizia e dell’ esercito sul loro villaggio, furono condannati all’ impiccagione. Il movimento operaio inglese è, l’ abbiamo visto, intrinsecamente compromesso con l’ impero. I Fabiani, i suoi intellettuali, erano tentati dalle teorie eugeniste. Dai primordi del socialismo molti, con Kingsley, vedevano nell’ eguaglianza e la democrazia delle virtù sassoni iscritte nella razza. Westminster e la Grande Carta esprimevano il carattere dei primi invasori germani e il socialismo non era per questi pensatori che il compimento delle qualità biologiche di queste etnie. I sindacati del tessile guardavano con ansia i progressi dei capitalisti indiani e attendevano dai poteri coloniali che li limitassero strettamente alfine di preservare l’ occupazione e i salari inglesi. La prova di questi legami perversi tra socialismo, nazionalismo e razzismo venne allorché McDonald, capo dei lavoratori, che aveva pronunciato la parola d’ autodeterminazione nel passato ma dichiarato anche che la riforma Montagu-Chelmsford del 1919 era un vera Grande Carta indiana, salì al posto di primo ministro. Rassicurò immediatamente la borghesia e fu difensore zelante dell’ impero.”” (pag 75-76)”,”MASx-012″ “NAUMOV Vladimir”,”Il movimento cooperativo in Italia, 1945-1984.”,”NAUMOV Vladimir, studioso di storia del movimento operaio italiano, professore all’Accademia di scienze sociali del Comitato Centrale dl Pcus ha scritto pure ‘Il Pci visto da Mosca’.”,”ITAE-255″ “NAVA Massimo”,”Vittime. Storie di guerra sul fronte della pace.”,”Bombardamento umanitario pag 115 NAVA (Milano) vive a Parigi e fa il corrispondente per il Corsera.”,”TEMx-055″ “NAVA Massimo”,”Il garibaldino che fece il Corriere della Sera. Vita e avventure di Eugenio Torelli Viollier.”,”Massimo Nava, milanese, editorialista del ‘Corriere della Sera’ da Parigi è stato inviato internazionale e corrispondente di guerra. E’ autore di numerosi saggi tra cui ‘Kosovo, c’ero anchio’, ‘Milosevic, la tragedia di un popolo’, ‘Vittime. Storie di guerra sul fronte della pace’, ‘Sarkozy, il francese di ferro’. “”Quanto al programma editoriale, [Eugenio Torelli Viollier] fu ancora più rigido, sapendo in cuor suo di parlare a una pattuglia di uomini che su quel programma aveva fatto la scommessa della vita. «Il pubblico compra il giornale per essere informato su tutto quel che accade. E’ quindi un dovere di stretta onestà per il giornalista non tacergli nulla. Occultare una notizia perché danneggia i nostri amici politici, sorvolare sopra un fatto per non giovare al partito avversario, non parlare di Tizio o di Sempronio per non fare loro pubblicità, mentre invece può essere che Tizio o Sempronio abbiano fatto qualcosa di clamoroso, sono piccole disonestà che indispettiscono il pubblico e che finiscono per danneggiare la diffusione del giornale. Il giornalista è un testimone e come testimone giura di dire la verità, tutta la verità. Egli deve dare al pubblico non soltanto le notizie del giorno, ma tutte le notizie del giorno, per quanto qualcuna possa rincrescergli. Vi ricordo che il pubblico perdona più facilmente un articolo appassionato e ingiusto che certi artificiosi silenzi». Aveva già in mente l’editoriale del primo numero, dedicato al futuro pubblico del «Corriere»”” (pag 170) Eugenio Torelli Viollier, nato Eugenio Torelli (Napoli, 26 marzo 1842 – Napoli, 26 aprile 1900), è stato un giornalista e politico italiano. Wikip: È stato l’ideatore e cofondatore nel 1876 di quello che è diventato il principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera. Ne fu direttore dalla fondazione alla morte, nel 1900. Fu Torelli Viollier a scegliere Luigi Albertini come suo successore.[1″,”EDIx-174″ “NAVE Alberto”,”Il problema della libertà dai primi interpreti di Marx al neomarxismo.”,”””E’ stato rilevato come Lenin all’inizio della sua attività filosofica abbia quasi ignorato la dialettica come elemento portante del marxismo, per poi riscoprirla solo in seguito allo studio che egli fece della “”Scienza della logica”” di Hegel nel 1914 (1). A noi pare che quello studio servì senza dubbio a fargli riconsiderare Hegel in una maniera più oggettiva, ma non a rivedere, almeno sostanzialmente, quanto egli pensava circa il ruolo della dialettica nella concezione materialistica della storia. Certo non mancano passi che sembrano avallare in qualche modo l’ipotesi di cui sopra.”” (pag 95) (1) cfr. Orfei, R. , Marxismo e umanesimo, Coines Edizioni, Roma, 1970 pag 222″,”TEOC-437″ “NAVE Alberto”,”Libertà e necessità nella filosofia di Carlo Marx.”,”‘Gli avvenimenti storici sembrano nel loro complesso dominati dal caso. Ma là dove alla superficie regna il caso, ivi il caso stesso è retto da intime leggi nascoste’ “”Ed è così che alla necessità, che soggiace agli elementi naturali, in relazione alla quale si è parlato finora della libertà, viene necessariamente ad aggiungersi un’altra necessità, che è una necessità di ordine prettamente storico e che viene fuori in una maniera sempre più esasperante appunto col crescere disordinato delle relazioni sociali, e quindi della casualità in tali relazioni. È la necessità di cui così spesso Marx ed Engels ci parlano, quando ad esempio, ci dicono che con la proprietà privata e la divisione del lavoro: «le forze produttive appaiono come completamente indipendenti e staccate dagli individui, come un mondo a parte accanto agli individui» (Marx-Engels, L’Ideologia tedesca, op. cit., pp: 64-65); che «sotto il domino della borghesia gli individui sono più liberi di prima, nell’immaginazione, perché per loro le loro condizioni di vita sono casuali; nella realtà sono meno liberi perché più subordinati a una forza oggettiva…» (idem, pp. 74); come pure, che «… malgrado gli scopi coscientemente voluti da ogni singolo… gli avvenimenti storici sembrano… nel loro complesso, dominati essi pure dal caso. Ma là dove alla superficie regna il caso, ivi il caso stesso è retto da intime leggi nascoste, e non si tratta che di scoprire queste leggi» (Engels, ‘Ludovico Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, Roma, 1950, p. 57). In altre parole la necessità «cieca», che l’uomo inizialmente sperimenta solo nei riguardi della natura, viene a ripresentarsi sotto altro aspetto nella società dominata dalla «casualità» (Marx-Engels, L’Ideologia tedesca, p. 73) delle relazioni tra i suoi membri, e cioè nella società caratterizzata dalla lotta di classe”” (pag 36-37) [Alberto Nave, Libertà e necessità nella filosofia di Carlo Marx, La Nuova Cultura Editrice, Napoli, 1975] ——————————————————————————— Prof. Alberto Nave Università di Cassino BREVE PROFILO DIDATTICO-SCIENTIFICO DEL PROF. ALBERTO NAVE (Università di Cassino) Alberto NAVE, laureto in Filosofia (Roma 1964) con una tesi su e successivamente in Pedagogia (Cassino 3-III-1974), con tesi sulla linguistica crociana, dopo un settennio di insegnamento di Storia della filosofia e materie affini nei Licei (1964-1971), in qualità di si impegna in un progetto quinquennale di ricerca (1975-80) su “Il problema della libertà dai primi interpreti di Marx al neomarximo>, progetto confluito poi in una serie di articoli, contributi di studio e volumi (tra i primi volumi: Libertà e necessità nella filosofia di Carlo Marx [Napoli 197] e Libertà e necessità dai primi interpreti di Marx al neomarxismo [Napoli 1979], ambedue oggetto di Premio speciale da parte del Ministero dei beni culturali). Con la nomina a Ricercatore confermato (con gestione delle cattedre di STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA [in qualità di Titolare supplente] e di PROPEDEUTICA FILOSOFICA [in qualità di Titolare per affidamento]) e, successivamente, con la nomina a PROFESSORE ASSOCIATO DI FILOSOFIA MORALE (con titolarità della cattedra di Filosofia della storia), ha finito per concentrare le sue indagini prevalentemente sui temi della complessità teoretica, del linguaggio e della metodologia storico-filosofica, con particolare attenzione alla vasta letteratura crociana in tale direzione, nonché alle posizioni teoretiche di G. B. Vico, H. Bergson, R. G. Collingwood, L. Wittgenstein, H. Gadamer e K. Popper. Oltre ad articoli e numerosi contributi di studio per Convegni nazionali ed internazionali (tra i quali: Bergson’s obligation as philosophy and psichology, Milano 1990; La complessità nella “Logica della domanda e della risposta” di R. G. Collingwood, Roma 1994; Il “verum-factum” vichiano e la marx-engelsiana filosofia della prassi, Lecce 1994; Scienze e religione in Ludwig Wittgenste, Napoli 2002), ha pubblicato vari volumi, tra i quali (per stare a quelli relativamente più recenti): Linguistica e metodologia storiografica in Benedetto Croce, Napoli 1990; Complessità teoretica e metodologia storico-filosofica, Lecce 1995; Oltre la diversità. Saggi di filosofia trasversale, Bari 1999; Teoresi e crisi della modernità: filosofia, storia e comprensione storico-filosofica, Lecce 2004; Libertà e alienazione nella prospettiva del modernità villaggio globale, Bari 2005 (oggetto di “Menzione speciale” al < XIII Premio internazionale di saggistica Salvatore Valitutti>[2006]). Dal 1986 è socio del Centro per la filosofia italiana (Roma), e in seguito anche della Società filosofica italiana (Roma), nonché del Centro di ricerche interuniversitarie . È stato inoltre socio (fin dalla sua fondazione) del Centro di studi vichiani di Lecce. Ha collaborato per oltre un decennio alle seguenti collane di filosofia: “Il mondo dello spirito” e “Idee e libertà” della Nuova cultura editrice di Napoli, e, successivamente , alla “Collana di cultura filosofica” dell’ Editrice Milella di Lecce, come anche alla collana “Ethos” dell’Editrice Levante di Bari. In seguito è stato chiamato a dirigere la Collana dell’ Editrice Milella di Lecce e, successivamente (già membro di altri comitati scientifici) anche a far parte del Comitato scientifico della Rivista pubblicata dalla stessa casa editrice. Attualmente è Presidente del (Sezione del ) e, allo stesso tempo, Direttore coordinatore del relativo progetto di ricerche interuniversitarie , dei cui volumi è anche Curatore (con presenza in essi di suoi specifici contributi di studio). ELENCO SISTEMATICO DELLE PUBBLICAZIONI I – VOLUMI ? 1 – Libertà e necessità nella filosofia di Carlo Marx, La nuova cultura editrice, Napoli 1975. 2 -Realismo e relativismo nella concezione marxiana della conoscenza, Collana “Il mondo dello spirito”, 8, La nuova cultura editrice, Napoli 1979. 3 – Il problema della libertà dai primi interpreti di Marx al neomarxismo, Collana “Idee e libertà”, V, La nuova cultura editrice, Napoli 1979. 4 – Tra cristianesimo e marxismo (Collana “Quaderni di ”, 16, Edizioni Dehoniane, Napoli-Roma-Andria 1983. 5 – L’internazionalismo in Marx-Engels-Lenin-Gramsci , Collana “Il mondo dello spirito”, 10, La nuova cultura editrice, Napoli 1984. 6 – Materia e spirito nella visione marx-engelsiana dell’uomo, Collana “Il mondo dello spirito”, 11, La nuova cultura editrice, Napoli 1986. 7 – Linguistica e metodologia storiografica in Benedetto Croce, Collana “Idee e libertà”, VI, La nuova cultura editrice, Napoli 1990. 8 – Complessità teoretica e metodologia storico – filosofica, Collana di cultura filosofica, 9, Milella, Lecce 1995. 9 – Oltre la diversità: saggi di filosofia trasversale, Collana Ethos, 16, Levante editori, Bari 1999. 10 – Libertà e responsabilità nell’antropologia crociana, Ethos, 18, Levante editori, Bari 2000. 11 – Teoresi e crisi della modernità: Filosofia, Storia e comprensione storico-filosofica, Collana di cultura filosofica, Milella, Lecce 2004. 12 – Il rapporto libertà-alienazione nella prospettiva del villaggio globale : dall’analisi marx- engelsiana del problema al suo approdo post-ideologico, Collana Ethos 29, Levante editori, Bari 2005. 13 – (A cura di A. Nave) Istanze etico-sociali e globalizzazione (=Atti del convegno omonimo svoltosi presso l’Università di Cassino nel 2004), Collana “Incontri” (Nuova Serie), 20, Milella, Lecce 2006 [ il volume comprende anche il suo saggio L’analisi marcusiana della “società industriale avanzata” nella prospettiva del villaggio globale]. 14 – (A cura di A. Nave) Momenti del dibattito etico- sociale di una quarantennio (1968-2008) che ha cambiato la storia, – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2011 [nel volume sono presenti, anche i due seguenti suoi saggi: – Dalla scomparsa del proletariato “marxiano” alle drammatiche incertezze dell’era globale – La “questione meridionale” tra il mancato “federalismo fiscale” degli inizi e l’attuale dibattito federalista]. 15 – (A cura di A. Nave) Comunitarismo e solitudine nella società globale, , Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2012 [ anche in questo volume sono presenti, oltre alla “Postfazione”, due suoi contributi di studio, e cioè: – Eclissi dell’uomo e solitudine nella società globale; – Arte, valori e “crisi della presenza” [In ricordo di Luciano Dondoli, un maestro “nascosto”, ma “non silenzioso”]. 16 – (A cura di A. Nave) Il Welfare tra passato e futuro della società, , Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2012-2013 (nel volume è presente, oltre alla “Postfazione”, anche il seguente suo saggio: Alla ricerca di un nuovo welfare). 17 – (A cura di A. Nave) Senso della vita e comprensione in una società multicuturale, , Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2014 (nel volume, oltre alla “Postfazione”, è presente anche il suo saggio: Evoluzione, senso della vita e comprensione in una società multiculturale). 18 – (A cura di A. Nave) La felicità tra mito e ragione nell’era della tecnica, , Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2015 (nel volume è presente, oltre alla “Postfazione”, anche il suo saggio: La ”felicità” tra “sopravvivenza” e istanze di una società diversa). 19 – (A cura di A. Nave) L’uomo globale tra politeismo dei valori e crisi della presenza, , Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2016 (nel volume, oltre alla “Postfazione”, è presente il suo saggio: Oltre il politeismo dei valori: Linguaggio, trascendenza e valori in Ludwig Wittgenstein). II – CONTRIBUTI DI STUDIO PUBBLICATI in “ATTI” di CONGRESSI e CONVEGNI INTERNAZIONALI – Punti di convergenza tra filosofia aristotelico-tomistica e filosofia crociana, volume VIII degli Atti VIII Congresso Tomistico Internazionale, Pontificia Accademia di S. Tommaso, Città del Vaticano 1982. – Bergson’s concept of moral obligation as philosophy and psychology, in Recent experiences in general and social psychology in Italy and Polland (=Atti del Convegno italo-polacco di psicologia tenutosi presso l’Università di Cassino nell’ottobre 1987), Franco Angeli, Milano 1990. – Libertà ed etnocentrismo nella “terza teoria universale”, in AA. VV., Incontro tra due civiltà: passato storico e prospettive future (=Atti del Convegno di scambi culturali con le Università latino-americane, Cassino 28-XI – 3-XII-1988), Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1990. – Il “verum-factum” vichiano tra filosofia scotistica e filosofia crociana, in Vico e il pensiero contemporaneo [=Atti del Convegno internazionale omonimo, Lecce 1988], a cura di Antonio Verri, Editrice Milella, Lecce 1991. III – CONTRIBUTI DI STUDIO PUBBLICATI IN “ATTI” di CONVEGNI NAZIONALI – Demitizzazione ed umanità nella concezione del linguaggio in Benedetto Croce (pubblicato a cura della Segreteria del Convegno “Croce cristiana e cultura oggi” tenutosi a Napoli nell’estate del 1976), Napoli 1977. – Il dramma esistenziale dell’uomo nel romanzo italiano a sfondo psicologico, in AA. VV., Croce cristiana e cultura oggi, Collana “Problemi aperti”, 3, Edizioni Dehoniane, Napoli 1977. – Il problema del fondamento epistemologico nello storicismo crociano, in AA. VV., Il mondo degli uomini: 50 anni di filosofia in Italia (1936-1986) [= Atti del Convegno omonimo, Fiuggi, ottobre 1986], Centro per la filosofia italiana, Roma 1988. – Lo sfondo scotistico del “verum-factum” vichiano, in Atti del Convegno nazionale su Vico (Napoli, ottobre 1988), Loffredo editore, Napoli 1989. – Storicismo ed eticità nella visione crociana dello Stato, in Atti del Convegno “Per lo sviluppo della democrazia in Italia” (Napoli, ottobre 1989), Loffredo editore, Napoli 1990. – Verità e non verità dell’informatica, in AA. VV., Informatica e metodologia filosofica, (=Atti del Convegno omonimo, Andalo, dicembre 1989), Centro per la filosofia italiana, Roma 1990. – Storia e valori nel pensiero di G.R. Collingwood, in Atti del Convegno nazionale “Storia e valori”, Loffredo editore, Napoli 1991. – Il problema crociano del fondamento tra immanenza, trascendenza e trascendentalità, in AA. VV., Il problema del fondamento e la filosofia italiana del Novecento (=Atti del Convegno omonimo, Subiaco – Monte Livata, ottobre 1991), Centro per la filosofia italiana, Roma 1992. – Attualità e limiti dell’analisi marcusiana del rapporto libertà-alienazione nella “società industriale avanzata”, in Atti del Convegno nazionale “V Centenario della scoperta dell’America; il problema del male e la liberazione dell’uomo”, Loffredo editore, Napoli 1993. – Crisi della totalità e problema ecologico, in AA. VV., Filosofia ed ecologia, Centro per la filosofia italiana, Roma 1993. – Crisi dell’arte e fede ideologica in Antonio Gramsci, in AA. VV., La crisi dell’arte e il mondo dei valori (=Atti Convegno omonimo), Loffredo editore, Napoli 1994. – Il “verum-factum” vichiano e la filosofia marx-engelsiana della prassi, in AA. VV., La storiografia italiana del dopoguerra (=Atti Convegno omonimo), Collana di cultura filosofica, 8, Milella, Lecce 1994. – Storia e giudizio storico in Felice Battaglia, in AA. VV., La storiografia italiana del dopoguerra (=Atti Convegno omonimo), Collana di cultura filosofica, 8, Milella, Lecce 1994. – La complessità nella “logica della domanda e della risposta” di R.G. Collingwood, in Atti del Convegno “La sfida della complessità”, Società filosofica italiana, Roma 1994. – La visione marxiana della natura tra storicismo ed agnosticismo, in Atti del Convegno nazionale su “La concezione della natura nella scienza, nella poesia, nella filosofia”, Loffredo editore, Napoli 1995. – L’uomo di Bergson tra scienza e filosofia, in Atti del Convegno nazionale su “L’uomo in tutte le sue dimensioni: cultura umanistica e cultura tecnica”, Loffredo editore, Napoli 1996. . Diritto all’uguaglianza o uguale diritto ad essere diversi?, in Atti del Convegno “Il problema della diversità: natura e cultura”, Centro per la filosofia italiana, Roma 1996. – Linguaggio e trascendenza nel pensiero di L. Wittgenstein, in Atti del Convegno nazionale “Crisi della metafisica e trascendenza”, Loffredo editore, Napoli 1997. – Linguaggio scientifico e linguaggio filosofico: distinzione e connessione, in AA. VV., Epistemologia scientifica, Ermeneutica filosofica e Scienze umane, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1997. – Linguaggio e significatività dei termini filosofici, in AA. VV., Epistemologia scientifica, Ermeneutica filosofica e Scienze umane, Edizioni scientifiche, Napoli 1997. – La libertà di H. Bergson tra ontico e paraontico, in Atti del Convegno nazionale “La libertà in tutte le sue dimensioni”, Loffredo editore, Napoli 1998. – L’indicibile filosofico in Benedetto Croce e Ludwig Wttgenstein, in AA. VV., Humanitas, Studi in memoria di Antonio Verri, vol. II, Mario Congedo editore, Galatina (Lecce) 1999. – Moralità e amoralità della politica in Benedetto Croce, in AA. VV., Morale, diritto e politica (=Atti del Convegno omonimo, Napoli, ottobre 1998), Loffredo editore, Napoli 1999. – Croce-Bergson: convergenze non casuali, in Forme e significati della storia, Studi per Luciano Dondoli, a cura di Sonia Giusti, Cassino 2000. – Scienza e religione in Wittgenstein, in Atti del Convegno nazionale su “Scienza, fede, ragione; loro rapporti”, Loffredo editore, Napoli 2002. – L’intuizione bergsoniana tra linguaggio, metalinguaggio e silenzio, in AA. VV., Scienza e coscienza tra parola e silenzio (=Atti Convegno omonimo), Centro per la filosofia italiana, Monte Compatri 2002. – L’analisi marcusiana del rapporto libertà-alienazione nella prospettiva della società globale, in Atti del Convegno nazionale “Per una morale di solidarietà universale nel tempo della globalizzazione”, Loffredo editore, Napoli 2003. – Male e razionalità universale nel trascendentalismo crociano, in Atti del Convegno nazionale “Il problema del male nel mondo e la ricerca di Dio oggi”, Loffredo editore, Napoli 2004. – Epistemologia e religione in Ludwig Wittgenstein, in Atti del Convegno nazionale su “Ragione e religione: due fari luminosi della civiltà e della grandezza dell’uomo”, Loffredo editore, Napoli 2006. – Arte e valori in Luciano Dondoli, ne La ricerca di Luciano Dondoli, a cura di Diomira Zompa, Domograf, Roma 2008. – Linguaggio, teoresi e “crisi della modernità” in Ludwig Wittgenstein, in AA. VV. , Studi in onore di Ciro Senofonte: 50 anni tra didattica e ricerca, a cura di Giuseppe Mario Pizzuti, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 2008. – Rapporto tra natura, “seconda natura” e il problema della fame nel mondo: dall’analisi marcusiana del problema alle attuali sue esasperazioni, in AA. VV., Valore estetico, ontologico, teologico, antropologico della natura: sue potenzialità per la risoluzione del problema della fame nel mondo (=Atti del Convegno omonimo, Benevento, 21-22 ottobre 2008), Loffredo editore, Napoli 2009. IV – SAGGI REALIZZATI E PUBBLICATI NELL’AMBITO DI PIANI NAZIONALI DI RICERCA – Libertà e società in Carlo Marx, in AA. VV. La libertà, Collana “Problemi di attualità”, 3, Edizioni Dehoniane, Napoli 1980. – Cittadino e società in Carlo Marx e Federico Engels, in AA. VV., Lo Stato e i cittadini, Collana “Problemi di attualità”, 5, Edizioni Dehoniane, Napoli 1982. – Libertà e responsabilità nell’antropologia crociana, Ethos, 18, Levante editori, Bari 2000 (Il volume è il risultato del coinvolgimento dell’autore nel progetto interuniversitario ). V – TRA GLI ARTICOLI PUBBLICATI SU RIVISTE – Il sogno di Herbert Marcuse, in “Politica popolare” (agosto-ottobre), Napoli 1975; – Considerazioni socio-politiche sulla “questione meridionale” rapportata al periodo 1861-1914 in “Progresso del Mezzogiorno”, Napoli 1984, n. 5. – La questione sociale alle soglie del duemila, in “Politica popolare”, Napoli 1985, n. 205. – Polisemia dell’Arché nei Presocratici, in “Filosofia e società”, Cadmo editore, Roma 1992, vol. IX. – La radice psico-sociale della responsabilità in Benedetto Croce, nella rivista “Spiragli”, Marsala 1992, 2-3. – Attualità del problema agostiniano del fondamento, nella rivista “Spiragli”, Marsala 1992, n. 1. – Il Crocianesimo sommerso della “Logica della domanda e della risposta”, ne “Il Cntributo”, Centro per la filosofia italiana, Roma 1993, 4. – Dolore e razionalità universale in Benedetto Croce, in “Prospettiva persona”, Trimestrale del , Demian Edizioni, Teramo 1994, n. 8. – Dall’ “Infinito” del Leopardi al “Mystische” del Wittgenstein, ne “Il Contributo”, Centro per la filosofia italiana, 2 (XX), Roma 1999. – La distinzione tra universale “qualitativo” (???????) e universale “quantitativo” (???? ??????) come chiave di lettura del rapporto tra scienza, ragione e fede (ne , Centro per la filosofia italiana, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2010, n.3). – Dalla scomparsa del proletariato “marxiano” alle drammatiche incertezze dell’era globale, in , Milella, Lecce 2011. – “La questione meridionale” tra il mancato “federalismo fiscale” degli inizi e l’attuale dibattito federalista”, in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2011. – Eclissi dell’uomo e solitudine nella società globale, in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2012. – Arte, valori e “crisi della presenza” [In ricordo di Luciano Dondoli, un maestro “nascosto”, ma “non silenzioso”], in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2011. – Alla ricerca di un nuovo welfare, in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2012-2013. – Evoluzione, senso della vita e comprensione in una società multiculturale, in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2014. – La “ felicità” tra “sopravvivenza” e istanze di una società diversa, in – Annali di cultura etico-politica”, Milella, Lecce 2015. – Oltre il politeismo dei valori: Linguaggio, trascendenza e valori in Ludwig Wittgenstein, in – Annali di cultura etico-politica, Milella, Lecce 2016.”,”MADS-001-FAP” “NAVILLE Pierre”,”Trockij vivo.”,”NAVILLE è stato dirigente del movimento trotskista negli anni tra le due guerre mondiali. Ha collaborato con T. a Mosca e negli anni del terzo esilio. Per più di trent’anni è stato D di ricerca al Centro nazionale di ricerca scientifica di Parigi e ha condotto studi sui problemi del socialismo e del pensiero marxista.”,”TROS-022″ “NAVILLE Pierre”,”Gli scambi socialisti. Il nuovo leviatano.”,”Pierre NAVILLE (Parigi 1904) è stato per trent’anni direttore di ricerca al CNRS di Parigi conducendo indagini e ricerche in campo sociologico, economico, e nel campo della psicologia del comportamento. E’ studioso dei problemi del socialismo e della tradizione del pensiero marxista (per le opere v. risvolto di copertina).”,”TEOC-197″ “NAVILLE Pierre”,”Trotsky vivant.”,”””Agli ostacoli opponeva una volontà possente, uno spirito d’ attacco senza sfumature, e il sentimento di ciò che chiamava l’ inconciliabile. (…) In tutti i casi (questo spirito, ndr), gli ha dato la forza di resistere come di vincere. Questo combattente doveva sentire e sapeva pensare. Il ‘pathemata mathemata’ (1) (2) di Erodoto avrebbe potuto servire da epigrafe ai suoi metodi di lavoro, alla chimica del suo laboratorio vivente”” (pag 171) (2) Agli albori della nostra tradizione scritta, già in Erodoto compare la frase lapidaria per cui le sofferenze, le sventure, costituiscono insegnamenti e conducono alla conoscenza: ta pathemata mathemata (1). Anche nell’Agamennone di Eschilo era risuonato un simile ammonimento: ton pathei mathos thenta kyríos echein (2), che si ritrova nella tradizione epica e tragica in genere.L’eroe tragico è colui che, soffrendo e non soltanto agendo, riconosce di aver sbagliato (3), che si trova immerso in una situazione di double bind, perché, nella collisione tragica, qualsiasi atto egli compia sbaglia. Ma è attraverso l’ errore e l’ errare che giunge infine alla conoscenza e viene a capo delle ragioni del suo soffrire. La tragedia, in quanto rappresentazione della sofferenza, espressione del nefas, di ciò che non si può e non si deve dire,é una purificazione ottenuta – come dice Aristotele in un noto (ma poco approfondito,in questo senso) brano della Poetica – proprio mediante il passaggio “”dalla non conoscenza alla conoscenza”” (R. BODEI)”,”TROS-073″ “NAVILLE Pierre”,”De l’ alienation a la jouissance. La genese de la sociologie du travail chez Marx et Engels.”,”””Questa ultima formula, Marx non l’ aveva inventata. Dal 1840, Pierre Leroux aveva scritto: “”Tutte le merci del mondo non sono che lavoro umano, sudore umano, più o meno condensato””. (pag 398) “”Le trasformazioni chimiche o fisiche che intervengono in un sistema naturale provocano un accrescimento o un decrescimento. Ma di questi non si può parlare in termini di “”eccedenze”” o “”surplus””. La crescita di un sistema biologico, per esempio il passaggio dal seme all’ albero, non produce una eccedenza; essa è resa possibile attraverso scambi naturali costanti. Quando l’ organismo vivente muore, la sua decomposizione è una nuova trasformazione chimica: essa non lascia eccedenza. Quando l’ albero perde i suoi rami, “”abbandona”” una parte di se stesso, ma questa parte “”morta”” entra direttamente nel circuito delle trasformazioni naturali; non sussiste come surplus. (…) Ciò che differenzia il lavoro umano dai processi naturali immediati di crescita, è che il comportamento dell’ uomo (…) permette una utilizzazione tecnica e sociale caratteristica dell’ accumulazione d’ energia. Questa utilizzazione diventa fabbricazione d’ oggetti, di prodotti, che lungi da restare inutilizzati come i rami morti dell’ albero, entrano in un circuito sociale utile, sono degli oggetti d’uso.”” (pag 448)”,”MADS-343″ “NAVILLE Pierre”,”Psicologia dell’ uomo moderno. Seguita da L’ intellettuale comunista.”,”Marx e Engels e la psicologia. “”(…) è proprio la scienza del comportamento, la psicologia moderna, l’ erede legittima della metodologia di Marx e non la pretesa ‘filosofia marxista’ imposta come metafisica di Stato, come teocrazia. Sono i principi fondamentali e le premesse di una scienza del comportamento che si trovano in Marx e non quelli di una metafisica. Le Tesi su Feuerbach, alcuni capitoli della Ideologia tedesca affermano posizioni che non si possono a nessun titolo considerare ‘filosofiche’. Al contrario, costituiscono un rovesciamento radicale delle pretese di qualsiasi filosofia. E’ sotto questo punto di vista che si può rispondere a quest’ ultimo quesito: qual è il contributo di Marx e Engels alla psicologia? Né l’ uno né l’ altro si è occupato direttamente della psicologia propriamente detta. Il loro atteggiamento su questo punto è vicino a quello di Comte, per il quale, tra la fisiologia e la sociologia, non c’era posto per la ‘psicologia’. Tuttavia essi hanno sviluppato diversi punti metodologici, sui quali fondano il loro materialismo e che si possono a buon diritto considerare come dei principi fondamentali della scienza moderna del comportamento. Questi principi sono i seguenti: 1. Principio del comportamento: l’ uomo è ciò che fa; il concetto di produzione è dunque fondamentale; 2. Principio dell’ unità del comportamento: l’ uomo non è composto da spirito e corpo, ma di un organismo unitario (…); 3. Principio dell’ obiettività del comportamento: l’ individuo non può esistere ed agire per sé se non esiste e agisce in funzione degli altri, dei terzi, cioè in società.”” (pag 23-24, prefazione) Materia fisica e realtà obiettiva. “”Da questo punto di vista, la polemica di Lenin contro Mach, Avenarius e altri porterebbe su falsa strada. Ed è perciò che anche Lenin avrebbe attribuito tanta importanza alla lotta della ragione contro la fede (religiosa), caratteristica ‘dell’ epoca pre-marxista’. (…) Lenin scrive, per esempio: ‘La materia è una categoria filosofica per designare la realtà obiettiva, data all’ uomo nelle sue sensazioni, che le nostre sensazioni copiano, riprendono, riproducono, e che esiste indipendentemente da lui’. Harper contesta questa definizione giacché a suo avviso l’ elettricità, la luce, l’ etere non possono essere considerati come materia fisica’, essendo una realtà obiettiva evidente. Così ‘le idee umane sono al pari della natura percepibile una realtà obiettiva che ci è data dalle sensazioni. L’ elemento spirituale appartiene al mondo reale esattamente come l’ elemento materiale appartiene al senso della materia fisica’. Bisogna distinguere qui due aspetti della questione: in primo luogo la definizione di Lenin (corroborata da decine di affermazioni analoghe di Engels) e in secondo luogo le conclusioni che vi oppone il suo critico. (…)”” (pag 168)”,”TEOC-304″ “NAVILLE Pierre”,”D’Holbach e la filosofia scientifica del XVIII secolo.”,”Contiene il capitolo: ‘Note sul materialismo nel secolo XVIII e le sue interpretazioni marxiste’ (pag 319-347) Pierre NAVILLE (1904-) è direttore scientifico del Centre National de la Recherche Scientifique e vicedirettore del Centro d’ Etudes Sociologiques. D’ HOLBACH (1723-1789), principe degli atei, “”modello”” del filosofo materialista, il priù radicale degli Enciclopedisti, amico di DIDEROT, ispiratore di SADE, rivale di VOLTAIRE è ancor oggi quasi sconosciuto: nessuna delle sue quaranta opere è stata ristampata da oltre un secolo. La sua opera più importante è stata il ‘Sistema della natura’. NAVILLE sostiene che parallelamente al rinnovamento delle teorie che discendono da HEGEL o MARX, la corrente rappresentata da HOBBES, DIDEROT o D’HOLBACH ha conosciuto nella nostra epoca un ritorno di vitalità dovuto allo sviluppo delle scienze della natura e dell’ uomo. L’ opera comprende una bibliografia completa di D’HOLBACH e dei lavori che gli sono stati dedicati. “”D’Holbach non è repubblicano più di quanto non si a socialista o comunista. Egli rifiuta Moro e Morelly. Rifiuta Rousseau. Il barone non è democratico nel senso che questa parola doveva assumere per la piccola borghesia del secolo XIX (quantunque nel suo sistema politico si trovino elementi profondamente democratici, quale il principio dell’ amovibilità del sovrano), L’ esistenza di ricchi e dei poveri, entro limiti accettabili, gli sembra un dato quasi ineliminabile. Lungi dall’ attaccare il principio della proprietà privata, egli ne fa l’ elogio. In questo senso si rifiuta di essere “”utopista””. Ma occorre approfondire il problema.”” (pag 322)”,”FILx-295″ “NAVILLE Pierre”,”L’ intellectuel communiste (A propos de Jean-Paul Sartre).”,”Gli intellettuali in URSS. “”E’ di questa intelligenzia che Sartre ha fatto recentemente l’ apologia, sotto il nome di quadri o di militanti, dell’ apparato del partito comunista. (…) Anche Sartre finisce per considerare l’ intelligenzia come una classe, e non può fare altrimenti. Contribuisce così a perpetuare uno dei miti e una delle realtà più perniciose dello stalinismo. Si dirà può essere che l’intelligenzia come classe sia soprattutto un fenomeno russo, piuttosto che sovietico o staliniano, e che ha delle profonde radici nella storia delle elites della Russia. Si aggiungerà che la sua costituzione è un fenomeno transitorio, destinato a scomparire con l’ elevazione generale del livello culturale e la diffusione sempre maggiore dello spirito di libertà. (…) Ma noi non siamo ancora là, e la distinzione, e l’ opposizione, tra lavoro intellettuale e lavoro manuale restano costitutive di tutte le società, socialiste, capitaliste o miste.”” (pag 12)”,”PCFx-051″ “NAVILLE Pierre”,”Storia moderna delle teorie del valore e del plusvalore.”,”Questo libro è un’opera di teoria e leggerlo significa impegnarsi in un lavoro teorico. Secondo Naville il marxismo è essenzialmente comunismo. Non è semplicemente una dottrina sulla storia o sulla struttura sociale, cui il comunismo consegna come una necessità oggettivamente immanente. Nella espressione ‘socialismo scientifico’ si può dire che per Naville la scienza è al servizio dell’utopia, pone le condizioni perchè questa si realizzi. Dove si dimentichi questo nesso la rivoluzione è destinata a rimanere tradita. Negativamente il comunismo è l’abolizione dello sfruttamento.”,”TEOC-071-FL” “NAVILLE Pierre”,”I rapporti di produzione nelle società socialiste.”,”Questo libro rende sistematico lo sforzo dell’autore, nel corso di molti anni di lavoro, per comprendere la struttura dei rapporti di produzione, nelle società che, a partire dalla rivoluzione bolscevica, si sono chiamate socialiste (nell’Est europeo).”,”TEOC-072-FL” “NAVILLE Pierre”,”Trockij vivo.”,”Pierre Naville è stato dirigente del movimento trockista negli anni fra le due guerre mondiali, ha collaborato con Trockij a mosca e negli anni del terzo esilio. Per più di trent’anni è stato direttore di ricerca al Centro nazionale della ricerca scientifica di Parigi e ha condotto studi sui problemi del socialismo e del pensiero marxista. Vastissima la sua produzione in Francia. In Italia ha pubblicato fra l’altro D’Holbac e la filosofia scientica del XVIII secolo, Burocrazia e rivoluzione, Verso l’automatismo sociale?”,”TROS-015-FL” “NAVILLE Pierre”,”Burocrazia e rivoluzione.”,”In questo volume ho cercato di chiarire le condizioni generali in cui il socialismo di stato burocratico diventa, ed è già, l’arena di movimenti r di tendenze rivoluzionarie caratteristiche. Ho esaminato quindi soprattutto le connessioni tra la struttura economico-sociale del socialismo di stato e le istituzioni politiche che ne assicurano la stabilità, pur preparandone lo sviluppo e le crisi. Alcune delle tesi che sostengo qui le avevo già espresse in uno studio pubblicato con lo stesso titolo, nel 1955, nella rivista ‘Arguments’. Pierre Naville, 7 novembre 1971.”,”TROS-024-FL” “NAVILLE Pierre”,”Gli scambi socialisti. Il nuovo leviatano.”,”Questo volume de Il Nuovo Leviatano si ripropone di completare le analisi prodotte nei due volumi precedenti. intitolati ‘Il salario socialista’. Pierre Naville, nato a Parigi nel 1904, per più di trent’anni direttore di ricerca al ‘Centro nazionale della ricerca scientifica’ di Parigi, ha realizzato numerosi studi e indagini nel campo della psicologia del comportamento, della sociologia del lavoro e industriale, delle strutture economiche e politiche delle società contemporanee. Su questi problemi ha pubblicato numerose opere, tra cui: Temps et Technique, Les structures de la vie de travail, Vers l’Automatisme social?, Essai sur la Qualification du Travail, Théorie de l’orientation professionnelle. Studioso di problemi del socialismo e della tradizione del pensiero marxista, ha realizzato con il Nuovo leviatano la sua più importante opera. Ricordiamo inoltre tra i numerosi volumi il saggio D’Holbach et la philosophie scientifique au XVIII° siècle, ha svolto inoltre i lavori su Vietnam e Cina. É apparsa recentemente l’opera La guerre de tous contre tous. Ha collaborato a numerose riviste con importanti articoli e contributi.”,”TROS-025-FL” “NAVILLE Pierre”,”Dall’ alienazione al godimento. Genesi della sociologia del lavoro in Marx ed Engels. Il nuovo leviatano.”,”Pierre Naville nato a Parigi nel 1904 direttore di ricerca per più di trent’anni al “”Centro nazionale della ricerca scientifica”” di Parigi. Ha pubblicato molte opere su questi problemi.”,”TEOC-165-FF” “NAVILLE Pierre”,”D’Holbach e la filosofia scientifica del XVIII secolo.”,” Naville, Pierre. – Sociologo (Parigi 1904 – ivi 1993), direttore al Centre national de la recherche scientifique (1947-74); noto per i suoi studî di sociologia del lavoro (Traité de sociologie du travail, in collab. con G. Friedmann, 2 voll., 1962; trad. it. 1963), si è altresì occupato dei problemi della formazione professionale (Théorie de l’orientation professionnelle, 1945; La formation professionnelle et l’école, 1948), e delle conseguenze sociali dell’automazione (L’automation et le travail humain, 1961; Vers l’automatisme social?, 1963; trad. it. 1976). Altre opere: Psychologie, marxisme et matérialisme (1948) e L’intellectuel communiste (1956), entrambe tradotte in Psicologia per l’uomo moderno (1966); Le nouveau Léviathan (6 tomi, 1957-77; trad. it. 1971-79), D’Holbach et la philosophie scientifique au XVIIIe siècle (1968; trad. it. 1976), Les temps, la technique, l’autogestion (1980). Naville, Pierre, Enciclopedia on line Treccani “”E’ noto che secondo Boulanger le catastrofi naturali della preistoria (il ‘diluvio’) – espressione con la quale egli designa la serie delle trasformazioni geologiche che hanno conferito alla superficie della terra la sua struttura attuale – sono all’origine di quasi tutte le tradizioni religiose e politiche degli uomini”” (pag 304)”,”FILx-325-FF” “NAVILLE Pierre”,”Christian Rakovskij.”,”Questo scritto di Pierre Naville comparirà come Presentazione al volume di C. Rakovskij ‘I pericoli professionali del ptoere e altri scritti (1928-1930), di immenente pubblicazione presso la Celuc libri di Milano.”,”RIRB-006-FGB” “NAYAR Baldev Raj PAUL T.V.”,”India in the World Order. Searching for Major-Power Status.”,”NAYAR Baldev Raj (McGill University), PAUL T.V. (McGill University). “”Nehru non era inconsapevole delle limitazioni delle capacità dell’ India contemporanea, ma credeva che diventare un paese satellite o subordinato di un blocco dominato da una superpotenza fosse perderela propria indipendenza. Per lui, una politica estera indipendente era al centro dell’ indipendenza nazionale; come aveva proclamato: “”In che cosa consiste l’ indipendenza? Essa consiste fondamentalmente o basicamente di relazioni estere. Questo è il test dell’ indipendenza. Tutto il resto è autonomia locale. Una volta che la politica estera cade fuori dalle vostre mani e va a carico di qualcuno altro, a quella estensione e in quella misura voi non siete indipendenti””. (pag 127)”,”INDx-079″ “NEARING Scott FREEMAN Joseph, a cura di Nino PERRONE”,”Diplomazia del dollaro. Studio sull’ imperialismo americano.”,”Scott Nearing ha insegnato economia e sociologia all’University of Pennsylvania. Cacciato dall’insegnamento per motivi ideologici (nel 1918 fu imputato per la sua pubblicistica contro la guerra), è autore di vari volumi e commentatore economico della ‘Monthly Review’. Joseph Freeman, free lancer, scomparso da qualche anno (1975). Durante la seconda guerra mondiale si impegnò in una vigorosa campagna anti-hitleriana. ‘«E’ la prima volta che il comunismo, i basilari principi di organizzazione del movimento comunista, le parole chiare e precise di Lenin sono riusciti a penetrare all’interno di territori immensi, in continenti nuovi, nella coscienza di nuovi popoli, di nuove categorie della classe operaia. L’America del Sud entra per la prima volta nell’orbita dell’influenza dell’ Internazionale». L’enfasi di Bucharin, che parla dalla presidenza del sesto congresso (1), non è condivisa dal delegato brasiliano, Fernando Lacerda: «Vorrei fare innanzi tutto un piccolo appunto. Nelle tesi del compagno Bucharin si legge che il movimento comunista ha toccato per la prima volta i paesi dell’America latina: è l’Internazionale invece che, per la prima volta, si è interessata al movimento comunista dell’America latina. In Messico, Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e persino in Guatemala esistono partiti comunisti, all’incirca dal 1920, cioè quasi subito dopo la fondazione dell’Internazionale. Ma questa incomincia solo ora a occuparsi di questioni dell’America latina. (…) I paesi dell’America latina avranno un ruolo sempre più importante nella politica internazionale. L’America latina costituisce il retroterra dell’imperialismo più potente, quello della più potente borghesia del mondo. Tutti i compagni hanno fatto notare che oggi sono gli Stati Uniti a governare il mondo, e che di tale supremazia essi godono in buona parte grazie alla base economica costituita dall’America latina (…). I capitali statunitensi investiti in America latina rappresentano il 46 per cento degli interi investimenti all’estero della confederazione. Basta questo soltanto a indicare l’importanza che l’America latina riveste per gli Stati Uniti (2)». Si arriva dunque al 1928 prima che l’Internazionale si occupi significativamente dell’imperialismo americano nel subcontinente; intanto gli Stati Uniti realizzano il 44.8 per cento della produzione industriale mondiale, lasciandosi alle spalle Germania (11.6) e Inghilterra (9.3) (3). Zinoviev, nel rapporto al quinto congresso, all’America latina non riserva che un breve paragrafo; fra terzo e quarto congresso (giugno 1921 – novembre 1922) gli organi dell’Internazionale ignorano la questione. Lenin stesso impernia il suo saggio (4) sull’imperialismo inglese, francese, tedesco e russo. Nella considerazione dell’Internazionale le situazioni balcaniche e mediorientali sono ritenute più importanti di quelle latino-americane. L’impostazione eurocentrica dell’organizzazione è una necessità per l’Unione Sovietica, che si preoccupa di spezzare il proprio accerchiamento. Ma non mancano diffidenza politica verso il proletariato e i ‘leaders’ latinoamericani (5), inclini a tendenze populiste, e scarsa conoscenza di quei problemi. Manipolazioni della storiografia – dominata in materia da autori statunitensi – e influenza di una pubblicistica che accredita gli Stati Uniti come colonia emancipata, a propria volta senza colonie, completano il quadro”” (pag 7-8)] [(1) Discorso di apertura. Trad. du “”Correspondance””, VIII, (26.VII.1928); (2) Intervento nella discussione. Trad. da “”Correspondance””, VIII, (28.VIII.1928), n. 78, 67; (3) Sternberg, 256 s.; (4) Lenin, 187-303; (5) In America latina i partiti comunisti furono organizzati da inviati del Komintern, come l’indiano M.N. Roy e il giapponese Sen Katayama. Basti rammentare il sospetto verso un’organizzazione di massa, particolarmente forte in Perù e presente anche in altri paesi del subcontinente: la APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana). Fondata nel 1924 da VIctor Raúl Haya de La Torre con un programma di unità politica antimperialista, nazionalizzazione agrarie e solidarietà internazionalista, essa venne tacciata di «populismo» ed emarginata dall’Internazionale]”,”USAQ-105″ “NEBBIA Giorgio”,”Marxismo e ecologia.”,”Testo scaricato dal sito http://www.lsmetropolis.org Giorgio Nebbia (nato nel 1926) laureato in chnimica nel 1949, professore di merceologia nell’Università di Bari dal 1953 al 1995, parlamentare della Sinistra indipendente alla Camera (1983-1987) e al Senato (1987-1992), Dottore honoris causa delle Università del Molise, di Bari e di Foggia. Citazioni di Marx dai Manoscritti economico-filosofici del 1844 sul rapporto uomo-natura “”Le piante, gli animali, le pietre, l’arie, la luce, eccetera, costituiscono una parte della vita umana e dell’umana attività…”” e di Engels da ‘La condizione della classe operaia in Inghilterra’ (anche trattato di ecologia urbana secondo Nebbia) Sezione IV, del I libro del Capitale conseguenze esodo popolazioni operaie nelle grandi città, ammorbamento dell’aria, condizioni di vita inumane ecc. Dal celebre capitolo XIII del I libro del Capitale (‘le macchine) si parla di sfruttamento e di inquinamento ambientale In Critica del programma di Gotha Marx dice che la natura è la fonte dei valori d’uso e in questi consiste la ricchezza effettiva Paragrafo del capitolo 5 del Capitale sezione I sui residui della produzione e del consumo, sprechi e inquinamenti Marx e Engels affrontano anche il problema dei limiti dello sfruttamento delle risorse ambientali (fanno qualche lode all’apera del chimico Justus Liebig. Affermazioni di Engels nel saggio “”‘Parte avuto dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmmia (dopo la pubblicazione dei libri di Haeckel). Engels influenzato anche dal libro di Marsh ‘Man and nature”” del 1864. Altre affermazioni nell’Antiduhring sulla città industriale”,”MAES-163″ “NECK Rudolf a cura,”,”Österreich im Jahre 1918. Berichte und Dokumente.”,”Appello di Lenin e Sverdlov sulla Pravda alla lotta dei lavoratori austriaci sul crollo del trono degli Asburgo e le prospettive rivoluzionarie in Austria (pag 101-103)”,”AUTx-037″ “NECK Rudolf”,”Arbeiterschaft und Staat im Ersten Weltkrieg 1914-1918. (A. Quellen). I. Der Staat. (1. vom Kriegsbeginn bis zum Prozeß Friedrich Adlers, August 1914 – Mai 1917). [Lavoratori e Stato durante la prima guerra mondiale, 1914-1918. (A. Fonti). I. Lo Stato. (1. dall’inizio della guerra fino al processo di Friedrich Adler, agosto 1914 – maggio 1917)]”,”Lavoratori e Stato durante la prima guerra mondiale, 1914-1918. (A. Fonti). I. Lo Stato. (1. dall’inizio della guerra fino al processo di Friedrich Adler, agosto 1914 – maggio 1917).”,”QMIP-228″ “NECKINA M.V. SKASKIN S.D. GUBER A.A. ALPEROVIC M.A. KUTAKOV L.N. MANFRED A.S. UTCENKO S.L. FADEEV A.V. DEOPIK D.V., edizione italiana a cura di Massimo MASSARA”,”Storia del mondo. Volume primo.”,”Contiene molte cartine dettagliate dei confini degli stati e degli imperi romano, cinese, ecc.. Contiene una cronologia mondiale molto dettagliata “”Una delle guerre più penose e pericolose”” per Roma (Plutarco). “”Grazie all’ impotenza e all’ incuria del governo romano, Spartaco poté organizzare le sue forze durante quasi tutto il 73 aC. Egli non si limitò ad armare le sue truppe, ma si sforzò anche di disciplinarle. Il bottino veniva distribuito in parti uguali, mentre era proibito l’ uso dell’ oro e dell’ argento. Sallustio ha notato con sorpresa che Spartaco, grande “”per le forze del corpo e dell’ animo, agiva soprattutto per mezzo della persuasione e non con i metodi della feroce e inumana disciplina militare romana. Lo stesso storico ricorda, per esempio, che Spartaco si preoccupava per gli eccessi compiuti dagli schiavi nella conquista dei centri abitati e che non si stancava di raccomandare ai suoi uomini “”di risparmiare il paese come se fosse il loro””. Ma a questo proposito sorsero dei dissensi tra i capi dell’ insurrezione e, sempre secondo Sallustio, “”una lotta intestina era sul punto di scoppiare nel campo degli schiavi, a proposito del piano di operazioni””. Galli e germani per i quali il saccheggio era l’ industria abituale nelle loro patrie, giunsero alla secessione e stabilirono il loro campo di operazioni in Apulia, nei pressi del Gargano, dove però furono circondati e sterminati dalle truppe romane””. (pag 113)”,”STAx-143″ “NEDAVA Joseph”,”Trotsky and the Jews.”,”L’ampia rappresentazione numerica alla Conferenza di Londra del maggio 1907 fu l’ ultimo ‘congresso’ del partito operaio socialdemocratico russo (POSDR). Tabella pagina 146. Distribuzione dei delegati alla Conferenza di Londra (maggio 1907) in base ai partiti (fazioni) e l’ organizzazione nazionale. Partito Bolscevichi N° delegati: 105 Menchevichi “” 97 Bundisti “” 57 Membri del PSD “” 44 (Socialdemocrazia polacca) Membri del SDL “” 29 (Socialdemocrazia lettone) Non affiliati “” 4 Totale “” 336 Altra tabella (Conferenza di Londra) distribuzione secondo la nazionalità: Russi (119) Ebrei (98) Polacchi (38) Lettoni (31) Altri… (pag 145) Un particolare incidente ‘ebraico’ fece molto rumore al congresso. Rosa Luxemburg (un’ ebrea che non si considerava come tale), rappresentante sia della socialdemocrazia tedesca che di quella polacca, andò su tutte le furie attaccando il Bund ed uno dei suoi leaders, Abramovich. “”Abramovich e la sua specie (ilk specie, diz) – disse – “”sono tra quelli che speculano con l’ aumento e la caduta dei prezzi dello zucchero””. Essa fu immediatamente interrotta da un membro del Bund (“”Tsivyon”” – Dr. B.Z. Hofman), che esclamò, “”E’ una disgrazia! Smettila””. Gli altri bundisti si unirono in una protesta ad alta voce, non lasciandola continuare. Dopo la sessione, Gorky, che partecipava come ospite, tentò una riconciliazione, sostenendo che la considerazione di Rosa Luxemburg non aveva nessuna venatura di antisemitismo””. (pag 146-147) “”Recentemente Iring Howe ha avanzato l’ipotesi che, nel caso fosse sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, Trotskij avrebbe forse risolto il problema del suo ebraismo decidendo di trasferirsi nello Stato di Israele (Howe non sostiene tuttavia la tesi di una conversione di Trotsky al sionismo) (32). L’ipotesi di Howe si fonda sul colloquio, avvenuto in Messico nel 1937, tra la signora Beba Idelson, dirigente del sionismo socialista russo emigrata in Palestina, e Trotskij. Questo colloquio, estremamente interessante per comprendere la passione e l’interesse crescenti dimostrati dal vecchio esule russo, negli ultimi anni della sua vita, nei confronti del problema ebraico, fu reso noto da Beba Idelson, su esplicita richiesta di Trotskij, soltanto nel 1956, anno in cui fu riprodotto da un quotidiano in lingua ebracia di Tel Aviv. Il merito di aver colto l’importanza di questo testo spetta a Joseph Nedava, che nella sua opera fondamentale, ‘Trotskij and the Jewes’ (1971), riporta l’intero resoconto di Beba Idelson. Eccone alcuni brani (…)”” (pag 47) [Enzo Traverso, Trotsky e la questione ebraica. (Saggi e discussioni), Dimensioni, Livorno, N. 25, dicembre 1982, p. 39-51)”,”TROS-170″ “NEDAVA Joseph”,”Trotsky and the Jews.”,”Trotsky ha previsto la distruzione dell’ebraismo europeo in un’eventuale nuova guerra in Europa “”Trotsky foresaw the destruction of European Jewry. This again was no matter of black magic, but pure political thinking. An inexorable process controlled by a “”Kleinburger run amok”” was at work. A Jewish newspaperman who visited Trotsky in Mexico sometime after the Munich Agreement in the autumn of 1938 related that the question of a possible war with Germany came up. At the suggestion that an early preventive war might serve the cause of humanity by forestalling the many more casualties that would result if Hitler was given more time to rearm, Trotsky reacted wistfully: “”‘Do not speak lightly of a war. You certainly need not pray for war… remember, you are Jews (excluding himself from the company present), and ‘between the Warta’ [a Polish river the chief right-bank effluent of the Oder River] and the Volga there live seven million Jews – in the coming war they will be annihilated first'”” (8). Trotsky made a similar prediction of the approaching holocaust, although not specifying the estimated number of Jewish victims, on December 22, 1938, in replying to an American friend (…)”” (pag 224) (8) M. Rubinstein, Di Presse, (Yiddish, Buenos Aires), 22 May 1960″,”EBRx-053″ “NEDAVA Joseph”,”Trotsky and the Jews.”,”Dr. Joseph Nedava was born in Russia in 1915 and has lived in Israel since 1925. He graduated from the University of London and from the University of Pennsylvania. He lectured at the Bar-Ilan University, Israel, on the political system of the Soviet Union. During 1968-1970 he was professor of political science at the Dropsie University Philadelphia, and is at present on the faculty of the Haifa University, Israel. Autore of books on political, Zionist, and literary subjects.”,”EBRx-015-FL” “NEEDHAM Joseph”,”La Cina e la storia. Dialogo tra Oriente e Occidente.”,”Joseph NEEDHAM, famoso biochimico ed embriologo inglese, è uno dei maggiori esperti mondiali di storia e di civiltà cinese. Insegna al Caius College di Cambridge ed è membro della Royal Society. Ha scritto un’ imponente storia della scienza in Cina in sette volumi (Science and Civilization in China, Cambridge, 1954). Di lui in Italia è stato pubblicato ‘Scienza e società in Cina’ (BOLOGNA, 1973).”,”CINx-057″ “NEEDHAM Joseph, collaborazione di WANG LING”,”Science and Civilization in China. Volume I. Introductory Orientations.”,”NEEDHAM Joseph è stato Sir William Dunn Reader in Biochemistry nella Università di Cambridge. “”The story of the deserters reminds us of another episode in Central Asia eight centuries later, when after the Battle of the Talas River (+751), Chinese paper-makers were captured and induced to continue their craft at Samarqand. This is known to have been the earliest passage of paper-making from East to West, and it occurred no less than six hundred years after the first invention. There does not seem to be any record of the names of these men, but by a fortunate chance certain