“BABEL Isaak a cura e traduzione di Chiara SPANO”,”L’ armata a cavallo.”,”Babel’ (Isaak Emmanuilovic), scrittore ucraino (Odessa 1894 – † 1941). Di famiglia ebraica, seguì studi commerciali e arrivò alla letteratura per spontanea vocazione. Nel 1915, dopo l’incontro con Gorki, per lui decisivo, pubblicò i suoi primi racconti; ma lo scarso successo lo allontanò per lungo tempo dall’attività letteraria. Commissario del popolo, poi agente della Ceka, prestò servizio come ufficiale nell’ armata di cavalleria cosacca del generale Budënnyj (BUDJONNY). Dalla sua partecipazione alla guerra russo-polacca trasse ispirazione per i racconti dell’ Armata a cavallo (1926), rapide e incisive ‘miniature’ in cui la realtà, trasferita su un piano irreale, si esprime con toni ora lirici, ora ironici e grotteschi. La sua fama di narratore è affidata anche ai Racconti ebraici (1927), al racconto autobiografico Storia della mia colombaia (1927), ai Racconti di Odessa (1931), descrizione della vita della piccola borghesia ebraica, e ai drammi Tramonto (1928) e Maria (1935), in cui i particolari descrittivi e scenografici creano pagine tra le migliori della letteratura sovietica. Non riuscendo ad adattarsi al clima culturale staliniano, si chiuse nel silenzio. Arrestato nel 1939 e rinchiuso in un campo di concentramento, venne in seguito fucilato. (RIZ)”,”RIRO-046″
“BABEL Isaac”,”Correspondance, 1925-1939.”,”Nel 1925 BABEL è un giovane scrittore sovietico già celebre: è considerato come uno dei più dotati della nuova generazione letteraria. Lo stesso anno, sua sorella Maria lascia la Russia per stabilirsi a Bruxelles. La madre dello scrittore la raggiunge poco dopo. Inizia così una corrispondenza che durerà fino al tragico arresto di BABEL nel 1939. Nel frattempo anche la moglie è emigrata ed è a Parigi che nasce la loro figlia Natacha. Le lettere qui riuniti sono scritte da BABEL alla madre e alla sorella. Il carteggio ci fa scoprire la personalità dell’ autore ed è un documento sulle condizioni della vita letteraria in URSS durante lo stalinismo. “”Firenze ha eclissato tutto quello che ho visto in Italia. E’ un’ impressione incancellabile, per tutta la vita””. (pag 214, Maggio 1933) Alcune pagine di autobiografia di BABEL (pag 10-11)”,”RUSS-170″
“BABEL Isaak Emmanvilovich”,”Caballeria roja.”,”BABEL Isaak Emmanvilovich nacque ad Odessa nel 1894 e morì in circostanze incerte nel 1941 (purghe staliniane). Pubblicò il suo primo libro ‘Storia di Odessa’ nel 1923. Cavalleria rossa è una delle migliori novelle sulla rivoluzione russa. E’ basata sulla esperienza militare di BABEL che combatté nel Reggimento di Cavalleria di BUDIENNY. “”Budionni, che indossava pantaloni rossi con bande di metallo, stava sotto un albero. Avevano ucciso il comandante della seconda brigata. Al suo posto, il capo dell’ esercito aveva nominato Kolesnikov. Un’ ora prima, Kolesnikov era capo di reggimento. La settimana prima, Kolesnikov era capo di squadrone. Chiamarono il nuovo comandante di brigata affinché si presentasse a Budionni. Il capo dell’ esercito lo aspettava in piedi sotto l’ albero. Kolesnikov arrivò con Almasov, il suo commissario. “”Ci rompono i coglioni queste canaglie -disse il capo dell’ esercito con un sorriso ammirato. Vincere o perire. Non c’è altra strada. Capito?”” -Capito. – rispose Kolkesnikov spalancando gli occhi. – E se fuggi ti farò fucilare – affermò il capo dell’ esercito mentre sorridendo, volgeva gli occhi verso il capo della Sezione speciale.”” (pag 97)”,”RIRO-299″
“BABEL Isaac”,”Chroniques de l’an 18 et autres chroniques (1916).”,”Babel osservatore attento e cronista minuzioso rende conto senza ricorrere alla narrativa di una realtà terrificante, dalle condizioni di vita della popolazione al problema del soccorso dei feriti e dei malati. Una città di tre milioni di abitanti sotto-alimentata. Questa è un’opera in inedita, integralmente, in francese. In russo non esiste se non all’interno delle opere complete di Babel.”,”RIRO-457″
“BABEL’ Isaak, a cura di Gianlorenzo PACINI”,”Tramonto.”,”Tramonto (1926) rientra nella cerchia d’interessi che legava Babel’ alla Moldavanka quartiere ebraico della sua Odessa, e ai personaggi più o meno leggendari la cui fama, celebrata nel quartiere aveva colpito l’immaginazione dell’adolescente, che più tardi ne avrebbe esaltato le vicende nel ciclo dei Racconti di Odessa.”,”RUSx-221-FL”
“BABEL’ Isaak, a cura di Costantino DI PAOLA”,”L’armata a cavallo. Diario 1920.”,”Isaak Emmanuilovic Babel’ nasce a Odessa il 13 luglio 1894 in una famiglia di piccoli commercianti ebrei. La data dell’esordio letterario di Babel’ è il 9 settembre 1913, quando sulla rivista Fuochi (Ogni), edita a Kiev vine pubblicato il racconto Il vecchio Slojme (Staryj Slojme), la storia di un misero vecchio ebreo che venuto a sapere che il figlio ha intenzione di cambiare religione si uccide impiccandosi. Babel’ venne condannato a morte e fucilato il 27 gennaio 1940, a Mosca. Costantino Di Paola è docente di Lingua e letteratura russa all’Università di Venezia.”,”RIRO-217-FL”
“BABEL’ Isaak, a cura di Adriano DELL’ASTA, scritto di Serena VITALE”,”Tutte le opere.”,”Isaak Emmanuilovic Babel’ nasce a Odessa il 13 luglio 1894 in una famiglia di piccoli commercianti ebrei. La data dell’esordio letterario di Babel’ è il 9 settembre 1913, quando sulla rivista Fuochi (Ogni), edita a Kiev viene pubblicato il racconto Il vecchio Slojme (Staryj Slojme), la storia di un misero vecchio ebreo che venuto a sapere che il figlio ha intenzione di cambiare religione si uccide impiccandosi. Babel’ venne condannato a morte e fucilato il 27 gennaio 1940, a Mosca.”,”VARx-173-FL”
“BABEL’ Isaak, a cura di Costantino DI-PAOLA”,”Odessa.”,”Odessa. ‘Metà della sua popolazione è costituita da ebrei e gli ebrei sono gente che si è fissata nella testa alcune cosette molto semplici. (…)’ (pag 53) (Babel). ‘Babel’ scrive che fu Gorkij il primo a parlare del sole in un libro russo, che la letteratura russa doveva liberarsi di Pietroburgo, fuggire dalla pesante cappa di nebbia che l’opprimeva, soffocando e snaturando l’uomo. «Si avverte la necessità di rinnovare il sangue», dice. E perché ciò potesse avvenire la letteratura russa doveva cantare il sole. Solo «dall’astro della vita» e dal respiro del meridione, dalla sua calura, dalle steppe assolato, lambite dal mare, sarebbe potuto venire il nuovo messia delle lettere russe. Il nuovo Maupassant, il Maupassant russo, sarebbe venuto, – dice ancora Babel’, – dal fecondo e vivificante meridione della Russia, dalla solare Odessa, la «porta di Dio», come da sempre la chiamano i suoi abitanti. E Bab-El’ («la porta di Dio» è lo pseudonimo con cui firma il suo primo e singolare scritto programmatico, ‘Odessa’. Quando Babel’ varca questa porta si riversano nella letteratura russa il sole e l’idioma del meridione. Il sole fiammante della rivoluzione e l’astro nascente di Odessa, la complessione allucinata e visionaria dello stile e il gioioso metaforizzarsi della parola illuminano la sua stagione creativa più libera e felice. Nascono così ‘L’armata a cavallo’ e i racconti del ciclo di Odessa. Il 20 aprile del 1920 la Polonia decreta la mobilitazione generale e cinque giorni dopo attacca le forze sovietiche nell’Ucraina nord-occidentale. Quando gli eserciti di Pilsudski, attraversata l’Ucraina, occupano Kiev e si attesta sulla riva sinistra del Dniepr, i bolscevichi sferrano una violenta controffensiva cui prende parte anche la leggendaria Prima armata di cavalleria cosacca comandata da Semen Budennyi, inverosimile mescolanza di genti e di parlate, di eroi e di codardi, di asceti e di bravacci. Aggregato alla sesta divisione come corrispondente dell’agenzia telegrafica Jug-Rosta, l’ebreo Isaak Babel’, nascosto sotto la falsa identità di Kirill Ljutov, vive l’esperienza più esaltante e disperata della sua vita. «Ljutov, – ha scritto Simon Markis, – à la metà ebraica di Babel’, che aspira ardentemente ad acquisire l’altra sua metà, la sua metà rivoluzionaria, bolscevica, senza per questo perdere la prima. Ljutov-Babel’ non sa dove andare. Il vecchio mondo da cui è fuggito, ma che lo attira, lo trattiene, è stato sostituito da un mondo nuovo al quale egli aspira con tutto il suo essere, ma che non lo accetta e lo terrorizza con la sua bestialità e ferocia. La solitudine e la disperazione dell’intellettuale nella rivoluzione – conflitto frequente nella letteratura degli anni venti – è in Babel’ accentuata dalla solitudine dell’ebreo, un ebreo di una specie particolare, diviso in due nel suo rapporto con il giudaismo come l’intellettuale è diviso nel suo rapporto con la rivoluzione» (2) (pag 11-12) [introduzione di C. Di Paola] [(1) J. Pilsudski (1867-1935), militare e uomo politico polacco (…); (2) S. Markis, ‘La litterature russe-juive et Isaak Babel’, in “”Cahiers du Monde russe et soviétique””, 1977, XVIII, 1-2]”,”VARx-630″
“BABEUF G. a cura di Claude MAZAURIC”,”Babeuf.”,”Claude MAZAURIC è Prof di storia all’Univ di Rouen, autore di numerose opere e studi sulla Rivoluzione francese, VP della Società di studi robespierristi, membro della ‘Commissione Jaures’ di storia della rivoluzione presso il Comitato dei lavori storici e scientifici del Ministero dell’Educazione nazionale. Siede nella Commissione della ricerca storica per il bicentenario della Riv Francese (CNRS).”,”FRAR-137″
“BABEUF Gracchus”,”The Defense of Gracchus Babeuf Before the High Court of Vendome.”,”Contiene il saggio di John Anthony SCOTT, Francois-Noel Babeuf and the conspiration des egaux, il ‘Manifeste des Egaux’ di Sylvain MARECHAL, i ‘Thoughts on the Defense of Gracchus Babeuf’ di Herbert MARCUSE”,”FRAR-001″
“BABEUF Francois Noel, a cura di Claude MAZAURIC”,”Il Tribuno del Popolo.”,”””(…) la Rivoluzione non ha dunque prodotto che un più grande servaggio. Lo ripeto: sotto il regno del dispotismo, mai ci si è opposti così apertamente a che i cittadini facessero pervenire la verità ai governanti: mai sospettosa amministrazione prese mezzi meno riguardosi per intercettare la comunicazione delle idee; ma l’ inquieta tirannide spinse le precauzioni al punto di chiudere decisamente la bocca alle proteste, e mai ancora la rigida inquisizione sulla stampa, congiunta alla severa formalità della censura, fu esercitata con maggiore arbitrio di quanto abbiate fatto voi tramite la municipalità della città in cui s’è stampato lo scritto su cui avete scagliato i fulmini della riprovazione””. (pag 128, lettera di Babeuf al Comitato delle ricerche, 1790)”,”SOCU-085″
“BABEUF Gracchus, a cura di Armando SAITTA”,”Le tribun du peuple, 1794-1796.”,”””Ora, quando è tutto il popolo che vuole la rivoluzione e segue il suo Tribuno che gode della sua fiducia, il dovere di questo Tribuno, è di dire senza soste a tutto il popolo, dove esso si trova, quello che è fatto, quello che resta da fare, dove e come occorre andare, e perché””. “”Che fare?””, articolo apparso nel numero 36 del 20 frimaio dell’ anno IV (10 dicembre 1795). (pag 211) Energia rivoluzionaria. (pag 31)”,”FRAR-309″
“(BABEUF Gracchus)”,”Le cri du peuple français contre ses oppresseurs. (1796)”,”‘Le cri du peuple français contre ses oppresseurs’ stampato anonimo durante la Cospirazione e distribuito il 1° floreale dell’anno IV (20 aprile 1796) consta di 8 pagine in 16°. Ne è autore Babeuf (V. Daline, A. Saitta, A. Soboul, Inventaire des manuscrits et imprimés de Babeuf, Paris, 1966, pag 99, n° 40)”,”FRAR-360″
“BABEUF Gracchus”,”François-Noël Gracchus Babeuf: communisme de l’an IV. (Marx, à mesure. Une anthologie commentée des écrits de Marx et d’Engels)”,”Contiene ‘Babeuf sous le regard de Marx et d’Engels’ (pag 1-11) (BME)”,”FRAR-380″
“BABEUF Gracchus, a cura di Maurice DOMMANGET”,”Pages choisies de Babeuf recueillies, commentées, annotées avec une Introduction et una Bibliographie critique par Maurice Dommanget.”,”2° esemplare vetrina 572 “”Mathiez paraît n’avoir pas attaché grande importance au communisme de Babeuf; il y voyait comme une adjonction, d’importance secondaire, improvisée pour la circonstance, au programme de la conspiration des Egaux, dont l’essentiel aurait été, en somme, celui des Robespierristes; en sorte que Babeuf, s’il en fut le chef et le bouc émissaire, n’en aurait pas été, au point de vue idéologique, le véritable inspirateur et, en tout cas, ne lui aurait pas conféré un caractère aussi original qu’on est habitué à la croire. Que le communisme soit demeuré indifférent à la plupart des complices de Babeuf; que les gens du peuple qui étaient disposés à le suivre, s’il avait réussi, n’en aient pas eu d’idée claire et ne l’aient pas mis au premier rang de leurs préoccupations, on peut l’admettre sans difficulté; mais qu’il fût pour Babeuf lui-même une sorte d’expédient démagogique, Mr Dommanget ne le croit pas et je ne le pense pas non plus. Mr Dommanget a bien mis en lumière les documents qui attestent que les communisme était au centre de sa pensée dès avant 1789 et ils paraissent décisifs. En tout cas, le problème étant posé, on en doit chercher la solution dans l’évolution des ses idées durant les années qui ont précédé la Terreur et l’avènement de la démocratie sociale. (…) Mais le communisme de Babeuf a-t-il pris sa source dans le seule philosophie? J’ai dit ailleurs que je ne le croyais pas et j’ai plaisir à constater que Mr Dommanget partage cette opinion. Babeuf était picard et c’est au milieu des paysans de la plaine picarde que son esprit s’est formé. (…) Sans doute, le communisme de Babeuf allait bien au delà de la réglementation; il supprimait la propriété individuelle, tandis que les paysans tendaient plutôt à donner à chacun sa part, sous réserve de restrictions imposées à la jouissance. Il n’est pas moins vrai qu’il peut apparaître comme l’expression la plus radicale de leurs voeux et comme leur “”limite””. Ainsi conçu, il cesse d’étre purement “”utopique”” et idéologique et trouve sa racine dans la tradition communautaire de nos campagnes; il en a donné une interpretation systématique au moment où elle allait marcher rapidement vers sa disparition. Sous cette forme, Babeuf l’a léguée à l’avenir et il lui a même rendu une force de pénétration inconnue jusqu’alors, puisque, comme Mr Dommanget le remarque, sa doctrine n’était point purement agraire, mais s’appliquait aussi à l’industrie et au commerce où le socialisme moderne a précisement trouvé son domaine d’élection. Se demandant où le prolétariat avait puisé la notion d’un idéal social qu’il pût opposer à la conception individualiste qui est à la base du capitalisme, Marx a jugé qu’il l’avait trouvé dans les survivances de l’ancien régime économique et social. Si la pensée de Babeuf est née en effet de la vie même des communautés rurales où il a vécu, cette hypothèse se trouverait remarquablement confirmée. Puisse se trouver un historien pour la vérifier”” [George Lefebvre, Préface] [(in] ‘Pages choisies de Babeuf recueillies, commentées, annotées avec une Introduction et una Bibliographie critique par Maurice Dommanget’, 1935] (pag XI-XI)”,”SOCU-189″
“BABEUF François Noël, a cura di Claude MAZAURIC”,”Textes choisis.”,”Claude MAZAURIC agrégé de l’Université “”La cultura di Babeuf fu quella di un autodidatta”” (pag 15) Il comunismo di Babeuf nel 1796 (pag 34) Babeuf e l’equivoco del Termidoro contro Robespierre (pag 159)”,”SOCU-214″
“BABINGER Franz”,”Maometto il Conquistatore.”,”Franz BABINGER (1891-1967) nacque a Weiden, in Baviera. Professore all’ Università di Monaco, è autore di vari lavori sulle origini dell’ impero ottomano e sui suoi rapporti con gli stati cristiani del Rinascimento. MAOMETTO II (1430-1481)”,”VIOx-089″
“BABINGTON MACAULAY Thomas, a cura di Alberto AQUARONE”,”Saggi sui grandi uomini politici. Machiavelli – Bacone – Hampden – Federico il Grande – Hastings.”,”La biografia più ampia è quella dedicata a Bacone, segue Hastings, Hampden e infine Machiavelli. “”Neppure in questo frangente il signor Montagu abbandona il suo eroe. Si direbbe davvero ch’egli sia convinto che l’ affetto di un biografo debba essere altrettanto devoto di quello degli innamorati del signor Moore (1); e non riesce a concepire a che cosa serva una biografia ‘se non è la stessa nella gioia e nel tormento, nella gloria e nella vergogna’. Egli ci assicura che Bacone era innocente, che aveva la possibilità di difendersi in maniera del tutto soddisfacente, che quando “”con semplicità e franchezza confessò di essere colpevole di corruzione”” e quando successivamente affermò che la sua confessione era “”sua, sua la firma e sua la volontà””, disse una grossa bugia e che si astenne dal presentare le prove della propria innocenza perché non poteva disubbidire al re e al favorito i quali, per i loro egoistici scopi, premevano su di lui perché si dichiarasse colpevole””. (pag 165-166)”,”BIOx-084″
“BABU Mohamed RAHMAN Abdul”,”African Socialism or Socialist Africa?”,”Dedicato ai lavoratori e ai giovani dell’ Africa”,”MAFx-007″
“BABUDIERI Fulvio a cura”,”I porti di Trieste e della Regione Giulia dal 1815 al 1918.”,”Archivio Economico dell’Unificazione Italiana, ricerca promossa dall’ Istituto per la Ricostruzione Industriale IRI in occasione del XXV della Fondazione. Comitato scientifico Carlo M. CIPOLLA Domenico DEMARCO Giuseppe PARENTI Giannino PARRAVICINI Rosario ROMEO Pasquale SARACENO Roberto TREMELLONI Albino UGGÈ”,”ITAE-075-FP”
“BABUSKIN (BABUCHKIN) Ivan Vasil’evic Z.S. ZELIKSON-BOBROVSKAJA”,”Ivan V. Babuskin militante bolscevico. Memorie scritti corrispondenze.”,”Contiene anche una nota biografica di V. S. ZELIKSON-BOBROVSKAJA e il necrologio di LENIN”,”ELCx-050″
“BABY Jean”,”L’ antisoviétisme contre la France.”,”Koestler “”diffamatore dell’ Urss””. “”J’ai sous les yeux un document très remarquable qui est la lettre envoyée le 20 novembre 1946 au journal ‘Rèsistance’ par M. Cathala, attaché de l’ Informatio à l’ Ambassade de France de Moscou. ‘Rèsistance’ ayant publié une série d’articles de Koestler intitulés “”La fin d’une illusion””. M. Cathala écrivit au journal: nous donnons ci-dessous quelques extraits de sa lettre, (…). “”””Que le but principal de M. Koestler soit de diffamer l’ Union Sovietique, ceci est éclantant et se passe de démonstration””””. (…) “”Le plaidoyer de M. Koestler en faveur de l’Allemagne hitlérienne est, en revanche, dissimulé avec assez d’astuce. Mais l’ analyse du texte en dénude vite les fils. “”Le procédé dont use le plus fréquemment M. Koestler dans sa tentative de réhabilitation consiste à identifier l’ Allemagne hitlérienne à l’ Union Soviétique.”” (…)””. (pag 35-36)”,”RUST-126″
“BACCETTI Carlo”,”Il PDS. Verso un nuovo modello di partito?”,”Carlo Baccetti è professore associato di Scienza politica nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze, dove insegna Partiti politici e gruppi di pressione e Governo locale.”,”ITAP-080-FL”
“BACCHIET Massimiliano BERTOLUCCI Franco BERTOLUCCI Letizia CARPITA Caterina FAVATI Gabriella FRANCHINI Elena GALLO Stefano LIPPI Furio PARRI Mauro PEPE Pierluigi PETRONIO Maria Grazia PICCIONI Francesco ROSSI Luca SERRANI Anna SISTI Ernesto VALLEGGI Gabriele VIERUCCI Giulia VIGOTTI Mariangela, collaborazione; scritti e documenti di Luciano DELLA-MEA Umberto TERRACINI Piero NISSIM Pino MASI Soriano CECCANTI Umberto MARZOCCHI Athos BIGONGIALI Antonio FRANCOLETTI Franco BERTOLUCCI Paolo FINZI Corrado STAJANO Givanno BOURSIER Marco ROSSI”,”Franco Serantini. Cinquant’anni di memoria contro l’ingiustizia, 1972-2022.”,”Dedicato a Luciano Della Mea, Paolo Finzi Arnaldo Massi, Gianni Sorbi e Giacomo Verde, speciale ringraziamento a Corrado Stajano A cura del Circolo culturale Biblioteca Franco Serantini”,”ANAx-464″
“BACCHIET Massimiliano”,”Malfattori e birri nel fosco fin del secolo morente. Pisa 1872-1900.”,”Massimiliano Bacchiet è nao e vive a Pisa. Laureato in Scienze politiche con una tesi sul sindacalismo degli inizi del ‘900 ha collaborato al dizionario biografico degli anarchici italiani e ha pubblicato ‘Riglione. Questa centrale e laboriosa borgata’ (2017). Partecipa al gruppo di studio della Biblioteca F. Serantini sulle origini del PcdI nella provincia pisana”,”ANAx-478″
“BACCHINI Furio”,”Un laico dell’ Ottocento. Andrea Costa. Libero Muratore, Libero Pensatore, Socialista libertario.”,”Alessandro Aldo MOLA, Direttore del Centro per la Storia della Massoneria. BACCHINI dà molto spazio alle vicende relative alla massoneria. “”Non solo, ma secondo sempre l’ ex Direttore della IISH di Amsterdam (B. Nicolaevsky, nrd), che vi fosse comunque un accordo tra Mazzini, Garibaldi e i Filadelfi è fuori discussione; non solo, ma assieme progettarono la convocazione di un congresso democratico internazionale per la creazione di una Associazione internazionale. La riunione preparatoria tenutasi il 20 di luglio del 1863 a La Chaux de Fonds, in Svizzera, che sarà uno dei punti chiave della propaganda bakuniniana negli anni ’70, decise la convocazione sulla base di un rapporto di Johann-Philipp Becker, anch’egli libero muratore.”” (pag 237) “”La sorda lotta iniziata tra Bakunin e Marx in seno all’ Internazionale ebbe il suo epilogo italiano alla Conferenza di Rimini svoltasi il 4 agosto 1872, che è considerata la nascita ufficiale dell’ Internazionale in Italia come organizzazione strutturata””. (pag 244)”,”MITS-248″
“BACCI Michele”,”Investimenti per l’aldilà. Arte e raccomandazione dell’anima nel Medioevo.”,”Michele Bacci (Pisa 1970), storico dell’arte, insegna Iconografia e iconologia presso l’Università di Siena ed è condirettore della rivista ‘Iconographica’ . Ha studiato vari aspetti del culto e delle funzioni delle immagini nel Medioevo.”,”STMED-061-FSD”
“BACCIANINI Mario TARTARINI Angelo a cura”,”Socialisme ou Barbarie. Antologia critica.”,”I processi di Mosca del 1936 e le notizie sui campi di lavoro forzato in Russia avevano sconvolto gli intellettuali della ‘petit gauche’ i cui massimi portavoce, SARTRE e MERLEAU-PONTY, tentarono nel 1945, attraverso ‘Temps Modernes’, il collegamento tra la piccola borghesia intellettuale e gli intellettuali comunisti. Negli anni 1950 proprio la rivista ‘Les Temps Modernes’ per bocca di MERLEAU-PONTY e altri si chiese se alla luce dei processi di Mosca, dei gulag e di quanto andava accadendo in URSS era ancora lecito parlare di socialismo. In questo clima politico ed intellettuale nacque ‘Socialisme ou Barbarie’. Nel novembre 1948 apparve su Temps modernes un saggio di Claude LEFORT intitolato ‘Les contradictions de Trotckjj et le probleme revolutionnaire. Reflexions sur le ‘Staline’ de Trotckij’ dove colui che diventerà, nello stesso anno, uno dei massimi collaboratori di ‘Socialisme ou Barbarie’ si propose di regolare i conti con TROTSKY e con il PCF, dal quale era appena uscito, insieme ad altri che confluirono in SoB. Il saggio di LEFORT è una lunga recensione critica allo ‘Stalin’ di TROTSKY. Il 10 giugno 1949 si svolse a Parigi la prima riunione dei ‘lettori’ della rivista ‘Socialisme ou Barbarie- Organe de Critique et d’ Orientation Revolutionnaire’ della quale era uscito in marzo il primo fascicolo. Erano presenti circa 40 compagni. Il gruppo intrattenne rapporti con una serie di minoranze di sinistra tra le quali ‘L’ impulso’ organo dei gruppi anarchici italiani d’azione proletaria considerati “”al pari della Federazione Comunista Libertaria francese, rappresentanti in Italia di una tendenza nuova, internazionalista e rivoluzionaria, affermatasi all’interno del vecchio movimento anarchico e decisa a rompere con le concezioni e i gruppi tradizionali sulla base di un’analisi materialista dei rapporti sociali”” (S.ouB., 15-16 pag 83). L’importanza di S.ouB. all’interno della sinistra francese in quegli anni viene sottolineato dallo spazio che la rivista di Edgard MORIN, ‘Arguments’ dedica alla tematica portata avanti dal gruppo. L’atteggiamento sociologico di MORIN, che collaborerà in seguito a S.ouB., in dissidio con la teoria politica del gruppo (LEFORT), segnerà negli anni 1960 l’involuzione e la crisi della rivista.”,”MFRx-131″
“BACCIANINI Mario LANDOLFI Antonio a cura; scritti di Pietro NENNI Rodolfo MORANDI Massimo GIANNINI Fernando SCHIAVETTI Eugenio DUGONI Vincenzo BALZAMO Mario BRACCI Lelio BASSO Emilio AGAZZI Lucio LIBERTINI e Raniero PANZIERI Venerio CATTANI Sandro PETRICCIONE Antonio GIOLITTI Riccardo LOMBARDI Luciano PAOLICCHI Franco MOMIGLIANO Francesco DE-MARTINO Giorgio RUFFOLO Roberto GUIDUCCI Fidia FASSANO Luciano CAFAGNA Furio DIAZ Leone IRACI Gaetano ARFE’ Francesco FORTE Antonio LANDOLFI Riccardo LOMBARDI Giuseppe TAMBURRANO Alberto BENZONI Norberto BOBBIO Massimo L. SALVADORI Giuliano AMATO Giuseppe BEDESCHI Claudio MARTELLI Bettino CRAXI Paolo FLORES D’ARCAIS Ernesto GALLI DELLA LOGGIA Roberto GUIDUCCI Luciano PELLICANI Marcello PERA Vittorio STRADA Federico COEN Luciano VASCONI Paolo SYLOS LABINI Domenico SETTEMBRINI Federico MANCINI Gino GIUGNI Lucio COLLETTI Francesco FORTE Giuliano VASSALLI Antonio LANDOLFI Agostino MARIANETTI Luciano PELLICANI”,”La stampa socialista. I quarant’anni di Mondoperaio.”,”Contiene gli articoli di Lucio Libertini e Raniero Panzieri ‘Sette tesi sulla questione del controllo operaio’ (pag 69-74) ‘Esiste una dottrina marxista dello Stato?’ di Norberto Bobbio (pag 180-185), ‘Da Marx a Stalin e da Stalin a Marx’ di Vittorio Strada (pag 249-255) Bobbio: “”Il pensiero politico di Marx si iscrive nella grande corrente del realismo politico che spoglia lo Stato dei suoi attributi divini e lo considera come organizzazione della forza, del massimo di forza disponibile ed esercitabile in un determinato gruppo sociale. Rispetto al suo grande predecessore immediato, Marx ha una concezione strumentale dello Stato – lo Stato come apparato al servizio della classe dominante – che è il rovesciamento radicale della concezione etica secondo cui la forza dello Stato è prima di tutto una forza morale e spirituale (l’antihegelismo del giovane Marx è fuori discussione). L’originalità di Marx consiste nel fatto che egli è forse il primo scrittore politico che congiunge una concezione realistica dello Stato con una teoria rivoluzionaria della società. I realisti sono stati di solito dei conservatori che hanno giustificato lo Stato-forza come male necessario partendo da una concezione pessimistica dell’uomo. I due maggiori scrittori politici del Rinascimento, Machiavelli e Lutero, sono realistici e pessimisti: lo Stato non può non essere fondato sulla forza (o sull’inganno) perché ha a che fare con sudditi indocili e subdoli. Marx è realista: condivide con gli scrittori realisti l’idea che lo Stato è il dominio della forza. Ma non ha una concezione pessimistica della natura umana, o della storia. Che lo Stato sia buono o cattivo dipende da chi ne tiene in mano le redini. Per questo può fare di una concezione realistica dello Stato (lo Stato come male necessario) una delle leve di una teoria rivoluzionaria della società. In secondo luogo Marx è l’unico scrittore realista che conduca la concezione realistica dello Stato sino alle estreme conseguenze, con una consapevolezza che ne fa il continuatore e in certo senso l’inventore di Machiavelli. L’idea dello Stato-forza non era mai andata disgiunta dall’idea che a ogni modo questa forza fosse destinata ad attuare il “”bene comune””, l'””interesse generale””, la “”giustizia”” e così via, e uno Stato che non perseguisse questi nobili fini fosse uno Stato corrotto, non fosse un “”vero”” Stato, ecc. Per la prima volta Marx denuncia con estrema chiarezza l’aspetto ideologico di questa presunta teoria: lo Stato non soltanto è uno strumento, un apparato, un insieme di apparati, di cui il principale e determinante è quello che serve all’esercizio della forza monopolizzata, ma è uno strumento che serve alla realizzazione d’interessi non generali ma particolari (di classe). Marx giunge a questa conclusione in quanto rovescia la concezione precedente dei rapporti fra società e Stato. Da Hobbes a Hegel la società prestatale (sia essa considerata come stato di natura o come società civile), considerata come il luogo dello scatenamento delle passioni, o degli interessi, si risolve, deve risolversi, tutta quanta nello Stato, elevato a luogo della più alta forma di convivenza razionale fra gli uomini (lo Stato come “”dominio della ragione”” di Hobbes o come “”il razionale in sé e per sé”” di Hegel). Per Marx, al contrario, lo Stato lungi dall’essere il superamento dello stato di natura, ne è in un certo senso la perpetuazione, in quanto è come lo stato di natura, il luogo di un antagonismo permanente e insolubile.”” [Norberto Bobbio, Esiste una dottrina marxista dello Stato?] [in La stampa socialista. I quarant’anni di Mondoperaio, a cura di Mario Baccianini e Antonio Landolfi, 1988] (pag 184)”,”EDIx-122″
“BACCIANINI Mario MATHIEU Michel, con interviste a Menachem MILSON Karim KHALEF Mustafà al-NATSHA; RABIN Yitzhak, intervista a cura di Mario BACCIANINI e Michel MATHIEU; AVNERY Uri, intervista a cura di M.B. e M.M.”,”Le due rive del Giordano (interviste); La ricetta dei laburisti (intervista a Rabin); I nostri fratelli dell’OLP (intervista a U. Avnery). (Inchiesta)”,”Domanda: “”Non vedi il pericolo che il nuovo Stato palestinese divenga la base per la continuazione delle ostilità verso Israele?”” Risposta: “”È come dire che la tana del coniglio è la base per continuare le ostilità contro il leone. Secondo l’Istituto per gli studi strategici di Londra, l’esercito israeliano è il quarto al mondo. Spendiamo molti più dollari dell’Italia per gli armamenti, anche se siamo un paese forse diaci volte meno ricco del vostro. Quando Begin, con i suoi toni di capopololo, agita certi spettri, mi sembra Napoleone a Parigi che parla come se fosse nel ghetto di Varsavia”” (pag 47) [interivista con Uri Avnery, a cura di Mario Baccianini e Michel Mathieu] [Uri Avnery, proprietario e direttore del settimanale ‘magazine’ stile ‘Newsweek’ “”Ha’olam Hazen’ (Questo mondo) ma col mordente di ”Die Stern””. Ebreo tedesco di Hannover ha combattuto nel ’48 nelle file dell’Hagana (esercito israeliano). Ed è stato corrispondente di guerra del giornale di Tel Aviv ‘Ha’aretz’. Va intessendo un dialogo con i moderati dell’Olp’] “”Ma quali sono in concreto le vostre migliori carte?”” “”Noi siamo pronti a un compromesso territoriale, anche considerevole, in conformità al piano Allon. Siamo disposti ad accettare l’idea di uno Stato sovrano giordano-palestinese a est di Israele, con capitale ad Amman”” [intervista con Itzhak Rabin a cura di Mario Baccianini e Michel Mathieu, ‘La ricetta dei laburisti’] (pag 42) Allegato: ‘Libano: l’indignazione selettiva’ (‘Interventi’) (pag 116-117-118) [fonte Mondo Operaio, n. 7-8, luglio-agosto 1982] L’esercito israeliano (Zahal) e la minaccia delle regioni confinarie contro Israele. “”Superiori a ogni previsione sono state, inoltre le armi atturate ai palestinesi: 500 carri armati contro i 100 previsti. Le città della costa meridionale del Libano, – Tiro, Sidone e Damur – erano dei veri e propri arsenali mimetizzati pronti ad essere usati per azioni contro Israele, sufficienti ad armare migliaia di uomini. “”Il trasporto in Israele di questo arsenale – scrive Giorgio Romano – richiederà da uno a due mesi””. Se le vittime civili sono state numerose, lo si deve precisamente alla capillare “”infiltrazione”” degli elementi palestinesi in seno alla popolazione libanese. Prima che l’aviazione e le artiglierie israeliane aprissero il fuoco su Beirut, tuttavia, migliaia di volantini venivano lanciati dagli aerei esortando la popolazione ad abbandonare la città. E indicando in quale direzione. Ma gli altoparlanti dell’Olp sollecitavano la popolazione, in preda al panico, a non raccoglierli perché “”contaminati”””” (pag 116-117) “”L’Olp è veramente rappresentativo dell’intero popolo palestinese? Qualche dubbio è legittimo. Sicuramente nel caso della creazione di uno Stato palestinese, molti ben radicati altrove, non vi farebbero ritorno se non come visitatori”” (pag 117) “”Dal 1948 ad oggi, la popolazione non ebraica residente in Israele è passata da un tasso di scolarità del 32,5% al 95%. Oltre 110.000 non ebrei sono occupati in tutti i settori dell’economia. Maggior indipendenza dei giovani, accesso all’istruzione e alla cultura, emancipazione delle donne (nel ’48 quasi nessuna donna araba lavorava fuori casa, oggi sono più di 15.000, mentre quelle che studiano sono il 46%…”” (pag 117)”,”VIOx-007-FGB”
“BACCIANINI Mario; GARIMBERTI Paolo”,”Neumann e l’interpretazione del nazismo (Baccianini); Il Pci e l’Urss (Garimberti)”,”Baccianini: Neumann non è uno storico ma uno scienziato sociale e il libro lo ha scritto a caldo nel 1942. Il rapporto di Neumann con il nazismo è, come quello di Salvemini con il fascismo, di netta antitesi morale e intellettuale… Nel suo libro Neumann assimila le spiccate propensioni per la ricerca empirica della scienza sociale americana senza rinunciare ha inquadrare i dati raccolti in una solida struttura teorica (pag 117-118) Nel libro di E.N. Peterson ‘The Limits of Hitler’s Power, Princeton, N.J. 1969, vengono minuziosamente esaminati i molteplici conflitti e le disfunzioni rilevati nelal struttura e nel funzionamento del Terzo Reich. (pag 117) Galimberti: Dalle parole di Spriano emerge una situazione reale che si viene contrapponendo nel Pci tra una base filo-sovietica o peggio stalinista a un vertice eurocomunista. Ossia si potrebbe dire rendendo più esplicito l’intervento di Spriano (al CC del Pci di gennaio 1978) che l’ eurocomunismo è un modo d’essere che non è ancora penetrato capillarmente nel partito, ma resta piuttosto ristretto a un’elite politica… (pag 124)”,”STOx-028-FGB”
“BACCOLO Luigi”,”Luigi Pirandello. Con una lettera di S.E. Arturo Farinelli.”,”””L’opera di Pirandello sorse in pieno Naturalismo, da questo ebbe la spinta al suo cammino…”” (pag 40) “”Pirandello aborriva dall’esser chiamato filosofo…”” (pag 157) Trecc: Drammaturgo e narratore (Girgenti, od. Agrigento, 1867 – Roma 1936). Apprezzato narratore, rivoluzionò il teatro del Novecento, divenendo uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi. Pur prendendo le mosse dal verismo di scuola siciliana, nella sua opera si delineano una visione angosciosamente relativistica della vita e del mondo, che precorre temi definitivamente moderni. Fu il teatro, però, a diffondere ovunque la sua fama: dalla commedia borghese degli esordi, nella cd. seconda maniera il dramma dell’essere e del parere lievita in simbolo e allegoria dell’esistenza. Vita e opere Iniziati gli studî di lettere all’univ. di Palermo, li proseguì a Roma e li compì in Germania, dove si laureò con una tesi di argomento linguistico all’univ. di Bonn (1891; trad. it. La parlata di Girgenti, 1981) e cominciò a tradurre le Elegie romane di Goethe (pubbl. 1896), assecondando un’iniziale vocazione poetica (Mal giocondo, 1889; Pasqua di Gea, 1891), in seguito testimoniata da poche altre raccolte (Elegie renane, 1895; Zampogna, 1901; Fuori di chiave, 1912). Stabilitosi a Roma nel 1893 e introdotto da L. Capuana negli ambienti giornalistici e letterarî, si dedicò a un’intensa attività pubblicistica e creativa (dal 1913 anche con soggetti e sceneggiature per il cinema), insegnando nel contempo (1897-1922) all’Istituto superiore di Magistero (per la nomina a professore gli valsero gli studî su Arte e scienza e quello fondamentale su L’umorismo, pubblicati nel 1908). Il tracollo dell’impresa paterna in cui erano stati investiti tutti i beni della famiglia (1903) ebbe gravi ripercussioni sulla sua vita, soprattutto per l’acuirsi dei disturbi nervosi della moglie (Antonietta Portulano, da lui sposata nel 1894), di cui nel 1919 si rese necessario il ricovero definitivo in una clinica di Roma. A partire dal 1915 fu sempre più assorbito dall’esperienza del teatro, anche nella regia, con frequenti spostamenti all’estero; diresse il Teatro d’Arte di Roma (1925-28) e creò una propria compagnia, chiamandovi come prim’attrice la giovane M. Abba, alla quale rimase legato da profonda passione fino alla morte. Accademico d’Italia dal 1929 (nel 1924 aveva suscitato scalpore la sua pubblica richiesta di iscrizione al partito fascista), nel 1934 gli era stato conferito il premio Nobel per la letteratura. Nel 1949 la Villa del Caos dove era nato fu dichiarata monumento nazionale. Se nei suoi versi giovanili, pieni di echi soprattutto leopardiani, il tono dominante è ancora quello di un vago pessimismo, nelle prime novelle (Amori senza amore, 1894; Beffe della morte e della vita, 2 serie, 1902-03; Quand’ero matto…, 1902; Bianche e nere, 1904) e nei romanzi (L’esclusa, 1901; Il turno, 1902) comincia già a delinearsi una visione più problematica e angosciosamente relativistica della vita e del mondo. Pur prendendo le mosse dal verismo di scuola siciliana (De Roberto, Capuana e soprattutto Verga), P. concentra infatti l’interesse sulle discordanze che si rivelano, nei personaggi e nelle vicende, tra l’essere e il parere, e interviene nel racconto con un’ironia e un umorismo che già oltrepassano il canone naturalistico dell’impersonalità narrativa; mentre la prosa tende al discorsivo, al parlato, per lo sviluppo che comincia ad avervi il dialogo. Tali caratteristiche, che emergono in pieno nel romanzo Il fu Mattia Pascal (1904), considerato il capolavoro del P. narratore, sono proprie anche delle successive raccolte di novelle (Erma bifronte, 1906; La vita nuda, 1910; Terzetti, 1912; Le due maschere, 1914, poi intitolata Tu ridi, 1920; La trappola, 1915; Erba del nostro orto, 1915; E domani, lunedì…, 1917; Un cavallo nella luna, 1918; Berecche e la guerra, 1919; Il carnevale dei morti, 1919) e dei romanzi che le intramezzano o seguono (Suo marito, 1911, più tardi in parte rifatto col tit. Giustino Roncella nato Boggiolo, post., 1941; I vecchi e i giovani, 2 voll., 1913; Si gira…, 1916, tit. poi mutato in Quaderni di Serafino Gubbio operatore, 1925; Uno, nessuno e centomila, 1926), anche se non sempre con uguale ricchezza d’invenzione e felicità di resa artistica. E sebbene un piglio realistico rimanga sempre in P., i modi della narrativa verista appaiono ora, oltre che superati, capovolti; perché sullo sfondo provinciale e borghese di quella narrativa, e nel bel mezzo dei temi che le sono proprî (gelosie, adulterî, terzetti matrimoniali, pazzie, vendette), prende rilievo un’inquietudine nuova, per la quale il nome di P. è stato giustamente accostato a quello dei maggiori esponenti del decadentismo italiano ed europeo: l’ansia dell’uomo che invano cerca di ribellarsi agli schemi della vita per essere soltanto sé stesso e inutilmente si sforza di comporre il dissidio tra forma (maschera) e vita (autenticità). Ai personaggi della narrativa verista, “”vinti”” ma non privi di una loro grandezza epica, succedono così in P. figure di medî o piccoli borghesi, di impiegati, professionisti, pensionati e simili, squallidi rappresentanti di una società priva d’ideali (giusto il contrario dei superuomini dannunziani), e condannati per l’impossibilità di comunicare a un tetro o arrovellato solipsismo; e la narrazione si fa convulsa e aggrovigliata, intesa com’è a seguire le tortuosità del pensiero e a creare intorno a personaggi e vicende un’aria allucinata, di caos. -ALT E poiché in tale forma narrativa, così portata all’evidenza scenica, è già implicita quella drammatica, il passaggio di P., a un certo momento, dall’una all’altra risponde a una naturale esigenza della sua arte. Il suo teatro, analogamente alla narrativa, da cui del resto derivano la maggior parte degli spunti drammatici, si muove dapprima sulle orme della commedia borghese allora in voga, di cui accetta le situazioni e i canoni, sia pure per piegarli al nuovo contenuto e colorirli di un umorismo con forti venature grottesche (Lumie di Sicilia, 1910; Pensaci Giacomino!, 1916; Liolà, 1916, scritta originariamente in dialetto siciliano; Così è (se vi pare), 1917; Il piacere dell’onestà, 1917; La patente, 1918; Ma non è una cosa seria, 1918; Il berretto a sonagli, 1918; Il giuoco delle parti, 1918; Tutto per bene, 1920; Come prima, meglio di prima, 1920; La signora Morli, una e due, 1920; ecc.). Ma poi quegli schemi vengono abbandonati e il clima si fa di dramma e di tragedia (Sei personaggi in cerca d’autore, 1921, l’opera scenicamente rivoluzionaria che, insieme con Ciascuno a suo modo, 1924, e Questa sera si recita a soggetto, 1930, costituisce la cosiddetta trilogia del “”teatro nel teatro””; Enrico IV, 1922; Vestire gli ignudi, 1922; L’uomo dal fiore in bocca, 1923; La vita che ti diedi, 1923; Diana e la Tuda, 1927; Come tu mi vuoi, 1930; Quando si è qualcuno, 1933; Non si sa come, 1935): è il teatro che si suol dire della “”seconda maniera””, ma che in verità continua e perfeziona la prima; dove, superata l’angustia dell’ambiente provinciale, quel dramma dell’essere e del parere, di vita e forma, quella nostalgia del focolare distrutto e della famiglia, degli amori, delle amicizie dissolti nel frantumio della personalità, sono ormai contemplati sub specie aeternitatis, quasi fuori del tempo e dello spazio; e quel realismo allucinato lievita in simbolo, in allegoria, fino a sfiorare il “”mistero””. Il che, se non sempre avviene con pienezza di risultati artistici, in quanto si accentua anche l’innata tendenza di P. a cristallizzare in sillogismi o in sofismi (il cosiddetto pirandellismo di P.) la suggestiva spontaneità di certi gridi, è tuttavia riprova di un’ispirazione più alta, più lirica, come dimostrano anche le novelle degli ultimi anni. Restò incompiuta la sua ultima opera, I giganti della montagna (1ª rappr., post., 1937), il più ispirato tra i “”miti”” moderni (La nuova colonia, 1928; Lazzaro, 1929), che P. concepì in parte avvicinandosi alla poetica di Bontempelli. Con il suo teatro, mentre utilizzava gli stimoli della più viva sperimentazione europea (non escluso il teatro futurista), P. indicava al contempo una direzione di ricerca che avrebbe largamente influenzato la drammaturgia posteriore; così come, reagendo con la sua disadorna, antiletteraria parola al virtuosismo verbale e musicale dell’età dannunziana, egli accompagnava piuttosto e precorreva le esperienze della letteratura più giovane (Alvaro, Moravia, Brancati). L’autore stesso provvide a riordinare editorialmente la sua produzione drammaturgica (col tit. complessivo Maschere nude) e novellistica (col tit. Novelle per un anno). La prima raccolta delle Maschere nude (11 commedie in 4 voll., 1918-21) apparve presso Treves; la seconda (39 drammi in 31 voll.) presso Bemporad (voll. I-XXV, 1920-29) e poi Mondadori (voll. XXVI-XXXI, 1929-35); a Mondadori, divenuto suo unico editore, fu anche affidata la terza raccolta (43 drammi in 10 voll., 1933-38). Le Novelle per un anno (15 voll.) furono affidate al fiorentino Bemporad (voll. I-XIII, 1922-28) e poi a Mondadori (voll. XIV, 1934, e XV, post., 1937). Presso questa casa editrice vide la luce l’ed. post. di tutte le Opere di L. P. a cura di M. Lo Vecchio-Musti (6 voll., 1957-60), comprendente anche un vol. di Saggi, poesie, scritti varii (1960), ed è ancora in corso la nuova ed. completa diretta da G. Macchia (Opere di L. P., 1973 segg.). Oltre a varî carteggi (tra cui Carteggi inediti con Ojetti-Albertini-Orvieto-Novaro-De Gubernatis-De Filippo, 1980), sono state pubblicate le Lettere a Marta Abba (1995). © Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani -“,”BIOx-029-FGB”
“BACH Lydia”,”Histoire de la Révolution russe. I. La révolution politique.”,”Le tesi di aprile 1917. “”Tale è il programma che gli agitatori e i giornali bolscevichi vanno adesso propagandando con metodo e disciplina tra le masse popolari. La conferenza rielegge il Comitato centrale bolscevico che comprende, al fianco di Lenin, Kamenev e Zinoviev, Stalin, la Kollontai, Sverdlov, Noguin, Rykov, Bukharin e Miliutin. L’ organizzazione militare del Comitato centrale bolscevico, diretta da Nevsky e Podvoisky, è fondata dalla fine di marzo. Alla fine di aprile, essa conta già più di seimila aderenti e pubblica il suo giornale, la Pravda del soldato, con una tiratura di 50 mila copie.”” (pag 133)”,”RIRx-122″
“BACH Richard”,”Il gabbiano Jonathan Livingston.”,”Richard Bach è stato scrittore e pilota. Ha pubblicato articoli e racconti su varie riviste e periodici specializzati. J. Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiain per i quali il volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi cibo. E impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto, nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far vene le cose… Dedica autore: ‘Al vero Gabbiano Jonathan che vive nel profondo di tutti noi'”,”VARx-022-FMDP”
“BACHELIN Henri”,”P.J. Proudhon. Socialiste national (1809-1865).”,”””Je suis du parti du travail”” (Proudhon) L’autore ha pubblicato tra l’altro la biografia d Gustave Flaubert, di J.H. Huysmans, Charles-Louis Philippe e Jules Renard Un passaggio della sua ‘Lettre à M. Blanqui’ del 1841: «J’ai été tour à tour protestant, papiste, arien et semiarien, manichéen, gnostique…, monarchique, aristocrate, constitutionnel, babouviste et communiste…». Non era che al suo debutto da polemista… (pag 44) Proudhon si definisce rivoluzionario ma non rivoltoso (bousculeur). Il 17 marzo 1846 scrive a Karl Marx: non dobbiamo porre l’azione rivoluzionaria come mezzo di riforma sociale, perché questo preteso mezzo sarebbe soltanto un appello alla forza, all’arbitrarietà, ossia una contraddizione.. Preferisco far bruciare la proprietà con piccoli fuochi piuttosto che dargli nuova forza facendo una San-Bartolomeo di proprietari. Queste mi sembrano anche le inclinazioni della classe operaia francese; i nostri proletari hanno grande sete di scienza e sarebbe sbagliato riceverli se non si ha da fargli da bere che del sangue…”” (pag 94)”,”PROD-081″
“BACHIR HADJ Ali”,”La révolution socialiste mondiale et les mouvements de libération nationale.”,”L’ aristocrazia operaia inglese, la Seconda Internazionale e il colonialismo. “”Ce fait avait été noté déja en ce qui concerne l’ Angleterre par Engels qui écrivait en 1882 à Kautsky: “”Vous me demandez ce que les ouvriers anglais pensent de la politique coloniale? Ma foi, la même chose que ce qu’ils pensent de la politique en général. Il n’y a pas ici de parti ouvrier, il n’y a que le parti conservateur et le parti libéral-radical, et les ouvriers profitent tranquillement avec eux du monopole colonial de l’ Angleterre et de son monopole sur le marché mondial”” (1). Enterrant sous des phrase humanitaires les décisions du Congrès de 1889 qui condamnait les conquête coloniales, c’est en fait d’une manière ou d’une autre le colonialisme que défendent bientôt les sociaux-démocrates chauvins de la II”” Internazionale.”” (pag 11) (1) K. Marx F. Engels, Textes sur le colonialisme (pag 357-358)”,”INTx-038″
“BACHOFEN Johann Jakob, a cura di R. DEL PONTE”,”Storia del matriarcato.”,”BACHOFEN (1815-1887) storico svizzero delle religioni e del diritto, studiò il mito e il simbolo. Secondo alcuni, l’ ipotesi dell’ esistenza storica del matriarcato sembra derivare da una scorretta identificazione tra matriarcato e matrilinearità (Eug). “”La stessa legge della materia compenetra tutto. Una comunità di diritto, basata sulla loro parentela naturale, unisce uomini e animali. L’ idea – che si ritrova fino ad un Pitagora e ad un Empedocle – di un continuo trasmigrare delle anime in ogni specie di corpi, ci dice che la creazione animale veniva concepita come una unità e quanto naturale apparisse la grande legge fisica della natura, di cui tratta specialmente Plutarco nel secondo trattato De esu carnium, ove egli espone i principii degli anzidetti filosofi presentandoli come una continuazione di antichissime concezioni greche””. (pag 223)”,”SCIx-156″
“BACHRACH Peter”,”La teoria dell’elitismo democratico.”,”BACHRACH Peter “”Secondo il Bachrach la teoria dell’elitismo democratico comprende le seguenti componenti: il ripudio dell’ideale etico della democrazia e la riduzione della stessa a un metodo politico per la scelta dei leaders; una interpretazione «unidimensionale» dell’interesse del popolo per la politica nel senso che si tiene conto del solo interesse per gli ‘outputs’ del sistema politico, e non di quello alla partecipazione alle decisioni; l’arretramento del principio egualitario dell’uguaglianza di potere all’uguaglianze delle possibilità di accedere ale posizioni di potere; una concezione ristretta della sfera della politica, riferita ai soli processi decisionali di governo e a ciò che con essi è collegato; l’assunto della inalterabilità della struttura élite-massa delle società industriali moderne; e la propensione a fare affidamento nelle elites, anziché nell’allargamento e nell’arricchimento del processo democratico, per difendere il sistema dal pericolo costituito dalle tendenze illiberali di gran parte delle masse.”” (pag XV, XIX)”,”TEOP-497″
“BACINO Leo J.”,”Reconstructing Russia. U.S. Policy in Revolutionary Russia, 1917-1922.”,”Leo J. Bacino received his Ph.D. from Northern Illinois University. He is presently visiting professor at Grand Valley State University in Grand Rapids, Michigan. Map of Post-Revolutionary Russia, Acknowledgments, Introduction, Conclusion, Notes, Bibliography, Index,”,”RUST-067-FL”
“BACKHAUS Giorgio a cura; scritti di WEISS Peter WALSER M. ENZENSBERGER H.M. LETTAU R. JOHNSON Uwe B. NIRUMAND NEGT O. FABIG K.R. OBERLERCHER R. KARSUNKE Y. SCHICKEL J.”,”””Kursbuch””: l’opposizione extraparlamentare.”,”””Il coincidere della trasformazione del reale con l’attività umana o trasforrmazione di se stessi può essere concepito e inteso razionalmente solo come ‘prassi rivoluzionaria’”” (pag VII) (K. Marx, 1845) “”””L’idea si è sempre resa grottesca quando si dissocia dall’interesse”” scrisse Marx che non ha letto Peter Weiss”” (pag 89)”,”GIOx-063″
“BACKHAUS Hans-George”,”Materiali per una ricostruzione della teoria marxiana del valore.”,”””La teoria ‘marxista’ del valore è rimasta sul terreno della teoria ‘premarxiana’, e per la sua struttura concettuale potrebbe venir definita come una versione di tipo terminologicamente nuovo dalla teoria del valore-lavoro dei ‘ricardiani di sinistra’”” (pag 169)”,”TEOC-688″
“BACKHAUS Hans-Georg SCHMIED-KOWARZIK Wolfdietrich DIEZ Barbara e TÜRCK Hartmut ZECH Reinhold LÜDTKE Alf, saggi di”,”Gesellschaft Beiträge zur Marxschen Theorie. II. Materialien zur Rekonstruktion der Marxschen Wertheorie – Zur Rekonstruktion der materialistischen Dialektik – Sraffa erneut gelesen. Eine kritische Einschätzung – Die Reduktion komplizierter auf einfache Arbeit – Alltagswirklichkeit, Lebensweise ud Bedürfnis-artikulation.”,”BACKHAUS Hans-Georg Punti di convergenza nella critica a Marx da parte della scuola di Francoforte e della scuola di Althusser (pag 97) “”Il problema della trasformazione”” nasce con l’uscita del terzo libro del Capitale (la questione della formazione dei prezzi ecc.) (pag 232) Genesi dell’esperienza individuale e collettiva nel lavoro, le migrazioni interne e la mobilità locale (pag 327)”,”TEOC-701″
“BACON Robert ELTIS Walter, edizione italiana a cura di Stefano ZAMAGNI”,”Base produttiva e crescita economica. Il caso inglese. (Tit.orig.: Britain’s Economic Problem: Too Few Producers)”,”BACON Robert è docente di econometria nell’ Università di Oxford (Lincoln College), ELTIS Walter è docente di economia nella stessa università (Exeter College). Thatcher. “”Quale sia la differenza tra le due suddivisioni viene subito chiarito non appena i dai statistici suesposti siano confrontati con quelli del Prof. Cedric Sandford e della dott.ssa Ann Robinson, che hanno pubblicato uno studio sulla spesa pubblica in Gran Bretagna in cui hanno mostrato che la spesa dell’ amministrazione centrale e locale, incluse le pensioni e gli altri trasferimenti, è cresciuta dal 40.6 al 52.5% del prodotto nazionale lordo in appena dieci anni – dal 1964 al ’74. Escludendo la spesa per interessi, si è passati dal 38.0 al 49.3%. E’ molto più plausibile che dati di questo tipo che rivelano una riduzione di circa un quinto nella quota del reddito nazionale corrente disponibile per la parte restante dell’ economia, abbiano rilevanza per il nostro discorso.”” (pag 98)”,”UKIE-037″
“BACON Jean”,”Les Saigneurs de la Guerre. Brève histoire de la guerre et de ceux qui la font.”,”Libro dedicato alle centinaia di milioni di morti delle guerre passate presenti e a venire. Dizionario: Saigneur: colui che uccide un animale o una persona Saigner: uccidere, dissanguare, indebolire Jean BACON è un benedettino.”,”QMIx-193″
“BACONE Francesco a cura di Enrico DE-MAS”,”Novum Organum. O veri indizi dell’ interpretazione della natura, 1620.”,”””La scienza e la potenza umana coincidono””. “”Sarebbe stolto e in sé contradditorio ritenere che quello che finora non si è potuto fare, possa farsi per l’ avvenire senza ricorrere a metodi non ancora tentati””. “”Il processo latente del quale parliamo è ben lontano dal poter essere facilmente concepito dalla mente umana, così piena di preconcetti com’è ora. Non intendiamo, infatti, parlare di misure o segni o scale del processo visibile nei corpi, ma diun processo continuativo, che per lamassima parte sfugge al senso””.”,”FILx-210″
“BACONE Francesco (BACON Francis)”,”Per il progresso della scienza. (“”Cogitata et Visa”” ed estratti del “”De Augmentis Scientiarum””)”,”Superiorità della teoria sulla pratica. “”(…) l’officina somiglia molto alla biblioteca, che anch’essa offre tanta varietà di libri, che (però) investigati accuratamente, si rivelan come pure e semplici ripetizioni all’infinito della stessa cosa, nuove per il modo di trattar l’argomento e di disporlo, ma vecchie come invenzione”” (pag 55) “”Non è infatti uguale il pericolo di non tentar l’avventura e quello che essa non riesca: poiché nel non tentarla, si arrischia la perdita di un grandissimo bene, mentre non riuscendo, non si perderà che una piccolissima opera umana””. (pag 106) Idee generali sul metodo. (pag 107) “”La mano è lo strumento degli strumenti e l’ anima la forma delle forme”” (Aristotele) (pag 178) Tentativi. (pag 194) Francesco Bacone: « Se l’uomo vuole cominciare con certezze, allora finirà con dei dubbi; ma se sarà contento di cominciare con dei dubbi, allora finirà con certezze » « Audacter calumniare, semper aliquid haeret » « Sapere è Potere » (Wikipedia) Sir Francis Bacon Francis Bacon o, in italiano, Francesco Bacone (Londra, 22 gennaio 1561 – Londra, 9 aprile 1626) è stato un filosofo, politico e saggista inglese. Formatosi con studi di legge e giurisprudenza, divenne un sostenitore e strenuo difensore della rivoluzione scientifica senza essere uno scienziato. Vissuto alla corte inglese, fu nominato Lord Cancelliere sotto il regno di Giacomo I Stuart, ma in seguito a una condanna per corruzione fu costretto a ritirarsi a vita privata e dedicarsi esclusivamente ai suoi studi. Morì infatti di polmonite, proprio mentre si dedicava ad esperimenti naturalistici riguardanti gli effetti del rigido freddo invernale. Nei suoi scritti filosofici si dipana una complessa metodologia scientifica, spesso indicata con il suo nome (metodo baconiano). Sir Francis Bacon è il filosofo empirista della rivoluzione scientifica che ha incentrato la sua riflessione nella ricerca di un metodo di conoscenza della natura che possiamo definire scientifico, nel senso che vuole essere ripetibile, parte dall’osservazione della natura e come la scienza è volto al suo dominio per ricavarne applicazioni utili per il genere umano come erano quelle dell’età industriale. Riprendendo le idee dei pensatori del ‘400 italiani (fra i quali Leonardo da Vinci), Francis Bacon teorizza che l’osservazione della natura deve essere praticata compilando una tabula presentiae e una tabula absentiae in proximitate in cui si mettono per iscritto i dati di temperatura, oggetti anche nel dettaglio di sostanze chimiche e altri fattori ambientali presenti e assenti in un dato momento in cui si è ottenuto un fenomeno di cui si cerca di scoprire i fattori favorevoli e poi la causa determinante. Se il fenomeno si manifesta sia in presenza che in assenza di un dato fattore presunto, allora il fattore che è rilevato nel contesto è ininfluente. Se il fenomeno muta d’intensità, in presenza del fattore, ma si manifesta anche in sua assenza, ciò significa che il fattore condiziona il fenomeno ma non ne è ancora la causa. L’obiettivo dell’analisi è trovare quel fattore la cui presenza è condizione necessaria (anche se non sufficiente) del fenomeno stesso, almeno questo è quanto si direbbe oggi. La filosofia naturale si distingue in due parti: quella speculativa, che riguarda la ricerca delle cause dei fenomeni naturali, e quella pratica che si occupa della produzione degli effetti. La parte speculativa, a sua volta, si divide in fisica e metafisica: la fisica “”indaga e tratta le cause materiali ed efficienti; la metafisica studia le cause finali e formali””. Senza conoscere una causa sufficiente non si potrà riprodurre il fenomeno e nemmeno conoscerlo: un attributo se sarà presente in un oggetto, non necessariamente diventerà visibile e conoscibile, stimolato l’oggetto con la causa necessaria di quell’attributo; altrimenti se non si manifesta, ciò non vorrà dire che l’oggetto non possiede tale attributo. Con una causa sufficiente (anche se non necessaria) si può replicare il fenomeno e se non si manifesta nell’oggetto stimolato da quella causa escluderne la possibilità in quel caso. Bacone passò la vita a cercare un esperimento che chiamò “”istanza cruciale”” (experimentum crucis), tale da interrogare la natura in modo da costringerla a risponderci sì o no, come dicevano i naturalisti italiani. Il suo metodo anticipa quello galileiano che dimostrerà come occorra un approccio quantitativo con equazioni e misure per trovare delle condizioni necessarie e/o sufficienti per conoscere i fenomeni e replicare quelli a noi più utili (e non soltanto qualitativo con tabule presentiae ed absentiae, ancora oggi utilizzate negli esperimenti dove è importante indicare le condizioni ambientali in cui avviene la misura). Indice [nascondi] 1 Il Nuovo Organo 1.1 Gli Idola: la pars destruens 1.2 Il metodo delle Tabulae: la pars costruens 2 Voci correlate 3 Altri progetti Il Nuovo Organo [modifica] Nella pars construens del “”Novum Organum””, Bacone cerca di dare una teorizzazione del ragionamento induttivo, più esatta di quella già accennata da Aristotele. Infatti, l’induzione aristotelica, o induzione per enumerazione semplice, passa troppo presto dai casi particolari ai princìpi generali. Conclude, cioè, troppo precipitosamente, procedendo per semplice enumerazione. Ad es., dalle osservazioni particolari che questo cigno è bianco, che quest’altro è bianco, e che quest’altro ancora è sempre bianco, passa subito alla conclusione generale che tutti i cigni sono bianchi. Ma i dati raccolti per enumerazione semplice possono essere sempre falsificati da esempi successivi (per es., nel nostro caso, dalla constatazione futura dell’esistenza di un cigno nero). La pars construens del metodo baconiano è invece l’induzione vera, cioè non l’induzione per enumerazione semplice, ma quella per esclusione degli elementi inessenziali a un fenomeno, e per scelta di quelli essenziali. Quello che Bacone vuole scoprire con l’induzione vera è la legge dei fenomeni. Sennonché questa legge è ancora concepita da Bacone aristotelicamente come “”forma”” (o “”essenza””, o “”causa””, o “”natura””) del fenomeno studiato, e non, come farà Galileo, come relazione quantitativa, di tipo matematico. In altre parole, la forma di un fenomeno (per es., del calore) è intesa, più o meno alla maniera di Aristotele, come il complesso delle qualità essenziali del fenomeno stesso, ossia come ciò che lo fa essere quello che è. Più precisamente, Bacone intende per forma il principio interno che spiega la costituzione, la struttura del fenomeno, ma che spiega anche il suo sviluppo, cioè la sua generazione e produzione. Il grave limite di Bacone consiste dunque nel fissare la sua attenzione sugli aspetti qualitativi del fenomeno studiato, mentre la scienza moderna si interessa solo dei suoi aspetti quantitativi, di quelli, cioè che, appunto perché quantitativi, possono essere espressi in una formula matematica. Gli Idola: la pars destruens [modifica] Bacone presuppone l’esistenza di idola, cioè di pregiudizi che impediscono una reale concezione della natura. Egli identifica cinque tipi di idola: Idola tribus, comuni a tutta la specie; Idola specus, propri di ciascun individuo,dipendenti dalla sua educazione,dal suo stato sociale,dalle sue abitudini e dal caso; Idola fori, derivanti dalla “”piazza””, cioè dal linguaggio e dai suoi equivoci; Idola Theatri, pregiudizi che derivano dalle dottrine del passato (paragonate a mondi fittizi o a scene teatrali) che egli suddivide in tre specie: sofistica, empirica e superstiziosa; Idola scholae, consistenti nel porre cieca fiducia in regole come il sillogismo a scapito del giudizio personale. Della filosofia sofistica egli attacca Aristotele perché cercò di dare più una descrizione delle cose che andare alla ricerca della loro verità; della filosofia empirica egli attacca Gilbert e gli alchimisti, perché spiegano le cose per mezzo di ristretti esperimenti; della filosofia “”superstiziosa””, cioè quella che si fonde con la teologia, egli attacca Pitagora e Platone. Il metodo delle Tabulae: la pars costruens [modifica] L’induzione vera proposta da Bacone può anche definirsi la “”dottrina delle tavole””. Secondo Bacone, infatti, quando vogliamo studiare la natura di un certo fenomeno fisico, dobbiamo far uso di tre tavole: la tavola della presenza (tabula praesentiae), la tavola dell’assenza (tabula absentiae in proximitate) e la tavola dei gradi (tabula graduum). Nella tavola della presenza sono raccolti tutti i casi positivi, cioè tutti i casi in cui il fenomeno si verifica (per es., tutti i casi in cui appare il calore, comunque prodotto, dal sole, dal fuoco, dai fulmini, per strofinamento, ecc). Nella tavola dell’assenza sono raccolti tutti i casi in cui il fenomeno non ha luogo, mentre si sarebbe creduto di trovarlo (per es. nel caso dei raggi della luna, della luce delle stelle, dei fuochi fatui, dei fuochi di Sant’Elmo, che sono fenomeni di fosforescenza marina, ecc.). Nella tavola dei gradi, infine, sono presenti i gradi in cui il fenomeno aumenta e diminuisce (ad es., si dovrà porre attenzione al variare del calore nello stesso corpo in ambienti diversi o in particolari condizioni). Dopo aver effettuato l’analisi e la comparazione dei risultati segnati nelle tre tavole, possiamo senz’altro tentare una interpretazione iniziale o vindemiatio prima, ossia “”prima vendemmia””; in altre parole, le tavole consentono una prima ipotesi sulla forma cercata. Questa prima ipotesi procede per esclusione e per scelta. Lo scienziato esclude (cioè scarta) come forma del fenomeno le caratteristiche mancanti nella prima tavola, presenti nei corpi nella seconda, e che non risultano decrescenti col decrescere dell’intensità del fenomeno, o viceversa. Lo scienziato, invece, sceglie come causa del fenomeno una natura sempre presente nella prima tavola, sempre mancante nella seconda, e con variazioni correlate a quelle del fenomeno nella terza. Nel caso del calore, si può ipotizzare che la causa del fenomeno sia il movimento, non di tutto il corpo, ma delle sue parti, e piuttosto rapido. Il movimento, infatti, si trova quando il caldo è presente, manca quando il caldo è assente, aumenta o diminuisce a seconda della maggiore o minore intensità del calore. La causa del calore non può essere, invece, la luce, perché la luce è presente nella tavola dell’assenza. L’ipotesi va poi verificata con gli esperimenti. Bacone propone ben 27 tipi diversi di esperimenti e pone al culmine l’esperimento cruciale (“”experimentum crucis””), il cui nome deriva dalle croci erette nei bivi. Quando, dopo aver vagliato le tavole, ci troviamo di fronte a due ipotesi ugualmente fondate, l’esperimento cruciale ci toglie dall’incertezza, perché dimostra vera una delle due ipotesi, e falsa l’altra. Esempi di problemi che richiedono l’esperimento cruciale sono la teoria della rotazione o meno della Terra intorno al Sole, le teorie sul peso dei corpi, ecc. Consideriamo, per es., quest’ultimo problema. Ecco il bivio: o i corpi pesanti tendono al centro della Terra per la loro stessa natura, cioè per una qualità intrinseca, come voleva Aristotele, o sono attratti dalla forza della massa terrestre. Se fosse vera la prima ipotesi, un corpo dovrebbe avere sempre lo stesso peso; invece, se fosse vera la seconda ipotesi, un corpo dovrebbe pesare di più avvicinandosi al centro della Terra, e di meno allontanandosene. Ed ecco l’esperimento cruciale: si prendano due orologi, uno con contrappesi di piombo e l’altro a molla. Si accerti che le loro lancette si muovano alla stessa velocità. Si ponga il primo in cima a un luogo altissimo, e l’altro a terra. Se è vera l’ipotesi che il peso dipende dalla forza di gravità, l’orologio piazzato in alto si muoverà più lentamente, a causa della diminuita forza di attrazione terrestre.”,”SCIx-263″
“BACONE Francesco (BACON Francis)”,”The Essays or Cousels Civil and Moral. With copious notes and notice of Lord Bacon by A. Spiers.”,”””8. But, above all, for empire and greatness, it importeth most, that a nation do profess arms as their principal honour, study, and occupation. For the things which we formerly have spoken of are but habilitations towards arms: and what is habilitation without intention and act? Romulus, after his death (as they report or feign), sent a present to the Romans, that above all they should intend arms, and then they should prove the greatest empire of the world. The fabric of the state of Sparta was wholly (though not wisely) framed and composed to that scope and end. The Persians and Macedonians had it for a flash. The Gauls, Germans, Goths, Saxons, Normans, and others had it for a time. The Turks have it at this day, though in great declination. Of Christian Europe they that have it are, in effect, only the Spaniards. But it is so plain that every man profiteth in that he most intendeth, that it needeth not to be stood upon, it is enough to point at it; that no nation which doth not directly profess arms, may look to have greatness fall into their mouths. (…)”” (pag 121)”,”TEOP-347″
“BACONE Francesco, a cura di Michele MARCHETTO Michele”,”La Grande instaurazione. Parte seconda. Nuovo Organo.”,”Il 12 ottobre 1620, a Londra, Francesco Bacone (1561-1626) pubblica i due libri del Novum Organum, la parte seconda, per quanto incompiuta, di un progetto ben più ampio, l’Instauratio Magna, che avrebbe dovuto gettare un nuovo fondamento all’edificio del sapere. Il Novum Organum è infatti preceduto da quattro brevi scritti di ordine generale: un Preambolo, o Proemio, una Lettera dedicatoria al re d’Inghilterra Giacomo I, la Prefazione all’Instauratio Magna e la Distributio operis, un vero e proprio piano dell’opera, che tracciano le linee della riforma baconiana del sistema delle scienze, fondata sul vero e legittimo matrimonio fra la facoltà empirica e quella razionale. Gli aforismi del Novum Organum, da Bacone rivisti più volte nell’inesauribile ricerca della chiarezza più nitida. Nel Novum Organum, che Bacone considerava il suo scritto più riuscito, si possono riconoscere le tracce dei quattro progetti che lo studioso Fulton H. Anderson individuanel suo pensiero: la sostituzione delle dottrine della tradizione platonica e aristotelica con quelle ispirate al naturalismo e al materialismo di impronta democritea; l’elaborazione e l’esposizione di un nuovo metodo di indagine sulla natura; la compilazione di un’ampia e articolata storia naturale; la confutazione dei metodi e delle dottrine appartenenti al tradizionale sistema del sapere.”,”FILx-025-FL”
“BACONE Francesco, a cura di Roberto BONDÌ”,”Dei principi e delle origini, secondo le favole di Cupido e del Cielo ovvero la filosofia di Parmenide e di Telesio e specialmente di Democrito trattata nella favola di Cupido. Testo latino a fronte.”,”Il 12 ottobre 1620, a Londra, Francesco Bacone (1561-1626) pubblica i due libri del Novum Organum, la parte seconda, per quanto incompiuta, di un progetto ben più ampio, l’Instauratio Magna, che avrebbe dovuto gettare un nuovo fondamento all’edificio del sapere. Il Novum Organum è infatti preceduto da quattro brevi scritti di ordine generale: un Preambolo, o Proemio, una Lettera dedicatoria al re d’Inghilterra Giacomo I, la Prefazione all’Instauratio Magna e la Distributio operis, un vero e proprio piano dell’opera, che tracciano le linee della riforma baconiana del sistema delle scienze, fondata sul vero e legittimo matrimonio fra la facoltà empirica e quella razionale. Gli aforismi del Novum Organum, da Bacone rivisti più volte nell’inesauribile ricerca della chiarezza più nitida. Nel Novum Organum, che Bacone considerava il suo scritto più riuscito, si possono riconoscere le tracce dei quattro progetti che lo studioso Fulton H. Anderson individuanel suo pensiero: la sostituzione delle dottrine della tradizione platonica e aristotelica con quelle ispirate al naturalismo e al materialismo di impronta democritea; l’elaborazione e l’esposizione di un nuovo metodo di indagine sulla natura; la compilazione di un’ampia e articolata storia naturale; la confutazione dei metodi e delle dottrine appartenenti al tradizionale sistema del sapere.”,”FILx-031-FL”
“BACONE Francesco, a cura di Paolo ROSSI”,”Scritti filosofici.”,”Il 12 ottobre 1620, a Londra, Francesco Bacone (1561-1626) pubblica i due libri del Novum Organum, la parte seconda, per quanto incompiuta, di un progetto ben più ampio, l’Instauratio Magna, che avrebbe dovuto gettare un nuovo fondamento all’edificio del sapere. Il Novum Organum è infatti preceduto da quattro brevi scritti di ordine generale: un Preambolo, o Proemio, una Lettera dedicatoria al re d’Inghilterra Giacomo I, la Prefazione all’Instauratio Magna e la Distributio operis, un vero e proprio piano dell’opera, che tracciano le linee della riforma baconiana del sistema delle scienze, fondata sul vero e legittimo matrimonio fra la facoltà empirica e quella razionale. Gli aforismi del Novum Organum, da Bacone rivisti più volte nell’inesauribile ricerca della chiarezza più nitida. Nel Novum Organum, che Bacone considerava il suo scritto più riuscito, si possono riconoscere le tracce dei quattro progetti che lo studioso Fulton H. Anderson individuanel suo pensiero: la sostituzione delle dottrine della tradizione platonica e aristotelica con quelle ispirate al naturalismo e al materialismo di impronta democritea; l’elaborazione e l’esposizione di un nuovo metodo di indagine sulla natura; la compilazione di un’ampia e articolata storia naturale; la confutazione dei metodi e delle dottrine appartenenti al tradizionale sistema del sapere.”,”FILx-075-FL”
“BACONE Francesco, traduzione a cura di D’ALEMBERT”,”Traduction de quelques Pensée du chancelier Bacon sur différents sujets.”,” De l’Audace. Dell’ audacia. “”Demostene disse una frase molto conosciuta, ma degna d’essere rimarcata dai saggi. Gli si chiedeva qual’era la prima qualità dell’ oratore? L’ azione, rispose. Quale la seconda? L’azione. Quale La terza. L’azione. Egli parlava da esperto, e in quanto conoscitore tanto meno sospetto, dato che la natura era stata avara al suo riguardo, di un vantaggio ch’egli elevava così in alto. E’ una cosa sorprendente che una qualità, un talento che non oltrepassa la scorza, e che è più quello di un commediante che di un oratore, sia stato messo da Demostene al di sopra delle più belle parti dell’ eloquenza, dell’ invenzione, dell’ elocuzione, e di altre; infine, che egli l’abbia pressoché guardata come la sola parte necessaria; la ragione è evidente: gli uomini sono molto più sciocchi che saggi, e le qualità che si impongono alla sciocchezza sono le più potenti. Si può comparare all’ ‘azione’ nell’ eloquenza, l’ audacia negli affari civili. Quale deve esser negli affari la prima qualità?, L’audacia. Quale la seconda? L’audacia. Quale la terza? L’audacia. Essa è pertanto figlia dell’ignoranza e della debolezza, e molto al di sopra di altre parti della scienza civile; ma essa abbaglia e cattura i piccoli spiriti e le anime timide, ossia; pressoché tutti gli uomini. Essa conquista qualchevolta anche i saggi, quando manca loro la fermezza e la guardia; è per questo che l’ audacia ha tanto potere nelle democrazie, e che essa riesce meno nell’aristocrazia e la monarchia. (…)”” (pag 222-234)”,”VARx-614″
“BACONE Francis”,”Saggi – Del progredire della scienza – Nuova Atlantide.”,”””L’uomo vorrebbe morire, sebbene non coraggioso né disgraziato, soltanto per il tedio di rifare tanto spesso la stessa cosa. Non mette meno conto osservare quanto poco mutamento l’appressarsi della morte produca nei buoni spiriti; poiché essi sembrano essere gli stessi uomini fino all’ultimo istante. Cesare Augusto morì con un saluto (…); Settimio Severo dando ordini (…). E’ tanto naturale morire quanto nascere”” (F. Bacone, Della morte) (pag 37)”,”SCIx-141-FF”
“BACONE Francesco, a cura di Enrico DE-MEO”,”Opere filosofiche. Primo volume.”,”Prometeo, ovvero lo stato dell’umanità (pag 187-197) “”Gli antichi narrano che l’uomo fu opera di Prometeo, il quale lo costruì col fango, nella cui massa mescolò però qualche parte delle diverse specie di animali. Volendo poi proteggere la sua opera con qualche beneficio, per non sembrare solo il fondatore del genere umano, ma anche il benefattore, salì di nascosto al cielo, portndo con sé un fascio di arbusti di ferula, lo avvicinò al carro del cielo e lo incendiò, portandosi dietro a terra il fuoco, che offrì agli uomini. Di sì grande beneficio, però, gli uomini furono assai poco grati a Prometeo, giacché cospirarono contro di lui e lo deferirono a Giove con la scoperta da lui fatta. La delazione non fu accolta in cielo come giustizia avrebbe voluto che fosse, perché Giove e gli altri dèi furono molto contenti dell’accusa fatta, e per loro benevolenza non solo concessero agli uomini il libero uso del fuoco, ma ancora aggiunsero un dono nuovo, assai gradito e ambito, cioè la perpetua giovinezza. Ma gli uomini, trionfanti e sciocchi, posero il dono degli dèi sul dorso di un asinello. L’asinello, durante la via del ritorno, era gravemente afflitto da una sete ardente; arrivato ad una fonte, un serpente, che vi era di guardia, non gli permise di bere se non a patto di cedere ciò che portava sul dorso, qualunque cosa fosse. Il misero asinello accettò la condizione, e così l’instaurazione della giovinezza (1) passò dagli uomini ai serpenti in cambio di un sorso d’acqua. (…) Infine, poiché Giove imputava a Prometeo molte e gravi colpe: il furto del fuoco, il dileggio alla maestà sua con quel sacrificio ridicolo e fraudolento; l’aver disdegnato il suo dono; cui aggiungeva ancora un nuovo delitto, di aver tentato di violare Minerva; lo mise in ceppi e lo condannò a subire un tormento infinito. Fu dunque per volere di Giove condotto sul monte Caucaso e legato ad una colonna in modo che non potesse mai muoversi; un’aquila gli stava attorno tutto il giorno per rodergli e consumargli il fegato, che però durante la notte ricresceva in proporzione della parte beccata, e dava perciò ancora occcasione di dolore. Pare, però, che a un certo momento questo supplizio abbia avuto termine, perché Ercole, dopo avere attraversato l’oceano su una coppa che gli aveva data il Sole, giunse al Caucaso, liberò Prometeo, dopo avere uccisa l’aquila con le frecce (2). Presso alcuni popoli esistevano delle gare di portatori di lampade in onore di Prometeo. Costoro dovevano correre portando una face (3) accesa: se questa si spegneva, venivano squalificati e perdevano la possibilità di vincere; il primo che riusciva a portare la sua face accesa fino al traguardo riceveva la palma della vittoria”” (pag 187-189)] [(1) ‘instauratio iuventutis’, cioè la facoltà di ringiovanire; (2) Per questa parte cfr. Saggi, 5; dove in Prometeo è identificata, però, la natura umana; (3) fiaccola (ndr)] [F. Bacone, Della sapienza degli antichi, 1609]”,”FILx-352-FF”
“BACONE Francesco, a cura di Enrico DE-MEO”,”Opere filosofiche. Secondo volume.”,”Storia della vita e della morte (1623) “”Quello che «la vita è breve e l’arte è lunga» è un vecchio ritornello e compianto. Ci sembra dunque che, quasi per coerenza, noi, che ci adoperiamo con tutte le nostre forze a far progredire le arti, dobbiamo altresì darci pensiero di prolungare la vita degli uomini, col favore dell’Autore tanto della verità quanto della vita. Perché, per quanto la vita mortale non sia altro che un cumulo crescente di peccati e di travagli, e coloro che aspirano all’eternità diano scarso valore alla vita; tuttavia anche noi cristiani non dobbiamo disprezzare la prosecuzione delle opere di carità”” (pag 629)”,”FILx-353-FF”
“BACONE Ruggero, a cura di Francesco BOTTIN”,”La scienza sperimentale. Lettera a Clemente IV – La scienza sperimentale – I segreti dell’arte e della natura.”,”””La maggior parte degli uomini ragiona in questo modo: si è sempre fatto così, si è sempre detto così, dunque deve essere così… ma chi vuole veramente conoscere la verità dei fenomeni naturali deve saper fare buon uso dell’esperienza”” (Ruggero Bacone, ‘La scienza sperimentale’) (in apertura) Ruggero Bacone nacque in Inghilterra intorno al 1210 o 1214, studiò a Oxford, poi a Parigi; a Parigi e a Oxford fu maestro delle arti (filosofia) e di teologia. In età matura decise di farsi francescano. Un momento felice nella vita ebbe in occasione del breve pontificato di Clemente IV (1265-1268), uomo a lui amico, al cui comune interesse per la scienza ed il rinnovamento umano rispose componendo i lavori suoi più significativi: l’Opera maggiore, l’Opera minore, l’Opera terza. Treccani: Bacóne, Ruggero (ingl. Roger Bacon o Bachon). – Filosofo e scienziato (Ilchester, Somersetshire, 1214 circa – forse Oxford dopo il 1292), detto talora per la sua vasta cultura Doctor mirabilis. Agostiniano, fu animato dal gusto per l’osservazione della natura; tale interesse scientifico-pratico di B. si connette strettamente con i motivi religiosi e teologici del suo pensiero, in una prospettiva di riforma della Chiesa che comprendeva la conversione di tutto il genere umano (con suggestioni apocalittiche). Discepolo a Oxford di Roberto Grossatesta prima del 1235, nel 1245-55 si trova a Parigi per gli studi di teologia; entrato nel 1255 nell’ordine francescano, B. v’incontrerà gravi difficoltà a proseguire l’attività scientifica, soprattutto a motivo dei suoi programmi di riforma (che B. credette di poter realizzare ispirando l’opera di Clemente IV, che li aveva incoraggiati). L’altro Bacone: Bacóne, Francesco (ingl. Francis Bacon). – Filosofo inglese (Londra 1561 – ivi 1626). All’astrattezza del metodo sillogistico-deduttivo della scienza aristotelica, B. – che sottolinea le finalità pratiche del sapere – contrappone il metodo induttivo fondato sull’esperienza (Novum Organum, 1620). Nel metodo di B. si distingue una ‘parte distruttiva’, la critica degli ‘idoli’ (cioè i pregiudizi che sviano il discorso scientifico) e una ‘parte costruttiva’, con la dottrina delle ‘tavole’ per classificare i fenomeni. Importante il suo contributo al pensiero utopistico, con la New Atlantis (composta forse nel 1621, edita postuma nel 1627) in cui viene prefigurata la moderna società scientifico-industriale. (Trec) Il caso dei due Bacone. Nel gennaio 1561 nasce a Londra il filosofo Francesco Bacone autore di un’opera utopistica “”La nuova Atlantide”” dal nome di un’isola immaginaria abitata da uomini sapienti e pacifici. Ma la sua fama poggia soprattutto sulla proposta del metodo induttivo esposto nel Novum Organon improntato a un empirismo critico che nell’intenzione dell’autore consegna all’uomo “”il dominio sulla natura””. L’osservazione dei fatti -secondo Bacone- deve essere preceduta dalla distruzione degli idoli ossia dei pregiudizi che infestano la mente e nascono dalla accettazione passiva di una tradizione culturale e di un linguaggio stereotipato che ostacolano la libera ricerca Gli illuministi apprezzarono grandemente il pensiero di Francesco Bacone che costituì per les philosophes dell’ Encyclopédie un punto di riferimento fondamentale Vorrei tuttavia aggiungere qualcosa che generalmente è poco noto tre secoli prima un altro filosofo inglese, di nome Ruggero Bacone – famoso maestro all’università di Parigi, autore di progetti enciclopedici e pensatore controcorrente – nella sua opera aveva segnalato il pericolo dei pregiudizi che ostacolavano il progredire di quella che – anche lui! – chiamava “”scienza sperimentale”” Ruggero chiamava i pregiudizi offendicula ossia ostacoli che avevano origine nel ricorso acritico alle “”“autorità””, alla tradizione culturale o più semplicemente all’opinione sostenuta dalla maggioranza. Naturalmente i pregiudizi dovevano anche per Ruggero essere allontanati prima di ogni ricerca. “”Sconcertante”” la somiglianza fra i due così alcuni studiosi hanno definito il caso dei due Bacone Ma un’indagine approfondita sulle fonti del pensiero di Francesco può mettere in luce punti intermedi che risalendo indietro nei secoli ci portano a Ruggero, uno dei filosofi più originali del cosiddetto medioevo. In conclusione la storia non coincide con la storiografia La prima viaggia nei secoli per vie sotterranee spesso invisibili agli studiosi, anche ai più eruditi. (rsi.ch)”,”SCIx-147-FF”
“BACONE Francesco”,”Saggi.”,”””È così naturale morire come nascere; e per un bambino, forse, l’uno è tanto doloroso quanto l’altro. Chi muore nel mezzo di una impresa seria è come uno che è ferito a sangue caldo, che per il momento sente appena il male; quindi una mente fissa e intenta a qualche bene, allontana le pene della morte; ma sopra tutto, credetelo, il più dolce cantico è: ‘Nunc dimittis’; quando si son raggiunti nobili fini e aspettazioni. La morte ha anche questo, che apre la porta alla buona fama ed estingue l’invidia: ‘Exstinctus amabitur idem'”” (pag 72) [Della morte]”,”FILx-134-FRR”
“BACQUE James”,”Gli altri Lager. I prigionieri tedeschi nei campi alleati in Europa dopo la 2ª guerra mondiale.”,”””Sembra che sotto i francesi siano aumentate le fucilazioni a caso, sebbene entrambi gli eserciti cercassero di nascondere i fatti e i dati possano risultare distorti. In ogni modo, il rapporto del tenente colonnello Barnes in aprile, «27 morti per cause non naturali» (10) era largamente superato in una notte dagli ufficiali francesi ubriachi che, a Andernach; guidarono la loro jeep attraverso il campo ridendo e gridando mentre sparavano sui prigionieri con i loro mitragliatori Sten. le perdite: 47 morti e 55 feriti (11). Un ufficiale francese rifiutò il permesso nonostante il rifornimento fosse stato già concordato tra la Croce Rossa e il comandante francese del campo (12). Le guardie francesi di un campo, sostenendo di aver notato un tentativo di fuga, uccisero a fucilate dieci prigionieri nei loro recinti. Il tenente Soubeiray, del Troisième Régiment de Tirailleurs Algériens, scrisse, di suo pugno, una lettera di protesta al suo comandante, denunciando quegli uomini che «con il pretesto d’aver sofferto a causa dei tedeschi, mostrano l’intollerabile inumanità dell’Esercito Regolare» (13). Nel 108° Reggimento di Fanteria la violenza raggiunse tali limiti che il comandante militare della regione, il generale Billotte, su suggerimento del comandante del reggimento, tenente colonnello de Champvallier, che aveva riunciato a cercar di disciplinare i suoi uomini, raccomandava che il reggimento venisse sciolto (14). I treni che trasferivano i prigionieri dalla Germania in Francia erano talmente terribili che gli ufficiali responsabili avevano ordini permamenti di evitare soste nelle stazioni francesi, per timore che i civili potessero vedere come venivano trattati i prigionieri”” (pag 98-99)”,”QMIS-026-FV”
“BACULO Liliana a cura; saggi di Andrew GLYN Bob SUTCLIFFE David YAFFE Maio COGOY Paul M. SWEEZY Edward J. NELL Lilia COSTABILE Liliana BACULO”,”La crisi degli anni ’70 nel dibattito marxista. Saggi di analisi e teoria economica.”,”Saggi di Andrew GLYN Bob SUTCLIFFE David YAFFE Maio COGOY Paul M. SWEEZY Edward J. NELL Lilia COSTABILE Liliana BACULO”,”TEOC-162″
“BÀCULO Liliana”,”Il prezzo del petrolio. Inflazione, ristrutturazione e crisi nelle economie occidentali.”,”Liliana Bàculo insegna Teoria e politica dello sviluppo economico nell’Università di Napoli.”,”ECOI-168-FL”
“BACULO Liliana a cura; saggi di Andrew GLYN Bob SUTCLIFFE David YAFFE Maio COGOY Paul M. SWEEZY Edward J. NELL Lilia COSTABILE Liliana BACULO”,”La crisi degli anni ’70 nel dibattito marxista. Saggi di analisi e teoria economica.”,”Saggi di Andrew GLYN Bob SUTCLIFFE David YAFFE Maio COGOY Paul M. SWEEZY Edward J. NELL Lilia COSTABILE Liliana BACULO”,”TEOC-002-FSD”
“BACZKO Bronislaw BADALONI Nicola BOBBIO Norberto CERUTTI Furio CESA Claudio DE-GIOVANNI Biagio FETSCHER Iring GARIN Eugenio HABERMAS Jürgen LANDUCCI Sergio MONETI Maria TORZINI Roberto TOSEL André VACATELLO Marzio VRANICKI Predrag ZANARDO Aldo”,”Filosofia e politica. Scritti dedicati a Cesare Luporini.”,”Recensione di Pietro Di Giorgi, Filosofia e politica. (Rassegne) (Libri e problemi) IL PONTE, LA NUOVA ITALIA FIRENZE, N° 9, 30 SETTEMBRE 1982, pag 951-955 . . Rivista di dibattito politico e culturale fondata da Piero Calamandrei recensione del volume: ‘Filosofia e politica. Scritti dedicati a Cesare Luporini’, Firenze, La Nuova Italia, a cura di P. Guarnieri Nel testo è compreso il saggio ‘Il metodo della critica marxiana dell’economia politica’ di Fulvio Cerutti Citato il volume De-Giovanni ‘La teoria politica delle classi nel “”Capitale””, Bari, De Donato, 1976″,”TEOC-034-FF”
“BACZKO Bronislaw”,”L’utopia. Immaginazione sociale e rappresentazioni utopiche nell’età dell’illuminismo.”,”B. Baczko è nato a Varsavia nel 1924, di formazione filosofica è stato direttore del Dipartimento di storia e filosofia moderna dell’Accademia polacca delle scienze dal 1955 al 1968. Destituito dall’incarico universitario, si è trasferito all’estero per insegnare alla Facoltà di lettere dell’Università di Ginevra. E’ tra i maggiori conoscitori dell’illuminismo.”,”FILx-361-FF”
“BACZKO Bronislaw BAILYN Bernard BAKER Keith M. BERENGO Marino CASINI Paolo COMPARATO Vittor Ivo COZZI Gaetano CROCKER Lester G. DARNTON Robert DE-MADARIAGA Isabel DE-MADDALENA Aldo DE-MAIO Romeo DIAZ Furio DIONISOTTI Carlo EHRARD Jean FIRPO Luigi GALANTE GARRONE Alessandro GALASSO Giuseppe GAROSCI Aldo GIARRIZZO Giuseppe JACOB Margaret C. KOSSMANN Ernst H. LOUGH John MOMIGLIANO Arnaldo NICOLAS Jean POCOCK John G.A. ROBERTS Michael ROCHE Daniel ROTONDO’ Antonio SESTAN Ernesto SHACKLETON Robert STAROBINSKI Jean VERNIÈRE Paul VILLANI Pasquale”,”L’età dei Lumi. Studi storici sul Settecento europeo in onore di Franco Venturi. Volume secondo.”,”Su Babeuf e la cospirazione degli Eguali v. il saggio di Alessandro Galante Garrone ‘Da pratile alla cospirazione degli Eguali (Romme, Goujon, Tissot, Buonarroti)’ (pag 395-452)”,”STOx-012-FSD”
“BADAJEW A.E.”,”Die Bolschewiki in der Reichsduma. Die bolschewistische Fraktion in der Reichsduma und die revolutionäre Bewegung in Petersburg. Erinnerungen.”,”I bolscevichi vincono sul campo la battaglia della stampa. “”Il successo della Pravda tra le masse operaie fu assicurato dalla sua forte linea bolscevica; esso contrastava in modo schietto e puntuale la stampa degli opportunisti e liquidatori (‘Lutsch’ e altri giornali). Mentre l’ edizione della liquidatrice “”Lutsch”” all’ epoca non superava la sua massima diffusione di 15- 16.000 copie, la Pravda diffondeva quotidianamente e mediamente 40 mila copie. Tre quarti di tutti gli abbonati alla stampa operaia confluivano sul giornale bolscevico””. (pag 254) “”Nel 1913 la Pravda riceve 2180 contributi di gruppi operai, Lutsch ne riceve approssimativamente un quarto: 650. L’ anno successivo la Pravda riceve fino a maggio 2873 contributi contro i 671 di Lutsch. La Pravda supera abbondantemente la stampa menscevica riguardo al numero di corrispondenze, di lettere al giornale, di visitatori””. (pag 255)”,”RIRx-109″
“BADALONI Nicola”,”Sulla dialettica della natura di Engels e sull’attualità di una dialettica materialistica.”,”Altro saggio: -André DEMICHEL, Le probleme de l’Etat et de la prise du pouvoir dans les derniers ecrits d’Engels”,”MAES-018″
“BADALONI Nicola DE-GIOVANNI Biagio O’CONNOR James WALLERSTEIN Immanuel NOVAK Leszek TOPOLSKI Leszek BRAVO Gian Mario DI-LISA Mauro GRUPPI Luciano LUNGHINI Giorgio MARGLIN Stephen A. MARKOVIC Mihailo PERROTTA Cosimo, saggi di”,”Karl Marx 1883-1983. Giornate di studio.”,”Nicola BADALONI, Forme, soggetti, prassi rivoluzionaria. Biagio DE-GIOVANNI, Praxis e tempo nel modello logico di Marx. James O’CONNOR, Historical materialism reconsidered: forces of social production or social forces of production? Immanuel WALLERSTEIN, Marx e il sottosviluppo. Leszek NOVAK, Neither Revolution nor Evolution. Jerzy TOPOLSKI, Karl Marx’s Conception of the Process of History. Gian Mario BRAVO, Elaborazione collettiva, ricostruzione storica e azione miiltante nel Manifesto Comunista. Mauro DI-LISA, Astrazione e meccanizzazione. Luciano GRUPPI, Appunti a proposito della teoria di Marx sulla rivoluzione e sullo Stato. Giorgio LUNGHINI, Dall’ ordine naturale al caso: il denaro e le macchine. Stephen A. MARGLIN, On the Labor Theory of Value. Mihailo MARKOVIC, Presentday meaning of Marx’s theory. Cosimo PERROTTA, Lavoro produttivo, lavoro statale e accumulazione in Marx e nei marxisti contemporanei.”,”MADS-146″
“BADALONI Nicola PIERONI BORTOLOTTI Franca”,”Movimento operaio e lotta politica a Livorno, 1900-1926. Socialisti e lotte di classe a Livorno nel primo ventennio del secolo (N. Badaloni). Comunisti e fronte operaio nella lotta contro il fascismo (F. Pieroni Bortolotti).”,”””Il ribellismo anarchico, con la sua tradizione di solidarietà internazionalista, aveva offerto il terreno idoneo alla frazione intransigente per agire sulla direzione del PSI in senso contrario a quel riformismo di cui il socialismo livornese era stato fino a quel momento, una roccaforte sicura. Di quella azione e della conseguente polemica, il momento della sconfitta italiana a Caporetto era stato forse, almeno a giudicare dalla situazione livornese, quello decisivo; l’ ondata di furore nazionalistico che si abbatté contro i socialisti quando il fronte orientale fu travolto, contribuì in gran parte a convincere il Modigliani che un generale sconfitto diventa un alleato potente per i gruppi rivolti alla repressione antipopolare: l’ assimilazione dell’ oppositore interno a complice dello straniero, a traditore, diventava un gioco di sicuro effetto sull’ opinione pubblica: questa sua convinzione, espressa da lui con chiarezza in una adunanza socialista a Livorno, e che ben rifletteva lo stato d’ animo comune al fronte operaio cittadino, e in gran parte nazionale, intanto lo induceva a sollecitare, con gli altri parlamentari socialisti, un pubblico dibattito sull’ operato di Cadorna e sul congiunto tentativo delle destre di attribuire il peso degli errori strategici agli effetti della propaganda antibellicista.”” (pag 109)”,”MITT-164″
“BADALONI Nicola GRUPPI Luciano NAPOLITANO Giorgio SANTARELLI Enzo”,”Ideologia e azione politica.”,”Sono lezioni tenute all’ Istituto Gramsci. Lenin, tecnica e violenza. “”Questo mutamento del rapporto tra violenza e progresso fu da Lenin presentito, quando egli ebbe ad affermare in una intervista al giornalista Wells, che, quando la tecnica umana fosse diventata capace di voli interplanetari, allora la violenza avrebbe raggiunto una tale potenzialità distruttiva da cessare di essere uno strumento di progresso. Lenin obbediva ad una visione dialettica del rapporto tra violenza e progresso, cogliendo come anche qui lo sviluppo porti alla negazione.”” (pag 44) Capitalismo di stato. “”Già Engels diceva, nel suo scritto Per la critica del progetto di programma del partito socialdemocratico, del 1891, precisamente questo che quando “”dalle società per azioni passiamo ai trust, che dominano e monopolizzano intere branche dell’ industria… non possiamo parlare più neppure di assenza di un piano (da parte del capitalismo)””. Ancora più si ha un piano quando siamo alla fase dell’ industria capitalistica statale.”” (pag 55)”,”PCIx-166″
“BADALONI Nicola”,”Per il comunismo. Questioni di teoria.”,”BADALONI Nicola nato a Livorno nel 1924 è professore di storia della filosofia all’ Università di Pisa. Ha scritto ‘Marxismo come storicismo’ e ha compiuto studi su VICO (Introduzione a G.B. Vico), su CAMPANELLA e sulla diffusione in Italia del newtonismo (Antonio Conti. Un abate libero pensatore tra Newton e Voltaire) tutti pubblicati da Feltrinelli. “”Nell’ idea di Marx, dunque, il credito ha una funzione di indicatore della tendenza della società capitalistica a superare i propri limiti. Esso nel suo “”eccesso”” mostra sensibilmente le ricchezze inutilizzate in rapporto ad una soprapproduzione che è a sua volta condizionata dai limiti del mercato, rispetto a cui del resto, assume significato l’ eccesso. Il fatto che il valore delle merci sia di continuo sacrificato al valore del denaro costituisce il grande spreco della società capitalistica. Si tratta del fatto che, attraverso di esso, si viene delineando la possibilità di una proprietà sociale dei mezzi di produzione. Proprio in tale direzione, Marx coglie in esso un importante elemento teorico in vista del problema della transizione. La società comunistica è, per Marx, quella società in cui il pluslavoro non deve necessariamente apparire nella forma del profitto. Ciò significa che la sua destinazione non dovrà più essere necessariamente o il reddito dei capitalisti o l’ allargamento della produzione. I produttori associati potranno decidere della destinazione del plusvalore o nella forma dell’ accrescimento del loro reddito, o dello accrescimento della produzione o in quella della riduzione della giornata lavorativa, restando presupposto che la perpetuazione della produzione non ha niente a che fare col plusvalore ma è già compresa nella normale giornata lavorativa.”” (pag 137-138)”,”TEOC-344″
“BADALONI Nicola”,”Marxismo come storicismo.”,”””””Engels sottolinea come “”la vecchia metafisica, che considerava le cose come compiute in se stesse, sorse da una scienza naturale che indagava le cose vive e le morte come cose compiute in se stesse. Ma quando questa indagine fu andata tanto lontana ch fu possibile il progresso decisivo, il passaggio alla indagine sistematica delle modificazioni che queste cose subiscono nella natura stessa, allora suonò anche nel campo filosofico l’ ultima ora della vecchia metafisica. E in realtà, se le scienza naturali furono fino alla fine del secolo scorso scienze provelentemente ‘raccoglitive’, scienze di cose compiute in se stesse, nel nostro secolo la scienza è essenzialmente ‘ordinativa’, è scienza dei processi, dell’ origine e della evoluzione delle cose e del nesso che unisce tutti i processi naturali in un grande tutto. La fisiologia che studia i processi dell’ organismo vegetale e animale, l’ embriologia, che tratta dell’ evoluzione dell’ organismo singolo, dal germe sino alla maturità, la geologia, che studia la formazione graduale della superficie terrestre, sono tutte figlie del secolo nostro.”” Esiste dunque nel mondo reale: 1. Il movimento, 2. una certa direzione o tensione di questo movimento””. (pag 115)”,”TEOC-381″
“BADALONI Nicola”,”Per il comunismo. Questioni di teoria.”,”BADALONI Nicola nato a Livorno nel 1924 è professore di storia della filosofia all’ Università di Pisa. Ha scritto ‘Marxismo come storicismo’ e ha compiuto studi su VICO (Introduzione a G.B. Vico), su CAMPANELLA e sulla diffusione in Italia del newtonismo (Antonio Conti. Un abate libero pensatore tra Newton e Voltaire) tutti pubblicati da Feltrinelli. Il carattere sociale del lavoro. “”Abbiamo la fortuna di avere un altro testo che chiarisce questi punti. Riferendosi a Rodbertus, Marx scrive infatti nelle ‘Glosse a Wagner’: “”il valore d’ uso è … un concetto logico… Tutta la superficialità di Rodbertus… viene fuori dalla sua contrapposizione di concetti “”logici”” e “”storici””! Egli prende il ‘valore’ (quello economico in antitesi al valore d’uso della merce) solo nella sua forma fenomenica come valore di scambio; e poiché esso appare solo dove almeno una qualche parte dei prodotti del lavoro, degli oggetti d’ uso, funziona come merce, il che non accade fin dall’ inizio, ma solo in certo periodo dello sviluppo sociale… così il valore di scambio è un concetto storico. Ora se Rodbertus avesse analizzato ulteriormente il valore di scambio delle merci…egli avrebbe trovato dietro questa forma fenomenica il ‘valore’. Se poi avesse ancora indagato il valore avrebbe trovato che qui la cosa, il valore d’uso, vale come pura e semplice oggettivazione di lavoro umano, come dispendio di uguale forma lavorativa umana e che perciò questo contenuto è presentato come carattere oggettivo della cosa, come carattere che spetta ad essa oggettivamente, sebbene questa oggettività non appaia nella sua forma naturale (il che rende appunto necessaria una forma di valore particolare). Avrebbe insomma trovato che il valore della merce esprime soltanto, in una forma storicamente sviluppata, ciò che esiste parimenti in tutte le altre forme storiche di società, sebbene in forma diversa, cioè il carattere sociale del lavoro, in quanto esso esiste come dispendio di forza lavoro sociale.”” (pag 96-97)”,”MADS-394″
“BADALONI Nicola MUSCETTA Carlo”,”Labriola, Croce, Gentile.”,”Dalla Destra storica al marxismo: Antonio Labriola. (pag 3-15) Antonio Labriola. “”La sua vicenda fu quella di un intellettuale che, formatosi alla scuola di Bertrando Spaventa e quindi nel clima dell’ hegelismo e della Destra storica (cfr. Il secondo Ottocento, § 34), prende successivamente le distanze da questo movimento di pensiero e dalla corrispondente ideologia politica liberale, mantenendone peraltr viva l’ esigenza di rigore intellettuale. Ma non fu il positivismo ad avviare questo processo di distacco bensì l’ influenza di Herbart e della sua scuola, che, ristabilendo la priorità del “”fatto”” nel suo nesso con le tensioni ideali (considerate anche attraverso le mediazioni della psicologia sociale), gli fece intendere ciò che si andava maturando nel profondo della vita sociale italiana””. (pag 3-4) Nicola BADALONI è ordinario di storia della filosofia presso l’ università di Pisa e presidente dell’ Istituto Gramsci di Roma. In questa stessa collana ha pubblicato: ‘Cultura e vita civile tra Riforma e controriforma’ (con R. BARILLI e W. MORETTI 1973, 1982). Ha scritto pure ‘Introduzione a Vico’ (1984). Carlo MUSCETTA (Avellino, 1912) ha insegnato nelle università di Roma, Catania e Parigi III. In questa collana da lui diretta ha pubblicato “”Boccaccio”” (1989) (Francesco De Sanctis (1990). Ha curato anche ‘I fiori del male’ di Baudelaire (1984).”,”LABD-054″
“BADALONI Nicola”,”Labriola politico e filosofo. Segue: Dieci lettere inedite di Antonio Labriola ad Alessandro D’Ancona.”,”BADALONI Nicola Dedicato in gran parte al libro curato da V. Gerratana, A. Labriola ‘Scritti politici’, 1970 Labriola, il colonialismo e l’ imperialismo “”Il punto discriminante mi sembra quel concetto di ‘sperimentazione’ che nella polemica del ’90 (come ha osservato P.C. Masini) è influenzato dai generosi tentativi di Giovanni Rossi in nesso alla sperimentazione di colonie agricole ed alla emigrazione delle forza lavoro. Labriola è convinto a questa data che un “”colonialismo”” democratico abbia un senso, se non nella versione esplicitamente utopistica del Rossi, almeno come modo di fare direttamente sperimentare gli ostacoli e le contraddizioni che tali volontà democratiche incontrano. Negli anni seguenti invece la difesa del colonialismo è fatta da un lato sulla base della necessità della universalizzazione dello scambio e dall’altro su quella del pericolo di dirottare, attraverso l’emigrazione, la forza-lavoro, attenuando le spinte rinnovatrici (42). Vi è in ciò (nonostante la larga diffusione di queste idee e la loro parziale ragionevolezza) un limite nella comprensione labriolana del fenomeno dell’imperialismo”” (pag 34) (42) Si veda su questo punto anche ‘La concezione materialistica della storia’, cit., p. 284. Aumenterebbe il numero dei proletari “”se la grande industria si affrettasse a svolgersi”” o il numero dei lavoratori nelle colonie “”se ce ne fosse”””,”LABD-085″
“BADALONI Nicola”,”Marx e la ricerca della libertà comunista. (in) ‘Storia del marxismo’.”,” “”Bentham anticipa dunque una tendenza che Ricardo farà sua fissando entro limiti invalicabili l'””infelicità”” dei produttori diretti e definendo come “”felicità”” il rapporto di servitù implicito o esplicito che la maggior parte degli uomini instaura con il reddito dei sovrastanti. Andando assai oltre il “”cinismo”” di Ricardo, che non manca mai di mantenere un rapporto con le verità della scienza e che posto dinanzi alla scelta tra queste e gli interessi di classe, sa optare per la prima (10), Bentham resta del tutto involto nei rapporti borghesi. E’ nota la pagina ferocemente polemica che Marx gli dedica: “”L’economia classica ha prediletto da sempre concepire il capitale sociale come una ‘grandezza fissa’ dal grado di efficacia fisso. Ma questo pregiudizio è stato consolidato in dogma dall’arcifilisteo Geremia Bentham, questo oracolo del senso comune borghese del secolo XIX, arido pedante e chiacchierone banale… Col suo dogma diventano del tutto incomprensibili i fenomeni più comuni del processo di produzione, come per esempio le improvvise espansioni e contrazioni e perfino l’accumulazione. Questo dogma è stato utilizzato a scopi apologetici tanto dallo stesso Bentham, quanto dal Malthus, da James Mill, dal McCulloch, ecc. E in particolare è stato usato per rappresentare come ‘grandezza fissa una parte del capitale, il capitale variabile, ossia quello convertibile in forza-lavoro’. L’esistenza materiale del capitale variabile, cioè la massa dei mezzi di sussistenza che esso rappresenta per l’operaio, ossia il cosiddetto ‘fondo di lavoro’, venne favoleggiato come una ‘parte speciale’ della ricchezza sociale recinta da catene naturali e impenetrabili…””. Certo, per mettere in movimento i mezzi di produzione occorre una “”massa determinata di lavoro vivente””, “”data tecnologicamente””. Ma “”non è dato né il numero degli operai necessari per rendere liquida questa massa di lavoro, perché ciò cambia con il cambiare del grado di sfruttamento della forza-lavoro individuale, né è dato il prezzo di questa forza-lavoro, ma soltanto il suo limite minimo che per giunta è molto elastico””. Alla base di questo dogma stanno questi fatti: “”da una parte l’operaio ‘non ha diritto di dir la sua’ nella divisione della ricchezza sociale in mezzi di godimento di coloro che non lavorano e in mezzi di produzione; dall’altra parte, l’operaio può ampliare il cosiddetto ‘fondo di lavoro’ a spese del ‘reddito’ del ricco soltanto in casi d’eccezione favorevoli”” (11)”” [Nicola Badaloni, Marx e la ricerca della libertà comunista. (in) ‘Storia del marxismo’, Torino, 1978] [(10) “”La mancanza di riguardo di Ricardo era dunque non solo ‘scientificamente onesta’, ma ‘scientificamente necessaria’ per il suo punto di vista. Ma perciò gli è anche del tutto indifferente che lo sviluppo delle forze produttive uccida la proprietà fondiaria o gli operai…Se la concezione di Ricardo è nel complesso nell’interesse della ‘borghesia industriale’, lo è solo ‘perché e in quanto’ l’interesse di questa coincide con quello della produzione e dello sviluppo produttivo del lavoro umano. Quando quello entra in conflitto con questo, egli è altrettanto ‘privo di riguardi’ verso la borghesia, come del resto lo è verso il proletariato e l’aristocrazia”” (Marx, Teorie sul plusvalore’, cit., vol. 2, p. 120). A questo si riduce la teoria della partiticità della scienza in Marx; (11) Marx, Il Capitale, cit., libro primo, pp. 748-50] (pag 193-194)”,”MADS-662″
“BADALONI Nicola”,”Teoria della società e dell’economia in A. Labriola. I, II.”,”K. Marlo. “”La fonte di Labriola circa l’economia è principalmente K. Marlo “”le cui argomentazioni di tendenza socialista furono alcune volte ripetute di seconda mano, con minore efficacia e per altri intenti”” (11). (…) L’influenza del Marlo è forte sia in quest’ultimo saggio [‘I problemi della filosofia della storia’, a cura di N. Siciliani de Cumis, Napoli, 1976] sia nell”Indice’ di una ‘serie di lezioni sul Socialismo’, datato ugualmente 1887, in molte parti scarsamente comprensibile, ove appare in discussione l’idea di un “”federalismo”” antistatalistico (16)”” (pag 4-5) (11) I problemi della filosofia della storia’, a cura di N. Siciliani de Cumis, Napoli, 1976; (16) idem “”(…) moderatismo di Marlo, legato alla tradizione localistica tedesca (…) (pag 6) “”Alla fine del ‘Discorrendo’ Labriola, sulle tracce di Engels, aveva in verità indicato quelli che a lui sembravano i cambiamenti sopravvenuti nella realtà storica. In primo luogo, “”a misura che cresce nei proletari e nel popolo minuto la capacità di organizzarsi in partiti di classe, la prova stessa di questo complicato movimento ci porta a intendere lo sviluppo dell”era nuova’ secondo una misura di tempo, che è assai lenta, a confronto del rapido ritmo che concepivano una volta i socialisti intinti di giacobinismo rivissuto”” (121). In secondo luogo, egli aveva notato che anche le ‘crisi’ avevano “”subito uno spostamento. Invece della periodicità (che per Marx era decennale, dato l’esempio tipico dell’Inghilterra) ci si presenta ora lo stato diffuso e cronico della crisi”” ed aveva aggiunto “”si vuol rendere responsabile il ‘marxismo’, in quanto è dottrina, degli errori di previsione e di calcolo nei quali è potuto cadere Marx, in quanto visse in determinati limiti di tempo, di spazio e di circostanze”” (122). In terzo luogo gli era apparso evidente lo scadimento della capacità critica del marxismo (123). C. Schmidt aveva recensito quasi benevolmente lo scritto di Böhm-Bawerk, ‘Zum Abschluss des Marxschen Systems’, uscito nel 1896, in cui si sosteneva che “”la teoria del saggio medio del profitto e dei prezzi di produzione non si concilia con la teoria del valore”” (124). Labriola aveva scritto l’8 ottobre 1898 a Kautsky: “”‘Tu sei’, se non erro, rimasto ‘quasi solo'””. Più diffusamente e criticamente, il 5 aprile 1899, egli si era confidato con Luise Kautsky: “”Mi dispiace che Carlo non abbia il tempo di leggere il mio “”Socialisme et philosophie”” – come temo non abbia letto i miei ‘Essays’, che furono tradotti anche in russo…. Mi dispiace per lui, perché gli è mancata l’occasione di vedere come lo stesso ordine di idee si svolga diversamente in un altro cervello, che, nello svolgerlo, ci porti altri elementi di cultura, altre esperienze, e altro temperamento intellettuale””, ed aggiungeva “”il caso di Bernstein è una ‘vera disgrazia’, per il nome che godeva, pei suoi precedenti, per le sue relazioni con l’Engels… Io ho trovato ‘utile’ fino a pochi mesi fa il suo atteggiamento critico… Io credo fermamente che i socialisti di tutto il mondo devono fare ancora una buona ‘digestione di utopismo’. Io credo fermamente che la complicazione politica del mondo ritardi le nostre aspettazioni. ‘Ma credo fermamente anche’, che questa ‘correzione’ si debba farla ‘prudentemente e opportunamente’ dentro il partito stesso, e dentro i limiti del marxismo come dottrina progressiva”” (125)”” [Nicola Badaloni, Teoria della società e dell’economia in A. Labriola. II, Dimensioni, Livorno, 1983] (pag 10-11) [(121) A. Labriola, ‘La concezione materialistica…’, cit., pp. 286-7; (122) G. Procacci, ‘Antonio Labriola e la revisione del marxismo attraverso l’epistolario con Bernstein e con Kautsky (1895-1904)’, in ‘Annali Istituto G. Feltrinelli’, A. III, 1960. Si veda in particolare la lettera a Kautsky del 12 giugno 1897 in A. Labriola, ‘Epistolario’, vol. III, cit: p. 791; (124) Böhm-Bawerk, ‘La conclusione del sistema marxiano’, in Böhm-Bawerk, Hilferding, Bortkiewicz, ‘Economia borghese ed economia marxista’, trad. it., Firenze 1971, p. 27; (125) A. Labriola, ‘Epistolario’, vol. III, cit., pp. 914-15]”,”LABD-093″
“BADALONI Nicola PETRUCCIOLI Claudio VACCA Giuseppe, relazioni; interventi di Lucio LOMBARDO RADICE Alberto CECCHI Giuseppe PRESTIPINO Gianmario CAZZANIGA Claudio NAPOLEONI Anselmo GOUTHIER Lucio LIBERTINI Achillo OCCHETTO Valentino GERRATANA Salvatore D’ALBERGO Fabio MUSSI Luciano GRUPPI Antonio PESENTI Gabriele GIANNANTONI Bruno CERMIGNANI Emilio SERENI Renato RISALITI Umberto CERRONI A. LEONE DE CASTRIS Mario SPINELLA Aldo ZANARDO Adalberto MINUCCI Cesare LUPORINI Giorgio NAPOLITANO Vincenzo VITELLO Claudio SIGNORILE Gastone SCLAVI; interventi non pronuciati di Gianfranco BORGHINI Salvatore COSTANTINO Aldo ZANCA Carlo CICERCHIA Silvano LEVRERO Mario Alighiero MANACORDA Claudio NAPOLEONI Alberto POZZOLINI Lucio VILLARI, contributi di Gian Mario BRAVO M. Lorenzo CALABI Franco CASSANO Giulietto CHIESA e Giorgio REBUFFA A. LEONE-DE-CASTRIS Biagio DE-GIOVANNI Riccardo GUASTINI Marco MAESTRO Alessando MAZZONE Marcello MONTANARI Mario SPAGNOLETTI Franca PAPA Federico PIRRO Gian Enrico RUSCONI Domenico TARANTO e Carmine FINAMORE Renato TROILO”,”Il marxismo italiano degli anni sessanta e la formazione teorico-politica delle nuove generazioni.”,” Contiene di Badaloni: ‘Il marxismo italiano degli anni sessanta e la formazione teorico-politica delle nuove generazioni’ (pag 19-47) Badaloni: ”Il marxismo italiano degli anni Sessanta’ (pag 689-775) M. Lorenzo Calabi (pag 465) (Bacone): la verità è figlia del tempo e non dell’autorità Marx, il regno della necessità e regno della libertà “”Nel capitolo III del volume del ‘Capitale’ sulla «formula trinitaria» Marx, in un famoso passo, dà la chiave decisiva per dissipare questa confusione (la comprensione della contraddizione capitale-lavoro, ndr): «L’effettiva ricchezza della società e la possibilità di un continuo allargamento del suo processo di produzione non dipende dalla durata del pluslavoro, ma dalla sua produttività, e dalle condizioni di produzione più o meno ampie nelle quali è eseguito. «Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e dalla finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria. Come il selvaggio deve lottare con la natura per soddisfare i suoi bisogni, per conservare e riprodurre la sua vita, così deve fare anche l’uomo civile, e lo deve fare in tutte le forme della società e sotto tutti i possibili modi di produzione. «A mano a mano che egli si sviluppa, il regno delle necessità naturali si espande, perché si espandono i suoi bisogni, ma al tempo stesso si espandono le forze produttive che soddisfano questi bisogni. «La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguono il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre il regno della necessità. «Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità» (17). E Marx, e credo che questo sia l’aspetto più significativo, conclude con una affermazione perentoria che riassume e concretizza, quasi con valore simbolico, il senso di tutto il ragionamento e contemporaneamente determina il soggetto sociale protagonista e guida del processo di passaggio ad una produzione sociale razionalmente regolata. «Condizione fondamentale di tutto ciò – dice Marx – è la riduzione della giornata lavorativa» (18). Questo è il nucleo essenziale della scienza marxista del capitalismo e della rivoluzione. La confusione fra lavoro necessario e pluslavoro, fra pluslavoro, plusvalore e profitto («(…) pluslavoro in generale – dice Marx – inteso come lavoro eccedente la misura dei bisogni dati deve sempre continuare a sussistere» (19)) si capovolge poi inevitabilmente nell’identificazione fra lavoro in generale e lavoro nel capitalismo, e quindi nella identificazione fra la classe operaia e quel regno della necessità che si vorrebbe negare, e che, invece può essere solo «regolato nazionalmente»”” [Claudio Petruccioli, ‘Su alcuni aspetti del rapporto fra stratificazione sociale e orientamenti ideologici’] [(17) K. Marx, ‘Il Capitale’, II, 3, pp. 231-232; (18) K. Marx, ‘Il Capitale’, III, 3, p. 232. Il capitolo su ‘La formula trinitaria’, fondamentale per la comprensione della teoria del comunismo; va da p. 225 a p. 244; (19) ‘Il Capitale’, III, 3, p. 230] (pag 63-64) Saggio di M. Lorenzo Calabi, ‘Forze produttive, scienze, composizione di classe. Appunti per una discussione’ (pag 455-470); in questo saggio l’autore cita Bacone: la verità «figlia del tempo, non dell’autorità» ; cita pure l’espressione di Marx: penetrare “”la fisiologia del sistema”” (pag 465) e cita nella nota a pag. 454 un suo saggio ‘Sul problema delle classi medie e il metodo del “”Capitale””, in N. Birnbaum, ‘La crisi della società industriale’, Padova, 1971″,”TEOC-714″
“BADALONI Nicola”,”Per un aggiornamento culturale: bilanci e prospettive. (Sul volume di Emilio Agazzi, ‘Il giovane Croce e il Marxismo’).”,”””L’Agazzi sottolinea (…), con acutezza, che il Croce giunge allo studio del materialismo storico «con un patrimonio di convinzioni già stabilite, che … condizioneranno in maniera non indifferente lo stesso accostamento ai nuovi studi, anzi lo stesso ‘tipo di lettura’ che egli verrà facendo degli scritti di Labriola, di Marx e di Engels» (p. 74). Aggiungerei che il complesso di tali idee (che l’Agazzi con generosità invero eccessiva definisce, in relazione a questa fase del pensiero crociano, assai vario e vivace) (p. 74), si presenta non solo privo di legami unitari, ma anche abbastanza ‘ovvio’, sì da farci riflettere sulla umiltà di origine di una filosofia destinata a tanta fortuna. Col capitolo secondo intitolato ‘Antonio Labriola e la ‘crisi del marxismo”, si entra nel vivo anche delle questioni teoriche. Dobbiamo perciò tratteggiare brevemente la interpretazione del pensiero labriolano che viene proposto dallo Agazzi. Egli insiste sul fatto che «profondamente diverso è lo spirito che anima la ‘critica labriolana’ del marxismo, da quella che domina sia la ‘revisione’ crociana sia l’opera dei ‘revisionisti’ di destra o di sinistra» (p. 102). Mentre il Croce non seppe affrontare « lo studio del marxismo con una totale assenza di presupposti e di soluzioni precostituite» (p. 103), il Labriola invece «seppe sviluppare la problematica marxista, per così dire, ‘dall’interno’, approfondendola senza tradirne lo spirito» (p. 103). Alludendo alla fase herbartiana, l’Agazzi respinge «la tendenza a collegare troppo strettamente il marxismo finale con l’iniziale hegelismo del Labriola, che si manifesta in taluni interpreti marxisti di stretta ortodossia» (p. 105), e vede invece nella utilizzazione herbartiana operata dal Labriola «una correzione della prospettiva filosofica hegeliana mediante l’indagine concettuale legata all’esperienza concreta» (p. 106). Il marxismo del Labriola si definisce così come «un ‘metodo genetico’ o ‘epigenetico’ che è l’espressione più chiara del suo bisogno di concretezza e di storicità» (p. 106). Mentre per altri interpreti che l’Agazzi, lo abbiamo visto, ama chiamare ‘ortodossi’ (ma il termine nell’attuale fase del marxismo nel mondo ha uno scarsissimo senso o ne mantiene solo uno limitato e provinciale), il cammino dall’hegelismo italiano al marxismo labriolano, riproduce quello dallo hegelismo tedesco al pensiero di Marx attraverso una ripetizione del celebre rovesciamento materialistico, per l’Agazzi invece, che rifiuta quella interpretazione del rapporto tra Hegel e Marx, l’aspetto centrale del cammino di Marx e del Labriola dallo hegelismo al materialismo storico è dato «dalla demistificazione della dialettica hegeliana mediante l’utilizzazione dei concetti scientifici determinati» (p. 107). Risulta da ciò il significato che l’Agazzi attribuisce al marxismo, e conseguentemente anche al pensiero del Labriola. Esso consiste essenzialmente in questi due elementi: «’il carattere scientifico’, secondo propri specifici metodi dell’interpretazione della storia (che proprio in quanto è scientifica è al contempo anche guida dell’azione politica); e la ‘funzione demistificante’, la critica radicale di ogni illusione ideologica. Motivi», continua l’Agazzi, «che sono, naturalmente, connessi in modo assai stretto: perché è proprio per il suo carattere scientifico che il materialismo storico può mostrare l’insignificanza teoretica delle ideologie, spiegandone la genesi reale ed illustrandone il significato pragmatico-sociale» (p. 110). Questa concezione del marxismo labriolano induce l’Agazzi a respingere la interpretazione che Gramsci dà del Labriola (2). Induce inoltre lo Agazzi a cogliere una vicinanza tra Labriola e la genuina esigenza «che sta al fondo del programma positivistico, in quanto, nel carattere scientifico, sostanzialmente affine a quello dello stesso materialismo storico» (pp. 111-112)”” (pag 226-227) [Nicola Badaloni, ‘Per un aggiornamento culturale: bilanci e prospettive’. (Sul volume di Emilio Agazzi, ‘Il giovane Croce e il Marxismo’), ‘Critica storica’, Roma, n. 2 1964]”,”CROx-054″
“BADALONI Nicola BALDUCCI Ernesto BARBERA Lorenzo BOBBIO Norberto DEBRACH Maurice DRAGO Antonino GARAUDY Roger L’ABATE Alberto LAURE Vincent MORAMARCO Michele NESTI Arnaldo PINNA Pietro PONTARA Giuliano REGIS Domenico Sereno TOMASETTA Leonardo VIVARELLI Gilberto, scritti di”,”Marxismo e nonviolenza.”,”Il libro è stato edito per l’interessamento e con la collaborazione del ‘Movimento Nonviolento’, Perugia Marx e la cooperazione consapevole nel comunismo “”Il corrispettivo della cooperazione consapevole nel comunismo è, per Marx, nel sistema capitalistico, la violenza: dapprima aperta e sfacciata alle origini (si ricordino le splendide pagine a questo proposito di un celebre capitolo del ‘Capitale’), poi abituale, struttura stessa di movimento della società stessa. Nel capitalismo maturo la violenza si è formalizzata, spersonalizzata, regolarizzata attraverso l’impostura del contratto e le forme giuridiche ad esso connesse, ma non per questo ha cessato di essere tale. A questa violenza impersonale e formale Marx ha sempre categoricamente escluso che avesse un senso rispondere con atti di violenza individuale: svelando il carattere di violenza della società capitalistica e togliendo alla classe dominante il monopolio della scienza politica e di quella economica e delle stesse scienze in generale, attraverso un lungo processo di assimilazione sociale della cultura e del sapere, le forze produttive nel loro lato soggettivo, cioè gli individui sociali, sarebbero arrivati a sentirsi proprietari della società nel suo complesso. La dialettica marxista sostiene che il capitalismo si rovescia per le sue interne contraddizioni, ma anche perché gli uomini diventano tutti compartecipi, «azionisti» (per usare un termine capitalistico) di quella società che li vorrebbe semplice forza-lavoro. Non è un caso che Marx passi gli ultimi anni della sua vita a leggere Morgan e i grandi etnologi del suo tempo, che gli fornivano elementi a sostegno della naturalità del carattere comunitario della società umana, carattere che andava però unito al problema del massimo sviluppo possibile delle forze produttive nel loro lato soggettivo: non si trattava di vagheggiare un ritorno al comunismo primitivo, ma di fare della scienza, divenuta patrimonio comune, passando attraverso la critica, una forza propulsiva, antidogmatica, antireificante, capace di prospettare un fine, una meta del tutto nuova, perché in grado di unire ai caratteri comunitari dell’umanità primitiva l’eredità della scienza come disponibilità sociale del sapere. Unendo questi elementi, la possibilità di creare un potere alle spalle delle masse diventa sempre più difficile: questa è la grande fede che anima noi marxisti, e nonostante tutti i limiti a cui è andato incontro durante le fasi della sua storia, questo rimane il fine ultimo del marxismo stesso ed è anche la chiave esplicativa di tanti aspetti, per altri versi incomprensibili, della storia del nostro presente”” [Nicola Badaloni, ‘Considerazioni di un marxista sui rapporti tra marxismo e nonviolenza’] [(in) Aa.Vv, ‘Marxismo e nonviolenza’, Genova, 1977] (pag 176-177) Marx, Engels e la questione della violenza “”Il marxismo (…) a mio modo di vedere, non solo è la teoria sociale complessiva della trasformazione della società, ma è teoria sociale complessiva della trasformazione della società ‘capitalistica’. Credo sia importante sottolineare questo attributo, perché, se perdiamo di vista la ‘specificità’ della teoria marxiana della trasformazione sociale (trasformazione del modo capitalistico di produrre), non comprenderemo neppure bene il nesso che intercorre fra marxismo e violenza, marxismo e nonviolenza. Bobbio ha parlato anche di vioneza come «mezzo» necessario – s’intende entro la concezione marxiana- per operare questa trasformazione. … finire [Leonardo Tomasetta, ‘La violenza non è una «scoperta» del marxismo’] (pag 199-200) “”Lo stesso Trotsky riconosceva chiaramente questo fatto [le vittime civili provocate dalla reazione alla violenza rivoluzionaria, ndr] laddove, osservando come di regola una rivoluzione si sviluppi in una guerra civile, metteva a nudo la brutalità di quest’ultima scrivendo che proprio essa «è la più crudele delle guerre» in quanto «è inconcepibile senza violenze esercitate su terze persone e, tenendo conto della tecnica moderna, senza uccisione di vecchi e bambini» (9)”” (pag 161-162); (…) [sulla Questione violenza militare, ndr]: (…) “”E’ in base questo argomento (dittatura – militare – del proletariato) [per impedire all’avversario di riprendere il potere, ndr], ad esempio, che Lorenzo Barbera, nel suo intervento su ‘Azione Nonviolenta’ (numero di gennaio-febbraio, 1975) sostiene la «assoluta inconciliabilità» del marxismo (leninismo) con la nonviolenza”” (pag 163) [Giuliano Pontara, ‘Marxismo, violenza e nonviolenza’]”,”TEOC-738″
“BADALONI Nicola; CAZZANIGA Gian Mario; GRUPPI Luciano”,”””Trasformazione e riproduzione”” del plusvalore in un testo di Marx del 1863 (Badaloni); Le metamorfosi del lavoro vivo. Sistema di macchine e innovazione tecnologica nella critica dell’ economia politica (Cazzaniga); Note sulla rivoluzione tecnologica (Gruppi).”,”Badaloni si riferisce al testo di Marx intitolato ‘Rückverwandlung des Mehrwerths in Capital’ (in Karl Marx, Zur Kritik des politischen Ökonomie (Manuskript 1861-1863), Band III, 6, 1982, pp. 2214-2379. (“”Riconversione del valore aggiunto in capitale””) (pag 5-) Cazzaniga su Marx e i ‘salariati tecnici’ (pag 40-41-) Gruppi sulla rivoluzione tecnologico-scientifica in corso (pag 54-) “”Abbiamo dunque una distinzione fra settori di lavoro scientifico che operano all’esterno del processo di produzione, con una relativa autonomia di ricerca, a carattere prevalentemente teorico, e settori che operano all’interno di esso, dunque nella forma capitalistica all’interno del processo di valorizzazione, con un carattere prevalente tecnico-applicativo. Mentre i primi, sulla base delle relative fonti di reddito, rientrano nella categoria del lavoro improduttivo nella forma specifica di «ceto ideologico», non c’è dubbio che i secondi, in quanto salariati che operano all’interno del processo capitalistico di produzione, rientrino nella categoria del lavoro produttivo (54). E’ dubbio invece che queste stesse figure di lavoro salariato tecnico-scientifico rientrino pienamente nell’accezione marxiana di ‘classe operaia’. Un’analisi del lessico marxiano è su questo punto illuminante. Mentre Marx utilizza classe (Klasse) per indicare le funzioni sociali distinti ed antagonistiche all’interno del processo sociale di riproduzione, nei confronti di funzioni di mediazione sociale e ideologica usa piutto il termine feudale di ceto (Stand) (55), mentre nei confronti di sottofunzioni che, pur avendo una loro specificità e autonomia, sono in sostanza riconducibili alle funzioni principali, usa invece il termine strato (Schicht) (56). Nei confronti dei salariati tecnici di fabbrica Marx dovrebbe usare quindi ‘Schicht’, ma è significativo che in un passo del ‘Manoscritto 1861-1863’ utilizzi invece ‘Klasse’. «Viene certamente formata una piccola ‘classe’ di operai superiori, che però non ha rapporto alcuno con la massa degli operai senza conoscenza» (57). Tratta dosi di un manoscritto, potremmo qui parlare di un lapsus calami, ma l’analisi di queste figure si pone in modo assa problematico in tutti i materiali della ‘Critica dell’economia politica’”” (pag 40-41) [(54) Il capitale, libro I, 2, pp. 221-222; cfr MEGA II, 3,6, p. 2018 e ‘Capitolo VI inedito’, cit., p. 74; (55) «I ceti ‘ideologici’ (ideologischen Stande) come governo, preti, giuristi, militari» (Il capitale, libro I, 2, p. 155); (56) «Il sedimento più basso della sovrappopolazione relativa alberga infine nella sfera del pauperismo… questo strato sociale (‘Gesellschaftsschicht’ consisnte di tre categorie» (ivi, libro I, 3, p. 95); « … di ingrandire, insieme alla sostanza di cui si nutrono la classe dei capitalisti e le sue appendici, questi stessi strati della società (‘Gesellschaftsschichten’)» (ivi, libro, I. 2, 153); (57) «Es wird allerdings eine kleine Höhrer Arbeiter gebildet, dies jedoch in keinem Verhältins zu den Massen der “”entkenntssten’ Arbeiter» (MEGA, II, 3, 6, p: 2062); altrove Marx parla di «una classe operaia superiore, in parte scientificamente istruita, in parte di tipo artigiano, che è al di fuori della sfera degli operai di fabbrica ed è sostanto aggregata ad essi» (‘Il capitale’, libro I, 2, p. 126; cfr ivi, libro II, 1, p. 183] inserire”,”MADS-760″
“BADALONI Nicola”,”Introduzione a Vico.”,”””Sulla successione delle forme, Vico polemizza soprattutto con J. Bodin, cui attribuisce il seguente schema d’ordine: 1) monarchie; 2) libertà popolari, dopo esperimenti tirannici; 3) governi aristocratici”” (pag 84)”,”FILx-321-FF”
“BADALONI Nicola CALABI Lorenzo CARANDINI Andrea LA GRASSA Gianfranco LUKÁCS György LUPORINI Cesare MAZZONE Alessandro SCHIAVONE Aldo”,”Problemi teorici del marxismo.”,”I saggi di Lorenzo Calabi “”Marx e la storiografia del mondo antico”” e di Aldo Schiavone ‘Per una rilettura delle ‘Formen’: teoria della storia, dominio del valore d’uso e funzione dell’ideologia’, sono rielaborazioni di lavori svoltisi nell’ambito del gruppo di studio sul ‘modo di produzione schiavistico’ istituito nel 1975 a Roma presso l’Istituto Gramsci.”,”TEOC-001-FGB”
“BADALONI Nicola”,”Per il comunismo. Questioni di teoria.”,”Nicola Badaloni, nato a Livorno nel 1924 (morto nella stessa città nel 2005) è professore di storia della filosofia all’ Università di Pisa. Ha scritto ‘Marxismo come storicismo’ e ha compiuto studi su VICO (Introduzione a G.B. Vico), su CAMPANELLA e sulla diffusione in Italia del newtonismo (Antonio Conti. Un abate libero pensatore tra Newton e Voltaire) tutti pubblicati da Feltrinelli. Badaloni. Due modelli e mezzo “”In mezzo tra i due modelli, l’uno (quello leninista) volto a ricavare immediatamente da una situazione determinata il suo significato rivoluzionario, l’altro (quello di Hilferding) volto in direzione del futuro nel presupposto di uno sviluppo delle condizioni oggettive, si pone quel ricco ed articolato modello gramsciano che volge a ricavare immediatamente risultati rivoluzionari da una situazione già oggettivamente più vicina a quella analizzata da Hilferding. Gramsci sviluppa infatti il tema dell’egemonia a partire dalla analisi di una situazione (quella italiana) in cui l’intreccio già notevolmente avanzato delle forze sociali viene analizzato per sviluppare contemporaneamente la contraddizione al massimo della sua possibile intensità. Poiché molte delle previsioni di Hilferding si sono realizzate, la possibilità di costruire una comune piattaforma di lotta per gruppi sociali, che sembravano collocati su posizione antagonistica, è oggi assai più reale. Lo sviluppo storico ripresenta infatti, nella loro maturità, alcuni dei problemi che Hilferding vedeva solo in riferimento al futuro”” (pag 189-190) [Nicola Badaloni, ‘Per il comunismo. Questioni di teoria’, Torino, 1972] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”TEOC-002-FMP” “BADALONI Nicola”,”Espansione democratica e controllo sulle catastrofi in Togliatti «politico» e «interprete» di Gramsci.”,”””Più complessa e più diversificata è la concezione della «catastrofe» in Gramsci e in Togliatti. È noto che, morto Gramsci, Togliatti scrisse su di lui uno studio assai impegnato, intitolato ‘Antonio Gramsci capo della classe operaia italiana’. Ricostruendo il clima che aveva reso possibile a Giolitti di affermare che il pensiero di Marx era stato «messo in soffitta», Togliatti attribuisce al movimento socialista il carattere di protagonista della storia dell’Italia moderna e a Gramsci quello di restauratore del marxismo. (…) Togliatti nel 1937 non conosceva i ‘Quaderni’, ma Gramsci aveva seguitato a pensare sul concetto di «catastrofe». Dopo avere esemplificato, nel modo più semplice, un rapporto catastrofico in quella funzione della piccola borghesia che «consiste nel contendere “”politicamente”” al contadino coltivatore di migliorare la propria esistenza, perché ogni miglioramento della posizione relativa del contadino sarebbe catastrofica per la sua posizione sociale» (18), Gramsci sposta il discorso su un piano politico più generale e precisamente sul tema del cesarismo o bonapartismo. Questo «esprime una situazione in cui le forze in lotta si equilibrano in modo catastrofico, cioè si equilibrano in modo che la continuazione della lotta non può concludersi che con la distruzione reciproca. (…) La strategia, che Gramsci proponeva, implicava, in primo luogo, la liberazione da questo equilibrio imposto a mezzo della violenza dei gruppi marginali che il fascismo aveva saputo esprimere; il ritorno a una diversa situazione di equilibrio fondata su un regime rappresentativo e su ciò che egli chiamava «guerra di posizione» cioè a una concezione della lotta che venisse concepita non come sola distruzione, «meccanicisticamente», ma come una «distruzione-ricostruzione» (22), perché vincolata da una superiore capacità razionale della forza antagonistica progressiva. Una tale lotta per l’egemonia, che non escludeva compromessi sulla base di tale superiore consapevolezza, avrebbe reso possibile di controllare, per un periodo di tempo non breve, la tendenza catastrofica. L’equilibrio così controllato, che, tuttavia, non si sarebbe mantenuto indefinitamente, avrebbe permesso alle due forze fondamentali di spiegare tutte le loro potenzialità in modo costruttivo, se pure antagonistico. Gramsci affidava, poi, all’azione corrosiva delle «trasformazioni molecolari», cioè al verificarsi di una serie di mutamenti consci e inconsci nell’uno o nell’altro campo, la possibilità di far emergere lo schieramento più dotato di capacità egemoniche e quindi di sviluppare le sue energie latenti, attraendo anche gli strati marginali. La teoria degli equilibri catastrofici subiva così un profondo mutamento. La guerra di liberazione, la «svolta di Salerno», aprivano per l’appunto la strada a un modo costruttivo di affrontare il tema della «catastrofe». (…) Le forze reali che possono produrre il risultato di stabilire un equilibrio nuovo col mondo proprietario, non più di tipo catastrofico, sono, per Togliatti, quelle del lavoro, assunte alla direzione dello Stato, indipendentemente dalla loro ideologia che è affare dei «singoli» (27)”” (pag 29-33) [(18) A. Gramsci, ‘Quaderni del carcere’, vol. III, Torino, 1975, p. 1606; (22) Ivi, p. 1612; (27) P. Togliatti, ‘Per una costituzione democratica e progressiva’, in Opere, vol. V, p. 247]”,”GRAS-003-FGB” “BADALONI Nicola; SICHIROLLO Livio; TABONI Pier Franco; GIANQUINTO Alberto;”,”Baruch de Spinoza: sul crepuscolo della servitú e sulla filosofia dell’intuizione (Badaloni); Spinoza tra Kant e Marx (Sichirollo); Spinoza e le origini del pensiero democratico (Taboni).”,”Riflessioni sul volume: ‘Spinoza nel 350° anniversario della nascita’ Atti del Congresso (Urbino 4-8 ottobre 1982) A cura di: Giancotti Emilia Collana: Saggi Bibliopolis Categoria: Filosofia. Pagine: 542 Anno: 1985 Edizione: Bibliopolis €52.00 Una raccolta delle relazioni presentate al primo congresso che in Italia sia stato dedicato a Spinoza. Tra i problemi che qui vengono presi in esame: l’ateismo, il materialismo, il razionalismo, il ruolo dell’immaginazione, il determinismo e la scienza intuitiva. (in vendita da Bibliopolis Euro 52, ancora da ordinare)”,”FILx-007-FGB” “BADALONI Nicola; CARDIA Carlo; PRATESI Piero; LONGO Raffaele Giura; SANTINI Alceste; CHITI Vannino; TASSANI Giovanni; MASULLO Aldo; NITTI Silvana; DE-MATTEIS Vittorio; LONGO DI-CRISTOFORO Gioia”,”Sulla dialettica materialistica della «liberazione» (Badaloni); Mondo cattolico e Democrazia cristiana (Cardia); La Chiesa italiana dopo il Concilio. Unità e pluralismo nel confronto con il movimento operaio (Pratesi); Il movimento cattolico nella società italiana. Idee per una rassegna bibliografica (Longo); La Chiesa cattolica di fronte alla crisi del mondo contemporaneo (Santini); La Chiesa in Toscana (Chiti); Le scelte religiose e civili dell’associazionismo cattolico (Tassani); La filosofia cattolica nell’Italia democratica (Masullo); Coscienza religiosa e impegno politico: alcuni temi in discussione (Nitti); L’ideologia di Comunione e Liberazione (De-Matteis); La Chiesa e la donna (Di-Cristoforo).”,”””[Antonio] Labriola studia dunque qui [la rivolta dolciniana, ndr] una esplosione rivoluzionaria specifica, riferendola a determinate condizioni storiche. La esamina tuttavia anche come caso particolare del «ribellismo cristiano», cui attribuisce (prima di Bloch) caratteristiche «tipiche» da Montano a Dolcino a Münzer. D’altro canto l’incontro della Chiesa e dell’Impero nel III e IV secolo d.C. dà luogo ad un altro caso tipico, quello della funzione semistatale della Chiesa. La Chiesa da allora in poi esercitò «una azione politica o d’accordo con lo Stato o diventando essa lo Stato». Ciò produsse il caso comune ad ogni associazione, la quale «dal momento che ha ‘cose’ da amministrare ed ufficii da adempiere diventa di necessità un governo» (1). Labriola ne conclude che la Chiesa stessa «ha avuto nel suo proprio seno particolari lotte di classe, per es., di patriziati gerarchici e di plebi cenobitiche, di alto e basso clero, di cattolicità e sette» (2). La storia del cristianesimo è storia di associazioni cristiane che si collocano in modo talvolta radicalmente contrapposto nell’ambito di lotte che scaturiscono dalla società civile. Il carattere cristiano è certo un carattere importante di questi comportamenti umani, esso resta però indecifrabile senza riferirsi alle contraddizioni della società civile ed al modo come esse emergono all’interno degli stessi comportamenti cristiani. Al di là del contributo metodologico ad una definizione di storia del cristianesimo (che avrà ampi svolgimenti in terra protestante), Labriola (come Engels) sceglieva come campo di ricerca situazioni diverse da quelle che Weber verrà ponendo al centro della sua attenzione. Per Weber il contributo essenziale del cristianesimo al sorgere della civiltà moderna era indicato nella sua capacità di aprire la strada ad un’etica dell’accumulazione. Per Labriola esso consisteva invece nell’aver saputo dar forma ad una prima etica della liberazione. Engels aveva già mostrato, nel suo scritto ‘Per la storia del cristianesimo primitivo’ (3), come, sul finire degli anni sessanta, l’Apocalisse fosse l’indice di un confuso movimento di massa, il cui atteggiamento di ribellione ha come unica «via di uscita» il terreno religioso. Scrive Engels che in quegli anni, agli uomini asserviti, oppressi ed impoveriti, con interessi estranei, gli uni agli altri, si poteva offrire solo una salvezza, una «via di uscita», che non era di questo mondo. Così come stavano le cose, «poteva essere soltanto una via di uscita religiosa… Il cristianesimo prese sul serio la ricompensa e la punizione nell’aldilà, creò cielo ed inferno e si trovò la via di uscita che conduceva gli afflitti e gli oppressi da questa terrena valle di lacrime nel paradiso eterno. E in realtà soltanto con la prospettiva di una ricompensa nell’aldilà era possibile innalzare la rinuncia al mondo e l’ascetismo stoico-filosofico a principio etico di una nuova religione mondiale che trascinasse le masse popolari oppresse» (4). Labriola studia un altro momento del ribellismo cristiano, i cui caratteri sono profondamente diversi da quelli qui tratteggiati da Engels. Il punto caratterizzante della rivolta di fra Dolcino è infatti che alla espulsione di vasti strati sociali dal possesso dei mezzi di produzione, egli risponde con una rivolta che vuole ristabilire la giustizia anche in questo mondo. Il punto comune è però l’attenzione che sia Engels sia Labriola rivolgono al momento della liberazione”” (pag 47-48) [Nicola Badaloni, ‘Sulla dialettica materialistica della «liberazione»’, Critica marxista, Roma, n. 5-6, settembre-dicembre 1976] [(1) A. Labriola, ‘La concezione materialistica della storia’, a cura di E. Garin, Bari, 1965, p. 273; (2) Ibidem; (3) F. Engels, ‘Sulle origini del cristianesimo, trad. it., Roma, 1954. Originariamente pubblicato sulla ‘Neue Zeit’ nel 1895; (4) Ivi, p. 37]”,”RELC-008-FGB” “BADALONI Nicola”,”Marx e l’etica della rivoluzione industriale.”,”””Non esiste un’unica versione del modo di produzione capitalistico; esso si può esprimere anche lasciando in piedi strutture di potere che integrano e sostituiscono lo sfruttamento. Scrive Marx che in Germania «la sfera particolare alla quale, per la divisione dei poteri, toccò l’amministrazione dei pubblici interessi, ricevette un’indipendenza anormale che fu ancora accresciuta nella burocrazia moderna. Così lo Stato si costituì in potenza apparentemente indipendente e… ha conservato fino ad oggi questa posizione che in altri paesi è solo transitoria, uno stadio di transizione. Questa posizione spiega tanto l’onesta coscienza da funzionari che non si trova altrove, quanto tutte le illusioni correnti in Germania sullo Stato, quanto l’apparente indipendenza che qui i teorici hanno nei confronti dei borghesi, l’apparente contraddizione tra la forma in cui questi teorici esprimono gli interessi dei borghesi e questi stessi interessi» (59). Dunque ciò che Marx teme non è solo l’arretratezza della Germania, ma lo stabilizzarsi di questo stadio di transizione, il suo solidificarsi in un peculiare modo di produzione entro cui lo Stato rammodernato mantenga una posizione preminente e integrativa rispetto all’assenza di consapevolezza della materialità degli interessi borghesi da parte degli intellettuali. Questa situazione si rispecchia nella ‘Critica della Ragion pratica’ di Kant, il quale «si appagò della pura e semplice “”buona volontà””, anche quando essa rimase senza alcun risultato, e pose l”attuazione’ di questa buona volontà, l’armonia fra essa e i bisogni e gli impulsi degli individui, nell”aldilà’» (60). Per quanto riguarda Hegel la sua polemica si rivolge contro l’unità negativa, cioè la subordinazione di uno dei lati dell’antitesi all’altro, affinché questo abbia modo di svilupparsi. Secondo Marx, invece, «l'””intesse generale”” è creato dagli individui determinati in quanto “”uomini privati””». I comunisti teorici «sanno che quest’antitesi è solo apparente, perché uno dei lati, quello così detto “”generale””, è continuamente generato dall’altro, l’interesse privato, e non si oppone affatto ad esso come potenza autonoma, che dunque nella pratica quest’antitesi viene continuamente distrutta e generata. Non si tratta dunque di una “”unità negativa”” hegeliana di due lati di un’antitesi, ma della distruzione, materialmente condizionata, di un modo di esistenza degli individui, materialmente condizionato, unitamente al quale scompare quest’antitesi insieme con la sua unità» (61)”” (pag 164) [Nicola Badaloni, Marx e l’etica della rivoluzione industriale, Critica marxista, Roma, n. 4, luglio-agosto 1982] [(59) Marx Engels, ‘L’ideologia tedesca’, cit, p. 189; (60) Ivi, pp. 187-188; (61) Ivi, p. 244]”,”MADS-016-FGB” “BADALONI Nicola”,”Discussioni umanistiche su fato e libertà.”,”””Un filone di studi di grande interesse è stato riaperto or sono alcuni anni da François Masai con la sua opera riassuntiva anche di precedenti ricerche: ‘Pléthon et la platonisme de Mistra’ (Paris, 1956). Masai ha mostrato che un fondo paganeggiante e comunisteggiante impronta l’opera di Pletone, volta a contrastare l’opinione di Aristotele per cui la natura, pur dotata di finalità, non è tuttavia sottomessa ad una direzione intelligente. Cià che vi è di pericoloso nell’aristotelismo secondo il Pletone di Masai è il fatto che esso fa posto alla fortuna, al caso, come qualcosa di estraneo allo intervento divino; la convinzione di Pletone è che non vi è modo di salvare l’impero universale di dDio e la sua provvidenza, senza ammettere in tutta la sua pienezza la dottrina ellenica della [necessità o causalità] …. “” (pag 258) “”Per il filosofo di Mistra, continua il Masai, il caso è in definitiva l’incontro, imprevisto per l’uomo, di due serie causali, ugualmente determinate in se stesse”” (pag 258) Pletone e il platonismo di Mistrà, di François Masai, Vitrix edizioni, Forlì €38.00 La figura e l’opera di Giorgio Gemisto Pletone, che gli studiosi di volta in volta hanno definito “l’ultimo degli Elleni” antichi, o “il primo dei greci” moderni, non è stata ancora adeguatamente trattata in Italia con opere complete e sufficientemente esaustive, che colgano, nel suo complesso, l’importanza della vita e del magistero del grande sapiente di Mistrà.”,”FILx-011-FGB” “BADALONI Nicola”,”Marxismo come storicismo.”,”Il marxismo è quindi essenzialmente per il Badaloni una “”metodologia’… (risvolto di copertina) “”I testi più frequentemente citati per la questione della dialettica sono senza dubbio quelli di Engels. Su di essi ci soffermeremo perciò all’inizio della nostra esposizione. Come è noto Engels ha fissato in tre punti le leggi della dialettica. In un testo della ‘Dialettica della natura’, scrive: “”Le leggi della dialettica vengono dunque ricavate per astrazione tanto dalla storia della natura come da quella della società umana. Esse non sono appunto altro che le leggi più generali di entrambe queste fasi dell’evoluzione, e del pensiero stesso. Esse, invero, si riducono fondamentalmente a tre: la legge della conversione della quantità in qualità e viceversa; la legge della compenetrazione degli opposti; la legge della negazione della negazione”” (14). Il testo di Engels passa quindi a rimproverare ad Hegel l’artificiosità della sua costruzione per cui “”l’universo, volente o nolente, si deve regolare su un sistema di pensiero, che a sua volta non è altro che il prodotto di un determinato grado di sviluppo del pensiero umano”” (15); ma, conclude Engels, “”se noi capovolgiamo le cose, tutto diviene semplice; le leggi della dialettica, che nella filosofia idealistica appaiono estremamente misteriose, divengono subito semplici e chiare come il sole”” (16). Possiamo per un istante abbandonare questo testo engelsiano per chiedere conferma delle posizioni espresse allo ‘Antidühring’ (17). (…) Engels sottolinea come “”la vecchia metafisica, che considerava le cose come compiute in se stesse, sorse da una scienza naturale che indagava le cose vive e le morte come cose compiute in se stesse. Ma quando questa indagine fu andata tanto lontana che fu possibile il progresso decisivo, il passaggio alla indagine sistematica delle modificazioni che queste cose subiscono nella natura stessa, allora suonò anche nel campo filosofico l’ultima ora della vecchia metafisica. E in realtà, se le scienze naturali furono fino alla fine del secolo scorso scienze prevalentemente ‘raccoglitive’, scienze di cose compiute in se stesse, nel nostro secolo la scienza è essenzialmente ‘ordinativa’, è scienza dei processi, dell’origine e della evoluzione delle cose e del nesso che unisce tutti i processi naturali in un grande tutto. La fisiologia che studia i processi dell’ organismo vegetale e animale, l’embriologia, che tratta dell’evoluzione dell’organismo singolo, dal germe sino alla maturità, la geologia, che studia la formazione graduale della superficie terrestre, sono tutte figlie del secolo nostro”” (27) Esiste dunque nel mondo reale: 1. Il movimento, 2. una certa direzione o tensione di questo movimento”” (pag 112-115) [Nicola Badaloni, Marxismo come storicismo’, Feltrinelli, Milano, 1962] [(14) F. Engels, ‘Dialettica della natura’, Roma, 1955, p. 56; (16) Ibidem; (17) Ibidem; (17) F. Engels ‘Antidühring’, Roma, 1950, p. 134; … (27) F. Engels, ‘Lodovico Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca’, ed. cit., p. 91]”,”MADS-007-FMB” “BADARELLO R. DE VINCENZI E.”,”Savona insorge. Fatti cronache avvenimenti lotta partigiana nel savonese dal 1921 al 1945.”,”””Gli ufficiali che comandavano il reparto decisero di uccidere subito coloro che erano stati trovati in possesso di armi e il tenente delle Brigate Nere Ferrari, rivolto ai prigionieri e in particolare a “”Leone””, disse loro: “”Sapete cosa vi spetta?””. Ho ancora davanti a me la solida figura di Gin Bevilacqua e torno a udire la sua voce calma e tranquilla; l’ anziano garibaldino rispose per tutti, guardando l’ ufficiale diritto negli occhi: “”Quello che succede a noi oggi potrà succedere a te domani. C’è solo una differenza: noi sappiamo perché moriamo, tu non lo saprai nemmeno!””. L’ ufficiale, voltandogli le spalle, disse: “”bastardo!””, e diede l’ ordine di “”rompere le ossa a quei ribelli””, ordine che i militi non si fecero ripetere. Li uccisero colpendoli con il calcio dei fucili, poi li crivellarono di colpi””. (pag 186)”,”ITAR-062″ “BADARELLO Rodolfo”,”Storia particolare delle officine Scarpa & Magnano e delle loro maestranze.”,”BADARELLO Rodolfo, Storia particolare delle officine Scarpa & Magnano e delle loro maestranze, EDIZIONI PANTAREI. MILANO. 2006, pag 158 8° Il livello di sindacalizzazione. “”Nel gennaio del 1950 le maestranze delle officine Scarpa & Magnano contavano 831 unità e di queste 807 erano iscritte alla Fiom, nel modo seguente: 490 operai su 499, 99 impiegati su 115, 77 giovani su 77, 137 donne su 139.”” (pag 79) Con il pretesto della mancanza di commesse. “”La sera del 30 giugno 1953 alla Camera del Lavoro di Savona (e alla Cisl, ed alla Uil provinciali) pervennero, mediante l’ Unione Industriale, due lettere della Direzione degli stabilimenti Ilva e Scarpa & Magnano, richiedenti rispettivamente 1.150 e 200 licenziamenti (…)””. (pag 101)”,”MITT-224″ “BADARELLO Rodolfo”,”Storia particolare delle officine Scarpa & Magnano e delle loro maestranze.”,”Gli studi sull’ evoluzione del movimento operaio italiano. “”Giorgio Doria sottolineava che in questo campo il contributo dato da Savona era stato notevole, a cominciare dagli scritti “”… di Gaetano Perillo e di Arrigo Cervetto comparsi su ‘Movimento operaio e socialista in Liguria’ nella seconda metà degli anni Cinquanta””. Per G. Doria, il movimento operaio savonese ha avuto una crescita decisiva nei primi due decenni del Novecento.”” (…) (pag 11, prefazione)”,”ELCx-094″ “BADARELLO Rodolfo”,”Cronache politiche e movimento operaio del savonese, 1850-1922.”,”BADARELLO Rodolfo, Cronache politiche e movimento operaio del savonese, 1850-1922, EDIZIONI PANTAREI. MILANO. 2008, pag XXII 454 8°, indice illustrazioni prefazione prefazione alla 1° edizione, note, appendice: elenco dei segretari della Camera del Lavoro di Savona e del suo Circondario Elenco delle Società Operaie e di Mutuo Soccorso, Cooperative di Lavoro e di Consumo nominate nel testo, Fonti essenziali del libro indice nomi “”Sulla questione del pane all’inizio di giugno si dimise il Ministero di Francesco Saverio Nitti revocando il decreto che ne aumentava il prezzo a lire 1,50 al chilo, di un tipo unico, onde limitare il disavanzo finanziario di oltre 4 miliardi che comportava l’acquisto di circa 40 milioni di quintali di grano consumato annualmente in Italia. Gli successe un nuovo Ministero di Giovanni Giolitti, del quale, mentre i Popolari savonesi scrivevano su L’Avvenire: “”si propone di dare all’Italia la tranquillità interna, rinsanguare le finanze dello Stato, abolire le ricchezze di guerra costruite sullo sfruttamento dei dolori della nazione””, i socialisti savonesi si commentavano su ‘Bandiera Rossa’: “”Giovanni Giolitti è l’uomo della Banca Romana, il responsabile della guerra di Libia è tornato al potere e non si è smentito. E’ l’uomo del cosiddetto pugno di ferro, il dittatore. La morte che speriamo presto venga a trovarlo, nella sua vecchiaia non lo ha reso più umanitario di ciò che fu nel tempo passato””””. (pag 305-306)”,”ELCx-111″ “BADARELLO Rodolfo”,”Cronache savonesi dell’800. Vita politica, Amministrazioni comunali, Movimento operaio e cooperativistico, Cultura, sport, spettacoli, Costume, industria e commercio.”,”BADARELLO Rodolfo alla memoria di Pietro, il padre, operaio dell’ILVA. Forte terremoto a Savona (oltre dieci morti e feriti) il 23 febbraio 1887, crollo di abitazioni in città, epicentro nel golfo di Genova, i maggiori danni nella provincia di Porto Maurizio (pag 127)”,”LIGU-116″ “BADARELLO Rodolfo”,”Un racconto e trenta poesie di un tempo che fu.”,”Ricordo di Alce. (Piero Parisotto) “”RIcordo che i giovani del suo Gruppo Anarchico qualche tempo dop fecero pubblicare una fotografia di Alce sul loro periodico nazionale ed un lungo articolo commemorativo scritto da Arrigo [Cervetto]; diffusero le copie nel quartiere, in città e molti che lo avevano conosciuto ne presero una. Nella foto, scattata subito dopo la Liberazione, Alce era così giovane e così triste, alto e magro, in posa imbracciando la sua mitraglietta. Io l’ho tenuto in buon conto il giornale e lo mostrai anche a mia moglie, una volta, ma ho finito per perderlo e non credo che ci sia qualcuno capace di averne conservata una copia, perché ormai è trascorso – fa paura pensarlo, quasi mezzo secolo”” [‘Ricordo di Alce’] (pag 20)”,”ITAR-253″ “BADARELLO Rodolfo”,”Militanza operaia. (Poesie)”,”Quanto era bello… “”Quanto era bello stare in corteo con chi portava la bandiera rossa, cantando l’Inno dei Lavoratori e poi “”Popolo, avanti alla riscossa””, sapendo che ai vetri dei balconi, spauriti, ci spiavano i “”Signori”” e che schierata in piazza ci aspettava la sbirraglia al servizio dei padroni”” (pag 39)”,”LIGU-197″ “BADARELLO Rodolfo”,”Quarantacinque giorni di speranze (25 luglio – 8 settembre 1943).”,”Caduti durante la resistenza citati nel volumetto: C. Astengo A. Bevilacque A. Bruzzone F. Falco A. Gori P. Mamino G. Rizzoglio E. Sola M. Tamagnone P. Trevisan”,”ITAR-389″ “BADAYEV A.”,”The Bolsheviks in the Tsarist Duma. With an Article by Lenin on the Work and Trial of the Bolshevik Group in the Duma, and an Introduction by Em. Yaroslavsky.”,”A. Badayev former Deputy of the Fourth State Duma Scritto di Lenin in appendice: ‘What has the Trial of the R.S.-D.W. Fraction proved? (pag 245)”,”RIRx-182″ “BADE Klaus J.”,”L’ Europa in movimento. Le migrazioni dal settecento a oggi.”,”BADE Klaus J. dal 1992 dirige l’ Istituo di ricerca sui movimenti migratori e di studi interculturali dell’ Università di Osnabrück. Fra le sue molte opere: ‘Von Ausenwanderungsland zum Einwanderungsland? Deutschland 1880-1890 (1983). “”Il bilanciamento del principio di trasmissione ereditaria con quello di territorialità nel diritto di cittadinanza francese fu una sorta di compromesso storico: il principio di territorialità, valido fino alla rivoluzione del 1789, era stato, sì, sostituito nel Code civil di Napoleone del 1804 dal principio di trasmissione ereditaria, ma attraverso un lungo processo giuridico esso era stato poi, passo dopo passo, reintrodotto nuovamente. La paura di un indebolimento militare ed economico per “”spopolamento”” contribuì essenzialmente ad allargare, attraverso varie riforme, i diritti a favore degli immigrati e ad agevolare l’ accesso alla cittadinanza.”” (pag 372)”,”EURx-168″ “BADER Veit-Michael BERGER Johannes GANSSMANN Heiner HAGELSTANGE Thomas HOFFMANN Burkhard KRÄTKE Michael KRAIS Beate KÜRSCHNER Lor STREHL Rüdiger”,”Krise und Kapitalismus bei Marx. Band II.”,”””Marx’ “”letzer Grund”” aller Krisen muß also so verstanden werden, daß mit der Reduktion der “”Konsumtion der großen Masse der Gesellschaft auf ein nur innerhalb mehr oder minder enger Grenzen veränderliches Minimum”” (MEW 25/254; Vgl. MEW 26 3/50, 55, 118) die Grundbedingung der Überproduktion gegeben ist, die für Verwertung und Akkumulation des Kapitals einen Rahmen definiert, der nur mit widersprüchlichen Mitteln gesprengt werden kann. Wenn nicht schon (bei Akkumulation in dieser Abteilung) Abteilung II über die zahlungsfähige Nachfrage der Konsumenten hinaus produziert, muß Abteilung I über die durch Abteilung II zu gegebenem Zeitpunkt gegebene Nachfrage nach Produktionsmitteln hinaus ausgedehnt werden (was sich früher oder später ungünstig in “”Erinnerung”” (GR/319) bringt (1)), oder das Kapital wird seinem “”historischen Beruf”” untreu: der Ruf Moses’ und der Propheten: Akkumuliert, akkumuliert! verhallt ungehört (vox clamans in deserto)”” (1) Vgl. Hilferding (1968), S. 330: “”Die enge Basis, die die Konsumtions-verhältnisse der kapitalistischen Produktion bieten, ist aber deshalb allgemeine Bedingung der Krise, weil die Unmöglichkeit, sie zu erweitern, eine allgemeine Voraussetzung der Absatzstockung ist. Wäre die Konsumtion beliebig ausdehnbar, so wäre Überproduktion nicht möglich””; (2) “”Each time we secure to-days equilibrium by increased investment we are aggravating the difficulty of securing equilibrium to-morrow”” (Keynes, 1936, S. 105) [AA.VV., ‘Krise und Kapitalismus bei Marx. Band II, 1975] (pag 462)”,”MADS-612″ “BADER Werner”,”Une armée pour la guerre civile. Les Groupes de Combat du Parti Communiste en Allemagne de l’Est.”,”350 mila ‘Combattenti’ dei ‘Kampfgruppen’ del Partiti sono equipaggiati di armi da fanteria leggere e pesanti, tra cui cannoni da campagna e mortai, veicoli blindati. Obiettivo ultimo della loro istruzione: missioni offensive nel quadro di una guerra civile”,”GERV-001-FGB” “BADIA Gilbert”,”Clara Zetkin feministe sans frontieres.”,”Infanzia adolescenza anni decisivi a Parigi, Germania 1890, questione femminile e femminismo, lotta per diritto di voto, Partito SPD. guerra e rivoluzione russa, riv di novembre 1918, URSS Terza Internazionale , KPD opposizione a STALIN, Q fascismo.”,”ZETx-003″ “BADIA Gilbert”,”Rosa Luxemburg. Journaliste Polemiste Revolutionnaire.”,”Q nazionale, accumulazione del capitale e teoria dell’ imperialismo. BADIA, prof di tedesco, resistente, ha partecipato alla costituzione del Front National. Alla liberazione è redattore in capo di ‘Ce soir’. Oggi è Dottore in lettere, Prof Univ di Paris-VIII. Anima il collettivo pluridisciplinare che coordina la pubblicazione delle opere di MARX-ENGELS presso le Editions Sociales. Le sue traduzioni di BRECHT sono ben conosciute e la sua ‘Histoire de l’Allemagne contemporaine’ è un libro di riferimento.”,”LUXS-005″ “BADIA Gilbert TYCH Feliks AMODIO Luciano COLLOTTI Enzo MATTICK Paul, saggi di”,”Storia del marxismo contemporaneo. Volume quarto. Luxemburg, Liebknecht, Pannekoek.”,”Saggi di BADIA Gilbert TYCH Feliks AMODIO Luciano COLLOTTI Enzo MATTICK Paul”,”MADS-284″ “BADIA Gilbert”,”Histoire de l’ Allemagne contemporaine, 1917-1933. Tome premier.”,”[‘Il voto dei crediti di guerra. Per prudenza, il cancelliere aveva convocato un deputato socialdemocratico conosciuto per le sue opinioni di destra, Sudekum, per informarsi, alla vigilia della guerra, dell’atteggiamento che avrebbe adottato la socialdemocrazia. Il 29 luglio, costui rese conto a Bethmann dei contatti che aveva appena avuto con Ebert, Braun, Müller, Bartels e Fischer: “”Ho avuto la conferma di quello che vi avevo detto: nel desiderio precisamente di servire la causa della pace, nessuna azione (sciopero generale o parziale, sabotaggio, ecc.) era né prevista né temuta””. Il 2 agosto, l’organismo di direzione dei sindacati si riunisce, considera la guerra come inevitabile, pensa che i crediti militari dovrebbero essere votati. I dirigenti sindacali decidono di fermare tutti gli scioperi in corso e di proclamare la loro volontà di aiutare il governo. L’appello lanciato agli iscritti quel giorno insiste sulla necessità di rimanere fedeli all’organizzazione e si limita a constatare: “”Tutti gli sforzi della classe operaia organizzata per mantenere la pace sono rimasti vani. La guerra si è abbattuta sulle nazioni civili…”’ (pag 46)]”,”GERG-059″ “BADIA Gilbert presentazione”,”Les spartakistes. 1918: l’ Allemagne en revolution présentée par Gilbert Badia.”,”Force réelle des Spartakistes. “”Lorsque Rosa Luxemburg, le 15 décembre 1918, demande, à l’ Assemblée générale des militants du Grand Berlin, la tenue dans les plus brefs délais d’un Congrès du parti – à ce moment-là les Spartakistes font encore partie des Indépendants – sa motion recueille 195 voix contre 485 à celle de Hilferding. On pourrait en conclure qu’à Berlin du moins, il y a chez les Indépendants, environ deux Spartakistes sur sept adhérents. On serait donc tenté de tenir pour quasi négligeable une tendance (le futur parti communiste) qui ne devait compter, selon A. Rosenberg, tout au plus que quelques centaines de milliers de partisans dans l’ ensemble du Reich au début de 1919. Précisons d’ailleurs que cette faiblesse numérique n’est contestée par parsonne. Mais comme l’ont dit des historiens allemands: ‘L’ influence du Spartakisme était plus grande que son pouvoir d’organisation…””.”” (pag 113)”,”MGER-089″ “BADIA Gilbert”,”Il movimento spartachista. Gli ultimi anni di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.”,” “”Un dispaccio giunto da Düsseldorf, alla metà di febbraio, annunciava che gli spartachisti avevano organizzato “”duemila giovani, costituito un battaglione d’assalto di duemila uomini appoggiato da operai della ‘Rheinische Metallwarenfabrik’. Troviamo un’annotazione analoga nel ‘Landrat’ di Beuthen che si riferiva ai giovani: “”In generale gli operai di una certa età vogliono continuare a lavorare, ma spesso sono i giovani che glielo impediscono””. Il documento stabiliva poi che questi giovani avevano molta simpatia per le idee “”radicali””. Radek, nel suo ‘Diario’, riportava questa osservazione di Liebknecht: “”I socialdemocratici sono più forti di noi, ma sono vecchi…. La gioventù è con noi””. Come si ricorderà, anche Rosa Luxemburg era rimasta colpita dalla giovane età dei delegati al congresso costitutivo del KPD””. (pag 232)”,”MGEK-098″ “BADIA Gilbert”,”La fin de la république allemande, 1929-1933.”,”Sciopero dei trasporti a Berlino. (Novembre 1932). “”Le jeudi, la vie de la capitale est paralysée. Les piquets de grève réussissent à empêcher la sortie des voitures. Le quelques briseurs de grève qui acceptent de conduire les tramways, sont malmenés, malgré la présence de policiers. Les voitures sont renversées. La police tire. Des ouvriers sont tués. Mais les syndicats refusent toute aide financière à cette grève “”illégale””. la police arrête de nombreux grévistes (près de 1.000), en blesse d’autres, en tue quelques-uns (10 morts, 100 blessés). Devant la brutalité de la répression et le désaveu syndical, la grève commence à “”pourrir””: le comité de grève décide la reprise du travail après cinq jours de grève.”” (pag 95) Sui rapporti nazismo grande capitale l’A cita l’articolo di KLEIN, F. : Comment la grande bourgeoisie allemande a préparé la dictature fasciste. Recherches Internationales N° 1, pp. 107-146, 1958, Mai-Juin”,”GERG-086″ “BADIA Gilbert”,”L’analisi dello sviluppo capitalistico in Rosa Luxemburg.”,”La critica agli schemi di Marx di Rosa Luxemburg “”Prima di proseguire dobbiamo far presente che Rosa Luxemburg non ha affatto dimostrato l’assunto da lei affermato. E’ vero che essa è riuscita a dimostrare bene, ci sembra, che Marx aveva torto nell’assimilare l’accumulazione del capitale nuovo alla riproduzione del capitale vecchio (70). La riproduzione allargata implica effettivamente un “”estero””. Essa ha certamente dimostrato che nel caso della riproduzione allargata, gli scambi tra le sezioni I (mezzi di produzione) e II (beni di consumo), persino partendo dagli schemi stabiliti da Marx nel II libro del ‘Capitale’, non si effettuano senza ‘resto’ (71). Tale resto poteva trovare posto soltanto all”esterno’ delle due sezioni. Ma partendo da questo problema reale, a partire da una critica fondata sugli schemi di Marx che parevano evitare o aggirare la difficoltà, più che risolverla (72), Rosa Luxemburg giunge ad affermare che il “”plusvalore che deve essere capitalizzato (…) non può esserlo però, in ambiti capitalistici”” (73). Già qualche pagina prima aveva scritto che “”questa realizzazione (…) era un compito insolubile in una società composta unicamente di operai e di capitalisti”” (74). E’ su questo punto che le concezioni di Rosa Luxemburg sono state più vivacemente criticate persino da economisti che, come Fritz Sternberg (75), hanno sempre dimostrato nei suoi confronti una viva ammirazione. Concludendo la sua polemica, Otto Bauer scrive: “”A nostro avviso, il capitalismo è concepibile anche senza espansione [geografica]”” (76). Rosa Luxemburg si prende gioco di questa formula, ma non ha ritenuto opportuno rifiutarla. In realtà, nel corso della sua dimostrazione, nel vocabolario adoperato da Rosa Luxemburg si produce uno slittamento terminologico. Il mercato estero, definito dapprima economicisticamente, si riduce man mano al suo significato geografico, vale a dire che viene riferito ai ‘paesi’ non capitalistici, alle colonie. Nell’espressione ‘nichtkapitalistische Schichten und Länder’, che troviamo di frequente nella sua penna, è la seconda parte, i ‘nichtkapitalistische Länder’, che sarà privilegiata: essendo gli strati non capitalistici in seno ai paesi industrializzati, relegati a poco a poco in secondo piano”” [Gilbert Badia, L’analisi dello sviluppo capitalistico in Rosa Luxemburg, Estratto da ‘Annali’, Milano, 1974] (pag 242-243) [(70) Marx, ‘Theorien über den Mehrwert, MEW, t. 26, pp. 483-84, cit. da Rosa Luxemburg, ‘Akkumulation’, p. 320; (71) Otto Bauer per esempio riconosceva l’esistenza di questo resto, ed è sempre a questo problema che si sono interessati i “”marxisti russi””. Cfr. ‘Akkumulation, capp. XVIII-XXIV, pp. 239-98; (72) Perché questo resto non appaia, Marx è obbligato a ricorrere, nei suoi schemi a delle vere acrobazie numeriche. Cfr. ‘Capital’, cit., t. V, pp. 156-57 e le annotazioni critiche di Rosa Luxemburg, ‘Akkumulation’, pp. 93-95; (73) ‘Akkumulation’, p. 330; (74) ‘Akkumulation’, p. 320-21; (75) Nella sua opera ‘Der Imperialismus’ (Berlin, 1926) Sternberg enumera quattro elementi che, in un sistema capitalistico, permettono di allargare gli sbocchi ai fini dello smercio della produzione eccedente: 1) l’accrescimento del potere d’acquisto della popolazione; 2) l’accrescimento numerico della popolazione; 3) l’integrazione di territori non capitalistici; 4) il commercio estero; (76) Otto Bauer, in ‘Neue Zeit’, 1913, n. 24, p. 874. Vedi anche ‘Antikritik, p. 113]”,”LUXS-059″ “BADIA Gilbert”,”Les spartakistes. 1918: l’Allemagne en révolution.”,”Relations avec la Russie soviétique. “”Dans sa proclamation du 10 novembre, le Comité exécutif des Conseils de Berlin, «décidait» le rétablissement immédiat des relations diplomatiques avec la Russie soviétique, interrompues huit jours plus tôt par le gouvernement du prince Max de Bade , sur la suggestion de Scheidemann: “”[Le Comité] exprime son admiration aux ouvriers et aux soldats russes, qui se sont engagés les premiers sur la voie de la révolution; il est fier que les ouvriers et soldats allemand aient suii leur exemple, maintenant ainsi leur gloire d’antan, celle de précurseurs des Internationales. Il transmet au gouvernement russe des ouvriers et des soldats ses salutations fraternelles. Il décide que le gouvernement de la République allemande rétablira immédiatement des relations diplomatiques aec le gouvernement russe, et espère la venue à Berlin d’une représentation de ce gouvernement”” (139).. Le 11 novembre, de son côté, le gouvernement soviétique avait envoyé un radiogramme non pas au nouveau gouvernement, dont il ignorait peut-être encore l’existence, mais à «tous les Conseils d’ouvriers, de soldats et de marins d’Allemagne». Ce radiogramme attaquait violemment les Scheidemann et les Erzberger: “”Tant que vous tolérerez un gouvernement composé de Princes, de capitalistes et de Scheidemann (149), vous ne détiendrez pas le pouvoir. Avec les Erzberger, les Scheidemann, vous serez livrés au capital (…). Il s’agit de prendere réellement le pouvoir partout, les armes à la main, et de constituer un gouvernement des ouvriers, des soldats et des marins, dirigé par Liebknecht. Ne vous laissez pas imposer une Assemblée nationale par des radoteurs. Après avoir rappelé que l’armée rouge lutte contre des généraux soutenus par les Anglais et aussi «vos géneraux et le gouvernément des Scheidemann», évoqué la rupture des relations diplomatiques, le télégramme conclut: “”Nous ne pouvons envoyer immédiatement des représentants [à Berlin] car les généraux allemands qui occupent la Lithuanie et la Pologne nous barrent le chemin et nous le barreront tant que vous n’aurez pas mis à la raison les généraux Hoffmann et Beseler [commandant sur le front oriental]. Mettez-vous en liaison avec nous par radio. Appelez la station de Moscou et de Tsarskole-Selo et dites-nous ce qui se passe en Allemagne. Nous bandons toutes nos forces pour vous envoyer bientôt du pain. Vive la République allemande des Conseils”” (141)”” (pag 149-150) [(139) Ce texte a été publié par le journal officiel ‘Deutscher Reichsangzeiger und Preussischer Staatsanzeiger, n° 268 du 12 novembre 1918. (…); (140) Cette phrase vise le gouvernement du prince Max de Bade; (141) Télégramme publié par la ‘Rote Fahne’ du 18 novembre 1918, n° 3 (…)]”,”MGER-140″ “BADIA Gilbert”,”Il movimento spartachista. Gli ultimi anni di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.”,” Titolo originale ‘Le Spartakisme. Les dernières années de Rosa Luxemburg et de Karl Liebknecht’ A Stoccarda, nel 1907, Lenin e Rosa Luxemburg avevano proposto con esito favorevole un importante emendamento che impegnava i socialisti a condurre un’opposizione rivoluzionaria alla guerra… “”Il 4 agosto 1914 il Partito socialdemocratico tedesco votava al Reichstag i crediti militari all’unanimità, dando così inizio a quella politica di “”unione sacra”” (a) che sarà portata avanti dalla maggioranza dei suoi dirigenti fino alla fine delle ostilità (…). Quella sera stessa del 4 agosto, alcuni oppositori si riunivano nell’appartamento di Rosa Luxemburg a Berlino. Erano presenti Franz Mehring, Julian Karski-Marchlewski, Ernst Meyer, Käthe e Hermann Duncker, Hugo Eberlein e William Pieck. La proposta di abbandonare il partito venne respinta. Si stabilì di invitare i socialdemocratici noti per le loro simpatie verso le posizioni della sinistra a un incontro di discussione: si spedirono così immediatamente più di trecento telegrammi. Il risultato fu una catastrofe. L’unica a esprimere subito il proprio accordo incondizionato fu Klara Zetkin; molti non diedero neppure segno di vita. Quelli che, nonostante tutto, risposero, invocarono risibili e sciocche scuse per dire di no (1). Quei pochi oppositori si ritrovarono così da soli, o quasi. Era il segno del crollo pressoché completo della sinistra del partito, di quel fenomeno definito da Liebknecht la «polverizzazione dell’ala radicale». Al congresso di Jena, nel 1913, la sinistra socialdemocratica aveva potuto, in occasione di due votazioni, contare le proprie forze: aveva raccolto un pò meno di un terzo dei voti. Ma, ora, la guerra appena scoppiata aveva rovesciato tante cose! E tuttavia si trattava di un’eventualità che era stata prevista e che aveva anzi dato origine a lunghi e accesi dibattiti. Sul problema della guerra, il partito aveva preso posizione già molto prima del 1914. A Stoccarda, nel 1907, Lenin e Rosa Luxemburg avevano proposto con esito favorevole un importante emendamento che impegnava i socialisti – nel caso in cui, nonostante tutto, fosse scoppiata la guerra – «a far di tutto per farla cessare rapidamente e a far leva con tutte le loro forze sulla crisi economica e politica suscitata dalla guerra per far entrare in agitazione i più profondi strati popolari e per affrettare la caduta della dominazione capitalistica». Ma una cosa erano le risoluzioni che la socialdemocrazia tedesca accettava di votare nei congressi internazionali e un’altra cosa era invece la pratica politica corrente”” (pag 12-13) [Gilbert Badia, ‘Il movimento spartachista. Gli ultimi anni di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht’, Savelli, Roma, 1976] [(a) «’Unione sacra’ (Union sacrée, ndr) di combattenti e popolo fino alla vittoria» fu il celebre motto lanciato in Francia nel 1914 dal ministro Viviani per spingere il proletariato a sacrificarsi in nome della patria] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LUXS-003-FV”