details have been preserved of other technicians also captured in the same battle. One of the prisoners taken was an officer, Tu Huan, and when he returned to China eleven years later he told his family about the Chinese artisans who had settled at the Abbasid capital (Kûfah). It so happened that his brother was the great scholar Tu Yu, and the information was thus written down.”” (pag 236)”,”CINE-025″ “NEEDHAM Joseph, collaborazione di WANG LING”,”Science and Civilization in China. Volume II. History of Scientific Thought.”,”NEEDHAM Joseph è stato Sir William Dunn Reader in Biochemistry nella Università di Cambridge. “”All in all, however, the problem of analysing fully the antagonistic effects of Buddhism on East Asian science, remains. Perhaps it sprang from deeper causes than any which have so far in this Section been put into words. In the last resort, Buddhism was a profound rejection of the world, a world which, each in their different ways, both Confucianism and Taoism accepted. The Buddhists had what was essentially a ‘sourgrapes’ philosophy; from the transience of all earthly joys and pleasures they deduced their unreality and worthlessness, but it was a ‘non sequitur’. Inhabitants as we are of a world so much more liberated from pain and fear by true knowledge of Nature, and its application in machines, it is extremely difficult to place ourselves in the position of the ancient and medieval Buddhists. The insecurity of life was then so great, disease and death were everywhere, life was cheap; and the little nuclei of human happiness, the lovers or the young parents of children, could be exploded in a moment by drought, by flood, or by the activities of warring armies, without the hope of finding one another again except by merest chance.”” (pag 430)”,”CINE-026″ “NEEDHAM Joseph, assistenza scientifica di WANG LING”,”Scienza e civiltà in Cina. Volume primo. Lineamenti introduttivi.”,”NEEDHAM Joseph è stato Sir William Dunn Reader in Biochemistry nella Università di Cambridge. Contiene il lungo capitolo: ‘Scambio di idee scientifiche e di tecniche tra la Cina e l’Europa’ (pag 182-273)”,”CINE-001-FF” “NEEDHAM Joseph, assistenza scientifica di WANG LING”,”Scienza e civiltà in Cina. Volume primo. Lineamenti introduttivi.”,”Joseph Needham è stato Sir William Dunn Reader in Biochemistry nella Università di Cambridge. Contatti scientifici-culturali tra Cina e paesi arabi (pag 263-277) Abilità dei Greci nello scavare pozzi (pag 290) Prestiti reciproci fra tecnologia persiana, greca e cinese (idraulica) (pag 291) Il flusso delle tecniche verso l’Occidente (pag 296) tra le molte la carriola, il carro a vela, la balestra, l’aquilone, il rotatore da elicottero, la tecnica delle trivellazioni profonde, il procedimento di produzione della ghisa, le sospensioni ‘cardaniche’, il ponte con archi a sesto ribassato, il ponte sospeso a catene di ferro, le chiuse per canali, la bussola magnetica ecc. ecc. (pag 297)”,”SCIx-028-FSD” “NEGARVILLE Celeste”,”Rapporto del compagno Negarville al II° Consiglio Nazionale del Partito Comunista Italiano.”,”Gli ex-podestà fascisti non vengono considerati gerarchi. (pag 14) Il PCI e la mancata epurazione degli ex-fascisti. Togliatti e il fascismo. “”Mentre noi rivendichiamo questa estensione del diritto di voto affermiamo la nostra intransigenza per ‘l’ esclusione da questo diritto dei fascisti particolarmente compromessi’. (…) E’ anche già stato annunciato che il Governo intende escludere dal diritto di voto i gerarchi. Noi plaudiamo a queste misure ma non possiamo tacere che con esse la privazione dei diritti politici non raggiunge ancora tutti coloro che hanno delle effettive responsabilità fasciste. Non raggiunge per esempio gli ex-podestà, i quali a quanto pare non vengono considerati gerarchi. Eppure si pensi alle enormi responsabilità che hanno avuto questi sciagurati amministratori di nomina mussoliniana nella vita comunale. Se a costoro fosse conservato il diritto di voto, un’altra triste burla sarebbe giuocata alla politica di epurazione, la quale purtroppo ha subito tanti scacchi in tutti i campi.”” (pag 14)”,”PCIx-236″ “NEGRELLI Giorgio”,”L’età contemporanea. Manuale di storia.”,”ADAV Allgemeiner deutscher Arbeiterverein Associazione generale tedesca dei lavoratori (Lassalle)”,”STOx-058-FF” “NEGRELLI Giorgio”,”L’illuminista diffidente. Giuseppismo e Restaurazione nel pensiero politico di Antonio de Giuliani.”,”Giorgio Negrelli è nato nel 1940 a Trieste dove ha compiuto gli studi e si è laureato in Giurisprudenza. Si è occupato prevalentemente del pensiero politico ottocentesco. Ha curato la sezione bibliografica relativa al Secondso Ottocento della rivista ‘Il pensiero politico’”,”AUTx-005-FMB” “NEGRELLO Dolores”,”A pugno chiuso. Il Partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti.”,”Da “”Azione Comunista”” alla “”Sinistra Comunista”” (Capitolo: Movimenti e gruppi degli anni Sessanta (pag 165-173)) “”Il 25 luglio 1954 Giulio Seniga, stretto collaboratore di Pietro Secchia (vice segretario del Pci dal 1945 al 1955), fugge portando con sé denaro e documenti riservati del partito. Si tratta di un massimalista che si sente tradito da Togliatti, ritenuto responsabile dell’ abbandono della linea rivoluzionaria. Con Bruno Fortichiari (uno dei fondatori del partito nel 1921), Luciano Raimondi (partigiano in Valtellina e in Val d’ Ossola, organizzatore del convitto-scuola Rinascita di Milano), Emilio Setti (responsabile del lavoro sindacale della Federazione comunista milanese) ed altri, fondò “”Azione Comunista”” che si connotò subito come deciso gruppo di opposizione al Pci. Attraverso l’ omonimo giornale si fece portavoce del malessere e del malcontento che serpeggiava tra gli iscritti, frutto – si sosteneva – della politica “”capitolarda”” seguita dai dirigenti del partito. Si insisté nel chiedere un’ inversione di rotta della linea togliattiana, ritenuta incapace di utilizzare e valorizzare il grande potenziale di mobilitazione e di lotta espresso dal movimento operaio fin dalla lotta resistenziale. Venne anche denunciato il “”ruolo di pompiere che gioca in ciò la burocrazia sindacale””. Dopo l’ VIII Congresso del Pci (dicembre 1956), che sancì la sconfitta dei duri (“”piccolissimo gruppetto di malviventi, raccolto a Milano attorno alla cosiddetta Azione comunista””, li definì Togliatti) e la riduzione al silenzio dell’ opposizione degli anziani, nacque il movimento della “”Sinistra Comunista”” al quale, oltre al gruppo di “”Azione Comunista””, aderirono trotskisti (comunisti rivoluzionari) e anarchici di azione proletaria (Pier Carlo Masini). Questo nuovo movimento non rifiutò l’ adesione alla Cgil intendendo la militanza sindacale in senso leninista, e cioè come difesa ad oltranza delle condizioni di vita dei lavoratori e l’ avanguardia politica. Nella “”Sinistra Comunista”” emersero Lorenzo Parodi (membro del direttivo della Cgil), Arrigo Cervetto, Danilo Montaldi che, con altri negli anni Sessanta, diedero vita a “”Lotta Comunista””. Nel 1972 queto gruppo aprì a Padova il “”Circolo Operaio”” attualmente ancora attivo nel lavoro sistematico di elaborazione teorica marxista-leninista, limitato però solo al piano culturale””. (pag 168-169) Dolores NEGRELLO (Milano, 1933) si è laureata all’ Università di Padova in Psicologia. Ha pubblicato studi e saggi. Collabora a giornali con contributi di memoria storico-locale.”,”PCIx-151″ “NEGRELLO Dolores, con saggi di Vittorio MARANGON Giuliano LENCI Alberto GALEOTTO”,”Il Pci padovano nell’ultimo ‘900. Dissensi e antagonismi politici.”,” Dolores Negrello (Milano 1933) si è laureata all’Università di Padova in Psicologia e in Scienze Politiche. Sulla tematica dello sviluppo organizzativo del Pci a Padova ha pubblicato due saggi. E nel 2000 il volume ‘A Pugno Chiuso. Il Partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti’ (Angeli). Si parla di Lotta Comunista a pag 184.”,”PCIx-403″ “NEGRI Antimo”,”Augusto Comte filosofo dell’ era industriale.”,”””Non solo i particolari lavori parziali vengono suddivisi fra diversi individui, ma l’ individuo stesso viene diviso, viene trasformato in motore automatico di un lavoro parziale, realizzandosi così l’ insulsa favola di Menenio Agrippa che rappresenta un uomo come null’ altro che frammento del suo stesso corpo”” (Marx Il capitale, I)(pag 33) Antimo NEGRI è professore ordinario di storia della filosofia nella seconda Università di Roma. Ha scritto varie opere (v. retrocopertina).”,”TEOS-080″ “NEGRI Antonio”,”La fabbrica della strategia. 33 lezioni su Lenin.”,”NEGRI Antonio è ordinario di dottrina dello Stato nell’Università di Padova. 33 lezioni tenute nel 1972-73 su Lenin, l’insurrezione e la rivoluzione d’Ottobre. Lenin legge Hegel (pag 114) Cita nelle note il libro di B. Pribicevic, The Shop-Stewart movement in England, OUP, 1955 (pag 60)”,”LENS-209″ “NEGRI Antimo”,”Modernità e tecnica”,”””Nella sua conferenza del 1956, il cui titolo è esteso al volume già citato, Heidegger fa intervenire una tarda poesia di Goethe, ‘Chineisch-Deutsche Jahres und Tageszeiten’. Vi si legge: “”Ma la scienza non è mai stanca di lottare, / per potere la legge e il fondamento, il come e il perché ritrovare”” (39)””. Più esattamente, Goethe dice ‘Forschung’, ricerca, e non ‘Wissenschaft’, scienza. Ricerca del ‘come’ e del ‘perchè’ avviene qualcosa, si verifica un fenomeno, ad una causa, individuata, segue un effetto e non ne può seguire un altro. Siamo, non c’è dubbio, nell’ordine delle idee di Hobbes che poc’anzi si leggeva, soprattutto dell’idea che, trovato il ‘come’ e il ‘perchè’, di un evento che meravigliava o impauriva, cessa la meraviglia, la paura dell’uomo di fronte al mondo e nel mondo, e s’instaura quella sicurezza fondata sulla capacità e sulla possibilità di prevedere. E’ l’ordine delle idee che fonda la modernità scientifica e tecnica. Si può, allora, completare la celebre divisa di Comte: ‘prévoyance, d’où action’. Per agire, l’uomo moderno ha bisogno di sicurezza, di accantonare la paura e la stessa meraviglia. O di accantonare domande che possano distoglierlo dall’azione, da quell’agire pratico rispetto ad uno scopo che caratterizza la modernità industriale”” (pag 54-55) (39) M. Heidegger, Il principio di ragione, cit, p. 208 L’autore: (Corriere sera, 30 aprile 2005. Commemorazione morte di Antimo Negri: ‘Antimo Negri, riscoprì Evola È morto nella sua casa romana, dopo lunga malattia, il filosofo Antimo Negri. Era nato il 25 febbraio del 1923 a San Severino ( Salerno). I funerali si svolgeranno oggi alle 10.30, nella chiesa di Santa Maria della Mercede. Docente di Storia della filosofia all’ Università di Tor Vergata, Negri si è caratterizzato per un’ ampia gamma di studi su pensatori compresi tra il XVIII e il XX secolo. Si deve a lui la valorizzazione di alcune correnti irrazionalistiche della filosofia moderna, come la riscoperta del pensiero di Evola, la diffusione delle cui tesi fu da lui curata e affidata alle edizioni « Spirali » di Armando Verdiglione, a partire dal 1988 con « Julius Evola e la filosofia » . Successivamente, Negri diede alle stampe « Nietzsche nella pianura » ( 1993), « Leopardi e la scienza moderna » ( 1998), « Discorso sopra lo stato presente degli italiani » ( 2000), fino al recente « De persona » dell’ anno scorso, con tesi in difesa del libero arbitrio e vicine persino al pensiero di Wojtyla contro l’ estremo individualismo. Accanto a tutto ciò, Negri ha sviluppato anche un ricco filone di studi sulla « filosofia del lavoro » , a partire dal monumentale manuale « Storia della filosofia del lavoro » del 1980, seguito da « Il lavoro nel ’ 900 » ( 1988) e « Pensiero materialistico e filosofia del lavoro » ( 1992). Di lavoro si occupò anche in dibatti e interventi divulgativi sui giornali. Tra i suoi allievi si annoverano, tra gli altri, Giacomo Marramao e Massimo Cacciari, che lo ricorda come « una dei maggiori studiosi del pensiero di Giovanni Gentile » , al quale dedicò « L’ inquietudine del divenire. Giovanni Gentile » ( 1992). P. Pan. Antimo Negri Panza PierluigiAntimo Negri, riscoprì Evola È morto nella sua casa romana, dopo lunga malattia, il filosofo Antimo Negri. Era nato il 25 febbraio del 1923 a San Severino ( Salerno). I funerali si svolgeranno oggi alle 10.30, nella chiesa di Santa Maria della Mercede. Docente di Storia della filosofia all’ Università di Tor Vergata, Negri si è caratterizzato per un’ ampia gamma di studi su pensatori compresi tra il XVIII e il XX secolo. Si deve a lui la valorizzazione di alcune correnti irrazionalistiche della filosofia moderna, come la riscoperta del pensiero di Evola, la diffusione delle cui tesi fu da lui curata e affidata alle edizioni « Spirali » di Armando Verdiglione, a partire dal 1988 con « Julius Evola e la filosofia » . Successivamente, Negri diede alle stampe « Nietzsche nella pianura » ( 1993), « Leopardi e la scienza moderna » ( 1998), « Discorso sopra lo stato presente degli italiani » ( 2000), fino al recente « De persona » dell’ anno scorso, con tesi in difesa del libero arbitrio e vicine persino al pensiero di Wojtyla contro l’ estremo individualismo. Accanto a tutto ciò, Negri ha sviluppato anche un ricco filone di studi sulla « filosofia del lavoro » , a partire dal monumentale manuale « Storia della filosofia del lavoro » del 1980, seguito da « Il lavoro nel ‘ 900 » ( 1988) e « Pensiero materialistico e filosofia del lavoro » ( 1992). Di lavoro si occupò anche in dibatti e interventi divulgativi sui giornali. Tra i suoi allievi si annoverano, tra gli altri, Giacomo Marramao e Massimo Cacciari, che lo ricorda come « una dei maggiori studiosi del pensiero di Giovanni Gentile » , al quale dedicò « L’ inquietudine del divenire. Giovanni Gentile » ( 1992). P. Pan. Antimo Negri di Panza Pierluigi'”,”TEOS-227″ “NEGRI Antonio”,”La forma stato. Per la critica dell’economia politica della Costituzione.”,”Il volume di autori vari ‘Operai e stato. Lotte operaie e riforma dello stato capitalistico tra rivoluzione d’ Ottobre e New Deal’ (1973) contiene un saggio d A. Negri: ‘Marx sul ciclo e la crisi’ pp. 191-233 (da nota p. 222) Cita (pag 340) il libro di P. Petta, Ideologie costituzionali della sinistra italiana, 1892-1974′ (Savelli, Roma, 1975) Sul dualismo di potere si veda la bella analisi di L. Trotsky, ‘Histoire de la révolution russe’, Parigi, 1933, vol. II pp. 296-308. Cfr. anche R. Luxemburg, Scritti scelti, Milano, 1963, pp. 626 sgg. (Negri: nota 11, p. 117) “”Sarcasticamente Marx aggiunge: “”Linguet mandò all’aria l’illusorio ‘Esprit des lois’ di Montesquieu con questa parola: ‘L’esprit des lois, c’est la proprieté'”” (11)”” [(11) Marx, Il Capitale, I, 3, p. 64 in nota] (pag 164); “”Lo Stato è, da questo punto di vista, un capitolo del ‘Capitale’: “”il tutto si divide in 6 libri: 1) Del capitale (contiene alcuni capitoli preliminari; 2) Della proprietà fondiaria; 3) Del Salario; 4) Dello Stato; 5) Commercio internazionale; 6) Mercato Mondiale”” (18)”” [(18) Marx a Lassalle, 22 febbraio 1858, MEW, XXIX, p,. 550] (pag 201); “”In alcune fondamentali pagine dei ‘Grundrisse’ (58) Marx sviluppa alcune annotazioni sul concetto di composizione di classe. Anche l’uomo, in quanto produttore, egli sottolinea, va considerato “”dal punto di vista del processo di produzione immediato, come produzione di ‘capitale fisso’, come accumulo e perfezionamento di capacità produttiva: man mano il soggetto che entra nel processo di produzione immediato è da questo trasformato – sicché lo stesso processo di produzione immediato “”è insieme, disciplina, se considerato in relazione all’uomo che diviene, ed esercizio, scienza sperimentale, scienza materialmente creativa ed oggettivantesi, se considerato in relazione all’uomo divenuto, nel cui cervello esiste il sapere accumulato della società””. “”Man mano – conclude Marx – che ci si sviluppa il sistema dell’economia borghese, ci si sviluppa anche la sua negazione che ne costituisce il risultato ultimo. Per ora abbiamo a che fare ancora col processo di produzione immediato. Se consideriamo la società borghese nelle sue grandi linee, come risultato ultimo del processo sociale di produzione, compare sempre la società stessa, ossia l’uomo stesso nelle sue relazioni sociali. Tutto ciò che ha una forma definita, come il prodotto ecc., si presenta soltanto come un momento, momento transitorio, di questo movimento. Il processo di produzione immediato si presenta qui solo come un momento. Le condizioni e le oggettivazioni sono esse stesse in egual misura momenti di esso , e suoi soggetti sono soltanto gli individui, ma gli individui in relazioni reciproche che essi riproducono ed anche producono ex-novo. E’ il loro peculiare incessante processo di movimento, nel quale essi rinnovano sia se stessi; sia il mondo della ricchezza che essi creano”” [(58) K. Marx, Lineamenti, cit., vol. II, pp. 409-11] (pag 251-52); “”Il 28 dicembre 1862 Marx scrivendo a Kugelmann del lavoro che sta compiendo sul “”capitale in generale”” dichiara: “”In questo volume [di ‘Zur Kritik der politischen Oekonomie’] è contenuto ciò che gli inglesi chiamano ‘The principles of political economy’. E’ la quintessenza (insieme con la prima parte), e lo svolgimento di ciò che segue potrebbe essere facilmente elaborato da altri (‘ad eccezione forse del rapporto fra le diverse forme di Stato e le diverse strutture economiche della società’) sulla base di ciò che è stato fornito”” (92)”” [(92) K. Marx, Lettere a Kugelmann, Rinascita, Roma, 1950] [A. Negri, La forma stato. Per la critica dell’economia politica della Costituzione, 1977] ‘La società borghese nelle sue grandi linee risultato ultimo del processo sociale di produzione'”,”TEOC-662″ “NEGRI Guglielmo a cura; con la collaborazione di Sergio CARDARELLI”,”Giolitti e la nascita della Banca d’Italia nel 1893.”,”Sergio Cardarelli dell’Uffico Ricerche Storiche della Banca d’Italia Guglielmo Negri è nato a Roma nel 1926. Laureato in giurisprudenza e in scienze politiche, si è perfezionato in diritto pubblico compaato nelle università di Harvard e Oxford. Già professore associato nell’Università di Roma La Sapienza e Capo dell’Ufficio Studi della Camera dei Deputati. Quindi Consigliare di Stato. (1989) L’avvento di Giolitti al governo. (pag 4-5) “”L’anticipato rinnovo della Triplice Alleanza ed il dissenso insorto tra il ministro delle Finanze Colombo e i colleghi di Gabinetto sul taglio delle spese militari avevano però logorato la compagine ministeriale che si dimise; né valsero a consolidre il Governo la decisione sovrana di respingere le dimissioni, l’assunzione da parte di Luigi Luzzatti, ministro del Tesoro, anche dell”interim’ delle Finanze, il programma finanziario di maggiori entrate alternative da realizzare con l’aumento dell’imposta successoria, il monopolio dei fiammiferi e la diminuzione del numero degli impiegati dello Stato. Il Governo Rudinì cadeva alla Camera dei deputati con 193 voti contrari e 185 favorevoli. Nonostante la sua giovane età (“”allora manderò a chiamare Giolitti – è assai giovane””, aveva detto Re Umberto al presidente del Senato Domenico Farini) (4) ed una situazione politica quanto mai complessa e delicata (si pensi alle difficoltà di avere favorevoli contemporaneamente Crispi e Zanardelli, quali capi della maggioranza formatasi con la votazione alla Camera, e non ostile il Rudinì) l’incarico di formare il nuovo Governo fu affidato al parlamentare piemontese, sul quale Crispi, benché lo avesse voluto suo ministro del Tesoro nel 1889, aveva mutato giudizio, stimandolo ora uomo senza cultura, né esperienza, né arte di Governo (5). Scrive Croce che i due ministeri Rudinì e Giolitti “”furono come un intermezzo alla ricomparsa del Crispi e si travagliarono quasi esclusivamente nei problemi finanziari ed economici, che ebbero il merito di porre in prima linea, di semplificare e non ulteriormente complicare, di risolvere in alcune parti avviandone la soluzione generale, sebbene non giungessero al termine del lavoro e non ne cogliessero il frutto e la lode”” (6).”” (pag 4-5) (4) D. Farini, Diario di fine secolo; a cura di E. Morelli, Bardi Roma 1961, vol 1, p. 91; (5) Il giudizio del Crispi su Giolitti sarebbe stato dato dallo statista siciliano al re nel corso di un colloquio avvenuto nell’ambito delle “”consultazioni”” per la risoluzione della crisi di Governo (…); (6) B. Croce, Storia d’Italia, Bari, 1947, vol. IX pp. 192-93″,”ITAE-340″ “NEGRI Antimo”,”Il mondo dell’insicurezza. Dittico su Popper.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”TEOS-063-FL” “NEGRI Guglielmo”,”Il sistema politico degli Stati Uniti d’America. Le istituzioni costituzionali.”,”Guglielmo Negri è nato a Roma nel 1926. Dopo essersi perfezionato in studi politici e costituzionali comparati ad Harvard ed Oxford, egli ha insegnato nelle Università di Roma e Firenze, tenendo anche corsi e seminari all’estero. Ha diretto il Servizio Studi, Legislazione ed Inchieste parlamentari della Camera dei Deputati. Tra i contributi principali dell’autore ricordiamo: ‘Il leader del partito anglosassone’, La direzione della politica estera nelle grandi democrazie (Stati Uniti ed Inghilterra)’ e la cura della edizione italiana del ‘Federalist’ e delle raccolte ‘Le Costituzioni italiane’, ‘La formazione degli Stati Uniti d’America’ insieme ad altri studiosi. Ha scritto l’introduzione a ‘I partiti politici americani’ del Binkley (Nistri-Lischi, Pisa) Contiene tra l’altro il capitolo VI: ‘La rivoluzione politica e sociale del New Deal’ (pag 284-301) Chi erano i “”newdealers””? “”«Chi erano i ‘New Dealers?’» si domanda Arthur M. Schlesinger nel secondo volume della trilogia dedicata all’età di Roosevelt, e scrive che «essi rappresentavano tutte le classi, da quelli nati in buone famiglie come Franklin Roosevelt, Averell Harriman, Francis Biddle, fino a quelli nati nella miseria come Harry Hopkins; ma la maggior parte proveniva dalle classe medie. Rappresentavano una gran varietà di professioni, ma per lo più erano avvocati, professori universitari, economisti ed assistenti sociali. Venivano da tutte le parti del Paese, dalle città e dalle campagne, sebbene la maggioranza avesse frequentato le Università statali oppure quelle della ‘Ivy League’, e molti avevano avuto la loro prima esperienza politica nella lotta per migliorare l’amministrazione civica. Ce n’erano di tutte le età, benché quasi tutti fossero nati fra il 1895 e il 1905. Ma il legame che li teneva uniti, come osservò acutamente Herman Kahn, era di appartenere al mondo delle idee. Erano abituati all’analisi e alla dialettica; ed erano pronti ad usare l’intelligenza come strumento di governo. Erano ben più che specialisti. E, come ebbe ad aggiungere Kahn, erano, o meglio, si sentivano capaci di considerare le cose da un punto di vista generale, in modo da poter applicare la logica ad ogni problema sociale. Piaceva loro di esercitare liberamente la mente. Non appartenevano però tutti alla medesima scuola di pensiero». E in effetti l’arco della collaborazione era straordinariamente ampio: dagli epigoni della scuola economica liberale classica tipo Lewis Douglas e Cordell Hull all’interessante e complessa compagine della nuova sinistra di Rexford Tugwell. Questo gruppo di uomini sotto la guida di Franklin Delano Roosevelt iniziò, con spirito pragmatico, entusiasmo, profonda fede religiosa ed umana l’esperimento teso a dimostrare che la democrazia ‘poteva’ affrontare e risolvere una crisi economica, anche di enormi proporzioni, quale quella che si era aperta nella Federazione americana perché lentamente preparata da una serie di fattori negativi (la diminuzione dell’indice di natalità, la scomparsa della «frontiera», il disordine nel sistema bancario, la precarietà della condizione operaia, il distacco profondo tra ‘politica’ e ‘cultura’, lo squilibrio industriale strutturale tra Nord e Sud, l’arretratezza tecnologica di molte zone ecc.). I ‘New Dealers’ accettavano, cioè, la ‘sfida’ che la crisi intimava al sistema democratico, nel momento in cui a Roma e a Berlino il «nuovo ordine» sociale ed economico regnava sovrano e a Mosca sembrava ormai consolidato definitivamente il potere socialista nella versione stalinista (3)”” (pag 286-287) [dal cap. VI: ‘La rivoluzione politica e sociale del New Deal’] [(3) Giustamente l’Einaudi, nell’acuta introduzione all’opera cit. (‘La rivoluzione di Roosevelt’, ed.it., Torino, 1959, ndr), scrive di vedere la rivoluzione di Roosevelt «in primo luogo, come uno sforzo per ristabilire il senso della collettività in una libera società industriale e per affrontare le esigenze, e in secondo luogo come il più importante tentativo del secolo ventesimo per affermare la validità e il ruolo fondamentale degli strumenti politici della democrazia dinanzi alla crisi del nostro tempo. Mentre in tutto il mondo la democrazia veniva messa in rotta dai totalitari e dai tecnici, trionfava negli Stati Uniti»]”,”USAG-079″ “NEGRI Antonio”,”L’anomalia selvaggia. Saggio su potere e potenza in Baruch Spinoza.”,”Antonio Negri è nato a Padova nel 1933, ha studiato filosofia a Padova, Tubinga e Parigi. E’ stato allievo dell’Istituto B. Croce di Napoli. Si è occupato di filosofia classica tedesca, di teoria generale del diritto e dello stato, del pensiero sociale contemporaneo.”,”FILx-301-FF” “NEGRI Antonio”,”Descartes politico o della ragionevole ideologia.”,”Antonio Negri è nato a Padova nel 1933, ha studiato filosofia a Padova, Tubinga e Parigi. E’ stato allievo dell’Istituto B. Croce di Napoli. Si è occupato di filosofia classica tedesca, di teoria generale del diritto e dello stato, del pensiero sociale contemporaneo.”,”FILx-302-FF” “NEGRI Guglielmo”,”Profili dell’evoluzione costituzionale delle Colonie americane, (1606-1776).”,”Riflessi della rivoluzione inglese sull’evoluzione costituzionale degli Stati Uniti ‘Nei «dibattiti di Putney» (16) (…) sono già concretamente disegnate le posizioni ideali che allungheranno le ombre sulle coste atlantiche degli Stati Uniti: la tesi dell’investitura di diritto divino del monarca e della struttura episcopale della Chiesa; la tesi parlamentare, coesa sul denominatore presbiteriano; di equilibrio tra i poteri, al fondo conservatrice, se pur intransigente nella difesa della sua «presenza» politica e sociale; le tesi rivoluzionarie delle minoranze in cui lievita chiara la protesta politica ed ancor nebulosa quella sociale, mentre balza evidente la rottura con gli schemi teologici ed il diritto dell’età di mezzo. Quale più stretto anello di congiunzione con l’esperienza americana del linguaggio e della psicologia degli ufficiali e dei soldati del ‘Nuovo Modello (17), delle tesi degli «agitatori» fermi nella difesa della massima «quod omnibus spectat, ab omnibus tractari debet» e della replica di Ireton, per gli ufficiali, che chiarisce che la costituzione del Regno «stabilisce che uomini di una certa qualità devono essere gli elettori dei Deputati al Parlamento, e sono tutti coloro che hanno un interesse permanente nel Regno e che, presi insieme, comprendono tutti gli interessi permanenti e locali del Regno» (18)? Quale più diretta discendenza del costituzionalismo americano se non dalla aspirazione dei ‘Levellers’ e del Lilburne ad una costituzione scritta, non modificabile dal Parlamento (19)? Come non ritrovare, anche nel pensiero politico americano dell’800, i sedimenti dalla polemica del Winstanley contro avvocati e commercianti; gli insegnamenti di Harrington sulla sfera di contatto tra potenza economica e potere politico; il mito della bontà delle elezioni annuali e del rapido avvicendamento nelle cariche; la rivendicazione del diritto del voto alle donne, le lucidissime e pratiche intuizioni del ‘Patto del Popolo’ (20) circa il suffragio universale, le incompatibilità parlamentari, l’autonomia della Camera, la costituzione come ‘paramount law’, il principio harringtoniano del «governo delle leggi e non di uomini» (21)? Anche se i continuatori di Ireton, i cauti ‘leaders’ dell’America coloniale, non accettarono integralmente il messaggio degli epigoni di Harrington, di Lilburne, di Winstanley, del Colonnello Rainborough e degli «agitatori» dei Reggimenti puritani, seppero, tuttavia, tenerne conto e ruppero con il Re: non fu lo stesso Burke in «An Appeal from the new to the old Whigs» a dire che «gli Americani nella loro ribellione contro l’Inghilterra erano nella stessa posizione dell’Inghilterra contro il Re Giacomo II, nel 1688»?”” (pag 16-18) [(16) Si veda la bella e fedele versione in Gabrieli, ‘Puritanesimo e Libertà: dibatti e libelli’, pag 5 e segg. e la penetrante analisi nella ‘Introduzione’, soprattutto a pag XXIV e segg.. Si confr. quanto scrive il Sabine, op. cit., pag 389 e segg.; (17) Scrive il Gabrieli, ‘Introduzione’, pag XXIX: «Negli atteggiamenti, nelle emozioni e nel pensiero d’una trentina di interlocutori si rispecchia una larga parte della società politica contemporanea, ancora impregnata di spiriti medievali ma già aperta verso ideali moderni, il vigore dei quali è dato misurare nella profonda serietà e persuasione che anima anche i più rozzi e brevi interventi. Razionalismo e misticismo, diritti della coscienza individuale e supremazia della legge, considerazioni utilitarie ed esigenze egualitarie si scontrano e si confondono spesso in questi incunaboli della democrazia». Per quanto concerne l’oratoria puritana, si veda H. Gauger, ‘Die Kunst der politischen rede in England’, pag 20 e segg., Tubingen, 1952; (18) Gabrieli, op. cit., ‘I dibattiti di Putney’, pag 73; (19) Scrive il Gabrieli, op. cit., pag XL : «La loro insistenza nel volere fissare e delineare in una costituzione scritta i poteri del governo ed i diritti inalienabili dei cittadini, assegna ai ‘levellers’ non solo una posizione di precursori nella storia del pensiero costituzionale democratico ma ne fa, forse, gli unici assertori della supremazia della legge in un momento in cui regnava assoluta la forza della spada»; (20) Il testo è tradotto in Gabrieli, op. cit., pag 150 e segg. Si confronti anche quanto scrive il Sabine, op. cit., pag 392: «Più di qualsiasi altro gruppo rivoluzionario, i Livellatori si avvicinarono alla filosofia politica che divenne più tardi tipica della democrazia radicale. Appariva in loro, in forma nuova,l’antica dottrina della legge naturale: il diritto innato di ciascuno a un minimo di privilegio politico, la dottrina del consenso per partecipazione nella scelta di rappresentanti; la giustificazione della legge e del governo come protezione dei diritti individuali, e la limitazione di ogni organo di governo, sotto il potere sovrano del popolo, assicurata da un elenco scritto dei suoi diritti inalienabili. La presenza di tutte queste idee nell’Inghilterra intorno al 1650 è doppiamente interessante in quanto i progetti costituzionali dei Livellatori fallirono in quel paese, al confronto della loro persistenza e della loro attuazione in America. Lo strumento di governo del 1653 fu in Inghilterra il primo e l’ultimo tentativo di limitare con una costituzione scritta il potere legislativo del Parlamento, di cui la rivoluzione finì invece per stabilire la supremazia legale. In America la Costituzione fu scritta, con le sue limitazioni al potere legislativo, diventò invece pratica generale». Questa posizione del Sabine è condivisa dal Dicey, ‘Introduction to the Study of the Law of the Constitution’, VIII, ed. London, 1927 (…); (21) Concorde; si confr. E.N. Cahn ed., ‘Supreme Court and Supreme Law’, pag 2, Indiana University Press, 1954] Altro volume citato: Giulio Bruni Roccia, La ragion puritana: diritto e stato nella coscienza anglosassone, Giuffrè, 1952″,”USAG-083″ “NEGRI Guglielmo”,”Profili dell’evoluzione costituzionale delle Colonie americane.”,”In questo svolgimento che per gradi successivi e con alterne vicende, attraverso l’esecuzione capitale di Carlo I, il Protettorato, la Restaurazione e la gloriosa Rivoluzione porterà al «governo di Gabinetto», si pone, come forza propulsiva, il lievito politico del puritanesimo. Esso dà nerbo morale e consenso popolare al parlamentarismo in fase di transizione dall’evo medio a quello moderno; colpendo la gerarchia episcopale, ne indebolisce la naturale alleata, la monarchia; incentrando la sua dottrina sulla «priesthood of believers» e sull’eguaglianza dei credenti rompe gli schemi chiusi delle classi dirigenti feudali ed inserisce nel circolo politico nuovi ceti e nuovi capi che alimenta con la vastissima letteratura biblica ed evangelica, rivelando una notevolissima maieutica politica (11). …. finire (pag 14-15)”,”USAG-001-FGB” “NEGRI Nicola SCIOLLA Loredana a cura, Saggi di Gosta ESPING-ANDERSEN Alberto BALDISSERA Carlo TRIGLIA Arnaldo BAGNASCO Massimo PACI Alessandro PIZZORNO”,”Il paese dei paradossi. Le basi sociali della politica in Italia.”,”Nicola Negri insegna Sociologia economica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. Loredana Sciolla insegna Sociologia della conoscenza presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. Alberto Baldissera insegna Sociologia alla Facoltà di Magistero dell’Università di Torino. Arnaldo Bagnasco insegna Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Gosta Esping-Andersen insegna Politica sociale alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. Massimo Paci insegna Sociologia economica alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Ancona. Alessandro Pizzorno è External Professor all’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Carlo Trigilia insegna Sociologia economica alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento.”,”ITAS-064-FL” “NEGRI Antimo a cura, testi di Heinrich RICKERT Ernst CASSIRER Wilhelm DILTHEY Georg SIMMEL Max WEBER Josè ORTEGA Y GASSET Francis Herbert BRADLEY Benedetto CROCE Giovanni GENTILE Bertrand RUSSELL George Edward MOORE Alfred North WHITEHEAD Charles Sanders PEIRCE William JAMES John DEWEY Miguel DE UNAMUNO Émile BOUTROUX Maurice BLONDEL Henri BERGSON Pierre TEILHARD DE CHARDIN Emmanuel MOUNIER Jacques MARITAIN”,”Novecento filosofico e scientifico. Protagonisti. Volume 1.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-209-FL” “NEGRI Antimo a cura, testi di Ernst MACH Moritz SCHLICK Otto NEURATH Ludwig WITTGENSTEIN Gilbert RYLE Edmund HUSSERL Max SCHELER Martin HEIDEGGER Karl JASPERS Jean-Paul SARTRE Maurice MERLEAU-PONTY Gabriel MARCEL Hans Georg GADAMER Paul RICOEUR György LUKÁCS Karl KORSCH Antonio GRAMSCI Theodor WIESENGRUND ADORNO Ernst BLOCH Walter BENJAMIN Adam SCHAFF Gottlob FREGE Giuseppe PEANO Henri POINCARÉ L. Egebertus J. BROUWER Jan LUKASIEWICZ Kurt GÖDEL Alfred TARSKI Willard V.O. QUINE Nelson GOODMAN”,”Novecento filosofico e scientifico. Protagonisti. Volume 2.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-210-FL” “NEGRI Antimo a cura, testi di Charles W. MORRIS John LANGSHAW AUSTIN Noam CHOMSKY Roman JAKOBSON Louis HJELMSLEV Roland BARTHES Claude LÉVI-STRAUSS Michel FOUCAULT Jacques LACAN Sigmund FREUD Carl Gustav JUNG Ivàn Petrovic PAVLOV Wolfgang KÖHLER Jean PIAGET Burrhus Frederik SKINNER John C. ECCLES Ignacio MATTE BLANCO Hans REICHENBACH Carl Gustav HEMPEL Karl Raimund POPPER Thomas S. KUHN Gaston BACHELARD Edouard CLAPARÈDE Adolphe FERRIÈRE Georg KERSCHENSTEINER Sergei OSÌPOVIC HESSEN Giuseppe LOMBARDO RADICE Ivan D. ILLICH Emile DURKHEIM George Herbert MEAD Talcott PARSONS Karl MANNHEIM”,”Novecento filosofico e scientifico. Protagonisti. Volume 3.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-211-FL” “NEGRI Antimo a cura, testi di Joseph A. SCHUMPETER John MAYNARD KEYNES, Wassily LEONTIEF Hans KELSEN Carl SCHMITT, Karl BARTH Rudolf BULTMANN Marcel PROUST Luigi PIRANDELLO James JOYCE Franz KAFKA Jorge Luis BORGES Wassily KANDINSKY Paul KLEE Adolf LOOS Charles-Edouard Jeanneret LE CORBUSIER Arnold SCHÖNBERG Bertolt BRECHT Konstantin S. STANISLAVSKIJ Rosa LUXEMBURG Maria MONTESSORI Melanie KLEIN Hannah ARENDT Simone WEIL Albert EINSTEIN Werner Karl HEISENBERG Max PLANCK Niels BOHR, Jacques MONOD Ilya PRIGOGINE”,”Novecento filosofico e scientifico. Protagonisti. Volume 4.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-212-FL” “NEGRI Antimo a cura, testi di Lucien FEBVRE Fernand BRAUDEL Johan HUIZINGA Roger CAILLOIS Kàroly KERÉNYI Mircea ELIADE Gershom SCHOLEM Franz ROSENZWEIG Martin BUBER Emmanuel LÉVINAS Frederick WINSLOW TAYLOR Elton MAYO Georges FRIEDMANN Alain TOURAINE Norbert WIENER Alan MATHISON-TURING John VON NEUMANN Ludwig VON BERTALANFFY Niklas LUHMANN Marshall MCLUHAN Chaïm PERELMAN Vance PACKARD Lucien LÉVYBRUHL Franz BOAS Arnold GEHLEN Konrad Zacharias LORENZ William H. THORPE Herman KAHN Alvin TOFFLER”,”Novecento filosofico e scientifico. Protagonisti. Volume 5.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-213-FL” “NEGRI Guglielmo”,”Il sistema politico degli Stati Uniti d’America. Le istituzioni costituzionali.”,”Guglielmo Negri è nato a Roma nel 1926. Dopo essersi perfezionato in studi politici e costituzionali comparati ad Harvard ed Oxford, egli ha insegnato nelle Università di Roma e Firenze, tenendo anche corsi e seminari all’estero. Ha diretto il Servizio Studi, Legislazione ed Inchieste parlamentari della Camera dei Deputati. Tra i contributi principali dell’autore ricordiamo: ‘Il leader del partito anglosassone’, La direzione della politica estera nelle grandi democrazie (Stati Uniti ed Inghilterra)’ e la cura della edizione italiana del ‘Federalist’ e delle raccolte ‘Le Costituzioni italiane’, ‘La formazione degli Stati Uniti d’America’ insieme ad altri studiosi. Ha scritto l’introduzione a ‘I partiti politici americani’ del Binkley (Nistri-Lischi, Pisa) “”La funzione di Comandante supremo delle forze armate degli Stati Uniti ed anche, in caso di necessità, delle milizie statali, se, da un lato, ha consentito nei momenti di emergenza una accelerata espansione della influenza del Presidente, risulta rilevante anche in assenza di una formale dichiarazione di guerra, dato che, soprattutto negli ultimi tempi, la disposizione costituzionale ha fornito la base giuridica a numerosi provvedimenti presidenziali, alcuni dei quali soltanto indirettamente collegati alle attività militari”” (pag 187-188)”,”TEOP-024-FV” “NEGRI Guglielmo a cura; con la collaborazione di Sergio CARDARELLI”,”Giolitti e la nascita della Banca d’Italia nel 1893.”,”””La firma avvenne il 18 gennaio 1893. La nuova Banca d’Italia, da costituire con capitale di 300 milioni di lire di cui 210 versati, assumeva l’onere della liquidazione della Banca Romana, tenendone un conto separato, acquisendo le riserve metalliche ed ogni altra attività della banca cessante e sobbarcandosi il carico del suo passivo e quindi anche quello della circolazione illegale, e pagando un rimborso di lire 450 per ogni azione del valore nominale di lire 1.000. In compensazione, il Governo avrebbe concesso alla nuova Banca d’Italia il privilegio dell’emissione per venti anni, la riduzione della tassa di circolazione dall’1,44 all’1 per cento ed il corso legale dei biglietti per un quinquennio (Appendice 2)”” (pag 19-20, introduzione)”,”ITAE-071-FP” “NEGRI Antonio”,”Spinoza: Then and Now. Essays Volume 3.”,”Antonio Negri ex professore di Teoria dello Stato nell’Università di Padova.”,”TEOC-002-FRR” “NEGRI Pietro a cura”,”Le ferrovie nello Stato Pontificio (1844-1870).”,”Archivio Economico dell’Unificazione Italiana, ricerca promossa dall’ Istituto per la Ricostruzione Industriale IRI in occasione del XXV della Fondazione. Comitato scientifico Carlo M. CIPOLLA Domenico DEMARCO Giuseppe PARENTI Giannino PARRAVICINI Rosario ROMEO Pasquale SARACENO Roberto TREMELLONI Albino UGGÈ, Direzione Carlo Maria CIPOLLA”,”ITAE-078-FP” “NEGRI Antimo”,”Nietzsche. La scienza sul Vesuvio.”,”Antimo Negri (Mercato Sanseverino, (Sa), 1923) è ordinario di storia della filosofia nella Facoltà di lettere e filosofia della II Università di Roma. Da oltre trent’anni collabora alle principali riviste filosofiche italiane e straniere, con saggi e articoli che privilegiano tematicamente alcuni aspetti fondamentali della cultura filosofica e scientifica moderna e contemporanea. Tra le sue opere: Augusto Comte e l’umanesimo positivistico, Giovanni Gentile, F. Nietzsche, Cultura e storia, Trittico materialistico, Filosofia del lavoro, Nietzsche e/o l’innocenza del divenire.”,”SCIx-315-FL” “NEGRIGNAT Jean-Marc”,”Avoir été communiste. Les autobiographies de Koestler, Löbl et Silone.”,”NEGRIGNAT Jean-Marc (1948-2002) ex allievo dell’ ENS Saint-Cloud studioso della Russia e professore di russo in un liceo. Titolare nel 1985 di un dottorato in sociologia politica. “”L’étape suivante sera “”l’étude de la littérature communiste”” que Koestler entreprend alors. Le ‘Feuerbach’ d’Engels et ‘L’Etat et la Révolution’ de Lénine produisent sur lui un effet de “”ravissement spirituel”” qu’il décrit en des termes très suggestifs permettant d’en saisir toute la séduction: “”la nouvelle lumière semble converger sur le cerveau de tous les points de l’espace, et l’univers entier ressemble alors aux pièces éparses d’un puzzle qui se trouveraient rassemblées comme par magie. Désormais, plus de problèmes sans réponses; les doutes et les débats font partie d’un passé de déchirement, de l’époque déjà lointaine où l’on vivait dans la triste ignorance et l’univers insipide de ceux qui ne ‘savent pas'”” (Arthur Koestler, Le dieu des ténèbres’, 1950)”” (pag 63)”,”RUSS-220″ “NEGRO Francesco”,”L’ omeopatia.”,”Francesco Eugenio Negro è nato a Roma. Laureato in medicina, si è specializzato in endocrinologia. Ha studiato omeopatia a Parigi e Londra. “”Nel 1823 sembra che Hahnemann abbia curato Beethoven. Altri musicisti si rivolsero alla medicina omeopatica: Chopin, Schumann, Paganini, ecc. Tra i letterati George Sand, Dumas figlio e Victor Hugo. Tra i pittori Pissarro, Manet e forse Van Gogh (in un suo quadro appare un libro ‘Materia medica omeopatica’ del 1847 del dottor V.S. Raspail (pag 26)”,”SCIx-223-FL” “NEGT Oskar”,”Il marxismo e la teoria della rivoluzione nell’ultimo Engels. (in) ‘Storia del marxismo’.”,” “”Nella sua prefazione del 1859 alla ‘Critica dell’economia politica’ Marx afferma che è iniziata un'””epoca di rivoluzione sociale””, poiché si è determinata una contraddizione oggettiva, che la formazione sociale esistente non è più in grado di risolvere. Questa contraddizione consiste nel fatto che i rapporti di produzione che sussumono sotto di sé gli uomini nella produzione materiale della loro vita – poiché sono la totalità della base economica, reale della società – cessano di essere forme di sviluppo delle forze produttive (a cui appartiene la stessa classe lavoratrice, che è anzi la massima forza produttiva), per diventare catene che inceppano lo sviluppo sociale delle forze produttive. E’ una definizione della situazione rivoluzionaria che vale indubbiamente anche per l’ultimo Engels, ma essa ha bisogno, sotto la chiara pressione di una classe che interviene effettivamente nella politica quotidiana con rivendicazioni rivoluzionarie, di una specificazione storica, e anche, in larga misura, di una localizzazione spaziale. Per quanto concerne questo punto della specificazione e localizzazione della situazione rivoluzionaria, nella posizione di Marx e di Engels erano chiare due cose: in primo luogo, che il destino della rivoluzione proletaria, le possibilità d’azione del proletariato dipendono sia dallo stadio di sviluppo della classe borghese e dal grado del consolidamento sociale del suo dominio economico e politico a spese di tutti gli altri ceti e classi sociali, sia dalla situazione di crisi dell’intera società. La fine cruenta a cui vanno incontro i coraggiosi protagonisti dell’insurrezione del giugno 1848 è un esempio del primo caso, poiché mostra come l’industria francese, finché non domina sulla borghesia francese, non possa polarizzare il suo interesse di classe; diventa così, come gruppo ‘accanto’ alla borghesia finanziaria predominante, un’esponente fanatica del partito dell’ordine. La Comune di Parigi è un esempio del secondo caso: la crisi del sistema di dominio politico del Secondo Impero, che è stata determinata dalla sconfitta militare s’impadronisce sì della metropoli, dove il proletariato può distruggere la macchina dello Stato, ma non coinvolge il paese, com’era accaduto ad esempio nel 1789. Grado di sviluppo della classe borghese e crisi dell’intera nazione sono quindi criteri essenziali per la specificazione della situazione rivoluzionaria. In secondo luogo, le particolarità nazionali dello sviluppo complessivo della società – anche e soprattutto delle esperienze di lotta delle classi oppresse – sono decisive per determinare da quale paese parta l’impulso rivoluzionario: se è il “”canto del gallo francese”” ad annunciare il “”giorno della resurrezione tedesca””, come dice il giovane Marx; se il movimento rivoluzionario si sposta nuovamente in Germania, dopo il crollo della Comune di Parigi, o addirittura in Russia, come lasciano supporre alcuni passi degli scritti successivi agli anni ’70, queste variazioni nella scelta del paese dove avrà origine la rivoluzione proletaria si basano sempre su concrete analisi economiche e politiche della situazione data di volta in volta”” [Oskar Negt, Il marxismo e la teoria della rivoluzione nell’ultimo Engels. (in) ‘Storia del marxismo’, Torino, 1979] (pag 131-132)”,”MAES-146″ “NEGT Oskar”,”Rosa Luxemburg e il rinnovamento del marxismo. (in) ‘Storia del marxismo’.”,””” (…) in una lettera del 23 novembre 1871 indirizzata a Friedrich Bolte, Marx vede in modo ben differenziato questo rapporto tra movimento economico e movimento politico: “”Il tentativo di strappare una riduzione della giornata di lavoro al capitalista singolo di una fabbrica, o anche in una sola industria, con degli scioperi, ecc., è un movimento puramente economico; invece il movimento per strappare una ‘legge’ delle otto ore, ecc., è un movimento ‘politico’. E in questo modo dai singoli movimenti economici degli operai sorge e si sviluppa dappertutto il movimento ‘politico’, cioè un movimento della ‘classe’ per realizzare i suoi interessi in forma generale, in una forma che abbia forza coercitiva generale socialmente. Se è vero che questi movimenti presuppongono una certa ‘previous’ organizzazione, essi sono da parte loro altrettanti mezzi dello sviluppo di questa organizzazione”” (6). Un giorno prima della sua morte Rosa Luxemburg conferma ancora la sua radicata convinzione che “”le lotte economiche, la vera sorgente vulcanica che alimenta ininterrottamente la lotta di classe rivoluzionaria, sono appena allo stadio iniziale”” (7). Tra gli inventori e i critici del “”luxemburghismo”” c’è, a considerevole distanza, lo stesso Lenin; il catalogo degli errori della Luxemburg che si trova nelle ‘Note di un pubblicista’, probabilmente l’ultimo lavoro di Lenin, contiene le questioni sull’indipendenza della Polonia, il giudizio sul menscevismo, la teoria dell’accumulazione del capitale, e così via; non si fa parola però della spontaneità e dello sciopero di massa (8). Evidentemente per Lenin quegli errori riguardano solo singoli argomenti, che non toccano affatto il contenuto di esperienza sostanziale della teoria luxemburghiana. Questa ponderazione delle concezioni di Rosa Luxemburg, intese come errori, indica che anche per Lenin la questione dell’organizzazione non può essere risolta sul piano delle misure tecnico-organizzative, ma deve essere intesa come un tema politico che non ammette una riflessione che si possa staccare dalla concreta situazione sociale e storica. La controversia tra Lenin e Rosa Luxemburg sull’organizzazione, sul significato dello sciopero di massa e della spontaneità, ecc., può in qualche modo giovare soltanto se il rapporto stesso tra spontaneità e organizzazione viene considerato come un rapporto storicamente determinato, come un rapporto soggetto alla dialettica storica; non esiste una regola di condotta fissata una volta per tutte e adatta a ogni situazione. Per quanto ciò possa essere condizionato da concrete situazioni sociali, si può comunque dire che Lenin esamina la struttura del processo rivoluzionario fondamentalmente dal punto di vista dell’organizzazione, mentre Rosa Luxemburg la esamina dal punto di vista della spontaneità e dell’iniziativa di massa. Ma questa non è una semplice differenza di accentuazione, bensì una differenza di principio che caratterizza le determinazioni del pensiero dei due teorici fin nell’impostazione logica e gnoseologica dei problemi”” [Oskar Negt, Rosa Luxemburg e il rinnovamento del marxismo. (in) ‘Storia del marxismo’, Torino, 1979] [(6) Marx a F. Bolte, 23 novembre 1871, in K. Marx e F. Engels, ‘Opere scelte’, Roma, 1966, p. 943; (7) R. Luxemburg, ‘L’ordine regna a Berlino’, in Id., ‘Scritti scelti’, cit., p. 678; Lenin, ‘Note di un pubblicista’, cit.] (pag 328-329) “”Il rapporto con le masse è in effetti un elemento essenziale della teoria politica di Rosa Luxemburg, e proprio questo le impedisce di poter accettare il rigido partito di quadri, chiuso in una ferrea disciplina cospirativa, come alternativa al partito socialdemocratico, divenuto intanto una mera unione elettorale”” (pag 323) Pro mancanza di spontaneità che critica nella rivoluzione e contro “”socialismo dei decreti”” (pag 327) Lettera Engels a Bebel (pag 353) “”L’indipendenza dalle direttive di partito, che stabiliscono mediante decisioni ciò che è giusto e ciò che è falso, ciò che è storicamente rilevante e ciò che è storicamente casuale, è particolarmente importante per la formazione stessa della teoria. Già Engels, in una lettera del 1° maggio 1891 a Bebel, con un linguaggio deciso e tale da smascherare i pedanti socialdemocratici, pose in rilievo “”l’autonomia del lavoro teorico”” rispetto al partito (…). “”Se siete tentati di impedire con la forza la pubblicazione dell’articolo [un articolo che non corrispondeva all’opinione del presidente del partito] e avete fatto giungere alla “”N[eue] Z[eit]”” l’avvertimento che, se qualcosa di simile dovesse ripetersi, potrebbe capitarle di venire assorbita dal partito e sottoposta a censura, in questo caso mi apparirà in una luce tutta particolare il fatto che il partito si sta impadronendo di tutta la vostra stampa. In che cosa vi distinguete da Puttkamer, se introducete nelle vostre stesse file una legge antisocialista? A me personalmente è abbastanza indifferente: nessun partito in qualunque paese mi può far tacere, quando ho deciso di parlare. Ma vorrei farvi riflettere se non fareste meglio a essere un po’ meno sensibili e, nell’agire, un po’ meno… prussiani. Voi – il partito – avete bisogno della scienza socialista, e questa non può vivere senza libertà di movimento. In questo caso bisogna mettere in conto anche le contrarietà e lo si fa nel migliore dei modi, con dignità, senza scuotersi. Un dissidio, anche soltanto lieve, per non dire una spaccatura fra il partito tedesco e la scienza socialista sarebbe veramente una iattura e una vergogna senza pari. Che la direzione o tu personalmente, manteniate e dobbiate mantenere un’importante influenza ‘morale’ sulla “”N[eue] Z[eit], o anche su tutto ciò che viene altrimenti pubblicato, è scontato. Ma questo può e deve bastarvi. Sul “”Vorwärts”” ci si vanta sempre dell’intoccabile libertà di discussione, ma non se ne vede molta. Voi non sapete nemmeno come una tale tendenza a misure repressive faccia una brutta impressione qui all’estero, dove si è abituati a veder chiamati a render debitamente conto all’interno del proprio partito i leader più anziani (per es. il governo conservatore da parte di lord Randolph Churchill). E poi non potete dimenticare come la disciplina in un grande partito non possa in alcun modo essere così rigida come in una piccola setta e che le leggi antisocialiste, che hanno fuso insieme lassalliani e eisenachiani (secondo L[ie]bk[neckt] è stato il suo magnifico programma a farlo) e resero necessaria una tale stretta unione, non esistono più”” (2). In nessun modo può passare inosservato il fatto che senza un certo grado di autonomia produttiva del pensiero è impossibile la formazione di una teoria marxista”” [Oskar Negt, Rosa Luxemburg e il rinnovamento del marxismo. (in) ‘Storia del marxismo’, Torino, 1979] [(2) Engels a Bebel, 1° maggio 1891, in Marx-Engels, Werke, vol. 38, pp. 94-95]”,”LUXS-063″ “NEGT Oskar”,”Coscienza operaia nella società tecnologica. Nuova formazione sindacale e sociologia.”,”NEGT Oskar, allievo di Horkheimer e Adorno, Oskar Negt (Konigsberg, 1934) è stato assistente di filosofia a Francoforte con Habermas. Ora (1973) è ordinario di sociologia a Hannover. Suoi saggi sono compresi in ‘Germania: verso una società autoritaria’, ‘Kursbuch: l’opposizione extraparlamentare’ (1969) e in ‘Marx e la rivoluzione’ (1972)”,”TEOS-239″ “NEGT Oskar”,”Coscienza operaia nella società tecnologica. Nuova formazione sindacale e sociologia.”,”Oskar Negt nato Königsberg nel 1934, è stato assistente fi filosofia a Francoforte con Habermas. Ordinario di sociologia a Hannover. Suoi saggi in: Germania ‘verso una società autoritaria’; Kursbuch: l’opposizione extraparlamentare, Milano 1969; e in Marx e la rivoluzione, Milano 1972.”,”TEOS-009-FV” “NEGT Oskar”,”Hegel e Comte.”,”””«In questo modo [col lavoro del singolo, N.d.A], l’uomo soddisfa sì i suoi bisogni, ma non con questo determinato oggetto da lui lavorato, bensì quest’oggetto, per soddisfare i suoi bisogni, diviene un altro da quello che è. L’uomo non produce a sé ciò che egli adopera, o non adopera più ciò che ha prodotto per sé; bensì il suo prodotto [es] diviene, invece che la realtà della soddisfazione dei suoi bisogni soltanto la possibilità di questa soddisfazione; il suo lavoro diviene un lavoro formale, astrattamente universale, un lavoro singolo; egli si limita al lavoro per uno dei suoi bisogni, e in scambio di questo, si procura il necessario per gli altri suoi bisogni. Il suo lavoro è per il bisogno – per l’astrazione di un bisogno, non per il suo bisogno determinato; e la soddisfazione della totalità dei suoi bisogni è un lavoro di tutti (58)». Non sono soltanto la specifica attività stessa, il tipo particolare di erogazione della forza-lavoro e l’interna composizione dei bisogni, a determinare il modo di vivere e le rappresentazioni dei singoli; anche la forma oggettiva del prodotto di tale attività ha una parte decisiva nella formazione e nell’esperienza della coscienza. Dal carattere di valore del prodotto del lavoro, che non appartiene più immediatamente al produttore ma che, nella forma di merce mediata dal meccanismo del mercato, determina l’estensione e la specie