“BADIA Gilbert”,”La Lega spartachista. La rivoluzione infranta di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht.”,”Titolo originale: ‘Le Spartakisme. Le dernières années de Rosa Luxemburg et de Karl Liebknecht, 1914-1919’ Gilbert Badia (1916-2004) storico e germanista francese, ha insegnato alle università di Paris VIII e di Algeri. Nel corso della sua carriera si è occupato di spartachismo e delle figura di Rosa Luxemburg. Ha tradotto Brecht e h pubblicato in francese la corrispondenza tra Marx ed Engels. La sua opera più nota è ‘Histoire de l’Allemagne contemporaine’ (a cura, 1962), mentre in traduzione italiana si ricordano ‘Rivoluzione tedesca, 1918-1923’ (1980) e ‘Clara Zetkin, femminista senza frontiere’ (1994). [() Documenti: ‘Due lettere di Rosa Luxemburg a Franz Mehring (settembre 1914)’; ‘L’attività degli spartachisti (1914-1915)’; ‘Rapporto Eberlein’; ‘Due lettere di Karl Liebknecht (febbraio 1915)’; ‘La situazione all’inizio del 1915 vista da Rosa Luxemburg’; ‘La situazione all’inizio del 1916: divergenze nell’opposizione’; ‘L’espulsione di Liebknecht dal parlamento (aprile 1916)’; ‘Festeggiamenti all’uscita di prigione. Rosa Luxemburg fa il punto (febbraio-marzo 1916)’; ‘Conferenza nazionale spartachista (giugno 1916)’; ‘Rosa Luxemburg a Lipsia (luglio 1916)’; ‘Opuscolo e rapporto spartachisti sugli scioperi di gennaio (febbraio 1918)’; ‘Manifesto spartachista pubblicato alla vigilia della rivoluzione (agosto 1918)’; ‘L’ultima «Lettera» di Spartaco – Lettera n. 12 (metà ottobre 1918)’; ‘Discorso del presidente Otto Rühle pronunciato al Reichstag (25 ottobre 1918)’; ‘Appello di Liebknecht ai soldati dell’intesa (31 ottobre 1918)’; ‘Difficoltà per la pubblicazione del “”Die Rote Fahne””‘; ‘Gli spartachisti mettono sotto accusa gli indipendenti (dicembre 1918)’; ‘Saluto degli spartachisti ai comunisti polacchi’; ‘Il programma del partito comunista tedesco’; ‘Un episodio importante della settimana di sangue: il voltafaccia della “”Volksmarinedivision”” (La congiura di Marstall (…)’; ‘Radek e i dirigenti spartachisti’; ‘Una lettera inedita di Rosa Luxemburg’; ‘La repubblica dei consigli di Brema (gennaio-febbraio 1919)’; ‘Una conversazione ascoltata per strada (marzo 1919)’] Cap. XII. Spartachisti e bolscevichi (pag 132-139)”,”MGER-154″ “BADIALE Marino BONTEMPELLI Massimo, Seguito da Renata BRUZZONE”,”Il mistero della sinistra. Sinistra, ma di che cosa?”,”Marino Badiale, dopo aver insegnato presso l’Università di Padova e la Scuola Normale Superiore di Pisa, è attualmente Professore ordinario di Analisi Matematica presso il Dipartimento di Matematica all’Università di Torino Nato a Pisa, 26 gennaio 1946, Il 31 luglio del 2011 veniva a mancare Massimo Bontempelli nella sua città d’origine Pisa. Non è un dettaglio secondario, Massimo Bontempelli ha vissuto la sua esistenza nella sua comunità, l’ha servita da docente e da filosofo. La sua filosofia ha guardato la notte del nichilismo.”,”ITAP-087-FL” “BADIA-Y-LEBLICH Domingo”,”Viaggio in Siria e Palestina.”,”BADIA-Y-LEBLICH Domingo nasce a Barcellona nel 1767. Autodidatta entra nella pubblica amministrazione e soli 14 anni. Dopo aver studiato l’ arabo, dal 1803 al 1807 porta a termine una spedizione scientifica e diplomatica attraverso l’ Islam, adottando il nome di ALI BEY EL ABBASI. Travolto dagli avvenimenti politici spagnoli, pubblica Parigi i propri appunti di viaggio. Muore nel 1822 durante la seconda missione in Oriente. La PATANIA è ricercatrice presso la Cattedra di Lingua e Letteratura spagnola all’ Università di Palermo. “”Secondo la costituzione, la metà delle spese dei conventi e chiese in Terrasanta si debbono pagare sui fondi della Spagna e l’ altra metà su quelli di altre nazioni. Ma siccome in quel periodo gli altri paesi d’ Europa non fornivano nulla, i fondi della Spagna facevano fronte a tutto e avevano anticipato alle altre casse più di ‘un milione di duros’. Disgraziatamente, erano già tre anni che la Spagna non mandava rimesse e il povero procuratore generale si trovava nel più grande imbarazzo, aumentato dalle vessazioni e insulti dei turchi. I conventi inviano mensilmente i loro conti al procuratore generale, certificati e firmati da tutti i frati di ciascuna comunità. Ogni quattro mesi il procuratore generale presenta i propri al discretorio. Questo sistema mantiene il buon ordine e la purezza nell’ amministrazione delle finanze. I frati sono ben trattati, nutriti e vestiti: la loro organizzazione è eccellente, il governo prudente e saggio e la condotta strettamente regolata.”” (pag 96-97)”,”VIOx-145″ “BADIE Bertrand”,”Strategie de la greve. Pour un approche fonctionnaliste du parti communiste francais.”,”BADIE è dottore in scienze politiche, assistente al dip di scienze politico della Sorbona (Paris I).”,”PCFx-014″ “BADIE Bertrand ARNAUD Hélène BOUYSSOU Rachel CORDELLIER Serge DIDIOT Béatrice DOMENACH Jean-Luc GEZE Francois LACOSTE Yves LEGUIL-BAYART Jean-Francois MASSIAH Gustave VALLADAO Alfredo G.A. VERGARA Francisco, comitato di redazione”,”L’état du monde. Edition 1996. Annuaire économique et géopolitique mondial.”,”Comitato di redazione ARNAUD Hélène BADIE Bertrand BOUYSSOU Rachel CORDELLIER Serge DIDIOT Béatrice DOMENACH Jean-Luc GEZE Francois LACOSTE Yves LEGUIL-BAYART Jean-Francois MASSIAH Gustave VALLADAO Alfredo G.A. VERGARA Francisco.”,”STAT-029″ “BADIOU Alain ZIZEK Slavoi a cura; saggi di Alain BADIOU Judith BALSO Bruno BOSTEELS Susan BUCK-MORSS Terry EAGLETON Peter HALLWARD Michael HARDT Minqui LI Jean-Luc NANCY Toni NEGRI Jacques RANCIERE Alessandro RUSSO Alberto TOSCANO Gianni VATTIMO Wang HUI Slavoj ZIZEK”,”L’idée du communisme.”,”Saggi di Alain BADIOU Judith BALSO Bruno BOSTEELS Susan BUCK-MORSS Terry EAGLETON Peter HALLWARD Michael HARDT Minqui LI Jean-Luc NANCY Toni NEGRI Jacques RANCIERE Alessandro RUSSO Alberto TOSCANO Gianni VATTIMO Wang HUI Slavoj ZIZEK”,”SOCx-252″ “BADIOU Alain”,”Il concetto di modello.”,”Nell’inverno-primavera 1967-1968 aveva luogo all’Ecole Mormale Supérieure di Parigi un “”Cours di Philosophie pour scientifiques”” sotto la guida di Louis Althusser, con la partecipazione di un vasto pubblico studentesco. Il maggio francese veniva ad interrompere lo svolgimento del “”Cours””, di cui fa ceva parte “”Il concetto di modello”” di A. Badiou che qui pubblichiamo,”,”SCIx-120-FL” “BADOGLIO Pietro”,”L’ Italia nella seconda guerra mondiale. Memorie e documenti.”,”””Tutti puntavano decisamente su determinati Ministeri e specialmente su quello dell’ Interno. Alla fine, distribuendo equamente i Ministri senza Portafoglio e con una certa compensazione gli altri Dicasteri, riuscii a comporre un Gabinetto al quale aderì per ultimo anche il partito d’ azione. Un’ osservazione mi venne subito fatta da molti: perché tanti Ministri senza portafoglio? In passato era stata nominata eccezionalmente Ministro senza portafoglio qualche personalità che, col suo nome, dava forza al Gabinetto. Così io avevo pensato di nominare a tale carica Benedetto Croce, nome universalmente conosciuto e onorato, anche perché, per la sua età, non era più in grado di sottostare al duro lavoro di direzione di un qualsiasi Dicastero. Ma Sforza volle anch’egli essere Ministro senza portafoglio. Subito Rodinò mi fece osservare che, essendo stato Ministro più volte, mentre Sforza lo era stato una volta sola, spettava anche a lui tale distinzione. Allora anche socialisti e comunisti pretesero i loro rappresentanti in quella categoria di superministri, e così, nella stessa carica, furono nominati Togliatti e Mancini””. (pag 196-197)”,”ITQM-087″ “BADSEY Stephen”,”Arnhem 1944. L’ operazione Market-Garden.”,”””La vittoria alleata nella battaglia di Normandia era dipesa anche in gran parte dal massiccio supporto aereo alle truppe terrestri, un compito imposto da Eisenhower ai piloti, spesso riluttanti, dell’ Aviazione della Forza di Spedizione Alleata (Allied Expeditionary Air Force, AEAF) comandata dal poco apprezzato maresciallo dell’ aria Sir Trafford Leigh-Mallory. Il 15 agosto, Leigh-Mallory, anch’ egli convinto che la guerra in Europa fosse vinta, iniziò a smobilitare il Quartier generale dell’ AEAF e a pianificare i suoi incarichi futuri. Le flotte aeree alleate di bombardieri pesanti del Commando bombardieri della RAF e l’ 8° Flotta aerea della USAAF tornarono alla strategia, da loro preferita, di bombardare le città tedesche (…)””. (pag 9)”,”QMIS-099″ “BAECHLER Jean”,”Los origenes del capitalismo.”,”BAECHLER Jean è nato nel 1937, è professore aggiunto presso la Università di Parigi dal 1962. Collabora al Centro nazionale di ricerche scientifiche, sezione di sociologia dal 1966. Ha pubblicato: ‘Politique de Trotsky”” (1968), ‘Les phenomenes revolutionnaires”” (1970).”,”ECOI-083″ “BAECHLER Jean”,”Les phenomenes revolutionnaires.”,”BAECHLER Jean è agregé de l’ Université, Chargé de recherche al CNRS. Dello stesso autore ‘Politique de Trotsky’, A. COLIN, 1968″,”PARx-021″ “BAECHLER Christian”,”L’ Allemagne de Weimar, 1919-1933.”,”BAECHLER Christian professore di storia contemporanea all’ Università Marc Bloch di Strasburgo, è specialista della Germania del XIX secolo e del XX secolo. Ha scritto varie opere sul tema tra cui una biografia di Guglielmo II (Fayard, 2003). Euro 47″,”GERG-070″ “BAECHLER Christian”,”L’ Allemagne de Weimar, 1919-1933.”,”BAECHLER Christian professore di storia contemporanea all’ Università Marc Bloch di Strasburgo, è specialista della Germania del XIX secolo e del XX secolo. Ha scritto varie opere sul tema tra cui una biografia di Guglielmo II (Fayard, 2003). 2° copia “”L’idée d’une “”dictature légale”” est une idée aussi vieille que la République de Weimar, particulièrement en faveur depuis septembre 1923 dans les milieux de l’administration, de l’armée et de l’économie, proches des nationaux-conservateurs. Un groupe dirigé par le général von Seeckt, le chef de la Heeresleitung, souhaite, pour la durée de la crise, former un “”directoire”” indépendant du parlement et des partis, capable de mener une politique énergique contre le radicalisme de droite et de gauche. Seeckt espère gagner à cette idée les partis de la droite modérée, mais aussi le centre et même les sociaux-démocrates gouvernementaux. Il veut convaincre le président Ebert, car il rejette l’idée d’un putsch et souhaite s’appuyer sur les pouvoirs que confère au président l’article 48 de la constitution.”” (pag 186)”,”GERx-113″ “BAER George W.”,”La guerra italo-etiopica e la crisi dell’ equilibrio europeo.”,”BAER G.W. è un ex ricercatore presso la Rhodes University, insegna attualmente storia al Crown College, Università di CaliforniaM a Santa Cruz. “”Un altro fatto che merita di essere rilevato nel discutere della diplomazia italiana a metà agosto, è una mossa specifica compiuta da Mussolini per migliorare le sue relazioni con la Germania, Quanto maggiore era l’ opposizione che il Duce avvertiva nei suoi alleati di ieri, tanto più sentiva il bisogno di garanzie dalla Germania che la frontiera del Brennero non sarebbe stata in pericolo mentre l’ Italia era impegnata in Africa. Quanto più il Duce sentiva parlare di possibile minaccia di sanzioni economiche o militari che avrebbero interrotto l’ afflusso dal mare di merci dirette in Italia, tanto maggiore era il bisogno che aveva di un’ intesa con la Germania che consentisse all’ Italia di procurarsi viveri e combustibile necessari alla sopravvivenza della penisola””. (pag 358)”,”ITAF-167″ “BAER Robert”,”Dormire con il diavolo. Come Washington ha venduto l’anima per il petrolio dell’Arabia Saudita.”,”Robert Baer è stato agente operativo della CIA dal 1976 al 1997. Ha servito tra l’altro in Irak, Rabat, Beirut, Khartoum e New Delhi. Nel 1997 è stato insignito della ‘Career Intelligence Medal’. Per Piemme ha pubblicato ‘La disfatta della Cia’. “”L’Arabia Saudita fece persino da mediatrice per i Fratelli [Musulmani]. nell’estate del 1971 re Feisal tentò una riconciliazione tra la Fratellanza e Sadat inviandogli una delegazione di Fratelli il cui capo, Said Ramadan, era sul libro di paga dei sauditi come direttore di un’organizzazione con sede a Ginevra denominata Centre Islamique..”” (pag 182) “”Per vautare l’effetto devastante della combinazione Fratelli-wahabiti, basta guardare il percorso di Osama bin Laden al’interno dell’estremismo islamico”” (pag 183)”,”USAP-092″ “BAFFI Paolo”,”Le origini della cooperazione tra le banche centrali. L’ istituzione della Banca dei Regolamenti Internazionali.”,”Comitato scientifico (Collana storica banca d’ Italia): Antonio FAZIO Piero BARUCCI Tancredi BIANCHI Filippo CESARANO Pierluigi CIOCCA Franco COTULA Marcello DE-CECCO Luigi DE-ROSA Guido M. REY Paolo SYLOS LABINI Gianni TONIOLO. “”In conclusione, la ricostruzione di Baffi sul difficile avvio della BRI getta piena luce sui problemi di finanza internazionale emersi dopo la prima guerra mondiale e negli anni Venti, soprattutto sulla mancanza di obiettivi comuni e di comune sentire tra i rappresentanti delle principali economie che portò al disastro degli anni Trenta e Quaranta. L’ isolazionismo degli americani, il declino della leadership inglese, l’ insistenza dei francesi nel percorrere la loro strada separatamente dagli altri, la perdita di adeguatezza dell’ oro come standard monetario internazionale, vengono tutti chiaramente dimostrati. Nello stesso tempo, le componenti necessarie ad un efficace sistema monetario internazionale – assenza di riparazioni e di debiti di guerra, riattivazione di un mercato dei capitali a breve e a lungo termine e cooperazione tra le banche centrali sulle linee di fondo e in risposta agli shocks – vengono mostrate in dettaglio e indicano la via per i concreti sviluppi istituzionali che si realizzeranno dopo la seconda guerra mondiale””. (pag XXXVII, C.P. Kindleberger)”,”ECOI-182″ “BAGAROLO Tiziano a cura”,”Marxismo ed ecologia. Marxismo rivoluzionario e questione ambientale. Un contributo per aprire il dibattito.”,”Il ricambio organico (pag 23-24) “”L’intera attività produttiva degli uomini – il loro ‘lavoro’ – si svolge, quali che siano i rapporti sociali, come appropriazione e trasformazione di elementi naturali con l’aiuto di mezzi e forze tratti dalla natura stessa, il cui scopo è la riproduzione della vita: «In primo luogo il lavoro è un processo che si svolge fra l’uomo e la natura, nel quale l’uomo, per mezzo della propria azione, media, regola e controlla il ricambio organico fra sé stesso e la natura: contrappone sé stesso, quale una tra le potenze della natura, alla materialità della natura. Egli mette in moto le forze naturali appartenenti alla sua corporeità, braccia e gambe, mani e testa, per appropriarsi i materiali della natura in forma usabile per la propria vita» (Il Capitale, I). L’attività economica, in quanto produttrice di ‘valori d’uso’, è dunque concepita come una ‘forma modificata del “”ricambio organico (Stoffwechsel) tra l’uomo e la natura””, come dice Marx con termine significativamente mutuato dalle scienze naturali del suo tempo. Il concetto di ‘ricambio organico’ è di straordinaria modernità; esso equivale all’idea di metabolismo della natura, fatto di cicli di materia e di flussi di energia, sostrato delle mutue relazioni fra le specie e fra esse e ambiente circostante, quale è proprio della moderna ecologia. Si veda la descrizione che ne dà Jacob Moleschott, naturalista tedesco contemporaneo di Marx e come lui influenzato dall’antropologia materialistica di Feuerbach, probabilmente l’ispiratore diretto di Marx stesso: «Ciò che l’uomo elimina, nutre la pianta. La pianta trasforma l’aria in elementi solidi e nutre l’animale. I carnivori si nutrono di erbivori, per divenire a loro volta preda della morte e diffondere nuova vita nel mondo delle piante. A questo scambio della materia si è dato il nome di ricambio organico» (Jacob Moleschott, ‘Il ciclo della vita’, 1857). L’accusa di non aver colto le relazioni tra attività economica e cicli naturali, tra economia ed ecologia, rivolta continuamente a Marx (da Nicholas Georgescu-Roegen, ad esempio), messo nello stesso sacco con la quasi totalità degli economisti borghesi, è completamente ingiustificata. Da questo punto di vista, anzi, Marx è un precursore. Per ciò che riguarda la sua forma materiale, dunque, l’attività economica è un processo naturale, prolungamento e modificazione dei processi della natura stessa piegati dall’uomo ai suoi fini. I risultati della produzione sono frutto pertanto non solo dell’attività dell’uomo ma anche di quella della natura: «Il lavoro, come formatore di valori d’uso, come ‘lavoro utile’, è una condizione d’esistenza dell’uomo, indipendente da tutte le forme della società, è una necessità eterna della natura che ha la funzione di mediar il ricambio organico fra uomo e natura, cioè la vita degli uomini. (…) Nella sua produzione l’uomo può soltanto operare come la natura stessa: cioè ‘unicamente modificando le forme dei materiali’. E ancora: in questo stesso lavoro di formazione l’uomo è costantemente assistito da forze naturali. Quindi ‘il lavoro non è l’unica fonte dei valori d’uso che produce, della ricchezza materiale’. Come dice William Petty, il lavoro è il padre della ricchezza materiale e la terra né è la madre» (Capitale I). Ma il processo lavorativo si distacca dalla mera appropriazione animale della natura fin dai primordi della specie umana, essendo l’uso degli ‘strumenti’ – organi extracorporei dell’uomo – specifica caratteristica umana: «L’uso e la creazioni dei mezzi di lavoro, benché già propri, in germe, di certe specie animali, contraddistinguono il processo lavorativo specificamente umano; per questo il Franklin definisce l’uomo “”a toolmaking animal””, un animale che fabbrica strumenti». Con l’evolvere della vita sociale dell’uomo, il suo metabolismo con la natura diviene progressivamente un processo mediato ‘socialmente’: «Ogni produzione è un’appropriazione della natura da parte dell’individuo, entro e mediante una determinata forma di società» (Grundrisse)”” [Tiziano Bagarolo, a cura, ‘Marxismo ed ecologia. Marxismo rivoluzionario e questione ambientale. Un contributo per aprire il dibattito’, Milano, 1989] (pag 23-24-25) finire Darwin e Marx “”Negli stessi anni in cui prendeva forma definitiva l’analisi del capitalismo nel ‘Capitale’, gli sviluppi delle scienze naturali ponevano le basi per una conoscenza della natura qualitativamente superiore a quello che era accessibile a Marx. Le conoscenze acquisite dopo di allora sono tali che ogni marxista serio, che voglia restare fedele al ‘metodo’ scientifico di Marx, non può limitarsi a ripetere dogmaticamente le sue analisi, ma deve riesaminare la categoria del “”ricambio organico fra uomo e natura”” alla luce degli sviluppi scientifici contemporanei. Sono soprattutto la biologia, la termodinamica e l’ecologia che oggi hanno molte e importanti cose da dirci. Delle tre, indubbiamente è la ‘biologia’ che Marx ed Engels poterono seguire almeno in parte nei suoi sviluppi e di cui poterono intuire le implicazioni. La pubblicazione dell’opera di Darwin sull”Origine delle specie’ (novembre 1859) fu immediatamente salutata con entusiasmo da Marx ed Engels, che videro nella ‘teoria dell’evoluzione’ mediante selezione naturale una conferma della analisi materialistica della società e della concezione dell’uomo come parte della natura. In effetti la teoria dell’evoluzione è oggi un principio basilare, un’ipotesi irrinunciabile della moderna biologia, a cui si deve la spiegazione non solo dell’origine delle specie e della vita, ma anche di molte scoperte della biologia molecolare e della genetica. Ogni nuova scoperta della biologia, riconferma la profonda unità che sussiste tra l’uomo e la natura già colta da Marx nel 1844 (‘Manoscritti economico-filosofici’) con la formula: l’uomo è una parte della natura e la natura è il suo “”corpo inorganico”””” [Tiziano Bagarolo, a cura, ‘Marxismo ed ecologia. Marxismo rivoluzionario e questione ambientale. Un contributo per aprire il dibattito’, Milano, 1989] (pag 45) Marx. Da regno della necessità a regno della libertà (da Il Capitale) (pag 105) Nella bibliografia si cita il volume di Alfred Schmidt ‘Il concetto di natura in Marx’ (v. biblioteca), autore della scuola di Francoforte (pag 185) Biografia dell’autore in commemorazione seguente: “”E’ scomparso il compagno Tiziano Bagarolo 7 Ottobre 2010 Tiziano E’ con grandissimo dolore che informiamo i compagni e le compagne del partito, i/le suoi/e simpatizzanti e tutti i compagni e la compagne che seguono la nostra attività, della repentina, inaspettata e assolutamente precoce scomparsa del compagno Tiziano Bagarolo, membro della Direzione del PCL e validissimo teorico marxista, in particolare, ma certamente non solo, sul terreno della questione ambientale. Il compagno Tiziano è morto a causa di quella che è stata diagnosticata come un’ipertrofia cardiaca, poco dopo essersi sentito male in un supermercato ed essere stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Milano, nella mattina di mercoledì 29 settembre. Incredibili intoppi burocratici hanno fatto sì che i parenti di Tiziano, che vivono nel Veneto e in Friuli, e tramite loro noi, siamo stati informati solo oggi del decesso. E’ una grave colpo per il nostro partito e per il Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale. Ritorneremo più ampiamente sulla figura di Tiziano Bagarolo, sulla sua militanza e il suo contributo al marxismo, limitandoci qui ad una prima esposizione. Nato 54 anni fa in una famiglia proletaria della provincia di Pordenone, Tiziano si accostò giovanissimo al marxismo rivoluzionario, aderendo in Friuli alla gruppo locale dei Gruppi Comunisti Rivoluzionari (GCR), l’allora sezione Italiana del Segretariato Unificato della Quarta Internazionale. Fin da allora sviluppò, con altri compagni, posizioni critiche rispetto all’adattamento dei GCR alle forze centriste e movimentiste allora imperanti nell’estrema sinistra. Dopo la crisi di tale sinistre con il 1977, che si riverberò sui GCR, Tiziano fu uno dei protagonisti della loro ricostruzione come Lega Comunista Rivoluzionaria. Si trasferì allora a Milano, diventando funzionario dell’organizzazione, componente del suo Ufficio Politico e, per un periodo abbastanza lungo, direttore del suo giornale quindicinale Bandiera Rossa. Gli impegni di funzionario gli impedirono di completare gli studi universitari classici alla statale di Milano, in cui pure eccelleva. Terminato l’impegno gravoso e sottopagato di funzionario, pur restando dirigente nazionale della LCR, Tiziano trovò lavoro come istitutore presso il Convitto Longoni di Milano, struttura pubblica di insegnamento con annesso collegio. A questo suo lavoro dedicò, per circa 25 anni, tanta parte del suo impegno, in un rapporto umano ed educativo profondo con i suoi allievi. Nell’attività politica Tiziano fu sempre sia un militante che un teorico, che passava dal volantinaggio mattutino davanti ad una fabbrica ad un saggio di analisi dell’AntiDhuring di Engels o dalla vendita del giornale di partito in una manifestazione ad una disamina delle più recenti teorie sull’evoluzione o sull’ambiente. Su questo tema particolare divenne un profondissimo teorico marxista, certo il migliore in Italia (e non solo), sapendo sempre combinare interesse a e attenzione alle novità analitiche e scientifiche e fermezza del metodo e del progetto marxista. Questo si può vedere nel volume ‘Marxismo ed ecologia’, pubblicato dalle Nuove Edizioni Internazionali negli anni ’80, che pur nel suo grande significato non rappresenta che una piccola parte del contributo di Tiziano. Contributo che si esprimeva anche su una importante e raffinata rivista storico-teorica, indipendente nel quadro della sinistra, intitolata ‘GIANO’ di cui egli fu a lungo componente del comitato di redazione. La sua coerenza di marxista rivoluzionari trotskysta lo spinse, di fronte al processo della nascita di Rifondazione Comunista, ad unirsi al nucleo della precedente Lega Operaia Rivoluzionaria (confluita nella LCR nel 1984 e da allora sua minoranza di sinistra) ed ad altri pochi compagni, per difendere la prospettiva di un ingresso in tale partito riformista di sinistra, finalizzato alla costruzione nel tempo, per rottura organizzativa da tale forza, di un vero partito operaio marxista rivoluzionario; ciò in contrasto con la maggioranza della LCR (diventata nel frattempo Associazione Quarta Internazionale- AQI), che concepiva il futuro della sua azione in termini di pressione politica sui dirigenti riformisti apparentemente più radicali, sperando in una evoluzione sostanzialmente spontanea del PRC. Furono quindi gli anni prima della Tendenza Leninista dell’AQI, poi, con la separazione da quest’ultima, della rivista Proposta e dei/lle compagni/e organizzati intorno ad essa, infine dell’Associazione Marxista Rivoluzionaria (AMR). Di Proposta Tiziano fu al contempo direttore politico, redattore capo e grafico, utilizzando anche su questo terreno le sue peculiari capacità. Dell’AMR Tiziano fu, per quasi tutto il suo percorso, componente della segreteria nazionale, contribuendo in maniera significativa alla elaborazione della sua linea politica, che certo portò ad alcuni significativi successi (basti pensare che quando il PCL nacque, nonostante alcune traversie finali dell’AMR, aveva più di 10 volte il numero di militanti del nucleo iniziale raccoltosi, in rottura con l’AQI, intorno alla rivista Proposta). Su Proposta Tiziano Bagarolo scrisse moltissimi articoli di grande valore politico e teorico. Ci permettiamo di ricordarne solo tre. Una analisi storica dell’esperienza dell’”Unidad Popular” di Allende in Cile e della sua tragica sconfitta nei primi anni ’70 e, collegato ad esso, una storia del MIR, la principale organizzazione, centrista, dell’estrema sinistra cilena in quegli anni (i due testi sono stati recentemente ripubblicati in opuscolo dalla nostra sezione di Firenze) e un saggio sulla questione ecologica nella rivoluzione russa, eccezionale nella informazione e nell’analisi di una pagina nascosta della storia, cioè la battaglia ambientalista di Lenin e dei bolscevichi al potere (distrutta dal successivo falso efficentismo dello stalinismo). La nascita del PCL fu il coronamento della battaglia politica pluridecennale di Tiziano. E anche se aveva scelto di avere un ruolo leggermente meno prominente che negli anni di Proposta o dell’AMR, Tiziano ne restava sempre uno dei principali dirigenti, come componente della sua direzione nazionale ed animatore di tante battaglie particolari , ma centrali, come, ultimamente, quella dei referendum in difesa del carattere pubblico dell’acqua. Né mancò mai a Tiziano l’aspetto dell’impegno non solo internazionalista, ma anche internazionale. Così negli anni ’90 fu delegato alle conferenze internazionali della Opposizione Trotskista Internazionale (OTI) cui l’AMR aderiva; e, al momento della confluenza politico-organizzativa che diede vita al Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale (CRQI), Tiziano fu uno dei delegati al suo congresso costitutivo, svoltosi a Buenos Aires nel 2004. Moltissimo altro ci sarebbe da dire su Tiziano. Ci limitiamo ad aggiungere solo che le capacità e la correttezza di Tiziano gli hanno procurato il rispetto e la sima non solo di tutti i/le militanti e gli/le iscritti/e al PCL, ma dei compagni e compagne di tutta la variegata sinistra che lo ha conosciuto. Da atei militanti, come era ovviamente Tiziano, sappiamo che la morte rappresenta un punto finale e che non vi è nulla per qualsiasi essere umano oltre ad essa. Oggi noi siamo a lutto per quello che abbiamo perso, come persone e come partito, con la scomparso del compagno Tiziano Bagarolo. Su alcuni terreni sarà assolutamente insostituibile. Noi inchiniamo le nostre bandiere a lutto, ne preserveremo la memoria e l’importante contributo al marxismo, e saremo fedeli al metodo politico, di fermezza sui principi e flessibilità nella tattica per realizzare le condizioni della rivoluzione socialista, che Tiziano ha contribuito a dare al nostro partito. Comitato Esecutivo del Partito Comunista dei Lavoratori”””,”MAES-168″ “BAGAROLO Tiziano”,”Un posto nella storia dell’ecologia per Marx e Engels? – Marxismo e ambiente – Marx ed Engels su temi ecologici – Società e natura nel materialismo storico – Un abbozzo di critica ecologica del capitalismo – Produzione e ambiednte nella critica dell’economia politica – Un’idea embrionale di sviluppo sostenibile – Un bilancio critico. (Articoli di Tiziano Bagarolo).”,”Moltissime ‘suggestioni ecologiche’ nei Manoscritti economico filosofici di Marx (pag 6) Altre opere citate Ideologia tedesca, Il capitale, Antiduhring, Dialettica della natura, Origine della famiglia della proprietà privata e dello Stato, Manoscritti del 1861-1863 (Macchine. Impiego delle forze naturali e della scienza), Critica al programma di Gotha Cita nelle note il libro di Vittorio Hösle, ‘Filosofia della crisi ecologica’ Einaudi, Torino, 1992 (che coglie bene i meriti di Marx nel considerare la tendenza dell’economia capitalistica alla crescita illimitata) (pag 30) Lettere di Engels su Podolinskij pubblicate anche in inglese”,”MAES-177″ “BAGEHOT Walter; a cura di Maurizio GRIFFO”,”Napoleone III.”,”BAGEHOT (1826-1877) nato in Inghilterra, nel 1851-52 è a Parigi dove collabora la giornale ‘Inquirer’ per il quale scrive articoli sul colpo di Stato francese del futuro Napoleone III. Tornato a Londra, fonda nel 1855 la ‘National Review’ e dal 1860 dirige ‘The Economist’. Tra le sue opere più conosciute: ‘La costituzione inglese’, ‘Physics and Politics’, ‘Lombard Street’.”,”FRAD-002″ “BAGELLA Michele GIANNOLA Adriano a cura, saggi di Massimo LO CICERO Laura CAVALLO Roberta RIGILLO Ciro RAPACCIUOLO Gennaro SCARFIGLIERI Leonardo BECCHETTI Luigi FUCITO Antonia CALORA Andrea DE-PANIZZA”,”Performance, assetto proprietario e Internazionalizzazione del sistema Bancario italiano.”,”Michele Bagella è professore ordinario di Economia monetaria nella Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata. Adriano Giannola è professore ordinario di Economia bancaria nella Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Leonardo Becchetti, Cnr-Isfse e Università di Roma Tor Vergata. Antonia Calora, Cnr-Isfse. Laura Cavallo, Cnr-Isfse e Università di Roma Tor Vergata. Andrea de Panizza, Cnr-Isfse. Luigi Fucito, Cnr-Isfse. Antonio Maria Fusco, Università di Napoli Federico II e Cnr-Isfse. Massimo Lo Cicero, Università di Roma Tor Vergata. Federico Pepe, Amministratore delegato del Banco di Napoli. Ciro Rapacciuolo, Cnr-Isfse. Roberta Rigillo, Cnr-Isfse. Gennaro Scarfiglieri, Cnr-Isfse.”,”ITAE-065-FL” “BAGET-BOZZO Gianni ZUCCONI Guglielmo COVATTA Luigi ROMANO Angelo RANDI Umberto MACARIO Luigi BELLOCCHIO Alberto LA-VALLE Raniero TOMAI Bepi BIANCHI Enzo ZANINELLI Sergio CARDIA Carlo ROSSI Leandro”,”La questione cattolica.”,”I testi qui riportati sono la trascrizione del Convegno su ‘La questione cattolica’ promosso dalla Biblioteca Popolare Comunale di Gorgonzola (Milano, 30 settembre e 1-2 ottobre 1977). Non tutti i testi sono stati rivisti dai rispettivi autori.”,”RELC-005-FB” “BAGHIOU Jeanne”,”Come non vincemmo la campagna di Grecia. Fatti e retroscena.”,”””A Mussolini tuttavia prudevano le mani: l’altolà tedesco non gli andava molto a genio; egli doveva essere pari nelle conquiste con il suo avversario-alleato, per cui nella sua comunicazione in data 24 agosto faceva presente che “”le misure di carattere militare alla frontiera greca e a quella jugoslava sono semplicemente di carattere precauzionale, dato che i due paesi sono profondamente ostili all’Asse e pronti a vibrargli il colpo nella schiena se l’occasione favorevole si presentasse… La Grecia ha dato prova che la sua intesa con la Gran Bretagna continua. Tutti i porti greci servono da basi contro di noi. Malgrado ciò e salvo avvenimenti imprevedibili, non è in questo settore che intendo dirigere il mio sforzo militare, ma verso l’Egitto””. Hitler però non era del tutto convinto delle intenzioni di Mussolini per cui Alfieri, il 27 agosto, faceva presente per la terza volta l’altolà tedesco. Alfieri comunicava fra l’altro che “”la Germania non vuole in sostanza, per il momento, complicazioni balcaniche in quanto possano costituire l’origine di una pericolosa estensione del conflitto””. Intanto, accanto agli ordini e contrordini di carattere politico dati a Jacomoni, lo stato maggiore dell’esercito, il 23 agosto, faceva presente a Visconti Prasca quanto segue (…)””. (pag 126-127)”,”ITQM-131″ “BAGIOLI Gianni D’INNELLA Michele, testi a cura di”,”Le città. Itinerari.”,”””Se a Milano si concentrano dunque le attività più qualificate ed evolute, corrispondenti ai livelli superiori della produzione e del consumo, da un punto di vista quantitativo lo sviluppo economico e demografico è assorbito dai comuni del comprensorio (…)””. (pag 51) “”Con la restaurazione della potenza e signoria della Chiesa su Roma e patrimonio, la città torna ad avere il ruolo di capitale degli stati della Chiesa; si attuano un nuovo ordinamento politico interno e programmi per una ristrutturazione urbanistica atta ad adeguarla ai criteri unitari di una politica accentrata. Da qui in poi, per quasi cinque secoli, è possibile leggere una sorta di grande piano della Roma dei papi che, realizzato attraverso una serie di piani parziali, segue un unico criterio di impostazione, coerente col fine politico di assicurare prestigio alla Chiesa romana.”” (pag 169)”,”ITAS-096″ “BAGIOTTI Anna BAGIOTTI Tullio a cura”,”I grandi classici dell’economia. Smith. La ricchezza delle nazioni. Parte I.”,”Anna Pellanda Università di Padova apoftegma (pag 17) apoftegma Sentenza memorabile, detto breve e sentenzioso. Presso i Greci, gli a. erano conservati nella tradizione orale o da scrittori di memorie e biografie o nelle scuole di filosofia e di retorica (per es. gli a. d’Isocrate). apoftegma Apoftegmi dei Padri (lat. Apophthegmata Patrum) Raccolta di detti memorabili e fatti esemplari dei più celebri monaci del deserto (generalmente egiziani), tramandata in differenti redazioni e versioni, che conobbe grande fortuna per tutto il Medioevo e oltre. (trecc) Marx (pag 32-33) (dall’introduzione) “”Marx s’è nutrito alla scuola di Smith e questo era il suo maggior vanto rispetto agli economisti «volgari». Nella sua infedeltà esegetica egli fu più profondamente fedele alla ‘Ricchezza’ di Ricardo, Malthus e seguaci. Difatti Smith non aveva altra ortodossia se non quella di investigare indeterminatamente, come il Galilei dei ‘Dialoghi’, attorno all’oggetto della ricerca. Di lui classici, radicali e neoclassici hanno fatto soprattutto glossa, e il trionfo della libertà commerciale o liberismo è stato largamente una circostanza di interessi e d’opinione. La fedeltà di Marx è stata invece di elezione. Egli certamente non gli ha fatto giustizia adottando l’idea che il lavoro è l’elemento che commisura tutti gli oggetti di scambio ottenuti attraverso la produzione anche nell’ambito della società capitalista e differenziata, cioè un criterio commutativo per tempi di lavoro, che Smith riteneva potesse valere solo in epoche antiche e incolte. Inoltre, se in altro luogo della ‘Ricchezza’ Smith sembra anticipare Marx nel dire biblicamente (1) che quando la terra di un paese è appropriata, i proprietari, «come tutti gli uomini, amano raccogliere dove non hanno mai seminato» e domandano quindi una rendita, subito argomenta come l’uso stesso del capitale che impiega il lavoro, diversamente dai tempi primitivi senza divisione del lavoro, sia titolo non arbitrario a una quota di prodotto o profitto. Però Marx ha sviluppato il genio di Smith: con la teoria del valore-lavoro; con la distinzione di lavoro produttivo e improduttivo; con il diritto del lavoro all’intero reddito da esso prodotto; con il diverso «command of labour» che il capitale circolante ha nelle diverse attività o industrie e conseguente distinzione del rapporto fisso-circolante, che in Marx diventa «composizione organica», per industrie a composizione superiore, con quota relativamente elevata di capitale fisso, e industrie a composizione inferiore, con rapporto fisso-circolante relativamente basso; con la caduta del saggio di profitto e il tentativo di dividere la parte di questo originata dal capitale da quella originata dall’imprenditore; con la critica al colonialismo. E restiamo alle prime associazioni. Centrando sul capitale la sua critica all’economia politica, Marx ha sviluppato le possibilità e i modi del divenire del sistema produttivo e con esso della società. Per l’analisi come per il sentimento e per i criteri determinativi della politica economica questo ha conseguenza ben maggiore della riduzione utilitaristica di osservanza classica e neoclassica. L’economia difatti è diventata veramente politica per le implicazioni del processo di interazione dei fattori della produzione. E sotto questo profilo, List, teorico delle forze produttive, non a torto definiva «annacquatori» i maggiori seguaci di Smith, a cominciare da Say. Marx ed epigoni, al contrario, hanno usato l’alambicco e fatto teorema di una quantità di intuizioni e illustrazioni smithiane”” [dall’introduzione al volume ‘I grandi classici dell’economia. Smith. La ricchezza delle nazioni. Parte I’, Milano, 2010, a cura di Anna e Tullio Bagiotti] [(1) Luca, XIX, 23; «Tu sapevi che sono un uomo severo, che colgo ciò che non ho piantato e mieto ciò che non ho seminato»]”,”ECOT-311″ “BAGLIANO Fabio Cesare ZAFFARONI Paolo CARTIGLIA Filippo GARIBALDI Pietro MARINUCCI Domenico COTTICA Alberto CASINI Matteo BIANCHI Paola GALLERINI Stefano CIOLI Monica EINAUDI Luigi CARDOSI Gabriella”,”La politica monetaria nel dibattito fra spiegazioni «reali» e «monetarie» del ciclo economico: teoria ed evidenza empirica (Bagliano); Le parità internazionali: verifica empirica ed implicazioni nel caso dello SME (Zaffaroni); Capitale umano e teoria del commercio internazionale (Cartiglia); Economica della crescita e progresso tecnico: un’introduzione (Garibaldi); Recenti sviluppi nella letteratura neoclassica sulla crescita economica (Marinucci); L’economia del consumismo verde (Cottica); «Dux habet formam regis». Morte e intronizzazione del principe a Venezia e Firenze nel Cinquecento (Casini); L’Università di Torino dopo la chiusura, nella crisi dell’antico regime (1792-1798). Lo sfaldamento e la sopravvivenza dell’organizzazione didattica (Bianchi); Benedetto Coletti. Un borghese gentiluomo nella Toscana del tramonto mediceo (Gallerini); Ceti politici e modelli organizzativi alla ricerca di un nuovo equilibrio. Le associazioni costituzionali all’indomani della «rivoluzione parlamentare» del 18 marzo 1876 (Cioli).”,”Contiene tra l’altro il saggio: ‘La questione dei matrimoni «misti» durante la persecuzione antiebraica, nella seconda guerra mondiale, in Europa. Aspetti della legislazione razziale. Documenti e testimonianze’ di Gabriella CARDOSI (pag 507-572)”,”ANNx-023-FP” “BAGLIONI Guido”,”L’ ideologia della borghesia industriale nell’ Italia liberale.”,”Guido BAGLIONI insegna sociologia del lavoro nella Facoltà di Sociologia di Trento e sociologia nell’ Univ cattolica di Milano. Tra i suoi scritti: -Il conflitto industriale e l’azione del sindacato (1966) -Il problema del lavoro operaio (1967) -Sindacalismo e protesta operaia (1969) -Atteggiamento operaio e lavoro siderurgico (1969)”,”ITAA-030″ “BAGLIONI Guido”,”Il conflitto industriale e l’ azione del sindacato.”,”BAGLIONI Guido è nato a Gardone Valtrompia nel 1928. Laureato in lettere si è dedicato alla formzione culturale e professione degli operatori culturali. E’ autore di alcuni volumi. E’ libero docente di sociologia, facoltà di economia e commercio della Università cattolica. Lobby. “”Del sindacato e del suo ruolo sostitutivo nei confronti dei partiti diremo più avanti. Ora ci limitiamo ad accennare ad altre agenzie politiche quali i cosiddetti gruppi di pressione. I gruppi di pressione sono una realtà composita che però sostanzialmente rappresenta l’ immissione di interessi economico-corporativi nella sfera politica. Tale realtà non è cosa nuova, il fatto nuovo è piuttosto che mentre queste immissioni erano un tempo unilaterali ed automatiche (per cui nella visione marxista il governo era l’ agenzia d’ affari della borghesia capitalistica), oggi i gruppi di pressione vengono ad assumere una fisionomia più precisa, si differenziano meglio dalle elites di partito e appaiono sempre più legittimati nella loro azione. Oggi la critica dell’ ingerenza dei gruppi di pressione nella sfera politica ha più di mira il contenuto dell’ ingerenza (…) che non il fatto che sussistano certi legami informali””. (pag 250-251).”,”SIND-073″ “BAGLIONI Guido SANTI Ettore a cura; saggi di Guido BAGLIONI Jean-Daniel REYNAUD Otto JACOBI Walther MÜLLER-JENTSCH Colin CROUCH Gosta REHN Francois RAISON Jean-Claude PAYE Armand SPINEUX”,”L’ Europa sindacale nel 1981. Un’analisi comparata promossa dal Cesos, Centro di Studi Sociali e Sindacali.”,”Saggi di Guido BAGLIONI Jean-Daniel REYNAUD Otto JACOBI Walther MÜLLER-JENTSCH Colin CROUCH Gosta REHN Francois RAISON Jean-Claude PAYE Armand SPINEUX Economia sommersa. “”In Svezia, come del resto in altri paesi, si parla molto della tendenza alla crescita dell'””economia invisibile”” e di altre forme di evasione fiscale, il che è visto come risultato delle elevate aliquote fiscali. Tanto le elevate aliquote marginali nelle imposte dirette sul reddito, quanto l’imposta sul valore aggiunto rappresentano un invito ad accomodamenti sottobanco, mediante i quali tanto i datori di lavoro quanto il lavoratore, oppure tanto un venditore quanto un compratore, tengono le autorità fiscali all’oscuro delle loro transazioni. Anche nel commercio internazionale esistono possibilità di rilevanti evasioni fiscali. E’ difficile dire se l’efficacia dell’accertamento fiscale si sia veramente deteriorata, in confronto al periodo precedente alla guerra. Ad ogni modo con la crescita delle aliquote fiscali ogni caso di frode diventa più importante. Nel 1981 è stato effettuato un primo sforzo serio per misurare, con metodi scientifici di ricerca, l’ampiezza dell'””economia invisibile””: si è così pervenuti a valutare un livello fra il 3,8% e il 5,5% del PIL””. (pag 220)”,”SIND-083″ “BAGLIONI Guido SANTI Ettore SQUARZON Corrado a cura; scritti di FREY LEON DI-VEZZA TARANTELLI Leo TRONTI BORDOGNA VENEZIANI ARRIGO BECCHI COLLIDA’ CELLA PISANI DI-GIOACCHINO MANTOVANI RUSSO CARRIERI SCIARRA REGINI SOMAINI SERAVALLI BUTERA PERO ROMAGNOLI PONTACOLONE CARCANO BONIFAZI CRAVERI MORICONI STEFANELLI REGALIA GENNARI FERRANTE MUCCI PONTAROLLO MARTELLI SOLUSTRI CAPO FUSCO BERSELLI SORACE CHIDICHINO FERRI TREU ISEPPI MARCHETTI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1981.”,”Scritti di FREY LEON DI-VEZZA TARANTELLI Leo TRONTI BORDOGNA VENEZIANI ARRIGO BECCHI COLLIDA’ CELLA PISANI DI-GIOACCHINO MANTOVANI RUSSO CARRIERI SCIARRA REGINI SOMAINI SERAVALLI BUTERA PERO ROMAGNOLI PONTACOLONE CARCANO BONIFAZI CRAVERI MORICONI STEFANELLI REGALIA GENNARI FERRANTE MUCCI PONTAROLLO MARTELLI SOLUSTRI CAPO FUSCO BERSELLI SORACE CHIDICHINO FERRI TREU ISEPPI MARCHETTI”,”STAT-119″ “BAGLIONI Guido CAMONICO Marina SANTI Ettore a cura; scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Ada BECCHI COLLIDA’ Ettore BERSELLI Giuseppe BIANCHI Piero BONIFAZI Lorenzo BORDOGNA Renato BRUNETTA Marina CAMONICO Maria Pia CAMUSI Giuseppe CAPO Mario CARCANO Mimmo CARRIERI Gian Primo CELLA Gianfranco CEREA Rinaldo CHIDICHIMO Massimo D’ANTONA Giuseppe DELLA-ROCCA Roberto DI-GIOACCHINO Luigi DI-VEZZA Piero FERRI Angelo GENNARI Diana GILLI Fabio GOBBO Domenico LAISE Giorgio LAUZI Giovanni MANTOVANI Antonio MARTELLI Ettore MASSACESI Marilisa MERLINI Angelo PANDOLFO Luciano PERO Paolo PERULLI Orazio M. PETRACCA Elena PISANI Carla POMA Claudio PONTACOLONE Giancarlo PROVASI Ida REGALIA Matteo ROLLIER Guido ROMAGNOLI Francesco Saverio ROSSI Carmine RUSSO Carlo SALA Ettore SANTI Gilberto SERAVALLI Eugenio SOMAINI Rocco SORACE Lorenzo SPERANZA Corrado SQUARZON Renzo STEFANELLI Ezio TARANTELLI Tiziano TREU Leo TRONTI Giacomo VACIAGO Bruno VENEZIANI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1982-83.”,”Scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Ada BECCHI COLLIDA’ Ettore BERSELLI Giuseppe BIANCHI Piero BONIFAZI Lorenzo BORDOGNA Renato BRUNETTA Marina CAMONICO Maria Pia CAMUSI Giuseppe CAPO Mario CARCANO Mimmo CARRIERI Gian Primo CELLA Gianfranco CEREA Rinaldo CHIDICHIMO Massimo D’ANTONA Giuseppe DELLA-ROCCA Roberto DI-GIOACCHINO Luigi DI-VEZZA Piero FERRI Angelo GENNARI Diana GILLI Fabio GOBBO Domenico LAISE Giorgio LAUZI Giovanni MANTOVANI Antonio MARTELLI Ettore MASSACESI Marilisa MERLINI Angelo PANDOLFO Luciano PERO Paolo PERULLI Orazio M. PETRACCA Elena PISANI Carla POMA Claudio PONTACOLONE Giancarlo PROVASI Ida REGALIA Matteo ROLLIER Guido ROMAGNOLI Francesco Saverio ROSSI Carmine RUSSO Carlo SALA Ettore SANTI Gilberto SERAVALLI Eugenio SOMAINI Rocco SORACE Lorenzo SPERANZA Corrado SQUARZON Renzo STEFANELLI Ezio TARANTELLI Tiziano TREU Leo TRONTI Giacomo VACIAGO Bruno VENEZIANI”,”STAT-120″ “BAGLIONI Guido SANTI Ettore SQUARZON Corrado a cura; scritti di Aris ACCORNERO Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Roberto BATTISTI Lauralba BELLARDI Nicola BELLINI Francesco BENVENUTI Annaflavia BIANCHI Massimo BIANCHI Gigi BONFANTI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Gabriele CIONCOLINI Innocenzo CIPOLETTA Piero CRAVERI Antonietta DE-SANCTIS Roberto DI-GIOACCHINO Luigi DI-VEZZA Gino FAUSTINI Roberto GIORDANI Maurizio GIORDANO Giuseppina GUALTIERI Domenico LIPARI Stefano LIPPARINI Massimo MASCINI Valerio MERLO Rinaldo MILANI Gianni MORIANI Mario NAPOLI Gabriele OLINI Arturo PATARNELLO Stefano PATRIARCA Orazio Maria PETRACCA Anna PICCIOLINI Maurizio POLVERARI Mario S.I. REINA Emilio RAYNERI Marina RICCARDELLI Roberto ROMEI Carmine RUSSO Claudio SABATTINI Carlo SALA Ettore SANTI Romeo SCARPARI Roberto SERPIERI Corrado SQUARZON Renzo STEFANELLI Ferdinando TARGETTI Bruno TEMPORITI Olga TURRINI Bruno VENEZIANI Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1986-87″,”Scritti di Aris ACCORNERO Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Roberto BATTISTI Lauralba BELLARDI Nicola BELLINI Francesco BENVENUTI Annaflavia BIANCHI Massimo BIANCHI Gigi BONFANTI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Gabriele CIONCOLINI Innocenzo CIPOLETTA Piero CRAVERI Antonietta DE-SANCTIS Roberto DI-GIOACCHINO Luigi DI-VEZZA Gino FAUSTINI Roberto GIORDANI Maurizio GIORDANO Giuseppina GUALTIERI Domenico LIPARI Stefano LIPPARINI Massimo MASCINI Valerio MERLO Rinaldo MILANI Gianni MORIANI Mario NAPOLI Gabriele OLINI Arturo PATARNELLO Stefano PATRIARCA Orazio Maria PETRACCA Anna PICCIOLINI Maurizio POLVERARI Mario S.I. REINA Emilio RAYNERI Marina RICCARDELLI Roberto ROMEI Carmine RUSSO Claudio SABATTINI Carlo SALA Ettore SANTI Romeo SCARPARI Roberto SERPIERI Corrado SQUARZON Renzo STEFANELLI Ferdinando TARGETTI Bruno TEMPORITI Olga TURRINI Bruno VENEZIANI Maurizio ZENEZINI”,”STAT-121″ “BAGLIONI Guido DE-SANCTIS Antonietta POLVERARI Maurizio a cura; scritti di Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Francesco BENVENUTI Nicola BELLINI Francesco BENVENUTI Annaflavia BIANCHI Massimo BIANCHI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Aviana BULGARELLI Marina CAMONICO Giacomina CASSINA Gabriele CIONCOLINI Innocenzo CIPOLETTA Leopoldo COEN Piero CRAVERI Antonietta DE-SANCTIS Gilberto DE-SANCTIS Luigi DI-VEZZA Sebastiano FADDA Ivan FASSIN Enrico GIACINTO Roberto GIORDANI Maurizio GIORDANO Giuseppina GUALTIERI Franco LAGO Vittorio MAPELLI Massimo MASCINI Pietro MERLI BRANDINI Valerio MERLO Rinaldo MILANI Gabriele OLINI Arturo PATARNELLO Stefano PATRIARCA Orazio Maria PETRACCA Emidio PICHELAN Maurizio POLVERARI Ida REGALIA Emilio RAYNERI Marina RICCARDELLI Mario RUSCIANO Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Romeo SCARPARI Nadia SGARAMELLA Corrado SQUARZON Claudio STANZIANI Renzo STEFANELLI Ferdinando TARGETTI Bruno TEMPORITI Fausto TORTORA Rosario TRAFILETTI Bruno VENEZIANI Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1987-88.”,”Scritti di Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Francesco BENVENUTI Nicola BELLINI Francesco BENVENUTI Annaflavia BIANCHI Massimo BIANCHI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Aviana BULGARELLI Marina CAMONICO Giacomina CASSINA Gabriele CIONCOLINI Innocenzo CIPOLETTA Leopoldo COEN Piero CRAVERI Antonietta DE-SANCTIS Gilberto DE-SANCTIS Luigi DI-VEZZA Sebastiano FADDA Ivan FASSIN Enrico GIACINTO Roberto GIORDANI Maurizio GIORDANO Giuseppina GUALTIERI Franco LAGO Vittorio MAPELLI Massimo MASCINI Pietro MERLI BRANDINI Valerio MERLO Rinaldo MILANI Gabriele OLINI Arturo PATARNELLO Stefano PATRIARCA Orazio Maria PETRACCA Emidio PICHELAN Maurizio POLVERARI Ida REGALIA Emilio RAYNERI Marina RICCARDELLI Mario RUSCIANO Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Romeo SCARPARI Nadia SGARAMELLA Corrado SQUARZON Claudio STANZIANI Renzo STEFANELLI Ferdinando TARGETTI Bruno TEMPORITI Fausto TORTORA Rosario TRAFILETTI Bruno VENEZIANI Maurizio ZENEZINI”,”STAT-122″ “BAGLIONI Guido FELTRIN Paolo PISU Gregoriana a cura, scritti di Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Nicola BELLINI Massimo BIANCHI Giuseppe BIANCHI Annaflavia BIANCHI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Mimmo CARRIERI Giacomina CASSINA Innocenzo CIPOLLETTA Leopoldo COEN Mario CONCLAVE Luigi DI-VEZZA Paolo FELTRIN Enrico GIACINTO Edoardo GHERA Roberto GIORDANI Giuseppina GUALTIERI Massimo MASCINI Rinaldo MILANI Serafino NEGRELLI Paola NEGRO Gabriele OLINI Stefano PALUMBO Achille PASSONI Stefano PATRIARCA Paolo PERULLI Enrico PUGLIESE Enrico REBEGGIANI Emilio REYNERI Marina RICCIARDELLI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Romeo SCARPARI Corrado SQUARZON Ferdinando TARGETTI Maurizio TORTORELLA Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1988-89. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Ugo ASCOLI Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Nicola BELLINI Massimo BIANCHI Giuseppe BIANCHI Annaflavia BIANCHI Lorenzo BORDOGNA Raimondo BOSCO Mimmo CARRIERI Giacomina CASSINA Innocenzo CIPOLLETTA Leopoldo COEN Mario CONCLAVE Luigi DI-VEZZA Paolo FELTRIN Enrico GIACINTO Edoardo GHERA Roberto GIORDANI Giuseppina GUALTIERI Massimo MASCINI Rinaldo MILANI Serafino NEGRELLI Paola NEGRO Gabriele OLINI Stefano PALUMBO Achille PASSONI Stefano PATRIARCA Paolo PERULLI Enrico PUGLIESE Enrico REBEGGIANI Emilio REYNERI Marina RICCIARDELLI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Romeo SCARPARI Corrado SQUARZON Ferdinando TARGETTI Maurizio TORTORELLA Maurizio ZENEZINI”,”STAT-123″ “BAGLIONI Guido DE-SANCTIS Antonietta NEGRELLI Serafino a cura, scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Lorenzo BORDOGNA Domenico CARRIERI Mario CONCLAVE Massimo D’ANTONA Luigi DI-VEZZA Dario GREGORI Massimo MASCINI Rinaldo MILANI Chiara MORICONI Serafino NEGRELLI Paola NEGRO Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Enrico REBEGGIANI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Corrado SQUARZON Tiziano TREU Leonello TRONTI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1989-90. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Lorenzo BORDOGNA Domenico CARRIERI Mario CONCLAVE Massimo D’ANTONA Luigi DI-VEZZA Dario GREGORI Massimo MASCINI Rinaldo MILANI Chiara MORICONI Serafino NEGRELLI Paola NEGRO Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Enrico REBEGGIANI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Corrado SQUARZON Tiziano TREU Leonello TRONTI”,”STAT-124″ “BAGLIONI Guido LIVERANI Bruno NEGRELLI Serafino a cura; scritti di di Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Maurizio BENETTI Lorenzo BORDOGNA Cecilia BRIGHI Domenico CARRIERI Paolo CASCINO Mario CONCLAVE Antonietta DE-SANCTIS Antonio D’HARMANT FRANCOIS Aldo GIOBBIO Giorgio LAUZI Massimo MASCINI Francesca MERCUSA Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Maurizio POLVERARI Anna M. PONZELLINI Enrico REBEGGIANI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Pia SARACENO Corrado SQUARZON Alberto STANCANELLI Leonello TRONTI Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1990-91. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Maurizio BENETTI Lorenzo BORDOGNA Cecilia BRIGHI Domenico CARRIERI Paolo CASCINO Mario CONCLAVE Antonietta DE-SANCTIS Antonio D’HARMANT FRANCOIS Aldo GIOBBIO Giorgio LAUZI Massimo MASCINI Francesca MERCUSA Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Maurizio POLVERARI Anna M. PONZELLINI Enrico REBEGGIANI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Pia SARACENO Corrado SQUARZON Alberto STANCANELLI Leonello TRONTI Maurizio ZENEZINI”,”STAT-125″ “BAGLIONI Guido LIVERANI Bruno NEGRELLI Serafino a cura; scritti di Stefano ALLIEVI Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Lorenzo BORDOGNA Bruno BROGLIA Domenico CARRIERI Mario CONCLAVE Carlo DELL’ARINGA A. D’HARMANT FRANCOIS Canio LAGALA Giorgio LAUZI Massimo MASCINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Anna M. PONZELLINI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Pia SARACENO Corrado SQUARZON Wolfgang STREECK Leonello TRONTI Mario UNNIA Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1992-93. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Stefano ALLIEVI Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Lorenzo BORDOGNA Bruno BROGLIA Domenico CARRIERI Mario CONCLAVE Carlo DELL’ARINGA A. D’HARMANT FRANCOIS Canio LAGALA Giorgio LAUZI Massimo MASCINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Anna M. PONZELLINI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Pia SARACENO Corrado SQUARZON Wolfgang STREECK Leonello TRONTI Mario UNNIA Maurizio ZENEZINI”,”STAT-126″ “BAGLIONI Guido NEGRELLI Serafino PAPARELLA Domenico a cura; scritti di Stefano ALLIEVI Guido BAGLIONI Mirella BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Lorenzo BORDOGNA Bruno BROGLIA Domenico CARRIERI Mario CONCLAVE Carlo DELL’ARINGA A. D’HARMANT FRANCOIS Canio LAGALA Giorgio LAUZI Massimo MASCINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Anna M. PONZELLINI Carmine RUSSO Brigida SALOMONE Pia SARACENO Corrado SQUARZON Wolfgang STREECK Leonello TRONTI Mario UNNIA Maurizio ZENEZINI; scritti di critti di Gianni ARRIGO Mirella BAGLIONI Marco BARBIERI Lauralba BELLARDI Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Marco CARCANO Domenico CARRIERI Rino CAVIGLIOLI Mario CONCLAVE Enrico GIACINTO Antonio D’ARMANT FRANCOIS Canio LAGALA Giorgio LAUZI Renato DI-MARCO Massimo MASCINI Pietro MERLI BRANDINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Claudio PELLEGRINI Fulvio PELLEGRINI Anna M. PONZELLINI Loretta RICCI Giovanni ROMA Carmine RUSSO Pia SARACENO Paola TANDA Leonello TRONTI Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1993-94. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Gianni ARRIGO Mirella BAGLIONI Marco BARBIERI Lauralba BELLARDI Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Marco CARCANO Domenico CARRIERI Rino CAVIGLIOLI Mario CONCLAVE Enrico GIACINTO Antonio D’ARMANT FRANCOIS Canio LAGALA Giorgio LAUZI Renato DI-MARCO Massimo MASCINI Pietro MERLI BRANDINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Stefano PATRIARCA Claudio PELLEGRINI Fulvio PELLEGRINI Anna M. PONZELLINI Loretta RICCI Giovanni ROMA Carmine RUSSO Pia SARACENO Paola TANDA Leonello TRONTI Maurizio ZENEZINI”,”STAT-127″ “BAGLIONI Guido NEGRELLI Serafino PAPARELLA Domenico a cura; scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Marco BIAGI Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Renato BRUNETTA Domenico CARRIERI Giacomina CASSINA Gian Primo CELLA Lino CODARA Mario CONCLAVE Giuseppe D’ALOIA Mimma GIANGRANDE Jürgen HOFFMANN Reiner HOFFMANN Otto JACOBI Canio LAGALA Giorgio LAUZI Gabriella LEONE Antonio LONGO Massimo MASCINI Monica McBRITTON Pietro MERLI BRANDINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLMI Achille PALIOTTA Stefano PATRIARCA Roberto PEDERSINI Anna M. PONZELLINI Udo REHFELDT Giovanni ROMA Carmine RUSSO Pia SARACENO Alberto STANCANELLI Leonello TRONTI Luc VOETS Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1994-95. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Lauralba BELLARDI Marco BIAGI Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Renato BRUNETTA Domenico CARRIERI Giacomina CASSINA Gian Primo CELLA Lino CODARA Mario CONCLAVE Giuseppe D’ALOIA Mimma GIANGRANDE Jürgen HOFFMANN Reiner HOFFMANN Otto JACOBI Canio LAGALA Giorgio LAUZI Gabriella LEONE Antonio LONGO Massimo MASCINI Monica McBRITTON Pietro MERLI BRANDINI Serafino NEGRELLI Gabriele OLMI Achille PALIOTTA Stefano PATRIARCA Roberto PEDERSINI Anna M. PONZELLINI Udo REHFELDT Giovanni ROMA Carmine RUSSO Pia SARACENO Alberto STANCANELLI Leonello TRONTI Luc VOETS Maurizio ZENEZINI”,”STAT-128″ “BAGLIONI Guido NEGRELLI Serafino PAPARELLA Domenico a cura; scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Carlo BASTASIN Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Alessandra BOSCO Marco CARCANO Mimmo CARRIERI Giacomina CASSINA Anna CECI Lino CODARA Mario CONCLAVE Giuseppe D’ALOIA Reiner HOFFMANN Canio LAGALA Giorgio LAUZI Salvo LEONARDI Gabriella LEONE Daniele MARINI Massimo MASCINI Monica McBRITTON Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Philippe POCHET Anna Maria PONZELLINI Udo REHFELDT Vilma RINOLFI Giovanni ROMA Carmine RUSSO Alberto STANCARELLI Leonello TRONTI Lucia ZABATTA Maurizio ZENEZINI”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1996-97. Rapporto annuale predisposto con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.”,”Scritti di Gianni ARRIGO Guido BAGLIONI Rosana BARCELLONA Carlo BASTASIN Lorenzo BIRINDELLI Lorenzo BORDOGNA Alessandra BOSCO Marco CARCANO Mimmo CARRIERI Giacomina CASSINA Anna CECI Lino CODARA Mario CONCLAVE Giuseppe D’ALOIA Reiner HOFFMANN Canio LAGALA Giorgio LAUZI Salvo LEONARDI Gabriella LEONE Daniele MARINI Massimo MASCINI Monica McBRITTON Serafino NEGRELLI Gabriele OLINI Philippe POCHET Anna Maria PONZELLINI Udo REHFELDT Vilma RINOLFI Giovanni ROMA Carmine RUSSO Alberto STANCARELLI Leonello TRONTI Lucia ZABATTA Maurizio ZENEZINI”,”STAT-129″ “BAGLIONI Guido SANTI Ettore SQUARZON Corrado a cura; scritti di Renato BRUNETTA Luigi DI-VEZZA Bruno CHIARINI e Ezio TARANTELLI Gianfranco CEREA e Ivano DALMONEGO Lorenzo BORDOGNA Giuseppe BIANCHI e Domenico LAISE Bruno VENEZIANI Gianni ARRIGO e Angelo PANDOLFO Ada BECCHI COLLIDA’ Elena PISANI e Valerio SPEZIALE Roberto DI-GIOACCHINO Giovanni MANTOVANI Carmine RUSSO Marina CAMONICO Paolo PERULLI Piero FERRI Luciano PERO Carla POMA Guido ROMAGNOLI Guido ABBADESSA e Claudio PENTACOLONE Marco CARCANO Gilberto DE-SANTIS Romeo SCARPARI Renzo STEFANELLI Ida REGALIA Angelo GENNARI Lorenzo CASELLI Orazio M. PETRACCA Sebastiano DI-GIACOMO e Ettore MASSACESI Nicola BELLINI e Patrizio BIANCHI Francesco CESARINI Paolo ANNIBALDI Giuseppe CAPO Guido FANTONI Sandro NACCARELLI Rocco SORACE Rinaldo CHIDICHIMO Geo BRENNA Pietro KEMENY Giuseppe DELLA-ROCCA e Mario ZOCCATELLI Mario DAL-CO Antonio MARTELLI Gian Primo CELLA Gianni DE-MICHELIS Carlo SALA Rosana BARCELLONA”,”Le relazioni sindacali in Italia. Rapporto 1983-84.”,”Scritti di Renato BRUNETTA Luigi DI-VEZZA Bruno CHIARINI e Ezio TARANTELLI Gianfranco CEREA e Ivano DALMONEGO Lorenzo BORDOGNA Giuseppe BIANCHI e Domenico LAISE Bruno VENEZIANI Gianni ARRIGO e Angelo PANDOLFO Ada BECCHI COLLIDA’ Elena PISANI e Valerio SPEZIALE Roberto DI-GIOACCHINO Giovanni MANTOVANI Carmine RUSSO Marina CAMONICO Paolo PERULLI Piero FERRI Luciano PERO Carla POMA Guido ROMAGNOLI Guido ABBADESSA e Claudio PENTACOLONE Marco CARCANO Gilberto DE-SANTIS Romeo SCARPARI Renzo STEFANELLI Ida REGALIA Angelo GENNARI Lorenzo CASELLI Orazio M. PETRACCA Sebastiano DI-GIACOMO e Ettore MASSACESI Nicola BELLINI e Patrizio BIANCHI Francesco CESARINI Paolo ANNIBALDI Giuseppe CAPO Guido FANTONI Sandro NACCARELLI Rocco SORACE Rinaldo CHIDICHIMO Geo BRENNA Pietro KEMENY Giuseppe DELLA-ROCCA e Mario ZOCCATELLI Mario DAL-CO Antonio MARTELLI Gian Primo CELLA Gianni DE-MICHELIS Carlo SALA Rosana BARCELLONA”,”STAT-429″ “BAGLIONI Guido, collaborazione di Bruno MANGHI”,”Il problema del lavoro operaio. Teorie del conflitto industriale e dell’esperienza sindacale.”,”Il capitolo III è stato scritto da Bruno Manghi: ‘L’analisi del conflitto industriale e dell’esperienza sindacale come momento di una più vasta visione sociale’ (si parla dell’origine del sindacato, del marxismo tedesco (Kautsky e la Luxemburg, dell’azione sindacale nel pensiero di Lenin, si riporta la posizione della Kollontai, ecc.) (da pag 120-) “”(…) Lenin vede nel movimento operaio internazionale molte forze che si attestano in posizioni di mera lotta sindacale o di riformismo politico, come testimoniano le sue dure critiche ai fabiani, alle ‘trade-unions’, a Gompers, agli «economisti» brentaniani. In ‘Che fare?’ (1) l’opera che più ampiamente discute questo tema, Lenin muove appunto dalla constatazione che l’unionismo inglese, al pari dei brentaniani e dei moderati, non soltanto limita l’azione del proletariato, ma con ciò stesso rappresenta un ostacolo reale alla sua liberazione dal sistema salariale. Esattamente come il Kautsky (2) che sempre aveva ribadito l’importanza della ‘leadership’ intellettuale, Lenin rifiuta la spontaneità della lotta economica e il determinismo storico che rinuncia all’opera di organizzazione delle masse, senza organizzazione politica non si ha la coscienza socialista, e lo spontaneismo economico, che la le sue più tipiche espressioni nelle ‘trade unions’, comporta inevitabilmente la sottomissione pratica alla borghesia. Gli operai, lasciati a se stessi, seguono necessariamente la linea del minimo sforzo, ed aggiunge: «la classe operaia va spontaneamente al socialismo, ma l’ideologia borghese, che è la più diffusa… resta pur sempre l’ideologia che, spontaneamente, soprattutto si impone all’operaio» (3); di qui la necessità di un’azione sul proletariato che, partendo dalle condizioni obiettive del sistema economico, indichi la via rivoluzionaria, in quanto in essa trovano soddisfazione sia le esigenze di fondo sia quelle contingenti e particolari della classe operaia; leggiamo infatti: «… l’ideale di un socialdemocratico non deve essere il segretario di una ‘trade-union’, ma il tribuno popolare, il quale sa reagire contro ogni manifestazione d’arbitrio e oppressione, ovunque essa si manifesti…» (4). Lenin non conclude però che azione sindacale ed azione politica debbano svolgersi nel medesimo ambito organizzativo; sindacato e partito debbono restare distinti poiché il partito è, in condizioni di lotta, una formazione ristretta e saldissima composta di rivoluzionari professionisti, mentre il sindacato raccoglie la massa degli operai non in base alle distinzioni politiche, bensì in base ai loro interessi economici. La permissività politica nell’affiliazione sindacale non esclude che tra sindacato e partito debbano sussistere stretti legami: il sindacato rappresenta la modalità organizzativa propria del partito per far giungere il messaggio politico alla massa operaia, e perciò può definirsi una scuola di socialismo. Non a caso Lenin polemizzò duramente con i socialisti rivoluzionari e con Plechanov (5) a proposito appunto della neutralità del sindacato: la teorizzazione di una neutralità ideologica dell’azione sindacale significa appunto isolamento dal partito tanto del sindacato in quanto struttura organizzativa, quanto della massa operaia che soltanto così, attraverso la promozione dei suoi interessi economici, può essere politicamente avvicinata”” (pag 164-165) [(in) capitolo di Bruno Manghi: ”L’analisi del conflitto industriale e dell’esperienza sindacale come momento di una più vasta visione sociale’, (in) Guido Baglioni, ‘Il problema del lavoro operaio. Teorie del conflitto industriale e dell’esperienza sindacale’, Milano, 1967] [(1) Lenin, “”Che fare?””, in ‘Opere scelte’, 2 voll. Mosca, Ed. in lingue estere, V ed. 1948, pp. 141-258 (edizione originale 1902); (2) Lenin, Ibidem, pp. 166-167; (3) Lenin, Ibidem, p. 167; (4) Lenin, Ibidem, p. 198; (5) Lenin, “”La neutralità dei sindacati””, in “”Sui sindacati”” (ed. originale 1908), cit., pp. 18-31] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”TEOS-015-FV”
“BAGLIONI Guido”,”La politica sindacale nel capitalismo che cambia.”,”Guido Baglioni (1928) è ordinario di sociologia economica nella facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Brescia. Presidente del CESOS (Centro di studi sociali e sindacali) di Roma.”,”SIND-020-FL”
“BAGLIONI Guido”,”L’ideologia della borghesia industriale nell’Italia liberale.”,”Paternalismo organico e istituzionalizzato, partecipazione indiretta degli operai “”Gli imprenditori sono consapevoli che gli operai devono partecipare ai benefici della produzione. Nel caso della grande impresa, l’unico tipo di partecipazione possibile – chamata dall’autore ‘partecipazione indiretta’ – è costituita da un insieme di iniziative (premi, pensioni, casse di mutuo soccorso, scuole per operrai, aiuti alle famiglie, operai sociali nell’ambiente), dovute alla benevolenza dell’industriale e, quindi, nell’ottica di un ‘paternalismo’ organico e istituzionalizzato”” (pag 143)”,”ITAE-012-FC”
“BAGLIVO Adriano”,”Il mercato dei bambini.”,” BAGLIVO Adriano nato nel 1934, è inviato speciale del ‘Corriere della Sera’ per il Mezzogiorno. Ha pubblicato con Giovanni PELLICCIARI ‘Sud amaro’ (Sapere, 1970) e ‘La tratta dei meridionali’ (Sapere, 1973). Lavoro infantile. L’ impiego della colla. “”Il maggior numero dei casi interessa il settore industriale che registra anche numerose conseguenze mortali. Nord e Sud si dividono quasi a metà le percentuali dei casi di infortunio. Un esempio e una domanda: quale futuro avranno i bambini di Napoli (15% della manodopera locale) adibiti alla lavorazione delle pelletterie? Usano solventi che attaccano il sistema nervoso provocando spesso la paralisi degli arti. La polinevrite uccide.”” (pag 46)”,”CONx-131″
“BAGNASCO Arnaldo”,”Tre Italie. La problematica territoriale dello sviluppo italiano.”,”Arnaldo Bagnasco è nato nel 1939. Laureato all’Università di Genova, insegna sociologia urbana nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Torino.”,”ITAS-062-FL”
“BAGNASCO Mario GAGLIONE Vittorio”,”Come eravamo. Riflessioni storiche e sindacali dei lavoratori portuali di Genova della FILP-CGIL.”,”Mario Bagnasco è nato a Genova Sampierdarena nel 1932. Assunto dal CAP nel 1955 con la qualifica di operaio gruista, è stato segretario della Lega Porto – CAP e Coordinatore nazionale dipendenti Enti portuali e Aziende Mezzi meccanici. Vittorio Ghiglione è nato a Genova Vernazzola nel 1928. Dopo la scuola media inferiore e la scuola apprendisti Ansaldo ha lavorato per due anni all’ Ansaldo Meccanico alla Fiumara ed è entrato come occasionale della Compagnia Unica Sezione San Giorgio nel marzo1948. Iscritto nei ruoli della Compagnia nel 1956 viene eletto per diversi anni Caposezione della San Giorgio e Viceconsole della Compagnia. E’ stato Segretario provinciale e nazionale della FILP CGIL e Coordinatore nazionale dei portuali nella FILT-CGIL.”,”LIGU-217″
“BAGNOLI Paolo”,”Carlo Rosselli. Il socialismo delle libertà.”,”ANTE3-17 Carlo ROSSELLI (1899-1937). Paolo BAGNOLI è professore di storia delle dottrine politiche. Insegna presso l’Università di Siena e l’Università Bocconi di Milano. Si è occupato in vari studi di Carlo Rosselli.”,”ITAD-098″
“BAGNOLI Paolo”,”Il socialismo di Tristano Codignola.”,”Con il contributo del circolo Carlo Rosselli Carlo BAGNOLI (1947) storico e giornalista è professore ordinario di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Siena. Ha insegnato alla Bocconi di Milano. E’ stato Senatore.”,”ITAP-145″
“BAGNOLI Paolo”,”Una famiglia nella lotta. Carlo, Nello, Amelia e Marion Rosselli: dalle carte dell’archivio dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana.”,”BAGNOLI Paolo professore ordinario di storia delle dottrine politiche, Univ. di Siena. Direttore dell’Istituto storico della resistenza in Toscana.”,”ITAD-122″
“BAGNOLI Paolo”,”L’eretico Gobetti.”,”Paolo BAGNOLI nato a Colle Val d’Elsa nel 1947 si è laureato in Storia della filosofia moderna e contemporanea presso la facoltà di lettere dell’Univ. di Firenze. E’ stato membro del CC del PSI. “”L’insufficienza della borghesia italiana dalla unificazione in poi ha creato le premesse per un suo sostanziale superamento; ben lontana dall’aver esaurito la funzione rivoluzionaria che la situazione esigeva, essa si è logorata, e non sa più rispondere alle esigenze che la nuova maturazione dei tempi richiede. Così, mentre Gramsci in via teorica ci offre un’interpretazione classica del ruolo della borghersia, Gobetti scende sul piano specifico della realtà italiana e si limita a registrare come di tutte quelle prerogative un tempo caratteristiche della vecchia classe arntifeudale sia erede il proletariato. Erede e portatore dello spirito liberale, esso si contrappone alla pratica conservatrice della vecchia borghesia che ha esaurito il proprio liberalismo limitandosi a svolgere una funzione governativa senza il concorso del popolo, restringendo il proprio ruolo libertario e abdicando alla propria capacità di forza creativa. (1)”” (pag 68) (1) Cfr., P.G., Liberali e conservatori, ‘La Rivoluzione Liberale’, 26 marzo 1922′ ora in ‘Opere’, cit, p.277″,”ITAD-125″
“BAGNOLI Paolo”,”Piero Calamandrei. Il pensiero dei padri costituenti.”,”””Nel suo saggio, Isnenghi, con brillante precisione, focalizza Calamandrei a partire dall’esperienza di tutta una generazione di “”pontieri””, al fine di ben evidenziare la lettura che deve essere data della rivista e del suo fondatore-direttore. Scrive, infatti: “”Chi ha avuto vent’anni ai tempi della “”Voce”” ri-nasce, appunto, o ri-sorge, fra i cinquanta e i sessanta, con “”Il Ponte””, dopo aver attraversato due guerre e due eclissi di sistemi politici, il liberale e il fascista”” (7) (pag 15) (7) M. Isnenghi, La vita della patria, p. 21. Calamandrei sotto il fascismo. (wiki). Rapporti con Dino Grandi. Sotto il fascismo Politicamente schierato a sinistra, subito dopo la marcia su Roma e la vittoria del fascismo fece parte del consiglio direttivo dell’Unione Nazionale fondata da Giovanni Amendola. Partecipò, insieme con Dino Vannucci, Ernesto Rossi, Carlo Rosselli e Nello Rosselli alla direzione di Italia Libera, un gruppo clandestino di ispirazione azionista. Manifestò sempre la sua avversione alla dittatura mussoliniana, aderendo nel 1925 al Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Durante il ventennio fascista fu uno dei pochissimi professori e avvocati che non ebbe né chiese la tessera del Partito Nazionale Fascista[1] continuando sempre a far parte del movimento antagonista, collaborando ad esempio con la testata Non Mollare. Nonostante ciò, nel 1931 giurò come professore universitario fedeltà al regime fascista e divenne collaboratore di Dino Grandi nella redazione del codice di procedura civile (del quale scrisse anche la relazione ministeriale di accompagnamento[2]). Contrario all’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania, nel 1941 aderì al movimento Giustizia e Libertà [senza fonte] ed un anno dopo fu tra i fondatori del Partito d’Azione [senza fonte] insieme a Ferruccio Parri, Ugo La Malfa ed altri. In questo periodo (1939-1945) tenne un diario, pubblicato nel 1982. I rapporti tra Calamandrei e il fascismo sono stati, negli ultimi anni, oggetto di un acceso dibattito tra gli studiosi del diritto processuale civile. In particolare autori come Franco Cipriani, da un lato hanno contestato l’effettiva adesione di Calamandrei a Giustizia e Libertà ed al Partito d’Azione[3], dall’altro hanno evidenziato la stretta collaborazione del maestro fiorentino con Dino Grandi nella redazione del codice di procedura civile (v. infra). Secondo tale orientamento Calamandrei, pur restando sempre antifascista, tenne – ad onor del vero al pari di quasi tutti gli intellettuali italiani – una condotta relativamente ambigua, dal momento che si trovò a diventare uno dei più stretti collaboratori di Grandi nella redazione di un codice “”fascista””, ed arrivando a predisporre il testo della stessa Relazione ministeriale, firmata poi dallo stesso Guardasigilli[4]. Secondo altra dottrina i rapporti tra Calamandrei e il fascismo, ed in particolare tra Calamandrei e Grandi (ed il conseguente apporto del giurista alla redazione del codice di rito), andrebbero letti come un tentativo di – per così dire – “”limitare il più possibile i danni””; evitare, cioè, che la legislazione italiana (e quel che più conta l’imminente codice processuale) imboccasse una deriva nazionalsocialista[5]. In ogni caso, va registrato il fatto che il regime lo sorvegliò come antifascista sin dal 1931[6]. Il codice di procedura civile[modifica | modifica sorgente] Fu, insieme a Francesco Carnelutti, a Enrico Redenti, a Tito Carnacini e al magistrato Leopoldo Conforti, uno dei principali redattori del codice di procedura civile del 1942, in parte ancora in vigore, dove, secondo una teoria classica, avrebbero trovato formulazione legislativa gli insegnamenti fondamentali della scuola di Chiovenda. A riprova di questa teoria, Alessandro Galante Garrone (Calamandrei, Garzanti 1987) sostiene che la relazione del Guardasigilli al Re, scritta in uno stile inconfondibilmente scorrevole e piano, è opera dello stesso Calamandrei. E immediatamente dopo l’entrata in vigore del codice, Conforti in alcuni scritti giuridici e lo stesso Grandi nel suo epistolario con Calamandrei affermarono in maniera esplicita di essersi richiamati all’insegnamento di Giuseppe Chiovenda.”,”ITAP-187″
“BAGNOLI Paolo BIAGIANTI Ivo BIANCHI Mirco DEL-CORNO Nicola LANDUYT Ariane BIANCIARDI Silvia GHIANDELLI Enno DILETTOSO Diego POSTORINO Francesco CIUFFOLETTI Zeffiro BIDUSSA David VISCIOLA Simone GABRIELLI Patrizia”,”Carlo e Nello Rosselli (1937-2017). Carlo Rosselli e il rossellismo nella storia d’Italia (Bagnoli); I fratelli Rosselli nel dibattito politico culturale degli ultimi anni (Biagianti); Carlo Rosselli: guerra, solidarietà, socialismo (Bianchi); «Una traccia di sangue inglese nelle mie vene». Carlo Rosselli e l’Inghilterra (Del-Corno); Gli Stati Uniti d’Europa nel pensiero di Carlo Rosselli (Landuyt); Il Socialismo liberale di Carlo Rosselli e il revisionismo socialista (Bianciardi); Carlo Rosselli e il dibattito sul piano (Ghiandelli); Carlo Rosselli e i “”miti”” di Giacomo Matteotti (Dilettoso); Serge Audier interprete di Rosselli. Una replica alla ‘Third Way’ (Postorino); Nello Rosselli: l’uomo e lo storico (Ciuffoletti); Il Risorgimento di Nello Rosselli e la rinascita della storia del movimento operaio e socialista nel secondo dopoguerra (Bidussa); Dopo Bagnoles-de-l’Orne. Gaetano Salvemini, Amelia e Maria Rosselli: la difesa della memoria di Nello e la sistemazione dei suoi scritti (Visciola); Amelia Pincherle, Maria Todesco, Marion Cave: sentimenti, legami parentali, politica in casa Rosselli (Gabrielli).”,”Tra i vari saggi: – Zeffiro Ciuffoletti, Nello Rosselli, l’uomo e lo storico (pag 169-184) “”Sull’influenza di Benedetto Croce su Nello si era già scritto, ma occorre ritornarci proprio per le profonde ripercussioni che la ‘Storia d’Europa’ ebbe sul giovane storico fiorentino in quegli anni cruciali della sua vita, dopo le esperienze del confino e dell’esilio di Salvemini e del fratello Carlo. Norberto Bobbio scrisse nella prefazione alla monografia di Giovanni Belardelli su Nello che, per lui, quello del progetto rosselliano di una rivista europea fu il periodo «più felice, più fervido, più lungimirante della sua opera di storico»”” (pag 175)”,”ITAD-164″
“BAGNOLI Paolo”,”Il risorgimento eretico di Piero Gobetti.”,”A proposito dell’opera di Gobetti (saggi raccolti nel volume): ‘Risorgimento senza eroi’ Tutta la storia del Piemonte è, per Gobetti, una rivoluzione spirituale, ossia un continuo prendere coscienza dei problemi… (pag 19) Altra opera di Gobetti citata: ‘La filosofia politica di Vittorio Alfieri’ ora in ‘Opere complete di Piero Gobetti’, II, pag 87-144 “”L’eresia è il vero momento creativo della religioen”” aveva scritto Alfred Loisy, il grande storico del cristianesimo (pag 65) Salvemini. “”Nel 1899 studiando ‘I partiti politici milanesi nel secolo XIX’ (1), aveva definito il Risorgimento una rivoluzioen mancata, ossia “”La cosiddetta rivoluzione italiana è stata una mistificazione bella e buona””. In questo libro Salvemini sotto l’influenza di Cattaneo e di Ferrari, nonché di letture di Marx, approfondiva le ragioni dell’insuccesso dei democratici in termini di classe per arrivare alla conclusione che spetta ai socialisti (allora Salvemini militava nel partito socialista) di riprendere l’eredità dei democratici non sabaudi per rendere compiuta la rivoluzione italiana”” (pag 59) (1) Ora in ‘Scritti sul Risorgimento’, cit., pp. 29-123″,”ITAB-002-FMB”
“BAGOT Richard”,”Gl’ italiani d’ oggi.”,”””Tra le varie professioni civili, la più ricercata è quella dell’ impiegato governativo o municipale: la “”impiegomania”” è forse la principale malattia di cui soffra l’ Italia contemporanea, ed è una malattia che ha profonde radici”” (pag 80). Contiene riflessione su utilizzo carta fiscale gioco lotto.”,”ITAS-021″
“BAGROW Leo, edizione riveduta e ampliata da R.A. SKELTON”,”History of Cartography.”,”Leo Bagrow (1881-1957), R.A. Skelton sovraintendente del ‘Map Room’ al British Museum.”,”QMIN-104-FSL”
“BAHNE Siegfried”,”Die KPD und das Ende von Weimar. Das Scheitern einer Politik, 1932-1935.”,”Trotsky, il KPD e la tattica del fronte unico (pag 38)”,”MGEK-132″
“BAIARDO Enrico”,”Socialismo in movimento. Il Psiup e la sinistra degli anni Sessanta.”,”Enrico Baiardo è studioso delle comunicazioni di massa e della storia dello spettacolo.”,”ITAC-001-FFS”
“BAILEY Alyson J.K. a cura; saggi di Alyson J.K. BAILES Pal DUNAY Z. LACHOWSKI R. DWAN Sara LINBERG e Neil J. MELVIN Vladimir BARANOVSKY Pal DUNAY Hans BORN e Ian LEIGH Kamila PRONINSKA Elisabeth SKÖNS Petter STALENHEIM Catalina PERDOMO Eamons SURRY Siemon T. WEZEMAN Mark BROMLEY Damien FRUCHART Paul HOLTON Pieter D. WEZEMAN Ian ANTHONY Jon HART Frida KUHLAU Zdzislaw LACHOWSKI Martin SJÖGREN Matt SCHROEDER Sibylle BAUER”,”Sipri Yearbook 2007. Armaments, Disarmament and International Security.”,”Saggi di Alyson J.K. BAILES Pal DUNAY Z. LACHOWSKI R. DWAN Sara LINBERG e Neil J. MELVIN Vladimir BARANOVSKY Pal DUNAY Hans BORN e Ian LEIGH Kamila PRONINSKA Elisabeth SKÖNS Petter STALENHEIM Catalina PERDOMO Eamons SURRY Siemon T. WEZEMAN Mark BROMLEY Damien FRUCHART Paul HOLTON Pieter D. WEZEMAN Ian ANTHONY Jon HART Frida KUHLAU Zdzislaw LACHOWSKI Martin SJÖGREN Matt SCHROEDER Sibylle BAUER”,”STAT-318″
“BAILEYS Alyson J.K. a cura; saggi di Alyson J.K. BAILES Pal DUNAY Z. LACHOWSKI R. DWAN C. HOLMQVIST L. HARBOM P. WALLENSTEEN H. BORN H. HANGGI R. HOLLIS M.C. ROSAS E. SKONS W. OMITOOGUN C. PERDOMO P. STALENHEIM N. NAZET E. SURRY S.T. WEZEMAN M. BROMLEY I. ANTHONY S.N. KILE H.M. KRISTENSENR. GUTHRIE H. HART F. KUHLAU V. FEDCHENKO S. BAUER M. SCHROEDER R. STOHL C. AHLSTROM”,”Sipri Yearbook 2005. Armaments, Disarmament and International Security.”,”Saggi di Alyson J.K. BAILES Pal DUNAY Z. LACHOWSKI R. DWAN C. HOLMQVIST L. HARBOM P. WALLENSTEEN H. BORN H. HANGGI R. HOLLIS M.C. ROSAS E. SKONS W. OMITOOGUN C. PERDOMO P. STALENHEIM N. NAZET E. SURRY S.T. WEZEMAN M. BROMLEY I. ANTHONY S.N. KILE H.M. KRISTENSENR. GUTHRIE H. HART F. KUHLAU V. FEDCHENKO S. BAUER M. SCHROEDER R. STOHL C. AHLSTROM”,”STAT-145″
“BAILLARGEON Normand”,”L’ordre moins le pouvoir. Histoire & actualité de l’anarchisme.”,”Militante anarchico insegnante all’Università del Quebec a Montreal, Baillargeon è autore di ‘Petit cours d’autodéfense intellectuelle’ (Lux, 2005). “”Gli anarco-capitalisti sostengono che la loro posizione è autenticamente anarchica poiché è anti-statalista; aggiungono che ciò che li distingue dagli anarchici classici (o di sinistra) è che essi pensano che l’egualitarismo sia un’illusione: non concependo altra eguaglianza possibile che l’eguaglianza del diritto, gli anarco-capitalisti assicurano dunque che le ineguaglianze di fatto tra gli individui si manifesteranno immancabilmente in una società libera”” (pag 185)”,”ANAx-382″
“BAILO Gigi”,”Struttura al negativo.”,”Engels, Marx, Lenin e la critica alla ‘catena hegeliana’ “”«Se un chicco di orzo trova le condizioni per esso normali, se cade su un terreno favorevole, sotto l’influsso del calore e dell’umidità subisce un’alterazione specifica, cioè germina; il chicco come tale muore, viene negato, e al suo posto spunta la pianta che esso ha generato, la negazione del chicco. Ma quale è il corso normale della vita di questa pianta? Essa cresce, fiorisce, viene fecondata e, infine, a sua volta produce dei chicchi di orzo e, non appena questi sono maturati, lo stelo muore, viene a sua volta negato. Come risultato di questa negazione della negazione abbiamo di nuovo l’originario chicco di orzo, non però semplice, ma moltiplicato per dieci, per venti, per trenta» (1). Per illustrare la terza legge della dialettica Federico Engels nella sua polemica con Dühring giustapponeva temerariamente questa posizione botanica ad un’altra matematica. «Prendiamo una qualsiasi grandezza algebrica, per esampio a. Neghiamo questa negazione moltiplicando -a per -a, avremo così +a², cioè la primitiva grandezza positiva, ma ad un grado più elevato ossia alla seconda potenza (2). Jacques Monod all’inizio del capoverso «Il fallimento epistemologico del materialismo dialettico» nel secondo capitolo del suo libro ‘Il caso e la necessità’, qualifica lo specioso raffronto dell’Anti-Dühring una balordaggine. Certo che questa operazione di Engels à maldestra e la voce dialettica, come vedremo, ‘è tutt’altro che pacifica’ nel linguaggio materialistico, il cui fallimento epistemologico, ciò non di meno, è tutto da dimostrare. Come l’estrapolazione arbitraria di Monod dal testo di Engels è tutta da giustificare. (…) Mi pare che il biologo famoso, con quasi un secolo di ritardo, cada nell’interpretare l’Anti-Dühring più o meno nello stesso errore del meno famoso liberalpopulista Mikhailovski, che è poi l’errore che rese famoso Dühring: il non aver capito che la dialettica hegeliana è rifiutata da Marx. Vale quindi la pensa di rileggere la risposta di Lenin a Mikhailovski: «La magnifica lezione che Engels impartisce a Dühring può per intiero essere rivolta anche al signor Mikhailovski, il quale afferma esattamente la stessa cosa, e cioè che per Marx l’avvenire si regge esclusivamente all’estremità della catena hegeliana e che la convinzione della sua inevitabilità può essere soltanto fondata sulla fede. Non sarà superfluo, mi pare, rilevare a questo proposito che tutta questa spiegazione di Engels si trova nello stesso capitolo nel quale si parla del seme, della dottrina di Rousseau e di altri esempi con le dichiarazioni così chiare e categoriche di Engels (e di Marx al quale fu letto preventivamente il manoscritto di quest’opera), affermanti che non si può nemmeno parlare di ‘dimostrare’ una cosa qualsiasi con le triadi (tesi, antitesi e sintesi, ndr) o che non si può introdurre nella rappresentazione del processo reale i «termini convenzionali» di queste triadi, debba essere del tutto sufficiente per comprendere quanto sia assurda l’accusa di dialettica hegeliana lanciata contro il marxismo» (3)”” [Gigi Bailo, ‘Struttura al negativo’, Bulzoni, Roma, 1977] [(1) F. Engels, Antidüring’, a cura di V. Gerratana, Roma, Editori Riuniti, 1968, pag 144; (2) Ibid., pag 145; (3) V.I. Lenin, ‘Che cosa sono gli amici del popolo’, in ‘Opere’, Roma, Ed: Riuniti, 1965, pag 37-38] ‘La filosofia di Hegel è famosa per il suo approccio dialettico, spesso rappresentato attraverso la triade di tesi, antitesi e sintesi. Questo processo descrive il modo in cui il pensiero e la realtà si sviluppano attraverso contrasti e risoluzioni2. Tuttavia, è interessante notare che Hegel non ha mai usato direttamente questi termini per descrivere la sua logica dialettica. La dialettica hegeliana è vista come una “”logica concreta””, che riflette la struttura stessa della realtà. La triade è spesso associata alla relazione servo-padrone, dove il padrone rappresenta la tesi, il servo l’antitesi, e la sintesi emerge come il riconoscimento reciproco della libertà 3.’ (copilot)”,”TEOC-002-FPB”
“BAINTON Roland H.”,”Lutero.”,”Roland H. BAINTON (1894-1975) ha insegnato storia della Chiesa all’Univ di Yale dal 1917 al 1954. Paziente ricercatore e insieme scrittore incisivo e vivace, è autore di varie opere dedicate di preferezna, sin dai suoi primi viaggi giovanili di studio in EU, a quelli che egli chiama ‘spiriti liberi’: Bernardino OCHINO (1940), CASTELLIONE, David JORIS (1934), Michele SERVETO (1953). Oltre a questa fondamentale monografia su LUTERO, Einaudi ha pubblicato ‘La riforma protestante’.”,”RELP-027″
“BAINTON Roland H.”,”La lotta per la libertà religiosa.”,”Roland H. BAINTON (1894-1975) ha insegnato Storia della Chiesa nella Yale University. Tra i suoi libri tradotti in italiano ‘Lutero’ (Einaudi) ‘La riforma protestante’ (idem).”,”RELP-003″
“BAINTON Roland H.”,”La lotta per la libertà religiosa.”,”Roland H. BAINTON (1894-1975) ha insegnato Storia della Chiesa nella Yale University. Tra i suoi libri tradotti in italiano ‘Lutero’ (Einaudi) ‘La riforma protestante’ (idem).”,”TEOP-351″
“BAINTON Roland H.”,”Lutero.”,”Roland H. Bainton (1894-1975) ha insegnato storia della Chiesa all’Università di Yale dal 1917 al 1954. Paziente ricercatore e insieme scrittore incisivo e vivace, è autore di varie opere dedicate di preferenza, sin dai suoi primi viaggi giovanili di studio in Europa, a quelli che egli chiama ‘spiriti liberi’: Bernardino Ochino (1940), Castellione, David Joris (1934), Michele Serveto (1953). Oltre a questa fondamentale monografia su Lutero, Einaudi ha pubblicato ‘La riforma protestante’. I santi rivoluzionari: Münzer (pag 228-) Münzer fomenta la ribellione (pag 244-) La disfatta dei contadini ed i suoi effetti sulla Riforma (pag 247) ‘Con queste disposizioni di spirito Münzer si recò a Mühlausen, dove si rese responsabile di fomentare la guerra dei contadini. Davanti al pulpito sciolse una lunga bandiera di seta decorata con un arcobaleno ed il motto «La Parola del Signore permane in eterno». «Questo è il momento, – proclamava, – se siete soltanto tre interamente consacrati a Dio non dovete temerne centomila. Avanti! Avanti! Avanti! Non risparmiate nessuno! Nessuna pietà per il pianto degli empi. Ricordate il comandamento di Dio a Mosè di distruggere interamente e di non mostrare pietà. Tutto il paese è in agitazione. Colpite! All’armi! All’armi! Avanti! Avanti!». Il paese era effettivamente in agitazione; i contadini si erano del tutto sollevati, mentre Federico il Savio era stanco e sul punto di morte. (…) Lutero cercò di contenere il diluvio, recandosi in mezzo ai contadini per protestare, ma fu accolto con modi sprezzanti e violenti. Allora buttò giù l’opuscolo ‘Contro le orde di contadini ladri ed assassini’. Secondo lui, l’inferno si era svuotato e tutti i diavoli erano entrati nei contadini e l’arcidiavolo in Thomas Münzer, «che non fa altro che eccitare al furto, all’uccisione e allo spargimento di sangue». (…) Alcuni principi erano perfin troppo disposti a colpire, trafiggere ed uccidere; e Thomas Münzer era persino troppo propenso a provocarli. Il duca Giorgio ed il langravio Filippo d’Assia, tra gli altri, furono pronti in un batter d’occhi. Münzer ed i contadini furono respinti fino a Frankenhausen; da qui mandarono un’ambasciata ai principi dicendo che cercavano soltanto la giustizia di Dio e volevano evitare di spargere sangue; i principi risposero: «Consegnate Thomas Münzer e gli altri avranno salva la vita». La proposta era attraente, ma Münzer sciolse la sua eloquenza: «Non temete: Gedeone con un pugno di uomini sconfisse i Madianiti e Davide uccise Golia» e in quello stesso momento un arcobaleno, simbolo della sua bandiera, apparve in cielo. Egli lo indicò come un segno premonitore ed i contadini serrarono le file, ma i principi approfittarono di una tregua per circondarli: soltanto seicento furono fatti prigionieri, mentre cinquemila furono sterminati. Münzer scappò, ma fu preso, torturato e giustiziato. Quindi i principi rastrellarono il paese. Altre bande non ebbero miglior fortuna. (…) Purtroppo il feroce opuscolo di Lutero fu pubblicato in ritardo ed apparve proprio nel momento in cui i contadini venivano sgominati. Egli cercò di controbilanciarne l’effetto con un altro scritto in cui diceva pur sempre che le orecchie dei ribelli devono essere aperte a fucilate, ma non intendeva negare grazia ai prigionieri. Tutti i diavoli, dichiarava, invece di lasciare i contadini e tornare all’inferno, erano ora penetrati nei vincitori, che stavano semplicemente sfogando le loro vendette. Ma quest’opuscolo passò inavvertito, e quell’unica frase: «Colpite, trafiggete, uccidete» gli procurò un biasimo che non sarebbe mai stato dimenticato. I contadini lo considerarono come un traditore della loro causa, sebbene i principi cattolici non cessassero mai di considerarlo responsabile di tutto il conflitto”” (pag 245-248) Le parole di Lutero «Colpite, trafiggete, uccidete» gli procurarono un biasimo che non sarebbe mai stato dimenticato dai contadini”,”RELP-017-FF”
“BAINTON Roland H.”,”Lutero.”,”Roland H. Bainton (1894-1975) ha insegnato storia della Chiesa all’Università di Yale. Autore di numerose opere dedicate a quelli che egli definiva spiriti liberi, da Bernardino Ochino a Michele Serveto, presso Einaudi ha anche pubblicaro La riforma protestante.”,”RELP-003-FL”
“BAINTON Roland H.”,”La lotta per la libertà religiosa.”,”Roland H. Bainton (1894-1975) ha insegnato storia della Chiesa all’Università di Yale. Autore di numerose opere dedicate a quelli che egli definiva spiriti liberi, da Bernardino Ochino a Michele Serveto, presso Einaudi ha anche pubblicaro La riforma protestante.”,”RELx-028-FL”
“BAINVILLE Jacques”,”Histoire de deux peuples. La France et l’ Empire allemande.”,”BAINVILLE ha fatto parte dell’ Academie francaise. “”Tuttavia l’ entrata in scena della Prussia aveva avuto un carattere tale da far riflettere i più storditi. Il ratto della Slesia segnava veramente l’ inizio di un’ era nuova per l’ Europa e nelle relazioni tra gli Stati.”” (pag 136) “”Il sistema di equilibrio al quale il mondo europeo era pervenuto, grazie alla Francia, e che riposava essenzialmente sull’ impotenza della Germania, è stato rotto. Il germanesimo una volta in libertà, il regno della forza senza condizione è tornato con l’ antico mondo, aggravato ancora dalla potente concentrazione degli Stati moderni e le risorse della scienza: terribile regressione della specie umana in un’ era in cui mai gli uomini erano stati così persuasi del loro progresso…”” (pag 281)”,”FRQM-025″
“BAINVILLE Jacques”,”Histoire de deux peuples. Continuée jusqu’a Hitler.”,”””Conservata nella sua unità, la Germania aveva dunque maturato questo frutto! E pure, l’ unità salvata dai vincitori, fu consumata da Hitler. Egli andò più lontano di Bismarck, più lontano della rivoluzione del 1918 e dell’ assemblea di Weimar. Egli soppresse le ultime tracce del federalismo. Mise un statthalter, un governatore. perfino a Monaco e la Baviera protestò ancora meno che nel 1871 quando era stata “”inghiottita””. (pag 251)”,”FRQM-026″
“BAINVILLE Jacques”,”Storia di Francia.”,”””Meglio, dunque liquidare la partita fintantoché avevamo in mano dei pegni. Fu così che quella prima guerra di sette anni terminò con una pace bianca (1748). Il trattato di Aix-la-Chapelle è passato alla storia come un monumento di assurdità, tanto che dall’ epoca in cui esso venne stipulato diventò proverbiale il detto: “”Bête comme la paix””. Ma quando è errato il principio informatore della guerra, come può da questa scaturire una buona pace? Tutto il guadagno da noi ottenuto con l’ aver voluto riprendere nel diciottesimo secolo la politica contro gli Asburgo, opportuna nel diciassettesimo, era stato quello di far ingrandire la Prussia e di distruggere l’ equilibrio europeo. Dell’ errore commesso dalla Francia nel 1741 Federico, infatti, fu il solo beneficiario. Già durante la guerra egli era stato l’ arbitro della situazione, prestandoci il suo aiuto fino a quando aveva interesse a farlo e non per un minuto di più, ed ancro meglio lo avrebbe potuto essere in avvenire, poché da quella stess aguerra la sua potenza era uscita accresciuta. Fin da quel momento era chiaro che la Prussia aspirava a prendere in Germania il posto dell’ Austria e che quell’ aspirazione non era più da ritenersi smodata. Se la Francia si fosse dunque ostinata in una politica anti-austriaca, avrebbe lavorato in favore di Federico; se avesse mutato sistema, se avesse rovesciato le proprie alleanze, avrebbe dovuto contare Federico tra i propri nemici. In entrambi i casi l’ Inghilterra, con la quale nulla era stato definito e con la quale la nostra rivalità coloniale continuava, avrebbe avuto a sua disposizione un soldato sul continente. Ecco ciò che ci era costato l’ errore commesso dal partito del Belle-Isle, l’ anacronismo della lotta contro la Casa d’ Austria. La politica francese aveva perduto la sua chiarezza.”” (pag 247-248)”,”FRAG-009″
“BAINVILLE Jacques”,”Bismarck.”,”Bismarck non ha avuto che un discepolo: Stresemann. (pag VII introduzione) La guerra prossima tra la Prussia e l’ Austria. “”Lorsque Bismarck était entré dans la politique, c’était l’ Autriche qu’il fallait ménager. L’ Autriche venait de faire sentir sa puissance à la Prusse en lui infligeant l’ humiliation d’ Olmütz. Le jour de prendre une revanche et de l’ expulser d’ Allemange n’était pas encore venu. Le 3 décembre 1850, Bismarck prononcait un discours pour la paix. Et après l’ avoir reproduit dans ses mémoires, il commente: “”Conformément aux idées du ministre de la Guerre, ma pensée directrice était d’obtenir que le conflit fûs différé jusqu’à ce que nous fussions armés””. C’est tout l’ esprit de la mémorable lettre de Stresemann au Kronprinz avant Locarno.”” (pag IX) “”Non è troppo pretendere dalla nostra diplomazia di chiederle secondo i casi di rimandare la guerra, di impedirla o di farla scoppiare, aggiunge ancora Bismarck, che la fece scoppiare nel 1866 e fu Sadowa.”” (pag X) Libro di Ernest DENIS sulla Fondazione dell’ impero tedesco. (pag 242) “”Non è l’ Austria, non è la Francia, ad essere state vinte a Sadowa e a Sedan: è l’ autocrazia degli Asburgo e la tirannia di Napoleone. E il loro vero vincitore fu lo spirito di Lutero e di Kant.”” (pag 243)”,”GERx-107″
“BAINVILLE Jacques”,”La troisième république, 1870-1935.”,”BAINVILLE Jacques de l’ Académie Francaise “”Les menaces de l’Allemagne avaient engendré le boulangisme. L’analyse la plus sommaire ne permettait pas d’en douter. On ne pouvait non plus se tromper sur le véritable caractère des appels à la revanche qui étaient comme le panache de l’anxiété. Ce qu’on prenait pour une bravade n’était qu’une forme de l’alarme pubblique. Boulanger n’avait pas seulement caracolé sur un cheval noir, peint les guérites aux trois couleurs et, comme disait Barrès, “”revelé le pompon du soldat””. Son véritable titre de popularité, c’était la mélinite et le fusil Lebel. Il répondait au besoin de savoir le pays gardé et la nation défendue. L’isolement de la France aiguisait cette inquiétude et ce désir de protection. Les entreprises de Ferry avaient irrité parce que l’on redoutait que, tout en distrayant nos forces, elles ne nous valussent de nouveaux ennemis. Naguère Clemenceau avait allégué, pour que l’on renonçât à intervenir en Egypte, le danger d’un conflit en Orient après lequel l’Allemagne eût tenu la France à sa discrétion. Tunis nous brouillait avec l’Italie, non autres conquêtes portaient ombrage à l’Angleterre””. (pag 153-154)”,”FRAD-086″
“BAIONI Giuliano”,”Classicismo e rivoluzione. Goethe e la rivoluzione francese.”,”””Il più genuino momento rivoluzionario dell’ opera goethiana è rappresentato senza dubbio da Prometheus (Prometeo), l’ inno che accanto all’ omonimo frammento drammatico costituisce forse l’ attacco più radicale che la poesia dello Sturm und Drang abbia mai portato alla cultura ed alla società dell’ assolutismo. Una interpretazione di questa opera, in cui il giovane Goethe seppe espriemere con tanta immediata violenza la situazione prerivoluzionaria europea, presuppone purtroppo ancor oggi, per il persistere di equivoci creati da una tradizione critica che risale addirittura al secolo scorso, una sia pur breve considerazione dello Sturm und Drang e della sua posizione nei confronti della coeva cultura dell’ illuminismo e della posteriore epoca romantica””. (pag 19) “”Fu infatti Herder, e non Goethe, a chiarire, nel 1792, in Thiton und Aurora, in modo molto esplicito e circostanziato che cosa si dovesse intendere politicamente per evoluzione ed a chidersi se fosse lecito attendersi il rinnovamento della società umana dalla rivoluzione. Herder naturalmente lo nega. Egli avverte cheil termine “”rivoluzione”” è purtroppo una parola di moda che ha assunto un significato orribile, perché vuol dire ormai soltanto oppressione, violenza, barbarie, guerre di conquista, e tiene a chiarire che in passato si parlava di rivoluzioni solo nell’ astronomia ove il termine significava l’ immutabile movimento periodico dei corpi celesti. RIvoluzione pertanto era solo “”il concetto di un quieto movimento delle cose”” e nulla in questo movimento era “”discontinuo, casuale, senza ragione””. Perciò egli conclude: “”Non le rivoluzioni, ma le evoluzioni sono il quieto ritmo di questa grande madre””. Soltanto l’ evoluzione è quindi ‘naturale’, mentre la rivoluzione è contro natura. Ma perché contro natura? Forse che nella natura non esistono violenza, istinto, sopraffazione, eruzioni e cataclismi?”” (pag 130) “”La natura dunque non educa alla mitezza (Sanftmut) ed alla soavità dei sentimenti (Empfindsamkeit). Al contrario. Essa educa “”i suoi veri figli”” alla durezza e ad affrontare con coraggio “”i mali ed i dolori che essa loro procura, sicché noi possiamo chiamare il più felice degli uomini colui che ha più forze per affrontare il male, allontanarlo da sé, e, sfidandolo, imporre il proprio valore”” (HA 12, 17). L’ ethos volontaristico del Prometeo traspare da queste righe che riflettono in modo estremamente perspicuo lo spirito imprenditoriale del nascente capitalismo borghese che intende la vita come competizione e, appunto, come affermazione del più forte””. (pag 131)”,”GERS-021″
“BAIRATI Piero a cura ; saggi di Sara VOLTERRA Charles P. KINDLEBERGER Richard W. VAN ALSTYNE Tiziano BONAZZI Anna Maria MARTELLONE Peppino ORTOLEVA Maurizio VAUDAGNA Aldo LANZA Bruno CARTOSIO Claudio GORLIER Roberto GIAMMANCO Maurizio VAUDAGNA Michael WALLACE Eric FONER Valeria Gennaro LERDA Arnaldo TESTI Roberto PERIN Loretta VALTZ MANNUCCI Claude FOHLEN e Piero BAIRATI”,”Il mondo contemporaneo. Storia del Nord America.”,”Saggi di Piero BAIRATI, Sara VOLTERRA, Charles P. KINDLEBERGER, Richard W. VAN ALSTYNE, Tiziano BONAZZI, Anna Maria MARTELLONE, Peppino ORTOLEVA, Maurizio VAUDAGNA, Aldo LANZA, Bruno CARTOSIO, Claudio GORLIER, Roberto GIAMMANCO, Maurizio VAUDAGNA, Michael WALLACE, Eric FONER, Valeria Gennaro LERDA, Arnaldo TESTI, Roberto PERIN, Loretta VALTZ MANNUCCI, Claude FOHLEN IWW. La parabola storica dei Wobblies. “”Gli Industrial Workers of the World (Lavoratori industriali del mondo, IWW) vennero fondati a Chicago il 27 giugno 1905 nel corso di una convenzione che concluse un lavoro preparatorio durato circa un anno. Al processo di formazione del nuovo sindacato, che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto permettere l’ organizzazione unitaria della vasta maggioranza del proletariato americano, tenuto diviso e in gra parte disorganizzato dalla pratica tradunionistica dell’ American Federation of Labor (AFL), partecipò un vasto schieramento di forze; l’ ala sinistra del Socialist Party of America (SP), guidata da Eugene Debs, il sindacato dei minatori dell’ Ovest (Western Federation of Miners), il Socialist Trade and Labor Alliance, esponenti di sindacati di industria variamente in dissenso con la linea corporativa dominante dell’ AFL.”” (pag 147, Peppino Ortoleva, Industrial Workers of the World) “”Ma almeno fino al 1908, la presenza di massa degli Iww nel movimento operaio, se non fu (come dimostrano le indagini recenti di Dubofsky e Foner) del tutto trascurabile, rimase però limitata; al centro dei primi tre anni della storia della nuova organizzazione si collocò lo scontro interno tra i vari gruppi. Mentre Debs e la sinistra del Socialist Party, (…) si ritiravano di fatto da sindacato (che ritenevano dominato essenzialmente dai “”settari”” del SLP e dagli “”anarcosindacalisti””, e mentre i massimi dirigenti della Western Federation of Miners – il presidente Moyer e il segretario Haywood – erano in carcere sotto processo per omicidio, si sviluppò uno scontro durissimo tra i sostenitori di De Leon e l’ ala filoanarchica di Trauttman e Saint-John da un lato , e il presidente Sherman dall’ altro””. (pag 147, idem)”,”USAG-058″
“BAIRATI Piero”,”Vittorio Valletta.”,”Piero Bairati è nato nel 1946 e si è laureato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino nel 1969. Dopo alcuni studi sulla tradizione politica americana (‘Gli orfani delle ragione, Firenze, 1975), si è dedicato all’analisi storica della cultura industriale (‘Benjamin Franklin e il Dio operaio. Alle origini del pensiero industriale americano’, Milano, 1979) e dei rapporti tra l’industria americana e quella europea. Per la serie ‘Il Mondo Contemporaneo’ ha curato il volume ‘Storia del Nordamerica’ (Firenze, 1978). Membro della American Historical Association e della Society for the History of Technology, è professore di Storia americana presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Dal 1980 collabora a ‘Il Sole 24 Ore’. Lo sciopero del 5 marzo 1943 a Mirafiori. “”I rapporti di Agnelli e Valletta con la Confindustria non erano mai stati facili. Anche in questo la Fiat si considerava un’azienda «a parte». Nel caso specifico, la distanza si accentuò fino alla rottura. Valletta si mosse con abilità tra la resistenza della Confindustria e la forza rinascente del movimento operaio. Come alcuni dei dirigenti che gli stavano vicino, coglieva il significato politico dello sciopero che si stava preparando ma capiva anche che la solidarietà operaia si coagulava su motivazioni essenzialmente economiche. Affrontò quindi la questione come il capo di un’azienda che affronta una vertenza sindacale: calcolando i limiti della trattativa. Inizialmente, comunque, anche Valletta non aveva ancora misurato la consistenza organizzativa del movimento operaio; non prevedeva che la lotta operaia avrebbe raggiunto tanta intensità. (…) Di ritorno da Roma, la mattina del venerdì 5 marzo, Valletta decide di pubblicare in tutti gli stabilimenti Fiat la circolare del Ministero delle Corporazioni, nel testo del 13 gennaio. Vi aggiunge una precisazione: nell’indennità di sfollamento saranno compresi gli anticipi già percepiti. Gli scioperi cominciarono quel giorno stesso, alle dieci del mattino, ora di prova per l’allarme aereo, al suono delle sirene. Non fu certamente la pubblicazione della circolare a determinare l’ondata della lotta operaia, che era già predisposta da tempo. Ma il contenuto «provocatorio» era evidente. Da quel momento Valletta cominciò ad agire per conto proprio, indipendentemente dalle linee confindustriali. Pur essendo al corrente di ciò che sarebbe accaduto, Valletta e tutta la direzione della Fiat furono colti di sorpresa dalle dimensioni e dalla qualità politica degli scioperi, che nel giro di una settimana investirono tutti gli stabilimenti Fiat e tutte le più importanti fabbriche di Torino, per poi estendersi ad altri complessi del triangolo industriale. (…) Valletta provò a spiegare che si trattava di una vertenza salariale, complessa e difficile, che poteva essere tuttavia assorbita e ammortizzata dagli industriali e dal regime. Viene convocato ancora una volta a Roma dal Duce, l’11 marzo. Ma, al di là dei termini specifici della controversia, vi è ormai una divergenza sostanziale; Valletta è il solo che, molto a malincuore, ammetteva che il movimento operaio era una forza organizzata sviluppatasi su una base oggettiva di estremo, talora disperato, disagio economico di massa; ed era anche il solo a credere che gli operai torinesi non erano un’accozzaglia di disfattisti, come si ostinavano a ripetere Mussolini, i suoi ministri e sottosegretari. Dal clima dei primi giorni di sciopero, Valletta aveva capito che l’iniziativa operaia non era il frutto della propaganda e della sobillazione, anche se così si esprimeva con qualche stretto collaboratore; il movimento operaio era una forza reale organizzata che non poteva essere neutralizzata con la militarizzazione, nella quale egli stesso aveva creduto fin dall’inizio della guerra. Si era quindi adoperato ad evitare che scattassero alcuni piani di attacco in forze contro le fabbriche torinesi. Il dispiegamento di mezzi militari aveva assunto proporzioni ingenti, ma nessuna forza di polizia aveva osato entrare negli stabilimenti in sciopero”” (pag 96-97-98) [Piero Bairati, ‘Vittorio Valletta’, Utet, Torino, 1983]”,”ECOA-019″
“BAIRATI Piero CARRUBBA Salvatore”,”La trasparenza difficile. Storia di due giornali economici: «Il Sole» e «24 Ore».”,”Pietro Bairati (1946) professore di storia economica presso la facoltà di scienze politiche di Torino. Salvatore Carrubba (1951) è stato direttore della Fondazione Luigi Einaudi per studi di politica economia di Roma.”,”EDIx-005-FPA”
“BAIRATI Piero”,”Vittorio Valletta.”,”Piero Bairati è nato nel 1946 e si è laureato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino nel 1969. Dopo alcuni studi sulla tradizione politica americana (‘Gli orfani delle ragione, Firenze, 1975), si è dedicato all’analisi storica della cultura industriale (‘Benjamin Franklin e il Dio operaio. Alle origini del pensiero industriale americano’, Milano, 1979) e dei rapporti tra l’industria americana e quella europea. Per la serie ‘Il Mondo Contemporaneo’ ha curato il volume ‘Storia del Nordamerica’ (Firenze, 1978). Membro della American Historical Association e della Society for the History of Technology, è professore di Storia americana presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Dal 1980 collabora a ‘Il Sole 24 Ore’. La Commissione d’Epurazione, Valletta e il silenzio del Pci “”Il comportamento di Valletta fu quello di un normale imputato: sottolineare tutte le circostanze sfavorevoli, citare i testimoni più opportuni. Nessuno dei commissari, viceversa, fece ricorso a documenti acquisiti negli archivi Fiat che potessero in qualche modo mettere in difficoltà l’imputato. Lo stesso Valletta fu stupito della cortese equità manifestata dalla Commissione, alla quale non faceva certamente difetto la capacità di valutare il suo caso tenendo nel giusto conto quanto stava accadendo alla Fiat e nel paese. Il 28 agosto comincia la sfilata dei testi, che durerà fino alla fine di novembre. Si tratta di dirigenti, funzionari e operai della Fiat. Sono tutti unanimemente d’accordo nello scagionare Valletta dall’accusa di collaborazionismo. Alcuni lo accusano di aver favorito i fascisti nell’attribuzione di determinati posti, oppure gli imputano comportamenti a danno dei lavoratori: i termini delle contestazioni sono, comunque, talmente generici da assumere ben scarso rilievo nel corso del procedimento. I testi sminuiscono anche l’importanza della XVIII Novembre: «i dipendenti della Fiat consideravano la XVIII Novembre come un sistema di imboscamento e ne approfittavano per non fare il servizio militare». (…) Tra i testi compare anche Teresio Guglielmone, che è in quel momento membro della Commissione Economica del CLN. Proclama Valletta «nemico del capitalismo» e ricorda gli aiuti ai partigiani richiesti da Alfredo Pizzoni, presidente del CLN dell’Alta Italia, «dato il ritardo con cui il governo italiano inviava i finanziamenti». Emergono anche i vari espedienti con cui la Fiat ha salvato dai campi di concentramento in Germania quasi 3.000 persone, tra cui i rastrellati della Val di Susa del giugno 1944. I fatti ricordati dai venticinque testi erano e sono ampiamente verificabili. Ma a parte il loro contenuto escusatorio, il dato più significativo è la distribuzione «politica» delle testimonianze: tra i testi ci furono molti democristiani, qualche azionista, qualche socialista, ma nessun comunista. Nessun militante del Partito Comunista si sentì in dovere di contestare le affermazioni di Valletta o di ripetere le accuse di pochi mesi prima. Non si sentì nessuno, come ci si poteva ragionevolmente attendere, che si preoccupasse di smentire le affermazione di Benedetto Rognetta secondo cui, «negli ultimi giorni il Partito Comunista mandò a chiedere un aiuto extra per poter organizzare le Squadre d’Azione Partigiane» (erano le stesse squadre che vennero a fargli visita a casa il 4 di maggio), alle quali Valletta concesse 5 milioni. Nessun esponente o militante di Partito volle sollevare un dubbio o avanzare una richiesta di chiarimenti sui «contatti diretti» che Valletta affermava di aver avuto con Cino Moscatelli, il comandante garibaldino della Valsesia. Eppure il rappresentante comunista nella Commissione continuava a chiedere istruzioni al Partito e ad informarlo sull’andamento del processo. Tutta fa credere che ci fosse una precisa consegna da rispettare, che si poteva riassumerein due parole: silenzio assoluto. In seno al Comitato Centrale comunista, il problema suscitò un dissidio tra Secchia e Togliatti che fu poi risolto nel senso desiderato dal Segretario comunista”” (pag 144-147) [Piero Bairati, ‘Vittorio Valletta’, Utet, Torino, 1983] Lo sciopero del 5 marzo 1943 a Mirafiori. “”I rapporti di Agnelli e Valletta con la Confindustria non erano mai stati facili. Anche in questo la Fiat si considerava un’azienda «a parte». Nel caso specifico, la distanza si accentuò fino alla rottura. Valletta si mosse con abilità tra la resistenza della Confindustria e la forza rinascente del movimento operaio. Come alcuni dei dirigenti che gli stavano vicino, coglieva il significato politico dello sciopero che si stava preparando ma capiva anche che la solidarietà operaia si coagulava su motivazioni essenzialmente economiche. Affrontò quindi la questione come il capo di un’azienda che affronta una vertenza sindacale: calcolando i limiti della trattativa. Inizialmente, comunque, anche Valletta non aveva ancora misurato la consistenza organizzativa del movimento operaio; non prevedeva che la lotta operaia avrebbe raggiunto tanta intensità. (…) Di ritorno da Roma, la mattina del venerdì 5 marzo, Valletta decide di pubblicare in tutti gli stabilimenti Fiat la circolare del Ministero delle Corporazioni, nel testo del 13 gennaio. Vi aggiunge una precisazione: nell’indennità di sfollamento saranno compresi gli anticipi già percepiti. Gli scioperi cominciarono quel giorno stesso, alle dieci del mattino, ora di prova per l’allarme aereo, al suono delle sirene. Non fu certamente la pubblicazione della circolare a determinare l’ondata della lotta operaia, che era già predisposta da tempo. Ma il contenuto «provocatorio» era evidente. Da quel momento Valletta cominciò ad agire per conto proprio, indipendentemente dalle linee confindustriali. Pur essendo al corrente di ciò che sarebbe accaduto, Valletta e tutta la direzione della Fiat furono colti di sorpresa dalle dimensioni e dalla qualità politica degli scioperi, che nel giro di una settimana investirono tutti gli stabilimenti Fiat e tutte le più importanti fabbriche di Torino, per poi estendersi ad altri complessi del triangolo industriale. (…) Valletta provò a spiegare che si trattava di una vertenza salariale, complessa e difficile, che poteva essere tuttavia assorbita e ammortizzata dagli industriali e dal regime. Viene convocato ancora una volta a Roma dal Duce, l’11 marzo. Ma, al di là dei termini specifici della controversia, vi è ormai una divergenza sostanziale; Valletta è il solo che, molto a malincuore, ammetteva che il movimento operaio era una forza organizzata sviluppatasi su una base oggettiva di estremo, talora disperato, disagio economico di massa; ed era anche il solo a credere che gli operai torinesi non erano un’accozzaglia di disfattisti, come si ostinavano a ripetere Mussolini, i suoi ministri e sottosegretari. Dal clima dei primi giorni di sciopero, Valletta aveva capito che l’iniziativa operaia non era il frutto della propaganda e della sobillazione, anche se così si esprimeva con qualche stretto collaboratore; il movimento operaio era una forza reale organizzata che non poteva essere neutralizzata con la militarizzazione, nella quale egli stesso aveva creduto fin dall’inizio della guerra. Si era quindi adoperato ad evitare che scattassero alcuni piani di attacco in forze contro le fabbriche torinesi. Il dispiegamento di mezzi militari aveva assunto proporzioni ingenti, ma nessuna forza di polizia aveva osato entrare negli stabilimenti in sciopero”” (pag 96-97-98) [Piero Bairati, ‘Vittorio Valletta’, Utet, Torino, 1983]”,”BIOx-036-FSD”
“BAIRATI Piero”,”Benjamin Franklin e il Dio operaio. Alle origini del pensiero industriale americano.”,”I proverbi del ‘Poor Richard’s Almanack’, l’etica del lavoro e del calcolo economico che ispirano l’Autobiografia e il culto non edonistico della ricchezza e del successo che traspare da mote pagine di Benjamin Franklin hanno ispirato a Max Weber alcune parti de ‘L’etica protestante e lo spirito del capitalismo’. Guerra di indipendenza americana La stessa idea di ingaggiare degli ingegneri militari francesi non era interamente nuova. Il duca di Choiseul, dopo la bruciante sconfitta della guerra dei Sette Anni, aveva seguito la crsi americana con molto interesse e nel 1764 avva inviato come suo “”informatore”” il Pontleroy, un ufficiale di marina e nel 1768 il barone de Kalb, con il compito di accertarsi se esisteva un piano di rivolta (…). (pag 108) “”Gli ingegneri francesi per tutto il corso della guerra ebbero forti dissensi sulla strategia militare sia fra di loro che con Washington e i contrasti con Kosciuszko, che dall’estate del 1775 si trovava a Philadelphia e dall’ottobre del 1778 fu ingegnere capo degli stati centrali, furono altrettanto frequenti. Ma il loro contributo fu cruciale, soprattutto nelle fortificazioni dell’accampamento invernale di Valley Forge e nella proparazione dell’assedio di Yorktown, che porrà termine alla guerra”” (pag 110)”,”USAG-001-FMB”
“BAIRATI Piero a cura, saggi di Benjamin FRANKLIN James MAURY John ADAMS Andrew BURNABY Jonathan CARVER William Henry DRAYTON George WASHINGTON James MADISON Alexander HAMILTON Jeridiah MORSE Thomas JEFFERSON John C. MARSHALL Charles SUMNER De Witt CLINTON John O’SULLIVAN Thomas Hart BENTON Benjamin F. PORTER Albert GILLIAM William SEWARD Jesup D. SCOTT Henry Charles CAREY Linus Pierpont BROCKETT Josiah STRONG Emory UPTON John FISKE Albert J. BEVERIDGE Brooks ADAMS Douglas MACARTHUR Walter LIPPMANN Francis Parker YOCKEY Max LERNER Leland HAZARD Irving KRISTOL George LISKA James BURNHAM”,”I profeti dell’impero americano. Dal periodo coloniale ai nostri giorni.”,”Piero Bairati, nato a Torino nel 1946, si è laureato nel 1969 sotto la guida di Nicola Abbagnano con una tesi su John Dewey e la cultura liberale americana. Dopo un soggiorno negli Stati Uniti come fellow dell’American Council of Learned Societies, si è dedicato allo studio sistematico delle ideologie e dei movimenti politici americani. Tra i risultati di questa ricerca vi sono il saggio sulla nuova sinistra americana Gli orfani della ragione e l’edizione italiana di The Politics of Unreason di S.M. Lipset E.Raab. Dal 1973 è assistente ordinario presso l’Università di Torino.”,”USAP-021-FL”
“BAIRATI Piero”,”Gli orfani della ragione. Illuminismo e nuova sinistra in America.”,”Piero Bairati è nato a Torino nel 1946 dove si è laureato con una tesi su John Dewey e il pragmatismo americano. Dopo la tesi si è dedicato allo studio delle ideologie politiche americane. Per Einaudi ha raccolto tesi sull’ ideologia dell’ imperialismo americano: ‘I profeti dell’impero americano’.”,”TEOP-580″
“BAIROCH Paul”,”Economia e storia mondiale. Miti e paradossi.”,”Paul BAIROCH insegna attualmente Economia e storia dell’ economia all’ Università di Ginevra. Tra le sue opere ‘Tiers Monde dans l’ impasse (1983) e Cities (1988). Alcuni capitoli: ‘Gli Stati Uniti: culla e bastione del moderno protezionismo (1791-1860) ‘Gli Stati Uniti: dalla tesi delle ‘industrie bambine’ alla protezione dei salari americani (1861-1914) ‘Il successo degli Stati Uniti è maggiore nei periodi più protezionistici'”,”ECOI-110″
“BAIROCH Paul”,”Storia economica e sociale del mondo. Vittorie e insuccessi dal XVI secolo a oggi. Volume primo.”,”Contiene un saggio di Anne-Marie PIUZ. Paul BAIROCH (1930-1999) è stato uno dei più illustri studiosi di storia economica di questo secolo. “”Negli Stati Uniti, la guerra di Secessione (1861 – 1865) tra Nord antischiavista e Sud favorevoole alla schiavitù è anche una guerra tra un Nord protezionista e un Sud liberoscambista, per cui la vittoria del Nord fu anche la vittoria del protezionismo. Le tariffe di stampo già protezionistico del 1861 vennero ulteriormente inasprite nel 1861 e nel 1866, e non è esagerato affermare che, nel periodo compreso tra 1866 e 1913, gli Stati Uniti furono il paese avanzato più protezionista.”” (pag 532)”,”ECOI-152″
“BAIROCH Paul”,”Storia economica e sociale del mondo. Vittorie e insuccessi dal XVI secolo a oggi. Volume secondo.”,”Paul BAIROCH (1930-1999) è stato uno dei più illustri studiosi di storia economica di questo secolo. Spostamento del centro di gravità economico e percezione ritardata del fenomeno. “”Una conseguenza tra le più importanti – peraltro non del tutto percepita in qualnto tale dal paese che ne beneficiò – fu lo spostamento del centro di gravità economico, e in misura minore finanziario, dall’ Europa agli Stati Uniti. Già intorno al 1890, come vedremo più dettagliatamente nel capitolo XXVIII.4b, gli Stati Uniti erano diventati la prima potenza economica mondiale. La guerra accelera e accentua il fenomeno, nonostante gli Stati Uniti prendano parte al conflitto; non va però dimenticato che si trattò di una partecipazione più tardiva (aprile 1917) e, soprattutto, che il territorio statunitense rimase indenne dai guasti della guerra.”” (pag 936-937)”,”ECOI-153″
“BAIROCH Paul HOBSBAWM Eric J. a cura; saggi di Jean-Pierre POUSSOU Paul M. HOHENBERG Ira A. GLAZIER David S. LANDES Sidney POLLARD Ivan T. BEREND Herman VAN DER WEE e Piet CLEMENT Joel MOKYR Jean BATOU e Thomas DAVID Olle KRANTZ Keith KRAUSE Alain BELTRAN, Patrice CARRE’ e Michel RUFFAT Simon P. VILLE Joseph RYKWERT Paul Henry STAHL Laurent TISSOT Victor G. KIERNAN Michael HANAGAN Jürgen KOCKA e Heinz-Gerhard HAUPT Michelle PERROT Hervé LE-BRAS Giovanni BUSINO Alessandro PIZZORNO Ivan T. BEREND Aldo AGOSTI Fred HALLIDAY Giovanni BUSINO Robert A. HOUSTON Dominique PESTRE Jean-Paul GAUDILLIERE e Christine BLONDEL Tilmann BUDDENSIEG Bouda ETEMAD Patrick K. O’BRIEN Herbert GLEJSER James FOREMAN-PECK Miroslav HROCH”,”Storia d’ Europa. Volume quinto. L’ età contemporanea. Secoli XIX-XX.”,”Saggi di Jean-Pierre POUSSOU Paul M. HOHENBERG Ira A. GLAZIER David S. LANDES Sidney POLLARD Ivan T. BEREND Herman VAN DER WEE e Piet CLEMENT Joel MOKYR Jean BATOU e Thomas DAVID Olle KRANTZ Keith KRAUSE Alain BELTRAN, Patrice CARRE’ e Michel RUFFAT Simon P. VILLE Joseph RYKWERT Paul Henry STAHL Laurent TISSOT Victor G. KIERNAN Michael HANAGAN Jürgen KOCKA e Heinz-Gerhard HAUPT Michelle PERROT Hervé LE-BRAS Giovanni BUSINO Alessandro PIZZORNO Ivan T. BEREND Aldo AGOSTI Fred HALLIDAY Giovanni BUSINO Robert A. HOUSTON Dominique PESTRE Jean-Paul GAUDILLIERE e Christine BLONDEL Tilmann BUDDENSIEG Bouda ETEMAD Patrick K. O’BRIEN Herbert GLEJSER James FOREMAN-PECK Miroslav HROCH. “”La fine della guerra fredda ha innescato la più massiccia ristrutturazione delle industrie europee di armi dopo quella dei primi anni Cinquanta. Le forniture interne di armi hanno subito un drastico calo e le opportunità di esportazione sono crollate, per effetto della fine della guerra fredda e di molti conflitti regionali ad essa collegati (il traffico mondiale di armi è caduto dal picco di 74 miliardi di dollari nel 1987 a meno di 25 miliardi agli inizi degli anni Novanta). Naturalmente questo calo si è ripercosso sull’ occupazione industriale, che si stima abbia perso da un quarto a un terzo dei posti di lavoro. Questa circostanza, sommandosi ai costi unitari crescenti degli armamenti più sofisticati, ha indotto una ristrutturazione dell’ industria europea, soprattutto nei settori tecnologicamente più avanzati, l’ aerospaziale e l’ elettronica militare.”” (pag 463, K. Krause)”,”EURx-156″
“BAIROCH Paul”,”Commerce extérieur et développement économique de l’ Europe au XIXe siècle.”,” BAIROCH Paul è professore all’Università di Ginevra. “”L’ Europa del XIX secolo è stata il campo del più importante movimento di emigrazione a lunga distanza mai registrato prima e non ancora ripetuto da allora. Dal 1815 al 1915, quasi 46 milioni di Europei sono emigrati oltremare, soprattutto verso i paesi temperati. Di questi 46 milioni, 37-39 milioni sono emigrati dal 1865 al 1915, ossia in media 760 mila per anno, media che ha pure superato il milione annualmente dal 1901 al 1915. A titolo di comparazione, ricordiamo che si stima a circa 15-20 milioni il numero totale dei neri oggetto della tratta dall’ inizio del XVI alla fine del XIX secolo e che il numero annuale medio durante il periodo in cui questa tratta ha raggiunto il suo apogeo (XVIII secolo) era dell’ ordine di 70.000″”. (pag 111) “”Il est certain que, sans cet afflux d’ émigrants, l’ industrie américaine n’ aurait pas été capable de satisfaire aussi complètement la demande intérieure et qu’il s’en serait découlé un rythme de croissance des importations d’articles manufacturés plus rapide.”” (pag 119)”,”EURE-055″
“BAIROCH Paul”,”Economia e storia mondiale. Miti e paradossi.”,”Paul Bairoch insegna attualmente Economia e Storia dell’Economia all’Università di Ginevra, Tra le sue opere Tiers Monde dans l’Impasse e Cities.”,”ECOI-124-FL”
“BAIROCH Paul”,”Lo sviluppo bloccato. L’economia del Terzo Mondo tra il XIX e il XX secolo.”,”Paul Bairoch (1930-1999), storico ed economista, ha insegnato all’Università di Bruxelles. Ha pubblicato tra l’altro: ‘Rivoluzione industriale e sottosviluppo’. ‘Storia del decollo dei paesi sviluppati’ (Parte prima, da pag 13) ‘Perché il Terzo Mondo non ha imitato l’Europa del XIX secolo?’ (Parte seconda, da pag 105) ‘Il lavoratore della rivoluzione industriale, il pane quasi gratuito’ (pag 82) ‘L’errore di Marx’ (pag 132) “”A metà del XIX secolo, osservando i positivi effetti della costruzione delle ferrovie in Europa, si sarebbe potuto essere inclini a pensare che conseguenze simili si sarebbero avute nei paesi d’oltremare. Così Marx scriveva nel 1853 (nel «New York Daily Tribune» di cui era corrispondente): «Lo so che la ‘millocracy’ inglese si propone di dotare l’India di ferrovie al solo scopo di trarne il cotone ed altre materie prime per le sue manifatture. Ma, una volta introdotte le macchine nel sistema di locomozione di un paese che possiede ferro e carbone, non potete più impedirgli di fabbricarle sul posto. Non potete mantenere in esercizio la rete ferroviaria di un paese immenso senza introdurre quelle attrezzature che sono indispensabili per soddisfare i bisogni immediati e correnti della locomozione a vapore, branche industriali non direttamente connesse alle ferrovie. Perciò, in India, il sistema ferroviario diverrà il battistrada dell’industria moderna» (1). L’errore di Marx, del resto comprensibile per l’epoca, è stato quello di sottovalutare gli effetti del calo dei costi dei trasporti. Perché, a causa di questa diminuzione – accentuata inoltre per quel che riguarda l’Asia dall’apertura del Canale di Suez – diveniva redditizio importare quei «bisogni immediati e correnti del traffico»”” (pag 132-133) [(1) Dal ‘New York Daily Tribune’, dell’8 agosto 1853 [ora in ‘India, Cina, Russia’, Il Saggiatore, Milano, 1960, p. 89]. Citato da L.J. Lebret, ‘Dynamique concrète du dévéloppement’, Paris, 1961] Paul Bairoch (Anversa, 24 luglio 1930 – Ginevra, 12 febbraio 1999) è stato uno storico ed economista belga con cittadinanza svizzera, considerato uno dei maggiori esponenti di storia economica del secondo dopoguerra. (wikip)”,”PVSx-076″
“BAIROCH Paul”,”Urban unemployment in developing countries. The nature of the problem and proposals for its solution.”,”P. Bairoch già Professore di Economia alla Sir George Williams University in Montreal e Assistant Director of Studies alla Ecole Pratique des Hautes Etudes in Paris.”,”PVSx-078″
“BAIROCH Paul HOBSBAWM Eric J. a cura di, Saggi di Jean-Pierre POUSSOU Paul M. HOHENBERG Ira A. GLAZIER David S. LANDES Sidney POLLARD Ivan T. BEREND Herman VAN DER WEE Piet CLEMENT Joel MOKYR Jean BATOU Thomas DAVID Olle KRANTZ Keith KRAUSE Alain BELTRAN Patrice CARRÉ Michel RUFFAT Simon P. VILLE Joseph RYKWERT Paul Henry STAHL Laurent TOSSOT Victor G. KIERNAN Michael HANAGAN Jürgen KOCKA Heinz-Gerhart HAUPT Michelle PERROT Hervé LE BRAS Giovanni BUSINO Alessandro PIZZORNO Ivan T. BEREND Aldo AGOSTI Fred HALLIDAY Robert A. HOUSTON Dominique PESTRE Jean.Paul GAUDILLIÈRE Christine BLONDEL Tilmann BUDDENSIEG Bouda ETEMAD Patrick K. O’BRIEN Herbert GLEJSER James FOREMAN-PECK Miroslav HROCH”,”Storia d’Europa. L’età contemporanea. Secoli XIX – XX. Vol. V.”,”Paul Bairoch è stato uno storico ed economista belga con cittadinanza Svizzera, considerato uno dei maggiori esponenti di storia economica del secondo dopoguerra. Nato ad Anversa, Belgio il 24/07/1930, morto a Ginevra nel 1999. Eric J. Hobsbawm è stato uno storico e scrittore britannico. Considerato uno dei principali intellettuali del XX secolo, ha dedicto la sua vita agli studi sull’evoluzione del capitalismo industriale, il socialismo e il nazionalismo. Nasce il 09 giugno 1917 ad Alessandria, Egitto. Muore il 01 ottobre 2012 nel Royal Free Hospital, Londra, Regno Unito.”,”EURx-125-FL”
“BAIS Sander”,”Relatività. Guida illustrata molto speciale.”,”Sander Bais insegna all’Università di Amsterdam, dove ha diretto a lungo l’Istituto di Fisica teorica. Si è formato in Olanda e successivamente negli Stati Uniti, dove ha ottenuto un PhD in Fisica teorica presso l’Università della California a Santa Cruz. La sua attività di ricerca si è concentrata per molto tempo sulla fisica delle particelle, la teoria dei campi, la relatività e la teoria delle stringhe. Attualmente si occupa delle proprietà delle interazioni topologiche e delle loro possibili applicazioni al calcolo quantistico. É autore di The Equations: Icons of Knowledge.”,”SCIx-158-FL”
“BAISTROCCHI Massimo S.”,”Ex-URSS. La questione delle nazionalità in Unione Sovietica da Lenin alla CSI.”,”Massimo S. Baistrocchi è nato in Giappone nel 1942. Giornalista e fotografo, ha fra l’altro vissuto negli Stati Uniti e in Unione Sovietica. A Mosca ha potuto assistere al progressivo affermarsi della perestroika e della democratizzazione gorbacioviane, entro le quali è maturato e poi esploso il problema delle nazionalità. Attualmente vive a Roma.”,”RUST-050-FL”
“BAITALSKY Mikhail”,”Notebooks for the Grandchildren. Recollections of a Trotskyist Who Survived the Stalin Terror.”,”M. Baitalsky (1908-1978), trotskista, prigionero politico in URSS Il caso di Nina Lasova moglie di Vladimir Karkhanov arrestato e poi giustiziato assieme ad altri a Mosca quando segretario del partito moscovita era Krusciov (1937). In seguito agli appelli della moglie per la liberazione del marito anche lei venne deportata nel campi separata dal figlio. (pag 286)”,”RUSS-244″
“BAKER G.P.”,”Annibale.”,”Libro di GB Ruolo di Fabio (Quinto Fabio Massimo) nell’evitare la demoralizzazione dei romani (pag 141)”,”STAx-012-FV”
“BAKER Mark”,”Voci dal Vietnam.”,”Baker, Mark <1950- > 1: Voci dal Vietnam / Mark Baker Novara : Istituto geografico De Agostini, \1988! Fa parte di: Nam : i testimoni oculari”,”FOTO-101″
“BAKHRUSCIN BAZILEVIC FOGHT PANKRATOVA”,”Storia dell’ URSS. Parte seconda.”,”A pag 220 si dice che non fu il ‘generale Inverno’ a battere NAPOLEONE. Nella sua opera ‘E’ stato il gelo a sterminare l’ esercito francese nel 1812?’ Denis DAVYDOV scrisse che durante la ritirata il clima era mite; la prima ne ve cadde soltanto presso Elnia e il gelo raggiunse i 12 gradi sotto zero pre tre o cinque giorni. Ben più freddo si ebbe in Olanda nel 1795 e nel 1807 durante la campagna di Eylau quando il gelo durò due mesi e nel 1808 sui monti della Castiglia, ma qui non si ebbero perdite francesi altrettanto gravi.”,”RUSx-060″
“BAKUNIN Michele”,”Libertà e rivoluzione.”,”Fondo Aldo VINAZZA”,”ANAx-005″
“BAKUNIN Michail A.”,”Stato e anarchia. E altri scritti.”,”Risvolto di copertina contiene sintetica biografia e foto di BAKUNIN.”,”ANAx-048″
“BAKUNIN M. (BAKOUNINE)”,”Federalismo Socialismo y Antiteologismo. Cartas sobre el patriotismo.”,”Federalismo e Stati Uniti d’ Europa. “”1. Per far trionfare la libertà, la giustizia e la pace nelle relazioni internazionali d’ Europa, per rendere impossibile la guerra civile tra i diversi popoli che compongono la famiglia europea, non c’è che un mezzo: costituire gli Stati Uniti d’ Europa.”” (pag 15)”,”ANAx-209″
“BAKUNIN Mijail A.”,”Estatismo y anarquía.”,”Il russo BAKUNIN Mijail A. (1814-1876) fu un teorico e fondatori dell’ anarchismo e del movimento libertario. A differenza del marxismo, il collettivismo di BAKUNIN non ammette l’ autorità statale sotto alcuna forma e propugna la distruzione totale dello Stato come necessità fondamentale della rivoluzione dei lavoratori se vogliono giungere alla libertà individuale. “”Il potere degli innumerevoli stati che si dividevano la Germania era illimitato. I professori si schiaffeggiavano reciprocamente e dopo si denunciavano alle autorità. Gli studenti che dividevano la loro vita tra la scienza morta e la birra erano degni dei loro maestri. Quanto alla massa lavoratrice, nessuno ne parlava, nessuno pensava ad essa. Tale era la situazione in Germania anche durante la seconda metà del XVIII secolo, quando, repentinamente, come per miracolo, si elevò in questa immensa estensione di volgarità e di bassezza una letteratura ammirevole, aperta da Lessing e chiusa da Goethe, Schiller, Kant, Fichte e Hegel.”” (pag 135)”,”ANAx-214″
“BAKUNIN Michel (BAKOUNINE), a cura di Fernand RUDE”,”De la guerre à la Commune. Lettre à un Francais. L’ empire knouto-germanique et la révolution sociale. Dieu et l’ Etat. Trois conférences. La Commune de Paris. Correspondance. Texte de 1870-1871.”,”Tessera di iscrizione alla Alleanza per la Democrazia Socialista (pag 451) Storia del liberalismo tedesco. (a cura di James Guillaume) (pag 254-274) “”(…) A partire dal 1517 fino al 1525, non si sentiva altro in Germania che i colpi di tuono di queste voci che sembravano chiamare il popolo di Germania a un rinnovamento generale, alla rivoluzione. Il loro appello fu ascoltato. I contadini della Germania, si levarono con questo grido formidabile, il grido socialista: “”Guerra ai castelli, pace ai focolari!”” che si traduce oggi in un grido ancora più formidabile: “”Abbasso tutti gli sfruttatori e tutti i tutori dell’ umanità; libertà e prosperità al lavoro, eguaglianza di tutti e fraternità del mondo umano, costituito liberamente sulle rovine di tutti gli Stati!”” (pag 271) Sull’ alleanza tra Italia e Germania. “”Esse (le città tedesche ndr) potevano trarre vantaggio: approfittando dell’ unione più o meno fittizia che la mistica del Sacro Romano Impero aveva stabilito tra l’ Italia e la Germania, le città tedesche avrebbero potuto allearsi con le città italiane, come si erano alleate con le città fiamminghe e più tardi con qualche città polacca; esse avrebbero dovuto naturalmente farlo non su una base esclusivamente tedesca, ma ampiamente internazionale; e chi sa che una tale alleanza, aggiungendo alla forza nativa e un po’ pesante e bruta dei tedeschi, lo spirito, la capacità politica e l’ amore della libertà degli italiani, non avesse dato allo sviluppo politico e sociale dell’ Occidente una direzione assolutamente diversa e ben altrimenti vantaggiosa per la civiltà del mondo intero?”” (pag 259)”,”ANAx-243″
“BAKUNIN Michel, a cura di Michel DRAGOMANOV”,”Correspondance de Michel Bakounine. Lettres a Herzen et a Ogareff (1860-1874).”,”M. DRAGOMANOV è stato professore dell’ università di Sophia. Contiene anche alcune lettere di Herzen e Ogareff a Bakunin. E una lettera di N.W. SOKOLOFF a OGAREFF Marx, Bakunin e la Prima Internazionale. “”Marx è innegabilmente un uomo molto utile nella ‘Société Internationale’. Ancora oggi, esercita sul suo partito un’influenza saggia e rappresenta il più fermo appoggio del socialismo, il più forte ostacolo all’ invasione delle idee e delle tendenze borghesi. E non mi perdonerei mai, se avvessi solamente tentato di fronteggiare o anche di indebolire la sua benevola influenza, al semplice scopo di vendicarmi di lui. Però, si potrebbe arrivare, ed anche in breve tempo, a che scenda in lotta contro di lui, non per un’ offesa personale, ben inteso, ma per questioni di principio, a proposito del comunismo di Stato, di cui lui stesso e il partito inglese e tedesco che dirige, sono dei calorosi partigiani. Allora, questa sarebbe una lotta mortale. Ma c’è un tempo per ogni cosa e oggi l’ora per questa lotta non è ancora suonata.”” (pag 290-291, Lettera di Bakunin ad Herzen, 28 ottobre 1869, Ginevra)”,”ANAx-244″
“BAKUNIN Michel, a cura di Arthur LEHNING”,”Michel Bakounine et l’ Italie, 1871-1872. Première partie. La polémique avec Mazzini. Ecrits et matériaux.”,”””La révolte, la négation passionée, théologiquement personnifiée, dans la grande et noble figure de Satan, voilà le vrai émancipateur pratique du genre humain. A chaque époque de l’ histoire, ‘Dieu c’est la Résultante de tous les travaux humains des siècles passés’, incarnée dans l’ ensamble des institions religieuses, politiques, juridiques, économiques et sociales qui forment l’ ‘ordre officiellement établi’, et résumée par une synthèse théologique et métaphysique, dont la prétention est toujours de s’imposer aux générations vivantes, comme ‘un idéal absolu’. Et ‘Satan, c’est la Révolte de la vie sociale’, tant collective qu’individuelle et qui devient d’autant plus puissante, plus large qu’elle se développe davantage, contre ‘l’ insolente pétrification de cet idéal’ et contre ‘l’étroitesse de cet ordre’. La ‘révolte’, dont Mazzini dit tant de mal et qu’il conseille à la jeunesse italienne de remplacer par ‘l’apostolat’, cette rébellion satanique est donc la mère de toute liberté et de tout progrès humain.”” (pag 126-127)”,”ANAx-254″
“BAKUNIN Michele”,”Lettera ai compagni d’ Italia.”,”Lettera scritta all’ indomani della mortedi Giuseppe Mazzini (marzo 1872) “”L’operaio di città è più o meno cosmopolita. D’altra parte, evidentemente sotto l’influenza delle dottrine borghesi che egli ha subito così a lungo, egli non è molto avversario della centralizzazione dello Stato. Gli operai tedeschi e inglesi sognano oggi questa centralizzazione di un grande Stato, purchè, essi dicono questo Stato sia popolare: ‘lo Stato dei lavoratori’, ciò che, a mio avviso, costituisce una utopia, poiché ogni Stato e ogni governo centralista implicano necessariamente una aristocrazia ed uno sfruttamento, se no altro della classe dominante. Non dimentichiamo mai che Stato significa dominazione e che la natura umana è cosiffatta che ogni dominazione si traduce fatalmente e sempre in sfruttamento””. (pag 16)”,”ANAx-272″
“BAKUNIN Michele”,”Dio e lo Stato.”,”””La missione della scienza è di constatare i rapporti generali delle cose; riconoscendo le leggi generali inerenti allo sviluppo dei fenomeni del mondo fisico e del mondo sociale, essa assicura il cammino progressivo dell’umanità. In una parola, la scienza è la bussola della vita; ma non è la vita. La scienza è immutabile, impersonale, generale, insensibile, come le leggi di natura che essa interpreta e riproduce. (La scienza stessa è il prodotto di un organo materiale: ‘il cervello’). La vita è tutta fuggitiva e passeggera, ma palpitante di realtà ed individualità, di sensibilità, di sofferenze, di gioie, di aspirazioni, di bisogni e di passioni. E’ essa sola che crea le cose e gli esseri reali. La scienza non crea nulla, ‘constata e riconosce solamente le creazioni della vita’. E tutte le volte che gli uomini di scienza, uscendo dal loro mondo astratto, si occupano del mondo reale, tutto ciò che propongono o creano è povero, ridicolmente astratto, privo di sangue e di vita, nato morto, simile all’ ‘homunculus’ creato da Wagner, il discepolo pedante dell’immortale dottor Faust. Ne risulta che la scienza ha per missione unica di rischiarare la vita, non di governarla””. (pag 66) ‘in corsivo’ nel testo”,”ANAx-277″
“BAKUNIN Michail A.”,”Stato e anarchia (1873) e altri scritti.”,”‘Patriottismo’ (sic!) di Marx “”Fichte cominciò le sue lezioni con un appassionato discorso particolarmente rivolto alla gioventù tedesca ma pubblicato in seguito col titolo ‘Discorso alla nazione tedesca’ in cui pronosticò molto bene e molto lucidamente la futura grandezza politica della Germania e in cui espresse il suo patriottico e fiero convincimento che la nazione tedesca fosse destinata a diventare la suprema rappresentante anzi la guida o, per così dire, l’aureola dell’umanità; illusione in cui caddero altri popoli, quantunque con maggior diritto dei tedeschi, come, in special modo, gli antichi greci, i romani e, ai giorni nostri, i francesi; ma essa si è profondamente radicata nella coscienza di ogni tedesco e ha oggi assunto in Germania dimensioni eccessivamente deformi e brutali. In Fichte aveva almeno un carattere nonostante tutto eroico; Fichte la proclamò davanti alle baionette francesi in un momento in cui Berlino era governata da un generale napoleonico e nelle strade echeggiavano i tamburi francesi. Inoltre la concezione del mondo del filosofo idealista, che sosteneva il suo orgoglio patriottico, respirava largamente l’umanesimo, quell’aperto umanesimo in larga parte panteistico di cui è impregnata la grande letteratura tedesca del secolo XVIII. Ma i tedeschi contemporanei pur continuando a sostenere le esagerate pretese del loro patriota filosofo hanno respinto il suo umanesimo. Semplicemente non lo capiscono fin quasi al punto di burlarsene come di una concezione abortita, astratta e affatto impraticabile. Il patrottismo del principe Bismarck o del signor Marx risulta loro molto più comprensibile”” (pag 118-119)”,”ANAx-001-FGB”
“BAKUNIN Michail”,”La Comune e lo Stato.”,”Gli scritti dell’anarchico Bakunin sulla esperienza rivoluzionaria della Comune di Parigi Saggio di Andrea Costa sul 18 marzo e la Comune di Parigi”,”ANAx-439″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume II. La Prima Internazionale in Italia e il conflitto con Marx. Scritti e materiali.”,”appendici: I. Estratti di Bakunin degli scritti di Mazzini; II. Agli operai delegati al Congresso di Roma; III. Giuseppe Mazzini: Ai rappresentanti gli artigiani nel Congresso di Roma; IV. La «Neue Rheinische Zeitung» e Bakunin; V. Marx e Engels su Bakunin; VI. Documenti sulla Conferenza di Londra. Settembre 1871; VII. Documenti del Congresso di Sonvillier. Novembre 1871; VIII. Giuseppe Mazzini «Un’altra accusa». “”Bakunin fa parte dell’Internazionale da circa un anno e mezzo. È un nuovo venuto. Al congresso di Losanna (settembre 1868) della Lega della Pace e della Libertà (egli era membro del comitato esecutivo di questa associazione internazionale borghese creata per far da contrappeso all’Internazionale proletaria) svolse uno dei suoi ruoli di imbonitore che gli sono tanto congeniali. Propose una serie di risoluzioni che, nonostante la loro insulsaggine, con il loro tono contrassegnato da un burbanzoso radicalismo erano indicate a spaventare i cretini borghesi. In tal modo, messo in minoranza, uscì con gran clamore dalla Lega e fece annunciare trionfalmente alla stampa europea questo grande evento. Sa usare la pubblicità quasi con la stessa abilità di Hugo che – come dice Heine – non è semplicemente egoista, ma hugoista. Poi entrò nella nostra associazione, nella sua branca romanda di Ginevra. Il suo primo atto fu una cospirazione. Costituì l’«Alleanza della Democrazia Socialista». Il programma di questa società non era altro che l’insieme delle risoluzioni che Bakunin aveva proposto al congresso di Berna della Lega per la Pace. L’organizzazione aveva un carattere di setta con il centro principale a Ginevra e si costituì come associazione internazionale che avrebbe dovuto tenere dei congressi generali, essere una società internazionale indipendente e ‘in pari tempo’ parte integrante della nostra Internazionale. In breve, con l’infiltrazione di questa società segreta, la nostra associazione si sarebbe progressivamente dovuta trasformare in uno strumento del russo Bakunin. Servì da pretesto l’affermazione che questa nuova società era stata creata con il fine specifico di «fare della propaganda teorica». Il che è proprio molto divertente, se si pensa al fatto che Bakunin e i suoi apostoli non sanno nulla di teoria. Ma il programma di Bakunin era «la teoria». (…)”” [da Appendice V. Marx ed Engels su Bakunin; Lettera di Karl Marx a Paul e Laura Lafargue, Londra, 19 aprile 1870 (pag 301-321) (in) Michail Bakunin, ‘Opere complete. Volume II. La Prima Internazionale in Italia e il conflitto con Marx. Scritti e materiali’, Edizioni della rivista Anarchismo, Catania, 1976]”,”ANAx-449″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume III. La questione germano-slava. Il comunismo di Stato 1872.”,”appendice: I. Documenti dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori in riferimento alla Russia e alla Polonia; II. Documenti relativi al discorso pronunciato da S. Brokheim al Congresso della Lega internazionale della pace e della libertà Ginevra 1867; III. [Cesar De Paepe] Le istituzioni attuali dell’internazionale dal punto di vista dell’avvenire; IV. Lettere di Marx e Becker alla sezione russa dell’A.I.T. a Ginevra; V. [Friedrich Engels] Il Congresso di Sonvillier e l’Internazionale; VI. [K. Marx e F. Engels] Le cosiddette scissioni nell’Internazionale. Circolare privata del Consiglio Generale; VII. Referendum sulla revisione della Costituzione federale svizzera; VIII. Documenti relativi alla revisione degli Statuti generali dell’AIT; IX. Documenti relativi alla Conferenza della Federazione italiana a Rimini il 4 agosto 1872; X. Documenti relativi al Congresso dell’Aia; XI. Risoluzioni delle Federazioni giurassiana, belga, spagnola, inglese e olandese sul Congresso dell’Aia. A. Williams (pseud. di Marx) Il valore dell’organizzazione.Engels. ‘Il Congresso di Sonvillier e l’Internazionale’ (pag 297-299) “” Il 12 novembre, al momento del suo Congresso di Sonvillier, la Federazione del Giura, appoggiandosi sul fatto che il Consiglio generale non aveva convocato un congresso quest’anno, ma soltanto una conferenza, ha deciso d’indirizzare una circolare a tutte le sezioni aderenti all’Internazionale. Stampata a grande tiratura, essa fu lanciata ai quattro angoli del mondo, con lo scopo di invitare le altre sezioni a reclamare la convocazione immediata di un Congresso. Per noi, almeno in Germania ed in Austria, sono evidenti le ragioni per le quali il congresso ‘doveva’ essere sostituito da una conferenza. Noi non potevamo riunirci in Congresso, senza che, al ritorno, i nostri delegati fossero immediatamente arrestati e messi al fresco. I delegati di Spagna, d’Italia e di Francia si sarebbero trovati nella stessa situazione. Invece, una conferenza, di cui i dibattiti non sono pubblici e si limitano a questioni amministrative, era perfettamente possibile, non essendo divulgati i nomi dei partecipanti. Una tale conferenza presentava l’inconveniente di non poter decidere, né questioni di principio, né una modifica degli statuti, né, in modo più generale, degli atti relativi alla giurisdizione. Essa doveva limitarsi a decisioni amministrative in vista di un miglior funzionamento dell’Organizzazione, così come era stata stabilita dagli statuti e dalla risoluzioni dei congressi. Tuttavia la situazione esigeva misure di urgenza; si trattava di far fronte a una crisi momentanea e una conferenza bastava. Gli attacchi contro la conferenza non erano tuttavia che un pretesto. D’altronde la circolare non ne parla che occasionalmente. Al contrario, assicura anche che il male è più profondo. Sostiene che, secondo gli statuti e le prime risoluzioni dei congressi, l’Internazionale non è niente altro che una «libera federazione di sezioni autonome», di cui lo scopo è l’emancipazione dei lavoratori da parte dei lavoratori stessi, «al di fuori di ogni autorità dirigente, anche se emana dal libero consenso di tutti». Di conseguenza, il Consiglio generale non dovrebbe essere che un «semplice ufficio di statistica e di corrispondenza». Questa base iniziale sarebbe stata presto falsata, prima con il diritto accordato al Consiglio generale di decidere egli stesso l’ammissione dei nuovi membri e ancora di più dalle risoluzioni del Congresso di Basilea, accordanti al Consiglio generale il diritto di sospendere ogni sezione fino al prossimo congresso e di regolare provvisoriamente le controversie fino a che questo congresso non si fosse pronunciato (4). Il Consiglio generale si troverebbe così investito di un potere pericoloso. La libera associazione delle sezioni autonome sarebbe trasformata in un’organizzazione gerarchica ed autoritaria di «sezioni disciplinate» in modo che le sezioni sarebbero «poste interamente sotto le mani del Consiglio generale che può a suo piacimento, rifiutare la loro ammissione o anche sospendere la loro attività». I nostri lettori tedeschi sanno troppo bene il valore di un’organizzazione atta a difendersi, per non trovare tutto ciò molto sorprendente. E molto naturale, perché le teorie di Bakunin, che qui si sono sviste sbocciare completamente, non sono ancora penetrate in Germania. Una società operaia, che ha scritto sulle sue bandiere il motto della lotta per l’emancipazione della classe dei lavoratori; dovrebbe avere alla sua testa non un comitato esecutivo, ma un semplice ufficio di statistica e di corrispondenza. Infatti, la lotta per l’emancipazione della classe operaia non è che un semplice pretesto per Bakunin e i suoi compagni; il vero scopo è tutt’altro. «La società futura non deve essere nient’altro se non l’universalizzazione dell’organizzazione che l’Internazionale si sarà data. Noi dobbiamo aver cura di avvicinare il più possibile questa organizzazione al nostro ideale… L’Internazionale, embrione della società futura dell’umanità, è tenuta, fin da adesso, ad essere l’immagine fedele dei nostri principi di libertà e di federazione, essa deve rigettare dal suo seno ogni principio tendente all’autorità e alla dittatura». A noialtri Tedeschi, ci si rinfaccia il nostro misticismo; ma noi non raggiungiamo, e nemmeno da lontano, quello che abbiamo appena visto. L’Internazionale, embrione di una società futura, da cui saranno escluse le fucilazioni di Versailles, le corti marziali, gli eserciti permanenti, la censura della posta; il processo criminale di Brunswick! Noi difendiamo oggi la nostra pelle con tutti i mezzi; il proletariato, esso stesso dovrebbe organizzarsi non per la necessità della lotta che gli è imposta ogni giorno ogni ora, ma per la vaga rappresentazione che certi spiriti chimerici si fanno di una società dell’avvenire!”” (pag 297-299) [F. Engels. ‘Il Congresso di Sonvillier e l’Internazionale’ (in appendice al volume: M. Bakunin, ‘Opere complete’. Volume III. La questione germano-slava. Il comunismo di Stato 1872, Edizioni della Rivista Anarchismo, Catania, 1977] [(4) L’articolo sesto (VI) delle Risoluzioni amministrative; votate dal Congresso di Basilea, stipula: «Il Consiglio generale ha ugualmente il diritto di sospendere, fino al prossimo Congresso, una sezione dell’Internazionale. Ogni gruppo, da parte sua, potrà rifiutare od escludere dal suo seno una sezione o società, senza tuttavia poterla privare del suo carattere d’internazionalità, ma potrà domandarne la sua espulsione al Consiglio generale»]”,”ANAx-450″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume IV. Stato e Anarchia. Dove andare cosa fare 1873.”,”””Abbiamo già espresso a più riprese una vivissima avversione verso la teoria di Lassalle e di Marx che raccomanda ai lavoratori, se non come ideale supremo, almeno come scopo immediato ed essenziale, la ‘fondazione di uno Stato popolare’, il quale, come essi stessi hanno spiegato, non sarebbe altro che «il proletariato organizzato in classe dominante». Se il proletariato, ci si domanderà, diviene la classe dominante, sopra chi dominerà?”” (pag 197)”,”ANAx-451″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume V. Rapporti con Sergej Necaev, 1870-1872.”,”Citato varie volte in indice nomi P.N. Tkatckev (Tkacev) Appendice. Istruttoria giudiziaria: “”(…) All’epoca non si conoscevano con precisione fatti che potevano stabilire chi, e con quale intenzione, aveva spinto la gioventù studentesca a partecipare a questi disordini. Si sapeva soltanto che i sunnominati Sergio Necaev, allora maestro di catechismo nella scuola parrocchiale di San Sergio a San Pietroburgo, Vladimir Orlov, figlio del prete del villaggio di Ivanovo (governatorato di Vladimir) e istitutore alla scuola dello stesso villaggio, allora domiciliato a San Pietroburgo, e Pietro Tkatchev, laureato in diritto all’Università di San pietroburgo, avevano preso parte attiva alle riunioni degli studenti in gennaio e febbraio; (…)”” (pag 193)”,”ANAx-452″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume VI. Relazioni slave, 1870-1875.”,”introduzione di Alfredo M. BONANNO (pag 7-15), abbreviazioni, note al testo, note, appendice: I. ‘Documenti sui conflitti nell’Internazionale relativi alla Alleanza e al Congresso de L’Aia’; Lettera di Nikolaj Outine, Victor Bartenev e Anton Trusov a Karl Marx; Lettera di Nikolaj Outine a Karl Marx; (…) Lettera di Nikolaj Outine a Karl Marx; Karl Marx, Lista dei materiali sull’Alleanza; F. Engels, Materiali per l’opuscolo “”L’Alleanza della Democrazia socialista””, F. Engels, Idem; Introduzione all’opuscolo “”L’Alleanza della Democrazia socialista””; Kasper Turski, Alcune parole sull’opuscolo “”L’alleanza della Democrazia socialista””; Prefazione all’edizione russa dell’opuscolo “”Internazionale e rivoluzione””; II. Documenti riguardanti le relazioni di Bakunin con i Polacchi. (…) “”Ecco un’ associazione che, sotto la maschera dell’anarchismo più estremista, dirige i suoi colpi non contro i governi esistenti, ma contro i rivoluzionari che non accettano la sua ortodossia e la sua guida. Fondata ad opera della minoranza di un Congresso borghese, s’insinua tra le fila dell’organizzazione internazionale della classe operaia, cerca anzitutto di prendere la testa e, quando vede fallire il suo piano lavora per disorganizzarla. Essa sostituisce sfrontatamente il suo programma settario e le sue idee ristrette al vasto programma, alle grandi aspirazioni della nostra organizzazione; essa organizza, nelle sezioni pubbliche dell’Internazionale, le sue piccole sezioni segrete che, obbedendo ad una medesima parola d’ordine, riescono in molti casi a dominarle con la loro azione preordinata: attacca pubblicamente, sui suoi giornali, tutti coloro che si rifiutano di assoggettarsi ai suoi voleri; provoca la guerra aperta – sono parole sue – nelle nostre file. Per raggiungere i suoi fini non arretra di fronte a nessun mezzo, a nessuna slealtà; la menzogna, la calunnia, l’intimidazione, l’agguato le sono ugualmente propri. Infine, in Russia, prende completamente il posto dell’Internazionale e commette, sotto il nome di questa, crimini di diritto comune, alcune truffe, un omicidio, per i quali la stampa governativa e borghese ha addossato la responsabilità alla nostra organizzazione. E l’Internazionale dovrebbe tacere tutti questi fatti perché l’associazione che ne è colpevole è segreta! L’Internazionale ha in mano gli statuti di questa associazione, sua mortale nemica; statuti in cui essa si proclama apertamente moderna Compagnia di Gesù e dichiara che è suo diritto e suo dovere mettere in opera tutti i metodi d’azione gesuitici; statuti che spiegano in un sol colpo tutta la serie di azioni ostili di cui l’Internazionale è stata fatta bersaglio da questa parte; ma essa non dovrebbe servirsi di questi statuti, perché significherebbe denunciare una società segreta! Contro tutti questi intrighi c’è un solo mezzo, ma di un’efficacia folgorante: bisogna darne la più ampia pubblicità. Svelare questi maneggi nel loro insieme significa renderli inoffensivi. Proteggerli col nostro silenzio non sarebbe solo un’ingenuità di cui i capi dell’Alleanza sarebbero i primi a ridere, sarebbe una vigliaccheria. E ancora sarebbe un atto di tradimento verso quegli Internazionalisti spagnoli, membri dell’Alleanza segreta, che non hanno esitato a divulgarne l’esistenza e il modo d’agire quando essa è passata all’aperta ostilità verso l’Internazionale. Del resto tutto ciò che è contenuto negli statuti segreti si trova già; ed in forma ancor più accentuata, nei documenti pubblicati, in lingua russa, da Bakunin e Necaev stessi. Gli statuti non sono altro che una conferma. Che gli intriganti dell’Alleanza gridino pure alla delazione. Noi li denunciamo al disprezzo degli operai e alla benevolenza dei governi che han così bene servito disorganizzando il movimento proletario. La ‘Tagwacht’ di Zurigo, in una risposta a Bakunin, aveva ben ragione di dire: “”Se non siete un agente prezzolato, quel che c’è di sicuro è che un agente prezzolato non potrebbe fare più danni di voi”” [Friedrich Engels, “”Introduzione all’opuscolo “”L’Alleanza della democrazia socialista”””” (pag 280-281) (in) Michail Bakunin, ‘Opere complete. Volume VI. Relazioni slave, 1870-1875’, Edizioni Anarchismo, Catania, 1985]”,”ANAx-453″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume VII. La guerra franco-tedesca e la rivoluzione sociale in Francia, 1870-1871.”,” “”Louis Blanc, Rospespierre in miniatura, adoratore del cittadino intelligente e virtuoso, è il tipico comunista di Stato, seguace del socialismo dottrinario ed autoritario”” (pag 171) “”La Francia come Stato è perduta. Essa non può salvars con i mezzi regolari e amministrativi. Spetta alla Francia naturale, alla Francia del popolo entrare sulla scena della storia, e salvare la sua libertà e quella dell’Europa intera, con un sollevamento immenso, spontaneo, popolare, al di fuori di ogni organizzazione ufficiale, di ogni centralizzazione governativa. E la Francia, spazzando via dal proproi territorio gli eserciti del re di Prussia, avrà, nello stesso tempo, affrancato tutti i popoli d’Europa e compiuto l’emancipazione sociale del proletariato”” (pag 173-174) [Lettera VI, Lettere a un francese sulla crisi attuale, settembre 1870] “”I Tedeschi hanno appena reso un immenso servizio al popolo francese. Hanno distrutto il suo esercito”” (pag 175) (Risveglio dei popoli, 1870)”,”ANAx-454″
“BAKUNIN Michail”,”Opere complete. Volume VIII. L’Impero knut-germanico e la rivoluzione sociale, 1870-1871.”,”Documenti allegati: Estratti da un articolo di D.A. Klemenc; Estratti dal programma dell”Obscina’; Prefazione di Élisee Reclus per l’opuscolo ‘Dieu et l’Etat’ (1882); Sull’edizione del ‘Preambolo’; Lettere di James Guillaume a Max Nettlau: estratti, 1906-1907; Sull’edizione di ‘Dio e lo Stato'”,”ANAx-455″
“BAKUNIN Michele”,”L’organizzazione dell’Internazionale. (Almanacco del popolo, 1872)”,”‘Nasce a Priamouchino (Russia) nel 1814, da famiglia nobile, studia filosofia prima Mosca poi a Berlino; dove si avvicina alla “”sinistra hegeliana””. Nel ’47-’48 conosce i principali pensatori socialisti europei dell’epoca: Weitling, Marx, Proudhon. Partecipa attivamente ai moti del ’48-’49, in Germania e Boemia. Arrestato nel maggio ’49, viene condannato a morte due volte (Germania ed Austria) e consegnato infine alla Russia che lo richiude per 4 anni nel terribile carcere di Pietro e Paolo a Pietroburgo e poi in Siberia da dove, dopo tre anni, riesce a fuggire e avventurosamente a tornare in Europa, dove riprende l’attività rivoluzionaria. Passato da posizioni democratiche a posizioni dapprima socialiste rivoluzionarie e poi decisamente anarchiche, fonda successivamente la “”Fratellanza Rivoluzionaria”” e la “”Alleanza della Democrazia Socialista”” che, nel ’68 si scioglie per entrare nell’Internazionale. Nel ’71 prevede e sostiene la Comune di Parigi e partecipa alla Comune di Lione. Muore nel 1876 a Berna’. (4° di copertina)”,”ANAx-001-FER”
“BAKUNIN Michail, a cura di Mariella NEJROTTI”,”Rivolta e libertà.”,”””La dottrina di Bakunin parrebbe quindi caratterizzata da una mancanza di coerenza intima e da una pressoché assoluta asistematicità. Essa trova invece un momento unitario e un suo ordine logico quando si consideri come fulcro del suo pensiero quel concetto di «libertà» intorno al quale esso si sviluppa”” (pag 9)”,”ANAx-011-FER”
“BAKUNIN Michail A.”,”Stato e anarchia e altri scritti. (1873)”,”‘Stato e anarchia’ fu scritta da Bakunin nell’estate del 1873, composta e stampata in russo a Zurigo da un gruppo di giovani fuorusciti o evasi dalla Russia… (pag 8) Un giudizio dell’anarchico Bakunin su Ferdinand Lassalle. “”Mentre la teoria politico-sociale dei socialisti antistatalisti o anarchici li conduce infallibilmente e direttamente a una completa rottura con tutti i governi, con tutte le forme della politica borghese non lasciando altra via d’uscita che la Rivoluzione Sociale, la teoria opposta, la teoria dei comunisti di Stato e dell’autoritarismo scientifico altrettanto infallibilmente attira e invischia i suoi fautori, sotto il pretesto della tattica politica, in una rete di transazioni incessanti con i governi e con i vari partiti politici borghesi; e cioè li spinge direttamente verso la reazione. La prova migliore ne fu lo stesso Lassalle. Nessuno ignora le sue relazioni e i suoi negoziati con Bismarck. Liberali e democratici, contro i quali aveva portato una guerra implacabile e molto fortunata, ne hanno approfittato per accusarlo di corruzione. La stessa accusa, quantunque meno apertamente, è stata propalata fra i seguaci personali del signor Marx in Germania. Ma sia gli uni che gli altri mentivano. Lassalle era ricco e non aveva nessun motivo di vendersi; era troppo intelligente e troppo orgoglioso per non preferire la parte dell’agitatore indipendente alla spregevole situazione di un agente del governo o di chicchessia. Abbiamo già detto che Lassalle non era un uomo del popolo perché era troppo mondano per mantenere contatti col proletariato fuori di quelle riunioni pubbliche durante le quali lo magnetizzava regolarmente con il suo notevole talento oratorio; troppo viziato dalla fortuna e dalle abitudini lussuose e sofisticate che ne derivano, per trovare qualche piacere nella frequentazione del popolo; troppo ebreo per sentirsi a proprio agio in mezzo al popolo; e infine troppo cosciente della propria autorità intellettuale per non avvertire un certo disprezzo nei confronti della turba ignorante dei manovali alla quale si rivolgeva più come un medico all’ammalato che da fratello a fratello. Entro questi limiti si era seriamente consacrato alla causa del popolo come un medico onesto potrebbe consacrarsi alla cura del proprio paziente in cui però vede meno l’uomo che il soggetto. Siamo profondamente convinti che era tanto onesto e fiero che per nulla al mondo avrebbe tradito la causa del popolo. Non è necessario ricorrere a vili supposizioni per spiegare i rapporti e le transazioni di Lassalle con il ministro prussiano. Lassalle era, come abbiamo detto, in lotta aperta con tutte le tendenze liberali e democratiche e disprezzava profondamente quei retori ingenui dei quali vedeva così chiaramente l’impotenza e l’inconsistenza; anche Bismarck, sebbene per altri motivi, li osteggiava; questa fu la prima ragione che li avvicinò. Ma la causa fondamentale di questo avvicinamento era nel programma politico e sociale di Lassalle, nella teoria comunista creata dal signor Marx”” (pag 192-193) [Michail A. Bakunin, ‘Stato e anarchia e altri scritti’, Feltrinelli, Milano, 1968] Ancora Bakunin su Lassalle. (pag 196-197) Lassalle ‘negli ultimi anni sono stati ripubblicati o rieditati diversi suoi scritti, e alcuni volumi recenti ne approfondiscono il pensiero. ? Tra le pubblicazioni più recenti troviamo: “”Zwei Berichte”” (2022): una raccolta in tedesco che include due importanti discorsi di Lassalle, tra cui la sua autodifesa davanti al tribunale di Berlino. È un testo utile per comprendere il suo stile oratorio e la sua visione politica. “”The Working Man’s Programme (Arbeiter-Programm)”” (2017): una riedizione in inglese del celebre programma politico di Lassalle, in cui propone riforme sociali a favore della classe lavoratrice. “”O que é uma Constituição?”” (2017): edizione portoghese del suo celebre discorso sulla natura della costituzione, ancora oggi studiato in ambito giuridico e politico’ (f. copilot) Ecco alcune biografie e studi recenti su Ferdinand Lassalle ? “”Ferdinand Lassalle. Der erste deutsche Sozialist”” di Helga Grebing (riedizione aggiornata, 2021) Una delle studiose più autorevoli del socialismo tedesco, Grebing offre un ritratto completo di Lassalle come figura chiave nella nascita della socialdemocrazia. Analizza il suo pensiero politico, il rapporto con Marx e il contesto storico in cui operò. ? “”Ferdinand Lassalle: Sozialist und Staatsmann”” di Jürgen Schmidt (2020) Questa biografia si concentra sul ruolo di Lassalle come fondatore dell’Associazione Generale degli Operai Tedeschi e sul suo tentativo di conciliare socialismo e istituzioni statali. È apprezzata per l’equilibrio tra rigore accademico e leggibilità. ? “”Ferdinand Lassalle. Ein Leben für die Arbeiterbewegung”” di Georg Fülberth (2018) Un testo più divulgativo ma ben documentato, che ripercorre la vita di Lassalle con attenzione particolare alla sua eredità politica e culturale nella sinistra europea. ? Inoltre, per un taglio più critico e filosofico: Eugen Galasso, “”Ferdinand Lassalle, padre fondatore della socialdemocrazia tedesca”” (CEDOCS, 2011), che riflette sul suo pensiero in relazione alla crisi della socialdemocrazia contemporanea. cedocs.it (f. copil.)”,”INTP-004-FMB”
“BALABANOFF Angelica”,”La mia vita di rivoluzionaria.”,”La BALABANOFF nacque a Kiev nel 1869 e morì a Roma nel 1965. Nel 1915 fu cofondatrice e poi segretaria del movimento di Zimmerwald e, nel 1917, prima segretaria della 3° Internazionale. Dopo aver abbandonato la Russia andò esule negli USA e quindi tornò in Italia alla caduta del fascismo entrando nel PSIUP e poi nella direzione del nuovo Partito Socialista dei Lavoratori.”,”INTT-060″
“BALABANOFF Angelica”,”Il traditore. Mussolini e la conquista del potere.”,”””Siamo sempre lì: perché questo stesso entusiasmo per Mussolini non si era manifestato prima, quando lo stesso uomo, colle stesse capacità oratorie, propugnava un ideale di giustizia ed eguaglianza sociale? A quell’epoca i forestieri e i giornalisti schivavano Mussolini, lo ritenevano un forsennato, si sarebbero ben guardati dall’ ascoltare un suo discorso o di avvicinare il luogo in cui egli lo teneva. Se fosse vero ch’egli è un oratore di tale calibro perché non se n’è mai parlato nei ritrovi politici, nei giornali prima che fosse salito al potere?”” (pag 86-87) “”Siccome non era mai sicuro di sé e gli piaceva attirare attenzione, di distinguersi dagli altri, soleva, nei suoi scritti come nel parlare, imitare oratori e scrittori non italiani. Frasi brevi e staccate. Chi lo ascoltava, non sapendo ch’egli imitava o parafrasava altri, lo credeva originale”” (pag 87)”,”ITAF-136″
“BALABANOFF Angelica”,”Ma vie de rebelle. Le mémoires d’une grande militante du mouvement ouvrier. De son adhesion à la IIe Internationale à son exclusion du Parti communiste soviétique en 1924.”,”Collaboratrice del giovane MUSSOLINI nel partito socialista italiano, leader del movimento di Zimmerwald poi segretaria della 3° Internazionale con Zinoviev sarà critica per l’ opportunismod del primo e del ‘settarismo’ e dell’ intransigenza di LENIN e TROTSKY. “”Al nono congresso del Partito, le ultime vestigia dell’ autonomia sindacale e del potere operaio nell’ industria vengono spazzate via; l’ autorità passa nelle mani dei commissari politici. La Kollontai era diventata la leader dell’ “”Opposizione operaia””, un movimento di protesta contro il soffocamento, da parte della burocrazia, dei sindacati e dei diritti democratici dei lavoratori. Dato che era impossibile, anche in quest’ epoca, criticare pubblicamente il Comitato centrale o difendere una posizione non ufficiale davanti ai militanti di base, essa aveva avuto il coraggio di pubblicare clandestinamente un’ opuscolo che aveva fatto distribuire ai delegati della convenzione del Partito. Non avevo mai visto Lenin così in collera quando gli fu portato uno di questi opuscoli (…). Sale sul palco e denuncia la Kollontai come il peggior nemico del Partito, una minaccia per la sua unità. E spinge il suo attacco fino ad evocare certi episodi della vita privata della Kollontai che non avevano niente a che fare con il dibattito””. (pag 250)”,”RIRB-071″
“BALABANOFF Angelica”,”Ricordi di una socialista.”,”Fatto compiuto. “”In seguito rividi Rakovsky a Stoccolma. La notizia della conquista del potere da parte dei bolscevichi fu da lui accolta non senza riserve ed esitazione, né egli approvò l’ atteggiamento d’ incondizionata solidarietà colla Rivoluzione d’ Ottobre che io e l’ Esecutivo di Zimmerwald assumemmo. Allora Rakovsky era ancora molto vicino ai menscevichi. Quello che secondo me gli fece vincere ogni titubanza e l’ indusse a passare anima e corpo dalla parte bolscevica fu il fatto compiuto, le difficoltà e le responsabilità derivanti dalla creazione della Repubblica del Lavoro. Dinanzi ad una situazione di tal genere Rakovsky, al pari di altri rivoluzionari, dovette uscire dal riserbo impostosi e sposare la causa degli insorti””. (pag 201) Stile di Lenin. “”Rimase lo stesso parlatore – per essere precisa non vorrei chiamarlo oratore – che era sempre stato. Lenin voleva convincere, spingere la gente all’ azione, all’ azione in una data direzione ed esclusione di tutte le altre; voleva adoperare il metodo che considerava più adatto al raggiungimento del suo scopo. Penso che se una qualche “”fata”” gli avesse fatto il dono della parola adorna ed irresistibile di un Trotsky, o di quella elevata, affascinante, d’una classicità impeccabile di un Jaures, egli non l’ avrebbe apprezzato né ne avrebbe fatto uso. Lo scopo cui egli mirava non richiedeva questi coefficienti…””. (pag 221-222) “”Lenin poi era la personificazione del coraggio non solo dopo il suo trionfo, quando le sue parole, venendo dal piedistallo del potere, non erano più contrastate, ma anche prima, quando nell’ ambiente ristretto dei suoi correligionari politici sosteneva il suo punto di vista, quando da emigrante senza seguito confutava ed attaccava i rappresentanti di partiti potenti per numero di aderenti e per l’ influenza esercitata. Quale profanazione sarebbe il paragonare due esseri diametralmente opposti, quali erano Lenin e Zinoviev, in ciò che costituisce la qualità fondamentale, la nota dominante di ogni essere umano, di ogni uomo d’ azione e rivoluzionario per giunta: il coraggio.”” (pag 265)”,”RIRB-072″
“BALABANOFF Angelica a cura; scritti di Karl MARX Friedrich ENGELS”,”Marx et Engels libres penseurs dans leurs ecrits.”,”BALABANOFF Angelica “”L’homme qui n’aura trouvé, dans la réalité fantasmagorique du ciel, où il cherchait un surhomme, que le ‘reflet’ de lui-même, n’inclinera plus à ne trouver que ‘l’apparence’ de lui-même, que le non-homme, là où il cherche et doit chercher nécessairement sa vraie réalité. Le fondement de la critique irréligieuse est: ‘c’est l’homme qui fait la religion’, ce n’est pas la religion qui fait l’homme. Certes, la religion est la conscience de soi et le sentiment de soi qu’a l’homme qui ne s’est pas encore trouvé lui-même, ou bien s’est déjà reperdu. Mais ‘l’homme’, ce n’est pas un être abstrait blotti quelque part hors du monde. L’homme, c’est le ‘monde de l’homme, l’Etat, la société. Cet Etat, cette societé produisent la religion, ‘conscience inversée du monde’, parce qu’ils sont eux-mêmes un ‘monde à l’envers’. La religion est la théorie générale de ce monde, sa somme encyclopédique, sa logique sous forme populaire, son point d’honneur spiritualiste, son enthousiasme, sa sanction morale, son complétement solennel, sa consolation et sa justification universelles. Elle est la ‘réalisation fantastique’ de l’être humain, parce que l”être humain’ ne possède pas de vraie réalité. Lutter contre la religion c’est donc indirectement lutter contre ce ‘monde-là’, dont la religion est ‘l’arôme’ spirituel.”” [Marx, Critique de la philosophie du droit de Hegel, p.41-42][in Angelica Balabanoff a cura; scritti di Karl Marx e Friedrich Engels, Marx et Engels libres penseurs dans leurs ecrits, 1995]”,”MAED-398″
“BALABANOFF Angelica”,”Lenin visto da vicino.”,”Angelica Balabanoff nacque a Cernigov nel 1869 e morì a Roma nel 1965. Esponente di primo piano del movimento socialista fu condirettrice dell’Avanti! rientrata in Unione Sovietica nel 1917, divenne nel 1922, segretaria dell’Internazionale cpmunista. Tornò in Italia nel 1947. “” Lo scopo delle azioni è consapevolmente voluto, ma le conseguenze di queste non lo sono, oppure, pur sembrando di corrispondere alla mèta, finiscono col generare risultati ben diversi da quelli cui si mirava”” Federico Engels.”,”LENS-071-FL”
“BALASSA Bela NOLAND Marcus”,”Japan in the World Economy.”,”BALASSA è Visiting Fellow all’Institute for International Economics. E’ Prof di economia politica alla J. Hopkins Univ ed è Consultant alla World Bank. E’ autore di numerosi libri. NOLAND è Research Associate all’Institute e pure Visiting Assistant Professor alla Graduate School of Policy Sciences, Saitana Univ in Japan. E’ autore di numerosi articoli sull’economia internazionale e sull’economia JAP.”,”JAPE-002″
“BALASSA Bela NOLAND Marcus”,”Japan in the World Economy.”,”BALASSA è Visiting Fellow all’Institute for International Economics. E’ Prof di economia politica alla J. Hopkins Univ ed è Consultant alla World Bank. E’ autore di numerosi libri. NOLAND è Research Associate all’Institute e pure Visiting Assistant Professor alla Graduate School of Policy Sciences, Saitana Univ in Japan. E’ autore di numerosi articoli sull’economia internazionale e sull’economia JAP.”,”STAT-033″
“BALAZS Étienne”,”La burocrazia celeste. Ricerche sull’economia e la società della Cina del passato.”,”L’autore di questi saggi, Étienne Balazs (1905-1963), è uno dei più grandi storici sulla Cina nell’Occidente contemporaneo. Nato a Budapest, compie il suo tirocinio di sinologia in Germania, non esistendo allora né in Ungheria né in Austria insegnamento del cinese. Si laurea all’Università di Berlino con una tesi, tanto originale quanto profonda, sulla storia economica dei Tang.”,”CINE-011-FL”
“BALBI Rosellina”,”Madre paura. Quell’istinto antichissimo che domina la vita e percorre la storia.”,”BALBI Rosellina è redattore capo per i servizi culturali del quotidiano “”La repubblica””. E’ stata per dieci anni vicedirettore della rivista ‘Nord e Sud’. Nel 1983 ha scritto ‘Hatikvà. Il ritorno degli ebrei nella Terra Promessa’ con cui ha vinto il premio Estense.”,”STOS-144″
“BALBI Rosellina”,”Hatikvá. Il ritorno degli ebrei nella Terra Promessa.”,”Rosellina Balbi è redattore-capo per i servizi culturali del quotidiano la Repubblica. É stata per dieci anni vicedirettore della rivista Nord e Sud. Ha collaborato alla Stampa, al Mondo, al Globo.Nel 1980 ha vinto il Premio Calabria per il giornalismo culturale. Nel 1981, insieme al fratello Renato, ha pubblicato nei Robinson, Lungo viaggio al centro del cervello, che ha raggiunto sei edizioni, è stato tradotto, e ha vinto il Premio Rhegium Julii per la saggistica.”,”EBRx-020-FL”
“BALBI Rosellina”,”Madre Paura. Quell’istinto antichissimo che domina la vita e percorre la storia.”,”Rosellina Balbi (Napoli, 14 gennaio 1923 – Roma, 2 gennaio 1991) è stata una scrittrice e giornalista italiana. Rosellina Balbi già redattore capo per i servizi culturali del quotidiano “”La Repubblica””, è stata per dieci anni vicedirettore della rivista ‘Nord e Sud’. Nel 1983 ha scritto ‘Hatikvà. Il ritorno degli ebrei nella Terra Promessa’ con cui ha vinto il premio Estense. Dopo il ‘Lungo viaggio al centro del cervello’, che è stato uno dei bestsellers della stagione 1981-82, l’autrice affronta in queste pagine un altro viaggio, attraverso un’emozione profonda dell’uomo: la Paura, istinto atavico «che domina la vita e percorre la Storia» (…). ‘[L]a dura predicazione di monaci e preti (per i quali, osserva Tuchman (1), nella vita quotidiana medievale «non c’era quasi atto o pensiero – sessuale, commerciale o militare – che non contravvenisse ai dettami della Chiesa»), i loro moniti sui tremendi castighi che attendevano gli uomini in questo mondo e nell’altro, generarono un diffuso senso di colpa e quindi diedero luogo a un vero e proprio «acquitrino di paura» che sommerse l’Europa (e rafforzò il potere della Chiesa). I popoli scandinavi, ricorda ancora Tuchman, «ritenevano che una Vergine della Peste uscisse dalla bocca dei morti sotto forma di una fiamma azzurra, e volasse nell’aria fino a infettare la casa vicina. In Lituania si diceva che la Vergine della Peste sventolasse una sciarpa rossa sulla porta o sulla finestra, per far entrare la malattia. Stando alla leggenda, un uomo audace aspettò di proposito davanti alla propria finestra aperta brandendo una spada; e quando vide sventolare la sciarpa, tagliò via la mano che la reggeva. Morì per quel gesto, però il suo villaggio venne risparmiato e la sciarpa conservata a lungo come una reliquia nella chiesa del luogo». Lo stesso papa affermò che dietro quella calamità c’era la mano del Signore; in una bolla del settembre 1348, si riferì infatti alla «pestilenza con la quale Dio sta affliggendo i cristiani». E anche per l’imperatore Giovanni Cantacuzeno «era evidente che una malattia accompagnata da simili orrori, tanfi e agonie, e in particolare un morbo in cui una lugubre disperazione s’impadroniva delle vittime prima che morissero, non era un flagello naturale dell’umanità, ma un castigo del Cielo». «Queste pestilenze», diceva a sua volta Pietro l’Aratore «sono dovute esclusivamente al peccato». Naturalmente ci si interrogava ansiosamente sulla natura di questi peccati; e, a seconda dei luoghi, ciascuno identificava i propri. Così, ad esempio, per spiegare la sciagura che s’era abbattuta a Firenze, città di banchieri e di mercanti, Giovanni Villani (destinato anch’egli a soccombere al male), concludeva che Dio aveva voluto punirla «per quei peccati d’avarizia e d’usura con cui si opprimevano i poveri». Questa, dunque, è la spiegazione «religiosa» della peste”” (pag 41-42) [(1) Barbara Tuchmann, ‘Uno specchio lontano’, Mondadori, Milano, 1979]”,”STOS-012-FV”
“BALBO Cesare, a cura di Arrigo SOLMI”,”Sommario della storia d’Italia. Dalle origini fino ai nostri giorni.”,”Contiene in Appendice: I. Del Risorgimento II. Del Risorgimento (dal 1848 al 1922) di Arrigo SOLMI”,”ITAG-012-FF”
“BALCELLS Albert; scritti di COT DE REDDIS (Jaume AGUADE’) Pablo IGLESIAS Anselmo LORENZO Joaquin MAURIN Joan PEIRO’ J. LLUHI Y VALLESCA Martin VILANOVA Andreu NIN R. JOVE’ Jordi ARQUER Jaume MIRAVITLLES Rafael VIDIELLA”,”El arraigo del anarquismo en Cataluña. Textos de 1926 – 1934.”,”BALCELLS Albert, storico e professore all’ Università Autonoma di Barcellona, ha pubblicato molte opere tra cui ‘El sindicalismo en Barcellona, 1916-1923′ (v. retrocopertina). Scritti di COT DE REDDIS (Jaume AGUADE’) Pablo IGLESIAS Anselmo LORENZO Joaquin MAURIN Joan PEIRO’ J. LLUHI Y VALLESCA Martin VILANOVA Andreu NIN R. JOVE’ Jordi ARQUER Jaume MIRAVITLLES Rafael VIDIELLA”,”MSPx-023″
“BALCET Giovanni”,”Industrializzazione, multinazionali e dipendenza tecnologica. L’esperienza dei paesi arabi esportatori di petrolio.”,”Giovanni Balcet, nato a Pinerolo nel 1950, insegna Economia internazionale all’Università di Perugia. Ha lavorato come ricercatore e come docente all’ Institut de Planification et d’Economie Appliquée di Algeri. Ha pubblicato tra l’altro ‘La speranza tecnologica: tecnologie e modelli di sviluppo per una società a misura d’uomo’ (1980).”,”VIOx-232″
“BALCET Giovanni”,”L’economia italiana. Evoluzione, problemi e paradossi.”,”Giovanni Balcet ha insegnato nella Università di Perugia, Brescia e Algeri, e attualmente insegna Economia internazionale all’Università di Torino. Svolge ricerca sulle imprese multinazionali, sulle politiche economiche di fronte ai processi di globalizzazione e sull’inserimento internazionale dell’economia italiana.”,”ITAE-143-FL”
“BALDAN Attilio”,”Gramsci come storico. Studio delle fonti dei ‘Quaderni del carcere’.”,”Attilio BALDAN (Venezia, 1949) si è laureato in sociologia nel 1972 con una tesi sulla 2° Internazionale. Assegnista presso il Dipartimento di ‘Teoria e storia sociale’ dell’Univ di Trento, si occupa della cultura politica e storiografica dell’Ottocento e Novecento. Ha pubblicato saggi su GRAMSCI, sulla cultura fascista, sui rapporti tra intellettuali e PCI, sui primi quarant’annid ella ‘Rivista storica italiana’ e sul Trentino dell’inizio del secolo.”,”GRAS-019″
“BALDAN Attilio”,”Gramsci come storico. Studio delle fonti dei ‘Quaderni del carcere’.”,”Attilio Baldan (Venezia 1949) si è laureato in Sociologia nel 1972 con una tesi sulla Secodna Internazionale. Ha pubblicato saggi su Gramsci, sulla cultura fascista, sui rapporti tra intellettuali e Pci. Capitolo 4. La storiografia marxista da “”canone”” ad antropologia (pag 15-) Capitolo 5. “”Logico”” e “”storico”” nel marxismo di Gramsci (pag 23-) Gramsci e la storiografia tedesca e francese”,”STOx-031-FGB”
“BALDASSARRI Fabio, edizione a cura di Rosalba DE-SILVESTRIS”,”Ilio Barontini. Fuoriuscito, internazionalista e partigiano.”,”BALDASSARRI Fabio è stato da giovane corrispondente dell’Unità e poi ha fatto altri mestieri. Ha lavorato nella pubblica amministrazione ed è stato sindaco di Piombino e presidente della provincia di Livorno. Ha scritto anche romanzi. Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di racconti di viaggio “”Tra la falce e il martello’ (viaggi nei paesi del comunismo e del socialismo in Euroasia e America centrale). Questo libro è una nuova edizione di una biografia pubblicata nel 2001.”,”PCIx-389″
“BALDASSARRI Mario TOBIN James MCCALLUM Bennet T. CASSONE Alberto MASERA Rainer S. ELTIS Walter ARCELLI Mario DE CECCO Marcello PEDONE Antonio SPAVENTA Luigi SYLOS LABINI Paolo BLANCHARD Olivier DORNBUSCH Rudiger KOMIYA Ryutaro IRINO Mutsunori WALTER Norbert FITOUSSI Jean Paul MUET Pierre Alain BOLTHO Andrea GRAHAM Andrew D’ADDA Carlo SALITURO Bruno”,”Keynes e le politiche economiche negli anni ’80.”,”James Tobin, Yale University. Bennett T. McCallum Carnegie Mellon University, Pittsburgh, e NBER Cambridge (Mass.). Alberto Cassone, Università di Torino. Rainer S. Masera, Direttore generale dell’IMI. Walter Eltis National economic development office (Nedo). Mario Arcelli, Università di Roma La Sapienza. Marcello De Cecco Università di Roma La Sapienza. Antonio Pedone Università di Roma La Sapienza. Luigi Spaventa Università di Roma La Sapienza. Paolo Sylos Labini Università di Roma La Sapienza. Olivier Blanchard e Rudiger Dornbusch Massachusetts Institute of Technology. Ryutaro Komiya e Mutsunori Irino Università di Aoyamagakuin, Research Institute Miti. Norbert Walter Deutsche Bank. Jean Paul Fitoussi e Pierre Alain Muet, Institut d’Etudes Politiques, Ofce, Paris, Ecole Polytechnique e Ofce, Paris. Andrea Boltho e Andrew Graham Magdalen College, Balliol College, Oxford. Carlo D’Adda e Bruno Salituro, Università di Bologna. Mario Baldassarri è un economista e politico italiano. Già Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato parlamentare di AN, nel PDL e di Futuro e Libertà per l’Italia. Nato 10/09/1946 a Macerata.”,”ECOT-246-FL”
“BALDASSARRI Mario MAZZOTTA Roberto PESOLE Dino CIOCCA Pierluigi QUADRIO-CURZIO Alberto BISIN Alberto RIZZO Sergio RIZZUTO Luca GIARDA Piero MANZOCCHI Stefano BARBERA Alessandro MELONI Maurizio GAIOTTI Eugenio FOLLI Stefano DE-RITA Giuseppe LASORELLA Carmen HEUZE Richard MIGLIACCO Alessandra PILLER Tobias COSTI Bruno CASERO Luigi COLANINNO Matteo MONTI Mario FOLLI Stefano”,”Uscire dalla crisi, riprendere la crescita, come? quando?”,”RP”,”ITAE-439″
“BALDELLI Pio”,”Informazione e contro informazione.”,”BALDELLI Pio è nato a Perugia e insegna “”Storia del cinema””, “”Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa””. Tra le sue opere principali segnaliamo la “”Sociologia del cinema”” (Editori Riuniti 1963)., “”Film e opera letteraria”” (Marsilio, 1964), “”Politica culturale e comunicazione di massa”” (1968). Successo del cinema italiano. “”Quali film italiani hanno raggiunto il massimo successo di pubblico popolare dal ’52 al 67′? Nella tabella che segue gli incassi di ciascun film sono ragguagliati al costo medio del biglietto d’ingresso nel giugno 1969. 1. Guerra e pace (1955) (4.283.530.000) 2. Per qualche dollaro in più (1965) 3. UIisse (1954) 4. Per un pugno di dollari (1964) 5. La donna più bella del mondo (1955) 6. Don Camillo (1952) 7. La dolce vita (1961) 8. Il Gattopardo (1962) 9. Marcellino pane e vino (1955) 10. La tempesta (1958) 11. Pane amore e fantasia (1953) 12. Matrimonio all’ italiana (1964) 13. Pane amore e gelosia (1959) 14. La grande guerra (1959) 15. Il buono, il brutto e il cattivo (1967) (2.668.003.000) (pag 345)”,”EDIx-072″
“BALDELLI Pio”,”Politica culturale e comunicazioni di massa.”,”Alla memoria di Ada Gobetti Pio Baldelli (1923-2005) ha insegnato ‘Storia e critica del cinema’ all’Università di Cagliari e dal 1958 ed è stato titolare della cattedra ‘Comunicazioni di massa’ Presso l’Accademica d’Arte di Perugia. Ha pubblicato molte opere tra cui ‘Sociologia del cinema’ Editori Riuniti, 1963. Baldelli, Pio (Trecc), di Daniele Dottorini – Enciclopedia del Cinema (2003); Baldelli, Pio, sociologo e critico del cinema, nato a Perugia il 23 gennaio 1923. Si è distinto, nel panorama degli studi italiani, per la coerenza con la quale ha posto il problema ? sempre presente nei suoi scritti ? dell’impatto pedagogico dei mass media e ha sottolineato la necessità di considerare il cinema e gli altri mezzi di comunicazione audiovisiva strumenti necessari per comprendere le trasformazioni sociali e politiche. Iniziò gli studi a Perugia per poi trasferirsi a Milano dove si laureò nel 1949 in teoria e tecnica dei mezzi di comunicazione di massa. A Perugia ebbe inizio la sua carriera universitaria con la cattedra di Storia del cinema; passato poi a Cagliari, dal 1971 ha insegnato a Firenze storia e critica del cinema presso la facoltà di Magistero e di Sociologia e critica del cinema all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Parallelamente all’attività accademica, sin dagli anni Sessanta B. ha proposto interventi politico-culturali sul cinema e la televisione in riviste e quotidiani italiani e stranieri, tra cui “”Lotta continua”” (di cui è stato direttore) e “”Image et son””. Deputato del Parlamento italiano dal 1980 al 1983 nelle file del Partito radicale è passato, l’anno successivo, nei banchi della sinistra indipendente. Interessato, sin dagli inizi della sua carriera, alle forme e agli sviluppi dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, in Sociologia del cinema: pubblico e critica cinematografica (1963) si è occupato delle mutazioni del pubblico e dell’impatto del cinema nel dibattito culturale del dopoguerra. In Film e opera letteraria (1964), ha offerto un’analisi del rapporto tra testo cinematografico e testo letterario che sarà un punto di riferimento nel dibattito teorico italiano e internazionale. In testi come Comunicazione audiovisiva e educazione (1966), Politica culturale e comunicazioni di massa (1968) e Informazione e controinformazione (1972), B. ha sviluppato il problema del rapporto tra le trasformazioni della società e l’evoluzione dei mass media, visti sia come mezzi per la formazione del consenso, sia come forme in grado di offrire strumenti per l’analisi critica della realtà. Tra le sue opere più recenti, Cybercomunicazione e spazi pubblicitari (1998) e Neorazzismi e mutazione biotecnologica (1999), entrambe scritte in collaborazione con S. Fortunato. J. Urrutia, Imago litterae. Cine, literatura, Sevilla 1984, pp. 10-14; C. Bragaglia, Critica e critiche, Milano 1987, passim; L. Pellizzari, Contributi ad una storia della critica cinematografica italiana, Roma 1999, p. 251 e passim.”,”TEOS-322″
“BALDELLI Pio”,”Informazione e contro informazione.”,”BALDELLI Pio è nato a Perugia e insegna “”Storia del cinema””, “”Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa””. Tra le sue opere principali segnaliamo la “”Sociologia del cinema”” (Editori Riuniti 1963)., “”Film e opera letteraria”” (Marsilio, 1964), “”Politica culturale e comunicazione di massa”” (1968). Successo del cinema italiano. “”Quali film italiani hanno raggiunto il massimo successo di pubblico popolare dal ’52 al 67′? Nella tabella che segue gli incassi di ciascun film sono ragguagliati al costo medio del biglietto d’ingresso nel giugno 1969. 1. Guerra e pace (1955) (4.283.530.000) 2. Per qualche dollaro in più (1965) 3. UIisse (1954) 4. Per un pugno di dollari (1964) 5. La donna più bella del mondo (1955) 6. Don Camillo (1952) 7. La dolce vita (1961) 8. Il Gattopardo (1962) 9. Marcellino pane e vino (1955) 10. La tempesta (1958) 11. Pane amore e fantasia (1953) 12. Matrimonio all’ italiana (1964) 13. Pane amore e gelosia (1959) 14. La grande guerra (1959) 15. Il buono, il brutto e il cattivo (1967) (2.668.003.000) (pag 345)”,”EDIx-028-FV”
“BALDERSTON Theo”,”Economics and Politics in the Weimar Republic.”,”BALDERSTON Theo è Senior Lecturer in Storia economica all’ università di Manchester. Ha studiato l’ economia di Weimar e ha scritto ‘The Origins and Cours of the German Economic Crisis, 1923-1932′ (Berlino, 1993). “”La teoria quantitativa dell’ inflazione tedesca. La più fondamentale teoria dell’ inflazione tedesca è la ‘teoria della quantità’. Popolarizzata come “”troppo denaro prende troppe poche merci”” (too much money chasing too few goods), la sua classica applicazione all’ inflazione germanica fu di Bresciani-Turroni (1937).”” “”The most basic theory of the German inflation is the ‘quantity theory’. Popularised as ‘too much money chasing too few goods’, its classic historiographic application to the German inflation was by Bresciani-Turroni (1937).”” (pag 36-37)”,”GERG-063″
“BALDET Marcel”,”La vie quotidienne dans les Armées de Napoléon.”,”Mito di Bonaparte. Thiers ha suggerito a Luigi Filippo la grandiosa celebrazione del “”ritorno delle Ceneri”” per associare la nuova monarchia all’esaltazione di Napoleone e della sua armata. Molti anziani soldati hanno partecipato al corte funebre… (pag 312)”,”FRAN-062-FSL”
“BALDI Stefano CAGIANO DE AZEVEDO Raimondo”,”La popolazione italiana verso il 2000. Storia demografica dal dopoguerra ad oggi.”,”Stefano BALDI è diplomatico, studioso di problemi della popolazione (in servizio presso le Organizzazioni internazionali a Ginevra); CAGIANO DE AZEVEDO è docente di demografia e preside della Facoltà di economia nell’Università la Sapienza di Roma.”,”ITAS-129″
“BALDI Gianni”,”I potenti del sistema o il sistema dei potenti.”,”BALDI Gianni è stato redattore dell’Avanti! clandestino poi è passato a Milano Sera (1945) e più tardi a ‘Epoca’ e ‘Storia illustrata’. Ha collaborato con ‘Il Mondo’ e l’Europeo. Quindi è diventato vicedirettore di ‘Successo’.”,”ITAE-242″
“BALDI Ernesto”,”Giordano Bruno.”,”””Per ragioni non bene accertate, ma forse a causa delle opinioni manifestate in lezioni pubbliche dal Bruno (che in quell’Accademia impartì insegnamenti matematici sviluppando le intuizioni del Cusano), venne in contesa col Boethius, pastore e soprintendente della Chiesa evangelica, alla quale il Bruno aveva aderito a Ginevra. Fu scomunicato da questa chiesa luterana, come a Ginevra dal calvinismo, come a Parigi era stato investito dagli scolastici, come ad Oxford osteggiato dai dottori di quella Università, come poi a Venezia sarà carcerato e infine a Roma condannato a morte dai teologi del Sant’Uffizio. Era questo il destino di Bruno, il destino di chi in quell’epoca intendeva professare la libera speculazione filosofica, di chi proponeva di ricercare criticamente la verità. E non solo nella comunità cattolica, ma anche in nazioni protestanti, perché ancora il principio di tolleranza era un’utopia (…)””. (pag 57) “”La libera Venezia, l’anti-Roma, dove è consultore di Stato fra Paolo Sarpi, che discute con Galilei intorno alle nuove applicazioni matematiche, la repubblica del Rinascimento, che aveva imprigionato il più grande filosofo del Rinascimento, ora lo consegna all’inquisizione di Roma””. (pag 72-73″,”RELC-286″
“BALDI Stefano CAGIANO DE AZEVEDO Raimondo”,”La popolazione italiana. Storia demografica dal dopoguerra ad oggi.”,”Stefano Baldi, diplomatico, studioso di problemi della popolazione, è capo dell’ufficio di Statistica del ministero degli Affari Esteri; Raimondo Cagiano de Azevedo è docente di Demografia e preside della Facoltà di economia nell’Università la Sapienza di Roma. Anni 1970. Profondi mutamenti. Calo della mortalità infantile Calo dei matrimoni e delle nascite Inversione di tendenza del saldo migratorio Decentramento urbano”,”DEMx-005-FV”
“BALDINI Massimo”,”La storia delle utopie.”,”BALDINI è ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Perugia. Ha insegnato nelle università di Bari, Siena, Roma ‘La Sapienza’ e LUISS. E’ autore di numerose opere.”,”SOCU-003″
“BALDINI Umberto”,”Michelangelo.”,”””Quattro anni di lavoro memorabile, a creare quell’ opera che- come dice il Vasari – ‘è stata ed è veramente la lucerna dell’ arte nostra, che ha fatto tanto giovamento e lume all’ arte della pittura, che ha bastato ad illuminare il mondo, per tate centinaia d’anni in tenebre stato’. Essa è veramente quella che realizza la più compiuta espressione del suo genio. In quasi cinquecento metri quadrati di volta Michelangelo dà vita alla più grande storia spirituale dell’ umanità (…). Ecco perché la Sistina è il canto più formidabile della sua aperta esaltazione dell’ eroica lotta dell’ uomo contro la schiavitù, ecco perché ha una terribilità così spaventosa e una temperatura morale che richiama alla memoria il mondo della Commedia dantesca”” (pag 60-61)”,”BIOx-063″
“BALDINI Artemio Enzo”,”L’educazione di un principe luterano. Il ‘Furschlag’ di Johann Eberlin, tra Erasmo, Lutero e la sconfitta dei contadini. Edizione critica in ‘Neuhochdeutsch’ e versione italiana del testo manoscritto inedito.”,”Artemio Enzo Baldini è professore ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Torino, dove insegna anche Teorie e storia della democrazia. Tra le sue pubblicazioni. ‘Istanze utopiche e dibattito politico agli inizi della Riforma luterana’ in ‘Alberto Tenenti. Scritti in memoria’ a cura di P. Scaramella, Bibliopolis, 2005, e ‘Machiavellismo e machiavellismi’, in ‘Anglo-american faces of Machiavelli’ (a cura di A. Arienzo e G. Borrelli, Polimetrica, 2009).”,”RELP-006-FMB”
“BALDINI Enzo A. a cura; saggi e interventi di Enrico NUZZO Cesare VASOLI Maurizio VIROLI Robert BIRELEY Davide BIGALLI Antonio Manuel HESPANHA Horst DREITZEL Wolfgang WEBER Gianfranco BORRELLI A. Enzo BALDINI Moisés GONZÁLES Vittorio DINI Diego QUAGLIONI Silvio SUPPA Yves Charles ZARKA Alberto ANDREATTA Saffo TESTONI-BINETTI Mario TURCHETTI Luis Reis TORGAL Valerio MARCHETTI Michael STOLLEIS Maurizio BAZZOLI Gian Luigi BETTI Paolo PASSAVINO Cesare VASOLI Costantino GARCÍA Antonio ALVAREZ DE MORALES Walter GHIA Franco Alberto CAPPELLETTI Michel SENALLART”,”Aristotelismo politico e ragion di stato. Atti del convegno internazionale di Torino, 11-13 febbraio 1993.”,”Tra i nomi più citati Aristotele, Bodin, Botero, Machivelli, Tacito”,”TEOP-036-FMB”
“BALDINI Artemio Enzo a cura; saggi di Michel SENELLART Aldo MAZZACANE Michel STOLLEIS Alberto ANDREATTA Hans W. BLOM Maurizio VIROLI Yves Charles ZARKA Gianfranco ZANCARINI Artemio Enzo BALDINI”,”La Ragion di Stato dopo Meinecke e Croce. Dibattito sulle recenti pubblicazioni. Atti del seminario internazionale di Torino, 21-22 ottobre 1994.”,”Artemio Enzo Baldini (Licciana Nardi, Massa Carrara, 1945) ha insegnato Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. Ha curato, tra l’altro un volume di Atti: ‘Botero e la Ragion di Stato’ (Olschki, 1992) e ‘Jean Bodin a 400 anni dalla morte: bilancio storiografico e prospettive di ricerca’ (Olschki, 1997). Ragion di Stato: Questo concetto, sviluppato da Niccolò Machiavelli nel suo libro “”Il Principe””, si riferisce alla pratica di utilizzare qualsiasi mezzo necessario per mantenere il potere e la stabilità dello stato, anche se ciò comporta azioni moralmente discutibili. Realpolitik: Questo termine tedesco, che significa “”politica della realtà””, si riferisce a una politica basata su considerazioni pratiche e realistiche piuttosto che su ideali o principi morali. È stato utilizzato per descrivere la politica estera pratica e pragmatica, in particolare nel XIX secolo in Germania. Realismo politico: Questa è una teoria delle relazioni internazionali che enfatizza l’importanza del potere e degli interessi nazionali rispetto a ideologie o principi morali. Il realismo politico sostiene che gli stati agiscono principalmente per garantire la propria sicurezza e il proprio potere in un sistema internazionale anarchico2. In sintesi, tutti e tre i concetti condividono l’idea che la politica dovrebbe essere basata su considerazioni pratiche e realistiche, piuttosto che su ideali morali o etici. La “”Ragion di Stato”” può essere vista come un precursore della “”Realpolitik”” e del realismo politico, poiché tutti enfatizzano l’importanza del potere e della sicurezza nazionale. (f. google)”,”TEOP-039-FMB”
“BALDINI Artemio Enzo GUGLIELMINETTI Marziano a cura; saggi di Marziano GUGLIELMINETTI Emanuela SCARANO Elena FASANO-GUARINI Artemio Enzo BALDINI Jean-Claude ZANCARINI Jean-Louis FOURNEL Pierre JODOGNE Raffaella CASTAGNOLA Paolo CARTA Mario POZZI Diego QUAGLIONI Franco BARCIA Gianfranco BORRELLI”,”La «riscoperta» di Guicciardini. Atti del Convegno internazionale di studi. Torino 14-15 novembre 1997.”,”A.E. Baldini (Massa Carrara, 1945) è stato Prof ord. di Storia del pensiero politico nella Fac. di Scienze politi che dell’Università di Torino. M. Guglielminetti (Torino, 1937-2006) è stato Prof. ordinario di Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell’Univ. di Torino.”,”STOx-028-FMB”
“BALDISSARA Luca PEZZINO Paolo a cura; saggi di Lutz KLINKHAMMER Pieter LAGROU Christian INGRAO Joanna BOURKE Jay WINTER Olivier WIEVIORKA Adolfo MIGNEMI Gabriella GRIBAUDI H. James BURGWYN Nicola LABANCA Lidia SANTARELLI Dianella GAGLIANI”,”Crimini e memorie di guerra. Violenze contro le popolazioni e politiche del ricordo.”,”Saggi di Lutz KLINKHAMMER Pieter LAGROU Christian INGRAO Joanna BOURKE Jay WINTER Olivier WIEVIORKA Adolfo MIGNEMI Gabriella GRIBAUDI H. James BURGWYN Nicola LABANCA Lidia SANTARELLI Dianella GAGLIANI “”Nel caso del massacro di Oradour, compiuto dalla Divisione Waffen-SS Das Reich il 10 giugno 1944, si può invece dimostrare che la decisione di assassinare donne, bambini e uomini del posto, fu presa durante un colloquio tra i comandanti di compagnia la sera precedente l’eccidio ed eseguita a sangue freddo : le vittime furono condotte nella chiesa locale e uccise attraverso l’innesco di una carica esplosiva”” (Lutz Klinkhammer) (pag 87) “”A parte il diverso trattamento riservato agli ebrei, il comportamento delle forze di occupazione italiane non si era discostato in modo significativo da quello dell’alleato tedesco. Gli italiani, semmai, esasperarono alcuni aspetti delle violenza militare sui civili, anticipando pratiche di guerra totale che sarebbero state adottate su larga scala dai comandi tedeschi solo nel corso dell’ultimo anno di occupazione nel 1943-44. A queste conclusioni giunsero i giudici incaricati di istruire l’indagine sui crimini di guerra; i quali, tra l’altro, misero l’accento sull’attitudine, che ritennero particolarmente spiccata nei reparti italiani, verso la spoliazione della popolazione civile. Se, in generale, la “”mania della razzia”” acveva costituito un elemento peculiare della mentalità degli occupanti, essa era stata soprattutto una caratteristica degli italiani, i quali – stando ai risultati dell’inchiesta governativa – non si erano mai astenuti dal saccheggio, né durante i rastrellamenti, né durante le fucilazioni: sempre, prima di dare alle fiamme i villaggi o di ordinarne il bombardamento, gli ufficiali italiani davano disposizioni alla truppa di procedere al saccheggio degli abitati e alla spoliazione delle vittime”” (pag 280) (Lidia Santarelli)”,”QMIS-150″
“BALDISSARA Luca BERGAMASCHI Myriam CANOVI Antonio DE-BERNARDI Alberto PEPE Adolfo, a cura; studi e ricerche di Luca BALDISSARA Sandro BELLASSAI Myriam BERGAMASCHI Nicola BRUGNOLI Antonio CANOVI Alberto DE-BERNARDI Ilaria DEL-BIONDO Claudia FINETTI Fabrizio LORETO Giannetto MAGNANINI Adolfo PEPE Andrea RAPINI Marica TOLOMELLI”,”Un territorio e la grande storia del ‘900. Il conflitto, il sindacato e Reggio Emilia. Vol. II. Dal secondo dopoguerra ai primi anni ’70.”,”Studi e ricerche di Luca BALDISSARA Sandro BELLASSAI Myriam BERGAMASCHI Nicola BRUGNOLI Antonio CANOVI Alberto DE-BERNARDI Ilaria DEL-BIONDO Claudia FINETTI Fabrizio LORETO Giannetto MAGNANINI Adolfo PEPE Andrea RAPINI Marica TOLOMELLI”,”MITT-002-FP”
“BALDISSARA Luca, a cura; saggi di Giovanni ARRIGHI Stefano BATTILOSSI Riccardo BELLOFIORE Robert LUMLEY Charles S. MAIER Patrick McCARTHY Giorgio NEBBIA Domenico PRETI Federico ROMERO Mariuccia SALVATI Luca BALDISSARA”,”Le radici della crisi. L’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta.”,”Luca Baldissara, assignista di ricerca presso l’Università di Pisa (2001), collaboratore dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna di Bologna e redattore della rivista ‘Novecento. Rassegna di storia contemporanea’ è coautore di ‘Storia contemporanea e università’ (1993) e ha pubblicato alcuni volumi per le Edizioni Il Mulino. Saggi di Giovanni ARRIGHI Stefano BATTILOSSI Riccardo BELLOFIORE Robert LUMLEY Charles S. MAIER Patrick McCARTHY Giorgio NEBBIA Domenico PRETI Federico ROMERO Mariuccia SALVATI Luca BALDISSARA Lo spettro di una crisi generale del capitalismo. “”Hobsbawm è un po’ generico, o reticente, sulle ragioni della crisi, ma a questo proposito vi è solo l’imbarazzo della scelta se si procede alla consultazione delle trattazioni specialistiche. Per quel che riguarda per esempio, le analisi degli economisti, le linee che sono state percorse sono innumerevoli. Tra queste, segnalo soltanto tre grandi gruppi. Il primo insieme di spiegazioni ha a che vedere con la tecnologia. In questo modo di vedere le cose, per il quale recentemente è possibile vedere i lavori degli economisti francesi Gérard Duménil e Dominique Lévy, la causa profonda della crisi sarebbe da individuare nella riduzione del tasso di crescita della produttività, a sua volta riconducibile alla natura delle tecniche impiegate (3). Almeno dagli anni Sessanta, si sostiene, è possibile constatare un rallentamento nella produttività oraria del lavoro e un declino del saggio del profitto dovuto al peso crescente del capitale fisso rispetto al lavoro vivo. Il riferimento esplicito degli autori, statisticamente attrezzati e al passo con le teorie economiche di impostazione classico-ricardiana e keynesiana, è al Marx del terzo libro del ‘Capitale’, quello della caduta tendenziale del saggio del profitto, lo stesso Marx che sta dietro la ricostruzione della crisi che fu tempestivamente fornita nei primi anni Settanta da Ernest Mandel, recentemente scomparso, nel suo ‘Spätkapitalismus’, dove però il tema della crescita della composizione organica del capitale veniva inserito dentro una ripresa della teoria delle “”onde lunghe”” del capitalismo (4). Alla tecnologia e alle onde lunghe hanno fatto, in vario modo, riferimento anche autori non marxisti, come Gerhard Mensch o i neoschumpeteriani. Il secondo blocco di spiegazioni si volge invece al tema dell’anarchia nel modo di produzione capitalistico, e perciò della concorrenza fra capitali, articolandolo con il tema della sovrapproduzione. Esemplare di questo approccio è il recente contributo di Robert Brenner che copre l’intero numero 229 della “”New Left Review”” (5). A parere di Brenner, tra il 1965 e il 1973 i capitalismi tedesco e giapponese avevano oramai ultimato l’inseguimento degli Stati Uniti ed erano di conseguenza in grado di impiegare nel settore manifatturiero tecnologia avanzate con manodopera relativamente meno costosa, e potevano perciò praticare prezzi inferiori rubando quote di mercato all’economia del paese guida. Ne risultò una minore profittabilità per le imprese americane, che si trovarono con un eccesso di investimenti e di capacità produttiva. A impedire una uscita morbida dalle difficoltà e a determinar un rallentamento di lungo periodo dell’economia mondiale contribuì in modo decisivo l’irreversibilità dell’investimento in capitale fisso che indusse i produttori manifatturieri Usa a non spostare i propri capitali su altre attività. La risposta americana alla concorrenza – introduzione di nuove tecniche e attacco al lavoro, da parte delle imprese; uso aggressivo della propria posizione di vantaggio nel sistema internazionale dei pagamenti, che sfociò nel crollo del sistema di Bretton Woods e nel successivo, continuo scivolamento del dollaro per tutto il decennio, da parte del governo – generalizzò la crisi agli altri paesi avanzati. Il referente teorico potrebbe essere qui individuato nel Marx del secondo libro del ‘Capitale’, secondo il quale la caccia all’economia dei costi delle singole imprese si traduce in una crisi di realizzazione dell’intero sistema economico per il tramite delle sproporzioni, mentre il gruppo raccolto attorno a Paul Sweezy e al gruppo della “”Monthly Review”” insiste piuttosto sul filone del sottoconsumo. Il terzo gruppo di spiegazioni individua la radice della crisi nel conflitto sociale, ritenuto responsabile di una compressione dei profitti che viene interpretata come non interamente riconducibile alla autonomia dinamica tecnologica o all’insufficienza di sbocchi. (…)”” (pag 60-62) [note: (3) Cfr. G. Duménil D. Lévy, La dynamique du capita. Un siécle d’économie américaine, Puf, Paris, 1996 e, degli stessi autori, ‘La disoccupazione strutturale nella crisi di fine secolo. Un confronto fra l’esperienza europea e quella statunitense’ in R. Bellofiore (a cura), ‘Il lavoro di domani. Globalizzazione finanziaria, ristrutturazione del capitale e mutamenti della produzione’, BFS, Pisa, 1998; pp. 51-70; (4) Cfr. E. Mandel, ‘Late Capitalism’, New Left Books, London, 1975 (ed. orig. 1972); Id., The Second Slump’, idem, London, 1978 (ed. orig. 1977). Un’altra analisi che rivendica, con argomenti ancora diversi, la teoria della caduta del saggio del profitto come chiave interpretativa dello sviluppo e della crisi del secondo dopoguerra è quella di M.J. Webber, D.L. Rigby, ‘The Goldn Age Illusion Rethinking Postwar Capitalism’, Guilford press, NY, 1996; (5) Cfr. R. Brenner, The Economic of Global Turbolence. Uneven Development and The Long Downturn: The Advanced Capitalist Economies from Boom to Stagnation, 1950-1998′, in ‘New Left Review’, 1998, n. 229, p. 1-265] [Riccardo Bellofiore, ‘I lunghi anni Settanta. Crisi sociale e integrazione economica internazionale’ (pag 57-102) (in) Luca Baldissara, a cura, ‘Le radici della crisi. L’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta’, Carocci, Roma, 2001]”,”ECOI-013-FP”
“BALDISSARA Luca a cura, saggi di Charles S. MAIER Riccardo BELLOFIORE Domenico PRETI Mariuccia SALVATI Federico ROMERO Giovanni ARRIGHI Stefano BATTILOSSI Patrick McCARTHY Robert LUMLEY Giorgio NEBBIA”,”Le radici della crisi. L’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta.”,”Luca Baldissara, assegnista di ricerca presso l’Università di Pisa, collaboratore dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna di Bologna, redattore della rivista ‘Novecento’. Ha al suo attivo varie pubblicazioni. Tra i temi trattati: La “”guerra dei tassi di interesse”” e la trasmissione internazionale della politica monetaria americana, 1965-71 (pag 191-) [di S. Battilossi]”,”ITAE-095-FP”
“BALDISSERA Annalisa”,”La teoria delle crisi economiche da Marx a Sweezy.”,”””Il medesimo invariato presupposto delle sproporzioni tra settori mutuato da Marx conduce infatti in un caso, nell’ interpretazione di Hilferding, alla deduzione di crisi cicliche, per natura ricorrenti; nell’ altro, ovvero nelle teoretiche di Tugan-Baranowski all’ individuazione di crisi di assestamento, non necessariamente ripetitive, ma al contrario temporanee e risolvibili””. (pag 60) “”Così i primi, inclini alle sproporzioni inter-settoriali (Tugan-Baranowskij; Hilferding), tralasciano le inclinazioni disfattistiche marxiane e privilegiano la via della risolvibilità delle crisi, appunto accogliendo, sebbene con toni e sfumature più o meno accesi, l’ ipotesi dell’ equilibrio potenziale della riproduzione allargata e la tesi di una possibile sopravvivenza del sistema, ancorché in contesti riformati, rectius organizzati ad assicurare esogenamente quell’ equilibrio. Diversamente i secondi, e fra loro specialmente Rosa Luxemburg, che nella predilezione, fra le deduzioni marxiane, di quelle più marcatamente pessimistiche, conviene con il Maestro sul destino conclusivo del sistema capitalistico, ma intravede fra quest’ ultima predizione e lo schema della riproduzione allargata una contraddizione logica, alla cui soluzione ritiene di pervenire attraverso l’ eliminazione delle ipotesi astratte (“”autosufficienza”” e “”isolamento””) su cui placidamente riposa lo schema medesimo””. (pag 74)”,”TEOC-293″
“BALDISSONE Giusi”,”Filippo Tommaso Marinetti.”,”BALDISSONE Giusi è nata nel 1948 a Vercelli dove insegna italiano e storia in una scuola secondaria. “”Nel 1924 viene pubblicato il ‘Primo Manifesto surrealista’, scritto da Breton. Nel ’35 Breton scrive: ‘””Trasformare il mondo””, ha detto Marx; “”Cambiare la vita””, ha detto Rimbaud; queste due parole d’ordine sono per noi una sola””. Al di là del segno dell’ideologia, la posizione nei confronti del mondo e dell’arte è molto vicina a quella di Marinetti.”” (pag 213)”,”BIOx-260″
“BALDOLI Claudia”,”Il nostro maggio. All’ origine della festa dei lavoratori: autobiografie e testimonianze di Chicago.”,”BALDOLI Claudia è ricercatrice alla Hertfordshire University (UK). Per le edizioni Spartaco ha già curato nel 2004, l’ antologia degli scritti di Marie Louise BERNERI e Vera BRITTAIN ‘Il seme del caos. Scritti sui bombardamenti di massa (1939-1945)’. “”Il comizio di Haymarket Square del 4 maggio 1886 doveva essere una manifestazione di protesta. A Chicago, il corteo del 1° maggio per le otto ore era stato pacifico e molto partecipato: 80.000 persona avevano scioperato e, insieme alle loro famiglie, avevano riempito la città. Gli slogan su cartelli e striscioni dicevano in inglese e in tedesco: “”Otto ore – orario di lavoro 1° maggio 1886″”, “”Libertà senza uguaglianza è una menzogna””, “”Capitale privato è lavoro rubato””, “”La nostra civiltà – il manganello e il proiettile del poliziotto””. Due giorni dopo, quando i lavoratori licenziati di una fabbrica che produceva mietitrici, la McCormick protestarono davanti ai cancelli e si lanciarono contro i crumiri, la polizia iniziò a sparare e ammazzò sei persone. (…)””. La manifestazione di Haymarket fu convocata il giorno dopo la sparatoria e i morti ai cancelli McCormick per protestare contro la violenza della polizia, oltre che per continuare la lotta per le otto ore che ormai dilagava nel paese””. (pag 57-58)”,”MUSx-188″
“BALDONE Salvatore”,”Produzione e distribuzione del reddito. Appunti di economia politica,”,”Salvatore Baldone è assistente ordinario nell’Università di Bologna dove è anche incaricato di Economia politica presso la Facoltà di Scienze politiche. Si interessa di teoria della produzione e della distribuzione: un suo lavoro sul capitale fisso è stato recentemente pubblicato in ‘Contributi alla teoria della produzione congiunta’.”,”ECOT-128-FL”
“BALDRY H.C.”,”I greci a teatro. Spettacolo e forme della tragedia.”,”H.C. Baldry (1907) è professore emerito di letterature classiche all’Università di Southampton. “”La messa in scena di un dramma implica una spesa, e nell’antica Grecia nessuno immaginava che il teatro potesse o dovesse essere economicamente autosufficiente. Un ulteriore compito dell’arconte era quello di provvedere al primo finanziamento della competizione, trovando per ogni drammaturgo un ‘corego’ o promotore, un patrono, se si può parlare di patronato obbligatorio, un contribuente di sovrimposta, se il pagamento di imposte eccezionali può condurre alla gloria”” (pag 35)”,”STAx-306″
“BALDUCCI Rolando”,”Alessandro Balducci e gli albori del socialismo nel forlivese, 1880-1904.”,”””Ed ora eccolo a mani giunte davanti a Crispi: “”A Forlì corro rischio di perdere la mia base””. E Crispi gli dà il decreto di nomina del commissario regio col nome in bianco. Il disastro forlivese era l’ ultimo anello di una catena di interessi politici-finanziari di cui il primo anello era Fortis legato agli altri due maneggioni: “”L’ affare della Banca Popolare è come l’ acqua che fa sortir dal buco il grillo che se ne stava nascosto e che ora saltabecca per salvarsi.”” Ormai Fortis deve lui, pigro nato, tirarsi su le maniche e lavorar al proprio salvataggio. Dove sono i beati tempi di Brasini che faceva tutto?””. (pag 65)”,”MITS-247″
“BALDWIN James”,”La prossima volta il fuoco. Due lettere.”,”James BALDWIN (New York 1924, Nizza 1987) è stato il grande narratore della condizione dei neri d’ America. Impegnato nelle battaglie per i diritti civili e per l’ integrazione razziale ha scritto: -Gridalo forte (1953) -La camera di Giovanni (1956) -Un altro mondo (1961) -Blues per l’ uomo bianco (teatro, 1964) -Stamattina, stasera, troppo presto (1965) -L’ angolo dell’ amen (teatro, 1968) -Sulla mia testa (1979) Tra i suoi saggi: -Mio padre doveva essere bellissimo (1955) -La prossima volta, il fuoco (1963) -Il prezzo del biglietto (1985).”,”VARx-010″
“BALDWIN Hanson W.”,”Strategie pour demain.”,”Hanson BALDWIN, vincitore di un premio Pulitzer, è stato specialista di questioni militari sul ‘New York Times’. Nel suo libro molto documentato esamina gli elementi essenziali di una dottrina militare realista quanto alla filosofia che la ispira, ambiziosa quanto agli obbiettivi che si assegna. Sul piano internazionale la fine del mondo bipolare richiede una nuova divisione di responsabilità tra gli USA e i suoi alleati. Cosi l’A proconizza la modifica dei trattati NATO.”,”USAQ-017″
“BALDWIN James”,”La prossima volta il fuoco. Due lettere.”,”James BALDWIN (New York 1924, Nizza 1987) è stato il grande narratore della condizione dei neri d’ America. Impegnato nelle battaglie per i diritti civili e per l’ integrazione razziale ha scritto: -Gridalo forte (1953) -La camera di Giovanni (1956) -Un altro mondo (1961) -Blues per l’ uomo bianco (teatro, 1964) -Stamattina, stasera, troppo presto (1965) -L’ angolo dell’ amen (teatro, 1968) -Sulla mia testa (1979) Tra i suoi saggi: -Mio padre doveva essere bellissimo (1955) -La prossima volta, il fuoco (1963) -Il prezzo del biglietto (1985).”,”USAS-072″
“BALDWIN Hanson W.”,”La campagna di Polonia. La battaglia d’Inghilterra. L’invasione di Creta.”,”L’autore è stato un critico militare del New York Times. Già nel dicembre 1939, con la conquista lampo della Polonia, egli fu uno dei pochissimi a notare che pur essendo stata una dimostrazione di forza tedesca essa non fu un capolavoro assoluto di arte bellica come Hitler e Goebbels pretendevano. Ciò gli permise allora di predire con esattezza gli errori che i capi tedeschi avrebbero commesso in seguito.”,”QMIS-174″
“BALES Kevin”,”I nuovi schiavi. La merce umana nell’ economia globale. (Tit. orig.: Disposable People. New Slavery in the Global Economy)”,”Kevin BALES, militante di Anti-Slavery International, lavora presso il Roehampton Institute dell’ Università del Surrey, in Gran Bretagna. E’ tra i massimi esperti mondiali della schiavitù contemporanea. ‘I nuovi schiavi’ ha vinto il Premio Internazionale Viareggio Versilia nel 2000. “”Si può instaurare un regime di terrore: “”Per intimidirli, il padrone non deve fare altro che presentarsi e, senza ragione, spaccare tutti i mattoni crudi appena fatti, il lavoro di un’ intera giornata, senza nessuna ragione””. Niente mattoni significa niente paga, e l’ operaio può vivere nel terrore di un trattamento ancora peggiore. Zafar Iqbal confermava le torture denunciate in alcune fornaci: “”Se un operaio giovane alza la testa o crea fastidi, gli terranno la gamba nel forno per qualche secondo e gliela bruceranno. E’ una cosa che capita spesso. Fanno venire al forno gli altri operai e li obbligano a guardare””. (pag 152)”,”CONx-114″
“BALES Kevin”,”I nuovi schiavi. La merce umana nell’economia globale.”,”Kevin Bales, militante di Anti-Slavery International, lavora presso il Roehampton Institute dell’Università del Surrey, in Gran Bretagna. É tra i massimi esperti mondiali della schiavitù contemporanea. I nuovi schiavi ha vinto il Premio Internazionale Viareggio Versilia nel 2000.”,”CONx-022-FL”
“BALESTRERI Leonida”,”Stampa e opinione pubblica a Genova tra il 1939 e il 1943. Dagli inizi della seconda guerra mondiale al colpo di stato del 25 luglio.”,”BALESTRERI Leonida giornalista è nato a Genova nel 1907. Ha partecipato alla lotta antifascista nelle file del Movimento Giustizia e Libertà- Arrestato durante il fascismo per due volte ha subito processo detenzione e campo di concentramento. Dopo la Liberazione ha svolto attività politica in PdA e poi nel movimento di Unità Popolare infine nel Partito Radicale venendo anche eletto consigliere al Comune di Genova. Si è interessato di Risorgimento e Resistenza. “”Uno dei sintomi di più singolare natura degli umori dell’opinione pubblica italiana, di giorno in giorno più ostile al fascismo, fu, dagli ultimi mesi del 1942, la frequenza con cui si cominciarono a notare persone regolarmente iscritte al PNF prive del relativo distintivo. Molti che la tessera del partito avevano preso non per convinzione, ma unicamente per avere un lascia passare per il loro lavoro, traevano dagil sviluppi degli avvenimenti la speranza di potersi finalmente scrollare di dosso il peso che, nolenti, erano stati costretti a subire.”” (pag 97)”,”ITAR-161″
“BALESTRERI Leonida”,”Stampa e opinione pubblica a Genova tra il 1939 e il 1943. Dagli inizi della seconda guerra mondiale al colpo di stato del 25 luglio.”,”””Alla fine di luglio del 1940 la mancata occupazione di Nizza – attribuita a un veto hitleriano – portò un battaglione di camicie nere nella provincia di Lucca dislocate nelle estreme zone della Liguria occidentale a meditare un colpo di mano alla D’Annunzio sulla città natale di Garibaldi”” (il progetto poi non ebbe seguito) (pag 57)”,”LIGU-146″
“BALESTRERI Leonida”,”La Brigata Balilla. Pagine delle lotta partigiana.”,”Quarta edizione a cura dell’ANPI Sezione M. SELLA Ge-Bolzaneto Leonida Balestreri, giornalista, è nato a Genova nel 1907. Ha partecipato alla lotta antifascista nelle file dl movimento di Giustizia e Libertà (GL). Dopo la Liberazione ha svolto attività politica prima nel Partito d’Azione, in seguito nel Movimento di Unità Popolare, e infine nel Partito Radicale venendo anche eletto consigliere al Comune di Genova. Cultore di studi storici ha pubblicato scritti attinenti al Risorgimento, alla Resistenza e alla storia del giornalismo.”,”ITAR-380″
“BALESTRINI Nanni MORONI Primo; a cura di BIANCHI Sergio; brani di Danilo MONTALDI Bruno CARTOSIO Cesare BERMANI Sandro MANCINI Edoarda MASI Franco BOLELLI Sergio BIANCHI Andrea VALCARENGHI Sergio BOLOGNA Paolo VIRNO Rossana ROSSANDA Toni NEGRI Lucio CASTELLANO Lucia MARTINI Oreste SCALZONE Lanfranco CAMINITI Franco TOMMEI Paolo POZZI Aldo BONOMI Umberto ECO G. CORBI G. AMENDOLA Elvio FACHINELLI”,”L’ orda d’oro. 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa politica ed esistenziale.”,”Brani di MONTALDI, Bruno CARTOSIO, Cesare BERMANI, Sandro MANCINI, Edoarda MASI, Franco BOLELLI, Sergio BIANCHI, Andrea VALCARENGHI, Sergio BOLOGNA, Paolo VIRNO, Rossana ROSSANDA, Toni NEGRI, Lucio CASTELLANO, Lucia MARTINI Oreste SCALZONE, Lanfranco CAMINITI, Franco TOMMEI Paolo POZZI, Aldo BONOMI, Umberto ECO, G. CORBI G. AMENDOLA, Elvio FACHINELLI.”,”ITAC-010″
“BALESTRINI Nanni, a cura di Margherita BECCHETTI Giovanni RONCHINI Andrea ZINI”,”Parma 1922. Una resistenza antifascista.”,”Nanni BALESTRINI è uno scrittore di fama internazionale. Negli anni Sessanta è stato tra i principali animatori della “”neoavanguardia””. Lo scritto ‘Parma 1922′ (1973), un radiodramma trasmesso dalla televisione, ricostruisce le cinque giornate di Parma dell’ agosto 1922, quando i rioni popolari della città, organizzati da Guido Picelli e dagli Arditi del popolo, resistettero in armi, erigendo barricate e sbarramenti alle incursioni delle camicie nere di Italo Balbo. La resistenza della Parma proletaria durò fino al 5 agosto, quando le squadre fasciste, sconfitte, abbandonarono la città. “”Picelli: Sono le nostre uniche vittorie. Solo gli Arditi del popolo hanno battuto i fascisti”” (pag 111)”,”ITAD-042″
“BALESTRINI Nanni MORONI Primo, a cura di Sergio BIANCHI Hanno collaborato Franco BERARDI (BIFO) Franca CHIAROMONTE Giairo DAGHINI Letizia PAOLOZZI”,”L’orda d’oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale.”,”Nanni Balestrini, nato a Milano nel 1935, vive tra Roma e Parigi. Autore di poesie e romanzi, ha aderito negli anni sessanta al gruppo di neoavanguardia dei poeti novissimi a al gruppo 63. Primo Moroni, nato in val di Nievole, in Toscana, nel 1936, si è trasferito a Milano negli anni cinquanta. Ha fatto un pò di tutto prima di fondare la libreria Calusca che, in Porta Ticinese, poi in piazza Sant’Eustorgio e infine in via Conchetta col nome City Lights, diventa rapidamente punto di riferimento per la nuova sinistra. É morto a Milanonel 1998.”,”ITAC-019-FL”
“BALFOUR Sebastiàn”,”Castro.”,”BALFOUR Sebastian, professore di storia contemporanea spagnola presso la LSE London School of Economics and Political Sciences. Ha scritto altri libri sul mondo latino americano.”,”AMLx-136″
“BALIBAR Etienne”,”La filosofia di Marx.”,”L’A insegna filosofia alla Sorbona (1942). E’ stato allievo e collaboratore di Louis ALTHUSSER con il quale ha scritto ‘Leggere il Capitale’.”,”MADS-148″
“BALIBAR Etienne”,”Cinq etudes du materialisme historique.”,”Si legge nel Manifesto riguardo alla ‘fine della politica’: “”Una volta spariti gli antagonismi di classe (…) allora il potere pubblico perde il suo carattere politico”” (pag 83)”,”MADS-299″
“BALIBAR Etienne”,”Sur la dictature du proletariat.”,”La questione della dittatura del proletariato è stata pubblicamente posta dal XXII Congresso del Partito Comunista francese (PCF). “”Noi riflettiamo su ciò che si deve intendere per capitalismo di Stato, e consultiamo i vecchi libri. Ora questi vecchi libri parlano di tutt’altra cosa: trattano del capitalismo di Stato che esiste in regime capitalista; ma non c’è un solo libro che esamini il capitalismo di stato in regime comunista. Anche Marx non ha scritto una sola parola su questo soggetto…”” (Lenin, 1922) (pag 157) (Il capitalismo di Stato) “”è un capitalismo a tal punto inatteso, un capitalismo che nessuno assolutamente aveva previsto (…) è un capitalismo tollerato dal nostro Stato proletario: ora, lo Stato siamo noi. Occorre studiare, occorre fare in modo che il capitalismo di Stato nello Stato proletario non possa e non osi debordare il quadro e le condizioni che gli sono state fissate dal proletariato, che sono vantaggiose per il proletariato””. (Lenin, XXXIII, 282, 316-317) (pag 158)”,”LENS-129″
“BALIBAR Etienne”,”La paura delle masse. Politica di filosofia prima e dopo Marx.”,”BALIBAR Etienne (1942) insegna filosofia alla Sorbona. E’ stato allievo e collaboratore di Louis ALTHUSSER, con il quale ha scritto Leggere il Capitale. Ha scritto con Immanuel WALLERSTEIN ‘Razza nazione classe’ (1991). Ha pubblicato libri anche in Italia tra cui ‘La filosofia di Marx’ (1994) e ‘Spinoza e la politica’ (1996). Contiene il capitolo: ‘Un giacobino chiamato Marx?’ (Marx e la rivoluzione francese) (pag 89-94) Il motto repubblicano: liberté, égalité, fraternité. “”Fratellanza, prima di tutto: è la questione degli anni 1840 e 1850, quando Marx, giovane filosofo, giovane rivoluzionario, assume la guida della Lega dei Giusti, divenuta Lega dei comunisti, e le impone di cambiare la sua parola d’ ordine, passando da “”Tutti gli uomini sono fratelli”” a “”Proletari di tutti i paesi unitevi!””. Poi, Libertà: è la questione degli anni 1860, gli anni dell’ “”economia””, quando l’ autore del Capitale smonta il meccanismo di sfruttamento fondato sul libero contratto tra imprenditore e salariato e scrive questa frase vendicatrice: “”La sfera della circolazione, ossia dello scambio di merci, entro i cui limiti si muovono la compera e la vendita della forza-lavoro, era in realtà un vero Eden dei diritti innati dell’ uomo. Quivi regnano soltanto Libertà, Uguaglianza, Proprietà e Bentham””. Uguaglianza infine: forse il punto più delicato, perché avvia la definizione del comunismo, dunque il “”senso della storia””. E’ la questione degli anni 1870, dopo la Comune di Parigi (che prendeva essa stessa il nome dal suo prototipo del 1793), quando Marx, “”maître à penser”” del socialismo internazionale, si confronta con le ideologie dei partiti socialdemocratici: uguaglianza dei diritti, uguaglianza dei compiti, uguaglianza dei bisogni, qual è il principio che fa uscire dall’ ordine borghese?””. (pag 90) “”Basterebbe notare (…) che lo stesso testo, quando comincia a definire le “”fasi”” successive della “”società comunista””, ha fatto ricorso a due formule di origine immemorabile (Aristotele, l’ Apocalisse), ma prese immediatamente in prestito dal socialismo utopistico e pervenutegli dai dibattiti e dai conflitti della Rivoluzione francese; sono entrambe delle interpretazioni del principio di eguaglianza: “”A uguale lavoro uguale salario”” e “”Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni””. Assumendosi come sempre il rischio di spiegare le cose, e dunque di andar fuori le righe, Engels nell’ Antidühring (1878) opponeva la rivendicazione proletaria dello stesso nome: prendendo la prima in parola, rivolgendo contro i capitalisti il loro stesso linguaggio, “”l’ effettivo contenuto della rivendicazione proletaria dell’ uguaglianza è la rivendicazione della soppressione delle classi. Ogni rivendicazione di eguaglianza che esce da questi limiti va necessariamente a finire nell’ assurdo.”” (pag 92-93)”,”TEOC-309″
“BALIBAR Etienne, a cura di Anna SIMONE e Beppe FOGLIO”,”Noi cittadini d’Europa? Le frontiere, lo Stato, il Popolo.”,”Etienne Balibar è professore emerito all’Università di Paris X e insegna all’Università di California a Irvine. É autore di numerosi libri nel campo della filosofia e delle scienze sociali. Per i nostri tipi ha pubblicato: Le frontiere della democrazia, Spinoza e la politica, Per Althusser, La filosofia di Marx, L’Europa, L’America, la guerra.”,”EURx-041-FL”
“BALIBAR Etienne WALLERSTEIN Immanuel”,”Razza nazione classe. Le identità ambigue.”,”Etienne Balibar (1942) è professore emerito all’Università di Paris X e insegna all’Università di California a Irvine. É autore di numerosi libri nel campo della filosofia e delle scienze sociali. Per i nostri tipi ha pubblicato: Le frontiere della democrazia, Spinoza e la politica, Per Althusser, La filosofia di Marx, L’Europa, L’America, la guerra. Immanuel Wallerstein (1930) insegna sociologia presso la State University di New York a Binghamton, dove dirige il fernand Braudel Center. Già noto studioso dei processi di decolonizzazione dei paesi africani, lavora da anni a un’ampia ricostruzione del capitalismo mondiale dal titolo Il sistema mondiale dell’economia moderna, del quale tre volumi sono apparsi in Italia. Inoltre è stato pubblicato Il capitalismo storico. Contiene: Immanuel Wallerstein, ‘Marx e la storia: percorsi utili e inutili’ (pag 165-176)”,”TEOS-092-FL”
“BALIBAR Etienne MACHEREY Pierre”,”Lingua nazionale e lotte di classe nella Rivoluzione francese.”,”Si tratta della presentazione del libro di Renée Balibar e Dominique Laporte, ‘Le français national’ che studia il processo per cui il francese viene a strutturarsi come lingua nazionale all’opera della rivoluzione democratica borghese del 1789. A partire dalla metà del secolo XVIII (l’epoca dei “”lumi””!), si ha la percezione che si entri, al contrario, in un lungo periodo di ‘descolarizzazione di massa’, che assume questo carattere rispetto alle tendenze precedenti, e il cui carattere “”reazionario”” in tal senso può spiegare in parte le rivendicazioni popolari in materia di istruzione sotto la Rivoluzione. Il progresso dei “”lumi”” nelle classi dominanti vuol dire, per il popolo, o meglio per la “”plebaglia””, il progresso nell’analfabetismo”” (10). Il fatto è che una tale descolarizzazione non si trova compensata da alcuna forma di istruzione professionale o familiare. Quale è la causa di ciò? Essa è, tendenzialmente, l’estensione del ‘lavoro dei fanciulli’, caratteristica fondamentale del passaggio dalla manifattura alla grande industria, e delle prime tappe della “”rivoluzione industriale”” capitalistica, ma anche necessità permanente nella famiglia contadina che è la sede del lavoro manifatturiero “”a domicilio”” (11). I figli del popolo non possono e non devono andare a scuola, perché devono andare in fabbrica, in officina. E’ per questo che non c’è scuola “”primaria”””” (pag 112-113) [(10) Questo fenomeno è testimoniato dai rari storici del problema, e meriterebbe di essere approfondito, se possibile. Cfr. Philip Ariès, ‘L’enfant et la vie familiale sous l’Ancien Régime’, Paris, Plon, 1960, e si confrontino le sue conclusioni con le tabelle statistiche di Leroy-Ladurie, ‘Les paysans du Languedoc’, Paris, Flammarion, che mostrano la regressione dell’analfabetismo nelle campagne fino ai secoli XVI e XVII; (11) Su questo punto, cfr. K. Marx, Il capitale, Libro I, sezioni III e IV, e Jürgen Kuczinski, ‘Les origines de la classe ouvriere’, Paris, Hachette, 1967]”,”FRAR-003-FB”
“BALIBAR Etienne; MONTANARI Marcello; DETLEV Albers”,”Marx, Engels e il partito rivoluzionario (Balibar); La riforma leniniana del partito socialdemocratico (Montanari); Socialdemocrazia di sinistra ed eurocomunismo: la tradizione dell’ austromarxismo (Detlev).”,”””(…) l’elemento di materialismo irriducibile che muove l’evoluzione teorica di Marx e la sua progressiva rottura con tutta l’ideologia borghese. Questa impossibilità, Marx la legge anzitutto nello ‘scarto’ tra l’ideologia illuministica e la storia reale della Rivoluzione francese, da essa ispirata, poi nello scarto tra il socialismo utopistico e la lotta di classe operaia. L’aveva scritto già nel 1843: la politica non è educazione né propaganda («non affronteremo il mondo in modo dottrinario, con un principio nuovo: qui è la verità, qui inginocchiati!» (2)), ma è lotta materiale («occorre sostituire l’arma della critica con la critica delle armi» (3)) (2) Lettera a Ruge, settembre 1843, in K. Marx-F. Engels, Opere complete, III, Roma, Editori Riuniti, 1976, p. 156; (3) Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione, in Opere complete, p. 197″” (pag 105, Balibar) “”Ciò significava anche – e certo le condizioni storiche lo spiegano in gra parte – che Marx ed Engels credevano di poter risolvere le contraddizioni ideologiche interne al partito distinguendo formalmente ‘due centri’, l’uno «politico» e l’altro «teorico», e mettendoli in contatto attraverso rapporti personali. («La gente si immagina che noi dirigiamo tutto di qui a bacchetta, mentre Lei sa quanto me che noi non ci siamo mai menomamente immischiati nelle questioni interne di partito, e se lo abbiamo fatto è stato solo per correggere, possibilmente, errori che a nostro modo di vedere si erano commessi e per giunta ‘soltanto in campo teorico’» (7)”” (pag 114, Balibar) (7) Lettera di Engels a Bebel del 18-28 marzo 1875, in K. Marx F. Engels, Opere scelte, pp. 984-985, corsivo di Engels”,”PARx-001-FB”
“BALIBAR Etienne”,”La paura delle masse. Politica e filosofia prima e dopo Marx.”,”Etienne Balibar (1942) è professore emerito all’Università di Paris X e insegna all’Università di California a Irvine. É autore di numerosi libri nel campo della filosofia e delle scienze sociali. É stato allievo e collaboratore di Louis Althusser, con il quale ha scritto Leggere il Capitale.”,”TEOS-118-FL”
“BALINKY Alexander”,”A economia de Marx: Analise e critica.”,”BALINKY Alexander Opera dedicata dall’autore ai suoi ‘tre grandi maestri’ Donald Piatt, Joseph Schumpeter, Marx Gideonse”,”TEOC-638″
“BALL Alan M.”,”Russia’s Last Capitalists. The Nepmen, 1921-1929.”,”BALL Alan M. è Assistant Professor of History, Marquette University.”,”RIRO-225″
“BALL Philip”,”Molecules. A Very Short Introduction.”,”Philip Ball is a science writer and a consultant editor for Nature. Ackledgements, Preface, List of illustrations, Further reading, Notes, Index, A Very Short Introduction 101,”,”SCIx-196-FL”
“BALL Philip”,”The Elements. A Very Short Introduction.”,”Philip Ball is a science writer and a consultant editor for Nature. Preface, List of figures, Further reading, Notes, Index, A Very Short Introduction 104,”,”SCIx-197-FL”
“BALLADORE PALLIERI G.”,”Diritto internazionale pubblico.”,”Corte permanente di giustizia internazionale. “”(…) La volontà diretta a riconoscere valore alle norme che presiedono al funzionamento della Corte e in ispecie a quelle che sanciscono l’ obbligatorietà delle sue decisioni, è stata manifestata in modo esplicito dagli Stati che hanno ratificato lo Statuto della Corte, o vi hanno acceduto. Tale volontà sarebbe anche implicita nel semplice fatto di sottoporre una controversia determinata al giudizio della Corte (…). Ma nella pratica internazionale si è preferita anche in tale caso una esplicita dichiarazione di volontà, e quando uno Stato non membro della Società accetta per una singola controversia la giurisdizione della Corte, il Consiglio della Società gli richiede (con una procedura regolata dalla risoluzione del 17 maggio 1922) una preventiva dichiarazione di accettare la giurisdizione della Corte conformemente alle norme che ne regolano la attività. Anche quando alcuni Stati, come gli Stati Uniti di America nel 1929, dichiararono di voler ricorrere in modo permanente alla Corte come ad organi per la risoluzione delle loro controversie internazionali, una preventiva accettazione dello statuto venne reputata necessaria.”” (pag 303-304)”,”DIRx-010″
“BALLANTYNE Tony BURTON Antoinette”,”L’età degli imperi globali, 1870-1945.”,”Tony Ballantyne insegna Storia alla University of Otago. Antoinette Burton insegna Storia alla University of Illinois Urbana-Champaign Imperialismo ferroviario giapponese. “”Tuttavia, i collegamenti tra le nuove aspirazioni imperiali e la politica ferroviaria furono chiarissimi, se non proprio all’inizio del periodo Meiji, certamente dalla fine del secolo: al punto che, nel 1899, un giornalista di un settimanale di Tokyo poté osservare ‘en passant’: «Lo strumento migliore per estendere un territorio senza ricorrere alle truppe (…) è la politica ferroviaria» (35). L’affermarsi di una convizione del genere sull’efficienza dell’imperialismo ferroviario è istruttiva. Sulla scia dell’«apertura» forzosa dei porti del Giappone per opera dello squadrone navale di Perry e della diplomazia statunitense verso la fine degli anni Cinquanta del XIX secolo, il Giappone abbandonò la politica del ‘sakoku’ («paese chiuso») adottata dallo shogunato Edo. La flotta delle «navi nere» che il commodoro Matthew Perry guidò verso le coste nipponiche nel luglio del 1853 e nel febbraio del 1854 suscitò interesse e allarme nella classe dirigente del Paese. Le armi, le apparecchiature telegrafiche, il treno a vapore in piccola scala ma funzionante, la sezione circolare di rotaie come campionario dello stato dell’arte, ossia i «doni» recati da Perry all’imperatore, volevano essere, ovviamente, un’inequivocabile e impressionante dimostrazione delle capacità industriali occidentali e della potenza militare statunitense. Le autorità giapponesi, che avevano mostrato un permanente interesse per la medicina e la tecnologia occidentali, studiarono attentamente questi omaggi; i tecnici e i militari discussero del loro valore e realizzarono degli schizzi particolareggiati del funzionamento di una Colt e di una carabine in dotazione alla cavalleria (14). Subito dopo la prima visita di Perry una schiera di burocrati, signori della guerra e studiosi di vari aspetti della politica esplorarono possibilità e conseguenze dei «doni» del commodoro. Furono elaborati numerosi progetti per la creazione di un istituto preposto al coordinamento dello studio delle nuove tecnologie industriali e militari il Bansho Shirabesho (“”Ufficio per lo studio dei libri barbarici””). Il compito di questo istituto di cultura era duplice: valutare la potenza militare, il grado di sviluppo tecnologico e le intenzioni strategiche dei rivali del Giappone; tradurre libri dedicati al «bombardamento», alle «fortificazioni», alla «cantieristica navale», ai «macchinari», ai «prodotti». Con la creazione del Bansho Shirabesho si avviò una riorganizzazione sostanziale della produzione scientifica giapponese e si mutarono radicalmente le relazioni del Giappone con il mondo esterno. Tentativi di sviluppare nuove forme di conoscenza si moltiplicarono soprattutto dopo la restaurazione Meiji del 1868, che accentrò le strutture di governo e rese possibile la creazione di un patrimonio scientifico nazionale favorita e diretta dallo Stato. Lo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto fu un aspetto fondamentale dei tentativi dello Stato Meiji di creare «un Paese ricco e un esercito forte»”” (pag 74-76)”,”RAIx-394″
“BALLARDINI Achille”,”Il risparmio attraverso i secoli. Le Casse di Risparmio ordinarie in Italia.”,”Appendice: – Testo unico delle leggi sulle Casse di Risparmio e sui Monti di Pietà di 1^ categoria. – Statuto dell’ Associazione fra le Casse di Risparmio italiane con le modificazioni deliberate dal III Congresso delle Casse tenuto in Trieste il 22-23 maggio 1922. – Statuto dell’ Istituto di Credito delle Casse di Risparmio italiane. – Statuto dell’ Istituto Internazionale del Risparmio (sede in Milano).”,”E1-BAIT-001″
“BALLARINI Franco”,”Dal liberalismo al corporativismo.”,”‘Dopo il 1922, e principalmente dopo il discorso di Pesaro, cominciò la grandiosa opera di difesa della lira e della sua rivalutazione sino al punto che poi con la legge di stabilizzazione del 20 dicembre 1927 fu ritenuto più confacente all’interesse pubblico. Opera grandiosa e benefica. Essa produsse naturalmente effetti di contrazione dei prezzi, non solo delle cose necessarie alla vita, ma anche dei valori dei terreni, delle case, delle azioni rappresentative delle industrie. Una azione, invece di valere 200 lire, ribassò a 150 od a 100 lire; il che in sostanza non mutò nulla alla realtà, perché tanto valgono 100 lire di adesso come le 200 lire di ieri quando ogni lira nuova attuale, invece di scambiarsi nel rapporto di 6 a 1 contro una lira antica, si scambia nel rapporto di 3 a 1. Ma, frattanto, molti furono i bilanci di banche e di grosse società anonime i quali non poterono più bilanciarsi. Una banca la quale aveva in portafoglio titoli o partecipazioni per 1000 milioni di lire (all’attivo del bilancio) bilanciava con tale attività depositi o conti correnti per 1000 milioni. Quando per effetto benefico della stabilizzazione, i titoli si ridussero all’attivo di valore a 700 od a 500 milioni, al passivo la cifra dei debiti rimase fissa in 1000 milioni. Nacque un deficit, intorno alla cui natura si poté discutere. In certi casi, la colpa della perdita era evidentemente dei dirigenti di banche e società, i quali avevano commesso l’errore di volersi estendere troppo, di voler dominare sull’industria o su aziende connesse. La stabilizzazione, fra gli altri risultati benefici, produsse quello di risvegliare banchieri ed industriali da un sogno troppo roseo, al quale si erano venuti abbandonando da qualche tempo; il sogno di un mondo sempre in ascesa, con guadagni facili, in cui fosse comodo speculare emettendo e vendendo, comprando e vendendo titoli, esercitando industrie non tanto per produrre merci quanto per immaginare espedienti per moltiplicare, con catene fra aziende e aziende, i titoli rappresentativi delle aziende medesime e farne lucroso commercio. Vennero i tempi duri ed il castello di carta crollò. Sarebbe assurdo pretendere che lo Stato abbia ad indennizzare tutte le perdite dovute ad ingordigia, insipienza, animo speculativo’ (pag 119-120)”,”ITAE-374″
“BALLARINO Gabriele COBALTI Antonio”,”Mobilità sociale.”,”Gabriele Ballarino insegna Sociologia economica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Cogestione, conflitto, cooperazione. Antonio Cobalti insegna Sociologia dell’educazione presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. Tra le sue pubblicazioni: con A. Schizzerotto, La mobilità sociale in Italia e, sempre per i tipi della Carocci Lo studio della mobilità.”,”TEOS-033-FL”
“BALLERINI Luigi VANGELISTI Paul a cura, scritti di BLASER Robin BROMIGE David CHERKOVSKI Neeli CLARK Jeff COLE Norma CONOLEY Gillian DUNCAN Robert HASS Robert HEJINIAN Lyn HILLMAN Brenda JOHNSON Ronald KAUFMAN Bob KYGER Joanne LAMANTIA Philip MELTZER David MORIARTY Laura OPPEN George REED Ishmael RICE Stan SCALAPINO Leslie SCHEVILL James SHURIN Aaron SILLIMAN Ron SNYDER Gary SPICER Jack STANLEY George WELCH Lew WHALEN Philip”,”Nuova poesia americana. San Francisco.”,”É questo il secondo volume di una serie dedicata alla poesia contemporanea degli Stati Uniti. Dall’introduzione ‘Per guadagnarsi da vivere con la poesia bisogna prima di tutto ridurre le spese’.”,”USAS-008-FL”
“BALLESTEROS GAIBROIS Manuel AMADEL BASSETTI Bruna CABRERO FERNANDEZ Leoncio CHIARENO Ernesto OCCHINO Rosario SARPA Maria Paola, redazione degli atti; Ernesto LUNARDI presidente del comitato direttivo del Convegno; interventi di Gaetano FERRO Ernesto LUNARDI Raymond Marcus Norero VICENTE Pietro SCOTTI Francesco SURDICH Emilio BIAGINI Silvia CARBONE Silvana ZANOVELLO Ramon R. QUERALTO Alexander RANDA Raquel THIERCELIN-MEMIAS Andrzej WIERCINSKI Manfred KOSSOK e altri”,”Primo convegno internazionale di studi americanistici. Genova-Rapallo, 10-14 novembre 1974. Atti. Organizzato dall’ Associazione Italiana di Studi Americanistici.”,”Tra i relatori c’era Gabriella AIRALDI”,”AMLx-109″
“BALLET René BRISARD Pierre CORNIL Etienne EVANGELISTI Athos FRÈ Camillo FRYDMAN Luciano NAVIRE Ennio POLI Gabriella, testi di; collaborazione di Giancarlo CASTAGNA Danilo FERRERO Emilia FOCACCIA Filippo GRILLO Adriana JEZZI Eleonora MIONTTO Paolo MINUCCI Noris MORANO Saverio PANSA Marisa REGGE; per l’indagine su Torino raccolta di scritti di Roberto BELLATO Ferruccio BERNABO’ Marziano BERNARDI Carlo CASALEGNO Egisto CORRADI Rinaldo DE-BENEDETTI Sergio DEVECCHI Luigi FIRPO Domenico GARBARINO Guido PIOVENE André SIEGFRIED”,”Le capitali dell’auto nel mondo. [Göteborg – Detroit – Wolfsburg – Togliattigrad – Billancourt – Coventry – Cowley – Barcellona – Brasilia – Toyota City – Varsavia – Bielsko Biala – Torino.”,”La storia di Wolfsburg durante il nazismo. (pag 51-57)”,”ECOS-001-FGB”
“BALLETTA Francesco a cura; saggi di Antonella BORRIELLO Francesco BALLETTA Maria Carmela SCHISANI Giuseppe DELLA TORRE Domenicantonio FAUSTO”,”Epicarmo Corbino. Il pensiero dei padri costituenti.”,”Epicarmo Corbino (1890-1984) è stato uno dei maggiori economisti italiani “”Separato il settore industriale da quello armatoriale, Corbino criticava anche tutti gli aiuti e i premi che il governo dava agli armatori, i quali incassavano i compensi, ma continuavano a utilizzare navi che definiva “”vecchie carcasse””. Ciò significava attuare un “”doppio delitto – egli scriveva – perché si imponeva al paese un salasso annuale di varie decine di milioni, e nello stesso tempo gli si vietava di avere una marina pari ai nostri bisogni”” (Corbino, 1922, p. 53). In un altro articolo, che intitolò ‘La moda delle costruzioni navali’, Corbino criticò la corsa all’ampliamento o alla costruzione di nuovi cantieri, vedendo in essi i segni del progresso industriale dell’Italia. Egli invece vedeva, in tali costruzioni solo un grave pericolo per le industrie “”ed un nuovo serio attentato alla sana costituzione delle forze e delle attività economiche del paese”” (Corbino, 1922, p. 54). La ragione della corsa alle costruzioni derivava dalla diffusa convinzione che, con la fine della guerra e la ripresa degli scambi commerciali, sarebbe cresciuta la richiesta di accrescere la disponibilità di navi. Egli rilevava che, secondo le statistiche, durante la guerra, era stata raggiunta una potenzialità di costruzioni tali, che, dopo la guerra, in tutto il mondo, si sarebbe subito soddisfatta la domanda di navi. Pertanto l’Italia si sarebbe trovata a dovere competere con le grandi potenze, senza riuscirvi, perché l’Italia era priva di materie prime necessarie a quelle costruzioni, con i costi più elevati di quelle estere (Corbino, 1922, pp. 55-56) “”sicché non è difficile profezia – scriveva Corbino – quella che afferma che dopo appena qualche anno dal termine della guerra, nel mondo mancheranno di pane se i raccolti non saranno buoni, di tante altre cose se la pace sociale sarà turbata, ma di una cosa sola ci sarà pletora, di cantieri navali. Ora, che queta pletora l’abbiano gli Stati Uniti e l’Inghilterra a noi importa ben poco; è un problema che riguarda quei paesi i quali, d’altra parte, per l’abbondanza del ferro e del carbone, possono sempre lavorare a costi più bassi degli altri. Ma che la si debba avere anche in Italia, proprio quando più sensibile sarà la deficienza di capitali e maggiore il bisogno di attività economiche veramente redditizie, è cosa che non può lasciarci indifferenti”” (Corbino, 1922, pp. 56-57)”” (pag 68-69)”,”ITAE-315″
“BALLHAUSE Walter BECHER Johannes R.”,”Überflüssige Menschen. Fotografien und gedichte aus der Zeit der großen Krise. [Persone superflue. Fotografie e poesie dal tempo della grande crisi]”,”Walter Ballhause, 1911 in Hamein als Sohn eines Schuhmachers und einer Lederstepperin geboren, begam 1930 als junger Arbeitsloser zu fotografieren. Walter Ballhause, nato a Hameln nel 1911 come figlio di un calzolaio e di un quilter in pelle, iniziò a fotografare nel 1930 da giovane disoccupato. Johannes R. Becher, 1891 in München als Sohn eines Amtsrichters und späteren Oberlandesgerichts präsidenten geboren. Johannes R. Becher, nato a Monaco nel 1891, figlio di un giudice distrettuale e poi presidente del Tribunale regionale superiore.”,”FOTO-004-FL”
“BALLINI Pier Luigi RIDOLFI Maurizio, a cura; saggi di Pier Luigi BALLINI Maurizio RIDOLFI Emma MANA Serge NOIRET Enzo FIMIANI Stefano CAVAZZA Francesca ANANIA Fabrice D’ALMEIDA”,”Storia delle campagne elettorali in Italia.”,”Pier Luigi Ballini è docente di storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze. Maurizio Ridolfi insegna Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università della Tuscia (Viterbo), dove presiede il Centro Studi per la Storia dell’Europa Mediterranea.”,”ITAP-242″
“BALLONE Adriano DELLAVALLE Claudio GRANDINETTI Mario”,”Il tempo della lotta e dell’ organizzazione. Linee di storia della Camera del Lavoro di Torino.”,”Il volume è uscito in occasione del centenario della Camera del Lavoro di Torino 1891-1991. Adriano BALLONE si occupa di storia sociale e del movimento operaio. E’ autore di ‘Uomini fabbrica e potere. Storia dell’ associazione nazionale perseguitati e licenziati per rappresaglia politica e sindacale’ (ANGELI. 1987). Claudio DELLAVALLE docente di storia dei movimenti sindacali presso l’ Università di Torino si è occupato di storia della Resistenza della storia della seconda guerra mondiale e di storia del movimento operaio. Mario GRANDINETTI docente di lettere negli istituti tecnici, collaboratore del Centro studi sul giornalismo ‘G. Pestelli’, si è occupato di storia dei quotidiani (‘I quotidiani di Torino dalla caduta del fascismo al 1948’ (Centro Studi Piemontesi, 1986) e di storia del movimento operaio.”,”MITT-059″
“BALLONE Adriano”,”Uomini, fabbrica e potere. Storia dell’Associazione nazionale perseguitati e licenziati per rappresaglia politica e sindacale.”,”BALLONE Adriano nato nel 1948, si è interessato alla storia del movimento operaio, di didattica della storia e di etologia. Ha pubblicato una ricerca sul militante comunista torinese in ‘ I muscoli della storia’ (a cura di A. Agosti). Il saggio si è avvalso di una documentazione inedita e orignale (autobiografie operaie, materiale sindacale ecc.).”,”MITT-347″
“BALLONI Silvio GUARNASCHELLI Alda NOMELLINI Eleonora Barbara”,”Nomellini a Genova. Ricerca pittorica e passione politica: dagli ulivi e gli scogli di Albaro al carcere di Sant’Andrea.”,”””Nomellini dunque avverte profonda simpatia per l’internazionalismo socialista, poiché vi riconosce un movimento politico che vuole colorare di idealità e sentimento le istituzioni, rendendole finalmente democratiche e tolleranti, ed è per questo che inizia a frequentare i circoli operai del capoluogo ligure, stringendo amicizia in particolare con Luigi Galleani, storico esponente del movimento anarchico, nonché raffinato uomo di cultura, la cui formazione universitaria e i numerosi viaggi all’estero avevano aggiornato sulle correnti più attuali del pensiero politico europeo, molto spesso legate a doppio filo alle esperienze artistiche della modernità. Questa apertura cosmopolita di Galleani è certo all’origine delle conversazioni sul ruolo della pittura nella società contemporanea intrattenute con Nomellni, che condurranno quest’ultimo all’incriminazione per “”sovversione anarchica””. (pag 34-35)”,”ANAx-373″
“BALOGH Thomas”,”Una società di ineguali. Saggi sullo squilibrio e gli scambi internazionali. (Tit.orig.: Unequal Partners)”,”L’ edizione italiana di quest’ opera è stata realizzata per consiglio di Raniero PANZIERI e Sergio STEVE Svalutazione monetaria e riequilibrio economico. “”Il recente articolo di Polak sulla svalutazione rappresenta un ulteriore importante passo verso l’ accettazione della tesi sostenuta coerentemente dai critici di Bretton Woods. Egli sostiene, ed in modo convincente, che anche se assumiamo una perfetta eguaglianza fra i paesi in termini di reddito nazionale e di commercio estero, la svalutazione operata da un paese per superare uno squilibrio nella sua bilancia dei pagamenti può, anzi non è improbabile che debba – provocare un equivalente o maggiore squilibrio nella bilancia commerciale di uno o più altri paesi.Se lasciamo cadere l’ ipotesi della eguaglianza e prendiamo in considerazione non solo le disparità di dimensioni dei paesi e del loro commercio estero, ma anche la natura altamente concentrata di questo commercio a causa delle particolarità del sistema tariffario, la sua conclusione sembra assolutamente incontestabile.”” (pag 127) La grande crisi del 1929 e le sue conseguenze. Salari, disoccupazione e dazi doganali. Un problema di trasferimento. (pag 239)”,”ECOI-194″
“BALSAMINI Luigi”,”Gli Arditi del Popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste.”,”BALSAMINI Luigi è nato ad Urbino il 9 dicembre 1967. Si è laureato nel 2000 in storia contemporanea all’ Università degli Studi di Bologna con una tesi su Gli Arditi del Popolo. Fondato dal tenente Argo SECONDARI, un ex-combattente di tendenza anarchica della prima guerra mondiale, a partire dal mese di giugno del 1921 gli AdP divennero in breve tempo una forte organizzazione nazionale in grado di contrapporsi alle camicie nere. Ne facevano parte anarchici, socialisti, comunisti e repubblicani. Memorabili scontri si ebbero a Sarzana, Viterbo, Parma dove gli squadristi furono respinti (le squadracce erano comandate da Italo BALBO). Arditi del popolo, PCdI, Bordiga e fascismo. “”Negli stessi giorni in cui si andavano organizzando le squadre comuniste, quasi a giustificare l’ inequivocabile indirizzo settario che veniva loro imposto dalla direzione, “”Il Comunista”” pubblica una lunga disquisizione firmata da Bordiga, volta a sottolineare come recita lo stesso titolo: il valore dell’ isolamento. Innanzitutto Bordiga sgombra il campo dalle eventuali paure di un colpo di stato da parte delle forze reazionarie: “”non crediamo alla possibilità di un colpo di stato di destra, della rivoluzione a rovescio; che ci regali un regime peggiore di quello monarchico e parlamentare che godiamo. Questo ridicolo spauracchio è stato troppe volte agitato da demagoghi di tutti i colori, perché si possa prenderlo sul serio.”” La lotta contro il fascismo non ha quindi, per Bordiga, nulla di eccezionale, nulla che possa esigere, per combatterla, dei compromessi da parte dei comunisti con proletari di altre tendenze politiche””. (pag 155-156)”,”ITAD-075″
“BALSAMINI Luigi”,”Una biblioteca tra storia e memoria. La “”Franco Serantini””, 1979-2005.”,”BALSAMINI Luigi (Urbino, 1977) si è laureato nel 2001 in storia contemporanea presso l’Università di Bologna e nel 2006 in Biblioteconomia presso l’Università di Urbino. Nell’elenco donatori c’è anche il nome di Luigi Pisani”,”ARCx-040″
“BALSAMINI Luigi”,”Fragili carte. Il movimento anarchico nelle biblioteche, archivi e centri di documentazione.”,”””Poiché le nostre conoscenze sono in sé banali, esse non possono avvantaggiare se non gli spiriti che non lo sono”” (Raoul Vaneigem) (in apertura) Cervetto citato in nota (biografia su) nota 51 introduzione”,”ANAx-361″
“BALSAMINI Luigi SACCHETTI Giorgio a cura; contributi di contributi di: Tiziano ANTONELLI Tommaso AVERSA Luigi BALSAMINI Mariella BERNARDINI Franco BERTOLUCCI E. C. Antonio CARDELLA Tiziana CASATI COMIDAD Giordano COTICHELLI Federico DENITTO Rino ERMINI Aurora FAILLA Ludovico FENECH Gianandrea FERRARI Francesco FRICCHE Giovanna GERVASIO CARBONARO Pippo GURRIERI Massimiliano ILARI Gianni LANDI Domenico LIGUORI Roberto MANFREDINI Maria MATTEO Alfredo MAZZUCCHELLI Jorio MEDICI Enrico MORONI Leonardo MUGGEO Patrizia NESTI Soledad NICOLAZZI Massimo ORTALLI Settimio PRETELLI Italino ROSSI Giorgio SACCHETTI Fausto SAGLIA Alfredo SALERNI Walter SIRI Cosimo SCARINZI Franco SCHIRONE Alfredo TARACCHINI ANTONAROS Cristina VALENTI Massimo VARENGO Claudio VENZA Maurizio ZICANU”,”Sentieri libertari. Storie e memorie sulla Federazione Anarchica Italiana (1945-2015). Atti del Convegno storico nel settantesimo della fondazione, Imola, 22 ottobre 2016.”,”Nel volume contributi di: Tiziano Antonelli, Tommaso Aversa, Luigi Balsamini, Mariella Bernardini, Franco Bertolucci, E. C., Antonio Cardella, Tiziana Casati, Comidad, Giordano Cotichelli, Federico Denitto, Rino Ermini, Aurora Failla, Ludovico Fenech, Gianandrea Ferrari, Francesco Fricche, Giovanna Gervasio Carbonaro, Pippo Gurrieri, Massimiliano Ilari, Gianni Landi, Domenico Liguori, Roberto Manfredini, Maria Matteo, Alfredo Mazzucchelli, Jorio Medici, Enrico Moroni, Leonardo Muggeo, Patrizia Nesti, Soledad Nicolazzi, Massimo Ortalli, Settimio Pretelli, Italino Rossi, Giorgio Sacchetti, Fausto Saglia, Alfredo Salerni, Walter Siri, Cosimo Scarinzi, Franco Schirone, Alfredo Taracchini Antonaros, Cristina Valenti, Massimo Varengo, Claudio Venza, Maurizio Zicanu. Nell’indice dei nomi citati Cervetto e Parodi, Marzocchi Contributo di Franco Bertolucci, ‘Un’esperienza «revisionista» comunista-libertaria: i GAAP (1949-1957)’ (pag 237-252)”,”ANAx-438″
“BALSAMINI Luigi”,”Gli Arditi del Popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste.”,”BALSAMINI Luigi è nato ad Urbino il 9 dicembre 1967. Si è laureato nel 2000 in storia contemporanea all’ Università degli Studi di Bologna con una tesi su Gli Arditi del Popolo. Fondato dal tenente Argo Secondari, un ex-combattente di tendenza anarchica della prima guerra mondiale, a partire dal mese di giugno del 1921 gli AdP divennero in breve tempo una forte organizzazione nazionale in grado di contrapporsi alle camicie nere. Ne facevano parte anarchici, socialisti, comunisti e repubblicani. Memorabili scontri si ebbero a Sarzana, Viterbo, Parma dove gli squadristi furono respinti (le squadracce erano comandate da Italo Balbo). “”Gli Arditi del popolo diventano quindi il capro espiatorio cui ricorrono i fascisti per giustificare il loro rifiuto della pacificazione. La stampa nazionalista e fascista addita negli «arditi di Cagoja» i violatori della pace; sarebbero loro ad aggredire, a provocare tafferugli e bastonature, a scatenare gli scontri, se non addirittura, come a Fano, ad «imporre alle signorine di ballare con loro, e al maestro di piano di suonare ciò che a loro più gli piace». L’accusa è evidentemente strumentale, visto che lo squadrismo mai aveva conosciuto una tregua nella sua violenza antiproletaria e che i socialisti firmatari del patto nulla avevano a che vedere, con gli Arditi del Popolo”” (pag 245)”,”MITC-001-FC”
“BALSDON J.P.V.D.; saggi di P.A. BRUNT M.L. CLARKE M.W. FREDERIKSEN Colin HARDIE A.H.M. JONES F.H. LAWSON A.H. McDONALD I.A. RICHMOND A.N. SHERWIN-WHITE”,”I romani. Cultura e vita quotidiana nell’ antica Roma.”,”Saggi di P.A. BRUNT M.L. CLARKE M.W. FREDERIKSEN Colin HARDIE A.H.M. JONES F.H. LAWSON A.H. McDONALD I.A. RICHMOND A.N. SHERWIN-WHITE Roma campo di battaglia delle religioni (pag 247)”,”STAx-193″
“BALTRUSCH Ernst”,”Sparta.”,”BALTRUSCH Ernst insegna storia antica alla Freie Unviersität di Berlino. Ha scritto varie opere (v. 4° copertina). Atene e Sparta. “”La società civile antica era composta, come ogni altra società, in pari misura da donne e uomini; moglie e marito costituivano una famiglia, che a sua volta era alla base di un ‘oikos’, un nucleo economico domestico. La molteplicità degli oikos componeva la ‘polis’, la città-stato, che tuttavia comprendeva anche persone che non facevano parte di un oikos: stranieri residenti (meteci), nullatenenti, salariati, stranieri. (…) La scienza politica antica, che raggiunse il suo punto più alto con Aristotele, ha teorizzato e interiorizzato coerentemente questa evoluzione, che tendeva a svalutare il ruolo della donna, e ne ha tratto persino il principio di una superiorità fisica e morale dell’ uomo. Il presupposto dell’inferiorità femminile portava a sostenere che, tra i due sessi, era a quello maschile che la natura aveva dato la capacità di dominare; solo l’ uomo avrebbe potuto reggere l’ ‘oikos’ ed esercitare un’ attività politica. Al contrario il lavoro femminile doveva rimanere limitato ai servizi domestici e al ruolo materno; le donne inoltre, essendo considerate nel complesso di condizione inferiore, non dovevano sconfinare nella sfera direttiva o in quella politica. (…) A Sparta il rapporto fra i due sessi era assolutamente paritario e complemenare. Questa circostanza era inusuale per la Grecia, tanto da spingere molti osservatori antichi (e anche molti moderni) ad esercitare un malevolo sarcasmo sul fatto che le donne incarnassero il ‘kosmos’ di Spara nella medesima misura degli uomini””. (pag 75-76-77)”,”STAx-170″
“BALZAC Honoré de”,”Onorina.”,”BALZAC è il padre del romanzo realistico.”,”VARx-365″
“BALZAC Honoré de, a cura di Carmine DE LUCA”,”I giornalisti. Monografia della stampa pagina.”,”Nel 1843 Balzac dava alle stampe il pamphet dedicato al giornalismo parigino 5 varietà di piccoli giornalisti: il bravo, il buffone, il pescatore, l’anonimo, il guerrigliero (pag 134) Il pamphlet. “”Chi dice pamphlet dice Opposizione. Non si sono ancora saputi scrivere in Francia dei pamphlet a favore del potere. Il pamphlet ha dunque solo due facce: è radicale o monarchico. L’Opposizione all’acqua di rose dei giornali dinastici non permette loro di fabbricare il meglio dei pamphlet. Il vero pamphlet è un’opera del più alto talento, quando nonè addirittura l’urlo del genio. L”Uomo dai quaranti scudi’, uno dei capolavori di Voltaire, e ‘Candide’, sono due pamphlet. Il pamphlet deve diventare popolare. E’ la sua ragion d’essere: perché la critica fa fuoco come un moschetto e uccide o ferisce un abuso, una questione politica o un governo. Il panflettista è raro. Egli deve, d’altronde, essere stimolato dalle circostanze. Ma allora diventa più potente di un giornale. Il pamphlet esige una scienza reale messa in forma piacevole, richede una penna impeccabile, perché deve essere senza errori. La sua fraseologia deve essere breve, incisiva, calda e ricca di immagini, quattro facoltà che denotano genio”” (pag 80)”,”EDIx-135″
“BALZAC Honoré de”,”Il medico di campagna.”,” Balzac sui mutati costumi della Francia. L’individualismo e gli interessi materiali. “”Il bene sparso stando al buio non abbaglia nessuno. Non abbiamo la preziosa virtù civica dei grandi uomini.del passato i quali, dopo aver servito la patria, rientravano nelle ultime file non appena deposta l’insegna del comando. La malattia del nostro tempo è il voler ritenersi superiori sempre e dappertutto: ci sono più santi che nicchie; tutto qui. Insieme con la monarchia abbiamo perduto l”onore’; con la religione dei nostri padri, la ‘virtù cristiana’; coi vari arrangiamenti di governo, il ‘patriottismo’. Questi principi vivono solo in parte anzichè essere linfa nelle masse: e vivono perché le idee non muoiono mai. Oggi, per puntellare la società, non s’è trovato che l”egoismo’. E tutti credono in questo nuovo idolo. L’avvenire è l’uomo; non ci è concesso di vedere oltre. Colui che ci potrà salvare dal naufragio verso cui siamo un po’ tutti avviati, avrà per risorsa l’individualismo, non ne dubito; ma nell’attesa della rigenerazione, che ci rimane da fare se non vivere nel secolo degli interessi materiali, ossia del positivismo? Tale parola regna oggi sul mondo. Siamo cifre, ecco; e non si è considerati per ciò che si vale, bensì per quel che siamo all’apparenza. L’uomo energico in abito di lavoro non raccoglie che sguardi di commiserazione. Questo “”spirito”” prevale anche al governo. Il ministro fa avere al massimo una misera medaglia al marinaio che rischiando la vita porta in salvo una dozzina di persone, ma insignisce quella croce della Legion d’Onore il deputato che gli vende il voto. Sventura al paese che si regge su basi cosiffatte. Le nazioni, come gli individui, debbono ispirarsi alle grandi idee. Da esse un popolo si avvia alle forti persuasioni. E invece di idee qui non ci sono che interessi”” (pag 58-59)”,”VARx-499″
“BALZAC Honoré de”,”Il curato di Tours.”,”””Cinquantun anni di vita: ventuno di ininterrotta febbre letteraria, durante i quali pubblicò duemila pagine all’anno, novantasei romanzi che, suddivisi in differenti serie, chiamò complessivamente ‘Commedia umana’. Ecco i principali titoli: “”Scene della vita privata”” (…); “”Scene della vita di provincia”” (…); “”Scene della vita parigina”” (…); “”Scene delal vita militare”” (…); “”Scene della vita di campagna”” (…). E, oltre alla ‘Commedia Umana’, scrisse studi filosofici, alcune commedie, una serie di racconti rabelaisiani, ecc. Questo breve romanzo del Balzac, ‘Il curato di Tours’ (Le curé de Tours), è il secondo della serie dei “”Celibi””, nelle “”Scene della vita provinciale”” della ‘Commedia umana’; e porta la data del 1832. (…) E’ un romanzo di singolare penetrazione psicologica (…) un quadro fedele del costume politico e religioso inoterno al 1826-28, e dell’influenza esercitata dalla congregazione: “”Quest’associazione segreta””, scrive “”comandava tutti gli ingranaggi del governo, s’infiltrava in tutti gli strati sociali. Sotto colore di pietà, i suoi fidi esercitavano un dispotismo ostile su tutti i funzionari sostetti di liberalismo. Per lo meno, era tale l’opinione corrente”””” (nota di P.B.) (pag 5-6-7)”,”VARx-500″
“BALZAC Honoré de, saggio introduttivo di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI”,”Poetica del romanzo.”,”Balzac non è stato soltanto uno dei massimi romanzieri dell’Ottocento europeo; ha anche riflettuto per tutta la vita, dagli anni degli esordi sino alla morte, sullo statuto del romanzo, da lui definito ‘il solo genere creato dalla modernità’. Mariolina Bongiovanni Bertini è professore ordinario di Lingua e letteratura francese all’Università di Parma. Ha curato edizioni di varie opere di Marcel Proust e attualmente sta curando un’ampia scelta della Commedia umana di Balzac. Ha pubblicato Introduzione a Proust e Proust e la teoria del romanzo. Daniela Schenardi, dottoranda in Francesistica presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, ha studiato i rapporti fra la Comédie Humaine di Balzac e l’opera di Byron e svolge attività di ricerca sulla poetica del romanzo nelle prefazioni balzachiane.”,”VARx-030-FL”
“BALZAC Honoré de”,”Papà Goriot.”,”Una sorta di “”Cristo della paternità”” ‘Papà Goriot’, capolavoro indiscusso della ‘Commedia Umana’ è soprattutto (ma non soltanto, come vedremo) la storia di un sentimento, l’amore paterno, vissuto sino alle estreme conseguenze. Il tema della paternità, sentito da Balzac molto intensamente, è presente in vari romanzi (…). Rozzo vermicellaio arricchitosi durante la Rivoluzione (siamo ora nel 1819), Goriot si è ritirato dagli affari e vive di rendita in una sordida pensione «familiare». La sua grande competenza in fatto di grani e di farine viene fuori a tratti in qualche gesto meccanico e incontrollato (le famose deformazioni professionali che tanto affascinavano Balzac), che sembra ancorarlo per un momento alla realtà, alla vita quotidiana. Perché Goriot, altrimenti, vive solo di riflesso, all’ombra delle sue due figlie, in attesa di un gesto, tormentandosi per la loro felicità. «Papà Goriot è come il cane dell’assassino che lecca la mano al padrone quando è lorda di sangue; non discute, non giudica, ama» commenta Balzac nella prefazione alla seconda edizione, quando già risponde alle accuse di immoralità rivoltegli da certa critica. Rimasto presto vedovo, Goriot ha trasferito sulle figlie tutta la sua capacità d’amare, tutti i modi d’amare anche. Di qui l’ambiguità, la morbosità del suo sentimento, che gli detta impulsi e reazioni quasi da innamorato (…). Già all’apparizione del romanzo si è parlato di Goriot come di un Re Lear, e il parallelo in effetti salta agli occhi, data anche l’esplicita ambizione di Balzac in questo periodo di riconnettersi, oltre che a Dante, appunto a Shakespeare. La prima edizione aveva anzi in epigrafe una citazione shakesperiana (almeno così egli affermava): «All is true. E’ tutto vero». La morte di Goriot è un pezzo sublime e apocalittico. Solo portandolo fino in fondo al suo destino, senza paura del ridicolo, Balzac è riuscito appunto a evitare di cadervi. La passione di questo padre è inumana, patologica, spaventosa: mai ridicola però. Nella morte, Goriot giunge infine all’intuizione terribile della verità: le figlie non lo amano, lo hanno sopportato sinché c’era denaro da spillare, sono crudeli ed egoiste, le sue care figlie sono dei mostri. Ma no, colpa sua che le ha abituate ad avere tutto; a ritenere tutto dovuto, tutto facile (…). Papà Goriot fa parte, nel vasto piano della ‘Commedia Umana’, delle «Scene di vita parigina». Balzac lo scrisse negli ultimi quattro mesi del ’34, lavorando, in novembre, fino a diciotto ore al giorno. Mentre stendeva per la prima volta i capitoli finali, correggeva anche furiosamente l’inizio sulle bozze, per rendere possibile la pubblicazione a puntate sulla «Revue de Paris». (…) Oggi, critici e lettori sono concordi nel riconoscere la complessità, lo strano fascino di questo romanzo. André Maurois, nella sua recentissima biografia che ha per titolo ‘Prometeo o la vita di Balzac’, stabilisce un rapporto suggestivo fra l’autore e il suo personaggio: «In tutta l’opera di Balzac si può rintracciare questo bisogno appassionato di vivere, per interposta persona, una vita più felice e più vasta…»”” [introduzione di E. Melon] (pag 6-11)”,”VARx-573″
“BALZAC Onorato, a cura di Alessandro PRAMPOLINI”,”Storia dei tredici. Scene della vita parigina. Ferragus capo dei divoranti – La duchessa di Langeais – La fanciulla dagli occhi d’oro.”,”Quest’opera “”dà un’idea abbastanza chiara del suo metodo e della sua tecnica, e anche della sua visione del mondo; della sua straordinaria facoltà di fondere i dati dell’osservazione con una fantasia quasi da veggente (che indusse Baudelaire a dare la famosa definizione di «Balzac visionario»; e del risultato miracoloso che Engels chiamava «il trionfo del realismo», per aver dato della propria epoca e delle forze sociali che la compongono un quadro lucido e preciso, anche ‘contro’ le proprie opinioni politiche”” (introduzione, pag 8) “”Esaminiamo per prima la categoria degli indigenti. L’operaio, il proletario, colui che per vivere deve muovere piedi e mani, lingua e schiena, braccia e dita; colui che dovrebbe economizzare le proprie forze vitali, non fa invece che logorarle, aggioga la moglie a qualche macchina, sfibra i figlioli inchiodando anch’essi a qualche meccanismo. Il datore di lavoro, quel certo filo secondario che dà la spinta iniziale a questo popolo il quale, con le mani sporche, modella al tornio e poi indora le porcellane, cuce abiti e indumenti, forgia il ferro, pialla il legno, lavora l’acciaio, rende duttili canapa e cotone, indora il bronzo, decora il cristallo, imita i fiori, ricama la lana, abbevera i cavalli, intreccia finimenti e galloni, incide il cuoio, dipinge vetture, pialla tronchi, vaporizza il cotone, soffia il vetro, intaglia i diamanti, pulisce i metalli, taglia in fogli il marmo, lima i ciottoli, colorisce, imbianca e annerisce qualsiasi cosa; ebbene, questa specie di sottocapo è venuto a promettere a questo mondo di sudore e volontà, di studio e pazienza, un salario eccessivo, sia in nome dei capricci cittadini, sia in nome di quel mostro che ha nome Speculazione. (…)”,”VARx-004-FV”
“BALZAC Honoré de”,”I piccoli borghesi.”,”””La fortuna dell’epiteto «piccolo borghese», diventato oggi ossessivo e logorato dall’uso, comincia certamente allora, sotto la «monarchia borghese» di Luigi Filippo (1830-48). E’ allora che s’afferma tra i borghesi la coscienza di essere una classe che ha vinto la sua battaglia, e insieme la necessità di stabilire delle distinzioni interne al proprio universo. E come se al senso del trionfo s’accompagnasse quello d’una decadenza già in atto, e una nostalgia di valori perduti. … finire [nota introduttiva di Italo Calvino] (pag III-IV)”,”VARx-132-FV”
“BALZANI Roberto”,”Aurelio Saffi e la crisi della Sinistra romantica (1882-1887).”,” Roberto BALZANI (Forlì 1961) laureato in scienze politiche a Firenze svolge attività di ricerca presso l’ Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Ha curato un volume su Alberto MARIO assieme a Fulvio CONTI. Ha scritto un libro con Davide GIACALONE, una sintesi di storia della Federazione Giovanile Repubblicana. “”L’ idea di Municipio in Saffi è stata oggetto di vari studi, anche accurati: è forse il lato più noto del suo pensiero. La tesi prevalente è che Saffi dovesse gran parte della sua cultura autonomistica agli esempi americano e svizzero, che egli, in pagine memorabili, aveva minuziosamente descritto. Senza dubbio, a lui, come ad Alberto Mario, come a chi aveva vissuto l’ esilio in Gran Bretagna, il self-government dovette apparire una delle maggiori conquiste della società anglosassone e numerosi sono i casi in cui egli tentò di applicare, almeno in via teorica, alcuni aspetti di quel tipo di governo alla nostra cultura. Nonostante questo, però, Aurelio Saffi aveva troppo senso storico per fondare il proprio municipalismo su indagini ed analisi, per quanto brillanti, di politica comparata: era solo guardando alla storia d’ Italia, ai caratteri originali della nazione, che si sarebbe potuto definire un realistico progetto di “”repubblica delle autonomie””. Ed il precedente storico più prossimo era, per lui, uomo del Risorgimento, imbevuto di cultura romantica, che aveva letto Sismondi – come lo aveva letto Mazzini -, il Medioevo, l’ età dei liberi Comuni, il rifiorire della civiltà italiana sotto l’ egida di un sistema politico nuovo, alternativo al modello gerarchico e feudale. Esaminando i suoi scritti storici, dalle prime prove giovanili sulla “”vita morale”” dei Comuni italiani a ‘Delle rivoluzioni di Firenze nel Medio Evo e di Michele di Lando’, alle lezioni universitarie, questa ricerca puntigliosa di precisi elementi della tradizione che consentissero di rafforzare la sua interpretazione del Municipio, emerge con chiarezza””. (pag 76-77)”,”ITAB-206″
“BALZARRO Anna”,”Isole libere tra Francia e Italia. La resistenza nel Vercors e nell’alto Tortonese (1944-1945).”,”Anna Balzarro è dottore di ricerca in storia presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e in Storia moderna e contemporanea presso l’Università di Cagliari. Ha pubblicato volumi e articoli sul periodo fascista e sulla Resistenza. Insegna all’American University di Roma.”,”ITAR-005-FSD”
“BALZERANI Barbara”,”Compagna luna.”,”Barbara Balzarani (Roma 1949-2024) di famiglia operaia aderisce dapprima al movimento studentesco romano e poi a Potere operaio. Dopo lo scioglimento di questo gruppo entre a far parte delle Brigate Rosse. Nel 1978 entra nella clandestinità fino all’arresto avvenuto nel 1985. Viene processata nel processo chiamato ‘Moro ter’. Condannata all’ergastolo,già laureata in filosofia, si laurea in antropologia in carcere. Successivamente viene inserita in un regime di “”lavoro esterno”” presso una cooperativa di informatica.”,”TEMx-002-FAP”
“BAMBIRRA Vania”,”Il capitalismo asservito dell’ America Latina. Per una teoria generale dell’ imperialismo.”,”BAMBIRRA è nata nel 1937 in Brasile dove si è laureata in sociologia e scienze politiche specializzandosi presso l’ Università di Brasilia.”,”AMLx-038″
“BAMFORTH Charles”,”Grape vs. Grain. A Historical, Technological, and Social Comparison of Wine and Beer.”,”C. Bamforth è Chair of the Depart;ment of Food, Science and Anheuser-Busch Endowed Professor of Malting and Brewing Sciences all’Università della California.”,”STOS-229″
“BANC Jean-Claude”,”Dictionnaire des maréchaux de Napoléon.”,”pag 63 BANC Jean-C. è animatore di varie associazioni storiche. E’ autore di articoli e conferenze su Napoleone e i generali della Rivoluzione e dell’Impero. Ha tolto dall’oblio il generale CHAMPIONNET e ha gettato una luce nuova sui 26 marescialli di Napoleone. BANC Jean-Claude, Vie et exploits du général Championnet. Editions Theles, 2004. Indice. Augereau, duc de Castiglione Bernadotte, prince de Pontecorvo, roi de Suède Berthier, prince de Wagram et de Neuchâtel Bessières, duc d’Istrie Davout, duc d’Auerstaedt et prince d’Eckmühl Gouvion-Saint-Cyr, comte de l’Empire Grouchy, comte de l’Empire Jourdan, comte Kellermann, duc de Valmy Lannes, duc de Montebello Lefebvre, duc de Dantzig Macdonald, duc de Tarente Marmont, duc de Raguse Masséna, duc de Rivoli et prince d’Essling Moncey, duc de Conegliano Mortier, duc de Trévise Murat, grand-duc de Berg et de Clèves, roi de Naples Ney, duc d’Elchingen, prince de la Moskova Oudinot, duc de Reggio Pérignon, comte de l’Empire Poniatowski, prince polonais Sérurier, comte de l’Empire Soult, duc de Dalmatie Suchet, duc d’Albufera Victor, duc de Bellune”,”FRQM-042″
“BANDELLO Matteo, a cura di Bruno CAGLI”,”Le novelle. Tomo IV. Opera integrale in sei tomi.”,”Matteo Bandello, umanista, ecclesiastico e diplomatico, nacque a Castelnuovo Scrivia (AL) nel 1485 e morì nel 1561 a Bazens nei pressi di Agen una cittadina del sud della Francia. Era nipote del priore del convento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano e dal 1494 al 1497 studiò come seminarista in quel convento dove ebbe modo di conoscere ed osservare Leonardo da Vinci mentre dipingeva L’ultima Cena. [vedi nota] Compiuti gli studi a Pavia, nel 1504 prese i voti nel convento dell’Ordine Domenicano a Genova, dal quale uscì nel 1526 per dedicarsi alla carriera diplomatica (senza abbandonare però l’abito monastico). Fu alla corte di Isabella d’Este a Mantova, dove si innamorò di una donna, rimasta sconosciuta, che cantò in versi col nome di Mencia, o Nencia ed al seguito di Francesco Gonzaga e Giovanni dalle Bande Nere in diverse guerre rinascimentali. Entrò poi al servizio di Ranuccio Farnese e dal 1528 di Cesare Fregoso, generale della Repubblica Veneta, passato poi nell’esercito del re di Francia Francesco I. Quando il Fregoso fu assassinato dagli Spagnoli nel 1541 per ordine di Carlo V, il Bandello si rifugiò, insieme alla vedova e ai figli dell’uomo d’armi, prima a Venezia e poi in Francia a Bazens,ospite di Francesco I. In questa località, il Bandello visse il resto della sua vita, come vescovo della diocesi della vicina città di Agen, nel dipartimento della Garonna,(1550-55) attendendo alla rielaborazione e pubblicazione delle sue Novelle e alla stesura di altre opere minori. Nacque nel 1485[1] a Castelnuovo Scrivia, «in provincia di Alessandria: in Piemonte»,[2] volendo egli sempre sottolineare essere lombarde le sue origini e la sua lingua. Non risulta che abbia avuto fratelli o sorelle, né è noto il nome di sua madre, della quale egli non parla mai. Il padre Giovan Francesco doveva essere un cortigiano degli Sforza, poiché Matteo scrive come, alla caduta di Ludovico il Moro nel 1499, egli fosse riparato a Roma sotto la protezione di Prospero e di Pompeo Colonna.[3] Nella sua biografia di Vincenzo Bandello, zio di Matteo, Leandro Alberti dichiara che egli non era di nobile famiglia,[4] mentre lo scrittore rivendica la nobiltà[5] dei suoi antenati (la famiglia Bandelli, di origine ostrogota), che sarebbe risalita all’anno 962, quando l’imperatore Ottone I avrebbe accordato loro il feudo di Castelnuovo, perduto però nel 1277 nelle lotte tra i Torriani e i Visconti.[6] Del resto, i Bandello intrapresero spesso carriere di qualche prestigio, come lo stesso zio Vincenzo, priore del convento milanese di Santa Maria delle Grazie e dal 1501 generale dell’Ordine domenicano, l’altro zio paterno Cristoforo, teologo francescano, o i cugini Antonio, «dottissimo filosofo e poeta soavissimo»[7] e Girolamo, «uomo ne le lettere greche e latine dottissimo e medico eccellente».[8] A dodici anni, nel 1497, Matteo era a Milano ed entrava nel convento domenicano retto dallo zio Vincenzo. Qui vide il grande Leonardo dipingere sulla parete del refettorio l’ultima cena[9] e qui pronunciò i voti nel 1500. Per completare gli studi, fu trasferito a Pavia, dove fu allievo di Tommaso De Vio e di Giasone del Maino, poi a Ferrara e quindi a Genova, dove concluse gli studi nel convento di Santa Maria del Castello e fu condiscepolo e amico di Giovanni Battista Cattaneo, del quale commemorò la morte prematura nel 1504 con il suo primo scritto, la Religiosissimi Beati Fratis Joannis Baptistae Cattanei Genuensis, Ordinis Praedicatoris novitii Vita.[10] Dal 1505 lo zio Vincenzo lo prese con sé come guardasigilli in un lungo viaggio di ispezione ai conventi domenicani d’Italia, forse per fargli acquisire quell’esperienza degli uomini e delle cose necessarie a seguire una prestigiosa carriera diplomatica e giuridica. A Firenze si sarebbe innamorato platonicamente della giovane Violante Borromeo, che Bandello celebrerà un giorno con il nome di Viola, dopo la morte della ragazza avvenuta già nel 1506, in due strofe dei Canti XI.[11] Come a Firenze, anche a Roma il giovane frate diede prova del suo spirito mondano frequentando le famose cortigiane Isabella Luna e Imperia,[12] e il ricchissimo banchiere Agostino Chigi.[13] Furono poi a Napoli, e qui Matteo conobbe le opere del Pontano, e dal De prudentia e dal De fortuna dell’umanista egli trasse l’idea del primato della ragione nella guida delle azioni umani, insieme però al ruolo imponderabile esercitato dal caso. In Calabria, nel convento di Altomonte, il 27 agosto del 1506 morì improvvisamente Vincenzo Bandello e il nipote ne accompagnò la salma per la sepoltura in San Domenico Maggiore a Napoli. Matteo, depresso anche per la notizia della morte di Violante, si ammalò gravemente – di «mal d’amore», disse[14] – e si ebbe l’affettuosa e protettiva vicinanza di Beatrice d’Aragona, la vedova dell’ex-re d’Ungheria Mattia Corvino, alla quale dedicherà dei versi.[15] Ristabilitosi, ai primi mesi del 1507 Matteo Bandello fece ritorno al convento di Santa Maria delle Grazie, dove soggiornerà, salvo qualche interruzione, fino al 1526. A Milano, in quegli anni in mano francese (1506-1512), Bandello continuò lo studio delle lettere e dell’esercizio del latino, proponendosi in un’intensa attività mondana e cortigiana nei circoli umanistici collegati ai salotti delle famiglie aristocratiche e borghesi della città. Nelle case degli Archinto, degli Atellani, dei Borromeo, dei Paleari, dei Sanseverino dei Della Torre e dei Bentivoglio, trasferitisi a Milano in seguito alla perdita della signoria bolognese, conobbe e frequentò poeti e poetesse, Lancino Curzio, Stefano Dolcino, Antonio Fregoso, e Cecilia Gallerani, Margherita Pelletta Tizzone, Camilla Scarampa. Dei letterati conobbe Leandro Alberti, Niccolò Amanio, Jacopo Antiquario, Tommaso Castellano, Girolamo Cittadino, Marcantonio Sabino, Tommaso Radini Tedeschi e Girolamo Tizzone, e degli storici e cronachisti Marco Burigozzo, Bernardino Corio, Antonio Grumello e Giovanni Andrea Prato. Castel Goffredo, Palazzo Gonzaga-Acerbi, corte di Aloisio Gonzaga Fuoriuscito da Milano dopo la Battaglia di Marignano del 1515, chiese protezione ai Gonzaga di Mantova dei marchesi Francesco II Gonzaga e Isabella d’Este. Frequentò anche altre corti gonzaghesche, tra cui Gazzuolo, ospite di Antonia del Balzo[16] e Castel Goffredo. « … giunsi al castel c’ha di Gioffredo il nome. » (Matteo Bandello, III parche, V[17][18]) Qui soggiornò dal 1538 al 1541, col condottiero Cesare Fregoso suo protettore, Costanza Rangoni e i loro figli, alla sfarzosa corte del marchese Aloisio Gonzaga, dove incontrò Lucrezia Gonzaga, che divenne sua discepola[18][19] e per la quale scrisse I canti XI, poema in ottave in lode di Lucrezia Gonzaga di Gazzuolo[20]. Dopo aver lavorato come diplomatico al seguito di diversi signori, sfruttò i legami con il re di Francia Enrico II (presso la cui corte aveva soggiornato per due anni) per diventare nel 1550 vescovo di Agen, un incarico ad interim dal quale si dimise nel 1555. Da quell’anno non si hanno più notizie. Documenti ormai scomparsi facevano risalire la sua morte a Bazens nel 1561, e la sua sepoltura nel vicino convento domenicano di Port-Sainte-Marie, andato distrutto nel 1562 durante le guerre di religione. L’attività letteraria[modifica | modifica wikitesto] Frontespizio della prima edizione della traduzione francese delle Novelle del Bandello L’importanza letteraria di Bandello va ricercata – più che in alcune opere minori come un Canzoniere in stile petrarchesco ed ai capitoli de “”Le tre Parche”” – nella ampia produzione di novelle (in totale 214) contenute in tre libri pubblicati nel 1554 da Vincenzo Busdraghi ed in una quarta parte pubblicata postuma nel 1573. Nel suo novelliere, pensato per un pubblico cortigiano, Bandello abolisce la cornice e premette a ogni novella una dedica ad un personaggio illustre, nella quale fa riferimento all’occasione in cui sarebbe stata raccontata la novella stessa: in questo modo la narrazione non viene riferita ad una società ideale, ma alle occasioni reali di incontro della società contemporanea. I materiali narrativi hanno le origini più diverse, e diverse sono le ambientazioni, ma i diversi racconti intendono essere una vera e propria cronaca della vita contemporanea. Per quanto concerne il problema della lingua, Bandello rifiutò i canoni bembeschi, preferendo un linguaggio di uso tipicamente cortigiano. Bandello come ispiratore di autori successivi[modifica | modifica wikitesto] La cultura italiana godeva di grande prestigio presso la corte inglese del Cinquecento, tanto che si attingeva a piene mani dalla letteratura virgiliana, ma anche petrarchesca e boccaccesca. Matteo Bandello non fu da meno come fonte di ispirazione: George Gascoigne nel suo ciclo di poesie del Green Knight (incluso in “”The Posies””, 1575) affermò di ispirarsi ad un immaginario autore italiano di novelle, tal Bartello: questo nome era un chiaro riferimento al novelliere Bandello. Molto probabilmente William Shakespeare conobbe la traduzione francese delle novelle di Bandello, da cui trasse il soggetto per le commedie Molto rumore per nulla e La dodicesima notte. Anche la tragedia Romeo e Giulietta si ispirerebbe ad un testo di Bandello (la novella nona della Seconda parte), che aveva rielaborato un racconto del vicentino Luigi Da Porto, l’Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti, scritta nel 1529. Invece Lopez de Vega si servì per la maggior parte dei testi originali italiani delle Novelle – anche se già nel 1589 era stata pubblicata a Salamanca da Pedro Lasso e Juan de Millis Godínez una traduzione spagnola (eseguita da Vicente de Millis Godínez, padre del precedente, a partire da quella francese di Bouistau e Belleforest del 1559) contenente, però, solo 14 novelle – come fonte d’ispirazione per almeno sedici delle sue commedie, tra le quali si conta anche una versione a lieto fine della stessa storia dei due sfortunati amanti di Verona, dal titolo Castelvines y Monteses. La novella 4 della parte II servì da spunto invece a Miguel de Cervantes per alcuni degli elementi della storia della sua novella ejemplar La española inglesa; e molti altri autori spagnoli del Cinquecento e del Seicento, da Joan de Timoneda a María de Zayas, si servirono delle novelle del vescovo de Agen come materiale diegetico per le loro novelle e per le loro commedie.”,”VARx-554″
“BANDI Giuseppe, a cura di Renata VIGANO'”,”Anita Garibaldi.”,”L’autore, Giuseppe Bandi, fu uno dei Mille e segretario di Garibaldi.”,”ITAB-357″
“BANDINI Franco”,”Tecnica della sconfitta. Primo volume: 1939: storia di una guerra preventiva.”,”BANDINI è uno storico esperto del 2° conflitto mondiale. “”La soluzione opposta (all’ invasione della Russia, ndr) era impraticabile, e poteva condurre alla catastrofe. La conquista dell’ Inghilterra non avrebbe significato la fine della guerra, avrebbe accresciuto a dismisura gli oneri delle forze armate, e sarebbe stata probabilmente così costosa da pregiudicare gravemente successive e necessarie operazioni contro la Russia, che erano indispensabili qualora si volesse, come fatalmente si sarebbe dovuto, proseguire l’ attacco contro le posizioni oltremare inglesi. Non solo, ma esisteva il rischio, non piccolo, che la Russia scegliesse accuratamente il suo momento, in occasione degli sbarchi, per attaccare la Germania alle spalle: in quel caso, se anche poteva esistere la probabilità di fermare Stalin su qualche linea arretrata sarebbe comunque rimasto un pio desiderio quello di beneficiare del petrolio del Caucaso.”” (pag 111-112)”,”QMIS-087″
“BANDINI Franco”,”Tecnica della sconfitta. Secondo volume: 1940: le sei incredibili settimane.”,”””Gli errori che si fanno nelle altre cose si possono qualche volta correggere, ma quelli che si fanno nella guerra, sopravvenendo subito la pena, non si possono emendare””. (pag 128, Machiavelli) “”Così anche nel campo navale esistettero ed esistono errori di apprezzamento. Ma la loro particolare natura, questa volta, fa ritenere che si sia trattato non tanto di inesatte valutazioni che dipendessero da cattiva informazione, ma piuttosto di una stima “”di comodo””. Quando rimanemmo soli contro l’ Inghilterra i conti e le possibilità vennero misurati non sul metro della situazione esistente, straordinariamente favorevole nei riguardi della zona occidentale, dove esisteva una sola nave da battaglia inglese senza alcun appoggio aereo, e buona nei riguardi del bacino orientale: ma su quella che presumibilmente si sarebbe verificata in un futuro più o meno prossimo.”” (pag 125) “”(…) vi era una contraddizione stridente tra la Grande Marina costruita tra il 1930 ed il 1940, e l’ attuale rifiuto ad accettarne le conseguenze logiche. In più, e da ultimo, essa commise un grave errore, caratteristico di tutte le correnti di pensiero teoriche, con scarsi rapporti con la realtà: immaginò la guerra come l’ applicazione scolastica del manuale di combattimento, nel quale le quantità politiche e quelle ideologiche, quelle psicologiche e quelle casuali sono completamente ignorate. Pensò, insomma, che avere una Direzione politica incompetente, o navi non adatte, o scarsezza di nafta fossero dati di partenza dopo i quali una guerra non avrebbe mai dovuto essere fatta: non pensando che la guerra, per tutti, è sempre così, come ogni generale ed ogni ammiraglio ha perennemente sperimentato in trenta secoli di storia.”” (pag 126)”,”QMIS-088″
“BANDINI Franco”,”Tecnica della sconfitta. Storia dei quaranta giorni che precedettero e seguirono l’entrata dell’Italia in guerra.”,”””(…) Bandini prende in esame le politiche di guerra della Germania, dell’Inghilterra e dell’Unione Sovietica. L’intervento italiano era voluto e desiderato solo dall’Inghilterra, che doveva allargare in ogni modo il campo del conflitto, per provocare l’intervento degli Stati Uniti. Mussolini e la classe dirigente italiana di cui resa l’esponente caddero in una trappola, che doveva infine redere giustizia delle esaltazione imperialistiche e di una politica cieca e predatoria. Questo libro, che definiamo – per quanto non stia a noi dirlo – fondamentale per la comprensione dei motivi della ‘débacle’ militare italiana e del crollo del regime fascista, scopre un altro mito: e cioè che di tutto si dovesse dare la colpa a Mussolini. In questo senso, per i reali responsabili militari e civili, Mussolini è diventato un vero e proprio “”uomo della provvidenza”””” (risvolto di copertina)”,”ITQM-021-FR”
“BANDINI BUTI Antonio”,”Manuale di bibliofilia.”,”Lessico bibliografico (pag 237-263) Nota ‘acaro cieco’ insetto utile perché si nutre di altri insetti dannosi ai libri. Espansione della stampa a caratteri mobili nel Quattrocento in Europa. (pag 37-43) – 1448 Magonza Germania G. Gutenberg – 1460 Bamberga Germania Alberto Püster – 1461 Strasburgo (Francia) Giovanni Mentelin – 1465 Subiaco Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz – 1467 Roma (i due di sopra) – ….. Genova solo nel 1473 (Antonio Mathias) Savona nel 1474 (Giovanni Buono) 1475″,”EDIx-153″
“BANDINI Mario”,”Cento anni di storia agraria italiana.”,”””La guerra vide una larga partecipazione di contadini, che sopportarono i più duri sacrifici; calcola il Serpieri che dei 5.700 mila individui venuti alle armi, 2.600 fossero contadini: circa il 46% cioè. E se dura fu la condizione dei combattenti pure difficili le condizioni dei rimasti a casa. Se nelle zone mezzadrili o coloniche, di piccola proprietà o affitto, l’elasticità delle famiglie permise alla men peggio, di mandare avanti i poderi; nelle zone di bracciantato ed in quelle dell’Italia meridionale gli adattamenti alle nuove situazioni furono assai più difficili, ed i sacrifici quindi maggiori. Le incette di grano, di bestiame, di foraggi erano assai gravose; il bestiame bovino ad esempio, alla fine della guerra, si calcolava diminuito di un milione di capi. Per contro, come la storia sempre rileva in queste situazioni, furono larghe le promesse e le speranze suscitate. Molto si disse circa la terra ai contadini, che starebbe stata concessa quale premio al sacrificio, molto si parlò di gestioni collettive di latifondi e di terre incolte. Il socialismo riformista del Bissolati, agitava queste idee. Le forze cattoliche, che andavano prendendo forza e consistenza, affermano pure la politica della espropriazione delle terre incolte onde farne la base di una nuova vita contadina. Si parlò molto di arricchimento delle classi contadine. A dir vero la produzione agraria durante gli anni di guerra ebbe una lieve contrazione, che il Serpieri calcola circa nella misura media del 5%. Per di più i prezzi di requisizione incisero notevolmente, specie in talune zone o per quei tipi agrari dove più difficile era ad esse sfuggire”” (pag 93-94) [Mario Bandini, Cento anni di storia agraria italiana, Roma, 1957] Arrigo Serpieri, La struttura sociale dell’agricoltura italiana, Edizioni italiane, Roma, 1947; Arrigo Serpieri, La guerra e le classi rurali italiane, Laterza, Bari, 1930″,”ITAE-338″
“BANFI Arialdo COLARIZI Simona FEDELE Santi SPINI Valdo VALLAURI Carlo, a cura delle Fondazione Brodolini”,”Storia del Partito Socialista. Dall’ antifascismo alla ricostruzione.”,”””Ma il discorso avviato da Basso era destinato ad avere un seguito, naturalmente in forme diverse, tanto che su “”Giustizia e Libertà”” saranno Andrea Caffi e Carlo Rosselli a mettere l’ accento sulla necessità di non considerare “”perduta”” la generazione “”fascista””. Ben presto verso le posizioni socialiste e comuniste o in genere antifasciste cominceranno a indirizzarsi molte giovani energie che si formavano negli incontri dei Guf o nei Littoriali””. (pag 51-52, Carlo Vallauri, Presenza socialista in Italia negli anni trenta).”,”ITAC-058″
“BANFI Antonio”,”Vida de Galileo Galilei.”,”””In quanto al valore della scoperta delle macchie solari, Galileo, tanto nella sua lettera a Welser come in quelle che nello stesso tempo inviava a Cesi e Gualdo, si riferisce ad essa come una prova in più contro il principio aristotelico della distinzione naturale tra i corpo celesti e la regione sublunare (…)”” (pag 117)”,”SCIx-185″
“BANFI Antonio”,”L’ uomo copernicano.”,”Antonio BANFI è nato a Vimercate nel 1886. Compiuti a Milano gli studi universitari sotto la guida di F. NOVATI e P. MARTINETTI, passòall’ estero. Lì ebbe contatti con Georg SIMMEL e Edmund HUSSERL. Tornato in Italia ebbe la cattedra di filosofia prima a Genova poi a Milano. E’ definito nella nota biografica ‘uno dei più lucidi rappresentanti del marxismo’. Partigiano combattente nel periodo della resistenza è da allora entrato nella vita politica interessandosi di cultura. Critica a Croce. “”Il concetto dello spirito, (…), riassume la crisi che va dallo Sturm und Drang al Romanticismo. Essa, come rivoluzione degli spiriti, accompagna al suo inizio la rivoluzione politico-sociale nella sua lotta contro la fissità del costume, i vincoli ch’essa impone alla spiritualità ed è l’ espressione dei medi ceti tedeschi, non ancora postisi sul piano univoco economico-sociale della nuova borghesia, socialmente dispersi; ma uniti da una tradizione intellettuale e religiosa, sollecitata dall’ illuminismo che vien d’oltre Reno e d’oltre Manica, qui profodanamente trasformato (…). Qui è il punto ove la rivoluzione degli spiriti si tocca, si fonde e nell’ ultimo romanticismo, si risolve nella reazione di una borghesia che rinuncia all’ universalismo illuminista, alla sua missione di civiltà sociale impaurita dall’ esito della Rivoluzione francese – questa crisi è evidente in tutti i pensatori idealisti, da Fichte a Pestalozzi, da Schelling a Hegel – per ritirarsi in un mondo di interiorità e di tradizionalità. Il pensiero schellinghiano e la filosofia del teismo speculativo sono su questa via. Ma il concetto dello spirito è in Hegel non pure l’ espressione dell’ autonomia e quindi dell’ universalità spirituale della cultura, ma della sua dinamicità in cui s’invera il processo storico e si svolge la tensione tra la sua oggettività e soggettività . (…) L’ idealismo è qui la forma, sia pur ancor metafisica, di un dialetticismo razionale ricco di potenzialità interpretativa. In Croce invece l’ idealismo è una metafisica astratta e vuota, che lascia cadere fuori di sé l’ esperienza, in balia di una sistemazione concettuale empiririca, sia pur raffinata da un nativo gusto intellettuale e dominata da uno schema metodico che esprime non un sistema di leggi strutturali, ma un dover essere, per rispetto alla soggettività di forme spirituali.”” (pag 116-117)”,”FILx-289″
“BANFI Antonio”,”Vita di Galileo Galilei.”,”Antonio BANFI ‘nato a Vimercate nel 1886, morto a Milano nel 1957 fu il fondatore di un razionalismo critico in lotta con l’idealismo, lo spiritualismo e l’irrazionalismo contemporanei e uno dei più validi rappresentanti del marxismo. Tra le sue opere ricordiamo ‘Principi di una teoria della ragione’ (1926), ‘Galileo Galilei’ (1949) e ‘Filosofi contemporanei’ (1961).’ “”La clausura fu di fatto così rigorosa, che il 29 marzo fu necessario uno speciale decreto per recarsi ad udir messa nella chiesetta distante pochi passi dalla sua casa, “”in ore proporzionate e con poco apparato e accompagnamento””. Nulla del resto sfuggiva alla vigilanza di Roma, che voleva non solo la rinuncia da parte di Galileo ad ogni attività di propaganda e diffusione delle idee copernicane, ma la sua costante “”mortificazione”””” (pag 271)”,”SCIx-360″
“BANFI Rodolfo”,”Effetti del progresso tecnologico sull’uso della forza-lavoro. Significati del valore d’uso nel ‘Capitale’.”,”Si trova nello stesso volume dell’ Estratto: SERENI Emilio, Assiomatica struttura e metodo nel Capitale. (A proposito del dibattito sui prezzi ottimali in Unione sovietica). ESTRATTO DA ‘CRITICA MARXISTA’. ROMA. ANNO 6 N° 1 GENNAIO-FEBBRAIO 1968 “”La dissoluzione della famiglia operaia europea ha storicamente inizio nel secolo scorso, in termini così brutali che oggi possono sembrare il parto di un romanziere. Non è tuttavia un romanziere, ma un economista che scriveva allora: “”…il potere paterno è suscettibile di abuso come ogni altro potere… per prendere esempio dal campo specifico dell’economia politica, è giusto che i bambini e i ragazzi siano protetti, fin dove può giungere l’occhio e la mano dello Stato, dall’esser sottoposti a un lavoro eccessivo… La libertà di contratto nel caso dei bambini, non è che un altro nome della libertà di coercizione”” (18). Quanto in questo brano è visto nella sua immediatezza empirica e quindi interpretato in termini generici di “”potere coercitivo””, in Marx trova la sua specifica determinazione allorché rileva che “”…le macchine rivoluzionano dalle fondamenta la mediazione formale del rapporto capitalistico, cioè il ‘contratto’ fra operaio e capitalista. Finché si rimane sul fondamento dello scambio di merci, il primo presupposto ‘era’ che il capitalista e l’operaio stessero l’uno di fronte all’altro ‘come persone libere’, come possessori di merci indipendenti, l’uno possessore di denaro e di mezzi di produzione, l’altro possessore di forza-lavoro. Ma ora il capitale acquista dei minorenni o dei semimaggiorenni. Prima l’operaio vendeva la propria forza-lavoro della quale disponeva come persona libera formalmente. Ora vende mogli e figli. Diventa ‘mercante di schiavi'”” (19)”” [Rodolfo Banfi, Effetti del progresso tecnologico sull’uso della forza-lavoro] [(in) Critica marxista, Roma, n° 1 gennaio-febbraio 1968] [(18) J. St. Mill, Principi di economia politica, 1953; (19) Marx, Il Capitale, I, 2, p. 99] (pag 49) Passaggio dalla manifattura al sistema di fabbrica (riproduzione permanente di nuova piccola industria con uso di macchine con processi disparati…9 (pag 58-59)”,”MADS-635″
“BANFI Antonio”,”Metodologia scientifica. I Lezione. Sviluppo storico del pensiero scientifico con particolare riguardo all’economia. Dagli inizi dell’età moderna alla crisi attuale.”,”Saggio in ECOT-237 La crisi del pensiero scientifico”,”ECOT-237-E-2″
“BANFI Antonio”,”Metodologia scientifica. II Lezione. Sviluppo storico del pensiero scientifico con particolare riguardo all’economia. La soluzione della crisi del pensiero nel marxismo.”,”Saggio in ECOT-237 La crisi del pensiero scientifico”,”ECOT-237-F-2″