dei mezzi di sussistenza dei singoli, deriva da quel mondo di cose, indipendenti, rispetto all’uomo, da Hegel definito una «seconda natura» e costituente «il dominio del prodotto sul produttore» (Engels) nel quale si riproduce in forma sociale quella cieca necessità naturale cui l’uomo cerca di sottrarsi con il suo progressivo e reale dominio sulla natura. La vera dipendenza effettiva dell’individuo nasce quindi come «collisione sulla via della necessità incosciente» (59), in cui lavoro ed esistenza del singolo sono incastrati nella accidentalità e nel movimento irrazionale del tutto”” (pag 60) [Oskar Negt, ‘Hegel e Comte’, Il Mulino, Bologna, 1975] [(58) Jenenser Realphilosophie, I, trad. it. cit., p. 97; (59) Rechtphilosophie II, trad.it. cit., p. 201]”,”HEGx-009-FRR” “NEHRU Jawaharlal, a cura di Maurizio GRIFFO”,”Lo strano paese della falce e martello.”,”Libro sulla Russia sovietica di Nehru pubblicato verso la fine del 1928. Maurizio Griffo già borsista dell’Istituto italiano per gli studi storici, è ricercatore di storia delle istituzioni politiche presso l’Università Federico II di Napoli. Lenin (pag 69-76)”,”RUSU-001-FC” “NEILL Edward”,”Nicolò Paganini. Il cavaliere filarmonico.”,”Edward Neill, critico musicale, vive e lavora a Genova (1990).”,”BIOx-338″ “NEITZEL Sönke WELZER Harald”,”Soldaten. Le intercettazioni dei militari tedeschi prigionieri degli Alleati.”,”S. Neitzel (1968) insegna storia contermporanea nelle università di Mainz e Saarbrücken; è stato ‘visiting professor’ a Glasgow, Karlsruhe e Berna. Nel 2010, Seniro Fellow del Kulturwissenschaftliches Institut di Essen. Harald Welzer (1958) è direttore del Center for Interdisciplinary Memory Research presso il Kulturwissenschaftliches Institut di Essen e insegna psicologia sociale all’Università di San Gallo. In Italia nel 2011 è apparso il suo ‘Guerre climatiche’. Casi di indignazione di militari tedeschi per le violenze compiute dai propri commilitoni (pag 170-171-172) “”La dimensione, qualitativa o quantitativa, del crimine era di centrale importanza per la percezione dei soldati tedeschi. Per questo i racconti sulla morte dei prigionieri di guerra sovietici nei lager suscitavano un’indignazione ben maggiore delle esecuzioni che avvenivano in prima linea sul fronte. (…) Anche l’uccisione di civili – evocata soprattutto nell’ambito della lotta ai partigiani – suscitava grande sdegno. Per esempio, già nel settembre 1940 si raccontavano «cose spaventose», tutti gli uomini di un villaggio erano stati fucilati, solo perché da una casa erano partiti dei colpi (197). Il maresciallo capo Doebele si chiedeva: «Perché facciamo tutto ciò? Non sono motivazioni queste» (198). Anche un interprete, in servizio presso le truppe tedesche di stanza in Italia, si indignava per il comportamento dei soldati della Wehrmacht nei confronti della popolazione civile. Barth: “”E a Barletta (199) hanno chiamato a raccolta la popolazione, dicendo che avrebbero distribuito i viveri, e invece hanno tirato fuori le mitragliatrici e hanno sparato, cose del genere hanno fatot. Poi, per strada, strappavano orologi e anelli come i banditi. Ce l’hanno raccontato i soldati stessi, di come hanno infierito. Così, ne facevano fuori un po’, entravano in un villagio, e se c’era qualcosa che non gli andava, via! E te lo raccontavano così, come se fosse del tutto normale, come se fosse ovvio. Uno, trionfante, ha raccontato di quando hanno fatto irruzione in una chiesa, hanno indossato i paramenti e hanno scatenato l’inferno. Delle furie, come i bolscevichi”” (200). Da sottolineare è che l”Hauptscharführer’ delle SS Barth paragonava i propri commilitoni non solo a dei “”banditi”” ma addirittura ai “”bolscevichi””, i nemici per antonomasia”” (pag 170-171-172)”,”QMIS-194″ “NEKRIC Aleksandr”,”Popoli deportati.”,”Occupazione Crimea Tatari nazismo 2° GM invasione URSS Ciscaucasia Caucaso Calmucchia stalinismo PCUS”,”RUSS-024″ “NEKRIC I.M.”,”Stalin aprì le porte a Hitler?”,”Questo libro è il frutto di documentate ricerche condotte da NEKRIC I.M.. appartenente alla nuova lega di giovani storici sovietici, 0 sulla risposta politica militare sovietica all’ aggressione nazista. Nella fase post-staliniana il libro fu ritirato in Russia e divenne un caso. Oggi (1968) l’ opera è stata recuperata con una presa di posizione della rivista sovietica ‘Novy Mir’. Nella ‘Storia della grande guerra’ è scritto che furono epurati circa la metà dei comandanti di reggimenti, quasi tutti i comandanti delle brigate e delle divisioni, tutti i comandanti dei corpi d’ armata e i comandanti delle unità distrettuali…Le repressioni che colpirono i quadri militari sovietici ebbero conseguenze estremamente negative anche nella politica estera dell’ URSS.”,”RUST-068″ “NEKRIC I.M.”,”Stalin aprì le porte a Hitler?”,”I.M. Nekric viene dalla nuova leva dei giovani storici sovietici. Appena in tempo per conoscere l’ultima fase dell’era di Stalin e pienamente in grado di sfruttare il leberalesimo kruscioviano, egli si impegna nella revisione critica di alcuni grandi momenti decisionali all’interno della sua storia patria, quali ad esempio quelli connessi all’aggressione hitleriana e all’inadeguata iniziale risposta armata sovietica, Entro questa forbice I.M. Nekric documenta sul vivo le conseguenze nefaste del culto della personalità.”,”RUST-033-FL” “NEKRITCH Alexandre”,”L’ armee rouge assassinée 22 juin 1941.”,”La riuscita dell’ attacco non è solo merito della preparazione dell’ esercito tedesco. L’A accusa STALIN di non aver tenuto conto degli avvertimenti inglesi e americani, dei suoi servizi segreti, di aver decapitato l’ armata rossa con le purghe. Il libro di NEKRITCH è uscito a Mosca nel 1965 in 50 mila esemplari e ha provocato scandalo. L’A fu escluso dal PCUS e il suo libro ritirato da tutte le biblioteche.”,”QMIS-042″ “NELKIN Dorothy”,”The University and Military Research. Moral Politics at M.I.T.”,”Dorothy Nelkin è Senior Research Associate al Cornerll Program on Science, Technology and Society.”,”USAQ-098″ “NELLI R.B.”,”Eroismo italiano sotto i mari, 1940-1943.”,”Dati tratti dall’appendice: Composizione delle flotte subacquee delle principali potenze navali all’inizio della 2ª guerra mondiale: Italia n° 117, Francia 100, Stati Uniti 94, Germania 83, Inghilterra 72, Giappone 58 Numero di sommergibili in servizio all’entrata in guerra dell’Italia (oceanici e mediterranei) 117 Numero di sommergibili entrati in servizio nel corso della guerra (oceanici e mediterranei) 64 Numero di sommergibili che l’8 settembre si trovavano sullo “”scalo”” in avanzato stato di approntamento (in zona occupata dai tedeschi) 23 Numero di sommergibili radiati per vetustà nel corso della guerra 10 Sommergibili delle varie nazioni affondati nel Mediterraneo nel corso della guerra Italiani 67, tedeschi 38, inglesi 41, alleati 4 Sommergibili italiani che non sono rientrati alla base da missioni di guerra nel Mediterraneo 65 nell’Oceano Atlantico 17 nei mari dell’Estremo Oriente 3 nel Mar Rosso 2 nell’Oceano Indiano 2 Totale 89 Elenco numerico dei Comandanti – Ufficiali – Sottufficciali Sottocapi e marinai, Civili caduti sui sommergibili nella 2ª guerra mondiale: Comandanti 55 Ufficiali 296 Sottufficiali 528 Sottocapi e marinai 2.126 Civili (tecnici e operai) 16 Totale caduti 3.021 Unità da guerra nemiche affondate o silurate da sommergibili italiani in Mediterraneo e nel Mar Rosso confermate dal nemico dopo la guerra. Mediterrano 17 Mar Rosso 2 Aerei nemici abbattuti da sommergibili italiani in Mediterraneo 7 Numero di sommergibili alleati affondato in Mediterraneo 45 Tonnellate affondate complessivamente: 843.191″,”QMIS-060-FV” “NELLO Paolo”,”L’ avanguardismo giovanile alle origini del fascismo.”,”NELLO Paolo è nato nel 1953. Si è laureato nel 1975 all’ università di Pisa, dove svolge attività didattica. Collabora alla rivista “”Storia contemporanea”” (De Felice). “”All’ interno del fascismo ligure, anche nel corso del ’21, l’ elemento studentesco conservò una posizione di primissimo piano, costituendo tra l’ altro il nerbo delle stesse squadre…”””,”ITAF-125″ “NELLO Paolo a cura”,”””Il Campano””. Autobiografia politica del fascismo universitario pisano (1926-1944).”,”Paolo Nello, nato nel 1953, si è laureato in Lettere a Pisa nel 1975. Già ricercatore presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, ha tenuto corsi e seminari per l’Università italiane e statunitensi. Collaboratore di “”Storia contemporanea”” e del “”Bollettino Storico Pisano””, Nello è autore di vari studi sul fascismo e in particolare di un volume edito da Laterza sulle avanguardie studentesche e giovanili fasciste fra il 1979 e il 1922.”,”ITAF-018-FV” “NELSON Harold Walter”,”Leon Trotsky and the Art of Insurrection, 1905-1917.”,”Harold Nelson is a colonel in the United States Army who teaches military history, strategy and national security policy at the U.S. Army War College, Carlisle Barracks, Pennsylvania. He received his commission and under-graduate degree at the U.S. Military Academy and earned his Master’s and PhD. at the University of Michigan. He has taught at the U.S. Military Academy and the U.S. Army Command and General Staff College and has served in military assignments in Korea, Vietnam, Belgium, and Germany. Nella bibliografia: Trotsky, Sochineniia (12 vol), Mosca Lningrado 1925 1927′ (cit pag 147) Note on Transliteration, Acknowledgments, Introduction, Conclusions, Notes, Selected Bibliography, Index”,”TROS-044-FL” “NELSON Horatio, a cura di Manfred EGARTER”,”Trafalgar. Lettere e diari.”,”La vittoria di Nelson segna l’inizio del dominio inglese sui mari che durerà fino alla Seconda guerra mondiale. Quello che emerge in questa corrispondenza è lo straordinario accanimento dela caccia di Nelson alla flotta di Napoleone.”,”QMIN-047-FSL” “NEMETH PAPO Gizella PAPO Adriano”,”L’Ungheria contemporanea. Dalla monarchia dualista ai giorni nostri.”,”NEMETH PAPO Gizella PAPO Adriano sono autori di numerosi saggi e volumi sui rapporti storico-culturali italo-ungheresi. Hanno scritto ‘Storia e cultura dell’Ungheria’ (2000). “”L’Armata rossa di Stromfeld arrestò anche la marcia dei cecoslovacchi, che s’erano spinti verso il cuore dell’Ungheria; fu addirittura liberata gran parte della Slovacchia, dove il 16 giugno 1919 fu proclamata a Esperjes/Presov la Repubblica dei consigli. La Repubblica sovietica magiara fu allora ridenominata Repubblica dei consigli federativa socialista ungherese, ed era pronta a confederarsi con qualsiasi altra repubblica socialista. Di fronte alla veemente risposta dell’Armata rossa ungherese Georges Clemenceau, presidente della Conferenza per la pace di Parigi, intimò al governo dei ‘soviet’ non solo il ritiro dai territori occupati ma anche il disarmo generalizzato. Ciò fu un colpo mortale per la Repubblica dei ‘soviet’. Béla Kun fece prontamente evacuare la Slovacchia, ma non obbedì all’ordine di disarmo. Del resto, lo stesso primo ministro britannico, George Lloyd, era convinto che, una volta disarmata l’Armata rossa, i rumeni avrebbero occupato tutta l’Ungheria disattendendo gli stessi piani dell’Intesa. La Repubblica dei consigli, minata anche dai dissidi interni, dagli scioperi, dalle sommosse contadine e col morale dei soldati a terra, perse quindi il consenso popolare avviandosi decisamente verso il tracollo. Ciononostante, l’Armata rossa, ora sotto il comando supremo del colonnello Ferenc Julier, passò al contrattacco, proprio alla vigilia del giorno dello sciopero del proletariato ch’era stato indetto in tutt’Europa ma che non si sarebbe invece mai attuato. I rumeni, grazie a informazioni militari riservate (anche tramite, come s’è detto, quelle del colonnello Romanelli), risposero con successo all’attacco e marciarono industurbati alla volta di Budapest (…)””. (pag 49)”,”UNGx-012″ “NEMIZ Andrea”,”La ricostruzione. 1945-1953.”,”Il dopoguerra è il periodo in cui grandi fotografi, al servizio di periodici come “”Il Politecnico””, “”Tempo””, “”L’Europeo””, percorrono il paese per scoprirne gli aspetti più nascosti. E’ soprattutto grazie al loro lavoro che questo libro può restituirci, assieme ai fatti e ai fenomeni più eclatanti (dalla strage di Portella della Ginestra alla “”legge truffa””, dalla borsa nera alle “”case chiuse””, dal cinema neorealista all’avanspettacolo) la memoria di un’Italia sconosciuta in cui affondano molte radici del nostro presente. ——————- Autore, Bibliografia ————————- Andrea Nemiz affianca all’attività di fotoreporter la cura di mostre e ricerche fotografiche sul fotogiornalismo. Tra i suoi volumi: “”Foto Grafia è informazione”” (con Francesco Paolo Crispolti, 1976), “”Capuana, Verga, De Roberto fotografi”” (1982), “”Vita dolce vita”” (1983), “”Oltre la differenza. Appunti per immagini di handicap e di emarginazione”” (con Antonio Guidi, 1989), “”Rino Barillari. Vita di paparazzo”” (1997).”,”E2-I-004″ “NEMIZ Andrea”,”La ricostruzione, 1945-1953.”,”Il dopoguerra è il periodo in cui grandi fotografi, al servizio di periodici come “”Il Politecnico””, “”Tempo””, “”L’Europeo””, percorrono il paese per scoprirne gli aspetti più nascosti. E’ soprattutto grazie al loro lavoro che questo libro può restituirci, assieme ai fatti e ai fenomeni più eclatanti (dalla strage di Portella della Ginestra alla “”legge truffa””, dalla borsa nera alle “”case chiuse””, dal cinema neorealista all’avanspettacolo) la memoria di un’Italia sconosciuta in cui affondano molte radici del nostro presente. Andrea Nemiz affianca all’attività di fotoreporter la cura di mostre e ricerche fotografiche sul fotogiornalismo. Tra i suoi volumi: “”Foto Grafia è informazione”” (con Francesco Paolo Crispolti, 1976), “”Capuana, Verga, De Roberto fotografi”” (1982), “”Vita dolce vita”” (1983), “”Oltre la differenza. Appunti per immagini di handicap e di emarginazione”” (con Antonio Guidi, 1989), “”Rino Barillari. Vita di paparazzo”” (1997).”,”FOTO-100″ “NEMIZ Andrea”,”La ricostruzione, 1945-1953.”,”Andrea Nemiz affianca all’attività di fotoreporter la cura di mostre e ricerche fotografiche sul fotogiornalismo. Tra i suoi volumi: “”Foto Grafia è informazione”” (con Francesco Paolo Crispolti, 1976), “”Capuana, Verga, De Roberto fotografi”” (1982), “”Vita dolce vita”” (1983), “”Oltre la differenza. Appunti per immagini di handicap e di emarginazione”” (con Antonio Guidi, 1989), “”Rino Barillari. Vita di paparazzo”” (1997).”,”ITAS-226″ “NENAROKOV Albert”,”1917 en Russie. La Révolution mois par mois.”,”Dono di Reissneer M. Ancora da collocare finire di schedare Dato per scanner a Mangini”,”RIRO-449″ “NENAROKOW Albert”,”Geschichte der Großen Sozialistischen Oktoberrevolution in Wort und Bild. 1917 Monat für Monat.”,”Tra i membri del Presidium del Primo Congresso panrusso dei Soviets c’è G. Plechanov (giugno 1917). (pag 128)”,”RIRx-112″ “NENNI Pietro a cura di Gioetta DALLO'”,”Il diciannovismo (1919-1922).”,”””Il Partito aveva eletto a Segretario, dopo Livorno, il compagno Giovanni Bacci, ed egli, attraverso un lavoro indefesso, mentre riusciva a limitare i danni della scissione, si sforzava di riportare la lotta politica e sociale sul terreno della civile competizione. “”…rientrare tutti nel grembo della civiltà”” fu la parola d’ ordine del Partito, cui fece eco l’ Avanti!””. (pag 143) “”Il sorgere di questi Arditi del popolo – che ebbero poi vita effimera – era di per sé un sintomo della esasperazione degli animi. (…) Ma l’ Avanti! commentava: “”L’ arditismo popolare è un fenomeno di reazione contro il fascismo. E’ un portato del tempo e dell’ ambiente. (…) Gli Arditi del popolo, sentimentali e passionali, si illudono evidentemente circa la possibilità di arginare un movimento armato di reazione, quando esso sia, come è, protetto e tutelato dallo Stato. Finché la borghesia sarà al potere; essa se ne varrà anche violentemente contro la classe lavoratricve. E non ci sono bastoni e pugnali degli Arditi del popolo che possono valere contro le mitragliatrici (…).”” Singolarissimo commento questo, ispirato ai principi del più gretto pacifismo. Mai nessun social-democratico ha osato affermare che di fronte all’ illegalismo ed alla violenza borghese debba il proletariato incassare e tacere.”” (pag 166-167) Fondo FM”,”MITS-152″ “NENNI Pietro; a cura di Giuseppe TAMBURRANO”,”Intervista sul socialismo italiano.”,”Pietro NENNI (Faenza 1891) nel 1977 presidente del CC del PSI. Dopo essere stato repubblicano ed interventista aderì nel 1921 al Partito socialista. Direttore dell’ Avanti! emigrò nel 1926 in Frnacia e fu commissario politico in Spagna durante la guerra civile. Nel 1943 fu arrestato e confinato a Ponza. Dopo la caduta di Mussolini tornò in libertà.”,”ITAC-036″ “NENNI Pietro, a cura di Giuliana NENNI e Domenico ZUCARO”,”Tempo di guerra fredda. Diari 1943-1956.”,”””18 aprile. Ho avuto oggi una lunga conversazione col nostro ambasciatore a Parigi, Quaroni. E’ l’uomo più intelligente e brillante della “”carriera””. Dagli ultimi colloqui avuti a Mosca riporta l’ impressione che l’ URSS non può economicamente fare niente per noi, almeno per parecchi anni ancora. Non può del resto, fare niente per nessuno e lascia morire di fame i rumeni.”” (1947, pag 353)”,”ITAP-069″ “NENNI Pietro, a cura di Giuliana NENNI e Domenico ZUCARO”,”Gli anni del centro-sinistra. Diari 1957-1966.”,”””24 maggio. Incontrato al gruppo il compagno ungherese Szakarits. E’ uno dei socialisti che nel 1947 fece la fusione coi comunisti. Fu ai tempi di Rakosi presidente della Repubblica. Cadde in disgrazia non so bene perché, si parlò di nepotismo ma furono forse calunnie. Oggi è ai margini della vita pubblica. (…) Ho ricordato a Szakarits che nel 1947 fui l’ unico socialista europeo ad approvare con Morandi la fusione. Ma purtroppo nessuno dei risultati che ci attendevamo si è verificato.”” (pag 231-232, 1962)”,”ITAP-070″ “NENNI Pietro, a cura di Giuliana NENNI e Domenico ZUCARO”,”I conti con la storia. Diari 1967-1971.”,”””La crisi europea si è aggravata con un gesto del Foreign Office che è fuori dell’ ordinario. Londra ha reso pubblico un colloquio del generale De Gaulle con l’ ambasciatore britannico a Parigi il 4 febbraio. Il generale aveva in quell’ incontro proposto una trattativa con Londra tendente a liquidare la CEE e a sostituirla con una vasta zona di libero scambio guidata da un direttorio a quattro: Parigi, Londra, Bonn, Roma.”” (pag 288, 1969)”,”ITAP-071″ “NENNI Pietro”,”Vento del Nord.”,”””La leggenda che socialdemocratici, comunisti e cattolici tedeschi si siano lasciati assorbire dal nazismo, non è più seria di quella che presentava l’ Italia come prostrata tutta ai piedi di Mussolini. Soltanto le scorie dei quadri sindacali socialdemocratici e cattolici sono passate al fronte del lavoro del dottor Ley; soltanto una minima parte dei quadri giovanili comunisti hanno subito, dieci anni or sono, la seduzione della demagogica campagna di Hitler contro il “”diktat”” di Versailles. Nel suo complesso, l’ opposizione comunista, socialdemocratica, cattolica è nelle carceri, nei campi di concentramento, in esilio, oppure, murata nella domestica oscurità, attende l’ ora della rivincita””. (1944) (pag 85)”,”ITAP-075″ “NENNI Pietro”,”Storia di quattro anni (1919-1922).”,”””Nel frattempo il Partito Socialista Italiano teneva a Roma il suo Congresso. Melanconico e triste Congresso della disfatta, nel quale riuscì vano il tentativo unitario di Baratono, e risuonò invano il grido di Treves: “”divisi siamo inetti per la rivoluzione e per la collaborazione””, eco fedele di analoghe parole di Serrati all’ ultimo Consiglio nazionale. Al punto in cui erano le cose nessuno più poteva impedire che anche il fato della scissione si compisse. Giustamente l’ on. Baratono definì la mozione di destra e quella di sinistra “”due estremismi della stessa disperazione””, indicando nel dottrinarismo la causa dello sminuzzamento del Partito. Il Congresso venne ai voti su una mozione scissionista (Serrati) la quale ebbe 32.106 voti (a Livorno Serrati aveva avuto 98.028 voti) e su una mozione unitaria (Baratono) che ne ebbe 29.119.”” (pag 217)”,”MITS-232″ “NENNI Pietro”,”La guerre d’ Espagne.”,”Questo volume è stato pubblicato in italiano dalle edizioni Avanti! nel 1958 con il titolo ‘Spagna’ e con uno studio di Gioietta DALLO. “”Tardi, in serata, corre una terribile notizia. Il nostro generale Lukacs, è stato ucciso. Il commissario politico, Regler, è gravemente ferito. La notizia è dolorosamente vera. Un colpo di cannone ha preso in pieno, la vettura del generale, mentre era in ispezione con i comandanti di brigata, tra i quali Pacciardi. Povero Lukacs! Era un artista che la rivoluzione aveva strappato alla letteratura. (…) 12 giugno. La morte del generale ha fatto perdere ieri sera, tre o quattro ore ai comandanti di brigata, e allo Stato Maggiore; e stamattina, subiamo le conseguenze di questo ritardo. Per due o quattro ore, la confusione è diabolica. (…). 12 giugno. La sera, Pacciardi si fa trasportare su una barella al P.C. della divisione. Siamo in via di risalire, quando la voce roca e afona di Scarselli ci chiama: – Hanno pugnalato Rosselli. – Che dici? – Hanno pugnalato Rosselli e suo fratello. – Che? – Lussu è qui.”” (pag 179-180)”,”MSPG-144″ “NENNI Pietro”,”Garibaldi.”,”NENNI Pietro pubblicò questo libro in Francia nel 1930. Comparve in forma di feuilleton su diversi giornali francesi. E’ caratterizzato dalla interpretazione del Risorgimento che fu propria della storiografia mazziniana e socialista. Il compromesso tra la rivoluzione mazziniana e garibaldina da una parte e, dall’ altra, la diplomazia cavouriana, gli eserciti piemontese e stranieri, fece sì che si realizzasse uno solo dei termini base del Risorgimento: Unità e Libertà. Il secondo per NENNI era ancora insoluto. “”Uno storico di Garibaldi che fu anche uno dei suoi luogotenenti, il Guerzoni, racconta che il Generale lasciò il Parlamento, dopo la discussione della sua interpellanza sulla cessione di Nizza, “”coll’ anima ribollente d’ ira e d’ amarezza; nauseato di quella politica barattiera, a senso suo, e codarda, e guardando da quell’ istante il conte di Cavour collo stesso occhio, con cui si guarderebbe colui che vi ha strappato dal braccio di vostra madre, e l’ ha gettata al mercato.”” Quella collera, quell’ amarezza non furono forse estranee alla sua decisione di alcuni mesi dopo, di porsi, senz’ altro, alla testa della rivoluzione del Mezzogiorno. L’ ora dell’ Italia meridionale stava per scoccare. Il concatenarsi degli avvenimenti, la logica delle cose, non consentivano che il Risorgimento si fermasse a metà strada. Le incertezze del re e della diplomazia piemontese non avevano impedito l’ annessione dell’ Italia centrale. Per uno strano paradosso, l’ Italia realizzava l’ Unità, a cui non aveva pensato il re, che non era nel programma di Cavour, attorno a Cavour e sotto lo scettro del re.”” (pag 71)”,”BIOx-083″ “NENNI Pietro”,”Taccuini inediti di Pietro Nenni.”,”1960. Governo Tambroni. “”Noi siamo premuti da tutti i lati; per parte mia, rimango aggrappato ai tre punti del programma: regioni, nazionalizzazione dell’ industria elettrica, scuola, senza fare questioni di formule o di uomini. L’ ho detto stasera a Gronchi e l’ ho fatto dire a Tambroni. (…) “”25 marzo. Il ministero Tambroni è fatto. Non c’è Giuseppe Pella, non c’è Bettiol, però c’è Segni agli Esteri. C’è anche Fiorentino Sullo, il leader dela corrente di sinistra “”la Base””. E’ un concentrato delle correnti interne della DC””. (pag 63) “”4 aprile. Presentazione alla camera del ministero Tambroni. Il neopresidente ha sbagliato completamente l’ impostazione del suo discorso: s’è avventurato in un programma di dieci anni e rischia di avere solo i voti fascisti di Arturo Michelini e di Giorgio Almirante. Un suicidio””. (pag 64)”,”ITAC-085″ “NENNI Pietro, a cura di Gioietta DALLO'”,”Vent’anni di fascismo. (Sei anni di guerra civile; Pagine di diario; Taccuino 1942).”,”Sono raccolti in questo volume alcuni scritti di NENNI stesi in epoche diverse durante il suo esilio in Francia. Essi videro la luce in Italia dopo la liberazione in tre volumi: ‘Sei anni di guerra civile’, ‘Pagine di diario’, Taccuino 1942′. “”A casa trovo Di Vittorio. Non lo vedevo da quando i comunisti sono fuori-legge. “”Possibile””, mi dice, “”che si abbandoni a Hitler Parigi, senza uno sforzo supremo del proletariato?””. Pongo a me stesso da otto giorni la stessa domanda. Ma è giocoforza riconoscere che avremo la capitolazione senza la Comune.”” (pag 259) “”Il fascismo mussoliniano, nella sua lotta contro i socialisti, ha sfruttato a fondo i risentimenti suscitati dalla parte insufficiente data all’ Italia nella spartizione del bottino della guerra 1914-18. In Germania, come in Italia, il nazionalsocialismo e il fascismo hanno agito sul sentimento popolare presentandosi come campioni dell’ indipendenza, della libertà e della potenza della nazione. Viceversa il nuovo regime francese è non solo il prodotto della sconfitta e della capitolazione, ma ha il compito precipuo di far accettare al popolo la sconfitta e di collocare definitavente la Francia in un sistema europeo posto agli ordini di Hitler””. (pag 309)”,”ITAD-065″ “NENNI Pietro”,”Una legislatura fallita: 1953-1958.”,”””L’ Europa è di fronte ai problemi del Medio Oriente, dove la differenza di atteggiamento dell’ America, in Egitto e in Giordania, quando si tratta del petrolio per l’ Europa e quando si tratta del petrolio dell’ Arabia per gli Stati Uniti, ha messo a nudo il carattere del puritanesimo del singor Dulles, del quale si è detto che abbia la testa nelle nuvole e i piedi nel petrolio””. (pag 119)”,”ITAP-098″ “NENNI Pietro”,”Taccuini 1942.”,”””16 luglio. Thierry Maulnier, dell’ Action Francaise e del Figaro, ha raccolto, nel volume La France, la guerre et la paix’, gli articoli da lui pubblicato nel 1939. Vi trovo il testo integrale di una citazione utilizzata nel mio ‘Crac de la socialdemocratie francaise’ (libro di Nenni andato distrutto o smarrito, ndr). Eccola: “”Una delle ragioni della repugnanza molto evidente per la gueerra, che si è manifestata tra i partiti di destra, generalmente assai solleciti per la sicurezza nazionale e per l’ onore nazionale, e sentimentalmente ostilissimi alla Germania, è che questi partiti avevano l’ impressione che in caso di guerra, non soltanto il disastro sarebbe immenso, non soltanto la disfatta e la devastazione della Francia erano possibili, ma, ancora, che una disfatta della Germania significherebbe il crollo dei sistemi totalitari che costituiscono il principale argine alla rivoluzione comunista, e forse la bolscevizzazione immediata dell’ Europa…E’ deplorevole che gli uomini e i partiti che in Francia avevano questo pensiero non l’a bbiano in generale confessato. Non c’era in esso nulla di inconfessabile””. Così uno degli interpreti della tradizione e del pensiero borghese trova normale che se la vittoria francese nella guerra scatenata da Hitler, mette a rischio la causa dell’ Ordine, meglio è perdere la guerra che correre il rischio di favorire la Rivoluzione. Coblenza ha ancora dei devoti. E sono sempre dalla stessa parte””. (pag 78-79)”,”ITAD-071″ “(NENNI Pietro)”,”XX Congresso del PCUS. Risoluzione finale. Luci e ombre del Congresso di Mosca. Rapporto “”segreto”” di Krusciov. I processi di Mosca. Il rapporto K e la polemica sul comunismo. Primo bilancio della polemica sul XX Congresso di Mosca.”,”I giudizi di Lenin su Stalin (pag 38-39) Contiene il testo del rapporto segreto di Krusciov (pag 36-88) “”Consentitemi innanzitutto di ricordarvi con quanta severità i classici del marxismo-leninismo ebbero a denunciare ogni manifestazione del culto della personalità. In una lettera all’ esponente della classe operaia tedesca Wilhelm Bloss, Marx ebbe a dichiarare: “”A causa della mia antipatia per qualsiasi forma di culto dell’ individuo, non ho mai reso di pubblica ragione durante l’ esistenza dell’ Internazionale i numerosi indirizzi inviatimi da vari paesi che riconoscevano i miei meriti e mi infastidivano. Non mi sono neanche preoccupato di rispondervi, se non talvolta per confutare i loro autori. Engels ed io entrammo in origine a far parte della società segreta dei comunisti a condizione che tutto quello che potesse contribuire al culto superstizioso dell’ autorità venisse eliminato da suo statuto. Successivamente Lassalle fece esattamente il contrario.”” Qualche tempo dopo Engels scrisse a sua volta: “”Tanto Marx che io siamo sempre stati contrari a qualsiasi manifestazione pubblica che riguardasse gli individui, eccettuati i casi in cui esse avessero uno scopo importante, e soprattutto ci siamo opposti energicamente a quelle manifestazioni che ruante la nostra vita ci interessavano personalmente””.”” (pag 36) “”Lenin insegnava che la forza del partito dipende dalla sua indissolubile unità con le masse, dal fatto che dietro il partito c’è il popolo: i lavoratori, i contadini e gli intellettuali. “”Vincerà e manterrà il potere – egli ebbe a dire – solo colui che crede nel popolo, che si immerge nella fonte viva della creatività del popolo””””. (pag 37) (dal Rapporto segreto di Krusciov)”,”RUSS-188″ “NENNI Pietro, a cura di Giuliana NENNI e Domenico ZUCARO”,”I conti con la storia. Diari 1967-1971.”,”””Sempre dietro l’aiuto sovietico o l’alleanza con l’Unione sovietica si ritrovano la presenza e il peso di interessi di grande potenza estranei e sovente in contrasto con le aspirazioni dei popoli. La presenza sovietica ha sovente limitato le possibilità rivoluzionarie del movimento operaio: questo, per esempio, sarebbe avvenuto anche in Italia per la scarsa fiducia di Togliatti nelle forze rivoluzionarie interne e una supervalutazione di quelle esterne relativamente al peso dell’Unione Sovietica nel rapporto di forza tra i blocchi.”” (pag 657) (11 novembre 1971)”,”BIOx-019-FR” “NENNI Pietro”,”Storia di quattro anni, 1919-1922.”,”[‘La situazione interna risultava pessima. Le accresciute forze poliziesche dello Stato entravano in conflitto con le masse. A Milano, il 28 febbraio, un comizio indetto dalla Lega proletaria mutilati ed invalidi di guerra, dava luogo a scene di violenta repressione. Due operai venivano assassinati. La Camera del Lavoro proclamava uno sciopero per ventiquattro ore. Questo si prolungava invece, ad iniziativa degli anarchici e dei sindacalisti, per quattro giorni. Nelle Puglie, il movimento di occupazione delle terre si allargava. Negli stabilimenti le maestranze erano in agitazione permanente. A Napoli gli operai occupavano lo stabilimento Miani e Silvestri, lo sgombro dava luogo a conflitti con la polizia e ad un conseguente sciopero generale. Nell’Emilia e in Piemonte scioperavano i contadini. Conflitti sanguinosi avvenivano a Catania. C’era lo sciopero generale a Parma. A Torino finiva con la vittoria delle maestranze tessili l’agitazione iniziata con l’occupazione dello stabilimento Mazzonis. A Milano la commemorazione del centenario di Vittorio Emanuele II (14 marzo) offriva l’occasione al moderatume per una chiassata contro l’Amministrazione socialista, alla quale il prefetto imponeva l’esposizione del tricolore, determinando le dimissioni – poi ritirate – del sindaco Caldara. Quanto al Governo, esso viveva alla giornata. Nitti, tornato il 7 marzo da Londra, aveva trovata assai scossa la posizione del suo ministero, tanto che, prendendo occasione dalle dimissioni di due ministri (il Murialdi e il Visocchi), aveva proceduto ad un rimpasto. Ma il secondo ministero risultava, anche agli effetti parlamentari, inferiore al primo, ed era del tutto inadeguato a fronteggiare la situazione nel Paese. La prova manifesta della assoluta incapacità della classe dirigente si aveva appunto in queste crisi, provocate e risolte, tenendo conto delle congiurette e delle ambizioni montecitoriali, ma con totale disprezzo dei reali bisogni del Paese. Allarmatissimi della situazione erano gli industriali. Essi avevano indetto per l’8 marzo un Convegno nazionale, nel corso del quale né il Governo, né, naturalmente, le masse operaie furono risparmiati. Il Convegno votava una mozione nella quale: «… constatando che la attuale gravissima situazione economica può solo superarsi con una maggiore intensificazione della produzione, cui si accompagni una riduzione dei consumi non necessari; che per raggiungere questo scopo è necessario un chiaro, saldo e preciso indirizzo di Governo che assicuri la disciplina del Paese, dia la sicurezza di sviluppo alle libere energie individuali, e mantenga l’osservanza delle leggi vigenti dello Stato, ponga fine al permanere e al dilagare di inutili spese statali, abbandoni vecchi metodi, vecchie debolezze e vecchie tolleranze per portare alla direzione dello Stato le forze di uomini e metodi nuovi, per riordinare i servizi pubblici che sono funzione statale essenziale, per assicurare il rispetto alla libertà del lavoro, per tarpare le ali alle illusioni di un prossimo Eden comunistico, così tristemente sperimentato in altri paesi con danno specialmente dei lavoratori e delle masse; ritenendo che il primo esempio di disciplina debba essere dato dagli industriali col dichiararsi pronti ad utili riforme e ad i sacrifici necessari (…) afferma la necessità che la borghesia del lavoro attinga in se stessa, e nella convinzione della utilità della sua funzione e nella forza della sua organizzazione, il mezzo per una energica azione (…)» (1). A dimostrazione dei sacrifici che si disponeva a fare la classe industriale, si svolgeva nella ‘coulisse’ un tentativo di arrembaggio alle banche’ (pag 83-84)] [(1) ‘Il programma degli industriali’, “”Avanti!’, 10 marzo 1920]”,”ITAA-149″ “NENNI Pietro, a cura di Fausta FILBIER”,”La lotta di classe in Italia.”,”Pietro Nenni nasce a faenza il 09/02/1891. Nel 1921 aderisce al PSI. Nel ’23 è direttore dell’Avant!. Nel ’26 fonda con Carlo Rosselli la rivista Il Quarto Stato e pubblica Storia di quattro anni. Negli anni dell’esilio (’26-’43) pubblica Six ans de guerre civile en Italie. Nel ’43 diventa segretario del PSI e rappresentante del partito CLN. Dal 25 aprile 1945 è vicepresidente del Consiglio e ministro della costituente. Si è spento 01/01/1980 a Roma.”,”MITS-019-FL” “NENNI Pietro, a cura di Gioetta DALLO'”,”Spagna.”,”La prima parte del libro riporta il saggio ‘Il dramma del non-intervento’ scritto nell’ottobre 1942 in Francia”,”SPAx-002-FER” “NENNI Pietro, a cura di Giuliana NENNI e Domenico ZUCARO”,”Gli anni del centro-sinistra. Diari 1957-1966.”,”Calo partecipazione ai comizi dei partiti nelle piazze (v. anche possibile effetto indiretto della tv) “”28 maggio. Parlato a Genova nel corso della campagna elettorale. L’aver raccolto sette, ottomila ascoltatori è stato un grande successo. Le elezioni sembrano dipendere dai liberali i quali nelle precedenti elezioni sono passati da tre a dieci consiglieri. Stavolta dovrebbero perdere voti. C’è un grande disinteresse per la campagna elettorale; almeno per i comizi elettorali che hanno probabilmente fatto il lorotempo. Stasera a un comizio di Lucio Luzzatto, che pure è oratore vigoroso se non avvincente, c’erano una trentina di ascoltatori. Così in generale nei comizi di quartiere”” (pag 634)”,”BIOx-021-FGB” “NEPPI MODONA Guido”,”Sciopero potere politico e magistratura 1870 – 1922.”,”NEPPI MODONA, nato a Torino nel 1938, è libero docente di Diritto penale nell’Univ di Torino, dove è anche incaricato di Istituzioni di diritto e procedura penale presso la Facoltà di Scienze politiche. Collabora dal 1962 a varie pubblicazioni giuridiche e storiche. E’ entrato in magistratura nel 1964. Tesi: rigore verso i socialisti, benevolenza verso i fascisti.”,”MITT-029″ “NERE’ Jacques”,”La crisi del 1929.”,”Le parole del vecchio poeta: “”Magnis tamen excidit ausis””. (in prefazione) Pag 63 mito sovrapproduzione pag 93 primi tentativi di lotta contro la crisi L’A è uno storico e non un economista.”,”USAE-067″ “NEREA J. Gomez”,”Freud y la Perversión de las Masas.”,”Dono di A. Monti”,”FOLx-027″ “NERHOOD Harry W.”,”To Russia and Return. An Annotated Bibliography of Travelers’ English-Language Accounts of Russia from the Ninth Century to the Present.”,”Harry W. Nerhood is professor of history and chairman of the Department of History at Whittier College, Whittier, California. Preface, Introduction, Annotated Bibliography, Bibliography of Bibliographies, Index,”,”RUSx-088-FL” “NERI SERNERI Simone”,”Democrazia e Stato. L’antifascismo liberaldemocratico e socialista dal 1923 al 1933.”,”NERI SERNERI Simone (Firenze 1955) è dottore di ricerca in storia della società europea. Studioso di storia del movimento operaio e di storia della politica collabora a ‘Ricerche storiche’ e a ‘Italia contemporanea’. Ha scritto saggi su Turati e il Psu, Louis Blanc, sul Psiup nella resistenza, ha curato il volume ‘Il Partito socialista nella Resistenza’. Saragat su marxismo e critica della democrazia formale. “”In seguito, tuttavia, Saragat assunse una posizione più articolata, e più critica, nei confronti della democrazia parlamentare. Definendo il marxismo una filosofia “”conoscitiva””, che attraverso la prassi mirerebbe a “”ricomporre in armonica unità la vita dello spirito””, ovvero a ricomporre la scissione tra soggetto e oggetto che lo spirito può cogliere soltanto proiettandola nella realtà, Saragat riprendeva la critica del giovane Marx al “”carattere mistico”” della democrazia borghese, le cui forme universalistiche nasconderebbero l’eterogeneità delle diverse figure sociali e l’ineguaglianza dei rapporti reali, e non giuridici, tra i soggetti determinata dalla forma storica dei rapporti di produzione. Anche Saragat denunciava così l’insufficienza del pur legittimo “”principio della maggioranza””, nella misura in cui prescinde dall’ineguaglianza insita nel contrasto tra le classi. Tuttavia, giacché al marxismo spetterebbe di “”svelare alla coscienza degli uomini la vera natura dei loro rapporti di classe””, Saragat riconosceva alla democrazia politica la funzione essenziale di formare quella coscienza di classe che la mera ‘esistenza della classe’ non sarebbe in grado di esprimere. Infatti la coscienza di classe e la sensibilità autonomistica necessarie all’emancipazione socialista potevano risultare soltanto da “”un esercizio o quanto meno un’aspirazione profonda alla libertà che trova nella democrazia borghese il suo efficace incremento””. La parzialità della democrazia politica, inducendo l’aspirazione al suo superamento, offrirebbe un “”ambiente di profonda e insostituibile efficacia”” alla maturazione del socialismo””. (pag 186)”,”ITAD-120″ “NERI Guido Davide”,”Prassi e conoscenza. Con una sezione dedicata ai ‘Critici marxisti della fenomenologia’.”,”””Come già in parte Engels, Lenin è intervenuto decisamente nella questione [la storia dei rapporti tra il marxismo e le varie filosofie nate successivamente, ndr], e il suo ‘Materialismo e empiriocriticismo’, scritto nel 1908, è divenuto un classico della dottrina marxista positiva, e particolarmente un modello ‘dell’atteggiamento’ marxista nei confronti del sapere borghese. Se leggiamo il libro di Lenin senza tener troppo conto delle nozioni positive che vi sono sviluppate in materia di gnoseologia [teoria della conoscenza] ecc., si ha la netta impressione che la sua polemica non solo verso i machisti russi, ma verso lo spirito d’insieme che caratterizzava la filosofia accademica di quegli anni, verso tutto un corpo di ideologi di cui Engels aveva denunciato il funzionarismo e l’integrazione ideologica sostanziale con lo Stato borghese, fosse fondata su ragioni profonde e corrispondesse a interessi reali sia del pensiero filosofico che del movimento di classe. “”Nel campo delle scienze storiche, compresa la filosofia – scriveva Engels nel 1888 – è veramente scomparso il vecchio spirito teoretico spregiudicato,”” “”quel grande senso teorico che aveva costituito la gloria della Germania nel periodo della sua più profonda decadenza politica, – il senso per l’indagine pura, indipendentemente dal fatto che il risultato raggiunto fosse praticamente utilizzabile oppure no, fosse oppure non fosse contrario alle ordinanze di polizia””. Con l’integrazione della speculazione come momento burocratico-edificativo della borghesia divenuta incontrastata padrona, “”al posto di quello spirito teoretico sono subentrati un eclettismo vuoto di pensieri, le ansie e le preoccupazioni per la carriera e per il guadagno, giù giù sino all’arrivismo più volgare. I rappresentanti ufficiali di questa scienza sono diventati degli ideologi aperti della borghesia e dello Stato odierno”” (1). Questo lato della polemica di Engels, sviluppato da Lenin, che aveva un fiuto sperimentatissimo a scoprire il borghese e il funzionario dietro la facciata dell’imparzialità e dell’obiettività scientifica, è un tratto ancora attuale della polemica marxista. Un terzo scrittore che lo ha trattato diffusamente, Lukács, ne ha indicato nella ‘Distruzione della ragione’ (nonostante i limiti teorici generali di questo e altri suoi scritti) la continuità nella cultura del nostro secolo e fino a oggi”” [Guido D. Neri, I marxisti e la filosofia, Il filo rosso, Milano, n° 2, maggio 1963] [(1) Engels, ‘Antidühring’, Introd., cap. I, ultima pag. (ed. it. Roma, 1956, p. 34] NERI Guido G., I marxisti e la filosofia, IL FILO ROSSO – N. 2 MAGGIO 1963″,”TEOC-151-FF” “NERI Guido Davide”,”Prassi e conoscenza. Con una sezione dedicata ai ‘Critici marxisti della fenomenologia’.”,”NERI Guido Davide (Milano, 1935) ha studiato filosofia a Milano e Pavia. “”con una sezione sui critici marxisti della fenomenologia (Lukacs, Adorno, Marcuse, Tran-Duc-Thao, Naville, Schaff)”” “”In Italia infatti, tra le due guerre, sia la fenomenologia che il marxismo non poterono esercitare, per ben noti motivi politici e culturali, un’influenza determinante. Una eccezione è rappresentata da Antonio Banfi che dedicava già dal 1922 degli articoli alle opere di Husserl e riaffermava, ancora nel secondo dopoguerra, negli anni della sua partecipazione al movimento comunista, la centralità della fenomenologia per il pen siero contemporaneo. Ma nonostante l’importanza dei contributi di Banfi e più recentemente di Enzo Paci allo studio della fenomenologia, non si è sviluppata da parte marxista una letteratura di qualche importanza sull’argomento”” (pag 174-175)”,”FILx-474″ “NERI Alfio”,”Società e crisi politica nella Colombia contemporanea.”,”Alfio Neri, nato nel 1962, laureato in Filosofia e in Scienze Politiche, ha collaborato con il CESDE presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. E’ stato redattore di ‘America Latina’ (1996-1999) e ha pubblicato ‘Pioggia di sangue. La guerra civile in Colombia’ (Harmattan, Torino, 2001). Insegna storia e filosofia nei Licei.”,”AMLx-003-FMDP” “NERI Demetrio”,”Babeuf, ideologia d’una rivoluzione mancata.”,”””La Congiura degli Eguali nacque dall’incontro di alcuni rivoluzionari della più diversa estrazione ideologica e politica, ma tutti accomunati da una convinzione: il movimento rivoluzionario si era arrestato e aveva tradito i suoi principi ispiratori. Occorreva spingere di nuovo avanti il moto di trasformazione politica e sociale: «La rivoluzione francese non è che l’avanguardia di un’altra rivoluzione più grande, più solenne: l’ultima rivoluzione» (S. Maréchal) (…)”” (dalla quarta di copertina) “”I termini nei quali Buonarroti descrive quest’avanguardia rivoluzionaria non lasciano dubbi sulle sue origini culturali: «Questo difficile compito può spettare solo a cittadini saggi e coraggiosi che, presi da forte amore per la patria e per l’umanità, avendo scandagliato a lungo le cause dei mali pubblici, si sono liberati dai pregiudizi e dai vizi comuni, hanno superato la mentalità dei loro contemporanei, e disprezzando l’oro e i privilegi volgari, hanno riposto la felicità nel rendersi immortali assicurando il trionfo dell’eguaglianza. Forse è necessario, al sorgere d’una rivoluzione politica, anche per rispetto all’effettiva sovranità del popolo, occuparsi non tanto di raccogliere i voti della nazione, quanto di far cadere, il meno arbitrariamente possibile, l’autorità suprema in mani saggiamente e fortemente rivoluzionarie» (188). L’idea dell’autorità provvisoria anteriore all’ordine costituzionale nasce quindi dall’incontro di ben precisi punti di riferimento teorici con le esperienze rivoluzionarie, specialmente quelle dell’anno III (187). Questa idea è stata comunque uno degli aspetti del babuvismo al quale gli storici hanno maggiormente rivolto la loro attenzione perché, nell’interpretazione che ne diede Buonarroti, essa venne trasmessa ad alcune correnti socialiste ottocentesche e da queste è passata ad assumere una posizione centrale nel marxismo-leninismo. Ecco quanto a tal proposito scrive il Mazauric: «L’influenza maggiore di Babeuf deve essere ricercata nell’aver fornito alla rivoluzione popolare l’idea di istituire dopo la vittoria una dittatura provvisoria. Il ruolo di questo governo di transizione sarà d’assicurare definitivamente le basi del nuovo regime sociale e di permettere il passaggio graduale al regno della società senza classi, nella quale si avrà il deperimento dello Stato» (188). E altrove il Mazauric scrive che «questa nozione penetrò nel movimento operaio e comunista posteriore. Marx la scoprì nel 1842 leggendo il racconto di Buonarroti e seppe ritenerne l’essenziale elaborando la teoria della dittatura del proletariato. La comune di Parigi ne fece esperimento e Lenin, meditando com’è noto su questo vasto retaggio collettivo, vi trovò materia di riflessione per il problema dello Stato» (189). Gli stessi concetti vengono ribaditi, tra gli altri, dal Tonnesson: «Attraverso Blanqui, i loro [dei babuvisti] concetti passarono nel marxismo nella forma della dittatura del proletariato. È interessante notare che Bernstein criticò Marx per il fatto di non essersi liberato dal blanquismo. L’essenza di esso, secondo Bernstein, non stava in ciò che Marx aveva scartato, cioè le piccole società segrete e i metodi di cospirazione, ma nella fede nel potere creativo dello Stato rivoluzionario (…). E la teoria di Lenin sull’ ‘élite’ diede nuovo impulso a qualche elemento centrale di babuvismo e del blanquismo: l’idea che un’unione di uomini scelti e selezionati dovesse essere il nucleo-guida attivo della rivoluzione» (190). Il Tonnesson è tuttavia molto più cauto degli altri studiosi, notando che «la storia delle idee non può essere ridotta a un sistema genealogico» (191): idee simili possono benissimo essere derivate da fonti comuni o da esperienze analoghe. Non qui il luogo per affrontare una discussione sulla possibile influenza della teoria babuvista dell’autorità provvisoria sulla teoria marxiana della dittatura del proletariato. Quella teoria faceva parte di un complesso di esperienze politiche rivoluzionarie che Marx conosceva bene e che poterono avere una certa influenza sulla formazione del suo pensiero: ma non ci sembra possibile affermare con certezza che egli avesse coscienza del suo eventuale debito nei confronti dei babuvisti. Abbiamo già ricordato quale sia stata la valutazione marxiana del babuvismo, citando in tal senso alcuni dei testi più significativi nei quali Marx ne parla: non abbiamo mai trovato richiami espliciti alla teoria dell’autorità provvisoria. Marx lesse, è vero, l’opera di Buonarroti (non nel 1842, come ritiene il Mazauric, bensì nel 1844 (192)) ma insieme ad essa lesse anche numerose opere sulla rivoluzione francese, in particolare sul periodo della Convenzione, del quale aveva intenzione di scrivere la storia (193)”” (pag 270-274) [Demetrio Neri, ‘Babeuf, ideologia d’una rivoluzione mancata’, Editrice La Libra, Messina, 1973] [(188) C. Mazauric, ‘Babeuf et la conspiration pour l’égalité’, cit., p. 236; (189) C. Mazauric, ‘Introduzione’ a Babeuf, ‘Il Tribuno del popolo’, cit., p. 56; (190), K. Tonnesson, ‘The Babouvists… art. cit., p. 74; (191) Ibidem. A tal proposito corre l’obbligo di citare J.L. Talmon, ‘Le origini della democrazia totalitaria’, trad. it., Bologna, 1967, il quale ha considerato l’esperienza babuvista come la “”cristallizzazione”” della democrazia “”totalitaria””, nata, nello stesso tempo e sugli stessi presupposti di quella liberale, nel corso del XVIII secolo. Ambedue i tipi di democrazia affermano il valore della libertà (…); (192) La lettura di Buonarroti avvenne a Parigi, insieme a quella delle ‘Memorie ‘ di Levasseur de la Sarthe, della ‘Storia parlamentare’ di Buchez-Roux, ed altre opere. Cfr. W. Markov, ‘Babeuf, le babouvisme et les intellectuels allemands’, in ‘Colloque’, cit. p. 177, n. 10. Nei quaderni di estratti del periodo 1839-1843 non si trovano cenni a una tale lettura; (193) Cfr. J. Bruhat, ‘La révolution française et la formation de la pensée de Marx’, “”Annales historiques de la révolution française’, 1966, p. 158. Ed anche A. Cornu, ‘K. Marx, la révolution française et Robespierre’, in ‘Maximilien Robespierre. Contribution à l’occasion de son bicentenaire’, Berlino, 1958, p. 560, n. 13]”,”SOCU-028-FMB” “NESE Marco”,”Nel segno della mafia. Storia di Luciano Liggio.”,”Marco Nese è un giornalista nato in provincia di Salerno, nel 1946. Ha studiato filosofia e iniziato la carriera giornalistica lavorando per il settimanale ‘Epoca’. Attualmente (1975) è redattore de ‘Il Mondo’, il settimanale politico-culturale del ‘Corriere della Sera’. Marco Nese è giornalista del «Corriere della Sera». Ha collaborato con Raiuno ed è autore di altri libri fra cui Nel segno della mafia (Rizzoli), Parola d’ordine: Roma uno (Rizzoli), La russa (Rizzoli), La Piovra (1 -2-3-4, Eri/Mondadori, tradotti in 12 lingue), Come sopravvivere a un figlio (Ediget). Far west (Rai Eri) e Gli eletti di Dio (Editori Riuniti). (fonte Rai-Eri) L’omicidio di Placido Rizzotto (pag 34-43) “”Pochi giorni dopo la scomparsa del pastorello, l’onorevole Girolamo Li Causi, comunista, guida morale dei contadini in lotta, ricevette una lettera quasi completamente scritta in dialetto (…) (pag 35) “”La liquidazione di Rizzotto segnò un punto a favore dei proprietari terrieri. I contadini, avviliti per la neutralizzazione della loro punta di diamante, si disunirono e la lotta perse smalto e lucidità, nella misura in cui Liggio guadagnò prestigio. Per la borghesia feudataria era un uomo sugli scudi”” (pag 42)”,”BIOx-020-FV” “NESI Nerio”,”Al servizio del mio paese.”,”Contiene dedica dell’autore a VSD”,”BIOx-023-FSD” “NESI Nerio”,”Banchiere di complemento.”,”Libro dedicato alla memoria di Riccardo Lombardi Dedica manoscritta a Vittorio Scotti Douglas”,”ITAE-019-FSD” “NESTI Arnaldo a cura; relazioni e interventi di L. BORGHI G. BRANCA V. JOANNES A. CARBONARO A. NESTI J.J. NATANSON L. RODELLI P. TRUPIA A. LALDI M. SQUILLACCIOTTI G. DE-PAOLI M. RICCIARDI RUOCCO P.M. TOESCA A. SBISA”,”Ideologia sessualità controllo sociale.”,”””E’ la fase del capitalismo avanzato o monopolistico, in cui la stessa creazione di bisogni artificiali viene gestita anche negli spazi intermittenti del tempo libero in funzione della produzione e riproduzione del capitale. Nelle società industriali avanzate di tipo capitalistico, il feticismo delle meci e la mercificazione dell’ Eros – come erotismo disgiunto dall’ amore – non consentono l’ esaltazione di tutti i sensi come ampliata capacità di sentirsi nel mondo, ma fanno inseguire soddisfazioni apparentemente liberatorie di per sé inesauribili e per ciò stesso cariche di angoscia. Nasce così la situazione anomica dei periodi dell’ abbondanza fittizia, nella quale la propaganda consumistica persegue facilmente l’intento di invogliare e frustrare, alimentando un circolo vizioso che si sviluppa a spirale””. (pag 63-64) (Antonio Carbonaro, La repressione sessuale nella società borghese e capitalistica)”,”DONx-031″ “NESTI Arnaldo”,”Anonimi compagni. Le classi subalterne sotto il fascismo.”,”NESTI Arnaldo (1932) è docente di sociologia all’ Università di Firenze. Ha pubblicato pure: ‘L’ altra chiesa in Italia’, ‘Gesù socialista’, ‘Una tradizione popolare italiana’, ‘La cultura negata’. Battuta degli inglesi nei confronti degli italiani: nel 1945 gli italiani sarebbero stati 90 milioni di cui 45 milioni fascisti e 45 milioni antifascisti. (pag 71) “”Mi sembrava che tutti i giovani dovessero sentire ciò che sentivo io. A quelli che non se ne interessavano mi sforzavo di spiegargli queste cose. Fatto sta che mi pareva che in poco tempo si potesse fare il socialismo. A Pistoia, alla scissione del 1921 si votò tutti per il Centro. Bordiga fece una brutta fine, e quelli di destra aderirono al Centro. Nel nucleo cittadino il Partito comunista raccolse abbastanza favori, i comunisti erano più attivi dei socialisti, specie nel ceto operaio””. (pag 154)”,”ITAF-229″ “NETTL Peter J.”,”Rosa Luxemburg.”,”in appendice: L. economista, Q nazionale lettera di K. KAUTSKY all’autore”,”LUXS-001″ “NETTL J.P.”,”La vie et l’ oeuvre de Rosa Luxemburg. Tome I.”,”NETTL J.P. è uno storico e sociologo inglese prematuramente scomparso. Il libro è fondato su una documentazione considerevole. “”Ma le reazioni più violente vennero dai membri del PPS. Naprzod (Avanti) criticò il primo articolo di Rosa (su Neue Zeit, ndr) dispiacendosi che “”una rivista seria si sia lasciata prendere alla gola dalla signorina Rosa (…) che inganna le genti in Svizzera facendo loro credere che essa rappresenti qualcuno o qualcosa in Polonia””. Si offrì a Berfus, uno dei dirigenti del PPS in Germania, di rispodnere sul giornale ufficiale del partito tedesco (Vorwarts, ndr). Il dibattito proseguì fino alla vigilia del Congresso internazionale, Rosa Luxemburg insisteva per proseguire la discussione sul Vorwärts e sulla Neue Zeit. Dovette a malincuore rassegnarsi ai tagli imposti adesso da Kautsky – questo problema della censura degli articoli dovrà piu tardi contribuire a mettere fine alla loro amicizia, che non era ancora iniziata in quest’ epoca. Lei accettò di buon grado le correzioni di stile rese necessarie per il suo tedesco difettoso. Ma non volle essere ritenuta responsabile per il tono che aveva preso la polemica.”” (pag 100)”,”LUXS-040″ “NETTL J.P.”,”La vie et l’ oeuvre de Rosa Luxemburg. Tome II.”,”NETTL J.P. è uno storico e sociologo inglese prematuramente scomparso. Il libro è fondato su una documentazione considerevole”,”LUXS-041″ “NETTL J.P.”,”Bilan de l’URSS, 1917-1967.”,”J.P. Nettl, 41 anni nel 1967 è professore di Scienze politiche e di Sociologia all’Università di Leeds e all’Università della Pennsylvenia. Tra le sue opree: ‘La Zone ouest et la Politque soviétique en Allemagne’ (1951), ‘Rosa Luxemburg’ (1966). Soviet di Pietrogrado sorto il 27 ottobre 1905 aveva 550 delegati che rappresentavano 250.000 operai, Trotsky e Helphand figuravano tra i dirigenti (pag 31)”,”RUSU-270″ “NETTL Peter J.”,”Rosa Luxemburg.”,”L’opposizione interna nella SPD e il peso del gruppo dirigente socialdemocratico al Reichstag “”Nella sua lotta instancabile contro i mercanteggiamenti che avvenivano nel nuovo Reichstag, Rosa Luxemburg ottenne inaspettatamente l’appoggio di Franz Mehring che in origine aveva approvato l’accordo elettorale ma che ora si era rivolto drasticamente contro di esso (11). Da questa inattesa alleanza tra Rosa Luxemburg e Franz Mehring prese avvio, come vedremo, la nuova sinistra; in un primo tempo portò alla costituzione di «Sozialdemokratische Korrespondenz» e più tardi fu il nucleo attorno al quale poté formarsi lo Sparakusbund. La storia interna del partito tra il 1911 e il 1914 fu confusa e contraddittoria, e in nessun caso schematica come viene rappresentata da certi storici. La composizione dei diversi gruppi esistenti nel partito [SPD, ndr] era molto più variabile e fluida di quanto non si ritenga abitualmente. Indubbiamente la formazione dei fronti dopo il terremoto del 1914 era condizionata dagli avvenimenti del periodo prebellico, ma la scossa della guerra fu tanto forte che produsse un totale riorientamento in un buon numero di militanti di partito. La divisione, che la guerra mise in luce dopo avere per un certo tempo contribuito a oscurarla, non era la tripartizione in revisionisti, centro e sinistra, ma la profonda antitesi tra rivoluzionari pratici e teorici (12). (…) Mentre Kautsky dopo il 1912 si trovò a concordare con l’esecutivo, le elezioni del Reichstag completarono invece la disillusione di Rosa Luxemburg. Nelle sue lettere private definì «scandaloso», «disperato», «incredibile» il comportamento delle istanze di partito; il risultato delle elezioni le appariva del tutto privo di importanza. Neppure nel corso di assemblee elettorali poté trattenersi dal lanciare frecciate all’esecutivo ogniqualvolta se ne presentava l’occasione. Naturalmente quest’ultimo reagì. A partire dal 1912 i radicali vennero esclusi in misura sempre crescente dalla partecipazione effettiva alla vita di partito; l’esecutivo disponeva di tutti gli strumenti di potere e l’opposizione interna dovette limitarsi alle proteste. In questo metodo di neutralizzazione degli esponenti dell’opposizione l’SPD rifletteva il comportamento che la società aveva assunto nei suoi propri confronti; negli ultimi due anni prima della guerra la socialdemocrazia organizzata divenne quasi una copia della Germania imperiale (14). Lo stato d’animo che regnava nel paese permeò anche il partito. Alla ‘Reichsverdrossenheit’ [disillusione nei confronti del ‘Reich’] di quegli anni, di cui il cancelliere di allora parlò più tardi nelle sue memorie, fece riscontro un’ondata di ‘Parteiverdrossenheit’ [disillusione nei confronti del partito]. L’altro importante avvenimento nel partito consisté nel fatto che la frazione socialdemocratica al Reichstag accrebbe il suo peso politico e la coscienza del suo ruolo. La maggioranza degli storici ha completamente trascurato questo processo, eppure era del tutto naturale che la frazione divenisse un fattore di potere nel partito. Con le elezioni del 1912 essa era quasi raddoppiata sul piano numerico. I deputati socialdemocratici ormai non occupavano più singoli avamposti nel parlamento dello stato borghese, ma al suo interno costituivano invece il gruppo più forte. Senza rendersene conto, essi furono contagiati dallo spirito dell’istituzione, dall’atmosfera e dalla tradizione che caratterizzano tutte le istituzioni di questo genere, in particolare quando l’accesso al club può essere conquistato soltanto attraverso le fatiche e i rischi di una elezione pubblica. ‘Homme élu, homme foutu’. Tutti i membri importanti dell’esecutivo erano tradizionalmente anche deputati al Reichstag, benché lo statuto del partito non prescrivesse nulla di simile”” (pag 373-374-375) [(11) ‘NZ’, 1912-13, I, p. 628; (12) Una descrizione documentata e accurata dello sviluppo interno del partito in quegli anni si trova in Schorske, pp. 197-284. Devo tuttavia sottolineare ancora una volta che l’analisi di Schorske è troppo schematica. Basandosi esclusivamente su discorsi e scritti pubblici, egli ci dà, dei raggruppamenti all’interno del partito, un’immagine che è contraddetta dalle numerose affermazioni che si trovano nelle lettere e nei documenti privati; (14) Un’analisi di queste similitudini si trova in Gerhard A. Ritter, ‘Die Arbeiterbewegung im Wilhlelminischen Reich’, Berlin, 1959, p. 52 e sgg.] [() C.E. Schorske, ‘German Social Democracy, 1905-1917’, Cambridge, Mass., 1955]”,”LUXS-001-FC”
“NETTLAU Max”,”La anarquia a traves de los tiempos.”,”Max NETTLAU è stato chiamato da Rudolf ROCKER “”l’ Erodoto dell’ Anarchia””.”,”ANAx-146″
“NETTLAU Max”,”La responsabilità e la solidarietà nella lotta operaia. Rapporto letto alla “”Freedom Discussion Group”” il 5 dicembre 1899.”,”””Il carattere di questi uomini (per quanto onesti e leali lavoratori possano essere in principio) non si migliora a lungo andare: vi sono più probabilità di vederli diventare insensibili ed indifferenti, che liberi ed entusiasti””. (pag 13)”,”ANAx-179″
“NETTLAU Max”,”Saverio Merlino.”,”””(Merlino) Pubblicò la “”Rivista critica del Socialismo””, sei quaderni, da gennaio a giugno del 1899, a Roma, però non poté continuare. L’ unico socialista che parve aiutare allora i suoi sforzi fu il calabrese Giovanni Domanico, militante dell’ Internazionale negli ultimi anni di quest’ultima, dopo emigrato e quindi di ritorno. Ha parlato delle sue relazioni con Merlino e di molte altre cose di quel tempo nel suo “”Un trentennio del movimento socialista italiano. Reminescenze e note storiche”” (Prato, 1910, 87 pgg.)””. (pag 25) “”La difesa di Gaetano Bresci fatta da Merlino alla Corte d’ Assise di Milano è uscita varie volte in opuscolo””. (pag 30)”,”ANAx-181″
“NETTLAU Max”,”Breve storia dell’ anarchismo. (Titolo originale: La anarquia a través de los tiempos)”,”Contiene il capitolo: ‘L’ anarchismo comunista in Italia e la interpretazione di Malatesta e Merlino (1876-1932) (pag 175-186) “”Nel Programma del giugno 1884, Malatesta discute il pro e il contro del collettivismo; deduce che il comunismo rappresenta una solluzione più ampia e più conseguente, l’ unica che corrisponda allo sviluppo concreto del principio di solidarietà, ma che presuppone un grande sviluppo morale degli uomini (…) e conclude per il comunismo là dove è possibile e per il collettivismo transitorio là dove non esiste l’ abbondanza””. (pag 176)”,”ANAx-184″
“NETTLAU Max”,”Die erste Blütezeit der Anarchie: 1886-1894.”,”””In der Erweiterung eines an die internationale anarchistische Konferenz in Chicago (September 1893) geschickten Briefes, L’ Individualisme dans l’ Anarchisme (Der Individualismus im Anarchismus; Société nouvelle, November 1893, S. 567-586) wendet Merlino sich zuerst gegen die von Proudhon zu Herbert Spencer sich rückentwickelnden individualistischen Anarchisten im Sinn von Tucker (…)””. (pag 311) “”Nell’ esteso abile scritto per la Conferenza anarchica internazionale a Chicago (settembre 1893), ‘L’ individualismo nell’ anarchismo’ (Der Individualismus im Anarchismus; Société nouvelle, November 1893, S. 567-586) Merlino si volge inizialmente contro l’ anarchismo individualistico nello spirito di Tucker, sviluppato da Proudhon allo stesso Herbert Spencer (…).”” (controllare traduzione)”,”ANAx-203″
“NETTLAU Max”,”Anarchisten und Syndikalisten. Teil 1. Der französische Syndikalismus bis 1909. Der Anarchismus in Deutschland und Russland bis 1914. Die kleineren Bewegungen in Europa und Asien.”,”Contiene il capitolo: “”Die “”unabhängigen Sozialisten”” in Deutschland bis 1892. Dühringianer und die Freilandbewegung. John Henry Mackay und der individualistische Aanrchismus. Freiheitliche Strömungen in der jungen Literatur””. (pag 183-224)”,”ANAx-205″
“NETTLAU Max, a cura di Renée LAMBERET”,”La Première Internationale en Espagne (1868-1888).”,”in apertura foto di Max NETTLAU Sous pochette: (mancante)”,”INTP-051″
“NETTLAU Max OLIVER Garcia LEVAL Gaston LAMBERET R. RAMUS Pierre LOUZON Robert BERNERI Camillo GOLDMAN Emma BROCKWAY Fenner METCALFE H. TARCHIANI A. SARTIN Max READ Herbert, scritti di”,”Spain 1936-1939. Social revolution and counter-revolution. Selections from the anarchist fortnightly ‘Spain & the World’.”,”Selezione di articoli pubblicati sul quindicinale ‘Spain & the World’.”,”MSPG-186″
“NETTLAU Max”,”Bakunin e l’Internazionale in Italia dal 1864 al 1872. Con Prefazione di Errico Malatesta.”,”La battaglia di Marx ed Engels contro l’influenza di Bakunin in Italia: “”dottrinari bakuninisti, avvocati, medici, ecc., e si danno delle arie di autentici rappresentanti degli operai…”” “”A Milano, qualche mese prima, Engels aveva scritto ancora quella lunga lettera a Th. Cuno, 24 gennaio 1872, che compendia tutto ciò che egli aveva da dire contro Bakunin e i suoi compagni (1). Una lettera esplicita del 16 dicembre, contenente «tutto il necessario sugl’intrighi di Bakunin», non era arrivata. Anche J. Ph. Becker voleva scrivere a Cuno «sugl’intrighi di Bakunin». La confutazione dell’anarchia fatta da Engels corrisponde a ciò che egli scrisse un po’ più tardi in ‘Dell’autorità’ (Almanacco Repubblicano per l’anno 1874′, pubblicato da E. Bignami; ‘La Plebe’, pp. 33-37; Marx vi collaborò con un articolo analogo, ‘L’indifferenza in materia pubblica’, pp. 141-148). Engels si fabbrica una finzione assurda che egli chiama anarchia o astensione politica, e si diverte poi a distruggerla. Lo stesso per le indicazioni biografiche su Bakunin; come in tutta la polemica sua e di Marx, sono grossolanamente inesatte. I quattro numeri del ‘Martello’ (Milano) furono sequestrati; il 14 maggio Vincenzo Pezza fu condannato a 5 mesi di carcere e 1,600 lire di multa, il gerente del N. 1 a 3 mesi e 551 lire. Anche Testini era stato arrestato sotto un’altra accusa, ma fu poi messo in libertà. Cuno fu espulso; Engels gli scrive il 22 aprile quando egli è già a Liegi. In questa lettera, in francese, Engels constata che i Romagnoli del ‘Fascio Operaio’ si sono «smascherati come puri Bakuninisti» al loro Congresso in marzo. Non hanno scritto al Consiglio Generale; «troveranno da noi una bella accoglienza. La sezione di Ravenna (Nabruzzi) ci ha scritto, annunziando la sua adesione, ma salva la propria autonomia. Ho chiesto loro semplicemente se accettano o no i nostri Statuti». La ‘Campana’ pare che si morta; la ‘Plebe’, il ‘Fascio Operaio’ (Bologna), l”Eguaglianza’ (Girgenti) e l”Anticristo’ di G. Eandi (Torino) escono ancora. Il 7 maggio, Engels vede «qualche migliore sintomo dall’Italia. I Ferraresi si sono sottomessi, hanno riconosciuto gli Statuti e Regolamenti amministrativi e hanno mandato i loro Statuti perchè siano approvato, ciò che è completamente contrario alla parola d’ordine dei Bakuninisti…». Si lamenta che non sia possibile entrare in contatto con gli stessi operai; «dovunque sono intervenuti quei maledetti dottrinari bakuninisti, avvocati, medici, ecc., e si danno delle arie di autentici rappresentanti degli operai…» (…)”” (pag 316-317) [Max Nettlau, ‘Bakunin e l’Internazionale in Italia dal 1864 al 1872. Con Prefazione di Errico Malatesta’, Edizioni del Risveglio, Ginevra, 1928] [(1) L’articolo senza firma ‘Le Congrès de Sonvilier (12 novembre 1871) et l’Internationale’, nel giornale Volksstaat di Lipsia, del 10 gennaio 1872, mi sembra parimenti scritto da Engels]”,”INTP-001-FER”
“NETTLAU Max, a cura di Renée LAMBERET”,”La première internationale en Espagne (1868-1888).”,” ‘Renée Lamberet nel 1938 Renée Lamberet (Parigi, 4 ottobre 1901[1] – Villeneuve-Saint-Georges, 12 marzo 1980) è stata un’anarchica e storica francese. Biografia Lamberet nasce in una famiglia di pensatori liberi. Da giovane, fece la professoressa di storia e geografia, e collaborò con lo storico Max Nettlau, in particolare, per produrre il l’opera intitolata La prima internazionale in Spagna (1868-1888)””. Durante la rivoluzione spagnola del 1936, promosse un’intensa attività sotto la Solidaridad Internacional Antifascista (SIA), aiutando a costruire una colonia per bambini chiamata “”Spartaco””, per ospitare i bambini dei rifugiati provenienti dal Paese Basco, dalle Asturie e dal fronte a Madrid. Dopo la chiusura della Seconda Guerra Mondiale, ha aiutato nel rifondare la Federazione Anarchica in Francia. Bibliografia (FR) Renée Lamberet, La Première Internationale en Espagne (1868-1888), Dordrecht, D. Reidel, 1969, OCLC 567252. (FR) Renée Lamberet, Mouvements ouvriers et socialistes (Chronologie et bibliographie) L’Espagne (1750-1936), Paris, Les Editions Ouvrieres, 1953, OCLC 12734835.'”,”INTP-098″
“NEUBERG A.”,”L’ insurrezione armata.”,”””Siamo nella primavera del 1928 a Mosca, il segretario generale del Comintern, Piatnitski convoca nel suo ufficio alcuni generali sovietici specialisti e docenti dell’ arte militare, un aiutante del commissario del popolo per la difesa, un dirigente della sezione agitazione e propaganda del Comintern (Ercoli, Togliatti) e Erich Wollenberg (Walter), il collaboratore scientifico dell’ Istituto Marx-Engels e incaricato della formazione dei ‘giovani specialisti d’ insurrezione tedeschi’ residenti a Mosca. Il libro dovrà portare il nome di un autore immaginario, dato che vi collaboreranno vari esperti e di nazionalità diversa, tra i quali un “”giovane rivoluzionario indocinese”” (…) (Ho Ci-Minh, ndr). Così nacque ‘L’ insurrezione armata’ raccolta di saggi sul tema della lotta del proletariato in armi. Nella sua nota di presentazione, WOLLENBERG, accenna alle manipolazioni che il manuale avrebbe subito da parte dei suoi curatori di allora (…) nel momento più critico del sistema staliniano (…)”” senza perdere in valore storico.”,”MGER-061″
“NEUBERT Otto”,”La valle dei re (Tut-Ench-Amun).”,”””All’uomo non s’addice la catena e meno ancora la spada”” (Johann Gottfried Herder) “”La scienza è un atto di fede al pari della preghiera. Cercate ovunque la scienza, anche se doveste spingervi fino alla Cina”” (Dal Hadith) (in apertura) La frusta inventata per gli schiavi “”L’usanza di percuotere gli schiavi era antichissima; la sferza, questo strumento terribile, probabilmente era stato inventato appunto a tale scopo. Lo staffile era composto di cinque cinghie di cuoio, al termine dei quali erano fissate le sfere di metallo. Già alla prima sferzata il sangue colava. Un prigioniero di guerra o colui che aveva venduto la propria libertà, appena giunto in Egitto veniva fatto schiavo: gli venivano allora praticate incisioni sul naso e sulle orecchie o mediante un ferro rovente gli venivano impressi marchi sulla fronte. Su questo marchio veniva tosto strofinata della polvere nera, in modo che lo schiavo rimaneva segnato per sempre. La sferza e lo schiavo stavano in stretta relazione tra loro; la vita di uno schiavo era peggiore di quella di un cane. Lo schiavo riceveva frutaste non solo per un lavoro eseguito male o per un errore commesso, ma spesso il motivo per cui veniva frustato risiedeva nella stessa depravazione del suo padrone o della sua padrona. In tal caso lo schiavo o la schiava dovevano spogliarsi e le sferzate si abbattevano sul loro corpo nudo fino a che i poveretti cadevano spossati; il sangue e le sofferenze di questi disgraziati servivano a placare la bramosia dei loro sadici padroni. Anche molte signore dell’antica società egiziana traevano sollazzo da questa usanza. Quanto la graziosissima signora non aveva dormito bene o era stata trascurata dal marito e si accorgeva che il suo volto era sciupato, le schiave dovevano pagarne il fio. Le grida di queste infelici riempivano tutta la casa. Talvolta quando in una allegra riunione familiare il vino aveva raggiunto il suo effetto, veniva fatto frustare uno schiavo nudo, allo scopo di dilettare gli ospiti. Il piacere di vedere le frustate saziava i loro desideri”” (pag 129-130); “”Se oggi il carbone e il petrolio costituiscono gli elementi essenziali della vita di uno Stato, una volta questi elementi eran costituiti dalle pietre e dagli schiavi; la maggior parte degli uomini, oltre che dai lavori agricoli era assorbita dai lavori nelle cave. Tutti gli edifici eretti in onore degli dei, dei morti e dei sovrani erano di pietra. Le pietre e coloro che le lavoravano erano perciò protetti da una propria divinità tutelare”” (pag 138)”,”STAx-309″
“NEUFELD Maurice F. LEAB Daniel J. SWANSON Dorothy”,”American Working Class History. A Representative Bibliography.”,”NEUFELD è Prof di industrial relations alla New York State School of Labor and Industrial Relations (Cornell University), è consulente sulle labor relations, arbitrator e autore di una precedente bibliografia su questo tema: ‘A Representative Bibliography of American Labor History’ (CORNELL UNIV PRESS, NEW YORK STATE SCHOOL OF INDUSTRIAL AND LABOR RELATIONS, 1964) LEAB è attualmente prof di storia alla Seton Hall Univ come pure managing editor del giornale ‘Labor History’. L’A fa parte pure del comitato esecutivo della New York State Labor History Association. Ha scritto due libri: -A Union of Individuals: The Formation of the American Newspapar Guild. COLUMBIA UNIV PRESS. 1970 -From Sambo to Superspade: The Black Experience in Motion Picture. HOUGHTON MIFFLIN, 1975 Dorothy SWANSON è Head Librarian, Tamiment Institute Library of New York Univ, e pure Director dei Robert Wagner Labor Archives, New York City.”,”MUSx-049″
“NEUHAUS Manfred SEIDEL Helmut a cura; saggi di SCHMIDT Burghart PFEIFFER Hans LEHMANN Eva BERTHOLD Werner HUNDT Martin HERZBERG Guntolf SCHÜTRUMPF-KUNZE Marion CAYSA Volker REIPRICH Kurt SCHILLER Hans-Ernst BEHRENS Roger SEIDEL Helmut CAYSA Volker REIPRICH Kurt SCHILLER Hans-Ernst GERLACH Hans-Martin LAUERMANN Manfred ROCHHAUSEN Rudolf MIETH Günter ZWERENZ Gerhard LEHMANN Günther K.”,”Ernst Blochs Leipziger Jahre. Beiträge des Fünften Walter-Markov-Kolloquiums.”,”Contiene dedica a Call. Saggi di SCHMIDT Burghart PFEIFFER Hans LEHMANN Eva BERTHOLD Werner HUNDT Martin HERZBERG Guntolf SCHÜTRUMPF-KUNZE Marion CAYSA Volker REIPRICH Kurt SCHILLER Hans-Ernst BEHRENS Roger SEIDEL Helmut CAYSA Volker REIPRICH Kurt SCHILLER Hans-Ernst GERLACH Hans-Martin LAUERMANN Manfred ROCHHAUSEN Rudolf MIETH Günter ZWERENZ Gerhard LEHMANN Günther K.”,”TEOC-462″
“NEUMANN Franz”,”Behemoth. Struttura e pratica del nazionalsocialismo.”,”NEUMANN Franz nacque a Homburg nel 1889. Compì gli studi giuridici e politologici presso l’ Università di Francoforte, collaborò a due riviste importanti del riformismo weimariano ‘Die Arbeit’ e ‘Die Gesellschaft’. Arrestato dai nazisti nell’ aprile 1933 un mese dopo riuscì a fuggire in Inghilterra da dve nel 1936 emigrò definitivamente negli Stati Uniti. Qui riprese ilsuo lavoro scientifico all’Institute of Social Research della Columbia University di New York per il quale aveva già lavorato a Francoforte, e collaborò con HORKHEIMER, MARCUSE, FROMM e altri studiosi. E’ morto nel 1954 in un incidente d’ auto. Elementi pseudo-marxisti nella teoria socialimperialistica. “”La nuova ideologia nazionalsocialista è chiaramente una perversione dell’ ideologia marxista, volta a irretire la classe operaia marxista. Conosco un solo caso in cui l’ adescamento degli operai marxisti è esplicitamente ammesso come il fine della politica sociale: si tratta delle “”tesi di Mecklenburg dell’ unione dei pastori nazionalsocialisti”” (protestanti) del 29 maggio 1933. La prima tesi comincia così: “”Influenzato dal marxismo e abbracciato dal nazionalsocialismo il nostro popolo non riconosce più le vecchie istituzioni ecclesiastiche””. (…)””. (pag 183-184) I precursori nazionalisti del socialimperialismo. “”La nuova dottrina venne dapprima pienamente sviluppata dall’ italiano Enrico Corradini, fondatore del partito nazionalista, che ebbe la sua massima influenza sul fascismo italiano. Il partito nazionalista e le sue camicie blu furono assimilati in blocco nel partito fascista, che cambiò il suo nome in partito nazionale fascista. I nazinalisti erano solo una piccola minoranza ma avevano uomini molto più addestrati dei fascisti e le loro teorie furono accettate dal nuovo partito. Luigi Federzoni, Alfredo Rocco, Scipio Sighele, R. Forges-Davanzati provengono tutti dal partito nazionalista. Corradini, un insegnante di scuola media, elaborò la prima teoria coerente di un imperialismo razziale basata interamente sull’ appoggio delle masse””. (pag 185-186)”,”GERN-119″
“NEUMANN Robert”,”Vita di Sir Basilio Zaharoff.”,”””La tecnica raffinata invece di questo metodo balcanica che da ora in poi chiameremo “”corruzione scientifica di uno stato”” prevede tre elementi tipici: 1) La preparazione, che consiste nello scoprire la persona corruttibile (vita privata, punti oscuri, passioni sfruttabili per un ricatto), nell’ indagare il movente dell’ affare in corso e l’ attività dei concorrenti. (…) 2) La corruzione vera e propria. Questa si svolge raramente in un modo così primitivo come nel caso Fugi; l’ invio di denaro in Giappone era roba da dilettanti e dimostra che Zaharoff non operò personalmente. (…) 3) Le azioni di cui ai punti 1 e 2 costano quattrini, ma in compenso l’ affare è assicurato. E se è assicurato; si possono introitare le spese rincarando di altrettan to la merce. Avendo arrischiato tanto è più che giusto aggiungere anche un premio per il rischio. (…) Questa sarebbe la “”corruzione di uno stato””. Il secondo pilastro del sistema Zaharoff è la doppiezza, invenzione personale di Sir Basil: si tratta di armare due abituali nemici, due “”nemici ereditari”” ed eventualmente due avversari che già si combattono. Allora sarà consigliabile, come in quel caso sudamericano, di far sospendere le ostilità affinché la fornitura possa aver luogo tranquillamente ed essere pagata.”” (pag 64-65)”,”QMIx-160″
“NEUMANN Franz GRAMSCI Antonio ARENDT Hannah, antologia di scritti a cura di Marcello MONTANARI”,”Per la critica dei totalitarismi. Antologia di scritti.”,”Marcello MONTANARI isnegna storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bari. Si è occupato di Vico, Croce e Gramsci.”,”TEOP-418″
“NEUMANN Franz”,”Lo stato democratico e lo stato autoritario.”,”Edizione originale 1957, Free Press, New York “”Da Vico a Montesquieu la via porta a Hegel e Marx i quali accettavano entrambi la formula epicureo-spinoziana che la libertà consiste nella comprensione della necessità: è libero chi capisce che cosa succede e perché”” (76)”” (pag 62) (76) La più recente discussione filosofica della posizione marxista è ‘Der Dielektische Materialismus’, di G. Wetter, Freiburg, 1952, pp. 403-408. L’autore è un cattolico austriaco. Il libro ha l”imprimatur’. “”Il dittatore, quindi, è costretto a cercare l’appoggio delle masse, e, avendolo ottenuto, a praticare i riti della democrazia pur senza concederne la sostanza. Come Engels aveva già capito, un colpo di stato sembra non aver alcuna possibilità di successo contro un esercito moderno: il dittatore può prendere il potere solo con l’aiuto o la tolleranza dell’esercito, ma per mantenere il potere ha bisogno di una base di massa”” (pag 349) Dittatura, angoscia e paura. “”(…) [P]roblema ultimo: i processi psicologici connessi con la dittatura e principalmente l’angoscia e la paura e la loro funzione nella vita politica. Freud definì l’angoscia come una «insoddisfazione», il «crescere di una tensione di bisogno» (57). L’angoscia quindi è sempre presente, almeno in potenza, come una situazione o stato indefinito. La paura invece è il riconoscimento di un determinato pericolo. I pericoli esterni, sorti in specifiche situazioni e provenienti da specifici oggetti, vengono percepiti alla luce dell’angoscia interna che viene così esteriorizzata e attivata. Tuttavia l’esteriorizzarsi dell’angoscia tramite la paura non si può affatto dire sia sempre pericoloso per la personalità. Si possono distinguere tre funzioni della paura: 1. come avvertimento; 2. come protezione; 3. come distruzione. Così un pericolo esterno può benissimo svolgere una funzione di ammonimento, avvertendo l’individuo della possibilità che gli succeda qualcosa di terribile. E la reazione a questa minaccia può quindi adempiere una funzione protettiva o anche catartica; essa può non solo eliminare il pericolo concreto, ma inoltre placare l’angoscia rendendo più libero l’individuo. D’altra parte la paura può attivare l’angoscia, in particolare quella nevrotica, al punto di renderla distruttiva. (…) Quindi, in alcuni individui l’attivazione della paura o l’angoscia latente possono o paralizzare la personalità, togliendole le sue capacità di difesa (angoscia depressiva) o acuire i suoi istinti aggressivi (angoscia persecutoria). Questa analisi scarna e piuttosto limitata di certi termini della psicologia individuale può ora essere utilizzata per comprendere come nascano i movimenti totalitari e come funzioni lo stato totalitario. Mi si consenta di citare di nuovo ad esempio lo stato spartano. Scrive Plutarco: «Gli Spartani trattavano i servi, con asprezza e senza umanità: obbligatili a bere gran quantità di vino schietto, li introducevano nelle sale dei conviti, per mostrare ai fanciulli quale spregevole cosa fosse l’ubriachezza; li obbligavano a cantare e a ballare delle danze ridicole e ignobili» (58). Poi li assassinavano. Poca differenza passa fra il comportamento dell’aristocrazia spartana nei confronti degli iloti e il trattamento riservato agli ebrei dai nazisti. Gli antichi erano ben consapevoli che l’elemento passivo del carattere spartano era la paura, che questa paura veniva coltivata sistematicamente e che il famoso coraggio degli spartani in battaglia non era altro che la paura di essere stigmatizzati come codardi qualora mancassero al loro dovere militare (59). La paura, reale o finta, degli iloti è il principio integratore della classe dominante spartana, la cui angoscia si esternava in aggressività e distruzione. Il carattere totalmente repressivo di Sparta in paragone ad Atene sta precisamente in questo. Nei movimenti totalitari (che sono distinti dagli ‘stati’ totalitari) appare un elemento analogo. Giova qui fare una distinzione fra il movimento nazifascista e il partito di Lenin prima del 1917. Il partito bolscevico non era a quel tempo un movimento totalitario, né Lenin, a differenza di Stalin dopo il 1928, può essere considerato un capo totalitario. Il partito bolscevico allora non faceva leva sulla paura; questo fu uno sviluppo successivo che ebbe inizio con la sconfitta del movimento rivoluzionario nell’Europa occidentale. Il movimento nazifascista invece attivava le angosce delle classi medie volgendole verso sbocchi distruttivi, che furono resi legittimi mediante l’identificazione delle masse con un capo, un eroe. La natura di simile identificazione è stata già discussa da Freud (60). Il fenomeno compare in tutti i movimenti cesaristici e totalitari, naturalmente in diversa misura e con diverse funzioni storiche”” (pag 353-354-355) [(57) S. Freud, ‘Memmung, Symptom und Angst’, trad. it. cit. p. 76; (58) Ibidem, XXVIII, vol. I, p. 90; (59)Tutte le prove disponibili sono state raccolte e presentate in un interessante articolo da P.H. Epps, ‘Fear in Spartan Character’, in “”Classical Philology””, 1933; (60) S. Freud, ‘Massenpsychologie und Ich-Analyse’, trad. it.]”,”TEOP-522″
“NEURATH Otto”,”Il Circolo di Vienna e l’avvenire dell’empirismo logico.”,”NEURATH O.”,”TEOS-192″
“NEUSSYKHIN A.I. KOTIELNIKOVA L.A. ABRAMSON L.A. BRAGHINA L.M. RUTEMBURG V.I. BERNADSKAJA E.V. SKASKIN S.D. SAMARKIN V.V. KATUSHKINA L.G. ROLOVA A.D.”,”Storia d’ Italia. Volume I.”,”””Nel Trecento e nel Quattrocento, le terre comunitarie subirono drastiche falcidie. Altrettanto gravido di conseguenze fu il conglobamento dei piccoli appezzamenti in poderi ‘compatti’, che liquidava la distribuzione alternata delle proprietà, gli ordinamenti sull’ utilizzazione del suolo e i tradizionali legami tra gli abitanti della campagna. Soprattutto, con l’ assoggettamento alle città dei comuni rurali – che, secondo le parole di F. Engels, avevano reso “”omogenei i contadini sul piano locale e fornito loro i mezzi per difendersi””-, la loro trasformazione in cellule amministrative degli agglomerati urbani nel contado, mutavano radicalmente la loro natura e ne facevano degli strumenti dello sfruttamento cittadino delle masse agricole. Invero, la specificità della storia medievale italiana si ritrova proprio nel fatto che la campagna è sottomessa alla città dal punto di vista non solo economico ma anche politico””. (pag 354)”,”ITAG-131″
“NEUVECELLE Jean, intervista a cura di Raphaël AUBERT e Urs GFELLER”,”D’Ivanov à Neuvecelle.”,”Jean Neuvecelle; giornalista di France-Soir, corrispondente dal Vaticano per Radio Suisse Romande; e del Journal de Genève Le quattro opere dell’autore hanno per tema la Chiesa cattolica, il Vaticano e Roma: ‘Eglise capitale Vatican’ (1954), ‘Vatican’ (1965), ‘Jean XXIII, une vie’ (1968), ‘Vatican, portes ouvertes’ (1980), ‘Rome et le Vatican aujourd’hui’ (1982) Omaggio di T. Albertocchi”,”RELC-383″
“NEUVILLE Jean, direzione, collaborazione di S. ALARCIA P. ARON W. BAETEN F. CAESTECKER R. DARQUENNE N. DE-BEULE B. DECOCK J.L. DELAET J.P. DELHAYE R. DEPREZ Gr. D’HAVE’ R. DRESSE J.P. DUCASTELLE J.M. DUVOSQUEL R. FLAGOTHIER E. GERARD P. GERIN J. GOTOVITCH E. GUBIN W. HAAGEN A. HENDRICK F. JORIS D. KEYMOLEN A. LAEBENS C. LEGEIN A. LEPAPE I. LEWUILLON M. LORNEAU J. MAMPUYS D. MARTIN A. MORELLI J. MOULAERT J. NEUVILLE A. OSAER L. PAUWELS J. PIRLOT E. PIRSON J. PUISSANT A. RUIZ F. SARTORIUS J. SCHILDERMANS H. SNEYERS W. STEENHOUT M. VANDENWIJNGAERT R. VAN-DOORSLAER G. VANSCHOENBEEK L. VINTS L. WILS”,”Dictionnaire biographique des militants du mouvement ouvrier en Belgique. Tome 1. A-B.”,”Hanno collaborato a questo volume: S. ALARCIA, P. ARON, W. BAETEN, F. CAESTECKER, R. DARQUENNE, N. DE-BEULE, B. DECOCK, J.L. DELAET, J.P. DELHAYE, R. DEPREZ, Gr. D’HAVE’, R. DRESSE, J.P. DUCASTELLE, J.M. DUVOSQUEL, R. FLAGOTHIER, E. GERARD, P. GERIN, J. GOTOVITCH, E. GUBIN, W. HAAGEN, A. HENDRICK, F. JORIS, D. KEYMOLEN, A. LAEBENS, C. LEGEIN, A. LEPAPE, I. LEWUILLON, M. LORNEAU, J. MAMPUYS, D. MARTIN, A. MORELLI, J. MOULAERT, J. NEUVILLE, A. OSAER, L. PAUWELS, J. PIRLOT, E. PIRSON, J. PUISSANT, A. RUIZ, F. SARTORIUS, J. SCHILDERMANS, H. SNEYERS, W. STEENHOUT, M. VANDENWIJNGAERT, R. VAN-DOORSLAER, G. VANSCHOENBEEK, L. VINTS, L. WILS”,”MHLx-009″
“NEVIN Thomas R.”,”Simone Weil. Ritratto di un’ ebrea che si volle esiliare.”,”Thomas R. NEVIN (1944) insegna “”Classical Studies”” alla John Carroll University di Cleveland, Ohio. E’ autore di altre due monografie ‘Irving Babbit. An Intellectual Study’ (University of North Carolina Press, 1984), e ‘Ernst Jünger and Germany. Into the Abyss, 1914-1945′ (Duke Univ., 1996). Patriottismo e cosmopolitismo. “”Secondo la Weil è impossibile dire che si fa la guerra a un altro popolo per difendere la libertà, perché il semplice fatto di andare in guerra presuppone una dittatura. L’ amor di patria, a quanto pare, ormai significa solo preferire padroni nazionali a padroni stranieri””. (…) Il patriottismo comporta un amore preferenziale per i propri compatrioti, ma perché uno dovrebbe amare i tedeschi, la loro musica, poesia e scienza, meno dei francesi? La conclusione a cui arriva la Weil, che i popoli civili sono separati solo dalle oppressive macchine statali, può essere vera, ma non lascia un’ idea chiara sul da farsi. Se non poteva seguire Diogene, il primo cosmopolita, poteva appellarsi a Socrate, che si era formato un una democrazia diventata imperiale, aveva combattuto nelle sue guerre ed era morto per mano dei suoi elementi reazionari. Negli appunti la Weil soppesa le possibilità di un’ azione individuale in un’ economia di guerra””. (pag 131) Il gesto di Alessandro Magno. “”La bellezza parrebbe dimenticata, ma ecco che la Weil si prepara a esaminarla di nuovo, congiunta al bene in un unico atto. Cita un episodio relativo ad Alessandro Magno. Mentre attraversava un deserto col suo esercito stremato dalla sete, gli fu offerto l’ unico otre d’ acqua: lo versò sulla sabbia rovente. La sua azione fu buona, dice la Weil; perché si liberò dell’ animale assetato che era in lui, rinunciò all’ acqua nell’ interesse dei suoi uomini come loro avevano fatto nel suo. La sua azione fu bella perché lui e i suoi uomini, come le pietre del tempio, compaiono in questa storia come mezzi e come fini. Se uno solo di loro avesse bramato l’ acqua, l’ azione di gettarla via non sarebbe più stata possibile. (…) La Weil considera l’ atto di Alessandro un simbolo sacrificale, di redenzione. L’ accettazione della sofferenza è inseparabile dal rifiuto di obbedire all’ io animale””. (pag 175)”,”FRAV-088″
“NEVINS Allan STEELE COMMAGER Henry”,”Storia degli Stati Uniti. (Tit.orig.: The Pocket History of the United States)”,”NEVINS è professore di storia alla Michigan University. STEELE COMMAGER è ordinario di storia e studi americani presso l’ Amherst College.”,”USAP-076″
“NEVSKIJ V.I.”,”Storia del partito bolscevico. Dalle origini al 1917.”,”Nota biografica sull’ autore: pag XV Il piano organizzativo di Lenin. “”Il piano di Lenin teneva conto dell’esperienza dei populisti e della Nardonaja Volja, della recente pratica del movimento operaio di massa, dell’addestramento clandestino di ogni rivoluzionario, delle dimensioni del movimento di massa, dell’esigenza di una rigorosa specializzazione, della necessità di collegarsi alle ampie masse operaie e di porle sotto la direzione di un’unica volontà organizzativa coniugata alla più ampia libertà di ogni componente. Tale piano quindi era il prodotto storico di molti anni di lotta rivoluzionaria, durante i quali, accanto a singoli rivoluzionari e a una serie di piccoli gruppi di rivoluzionari, era cresciuto il movimento di sciopero nelle fabbriche e nelle officine. La genialità di Lenin consistette nella capacità di trovare la via per sintetizzare due filoni organizzativi che sembravano quasi inconciliabili.”” (pag 201)”,”ELCx-108″
“NEWBURY Richard”,”John Maynard Keynes. Vita pubblica e privata di un grande economista ed esteta trasgressivo.”,”NEWBURY Richard storico e giornalista, ha scritto la biografia di Elisabetta II. “”L’improvviso crollo giapponese dopo le due bombe atomiche comportò automaticamente l’annullamento da parte del Congresso americano del Patto di mutuo soccorso, come ora veniva chiamato l’Accordo affitti e prestiti. E questo lasciò la Gran Bretagna senza il tempo per una transizione dall’economia di guerra all’economia di pace, in cui riuscire ad aumentare le esportazioni rispetto alla produzione di armi. Il nuovo governo laburista si trovò così in bancarotta e nella necessità di dover affrontare una “”Dunkerque finanziaria””, come Keynes definì la situazione in una riunione straordinaria di gabinetto indetta il 23 agosto 1945. L’economia di guerra totale, che ora comprendeva anche nutrire la Germania, comportava da parte britannica la necessità di gestire un deficit della bilancia dei pagamenti di 2,1 miliardi di sterline, pari a 8 miliardi di dollari, finanziati con assunzioni di prestiti dall’area della sterlina e con quell’1,35 miliardi di sterline del mutuo soccorso che di colpo sarebbero venuti meno””. (pag 168-169)”,”UKIE-046″
“NEWFIELD Jack”,”Il New Left. La nuova sinistra americana.”,”Michael HARRINGTON giornalista liberale autore di ‘L’ altra America’ (1962) reportage sulla miseria negli Stati Uniti. Le sue rivelazioni sulla condizione operaia di milioni di emigrati, di anziani, di esclusi dalla società opulenta fecero scalpore. Jack NEWFIELD è nato nel 1938. Ha seguito il movimento studentesco prima come attivista e poi come giornalista. Favorevole alla New Left ne critica gli aspetti romantici e nichilisti richiamandosi all’ umanesimo esistenzialista di CAMUS e al pragmatismo di W. JAMES, ai valori del liberalismo e dell’ azione radicale. “”Il Nuovo Radicalismo è un fenomeno composito ed amorfo. Le sue componenti politiche – anarchismo, pacifismo e socialismo – si combinano diversamente a seconda dei luoghi. Ogni città, così come ogni università, ha la sua propria fisionomia. A Berkeley prevalgono sesso, droga e un certo clima letterario; a New York un atteggiamento politicamente sofisticato; nel sud l’ elemento religioso non-violento””. (pag 20)”,”USAS-134″
“NEWMAN Michael”,”Ralph Miliband and the Politics of the New Left.”,”NEWMAN Michael (1946) è professore di politics alla London Metropolitan University. E’ autore di ‘Democracy, Sovereignty and the European Union’, 1996, e di ‘Harold Laski: A Political Biography (1993) e di Socialism and European Unity: The Dilemma fo the Left in Britain and France (1983). “”‘The Purpose and Role of Governments’ mostra che, nonostante l’ apparente diversità di vedute all’ interno delle società capitalistiche e le differenze tra la politica dei partiti, queste raramente riguardano gli elementi fondamentali del sistema capitalistico. D’altra parte egli sicuramente ‘non’ sosteneva che lo stato semplicemente svolge le funzioni agli ordini dei grandi capitalisti: “”Per i governi, svolgere le funzioni in nome dello Stato, vuol dire in effetti nel corso degli anni svolgere irrefutabilmente funzioni contro ‘alcuni’ diritti di proprietà, erodere ‘alcune’ prerogative manageriali, aiutare a radrizzare ‘un po” la bilancia tra il capitale e il lavoro, tra la proprietà e coloro che sono ad essa sottoposti.”””” (pag 191)”,”MUKx-144″
“NEWSINGER John”,”Shaking the world. John Reed’s revolutionary journalism.”,”John Reed, (1887-1920) a young American of genius, poet, playwright, story-writer and war-correspondent, was present in Russia during the Bolschevik revolution, wrote its history in Ten Days That Shook the World, came home to stand trial under the Espionage Act in 1918, took a prominent part in the creation of the American Communist party, and returned to Soviet Russia, where he died in 1920, of typhus, at the age of thirty.three. He is buried under the walls of the Kremlin. Daughter of the Revolution, and Other Stories is a collection of brilliant tales written in 1912-1916, before revolutionary activities claimed his allegiance completely, together with some colorful fragments of his revolutionary journalism. They are vivid contes of things seen and experienced in Mexico, Europe, Russia, and America, written from the point of view of a vagabond young revolutionary. Il giudizio di Lenin sul libro di Reed. “”Ho letto con enorme interesse e con costante attenzione da capo a fondo il libro di John Reed ‘Dieci giorni che sconvolsero il mondo’, Lo raccomando vivamente agli operai di tutti i Paesi. Vorrei che questa opera fosse diffusa in milioni di esemplari e fosse tradotta in tutte le lingue, perchè essa dà un quadro esatto e straordiinariamente vivo di fatti che hanno tanta importanza per comprendere la rivoluzione proletaria, la dittatura del proletariato. Tali questioni sono oggi assai discusse ma, prima di accettare o respingere le idee che esse rappresentano, è indispensabile comprendere tutto il valore della decisione che si prenderà. Senza alcun dubbio, il libro di John Reed aiuterà a illuminare questo problema fondamentale del movimento operaio mondiale””. Vladimir Ilic Lenin. John Reed è nato a Portland (Oregon) nel 1887, studiò nell’accademia della città natale e poi nell’Università di Harvard, dove conseguì la laurea. Morì a Mosca nel 1920. John Newsinger is senior lecturer in the School of Historical and Cultural Studies at Bath Spa University College. He joined the International Socialists in January 1968 and is a member of the Socialist Workers Party. Paul Foot is a campaigning journalist who writes regularly for The Guardian, Private Eye and Socialist Worker. Preface by Paul FOOT, Introduction by John Newsinger,”,”REEx-014-FL”
“NGO VAN, a cura di Paolo CASCIOLA”,”Con Maximilien Rubel, 1954-1996. Un’ amicizia, una lotta comune.”,”Ha scritto un adattamento e una postfazione all’ opera di Dostoievski , La Leggenda del Grande Inquisitore, L’INSOMNIAQUE MONTREUIL 1999 (riedizione) “”Con Maxime (Rubel ndr), a partire dal 1958, il nostro gruppo di studio e di riflessione – diventato in seguito Groupe Communiste de Conseils – collaborò strettamente a ICO (Informations et Correspondance Ouvrieres), che animava il Regroupement Inter–Emprises. Questa nuova formazione tendeva a “”raccogliere dei lavoratori che non hanno più fiducia nelle organizzazioni tradizionali della classe operaia, partiti o sindacati””, diventati “”elementi di stabilizzazione e di conservazione del regime di sfruttamento (…)””. (pag 6) “”- 25 novembre 1959, Maxime (Rubel ndr) precisa, introducendo il mio rapporto sulla rivoluzione cinese, i seguenti punti: (…) 7. La Cina cosiddetta comunista, o, come ancora si dice, la Cina di Mao, sembra essere teatro, a partire dal 1945, degli stessi fenomeni sociali che si sono prodotti, nel recente passato, in quasi tutte le nazioni a sviluppo industriale: formazione di larghe masse proletarie, proletarizzazione dei contadini, concentrazione del potere governativo, gerarchizzazione delle funzioni e degli impieghi, creazione di uno stato militare e poliziesco. (…)””. (pag 15-16) “”Maxime presenta un Marx che si contraddice continuamente. Se i due libri di Marx sulla Seconda Repubblica (Le lotte di classe in Francia e Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte) sono degli approfonditi studi sociologici e se Marx ha studiato in dettaglio l’ economia e le ragioni dell’ agire della borghesia, per quanto riguarda il Secondo Impero non è assolutamente così. Su questo periodo Marx non ha scritto che degli articoli di polemica contro Napoleone III. Maxime attribuisce tutto ciò al fatto che a quell’ epoca Marx era in qualche modo un uomo politico che doveva prendere posizione, che parlava a nome dell’ Internazionale, che doveva fornire ai militanti delle armi e delle direttive per la lotta immediata. Nella sua conclusione, Maxime fa emergere diverse contraddizioni di Marx. Nel pensiero di Marx il ruolo dello stato non è molto chiaro (…)””. (pag 17)”,”TEOC-322″
“NGÔ VAN”,”Le Joueur de flûte et l’Oncle Hô. Viêt-nam 1945-2005.”,”Ngô Van est né en 1913 dans une famille paysanne, aux environs de Saigon. Très jeune, il s’engage dans la lutte anticolonialiste et révolutionnaire. Contraint à l’exil en France en 1948, il travaille en usine jusqu’à sa retraite en 1978. Van est mort à Paris le 2 janvier 2005. En guise de préambule, cartine, foto, note, les camps dits de reéducation, bibliographie,”,”ASIx-008-FL”
“NGUYEN KHAC VIEN e TAM VU a cura”,”Tradizione e rivoluzione: per una storia del Viet Nam. (titolo originale: Le Vietnam traditionnel. Un siecle de luttes nationales).”,”””L’ ordine non fu rispettato e lo storico francese F. Vial scrisse che “”proprio quando l’ ammiraglio credeva di aver concluso felicemente la guerra, la ritrovò invece più attiva, più temibile forse di una guerra regolare contro le truppe del re”” (pag 134) “”””In Indocina, le truppe francesi hanno agito come i fascisti tedeschi hanno fatto in Francia nel passato. Sono disgustato dai loro atti. perché i nostri aerei hanno mitragliato giorno dopo giorno i semplici pescatori che non hanno alcun mezzo di difesa? Perché i nostri soldati saccheggiano, incendiano, uccidono? Per civilizzare il paese? Non è un pugno di ribelli che abbiamo davanti a noi ma un popolo risoluto a difendere la sua libertà. Qui tutti sono Viet Minh. Non si può annientare un popolo intero””. L’ uomo che scriveva così alla sua famiglia nel 1946 si chiamava Henri Martine”” (pag 251-252)”,”ASIx-058″
“NICASTRO Luciano”,”Il socialismo “”bianco””. La via di Mounier.”,”NICASTRO L. è nato a Ragusa nel 1942, laureato in filosofia alla Cattolica di Milano. e in sociologia in quella di Urbino. Ha insegnato a lungo nel liceo E. Fermi di Ragusa.”,”RELC-243″
“NICCOLAI Roberto”,”Quando la Cina era vicina. La rivoluzione culturale e la sinistra extra-parlamentare italiana negli anni ’60 e ’70.”,”Renzo RASTRELLI, docente di storia politica e diplomatica dell’ Asia Orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’ Università di Firenze. NICCOLAI Roberto è nato a Pistoia nel 1965, laureato in scienze politiche presso la facoltà Cesare Alfieri di Firenze, redattore della rivista ‘Per il Sessant8′, è uno dei responsabili del Centro di Documentazione di Pistoia dove si occupa di storia del Novecento con una particolare attenzione verso la nuova sinistra italiana. Il movimento studentesco. Stalinismo e maoismo. “”Nel ’73 il MS della Statale di Milano cominciò a presentare grossi conflitti interni, generati dal tipo di strategia politica scelta. C’erano stati numerosi scontri con la polizia – che avevano provocato anche la morte dello studente Roberto Franceschi – e varie irruzioni all’ interno dell’ università. Il logoramento provocato dalla repressione, lo scontro sistematico con gli altri gruppi della stessa area politica e la crisi di stanchezza di tutto il movimento studentesco italiano condussero il MS della Statale ad un grave logoramento interno, che portò all’ espulsione di Capanna e Liverani. (1)”” (1) Nel ’71 c’era già stata una scissione dal MS della Statale a opera di Popi Saracino motivato dal fatto del troppo moderatismo del “”gruppo Capanna”” e soprattutto per il mancato collegamento con il movimento operaio e con gli altri gruppi della sinistra rivoluzionaria. Saracino collaborò alla fondazione del Gruppo Gramsci (pag 188)”,”ITAC-095″
“NICCOLAI Roberto”,”Quando la Cina era vicina. La rivoluzione culturale e la sinistra extraparlamentare italiana negli anni ’60 e ’70.”,”Roberto Niccolai è nato a Pistoia nel 1965, laureato in Scienze Politiche presso la Facoltà Cesare Alfieri di Firenze, redattore della rivista Per il Sessant8, è uno dei responsabili del Centro di Documentazione di Pistoia dove si occupa di storia del Novecento con una particolare attenzione verso la nuova sinistra italiana.”,”ITAC-014-FL”
“NICCOLI Ottavia”,”Rinascimento anticlericale. Infamia, propaganda e satira in Italia tra Quattro e Cinquecento.”,”Ottavia Niccoli insegna Storia moderna nella Facoltà di Sociologia dell’Università di Trenta e si occupa di storia della società, della cultura e della vita religiosa della prima età moderna. Ha pubblicato numerose opere tra cui ‘Profeti e popolo nell’Italia del Rinascimento’ (1987).”,”STMED-068-FSD”
“NICHOLS Peter”,”Le Divisioni del Papa. La Chiesa Cattolica oggi.”,”NICHOLS Peter è nato a Portsmouth nel 1928. Ha studiato storia moderna a Oxford. Nel 1954 è entrato nel ‘Times’ di Londra. Dal 1957 è inviato a Roma. “”Dati i precedenti, ci sono dunque ben pochi motivi per supporre che il Vaticano nutra dei forti sentimenti democratici. (…) I motivi non mancano. Il primo è che la democrazia nel mondo moderno s’è fatta la nomea di forza morale, essendosi opposta a due grandi credi totalitari: il fascismo e il comunismo (ha una certa rilevanza il fatto che il Vaticano scese a termini con entrambe le due grandi nazioni fasciste: l’ Italia di Mussolini e la Germania di Hitler, mentre per un certo periodo di tempo sorprendentemente lungo è rimasto incerto sull’ atteggiamento da adottare nei confronti del comunismo). Un altro motivo è che le democrazie sono inclini, ora che l’ anticlericalismo si è alquanto dissolto, a lasciare una certa libertà di azione alle autorità ecclesiastiche. Il Vaticano ha restituito il favore dimostrandosi molto meno interessato a intervenire direttamente o a procurarsi una posizione privilegiata nelle questioni interne dei paesi cattolici.”” (pag 128-129)”,”RELC-177″
“NICHOLS Peter”,”Italia, Italia.”,”Peter Nichols è nato a Portsmouth nel 1928. Dopo gli studi storici a Oxford si è dedicato con passione al giornalismo e da più di venti anni è corrispondente del ‘The Times’, prima a Londra, poi a Berlino e Bonn e, dal 1957, a Roma. É sposato con l’attrice italiana Paola Rosi. Ha vinto numerosi premi, tra cui il ‘Città di Roma’. É stato presidente dei giornalisti stranieri per l’anno 1974. “”Gli italiani hanno l’abitudine irritante di parlare per date: è una specie di codice: «Lungi dall’aspettarci un altro 18 aprile, ma nello spirito del 20 settembre, rinnovato dal 25 aprile, offriamo nel 1972 un progresso senza avventure». Chi parla così usa un gergo politico (nel 1971 un editore ne pubblicò un dizionario fraseologico per aiutare i non iniziati a decifrarlo) per dire che nno si aspetta più la maggioranza assoluta democristiana in parlamento uscita dalle elezioni del 1948 e che, restando fedele allo spirito con cui l’Italia si annesse Roma nel 1870, considera quell’atto conclusivo del Risorgimento consolidato dal movimento della Resistenza che portò alla Liberazione. Molte strade hanno per nome le date. A Roma c’è una via «20 Settembre» e una via «4 Novembre», una via «24 Maggio» e un viale «21 Aprile»”” (pag 235)”,”ITAS-210″
“NICHOLS Tom”,”La conoscenza e i suoi nemici. L’era dell’incompetenza e i rischi per la democrazia.”,”Tim Nichols è professore allo U.S. Naval War College e alla Harvard Extension School. E’ autore di studi sui temi della sicurezza internazionale e della politica estera.”,”EDIx-013-FSD”
“NICHOLSON Jim”,”USA e Santa Sede. Il lungo cammino.”,”NICHOLSON Jim, ambasciatore americano presso la Santa Sede. Uscito anche come libretto: USA E SANTA SEDE LA LUNGA STRADA La storia dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Santa Sede. Con la introduzione di Giulio Andreotti e le prefazioni di Colin Powell e del cardinale Jean-Louis Turan, A cura di Giovanni Cubeddu di Jim Nicholson € 3,00 In lettura Presentazione al libro (di Giulio Andreotti) USA e Santa Sede. Il lungo cammino (di Jim Nicholson) Note al testo Presentazione Sono gratissimo all’ambasciatore Nicholson per avere accolto l’invito a scrivere per noi una sintetica storia dei rapporti diplomatici degli Stati Uniti d’America con il Vaticano, a partire da quel 1788 quando George Washington fece comunicare a Pio VI, tramite Benjamin Franklin, che nella nuovissima Repubblica non vi era bisogno di alcun permesso per la nomina di un vescovo da parte della Santa Sede. Giulio Andreotti “Stati Uniti e Santa Sede, la lunga strada”: è questo il titolo di un libro scritto dall’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Jim Nicholson, presentato ieri a Roma all’università Lateranense. All’evento, ha partecipato anche il cardinale Jean-Louis Tauran, che ha messo l’accento sulla necessità di risolvere la crisi israelo-palestinese, definita dal porporato, “la madre di tutte le crisi”. Il cardinale Tauran ha riferito che un elemento di “consultazione continua” tra gli Stati Uniti e il Vaticano è stata proprio la situazione in Terra Santa ed in particolare il problema dei luoghi santi. Il libro del diplomatico americano – edito dalla rivista “30giorni” – celebra il 20.mo anniversario dell’inizio delle formali relazioni diplomatiche tra Usa e Santa Sede, svolta voluta da Giovanni Paolo II e Ronald Reagan. Alessandro Gisotti ha chiesto all’ambasciatore Nicholson di tracciare un bilancio di questi vent’anni densi di avvenimenti: ** R. – I THINK RELATIONS… Penso che i rapporti tra gli Stati Uniti e la Santa Sede si siano rafforzati in questi ultimi 20 anni. Penso che la cosa più importante in questo rapporto, che alcuni definiscono tra la superpotenza temporale e la superpotenza spirituale, stia nell’importanza data alla libertà e alla dignità umana. La situazione mondiale continua a fluire tra alti e bassi, le circostanze cambiano, ma Stati Uniti e Santa Sede hanno continuato il percorso che cerca di migliorare la dignità umana. Avere questo in comune ci permette di fare tanto per le persone. Ci aiuta a combattere la fame, a sradicare le malattie come l’Aids, che imperversa in Africa. Abbiamo una comunanza di valori forte e reale, che rende il nostro rapporto molto stretto. D. – Nell’introduzione del suo libro, il segretario di Stato, Colin Powell, scrive che la Santa Sede è il partner migliore per l’America nel promuovere la dignità umana. Ma come sappiamo ci sono stati recentemente dei problemi, delle frizioni, tra il Vaticano e la Casa Bianca sui mezzi per raggiungere l’obiettivo. Cosa ne pensa? R. – WE HAD A DIVERGENCE… Abbiamo avuto delle divergenze sulla questione dell’Iraq, senza dubbio. Il Papa, che è un uomo di pace, non voleva che andassimo in Iraq. Il Pontefice, comunque, non è stato passivo, è stato di grande aiuto nella lotta contro il terrorismo. Il Papa sapeva che Saddam Hussein era un dittatore senza scrupoli, come è stato detto fino a quando abbiamo liberato l’Iraq. Qualche volta anche gli amici non sono d’accordo, ma se sono buoni amici nelle circostanze giuste tornano insieme e l’amicizia è più forte di prima. E questo è successo, nonostante l’Iraq. D. – Lei pensa che la voce del Papa, gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, siano ascoltati dal presidente Bush? R. – PRESIDENT BUSH THINKS A GREAT DEAL… Il presidente Bush ha una grande considerazione del Papa, ha molto rispetto per lui. E’ un grande ammiratore di Giovanni Paolo II. Il presidente è stato due volte qui per vederlo. Ha discusso molto con lui sui problemi del mondo, sul bisogno di lavorare insieme per migliorare la dignità umana. Se portiamo le persone ad avere speranza, aiutiamo la dignità umana. Dobbiamo garantire alle persone ciò di cui hanno diritto: vivere liberamente, vivere in pace.”,”RELC-323″
“NICHOLSON Michael”,”Introduzione allo studio delle relazioni internazionali.”,”Michael Nicholson insegna Relazioni internazionali nella University of Sussex. Tra le sue opere: Formal Theories in International Relations, Rationality and the Analysis of International Conflict, Causes and Consequences in International Relations.”,”RAIx-041-FL”
“NICK Christophe”,”Les Trotskistes.”,”NICK è stato un reporter del periodico ‘Actuel’. “”Jean Jacques Marie, storico lambertista, minimizza la portata del loro engagement: “”Sapete, durante la guerra, andare da Deat, era fare come il Partito comunista spagnolo che entra nelle Commissioni operaie franchiste: un mezzo per proseguire la sua azione”” (pag 306) (Les trotskistes et la collaboration) “”La Verité del 15 settembre (1941, ndr) pubblica un editoriale: ‘Terrorismo o organizzazione delle masse?’. In cui si legge: “”(…) Ma è quella (il terrorismo, ndr) una lotta efficace contro l’ oppressione? Come marxisti e leninisti, non lo pensiamo. Perché? Ciò salta agli occhi. (…) il gesto terroristico crea un fossato tra i lavoratori francesi e i soldati tedeschi, senza l’ unione dei quali nessuna vittoria rivoluzionaria sarà possibile. Gli attentati contro gli ufficiali non sono utili. Per un ufficiale ucciso, Hitler dispone di migliaia di altri ufficiali. Anche un Laval o un Deat sono facilmente rimpiazzabili. Per contro, gli attentati scatenano una violenta ondata di repressione che, in assenza di condizioni rivoluzionarie, atterrisce gli esitanti, taglia fuori provvisoriamente dalla massa i militanti, e paralizza per un certo tempo l’ ascesa rivoluzionaria”” (pag 312-313) (Les trotskistes condamnent la resistance).”,”TROS-076″