“BANFI Rodolfo / WIDMAR Bruno / AMBROSOLI Luigi DE-ALOYSIO Francesco / MASINI Pier Carlo / ZUCARO Domenico / BASILE Antonino / BOBBIO Norberto / MERLI Stefano / COLLOTTI PISCHEL Enrica”,”Considerazioni sulla prima sezione del ‘Capitale’ di Marx, 1 (Banfi) / La giovinezza di Antonio Labriola (Widmar) / Profilo del movimento cattolico milanese nell’Ottocento (Ambrosoli) / Note su Guido de Ruggiero politico nel periodo della nascita e dell’avvento del fascismo (de Aloysio) / Lettere di amici russi a Anna Kuliscioff (1878) (Masini) / Il primo antifascismo clandestino a Torino e in Piemonte (Zucàro) / Il moto contadino nel Napoletano e il ministero del 3 aprile 1848 (Basile) / Rodolfo Morandi dall’idealismo al marxismo (Bobbio) / Il ‘Quarto Stato’ di Rosselli e Nenni e la polemica sul rinnovamento socialista nel 1926 (Merli) / Marx e la fase iniziale dell’imperialismo (Collotti Pischel).”,”Su Marx: – Considerazioni sulla prima sezione del ‘Capitale’ di Marx, 1 (Banfi) – Marx e la fase iniziale dell’imperialismo (Collotti Pischel) (recensione del volume di Marx e Engels sulla Cina, l’India e la Russia curato da Bruno Maffi) “”Gli scritti di Marx sulla Cina e sull’India, oltre ad affrontare una serie di temi dell’attualità quotidiana del tempo in cui furono concepiti (si trattava in prevalenza di articoli da quotidiano, con tutte le conseguenze che ciò implica), si concentrarono su una duplice problematica: da un lato gli effetti e le ripercussioni che l’espansione dell’influenza britannica in India e in Cina ebbero sul mercato britannico e quindi sulla politica generale di Londra (e soprattutto la serie di problemi posti ai cotonieri), dall’altro le conseguenze locali dell’inclusione della Cina e dell’India nel ciclo di produzione capitalistico, con la conseguente irreparabile frattura di tutte le strutture tradizionali sociali politiche ed economiche di questi paesi. Benché Marx non sia stato il teorico della fase imperialistica del capitalismo (nessun’altra sua opera mette in luce quanto questa (1) l’originalità dell’opera di Lenin nel fondare un’analisi marxista del fenomeno dell’imperialismo nelle sue strutture e nella sua fenomenologia), egli fu comunque pienamente ed esplicitamente consapevole del carattere globale del fenomeno capitalistico, dell’impossibilità di porre un limite territoriale alla espansione della borghesia (o del proletariato), dell’assurdità di concepire l’esistenza o la sussistenza di società non inserite nel ciclo di produzione capitalistico, una volta che sia data l’esistenza e l’espansione di questo e una volta che la borghesia possa fare uso di certi mezzi di comunicazione. In questo senso il giudizio di Marx sui fenomeni che vengono esplicitamente studiati in queste pagine e che caratterizzavano la fase iniziale dell’espansione imperialista (anche se egli non la definisce come tale) non può non essere positivo, alla stessa stregua in cui nel ‘Manifesto’ è positivo il giudizio sul ruolo della borghesia nell’abbattimento dell’ordine feudale in Europa. Una frase, presa a caso tra le molte che nel volume ribadiscono questo concetto, afferma infatti (p. 61): «E’ vero: nel promuovere una rivoluzione sociale nell’Indostan la Gran Bretagna era animata dagli interessi più vili ed il suo modo di imporli fu idiota. Ma non è questo il problema. Il problema è: può l’umanità compiere il suo destino senza una profonda rivoluzione nei rapporti sociali dell’Asia?». Questo principio ed il modo in cui è espresso formano naturalmente parte dell’essenza stessa del materialismo storico: rappresentano infatti la mera estensione ad un ambito mondiale del giudizio della positività e dell’indispensabilità della affermazione della borghesia contro le forze feudali enunciato nel ‘Manifesto’. Tuttavia, nel contesto di questi scritti, si ripropone in modo più vivo che per gli scritti di Marx sull’Europa, il problema del rapporto fra giudizio morale e concezione della necessità storica (…)”” [Enrica Collotti Pischel, ‘Marx e la fase iniziale dell’imperialismo’, (in) ‘Rivista Storica del Socialismo’, Bergamo, n. 11 1960] [(1) K. Marx, F. Engels, ‘India, Cina, Russia’, a cura di Bruno Maffi, Milano, Il Saggiatore, 1960, pp. 360] (pag 830-831) Importanza storica dell’immissione della Cina nel ciclo storico mondiale (E. Collotti Pischel) “”La stessa coscienza della decisiva importanza per la storia di tutto il mondo che l’immissione della Cina nel ciclo storico mondiale e la conseguente rivoluzione (contro l’antico ordine e contro la dominazione occidentale) avrebbero avuto, pone Marx assai più vicino a noi che ai suoi contemporanei, cui mai sarebbe occorso di concepire i cinesi e gli indiani come soggetti attivi di un qualsiasi processo storico né tantomeno come fattore decisivo in una fase di esso. Ma ancor più innovatori erano gli elementi di giudizio concreto sui quali Marx fondava la consapevolezza del peso del nuovo fattore entrato in gioco nella situazione mondiale: esso si basava infatti soprattutto sulla concezione dell’irreversibilità dei fenomeni che la invasione capitalistica aveva provocato con reazioni a catena nelle società asiatiche. Basilare per ogni indagine sulla situazione cinese è infatti per Marx la constatazione che «un isolamento completo era premessa necessaria per la conservazione della vecchia Cina» e l’intuizione che quell’isolamento era frutto di una deliberata scelta della classe dirigente cinese, che volle evitare ad ogni costo e finché poté un contatto del paese con «i germi» della nuova società che i mercanti europei portavano, nella giusta persuasione che quel contatto avrebbe significato il crollo delle vecchie strutture feudali. Quest’ultimo elemento distingue nettamente l’analisi condotta da Marx sull’«apertura» della Cina dalle concezioni generalmente accettate con certezza assiomatica da tutti i borghesi ottocenteschi, secondo le quali la classe dirigente cinese avrebbe impedito ai mercanti britannici di affermare il loro «naturale diritto» a commerciare sul suolo del Celeste impero soltanto per cecità politica e «inumanità», alterigia nazionalistica e razziale, ignoranza assurda ed incomprensibile spregio dei benefici del commercio e della scienza. La realtà era invece proprio nel senso dell’intuizione di Marx, anche se egli non era allora a conoscenza dei dati storici ed economici per dimostrare in qual modo la classe dirigente cinese aveva deliberatamente e coscientemente operato la chiusura al commercio europeo. Agli storici marxisti che negli ultimi decenni hanno affrontato il problema sulla base di materiale che solo ora consente di delineare una storia economica della Cina è stato possibile tracciare un quadro della società cinese nei secoli precedenti l’«urto» con la società capitalistica che suffraga in pieno e spiega col metodo che sarebbe stato caro a Marx le ragioni del fenomeno da lui sommariamente rilevato. Sotto la dinastia Ming (1368-1644) si era avuta in Cina una forte espansione economica, in particolare si erano moltiplicate le manifatture, statali e private con il manifestarsi dei fenomeni del salariato e del credito (in forme iniziali), con la comparsa dei tributi e della rendita fondiaria in denaro, con l’aggravamento della tensione agraria e la conseguente necessità di ricorrere ad un intervento armato di forze feudali-tribali (i Mancesi saliti poi sul trono), per stroncare la rivoluzione nel paese e soprattutto nelle campagne che rappresentavano il centro dell’attività produttiva. In questa situazione la scintilla esterna avrebbe provocato l’esplosione che infatti ebbe inizio con la guerra dell’oppio e si concluse solo nel 1949 quando il ciclo rivoluzionario fu interamente compiuto: la classe dirigente cinese aveva «chiuso» la Cina a quella scintilla. In queste pagine Marx dimostra che di fronte alla logica dell’economia capitalistica nessuna «chiusura» avrebbe potuto resistere. Egli però non conosceva il corso preciso della storia sociale cinese prima dell’invasione occidentale, ed ignorava soprattutto la complessità dei fenomeni che l’avevano contraddistinta. Nelle sue pagine si ritrovano larghi indizi per affermare che egli riteneva la società cinese assai più semplice e meno contraddittoria (e probabilmente anche più «barbara») di quanto essa in realtà fosse: Marx tende infatti (e ciò deriva indubbiamente dalla mancanza di informazioni sulla storia della Cina nell’Europa del tempo suo) a considerare la Cina da sempre statica e immobile nella sua primitività economica e sociale e a porre il paese, così come l’India, su un piano assai prossimo a quello delle primitive società tribali dell’Africa. Egli non sembra sospettare che la società cinese si sia arrestata ad un livello di sviluppo eguale a quello della società europea del tardo medioevo non per mancanza di tensione e di contraddizioni sociali, bensì per l’incapacità di risolvere le gravissime tensioni e contraddizioni che si erano poste in modo sempre più grave nel corso del suo processo storico e che il peculiare regime di «feudalesimo burocratico» era riuscito bensì a bloccare ma mai a superare. Questa mancata conoscenza delle caratteristiche proprie della società cinese tradizionale spiega l’orientamento che Marx assunse nell’interpretazione della rivolta dei T’ai-p’ing. Se va dato atto che Marx intese allora assai più di molti altri europei l’importanza del fenomeno rivoluzionario che scosse la Cina alla metà del secolo scorso e fu colpito dalla sua entità, egli tuttavia errò nell’attribuirne la causa principale alle rovine portate in seno all’artigianato cinese dalla concorrenza dei manufatti europei o, più in generale, dai mutamenti rapidamente ripercossisi sulla Cina a seguito della guerra dell’oppio. La rivoluzione dei T’ai-p’ing fu un fenomeno assai complesso, sul quale influirono indubbiamente l’impoverimento derivato alla Cina dalla guerra dell’oppio ed il drenaggio dell’argento (assai giustamente segnalato da Marx in tutta la sua importanza) dalla Cina alla Gran Bretagna, ma che tuttavia derivò la sua caratteristica primaria dal fatto di essere una colossale rivolta contadina contro la sperequazione nella proprietà della terra: questa sperequazione era stata fenomeno ricorrente nella storia della Cina e si era aggravata dopo il sec. XVII, in quanto non era più intervenuto il ciclico ripetersi delle rivolte contadine e delle riforme agrarie che nei secoli precedenti aveva in qualche modo ristabilito l’equilibrio. La penetrazione occidentale aveva inasprito proprio questo aspetto della tensione sociale cinese, per l’aggravio dell’incidenza fiscale derivante dalla necessità di pagare i tributi agli occidentali per l’aumento del prezzo dell’argento, che faceva rincarare ulteriormente i fitti e le tasse gravanti sui contadini (e pagati in natura ma sulla base del valore dell’argento): tuttavia le ragioni strutturali che portarono alla rivoluzione preesistevano all’invasione occidentale, non furono portate da essa, come Marx sembra in più di un punto accennare. (…) Sempre alla tendenza di Marx di attribuire le contraddizioni sociali manifestatesi in Cina alla metà dell’800 all’invasione occidentale, mettendone invece in secondo piano l’origine autoctona, risale la tesi secondo cui la corruzione amministrativa sarebbe stata portata in Cina degli occidentali (p. 161) (…)”” [Enrica Collotti Pischel, ‘Marx e la fase iniziale dell’imperialismo’, (in) ‘Rivista Storica del Socialismo’, Bergamo, n. 11 1960] (pag 834-835)”,”MADS-734″
“BANFI Antonio”,”La crisi.”,”Antonio Banfi (VImercate 1886 – Milano 1957) laureato in lettere e in filosofia rispettivamente con Francesco Novati e Piero Martinetti. Ha al suo attivo decine di opere. La sua rivista era ‘Studi filosofici’. E’ considerato il ‘Cassirer italiano'”,”FILx-583″
“BANFI Arialdo Simona COLARIZI Santi FEDELE Valdo SPINI Carlo VALLAURI, a cura della Fondazione BRODOLINI”,”Storia del Partito Socialista. Dall’antifascismo alla ricostruzione. Vol. II.”,”Alceo Riosa direttore della sede milanese della Fondazione G. Brodolini.”,”MITS-042-FL”
“BANNOCK G. BAXTER R.E. REES R. , edizione italiana a cura di Federico CAFFE’ e Nicola ACOCELLA”,”Dizionario di economia.”,”Graham BANNOCK ha compiuto gli studi universitari alla London School of Economics. E’ direttore generale dell’ Economists Advisory Group di Londra. Ron E. BAXTER è lauretato alla London School of Economics ed è attualmente direttore della sezione economica e statistica al National Ports Council. Ray REES pure lui laureato alla London School of Economics, insegna economia all’ University College di Cardiff.”,”ECOT-129″
“BANTI Alberto Mario”,”Terra e denaro. Una borghesia padana dell’Ottocento.”,”Esempio del caso prussiano (1890, SPD, ecc.Lander, AFL Arbeitergeberverband für Landwirtschaft, junker) (pag 296)”,”ITAS-007-FPA”
“BAQUE’ Jean Francois”,”L’ homme qui devinait Napoleon. Jomini.”,”L’A, giornalista e storico, ha pubblicato presso PERRIN ‘Les Grandes Heures des Pyrenees’ e ‘La Conquete de l’Amerique’. Secondo l’A, con JOMINI, NAPOLEONE ha avuto al fianco un grande tattico il cui pensiero ed intuizioni si combinavano perfettamente con le sue. Nato in Svizzera, a Payerne (cantone del Vaud) nel 1779, J. è morto a Parigi nel 1869. Intervenendo al tempo opportuno prima o durante la battaglia, seppe evitare difficoltà, errori o disastri ai marescialli, in particolare a NEY, di cui fu prima aiutante di campo e poi capo di stato maggiore dal 1804 al 1809, intuendo le intenzioni dell’Imperatore. A 25 anni, quando non aveva ancora nessuna formazione militare, scrisse il ‘Traité des grandes operations militaires’ che NAPOLEONE pensò di vietare alla pubblicazione perchè rifletteva troppo le sue concezioni e metodi. J. fu fatto barone e generale di brigata. Governatore di Vilna e poi di Smolensk nel 1812, giocherà un ruolo importante nel passaggio della Berezina. Nel 1813, non sopportando le angherie di BERTHIER e non avuta la nomina di generale di divisione, passa al servizio della coalizione e qui farà una critica dei piani del generale in capo degli alleati, il principe SCHWARTZENBERG, indisponendo lo Zar. Autore di numerose opere di carattere militare, J. diventerà capo di SM di NICOLA I e governatore militare del futuro ALESSANDRO II. Comanderà l’armata russa contro i turchi (1828-1829) e rientrerà in Francia nel 1843.”,”FRQM-006″
“BAR Antonio”,”La CNT en los años rojos del sindicalismo revolucionario al anarcosindicalismo (1910-1926).”,”La corrente egemonica anarchica nella CNT e i sindacalisti rivoluzionari. “”Las principales voces discrepantes contra lo que era la imposición de la ideologia anarquista en el movimiento sindicalista provenian, lógicamente, de los más destacados representantes de la corriente sindicalista revolucionaria, que tuvierono así la oportunidad de dejar bastante claro cuál era el espiritu y la idea que jabia inspirado originariamente a la CNT y que ahora, olvidando aquella motivación inicial, se vulneraba en favor de una definición anárquica. Aunque, en realidad, de poco sirvió su clarificación, que quedó en el aire como una posición más, casi tan ajena y rechazable como pudiera serlo cualquier otra ‘desviación’. Según los sindicalistas revolucionarios, la CNT no debería tener ninguna ideología política concreta, ni siquiera el anarquismo.”” (pag 500)”,”MSPx-074″
“BARA Bruno G.”,”Scienza cognitiva. Un approccio evolutivo alla simulazione della mente.”,”Bruno G. Bara, laureato in medicina e specializzato in psicologia, è professore ordinario al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Dirige il Centro di ricerca in scienza cognitiva costituito a Torino fra Università e Politecnico, e a Milano il Centro studi sulla comunicazione.”,”SCIx-205-FL”
“BARACCA Angelo RUFFO Stefano RUSSO Arturo”,”Scienza e industria, 1848 – 1915. Gli sviluppi scientifici connessi alla 2° rivoluzione industriale.”,”BARACCA (Lugo di Ravenna 1939) è docente di fisica teorica e Prof incaricato di Meccanica statistica presso l’Univ di Firenze. RUFFO S. e RUFFO A. lavorano presso l’Univ di Pisa e di Palermo.”,”SCIx-068″
“BARACCA Angelo ROSSI Arcangelo”,”Marxismo e scienze naturali. Per una storia integrale delle scienze.”,”Angelo BARACCA insegna Meccanica statistica presso l’Univ di Firenze e svolge la sua attività di ricercatore nel campo della fisica e delle particelle elementari. Ha scritto con S. BERGIA, ‘La spirale delle alte energie’ (Milano, 1975). Arcangelo ROSSI è stato allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa e insegna storia della fisica presso l’Univ di Lecce. E’ autore di lavori su Copernico, la fisica del ‘700 e l’ epistemologia di POPPER (‘Popper e la filosofia della scienza, Firenze, 1975).”,”TEOC-105″
“BARACCA Angelo ROSSI Arcangelo”,”Marxismo e scienze naturali. Per una storia integrale delle scienze.”,”Angelo Baracca insegna Meccanica statistica presso l’Univ di Firenze e svolge la sua attività di ricercatore nel campo della fisica e delle particelle elementari. Ha scritto con S. Bergia, ‘La spirale delle alte energie’ (Milano, 1975). Arcangelo Rossi è stato allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa e insegna storia della fisica presso l’Università di Lecce. È autore di lavori su Copernico, la fisica del ‘700 e l’ epistemologia di Popper (‘Popper e la filosofia della scienza’, Firenze, 1975). “”Il compito di Engels si muoveva necessariamente entro un orizzonte oggettivamente piuttosto ristretto, con scarsi margini di manovra. Non gi restava che contrastare di volta in volta i maggiori esponenti dell’epistemologia dominante, come in fondo egli e Marx avvano fatto in passato, sul terreno dell’ideologia, con la ‘Sacra famiglia’, l’ ‘Ideologia tedesca’, la ‘Miseria della filosofia’. Ci pare che, benché engels si sia attenuto scrupolosamente a questo compito e lo abbia svolto egregiamente, in lui sia assente una premessa metodologica simile alla marxiana ‘Introduzione del ’57’. È irrilevante sapere se Engels non abbia ‘voluto o saputo’ sviluppare coerentemente le premesse del materialismo storico, ma certamente – e questo è il dato veramente rilevante – non ha potuto farlo”” (pag 9) “”Il piano su cui si ponevano gli avversari che Engels doveva contrastare era quello del positivismo dominante, delle sue espressioni meccanicistiche deteriori (non dimentichiamo che gli avversari erano i Dühring che oggi non dicono più nuulla!): ed Engels seppe farlo – qui sta il valore delle sue analisi in questo campo – mettendosi da punto di vista della scienze più avanzata del suo tempo, l’evoluzionsmo darwiniano”” (pag 12)”,”MADS-001-FSD”
“BARAGETTI Stefania”,”Carducci e la rivoluzione. I sonetti di ‘Ça ira’. Storia, edizione, commento.”,”Stefania Baragetti è dottoranda di Italianistica presso l’Università degli Studi di Parma e svolge attività di collaborazione presso il Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università degli Studi di Milano. Ha in corso ricerche sull’Accademia dell’Arcadia.”,”FRAR-024-FL”
“BARAKA Amiri (LeRoi Jones)”,”Il popolo del blues. Sociologia degli afroamericani attraverso il jazz. (Tit. orig.: Blues People)”,”BARAKA Amiri (LeRoi Jones) nato nel 1934, nel New Jersey nel 1961 si afferma come poeta. Poi fonda la casa editrice Totem Press e pubblica testi di Allen GINSBERG, KEROUAC e altri autori della Beat Generation. Incrocia i movimenti afro-americani in un percorso che dal nazionalismo nero va al marxismo. E’ autore di ‘Black Music’ (1967). Ha scritto un’autobiografia. La “”redenzione”” del Sud (la segregazione razziale dopo l’affrancamento degli schiavi neri) “”Proprio durante questo periodo, in cui vennero legalmente soppressi i diritti dei neri in quanto nuovi cittadini, apparvero organizzazioni quali il Ku Klux Klan, i Pale Faces (Visi pallidi), i Men of Justice (Giustizieri), i Knights of White Camelia (Cavalieri della camelia bianca) eccetera. Queste organizzazioni, composte principalmente dai bianchi più poveri e disaffrancati, ma che spesso erano ispirate dalla ben più agiata ‘combine’ commercianti-piantatori, cercarono di terrorizzare i neri affinché rinunciassero ai diritti appena ottenuti, in particolare al diritto di voto. In molti casi questi tentativi ebbero successo. Naturalmente ci fu un’ondata di proteste e resistenza da parte di molti neri, soprattutto della classe più istruita, ma presto troppi accettarono l’idea della segregazione come il solo modo per continuare a vivere nel bianco Sud. L’élite nera, cioè medici, avvocati, piccoli commercianti ambiziosi, fu presto quasi entusiasta nel promuovere lo slogan “”separati ma uguali””. Così, a soli dieci anni dall’emancipazione, era già in atto un grande movimento di reazione sociale. Ogni cavillo legale e anche le soppressioni fisiche con i cui sudisti “”mettevano a posto”” i neri fecero affidamento di fatto, sulla complicità di molti cosiddetti “”leader neri””.”” (pag 74)”,”USAS-154″
“BARALDI E. BARALDI M. BAUDO E. BELLANOVA B. MAGNANIMO”,”Storia e storiografia e insegnamento della storia. Problemi – metodi e ipotesi di lavoro per la preparazione professionale per abilitazioni e concorsi in scuole secondarie.”,” L’ approccio empirico di Toynbee sul problema del declino, della decadenza. “”Toynbee, nei suoi dieci volumi, Studi di storia, tenta un approccio empirico e fattuale al problema della conoscenza storica. Egli mette a confronto tutte le civiltà conosciute (ne conta fino a 23) per scoprire le cause del loro sorgere e decadere. E’ evidente la sua polemica contro ogni storia di tipo nazionale (…). La lezione che ricava da queste ricerche può essere fissata in tre costanti: – una civiltà sorge non “”naturalmente””, ma come risposta alle varie sfide recate dall’ ambiente fisico (…). – una civiltà si sviluppa per un movimento creativo che fa nascere sempre ulteriori problemi (…). – una civiltà decade quando la leadership è coinvolta nella “”nemesi della creatività””: il protagonista, in caso di successo, diventa incapace di far fronte alla sfida successiva.”” (pag 61)”,”STOx-109″
“BARAN Paul A.”,”Il “”surplus”” economico e la teoria marxista dello sviluppo.”,”Paul A. BARAN studiò economia, sociologia e storia prima della guerra a Berlino, Francoforte sul Meno e Parigi. Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti continuando gli studi presso l’ Università di Harvard. Durante la guerra prestò servizio nell’ Office of Strategic Services, come economista. Fu poi membro del “”research staff”” della Federal Research Bank of New York. Dal 1949 è stato professore di economia alla Stanford University, California. BARAN, militante marxista negli Stati Uniti, è deceduto nel 1964. “”Anche se nel caso del Giappone furono gli Stati Uniti ad effettuare l’ apertura iniziale e ad imporgli il suo primo trattato iugulatorio, né lo stadio raggiunto dallo sviluppo del capitalismo americano, né il rango internazionale permettevano ancora agli Stati Uniti di provarsi a imporre il loro controllo esclusivo sul Giappone. “”La vicinanza della Cina dava al Giappone un’ eccezionale importanza strategica. Le potenze che imponevano trattati iugulatori al Giappone vigilavano gelosamente affinché nessuna di esse vi acquistasse una influenza predominante, e tanto meno riuscisse a trasformarlo in una sua colonia e quindi in un trampolino di lancio per l’ ulteriore avanzata in Cina”” Kh. Eydus, Il Giappone dalla prima alla seconda guerra mondiale)””. (pag 175)”,”PVSx-029″
“BARAN Paul A.”,”La economía politíca del crecimiento. (Tit.orig.: The Political Economy of Growth)”,”””Sin embargo, nuevamente en esto los dirigentes del capital monopolista han mostrado tener un mejor instinto de los principios de operación de la economía capitalista que los economistas profesionales, quienes consideran a la ocupación plena (tal como se ha definido) como un objetivo posible de alcanzar en el capitalismo. Los dirigentes del capital monopolista tienen plena consciencia del hecho de que una ocupación plena de esta clase es imcompatible con el funcionamiento norma del sistema capitalista. En condiciones de una escasez permanente de trabajo, la empresa capitalista tiene que operar bajo una fuerte presión, pues tiene que incluir en su nómina de pagos a trabajadores marginales y aun submarginales, aun cuando su contribución a la producción de la empresa sea relativamente pequeña; la tarea de supervisión se hace mucho más pesada y los costos tienden a aumentar.”” (pag 123)”,”ECOI-227″
“BARAN Paul A. SWEEZY Paul M.”,”Il capitale monopolistico. Saggio sulla struttura economica e sociale americana.”,”libro dedicato al ‘Che'”,”ECOT-014-FV”
“BARAN Paul A. SWEEZY Paul M.”,”Note sulla teoria dell’ imperialismo.”,”Questo articolo è apparso nella raccolta di saggi di vari autori in onore di M. Kalecki intitolata ‘Problems of Economics and Planning’ (Monthly Review, n. 10, marzo 1966) “”Nel vecchio tipo di capitalismo – ha scritto Lenin – in cui prevaleva la libera concorrenza, l’ esportazione di merci era l’elemento tipico. Nel capitalismo moderno, in cui prevale il monopolio, l’esportazione di capitale è diventato l’elemento tipico”” (L’imperialismo, fase suprema del capitalismo’, cap. 4) (nota 1 pag 19 di questo saggio)”,”TEOC-005-FB”
“BARAN Paul A. SWEEZY Paul M.”,”Il capitale monopolistico. Saggio sulla struttura economica e sociale americana.”,”””E tuttavia l’affermazione di Hegel che abbiamo scelto a epigrafe del presente ligro conserva integra la sua validità: «La verità è il tutto»”” (pag 4, Introduzione) “”(…) L’anaisi marxista del capitalismo, in fondo, riposa ancora sul presupposto di una economia concorrenziale. Coloro i quali conoscono le opere di Lenin, siano o no marxisti, possono trovare sorprendente tale affermazione, poiché proprio Lenin ha scritto: «Se si volesse dare la più concisa definizione possibile dell’imperialismo, si dovrebbe dire che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo» (1). E non vi è dubbio che Lenin, nell’analizzare le politiche interne e internazionali del periodo culminato nella prima guerra mondiale abbia dato il massimo peso al prevalere del monopolio nei paesi capitalistici avanzati. (…) In questo campo ‘Il Capitale di Marx continua a regnare sovrano. Non che Marx abbia ignorato l’esistenza del monopolio nell’economia britannica del suo tempo, il sistema storico reale da cui egli ricavò il suo modello teorico. Ma al pari degli economisti classici che lo avevano preceduto, egli considerò i monopoli non come elementi fondamentali del capitalismo, ma come residui del passato feudale e mercantile da cui bisognava prescindere allo scopo di ottenere il quadro più chiaro possibile della struttura e delle tendenze fondamentali del capitalismo. È vero che, a differenza dei classici, Marx riconobbe pienamente la potente tendenza alla concentrazione e centralizzazione del capitale insita in una economia concorrenziale: la sua visione del futuro del capitalismo anticipò senz’altro nuove forme di monopolio puramente capitalistiche. Ma egli non cercò mai di indagare che cosa sarebbe stato allora un ipotetico sistemacarattereizzato dal prevalere della grande impresa e del monopolio. In parte questo avvenne senza dubbio perché il materiale empirico su cui si sarebbe dovuta basare una tale indagine era troppo scarso per permettere generalizzazioni attendibili. Ma più importante ancora, perché forse Marx prevedeva il rovesciamento del capitalismo molto prima del manifestarsi di tutte le sue possibilità, nel pieno della fase concorrenziale del sistema. Engels, in alcuni dei suoi scritti successivi alla morte di Marx e nelle aggiunte fatte in qualità di curatore al secondo e terzo libro del ‘Capitale’ da lui preparati per la stampa, si soffermò sul rapido sviluppo dei monopoli negli anni 1880-1900, ma non cercò di inserire il monopolio nel corpo della teoria economica marxiana. Il primo a fare questo tentativo fu Rudolf Hilferding nella sua importante opera ‘Das Finanzkapital’, pubblicata nel 1910 (trad.it. Il capitale finanziario’, Feltrinelli, Milano, 1961). Ma nonostanta tutta l’importanza attribuita al monopolio, Hilferding non lo considerò come un elemento qualitativamente nuovo nell’economia capitalistica, ma lo vide come fattore di modificazioni essenzialmente quantitative nelle fondamentali leggi marxiane del capitalismo. Come abbiamo rilevato, Lenin, il quale fu fortemente influenzato dall’analisi delle origini e della diffusione del monopolio, fatta da Hilferding, basò apertamente la sua teoria dell’imperialismo sul predominio del monopio nei paesi capitalistici avanzati”” (pag 5-7, introduzione) “” (pag 5-6) (introduzione) [(1) L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, cap. 7 (trad. it. in Opere scelte, Ed. in Lingue estere, Mosca, 1974, vol. I p. 676]; “”Alla domanda se gli piaccia il suo lavoro, uno dei personaggi di John Updike risponde: «Diavolo, non sarebbe un lavoro se mi piacesse». Tolta una esigua minoranza di lavoratori particolarmente fortunati o privilegiati, tutti gli altri sarebbero senza dubbio d’accordo. Non c’è nulla di intrinsecamente interessante nella maggior parte delle mansioni estremamente frazionate che i lavoratori sono costretti a svolgere; d’altra parte nello scopo di una mansione – nel migliore dei casi oscura e nel peggiore umanamente degradante -, il lavoratore non può trovare alcuna soddisfazione nel frutto dei suoi sforzi. Per quanto lo riguarda, l’unica giustificazione è la busta paga”” (pag 288) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] «Quanto più una classe dominante è capace di assimilare gli uomini più eminenti delle classi dominate – ha scritto Marx – tanto più solida e pericolosa è la sua dominazione» (Il Capitale, vol. 3, cap. 36 (trad, cit., vol. III,2, pp. 310-11) (pag 288) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] “”Anche nell’epoca del capitalismo monopolistico, come ai tempi di Marx, è dunque vero che «il potere politico dello … Stato moderno non è che un comitato, il quale amministra gli affari comuni di tutta quanta la classe borghese» (Manifesto del Partito Comunista, Rinascita, Roma, 1955, p. 29] (pag 55) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] “”La sostituzione del capitalista individuale con il capitalista della società per azioni costituisce una istituzionalizzazione della funzione del capitalista. Il centro vitale e decisivo di tale funzione è l’accumulazione: l’accumulazione è sempre stata il motore primo del sistema, il centro dei suoi conflitti, l’origine ad un tempo dei suoi trionfi e dei suoi disastri. Ma soltanto nell’infanzia del sistema si poteva dire che l’accumulazione esaurisse i doveri del capitalista. Con il successo vennero anche le responsabilità. Per dirla con le parole di Marx: «A un certo livello di sviluppo, un grado convenzionale di sperpero che è allo stesso tempo ostentazione della ricchezza e quindi fonte di credito, diventa una necessità professionale per il «disgraziato» capitalista. Il lusso rientra nelle spese di rappresentanza del capitale (1). Queste spese di rappresentanza hanno tradizionalmente assunto la forma di spreco vistoso da un lato e di filantropia dall’altro. Sia l’uno che l’altra hanno sempre perseguito un fine che oggi si chiamerebbe di relazioni pubbliche: il primo per abbagliare e intimidire il pubblico, la seconda per assicurarsene l’attaccamento e la simpatia. Sia l’uno che l’altra sono stati sostenuti dal capitalista privato”” (pag 28-29) [(1) Il Capitale, vol. I, cap. 22, par. 4 (trad. cit. vol. I-3, p. 39)] (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968]”,”USAE-009-FV”
“BARAN Paul A. SWEEZY Paul M.”,”Il capitale monopolistico. Saggio sulla struttura economica e sociale americana.”,”””E tuttavia l’affermazione di Hegel che abbiamo scelto a epigrafe del presente ligro conserva integra la sua validità: «La verità è il tutto»”” (pag 4, Introduzione) “”(…) L’anaisi marxista del capitalismo, in fondo, riposa ancora sul presupposto di una economia concorrenziale. Coloro i quali conoscono le opere di Lenin, siano o no marxisti, possono trovare sorprendente tale affermazione, poiché proprio Lenin ha scritto: «Se si volesse dare la più concisa definizione possibile dell’imperialismo, si dovrebbe dire che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo» (1). E non vi è dubbio che Lenin, nell’analizzare le politiche interne e internazionali del periodo culminato nella prima guerra mondiale abbia dato il massimo peso al prevalere del monopolio nei paesi capitalistici avanzati. (…) In questo campo ‘Il Capitale di Marx continua a regnare sovrano. Non che Marx abbia ignorato l’esistenza del monopolio nell’economia britannica del suo tempo, il sistema storico reale da cui egli ricavò il suo modello teorico. Ma al pari degli economisti classici che lo avevano preceduto, egli considerò i monopoli non come elementi fondamentali del capitalismo, ma come residui del passato feudale e mercantile da cui bisognava prescindere allo scopo di ottenere il quadro più chiaro possibile della struttura e delle tendenze fondamentali del capitalismo. È vero che, a differenza dei classici, Marx riconobbe pienamente la potente tendenza alla concentrazione e centralizzazione del capitale insita in una economia concorrenziale: la sua visione del futuro del capitalismo anticipò senz’altro nuove forme di monopolio puramente capitalistiche. Ma egli non cercò mai di indagare che cosa sarebbe stato allora un ipotetico sistemacarattereizzato dal prevalere della grande impresa e del monopolio. In parte questo avvenne senza dubbio perché il materiale empirico su cui si sarebbe dovuta basare una tale indagine era troppo scarso per permettere generalizzazioni attendibili. Ma più importante ancora, perché forse Marx prevedeva il rovesciamento del capitalismo molto prima del manifestarsi di tutte le sue possibilità, nel pieno della fase concorrenziale del sistema. Engels, in alcuni dei suoi scritti successivi alla morte di Marx e nelle aggiunte fatte in qualità di curatore al secondo e terzo libro del ‘Capitale’ da lui preparati per la stampa, si soffermò sul rapido sviluppo dei monopoli negli anni 1880-1900, ma non cercò di inserire il monopolio nel corpo della teoria economica marxiana. Il primo a fare questo tentativo fu Rudolf Hilferding nella sua importante opera ‘Das Finanzkapital’, pubblicata nel 1910 (trad.it. Il capitale finanziario’, Feltrinelli, Milano, 1961). Ma nonostanta tutta l’importanza attribuita al monopolio, Hilferding non lo considerò come un elemento qualitativamente nuovo nell’economia capitalistica, ma lo vide come fattore di modificazioni essenzialmente quantitative nelle fondamentali leggi marxiane del capitalismo. Come abbiamo rilevato, Lenin, il quale fu fortemente influenzato dall’analisi delle origini e della diffusione del monopolio, fatta da Hilferding, basò apertamente la sua teoria dell’imperialismo sul predominio del monopio nei paesi capitalistici avanzati”” (pag 5-7, introduzione) “” (pag 5-6) (introduzione) [(1) L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, cap. 7 (trad. it. in Opere scelte, Ed. in Lingue estere, Mosca, 1974, vol. I p. 676]; “”Alla domanda se gli piaccia il suo lavoro, uno dei personaggi di John Updike risponde: «Diavolo, non sarebbe un lavoro se mi piacesse». Tolta una esigua minoranza di lavoratori particolarmente fortunati o privilegiati, tutti gli altri sarebbero senza dubbio d’accordo. Non c’è nulla di intrinsecamente interessante nella maggior parte delle mansioni estremamente frazionate che i lavoratori sono costretti a svolgere; d’altra parte nello scopo di una mansione – nel migliore dei casi oscura e nel peggiore umanamente degradante -, il lavoratore non può trovare alcuna soddisfazione nel frutto dei suoi sforzi. Per quanto lo riguarda, l’unica giustificazione è la busta paga”” (pag 288) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] «Quanto più una classe dominante è capace di assimilare gli uomini più eminenti delle classi dominate – ha scritto Marx – tanto più solida e pericolosa è la sua dominazione» (Il Capitale, vol. 3, cap. 36 (trad, cit., vol. III,2, pp. 310-11) (pag 288) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] “”Anche nell’epoca del capitalismo monopolistico, come ai tempi di Marx, è dunque vero che «il potere politico dello … Stato moderno non è che un comitato, il quale amministra gli affari comuni di tutta quanta la classe borghese» (Manifesto del Partito Comunista, Rinascita, Roma, 1955, p. 29] (pag 55) (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968] “”La sostituzione del capitalista individuale con il capitalista della società per azioni costituisce una istituzionalizzazione della funzione del capitalista. Il centro vitale e decisivo di tale funzione è l’accumulazione: l’accumulazione è sempre stata il motore primo del sistema, il centro dei suoi conflitti, l’origine ad un tempo dei suoi trionfi e dei suoi disastri. Ma soltanto nell’infanzia del sistema si poteva dire che l’accumulazione esaurisse i doveri del capitalista. Con il successo vennero anche le responsabilità. Per dirla con le parole di Marx: «A un certo livello di sviluppo, un grado convenzionale di sperpero che è allo stesso tempo ostentazione della ricchezza e quindi fonte di credito, diventa una necessità professionale per il «disgraziato» capitalista. Il lusso rientra nelle spese di rappresentanza del capitale (1). Queste spese di rappresentanza hanno tradizionalmente assunto la forma di spreco vistoso da un lato e di filantropia dall’altro. Sia l’uno che l’altra hanno sempre perseguito un fine che oggi si chiamerebbe di relazioni pubbliche: il primo per abbagliare e intimidire il pubblico, la seconda per assicurarsene l’attaccamento e la simpatia. Sia l’uno che l’altra sono stati sostenuti dal capitalista privato”” (pag 28-29) [(1) Il Capitale, vol. I, cap. 22, par. 4 (trad. cit. vol. I-3, p. 39)] (P.A. Baran P.M. Sweezy, Il capitale monopolistico, Einaudi, 1968]”,”USAE-001-FC”
“BARANELLI Luca BONGIOVANNI Giuseppe BOSIO Gloriano BUZZANO Enrico CALVINO Italo CANNISTRA’ Antonio CARENA Carlo CERATI Roberto COLOMBO Nino EINAUDI Giuliana FOSSATI Paolo JOUVE Roberto MAGNALDI Alda MELOSSI Enrica MOLINA Oreste RUGAFIORI Claudio TRONI Riccardo VIVANTI Corrado, collaborazione di”,”Cinquant’anni di un editore. Le edizioni Einaudi negli anni 1933-1983.”,”collaborazione di BARANELLI Luca BONGIOVANNI Giuseppe BOSIO Gloriano BUZZANO Enrico CALVINO Italo CANNISTRA’ Antonio CARENA Carlo CERATI Roberto COLOMBO Nino EINAUDI Giuliana FOSSATI Paolo JOUVE Roberto MAGNALDI Alda MELOSSI Enrica MOLINA Oreste RUGAFIORI Claudio TRONI Riccardo VIVANTI Corrado”,”EDIx-017″
“BARANELLI Luca CHERCHI Grazia a cura”,”Quaderni Piacentini. Antologia, 1962-1968.”,”Contiene di Vittorio Strada: ‘Proposte per uno studio di Trotskij’ (pag 107-110) e di Luca Amodio, ‘Il contrasto Lenin-Luxemburg sull’organizzazione del partito’ (pag 157-171)”,”EMEx-122″
“BARATIER Edouard a cura; saggi di Max ESCALON DE FONTON Francois SALVIAT Maurice EUZENNAT Edouard BARATIER Felix REYNAUD René PILLORGET Charles CARRIERE André BOURDE André VILLARD Michel VOVELLE Pierre GUIRAL Antoine OLIVESI Louis PIERREIN”,”Histoire de Marseille.”,”Saggi di Max ESCALON DE FONTON, Francois SALVIAT, Maurice EUZENNAT, Edouard BARATIER, Felix REYNAUD, René PILLORGET, Charles CARRIERE, André BOURDE, André VILLARD, Michel VOVELLE, Pierre GUIRAL, Antoine OLIVESI, Louis PIERREIN.”,”FRAS-011″
“BARATTA M. FRACCARO P.”,”Piccolo atlante storico. Fascicolo secondo. Medio Evo.”,”Contiene tra le varie cartine: 14-15. L’ impero al tempo degli Hohenstaufen. L’ Impero; Le grandi case tedesche; Montecassino e paesi circost.; Pisa e il porto; Il porto pisano secondo Targioni-Tozzetti; Territorio di Milano, Bergamo e Crema; Corteolona e Roncaglia.”,”ASGx-029″
“BARATTA Giorgio”,”Le rose e i quaderni. Il pensiero dialogico di Antonio Gramsci.”,”Giorgio Baratta insegna Filosofia morale all’Università di Urbino. E’ tra i fondatori della International Gramsci Society e presidente di IGS-Italia. Gramsci e Marx. “”Quella di Marx è, secondo Gramsci, “”una concezione del mondo che non è stata mai dall’autore-pensatore esposta sistematicamente””, un ‘opera cioé di “”un pensatore non sistematico (…) di una personalità nella quale l’attività teorica e l’attività pratica sono intrecciate indissolubilmente, di un intellettuo pertanto in continua creazxione e in perpetuo movimento”” (pag 81-82) Gramsci e Engels (da pag 118-)”,”GRAS-132″
“BARAVELLI Maurizio”,”Strategia e organizzazione della banca.”,”Maurizio Baravelli è professore ordinario di Economia e gestione della banca nella Facoltà di Economia dell’Università di Roma ‘La Sapienza’.”,”ECOG-005-FL”
“BARBA Vincenzo”,”La “”scappatoia”” della libertà. Sul pensiero etico-politico dei materialisti francesi del settecento e di Kant.”,”””I materialisti dovettero essere assi poco fiduciosi nelle possibilità di affermazione della morale laica, alla cui elaborazione dedicarono gran parte delle loro energie (…). Inconsapevolmente, e tuttavia decisamente, Helvétius sembrò proprio incamminarsi verso questo stato di polizia, che Holbach cercò di evitare, ma del quale solo DIderot fu forse in grado di intravvedere veramente il pericolo e di adoperarsi per scongiurarlo”” (pag 31)”,”TEOP-005-FRR”
“BARBACETTO Gianni GOMEZ Peter TRAVAGLIO Marco”,”Mani pulite. La vera storia. Da Mario Chiesa a Silvio Berlusconi.”,”Gianni Barbacetto scrive su Diario e Micromega. Peter Gomez scrive su L’Espresso e Micromega. Marco Travaglio scrive su La Repubblica L’Espresso e Micromega.”,”ITAP-079-FL”
“BARBADORO Idomeneo”,”Storia del sindacalismo italiano. Dalla nascita al fascismo. I. La Federterra. II. La CGdL.”,”BARBADORO (1921) laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. E’ stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato: -La Federconsorzi nella politica economica italiana -La crisi dell’ agricoltura italiana, con Dario TOSI. Ha collaborato a varie riviste.”,”MITT-008″
“BARBADORO Idomeneo”,”Il sindacato in Italia. Dalle origini al congresso di Modena della Confederazione del lavoro (1908).”,”BARBADORO Idomeneo, uno dei maggiori studiosi del movimento operaio e sindacale italiano, scomparso nel 1983, ha fatto parte della Federbraccianti e dell’ Ufficio Studi della CGIL, rappresentando per alcuni anni le organizzazioni sindacali all’ Economic Commission for Europe dell’ ONU.”,”MITT-061″
“BARBADORO Idomeneo”,”Il sindacato in Italia. 1908-1914.”,”BARBADORO Idomeneo, uno dei maggiori studiosi del movimento operaio e sindacale italiano, scomparso nel 1983, ha fatto parte della Federbraccianti e dell’ Ufficio Studi della CGIL, rappresentando per alcuni anni le organizzazioni sindacali all’ Economic Commission for Europe dell’ ONU.”,”MITT-062″
“BARBADORO Idomeneo”,”Storia del sindacalismo italiano. Dalla nascita al fascismo. I. La Federterra.”,”BARBADORO (1921) laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. E’ stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato: -La Federconsorzi nella politica economica italiana -La crisi dell’ agricoltura italiana, con Dario TOSI. Ha collaborato a varie riviste. Il bulgaro Kabatcev era il rappresentante della 3° Internazionale comunista al XVII congresso del PSI (pag 351) “”In Lenin risultava chiaro che la parola d’ ordine “”la terra ai contadini”” aveva valore transitorio relativamente alla specifica situazione russa. ‘I contadini vogliono mantenere la piccola proprietà, fissare una norma egualitaria… procedere periodicamente a nuovi livellamenti – scriveva nell’ agosto del 1917 -. Ebbene, che lo facciano! Su questo punto nessu socialista ragionevole entrerà in conflitto con i contadini poveri. (…)'””. (pag 74-75) “”Tale spiegazione dell’ origine del fascismo (del Preti, ndr) – che, per un verso, assimila le interessate tesi del Missiroli, del Serpieri e della variopinta storiografia liberale e conservatrice sull’ “”estremismo delle leghe rosse”” e, per un altro verso, attribuisce colpe altrettanto gravi al padronato – se si presenta così squisitamente socialdemocratica nella ricerca del “”giusto mezzo”” nelle responsabilità, non ha molti numeri per risultare attendibile: l’A. non fornisce alcuna documentazione sugli “”eccessi”” leghisti, (…)””. (pag 244)”,”SIND-076″
“BARBADORO Idomeneo”,”Storia del sindacalismo italiano. Dalla nascita al fascismo. II. La Confederazione Generale del Lavoro (CGdL).”,”BARBADORO (1921) laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. E’ stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato: -La Federconsorzi nella politica economica italiana -La crisi dell’ agricoltura italiana, con Dario TOSI. Ha collaborato a varie riviste. “”Il principio di strutturare la lega sul “”mestiere”” faceva sì che i lavoratori di un settore e persino di un’ azienda venivano scomposti, a seconda delle diverse qualifiche, in altrettante istanze diverse. Così, ancora nel 1902, gli operai occupati nella Siderurgia di Savona non costituivano una sola lega di metalmeccanici, bensì erano inquadrati in ben 12 leghe distinte in base alle specializzazioni. Per converso, ogni istanza di base raggruppava in un dato ambito territoriale, i lavoratori che praticavano lo stesso “”mestiere””, presso aziende di tipo e di dimensioni le più diverse. Si arrivava in tal modo all’ assurdo che un aggiustatore di un grande complesse meccanico aveva un collegamento organizzativo con un collega che lavorava in un’ officina artigiana, ma non con il tornitore che gli era compagno di lavoro tutti i giorni.”” (pag 83)”,”SIND-077″
“BARBADORO Idomeneo SANTI Fernando ROBERTAZZI Chiara BROGLIA B. FACCIO A. LAUZI Giorgio PEDONE Franco DE-POLI Franco VISMARA Luigi WIDMAR Bruno CAVALLI Libero LIBEROVICI Sergio FORTINI Franco BASEVI Enrica MODIGLIANI Vera VAILATI Maria PACCINO Dario FERTONANI Roberto GAIANI Adriano ACCORNERO Aris ARDENTI Piero, articoli di; lavoro editoriale a cura di Adele FACCIO”,”Almanacco socialista 1961.”,”Articoli di BARBADORO Idomeneo SANTI Fernando ROBERTAZZI Chiara BROGLIA B. FACCIO A. LAUZI Giorgio PEDONE Franco DE-POLI Franco VISMARA Luigi WIDMAR Bruno CAVALLI Libero LIBEROVICI Sergio FORTINI Franco BASEVI Enrica MODIGLIANI Vera VAILATI Maria PACCINO Dario FERTONANI Roberto GAIANI Adriano ACCORNERO Aris ARDENTI Piero”,”MITS-365″
“BARBADORO Idomeneo”,”Storia del sindacalismo italiano. Dalla nascita al fascismo. I. La Federterra.”,”Idomeneo Barbadoro (1921), laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. É stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato La Federconsorzi nella politica economica italiana, con Dario Tosi La crisi dell’agricoltura italiana e un saggio su Di Vittorio nella collana ‘I protagonisti della storia universale’ della CEI. Ha collaborato a varie riviste: Critica economica, Economia e sindacato, Mondo operaio, Mondo nuovo, Politica ed economia, e ha diretto per conto della CEI l’opera in tre volumi L’Asia e l’Oceania.”,”MITT-029-FL”
“BARBADORO Idomeneo”,”Storia del sindacalismo italiano. Dalla nascita al fascismo. II. La Confederazione Generale del Lavoro.”,”Idomeneo Barbadoro (1921), laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. É stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato La Federconsorzi nella politica economica italiana, con Dario Tosi La crisi dell’agricoltura italiana e un saggio su Di Vittorio nella collana ‘I protagonisti della storia universale’ della CEI. Ha collaborato a varie riviste: Critica economica, Economia e sindacato, Mondo operaio, Mondo nuovo, Politica ed economia, e ha diretto per conto della CEI l’opera in tre volumi L’Asia e l’Oceania.”,”MITT-030-FL”
“BARBADORO Idomeneo”,”Enciclopedia del sindacato.”,”Idomeneo Barbadoro (1921), laureato in scienze politiche, ha fatto parte dell’Ufficio Studi della CGIL. É stato rappresentante sindacale presso la ECE dell’ONU. Ha pubblicato La Federconsorzi nella politica economica italiana, con Dario Tosi La crisi dell’agricoltura italiana e un saggio su Di Vittorio nella collana ‘I protagonisti della storia universale’ della CEI. Ha collaborato a varie riviste: Critica economica, Economia e sindacato, Mondo operaio, Mondo nuovo, Politica ed economia, e ha diretto per conto della CEI l’opera in tre volumi L’Asia e l’Oceania.”,”SIND-015-FL”
“BARBAGALLO Francesco CERRITO Elio MASELLA Luigi MORI Giorgio NATOLI Claudio RAPONE Leonardo VITTORIA Albertina”,”Gastone Manacorda: storia e politica.”,”””Complessivamente a quella data (gennaio 1952), il giudizio di Cantimori sull’ attività e la produzione dei giovani marxisti era incoraggiante, anche se non esente da rilievi, poiché a suo avviso la storia del movimento operaio e del socialismo, “”anche quando trattata da giovani bene orientati metodologicamente”” (e faceva i nomi di Zangheri, Manacorda, Caracciolo, Ragionieri), tendeva ancora “”a rimanere, non solo, com’è ovvio, poiché si è agli inizi, allo stato frammentario, ma anche distaccata dalla considerazione della storia nazionale, come uun residuo di quell’ antico anarchismo e sindacalismo economicistico (specie in G. Bosio, direttore della rivista “”Movimento Operaio”” per la storia di quel movimento)””. Il suo apprezzamento andava a Carlo Morandi, che aveva concepito “”la storia del socialismo come storia di un movimento politico nel quadro più vasto di una storia dei partiti politici italiani”” e ai giovani che venivano dalla sua scuola, Conti, Ragionieri, Procacci, Saitta, il “”più maturo, più formato (…) e ormai con posizione autonoma””. (pag 786)”,”STOx-092″
“BARBAGALLO Corrado”,”Le origini della grande industria contemporanea.”,”””Questa la storia dell’ industria inglese nei trentacinque anni che corrono dalla fine delle guerre napoleoniche alla metà del secolo XIX: una storia, come più volte è stato ripetuto, che non ha pari negli annali dell’ umanità. Noi possiamo, ora che l’ abbiamo tutta distesa sott’occhio, tentar di coglierne le caratteristiche fondamentali. Le industrie tessili formano ancora, come nei secoli precedenti, il gruppo di attività economiche più notevoli. Ciò avviene, principalmente, grazie ai prodigi della nuova industria del cotone – la industria, capitalistica e meccanica, per eccellenza, nata sessant’anni prima, anarchicamente, fuori di tutte le regole – (…)””. (pag 319)”,”EURE-043″
“BARBAGALLO Francesco”,”Dal ’43 al ’48. La formazione dell’ Italia democratica.”,”Questo saggio è tratto dal volume ‘Storia dell’ Italia repubblicana’ pubblicato da Einaudi. “”La Democrazia Cristiana nasce, a cavallo del ’43, come partito laico dei cattolici, espressione di una interpretazione cristiana della democrazia, che unisce gli ex popolari e le più giovani energie del cattolicesimo organizzato specialmente nelle associazioni e nei movimenti intellettuali. L’ appoggio, che pure non sarà immediato, della Chiesa alla DC, come unico partito dei cattolici, risulterà peraltro decisivo ai fini dell’ insediamento diffuso nella società italiana e dell’ orientamento del partito. L’ affermazione politica della DC sarà lungamente fondata e influenzata dal ruolo trainante esercitato dal collateralismo di massa della tante associazioni e organizzazioni sociali di ispirazione cattoclia: dall’ Associazione cattolica alle Acli, dalle unioni di medici, insegnanti, giuristi, tecnici, imprenditori, artigiani fio alla Coldiretti.”” (pag 90)”,”ITAP-105″
“BARBAGALLO Corrado”,”L’ oro e il fuoco. Capitale e lavoro attraverso i secoli.”,”Statalismo industriale dell’ impero romano. Declino del sistema schiavistico. Lavoro degli schiavi. Nel primo secolo dell’ èra volgare tutto il vasto mondo conosciuto dagli antichi è unificato sotto l’ impero di Roma. Non ci sono più grandi e popolose contrade da conquistare, non monarchie possenti da rovesciare, non ricchi territori da annettere: la pace è dovunque. I mari sono sicuri; si può traversare da un capo all’ altro il Mediterraneo senza correre il rischio di scontrarsi nelle flottiglie dei pirati, che ancora lo infestavano nell’ età di Silla e di Cesar. Le legioni e le flotte imperiali stanno garanti della sicurezza universale. Questo fatto inaudito, che gli antichi celebreranno con gioia inusitata, è la causa principale di un ulteriore rivolgimento economico: la lenta, ma fatale disparizione, in tutto il mondo – non solo Oriente, ma anche in Occidente – della schiavitù, quale strumento dell’ agricoltura e dell’ industria””. (pag 49-50)”,”CONx-127″
“BARBAGALLO Corrado PELLEGRINI Cleofe”,”Storia. Il Medio Evo.”,”Il “”Tumulto dei Ciompi”” (1378-1382). (Questa parola ha forse origine da una corruzione di ‘compari’ appellativo usato dai soldati francesi del duca di Atene coi popolani fiorentini) (pag 139) 1378. Il 22 luglio, i Ciompi, s’ impadroniscono del Palazzo della Signoria e del governo; nominano lì per lì gonfalorniere di giustizia un popolano, un artigiano cardatore di lana, Michele di Lando, e fanno approvare alcune leggi, di cui la principale è quella per cui vengono create tre nuove arti o corporazioni di mestiere, nelle quali sono ripartiti i più umili operai, con diritto di partecipare al governo. E’ questo il primo momento, nella storia dei Comuni del Medioevo, in cui l’ eguaglianza di tutte le classi di fronte alla legge è praticamente applicata: infatti le tre serie di arti – maggiori, medie, minori – conquistano ora, ciascuna, il diritto alla terza parte delle cariche comunali. Ma nell’ agosto l’ agitazione precipita.”” (pag 140) “”(…) la restaurazione dell’ antica aristocrazia, che, nel 1382, riprese il governo, e compiì una severa e sanguinosa repressione contro i Ciompi e i trionfatori degli anni precedenti: fra i colpiti, andarono in esilio Silvestro dei Medici e Michele di Lando””. (pag 141) Aggiungere BARBAGALLO Corrado PELLEGRINI Cleofe”,”ITAG-147″
“BARBAGALLO Francesco MORI Giorgio ROMERO Federico BARONE Giuseppe SALVATI Mariuccia MICCOLI Giovanni MANGONI Luisa DE-LUNA Giovanni ROSSI-DORIA Anna MUSELLA Luigi ROSSI Mario G.”,”Storia dell’ Italia repubblicana. Volume primo. La costruzione della democrazia. Dalla caduta del fascismo agli anni cinquanta.”,”Saggi di Francesco BARBAGALLO Giorgio MORI Federico ROMERO Giuseppe BARONE Mariuccia SALVATI Giovanni MICCOLI Luisa MANGONI Giovanni DE-LUNA Anna ROSSI-DORIA Luigi MUSELLA Mario G. ROSSI Opera ‘Storia dell’ Italia repubblicana’, BARBAGALLO Francesco, coordinatore, BARONE Giuseppe BRUNO Giovanni DE-FELICE Franco MANGONI Luisa MORI GiorgioROSSI Mario G. TRANFAGLIA Nicola, progetto e direzione “”Tipico della rivolta morale antifascista è infatti l’ avere a volte ignorato, a volte sottovalutato, il peso delle trasformazioni intervenute negli anni trenta, tale per cui, come recita la stessa relazione del ministero delle Finanze, “”le condizioni ambientali create dal fascismo… hanno dato luogo alla formazione di un determinato clima favorevole – per fascisti e non fascisti – all’ acquisizione di utili eccezionali””””. (pag 420, M. Salvati) Piano Vanoni, Iri. “”Ciò che è interessante dei testi qui presentati è la sottolineatura della dipendenza della politica economica italiana da quella europea e internazionale, nonché l’ accenno, nuovo in questi “”piani”” tecnici, ma che sarà sempre più frequente negli anni successivi, alle specificità della struttura economica del paese presentate come limiti invalicabili per un’ azione veramente dirigista””. (pag 496, M. Salvati) La Costituente. Difesa del concordato. Patti lateranensi. “”Non aveva torto Togliatti a rilevare che il vero interlocutore dell’ Assemblea era la Santa Sede: dalle condizioni che essa aveva perentoriamente poste alla Democrazia cristiana derivavano i termini del dibattito in corso. Ancora nei giorni delle discussione generale in aula il presidente dell’ Azione cattolica Vittorino Veronese, scrivendo a De Gasperi il 15 marzo 1947, aveva affermato inammissibile “”qualsiasi modificazione dell’ atteggiamento del gruppo parlamentare democristiano”” sulla questione, ribadendo che “”l’ attuale formulazione rappresenta l’ unica, minima espressione dell’ indubbia volontà della maggioranza cattolica del paese che il 2 giugno ha concentrato i voti sulla Democrazia Cristiana, neé si saprebe prevedere le reazioni di tale massa elettorale qualora i democristiani dimostrassero perplessità, anche solo di forma, su un problema fondamentale, che oltre tutto è anche indubbiamente diretta competenza dell’ autorità ecclesiastica””. E a scanso di equivoci aveva concluso minacciosamente: “”dipenderà da tale votazione la preferenza dei cattolici stessi nelle future elezioni politiche.”” (pag 554-555, G. Miccoli)”,”ITAP-116″
“BARBAGALLO Corrado”,”Inghilterra ed India.”,”La compagnia inglese delle indie. “”La condizione della colonia è, dunque, in questo periodo, seriamente peggiorata. “”Io devo infliggere un dispiacere agli Inglesi””, scriveva nel 1769 un funzionario della Compagnia, “”dichiarando di pensare che dal giorno in cui la Compagnia cominciò ad amministrare l’ India, la condizione del popolo di questo paese è peggiorata al paragone di quella che era per l’ innanzi; il fatto, pur troppo, è fuori dubbio…; questa bella contrada, che fioriva sotto il governo più dispotico ed arbitrario del mondo, ora che gli Inglesi hanno così gran parte nella sua amministrazione, va precipitando a rovina…””. Per contro i guadagni della Compagnia sono notevoli””. (pag 52) (seguono dati sui guadagni e il profitto netto annuale della Compagnia (1763-1773, 1768))”,”INDx-085″
“BARBAGALLO Francesco BARONE Giuseppe COLOMBO Arturo D’AURIA Elio FORTE Francesco LACAITA Carlo G. MONTELEONE Renato MONTICONE Alberto ROSSI-DORIA Manlio SERRA Enrico SOMOGYI Giovanni VENERUSO Danilo”,”Francesco Saverio Nitti. Meridionalismo e europeismo. Atti del Convegno di Potenza, 27-28 settembre 1984.”,”Saggi di BARBAGALLO Francesco BARONE Giuseppe COLOMBO Arturo D’AURIA Elio FORTE Francesco LACAITA Carlo G. MONTELEONE Renato MONTICONE Alberto ROSSI-DORIA Manlio SERRA Enrico SOMOGYI Giovanni VENERUSO Danilo “”Il merito di Nitti fu proprio questo: l’ aver intuito il ruolo dirompente della piccola borghesia come classe emergente e di essersi posto il problema di utilizzarne le spinte rinnovatrici, le tradizioni e i valori politici contro gli interessi del grande capitale che, egli riteneva indebitamente accresciutosi con sovraprofitti di guerra e che era necessario colpire””. (pag 58-59, Elio D’Auria) “”Senza dubbio, questo bisogna riconoscerlo, l’ analisi che Nitti fa del fascismo è, sotto molti punti di vista parziale, proprio per il fatto di essere un’analisi, in cui erano presenti indubbi elementi di modernità e di innovazione, tutto sommato ancora tradizionale della società italiana. La sensibilità che egli aveva dimostrato durante la sua azione di governo nel percepire “”il carattere nuovo che la vita politica italiana andava organizzando”” si scontrava con limiti obiettivi della sua formazione politica, che erano poi i limiti di tutta una classe dirigente di quegli anni, e che spiegano, a mio avviso, anche il suo comportamento pratico nei confronti del fascismo””. (pag 66-67) “”E’ noto che Francesco Saverio Nitti cercò durante il periodo della sua presidenza del Consiglio, di normalizzare i rapporti con la Russia, annullando la politica d’ intervento perseguita dal governo Orlando-Sonnino.”” (pag 176) Nitti e l’ equilibrio europeo e la questione tedesca (pag 231)”,”ITAS-118″
“BARBAGALLO Antonino”,”La libertà della dialettica. Saggio sul materialismo dialettico nel centenario della morte di Friedrich Engels.”,”Antonio BARBAGALLO, laureato in Economia e commercio (Univ. Catania) ha studiato l’ economia siciliana ed il credito. Ha coordinato diversi convegni una parte dei quali inerenti i problemi del marxismo. Ha scritto vari saggi tra cui ‘Crisi del marxismo: realtà storica o ideologia?’ (1982), ‘Marxismo in crisi o crisi dei marxisti?’ (1992), ‘Marxismo e ceti medi’ (1994). “”Tale unificazione del sapere viene teorizzata dal giovane Marx, nei Manoscritti del 1844, con l’abituale chiarezza: ‘Le ‘scienze naturali’ hanno svolto un’enorme attività e si sono appropriate di un materiale ognora crescente (…). Ma tanto più ‘praticamente’ la scienza della natura è penetrata, mediante l’industria, nella vita umana e l’ha riformata e ha preparato l’emancipazione umana dell’uomo, quanto più essa immediatamente ha dovuto completarne la disumanizzazione. L”industria’ è il ‘reale’ rapporto storico della natura, e quindi della scienza naturale, con l’uomo. Se, quindi, essa è intesa come rivelazione ‘essoterica’ delle ‘forze essenziali’ dell’uomo, anche la ‘umanità’ della ‘natura’ o la ‘naturalità’ dell’uomo è intesa. E dunque le scienze naturali perderanno il loro indirizzo astrattamente materiale, o piuttosto idealistico, e diventeranno la base della scienza ‘umana’, così come ora sono già divenute – sebbene in figura di alienazione – la base della vita umana effettiva; e dire che v’è ‘una’ base per la vita e un’altra per la ‘scienza’, questo è fin da principio una menzogna. (…).La storia stessa è una parte ‘reale’ della ‘storia naturale’, della umanizzazione della natura. La scienza naturale, un giorno, sussumerà sotto di sé la scienza dell’uomo, come la scienza dell’uomo sussumerà sotto di sé la scienza naturale: non ci sarà che ‘una’ scienza””.”” (pag 69)”,”MAES-080″
“BARBAGALLO Antonino PALUMBO Orazio”,”Economia e società nell’età borbonica. Riflessioni e note sparse sul Meridione preunitario.”,”Dedicato ai difensori di Gaeta e ai “”briganti”” che difesero il Meridione d’Italia Libro ricevuto in omaggio dagli autori Lager di Fenestrelle: lager sabaudo dove morirono 25 mila prigionieri. Il motto di questo campo di concentramento era “”Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce”” antesignano del motto nazista “”arbeit macht frei”” (pag 58) BARBAGALLO Antonino insegna economia aziendale al Commerciale di Regalbuto. PALUMBO Orazio dirige il settore cultura del Comune di Paternò. Insieme hanno pubblicato ‘Il riformismo borbonico e la Sicilia’.”,”ITAB-277″
“BARBAGALLO Antonino”,”Il marxismo tra uomo e natura. Analisi critica della modernità.”,”BARBAGALLO Antonino insegna economia aziendale al Commerciale ‘Citelli’ di Regalbuto. Ha scritto vari libri sul tema (v. risvolto 4° copertina). E’ stato dirigente bancario.”,”TEOC-530″
“BARBAGALLO Corrado”,”La catastrofe di Nerone.”,”BARBAGALLO Corrado”,”STAx-227″
“BARBAGALLO Corrado”,”Attraverso i secoli. Che cosa è il materialismo storico. Gli Etruschi. Emilio Ollivier sconosciuto. Ruggero Bonghi. L’ultimo ministro dell’Italia liberale: Giolitti. Un solitario della politica: Napoleone Colajanni. nel paese di Maria: Lourdes.”,”BARBAGALLO Corrado Che cosìè il materialismo storico (pag 1-100)”,”STOx-149″
“BARBAGALLO Corrado SERENI Emilio RUSSO Luigi PIZZETTI Ildebrando LEVI Alessandro BACCHELLI Riccardo JEMOLO Arturo Carlo CANTIMORI Delio SALVATORELLI Luigi”,”Il 1848-1849. Conferenze fiorentine.”,”Contiene il saggio di Delio CANTIMORI ‘Realtà storica e utopia nel 1848 europeo’ (pag 159-160) “”Idee e sentimenti, che si riassumevano tutti nella gran parola: “”rivoluzione”” che era stata insomma brutalmente fermata dalla sconfitta napoleonica, e che sembrava volesse riprendere il suo corso. Essa ora nella sua forma più risoluta si ispirava agli scritti di Babeuf, ai discorsi di Robespierre, al libro del Buonarroti; aveva fatto le sue prove nei “”moti di Spagna, di Napoli, di Torino, di Parigi, delle Romagne””, (De Sanctis) e aveva il suo nemico nella Santa Alleanza. Come è noto, quelle idee e quegli uomini furono gli sconfitti del 1848: per pochi anni ancora (dopo il giugno parigino, dopo le sconfitte romana, veneziana, ungherese, del 1849), i rivoluzionari poterono sperare che il ‘movimento’ riprendesse; non mancò neppure chi poté sperare addirittura che a capo di esso si potesse porre Napoleone III: ma fu presto ben chiaro ai più acuti osservatori che, sia pure scomparso dalla scena il Metternich, l’Austria, simbolo della Santa Alleanza, aveva ripreso la sua potenza, anzi sembrava più salda, e che la “”razza dei diplomatici e dei preti incanutiti nei peccati””, come diceva sarcastico Enrico Heine, aveva ripreso i suoi diritti – e questo è l’aspetto che primo salta agli occhi -; ma fu chiaro anche che la vita politica e militare della società europea continuava a esser dominata dal giuoco delle grandi potenze, guidato dall’Inghilterra vittoriana e dalla autocrazia degli zar, e questa era la sostanza. “”Rivoluzione degli intellettuali”” ha chiamato perciò il movimento del 1848 uno storiografo e politico inglese di oggi (il Namier), con evidente dispregio per quelle illusioni e per quegli insuccessi, per quelle speranze e per quel fallimento, e con unilaterale riduzione di quegli ‘intellettuali’ a due categorie, “”nazionalisti””, com’egli si esprime, e “”costituzionali””: e ha concluso: “”attraverso il 1848 il controllo definitivo della macchina statale, e, più ancora, quello degli eserciti delle grandi potenze sul continente europeo rimase in mano ai conservatori; ed è questo che conservò la pace in Europa. La ‘rivoluzione degli intellettuali’ si esaurì senza raggiungere risultati concreti: lasciò la sua impronta soltanto nel regno delle idee””.”” (pag 159-160) (saggio di Delio CANTIMORI ‘Realtà storica e utopia nel 1848 europeo) “”La Lega dei Comunisti del 1847 e 1848 darà i suoi uomini migliori, e il suo ‘Manifesto’ e la sua critica della economia politica, cioè di quella scienza che sembrava dover guarire il “”corpo sociale ammalato””, come dicevano gli economisti, darà la sua idea e la sua potenza organizzativa alla Associazione Internazionale dei Lavoratori. E il ‘Manifesto del Partito comunista’ del 1848 sarà riprodotto, com’è noto, in capo alla prima costituzione uscita dalla Rivoluzione sovietica, dalla Rivoluzione russa d’ottobre. Qui c’è vera continuità di idee e di azione, qui è realtà storica, se dobbiamo giudicare come ci ha insegnato il Droysen; “”Fra i materiali storici sono anche le conseguenze di quelle cose che il nostro tema, il nostro problema ci ha indotto a studiare; conseguenze che i contemporanei non conoscevano e non presentivano. Quel che segue a grandi avvenimenti è quasi una dissezione ed una elaborazione ideale dei momenti che erano nascosti ed operavano in quegli avvenimenti stessi; … è diritto della considerazione storica considerare i dati di fatto nella luce che hanno raggiunto mediante le loro conseguenze…””. E’ noto del resto come Marx ed Engels, e poi, ad essi richiamandosi, Lenin, abbiano attribuito sempre grande importanza alle esperienze, dottrinali e politiche, del 1848, come Marx ed Engels ritornino spesso, spessissimo anzi, su quel periodo della storia del movimento socialista ed operaio europeo, giudicando in riferimento a quelle lotte le formazioni posteriori; del resto ciò non deve fare meraviglia, perché per Marx ed Engels quel momento costituisce un punto centrale della loro attività, alle cui esperienze si rifanno come tipiche punto di partenza originario, esemplare, per definire in forma classica, si potrebbe dire, l’essenza intima delle varie classi e delle loro tendenze: e ciò fin quasi sulla soglia del nuovo secolo”” [Delio Cantimori, Realtà storica e utopia nel 1848 europeo] (pag 171-172)”,”QUAR-082″
“BARBAGALLO Francesco”,”Francesco S. Nitti.”,”Sulla Prima guerra mondiale: Capitolo XV. Le mediazioni difficili: pace e guerra, pubblico e privato, sviluppo e profitto [Dal neutralismo all’intervento; Nitti consulente di Pogliani nella fondazione della BIS; Capitale nazionale e capitale straniero; L’ardua ricerca del capitale americano; Per l’unità delle banche e l’espansione armonica; Bacini statali ed elettrificazione privata: il lago Nitti; Dalla “”Lucana”” alla SME: un difficile finanziamento felicemente concluso; Sostenitore e consulente di società elettriche; Notizie dell’interno dell’INA] Capitolo XVI. Una politica per l’economia di guerra. [Il ritorno sulla scena politica nel 1916; Critiche e suggerimenti al governo; In America, nel ’17; Per una svolta nella condotta della guerra; Accordo con Orlando, familiarità coi nazionalisti; La contrastata assunzione al Tesoro] Capitolo XVII. Il ministro e gli alleati [I primi provvedimenti sui cambi e per i combattenti; Tutto per la guerra e l’aiuto alleato; Ambizioni, capacità, conflitti, crisi; Un terribile inverno, senza grano e carbone; Attivismo bellico; contrasti nel governo; La Francia, il Vaticano, l’offensiva, la pace; La difficile ricerca di prestiti a Washington e a Londra; Il rafforzamento del cambio; Socialismo di guerra e nuova burocrazia; Consigli di amici, scontri ideali, intrighi di gabinetto; Il destino dei seguaci di San Francisco; La temuta offensiva, l’ostilità alleata, l’imprevista vittoria; Produzione, lavoro e sviluppo: un programma per il dopoguerra; Dimissioni sofferte per un migliore avvenire]”,”ITAE-327″
“BARBAGALLO Francesco”,”Stato, Parlamento e lotte politico-sociali nel Mezzogiorno 1900-1914.”,”Questa ricerca fu avviata, nel 1970, su una indicazione di Giuseppe Galasso per una analisi della rappresentanza meridionale nel parlamento dell’Italia liberale.”,”ITAS-010-FL”
“BARBAGALLO Francesco”,”Enrico Berlinguer.”,”Francesco Barbagallo è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Dirige la rivista Studi Storici. Tra i suoi lavori: Francesco S. Nitti, La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Napoli fine novecento, Il potere della camorra 1973-1998, L’Ottocento e il Novecento, L’Italia contemporanea. Storiografia e metodi di ricerca.”,”PCIx-018-FL”
“BARBAGALLO Francesco SALES Isaia a cura, relatori: Paolo MANCUSO Massimo AMODIO Ferdinando IMPOSIMATO Carmine NARDONE Amato LAMBERTI Vito FAENZA Andrea CINQUEGRANI Imma APREDA Salvatore LUBRANO Rita PENNAROLA Silvia TESSITORE Guglielmo ALLODI Antonio PASTORE Franco PELELLA”,”Rapporto 1990 sulla camorra.”,”Questo è il primo rapporto su di una organizzazione criminale preparato per iniziativa di una forza politica: Unione Regionale campana del PDS. Hanno collaborato docenti universitari, giornalisti, magistrati, operatori economici, parlamentari.”,”TEMx-009-FL”
“BARBAGALLO Francesco MANCUSO Paolo MELILLO Giovanni ed altri”,”Il potere della camorra (1973-1998).”,”Francesco Barbagallo (Salerno 1945) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Dirige la rivista Studi Storici. Tra i suoi lavori: Francesco S. Nitti, La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Napoli fine novecento, Il potere della camorra 1973-1998, L’Ottocento e il Novecento, L’Italia contemporanea. Storiografia e metodi di ricerca.”,”TEMx-010-FL”
“BARBAGALLO Antonino”,”La lunga marcia del ‘Capitale’. Un’avventura cui Marx ed Engels dedicarono la loro vita.”,”Antonino Barbagallo ha insegnato economia aziendale all’Istituto Commerciale “”Citelli”” di Regalbuto. E’ stato dirigente bancario, direttore di ‘Economia siciliana’, componente del Comitato regionale di controllo della Sicilia. Ha pubblicato ‘Pedagogia della partecipazione’ (con Sebastiano Barbagallo, Palermo, 1990), ‘La libertà della dialettica’ (Firenze, 1995), ‘Il riformismo borbonico e la Sicilia’ ed ‘Economia e società nell’età borbonica’ (con O. Palumbo, Paternò, 1997 e 2011), ‘L’illuminismo possibile (Paternò, 2011). Ha curato e commentato il ‘Manifesto del partito comunista’ (Palermo, 2003. Con Giacomo Borbone ha collaborato a ‘Voci del Novecento’ (Villasanta, BM, 2012). I suoi saggi sono apparsi sulle riviste: ‘Problemi’, ‘Marx Centouno’, ‘Il Calendario del Popolo’, ‘Marxismo Oggi’, ‘Marx Ahora’, ‘Essere comunisti’, ‘Critica marxista’. Louise Kautsky Freyberger. “”Dopo la morte di Marx (1883), ricadde solo su Engels il gravoso compito di guidare teoricamente il movimento socialista e di pubblicare i libri inediti del “”Capitale””. La casa londinese di Engels accentuò così il suo carattere di “”centrale”” del socialismo internazionale: punto di partenza e di arrivo della fitta rete di corrispondenza che il “”Generale”” intratteneva, in qualsiasi lingua, coi socialisti di tutto il mondo; luogo di ritrovo degli esiliati che si rifugiavano nella capitale inglese; riferimento essenziale dei massimi esponenti del Partito socialdemocratico tedesco, specialmente nel periodo delle leggi anti-socialiste varate in Germania (1878-1890). La capacità di Engels di occuparsi di tutti questi compiti era straordinaria, ma non c’è dubbio che essa fu favorita dalle condizioni di tranquillità in cui egli poté lavorare. Nei sette anni successivi alla morte di Marx (1883-1890), tali condizioni furono assicurate da Helene Demuth, per 40 anni governante fedele “”seconda madre”” di casa Marx, che Engels, dopo la morte dell’amico, accolse nella sua casa come governante. Dopo la morte della Demuth (fine 1890), gli ultimi cinque anni di vita di Engels furono illuminati dall’amicizia e dalla collaborazione di Louise Kautsky (poi Freyberger), una giovane socialista viennese che Engels volle assolutamente accanto a sé, come segretaria e governante della casa. Engels aveva conosciuto Louise (nata Strasser, 1860-1950) come moglie di Karl Kautsky, uno dei massimi esponenti della socialdemocrazia tedesca. La giovane donna si guadagnò subito la simpatia del “”Generale””, che ne parlò a Laura Marx Lafargue come di un “”nice little body”” (marzo 1885). I coniugi Kautsky frequentarono casa Engels per svariati anni (1885-1888), durante i quali la stima e l’affetto di Engels per la ragazza non fecero che crescere. Ciò spiega l’enorme dispiacere di Engels, quando, nell’autunno del 1888, il rapporto tra Karl Kautsky e Louise entrò in crisi (…). Il 28 gennaio del 1889 Engels propone a Karl Kautsky di occuparsi della trascrizione e della pubblicazione del IV libro del “”Capitale”” (Le ‘Teorie del plusvalore’). Ma la proposta è in realtà diretta ad entrambi i coniugi, come si evince da diversi passi della lettera: Louise potrà scrivere ciò che Karl le detterà e tale lavoro le sarà sicuramente congeniale. Inoltre, nessun problema per trasferirsi da Vienna a Londra: Karl avrà un buon compenso per due anni; casa e mobilio si potranno trovare per poca spesa. Engels ha fatto ai coniugi Kautsky una proposta che è davvero difficile rifiutare: lavorare sui manoscritti di Marx – e a stretto contatto con il “”Generale”” – è un onore eccezionale, un privilegio che può toccare solo a poche persone (a Bernstein, oltre che a Kautsky). Eppure l’accettazione della proposta resta in sospeso ancora per molti mesi. La causa non sta soltanto negli impegni di studio e di lavoro di Louise, che sta frequentando un corso di ostetricia, ma soprattutto nel riemergere della crisi coniugale che sembrava superata. Dopo svariati mesi, Engels deve prendere atto della rottura definitiva, pur rassicurando Karl circa la prosecuzione del progetto concordato: “”questa volta nei vostri rapporti non può cambiare nulla di ciò che ti proposi riguardo al manoscritto del IV libro”” (lettera del 15.9.1889). E, infatti, Karl Kautsky si stabilisce a Londra nei mesi successivi (novembre 1889-fine marzo 1890) per essere istruito da Engels sulla decifrazione dei manoscritti marxiani. (…) Il destino si manifesta presto in modo doloroso. Helene Demuth, la donna che gli aveva assicurato “”la calma per lavorare””, muore il 4.11.1890, dopo una breve ma impietosa malattia. Engels è affranto e scrive (5.11) a Sorge: «Ora sono di nuovo solo (…). Cosa ne sara di me non lo so. Rimpiangerò anche i suoi consigli così meravigliosamente pieni di tatto negli affari di partito». (…) Louise non impiega molto a decidere e, prima della fine del mese (novembre 1890), è a Londra, in tempo per festeggiare il 70° compleanno di Engels, assieme ai massimi esponenti del Partito socialdemocratico tedesco (Bebel, Liebknecht, Singer) e in mezzo a un mucchio di lettere e telegrammi giunti da ogni parte d’Europa. (…) Louise non rinuncia a crescere politicamente e a darsi un ruolo pubblico. Il 3 maggio del 1891 è – assieme a Engels, Sam Moore, Aveling e Eleanor Marx – nella tribuna di una grande manifestazione a Hyde Park. Nel luglio dello stesso anno partecipa, come delegata austriaca, al III Congresso della Seconda Internazionale. (…)”” (pag 126-129) [Antonino Barbagallo, ‘La lunga marcia del ‘Capitale’. Un’avventura cui Marx ed Engels dedicarono la loro vita’, Edizioni La Ginestra, Belpasso, 2019] Luise Kautsky (11 August 1864 – 8 December 1944) was a German politician and member of the USPD. Luise Kautsky was a Socialist and active Social Democrat. She married the prominent Marxist theorist Karl Kautsky.[1] She was also a friend of Rosa Luxemburg and Berlin city councilor for the USPD. In 1938, because she was Jewish, she had to flee to Prague and then the Netherlands. In 1944 she was deported from Westerbork to Auschwitz, where she died from heart failure. (wikip) Louise Kautsky Freyberger, Lebensdaten 1860 bis 1950 Beruf/Funktion Sekretärin von Friedrich Engels; Namensvarianten; Strasser, Louise (geborene); Freyberger, Louise (verheiratete); Kautsky, Louise Ludwig Freyberger war der Sohn des Steueroberinspektors Ludwig und seiner Frau Amalia Freyberger. In Krems besuchte er das k.k. Gymnasium und erhielt 17. Juli 1883 das Zeugnis der Reife. Ab dem Wintersemester 1883/1884 studierte er Medizin an der Universität Wien. Nach der Promotion am 7. Juni 1889 war er als Assistent von Professor Carl Wilhelm Hermann Nothnagel in Wien tätig. Anfang November 1892 ging Freyberger nach London, wo er nach Angabe von Karl Kautsky Friedrich Engels mit einer Empfehlung von Engelbert Pernerstorfer aufsuchte. Nach Tätigkeiten in verschiedenen Londoner Krankenhäusern wurde er 1896 Mitglied der Pathological Society of London. Als bestellter Sachverständiger untersuchte er unter anderem die Fälle des Seriengiftmörders George Chapman, des Bergwerksbesitzers und Bilanzfälschers James Whitaker Wright (1846–1904) sowie des amerikanischen Journalisten und Schriftstellers Harold Frederic. Er stand mit August Bebel im Briefwechsel [1] für eine Ausgabe von dessen Die Frau und der Sozialismus.[2] Dafür analysierte er das Buch von Alfred Hegar: Der Geschlechtstrieb. Eine social-medicinische Studie. Stuttgart 1894 auch in der Neuen Zeit. Freyberger heiratete im Februar 1894 Louise Kautsky (1860–1950), die bis 1889 mit Karl Kautsky verheiratet gewesen war.[3] Am 6. November 1894 wurde die Tochter Louise Frieda (1894–1977) geboren.[4] Mit Friedrich Engels lebte die Familie in einem Haus in der Regent’s Park Road 41. Ludwig Freyberger wurde der letzte Hausarzt von Friedrich Engels. Dieser bedachte ihn in seinem Testament, nachdem Freyberger ihn stets kostenlos behandelt hatte.5“,”MAES-196”
“BARBAGALLO Francesco; DI-DONATO Riccardo”,”Potere politico ed economia assistita nel Mezzogiorno repubblicano (Barbagallo); Preistoria di Ernesto De Martino (Di Donato).”,”Macchioro maestro del giovane Ernesto De Martino. “”A Trieste, lontano dalla famiglia, Macchioro vive come una liberazione l’allontanamento dal lavoro in seguito all’applicazione delle leggi razziali. E’ il 2 febbraio del 1939: “”Da ieri infatti sono libero: Vittorio Macchioro è morto nel modo più semplice di questo mondo: è morto di senilità o di paralisi progressiva. Morì verso le ore 18 del giorno 31 gennaio e me ne andai senza altre cerimonie. Il momento in cui mi chiusi dietro la schina l’uscio dell’ufficio fu uno di quei momenti che non si dimenticano più. Non vi posso descrivere, il senso di libertà oceanica che sento””. De Martino sembra essere, a questo punto, vicino con maggiore affetto (…). (pag 241)”,”STOx-315″
“BARBAGALLO Francesco”,”Dal camorrista plebeo al criminale imprenditore: una modernizzazione riuscita.”,”L’autore cita in nota gli studi sulla camorra di M. Monnier, P. Villari, G. Fortunato, G. Alongi, A. De Blasio, Arturo Labriola (La leggenda della camorra, Napoli, 1911)”,”ITAS-230″
“BARBAGALLO Francesco a cura, saggi di Marcella MARMO Giulio MACHETTI Giuseppe ACOCELLA Antonio PALERMO Mauro CALISE Carlo FIORE Guido D’AGOSTINO Pasquale COLELLA Amato LAMBERTI Corrado GUGLIELMUCCI Nicola DI GUGLIELMO Amalia SIGNORELLI Adele NUNZIANTE CESARO Giuseppe FIORENZA Fabio MAZZIOTTI Laura ALENI SESTITO”,”Camorra e criminalità organizzata in Campania.”,”Francesco Barbagallo è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Dirige la rivista Studi Storici. Tra i suoi lavori: Francesco S. Nitti, La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Napoli fine novecento, Il potere della camorra 1973-1998, L’Ottocento e il Novecento, L’Italia contemporanea. Storiografia e metodi di ricerca. Marcella Marmo è professore di Storia sociale nell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Giulio Machetti è ricercatore di Storia contemporanea nell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Giuseppe Acocella è professore di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Napoli. Antonio Palermo è professore di Letteratura italiana nell’Università di Napoli. Mauro Calise è professore di Scienza della politica nell’Università di Salerno. Carlo Fiore è professore di Diritto penale nell’Università di Napoli. Guido D’Agostino è professore di Storia delle istituzioni parlamentari nell’Università di Napoli. Pasquale Colella è professore di Diritto canonico nell’Università di Salerno. Amato Lamberti è ricercatore di Sociologia nell’Università di Napoli. Corrado Guglielmucci è magistrato negli Uffici giudiziari di Napoli. Nicola Di Guglielmo è generale della Guardia di Finanza. Amalia Signorelli è professore di Antropologia culturale nell’Università di Napoli. Adele Nunziante Cesaro è professore di Psicologia differenziale nell’Università di Napoli. Giuseppe Fiorenza è docente negli Istituti medi. Fabio Mazziotti è professore di Diritto del lavoro nell’Università di Napoli. Laura Aleni Sestito è ricercatore di Psicologia nell’Univesità di Napoli.”,”ITAS-049-FL”
“BARBAGALLO Francesco”,”Dal ’43 al ’48. La formazione dell’Italia democratica.”,”Questo saggio è tratto dal volume ‘Storia dell’ Italia repubblicana’ pubblicato da Einaudi. Contiene il capitolo: – Dal fascismo alla liberazione. In particolare il paragrafo: – La resistenza, le fratture, l’indifferenza”,”ITAR-041-FV”
“BARBAGALLO Francesco”,”Francesco S. Nitti.”,”Francesco Barbagallo è nato a Salerno nel 1945. É stato borsista di scienza della politica all’Università di Firenze, poi presso l’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli, quindi assistente di Storia moderna nell’Università di Napoli e docente di storia delle istituzioni politiche nell’Università di Salerno. Ha collaborato a Nord e Sud, Rivista storica italiana, Paese Sera, collabora all’Unità e Rinascita. É ordinario di storia dei partiti e dei movimeti politici nella Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Napoli. Dirige la sezione di storia dell’Istituto Gramsci e la rivista Studi storici.”,”BIOx-075-FL”
“BARBAGALLO Francesco”,”Francesco S. Nitti.”,”Francesco Barbagallo è nato a Salerno nel 1945. È stato borsista di scienza della politica nell’Università di Firenze, poi presso l’Istituto Italiano per gli Studi storici di Napoli. Quindi assistente di Storia moderna nell’Università di Napoli e docente di storia delle istituzioni politiche nell’Università di Salerno. Ha collaborato a ‘Nord e Sud’ e alla ‘Rivista storica italiana’, Paese sera, L’Unità, Rinascita. Tra i suoi scritti ‘Lavoro ed esodo nel Sud, 1961-1971 (Napoli, 1973). Tra i vari capitoli: Cap. XXV. Tramonto liberale: il nemico è Giolitti. La prospettiva celata. L’incontro mancato con D’Annunzio e Mussolini. L’illusione liberale, la sconfitta socialista. La trattativa ineguale fra Nitti e Mussolini. Patti leonini: il discorso di Lauria (pag 448-459)”,”BIOx-035-FSD”
“BARBAGLI Marzio KERTZER David I. a cura; saggi di Massimo LIVI BACCI e Marco BRESCHI Rossella RETTAROLI Chiara SARACENO Maura PALAZZI Pier Paolo VIAZZO e Dionigi ALBERA Anna OPPO Giovanna DA MOLIN Raul MERZARIO Angiolina ARRU Giovanni LEVI”,”Storia della famiglia italiana, 1750-1950″,”Saggi di Massimo LIVI BACCI e Marco BRESCHI Rossella RETTAROLI Chiara SARACENO Maura PALAZZI Pier Paolo VIAZZO e Dionigi ALBERA Anna OPPO Giovanna DA MOLIN Raul MERZARIO Angiolina ARRU Giovanni LEVI. BARBAGLI insegna sociologia nell’ Università di Bologna. E’ autore di studi sulla stratificazione e la mobilità sociale. KERTZER insegna antropologia al Bowdoin College di Brunswick (USA). “”Uno degli sviluppi più importanti dell’ ultimo ventennio negli studi di storia della famiglia è stato l’ emergere di una prospettiva di analisi basata sul concetto di corso della vita. Questa impostazione ha il merito di far pensare alle connessioni esistenti fra le grandi trasformazioni storiche e i cambiamenti che avvengono nella vita degli individui. (…) Se per esempio troviamo che, in una data comunità, ed in un determinato momento, un quarto delle famiglie erano multiple e tre quarti nucleari, si può pensare che la popolazione seguisse due diversi modi di formazione della famiglia: una parte di essa si rifaceva alla regola di residenza patrilocale, l’ altra invece a quella neolocale. Tuttavia come vari studiosi hanno rilevato (Berkner 1972; 1975), possiamo in realtà trovarci di fronte ad una situazione in cui tutti seguono lo stesso modo di formazione della famiglia, ma il censimento ha colto le varie persone in momenti diversi del loro corso di vita””. (pag 24)”,”ITAS-078″
“BARBAGLI Marzio”,”Sotto lo stesso tetto. Mutamenti della famiglia in Italia dal XV al XX secolo.”,”Marzio BARBAGLI insegna sociologia all’ Università di Bologna. “”Dunque, a differenza di Shorter, Stone ritiene che la famiglia nucleare domestica chiusa preceda di un un lungo periodo di tempo l’ industrializzazione e sia di conseguenza del tutto indipendente da questa. Secondo Stone, il formarsi di questo nuovo tipo di famiglia va ricondotto invece alla nascita dell’ “”individualismo affettivo””, cioè ai profondi mutamenti avvenuti nel modo in cui “”l’ individuo considerava se stesso in rapporto alla società (l’ affermarsi dell’ individualismo) e nel modo in cui si comportava e sentiva nei confronti di altri esseri umani, da un lato la moglie ed i figli, dall’ altro i genitori ed i parenti (l’ affermarsi dell’ affetto)””. E la nascita di questo nuovo complesso di valori è a sua volta dovuta a numerosi fattori di ordine economico, sociale e politico.”” (pag 269)”,”ITAS-087″
“BARBAGLI Marzio”,”Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente.”,”BARBAGLI Marzio insegna sociologia nell’Università di Bologna. “”I dati esistenti – scrisse nel 1879 Enrico Morselli – mostrano “”questo fatto dolorosissimo, che il suicidio è andato e va tuttora aumentando dal principio del secolo in quasi tutti gli stati civili dell’Europa e del Nuovo mondo”” (1). “”Da un secolo a questa parte”” – ripeté una ventina d’anni dopo Durkheim – si è prodotto un “”enorme incremento delle morti volontarie”” (2). Come vedremo, timori analoghi erano già stati espressi molte altre volte in passato, a partire almeno dal Cinquecento Diversa fu tuttavia la spiegazione che ne veniva fornita dagli studiosi ottocenteschi. Il numero annuo di suicidi – osservò nel 1846 Karl Marx – non è altro che “”il sintomo della deficiente organizzazione della nostra società”” (3). Uccidersi, “”che un tempo era l’invidiabile privilegio delle classi superiori, è diventato di moda in Inghilterra anche tra i proletari, e molti poveri si uccidono per sfuggire alla miseria, dalla quale non sanno come salvarsi altrimenti”” (4), aggiunse Friedrich Engels”” [Marzio Barbagli, Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente, 2009] (pag 31) [(1) Morselli (1879, 51); (2) Durkheim (1897, trad. it. 1969, 437); (3) Plaut e Anderson, ‘Marx on Suicide’ (1999, 47); Engels (1845, trad. it. 1973, 152)]”,”STOS-160″
“BARBAGLI Marzio”,”Disoccupazione intellettuale e sistema scolastico in Italia (1859-1973).”,”Marzi Barbagli è nato a Montevarchi, Arezzo, nel 1938. Si è laureato a Firenze e ha insegnato Sociologia presso l’Università di Bologna. E’ autore con M. Dei, del volume ‘Le vestali della classe media’ (Il Mulino, 1969) e ha curato la raccolta di saggi ‘Scuola potere e ideologia’, il Mulino, 1972.”,”GIOx-094″
“BARBAGLI Marzio SARACENO Chiara”,”Separarsi in Italia.”,”Marzio Barbagli insegna Sociologia nell’Università di Bologna. Chiara Saraceno insegna Sociologia della famiglia nell’Università di Torino. (1998)”,”ITAS-193″
“BARBAGLI Marzio”,”Disoccupazione intellettuale e sistema scolastico in Italia (1859-1973).”,”Marzi Barbagli è nato a Montevarchi, Arezzo, nel 1938. Si è laureato a Firenze e ha insegnato Sociologia presso l’Università di Bologna. E’ autore con M. Dei, del volume ‘Le vestali della classe media’ (Il Mulino, 1969) e ha curato la raccolta di saggi ‘Scuola potere e ideologia’, il Mulino, 1972. All’interno del capitolo II, ‘Disoccupazione intellettuale e analfabetismo’: Paragrafo quarto: L’emigrazione intellettuale (pag 49-) Paragrafo quinto: La disoccupazione nelle varie categorie intellettuali (pag 60-) Paragrafo sesto: L’espansione della burocrazia (pag 65-) Capitolo sesto: ‘Istruzione e mercato del lavoro nel periodo fascista’ (pag 211-)”,”GIOx-007-FV”
“BARBAGLI Marzio SARACENO Chiara a cura; saggi di Gabriella GRIBAUDI Diana VINCENZI AMATO Alessandra RIGHI Paolo DE-SANDRE Maria CASTIGLIONI e Gianpiero DALLA ZUANNA Linda Laura SABBADINI Valerio POCAR Marzio BARBAGLI Antonio SANTINI Gustavo DE-SANTIS Paola RONFANI Franca PIZZINI Simonetta PICCONE STELLA Rosella PALOMBA Maria BONATO Laura TERRAGNI Luisa LEONINI Rossana TRIFILETTI Elisabetta CIONI Daniela DEL-BOCA Guido MAGGIONI Anna Laura ZANATTA Rosella RETTAROLI Adele MENNITI e Susanna TERRACINA Carla FACCHINI Antonio TOSI Chiara SARACENO Nicoletta BOSCO Nicola ROSSI Giovanni B. SGRITTA”,”Lo stato delle famiglie in Italia.”,”Saggi di Gabriella GRIBAUDI Diana VINCENZI AMATO Alessandra RIGHI Paolo DE-SANDRE Maria CASTIGLIONI e Gianpiero DALLA ZUANNA Linda Laura SABBADINI Valerio POCAR Marzio BARBAGLI Antonio SANTINI Gustavo DE-SANTIS Paola RONFANI Franca PIZZINI Simonetta PICCONE STELLA Rosella PALOMBA Maria BONATO Laura TERRAGNI Luisa LEONINI Rossana TRIFILETTI Elisabetta CIONI Daniela DEL-BOCA Guido MAGGIONI Anna Laura ZANATTA Rosella RETTAROLI Adele MENNITI e Susanna TERRACINA Carla FACCHINI Antonio TOSI Chiara SARACENO Nicoletta BOSCO Nicola ROSSI Giovanni B. SGRITTA Barbagli insegna Sociologia nella Facoltà di Statistica dell’Università di Bologna; Chiara Saraceno insegna Sociologia della famiglia nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino.”,”ITAS-218″
“BARBAGLI Marzio”,”Immigrazione e reati in Italia.”,”Marzio Barbagli è nato a Montevarchi (AR) nel 1938. Si è laureato a Firenze ed insegna attualmente Sociologia presso l’Università di Bologna. É autore (con M. Dei) del volume Le vestali della classe media ed ha curato una raccolta di saggi dal titolo Scuola, potere e ideologia. Questo è il primo studio di storia sociale nella scuola italiana dall’Unità ai nostri giorni. Basandosi su una ricca documentazione e su una grande quantità di dati statistici, Barbagli cerca di ricostruire e di interpretare l’andamento dell’istruzione italiana (soprattutto quella secondaria e superiore) negli ultimi cento anni. Egli dimostra che la disoccupazione intellettuale, ben lungi dall’essere un fenomeno nuovo, è stata una caratteristica endemica della società italiana dal 1880 ad oggi, insieme all’analfabetismo o al basso livello di istruzione di una gran parte della popolazione.”,”ITAS-073-FL”
“BARBAGLI Marzio”,”Immigrazione e criminalità in Italia.”,”Marzio Barbagli è nato a Montevarchi (AR) nel 1938. Si è laureato a Firenze ed insegna attualmente Sociologia presso l’Università di Bologna. É autore (con M. Dei) del volume Le vestali della classe media ed ha curato una raccolta di saggi dal titolo Scuola, potere e ideologia. Questo è il primo studio di storia sociale nella scuola italiana dall’Unità ai nostri giorni. Basandosi su una ricca documentazione e su una grande quantità di dati statistici, Barbagli cerca di ricostruire e di interpretare l’andamento dell’istruzione italiana (soprattutto quella secondaria e superiore) negli ultimi cento anni. Egli dimostra che la disoccupazione intellettuale, ben lungi dall’essere un fenomeno nuovo, è stata una caratteristica endemica della società italiana dal 1880 ad oggi, insieme all’analfabetismo o al basso livello di istruzione di una gran parte della popolazione.”,”ITAS-074-FL”
“BARBALACE Giuseppe”,”Genova in età giolittiana.”,”Contiene il capitolo: – ‘I porti non hanno ringhiere: riformisti e sindacalisti rivoluzionari (pag 57-70) Libro incentrato sulla figura e l’opera dell’avvocato Luigi Murialdi, che impersona il “”contrattualismo riformista””. Murialdi , deputato di Acqui nel 1913 e di Alessandria nel 1919, entrerà nel primo gabinetto Nitti come sottosegretario di Stato per gli approvvigionamenti e i consumi alimentari . Barbalacve, Univ. di Roma III, lettere e filosofia “”Per il porto di Genova, primo novecento, valgono i versi di Luigi Pulci ripresi dal ‘Morgante’: “”Il mio nome è Margutte ed ebbi voglia, anch’io, d’esser gigante / poi, mi pentii quando al mezzo fui giunto””. Si potrebbe anche dire: il gigante Morgante (Marsiglia, Amburgo, Rotterdam) e il mezzo gigante Margutte (Genova). Latitante, nella Genova dell’età giolittiana, è una moderna cultura imprenditoriale…”” (dalla quarta di copertina)”,”LIGU-092″
“BARBALUCCA Giuseppe”,”Malato e malattia oggi.”,”Giuseppe Barbalucca, laureato in medicina e sociologia, come medico si è dedicato alla patologia clinica, cioè alle basi biologiche della medicina; come sociologio alle basi psico-sociali della malattia e al problema della violenza nelle attuali società avanzate. Giornalista professionista, è stato inviato speciale di alcuni quotidiani. Ha insegnato anatomia e antropologia. Ha pubblicato tra l’altro: ‘Breve storia dell’anatomia’ (1981). “”Se Platone costruisce con la sua ‘Repubblica’ un modello ideale di Stato, seguendo un procedimento logico soltanto deduttivo, cioè in linea diretta, avulso dai dati dela realtà e perciò indifferente alla sua realizzazione effettiva, Tommaso D’Aquino, Thomas More e Tommaso Campanella sembrano invece propensi a riconoscere il divario fra la loro costruzione utopistica (teoria) e la possibilità di realizzarla (pratica), senza peraltro rinunciare a perseguire una soluzione fondata sulla giustizia. In altre parole, mentre Platone disconosce del tutto il valore dei fatti, che considera illusori e fuorvianti, gli utopisti dopo il ‘500 (More, 1517; Campanella, 1620), e in un certo senso la filosofia politica di Tommaso D’Aquino, riconoscono che i fatti sono un punto di partenza, o comunque di riferimento, da cui non si può prescindere. È, il loro, un passaggio necessario per giungere, con l’affermarsi del metodo scientifico, al riconoscimento che teoria e pratica non sono espressioni antitetiche ma correlative: che la pratica è la base fattuale, direi biologica, della conoscenza, e la teoria costituisce l’organizzazione sistematica, direi culturale, della pratica. È la loro unione, inseparabile, che rende il concetto stesso di «pensiero». Ma il grande merito di Platone è l’aver posto le basi ‘dialettiche’ della costruzione dello Stato. Quando afferma che «bisogna dare il potere ai filosofi o educare i re alla filosofia», egli pensa alla ‘facoltà dialettica’, a cui fondamento sta la pratica del dialogo, cioè la disponibilità a dire e farsi dire, così che ne venga fuori la verità. «Credi tu che persone incapaci di condurre e sostenere una discussione (di dare e intendere ragione di una cosa) sapranno mai qualcosa di ciò che noi riteniamo si debba sapere?». Per Platone è dialettico colui che dimostra «la capacità di interrogare e rispondere il più scientificamente possibile»”” (cit. da ‘Repubblica’)”” (pag 57-58)”,”SCIx-039-FV”
“BARBANO Filippo”,”La sociologia in Italia. Storia, temi e problemi (1945-60).”,”Carocci editore nuova denominazione della NIS La Nuova Italia Scientifica BARBANO Filippo è stato tra i protagonisti della rinascita della sociologia in Italia nel secondo dopoguerra. Ha insegnato Sociologia e Storia del pensiero sociologico a Torino e a Trento. Studioso di Robert K. Merton, he ha introdotto il pensiero nel nostro paese. “”Negli anni Cinquanta, Ferrarotti aveva a lungo informato sulla situazione sindacale industriale ed operaia negli USA; negli anni Sessanta, la classe operaia statunitense, ad osservatori come Laura Balbo non sembrava affatto, se lo era mai stata, così mobile ed acculturata alla democrazia industriale: un’altra ambivalenza. Da un lato, l’esperienza ferrarottiana della fabbrica-comunità territoriale Olivetti era orientata ed inclinava ad un comunitarismo politico ispirato all’omonimo Movimento di Comunità ma che rischiava di proporre, come si diceva allora, l’azienda “”dalla culla alla tomba””. Tuttavia non è negabile, ed ora appare tanto più vero, che nella proiezione territoriale della fabbirca c’erano ‘in nuce due’ realtà della massima importanza e che saranno messe nel più grande risalto dai disastri ambientali ed urbani, dei quali ci si comincerà ad accorgere solo negli anni Settanta (…)”” (pag 410)”,”TEOS-223″
“BARBANO Filippo GARELLI Franco NEGRI Nicola OLAGNERO Manuela”,”Strutture della trasformazione. Torino, 1945-1975.”,”Molto citato Gramsci.”,”ITAS-013-FP”
“BARBANO Filippo a cura; saggi di Paolo CHIUNI e Andrea ROLLI Anna Maria BONO Filippo BARBANO”,”Le “”150 ore”” dell’emarginazione. Operai e giovani degli anni ’70.”,”Anna Maria Bono, Palo Chiuni, Andrea Rolli e Gianni Perosino che hanno lavorato al corso delle 150 ore e ne hanno trascritto cronache e risultati, operano a vario titolo come ricercatori presso l’Istituto di scienze politiche dell’Università di Torino.”,”GIOx-004-FMB”
“BARBANO Filippo SOLA Giorgio”,”Sociologia e scienze sociali in Italia, 1861-1890. Introduzioni critiche e repertorio bibliografico.”,”Filippo Barbano ideò il progetto del Repertorio fin dai primi anni ’70. Giorgio Sola a cui va il merido della raccolta bibliografica.”,”TEOS-023-FMB”
“BARBANO Filippo, a cura; saggi di Luigi BERZANO Roberto BONINO Emanuele BRUZZONE Paolo CHIUNI Andrea ROLLI Donatella SIMON”,”Progetto Torino. Sette ricerche per una città. 2. Le frontiere della città. Casi di marginalità e servizi sociali.”,”In apertura citazione di Rosa Luxemburg ‘L’ospizio dei poveri’, 1912 e di Franco Basaglia e Giovanna Galllio Vedi articolo di Rosa Luxemburg ‘Nel dormitorio’ a cura di Maria TURCHETTO, DEP, DEPORTATE ESULI PROFUGHE, RIVISTA ELETTRONICA DI STUDI SULLA MEMORIA FEMMINILE, pag 1-5 (in allegato esterno) (fonte: Rosa Luxemburg ‘Dans l’asile de nuit. Suivi de Lettres de ma prison’ , L’Herne, Paris, 2007) (v. Archiv)”,”ITAS-013-FMB”
“BARBANTI BRODANO Francesca”,”Un Uomo, un Tempo. Bologna 1870-1900. Inizi del Socialismo. Vita, cultura, politica.”,”L’autrice è la figlia dell’avvocato Giuseppe Barbanti Brodano.”,”MITS-357″
“BARBARANELLI Fabrizio”,”Manuale dell’agitatore operaio. Salari, istituti normativi, contratti, accordi interconfederali.”,”BARBARANELLI F. segretario della Camera del Lavoro di Civitavecchia.”,”SIND-098″
“BARBAROSSA Imma RICCIARDELLI Simona a cura; Contributi di Lidia MENAPACE Gabriella BONACCHI Aldo TORTORELLA Christiane REYMANN Guido D’AGOSTINO Nadia NAPPO SImona RICCIADELLI Ingeborg HUNZIGER Lidia CIRILLO Domenico JERVOLINO Maria Letizia PELOSI Scipione SEMERARO Fausto BERTINOTTI Imma BARBAROSSA”,”La Rosa e le spine. Atti del seminario internazionale su Rosa Luxemburg, Napoli, Bagnoli, Città della Scienza, 4 dicembre 2004.”,”Contributi di Lidia MENAPACE Gabriella BONACCHI Aldo TORTORELLA Christiane REYMANN Guido D’AGOSTINO Nadia NAPPO SImona RICCIADELLI Ingeborg HUNZIGER Lidia CIRILLO Domenico JERVOLINO Maria Letizia PELOSI Scipione SEMERARO Fausto BERTINOTTI Imma BARBAROSSA”,”LUXS-045″
“BARBASH Jack”,”Dinamica dei sindacati americani. (Tit. orig.: Labor Unions in Action. A Study of the Mainsprings of Unionism)”,”A proposito del sindacalismo comunista i due migliori libri sono quelli di David J. SAPOSS, ‘Left-Wing Unionism’ e Lewis LORWIN ‘Labor and Internationalism’. Particolari situazioni del s.c. sono trattate con maggiore o minore simpatia nelle autobiografie di Bill HAYWOOD, di FOSTER, Morris HILLQUIT ‘Lose Leaves from a Busy Life’ (New York, MACMILLAN, 1934), Fred E. BEAL, ‘Proletarian Journey’ (New York, HILLMAN-CURL, 1937), Benjamin GITLOW, ‘I confess’ (NY, E.P. DUTTON, 1940). L’azione del sindacalismo c. nei singoli sindacati è illustrata nelle opere di SEIDMAN ‘The Needle Trades’, Vernon JENSEN ‘Lumber and Labor’ (NY., RINEHART & CO, 1945), James WECHSLER, ‘Labor Baron’. Lo studio più recente è qello del Research Institute of America ‘Communists in Labor Unions’ (NY, 1946). Titolo originale: ‘Labor Unions in Action. A Study of the Mainsprings of Unionism’, HARPER. NY. 1948″,”MUSx-043″
“BARBATI Vittorio a cura; saggi di Stefano SILVESTRI Sergio A. ROSSI Pierre HASSNER Natalino RONZITTI Vittorio BARBATI Giovanni BRESSI”,”La pace fredda. Speranze e realtà della sicurezza europea.”,”Saggi di Stefano SILVESTRI Sergio A. ROSSI Pierre HASSNER Natalino RONZITTI Vittorio BARBATI Giovanni BRESSI.”,”RAIx-125″
“BARBATI Vittorio a cura; saggi di Stefano SILVESTRI Sergio A. ROSSI Pierre HASSNER Natalino RONZITTI Vittorio BARBATI Giovanni BRESSI”,”La pace fredda. Speranze e realtà della sicurezza europea.”,”Saggi di Stefano SILVESTRI Sergio A. ROSSI Pierre HASSNER Natalino RONZITTI Vittorio BARBATI Giovanni BRESSI Tra i capitoli: Forza e debolezza della CEE Riflessi mondiali di un nuovo equilibrio europeo L’ ‘atlantismo’ della Cina “”Anche per quanto riguarda le forze convenzionali dei paesi Cee si possono fare solo delle brevissime considerazioni. Ad eccezione di quelle francesi (com’è noto, dal 1966, la Francia è uscita dall’ organizzazione militare della Nato, pur continuando a far parte dell’ Alleanza), queste forze sono strutturate in funzione di impostazioni strategiche “”atlantico-nazionali””, la cui validità, sia sotto il proflo “”atlantico”” che sotto il profilo “”nazionale””, è condizionata dalla presenza determinante, in Europa e nelle aree marittime che circondano l’ Europa, di consistenti forze americane (con tutto il loro arsenale di armi atomiche tattiche e con il sostegno alle spalle, della riserva strategica e del deterrente nucleare degli Stati Uniti). Bisogna dire chiaramente che, senza la presenza americana, le forze militari dei paesi europei della Nato (membri e non membri della Comunità) avrebbero ben scarso significato”” (pag 103-104) “”I cinesi vedono in sostanza un’ evoluzione in due fasi: nella prima l’ Europa occidentale e il Giappone non rinunciano alle vecchie alleanze: non è possibile fare a meno di colpo di forze che hanno un ruolo centrale nella difesa europea, garantendo in misura notevole la “”credibilità”” dell’ ombrello nucleare americano. In questa fase, i due poli si pongono già però, per il loro stesso emergere, in contrapposizione all’ URSS, dando respiro alla Cina. In un secondo tempo, lo sviluppo delle contraddizioni con gli Stati Uniti costringerà la Comunità Europea (dotatasi nel frattempo di una difesa integrata e più autonoma) e il Giappone di rendersi autonomi da Washington, dando luogo ad una situazione strategica più equilibrata di quella attuale, che- ove non mutasse- nel lungo periodo rischierebbe di “”integrare”” anche la Cina”” (pag 129)”,”EURx-157″
“BARBER Malcolm”,”La storia dei templari. Vita avventurosa, storia e tragica fine dei leggendari monaci guerrieri.”,”BARBER Malcolm è lettore di storia medievale presso l’ Università of Reading in Gran Bretagna. E’ uno dei più accreditati studiosi dei Templari. L’ ordine del Tempio, fondato nel 1119 per proteggere i pellegrini nei dintorni di Gerusalemme si sviluppò fino a diventare una delle più potenti corporazioni del mondo medievale e rimase in vita per quasi due secoli. Il re di Francia, Filippo IV il Bello nel 1307 avviò i processi per eresia contro i ricchi e potenti templari, utilizzando la tortura e comminando condanne a morte per i cavalieri templari. L’ ordine fu sciolto nel 1312 per disposizione di papa Clemente V. “”L’ archivio centrale dell’ ordine, contenente documenti che sarebbero stati di enorme importanza per ricostruire le sue attività in Oriente, scomparve improvvisamente dopo la soppressione, lasciando solo vaghe tracce della propria esistenza. La perdita per gli storiografi seri è incalcolabile (…)”” (pag 356)”,”RELC-146″
“BARBER William J.”,”Historia del pensamiento económico.”,”””L’ analisi di Marx della instabilità cronica del capitalismo conteneva il germe di una teoria del ciclo economico. Anche se la sua posizione gli permetteva di sottolineare che l’ intricato sistema di produzione e di scambio lo rendeva estremamente vulnerabile e sensibile alle perturbazioni, si collocava molto vicino alla tradizione classica della Legge di Say per fornire una dimostrazione sistematica delle fluttuazioni cicliche”” “”Aun cuando su posición le permitía subrayar quel lo intricado del sistema de producción e intercambio lo hacía vulnerable y altamente sensible a las perturbaciones, estaba demasiado cerca de la tradición clásica de la Ley de Say para suministrar una demostración sistemática de las fluctuaciones cíclicas. En su sistema no podía haber ninguna deficiencia en la domanda total; sólo los capitalistas estaban en posición de ahorrar; y lo que ahorraban iba a gastos de inversión””. (…)”” (pag 141)”,”TEOC-410″
“BARBER Richard J.”,”Le Pouvoir américain. Les grandes sociétés, leur organisation, leur puissance politique.”,”BARBER Richard J. ex professore presso la facoltà di diritto di Yale, ex consigliere tecnico della sottocommissione anti-trust del Senato a Washington. Fondo Davoli Rivoluzione scientifica e tecnologica. Le spese per la ricerca e sviluppo (R&S) sul PIL. “”Jusqu’aux premières années de la décennie 50, nos dépenses de R&D étaient relativement faibles. Elles n’ont crevé le plafond qu’en 1953, en sextuplant et en représentant alors pour la première fois une part du PNB triple de ce qu’elle avait eté en 1945. Aujourd’hui, la R&D est devenue un facteur essentiel du l’activité économique. Depuis quinze ans, alors que doublait notre PNB, les dépenses de R&D augmentaient, elles, de 400%. La comparaison est encore plus frappante quand on la fait avec l’avant-guerre. En 1930, la recherche coûtait dans les 166 millions de dollars. En 1945, ce prix était passé tout doucement à 345 millions. Et elle n’avait jamais coûté, pendant les années de guerre, plus de 600 millions de dollars par an. Avant la Seconde Guerre mondiale, les dépenses de R&D ne dépassaient à aucun moment 0,5% du PNB. Et même en 1948, elles étaient encore inférieures à 1%; elles le demeurèrent jusqu’à 1952. Il est vrai que depuis lors la recherche a accaparé une part de plus en plus grande des biens et services de la nation, de sorte qu’aujourd’hui elle représente 3% du PNB. Il n’existe aucun autre pays au monde qui arrive à la cheville du nôtre sur ce plan, et l’Angleterre seule en approche, consacrant à la recherche plus de 2% de son PNB. En 1954, aux États-Unis, les dépenses de recherche avoisinaient quelque 5 milliards de dollars (…)”” (pag 168)”,”USAE-095″
“BARBER William J.”,”Storia del pensiero economico.”,”William J. Barber professore di economia alla Wesleyan University di Middletown, Connecticut. E’ nato nel 1925 e ha studiato ad Harvard e Oxford. Ha studiato la teoria economica e la storia delle dottrine economiche. E’ autore di uno studio dei problemi dei paesi sottosviluppati (‘The Economy of British Central Africa’, 1961). Ha fatto parte di un gruppo di ricerca, diretto da Gunnar Myrdal, sui problemi dello sviluppo e della pianificazione nei paesi dell’Asia meridionale. Contiene: Capitolo Quinto: ‘Karl Marx e l’economia politica del Capitale; L’economia marxiana: Teoria marxista della crisi, conclusioni (pag 109-150) “”Con un’analisi del tutto corretta….. finire (pag 140-141)”,”ECOT-376″
“BARBER John HARRISON Mark”,”The Soviet Home Front, 1941-1945: a social and economic history of the USSR in World War II.”,”John Barber is a Lecturer in Politics and Fellow of King’s College at Cambridge. Mark Harrison is Senior Lecturer in economics at the University of Warwick. List of tables and maps, Preface, Acknowledgements, Abbreviations and technical terms, Epilogue, Tables, Important Dates, References, Maps, Notes, Index,”,”RUST-073-FL”
“BARBERA Gaspero”,”Memorie di un editore, 1818-1880.”,”‘La vita di un editore è la storia delle sue edizioni’ (G. Barbera) A Firenze, Ridolfi, Ricasoli, Peruzzi, Corsi, Cempini, Bianchi, editori della ‘Biblioteca Civile dell’Italiano’ erano i capi del partito costituzionale diretti da Cavour da Torino (pag 152) Ruolo di Antonio Panizzi in sviluppo Museo Britannico (British Museum) (pag 274)”,”EDIx-097″
“BARBERA Augusto a cura, contributi di BACCELLI Luca BELVISI Francesco BONGIOVANNI Giorgio FACCHI Alessandra FARALLI Carla GOZZI Gustavo TROMBINO Mario ZANETTI Gianfrancesco”,”Le basi filosofiche del costituzionalismo. Lineamenti di filosofia del diritto costituzionale coordinati da Augusto Barbera e Gianfrancesco Zanetti.”,”Augusto Barbera (Aidone, 1938) è ordinario di Diritto costituzionale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Ha pubblicato: I principi costituzionali della libertà personale, Ragioni e interesse nazionale, Le istituzioni del pluralismo, Una riforma per la Repubblica, Manuale di diritto pubblico (con G. Amato), Un dialogo su federalismo e secessione (con G.Miglio), Il governo della democrazia (con C.Fusaro). Per i nostri tipi ha fornito un contributo al volume a cura di Jader Jacobelli Un’altra Repubblica? Perchè come quando, ed è autore di I parlamenti. Luca Baccelli. É ricercatore di Filosofia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università degli studi di Pisa. Francesco Belvisi. É docente di Sociologia del diritto presso la facoltà di giurisprudenza dell’università degli studi di Modena. Giorgio Bongiovanni. É dottore di ricerca in Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche. Collabora alle attività scientifiche del CIRFID (Centro interdipartimentale di ricerca in filosofia del diritto e informatica giuridica ‘Hans Kelsen’ dell’università di Bologna. Alessandra Facchi. É docente di Sociologia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università di Bologna. Carla Faralli. É ordinario di Filosofia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza delle università degli studi di Bologna e Modena. Gustavo Gozzi. É docente di Storia delle dottrine politiche (corso avanzato) presso la facoltà di Scienze politiche dell’università degli studi di Bologna. Mario Trombino. É docente di Storia e filosofia nei licei dal 1985; è membro della Commissione didattica nazionale della Società filosofica italiana (SFI) dal 1995. Gianfrancesco Zanetti. É docente di Filosofia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza e presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’università degli studi di Bologna.”,”TEOP-047-FL”
“BARBERA Augusto”,”Governo locale e riforma dello Stato. Dalla legge 382 ai decreti attuativi.”,”Augusto Barbera, titolare della cattedra di diritto pubblico facoltà di scienze politiche dell’università di Bologna. Nel 1976 è stato eletto deputato nelle liste del Pci. Ha collaborato all’attuazione della legge 382, ha lavorato nella commissione Giannini e nella commissione parlamentare per le questioni regionali (1976).”,”ITAP-249″
“BARBERA Lorenzo”,”I ministri dal cielo. I contadini del Belice raccontano.”,”Lorenzo Barbera è nato a Partinico nel 1936. Nel 1956 conobbe Danilo Dolci, col quale collaborò fino al 1969. Alla fine del 1972 promosse il CRESM (Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione) che da 1974 ha dato vito alla rivista ‘Meridione città e campagna’.”,”ITAS-030-FV”
“BARBERINI Carlo Antonio a cura; saggi di CINGOLI Mario GALLI Giorgio MANZELLI Gianguido MERIGGI Maria Grazia QUARTIM DE MORAES João ROMAGNOLI Daniela VANZULLI Marco VOVELLE Michel BARBERINI Carlo Antonio; testi di Karl MARX e Friedrich ENGELS”,”Marx e la storia. Con un’antologia di testi.”,”Il libro raccoglie gli atti del convegno ‘Marx e la storia’ svoltosi l’11 marzo 2008 in occasione del 125° anniversario della morte di Karl Marx (14 marzo 1883) convegno organizzato dal Centro Filippo Buonarroti di Milano in collaborazione con l’istituto di Studi sul Capitalismo di Genova e con Mario Cingoli e la cattedra di storia della filosofia dell’Università di Milano Bicocca.”,”MADS-477″
“BARBERINI Carlo Antonio a cura; saggi di Jorge TORRE SANTOS Aldo CARERA Piero DI-GIROLAMO Fiorella IMPRENTI Maurizio ANTONIOLI Maria ARCANGIOLI Carlo Antonio BARBERINI Giorgio GALLI Andrea PANACCIONE Enrico BARBANOTTI Giovanni ARTERO Tommaso DETTI”,”Il movimento operaio milanese di fronte alla grande guerra.”,”BARBERINI Carlo Antonio: “”Nell’imminenza della guerra, Milano era diventata sempre più il centro del partito, e l’Avanti! di Serrati era ormai il vero punto di riferimento in una fase in cui non si potevano tenere congressi né manifestazioni pubbliche, ed era difficile riunire la stessa Direzione. Ma lo scontro più marcato era quello che opponeva Turati e l’amministrazione Caldara alla Sinistra socialista che ormai prevaleva negli equilibri della sezione milanese. L’asprezza di questi scontri ed il ruolo della Zanetta sono confermati da fonti “”insospettabili”” come i verbali redatti per conto della Prefettura dalle spie della polizia”” (pag 172) [La lotta contro la guerra della Sinistra socialista milanese]”,”MITT-322″
“BARBERINI Giovanni”,”L’Ostpolitik della Santa Sede. Un dialogo lungo e faticoso.”,”Nell’indice dei nomi non si parla di Nagy (Ungheria, 1956) Giovanni Barberini è professore di Diritto ecclesiastico e diritto canonico nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia e collabora con l’Ufficio OSCE del Ministero degli Esteri. Tentativo di avviare relazioni ufficiali tra il governo sovietico (pag 16-17) “”Tuttavia il governo bolscevico sembrò in un primo tempo incline ad avere relazioni ufficiali con la Santa Sede, facendo comprendere che avrebbe gradito anche un rappresentante del Vaticano a Mosca (31). Colloqui in tal senso avvennero a Berlino nel 1920 fra Mons. de Ropp e rappresentanti russi concernenti tre punti: piena libertà di coscienza, piena libertà di culto e di istruzione religiosa e restituzione dei beni confiscati. In quel periodo, quando tutte le grandi potenze gli erano nemiche, il governo russo pensava di potere risollevare il suo prestigio all’estero pure in questo modo; e fece passi in tale direzione anche durante le trattative che precedettero l’invio di soccorsi del papa alle popolazioni russe. Le trattative si arenarono quasi subito. La Santa Sede non venne incontro a questi desideri del governo russo ritenendo che corrispondessero ad una ragione di tattica, peraltro velleitaria, anche perché non avevano avuto seguito i tentativi di negoziato messi in atto dalla Santa Sede con diversi canali diplomatici, quali la nunziatura di Varsavia e le rappresentanze russe in Germania e in Italia. Comunque, Benedetto XV non ritenne opportuno di riprendere il processo al socialismo e al comunismo e neppure di condannare espressamente la rivoluzione. Nonostante il clima generale di persecuzione, il papa Benedetto XV nell’agosto 1921, dinanzi a quella che definì «una delle più spaventose catastrofi della storia» (32), si attivò per aiutare le popolazioni russe colpite dalla carestia che portava fame e morte, soprattutto fra i bambini; poi, tramite il comitato internazionale di soccorso che si era costituito a Ginevra, invitò tutte le nazioni ad organizzare l’invio di aiuti senza ritardi superando le lungaggini della politica. Il papa destinò come personale contributo la somma di 1.000.000 di lire italiane. Queste gravissime condizioni avevano indotto Lenin, nel marzo del 1921, a decidere un parziale e provvisorio ritorno al capitalismo privato con la NEP (Novaja Ekonomiceskaja Politika), reso necessario dalle gravi distruzioni provocate dalla lunga guerra civile alle strutture economiche e sociali della Russia, ma senza nascondersi i rischi di una restaurazione capitalista; a tal fine Lenin aveva deciso l’assoluta concentrazione del potere nella mani del partito, limitando fortemente la libertà dei partiti non comunisti (33). Pio XI, succeduto a Benedetto XV nel 1922 e sommo pontefice fino al 1939, riprese l’iniziativa per gli aiuti alla popolazione russa, rinnovando l’appello agli stati e ai vescovi di tutto il mondo e destinando anche la somma di 2.500.000 di lire italiane; successivamente decise l’invio di una missione in Russia guidata dal padre Walsh, che dopo difficili negoziati tra il card. Gasparri e il rappresentante russo Vorovskij giunse a Odessa il 29 settembre 1922 (34). Questo diplomatico russo fu anche incaricato dal suo governo di curare rapporti costruttivi con il Vaticano al fine di giungere all’ottenimento almeno del riconoscimento di fatto del governo russo. In concomitanza, fu approntato a Mosca un progetto di decreto sullo ‘status’ giuridico della chiesa cattolica in Unione Sovietica; era un progetto che aveva il forte sostegno del commissario per gli affari esteri Cicerin che più di ogni altro si rendeva conto della rilevanza politica internazionale di una simile decisione. Ma tutto si arenò soprattutto per il progressivo irrigidimento degli organi politici sovietici (35). Ma forse la fase più drammatica dei difficili rapporti fra la Santa Sede e il regime bolscevico si ebbe nel marzo-aprile 1923 con la celebrazione del processo e la condanna dell’arcivescovo cattolico mons. Cieplak, arrestato una prima volta nell’aprile 1920, e di altri ecclesiastici. Il processo, durato cinque giorni, si concluse con la condanna a morte dell’arcivescovo Cieplak e del prelato Budkiewicz, che fu poi fucilato, e pene detentive per gli altri ecclesiastici cattolici. L’esecuzione della condanna di mons. Cieplak fu prima rinviata, poi commutata nel carcere a vita, infine, su pressioni esercitate e fatte esercitare da Pio XI, mons. Cieplak fu liberato e raggiunse Roma il 9 maggio 1924 (36)”” [Giovanni Barberini, ‘L’Ostpolitik della Santa Sede. Un dialogo lungo e faticoso’, Bologna, 2007] [(31) Si veda l’ampio lavoro di S. Trasatti, ‘La croce e la stella. La chiesa e i regimi comunisti in Europa dal 1917 a oggi’, Milano, 1993; (32) Lettera di Benedetto XV al card. segretario di stato del 5 agosto 1921, in “”Civiltà cattolica””, III (1921), p. 289; (33) Documentazione e resoconti in “”La civiltà cattolica””, I, 1920, pp. 187 s; III, 1921, pp. 291 s. e 377; IV, 1921, pp. 165 s. Per tutti si veda R. David e J.N. Hazard, ‘Le droit soviétique’, t. I, Paris, 1954, pp. 125 s. E’ stato osservato che «conservare il potere fu per i bolscevichi un’impresa ben più straordinaria che assumerlo». Nel periodo difficilissimo dal 1918 al 1922 si manifestarono le grandi delusioni delle masse popolari che avevano accettato la dottrina del bolscevismo con entusiasmo, impossessandosi delle terre e realizzando il controllo delle fabbriche: Chamberlin, ‘Storia della Rivoluzione russa, 1917-1921’, cit. p. 857. Frattanto, dal 1922, Lenin aveva progressivamente lasciato la piena attività politica perché colpito da emiplegia, fino alla morte avvenuta il 21 gennaio 1924. Gli successe temporaneamente Rykoff come presidente del consiglio dei commissari del popolo; fino a che, dopo lotte violente all’interno del partito, tutto il potere fu preso da Stalin; un personaggio che già Lenin avrebbe voluto allontanare dalla segreteria del partito per le sue tendenze dittatoriali, come aveva scritto nel suo testamento politico che Stalin riuscì a non far pubblicare con l’appoggio di alcuni membri del comitato centrale] (pag 16-17-18-19)”,”RELC-381″
“BARBERINI Carlo Antonio GIANNI Emilio CALLESEN Gerd MANZELLI Gianguido ZANANTONI Marzio DELLA PERUTA Franco SYLVERS Malcolm BARONE Eros TOSEL André VANZULLI Marco VIDONI Ferdinando GARIN Eugenio”,”Antonio Labriola e la nascita del marxismo in Italia.”,”2° copia”,”LABD-005-FV”
“BARBERINI Carlo Antonio BARONE Eros CALLESEN Gerd GARIN Eugenio GIANNI Emilio MANZELLI Gianguido SYLVERS Malcolm TOSEL André VANZULLI Marco VIDONI Ferdinando ZANANTONI Marzio DELLA PERUTA Franco”,”Antonio Labriola e la nascita del marxismo in Italia.”,”Antonio Labriola nacque a Cassino il 2 luglio 1843 da Francesco Saverio, modesto insegnante di lettere umane nelle scuole secondarie classiche, e da Francesca Ponari. Il padre, dotato di interessi culturali e legato agli ambienti liberali, gli dette una prima educazione, continuata in seguito alle scuole dell’abbazia di Montecassino. Dal 1861 in poi completò i suoi studi alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Napoli, dove la famiglia si trasferì, pur rimanendo il padre insegnante al ginnasio di Maddaloni. Si legò a Bertrando Spaventa. Documento importante del processo di avvicinamento di Labriola al socialismo è il discorso Del socialismo tenuto a Roma il 20 giugno 1889 al Circolo operaio romano di studi sociali, dove gli era stato chiesto di commemorare la Comune. Muore a Roma il 2 febbraio 1904. Carlo Antonio Barberini. É stato tra i fondatori, con Gianguido Manzelli, del Centro Filippo Buonarroti di Milano a cui si deve l’organizzazione del Convegno su Labriola. Eros Barone. Si è laureato all’Università di Genova con una tesi sul Marxismo italiano tra teoria e politica. Ha partecipato al dibattito sul marxismo e sul leninismo con interventi e saggi apparsi sulle seguenti riviste: Democrazia proletaria, Lineamenti, Ideologia proletaria, L’Uguaglianza economica e sociale, Questioni del socialismo, Contropiano, La contraddizione. Nel 1995 ha costituito il Centro Italiano di Studi Engelsiani. Gerd Callesen. É membro dell’Advisory board della MEGA2 (Marx-Engels- Gesamtausgabe), per conto della quale sta curando con Malcolm Sylvers il volume III/29 (corrispondenza di Engels 1888-’89). Studioso di Engels, ha lavorato a lungo presso la Biblioteca ed Archivio del movimento operaio di Copenaghen. Franco Della Peruta. professore emerito di storia del Risorgimento nella facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano. Eugenio Garin. Filosofo e storico della filosofia, professore emerito all’Università di Firenze e alla Scuola Normale di Pisa. Emilio Gianni. É responsabile del dipartimento di Storia del movimento operaio presso l’Istituto per gli Studi sul Capitalismo di Genova. Gianguido Manzelli. Si è laureato in Lettere classiche all’Università di Padova. Dal 1979 ha insegnato Filologia Ugro-finnica presso l’Università di Pavia, prima come incaricato e poi come associato. Attualmente è ordinario di Linguistica generale e docente di Lingua Ungherese e Letteratura Ungherese a Pavia. Malcolm Sylvers. Ha studiato al Brooklyn College di New York e alla University of Wisconsin. Ha pubblicato libri e articoli sul movimento operaio negli Stati Uniti, sul pensiero politico e sociale di Thomas Jefferson, sulla teoria dell’imperialismo e sugli Stati Uniti oggi. André Tosel. Professore di filosofia nelle Università di Besançon, Paris I (Sorbonne) e Nizza. Marco Vanzulli. Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Epistemologia ed Ermeneutica della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ferdinando Vidoni. Studioso del pensiero filosofico-scientifico e particolarmente del marxismo e del positivismo, fa parte del Comitato di redazione della rivista Quaderni Materialisti. Marzio Zanantoni. Si occupa da tempo di storia dei movimenti e della cultura italiana tra Otto e Novecento, intorno a cui ha pubblicato numerosi contributi in Riviste e Convegni.”,”LABD-002-FL”
“BARBERIO Raffaele MACCHITELLA Carlo”,”L’Europa delle televisioni.”,”Raffaele Barberio media analyst, Carlo Macchitella ricercatore.”,”EDIx-212″
“BARBERIS Corrado; saggi di Takeo MISAWA Kveta CIHAKOVA Vlado PULJIZ Irena FORNARI DABROWSKA”,”Gli operai contadini.”,”Saggi di Takeo MISAWA Kveta CIHAKOVA Vlado PULJIZ Irena FORNARI DABROWSKA ‘CEE, 7 milioni di aziende, 14 di orti’ . “”Su sessantuno milioni di famiglie, costituenti la Comunità Economica Europea (CEE), più di ventuno – una su tre, ed oltre – producono, chi più chi meno, derrate alimentari. Su cinquantaquattro milioni di famiglie non agricole, quasi quattordici – una su quattro – ricorrono all’autoconsumo”” (pag 32)”,”EURE-080″
“BARBERIS Corrado”,”Aristide Merloni. Storia di un uomo e di un’industria in montagna.”,”Corrado Barberis è presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale, professore di sociologia all’Università di Roma. Ha pubblicato ‘La società italiana’ (1985) e il saggio ‘Operai e contadini’ (1970).”,”ECOG-003-FC”
“BARBERIS Corrado”,”La società italiana. Classi e caste nello sviluppo economico.”,”Corrado Barberis (n. a Bologna nel 1929), è presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (Insor), professore di sociologia alla Facoltà di Scienze politiche di Roma e medaglia d’oro della Académie d’agriculture de France. Direttore della Rivista di Economia Agraria.”,”ITAE-146-FL”
“BARBERO Alessandro”,”La battaglia. Storia di Waterloo.”,”Sul crollo morale dei francesi: “”Molti testimoni collegarono in seguito il crollo morale dell’ esercito francese all’ incertezza che aveva regnato tra i soldati fin dall’ inizio della campagna. Secondo il capitano Duthilt, che era stato buttato giù da cavallo, ferito alla testa da una sciabolata e fatto prigioniero già durante la grande carica della cavalleria pesante inglese, poi liberato dai lancieri di Jacquinot, e che ora si ritrovava, a piedi e coperto di sangue, in mezzo ai fuggiaschi, i soldati erano impressionati per i troppi ufficiali superiori che avevano tradito o si sospettava fossero pronti a tradire l’ imperatore; non avevano fiducia nei loro comandanti né capacità di sopportare la disciplina, e soprattutto erano ossessionati dai proclami dei sovrani alleati, in cui si minacciavano brutalmente i prigionieri “”i deserti della Siberia o i pontoni inglesi e spagnoli, dove si sarebbero perduti per sempre””; sicché il terrore di cadere prigionieri contribuì ad affrettare il loro sbandamento””. (pag 310) “”Il comandante dei dragoni stava protestando aspramente con Colborne, additando i suoi uomini e i suoi cavalli abbattuti dal fuoco della fanteria (“”E’ sempre così, perdiamo sempre più uomini per colpa dei nostri che del nemico!””), quando Wellington arrivò sul posto e gridò a Colborne: “”Non importa! Vada avanti! Vada avanti!””.”” (pag 311)”,”QMIx-121″
“BARBERO Alessandro”,”La guerra in Europa dal Rinascimento a Napoleone.”,”Alessandro BARBERO insegna storia medievale presso l’ Università del Piemonte Orientale. Fra i suoi volumi ‘Carlo Magno. Un padre dell’ Europa’ (Roma, 2000), ‘La battaglia. Storia di Waterloo’ (2003). Rivoluzione militare. “”In un primo momento, la formazione di maggior successo fu il tercio spagnolo, che combinava una dozzina di compagnie, per un totale che poteva giungere anche a due o tremila picchieri e archibugieri, in una formazione profonda fino a trenta file. La profondità del tercio era meno di metà rispetto a quella della falange svizzera, ma a un certo punto anche questa formazione cominciò ad apparire troppo massiccia. Alla fine del Cinquecento, in linea con il crescente ruolo delle armi da fuoco, emerse una preferenza per formazioni ancora più piccole e maneggevoli, d’un migliaio di uomini o anche meno, da schierare su un minor numero di file. Queste formazioni vennero chiamate in genere battaglioni (…). La necessità di garantire la cooperazione fra i diversi battaglioni ispirò l’ idea della brigata, termine che si usa ancora oggi per indicare un raggruppamento di unità costituito a fini tattici e non amministrativi. (…)”” (pag 34-35) “”La nuova egemonia dei fanti sul campo di battaglia mise fine per sempre a quell’ identificazione fra mestiere delle armi e condizione nobiliare che aveva regnato per secoli nelle società europee. I nobili continuavano beninteso a considerarsi come i soli depositari della tradizione militare. Alla fine del Cinquecento, anche un pensoso intellettuale come Montaigne continuava a dare per scontato che i sacrifici sopportati in guerra fossero la naturale contropartita del privilegio nobiliare: “”Se non si dovesse dormire sul duro, sopportare con tutte le armi addosso il calore del mezzogiorno, nutrisi di cavallo e di asino, vedersi fare a pezzi ed estrarre una palla di fra le ossa, sopportare suture, cauterizzazioni e sonde, come acquisteremmo la superiorità che vogliamo avere sugli uomini del volgo?””””. (pag 37)”,”QMIx-136″
“BARBERO Alessandro”,”Carlo Magno.”,”BARBERO Alessandro è professore di storia medievale presso l’ Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Ha pubblicato diversi libri. Si interessa pure alla storia militare. Ha scritto romanzi storici. “”L’ assegnazione delle abbazie come ricompensa. Finalmente, il re non si faceva scrupolo di disporre di intere abbazie, assegnadole in vitalizio. Un monastero, per esempio, poteva essere concesso in beneficio al conte locale, con l’ intesa che quest’ ultimo avrebbe potuto utilizzarne le entrate per mantenersi nell’ ufficio. Concessioni di questo genere, peraltro, rischiavano di provocare malcontento fra i monaci, e benché Carlo non si lasciasse certo scoraggiare da qualche mormorio, anch’egli non doveva ignorare che i conti, trovandosi a disposizione una manna così inattesa, avevano una spiacevole tendenza a sfruttare il beneficio fino all’ osso. Assai più pratica era un’altra forma d’ impiego dei monasteri, che consisteva nel nominare direttamente abati quei collaboratori che il re voleva ricompensare per i loro servigi, o di cui voleva assicurare largamente il mantenimento affinché potessero continuare a servirlo. Nel primo caso rientrano molti intellettuali di palazzo; primo fra tutti Alcuino, che a partire dal 796 venne insediato come abate nella ricchissima abbazia di San Martino a Tours. Nel secondo caso, la nomina ad abate non implicava ovviamente un obbligo di residenza…””. (pag 158)”,”BIOx-094″
“BARBERO Bruno FIASCHINI Giulio MASSA Paola RICCHEBONO Marco VARALDO Carlo”,”Savona nel Quattrocento e l’istituzione del Monte di Pietà.”,”Opera stampata in 5000 esemplari numerati: questa copia è la n° 3451 Schiavitù. “”La varietà etnica degli schiavi presenti a Savona è assai ampia e riflette da vicino l’ andamento del capoluogo ligure; solo parziale è stata però la dipendenza dal mercato genovese, essendo documentate forniture autonome direttamente dall’isola di Chio e pagamenti effettuati in ducati dell’ isola egea. Le indicazioni sull’ origine razziale dei soggetti sono piuttosto precise, solo in pochi casi c’è l’incertezza se si tratta di ‘Avogasiorum sive Mingrellorum’, ‘Burgerorum sive Ungarorum’, ‘Rubeorum sive Boxnie’; per i Mori si ha talvolta la più esatta specificazione sull’ origine berbera, o sul colore ‘albo’ della pelle (…)””. (pag 34) Età media delle schiave a Savona nel secolo XV (tabella pagina 35) Prezzi medi degli schiavi e schiave a Savona (in lire di Genova, moneta corrente) (tabella pagina 37) “”La Marchi ha già messo in evidenza come venditori ed acquirenti siano soprattutto “”nobili o mercanti, o comunque cittadini facoltosi””, mentre scarsa sarebbe stata la partecipazione degli artigiani savonesi soprattutto se confrontata con la situazione genovese. Se ciò è vero per l’ aristocrazia mercantile e nobiliare (che a Savona rappresenta il 58% dei proprietari di schiavi, su un totale di 137 casi utilizzabili a questo fine), non si può affermare lo stesso per gli artigiani, che possiedono il 15% della manodopera servile contro il 6% posseduto da imprenditori e professionisti, il rapporto diretto fra gli artigiani, da un lato, e gli imprenditori e professionisti, dall’ altro, che a Genova si fissava in un 55% contro un 45%, a Savona è ancora più favorevole agli artigiani che rappresentano il 70% contro il 30%. E ciò si giustifica se pensiamo a quale importante ruolo ha svolto l’ artigianato a Savona (…)””. (pag 38-39)”,”LIGU-007″
“BARBERO Alessandro”,”Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’ impero romano.”,”ANTE1-9 Alessandro BARBERO insegna storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli. Studioso di storia militare ha pubblicato ”La battaglia. Storia di Waterloo’.”,”STAx-194″
“BARBERO Alessandro”,”9 Agosto 378. Il giorno dei Barbari.”,”Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, coltiva una predilezione per la storia militare e per il piacere eretico della scrittura. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo. I suoi libri di storia: Medioevo, Storia di voci, racconto di immagini, Il Ducato di Savoia, Carlo Magno, Un padre dell’Europa, Dizionario del Medioevo (con Chiara Frugoni), La battaglia. Storia di Waterloo.”,”STAx-037-FL”
“BARBERO Alessandro”,”Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’Impero Romano.”,”Alessandro Barbero insegna storia medievale presso l’Università del Piemone Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, coltiva una predilezione per la storia militare e il piacere eretico della scrittura. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo (Premio Strega 1996 tradotto in sette lingue), autore di Medioevo, Storia di voci, Racconto di immagini, Il Ducato di Savoia, La battaglia, Storia di Waterloo, 9 agosto 378 il giorno dei barbari, Dizionario del Medioevo e Carlo Magno, un padre dell’Europa.”,”STAx-047-FL”
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Stefano DE-MARTINO; saggi di Manuela MONTAGNARI KOKELJ Giorgio MANZI Margherita MUSSI Isabella CANEVA Marcella FRANGIPANE Alessandra MANFREDINI Alberto CAZZELLA”,”L’origine dell’umanità. Dalla preistoria alla storia. Libro 1. Volume 1.”,”Volume 1 La rivoluzione neolitica nel Vicino Oriente (pag 215)”,”STOU-124″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Stefano DE-MARTINO; saggi di Marco BETTELLI Onofrio CARRUBA Alessandra LOMBARDI Horst KLENGEL Francesco POMPONIO Patrizia PIACENTINI Alfonso ARCHI”,”Le prime civiltà superiori. Sumeri ed Egizi. Volume 2.”,”Volume 2″,”STOU-125″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Stefano DE-MARTINO; saggi di Gloria ROSATI Maria Giovanna BIGA Elisabetta BORGNA Stefano DE-MARTINO Mauro GIORGIERI Flora SILVANO”,”L’età dei grandi regni. Volume 3.”,”Volume 3″,”STOU-126″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Maurizio GIANGIULIO, saggi di Antonietta MARINI Mauro MOGGI Flavia FRISONE e Mario LOMBARDO Marco RENDELI Alessandro NASO Andrea PIRAS”,”La Grecia arcaica e l’origine della Polis. Grecia e Mediterraneo dall’VIII secolo A.C. all’età delle guerre persiane. Libro 1. Volume 5.”,”Volume 5″,”STOU-128″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Giusto TRAINA, saggi di Andrea RAGGI Domitilla CAMPANILE Tommaso GNOLI Carlo G. CERETI Antonio IBBA Carlo FRANCO Carla SALVATERRA Giancarlo LACERENZA”,”Dalla ‘Pax Augusta’ alla crisi dell’Impero. Da Augusto a Diocleziano. Libro I. Volume 11.”,”Volume 11 Con la vittoria di Cesare Ottaviano sull’Egitto, inizia una nuova fase della storia di Roma e d’Europa: il secolo di Augusto.”,”STOU-134″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Giusto TRAINA, saggi di Antonio IBBA Alessandro BARBERO Sylvain JANNIARD Pierfrancesco PORENA Tammo WALLINGA Federico MARAZZI Michel-Yves PERRIN”,”L’avvento del cristianesimo. Transizione di un impero. L’impero tardoantico Libro 2. Volume 14.”,”Volume 14″,”STOU-137″
“BARBERO Alessandro”,”Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo.”,”Inviato dal Congresso degli Stati Uniti, Mr. Pyle sbarca enl 1806 ad Amsterdam e punta verso la Prussia, perché è alla corte di Federico Guglielmo che si decideranno le sorti dell’Europa divisa tra le ambizioni napoleoniche, i timori dell’Inghilterra e le minacce della Russia. Il viaggio non è tra i più agevoli, ma Pyle è un giovane gentiluomo pieno di risorse, svelto a carpire notizie utili quanto a procurarsi i favori delle fanciulle nobili o plebee. Questo è il diario della sua missione diplomatica. C’è una galleria di personaggi e tante avventure.”,”VARx-591″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Sandro CAROCCI, saggi di Chris WICKHAM Giulia BARONE e Bianca SCARCIA AMORETTI E. Igor MINEO Luigi PROVERO Claudio MARAZZINI Giuliano MILANI Alessio FIORE Enrico ARTIFONI Simone M. COLLAVINI”,”La società medievale tra continuità e cambiamento, Libro 1. Strutture, preminenze, lessici comuni. Volume 17.”,”Volume 17 Ultimo capitolo: ‘Guerra e potere’ (pag 363-403) di Simone M. COLLAVINI”,”STOU-145″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Sandro CAROCCI, saggi di Giuseppe PETRALIA David ABULAFIA Amedeo DE-VINCENTIIS Luigi CANETTI Michele BACCI Leonardo CAPEZZONE Alessandro BARBERO Paul FREEDMAN”,”Fede e saperi nel Medioevo. Libro 2. Strutture, preminenze, lessici comuni. Volume 18.”,”Volume 18″,”STOU-146″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Roberto BIZZOCCHI,saggi di Paolo MALANIMA Marco BRESCHI e Alessio FORNASIN Franco CAZZOLA Daniel NORDMAN Maria FUSARO Francesca TRIVELLATO Luciano PEZZOLO Luca MOCARELLI”,”L’invenzione della modernità. Libro 1. Ambiente, popolazione, società. Volume 19.”,”Volume 19″,”STOU-147″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Roberto BIZZOCCHI,saggi di Raffaella SARTI Sandra CAVALLO Wolfgang KAISER David GENTILCORE Salvatore BONO Luciano ALLEGRA Giulia CALVI Roni WEINSTEIN Giorgio VERCELLIN Gérard DELILLE”,”Vita pubblica e vita privata nell’età moderna. Parte III. Forme della vita sociale (seguito). Libro 2. Ambiente, popolazione, società. Volume 20.”,”Volume 20 Legame tra rivolta e festa (pag 493)”,”STOU-148″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Roberto BIZZOCCHI,saggi di Caterina MADEIRA SANTOS Sandro LANDI Franco FANCIULLO Patrizia DELPIANO e Marina ROGGERO Susanna PEYRONEL RAMBALDI Gaetano GRECO Bernard HEYBERGER Biancamaria SCARCIA AMORETTI e Samuela PAGANI Alessandro GUETTA Oscar DI-SIMPLICIO”,”Riforma e controriforma. Culture, religioni, saperi. Libro I. Volume 21.”,”Volume 21 Il nuovo ruolo assunto dalla ‘disputa’. “”In un caso studiato dalla Scribner (23), quello della città di Magdeburgo, toccata dalle idee evangeliche fin al 1521, il partito evangelico ottenne precocemente dal Consiglio cittadino predicatori permanenti, contro l’opposizione del clero ortodosso. Nel 1524 avvennero alcuni scontri decisivi, anche con atti di iconoclastia e un tumulto perché venisse rilasciato un uomo, arrestato per aver distribuito nella piazza del mercato scritti di Lutero. Dopo una serie d attacchi alle proprietà monastiche, il Consiglio permise il culto riformato, benché i militanti evangelici si trovassero di fronte alle resistenze del capitolo della cattedrale ancora per molto tempo. Caratteristico della Riforma di città, dunque, fu l’attivo intervento dei Consigli cittadini nella questione religiosa, intervento che rafforzò le ‘élites’ urbane. Prototipo di questa “”Riforma di città”” può essere considerata Zurigo, città libera di mercanti e artigiani , all’interno della Confederazione svizzera, nella quale da tempo la nobiltà si era adattata agli ordinamenti cittadini. Nel 1519 fu chiamato come parroco del duomo e predicatore il sacerdote Uldrych Zwingli (1484-1531), uomo colto di formazione umanistica, la cui teologia maturò quasi contemporaneamente, ma in gran parte indipendentemente da Lutero. Le esigenze riformatrici erano comuni e ormai mature in varie parti d’Europa, ma differenti le esperienze politiche e sociali, e così furono parzialmente diverse le risposte dei riformatori. Gli scontri tra Zwingli e i predicatori ortodossi convinsero il Consiglio cittadino ad assumersi lo ‘ius reformandi’, esautorando l’autorità episcopale del vescovo di Costanza e indicendo, nel 1523, una disputa pubblica, cui parteciparono circa seicento ecclesiastici e laici. Alla fine il Consiglio autorizzò Zwingli a continuare la predicazione, poiché nessuno era riuscito a addurre prove bibliche contro le sue tesi. La disputa era diventata uno strumento nuovo per dirimere le questioni ecclesiastiche, uno strumento laico, adottato in molte altre città che sarebbero passate alla Riforma”” [Susanna Peyronel Rambaldi, ‘Riforma protestante e protestantesimo’] (pag 167) [(23) R.W. Scribner, ‘Anticlericalism and the Cities’, in ‘Anticlericalism n Late Medieval’, cit, pp. 147-66]”,”STOU-149″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Roberto BIZZOCCHI, saggi di Claudio ROSSO Paola BIANCHI Maria Antonietta VISCEGLIA Carlos José Hernando SANCHEZ Angelantonio SPAGNOLETTI Angelo TURCHINI Diego VENTURINO Maarten PRAK Gianpaolo GARAVAGLIA Marco NATALIZI Frank GÖSE”,”Dal Rinascimento alla guerra dei Trent’anni Popoli, Stati, equilibri del potere, Libro 1. Volume 23.”,”Volume 23 “”””Il gigante che dorme””: il Regno di Prussia ai tempi del “”Re Soldato”” (1713-1740) (pag 529-533)”,”STOU-151″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Roberto BIZZOCCHI, saggi di Ariel SALZMANN Olga KATSIARDI HERING Sadok BOUBAKER Abdul-Karim RAFEQ Daniela FRIGO Marco BELLABARBA Rolando MINUTI Bernard GAINOT Gilles PECOUT”,”Sovrani e rivoluzioni dal Re Sole a Napoleone. Popoli, Stati, equilibri del potere, Libro 2. Volume 24.”,”Volume 24 “”Il confine tra insurrezione, rivolta e operazioni belliche era spesso difficile da tracciare. Si deve a Victor Hugo, figlio del generale dell’Impero che riuscì a catturare il mitico bandito contro-rivoluzionario Fra Diavolo, la seguente osservazione: «La guerra esaurisce e raccoglie tutte le forme di banditismo». Nessun’altra regione illustra meglio della penisola iberica questa confusione. Fu una vera e propria guerra, con truppe regolari francesi inviate in massa, a investire la Spagna dal 1808 al 1814. Dopo l’invasione e l’occupazione del Portogallo da parte delle armate di Junot nel 1807, il marzo 1808 fu segnato dall’abdicazione del re Carlo IV di Borbone a vantaggio di suo figlio Ferdinando e dall’entrata di Murat a Madrid. In seguito alla partenza dei sovrani, convocati a Bayonne da Napoleone, e dell’ultimo membro della famiglia reale, l’infante Francisco, la capitale fu teatro di una grande sommossa a partire dal 2 maggio 1808. La ribellione del 2 maggio e l’esecuzione dei suoi promotori a Madrid il 3 maggio (ai quali sono oggi dedicati a Madrid non meno di due monumenti pubblici, uno ufficiale e l’altro più popolare) alimentarono una vena artistica feconda, simboleggiata da due celebri quadri destinati da Goya a queste due giornate”” (pag 935) [Gilles Pécout, ‘L’Europa e il Mediterraneo nell’età napoleonica’ (pag 893-942)”,”STOU-152″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Gustavo CORNI, saggi di Maria Rosa PROTASI Paola CORTI Bruno P.F. WANROOJI Ayse SARAÇGIL Giuseppe SCIORTINO Alessandro CHEBAT Frank UEKÖTTER Mauro AGNOLETTI”,”L’uomo e le trasformazioni dell’ambiente. Le migrazioni. Parte II. Popolazione e demografia. Ambiente, popolazioni, economia, Libro 2. Volume 26.”,”Volume 26″,”STOU-154″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Gustavo CORNI, saggi di Alfredo DE-PAZ Antonello LA-VERGATA Guido GHIA Elisabetta G. RIZZOLI Thomas MERGEL Andrea SANGIOVANNI Luciano PACCAGNELLA Patrizia DOGLIANI Renato G. MAZZOLINI Giovanni PAOLONI”,”Cultura d’élite e cultura di massa tra otto e novecento. Culture, ideologie, religioni, Libro 1. Volume 27.”,”Volume 27 Contiene all’interno del capitolo III Pensieri deboli e teorie critiche del Novecento’ di Guido Ghia, il paragrafo 2. “”La tesi di Paul Ricoeur: i «maestri del sospetto» Marx, Nietzsche e Freud”””,”STOU-155″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Gustavo CORNI, saggi di Giovanni VIAN Pavel Andrzej GAJEWSKI Simona MERLO Massimo GIULIANI Paola PIZZO Donatello ARAMINI Monica CIOLI Paolo FAVILLI Matteo PASETTI Simone DURANTI Maurizio RICCIARDI”,”Orizzonti della contemporaneità. Religione e politica. Culture, ideologie, religioni, Libro 2. Volume 28.”,”Volume 28 Contiene il saggio di Paolo FAVILLI ‘Socialismo e comunismo’ (pag 621-652) Questioni preliminari, Comunismo e socialismo nel lungo Ottocento, Comunismo e socialismo nel secolo breve’ “”«Ritengo – ha sostenuto Colletti – che, nel complesso, sia stata proprio questa parte dell’opera di Marx [‘Il Manifesto’, ndr] quella che più ha fecondato positivamente la cultura moderna e contemporanea (…). L’attenzione primaria rivolta alle condizioni economiche dell’agire storico ci viene da lì. E da lì anche quella sorta di illuminazione “”dal basso”” della conoscenza, onde quest’ultima è stata spesso svelata non solo come veicolo inconsapevole di “”interessi”” (e perciò abbassata a ideologia), ma fatta anche materia di considerazione prospettica, che è l’aspetto per cui Marx ha aperto la via alla “”sociologia della conoscenza””» (6). «Sotto questo aspetto il ‘Manifesto’ era già un documento che definiva il marxismo. Esso ne racchiudeva la visione storica, anche se o schema generale si sarebbe in seguito arricchito di analisi più complete» (7) . Inoltre l’apparato concettuale di cui si è detto viene pensato dagli autori del ‘Manifesto come discriminante fondamentale nei confronti «dei seguaci dei vari sistemi utopistici», delle «sette» socialiste, dei «molteplici ciarlatani sociali», così afferma Engels. «Nel 1847 – continua Engels – socialismo significava un movimento di borghesi, comunismo un movimento di operai. (…) E poiché noi avevamo già allora, e molto decisa, la convinzione che l’emancipazione degli operai deve essere opera della classe operaia stessa non potevamo dubitare neppure un istante quale dei due noi scegliere. E anche dopo non ci è mai venuto in mente di respingerlo» (8). D’altra parte quello che va dal 1839-’40 alla conclusione del ciclo rivoluzionario del ’48 è stato giustamente definito come il «decennio del comunismo» (9). Il termine cominciò ad avere una gran fortuna. La parola compare in tutte le principali lingue europee: lo «spettro» sembra materializzarsi. Dunque nel 1848 ci troviamo di fronte a un libro che per molti aspetti può essere considerato a struttura marxista, a un termine, “”comunismo”” che pare sul punto di affermarsi nella galassia “”sovversiva””. Il termine scomparirà quasi nell’ultimo quarto di secolo. Il marxismo dovrà aspettare proprio quell’ultimo quarto per diventare il punto di riferimento fondamentale del socialismo. La storia culturale non procede per progressive e lineari filiazioni intellettuali. – Il marxismo come identità socialista. Georges Haupt, uno dei più acuti studiosi della II Internazionale, scrive che, dopo il Congresso internazionale di Bruxelles del 1891, Engels aveva maturato la convinzione secondo la quale era stato ormai tacitamente riconosciuto il postulato dell’identità di obiettivi tra il «marxismo rivoluzionario e i partiti operai moderni» (10). Haupt ci avverte che in realtà la base dell’accordo che permise la formazione della nuova Internazionale nacque su una molteplicità di ragioni legate al momento specifico di crescita e capacità d’incidenza delle forze operaie e/o socialiste in alcuni paesi europei. Nondimeno quelle organizzazioni, i partiti socialisti in particolare, ma qualche volta anche organizzazioni sindacali, indicarono nel marxismo la chiave culturale per dare senso alla loro prassi nel processo di emancipazione dei subalterni. Perché ciò avvenne e in tempi piuttosto brevi? Quali erano i punti di forza del marxismo di cui le organizzazioni avevano bisogno? Il problema va visto sia dalla parte dell’elaborazione teorica che dalla parte della crescita della resistenza sia sindacale che politica. Tra i molti aspetti della questione due sono certamente essenziali: 1864, nascita della I Internazionale; 1867 uscita del primo volume de ‘Il capitale’. Marx non ebbe nessun ruolo nella fondazione dell’Internazionale. Nei quasi tre lustri di soggiorno londinese egli si era tenuto, tranne i primissimi anni, sempre in disparte rispetto alle organizzazioni politiche degli emigrati. Dopo la conclusione dell’esperienza della “”Lega dei Comunisti”” temeva soprattutto la regressione settaria dei piccoli gruppi sganciati dalla realtà dei grandi movimenti sociali. Ciononostante all’interno di molti circoli operai politici e sindacali la sua fama di studioso dottissimo e di originale elaboratore di teorie che davano giustificazione scientifica ai movimenti di classe era piuttosto diffusa. Non era casuale il fatto che quei dirigenti della ‘Trade Unions’ che si accingevano in quel momento a stabilire collegamenti internazionali per rendere più efficace la loro azione rivendicativa cercassero la collaborazione di Marx onde meglio definire il quadro generale di riferimento concettuale della loro azione. Il Marx che non accettava inviti a far parte di alcuna associazione ora accetta immediatamente. La discriminante fondamentale per il ritorno al ruolo politico attivo era dunque quella di aver a che fare con “”vere potenze””, cioè con un movimento operaio che avesse elaborato già del tutto autonomamente le logiche fondamentali della propria antitesi alle logiche del capitale”” (pag 631-632) [(6) Lucio Colletti, ‘Prefazione a ‘Manifesto del partito comunista”, Roma-Bari, Laterza, 1995, p. 17; (7) E.J. Hobsbawm, ‘Introduzione a ‘Manifesto del partito comunista”, Milano, Rizzoli, 1998, p. 24; (8) F. Engels, ‘Prefazione all’edizione tedesca del 1890’, in ‘Manifesto del partito comunista’, a cura di E. Cantimori Mezzomonti, Torino, Einaudi, 1962, pp. 315-16; (9) B. Bongiovanni, ‘Postfazione a ‘Manifesto del partito comunista”, Torino, Einaudi, 1998, p. 123; (10) G. Haupt, ‘La II Internazionale’, Firenze, La Nuova Italia, 1968, p. 17]”,”STOU-156″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Gustavo CORNI, saggi di Carolina CASTELLANO Jörn LEONHARD Roberto BALZANI Nicola LABANCA Guido FRANZINETTI Daniele CESCHIN Italo GARZIA Richard James Boon BOSWORTH Marco NATALIZI Brunello MANTELLI Pasquale FORNARO Giorgo DEL-ZANNA”,”Dai nazionalismi ai totalitarismi. Stati, nazioni, politica. Libro 1. Parte I. Il lungo ottocento. Parte II. Il secolo breve. Volume 29.”,”Volume 29 La scelta di Lenin di varare la Nep (pag 321) “”Ci si è a lungo interrogati su quale sia stata la molla che spinse Lenin a varare la Nuova Politica Economica (NEP), ma oggi sappiamo che la decisione fu accelerata dall’inizio del febbraio 1921 dai rapporti sull”antonovscina’, la rivolta contadina guidata dal militante socialrivoluzionario Aleksandr Stepanovic Antonov. Se il nemico, come se ne evinceva, non erano ormai più i ‘kulaki’ (contadini ricchi), ma ventidue milioni di famiglie di piccoli proprietari dei villaggi, i dirigenti del partito erano davanti a una scelta: andare alla guerra civile aperta contro i contadini oppure rafforzare la base sociale del potere sovietico, attraverso la riammissione controllata di elementi di libero mercato e dell’iniziativa privata. Con la NEP fu scelta la seconda alternativa: le requisizioni agricole ebbero termine e fu ripristinato un circuito di natura commerciale e non più amministrativa tra città e campagna, in una cornice di relative libertà economica che consentiva lo svolgersi di piccole attività industriali e l’esercizio del commercio urbano. Fu un periodo di pacificazione sociale che favorì in un certo qual modo un modesto sviluppo economico, ma non la libertà politica”” [Marco Natalizi, “”L’Unione sovietica dalla rivoluzione al post-stalinismo””] [(in) Aa.Vv, ‘Dai nazionalismi ai totalitarismi. Stati, nazioni, politica’. Libro 1. Volume 29. Serie ‘La storia. Italia Europa Mediterraneo. Dall’antichità all’era della globalizzazione’, Milano, 2017]”,”STOU-157″
“BARBERO Alessandro direzione; a cura di Gustavo CORNI, saggi di Jacopo CALUSSI Gustavo CORNI Mario DEL-PIERO e Michele DI-DONATO Sara LORENZINI Marco ALLEGRA Gabriele D’OTTAVIO Bernd SCHAEFER Simone Attilio BELLEZZA Vittorio Emanuele PARSI”,”Dalla seconda guerra mondiale agli scenari del nuovo millennio. Stati, nazioni, politica. Libro 2. Parte II. Il secolo breve (seguito). Parte III. Verso la globalizzazione. Volume 30.”,”Volume 30″,”STOU-158″
“BARBERO Alessandro”,”La guerra in Europa dal Rinascimento a Napoleone.”,”Alessandro Barbero insegna storia medievale presso l’Università del Piemone Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, coltiva una predilezione per la storia militare e il piacere eretico della scrittura. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo (Premio Strega 1996 tradotto in sette lingue), autore di Medioevo, Storia di voci, Racconto di immagini, Il Ducato di Savoia, La battaglia, Storia di Waterloo, 9 agosto 378 il giorno dei barbari, Dizionario del Medioevo e Carlo Magno, un padre dell’Europa.”,”QMIx-045-FL”
“BARBERO Alessandro”,”La battaglia. Storia di Waterloo.”,”Alessandro Barbero insegna storia medievale presso l’Università del Piemone Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, coltiva una predilezione per la storia militare e il piacere eretico della scrittura. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo (Premio Strega 1996 tradotto in sette lingue), autore di Medioevo, Storia di voci, Racconto di immagini, Il Ducato di Savoia, La battaglia, Storia di Waterloo, 9 agosto 378 il giorno dei barbari, Dizionario del Medioevo e Carlo Magno, un padre dell’Europa.”,”QMIx-048-FL”
“BARBERO Alessandro”,”Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco.”,”Pio IX si scaglia contro il socialismo e il comunismo. “”E, infine, il papa torna a menzionare e denunciare esplicitamente i novissimi nemici: «Gli attuali nemici di Dio e dell’umana famiglia» contano «di ammorbare l’Italia coll’empietà delle loro dottrine e colla peste dei loro nuovi sistemi», e bisogna fare i nomi. «Tutto il mondo conosce che il loro scopo primario si è di spargere nel popolo, abusando delle parole di libertà e di eguaglianza, i perniciosi trovati del ‘comunismo’ e del ‘socialismo’, avvegnacché adoperino metodi e mezzi differenti, hanno per iscopo comune di tenere in continua agitazione ed avvezzare a poco a poco ad atti, anche più criminosi gli operai e gli uomini d’inferior condizione, ingannati dal loro scaltrito linguaggio e sedotti dalle promesse di una vita più felice. Essi contano di servirsi poi del loro braccio per attaccare il potere d’ogni autorità superiore, per invadere, saccheggiare, oltraggiare, dilapidare le proprietà della Chiesa dapprima, e poi di tutti gli altri particolari, per violare finalmente tutti i diritti divini ed umani, disperdere dal mondo il culto di Dio e sovvertire da capo a fondo le civili società». Perciò la Chiesa ha un dovere, che, enunciato per la prima volta con chiarezza in questa enciclica del 1849, un anno appena dopo la pubblicazione del ‘Manifesto’ di Marx ed Engels, rimarrà al vertice delle sue priorità per un buon secolo: predicare contro il socialismo e il comunismo, spiegando agli ingenui che le promesse dei mestatori sono solo illusioni, che chi crede alla loro propaganda affretta la propria rovina, che è vano proporsi di cambiare l’ordine sociale e che disubbidire alle autorità significa agire contro natura: «In così grande pericolo per l’Italia, egli è vostro dovere, Venerabili Fratelli, di spiegare tutte le forze dello zelo pastorale per far intendere al popolo fedele che, se essi si lasciano trascinare a queste opinioni da questi perversi sistemi, ne avranno per solo frutto l’infelicità temporale e l’eterna perdizione. I fedeli affidati alle vostre cure siano dunque fatti avvertiti che è essenziale alla natura stessa dell’umana società, che tutti ubbidiscano all’autorità legittimamente in essa costituita». La disuguaglianza è naturale, e perciò immutabile. E lo stesso vale per la proprietà privata, di cui i papi dei secoli precedenti si erano preoccupati ben poco, ma che a partire da questo momento diverrà una delle parole più importanti nei loro discorsi, dato che lì si appunta la minaccia comunista all’ordine costituito, in un modo che nessun empio sovvertitore aveva mai immaginato prima d’allora. La proprietà privata, si affanna a ribadire Pio IX, non è solo naturale, ma è prescritta da Dio, che ha dato all’uomo i Dieci Comandamenti con la precisa intenzione di difenderla; ché, «nella condizione delle cose umane, è cosa naturale ed invariabile che, anche tra coloro che non sono costituiti in autorità, gli uni soprastino gli altri, sia per diverse qualità di spirito o di corpo, sia per ricchezze od altri beni esteriori di questa fatta: e che giammai sotto nessun pretesto di libertà o di eguaglianza, può esser lecito invadere i beni od i diritti altrui, o violarli in un modo qualsiasi. A questo riguardo, i comandamenti divini, che sono scritti qua e colà nei libri santi, sono chiarissimi, e ci proibiscono formalmente non pure d’impadronirci del bene altrui, ma eziandio di desiderarlo»”” (pag 60-62)”,”RELC-408″
“BARBERO Alessandro”,”Storia del Piemonte. Dalla preistoria alla globalizzazione.”,”Alessandro Barbero (Torino, 1959) è uno fra i più noti storici italiani. Insegna Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Ha scritto pure alciuni contributi al volume II della ‘Storia di Torino’ (1977) ‘Nel giugno 1944 Mussolini tuona: «il centro della Vandea monarchica, reazionaria, bolscevica è il Piemonte», e dà l’ordine perentorio di domarlo. La raffica di rappresaglie che ne consegue, con impiccagioni di civili per le strade di Torino, produce secondo i rapporti di polizia «penosissima impressione nella massa che ha assistito a esse allibita e raccapricciata». Inevitabilmente, a novembre l’ispezione del sottosegretario agli Interni Pini dipinge un quadro vieppiù deteriorato, non soltanto a Cuneo che già da tempo la stampa fascista descrive come «la vergogna d’Italia» e dove prevedibilmente il clima è «di umore antifascista pesante» ma anche nei due principali centri repubblichini piemontesi: Vercelli, dove il governo controlla soltanto la città, sede di una numerosa guarnigione, ma le risaie sono in mano ai partigiani, e Novara, dove il capo della provincia Vezzalini spadroneggia mediante una «formazione di torturatori criminali» (così lo stesso Pini), ma l’amministrazione è in bancarotta, la polizia regolare si è praticamente dissolta e gli attentati partigiani sono continui. «I partigiani piemontesi» affiorano a più riprese come un’ossessione nelle memorie del federale milanese Costa, soprattutto dopo che nel novembre 1944 la 4ª Brigata nera «Resega» fu trasferita da Milano a Dronero per integrare la vacillante divisione «Littorio», una delle tre divisioni dell’esercito regolare di Salò schierate sulle Alpi liguri-piemontesi per la lotta antipartigiana. Nella sua persuasione di stare dalla parte giusta il federale non può capacitarsi che i Piemontesi comincino subito a sparare e ad ammazzare «i fascisti milanesi», andati laggiù, secondo lui, animati da «sentimento di fratellanza». Lo «stillicidio di morti tra le file della Resega» crea a Milano un malessere rafforzato dalla sensazione sempre crescente che i partigiani possano interrompere quando vogliono le comunicazioni fra le due regioni. Se n’era già avuto un esempio che a Milano aveva suscitato enorme impressione quando, a settembre 1944, uno dei più famigerati elementi dello squadrismo fiorentino, Raffaele Manganiello, fuggito dalla sua città ormai occupata dagli Alleati, era stato nominato da Mussolini capo della provincia di Torino. Salito in macchina una sera per raggiungere la sua nuova sede, il dottor Manganiello non c’era mai arrivato, perché appena entrato in Piemonte i partigiani l’avevano intercettato a Rondissone e fucilato. Nei giorni della Liberazione il virtuale isolamento del Piemonte rappresentò per il governo di Salò un ulteriore motivo di angoscia. Le formazioni che combattevano laggiù avrebbero voluto mettersi in salvo in Lombardia, ma ebbero ordine di asserragliarsi sul posto e cercare di arrendersi agli angloamericani, perché il rientro era troppo pericoloso”” (pag 485-486)”,”ITAG-286″
“BARBERO Alessandro”,”Carlo Magno. Un padre dell’Europa.”,”Alessandro Barbero è professore di storia medievale presso l’ Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Ha pubblicato molti libri di storia medievale, moderna, contermporanea, romanzi storici, storia militare.”,”STMED-097-FSD”
“BARBERO Alessandro”,”All’arme all’arme! I priori fanno carne!”,”La Jacquerie, il tumulto dei Ciompi e la successiva repressione da parte dei Priori, l’insurrezione inglese, la rivolta dei Tuchini notizie biografiche aggiornate dell’autore in risvolto di copertina.”,”FOLx-032″
“BARBEY Bernard”,”P. C. du Général. Journal du Chef de L’État-Major Particulier du Général Guisan. 1940 – 1945.”,”BARBEY Bernard (Nato in Svizzera il 2 luglio 1900 e morto a Parigi il 25 gennaio 1970). Ufficiale di milizia, dal 1939 al 1945 comandò lo Stato maggiore personale del generale Guisan Henri curando le relazioni con l’alto comando francese durante la “”drôle de guerre””. Rievocò le esperienze di quegli anni nelle opere “”P. C. du Général (1948) e “”Aller et retour”” (1967). Fu consigliere culturale all’ambasciata svizzera di Parigi (1945-65) e rappresentante svizzero presso l’UNESCO (1964-70). << (…) rinunciai a chiedere al Gen. Guisan la prefazione che, forse, avrebbe voluto concedermi e che mi avrebbe dato tanto piacere quanto onore. Perché intendo assumermi la responsabilità esclusiva di questo libro, senza farmi coprire da colui di cui sono stato, per 5 anni, il capo dello staff personale, l’immediato collaboratore. (…)>> (dalla Prefazione, trad. d. r.). (GUISAN Henri, nato a Mézières, Svizzera il 21/10/1874 e morto a Pully il 7/4/1960. Generale dell’esercito svizzero, in servizio dal 1894 al 1945. Ideatore della dottrina militare del “”Ridotto nazionale svizzero”” sistema di fortificazioni e postazioni difensive costruite a partire dalla fine dell’800 per difendere la parte montuosa centrale svizzera nel caso di invasione. Consisteva nel ripiegare delle truppe elvetiche all’interno della regione alpina. Si prevedeva anche la distruzione delle trasversali alpine, ostacolando i passi e agevolando la difesa del territorio che, essendo montano, non sono possibili abbiramenti). [c.f.r. il testo di GAUTSCHI Willi, “”Le Général Guisan. Le commandement de l’armée suisse pendant la Seconde Guerre mondiale.””]”,”QMIx-196-FSL”
“BARBI Michele”,”La nuova filologia e l’edizione dei nostri scrittori. Da Dante al Manzoni.”,”Pagine 18 e 19 e varie altre bianche, mancanti Michele Barbi (1887-1941) insegnò letteratura italiana a Messina e a Firenze, legato dapprima alla scuola storica di D’Ancona e di Rajna, sviluppò in seguito interessi di critico alla formazione di filologo.”,”VARx-012-FMDP”
“BARBIER Maurice”,”La pensée politique de Karl Marx.”,”Nato nel 1937, Maurice BARBIER è dottore in scienze politiche. Ha pubblicato numerose opere concernenti la storia del pensiero politico e le relazioni internazionali. Attualmente insegna scienze politiche all’Università di Nancy-II.”,”MADS-041″
“BARBIERI Frane”,”Il miliardo. La Cina è tornata sulla terra.”,”BARBIERI è nato nel 1923 a Makarska in Dalmazia. Dopo la guerra partigiana si è dedicato al giornalismo.”,”CINx-022″
“BARBIERI Carlo”,”Il giornalismo. Dalle origini ai nostri giorni.”,”BARBIERI Carlo presidente del Consiglio dell’ Ordine dei Giornalisti di Roma, titolare della cattedra di Storia del Giornalismo della Facoltà di Scienze politiche delle Università di Trieste, Padova e Roma. E’ autore di molte pubblicazioni (v. risvolto copertina). Turati la nostra Italia è sul Grappa (pag 146) “”La guerra contribuisce al successo della stampa illustrata d’ attualità come L’ Illustration, Le Miroir e J’ai vu, La Vie Parisienne, Le Rire e La Baionette. Le grandi calamità nazionali, i grandi avvenimenti in generale favoriscono lo sviluppo delle tirature. Una conferma impressionante di questo fenomeno si ebbe in Francia nel 1914. Agli inizi del conflitto, con l’ eccitazione del pubblico per le sconvolgenti novità, vento in poppa per tutt’i giornali, che andavano a ruba; poi anche per i giornali sono guai. La pubblicità cade di schianto, quasi scompare; la carta diventa cara e non si trova, è giocoforza ridursi a due pagine e portare il prezzo da 5 a 10 centesimi; i trasporti diventano un rompicapo perché i militari ovviamente hanno la precedenza su tutti.”” (pag 156) “”Uno dei più accanniti avversari della censura è Georges Clemenceau, che non le risparmia giudizi spesso ingenerosi e invettive al vetriolo. Non meraviglia che passando dal tavolo di redazione al tavolo della presidenza del Consiglio il Tigre cambi, servendosi dell’ arma che aveva tanto disprezzato, e con l’ accanimento che gli conosciamo””. (pag 157)”,”EDIx-049″
“BARBIERI Frane”,”L’ organizzazione cattolica nel mondo.”,”Il Vaticano contribuisce ai pieni poteri di Hitler. “”Poco più tardi, nel marzo del 1933, Kass e Brüning cominciarono a trattare con Hitler per la realizzazione di una più stretta collaborazione tra il partito del “”centro”” e quello nazionalista. Kass chiedeva che hitler concludesse un concordato con il Vaticano. Avendo sfruttato come nel passato l’ appoggio della Chiesa (anche materialmente: l’ associazione cattolica degli industriali bavaresi forniva a Hitler abbondanti fondi fin dal 1922), Hitler accettò il concordato. L’ appoggio vaticano poteva solamente rafforzare il regime fascista tra le masse tedesche e permettergli in modo particolare di stabilire relazioni internazionali. Il “”führer”” fascista espresse anche apertamente in un discorso la sua intenzione di giungere ad un concordato con il Vaticano. Ottenne così immediatamente i voti dei deputati cattolici allorquando richiese in parlamento i poteri illimitati. Come in Italia, anche in Germania, il Vaticano, nel momento del rafforzamento del regime fascista, ordinò lo scioglimento dei partiti cattolici: il 5 luglio 1933 il partito del “”centro”” proclamò la cessazione della sua attività e la stessa cosa fece anche il partito popolare cattolico bavarese””. (pag 168-169)”,”RELC-180″
“BARBIERI Carlo”,”Quarto potere negli Stati Uniti.”,”Carlo BARBIERI è professore di storia del giornalismo nell’ Università di Roma. Ha scritto molti libri sulla stampa e il gionalismo fra cui ‘Contributo della stampa scientifica agli ideali unitari’ (Roma, 1961).”,”EDIx-080″
“BARBIERI Gino”,”La dottrina economico-sociale della Chiesa. Dal Vangelo agli ultimi messaggi pontifici.”,”BARBIERI Gino (Legnano 1913) si è laureato alla Cattolica di Milano. Ha insegnato dottrine economiche nell’Università di Cagliari. Poi come ordinario ha tenuto la cattedra nella facoltà di economia e commercio dell’ateneo barese, e quindi a Padova. Ha scritto tra l’altro ‘Origini del capitalismo lombardo’ e ‘Milano e Mosca nella politica del Rinascimento’. Mi pare che l’autore nel testo non parli di interesse ed usura Montini si richiama al Capitale di Marx (pag 189) “”Quella di Leone XIII fu voce consapevole ed ardita, con cui la Chiesa ritenne giunta l’ora di rispondere, in certo senso, anche alla pressante invocazione che nel terzo decennio del secolo Saint-Simon, nel ‘Nuovo Cristianesimo’, aveva rivolto a Papa Leone XII. Perché la Chiesa riconquistasse tutta la sua potenza morale sui popoli, era necessario promuovere delle grandi riforme sociali, impegnando ogni suo mezzo ed energia nella elevazione fisica e morale della classe più numerosa: il mondo dei lavoratori (18)”” (pag 129) [(18) Cfr P. De Luz, Histoire des Papes, vol. 2, Albin Michel, 1960, vol II, p. 210]”,”RELC-315″
“BARBIERI Pietro”,”Le cause della guerra civile spagnola.”,”Pietro Barbieri è nato a Bordighera nel 1937. É laureato in Lettere e vive a Roma. Ha pubblicato, nel 1984, il saggio Vita e idealità di Giuseppe Mazzini, nel 1986 il trattato La filosofia della violenza in Georges Sorel, nel 1987, il saggio Liberalismo e marxismo, nel 1992 l’opera storica L’idealità politica di Stalin, nel contrasto tra ortodossia marxista e pragmatismo imperialista e nel 2001 L’austriaco. Storia di una dittatura. Esperto in politica internazionale ha redatto numerosi articoli per riviste, periodici e quotidiani italiani.”,”MSPG-044-FL”
“BARBIERI Gino BOLDRINI Marcello LIVI Livio DE-MADDALENA Aldo ACERBO Giacomo DAL-PANE Luigi TREMELLONI Roberto ABBATE Mario SAPORI Armando PETINO Antonio CIANO Cesare TAGLIACARNE Guglielmo DELL’AMORE Giordano LUZZATTO Gino BAFFI Paolo FRANCHINI Vittorio VANNUTELLI Cesare TALAMONA Aldo GEREMIA Giusto BARBERI Benedetto SARACENO Pasquale PIRRANI Silvio CAROSELLI Maria Raffaella, saggi di”,”L’economia italiana dal 1861 al 1961. Studi nel I° centenario dell’Unità d’Italia.”,”Saggi di BARBIERI Gino BOLDRINI Marcello LIVI Livio DE-MADDALENA Aldo ACERBO Giacomo DAL-PANE Luigi TREMELLONI Roberto ABBATE Mario SAPORI Armando PETINO Antonio CIANO Cesare TAGLIACARNE Guglielmo DELL’AMORE Giordano LUZZATTO Gino BAFFI Paolo FRANCHINI Vittorio VANNUTELLI Cesare TALAMONA Aldo GEREMIA Giusto BARBERI Benedetto SARACENO Pasquale PIRRANI Silvio CAROSELLI Maria Raffaella Contiene tra l’altro i saggi: – Giordano Dell’Amore, Il processo di costituzione della Banca centrale in Italia (pag 360-420) – Paolo Baffi, La lira nell’ultimo quarto di secolo (pag 453-487) – Vittorio Franchini, Prime lotte operaie nell’Italia Unita (pag 509-560) – Cesare Vannutelli, Occupazione e salari dal 1861 al 1961 (pag 560-597)”,”ITAE-359″
“BARBIERI Fabio”,”Padroni di Germania.”,”Fabio Barbieri, 42 anni, è stato responsabile dal 1984 al 1988 della redazione di Milano di ‘Repubblica’. Ha pubblicato nel 1988 ‘Alla conquista di un impero’.”,”GERE-001-FV”
“BARBIERI Fabio”,”Alla conquista di un impero. Carlo De Benedetti e la Générale.”,”””Ho detto a mia moglie che, se dovessi aver bisogno di un trapianto cardiaco, voglio un cuore di un arbitraggista. Non è mai stato usato”” (Carl Icahn) (in apertura) Fabio Barbieri (40 anni, 1988), è il responsabile della redazione di Milano del quotidiano ‘La Repubblica’ dal giugno 1984. Laureato nel 1970 in Scienze politiche a Padova, con una tesi in Dottrine dello Stato sulle teorie dello sviluppo, ha incominciato la professione al giornale ‘Alto Adige’ di Bolzano prima di arrivare a Padova nel 1978 dove ha diretto, dal 1981 al 1984, i due quotidiani ‘Il Mattino di Padova’ e la ‘Tribuna di Treviso’.”,”ECOG-119″
“BARBIERI Marcello”,”La teoria semantica dell’evoluzione.”,”Marcello Barbieri si è laureato all’Università di Bologna nel 1964 ed è stato ricercatore al Laboratory of Molecular Biology del Medical Research Council a Cambridge. E’ stato ricercatore nel laboratorio di biologia molecolare al National Institutes of Health a Bethesda e al Max-Planck Institut di Berlino (per la genetica molecolare). Ha insegnato embriologia molecolare e biologia teorica a Bologna, Sassari e Torino. Quindi fisiologia cellulare a Cambridge.”,”SCIx-035-FRR”
“BARBIERI Carlo”,”Quarto potere negli Stati Uniti.”,”Carlo Barbieri, professore di Storia del giornalismo nell’Università di Roma. Ha pubblicato ‘Storia e vita del giornale’, Cedam, 1942, Giornalismo di ieri e di oggi, ecc. Giornalista dal 1928 ha diretto quotidiani, riviste e periodici, tra cui ‘Tribuna illustrata’. ‘La serie dei «titani» aperta da Bennett continua a distanza di qualche anno con due personaggi che non si rassomigliano: uno è Charles Anderson Dana, che ha comprato dai successori di Beniamino Day il ‘Sun’ e gli dà nuovo vigore; l’altro lo conoscete già, è quell’ Horace Greeley, tenace e sfortunato sognatore, che s’era visto morire in mano il ‘Morning Post’ nel gelido inverno del 1833. Da allora Greeley ha ancora lottato per otto anni, senza mai cedere. Nel marzo 1834 aveva fondato il ‘New Yorker’, un settimanale intorno al quale era riuscito a raccogliere i migliori ingegni del tempo, e che difatti raggiunse ben presto un notevole prestigio negli ambienti letterari. (…) Ora arriva la sua giornata: il 10 aprile 1841 esce il ‘New York Tribune’. Stavolta è primavera: alla seconda settimana il suo giornale è già sulle 6 mila copie, dopo due mesi raddoppia, poco prima della guerra civile è a 45 mila copie. (…) Il ‘Tribune’ diventa presto la bandiera delle nascenti unioni operaie, degli abolizionisti, dei più ardenti e decisi sostenitori delle riforme sociali, che gli attribuiscono l’insegna di «Great moral organ», grande organo morale. È ormai sulla cresta d’una crescente ondata d’umanitarismo, di ribellione morale, che aveva investito vaste zone del paese, specialmente fra gl’intellettuali, la borghesia del Nord, gente di ogni credo religioso – specie i quacqueri e i metodisti – uomini e donne d’ogni tendenza che avevano fondato circoli, istituzioni di beneficienza, organizzazioni segrete per favorire gli schiavi fuggiti nel Canada o che rischiavano d’essere riconsegnati dagli Stati liberi a quelli del Sud. (…) Ora l’idolo delle folle è Horace Greeley, che è tra le figure più popolari di New York e dell’Unione: la popolarità lo inebria, lo spinge a gesti e a posizioni contraddittorie. I sarcasmi degli avversari, anziché spegnere il fuoco suo e dei seguaci, lo attizzano. Il socialismo? Viva il socialismo; fa sue le tesi di Fourier. (…) Egli sceglie come suo diretto collaboratore Albert Brisbane, che costruisce teorie, inventa l’ ‘associazionismo’; e apre il ‘Tribune’ ai pensatori americani ed europei, purché progressivi. Come si sa, al ‘Tribune’ collaborarono anche Carlo Marx e Federico Engels (2). In effetti i primi successi di Greeley sono alimentati proprio dagli attacchi del ‘Sun’ che, nei primi mesi di crescente fortuna del ‘Tribune’, l’aggredisce per fermarne l’ascesa; e invece ottiene l’effetto opposto. Non sono soltanto motivi di concorrenza giornalistica a spingere il ‘Sun’ contro il ‘Tribune’: i due giornali s’attestano su posizioni ideologiche diverse; difendono interessi contrastanti”” (pag 65-68) [Carlo Barbieri, ‘Quarto potere negli Stati Uniti’, Cappelli editore, Firenze, 1967] [(2) Da quando, dopo il 1848, è a Londra, negli anni della povertà nera, più noto come agitatore e giornalista che come filosofo (‘Critica dell’economia politica’ esce nel 1859, il primo volume del ‘Capitale’ verso la fine del 1867) Carlo Marx vive di collaborazioni ai giornali americani e con gli aiuti del suo amico Engels: le lettere che gli scrive dànno i brividi. Sono gli anni in cui gli muoiono per denutrizione due bambini, la moglie è allo stremo ed egli non ha danaro per i pochi dollari che gli arrivano da New York sono una manna. Nelle corrispondenze al ‘Tribune’, nei panorami che egli traccia sulla situazione europea, si trovano molti giudizi sulle cose italiane, quelli spietati sugli errori di Mazzini, sulla pericolosità di Cavour (abilissimo, secondo Marx, ma complice dell’imperialismo francese) sulla politica dei Savoia, ecc. Marx collaborò anche al N.Y. Times, particolarmente negli anni che precedettero la contesa tra Russia e Turchia – che portò al conflitto del 1855 – della quale egli s’era occupato in una serie di corrispondenze al quotidiano di Raymond (Henry Raymond, uno dei fondatori del New York Times, ndr)] Marx pag 66, 67 e Charles Dana 61 65 67 68 69 70 71 88 ecc.”,”EDIx-255″
“BARBIERI Pietro”,”Liberalismo e marxismo. Lo sviluppo delle ideologie politiche socialiste e repubblicane in Italia. Il Sindacato Italiano.”,”Pietro Barbieri, nato a Bordighera nel 1937 si è laureato in Lettere e ha vissuto a Roma lavorando presso l’Ufficio Stama e Pubbliche Relazioni della Direzione generale dell’Enel. Ha pubblicato pure un saggio dal titolo ‘La filosofia della violenza in Georges Sorel’ (1986).”,”MITS-012-FGB”
“BARBINI Tito”,”Le nuvole non chiedono permesso. Dalla Patagonia all’ Alaska cento giorni a piedi e in corriera.”,”””Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre, ma nell’ avere nuovi occhi””. (Marcel Proust, in apertura) “”A difendere i lavoratori era nata la Sociedad Obrera di Rio Gallegos e Santa Cruz, un sindacato di ispirazione anarchica che riuniva nel suo seno i lavoratori di tutti i settori, dai facchini dei porti ai tosatori di pecore. Il 24 maggio del 1920 venne eletto segretario del sindacato un giovane immigrato spagnolo che aveva da poco compiuto vent’anni, Si chiamava Antonio Soto.”” (pag 75) “”Lo scontro raggiunse una durezza particolare a Santa Cruz. Il Governatore, sollecitato dai grandi proprietari e dai latifondisti, fece intervenire l’ esercito. Fu così che nell’ autunno del 1922 il tenente colonnello Hector Vazela, al comando del decimo cavalleggeri, fece il suo ingresso a Santa Cruz per sedare gli animi e pacificare le parti. La campagna di “”pacificazione”” si concluse un mese più tardi con il massacro di migliaia di lavoratori che furono frettolosamente sepolti in fosse comuni. Nessuno riuscì mai a stabilire il numero dei morti, ma una cosa è certa: tra quelli che ripararono in Cile e quelli che morirono la popolazione della cittadina passò da diciassettemila abitanti ad appena undicimila. I fatta di Santa Cruz furono rimossi dalla memoria collettiva dell’ Argentina (…)””. (pag 76-77) Caso Benetton (pag 32) Tito BARBINI (Arezzo) nel 1970 a 25 anni è staot eletto sindaco di Cortona. E’ diventato in questa circostanza amico di F. MITTERAND. In seguito è stato presidente della provincia di Arezzo e per 15 anni assessore regionale alla sicurezza sociale, all’ urbanistica e all’ agricoltura. ———- Le accuse dei Mapuche a Benetton —— “”Signor Benetton, Lei ha comprato novantamila ettari in Patagonia per accrescere la sua ricchezza e il potere e si muove con la stessa mentalità dei conquistatori; non ha bisogno di armi per raggiungere i suoi obiettivi ma uccide allo stesso modo, usando il denaro. Vorrei ricordale che non sempre ciò che è legale è giusto, e non sempre quello che è giusto è legale. Vorrei dirle che Lei ha tolto, con la complicità di un giudice ingiusto, 385 ettari di terra, con le armi del denaro, a un’ umile famiglia mapuche con una dignità, un cuore una vita. (…) Oggi, quasi tre anni dopo lo sfratto quella terra è ancora disabitata e inutilizzata.”” ————————————————————————— (pag 36)”,”CONx-141″
“BARBONE Luca TREBBI Giuseppe CAVALLO Sandra ALBERTONE Manuela CAMPANELLI Giuliana CASANA TESTORE Paola VACCARO Giambattista COGNETTI Giuseppe PERRI Stefano RANCHETTI Fabio DOGLIANI Patrizia GARAVAGLIA Juan Carlos VIOLINI D. e BERTOLA E. MARCOALDI Franco RUSTICHINI Aldo”,”Formazione delle aspettative e politica monetaria (Barbone); La cancelleria veneta nei secoli XVI e XVII (Trebbi); Assistenza femminile e tutela dell’onore nella Torino del XVIII secolo (Cavallo); I Condorcet e i Necker: morale, politica ed economia nel pensiero di due coppie del XVIII secolo (Albertone); La prima formulazione matematica del capitale fisso nel sistema di Ricardo: il contributo di William Whewell (Campanelli); Le riforme carcerarie in Piemonte all’epoca di Carlo Alberto (Casana Testore); Hegelismo e liberalismo tra Eduard Gans e Arnold Ruge (Vaccaro); Materialismo, scienza e politica in Ludwig Büchner (Cognetti); Crisi, moneta e credito in Francesco Ferrara (Perri); Tâtonnement e recontracting, mercato ideale e mercato reale. La discussione tra Walras, Bertrand, Edgeworth e Bortkiewicz (Ranchetti); L’apprendistato nella modificazione della professionalità operaia dalla grande depressione alla I guerra mondiale (1880-1919) (Dogliani); Soldati e contadini: due secoli nella storia rurale del Paraguay (Garavaglia); Il comportamento economico dell’oligarchia cilena durante il primo ventennio del XX secolo (Violini e Bertola); Maffeo Pantaleoni, la riforma finanziaria e il governo fascista nel periodo dei pieni poteri, attraverso le lettere ad Alberto De’ Stefani (Marcoaldi); Produttività e prezzi relativi nell’idustria manifatturiera italiana negli anni 1951-1973 (Rustichini).”,”Contiene il saggio: Patrizia Dogliani, L’apprendistato nella modificazione della professionalità operaia dalla grande depressione alla 1° guerra mondiale, pag 469-526″,”ANNx-013-FP”
“BARBOU Alfred”,”Le Général Boulanger. Biographie. Sa vie militaire et politique.”,”Barbou, Alfred (1846-1907) Homme de lettres et historien. – Journaliste littéraire à “”La Vogue””, au “”Tintamarre””, à “”L’éclipse””, au “”Petit journal””, etc., sous son nom et sous les pseudonymes : Brévannes, Lussac, Hassan, Thomas Grimm. – Conservateur honoraire de la bibliothèque Sainte-Geneviève. (Bnf)”,”FRAD-123″
“BARBUJANI Guido BRUNELLI Andrea”,”Il giro del mondo in sei milioni di anni.”,”Guido Barbujani insegna Genetica all’Università di Ferrara e collabora con il Domenicale del “”Sole 24 Ore””. Tra i suoi libri “”L’invenzione delle razze”” (Bompiani 2006), “”Il gene riluttante”” (con L. Vozza) (Zanichelli, 2016), “”Gli africani siamo noi”” (Laterza, 2016). Andrea Brunelli è dottorando di ricerca in Biologia evoluzionistica ed Ecologia all’Università di Ferrara.”,”SCIx-482″
“BARBUJANI Guido”,”Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo.”,”Guido Barbujani insegna Genetica all’Università di Ferrara e collabora con il Domenicale del “”Sole 24 Ore””. Tra i suoi libri “”L’invenzione delle razze”” (Bompiani 2006), “”Il gene riluttante”” (con L. Vozza) (Zanichelli, 2016), “”Gli africani siamo noi”” (Laterza, 2016). “”La gestazione non è brevissima, ma nel 1938 si decide finalmente di lanciare una rivista quindicinale che verrà pubblicata fino al 1943: ‘La difesa della razza’. Dovrà diffondere, con articoli «piani e divulgativi», la dottrina fascista della razza e condannare la mescolanza del sangue italico con sangue estraneo (ebreo, ma anche africano). Lo scopo esplicito della rivista, insomma, è quello di creare il clima sociale nel quale gran parte della popolazione finirà per accettare le cosiddette leggi razziali che privano di ogni diritto civile i cittadini italiani di razza ebrea. Direttore è un esperto propagandista e antisemita dichiarato, Telesio Interlandi, ma alla rivista collabora il fior fiore degli intellettuali e degli scienziati del regime: nomi che forse oggi non dicono molto, ma che all’epoca erano famosi: Sabato Visco, Nicola Pende. Vicedirettore è Giorgio Almirante, che ritroveremo nel dopoguerra segretario del partito neofascista, il Movimento Sociale Italiano. Il ‘Decalogo”” degli scienziati razzisti, con tutta probabilità dettato nelle sue linee generali da Benito Mussolini in persona, inizialmente redatto con la collaborazione di alcuni giovani antropologi e infine siglato da illustri cattedratici, vede la luce il 6 agosto 1938, a pagina 2 del primo numero della rivista. Dal punto di vista della comunicazione scientifica è un documento ammirevole: funziona benissimo e risponde in pieno agli intenti divulgativi degli autori. Dieci slogan, semplici ed efficaci, ciascuno accompagnato da un breve paragrafo di spiegazione. Dal punto di vista scientifico è invece un testo pessimo e ce ne accorgeremo subito. (…) Ma intanto diamo un’occhiata al ‘Decalogo’ degli scienziati razzisti. Lo ricopio qui sotto, evidenziando in corsivo (‘ ‘) quattro parole su cui riflettere: “”1. Le razze umane esistono. 2. Esistono grandi e piccole razze. 3. Il concetto di razza è un concetto puramente biologico. 4. La popolazione dell’Italia attuale è di origine ‘ariana’ e la sua civiltà è ariana. 5. E’ una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. 6. Esiste ormai una pura razza ‘italiana’. 7. E’ tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. 8. E’ necessario fare una distinzione fra i ‘mediterranei’ d’Europa occidentale da una parte, gli orientali e gli africani dall’altra. 9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. 10. I caratteri fisici e psicologici puramente ‘europei’ degli italiani non devono essere alterati in nessun modo””. (…) Piuttosto, è importante il punto 3, dove si precisa che le razze umane sono biologiche. Nel 1938 il tema era controverso, e dunque questa dichiarazione non va presa sottogamba. La razza ce l’abbiamo nel sangue, dicevano loro; ce l’abbiamo nel DNA, si direbbe oggi. E’ una caratteristica ereditata dai tuoi genitori, che non cambierà nel corso della vita e che trasmetterai invariata ai tuoi figli (tranne nel caso, deprecato come abbiamo appena visto, di commistione del sangue, di incrocio con qualche estraneo alla razza). Non ci si può far niente, è un’etichetta naturale che ti porti per tutta la vita. L’idea è meno scontata di quanto possa sembrare. Molte culture umane dividono il mondo in razze, e spesso sono due: noi e loro, greci e barbari, tanto per fare un esempio. Ma Alessandro Barbero ci spiega che già nell’impero romano non si trattava di una divisione irreversibile. Se un barbaro si tagliava la barba, si toglieva i vestiti di pelli per indossare la toga come tutta la gente civile, e soprattutto se accettava di rispettare le leggi dello Stato, poteva cambiare razza, smettere di essere barbaro e diventare cittadino romano”” (pag 11-16)”,”SCIx-483″
“BARBUJANI Guido”,”Questione di razza. Romanzo.”,”Guido Barbujani è nato ad Adria, in provincia di Rovigo, nel 1955. E’ uno scienziato, insegna genetica all’Università di Ferrara e si occupa di evoluzione. Oltre alle opere di carattere scientifico ha pubblicato ‘Dilettanti’ (Marsilio, 1994), ispirato alla vita di Charles Darwin, e il romanzo ‘Dopoguerra’ (Sironi, 2002).”,”VARx-610″
“BARBUSSE Henri”,”Il fuoco.”,”[In attesa dell’assalto. ‘La sera piomba sulla trincea. Per tutta la giornata si è avvicinata, invisibile come il destino, e adesso invade i terrapieni di questi fossati lunghi come i labbri di una ferita smisurata. In fondo al crepaccio, fin dal mattino, abbiamo parlato, mangiato, dormito, scritto. Al calar della sera un fermento si è propagato lungo le buche, scuotendo e unificando l’inerte disordine degli uomini sparpagliati. E’ l’ora in cui ci si prepara per andare al lavoro’ (pag 245); Dopo l’assalto. ‘Adesso è un innaturale cimitero. Il terreno è cosparso ovunque di esseri che dormono, oppure che si agitano lievemente, sollevando un braccio, una testa, mentre ritornano a vivere oppure si accingono a morire. (…) Non riusciamo a stabilire l’identità di quelle creature: non dalla divisa coperta da uno spesso strato di fango, né dall’elmetto, perché sono tutti a testa scoperta oppure con un berretto di lana sotto lo strato di melma fluida e fetida; e neppure dalle armi, perché o non hanno il fucile, oppure le mani gli scivolano su quella cosa che si sono trascinati dietro, e adesso è diventata una informe massa viscida, simile a uno strano pesce. Questi uomini dalla faccia cadaverica che ci stanno davanti e dietro, stremati, senza più parole né volontòà, tutti questi uomini carichi di terra, che si portano addosso come un sudario di morte, si assomigliano come se fossero nudi. Qua e là; da questa notte terribile escono dei sopravvissuti, vestiti esattamente con la stessa uniforme di miseria e lordura. E’ la fine di tutto (…)’ (pag 263); ‘Pacifista fino all’invasione tedesca, lo scrittore e giornalista Henri Barbussse si arruolò volontario alla fine del 1914. Due anni dopo, convalescente per le ferite riportate in combattimento, organizzò in forma narrativa il diario tenuto al fronte, scrivendo un classico dell’antimilitarismo (…). Henri Barbusse (1873-1935), scrittore, giornalista e attivista politico francese, esordì nel 1908 con il romanzo naturalista ‘L’inferno’. Nel 1916 uscì con ‘Il fuoco’ (Le feu) basato sulle sue esperienze al fronte. Fu membro dal 1923 del Partito comunista francese e nel 1935 pubblicò una biografia di Stalin'”,”QMIP-243″
“BARBUSSE Henri, a cura di Francesco FRANCAVILLA”,”Stalin.”,”Henri Barbusse nacque nel 1874 ad Asnières (Francia). Rivelato giovanissimo da un concorso letterario, direttore di un grande giornale parigino e poi di una casa editrice. Barbusse sentì ben presto l’influsso di Jean Jaurès, leader del socialismo francese fino al 1914. Scoppiata la guerra, vi si arruolò volontario, perchè vide in essa la fine del militarismo e del capitalismo. Deluso nei suoi ideali pacifisti, aderì al comunismo, si recò in Russia dove, fra l’altro, scrisse Stalin, una biografia ch’egli stesso definì Un mondo nuovo visto attraverso un uomo. Morì nel 1935.”,”STAS-036-FL”
“BARBUTO Gennaro Maria”,”Machiavelli e i totalitarismi.”,”L’autore è docente di storia delle dottrine politiche presso l’Università Federico II di Napoli.”,”TEOP-001-FC”
“BARBUTO Gennaro Maria”,”Ambivalenze del moderno. De Sanctis e le tradizioni politiche italiane.”,”””A questa impostazione (di De Sanctis su Machiavelli, ndr) avrebbe reagito Benedetto Croce in un’assai significativa digressione al suo libro su Marx. Alludendo a un’analogia fra il realismo machiavelliano e quello del filosofo tedesco, difendeva la posizione critica di De Sanctis, in quanto risultava emancipata dalla vieta questione morale riguardo a un autore, come il Segretario fiorentino, che aveva voluto appuntare la sua attenzione alle regole adatte alle condizioni di fatto della lotta politica (72)”” (pag 91) (72) Croce, ‘Materialismo storico ed economia marxistica’, ottava edizione riveduta e con un’appendice, Bari, Laterza, 1946, pp. 106-107; si tenga presente cheil saggio porta in calce la data: ottobre 1899 Gennario Maria Barbuto (Napoli, 1960) è ricercatore confermato presso il Dipartimento di discipline storiche dell’Università Federico II di Napoli. Ha pubblicato tra l’altro: ‘Il principe e l’Anticristo. Gesuiti e ideologie politiche’, Napoli, Guida, 1994.”,”TEOP-001-FMB”
“BARCA Fabrizio a cura; saggi di AMATORI ARRIGHETTI BARCA BERTUCCI BRIOSCHI BRUSCO CAPELLO CASAVOLA CONTI D’ANTONE DE-CECCO FERRI MAGNANI MARCHETTI OLIVA ORTOLEVA PABA SERAVALLI TRENTO”,”Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi.”,”Saggi di AMATORI, ARRIGHETTI, BARCA, BERTUCCI, BRIOSCHI, BRUSCO, CAPELLO, CASAVOLA, CONTI, D’ANTONE, DE-CECCO, FERRI, MAGNANI, MARCHETTI, OLIVA, ORTOLEVA, PABA, SERAVALLI, TRENTO.”,”ITAE-001″
“BARCA Luciano”,”Le classi intermedie. Bisogni vizi virtù.”,”Luciano BARCA (Roma, 1920), ha pubblicato diversi volumi tra cui: ‘Il meccanismo unico’ (EDITORI RIUNITI, 1968), ‘Progetto 80’ (a cura, con Giorgio RUFFOLO, SANSONI, 1970), ‘L’ Italia delle banche (con Gianni MANGHETTI ) (EDITORI RIUNITI, 1976), ‘Dizionario di politica economica’ (ivi, 1971 1979), ‘Uscire da dove? La crisi del meccanismo unico’ (ivi, 1986).”,”ITAS-023″
“BARCA Luciano”,”Le classi intermedie. Bisogni vizi virtù.”,”Luciano BARCA (Roma, 1920), PCI, ha pubblicato diversi volumi.”,”TEOS-189″
“BARCA Luciano BOTTA Franco ZEVI Alberto”,”I comunisti e l’ economia italiana, 1944-1974. Antologia di scritti e documenti.”,”Luciano BARCA (Roma 1920) è stato membro della direzione del PCI. ha scritto articoli e saggi e ha pubblicato ‘Il meccanismo unico’ (1968), ‘Dizionario di politica economica’ (1974). Franco BOTTA (Trani, 1942) lavora presso l’ Istituto di Storia delle dottrine politiche dell’ Università di Bari. Ha pubblicato ‘Teoria economica e marxismo’ e ha curato le antologie ‘Sul capitale monopolistico’ e ‘Dibattito su Sraffa’. Alberto ZEVI (Buenos Aires 1945) lavora presso l’ Istituto di politica economica dell’ Università di Roma, è consulente economico della Lega nazionale delle cooperative e fa parte della redazione di ‘Quaderni di Rivista trimestrale’. Mercato comune europeo reazionario. “”(…) il Mec si è rapidamente rivelato come un fattore di divisione, di rottura, di guerra economica non solo nei riguardi del mondo socialista, delle nuove realtà nazionali afro-asiatiche, dell’ America Latina, ma anche all’ interno dell’ Occidente capitalistico. La decisione di convertibilità della valute, ponendo fino all’ Unione europea dei pagamenti e rendendo indifferente comprare in una area valutaria piuttosto che in un’altra. ha distrutto anche l’ illusione che il Mec potesse rappresentare un incentivo a una intesificazione degli scambi nell’ ambito dell’ Europa occidentale. (…) Caduti così gli orpelli europeistici, il Mec si mostra alla luce del sole per ciò che è sempre stato; lo strumento di una operazione politica reazionaria (…)””. (pag 254) “”Per questi motivi, la Direzione del PCI condanna e considera del tutto negativa la linea di irresponsabile e totale adesione al Mec che il governo Fanfani ha seguito (…)””. (pag 255) Il PCI chiama alla lotta per la sospensione del Mec. “”Gli sviluppi di tali contrasti all’ interno dell’ area del Mec e con le altre forze capitalistiche dell’ Occidente sono lungi dall’ essere conclusi. La sorte stessa che avrà il trattato del Mec è in discussione. Gli avvenimenti ultimi hanno però confermato in modo netto ciò che è comune, ciò che è al fondo di queste convulsioni e conflitti dei gruppi dominanti dell’ Occidente: la tendenza ad accentuare la concentrazione capitalistica, a rafforzare il dominio dei grandi monopoli, facendo pagare alla classe operaia, ai contadini, ai ceti intermedi le spese della crisi generale (…). E’ noto che i provvedimenti adottati dal governo De Gaulle sono divenuti un punto di riferimento e di ispirazioni per tutte le forze reazionarie nell’ Occidente. Quanto ai monopoli italiani, essi non nascondono il loro ardente desiderio di vedere “”coordinata””, in nome del Mec, la politica economica del nostro paese con la linea fatta propria dal governo francese (…). Ciò richiede la sospensione del Mec, il quale si muove in un senso diametralmente opposto. I comunisti sostengono che questa scelta politica di fondo non può oggi essere elusa, e che anzi essa alla luce dei fatti di queste settimane si rende più indispensabile di ieri. I comunisti non si limitano a chiedere la sospensione del Mec, ma indicano una concreta alternativa di politica economica nazionale, di commerci con tutti i paesi, sul piano della eguaglianza e del reciproco vantaggio””. (pag 255-257)”,”PCIx-155″
“BARCA Luciano”,”Il meccanismo unico. Problemi della lotta per il socialismo nell’ attuale fase del capitalismo monopolistico di Stato.”,”””E come, d’altra parte, avviare un processo di revisione della politica estera americana senza rimettere in discussione “”tutto””? Gli Stati Uniti sono, dal 1930 in poi, il più maturo esemplare di capitalismo monopolistico di Stato. Ma sono anche il paese in cui le tendenze spontanee delle “”società per azioni giganti””, si riflettono più rozzamente al livello politico – su questo Baran e Sweezy hanno ragione – attraverso un massimo di violenza e un massimo, insieme, di integrazione. Non a caso il settanta per cento di tutte le spese americane per armamenti finiscono nelle casse di ventiquattro società””. (pag 53)”,”PCIx-195″
“BARCA Luciano”,”Cronache dall’ interno del vertice del PCI. Volume I. Con Togliatti e Longo.”,”Luciano BARCA è nato a Roma nel 1920. Laureato in giurisprudenza con tesi di laurea in economia politica, giornalista, ha diretto l’Unità di Torino e ‘Politica ed economia’, Rinascita, Il Menabò di Etica ed Economia. Deputato per il PCI per sei legislature e poi senatore (collegio Melfi) VP della commissione bilancio dal 1974, Membro del CC centrale del PCI dal 1956, della Segreteria nazionale dal 1960 al 1963. Della direzione dal 1972 al 1986. Ha scritto molti libri. “”(Nagy, Ungheria) “”Penso, e Minucci è d’accordo con me, che un provocatore prezzolato dai sovietici non avrebbe potuto far meglio. A casa ci sono con Gloria già Calvino, Boringhieri, Cominotti, Bollati. Poi arrivano Amendola con gli altri. Nel complesso atmosfera grave, ma cordiale. Un po’ di convenevoli, poi si arriva al dunque. Ed è Amendola a iniziare con un introibo che sa troppo di riunione anche se si tratta solo di forma. Nei contenuti Amendola non risparmia critiche a nessuno: dall’Urss al partito ungherese, dagli articoli di Ingrao, particolarmente presi di mira, a Togliatti, anche se rivela, a proposito di quest’ultimo che Togliatti ha avuto un ruolo positivo per la Polonia con un intervento sui sovietici. La situazione ungherese è tuttavia diversa da quella polacca e non se ne può non tener conto anche se l’Urss sbaglia…ecc. Continuerebbe ancora a lungo con le critiche, se Calvino con la seccheza che in certi momenti caratterizza le sortite dei timidi non lo interrompesse: “”E perché queste cose non le hai dette al comizio e hai sostenuto il contrario?””. Amendola tenta di rispondere che anche al comizio ha criticato i ritardi dell’URSS e delle democrazie popolari, ma Calvino non molla. Non a caso è stato fra la folla al comizio e ora, spostando l’asse della discussione dalla valutazione delle singole vicende ungheresi al PCI, rimprovera ad Amendola il gioco delle due verità. La verità per le masse, parlando alle quali, dopo un fugace accenno critico all’Urss, l’accento è stato posto sull’affermazione che “”quando c’è il terrore bianco le truppe sovietiche sono per noi una garanzia di sicurezza””, e la verità per gli intellettuali da tener buoni””. (pag 161)”,”PCIx-315″
“BARCA Luciano”,”Cronache dall’ interno del vertice del PCI. Volume II. Con Berlinguer.”,”Luciano BARCA è nato a Roma nel 1920. Laureato in giurisprudenza con tesi di laurea in economia politica, giornalista, ha diretto l’Unità di Torino e ‘Politica ed economia’, Rinascita, Il Menabò di Etica ed Economia. Deputato per il PCI per sei legislature e poi senatore (collegio Melfi) VP della commissione bilancio dal 1974, Membro del CC centrale del PCI dal 1956, della Segreteria nazionale dal 1960 al 1963. Della direzione dal 1972 al 1986. Ha scritto molti libri. Euro 15 “”Della buona fede di Lombardi non dubito, ma dietro la copertura di Lombardi ci sono i lombardiani – così come dietro i De Martino c’erano i socialisti di diversa stoffa – e, fatta eccezione per pochi (Giolitti), da loro, in particolare dai più giovani, c’è da aspettarsi di tutto. De Martino, nella sua ingenuità, si era fidato fino all’ultimo di Enrico Manca e lo aveva nominato plenipotenziario per trattare un accordo con le altre correnti. Al di là delle diverse caratteristiche vengono in definitiva tutti, come Pannella, dalla stessa matrice di organizzazioni universitarie ormai prive dal ’50 di ogni controllo democratico di base (l’ultima leva idealmente motivata è stata quella del ’48, in risposta al 18 aprile anche se non sono mancate adesioni di rilievo negli anni successivi). A vent’anni hanno imparato tutti i trucchi della politica e del parlamentarismo più deteriore, non ostante la battaglia data in alcune facoltà contro la degenerazione degli organi universitari. Tra i traditi non c’è solo De Martino. Anche Giolitti è stato giocato dopo essere stato usato come schermo per far fuori De Martino””. (pag 644)”,”PCIx-316″
“BARCA Luciano”,”Cronache dall’ interno del vertice del PCI. Volume III. La crisi del PCI e l’effetto domino.”,”Luciano BARCA è nato a Roma nel 1920. Laureato in giurisprudenza con tesi di laurea in economia politica, giornalista, ha diretto l’Unità di Torino e ‘Politica ed economia’, Rinascita, Il Menabò di Etica ed Economia. Deputato per il PCI per sei legislature e poi senatore (collegio Melfi) VP della commissione bilancio dal 1974, Membro del CC centrale del PCI dal 1956, della Segreteria nazionale dal 1960 al 1963. Della direzione dal 1972 al 1986. Ha scritto molti libri. (v. 4° copertina)”,”PCIx-261″
“BARCA Luciano D’ALEMA Massimo MACALUSO Emanuele MINUCCI Adalberto NAPOLITANO Giorgio OCCHETTO Achille REICHLIN Alfredo SERONI Adriana TORTORELLA Aldo ZANGHERI Renato PERNA Edoardo, elaborazione di”,”Proposta di progetto a medio termine.”,”La commissione incaricata dalla direzione del PCI di curare l’elaborazione del progetto era così composta: Barca, Massimo D’Alema, Macaluso, Minucci, Napolitano, Occhetto, Perna, Reichlin, Adriana Seroni, Tortorella, Zangheri”,”PCIx-446″
“BARCA Fabrizio a cura; saggi di AMATORI ARRIGHETTI BARCA BERTUCCI BRIOSCHI BRUSCO CAPELLO CASAVOLA CONTI D’ANTONE DE-CECCO FERRI MAGNANI MARCHETTI OLIVA ORTOLEVA PABA SERAVALLI TRENTO”,”Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi.”,”Contiene il capitolo: – Sebastiano BRUSCO e Sergio PABA, ‘Per una storia dei distretti industriali italiani dal secondo dopoguerra agli anni novanta’ (pag 265-334)”,”ITAE-024-FV”
“BARCA Luciano”,”Uscire da dove? La crisi del meccanismo unico.”,”Luciano Barca (Roma, 1920) Parlamenare e membro della direzione del PCI. Già direttore dell’Unità e di Rinascita, esperto di questioni economiche. Dirige attualmente (1986) la Sezione agraria del CC.”,”PCIx-041-FV”
“BARCA Luciano MANGHETTI Gianni”,”L’Italia delle banche.”,”Luciano Barca fa parte della direzione del PCI ed è il responsabile della sezione Programmazione economica e riforme del partito. Gianni Manghetti è collaboratore della stessa sezione e si occupa dei problemi finanziari. Insegna ragioneria e tecnica bancaria ed è autore di vari saggi economici. (1976) Il primo errore che risale a tempi lontani, alla DC di Alcide De Gasperi, ma che il centrosinistra ha fatto proprio in tutte le sue componenti politiche, è stato quello di sposare, anche a copertura e giustificazione di scelte moderate, la cosiddetta «teoria dei due tempi». Alla base di tale teoria sta la ipotesi che esiste comunque un meccanismo autopropulsivo di sviluppo (meccanismo che va ripristinato con misure congiunturali quando si inceppi) e che sulla base delle risorse e delle scelte date da tale meccanismo vadano poi affrontati a livello di distribuzione del surplus, i cosiddetti problemi sociali. Il tempo o momento delle riforme viene su questa base continuamente rinviato e comunque separato dal problema di garantire l’accumulazione e lo sviluppo”” (pag 24, Barca, Manghetti)”,”ITAE-423″
“BARCA Fabrizio a cura; saggi di AMATORI ARRIGHETTI BARCA BERTUCCI BRIOSCHI BRUSCO CAPELLO CASAVOLA CONTI D’ANTONE DE-CECCO FERRI MAGNANI MARCHETTI OLIVA ORTOLEVA PABA SERAVALLI TRENTO”,”Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi.”,”La vicenda chimica (pag 220-226)”,”ITAE-112-FL”
“BARCA Luciano MANGHETTI Gianni”,”L’Italia delle banche.”,”Luciano Barca fa parte della direzione del PCI ed è il responsabile della sezione Programmazione economica e riforme del partito. Gianni Manghetti è collaboratore della stessa sezione e si occupa dei problemi finanziari. Insegna ragioneria e tecnica bancaria ed è autore di vari saggi economici. (1976)”,”ECOG-001-FMP”
“BARCA Luciano BOTTA Franco ZEVI Alberto”,”I comunisti e l’ economia italiana, 1944-1974. Antologia di scritti e documenti.”,”La crisi profonda e “”diversa”” che travaglia il mondo capitalistico impone un ripensamento nella politica economica del governo e dei partiti… Luciano Barca (Roma 1920) è stato membro della direzione del PCI. ha scritto articoli e saggi e ha pubblicato ‘Il meccanismo unico’ (1968), ‘Dizionario di politica economica’ (1974). Franco Botta (Trani, 1942) lavora presso l’ Istituto di Storia delle dottrine politiche dell’ Università di Bari. Ha pubblicato ‘Teoria economica e marxismo’ e ha curato le antologie ‘Sul capitale monopolistico’ e ‘Dibattito su Sraffa’. Alberto Zevi (Buenos Aires 1945) lavora presso l’ Istituto di politica economica dell’ Università di Roma, è consulente economico della Lega nazionale delle cooperative e fa parte della redazione di ‘Quaderni di Rivista trimestrale’.”,”ITAE-010-FSD”
“BARCELLONA Pietro”,”Il capitale come puro spirito. Un fantasma si aggira per il mondo.”,”Fondo Pegoraro”,”TEOC-658″
“BARCIA Robert alias HARDY”,”La véritable histoire de Lutte Ouvriere. Entretiens avec Christophe Bourseiller.”,”””Perciò, se c’è una crisi della idee rivoluzionarie, essa proviene meno dai lavoratori che dagli intellettuali di sinistra. Tempo addietro, Trotsky scriveva che “”la crisi storica dell’ umanità si riduce alla crisi della direzione rivoluzionaria”” (‘Il programma di transizione’, settembre 1938). E la crisi della direzione rivoluzionaria, è prima di tutto la defaillance degli intellettuali di sinistra. Molti tra loro fanno una timida esperienza di qualche anno; poi, vedendo che non sono immediatamente ascoltati dai lavoratori, si dicono che, decisamente, il proletariato non è rivoluzionario e, come Maximilien Rubel; concludono che non sarà lo strumento della trasformazione sociale””. (pag 322)”,”FRAP-066″
“BARCIA Robert, alias HARDY”,”La véritable histoire de Lutte ouvrière.”,”Robert Barcia alias Hardy est membre de la direction politique de Lutte ouvrière. Christophe Bourseiller, écrivain et journaliste, est l’auteur d’une vingtaine d’ouvrages parmi lesquels Les Ennemis du système, Les Maoïstes, Vie et mort de Guy Debord. Préface Christophe BOURSEILLER, Chronologie,”,”FRAP-007-FL”
“BARCIA Franco”,”Salvatore Cadana. Diplomazia e ragion di stato alla corte dei Savoia (1597-1654).”,”Padre Salvatore Cadana, dell’Ordine dei Minori Osservanti, fu nel corso del Seicento un oratore sacro di grande fama e un fortunato autore di numerose opere di edificazione religiosa e di argomento politico. Cristina di Francia, duchessa di Savoia, lo volle al suo servizio come teologo di corte e consigliere del duca Carlo Emanuele II. Nel 1653 lo mandò in missione segreta in Portogallo per stipulare un’alleanza contro la Spagna, rafforzata dal matrimonio tra Carlo Emanuele II e l’infanta Caterina. Grazie alle lettere inviate a corte da Cadana e alla sua relazioni, conosciamo dettagliatamente le vicende del viaggio, estremamente difficoltoso, attraverso la Francia e nell’Atlantico e l’esito dell’incarico. Egli alterna i dati politici con episodi di cronaca e di storia della monarchia portoghese, traccia un quadro delle corti del Seicento, della drammatica realtà nella Francia devastata da lotte intestine e dalle epidemie, mostra la totale incertezza dei viagig, che guerre, pestilenze, tempeste e incursioni di pirati rendevano rari e pericolosissimi. Nella prima parte il saggio comprende la vita, il pensiero politico e la bibliografia delle opere di Salvatore Cadana; nella seconda contiene i testi delle lettere inviate a madama reale durante il viaggio verso il Portogallo e la relazione sulla missione.”,”RAIx-002-FMB”
“BARCIA Franco”,”Un politico dell’età barocca: Gregorio Leti.”,”‘Profilo biografico di Gregorio Leti. Gregorio Leti (29 maggio 1630 – 9 giugno 1701) è stato uno storico e scrittore italiano, noto per le sue opere satiriche e critiche sulla Chiesa cattolica, in particolare sul papato2. Nato a Milano, Leti studiò presso i gesuiti di Cosenza e successivamente sotto la tutela dello zio, mons. Agostino Leti, vescovo di Acquapendente. Tuttavia, Leti abbandonò presto la carriera ecclesiastica e si trasferì a Ginevra, dove si convertì al calvinismo e sposò Maria Guérin 3. Leti visse in diverse corti europee, tra cui quella di Luigi XIV in Francia e quella di Carlo II in Inghilterra, dove scrisse una storia dell’Inghilterra. Le sue opere, spesso critiche e scandalistiche, furono molto popolari ma anche controverse, tanto che molte di esse furono inserite nell’Indice dei libri proibiti 1’. (f. copilot) Franco Barcia (Pescara, 1937) è stato assistente ordinario di Storia delel dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Univ. dI TOrino. Ha pubblicato la ‘Bibliografia delle operei di Gregorio Leti’ (F. Angeli, 1981). Si è occupato anche di pensiero utopico francese.”,”BIOx-006-FMB”
“BARCIA Franco”,”Bibliografia delle opere di Gregorio Leti.”,”F. Barcia (Pescara, 1937) risiede a Torino, dove è assistente di storia delle dottrine politice presso la Facoltà di scienze politiche. E’ laureato in filosofia e si è occupato del pensiero utopico francese. Gregorio Leti è stato un infaticabile poligrafo del Seicento e inondò l’Europa di scritti, libelli ecc. ai quali il pubblico assicurò un successo strepitoso… “”Notizie biografiche di Gregorio Leti Gregorio Leti (Milano, 29 maggio 1630 – Amsterdam, 1701) è stato un letterato italiano noto per le sue opere storiche e biografiche. Figlio di un nobile bolognese al servizio dei Medici e di una nobildonna milanese, trascorse i primi anni della sua giovinezza a Cosenza studiando presso i gesuiti2. Dopo la morte del padre nel 1639, Leti si trasferì a Roma con uno zio ecclesiastico. Successivamente, visse a Milano, Orvieto e Venezia, dove entrò in contatto con l’ambiente degli Incogniti. Nel 1660, si trasferì a Ginevra, dove aderì al calvinismo e iniziò a scrivere opere sulle corti italiane e scritti antipapali1. Tra le sue opere più famose c’è la “”Vita di Sisto V”” (1669), che ebbe grande successo per il ritratto romanzesco del pontefice e per il quadro salace dei tempi. Leti visse anche in Francia e Inghilterra, dove pubblicò il “”Teatro Britannico”” nel 16821. A causa della sua spregiudicatezza, fu costretto a lasciare l’Inghilterra e si trasferì in Olanda, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita 2.”” (Copilot)”,”STOx-022-FMB”
“BARCIA Franco”,”Gregorio Leti. Informatore politico dei principi italiani.”,”Gregorio Leti (Milano 1630 – Amsterdam 1701) fu uno dei pochi scrittori politici italiani della seconda metà del Seicento che, pur non spiccando per salda costruzione dottrinale, raggiunse una fama europea. Franco Barcia è professore associato (1987) di Storia del pensiero politico medievale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino.”,”BIOx-024-FMB”
“BARCO TERUEL Enrique”,”Valle del Jarama. (Brigada Internacional)”,”BARCO TERUEL E. è nato a Madrid e ha 48 anni (1969). Appartiene alla generazione in cui comincia la storia qui narrata e che alcuni chiamano “”generación puente”” e altri “”generación frustrada””. Volontario delle División Azul stette per due anni in Russia e quindi a Barcellona. Di solida formazione intellettuale suoi maestri sono Azorín, Marañon e Ortega. Ha pubblicato altri libri.”,”MSPG-223″
“BARCO Luigi FERRAZZA Piero”,”Una pagina della Resistenza. La Casa dello Studente di Genova.”,”Dedica: “”A Rudolf Seiffert e ai resistenti che in tutti i paesi europei lottarono sino alla morte perché fosse bandita per sempre l’oppressione dell’uomo sull’uomo”””,”ELCx-170″
“BARDACH Juanusz GLEESON Kathleen”,”L’uomo del gulag.”,”Janusz Bardach (1919-2002), chirurgo plastico di fama internazionale, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti durante gli anni settanta, ha insegnato alla University of Iowa. Kathleen Gleeson si è laureata alla University of Iowa frequentando il Nonfiction Writing Program.”,”RUSS-009-FL”
“BARDI Luciano RHODES Martin; saggi di Gianfranco BALDINI Guido LEGNANTE Paolo LEGRENZI Rinaldo VIGNATI James I. WALSH Salvatore VASSALLO Mary L. VOLCANSEK James NEWELL Mark DONOVAN Marco MIRA D’ERCOLE e Flavia TERRIBILE Giuseppe SCIORTINO Giancarlo GASPERONI appendice documentaria di Marzia ZANNINI”,”Politica in Italia. I fatti dell’ anno e le interpretazioni.”,”Saggi di Gianfranco BALDINI e Guido LEGNANTE, Paolo LEGRENZI, Rinaldo VIGNATI, James I. WALSH, Salvatore VASSALLO, Mary L. VOLCANSEK, James NEWELL, Mark DONOVAN, Marco MIRA D’ERCOLE e Flavia TERRIBILE, Giuseppe SCIORTINO, Giancarlo GASPERONI, appendice documentaria di Marzia ZANNINI. Luciano BARDI insegna relazioni internazionali nella Facoltà di scienze politiche dell’Univ di Bologna. E’ autore e coauture di due volumi sulle istituzioni dell’Unione Europea. Martin RHODES è Senior Research Fellow al Centro Robert Schuman dell’ Istituto Universitario Europeo di Firenze. Tra le sue pubblicazioni ‘Southern European Welfare States’ (LONDON, 1997) e con Yves MENY, ‘The Future of European Welfare: A New Social Contract?’ (LONDON, 1998).”,”ITAP-012″
“BARDI Ubaldo”,”La guerra civile di Spagna. Saggio per una bibliografia italiana.”,”””Mi sono deciso a raccogliere la documentazione necessaria dopo aver letto l’ appello contenuto in una nota al saggio di Pierre Broué ed Emile Temime, ‘La rivoluzione e la guerra di Spagna’, pubblicato dall’ editore Sugar, e rivolto agli studiosi italiani e a quanti possedevano libri e giornali del periodo sopra indicato”” (pag 11) La bibliografia include scritti che risalgono al 1931 e arrivano agli anni 1974″,”MSPG-115″
“BARDI Luciano RHODES Martin a cura; saggi di Gianfranco BALDINI e Guido LEGNANTE Paolo LEGRENZI Rinaldo VIGNATI James I. WALSH Salvatore VASSALLO Mary L. VOLCANSEK James NEWELL Mark DONOVAN Marco MIRA D’ERCOLE Flavia TERRIBILE Giuseppe SCIORTINO Giancarlo GASPERONI Maria ZANNINI”,”Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni. Edizione 1998.”,”Saggi di Gianfranco BALDINI e Guido LEGNANTE Paolo LEGRENZI Rinaldo VIGNATI James I. WALSH Salvatore VASSALLO Mary L. VOLCANSEK James NEWELL Mark DONOVAN Marco MIRA D’ERCOLE Flavia TERRIBILE Giuseppe SCIORTINO Giancarlo GASPERONI Maria ZANNINI”,”STAT-519″
“BARDI Luciano IGNAZI Piero”,”Il Parlamento europeo.”,”Luciano Bardi, insegna relazioni internazionali nell’Università di Pisa e Politica comparata nell’Università di Bologna. Piero Ignazi, insegna Scienza della politica nell’Università di Cosenza.”,”EURx-081-FL”
“BARDI Simona BILANZONE Guglielmo CALEF David CAVELLI Melania DONATI Anna FREY Marco GAUDIOSO Domenico LOMBARDI Paolo MARTONE Francesco MASULLO Andrea MELONI Maurizio PETRETTI Francesco ONUFRIO Giuseppe PAOLELLA Adriano PIETROBELLI Maria PISICCHIO Michele TRICARICO Antonio SERAFINI Gilda ZAMBRINI Mario, a cura di Gianfranco BOLOGNA”,”Italia capace di futuro.”,”Simona Bardi, architetto, unità progetti sostenibilità WWF Italia. Guglielmo Bilanzone, architetto, responsabile CRAS (Centro Ricerche Applicate per lo Sviluppo Sostenibile). Gianfranco Bologna, naturalista ambientalista, portavoce nazionale WWF Italia, segretario generale Fondazione Aurelio Peccei-Club di Roma Italia, docente Scuola di Specializzazione gestione delle risorse naturali, Università di Camerino. David Calef, fisico, già ricercatore presso lo Stockholm Environment Institute, Boston (USA), docente del corso “”Le dimensioni sociali dello sviluppo sostenibile”” presso la Facoltà di Scienze Sociali, Università Gregoriana (Roma). Melania Cavelli, architetto urbanista, membro della Commissione Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente. Anna Donati, esperta di politiche dei trasporti e di mobilità sostenibile, membro del Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, responsabile unità istituzionale e referente trasporti WWF Italia. Marco Frey, economista, già vicedirettore della divisione ambientale dello IEFE (Istituto per l’Economia delle Fonti di Energia) all’Università Bocconi di Milano, è professore di marketing all’Università di Cassino (Facoltà di Economia), membro del Consiglio nazionale del WWF Italia e del Board del WWF Internazionale. Domenico Gaudioso, ingegnere chimico, responsabile clima e ambiente globale, divisione Strategie Integrate dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA). Paolo Lombardi, biologo ambientalista, coordinatore area progetti WWF Italia. Francesco Martone, Coordinatore Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, presidente di Greenpeace Italia. Andrea Masullo, referente energia, clima e rifiuti WWF Italia, docente corso di laurea per tecnici dello sviluppo ecocompatibile, Università di Camerino. Maurizio Meloni, coordinatore campagna “”Dire Mai al Mai”” e campagna “”Stop Millennium Round”” redattore di Altraeconomia. Francesco Petretti, biologo, consulente WWF e programmi televisivi RAI “”Geo & Geo”” docente Scuola di specializzazione gestione risorse naturali, Università di Camerino. Giuseppe Onufrio, fisico, ricercatore, componente del consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA). Adriano Paolella, architetto, professore DASTEC, Università di reggio Calabria, responsabile unità progetti sostenibilità WWF Italia. Maria Pietrobelli, architetto, responsabile CRAS. Michele Pisicchio, architetto, CRAS. Antonio Tricarico, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale. Gilda Serafini, economista, responsabile ambiente LUISS. Mario Zambrini, esperto di pianificazione ambientale e mobilità sostenibile, ricercatore dell’Istituto Ricerche Ambientale Italia.”,”AFRx-014-FL”
“BARDINI Carlo”,”Senza carbone nell’età del vapore. Gli inizi dell’industrializzazione italiana.”,”Fondo Palumberi Carlo BARDINI lavora (1998) presso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.”,”ITAE-199″
“BARDOT Christian”,”Géopolitique de l’Inde.”,”Chrstian Bardot, agrégé d’histoire, professore de chaire supérieure en classes préparatoires au lycée Jacques Amyot, Melun juin 2007″,”INDx-129″
“BARDUCCI Marco”,”Oliver Cromwell negli scritti italiani del Seicento.”,”””Oliver Cromwell fu il personaggio centrale nel contesto degli avvenimenti che sconvolsero l’Europa a partire dagli anni Quaranta del Seicento; la storiografia anglosassone ha contribuito, a partire dalla metà del XIX secolo, a costruire un vero e proprio “”mito”” attorno a tale figura”” (pag 9) Marco Barducci ha conseguito il dottorato in Storia del pensiero politico europeo moderno e contemporaneo presso l’Università di Perugia e collabora con il Dipartimento di Studi Sociali dell’Univ. di Firenze. Si è occupato del linguaggio politico del Seicento italiano e del rapporto tra stampa periodica e cultura politica in Europa tra Cinque e Seicento.”,”UKIR-003-FMB”
“BARDY Roland, testo pubblicato sotto la direzione di Max CHALEIL”,”1919 – La Commune de Budapest.”,”‘1917 – 1919. Quattro anni sconvolgono il mondo: Russia, Germania, Baviera, Ungheria. In Ungheria dopo una prima rivoluzione borghese, il popolo, benché senza partito organizzato, prende il potere e instaura la Repubblica dei Consigli. Essa dura 133 giorni prima di essere schiacciata. Assieme alla guerra rivoluzionaria, le masse, spingendo i dirigenti, intraprendono un compito gigantesco: collettivizzazione delle terra, autogestione delle imprese, riforma dell’istruzione, emancipazione della donna. Una rivoluzione sconosciuta e profondamente originale'”,”MUNx-072″
“BARER Shlomo”,”The Doctors of Revolution. 19th Century Thinkers who Changed the World.”,”BARER Shlomo èuno studioso israeliano che scrive in inglese. Ha scritto ‘The Magic Carpet’ e ‘The Week-End War’. “”Lo schema visionario di Hess per un’ Europa unita sotto l’ egida della Francia, Germania e Inghilterra era basato non solo su considerazioni geopolitiche – ‘la Francia ha il Mediterraneo, e le nazioni latine raggruppate intorno ad essa; l’ Inghilterra guarda al mondo degli oceani; la Germania ha legami con la Scandinavia, e l’ Europa Centrale e del Sud’ – ma su altre quali la Rivoluzione del 1789 ha mostrato che la Francia ha sia la volontà che l’ attitutine all’ azione politica. (…)””. (pag 695) “”In linea con le sue tesi che la Francia e la Germania avevano da imparare una dall’altra, Hess presentava Saint-Simon nella “”The Europea Triarchy”” come un uomo che percepiva il futuro e i suoi problemi””. (pag 696)”,”MEOx-060″
“BARESANI Camilla e MANNHEIMER Renato”,”Tic. Tipi italiani contemporanei.”,”Camilla Baresani (Brescia 1961) ha pubblicato libri di narrativa, romanzi e saggi. Renato Mannheimer (Milano, 1947) è professore di Scienze politiche presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca.”,”ITAS-209″
“BARETTA Pier Paolo BERRINI Alberto GALLO Giuseppe”,”Soci o salariati? Riflessioni su sindacato e capitalismo finanziario.”,”Un omaggio a Ezio TARANTELLI I tre autori hanno incarichi rilevanti nella CISL “”Secondo Minsky, “”la teoria di Keynes è incompleta senza un modello che spieghi il modo in cui si producono endogenamente espansioni, crisi e deflazioni da debiti”” (citato in Caffé F., In difesa del “”welfare state””. Saggi di politica economica, p. 103) (…) Sostiene Minsky: “”Se guardiamo l’economia dalla prospettiva della sala di un consiglio di amministrazione di Wall Street, vediamo un mondo di carta, un mondo di impegni di pagare contanti oggi e nel futuro”” (Minsky, 1977, p. 99). Già nel 1931 Keynes scriveva: “”Nella realtà esiste una quantità enorme di attività reali che costituiscono la nostra ricchezza capitale: edifici, stock di merci, beni in corso di fabbricazione e di trasporto, e così via. Non di rado, però, i proprietari nominali di queste attività hanno preso a prestito moneta per poterne entrare in possesso. In misura corrispondente, i proprietari effettivi della ricchezza hanno diritti non sulle attività reali ma sulla moneta. Una parte considerevole di questo “”finanziamento”” avviene attraverso il sistema bancario, il quale interpone la propria garanzia tra i depositanti, che gli prestano la moneta, e i clienti mutuanti, ai quali presta moneta con cui finanziare l’acquisto di attività reali. L’interposizione di questo velo di moneta tra l’attività reale e il possessore di ricchezza è una caratteristica particolarmente marcata del mondo moderno (Keynes, 1931, citato in Minsky, 1977, p. 97)”” (pag 67-68)”,”SIND-082″
“BARFIELD Thomas”,”Afghanistan. Una storia politica e culturale.”,”Il gioco militare delle tre carte (pag 376-377) “”Dopo la vittoria sui talebani, gli Stati Uniti mantennero solo una «leggera impronta» in Afghanistan, inizialmente così leggera da essere invisibile. Nel biennio 2002-2003, Washington impegnò solo settemila soldati in un paese grande come la Francia e con una popolazione di trenta milioni di abitanti. La magior parte delle truppe americane fu incaricata di scovare quanto rimaneva di al-Qaeda e dei talebani nel Sud e nell’Est dell’Afghanistan nell’ambito dell’operazione Enduring Freedom. La responsabilità di mettere al sicuro Kabul, la capitale, fu afidata a un apposito comando militare su mandato dell’Onu, l’ Isaf (International Security Assistance Force), inizialmente composto da cinquemila soldati provenienti da quaranta nazioni. Poiché gli Stati Uniti si erano inizialmente opposti a un ampliamento del mandato dell’Isaf al di là di Kabul, la maggior parte delle regioni al di fuori della capitale non aveva alcuna presenza militare internazionale. Quando Washington decise di appoggiare il potenziamento dell’ Isaf nel 2003, il sostegno degli alleati riguardo all’invio di ulteriori truppe in Afghanista era ormai scemato”” (pag 376-377) Thomas Barfield insegna Antropologia alla Boston University. Tra i suoi libri ‘The Perilous Frontier. Nomadic Empires and China, 221 Bc to Ad 1757’; ‘The Central Asian Arabs of Afghanistan’ e ‘Afghanistan. An Atlas of Indigenous Domestic Architecture’.”,”ASIx-133″
“BARGELLINI Piero”,”Pian dei giullari. Panorama storico della letteratura italiana. Volume II. Il trecento.”,”ANTE3-45″,”ITAG-177″
“BARGELLINI Piero”,”Città di Pittori.”,”””Se non poteva subito cambiare i suoi soldi in terra lavorativa, veniva tentato anche dal demonio dell’usura. Il pittore della Cappellina degli Scrovegni comprava telai dandoli in affitto a poveri lavoratori… (39). Ma aveva a casa otto figlioli, e per quelle creature si sarebbe fatto dissanguare. E la Ciuta invecchiava, povera donna, e dopo tanta fatica anche a lei forse piacevano le comodità. Per sè Giotto non chiedeva che lavoro. La salute gli reggeva. Per risparmiare, anche vecchio e rugoso, coi capelli corti e bianchi, il «protopictor» della corte angioina, il familiare di Re Roberto, forse mangiava sui palchi, con le mani sporche di terre colorate. Non conosceva nè siesta nè svago. «Giotto, s’io fussi in te – gli disse un giorno il Re, nelle ore di caldura, che anche i buglioli dei colori ribollivano – s’io fussi in te, ora che fa caldo, tralascerei un poco di dipingere». E Giotto sogguardando il Re da sermone, con riso più a scherno dell’altro che a compassione di sè, rispose pronte: «E io certo, s’io fussi voi!» (40). Nella canzone contro la Povertà, Giotto era ricorso a questa similitudine: ‘Et a ben far difizio, si vuol sì provveder dal fondamento, che per crollar di vento o altra cosa, che ssì ben reggha, che non convegnia poi si ricorregha.’ Ci si sente l’eco di Dante in quel «crollar di vento», ma nell’insieme è similitudine dove la competenza, anzi la compiacenza dell’architetto si fa evidente. Giotto era ancora a Napoli, quando a Firenze fu ripreso il lavoro per la fabbrica di Santa Maria del Fiore”” (pag 104-105) (39) vedi Davidsohn (40) vedi F. Sacchetti, Novelle Piero Bargellini, Città di Pittori, 1942″,”VARx-030-FGB”
“BARGHOUTI Iyad DESSOUKI Ali GUAZZONE Laura HERMASSI Abdelbaki HUDSON Michael C. HUNTER Shireen T. KRÄMER Gudrun MUSTAFA Hala ROUADJIA Ahmed”,”Il dilemma dell’Islam. Politica e movimenti islamisti nel mondo arabo contemporaneo.”,”””la violenza dello scontro politico tra gli islamisti radicali e lo stato ha raggiunto livelli di altissima intensità in alcuni paesi. Si ritiene che in Algeria, nei soli primi due anni dopo l’annullamento delle elezioni siano rimaste uccise più di 30.000 persone, mentre nello stesso periodo 1992-93 in Egitto le vittime degli scontri (morti e feriti) sono stati 1.428″” (pag 41)”,”VIOx-218″
“BÄRHAUSEN Anne ROSE Gabriele a cura”,”Das Trozkismus-Archiv (Sammlung Hermann Weber) in der Bibliothek der Friedrich-Ebert-Stiftung. Ein Bestandsversichnis. [Il fondo ‘Trotskismo’ (collezione Hermann Weber) nella biblioteca della Fondazione Friedrich Ebert. Un inventario]”,”Il fondo ‘Trotskismo’ (collezione Hermann Weber) nella biblioteca della Fondazione Friedrich Ebert. Un inventario. 1491 lemmi tra titoli monografie e periodici (in senso ampio relativi alla questione del trotskismo) Rüdiger Zimmermann direttore della Biblioteca della Fondazione Friedrich Ebert Stiftung”,”TROS-324″
“BARIE’ Ottavio”,”Idee e dottrine imperialistiche nell’ Inghilterra vittoriana.”,”””Avventura, cinismo e demagogia furono per gl’ impotenti capi dell’ opposizione le caratteristiche della politica di lord Beaconsfield nel 1877-78… Il Bright constatò amaramente come “”politica imperiale”” e “”grande impero”” fossero parole che affascinavano gli ignoranti e le teste calde. In una ‘Vita’ di lord Beaconsfield, scritta da un contemporaneo, si legge questa descrizione prezzante ma efficace del jingoismo, che sembrava dominare la vita pubblica: “”Il gaudente frequentatore dei music-halls; l’ imberbe studentello, tutta la massa degli ignoranti, dei furfanti e degli stolti stornarono qualsiasi tentativo da parte degli intelligenti e degli onesti di far sentire la propria voce””.”,”UKIx-068″
“BARIE’ Ottavio a cura; testi di Lord ACTON Walter BAGEHOT John BRIGHT Joseph CHAMBERLAIN Winston S. CHURCHILL Richard COBDEN William E. GLADSTONE Thomas H. GREEN Leonard T. HOBHOUSE John A. HOBSON Thomas B. MACAULAY David LLOYD GEORGE John STUART MILL John MORLEY Lord PALMERSTON David G. RITCHIE John RUSSELL”,”Antologia degli scritti politici dei liberali vittoriani.”,”Testi di Lord ACTON Walter BAGEHOT John BRIGHT Joseph CHAMBERLAIN Winston S. CHURCHILL Richard COBDEN William E. GLADSTONE Thomas H. GREEN Leonard T. HOBHOUSE John A. HOBSON Thomas B. MACAULAY David LLOYD GEORGE John STUART MILL John MORLEY Lord PALMERSTON David G. RITCHIE John RUSSELL.”,”UKIx-070″
“BARIE’ Ottavio”,”Gli Stati Uniti da colonia a superpotenza.”,”BARIE’ è nato nel 1923 ed è stato professore di storia delle relazioni internazionali presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Fra i suoi studi di argomento americano: ‘L’ opinione interventistica negli Stati Uniti, 1914-1917′ (1960) e ‘Il pensiero politico dell’ età di Wilson’ (1962). Dottrina Monroe. “”Gli avvenimenti prodottisi recentemente in Spagna e in Portogallo mostrano che l’ Europa non ha ancora raggiunto una tranquilla sistemazione. Di questo importante fatto non può essere addotta nessuna prova più convincente di questa: che le potenze alleate abbiano ritenuto giusto ed opportuno, sulla base di principi che debbono ritenersi unilaterali, di intervenire con la forza negli affari interni della Spagna. Fino al qual punto, in base la principio medesimo, l’ intervento possa essere spinto, è questione che interessa tutti gli Stati indipendenti, anche quelli più remoti, i cui governi differiscono da quelli delle potenze stesse; sicuramente non interessa nessuno più che gli Stati Uniti. La nostra politica nei riguardi dell’ Europa – politica adottata già nella fase iniziale dei conflitti che per tanto tempo hanno agitato quella parte del globo – rimane tuttavia la medesima: e cioè di non interferire con gli affari interni di nessuna potenza europea; di considerare il governo de facto come governo legittimo nei nostri riguardi; di coltivare con esso relazioni amichevoli in una politica franca, ferma e forte, soddisfacendo in tutti i casi le giuste richieste di ogni potenza, e non piegandoci alla prepotenza di nessuna. Ma nei riguardi dei nostri continenti, le cose sono eminentemente e profondamente diverse, Non è possibile che le potenze alleate estendano i loro sistemi politici in alcuna parte dell’ uno o dell’ altro continente americano senza metter in pericolo la nostra pace e tranquillità; e nessuno può pensare che i nostri fratelli delle regioni verso sud, se lasciati liberi, adotterebbero di loro propria volontà i sistemi politici medesimi. E’ di conseguenza egualmente impossibile per noi accettare comunque con indifferenza un simile intervento.”” (pag 108, Messaggio annuale del presidente Monroe, 2 dicembre 1823.”,”USAP-066″
“BARIE’ Ottavio”,”L’ Italia nell’ Ottocento.”,”””Un fatto più caratteristico – sebbene non tanto delle città italiane quanto appunto di quest’ epoca e poi, più ancora, di quella che seguì – è che lo sviluppo dei mezzi di trasporto, dopo aver favorito l’ accentramento della popolazione nelle grandi città, tende a promuoverne entro certi limiti il decentramento, in quanto il centro delle città diviene sempre più il quartiere riservato al commercio, agli istituti bancari, agli uffici pubblici, mentre i quartieri di abitazione tendono a spostarsi verso le zone periferiche. Negli ultimi vent’anni dell’ Ottocento il Comune di Milano vide crescere la sua popolazione del 53%, ma l’ aumento del “”circondario interno”” fu minimo (9%) e fortissimo quello delle zone periferiche (138%). A Torino la popolazione ebbe nello stesso periodo aumento generale del 32%; ma il centro crebbe del 23% e il resto del Comune del 134″”. (pag 249-251)”,”ITAS-112″
“BARIE’ Ottavio a cura; scritti di Louis D. BRANDEIS Herbert CROLY Samuel GOMPERS Walter LIPPMANN Henry D. LLOYD Theodore ROOSEVELT Lincoln STEFFENS Thorstein VEBLEN Lester F. WARD Walter WEYL Woodrow WILSON”,”Il pensiero politico nell’ età di Wilson.”,”Scritti di Louis D. BRANDEIS Herbert CROLY Samuel GOMPERS Walter LIPPMANN Henry D. LLOYD Theodore ROOSEVELT Lincoln STEFFENS Thorstein VEBLEN Lester F. WARD Walter WEYL Woodrow WILSON. Economia e politica. “”””Dateci un uomo d’affari””, -egli dice (e intende “”come me””) – “”e lasciate che egli introduca metodi d’affari nella politica e nel governo; allora potrò strmente tranquillo ad occuparmi dei miei affari””. Non v’è carica, da quella di senatore degli Stati Uniti a quella di consigliere comunale in una parte qualsiasi del paese, cui non siano stati eletti uomini d’affari; tuttavia la politica rimane corrotta, il governo in cattive condizioni e il cittadino egoista deve tenersi pronto come il vecchio pompiere volontario ad uscire in qualsiasi momento, con qualsiasi tempo, per spegnere un incendio; e qualche volta esce e spegne il fuoco (dopo che il danno è stato fatto) e ritorna ai suoi affari sospirando per la presenza di uomini d’affari nella politica. L’uomo d’affari ha fallito in politica come ha fallito come cittadino. Perché? Perché la politica ‘è’ affari. Ecco il nocciolo del problema. Ecco il nocciolo di ogni cosa – arte, letteratura, religione, giornalismo, diritto, medicina -: sono tutti affari e tutti… come voi li vedete.”” (Lincoln Steffens) (pag 70) “”Vi sono naturalmente delle eccezioni. Molti uomini politici sono entrati in affari e hanno avuto successo (ex sindaci di Tammany Hall e quasi tutti i vecchi ‘bosses’ politici di Filadelfia sono finanzieri importanti nelle loro rispettive città), e uomini d’affari sono entrati in politica e hanno avuto successo (ed esempio Mark Hanna). Essi tuttavia non hanno portato alcuna riforma alle nuove professioni adottate, pur avendone a volte accentuate le caratteristiche””. (Lincoln Steffens) (pag 70-71)”,”USAG-069″
“BARIE’ Ottavio DE-LEONARDIS Massimo DE’ ROBERTIS Anton Giulio ROSSI Gianluigi”,”Storia delle relazioni internazionali. Testi e documenti (1815-2003).”,”BARIE’ Ottavio (Univ. cattolica, Milano), DE-LEONARDIS Massimo (idem), DE’ ROBERTIS Anton Giulio (Univ. Bari), ROSSI Gianluigi (Univ. Roma La Sapienza).”,”RAIx-243″
“BARIE’ Ottavio, a cura; testi di Lord ACTON Walter BAGEHOT John BRIGHT Joseph CHAMBERLAIN Winston S. CHURCHILL Richard COBDEN William E. GLADSTONE Thomas H. GREEN Leonard T. HOBHOUSE John A. HOBSON Thomas B. MACAULAY David LLOYD GEORGE John STUART MILL John MORLEY Lord PALMERSTON David G. RITCHIE John RUSSELL”,”Antologia degli scritti politici dei liberali vittoriani.”,”Testi di Lord ACTON Walter BAGEHOT John BRIGHT Joseph CHAMBERLAIN Winston S. CHURCHILL Richard COBDEN William E. GLADSTONE Thomas H. GREEN Leonard T. HOBHOUSE John A. HOBSON Thomas B. MACAULAY David LLOYD GEORGE John STUART MILL John MORLEY Lord PALMERSTON David G. RITCHIE John RUSSELL”,”TEOP-403″
“BARIE’ Ottavio a cura; scritti di Louis D. BRANDEIS Herbert CROLY Samuel GOMPERS Walter LIPPMANN Henry D. LLOYD Theodore ROOSEVELT Lincoln STEFFENS Thorstein VEBLEN Lester F. WARD Walter WEYL Woodrow WILSON”,”Il pensiero politico nell’età di Wilson.”,”Scritti di Louis D. BRANDEIS Herbert CROLY Samuel GOMPERS Walter LIPPMANN Henry D. LLOYD Theodore ROOSEVELT Lincoln STEFFENS Thorstein VEBLEN Lester F. WARD Walter WEYL Woodrow WILSON”,”TEOP-416″
“BARIE’ Ottavio”,”Luigi Albertini.”,”Ottavio Barié è nato a Santa Margherita Libure nel 1923. È stato professore di storia delle relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato tra l’altro ‘Idee e dottrine imperialistiche nell’Inghilterra vittoriana’ (1953), ‘L’Inghilterra e il problema italiano’, 2 voll. 1960-65, ‘Epistoliario di Luigi Albertini’, 5 voll., 1968″,”BIOx-033-FSD”
“BARIETY Jacques POIDEVIN Raymond”,”Les relations franco-allemandes, 1815-1975.”,”R. Poidevin è stato professore di storia contemporanea all’Università di Metz, dove ha diretto il Dipartimento di storia e il Centro di ricerca ‘Relations internationales’. Jacques Bariéty ha diretto l’Institut d’histoire contemporaine di Strasburgo. Contiene il paragrafo: – Le problème des minorités allemandes et le projet Briand de’Union européenne (pag 274-276) L’anno 1939. Hitler esita non sulla scelta di aprire le ostilità, ma sul primo colpo da dare: all’Ovest o all’Est? “”En trois jours, et sans avoir à tirer un coup de feu. Hitler fait disparaître l’État slovaque indépendant. Le 15, la Wehrmacht entre à Prague et, le soir, Hitler couche dans le palais des rois de Bohême; il n’y a plus de Tchècoslovaque, mais, à côté d’une Slovaquie vassalisée, un «protectorat de Bohême-Moravie». La France et l’Angleterre qui, en signant les accords de Munich, avaient garanti les nouvelles frontières de la Tchécoslovaquie, ne réagissent pas; elles n’en ont pas encore la possibilité matérielle, c’est-à-dire les moyens militaires. Hitler maintenant veut qu’éclate sans délai cette guerre qui est l’objectif de toute sa politique. De 1933 à 1938, il a joué au pacifique, pour pouvoir asseoir son autorité en Allemagne même, pour paralyser les réactions de la France et de l’Angleterre et pour pouvoir, pendant ce temps, réarmer l’Allemagne. Désormais Hitler pense qu’il n’a plus intérêt à retarder la guerre. L’Allemagne a acquis en matière d’armements une avance qualitative et quantitative sur ses adversaires éventuels, et d’abord la France, qui a des effectifs réduits («classes creuses» correspondant à la sous-natalité des années 1914-1918) et dont le réarmement, notamment aéronautique, a été freiné par toutes sortes de raisons. Or l’Allemagne risque de perdre dans les années à venir cet atout: la situation sociale se stabilise en France, ce qui permet d’accroître la production d’armements; les effectifs des jeunes classes mobilisables en France iront en s’accroissant; la Grande-Bretagne commence à sortir de sa léthargie et des ses illusions et entreprende de réarmer. Jamais plus, pense Hitler, le rapport des forces ne sera plus favorable à l’Allemagne; de plus il sent dans la force de l’âge et le peuple allemand, grisé par le succès de 1938, le suit aveuglément. C’est le moment de déclencher la guerre. A l’automne 1938, Hitler avait déjà fait préparer un plan d’opérations militaires contre la France pour le cas où elle aurati réagi. Les événements du 15 mars 1939 à Prague prennent l’allure d’un défi politique jeté à la face de la France et de l’Angleterre. Pourtant Hitler hésite encore, non pas sur le principe de la gurre, mais sur l’orientation des premiers coups à donner: à l’Ouest ou à l’Est?”” (pag 307-308)”,”RAIx-375″
“BARILE Giuseppe LEVRERO Renato CELLA Gian Primo REYNERI Emilio TEMPIA Anna BOVONE Laura STUCCHI Donatella MANGIAROTTI Gabriella ROSSI Giovanna TAVOLATO Vittorio ZANUSO Lorenza GIORI Danilo BOLZANI Paolo MASIERO Attilio, contributi di,”,”L’ operaio massa nello sviluppo capitalistico.”,”responsabile Stefano MERLI”,”MITT-106″
“BARILE Paolo”,”Libertà di manifestazione del pensiero.”,”Riproduce la voce ‘Libertà di manifestazione del pensiero’ apparsa nell’Enciclopedia del diritto, volume XXIV con molti aggiornamenti e qualche aggiunta. “”In realtà, quando la Corte [costituzionale] definisce l’ordine pubblico come bene di valore non inferiore alla libertà di manifestazione del pensiero; dice una cosa lapalissiana, ma inconcludente, in quanto identifica l’ordine pubblico con il fine di pacifica convivenza sociale che è il fine dello Stato, e che anzi precede, logicamente e storicamente, i diritti di libertà. Quando però poi la Corte afferma che l’ordine pubblico costituisce un limite insuperabile alla tutela delle libertà in quanto bene egualmente garantito dalla costituzione, mette a paragone entità fra loro incommensurabili (“”diritti”” e “”beni””, “”limiti”” e “”beni””), senza accorgersi che il problema si pone correttamente solo in termini di ampiezza dei diritti costituzionalmente garantiti, e quindi di limiti ai diritti, limiti che non possono ricavarsi da astratte entità, come i “”beni garantiti dala costituzione””, ma da precise norme giuridiche costituzionali”” (pag 129)”,”DIRx-031″
“BARILE Alessandro”,”Il fronte rosso. Storia popolare della guerra civile spagnola.”,”Alessandro Barile, romano, 1984, svolge ricerche nel campo della storia del movimento operaio. Questo è il suo primo libro. Libro di chiara impronta stalinista che ‘assolve’ Carlos (V. Vidali) negando i delitti a lui attribuiti dalla storiografia sulla guerra civile spagnola (vedi prefazione e testo)”,”MSPG-268″
“BARILLI Bruno a cura Giorgio PELLEGRINI”,”Le guerre serbe.”,”Uno dei massimi prosatori italiani del Novecento racconta le guerre balcaniche del 1912 e del 1914. Un mondo arcaico che ritroviamo crudamente intatto in questi anni.”,”EURC-033″
“BARIS Tommaso”,”Resistenza, antifascismo e guerra civile. Un dibattito tra storia e politica.”,”””Nel quadro di tale polemica, Procacci spiegava le sue perplessità circa l’uso della categoria di guerra civile applicata alla Resistenza. In Italia, a suo avviso, lo scontro fascisti-antifascisti aveva riguardato una parte limitata del Paese, la popolazione non aveva avuto «consistenti reazioni di insofferenza e ostilità (…) nei confronti dei partigiani» ed anche la Chiesa cattolica si era schierata contro la Rsi e i tedeschi (23). Nelle principali guerre civili del Novecento (Russia 1918-20, Spagna 1936-39, Grecia 1946-49 e Jugoslavia 1941-45), Procacci ricordava che: «l’intero Paese e l’intera popolazione sono stati coinvolti in un conflitto nel quale ognuna delle due parti era sorretta da valori (o presunti valori) della cui giustezza essa era fermamente convinta talvolta sino al fanatismo ed in cui entrambe disponevano di forze sufficienti per sperare di prevalere. In tali condizioni di surriscaldamento ideologico e di relativo equilibrio lo scontro assumeva le forme di un’autentica guerra combattuta sui fronti e nelle retrovie con l’impiego di eserciti regolari e dotati di tutte le armi disponibili, un conflitto le cui sorti si decidevano perciò prevalentemente sul campo, sul terreno. Per queste loro caratteristiche le guerre civili sono sanguinosissime e in esse la violenza degenera spesso in barbarie ed efferatezza» (24). Complessivamente, a parere di Procacci, tutto questo era mancato nel bienno 1943-45, anche perché quello italiano era stato il territorio «più a lungo teatro di operazioni militari da parte di due eserciti stranieri che se ne contendevano il controllo e il possesso». Rispetto ai due principali contendenti, fascisti ed antifascisti avevano avuto una funzione di supporto rispettivamente verso i tedeschi e gli Alleati. Concludeva Procacci: «L’Italia era dunque un Paese occupato e l’occupante tedesco contro il quale si dibatteva la Resistenza era perciò di fatto «il nemico principale», indipendentemente dalle varie e diverse percezioni che Claudio Pavone registra a questo proposito» (25). I fascisti, esigua minoranza e largamente consapevoli del proprio isolamento, giocavano un ruolo marginale e subordinato, potendosi richiamare, crollati i miti del regime, solo alla retorica dell’onore, intesa come fedeltà all’alleanza con i tedeschi, peraltro considerata dalla gran parte dell’opinione pubblica una debole giustificazione del loro collaborazionismo. Per questo, la contrapposizione «Resistenza – collaborazionismo» appariva a Procacci concettualmente più feconda e, quindi, complessivamente, a suo avviso, tenendo conto del contesto della seconda guerra mondiale, «la vecchia formula della Resistenza come una guerra di liberazione (…) conserva pienamente il suo valore» (26)”” (pag 112-113) [(23) Procacci, Postfazione, cit., pp. 582 e 584-5; (24) Procacci, Postfazione, cit., pp. 580; (25) Ivi, p. 585; (26) Ivi, p. 587. Sulla centralità della categoria di collaborazionismo: M. Palla, ‘Guerra civile o collaborazione?’ in ‘Guerra, guerra di liberazione, guerra civile’, cit., pp. 83-96] Resistenza, antifascismo e guerra civile. Un dibattito tra storia e politica, Tommaso Baris, Meridiana, No. 76, GUERRE CIVILI (2013), pp. 105-126 (22 pages), Viella”,”STOx-024-FGB”
“BARISIONE Mauro”,”L’immagine del leader. Quanto conta per gli elettori?”,”Mauro Barisione insegna Analisi dell’opinione pubblica nell’Università di Milano. Ha insegnato anche all’ IEP di Parigi. Fa parte del programma di ricerca ITANES e del comitato direttivo della SISE. Ha pubblicato un saggio per il Mulino assieme a R. Mannheimer. ‘Il teorema di Johnson’ (pag 141) “”Per due cose – così sosteneva il presidente americano Lyndon B. Johnson – i suoi nipoti sarebbero stati fieri di lui: «Quello che ho fatto per i negri, e il Vietnam». «I negri», aggiungeva, «mi sono costati 15 punti nei sondaggi, il Vietnam me n’è costato 20». Questa idea – le curve di popolarità di un leader politico salgono o scendono in misura direttamente proporzionale alla pubblica approvazione delle sue ‘policies’ – è ciò che definiremo il «teorema di Johnson». Più verosimilmente, quello che il successore di Kennedy sperimentò sulla propria pelle fu una dinamica di popolarità – un po’ volatile sul breve, in netta discesa sul lungo periodo – che diverrà tipica e in qualche misura prevedibile nei decenni a venire. Quindi nel calo di popolarità di Johnson non c’entrava tanto la politica di emancipazione degli afroamericani, né il caso specifico della guerra del Vietnam, almeno in quegli anni. Erano però finiti i tempi della popolarità «garantita» del presidente – come per Eisenhower e Kennedy -, soppiantati dal declino generalizzato dei livelli di soddisfazione e del senso di efficacia politica dei cittadini, nonché dall’affermazione di un’audience sempre più scettica e politicamente meno ‘naif’. Da Johnson in avanti, la «curva di discesa» (o ‘decay curve’) si imponeva anzi come il modello più altamente prevedibile per la popolarità presidenziale. Ignorando per ora le più o meno significative fluttuazioni congiunturali, la curva può essere descritta così: il presidente in carica conosce il proprio punteggio massimo di approvazione entro i primi sei mesi del mandato, per poi assistere – al più tardi dall’inizio del secondo anno – a un pressoché inesorabile declino, che culminerà con il punteggio più basso di popolarità verso il terzo anno dell’azione presidenziale. Gli ultimi sei mesi del quarto anno potranno vedere un tendenziale recupero, insufficiente tuttavia a riavvicinare i livelli di popolarità di inizio mandato. Morale: «Se un presidente vuole lasciare la carica da uomo popolare» – concludeva lo studioso – «deve dare le dimissioni all’indomani dell’insediamento». Questo schema, che certo conosce immancabili controesempi ed eccezioni, è sembrato approssimare per alcuni decenni in modo così efficace l’andamento tipico delle curve di popolarità presidenziali da imporre una domanda: quanto conta la qualità dell’azione del presidente, se l’esito di questa sul piano dell’immagine è già in qualche modo prevedibile? E soprattutto: da che cosa dipende allora l’andamento della popolarità del presidente?”” (pag 141-142)”,”TEOP-018-FV”
“BARJONET André”,”La C.G.T. Histoire. Structure. Doctrine.”,”BARJONET André, 47 anni (1968) studi superiori di storia e geografia. Responsabile degli studenti comunisti di Tolosa e Montpellier 1940-1942. Resistenza nel Sud-Ovest. Segretario dopo il 1946 del Centro di studi economici e sociali della CGT. Membro del consiglio economico e sociale. Si dimette nel 1968.”,”MFRx-336″
“BARJONET André”,”Vocabolario dei termini marxisti.”,”André Barjonet, già direttore del centro studi economici del più grande sindacato francese, la CGT, è professore universitario, giornalista e scrittore”,”TEOC-029-FV”
“BARJOT Dominique”,”Francis Bouygues. L’ ascension d’un entrepreneur (1952-1989).”,”Il modello Bouygues. “”Una delle sue carte più importanti sta nel valore di molti suoi collaboratori. Tra tutti, colui che ha giocato il maggior ruolo è stato senza dubbio R. Auereau. Discendente dal maresciallo d’ Impero, questo nantese aveva fatto l’ “”X””, poi come lo stesso F. Bouygues, il Centro di perfezionamento agli affari, CPA, della Camera di Commercio di Parigi.”” (pag 47-48)”,”FRAE-018″
“BARJOT Dominique DARD Olivier GARRIGUES Jean MUSIEDLAK Didier ANCEAU Eric a cura; saggi di Eric ANCEAU Frank BAJOHR Dominique BARJOT Christophe BOUNEAU Eric BUSSIERE Francois CARON Giuseppe CONTI Olivier DARD Jean-Claude DAUMAS Anne DEYSINE Claude FOHLEN Jean GARRIGUES Pierre GERVAIS Pascal GRISET Hervé JOLY René LEBOUTTE Isabelle LESCENT-GILES Severine Antigone MARIN Michel MARGAIRAZ Bruno MARNOT Didier MUSIEDLAK Christian PONCELET Gilles RICHARD Jean RIVIERE Beatrice TOUCHELAY Xavier de VILLEPIN”,”Industrie et politique en Europe occidentale et aux Etats-Unis (XIX – XX siècles).”,”Saggi di Eric ANCEAU Frank BAJOHR Dominique BARJOT Christophe BOUNEAU Eric BUSSIERE Francois CARON Giuseppe CONTI Olivier DARD Jean-Claude DAUMAS Anne DEYSINE Claude FOHLEN Jean GARRIGUES Pierre GERVAIS Pascal GRISET Hervé JOLY René LEBOUTTE Isabelle LESCENT-GILES Severine Antigone MARIN Michel MARGAIRAZ Bruno MARNOT Didier MUSIEDLAK Christian PONCELET Gilles RICHARD Jean RIVIERE Beatrice TOUCHELAY Xavier de VILLEPIN. Una grande Europa elettrica. “”Avec cette nouvelle ére des transcontinentaux électriques, l’ historien économiste peut alors se prendre à rêver d’une prochaine ‘Mare Nostrum’ de l’ électricité, en tissant la toile de ce nouveau système électrique international, où les régions d’exploitation englobent désormais plusieurs pays. Cette construction d’une grande Europe électrique, par intégration et modernisation des différents systèmes, constitue l’ enjeu majeur actuel de la communauté internationale de opératuers électriciens. Les pannes majeures des systèmes électriques depuis le mois d’août 2003, par un jeu de réactions en chaîne ou phénomène “”d’écroulement de château de cartes””, aux Etats-Unis, à Londres et en Italie, ont montré la pace stratégique des réseaux de transport d’électricité dans le monde occidental et ses choix de politique industrielle””. (pag 223) Industria e corruzione politica durante il fascismo. Capitolo di Didier MUSIEDLAK, ‘Industrie et corruption politique sous le régime fasciste’. (pag 273-285)”,”ECOI-210″
“BARKER Theo SUTCLIFFE Anthony a cura”,”Megalopolis. The Giant City in History.”,”Theo BARKER ex Prof di storia economica alla London School of Economics and Political Science. Anthony SUTCLIFFE è Prof di economia e storia sociale all’Univ of Leicester. Oltre ai due curatori i saggi sono di H.W. PLEKET, Ge JIANXION, Josef W. KONVITZ, Max ENGMAN, Ya E. VODARSKY, Gerhard BRUNN, Helen MELLER, Lionel FROST, Malcolm FALKUS, D.J. OLSEN. Nicolau SEVCENKO, Robert FISHMAN.”,”DEMx-001″
“BARKER Colin WEBER Kara”,”Solidarnosc from Gdansk to Military Repression.”,”Situazione in Polonia primi anni 1980, ruolo URSS e Chiesa cattolica polacca, scioperi e lotta operaia in Est Europa, sindacato Solidarnosc, repressione militare esercito POUP”,”POLx-048″
“BARKER Stephen F.”,”The Elements of Logic.”,”Stephen F. Barker, Department pf Philosophy the Johns Hopkins University. Preface, Introduction, Glossary of Terms, Glossary of Symbols, figure, Index,”,”FILx-053-FL”
“BARKER Thomas M.”,”The Military Intellectual and Battle. Raimondo Montecuccoli and the Thirty Years War.”,”Le parole ‘virtù’ e ‘fortuna’, un problema perenne per gli studenti del ‘Cinquecento’ e ‘Seicento’, merita una speciale menzione. Entrambi questi termini machiavelliani, hanno un ampio spettro di significati, a volte approssimati, ma spesso quasi contrastanti. Le forme italiane sono spesso usate in inglese, una pratica da evitare per quanto possibile. Perciò, nel caso di Montecuccoli, le varietà inglesi possibili per ‘fortuna’ sono fortune, luck, chance e prosperity, happiness, riches, property, fate o destiny… (pag XV, prefazione)”,”QMIx-037-FSL”
“BARLETTA Giuseppe”,”Marxismo e teoria della scienza. Materiali di analisi.”,”BARLETTA Giuseppe (Bari, 1949) lavoro presso l’Istituto di filosofia della facoltà di lettere. “”Non si tratta soltanto del fatto che, come ha osservato Cerroni, sul n° 29 di “”Rinascita”” del 1971, “”Con i grandi pensatori non si finisce mai di fare i conti. Così anche con Della Volpe”” ma anche, ed essenzialmente, di rendere a Della Volpe l’enorme merito della scoperta di un Marx “”scienziato”” in senso affatto diverso sia dalla lettura positivistica e secondinternazionalista sia dalla più aggiornata interpretazione ‘storicista’ del marxismo che, in Italia soprattutto, aveva una lunga e solida tradizione di studi”” (pag 105)”,”TEOC-601″
“BARLETTA Laura CARDINI Franco GALASSO Giuseppe a cura; relazioni di Giovanni PETTINATO Luciano CANFORA Paolo GROSSI Riccardo FUBINI Giuseppe GALASSO Giuseppe GIARRIZZO Marco MERIGGI Aurelio MUSI Luigi BONANATE Paolo PISSAVINO Patrizia SABBATUCCI-SEVERINI Luigi FERRARI-BRAVO Stefano ZAMAGNI Paolo LINGUA Gabriele GATTI, tavola rotonda Giuseppe GALASSO Luciano CANFORA Franco CARDINI Stefano ZAMAGNI Maurice AYMARD”,”Il piccolo Stato. Politica storia diplomazia. Atti del convegno di studi. San Marino, 11.13 ottobre 2001.”,”\1″,”EURx-011-FMB”
“BARLETTI Antonio, collaborazione ai testi di Enrico ROMOLI”,”Afghanistan prima e dopo.”,”Una delle pagine più nere della storia coloniale britannica. La guerra anglo-afghana e il grande gioco con la Russia “”Il primo anno di occupazione non fa registrare avvenimenti di rilievo; gli Inglesi mantengono a Kabul, sotto gli occhi scanalizzati degli Afghani, il proprio stile di vita: corse di cavalli, cricket, pattinaggio sul ghiaccio in inverno, spettacoli teatrali, serate danzanti a cui gli ufficiali partecipano con le mogli; i soldati, poi, non risparmiano i corteggiamenti alle donne locali, facendo giungere al parossismo l’odio già virulento della popolazione. A ciò vanno sommate l’impopolarità di Shah Shula – nient’altro che un fantoccio agli occhi degli Afghani – e l’incauta decisione da parte inglese di ridurre le tangenti pagate alle tribù Ghilzai per il controllo dei passi fra Kabul e Jalalabad. Ci sono tutti gli ingredienti per il futuro disastro. La rivolta, che matura lentamente, non sortisce, all’inizio risultati positivi…”” (pag 96) “”Ma come è finita la prima guerra anglo-afghana? Conun nulla di fatto. Gli Inglesi dopo la prova di forza e la «giusta punizione» inflitta agli Afghani hanno ripreso la via dell’India; Dost Mohammed, lasciato libeor di tornare in patria, è salito di nuovo sul trono di Kabul. Quattro anni di guerra e migliaia di morti sono serviti per creare una situazione assolutamente identica alla precedente; abbandonata l’idea dell’occupazione diretta dell’Afghanistan, l’Inghilterra riprende il «Grande Giuoco» con la Russia sposando di nuovo la soluzione dello stato cuscinetto, da controllare dall’esterno”” (pag 102)”,”ASIx-125″
“BARLOCCO Leontino; a cura di Irma DEMATTEIS”,”Una tragedia dimenticata. 1943-1944: gli internati italiani a Creta. Memorie.”,”Leontino BARLOCCO nasce a Bormida (SV) nel 1923. Dopo il 20 settembre 1943 rifiuta di aderire alla Repubblica sociale e finisce prigioniero a Creta. Dopo varie peregrinazioni e due naufragi viene spedito nel campo di concentramento in Germania (Fulda) dovie viene liberato dagli americani il 2 aprile 1945.”,”ITAR-124″
“BARMINE Alessandro”,”Uno che sopravvisse. La vita di un russo sotto il regime sovietico.”,” Altro libro: Memorie di un diplomatico sovietico di A. Barmine”,”RUSS-204″
“BARNABA’ Enzo”,”Morte agli Italiani! Il massacro di Aigues-Mortes, 1893.”,”Pag 37 Socialisti ideologia e realtà politica Sulle cifre si valuta l’uccisione di una decina di operai italiani. BARNABA’ Enzo ha stutidato lingue e letteratura e storia. In insegnato in vari licei. Ha scritto pure ‘Fasci siciliani a Valguarnera’.”,”CONx-160″
“BARNABA’ Enzo”,”I Fasci siciliani a Valguarnera.”,”BARNABA’ Enzo è nato a Valguarnera (Enna) nel 1944 e vive a Belluna dove insegna in una scuola superiore. E’ uno studioso di storia del movimento operaio.”,”MITT-190″
“BARNABA’ Enzo”,”Aigues-Mortes, il massacro di Aigues-Mortes.”,”BARNABA’ Enzo ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei. Ha scritto pure ‘Fasci siciliani a Valguarnera’ e altro:”,”CONx-006-FV”
“BARNARD John”,”Walter Reuther and the Rise of the Auto Workers.”,”John Barnard is Professor and Chairman of the Department of History at Michigan’s Oakland University. President for twenty-four years of the largest, most dynamic, most progressive industrial union in the world, the United Auto Workers, Walter Philip Reuther was a pioneer of the twentieth-century labor movement. In Walter Reuther and the Rise of the Auto Workers, John Barnard presents the first concise, selective account of Reuther’s life and stormy career. Editor’s Preface by Oscar HANDLIN, Acknowledgments, A note on the Sources, Index, Illustrations,”,”MUSx-004-FL”
“BARNAVI Eli”,”Storia di Israele. Dalla nascita dello Stato all’ assassinio di Rabin.”,”Storico e politologo, Eli BARNAVI insegna al Dipartimento di Storia dell’ Univ di Tel Aviv. Specialista del XVI secolo europeo e della storia contemporanea di Israele, ha curato la direzione scientifica dell’ ‘Atlante storico del popolo ebraico’ (1995). Ha tra l’altro pubblicato nel 1988 presso Flammarion ‘Lettre d’un ami Israelien à l’ami Palestinien’.”,”VIOx-042″
“BARNAVI Eli”,”Storia d’Israele. Dalla nascita dello stato all’assassinio di Rabin.”,”Storico e politologo, Eli Barnavi insegna al Dipartimento di Storia dell’Università di Tel Aviv. Specialista del XVI Secolo europeo e della storia contemporanea d’Israele, ha curato la direzione scientifica dell’Atlante storico del popolo ebraico (1995).”,”VIOx-077-FL”
“BARNBY Henry G.”,”The Prisoners of Algiers. An account of the forgotten american-algerian war 1785-1797.”,”””I prigionieri di Algeri”” segnano l’inizio di una particolare situazione di conflitto algerino-americano tra il Dey di Algeri e gli Stati Uniti che durò dal 1785 al 1797. Dopo che gli Stati Uniti divennero indipendenti dall’Impero britannico a seguito della Guerra di Indipendenza americana (1765-1783), Algeri dichiarò guerra agli Stati Uniti. Algeri, infatti, dopo aver recepito dai diplomatici britannici che la Continental Navy era stata sciolta nel 1783 e che quindi la navigazione mercantile americana non era più sotto la protezione della Royal Navy, scatenò i pirati barbareschi che operavano in quelle coste. I pirati catturarono 53 navi mercantili statunitensi e 1 brigantino assieme a 180 marinai americani tenuti in ostaggio ad Algeri, 82 dei quali furono successivamente riscattati dal governo degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, non avendo ancora una marina per proteggere le proprie navi e il proprio commercio, furono costretti a chiedere la pace ad Algeri nel 1795, accettando di pagare un tributo annuale. La guerra portò il Congresso degli Stati Uniti ad approvare il Naval Act del 1794, che istituì la United States Navy.”,”USAG-002-FSL”
“BARNET Miguel; nuova edizione a cura di Gaetano LONGO”,”Autobiografia di uno schiavo (Cimarron).”,”Etnologo, poeta e romanziere, Miguel BARNET (L’Avana 1940) è considerato uno dei più importanti esponenti della cultura latino-americana. Nel 1963 un giornale dell’Avana dedicò un servizio agli abitanti più vecchi dell’isola. BARNET notò tra essi un ‘cimarron’, un ex-schiavo fuggiasco di centoquattro anni. BARNET registrò il racconto della sua vita.”,”CONx-006″
“BARNETT Correlli”,”I generali delle sciabole. Studi sui Comandi Supremi della prima guerra mondiale.”,”[Clemenceau conduceva una campagna contro i princìpi di Pétain, e questa campagna incontrava la simpatia di tutti i comandanti subordinati la cui mentalità si era ormai fossilizzata nella guerra di trincea e che non potevano ammettere che la Germania sarebbe riuscita dove essi erano falliti: la penetrazione in profondità. Il 24 gennaio Clemenceau trasmetteva a Pétain il rapporto del suo “”ispettore generale per le costruzioni difensive””, generale Roques, da cui risultava che il comandante in capo non aveva attribuito la dovuta importanza al filo spinato e alle fortificazioni, che molte truppe, in addestramento, non scavavano abbastanza. Tutto questo movimento contro Pétain dimostrava che dopo il brutto spavento della primavera-estate 1917, lo “”spirito”” della scuola di guerra (attaccare sempre senza mai cedere terreno e combattere sempre sulla prima linea) stava risuscitando; e ciò rendeva più difficile il compito del comandante in capo di preparare l’esercito secondo i comuni princìpi di addestramento e di tattica. Ciò significava inoltre che in una prossima campagna critica e decisiva, le probabilità di successo sarebbero state ridotte da questo fatale idealismo francese, da questa scuola “”morale”” che nell’inverno 1917-18 non teneva conto dele realtà tecniche più di quanto non aveva fatto nel 1887 o nel 1914, o nella stessa primavera del 1917. Mentre i lunghi treni tedeschi si snodavano attraverso l’Europa, dalla Russia verso la Francia, con il loro carico di truppe vittoriose e un massiccio equipaggiamento, e la fiumana di forze continuava a salire, dall’altro lato della linea alleata, come una misteriosa corrente che sommerge una diga, nelle alte sfere politiche militari inglesi e francesi si protraeva la discussione intorno al probabile comandante supremo’ (pag 404)]”,”QMIP-010″
“BARNETT Correlli a cura; saggi di Shelford BIDWELL Martin BLUMENSON Briand BOND Lord CARVER Carlo D’ESTE Wlater GÖRLITZ John HACKETT Franz KUROWSKI Richard LAMB Barry A. LEACH Kenneth MACKSEY Martin MIDDLEBROOK Samuel W. MITCHAM Klaus-Jurgen MÜLLER Robert O’NEILL Ferdinand VON SENGER UND ETTERLIN Earl F. ZIEMKE”,”I generali di Hitler. Esercito e casta militare del Terzo Reich.”,”BARNETT Correlli è autore di importanti libri sulla questione militare. Ha lavorato come consulente storico e soggettista per la BBC. Dal 1977 è conservatore del Churchill Archives Centre e membro del Churchill College di Cambridge. Saggi di Shelford BIDWELL Martin BLUMENSON Briand BOND Lord CARVER Carlo D’ESTE Wlater GÖRLITZ John HACKETT Franz KUROWSKI Richard LAMB Barry A. LEACH Kenneth MACKSEY Martin MIDDLEBROOK Samuel W. MITCHAM Klaus-Jurgen MÜLLER Robert O’NEILL Ferdinand VON SENGER UND ETTERLIN Earl F. ZIEMKE”,”GERN-079″
“BARNETT Lincoln”,”L’ universo e Einstein.”,”L’ universo è un continuo a quattro dimensioni. La distanza come il tempo è un concetto relativo L’ universo di Einstein non è euclideo ed è finito. “”Il lungo intervallo durato più di quaranta anni – fin da quando fu pubblicata la teoria della relatività ristretta nel 1905 – fra la celebrità di Einstein e la comprensione di essa da parte del pubblico, misura la lacuna nella cultura delle genti””. (pag 18) “”La scienza moderna è nata quando Galileo cercò di investigare “”come”” avvengono (i fatti, ndr), dando così origine al “”metodo sperimentale””, il quale oggi costituisce la base della ricerca scientifica.”” (pag 22) “”””Il non matematico”” dice Alberto Einstein “”quando sente parlare di cose “”a quattro dimensioni””, è afferrato da un brivido misterioso, da un senso non troppo dissimile da quello destato dalle idee dell’ occultismo. Eppure non vi è una affermazione più comune di quella che il mondo nel quale viviamo è uno spazio-tempo continuo a quattro dimensioni””.”” (pag 103) “”Platone, circa 2300 anni fa, dichiarava: “”Colui che veramente si appassiona alla scienza è sempre alla affannosa ricerca dell’ essere… Egli non si arresterà davanti a quei molteplici fenomeni i quali esistono solo apparentemente””. (pag 173)”,”SCIx-224″
“BARNETT Vincent”,”The Revolutionary Russian Economy, 1890-1940. Ideas, debates and alternatives.”,”””The creation and function of Gosplan. On 22 February 1921 SNK proposed a ‘general state planning commission’ and on 17 March 1921 it issued a decree entitled ‘On a Planning Commission was to be accomplished through the organs of the corresponding People’s Commissariats. Various published works foreshadowed the creation of Gosplan, works such as ‘A Single Economic Plan and a Single Economic Apparatus’ of 1920 by S.I. Gusev. In A.M. Kaktyn ‘s ‘A Single Economic Plan and a Signle Economic Centre’, also of 1920, the creation of a unified, strong-willed, centralised planning unit was posited as the cardinal condition for the existence of a socialistic system of production and exchange. The basic task of Gosplan was given as to compose a single unified plan for the entire Soviet economy (…).”” (pag 97) ‘Kondratiev ‘s plan for agriculture and forestry, 1924-1928.’ (pag 98)”,”RUSU-197″
“BARNETT Correlli”,”I generali nel deserto.”,”””I tedeschi, da parte loro, avevano impiegato i cinque mesi antecedenti la battaglia “”Crusader”” ad adattare la loro già eccellente e provata tattica della guerra corazzata alle particolari circostanze del deserto. Con la meticolosa, seria e intelligente accuratezza che è loro propria, avevano non solo perfezionato la condotta operativa e i servizi di riparazione sul campo di battaglia, ma li avevano provati e riprovati sul terreno. Come risultato, nelle parole di un ufficiale di stato maggiore tedesco: “”Una divisione ‘panzer’ tedesca era una formazione estremamente elastica che si appoggiava sempre all’artiglieria, nell’attacco e nella difesa. Al contrario, i britannici consideravano il cannone anticarro come arma difensiva e non fecero buon uso della loro potente artiglieria da campagna, che avrebbe dovuto essere addestrata a eliminare i nostri cannoni anticarro””. (…) Ci fu ancora un altro fattore contrario: la qualità dell’equipaggiamento britannico. Le ricerche effettuate dopo la guerra hanno indicato che i cannoni e le corazze dei carri britannici erano presso a poco alla pari con quelli tedeschi. Tuttavia, le più recenti corazzature di alcuni carri germanici potevano esser perforate solo da un proiettile da 37 millimetri rivestito che i britannici non avevano””. (pag 160-161)”,”QMIS-110″
“BARNETT Vincent”,”A History of Russian Economic Thought.”,”Vincent Barnett is the author of many books and journal articles exploring the intellectual of Russia. This book will prove essential reading to all those interested in international economic history and the evolution of Russian economic thought. Preface, Acknowledgements, Timeline – key developments in Russian economics and statistics, Introduction, Prelude, Epilogue, Appendix: I) the first Russian translations of the works of Western economists, II) dramatis personae, Notes, Select bibliography, Author index, Subject index,”,”RUSU-050-FL”
“BARNETT Vincent”,”Marx.”,”L’attenzione di Marx all’insurrezione polacca del 1863 e l’intenso studio della storia della Polonia ‘An Immense Accumulation of Research. (…) Marx never stopped the process of learning new subject areas and researching additional topics within the field of political economy widely interpreted. Hence, in the first half of the 1860s, he continued the process of gathering materials that might provide assistance to his long-term goals. In political terms, the early 1860s were a period of upturn in the fortunes of the socialist movement, with an insurrection in Poland in 1863 and the defeat of slavery in the USA. In relation to these events in 1861, Marx and Engels had both written numerous journalistic articles on the America civil war, and in 1863 Marx devoted considerable time to studying Polish history and politics. In the mid-1860s he also devoted a significant amount of time to his role as a leading figure in the First International Working Men’s Association, which was a successor (of sorts) to the defunct Communist League. In preparation for the formal creation of the First International in 1864, Marx composed an inaugural address and also a set of provisional rules for this association, which demonstrated clearly his views on the political organisation necessary in order to secure proletarian aims. In this period, therefore, continuing his more abstract research on economics topics was by no means the only possibility that was available, as this chapter will document, but work on ‘Capital’ was certainly his main theoretical focus’ (pag 135-136) [Vincent Barrett, Marx, Routledge, London, 2009] [Vincent Barnett has been research fellow on a wide variety of History, Russian Studies and Economics projects at various UK universities. His publications include ‘A History of Russian Economic Thought’ (2005), ‘The Revolutionary Russian Economy, 1890-1940′ (2004) and Kondratiev and the Dynamics of Economic Development’ (1998)]”,”MADS-816″
“BARNETT Correlli”,”I generali del deserto.”,”””Mentre si dirigevano al mare sul terreno disuguale, incontrarono branchi di antilopi vaganti, che si divedevano lasciarli passare. Videro qualche otarda. L’odore pungente del mare penetrava dal finistrino aperto dell’auto. Dorman-Smith chiese a O’Connor come si sentisse un comandante che aveva ottenuto un successo completo. O’Connor rimase zitto per un momento, gli occhi calmi e riflessivi fissi sulle gazzelle. Poi risposte: «Non credo che un comandante possa dire di aver ottenuto un successo completo se non quando è riuscito a ristabilire la situazione dopo una seria sconfitta e una lunga ritirata». Dorman-Smith doveva ricordarsi di questa risposta modesta e saggia diciotto mesi dopo, mentre accomagnava Sir Claude Auchinleck in volo verso Maaten Bagush, il vecchio quartier generale di O’Connor, ad assumere il comando dei resti dell’ottava armata, ritiratasi per quattrocentosettanta chilometri con la perdita di ottantamila uomini”” (pag 89)”,”QMIS-040-FGB”
“BARNETT Correlli”,”Marlborough.”,”””War is the province of uncertainty”” (la guerra è la provincia dell’incertezza) Karl Von Clausewitz “”… uncertainty is the worst of all conditions, for death itself is easier than the fear of it…”” John Churchill, First Duke of Marlborough (“”… l’incertezza è la peggiore di tutte le condizioni, perché la morte stessa è più facile della paura di essa…”” John Churchill, primo duca di Marlborough)”,”QMIx-146-FSL”
“BARNETT Correlli”,”Britain and Her Army 1509-1970. A Military, Political and Social Survey.”,”BARNETT Correlli: (28.6.1927-10.7.2022) è stato uno storico militare inglese, scrisse anche opere di storia economica, in particolare sulla deindustrializzazione del Regno Unito nel dopoguerra. «L’importanza della guerra e delle istituzioni militari è stata generalmente trascurata negli scritti storici britannici, il cui tono è stato dato dall’enfasi Whig e liberale sul progresso costituzionale pacifico. In questa visione liberale la guerra appare come un’aberrazione, un’interruzione di una condizione “”naturale”” di pace: quasi come una forma di crimine, non degno di attenzione intellettuale. La visione liberale e pacifica della storia può essere mantenuta solo con una risoluta distrazione dello sguardo dai fatti. Infatti il conflitto tra gruppi tribali o sociali e tra nazioni costituisce la condizione umana essenziale in assenza di uno Stato mondiale con il monopolio della forza. Le relazioni tra gli stati nazionali sono sempre state quelle di una lotta per il vantaggio e il dominio, dove le alleanze possono effettivamente fiorire fintanto che gli interessi coincidono temporaneamente, per poi, però, languire quando tali interessi divergono. Pace e guerra nella storia fluiscono continuamente l’una nell’altra, momenti alternativi dell’unico fenomeno della lotta per il potere. É quindi falso e irrealistico dividere la politica tra rigide categorie di “”pace”” e “”guerra””. La politica può spaziare dalla rivalità commerciale e diplomatica, al conflitto indiretto e alla guerra limitata, fino alla guerra totale; le distinzioni sono di grado, non di genere. Nel caso della stessa storia britannica, i Whig e gli storici liberali hanno contrapposto quella che credono essere l’evoluzione ordinata delle istituzioni parlamentari e del progresso economico con le guerre, gli eserciti e le tirannie dell’Europa. Anche gli storici contemporanei, ad eccezione dei marxisti, tendono a trascurare il ruolo della forza, del conflitto e della guerra. Eppure il corso della storia britannica, per quanto la Gran Bretagna sia stata protetta dal mare e dalla Royal Navy, è stato plasmato dalla guerra e dalle istituzioni militari. L’ottimismo e il pacifismo liberali del diciannovesimo secolo furono resi possibili dalla vittoria su Napoleone, una vittoria consumata da un generale britannico e in parte dalle truppe britanniche a Waterloo; il liberalismo era custodito dalla più grande marina del mondo e da un esercito mercenario sempre più utilizzato di qualsiasi altro esercito delle nazioni militariste d’Europa. In effetti, le grandi crisi della storia britannica sono state spesso decise da battaglie ed eserciti, piuttosto che da giuristi costituzionali o da politici rumorosi. Bosworth Field fondò la monarchia Tudor. La disputa tra Carlo I e il Parlamento fu risolta con la guerra. La monarchia fu restaurata nel 1660 grazie all’intervento dei soldati. Giacomo II perse il trono e Guglielmo d’Orange lo conquistò in funzione dell’atteggiamento assunto dalle forze armate. La questione delle istituzioni militari fu al centro delle lotte costituzionali del XVII secolo. Gli Hannover restarono al potere nel XVIII prevalendo sui pretendenti Stuart grazie all’esercito. L’India e il Canada furono battuti in guerra. L’America ha perso. La strada verso la supremazia industriale e commerciale vittoriana fu aperta sui campi di battaglia napoleonici. Nel XX secolo la sopravvivenza stessa della nazione britannica è dipesa due volte dagli eserciti di massa che gli inglesi non avevano mai avuto intenzione di formare. (…)» (dall’introduzione, pag XVII, XVIII. Traduz. d. r.)”,”UKIQ-010-FSL”
“BARNI Giulio LABRIOLA Arturo POLLEDRO Alfredo DE-AMBRIS Alceste OLIVETTI A.O. TANCREDI Libero”,”Pro e contro la guerra di Tripoli. Discussioni nel campo rivoluzionario.”,”””Evidentemente se l’ Italia non avesse preso la Tripolitania, se ne sarebbe impadronito qualcun altro, con danno e iattura di tutta la nazione, del proletariato in prima linea.”” (pag 120, A.O. Olivetti) “”Anzi, addentrandoci nella vi di una motivata opposizione speciale, perderemo di vista quella opposizione fondamentale che il sindacalismo vuol formulare contro il sistema capitalistico. mentre per quel tanto per cui la nostra vita è ancora imperniata a fatti di indole n nazionale, l’ impresa tripolina, serenamente considerata, si presenta piuttosto vantaggiosa che dannosa al proletariato italiano. E mentre il famoso socialismo tedesco, che manda voti di plauso per la nostra agitazione antitripolina, approvò incondizionamente la politica dell’ imperatore al Marocco.”” (pag 121, A.O. Olivetti) “”Una guerra noi socialisti la malediremo, ma essa ci farà più seri, ci avvezzerà a un esame più profondo delle cose, a una intelligenza più piena della vita. Darà a noi italiani il senso del nostro potere nazionale. Vincitori o vinti, supereremo tutti la spaventevole leggerezza del nostro consueto giudizio. Essa ci imporrà problemi nuovi, più precisi, di portata più lunga, di effetti più persistenti di quelli ai quali noi ci siamo abituati. Sarà una cosa tremenda e dolorosa, ma sotto quella pedagogia noi ci rifaremo.”” (pag 49, Arturo Labriola)”,”MITS-292″
“BARNI Walter”,”Una scheggia della CGIL.”,”Squarci di guerra e resistenza. 50 anni di battaglie dei lavoratori delle assicurazioni nello sfondo dello scontro tra classi e regimi in Italia e nel mondo. I sindacalisti dei lavoratori e degli imprenditori..”,”SIND-002-FL”
“BARNOSELL Genìs”,”Orìgens del sindicalisme català.”,”BARNOSELL I JORDA’ Genìs (1968) è dottore in storia contemporanea nell’ Università Pompeu Fabra, si è dedicato alla ricerca dei movimenti sociali del secolo XIX.”,”MSPx-031″
“BARNOUW Erik”,”Il canale dell’opulenza. Storia della televisione americana.”,”Erik Barnouw, docente di arte drammatica alla Columbia University, è autore di ‘Documentary’ e ‘History of the Non-Fiction Film'”,”EDIx-221″
“BARNSBY George J.”,”Socialism in Birmingham and the Black Country, 1850-1939.”,”BARNSBY George J. è nato nel 1919 a Londra. Suo padre ferroviere è morto per i gas sul fronte della prima guerra mondiale quando lui ne aveva tre. Ha frequentato la Central School e l’ ha lasciata a sedici anni. Dopo sei anni di servizio militare (Birmania) ha studiato presso la London School of Economics. E’ diventato così uno dei primi giovani di estrazione operaia a frequentare l’ Università e a diventare insegnante. Ha scritto vari libri tra cui ‘The Working Class Movement in the Black Country 1750 to 1867’ e ‘Social Conditions in the Black Country. Si è spostato nelle Black Country dal 1954. Ha scritto pure ‘Birmingham Working People’. Nel 1942 aveva aderito al CPGB Communist Party of the Great Britain. Ha svolto un’attiva politica anti-razzista all’ interno dell’ esercito. Carenza di cibo. “”Food problems became intractable in 1917 as a result of the German blockade and destruction of shipping. In November 1916 BICS (Birmingham Industrial Co-operative Society, nrd) had to announce that new members could be accepted only on the understanding that they would not be entitled to sugar, bread and coal.”” (pag 224) Scioperi e manifestazioni sindacali per la situazione alimentare. “”The food situation worsened in 1918. The Trades Council had passed a resolution at the end of 1917 demanding strike action if the food situation did non improve. There were food demonstrations at the big factories, notably Austin, and Metropolitan Carriage and Wagon. On 16 January 1918 Longbridge came out on strike.”” (pag 225) Birmingham è una città e un Metropolitan borough con status di city delle West Midlands, Inghilterra, Regno Unito. La città di Birmingham ha una popolazione di 992.400 abitanti secondo una stima del 2004. Con Wolverhampton, Solihull e le città del Black Country forma il secondo agglomerato urbano del Regno Unito denominato West Midlands Conurbation, con una popolazione di 2.275.000 abitanti. Birmingham fa parte della contea del West Midlands che comprende anche la città di Coventry con una popolazione totale di 2.579.200 abitanti. Grazie alle reciproche influenze economiche, l’area metropolitana si estende in effetti molto al di là della contea di West Midlands e della stessa regione delle Midlands Occidentali. La città è conosciuta col nomignolo di Brum (dal nome dialettale “”Brummagem””), e la sua popolazione è chiamata Brummies; vi si parla un dialetto chiamato Brummie. È una città plurietnica e multiculturale in quanto il 30% circa dei suoi abitanti non è di origine europea. Nel 2001 il 70,4% della popolazione era di origine europea, (compresi il 3,2% di irlandesi), il 19,5% di origine asiatica di lingua inglese, il 6,1% di origine africana o afro-americana, lo 0,5% di origine cinese, il 2,9% di etnia mista e lo 0,6% di altra origine. (Wikip)”,”MUKx-151″
“BAROLINI Teodolinda”,”La “”Commedia”” senza Dio. Dante e la creazione di una realtà virtuale.”,”Teodolinda Barolini è critica letteraria e direttrice del Dipartimento di italiano della Columbia University di New York, dove insegna letteratura italiana.”,”ITAG-037-FL”
“BARON Samuel H.”,”Plekhanov. The Father of Russian marxism.”,”PLECHANOV (Georgij Valentinovic) (Gudalovka, Tambov, 1856 – Terijoki, Finlandia, 1918). Aderì dapprima al movimento populista, ma se ne allontanò quando questo nel 1879 si frazionò in diversi gruppi propugnanti la lotta con metodi terroristici. Orientatosi verso il marxismo, dovette più volte rifugiarsi all’estero dove svolse intensa attività pubblicistica (tradusse in russo, oltre al Manifesto del partito comunista, nel 1882, numerose altre opere di Marx ed Engels) e di divulgazione della dottrina marxista tra gli esuli russi (nel 1883 fondò a Ginevra con P. B. AKSELROD e Vera ZASULIC il Gruppo per l’emancipazione del lavoro [Osvobozdenie truda]). Convinto che la Russia avrebbe potuto essere liberata dal regime zarista solo dalla classe operaia, sostenne tuttavia la necessità che la rivoluzione sociale doveva condurre all’avvento del socialismo attraverso una prima fase intermedia nella”,”PLED-015″
“BARON Samuel H.”,”Plekhanov in Russian History and Soviet Historiography.”,”Samuel H. BARON è Alumni Distinguished Professor Emeritus, Univ of North Carolina. Due saggi trattono delle relazioni tra PLECHANOV (1856-1918) e lo storico marxista M.N. POKROVSKI (1868-1932). I due uomini gareggiarono per esercitare un’influenza per tutta la loro vita.”,”PLED-017″
“BARON Samuel H. WALICKI Andrzej STRADA Vittorio PIPES Richard KOWAL Lubomyr M. WILLARD Claude REBERIOUX Madeleine GERRATANA Valentino GRENDI Edoardo CAMPORESI Cristiano, saggi di”,”Storia del marxismo contemporaneo. Volume terzo. Plechanov, Struve, Tugan-Baranovskij, Lafargue, Jaures, Labriola, Hyndman, De-Leon.”,”Saggi di BARON Samuel H. WALICKI Andrzej STRADA Vittorio PIPES Richard KOWAL Lubomyr M. WILLARD Claude REBERIOUX Madeleine GERRATANA Valentino GRENDI Edoardo CAMPORESI Cristiano”,”MADS-283″
“BARON Samuel H.”,”Plekhanov. The Father of Russian Marxism.”,”””L’ arresto di Lenin, Martov e Potresov rimosse la leadership politicamente orientata e consentì agli economicisti di acquisire il dominio. Struve, nel frattempo, passò dal marxismo rivoluzionario al revisionismo. Avendo perduto i loro principali supporters in Russia, gli Osvobozhdentsi (1) soffrirono una lunga serie di disfatte e rifiuti. Essi si riunirono per il contrattacco, quando alla fine venne, chiaramente dovettero qualcosa alle imbeccate e iniziative di Lenin, Potresov e Martov (…). Il rilascio dei tre dall’ esilio coincise quasi con la pubblicazione del Vedemecum di Plechanov. Rapidamente, essi e il pioniere marxista si trovarono uniti come mai prima nel progetto Iskra-Zaria. La loro rinnovata collaborazione ancora una volta diede un potente impeto al movimento socialdemocratico. Persino in Siberia, Lenin aveva seguito la lotta ideologica con forte interesse. A Martov e Potresov, (…) propose “”una triplice alleanza”” “”per la lotta contro il Revisionismo e l’ Economicismo””. Lenin sottolineava che “”questa alleanza deve prima di tutto il resto unire le forze con il Gruppo Emancipazione del Lavoro””. (pag 209)”,”PLED-029″
“BARON Xavier”,”Aux origines du drame syrien, 1918-2013.”,”BARON Xavier è un ex direttore di Afp per il Medio Oriente. Il suo libro ‘Les Palestiniens. Genèse d’une nation’ (1978) è diventato di riferimento. “”La volonté du nouveau parti Baas d’être neutraliste face aux rivalités des grandes puissances se trouve rapidement mise à l’épreuve avec l’accord de coopération mutuelle, connu sous le nom de pacte de Bagdad, que l’Irak et la Turquie signent le 25 février 1955. La Grande-Bretagne, le Pakistan et l’Iran se joindront ultérieurement à ce pacte qui introduit la guerre froide au Proche-Orient et qui a pour effet de refaire l’unanimité entre les baasistes pro- et antinassériens de Syrie au profit d’un rapprochement syro-égyptien destiné à faire face à l’alliance militaire pro-occidentale. Un pacte de défense syro-égyptien est signé à Damas le 20 octobre 1955 avc come conséquence la création d’un commandament commun”” (pag 117)”,”VIOx-190″
“BARON Samuel H. / WALICKI Andrzej / STRADA Vittorio”,”Lo sviluppo del capitalismo in Russia nel pensiero di Plechanov. / Il problema della rivoluzione russa in Plechanov. / Materialismo e dialettica nel marxismo di Plechanov.”,” “”Plechanov aveva già delineato nel 1883-1885 la sua concezione del ruolo del capitalismo nello sviluppo storico della Russia e non la mutò fin quasi alla morte; essa formava il centro del suo pensiero, tanto che vi ritornò sopra ripetutamente dopo il 1885, ogni volta approfondendo l’analisi e aggiornandola. Inoltre, i suoi lavori in questo settore stabilirono l’indirizzo generale dei marxisti russi, Lenin incluso. In ‘Le nostre divergenze’ – scrisse Lenin nel 1894 – Plechanov aveva dimostrato che la Russia era avviata sulla strada del capitalismo (21). Il suo stesso grosso volume ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ (1898) contiene bensì alcune idee nuove; ma per buona parte può essere definito un ulteriore ampliamento dell’analisi che Plechanov aveva già compiuto in precedenza. Dopo la scissione del partito nel 1903 e la rivoluzione del 1905, le idee di Plechanov continuarono ad esercitare una profonda influenza sui menscevichi. Il comportamento di molti bolscevichi nelle settimane immediatamente successive alla caduta dello zar nel 1917 fa pensare che anche molti di loro fossero convinti che il livello di sviluppo economico della Russia in quel momento rendeva impensabile una rivoluzione socialista (22)”” (pag 435-436) [S.H. Baron, Lo sviluppo del capitalismo in Russia nel pensiero di Plechanov, ‘Annali’, Milano, 1974] [(21) V.I. Lenin trad it. ‘Che cosa sono gli “”Amici del popolo”” e come lottano contro i socialdemocratici?’, in ‘Opere complete’, Roma, 1955-1970, vol. I, pp. 192-93; (22) Soltanto dopo il ritorno di Lenin, nell’aprile del 1917, i bolscevichi furono incitati ad accelerare la rivoluzione socialista ed egli incontrò grandi difficoltà a persuadere i suoi compagni a seguire quella politica] Nel primo dei tre saggi, molto spazio è dedicato a Pokrovskij 2° saggio: Plechanov riprende tesi di Tkacev: socialismo è possibile in Russia perché il paese non ha ancora imboccato la via del capitalismo (pag 454) Simpatia di Plechanov per la socialdemocrazia tedesca (pag 455) Plechanov vede in Lenin un ‘blanquista’ continuatore ideologico di Tkacev e della frazione blanquista della “”Narodnaja Volja”” (pag 465)”,”PLED-048″
“BARON Samuel H.”,”Plekhanov. The Father of Russian Marxism.”,”This is the first biography in a Western language of G.V. Plekhanov, the man who almost singlehandedly launched the movement that was to culminate in the Bolshevik Revolution. Mr. Baron is Associate Professor of History at Grinnell College. Preface, Notes, Bibliography, Index, The illustrazion fallow page 146, foto,”,”PLED-004-FL”
“BARON Samuel H.”,”Plekhanov. In Russian History and Soviet Historiography.”,”This is the first biography in a Western language of G.V. Plekhanov, the man who almost singlehandedly launched the movement that was to culminate in the Bolshevik Revolution. Mr. Baron is Associate Professor of History at Grinnell College. Professor Emeritus, University of North Carolina. Introduction, Notes, Bibliography, Index,”,”PLED-005-FL”
“BARON Xavier”,”I Palestinesi. Genesi di una nazione.”,”Xavier Baron (1943), laureato al Centre de Formation des Journalistes a Parigi, lavora per France Presse dal 1966. É stato corrispondente dall’Africa centrale, dal Vietnam, dalla Cambogia – dove è stato prigioniero degli Kmer per due mesi – dalla Giordania. Dal 1970 al 1978 ha seguito il conflitto arabo-israeliano da Beirut, la guerra nello Yemen, in Kurdistan, in Libano. Nel 1982 è di nuovo a Beirut durante l’invasione israeliana. Caporedattore a Parigi dal 1984 al 1987, poi responsabile per il Medio Oriente, caposervizio a Roma, direttore del servizio diplomatico a Parigi, dal 2000 è caposervizio a Madrid.”,”VIOx-103-FL”
“BARONCELLI Flavio PASINI Mirella a cura, relazioni di Carlo Augusto VIANO Eugenio CORSINI Arrigo PACCHI Fulvio PAPI Ezio RIONDATO Albino BABOLIN Luigi BAGOLINI Daniela BIANCHI Luigi BONANATE Paola DE-CUZZANI Mirella PASINI Daniele ROLANDO Cesare VASOLI interventi di Dante BERNINI Mario MENCARELLI ALdo VISALBERGHI”,”I filosofi e la pace. Atti del V Convegno tra studiosi di Filosofia Morale in memoria di Romeo Crippa (Sanremo, Villa Nobel 13-15 dicembre 1984).”,”Relazioni di Carlo Augusto VIANO Eugenio CORSINI Arrigo PACCHI Fulvio PAPI Ezio RIONDATO Albino BABOLIN Luigi BAGOLINI Daniela BIANCHI Luigi BONANATE Paola DE-CUZZANI Mirella PASINI Daniele ROLANDO Cesare VASOLI interventi di Dante BERNINI Mario MENCARELLI ALdo VISALBERGHI Contiene i saggi: ‘La pace ambigua tra dialettica e storia’ (F. Papi) (dedicato al pensiero di Marx e di Engels, la questione della pace e della guerra nelle opere di M. e E.) (pag 105-119), ‘Non violenza e progetti di pace perpetua nell’Inghilterra del XVII e del XVIII secolo: i quaccheri (1650-1710)’ (D. Bianchi), ‘La bilancia e il torrente: metafore della pace e delal guerra nella letteratura politica da Machiavelli a Botero’ (Mirella Pasini) Engels e Marx (pag 107 – 108) “”Per quanto riguarda l’inizio della storia umana, la scena da prendere in considerazione è quella descritta da Engels nell”Origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato’ (1884), quando racconta la primitiva vita sociale e struttura tribale. In una unità territoriale vivono le ‘gentes’, gruppi consanguinei matrilineari che rendono possibili tra di loro gli scambi matrimoniali. Si tratta di una società semplice retta da un consiglio i cui membri anziani provengono dalle ‘gentes’ e che prende decisioni sempre in maniera unanime. Una società, sottolinea Engels, senza il potere separato dallo stato, “”senza soldati, gendarmi e poliziotti, senza nobili, re, luogotenenti, prefetti e giudici, senza prigioni senza processi, tutto segue il corso regolare…””. L’uso diretto dell’antropologia di Morgan e Bachofen consentiva ad Engels di strutturare in un sistema sociale organizzato il teatro della pace roussoiana delle origini. Uomini e donne uguali, con bisogni analoghi, con una produzione e una assistenza equamente distribuite. Questo modello di pace delle origini ha in Engels il suo opposto simmetrico, come risulta anche dalla citazione, nella struttura coattiva dello stato contemporaneo. Vale la pena di ricordare che questa simmetria sarà ripetuta anche dall’antropologia contemporanea, laddove la nostalgia sofisticata del primitivo ha agito ancora una volta sulle forme della vita sociale contemporanea come un corrosivo ideologico di tipo radicale. In Engels sarà la guerra a rompere l’incanto sociale di questa vita comunitaria delle origini. La storia sarà segnata da una decadenza di valori e contemporaneamente da una immensa moltiplicazione di oggetti che manifestano lo sviluppo della specie umana, l’allargamento indefinito del corpo umano nello spazio mondano. A questo corpo occorre ricuperare il senso. Per quanto riguarda la fine del processo storico, quando si compie questo destino e si ha il passaggio dal regno della necessità al regno della libertà, secondo il celebre finale dello schizzo storico dell”Antidühring’, nuovamente troviamo l’assenza di conflitti in una scena sociale dove la produzione nasce come piano cooperativo deciso da una intelligenza collettiva e amministrativa che elabora i bisogni sociali, dove ognuno collabora a questo piano con il suo talento individuale, anzi con il bisogno di affermare nello scambio sociale la propria realizzazione individuale tramite una attività che, tendenzialmente, non si riduce mai a puro e semplice lavoro costrittivo per diventare il mezzo di costruzione della propria vita come opera d’arte. “”Di fatto, si legge nei ‘Grundrisse’ marxiani, se la si spoglia della limitata forma borghese, che cos’è la ricchezza se non l’universalità dei bisogni, delle capacità, dei godimenti, delle forze produttive, degli individui, generata dallo scambio universale? Cos’è se non il pieno sviluppo del dominio dell’uomo sulle forze della natura, sia in quelle della cosiddetta natura, sia in quelle della sua propria natura? Cos’è se non l’estrinsecazione assoluta delle sue doti creative, senz’altro presupposto che il precedente sviluppo storico, che rende fine a se stessa questa totalità dello sviluppo, cioè dello sviluppo di tutte le forze umane come tali, non misurate su un metro già dato. Nella quale l’uomo non si riproduce in una dimensione determinata, ma produce la sua totalità?””. Nei ‘Grundrisse’ vi è di certo la ripresa filosofica del tema più antico in Marx intorno al comunismo come “”umanesimo dispiegato””, e persino nel lessico di questo testo sono rintracciabili le radici dell’idealismo umanistico tedesco. Vi è una continua dialettica di accrescimento che ha i due poli sull’individuo e sulla società: è questa la ragione che ha consentito a Bloch, che vede nel comunismo realizzato una così integrata fusione dell’individuo con la specie, e quindi dell’essere individuale con l’essere sociale, di poter parlare persino di una vittoria sulla morte”” [F. Papi, ‘La pace ambigua tra dialettica e storia’ ] [(in) ‘I filosofi e la pace. Atti del V Convegno tra studiosi di Filosofia Morale in memoria di Romeo Crippa (Sanremo, Villa Nobel 13-15 dicembre 1984)’, Genova, 1987]”,”FILx-489″
“BARONE Michael UJIFUSA Grant”,”The Almanac of American Politics 1994. The Senators, the Representatives and the Governors: Their Records and Election Results, Their States and Districts.”,”Contiene: una sintesi di storia pol interna US 2° dopoguerra, note sull’Amministrazione CLINTON, dati elettorali su senatori, governatori e rappresentanti a livello di Stati e distretti, Comitati al Senato e alla Camera, spese per la campagna elettorale ed entrate, carte demografiche, indici.”,””
“BARONE Enrico”,”La storia militare della nostra guerra fino a Caporetto.”,”Fattore morale. “”Negare la tremenda manifestazione di affievolimento dello spirito combattivo di alcune truppe della 2° Armata che si ebbe a Caporetto, sarebbe negare l’evidenza. I fatti parlano. Potrei citare a josa gli episodi dolorosi e le testimonianze. Ma a che imporre a me ed al lettore il tormento d’indugiarci a lungo col coltello nella piaga?”” (pag 207) Cadorna. “”E quando ogni speranza fu perduta e fu manifesto che gettare nel gorgo anche le ultime riserve disponibili sarebbe stata una follia, il generale Cadorna non esitò ad ordinare, ‘allora’, subito la ritirata sul Tagliamento. Un generale pavido, di fronte alla terribile responsabilità di abbandonare al nemico il terreno conquistato con tanto sangue, di abbandonargli tanta parte di provincie nostre, si sarebbe attardato ancora; ed avrebbe perduto il territorio e l’esercito ad un tempo. Cadorna no: abbandonò il territorio per salvare l’esercito. E la storia imparziale registrerà a suo grande merito tale risoluzione E gli registrerà a grande merito il modo mirabile come fu condotta la sua ritirata sul Piave.”” (pag 198-199)”,”QMIP-092″
“BARONE Antonio”,”Piazza Spartaco. Il movimento operaio e socialista a Castellamare di Stabia, 1900-1922.”,”Uscita di Bordiga dalla sezione napoletana (1912) del Psi e nascita del Circolo socialista Carlo Marx (pag 37-38-43) Contiene tra l’altro i capitoli: – Le avanguardie rivoluzionarie e il bordighismo (pag 38-46) – La crisi del bordighismo nel dopoguerra (pag 54-60) – Le noterelle locali sul “”Soviet”” (pag 73-79) ‘In ogni modo, dopo la scissione sindacalista, si accentuò l’influenza massonica sulla sezione del PSI e sempre più evidente divenne il piano massonico di attrarre il socialismo «nell’orbita di un movimento popolarista» (Bordiga). Il occasione delle elezioni amministrative del 1910 abbiamo il primo esperimento bloccardo, con socialisti e democratici schierati contro l’amministrazione clericale. In questa operazione fu coinvolto anche il movimento sindacalista rivoluzionario. All’interno delle varie forze, ognuno, in base alle proprie predisposizioni e per finalità del tutto contingenti, si schiera pro o contro i blocchi, e le polemiche e le beghe si moltiplicano in una rete fittissima di interessi contrastanti «L’equivoco socialismo» (Bordiga) della sezione napoletana portò anche molti soci a plaudire allegramente alla guerra di Tripoli e a suscitare lo sdegno dei giovanissimi, che con alla testa Amadeo Bordiga e Eduardo Venditti «furono costretti il 2 aprile 1912 a decidere l’uscita in massa dalla sezione napoletana non ritenendola più socialista (1) e dando inizio all’attività del Circolo Socialista Rivoluzionario Carlo Marx, con lo scopo precipuo di dare al socialismo una fisionomia di classe» (Bordiga). Al tradimento di tanti falsi socialisti e al loro spostamento su posizioni interventiste, al tempo della guerra di Libia, fece riscontro, dunque, la nascita di una «vera» avanguardia rivoluzionaria, rappresentata, innanzitutto dall’ingegnere di Portici Amadeo Bordiga e dai suoi più fedeli e convinti teorici dello scontro di classe. A proposito di questi ultimi è del tutto impossibile rintracciare e valutare il contributo da essi dato al dibattito teorico, sia perché la maggior parte di essi fu dominata dalla forte personalità bordighiana, sia perché la concezione stessa del bordighismo non dava spazio a qualsivoglia genere di personalismi, neanche in campo dell’elaborazione teorica. Scrive infatti Bordiga: «Il movimento di Napoli poté dare un contributo che non si misurerà nemmeno nei tempi posteriori con «successi politici» e con rimorchio vantaggioso di maggioranze di seguaci, ma resterà fondamentale nel campo delle più vitali questioni di metodo del marxismo rivoluzionario. Questo contributo tanto meno lo si misura con l’apparizione di personaggi di rilievo eccezionale, di valenti scrittori, oratori, organizzatori, i cui nomi a noi non importano nulla, né nel nostro campo, né in quello nemico» (2). Anche se il bordighismo resterà fino al secondo dopoguerra una «caratteristica» (3) notevole del movimento socialista napoletano ed una eredità da cui non sarà facile liberarsi, bisogna riconoscere che questo fenomeno, negli anni che precedettero la prima guerra mondiale ebbe aspetti del tutto positivi per l’energico richiamo alla corretta impostazione marxista, contro ogni forma di degenerazione teorica e per dimostrare all’avversario di classe che non da tutti Marx era stato posto in «soffitta», secondo la sprezzante espressione di Giolitti. (…) Fu per merito dunque della propaganda e dell’attivismo di Bordiga, Alfani, Misiano, Grieco, Lizzadri, Serpi, Carrese, Gaeta (Oscar, Guido e Nino), Cecchi (Antonio e Pasquale), Ortensia De Meo, Bianchi, Pappalardi, Venditti, Esposito Antonio, ecc. e tanti altri giovanissimi che centri come Torre, S. Giovanni a Teduccio, Portici e Castellamare s’imposero a livello nazionale come le più salde roccaforti del socialismo rivoluzionario, organizzando e rafforzando quel proletariato industriale, spesso in precedenza coinvolto in battaglie non sue. L’attività redazionale de ‘La Voce’ di Castellamare di Stabia fu tutt’uno col proselitismo più diffuso, con l’allargarsi dell’orizzonte teorico sul terreno dell’antimilitarismo e dell’anticlericalismo, che furono i cardini della predicazione marxista nell’imperversare della tempesta reazionaria e nazionalista che porterà alle «radiose giornate di maggio» e all’immane carneficina europea’ (pag 37-38-43) [(1) «La vicenda di Bordiga in tutto il periodo compreso tra il 1912-1913 e il 1919 s’identificò con la storia della sua progressiva presa di coscienza, scaturita non da un processo intellettuale ma da una molteplice iniziativa politica, della estraneità del PSI ai principi marxisti di fronte a esigenze e a scadenze che imponevano una soluzione univoca», in Andreina De Clementi, ‘Amadeo Bordiga’, Torino, 1971, pp. 24-25; (2) A. Bordiga, ‘Storia della Sinistra comunista’, ed. Il Programma comunista, I, 1964; (3) Il vecchio militante napoletano Michele Persico in una sua testimonianza dattiloscritta definisce il bordighismo «un po’ la macchia pesante come il peccato originale sui comunisti napoletani»”,”MITT-395″
“BARONE Eros”,”Aporie della ‘dipendenza’ e ‘sviluppo ineguale’ tra Inghilterra, Irlanda e Russia. La ricerca-azione di Marx ed Engels.”,”””Dopo lunghi anni trascorsi a studiare la questione irlandese, sono giunto alla conclusione che il colpo decisivo contro le classi dirigenti inglesi (e sarà decisivo per il mondo intero) non può essere sferrato in Inghilterra ma soltanto in Irlanda”” (Lettera di Marx a Sigfried Meyer e August Vogt, 9 aprile 1870) “”La rivoluzione comincia in Oriente, là dove finora si trovava l’intatto baluardo e l’armata di riserva della controrivoluzione”” (Lettera di Marx ad Albert Sorge, 27 settembre 1877) aporìa s. f. [dal gr. «difficoltà, incertezza», der. di «essere incerto»]. In filosofia, difficoltà di fronte alla quale viene a trovarsi il pensiero nella sua ricerca, sia che di tale difficoltà si ritenga raggiungibile la soluzione sia che essa appaia intrinseca alla natura stessa della cosa e quindi ineliminabile: le a. eleatiche; la discussione aristotelica delle a. del concetto di moto; un’a. insolubile. (trecc)”,”IRLx-016″
“BARONE Charles”,”Viceversa. La grammatica francese e il tradurre. Morfologia.”,”Charles Barone (1955) è dottore di ricerca in scienze del linguaggio (Università di Grenoble) e insegna lingua francese all’Università di Pisa.”,”VARx-093-FL”
“BARONE Charles”,”Viceversa. La grammatica francese e il tradurre. Intorno al verbo.”,”Charles Barone (1955) è dottore di ricerca in scienze del linguaggio (Università di Grenoble) e insegna lingua francese all’Università di Pisa.”,”VARx-094-FL”
“BARONI Antonio”,”Il caso K.”,”‘Recensendo questo libro sulla ‘Stampa’, Guido Piovene scrisse: “”Di Antonio Baroni si potrebbe dire quello che Bakunin scrisse di Marx: ‘Pochi hanno letto tanto e con tanta intelligenza’ (4° di copertina) Detto di Mirabeau: “”Se vuoi avere successo nella vita uccidi la coscienza”” (pag 30)”,”RUSS-004-FPA”
“BARONI Isidoro ANZI Felice LAZZARI Costantino ZIBORDI Giovanni VELLA Arturo RIGOLA Rinaldo PIRRO Raffaele AGNETTI Virgilio”,”Almanacco socialista italiano 1917.”,”Contiene: Elenco delle opere di Marx e Engels pubblicate dalla Casa editrice “”Avanti!”” (pag 184-185) (otto volumi Marx Engels Lassalle)”,”MITS-450″
“BARONTINI Corrado BUCCI Fausto, collaborazione di ClaudiO CARBONCINI e Luca VERDINI, scritti di Severino CAGNESCHI Francesco BENELLI Natale CRESCIOLI”,”A Monte Bottigli contro la guerra. Dieci ragazzi, un decoratore mazziniano, un disertore viennese. Fra oralità e storia.”,”””Si tratta della vicenda di una decina di “”pacifisti””: disertori, renitenti o clandestini, che, dopo aver rifiutato la Repubblica di Salò e il Reich millenario, presero la via delle macchi nel febbraio 1944. Per trascorrere, inermi, sui greppi di Monte Bottigli, un periodo difficile della loro vita e di quella del paese e ritornare poi – se il piombo repubblichino non l’avesse impedito – alla normalità”” (pag 7, premessa)”,”ITAR-004-FB”
“BAROU N. a cura, saggi di J. BAILEY N. BAROU N.S. BEATON K. BENNETT M. DIGBY D. FLANAGAN A. HEMSTOCK J.A. HOUGH H.J. TWIGG W.P. WATKINS G.D.N. WORSWICK”,”The Co-operative Movement in Labour Britain.”,”Opera curata dalla Fabian Society. Saggi di J. BAILEY N. BAROU N.S. BEATON K. BENNETT M. DIGBY D. FLANAGAN A. HEMSTOCK J.A. HOUGH H.J. TWIGG W.P. WATKINS G.D.N. WORSWICK. I sindacati e i contratti nazionali. “”(Durante la guerra gli accordi locali rimasero inalterati all’ interno di un accordo di status quo). A queste richieste per una revisione degli accordi d’ anteguerra, la National Wages Board replicò con una offerta di negoziare un accordo nazionale per i principali livelli dei lavoratori delle cooperative. I sindacati, mentre ammettevano la necessità di un accordo nazionale, assunsero la linea che il momento era inopportuno per cominciare il grande compito di sostituire i circa 250 accordi locali con una serie di accordi nazionali. Questa diversità di opinioni condusse la disputa davanti al National Conciliation Board, il cui presidente indipendente, il Professor Jack della Durham University, diede un parere in favore del National Wages Board. In obbedienza a questa decisione, il National Wages Board e le Trade Unions, dopo aver accettato di partecipare al Joint Committee for National Negotiations, cominciarono – nell’ agosto 1945, – i negoziati per un accordo nazionale””. (pag 78-79, K. BENNETT)”,”MUKx-121″
“BAROZZI Giulio Cesare”,”Introduzione agli algoritmi dell’algebra lineare.”,”Giulio Cesare Barozzi, straordinario di Analisi Numerica nell’Università di Bologna.”,”SCIx-099-FL”
“BARR James”,”A Line in the Sand. Britain, France ad the Struggle that Shaped the Middle East.”,”BARR James Cartina all’inizio del volume: sfera di influenza britannica e francese”,”VIOx-213″
“BARRACLOUGH Geoffrey”,”Guida alla storia contemporanea.”,”Geoffrey BARRACLOUGH, nato nel 1908, ha insegnato all’Univ di Liverpool, alla London School of Economics, a Oxford e a Brandeis (Massachusetts).”,”STOx-038 RAIx-062″
“BARRACLOUGH Geoffrey”,”Atlante della storia, 1945-1975.”,”Contiene il paragrafo: Il marxismo e la storiografia marxista’ (pag 26-43) Geoffrey Barraclough, storico britannico, è nato nel 1908. Ha studiato alla Bootham School di New York e all’Oriel College di Oxford. Ha insegnato alla London School of Economics e in varie università (Oxford e Brandeis, Massachusetts). Ha pubblicato nel 1971 ‘Guida alla storia contemporanea’. E’ morto nel 1984. “”Per Marx, la storia era da un lato un processo naturale, soggetto a leggi precise, e dall’altro un dramma universale, scritto e messo in scena dall’uomo stesso. Se sottolinearono che lo storico non deve limitarsi a registrare la sequenza cronologica degli eventi, ma di questi deve piuttosto fornire una spiegazione teorica, impiegando a questo scopo un complesso schema concettuale, Marx ed Engels dichiararono però anche categoricamente che «Di per sé, separate dalla storia reale, queste astrazioni non hanno assolutamente valore (…) non danno affatto una ricetta o una schema sui quali si possano ritagliare e sistemare le epoche storiche» (62). In una parola, Marx non negò mai la natura specifica né del processo storico né della conoscenza storiografica. “”La ‘storia’ non fa ‘niente’, essa non «possiede ‘alcuna’ enorme ricchezza», «’non’ combatte nessuna lotta»! E’ piuttosto l’uomo reale, vivente, che fa tutto, possiede e combatte tutto; non è la «storia» che si serve dell’uomo come mezzo per attuare i ‘propri’ fini, come se essa fosse una persona particolare; essa ‘non’ è ‘altro’ che l’attività dell’uomo che persegue i suoi fini”” (63). Entro questa cornice, i postulati essenziali della filosofia della storia di Marx sono limpidi e conseguenti. In luogo del «caos delle concezioni soggettivistiche» – libertà, individualità, nazione, religione – la storiografia marxista assunse a proprio punto di partenza la funzione primaria di tutte le società umane, di quelle primitive come di quelle avanzate; vale a dire la soddisfazione dei bisogni fisiologici dell’uomo; mangiare, vestirsi, un tetto per ripararsi, la sicurezza e le altre necessità elementari del vivere. «Ci vuole forse una profonda perspicacia – si domanda Marx – per comprendere che, cambiando le condizioni di vita degli uomini, i loro rapporti sociali e la loro esistenza sociale, cambiano anche le loro concezioni, i loro modi di vedere e le loro idee, in una parola, cambia anche la loro coscienza? Che cos’altro dimostra la storia delle idee, se non che la produzione spirituale si trasforma insieme con quella materiale?» (64). Questa concezione della storia ricevette la sua formulazione classica nella prefazione a ‘Per la critica dell’economia politica’ (…)”” [(62) K. Marx- F. Engels, ‘Die deutsche Ideologie’, in Marx-Engels, Werke, 44 voll, Dietz Verlag, Berlin, 1956-1968, vol. III (1962), p. 27, trad. it. L’ideologia tedesca, in M-E, Opere, vol. V, Editori Riuniti, Roma, 1972, p. 23; (63) K. Marx – F. Engels, ‘Die heilige Familie’, in Marx-Engels, ‘Werke’, cit., vol. II (1962), p. 98, trad. it . La sacra famiglia, in M-E. Opere, vol. IV, Editori Riuniti, Roma, 1972, p. 103] Non è la «storia» che si serve dell’uomo come mezzo per attuare i ‘propri’ fini, essa ‘non’ è ‘altro’ che l’attività dell’uomo che persegue i suoi fini (pag 28-29)”,”STOx-050-FF”
“BARRASS Robert”,”Biologia: cibo e popolazione. L’importanza economica della biologia.”,”Robert Barrass, laureatosi all’Università di Nottingham, è stato lettore di biologia alla Sunderland Polytechnic (Uk). “”Il biologo, che ha tanto contribuito all’aumento della produzione alimentare e al controllo delle malattie, potrebbe anche fornire nuovi strumenti di distruzione di massa. Sono già state effettuate delle irrorazioni dagli aerei per defogliare gli alberi nelle zone di combattimento e domani si potrebbero utilizzare deliberatamente gli stessi prodotti per distruggere le colture. In futuro si potrebbe ricorrere, in guerra, all’uso di microrganismi che diffondano le malattie nei paesi nemici, anche se esso è stato bandito da un accordo internazionale del 1972. La devastante epidemia di afta epizootica, verificatasi in Gran Bretagna nel 1967-68, è stata una chiara dimostrazione del potenziale distruttivo dei microrganismi. Durante lo scoppio di questa epidemia, che si diffuse in 18 contee, vennero uccisi nelle operazioni di controllo 211.825 bovini, 108.345 ovini e 113.766 suini. La caratteristica più notevole di questo evento fu il grande numero di casi che scoppiarono quasi simultaneamente in una vasta zona. L’agente patogeno è un virus filtrabile, presente nella saliva che cola dalla bocca degli animali infetti. Esso può sopravvivere per sei mesi o anche più nella carne refrigerata o congelata e, per parecchie settimane, nel fieno o nella paglia. Una volta introdotto, il morbo si diffonde con rapidità, probabilmente ad opera del vento e degli spostamenti degli animali allo stato libero, delle persone e dei veicoli. Anche le malattie delle piante potrebbero essere la base di un’arma terribile in una guerra biologica. Le spore fungine, disperse tra colture ad esse suscettibili, sarebbero ancora più pericolose oggi, dato che, in seguito al miglioramento vegetale, accade comunemente che una tenuta agricola, o addirittura una regione o un continente, venga coltivata con un unico tipo di coltura ad alta resa. Direttamente contro le popolazioni umane potrebbero essere usati, per esempio sotto forma di aerosol, il virus dell’influenza e il batterio della polmonite. Il bacillo del tifo potrebbe essere introdotto negli acquedotti e, poiché non produce per una settimana sintomi avvertibili, potrebbe colpire intere popolazioni umane. L’uso di simili armi, oltre alle conseguenze immediate sulla salute pubblica, avrebbe anche imprevedibili conseguenze di ordine psicologico e sociale (1)”” (pag 273-274) [(1) World Health Organization, Health aspects of chemical and biological weapons, Ginevra, 1970]”,”SCIx-544″
“BARRATT BROWN Michael”,”L’ economia dell’ imperialismo.”,”Michael BARRATT BROWN, nato a Birmingham nel 1918, fellow della Royal Statistical Society, è senior lecturer in studi industriali all’ Extramural Department dell’ Università di Sheffield. Tra le sue opere ricordiamo quelle tradotte in italiano: “”Introduzione all’ economia politica”” (1972), “”Storia economica dell’ imperialismo”” (1977). “”Ecco il punto dove inizia l’ analisi di Marx: il processo di accumulazione della ricchezza in un’ economia capitalista. La famosa frase di Marx “”Accumulate, accumulate! Questa è la Legge e questo dicono i profeti!”” (Marx, 1975a, p. 730) è generalmente citata come se egli stesse parlando di una motivazione personale. Ma Marx dice chiaramente: “”Vedremo (…), in primo luogo, come il capitalista eserciti col capitale il suo potere di governo sul lavoro, ma come poi il potere stesso di governo del capitale si eserciti sul capitalista stesso”” (Marx, 1968, p. 30). (…) Nel modello di Marx del sistema capitalista, la forza traente è la concorrenza per l’ accumulazione del capitale. Poiché “”espandersi o morire”” è la parola d’ordine di ogni singolo capitalista, e poiché la concorrenza costringe tutti i capitalisti a procedere in maniera analoga, ciò si riflette nella spinta espansionistica delle nazioni capitaliste. Le origini dell’ imperialismo vanno ritrovate nel sistema capitalista stesso; questa affermazione è in netto contrasto con la teoria liberale classica, la quale spiega l’ imperialismo in termini di atavismo subconscio di una popolazione infiammata dagli appelli nazionalistici di uomini politici avidi di potere; essa è ugualmente in contrasto con clò che si potrebbe attendere che la teoria keynesiana metta in rilievo nello spiegare il fenomeno dell’ imperialismo, sia che questo sia basato sulle motivazioni personali di amore per il potere e per il prestigio, o sulle motivazioni nazionali di tipo mercantilista che hanno vinto la cronica tendenza storica verso un eccesso di risparmio desiderato rispetto all’ investimento effettivo in tutte le economie monetarie.”” (pag 42-43)”,”TEOC-397″
“BARRATT-BROWN Michael, a cura di Alberto MARTINELLI”,”Storia economica dell’imperialismo.”,”Michael Barratt Brown, fellow della Royal Statistical Society, presidente della Society of Industrial Tutors, professore universitario, dirige i corsi dell’Extramural Department dell’Università di Sheffield per quadri sindacali, collabora con la Workers’ Educational Association.”,”ECOI-158-FL”
“BARRENO Maria Isabel HORTA Maria Teresa COSTA Maria Velhoda”,”Le nuove lettere portoghesi. [I movimenti femministi d’Europa e d’America si sono riconosciuti in questo libro proibito sulle “”clausure”” della donna]”,”Le tre autrici durante il regime di Salazar sono state incarcerate e processate, poi il paese si mobilitò tra il 1972 e il 1974 fino a che nel 1974 non vennero riabilitate. Lettera di Dona Joana de Vasconcelos a Mariana Alcoforado suora nel convento di nostra signora della concezione a Beja (pag 88-90)”,”DONx-004-FV”
“BARRESE Orazio CAPRARA Massimo”,”L’anonima DC. Trent’anni di scandali da Fiumicino al Quirinale.”,”BARRESE già redattore di Paes Sera. CAPRARA già segretario di Togliatti ha scritto per ‘Rinascita’. E’ autore del volume ‘I Gava’.”,”ITAP-162″
“BARRIA Jorge S.”,”El movimiento obrero en Chile. Sintesis historico-social.”,”edizione originaria per le edizioni Editorial de la Universidad Tecnica del Estado, 1971″,”MALx-012″
“BARROERO Guido”,”Ret Marut – B. Traven. Dalla rivoluzione tedesca al Messico in fiamme.”,”BARROERO Guido si occupa di storia. Ha ricostruito il secondo dopoguerra genovese e la formazione dei GAAP (“”gli antesignani di Lotta Comunista””) (4° copertina) STARA risiede a Genova, collabora con Umanità Nova e la rivista Collegamenti Wobbly.”,”ANAx-306″
“BARROERO Guido”,”I Figli dell’Officina. I Gruppi Anarchici d’Azione Proletaria (1949-1957).”,”Guido Barroero nato a Sampierdarena da famiglia operaia nel 1946 (deceduto alla fine del 2015), abbandona gli studi di matematica e diventa metalmeccanico fino al pensionamento (1998). Nel frattempo si è laureato in filosofia (1989). Dopo un’esperienza sindacale, anche come RSU, ha iniziato la militanza politica nella FGCI quand’era studente medio. Nel 1968 si avvicina al movimento anarchico partecipando all’esperienza neo-piattaformista dei primi anni ’70. Si interessa quindi alla storia dei Gaap ha cui dedica anni di ricerche. Fino al 2008 è direttore della rivista ‘Collegamenti Wobbly’ per una teoria critica libertaria. Ha studiato pure il movimento anarchico ligure e genovese. E’ riportato l’articolo firmato Lorenzo Parodi ‘Sotto la coltre della politica ufficiale premono le istanze della lotta di classe’ (L’impulso n: 8 15 agosto 1954) (pag 190-195)”,”MITC-134″
“BARROT Jean BORCZUK Albert RIVIALE Philippe”,”La legende de la gauche au pouvoir. Le front populaire.”,”La stessa Camera dei deputati del 1936 insieme al Senato nel 1940 vota in favore di PETAIN per 569 voti contro 80. Per l’ essenziale gli orientamenti economici e sociali del regime di Vichy, così come il personale dell’ amministrazione e del mondo degli affari, sono conservati dopo la Liberazione.”,”FRAP-049″