“NICK Christophe”,”Les Trotskistes.”,”Christophe Nick fut grand reporter au magazine Actuel. Il s’est imposé par ses enquêtes fouillées, notamment à la Télévision. Introduction, Remerciements, Notes, Index,”,”TROS-087-FL”
“NICOLAEVSKI Boris I.”,”Les dirigeants soviétiques et la lutte pour le pouvoir.”,” intervista a Boris Nikolaevski condotta da Seweryn BIALER e Janet ZAGORIA (1964), Lettera di un Vecchio Bolscevico, Opposizione di Bucharin a Stalin”,”RUSU-215″
“NICOLAEVSKY Boris, a cura di Leopold H. HAIMSON”,”Boris Nicolaevsky. [‘The Making of three russian revolutionaries. Voices from the Menshevik past’]”,”Boris I. Nicolaevsky. Boris Ivanovich Nicolaevsky era un attivista, archivista e storico rivoluzionario marxista russo. Nicolaevsky è ricordato come uno dei principali intellettuali menscevichi del XX secolo. Nascita: 20 ottobre 1887, Belebej, Russia Decesso: 21 febbraio 1966, New York, New York, Stati Uniti (wikip)”,”RIRB-170″
“NICOLAEVSKY Boris I., a cura di Janet D. ZAGORIA”,”Power and the Soviet Elite. “”The Letter of an Old Bolshevik”” and Other Essays by Boris I. Nicolaevsky.”,”‘La lettera di un Vecchio Bolscevico’ è largamente basata sulle conversazioni di Nicolaevsky con Bucharin del 1936 (pag 3) ‘Bukharin suggested indirectly to me that he had been overcome by a great pessimism in Central Asia and that he lost his desire to live. However, he did not want commit suicide. This would have been an admission of defeat. He wished to die without taking his own life, and so he tempted fate by taking the washed-out path. Death did not come, but not because he did not try’ (pag 24) Pessimismo di Bucharin. ‘Bucharin mi ha suggerito indirettamente che era stato sopraffatto da un grande pessimismo in Asia centrale e che aveva perso la voglia di vivere. Tuttavia, non voleva suicidarsi. Sarebbe stata un’ammissione di sconfitta. Voleva morire senza togliersi la vita, e così tentò il destino prendendo il sentiero dilavato. La morte non è venuta, ma non perché non ci abbia provato’ (pag 24)”,”RIRB-173″
“NICOLAI Giorgio Maria”,”Sovietlandia. Viaggiatori italiani nell’Unione Sovietica.”,”NICOLAI Giorgio Maria studioso di lingua e cultura russa, ha esordito nel 1982 con il volume ‘Le parole russe’. Ha pubblicato pure presso Bulzoni ‘Russia bifronte’. Altra sua opera ‘Viaggiatori italiani in Russia’ (1999). Guglielmo Pannunzio: ‘Ciò che ho visto nella Russia bolscevica’ (pag 53-57). Incontro con Lenin. Pannunzio era presidente della sezione di Lucca del partito radicale. Dopo tre mesi nella Russia del 1920 divenne un comunista convinto. “”Sono anche andato a visitare Lenin nel Kremlino, ove vive e lavora tutto il giorno, in una cameretta piena di libri, di giornali e di carte di ogni genere. E’ falso che egli sia contornato e guardato a vista da uno stuolo di guardie rosse, come pure che egli faccia una vita comoda e privilegiata. Nulla invece si potrebbe immaginare di più modesto intorno a lui. Nell’anticamera, ho trovato una sola guardia e una semplice commessa, vestita senza alcun lusso o eleganza; mentre attendevo la Segretaria (una donnetta attempata), un ragzzo scalzo ha portato del pane scuro e del the… Questa è la verità sul sistma di vita di Lenin. Ogni versione diversa è falsa. Lenin è un apostolo, ed esercita il suo apostolato nella più olimpica serenità, senza posa e senza pompa. A me, che pure da così poco tempo conosceva, egli , nel salutarmi, stringeva la mano con ambo le mani, come ad un vecchio amico e colla più grande cordialità”” (pag 56-57)”,”RUSU-229″
“NICOLAI Giorgio Maria”,”Viaggio lessicale nel paese dei Soviet. Da Lénin a Gorbacëv.”,”Studioso di storia e cultura russa, Giorgio Maria Nicolai ha pubblicato: Russia bifronte, da Pietro I a Caterina II attraverso la Corruzione dei costumi in Russia di Scerbátov e il Viaggio da Pietrogrado a Mosca di Radiscev. Frutto del suo costante interesse per i russismi in italiano è stato il volume Le parole russe, Storia, costume, società della Russia attraverso i termini più tipici della sua lingua.”,”RUSU-053-FL”
“NICOLAI Giorgio Maria”,”Russia bifronte. Da Pietro I a Caterina II attraverso la ‘Corruzione’ dei costumi in Russia di Scerbatov e il ‘Viaggio da Pietroburgo’ a Mosca di Radiscev.”,”Mediante la ricostruzione della vita di due singolari personalità – Scerbatov e Radiscev – e l’analisi critica della loro opera, l’autore di Russia bifronte intende offrire un quadro ampio e documentato delle vicende storiche e politiche, dei conflitti sociali, delle istituzioni e degli usi da Pietro I a Caterina II.”,”RUSx-121-FL”
“NICOLAI Renato”,”Reggio Emilia 7 luglio 1960.”,”””In questa direzione ci muoviamo. Tutta l’Italia si muove. E’ questo il senso creativo della nuova iniziativa popolare, quello stesso che fu la ragione della Resistenza, che si manifestò poi nel movimento contadino del Mezzogiorno: dove ogni atto politico, ogni azione sindacale non è soltanto una azione chiusa nei suoi limiti, ma è un atto di coscienza e di cultura. Un altro poeta, un giovane morto prima dei trenta anni, un poeta contadino della libert° contadina, Rocco Scotellaro espresse questo senso del movimento poplare: «E’ fatto giorno, siamo entrati in gioco anche noi / con i panni e le scarpe e le facce che avevamo»”” (dall’introduzione di Carlo Levi) (pag 22-23)”,”MITT-408″
“NICOLAIEVSKI Boris MAENCHEN-HELFEN Otto”,”La vie de Karl Marx. L’homme et le lutteur.”,”Marx liceale. Wyttenbach il suo maestro di liceo. “”Karl Marx entra au lycée en 1830. Ce fut un élève moyen. A la fin de chaque année scolaire, les bons élèves étaient félicités. Marx obtint une fois une «mention honorable» pour ses connaissances en langues anciennes et modernes, mais il ne fut que le dixième sur la liste des élèves cités. Une seconde fois il mérita des éloges pour ses dissertations allemandes. Ce n’est pas grand-chose pour cinq années de lycée. Il passa ses examens sans s’y distinguer vraiment. Bien des indices montrent que, dès cette époque, ses maîtres et ses condisciples le considéraient comme un poète. Après le départ de Karl pour l’Université de Bonn, le conseiller de justice Marx alla porter le salut de son fils à [Hugo] Wyttenbach, directeur du lycée, et lui dit que Karl avait l’intention de composer un poème en son honneur, «ce qui rendit le vieil homme tout heureux». On ignore si ce poème a vraiment été écrit. La seule intention de le composer dénote une convinction politique nettement définie. Wyttenbach était l’âme du groupe de kantiens qui s’était formé a Trèves dans les premières années du nouveau siècle, et dont le père de Marx faisait également partie. Érudit, historien, archéologue et humaniste, Wyttenbach imprégnait son enseignement d’un esprit libre et cosmopolite bien différent de celui qui régnait alors en général dans les lycées du royaume de Prusse. Dans les discours qu’il prononçait chaque année lors de la cérémonie d’adieu aux élèves partant pour l’Université – discours que le journaux de Trèves reproduisaient toujours ‘in extenso’ – s’exprimait une haute conception de sa mission: «Le maître ne peut modifier l’individualité de l’enfant; mais il peut l’entraver ou la favoriser, l’étouffer ou la développer harmonieusement». Aucun de ces discours ne contient les périodes redondantes sur le trône et l’autel qui étaient alors habituelles, sinon expressément prescrites. Jusqu’en 1830, la police n’eut guère à s’occuper du lycée. L’administration prussienne, fidèle aux instructions qui lui enjoignaient de gagner le coeur des nouveaux sujets, fermait les yeux et laissait Wyttenbach entièrement libre d’agir à son gré. Après 1830, cela changea. On se mit à persécuter les «démagogues». La commission constituée à Berlin «pour la suppression des groupes politiquement dangereux» porta son attention sur Trèves”” [Boris Nicolaievski Otto Maenchen-Helfen, ‘La vie de Karl Marx. L’homme et le lutteur’, Paris, 1970] (pag 26-27)”,”MADS-701″
“NICOLAS Armand”,”L’ insurrection du Sud à la Martinique (Septembre 1870).”,”NICOLAS Armand professore di storia La Martinica è un’isola dei Carabi Orientali. Fa parte delle Piccole Antille, un arco di isole che si estende dalle Isole Vergini al Venezuela. Le piccole Antille comprendono: Isole Vergini, Guadalupa, Anguilla, Saint-Martin, Saint-Barthelemy, Antigua, Monserrat, Dominica, St. Lucia, Saint-Vincent, Barbados, Grenada, Tobago, Trinidad. “”En effet, 75000 esclaves étaient devenus libres. Beaucoup quittèrent les habitations auxquelles se trouvaient attachés les terribles souvenirs de la servitude. Ils affluèrent vers les bourgs, vers les villes de Saint-Pierre et Fort-de-France, à la recherche d’un travail salarié ou pour installer de petits ateliers d’artisans et de modestes boutiques.”” (pag 5)”,”AMLx-089″
“NICOLAS Jean BOURDERON Roger TARTAKOWSKY Danielle HINCKER François MARGAIRAZ Michel WOLIKOW Serge”,”Albert Soboul, historien de la Révolution (Nicolas); Le mouvement ouvrier français et l’Etat, de la commune à la Première guerre mondiale (Tartakowsky); La Deuxième Internationale (jusqu’en 1914) et Lénine devant la question de l’Etat (Hincker); Le mouvement ouvrier réformiste et l’Etat en France entre les deux guerres mondiales (Margairaz); L’internationale communiste et l’Etat (Wolikow);”,”Tra i membri del comitato di redazione della rivista Jean Bruhat, Annie Lacroix, Roger Martelli, Jean-Louis Robert, Michel Margairaz, Maurice Moissonnier, Jean Nicolas, Alain Ruscio, Danielle Tartakowsky, Claude Willard, Claudine Wolikow Jean-Paul Depretto, Raymond Huard.”,”MFRx-375″
“NICOLAUS Martin”,”El Marx desconocido. Proletariado y clase media en Marx: coreografía hegeliana y la dialéctica capitalista. (Tit.orig.: The unknown Marx)”,”La giuria del Premio Isaac Deutscher Memorial dell’ anno 1969 era formata da Perry ANDERSON, E.H. CARR, Tamara DEUTSCHER, Eric HOBSBAWM, Monty JOHNSTONE e Ralph MILIBAND. Il rapporto tra il Capitale e i Grundrisse e la teoria del crollo. “”Come ci si può aspettare che questa contraddizioni porti al crollo del sistema capitalistico è un problema che sta angustiando gli studiosi di Marx da almeno mezzo secolo. I volumi del Capitale non danno una risposta molto chiara. In questa lacuna si trova la radice della “”controversia sul crollo”” che ha agitato la socialdemocrazia tedesca e che fino ad oggi prosegue in maniera intermittente. Si sono riempiti autentici fiumi di inchiostro in un tentativo di colmare questa lacuna nel sistema teorico di Marx. Ma questa lacuna non esiste non perché il problema risulti insolubile a Marx, né perché non viene data risposta, ma perché le conclusioni a cui è giunto nei Grundrisse sono rimaste chiuse e inaccessibili agli studiosi fino a vent’ anni dopo la prima guerra mondiale. Il Capitale è un’ opera che procede attentamente e lentamente dalle forme pure dei rapporti economici, passo per passo, fino ad una approssimazione vicina alla realtà economico-storica; non si pregiudica niente, e non si introducono nuove teorie fino a che non si sia preparata la base. A questo ritmo risulta facile comprendere che saranno necessari vari volumi in più del Capitale prima che Marx possa giungere al punto che ha raggiunto con lo schema del suo sistema nei Grundrisse. Il Capitale è rimasto lamentevolmente inconcluso; come un racconto poliziesco che termina prima che si svisceri l’ argomento. Ma i Grundrisse contengono tutto lo schema argomentativo dell’ autore.”” (pag 43)”,”MADS-395″
“NICOLE Leon”,”Mon voyage en URSS. 14 fevrier – 14 mars 1939.”,”NICOLE era all’ epoca un parlamentare svizzero.”,”RUSS-148″
“NICOLET Claude”,”L’idée républicaine en France (1789-1924). Essai d’histoire critique.”,”Claude Nicolet (1930-2010) è stato uno storico francese specializzato nel mondo romano antico. È considerato uno dei più rappresentativi studiosi contemporanei di storia antica. La sua opera attesta l’originalità di un alto pensiero storico che ha saputo riconoscere la validità e il significato del mondo romano nella cultura moderna1. Nicolet ha insegnato presso la Sorbona dal 1969 al 1992 ed è stato membro dell’Académie des inscriptions et belles-lettres dal 19861. Ha anche diretto l’École française de Rome dal 1992 al 1995 (1). Le sue opere spaziano dalla condizione del cittadino romano in età repubblicana, all’espansione di Roma, alla storia finanziaria ed economica, alle forme dell’amministrazione e alla coscienza geografica dei Romani1. Alcuni dei suoi lavori più noti includono ‘Le métier de citoyen dans la Rome républicaine’ (1980), ‘Rome et la conquête du monde méditerranée’ (1977-78), ‘Rendre à César’,: économie et société dans la Rome antique”” (1988), ‘L’inventaire du monde. Géographie et politique aux origines de l’Empire romain’ (1989), ‘L’idée républicaine en France. Essai d’histoire critique (1789-1924)’ (1982) e ‘La République en France: état des lieux’ (1992)1. (bing)”,”FRAD-125″
“NICOLINI Fausto”,”Benedetto Croce.”,”Fausto Nicolini (Napoli, 1879 – ivi 1965) collaboratore di Benedetto Croce, dal 1903 e suo intimo e devoto amico, svolse attività di storico, filologo ed erudito. Da ricordare sono le edizioni critiche di tutte le opere del Vico, gli studi sull’abate Galiani, su Bernardo Tanucci, e su Pietro Giannone. Croce, Labriola e il marxismo. I nuovi rapporti col Labriola e gli studi sul marxismo. “”Grande fu invece la maraviglia che suscitò in qualche economista di professione, che il Croce, nel disputare, poneva sovente in impaccio, come colui che – a differenza del suo interlocutore, il quale conosceva al certo maggior numero di cose, ma non ne vedeva il nesso – aveva fermi i concetti fondamentali e ne traeva le conseguenze. Li aveva così fermi da comprendere ciò che gli economisti di professione non comprendevano: che, per approfondire il marxismo, convenisse anzitutto approfondire la concezione che il marxismo stesso aveva della realtà, ossia della filosofia. Per qualche tempo codesto modo di concepire il problema economico, lungi dallo spiacere al Labriola, fu da lui applaudito e incoraggiato, così in iscritto come a voce. (…) Plaudì quando in una monografietta sul comunismo di Tommaso Campanella, pubblicata nell’ottobre 1895, il Croce fece veder chiaro come l’avere affrontato il medesimo tema senz’alcuna seria preparazione, ma lavorando di terza o quarta mano e con la più assoluta mancanza di buon senso e di chiarezza nei principi direttivi, aveva fatto invischiare un santone del socialismo, Paul Lafargue, genero di Carlo Marx, in una selva selvaggia di spropositi grossolani. Nè plaudì soltanto, ma gioì, esultò, tripudiò, quando, l’anno appresso, in un lungo saggio su ‘Le teorie storiche del professor Loria’, ben sei libri, pubblicati da costui dal 1880 al 1894, divennero per Croce oggetto d’una vera e propria strigliata. Senonchè a poco a poco le acque s’intorbidirono. E invero – racconta il Croce, – «se mi era facile contentare il Labriola, svolgendo una metodica critica del Loria o eseguendo ricerche storiche sopra questo o quel comunista», per esempio sul mentovato Vincenzo Russo, «non mi era, nonchè facile, possibile di corrispondere alle maggiori speranze che egli [Labriola] aveva in me riposte. Finì con l’avvedersene egli stesso, e, nei momenti di malumore, pur senz’ombra alcuna di malevolenza, mi chiamò un “”intellettuale””, un “”letterato””, un “”indifferente alle lotte della vita””, amatore solo dei “”dibattiti delle idee nei libri””, un “”epicureo contemplante””, e, ancora, “”un uomo operoso nello studiare e nello scrivere unicamente per fuggire la noia che lo minacciava””». Giudizi – continua il Croce – tanto più ingiusti in quanto «il dilettantismo intellettuale e letterario era contrario al mio temperamento; di fuggire la noia non provavo alcun bisogno, perchè ricordo bensì di avere sofferto dolori acerbi, ma non mai di essermi annoiato, avendo posseduto sempre qualche affetto che mi animava e qualche lavoro da compiere. La verità è che io ero preso da una passione taciturna e tenace per la ricerca scientifica, indirizzata a risolvere alcuni problemi che erano nel fondo del mio essere e che faticosamente venivo traendo fuori e schiarendo a me stesso. E; poichè ho sempre tenuto segno di sanità spirituale che l’uomo abbia una passione dominante e una corrispondente attività principale, mercè di cui dia armonia e ordine e gerarchia a tutte le altre passioni ed attività, che come ad uomo gli appartengono, era naturale che io non potessi sentire il socialismo, e la politica in genere, al modo stesso in cui li sentiva un uomo di predominante passione e disposizione politica»”” (pag 163-166) [Fausto Nicolini, ‘Benedetto Croce’, Utet, Torino, 1962]”,”BIOx-039-FSD”
“NICOLLE David”,”I normanni.”,”””L’ influenza dei normanni sulla storia d’ Europa e dei paesi britannici è stata sempre sminuita dalla cultura inglese, o al più accettata con riluttanza. Sembra quasi che gli inglesi non abbiano mai digerito la sconfitta subita sul suolo britannico ad opera di un esercito che, in sostanza, si può considerare francese, avvenuta nella battaglia di Hastings (1066).”” (pag 3) “”Fin dal principio i punti in comune tra normanni e vichinghi appaiono piuttosto evidenti””. (pag 3) “”Negli anni della dominazione normanna, l’ Europa assistette alla fine della cosiddetta “”età della corazza di maglia””, mentre gli anni del loro declino recano già in sé i germi del passaggio all’ armatura a piastre.”” (pag 4) “”I miglioramenti tecnici della balestra rivestirono un ruolo fondamentale nelle tattiche di guerra dei secoli XI-XIII. Quest’ arma divenne molto popolare nelle aree normanne, dal regno di Enrico I in avanti. In confronto ai semplici archi europei, le balestre garantivano un tiro più preciso, una maggiore gittata, una traiettoria più tesa e una forza di penetrazione decisamente superiore. Il loro solo svantaggio stava nei tempi di ricarica””. (pag 17)”,”EURx-205″
“NICOLLE David”,”Hattin 1187. La più grande vittoria di Saladino.”,”””Ciò che veramente differenziava questo esercito dai suoi nemici latini, tuttavia, erano i servizi di supporto. Una enfasi considervole era posta sulla qualità delle comunicazioni; un barid (servizio postale) del governo utilizzava piccioni viaggiatori e corrieri, mentre fuochi di segnalazione potevano dalle frontiere inviare messaggi di allarme ad una velocità straordinaria. Ugualmente importante era la distribuzione delle armi: la maggior parte delle città aveva bazar di armi e molte, come Aleppo, Damasco, Cairo e Mosul avevano specifici quartieri dove venivano fabbricate le armi””. (pag 29) “”La struttura di comando dell’ esercito di Gerusalemme si atteneva più strettamente al consolidato sistema europeo: il Senechal, il Connetable e il Marechal erano i tre grandi ufficiali militari di Stato. Il Senechal era responsabile del presidio e dell’ approvvigionamento di tutte le fortificazioni, tranne che del palazzo del re””. (pag 47)”,”QMIx-152″
“NICOLLE David”,”Attila e i nomadi.”,”””Gli Unni in Europa vivevano ormai di saccheggi e delle loro continue incursioni, piuttosto che di nomadismo. La società era ancora tribale e ciascuna tribù era suddivisa in clan o famiglie allargate guidati da un proprio nobile. I prigionieri erano normalmente rilasciati contro il pagamento di un riscatto, poiché gli Unni, al contrario dei Romani, non avevano bisogno di schiavi, e quelli che rimanevano nelle mani degli Unni potevano anche ascendere a posti di responsabilità tra i loro padroni. E’ improbabile che esistesse una grande distanza sociale tra il tipico guerriero libero e il suo capo, ma alla corte di Attila c’erano senz’altro differenti stati sociali. I commentatori romani fanno frequenti riferimenti ai ‘logades’ di Attila, gli “”amici”” o eteri, molti dei quali avevano nomi germanici. Il loro ruolo è poco chiaro, ma si trattava probabilmente di uomini influenti, e non di capi militari. Gli altri capi germanici nelle fila di Attila potrebbero essere stati i comandanti di bande mercenarie. Ad ogni modo, uno stato di questo tipo aveva poco in comune con gli imperi delle steppe, ed era più germanico che turco-mongolo. Pare che gli Unni fossero addirittura sul punto di convertirsi al cristianesimo quando il loro impero, improvvisamente, crollò. Alla morte di Attila, nel 453 d.C., il regno fu diviso tra i suoi figli, che diedero immediatamente inizio a una guerra civile. I loro sudditi germanici si sollevarono e, nel giro di un anno, gli Unni sopravvissuti si ritirarono nelle steppe della Russia meridionale. La confusione che lasciarono dietro di loro meriterebbe più attenzione di quella che ci è permesso concederle, ma è certo che gl Unni non degenerarono in una “”banda di squallidi briganti”” come vogliono alcuni storici. Sotto la guida dei discendenti di Attila, molti ritornarono al nomadismo, pur continuando a condurre incursioni contro l’Impero romano d’Oriente. Altri si stanziarono entro i confini romani, presidiando diverse aree quali ‘foederati’, mentre altri ancora servirono come semplici mercenari negli ultimi eserciti dell’Impero romano d’Occidente”” (pag 22-23)”,”STAx-285″
“NICOLLE David”,”Le crociate.”,”””Gli Stati crociati attrassero su di loro la crescente ostilità dei bellicosi mamelucchi d’Egitto a causa del loro cooperare con i mongoli contro gli stessi mamelucchi”” (pag 23)”,”QMIx-269″
“NICOLLE David”,”Fornovo 1495. La sanguinosa ritirata francese.”,”””Ancora si discute su chi abbia effettivamente vinto la battaglia di Fornovo”” (pag 83) “”Man mano che passarono gli anni e l’Italia cadde sotto il dominio straniero, la battaglia di Fornovo assunse un significato maggiore rispetto alla realtà. Verso il 1550, Paolo Giovo, commentava nei suoi scritti che fu a Fornovo che «l’Italia perse le sue rinomate tradizioni militari. Le nazioni straniere, che qualche tempo prima ci vedevano con timore, inizarono da quel momento a trattarci con vergognosa sufficienza, e sono da attribuire ai risultati deplorevoli di questa battaglia sfortunata le pene che da allora stiamo subendo, insieme all’odierna condizione di schiavitù dell’Italia» (pag 84) “”La «mancanza di crudeltà» da parte italiana, rispetto a quella mostrata dai loro nemici, fu ugualmente vista come una debolezza e ci si sarebbe sforzati molto per introdurre un certo grado di ferocia «barbara» presso gli eserciti italiani. Il fatto che questi sforzi non furono coronati da successo la dice lunga sul temperamento italiano. Le Guerre d’Italia che iniziarono a seguito dell’invasione del 1494-95 non furono più le «belle guerre» delle decadi precedenti, ma delle lotte per la sopravvivenza dove l’obiettivo militare sembrò essere la vittoria rapida e a ogni costo”” (pag 85)”,”QMIx-270″
“NICOLLE David”,”Lago Peipus 1242. La battaglia dei ghiacci.”,”””La Crociata contro Novgorod fallì perchè il legato papale, Guglielmo di Modena, non potè radunare abbastanza truppe per la spedizione”” (pag 80)”,”QMIx-279″
“NICOLLE Paul”,”Historia de Inglaterra.”,”Paul Nicolle dottore in lettere e professore del Liceo Bernard”,”UKIx-130″
“NICOLSON Nigel”,”Napoleone in Russia. 1812. Il tramonto di un sogno imperiale.”,”L’A è nato a Londra nel 1917, ultimo figlio di Vita SACKVILLE-WEST e di Harold NICOLSON. Ha studiato a Eton e al Balliol College di Oxford. Durante la 2° GM ha combattuto in Africa e in It con il maresciallo Alexander. Ha scritto vari libri.”,”FRAN-007″
“NIEDERGANG Marcel”,”Le venti Americhe Latine.”,”L’ America Latina occupa il 15% della terra del globo, la sua popolazione è il 7% della popolazione del pianeta e dispone del 6% del reddito mondiale. Marcel NIEDERGANG, laureato all’ Università di Parigi, è stato un brillante giornalista. Ha lavorato per ‘Riforme’ ‘Le Monde’ ‘France Soir’. Ha viaggiato in lungo e in largo per l’ America centrale, meridionale, l’ Africa e il Medio Oriente. Ha scritto vari reportages.”,”AMLx-035″
“NIEKISCH Ernst, a cura di COLLA Alessandra”,”Est e Ovest. Considerazioni in ordine sparso.”,”Esistono periodi storici che, per qualche misterioso motivo, vengono dimenticati: spicca fra questi la ‘resistenza tedesca’ al Terzo Reich, che animò gli anni Venti e Trenta e che prese le mosse in seno alla corrente politico-culturale del ‘nazionalbolscevismo’, trovando in Ernst Niekisch uno dei suoi più autorevoli rappresentanti. Ernst Niekisch (1889-1967), dopo essere stato tra i leader della rivoluzione comunista e della ‘Repubblica dei consigli’ a Monaco nel 1919, fonda nel 1926 la rivista ‘Widerstand’ (Resistenza), presto affiancato da circoli omonimi e dal movimento ‘Widerstand Bewegung’, riorganizzato in clandestinità dopo il 1934. Nel 1932 pubblica Hitler, Ein deutsches Verhängnis (Hitler, una fatalità tedesca), pamphlet di capitale importanza per l’opposizione al Terzo Reich. Il 22 marzo 1937 viene arrestato, imprigionato per due anni, viene condannato al carcere, dove resta fino al 1945. Deluso dal nuovo corso della Repubblica Democratica tedesca, e fatto ritorno nella Repubblica Federale, si ritira in esilio intellettuale fino alla morte, sopraggiunta all’età di 78 anni.”,”EURC-036-FL”
“NIEKISCH Ernst”,”Il regno dei demoni. Panorama del Terzo Reich.”,”Dedica a Joseph Drexel e Horst Krumreich, amici e compagni nella lotta e nella sofferenza ‘Dal gregge dei chierici traditori (alcuni avevano tradito due, tre volte) si staccano pochissime figure, qualche nome: Niemöller, il pastore protestante che sconfessò il culto di Hitler, Fr. G. Jünger, il poeta, Harnack, Niekisch. Durante Weimar Niekisch era stato deputato, aveva svolto attivo lavoro sindacale, e fondato una rivista di cultura ‘Wiederstand’, che una volta al potere il nazismo esitò a sopprimere, tanto era il seguito che i suo fondatore e direttore aveva raccolto fra gli intellettuali””nazionalbolscevichi””. Un uomo attivo, uno scrittore immerso sino al collo nella realtà, un agitatore politico abituato a lavorare inuna comunità di idee e di programmi, a lottare scopertamente contro gli avversari: in nazismo lo condannò all’isolamento. Una condanna forse più dura, certo più esasperante di quela all’ergastolo che gli venne inflitta nel 1939, dopo due anni di istruttoria; e di carcere, naturalmente! (…) Ancora nel 1934 Niekisch ha il coraggio, la pretesa folle ed eroica di gettare la sfida alla Gestapo e ai suoi sicofanti (…). Nel 1935 pone mano al ‘Regno dei demoni’: vuole essere lo storico segreto dell’impero hitleriano e delle sue gesta criminose, ma in realtà è un veggente che scopre, dietro il successo e la potenza, corruzione, morte e rovina. (…) Nel 1945 davanti allo scrittore devastato dalle sofferenze, ormai quasi cieco, si aprono le porte del carcere: la Germania è un immenso cimitero. Qualche superstite, nessuna coscienza. Niekisch si rimette al lavoro. Ora insegna all’Università Humboldt di Berlino. (…) L’ultima parte del libro e l’epilogo, che trattano il conflitto e la caduta del nazismo, furono scritti nell’immediato dopogeurra (…)”” (dal risvolto di copertina) Tentativi di accordo anglo-franco-polacco-sovietico. “”Il grande problema era quello della fisionomia che dovevano assumere i rapporti anglo-sovietici. Possibile che Charmberlanin, al cospetto del montante pericolo per il suo paese, acconsentisse a una Canossa moscovita? Il 9 marzo 1939 sul ‘Daily Telegraph’ Churchill aveva preteso l’accostamento all’Unione Sovietica. “”Forse, “” egli scriveva “”non siamo ancora in grado di valutare e iudicare l’intera forza e potenza dell’Unione Sovietica; non può tuttavia sussistere il dubbio che l’Urss sia uno stato poderoso, che senza deviazioni persegue una politica di pace””. Sotto la pressione dell’opinione pubblica, il governo britannico il 18 marzo dirigeva una domanda a Mosca: acconsentiva il governo sovietico a sottoscrivere, in comune coi governi britannico, francese e polacco, una dichiarazione contro l’aggressione, e insieme ad assumersi l’impegno a vicendevoli consultazioni? Benché il governo sovietico presumibilmente non desse molto peso a una simile dichiarazione, si propose di associarvisi. Ma la dichiarazione neppure vide la luce: i polacchi furono così ciechi da mandare a vuoto il progetto. Il governo polacco calcolava che, in caso di un conflitto europeo con la Germania, avrebbe dovuto concedere il diritto di transito a truppe sovietiche, e neppur questo era disposto ad accordare. Uguale atteggiamento fu assunto dalla Romania. Né l’Inghilterra né Francia, d’altra parte, si diedero la pena di ricondurre alla ragione il miope governo polacco; e come, se perfino il ministro degli esteri francese, Bonnet, non era meno contrario a una tale dichiarazione? Egli non voleva veder la Francia schierarsi pubblicamente su un fronte comune con l’Unione Sovietica. Scrupoli e suscettibilità, che naturalmente dal governo tedesco furono portati ‘ad absurdum’; il 28 aprile esso denunciava l’accordo navale con l’Inghilterra, rinfacciandole di aver promesso assistenza alla Polonia, dopodiché invalidava il trattato d’amicizia con la Polonia del 26 gennaio 1934. Hitler, a Londra lo si intuiva, aveva lasciato cadere ogni ritegno: il governoinglese riteneva ora opportuno tendere a una più stretta collaborazione con l’Urss, nella speranza che la Germania; visto formarsi un ponte Londra-Mosca, s’intimidisse. In un passo del suo ‘Mein Kampf’, Hitler aveva affermato che la Germania non avrebbe dovuto più lasciarsi coinvolgere in una guerra du due fronti, e da un avvicinamento anglo-sovietico lo spettro di un tal conflitto era appunto invocato. Alla fine, Chamberlain si decise a far intraprendenre colloqui preparatori con Mosca; il 22 marzo 1939 il capo del dipartimento per il commercio di oltremare, Hudson, giungeva nella capitale sovietica, con l’incarico di spianare la strada a un’intesa. Non si fece tuttavia alcun passo avanti verso una più stretta collaborazione tra i due governi. (…) Nell’Urss si andava rafforzando l’impression che, Inghilterra e Francia non intendessero trattare seriamente”” (pag 483-486)”,”GERN-217″
“NIEMEYER FINDLAY John, a cura di Lorenzo CALABI”,”Hegel oggi. Un riesame del sistema hegeliano in rapporto alle idee e al linguaggio del nostro tempo.”,”””La “”verità”” della teoria, come più tardi doveva ripetere Marx plagiando, sta nella pratica”” (pag 411)”,”HEGx-040-FF”
“NIÈRES Claude”,”Faire la guerre. La guerre dans le monde de la Préhistoire à nos jours.”,”Claude Nières è professore emerito dall’Università di Rennes. Ha pubblicato numerose opere e articoli sulle città e le società nelal Francia dell’età moderna.”,”QMIx-151-FSL”
“NIETZSCHE Friedrich”,”Ainsi parlait Zarathoustra. Un livre que est pour tous et qui n’est pour personne.”,”””‘Così parlò Zarathushtra’ è l’ opera chiave di NIETZSCHE. Opera allo stesso tempo poetica e filosofic, essa resta al centro del pensiero nietzschiano: è in questo libro che il NIETZSCHE annuncia ed esalta il superuomo’””. “”ZARATHUSHTRA o ZOROASTRO, profeta iranico fondatore secondo la tradizione, dello zoroastrismo (v. mazdeismo). Di incerta storicità e datazione visse forse tra il 1000 e il 600 aC; la sua attività si svolse nell’ Iran orientale. I dati biografici e dottrinali che lo riguardano si ricavano dalle ‘Gatha’.”” (Eug)”,”FILx-255″
“NIETZSCHE Friedrich W., a cura di Ferruccio MASINI”,”Sull’ utilità e il danno della storia. Considerazioni inattuali, II.”,”””””Poiché tutto ciò che nasce, è degno di soccombere. Per questa ragione sarebbe meglio che niente nascesse””. Occorre molta forza per poter vivere e dimenticare, nel senso che vivere ed essere ingiusti sono una cosa sola, Lutero stesso ha una volta supposto che il mondo è nato solo per una dimenticanza di Dio: poiché se Dio avesse pensato all’ “”artiglieria pesante””, non avrebbe creato il mondo””. (pag 54) “”Goethe dice una volta di Shakespeare: “”Nessuno ha disprezzato il costume materiale quanto lui; egli conosce benissimo il costume interiore degli uomini, e a questo riguardo tutti si somigliano. Si dice che ha rappresentato i Romani in maniera perfetta; a me non sembra: sono soltanto veri e propri Inglesi, ma sono certo uomini, uomini in senso pieno, e quindi ben degni di indossare la toga romana””””. (pag 64)”,”STOx-099″
“NIETZSCHE Friedrich CARPI Anna Maria a cura di”,”Le Poesie.”,”Il 15/10/1844 Nietzsche nasce a Röcken (Lützen) nella Sassonia prussiana. Suo padre è il pastore protestante del villaggio. Nel 1850 la famiglia si trasferisce a Naumburg. Dal 1858 al 1864 Nietzsche frequenta il liceo a Schulpforta, studia filologia classica all’Università di Bonn. Nel 1865 sitrasferisce all’Università di Lipsia. Legge Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer. Nel 1866 amicizia con E. Rohde, nel 1868 pubblica il saggio Le fonti di Dionigi Loerzio, in ottobre conosce R. Wagner. Nel 1869 è chiamato a insegnare filologia classica all’Università di Basilea. Tiene la prolusione su Omero e la filologia classica. In maggio fa visita a Wagner e alla moglie Cosima nella loro casa di Tribschen (Lucerna). Amicizia con J. Burckhardt. Nel 1870 è nominato professore ordinario a Basilea. Nel 1872 pubblica La nascita della tragedia dallo spirito della musica, violentemente attaccata dal filologo U. von Wilamowitz. Nel 1880 esce, come ultima parte di Umano troppo umano, ‘Il viandante e la sua ombra. Trascorre qualche tempo a Venezia con P. Gast. Primo soggiorno invernale a Genova. Nel 1882 escono La gaia scienza e gli Idilli di Messina. In autunno soggiorno a Rapallo. Nel 1883 inizia la stesura di Così parlò Zarathustra. Nel 1886 esce Al di là del bene e del male. Prefazioni alla Nascita della tragedia e a Umano e troppo umano. Nel 1889 il crollo psichico. Scrive i ‘biglietti della pazzia’ ad amici, uomini di stato e reganti e a Cosima Wagner. Overbeck, si reca a Torino e trasferisce Nietzsche a Basilea dov’è internato in clinica psichiatrica di Jena. Nel 1890 dalla clinica di Jena passa a Naumburg nella casa della madre. Nel 1896 la sorella Elisabeth fissa a Weimar la sede del Nietzsche Archiv da lei fondato nel 1894, è noto il suo imponente lavoro di falsificazione delle opere, dell’epistolario e dei frammenti e tacquini manoscritti del fratello. Il 25/8/1900 morte di Nietzsche.”,”VARx-029-FL”
“NIETZSCHE Friedrich Wilhelm”,”Opere 1870/1881. Verità e menzogna e altri scriitti giovanili – La nascita della tragedia – La filosofia nell’età tragica dei Greci – David Strauss. L’uomo di fede e lo scrittore (Considerazioni inattuali, I) – Sull’utilità e il danno della storia per la vita (Considerazioni inattuali, II) – Schopenhauer come educatore (Considerazioni inattuali, III) – Richard Wagner a Bayreuth (Considerazioni inattuali, IV) – Umano, troppo umano – Aurora.”,”””Ciascun concetto sorge dall’eguagliare il non eguale. Certamente mai una foglia è del tutto eguale a un’altra, e certamente il concetto di foglia è formato attraverso il lasciar cadere queste differenze individuali ossia attraverso la dimenticanza di ciò che distingue, sicché spunta l’idea che nella natura al di là delle foglie ci sia qualcosa come la «foglia», una sorta di forma originaria, sulla base della quale tutte le foglie sarebbero plasmate (…)”” (pag 95) (Verità e menzogna)”,”FILx-516″
“NIETZSCHE Friedrich”,”Sull’utilità e il danno della storia per la vita.”,”NIETZSCHE Friedrich La base della vita è quella “”cosa sola per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare o, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo ‘non storico’”” (quarta di copertina)”,”FILx-519″
“NIETZSCHE Friedrich”,”Sull’avvenire delle nostre scuole.”,”””L’insegnante, dal canto suo, parla a questi studenti che ascoltano. Ciò che egli pensa e fa, al di fuori di ciò, è separato per opera di un immenso abisso dalla percezione dello studente. Spesso il professore legge mentre parla. (…)”” (pag 114)”,”GIOx-005-FV”
“NIEUWENHUIS Ferdinand Domela, a cura di Jean-Yves BERIOU”,”Le socialisme en danger.”,”Engels a Ferdinand Domela Nieuwenhuis, 23 febbraio, 1888 Engels a Ferdinand Domela Nieuwenhuis, 9 aprile 1890, 3 dicembre 1890 “”La lucidité de F.D. Nieuwenhuis devant la situation mondiale et sa vieille préoccupation anti-militariste lui permirent un dernier déploiement d’activité pratique et publique au sein de l’ I.A.M.V. (Association Anti-Militariste Internationale) dont la section néerlandaise fut la seule à avoir un déploiement historique réel. Sa partecipation au congrès de fondation à Amsterdam, en 1904, fut à cet égard de premier plan. Durant plusieurs années, dans le journal ‘De Wapens Neer’, F.D. Nieuwenhuis redéveloppa inlassablement la nécessité de la grève générale violente en cas de conflit guerrier, associée à la nécessité de l’ indépendance des colonies. 1914 arriva. Le SDAP vota les crédits de guerre. Le prolétariat européen , y compris néerlandais, marcha droit, conformément à sa place dans les rapports de production, afin de se faire détruire avec allégresse et de régénérer ainsi le taux moyen de la plus-value. les sociaux-démocrates de partout, de Plekhanov à Guesde, de Troelstra à Noske, jouèrent le rôle prestigieux de féroces chiens de garde du capital. Des anarchistes et des “”révolutionnaires”” les aidèrent dans la défense éperdue de la démocratie, tels Kropotkine, Jean Grave, Cornelissen, ou Hervé, en appelant eux aussi à la boucherie. Tout ce beau monde était réconcilié. La canaille politique de toutes couleurs se laissait aller, ne se tenait plus, pérorait, chantait juste ou faux, qu’importe le flacon pourvu qu’on ait l’ivresse. La racaille littéraire de gauche gagnait ses galons. La paix sociale était mortellement assurée pour un moment. Nieuwenhuis poussa alors ses derniers cris. Un cycle s’achevait. Des flancs de la contre-révolution triomphante et des ses champes de mort se levait cependant déja la révolution communiste, ou tout au moins son spectre, principalement en Allemagne et en Russie. Nieuwenhuis put même saluer, avec méfiance toutefois, et lucidité, le Pouvoir des Soviets, et mourir en 1919.”” (pag 25, J.Y.B)”,”MGEx-180″
“NIEUWENHUIS Domela; GUSTAVO Soledad”,”La Educación Libertaria (D. Nieuwenhuis); El Sindicalismo y la Anarquía – Política y Sociología (S. Gustavo).”,”””El principio internacionalista de Marx y de Bakunin fue uno: unir y organizar a los trabajadores de todo el mundo para oponerse a la explotación capitalista, primero, y acabar con ella, después. (…) Marx preconiza la acción económica de las sociedades obreras y también la politica, propiamente dicha. Bakunin la económica y la social, entendiendo por acción social la revuelta continua. La práctica separa, pues, a los maestros y les hace reñir””. (pag 17)”,”ANAx-267″
“NIEVO Ippolito, a cura di Sergio ROMAGNOLI”,”Opere.”,”19 Diario della spedizione dei Mille. (pag 533) “”10. Distribuzione delle armi. Perfetta rassegnazione di tutti ai voleri del Generale. Verso sera un uomo pazzo si getta in mare dal ‘Lombardo’: questo perde per salvarlo una mezz’ora di tempo, ed a notte il ‘Piemonte’ non è più in vista. Essendosi questo rimesso sulle tracce del compagno vien creduto due ore dopo un legno napoletano. Buonissime disposizioni dell’equpaggio e del comandante per questo caso. Si dispone il tutto per l’abbordaggio. Io dormii sempre saporitamente, e me lo raccontarono l’indomani. 11. Distribuzione delle poche camicie rosse provvedute a Genova, e che formano la prima uniforme (280 in 1000 uomini). Entusiasmo universale. Alle 8 antimeridiane ordine di rompere sopra Marsala. Il Generale comanda la manovra. Cattura e rimorchio d’una barca peschereccia per aver notizie del porto. Ad un’ora pomeridiana ingresso nel porto. Scendono prima i Siciliani. Gran concorso di barche per lo sbarco. In rada stanno una fregata inglese ed un piroscafo: questi parte immediatamente per Malta; son già in vista verso il sud due vapori napoletani ed una fregata rimorchiata da uno di essi. In meno d’un’ora le truppe, le munizioni più importnati sono a terra. Arriva uno dei vapori napoletani, il quale non fa fuoco a parer nostro perché attende la fregata rimorchiata dall’altro, od ordini da chi lo comanda; ultimo sbarca il Generale. Sopraggiungono l’altro vapore e la fregata napoletana che aprono il fuoco a granata ed a mitraglia, mentre il Generale è ancora in barca pel porto; le munizioni più pesanti si stanno tirando a terra, e parte della truppa è ancora sul molo. I nostri rispondono col grido: Viva l’Italia! I fanciulli ci aiutano a trasportare bagagli e munizioni sotto le cannonate. Entrata in Marsala. Aspetto di terrore della città. (…)”” (pag 535)”,”TEOP-462″
“NIKOLAEVSKIJ B.”,”I libri russi nelle biblioteche di K. Marx e F. Engels.”,”testo russo tradotto da Laura SALMON”,”MADS-126″
“NIKOLAEVSKIJ Boris I. MAENCHEN-HELFEN O.”,”Karl Marx. La vita e l’opera.”,”””Quando nell’aprile 1881 la figlia Jenny diede alla luce un bimbo, Marx le scrisse: «La mia “”metà femminile”” sperava che il “”nuovo venuto”” avrebbe fatto parte della “”metà migliore”” dell’umanità; quanto a me, io preferisco il “”sesso maschile”” per i ragazzi che nascono in questo momento singolare della storia. Essi vivranno il periodo più rivoluzionario che l’umanità abbia attraversato. La cosa più triste, nell’ora attuale, è essere “”vecchio””, perché il vecchio può solo prevedere anziché vedere». Marx morì con questa fiducia incrollabile”” (pag 421) (Nikolaevskij – Maenchen-Helfen, Karl Marx, Einaudi, 1969]”,”MADS-005-FC”
“NIMIJEAN Richard A.”,”Political Economy, Public Policy and Technology. [Thesis]”,”””Schumpeter also expressed a belief in the coexistence of several waves. First, if innovations are the cause of economic fluctuations, then it follows that the innovations will not occur at the same time. In this sense the short wave (commonly known as the inventory cycle, which lasts from three to five years) and the intermediate wave (also known as the Juglar or investment cycle, which lasts from seven to ten years) can affect the long wave. Second, because the waves are not disconnected, when innovation occurs, the effect it has is likely to produce an innovation in the same or related field. Third, a basic innovation affect other fields”” (pag 72-73) “”Schumpeter accepted the idea that the short, intermediate and long waves were related. While they were each of a different order, they all had in common the fact that innovation was the ultimate cause of them. However, because there are both major and minor innovations, one innovation can have a different impact on each of the three waves.”” (pag 73)”,”ECOT-238″
“NIN Andres; cura e introduzione di Gabriele RANZATO”,”Guerra e rivoluzione in Spagna, 1931-1937.”,”NIN (1892-1937) nato in Terragona, di professione maestro, poi giornalista, fece il suo ingresso in politica nel 1911, fu poi segretario della CNT e uno dei fondatori del PCE. Segretario dell’ Internazionale Sindacale Rossa e dirigente dell’ Opposizione di sinistra nel Partito Bolscevico in Russia, dove visse dal 1922 al 1930. Dopo la sua espulsione dall’ URSS, fu uno dei fondatori della Sinistra Comunista in SP prima della rottura con TROTSKY nel 1934 e della fondazione nel 1935 del POUM, di cui era segretario politico quando fu assassinato, nel 1937.”,”MSPG-002″
“NIN Andres; SOLANO Wilebaldo saggio biografico”,”Les mouvements d’ emancipation nationale.”,”Andres NIN (1892-1937) scrive ‘Les Mouvements d’ emancipation nationale’ nel 1935 quando monta in Europa la marea fascista e la classe operaia in Spagna sta per scendendo in lotta.”,”MSPG-086″
“NIN Andrés (Andreu)”,”Terra e libertà. Scritti sulla Rivoluzione spagnola (1931-1937).”,”””C’ era un altro problema: l’ esercito. Si diceva continuamente che doveva esserci un’ epurazione tra gli ufficiali. La classe operaia ha ormai epurato l’ esercito distruggendolo e creando le milizie, che diventeranno un vero e proprio esercito rosso (grandi applausi). E queste milizie operaie, che non si faranno deformare per nessun motivo, neppure con il pretesto di creare un esercito volontario che possa sostituire il vecchio esercito permanente, queste milizie operaie, compagni, devono essere e saranno non l’ esercito della Repubblica democratica, ma l’ esercito rosso dei lavoratori (molto bene, grandi applausi). E questo esercito non tradirà, compagni.”” (pag 226)”,”MSPG-123″
“NIN Andreu”,”Por la unificación marxista. Escritos políticos. Edición bilingüe.”,”Errori strategici tattici 1933. “”L’ errore fondamentale del movimento consistette nel averlo iniziato in periferia e non al centro. I grandi sollevamenti popolari devono iniziare nei centri industriali importanti, che sono i punti nevralgici del paese ed esercitano un’influenza decisiva nel resto dello stesso. Le rivoluzioni europee del ’48 esplosero a Parigi, Berlino e Vienna. La rivoluzione unghesere si produsse a Budapest; la finlandese a Helsingfor. Le due rivoluzioni russe del 1917 si accesero a Pietrogrado. Il resto del paese seguì.”” (pag 191) “”El arte de la insurrección. La insurrección es un arte, hemos afirmado repetidamente los comunistas, basándonos en las enseñanzas de nuestros grandes maestros. Poseer este arte es la condición indispensable del triunfo. El movimiente de enero ha puesto de manifiesto alcunos progresos sensibles en este sentido; pero cuánto deja aún que desear deste el punto de vista del arte de la insurrección! Esto ha de inducir a nuestra vanguardia revolucionaria a estudiar seriamente la técnica de la insurrección!”” (pag 192)”,”MSPx-069″
“NIN Andreu, a cura di Pelai PAGES”,”La revolución española (1930-1937). Edición a cargo de Pelai Pagès.”,”PAGES è uno storico che insegna nell’ Università di Barcellona. Euro 30″,”MSPG-205″
“NIN Andreu”,”Los Soviets.”,”1905. Autorità del Soviet di Pietrogrado era immensa. “”La autoritad del Soviet era immensa. Todo el mondo, todos los explotados, los que eran victimas de atropellos, acudían a él en domanda de ayuda. En su último periodo eran cada día más frequentes las visitas de delegaciones campesinas, y empezaba ya asimismo a entablar relaciones con los soldadod. Los tribunales dejaban salir a los testigos, si eran diputados al Soviet, para que pudieran cumplir con sus funciones. Si la Policía detenía alguno de ellos con motivo de algún desorden publico, era puesto en libertad tan pronto presentaba su carnet”” (pag 25)”,”RIRx-185″
“NIPPERDEY Thomas”,”Come la borghesia ha inventato il moderno.”,”L’A (1927-1992), ha insegnato storia moderna all’Univ di Monaco, a Princeton e al St Anthony’s College di Oxford. Studioso della riforma protestante e della Germania bismarckiana, è stato autore di una monumentale ‘Storia della Germania’ in tre volumi.”,”STOS-054″
“NIQUET Valérie”,”Taïwan face à la Chine. Vers la guerre?”,”Cartine: 1. Taiwan nel suo ambiente regionale 2. Zona di identificazione aerea 3. Impero della Cina sotto la dinastia Ming (1368-1644) 4. Difesa di Taiwan di fronte ad uno sbarco (basi aeree, basi militari, basi navali, porti, principali aeroporti) La Cina è il primo partner commerciale di Taiwan ma anche i rapporti economici con il resto del mondo non sono trascurabili. Nonostante la differenza di popolazione (23 milioni contro 1 miliardo e 400 milioni della Cina) l’economia taiwanese è al 21 posto nella classifica mondiale con un PIL di 759 miliardi di dollari. Nel 2019 malgrado il Covid la crescita è statad el 3.2% superiore a quello della Cina. Nel 2021 il tasso di crescita è superiore al 6%. Inoltre Taiwan si pone davanti alla Cina per il climat degli affari secondo la Banca mondiale (15° posto su 190 paesi mentre la Cina è al 31° posto). (pag 127-128)”,”CINE-099″
“NIQUET Valérie”,”Taïwan face à la Chine. Vers la guerre?”,”Cartine: 1. Taiwan nel suo ambiente regionale 2. Zona di identificazione aerea 3. Impero della Cina sotto la dinastia Ming (1368-1644) 4. Difesa di Taiwan di fronte ad uno sbarco (basi aeree, basi militari, basi navali, porti, principali aeroporti) La Cina è il primo partner commerciale di Taiwan ma anche i rapporti economici con il resto del mondo non sono trascurabili. Nonostante la differenza di popolazione (23 milioni contro 1 miliardo e 400 milioni della Cina) l’economia taiwanese è al 21 posto nella classifica mondiale con un PIL di 759 miliardi di dollari. Nel 2019 malgrado il Covid la crescita è statad el 3.2% superiore a quello della Cina. Nel 2021 il tasso di crescita è superiore al 6%. Inoltre Taiwan si pone davanti alla Cina per il climat degli affari secondo la Banca mondiale (15° posto su 190 paesi mentre la Cina è al 31° posto). (pag 127-128)”,”CINE-100″
“NIRENSTEIN Fiamma”,”Islam. La guerra e la speranza. Intervista a Bernard Lewis.”,”Fiamma NIRENSTEIN è editorialista e inviata con sede a Gerusalemme per ‘La Stampa’ e collabora con ‘Panorama’: insegna storia del Medio Oriente all’ Università Luiss di Roma. Ha pubblicato ‘Il razzista democratico’ (Mondadori, 1992), ‘Israele: una pace in guerra’ (Mulino, 1996) e altro. Bernard LEWIS professore emerito a Princeton, è considerato il più autorevole esperto di storia mediorientale. “”L’ America, dunque, non cerca il petrolio in Iraq. Certo non lo cercava nei campi di Normandia, o in Bosnia. Ma lei crede che all’ America spetti accendere il fiammifero della democrazia in Medio Oriente? – Sì, a patto che non si immagini che io stia parlando di una sorta di pax romana”””,”VIOx-092″
“NIRENSTEIN Fiamma”,”Gli antisemiti progressisti. La forma nuova di un odio antico.”,”””Fu Muhammad Yazid, ministro dell’ Informazione in Algeria, che impartì all’ Olp basilari principi di propaganda: “”Non ridurre il conflitto ai vostri rifugiati…ma presentarlo come una battaglia di liberazione…Dimostrare che gli arabi sono oppressi e vittimizzati perché non fronteggiano solo il sionismo ma tutto l’ imperialismo.”” In un fondamentale incontro con Vo Nguyen Giap durante una visita in Vietnam e in Cina, Abu Iyad chiese perché la guerra palestinese era considerata terrorista mentre quella vietnamita una guerra di liberazione. Qui Giap spiegò la “”teoria delle fasi””, poi messa in atto nel 1974 da Arafat, e l’ idea che essa prevede deviazioni strategiche e retoriche pacifiste che creano un’ idea di moderazione mentre si combatte. Giap parlò anche dell’ importanza dei media americani e internazionali e riferendosi a essi disse: “”Noi combattiamo con mezzi militari e politici e con il supporto occidentale””. Questa è stata la carta vincente e perdente del recente processo di pace””. (pag 195-196) NIRENSTEIN Fiamma è editorialista e inviata a Gerusalemme per La Stampa e collabora con Panorama. Insegna storia del medio oriente all’ Università Luiss di Roma. Ha pubblicato varie opere.”,”EBRx-037″
“NIRENSTEIN Fiamma”,”Islam. La guerra e la speranza. Intervista a Bernard Lewis.”,”Fiamma NIRENSTEIN è editorialista e inviata con sede a Gerusalemme per ‘La Stampa’ e collabora con ‘Panorama’: insegna storia del Medio Oriente all’ Università Luiss di Roma. Ha pubblicato ‘Il razzista democratico’ (Mondadori, 1992), ‘Israele: una pace in guerra’ (Mulino, 1996) e altro. Bernard LEWIS professore emerito a Princeton, è considerato il più autorevole esperto di storia mediorientale.”,”VIOx-006-FV”
“NIRENSTEIN Fiamma”,”Il razzista democratico.”,”””Anche la Scuola di Francoforte’, pure nel suo tentativo di storicizzare il razzismo e di mostrarlo, come abbiamo visto prima, come un’evenienza psicologica il cui immediato risvolto politico è il fascismo, ammette che in esso ci sia qualcosa di naturale, di biologico. Quando Horkheimer analizza l’ ‘idiosincrasia’ non può fare a meno di percepire la sua importanza nell’origine prima della storia dell’uomo. L’idiosincrasia rinvia alla preistoria, quando i primi segnali pericoli agli uomini «si rizzavano i capelli, e il cuori si fermava in petto». Nell’idiosincrasia i singoli organi tornano a sottrarsi al controllo del soggetto, ubbidiscono per conto loro a stimoli biologici elementari. L’impulso a difendersi comporta reazioni di paura a situazioni fisiche svariate: l’affollamento, l’odore di qualcosa di sconosciuto, l’allarme di fronte a qualcosa di fisiamente estreneo, ai suoni incomprensibili, a sensazioni che si collegano a pregiudizi consolidati”” (pag 167)”,”TEOS-023-FV”
“NISBET Robert A.”,”La comunità e lo Stato. Studio sull’etica dell’ordine e della libertà.”,”Libro da fondo Oscar Gabutto”,”TEOP-290″
“NISBETT Alec”,”La vita di Konrad Lorenz. Il padre dell’ etologia premio Nobel 1973.”,”LORENZ, etologo austriaco (1903-1989), studioso delle componenti innate del comportamento. Ha scritto ‘L’ anello di re Salomone’ (1949) e ‘Il cosiddetto male’ (1963). Il premio Nobel lo ha condiviso con K. von FRISCH e N. TINBERGEN.”,”SCIx-107″
“NISBETT Alec”,”La vita di Konrad Lorenz. Il padre dell’ etologia premio Nobel 1973.”,”LORENZ, etologo austriaco (1903-1989), studioso delle componenti innate del comportamento. Ha scritto ‘L’ anello di re Salomone’ (1949) e ‘Il cosiddetto male’ (1963). Il premio Nobel lo ha condiviso con K. von FRISCH e N. TINBERGEN. NISBETT è un giovane scienziato inglese. Ha ricostruito la vita di LORENZ sulla base di documenti e conversazioni.”,”BIOx-055″
“NITOBE’ Inazo”,”Bushido. The Soul of Japan. An Exposition of Japanese Thought.”,”””Masamuné espresse bene nel suo spesso citato aforisma: “”La rettitudine portata all’ eccesso indurisce nell’ inflessibilità; la benevolenza oltre misura naufraga nella debolezza”””” (pag 43) “”Senza veridicità e sincerità, la gentilezza è una farsa e una sceneggiata. La moralità portata oltre i confini del giusto””, dice Masamuné, “”diviene una menzogna””. (pag 64) “”L’apoteosi della Sincerità a cui Confucio dà espressione nella “”Dottrina del Mezzo””, attribuisce ad essa poteri trascendentali, quasi identificandoli con il Divino. “”La sincerità è la fine e l’ inizio di tutte le cose; senza Sincerità non ci sarebbe nulla””””. (pag 64) Masamune Okazaki[1] (?? ?? Okazaki Masamune), conosciuto anche come Goro Nyudo Masamune (Sacerdote Goro Masamune)[2], è conosciuto come il più grande forgiatore di spade del Giappone. La mancanza di dati biografici certi, rende la sua esistenza parte della leggenda associate alle sue spade. Si ritiene che abbia operato nel periodo compreso fra il 1288 e il 1328. Costruiva spade, dette katana nella lingua giapponese e pugnali detti tanto, seguendo la tradizione Soshu. Si ritiene che abbia vissuto nella provincia di Sagami. In suo onore viene consegnato il Premio Masamune’’ durante la Competizione tra Forgiatori di Spade del Giappone. [3] La Masamune è una “”katana””, nome dato in suo onore alle spade dei samurai (solo gli allievi che avevano già compiuto il 15esimo anno di età potevano impugnarne una propria). Le katane di Masamune sono spesso confuse con quelle di Muramasa, un altro forgiatore (erroneamente considerato suo allievo). Secondo diverse leggende le spade di Muramasa sono descritte come portatrici di sventure (il nome significa “”pioggia di sangue””), mentre quelle di Masamune come portatrici di pace e serenità (il nome significa “”essenza divina della giustizia eterna””). (Wikip)”,”JAPx-070″
“NITTI Francesco”,”L’ Europa senza pace.”,”””Fra tutti i belligeranti, l’ Ungheria è forse il paese che, in rapporto alla popolazione, ha avuto maggior numero di morti: la monarchia degli Asburgo sapeva di poter contare sul valore dei magiari e li destinava al massacro di tutte le spedizioni più sanguinose. Così il piccolo popolo ha dato oltre 500 mila morti e numero enorme di mutilati e invalidi di guerra””. (pag 152) “”Il ripetere sempre che i germani sono disadatti al regime democratico è cosa non vera e ingiusta; come non è vero che la Germania sia un paese guerriero e però diverso dagli altri. Negli ultimi tre secoli Francia e Gran Bretagna hanno fatto assai più guerre della Germania. Bisogna leggere i libri del periodo napoleonico per vedere con quanta disistima si parlava della Germania pacifista, paese di contadini, di camerieri e di filosofi. Basta leggere i libri degli scrittori tedeschi, compreso lo stesso Treitschke, per vedere per quanto tempo i paesi tedeschi, desiderosi di pace, han considerato la Francia come il paese sempre disposto alla guerra e alla conquista””. (pag 232)”,”EURx-178″
“NITTI Francesco Saverio”,”Rivelazioni. Dramatis personae.”,”””C. Fourier che fu un genio e un folle, ha avvertito che piuttosto che una prefazione, è quasi sempre necessario fare una postfazione””. (pag XI, Quo vadis Italia?) Nella ‘Lettera ad Antonia’ Nitti, ricordando con affetto la moglie che è mancata, sottolinea il preziossimo lavoro da lei svolto al suo fianco nell’attività giornalistica degli anni d’esilio. “”Cesare diceva che “”tum quum in omnibus rebus in re militari potest fortuna””. Ma questa volta da quale parte sarà la fortuna si può prevedere””…. “”La guerra non sarà breve.”” (pag 603) (Lettera di Nitti a Mussolini perché si astenga dall’entrare in guerra a fianco della Germania nel 1939, l’Italia dovrebbe casomai schierarsi con Francia e Inghilterra)”,”ITQM-151″
“NITTI Francesco Saverio, a cura di Giandomenico DEMARCO”,”Scritti di economia e finanza. Volume III. Parte II. La conquista della forza. Il capitale straniero in Italia.”,”””Wie das Gestirn / Ohne Hast / Ohne Rast / Drehe sich Jeder / Um die eigne Last”” (Goethe) (Like a star, without haste, without rest, let every one fulfil his own hest) “”Come un astro, senza fretta, senza riposo, lasciate che ognuno porti il proprio fardello”” (in apertura)”,”ITAE-260″
“NITTI Francesco Fausto”,”Il maggiore è un rosso.”,”NITTI Francesco Fausto, antifascista, è il nipote dello statista lucano Francesco Saverio Nitti.”,”MSPG-232″
“NITTI Francesco Fausto”,”Il maggiore è un rosso.”,”Fuggito da Lipari con Lussu e Carlo Rosselli, Francesco Fausto Nitti – uno dei protagonisti dell’antifascismo militante italiano – viveva esule in Francia dal 1929. Allo scoppio della guerra civile spagnola decise di arruolarsi nelle brigate di volontari accorsi da ogni paese. Mandato sul fronte aragonese, nella primavera del 1937 dovette organizzare un battaglione di seicento anarchici, piuttosto riluttanti ad essere inquadrati in un esercito regolare. Nitti ha avuto rapporti tra gli altri con Pietro Nenni allora commissario politico delle Brigate Internazionali.”,”MSPG-003-FV”
“NITTI Francesco Saverio; a cura di Pasquale VILLANI e Angelo MASSAFRA”,”Scritti sulla questione meridionale. Volume IV. Inchiesta sulle condizioni dei contadini in Basilicata e in Calabria (1910). Volume I.”,”””Più che qualunque altra regione d’Italia, Calabria e Basilicata, dividono, insieme alla Sicilia, il tristissimo privilegio dei terremoti frequenti”” (pag 60) Capitolo VII: ‘La grande causa modificatrice: l’emigrazione’ (pag 153-206) “”Dopo l’emigrazione è diminuita la delinquenza violenta. Il brigantaggio è finito. Ormai dovunque, anche nella Sila, si può viaggiare tranquillamente, senza tema di aggressione o di sequestro di persona. Le campagne sono tranquille, ed i proprietari, per questo verso, potrebbero attendere alla cura dei loro fondi, senza alcun timore. Si deline invece un aumeno della delinquenza femminile e dei minorenni, e non vi è estraneo il troppo lungo abbandono dei capi famiglia, cui non si è sostituita alcuna provvidente azione di tutela sociale”” (pag 197) “”Questo enorme movimento emigratorio, che non ha precedenti nella storia d’Italia, costituisce la causa modificatrice più profonda dell’assetto economico, morale, sociale del sud d’Italia, all’infuori di ogni influenza del Governo e della borghesia. In conclusione, quel capitale circolante, che era scomparso dal sud, per effetto di molteplici circostanze storiche, dall’unità nazionale in poi, quel capitale circolante che la borghesia ha vanamente e lungamente chiesto allo Stato, mercé sgravi tributari, opere pubbliche, diffusione del credito, oggi lo va formando il popolo, mercé i risparmi sugli alti salari guadagnati all’estero, ed inviati in patria. Quella elevazione di cultura e di incivilimento, che la borghesia dirigente e quietista non aveva saputo ancora assicurare al minuto popolo, sono stati conquistati dai più umili, andando fuori patria, mescolandosi fra democrazie più operose e ricche. Il popolo va risolvendo il problema da sé. Seguendo l’istinto di conservazione e di sviluppo, che le grandi masse hanno da natura, ha trovato la soluzione a portata di mano con l’andarsene. (…) Per quest’insieme di fattori derivanti dall’emigrazione, la vecchia società, scossa nei suoi cardini economici, giuridici, e morali, si travaglia nell’elaborazione di un più largo e soddisfacente assetto, pel quale ancora non esistono tutte le indispensabili condizioni generali. Questo lento lavorio, che presenta un’importanza capitale, era fin qui passato inosservato. L’emigrazione fu per molti anni argomento di fastidio all’interno, quasi di pubblica sicurezza, e di umiliazione nazionale all’estero, epperò causa di debolezza nei rapporti con gli Stati esteri. Avvertito il danno della scomposizione demografica, ed il vantaggio della capitalizzazione monetaria, è derivato negli ultimi anni un movimento di attenzione pubblica e da parte dello Stato. Si è ottenuta così una legislazione protettiva dell’emigrante, e dei suoi risparmi. Ma l’opera di cosciente direttiva è ancora al suo inizio, e richiede il suo compimento. La stessa inchiesta presente sulle condizioni dei contadini deve addurre ad una esatta visione delle cose, per preparare un domani migliore. Ora è innegabile che l’emigrazione, se si saprà intenderla ed utilizzarla, costituirà il più possente fattore di rinnovamento interno, e di più saldi rapporti internazionali con quei paesi, verso cui si avviano in massa gli italiani. Quando danaro mandano ogni anni gli emigrati in Basilicata e in Calabria? Il calcolo non si può tentare con sicurezza, e né meno con approssimazione. Da una serie di dati induttivi si può ritenere che si tratti di somme rilevantissime, probabilmente superiore a ogni nostra credenza. Molti paesi si può dire che vivano esportando uomini. Alcuni agenti delle imposte (come quello di Castrovillari) nota che la piccola proprietà da qualche tempo paga puntualmente le imposte, mentre la grossa e la media si trovano in imbarazzo. Nondimeno non è da negare che la emigrazione abbia portato inconvenienti profondi. E molti desidererebbero che si trovasse modo di limitarla”” [Capitolo VII: ‘La grande causa modificatrice: l’emigrazione’] (pag 199-200)”,”ITAS-208″
“NITTI Francesco S.; a cura di Rolando NIERI e Romano P. COPPINI”,”Scritti politici di Francesco S. Nitti.”,”F.S. Nitti (Melfi 1868 – Roma 1953) [‘Assurdo’ è l’accostamento tra Marx e Gobineau!] “”Né le teorie di Marx né quelle di Gobineau hanno la minima base, però hanno la stessa azione dissolvente e stimolano passioni della stessa natura, ma in senso inverso. Marx contava sulla scomparsa delle classi medie, le quali sono appunto quelle che hanno il maggior peso nella società contemporanea. Ogni movimento marxista produce come reazione un movimento nazionale, che, presto o tardi, prende un carattere nazionalista. La teoria marxista del plusvalore non è più vera della teoria ariana di Gobineau: lo Spartaco leggendario di Marx è un personaggio altrettando assurdo del Witikingo dei nazisti. Ma la propaganda marxista dell’idea di dittatura del proletariato ha giustificato l’esistenza di dittature nazionaliste e ha diminuito nei popoli il sentimento della democrazia e della libertà”” (pag 263) [Gli anni della crisi. Bolscevismo e fascismo. Epilogo]”,”ITAS-020-FF”
“NITTI Francesco Saverio”,”La libertà. (1926)”,” Questo studio è dedicato al nonno Francesco Nitti carbonaro e liberale, trucidato per la libertà nella reazione borbonica del 1861; ai suoi figli che nel 1848 ebbero persecuzioni, condanne ed esilio; a mio padre milite oscuro e fervente dell’idea liberale, membro della Giovane Italia, tribuno della Falange Sacra di Mazzini e soldato di Garibaldi nelle guerre d’indipendenza dell’Italia; a mio figlio Vincenzo volontario di guerra a 16 anni… [Comitato per le Edizioni Gobettiane Presidente Bartolo GARIGLIO Vicepresidente Mario DOGLIANI Componenti: Gian Luigi BECCARIA, Luigi Bonanate, Gian Mario BRAVO, Giovanni CONSO (+), Luciano GALLINO (+), Agostino GIOVAGNOLI, Francesco MALGERI, Claudio PAVONE (+), Cesare PIANCIOLA, Marco REVELLI, Mariuccia SALVATI, Marco SCAVINO, Carlo Augusto VIANO, Giuseppe ZACCARIA, Segreteria Gabriela CAVAGLI’, Note storico-archivistiche Pierangelo GENTILE e Alessia PEDIO] (al 2017)”,”ITAD-009-FMB”
“NITTI Francesco Saverio”,”La pace. (1925)”,” [Comitato per le Edizioni Gobettiane Presidente Bartolo GARIGLIO Vicepresidente Mario DOGLIANI Componenti: Gian Luigi BECCARIA, Luigi Bonanate, Gian Mario BRAVO, Giovanni CONSO (+), Luciano GALLINO (+), Agostino GIOVAGNOLI, Francesco MALGERI, Claudio PAVONE (+), Cesare PIANCIOLA, Marco REVELLI, Mariuccia SALVATI, Marco SCAVINO, Carlo Augusto VIANO, Giuseppe ZACCARIA, Segreteria Gabriela CAVAGLI’, Note storico-archivistiche Pierangelo GENTILE e Alessia PEDIO] (al 2017)”,”EURx-001-FMB”
“NITTI Francesco Saverio”,”La tragedia dell’Europa. Che farà l’America? (1924)”,” [Comitato per le Edizioni Gobettiane Presidente Bartolo GARIGLIO Vicepresidente Mario DOGLIANI Componenti: Gian Luigi BECCARIA, Luigi Bonanate, Gian Mario BRAVO, Giovanni CONSO (+), Luciano GALLINO (+), Agostino GIOVAGNOLI, Francesco MALGERI, Claudio PAVONE (+), Cesare PIANCIOLA, Marco REVELLI, Mariuccia SALVATI, Marco SCAVINO, Carlo Augusto VIANO, Giuseppe ZACCARIA, Segreteria Gabriela CAVAGLI’, Note storico-archivistiche Pierangelo GENTILE e Alessia PEDIO] (al 2017)”,”EURx-003-FMB”
“NIVAT Georges”,”Regards sur la Russie de l’an VI. Considerations sur la difficulté de se liberer du despotisme.”,”NIVAT è considerato come uno dei maggiori slavisti francesi contemporanei. Allievo di Pierre PASCAL, ha scritto molte opere e articoli sulle varie facce della storia e della cultura russa del passato e del presente. Ha scritto in particolare un libro su SOLJENITSYN tradotto e pubblicato a Mosca. E’ Prof di letteratura e civilizzazione russa all’Univ di Ginevra. Nel 1993 ha pubblicato un primo giornale di viaggio, ‘Impressions de Russie An Un’. Parlava della nascita in quel paese della libertà politica, religiosa, quotidiana riscontrata nel 1992. Cinque anni dopo NIVAT ritorna a Mosca e in provincia e pure in Ucraina.”,”RUSx-026″
“NIVEAU Maurice”,”Storia dei fatti economici contemporanei.”,”””La pressione demografica fattore di sviluppo”” (La rivoluzione industriale in Inghilterra (1760-1830) (pag 25)”,”ECOI-139″
“NIVEAU Maurice CROZET Yves”,”Histoire des faits économiques contemporains.”,”””La Conferenza monetaria internazionale che si tenne a Genova nel 1922 adottò un certo numero di “”risoluzioni”” la cui nona stabiliva l’ adozione del gold exchange standard. Queste risoluzioni evidenziavano quattro punti essenziali: 1. Il mantenimento del valore oro di una moneta deve essere assicurato da una riserva adeguata di beni che non sia necessariamente l’ oro; 2. Quando il progresso lo permetterà, alcuni paesi partecipanti potranno stabilire un mercato libero dell’ oro e diventare così dei centri-oro; 3. I paesi partecipanti potranno, oltre alle loro riserve d’ oro, detenere in altri paesi partecipanti degli averi sotto forma di depositi, di tratte, di effetti a corto termine e altre risorse liquide appropriate; 4. La convenzione si baserà dunque su un gold exchange standard. Questa convenzione alla quale si fa allusione non sarà mai firmata ma il sistema proposto funzionerà tra il 1922 e il 1930. Questo sistema aveva per primo obiettivo di economizzare l’ oro il cui stock mondiale non era aumentato allo stesso ritmo rispetto ai prezzi nel corso della guerra del 1914-1918. Di conseguenza si sperava di evitare gli effetti deflazionistici che un ritorno generale allo standard non avrebbe mancato di produrre””. (pag 393)”,”ECOI-187″
“NIVEAU Maurice”,”Les politiques et l’ école. Entre le mensonge et l’ ignorance.”,”Rapporti regioni – università. “”L’ insegnamento superiore e la ricerca sono, evidentemente, fattori di sviluppo economico, sociale e culturale di una regione, di un dipartimento o di una città. La regione Rhône-Alpes, fin dall’ inizio, ha deciso di partecipare al finanziamento dei lavori di ricerca scientifica suscettibili di favorire l’ attività economica delle imprese e l’ occupazione. Dato questo, i negoziati sono quasi permanenti tra le istanze regionali – in cui uno dei direttori è incaricato della ricerca scientifica – e i presidenti delle università e direttori delle grandi scuole (8 università e 31 grandi scuole pubbliche e private nelle due accademie di Lione e Grenoble).”” (pag 216)”,”GIOx-038″
“NIVEAU Maurice”,”Historia de los hechos económicos contemporáneos.”,”NIVEAU Maurice “”Arnold Toynbee fue uno de los primeros en utilizar esta exprésion (“”revolución industrial””, ndr) en sus ‘Conferencias sobre la revolución industrial en Inglaterra’, publicadas en 1884. Sin embargo John Stuart Mill en sus ‘Principios’ y Karl Marx en ‘El Capital’ hablan ya de la “”revolución industrial””. En el capítulo XV de ‘El Capital’, libro primero, Marx escribe: “”Cuando John Wyatt en 1735 dio a conocer su máquina de hilar y, con ella, ‘la revolución industrial del siglo XVIII’, no dijo ni una palabra de que el hombre sería suplantado como motor por el asno, y, sin embargo, fue sobre el asno sobre quien recayó este papel”” (Karl Marx, Oeuvres, t. I. p. 915). ¿No es acaso de la historia económica de Gran Bretaña de donde Marx ha extraido sus elementos de análisis? “”Estudio – escribe – el modo de producción capitalista y las relaciones de producción y de intercambio que le corresponden. Inglaterra es el luga clásico de esta producción. Esta es la razón por la cual extraigo de este pais los hechos y los ejemplos principales que sirven de ilustración al desarrollo de mis teorías… El país más desarrollado industrialmente muestra, a los que le siguen en la escala industrial, la imagen de su propio porvenir”” (Prefacio a la primera edición de ‘El Capital’). Cuna de la sociedad industrial capitalista, Inglaterra ofreció a Karl Marx un campo de observación privilegiado sobre el que pudo fundar su doctrina””. (Maurice Niveau, Historia de los hechos económicos contemporáneos, 1985) (pag 25)”,”ECOI-315″
“NIVEAU Maurice”,”Storia dei fatti economici contemporanei.”,”Il grande dovere del proletariato. “”La prima Associazione internazionale dei lavoratori fondata a Londra il 28 settembre 1864 dovette affrontare gli stessi problemi di orientamento. Le ‘Trade Unions’ britanniche e i proudhoniani francesi auspicavano l’emancipazione dei lavoratori mediante l’istruzione, il mutualismo e le rivendicazioni economiche. Ma Karl Marx non scindeva l’economia dalla politica. Nel suo indirizzo inaugurale all’AIL del 28 settembre 1864 dichiarava: “”Il grande compito della classe operaia, è di conquistare il potere politico””. Nel redigere gli statuti dell’AIL Marx precisava il suo pensiero e la sua tattica nell’articolo 7, a: “”Nella sua lotta contro il potere unificato delle classi possidenti, il proletariato può agire come classe solo organizzandosi in partito politico autonomo, che si oppone a tutti gli altri partiti costituiti dalle classi possidenti… L’unione delle forze della classe operaia che essa ha già raggiunto grazie alla lotta economica, deve anche servirle di leva nella lotta contro il potere politico dei suoi sfruttatori. Siccome i magnati della terra e del capitale utilizzano sempre i loro privilegi politici per difendere e perpetuare i loro monopoli economici e per asservire il lavoro, così la conquista del potere politico è diventato il grande dovere del proletariato”” (Karl Marx Friedrich Engels, Opere scelte, a cura di L. Gruppi, 1966, p. 766).”” [Maurice Niveau, Storia dei fatti economici contemporanei, 1972] (pag 129) Rivoluzione industriale (pag 17)”,”ECOI-014-FPA”
“NIVEAU Maurice”,”Storia dei fatti economici contemporanei.”,”Appunti manoscritti di RC”,”ECOI-001-FC”
“NIVEAU Maurice”,”Storia dei fatti economici contemporanei.”,”Appunti manoscritti di RC”,”ECOI-001-FGB”
“NIVEAU Maurice”,”Storia dei fatti economici contemporanei.”,”Maurice Niveau est recteur honoraire de l’Université de Lyon-II.”,”ECOI-183-FL”
“NIVEN Ivan”,”Numeri razionali e numeri irrazionali.”,”Ivan Niven è nato a Vancouver (Canada) nel 1915. Ha studiato alla Università della british Columbia e all’Università di Chicago. Ha insegnato all’Università dell’Illinois, alla Purdue University e a Stanford. É attualmente professore di Matematica all’Università dell’Oregon. É stato direttore di riviste matematiche come l’American Mathematical Monthly e il éacific Journal of Mathematics.”,”SCIx-138-FL”
“NIVET Philippe COMBEAU Yvan”,”Histoire politique de Paris au XXe siecle. Une histoire locale et nationale.”,”COMBEAU è Professore di storia contemporanea all’ Università di La Reunion. NIVET è Maitres de conferences d’ histoire contemporaine all’ Université de Picardie. Entrambi hanno scritto varie opere (v.retrocopertina).”,”FRAV-067″
“NIXON Richard”,”Le memorie di Richard Nixon. Volume 2.”,”Ruolo dei media. “”Benché nessuna accusa di nessun genere fosse stata fatta contro di me direttamente, una indigine Gallup accertò che oltre il 40 per cento della popolazione pensava che fossi stato informato in precedenza del piano Watergate. Nella stessa indagine il 53 per cento pensava che lo spionaggio telefonico null’altro era se non “”politica, quel tipo di attività che vedeva impegnati entrambi i partiti”””” (pag 384)”,”USAS-190″
“NIXON Richard”,”The Real War.”,”””La terza guerra mondiale è iniziata prima che seconda guerra mondiale si concludesse”” (pag 17) Il Golfo Persico: la giugulare del petrolio. “”Both military and economic power now depend on oil. This basic fact makes the Persian Gulf the eye of the global storm in this final decades of the twentieth century. If the Soviet Union gains the power to torn off the oil spigots of the Middle East, it will gain the power to bring most of the industrialized West to its knees. To achieve this, it is not necessary that the Soviets actually take over the nations of the Persian Gulf, as they took over Afghanistan. Their purpose can also be served by external pressures or internal upheavals that deny those countries’ resources to the West”” (pag 71-72)”,”USAQ-094″
“NIXON Richard”,”Real Peace.”,”””Both China and the United States should increase their military strength todeter Soviet aggression in Asia. An important goal in any talks between the Reagan Administration and China’s pragmatic new leadership should be to generate more action and less talk about joint defensive efforts. Public posturing about our military cooperation only irritates the Soviets. It does not frighten or deter them. The relationship between the U.S. and China, however, must be more that simply a strategic and military one. Many, by speaking flippantly of “”playing the China card””, imply that one billion Chinese are just an ace in the hole for the U.S. to deploy against the Russians whenever it suits our interests. This trivializes a profoundly important relationship. If two nations treat their relationship like a game of cards, what they build will be a house of cards that will collapse when it with the first ill wind.”” (pag 69) Giappone alleato strategico per l’alleanza occidentale, l’Occidente, la Nato. Il miracolo economico giapponese nel 2° dopoguerra è una sintesi senza precedenti di Occidente e Oriente (pag 56)”,”USAQ-095″
“NIZAN Paul”,”Cronache di settembre. Il patto di Monaco.”,”Nato a Tours nel 1905 da famiglia proletaria, NIZAN ha impersonato l’intellettuale impegnato, amico di Jean-Paul SARTRE, romanziere e autore di pamphlets e di ricostruzioni storiche (‘I materialisti dell’ antichità’. E’ stato una figura di primo piano della cultura marxista francese tra le due guerre. Membro del PCF e giornalista all’ ‘Humanité’ e a ‘Ce soir’ come redattore di politica estera (è da questa sua esperienza che il libro presente è il frutto), dopo il patto HITLER-STALIN uscì dal PCF su posizioni di sinistra. Morì a Dunquerque nel maggio del 1940.”,”GERN-017″
“NIZAN Paul”,”Les materialistes de l’ antiquité. Democrite – Epicure – Lucrece.”,”‘Lenin difese Epicuro contro le ‘calunnie’ che Hegel moltiplicò contro di lui'”,”FILx-186″
“NIZAN Paul a cura”,”I materialisti dell’ antichità. Scelta di testi di Democrito, Lucrezio, Epicuro.”,”Epicuro, Lucrezio e la scienza. “”D’ altra parte, Lucrezio è contemporaneo di un grande movimento nel campo delle scienze naturali. Un autore reazionario come Varrone è sollecitato dalla curiosità scientifica: questo enciclopedista appassionato dalla restaurazione storica, archeologica dei vecchi valori romani, si orienta anche verso gli studi sull’ agricoltura concepita scientificamente, sulla meteorologia, sulle esperienze di fisica. Un’ epoca di ricerche concrete è incominciata, e i suoi caratteri sono assai differenti da quelli che contraddistinguevano la scienza greca: la scienza romana è orientata verso gli studi pratici: questi mercanti, questi colonizzatori, questi costruttori, questi soldati hanno poca passione per la teoria pura. Si occupano di astronomia, ma ben di più li attira la scienza della misurazione del terreno, la tecnica militare, l’ architettura, l’ idraulica, la medicina. Vengono fatte ricerche sulle maree, si scopre la legge dei vasi comunicanti, la tracheotomia, si fissa la distinzione tra malattie croniche e malattie acute, viene lanciata in patologia l’ ipotesi di micro-organismi. Questo è il retroterra culturale da cui prese alimento lo sforzo teorico, lasciato isolato in Roma, del pensiero di Lucrezio. Era presente in Epicuro una sorta di profonda indifferenza nei riguardi dello specifico della scienza: tutta la ricerca fisica era dominata da un utilitarismo etico. Questa massima riassume tutto: … non era possibile senza lo studio della natura avere pure gioie. La scienza non era che un mezzo di salvezza spirituale, la forza che scaccia l’ angoscia; Epicuro non aveva il gusto della scienza in quanto scienza. Epicuro – afferma Marx – procede però con immensa nonchalance nella spiegazione dei singoli fenomeni fisici. Da ciò deriva uno schematismo, indubbiamente assai meno rozzo che in Democrito, ma molto sensibile. Lucrezio non si esenta dal proclamare che l’ etica comanda alla fisica, che la scienza non è che un mezzo di cui la felicità è il fine, e tuttavia egli si rivela poi meno fedele di Epicuro alla lettera della dottrina. Lo domina una passione scientifica, in particolare in tutte le questioni concernenti la psicologia dell’ uomo, la preistoria, l’ evoluzione della vita e dell’ umanità. In tal modo si afferma, malgrado alcune ingenuità ed alcuni errori teorici che non potevano essere evitati, una interpretazione conseguente ed organica del materialismo. In Lucrezio sono presenti tutti gli elementi essenziali della dottrina materialistica. (…)””. (pag 56-58)”,”FILx-296″
“NIZAN Paul, a cura di Susan SULEIMAN”,”Letteratura e politica. Saggi per una nuova cultura.”,”Paul NIZAN (Tours, 1905) (centenario della nascita nel 2005) muore in guerra a Dunkerque nel 1940. Romanziere ‘Antoine Bloyé’ ‘Il cavallo di Troia’, ‘La cospirazione’, autore di lucidi pamphlets ‘Aden Arabia’, ‘I cani da guardia’, di interventi politici ‘Chronique de septembre’, di acuti recuperi storici ‘I materialisti dell’ antichità’ è una delle figure di primo piano della cultura marxista francese tra le due guerre. Drieu la Rochelle. “”Fascismo considerato come periodo di transizione tra capitalismo e socialismo. Teoria del capo e, ancora, affermazione di un’ identità essenziale tra Mussolini e Hitler, da una parte, e tra Lenin e Stalin, dall’ altra. Ed è vero anche che Drieu non vede affatto questo capo fare la sua apparizione in Francia perché in Francia non lo si è ancora meritato: “”Un capo è una ricompensa per degli uomini audaci e di volontà. Noi ne siamo ancora lontani””””. (pag 65)”,”VARx-153″
“NIZAN Paul”,”I cani da guardia. Può darsi benissimo che i filosofi non abbiano alcuna intenzione di ingannare. Ma la loro filosofia riposa sulla schiavitù.”,”Paul NIZAN (1905) nato da una famiglia operaia, fu professore di filosofia nei licei e membro del PCF fino al 1939 (ruppe in occasione del patto Hitler-Stalin). Collaboratore dell’ Humanité poi direttore della pagine di politica internazionale di “”Ce soir””, scrisse saggi e romanzi tra cui ‘Eden-Arabia’ e ‘La cospirazione’. Dopo l’uscita dal PCF subì la calunnia politica degli esponenti di quel partito e la congiura del silenzio, rotta dal vecchio amico Jean-Paul SARTRE e recentemente dall’ iniziativa dell’ editore Maspero. Morì combattendo contro i tedeschi presso Dunkerque nel 1940. “”Una volta che la rivoluzione borghese ebbe distrutto quel sistema di istituzioni da cui veniva ostacolata la crescita della sua vigorosa giovinezza, dovette essere rimpiazzato anche il potere spirituale. Le piazzeforti che sotto la monarchia erano tenute dalla Chiesa per il re e per i nobili, furono occupate, sotto la Repubblica, dalla scuola e dell’ università di Stato. Tutto un susseguirsi di operazioni, che si è concluso sotto gli occhi dei nostri genitori, ha innalzato il chiericato laico allo stesso livello del chiericato ecclesiastico: sia l’ uno che l’ altro hanno la funzione di assicurare la presenza nello Stato di ogni sorta di persuasione, di ogni sorta di propaganda spirituale. Bisogna arrivare a capire che l’ Università non è altro che la leva spirituale dello Stato, che essa costituisce, chiarisce e diffonde i valori generati sul piano dello “”Spirito”” da quegli stessi interessi che lo Stato temporale difende””. (pag 78)”,”FILx-320″
“NIZAN Paul”,”Aden Arabia.”,”ex libris di GB e PS “”Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”” (pag 166) Paul Nizan. Nato a Parigi nel 1905, Paul Nizan frequenta insieme a Sartre l’ Ecole Normale Superieure. Tornato da Aden aderisce al Partito Comunista francese, da cui si dimette alla notizia del patto germano-sovietico del 1939. Muore nel 1940 durante la battaglia di Dunkerque. Sulla retorica del viaggio. “”Non c’è che una specie di viaggi che abbia valore: quello diretto verso gli uomini. E’ il viaggio di Ulisse, avrei dovuto saperlo se non avessi fatto gli studi umanistici per niente. E finisce naturalmente, questo viaggio, col ritorno. Tutto il valore del viaggio è racchiuso nel suo ultimo giorno. Quanto alla poesia, che gli ultimi elementi minerali dei viaggi possano sprofondare nell’oblio dei mari! Lo spazio non contiene beni per gli uomini. Ci sono scrittori che parlano delle lezioni contenute nei paesaggi: fingono di credere che pietre e cielo si abbandonino a una mimica che fa di loro dei precettori. In cambio gli uomini possono imitare gli atteggiamenti e le virtù morali di una città, di un territorio, di un’area di vegetazione: serenità, intelligenza, grandiosità, disperazione, voluttà. Ma i viaggiatori seri hanno dato poco peso a questa retorica: i viaggi di Montaigne sono asciutti, quelli di Cartesio nudi del tutto, di sfuggita si interessano agli uomini. Un uomo non è un occhio che guarda, un orecchio che ascolta. Lo spazio non rientra per niente tra le complicazioni aggiunte da secoli di cultura alle sue diverse parti. Non dice parola, è pronto a ricevere tutto ciò che gli uomini faranno. E’ un ricettacolo, una cera, non occorre prendere impronte umane per qualche proprietà della cera vergine”” (pag 131)”,”GIOx-096″
“NKUITCHOU NKOUATCHET Raoul”,”Les ouvrières du fast-food. Les enjeux sociaux du flux tendu dans la restauration rapide.”,”””Plus qu’une définition, faisons appel à una image de Georges Friedmann, pour signifier ce qu’est un travail pauvre. Dans ‘Où va le travail humain?’ il cite longuement Georges Navel, un ouvrier écrivain, qui avait publié ‘Parcours’, en 1945, chez Gallimard, et ‘Travaux’ chez Stock, la même année. Georges Navel a douze ans vers 1916, il est le cadet de treize enfants, d’ascendance paysanne. Quelques années plus tard, l’usine happe le jeune Navel. Il raconte son expérience du travail pauvre et dur: “”Je n’étais pas encore mûr pour la rudesse, la grossièreté des adultes. La vie à l’atelier “”pour toujours”” commençait à me faire peur. Je me demandais si c’est encoire loin, la mort, et si on est forcé de vivre jusqu’au bout””. Plus loin, Navel poursuit, pathétique: “”Le bruit ‘saoule, abrutit’. Le bruit est parfois auxiliaire de la vitesse, parce qu’il ‘dope’ l’opérateur. Plus encore que nos gestes. (…) ‘On est dans la même journée qu’hier et que demain. (…) La plus grande fatigue est d’être absent à ce que l’on fait””. (pag 108)”,”CONx-181″
“NOBECOURT Jacques”,”Italia al vivo.”,”Corrispondente romano di ‘Le Monde’, Jacques NOBECOURT ha vissuto le fasi più importanti della vita economica, politica e sociale italiana. Nato a Rouen nel 1923, dopo aver fatto studi storici si è dedicato al giornalismo. E’ poi passato da Combat al Parisien liberé per entrare tra i suoi corrispondenti stranieri di Le Monde. E’ uno specialista di questione italiane e tedesche.”,”ITAP-063″
“NOBECOURT Jacques”,”Italia al vivo.”,”Corrispondente romano di ‘Le Monde’, Jacques NOBECOURT ha vissuto le fasi più importanti della vita economica, politica e sociale italiana. Nato a Rouen nel 1923, dopo aver fatto studi storici si è dedicato al giornalismo. E’ poi passato da Combat al Parisien liberé per entrare tra i suoi corrispondenti stranieri di Le Monde. E’ uno specialista di questione italiane e tedesche.”,”ITAS-015-FV”
“NOBECOURT Jacques”,”Il colpo di coda di Hitler. La battaglia delle Ardenne.”,”«Il nemico può darci l’occasione di trasformare la sua mossa più ardita nella sua più grande sconfitta» (Eisenhower, Ordine del giorno del 22 dicembre 1944) “”L’anticipo di otto giorni imposto all’offensiva russa non aveva provocato gran problemi, dal momento che i preparativi erano stati condotti per lunghi mesi senza incontrare difficoltà considerevoli. Non è neppure avventato pensare che, vedendo i Tedeschi impegnati sul fronte Ovest, Stalin abbia giudicato opportuno precipitare le cose. Così la bilancia dei servizi resi era più o meno in pari, ma né Churchill né Roosevelt fecero valere i benefici che Stalin aveva ricevuto dall’offensiva delle Ardenne, e quest’ultimo non insistette troppo sui meriti del suo intervento. Il momento, d’altronde, non era il più adatto per impegnarsi in una simile discussione, inevitabilmente sterile e che riuschiava di trasformarsi, da una parte come dall’altra, in un processo alla intenzioni. Restava però da risolvere un problema comune, che esigeva il mantenimento di un clima favorevole alla trattativa: come chiudere la partita con la Germania, ora che era attaccata su tutte le sue frontiere? Ben più dei risultati dell’offensiva delle Ardenne, ben più di quelli della stessa offensiva russa, pesavano sulla bilancia le sollecitazioni effettuate dai capi di Stato Maggiore nei confronti di Roosevelt e Churchill. Essi auspicavano la collaborazione delle operazioni aeree e terrestri, il proseguimento delle sforzo sovietico, e insistevano presso gli uomini politici affinchè non fosse trascurato nulla per «incoraggiare lo sforzo bellico dei Russi» (Churchill). Preoccupati per la guerra col Giappone che non riuscivano a vedere conclusa prima di diciotto mesi, scettici nei confronti della bomba atomica – di cui il Presidente Roosevelt conosceva le promesse fin dal 30 dicembre – i capi di Stato Maggiore americani temevano addirittura di vedere Stalin prendere posizione neutrale o perfino fare la sua politica, alleandosi al Giappone. Queste preoccupazioni mettevano di nuovo gli Alleati nella posizione di postulanti; l’offensiva delle Ardenne non era ormai che un episodio chiuso, ma c’era ben altro da fare che tirare le somme dei conti aperti tra Alleati. Era l’avvenire che presiedeva a tutte le azioni e, senza la collaborazione sovietica, la vittoria restava sempre una possibilità aleatoria. Senza invischiarsi di proposito in un cattivo processo, non si può dare un giudizio assoluto sulla conferenza di Yalta; vorrebbe dire vendere a buon mercato gli imperativi politici che derivavano esclusivamente dalle necessità del momento. Perfino Foster Dulles ha preso le difese di Roosevelt di cui dice: «Non ha abbandonato nulla di ciò che gli Americani possedevamo o dominavamo realmente (…). Né lui, Né Churchill erano in condizioni di esercitare una pressione decisiva sulla Russia, per ottenere concessioni maggiori di quelle che in effetti riuscirono ad ottenere»””. (pag 382-383)”,”QMIS-006-FGB”
“NOBERASCO Filippo SCOVAZZI Italo”,”Storia di Savona. Vicende di una vita bimillenaria. Volume primo. Dalle origini al tramonto delle civiche libertà.”,”Nuova edizione riveduta ed ampliata da Italo SCOVAZZI prima della morte (1964) e successivamente ordinata a cura di Nicolò BESIO.”,”LIGU-050″
“NOBERASCO Filippo SCOVAZZI Italo”,”Storia di Savona. Vicende di una vita bimillenaria. Volume secondo.”,”Iconografia e aggiornamento bibliografico a cura della Società Savonese di Storia Patria. A pagina 206 nella nota 12 si cita A. CERVETTO, Le lotte operaie alla Siderurgica di Savona (1861-1913), in ‘Movimento operaio’ luglio agosto Milano 1954″,”LIGU-051″
“NOBILE Michele”,”L’ «operazione polacca» nel quadro del grande terrore di Stalin, 1937-1938.”,”‘Sui numeri il consenso è generale: nel 1937-1938 gli organi del Nkvd arrestarono circa un milione e mezzo di persone, di cui oltre 1.300.000 furono condannate, a queste si possono aggiungere le 420-450 mila persone condannate a una pena che poteva arrivare a cinque anni di campo…’ (pag 7) ‘Per quanto avvenisse nel quadro della lotta al presunto “”sabotaggio”” del raccolto di grano da parte dei kulaki (era in corso la carestia) secondo Terry Martin a marcare il passaggio dalle deportazioni su base di “”classe””, prevalenti prima del 1933, alle deportazioni su base “”etnica”” prevalenti fino al 1953 fu l’ordine di deportare l’intera popolazione cosacca di Poltava nel dicembre 1933, seguito da analogo ordine per altre due città. Nel corso della “”pulizia”” successiva all’omicidio di Kirov le nazionalità non-russe vennero colpite pesantemente (…)’ (pag 11)”,”POLx-004-FGB”
“NOBILI Massimo”,”Guida alla tesi di laurea in materie giuridiche e politico sociali.”,”NOBILI Massimo”,”GIOx-082″
“NOBLE David F.”,”Progettare l’America. La scienza, la tecnologia e la nascita del capitalismo monopolistico.”,”Tecnologia come produzione sociale, industria istruzione e ingegneri, la riforma della grande industria come progetto di produzione industriale, la scienza al servizio dell’industria, tecnologia e uomo, standardizzazione scientifica e industriale, management e sviluppo ingegneria. NOBLE, nato a NY, ha svolto dapprima attività di ricerca nel campo della chimica e biochimica, ha poi conseguito il titolo di Ph. D. all’ Univ di Rochester. Dalla metà degli anni ’70 è passato al MIT pubblicando libri di storia della tecnologia e dell’ organizzazione del lavoro.”,”USAS-022″
“NOBLE David F.”,”Progettare l’America. La scienza, la tecnologia e la nascita del capitalismo monopolistico.”,”Tecnologia come produzione sociale, industria istruzione e ingegneri, la riforma della grande industria come progetto di produzione industriale, la scienza al servizio dell’industria, tecnologia e uomo, standardizzazione scientifica e industriale, management e sviluppo ingegneria. NOBLE, nato a NY, ha svolto dapprima attività di ricerca nel campo della chimica e biochimica, ha poi conseguito il titolo di Ph. D. all’ Univ di Rochester. Dalla metà degli anni ’70 è passato al MIT pubblicando libri di storia della tecnologia e dell’ organizzazione del lavoro.”,”USAE-006-FPA”
“NOCE Teresa”,”Gioventù senza sole.”,”Teresa NOCE nacque a Torino nel 1900. Cominciò a lavorare a sei anni portando il pane. Fu poi stiratrice, sarta, operaia. Dal 1921 militò nel PCI ed ebbe incarichi di direzione. Partecipò alla guerra di Spagna. Ebbe incarichi di direzione in Francia tra i Francs tireurs partisans. Nel 1943 venne arrestata e finì nel lager di Ravensbruck. Tornata in Italia fu dirigente e parlamentare del PCI.”,”MITT-083″
“NOCE Teresa”,”Rivoluzionaria professionale. La storia del PCI nella vita appassionata di una donna.”,”””Il rapporto di Dimitrov mi fu consegnato scritto, affinché come tutti i delegati potessi studiarlo prima che lui lo pronunciasse. Ma una cosa era leggerlo e un’ altra sentirlo, anche se Dimitrov parlò in russo, lingua che conosceva alla perfezione. Era davvero un grande oratore, non solo eloquente e di logica serrata come aveva provato al processo di Lipsia, ma appassionato e in grado di trascinare i compagni, il Congresso e le masse. Faceva sentire le cose agli altri come lui le sentiva. Non aveva l’ oratoria fredda e burocratica che spesso caratterizzava i nostri compagni. Dimitrov sapeva mettere calore umano anche nei concetti politici più diffusi e astrusi.”” (pag 189)”,”PCIx-126″
“NOCE Tiziana”,”Benedetto XV.”,”Tiziana NOCE insegna storia contemporanea al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università della Calabria. Si occupa di storia politica delle donne. “”L’orizzonte culturale di Benedetto XV è quello della Chiesa prima del Concilio Vaticano II, tutto interno all’ideologia di cristianità: la guerra è una punizione della Provvidenza per il distacco dell’umanità dalla religione, “”una punizione divina per il peccato che la società contemporanea ha compiuto abbandonando la sua dipendenza dalla religione e dalla chiesa”” (Menozzi). Essa è allo stesso tempo un’espiazione di questo peccato, solo il ritorno del papato a guida delle relazioni fra gli Stati garantisce il ritorno della pace. Il male originatosi nel XVIII secolo con lo scopo di “”rovinare i fondamenti cristiani della società”” aveva infine provocato la guerra e solo il riavvicinamento alla religione poteva porvi fine. A conferma di tale lettura il clero segnalava che dall’inizio della guerra c’era stato un ritorno della gente alla preghiera, e Benedetto XV e i cattolici ne deducevano il carattere provvidenziale del conflitto nonché l’opportunità di incrementare idonee forme e espressioni della pietà. Questa di Benedetto XV è una lettura della guerra largamente egemone nel mondo cattolico, risalente alle teorie reazionarie del de Maistre e della cultura intransigente ottocentesca. La curia e l’autorevole rivista dei gesuiti, ‘La Civiltà Cattolica’, la sostenevano integralmente, enfatizzando la funzione catartica, espiatrice della carneficina in corso, mentre altri, tra cui lo stesso Papa, non facevano cenno a questa specifica funzione, pur individuando le origini della guerra nell’apostasia e il ritorno alla pace nell’affermazione del ruolo arbitrale e direttivo del Papa fra le nazioni””. (pag 42-43) “”Le accuse di filogermanesimo alla Santa Sede raggiungono il loro culmine alla fine del 1916 con lo scoppio del cosiddetto “”caso Gerlach””, uno scandalo che coinvolge monsignor Rudolph Gerlach, uno dei sei camperieri segreti responsabili del servizio diretto al Papa, accusato di spionaggio e complicità nel misterioso affondamento di due fra le migliori navi della flotta militare italiana, la ‘Leonardo da Vinci e la Benedetto Brin’. La condotta di vita del cameriere segreto, molto apprezzato nelle famiglie importante romane, fornito di cospicue disponibilità economiche e auto di lusso, lo espone a sospetti, mentre le inchieste confermano che egli finanzia due giornali cattolici usati per criticare il governo italiano e la guerra che conduce, e per apprezzare invece la condotta degli Imperi centrali. Si insinua anche che questi giornali servano a trasmettere tramite messaggi cifrati informazioni di carattere politico e militare. Benedetto XV difende strenuamente il suo cameriere segreto e si accorda con il governo italiano per farlo espatriare in Svizzera prima che il processo abbia inizio. Gerlach è condannato insieme agli altri imputati ai lavori forzati a vita. Questa vicenda vede le relazioni fra l’Italia e la Santa Sede raggiungere il punto più basso: il Papa non accetta la corte che giudica Gerlach e la definisce “”il sinedrio massonico””; egli sostiene che il reale bersaglio sia lui stesso, per la sua opera di pacificazione e accusa a sua volta il governo italiano. La condotta di Gerlach non aiuta a distendere gli animi, al suo arrivo in Svizzera è accolto come un eroe e riceve numerose decorazioni”” (pag 53-54)”,”QMIP-182″
“NOCE Teresa (Estella)”,”Rivoluzionaria professionale.”,”Attività clandestina. Le valige dei proletari e dei funzionari. Il doppio fondo e la gara tra noi e l’Ovra; “”Comorga””, la Commissione di organizzazione del Partito che preparava i viaggi (pag 132) “”Nel Partito si avevano intanto avvenimenti di grande rilievo. La discussione sulla «svolta» provocò addirittura una crisi politica nella Direzioen, tanto che alla fine del mese di dicembre 1929 fu espulso Tasca e, nella primavera del 1930, Bordiga seguì la stessa sorte. Naturalmente le due espulsioni erano motivate da ragioni diverse, dato che le posizioni di Tasca erano differenti da quelle di Bordiga. Poi, di lì a qualche mese, vennero espulsi anche i «tre» che più si opponevano alla svolta: Ravazzoli, Tresso e Leonetti. Più tardi sarebbe stato espulso anche Tranquilli”” (pag 132) Le valigie proletarie (di cartone) degli emigrati e quelle dei funzionari… “”Le valigie dei funzionari erano invece inizialmente in cuoio, con un doppio fondo che si poteva togliere e rimettere. Questo perché dovevano spesso nascondere, nel doppiofondo, oltre al materiale clandestino, anche passaporti e carte di identità di ricambio, nonché il denaro necessario durante il soggiorno in Italia. Imparammo a truccare sempre meglio le valigie, ma anche la polizia imparava. (…)”” (pag 132)”,”PCIx-004-FSD”
“NOCELLA Roberto”,”Brasile.”,”Roberto Nocella è diplomatico. Nel corso del semestre di Presidenza italiana della UE ha prestato servizio presso la Direzione generale per i paesi delle Americhe. Attualmente lavora presso l’Ambasciata d’Italia a jerevan in Armenia. É consigliere redazionale di Limes.”,”AMLx-024-FL”
“NOCERA Raffaele TRENTO Angelo, con la collaborazione di Andrea PEZZE'”,”America Latina, un secolo di storia. Dalla Rivoluzione messicana a oggi.”,”R. Nocera insegna Storia dell’America Latina nell’Università di Napoli “”L’Orientale””. Ha condotto studi sul Cile, sulle relazioni interamericane e sulla politica estera italiana in Ameica Latina. A. Trento è stato docente di Storia dell’America Latina nell’Università di Napoli “”L’Orientale””. Si occupa di Brasile e Cuba, di emigrazione italiana nel continente sudamericano. Contiene tra l’altro i capitoli: ‘I primi passi del movimento operaio’ e ‘La Rivoluzione messicana’”,”AMLx-169″
“NOCK Albert Jay, a cura di Luigi Marco BASSANI”,”Il nostro Nemico, lo Stato.”,”NOCK (1870-1945) è una figura controversa. Autodidatta, abbandonò la famiglia e l’ufficio di pastore per trasferirsi dalla provincia nel 1910 a New York. Qui diventò editore di riviste, saggista e studioso di lingua e letteratura francese. Insieme a Henry MENCKEN costituì per quasi un trentennio la coppia libertaria più autorevole d’America sostenendo durante il New Deal i valori dell’individualismo. BASSANI (Chicago, 1963) è ricercatore confermato di storia delle dottrine politiche dell’Università di Milano.”,”TEOP-421″
“NOCK Albert Jay, a cura di Luigi Marco BASSANI”,”Il nostro nemico, lo Stato.”,”NOCK Albert Jay (1870-1945)è una delle figure intellettuali più controverse del Novecento americano. Autodidatta, abbandonò la propria famiglia e l’ufficio di pastore in provincia per trasferirsi nel 1910 a New York. Qui diventò editore di riviste, saggista e studioso di lingua e letteratura francese. Assieme a Henry Mencken costituì per un trentennio la coppia libertaria più autorevole d’america BASSANI (Chicago, 1963) è ricercatore confermato di storia delle dottrine politiche all’Università di Milano. Si occupa di pensiero politico americano fra la Rivoluzione e la guerra civile. Ha scritto ‘Il pensiero politico di Thomas Jefferson’ (2002). “”Negli Stati Uniti di oggi, i principali indici dell’aumento del potere dello Stato sono tre. Un primo indice è il livello di centralizzazione dell’autorità dello Stato. Praticamente tutti i diritti e poteri sovrani delle unità politiche più piccole – almeno tutti quelli abbastanza rilevanti da risultare appetibili – sono stati assorbiti dall’autorità federale; e questo non è tutto. Non solo il potere statale è stato accentrato a Washington, ma è stato così tanto concentrato nelle mani dell’Esecutivo che l’attuale regime è un regime di governo personale. E’ nominalmente una repubblica, ma in realtà è una monocrazia; anomalia curiosa ma estremamente caratteristica di un popolo poco dotato di integrità intellettuale. Il governo personale non è esercitato qui nello stesso modo che in Italia, in Germania ed in Russia, poiché, contrariamente a quanto accade in quei paesi, non vi è ancora un interesse statale che possa essere favorito in quel modo. Ma il governo personale è sempre governo personale; la modalità del suo esercizio è una questione di convenienza politica immediata, ed è determinata interamente dalle circostanze”” (pag 7-8)”,”DIRx-028″
“NOËL Bernard”,”Dictionnaire de la Commune.”,”Poeta e romanziere, NOËL Bernard, autore di studi sull’ arte e di monografie d’ artisti, ha pubblicato saggi che sfuggono alle classificazioni tradizionali.”,”MFRC-081″
“NOËL Leon”,”La Tchecoslovaquie d’avant Munich.”,”NOËL Leon è membro dell’ Institut, e ambasciatore di Francia. Profilo biografico dell’ autore (v. retrocopertina) L’ Europa, l’ anschluss, la guerra. “”Le potenze occidentali, che avevano commesso l’ errore, invano da me denunciato, d’ identificare la sorte dell’ Austria a quella di un uomo alla mercé di un colpo o di un accidente, avevano assistito a questo dramma con una passività che non poteva che incoraggiare gli intrighi degli hitleriani. Quattro giorni dopo il dramma, il 28 luglio 1934, io redassi per me stesso una nota che ho conservato. Malgrado la sua lunghezza, giudico utile riprodurla tanto essa è indicativa della grande debolezza delle potenze più interessate a difendere l’ indipendenza dell’ Austria. “”Carenza quasi completa. Si attende; ci si riserva: se questo continua, l’ Anschluss si farà e porterà alla guerra. (…)””. (pag 158)”,”EURC-072″
“NOËL Léon”,”De Gaulle et les débuts de la Ve Republique, 1958-1965.”,”NOËL Léon dell’ Accademia delle scienze morali e politiche, consigliere dei stato onorario, ambasciatore di Francia, membro del Consiglio di direzione del RPF, deputato RPF dello Yonne dal 1951 al 1956, presidente del Consiglio Costituzionale (1959-1965). “”Nel corso dei questo intervista di domenica 23 aprile, De-Gaulle non mi nasconde che egli si domandava se certi servizi segreti americani non avevano incoraggiato il tentativo di Challe e di Salan, non fosse che nel disegno di fare argine allo sforzo della Francia di dotarsi di un armamento nucleare. Egli tendeva a crederlo. L’ ipotesi mi sembrava verosimile. Essa andava ad essere confermata da Challe stesso che, a radio Algeri, non aveva timore di affermare che contava sull’ appoggio dei “”nostri amici americani””. Tutto spinge a pensare che la troppo famosa CIA (Central Intellgence Agency), che ha messo le mani in tanti colpi di stato, di rivoluzioni, id imprese avventurose e sanguinose – (…) – non sia stata estranea all’ avventura criminale di Algeri””. (pag 144-145)”,”FRAV-104″
“NOFFKE Eric”,”Cristo contro Cesare. Come gli ebrei e i cristiani del I secolo risposero alla sfida dell’imperialismo romano.”,”Eric Noffke (1968), pastore valdese presso la comunità metodista di Roma, ha studiato teologia a Roma, Heidelberg, Princeton e Basilea. “”Filone, in sintesi, adotta le convinzioni che, come vedremo, con l’esempio di Giuseppe Flavio, saranno sostenute dalla classe dirigente ebraica in terra d’Israele di fronte al crescere della tensione con Roma. Sostanzialmente, sarà l’atteggiamento che, nonostante le turbolenze prodotte dalle tre guerre ebraiche contro Roma, trionferà con l’affermarsi del rabbinismo dal II secolo in poi, e che permetterà al giudaismo di sopravvivere all’interno dell’impero romano”” (pag 175)”,”STAx-002-FMP”
“NOGUEIRA César”,”Notas para a história do socialismo em Portugal (1871-1910).”,” César Nogueira, Notas para a História do Socialismo em Portugal, 2 vols., vol. I – (1871-1910) vol. II – (1895-1925) Lisboa, Portugália Editora, 1964-1966″,”MEOx-142″
“NOGUEIRA César”,”Notas para a história do socialismo em Portugal. Vol. II (1895-1925).”,” César Nogueira, Notas para a História do Socialismo em Portugal, 2 vols., vol. I – (1871-1910) vol. II – (1895-1925) Lisboa, Portugália Editora, 1964-1966 Foto della sessione inaugurale del VI Congresso nazionale del PSP (Partito socialista portoghese) tenutosi a Porto dal 21 al 24 giugno 1913 (pag 48-49) Testata del primo numero del giornale ‘A voz do operario’, 2 ottobre 1879 (pag 32-33)”,”MEOx-143″
“NOGUER José Poch; MONTOTO Santiago; TOLEDANO Miguel; CONDE Lorenzo; NOGUER José Poch; CAPDEVILA Miguel; SCHEPPELMANN Teodoro; ECHEGARAY Louis Julian; QUEROL José; PALAU José; DEL CORRAL CASAL Carlos; EULATE Carmela, saggi”,”Vidas de hombres ilustres. Napoleon, Colon, Cervantes, San Francisco de Asis, Edison, Miguel Angel, Bismarck, Shakespeare, El Cid, Wagner, Tolstoi, Santa Teresa.”,”Biografie di NAPOLEONE BONAPARTE COLOMBO CERVANTES SAN FRANCESCO ASSISI EDISON MICHELANGELO BISMARCK SHAKESPEARE EL-CID WAGNER TOLSTOI SANTA TERESA. “”Bismarck, (…), dubitava che la nuova era fosse tanto piacevole per Guglielmo II come costui pareva sperare. Il tempo ha dato ragione al vecchio prussiano di volontà di quercia. L’ immenso pessimismo del principe di fronte al timore che crollasse l’ opera di tutta la vita per mano di politici inetti, era sintetizzato nella frase che pronuciò con i suoi amici, quando l’ imperatore volle porre al suo fianco il figlio di Bismarck: “”Quando uno è assolutamente convinto – disse – che la nave va a picco, non lascia che suo figlio si imbarchi su di essa””. (pag 44, Bismarck)”,”BIOx-079″
“NOGUÈRES Henri, collaborazione di Marcel DEGLIAME-FOUCHÉ e Jean Louis VIGIER”,”Histoire de la resistance en France de 1940 à 1945. La première année. Juin 1940-juin 1941.”,”Henri Noguères, giornalista, avvocato, editore, storico. Dal maggio 1973 nono presidente della Lega dei Diritti dell’Uomo. Durante la resistenza partecipa alla ricostituzione clandestina del partito socialista e diventa capo regionale dei “”Franc-Tireur”” per la regione di Montpellier. Marcel Degliame-Fouché, ex operaio, dirigente della Federazione degli operai dei tessili (CGT) prima della guerra. Durante la resistenza entra nel Mouvement ‘Combat’. Jean-Lous Vigier, direttore di diversi organi di stampa dal 1945 al 1949. Sotto l’Occupazione entra nella rete CDM poi costituisce la rete Maurice e infine anima il gruppo Ail della rete Alibi. Arrestato e condannato a morte, si getta nel vuoto per non parlare. Gravemente ferito, viene liberato dall’arrivo delle truppe alleate.”,”FRAV-170″
“NOHLEN Dieter SCHULTZE Rainer-Olaf a cura”,”Lexikon der Politikwissenschaft. Theorien, Methoden, Begriffe. Band 1: A-M”,”Dieter Nohlen, geb. 1939, ist seit 1974 Professor für Politische Wissenchaft an der Universität Heidelberg und wurde für sein Wirken mit zahlreichen Preisen ausgezeichnet. Zahlreiche in und ausländische Veröffentlichungen, u. a. Wahlrecht und Parteiensystem, zu polischen Systemen und Entwicklungsproblemen, Herausgeber u. a. des siebenbändigen Lexikons der Politik, des Lexikons Dritte Welt sowie Mitherausgeber des achtbändigen Handbuchs der Dritten Welt, von Elections in Africa (in den USA 2000 Outstanding Academic Book of the Year) Elections in Asia and the Pacific, Elections in the Americas. Rainer-Olaf Schultze, geb. 1945, ist seit 1985 Professor für Politikwissenschaft und Geschäftsführender Direktor des Instituts für Kanada-Studien der Universität Augsburg, seit 1993 Vorsitzender des Kuratoriums der Stiftung für Kanada-Studien, von 1999-2022 Mitglied der Enquete-Kommission Reform des Föderalismus – Stärkung der Landesparlamente des Bayerischen Landtags. Zahlreiche Veröffentlichungen zur vergleichenden Politikforschung, zu Föderalismusfragen und zur empirischen Wahlforschung Mithrausgeber u. a. der Politikwissenschaftlichen Paperbacks, einiger Bände des Lexikons der Politik sowie der Reihe Kanada-Studien.”,”TEOP-043-FL”