“BARROT Jean AUTHIER Denis; con scritti di H. LAUNFENBERG F. WOLFFHEIM H. GORTER H. ROLAND HOLST A. PANNEKOEK”,”La izquierda comunista en Alemania, 1918-1921. Con textos y documentos de: Laufenberg, Wolffheim, Gorter, Roland-Holst y Pannekoek.”,”Scritti di H. LAUNFENBERG F. WOLFFHEIM H. GORTER H. ROLAND HOLST A. PANNEKOEK “”Prima e seconda Repubblica dei consigli: aprile-maggio. E’ Landauer che propone, il 6-7 aprile la creazione di una “”Repubblica dei consigli””. Una parte del governo bavarese, gli illuminati USPD, incluso qualche SPD e gli anarchici decretano pomposamente questa repubblica sotto l’ influenza della Russia, dell’ Ungheria, tanto vicina, e soprattutto sotto l’ influenza della forza dei consigli bavaresi. I comunisti, diretti da Levine, formatosi in Russia, e Frölich unico membro della Centrale, esiliato in Baviera, non prendono parte al governo della nuova repubblica. Uno (Frölich e la sinistra) lavorano per portare la cosa più lontano di quello che desiderava l’ USPD. Ma sono criticati dalla tendenza di destra (senza dubbio Levine), che, con la giusta giustificazione che non si decreta una repubblica dei consigli, prevede la caduta del nuovo regime. Ma come avvenne nel mese di gennaio, a Berlino, essi parteciperanno alla sua difesa quando verrà attaccata””. (pag 127)”,”GERR-027″
“BARROT Jean”,”Violence et solidarité révolutionnaires – Les procès des communistes de Barcelone.”,”””Dans les moment de crise, la manque de tête devient un crime contre le parti, et ce crime réclame un châtiment public”” [Marx] [in Jean Barrot, ‘Violence et solidarité révolutionnaires – Les procès des communistes de Barcelone’, 1974] (citaz in apertura)”,”BORD-107″
“BARROT Jean a cura, articoli di Virgilio VERDARO, VERCESI e altri”,”””Bilan””. Contre-révolution en Espagne, 1936-1939.”,”Textes réunis et Présentés par Jean BARROT, notes, annexe: Union Communiste, petite bibliographie sur la guerre d’Espagne. Tre articoli firmati con lo pseudonimo di ‘Gatto mammone’ (al secolo Virgilio VERDARO e uno da Vercesi (Ottorino PERRONE) I tre articoli firmati con lo pseudonimo di ‘Gatto mammone’ pubblicati nel volume antologico “”Bilan””. Contre-révolution en Espagne, 1936-1939. a cura di Jean BARROT, ED. 10/18, 1979: ‘Quand manque un parti de classe. A propos des événements d’Espagne’ (N° 14, décembre 1934-janvier 1935); ‘Le ‘Front populaire’ triomphe en Espagne’ (N° 28, mars-avrile 1936); ‘La tragédie espagnole’ (N° 35, septembre-octobre 1936)”,”MSPG-250″
“BARROT Jean”,”«Bilan». Contre-révolution en Espagne 1936-1939.”,”Textes réunis et Présentés par Jean BARROT, notes, annexe: Union Communiste, petite bibliographie sur la guerre d’Espagne.”,”MSPG-053-FL”
“BARROT Jean”,”Contributo alla critica della ideologia ultrasinistra.”,”Concezione marxista del partito, leninista Limitazione storica dell’ultra-sinistra “”Il leninismo non faceva che esprimere l’impossibilità della rivoluzione alla sua epoca. Le idee di Marx sul partito erano messe da parte da lungo tempo, Engels stesso le aveva abbandonate alla fine della sua vita. E’ l’epoca delle grandi organizzazioni riformiste, poi dei partiti di stile bolscevico (che in pratica ricadono velocemente nel riformismo)”” (pag 36) “”La sinistra italiana (“”bordighismo””) offre un altro esempio di corrente interessante uscita dallo stesso periodo e che non è riuscita a ‘comprendere ed a superare le sue origini’. Essa accetta le idee di Lenin fino al fronte unico: verità al di qua del 1921, errore al di là”” (pag 37-38)”,”TEOC-749″
“BARROT Jean a cura, articoli di Virgilio VERDARO, VERCESI e altri”,”””Bilan””. Contre-révolution en Espagne, 1936-1939.”,”Textes réunis et Présentés par Jean BARROT, notes, annexe: Union Communiste, petite bibliographie sur la guerre d’Espagne.”,”MSPG-006-FV”
“BARROW R.H.”,”I romani.”,”La civiltà di Roma ha contribuito in modo determinante alla formazione di quelle nazioni che un tempo costituivano le province di un immenso impero e che, dopo le invasioni barbariche, assunsero i loro caratteri peculiari. Inoltre la tradizione romana, dalla storia alla letteratura, dal diritto all’architettura, ha improntato di sé tutta la cultura del Medioevo e dell’epoca moderna. Partendo da tali considerazioni l’autore di questo libro si propone di individuare i cardini di una struttura che si è dimostrata così vitale anche dopo il suo crollo politico. I rapporti fra Stato e individuo, fra libertà e controllo dall’alto, il conflitto fra uso e abuso del potere, il problema della civilizzazione dei popoli più arretrati, la condizione di duplice lealtà dei sudditi verso Roma e verso la propria cittadinanza sono alcuni degli argomenti trattati da Barrow in questa rapida ed efficace sintesi. Le direttrici di un’evoluzione che iniziò nel 753 a.C, e che nei suoi riflessi postumi non si è ancora esaurita, emergono dalla lettura di queste pagine con la costante di una perenne attualità. Il genio pratico dei romani “”””Veramente voi avete dato realtà al detto di Omero, che la terra è proprietà di tutti: avete misurato l’ intero mondo, avete gettato attraverso i fiumi ponti di ogni genere, avete scavato le montagne per fare strade piane al viandante, riempito spazi desolati di campi e reso più facile la vita col provvedere alle sue necessità nella legge e nell’ ordine. Ovunque sono palestre, fontane, porte e archi trionfali, templi, opifici, scuole, e si potrebbe dire cheil mondo, il quale era stato travagliato dal morto, ora è stato restituito alla salute… Le città sono radiose di splendore e di venustà, e l’ intero orbe è ordinato come un giardino.”” Elio Aristide, II secolo d.C.”” (pag 127)”,”STAx-164″
“BARRUE’ Jean”,”L’ anarchismo oggi. Saggio di un anarchico sulle idee libertarie e il movimento operaio.”,”””Occorre riconoscere che Marx non è stato affatto prodigo di spiegazioni sulla fase di transizione. Non si possono trovare nella sua opera che quattro passaggi molto affermativi e Lenin ne fa naturalmente testo (…) (1). Questi testi affermano la necessità di una dittatura – termine molto vago – esercitata dal proletariato – termine molto astratto! Lenin, invocando dopo Marx l’esempio della Comune di Parigi, precisa che si tratta di fare a pezzi la macchina burocratica e militare dello Stato, di reprimere la borghesia e di vincere la sua resistenza. “”La democrazia, da borghese diventa proletaria, lo Stato (forza speciale destinata a reprimere una classe determinata) si è trasformato in qualcosa che non è più propriamente uno Stato”” (Lenin). Lo strumento di repressione è la maggioranza della popolazione, non la minoranza: “”Ora, poiché è la maggioranza del popolo che opprime i suoi oppressori, non occorre più una forza speciale di repressione. E’ in questo senso che lo Stato comincia a deperire”” (Lenin)””. (pag 70-71) “” (…) Lenin cita Engels: “”Finché il proletariato avrà bisogno dello Stato, non sarà per la libertà ma per reprimere i suoi avversari; ed il giorno in cui si potrà parlare di libertà non ci sarà più lo Stato””.”” (pag 71-72) (1) Lenin riporta quattro citazioni attinte rispettivamente dal Manifesto del partito comunista, da La Lotta di classe in Francia, dalla lettera a Waldemeyer (Weydemyer) del 1852, dalla Critica al programma di Gotha (pag 70-71)”,”ANAx-271″
“BARRY Brian”,”Teorie della giustizia.”,”Brian BARRY (Londra 1936) insegna alla LSE. Tra le sue opere ‘La teoria liberale della giustizia’ (1994), dedicata all’ interpretazione della teoria di RAWLS.”,”TEOP-134″
“BARRY Tom WOOD Beth PREUSCH Deb”,”Dollars and Dictators. A Guide to Central America.”,”Nel termine America Centrale di solito non viene inserito il Messico. “”The main strength of U.S. foreign policy, said Salvadoran poet Roque Dalton, is its ability to use local governments and armies for the protection of its own interests. In the early 1960s, the coordination of the armies of Centra America was part of the strategy to prevent another Cuba in the hemisphere. Upon the urging of the United States, the Defense Ministers of Guatemala, Honduras, El Salvador, and Nicaragua signed an agreement in 1964 to establish CONDECA (Central American Council for Defense) as a joint defense organization for the region. The council’s goal was to create a coordinated attack on “”internal subversion”” and to “”centralize all information on subversives””””. (pag 68)”,”AMLx-091″
“BARRY Quintin”,”The Franco-Prussian War 1870-71. The Campaign of Sedan: Helmuth von Moltke and the Overthrow of the Second Empire. Vol. I.”,”Quintin Barry is married and lives in Sussex. He is a solicitor, specializing in employment law. He has been chairman of a local radio station and for the past ten years has served as chairman of an NHS Trust. Throughout his professional career he has maintained his lifelong interest in military and naval history. He has made a psecial study of the period from 1848 to 1871, with particular reference to the Wars of German Unification. List of Illustrations, List of Maps and Plans, Acknowledgements, Introduction, Appendix: I. German Forces August 1 1870, II. Imperial French Army August 1 1870, III. German Forces Gravelotte.St.Privat August 18 1870, IV. French Forces Gravelotte.St.Trivat August 18 1870, V. Terms of the Capitulation at Sedan, Bibliography, Index, This is copy number 743 of 750,”,”QMIx-041-FL”
“BARRY Quintin”,”The Franco-Prussian War 1870-71. After Sedan: Helmuth von Moltke and Defeat of the Government of National Defence. Vol. II.”,”Quintin Barry is married and lives in Sussex. He is a solicitor, specializing in employment law. He has been chairman of a local radio station and for the past ten years has served as chairman of an NHS Trust. Throughout his professional career he has maintained his lifelong interest in military and naval history. He has made a psecial study of the period from 1848 to 1871, with particular reference to the Wars of German Unification. List of Illustrations, List of Maps and Plans, Acknowledgements, Notes, Appendix: I. Order of Battle of the 13th French Corps (mid September 1870), II. Order of Battle of the 14th French Corps (August 31st 1870), III. Strength of the III Army and Army of the Meuse, IV. Order of Battle of the 15th French Corps (12th October 1870), V. Order of Battle of the XIV Army Corps (beginning of October 1870), VI. Order of Battle of the 4th Reserve Division (beginning of October 1870), VII. Order of Battle of the 16th French Corps (about the middle of November 1870), VIII Order of Battle of the Seconf Army (15th November 1870), IX. Order of Battle of the Detachment under the command of The Grand Duke of Mecklenburg-Schwerin (15th November 1870), X. Order of Battle of the 17th French Corps (end of November 1870), XI. Order of Battle of the 18th French Corps (early in December 1870), XII. Order of Battle of the 18th French Corps (end of November 1870), XIII. Order of Battle of the Third Army (30th November 1870), XIV. Order of Battle of the Army of the Meuse (30th November 1870), XV. Order of Battle of the 2nd Paris Army (8th November 1870), XVI. Order of Battle of the First Army (15th November 1870), XVII. Order of Battle of 21st French Corps, XVIII. Order of Battle of the French Army of the North (23rd December 1870), XIX. Order of Battle of the 25th French Corps (end of January 1871), XX. Order of Battle of the 19th French Corps (end of January 1871), XXI. Order of Battle of the French Eastern Army (commencement of January 1871), XXII. Staff of the Artillery and Engineer attack on Paris, XXIII. Order of Battle of the South Army, Bibliography, Index, This is copy number 654 of 750,”,”QMIx-042-FL”
“BARS Henry”,”La politique selon Jacques Maritain.”,”Il popolo ebraico. “”Il tema generale dei saggi consacrati da Maritain a questo popolo è, naturalmente, la denuncia dell’ antisemitismo””. (pag 151) La società mondiale. L’ organizzazione politica del mondo. “”Gli Stati moderni hanno definitamente smesso di essere delle società ‘perfette’, ovvero sufficienti a se stesse. Esse sono chiaramente incapaci di mantenere la pace. (…) Una istituzione come l’ ONU è sicuramente utile e necessaria nello stato presente del mondo, ma è assolutamente insufficiente perché proviene da Stati falsamente sovrani (…). D’altra parte la creazione di unioni federali come l’ unione europea risponde a una necessità storica. Abbiamo già visto che, dal 1939, Maritain l’ aveva progettata. Ma egli ricordava pure, verso la fine della guerra, che “”l’ idea di federazione non è un’ idea semplice””.”” (pag 159-160)”,”TEOP-315″
“BARSANTI Giulio a cura; scritti di J.B. LAMARCK E. Geoffroy SAINT-HILAIRE R. CHAMBERS Charles DARWIN A.R. WALLACE T.H. HUXLEY H. SPENCER”,”Teorie dell’evoluzione nell’Ottocento.”,”Scritti di J.B. LAMARCK E. Geoffroy SAINT-HILAIRE R. CHAMBERS Charles DARWIN A.R. WALLACE T.H. HUXLEY H. SPENCER”,”SCIx-321″
“BARSHAY Andrew E.”,”The Social Sciences in Modern Japan. The Marxian and Modernist Traditions.”,”BARSHAY Andrew E. è professore di storia all’Università California Berkeley. E’ autore di ‘State and Intellectual in Imperial Japan: The Public Man in Crisis’ (California, 1988). “”For Yamada, the “”key to the whole process”” of clarifying the basic structure – the antagonisms – and prospects of Japanese capitalism lies in explicating the initial formation of industrial capitalism, roughly in the period between Japan’s two successful wars, that is, between the mid-1890s and mid-1900s. In that formation is subsumed the process of primitive accumulation; the simultaneous, mutually determining moments for domestic industrial revolution and the turn toward imperialism; the initial emergence of finance capital (the second, “”genuine”” appearence comes around 1918), and the necessary impetus toward the general crisis of the late 1920s – the latter, of course, forming the enunciative moment of the ‘Analysis’ itself. In other words, the dissolution of industrial capitalism in Japan is immanent in its own structure, and is the condition for the – cataclysmic – general crisis that is now not only immanent, but imminent as well.”” (pag 82)”,”JAPx-073″
“BARSOTTI Iacopo”,”Appunti di algebra.”,”Questi appunti contengono le definizioni, gli enunciati e le dimostrazioni del corso diu Algebra che ho tenuto agli studenti del primo anno del corso di laurea in matematica dal 1961-62 in poi, e con le modificazioni via via suggerite dall’esperienza. Pisa, gennaio 1968.”,”SCIx-097-FL”
“BARSOV A.S., a cura di Corrado MANGIONE”,”Cos’è la programmazione lineare?”,”Corsi che illustri docenti tengono alla Università di Mosca o in altri Atenei.”,”SCIx-135-FL”
“BARSOV A.S.”,”Cos’è la programmazione lineare?”,”Corsi che illustri docenti tengono alla Università di Mosca o in altri Atenei.”,”SCIx-335-FRR”
“BART Philip BASSETT Theodore WEINSTONE William W. ZIPSER Arthur a cura; articoli di William WEINSTONE Philip BART Charles E. RUTHENBERG Ella REEVE BLOOR Robert MINOR William Z FOSTER Rose WORTIS Thomas MYERSCOUGH Pat TOOHEY Robert W. DUNN Elizabeth Gurley FLYNN Carl WINTER Jack DOUGLAS Hosea HUDSON James ALLEN William L. PATTERSON Frank SPECTOR James W. FORD William SIMONS Grace HUTCHINS Jim MALLORY B.K. GEBERT Richard O. BOYER Herbert MORAIS Mike QUIN William SCHNEIDEMANN John WILLIAMSON Lem HARRIS Cyril BRIGGS Cyril PHILLIP George ROBBINS George POWERS Wyndham MORTIMER George MORRIS James W. FORD Louis SASS Joseph NORTH Gil GREEN Harry GANNES Earl BROWDER Henry WINSTON Theodore BASSETT Gurley FLYNN Phillip BONOSKY Eugene DENNIS Benjamin DAVIS Paul ROBESON Simon W. GERSON Jacques DUCLOS Jack STACHEL Herbert APTHEKER Ferdinand C. SMITH Augusta STRONG Gilbert GREEN Abner GREEN Henry WINSTON Angela DAVIS Bettina APTHEKER Claude M. LIGHTFOOT William C. TAYLOR Alexader TRACHTENBERG Daniel MASON Jessica SMITH Hyman LUMER Betty GANNETT Gerge MEYERS Michael ZAGARELL Tony MONTEIRO Jay SCHAFFNER Karl G. YONEDA Joseph NORTH Art SHIELDS Jim WEST James E. JACKSON Charlene MITCHELL Daniel RUBIN Roscoe PROCTOR John PITTMAN Lorenzo TORRES Victor PERLO Alva BUXENBAUM Fern WISTON Grace MORA James STEELE Jarvis TYNER”,”Zur Geschichte der Kommunistischen Partei der USA. 60 Jahre Kampf. (Tit.orig.: Highlights of a Fighting History. 60 Years of the Communist Party.”,”Gus HALL è al momento (1979) segretario generale del Partito Comunista degli Stati Uniti. Articoli di William WEINSTONE Philip BART Charles E. RUTHENBERG Ella REEVE BLOOR Robert MINOR William Z FOSTER Rose WORTIS Thomas MYERSCOUGH Pat TOOHEY Robert W. DUNN Elizabeth Gurley FLYNN Carl WINTER Jack DOUGLAS Hosea HUDSON James ALLEN William L. PATTERSON Frank SPECTOR James W. FORD William SIMONS Grace HUTCHINS Jim MALLORY B.K. GEBERT Richard O. BOYER Herbert MORAIS Mike QUIN William SCHNEIDEMANN John WILLIAMSON Lem HARRIS Cyril BRIGGS Cyril PHILLIP George ROBBINS George POWERS Wyndham MORTIMER George MORRIS James W. FORD Louis SASS Joseph NORTH Gil GREEN Harry GANNES Earl BROWDER Henry WINSTON Theodore BASSETT Gurley FLYNN Phillip BONOSKY Eugene DENNIS Benjamin DAVIS Paul ROBESON Simon W. GERSON Jacques DUCLOS Jack STACHEL Herbert APTHEKER Ferdinand C. SMITH Augusta STRONG Gilbert GREEN Abner GREEN Henry WINSTON Angela DAVIS Bettina APTHEKER Claude M. LIGHTFOOT William C. TAYLOR Alexader TRACHTENBERG Daniel MASON Jessica SMITH Hyman LUMER Betty GANNETT Gerge MEYERS Michael ZAGARELL Tony MONTEIRO Jay SCHAFFNER Karl G. YONEDA Joseph NORTH Art SHIELDS Jim WEST James E. JACKSON Charlene MITCHELL Daniel RUBIN Roscoe PROCTOR John PITTMAN Lorenzo TORRES Victor PERLO Alva BUXENBAUM Fern WISTON Grace MORA James STEELE Jarvis TYNER. “”Unter den Bedingungen der Wirtschaftskrise erlitten die Farmer in der Zeit von 1929 bis 1933 drastische Verluste: Ihre Bruttoeinnahmen verringerten siche um mehr als 55 Prozent. Der Kampf auf dem Lande blieb nicht auf die Anteil pächter beschränkt.”” (pag 85) “”Nelle condizioni di crisi economica tra il 1929 e il 1933, i farmers soffrirono delle perdite radicali. Le loro entrate lorde si sono ridotte di oltre il 55%. La lotta sul terreno non è rimasta limitata agli affittuari””.”,”MUSx-179″
“BARTA (Albert, A. Mathieu)”,”La Lutte de classes. Organe de l’ Union communiste (IVe Internationale). Proletaires de tous les pays, unissez-vous! Reproduction des textes parus du n° 1 (15 octobre 1942) au n° 49 (11 juillet 1945).”,”Curato dai membri del Groupe d’ etudes trotskystes (GET) e supervisionato da Louise, questa riedizione de ‘Lutte de classes’ presenta integralmente i quarantanove primi numeri di questo giornale apparsi durante la guerra tra l’ ottobre 1942 e il luglio 1945. Gli originali sono molto difficili da reperire, i testi sono stati nuovamente dattilografati, rispettando per quel che si poteva la presentazione originale. L’ ordine cronologico della pubblicazione è rispettato. La Lutte de classes, organo del Groupe communiste, diventato Union communiste (trotskyste), apparso nel corso della seconda guerra mondiale si colloca sul terreno dell’ internazionalismo rivoluzionario. Rifiuta di identificare l’ occupazione della Francia ad una oppressione coloniale, rifiuta di assimilare il “”lavoratore soldato”” tedesco alla sua borghesia, denunciando senza concessioni le devastazioni del nazionalismo. Di fronte alle forme mostruose prese dalla dominazione borghese, BARTA e compagni iscrivono l’ avvenire dell’ umanità nell’ alternativa “”socialisme ou barbarie””.”,”TROS-089″
“BARTA (Albert, A. Mathieu)”,”La Lutte de classes. Organe de l’ Union communiste (IVe Internationale). Proletaires de tous les pays, unissez-vous! Selection de textes parus entre le 3 septembre 1945 et le 16 mai 1947.”,”Questo secondo volume presenta una selezione degli articoli di La Lutte de Classes, l’ organo dell’ Union Communiste (trotskyste), da settebre 1945 a maggio 1947 e la quasi integralità della prima serie di La Voix des Travailleurs (octobre 1945-avril 1946). L’ UC (di cui era fondatore e dirigente BARTA) ebbe un ruolo determinante nello sciopero Renault dell’ aprile-maggio 1947, che ha dato il segnale a tutta la lotta operaia. Gli articoli sulla Voix des Travailleurs rappresentano una testimonianza vivente e documentata sulla condizione operaia dell’ epoca: salari da fame, sotto-alimentazione, questione delle abitazioni, lavoro, vita quotidiana ecc.. Gli articoli sulla Lutte de Classes, si rivolgono all’avanguardia operaia. Si denunciano i primi atti di guerra coloniale in Algeria e Indocina. In Francia il PCF esercita una dittatura sulla classe operaia, la parola d’ordine è ‘ricostruzione’. “”Agire è comprendere”” ripeteva BARTA.”,”TROS-090″
“BARTA; a cura di Paolo CASCIOLA”,”Des internationalistes face à la deuxieme guerre mondiale. Textes du Groupe Communiste (IVeme Internationale) 1941-1944.”,”Pag 5: difesa dell’ URSS e viva l’ Armata Rossa! (1941)”,”TROS-100″
“BARTA (David KORNER)”,”Des révolutionnaires à l’ aube de la guerre froide. Textes de l’ Union communiste (IVeme Internationale), 1944-1946.”,”””Alcuni compagni hanno osservato che il rapporto di forze era a nostro sfavore, dato che la cellula staliniana GR (Gnôme e Rhône) ha 600 aderenti. Una tale modo di porre la questione non è giusto. 1. I compagni conoscono il modo di reclutamento di questo partito parlamentare. 2. Gli operai iscritti al PCF, se hanno sentimenti comunisti, sono lungi dall’ essere staliniani. (…) Se si volessero enumerare gli stalinisti di GR se ne troverebbe una trentina””. (pag 42-43)”,”TROS-132″
“BARTALINI Ezio, a cura di Tiziano ARRIGONI”,”Garibaldi socialista.”,”Internazionalismo democratico e socialista di Garibaldi e Flourens (1), il repubblicano rosso (pag 29-32) (1) autore di ‘Paris livré’, di Gustave Flourens, 1871″,”SOCx-271″
“BARTEL Horst SCHRÖDER Wolfgang SEEBER Gustav”,”Das Sozialistengesetz. Illustrierte Geschichte des Kampfes der Arbeiterklasse gegen das Ausnahmengesetz, 1878-1890.”,”Il quinto capitolo ‘Bilanz’ si occupa del programma del partito discusso al Congresso di Halle e Erfurt (1890 e 1891). Il sesto e ultimo capitolo ‘Tradition’ si occupa del movimento rivoluzionario del XX secolo LENIN, LIEBKNECHT, LUXEMBURG e il KPD.”,”MGEx-004″
“BARTEL Hors e altri; Lothar BERTHOLD (Segretario) Ernst DIEHL Friedrich EBERT Ernst ENGELBERG Dieter FRICKE Fritz GLOBIG Kurt HAGER Werner HORN Bernard KOENEN Wilhelm KOENEN Albert SCHREINER Hanna WOLF Walter ULBRICHT (Presidente); collaborazione di Horst BARTEL Günther BENSER Lothar BERTHOLD Ernst DIEHL Stefan DOERNBERG Rolf DLUBEK Gerhard ENGEL Wilhelm ERSIL Herwig FÖRDER Dieter FRICKE Heinrich GEMKOW Heinz HEITZER Werner HORN Günter HORTZSCHANSKY Annelies LASCHITZA Bruno LÖWEL Walter NIMTZ Walter SCHMIDT Wolfgang SCHUMANN Walter WIMMER”,”Geschichte der deutschen arbeiter bewegung. Institut für Marxismus-Leninismus beim Zentralkomitee der SED.”,”Collettivo di autori: Walter ULBRICHT (Presidente), Hors BARTEL, Lothar BERTHOLD (Segretario), Ernst DIEHL, Friedrich EBERT, Ernst ENGELBERG, Dieter FRICKE, Fritz GLOBIG, Kurt HAGER, Werner HORN, Bernard KOENEN, Wilhelm KOENEN, Albert SCHREINER, Hanna WOLF. Collaboratori: Horst BARTEL, Günther BENSER, Lothar BERTHOLD, Ernst DIEHL, Stefan DOERNBERG, Rolf DLUBEK, Gerhard ENGEL, Wilhelm ERSIL, Herwig FÖRDER, Dieter FRICKE, Heinrich GEMKOW, Heinz HEITZER, Werner HORN, Günter HORTZSCHANSKY, Annelies LASCHITZA, Bruno LÖWEL, Walter NIMTZ, Walter SCHMIDT, Wolfgang SCHUMANN, Walter WIMMER.”,”MGEx-035″
“BARTEL Horst SCHRÖDER Wolfgang SEEBER Gustav WOLTER Heinz”,”Der Sozialdemokrat, 1879-1890. Ein Beitrag zur Rolle des Zentralorgans im Kampf der revolutionären Arbeiterbewegung gegen das Sozialistengesetz.”,”Contiene il capitolo ‘Friedrich Engels’ Hilfe für den “”Sozialdemokrat”” bei der Verbreitung und Durchsetzung des Marxismus’ (pag 107-126) (Il contributo di Engels al Sozialdemokrat per la diffusione del maxismo) pag 113-114 “”In den beiden Aufsätzen “”Marx und die ‘Neue Rheinische Zeitung’ 1848-1849″” (10) und “”Zur Geschichte des Bundes der Kommunisten”” (11) wurden noch einmal in denkbar knapper und präziser Form die wichtigsten Grundsätze und Erfahrungen der Politik von Marx und Engels in der Revolutionszeit von 1848/1849 zusammengefaßt und die bedeutsamsten programmatischen Forderungen des Bundes der Kommunisten sowie taktischen Leitsätze aus dem Kommunistischen Manifest wiedergegeben. Engels’ Skizze “”Marx und die ‘Neue Rheinische Zeitung'”” war die konstruktive Antwort auf eine Anfrage Bernsteins anläßlich des ersten Todestages von Marx, “”wie wir das Andenken unseres großen Vorkämpfers am besten ehren können”” (12). Die historische Leistung und vorwärtsweisende Bedeutung der “”Neuen Rheinischen Zeitung”” umreißend, wies Engels ausdrücklich auf die Aktualität des taktischen Programms von 1848/1849 für den Kampf gegen das Sozialistengesetz hin. Unter wörtlicher Hervorhebung jener Stellen des Kommunistischen Manifests, die die grundsätzliche Stellung der Kommunistischen Partei und ihre Strategie un Taktik in Ringen gegen den vom Junkertum beherrschten Militärstaat sowie gegenüber der Bourgeoisie fixierten, konstatierte Friedrich Engels: “”Nie hat sich ein taktisches Programm so bewährt wie dieses. Aufgestellt am Vorabend einer Revolution, hielt es die Probe dieser Revolution aus; wo seit jener Zeit eine Arbeiterpartei von ihm abwich, strafte sich jede Abweichung; und heute, nach beinahe vierzig Jahren, bildet es die Richtschnur aller entschiedenen und selbstbewußten Arbeiterparteien Europas von Madrid bis Petersburg”” (13). Wenn Engels die konkrete Umsetzung der im Manifest formulierten Grundprinzipien in der Politik der “”Neuen Rheinischen Zeitung”” nachwies, so war das, weit über eine historische Rückschau und Würdigung hinausgehend, eine unmittelbare Anleitung zum Handeln. Auch in seinem Artikel “”Zur Geschichte des Bundes der Kommunisten”” unterstrich er an mehreren Stellen, daß die Forderungen und Prinzipien des Bundes in den achtziger Jahren des 19. Jahrhunderts keinesweges veraltet seien, sondern im Gegenteil erneute Aktualität gewonnen hätten (14). Dies bezog er vor allem auf die Theorie von der permanent Revolution”” (15). Besonderen Wert legte Engels weiterhin in beiden Aufsätzen auf die Rolle der Partei.”” (pag 113-114) [Horst Bartel Wolfgang Schröder Gustav Seeber Heinz Wolter, Der Sozialdemokrat, 1879-1890. Ein Beitrag zur Rolle des Zentralorgans im Kampf der revolutionären Arbeiterbewegung gegen das Sozialistengesetz, 1975] [(10) Siehe Der Sozialdemokrat, Nr 11, 13 März 1884; (11) Siehe Der Sozialdemokrat, Nr 46, 47 und 48, 12, 19, und 26 November 1885; (12) Eduard Bernstein an Friedrich Engels, 30. Januar / 2 Februar 1884, in: Eduard Bernstein Briefwechsel mit Friedrich Engels, S. 244; (13) Friedrich Engels: Marx und die “”Neue Rheinische Zeitung”” 1848 bis 1849. In: Karl Marx / Friedrich Engels: Werke, Bd. 21, Berlin 1973, S. 17; Siehe Friedrich Engels: Zur Geschichte des Bundes der Kommunisten (Einleitung zum neuen Abdruck von Marx’ “”Enthüllungen über den Kommunisten-Prozeß zu Köln”” (1885)). In: Karl Marx / Friedrich Engels: Werke, Bd. 8, Berlin, S. 577, 581, 592-593; (15) Siehe ebenda, S. 589-590]”,”MGEx-223″
“BARTEL Horst SCHRÖDER Wolfgang SEEBER Gustav”,”Das Sozialistengesetz. Illustrierte Geschichte des Kampfes der Arbeiterklasse gegen das Ausnahmengesetz, 1878-1890.”,”Il quinto capitolo ‘Bilanz’ si occupa del programma del partito discusso al Congresso di Halle e Erfurt (1890 e 1891). Il sesto e ultimo capitolo ‘Tradition’ si occupa del movimento rivoluzionario del XX secolo LENIN, LIEBKNECHT, LUXEMBURG e il KPD.”,”MGEx-003-FV”
“BARTEZZAGHI Stefano”,”L’orizzonte verticale. Invenzione e storia del cruciverba.”,”Stefano Bartezzaghi (1962), enigmista e saggista, collabora a ‘Repubblica’ ed è autore di ‘Lezioni di enigmistica’ (2001) e di ‘Incontri con la Sfinge’ (2004). ‘Per secoli e secoli l’invenzione del cruciverba è stata nell’aria. (…) L’accumulo delle condizioni necessarie sarebbe prima o poi precipitato: tuttavia la scelta del tempo e del luogo di questa invenzione non sarebbe toccata al Caso. Il 21 dicembre 1913 era una domenica. Il passanta newyorkese che avesse acquistato una copia del ‘New York World’, il giornale quotidiano che era stato rifondato e portato al successo da Joseph Pulitzer – si sarebbe trovato fra le mani un involto molto più voluminoso che negli altri giorni della settimana’”,”VARx-034-FSD”
“BARTH Hans”,”Verità e ideologia.”,”Hans Barth, nato nel 1904, è morto nel marzo del 1965. Laureatosi in giurisprudenza, ha in seguito condotto studi approfonditi nel campo della filosofia, del pensiero politico e della storia. Dal 1929 al 1946 ha fatto parte della redazione della “”Neue Zürcher Zeitung”” e dal 1946 al 1965 ha insegnato scienza politica e filosofia all’Università di Zurigo. Ha pubblicato numerosi contributi di carattere politico-filosofico ed è autore di varie opere, fra cui, oltre a ‘Verità e ideologia’ (1961) vanno ricordate “”Pestalozzis Philophie der Politik”” (1954) e “”Die idee der Ordnung”” (1958) Esemplare difettoso mancano le pagine 160-161 164-165 del capitolo III. ‘Ideologia e coscienza ideologica nella filosofia di Karl Marx’ La critica di Barth al comunismo. Marx Engels e la dialettica “”Come Hegel concepisce la dialettica non solo come metodo del pensare, ma come principio dell’essere, così anche Marx ed Engels partono «dal moto antagonistico, che si afferma dovunque nella natura» (229). Ogni essere vivo sviluppa accanto al principio dell’autoconservazione anche il principio della negazione. «La negazione», dice Engels, «è contenuta essenzialmente nella stessa vita» (230). Tutto ciò che è si trova nello stato del divenire, che include il «sì» ed il «no». La dialettica cioè, se si trasferisce alle forme della società e dello Stato, come fa Marx, è «critica rivoluzionaria» (231). Essa risolve le cose in processi (232), pone le forme divenute nel «flusso dell’evoluzione» e concepisce ciò che è e che ideologicamente pretende di essere valido per sempre (per esempio l’idea della giustizia come vero Stato e vera religione) sotto il duplice aspetto della sua necessaria nascita e del suo necessario tramonto. L’opinione, secondo la quale la dialettica è il principio dominante nella natura e nella storia, comporta che Marx possa pretendere di aver esposto nel ‘Capitale’ «le leggi naturali della produzione capitalistica» (233). Ciò che egli descrive comparando il suo metodo scientifico con quello di un fisico, sono le «tendenze che si affermano e che esercitano il loro effetto con ferrea necessità». Marx concepisce «lo sviluppo della formazione economica sociale come processo storico-naturale»”” (pag 206-207)] [(229) Engels, ‘Dialektik der Natur’, trad.it., cit, p. 77. La storia attraversa dunque tre fasi, qualificate dalla dialettica. Tesi: comunismo originario, Antitesi, (= negazione): proprietà privata, Sintesi, (= negazione della negazione): comunismo a livello più elevato. Vedasi, su questo , August Thalheimer, ‘Einführing in den dialektischen Materialismus’, cit., p. 125. Ma se il movimento dialettico è la legge fondamentale della natura e della storia, allora al comunismo dovrebbe seguire la sua stessa negazione. Ciò tuttavia non avviene, perché il sistema economico collettivo senza classi è concepito come uno stato definitivo. Ma la società senza classi resta comunque un’illusione, in seguito alla formazione di una nuova aristocrazia o casta dominante, sotto l’aspetto di un partito unico al governo, il solo ente provvisto dei mezzi di potere politico nello Stato. Cfr. anche nota 239 ed il testo relativo; (230) ‘Dialektik der Natur’, trad.it., cit, p. 77; (231) ‘Das Kapital’, trad.it., cit., p. 77; (232) Engels, ‘Feuerbach and der Ausgang der klassische deutschen Philosophie’, trad.it., cit., p. 1133; (233) ‘Das Kapital’, trad.it, cit., vol. I, p. 32]”,”FILx-350-FF”
“BARTHEL Günter BAUMANN Herbert BELLMANN Dieter BÖRNER Armin BRANDT Jürgen HAIKAL Fattah HOFFMANN Gerhard MÄHRDEL Ingrid NIMSCHOWSKI Helmut PREIßLER Holger RATHMANN Lothar RICHTER Ilse SERAUKY Eberhard, autori”,”Geschichte der Araber. Von den Anfängen bis zur Gegenwart. Band 5. Der Zusammenbruch des imperialistischen Koloialsystems und die Bildung souveräner arabischer Nationalstaaten.”,”Scritti di BARTHEL Günter BAUMANN Herbert BELLMANN Dieter BÖRNER Armin BRANDT Jürgen HAIKAL Fattah HOFFMANN Gerhard MÄHRDEL Ingrid NIMSCHOWSKI Helmut PREIßLER Holger RATHMANN Lothar RICHTER Ilse SERAUKY Eberhard.”,”VIOx-066″
“BARTHES Roland”,”Miti d’ oggi.”,”BARTHES Roland è uno dei maggiori critici francesi. E’ autore di ‘Grado zero della scrittura’ (LERICI). “”Tuttavia Poujade ha una concezione della razza a prima vista paradossale. Constatando che il francese medio è il prodotto di incroci multipli (noto ritornello: la Francia, crogiolo di razze), proprio questa varietà di origini Poujade contrappone superbamente alla setta ristretta di quelli che si sono sempre incrociati tra loro (s’intenda ovviamente gli ebrei). Designando Mendes-France esclama: “”Sei tu il razzista”” poi comemnta: “”Di noi due, è lui che può essere razzista, perché lui ha una razza””. Poujade pratica a fondo quello che si potrebbe chiamare razzismo dell’ “”incrocio””, senza rischi del resto, poiché questo “”incrocio”” tanto vantato, secondo lo stesso Poujade, non ha mescolato altro che dei Dupont, dei Durand e dei Poujade, cioè l’ identico con l’ identico. Evidentemente, l’ idea di una “”razza”” sintetica è preziosa, perché permette di giocare ora sul sincretismo ora slla razza. Nel primo caso Poujade dispone della vecchia idea, un tempo rivoluzionaria, di nazione (…). Nel secondo caso, egli ritrova agevolmente il fondamentale oggetto razzista, il Sangue (ed è soprattutto il sangue celtico, quello di Le Pen, solido bretone separato da un abisso razziale dagli esteti della Nouvelle Gauche, o il sangue gallico, che manca a Mendes).”” (pag 190) “”Prima di tutto, l’ effige del candidato stabilisce un legame personale tra questo e gli elettori; il candidato non da a giudicare solo un programma, propone un clima fisico, un insieme di scelte quotidiane espresse in una morfologia, un modo di vestire, una posa. La fotografia tende in tal modo a ristabilire il fondo paternalistico delle elezioni…Nella misura in cui la fotografia è ellissi del linguaggio e condensazione di tutta una “”ineffabilità”” sociale, essa costituisce un’arma anti-intellettuale, tende a schivare la “”politica”” (cioè un corpo di problemi e di soluzioni) a vantaggio di un “”modo di essere””, di uno statuto socio-morale. Si sa che tale contrapposizione è uno dei miti capitali del poujadismo (Poujade alla televisione: “”Guardatemi: sono uno come voi””). (…) la fotografia è specchio, dà a leggere elementi familiari, noti, propone all’ elettore la propria effige chiarificata, magnificata, superbamente portata allo stato di tipo. Tale maggiorazione del resto definisce molto esattamente la fotogenia: l’ elettore si trova espresso ed eroicizzato insieme, è invitato a eleggere se stesso, a caricare il mandato che sta per dare di un vero e proprio transfert fisico: egli delega la propria “”razza””.”””,”FRAS-026″
“BARTHES Roland”,”Elementi di semiologia. Linguistica e scienza delle significazioni.”,”Roland Barthes, nato nel 1915 (Cherbourg, 12 novembre 1915 – Parigi, 26 marzo 1980), ha vissuto e ha insegnato a Parigi. Delle sue opere Einaudi ha pubblicato ‘Saggi critici’, ‘Critica e verità’, ‘Sistema della moda’, ‘Miti d’oggi’ (1974), ‘Il piacere del testo’. Nel suo Cours de linguistique générale, Ferdinand de Saussure postulava l’esistenza di una scienza generale dei segni, o semiologia, di cui la linguistica sarebbe solo una parte. R. Barthes è un professore di sociologia dei segni alla Ecole Pratique des Hautes Etudes.”,”TEOS-307″
“BARTIER John, a cura e presentazione di Francis SARTORIUS”,”Fourier en Belgique.”,”Emigrazione come soluzione a questione sociale (pag 107) L’A, John BARTIER è morto nel 1980.”,”SOCU-130″
“BARTIER John, a cura di Francis SARTORIUS”,”Fourier en Belgique.”,”J.P. DEVROEY è professore e direttore delle biblioteche dell’ Università, coeditrice dell’ opera. “”Ma se le rivalità politiche non offrivano interesse per i fourieristi, non si poteva dire la stessa cosa per le questioni sociali. In effetti, se gli adpti dell’ Ecole sociétaire erano convinti che gli uomini non avrebbero conosciuto la felicità che dopo il trionfo delle loro idee, essi nondimeno ritenevano che si potesse nell’ immediato, lavorare in molti modi per alleggerire le loro sofferenze.”” (pag 101) “”Ma gli adepti dell”Ecole sociétaire’ potevano ottenere la collaborazione dei profani solo evitando di spaventarli. Così nei numerosi lavori che essi dedicarono alle questioni di attualità, parlarono il meno possibile dei principi che guidavano la loro azione.”” (pag 101) “”Niente di più caratteristico a questo riguardo è la più audace delle sue opere (di E. Ducpétiaux): ‘Le paupérisme en Belgique’. (…) Ducpétiaux constatava che tutti ammettevano che la carità non era sufficiente a risolvere il problema del proletariato, ma che le opinioni divergevano riguardo al tema della soluzione. Gli uni la trovavano nel libero scambio e gli altri nel protezionismo, certi spingevano per la colonizzazione interna ma anche l’emigrazione trovava dei sostenitori. Ducpétiaux si proponeva di liberare da queste tesi contraddittorie gli elementi di verità che esse racchiudevano. Pur riconoscendo la complessità del problema, affermava che: “”la miseria non esiste di per sé; essa il più sovente è la conseguenza di certi vizi sociali, di certi abusi che si perpetuano da secoli e che è urgente combattere alla fonte”””” (pag 102)”,”SOCU-133″
“BARTIER John, a cura di Arlette SMOLAR-MEYNART”,”Naissance du socialisme en Belgique. Les saint-simoniens.”,”BARTIER John è professore nell’ Università di Bruxelles, specialista di correnti politiche e intellettuali del XIX secolo. Ma anche sotirco del periodo borgognone. E’ morto nel 1980. E’ autore di una biografia di Carlo il Temerario e di vari studi sul XV secolo tra cui ‘Légistes et Gens de Finances’. ex MEO-084 “”Quételet et quelques autres reçurent des missionnaires saint-simoniens “”une empreinte dont tous, à des degrés divers, demeurènt marqués parfois jusqu’au bout de l’existente””. Utilisant des données analogues, Gustave Charlier se range du côté de ceux qui pensent “”qu’à la base même de la fameuse ‘Physique sociale’ de Quételet, il y a une idée saint-simonienne, tout autant qu’une conception fouriériste””. Pour Kuypers, Delhasse “”figurait sur la liste des premiers disciples bruxellois déjà initiés au saint-simonisme””. Quant a Fakkar, il va jusqu’à écrire: “”On peut compter parmi les premiers disciples de la doctrine en Belgique, deux grande révolutionnaires républicains: l’homme d’Etat Charles Rogier (…) De Potter”” et l’on pourrait sans difficulté multiplier les citations de ce genre.”” (pag 108) “”Quant à Louis De Potter, on peut voir en lui, comme M. Fakkar, “”le premier socialiste belge””, mais sans pour cela en faire à la suite de cet auteur, un saint-simonien. Les membres de l’Eglise saint-simonienne en Belgique ne l’ont jamais rivendiqué commeun des leurs, et lui-même ne se fit jamais passer pour tel””. (pag 108)”,”MHLx-031″
“BARTIER John, a cura di Guy CAMBIER”,”Libéralisme et Socialisme au XIX Siècle. Etudes rassemblées et publiées par Guy Cambier.”,”Contiene due aggi su Proudhon in relazione al Belgio: ‘Proudhon et ses amis belges’ (pag 25-63) ‘Proudhon et la Belgique’ (pag 117-176) Un saggio sull’epoca della Prima internazionale: ‘Etudiants et mouvmement révolutionnaire au temps de la Première Internationale’ (pag 177-206) Due saggi sul sansimonismo e uno sulla Comune di Parigi”,”MHLx-040″
“BARTOCCI Enzo COTESTA Vittorio a cura; saggi di Patrizia AUDENINO Carlos BARBE’ Enzo BARTOCCI Roberto BIORCIO Adriano BONCOMPAGNI Paolo BORRUSO Franco CASSANO Vittorio COTESTA Marcella DELLE DONNE Paolo DE NARDIS Luca DI SCIULLO Emilio FRANZINA Sergio MELLINA Umberto MELOTTI Mabel OLIVIERI Andrea PANACCIONE Franco PITTAU Nicola PORRO Giuseppe SCIDA’ Leonello TRONTI”,”L’ identità italiana: emigrazione, immigrazione, conflitti etnici.”,”Saggi di Patrizia AUDENINO Carlos BARBE’ Enzo BARTOCCI Roberto BIORCIO Adriano BONCOMPAGNI Paolo BORRUSO Franco CASSANO Vittorio COTESTA Marcella DELLE DONNE Paolo DE NARDIS Luca DI SCIULLO Emilio FRANZINA Sergio MELLINA Umberto MELOTTI Mabel OLIVIERI Andrea PANACCIONE Franco PITTAU Nicola PORRO Giuseppe SCIDA’ Leonello TRONTI”,”CONx-070″
“BARTOCCI Enzo”,”Sindacato e potere nella Russia Sovietica. Il sistema di relazioni industriali in URSS.”,”Questo libro documenta la collocazione reale del sindacato nella società sovietica, ricostruendo quelle che sono state storicamente le funzioni da esso effettivamente esercitate, il rapporto di rappresentanza che lo lega ai suoi iscritti, le relazioni intercorrenti con il vero, unico protagonista della vita politica e sociale russa: il PCUS. Enzo Bartocci (Roma, 1929) ha diretto dal 1961 al 1964 ‘Sindacato moderno’ rivista di studi sindacali della Fiom-Cgil. Nel 1967 diede vita, con Giacomo Brodolini, alla rivista ‘Economia e Lavoro’ che tuttora dirige. Docente di sociologia industriale prima all’Università di Torino presso la Facoltà di scienze politiche, successivamente all’Università di Roma, dove attualmente insegna presso il corso di laurea di sociologia della Facoltà di magistero. Ha curato il volume ‘Sindacato, classe, società’ ed è autore di ‘Alle origini della contrattazione articolata’.”,”RUSU-069-FL”
“BARTOCCINI Fiorella”,”Roma nell’ Ottocento. Il tramonto della “”città santa””. Nascita di una capitale.”,”””Nel settembre del 1851, sempre da Mazzini, arrivò nella città un monito di chiarimento in senso repubblicano, nel 1853 l’ invito ad organizzarsi in partito d’ azione: il monito e l’ invito furono formalmente accettati, ma sostanzialmente elusi, con l’ eccezione di pochissimi fedeli, nel clima politico locale che abbiamo già rievocato. La situazione precipitò ulteriormente, nel 1853, con il fallimento della rivolta di Milano: dal gruppo dirigente del partito liberale e nazionale romano furono defenestrati i mazziniani, e non tanto per il profilarsi di un interesse per i nuovi orizzonti politici che la scena italiana e internazionale sembrava permettere, quanto per una più aperta ripulsa di quelle iniziative insurrezionali che Mazzini continuava a proporre e riproporre. Egli ricevette un invito ad aderire a un programma che lasciasse “”la scelta dei mezzi agli avvenimenti, quella delle forme di governo alla libera volontà della Nazione””, ma lo respinse nettamente “”come un atto di ateismo politico, un passo retrogrado””: “”prostituiscano Roma se vogliono””. E tentò quindi un’ azione politica disperata: nel novembre del 1853 un gruppetto di esuli pontifici, partito da Genova senza un suo ordine diretto ma certo per sua ispirazione, sbarcò sulla costa laziale e si avviò verso Roma con la certezza di trovarla pronta alla insurrezione: quasi nessuno si mosse in loro appoggio e il governo papale approfittò della occasione per imprigionare, per condannare, per eliminare dalla città tutti gli avversari, repubblicani e moderati, decine di e decine di persone, incarcerate, esiliate, ammonite.”” (pag 381) “”Con la richiesta della libertà di stampa si poneva, nel 1846, il problema della censura (la debolezza del nuovo papa faceva intanto fiorire una miriade di iniziative giornalistiche più o meno clandestine), cui il regime non voleva – non poteva – rinunciare: l’ editto del 15 marzo 1846 la limitava, permettendo che si trattassero con alcune cautele, oltre ai soliti argomenti di scienze, lettere ed arti, anche “”la storia contemporanea e le materie appartenenti alla pubblica amministrazione””, e tutto ciò che contribuiva a promuovere l’ agricoltura, l’ industria, il commercio, la navigazione, le imprese di opere pubbliche””. (pag 353)”,”ITAB-178″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; collaboratori-autori e redattori: Gianni BALLISTRERI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Gaspare DE-CARO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Mario BARSALI Piero CRAVERI Giuseppe PIGNATELLI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Aldo GAUDIANO Enzo POZZATO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantaduesimo volume: Giovanni ASSERETO Riccardo FAUCCI Sandro SETTA Francesco SURDICH André VAUCHEZ e altri”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 42. Dugoni – Enza.”,”Tra i collaboratori del XLII volume: Giovanni ASSERETO Riccardo FAUCCI Sandro SETTA Francesco SURDICH André VAUCHEZ e altri”,”REFx-R-042″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; collaboratori-autori e redattori: Gianni BALLISTRERI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Gaspare DE-CARO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Mario BARSALI Piero CRAVERI Giuseppe PIGNATELLI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Aldo GAUDIANO Enzo POZZATO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantatreesimo volume: Giovanni ASSERETO Riccardo GUALDO Alessandro PORRO Bruno SIGNORELLI e altri”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 43. Enzo-Fabrizi.”,”Tra i collaboratori del XLIII volume: Giovanni ASSERETO Riccardo GUALDO Alessandro PORRO Bruno SIGNORELLI e altri”,”REFx-R-043″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Gaspare DE-CARO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Mario BARSALI Piero CRAVERI Giuseppe PIGNATELLI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Aldo GAUDIANO Enzo POZZATO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantaquattresimo volume: Franco AMATORI Giovanni ASSERETO Luisa BERTONI Alessandro BROGI Mario CRESPI Mauro DI-LISA Nicola LABANCA Luciano SEGRETO Giuseppe SIRCANA”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 44. Fabron – Farina.”,”Collaboratori del quarantaquattresimo volume: Franco AMATORI Giovanni ASSERETO Luisa BERTONI Alessandro BROGI Mario CRESPI Mauro DI-LISA Nicola LABANCA Luciano SEGRETO Giuseppe SIRCANA”,”REFx-R-044″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Carlo Alberto BUCCI Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe PIGNATELLI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Aldo GAUDIANO Enzo POZZATO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantacinquesimo volume: Giovanni ASSERETO Elisabetta BIANCHI TONIZZI Giuseppe SIRCANA Albertina VITTORIA Andrea ZORZI”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 45. Farinacci – Fedrigo.”,”Collaboratori del quarantacinquesimo volume: Giovanni ASSERETO Elisabetta BIANCHI TONIZZI Giuseppe SIRCANA Albertina VITTORIA Andrea ZORZI”,”REFx-R-045″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Aldo GAUDIANO Enzo POZZATO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantaseiesimo volume: Giovanni ASSERETO Carlo Alberto BUCCI Vittorio CAPRARA Franco DELLA PERUTA Eugenio DI-RIENZO Riccardo FAUCCI Paolo FERRARI Adriano ROCCUCCI Matteo SANFILIPPO Alfonso SCIROCCO Luciano SEGRETO Francesco SURDICH Francesco M. BISCIONE Giuseppe SIRCANA”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 46. Feducci – Ferrero.”,”Collaboratori del quarantaseiesimo volume: Giovanni ASSERETO Carlo Alberto BUCCI Vittorio CAPRARA Franco DELLA PERUTA Eugenio DI-RIENZO Riccardo FAUCCI Paolo FERRARI Adriano ROCCUCCI Matteo SANFILIPPO Alfonso SCIROCCO Luciano SEGRETO Francesco SURDICH Francesco M. BISCIONE Giuseppe SIRCANA”,”REFx-R-046″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Michele DI-SIVIO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe MONSAGRATI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Agnese CONCINA SEBASTIANI Laura INDRIO Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantasettesimo volume: Elisabetta BIANCHI TONIZZI Pietro CORSI Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH e altri”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 47. Ferrero – Filonardi.”,”Collaboratori del quarantasettesimo volume: Elisabetta BIANCHI TONIZZI Pietro CORSI Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH e altri Biografia di Enrico Ferri”,”REFx-R-047″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Michele DI-SIVIO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe MONSAGRATI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Laura INDRIO Livia MAGGIONI Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantottesimo volume: Gerardo BIANCO Vittorio CAPRARA Paolo COMANDUCCI Giorgio ISRAEL Gina LAGORIO Andrea ROMANO Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 48. Filoni – Forghieri.”,”Collaboratori del quarantottesimo volume: Gerardo BIANCO Vittorio CAPRARA Paolo COMANDUCCI Giorgio ISRAEL Gina LAGORIO Andrea ROMANO Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH”,”REFx-R-048″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Michele DI-SIVIO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe MONSAGRATI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Laura INDRIO Livia MAGGIONI Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Arcangelo ROSSI; collaboratori del quarantanovesimo volume: Mauro CANALI Roberto CANNATA’ Valerio CASTRONOVO Giuseppe SIRCANA e altri”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 49. Forino – Francesco da Serino.”,”Collaboratori del quarantanovesimo volume: Mauro CANALI Roberto CANNATA’ Valerio CASTRONOVO Giuseppe SIRCANA e altri”,”REFx-R-049″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Michele DI-SIVIO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe MONSAGRATI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Livia MAGGIONI Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Arcangelo ROSSI; collaboratori del cinquantesimo volume: Giovanni ASSERETO Gerardo BIANCO Francesco M. BISCIONE Domenico DA-EMPOLI Nicola LABANCA Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 50. Francesco I Sforza – Gabbi.”,”Collaboratori del cinquantesimo volume: Giovanni ASSERETO Gerardo BIANCO Francesco M. BISCIONE Domenico DA-EMPOLI Nicola LABANCA Giuseppe SIRCANA Francesco SURDICH”,”REFx-R-050″
“BARTOCCINI Fiorella CARAVALE Mario direttori; redattore capo Giuseppe PIGNATELLI; collaboratori-autori e redattori: Hélène ANGIOLINI Paolo BERTOLINI Ingeborg ZAPPERI WALTER Michele DI-SIVIO Claudio MUTINI Roberto ZAPPERI Alessandra CIMMINO Piero CRAVERI Giuseppe MONSAGRATI Giuseppe PIGNATELLI Carlo Alberto BUCCI Livia MAGGIONI Alessandra UGUCCIONI Raoul MELONCELLI Maurizia ALIPPI CAPPELLETTI Mario CRESPI Salvo D’AGOSTINO Arcangelo ROSSI; collaboratori del cinquantunesimo volume: Giovanni ASSERETO Marino BERENGO Piero CRAVERI Nunzio DELL’ERBA Eugenio DI-RIENZO Giuseppe SIRCANA e altri”,”Dizionario biografico degli italiani. Volume 51. Gabbiani – Gamba.”,”Collaboratori del cinquantunesimo volume: Giovanni ASSERETO Marino BERENGO Piero CRAVERI Nunzio DELL’ERBA Eugenio DI-RIENZO Giuseppe SIRCANA e altri”,”REFx-R-051″
“BARTOLI Henri”,”La doctrine economique et sociale de Karl Marx.”,”Nato nel 1918 a Lione, fece i suoi studi alla facoltà di diritto di quella città. Nel 1943 BARTOLI sostenne la tesi di dottorato sull’ ‘autofinanziamento della nazione’, tesi censurata. Lo stesso anno entrò nella Fondazione Thiers. Nell’agosto 1944 diventò membro del Gabinetto di M. COURTIN, segretario generale all’Economia nazionale. Poi entrò nell’ Institut de Science economique appliquée diretto da Francois PERROUX. Nel 1945 ricevette l’agregation e insegnò alla Facoltà di diritto di Grenoble.”,”MADS-208″
“BARTOLI Gloria”,”L’economia politica anglosassone nell’età marshalliana.”,”Gloria Bartoli è nata a Roma nel 1950. E’ ricercatore di politica economica presso l’Università della Calabria e ha svolto attività di consulenza presso numerosi enti privati e pubblici. Ha al suo attivo varie pubblicazioni. (1983) L’antologia entra nel merito di questo controverso punto (l’equilibrio fra domanda e offerta nelal determinazione del valore delle merci) della storia del pensiero economico ponendo a confronto la teoria del valore di Marshall con quella di Edgeworth e degli altri padri del marginalismo”,”ECOT-302″
“BARTOLI Domenico”,”La fine della monarchia.”,”Domenico Bartoli è nato a Torino nel 1912. Dopo essersi laureato in giurisprudenza, si è dedicato al giornalismo. Pubblicista politico brillante, ha collaborato a quotidiani e periodi. E’ stato uno dei fondatori di ‘Risorgimento liberale’.”,”BIOx-326″
“BARTOLINI Stefano”,”The Political Mobilization of the European Left, 1860-1980. The Class Cleavage.”,”BARTOLINI è professore di istituzioni politiche comparate presso l’ European University Institute a Firenze.”,”MEOx-042″
“BARTOLINI Alfonso MAZZON Giulio MERCURI Lamberto a cura”,”Resistenza. Panorama bibliografico.”,”””Evidentemente la bibliografia è seria, razionale ed utile se il bibliografo è all’ altezza del compito, se cioè è padrone della materia””. (pag 10) “”A questo punto si è usciti dal campo della semplice elencazione alfabetica delle fonti: arriviamo cioè alla bibliografia selezionata e ragionata, che è la meta superiore da raggiungere. Ben difficile meta. Ricordo l’ esempio caratteristico della prima guerra mondiale, che presentava anch’ essa difficoltà analoghe. Vi fu un saggio abbastanza ben riuscito, ma ancor provvisorio che non fu ripreso. E forse per le difficoltà veramente grandi dello scegliere e del graduare si arrivò soltanto all’ esauriente e completo catalogo redatto dal benemerito Ufficio Storico dello Stato Maggiore. Ricordo anche come modelli di opere del genere le guide bibliografiche che il compianto editore Formiggini aveva affidato a maestri di grande competenza nel campo rispettivo. Si potrà fare qualcosa del genere per la Resistenza.”” (pag 11)”,”ITAR-092″
“BARTOLOMMEI Sergio a cura”,”Illuminismo e utopia. Temi e progetti utopici nella cultura francese (1676-1788).”,”Profetismo e rivolta nell’utopia “”plebea”” di Jean Meslier”” (pag 67-) “”Risalendo a Montaigne, Meslier ripercorre una illustre tradizione di pensiero scettica e libertino-erudita e svolge impietosamente la denuncia della religione come invenzione umana, pregiudizio e impostura (201). Corredando il ‘Testament’ di ampie citazioni dalle opere di Gabriel Naudé e Giovanni Paolo Marana, Meslier sottolinea l’originale politica delle credenze, siano esse pagane o cristiane. Assimilate tali credenze all’idolatria, l’autore riprende il tema – caro all’averroismo padovano – del carattere illusorio dei miracoli, dei quali svela un identico fondo antropomorfico. Con lineare consequenzialità Meslier rigetta non soltanto le «ingenuità» della fede, ma anche l’idea stessa di un Essere fantasmatico-trascendente. Le otto prove del ‘Testament’ costituiscono una serrata requisitoria contro «l’inconsistenza e falsità delle religioni» come ‘istrumentum regni’, messa a disposizione – questo è il punto – non più dagli intelletti raffinati, ma dalla umile ‘paysannerie’. Il valore maieutico della solitaria riflessione di Meslier doveva infatti esser verificato e reso operativo – almeno nell’intenzione dell’autore – fuori dai circoli eterodossi e anticlericali (ma elitari) della capitale. Da questo punto di vista l’opera di Meslier assume il significato di uno scavalcamento «a sinistra» delle implicazioni politico-lealiste che spesso accompagnano i pur audaci fermenti filosofico-intellettuali fatti agitare dagli ‘esprits forts’. L’incredulità di Meslier in materia religiosa è invece strettamente connessa col suo incitamento al rifiuto d’ogni autorità politica. La critica alla «sovranità del cielo» si converte davvero nel curato delle Ardenne, in critica alla «sovranità della terra». La dissoluzione del concetto di Dio procede di conserva, nel pensiero di Meslier, con la elaborazione di un punto di vista materialistico. La discussione con il cartesianesimo è il momento-chiave di questa elaborazione. Se il nome di Descartes non compare mai nel ‘Testament’, la sua presenza non è meno centrale trovandosi, per così dire, filtrata negli scritti dei due autori che Meslier si incarica di utilizzare-confutare: Malebranche e Fénelon”” (pag 68-69)”,”SOCU-213″
“BARTON Paul”,”Conventions collectives et réalités ouvrières en Europe de l’ Est.”,”Il codice del lavoro del 1922. “”All’ indomani della rivoluzione bolscevica d’ ottobre 1917, la fissazione dei salari per via di negoziati collettivi conobbe uno sviluppo considerevole. (…) Le organizzazioni sindacali presero presto l’ abitudine di fare appello al potere dello Stato per costringere degli imprenditori recalcitranti ad accettare le loro proposte. D’altra parte, si conferì al ministero del Lavoro il diritto di estendere all’ insieme delle imprese dello stesso genere i tassi di salario determinati da un accordo tra il sindacato e solamente una parte dei padroni interessati (…)””. (pag 49)”,”RUSU-178″
“BARTON Mary S.”,”Counterterrorism Between the Wars. An International History, 1919-1937.”,”Mary S. Barton, storica e analista di Washington. Ha ricevuto il Ph.D. dall’Università della Virginia nel 2016.”,”QMIP-015-FSL”
“BARUCCI Piero MAGLIULO Antonio”,”L’ insegnamento economico e sociale della Chiesa (1891-1991). I grandi documenti sociali della Chiesa cattolica.”,”Piero BARUCCI (1933) è professore universitario di economia ed ex-ministro del tesoro. MAGLIULO (1962) è ricercatore di storia del pensiero economico (Firenze).”,”RELC-108″
“BARUCCI Piero”,”Unicredit, una storia dell’economia italiana. Dalla Banca di Genova al Credito Italiano, 1870-1945.”,”Seconda guerra mondiale. 1943. I tedeschi e la richiesta di denaro alla banca. “”Dopo l’8 settembre (1943) il Credito dovrette affrontare una serie di avvenimenti particolarmente sfidanti, che sono in parte siamo in grado di ricostruire. Il fatto più drammatico fu probabilmente costituito dalla richiesta dell’esercito germanico in Italia di un’apertura di credito di ben 160 milioni di lire da parte del ministero delle Finanze, allora retto dal senatore Bartolini, a favore delle truppe. La richiesta giunse inattesa per il minostro e per Azzolini, che ne discussero in una serie di riunioni convulse che, secondo il non conosciuto verbalizzante, cominciarono l’11 settembre alle ore 11.35 (dopo la visita dei tedeschi al ministro delle Finanze), proseguirono poi in fine mattinata dello stesso giorno con una visita delle truppe tedesche alla succursale della Banca d’Italia, e si conclusero il giorno successivo alle ore 12.30 con un incontro fra i due. Fu una di quelle occasioni che il ministro delle Finanze individuò nel Credit la banca ideonea a svolgere l’operazione, data «l’abitudine delle somministrazioni» che essa aveva. I tedeschi avevano bisogno di fondi per pagare le truppe. Se la loro richiesta non fosse stata accolta, non avrebbero «esitato a mettere in circolazione i marchi di occupazione, il che disturberebbe molto la valuta». Dissero di venire da parte del comando generale e di avere urgenza di quei fondi. Il tentativo di Azzolini di far intervnire qualcuno della Reichsbank per garantire la banca italiana che concedeva il credito non ebbe successo. I tedeschi chiarirono che avevano bisogno di «un prestito nella mattina del giorno dopo». Non dissero di quanto avrebbero avuto bisogno. Il governatore commentò: «Data la situazione attuale con la città nelle loro mani non si ritiene che si possa fare altro che accogliere la richiesta». Disse di aver cercato di prendere contatto col ministro per gli Scambi e Valute, «ma non c’è nessuno», e che avrebbe voluto mettersi in contatto con Calvi di Bergolo, il quale avrebbe dovuto avere il controllo della città, «ma non sapeva dove trovarlo». La mattina del 12 settembre i due trovarono la forma con cui concedere il prestito: «lo Stato che ha la vigilanza sull’Istituto di emissione autorizza a fare un prestito al Credito Italiano» (…). Così avvenne. Il 14 settembre 1943 il tenente colonnello Neumeyer inviò al ministro delle Finanze a Roma una lettera (…) nella quale precisava che il credito da aprire avrebbe dovuto essere di 160 milioni e che sarebbe stato «pareggiato secondo le norme da stabilire». Non abbiamo trovato traccia di questo «ordine di esecuzione» nell’Archivio del Credit, il quale fu rassicurato sul fatto che si trattava di un’operazione «garantita dallo Stato e che la garanzia diviene operativa per l’importo totale all’atto della esecuzione dell’operazione medesima» (lettera del capo dell’Ispettorato per la difesa del risparmio e per l’esercizio del credito del 18 settembre 1943 (…)). Sembra capire che, nel migliore dei casi, ebbe qualche avvertimento orale. In quel momento a Roma tutti percepivano di essere stati lasciati soli, di fronte alle richieste di truppe di occupazione cui venivano trasmessi solo ordini da eseguire. Il quadro appena delineato getta qualche tenue luce sullo stato di confusione e di disordine amministrativo, già ben noto, in cui si trovava Roma in quei giorni, durante i quali il Credit stava pensando di darsi una direzione romana in grado di tutelare meglio i proprio interessi”” (pag 365-367) [Piero Barucci, ‘Unicredit, una storia dell’economia italiana. Dalla Banca di Genova al Credito Italiano, 1870-1945’, Editori Laterza, Roma Bari, 2021] Wikip: In seguito all’approvazione dell’ordine del giorno Grandi da parte del Gran Consiglio del Fascismo, Vittorio Emanuele III rimosse Benito Mussolini dalla carica di Capo del governo primo ministro segretario di Stato e lo fece porre agli arresti. Il sovrano nominò capo del Governo il generale Pietro Badoglio, il quale procedette a eliminare molte riforme effettuate dal fascismo all’ordinamento statutario dello Stato liberale. Il 2 agosto 1943 il Partito Nazionale Fascista, il Gran Consiglio del Fascismo, la Camera dei Fasci e delle Corporazioni e le organizzazioni legate al partito furono sciolte tramite regi decreti-legge e la denominazione “”fascista”” venne rimossa dai nomi degli enti pubblici. Venne ricostituita la Camera dei Deputati, per la quale vennero disposte nuove elezioni entro quattro mesi, mentre il Senato del Regno rimase in carica senza variazioni; gli eventi successivi resero tuttavia impossibile la ripresa dei lavori parlamentari. L’8 settembre 1943, in seguito alla firma dell’armistizio di Cassibile, le forze armate tedesche invasero l’Italia (Operazione Achse), sopraffacendo rapidamente gran parte delle forze armate del Regno. La sera stessa Roma fu attaccata dalle forze della Wehrmacht e, il giorno seguente, il Re, Badoglio, la famiglia reale e lo Stato maggiore dell’esercito lasciarono la capitale; prive di guida, le forze militari a difesa di Roma capitolarono il 10 settembre, dopo tre giorni di feroci combattimenti. I principali membri del governo non avevano lasciato la capitale al seguito di Vittorio Emanuele III, in quanto neanche avvisati.[3] Furono abbandonati alla ventura: Raffaele Guariglia, ministro degli esteri, Umberto Ricci, ministro dell’interno, Leonardo Severi, ministro dell’educazione nazionale, Giovanni Acanfora, ministro per gli scambi e le valute, e Domenico Bartolini, ministro delle finanze. A parte Guariglia, che si rifugiò nell’ambasciata di Spagna, gli altri ministri trovarono ospitalità presso il Palazzo del Laterano della Santa Sede. Il Re e il Presidente del Consiglio si insediarono a Brindisi. Il governo provvisorio, sotto la tutela dell’Amministrazione militare anglo-americana, ebbe il controllo delle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto. Badoglio diede incarico al ministro dell’interno Umberto Ricci di coordinare l’attività dei ministri rimasti in Laterano. Ricci convocò una riunione del consiglio dei ministri presenti, che si concluse con l’autoscioglimento dell’organismo[4]. Il rimpasto ed eventi successivi[modifica wikitesto] Da Brindisi, in novembre, il Re nominò alcuni Sottosegretari facenti funzione di Ministri, in sostituzione di quelli rimasti nella Capitale. Il 13 ottobre 1943 il Regno del Sud, come Regno d’Italia, dichiarò guerra alla Germania, rientrando nel conflitto al fianco delle forze alleate in qualità di Paese cobelligerante. Nel gennaio 1944 il governo abrogò tramite regio decreto-legge le leggi razziali fasciste e ripristinò i diritti civili e politici dei cittadini italiani di fede ebraica. Fu contestualmente soppresso il Tribunale della razza (di fatto non più operativo).[5] Nel febbraio 1944 il governo si stabilì a Salerno e ricevette dagli alleati il controllo di tutta l’Italia meridionale. Il presidente del Consiglio Badoglio, con un rimpasto, procedette alla sostituzione dei ministri assenti. Il governo diede le dimissioni il 17 aprile 1944[6], e fu seguito dal secondo governo Badoglio.”,”ECOG-127″
“BARUCCI Piero”,”Adam Smith e la nascita della scienza economica.”,”Piero Barucci è nato a Firenze nel 1933. Docente di Economia politica e Storia delle dottrine economiche presso l’Università di Firenze è stato Ministro del Tesoro e della Funzione pubblica del Governo Amato e Ministro del Tesoro nel Governo Ciampi; attualmente è Presidente della Aloisio Foglia Ventura SIM e Consigliere di Amministrazione dell’IRI.”,”ECOT-272-FL”
“BARZANTI Roberto”,”Nitti e la “”grande guerra””.”,”BARZANTI Roberto “”Le pagine di maggior interesse di questa ricerca di Monticone [‘Nitti e la grande guerra, 1914-1918′, Giuffré, Milano, 1961, ndr] sono certo quelle centrali, sui rapporti tra Nitti e le industrie di guerra, in particolare tra Nitti e i Perrone, i dirigenti dell’Ansaldo: è una ricercha che dipiace non sia continuata fino a coprire anche gli anni del dopoguerra, perché le vicende del ministero Nitti, soprattutto negli ultimi mesi di vita, sono legate a filo doppio all’azione dei grandi gruppi industriali e finanziari, che proprio durante la guerra avevano assunto un ruolo decisivo. Nei vari settori dell’industria di guerra grandeggiavano – si sa – il gruppo ILVA, legato alla Banca Commerciale e il gruppo Ansaldo, vigorosamente appoggiato dalla Banca Italiana di Sconto. Nitti fu legato con i Perrone da profondi vincoli d’amicizia e fu in contatto epistolare con essi per tutto il periodo in cui resse il ministero del Tesoro. E’ facile comprendere – e Monticone lo mette bene in luce – come uno dei punti fondamentali del programma di Nitti, e cioè l’italianizzazione del capitale bancario fosse entusiasticamente condiviso dai Perrone. Essi infatti erano, come si è visto, strettamente uniti alla Banca di Sconto in netto contrasto con la Commerciale, su cui gravava il sospetto di filogermanesimo e a cui i commendatori dell’Ansaldo facevano risalire ogni boicottaggio, vero o presunto, a danno della loro attività industriale. Il programma di “”nazionalizzazione”” delle banche è motivato da Nitti con argomentazioni tecniche e di concordia economica nazionale, ma nei fatti si tramutò in validissimo appoggio per lo strapotere che certi gruppi economici (i Perrone in primo luogo) avrebbero progressivamente assunto nella situazione del paese e per le forze più sfrenate dell’interventismo nazionalista: questo è il succo della tesi dell’autore del saggio”” (pag 507) L’autore. Roberto Barzanti (Monterotondo Marittimo, 24 gennaio 1939) è un politico italiano. È stato vicepresidente del Parlamento europeo dal 14 gennaio 1992 al 18 luglio 1994. Iscritto prima al Partito Socialista Italiano, dirigente della Federazione Giovanile Socialista, quindi al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria fin dalla sua fondazione nel 1964, dal 1974 è esponente del Partito Comunista Italiano, del PDS, dei DS e infine del Partito Democratico. È stato sindaco di Siena dal 1969 al 1974, quindi assessore nella giunta della Regione Toscana dal 1975 al 1979 con l’incarico degli affari generali. Quindi è stato vicesindaco del comune di Siena fino al 1984. È stato eletto al Parlamento europeo alle elezioni europee del 1984, e poi riconfermato nel 1989 e nel 1994, per le liste del PCI e del PDS. È stato presidente della delegazione per le relazioni con il Giappone e della commissione per la gioventù, la cultura, l’istruzione, i mezzi di comunicazione e lo sport e vicepresidente del Parlamento. Nel corso del suo mandato europeo ha dedicato in prevalenza il suo impegno alle politiche per la cultura, alle normative finalizzate alla creazione di un spazio audiovisivo comune direttiva Televisione senza Frontiere, alla promozione della produzione cinematografica Programma MEDIA e alla protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi. Attualmente è presidente della Società Giornate degli Autori Venice Days che organizza una rassegna all’interno della Mostra d’arte cinematografica di Venezia; fa parte, in qualità di esperto, del comitato consultivo sul diritto d’autore nell’ambito del Ministero per i beni e le attività culturali. Tiene corsi su istituzioni e politiche audiovisive in Europa nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa e nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Siena, laurea specialistica in radiofonia. Ha pubblicato il volume I confini del visibile (Lupetti, Milano 1994) sulle politiche comunitarie in tema di cinema e audiovisivo. Suoi saggi, articoli e recensioni tra l’altro in economia della cultura, il Riformista, L’indice dei libri del mese, Gli argomenti umani, Testimonianze, Gulliver, Il Ponte, rivista quest’ultima della cui direzione è membro. Risiede a Siena, dove è presidente dell’Accademia degli Intronati e dal marzo 2012 presidente della Biblioteca comunale degli Intronati. (wikip)”,”ITQM-190″
“BARZANTI Roberto”,”Note sulla formazione del gruppo dirigente del Partito Comunista d’Italia negli anni 1923-24.”,”””Nell’aprile del ’24, come vedremo, la maggioranza per consolidarsi sicuramente doveva trovare l’appoggio di tutta una serie di quadri e militanti di indirizzo bordighiano e così doveva avallare il proprio atteggiamento nel seno del II congresso [Roma, marzo 1922, ndr] adducendo come giustificazione il pericolo della destra liquidatrice capeggiata da Tasca e Graziadei. Sicché, tutto considerato, oggi si può affermare che Gramsci e gli ordinovisti (del resto a Roma su posizioni tutt’altro che omogenee) non dettero battaglia per la propria debolezza e la massiccia presenza del gruppo di Bordiga. Seppure polemicamente forzata non appare lontana dal vero l’affermazione resa a suo tempo da Angelo Tasca: «E’ dunque falso parlare di una ‘maggioranza bordighiana’ al congresso di Roma, poiché questa maggioranza comprendeva tanto il gruppo dell”Ordine Nuovo’ che quello del Soviet’ e lasciava fuori solo una piccola minoranza, non organizzata in franzione, divisa pure su talune questioni e di cui gli elementi più decisi o meno indecisi apparvero essere, nelle discussioni del congresso di Roma, Graziadei e Tasca» (6). Se si tien conto che le «Tesi di Roma» erano un documento di sostanziale opposizione alla strategia della III Internazionale e che gli unici oppositori manifesti furono Tasca e Graziadei, si capisce facilmente lo svolgimento dei lavori, in ordine al problema italiano, della seconda sessione plenaria del Comitato Esecutivo dell’Internazionale del 7-11 giugno 1922 e la sostanziale alleanza che in esso si attua tra Zinoviev e Tasca. La Commissione per la questione itailana, costituitasi nel ‘plenum’ del giugno 1922, tenne due sedute (il 9 e l’11 giugno), ma concluse i suoi lavori con una mozione interna, seguendo la proposta del presidente dell’Internazionale di demandare al ‘presidium’ una decisione definitiva in ordine alla complessa situazione italiana. E’ sostanzialmente nel vero Tasca quando scrive che la delegazione italiana al ‘Plenum’ registrò un atteggiamento univoco nei componenti la maggioranza, tra cui Gramsci, che si mossero sulla linea del Congresso di Roma (7). Ambrogi, Bordiga e Gramsci a proposito della cosidetta mozione confidenziale di Zinoviev dichiararono: «… finire (pag 658-659) “”Il giudizio sul fascismo che prende luogo nelle “”Tesi di Lione”” sarà opera essenziale, anche se contraddittoria, proprio del gruppo che fa capo a Gramsci”” (pag 661) Gramsci su fascismo appoggiato da piccola borghesia (pag 673) “”[Gramsci] Aveva scritto: «Le gouvernement fasciste ne peut se maintenir au pouvoir que tant qu’il rend la vie impossible à toutes les organisations non-fascistes. Mussolini a fondé son pouvoir sur l’appui de couches profondes de la petite bourgeoisie qui, n’ayant aucune fonction dans la production et ignorant, en conséquence, les antagonismes et les contradictions résultant du régime capitaliste, croyaient fermement la lutte de classes une invention diabolique des socialistes et des communistes» [‘L’échec du syndicalisme fasciste’, in “”La Correspondance internationale””, a. IV, n. 1, 3 janvier 1924, ora in “”Rivista storica del socialismo””, a. IV, nn. 13-14, pp. 633 e sgg. (pubbl. a cura di Aldo Romano, col titolo A. Gramsci, ‘Note sulla situazione italiana, 1922-1924)] [cit. in Roberto Barzanti, ‘Note sulla formazione del gruppo dirigente del Partito Comunista d’Italia negli anni 1923-24’, “”Critica storica””, Messina-Firenze, n. 6 novembre 1963] “”La ‘leadership’ di Gramsci e Togliatti fonda il suo perso sulla totale adesione all’Internazionale: se ciò gli dà garanzie di vittoria a lungo termine la espone però all’attacco durissimo della sinistra e di Bordiga in modo particolare”” (pag 680)”,”MITC-138″
“BARZINI Luigi”,”Gli italiani. 53 milioni di protagonisti.”,”Luigi BARZINI, nato a Milano nel 1908, figlio del grande BARZINI di cui porta il nome, si è formato negli USA, incominciando a lavorare da reporter nel ‘New York World’ nel 1929. In seguito fu inviato speciale del Corriere della Sera fino al 1940, quando fu spedito al confino dal fascismo. Dopo la guerra ha fondato e diretto il giornale economico ‘Il Globo’, ha diretto riviste a rotocalco, ha collaborato a quotidiani. E’ stato deputato dal 1958. Ha scritto vari saggi sui problemi del mondo contemporaneo.”,”ITAS-045″
“BARZINI Luigi”,”Viaggio in Terrasanta.”,”Luigi Barzini (Orvieto 1874 – Milano 1947) giornalista e scrittore è stato inviato speciale del Corriere della Sera e coi i suoi reportages inaugurò una tecnica giornalistica basata sulla vivace immediatezza del tono.”,”VIOx-207″
“BARZINI Luigi”,”Vita vagabonda. Ricordi di un giornalista.”,”BARZINI Luigi “”Dicono che per fare la guerra, come per fare l’amore, bisogna essere in due. L’originalità della guerra dei ‘Boxers’ consiste nel fatto, assai raro nella storia, che, salvo nei primi due mesi, essa fu fatta da una parte sola. Il grosso dell’esercito internazionale arrivò quando tutto era finito. Le legazioni erano liberate, i Boxers erano dispersi, la Corte era fuggita, le truppe cinesi si erano dileguate”” (pag 302)”,”EDIx-182″
“BARZINI Luigi”,”Gli italiani.”,”Luigi BARZINI, nato a Milano nel 1908, figlio del grande BARZINI di cui porta il nome, si è formato negli USA, incominciando a lavorare da reporter nel ‘New York World’ nel 1929. In seguito fu inviato speciale del Corriere della Sera fino al 1940, quando fu spedito al confino dal fascismo. Dopo la guerra ha fondato e diretto il giornale economico ‘Il Globo’, ha diretto riviste a rotocalco, ha collaborato a quotidiani. E’ stato deputato dal 1958. Ha scritto vari saggi sui problemi del mondo contemporaneo.”,”ITAS-005-FV”
“BARZINI Luigi Senior BARZINI Luigi Junior BARZINI Ludina”,”Una dinastia di giornalisti. Un secolo di fatti.”,”Ludina Barzini, ‘Silone, uomo a prova di tradimento’ (pag 94-97)”,”EDIx-002-FV”
“BARZINI Luigi”,”Nell’Estremo Oriente.”,”””Allontanadosi dal mare, cresce la bellezza del paese…”” Guerra per liberazione Legazioni assediate. Rivolta Boxers La strage dei ‘coolies’. Quando i ‘diavoli bianchi’ vennero a portare la civiltà’ “”Un cinese in Cina – parlo di questo pezzo di Cina – è diventato una cosa strana. Non si ammettono che dei «coolies» che portano i pesi, tirano i carri e le giunche sul fiume. Questi «coolies» sono della gente afferrata per il codino e costretta al lavoro, ben felice di non venire ammazzata; la loro vita non vale nulla. Si ammazzano spesso per divertimento. Un ufficiale di artiglieria tedesco mi ha detto che ammazzava un cinese al giorno, per sostenere il morale delle sue truppe. Due «coolies» che tiravano le nostre giunche, allontanatisi dal bivacco, sono stati ammazzati da due giapponesi a Ho-schi-wa. Ho veduto io un soldato francese tirare sopra un «cooly» che lavorava per dei soldati inglesi. Sui fili dei tre telegrafi da campo; che corrono sulle canne di bambù lungo il percorso, si trovano spesso dei codini attaccati e il teschio, manciucchiato dai cani, è già tra l’erba. Un capitano medico francese mi raccontava dell’esercizio di tiro compiuto dai soldati di tutte le nazioni sopra ai contadini terrorizzati, che fuggivano. Questi spiega la tragica solitudine della campagna, una volta la più popolata del mondo, l’abbandono delle città e dei villaggi. Per tutto cadaveri che si putrefanno al sole, e che serbano nella tragiche posizioni in cui la morte li ha colti, l’espressione di un terrore e d’una disperazione infiniti. Ogni tanto, tra le rovine di qualche villaggio, si vede la figura di un uomo che tenta di nascondersi trascinandosi a stento. Sono poveri esseri che l’età ha immobilizzato, vecchi morenti di fame sul luogo che li ha visti nascere e dove hanno speso l’intera vita. Molti di essi non vollero seguire la famiglia, forse per non morire lontano dal loro paese, lo che, secondo le credenze cinesi, equivale alla dannazione eterna. La loro anima almeno continuerà ad aggirarsi fra quegli alberi, attraverso a quei campi, intorno a quella sorgente, come sempre ha fatto il loro corpo, quando i diavoli bianchi non erano venuti ancora a portare la civiltà”” (pag 83) [Luigi Barzini, ‘Nell’estremo oriente’, Editoriale L’arte Bodoniana, Piacenza, 1915]”,”ASGx-029-FFS”
“BARZINI Luigi”,”Dall’Impero del Mikado all’Impero dello Zar.”,”‘L’Amur-Argun’ è un fiume di grande importanza che attraversa vasti territori della Russia e della Cina. Con la sua lunghezza impressionante e il suo percorso affascinante, il fiume Amur-Argun’ svolge un ruolo fondamentale dal punto di vista geografico, ecologico e culturale. (bing)”,”ASGx-030-FFS”
“BARZUN Jacques”,”Darwin, Marx, Wagner. Critique of a Heritage.”,”BARZUN, professore di storia alla Columbia University. Nato nel 1907 a Parigi si spostò negli Stati Uniti all’ età di dodici anni. Ha scritto varie opere (v. nota biografica).”,”TEOC-112″
“BASAGLIA Franco, a cura di Franca ONGANO BASAGLIA”,”Scritti. I. 1953-1968. Dalla psichiatria fenomenologica all’esperienza di Gorizia.”,”Franco Basaglia (1924-80), è la figura di maggior spicco della psichiatria italiana contemporanea.”,”SCIx-135-FF”
“BASAGLIA Franco, a cura di Franca ONGANO BASAGLIA”,”Scritti. II. 1968-1980. Dall’apertura del manicomio alla nuova legge sull’assistenza psichiatrica.”,”Franco Basaglia (1924-80), è la figura di maggior spicco della psichiatria italiana contemporanea.”,”SCIx-136-FF”
“BASALLA George”,”L’evoluzione della tecnologia.”,”Marx (la quantità di tipi diversi nella produzione di martelli di diversa foggia, pag 12, Necessità di scrivere una storia della tecnologia, pag 37-38, Necessità di una storia delle invenzioni nate come armi del capitale contro le sommosse operaie, p. 158, Sulla teoria evoluzionistica della tecnologia, l’evoluzione secondo Marx e secondo Darwin, p. 289-290) “”La varietà degli oggetti foggiati dalla mano dell’uomo non è meno sorprendente di quella degli esseri viventi. Si consideri la distanza che separa gli utensili di pietra dai microprocessori, le ruote idrauliche dai veicoli spaziali, le puntine da disegno dai grattacieli. Nel 1867 Karl Marx apprese con stupore (e aveva ben ragione di stupirsi) che a Birmingham, in Inghilterra, venivano prodotti cinquecento tipi diversi di martelli, ognuno adatto ad una funzione specifica nell’ambito dell’industria o dell’artigianato. Quali forze dettero origine a tante varianti di un utensile così antico e così comune come il martello? O, più in generale, perché esistono tanti e così diversi generi di oggetti?”” (pag 12); “”Non molto tempo dopo la pubblicazione dell”Origine delle specie’, di Charles Darwin, Karl Marx, grande ammiratore del naturalista inglese, sostenne la necessità di una storia critica della tecnologia, scritta secondo linee evoluzionistiche. Egli riteneva che questa storia avrebbe mostrato quanto poco la Rivoluzione industriale era l’effetto del lavoro dei singoli inventori. L’invenzione, sosteneva Marx, è un processo sociale che si basa sull’accumulazione di tanti piccoli miglioramenti, non sugli sforzi eroici di poche menti geniali”” (pag 39-38); “”«Si potrebbe scrivere», affermava Marx, «tutta una storia delle invenzioni che dopo il 1830 sono nate soltanto come armi del capitale contro le sommosse operaie» (3). Egli pensava alle innovazioni introdotte a bella posta dagli imprenditori per domare gli operai recalcitranti o in sciopero. L’esigenza, posta da Marx, di una storia dell’influenza dei conflitti industriali sui cambiamenti tecnologici non è stata ancora pienamente soddisfatta. Non esiste a tutt’oggi uno studio di ampio respiro sull’argomento; un primo tentativo è stato compiuto da Tine Bruland, che ha legato ai cronici problemi della manodopera tre invenzioni chiave verificatesi nell’industria tessile inglese dell’Ottocento”” (pag 158) [(3) K. Marx, Il Capitale, Libro I, Torino, 1975, Vol 1, pag 588; Tine Bruland, ‘Industrial conflict as a source of technical innovation: three cases’, “”Economy and Society””, n. 11, 1982, pp. 91-121]; “”E’ del tutto naturale che un libro il quale si ispira a un modello evoluzionistico si concluda così com’è iniziato, con un richiamo all’opera di Charles Darwin. Sebbene Darwin non avesse mai pensato di applicare la sua teoria evoluzionistica alla tecnologia, alcuni suoi contemporanei istituirono ben presto delle analogie fra lo sviluppo degli esseri viventi e quello dei manufatti materiali. Il primo, e forse il più famoso, personaggio dell’Ottocento che si mosse in tale direzione fu Karl Marx, il quale pubblicò il ‘Capitale’ nel 1867, otto anni dopo l’apparizione della darwiniana ‘Origine delle specie’. (…) Dopo aver ridotto al minimo le differenze esistenti fra il mondo delle cose fatte dall’uomo e il mondo organico, Marx passa alla seconda fase della sua argomentazione, e propone di trasferire alla «storia della tecnologia naturale» (1). Egli sostiene che si dovrebbe applicare la concezione evoluzionistica sia agli organi che le piante e gli animali usano per la loro sopravvivenza sia agli strumenti della tecnologia di cui gli uomini si servono per il processo immediato di produzione della loro vita. Partendo dall’assunto che importanti aspetti del corpo umano possono essere spiegati in termini evoluzionistici, Marx ritiene che lo stesso si possa fare con la tecnologia, in quanto estensione del corpo umano nel mondo naturale. Vi sono, tuttavia, importanti differenze fra l’evoluzione come l’intende Marx e l’evoluzione come l’intende Darwin. Nella teoria biologica darwiniana, l’evoluzione è un processo che genera se stesso; nello schema marxiano, l’evoluzione della tecnologia non è qualcosa che si autogenera, ma è un processo diretto dalla volontà cosciente e attiva dell’uomo, un processo modellato da forze storiche”” (pag 290) [(1) K. Marx, Il Capitale, Libro I, Torino, 1975, Vol 1, pag 454-55]”,”SCIx-499″
“BASBOUS Antoine”,”L’ Arabie Saoudite en question. Du wahhabisme à Bin Laden, aux origines de la tourmente.”,”BASBOUS Antoine, politologo, è fondatore e direttore dell’ Observatoire des Pays arabes, organo che consiglia le imprese francesi e l’ Unione europea. E’ autore pure di ‘Islamism, une revolution avortée?’ (2000) e coautore di ‘Guerres secretes au Liban’ (1987). “”Il “”Vaticano wahabita”” esercita il suo potere per mezzo di una trentina di istituzioni. Al primo posto c’è il Comitato dei grandi ulémas che è composto di 17 membri. Tiene un conclave annuale e decreta delle fatwas che il potere politico sovente utilizza per far conoscere delle posizioni che non desidera assumere ufficialmente.”” (pag 124)”,”VIOx-118″
“BASCIANI Alberto MACCHIA Antonio SOMMELLA Valentina a cura; saggi di Eugenio DI-RIENZO Emilio GIN Ettore CINNELLA Angelantonio ROSATO Valentina SOMMELLA Alessandro VITALE Marek KORNAT Pirkko KANERVO Irena VAISVILAITE’ Sandra CAVALLUCCI Massimo LONGO ADORNO Maurizio PASQUALETTI Giuliano CAROLI Alberto BASCIANI Milan RISTOVIC Emanuela COSTANTINI Stéphane COURTOIS Davide ZAFFI Roberto VALLE Federigo ARGENTIERI Antonio MACCHIA Stefano CAPRIO Pietro U. DINI”,”Il patto Ribbentrop-Molotov, l’Italia e l’Europa (1939-1941). Atti del convegno (Roma, 31 maggio – 1 giugno 2012).”,”Alberto Basciani è ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso l’Università degli Studi ‘Roma Tre’. Antonio Macchia svolge attività di ricerca sull’Europa orientale e si occupa di Relazioni internazionali. Valentina Sommella è ricercatrice di Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia Contiene tra l’altro il capitolo ‘Testimoni e storici del patto Hitler-Stalin’ di Federigo Argentieri (pag 375-390) “”Dopo il patto Molotov-Ribbentrop, la spartizione della Polonia e la guerra d’inverno tra Urss e Finlandia, che fu tutt’altro che ‘drôle’ e provocò tra l’altro una crisi di sette mesi nei rapporti italo-sovietici, il 1940 rappresentò un anno di svolta. Nel mese di febbraio, Margarete Buber-Neumann fu trasportata in condizioni gravemente disagevoli da Karaganda a Brest Litovsk, in compagnia di una ventina di altri ‘zek’, tutti comunisti austriaci e tedeschi: giunti alla nuova frontiera sovieto-tedesca, si verificò ciò che ella aveva già intuito ma che si rifiutava ancora di credere, ossia la loro consegna alla ‘Gestapo’ (9). La sua descrizione di questo evento, ivi compreso il modo attonito in cui si mise a fissare la ‘Totenkopf’ stampigliata sopra la visiera del berretto dei nuovi carcerieri, da lei mai vista prima, è davvero un’epitome ineguagliata dell’intero XX secolo o perlomeno della sua prima metà. Come dice giustamente Victor Zaslavsky (10) nella prefazione al secondo libro di Margarete, di cui si tratterà in seguito e in cui è narrata questa vicenda, si trattava di un gesto unilaterale di cortesia da parte di Stalin verso Hitler, che quest’ultimo non poteva ricambiare forse solo per mancanza di un numero sufficiente di avversari di Stalin da consegnare alla NKVD, oppure – aggiungo io – per la difficoltà di identificare esattamente chi fosse un nemico di Stalin, dato che potevano esserlo tutti. Nel giro di qualche settimana, Gretchen con le altre donne del gruppo fu trasportata a Ravensbrück, il campo di lavoro femminile: li avrebbe stretto un’amicizia indimenticabile con Milena Jeszenská, la compagna di Franz Kafka, che quattro anni dopo le sarebbe morta quasi tra le braccia e alla quale avrebbe dedicato il suo libro forse più famoso (11)”” (pag 379)] [(9) M. Buber-Neumann, ‘Prigoniera…’, cit, pp. 159 e ss.; (10) V. Zaslavsky, ‘Margarete Buber-Neumann’, cit.; (11) M. Buber-Neumann, ‘Milena l’amica di Kafka’, Milano, Adelphi, 1999, in particolare a p. 16 dove narra tra l’altro come «Già dal terzo giorno della mia permanenza a Ravensbrück, le prigioniere politiche tedesche mi avevano sottoposto a un interrogatorio perché sapevano che ero la compagna di Heinz Neumann e che non facevo mistero delle nostre amare esperienze nella Russia sovietica. Da momento che le comuniste di Ravensbrück avevano sulle altre detenute un grandissimo ascendente, il loro ostracismo ebbe l’esito desiderato: le prigioniere politiche mi evitavano come fossi affetta da una malattia contagiosa. La ceca Milena Jeszenská fu la prima prigioniera politica del campo di concentramento tedesco che non solo mi parlò, ma mi diede fiducia e credette in me»] (F. Argentieri) Un gesto di cortesia di Stalin verso Hitler: la consegna dei comunisti austriaci e tedeschi nelle mani della Gestapo”,”QMIS-233″
“BASEVI Giorgio SOCI Anna”,”La bilancia dei pagamenti italiana. Specchio dello sviluppo e delle debolezze di un’economia.”,”Giorgio Basevi è nato nel 1938 a Genova e ha studiato nelle Università di genova e di Chicago. Dopo un periodo di insegnamento in Belgio all’Università di Lovanio, è attualmente professore di Economia internazionale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’università di Bologna. Anna Soci è nata nel 1949 a Bologna. Ha studiato economia nelle Università di Bologna e di Princeton, e insegna economia politica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna.”,”ITAE-085-FL”
“BASILE Corrado”,”Problemi della rivoluzione tedesca, 1918-1923. Saggio introduttivo estratto dal volume ‘Germania 1923: la mancata rivoluzione’, di Victor Serge.”,”””La rivendicazione del “”governo operaio”” trovò una prima formulazione, dopo vari interventi di Radek, nel Progetto di programma della KPD presentato al Comitato centrale nell’ ottobre del 1922. Il testo, per lo più opera di August Thalheimer, chiarito che la lotta immediata per il potere dei consigli non era più all’ ordine del giorno in Germania dalle sconfitte del 1919, sottolineò come si dovesse lottare per cambiare l’ equilibrio delle forze in campo al fine di creare nuovamente le condizioni per un’ azione tendente al potere (…)”” (pag 44) “”Lo storico israeliano Mikhail Agursky ha affermato in una nota opera: ‘Quando era in pieno svolgimento l’ avanzata sovietica, Lenin e altri dirigenti bolscevichi si convinsero che fosse venuta l’ ora di lanciare il “”1793 russo”” e cioè di non fermare le forze russe in territorio polacco e di invadere la Germania con l’ ausilio della KAPD’. A parte l’ improbabilità di un piano di invasione della Germania, del quale non esistono tracce di alcun genere, l’ “”ausilio della KAPD””, a proposito del quale non c’è una parola di più nel libro di Agursky (‘La Terza Roma. Il nazionalbolscevismo in Unione Sovietica’), potrebbe essere scambiato per un’altra fantasia, se non fosse per quanto si legge nell’ intervento di un membro dello stesso partito al terzo congresso dell’ Internazionale e nel diario, apparso per la prima volta nel 1961, di un altro rappresentante di esso”” (Hempel, pseudonimo di Jan Appel). (pag 69)”,”MGER-052″
“BASILE Corrado LENI Alessandro”,”Amadeo Bordiga politico. Dalle lotte proletarie del primo dopoguerra alla fine degli anni Sessanta.”,”Bordiga su F. Adler. “”Dopo uno scritto intitolato ‘La dottrina socialista e la guerra’ (234), dell’ottobre 1916, di riproposizione delle tematiche già svolte, degno di essere richiamato è un breve articolo di rivendicazione della figura di Fritz Adler (235), apparso il mese successivo: Adler aveva ucciso il primo ministro austriaco e Bordiga riuscì a riportarne il gesto non già alla disperazione, bensì alla consapevolezza di dover dar corso a un atto di ribellione”” (pag 120) (235) Si veda la scheda biografica in appendice pag 716 in voce Bruno Fortichiari (schede biografiche) si cita Cervetto Parodi Lotta Comunista e Masini”,”BORD-129″
“BASILE Elisabetta TORRI Michelguglielmo a cura; saggi di PRAYER Mario CORSI Marco ADDUCI Matilde TASGIAN Astrig CASOLARI Marzia CISILIN Alessandro SORRENTINO HOLDEN Livia MILANETTI Giorgio CONSOLARO Alessandra ALBERTAZZI Silvia CASSIO Francesca”,”Il subcontinente indiano verso il terzo millennio. Tensioni politiche, trasformazioni sociali ed economiche, mutamento culturale.”,”Il volume raccoglie le riflessioni dui un gruppo di studiosi italiani sul cambiamento osservato nel subcontinente indiano nel corso del ‘900, hanno contribuito storici, economisti, antropologi, socio-linguisti, letterati. Elisabetta Basile è professore straordinario di Agricoltura e sviluppo economico presso l’Università di Rola ‘La Sapienza’ e vice presidente di Italindia, la società italiana per l’India moderna e contemporanea. Ha studiato presso le Università di Bologna, Napoli e Oxford e ha pubblicato numerosi saggi e volumi sulle relazioni fra Nord e Sud, sulle istituzioni rurali e sul cambiamento nei paesi in via di sviluppo. Michelguglielmo Torri è professore associato di Storia moderna e contemporanea dell’Asia presso l’Università di Torino e presidente di Italindia, la società italiana per l’India moderna e contemporanea. I suoi lavori comprendono una quarantina circa di articoli, pubblicati su riviste specializzate italiane e straniere, e tre volumi il più recente è Storia dell’India.”,”INDx-003-FL”
“BASILE Corrado”,”La lotta di Lenin contro lo sciovinismo grande-russo (1917-1923).”,”Note bibliografiche molto ampie Questo saggio è stato pubblicato inizialmente nel settembre 2005 come allegato al libro di Roman Rosdolsky (F. Engels e il problema dei popoli senza storia’, Genova, 2005). Questa versione è stato rivista in alcune parti e ampliata nel maggio 2015. Roman Rosdolsky, comunista di sinistra Lo sciovinismo grande russo era il pane quotidiano della ‘trojka’ Stalin Zinoviev e Kamenev dopo la morte di Lenin (pag 2) La ‘Piattaforma dell’Opposizione di Sinistra’ era un compromesso tra Trotsky e un Zinoviev, fino al 1925 alleato di Stalin, che agli occhi di Lenin era un rappresentante dello sciovinismo grande russo. Trotsky sul terreno della questione nazionale mostrò reticenze (pag 2-3) Contiene nelle note una bibliografia sull’ Ucraina P. Chaulieu (C. Castoriadis), ‘I rapporti di produzione in Russia’, Roma, 1971 Lenin (…) si rese conto che il gruppo di Stalin concepiva la Transcaucasia come un’autonomia di facciata e iniziò a studiare le ragioni della resistenza al progetto da parte dei georgiani, resistenza che prima di allora aveva giudicato negativamente (pag 8)”,”RUST-164″
“BASILE Corrado”,”L’«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. La mancata estensione della rivoluzione in Occidente.”,”Ringraziamenti a Paolo Casciola per le ricerche e la traduzione dei testi collocati in appendice. Nel libro manca la bibliografia”,”MGER-148″
“BASILE Corrado a cura; scritti di V.I. LENIN N.I. BUCHARIN E.B. BOS Karl RADEK”,”I bolscevichi e la questione nazionale. La polemica tra Lenin e il «gruppo di Baugy» (1915-1916).”,”””Questa antologia presenta scritti di Lenin – relativi proprio alla questione nazionale – inseriti nell’edizione italiana delle ‘Opere complete’ in 45 volumi, curata dagli Editori Riuniti di Roma negli anni Cinquanta- Sessanta. Ormai è noto che si è trattato di una edizione incompleta: infatti in lingua russa tra il 1967 e il 1969 uscirono dieci volumi supplementari (uno dei quali di indici). E’ stato anche pubblicato, sempre in russo, un corposo volume di inediti (1), una piccola parte dei quali erano già stati resi noti in Occidente dall’inglese Richard Pipes alla metà degli anni Novanta (2). Questo volume di inediti, per la discussione che qui ci interessa, non contiene se non una serie di lettere, senza particolari novità. L’edizione delle ‘Opere’ in 55 volumi è stata comunque analizzata dal punto di vista della questione nazionale dall’eminente specialista francese Hélène Carrère d’Encausse, che non vi ha trovato nulla di significativo che ritenessimo di aggiungere ai testi di questa antologia (3). Gli scritti di Lenin sulla questione dell’ autodeterminazione delle nazioni oppresse erano usciti più volte, in tutto o in parte, anche separatamente (4). Abbiamo ritenuto indispensabile inserire nella nostra scelta la critica di Lenin, breve e al tempo stesso molto incisiva, alle tesi di Rosa Luxemburg. Nel libro che presentiamo sono compresi testi di autori con i quali Lenin polemizzò, precisamente Bucharin, Pjatakov, Evgenija Bos e Radek. Di questo gruppo di testi uno soltanto è conosciuto in italiano (5), cosa che ha senz’altro contribuito alla scarsa comprensione delle posizioni di Lenin. Gli altri contributi sono ricavati da una versione inglese contenuta in un volume apparso a ridosso dello scoppio della seconda guerra mondiale (6). Aggiungiamo, per la precisione, che Radek non era ancora un bolscevico nel periodo della polemica, ma lo divenne a tutti gli effetti nel 1917, condividendo, per quanto i documenti consentono di affermare, le posizioni di Lenin sulla questione nazionale”” (pag 7-8-9, introduzione di Corrado Basile: ‘L’attualità della questione nazionale’ (pag 7-83) [note (1) V.I. Lenin, Neizvestnye dokumenty, 1891-1922′, Rosspen, Moskva, 2000; (2) R. Pipes (a cura), ‘The Unknown Lenin: From the Secret Archive’, Yale University press, New Haven-London, 1996; (3) Cfr. H. Carrère d’Encausse, ‘Unitè prolétarienne et diversité nationale. Lénine et la théorie de l’autodétermination’, ‘Revue française de science politique’, n. 2, avril 1971; (4) V.I. Lenin, ‘Sul diritto delle nazioni all’autodecisione’, Editori Riuniti, Roma; 1957; Id., ‘Rivoluzione e indipendenza nazionale: sul diritto delle nazioni all’autodecisione’, Del Bosco, Roma, 1973; Id., ‘L’autodecisione delle naizoni’, Editori Riuniti, Roma, 1976; Id., ‘L’autodeterminazione dei popoli: i testi fondamentali’, Massari, Bolsena, 2005. Dalla fine degli anni Quaranta anche le Edizioni in lingue estere di Mosca diffusero alcuni testi; (5) Si tratta di un articolo tratto da Nikolaj Ivanonovic Bucharin, ‘Lo Stato leviatano. Scritti sullo Stato e la guerra, 1915-1917’, Unicopli, Milano, 1984. Non ci pare che si tratti di una buona traduzione, ma possiamo soltanto dichiararlo; (6) Olga Hess Gankin Harold Henry Fischer, ‘The Bolsheviks and the World War. The Origin of the Third International’, Stanford University Press, Stanford, California, 1940] Nota 10 a pag 13 (introduzione): Cfr. K. Marx – F. Engels, Lettere 1880-1883 (marzo), Lotta comunista, Milano, 2008, pp. 153-157, 162-168, 226-229, 237-239 e 252-254.”,”LENS-324″
“BASILE Corrado”,”Il biennio rosso ungherese, 1918-1919.”,”E. Lui Tipografia srl, Reggiolo Ringraziamenti a Paolo Casciola che ci ha fornito un aiuto prezioso, con informazioni, materiali, consigli e traduzioni…. (pag 8) ‘Le ‘domande’ di Lenin a Bela Kun. Radiogramma di B. Kun a Lenin ‘Era indubitabile che in Ungheria fosse avvenuta una rivoluzione e che i bolscevichi dovessero esprimerle, anzitutto, solidarietà (abbiamo già visto che in precedenza essi avevano fornito al Partito comunista un sostegno finanziario e militante, che continuava, come riferito da Kun alla fine del suo radiogramma), cercando di superare le difficoltà derivanti dalla mancanza di un contatto diretto e di favorire in tutti i modi l’orientamento corretto dei comunisti, e di Kun in primo luogo. Il fatto che Lenin avesse avuto buoni motivi per dubitare del “”ruolo”” dei socialdemocratici nel Consiglio rivoluzinario di governo, a parte la storia concreta che esamineremo, è dimostrato da due dichiarazioni di loro esponenti, una successiva alla sconfitta di agosto e una di poco antecedente. Li facciamo precedere da un brano estratto dalla prefazione scritta da Jakob Weltner ai ‘Documenti dell’unità. Storia delle premesse della fusione tra socialdmocratici e comunisti’, quando le cose a Budapest sembravano andare per il meglio (…)’ (pag 351-352)”,”MUNx-073″
“BASILE Corrado”,”La lotta di Lenin contro lo sciovinismo grande-russo (1917-1923); Gli «aspetti negativi» della nascita del Partito Comunista d’Italia. Per una critica non riformista della scissione di Livorno nel 1921.”,”Il saggio sul sciovinismo grande russo è stato già pubblicato (2005) allegato al libro di Roma Rosdolsky ‘Friedrich Engels e il problema dei popoli senza storia. La questione nazionale nella rivoluzione del 1848-49 secondo la visione della ‘NRZ”, Graphos, Genova, 2005 ‘Nella sua autobiografia Trotsky cercò di dare una spiegazione del proprio atteggiamento, che attesta unicamente l’incomprensione della gravità della situazione e la «moderazione» che lo animava (…). Poche pagine prima, Trotsky aveva annotato di essere stato sopraffatto dal timore di essere accusato di aver iniziato una lotta personale per il posto di Lenin nel partito e nello Stato. Ma non basta. Dal protocollo ufficiale del Congresso risulta che Trotsky lasciò da soli Rakovskij, Bucharin e i giorgiani a fronteggiare Stalin’ (pag 12) ‘In nome delle esigenze dell’industria statale sovietica e a scapito del primato della politica rivoluzionaria, Trotsky aveva realizzato un «marcio compromesso». Era stata questa l’espressione con la quale Lenin aveva definito la propensione di Kamenev a stipulare con Stalin accordi che favorivano solo le tendenze anticomunista di quest’ultimo’ (pag 13) (cit da A. Di Biagio, La lotta per la successione a Lenin, Studi Storici, 2-3, apr-sett. 1993)”,”LENS-329″
“BASILE Corrado”,”L’«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. La mancata estensione della rivoluzione in Occidente.”,”Ringraziamenti a Paolo Casciola per le ricerche e la traduzione dei testi collocati in appendice. Capitolo 16. L’analisi di Trotsky sulla crisi di direzione del KPD (pag 101-112) Citati nelle note del capitolo successivo (pag 110) – La socialdemocrazia tedesca e la questione delle riparazioni (1918-1924) di Brogi Roberto, Dottorato in: Teoria e Storia della Modernizzazione e del Cambiamento Sociale in Età Contemporanea, Istituzione: Università degli Studi di Siena, Facoltà: Scienze Politiche, Ciclo: XVIII, Anno: 2006, Primo tutore: Stefano Caretti, Oggetto della ricerca è l’atteggiamento assunto dalla SPD nei confronti delle riparazioni imposte alla Germania dopo la Grande Guerra. Si sono riscontrati una serie di comportamenti e di posizioni fortemente divergenti, sintomo chiaro delle divisioni interne che hanno continuato a lacerare il socialismo tedesco anche dopo la scissione dell’ala pacifista (USPD) e degli spartachisti durante la guerra. Queste fratture interne hanno portato all’incapacità della SPD di influenzare la politica estera della Germania repubblicana. Nonostante ciò, una visione nuova delle relazioni internazionali imperniata sul pacifismo e sulla collaborazione con le potenze vincitrici accomunava generalmente le varie voci interne al partito. Questo anche grazie ai proficui rapporti con i compagni dell’Internazionale Operaia e Socialista, le cui risoluzioni però ebbero un impatto pratico pari a zero. [La socialdemocrazia tedesca e la questione delle riparazioni (1918-1924), Siena, Dipartimento di Scienze Storiche, Giuridiche, Politiche e Sociali Di Gips, 2006, pp. 132, s.i.p. (Studi e ricerche, 17) – Dall’introduzione dell’autore: “”Oggetto di questo studio sono le linee di politica estera della socialdemocrazia tedesca di fronte alla questione delle riparazioni nel corso della prima fase della Repubblica di Weimar. Le coordinate temporali vannno dunque dal 1918 al 1924. Il periodo è particolarmente significativo perché caratterizzato da una forte crisi endemica delle istituzioni repubblicane tedesche. La difficoltà a stabilizzare la democrazia era dovuta anche ai problemi connessi alla costruzione della pace in Europa ed alle riparazioni. … Le fonti utilizzate sono formate prevalentemente dalla stampa socialdemocratica. … La storiografia italiana fatica ad affrontare queste tematiche. … Il fatto è piuttosto sorprendente, dato che comunque l’Italia aveva un rappresentante con diritto di voto nella Commissione per le Riparazioni al pari di Francia, Gran Bretagna e Belgio. … Senz’altro il poco peso a livello internazionale dell’Italia liberale non ha favorito l’interesse della comunità accademica nazionale per le riparazioni. Inoltre gli studi sulla politica estera del fascismo si concentrano maggiormente sugli anni ’30, collocando il primo periodo del governo Mussolini in forte continuità con la politica estera liberale””. Contiene: I. Il problema della pace nel periodo armistiziale. Novembre 1918-Giugno 1919. II. Il trattato di Versailles. III. Le conferenze internazionali e le riparazioni. IV. La socialdemocrazia e le riparazioni tra obbligo morale e rifiuto materiale. V. L’occupazione della Ruhr. VI. L’Internazionale Socialista e la costruzione di una pace duratura all’indomani della Grande Guerra. (LK-regalo DHI) zur Druckliste hinzufügen] – La socialdemocrazia tedesca e l’occupazione della Ruhr, di Roberto Brogi, da http://www.storiaefuturo.com, Il contesto tedesco e internazionale delle riparazioni fino all’approvazione del Piano Dawes, Le posizioni della socialdemocrazia tedesca sull’occupazione, Conclusioni [L’occupazione del ricco bacino carbonifero ed industriale che sorge attorno al fiume Ruhr fu il culmine della crisi postbellica attorno alle riparazioni. Dopo che i tedeschi ebbero sperperato le loro forze residue nella resistenza passiva ed i francesi nel cercare di sostenere l’occupazione e di rendere produttiva la regione, divenne necessario rivedere la questione delle riparazioni su altre, più fruttuose basi. Ormai si era fatto improcrastinabile l’intervento della solidità finanziaria americana. Gli Stati Uniti avrebbero da quel momento posto sul piatto della stabilità tutto il loro peso ed avrebbero influenzato la politica europea con la diplomazia economica fino allo scoppio della crisi del 1929 (Schwabe 1986). In questa situazione caratterizzata dal ricorso alla forza per risolvere i problemi del continente risulta molto interessante analizzare la politica di un partito pacifista come la socialdemocrazia tedesca. Per far questo si sono seguite le posizioni assunte dalla sua stampa. La politica estera socialdemocratica non aveva mai avuto un indirizzo preciso, sin dalla salita al potere durante la Rivoluzione tedesca (novembre 1918). Negli anni successivi, nonostante la presenza di suoi ministri ai vertici delle cariche istituzionali del Reich , non si era sviluppato un dibattito interno al partito che permettesse l’elaborazione di una chiara direzione di politica estera. Per questo la stampa assume una notevole importanza come fonte storica. Solo su di essa trovarono spazio le principali questioni riguardanti le relazioni internazionali; essa stessa fu luogo di elaborazione di concezioni di politica estera, spesso anche contrastanti tra di loro. Ciò comportò una profonda divisione interna del partito, con la destra socialimperialista determinata a proporre una politica estera pacifica, ma che non rinunciava allo strumento della potenza nazionale tedesca per difendere gli interessi del Reich , e la sinistra fautrice della collaborazione con i socialisti degli altri paesi e della centralità del ruolo dell’Internazionale socialista. La storiografia sull’occupazione della Ruhr è ormai piuttosto ricca ed esauriente. La Francia non viene più considerata l’unico, grande colpevole. Parigi aveva cercato volontariamente la prova di forza con Berlino, ma soltanto in risposta alla rigidità della politica britannica, americana e tedesca. Se gli inglesi non avessero richiesto nella seconda metà del 1922, con la nota Balfour, il pagamento di una parte dei crediti di cui disponevano con gli Alleati, se gli americani non avessero continuato a negare ciò che era evidente a tutti, il legame tra riparazioni e debiti interalleati, se i tedeschi avessero riformato il proprio sistema fiscale per garantire un afflusso di pagamenti regolare e costante, la politica di Poincaré sarebbe stata probabilmente differente. Per la storiografia recente il 1922 rappresenta un’occasione mancata, anzi, una serie di occasioni perse per raggiungere un equilibrio stabile nel continente (Petricioli 1995). E poi, ad occupazione avvenuta, se la Gran Bretagna avesse assunto un atteggiamento meno incerto, non avrebbe dato false speranze ai tedeschi, che non avrebbero sperperato risorse nella resistenza passiva in attesa di un intervento in loro favore. Certo, anche la Francia aveva le sue pesanti responsabilità: l’influenza politica di gruppi intenzionati a smembrare la Germania, come dimostrano i tentativi continui di appoggiare i secessionisti in Renania e nel Palatinato1, e la mancanza di volontà nel riformare il sistema fiscale in tutto e per tutto simile a quella tedesca, non depongono certamente a favore di Parigi. L’analisi più recente e completa da parte francese è quella di Jacques Bariéty, dove si esaminano quattro campi d’indagine: l’equilibrio economico sul continente, gli obiettivi politici francesi paralleli a quelli economici (soprattutto riguardo alla Renania), le finalità delle scelte di Poincaré nell’anno 1923, le reazioni degli alleati della Francia (Bariety 1977, 1986). Per Denise Artaud la decisione francese di procedere alla prova di forza è nata essenzialmente come risposta al problema dei debiti interalleati e per la volontà di Parigi di giocare ancora un ruolo di grande potenza. Si pone anche l’accento sulla “divisione delle spoglie” tra Francia e Gran Bretagna, con i tentativi inglesi di rinegoziare le percentuali di riparazioni spettanti alle due potenze inizialmente fissate a Spa nel 1920 (Atraud 1978, 1979). La recente storiografia anglosassone, e in particolar modo quella americana, giustifica la durezza francese alla luce delle incertezze e delle incoerenze della politica inglese e statunitense. Si tratta di una visione fortemente revisionista che ha dato buoni frutti nel risollevare un dibattito che negli anni Sessanta si era concentrato quasi esclusivamente sulla tesi dell’oltranzismo di Parigi (Schuker 1980, Trachtenberg 1980, Mc Dougall 1978). In Germania l’occupazione della Ruhr ha trovato spazio all’interno degli studi sulla politica estera della Repubblica di Weimar. Nonostante un iniziale ritardo rispetto alle ricerche sulla politica estera del Kaiserreich e del Terzo Reich, dagli anni Settanta un gruppo numeroso di storici tedeschi si è confrontato con il contesto internazionale della prima democrazia tedesca. Il culmine di questo filone è stata l’opera fondamentale di Peter Krüger (1993). A tutt’oggi il miglior studio specifico sull’occupazione della Ruhr è il volume curato da Klaus Schwabe (1986). La storiografia italiana fatica invece ad affrontare questa tematica. Non esiste ancora una ricerca originale sull’occupazione della Ruhr. Essa viene affrontata solamente all’interno di opere generali sulle relazioni internazionali. E questo nonostante l’Italia abbia giocato comunque un ruolo non totalmente passivo nella questione. La politica estera socialdemocratica è stata sinora poco indagata. Questo silenzio è il chiaro riflesso della mancanza di interesse del partito stesso verso questi problemi. La politica estera della Spd è stata parzialmente affrontata in saggi di argomento generale, ma sempre in posizione subalterna alle grandi questioni interne. Eppure la socialdemocrazia ha guidato la transizione dalla Germania imperiale alla Germania repubblicana; un suo esponente di spicco, Hermann Müller, ha firmato il Trattato di Versailles; la Spd ha supportato la “politica dell’esecuzione” dei governi di Wirth. Il silenzio storiografico è stato infranto solamente da un saggio di Stefan Feucht, che dedica una parte della trattazione proprio all’occupazione della Ruhr (Feucht 1998). Il contesto tedesco e internazionale delle riparazioni fino all’approvazione del Piano Dawes Le riparazioni rappresentarono la principale questione ereditata dal conflitto e dalla Pace di Versailles. Erano strettamente intrecciate con il problema politico della determinazione delle cause che portarono nel luglio del 1914 alla guerra. Erano, inoltre, un mezzo per i paesi vicitori per ottenere vantaggi politici nei confronti sia della Germania, sia degli altri alleati. La complessità della questione portò alla decisione di demandare la determinazione della cifra totale alla Commissione per le Riparazioni. Alla Conferenza di Pace di Parigi l’Intesa era, infatti, profondamente divisa. La Francia, caduta la possibilità di una prosecuzione della collaborazione economica interalleata a causa del veto di Washington (Trachtenberg 1979), vedeva nelle riparazioni il modo migliore di ottenere vantaggi politici ed economici sulla Germania, per mantenere la supremazia continentale acquisita con la vittoria; inoltre aveva la necessità di reperire le risorse finanziarie per pagare i debiti contratti con l’America e con la Gran Bretagna. Lloyd George era invece vincolato dalle cosiddette Kaki Elections del dicembre 1918 a chiedere una cifra consistente per includere nel conto totale le spese delle pensioni di guerra 2. Solo durante la primavera e dopo la consegna della bozza di trattato il 7 maggio 1919 si convinse ad una maggiore moderazione 3, peraltro smentita dalla sua politica degli anni successivi. Gli Stati Uniti cercarono di giocare il ruolo di arbitro, anche se Wilson era meno accomodante di quanto non sembrasse in apparenza: la colpevolezza della Germania nello scoppio del conflitto era certa e quindi andava punita per il male arrecato all’Europa 4. La mancata ratifica del Trattato di Versailles da parte del senato americano rese ancora più difficile una soluzione della questione delle riparazioni. Il posto vacante nella Commissione, che doveva inoltre essere presieduta da uno statunitense, venne occupato da rappresentanti non ufficiali di Washington senza diritto di voto. Questo portò ad una egemonizzazione francese di questo organismo 5. Le conferenze convocate nel 1920 a Sanremo, a Spa e a Bruxelles non portarono a una soluzione soddisfacente 6. Francesi ed inglesi erano ancora troppo distanti per raggiungere un accordo. Inoltre dal giugno 1920 la Germania era guidata dal governo conservatore del Cancelliere Fehrenbach. L’esclusione della Spd dalla maggioranza e la sua sostituzione con la moderata Dvp di Stresemann portò ad una politica meno accomodante verso gli Alleati e a un’inerzia finanziaria del Reich che con il tempo divenne catastrofica. A Parigi nel 1921 gli Alleati si accordarono sulla cifra di 226 miliardi di marchi-oro in 42 anni, chiaramente improponibile e rigettata dai tedeschi. La rottura della conferenza di Londra nel marzo 1921 e l’occupazione di Duisburg, Ruhrort e Düsseldorf portarono allo stallo definitivo. La Commissione per le Riparazioni prese nuovamente l’iniziativa, determinò la cifra complessiva di 132 miliardi di marchi-oro 7 e propose, su pressione del Consiglio supremo alleato, il noto piano di pagamenti di Londra 8. Il tentativo del cattolico Joseph Wirth, cancelliere fino alla fine del 1922, di “eseguire” nei limiti del possibile le richieste alleate del piano di Londra per dimostrarne l’insensatezza e l’impossibilità era al centro della sua “politica dell’esecuzione”. Sotto di lui si era ricomposta la “coalizione di Weimar” che aveva redatto la Costituzione e guidato la Germania fino alle elezioni del giugno 1920. Inoltre godeva dell’appoggio esterno della socialdemocrazia indipendente, necessario per raggiungere la maggioranza parlamentare. Nonostante la buona volontà, la politica di Wirth era destinata al fallimento. Per finanziare la prima rata si fece ricorso all’indebitamento, con conseguenze catastrofiche sul valore del marco. L’introduzione di una tassazione diretta sul reddito fu rinviata nell’attesa di una soluzione favorevole alla Germania della questione dell’Alta Slesia. Inoltre il tentativo continuo di includere la Dvp nella coalizione portò a frizioni politiche con la Spd, isolando l’ala riformista del governo. Il tanto esaltato accordo di Wiesbaden 9 fu affossato dagli imprenditori francesi e tedeschi, e guardato con sospetto dalla Gran Bretagna (Soutou 1975). Il Trattato di Rapallo fu un errore politico ed irritò profondamente le potenze occidentali. Sul piano internazionale il fallimento della Conferenza di Genova rappresentò l’epilogo della politica di Lloyd George: rilanciare l’economia europea senza aver prima risolto la questione delle riparazioni si era dimostrato impossibile. La nota Balfour del primo di agosto 1922 rappresentò un altro errore di Londra. Necessaria per placare l’opinione pubblica interna e per contrastare la politica americana volta ad ottenere il pagamento dei crediti che Washington aveva nei confronti degli europei, non fece altro che spingere la Francia verso la soluzione di forza. Poincaré, primo ministro dal gennaio 1922, si decise per l’occupazione. La Commissione per le Riparazioni dichiarò che la Germania aveva volontariamente ritardato la fornitura di pali telegrafici nell’anno precedente. L’11 gennaio 1923 le truppe franco-belghe occuparono il bacino della Ruhr. La crisi fu la prima grande prova alla quale venne sottoposto il nuovo governo moderato guidato da Wilhelm Cuno 10. Il Cancelliere proclamò la “resistenza passiva”, l’astensione cioè dal lavoro degli operai del ricco bacino industriale e carbonifero, per impedire ai francesi ed ai belgi di ottenere i “pegni produttivi” sperati. Lo sciopero fu finanziato direttamente dal governo federale tedesco. Per reperire le risorse necessarie si ricorse alla stampa di nuova cartamoneta, con conseguenze catastrofiche sull’inflazione e sul bilancio dello Stato. A livello internazionale la situazione giunse ben presto ad uno stallo. La Gran Bretagna non aveva dato il suo voto favorevole nella Commissione per le Riparazioni all’occupazione, ma la sua politica rimase molto attendista. Gli Stati Uniti approfittarono inizialmente delle difficoltà economiche degli imprenditori tedeschi, e politicamente si mantennero strettamente neutrali 11. L’Italia aveva dato il voto favorevole in Commissione, e inviò dei tecnici per assistere i francesi nello sfruttamento economico della regione, ma cercò comunque di osservare una neutralità formale. Su pressione britannica il governo Cuno prese l’iniziativa di inviare una nota diplomatica il 2 maggio 1923, ma i suoi termini furono giudicati negativamente da tutte le potenze. Il 7 giugno seguì una seconda nota con la quale la Germania chiedeva un esame oggettivo della sua capacità di pagamento. Durante l’estate iniziarono così i primi contatti franco-britannici per trovare un accordo. Gli inglesi sostenevano apertamente il progetto di delegare l’esame della capacità tedesca a un comitato internazionale di esperti, i francesi invece puntavano a investire di questo ruolo la Commissione per le Riparazioni. Nel frattempo in Germania la situazione politica, economica e sociale si era fatta insostenibile per Cuno. La radicalizzazione del proletariato tedesco, impoverito dall’inflazione, preoccupava ormai le classi possidenti, che tolsero il loro appoggio politico al Cancelliere. La formazione di una grande coalizione guidata da Stresemann era in questo momento la soluzione necessaria sia per la borghesia, sia per il proletariato moderato socialdemocratico. Il primo atto di politica estera del nuovo Cancelliere fu di annunciare l’interruzione della “resistenza passiva” il 26 settembre 1923, prerequisito per il risanamento della moneta tedesca. La socialdemocrazia, nonostante detenesse con Hilferding l’importante dicastero alle Finanze, accettò di rimandare l’imposizione di forti tasse per risanare il bilancio del Reich in favore della creazione del Rentenmark , una moneta temporanea basata sul valore dei terreni tedeschi. Inoltre dovette accettare l’eliminazione delle otto ore lavorative in cambio di una prima tassazione diretta del reddito. L’isolamento della Spd nella coalizione era però evidente, e il partito uscì dalla maggioranza il 2 novembre in seguito allo scioglimento con la forza dei governi (di coalizione Spd-Kpd) turingio e sassone, e all’indulgenza mostrata nei confronti della reazionaria Baviera. Nel frattempo gli imprenditori della Ruhr fecero pressioni su Stresemann per il ripristino di normali rapporti economici, e il governo acconsentì agli incontri tra le grandi industrie e la Micum – Mission interallièe de contrôle des usines et des mines – (Erdmann, Vogt, Boppard, Bolt 1978). Il 23 novembre queste siglarono il cosiddetto accordo Micum, con il quale si regolarono le consegne di carbone della Ruhr affidandone il controllo alla stessa Micum. L’accordo ammorbidì la posizione francese e permise un’intesa sul comitato di esperti 12. Il 30 novembre fu adottata all’unanimità una risoluzione che prevedeva la creazione di 2 comitati: uno avrebbe dovuto esaminare la possibilità di finanziare le riparazioni tedesche con prestiti internazionali, l’altro avrebbe invece dovuto analizzare la situazione interna della Germania per stabilizzare il marco e il bilancio del Reich . L’11 dicembre il governo americano dette il proprio supporto esterno a questi due comitati, favorendo la presenza di cittadini privati statunitensi al posto di rappresentanti ufficiali. Era nata la Commissione Dawes, che risolse temporaneamente il problema delle riparazioni sottraendolo alle passioni della politica e riportandolo nella sfera economica. Alla Conferenza di Londra dell’agosto 1924 il nuovo governo francese, guidato da Herriot, accettò di liberare la Ruhr nel giro di un anno, ma ormai il problema dell’occupazione potè dirsi ampiamente risolto già all’inizio del 1924. Le posizioni della socialdemocrazia tedesca sull’occupazione L’occupazione della Ruhr indignò tutta l’opinione pubblica tedesca. Anche la stampa della Spd condivise il risentimento collettivo 13. L’unico caso dove si elaborava un’analisi pacata e non emozionale lo si trova in un editoriale di Karl Kautsky sul “Vorwärts” il 31 gennaio 1923: “Anche il popolo tedesco è stato portato dalle conseguenze della politica delle riparazioni a degli sprechi folli. Con l’inflazione il denaro tedesco ha perso ogni valore. […] Ma la miglior riparazione per tutti gli interessati è la pace piena e perpetua. Una forma di riparazione, che impedisce una tale pace, non porta ad un miglioramento dei rapporti, ma a un loro peggioramento. […] Il miglior mezzo per evitare questo pericolo sarebbe senz’altro la creazione di un rapporto amichevole tra le repubbliche tedesca e francese, che richiederebbe l’esatto contrario dell’odierna politica francese”. Kautsky si mantenne nel solco della tradizione pacifista del partito, senza risparmiare una sorprendente critica ai tedeschi stessi sull’inflazione. Generalmente la dirigenza e la stessa stampa socialdemocratica si erano, infatti, rifiutate di ammettere le negligenze dei governi tedeschi nella perdita di valore del marco, scaricando ogni colpa sulle riparazioni. L’ammissione, seppur tardiva, era un passo importante verso un approccio più costruttivo sia nei confronti del problema delle riparazioni, sia per giungere finalmente a un risanamento dei conti pubblici. Rendeva, inoltre, evidente il peso assunto momentaneamente dalla sinistra del partito formata dagli ex-appartenenti alla Uspd in seguito alla riunificazione con i maggioritari del settembre 1922. Una critica di questo tipo era stata infatti appannaggio negli anni precedenti proprio degli indipendenti. Gli altri articoli pubblicati nel primo mese dell’occupazione avevano tutti come scopo la demolizione morale e giuridica dell’azione francese. Heinrich Cunow sulla “Neue Zeit” attaccò frontalmente la politica di Poincaré giudicandola falsa, dato che secondo lui le trattative dei mesi precedenti non sarebbero state altro che “una farsa con lo scopo di creare un motivo plausibile per la già decisa occupazione” (1923). Poi giunse anche alla condanna giuridica, ritenendo che il semplice voto a maggioranza della Commissione non fosse sufficiente per imporre delle sanzioni e che comunque ciò non avrebbe dato alla Francia il diritto di invadere un paese con il quale non era in stato di Guerra (Cunow 1923). Anche Eduard Bernstein su “Die Glocke” riteneva che l’occupazione fosse da considerarsi un atto di guerra, scrivendo che “l a supposta missione pacifica di queste truppe è dal punto di vista del diritto internazionale una rottura della pace” (Bernstein 1928). Più propositiva era la posizione del “Vorwärts”, dove comunque il giudizio sull’occupazione rimaneva molto negativo. Si evidenziava la necessità di mantenere aperta la strada a trattative, rimanendo così all’interno di una linea consolidata della politica socialdemocratica nei confronti delle riparazioni, basata sulla disponibilità al dialogo. Inoltre va sottolineato come nell’articolo si sia parlato anche di una soluzione economica delle riparazioni, dimostrando una certa lucidità delle analisi della Spd sull’argomento. Alla soluzione politica doveva infatti seguire un’azione volta a sostenere l’economia tedesca per permettere i pagamenti. D’altronde Hilferding (1923) nell’articolo non proponeva alcun piano concreto, mantenendosi nel vago con una generica disponibilità tedesca a qualsiasi proposta. Ancora più deciso era Erich Kuttner su “Die Glocke” (1923), dove si suggeriva una strategia di difesa dagli attacchi delle destre, il cui emblema era la celebre “leggenda della pugnalata alla schiena”. Era un tema propagandistico di primaria importanza per la socialdemocrazia, che subì anche in questo caso un “ricatto patriottico” da parte dei partiti pangermanisti. Si ribadivano però i doveri del partito: proseguire sulla strada della comprensione e dell’accordo internazionale. Oltre a condannare la politica di Poincaré se ne evidenziava l’inutilità: Stampfer (1923), caporedattore del “Vorwärts”, rilevò ad esempio che dopo tre mesi di occupazione ancora non si poteva intravedere alcun vantaggio per i franco-belgi. Un altro tema centrale era quello dell’eroismo della classe lavoratrice, il nerbo della “resistenza passiva”. In questi mesi si consolidò il mito del minatore e del ferroviere che, con la propria astensione volontaria dal lavoro, avrebbe impedito ai franco-belgi di ottenere i “pegni” sperati. Si trattava di una leggenda costruita dalla stampa socialdemocratica ad uso propagandistico, dato che l’unità della classe operaia durante l’occupazione non era nella realtà mai esistita 14. Già il 20 gennaio sul “Vorwärts” si scriveva che “i responsabili del colpo di mano sul territorio della Ruhr speravano di poter trovare i lavoratori dalla loro parte. Il signor Poincaré sperava di incontrare degli alleati nel suo atto vergognoso, invece è incappato solo in nemici decisi” 15. Anche “Die Glocke” glorificò l’atteggiamento del proletariato e ammonì Poincaré di non far morire di fame i lavoratori della Ruhr se questi non si fossero piegati al suo volere (Breuer 1923). Inoltre si tentò anche di trasformare in senso democratico la lotta dei lavoratori della Ruhr, di istituire cioè un’eroica resistenza in nome della Repubblica (Breuer 1923). I toni erano sostanzialmente simili a quelli impiegati tre anni prima in occasione dello sciopero generale contro il Putsch di Kapp. Si trattò di un’idea cara soprattutto alla rivista “Die Glocke”, che infatti la approfondì anche in seguito, esprimendo la necessità per il partito di dare un senso allo scontro aumentando l’influenza dei lavoratori sull’apparato dello Stato (Sollman 1923). Nei primi mesi dell’occupazione la Spd appoggiò la politica del governo Cuno 16, anche se non faceva parte della maggioranza moderata che lo sosteneva. Con il passare del tempo e il consolidarsi dello stallo tra i due contendenti, la socialdemocrazia avviò una campagna di stampa per portare il Cancelliere a un’azione più decisa, a fare delle proposte che potessero smuovere la situazione. All’inizio della primavera comparvero infatti i primi articoli che evidenziavano come fosse il momento di avanzare delle offerte. Ad esempio il “Vorwärts” pubblicò un editoriale intitolato “Proposte? Perché no?” dove, constatando che ormai all’estero si comprendeva la portata dei sacrifici sostenuti dal popolo tedesco, si spingeva il governo “a mostrarsi pronto in ogni momento a contribuire attivamente alla soluzione del problema della finanza mondiale” 17. Anche Cunow sulla “Neue Zeit” scrisse che “proprio adesso il momento sarebbe favorevole per arrivare a un accordo tra le due potenze sul problema delle riparazioni, e che questo momento deve essere immediatamente sfruttato dal governo Cuno. Il suo dovere è di rivolgersi prontamente al governo francese con delle precise proposte” (Cunow 1923). Anche “Die Glocke” criticò la passività del governo tedesco: “ Non è il caso oggi di interrogarsi se un altro governo avrebbe potuto impedire l’occupazione del territorio della Ruhr. Prendiamo dunque questa violenza come un dato di fatto, nascono però seri dubbi sul fatto che il signor Cuno ed il suo Consiglio dei Ministri abbiano fatto tutto il possibile per terminare questa disgrazia che è caduta sulle spalle del popolo tedesco. Finora ci siamo accorti veramente poco delle ben note qualità nelle trattative del Cancelliere. […] In ogni caso ha dimostrato poca iniziativa, ed anche quando gli è stata presentata l’occasione nel Reichstag di inviare un’offerta […] si è indurito nel suo tirarsi indietro, fino al punto che la seria ammonizione di Lord Curzon gli ha reso chiaro che persino nel paese sulla cui simpatia lui aveva maggiormente contato non era più presente alcuna comprensione per la sua politica attendista ed esitante. La nota fu infine inviata 18. Ma purtroppo all’abile negoziatore mancarono sia la forma che i contenuti. (Breitscheid 1923). Questi articoli corrisposero alla nuova linea politica del partito, improntata su una tolleranza del governo Cuno molto più limitata. Successivamente “Die Glocke” criticò anche il popolo tedesco, “corresponsabile, nel suo complesso, proprio come durante la guerra”, con i partiti borghesi, di permettere a forze extraparlamentari di influenzare e rendere incerta la politica di Cuno (Breitscheid 1923) . Nella sostanza si riproponeva così una delle tesi della Uspd, che aveva accettato negli anni precedenti la colpevolezza tedesca nello scoppio della guerra. Era un modo anche per criticare la politica “socialpatriota” perseguita dalla maggioranza moderata della Spd durante la guerra. Dal mese di maggio il valore del marco iniziò un crollo verticale e il peso dell’inflazione cominciò ad essere intollerabile per le masse lavoratrici. La stampa della Spd reagì attaccando il metodo utilizzato dal governo per sostenere la resistenza passiva. “Die Glocke” fece da apristrada: già a febbraio, ad appena un mese dall’inizio dell’occupazione, lanciò un primo allarme sui rischi sociali che comportava la stampa continua di nuova cartamoneta 19. Anche il “Vorwärts” attaccò su questo problema il governo. Si diceva senza mezzi termini che “non si sarebbero ascoltati i consigli della socialdemocrazia e si avrebbe finanziato la lotta per la Ruhr con gli stessi mezzi con i quali si perse la guerra.”… “Bisogna smetterla di usare questi sistemi” 20. Ed ancora: “Dobbiamo chiedere al governo che finalmente prenda le misure necessarie per risolvere il problema. Per questo serve in prima linea una politica finanziaria energica e radicale, che ancori le tasse ed i salari alla svalutazione e blocchi così in qualche modo la fonte principale dell’inflazione 21. La critica si fece poi con il passare delle settimane e l’aggravarsi della crisi sempre più radicale 22. La fine della resistenza passiva annunciata dal nuovo Cancelliere Stresemann il 26 settembre 1923 fu accolta con un forte senso di sconfitta dalla stampa socialdemocratica 23. Ancora più grave le appariva l’inerzia politica che ormai caratterizzava l’intero popolo tedesco. Però “Die Glocke” non interpretava il fatto in modo totalmente negativo, ritenendo che fosse l’occasione per rieducare le masse liberandole dal delirio del nazionalismo e dalla fame 24. Il compito della socialdemocrazia sarebbe stato quello di eliminare ogni estremismo, ma allo stesso tempo di non rinunciare al proprio carattere classista, compreso il concetto della lotta di classe. Questa posizione conferma lo spostamento a sinistra del partito in seguito alla riunificazione con gli indipendenti, che troverà di lì a poco la sua sanzione nel nuovo programma approvato ad Heidelberg nel 1925. Dopo l’autunno l’interesse della stampa socialdemocratica per l’occupazione scemò rapidamente. Adesso l’attenzione era tutta rivolta alla convocazione della Commissione Dawes ed alle sue proposte per risolvere il problema delle riparazioni. Solo “Die Glocke” continuò a seguire la vicenda della Ruhr, peraltro senza portare grandi novità: si proseguì nell’accusare i francesi di non voler assolutamente cercare un accordo con i tedeschi, danneggiando gli stessi interessi della Francia 25. Nel primo anniversario dell’occupazione si ripercorsero soprattutto i primi mesi dello scontro, criticando nuovamente il governo Cuno per non aver avviato subito trattative con gli avversari e per essersi così posto in un vicolo cieco 26. Purtroppo per quest’ultima fase mancano totalmente le posizioni della “Neue Zeit”, che aveva chiuso le pubblicazioni nel 1923 a causa delle difficoltà economiche. “Die Gesellschaft”, la rivista che le era succeduta, non espresse posizioni apprezzabili sulla questione della Ruhr, perché nata quando ormai il problema potè dirsi esaurito. La socialdemocrazia durante l’occupazione mantenne sempre una linea chiara e precisa: resistere eroicamente contro l’invasione ma allo stesso tempo cercare di trattare per raggiungere un compromesso. Le azioni del partito furono tutte improntate a perseguire un accordo che permettesse la liberazione della Ruhr 27. I lavori e le proposte della Commissione Dawes vennero attentamente seguiti. Ad esempio sul “Vorwärts” si espresse molta soddisfazione per il fatto che la Commissione richiedesse la liberazione della Ruhr come requisito necessario per stabilizzare il bilancio del Reich 28. Quando poi nella primavera vennero rese note le sue conclusioni, la socialdemocrazia si schierò prontamente a favore della loro accettazione. L’unico timore espresso era quello di perdere la sovranità economica del Reich , e infatti inizialmente si chiese di introdurre una clausola che lasciasse alla Germania l’ultima parola in fatto di politica finanziaria 29. Si cercò anche di sfruttare la concomitanza del dibattito sulle proposte della Commissione con le elezioni politiche per il nuovo Reichstag del 4 maggio 1924 per attaccare i partiti di destra, contrari all’accettazione del Piano 30. Simili erano le opinioni espresse su “Die Glocke”, dove un lungo articolo ripercorreva la storia delle riparazioni e di come si fosse giunti alla Commissione Dawes 31. Resta da analizzare la posizione dell’Internazionale socialista. In questa organizzazione la Spd ripose la speranza di riuscire a creare una pressione esterna sui governi francese e belga per terminare l’occupazione. La prima reazione dell’Internazionale fu infatti di pronta e ferma condanna dell’azione di forza. Il 26 ed il 27 gennaio 1923 si tenne ad Amsterdam una prima riunione tra le due internazionali socialiste 32 e la Federazione internazionale dei sindacati per concordare una linea comune. Le posizioni del Presidente della Spd Otto Wels caratterizzarono il dibattito. Egli rigettò la proposta laburista di far ritirare il contingente britannico in Renania in segno di protesta perché gli inglesi sarebbero stati sostituiti dai francesi, fatto che avrebbe aperto “ la possibilità per una completa revisione delle aree economiche dell’Europa e permesso alla Francia di crearsi una posizione dominante in Europa, non solo economicamente, ma anche politicamente” 33. Wels chiese invece il pieno appoggio dei compagni nella lotta e rifiutò un eventuale arbitrato della Società delle Nazioni, perché ritenuta non imparziale 34. La Conferenza chiuse i lavori votando una risoluzione comune dove si condannava fermamente l’occupazione e si propugnavano le seguenti azioni: 1) una decisa campagna di stampa a favore dei principi della pace; 2) il rafforzamento dei contatti tra i partiti socialisti europei; 3) il passaggio della questione alla Società delle Nazioni, di cui doveva far parte da subito anche la Germania; 4) il contrattacco delle organizzazioni dei lavoratori contro il militarismo ed in favore della pace 35. Ai socialisti era ben chiaro che il problema centrale per la soluzione della questione della Ruhr era il soddisfacimento del bisogno francese di sicurezza. Purtroppo a questa chiarezza non seguì una serie di proposte concrete. La risoluzione di una successiva conferenza interparlamentare tra deputati belgi, francesi, inglesi ed italiani, concordata con i socialdemocratici tedeschi, prevedeva su questo punto soltanto una vaga assicurazione tedesca di non dichiarare guerra nei prossimi 99 anni e riproponeva il patto di sicurezza franco-anglo-americano già caduto per il rifiuto americano di ratificare il Trattato di Versailles 36. Il piano fu proposto a Theunis, primo ministro belga, che lo ritenne interessante ma impossibile da applicare a causa di molti punti controversi di difficile accettazione da parte francese 37. La nascita dell’Internazionale operaia e socialista nel maggio del 1923 dette senz’altro maggior forza al movimento socialista internazionale. Nel mese di luglio i rappresentanti di Francia, Belgio e Gran Bretagna 38 decisero di inviare direttamente nella Ruhr Tom Shaw, il segretario dell’Internazionale. La sua relazione riscontrò la necessità di arrivare alla fine della resistenza passiva. Per far ciò era necessario che i socialisti francesi facessero pressioni sul loro governo perché accordasse ai lavoratori tedeschi alcune concessioni. Dopo la fine della resistenza si sarebbe poi potuto aprire un tavolo di trattative mantenendo intatto l’amor proprio francese e liberando al contempo la Ruhr 39. La richiesta di apertura di trattative venne ulteriormente ribadita anche dopo che Stresemann aveva dichiarato la fine della resistenza passiva. Questo anche per scongiurare il caos politico e sociale in Germania 40. La politica dell’Internazionale sull’occupazione della Ruhr rispecchiò la debolezza sia di questo organismo, sia del socialismo europeo dopo la Grande Guerra. Le sue proposte non ebbero alcun seguito pratico perché l’influenza dei partiti socialisti europei sui loro governi era molto debole. Le posizioni dell’Ios erano nella sostanza simili a quelle della socialdemocrazia tedesca. La speranza da parte di larghi settori della Spd di riuscire tramite l’Internazionale a risolvere il problema dell’occupazione della Ruhr fu però ben presto delusa dall’inconsistenza delle risoluzioni dell’Ios. Conclusioni La socialdemocrazia si mosse nei confronti dell’occupazione della Ruhr ponendo l’accento sia sulla “ causa ” nazionale tedesca, sia ribadendo le sue convinzioni pacifiste. Inoltre cercò di sfruttare i suoi legami con i socialisti francesi, belgi ed inglesi all’interno dell’Internazionale per cercare di trovare una soluzione diplomatica. Nonostante infatti il suo appoggio al governo Cuno, nonostante il supporto dato a Stresemann, la Spd non si lasciò mai trascinare dall’emotività della propaganda delle destre tedesche, ed anzi rigettò l’idea dell’uso della forza. In questo il suo atteggiamento differì in modo sostanziale dal comportamento adottato durante la Grande Guerra, dato che adesso il suo supporto alla politica del governo era molto più limitato e condizionato rispetto al Burgfrieden . L’analisi della stampa socialdemocratica mostra senz’altro un partito fortemente indeciso nel porre una linea chiara di politica estera ed anche la mancanza di concretezza nelle sue proposte. Bisogna però anche evidenziare la ricchezza di posizioni differenti espresse sulle varie riviste dalle correnti della Spd, una ricchezza che da un lato permetteva una difesa costante contro gli attacchi dei pangermanisti, dall’altro serviva a mantenere compatto il proletariato tedesco anche nelle sue correnti di sinistra ed a difendersi dalle accuse di tradimento di classe provenienti dai comunisti. In tal contesto la mancanza di senso pratico che caratterizzava le differenti proposte socialdemocratiche va certamente rapportata alla necessità di creare una coesione interna al partito. Ciò si riflette anche nella poca importanza data al dibattito sulla politica estera. Nel periodo tra la rivoluzione e la firma del Trattato di Versailles la socialdemocrazia delegò le questioni internazionali agli “esperti” del Ministero degli esteri. I due ministri, prima Solf e poi von Brockdorff-Rantzau, erano diplomatici di carriera di simpatie liberali, senz’altro molto distanti da una concezione socialdemocratica della politica estera. Anche la riforma del Ministero non intaccò il vecchio apparato burocratico, ma si limitò a modernizzarlo spostando alcune competenze (Grupp 1986). Karl Kautsky, incaricato di affiancare il ministro e di supervisionarne l’operato, non riuscì mai a controllarne il lavoro. Non deve dunque sorprendere che al congresso del partito tenuto a Weimar nel giugno 1919 il dibattito sulla eventuale firma del Trattato di Versailles sia stato escluso dall’ordine del giorno, e che solo un intervento contestato di Bernstein abbia portato la politica estera nella discussione 41. Anche nell’anno in cui Hermann Müller era stato Ministro degli esteri (giugno 1919-marzo 1920) non fu tentata alcuna seria riforma che permettesse a personale socialdemocratico di chiara fede repubblicana di sostituire il corpo diplomatico del periodo guglielmino. D’altronde, in secondo luogo, non esisteva tra i ranghi del partito un numero sufficiente di persone esperte di questioni internazionali. Così dalle elezioni del 1920 il Ministero degli esteri fu sempre appannaggio di personalità dell’area politica liberale, fino ad arrivare al lungo periodo di Stresemann. Questa situazione derivò dal fatto che la socialdemocrazia era stata un partito antisistema nel periodo imperiale. Com’era possibile per una forza politica esclusa a priori dalla gestione del potere sviluppare le competenze necessarie a comprendere le complesse relazioni tra gli Stati europei? La Spd non disponeva alla fine del 1918 delle capacità necessarie per governare un grande organismo moderno e burocratizzato quale era il Reich tedesco. E non si trattava soltanto della politica estera. In tutti i settori si scelse la collaborazione con i rappresentanti del vecchio ordine. Queste manchevolezze si riflettevano poi anche sulle proposte politiche del partito. Se alla dirigenza e agli intellettuali del partito mancava una conoscenza approfondita dei problemi della politica estera, non ci si può meravigliare che sulle riviste della Spd comparissero soltanto proposte generiche basate su formule teoriche e su buoni propositi, ma poco legate alla realtà.”,”TEOC-001-FER”
“BASILICO Alessio”,”Umberto I. Regicidio e anarchia.”,”Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana ‘I grandi processi della storia’ è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca. E’ membro corrispondente dell’Ehess. Alessio Basilico ha conseguito il dottorato in Storia presso l’Università di Teramo e pubblicato alcuni articoli e una monografia dal titolo ‘Infanticidio. Violenza in una comunità di confine (Secolo XVII)’. Insegna Lettere presso l’Istituto Omnicomprensivo di Città Sant’Angelo. Dibattito acceso tra anarchici a Paterson, le discussioni appassionate finiscono male con insulti e urla. Un ventenne di nome Domenico Pazzaglia prese in mano una pistola e esplose un colpo in direzione di Malatesta che fu colpito a una gamba e finià a terra. Stava per sparare una seconda volta quando intervennero altri anarchici presenti tra cui Gaetano Bresci. (pag 144)”,”ANAx-445″
“BASILICO Alessio”,”Giacomo Matteotti. L’assassinio e il totalitarismo.”,”Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana ‘I grandi processi della storia’ è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca. È membro corrispondente dell’Ehess. Alessio Basilico ha conseguito il dottorato in Storia presso l’Università di Teramo e pubblicato alcuni articoli e una monografia dal titolo ‘Infanticidio. Violenza in una comunità di confine (Secolo XVII)’. Insegna Lettere presso l’Istituto Omnicomprensivo di Città Sant’Angelo. Le contromisure: il controllo della stampa. ‘Mai come in quei giorni fu chiara l’enorme importanza della stampa nella lotta politica e nessuno ne era più consapevole di Mussolini, già direttore dell’«Avanti!» e fondatore del «Popolo d’Italia». Appena giunto alla presidenza del Consiglio aveva fatto pagare una serie di giornalisti, anche dell’opposizione. Le prove furono ritrovate dagli inquirenti in una cassaforte nell’ufficio di Cesare Rossi dopo il suo arresto. C’erano i nomi, l’ammontare delle somme e le ricevute dei pagamenti. Attraverso i giornali si potevano governare le emozioni che dilagavano nel Paese e che furono percepite da subito come un pericolo. Già la sera del 12 giugno, dopo il discorso di Mussolini in parlamento, fu mandato Piero Gotti, funzionario dell’ufficio stampa, a parlare con le direzioni dei quotidiani romani per suggerire una linea editoriale neutrale. Quando fu interrogato dalle autorità, disse che aveva semplicemente raccomandato di evitare di turbare gli animi, cosa che sarebbe certamente accaduta «se i giornali nel commentare le parole del presidente avessero esagerato». Era nell’interesse di tutti, «non solo dell’ordine pubblico, ma per non gravare le ansie della famiglia dell’on. Matteotti che la stampa avesse moderato i toni». Ma certi mezzi non servivano più. Il momento era estremo, ideale per imporre un giro di vite. La stampa doveva essere controllata nella sua interezza. Prima di arrivare a questo punto, Mussolini procedette a un rimpasto di governo a luglio. Cedette il suo ‘interim’ al ministero dell’Interno al nazionalista conservatore Federzoni. Uomo politico astuto, sapeva fiutare il momento in cui fare un passo indietro e cedere spazio alle componenti non fasciste dell’esecutivo: furono sostituiti tre ministri e numerosi sottosegretari, dando maggior peso nella compagine a liberali, nazionalisti ed esponenti del fascismo moderato come Dino Grandi. L’8 luglio il nuovo governo rese effettivo il regolamento, risalente all’anno prima, che limitava la libertà d’informazione e dava facoltà ai prefetti di sequestrare i giornali che attraverso i loro articoli avessero turbato l’ordine pubblico. Le motivazioni addotte per questa misura parlavano di uno stato di crescente tensione nel Paese alimentato da notizie false e tendenziose, fatte circolare ad arte. Nonostante le proteste delle opposizioni, la misura divenne effettiva, venendosi a configurare come una vera sospensione della libertà di stampa contraria ai dettami costituzionali’ (pag 63-65)”,”ITAF-391″
“BASS Hans-H. SCHÜLLER Margot a cura”,”Weltwirtschaftsmacht China.”,”Saggi di ZHONG HONG Frank MÜLLER Dieter BENDER Beate Christina HOCKER Hans-Heinrich BASS Markus WAUSCHKUHN Sabine JOHANNSEN Margot SCHÜLLER.”,”CINx-111″
“BASSANI Luigi Marco”,”Marxismo e liberismo nel pensiero di Enrico Leone.”,”Luigi Marco BASSANI è ricercatore di storia delle dottrine politiche nel dipartimento giuridico politico dell’ Università di Milano, dove insegna Storia del pensiero politico federalista. Nato a Chicago nel 1963, dopo aver studiato a Pavia, Pisa e Berkeley, ha conseguito il perfezionamento presso la Scuola Sant’Anna di Pisa. I suoi principali interessi riguardano la teoria politica del federalismo, la storia del pensiero politico americano nel periodo compreso tra la rivoluzione e la guerra civile, la tradizione liberale classica e libertaria. E’ autore del volume ‘Thomas Jefferson. Un profilo intellettuale’ (2002) e altro. “”Molti avevano ben compreso già ai suoi tempi come il filosofo tedesco fosse il punto di arrivo e di non ritorno della dottrina del valore lavoro. Un economista tedesco, secondo Marx seguace di Bastiat, scriveva nel 1868: “”La confutazione della teoria del valore è il solo fine che si pone chi combatte Marx; infatti, se viene ammesso questo assioma, si devono anche concedere a Marx quasi tutte le conclusioni, dedotte con la logica più serrata”” (1).”” (1) K. Marx, ‘Il mio plagio di F. Bastiat’ (circa 11 luglio 1868) in Opere Complete, Marx ed Engels. (pag 58) “”Nella partita che si giocò negli anni Settanta dell’ Ottocento fra il lascito Ricardo-Marx e le nuove dottrine di Menger, Jevons, Walras, la palma della vittoria spettò proprio a queste ultime. E, come vedremo subito, Enrico Leone fu tra i pochi socialisti disposti a riconoscerlo.”” (pag 61) “”Leone rifiuta l’ accusa di Wieser sul fatto che Marx “”avrebbe creato quella dottrina (del valore lavoro) per i suoi scopi politico-sociali. E tuttavia egli stesso riconosce che “”porre delle premesse – d’ indole sommamente astratta – a capo d’ un sistema filosofico, sociologico, ecnomico, è metodo superato nell’ attuale stadio dello sviluppo scientifico””. Egli rimane convinto della infondatezza economica della teoria marxista del valore e tuttavia “”essa potrebbe essere vera sociologicamente””. Anzi la Scuola austriaca ha proprio “”avuto il torto di non accorgersi che (…) la formulazione edonistica del valore non intacca la base teoria della formulazione marxista (…)””””. (pag 75-76)”,”TEOC-387″
“BASSANI Maddalena PRESUTTI Marco”,”Filippo di Macedonia. Il regicidio perfetto.”,”Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana ‘I grandi processi della storia’ è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca. È membro corrispondente dell’Ehess. Maddalena Bassani è professore di Archeologia classica all’Università Iuav di Venezia. Marco Presutti dottore di ricerca in Storia e storiografia dell’antichità classica Le spinte che indussero la regina ad architettare il regicidio sono due, la prima è personale, verso il marito che le aveva preferito una ragazzina, il secondo motivo più incisivo è quello di voler assicurare il regno al suo primogenito, unico legittimo successore al trono. Un calcolo dinastico. (pag 126-128)”,”STAx-369″
“BASSANINI Franco TIBERI Giulia a cura, saggi di Giuliano AMATO Fiorenza BARAZZONI Giuseppe BUCCINO GRIMALDI Giuseppe BUSIA Rocco A. CANGELOSI Manin CARABBA Luigi CARBONE Vincenzo CERULLI IRELLI Mario P. CHITI Francesco CLEMENTI Giovanna DE MINICO Luigi GIANNITI Cesare PINELLI Franco PIZZETTI Romano PRODI”,”Una Costituzione per l’Europa. Dalla Convenzione europea alla Conferenza Intergovernativa.”,”Giuliano Amato, Vice presidente della Convenzione europea, Senatore della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri negli 1992-1993 e 2000-2001. Fiorenza Barazzoni, Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Franco Bassanini, Senatore della Repubblica, già Ministro della Funzione Pubblica nei governi Prodi, D’Alema, Amato (1996-2001), Professore ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università degli studi di Roma La Sapienza. Giuseppe Buccino Grimaldi, Capo Ufficio VI (Affari giuridici e istituzionali) della Direzione Generale Integrazione europea del Ministero degli Affari Esteri. Giuseppe Busia, Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e istituzioni politiche comparate. Dirigente presso il Garante per la protezione dei dati personali. Rocco A. Cangelosi, Direttore Generale dell’Integrazione europea del Ministero degli Affari Esteri. Manin Carabba, Presidente di Sezione della Corte deo conti. Luigi Carbone, Consigliere di Stato. Vincenzo Cerulli Irelli, Professore ordinario di Diritto Amministrativo nell’Università degli studi di Roma La Sapienza. Mario P. Chiti, Professore ordinario di Diritto Amministrativo nell’Università degli Studi di Firenze. Francesco Clementi, Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate nell’Università degli studi di Roma La Sapienza. Giovanna De Minico, Professore associato di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione nell’Università degli studi di Napoli Federico II. Luigi Gianniti, Dottore di ricerca i n Diritto costituzionale. Responsabile dell’Ufficio Rapporti con le istituzioni dell’Unione europea del Senato della Repubblica. Cesare Pinelli, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico nell’Università degli studi di Macerata. Franco Pizzetti, Professore ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università degli studi di Torino. Romano Prodi, Presidente della Commissione europea. Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1996 al 1998. Giulia Tiberi, Dottore di ricerca in Diritto costituzionale. Assegnista di ricerca in Diritto Costituzionale nell’Università degli studi dell’Insubria.”,”EURx-079-FL”
“BASSE Pierre-Louis BITOUN Carole”,”””Aux armes citoyens””. Barricades et manifestations de rue en France de 1871 à nos jours.”,”Foto sala del congresso di Tours del Parti socialiste, 27 dicembre 1920, nascita partito comunista francese, PCF, pag 93); congresso Marsiglia 1921 e riunione gruppo Vie Ouvriere (Monatte) 1920 (pag 92) 1° maggio 1919: lavoratori parigini con il coltello tra i denti”,”MFRx-319″
“BASSETTI Remo”,”Storia e storie dello sport in Italia. Dall’ Unità ad oggi.”,”BASSETTI-R (Napoli, 1961), notaio, vive a TORINO. Organizzatore culturale, giornalista pubblicista, ex atleta di scherma. Questa è la sua prima pubblicazione non giuridica.”,”ITAS-015″
“BASSIGNANA Pier Luigi”,”Quintino Sella. Tecnico, politico, sportivo.”,”Pier Luigi Bassignana è nato nel 1941 a Torino dove si è laureato conuna tesi sulla storia della spesa pubblica italiana. Dirige l’archivio storico dell’Associazione industriale metalmeccanici di Torino ed è direttore della rivista ‘Le culture della tecnica””. “”Questa ingente massa di debito andava ad aggiungersi ai debiti accumulati dagli Stati preunitari che, all’atto dell’unificazione, il nuovo Regno aveva dovuto riconoscere. E siccome la solidità di quest’ultimo risultava in quei primi tempi piuttosto problematica, come sempre avviene in casi analoghi, gli interesse da corrispondere alle banche risultavano particolarmente esosi. In conclusione, come nel classico caso del cane che si morde la coda, la poca affidabilità del nuovo Stato comportava la richiesta di alti interessi passivi, destinati a raggiungere nel 1867, l’impressionante, per il tempo, aliquota del 9.3%; e il livello degli interessi contribuiva ad aggravare le già difficili condizioni di bilancio. Di fatto, il debito pubblico, che all’atto dell’unificazione si aggirava attorno ai 2500 milioni, raddoppiò nel giro di un decennio, facendo lievitare la spesa per interessi dai 148 milioni del 1862 ai 262 milioni del 1865, sino a raggiungere i 394 milioni nel 1872: il 365 della spesa effettiva dello Stato””. (pag 52)”,”ITAB-303″
“BASSIGNANA Pier Luigi CASTAGNOLI Adriana REVELLI Marco a cura”,”Storia fotografica dell’industria automobilistica italiana. Dal fordismo al postfordismo.”,”Indice: – I luoghi della produzione: l’incerta parabola del fordismo italiano (M. Revelli) – La città fordista fra unità d’Italia e i Sud del mondo (A. Castagnoli) – Belva d’acciaio o ronzino a quattro ruote? (P.L. Bassignana) (pag 9-85) Pier Luigi Bassignana dirige l’Archivio storico dell’Amma, presso l’Unione industriali di Torino Adriana Castagnoli lavora presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Torino Marco Revelli professore all’Università di Torino (1998)”,”FOTO-107″
“BASSO Lelio introduzione ZANNINO Franco a cura; saggi di Lelio BASSO Iring FETSCHER Dick HOWARD Oskar NEGT Jurgen HENTZE Anneliese LASCHITZA Giuseppe BEDESCHI Josef SCHLEIFSTEIN Norman GERAS Tadeusz KOWALIK Armando CORDOVA Georges HAUPT Feliks TYCH Horace B. DAVIS Alexandr I. SOBOLEV Gilbert BADIA Gunter RADCZUN Michael LÖWY Jurgen SEIFERT Dario MELOSSI Annette JOST Serena DI-GASPARE Miriam CAMPANELLA Narihiko ITO Boris N. KRICEVSKIJ Giovanni LERDA”,”Annali. Vol II. Rosa Luxemburg e lo sviluppo del pensiero marxista.”,”Saggi di Lelio BASSO, Iring FETSCHER, Dick HOWARD, Oskar NEGT, Jurgen HENTZE, Anneliese LASCHITZA, Giuseppe BEDESCHI, Josef SCHLEIFSTEIN, Norman GERAS, Tadeusz KOWALIK, Armando CORDOVA, Georges HAUPT, Feliks TYCH, Horace B. DAVIS, Alexandr I. SOBOLEV, Gilbert BADIA, Gunter RADCZUN, Michael LÖWY, Jurgen SEIFERT, Dario MELOSSI, Annette JOST, Serena DI-GASPARE, Miriam CAMPANELLA, Narihiko ITO, Boris N. KRICEVSKIJ, Giovanni LERDA. “”””Federico Engels dice una volta: la società borghese si trova davanti a un dilemma, o progresso verso il socialismo o regresso nella barbarie (…) (16). Noi ci troviamo oggi dunque, proprio come Federico Engels aveva presagito una generazione addietro, davanti alla scelta: o trionfo dell’ imperialismo e crollo di tutta una civiltà come nell’ antica Roma, spopolamento, distruzione, degenerazione, un grande cimitero, oppure vittoria del socialismo, cioè dell’ azione cosciente della lotta del proletariato internazionale contro l’ imperialismo e il suo metodo: la guerra. Questo è un dilemma della storia mondiale, un’ alternativa, in cui i piatti della bilancia oscillano tremando davanti alla decisione del proletariato cosciente: Il futuro della civiltà e dell’ umanità dipende dal fatto che il proletariato sappia, con decisione virile, gettare la sua spada rivoluzionaria sulla bilancia””. Socialismo o barbarie! Quest’ affermazione di un’ alternativa storica, di un risultato ancora da decidere e chiaramente incerto, non è un semplice pensiero effimero di Rosa Luxemburg. Ella lo ripeté molte volte e negli ultimi mesi di vita, durante la Rivoluzione tedesca, lo inserì nei proclami e nel programma stesso della Lega di Spartaco.”” (pag 149-150)”,”LUXS-009″
“BASSO Lelio”,”Socialismo e rivoluzione.”,”BASSO nacque a Varazze nel 1903. Giovanissimo si accostò al movimento socialista collaborando con la stampa del partito e con molti fogli democratici tra cui ‘Rivoluzione liberale’ di Pietro GOBETTI. Laureatosi in giurisprudenza nel 1925 con una tesi sulla concezione della libertà in Marx, iniziò la professione forense senza cessare la sua attività politica. Durante il fascismo diresse la rivista ‘Pietre’. Arrestato nel 1928 finì al confino a Ponza e poi nuovamente incarcerato nel 1939 e nel 1940. Nel 1943 costituì il MUP (Movimento di unità proletaria) che successivamente confluirà nel PSI dando vita a un nuovo partito socialista (PSIUP). Partecipò all’insurrezione di Milano il 25 aprile 1945. Nello stesso anno, nominato Vice segretario del partito entrò come deputato all’Assemblea Costituente. In polemica con”,”MADS-178 SOCx-076″
“BASSO Antonio a cura; collaborazione di Vittorio Enzo ALFIERI Gaetano BALDACCI Antonio BANDINI BUTI Arturo BARONE Riccardo BAUER Andrea BIRAGHI Aldo BONESCHI Mario BONESCHI Giorgio BORSA Giorgio CABIBBE Bruno CAIZZI Dodovico D’ARAGONA Giulio DA-RE Gianangelo DE-FRANCESCO Guido DE-RUGGIERO Antonio DONATI Aldo GAROSCI Stefano JACINI Giuseppe LATRONICO Libero LENTI Fabio LUZZATTO Gino LUZZATTO Bruno MAFFI Piero MALVESTITI Ada MARCHESINI GOBETTI Gigi MARTELLO Ugo Guido MONDOLFO Mario MONTAGNANA Guido MORPURGO TAGLIABUE Vittorio ORILIA Mario PAGGI Pietro PALLAVIDINO Ferruccio PARRI Giacomo PERTICONE Giovanni PIOLI Giuliano PISCHEL Alfredo PIZZONI Giulio PRETI Luigi RODELLI Umberto SEGRE Luigi SIMONAZZI Mariangelo TIMBAL Augusto TORRE Antonio ZANOTTI Piero ZICCARDI”,”Dizionario di cultura politica.”,”Collaboratori: Vittorio Enzo ALFIERI Gaetano BALDACCI Antonio BANDINI BUTI Arturo BARONE Riccardo BAUER Andrea BIRAGHI Aldo BONESCHI Mario BONESCHI Giorgio BORSA Giorgio CABIBBE Bruno CAIZZI Dodovico D’ARAGONA Giulio DA-RE Gianangelo DE-FRANCESCO Guido DE-RUGGIERO Antonio DONATI Aldo GAROSCI Stefano JACINI Giuseppe LATRONICO Libero LENTI Fabio LUZZATTO Gino LUZZATTO Bruno MAFFI Piero MALVESTITI Ada MARCHESINI GOBETTI Gigi MARTELLO Ugo Guido MONDOLFO Mario MONTAGNANA Guido MORPURGO TAGLIABUE Vittorio ORILIA Mario PAGGI Pietro PALLAVIDINO Ferruccio PARRI Giacomo PERTICONE Giovanni PIOLI Giuliano PISCHEL Alfredo PIZZONI Giulio PRETI Luigi RODELLI Umberto SEGRE Luigi SIMONAZZI Mariangelo TIMBAL Augusto TORRE Antonio ZANOTTI Piero ZICCARDI”,”REFx-023″
“BASSO Pietro”,”Tempi moderni, orari antichi. L’ orario di lavoro a fine secolo.”,”BASSO Pietro insegna metodologie sociologiche e Sociologia della devianza all’ Università di Venezia. Con la F. Angeli ha già pubblicato ‘Disoccupati e Stato’.”,”CONx-077″
“BASSO Lelio ALATRI Paolo VALERI Nino SALVATORELLI Luigi PERETTI-GRIVA Domenico Riccardo AMENDOLA Giorgio FOA Vittorio BO Carlo, lezioni di”,”Fascismo e antifascismo (1918-1936). Lezioni e testimonianze.”,”La pubblicazione di queste testimonianze avviene a cura del Comitato promotore composto da Paolo CALZINI Bianca CEVA Mario MAURI Rossanda ROSSANDA BANFI Brunello VIGEZZI.”,”ITAF-140″
“BASSO Lelio BETTELHEIM C. CLAUDE H. COLE G.D.H. DENIS H. DURET J. EBELY L. JUAREZ C. LANGE O. LUCENOY M. MOSSE’ E. ROBINSON J. SAUVY A. STRACHEY J., contributi di”,”Conquiste democratiche e capitalismo contemporaneo.”,”””Evidentemente, per chi pensa che i consumatori americani sono “”saturati”” di prodotti agricoli, può apparire “”assai dubbio”” che sia la insufficienza del potere di consumo delle masse a spiegare le difficoltà dell’ agricoltura americana: l’ abbassamento del suo reddito netto globale, l’ accumulazione dei “”surplus”” e la politica di restrizione delle superfici coltivate. Tuttavia, basta esaminare le statistiche sui consumi per classi di reddito, per vedere che anche negli Stati Uniti il consumo di prodotti agricoli si accresce sensibilmente, nell’ insieme, quando il reddito familiare supera i 4.000 dollari all’ anno.”” (pag 165)”,”TEOC-242″
“BASSO Lelio”,”Il partito socialista italiano.”,”””La monarchia accettava di calpestare lo statuto, l’ esercito si prestava a farsi complice di bande assassine e incendiarie, il governo, sia con Giolitti che con Bonomi e con Facta, appoggiava la violenza fascista, la classe dirigente la incoraggiava, la piccola borghesia plaudiva e vestiva la camicia nera, partiti e uomini politici trescavano dietro le quinte e offrivano la loro collaborazione, il parlamento si lasciava insultare, tutte le istituzioni si mostravano impotenti a difendere l’ ordine per cui erano state create: e in tanta codardia, in tanto sfacelo morale, si può dire che fosse pressochè solo il movimento operaio, e in prima linea i socialisti, a tenere alto l’ onore del nostro paese, a battersi coraggiosamente per la democrazia. La battaglia ineguale durò parecchi anni, ma alla fine l’ assassinio, la violenza, l’ incendio, la repressione e il carcere fecero tacere la stampa, le organizzazioni, gli uomini, fecero tacere la grande voce del Partito Socialista””. (pag 51)”,”ITAC-092″
“BASSO Lelio”,”Da Stalin a Krusciov.”,”””La dittatura del proletariato, come è noto, rappresenta per Marx il governo più democratico che sia mai esistito, cioè il governo dell’ immensa maggioranza del popolo costituita da lavoratori con esclusione della ex-classe dominante, cioè della borghesia, nei cui confronti appunto si esercita la dittatura dei lavoratori. Ma questo è possibile solo se la rivoluzione socialista scoppia in un paese ove esiste una classe lavoratrice già giunta a tale grado di coscienza e di maturità politica da poter assumere nelle sue mani la gestione del potere, in un momento particolarmente difficile come quello rivoluzionario. In Russia questa classe non esisteva: l’ immensa maggioranza dei lavoratori era costituita da popolazione agricola, in grandissima parte ancora analfabeta e non certo dotata di esperienza politica per la vita moderna; la classe operaia rappresentava una piccola minoranza, anche se combattiva, e quella parte della classe operaia che avrebbe potuto assolvere alle funzioni di “”dittatura”” nel senso marxista era in realtà uno strato assai sottile della popolazione, che per giunta fu largamente decimato dalla guerra e soprattutto dalla guerra civile, mentre quel che rimase fu in gran parte assorbito direttamente dai compiti di direzione politica, nel partito o nella amministrazione, cioè cessò di essere classe operaia per diventare a poco a poco burocrazia.”” (pag 142-143)”,”RUST-127″
“BASSO Luca”,”Socialità e isolamento: la singolarità in Marx.”,”‘Alles, was entsteht, Ist wert, daß es zugrunde geht’, J.W. Goethe, Faust ‘Tutto ciò che nasce, è degno di perire’ Luca BASSO, dottore di ricerca in Discipline filosofiche ha studiato presso le università di Padova, Berlino, e Pisa. Ha scritto ‘Individuo e comunità nella filosofia politica di G.W. Liebniz’ (Rubbettino, 2005)”,”TEOC-477″
“BASSO Sofia VERCESI Pier Luigi”,”Storia del giornalismo americano.”,”v. Charles Dana (indice nomi) Sofia BASSO è stata a lungo giornalista a L’Unità. VERCESI è vicedirettore del quotidiano Il Tempo. E’ docente di Teoria e tecniche dei Nuovi Media (Univ. Parma).”,”EDIx-096″
“BASSO Lelio GERRATANA Valentino MANVILLE Alain MARRAMAO Giacomo SANTAMARIA Ulysses TELO’ Mario VILLARI Lucio”,”Lenin e il leninismo. Per un’ analisi storico-critica.”,”Contiene il saggio di G. MARRAMAO ‘Teoria del crollo e capitalismo organizzato nei dibattiti dell'””estremismo storico”” (pag 53-96)”,”TEOC-534″
“BASSO Luca”,”Socialità e isolamento: la singolarità in Marx.”,”””Alles, was entsteht, Ist wert, daß es zugrunde geht””, J.W. Goethe, Faust Luca BASSO, dottore di ricerca in Discipline filosofiche, ha studiato presso le Università di Padova, Berlino e Pisa. Ha scritto ‘Individuo e comunità nella filosofia politica di G.W. Leibniz’ (Rubbettino, 2005). “”””Il comunismo non è per noi uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale (die wirkliche Bewegung) che abolisce (aufhebt) lo stato di cose presenti”” (Ideologia tedesca, trad. it. p. 25). Il comunismo non si configura come il necessario risultato, la meta finale del processo storico, ma come un “”flusso”” che si inscrive nelle “”pieghe”” del presente, sviluppando le energie di cui esso è carico. Il rilievo sul suo carattere costitutivo di “”movimento”” ne mette in luce il dinamismo, la mai completa riducibilità ad un determinato assetto e ad una determinata situazione (…)””. (pag 127) [Luca Basso, Socialità e isolamento: la singolarità in Marx, 2008]”,”MADS-534″
“BASSO Lelio e Lisli QUAZZA Guido SOBOUL Albert SALVATI Mariuccia ZANNINO Lucia ARRU Angiolina, redazione a cura di Roberto GIANNOTTI”,”Annali. Vol. I. I periodici della biblioteca Basso (1684-1849).”,”Contiene il saggio: ‘Marx e il movimento operaio francese della II Repubblica’ (pag XLIX-LXXVI) di Mariuccia SALVATI; ‘Libertà di stampa e lotta di classe in Inghilterra (1818-1842)’ di Lucia ZANNINO (pag LXXXVII-CXII); ‘La Fondation Basso et l’Histoire de la Révolution française’ di Albert SOBOUL (pag XLI-XLV) La lotta di Marx a Parigi per orientare il movimento rivoluzionario (pag LXXI-LXXII) “”Anche le elaborazioni storiografiche più recenti, quindi, confermano nella sostanza l’analisi che Marx fa immediatamente all’indomani della sconfitta quando sulla “”Neue Rheinische Zeitung”” del 29 giugno contrappone alla “”bella rivoluzione di febbraio, la rivoluzione della simpatia generale””, la ‘brutta’ rivoluzione di giugno che aveva osato attentare all”ordine’ borghese (il brano è ripreso da Marx nelle ‘Lotte di classe…’ cit., pp. 140-141; l’articolo è in K. Marx-F. Engels, Opere, cit., t. VII, p. 146), o quando nelle ‘Lotte di classe’ definisce il diritto al lavoro come la “”prima formula goffa in cui si riassumono le esigenze rivoluzionarie del proletariato. (…) Il diritto al lavoro è nel senso borghese un controsenso, un meschino, pio desiderio; ma dietro il diritto al lavoro sta il potere sul capitale, dietro il potere sul capitale sta l’appropriazione dei mezzi di produzione, il loro assoggettamento alla classe operaia associata, e quindi l’abolizione del lavoro salariato, del capitale e dei loro rapporti reciproci. Dietro ill ‘diritto al lavoro’ stava l’insurrezione di giugno”” (Op. cit., pp. 163-164). Tuttavia, giunto a Parigi all’indomani dell’insurrezione, il 4 marzo, Marx né si occupa del movimento sindacale né si avvicina alla Società repubblicana centrale portavoce di Blanqui (su quest’ultima v. “”La Voix des clubs””), ma frequenta un club rivoluzionario vicino a Ledru-Rollin, la Società dei diritti dell’uomo (Marx com’è noto aveva allora buone relazioni con Ledru-Rollin e Flocon). Organizzata per sezioni, la Società era molto temuta dai reazionari che le attribuivano la cifra inverosimile di 30.000 uomini armati (Cfr. A. Lucas, Les clubs et les clubistes, Paris, 1851, p. 118). Sorta dalla necessità di unire tutti i democratici in vista delle elezioni, essa denuncia fin dalle prime sedute la resistenza dei fabbricanti all’applicazione del decreto delle 10 ore e fa appello alle sezioni perché si impegnino nella propaganda in provincia (i resoconti delle sedute sono pubblicati da “”La Commune de Paris””, v.). Il primo intervento di Marx (il 14 marzo) verte su una questione vitale per i rivoluzionari, la richiesta al governo di rinviare le elezioni nazionali. Marx chiede che nel caso i clubs non riescano ad accordarsi, la Società presenti ugualmente un indirizzo in questo senso e promuova una manifestazione. L’accordo, come si sa, fu trovato e si ebbe la grande manifestazione del 17 marzo: era diffusa infatti la consapevolezza che nel momento in cui tutta la Francia fosse chiamata alle urne, il movimento operaio sarebbe stato sconfitto. Con il suo intervento Marx mostra di condividere l’azione dei rivoluzionari come Blanqui, Dezamy, lo stesso Cabet (v. “”Les Droits de l’homme””, “”L’Ami du peuple en 1848″”, “”Le Populaire””) che all’indomani della rivoluzione adoperano la loro influenza nei clubs e sulla stampa (anche nei cantieri, nel caso di Blanqui) per costringere il governo ad un indirizzo politico chiaro, per orientare a sinistra la nuova repubblica. Nonostante il successo della manifestazione del 17 marzo voluta in primo luogo da Blanqui, la maggior parte dei clubs aderisce al Club dei clubs fondato da Barbès la cui linea nei confronti del governo provvisorio era in questa fase di aperto sostegno. Solo Cabet e Raspail, schierandosi in difesa di Blanqui, mostrano di accorgersi che l’attacco sferrato al grande rivoluzionario il 3 aprile con il documento Taschereau (v. “”Revue retrospective””) non era che il preludio dell’attacco a tutto il fronte rivoluzionario e chiudeva la fase ‘alta’ della rivoluzione. La manifestazione reazionaria del 16 aprile e la sconfitta elettorale del 4 maggio (acutamente attribuita da “”La Commune de Paris”” alla persistenza della vecchia amministrazione) si incaricano di riunificare il fronte rivoluzionario ormai sulla difensiva”” [Mariuccia Salvati, Marx e il movimento operaio francese della II Repubblica] [(in) AA.VV., Annali. Vol. I. I periodici della biblioteca Basso (1684-1849), Issoco, Roma, 1975] “”Dai resoconti della “”Commune de Paris”” si ha notizia di un altro significativo intervento di Marx alla Società dei diritti dell’uomo. Il 10 e il 14 aprile Marx tenta di convincere l’assemblea a inviare una protesta contro la mancata applicazione del decreto governativo volto ad alleviare le difficoltà del credito per il piccolo commercio. Si ricava da questi due interventi l’impressione di una linea politica già chiaramente definita che verrà poi attuata a Colonia: nel momento in cui le forze dell’ordine sono in difficoltà ma le forze rivoluzionarie non sono ancora consolidate, unico compito dei rivoluzionari non è tanto quello di battersi per rivendicazioni salariali o per migliori condizioni del lavoro, ma di impedire il ricomporsi del fronte conservatore, allargare le alleanze del proletariato, salvare la repubblica democratica, cioè la forma politica più adatta all’organizzazione del proletariato in vista della battaglia finale con la borghesia”” (M.S.) O’Brien precursore socialista (pag CXI-CXII) “”Esaminare l’attività dell’ala sinistra dei Cartisti rappresentata da Harney e poi da Jones e l’attività dei Fraternal Democrats esula dal compito che ci siamo posti, perché implica l’approfondimento dei rapporti tra movimento operaio inglese e movimento operaio europeo e, quindi, lo studio di tutta l’attività teorica e pratica che portò alla fondazione della Associazione Internazionale dei Lavoratori. Come abbiamo detto all’inizio, quello che ci è sembrato utile sottolineare qui è il periodo in cui nella classe operaia inglese sorge la coscienza del suo esistere come classe. Non è un caso che i periodici più vivaci siano il “”Poor Man’s Guardian”” e il “”Pioneer””, entrambi degli anni ’30. E sia per l’uno che per l’altro l’interesse è attratto non solo dagli scritti degli intellettuali (O’Brien soprattutto), ma dalla maggior parte di ciò che vi veniva pubblicato, testimonianza di una vivacità e di una presa di coscienza sorprendenti. Nel 1929 Rothstein scriveva: “”(…) 15 anni prima della stesura del ‘Manifesto comunista’, la teoria degli antagonismi di classe e della lotta di classe nella società capitalistica era stata presentata sotto tutti gli aspetti, non in una forma frammentaria, ma in un modo così sistematico da destare ancora oggi stupore e ammirazione. Inoltre queste idee non erano difese da uomini sconosciuti su giornali poco noti, ma dai pubblicisti proletari più notevoli del tempo, i cui nomi erano sulla bocca di tutti, e i cui scritti erano letti dalle masse proletarie””. Sembra improbabile – egli aggiunge – che le idee di un famoso e popolarissimo scrittore come O’Brien non “”abbiano lasciato traccia in Marx ed Engels. Forse un giorno uno storico sarà in grado di offrire qualcosa di più che pure supposizioni su questo argomento”” (Th. Rothstein, op.cit., p. 123). Ora, così com’è chiaro che Marx non poté non conoscere gli scritti di O’Brien sul “”Poor Man’s Guardian”” (anche se i riferimenti che egli fa a O’Brien riguardano soprattutto il periodo successivo al ’48 quando lo scrittore irlandese era slittato su posizioni decisamente riformiste), è però altrettanto chiaro che O’Brien, nonostante i meriti che gli riconosce Rothstein, non riuscì mai “”a risolvere le contraddizioni tra la sua devozione a una rivoluzione alla Robespierre e la sensazione che l’ulteriore sviluppo del capitalismo richiedeva una soluzione diversa da quella proposta dal suo maestro”” (G.D.H. Cole, Chartist Portraits, London, 1965, p. 267). Non è tanto il problema della misura in cui Marx conobbe e utilizzò il pensiero di alcuni teorici proletari suoi precursori che a nostro parere va approfondito, quanto lo studio delle cause che, dopo gli anni ’47-’48, arrestarono il sorprendente sviluppo della classe operaia inglese, a proposito della quale Marx poteva scrivere nel 1878 che essa era ormai solo la coda del Grande Partito Liberale, cioè dei suoi oppressori, dei capitalisti (1)”” [Lucia Zannino, Libertà di stampa e lotta di classe in Inghilterra (1818-1842)] [(in) AA.VV., Annali. Vol. I. I periodici della biblioteca Basso (1684-1849), Issoco, Roma, 1975] (pag CXI-CXII) [(1) Lettera di Marx a W. Liebknecht dell’11 febbraio 1878 in Marx-Engels, On Britain, Moscow, 1953, pp. 509-510. F. Bedarida (‘Il socialismo inglese dal 1848 al 1871’ in ‘Storia del socialismo’, cit.), riferendosi a recenti studi sul movimento operaio inglese, ritiene eccessivo un giudizio drasticamente negativo sul progresso del socialismo inglese nel terzo venticinquennio del sec. XIX e mette piuttosto l’accento sugli sforzi compiuti in quel periodo verso una democrazia sociale] (Nota: Cercare in n/s emeroteca: A. Soboul, Karl Marx et l’experience révolutionnaire française’, La Pensée n: 36 Mai-June 1951 p.65 e altri saggi su Marx in riviste La Pensee ancora da schedare)”,”ANNx-005″
“BASSO Lelio”,”La teoria dell’imperialismo in Lenin.”,”””E’ possibile, in questa spinta verso l’internazionalizzazione, ipotizzare una fase successiva, quella dell’ultraimperialismo kautskiano, cioè di uno sfruttamento collettivo del mondo ad opera del capitale finanziario internazionalmente coalizzato. Tanto Lenin quanto Bucharin combattono come assurda questa ipotesi kautskiana: in regime capitalistico è solo il grado di potenza di ciascun partner che stabilisce il grado di partecipazione allo sfruttamento collettivo del mondo, e il rapporto di potenza varia continuamente, “”giacché in regime capitalistico non può darsi sviluppo ‘uniforme’ di tutte le singole imprese, trust, rami d’industria, paesi, ecc.””. Per chi non voglia addentrarsi nei misteri dell’avvenire, ma voglia, come giustamente voleva Lenin, tenersi strettamente sul terreno della realtà per potervi operare politicamente, la risposta è giusta, perché nulla poteva esservi di più assurdo, in mezzo all’infuriare della guerra mondiale, che vagheggiare un futuro ultraimperialismo pacifico, anziché combattere con tutta la forza del proletariato rivoluzionario l’imperialismo bellicistico che aveva scatenato la guerra e mandato al macello il proletariato europeo. (…) Anche Lenin considera che la guerra è lo sbocco inevitabile della fase imperialistica a causa dello sviluppo disuguale dei complessi finanziari e degli stati che rende sempre precari gli equilibri raggiunti e spinge e rende necessarie delle redistribuzioni dei mercati che non sono ottenibili se non mettendo alla prova i reali rapporti di potenza, cioè attraverso la guerra.”” (pag 722-723) [Lelio Basso, La teoria dell’imperialismo in Lenin, (in) ‘Annali’ Feltrinelli, 1974, anno 15°, 1973] Secondo Basso Lenin non è il primo a parlare di sviluppo ineguale, altri l’avevano affrontato prima di lui… Otto Bauer ecc. (pag 723)”,”LENS-260″
“BASSO Lelio”,”Giustizia e potere.”,”Relazione conclusiva tenuta da Lelio Basso al ‘Secondo Anno Culturale Chianciano’, settembre 1971. “”Ai sostenitori di una concezione del diritto secondo cui questo sarebbe soltanto espressione della classe dominante, Marx dà la più recisa smentita. Ci sono, è vero, nei testi di Marx, delle frasi a cui ci si può aggrappare per affermare che il diritto e la legislazione sono l’espressione della classe dominante, e che quanto si fa in questo campo non giova che a rafforzare la classe dominante. C’è un brano famoso di Marx, nella ‘Critica del programma di Gotha’, in cui egli dice che il diritto non può essere mai più elevato della configurazione economica e dello sviluppo culturale, da essa condizionato, della società. C’è un brano meno noto della sua autodifesa del ’49, davanti alla corte di assise di Colonia, dove pure si parla del diritto come espressione della società: della società, si badi, non della classe dominante, della società con le sue lotte, con le sue divisioni, con la presenza in essa della classe operaia. Ma la lotta di classe è una lotta che si combatte per il potere, questo lo ha insegnato Marx, e quindi si combatte anche per il diritto. La classe operaia partecipa a queste lotte, e il potere non è un monolite, non è qualche cosa che sia interamente e in blocco al servizio della classe dominante. Il potere è la risultante di uno scontro permanente di forze, nel quale siamo presenti anche noi, come classe operaia, come movimento operaio. E il potere effettivo risulta da questo scontro di forze, e quindi non è interamente al servizio della controparte. Certo, poiché riflette una società in cui i rapporti di forza sono a favore della classe dominante, è soprattutto espressione della classe dominante: ‘soprattutto’ non ‘esclusivamente’. Su questo punto Marx è assolutamente esplicito. Come voi sapete, Marx si è battuto con grande impegno in favore di due conquiste legali in Inghilterra. All’epoca della Prima Internazionale si batté per il diritto di voto, che allora non era universale e che, pur senza diventare universale, fu esteso nel ’67 anche a larghi strati operai, e Marx si vantò che l’Internazionale, che egli dirigeva, era stata l’elemento motore della lotta per l’allargamento del suffragio. L’altra conquista fu la legislazione sulle fabbriche, alla quale egli dedicò delle pagine indimenticabili del ‘Capitale’ e di altri suoi scritti, e che per lui fu un tema fondamentale. Tema fondamentale non solo e non tanto perché quella legislazione migliorava la condizione della classe operaia nelle fabbriche, perché riduceva a 10 le ore di lavoro o perché stabiliva condizioni igieniche e sanitarie migliori, perché diminuiva il lavoro notturno delle donne e dei bambini: questi erano certamente dei miglioramenti; ma non erano l’essenziale. L’elemento essenziale per Marx era che una legislazione di questa natura appariva ai suoi occhi l’intrusione, all’interno del vecchio sistema di leggi, di una logica nuova, di una logica socializzatrice della classe operaia, di una logica socializzatrice delle forze produttive. Nell’indirizzo inaugurale dell’Internazionale nel ’64 dice che la limitazione legale delle giornate di lavoro “”toccava invero la grave controversia fra il cieco dominio delle leggi dell’offerta e della domanda, che costituiscono l’economia politica della borghesia, e la produzione sociale regolata dalla previsione sociale, che è l’economia della classe operaia””. Non che la legislazione sulla fabbriche fosse già l’economia regolata dalla previsione, ma era un elemento di questa, era un elemento intorno a cui è possibile costruire una logica antagonistica. Aggiungeva perciò che “”la legge delle 10 ore non fu soltanto un grande successo pratico”” perché diminuì la fatica dell’operaio, ma “”fu la vittoria di un principio. Per la prima volta, alla chiara luce del giorno, l’economia politica della borghesia soggiaceva all’economia politica della classe operaia””. Queste poche righe sono, a mio giudizio, l’espressione essenziale del pensiero marxista su questo punto. E ancora: “”Noi consideriamo la riduzione delle ore di lavoro come la condizione preliminare senza la quale tutti gli ulteriori tentativi di miglioramento e di emancipazione abortiranno””. “”Questo può essere compiuto solamente mediante la trasformazione della ‘ragione sociale in forza sociale'”” (…)”” [Lelio Basso, ‘Giustizia e potere’, articolo in rivista ‘Problemi’, n. 31 Gennaio-Marzo 1972] (pag 29) Sul codice napoleonico. “”Il Codice Napoleone, diceva Marx nel ’49, è il riflesso di questa società, ed esprime gl’interessi della classe borghese. Però 41 anni dopo, Engels, in una famosa lettera a Schmidt, disse che la costruzione giuridica del Codice Napoleone era costretta a subire ogni giorno ogni sorta di attenuazioni in conseguenza della forza crescente del proletariato: la lotta del proletariato si trasferisce dunque all’interno della legislazione borghese e la trasforma progressivamente. (….)”” (pag 31)”,”TEOC-679″
“BASSO Lelio”,”Socialismo e rivoluzione nella concezione di Rosa Luxemburg. Estratto dalla ‘Introduzione’ al volume di Rosa Luxemburg, ‘La rivoluzione tedesca, 1918-1919′”,”””La società socialista è, per la Luxemburg, una collettività di uomini responsabili che si autogovernano ed è appunto questa interpretazione del socialismo che deriva direttamente da Marx. Non c’è bisogno di ricorrere agli scritti giovanili di Marx per trovarne la conferma, perché quest’idea di un uomo cosciente e responsabile sottende tutta l’opera marxiana. Si ricordi l’accenno alla differenza fra l’ape e l’architetto: l’ape può costruire anche un alveare architettonicamente perfetto, ma la superiorità dell’uomo, anche del peggiore architetto, sta nel fatto che l’architetto costruisce nel suo cervello prima di costruire materialmente, che egli cioè è un essere dotato di una volontà cosciente e responsabile che domina la sua attività creatrice. E, al contrario, quello che costituisce l’aspetto più degradante della società capitalistica, non è lo sfruttamento economico del lavoro operaio, ma il fatto che l’operaio è condannato a un lavoro parcellare, che il risultato d’assieme può addirittura sfuggirgli completamente, che egli non costruisce più nel suo cervello prima che nella realtà, che non padroneggia più la sua attività creatrice, che è ridotto al rango di un semplice congegno meccanico dominato dall’esterno. Questa soggezione dell’uomo e della sua attività creatrice a una volontà e a una decisione esterna, questa privazione della responsabilità personale della capacità autonoma di partecipazione e decisione, questa rimane per Marx la suprema offesa che il capitalismo infligge all’uomo, per cui solo nel comunismo egli vedrà la piena realizzazione dell’uomo. In una risposta, sia pure scherzosa, data a un questionario postogli dalle sue figlie, egli dice che la sua idea dell’infelicità è la sottomissione, che il difetto che gl’ispira maggiore avversione è la servilità, che uno dei suoi due eroi preferiti è Spartaco, e uno dei suoi tre poeti preferiti è Eschilo, il cantore di Prometeo, che lo stesso Marx aveva chiamato “”il più nobile dei santi e dei martiri del calendario filosofico”” e di cui ricordava nella sua tesi di dottorato le parole rivolte al messaggero di Zeus: “”Io, t’assicura, / non cangerei la mia misera sorte / con la tua servitù. Meglio d’assai / lo star qui ligio a questa rupe io stimo, / che fedel messaggero di Giove””. La rivoluzione socialista rappresenta appunto per Marx la aspirazione a liberare l’umanità da ogni forma d’alienazione, di feticismo, di reificazione, di dominio del prodotto sul produttore, a fare cioè di ogni uomo un soggetto partecipe e cosciente del destino comune, anziché, oggetto dominato dall’esterno (dal passato, dall’ideologia, dalla merce, dal padrone, dai rapporti sociali, dal potere estraneo, dalla burocrazia, dall’organizzazione, ecc.). Il superamento delle differenze fra città e campagna, fra lavoro intellettuale e materiale sono viste in questa direzione. L’affermazione che l’emancipazione del proletariato debba essere opera del proletariato stesso, e di un proletariato cosciente, affermazione spesso ripresa da Rosa Luxemburg, va nella stessa direzione”” [Lelio, Basso, Socialismo e rivoluzione nella concezione di Rosa Luxemburg. Estratto dalla ‘Introduzione’ al volume di Rosa Luxemburg, ‘La rivoluzione tedesca, 1918-1919’, 2016 ca.]”,”LUXS-067″
“BASSO Lelio”,”L’utilizzazione della legalità nella fase di transizione al socialismo.”,”Testo della relazione presentata al Simposio sulla transizione al socialismo e l’esperienza cilena, tenutosi a Santiago dal 17 al 23 ottobre 1971 su iniziativa del Ceren (Centro de Estudios de la Realidad Nacional), organo dell’Università cattolica di Santiago e del Ceso (Centro de Estudios Socioeconomicos) dell’Università statale di Santiago. Per ragioni di tempo (1h e mezza) al convegno fu letto solo un riassunto della relazione. “”Del pari mi riesce incomprensibile l’affermazione di Sweezy che non si trovino passi di Marx «che siano specificamente indirizzati al problema della capacità o della preparazione del proletariato a costruire una società socialista», per cui sia necessario ricorrere alla teoria leniniana della coscienza apportata dall’esterno. Va osservato innanzi tutto che non si trattoa di una teoria leniniana: l’affermazione contenuta nel ‘Che fare?’ è tratta di peso da un articolo di Kautsky della “”Neue Zeit””; ed è noto che Kautsky fu un travisatore e non un interprete autentico di Marx (5). Per contro i passi di Marx e di Engels in senso contrario sono innumerevoli. «… (pag 822-823-824) Testo della relazione presentata al Simposio sulla transizione al socialismo e l’esperienza cilena, tenutosi a Santiago dal 17 al 23 ottobre 1971 su iniziativa del Ceren (Centro de Estudios de la Realidad Nacional), organo dell’Università cattolica di Santiago e del Ceso (Centro de Estudios Socioeconomicos) dell’Università statale di Santiago. Per ragioni di tempo (1h e mezza) al convegno fu letto solo un riassunto della relazione. “”Del pari mi riesce incomprensibile l’affermazione di Sweezy che non si trovino passi di Marx «che siano specificamente indirizzati al problema della capacità o della preparazione del proletariato a costruire una società socialista», per cui sia necessario ricorrere alla teoria leniniana della coscienza apportata dall’esterno. Va osservato innanzi tutto che non si tratta di una teoria leniniana: l’affermazione contenuta nel ‘Che fare?’ è tratta di peso da un articolo di Kautsky della “”Neue Zeit””; ed è noto che Kautsky fu un travisatore e non un interprete autentico di Marx (5). Per contro i passi di Marx e di Engels in senso contrario sono innumerevoli. «I socialisti e i comunisti sono i teorici della classe proletaria. ‘Finché il proletariato non si è ancora sufficientemente sviluppato per costituirsi in classe’, e di conseguenza la stessa lotta del proletariato con la borghesia, non ha ancora assunto un carattere politico (…) ‘questi teorici non sono che utopisti’, i quali (…) improvvisano sistemi e rincorrono chimere di una scienza rigeneratrice. ‘Ma a misura che la storia progredisce, e che con essa la lotta del proletariato si profila più netta, essi (…) devono solo rendersi conto di ciò che si svolge davanti ai loro occhi e farsene portavoce» (6). «Gli operai cominciano col formare coalizioni contro i ‘borghesi’, e si riuniscono per difendere il loro salario. Fondano persino associazioni permanenti per approvvigionarsi in vista di quegli eventuali sollevamenti. Qua e là la lotta prorompe in sommosse. Ogni tanto vincono gli operai; ma solo transitoriamente. ‘Il vero e proprio risultato delle loro lotte non è il successo immediato ma il fatto che l’unione degli operai si estende sempre più’. Essa è favorita dall’aumento dei mezzi di comunicazione prodotti dalla grande industria, che mettono in collegamento gli operai delle differenti località. ‘E basta questo collegamento per centralizzare in una lotta nazionale, in una lotta di classe, le molte lotte locali che hanno dappertutto uguale carattere. Ma ogni lotta di classe è lotta politica» (7). «Per la vittoria finale delle tesi proposte nel ‘Manifesto’, Marx ‘confidava esclusivamente e unicamente in quello sviluppo intellettuale della classe operaia, che non poteva non derivare dall’azione comune e dalla discussione» (8). «L’emancipazione della classe operaia deve essere l’opera della classe operaia stessa» (9). «L”Internazionale’ venne fondata per porre in luogo delle sette socialiste o semisocialiste la vera organizzazione della classe operaia per la lotta. Tanto gli statuti originari quanto l’Indirizzo inaugurale lo mostrano a prima vista. D’altra parte l’Internazionale non avrebbe potuto affermarsi se le sette non fossero già state distrutte nel corso della storia. Lo sviluppo delle sette socialiste e quello del vero movimento operaio sono sempre in proporzione inversa. Sino a che le sette hanno una giustificazione (storica), la classe operaia non è ancora matura per un movimento storico indipendente. ‘Non appena essa giunge a questa maturità, tutte le sette diventano essenzialmente reazionarie’ (…). E la storia dell’Internazionale è stata una ‘lotta continua del Consiglio Generale’ contro le sette e gli esperimenti dilettanteschi, che cercavano di prevalere sul movimento reale della classe operaia nell’interno stesso dell’Internazionale» (10). Si veda anche il preambolo al ‘Questionario’ preparato da Marx e pubblicato nella «Revue Socialiste» del 20 aprile 1880, dove parlando degli operai Marx dice che «’essi soltanto e non dei salvatori provvidenziali possono applicare energicamente i rimedi alle miserie sociali di cui soffrono». Come risulta chiaramente da questi testi, e dai molti altri che si potrebbero citare, è attraverso la lotta generalizzata della classe operaia della classe operaia che si forma la coscienza di classe e, cioè, la classe acquista maturità e dimensione politica. Da quel momento, i teorici, che prima erano utopisti, diventano dei semplici portavoce, e le sette scompaiono per far posto al movimento reale della classe. E’ questo processo che Marx definisce ‘geschichtliche Selbsttätigkeit’, cioè capacità creativa storica della classe operaia. E circa la possibilità di apportare agli operai la coscienza dall’esterno, che equivale ad attribuire agli intellettuali la capacità di educare il proletariato, basta ricordare la III glossa a Feuerbach: «La dottrina materialistica della modificazione delle circostanze e dell’educazione dimentica che le circostanze sono modificate dagli uomini e che l’educatore stesso deve essere educato. Essa è costretta quindi a separare la società in due parti, delle quali l’una è sollevata al di sopra di essa [società]. La coincidenza del variare delle circostanze dell’attività umana, o autotrasformazione, può essere concepita o compresa razionalmente solo come ‘prassi rivoluzionaria’». Non solo, ma Marx ha anche spiegato la ragione storica per cui la classe operaia può dare questi «uomini nuovi», che giustamente Sweezy ritiene indispensabili per fondare e gestire la nuova società: «Noi sappiamo che le forze nuove della società reclamano degli uomini nuovi che le padroneggino e facciano render loro un buon servizio. ‘Questi uomini nuovi sono gli operai’ (…). Gli operai inglesi sono i figli primogeniti dell’industria moderna. Essi non saranno certo gli ultimi ad aiutare la rivoluzione sociale provocata da quest’industria, una rivoluzione che significa l’emancipazione della loro classe in tutto il mondo, che è così universale come lo è il dominio del capitale e la schiavitù salariale» (11)’ [Lelio Basso, ‘L’utilizzazione della legalità nella fase di transizione al socialismo’, (in) ‘Problemi del socialismo’, n. 5-6, settembre-dicembre 1971] [(5) «La coscienza socialista è quindi un elemento importato nella lotta di classe del proletariato dall’esterno, e non qualche cosa che ne sorge spontaneamente» (K. Kautsky, Die Revision des Programms der Sozialdemokratie in Oesterreich’, in ‘Die Neue Zeit’, XX, 1901-1902, n. 1). E’ noto che Lenin subì grandemente l’influenza della socialdemocrazia tedesca e che fino alla vigilia del 1914 non si accorse delle sue tendenze opportunistiche. Non è un caso del resto che lo stesso ‘Che fare?’ si apra con una citazione di Lassalle, come non è un caso che ancora nel 1905 Lenin scriva: «Dove e quando ho preteso di creare nella socialdemocrazia internazionale una tendenza particolare, ‘non identica’ a quella di Bebel e di Kautsky? (…) La completa solidarietà della socialdemocrazia rivoluzionaria internazionale in tutte le grandi questioni di programma e di tattica è un fatto assolutamente incontestabile» (‘Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica’, in ‘Opere complete’, IX, Editori Riuniti, Roma, 1960, p. 57); (6) ‘Miseria della filosofia’, Editori Riuniti, Roma, 1969, pp. 106-107; (7) ‘Manifesto del Partito Comunista’, Einaudi, Torino, 1948, p. 104; (8) F. Engels, ‘Prefazione all’edizione tedesca del 1890’ del ‘Manifesto del Partito Comunista’, cit., p. 294; (9) ‘Indirizzo inaugurale e statuti provvisori dell’Associazione internazionale degli operai’, in ‘Opere’, cit., p. 763; (10) ‘Lettera di Marx a F. Bolte del 23 novembre 1871’, in ‘Opere’, cit. p. 761; (11) ‘Discorso nell’anniversario del «People’s Paper», in «People’s Paper» del 19 aprile 1856, ora in Mew, XII, p. 4 (corsivo nostro)] (pag 822-823-824)”,”TEOC-680″
“BASSO Lelio”,”Marxismo e religione (Impegno cristiano e scelta rivoluzionaria) / Cristianesimo e marxismo (Argomenti).”,”Citazione posta in apertura rivista: “”La morale per me è questa: che abbiamo enormemente ‘da fare’ e prima di tutto enormemente ‘da studiare’ (Rosa Luxemburg) Engels condanna i blanquisti: ‘non si può abrogare la religione per mezzo di un decreto’ “”Il primo punto – addirittura ovvio per dei marxisti – è che la religione è un fenomeno storico e sociale: il marxismo non conosce altra realtà (anche la natura interessa il marxismo in quanto oggetto della prassi). «’L’uomo fa la religione’ e non la religione l’uomo (…). Ma ‘l’uomo’ non è un essere astratto, isolato dal mondo. L’uomo è il ‘mondo dell’uomo’, lo Stato, la società» (1). «Feuerbach non vede dunque che il “”sentimento religioso”” è esso stesso un prodotto sociale e che l’individuo astratto, ch’egli analizza, appartiene ad una forma sociale determinata» (2). Come nasce storicamente questa religione? Come si produce questo fenomeno sociale? Anche qui la risposta di Marx è nota. La religione è il frutto delle contraddizioni terrene. L’uomo non è in grado di risolvere queste contraddizioni, dissocia la realtà umana e proietta fuori del mondo un momento di questa realtà: «che il fondamento mondano si distacchi da se stesso e si costruisca nelle nuvole come un regno fisse ed indipendente, è da spiegarsi con l’auto-contraddittorietà di questo fondamento mondano» (3). Non si tratta quindi, come predicava l’anticlericalismo volgare, di impostura, ma di un fenomeno che una sua radice nella realtà, nelle contraddizioni non risolte della realtà. E questo significa anche che non avrebbe senso per un marxista pretendere di fare sparire la religione combattendola sul terreno razionale e, tanto meno, combattendola con la violenza e con la repressione. Da un punto di vista marxista si può pensare ad una scomparsa del fenomeno religioso solo dopo che saranno eliminate le cause che hanno generato il fenomeni; cioè le contraddizioni cui abbiamo fatto riferimento (4)”” (pag 6-7) [Lelio Basso, Marxismo e religione (Impegno cristiano e scelta rivoluzionaria), Problemi del Socialismo, Roma, 1972] [(1) ‘Introduzione a ‘Per la critica della filosofia del diritto di Hegel’, in ‘Opere scelte’, Editori Riuniti, Roma, 1966, p. 57; (2) ‘Tesi su Feuerbach’, in ‘Opere scelte’, cit., p: 190; (3) Ibidem, pp: 188-189; (4) «Il ‘riflesso religioso’ del mondo reale può scomparire, in genere, soltanto quando i rapporti della vita pratica quotidiana presentano agli uomini giorno per giorno relazioni chiaramente razionali fra di loro e fra loro e la natura. La figura del processo vitale sociale, cioè del processo materiale di produzione, si toglie dal suo mistico velo di nebbie soltanto quando sta, come prodotto di uomini liberamente uniti in società, sotto il loro controllo cosciente e condotto secondo un piano. Tuttavia, affinché ciò avvenga, si richiede un fondamento materiale della società, ossia una serie di condizioni materiali di esistenza che a lor volta sono il prodotto naturale originario della storia di uno svolgimento lungo e tormentoso» (K. Marx, Il Capitale, I, Editori Riuniti, Roma, 1964, pp. 111-112). «E quando questa azione sarà compiuta, quando la società, mediante la presa di possesso e l’uso pianificato di tutti i mezzi di produzione, avrà liberato se stessa e tutti i suoi membri dall’asservimento in cui essi sono mantenuti al presente da questi mezzi di produzione prodotti da loro stessi, ma che si ergono di fronte a loro come una prepotente forza estranea, quando dunque l’uomo non più semplicemente proporrà, ma anche disporrà, allora soltanto sparirà l’ultima forza estranea che oggi ha ancora il suo riflesso religioso nella religione e conseguentemente sparirà anche lo stesso riflesso religioso, per la semplice ragione che non ci sarà più niente da rispecchiare» (F. Engels, ‘Antidühring’, Roma, 1968, p. 337). Perciò Engels condanna l’atteggiamento dei blanquisti che vogliono «abrogare dio, come nel 1793, per mezzo di un decreto» e «tramutare la gente ‘par ordre du moufti’ in atei», senza rendersi conto «che si può comandare molto sulla carta, senza che all’ordine segua l’esecuzione e in secondo luogo che le persecuzioni sono il miglior mezzo per favorire le convinzioni invise!» (‘Programma dei blanquisti profughi della Comune’, in Marx-Engels-Lassalle, ‘Opere’, IV, ‘Cose Internazionali estratte dal Volkstaat’, Milano; 1914, p. 37). Il fatto che la religione non possa essere eliminata con la violenza, ma che possa scomparire soltanto con la scomparsa delle condizioni storico-sociali che l’han generata, non significa peraltro che la scomparsa di queste condizioni porti immediatamente anche alla scomparsa della religione come Marx sembrava ritenere quando scriveva ‘Sulla questione ebraica’ («Affermiamo che essi sopprimeranno la loro limitatezza religiosa non appena avranno soppresso i loro limiti terreni» (‘Opere’, cit., p. 81), perché il rapporto fra struttura e sovrastruttura non è mai meccanico e le sovrastrutture acquistano un grado di vitalità autonoma che ne permette la sopravvivenza al di là delle cause che le han generate””] Il secondo articolo di Basso è la presentazione (gennaio 1972) del libro di Carlos Alberto Libanio Christo ‘Dai sotterranei della storia’ a cura di Linda Bimbi (Milano; 1971), padre dominicano rinchiuso in un carcere brasiliano. “”Esiste in me un senso di giustizia che non mi permette di accettare tutto questo come un fenomeno normale, giusto, vero. La ragion d’essere della nostra lotta e del nostro sacrificio la trovo nel piccolo Flavio, nei bambini dei nostri compagni che costituiano una nazione libera solo perché un monarca portoghese lanciò ilgrido dell’indipendenza ai magini di un piccolo fiume”” (p.19) [Brano dell’autore (Carlos Alberto Libanio Christo)]. Sono parole che hanno lo stesso suono di quelle che Babeuf, il martire comunista della repressione termidoriana, scriveva alla moglie e ai figli alla vigilia della sua esecuzione il 24 maggio 1797, dicendo ch’egli andava incontro alla morte perché aveva voluo assicurare la felicità dei suoi figli, ma «non concepivo altro modo di rendervi felici se non attraverso la felicità di tutti»”” (pag 214-215)”,”TEOC-681″
“BASSO Lelio BETTELHEIM Charles CLAUDE Henri COLE G.D.H. DENIS Henri DURET Jean EBELY Louis JUAREZ Claudio LANGE Oskar LUCENAY Michel MOSSE’ Eliane ROBINSON Joan SAUVY Alfred STRACHEY John”,”Conquiste democratiche e capitalismo contemporaneo.”,”La discussione contenuta nel volume è nata in seguito alla pubblicazione del libro di John Strachey ‘Contemporary Capitalism’ (Londra 1956). Strachey, economista e uomo politico laburista presentò nel 1956 al pubblico polacco nel corso di un viaggio in quel paese gli elementi essenziali delle proprie tesi… (pag 5) Contiene tra l’altro: – Il marxismo non è superato dalle statistiche (Lelio Basso) – Il capitalismo di oggi non è più quello del 1929 (Michel Lucenay) – Si sono esaurite le possibilità di sviluppo del capitalismo? (Eliane Mossé) (sull’analisi di Marx sul fenomeno delle crisi cicliche di sovrapproduzione e la questione della teoria del crollo in Marx) – Note sullo svolgimento del ciclo (Henri Claude) – Validità attuale dell’analisi leninista (C. Bettelheim)”,”TEOC-764″
“BASSO Lelio, a cura di Giuseppe ALBERIGO”,”Scritti sul cristianesimo.”,”Lelio Basso nato a Varazze il 25/12/1903, si laureò in legge nel 1925 e in filosofia nel 1931. Dal 1923 fino alle leggi eccezionali fasciste del 1926 collaborò a Critica Sociale, Rivoluzione Liberale, Conscientia, L’Avanti, Il Caffè, Quarto Stato, cioè a tutta la principale stampa antifascista d’Italia. Nel 1924 fu eletto presidente degli studenti antifascisti milanesi (Gruppo goliardico per la libertà). Nel 1928 assunse la direzione di Pietre, l’ultima rivista culturale antifascista rimasta in Italia. Nell’aprile dello stesso anno fu arrestato e condannato a cinque anni di confino, ridotti a tre in appello. Dopo il ritorno a Milano (1931) fu tra i fondatori e i dirigenti del Centro interno del Partito socialista italiano. Arrestato di nuovo nel 1939, fu internato in campo di concentramento nel 1940, dopo l’entrata in guerra dell’Italia. In questo periodo collaborò a Gioventù cristiana e a L’Appello. Rimesso in libertà (1941) lavorò alla ricostruzione di un movimento socialista rinnovato. Fu tra i fondatori e dirigenti del Movimento di unità proletaria MUP, che nell’agosto 1943 si fuse col PSI, dando vita al PSIUP. Nel giugno 1946 fu eletto membro dell’Assemblea Costituente. Successivamente fu sempre eletto come rappresentante di Milano in Parlamento in tutte le successive legislature.É morto il 16/12/1978.”,”RELC-034-FL”
“BASSO Lelio VILLARI Lucio SANTAMARIA Ulysses e MANVILLE Alain MARRAMAO Giacomo GERRATANA Valentino TELÒ Mario PELINO Antonio Cesare SIMONICCA Alessandro AMATO Sergio MELIS Guido”,”Il leninismo oggi: introduzione al dibattito (Basso); Il concetto di imperialismo in Lenin e il «problema» del capitalismo sviluppato (Villari); Lenin e la transizione (Santamaria e Manville); Teoria del crollo e capitalismo organizzato nei dibattiti dell’«estremismo storico» (Marramao); Sui rapporti tra leninismo e stalinismo (Gerratana); Note sul problema della democrazia nella traduzione gramsciana del leninismo (Telò); Il modello «bolscevico» dell’estremismo (Pelino); Metodologia marxiana e leninismo. Su alcuni aspetti teorici del dibattito sul Lenin nella RFT (Simonicca); «Lenin e i Soviet nella rivoluzione russa del 1905» di Alberto Tovaglieri (Amato); «Movimento operaio e storiografia marxista» di Salvatore Sechi (Melis).”,”numero preso da Emeroteca, a fronte di concomitante arrivo in Emeroteca del volume completo e rilegato di ‘Problemi del socialismo’ dell’anno 1976 Tra i saggi: ‘Il modello “”bolscevico”” dell’ Estremismo’ di Antonio Cesare Pellino (riflessioni sulla “”ritirata strategica”” della Nep e ‘l’ultima grande sintesi tattica’ di Lenin, l’ Estremismo, malattia infantile del comunismo’ (pag 187-207) ‘Teoria del crollo e capitalismo organizzato nei dibattiti dell’«estremismo storico» (Giacomo Marramao) (97-128)”,”LENS-327″
“BASSO Pietro”,”Amadeo Bordiga, una presentazione.”,”Bordiga, il Pcd’I, Lenin e l’Internazionale. “”È Lenin stesso a organizzarne la partecipazione al II Congresso riservandogli “”un’affettuosa, festosa accoglienza”” (81). Bordiga è soltanto un invitato, ma interviene più volte nei dibattiti, marcando il suo radicale, generale dissenso dai riformisti italiani presenti, accolti a Mosca con immeritatissimi onori. Alla sua iniziativa si deve anche una delle 21 condizioni di ammissione all’Internazionale, la sola non proposta dai bolscevichi, volta a rendere il più difficile possibile la presenza di riformisti camuffati nelle sue file. Bordiga partecipa al II, IV e V congresso dell’Internazionale in maniera attiva e aperta, rifuggendo da ogni sorta di sotterfugio tatticista quando emergono differenze di vedute con l’autorevole direzione dell’Internazionale. Accetta di piegarsi più volte, per disciplina, alle sue decisioni pur non condivise, meritando da Zinoviev il titolo di “”soldato della rivoluzione””. Lo farà fino a quando non vedrà in esse un rischio di completo deragliamento dai principi fondativi del comunismo marxista. La rivoluzione russa, il bolscevismo, l’Internazionale hanno avuto una importanza ‘determinante’ nel processo di formazione di Bordiga e della Sinistra comunista in Italia. Lo si vedrà anche nel secondo dopoguerra. E tuttavia, se si considera la storia dell’Internazionale e il ciclo rivoluzionario del 1917-1923 come una ‘totalità’, vale anche l”inverso’: Bordiga, il Pcd’I, il movimento proletario italiano sono stati una componente viva dello sforzo titanico compiuto da milioni di sfruttati e da centinaia di migliaia di militanti comunisti per aprire la strada ad una nuova epoca storica segnata dal rivoluzionamento dei rapporti politici, economici, sociali capitalistici. Sebbene proprio nel secondo congresso si sia raggiunto il punto massimo di convergenza tra le posizioni di Bordiga e quelle dell’Esecutivo dell’Internazionale, anche in esso nasce una disputa con Lenin intorno al tema del parlamentarismo o anti-parlamentarismo rivoluzionario. Tale circostanza ha generato un’infondata leggenda: che il dissenso che ha opposto in modo sempre più acuto Bordiga e la direzione bordighiana del PCd’I alla direzione dell’Internazionale sia stato incentrato sulla questione della partecipazione alle elezioni ‘versus’ l’astensionismo di principio. Togliatti e soci l’hanno costruita e alimentata per mettere in caricatura la battaglia teorica e politica contro la superstizione, le illusioni, la truffa delle elezioni democratiche, che fu parte integrante dell’opera preparatoria della fondazione del PCd’I. Le cose stanno diversamente. Si potrà dire: certi atteggiamenti di Bordiga, certi suoi scritti dai toni assoluti e generali, e dunque “”di principio””, il suo stesso insistere sull’astensionismo come caratteristica distintiva del suo gruppo, vi hanno contribuito, ‘ed è certamente così’. Lo stesso Bordiga lo ha riconosciuto nel secondo dopoguerra (82). Nondimeno ogni volta che, prima nel PSI, poi nell’Internazionale, Bordiga è costretto a scegliere tra il suo convinto astensionismo attivo e la disciplina di partito che implicava la partecipazione alle elezioni, non ha esitazioni: “”La centralizzazione è il cardine del nostro metodo teorico e pratico: come marxista, prima sono centralista e poi astensionista”” (83). Questo accadeva nel 1919 quando è a capo della frazione comunista astensionista del PSI, l’anno seguente a Mosca, al II Congresso; nel 1921, alla guida del PCd’I, quando sostenne che è giusto partecipare alle elezioni in una fase di reazione politica; nel 1924, quando è all’opposizione dentro il PCd’I, e oltre a condividere la presentazione alle elezioni politiche, definita da lui “”atto politico felicissimo””, impone il rientro dei deputati comunisti in parlamento contro la “”ridicola fase della uscita”” (Aventino) decisa dalla nuova direzione centrista (84)”” (pag 63-64-65-66) [(81) Cfr. G. Pannunzio, ‘Ciò che ho visto nella Russia bolscevica (giugno-settembre 1920), Libreria editrice dell’Alleanza Cooperativa Torinese, Torino, 1921, pp. 13-14; (82) Lo ricorda L. Gerosa nella sua ‘Introduzione’ al IV volume degli ‘Scritti 1911-1926’, cit., nota 40, riportando un passo di Bordiga del 1953: “”La questione posta troppo in generale era difficile, e tutti i comunisti italiani si rimisero alla decisione del II Congresso di Mosca (giugno 1920), essendo chiara la soluzione: in principio, tutti contro il parlamentarismo; in tattica, non bisogna stabilire né la partecipazione sempre ed ovunque, né il boicottaggio sempre ed ovunque””. In effetti il suo discorso “”sulla questione del parlamentarismo”” al II Congresso dell’Internazionale ebbe proprio il difetto di porre la questione “”troppo in generale””, anche se neppure la replica di Lenin fu una delle sue più memorabili; (83) Cfr. A. Bordiga, ‘Scritti 1911-1926’…, vol. V., cit, p. 205; (84) Non a caso il discorso di rientro in parlamento è affidato al bordighiano Luigi Repossi, ed è un discorso così duro ed efficace da provocare un tentativo di assalto fascista all’oratore. Guardando indietro a quegli anni, nelle ‘Tesi caratteristiche del Partito’ del dicembre 1951, Bordiga afferma: “”L’opposizione in seno al Partito Comunista d’Italia e all’Internazionale Comunista non si fondò sulle tesi dell’astensionismo, bensì su altre questioni di fondo””, cit. in S. Saggioro, ‘Né con Truman né con Stalin. Storia del Partito Comunista Internazionalista (1942-1952)’, Edizioni Colibrì, Torino, 2010, p. 363] [Pietro Basso, ‘Amadeo Bordiga, una presentazione’, Edizioni Punto Rosso, Milano, 2021] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*] Testo allegato (dalla Fondazione Bordiga): AMADEO BORDIGA (1889 – 1970) Nasce a Resina (Napoli) da Oreste Bordiga e Zaira Amadei il 13 giugno 1889. Formatosi in un ambiente familiare ed in un contesto sociale ricchi di fermenti intellettuali, morali e politici, ancora studente d’ingegneria a Napoli nel 1910 aderisce alla Federazione Giovanile Socialista, schierandosi immediatamente su posizioni antiriformiste, “antibloccarde” ed antimassoniche. Inizia ad operare, sia sul piano teorico che su quello pratico. per l’emancipazione sociale del proletariato e per l’affermazione del socialismo marxista rivoluzionario. Agisce nel napoletano come organizzatore e propagandista del movimento operaio e difende, a livello nazionale, la funzione “anticulturista” della Federazione, individuando nella partecipazione dei giovani alle agitazioni di classe del proletariato ”il migliore terreno per lo sviluppo della loro coscienza rivoluzionaria” e per la crescita di un autentico “sentimento socialista”, lontano dall’“utilitarismo” capitalistico. Nel 1912 a Napoli, insieme con altri militanti che condividono le sue posizioni, tra cui la sua compagna Ortensia De Meo, e in opposizione alla locale sezione socialista, accusata di riformismo, fonda un circolo significativamente chiamato Carlo Marx, trovandosi così collegato a quella “sinistra” del Partito Socialista Italiano, che intende respingere il tentativo giolittiano-riformista di mettere “Marx in soffitta”, e divenendone presto un esponente di rilievo. Oppostosi già nettamente, su posizioni d’antimilitarismo proletario ed anticoloniale, all’impresa di Libia del 1912, all’inizio del conflitto bellico nel 1914-15, ne denuncia la natura di lotta interstatale borghese per la spartizione dei mercati e delle colonie, individuando, con una prospettiva del tutto controcorrente, un rapporto diretto tra sviluppo della democrazia e tendenza al militarismo. Attraverso combattivi interventi sull’Avanti!, oltre che sul diffuso settimanale della FIGS L’Avanguardia e su Il socialista, nel novembre 1917 propaganda idee internazionaliste e, dopo la rotta di Caporetto e la conseguente diserzione di massa dei proletari-soldati, pone il problema del passaggio all’azione rivoluzionaria. Quasi negli stessi giorni si schiera senza esitazioni a difesa della rivoluzione russa, che considera da subito quale momento di una rivoluzione proletaria internazionale e che dimostra definitivamente al mondo la necessità dell’abbattimento violento dello stato borghese e il superamento della sua forma democratico-parlamentare. Anche per tale ragione, ritiene sia venuto il momento di dar corpo ad una corrente che abbia come compito la formazione di un partito rivoluzionario in Italia: rientra in questo progetto la fondazione a Napoli, nel dicembre del 1918, del settimanale Il Soviet, inteso come “organizzatore collettivo”. Per prendere le distanze dal massimalismo socialista, declamatorio ed inconcludente, sostiene la necessità di astenersi dalle elezioni parlamentari, tesi questa che insieme all’esigenza di separarsi dai riformisti, egli difende al XVI Congresso socialista di Bologna dell’ottobre del 1919, durante il quale la sua posizione risulta minoritaria. Nel 1920 a Mosca, Bordiga concorre in modo sostanziale all’organizzazione della Terza internazionale (o Internazionale Comunista), nel corso del suo Secondo Congresso. Criticato da Lenin per la posizione astensionista, ha tuttavia il suo accordo sulla proposta di aggiungere alle condizioni d’ammissione o di permanenza dei partiti comunisti nell’Internazionale l’espulsione di quei membri che respingono le condizioni e le tesi da essa formulate, il che significa di fatto proporre l’espulsione dei riformisti. Nel gennaio del 1921, al XVII Congresso Nazionale dello PSI a Livorno, quando la maggioranza dei socialisti rifiuta di votare la mozione comunista, i delegati comunisti, con Bordiga alla testa, fondano il Partito Comunista d’Italia (sezione italiana dell’Internazionale Comunista). La scissione dai socialisti sancisce il suo ruolo di direzione, che viene confermato nel marzo dell’anno seguente al Congresso di Roma, pur non essendo egli segretario del partito, carica allora inesistente, ma solo primus inter pares di un gruppo dirigente omogeneo. Guida del PCd’I dal gennaio del 1921 sino all’autunno del 1923, Bordiga dà un fondamentale contributo alla formazione di un partito caratterizzato sia da un alto grado d’unità d’intenti politica e di chiarezza programmatica che da un elevato livello di preparazione teorica e di moralità politica. Schieratosi su posizioni di netta opposizione al movimento e al regime fascista, viene arrestato ed incarcerato nel 1923 e poi confinato dal 1926 al 1929. Contrario a qualsiasi trasformazione del partito in senso socialdemocratico, il che a suo avviso conseguirebbe dall’adozione della tattica del “fronte unico” politico e del “governo operaio” proposta dalla III Internazionale, fortemente critico della “bolscevizzazione” imposta ai partiti comunisti europei dal partito comunista russo, guida, dal 1924, l’opposizione della corrente della “sinistra” all’interno del partito. Denunzia anticipatamente, con grande lucidità teorica e coraggio personale e politico, le degenerazioni staliniane nella pratica del partito comunista russo e dell’Internazionale ed in quella dello stesso partito comunista italiano, in difesa di una concezione della politica aliena da compromessi , da intrighi e carrierismi, ma soprattutto dalla risoluzione con metodi amministrativi dei conflitti politici. Richiede che le questioni russe vengano discusse apertamente e collettivamente da tutti i partiti comunisti in sede d’Internazionale ed individua nella prospettiva staliniana del “socialismo in un solo paese” una deviazione netta dalla teoria e dalla pratica del comunismo rivoluzionario, comportante la subordinazione della politica dell’I.C., quale organizzazione della classe proletaria internazionale, alle esigenze dello stato nazionale russo. L’espulsione dal Partito comunista italiano nel 1930, seguita alla sconfitta della “sinistra” al III Congresso a Lione nel gennaio del ’26 da parte del “centro” gramsciano e allo scontro con la dirigenza staliniana al VI Esecutivo allargato dell’I.C. a Mosca nel febbraio successivo, segna nella vita di Bordiga l’inizio di una diversa fase, caratterizzata da un’intensa attività di studio e di riflessione e, dal 1945, d’attività pubblicistica d’eccezionale rilevanza teorica e politica. Tornato in libertà nel 1929, non ritenendo possibile, data la situazione di riflusso rivoluzionario, costituire una nuova organizzazione partitica comunista al di fuori della Terza internazionale e non intendendo neppure dare vita al suo interno ad una frazione di sinistra organizzata, si dedica all’attività professionale d’ingegnere: lungi dall’essere una fonte cospicua di guadagno, come a lungo si è detto da parte di voci denigratorie dello stesso PCI, tale attività gli permette appena di far fronte alle necessità economiche della vita quotidiana, resa più difficoltosa dal continuo peggioramento delle condizioni di salute della moglie Ortensia De Meo, un tempo figura di primo piano nell’organizzazione socialista femminile, anch’essa, fino ad oggi, travolta in sede politica e storica dall’oblio della memoria che per lungo tempo ha colpito Bordiga. La posizione di Bordiga di fronte al secondo conflitto bellico, per quanto finora c’è dato di sapere, non è mutata: la natura della guerra resta imperialistica e richiede il sabotaggio proletario delle due coalizioni belligeranti, la sconfitta dei paesi capitalisticamente più avanzati offre migliori condizioni per un potenziale sviluppo rivoluzionario del proletariato. Dopo un quindicennio di silenzio, durante il quale non sembra abbia contatto con i suoi seguaci fuoriusciti che hanno dato vita nel 1928 in Francia alla Frazione di sinistra del Partito Comunista d’Italia, dal 1945 al 1952 contribuisce con numerosi scritti all’orientamento della rivista mensile “Prometeo” e del quindicinale “Battaglia comunista” del Partito comunista internazionalista, fondato nel 1942 dai seguaci di Bordiga raggruppati intorno a Bruno Maffi ed Onorato Damen. Nel 1952, dopo la separazione da Damen, aderisce a questo raggruppamento (dal 1965 Partito comunista internazionale), alla cui attività darà sino alla morte un contributo fondamentale, con le relazioni da lui tenute alle Riunioni di partito, pubblicate poi insieme con altri numerosi suoi scritti, tutti in forma anonima, sul quindicinale “ il programma comunista”, diretto da Bruno Maffi. Negli anni del cosiddetto “minoritarismo” politico (1945-70) Amadeo Bordiga si rivela un profondo conoscitore ed interprete controcorrente della teoria marxiana, da lui riproposta come valido strumento di comprensione scientifica della realtà storico-sociale contemporanea e quale fondamento per la ridelineazione del programma del comunismo rivoluzionario: emblematica a tale riguardo è l’analisi da lui condotta delle ragioni del fallimento della rivoluzione in Russia e della struttura economica e sociale dell’ex–Unione sovietica, definita come sistema di capitalismo di stato, del tutto estraneo alla prospettiva marxiana del socialismo. Tale analisi assume la portata di una riconsiderazione globale della tradizionale concezione del capitalismo ed intende essere insieme riproposizione al proletariato internazionale degli obiettivi storici del comunismo marxiano antimercantile, antisalariale ed antiaziendale. Per tutto il periodo che va dall’immediato dopoguerra alla metà degli anni ’60, insieme all’assiduo impegno politico, Bordiga riprende a svolgere un’intensa attività professionale quale ingegnere edile, contrassegnata insieme da una vasta competenza tecnica e da una profonda moralità sociale, nel corso della quale ricopre la carica di Presidente del Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Napoli e che lo vede impegnato nella discussione critica dei progetti per il Piano regolatore di Napoli: dalle soluzioni da lui proposte in merito alle relative questioni urbanistiche ed ambientali emerge una particolare attenzione e sensibilità, anche in quest’ambito fortemente “controcorrente” e in anticipo sui tempi storici, per tematiche sociali ed “ecologiche” affacciatesi, nella cultura della progettazione edilizia ed urbanistica, soltanto in tempi successivi. Attento al ruolo sociale dell’ingegnere, s’impegna anche nella promozione del Sindacato degli ingegneri liberi professionisti. L’apporto da lui dato, senza mai alcun risparmio d’energie, insieme allo svolgimento della sua professione sul piano sociale, all’elaborazione del marxismo quale teoria scientifica e alla causa del comunismo rivoluzionario viene meno alla soglia degli anni Settanta. Bordiga muore a Formia (Latina) il 23 luglio 1970. (a cura di Liliana Grilli per la FONDAZIONE AMADEO BORDIGA) Nota biografica di Luigi Agnello per il Dizionario Biografico degli italiani edito da Treccani http://www.fondazionebordiga.or”,”BORD-175″
“BASSO Lelio a cura; tre scritti di Rosa LUXEMBURG”,”Socialismo o barbarie. La vita e le idee di Rosa Luxemburg.”,”””La guerra mondiale è una svolta nella storia del mondo. (…) La guerra mondiale ha cambiato le condizioni della nostra lotta e soprattutto noi stessi. Non nel senso che le leggi fondamentali dello sviluppo capitalistico, la guerra per la vita o per la morte tra capitale e lavoro, abbiano avuto una deviazione o un’attenuazione. Già ora, a metà della guerra , cadono le maschere e ci riappare il gigno dei vecchi lineamenti ben conosciuti. Ma il ritmo dell’evoluzione ha avuto un impulso potente dall’eruzione del vulcano imperialista (…). Storicamente questa guerra era destinata a dare una spinta in avanti alla causa del proletariato. (…) E poi venne l’inaudito, il fatto senza esempi, il 4 agosto 1914. Doveva accadere tutto ciò? Un avvenimento di tale portata non è certamente uno scherzo del caso. Esso deve provenire da cause obiettive che hanno radici profonde e lontane. Ma queste cause possono consistere anche negli errori della guida del proletariato, la socialdemocrazia, nel venir Meno della nostra volontà di combattere; del nostro coraggio, della fedeltà ai nostri convincimenti. Friedrich Engels dice una volta: la società borghese si trova davanti a un dilemma, o progresso verso il socialismo o regresso nella barbarie. Che cosa significa «regresso nella barbarie» al grado ora raggiunto dalla nostra civiltà europea? Finora tutti noi abbiamo letto e ripetuto senza pensarci queste parole, senza sospettare la loro terribile gravità. Uno sguardo intorno a noi in questo momento ci dimostra che cosa significa un regresso della società borghese nella barbarie. Questa guerra mondiale – ecco un regresso nella barbarie. Il trionfo dell’imperialismo porta all’annientamento della civiltà (….). Noi ci troviamo oggi dunque, proprio come Friedrich Engels aveva presagito una generazione addietro, quarant’anni fa, davanti alla scelta: o trionfo dell’imperialismo e crollo di tutta la civiltà come nell’antica Roma, spopolamento, distruzione, degenerazione, un grande cimitero, oppure vittoria del socialismo, cioè dell’azione cosciente di lotta del proletariato internazionale contro l’imperialismo e il suo metodo: la guerra”” (pag 51-52) [da ‘La crisi della socialdemocrazia’ (1916) (in) ‘Socialismo o barbarie. La vita e le idee di Rosa Luxemburg’, Edizioni E/O, Roma, 2021]”,”LUXD-134″
“BASSO Pietro CAVICCHIOLI Gian Giacomo FATICA Michele GEROSA Luigi ORSOMARSO Vincenzo PANACCIONE Andrea”,”Partito comunista d’Italia 1921-2021. Atti del convegno a cento anni dalla nascita del PCd’I.”,”Michele Fatica Luigi Gerosa, ‘Prelogomeni alla fondazione del Partito comunista d’Italia: tre periodici gestiti da Amadeo Bordiga (1913-1918) contro la guerra e per la rivoluzione proletaria mondiale’ Luigi Gerosa, ‘Presentazione del IX volume degli Scritti 1911-1925 di Amadeo Bordiga. All’opposizione nel partito e nell’Internazionale Pietro Basso, ‘L’internazionalismo di Amadeo Bordiga: una lezione per l’oggi’ Gian Giacomo Cavicchioli, ‘Bordiga e la fondazione del Pcd’I’ Andrea Panaccione, I congressi della scissione (1920-1921): Halle, Tours, Livorno Vincenzo Orsomarso, ‘Bordiga di fronte al fascismo’ “”Fra Caporetto e Rivoluzione bolscevica in progresso non rimase inerte il Partito socialista italiano, unico in Europa, ad avere rifiutato l’approvazione dei crediti di guerra. Il 17 novembr 1917 ebbe luogo a Firenze una riunione segretissima del partito convocata da Costantino Lazzari. Alla riunione erano stati chiamati Giacinto Menotti errati, direttore dell’Avanti!, Amadeo Bordiga, direttore dal mese di luglio 1917 dell’ Avanguardia’, organod della Federazione giovanile, Antonio Gramsci, direttore del ‘Grido del popolo’. Lo scopo era una pressione fortissima sul governo attraverso la stampa, o di quello che sulla stampa socialsita riusciva a sfuggire la censura, in aggiunta alle richieste della Lega degli amministratori socialisti, organizzati dallo stesso Lazzari, per una pace immmediata senza vincitori e senza annessioni, riproponendo ancora una volta l’appello di Zimmerwald, sottoscritto da tutti i dirigenti socialisti europei contrari alla guerra, compreso Lenin”” (pag 124)”,”BORD-178″
“BASSO Michele”,”Dalla società plurale allo stato delle masse. Filosofia politica e sociologia in Emil Lederer (1882-1939).”,”Emil Lederer (1882-1939) è stato un sociologo ed economista tedesco di origine boema. Si è formato all’Università di Vienna e ha insegnato a Heidelberg, Tokyo e Berlino. Durante il suo periodo come direttore dell’Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik (1921-1933), ha contribuito significativamente alla ricerca sociale e politica. Tuttavia, a causa delle sue idee socialiste e delle sue origini ebraiche, è stato sospeso dall’insegnamento con l’avvento del nazismo. In seguito, Lederer è emigrato negli Stati Uniti, dove ha contribuito a fondare la “University in Exile” presso la New School a New York City (f. copil.) “”Ove c’è società, c’è pluralità. È questa la convinzione profonda di Lederer che attraversa gran parte della sua opera””. (pag 109) “”Come si è visto nel capitolo precedente, a seguito del grande rivolgimento prodotto dalla prima guerra mondiale, il Lederer che attraversa l’età della Repubblica di Weimar è ancora convinto di poter rintracciare una pluralità dell’ordine politico e sociale in una nuova forma di organizzazione, in cui l’economico e il politico si intrecciano fino a confondersi, e in cui i sindacati assumono un ruolo primario. Tuttavia, gli viene il dubbio che la guerra possa aver aperto le porte anche a una possibilità differente, e molto più problematica: quella che vi possa essere una politica fondata solo sul rapporto tra una ristretta élite e grandi masse amorfe, non internamente strutturate. Un ordine privo di pluralità, dominato da un comando proveniente dall’alto, da forme sofisticate di propaganda, e da un’obbedienza istintuale, emotiva proveniente da un insieme di individui privi di ogni forma che non sia quella irriducibile del proprio corpo individuale. Questo dubbio sarà poi destinato tragicamente a diventare realtà. Il Lederer esiliato, decano dell’università in esilio, fornirà proprio questa interpretazione pionieristica del cosiddetto Stato totalitario: uno Stato che, fondandosi solo sul rapporto tra il leader e la massa amorfa, ha distrutto ogni pluralità, e con essa ha distrutto la società”” (pag 110)”,”TEOS-010-FGB”
“BASSOLINO Antonio”,”Mezzogiorno alla prova,. Napoli e il Sud alla svolta degli anni Ottanta.”,”Antonio Bassolino [ segretario regionale campano e membro della Direzione del PCI. Collabora assiduamente a varie riviste e giornali, tra cui: Rinascita e l’Unità.”,”ITAS-029-FL”
“BASTIAT Federico”,”Armonie economiche.”,”Statalismo. “”E qui si può segnare l’ origine e l’ importanza di quell’ errore, il più funesto che mai abbia infettata la scienza e che consiste a confondere la società e il governo, – la società, quel tutto che abbraccia ad un tempo i servizi privati ed i servizi pubblici, e il governo, quella frazione nella quale non entrano che i servizi pubblici. Quando per mala ventura, seguendo la scuola di Rousseau e di tutti i repubblicani francesi suoi adepti, si adoperano indifferentemente le parole governo e società, si decide implicitamente ed anticipatamente, senza esame, che lo Stato può e deve assorbire l’ attività privata tutta quanta, la libertà, la responsabilità individuali; si decide che l’ ordine sociale è un fatto contingente e convenzionale al quale la legge dà l’ esistenza, si decide l’ onnipotenza del legislatore e la decadenza dell’ umanità. Infatti noi vediamo i servizi pubblici, in cui l’ azione governativa si estende o si restringe secondo i tempi, i luoghi, le circostanze, dal comunismo di Sparta o delle missioni del Paraguay fino all’ individualismo degli Stati Uniti, passando per l’ accentramento francese.”” (pag 533-534)”,”ECOT-088″
“BASTIAT Frédéric”,”Oeuvres complètes de Frédéric Bastiat. Tome troisième. Cobden et la ligue ou l’agitation anglaise pour la liberté des échanges.”,”Cobden Richard (1804-1865). Industriale di Manchester, liberale libero-scambista, uno dei fondatori della Lega contro le leggi sul grano. Frédéric Bastiat (Bayonne, 30 giugno 1801 – Roma, 24 dicembre 1850) è stato un economista e scrittore francese, filosofo politico liberale. Biografia. Considerato attualmente molto vicino alle odierne posizioni libertarian, Bastiat nacque a Bayonne, in Aquitania, Francia. All’età di 9 anni perse i genitori, e a 16 anni lasciò al scuola per continuare l’attività della sua famiglia come esportatore. L’economista Thomas DiLorenzo sostiene che questa attività ha influito enormemente sulle future teorie economiche di Bastiat. La sua carriera di economista iniziò solo nel 1844, e durò molto poco, data la sua morte per tubercolosi nel 1850. Durante il suo viaggio sul territorio francese divulgò le idee liberali. Morì a Roma il 24 dicembre 1850. Sul letto di morte defininì Gustave de Molinari come suo erede spirituale. Il pensiero [modifica] Si può certamente considerare Bastiat come uno dei più importanti pensatori liberali del XIX secolo, se non di tutta la storia, e possiamo trovare in lui le basi per il pensiero economico della futura scuola austriaca e libertarian. Considerava il diritto naturale e l’utilitarismo due facce della stessa medaglia. Certamente Bastiat non può essere inserito nella diatriba anarchici-miniarchici, tipica del mondo libertarian, data la sua morte avvenuta ben prima della nascita di queste distinzioni, ma sicuramente può essere inserito nel filone del classical liberalism. Considerava lo Stato inevitabile nella pratica, anche se concentrò tutti i suoi sforzi nel tentativo di dimostrare come qualsiasi intervento statale nella vita dei singoli privati sia inefficiente, economicamente svantaggioso e fortemente immorale. Sosteneva che l’unico compito del governo è quello di proteggere i diritti di ogni individuo, ossia vita, libertà e proprietà. Date le sue teorie fortemente liberali, viene considerato da molti il precursore della Scuola austriaca.”,”UKIS-020″
“BASTIAT Federico”,”Armonie economiche.”,”Federico Bastiat (Bayonne 30 giugno 1801 – Roma 24 dicembre 1850) è stato un economista e scrittore francese filosofo della politica di ispirazione liberale. Nel 1848 è stato eletto deputato delle Landes all’Assemblea costituente della Seconda Repubblica francese.”,”ECOT-240-FL”
“BASTID Marianne BERGERE M.C. CHESNEAUX Jean”,”La Cina. Volume secondo. Dalla guerra franco-cinese alla fondazione del Partito Comunista cinese 1885 – 1921.”,”Marianne BASTID e Marie Claire BERGERE sono entrambe Chargée de recherche al CNRS.”,”CINx-063″
“BASTON Lewis”,”Reggie. The Life of Reginald Maudling.”,”Lewis Baston è uno storico contemporaneo i cui libri includono ‘Sleaze: The State of Britain’ e coautore di ‘Polico’s Guide to the General Election. Ha collaborato con Anthony Seldon alla biografia di Major: ‘Major: A Political Life’. Vive a Londra. Reginald Maudling (7 marzo 1917 – 14 febbraio 1979) era un politico britannico che ricopriva diversi incarichi di governo, incluso il Cancelliere dello Scacchiere . Dal 1955 fino alla fine degli anni ’60, fu visto come un potenziale leader conservatore , e due volte fu seriamente considerato per il posto; è stato il principale rivale di Edward Heath nel 1965. Ha anche ricoperto incarichi direttivi in diverse società finanziarie britanniche. Come segretario dell’ interno, è stato responsabile della politica dell’Irlanda del Nord del governo britannico durante il periodo che includeva la Bloody Sunday nel 1972. Poco dopo lasciò l’incarico a causa di uno scandalo avvenuto in una delle società di cui era dirigente (wikip).”,”UKIx-136″
“BASU Kaushik”,”Elé belé. L’India e le illusioni della democrazia globale.”,”K. Basu è uno dei maggiori studiosi mondiali di economia dello sviluppo. Contiene il capitolo: ‘La sinistra indiana e l’economia moderna’ (pag 148-) “”So che gli industriali inglesi intendono dotare l’india di ferrovie al solo scopo di estrarre a costi decrescenti (…) le materie prime per i loro processi produttivi. Ma una volta introdotte le macchine nella locomozione di un paese (…) diventa impossibile impedirne la fabbricazione (…). Il sistema ferroviario diventerà dunque il vero antesignano dell’industria moderna”” (Marx, 1853) (pag 70)”,”INDE-001-FC”
“BATAILLE Georges, a cura di Sergio FINZI”,”Critica dell’occhio.”,”Contiene il capitolo: ‘La struttura psicologica del fascismo’”,”TEOS-017-FV”
“BATAILLON Marcel SAINT-LU André”,”El padre Las Casas y la defensa de los indios.”,”Il prete sevigliano Bartolomé de LAS CASAS (1474-1566) è stato accusato di essere un nemico della Spagna ma al contrario la sua memoria è venerata in America Latina. LAS CASAS ha posto il problema dei diritti dei colonizzati e denunciato il genocidio o etnocidio della politica coloniale. Gli autori BATAILLON e SAINT-LU sono studiosi della Spagna.”,”SPAx-043″
“BATINI Carlo”,”Le basi dell’informatica. Concetti e metodi per usare bene i calcolatori.”,”Carlo Batini (Pescara, 1949) insegna programmazione dei calcolatori elettronici nell’Università di Roma. Oltre a numerose pubblicazioni specialistiche ha scritto testi didattici adottati nelle università.”,”SCIx-066-FL”
“BATINI Paride, collaborazione di Umberto SILVA”,”L’occasionale. Storia di un porto e della sua gente.”,”Paride Batini è nato a Vicopisano (Piso) nel 1934 ed è sempre vissuto a Genova. Entrato giovanissimo in porto ha iniziato verso la metà degli anni 1950 l’attività di lavoratore portuale dapprima come occasionale e, dal 1974 come socio della Compagnia Unica. Responsabile nazionale per la Cgil dei lavoratori occasionali dal 1974, poi consigliere e viceconsole della Compagnia, è stato console dal 1984 e successivamente rieletto alla carica per tre volte (il volume arriva al 1991). Umberto Silva si è occupato di economia politica. Ha pubblicato: ‘Larea socio-economica dell’illusione e dell’errore’ (Stoccolma 1960), ‘World Currency Studies’ (San Francisco, 1975). Ha insegnato econometria nell’Università di Torino, Basilea, Monaco di Baviera, Montpellier. Timbro con dedica e firma di Batini”,”MITT-384″
“BATINI Paride, collaborazione di Umberto SILVA”,”L’occasionale. Storia di un porto e della sua gente.”,”Paride Batini è nato a Vicopisano (Piso) nel 1934 ed è sempre vissuto a Genova. Entrato giovanissimo in porto ha iniziato verso la metà degli anni 1950 l’attività di lavoratore portuale dapprima come occasionale e, dal 1974 come socio della Compagnia Unica. Responsabile nazionale per la Cgil dei lavoratori occasionali dal 1974, poi consigliere e viceconsole della Compagnia, è stato console dal 1984 e successivamente rieletto alla carica per tre volte (il volume arriva al 1991). Umberto Silva si è occupato di economia politica. Ha pubblicato: ‘Larea socio-economica dell’illusione e dell’errore’ (Stoccolma 1960), ‘World Currency Studies’ (San Francisco, 1975). Ha insegnato econometria nell’Università di Torino, Basilea, Monaco di Baviera, Montpellier.”,”LIGU-001-FGB”
“BATLLORI Miquel”,”Cultura e finanze. Studi di storia dei Gesuiti da S. Ignazio al Vaticano II.”,”Omaggio a Padre Pedro ARRUPE L’ ordinato disordine degli Archivi Vaticani. “”Antonio Bonumbre, da Roma verso Mosca, gli chiedeva di fare o di far eseguire indagini nei registri del papa Sisto alla ricerca di nuovi documenti in proposito. Alla lettera in tedesco aggiungeva una nota in italiano che finiva in questo modo: “”Nei regesti di Sisto IV vi devono essere lettere del Papa a Giovanni III di Mosca e istruzioni al Vescovo di Accia, forse ancora altri documenti. Si chiede: in che volume e a che pagina si trovano?””. Per chi conosca la ricchezza e il disordinato ordine dell’ Archivio Vaticano, la richiesta – come ho già detto – non può sembrare che ingenua. Infatti solo dopo serie indagini eseguite in Roma dal Pierling stesso, questi poté pubblicare a Parigi nel 1891 ‘La Russie et l’ Orient: Mariage d’un tsar au Vatican, Ivan III et Sophie Paléologue, rifuso poi nel primo (1896) dei suoi cinque volumi su ‘La Russie et le Saint-Siége’- un’ opera che, centrata nei secoli XV e XVI, darà l’ avvio a molteplici ricerche russo-romane di altri studiosi sui quattro successivi secoli dell’ età moderna e contemporanea””. (pag 349)”,”RELC-206″
“BATRA Ravi”,”Il crack finanziario 1998-1999. Il crollo delle Borse asiatiche e il futuro dell’economia mondiale.”,”Contiene il capitolo 3 (pag 46-88): ‘Il Giappone: il leone malato e all’interno il paragrafo ‘La “”giapponesizzazione”” dell’Asia Sulle radici della crisi del 1989. “”Dopo il 1974, con l’estensione dei titoli di deficit, in Giappone diventò difficile controllare i prezzi dei titoli pubblici. Il debito pubblico aveva raggiunto dimensioni consistenti e il continuo ricorso dello stato ai finanziamenti privati rendeva necessaria la creazione di un mercato per i propri titoli pubblici. Alla fine degli anni Settanta i prezzi dei titoli cominciarono a essere determinati dal mercato. In altre parole, i tassi d’interesse, che vanno in direzione opposta ai prezzi dei titoli, presero a fluttuare. Così si dovette procedere a deregolamentare i tassi d’interesse a lungo termine. Man mano che il Giappone accumulava dollari grazie all’attivo commerciale, venivano eliminati i controlli sugli investimenti esteri. Inoltre, in seguito a reiterate pressioni degli Stati Uniti, la borsa di Tokyo introdusse nuovi prodotti finanziari, che si erano già affermati presso la borsa di New York. Dopo il 1985 vennero deregolamentati anche i tassi a breve. Come era avvenuto in America, le banche giapponesi furono autorizzate a corrispondere interessi più elevati a svariati tipi di conto. Tra il 1975 e il 1985 il settore finanziario cambiò dunque pelle, ma i cambiamenti prepararono le basi per l’economia della bolla che sarebbe emersa di lì a poco. Essi produssero due effetti principali: in primo luogo attirarono i risparmiatori, le aziende e le istituzioni finanziarie verso la borsa, che offriva una quantità di nuovi strumenti e di tentazioni, e poi fecero lievitare il costo dei depositi per le banche. Furono quindi questi due effetti, combinati con la solita speculazione immobiliare, a creare la bolla economica che continuò a crescere fino alla fine del 1989″” (pag 83)”,”JAPE-032″
“BATTAGLI Angela”,”Il movimento operaio nel territorio di Pontassieve dall’ Unità d’ Italia al Fascismo.”,”E’ una tesi di laurea. “”Purtroppo al rinato interesse politico e alla combattitività delle masse operaie i dirigenti politici pontassievesi non sapranno far corrispondere un’ adeguata impostazione di lotta e questo a causa della latente crisi ideologica in atto nelle sezioni, che avrà modo di manifestarsi pienamente in occasione della guerra di Libia. Infatti durante i preparativi per la guerra, alcuni iscritti alla sezione di Pontassieve, capitanati dal “”sindaco massone”” Riccardo Boninsegni, furono subito pronti ad accettarne in pieno le giustificazioni borghesi e ad organizzare nel paese e nelle frazioni dimostrazioni “”guerrafondaie e militaristiche””, mentre gli iscritti alla sezione Sieci protestavano energicamente dalla pagine della Difesa contro il governo d’ Italia e quei membri autorevoli del partito socialista che avevano dato il loro assentimento ad una nuova impresa guerresca e inconsulta avventura coloniale (…)”” (pag 140)”,”MITT-145″
“BATTAGLIA Roberto”,”La seconda guerra mondiale.”,”””Il problema più urgente era come reagire all’ iniziativa militare sovietica che aveva individuato il punto debole delle altrimenti invincibili panzerdivisionen nello “”spazio vuoto”” fra la fanteria e i carri. A tale scopo l’ organico della panzer (giù costituito da una brigata di carri e da una di fanteria) fu radicalmente modificato: diminuito il numero di carri in dotazione a ciascuna di esse da 500 a 350, l’ attenzione si concentrò sulla fanteria motorizzata, che venne trasportata non più su autocarri, ma su mezzi cingolati e blindati; la nuova panzer (un reggimento di carri, due di fanteria) diveniva così un organismo capace di vibrare il colpo, senza che il suo urto inizale si smorzasse nel passaggio dall’ azione dei carri armati a quello della fanteria: Alla “”strategia delle lacune”” instaurata dai sovietici si contrappose quella del “”pugno blindato”” (Mot-Pulk), mirante a risparmiare e a concentrare al tempo stesso i mezzi d’ offesa e di difesa. Inoltre, anche la divisione di fanteria fu resa più “”agile””, diminuendo il numero dei suoi uomini da 12.000 a 8.000.”” (pag 226)”,”QMIS-008″
“BATTAGLIA Roberto”,”Storia della resistenza italiana. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945.”,”””Il primo scontro diretto fra i partigiani e i tedeschi si è risolto a vantaggio di questi ultimi e sembra non solo aver confermato l’ invincibilità dei nazisti, ma anche la tesi fondamentale dell’ “”attesismo””: è impossibile dar vita a un esercito partigiano attivo e numeroso, ma sul momento è necessario limitarsi a un’ opera organizzativa dei suoi quadri futuri, mantenendo gli uomini o la truppa inattivi e lontani dall’ offesa nemica. Tutto quelche si può fare per il momento è sciogliere le formazioni e continuare la guerriglia con piccole squadre di sabotatori esperti. Questa è la tesi che viene esposta, ad esempio, nel convegno di Valle Pesio (fine di gennaio).”” (pag 176) “”Le posizioni dunque assunte da “”Tempi Nuovi”” sono assai avanzate, né si appagano di un generico appello al senso di responsabilità, ma intendono suscitare una coscienza di “”marxista italiano””, insistendo sui caratteri originali che nel nostro paese assume la lotta per il socialismo. Ciò sullo sfondo d’ una presentazione drammatica, non idillica del tema, in cui è ben presente l’ influsso della maggiore personalità culturale cui si richiama il gruppo di “”Tempi Nuovi””, Concetto Marchesi col pessimismo radicale della sua intelligenza, ma anche con l’ ottimismo della sua volontà, con la spregiudicatezza delle sue affermazioni. E del Marchesi è il saggio più importante pubblicato dalla rivista, Ai giovani.”” (pag 367)”,”ITAR-066″
“BATTAGLIA A. CALAMANDREI P. CORBINO E. DE-ROSA G. LUSSU E. SANSONE M. VALIANI L.”,”Dieci anni dopo, 1945-1955. Saggi sulla vita democratica italiana.”,”Saggi di Leo VALIANI Gabriele DE-ROSA Piero CALAMANDREI Achille BATTAGLIA Epicarmo CORBINO Emilio LUSSU Mario SANSONE ‘Legge truffa.’ “”La vera prova del fuoco doveva aversi comunque con le elezioni per la Camera, nel 1953. Nel novembre del 1952 i segretari dei quattro partiti di centro si erano accordati per far svolgere anche le elezioni politiche con il sistema dell’ apparentamento e del premio, inteso però stavolta nel senso che la coalizione che avesse riportato la metà più uno dei voti, avrebbe avuto automaticamente almeno 380 deputati, cioè poco meno dei due terzi del totale dei seggi (che sarebbe poi stato di 590). In caso di mancato raggiungimento del 50.01% si tornava ad applicare la legge elettorale del 1948. L’ esosità del premio di maggioranza, che avrebbe dato alla democrazia cristiana, ove il congegno fosse scattato, la maggioranza assoluta dei seggi, anche soltanto con il 38% dei suffragi, suscitò grande emozione negli altri partiti e nel paese. Essendosi fortemente opposti a siffatto enorme premio, gli ex-deputati azionisti Calamandrei e Codignola e l’ ex-sindaco di Milano Greppi furono estromessi dal partito socialista democratico. Ferruccio Parri uscì dal partito repubblicano. Aluni liberali di sinistra si affiancarono a Corbino, da tempo uscito dal partito, per formare un’ opposizione demcratica. I comunisti e i socialisti opposero al progetto elettorale una rude battaglia ostruzionistica, alla Camera e la Senato.(…)””. (pag 99, Leo Valiani)”,”ITAP-096″
“BATTAGLIA Roberto RAMAT R.”,”Un popolo in lotta. Testimonianze di vita italiana dall’ Unità al 1946.”,”Tra gli autori delle pagine riportate GARIBALDI CARDUCCI MARTINI VILLARI LABRIOLA COLAJANNI COSTA BARZINI PANSERI GIOLITTI D’ANNUNZIO OMODEO UNGARETTI LUSSU TURATI CANCOGNI BISSOLATI GRAMSCI MATTEOTTI GOBETTI SALVEMINI LEVI ROSSELLI NITTI STURZO CROCE LIVIO BIANCO CALAMANDREI REVELI VALIANI. Versi di ‘Addio Lugano bella’, pag 16-17 Colombo, Giuseppe, Sui progressi compiuti nell’ industria delle macchine (pag 17) “”La gravità della situazione economica negli anni immediatamente susseguenti all’ Unità fu affrontata dal governo della Destra storica mediante una politica di spietata pressione fiscale. A costo d’ enormi sacrifici, sopportati specie dalle classi meno abbienti, si riuscì a colmare il disavanzo statale che nel ’61 ascendeva alla cifra, allora paurosa, di 500 milioni. Fu anche merito della Destra storica la costruzione della rete ferroviaria (…)””. (pag 17)”,”ITAA-101″
“BATTAGLIA Roberto”,”Un uomo un partigiano.”,”””Intanto io posso esser certo che a quel gran lavoro mi ci mettevo sempre con una certa pigrizia o malavoglia, quasi rimpiangendo il giorno in cui la storia dell’ arte mi dava tutto il tempo di riflettere fra uno studio e l’ altro e ogni periodo poteva essere il frutto di una lenta osservazione. Qui invece, una volta messa in moto la macchina, dichiarate “”legalmente”” costituite le varie formazioni, si era presi in un moto continuo di ordini, di risposte, di chiarimenti, di avvertenze: una specie di valanga burocratica si riversava sul comando fino a sommergerlo sotto un cumulo di fogli, sparsi un un così breve spazio da rendere disperato il tentativo di riordinarli (….).”” (pag 192)”,”ITAR-078″
“BATTAGLIA Roberto GARRITANO Giuseppe”,”Breve storia della Resistenza italiana.”,”””Perciò le manifestazioni di piazza, sebbene pacifiche, non piacquero ai nuovi dirigenti politico-militari (ma erano poi tanto nuovi, se tra essi era quel Roatta che era stato capo del SIM sotto il fascismo?): il 27 luglio appunto Roatta emanava la famigerata circolare che porta il suo nome, e che vietava ogni assembramento e ordinava di sparare contro la folla “”mirando non in aria, ma a colpire come in combattimento””. Frutto di questo ordini furono i morti di Reggio (nove operai) e i ventitre morti e i settanta feriti di Bari: tra i morti della città pugliese era il figlio giovinetto di Tommaso Fiore, uno dei più strenui antifascisti meridionali, che si recava ad accogliere il padre il quale usciva quel giorno dal carcere!”” (pag 42) “”Le richieste vengono portate a Roma da Giorgio Amendola, ma vengono solo parzialmente accolte. Sciolto è il partito fascista ma immessa nell’ esercito la milizia, promessa soltanto la liberazione dei detenuti politici, negata la libertà di stampa e di organizzazione politica. L’ urto della classe operaia del Nord viene eluso e smorzato nell’ ambiente della capitale, dove i gruppi capeggiati da Bonomi e da De Gasperi, che ora s’affaccia nuovamente alla vita politica, sono tutt’altro che disposti ad assumersi la responsabilitàò di governo perché – come avverte De Gasperi – “”sarebbe un errore accettare la partita passiva”” della situazione e cioè la concusione dell’ armistizio.”” (pag 42-43)”,”ITAR-091″
“BATTAGLIA Roberto”,”La prima guerra d’Africa.”,”””Intanto a Roma Crispi era andato su tutte le furie alla notizia che l’Orero s’era mosso contro i suoi ordini espliciti (tanto da sollecitare dal ministero della Guerra “”i provvedimenti del caso””), appena conosciuto il successo e ricevuto il telegramma dell’Orero in cui quest’ultimo lo informava fra l’altro d’aver recuperato “”una delle mitragliatrici catturate a Dogali da ras Alula””, mutava parere di fronte ai fatti compiuti e “”si felicitava del successo”” con l’Orero il 28 gennaio, comunicandogli subito dopo di restare in Adua in attesa che lo raggiungessero gli sconfitti Makonnen e Antonelli. Ma dov’era dunque “”il senso dello Stato”” che abbiamo già tante volte indicato come essenziale per comprendere la mentalità del Crispi, se si permetteva a un generale di trasgredire così esplicitamente agli ordini del governo? L’episodio è prezioso appunto per chiarire ulteriormente quella mentalità e le sue contraddizioni. Forte in lui senza dubbio il “”senso dello Stato””, ma solo in rapporto ai “”sovversivi”” e ai “”traditori”” d’ogni specie; non verso un generale che aveva conseguito un così brillante successo, che aveva, al di fuori della lettera dei regolamenti, così bene adempiuta la propria missione di tener alta la bandiera italiana. E il Crispi si dimostra inquesta occasione, malgrado la sua apparente energia, dieci volte più debole d’un qualsiasi uomo politico della Destra storica, che mai avrebbe lasciato impunito un simile atto di ribellione alla “”autorità dello Stato”” rigorosamente o logicamente intesa. Di questa sua debolezza è ben conscio l’Orero, quando decide nuovamente per suo conto di tornare indietro e di abbandonare la città santa e gli indigeni alla loro disperata fame e miseria (…). Torna indietro velocemente e a sua giustificazione fa finta d’aver ricevuto ora soltanto il famoso contrordine!”” (pag 406-407) “”Se mi chiedesse quali sono le due battaglie che hanno più influito sulla storia d’Italia degli ultimi duecento anni – ha scritto A.C Jemolo – non esiterei a rispondere: Custoza e Adua””. (risvolto di copertina) BATTAGLIA Roberto è nato a Roma nel 1913. Ha studiato storia dell’ arte. Dopo aver preso parte alla guerra ha partecipato alla Resistenza come comandante della divisione Lunense sulle Alpi Apuane (v. suo libro Un uomo, un partigiano). Libero docento di storia moderna è scomparso prematuramenet ad Ostia nel febbraio 1963. Ha scritto ‘Storia della Resistenza italiana’ (1953) alla cui nuova edizione ha lavorato fino alla morte.”,”ITQM-132″
“BATTAGLIA Mattea BEZAT Jean-Michel BRAFMAN Nathalie CARAMEL Laurence CAROIT Jean-Michel EDELMANN Frederic GASNIER Annie HOPQUIN Benoit LANGELLIER Jean-Pierre LAROCHELLE Jean-Jacques LAUER Stéphane MORTAIGNE Véronique NOUGAYREDE Natalie PARANAGUA Paulo A. TUQUOI Jean-Pierre, redazione”,”Brésil. Un géant s’impose.”,”Redattori BATTAGLIA Mattea BEZAT Jean-Michel BRAFMAN Nathalie CARAMEL Laurence CAROIT Jean-Michel EDELMANN Frederic GASNIER Annie HOPQUIN Benoit LANGELLIER Jean-Pierre LAROCHELLE Jean-Jacques LAUER Stéphane MORTAIGNE Véronique NOUGAYREDE Natalie PARANAGUA Paulo A. TUQUOI Jean-Pierre”,”AMLx-113″
“BATTAGLIA Felice ABBAGNANO Nicola OGGIONI Emilio BANFI Antonio BRUNELLO Bruno CHIODI Pietro GOVI Mario BLOND Richard e E. jr, MASSOLO Arturo PACI Enzo PASTORE Annibale PALUMBO Giovanni RIZZOLI Francesco e VEZZOSI Vasco SEMERARI Giuseppe STEFANINI Luigi TREVES Renato MORPURGO-TAGLIABUE Guido VEDALDI Armando FASSO’ Guido MATTEUCCI Nicola CANESTRARI Renzo PEDRAZZI Luigi LUPORINI Cesare ZANGHERI Renato GALLI Dario MANFERDINI Tina MORRA Gianfranco SANTUCCI Antonio, scritti di”,”Filosofia e sociologia.”,”Dall’intervento di Giovanni Palumbo: “”Marx scoprì il carattere ideologico della filosofia borghese. Ma se è ideologia la filosofia della borghesia sarà pure ideologia la filosofia del proletariato. Come vi sono ideologie conservatrici, così vi sono ideologie rivoluzionarie (K. Mannheim, R. Aron)”” (pag 104) Contiene il saggio di Cesare LUPORINI: ‘Marxismo e sociologia. Il concetto di formazione economico-sociale’ (pag 195-204) Marx… investigò sempre e dappertutto le sovrastrutture corrispondenti ai rapporti di produzione “”Ma che cosa significa (…), nel marxismo, aver portato la sociologia sul piano della scienza? Significa che solo congiuntamente alla discriminazione essenziale dei rapporti di produzione come struttura della società può aversi un’applicazione non casuale e arbitraria ai fenomeni sociali del «criterio scientifico della reiterabilità». Osservava appunto Lenin: «L’analisi dei rapporti sociali materiali ha subito dato la possibilità di rilevare la reiterabilità e la regolarità, e di generalizzare i sistemi di diversi paesi in un unico concetto fondamentale di ‘formazione sociale’». Tale generalizzazione non urta affatto quel carattere di interezza come lo aveva chiamato Lenin, ossia di totalità (termine hegeliano assai caro a Marx) dei rapporti di produzione effettivamente e storicamente dati, ma anzi lo presuppone: presuppone appunto i «sistemi di diversi paesi». E qui Lenin chiariva: «Soltanto questa generalizzazione ha permesso di passare dalla descrizione (e dall’apprezzamento dal punto di vista dell’ideale) dei fenomeni sociali all’analisi rigorosamente scientifica di tali fenomeni, discriminando, per spiegarci con un esempio, ciò che distingue un paese capitalistico dall’altro e analizzando ciò che è comune a tutti». Riduzione allora della sociologia all’economia? Niente affatto. Non riduzione, ma intrinseca articolazione. Possiamo far parlare ancora Lenin. Dopo aver rapidamente sintetizzato l’ossatura ‘economica’ dell’opera fondamentale del marxismo, ‘Il Capitale’, egli scrive: «Questo è lo scheletro del ‘Capitale’. Tutto sta però nel fatto che Marx non si accontentò di questo scheletro, che egli non si limitò alla sola ‘teoria economica’ nel senso abituale della parola, che egli – pur ‘spiegando’ la struttura e l’evoluzione di una data formazione sociale ‘esclusivamente’ con i rapporti di produzione – investigò cionondimeno sempre e dappertutto le soprastrutture corrispondenti a questi rapporti di produzione, rivestì lo scheletro di carne e di sangue». (E, sia detto fra parentesi, questa metafora dello scheletro e di ciò che lo riveste e ne consente la funzionalità vale anche a indicare quel rapporto fra struttura e sovrastruttura, nel marxismo, che vediamo tante volte incompreso e deformato;come l’operare del dio ascoso o altre trovate del genere). Non dunque mera opera di ‘teoria economica’ o di ‘critica dell’economia’, ma anche, e nel suo complesso, opera di sociologia in senso critico e scientifico”” [Cesare Luporini, ‘Marxismo e sociologia’] (pag 198-199) Scritti di BATTAGLIA Felice ABBAGNANO Nicola OGGIONI Emilio BANFI Antonio BRUNELLO Bruno CHIODI Pietro GOVI Mario BLOND Richard e E. jr, MASSOLO Arturo PACI Enzo PASTORE Annibale PALUMBO Giovanni RIZZOLI Francesco e VEZZOSI Vasco SEMERARI Giuseppe STEFANINI Luigi TREVES Renato MORPURGO-TAGLIABUE Guido VEDALDI Armando FASSO’ Guido MATTEUCCI Nicola CANESTRARI Renzo PEDRAZZI Luigi LUPORINI Cesare ZANGHERI Renato GALLI Dario MANFERDINI Tina MORRA Gianfranco SANTUCCI Antonio”,”TEOS-301″
“BATTAGLIA Roberto”,”Un uomo, un partigiano.”,”Roberto Battaglia, nato a Roma nel 1913 e morto a Ostia nel 1963, si distinse giovanissimo con una serie di saggi sull’arte barocca, tra cui uno dedicato a Bernini. Fece l’esperienza del servizio militare in Africa nel 1935-36, richiamato poi nel 1940 per un corso di Stato Maggiore. Già in contatto con ambienti del Partito d’Azione, dopo l’U settembre 1943 lasciò l’insegnametno per prendere parte attiva alla Resistenza. Dopo la liberazione fu paracadutato dagli Alleati oltre le linee tedesche e fu al comando della divisione Lunense sulle Alpi Apuane, come egli stesso racconta in ‘Un uomo, un partigiano’ (uscito nel 1943). Nel 1948, dopo lo scioglimento del Partito d’Azione si iscrisse al PCI e fu attivo nell’organizzazione del sindacato della scuola. Nel filone dei suoi studi sulla storia contemporanea si occupò della Resistenza e della storia coloniale italiana (‘La prima guerra d’Africa’, 1958).”,”ITAR-002-FMP”
“BATTAGLIA Roberto”,”Storia della resistenza italiana. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945.”,”””Le «zone libere» sono o dovrebbero essere in sostanza – così si deduce – centri d’insediamento, trampolini di lancio per una più larga offensiva partigiana. Questo è il concetto fondamentale (…)”” (pag 373)”,”ITAR-007-FMP”
“BATTAGLIA Roberto, a cura di Ernesto RAGIONIERI”,”Risorgimento e Resistenza.”,”””Tutto l’ordinamento dato all’esercito dalla direzione moderata si ispirava in sostanza alla volontà di far nascere «la nazione dall’esercito»; mentre per i democratici il punto di partenza era esattamente l’opposto, consisteva nel far nascere «l’esercito dalla nazione», secondo la formula di Cattaneo: «militi tutti, soldati nessuno». Era sulla base di questa premessa che Carlo Pisacane, andando ben oltre il modello di nazione armata attuato nella vicina Confederazione elvetica, aveva elaborato il suo ordinamento dell’esercito italiano: un esercito da costituirsi dal basso nel corso dell’insurrezione nazionale, respingendo gli schemi della «guerra per bande», un esercito i cui gradi fossero tutti elettivi e i cui ufficiali avessero tutti lo stesso trattamento economico e la cui direzione suprema fosse collegiale. (…) In effetti l’unica nazione armata esistente in Europa, oltre l’esempio eccezionale della Svizzera, era quello della Prussia, il cui esercito di «riservisti» si contrapponeva decisamente a quello francese di «professionisti»; ma, se i democratici europei ben difficilmente potevano scindere il progresso tecnico dalla Prussia in campo militare dalla sua origine e sostanza reazionaria, i critici militari erano del tutto ciechi e ostinati nei loro schemi dogmatici, abbacinati dall’apparente splendore dell’esercito di caserma di tipo francese, finché la vittoria di Sadowa non aprì loro, ma troppo tardi, gli occhi”” (pag 42-43)”,”ITAB-008-FMP”
“BATTAGLIA Roberto”,”Storia della Resistenza italiana.”,”Roberto Battaglia nacque a Roma nel 1913. Partecipò alla guerra su diversi fronti, e dopo l’8 settembre prese parte attiva alla Resistenza come comandante della divisione Lunense sulle Alpi Apuane, come egli stesso ha raccontato nel bellissimo diario Un uomo, un partigiano. Libero docente di storia contemporanea si dedicò anche allo studio del colonialismo italiano, come documenta l’importante volume La prima guerra d’Africa. Morí a Ostia nel febbraio 1963.”,”ITAR-025-FL”
“BATTAGLIA Roberto”,”La seconda guerra mondiale. Problemi e nodi cruciali.”,”Motivazioni dell’ Operazione Barbarossa. Trattative bilaterali nazi-sovietiche e preparazione militare “”La battaglia d’Inghilterra era stata decisa, come abbiamo visto, con l’intento di sbarazzarsi dell’ultimo nemico rimasto ad occidente, prima di liquidare i conti ad oriente. Dileguata la speranza di una vittoria definitiva sulla Gran Bretagna, tornò ad affiorare in primo piano nella mente di Hitler la questione dell’attacco all’Urss. Anch’essa però non senza molte contraddizioni e incertezze. Sembra certo che in un primo momento, nel corso di settembre, quando ancora le sorti della battaglia di Londra non erano decise, egli invece che ad attaccare pensasse piuttosto a difendersi: tanto grandi erano le preoccupazioni suscitate in lui dalla abilità con cui l’Urss aveva saputo sfruttare nel frattempo le condizioni create dal patto di non aggressione del ’39. Il lungo e rischioso duello diplomatico, celato all’ombra dei buoni rapporti tedesco-sovietici, s’era risolto in una serie di clamorosi scacchi per il III Reich. Se la Germania aveva ricavato dal patto di non aggressione qualche vantaggio notevole ma provvisorio, come il rifornimento di materie prime e di viveri, l’Urss aveva ottenuto in cambio qualche cosa di assai più importante e decisivo: in sostanza la riacquisizione dei suoi vecchi confini a nord e a sud-ovest, consolidando enormemente la sua sicurezza strategica. È del principio dell’agosto la costituzione delle tre repubbliche socialiste d’Estonia, Lituania e Lettonia e il loro ingresso nella federazione dei popoli dell’Urss. Nello stesso mese tornavano all’Urss i territori che le erano stati strappati dalla Romania nell’immediato dopoguerra, la Bessarabia, costituitasi in Repubblica socialista di Moldavia e la Bucovina del nord, annessa alla Repubblica d’Ucraina. Hitler doveva sentirsi bene allarmato e preoccupato per questi successi della politica estera sovietica, che agivano prontamente da contrappeso ai suoi successi nella campagna di Francia. Così venne concepita in settembre e messa a punto nel mese successivo la «operazione est» con intenti ancora difensivi, e cioè nella prospettiva del paventato attacco da parte dell’Urss. Al tempo stesso riprese il duello diplomatico e si sollecitò la venuta di Molotov a Berlino per discutere le questioni in sospeso. Scopo essenziale da parte nazista: deviare la potenza militare dell’Urss verso sud, verso il golfo Persico e l’India, addormentare la diffidenza e la vigilanza sovietica, prospettando addirittura la possibilità di una adesione dell’Urss al tripartito. Ma la trappola era evidentemente troppo grossolana per poter scattare. Abbiamo sull’esito dei colloqui di Berlino una testimonianza d’eccezione, quella fornita direttamente da Stalin a Churchill nell’agosto ’43; testimonianza che lo stesso ‘premier’ britannico riconosce «sostanzialmente analoga alla versione tedesca, ma assai più succosa». Così parla Stalin nella narrazione di Churchill: « – Quando Molotov andò a conferire con Ribbentrop nel novembre ’40, voi ne aveste il sentore e faceste una incursione aerea. – Feci un cenno affermativo. – Quando suonò l’allarme Ribbentrop fece da guida per molte scale sino a un profondo rifugio sontuosamente ammobiliato. Quando vi entrò era già cominciata l’incursione. Chiuse la porta e disse a Molotov: “”Adesso noi qui siamo soli. Perché non dovremmo fare causa comune?””. Molotov disse: “”Che dirà mai l’Inghilterra?””. “”L’Inghilterra – disse Ribbentrop, – è finita. Non è più una potenza””. “”Se è così, – disse Molotov, – perché siamo in questo rifugio e di chi sono queste bombe che cadono ?””». L’episodio rispetta al vivo la realtà dei rapporti tedesco-sovietici. C’è solo da integrarlo con l’osservazione che proprio mentre erano in corso i colloqui di Berlino il 12 novembre, veniva enunciata la direttiva militare numero 18 in cui era detto testualmente: «Quali che siano i risultati di tale conferenza saranno fatti preparativi per una campagna all’est». Constatata l’impossibilità di mettere nel sacco i russi, Hitler decideva di prendere lui stesso l’iniziativa e di troncare una situazione divenuta troppo pericolosa”” (pag 115-116) [Roberto Battaglia, ‘La seconda guerra mondiale. Problemi e nodi cruciali’, Editori Riuniti, Roma, 1964] “”Paradossale risultato dello sbarco anglo-americano in Africa è dunque la conservazione del regime di Vichy in colonia mentre esso viene abbattuto di fatto in patria dagli stessi tedeschi”” (pag 225)”,”QMIS-039-FSD”
“BATTAGLIA Felice”,”L’opera di Vincenzo Cuoco e la formazione dello spirito nazionale in Italia.”,”””La rivoluzione francese, prima di scatenarsi sulle piazze e sui patiboli col terrore, aveva tentato un esperimento costituzionale. Una monarchia moderata sarebbe stata quanto di meglio potea avere in quel momento la Francia”” (pag 160)”,”TEOP-022-FSD”
“BATTAGLIA Roberto”,”La prima guerra d’Africa.”,”La battaglia d’ Adua (1896) (pag 733-789) Fattore morale “”Non abbiamo nessuna descrizione se non superficiale dello stato d’animo del nostro esercito, ma certo è che non poteva esservi in esso, nelle masse dei suoi volontari accorsi al richiamo del “”mito dell’Africa”” nessun sentimento così saldo e profondo qual era quello che animava con le proprie chiese e le proprie terre, con le stesse figure dei propri capi. (…)”” (pag 771)”,”AFRx-007-FSD”
“BATTAIL Jean-Francois”,”Les destinées de la Norvège moderne (1814-2005).”,”BATTAIL ha insegnato lingue e civilizzazioni scandinave alla Sorbona di Parigi (IV) nello stesso tempo in cui era ricercatore all’ Università di Linkoping. BATTAIL ha insegnato lingue e civilizzazioni scandinave alla Sorbona di Parigi (IV) nello stesso tempo in cui era ricercatore all’ Università di Linkoping. “”L’ expansion économique s’opérait certes à un rythme élevé, mais l’ essor démographique était encore plus rapide. C’est une des causes de l’ importante émigration que connut la Norvège au XIXe siècle et au début du XXe. Le mouvement s’amorca en 1825 quand 52 personnes quittèrent Stavanger à bord du cotre ‘Restauration’ pour gagner le Nouveau Monde. A’ ce stade précoce, le mouvement ne concernait que de tout petits groupes, souvent animés de motifs religieux, notamment des piétistes, de pieux laics qui se rebellaient contre le rationalisme et l’ autoritarisme de l’ Eglise d’Etat. D’autres, en majorité des petits agriculteurs, étaient poussés au départ par le manque de terres et le rique de prolétarisatino. D’abord limitée, l’ émigration prit peu à peu de l’ ampleur. Un premier pic fut enregistré en 1859-60, années de mauvaises récoltes. Puis il y eut deux grandes vagues une fois la guerre américaine de sécession terminée.”” (pag 62-63)”,”EURN-007″
“BATTENTE Saverio”,”Alfredo Rocco dal nazionalismo al fascismo 1907-1935.”,”BATTENTE Saverio dottore di ricerca in storia amministrativa e costituzionale in età contemporanea all’Università degli Studi di Pavia. “”Pur facendo leva sull’importanza dell’industria ed in particolare di quella pesante, quindi, il nazionalismo di Rocco sebbene cercando di risolverne le esigenze, era altro rispetto ad una mera difesa di interessi di classe, per quanto spesso le due cose potessero coincidere. Erano le premesse, del resto, del corporativismo del giurista napoletano. L’uscita del piccolo volume del Prof. Giuseppe Belluzzo dal titolo emblematico “”Proiettili e cannoni””, offriva a Rocco, in sintonia con il contenuto tecnico del testo, l’opportunità di ribadire l’importanza “”della organizzazione delle industrie…da tutti i punti di vista, da quello della mano d’opera a quello del personale direttivo superiore, da quello delle officine di Stato a quello della mobilitazione industriale, da quello della materia prima a quello della distribuzione e della coordinazione del lavoro””, giungendo fino ad auspicare “”una adeguata preparazione militare della nazione””. Netta emergeva la precisa volontà del pensiero nazionalista di imporre un’economia di guerra gestita e strutturata secondo le esigenze del momento anche dopo la fine del conflitto, non come negazione dell’economia capitalistica ma in antitesi con le logiche proprie del libero mercato.”” (pag 260)”,”ITAF-318″
“BATTIFORA Paolo a cura, saggi di Alberto DE-SANCTIS Giovanni B. VARNIER Antonio GIBELLI Gianni MARONGIU Guido LEVI Franco PRAUSSELLO Marco AIME Vincenzo ROPPO”,”Patria, cittadinanza, Europa. Un percorso nella storia italiana del Novecento.”,”Contiene il paragrafo: ‘La rivoluzione finanziaria di Hamilton dopo l’indipendenza degli USA (pag 172-175) dal saggio di Franco Praussello, ‘Europa federale: dall’Unione monetaria all’unità politica? Il tempo delle grandi scelte’ (pag 155-182) “”Per finanziare gli elevati costi della guerra di indipendenza nei confronti dell’Inghilterra, il Congresso della Confederazione e i tredici stati si erano visti costretti a emettere forme di moneta fiduciaria (‘fiat money’) e, in parte minore, avevano fatto ricorso all’emissione di titoli a fronte di prestiti concessi dall’estero, accendendo in tal modo debiti consistenti che ora rischiavano di non essere ripagati per intero. I ‘continental’ messi in circolazione dal Congresso, le monete cartacee degli stati, i certificati emessi per pagare i veterani e in generale i titoli rilasciati dai diversi livelli di governo alla fine della guerra di indipendenza (1775-1783) venivano trattati sul mercato secondario a prezzi fortemente scontati, a causa sia dell’inflazione, sia dell’incerta solvibilità dei debitori. In particolare, il debito accumulato dal governo federale nel 1790 risultava in larga misura non ripagato, mentre alcuni anni prima, nel 1782, non disponendo allora la Confederazione – a differenza degli stati – del potere di stabilire imposte, aveva attuato ‘default’ selettivi nei confronti dei residenti e dei prestiti concessi dalla Francia. Di fronte a questa situazione, Hamilton propose un piano ambizioso destinato a riformare e a consolidare il nascente sistema finanziario degli Stati Uniti. Sulla base di una serie di proposte di leggi facenti capo a un insieme di ‘Report’ che illustravano le motivazioni e gli effetti attesi dalla legislazione presentata al Congresso, il progetto del segretario al Tesoro mirava a dar vita alle tre seguenti innovazioni: la creazione dell’unione monetaria degli stati indipendenti e del dollaro USA, basato sul sistema bimetallico; la fondazione di una Banca centrale, con il varo della prima banca degli USA; il consolidamento del debito degli stati con la nascita di un debito federale garantito da un gettito fiscale adeguato. Per quanto concerne specificamente il consolidamento del debito, Hamilton riteneva indispensabile sostituire i debiti degli stati, che ammontavano a 25 milioni di dollari, con un nuovo debito dell’unone perché tutti avevano avuto la stessa origine, la lotta per l’indipendenza, e rappresentavano il prezzo pagato per la libertà. Inoltre, la restituzione del debito avrebbe dovuto avvenire al vecchio valore nominale e non ai prezzi scontati del mercato secondario, allo scopo di rafforzare il merito di credito del paese. Comportarsi altrimenti avrebbe messo in pericolo il ricorso successivo al credito internazionale. Peraltro, per la ristrutturazione del debito interno, egli proponeva una riduzione del tasso di interesse dall’originario 6% al 4%, in considerazione della scarsità di risorse allora disponibili da dedicare al servizio dei prestiti. Allo scopo di far fronte agli impegni derivanti dall’accensione dei debiti, anche futuri, proponeva poi di garantire i prestiti con il gettito delle tariffe doganali e delle accise, in particolare sul consumo di whiskey, oltre che con i proventi ottenuti dalla vendita delle terre cedute dagli stati al demanio federale. Infine, chiedeva la creazione di un ‘sinking fund’, ovvero di un fondo di ammortamento del debito, con funzioni simili a quelle svolte in una esperienza precedente attuata in Inghilterra. Le proposte di Hamilton incontrarono l’opposizione di una parte della nuova classe politica, guidata dagli esponenti del partito democratico-repubblicano: Thomas Jefferson, James Madison, un tempo esponente della stessa corrente politica federalista di Hamilton, e in generale i politici degli stati del Sud, che come la Virginia, avendo gestito con oculatezza le proprie finanze, ritenevano che il programma del segretario al Tesoro riducesse le libertà degli stati e che gli stati più responsabili dal punto di vista fiscale non sarebbero dovuti intervenire con aiuti a favore dei governi oberati da maggiori debiti. In questo modo, infatti, il comportamento lassista di questi ultimi sarebbe stato premiato, dando luogo, nel linguaggio moderno degli economisti, a una situazione di ‘moral hazard’. A oltre duecento anni da questi avvenimenti, sembra di sentire le lamentele della classe politica tedesca a proposito dell’eccesso di debiti dei paesi periferici della zona euro, che richiede una lunga cura di austerità da parte dei paesi devianti. Hamilton, tuttavia, non si perse d’animo e insistette per mandare a effetto la sua rivoluzione finanziaria. Alla fine, una soluzione di compromesso con l’opposizione fu trovata e in cambio del trasferimento della capitale della Federazione da Philadelphia, dov’era localizzata allora, a una località sulle rive del Potomac, tra la Virginia e il Maryland, la quale avrebbe dato i natali all’odierna Washington, il piano del segretario al Tesoro fu approvato. Fra il 1789 e il 1791 i vari elementi della riforma entrarono in vigore, fornendo alla Federazione le principali componenti di un mercato finanziario sviluppato: una moneta stabile controllata da una banca centrale efficiente e in presenza di un sistema bancario articolato, una finanza pubblica stabile e dotata di un buon sistema di gestione del debito pubblico, un insieme di mercati obbligazionari funzionanti e un numero crescente di società finanziarie e non finanziarie. Inoltre, legando gli interessi dei finanzieri al governo federale, Hamilton contribuì a rafforzare il potere della Federazione nei confronti di quello degli stati. Tornando al parallelismo con le proposte intese a introdurre anche in Europa obbligazioni sovrane dotate della garanzia dell’intera eurozona, Hamilton, con la legge ‘Report on Public Credit’, sostituì i debiti delle tredici ex colonie con un unico debito federale finanziato da buoni del Tesoro emessi dagli Stati Uniti. In breve la fiducia nella finanza e in generale nell’economia americana fu ristabilita e il dollaro si avviò a diventare la valuta di riferimento degli scambi economici internazionali, che oggi conosciamo”” (pag 172-174)”,”ITAS-187″
“BATTILOSSI Stefano; a cura di CIOCCA Pierluigi TONIOLO Gianni”,”Storia economica d’ Italia. 2. Annali.”,”BATTILOSSI Stefano (1961) è Visiting Research Fellow presso la Business History Unit della LSE e Jean Monnet Fellow presso l’ Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Ha pubblicato ‘L’ Italia nel sistema economico internazionale 1945-1955′ (1996). Occupazione delle fabbriche. “”Questa tuttavia non rappresenta il culmine, ma il punto di stallo delle lotte del dopoguerra: essa infatti interviene dopo il fallimento dello sciopero generale, quando l’ aumento della disoccupazione ha ormai indebolito la forza di mobilitazione sociale dei sindacati, scossi dallo scontro interno sempre più acceso tra riformisti e massimalisti-rivoluzionari, e si conclude con una vittoria solo apparente (Abrate, 1967; Barbadoro, 1973; Castronovo, 1975; Candeloro, 1979).”” (pag 238)”,”ITAE-130″
“BATTILOSSI Stefano”,”L’Italia nel sistema economico internazionale. Il managemenet dell’integrazione. Finanza, industria e istituzioni, 1945-1955.”,”Stefano Battilossi (Jesi, 1961) si è laureato in Storia contemporanea a Bologna e ha frequentato il dottorato di ricerca del dipartimento di Storia dell’Università di Torino.”,”ECOA-031″
“BATTILOSSI Stefano”,”Le rivoluzioni industriali.”,”Stefano Battilossi insegna Storia economica presso l’Università Carlos III di Madrid. Si occupa di storia dell’ecoomia internazionale e di storia bancaria e finanziaria.”,”ECOI-392″
“BATTILOSSI Stefano; a cura di CIOCCA Pierluigi TONIOLO Gianni”,”Storia economica d’ Italia. 2. Annali.”,”BATTILOSSI Stefano (1961) è Visiting Research Fellow presso la Business History Unit della LSE e Jean Monnet Fellow presso l’ Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Ha pubblicato ‘L’ Italia nel sistema economico internazionale 1945-1955′ (1996). Occupazione delle fabbriche. “”Questa tuttavia non rappresenta il culmine, ma il punto di stallo delle lotte del dopoguerra: essa infatti interviene dopo il fallimento dello sciopero generale, quando l’ aumento della disoccupazione ha ormai indebolito la forza di mobilitazione sociale dei sindacati, scossi dallo scontro interno sempre più acceso tra riformisti e massimalisti-rivoluzionari, e si conclude con una vittoria solo apparente (Abrate, 1967; Barbadoro, 1973; Castronovo, 1975; Candeloro, 1979).”” (pag 238)”,”ITAE-008-FC”
“BATTINI Michele”,”L’ordine della gerarchia. I contributi reazionari e progressisti alle crisi della democrazia in Francia, 1789-1914.”,”Michele Battini ha studiato storia del pensiero politico e religioso all’Università e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, compiendo questa ricerca in biblioteche e archivi di Amsterdam, Parigi, Milano. “”La comparazione tra la dottrina saint-simoniana e il Libro terzo del Capitale rivela un aspetto interessane della storia dell’affermarsi progressivo dell’egemonia dello statalismo tecnocratico nei movimenti socialisti europei. Marx condivise la prospettiva «storicistica» di Saint-Simon, che svolgeva innanzi tutto una critica dell’illusione rivoluzionaria del 1789 di fare ‘tabula rasa’ della tradizione (…)”” (pag 101) “”Nel 1904 l’olandese Veiegen aveva cercato di ridurre lo sciopero generale a semplice funzione di “”mezzo di pressione””, mentre Bernstein e Turati ne avevao ipotizzato u uso pacifico (…)”” (pag 305) “”Secondo Sorel, Marx era il filosofo della rivoluzione che nasce dalla continuità economica, tecnica e materiale della storia”” (pag 323)”,”TEOS-325″
“BATTISTA Pierluigi”,”Il partito degli intellettuali. Cultura e ideologie nell’ Italia contemporanea.”,”BATTISTA Pierluigi (Roma, 1955) è inviato ed editorialista de ‘La Stampa’ ed è stato condirettore di ‘Panorama’. E’ autore dell’ introduzione al volume ‘Gli irregolari: la libertà intellettuale nell’ era del conformismo’ (FIRENZE 1997) e di ‘La fine dell’ innocenza’ (VENEZIA, 2000).”,”ITAC-032″
“BATTISTA Pier Luigi DE-BORTOLI Ferruccio DI-VICO Dario CAZZULLO Aldo GAGGI Massimo NAVA Massimo RIZZO Sergio ROMANO Sergio SARZANINI Fiorenza STELLA Gian Antonio VENTURINI Franco, testi di”,”2001-2010. Dieci anni in 150 immagini.”,”BATTISTA Pier Luigi DE-BORTOLI Ferruccio DI-VICO Dario CAZZULLO Aldo GAGGI Massimo NAVA Massimo RIZZO Sergio ROMANO Sergio SARZANINI Fiorenza STELLA Gian Antonio VENTURINI Franco”,”FOTO-016″
“BATTISTA Pierluigi BIGAZZI Francesco BONNER SACHAROVA Elena BOYANOV Slavy CATALUCCIO Francesco M. CHODOROVIC Sergej CUKOVSKAJA Elena DANIEL’ Aleksandr DUNDOVICH Elena GINZBURG Arina GNOCCHI Didi GORBANEVSKAJA Natalija GUAITA Giovanni KOVALËV Sergej KUCIUKIAN Pietro MAL’CEV Jurij MANUKYAN Armenak NISSIM Gabriele RAPETTI Sergio RAZUMOV Anatolij ROGINSKIJ Arsenij SIROTINSKAJA Irina SMYROV Viktor STRADA Vittorio STRUVE Nikita TOL’C Vladimir VIRABYAN Amatuni”,”Storie di uomini giusti nel Gulag.”,”Gabriele Nissim, saggista, ha fondato nel 1982 L’Ottavo Giorno, rivista italiana sul tema del dissenso nei paesi dell’Est europeo. Ha collaborato con le riviste Panorama, Il Mondo e con i quotidiani Il Giornale e Il Corriere della Sera. Pierluigi Battista, editorialista della Stampa. Francesco Bigazzi, ricercatore del CNR presso l’Accademia delle scienze Polacca, Ungherese e dell’URSS, responsabile dell’ufficio di corrispondenza dell’Agenzia ANSA prima a Varsavia e poi a Mosca, ha collaborato con il quotidiano Il Giorno da Mosca fino al 1996 ed è attualmente collaboratore del settimanale Panorama. Arina Ginzburg si laurea in lettere all’Università di Mosca, dove lavora dal 1960 al 1968, quando viene licenziata pre essersi rifiutata di ripudiare pubblicamente il fidanzato, Aleksandr Ginzburg, arrestato all’inizio del 1967.”,”RUSS-102-FL”
“BATTISTA Anna Maria, a cura di Anna Maria LAZZARINO DEL GROSSO”,”Politica e morale nella Francia dell’età moderna.”,”Anna Maria Battista ha insegnato Storia delle dottrine politiche nell’Università di Urbino e in quella di Roma La Sapienza. Ha studiato la cultura politica in Francia dal XVI al XIX secolo. Molto citato nel testo oltre a Machiavelli, il Montaigne.”,”FRAG-003-FV”
“BATTISTA Anna Maria”,”Lo spirito liberale e lo spirito religioso. Tocqueville nel dibattito sulla scuola.”,”Anna Maria Battista è nata a roma dove ha compiuto i suo studi. Dopo aver insegnato nell’Università di Urbino, è poi diventata professore ordinario di storia delle Dottrine politiche presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma. E’ una studiosa di cultura francese.”,”FRAD-003-FMB”
“BATTISTA Anna Maria”,”Nascita della psicologia politica.”,”Contiene dedica dell’A. a GM Bravo”,”TEOS-018-FMB”
“BATTISTA Anna Maria”,”Il primo Tocqueville sulla «democrazia politica» (in margine ad un saggio recente).”,”Contiene dedica dell’A. a GM Bravo A proposito del libro di Francesco De Sanctis ‘Le régime nouveau. Saggio su Tocqueville’, Napoli, 1979 Le *Regime nouveau : saggio su Tocqueville / Francesco De Sanctis. – Napoli : [s.n.], 1979 (Napoli : Tipografia Simeone) De_Sanctis, Francesco M. <1944- >”,”TEOS-019-FMB”
“BATTISTELLI Fabrizio BERNARDINI Carlo DEVOTO Gianluca; scritti di Carlo BERNARDINI C.N. MARTIN R. OPPENHEIMER O.R. FRISCH M. BORN L. SZILARD H.D. SMITH F. CALOGERO N. GALDER G. DEVOTO G.F. KENNAN P. MORRISON D. COLLINGRIDGE D. BALL C. SAGAN P. COTTA RAMUSINO F. BATTISTELLI A. BUZZATI-TRAVERSO G. DE-VERGOTTINI D. GALLO”,”La via di Armageddon. Documenti dell’ età nucleare.”,”Scritti di Carlo BERNARDINI C.N. MARTIN R. OPPENHEIMER O.R. FRISCH M. BORN L. SZILARD H.D. SMITH F. CALOGERO N. GALDER G. DEVOTO G.F. KENNAN P. MORRISON D. COLLINGRIDGE D. BALL C. SAGAN P. COTTA RAMUSINO F. BATTISTELLI A. BUZZATI-TRAVERSO G. DE-VERGOTTINI D. GALLO”,”QMIx-085″
“BATTISTELLI Fabrizio a cura; scritti di Karl MARX Friedrich ENGELS August BEBEL Eduard BERNSTEIN Karl KAUTSKY Rudolph HILFERDING Jean JAURES Rosa LUXEMBURG Karl LIEBKNECHT Franz MEHRING Vladimir I. LENIN Lev D. TROTSKY Palmiro TOGLIATTI Antonio GRAMSCI”,”Esercito e società borghese. L’istituzione militare nell’analisi marxista.”,”””Notava Marx, con un’intuizione destinata sfortunatamente a rimanere tale, che “”La ‘guerra’ è sviluppata prima della pace: modo in cui certi rapporti economici come lavoro salariato, macchinismo, ecc., sono stati sviluppati dalla guerra e negli eserciti, prima che all’interno della società borghese. Anche il rapporto tra la forza produttiva e i rapporti di traffico diviene particolarmente evidente nell’esercito”” (28). E’ un dato innegabile che nelle società precapitalistiche la situazione bellica e soprattutto il suo strumento hanno spesso anticipato lo sviluppo complessivo della società e ad esso hanno in varia misura contribuito (29)”” (pag 22-23) [introduzione di Fabio Battistelli, (in) ‘Esercito e società borghese. L’istituzione militare nell’analisi marxista’, Antologia, 1976] [(28) K. Marx, ‘Introduzione’ a ‘Per la critica dell’economia politica’, Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 197. Cfr. anche ivi, p. 191, e la lettera di Marx a Engels del 25 settembre 1857: “”la storia dell’Army mette in luce con maggior evidenza di qualsiasi altra cosa l’esattezza della nostra concezione del rapporto esistente tra le forze produttive e le condizioni sociali. L”Army’ in generale è importante per lo sviluppo economico. Per es. presso gli antichi il sistema salariale si è sviluppato completamente anzitutto nell’esercito. Così presso i romani il ‘peculium castrense’ è la prima forma giuridica in cui si riconosce la proprietà mobiliare di quelli che non sono padri di famiglia. Così il regime corporativo nella corporazione dei ‘fabri’. Così si trova qui il primo impiego delle macchine in grande. Perfino il valore particolare dei metalli e il loro ‘use’ come denaro pare che originariamente si basi – appena passata l’età della pietra di Grimm – sulla loro importanza bellica. Anche la divisione del lavoro all’interno di un determinato settore si compì primamente negli eserciti (….)”” (Karl Marx Friedrich Engels, Carteggio, Roma, Rinascita, 1950-53, vol. III, p. 94. Cfr anche il cap. ‘Forme che precedono la produzione capitalista’, in K. Marx, ‘Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica’, vol. II, Firenze, La nuova Italia, 1970; (29) Il riconoscimento marxiano del nesso che lega il fenomeno militare al processo produttivo è cosa non solo diversa, ma antitetica rispetto alle posizioni che della ‘conflittualità’ individuale, di gruppo, o, peggio, di entità nazionali – fanno un principio astratto: dalla sua scoperta nell’individuo e nel sociale a opera di Ferguson (Essay on the History of Civil Society, Edinburgh, 1767), all’elaborazione del concetto di ‘conflitto di gruppo’ in Gumplowicz (‘Il concetto sociologico dello Stato’, Torino, 1904), alla valutazione della funzione socializzante della lotta in Simmel (‘Soziologie’, München-Leipzig, 1923), fino – a parte i classici Nietzsche e Spengler – all’esaltazione del conflitto propriamente bellico in Steinmetz (‘Der Krieg als soziologisches Problem’, Amsterdam, 1899; ID, ‘La Guerre, moyen de sélection collective’, in A. Costantin, ‘Le rôle sociologique de la guerre et le sentiment national’, Paris,1907, limitato ma già significativo precursore delle farneticazioni naziste]”,”MAED-451″
“BATTISTELLI Fabrizio, testi antologici di Adam FERGUSON Adam SMITH Herbert SPENCER C.H. SAINT-SIMON Auguste COMTE Alexis de TOCQUEVILLE Friedrich ENGELS Gaetano MOSCA Emile DURKHEIM Max WEBER Pierre NAVILLE Edward A. SHILS Charles MOSKOS Morris JANOWITZ Samuel HUNTINGTON Maury D. FELD José Antonio OLMEDA GOMEZ Kurt LANG Hans GESER Fabrizio BATTISTELLI Enrico POZZI Gian Paolo PRANDSTRALLER Michele MAROTTA Michel MARTIN Jürgen KUHLMANN Charles C. MOSKOS John H. FARIS”,”Marte e Mercurio. Sociologia dell’organizzazione militare.”,”Contiene il saggio di F. Engels, ‘Le condizioni materiali della violenza’ (pag 247-255) Marx. Capitolo 4. Il militare nel marxismo e nel pensiero sociologico classico. “”Lo stretto legame posto da Marx tra la funzione produttiva e quella distruttiva fin dal mondo classico, e, in età moderna, tra l’industria e la guerra (che invece, come abbiamo visto, filosofi, economisti e sociologi suoi contemporanei tendono unanimemente a contrapporre) non era fatto per assicurare popolarità alle valutazioni di Marx, in un’epoca dominata dal “”pacifismo della classe media, spaventata a morte dalla rivoluzione”” (Neumann 1971, p. 159). La continuità e l’omogeneità che nell’analisi di Marx contraddistinguono la pace e la guerra, in luogo della cesura e dell’estraneità poste dai positivisti, rischiavano di svelare l’intima natura del mercato, meno pacifica di quanto fossero disposte ad ammettere il senso comune e le dottrine correnti. “”Nell’economia politica – nota il giovane Marx – troviamo ovunque il contrasto ostile degli interessi, la lotta, la guerra come fondamento dell’organizzazione sociale”” (Marx 1968, p. 52). Sul piano storico, osservando come la guerra si sia sviluppata prima della pace, Marx (1971, p. 197) sottolinea che determinati rapporti economici come il lavoro salariato e l’uso delle macchine hanno trovato applicazione negli eserciti ancora prima che nella società civile. In particolare nell’esercito romano, oltre al salario e alle macchine, sono apparse specifiche forme di proprietà mobiliare (come il ‘peculium castrense’) e di regime corporativo (come nel caso dei ‘fabri’): e in genere gli eserciti hanno ospitato per primi la divisione del lavoro all’interno di uno stesso settore (Lettera di Marx a Engels del 25 settembre 1857 in Marx e Engels 1973, p. 207; v. qui, p. 453 n.)”” (pag 68-69) [Fabrizio Battistelli, Capitolo 4. ‘Il militare nel marxismo e nel pensiero sociologico classico’ (in) Fabrizio Battistelli, ‘Marte e Mercurio. Sociologia dell’organizzazione militare’, Milano, 1990] [Marx, Manoscritti economico-filosofici el 1844, Torino, 1968; Marx, Introduzione a ‘Per la critica dell’economia politica’, Roma, 1971; Marx-Engels, ‘Carteggio 1856-1859’, in Opere Complete, XL, Roma, 1973; Lettera di Marx a Engels del 25 settembre 1857 in Marx – Engels, 1950-53, III, p. 94] AmerIcan Soldier (pag 114-115 L’incremento della scolarità e del grado di istruzione tra le due guerre mondiali BATTISTELLI Fabrizio, Marte e Mercurio. Sociologia dell’organizzazione militare. FRANCO ANGELI. MILANO. 1990 pag 562 8°, premessa introduzione note testi scelti indice degli autori; Collana Sociologia del lavoro e delle organizzazioni [‘Costituito nel 1941 presso la Divisione informazione ed educazione del Dipartimento della guerra degli Stati Uniti, il reparto ricerche (‘Research Branch’) si avvale di uno staff che supererà le cento persone, tra ricercatori, militari e impiegati civili, cui si aggiungeranno varie sezioni distaccate presso i reparti. In poco meno di cinque anni di attività verranno condotte 243 inchieste su circa mezzo milione di uomini delle forze terrestri e aeree (…). Questa ingente massa di dati verrà trattata dagli appena introdotti elaboratori Ibm. A conclusione della guerra, infine, il Social Science Resarch Council incaricherà Samuel A. Stouffer, che già aveva diretto la ricerca, di rianalizzare i dati insieme a un gruppo di collaboratori. Dopo altri quattro anni di lavoro, appaiono i quattro volumi che, dal titolo dei primi due (…), diventeranno noti come ‘The American Soldier’. I volumi sono dedicati: il primo al soldato nella vita militare, il secondo allo stesso soggetto in combattimento, il terzo alla propaganda di guerra, il quarto alla misurazione degli atteggiamenti (Stouffer, 1949-1950). (…) E’ così che, a conclusione della ricerca, Stouffer e i suoi collaboratori constatano di avere portato alla luce “”una miniera di dati”” (…) Della discrepanza tra le caratteristiche dell’istituzione militare e quelle della società civile – il ‘leit motiv’ nell’analisi dell”American Soldier’ – vengono descritti tre elementi: “”1. La sue organizzazione autoritaria, che richiedeva una rigida obbedienza. 2. Il suo sistema sociale altamente stratificato, nel quale le gerarchie di dignità erano formalmente e minuziosamente stabilite da regole ufficiali, comprendenti sanzioni per le infrazioni (…). 3. La sua enfasi sui modi tradizionali di fare le cose e la sua ostilità verso l’iniziativa”” (I, p. 55). Da qui, tutta una serie di contraddizioni specifiche. Particolarmente rilevante, specie nella prima fase di immissione nei ranghi dei coscritti (destinati poi a sopravanzare numericamente i militari di carriera) lo squilibrio tra livello di istruzione dei primi e quello dei secondi (I, p. 59). Tra i due anni precedenti rispettivamente la prima e la seconda guerra mondiale, la popolazione scolastica degli Stati Uniti aveva compiuto un balzo (15); il massiccio incremento della scolarità aveva fatto sì che alle armi giungesse nel 1941 una leva di giovani con un grado di istruzione eccezionalmente elevato (41% di diplomati e di universitari), e comunque più elevato del personale volontario presente alle armi nello stesso periodo. Università: coscritti Prima guerra mondiale 5%, coscritti Seconda guerra mondiale 11%, militari di carriera Seconda guerra mondiale 4%; Diploma scuola superiore: coscritti Prima guerra mondiale 4%, coscritti Seconda guerra mondiale 30%, militari di carriera Seconda guerra mondiale 21%, (…) Scuola dell’obbligo: coscritti Prima guerra mondiale 79%, coscritti Seconda guerra mondiale 31%, militari di carriera Seconda guerra mondiale 41%. Sono intuibili gli effetti di una simile situazione: crisi più o meno generalizzata dello status dei quadri di carriera, ufficiali e sottufficiali, la cui legittimità gerarchica e professionale viene posta in dubbio dal pari o superiore livello ‘culturale’ (e, data la tendenziale correlazione tra le due componenti, ‘sociale’) dei subordinati. E questo secondo una schema comune a tutti i sistemi sociali industriali, giunti ad un determinato grado di sviluppo, nel loro rapporto con il subsistema militare. Ma più profondo e soprattutto più duraturo di questo conflitto (…) è il contrasto che oppone i militari di truppa agli ufficiali, non importa se di carriera o di leva’. Nota: (15) Scuola superiore: da 1.700.000 unità del 1916 a 7.100.000 del 1940; università: da 400.000 del 1916 a 1.400.000 del 1940 (I, p. 57) (pag 100-114)] [ISC Newsletter N° 73] ISCNS73TEC”,”QMIx-261″
“BATTISTELLI Fabrizio”,”Armi: nuovo modello di sviluppo? L’industria militare in Italia.”,”Fabrizio Battistelli è nato a Roma nel 1948. E’ borsista (1980) del Cosiglio nazionale delle ricerche presso l’Istituto di sociologia della facoltà di Magistero dell’Università di Roma. Si occupa di sociologia economica e politica con particolare riguardo al fen omeno militare. Ha curato l’antologia ‘Esercito e società borghese. L’istituzione imlitare moderna nell’analisi marxista’ (Roma, 1976). Collabora a ‘Politica ed economia’. L’autore per la sua ricerca ringrazia F. Ferrarotti e A. Statera Luxemburg “”(…) [U]na prospettiva materialistica – non metafisica come quella degli illuminati o dei positivisti, ma storicamente determinata e tesa a cogliere i ‘rapporti’ materiali fra gli uomini come quella proposta da Marx – è in grado di fornire un’interpretazione non idealizzata ma concreta, non moralistica ma politica, del militarismo industriale e delle realtà ad esso collegate come il protezionismo (3). Questa è la scoperta che compie Rosa Luxemburg nel momento in cui, sulle tracce di Engels, esamina il militarismo nella storia della Germania moderna. Diversamente da quanto mostrano di credere i liberali, militarismo e protezionismo non possono giudicarsi in astratto, come altrettanti fenomeni naturali, autonomi dal contesto nel quale hanno preso e prendono corpo. Capirne le caratteristiche, le contraddizioni, gli esiti, in una parola la ‘ragione’, significa invece valutare il ruolo che l’uno e l’altro hanno avuto nella storia, che è essenzialmente storia di rapporti di produzione e della coscienza che di questi rapporti gli uomini hanno posseduto. Appare così che protezionismo e militarismo, fenomeni degenerativi dell’economia e della società a cavallo tra i due secoli, avevano rivestito un ruolo diverso cento anni prima, alla nascita della Germania (e dell’Europa) contemporanea. Come nella Germania del primo Ottocento, frantumata in tanti stati feudali, il protezionismo aveva rappresentato un potente contributo alla nascita dell’industria e all’unificazione del mercato, così guerra e apparato militare sviluppatisi nel corso delle campagne antinapoleoniche, avevano creato i presupposti per l’unificazione del paese e per il sorgere dello stato moderno. «Se osserviamo la storia non come avrebbe dovuto essere, ma come realmente si è svolta – scrive la Luxemburg – è giocoforza constatare che la guerra ha costituito il fattore imprescindibile dello sviluppo del capitalismo. Stati Uniti d’America e Germania, Italia e stati balcanici, Russia e Polonia, tutte hanno trovato impulso od opposizione al loro sviluppo capitalistico nelle guerre combattute, non importa se vittoriose o meno. Finché sono esistiti paesi che dovevano superare lo sbriciolamento interno o l’isolamento dell’economia naturale, anche il militarismo ha svolto in senso capitalistico un ruolo rivoluzionario» (4). Sullo scorcio dell’Ottocento, in una fase non più giovane ed espansiva ma senescente e difensiva del sistema borghese, conclude la Luxemburg, le cose stanno diversamente: il protezionismo non serve più allo sviluppo dell’industria, ma alla difesa dei mercati degli imprenditori; quanto al militarismo, questo continua a esercitare una funzione centrale, sì, ma unicamente a favore della classe capitalistica. «Anzitutto come strumento di lotta per gli interessi «nazionali» in concorrenza con altri gruppi nazionali, in secondo luogo come il più importante genere di investimenti sia per il capitale finanziario che per quello industriale, e in terzo luogo come strumento di dominio di classe interno nei rispetti della popolazione operaia – tutti interessi questi che in sé non hanno nulla di comune col progresso del sistema di produzione capitalistico». Cartina al tornasole dello specifico ruolo del militarismo contemporaneo, «la generale corsa agli armamenti sostenuta da tutti i paesi, a causa, per così dire, di una propria interna spinta meccanica, un fenomeno che ancora un paio di decenni fa era completamente sconosciuto (…). Da forza motrice dello sviluppo capitalistico anche il militarismo è diventato una malattia capitalistica (5)»”” (pag 4-5) [Fabrizio Battistelli, ‘Armi: nuovo modello di sviluppo? L’industria militare in Italia’, Torino, 1980] [(3) ‘Per una ricostruzione del punto di vista marxista sulla questione militare in generale, rinviamo a F. Battistelli (a cura di), ‘Esercito e società borghese’, Savelli, Roma, 1976′; (4) R. Luxemburg, ‘Riforma sociale o rivoluzione?’, in Id., ‘Scritti scelti’, a cura di L. Amodio, Einaudi, Torino, 1975, p. 94; (5) Ibid., p. 95] Max Schippel BATTISTELLI Fabrizio, Armi: nuovo modello di sviluppo? L’industria militare in Italia. EINAUDI. TORINO. 1980 pag XIV 412 16° introduzione ringraziamenti note tabelle grafici appendici: ‘L’universo ‘industria militare in Italia’; Stabilimenti e arsenali militari; Aziende italiane esportatrici di grandi sistemi d’arma nel periodo 1970-80; Aziende italiane esportatrici di licenze di produzione nel periodo 1970-80′; etc.’, indice delle aziende indice nomi; Collana Serie Politica. Fabrizio Battistelli è nato a Roma nel 1948. E’ borsista (1980) del Consiglio nazionale delle ricerche presso l’Istituto di sociologia della facoltà di Magistero dell’Università di Roma. Si occupa di sociologia economica e politica con particolare riguardo al fenomeno militare. Ha curato l’antologia ‘Esercito e società borghese. L’istituzione militare moderna nell’analisi marxista’ (Roma, 1976). Collabora a ‘Politica ed economia’. [‘Se nel movimento operaio organizzato è sempre esistito un filo rosso teorico e pratico lungo il quale si sono aggregate le analisi più lucide e le proposte politiche più coerenti, almeno altrettanto solida si è rivelata la tradizione del cedimento e della politica del giorno per giorno. A questa tendenza – che, proprio mentre la Luxemburg scrive, si esprime compiutamente con la revisione del marxismo propugnata da Bernstein – appartiene l’esponente della destra socialdemocratica tedesca Max Schippel che, prima su di una rivista della corrente, poi sull’organo del partito socialdemocratico «Die Neue Zeit», propone un’estensione del revisionismo alla questione militare e alle posizioni storicamente assunte dai socialdemocratici su questo terreno (6). Spingendosi là dove perfino Bernstein rifiuta di seguirlo, Schippel giunge a sostenere il positivo effetto delle spese militari come «sgravio» della «sovrapproduzione» nel sistema economico. A confutare le tesi di Schippel interviene la giovane e ancora poco conosciuta Rosa Luxemburg. Ciò che Schippel afferma non è di per sé inesatto – argomenta la Luxemburg – anzi è del tutto esatto per una precisa parte sociale: quella capitalista. Per i capitalisti, rileva la dirigente rivoluzionaria operando un’analisi cui ottanta anni dopo resta poco da aggiungere, il militarismo rappresenta «il più prolifico e imprescindibile tipo di investimento». Infatti «per il capitalista non è affatto indifferente trovare una determinata domanda di prodotti da parte di frazionati acquirenti privati o da parte dello stato. La domanda dello stato si distingue per una sicurezza, massiccità e favorevole, di solito monopolistica, configurazione dei prezzi, che fanno dello stato il più vantaggioso acquirente e le forniture ad esso diretto il più splendido affare per il capitale. Ciò che però particolarmente nel caso di forniture di carattere militare si aggiunge come estremamente importante vantaggio nei rispetti ad esempio delle spese statali a scopi sociali (scuole, strade, ecc.), sono le incessanti trasformazioni tecniche e l’incessante aumento delle spese». E’ così che «il militarismo, che per la società nel suo complesso rappresenta uno sperpero di enormi forze produttive economicamente pienamente assurdo, che per la classe operaia significa una riduzione del suo livello di vita economico al fine del suo asservimento sociale, costituisce per la ‘classe capitalistica’ economicamente il più splendido, insostituibile tipo di investimento, come socialmente e politicamente il miglior sostegno del proprio dominio di classe». Chi, come Schippel, vede nel militarismo un necessario «sgravio» economico scambia gli interessi capitalistici con quelli della società e della classe operaia, nella vecchia (e sempre nuova) prospettiva «dell’armonia di interessi tra capitale e lavoro» (7). Non è quindi un caso che lo stesso Schippel si pronunci in favore di alti dazi doganali che proteggano dalla concorrenza straniera, insieme, lavoratori e imprenditori tedeschi. Sul ruolo economico della produzione e della spesa militare Rosa Luxemburg tornerà in modo più approfondito un quindicennio più tardi, alle soglie di quel conflitto che rappresenterà l’inevitabile esito della corsa al riarmo intrapresa dagli stati europei. Nell”Accumulazione del capitale’, la Luxemburg sottolinea come i ‘benefici effetti’ del militarismo vengano pagati, economicamente e politicamente, dalla classe operaia. Il militarismo, così, ha un ruolo determinante nella produzione e, insieme, nella riproduzione delle condizioni della produzione: esso infatti «sulla base delle imposte indirette agisce in entrambi i sensi, assicurando a spese delle normali condizioni di vita della classe operaia sia il mantenimento degli organi di dominio del capitale, degli eserciti permanenti, sia il più vasto campo di accumulazione del capitale (8)». Come un brigante – aveva scritto Karl Liebknecht, l’altro esponente della sinistra dell’Internazionale che cadrà per mano del militarismo tedesco – il militarismo sta di fronte al proletariato «armato sino ai denti» e, più disonesto di un brigante, gli ingiunge: «la borsa e la vita!» (9). Lo sfruttamento economico è infatti il mezzo utilizzato dalle classi possidenti «non soltanto per far forgiare, ma possibilmente anche per far pagare dalle classi oppresse e sfruttate le loro stesse catene» (10)’] [(6) Isegrim (pseudonimo di M. Schippel), ‘War Friedrich Engels milizgläubig?’, in “”Sozialistische Monatshefte””, 1898, n. 11; M. Schippel, ‘Friedrich Engels und das Milizsystem’, in “”Der Neue Zeit””, 1898-99, nn. 19-20. Non a caso Schippel è tra quei socialisti tedeschi che appoggiano, palesemente o meno, l’esiziale politica di riarmo navale promossa dall’ammiraglio von Tirpitz; (7) R. Luxemburg, ‘Milizia e militarismo’, in Id, ‘Scritti scelti, cit., p. 172; (8) Id., ‘L’accumulazione del capitale’, Einaudi, Torino, 1972, pp. 466-67; (9) K. Liebknecht, ‘Militarismo e antimilitarismo con particolare riguardo al movimento giovanile internazionale’, in Id. ‘Scritti politici’, a cura di E. Collotti, Feltrinelli, Milano, 1971, p. 198; (10) Ibid., p. 118] [ISC Newsletter N° 79] ISCNS79TEC [Visit the ‘News’ of the website: http://www.isc-studyofcapitalism.org] [Visit the ‘News’ of the website: http://www.isc-studyofcapitalism.org]”,”QMIx-284″
“BATTISTELLI Fabrizio”,”Armi e armamenti.”,”Fabrizio Battistelli (Roma, 1948) è ricercatore presso il dipartimento di sociologia nell’Università di Roma e segretario generale dell’Archivio Disarmo, il centro internazionale di documentazione che opera per la pace.”,”QMIx-046-FL”
“BATTISTELLI Fabrizio BERNARDINI Carlo DEVOTO Gianluca, a cura; scritti di Carlo BERNARDINI C.N. MARTIN R. OPPENHEIMER O.R. FRISCH M. BORN L. SZILARD H.D. SMITH F. CALOGERO N. GALDER G. DEVOTO G.F. KENNAN P. MORRISON D. COLLINGRIDGE D. BALL C. SAGAN P. COTTA RAMUSINO F. BATTISTELLI A. BUZZATI-TRAVERSO G. DE-VERGOTTINI D. GALLO”,”La via di Armageddon. Documenti dell’età nucleare.”,”Carlo BERNARDINI C.N. MARTIN R. OPPENHEIMER O.R. FRISCH M. BORN L. SZILARD H.D. SMITH F. CALOGERO N. GALDER G. DEVOTO G.F. KENNAN P. MORRISON D. COLLINGRIDGE D. BALL C. SAGAN P. COTTA RAMUSINO F. BATTISTELLI A. BUZZATI-TRAVERSO G. DE-VERGOTTINI D. GALLO”,”QMIx-026-FV”
“BATTISTELLI Fabrizio a cura; scritti di Karl MARX Friedrich ENGELS August BEBEL Eduard BERNSTEIN Karl KAUTSKY Rudolph HILFERDING Jean JAURES Rosa LUXEMBURG Karl LIEBKNECHT Franz MEHRING Vladimir I. LENIN Lev D. TROTSKY Palmiro TOGLIATTI Antonio GRAMSCI”,”Esercito e società borghese. L’istituzione militare nell’analisi marxista.”,”A conclusione di un’intera fase di studi (e in una certa misura ad apertura di una successiva) si pone infine la ricerca di E. Cerquetti, ‘Le forze armate italiane dal 1945 al 1975’ (Milano, Feltrinelli, 1975, prefazione di A. Boldrini). Il contributo alla conoscenza della storia militare italiana dell’ultimo trentennio è reale: il materiale raccolto è sterminato e in alcuni casi – come in quello delle circolari dottrinali dell’esercito – assai importante e sinora mai adeguatamente valorizzato. (…) Si tratta di una prospettiva ‘interna’ all’istituzione. Lavori come quello di Cerquetti hanno il merito – a prescindere da altri che sono stati accennati – di impostare il problema di una prospettiva marxista sulla questione militare, di farne sentire l’urgenza, di offrire a questa i primi contributi fondati sulla ricerca. (pag 334-335)”,”QMIx-007-FGB”
“BATTISTINI René”,”L’Afrique australe et Madagascar.”,”René Battistini, Professeur à la Université de Tananarive. “”Puisque la politique d’intégration est, pour le parti nationaliste, impensable, il faut pratiquer une politique de séparation absolue. Cette séparation présente deux aspects: d’une part un aspect que l’on peut qualifier de négatif limitant les libertés des gens de couleur, d’autre part un aspect «positif» consistant en un regroupement des Noirs dans des territoires qu’ils administreront eux-mêmes, les Bantoustans, solution imaginée par les Blancs pour maintenir leur prééminence dans le reste du pays. La limitation des libertés des gens de couleur est obtenue par un appareil juridique destiné à briser les oppositions. Une loi de 1950 a interdit le parti communiste, le communisme étant défini d’une manière aussi large que possible pour pouvoir recouvrir toute forme de résistance au gouvernement. Cette loi fut renforcée en 1960 par un autre sur les organisations illégales,. Une loi de 1928, réglementant la fabrication, le commerce et l’usage des boissons alcoolisées, permit de justifier les perquisitions. Une loi de 1952 a crée l’obligation pour chaque non-Blanc de posséder un livret (le ‘reference book’) combinant une carte d’identité, la quittance de ses impôts, et un certificat d’emploi, qu’il est tenu de présenter à tout contrôle policier; cette loi fut, en 1956, étendue aux femmes. Une loi de 1956 retirait aux syndicats comportant des non-Blancs le droit aux conventions collectives et à l’arbitrage public. Enfin toute une série de lois réglementent l’emplois, interdisant aux gens de couleur d’accéder aux mêmes emplois que les Blancs, ou, à emploi égal, de toucher les mêmes salaires. La politique de séparation s’inscrit dans la loi de 1950 interdissant les mariages «mixtes» et tout rapport sexuel entre Blancs et gens de couleur. Elle s’inscrit de la maniere la plus frappante dans la vie quotidienne, par les multiples panneaux ‘Coloureds only’, ou ‘Whites only’, réservant à l’un ou à l’autre des groupes raciaux les bars et les réstaurants, les places d’autobus, les bancs, et jusqu’aux cabines teléphoniques. Elle s’inscrit aussi dans la ségrégation urbaine, et dans l’enseignement. La structure des villes sud-africaines est commandée par la ségrégation raciale. Les Noirs habitent des quartiers spéciaux, et n’ont pas le droit de venir s’installer dans les périmètres résidentiels blancs”” (pag 72-73)”,”AFRx-098″
“BATTISTINI Matteo CAPPUCCILLI Eleonora RICCIARDI Maurizio, a cura; saggi di Michele BASSO Isabella CONSOLATI Maurizio MERLO Paola RUDAN Eleonora CAPPUCCILLI e Roberta FERRARI Niccolò CUPPINI Fabio RAIMONDI Maurizio RICCIARDI Michele CENTO Luca COBBE Federico TOMASELLO Michele FILIPPINI Luca BASSO Giorgio GRAPPI Matteo BATTISTINI Mario PICCININI”,”Global Marx. Storia e critica del movimento sociale nel mercato mondiale.”,”«Matteo Battistini insegna Storia degli Stati Uniti all’Università di Bologna. Ha pubblicato ‘Una rivoluzione per lo Stato. Thomas Paine e la Rivoluzione Americana nel Mondo Atlantico (2012); Eleonora Cappuccilli è Postdoctoral Fellow all’Università di Oslo. Ha pubblicato ‘La critica imprevista. Politica, teologia e patriarcato in Mary Astell’ (2020); Maurizio Ricciardi insegna Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato per Meltemi, ‘Il potere temporaneo. Karl Marx e la politica come critica della società’ (2019). La storia genetica del capitale. “”«La cosiddetta evoluzione storica si fonda in generale sul fatto che l’ultima forma considera le precedenti come semplici gradini che portano a se stessa e, poiché è raramente, e solo in certe determinate condizioni, capace di criticare se stessa, (…) le concepisce sempre unilateralmente» (G. I, p. 33). Con queste parole Marx introduce nei ‘Grundrisse’ alcuni passaggi fondamentali relativi alla storicità delle categorie economiche e, in particolare, alla proprietà fondiaria e alla rendita. Contro gli economisti politici classici, che “”cancellano tutte le differenze storiche e in tutte le forme di società vedono la classe borghese””, egli afferma che il capitale “”deve costituire il punto di partenza così come il punto d’arrivo””: la successione delle categorie economiche, cioè, non dipende dall'””ordine in cui esse furono storicamente determinanti”” ma “”dalla relazione in cui esse si trovano l’una con l’altra nella moderna società borghese e che è esattamente l’inversa di quella che si presenta come loro relazione naturale””. L’esempio di questo procedere è dato dalla proprietà fondiaria (Rosdolsky 1971, pp. 59 e ss.): «in tutte le forme in cui [essa] domina (…), il rapporto con la natura è ancora predominante. In quelle, invece, dove domina il capitale, prevale l’elemento sociale, prodotto storicamente. La rendita fondiaria non può essere intesa senza il capitale, ma il capitale può ben essere inteso senza la rendita fondiaria (G. I, p. 35). Questo discorso risulta particolarmente rilevante per capire la critica marxiana a Wakefield. Non solo perché, come si è visto, la sua teoria della colonizzazione è di fondamentale importanza proprio per la comprensione esatta della proprietà fondiaria capitalistica ma anche perché, secondo Marx, Wakefield commette lo stesso errore degli economisti politici classici chiamando “”capitale”” i mezzi di produzione che sono “”proprietà individuale di molti lavoratori indipendenti””, anche se in realtà sono proprio l’opposto. (…) Capita all’economista politico come al giurista feudale, che appiccicava le sue etichette giuridiche feudali anche a rapporti puramente monetari”” (K. I, p. 956). L’analisi della teoria moderna della colonizzazione, di conseguenza, risulta centrale per comprendere come Marx intenda la storicità del capitale”” (pag 89-90) [Paola Rudan, ‘La natura artificiale e la storia genetica del capitale. Marx e la moderna teoria della colonizzazione’ (in) ‘Global Marx. Storia e critica del movimento sociale nel mercato mondiale’, a cura di Matteo Battistini, Eleonora Cappuccilli Maurizio Ricciardi] Dalla bibliografia: DORIG, J.A. a cura, ‘Marx contra Rußland. Der russische Expansionsdrang und die Politik der Westmächte. Berichte von Karl Marx als europäischer Korrespondent der “”New York Daily Tribune””, 1853-1856, Seewald, Tübingen, 1960 MEZZADRA, S. NIELSON, B., Colonialismo, in M. Musto, a cura, Marx Revival. Concetti essenziali e nuove letture, Donzelli, Roma, 2019 POGGIO P.P., La Rivoluzione Russa e i contadini., Jaca Book, 2017 RAIMONDI F. , Marx, il lavoro e le macchine, il L. Basso, M. Basso, F. Raimondi, S. Visentini, a cura, Marx: la produzione del soggetto, Derive Approdi, Roma; 2018 RICCIARDI M., Il potere temporaneo. Karl Marx e la politica come critica della società, Meltemi, Milano, 2019 TOMASELLO F. La questione francese. Marx e la critica della politica, Mimesis, Milano, 2018″,”MADS-809″