“NOHLEN Dieter SCHULTZE Rainer-Olaf a cura”,”Lexikon der Politikwissenschaft. Theorien, Methoden, Begriffe. Band 2: N-Z”,”Dieter Nohlen, geb. 1939, ist seit 1974 Professor für Politische Wissenchaft an der Universität Heidelberg und wurde für sein Wirken mit zahlreichen Preisen ausgezeichnet. Zahlreiche in und ausländische Veröffentlichungen, u. a. Wahlrecht und Parteiensystem, zu polischen Systemen und Entwicklungsproblemen, Herausgeber u. a. des siebenbändigen Lexikons der Politik, des Lexikons Dritte Welt sowie Mitherausgeber des achtbändigen Handbuchs der Dritten Welt, von Elections in Africa (in den USA 2000 Outstanding Academic Book of the Year) Elections in Asia and the Pacific, Elections in the Americas. Rainer-Olaf Schultze, geb. 1945, ist seit 1985 Professor für Politikwissenschaft und Geschäftsführender Direktor des Instituts für Kanada-Studien der Universität Augsburg, seit 1993 Vorsitzender des Kuratoriums der Stiftung für Kanada-Studien, von 1999-2022 Mitglied der Enquete-Kommission Reform des Föderalismus – Stärkung der Landesparlamente des Bayerischen Landtags. Zahlreiche Veröffentlichungen zur vergleichenden Politikforschung, zu Föderalismusfragen und zur empirischen Wahlforschung Mithrausgeber u. a. der Politikwissenschaftlichen Paperbacks, einiger Bände des Lexikons der Politik sowie der Reihe Kanada-Studien.”,”TEOP-044-FL”
“NOIRET Serge”,”Massimalismo e crisi dello Stato liberale. Nicola Bombacci (1879-1924).”,”NOIRET S. (Bruxelles, 1957) vive e lavora a Firenze dal 1979. Autore di saggi sulla crisi dello Stato liberale in Italia dopo la prima guerra mondiale e sulla storia dei sistemi elettorali e dei partiti, con particolare attenzione alla legge sulla proporzionale del 1919 in Italia e al sistema politico-partitico belga, ha inoltre curato il volume ‘Political strategies and electoral reforms: origins of voting systems in Europe in the 19th and 20th centuries’ (1990). E’ redattore della rivista “”Ricerche di Storia politica”” (Bologna) e collabora a ‘Ricerche storiche’ (Firenze) e alla ‘Revue belge de Philologie et d’Histoire’ (Bruxelles).”,”MITC-093″
“NOIRET Serge”,”Massimalismo e crisi dello Stato Liberale. Nicola Bombacci (1879-1924).”,”Serge Noiret (Bruxelles, 1957), vive e lavora a Firenze dal 1979. Autore di saggi sulla crisi dello stato liberale in Italia dopo la prima guerra mondiale e sulla storia dei sistemi elettorali e dei partiti, con particolare attenzione alla legge sulla proporzionale del 1919 in Italia e al sistema politico-partitico belga. É redattore della rivista Ricerche di Storia politica. Collabora a Ricerche storiche e alla Revue belge de Philologie et d’Histoire.”,”BIOx-055-FL”
“NOIRIEL Gérard”,”Le creuset francais. Histoire de l’ immigration, XIX-XX siècle.”,”NOIRIEL Gérard direttore di studi all’ Ecole des hautes etudes en sciences sociales (EHESS). Le difficoltà della politica di immigrazione. “”Nella stessa Francia, la contestazione non tarda. “”Il 7 maggio 1899 a Bayonne, gli operai di varie corporazioni delle costruzioni protestarono contro la legge alla quale essi rimproveravano di favorire l’ impiego di manodopera straniera”” (J. Martin, 1908, p.64). La giovanissima Ligue des droits de l’ homme et du citoyen unisce la sua voce a quella dei sindacati; in Parlamento, i partiti di sinistra denunciano i misfatti della legge sul “”lavoro nazionale””.”” (pag 117)”,”FRAS-038″
“NOIRIEL Gérard”,”Les fils maudits de la République. L’avenir des intellectuels en France.”,”NOIRIEL Gérard, storico, direttore all’EHESS, è membro del Centre de recherches Genèse et transformation des mondes sociaux (GTMS). Confondatore della rivista ‘Genèses’.”,”FRAV-145″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’ Islam. L’Islam moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistan.”,”Sergio NOJA, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’ Università di Torino. Dal 1976 insegna lingua e letteratura araba all’ Università Cattolica di Milano. Dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. Ha pubblicato pure ‘Maometto profeta dell’ Islam’ (Oscar).”,”VIOx-012″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’ Islam. L’Islam moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistan.”,”Sergio NOJA, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’ Università di Torino. Dal 1976 insegna lingua e letteratura araba all’ Università Cattolica di Milano. Dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. Ha pubblicato pure ‘Maometto profeta dell’ Islam’ (Oscar). 2° copia”,”RELx-064″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm dell’immobilismo. Dalla caduta di Bagdàd allo sbarco di Napoleone in Egitto (1258-1798).”,”Sergio Noja (Pola 1931) è stato per dieci anni professore di diritto musulmano all’Università di Torino; dal 1976 insegna lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano; dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua Storia dei popoli dell’Islàm in 4 volumi, è interamente pubblicata in edizione Oscar.”,”VIOx-073-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islam. Maometto Profeta dell’Islam.”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV L’Islam moderno.”,”VIOx-074-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. 4. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto all’ultima guerra del Golfo.”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV Islam moderrno.”,”VIOx-097-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm dell’espansione. Dalla morte del Profeta all’invasione mongola (632-1258). Vol. II.”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV Islam moderrno.”,”VIOx-129-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistàn. Vol. IV”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV Islam moderrno.”,”VIOx-130-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. Vol. II. L’Islàm dell’espansione. Dalla morte del Profeta all’invasione mongola (632-1258).”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV Islam moderrno.”,”VIOx-134-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. Vol. IV. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistàn.”,”Sergio Noja, nato nel 1931 a Pola, è stato per dieci anni professore di Diritto musulmano all’Università di Torino, dal 1976 insegna lingue e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua storia dei popoli dell’Islam in 4 volumi (I Maometto profeta dell’Islam, II L’Islam dell’espansione, III L’Islam dell’immobilismo, IV Islam moderrno.”,”VIOx-135-FL”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. Volume III. L’Islàm dell’immobilismo. Dalla caduta di Bagdàd allo sbarco di Napoleone in Egitto (1258-1798).”,”Sergio Noja (Pola 1931) è stato per dieci anni professore di diritto musulmano all’Università di Torino; dal 1976 insegna lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano; dal 1990 è conservatore della Biblioteca Ambrosiana. La sua Storia dei popoli dell’Islàm in 4 volumi, è interamente pubblicata in edizione Oscar.”,”VIOx-234″
“NOLAND Marcus ROBINSON Sherman LIU Li-Gang”,”The Costs and Benefits of Korean Unification.”,”by Marcus Noland, Peterson Institute for International Economics and Sherman Robinson, Peterson Institute for International Economics and Li-Gang Liu, Peterson Institute for International Economics © Institute for International Economics, Working Papers”,”ASIE-026″
“NOLDE Boris”,”L’alleanza franco-russa.”,”La questione dei titoli russi in mano ai tedeschi. Scontro tra il giovane Guglielmo II e il vecchio Bismarck. (da pag 568 a 585) “”Alessandro III e Giers seguivano con diffidenza e con un senso di malessere i gesti e le azioni di Guglielmo II. Ma la passività del carattere d’Alessandro III e la lentezza del suo spirito gli davano una specie di superiorità sul giovane Imperatore tedesco, superficiale e agitato. Giers aveva assunto, nei riguardi delle improvvisazioni del giovane Imperatore, un atteggiamento riservato e saggiamente scettico””. (pag 573) Al posto del vecchio Bismarck viene nominato cancelliere il mediocre Caprivi”,”RAIx-285″
“NOLDE Boris”,”L’alleanza franco-russa. Le origini del sistema diplomatico d’anteguerra.”,”””La politica estera è, pei governi e per le nazioni, un’attività che riveste forme specialissime e non somiglia in nulla alle altre manifestazioni della vita statale. Normalmente, lo Stato è creato per emanare ordini. Nel campo della politica estera la sua funzione principale è di svolgere delle conversazioni. L’attività dei governi si manifesta in questo campo atttraverso innumerevoli «negoziati» o, più esattamente, attraverso innumerevoli colloqui che si intrecciano e si cristallizzano, di tanto in tanto, in patti tra gli Stati. Quelli che fabbricano il tessuto diplomatico sono guidati nella loro attività da un insieme di apprezzamenti, di calcoli, di scopi che noi chiamiamo la politica estera degli Stati”” (pag 8)”,”RAIx-001-FER”
“NOLDE Boris”,”Le règne de Lénine. Contribution à l’étude de l’évolution politique et économique de la Russie moderne.”,”Baron Boris Nolde, Professeur de Droit à l’Université de Pétrograd. “”Ancora un fattore importante della situazione interna russa: l’ ‘Armata rossa’. Le truppe sovietiche dispongono di risorse immense in materiale militare accumulato nel corso della grande guerra, e poste sotto la direzione tecnica di ex-ufficiali, hanno realizzato progressi considerevoli e rappresentano attualmente una forza seria. Esse restano fedeli ai capi bolscevichi e compiono senza gloria il compito della difesa della “”patria sovietica”” che gli è stata imposta. Resteranno sempre così manovrabili? La risposta appartiene all’avvenire”” (pag 97)”,”RIRO-484″
“NOLL J. FALLON J.”,”Credo cattolico credo protestante.”,”””Uno scrittore tedesco (Dennert) pubblicò un libro a Berlino, alcuni anni fa, nel quale dimostra che dei trecento massimi scienziati degli ultimi tre secoli, duecentoquarantatre furono saldi credenti in Dio e videro un’ armonia tra la scienza e la loro fede. Herbert Spencer dice: “”L’ esistenza di questa imperscrutabile potenza (Dio) è la più sicura di tutte le verità. Weismann, che si proclama ateo, dice: “”La creazione non può essere confutata, ma deve essere respinta per sfuggire il soprannaturale””. (pag 18-19)”,”RELC-135″
“NOLLAU Günther SCHAPIRO Leonard”,”International Communism and World Revolution. History & Methods.”,”””Nevertheless the German Communists went on with their preparations for armed revolt, taking their theoretical guidance from the works of A. Lange, ‘The Road to Victory’, and A. Neuberg, ‘Armed Revolt’, both of which were published between 1928 and 1931. The preparations were under the direction of Hans Kippenberger, who was responsible for the AM (antimilitary) Apparat. The main part of the work of this organization lay on the one hand in procuring the necessary material for an armed revolt, such as weapons, ammunition and explosives. (…) In spite of these preparations, when Hitler took over power on 30 January 1933 the Communists remained inactive. There were no riots and the workers did not come out on strike when, on 27 February 1933, the Reichstag fire provided the Government with the excuse for arresting thousands of Communist functionaries, which struck a heavy blow at both the legal and the illegal KPD organizations””. (pag 111-112)”,”INTT-270″
“NOLTE Ernst”,”Il fascismo nella sua epoca. I tre volti del fascismo.”,”L’epoca delle guerre mondiali 1° 2° GM e dei fascismi, Action Francaise, la sua storia, Charles MAURRAS, Fascismo italiano, MUSSOLINI, il nazismo e HITLER.”,”GERN-027 ITAF-079″
“NOLTE Ernst”,”Controversie. Nazionalsocialismo, bolscevismo, questione ebraica nella storia del Novecento.”,”Ernst NOLTE è nato in Germania nel 1923. Ha studiato a Münster, Berlino e Friburgo. Nel 1964 gli viene conferita la docenza universitaria e nel 1965 viene chiamato alla cattedra di storia moderna a Marburgo. Dal 1973 insegna all’ Univ di Berlino dov’è Professore emerito. Tra i suoi libri ricordiamo: ‘Il fascismo nella sua epoca’, ‘I tre volti del fascismo’, ‘Nazionalismo e bolscevismo’, ‘La guerra civile’, ‘Gli anni della violenza’. NOLTE cita Yehada BAUER, studioso dell’ Olocausto, il quale dice che il nazismo vide giusto presentando gli ebrei come un elemento estraneo nella società europea, perché caratterizzati da un’altra religione e da una diversa etnia. NOLTE afferma che c’è vicinanza sorprendente tra le concezioni del sionismo e del nazismo (WEIZMANN diceva a proposito della Palestina che gli sembrava che gli ebrei portassero ovunque nei loro zaini l’ antisemitismo e che la situazione sarebbe finita con gli ebrei in un proprio paese. NOLTE cita una dichiarazione di LENIN (fonte ULAM) secondo la quale i russi sarebbero troppo amanti delle comodità, mentre gli ebrei erano eminenti rivoluzionari a causa della loro testardaggine e del loro fanatismo. Arnold ZWEIG sosteneva che gli ebrei personificati dalla LUXEMBURG e da TROTSKY hanno combattuto come nessun altro popolo per la causa rivoluzionaria guidati dalla tradizione messianica e dalla loro ‘autocomprensione’ come ‘popolo di Dio’.”,”GERN-052″
“NOLTE Ernst a cura di Alberto KRALI”,”Intervista sulla questione tedesca.”,”Ernst NOLTE (1923) allievo di Martin HEIDEGGER è attualmente professore emerito presso la ‘Libera Università’ di Berlino. Alberto KRALI (1946) germanista, è D del Centro studi e ricerca sull’ identità culturale europea. Ha curato ‘L’identità culturale europea tra germanesimo e latinità’ (MILANO, 1988), una raccolta di scritti di H.G. GADAMER, E. LEVINAS, K. HAUCK e altri. Ed è autore di ‘Hölderlin, Heidegger e il tempo della povertà’ (GENOVA, 1992).”,”GERS-016″
“NOLTE Ernst”,”Storia dell’ Europa, 1848-1918.”,”NOLTE Ernst nato nel 1923, allievo di HEIDEGGER e Eugen FINK, assieme a Francois FURET e a Renzo DE-FELICE, con i quali ha avuto in passato scambi epistolari, può essere considerato uno dei pionieri di un nuovo paradigma interpretativo del Novecento (il revisionismo storiografico). Paradigma che ha dovuto subire negli anni passati attacchi anche violenti ma che ha resistito, secondo i curatori del volume, alle critiche ideologiche. “”Nel 1912 Heinrich Claß, consigliere di giustizia a Magonza e a quel tempo presidente dell’ Unione, manifestò nel modo più chiaro possibile quest’ atteggiamento criticando, con assoluta evidenza, già nel titolo del suo libro ‘Se io fossi l’ imperatore’, la politica del Reich. Class metteva in discussione, anche per il Reich, quel suffragio universale che in Prussia tutti i conservatori e il Kaiser stesso non volevano che venisse introdotto. Questo rifiuto si basava sulla convinzione che la società tedesca non fosse né abbastanza omogenea né compatta. La causa della “”questione sociale”” non era poi nient’altro che la ristrettezza dello spazio vitale tedesco. La rivoluzione richiesta dalla propaganda “”socialista-giudaica”” avrebbe annientato il popolo tedesco. Sarebbe stata quindi necessaria una nuova legge sui socialisti liberata però dagli annacquamenti tipici della legge bismarckiana. Soltanto una politica interna aggressiva, che si preoccupasse non da ultimo del ceto medio, avrebbe potuto guarire la Germania. Un “”popolo misto”” è un popolo malato, la forte influenza ebraica ha effetti fatali. Il fausto allargamento dello spazio vitale avrebbe ovviamente per presupposto una guerra e Claß celebra la guerra esplicitamente come una “”potenza vitale creativa””. In effetti è ben difficile trovare un qualsiasi libro dell’ epoca prebellica che abbia altrettante analogie – con un differenza sostanziale, l’ antibolscevismo, impossibile prima del 1914 – con il Mein Kampf di Adolf Hitler. Secondo resoconti affidabili, Hitler, subito dopo l’ inizio della sua carriera politica, visitò Claß definendosi suo discepolo””. (pag 226)”,”EURx-176″
“NOLTE Ernst”,”Les mouvements fascistes. L’ Europe de 1919 à 1945.”,”NOLTE Ernst (1923) ha studiato filosofia a Friburgo con Heidegger. Si è interessato alle grandi questioni storiche e politiche e in particolare della questione tedesca, del fascismo e della ‘guerra civile europea’. Tra le sue pubblicazioni ‘Marxismus und Industrielle Revolution’ (1983). “”I quattro anni seguenti, dal 1941 al 1945, in particolare dopo l’ entrata in guerra del Giappone e degli USA, furono per il mondo intero i primi anni storici nel vero senso del termine, perché per la prima volta un avvenimento inglobava nella sua unità il pianeta intero. Si possono presentare i fatti da numerosi punti di vista e moltiplicarne i dettagli. Nel contesto attuale, esporremo quattro tesi, che riguardano poco gli aspetti strategici, ma che ci sembrano indispensabili per comprendere la natura profonda della guerra mondiale. 1. L’ attacco contro l’ Unione Sovietica fu un’ impresa comune dei movimenti o regimi fascisti e protofascisti di tutta Europa. In essa giunge al culmine il loro sviluppo e il loro “”idealismo””. 2. La costruzione “”europea””, nonostante le apparenze, resta strettamente legata alle concezioni fasciste estremiste di Hitler e Himmler; cosa che prova bene l’ insensatezza delle pretese di “”difendere l’ Occidente””. 3. L’ annientamento degli ebrei d’ Europa fu egualmente l’ opera comune dei fascismi o dei regimi autoritari protofascisti e non è che il terzo aspetto di un tutto. 4. La “”resistenza”” contro Hitler fu un fenomeno molteplice ed eterogeneo che può però essere inglobato per l’ essenziale nel termine di antifascismo.”” (pag 187-188)”,”EURx-191″
“NOLTE Ernst”,”Martin Heidegger tra politica e storia.”,”In bibliografia: HEIDEGGER, Essere e tempo, Longanesi, 1976 “”Quest’ analisi, che al pari di altre non possiamo seguire nel dettaglio, Heidegger la riassume nelle frasi seguenti: “”Il tempo è originariamente la temporalizzazione della temporalità e come tale rende possibile la costituzione della struttura della cura. La temporalità è essenzialmente estatica. La temporalità si temporalizza originariamente nell’ avvenire. Il tempo originario è finito.”” (pag 87) “”D’altro canto è fuori discussione chne Heidegger si sia dato da fare con fermezza per alcuni professori ebrei, come il filologo classico Fraenkel e il chimico von Hevesy, ache se con motivazioni solo pragmatiche. E’ falsa l’ affermazione secondo cui Heidegger avrebbe proibito l’ ingresso alla biblioteca universitaria al suo maestro Edmund Husserl. Durante il rettorato di Heidegger, anzi, Husserl fu sgravato dalla sospensione dagli incarichi accademici, decisa senza obiezioni durante il rettorato d Sauer. E’ noto che nel 1938 Heidegger non partecipò al funerale del suo maestro, ma il medico di entrambi i filosofi, dottor Otto, conferma che in quei giorni Heidegger era a letto ammalato. Comunque i rapporti fra i due pensatori si erano deteriorati già nel 1933, e non per motivi politici””. (pag 164) E. NOLTE (1923) acquisì notorietà col suo Nazionalismo e bolscevismo (1963). Con ‘Heidegger’, completa la sua trilogia filosofica (un altro volume è su Nietzsche, ed il terzo sulla storia del pensiero nel XX secolo).”,”FILx-313″
“NOLTE Ernst”,”La Repubblica di Weimar. Un’ instabile democrazia fra Lenin e Hitler.”,”NOLTE Ernst nato nel 1923, allievo di Martin HEIDEGGER e di Eugen FINK, è un noto storico vivente. Ha avuto proficui rapporti con Francois FURET e Renzo DE-FELICE. Ha approfondito i fenomeni ideologici che hanno caratterizzato il Novecento partecipando ai dibattiti sul revisionismo storiografico. Nazismo: l’anno di svolta è il 1930. “”La NSDAP come partito nazionale di massa. La NSDAP era già un partito di massa anche prima del 1923, ma lo era però su base locale o provinciale. Dal 1925 fino all’inizio del 1930 essa ascese fino a diventare partito nazionale, senza avere però alcun seguito di massa. Soltato le elezioni del 1930 significarono la sua irruzione sorprendente nella primissima fila delle forze politiche determinanti all’interno del Reich.”” (pag 219) “”Il Reichstag, che era stato eletto il 31 luglio, ebbe quindi una vita molto breve. Probabilmente l’evento più notevole, della storia di questo Reichstag fu il discorso che Clara Zetkin tenne il 30 agosto 1932 in qualità di presidente per anzianità. Concludendo il suo discorso Clara Zetkin si disse sicura di aprire fra poco “”in qualità di presidente per anzianità il primo congresso dei consigli della Germania sovietica””””. (pag 246)”,”GERG-069″
“NOLTE Ernst”,”Controversie. Nazionalsocialismo, bolscevismo, questione ebraica nella storia del Novecento.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero.”,”STOx-025-FL”
“NOLTE Ernst”,”Storia dell’Europa, 1848-1918.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero.”,”EURx-019-FL”
“NOLTE Ernst, a cura di Francesco COPPELLOTTI”,”Il giovane Mussolini. Marx e Nietzsche in Mussolini socialista.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero.”,”BIOx-010-FL”
“NOLTE Ernst”,”Ricordo e Oblio. I tedeschi e la loro duplice memoria storica.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero.”,”GERV-023-FL”
“NOLTE Ernst”,”Martin Heidegger tra politica e storia.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero.”,”STOx-071-FL”
“NOLTE Ernst FURET François”,”XX Secolo. Per leggere il Novecento fuori dai luoghi comuni.”,”Ernst Nolte, nato nel 1923 a Witten, Ruhr, studia filosofia germanistica e filologica greca a Münster, Berlino e Friburgo dove fu studente, ma non discepolo di Martin Heidegger. Professore di greco e latino a Bad Godesberg dal 1953 al 1965. Nel 1960 pubblica il saggio qui proposto sul giovane Mussolini, nel 1963 Il fascismo nella sua epoca. Grazie a questo libro viene nominato professore di storia contemporanea all’università di Marburgo e dal 1973 alla Freie Universität di Berlino. É stato professore-ospite e ricercatore negli USA, in Inghilterra, in Olanda e in Israele. Ha scritto: La Germania e la guerra fredda, Marxismo e rivoluzione industriale, La guerra civile europea, Nazionalsocialismo e bolscevismo, Dramma didattico o tragedia? Nietzsche, Il pensiero della storia nel XX secolo, Heidegger, politica e storia nella vita e nel pensiero. François Furet (1927), studioso della Rivoluzione francese. Professore all’Università di Chicago, è membro dell’Académie Française.”,”STOx-073-FL”
“NORA Pierre, a cura; collaborazione di Charles-Robert AGERON Maurice AGULHON Christian AMALVI Bronislaw BACZKO Avner BEN-AMOS Raoul GIRARDET Jean-Marie GOULEMOT Éric WALTER Pascale MARIE Jean-Clément MARTIN Pascal ORY Jacques e Mona OZOUF Antoine PROST Madeleine REBÉRIOUX Michel VOVELLE”,”La République. I. Les Lieux de Mémorie.”,”Tra i vari saggi, quello di Madeleine Rebérioux: ‘Le mur des Fédérés. Rouge, e “”sang craché””‘ (pag 619-649)”,”FRAD-002-FSD”
“NORD Pierre”,”Et Staline décapita l’armée rouge.”,”””Voici, de source russe utilisée par des histoirens sérieux, l’état des officiers soviétiques abattus dans l'””épuration”” déclenchée par l’exécution de Toukhatchevsky: Trois maréchaux sur cinq. Quatorze généraux d’Armée sur seize. Onze Commissaires politiques d’Armée (dont Yan Gamarnik, que je vis le 1er mai 137 tourner le dos à Toukhatchevsky) sur onze. Huit amiraux sur hit. Soixante généraux de Corps d’Armée sur soixante-sept. Deux cent vingt et un généraux de Brigade seulement sur trois cent quatre-vingt-dix-sept, ce qui ne fait plus qu’une moyenne de 55 ou 56%. Trent-cinq mille officiers subalternes, soit à peine 50%. Il valait mieux être subalterne”” (pag 239)”,”RUST-146″
“NORDAU Max”,”La funzione sociale dell’ arte.”,”””Percorrevano con una meravigliosa libertà il ciclo intero delle conoscenze e delle attività umane. Gli scienziati allora erano degli universali, la loro scienza era enciclopedica, i poeti erano allo stesso tempo uomini d’ azione, gli uomini di mondo erano artisti e scrittori, e gli artisti erano tutto quanto volevano. Michelangelo dipingeva, scolpiva, costruiva il duomo di S. Pietro e faceva dei versi mirabili. Benvenuto Cellini maneggiava il martello come lo scalpello, la penna come la matita e la spada al pari di tutti insieme questi strumenti. Machiavelli amministrava nello stesso modo mirabile con cui scriveva, e Leonardo dipingeva la Cena tra una composizione musicale, un trattato di meccanica, un piano di fortezza, uno schizzo di carro trionfale e un progetto di canale di irrigazione””. (pag 37) Nordau, Max (born Simon Maximilian Suedfeld 1849-1923). Co-founder of the World Zionist Organization, philosopher, writer, orator and physician. Nordau was born in Pest, Hungary, to an Orthodox family, but later abandoned all religious observance and was even accused of being anti-religious. He became a physician, settling in Paris in 1880 and also pursued a career as a journalist, eventually becoming a correspondent for leading newspapers in the western world. He achieved fame as a thinker and social critic with the publication of several works highly critical of society, religion, government, art and literature. His works aroused much controversy and continued to be studied and discussed many years after their first appearance. Among his most famous publications are The Conventional Lies of Our Civilization (1883); Paradoxes (1896); and Degeneration (1895). Nordau became acquainted in 1895 with Theodor Herzl ‘s idea of a Jewish state and immediately accepted it with enthusiasm. He served as vice-president and then as president of several Zionist Congresses. Nordau was a political Zionist and believed that large numbers of Diaspora Jews should be transferred to Erez Israel. Once they attained a majority in Palestine, he thought, Jewish political independence would follow. This proposal, however, was rejected by the Zionist leaders as unrealistic. Nordau died in Paris in 1923 and was re-interred in Tel Aviv in 1926.”,”VARx-074″
“NORDAU Max, a cura di Alessandro VITALE”,”Burocrati e parassiti. Scritti sulla realtà del governo, della democrazia parlamentare e dello sfruttamento burocratico.”,”Traduzione di Alessandro Vitale dalle opere originali in tedesco: ‘Die conventionellen Lügen der Kulturmenscheit’, Schlicke, Leipzig, 1883, cap. 4; ‘Der Sinn der Geschichte’, Carl Duncker, Berlin, 1909, passi dai capitoli IV, V e X. Max Nordau, pseudonimo di Maximilian Simon Südfeld (1849-1923), psichiatra, giornalista e scrittore, pensatore ebreo oggi quasi dimenticato era famoso ai primi del Novecento in tutto il mondo per le sue opere letterarie e di critica politica e sociale iconoclaste e impietose, tradotte in molte lingue. Individualista metodologico e anti-collettivista radicale, Nordau ebbe anche un ruolo di primo piano nel tentare di stimolare la rinascita degli Ebrei europei e nella fondazione del movimento sionista (quale ‘braccio destro’ di Theodor Herzl): organizzazione dalla quale però prese in seguito le distanze (dalla 4° di copertina) “”Nordau intravede così alla fine del XIX secolo non solo la tirannia amministrativa, la realtà della violenza ‘legale’ che esploderà nel XX secolo e che giudica come incompatibili con la civiltà, ma comprende anche le aberrazioni del ‘Gesetzstaat’ (Stato della legislazione), erroneamente e ideologicamente identificato (e in tal modo glorificato) con il ‘Rechtstaat’ (“”Stato di diritto””): in particolare l’ipertrofia legislativa (21) e della regolamentazione (proliferazione già insita nei fondamenti dello Stato che si arroga il monopolio esclusivo della produzione del diritto) (22), che sono il correlato del principio di sovranità assoluta ed esclusiva. Il diritto si riduce infatti a un insieme sempre più mostruosamente ipertrofico e costoso di leggi promulgate dall’autorità sovrana e in tal modo l’assimilazione del diritto all’insieme delle leggi positive permette allo Stato di occupare totalmente le attività sociali. Il quadro legislativo sempre più complesso genera un crescente potere delle amministrazioni e delle burocrazie: un processo questo, che i legislatori presentano come un progresso e che invece non è altro che una mostruosa degenerazione dell’idea di legge. Sono evidenti qui le convergenze non solo con la teoria del diritto di Bruno Leoni, ma significativamente anche con quella di un severo realista europeo della politica quale Julien Freund (23)”” (pag 19); “”La guerra favorisce l’intensificazione e la centralizzazione del potere politico (36); la conquista e lo sfruttamento parassitario dei sottomessi, “”interni ed esterni””, si alimentano con ‘mezzi politici’ (37): l’espropriazione, la tassazione, che diventando routinizzati si istituzionalizzano. La confisca delle risorse prodotte è la fonte primaria di sostentamento della classe politica e lo Stato al quale essa dà forma non è che una somma di privilegi extra-economici. E’ lo stesso possesso del potere che spinge a preferire i mezzi politici a quelli economici nel preservare la vita di coloro che lo detengono (38). Incursioni guerresche e sfruttamento del lavoro produttivo sono due facce della stessa medaglia”” (pag 28-29) [(21) Il ‘Rechtstaat (‘Stato di diritto’) diventa infatti ‘Gesetzstaat’ (‘Stato legislativo’). Schmitt C. ‘Verfassungslehre’, Duncker & Humblot, Berlin, 1928 (Trad. it: Giuffré, Milano, 1984); (22) Con il parlamento al centro del sistema istituzionale, il diritto verrà interamente assorbito dalla legislazione, spazzando via il pluralismo giuridico di origine medievale. Cfr. Grossi P., ‘Assolutismo giuridico e diritto privato’, Giuffré, Milano 1998); (23) Cfr. Leoni B., ‘Freedom and the Law’, Liberty Fund, 1991 (Trad. it: ‘Materiali per una teoria del ‘politico”. A cura di A. Campi, Giuffré, Milano, 1995, 245; (36) Qui è totale la coincidenza non solo con la teoria di Schmitt, ma anche di un Simmel o di un Coser: cfr. Simmel G. ‘Conflict’, Free Press, Glencoe 1955, 93; Coser L., ‘The Function of Social Conflict’, Free Press, New York, 1956; (37) Cfr. Oppenheimer F. , ‘Der Staat’ (1929, 3) Libertad Verlag, Beriln 1990; trad. ingl.: ‘The State’, Vanguard Press, New York, 1926. Fra le edizioni migliori e più recenti: Fox & Wilkes, San Francisco, 1997. Vi è una totale convergenza fra l’idea che questo autore ha dello Stato quale dominio di un gruppo vincente su uno sconfitto in un dato territorio, finalizzato allo sfruttamento economico dei vinti e la teoria di Nordau sul parassitismo politico; (38) Oppenheimer F., ‘The State’, Fox & Wilkes, op. cit., 26] [brani tratti dall’introduzione di A. Vitale]”,”TEOP-514″
“NORDHOFEN Eckhard a cura”,”Filosofi del novecento. Wittgenstein, Popper, Levi-Strauss, Heidegger, Jaspers, Arendt, Bloch, Horkheimer, Adorno.”,”Saggi di Joachim SCHULTE William WARREN BARTLEY III Günter METKEN Peter ROHS Hans SANER Dolf STERNBERGER Gert UEDING Werner POST Eckhard NORDHOFEN “”Le conferenze e lezioni che Bloch teneva, le sue discussioni nel seminario blochiano o agli esami, persino le storie, parabole, gli aneddoti raccontati tra amici – nonostante tutta l’ eloquenza legata alla situazione, tutta l’ espressività delle immagini sonore, tutte le digressioni momentanee -, davano l’ impressione di poterli mettere per iscritto tali e quali, e di disporre di un testo continuo e compiuto che quasi non abbisognasse di un’ ulteriore redazione definitiva. Viceversa tutto ciò che egli scriveva faceva un effetto così vivo come se fosse stata la registrazione stenografica initerrotta di un discorso orale, col suo ritmo o suono peculiare.”” (pag 144, Bert Ueding, Bloch a Tübingen)”,”FILx-342″
“NORDLINGER Eric A.”,”I nuovi pretoriani. L’intervento dei militari in politica.”,”Eric A. Nordlinger è professore di scienza politica alla Brown Unviersity di Rhode Island. Ha curato ‘Politics and Society’ (1970) e scritto ‘Decentralizing the American CIty’ (1972) e ‘Conflict Regulation in Divided Societies’ (1972). Conflitti politico-sociali interni e instabilità regimi militari, ricerca legittimazione”,”TEOP-571″
“NORMAN E.H.”,”La nascita del Giappone moderno. Il ruolo dello Stato nella transizione dal feudalesimo al capitalismo.”,”NORMAN nacque in JAP nel 1909 da genitori canadesi. Dopo aver studiato in JAP, Canada e UK, si perfezionò in storia JAP alla Harvard Univ. Nel 1939 divenne funzionario del ministero degli esteri canadese (in JAP, Nazioni Unite e Nuova Zelanda). Nominato ambasciatore in Egitto nel 1956, svolse un ruolo importante nella soluzione della crisi di Suez. Morì suicida nel 1957 in seguito alle accuse a lui rivolte da parte del maccartismo USA per le sue idee e affiliazioni di sinistra che aveva avuto negli anni 1930 e 1940.”,”JAPx-005″
“NORMAN E.H.”,”La nascita del Giappone moderno. Il ruolo dello Stato nella transizione dal feudalesimo al capitalismo.”,”NORMAN nacque in JAP nel 1909 da genitori canadesi. Dopo aver studiato in JAP, Canada e UK, si perfezionò in storia JAP alla Harvard Univ. Nel 1939 divenne funzionario del ministero degli esteri canadese (in JAP, Nazioni Unite e Nuova Zelanda). Nominato ambasciatore in Egitto nel 1956, svolse un ruolo importante nella soluzione della crisi di Suez. Morì suicida nel 1957 in seguito alle accuse a lui rivolte da parte del maccartismo USA per le sue idee e affiliazioni di sinistra che aveva avuto negli anni 1930 e 1940.”,”JAPx-009-FL”
“NORRIS Christopher”,”Quantum Theory and Flight from Realism. Philosophical Responses to Quantum Mechanics.”,”Christopher Norris is Distinguished Research professor in Philosophy at the University of Cardiff. He has written many books including Deconstruction: Theory and Practice, 2nd edition, also published by Routledge, and more recently Against Relativism, New Idols of the Cave, and Resources of Realism. Acknowledgements, Note, Introduction, Index of names,”,”SCIx-078-FL”
“NORRIS Christopher”,”Against Relativism. Philosophy of Science, Deconstruction and Critical Theory.”,”Relativismo. Ogni dottrina o concezione filosofica fondata sul riconoscimento del valore soltanto relativo, e non oggettivo o assoluto, sia della conoscenza, dei suoi metodi e criteri (r. gnoseologico), sia dei principi e dei giudizi etici variando tutti da individuo a individuo, da cultura a cultura, da epoca a epoca. Come orientamento filosofico, il r. può essere fatto risalire a Protagora, che con la famosa formula dell’«uomo misura di tutte le cose» sottolineò il ruolo ineliminabile dell’opinione nella conoscenza umana, negando la possibilità di conseguire una conoscenza oggettiva e immutabile. Sia in Protagora sia nella sofistica il r. investe non soltanto l’ambito della conoscenza, ma anche quello dell’etica, dove si caratterizza per la negazione dell’esistenza di giudizi e principi morali validi in assoluto: il giusto e l’ingiusto, il bene e il male dipendono, in questa prospettiva, da ciò che le varie comunità considerano tale, ed è soggetto a mutamento a seconda dei tempi e dei luoghi. Benché non esista, a rigore, una tradizione relativistica, il r. e gli atteggiamenti relativistici attraversano pressoché tutta la storia della filosofia, e la loro caratteristica è la messa in discussione dei sistemi di pensiero volti all’individuazione di principi assoluti e immutabili a fondamento dei giudizi conoscitivi ed etici. Si comprende pertanto come il pensiero classico abbia cercato di restaurare, contro le varie forme di r., la dimensione della verità assoluta, perseguibile e conseguibile attraverso la purificazione dei procedimenti conoscitivi dagli elementi soggettivistici connessi alla sensibilità e all’opinione. (trecc)”,”SCIx-386-FRR”
“NORTH Robert C.”,”Comunismo cinese.”,”””La carneficina continuò per quattro o cinque giorni durante i quali circa 6.000 uomini, presunti comunisti, persero la vita nella città di Canton”” (1927)”,”CINx-048″
“NORTH Robert C.”,”Comunismo cinese.”,”NORTH Robert C. insegna scienze politiche alla Stanford University (California) ed è specialista di problemi asiatici e di questioni cino-sovietiche. Ha viaggiato in Estremo-Oriente e incontrato esponenti del comunismo cinese e indiano. Lenin imbriglia la dinamica dello scontento (pag 37) M.N. Roy in Cina. “”Da Città del Messico, via Berlino, arrivò M.N. Roy, un rivoluzionario indiano che aveva già lavorato per parecchi anni agli ordini segreti del Kaiser. Roy, che dal nazionalismo militante era passato da poco al comunismo, intendeva applicare le sue nuove idee ai paesi sottosviluppati dell’ Asia””. (pag 37) Società delle nazioni. “”Nella guerra “”imperialista”” del 1914-18, entrambe le parti avevano diffuso “”falsi slogan”” sulla liberazione dei popoli e sul diritto delle nazioni all’ autodeterminazione. Successivamente, i tre principali vincitori, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, si erano serviti dei trattati di pace per adattare “”senza tante cerimonie””, le frontiere nazionali secondo i propri interessi economici borghesi. “”Per la borghesia”” tuonò Lenin, “”le frontiere “”nazionali”” non sono che merci. La cosiddetta “”Società delle Nazioni”” non è che una polizza di assicurazione con cui i vincitori si garantiscono a vicenda il bottino””. “”Questo patto della Società delle Nazioni fornisce al bolscevismo l’ occasione di agire più propizia che abbia mai avuto”” dichiarò Lenin, “”poiché i forti aderenti al “”sistema”” capitalista mostrano di essersi data la zappa sui piedi in un modo o nell’ altro su ogni questione”” . (pag 40-41)”,”MCIx-016″
“NORTH Michael”,”La storia del denaro. Una storia dell’ economia e della società europea di oltre mille anni. Da Carlo Magno ai banchieri fiorentini, dall’ invenzione della cartamoneta al moderno sistema finanziario virtuale. (Tit. orig.: Das Geld und seine Geschichte)”,”NORTH Michael (1954) è nato a Monaco di Baviera. Dopo gli studi di storia e numismatica in diverse università tedesche è diventato docente di Storia Medievale e Moderna presso la Christian Albrecht Univesität di Kiel. “”A causa degli studi di Richard Ehrenberg il XVI secolo è passato alla storia come ‘L’epoca dei Függer’. I Függer, che in questo caso sono presi come sinonimo dei mercanti e dei banchieri della Germania del nord, i vari Imhof, Welser o Höchstetter, approfittarono dell’espansione del commercio europeo, della fioritura dello sfruttamento delle miniere nell’Europa centrale e dell’ immensa necessità di denaro degli Stati rinascimentali. I Függer partecipavano al commercio con le Indie orientali, controllavano le miniere di argento del Tirolo, l’ estrazione del rame nell’ Ungheria del nord e le miniere di mercurio nella Spagna occidentale e, inoltre, come banchieri d’ Europa finanziavano la politica di potenza degli Asburgo. Così ad esempio furono i Függer a mettere insieme il denaro necessario per comprare l’ elezione di Carlo V a re di Germania.”” (pag 110)”,”EURE-036″
“NORTH Robert C. EUDIN Xenia J.”,”M. N. Roy’s Mission to China. The Communist-Kuomintang Split of 1927.”,”Le vicende degli scritti di Roy in Occidente. “”It was known, however, that in the introduction to his book, ‘Revolution and Counter-Revolution in China, M.N. Roy had stated that upon his return to Moscow from China “”all the documents (stenographic reports of the proceedings of the Fifth Congress of the Communist Party of China, of all the meetings of its Central Committee during the period of my stay in China, and so on) were published in a book called ‘The Chinese Revolution’. It was published in Russian by the State Publishing Department.”” That book, according to Roy, was never published in any other language, while he himself, on request from Moscow, had sent the original manuscript back from his headquarters in Berlin to Russia Communist authorities. Until hism death in 1954 Roy believed that no copy of the volume existed outside Communist archives in Moscow. Up to the time of this writing ,morever, the present authors have no knowledge of a single Western monograph or other written analysis of the period which quotes from the Roy materials or directly cites them. Some years ago, however, Professor Richard Park informed us that at least a part of Roy’s report had been found in the University of California Library under a Moscow imprint. A second copy was found later in the rare-book collection of the Hoover Library at Stanfort University. In view of the rarity of the book, the unique character of the documents, and the additional information they contain about the China situation in 1927, Professor Park felt -a dn the present authors agreed- that the text should be put into English and made more widely accessible””. (pag 3, introduzione)”,”MCIx-036″
“NORTH Robert C. EUDIN Xenia J.”,”M. N. Roy’s Mission to China. The Communist-Kuomintang Split of 1927.”,”Documents translated by Helen I. Powers, Introduction. The Documents: Origin and Significance, bibliography, index,”,”MCIx-009-FL”
“NORTH David”,”The Heritage We Defend. A Contribution to the History of the Fourth International.”,”David North is the national secretary of the Workers League, a Trotskyist party in the United States which is in political solidarity with the International Committee of the Fourth International. He is also the editor of the quarterly journal, Fourth International.”,”TROS-065-FL”
“NORTHCOTE PARKINSON C.”,”Britannia Rules. The Classic Age of Naval History.”,”C. Northcote Parkinson (1909-93) è stato un eminente storico, giornalista e viaggiatore, entusiastico promotore di studi di storia navale.”,”QMIN-093-FSL”
“NOSKE Gustavo”,”La revolucion alemana.”,”””I socialisti indipendenti si vantarono di aver preparato la rivoluzione armandosi per la lotta; ma se la loro agitazione non fallì, si deve al fatto che la fame, la carestia, e la morte di tanti cittadini avevano preparato un cambiamento nella coscienza popolare. Procurarsi qualche centinaio o migliaio di pistole, in questo caso è un gioco da ragazzi. Il rappresentante dei Soviets in Germania Joffe, disse pure con orgoglio che aveva procurato il denaro necessario a comprare quelle armi; ma a nulla sarebbero servite contro un migliaio di soldati disciplinati come era facile trovare a Berlino. Sia le pistole rivoluzionarie che le truppe leali, rimasero ferme; e Berlino cadde, come l’ ultimo frutto maturo, dopo che la rivoluzione ebbe trionfato in tutto il territorio nazionale. La direzione degli affari passò in mano agli uomini che dirigevano le due frazioni del socialismo. I ministri di provenienza borghese e di carattere tecnico, che conservarono le loro funzioni, accettarono senza difficoltà la direzione politica dei socialisti. Non era possibile una soluzione interna più completa. Con orgoglio si poté parlare di repubblica socialista tedesca””. (pag 84) Diserzioni nell’ esercito. “”Sarebbe molto difficile stimare il numero di disertori che al momento potrebbe avere Berlino. Gli ufficiali mi comunicarono cifre enormi, e le reali non dovrebbero essere certamente piccole. Durante il mese di dicembre, si formò a Berlino un consiglio di disertori che si impadronì di tutte le stanze del palazzo della Camera popolare prussiana e stabilì ivi i suoi uffici””. (pag 111)”,”MGER-065″
“NOSWORTHY Brent”,”With Musket, Cannon and Sword. Battle Tactics of Napoleon and His Enemies.”,”Jomini (pag 163-65) Ritardo esercito austriaco ancora disposto su linee, di fronte a nuova disposizione francese per colonne. “”In questo lavoro ‘Résumé des principes de l’art de la guerre’ ( pubblicato nel 1807 a Glogau (Slesia)), Jomini sosteneva l’abbandono del combattimento per linee (linear warfare) in cui entrambe le linee si confrontano duramente durante la battaglia. Nel corso delle campagne del 1805 e 1806 Jomini si convinse che il sistema lineare tradizionale è crollato definitivamente di fronte ai metodi francesi. (…) Al posto del sistema lineare Jomini, raccomanda che durante l’offensiva le truppe disposte nella prima e seconda linea si posizionino in colonne di battaglioni”” (pag 163-164)”,”FRAN-075-FSL”
“NOUAILHAT Yves-Henri”,”Truman un chrétien à la Maison Blanche.”,”NOUAILHAT Yves-Henri è professore emerito di storia contemporanea all’ Università di Nantes. E’ autore di molte opere sulla storia politica ed economica degli Stati Uniti. Lo scontro tra cattolici e protestanti sulla nomina di Clark. Yves-Henri Nouailhat è professore emerito di storia contemporanea nell’Università di Nantes. E’ autore di opere di storia politica ed economica degli Stati Uniti. [‘Truman ayant été occupé par le rappel du général MacArthur, ce n’est qu’à la fin d’avril 1951 qu’il contacta le général Mark W. Clark. “”Libérateur de Rome””, ancien commandant de la V° armée, Clark était en 1951 chef des forces terrestres de l’armée américaine, stationnées à Fort Monroë, susceptible de devenir chef d’était-major des armées. Episcopalien, comme Taylor, proche des catholiques, il avait rendu plusieurs fois visite au pape lorsqu’il avait sejourné en Italie après la guerre. Truman attendit le 19 octobre, veille de la clôture de la session du Congrès, pour informer le Sénat de sa nomination. (…) La hiérarchie catholique, aux Etats-Unis, accueille la nouvelle avec une grande satisfaction. Le cardinal Spellman déclare: “”Je suis content de l’action du président (…). Les Etats-Unis et le Saint-Siège ont des objectifs identiques de paix (…). Au contraire, la réaction des Eglises protestantes fut extrêmement hostile et violente’ (pag 133-134)] [ISC Newsletter N° 73] ISCNS73TEC”,”USAS-160″
“NOULENS Albert Capitaine, KUROCKIN P.A.”,”En URSS: l’action offensive de l’«armée interarmes».”,”Recensione dell’opera di P.A. Kurockin: ‘Obscevojskovaja armija v nastuplenii (L’armée interarmes dans l’offensive)”,”QMIS-277″
“NOUSCHI Marc”,”Croissance, fluctuations et crises dans les economies industrielles de 1945 à nos jours.”,”NOUSCHI Marc è professore di storia al liceo Janson-de-Saily e maitre de conferences all’ IEP. Agregé d’ historie ha insegnato per 15 anni nelle classi preparatorie HEC. E’ autore di opere di storia economia e di atlanti.”,”ECOI-088″
“NOUSCHI André”,”Le lotte per il petrolio nel medio oriente.”,”NOUSCHI André nato nel 1922 è docente di storia contemporanea presso la facoltà di Lettere dell’ Università di Nizza. La prima guerra mondiale non riesce a dare una sistemazione al Medio Oriente e bisogna riprendere da capo tutto l’ affare: cioè, riconsiderare le questioni non solo dal punto di vista politico, ma anche religioso, etnico, militare ed economico, con tutte le manovre, pressioni palesi e occulte, contromanovre, intrighi che ciò comporta…”,”VIOx-077″
“NOUSCHI André”,”Le lotte per il petrolio nel Medio Oriente.”,”André Nouschi, nato nel 1922, è docente di storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Nizza. Ha pubblicato studi sulla storia, l’economia e la politica dell’Africa settentrionale.”,”VIOx-112-FL”
“NOVA Alessandro NATALE Mauro FRATINI Francesca PATETTA Luciano FOSSI Gloria MULAZZANI Germano BORA Giulio LAMBERTI Maria Mimita ROSCI Marco SILVESTRINI Elisabetta”,”Arte. Guide bibliografiche.”,”- Tendenze e interpretazioni nella storia dell’arte (Mauro Natale) (pag 3-8)”,”ARCx-001-FB”
“NOVAK Michael, edizione italiana a cura di Angelo TOSATO”,”Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo.”,”NOVAK Michael è nato nel 1933 in Pennsylvania. Dopo aver compiuto studi teologici nell’ Università Gregoriana di Roma e nella Catholic University of America ha insegnato ad Harvard, Stanford e Syracuse. E’ titolare della Cattedra di Religion and Public Policy all’ American Enterprise Institute di Washington. Nel 1981 e 1982 ha guidato la delegazione statunitense persso la Comissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra. Ha al suo attivo molte pubblicazioni. “”Sarebbe contrario alla perfezione dell’ universo se non esistessero cose corrutibili, e se nessuna potenza venisse meno… sarebbe contrario al significato della Provvidenza, e alla perfezione delle cose, se non ci fossero eventi casuali””. (S. Tommaso D’Aquino, Summa Contra Gentiles, III, 74,3) (pag 83) “”Sono due, dunque, le principali tradizioni di pensiero rivoluzionario: quella utopica e quella realistica. (…) “”La rivoluzione – scritto Charles Péguy – è morale o non lo è affatto””. Ma cos’è che rende morale la rivoluzione? Per gli utopisti, la moralità proviene dalle strutture e dai sistemi. (Gli stalinisti giungono all’ estremo di ritenere come obiettivamente morale ogni atto che gli individui compiono per introdurre il socialismo). Per i realisti, la moralità proviene dalla volontà e dai singoli atti.”” (pag 103)”,”TEOP-216″
“NOVAK Bogdan C.”,”Trieste 1941-1954. La lotta politica, etnica e ideologica.”,”Bogdan C. Novak, laureato in legge all’università di Lubiana, dopo aver insegnato nel Territorio Libero di Trieste dal 1947 al 1951, ha conseguito una seconda laurea all’università di Chicago. Si è poi trasferito a Toledo nella cui università ha tuttora la cattedra di storia (1973)”,”ITQM-212″
“NOVALIS (Georg Philipp Friedrich von HARDENBERG), a cura di Alberto REALE”,”Cristianità o Europa.”,”Alberto REALE è esperto di germanistica. Nel suo saggio introduttivo analizza la storia e il piano dell’ opera. Le note al testo ricostrusicono il contesto storico e i rimandi bibliografici insiti nel testo. La bibliografia è particolarmente ricca. L’ opposizione tra la fede e il sapere. “”La Riforma era stata un segno del tempo. Fu importante per l’ Europa intera pur essendo esplosa pubblicamente solo nella Germania veramente libera. I migliori ingegni di tutte le nazioni erano diventati segretamente maggiorenni e, ingannandosi nel sentimento della loro vocazione, si sollevarono con arroganza tanto maggiore contro l’ antica costituzione. Istintivamente l’ erudito è nemico del clero secondo l’ antica costituzione; il ceto degli eruditi e quello del clero non possono non combattere guerre distruttive, quando sono separati: si contendono infatti la stessa posizione””. (pag 97)”,”EURx-194″
“NOVALIS (Georg Philipp Friedrich von HARDENBERG), a cura di Alberto REALE”,”Cristianità o Europa.”,”Alberto REALE è esperto di germanistica. Nel suo saggio introduttivo analizza la storia e il piano dell’ opera. Le note al testo ricostrusicono il contesto storico e i rimandi bibliografici insiti nel testo. La bibliografia è particolarmente ricca. L’ opposizione tra la fede e il sapere. “”La Riforma era stata un segno del tempo. Fu importante per l’ Europa intera pur essendo esplosa pubblicamente solo nella Germania veramente libera. I migliori ingegni di tutte le nazioni erano diventati segretamente maggiorenni e, ingannandosi nel sentimento della loro vocazione, si sollevarono con arroganza tanto maggiore contro l’ antica costituzione. Istintivamente l’ erudito è nemico del clero secondo l’ antica costituzione; il ceto degli eruditi e quello del clero non possono non combattere guerre distruttive, quando sono separati: si contendono infatti la stessa posizione””. (pag 97)”,”EURx-010-FV”
“NOVALIS (Georg Philipp Friedrich von HARDENBERG), a cura di Alberto REALE”,”I discepoli di Sais.”,”Alberto REALE è esperto di germanistica. Nel suo saggio introduttivo analizza la storia e il piano dell’ opera. Le note al testo ricostrusicono il contesto storico e i rimandi bibliografici insiti nel testo. La bibliografia è particolarmente ricca. L’ opposizione tra la fede e il sapere. “”La Riforma era stata un segno del tempo. Fu importante per l’ Europa intera pur essendo esplosa pubblicamente solo nella Germania veramente libera. I migliori ingegni di tutte le nazioni erano diventati segretamente maggiorenni e, ingannandosi nel sentimento della loro vocazione, si sollevarono con arroganza tanto maggiore contro l’ antica costituzione. Istintivamente l’ erudito è nemico del clero secondo l’ antica costituzione; il ceto degli eruditi e quello del clero non possono non combattere guerre distruttive, quando sono separati: si contendono infatti la stessa posizione””. (pag 97)”,”FILx-033-FV”
“NOVAZIO Emanuele”,”La Russia di Gorbaciov.”,”Emanuele Novazio, piemontese di Casale Monferrato, è giornalista alla Stampa (1988) dal 1979. Dall’84 al ’85 ha lavorato alla redazione di Parigi. Dal 1986 è corrispondente da Mosca. Omaggio Zucchiati”,”RUSU-255″
“NOVE Alec”,”L’ economia di un socialismo possibile.”,”NOVE (Leningrado, 1915) si è laureato alla LSE della quale è Prof onorario. Insegna economia all’Univ di Glasgow. Ha scritto: -L’economia sovietica. MILANO. 1963 -Stalinismo e antistalinismo nell’economia sovietica. TORINO. 1968 -Storia economica dell’Unione sovietica. TORINO. 1970 -Le nazionalizzazioni sbagliate. MILANO. 1975″,”RUSU-083″
“NOVE Alec”,”Stalin e il dopo Stalin in Russia.”,”Alec NOVE, uno dei maggiori studiosi viventi di storia ed economia dell’ Unione Sovietica è Professore di economia e D dell’ Istituto di Studi sovietici e dell’ Est Europeo dell’ Università di Glasgow. Tra i suoi lavori sono già stati pubblicati in Italia: – Storia economica dell’ Unione Sovietica (UTET) – Stalinismo e antistalinismo nell’ economia sovietica (EINAUDI)”,”STAS-014 RUSS-073″
“NOVE Alec”,”Storia economica dell’ Unione Sovietica.”,”La “”crisi delle forbici””. La forbice dei prezzi si allarga. Nel 1923 sopravvenne una nuova crisi. Da una situazione in cui le ragioni di scambio fra villaggi e città erano favorevoli ai primi – sebbene i contadini non avessero saputo trarre molti vantaggi dalla carestia -, si passò alla situazione opposta. Il rapido movimento dei prezzi, sfavorevole agli abitanti delle zone rurali, scoraggiava la immissione sul mercato dei prodotti agricoli e costituiva una minaccia politica, poiché il precario equilibrio del regime dipendeva dal consenso dei contadini, o almeno della loro volontà di non ribellarsi. I motivi di questo rapido mutamento erano i seguenti. In primo luogo la produzione agricola si sviluppò più rapidamente di quella industriale. La carestia del 1921 ebbe come risultato una contrazione, nell’ anno successivo, della superficie coltivata per la scarsità di semente e di contadini in grado di lavorare nelle province colpite. (…) Tuttavia il raccolto del 1922 fu discreto. (…) Al contrario, la ricostruzione del settore industriale fu molto più lenta.”” (pag 102-103) “”La “”forbice dei prezzi”” si allargava: i prezzi industriali erano maggiori rispetto a quelli del 1913, mentre i prezzi agricoli erano minori.”” (pag 105) “”Dzerzinskij, presidente del VSNKH e capo della Cheka (Ceka, ndr) (polizia), scriveva nel 1924: “”Quasi tutti i trusts agiscono come organi indipendenti; sono essi stessi il loro padrone, il loro Gosplan, il loro Glavmetall (la divisione metallurgica del VSNKH), il loro VSNKH, e se qualcosa non funziona perfettamente vengono protetti e soccorsi dagli organi locali””.”” (pag 113)”,”RUSU-192″
“NOVE Alec”,”L’economia sovietica.”,”NOVE Alec Il settore privato. “”I campi privati di contadini delle fattorie collettive era tenuti da ogni famiglia (dvor) come una concessione secondo lo statuto modello dei kolkhozy del 1935. La loro dimensione media è di 1/4 di ettaro , talvolta di più se il terreno è abbondante e/o di cattiva qualità. C’è anche del bestiame privato, con dei massimi fissati; (…). Fino al 1958 i contadini erano soggetti a quote di consegna obbligatoria, ai bassi prezzi applicabili alla forniture delle fattorie collettive. (…)”” (pag 67) Condizione operaia. “”Il “”mercato del lavoro”” nell’URSS è molto imperfetto, a causa della mancanza di adeguata informazione e di scambi di lavoro. Si incontrano frequenti annunci di posti liberi, ma sporadici e non coordinati, per esempio sui pali telegrafici o nelle bacheche degli avvisi, od anche nei programmi radiofonici locali, e l’informazione filtra a molti di quelli che pensano di cambiare lavoro.”” (pag 144)”,”RUSU-224″
“NOVE Alec”,”The Economics of Feasible Socialism.”,”Alec Nove, Emeritus Professor of Economics, University of Glasgow.”,”RUSU-245″
“NOVE Alec”,”Economia sovietica e marxismo: quale modello socialista?”,”Note a margine critiche di Lenin, pubblicate solo nel 1929, al volume di Bucharin ‘L’ economia del periodo di trasformazione’ (Leninskij Sbornik, vol. XI, 1929) (pag 608) “”La partecipazione dei sindacati a livello locale era un principio indiscutibile, sebbene, come abbiamo già osservato, Lenin avesse ribadito la necessità di una linea di responsabilità e autorità che in definitiva favoriva il potere dei dirigenti. Il predominio del partito nei sindacati divenne questione politica di grande importanza pratica, in una situazione in cui la durezza delle avversità favoriva la ripresa dell’influenza sugli operai di anarchici, menscevichi e socialisti-rivoluzionari, cui fino al 1921 furono concessi limitati diritti legali; effettivamente alcuni sindacati (ferrovieri, tipografi, ecc.) erano in mani antibolsceviche e dovettero essere «conquistati» con misure di carattere poliziesco. Lenin si rendeva perfettamente conto dei limiti della presa del suo partito sugli operai. Dichiarò ad esempio: “”Con la parola d’ordine «più fiducia nelle forze della classe operaia», in realtà, oggi si lavora per rafforzare le influenze mensceviche e anarchiche: nella primavera 1921, Kronstadt l’ha mostrato e dimostrato con grande evidenza» (10). L’idea leninista dei sindacati come cinghia di trasmissione tra partito e masse implicava la subordinazione dei sindacati al partito e ai suoi obiettivi. Lenin però non giunse agli estremi di Trotsky, che nel 1920 era arrivato a chiedere la militarizzazione dei sindacati e l’organizzazione del lavoro in eserciti con disciplina paramilitare. Tuttavia la posizione di Trotsky non si distingueva da quella di Lenin quanto potrebbe sembrare a prima vista, e ottenne l’appoggio di Bucharin, che nel 1918 aveva attaccato Lenin da «sinistra». Alla fine della guerra civile la situazione era disperata, e la mobilitazione della forza-lavoro per la ricostruzione era stata approvata anche da Lenin. Trotsky e Bucharin, però, si spinsero più oltre, elaborando una teoria del lavoro forzato per l’intero periodo di transizione. Bucharin dichiarò esplicitamente che gli obiettivi generali del proletariato, individuati dal partito, dovevano essere imposti al proletariato stesso, e Trotsky sostenne che gli operai che rifiutavano di andare a lavorare dove era stato loro ordinato dovevano essere trattati come disertori dell’esercito (11). Le implicazioni erano evidenti: sino al momento in cui la classe operaia non fosse giunta a un alto livello di coscienza che l’avrebbe spinta a fare volontariamente ciò che era necessario, occorreva costringerla attraverso la dittatura del proletariato. Lo storico economico ungherese Szamuely ha collegato questa idea con il rifiuto di attribuire importanza agli incentivi materiali: è evidente che se non è possibile indurre la gente a fare quanto necessario con la persuasione materiale o morale, l’unica alternativa è la forza. La situazione reale del 1920-21 era, come ben si sa, di fame e miseria, e retrospettivamente possiamo affermare che Trotsky e Bucharin fecero di necessità virtù teorica. La loro concezione avrebbe inserito i sindacati nell’apparato coercitivo, e i dirigenti del sindacato avrebbero avuto, per così dire, la funzione di ufficiali e sergenti dell’esercito del lavoro. (Possiamo solo ricordare che l’idea di esercito del lavoro si ritrova anche in talune dichiarazioni di Marx) (12). In linea di principio Lenin era contrario a queste indicazioni. Era sempre più allarmato per la burocratizzazione crescente e per i travisamenti degli obiettivi rivoluzionari. Occorreva proteggere gli operai dalle conseguenze di questo stato di cose, e tale era il compito vitale dei sindacati. Ma questo principio, indubbiamente corretto, cozzava con quello del controllo di partito sulla manifestazioni di potere sindacale indipendente, in un momento di sempre maggiore burocratizzazione del partito stesso. Un quarto aspetto del periodo, e forse il più importante, riguardava i contadini”” (pag 610-611) [Alec Nove, Economia sovietica e marxismo: quale modello socialista?, Torino, 1980] [(in) ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale] [(10) V.I. Lenin, ‘Tempi nuovi, errori vecchi in forma nuova’, in Id., Opere, vol. 33, pp. 14-15; (11) Cfr. il discorso di Trotsky al IX Congresso del partito, e N.I. Bucharin, ‘Economia del periodo di transizione’, Milano, 1971; (12) Cfr., ad esempio, il ‘Manifesto del Partito comunista’] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] Segue: La questione e il dibattito sulla collettivizzazione forzata Bucharin nel 1925 pronunciò il suo “”famigerato”” slogan: “”(contadini) Arricchitevi!””. Era troppo anche per Stalin, allora suo alleato… (pag 625)”,”RUSU-254″ “NOVE Alec”,”Trockij e l’«opposizione di sinistra», 1929-1931.”,”””Questo saggio si basa sulla lettura di due annate del «Bjulleten oppositsii», pubblicato prima a Parigi e poi a Berlino da un gruppo di trotskisti e contenente numerosi articoli scritti dallo stesso Trotsky durante i primi anni del suo forzato esilio dalla Russia. Importanti sono anche gli articoli scritti occasionalmente per il bollettino da membri dell’opposizione e fatti uscire clandestinamente dall’Urss, soprattutto le intelligenti e meditate analisi di Christian Rakovskij”” (pag 31); “”Trotsky sostiene giustamente che l’accelerazione dell’industrializzazione nel 1928-29 portò inevitabilmente alla scarsità di merci, alle code, queste essendo «il più valido argomento contro il socialismo in un paese isolato» (n. 7, p. 2). Egli non mostrò, tuttavia, neppur lontanamente di cogliere il nesso tra scarsità di merci e prezzi. Come abbiamo già detto, Trotsky considerò la crisi dell’ammasso del grano nell’inverno del 1927-28 una manifestazione della potenza dei ‘kulaki’ e giudicò il tardivo (e troppo limitato) aumento dei prezzi della metà del 1928 una intollerabile concessione alle forze del mercato. Di conseguenza approvò le «misure straordinarie» adottate da Stalin, anche se forse non la durezza con cui Stalin procedette alla requisizione del grano. Per la verità Trotsky e alcuni suoi corrispondenti sostennero che nel corso di queste esazioni, il ‘kulak’ era ancora in qualche modo favorito. Questo giudizio a mio avviso, dipendeva dal quadro sbagliato che Trotsky si faceva sulla natura del «centrismo» staliniano: la burocrazia ‘doveva’ per forza essere influenzata dai ‘kulaki’ (e senza dubbio parte della burocrazia lo era!). Alla fine Trotsky riconobbe che la campagna contro i ‘kulaki’ era reale. Ma naturalmente, «il ‘kulak’ non è separato dal contadino medio da un muro impenetrabile. In condizioni di produzione di mercato, i contadini medi generano automaticamente dei ‘kulaki’ tra le loro stesse file. La pioggia di severe misure governative che colpì i ‘kulaki’, disorganizzati e in preda al panico, e colpì non soltanto i ‘kulaki’, creò un ostacolo allo sviluppo di strati superiori di contadini medi… I contadini cominciarono a precipitarsi alla ricerca di un’altra maniera di andare avanti. E così nacque la “”collettivizzazione totale””» (Trockij, n. 9, p. 3, scritto nel febbraio 1930). In questa e in altre occasioni Trotsky mostrò dapprima di pensare che la dirigenza fosse stata colta di sorpresa dalla reazione dei contadini che si precipitarono a entrare nelle fattorie collettive, una reazione dovuta ai provvedimenti governativi che stabilivano la chiusura dei mercati e le consegne obbligatorie all’ammasso. «Le porte dei mercati furono chiuse. Dopo aver atteso impauriti all’ingresso, i contadini si precipitarono attraverso le sole porte aperte, le porte della collettivizzazione» (n. 9, p. 4). Ma allora «la fattoria collettiva può diventare una nuova forma di camuffamento per i ‘kulaki’» (ibid., p. 5). (Che idea sbagliata!). Entro il giugno 1930 due cose diventarono chiare nei messaggi che arrivavano dalla Russia. La prima era la dimensione della coercizione governativa nei confronti sia dei ‘kulaki’ sia dei semplici contadini, coercizione che indusse anche i contadini più poveri a farsi un’idea negativa della collettivizzazione. La seconda era il noto articolo di Stalin «inebriato dal successo», che faceva ricadere la colpa degli eccessi sui funzionari locali e che condusse a una fuga precipitosa dei contadini dalle aziende collettive (dove furono costretti di nuovo a tornare negli anni successivi). Un articolo di F. Dingelstedt parla di una «collettivizzazione su larga scala, realizzata con metodi sommari e violenti (‘medodam prisibeevych’ (1)), [che] ha provocato un dissesto senza precedenti nell’economia nazionale»; enormi perdite di bestiame, completa confusione nei piani dei funzionari, precipitose ritirate, tutte cose ben conosciute e giustamente (n. 12-13, p. 18). «Noi siamo per la industrializzazione e la collettivizzazione», ma «contro il ciarlatanismo burocratico…». Tuttavia, soltanto nel novembre 1930, l’errore venne ripetuto: «Aziende agricole collettive senza la necessaria base industriale produrranno inevitabilmente dei ‘kulaki’. Chiamare socialista una collettivizzazione basata sugli attrezzi dei contadini significa far rivivere la teoria buchariniana della integrazione dei ‘kulaki’ nel socialismo, ma in una forma camuffata da provvedimento governativo e quindi più subdola» (n. 17-18, p. 25). A parte la tendenza a prevedere una rioscillazione a destra dei «centristi» staliniani, un altro errore di Trotsky in materia di agricoltura mi sembra derivare da una semplicistica sopravvalutazione dei vantaggi della coltivazione meccanizzata su larga scala. In questo egli seguiva l’esempio di Lenin («Se avessimo 100.000 trattori… allora, i contadini direbbero “”Siamo per il comunismo””». Trotsky poté dunque sostenere ‘sia’ che la collettivizzazione era necessaria ‘sia’ che poteva essere realizzata senza alcuna coercizione quando sarebbero stati disponibili i macchinari necessari. Esperienze successive (in Polonia, per non andare troppo lontano) dimostrano che questa posizione era sbagliata. Stalin, per brutale che fosse, sembra esser stato più realistico circa l’atteggiamento dei contadini. Arriviamo così alle posizioni di Trotsky sui tempi dell’industrializzazione e dell’accumulazione. (…)”” (pag 35-36-37) [(1) Prisibeev è un dispotico sottufficiale a riposo, protagonista del racconto d Cecov ‘Unter Prisibeev’] [Alec Nove, ‘Trockij e l’«opposizione di sinistra», 1929-1931’, ‘Studi storici’, Roma, 1, 1977] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”TROS-296″
“NOVE Alec”,”Stalin e il dopo Stalin in Russia.”,”Il nazionalismo russo. “”Stalin cercò di restaurare la tradizione russa in tutte le cose, grandi o piccole che fossero. (…)”” (pag 97)”,”STAS-001-FV”
“NOVE Alec”,”An Economic History of the USSR, 1917-1991.”,”Alec Nove was Professor of Economics at the University of Glasgow from 1963 to 1982 where he is now Emeritus Professor and since 1982 has been Honorary Research Fellow. His publications include The Soviet Economy, The Soviet Middle East (with J.A. Newth), Was Stalin Really Necessary?, Socialist Economics (edited with D.M. Nuti), Stalinism and After, East-West Trade: Problems, Prospects, Issues, Political Economy and Soviet Socialism, The Economics of Feasible Socialism, Socialism, Economics and Development, Glasnost in Action. Preface, Appendix: A Note on Growth Rates, Bibliography, References, Glossary, Index of Subjects, Index of Names,”,”RUSU-092-FL”
“NOVE Alec”,”Stalinism and After. The Road to Gorbachev.”,”Alec Nove was Professor of Economics at the University of Glasgow from 1963 to 1982 where he is now Emeritus Professor and since 1982 has been Honorary Research Fellow. His publications include The Soviet Economy, The Soviet Middle East (with J.A. Newth), Was Stalin Really Necessary?, Socialist Economics (edited with D.M. Nuti), Stalinism and After, East-West Trade: Problems, Prospects, Issues, Political Economy and Soviet Socialism, The Economics of Feasible Socialism, Socialism, Economics and Development, Glasnost in Action. Preface, Appendix: 1. Biographical Data, 2. Chronological List of Events, 1917-85, 3. Membership of the Party, 4. Further Reading, Index,”,”RUST-056-FL”
“NOVE Alec”,”Glasnost’ in Action. Cultural Renaissance in Russia.”,”Alec Nove was Professor of Economics at the University of Glasgow from 1963 to 1982 where he is now Emeritus Professor and since 1982 has been Honorary Research Fellow. His publications include The Soviet Economy, The Soviet Middle East (with J.A. Newth), Was Stalin Really Necessary?, Socialist Economics (edited with D.M. Nuti), Stalinism and After, East-West Trade: Problems, Prospects, Issues, Political Economy and Soviet Socialism, The Economics of Feasible Socialism, Socialism, Economics and Development, Glasnost in Action.”,”RUSx-159-FL”
“NOVE Alec”,”L’economia di un socialismo possibile.”,”Alec Nove was Professor of Economics at the University of Glasgow from 1963 to 1982 where he is now Emeritus Professor and since 1982 has been Honorary Research Fellow. His publications include The Soviet Economy, The Soviet Middle East (with J.A. Newth), Was Stalin Really Necessary?, Socialist Economics (edited with D.M. Nuti), Stalinism and After, East-West Trade: Problems, Prospects, Issues, Political Economy and Soviet Socialism, The Economics of Feasible Socialism, Socialism, Economics and Development, Glasnost in Action.”,”RUSU-134-FL”
“NOVE Alec”,”An Economic History of the USSR.”,” The Great Debate (pag 119-136)”,”RIRO-474″
“NOVELLA Agostino DIDO’ Mario RONCONI Armando GIUNTI Aldo GARAVINI Sergio BIANCHI Fernando MASUCCI Ettore FORTUNATO Piero TONINI Roberto GUERRA Gino GUIDI Eugenio e altri”,”I delegati di reparto. Per una intelaiatura di classe.”,”‘Je participe tu participes il participe nous participons vous participez ‘ils profitent” (Manifesto del Maggio francese in risposta al programma gollista di “”partecipazione operaia””) (pag 140)”,”SIND-008-FAP”
“NOVELLI Tina”,”Dizionario etnologico africano. Volume I,II,III.”,”””Tribalismo. Fenomeno organizzativo proprio di un gruppo etnico, e che spesso i sociologi hanno analizzato in termini di sopravvivenza. Pur con diverse modifiche il tribalismo è presente ancora oggi in Africa. (…)”” (pag 220) “”Xenofobia. Avversione indiscriminata contro gli stranieri. Ne sono affetti alcuni gruppi africani fra i quali i Lele.”” (pag 247)”,”AFRx-033″
“NOVELLI Diego”,”Dossier Fiat.”,”Diego Novelli (38 anni nel 1970) entrato giovanissimo nella redazione torinese de l’Unità vi ha svolto dal 1961 al 1967 il lavoro di capocronista studiando i problemi della città. Dal 1960 è stato consigliere comunale di Torino e dal 1968 capogruppo consiliare Pci. Dopo un breve periodo di lavoro alla Federazione torinese del partito, come responsabile della propaganda, è tornato a dirigere la redazione locale del giornale mantenendo l’incarico di capogruppo al Municipio (1970).”,”PCIx-050-FV”
“NOVELLI Massimo”,”Corbari, Iris, Casadei e gli altri. Un racconto della Resistenza.”,”Massimo Novelli, nato a Torino nel 1955 scrive libri e fa il giornalista. Ha raccontato banditi anarchici, sportivi partigiani e fascisti, scrittori dimenticati come Guido Seborga, ribelli e gentildonne di fortuna.”,”ITAR-026-FSD”
“NOVELLI Massimo”,”Marcel Déat, il fantasma di Vichy. Torino, 1947-1955: indagine su un condannato a morte.”,”Dedica dell’autore: “”A mio figlio Alighiero – In memoria di mio padre Dario “”Piero”” giovanissimo partigiano”” Ringraziamenti: “”Per le testimonianze, per gli aiuti e per le ricerche ringrazio Luciano Boccalatte, Angelo Del Boca, Lorenzo Gianotti, Roberto Gremmo (per le indagini preziose all’Archivio Centrale dello Stato di Roma), Dino Messina, Isabella Novelli, Fulvio Papi, Bruno Segre, Salvatore Tropea”” Con la liberazione di Parigi, il 25 agosto 1944, la Francia cominciò a fare subito i conti con il fascismo e il nazismo, o meglio con i collaborazionisti del governo di Vichy che avevano tradito la propria nazione e i valori della democrazia: furono ben 791 i collaborazionisti francesi giustiziati: tra loro i più noti lo scrittore Robert Brasillach e il primo ministro Pierre Laval, che venne estradato dalla Spagna. Nella lista dei fucilati alla schiena per alto tradimento mancò il nome di Marcel Déat (1894-1955), il professore di filosofia che aveva militato nelle file della Sfio, il partito socialista di Leon Blum e che, dopo aver scritto per ‘L’Oeuvre’ un articolo il cui titolo rimase come lo slogan di un’epoca, ‘Morire per Danzica?’, si convertì alle idee del nazionalsocialismo sino a diventare l’esponente nazista di maggior spicco nei governi di Vichy. Lo stesso maresciallo Philippe Pétain lo considerava un invasato. La carica di ministro del Lavoro derivava a Déat più dalle ottime relazioni con Berlino che dagli equilibri politici interni. Fondatore di un ‘Rassemblement’ nazional-popolare di orientamento filonazista, Déat fu molto attivo nella politica di reclutamento di migliaia di giovani da destinare ai lavori forzati in Germania e nella politica antisemita, anche se distingueva tra ebrei radicati in Francia e nuovi arrivati dai Paesi dell’est. Con la liberazione di Parigi, Déat, seguito dalla giovane moglie Hélène, scappò a Sigmaringen, nel Baden Wurttemberg, dove assieme ad alcuni irriducibili coltivò l’illusione di un riscatto nazista in Europe e dove conobbe varie personaggi tra cui il grande scrittore Louis Ferdinand Céline. A Sigmaringen cominciò la parte finale, più misteriosa e difficile della sua esistenza. Undici anni di vita, che ora vengono scandagliati nel saggio storico di Massimo Novelli. Il libro di Novelli, giornalista non nuovo a originali incursioni nel campo della storiografia, porta come sottotitolo ‘Torino, 1947-1955: indagine di un condannato a morte’, perché Déat, il ricercato numero della Francia nell’immediato dopoguerra, riuscì a nascondersi in Italia grazie a una serie di contatti, a una complessa rete di protezione e a sapienti omissioni da parte dell’autorità costituita. Arrivato in maniera rocambolesca in Alto Adige, Marcel Déat si sposta tra Milano, dove nell’immediato dopoguerra, come hanno raccontato le inchieste del cronista e futuro direttore del ‘Corriere della sera’, Franco di Bella, operava la banda di Pierrot Le Fou, ex cagoulard dedito alle rapine, poi viene avvistato a Roma, dove ha forti contatti in ambienti vaticani, e quindi si rifugia a Genova, il crocevia e luogo di transito per tanti ex gerarchi nazisti protetti dall’organizzazione Odessa. Basandosi su ricerche di archivio di prima mano, Novelli riesce a ricostruire il tortuoso itinerario di Déat in Italia, da buon cronista indica i luoghi precisi del suo passato (per esempio a Milano abitava in corso Buenos Aires 40), e poi ci spiega perché, nonostante le inchieste giornalistiche, nonostante la richiesta di estradizione giunta all’autorità italiana, Déat riesca a nascondersi per nove anni, dal 1947 al 1955, nel centro di Torino, la città più antifascista d’Italia, con una base operaia pronta a prendere le armi quando ci fu l’attentato a Palmiro Togliatti nel luglio 1948. Ateo convinto sia negli anni della militanza socialista sia in quelli dell’adesione al nazionalsocialismo, Déat trovò rifugio a Torino dai preti Salesiani e nel collegio delle suore della Divina Provvidenza nella centralissima via Pomba. Un ambiente nel quale maturò la conversione al cattolicesimo sfociata nel matrimonio con Hélène, che aveva già sposato in Francia con rito civile. Ma l’ex ministro di Vichy non abbandonò del tutto, almeno nei primi anni di latitanza, il credo nazista, al punto che in un’intervista rilasciata congiuntamente al quotidiano ‘Milano Sera’ e al settimanale francese ‘Action’ si disse convinto di un ritorno del nazifascismo. Fu l’ultima uscita audace. Di certo la polizia italiana, come Novelli dimostra, sapeva della sua vita appartata a Torino, Dopo una serie di inchieste giornalistiche e di pressioni dei servizi segreti francesi, arrivò nel collegio che ospitava il ricercato un’ispezione delle forze dell’ordine. Déat, ancora una volta assistito dalla fortuna, o da qualche santo in paradiso, riuscì a salvarsi rifugiandosi in uno sgabuzzino. Nell’appendice al libro di memorie del marito, Hélène racconta che erano scappati dalla Francia con una valigia stracolma di denaro, sicché non ebbero mai seri problemi economici, anche se la coppia conduceva una vita austera e integrava le entrate con lezioni di francese ai rampolli della borghesia torinese. Marcel Déat tenne lezioni anche ai figli del professor Achille Dogliotti, il cardiochirurgo che lo ebbe in cura. L’ex ministro di Vichy, affetto da problemi polmonari dopo un attentato di cui era stato vittima assieme a Laval, morì il 5 gennaio 1955. Il dispaccio con cui il questore Mario Ferrante comunicò il decesso di un certo ‘professor Eugenio Le Roux’, nome dietro il quale si nascondeva Marcel Déat, è un piccolo capolavoro di ipocrisia burocratica. Perché mai il questore di Torino doveva comunicare al Viminale la morte di un francese sconosciuto? La polizia ben sapeva chi era il personaggio scomparso, ma fu cauta a far trapelare la notizia. Soltanto in marzo venne comunicata alla stampa la morte di Déat, il nazista francese che era riuscito a salvarsi sia per l’abilità a muoversi sia per i contatti nell’internazionale nera sia per le protezioni politiche di cui godette da un certo punto in poi. Dal 1947, anno dell’nizio della Guerra Fredda, la priorità dei Paesi occidentali non era la cattura dei criminali nazisti, ma la lotta al comunismo, testimoniata anche dalla nascita in tutta Europa delle varie organizzazioni clandestine Stay-behind, in cui ebbero un certo ruolo personaggi dell’estrema destra. (f. Dino Messina, CS 30.5.2017) ——————————————————————————————– Altri libri da inserire in Correnaa: EDIZIONI ARABA FENICE. BOVES. 2016 CAT 2024 Un’esperienza formidabile. La Resistenza di Giorgio Bocca: un’intervista. DE-LUIGI Teo Libro Interventi di Marco REVELLI, Ezio MAURO, Giovanni DE-LUNA; testimonianze di Silvia GIACOMONI e Nicoletta BOCCA €11,00 Spedito in 2 giorni Descrizione Il libro di Teo De Luigi condensa il risultato di due interviste a Giorgio Bocca sul tema della guerra partigiana e, soprattutto, dei rapporti interni ai gruppi che avevano dato vita alla Resistenza. Le parole di Bocca risuonano nitide e vere, a distanza di 5 anni dalla morte, come se quei ricordi avessero assunto la forza mitica dei poemi antichi: sullo sfondo di una Storia che si fa sempre più lontana, e che a tratti assume i contorni di leggenda, i ricordi di un ragazzo che è diventato grande, rischiando più volte di morire in combattimento (e forse non solo per mano nemica, come ricorda Bocca stesso in un passaggio del libro), in uno dei momenti chiave del ‘900. Autore Teo De Luigi Editore Araba Fenice Formato Libro Pubblicazione 2016 ISBN 9788866173908 Argomenti Territorio Storia ——————————————————————————————–“,”BIOx-047-FSD”
“NOVELLI Edoardo”,”I manifesti politici. Storie e immagini dell’Italia repubblicana.”,”Dono di Mario Caprini Edoardo Novelli, professore ordinario all’Università degli Studi di Roma Tre.”,”FOTO-113″
“NOVOZILOV Viktor V., a cura di Vincenzo VITELLO”,”Pianificazione e calcolo economico.”,”””Sono incompatibili col marxismo non i moltiplicatori, ma il contenuto economico di quelle teorie borghesi che utilizzano ampiamente i moltiplicatori. Così la teoria della produttività marginale di J.B. Clark è incompatibile col marxismo.Secondo questa teoria ciascuna classe riceve quanto produce: gli operai ricevono il prodotto del lavoro, i capitalisti quello del capitale e i proprietari terrieri il prodotto della terra”” (pag 411)”,”RUSU-246″
“NOWAK Karl Friedrich”,”Il crollo delle potenze centrali.”,”Trotsky. Trattative di Brest-Litovsk. “”Trotzki dimostrava, per suo conto, il massimo zelo. Egli lavorava incessantemente e non veniva a consultazione se non dopo accuratissimo studio dei problemi. Ciò nonostante, non si procedeva nel programma. Oltre al riconoscimento che anche gli Ucraini potevano partecipare ai negoziati come delegazione indipendente, non era possibile cavar altro dal Ministro degli Esteri. Eppure Trotzki parlava abbondantemente. Egli tendeva i suoi argomenti nel campo del generico, del vago. Il diritto di autodecisione non rappresentava ancora, per lui, un terreno sul quale lavorare di conserva con le Potenze Centrali; dapprima, il diritto di autodecisione fu solo un motivo a dissertazioni generali che dovevano dare un’idea impressionante del nuovo ordine mondiale vagheggiato dai Sovieti; ed egli si smarriva nella critica del vecchio ordine di cose, in tutti i paesi, attraverso i secoli. Diveniva sempre più evidente che il Ministro degli Esteri russo non voleva affatto, per il momento abbordare la questione della pace separata; egli parlava con grande slancio, e ardente nell’intimo, quasi un Messia di una nuova era prossima e solo da lui concepita, a tutto il mondo, che egli voleva indurre ad ascoltarlo. Egli parlava, poichè la più larga tribuna di Stoccolma gli era stata negata, dalla finestra di Brest Litowsk. Ma i negoziati non avanzavano. Durante il loro corso non furono registrati incidenti, quantunque dalla Russia fossero diretti alle truppe tedesche radiogrammi istigatori, contro cui il generale Hoffmann protestava vivamente, e che Trotzki stesso non sembrava approvare. I diplomatici consideravano con indulgenza il nuovo stile di Trotzki. Senza che essi stessi si rendessero conto di come ciò fosse avvenuto, egli era divenuto il centro della Conferenza, intorno al quale tutto gravitava.”” (pag 19-20)”,”RAIx-343″
“NOWAK Leszek”,”La scienza come idealizzazione: i fondamenti della metodologia marxiana.”,”Leszek Nowak è nato nel 1943 e si è laureato in legge all’Università di Poznan e, successivamente, in filosofia all’Università di Varsavia. Si occupa di metodologia delle scienze sociali e di filosofia della scienza (1976). Ha scritto saggi e articoli su varie riviste occidentali. “”Una delle critiche più frequenti che vengono rivolte alla teoria marxiana riguarda il fatto che Marx «(…) prevedeva una crescente povertà delle masse, mentre le masse in ogni paese capitalistico vivono meglio di quanto vivessero qualche decennio fa» (1). Marx ha in effetti formulato la legge di assoluta pauperizzazione secondo la quale «quanto maggiori sono la ricchezza sociale, il capitale in funzione (…), tanto maggiore è l’esercito industriale di riserva. (…) Ma quanto maggiore sarà questo esercito di riserva in rapporto all’esercito operaio attivo, tanto più in massa si consoliderà la sovrappopolazione la cui miseria è in proporzione inversa del tormento del suo lavoro (…), tanto maggiore [è] il pauperismo ufficiale. ‘Questa – dice Marx – è la legge assoluta, generale dell’accumulazione capitalistica’» (2). Questa legge è confutata dalla realtà, asseriscono da qualche decennio gli avversari del marxismo: e ciò è tanto più pericoloso per il marxismo in quanto la legge costituisce un pilastro fondamentale della teoria marxiana della rivoluzione; è proprio la pauperizzazione assoluta della classe operaia il fattore che dovrebbe muovere questa direzione della lotta contro il capitalismo. Nel dibattito polemico con i critici della legge di assoluta pauperizzazione, i marxisti hanno utilizzato i più svariati argomenti. Alcuni hanno asserito che la legge di assoluta pauperizzazione non è stata formulata da Marx, bensì è opera dei suoi successori. Altri hanno richiamato le osservazioni critiche di Engels riguardanti il passo del ‘Programma di Erfurt’, nel quale si asserisce che la miseria della classe operaia aumenta, e hanno da questo inferito che Engels non riconoscerebbe la legge di assoluta pauperizzazione; più tardi sono stati commentati in modo simile alcuni passi di Lenin. Altri ancora si sono sforzati di mostrare che, considerando il sistema capitalistico nel suo insieme e cioè congiuntamente ai paesi arretrati, la legge di assoluta pauperizzazione viene soddisfatta. Nella nozione di salari reali alcuni includono l’intensità del lavoro e giungono a constatare che i salari reali, così concepiti, diminuiscono in un’economia capitalistica, sebbene i salari reali, concepiti nel modo usuale, non mostrino affatto una tendenza alla diminuzione (3). Non vi è da meravigliarsi se questi tentativi di difendere la legge di assoluta pauperizzazione destano, negli avversari del marxismo, l’impressione che si cerchino vie d’uscita attraverso le quali, senza negare i fatti, sia consentito tuttavia di rimanere fedeli a una dottrina che ne viene confutata. Non vi è da meravigliarsi se Popper, secondo il quale il socialismo marxista è «fondato sulla ‘profezia del sempre crescente’ sfruttamento dei lavoratori» (4), asserisce che fra i marxisti soltanto Marx aveva un atteggiamento scientifico, perché soltanto Marx ha formulato la previsione secondo cui la miseria sarebbwe cresciuta e si è mostrato disposto a confrontarla con i fatti. I successori di Marx invece, sulla base della falsificazione di questa previsione, anzichè rifiutare la legge di assoluta pauperizzazione «(…) reinterpretarono sia la teoria che i dati per farli concordare. In questo modo essi salvarono la teoria dalla confutazione; poterono farlo al prezzo di adottare un espediente che la rendeva inconfutabile» (5). Si può tuttavia notare come le critiche rivolte alla legge di assoluta pauperizzazione siano basate su una incomprensione di carattere metodologico della legge. La legge è stato formulata da Marx nel libro primo del ‘Capitale’, quando Marx manteneva ancora tutte le assunzioni idealizzanti della legge del valore. Bisogna ricordare come Marx abbia assunto che le merci vengono scambiate secondo il loro valore. Marx tuttavia a questo punto della analisi si basa ancora su altre assunzioni idealizzanti, ad esempio, l’assunzione di una società capitalistica pura (cfr. il cap. II). Questa costituisce una assunzione idealizzante, se Marx stesso osserva che nelle prime parti del ‘Capitale’ «Non sono sviluppati (…) i rapporti reali entro i quali avanza il processo di produzione reale. (…) Non si considera né la concorrenza dei capitali, né il credito, né la costituzione reale della società che non consta affatto semplicemente delle classi degli operai e dei captialisti industriali, in cui quindi i consumatori e produttori non si identificano e la prima categoria di consmatori (i cui redditi sono in parte secondari, derivati dal profitto e dal salario, non sono primitivi) è molto più ampia della seconda e perciò il modo in cui essa spende il suo reddito e il volume di quest’ultimo provocano grandissime modificazioni nel bilancio economico e specialmente nel processo di circolazione e di riproduzione del capitale» (6). In modo analogo, Engels, esaminando il meccanismo di formazione del saggio generale del profitto, constata che esso «(…) giunge solo ad una realizzazione del tutto approssimativa presupponendo che la produzione capitalistica si affermi interamente dappertutto, cioè che la società si riduca alle moderne classi dei proprietari fondiari capitalisti (industriali e commerciali) e lavoratori, ma che tutti i gradi intermedi siano tolti di mezzo» (7)”” [Leszek Nowak, ‘La scienza come idealizzazione: i fondamenti della metodologia marxiana’, Bologna, 1977] [(1) M. Bober, ‘Karl Marx’s Interpretation of History’, Cambridge, Mass., 1950, p. 93; (2) Marx, ‘Il Capitale’, cit., vol. I, p. 705; (3) La storia di questa controversia è esaminata da Z. Kluza-Wolosiewicz, ‘Teoria rozwoju kapitalizmu w dyskusjach socjademokracji niemieckiej’ (La teoria sullo sviluppo del capitalismo nelle discussioni della socialdemocrazia tedesca), Warszawa, 1963, pp. 97123. La fase contemporanea della controversia trovò la sua espressione nei lavori contenuti nella raccolta ‘O wsplczesnym kapitalizmie’ (Sul capitalismo contemporaneo), discussione da “”Cahiers Internationaux””, Warszawa, 1960; (4) Popper, ‘The Open Society and Its Enemies’, trad. it. cit., vol II, p. 432, nota 13; (5) Popper, ‘Conjectures and Refutations’, trad. it, cit., p. 68; (6) Marx, ‘Teorie sul plusvalore’, ed. Editori Riuniti, cit, vol. II, p. 534; (7) Lettera di Engels a Schmidt, del 12 marzo 1895, in K. Marx – F. Engels, ‘Lettere sul “”Capitale””‘, cit., pp. 191-192] (pag 347-350)”,”MADS-735″
“NOWAK Leszek”,”La scienza come idealizzazione: i fondamenti della metodologia marxiana.”,”Leszek Nowak è nato nel 1943 e si è laureato in legge all’Università di Poznan, e in seguito in filosofia all’Università di Varsavia. Si occupa di metodologia delle scienze sociali e di filosofia della scienza. Il testo contiene molte formule matematiche”,”TEOC-191-FF”
“NOYES P.H.”,”Organization and Revolution. Working-Class Associations in the German Revolutions of 1848-1849.”,”Marx molto citato nell’indice ‘Part of the League had collected in Switzerland around Weitling, who was attempting to organize a consumers’ cooperative association and to spread communist propaganda. Weitling’s efforts made little headway. The Germans in Switzerland seemed more interested in the Young Germany group which was affiliated to Mazzini’s Young Europe movement. Or they turned to such curious leaders as the “”Prophet”” Albrecht, who called for reform based on the Bible and “”the reestablishment of the Kingdom of Zion””, or George Kuhlmann, who also regarded himself as a prophet, wore his hair and beard long and preached on “”the New World or the Proclamation of the Rule of the Spirit on Earth”” (19). These figures represented the lunatic fringe of the pre-March movement; yet to many of the workers their doctrines probably seemed no less practical than the Utopian socialism of Weitling or even the “”scientific socialism”” of Marx. Another, probably larger, part of the League of the Just moved to London, where under the leadership of Moll and Schapper the group began to reorganize itself n the mid-1840s. A third group grew up in Brussels, where they joined by Marx after the banning of the ‘German-French Yearbooks’ which he had been editing in Paris in 1844 with Arnold Ruge. It was this group that Marx wrenched from the possible control of Weitling. The way was thus left clear for the foundation of a new and revised group, the Communist League, which was formed out of the union of the London and Brussels organizations. The new Communist League adopted a set of statutes at the same congress which instructed Marx and Engels to draw up their manifesto. The first of these statutes read: “”The purpose of the League is the overthrow of the bourgeoisie, the establishment of the rule of the proletariat, the abolition of the old civil society which rests on the opposition of classes and the founding of a new society without classes and without private property’ (20). Such was Marx’s strategy in the period before the actual outbreak of revolution”” (pag 45) (19) Adler, ‘Geschichte der Arbeiterbewegung’, pp. 37, 66-68; (20) Wermuth, Stieber, ‘Die Communisten-Verschworungen’, vol. I, pp. 230ff] [‘Parte della Lega si era raccolta in Svizzera attorno a Weitling, che stava tentando di organizzare un’associazione di cooperative di consumatori e di diffondere la propaganda comunista, ma gli sforzi di Weitling facevano pochi progressi: i tedeschi in Svizzera sembravano più interessati al gruppo Giovane Germania (Young Germany) che era affiliato al movimento Giovane Europa di Mazzini. Ora essi si volsero a strani leader come il “”profeta”” Albrecht, che invocava una riforma basata sulla Bibbia e “”il ristabilimento del regno di Sion””, o George Kuhlmann, che anch’egli si considerava un profeta, portava capelli e barba lunghi e predicava “”il Nuovo Mondo o la Proclamazione della Regola dello Spirito sulla Terra”” (19). Queste figure rappresentavano la frangia lunatica del movimento pre-marzo (1848), ma a molti degli operai le loro dottrine probabilmente non sembravano meno pratiche del socialismo utopico di Weitling o persino del “”socialismo scientifico”” di Marx. Un’altra, probabilmente più grande, parte della Lega dei Giusti (League of the Just) si era trasferita a Londra, dove sotto la guida di Moll e Schapper, il gruppo cominciò nella metà degli anni 1840 a riorganizzarsi. Un terzo gruppo crebbe a Bruxelles, intorno a Marx dopo la messa al bando degli ‘Annuari franco-tedeschi’ che aveva curato a Parigi nel 1844 con Arnold Ruge. Fu questo gruppo che Marx strappò dal possibile controllo di Weitling. La via fu quindi lasciata libera per la fondazione di un gruppo nuovo e riveduto, la Lega comunista, che era formata dall’unione delle organizzazioni di Londra e Bruxelles. La nuova Lega comunista adottò una serie di statuti nello stesso congresso che assegnò a Marx ed Engels la redazione del Manifesto. Il primo di questi statuti recitava: “”Lo scopo della Lega è il rovesciamento della borghesia, l’instaurazione del dominio del proletariato, l’abolizione della vecchia società civile che si basa sull’opposizione delle classi e sulla fondazione di una nuova società senza classi e senza proprietà privata’]”,”QUAR-092″
“NOZICK Robert”,”Anarchia stato e utopia. I fondamenti filosofici dello ‘Stato minimo’.”,”Robert NOZICK è professore di filosofia all’ Università di Harvard; questo libro, che costituisce la risposta alle teorie sulla giustizia di RAWLS, ha rappresentato uno dei punti di riferimento nel dibattito filosofico e politico degli ultimi anni negli Stati Uniti. “”Secondo la dottrina attuale, in certe circostanze un paese X può lanciare un attacco cautelativo preventivo, o una guerra preventiva, contro un altro paese Y; per esempio, se Y è sul punto di lanciare un attacco immediato contro X, oppure se Y ha annunciato che lo farà appena sarà arrivato a un dato livello di preparazione militare, cui calcola di raggiungere fra non molto. Eppure non è stata accettata la teoria che una nazione X può scatenare una guerra contro un’ altra nazione Y perché Y sta diventando più forte, e (tale è il modo di comportarsi delle nazioni) potrebbe attaccare X se diventa ancora più forte. E’ accettato che l’ autodifesa giustifica il primo tipo di circostanze, ma non il secondo. Perché?”” (pag 134)”,”TEOP-163″
“NOZZA Marco”,”Il pistarolo. Da piazza Fontana, trent’anni di storia raccontati da un grande cronista.”,” Marco Nozza (1926-1999) ha lavorato come giornalista per l’Eco di Bergamo, L’Europeo e Il Giorno. Ha pubblicato ‘Le bombe di Milano’, e le biografie di Mazzini e Garibaldi (quest’ultima con I. Montanelli)”,”TEMx-086″
“NOZZA Marco”,”Il pistarolo. Da piazza Fontana, trent’anni di storia raccontati da un grande cronista.”,” Marco Nozza (1926-1999) ha lavorato come giornalista per l’Eco di Bergamo, L’Europeo e Il Giorno. Ha pubblicato ‘Le bombe di Milano’, e le biografie di Mazzini e Garibaldi (quest’ultima con I. Montanelli)”,”EDIx-003-FSD”
“NOZZOLI Guido”,”I ras del regime. Gli uomini che disfecero gli italiani.”,”NOZZOLI Guido è nato a Rimini nel 1918. Giornalista, ha lavorato per ‘Il Giorno’ come inviato speciale. Durante il fascismo ha partecipato alla resistenza.”,”ITAF-118″
“NOZZOLI Guido”,”Quelli di Bulow. (Cronache della 28° Brigata Garibaldi).”,”””Non l’ anima, ma l’ idea vive””, “”Napoleone”” (il partigiano ndr) chiedeva che fosse scolpito nella sua epigrafe. (pag 212) “”Ai grandi scioperi della primavera del ’43 sono, ancora una volta, le donne che a Ravenna danno un contributo più efficiente: le seicento operaie della “”Callegari”” sono capeggiate da Lina Vacchi, quelle dello ‘Jutificio’- neppure dirlo- dalla ‘Franzchena’, dalla Succi e dalla ‘Garbo'”” (pag 44)”,”ITAR-033″
“NOZZOLI Guido”,”I Ras del regime. Gli uomini che disfecero gli italiani.”,”Guido Nozzoli è nato a Rimini nel 1918. Giornalista, lavora per Il Giorno come inviato speciale. Durante il Regime fascista ha partecipato attivamente alla Resistenza. Appassionato, scritto con l’immediatezza della testimonianza diretta, il libro ricava dalle biografie dei vari Giunta e De Bono, Balbo e Starace, Muti e Bottai ecc. il quadro di un fascismo fatto di piccoli uomini pronti a sfilare davanti a un berretto piantato su un palo e salutarlo, e a gettare spavaldamente un Paese nella rovina.”,”ITAF-020-FL”
“NOZZOLI Guido”,”Quelli di Bulow. (Cronache della 28a Brigata Garibaldi).”,”””Da parte loro i CLN di villaggio e di borgata, le Leghe di resistenza contadina, i Comitati di difesa della donne, organizzavano i centri di raccolta a cui affluivano ci che offrivano i contadini – grano, vino, fagioli, patate, frutta – e “”Gira”” smistava le riserve a seconda delle esigenze”” (pag 161)”,”ITAR-036-FV”
“NUBOLA Cecilia”,”Fasciste di Salò. Una storia giudiziaria.”,”Cecilia Nubola è ricercatrice presso l’Istitut storico italo-germanico di Trento. Si occupa di storia sociale e di storia della giustizia in età moderna e contemporanea. Ha pubblicato ‘Grazia e giustizia. Figure della clemenza fra tardo medioevo ed età contemporanea’ (con Karl Härter, Il Mulino, 2011). “”In Liguria, Maria Concetta Zucco prese parte a rastrellamenti, interrogatori e torture, con la divisa delle Brigate nere, nascondendo il volto con cappuccio e occhiali scuri. I giornali nei giorni del processo la descrissero in questo modo: “”Ed ecco , un giorno, cominciano i rastrellamenti e le persecuzioni: Maria Zucco veste da uomo e si mette gli occhiali neri e un velo sul viso. È la figura stessa della rovina. Nero il viso nascosto; ella è la morte senza volto, lo sterminio senza discriminazione… (…)”” (pag 153)”,”DONx-091″
“NUCCIO Oscar”,”La civiltà italiana nella formazione della scienza economica.”,”””Gli Inglesi e noi [Francesi] veniamo soltanto dopo gli Italiani che in tutto ci sono stati maestri”” (Voltaire, Lettere filosofiche) (in apertura) Guicciardini, Francesco Brucioli, Paolo Paruta su questione comunismo (o illusione “”comunistica””) (pag 247-48″,”ECOT-372″
“NUGENT Paul”,”Africa since independence. A Comparative History.”,”NUGENT Paul è Reader in Afrinca History e membro del Centre of African Studies all’ Università di Edinburgh. Ha scritto un paio di libri sull’ Africa. “”La rivolta di Soweto del 1976 fu un caso ben più sostanziale dell’ episodio di Sharpeville con cui è stato mnemonicamente collegato. Esso incorpora una tipologia di caratteri molto diversi. L’ ANC e il PAC erano poco coinvolti nelle ultime fasi, e i leaders del movimento Black Consciousness erano lo stesso marginali agli eventi, essendo molti già stati arrestati in quel momento. In più, i sindacati avevano pochi punti di contatto con un fenomeno che si incentrò sulle townships come centro della lotta. Ciò che fu straordinario nella rivolta del 1976 è che fu guidata da allievi delle scuole, molti dei quali erano delle classi più giovani. Il loro obiettivo all’ inizio era esclusivamente scolastico, ma dalla fine dell’ anno il centro del loro attacco si allargò fino ad includere la stessa apartheid””. (pag 306)”,”AFRx-052″
“NUGENT Neill, a cura di Sandro GOZI”,”Governo e politiche dell’Unione europea.”,”Neill Nugent, politologo, insegna nella Manchester Metropolitan University.”,”EURE-078-FL”
“NURKSE Ragnar”,”La formazione del capitale nei paesi sottosviluppati.”,”Fondo Palumberi Edizione italiana realizzata su consiglio di Raniero PANZIERI”,”PVSx-042″
“NURKSE Ragnar”,”La formazione del capitale nei paesi sottosviluppati.”,”Edizione italiana realizzata su consiglio di Raniero Panzieri “”Per mantenere stabile il saggio di formazione del capitale di un paese produttore di beni primari e beneficiario di investimenti esteri anticiclici dovrebbero venire eliminati gli effetti sul reddito nazionale delle fluttuazioni del ricavo delle esportazioni; e questa è un’ipotesi molto impegnativa nonché una prescrizione difficile da seguire. L’uso delle esportazioni di capitali come mezzo di una politica anticiclica è stato relegato nell’ombra per queste e altre ragioni. Ma la difficoltà di utilizzare nel breve periodo l’investimento all’estero come strumento della politica coniunturale non impedisce che venga impiegato per bilanciare, nel lungo periodo, una propensione interna a risparmiare che potrebbe essre eccessiva in rapporto alle possibilità di investimenti interni. Può darsi che l’investimento estero risulti uno stimolante adatto a un’economia industriale matura. In ogni caso, c’è a questo proposito una palese affinità tra la dottrina marxiana e quella keynesiana, salvo che la dottrina marxiana non proviene da Marx, ma da J.A. Hobson, che scrisse su questo tema proprio all’inizio del secolo, e da cui attinsero, dieci o dodici anni dopo, sia Rosa Luxemburg che Lenin. Hobson e la sua teoria del sottoconsumo anticiparono alcuni elementi della teoria generale di Keynes, e questo spiega l’affinità che si riscontra nel campo dell’investimento estero. Secondo questa dottrina marxiana – o piuttosto neomarxiana – dell’imperialismo economico, le economie capitalistiche più avanzate subiscono una spinta ad esportare capitale, e a scaricare in tal modo le loro eccedenze produttive all’estero, allo scopo di mantenere la propria economia interna a un livello di attività prospero e redditizio. La mia reazione a questa dottrina è che, se una siffatta spinta esistesse – come probabilmente è esistita in una certa misura nel passato – non vi sarebbe in essa niente di sinistro. Al contrario, sarebbe una spinta altamente benefica. Sarebbe una vera fortuna che i paesi ricchi si sentissero continuamente spinti, per la loro stessa salvezza, ad esportare capitale verso i paesi più poveri, e a contribuire così al progresso economico delle aree arretrate. Sarebbe davvero uinc aso di armonia prestabilita. Mi rendo conto che la dottrina marxiana dell’imperialismo econmico non è tutta in questa propensione ad esportare capitale”” (pag 152-153)”,”ECOT-300″
“NURRA Pietro”,”Genova nel Risorgimento. Pensiero e azione.”,”L’autore tratta in particolare del moto rivoluzionario del 22 maggio 1797. (pag 84-)”,”LIGU-096″
“NUVOLONI Gino”,”Il fenomeno bolscevico. La dottrina. La sua attuazione pratica. Origini e cause del movimento bolscevico in Russia. Condizioni che vi favorirono il suo sviluppo. Espansione del bolscevismo in Europa. Note di parallelo con l’ Italia e ricorsi storici. La crisi del bolscevismo in Russia.”,”NUVOLONI Gino, tenente colonnello. “”Del resto, per stabilire che il capitalismo è risorto quasi subito o non è morto mai, non è necessario ricorrere al capitalismo straniero. Basta soffermarsi a riguardare le stesse leggi e gli stessi decreti fatti per i soli russi; sarà facile giungere alla convinzione che le prime leggi draconiane contro i ricchi, gli industriali, le banche, i possidenti e la borghesia non ebbero pratica attuazione o furono poste nel dimenticatoio onde riparare ai danni che esse avevano arrecati. Un decreto di Lenin, in data 30 ottobre 1918 (come si vede la resipiscenza cominciò presto) stabilisce un’ imposta in natura la quale colpisce i proprietari rurali le cui terre ed il cui bestiame siano superiori ai loro bisogni. Questo decreto comincia così: “”malgrado la legge sulla socializzazione delle terre, la distribuzione di queste non è stata effettuata in molte regioni della Repubblica, nelle quali i contadini ricchi ed agiati possiedono come prima i lotti del terreno più fertili e più ricchi””.”” (pag 139) “”In tema di sommovimenti e di scioperi non sarà male ricordare che vari decreti bolscevichi, sparsi qua e là, sono ricchi di insegnamenti. Uno di essi autorizza il licenziamento senza indennità alcuna degli operai che abbandonano volontariamente il lavoro (Decreto 28 febbraio 1918, Art. 5); un altro stabilisce multe e retrocessione a categorie pagate con salari inferiori se l’ operaio non raggiunge la produzione preventivata o se è colpevole di negligenza (Decreto 13 giugno 1918, Art.4); altrove è proibito lo sciopero. Infine il Decreto di Lenin del 20 Luglio 1918, giunge persino a stabilire una responsabilità criminale per chi abbandona il posto ed a sancire che il tribunale della Repubblica giudicherà con tutto il rigore delle legge (Art. 4 e 5).”” (pag 151)”,”RIRO-304″
“NUZZI Gianluigi”,”Vaticano S.p.A.”,”NUZZI Gianluigi inviato di Panorama.”,”RELC-294″
“NUZZI Gianluigi”,”Vaticano S.p.A.”,”Gianluigi Nuzzi, giornalista, inviato di Panorama. La procura di Milano chiede al Vaticano la rogatoria (1993) (pag 94-) Lo scandalo esplode (pag 97)”,”ITAE-042-FV”
“NYE Joseph S. jr”,”Il paradosso del potere americano. Perché l’ unica superpotenza non può più agire da sola.”,”NYE è stato capo del National Intelligence Council e sottosegretario alla Difesa durante l’ Amministrazione Clinton. Collabora a grandi quotidiani nazionali americani. Globalizzazione e crisi del 1997. “”Inoltre, la crisi del 1997 colse di sorpresa la maggior parte degli economisti, dei governi e delle istituzioni finanziarie, e i nuovi e complessi strumenti finanziari non furono in grado di prevederla. Nel dicembre del 1998 il capo del Federal Reserve Board, Alan Greenspan, affermò: “”Ho imparato molto di più sul funzionamento di questo nuovo sistema finanziario internazionale negli ultimi dodici mesi rispetto ai vent’anni passati””. Ampiezza, complessità e rapidità distinguono la globalizzazione economica contemporanea da quella dei periodi precedenti e aumentano le sfide che questa presenta alla politica estera americana””. (pag 124)”,”USAP-060″
“NYE jr Joseph S.”,”Soft power. Un nuovo futuro per l’America.”,”Joseph S. Nye jr. preside della kennedy School of Government presso la Harvard University, è stato capo del National Intelligence Council e assistente del segretario alla Difesa durante l’amministrazione Clinton. Collaboratore del Washington Post, del Wall Street Journal e del New York Times, è autore di numerosi libri. Ha pubblicato: Il paradosso del potere americano. Perchè l’unica superpotenza non può più agire da sola.”,”USAQ-015-FL”
“NYE Joseph S. jr”,”Il paradosso del potere americano. Perché l’unica superpotenza non può più agire da sola.”,”Joseph S. Nye è stato capo del National Intelligence Council e sottosegretario alla Difesa durante l’Amministrazione Clinton. Collabora con grandi quotidiani nazionali americani. “”Naturalmente il soft power non è un’invenzione recente, e nemmeno sono stati gli Stati Uniti il primo governo a cercare di utilizzare la propria cultura per creare soft power. Dopo la sconfitta subita nella guerra franco-prussiana, il governo francese cercò di riparare il decaduto prestigio della nazione promuovendo la propria lingua e la propria letteratura attraverso l’Alliance Française creata nel 1883. «La proiezione della cultura francese all’estero diventò così una componente significativa della diplomazia francese» (79). Italia, Germania e altri paesi seguirono immediatamente. L’avvento della radio negli anni Venti, portò molti governi nell’area delle trasmissioni in lingue straniere, e negli anni Trenta, la Germania nazista perfezionò i film di propaganda. Il governo americano tardò ad usare la cultura americana a scopi diplomatici. Durante la prima guerra mondiale istituì il Committee on Public Information, ma lo abolì con il ritorno della pace. Alla fine degli anni Trenta, l’amministrazione Roosevelt si convinse che «la sicurezza dell’America dipende dalla propria capacità di parlare al pubblico e di ottenere consensi negli altri paesi». Con la Seconda Guerra mondiale e la Guerra Fredda, il governo statunitense divenne più attivo, con forzi ufficiali come l’Usia, ‘the Voice of America’, il programma Fulbright, le biblioteche, le letture. Molte del soft power, però, deriva dalle forze sociali fuori dal controllo del governo. (…) Il soft power è creato in parte dai governi, in parte a dispetto di essi”” (pag 96-97); “”In termini di potere economico, le aziende transnazionali operano su una scala che è più grande di quella di molti paesi. Almeno una dozzina di aziende transnazionali hanno un volume di vendite annue spesso maggiore di quello del prodotto nazionale lordo di più della metà degli stati del mondo. Per esempio, il volume delle vendite della Mitsubishi è maggiore del Pnl del Vietnam; quello della Shell è tre volte il Pnl del Guatemala; quello della Siemens è sei volte il Pnl della Giamaica (96). Con il soft power, anche se i paesi come gli Stati Uniti primeggiano, i governi spesso non sono in grado di controllarlo. Inoltre, poiché il soft power acquista sempre maggiore rilevanza nell’era dell’informazione, vale la pena di ricordare che è il campo in cui le organizzazioni non-governative e i network si trovano a competere poiché è la loro maggiore fonte di potere. Lo stato rimane sovrano, ma i suoi poteri, persino per gli Stati Uniti, non sono più quelli di una volta”” (pag 103) [(79) Richard Pells, ‘Not Like Us’, Basic Books, New Yori, 1997, pp. 31-32; (96) Dati tratti da ‘CIA World Factbook 2000’ e ‘Hoover’s Handbook of World Business’, 2001, Reference ress, Austin, 2001]”,”RAIx-015-FV”
“NYE Joseph S. jr.”,”Soft power. Un nuovo futuro per l’America.”,”Joseph S. Nye jr, preside della Kennedy School of Government presso la Harvard University, è stato capo del National Intelligence Council e assistente del segretario alla Difesa durante l’amministrazione Clinton. Collaboratore del Washington Post del Wall Street Journal e del New York Times. La formula coniata da Nye è quella del “”soft power””, l’egemonia del consenso culturale capace di conquistare i favori del mondo. Non vince – afferma l’autore – alla lunga, chi è più forte, ma chi ha cultura e ragione dalla propria parte. I libri di storia confermano la tesi e le prime pagine la perpetuano fino a noi. “”Un ruolo importante spettò anche alla radio. Quella che divenne nota come ‘Voice of America’ crebbe rapidamente nel corso della Seconda guerra mondiale. Forgiata sul modello della Bbc, nel 1943 disponeva di ventitre trasmettitori che diffondevano notizie in ventiquattro lingue diverse. Dopo la guerra, con l’inizio della guerra fredda e l’avanzare della minaccia sovietica, Voice of America continuò a crescere”” (pag 129)”,”USAQ-110″
“NYGAARD Bertel”,”A modern outlook reviewing its history: Karl Kautsky and the French Revolution.”,”Contiene il paragrafo: 1789, the ‘German road’ and Russia (pag 27-30)”,”KAUS-033″