“BATTISTRADA Franco”,”Marxismo e populismo, 1861-1921. Attualità del più importante dibattito teorico-politico del secolo scorso.”,”””Nella prefazione scritta in comune (Marx ed Engels, ndr) all’ edizione russa del 1882 al Manifesto dei Comunisti essi ammettevano che la Comune contadina russa avrebbe potuto resistere fino a quando si sarebbe trasformata in una unità agricola superiore di tipo comunista. Ma subordinavano tale possibilità, riprendendo la posizione già espressa da Engels nel 1875 nella sua polemica col populista Tkacev, alla vittoria socialista in Occidente. E’ ugualmente noto come Marx (forse fu la sua ultima intuizione vitale prima della morte due anni dopo) nelle famose e martoriate bozze di risposta a Vera Zasulic del 1881 (e pubblicate solo nel 1924) affrontasse in modo diverso e con quasi tangibile tensione intellettuale lo stesso problema: “”Perciò l’ analisi data nel Capitale non fornisce ragioni né pro né contro la vitalità della comune rurale: ma lo studio approfondito che ne ho fatto e di cui ho cercato materiali nelle fonti originali, mi ha convinto che la comune è il punto di appoggio della rigenerazione sociale in Russia. Tuttavia perché essa possa funzionare come tale occorrerebbe prima eliminare le influenze deleterie che l’ assalgono da tutte le parti, poi assicurarle condizioni normali di sviluppo organico””. (pag 22-23)”,”RIRx-117″
“BATTISTRADA Franco”,”Marxismo e populismo, 1861-1921. Attualità del più importante dibattito teorico-politico del secolo scorso.”,”Franco BATTISTRADA, di professione ingegnere, è nato ad Ascoli Piceno ma risiede a Genova da molti anni. E’ un collaboratore del CLSS (Centro ligure di storia sociale) e dell’ Istituto Gramsci. Un suo saggio “”Bolscevismo e populismo a 60 anni dall’ Ottobre”” è stato pubblicato in Momenti e problemi di storia dell’ URSS’, Editori Riuniti, Roma, 1978. E’ in corso di pubblicazione Bucharin e il neopopulismo degli anni 20, che comparir’ negli Atti del Convegno Internazionale dell’ Istituto Gramsci, giugno 1980, e il Nodo storico dell- arretratezza russa, dal dibattito teorico alla rivoluzione di Ottobre, relazione al II Convegno internazionale dell Istituto Gramsci, sulla società sovietica, Genova 1982 1983. “”In una parola non è per un atto di resipiscenza teorico-politica che viene decretato il fallimento del comunismo di guerra ma per il semplice convincentissimo fatto che la sua politica agraria non era stata in grado di ottenere dai contadini le eccedenze di generi alimentari sufficienti a sfamare le città e le fabbriche. Come sempre fu Lenin a dare il via alla nuova politica (1) e a porre correttamente al centro di essa l’ atteggiamento da tenere nei confronti del contadino medio””. (pag 228-229)”,”RIRO-276″
“BATTISTRADA Franco”,”Marxismo e populismo: 1861-1921. Attualità del più importante dibattito teorico-politico del secolo scorso.”,”Franco Battistrada, di professione ingegnere, è nato ad Ascoli Piceno ma risiede da molti anni a Genova. É collaboratore del ‘Centro ligure di storia sociale’ e dell’Istituto Gramsci e scrive su varie riviste. L’autore cita Marx e Lenin in dibattito su questione passaggio della Russia direttamente al socialismo senza attraversare la fase capitalistica “”Engels nel 1884 trasmise al Plekhanov della Emancipazione del Lavoro una lettera di Marx inviata nel 1877 alla populista ‘Otecestvennye Zapiski’ che commentava l’articolo di Michajlovskij: «Karl Marx davanti al tribunale del Sig. Zukovskij». …. finire (pag 132-135)”,”TEOC-089-FL”
“BATTISTRADA Franco”,”Marx e i populisti russi.”,” “”A proposito delle radici della tradizione di un agire politico «in nome del popolo» invece che «al servizio del popolo» («tutto mediante il popolo») va evindenziato come le categorie politiche giacobine (ovvero quelle dell’assolutismo cambiate di segno), attraverso il babuvismo e il blanquismo, avessero permeato profondamente la teoria e la pratica politiche di tutti i circoli rivoluzionari europei del secolo scorso, fossero essi socialisti, comunisti, anarchici, primointernazionalisti o altro. Quelle categorie, detto per inciso, furono ugualmente all’origine, sia pure in modo mediato, del fanatismo centralistico di Lassalle e degli Schweitzer, ed ebbe quindi forti radici nella stessa socialdemocrazia tedesca e nel secondo internazionalismo. Il che significa che il movimento socialista rivoluzionario nasceva segnato a fondo dalla matrice giacobina: il fine era certo l’emancipazione dell’uomo, i grandi ideali di eguaglianza e libertà espressi dall’illuminismo, ma i mezzi erano marcatamente connotati da come le società nei secoli precedenti avevano concepito e praticato il potere in quanto puro dominio o violenza. E questa concezione ancora permeava di sé lo stesso modo di rapportarsi tra gli uomini, di rapportare le proprie idee a quelle degli altri, lo stesso modo di pensare e di fare politica. Né potevano essere le poche pagine di Marx dell”Adresse’ o della ‘Critica al programma di Gotha’, oppure quelle di Bakunin, ad invertire la prevalente segnatura giacobina della teoria politica del socialismo rivoluzionario del secolo scorso. Per cui può affermarsi che rimasero a lungo egemoni nel movimento comunista e socialista rivoluzionario i capisaldi del giacobinismo: il processo rivoluzionario inteso come atto insurrezionalistico violento per la conquista del potere politico; l’«avanguardia rivoluzionaria» intesa come gruppo elitario che «in nome del popolo» elabora e indica la strategia che le masse, immature, applicano; il mantenimento del potere attraverso la «dittatura rivoluzionaria» contro i «nemici del popolo». Tali «categorie» furono, nella sostanza, il nerbo della teoria politica della stessa componente giacobino-terroristica del populismo: essa minoritaria e perdente negli anni cinquanta, sessanta e settanta, riuscirà nel 1879 a scindersi dalla Zemlja y Volja, a costituirsi in partito, e, con l’assassinio di Alessandro II, il 1° marzo 1881, a portare l’intero movimento alla disfatta”” (pag 154-155) Marx e il tardo Marx (pag 158) Luporini critica Marx sulla questione etnica (pag 160) Marx, Herzen e la comune rurale (pag 164)”,”MADS-759″
“BATTLES Matthew”,”Biblioteche: una storia inquieta. Conservare e distruggere il sapere da Alessandria a Internet.”,”BATTLES Matthew lavora alla Houghton Library la principale biblioteca di libri e manoscritti rari dell’ Harvard College. “”Quando il British Museum apriì nel 1753, pochi inglesi potevano pensare di andarvi a cercare il loro libro personale. E se ci avessero provato, sarebbero rimasti delusi: pur trattandosi della collezione nazionale britannica, era modesta rispetto agli standard di altre biblioteche simili in continente. Il giorno dell’ inaugurazione conteneva all’ incirca 51.000 libri; alla fine del diciottesimo secolo il numero era diminuito a 48.000. Questo perché la biblioteca del museo teneva molti duplicati, che i bibliotecari regolarmente vendevano o davano via nel modo più sbrigativo possibile. Allora come adesso, collezionare libri era una moda. La nuova biblioteca dipendeva dalle collezioni dei signori – regalate o acquistate con le sue modeste finanze-, sulle quali poi costruire un proprio fondo di libri. (…) La British Library poté crescere anch grazie al fatto che fungeva da deposito di copyright, vale a dire che correva l’ obbligo di destinarle la copia di ogni libro pubblicato in territorio britannico (…). Nel 1833 possedeva quasi 250.000 libri, si era dunque quintuplicata. (…)””. (pag 100)”,”ARCx-026″
“BAUDELOT Christian ESTABLET Roger MALEMORT Jacques”,”La petite bourgeoisie en France.”,” In questa copia si trova inserito al suo interno un volantino del 1974 del Comitato leninista di Balbi contro le azioni violente dei neofascisti (Milano) (di P. Sibelli)”,”FRAS-002-FGB”
“BAUDINO Mario”,”Il gran rifiuto. Storie di autori e di libri rifiutati dagli editori.”,”BAUDINO Mario vive a Torino dove è giornalista per “”La Stampa””. “”””E’ un ‘Via col vento’ della storiografia””: la condanna emessa da Delio Cantimori contro ‘Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II’ è diventata giustamente celebre. Va detto che però i due grossi tomi del fondatore della scuola francese delle “”Annales”” – opera considerata fondamentale – vennero pubblicati da Einaudi nonostante il parere contrario dell’autorevole consulente”” (pag 64)”,”EDIx-130″
“BAUDRILLARD Jean”,”Le strategie fatali.”,”BAUDRILLARD Jean è nato nel 1929. Dal 1967 insegna sociologia a Nanterre. Ha dato vita alla rivista ‘Utopie’ e partecipato alla redazione di ‘Traverses’.”,”FILx-413″
“BAUDRILLARD Jean”,”La Gauche divine. Chronique des années 1977-1984.”,”BAUDRILLARD Jean”,”PCFx-103″
“BAUDRILLARD Jean”,”La società dei consumi. I suoi miti e le sue strutture.”,”Jean Baudrillard, nato nel 1929, ha collaborato dal 1960 al 1963 come critico letterario a ‘Temps Modernes’. Dal 1967 insegna sociologia all’Università di Nanterre. E’ autore di saggi tradotti pure in italiano: ‘Il sistema degli oggetti’ (1968), ‘Per una critica dell’economia politica del segno’. Baudrillard compie un’analisi acuta e minuziosa della nostra vita quotidiana in cui è difficile non riconoscersi; un’analisi in cui non vi è un aspetto di questa vita che sfugga alla sua attenzione e che non venga esaminato come segno del sistema consumistico”” (pag 9, presentazione)”,”TEOS-310″
“BAUDY Nicolas”,”Le marxisme. Le centenaire du ‘Capital’. Aux sources d’une doctrine qui remue le monde entier.”,”Nicolas BAUDY ha pubblicato per le stesse edizioni ‘Le Grandes Questions juives’. Il suo pensiero si è ofrmato a Vienna, Roma, Berlino, Parigi. Robert ARON è uno storico attento al socialismo.”,”MADS-219″
“BAUER Otto”,”Tra due guerre mondiali? La crisi dell’economia mondiale, della democrazia e del socialismo.”,”Prosperità e crisi dopo 1° GM, rivoluzione e controrivoluzione prezzi merci, crisi agricoltura industria, diagnosi crisi, economia dirigista, prognosi crisi, democrazia borghese, fascismo; dittatura proletariato, crisi di una cultura, socialismo e democrazia, guerra, socialismo rivoluzionario e riformista, due rivoluzioni, scissione del socialismo, socialismo integrale, epilogo per Austria”,”TEOC-050 MGEK-027″
“BAUER Otto”,”Bolscevismo o democrazia sociale?”,”‘””La più concentrata industria dell’ Europa sulal base dell’ economia agricola più arretrata dell’ Europa””, così TROTSKY caratterizza la base sociale della rivoluzione russa. (1)’ (pag 84) ‘La differenza fondamentale dello sviluppo delle città spiega perché in Russia non era possibile una rivoluzione borghese sul tipo di quella dell’ Europa occidentale e centrale. Il fatto che in Russia non si è mai sviluppata una borghesia numerosa, economicamente indipendente, e quindi cosciente di sé, spiega perché la Russia potesse arrivare alla sua rivoluzione solo quando la fabbrica ebbe trasformate le città russe, ed ebbe creato in esse un numeroso proletariato industriale. Questo fatto da una parte spiega perché l’ assolutismo in RUssia poté dominare per tanto più tempo, perché la rivoluzione borghese in RUssia dovè venire tanto più tardi che nell’ Europa occidentale e centrale; dall’altra spiega perché in Russia la rivoluzione borghese potesse compiersi solo come prologo immediato della rivoluzione proletaria””. (pg96)”,”RIRx-068″
“BAUER Otto”,”Die illegale Partei.”,”Otto BAUER nacque nel 1882 e morì nel 1938 in esilio in Francia. Esponente dell’ ‘austromarixsmo’, era vicino a G. ECKSTEIN, K. RENNER, Max ADLER, Rudolf HILFERDING e Leo TROTSKY e membro del ‘Sozialwissenschaftlichen Bildungsverein’ viennese.”,”PARx-020″
“BAUER Otto a cura di Tommaso LA ROCCA”,”La religione come fatto privato.”,”””Quando scompariranno le religioni che i preti, i pastori e i rabbini insegnano; non sarà la coscienza libera per una religione in senso filosofico? E’ il marxista Max Adler che pone queste questioni e vi risponde in maniera energicamente affermativa””. (pag 246)”,”TEOC-209″
“BAUER Otto”,”Bolscevismo o democrazia sociale?”,”””La massa dei contadini russi non è ancora politicamente organizzata; non è istruita, e non prende interesse alla politica. Se lo Stato la lascia in pace nei suoi villaggi, essa non si cura di sapere chi governa lo Stato. Solo piccole minoranze della popolazione rurale hanno un maggiore interessamento alle questioni politiche generali e una maggiore attività politica. Il sistema della rappresentanza indiretta, sulla quale è fondata la costituzione dei Soviet, ha quindi lo scopo e l’ effetto di dar voce in capitolo solo a queste minoranze politicamente attive””. (pag 60) Questione terrore nelle campagne: “”L’ efficacia del sistema di rappresentanza indiretta fu assicurata col terrorismo. Il contadino in generale non può servirsi del sistema di rappresentanza indiretta se non trove dei capi che dèstino il suo interesse per le elezioni delle assemblee distrettuali e regionali, che organizzino i suoi rappresentanti nel seno di queste assemblee, che difendano i suoi interessi e le sue vedute in seno ai Consigli. Di questi capi la massa dei contadini russi non ne produce. Solo l’ intelligentia poteva loro fornirli. Ma l’ influenza degli intellettuali fra i contadini, non è solo ostacolata dal fatto che la rivoluzione disprezza anche gli intellettuali come borghesi, e che ha quindi rafforzata la sfiducia dei contadini contro di essi; ma anche, prima di tutto, dal terrorismo, che rende impossibile ogni agitazione più vasta e più importante tra la massa dei contadini, se questa agitazione è rivolta contro il Partito dominante. Così la massa dei contadini resta senza capi, imprigionata nella rete del sistema di rappresentanza indiretta. Incapace di manovrare il complicato meccanismo, essa resta politicamente dipendente, privata della sua diretta influenza sul Governo della Repubblica dei Soviet. Se immaginiamo che invece della repubblica dei Soviet ci fosse una repubblica democratica, (…)””. (pag 61)”,”TEOC-290″
“BAUER Otto”,”Kapitalismus und Sozialismus nach dem Weltkrieg. Erster Band: Rationaliserung Fehlrationalisierung.”,”Razionalizzazione e produttività industriale. “”La produzione totale dell’ industria manifatturiera degli Stati Uniti nel 1927 è il 30.8 % più grande di quella dell’ anno 1919. Ma di numero dei lavoratori occupati è calato da 9,1 milioni del 1919 a 8.3 milioni del 1927, il numero di impiegati è sceso da 1.7 milioni del 1919 a 1.5 milioni del 1927. Un 30.8 % in più di massa di merci può essere prodotto con un 8% in meno di forza-lavoro!””. (pag 65)”,”ECOI-144″
“BAUER Otto”,”Le “”Cours Nouveau”” dans la Russie des Soviets.”,”BAUER Otto ex ministro della socializzazione in Austria, BRACKE redattore del “”Populaire de Paris””. BAUER ha descritto la prima fase della Rivoluzione russa nell’opuscolo ‘La Révolution russe et le prolétariat europee’ (Die russische Revolution und das europaeische Proletariat’, Vienne, 1917) sotto lo pseudonimo di Einrich Weber. L’opuscolo terminava il 10 ottobre 1917, un mese prima della rivoluzione di ottobre. Biografia. Otto Bauer Pseudonyme: Amos; Franta Coliette; H. W.; Hagen; Karl Mann; Jean Meunier; Friedrich Schulze; Heinrich Schulze; Tonda; Heinrich Weber; Wolfgang geb. Wien, am 5. September 1881 gest. Paris, am 4. Juli 1938 sozialdemokratischer Politiker, Ökonom und Soziologe Otto Bauer, Sohn des Baumwoll- und Leinenwarenerzeugers Philipp Bauer (1853–1913) und dessen Ehefrau »Käthe« Katharina Bauer, geborene Gerber (1862–1912), sowie Bruder von Ida Adler (1882–1945), war seit 1900 Mitglied der »Sozialdemokratischen Arbeiterpartei Deutschösterreichs« (SDAP) und zählte zu den Mitbegründern des kurz danach entstandenen Austromarxismus. Er studierte seit 1903 Rechtswissenschaft an der Universität Wien, wo er 1906 zum Doktor der Rechtswissenschaft (Dr. jur.) promoviert wurde. Während des Studiums lernte er Max Adler (1873–1937), Rudolf Hilferding (1877–1941) und Karl Renner (1870–1950) kennen, mit denen er den Verein »Zukunft« als Schule für die Wiener Arbeiter gründete, die Keimzelle des Austromarxismus. Bauer war 1907 Mitbegründer, bis 1914 Schriftleiter und bis 1934 Mitherausgeber der Zeitschrift »Der Kampf. Sozialdemokratische Monatsschrift« (Wien), bis 1912 Lehrer an der sozialdemokratischen Parteischule und 1912 bis 1914 Redakteur der »Arbeiterzeitung. Zentralorgan der österreichischen Sozialdemokratie« (Wien) sowie Lehrer an der sozialdemokratischen Arbeiterschule. Außerdem war er 1907 bis 1914 Abgeordneter zum Österreichischen Reichsrat und Fraktionssekretär der »Sozialdemokratischen Arbeiterpartei Deutschösterreichs«. Am Ersten Weltkrieg nahm Otto Bauer seit 28. Juli 1914 als Leutnant der Infanterie teil und geriet bereits im November 1914 in russische Kriegsgefangenschaft, aus der er als Austauschinvalide im September 1917 entlassen wurde. Nach Wien zurückgekehrt, war Bauer vom Oktober bis November 1918 Unterstaatssekretär des Äußeren und vom November 1918 bis Juli 1919 Staatssekretär für Äußeres; zu seinen Mitarbeitern im Ministerium zählte die Soziologin Käthe Leichter (1895–1942). Er setzte sich für die Auflösung Österreich-Ungarns und für den Anschluss Deutsch-Österreichs an das Deutsche Reich ein, war österreichischer Verhandlungsführer in Saint-Germain-en-Laye (Île-de-France) und trat schließlich von seinem Ministerposten zurück, weil er weder den Anschluss Österreichs an Deutschland erreichen, noch die Abtrennung Südtirols und des Sudetengebiets von Österreich verhindern konnte. 1919 bis 1934 war Bauer sozialdemokratischer Abgeordneter zum Österreichischen Nationalrat und Führer der österreichischen Sozialdemokratie, obwohl er weder Partei- noch Fraktionsvorsitzender war. Von Bedeutung wurde das unter seiner Leitung verfasste Linzer Parteiprogramm der »Sozialdemokratischen Arbeiterpartei« von 1926. Otto Bauer heiratete 1920 die Journalistin Helene Landau, geborene Gumplowicz (1871–1942), welche aus ihrer geschiedenen Ehe die Tochter Wanda Janina Landau, verheiratete Lanzer (1896–1980), mitbrachte, später Bibliothekarin und Journalistin. Helene Landau war seit 1915 eng mit der Individualpsychologin und Schriftstellerin Sofie Lazarsfeld (1881–1976), der Mutter des Soziologen Paul Felix Lazarsfeld (1901–1976), befreundet. Seit 1917 unterhielt auch Otto Bauer enge Beziehungen zur Familie Lazarsfeld. Noch während des Aufstands im Februar 1934 zur Verteidigung der Demokratie in Österreich flüchtete Otto Bauer in die Tschechoslowakei, wo er Mitbegründer des »Auslandsbüros der österreichischen Sozialdemokraten« (ALÖS) in Brno wurde, welches der Unterstützung der nunmehr illegalen sozialistischen Bewegung in Österreich und der Aufklärung des Auslands über die österreichischen Verhältnisse diente. Er war 1934 bis 1938 Redaktionsleiter der »Arbeiterzeitung. Organ der österreichischen Sozialisten« (Brünn [Brno]) und Herausgeber der Zeitschrift »Der Kampf. Sozialistische Revue« (Prag). Im Mai 1938 emigrierte Otto Bauer nach Paris, wo er an der Konstituierung der »Auslandsvertretung der österreichischen Sozialisten« (AVÖS) mitwirkte und Herausgeber der Zeitschrift »Der sozialistische Kampf / La Lutte socialiste. Journal antihitlérien« (Paris) wurde. Otto Bauer gilt heute als führender Theoretiker des Austromarxismus und prägende Figur der österreichischen Sozialdemokratie der Zwischenkriegszeit. Er gilt als auch als jene Person, welche die Marienthal-Studie anregte. Selbstständige Publikationen von Otto Bauer ? (Anonym) Das arbeitende Volk und die Nationalitätenfrage. Wien: Wiener Volksbuchhandlung [1900] (= Lichtstrahlen. 4.), 16 S. ? Die Nationalitätenfrage und die Sozialdemokratie. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1907, VIII, 500 S. Separatabdruck aus: Marx-Studien, 2. Bd. ? (Mitherausgeber) Der Kampf. Sozialdemokratische Monatsschrift. Herausgegeben von Otto Bauer, Adolf Braun, Karl Renner (Wien), 1.–27. Bd. (1907–1934). ? Deutschtum und Sozialdemokratie. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1907 (= Lichtstrahlen. 13.), 32 S. ? Die Teuerung. Eine Einführung in die Wirtschaftspolitik der Sozialdemokratie. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1910, 99 S. ? (Mit Julius Deutsch & Karl Renner) Otto Bauer: Stimmen aus der Internationale über die Gewerkschaften. – Karl Renner: Organisation der Welt. – Julius Deutsch: Vom Landesverein zum Reichsverband. – Einleitung von Otto Bauer. Wien: Hueber 1910, 32 S. ? Nationaler Kampf oder Klassenkampf? Ein Gespräch. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1911 (= Sozialdemokratische Werbeschriften zum Wahlkampf. 2.), 16 S. ? Bergmannsnot und Kohlenwucher. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1911 (= Sozialdemokratische Werbeschriften zum Wahlkampf. 4.), 16 S. ? Großkapital und Militarismus. Wem nützen die neuen Kriegsschiffe? Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1911 (= Sozialdemokratische Werbeschriften zum Wahlkampf. 15.), 16 S. ? Geschichte Österreichs. Eine Anleitung zum Studium der österreichischen Geschichte und Politik. Wien: Danneberg 1911 (= Sammlung von Unterrichtsanleitungen. Herausgegeben von der Zentralstelle für das Bildungswesen der deutschen Sozialdemokratie in Österreich. 2.), 47 S. ? Der Balkankrieg und die deutsche Weltpolitik. Berlin: Vorwärts, Singer 1912, 52 S. ? (Mitarbeiter) Robert Danneberg: Karl Marx. Der Mann und sein Werk. Unter Mitwirkung von Karl Kautsky, Max Adler, Otto Bauer, Gustav Eckstein, Leopold Winarsky und anderen. Wien: Verlag des Verbandes der jugendlichen Arbeiter 1913, 64 S. ? (Heinrich Weber) Die russische Revolution und das europäische Proletariat. Wien: Brand 1917, 40 S. ? Der Weg zum Sozialismus. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1919 (= Sozialistische Bücherei. 1.), 32 S. ? (Anonym) Weltrevolution. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1919 (= Sozialistische Bücherei. 11.), 20 S. ? Acht Monate auswärtiger Politik. Rede, gehalten am 29. Juli 1919. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1919 (= Sozialistische Bücherei.12.), 12 S. ? Die Sozialisierungsaktion im ersten Jahre der Republik. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1919 (= 12. November. 5.), 16 S. ? Bolschewismus oder Sozialdemokratie? Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1920, 120 S. ? Der »neue Kurs« in Sowjetrußland. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1921, 35 S. ? Die Offiziere und die Republik. Ein Vortrag über die Wehrpolitik der Sozialdemokratie. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1921, 16 S. ? Die Aufgaben der deutschen Sozialdemokratie in der Tschechoslowakischen Republik. Teplitz-Schönau [Teplice]: Druck- und Verlags-Anstalt 1921, 10 S. ? Schulreform und Klassenkampf. Ein Vortrag über die Funktionen der Schule in der Gesellschaft. Herausgegeben vom Reichsverein der sozialdemokratischen Lehrer und Lehrerinnen Deutschösterreichs. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1921, 16 S. ? Der Genfer Knechtungsvertrag und die Sozialdemokratie. Rede des Abgeordneten Otto Bauer auf dem sozialdemokratischen Parteitag in Wien am 14. Oktober 1922. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1922, 32 S. ? Die österreichische Revolution. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1923, 293 S. ? Der Kampf um die Macht. Wien: Verlag der Organisation Wien der Sozialdemokratischen Partei 1924 (= Wiener sozialdemokratische Bücherei. 2.), 31 S. ? Die Arbeiterjugend und die Weltlage des Sozialismus. Rede, gehalten auf der Jahreskonferenz des Kreises Wien des Verbandes der sozialistischen Arbeiterjugend am 2. März 1924. Wien: Verband der sozialistischen Arbeiterjugend 1924 (= Sozialistische Jugendbücherei. 1.), 27 S. ? Der Kampf um Wald und Weide. Studien zur österreichischen Agrargeschichte und Agrarpolitik. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1925 (= Agrarsozialistische Bücherei. 1.), 244 S. ? Die Wirtschaftskrise in Österreich. Ihre Ursachen – ihre Heilung. Wien: Verlag des Bundes der Industrieangesellten 1925 (= Schriftenreihe des Bundes der Industrieangestellten Österreichs. 5.), 16 S. ? Sozialdemokratische Agrarpolitik. Erläuterungen des Agrarprogramms der Deutschösterreichischen Sozialdemokratie. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1926 (= Agrarsozialistische Bücherei. 6.), 187 S. ? Idealismus und Nüchternheit. Festrede gehalten im Volksbildungshaus Margareten am 17. Jänner 1926 anläßlich der Feier des zwanzigjährigen Bestandes des Arbeiter-Abstinentenbundes in Österreich. Wien: Arbeiter Abstinentenbund 1926, 11 S. ? Der blutige fünfzehnte Juli. Rede, gehalten im Nationalrat in der Sitzung am 26. Juli 1927. Wien: Verlag der Organisation Wien der Sozialdemokratischen Partei 1927 (= Wiener sozialdemokratische Bücherei. 17.), 31 S. ? Das Zollattentat auf die Volkswirtschaft. Wien: Verlag der Organisation Wien der Sozialdemokratischen Partei 1927 (= Wiener sozialdemokratische Bücherei. 18.), 16 S. ? Sozialdemokratie, Religion und Kirche. Ein Beitrag zur Erläuterung des Linzer Programms. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1927, 61 S. ? Die wirtschaftliche und soziale Lage Österreichs. Rede auf dem Kongreß der freien Gewerkschaften Österreichs am 20. Juni 1928. Wien: »Arbeit und Wirtschaft« 1928, 31 S. ? Revolutionäre Kleinarbeit. Rede. Herausgegeben vom Zentralverein der kaufmännischen Angestellten Österreichs. Wien: Verlag des Zentralvereines der kaufmännischen Angestellten Österreichs 1928 (= Freigewerkschaftliche Jugendschriften.), 15 S. ? Wie können wir den Mieterschutz erhalten? Rede [auf dem sozialdemokratischen Parteitag am 15. September 1928], gehalten von Otto Bauer. Wien: Verlag der Organisation Wien der Sozialdemokratischen Partei 1928 (= Wiener sozialdemokratische Bücherei. 19.), 31 S. ? Mieterschutz, Volkskultur und Alkoholismus. Rede. Wien: Arbeiter-Abstinentenbund 1929, 14 S. ? Das Bundessanierungsgesetz. Vortrag. Wien: Postgewerkschaft 1931, 15 S. ? Kapitalismus und Sozialismus nach dem Weltkrieg. Band 1: Rationalisierung – Fehlrationalisierung. Wien: Wiener Volksbuchhandlung 1931, 226 S. Mehr nicht erschienen. ? Wir kämpfen für die Freiheit! Rede des Abgeordneten Dr. Otto Bauer am 10. März 1933. Wien: Verlagsanstalt Vorwärts 1933, unpaginiert (4 S.). ? Nach der deutschen Katastrophe. Die Beschlüsse der Internationalen Konferenz der S.A.I in Paris, August 1933, und die Rede des Berichterstatters Otto Bauer. Zürich: Sozialistische Arbeiter-Internationale 1933, 32 S. ? (Redakteur) Der Kampf. Sozialistische Revue (Prag), 1.–5. Jg. (1934–1938). ? Der Aufstand der österreichischen Arbeiter. Seine Ursachen und seine Wirkung. Prag [Praha]: Verlag der Deutschen Sozialdemokratischen Arbeiterpartei in der Tschechoslowakischen Republik 1934, 31 S. ? Austrian democracy under fire. Dedicated to the memory of the heroes of the Republican »Schutzbund« killed in the fighting or executed under martial law. London: Labour Publications Department 1934, 51 S. ? (Mit Theodor Dan [????? ???, d.i. Fedor Ilic Gurvic / ????? ????? ??????] & Jean Zyromski) Die Internationale und der Krieg. Mit einem Vorwort von Friedrich Adler und einer Erklärung von H[enry] N[oel] Brailsford. Wien: [ohne Verlagsangabe 1935], 16 S. ? Zwischen zwei Weltkriegen? Die Krise der Weltwirtschaft, der Demokratie und des Sozialismus. Bratislava: Prager 1936, 355 S. ? (Herausgeber) Der sozialistische Kampf / La Lutte socialiste. Journal antihitlérien (Paris), 1. Jg. (1938). ? Die illegale Partei. Aus dem unveröffentlichten Nachlass. [Herausgegeben von Friedrich Wolfgang Adler.] Paris: Éditions »La Lutte Socialiste« 1939 (= Schriftenreihe des Sozialistischen Kampf. 1.), 205 S. ? (Mitarbeiter) Karl Marx. Der Mann und sein Werk. Aufsätze von: Max Adler, Otto Bauer, Robert Danneberg. Herausgeber: Julius Deutsch. [Wien]: Wiener Volksbuchhandlung 1946, 91 S. ? Napoleons Ende. Ein Schauspiel in 5 Aufzügen. Wien: [ohne Verlagsangabe 1948], 32 S. ? Einführung in die Volkswirtschaftslehre. (Vorträge, gehalten 1927/28 in der Wiener Arbeiter-Hochschule.) Mit einer Einleitung von Ernst Winkler und einem Nachwort von Benedikt Kautsky. [Wien]: Wiener Volksbuchhandlung 1956 [recte 1955], 388 S. Davon gibt es auch einen Teilabdruck unter dem Titel: Der Übergang vom Kapitalismus zum Sozialismus. ? Eine Auswahl aus seinem Lebenswerk. Politische, soziologische, historische und philosophische Schriften. Mit einem Lebensbild Ottos Bauer von Julius Braunthal. [Wien]: Wiener Volksbuchhandlung 1961, 338 S. ? (Mit Herbert Marcuse & Arthur Rosenberg) Faschismus und Kapitalismus. Theorien über die sozialen Ursprünge und die Funktion des Faschismus. Herausgegeben von Wolfgang Abendroth. Wien–Frankfurt am Main–Zürich: Europa Verlag 1967 (= Politische Texte.), 187 S. ? Zum Wort gemeldet: Otto Bauer. Herausgegeben und eingeleitet von Heinz Fischer. Wien–Frankfurt am Main–Zürich: Europa Verlag 1968, 397 S. ? Das Weltbild des Kapitalismus. Frankfurt am Main: Makol 1971 (= Marxismusbibliothek. Text. 1.), 61 S. ? Werkausgabe. Herausgegeben von der Arbeitsgemeinschaft für die Geschichte der Österreichischen Arbeiterbewegung. Redaktion: Hugo Pepper. Wien: Europaverlag 1975–1980, 9 Bände: 1. Band: 1975, IX, 940 S. 2. Band: 1976, 967 S. 3. Band: 1976, 1039 S. 4. Band: 1976, 1011 S. 5. Band: 1978, 1080 S. 6. Band: 1979, 1021 S. 7. Band: 1979, 1058 S. 8. Band: 1980, 1051 S. 9. Band: 1980, 1116 S. ? Fedor I. Dan [d.i. Fedor Ilic Gurvic / ????? ????? ??????] und Otto Bauer: Briefwechsel (1934–1938). Hartmut Rüdiger Peter (Hg.). Frankfurt am Main–New York: Campus 1999 (= Quellen und Studien zur Sozialgeschichte. 18.), 189 S. ? »Religion als Privatsache«. Der Weg zur demokratischen Freiheit. Einführung von Tommaso la Rocca. Vorwort von Paul Michael Zulehner. Wien: Geyer-Edition 2001 (= Veröffentlichungen des Internationalen Forschungszentrums für Grundfragen der Wissenschaften Salzburg. Neue Folge. 79. / Publikationen des Instituts für kirchliche Zeitgeschichte. Serie 2: Studien, Dokumentationen. 33.), 183 S. Texte über Otto Bauer auf dieser Website ? Marie Jahoda & Paul F. Lazarsfeld: Über Otto Bauers Rolle bei der Marienthal-Studie: © Reinhard Müller Stand: Oktober 2008 Bibliografie Auf dieser Website Biografien http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:gIzKsh74YroJ:agso.uni-graz.at/marienthal/biografien/bauer_otto.htm+Die+russische+Revolution+und+das+europaeische+Proletariat+E.+WEBER&cd=7&hl=it&ct=clnk&gl=it”,”RIRO-350″
“BAUER Otto”,”La Marche au Socialisme.”,”BAUER Otto presidente della Commissione di socializzazione nell’Assemblea nazionale d’Austria Austria in Grande Germania o Federazione danubiana? “”Mais il y a encore une autre condition du socialisme: c’est que l’Etat soit capable par sa nature d’accomplir la révolution sociale. Nous devons avoir tout particulièrement attention à cette condition en Autriche allemande. Car nous sommes encore devant cette grande question: notre Autriche allemande deviendra-t-elle partie constituante de la grande République allemande opu se réunira-t-elle avec les Tchèques, les Yougo-Slaves, les Hongrois, les Polonais et les Roumains pour former une Conféderation d’Etats, une “”Fédération danubienne””? L’avenir de notre constitution sociale dépend d’abord de la décision””. (pag 67)”,”MAUx-034″
“BAUER Otto, testi scelti annotati e presentati da Yvon BOURDET”,”Otto Bauer et la révolution.”,”””Otto Bauer précise ensuite que “”la guerre et la révolution ont dissous l’école austromarxiste: dans les discussions pendant la guerre et après la guerre, au sein du socialisme international, les hommes qui avaient appartenu à cette école se sont trouvés dans des camps différents, voire opposés. Pour illustrer ce phénomène on peut ajouter que, depuis cette date, on distingue une “”tendance de gauche”” animée par Max Adler, favorable au système des conseils ouvriers et très critique à l’égard du parlementarisme; une tendance “”de droite””, inspirée par Renner qui estimait que le prolétariat moderne avait cessé d’être révolutionnaire et qu’il fallait en conséquence modifier la pratique politique et enfin une tendance “”du centre”” dirigée par Otto Bauer suivie par la majorité du parti socialiste autrichien et qui fut la nouvelle incarnation de l’austromarxisme.”” (pag 15)”,”TEOC-637″
“BAUER Otto”,”Otto Bauer. Eine Auswahl aus seinem Lebenswerk. Mit einem Lebensbild Otto Bauers von Julius Braunthal.”,”Otto Bauer. Eine Auswahl aus seinem Lebenswerk. Una selezione di scritti e opere di Otto Bauer Contiene ritratti politici scritti da Otto Bauer di Victor Adler, August Bebel, Sigmund Kunfi, Max Adler, Ignaz Seipel, Julius Martov Socialdemocrazia austriaca: ‘Nel 1874 ebbe luogo il primo convegno dei socialisti austriaci, che fondarono la Sozialdemokratische Arbeiterpartei Österreichs (SDAPÖ) (Partito dei Lavoratori Social-Democratici dell’Austria) al congresso di Hainfeld (30 dicembre 1888 – 1º gennaio 1889), grazie soprattutto a Viktor Adler che ne redasse la ‘Prinzipienerklärung’ (Dichiarazione dei Principi), ispirata al marxismo. Il neonato partito partecipò alla fondazione della Seconda Internazionale a Parigi il 14 luglio 1889. In seguito all’introduzione del suffragio universale maschile nel 1905, alle elezioni del Reichsrat del 1907 la SDAPÖ ottenne 87 seggi su 516, diventando il secondo gruppo parlamentare dopo il Partito Cristiano Sociale (CSP), che superò alle elezioni del 1911. La SDAPÖ appoggiò la dichiarazione di guerra alla Serbia che diede avvio alla Prima guerra mondiale nel 1914, ma chiese la pace già dal dicembre 1916. Al termine della guerra il leader socialdemocratico Karl Renner divenne cancelliere e proclamò la Repubblica il 12 novembre 1918, nella prospettiva di una unione politica (proibita dai trattati di pace) con la Germania. Indebolita dalla contemporanea scissione dei comunisti (KPÖ) e divisa tra i socialdemocratici di Renner e gli austromarxisti di Otto Bauer, dopo le elezioni dell’ottobre 1920 la SDAPÖ passò all’opposizione dei cristiano-sociali, pur governando da sola la capitale Vienna (‘Rotes Wien’ ossia Vienna rossa) dal 1919; nel febbraio 1934 la SDAPÖ fu messa fuorilegge dalla neonata dittatura del cancelliere Engelbert Dollfuss. Il 12 marzo 1938 l’Austria fu annessa (Anschluss) dalla Germania nazista, un’annessione che a molti socialdemocratici apparve comunque la realizzazione della propria antica aspirazione’ (wikip)”,”MAUx-037″
“BAUER Otto”,”Le socialisme, la religion et l’Église. Contribution à l’explication du Programme de Linz.”,”Otto Bauer, deputato al parlamento austriaco, ex ministro. “”La société socialiste s’efforcera-t-elle de détruire la religion en interdisant l’enseignement religieux et la célébration des cultes? Marx et Engels ont toujours nettement repoussé de telles conceptions. Lorsqu’en 1874 les réfugiés blanquistes de la Commune firent entrer dans leur programme, à l’exemple de la grande Révolution française, des décrets antireligieux, Frédéric Engels leur répondit: “”Les persécutions constituent le meilleur moyen de favoriser des convictions indésirables. Le seul service que l’on puisse encore aujourd’hui rendre à Dieu est de proclamer l’athéisme article de loi obligatoire””. Et lorsque Eugène Dühring incorpora dans son utopie de l’avenir des mesures antireligieuses, Engels railla: “”Il excite ses gendarmes de l’avenir contre la religion et contribue ainsi à en faire une martyre et à prolonger son existence””. Marx et Engels concevaient tout autrement la disparition des grandes religions historiques. Ils déclaraient: “”Le besoin de conceptions et de cérémonies religieuses chez les hommes découle de leurs conditions d’existence économiques et sociales. Les hommes qui grandiront dans une société déja développée n’éprouveront plus ce besoin. La société socialiste ne “”ravira”” sa religion à personne, n’interdira à personne de vivre en toute liberté conformément à sa religion. Mais les hommes d’une societé socialiste, libérés de la misère et de l’insécurité de l’existence, vivront dans des conditions telles que le besoin de conceptions religieuses disparaîtra peu à peu. C’est ainsi que la religion mourra ‘de sa mort naturelle'(1). C’est dans ce sens que Marx considère que l’uno des principales tâches du socialisme est de “”débarrasser les consciences du fantôme religieux””. Marx ne pensait pas, comme les idéologues bourgeois, que l’on puisse libérer les hommes du “”fantôme religieux”” dans la société capitaliste même, par le seul moyen de la propagande anti-religieuse. L’une des idées fondamentales du socialisme marxiste est, au contraire, que l’on ne peut transformer l’idéologie religieuse des masses qu’au fur et à mesure de la transformation de la base économique de cette idéologie (…)”” [Otto Bauer, Le socialisme, la religion et l’Église. Contribution à l’explication du Programme de Linz, Bruxelles, 1928] [(1) Engels: ‘L’anti-Dühring’] pag 79-80 “”Au moment où la dépréciation de l’argent orientait les masses ouvrières dans la voie révolutionnaire, les gros financiers internationaux craignirent que la révolution sociale ne gagnât l’Autriche. Les gros capitalistes juifs, protestants, ou francsmaçons de Londres, d’Amsterdam et de Paris mirent, en 1922, des centaines de millions à la disposition du prélat catholique Seipel, pour qu’il assainît les finances autrichiennes et préservât ainsi l’Autriche de la révolution sociale. La grande bourgeoisie autrichienne considéra la stabilisation de la monnaie comme le salut. Les gros industriels, tant juifs que francs-maçons, acclamèrent le prélat catholique comme leur sauveur. Son portrait est accroché au mur des cabinets de travail des directeurs de banque. C’est ainsi que la grande bourgeoisie a passé dans le camp du cléricalisme. Son argent, sa presse, ses relations internationales sont entièrement à son service. Tant que la masse ouvrière fut exclue du droit de vote, la grande bourgeoisie pouvait dominer seule. Sa domination, c’était le libéralisme. Aujourd’hui, par contre, dans la République démocratique, où c’est la majorité du peuple qui décide, la grande bourgeoisie ne peut maintenir sa domination qu’en s’appuyant sur la masse des électeurs petits bourgeois et paysans ; elle ne peut donc dominer qu’en pénétrant dans le parti clérical, qui groupe les masses des électeurs petits bourgeois et paysans, et en mettant ce parti à son service. Et cette masse d’électeurs petits bourgeois et paysans qui, une génération auparavant, avait renversé la domination de la grande bourgeoisie libérale, elle était maintenant devenue mûre pour se placer sous la direction de la grande bourgeoisie, passant au cléricalisme. Elles-mêmes effrayées par l’assaut de la classe ouvrière, intimidées par le déployement de sa force, tremblantes devant la Révolution sociale, ces masses petites bourgeoises et paysannes ne virent plus qu’un devoir à remplir : défendre le régime de la propriété bourgeoise contre le socialisme. (…) Le résultat de tout ce développement a été la transformation du parti clérical. Ce parti est devenu, selon l’expression de Seipel, « le point de concentration de tous les éléments anti-marxistes », c’est-à-dire l’organisation de toute la bourgeoisie contre la classe ouvrière”” (pag 34-35-36); LEGGERE IN: BAUER Otto, Le socialisme, la religion et l’Église. Contribution à l’explication du Programme de Linz. L’ÉGLANTINE. BRUXELLES. 1928 pag VI 183 16° prefazione all’edizione tedesca (1927), traduzione dal tedesco, Collection Études politiques et sociales. (Otto Bauer, deputato al parlamento austriaco, ex ministro) [Versione digitale su richiesta] La trasformazione del partito clericale austriaco nell’analisi di Otto Bauer [ISC Newsletter N° 75] ISCNS75DIGIT (MAUx041) Partito socialdemocratico austriaco (Sozialdemokratische Arbeiterpartei Österreichs, SDAPÖ, poi Sozialdemokratische Partei Österreichs, SPÖ) Partito politico austriaco. La SDAPÖ fu costituita al Congresso di Hainfeld (30 dic. 1888-1° genn. 1889) sulla base di una dichiarazione di principi redatta da V. Adler, uno dei maggiori esponenti del movimento socialista austriaco di orientamento marxista. Tra i fondatori nel 1889 della seconda Internazionale, la SDAPÖ fu il punto di riferimento organizzativo di quei teorici e dirigenti politici (Max e Viktor Adler, Otto Bauer, Rudolf Hilferding, Karl Renner) che furono i protagonisti del cd. «austromarxismo», particolarmente attento – operando all’interno di un impero multinazionale come quello asburgico – alla questione delle nazionalità. Alle elezioni del 1907 la SDAPÖ fu il secondo partito austriaco dietro i Cristiano-sociali, diventando il maggiore partito del Paese alle elezioni del 1911. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, anche la socialdemocrazia austriaca votò i crediti di guerra, il che aprì i primi dissidi al suo interno. Dinanzi alla crisi della seconda Internazionale, peraltro, proprio i socialisti austriaci furono i principali promotori della Unione internazionale socialista o Internazionale di Vienna (detta anche «Internazionale due e mezzo»), che intendeva riunire i socialisti critici verso la guerra ma non favorevoli a trasformarla in rivoluzione proletaria, come chiesto da Lenin. Alla fine del conflitto, che determinò la crisi dell’impero austro-ungarico, mentre la sinistra del partito, che si riconosceva nell’esperienza della Rivoluzione sovietica e intendeva avviare un’esperienza socialista in Austria, usciva dalla SDAPÖ per dar vita al Partito comunista austriaco (KPÖ), fu proprio uno dei leader socialdemocratici, K. Renner, a diventare cancelliere e a proclamare la Repubblica (12 nov. 1918). Nel 1919 la SDAPÖ conquistò il governo di Vienna, avviando l’esperienza della Rotes Wien («Vienna rossa»), ma nell’ott. 1920 passò all’opposizione sul piano nazionale. Nel 1934, a seguito dell’avvento al potere del regime autoritario di E. Dollfuss, il partito fu messo fuori legge. Ricostituito nell’apr. 1945, assunse il nome di Partito socialista dell’Austria (SPÖ), mentre lo stesso Renner proclamava la nascita di un governo provvisorio e veniva quindi eletto presidente della Repubblica. Tra i fondatori dell’Internazionale socialista (1951), la SPÖ governò in coalizione col Partito popolare fino al 1966, per poi passare all’opposizione, tornare al governo da solo (1970-99), con i liberali e poi di nuovo con i popolari. Primo partito alle elezioni del 1999 col 33,2% dei voti, nel 2008 la SPÖ ha ottenuto il peggior risultato elettorale della sua storia, fermandosi al 29,7%, rimanendo tuttavia la principale forza politica del Paese. (voce Treccani)”,”MAUx-041″
“BAUGH Albert C. CABLE Thomas”,”A History of the English Language.”,”Albert C. Baugh, University of Pennsylvania, Thomas Cable, University of Texas”,”UKIx-135″
“BAUMAN Zygmunt”,”Memorie di classe. Preistoria e sopravvivenza di un concetto.”,”L’A è Prof di sociologia all’Univ di Leeds. Formatosi all’Univ di Varsavia vi ha insegnato fino al 1968. Poi P stato Prof all’Univ di Tel Aviv e di Haifa (dal 1968 al 1971).”,”TEOS-024″
“BAUMAN Zygmunt”,”Il disagio della postmodernità.”,”Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato sociologia all’Università fino al 1968, quando è stato cacciato perchè ebreo. Dal 1971 insegna sociologia all’Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista, Memorie di classe, La decadenza degli intellettuali, Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Le sfide dell’etica, Dentro la globalizzazione.”,”TEOS-037-FL”
“BAUMAN Zygmunt”,”La solitudine del cittadino globale.”,”Zygmunt Bauman è professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia. Tra le sue opere: Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Mortalità, immortalità e altre strategie di vita, Le sfide dell’etica, La società dell’incertezza, Dentro la globalizzazione, Le conseguenze sulle persone. Le politiche neoliberiste degli ultimi vent’anni hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell’individuo a scapito della dimensione collettiva.”,”TEOP-045-FL”
“BAUMAN Zygmunt”,”Le sfide dell’etica.”,”Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato sociologia all’Università fino al 1968, quando è stato cacciato perchè ebreo. Dal 1971 insegna sociologia all’Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista, Memorie di classe, La decadenza degli intellettuali, Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Le sfide dell’etica, Dentro la globalizzazione.”,”FILx-049-FL”
“BAUMAN Zygmunt”,”La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti.”,”Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato sociologia all’Università fino al 1968, quando è stato cacciato perchè ebreo. Dal 1971 insegna sociologia all’Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista, Memorie di classe, La decadenza degli intellettuali, Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Le sfide dell’etica, Dentro la globalizzazione.”,”TEOS-059-FL”
“BAUMAN Zygmunt”,”Modernità liquida.”,”Zygmunt Bauman (Pznan 1925 Leeds 2017) è stato un influente intellettuale del secondo Novecento. Ebreo, si rifugiò in Urss in seguito all’invasione nazista della Polonia. Tornato a Varsavia, si trasferì poi in Gran Bretagna, dove ha insegnato Sociologia presso l’università di Leeds (1971-1990). Di formazione marxista, dopo essersi occupato di questioni relative alla stratificazione sociale e al movimento dei lavoratori, ha studiato il rapporto tra modernità e totalitarismo, elaborando il concetto di “”società liquida”” “”Pierre Bourdieu rileva il legame esistente tra il crollo della fiducia e la minore propensione all’impegno politico e all’azione collettiva: la capacità di fare proiezioni future, sostiene Bourdieu, è la ‘conditio sine qua non’ di qualsiasi pensiero «trasformativo» e di qualsiasi tentativo di rianalizzare e cambiare lo stato di cose attuale (…)”” (pag 193)”,”TEOS-308″
“BAUMAN Zygmunt”,”Stranieri alle porte.”,”Zygmunt Bauman (Pznan 1925 Leeds 2017) è stato un influente intellettuale del secondo Novecento. Ebreo, si rifugiò in Urss in seguito all’invasione nazista della Polonia. Tornato a Varsavia, si trasferì poi in Gran Bretagna, dove ha insegnato Sociologia presso l’università di Leeds (1971-1990). Di formazione marxista, dopo essersi occupato di questioni relative alla stratificazione sociale e al movimento dei lavoratori, ha studiato il rapporto tra modernità e totalitarismo, elaborando il concetto di “”società liquida”” “”Senza nascondere sdegno e irritazione, Bauman denuncia gli «abomini morali», divenuti rapidamente ovvietà. Punta l’indice contro i politici che mostrano i bicipiti, quei populisti che, con promesse alettanti e truffaldine, trascinano i cittadini frustrati verso pericolose scorciatoie”” (pag VIII, prefazione) “”Ciò che alimenta queste reazioni difensive, sia nei confronti di minacce reali sia frutto dell’immaginazione, è la combinazione tra spostamenti di popolazione a livello internazionale e trasformazioni socio-economiche rapidissime, drastiche e senza precedenti» cui ancor oggi assistiamo. «In qualsiasi società urbanizzata vi sono luoghi in cui entriamo in contatto con stranieri: uomini e donne privi di radici che ci rammentano la fragilità o il vero e proprio disseccamento delle nostre radici familiari». Hobsbawm citava lo studioso ceco Miroslav Hroch, secondo cui il nazionalismo e l’etnia sono «un surrogato dei fattori di integrazione in una società in via di disgregazione. Quando vien meno la società, salta fuori il nazionalismo come estrema garanzia» (18). Hobsbawm ce lo ricorda dalla tomba: «loro», gli «stranieri», «possono, e devono, essere incolpati per tutto il malcontento e il senso d’insicurezza e di disorientamento che tanti di noi avvertono dopo questi quarant’anni, in cui la vita umana ha subito i più repentini e profondi sconvolgimenti che la storia ricordi». Come dicevano i nostri antichi progenitori – e noi incautamente e a nostro danno dimentichiamo -, «la storia è maestra di vita». Per la nostra stessa sopravvivenza, diamo ascolto a un maestro come Hobsbawm: leggiamo e rileggiamo un’opera pionieristica come ‘Nazioni e nazionalismo dal 1780’. La lezione che possiamo trarre da questo grande libro è che le società in crisi che ripongono le speranze in un salvatore, in un uomo (o donna) della provvidenza, cercano qualcuno che propugni un nazionalismo massiccio, militante, bellicoso, promettendo di lasciar fuori il pianeta globalizzato, richiudendo le porte che da tempo hanno perso (o hanno visto infrangere) i loro cardini e sono ormai inservibili”” (pag 54-55)] [(18) Eric J. Hobsbawm, ‘Nations and Nationalisms Since 1780. Programme, Myth, Reality’, Cambridge Unviersiy Press, Cambridge, New York, 190, trad. it. ‘Nazioni e nazionalismi dal 1780. Programma, mito, realtà’, Einaudi, Torino, 1991, pp. 201, 202, 204]”,”TEOS-309″
“BAUMAN Zygmunt”,”Memorie di classe. Preistoria e sopravvivenza di un concetto.”,”Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato sociologia all’Università fino al 1968, quando è stato cacciato perchè ebreo. Dal 1971 insegna sociologia all’Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista, Memorie di classe, La decadenza degli intellettuali, Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Le sfide dell’etica, Dentro la globalizzazione.”,”TEOS-103-FL”
“BAUMAN Zygmunt”,”L’Europa è un’avventura.”,”Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato sociologia all’Università fino al 1968, quando è stato cacciato perchè ebreo. Dal 1971 insegna sociologia all’Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista, Memorie di classe, La decadenza degli intellettuali, Modernità e Olocausto, Il teatro dell’immortalità, Le sfide dell’etica, Dentro la globalizzazione.”,”EURx-103-FL”
“BAUMGART Fritz”,”Das Kunstgeschichtsbuch. Von der Antike bis zur Gegenwart.”,”Cronologia internazionale di storia dell’ arte. Es. “”1421-69. S. Lorenzo in Florenz von Brunelleschi. Erste 3- schiffige kreuzförmige Basilika der Frührenaissance, mit Vierungskuppel und flachgedecktem Mittelschiff.”” (pag 94)”,”VARx-242″
“BAUMGART Winfried”,”Imperialism. The Idea and Reality of British and French Colonial Expansion, 1800-1914.”,”Lenin and Monopoly Capitalism (pag 111-112)”,”TEOC-005-FMDP”
“BAUMIER Jean”,”Ces banquiers qui nous gouvernent.”,”Jean Baumier, esperto di alta finanza, collaboratore di un grande settimanale, autore di varie opere di carattere economico, tra cui ‘La fin des maitres des forges’, giornalista, rivela qui i meccanismi della macchina bancaria internazionale. Traccia un ritratto dei managers che controllano la stanza dei bottoni, gli uomini d’affari, i grand commis che costituiscono una sorta di super-governo del pianeta. “”Le banquier est un conquérant qui sacrifie des masses pour arriver à un résultat caché; ses soldats sont les intérêts des particliers. Il a ses stratagèmes à combiner, ses embuscades à tendre, ses partisans à lancer, ses villes à prendre. La pluspart de ces hommes sont si contigus à la politique, qu’ils finissent par s’en mêler, et leur fortunes y succombent…”” (Honoré de Balzac, La Maison Nucingen)”,”ECOG-089″
“BAUMONT Maurice”,”L’ essor industriel et l’ imperialisme colonial, 1878-1904.”,”BAUMONT è Membre de l’Institut, Professeur honoraire à la Sorbonne.”,”RAIx-055″
“BAUMONT Maurice”,”La Faillite de la Paix. 1. De Rethondes a Stresa 1918 – 1935.”,”BAUMONT è membro dell’ Institut e Prof alla Sorbona.”,”RAIx-069″
“BAUMONT Maurice”,”Le origini della seconda guerra mondiale.”,”Maurice BAUMONT è uno dei maggiori conoscitori di questa materia. Si è laureato a Parigi con due tesi su ‘La grosse industrie allemande et le charbon’ e ‘La grosse industrie allemande et la lignite’, è divenuto ordinario di geografia commerciale al conservatorio d’ Arti e Mestieri e di storia contemporanea alla Sorbona. Dopo l’ armistizio del 1918 ha collaborato con A.F. PONCET e René MASSIGLI all’ ambasciata francese di Berna. Dal 1919 al 1927 ha vissuto a Berlino vicino ad esperti di cose tedesche come Emile HAGUENIN. Dal 1927 al 1940 è stato membro del segretariato internazionale della Società delle Nazioni.”,”RAIx-108″
“BAUMONT Maurice BERTHELOT Marcel”,”L’Allemagne, lendemains de guerre et de révolution.”,”Maurice Baumont, agrégés de l’Université, e M. Berthelot in missione in Germania Mobilitazione finanziaria dall’inizio della Grande guerra. (pag 110-112) “”Lorsque la guerre éclata, la mobilisation des finances allemandes s’effectua avec autant d’ordre et de célerité que la mobilitsation de l’armée. Tout avait été organisé pour que la richesse du pays fût mise immédiatement à la disposition du gouvernement. Dès 1911, l’Allemagne, instruite par l’expérience d’Agadir, s’était rendu compte qu’il ne lui suffisait pas d’être prête militairement à la guerre; il lui fallait encore être en mesure de supporter sans plier les charges financières énormes qu’une pareille crise occasionnerait, et de rétablir ensuite, aussi vite que possible, son équilibre économique. La guerre n’était-elle point conçue par les disciples de Bismarck comme un phénomène naturel qui, loin de rompre la continuité de l’histoire, s’intercale logiquement dans le cours des événements et favorise les progrès de la nation la plus forte, la meilleure? Bien avant 1914, l’Allemagne a trouvé des financiers et des économistes qui ont préparé, d’accord avec ses soldats, la réalisation de la guerre intégrale. La Reichsbank, sous l’énergique direction de son président, Rudolf Havenstein, est devenue l’organisme central chargé d’opérer cette mobilisation financière. Havenstein exerça une véritable dictature sur le monde bancaire; il s’attache à libérer les finances allemandes de l’influence du capital étranger, à augmenter les encaisses en retenant et en faisant rentrer la monnaie d’or. En 1914, l’Allemagne, sans compter sur d’autres ressources que les siennes, pouvait faire face aux dépenses d’une guerre que l’on espérait courte et brillante. Le 23 juillet, l’encaisse métallique de la Reichsbank atteignait 1.700 millions, et restait à peine inférieure de 200 millions à la somme totale du papier-monnaie mis en circulation. Le gouvernement, de son côté, s’était occupé d’assurer la couverture des frais causés par l’augmentation des armements. (…) Mais la guerre se prolongea, et les combinaisons financières d’Havestein s’écroulèrent par la force des choses. Tandis que l’Etat-Major rédigeait des bullettins de victoire pour soutenir le moral du peuple, le gouvernement; bien que ses ressources diminuassent de jour en jour, voulut persister, lui aussi, à inspirer confiance. Helfferich, qui devint ministre des Finances en 1915 et, un an plus tard vice-chancellier, attacha son nom à une politique de banqueroute déguisée dont les deux principes furent la multiplication des emprunts et la multiplications du papier-monnaie. Pendant quatre années, les finances de l’Allemagne vécurent presque exclusivement d’emprunts intérieurs et de papier. C’était un procédé dont on comprit plus tard le danger. Le sort des neuf emprunts de guerre était lié à celui de la victoire. Dès le jouir qu’elle fut battue, l’Allemagne se trouva formidablement gravée.”” (pag 110-112)”,”GERG-092″
“BAURMEISTER Carl Leopold, Adjutant Generale Major”,”Revolution in America. Confidential Letters and Journals 1776-1784 of Adjutant General Major Baurmaister of the Hessian Forces.”,”Hessians, from Hesse, Germany) (dell’omonima regione tedesca): dell’Assia loc agg Hessian n (native of Hesse, Germany) (abitanti dell’Assia) assiano, assiana nm, nf There are more than six million Hessians. Hessian n historical (soldier from Hesse, Germany) (storico: mercenario) assiano nm Great Britain hired hessians to fight in the American Revolutionary War. La Gran Bretagna arruolò degli assiani affinché combattessero nella guerra d’indipendenza americana. Gli Assiani (in inglese: Hessians; in tedesco: Hessische Truppen) erano soldati tedeschi del XVIII secolo reclutati come mercenari dal Regno di Gran Bretagna per prestare servizio e rafforzare le truppe del British Army in varie campagne di guerra; il loro nome derivava dallo stato tedesco dell’Assia-Kassel, dove erano in maggioranza reclutati. Il rapporto tra l’Assia e Hannover con la Gran Bretagna durante la Guerra di Indipendenza Americana è stato un argomento di interesse storico. Gli Assiani erano soldati tedeschi del XVIII secolo reclutati come mercenari dal Regno di Gran Bretagna per prestare servizio e rafforzare le truppe del British Army in varie campagne di guerra. Il loro nome derivava dallo stato tedesco dell’Assia-Kassel, dove erano in maggioranza reclutati 1. Durante la Guerra di Indipendenza Americana, gli Assiani furono impiegati dall’esercito britannico. Tuttavia, il loro contributo alla guerra fu limitato e non ebbe un impatto significativo sul risultato finale della guerra 12.”,”USAG-001-FSD”
“BAUSANI Alessandro a cura; scritti di I.A. KRYVELEV S.V. JUROVSKIJ A.A. POPOV M.I. SAHNOVIC J.A. LEBADA V.I. MIHEEV e altri”,”La religione nell’ URSS.”,”scritti di I.A. KRYVELEV S.V. JUROVSKIJ A.A. POPOV M.I. SAHNOVIC J.A. LEBADA V.I. MIHEEV e altri “”Plechanov si serve come sinonimo di convinzioni religiose, del termine “”elemento mitologico della religione””; egli identifica in tal modo la convinzione religiosa con quella mitologica, e le concezioni religiose in generale con la mitologia. Questi concetti non si possono identificare. Per illustrare il concetto che qui ci interessa , il termine più adatto è “”credenze””. (pag 263, I.A. Kryvelev) “”A suo tempo, il marxista olandese Pannekoek diede la seguente definizione “”dell’ aspetto essenziale della religine””: “”fede in un essere soprannaturale, che dirigerebbe il mondo e disporrebbe del destino degli uomini””. Contro tale definizione, Plechanov sollevò due obiezioni: in primo luogo, la religione è legata alla fede non in uno, ma in diversi esseri soprannaturali; in secondo luogo, l’ aspetto caratteristico della religione secondo Plekhanov è il credere nell’ esistenza non semplicemente di esseri soprannaturali, ma di una o più divinità””. (pag 263, idem) “”Ogni religione altro non è che il riflesso fantastico nella mente degli uomini di quelle forze esterne le quali dominano su di loro nella vita quotidiana; riflesso, in cui le forze terrene assumono aspetto sovrannaturale.”” (F. Engels, pag 243, cit. in A. Bausani, a cura, ‘La religione nell’ URSS’)”,”RELx-040″
“BAUSANI Alessandro”,”L’Islam. Una religione, un’etica, una prassi politica.”,”Dall’Atlantico al Pacifico oltre 600 milioni di fedeli. Alessandro BAUSANI (1921-1989), dopo esser stato ordinario dei lingua e letteratura persiana all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha insegnato Islamistica all’Università di Roma ed è stato direttore dell’Istituto di Studi Islamici presso quella Università. E’ autore di una ventina di volumi e di numerose pubblicazioni in riviste scientifiche italiane e straniere. Ha tradotto il Corano. “”(…) una conseguenza singolare è che, siccome solo all’ imam (sciita) spetta dichiarare (come al califfo sunnita) la guerra santa, la ‘si a’ – che pur mette la guerra santa come uno dei pilastri (arkan) dell’Islam alla pari della preghiera e del digiuno – ritiene impossibile farla, ora, in attesa del ritorno dell’imam, e la guerra santa è solo ammessa dagli sciiti in caso di estrema difesa contro attacchi nemici”” (pag 104-105)”,”RELx-001-FC”
“BAUSANI Alessandro, a cura”,”Testi religiosi zoroastriani.”,”‘La lingua pahlavi, conosciuta anche come medio persiano, è una fase storica della lingua persiana utilizzata principalmente durante l’Impero sasanide (III-VII secolo d.C.). Originariamente parlata nel sud-ovest dell’Iran, si diffuse in altre regioni, soppiantando gradualmente altre lingue e dialetti iranici 1. La lingua pahlavi è documentata attraverso una varietà di testi, tra cui iscrizioni, documenti amministrativi e opere religiose, come l’Avesta, il testo sacro dello zoroastrismo. La scrittura pahlavi deriva dall’aramaico del periodo achemenide e si sviluppò sia in carattere maiuscolo, utilizzato principalmente nelle iscrizioni, sia in carattere corsivo, usato per la comunicazione quotidiana. La letteratura pahlavi comprende opere di carattere religioso, cortese, sapienziali e d’intrattenimento, molte delle quali sono state trasmesse all’interno delle comunità zoroastriane d’India e d’Iran 3.’ (f. copilot) ‘Zoroastro, noto anche come Zarathustra, è stato un profeta e mistico iranico. La sua vita e il suo insegnamento sono strettamente legati all’antica Persia, che corrisponde all’odierno Iran 2. Sebbene non si conosca con precisione il periodo in cui sia vissuto, gli studiosi collocano la sua esistenza tra l’XI e il VII secolo a.C., con alcune ipotesi che lo situano addirittura nell’Età del Bronzo 2. La sua area geografica di attività è compresa tra gli odierni Afghanistan e Turkmenistan’. (idem)”,”RELx-002-FGB”
“BAVEREZ Nicolas”,”Raymond Aron. Un moraliste au temps des idéologies.”,”””Conflit est le père de tous les êtres, le roi de tous les êtres; aux uns il a donné formes de dieux, aux autres d’hommes. Il a fait les uns esclaves, les autres libres”” (Héraclite) in apertura “”‘Les Etapes de la pensée sociologique’ retiennent sept grands auteurs, Montesquieu, Comte, Marx, Tocqueville, Durkheim, Pareto et Weber, dont le choix était commenté en préambule. La présence de Montesquieu sonnait comme un manifeste en faveur d’une sociologie philosophique, qui se distinguait à la fois de Durkheim et de Talcott Parsons. ‘L’Esprit des lois’, par sa démarche comparative cherchant à cerner les variables des régimes et des Etats, introduisait la sociologie dans la philosophie politique. L’influence de Léon Brunschwicg joua également qui, dans ‘Les Progrès de la conscience dans la philosophie occidentale’, érigeait Montesquieu en figure du sociologique exemplaire par le recours à la méthode analytique contre la méthode synthétique qu’élaborènt au XIXe siècle Auguste Comte et ses successeurs. (…) Aron, comme à son habitude, joignait à un scrupuleux souci d’objectivité, qui l’amena à marquer l’importance de Durkheim en dépit des réticences qu’il éprouvait pour sa théorie totalisante du social, ou à critiquer Weber en dépit de la sympathie et de l’admiration qu’il nourrissait pour lui depuis sa jeunesse, un point de vue engagé: “”Je me réclame, dans la conclusion de la première partie, de l’école des sociologues libéraux, Montesquieu, Tocqueville, auxquels je joins Elie Halévy. Je le fais non sans une ironie (“”descendant attardé””) qui a échappé aux critiques de ce livre, déjà paru aux Etats-Unis et en Grande-Bretagne. Il ne me paraît pas inutile d’ajouter que je ne dois rien à l’influence de Montesquieu ou de Tocqueville dont je n’ai sérieusement étudié les oeuvres qu’au cours des dix dernières années. En revanche, j’ai lu et relu les livres de Marx depuis trente-cinq ans. J’ai plusieurs fois usé du procédé rhétorique du parallèle ou de l’opposition Tocqueville-Marx, en particulier dans le premier chapitre de l”Essai sur le libertés’. Je suis arrivé a Tocqueville à partir du marxisme, de la philosophie allemande et de l’observation du monde présent. Je n’ai jamais hésité entre ‘La Démocratie en Amérique’ et ‘Le Capital’. Comme la plupart des étudiants et des professeurs français, je n’avais pa lu ‘La Démocratie en Amérique’ quand, pour la première fois, ne 1930, je tentai, sans y parvenir, de me démontrer à moi-même que Marx avait di vrai et que le capitalisme était une fois pour toutes condamné par ‘Le Capital’. Je continue, presque malgré moi, à prendre plus d’intérêt aux mystères du ‘Capital’ qu’à la prose limpide et triste de ‘La Démocratie en Amérique’. Mes conclusions appartiennent à l’école anglaise, ma formation vient surtout de l’école allemande (1)”” ((1) Raymond Aron, ‘Les Etapes de la pensée sociologique’, p. 21)”” [Nicolas Baverez, Raymond Aron. Un moraliste au temps des idéologies, 2006] (pag 404-405) [Nicolas Baverez, Raymond Aron. Un moraliste au temps des idéologies, 2006] Baverez è uno storico ed economista, scrive su Le Point, Echos e sul Monde. Nicolas Baverez Wikip: Nicolas Baverez à l’université d’été du MEDEF en 2009. Nicolas Baverez Écouter, né le 8 mai 1961 à Lyon et avocat depuis 1998, est un essayiste français. Normalien de la rue d’Ulm (promotion 1980) et énarque (promotion Michel de Montaigne, 1988), il est également docteur en histoire et agrégé de sciences sociales1. Sa pensée a été fortement influencée par Raymond Aron. Sommaire [masquer] 1 Parcours 2 Pensée 3 Publications 4 Distinctions 5 Notes et références 6 Liens externes Parcours[modifier] Nicolas Baverez entre à l’École normale supérieure en 1980 ; durant sa scolarité à l’ENS, il obtient un diplôme de Sciences Po Paris (1982), un DEA d’histoire à l’Université Paris I Panthéon-Sorbonne (1983), et passe avec succès le concours d’agrégation en sciences sociales (1983). En 1986, il soutient sa thèse de doctorat-ès-lettres en histoire sur le thème Chômages et chômeurs dans les années 1930. Il intègre l’ÉNA en 1986. En 1988, Nicolas Baverez est nommé auditeur à la Cour des comptes, puis conseiller référendaire trois ans plus tard. De 1993 à 1995, il est membre du cabinet de Philippe Séguin, alors Président de l’Assemblée nationale, chargé des problèmes économiques et sociaux. De 1995 à 1998, il occupe chez Fimalac le poste de directeur de la communication et du développement. En 1998, il rejoint le barreau de Paris et devient associé chez Brandford-Griffith & Associés, en charge de l’activité de droit public économique. En 2004, il quitte ce cabinet pour Gibson, Dunn & Crutcher LLP1, pour qui il gère les intérêts, entre autres, des compagnies de chemin de fer française et britannique dans le conflit qui les oppose à Eurotunnel. Il est également inscrit au Barreau de Los Angeles. Depuis 2002, Nicolas Baverez est membre du comité d’éthique entrepreneuriale du MEDEF (Mouvement des entreprises de France)2. Il est également membre du comité directeur de l’Institut Montaigne3, et y préside le groupe de travail Affaires étrangères et défense. Nicolas Baverez est éditorialiste pour l’hebdomadaire Le Point4, il l’a longtemps été pour Les Échos et écrit pour Le Monde5, autant de tribunes qui lui valent d’être considéré comme chef de file des « déclinistes ». Depuis septembre 2008 il intervient de façon bimensuelle sur France Culture dans l’Économie en questions6 animé par Olivier Pastré. Il est membre du Comité de direction de la revue Commentaire, du comité international de parrainage de la revue Politique américaine et du comité éditorial de la revue Géoéconomie. Depuis 1995, il enseigne à l’École nationale d’administration. En 2008, Nicolas Baverez est membre du Conseil d’administration de l’université Jean Moulin Lyon 3 auquel il a été nommé par le président Hugues Fulchiron au titre des personnalités extérieures. Il a participé aux conférences Bilderberg de 20097, 20118 et 20129. Pensée[modifier] Nicolas Baverez est libéral (il écrit : « L’antilibéralisme est un fléau qui se trouve au principe du déclin et de la régression de la France10 »). Il est l’un des principaux représentants d’un courant qui se veut décrire avec réalisme la situation économique de la France et que ses opposants qualifient de « décliniste »11,12 : Nicolas Baverez dénonce un déclin relatif de la France par rapport au reste du monde dont il situe les causes dans l’intervention trop forte et à mauvais escient de l’État dans l’économie ou la fiscalité trop lourde. La France, selon lui, reste le seul pays développé qui s’échine à maintenir le modèle « caduc » d’économie fermée et administrée des années 196013. Publications[modifier] L’Impuissance publique (en collaboration avec Denis Olivennes), Calmann-Lévy, 1994 (ISBN 2702118224) L’ Invention du chômage (en collaboration avec Robert Salais et Bénédicte Reynaud-Cressent),Presses Universitaires de France – PUF, 1999 (ISBN 978-2130499435) Raymond Aron, un moraliste au temps des idéologies, Flammarion, 1997 (ISBN 2080667769), Flammarion, 2005 (ISBN 208210494X) ; Édition poche : Flammarion, 1999 (ISBN 2080813323), Perrin, 2006 (ISBN 2262025517) Les Trente Piteuses, Flammarion, 1998 (ISBN 2082115682). Édition poche : Flammarion, 1999 (ISBN 2080814125) La France qui tombe : Un constat clinique du déclin français, Perrin, 2003 (ISBN 2262021635) ; Édition poche : Perrin, 2006 (ISBN 2262025436) La Revanche de l’histoire, Flammarion, 2004 (ISBN 2082102289) Comment va la France ? La grande enquête du Monde (en collaboration avec Daniel Cohen, et Jean-Paul Fitoussi), Éditions de l’Aube, 2004 (ISBN 287678937X) Dictionnaire d’histoire, économie, finance (en collaboration avec Frédéric Teulon & Guillaume Bigot),Presses Universitaires de France – PUF, 2004 (ISBN 9782130543183) Aron : Penser la liberté, penser la démocratie, Gallimard, 2005 (ISBN 2070775771) Le chômage, à qui la faute?, (en collaboration avec Jean-Baptiste de Foucault, Alain Minc & Alain Houziaux), Editions de l’Atelier, 2005 (ISBN 9782708238008) Nouveau monde, vieille France, Perrin, 2006 (ISBN 2262024189) Psychanalyse de l’antilibéralisme : Les Français ont-ils raison d’avoir peur ?, Saint-Simon, 2006 (ISBN 2915134243) Vieux pays, siècle jeune : La France et le monde 2001-2005, Perrin, 2006 (ISBN 2262024189) Que faire ? Agenda 2007, Perrin, 2006 (ISBN 2262025207) ; Édition poche : Perrin, 2007 (ISBN 9782262026158) En route vers l’inconnu, Perrin, 2008 (ISBN 9782262029487) Après le déluge. La grande crise de la mondialisation, Perrin, 2009 (ISBN 9782262032005)”,”TEOS-207″
“BAVEREZ Nicolas”,”Francia: il declino.”,”Nato nel 1961, Nicolas Baverez ha coronato la sua formazione frequentando la prestigiosa Ecole Nationale d’Administration, fucina dell’élite amministrativa francese. Abbandonata la funzione pubblica per esercitare con successo l’attività di avvocato specializzato in questioni economiche, ha praticato, in parallelo, una brillante attività di saggista pubblicando diverse riflessioni a carattere storico ed economico ed una biografia di Raymond Aron. Editorialista per il quotidiano Le Monde ed il settimanale Le Point, è membro del Comitato di Direzione della rivista Commentaire. É stato uno stretto collaboratore di Philippe Séguin, quando quest’ultimo era Presidente dell’Assemblée Nationale. Collabora attualmente con il Corriere della Sera.”,”FRAV-018-FL”
“BAYARD Jean-Pierre”,”Le Compagnonnage en France.”,”ANTE3-39 “”Science sans conscience, c’est la mort de l’âme”” Rabelais (in Bayard, Le Compagnonnage) Le terme compagnonnage désigne principalement une branche du mouvement ouvrier français, célèbre pour son Tour de France, qui connut l’apogée de sa renommée avec Agricol Perdiguier au milieu du XIXe siècle avant de disparaître presque entièrement suite à l’industrialisation, à la transformation de l’apprentissage et à l’autorisation des syndicats ouvriers [1]. Il a cependant échappé à l’extinction au début du XXe siècle [2] avant de connaître une période de renouveau. Le compagnonnage a également été pratiqué plus marginalement en Belgique, et sous une forme un peu différente au Canada et en Allemagne. Mais il ne s’est jamais implanté en Grande-Bretagne, dans laquelle une autre forme d’organisation, les « sociétés amicales » ont succédé aux confréries et corporations du Moyen Âge.”,”MFRx-305″
“BAYAT Assef”,”Workers and Revolution in Iran.”,”Assef BAYAT ha studiato alla Univ of Kent a Canterbury e è attualmente visiting Research Fellow al Center for Middle Eastern Studies, Univ of California, Berkeley. Scrive pure su Monthly Review.”,”MVOx-003″
“BAYAT Assef”,”Workers and Revolution in Iran.”,”Proletarizzazione. Tabella 4-6. Compozione etnica degli operai delle fabbriche di Teheran (1981-82). (pag 43)”,”MVOx-003-FV”
“BAYLE Pierre, a cura di Gianfranco CANTELLI”,”Dizionario storico-critico. Vol. I.”,”BAYLE Pierre, nato a Carla, nel Tolosano, nel 1647 da famiglia calvinista, per seguire i corsi di filosofia presso il collegio dei gesuiti a Tolosa si convertì al cattolicesimo, ma al termine del corso riabbracciò il calvinismo. Al centro di tutte le polemiche religiose del suo tempo, si attirò numerose persecuzioni che lo costrinsero a passare continuamente da una città all’ altra, da Ginevra a Parigi, da Sedan a Rotterdam, dove morì nel 1706. Critico irriducibile di ogni certezza dogmatica, BAYLE raccolse nelle 2039 fittissime voci del Dizionairo tutto il materiale che un’ erudizione criticamente sorvegliata poteva mettere al servizio del dibattito culturale e religioso contemporaneo. La selezione operata da CANTELLI ha raccolto voci da cui emergono chiaramente lo scetticismo e la miscredenza di BAYLE e i caratteri di un’ opera che aprì la via all’ Enciclopedia e al pensiero moderno. La protesta dell’ avversario. “”Dai tempi di Lutero e di Calvino non credo che si trascorso un anno senza che sia stata rivolta loro l’ accusa di fare Dio autore del peccato. Il professore di cui parlo riconosce che per quanto riguarda Lutero questa accusa è giusta; i luterani sostengono oggi la stessa accusa contro Calvino. I cattolici romani la sostengono tanto contro l’ uno che contro l’ altro. I gesuiti la sostengono contro i giansenisti. Coloro che sono un po’ più equi e moderati non considerano come un atto di cattiva fede la protesta sollevata dall’ avversario che dichiara di non imputare a Dio il peccato dell’ uomo e quindi di non farne Dio l’ autore; convengono cioè che l’ avversario non professa questa dottrina formalmente e ammettono che non vede tutto il significato implicito del suo dogma, ma aggiungono che “”protestatio facto contraria nihil valet”” (1) e che se quegli cercasse di definire esattamente ciò che Dio avrebbe dovuto necessariamente fare per essere l’ autore del peccato di Adamo, troverebbe che, secondo il dogma da lui stesso stabilito, Dio ha fatto tutto ciò che bisognava fare per essere tale. Voi fate dunque – aggiungono – tutto il contrario di ciò che faceva Epicuro: negava in fondo che esistessero degli dèi e purtuttavia diceva che ve ne erano; voi al contrario negate con le vostre parole che Dio sia l’ autore del peccato, ma in fondo è proprio questa la dottrina che professate””. (pag 57-58)”,”FILx-284″
“BAYLE Pierre, a cura di Gianfranco CANTELLI”,”Dizionario storico-critico. Vol. II.”,”Nulla dal nulla. “”Questo principio degli antichi, ex nihilo nihil fit, “”nulla si fa da nulla””, si presenta incessantemente alla nostra immaginazione e risplende di una luce così vivida da constringerci a desistere dall’ impresa non appena avessimo cominciato a concepire qualcosa sulla creazione; che un Dio, poi, infinitamente buono, infinitamente santo, infinitamente libero, che poteva fare delle creature sempre sante e sempre felici, abbia invece preferito che fossero malvage e infelici per l’ eternità, è una cosa inconcepibile per la nostra ragione, tanto più che essa non è in grado di capire come sia possibile accordare la libertà dell’ uomo con le qualità di un essere tratto dal niente.”” (pag 415) Contro Spinoza. “”Siffatta ipotesi porta a concludere che questa causa necessaria, non ponendo alcun limite alla sua potenza, e non avendo come regola delle sue azioni né la bontà né la giustizia né la sapienza, ma la sola forza infinita della propria natura, ha dovuto modificarsi secondo tutte le realtà possibili, per cui, gli errori, i delitti, il dolore e la tristezza, modalità altrettanto reali quanto le verità, le virtù e i piaceri, sono dovuti entrare a far parte dell’ universo. Spinoza credeva di soddisfare in tal modo alle obiezioni dei manichei contro l’ unità di questo principio (…). Spinoza risponderebbe: poiché il mio principio ha la potenza di fare il bene e il male, e poiché fa tutto ciò che può fare, è necessario che nell’ universo ci siano tanto il bene che il male. Ponete ora – ve ne prego – su di una esatta bilancia, i tre inconvenienti che Spinoza ha voluto evitare e le stravaganti e abominevoli conseguenze dell’ ipotesi da lui seguita: troverete che la sua scelta non è stata né quella di un uomo dabbene né quella di un uomo intelligente.”” (pag 416, Benedetto Spinoza (pag 355-459))”,”FILx-285″
“BAYLE Pierre, a cura di Gianfranco CANTELLI”,”Pensieri diversi scritti a un dottore di Sorbona in occasione della cometa apparsa nel mese di dicembre 1680 (Pensieri sulla cometa); con l’ ‘Aggiunta’ pubblicata il 1694.”,”‘Bayle è stato l’uomo, secondo Marx (cfr. La sacra famiglia, VI, 2), che avrebbe tolto ogni credito alla metafisica’ (vedi di seguito): Pierre Bayle ( http://www.filosofico.net/bayle.htm) A cura di Ernesto Riva Pierre Bayle nacque a Carla, vicino a Tolosa, nel 1647 da famiglia protestante (il padre era un modesto ministro calvinista). Apprese il latino e il greco sotto la guida del padre e, dopo aver frequentato la scuola del paese natale, entrò nel 1666 nell’accademia di Puylaurens. Si trasferì successivamente a Tolosa e qui si convertì al cattolicesimo, rompendo con la propria famiglia. Ma nel 1670 abiurò il cattolicesimo e ritornò alla religione riformata. Alla fine del 1675 fu nominato professore di filosofia dapprima all’Accademia protestante di Sedan, poi a quella di Rotterdam, svolse un’intensa attività pubblicistica difendendo la tolleranza religiosa e la libertà di pensiero. La tolleranza religiosa trova il suo fondamento, secondo Bayle, nell’obbligo di ciascuno di seguire unicamente il giudizio della propria coscienza, obbligo che non può essere contrastato o impedito con la violenza anche se si tratta di una coscienza errante. Nel 1682 pubblicò i Pensieri sulla cometa, che costituiscono la sua prima presa di posizione contro il valore della tradizione come criterio o garanzia di verità. Nel 1684 iniziò la pubblicazione delle “Nouvelles de la République des Lettres”, un periodico letterario di grande diffusione e fortuna, che lo accreditò come protagonista della vita intellettuale europea. La critica di Bayle diventerà ancora più radicale nel Dizionario storico e critico (1697), che è la sua opera fondamentale. Morì nel 1706. Ragione e storia Il modo in cui il Dizionario storico critico è stato condotto rivela il compito negativo e critico che Bayle attribuisce alla ragione umana. La ragione risulta però purtroppo incapace di dirimere le dispute: essa è adatta soltanto a far conoscere all’uomo le sue tenebre e la sua impotenza. È più onesto riconoscere l’incapacità della ragione e accettare umilmente la parola di Dio, anziché ingannare se stessi con prove fittizie e dimostrazioni inconcludenti. Tuttavia c’è un altro insegnamento positivo e che è quello che Bayle esprime dicendo: “Non c’è nulla di insensato che ragionare contro i fatti”. Egli ritiene che bisogna risalire alle fonti di ogni testimonianza, vagliarla criticamente rispetto all’intento esplicito o sottinteso del suo autore, e rigettarla ogni volta che appaia infondata o sospetta. Da questo punto di vista, possiamo considerare Bayle il fondatore della acribia storica (rigore critico, precisione). Uno storico, per Bayle, “deve essere attento solo agli interessi della verità e deve sacrificare a questa il risentimento di un’ingiuria, il ricordo di un beneficio e l’amore stesso della patria”. Bayle ritiene disonesto per il filosofo o il teologo ignorare o chiudere gli occhi di fronte alle contraddizioni della propria dottrina almeno quanto è disonesto per lo storico ignorare o alterare i fatti. Pensieri sulla cometa Bayle è stato l’uomo, secondo Marx (cfr. La sacra famiglia, VI, 2), che avrebbe tolto ogni credito alla metafisica. Non solo. Egli avrebbe annunziato la società atea, la quale avrebbe dovuto cominciare presto ad esistere mediante la dimostrazione che una società di puri atei poteva esistere, che un ateo può essere un uomo rispettabile, che l’uomo non si degrada con l’ateismo ma soltanto con la superstizione e l’idolatria! L’occasione della celebre controversia sull’ateismo e della tesi difesa dal Bayle, fu l’apparizione nel 1680 di una cometa che mise in subbuglio tutta l’Europa poiché le masse la giudicavano un segno divino come presagio di malaugurio, foriero di fatti e eventi funesti: un castigo evidentemente e soprattutto contro quanti coltivavano l’incredulità e professavano l’ateismo. La tesi che Bayle sviluppò nei Pensieri diversi era contro ogni allarmismo superstizioso, ossia che nel caso non si trattava affatto di un segno straordinario di Dio, ma di un evento del tutto naturale. L’attribuire ogni fatto straordinario della natura a un miracolo o intervento speciale di Dio, il vedere in tali fatti dei presagi divini come fanno certi cristiani può essere un fomentare la superstizione e l’idolatria. I cristiani, se non vogliono ripetere l’errore dei pagani, farebbero meglio ad attribuirli alle cause naturali cioè alle leggi generali della natura stabilite da Dio, che non appellarsi a volontà particolari di Dio destinate a produrre miracoli. Quindi ciò che il Bayle vuole affermare è un criterio di sobrietà teologica: non nega affatto né la realtà né la possibilità dei miracoli ma, partendo dal caso specifico della comparsa della cometa, osserva che 1) simili fatti possono essere semplicemente naturali; 2) che non hanno affatto il carattere di un presagio divino, ossia non implicano una particolare connessione con la divina provvidenza ed i suoi rapporti con l’uomo e col governo del mondo; 3) un simile rapporto tornerebbe a tutto vantaggio dell’idolatria e della superstizione più che a danno e confutazione dell’ateismo. La polemica sull’ateismo Anzi – e qui Bayle entra nel vivo della questione – si può affermare che Dio abomina più l’idolatria e la superstizione, che pongono falsi dèi, che non l’ateismo. L’ateismo è semplice rifiuto, mentre l’idolatria è detta da Dio stesso furto e peggio ancora prostituzione. Più grave è errare sull’essenza del concetto stesso di Dio e adorare per Dio le creature, che non avere nessun concetto di Dio e non rendergli alcun onore. Infatti, basta scorrere la mitologia pagana che presenta gli dèi implicati in ogni sorta di brutture, per persuadersi che il genere umano era assai più corrotto nell’idolatria di quanto non possa esserlo nella semplice privazione della religione. Bayle osserva inoltre che, benché senza una grazia speciale nessun uomo possa, secondo la teologia, operare per il puro amore di Dio, pure l’uomo può comportarsi onestamente e fare buone azioni per i soli motivi umani, per inclinazione, per amore della lode o paura del biasimo: perciò può darsi benissimo che alcuni cosiddetti atei, benché privi di ogni religione, osservino una forma di convenienza e onestà civile. Perciò atei come Epicuro e Plinio potevano ben avere una vita onesta e regolata. Non è vero allora che l’ateo debba essere senz’altro immorale e immerso in ogni sorta di vizi, né basta sapere che una cosa è proibita da Dio per evitarla. L’ateismo è perciò minore ingiuria a Dio che non la negazione dei suoi attributi fondamentali e soprattutto della sua santità. È minore errore concepire Dio separato e disinteressato dal mondo, che non pensarlo dipendente dal medesimo come fa il paganesimo. In sintesi, il confronto non è perciò fra religione e ateismo in generale, ma fra paganesimo come religione corrotta e l’ateismo di alcuni, i quali possono aver ispirato la loro vita a principi di onestà e correttezza naturale. Il risultato del confronto è quindi che si possono dare persone che si dicono religiose, le quali conducono una vita disonesta, e persone che sono e si dicono atee, le quali conducono una vita onesta. In conclusione è dunque innegabile che lo scritto di Bayle sulle comete (si ricordi che siamo alla fine dei Seicento) tenda a togliere l’impressione di orrore che può suscitare l’ateismo e ad incutere un certo rispetto verso la categorie degli atei speculativi o teorici e a diffondere una esplicita accusa o sospetto di ipocrisia o di insufficienza verso la religione in generale. Quello che ha sollevato esplicitamente Bayle è in altri termini il problema dei rapporti fra morale e religione, che è tutt’altro che semplice. La morale e la religione sono correlate o devono essere autonome? In Bayle sembra che l’uomo possa arrivare a fare il bene anche partendo dalla negazione radicale di ogni religione. Qualunque sia stata l’intenzione di Bayle, il suo influsso sull’illuminismo e sul materialismo ateo dei secoli seguenti è stato enorme. Gli atei gli riconoscono il merito di aver messo fine alla loro clandestinità e di aver riconosciuto il patente diritto di uscire in pubblico e a fronte alta.”,”FILx-338-FF”
“BAYLE Pierre, scelta a cura di Gian Piero BREGA”,”Pensieri sulla cometa e Dizionario storico e critico.”,”‘Visse e morì da saggio: fra gli infiniti elogi che sono stati tributati a Bayle, questo di Voltaire, nella sua tacitiana brevità, è forse il più completo e commosso. L’uomo che gettò lo scompiglio nella cultura accademica settecentesca, che lasciò ai philosophes e agli enciclopedisti uno stile polemico lucido e agguerrito, che vide arridere alle proprie opere successi inauditi, che fu infine perseguitato e colpito con accanimento feroce da ua formidabile coalizione di fanatici, quest’uomo conservò sempre intatta, nella buona come nell’avversa fortuna la dignità e l’imperturbabilità di un filosofo antico. I suoi scritti lo misero in contatto con le più forti personalità d’allora, da Arnauld a Leibniz, che si fecero un punto d’onore di entrare in polemica con lui per misurarsi col suo invincibile spirito critico, la sua mirabile dialettica: egli venne così a trovarsi al centro della cultura europea, ma con discrezione e modestia, tanto che parve quasi non accorgersene. La sua vita è nelle sue opere: in esse ritroviamo l’ardore antidogmatico, la concezione di una ragione critica e spregiudicata, la libertà intellettuale, la tolleranza, l’autonomia della morale: posizioni, queste, che egli tenne e difese senza retorica, spinto solo dalla sua aperta coscienza di uomo nuovo, impegnato costantemente in ogni atto e in ogni pensiero nella lotta contro l’oscurantismo. In questa antologia vengono presetnate per la prima volta in traduzione italiana opere come ‘La Cometa’ e il ‘Dizionario Storico e Critico’, che nel settecento ebbero immensa fortuna. In quarant’anni, del solo ‘Dizionario’ si contarono undici edizioni e un paio di traduzioni inglesi: successo, per quell’epoca veramente clamoroso. Poi Voltaire e gli enciclopedisti, diretti eredi dello spirito bayliano, parvero eclissarne lo splendore, e l’autore della ‘Cometa’ fu più citato che letto”” (risvolto di copertina) Storico, filosofo e polemista (La Carla, Ariège, 1647 – Rotterdam 1706). La produzione di B., nata da intenti polemici e ispirata al razionalismo, trova la sua migliore espressione nel Dizionario storico-critico (1695-96), in cui le erudite voci biografiche diventano lo spunto per la discussione di grandi problemi filosofici. B. difese il principio della tolleranza religiosa e considerò possibile una società di atei. (Trec.) «La persuasione che l’ateismo sia il peggior stato in cui ci si possa trovare è la conseguenza di un falso pregiudizio concernente la luce della coscienza». Pierre Bayle è stato un filosofo, scrittore e storico francese (wikip)”,”FILx-586″
“BAYLY Christopher A.”,”The Birth of the Modern World, 1780-1914. Global Connections and Comparisons.”,”Christopher A. Bayly is Vere Harmsworth Professor of Imperial and Naval History at the University of Cambridge and a Fellow of St Catharine’s College, Cambridge. List of Illustrations, Photo, List of Maps and Tables, Series Editor’s Preface, Acknowledgments, Notes and Conventions, Introduction, Notes, Bibliography, Index,”,”ECOI-149-FL”
“BAYLY Christopher A.”,”La nascita del mondo moderno, 1780-1914.”,”Christopher Alan Bayly è tra i più autorevoli storici dell’India e dell’Impero britannico. Oggi dirige il Centre of South Asian Studies dell’Università di Cambridge.”,”STOU-041-FL”
“BAYNAC Jacques”,”Les socialistes revolutionnaires.”,”Nato nel 1939, Jacques BAYNAC è uno storico specialista nella storia dei movimenti rivoluzionari. Ha pubblicato varie opere sulla rivoluzione russa. Si è interessato al terrorismo bolscevico prima della rivoluzione (Kamo, l’homme de Lenine) e al terrorismo di Stato post-rivoluzione (Le Terreur sous Lenine). Ha pubblicato una storia del 1° maggio (Mai retrouvé). Collabora occasionalmente a ‘Liberation’ e alla rivista ‘Libre’.”,”RIRx-063″
“BAYNAC Jacques”,”Kamo. L’ uomo di Lenin. Una biografia.”,”Semion Ter PETROSIAN nasce a Gori in Georgia nel 1882 e muore per incidente nel 1922. In quel momento svolgeva la carica di capo delle dogane in Transcaucasia.”,”RIRB-041″
“BAYNAC Jacques in collaborazione con Alexandre SKIRDA e Charles URJEWICZ; scritti di Jacques BAYNAC S.P. MELGUNOV W. WOITINSKY J. MARTOV A. SKIRDA D. CHARACHIDZE’ R. DUGUET I.Z. STEINBERG”,”La terreur sous Lenine, 1917-1924.”,”Contiene dedica dell’ A a J.F. Chiappe Scritti di Jacques BAYNAC S.P. MELGUNOV W. WOITINSKY J. MARTOV A. SKIRDA D. CHARACHIDZE’ R. DUGUET I.Z. STEINBERG. “”Dopo la prima grande retata degli anarchici nella primavera del 1918, le persecuzioni a loro riguardo si succedono in una catena ininterrotta, in tutta la Russia, durante gli anni seguenti, prendendo un carattere sempre più sfrenato e impudente. (…) Nel 1919, nello stesso tempo che le persecuzioni contro gli anarchici di Russia, che continuano bellamente, cominciano le persecuzioni sistematiche verso gli anarchici d’ Ucraina. (…) Durante l’ estate dello stesso anno, dopo il famoso ordine n° 1824 di Trotsky, che dichiarava fuori legge il movimento makhnovista, gli anarchici furano arrestati e fucilati assieme ai makhnovisti. (…)””. (pag 179-180)”,”RIRO-288″
“BAYNAC Jacques”,”Kamo. L’uomo di Lenin. Una biografia.”,”Semion Ter Petrosian (Kamo) nasce a Gori in Georgia nel 1882 e muore per incidente nel 1922. In quel momento svolgeva la carica di capo delle dogane in Transcaucasia. “”Il brigante del Caucaso come lo chiama Lenin scherzando”” (Medvedjeva Ter Petrosan) “”Secondo Trotzkij, uno dei maggiori protagonisti di questa prima rivoluzione russa, “”dal 9 gennaio 1905 fino alla convocazione della prima ‘duma’ di Stato [lo pseudo parlamento concesso dallo zar per spezzare la rivoluzione, accogliendo apparentemente le richieste dei liberali e dei borghesi], che ebbe luogo il 27 aprile 1906, il governo dello zar fece massacrare più di 15.000 persone; circa 20.000 furono ferite (e di queste molte morirono); 70.000 individui furono arrestati, deportati incarcerati”” (2). In ogni modo, i dati della ‘Strana’ non comprendono le vittime dei pogrom, il più famoso dei quali è quello di Kisinev. Dimenticano anche le numerosissime vittime armene e musulmane dei massacri razziali attuati nel 1905 nell’Azerbaigian e in Armenia, che si svolsero in un’atmosfera di terrore raramente eguagliata nella storia. In un periodo di calma, il console di Francia a Baku, Jules Claine, scriveva: “”Da nessuna parte la vita umana è meno rispettata (di qui); non passa giorno senza assassinii; l’autorità esiste solo di nome; la plebaglia rispetta solo la ‘nagajka’ (frusta) cosacca; e il governatore generale, forse lo stesso zar, senza questo necessario strumento del potere, sarebbero disconosciuti e rovesciati””. L’astio contadino, il grugnito borghese, la collera operaia, unendosi, misero il trono in pericolo. Al pope Gapon toccò l’onore di aprire le ostilità. Una repressione feroce fu la risposta a quella che in un primo tempo era solo un’ingenua contestazione. I partiti rivoluzionari, ripresisi dalla sorpresa, reclamarono la convocazione di una Assemblea nazionale, la ‘duma’ di stato. Aggrappati a questa rivendicazione, che significava concretamente la fine dell’assolutismo, sorretti da un’ondata che veniva dal profondo e che gonfiava gli effettivi di tutti i partiti – più di una ventina – essi si sforzarono di organizzare il movimento. La loro divisione non facilitò il compito. All’interno dall’estrema sinistra russa c’erano tre tendenze principali, quella degli anarchici, quella dei socialisti rivoluzionari (SR) e quella del partito operaio socialdemocratico russo (POSDR)”” (pag 13-14, introduzione) [(2) Trotskij, 1905]”,”RIRB-005-FV”
“BAYNE E.A.”,”Four ways of politics. Italy, Somalia, Israel, Iran. The dynamics of political partecipation as exhibited in four countries caught up in the process of modernization.”,”Biografia succinta di BAYNE in retrocopertina.”,”ITAP-015″
“BAZARD Armand RODRIGUES O. ENFANTIN”,”Doctrine de Saint-Simon. Exposition premiere année 1829. Nouvelle edition.”,”Contiene: Digression sur l’ouvrage intitulé: Troisieme cahier du Catechisme des Industriels, par Auguste COMTE, éleve de SAINT-SIMON. L”Esposizione’ fu un’opera collettiva. BAZARD fu l’oratore designato. Raramente fu rimpiazzato da Olindo RODRIGUES ed ENFANTIN. Le lezioni di BAZARD urono soventemente redatte da CARNOT. FOURNEL e DUVEYRIER parteciparono pure loro a questo lavoro. Il testo prima della stampa fu rivisto da BAZARD ed ENFANTIN. Claude-Henry SAINT-SIMON (Parigi 1760-1825) filoso e pensatore pol francese ebbe vita avventurosa fin da giovane. All’età di sedici anni si recò oltre oceano a combattere a fianco degli insorti nella guerra d’ indipendenza americana. Tornato in FR sostenne la Rivoluzione francese. E’ considerato uno dei fondatori del socialismo utopistico. Nei suoi scritti propugnò la creazione di un’ organizzazione sociale retta da uomini di scienza e industriali a beneficio dell’intera popolazione. I seguaci di S-S svilupparono le sue idee dopo la sua morte. L’opera principale di S-S è ‘Le nouveau Christianisme’ (1825). BAZARD (1791-1832) con ENFANTIN fu il principale esponente del sansimonismo.”,”SOCU-033″
“BAZAROV V. ZINOVIEV G. ILIN V. KAMENEV J. R. LUXEMBURG, NEVZOROV J., ORLOVSKIJ P. K. RENNER N. ROZKOV H. ROLAND-HOLST P. RUMJANCEV J. STEKLOV M. TAGANSKIJ A. FINN-ENOTAEVSKIJ”,”Karl Marx (1818-1883). Per il 25° anno dal giorno della sua morte, 1883 – 1908.”,”Altri autori: K. RENNER, N. ROZKOV, H. ROLAND-HOLST, P. RUMJANCEV, J. STEKLOV, M. TAGANSKIJ, A. FINN-ENOTAEVSKIJ.”,”MADS-143″
“BAZZANI Fabio”,”Il tempo dell’esistenza. Stirner, Hess, Feuerbach, Marx.”,”BAZZANI Fabio (Empoli, 1955) svolge attività di ricerca presso l’Accademia toscana di scienze e lettere ‘La Colombaria’ e collabora alla cattedra di filosofia morale dell’Università di Firenze. “”””Sotto l’apparenza di un riconoscimento dell’uomo, l’economia politica, il cui principio è il lavoro, è, piuttosto, soltanto la conseguente effettuazione del rinnegamento dell’uomo, dacché l’uomo non sta più in una tensione esterna verso l’esistenza esteriore della proprietà privata, bensì è diventato esso stesso questo essere teso della proprietà privata. Ciò ch’era prima un ‘trovarsi fuori’, una reale espropriazione dell’uomo, è semplicemente divenuto l’azione dell’espropriarsi, dell’alienarsi”” (Marx, Manoscritti, p. 318). Dunque è il lavoro, la ‘Arbeit’, non la ‘Tätigkeit’, il principio dell’economia politica, ovvero il lavoro nella forma della mercificazione, l’attività produttiva che non corrisponde all’attività come essenza attiva della vita dell’uomo; la ‘Arbeit’, in altre parole, nel senso dell’attività alienata, espropriata. (…) La ‘Arbeit’, scrive Marx, viene valutata in conformità a parametri temporali (“”La misura del lavoro è il tempo””, Miseria della filosofia, p. 15) e “”il tempo è tutto, l’uomo non è più niente; è tutt’al più l’incarnazione del tempo… Questo livellamento del lavoro… è semplicemente la realtà dell’industria moderna””. Livellamento del lavoro si contrappone implicitamente a differenziazione nell’attività. Nell’industria moderna, il lavoro è livellato, e, dunque, il tempo, di cui l’uomo nell’industria moderna è incarnazione, è tempo del livellamento. Tempo del livellamento significa tempo della riproduzione sempre eguale a se stessa, ovvero, tempo della ripetizione. Il riferimento ad una temporalità come affermarsi dell’attività differenziata risulta eliminato. Quel che in altre parole risulta eliminato è un tempo fondamentale nella “”radice”” umana, nell’essere, la cui dimensione è differenziata nell’unità del genere: individui differenti nei differenti momenti della loro attiva esistenza ma regolati dalla circolarità in sé conchiusa del tempo universale della ‘Gattung’. In senso autentico, v’è dunque un tempo qualitativo, “”radicale””, in senso inautentico, un tempo quantitativo, ripetitivo, di superficie, cioè estraneo alla “”radice””. Nel sistema tecnico-industriale, il tempo si mostra come unico discrimine ‘quantitativo’ tra il lavoro compiuto da un singolo – che di per sé scompare quale singolo individuo umano per mostrarsi quale funzione del sistema, quale produttore di merce – e il lavoro compiuto da un altro singolo. Il lavoro tecnicizzato elimina – scrive Marx – ogni differenza “”qualitativa””. Questo termine sta ad indicare sia una differente “”qualità”” tra gli individui – capacità, bisogni, desideri differenti – (…) sia una qualità differente nell’attività degli individui, le differenti modalità di soddisfacimento dei bisogni e dei desideri e il differente utilizzo delle capacità. ‘Qualità’, insomma, rimanda all’idea della vita umana in quanto attiva per essenza. Ne consegue che il tempo di lavoro, come si dà nell’organizzazione tecnico-industriale della produzione, è tempo che si trova esternamente all’essenza, appunto perché livellante, tempo di ‘lavoro’, quantitativo e non qualitativo. E’ per tali motivi, quindi che con l’organizzazione tecnica del lavoro, con l’essere l’individuo gettato in una situazione di mera riproduttività / ripetitività temporale, le differenze spariscono. La tecnica è il regno della quantità, del tempo quantitativo, non del tempo qualitativo, essenziale””. [Fabio Bazzani, Il tempo dell’esistenza. Stirner, Hess, Feuerbach, Marx, 1987] (pag 160-162)”,”FILx-459″
“BAZZARELLI Eridano, introduzione traduzione e note”,”Il canto dell’impresa di Igor’. Testo russo a fronte.”,”Autore del testo ignoto”,”RUSx-005-FV”
Biblioteca Isc ordinata per nome autore, A2
“ABAD DE SANTILLÁN Diego”,”Historia del movimiento obrero español 1. Desde sus origines a la restauración borbonica.”,”Storia dal taglio anarchico e antimarxista: ‘Miseria della filosofia’ di Marx ‘libello antiproudoniano’ (pag 192) Capitolo 4: contiene bibliografia ragionata sull’internazionale spagnola (pag 111)”,”MSPx-109″
“ABATE Carmine”,”La festa del ritorno.”,”””I primi tempi ho preferito lavorare a cottimo: scavavo sette, otto metri cubi di carbone al giorno e lo depositavo su un nastro scorrevole che lo carriàva in un’ altra galleria. Non era poco per un novellino come me, ero davvero contento della mia bravura. Ma una mattina, proprio là dove aveva lavorato io il giorno prima, la parete era tutta crollata. E sotto c’era rimasto vrovicàto il minatore del turno di notte. Mi è entrata dentro una paura, bir, non mi vergogno a dirlo, una fifa che mi toglieva il respiro, come quelle persone che non possono stare dentro un ascensore perché si sentono fucare. Ho cominciato a fare il paccio, “”voglio salire!”” gridavo “”fatemi salire subito!””, e i capisquadra cercavano di convincermi che non era pericoloso, che il minatore era stato imprudente, aveva colpito col compressore i puntelli di legno e un cugno di montagna era atterrato su di lui: lo avevano tirato fuori in un minuto le squadre di salvataggio, un po’ scamazzato ma vivo e pentito. Non volevo sentire ragioni, volevo salire e basta. Un siciliano che lavorava lì da anni mi fa incazzoso: “”E’ inutile che ti agiti tanto, tu devi aspettare che finiamo di travagliare noi e quand’ acchiani sopra, ti rispediscono in Italia a calci in culo””.”” (pag 38)”,”CONx-136″
“ABATI Velio BIANCHI Nedo BRUNI Arnaldo TURBANTI Adolfo a cura”,”Luciano Bianciardi tra neocapitalismo e contestazione. Convegno di studi per il ventennale della morte promosso dalla Camera del lavoro di Grosseto, 22-23 marzo 1991.”,”Contiene la relazione di Adolfo Turbanti. ‘Bianciardi e le lotte di classe in Maremma negli anni Cinquanta’ (pag 131-158) “”Ban più profonda comunque è l’attenzione che Bianciardi dedicò ai minatori. Nel rapporto con essi, che divenne in molti casi rapporto di amicizia, Bianciardi vide riconciliarsi le sue istanze di ‘modernità’ e la sua formazione intellettuale di stampo crociano e gramsciano con forti interessi per la cultura americana, il suo desiderio di superamento delle angustie provinciali e la sua convinzione circa la vitalità misconosciuta della provincia. La miniera si poneva infatti al di là di quel rapporto città-campagna troppo difficile da interpretare e soprattutto troppo coinvolgente: essa aveva dunque un potere di rassicurazione, anche se – anzi, proprio perché – rendeva netti e definiti i rapporti fra le classi, sgombrando il terreno da inquietanti figure dalla incerta collocazione sociale, quali potevano essere i mezzadri o gli assegnatari. La miniera appariva insomma come la strada maestra per condurre la Maremma verso una modernità giusta e priva di compromessi, in cui i lavoratori avrebbero visto riconosciuta la loro dignità e i loro meriti ed affermati i loro ideali di fratellanza: in cui anche i piccoli borghesi proletarizzati, come Bianciardi, avrebbero potuto vedere messo utilmente a frutto il proprio bagaglio culturale”” (pag 140)”,”ITAC-134″
“ABBA’ Ferdinando GOBBI Romolo NOLTE Ernst BERARDI Francesco COPPELLOTTI Francesco SALETTA Cesare”,”Revisionismo e revisionismi.”,”Questo volume contiene le relazioni a un convegno che si sarebbe dovuto svolgere a Trieste nei giorni 8 e 9 marzo 1996. Il saggio di Francesco COPPELLOTTI ha il titolo: “”La questione tedesca: chiave di volta del revisionismo””. Quello di Cesare SALETTA: “”Elementi sommari sul revisionismo storico in Francia””.”,”GERN-002″
“ABBA Giuseppe Cesare”,”La vita di Nino Bixio.”,”I giovani affluiscono a Genova da tutta Italia e dalla Sicilia in particolare. “”Nei primi giorni di maggio di quel bell’anno, Genova pareva la piazza forte del partito garibaldino. Il governo del Re vi aveva quasi nascosto i suoi rappresentanti; per non parere, per poter lasciar fare senza vedere. E lo spirito della città secondava””. (pag 71) La presa di porta Pia. “”(…) sebbene il general Cadorna, che nella sua relazione del 13 ottobre 1870 lo lodò, l’abbia poi biasimato nei suoi ‘Appunti intorno all’ultima spedizione di Roma’ nel 1870, e più ancora nel 1889 nel suo libro la ‘Liberazione di Roma’. Lo biasimò in questo per non aver bene approfittato delle accidentalità del terreno; per aver esposto le sue truppe a un’inutile carneficina; per aver fatto tirar all’impazzata, consumando relativamente con le sue quattro batterie più munizioni che le altre Divisioni con quindici che sfondarono tre porte. Ma il generale Ricotti, ministro della guerra nel 1870, difese il Bixio nelle sue ‘Osservazioni al libro del Cadorna’ (1)”” (pag 187-188) (1) V. Cadorna, Liberazione di Roma”,”BIOx-242″
“ABBAGNANO Nicola”,”Problemi di sociologia.”,”Abbagnano critica Marx. “”Si può cominciare col ricordare le tesi che Marx presentò negli scritti filosofici giovanili. Secondo queste tesi, l’ uomo è costituito esclusivamente dai rapporti sociali oggettivi, condizionati dalle forme storiche della produzione e del lavoro. Tali rapporti non sono estrinseci e accidentali, ma entrano a costituire la personalità stessa dell’ uomo la quale quindi è sempre determinata storicamente. La personalità reale e praticamente attiva dell’ uomo è solo quella che si risolve nei rapporti di lavoro in cui l’ uomo viene a trovarsi. Dice Marx: “”Nella produzione sociale della loro vita, gli uomini entrano in determinati rapporti necessari e indipendenti dalla loro volontà; rapporti di produzione che corrispondono ad una certa fase di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’ insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, la base reale su cui si edifica una soprastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono determinate forme sociali di coscienza””. Di qui l’ antitesi in cui Marx si pone di fronte a Hegel. “”Non è già la coscienza dell’ uomo a determinare il suo essere, ma al contrario il suo essere sociale a determinare la sua coscienza.””””. (pag 122)”,”TEOS-114″
“ABBAGNANO Nicola”,”Storia della filosofia. Volume secondo. Parte seconda. Filosofia del romanticismo. Filosofia contemporanea.”,”3° volume Marx. Il comunismo è “”il completo, consapevole ritorno dell’uomo a se stesso, come uomo sociale cioè come uomo umano”” (Gesamtausgabe, III, p. 114) (pag 171) Abbagnano : “”Il principio del materialismo storico assume in Engels un’ accentuazione positivistica e materialistica”” …. “”Engels tende a ridurre (soprattutto nell’Antidühring) la necessità razionale della dialettica hegeliana a un determinismo naturalistico, espresso nelle vuote formule di quella dialettica”” (pag 174)”,”FILx-426″
“ABBAGNANO Nicola”,”Introduzione all’esistenzialismo.”,”Nicola Abbagnano (Salerno, 1901) ha insegnato Storia della filosofia all’Università di Torino. E’ stato uno dei direttori della ‘Rivista di Filosofia’.”,”FILx-002-FFS”
“ABBATE Michele”,”La filosofia di Benedetto Croce e la crisi della società italiana.”,”””Sta di fatto che, in concreto, come si è visto e lo stesso Gramsci ha notato (in ‘Il materialismo storico’,ndr), neppure al Croce riuscì di distinguere filosofia da ideologia, tanto che confuse una ideologia politica, come quella dello Stato-potenza, della storia fatta da minoranze e dalla politica come forza, con una “”tesi scientifica’, una concezione generale della realtà”” (pag 203).”,”ITAA-065″
“ABBATE Michele”,”La filosofia di Benedetto Croce e la crisi della società italiana.”,”Michele ABBATE è nato a Potenza nel 1922 e lavora a Bari. Saggista, ha al suo attivo studi filosofici, storici e letterari e si dedica in generale all’ approfondimento dei problemi della società contemporanea. Mazzini. “”Per cui si può ben dire che il nucleo centrale del mazzinianesimo restò una dottrina democratica conservatrice, come sostanzialmente conservatore rimase quell’ ideale “”italiano-mazziniano”” in nome del quale parve all’ Omodeo che la gioventù borghese italiana avesse combattuto e vinto la guerra 1915-18; ma che, come vedremo meglio in seguito, in realtà da questa guerra uscì irrimediabilmente sconfitto e superato””. (pag 69) Croce. “”Giacché gli pareva che la guerra fosse “”come l’ amore e lo sdegno: qualcosa che mille raziocini ed incitamenti non producono, ma che, a un tratto, non si sa come, si produce da sé, invade l’anima e il corpo, ne centuplica e indirizza le forze, e si giustifica da sé, pel solo fatto che è ed agisce.”” I problemi che l’ amor di patria pone e risolve non gli parevano problemi del pensiero, e quelli nascenti dagli asseriti contrasti di civiltà e dalle connesse professioni di fede non già “”quesiti razionali ma… urti di passioni””, recanti in seno non “”soluzioni logiche ma… asserzioni d’ interessi””, e non suscettibili di “”ragionamenti, ma finti ragionamenti, costruiti dall’ immaginazione””.”” (pag 82) “”Non dunque negato risultava il primato del pensiero da questi atteggiamenti del Croce, bensì rafforzato col porre il pensiero al di sopra della mischia ed allargarlo a coscienza unitaria dell’ intero processo storico che in esso vedeva storicamente riflessa la sua intrinseca legge di svolgimento e di lotta, a superiore visione del mondo con congiunta fede morale e religiosa (…)””. (pag 83)”,”FILx-373″
“ABBATE Fulvio”,”Il ministro anarchico. Juan García Oliver, un eroe della rivoluzione spagnola. Con un testo di Fernando Arrabal.”,”ABBATE Fulvio (1956) ha pubblicato romanzi.”,”MSPG-225″
“ABBATISTA Guido a cura”,”La rivoluzione americana.”,”Guido Abbattista è docente di storia moderna all’Università di Trieste. Si occupa di storia politica e culturale della Gran Bretagna e del Nord America nel sec. XVIII e di rapporti tra cultura europea e mondi asiatici (India e Cina) all’epoca dell’espansione coloniale e dell’imperialismo. “”Lo scontro decisivo tra Gran Bretagna e Francia per il controllo del Nord America avvenne tra il 1756 (1754 in America) e il 1763, durante il conflitto noto in Europa come Guerra dei Sette Anni e come “”guerre francesi e indiane”” per l’opinione coloniale, una guerra che ebbe importantissime conseguenze nel Nuovo Mondo e produsse ripercussioni di portata globale anche in Asia Orientale. Su entrambi i teatri il vincitore assoluto fu la Gran Bretagna, che nel 1763 di fatto liquidò la Francia come possibile antagonista nel Nord America, imponendole la cessione di tutti i propri possedimenti dall’isola di Cape Breton al Canada e alla parte della Louisiana a est del Mississippi (quella a ovest andò alla Spagna). Il 1763 rappresentò dunque un autentico punto di svolta negli equilibri nordamericani perché risolse a favore dell’Inghilterra il pluridecennale conflitto con i rivali d’Oltre Manica e soprattutto perché la vittoria inglese eliminò, insieme al pericolo francese, uno dei motivi principali che avevano tenuto le colonie britanniche legate alla madrepatria per poter beneficiare della sua posizione militare. Al tempo stesso, la vittoria aprì la strada al processo di riorganizzazione imperiale dei possedimenti coloniali britannici in America: un processo che era già iniziato alla fine degli anni Quaranta e che nei primi anni Sessanta fu la vera miccia che innescò i contrasti e poi lo scontro tra Londra e le colonie”” (pag 78-79)”,”USAG-078″
“ABBATTISTA Guido”,”La rivoluzione americana.”,”Guido ABBATTISTA (Lucca, 1953) è Prof associato di storia moderna all’Univ di Trieste. E’ stato British Academy-Wolfson Fellow a Londra ed Oxford, Visitin Fellow presso la John Hopkins Univ di Baltimora, ed è Fellow dello European Enlightenment dell’Univ di Edinburgo. Tra i suoi lavori: -James Mill e il problema indiano. Gli intellettuali britannici e la conquista dell’ India. MILANO. 1979 – Commercio, colonie e impero alla vigilia della rivoluzione americana. FIRENZE. 1990. Ha inoltre curato l’edizione critica di BOLINGBROKE, ‘L’idea di un re patriota’, ROMA, 1995.”,”USAG-014″
“ABBATTISTA Guido”,”La rivoluzione americana.”,”I fattori economici e sociali e le concezioni politiche e costituzionali della nazione americana. Guido Abbattista insegna Storia moderna all’Università di Trieste (1998). Guido ABBATTISTA (Lucca, 1953) è Prof associato di storia moderna all’Univ di Trieste. E’ stato British Academy-Wolfson Fellow a Londra ed Oxford, Visitin Fellow presso la John Hopkins Univ di Baltimora, ed è Fellow dello European Enlightenment dell’Univ di Edinburgo. Tra i suoi lavori: -James Mill e il problema indiano. Gli intellettuali britannici e la conquista dell’ India. MILANO. 1979 – Commercio, colonie e impero alla vigilia della rivoluzione americana. FIRENZE. 1990. Ha inoltre curato l’edizione critica di BOLINGBROKE, ‘L’idea di un re patriota’, ROMA, 1995.”,”USAG-011-FSD”
“ABBOUD Nicole BOSC Serge DUBOIS Pierre DURAND Claude DURAND Michelle ERBES-SEGUIN Sabine HARFF Yvette CORNU Roger TOURAINE Serge”,”Les grèves.”,”Alain Touraine: ‘Serge Mallet, paysan, ouvrier et sociologue’ (pag 476-477)”,”MFRx-002-FC”
“ABBRI Ferdinando”,”La chimica del Settecento.”,”Ferdinando ABBRI è nato in provincia di Pistoia nel 1951. Dal 1976 è borsista della Domus Galileiana di Pisa. “”Sono stato condotto (…) a concludere che l’ affinità chimica segue leggi particolari, ma che tutti i fenomeni dipendenti dall’ azione reciproca dei corpi sono l’ effetto delle stesse proprietà delle quali la chimica cerca di abbracciare tutti i risultati. Non è quindi necessario, a questo proposito, stabilire una qualche distinzione tra fisica e chimica perché l’ affinità delle differenti sostanze che produce le combinazioni non è elettiva, è invece variabile secondo le quantità che operano e secondo le condizioni che concorrono ai suoi effetti”” (C.L. Berthollet, pag 161)”,”SCIx-152″
“ABBRUZZESE Salvatore”,”Sociologia delle religioni.”,”Salvatore Abbruzzese nato ad Arce nel 1954, laureatosi in Sociologia a Roma, ha proseguito i suoi studi a Parigi, dove ha conseguito il dottorato nel 1981. Da quell’anno ha iniziato la propia collaborazione con il Groupe de Sociologie des Religions del CNRS e con la rivista che ne è l’espressione scientifica: gli Archives de Sciences Sociales des Religions. Già chargé de conférence all’Ecole des Hautres Etudes en Sciences Sociales, è attualmente professore di Sociologia presso la Pontificia Università San Tommaso (Angelicum).”,”RELx-009-FL”
“ABBUNDO Vinicio”,”Tommaso Moro. Saggio.”,”Tommaso MORO, studioso e valente avvocato, tradusse in latino e in inglese la biografia di PICO DELLA MIRANDOLA (1) scritta da nipote Gian Francesco, corredandola con un’ antologia delle sue opere. MORO ebbe venerazione il ‘great lord of Italy’ verso il quale per tutta la vita guardò come ad ideale modello, quale filosofo tipico dell’ eclettismo e del sincretismo cristiano del Rinascimento. MORE scrisse anche una storia incompiuta di RICCARDO III che rimarrà fondamentale per la formazione dell’ inglese moderno. Per lungo tempo rimase modello insuperato di storiografia inglese.”,”SOCU-071″
“ABDEL-KADER A. Razak”,”Israele e il Mondo Arabo. Ebrei e arabi di fronte all’avvenire.”,”Sarà lo stesso A. Razak Abdel-Kader a fornire, quando lo crederà opportuno. e forse in occasione di una ristampa, le proprie notizie biografiche. Per il momento, egli desidera rendere noto che nel 1962, allorchè Israele e il mondo arabo apparve in Francia col titolo Le conflit judéo-arabe non potè esaminare gli ulteriori sviluppi del problema, data la sua condizione di detenuto nelle carceri Barberpusse di Algeri.”,”VIOx-078-FL”
“ABDEL-MALEK Anouar a cura, edizione preparata da Marie-Françoise CASSIAU, saggi di Catherine COQUERY-VIDROVITCH Elbaki HERMASSI Lucien V. THOMAS Rita CRUISE O’BRIEN Donal CRUISE O’BRIEN Florestan FERNANDES Augusto VARAS Anibal QUIJANO Klaus ERNST Peter CARSTENS Karl H. HOERNING L.V.. NAIDOO Shingo SHIBATA Roberto Decio DE-LAS-CASAS Jorge A. BUSTAMENTE Oscar URIBE-VILLEGAS Kalil ZAMITI Stanley Bréhaut RYERSON Mohamed Salah SFIA Gleb B. STAROUCHENKO Alberto MARTINELLI Takeshi HAYASHI Julio TRESIERRA Vic L. ALLEN Immanuel WALLERSTEIN Dimiter V. FILIPOV Yaga DIALLO Emile SICARD Ferdinand N’Sougan AGBLEMAGNON Theotonio DOS-SANTOS”,”Sociologie de l’impérialisme.”,”Saggi di Catherine COQUERY-VIDROVITCH Elbaki HERMASSI Lucien V. THOMAS Rita CRUISE O’BRIEN Donal CRUISE O’BRIEN Florestan FERNANDES Augusto VARAS Anibal QUIJANO Klaus ERNST Peter CARSTENS Karl H. HOERNING L.V.. NAIDOO Shingo SHIBATA Roberto Decio DE-LAS-CASAS Jorge A. BUSTAMENTE Oscar URIBE-VILLEGAS Kalil ZAMITI Stanley Bréhaut RYERSON Mohamed Salah SFIA Gleb B. STAROUCHENKO Alberto MARTINELLI Takeshi HAYASHI Julio TRESIERRA Vic L. ALLEN Immanuel WALLERSTEIN Dimiter V. FILIPOV Yaga DIALLO Emile SICARD Ferdinand N’Sougan AGBLEMAGNON Theotonio DOS-SANTOS Wallerstein sull’oppressione della classe operaia (pag 658-660) Wallerstein sull’oppressione della classe operaia (pag 658-660) I vari teorici dell’imperialismo. “”Un premier groupe de théoriciens, partis principalement des analyses du ‘Capital’, et notamment du volume III, tente de poursuivre la strutturation et la mise à jour théoriques de l’analyse du capitalisme dressés par Marx. Ces théoriciens, qui sont également, à divers degrés, des praticiens politiques, appartiennent pour l’essentiel à l’Europe centrale, qui va tout naturellement marquer leur approche de sa problématique historique spécifique. Dans l’Allemagne de Guillaume II, face à l’attitude droitière de la social-démocratie, Bernstein appelle à la poursuite de l’oeuvre de Marx, dans ‘Les prémisses du socialisme et les tâches de la social-démocratie (1899): le volume III du ‘Capital’ ne suffit plus à expliquer la politique expansionniste de l’Allemagne, notamment le ‘Drang nach Osten’; et Bernstein invoque l’autorité de Leroy-Beaulieu, maître à penser de l’expansion impérialiste française – au nom du socialisme. Otto Bauer va pouvoir utiliser J.A. Hobson, et aussi les travaux de Tugan-Baranowski: ‘La Question des nationalités et la social-démocratie’ (Wien, 1907) part de la contradiction entre les peuples et les nations “”sans histoire”” au sein de l’empire austro-hongrois, c’est-à-dire essentiellement les peuples de l’actuelle Tchécoslovaquie, et l’Allemagne détentrice de l’industrie moderne de pointe. Il y met l’accent sur l’accumulation de la plus-value extraite des premiers entre les mains des seconds; il estimait que le développement économique de pointe ainsi réalisé profitait également aux ouvriers de la nation dominante; et il prophétisait: “”Si le capital, dans sa lutte pour les marchés et les sphères d’influence met en mouvement des armées modernes géantes de millions de combattants, il aura atteint le sommet de sa puissance, et ce sera la chute dans l’abîme. Justement, l’effondrement mondial de l’impérialisme entraînera la révolution mondiale du socialisme. “”D’un bout à l’autre du raisonnement, il s’agit de l’Europe, des luttes intra-européennes, de la dialectique entre le mouvement ouvrier européen et les Etats nationaux qui dominent le continent: si le grand capital va au bout des choses, il déclenchera la guerra (intra-européenne), qui débouchera sur la victoire des ennemis du grand capital, les ouvriers socialistes. Pourtant, l'””austro-marxiste”” Bauer écrit en un temps où se déchire déjà le mythe de l’européocentrisme (victorie du Japon sur la Chine; mouvements nationaux d’envergure en Inde, en Chine, en Egypte; révolution au Mexique, etc.). Pour lui, comme pour ses compagnons, le jeu s’est toujours joué en Europe – en Europe, non en Occident, les Etats-Unis, nouvelle nation à l’époque, n’étant pas encore partie prenante. Certes, la situation est meilleure que chez Bernstein – qui défend “”le droit des peuples de civilisation supérieure à exercer leur tutelle sur les peuples de civilisation inférieure”” – mais on ne dépasse pas encore l’approche éthique-libérale: Kautsky, qui dénonce l’expédition allemande en Chine (1899-1900), y voit une politique “”semi-féodale””, c’est-à-dire non liée au stade d’évolution du capitalisme allemand et européen. Le point culminant de cette approche sera atteint avec R. Hilferding. Le ‘Capital financier’ (1910) va cristalliser l’approche économiste mécaniste, en mettant l’accent sur le palier infrastructurel: l’abolition de la concurrence à l’échelle nationale est due à la concentration croissante du capital, lui-même constitué par la fusion entre les secteurs industriel et bancaire; l’alternative se pose dès lors entre capitalisme monopolistique et socialisme. La négation du palier politique se fera, à partir de cette approche, en deux temps: l’impérialisme va chercher des champs d’investissement privilégié hors d’Europe; mais l’exportation de capitaux ne nécessite guère une domination politique directe; l’alternative sera soit la guerre mondiale soit le socialisme; l’une et l’autre seront le fruit d’un processus de rationalisation centripète, si l’on peut dire, c’est-à-dire l’intervention d’un “”super-impérialisme””, ou de son contraire à visage socialiste (européen). Rosa Luxemburg ne fait guère que nuancer et préciser cette approche. Au départ, elle se situe même en-deçà de Hilferding: l’impérialisme souhaite dominer le monde extérieur pour y déverser ses marchandises, non pour y implanter ses capitaux, d’où l’importance (mercantile) du marché extérieur. Partie de la problématique de l’Allemagne, elle entreprend une analyse économique sur les paramètres du développement ou du non-développement interne des puissances impérialistes, analyse qui s’appuie sur des évocations de cas (l’Egypte, notamment). D’un bout à l’autre de l”Accumulation du Capital’ (1913), se manifeste une coupure totale et fondamentale avec la question nationale et ses manifestations dans le monde colonial d’alors. (…) Tel va être le cadre théorique à partir duquel V.I. Lénine élaborera son essai sur l”Impérialisme, stade suprême du capitalisme’ (1917). L’essentiel est ailleurs: la problématique léninienne tout entière, partie de l’Europe et des traditions du marxisme et du mouvement ouvrier européen, était foncièrement une problématique de révolution à accomplir, non de discours théorique à parfaire (de 1917 à 1924, tout est en place: ‘Les Thèses d’Avril’; ‘L’Impérialisme’; ‘L’Etat et la révolution’; ‘La malaise infantile du communisme’ (…)”” (pag 23-24-25) [Anouar Abdel-Malek, Pour une sociologie de l’imperialisme] [(in) ‘Sociologie de l’impérialisme’, a cura di Anouar Abdel-Malek, 1971]”,”PVSx-055″
“ABDEL-MALEK Anouar”,”Idéologie et renaissance nationale. L’Egypte moderne.”,”Anouar Abdel-Malek (Cairo, 1924) proveniente da una famiglia di intellettuali, alti funzionari e uomini d’affari, strettamente legata al movimento nazionale e alla rinascita dell’Egitto. Compie studi all’estero e si laurea in sociologia (1954, 1964, dottore in sociologia alla Sorbona, 1969). Ha una parte centrale nell’orientamento del marxismo in Egitto, a cui attribuisce un carattere nazionale. Dopo la repressione contro la sinistra (1959) ripara in Francia e diventa direttore di ricerca al CNRS e professore in varie università. Dalla Missione scientifica francese all’arrivo de sansimoniani “”Les 18 mars et 23 septembre 1833, deux groupes de Saint-Simoniens, sous la conduite de Barrault et Félicien David, puis d’Enfantin lui-même, partent pour l’Egypte (1). Pourquoi l’Egypte? Nous sommes au lendemain de la crise de 1830, qui va séparér les deux “”pères””, Bazard et Enfantin. Celui-ci, deux fois arrêté, se retrouve à Ménilmontant avec quarante disciples. A peine sorti de Sainte-Pélagie, la question se pose de savoir quel cours donner au legs de Saint-Simon, en d’autres termes: où, et comment, mettre sur pied un Etat industriel, éclairé par la science moderne, au sein duquel l’association de tous prévienne la guerre et l’aristocatie du mérite travaille pour le bien commun, par la production dfe bien utiles? A quoi Enfantin ajoute ses idées sur la “”réhabilitation de la chair”” par la communauté des femmes, une tendance au sacerdotalisme, qui va le séparer d’Auguste Comte, et sa quête de la “”mère”” qui permettrait enfin de réaliser l’union de l’Orient et de l’Occident par le mariage du “”père”” (Enfantin) et de la mère”” (pag 189-190) (1) Sébastien Charléty, Essai sur l’histoire du Saint-Simonisme, 1825-1864, Hartmann, 1931 p. 220″,”VIOx-188″
“ABDEL-MALEK Anouar”,”Il pensiero politico arabo contemporaneo.”,”””Ogni lacuna nella nostra libertà deriva dalla legge, la legge antica e la legge moderna, ma anche dal comportamento dei governanti che, nella sua generalità, costituisce una specie di legge; e noi siamo intervenuti troppo poco nell’elaborazione di queste leggi, che provengono dalla sola volontà dei dirigenti, non da quella della nazione. Ogni restrizione alla nostra libertà – restrizione teorica o pratica – è una cosa artificiale e passeggera che deriva dalle leggi. Perché noi siamo, per nostra stessa natura, degli esseri umani, che hanno una immensa sete di libertà, e che non attribuiscono alcun valore ad una vita che non si svolgesse all’ombra della libertà (…)”” (pag 165); “”Il dispotismo è il carattere più specifico del governo, di qualunque tipo esso sia, monarchico e repubblicano; solo la paura di cadere può essergli di ostacolo. La storia delle azioni individuali e governative, in ogni tempo e luogo, dimostra che solo la morte o la debolezza vengono a mettere un termine al dispotismo. L’ingiustizia si trova potenzialmente nell’anima; la forza le permette di operare, mentre la debolezza la impaurisce. Ciò che è importante è quindi imporre al governante dei limiti chiaramente definiti, precisi e rigorosi, che non facciano concessioni alla estensione e all’interpretazione, limiti che non dovrà superare a nessun costo, in modo che le persone si premuniscano contro la sua ingiustizia. In mancanza di questo, se per noi vivere in società dovrebbe significare vivere da servi, sarebbe allora più degno vivere nell’isolamento, o come animali (…)”” (pag 166-167) [Ahmad Lutfi al-Sayyed (1872-1963), Egitto: ‘Elogio della libertà’ (‘Al-Garidah, 18, 20 e 31 dicembre 1913, riprodotto in ‘Al-Muntakhabat, Il Cairo, 1945, pp. 60-93]”,”TEOS-014-FV”
“ABDOLMOHAMMADI Pejman”,”La Repubblica Islamica dell’Iran: il pensiero politico dell’Ayatollah Khomeini.”,”P. Abdolmohammadi (Genova, 1979) dottore di ricerca in “”pensiero politico e comunicazione politica”” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Genova, è attualmente (2009) docente a contratto in Storia e politica internazionale del mediterraneo presso la stessa Facoltà. Nel 2007-2008 ha tenuto inoltre due corsi integrativi intitolati ‘Storia e politica dell’Iran contemporaneo’ e ‘La geopolitica del Golfo Persico’.”,”GOPx-025″
“ABEGG Lily”,”In Asia si pensa diversamente. Antitesi e complementarietà dell’Estremo Oriente e dell’Occidente.”,”””Come l’Estremo Oriente non conosce il dualismo di bene e di male, così non conosce dualismo di sorta ,né «al di qual e al di là», né di «materia e spirito», o di «corpo e anima»”” (pag 105)”,”ASIx-007-FFS”
“ABEGGLEN James C.”,”Sea Change. Pacific Asia as the New World Industrial Center.”,”ABEGGLEN è Prof di International Business alla Sophia Univ in Tokyo. E’ Chairman della Gemini Consulting in JAP, Chairman dell’Asia Advisory Service K.K. e autore e coautore di numerosi libri e servizi. Ha recentemente pubblicato in nove lingue ‘Kaisha: The Japanese Corporation’.”,”ASIE-001″
“ABEL Wilhelm ASHTOR E. AYMARD M. BARKAN O. BATAILLON M. BENASSAR B. BERGIER J.F. BERQUE J. CASTILLO A. CHASTEL A. CIPOLLA C.M. DE-ROSA L. GASCON R. GENTIL-DA-SILVA J. GEREMEK B. GIEYSZTOR A. HEMARDINQUER J.J. INALCIK H.JANACEK J. JEANNIN P. KELLENBENZ H. KONETZKE R. KREKIC B. LABROUSSE E. LANE F.C. MACZK A. MAKKAI L. MALOWIST M. MANSELLI R. MARAVALL J.A. MELIS M. MOLLAT M. OZANAM D. PACH S.P. PIUZ A.M. PONSOT P. RAU V. ROMANO R. DE-ROOVER R. RUIZ-MARTIN F. SAMSONOWICZ H. SELLA D. SERMET J. SPOONER F. STOLS E. TENENTI A. TRASSELLI C. TREMEL F. TUCCI U. VAN-HOUTTE J.A. VASQUEZ-DE-PRADA V. WYCZANSKI A.”,”Histoire économique du monde méditerranéen, 1450-1650.”,”Tra i molti saggi: – Carlo M. Cipolla, Crise à Florence, 1629-1630 (pag 151-158) – Raoul Manselli, Cristoforo Colombo tra fede e scienza (pag 339-368)”,”STOS-022-FSD”
“ABELIANSKY Ana PRETTNER Klaus”,”Automation and Demographic Change.”,”Questo studio viene citato da Philippe Askenazy nel suo articolo ‘Robots ou travailleurs immigrés’ (Lm, 16.11.2018). Secondo i due ricercatori tedeschi esiste una forte correlazione positiva tra decrescita demografica e introduzione e impiego dei robots industriali in un largo campione di paesi. Questa tesi permette, tra l’altro, di relativizzare la necessità di recuperare un “”ritardo”” francese. Ma si chiede Askenazy, l’automazione può essere imposta al di là dell’universo industriale normato e già meccanizzato? Il caso del Giappone è chiarificatore. Già punto di riferimento in questo campo da cinquant’anni, il paese si è lanciato in un massiccio “”piano robot””. Per Tokyo si tratta sia di preservare la sua leadership giungendo al ‘matrimonio’ robotico (IA-IdO) (Internet degli oggetti), che di rispondere attraverso queste nuove tecnologie al suo ‘inverno demografico’. Ma intanto il governo ha recentemente aperto ai lavoratori stranieri… Lo studio di Abeliansky e Prettner. ‘Analizziamo gli effetti del declino della crescita demografica sull’ automazione. Un semplice modello teorico di accumulazione del capitale prevede che i paesi con un tasso di crescita della popolazione più basso introducano per primi le tecnologie relative all’automazione. Verifichiamo questa previsione teorica con i dati relativi a 60 paesi per il periodo 1993-2013. L’analisi suggerisce che un aumento dell’1% nella crescita della popolazione è associato a una riduzione di circa il 2% del tasso di crescita della densità del robot. I nostri risultati sono solidi per l’inclusione di variabili di controllo standard, diversi metodi di stima, specifiche dinamiche e modifiche alla misurazione dello stock dei robot’ ‘Un paese in cui la popolazione – e con essa la forza lavoro – cresce rapidamente, mostra un tasso di rendimento relativamente alto del capitale fisico tradizionale e non è necessario investire nel capitale dell’automazione. Infatti, in tale paese, il tasso di rendimento degli investimenti nel capitale di automazione tende ad essere piuttosto basso. Esempi sono i paesi africani con un tasso di crescita della popolazione molto veloce tale come Mali e Niger: investire in automazione non sarebbe una strategia imprenditoriale interessante in questi paesi a causa dell’abbondanza di manodopera. Al contrario, in un paese in cui il la popolazione – e con essa la forza lavoro – ristagna o addirittura diminuisce, il tasso di rendimento degli investimenti nell’automazione è elevato e il tasso di rendimento degli investimenti nel capitale fisico tradizionale è piuttosto basso. Esempi sono l’ invecchiamento di paesi europei come la Germania e l’Italia e l’invecchiamento dei paesi dell’Asia orientale come il Giappone e la Corea del Sud in cui la manodopera è piuttosto scarsa. Di conseguenza, la nostra teoria prevede che la densità dell’automazione sia elevata nei paesi in cui il tasso di crescita della popolazione è basso o addirittura negativo (…)'”,”DEMx-072″
“ABELLA Rafael”,”La vida cotidiana durante la guerra civil. 2. La España republicana.”,”Problemi di organizzazione e militarizzazione dell’esercito. “”Cierto es que algunos destacados hombres de guerra confederales aparecidos al amparo de las circunstancias, come fue el caso de Cipriano Mera, se manifestaron inequívocamente en favor del restablecimiento de una disciplina acorde con las necesidades de la hora, pero no todos superaron fácilmente su repugnancia soportar la militarización. Personaje importante en esta labor de fragua del Ejército Popular sería el Comisario Politico. A partir del modelo de los delegatos politicos aparecidos en la Convención y dfe los comisarios creados por Trotski, artífice del Ejército Rojo, en 1917, el Comisariado concretaba la acción de unos hombres que en el asedio a Madrid habían mostrado una eficacia de indudable influjo sobre la resistencia”” (pag 208)”,”MSPG-248″
“ABELLÀN José Luis”,”Historia crìtica del pensamiento español. Tomo IV. Liberalismo y romanticismo (1808-1874).”,”Citato il volume di Marx Engels ‘Revolución en España’, Ediciones Ariel, Barcelona, 1960″,”SPAx-147″
“ABENDROTH Wolfgang”,”Storia sociale del movimento operaio europeo.”,”L’A, nato nel 1906, è Prof di economia politica all’Univ di Marburg-Lahn. Tra le sue opere ‘Die deutschen Gewerkschaften’ (2° ediz 1955), ‘Burokratischer Verwaltungsstaat und soziale Demokratie (in collaborazione con Herbert SULTAN, 1955), ‘Aufstieg und Krise der deutschen Sozialdemokratie’ (1964).”,”MEOx-002″
“ABENDROTH Wolfgang”,”Historia social del movimiento obrero europeo.”,”Wolfgang ABENDROTH nacque a Elberfeld, Germania, nel 1906. Considerato come uno dei grandi storici dell’ Europa contemporanea sul movimento operaio e il mondo del lavoro. In collaborazione con Kurt LENK ha pubblicato ‘Introduzione alla scienza politica’. Inoltre ha scritto pure ‘Capitalismo monopolista e Stato autoritario’.”,”MEOx-044″
“ABENDROTH Wolfgang”,”Socialismo e marxismo da Weimar alla Germania federale.”,”ABENDROTH è un prestigioso esponente della sinistra nella RFT. Questi suoi scritti vanno dal 1958 al 1964. Siamo nella fase della “”svolta di Bad Godesberg) della socialdemocrazia tedesca. ABENDROTH mette a fuoco nei suoi saggi i pericolosi risvolti di subalternità impliciti nell’ accettazione da parte della SPD del modello di economia di mercato “”sociale””. ABENDROTH, nato nel 1906, si iscrive giovanissimo al Partito Comunista tedesco. Compie gli studi universitari sotto la guida di Hugo SINZHEIMER e viene a contatto con Carl GRÜNBERG, dal cui insegnamento tra l’ interesse per lo studio del movimento operaio e per l’ analisi scientifica dei fenomeni sociali. Nel 1928 esce dal KPD per iscriversi alla KPD-Opposition. Nel dopoguerra, nella RFT si dedicherà all’ insegnamento. Verrà espulso dalla SPD nel 1961. (v. retrocopertina) “”La tendenza dello sviluppo affermata da Marx ed Engels, secondo cui gli strati intermedi della società e i gruppi che producono su base precapitalistica verrebbero subordinati a questi due fondamentali protagonisti del processo storico attuale, non si sarebbe realizzata. L’ aumento della produttività avrebbe condotto ad un tale innalzamento del livello dei consumi anche degli operai industriali che, quanto a posizione sociale e a tenore di vita, questi si sarebbero assimilati ai vecchi ceti medi. Di conseguenza, la società attuale si sarebbe trasformata in una società più o meno priva di classi, in cui non esisterebbe più il problema della lotta di classe.”” (pag 82-83)”,”MGES-012″
“ABENDROTH Wolfgang”,”La socialdemocrazia in Germania.”,”Lo studio di W. ABENDROTH compare oltre mezzo secolo dopo la pubblicazione del celebre libro del MEHRING. Edito in Germania nel centenario della fondazione dell’ Associazione generale dei lavoratori tedeschi da parte di Ferdinand LASSALLE il saggio fornisce un panorama critico degli avvenimenti che hanno portato il partito socialdemocratico a diventare il maggior partito del paese. Rispetto all’ edizione tedesca (1964) questa italiana è completata da un ulteriore capitolo. W. ABENDROTH è nato nel 1906 a Wuppertal-Elberfeld. Nel 1930 entra in magistratura ma ne viene allontanato con l’ avvento del nazismo nel 1933. Dal 1937 al 1941 viene incarcerato per attività contro il Terzo Reich poi inviato in un reparto di punizione. Dopo la guerra diventa docente nelle università di Halle, Lipsia, Jena e Marburgo. Ha scritto varie opere pubblicate anche in italiano. “”Attraverso la sua lotta contro le leggi antisocialiste e la sua univoca contrapposizione allo Stato autoritario monarchico la socialdemocrazia era divenuta il punto d’ attrazione non soltanto degli operai dell’ industria, ma anche di quegli strati dell’ intelligenza borghese che, nonostante l’ acquiescenza di quelli che erano stati i partiti borghesi liberal-democratici alla monarchia degli Hohenzollern saliti al potere nell’ impero tedesco, volevano restare fedeli all’ idea democratica. L’ SPD era ormai forte a sufficienza per assorbire questi strati indirizzandoli alle forme di pensiero proprie del partito. Franz Mehring che, da liberale di sinistra e avversario del socialismo, aveva compiuto il primo serio tentativo di abbracciare da un punto di vista storico la problematica del nuovo partito (1), dopo un lungo conflitto interiore, finì per entrare nel partito della classe operaia. Ben presto egli divenne non soltanto lo storico del partito, ma soprattutto uno dei migliori e più indipendenti teorici del marxismo. Dalla stessa cerchia dell’ intellighenzia liberale di sinistra proveniva Georg Ledebour, che divenne uno dei migliori oratori parlamentari della socialdemocrazia (…).””. (pag 44)”,”MGEx-162″
“ABENDROTH Wolfgang”,”Histoire du mouvement ouvrier en Europe.”,”ABENDROTH Wolfgang (1906-1985) è stato professore di scienze politiche, politologo, alla Philipps-Universität di Marburg. “”La lotta del comitato centrale del Partito comunista tedesco (KPD) contro i gruppi sindacalisti e putschisti all’ interno del partito stesso aveva portato alla scissione di questi e alla fondazione del Partito comunista operaio tedesco (KAPD). Lenin aveva sostenuto questa lotta contro il KAPD e i suoi amici in altri paesi con la sua opera “”La malattia infantile del comunismo, l’ estremismo””. Questi “”comunisti di sinistra”” si rifiutavano di prendere parte alle elezioni legislative e a collaborare con i sindacati riformisti. Lenin si poneva contro l’ estremismo illusorio e rinforzava in questo modo la fiducia dei grandi partiti socialisti nell’ Internazionale Comunista. Essi percepirono rapidamente che la direzione di quest’ultima rifiutava le concezioni utopiche di una parte dei suoi aderenti dell’ Europa occidentale. E’ così che subito il Congresso dell’ USPD, dei socialisti svizzeri, francesi e italiani, decisero di negoziare l’ ingresso dei loro partiti nell’ Internazionale Comunista””. (pag 85)”,”MEOx-062″
“ABENDROTH Wolfgang; TRIMARCHI Francesca; COLLOTTI Enzo”,”I sindacati tedeschi di fronte allo stato d’emergenza (Abendroth); I laburisti e la politica economica governativa (Trimarchi); La socialdemocrazia tedesca e la libertà dello spirito (Collotti).”,”La socialdemocrazia tedesca e la libertà dello spirito (Enzo Collotti).”,”SIND-003-FGB”
“ABENSOUR Miguel”,”Le proces des maitres reveurs. Suive de Pierre Leroux et l’ utopie.”,”Pochi sono quelli che oggi conoscono Pierre LEROUX, il “”geniale”” autore della “”Refutation de l’ eclectisme”” – il termine è di MARX – colui che era visto LAMARTINE, SAND e altri come il Rousseau del XIX secolo. Pierre LEROUX (1797-1871), socialista francese, influenzato dal sansimonismo, ha scritto: ‘De l’ humanité, de son principe et de son avenir’ (1840), ‘De la ploutocratie’ (1848). Fu deputato alla Costituente (1848) e alla Assemblea legislativa (1849).”,”SOCU-066″
“ABENSOUR Miguel JANOVER Louis”,”Maximilien Rubel. Pour redécouvrir Marx.”,”pag 31 pag 68-69 pag 76 Nel testo di Janover si ‘piega’ Marx verso l’ anarchismo, si critica Engels e lo si accusa di aver operato la cristalizzazione del marxismo in culto e in burocratizzazione. “”L’anarchisme mis à part, le communisme des conseils fut assurement le mouvement le plus proche des idées de Rubel. Tous le marxismes s’y annulaient déjà dans une idée de la spontanéité révolutionnaire qui accordait à des organes collectifs la conscience de l’émancipation sociale et rendait superflue la médiation des partis et des théories. Les ‘Cahiers de discussion pour le socialisme de conseils’, qui réunissaient quelques camarades, attestent de cette influence. Mais si cette référence est centrale dans la filiation historique, elle ne rend pas pleinement justice à l’originalité de la pensée de Rubel. Anton Pannekoek et Paul Mattick, auteurs qu’il contribua à faire connaitre, s’inscrivent dans la tradition du marxisme critique à laquelle Maximilien Rubel échappe, car il reprend l’oeuvre de Marx en quelque sorte ‘ob ovo’, et suit son cheminemenrt en dehors de ces courants. Quels furent les rapports de Maximilien Rubel avec les autres groupes militants, marxistes non inféodés au PC, syndicalistes révolutionnaires et revue indépendantes comme ‘Socialisme ou Barbarie’? On ne peut répondre à la question sans inverser la proposition: quels furent les rapports de ces groupes avec Maximilien Rubel? Nous retrouvons alors le sens logique de cette influence. Pour les cercles qui avaient au moins un temps pris au sérieux les dogmes du bolchevisme et s’en étaient détachés ensuite, mais sans réussir à se mettre à distance des thèses ambiguës du marxisme, une telle redécouverte de Marx était déjà à elle seule un changement de perspective radical””. (pag 68-69)”,”TEOC-460″
“ABENSOUR Miguel, a cura di Mario Pezzella”,”La democrazia contro lo Stato. Marx e il momento machiavelliano.”,”Miguel Abensour insegna Filosofia politica all’Università Paris VII. Ha curato l’edizione delle Opere complete di Saint-Just (2004) ‘di cui ha ridesignato la figura in una prefazione destinata a segnare una svolta interpretativa’. Ha pubblicato un lavoro su Hannah Arendt. In Italia ha pubblicato un saggio in ‘Alcune riflessioni sulla filosofia dell’hitlerismo’ (di E. Levinas) del 2002. “”Marx scriverà con Engels nella ‘Sacra famiglia’ del 1845: “”Non si tratta di quello che un proletario o un altro, o anche l’intero proletariato s’immagina momentaneamente come scopo. Importa solo ciò che esso è e ciò che sarà storicamente costretto a fare in conformità del suo essere”” (11). Si può allora affermare che quando Marx scopre “”l’essere del proletariato””, esce dal momento machiavelliano e si allontana dalla logica delle cose politiche? Questa conclusione sarebbe quanto meno affrettata perché, senza impegnarsi in un dibattito sulla natura del proletariato, secondo Marx, basti ricordare che questa classe non può essere confinata nel sociale, poiché il suo essere, per ammissione stessa di Marx è paradossale. «Classe della società borghese, che in realtà non è una classe della società borghese» (12). Occorre intendere che per la sua missione rivoluzionaria e per la missione inscritta nel suo essere, questa classe fuoriesce decisamente da una localizzazione e da una determinazione sociologica. Nuova figura della negatività storica, che realizza – in ambito pratico – il metodo trasformativo, il proletariato appare come la classe, per cui il sociale, il suo essere sociale, è indissociabile dal politico, dal suo essere politico. «La classe operaia è rivoluzionaria o non è niente», scrive Marx nel 1865, in una lettera a J.B. Schweitzer (13). Le ultime pagine della ‘Miseria della filosofia’ non hanno appunto l’intenzione di confutare sia gli economisti che rinchiudono gli operai nella società così com’è, sia i pensatori che vedono nel proletariato solo un movimento sociale? Al contrario, Marx vuole rintracciare il passaggio dalla ‘classe in sé’, quale risulta dalla grande industria e dalle condizioni economiche, alla ‘classe per sé’, da momento in cui la classe trasforma la sua posizione ‘di fronte’ al capitale in lotta politica ‘contro’ il capitale, in vista di una rivoluzione totale. Di qui il rinvio a un’articolazione essenziale: «Non si dica che il movimento sociale esclude il movimento politico. Non vi è mai movimento politico, che non sia sociale nello stesso tempo» (14). Marx traduce subito citando Georges Sand: «O la lotta o la morte». [Miguel Abensour, ‘La democrazia contro lo Stato. Marx e il momento machiavelliano’, a cura di Pario Pezzella, Napoli, 2008] [(11) K. Marx ‘Die Heilige Familie’, Dietz verlag, Berlin, 1955, p. 138; (12) Nel testo francese, invece che “”società borghese”” si traduce “”société civile””. K. Marx, ‘Scritti politici giovanili’, cit, p. 410; (13) In M. Rubel, ‘Pages de K. Marx. Pour une éthique socialiste’, t. II. Révolution et socialisme’, Payot, Paris, 1970, p. 73; Marx Engels, Opere, vol. VI, Editori Riuniti, Roma, 1973; p. 225] (pag 141-142) Marx e la metafora dello specchio (1844) “”Seguendo Kant, Marx vede nel mondo della stampa uno strumento per la libera comunicazione tra gli uomini; egli rifiuta di dissociare la libertà di pensiero da quella di stampa. Ma a differenza di Kant, Marx non ritiene che la libertà di pensare e di comunicare i suoi pensieri possa costituire tutta l’attività politica dell’uomo. Così riconosce alla stampa altre funzioni oltre a quella della comunicazione. Oggettivazione dello spirito di un popolo, la stampa è ciò che permette al popolo di riconoscersi. Con una formulazione di spirito ermeneutico, Marx afferma nel ‘Dibattito sulla libertà di stampa’ (maggio 1842): la stampa libera «è l’occhio dello spirito popolare aperto su tutto, la fiducia incarnata di un popolo in se stesso, il legame parlante che unisce il singolo con lo Stato e col mondo […]. E’ la franca confessione di un popolo dinanzi a sé stesso, e com’è noto, la forza della confessione è di redimere. E’ lo specchio spirituale nel quale ogni popolo si guarda, e contemplare se stessi è la prima condizione della saggezza» (15). “”Specchio spirituale””, la stampa è costitutiva del luogo politico: essa apre l’accesso al luogo politico, allo spazio pubblico, in cui un popolo, grazie all’immagine speculare che rinvia a se stesso, si autocostituisce, acquista coscienza della sua identità, accede alla conoscenza di sé, condizione di libertà. Grazie alla stampa, il popolo pratica quotidianamente, in occasione dei molteplici conflitti, che sorgono nella società, il riconoscimento o meglio la conoscenza reciproca. Nel 1844, nelle ‘Note di lettura’, la metafora dello specchio si ripresenta, ma dal lato della produzione. Sotto il titolo ‘La produzione umana’, Marx scrive: «Supponiamo di produrre come esseri umani: ognuno di noi affermerebbe doppiamente nella sua produzione se stesso e l’altro. 1) Nella mia produzione si realizzerebbe la mia individualità, la mia particolarità (…). 2) Nel tuo godimento o nel tuo impiego del mio prodotto io avrei immediatamente il godimento derivante dalla coscienza di aver soddisfatto col mio lavoro un bisogno umano. 3) Proverei inoltre la soddisfazione di essere stato il mediatore fra te e il genere umano, di essere riconosciuto e sentito da te come un complemento del tuo proprio essere e come una parte necessaria di te stesso, di essere accettato nel tuo pensiero e nel tuo amore. 4) Avrei la soddisfazione di creare immediatamente la tua manifestazione vitale nella mia manifestazione vitale individuale, e di aver così realizzato e affermato nella mia attività individuale la mia vera natura, il mio essere umano comune (‘Gemeinwesen’). Le nostre produzioni sarebbero altrettanti specchi, da cui i nostri esseri si irraggerebbero l’uno verso l’altro» (16)”” [Miguel Abensour, ‘La democrazia contro lo Stato. Marx e il momento machiavelliano’, a cura di Pario Pezzella, Napoli, 2008] [(Kar: Marx, ‘Scritti politici giovanili’, cit., p. 108; (16) Marx-Engels, ‘Gesamtausgabe’, erste Abteilung, band III, Marx-Engels Verlag GMBH, Berlin, 1932, pp. 546-547] (pag 142-143)”,”MADS-738″
“ABETTI Giorgio”,”Esplorazione dell’ universo. Il futuro dell’ astronomia.”,”ABETTI Giorgio (1882) è uno scienziato di fama internazionale . Dal 1921 al 1952 è stato professore di astronomia all’ Università di Firenze e direttore dell’ Osservatorio di Arcetri. Ha promosso gli studi di astrofisica in Italia. Ha scritto molte opere (v. retrocopertina). “”Non vi può essere dubbio che anche la costituzione interna di tutti i pianeti del sistema solare deve essere simile a quella della Terra. Come esiste dunque l’ unità della materia nell’ universo, che ci è dato investigare, così si può affermare l’ esistenza dell’ unità delle forze fisiche in esso dominanti”” “”Tutto è moto, tutto è vita nell’ Universo; non si possono concepire le stelle in quiete nello spazio o senza una vita, intesa come continua e potente produzione di energia, proveniente dalla trasformazione della materia di cui esse sono costituite””.”,”SCIx-131″
“ABIAN Alexander”,”La teoria degli insiemi e l’aritmetica transfinita.”,”Alexander Abian ha conseguito il dottorato in matematica all’Università di Cincinnati nel 1956. Ha quindi insegnato al Queens College di New york, all’Università di Pennsylvania e all’Ohio State University, Attualmente è professore di matematica all’Iowa State University.”,”SCIx-236-FL”
“ABIGNENTE Mariarosaria BIONDI Gennaro COPPOLA Pasquale DAMIANI Annamaria LEONE Ugo MAURY René-Georges VIGANONI Lida”,”Territorio e risorse in Campania. Vol. II. Il potenziale urbano.”,”Mariarosaria Abignente, (n.1948), docente di Geografia generale ed economica nelle scuole superiori. Gennaro Biondi, (n.1943), incaricato di Geografia economica presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Napoli. Pasquale Coppola, (n.1943), incaricato di Geografia politica ed economica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’istituto Universitario Orientale di napoli. Annamaria Damiani, (n.1946), contrattista di Geografia politica ed economica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ugo Leone, (n.1940), incaricato di Politica dell’ambiente presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli. Renè Georges Maury, (n.1948), contrattista di Geografia politica ed eco nomica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Lida Vigano ni, (n.1950), contrattista di Geografia economica presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Napoli.”,”ITAS-027-FL”
“ABITBOL Michel HEYMANN Florence a cura; saggi di Amos FUNKENSTEIN Israel Yaacov YUVAL Moshe IDEL Dina PORAT Benny MORRIS Israel BARTAL Uri RAM”,”L’ historiographie israelienne aujourd’hui.”,”Saggi di Amos FUNKENSTEIN, Israel Yaacov YUVAL, Moshe IDEL, Dina PORAT, Benny MORRIS, Israel BARTAL, Uri RAM.”,”VIOx-036″
“ABOLIN A.”,”Die Oktober-Revolution und die Gewerkschaften.”,”A. Abolin, Segretario della Centrale sindacale dell’Urss.”,”RUSU-004-FGB”
“ABOSCH Heinz”,”La Germania in movimento.”,”Heinz ABOSCH è nato a Magdeburg nel 1918. Emigrato in FR nel 1933 ha partecipato alla Resistenza. Giornalista professionista, è stato per molti anni il corrispondente parigino di ‘Vorwärts’ organo della SPD e ha collaborato anche a periodici italiani ‘Mondo nuovo’ e ‘Rinascita’. Nel 1960 ha pubblicato presso JULLIARD, ‘L’Allemagne sans miracle’.”,”GERV-005″
“ABOSCH Heinz”,”Trotzki – Chronik. Daten zu Leben und Werk.”,”Vorbemerkung, Siglen der zitierten Werke Trotzkis, Abkürzungen, Bibliographie, Reihe Hanser n. 130,”,”TROS-048-FL”
“ABOUT Edmond ANDRÉ Edouard AUBRYET Xavier DE-BANVILLE Théodore DE-LA-BÉDOLLIÉRE E. BLANC Louis BORIE Victor FÉVAL Paul KAEMPFEN Joliet Charles DE-KOCK Paul LE-FORT Léon LUCHET Auguste MAYER Alfred SAND Nadar George SAY Léon TEXIER Edmond”,”Paris-Guide. Par les principaux Écrivains et Artistes de la France. (1867)”,”Contiene 18 contributi di importanti scrittori e artisti francesi pubblicati nel 1867 al momento dell’inagurazione dell’Esposizione universale, all’apogeo del secondo impero. Guida storica, artistica, poetica, amministriva e pratica.”,”FRAD-120″
“ABRAHAM Pierre SOBOUL Albert BOUDRY Robert SCHELER Lucien BLOCH Marcel BOUISSOUOUSE Janine de VILLEFOSSE Louis FREVILLE Jean TREAL Guy BOUDRY Robert COHEN Gaston PARMELIN Hélène GOSSET Hélène TERSEN Emile ABUSCH Alexander ERENY Tibor SCHELER Lucien”,”La Commune de Paris. Spécial.”,”In appendice due testi di VERCORS e MARAT Jean Paul che i cui temi non rientrano nel numero speciale dedicato alla Comune. Esemplare originale posto in Emeroteca La Banque de France ‘risparmiata’ grazie all’intervento di Beslay che viene lasciato poi riparare in Svizzera all’arrivo dei versagliesi. “”Dans les derniers jours de la Commune, la situation devint plus tendue. Beslay, souffrant, n’allait plus guère à la Banque (de France, ndr). Le 12 mai, un bataillon de la Garde nationale se présenta, manifestant l’intention d’envahir l’établissement. On alla en toute hâte quérir le délégué de la Commune qui, ceint de son écharpe, s’opposa à cette invasion. Le commandant du bataillon, Le Moussu, était d’ailleurs breton, ce qui eut, dit Beslay, une heureuse influence dans la discussion qui s’ouvrit entre lui et le marquis de Ploeuc. Beslay fut néanmoins fort irrité et offrit sa démission qu’on le supplia aussi bien à la Commune qu’à la Banque, de retirer. Une nouvelle alerte se produisit le 23 mai qui se solda par un versement exceptionnel de 500.000 francs. A l’arrivée des Versaillais, De Ploeuc obtint en faveur de Beslay un passeport signé de Thiers et l’accompagna lui-même à Neufchatel, en Suisse, où le délégué parvint sans encombre. Il fut accusé par la suite d’avoir reçu de la Banque une somme importante et une pension, ce dont il s’est défendu avec indignation: au moment où il séjournait en Suisse, il avait hérité de sa soeur, récemment décédée, et c’est de disposer de cet héritage qui lui aurait valu cette calomnie. On ne peut nier toutefois qu’il fut traité avec égards et même avec reconnaissance. Jourde, au contraire n’échappa que de peu au poteau d’exécution. Après avir été arrêté et soumis à un premier interrogatoire, il fut sauvé par un ordre de l’état-major inspiré sans doute par le désir du gouvernement de Versailles d’en savoir plus long sur les finances de la Commune”” (pag 134)”,”MFRC-140″
“ABRAHAM Richard”,”Alexander Kerensky. The First Love of the Revolution.”,”In this innovative biography, Richard Abraham offers a comprehensive analysis of Alexander Kerensky’s politics and an intimate portrait of the Russian revolutionary’s role during the turbulent times of the 1917 Revolution and World War I. Preface, Illustrations appear as groups after pages 80 and 272, Notes, Index of Persons, Subject Index, Abbreviations,”,”RIRx-072-FL”
“ABRAMOVICI Pierre”,”Szkolnikoff. Le plus grand trafiquant de l’Occupation.”,”Pierre Abramovici già giornalista investigativo e autore di numerosi documentari, oggi è diventato storico e ha pubblicato vari libri tra cui ‘Le Putsch des généraux’ (Fayard, 2011) Mendel Szkolnikoff ebreo di origine russa, con passaporto tedesco, è stato trovato morto nel giugno 1945 vicino a Madrid. Era un grosso trafficante durante l’Occupazione, più importante del celebre Joanovici. Arrestato prima della guerra, nel 1941 diventa un agente finanziario dei tedeschi, in particolare della SS. Ma l’affaire Szkolnikoff è soprattutto il più grande sequestro della Liberazione: 2 miliardi di franchi dell’epoca accompagnato da altri 2 di ammenda. Per conto dell’occupante tedesco Szkolnikoff costruì un immenso impero immobiliare e una rete di hotel: deteneva delle vie intere nell’Ovest parigino e decine di “”palazzi”” sulla Costa Azzurra. Il quesito è se Szkolnikoff avesse delle protezioni. Di Himmler, di Goering, pure lui affarista, o da vari dignitari nazisti. Da dove veniva il misterioso commando che catturò e uccise Szkolnikoff nel 1945 in Spagna, dopo averlo alleggerito di 600 milioni di franchi in gioielli che aveva con sé nella sua fuga? Questa inchiesta è il frutto dello studio di oltre 6000 schede d’archivio di cinque paesi diversi.”,”FRAV-179″
“ABRAMOWITZ Morton BOSWORTH Stephen”,”Chasing the Sun. Rethinking East Asian Policy.”,” Richard C. LEONE presidente della The Century Foundation. ABRAMOWITZ è senior fellow alla The Century Foundatio. In precedenza era Presidente della Carnegie Endowment for International Peace. Ha scritto vari libri (v. profilo biogr.) Stephen BOSWORTH è decano della Fletcher School ol Law e Diplomacy alla Tufts University. E’ stato ambasciatore americano presso la Repubblica di Corea. Ha scritto con Abramowitz un altro libro: ‘The Pacific Community: American Myth? Asian Reality?’ (1996).”,”ASIE-020″
“ABRAMSKY Chimen”,”Marx and the General Council of the International Workingmen’s Association.”,”Abramsky Chimen (Londra, UK) “”The fact that the General Council was situated in London gave Marx a great advantage. He could gradually consolidate his ascendancy and win allies for is point of view. From the commencement of the International, Marx applied himself with remarkable speed to look for the phrase that would sound as a compromise, to reconcile thereby conflicting attitudes, and yet to appear in public with a uniform and coherent policy. He told Engels that at the time when English workers were holding meetings for the franchise «it will take time before the re-awakened movement allows the old boldness of speech. It will be necessary to be ‘fortiter in re, suaviter in modo’ (bold in matter, mild in manner)». This became his guiding motto right up to the publication of the Civil War in France in June, 1871″” (pag 77) [Informazioni sull’intero volume: allocuzioni pronunciate da Pierre MONBEIG, Ernest LABROUSSE, foto ritratti di sedici internazionalisti Testi preparati per la pubblicazione da Madame Denise FAUVEL-ROUIF. Allocuzioni iniziali pronunciate da Pierre MONBEIG e Ernest LABROUSSE. (pag 497) introduzione programma sedute lista partecipanti, allocuzioni pronunciate da Pierre MONBEIG, Ernest LABROUSSE, foto-ritratti di sedici internazionalisti, note bibliografie allegate ai rapporti illustrazioni allegati: lista delle opere sull’ AIT pubblicate dai collaboratori dell’ Istituto del Marxismo Leninismo di Mosca; Colloques Internationaux du CNRS LABROUSSE Ernest Direzione; rapporti di H. COLLINS E. STEPANOVA e J. BACH Ch. ABRAMSKY J. ROUGERIE J. DHONDT e C. OUKHOW E. ENGELBERG e R. DLUBEK R. MORGAN M. VUILLEUMIER A. ROMANO R.P.C. MARTI A. LEHNING, C. BOBINSKA, J. BOREJSZA, T. ERENYI e J. JEMNITZ, K. OBERMANN, H. GERTH, M. MOLNAR, B. ITENBERG, Comunicazioni di J. MAITRON, M. DOMMANGET, J. KORALKA, D. DEMARCO, R. LAMBERET, J. TERMES ARDEVOL, C. RAMA, Discussioni di A. BRIGGS, F. BEDARIDA, J. KUYPERS, J. BRUHAT, E. WEILL-RAYNAL, E. JELOUBOVSKAIA, M. MOISSONNIER, E. COORNAERT, J. DROZ, C. OUKHOW, R.P. DROULERS, H. GERTH, M. PERROT, W. SCHIEDER, L. HAMON, G. ECKERT, M. VUILLEUMIER, M. REBERIOUX, I. MIKHAILOV, M. ROUBEL, C. BOBINSKA, P. GIRAUD, discorso di chiusura di E. STEPANOVA STORIA 1° PRIMA INTERNAZIONALE RAPPORTI MOVIMENTO OPERAIO INGLESE CONSIGLIO GENERALE E RUOLO IN AIT, MARX, SEZIONE FRANCESE EFFETTIVI AIT IN FRANCIA, BLANQUISMO IN AIT DA CADUTA COMUNE PARIGI 1871 A CONFERENZA DI LONDRA, MOVIMENTO OPERAIO TEDESCO E 1° PRIMA INTERNAZIONALE, RUOLO COMITATO CENTRALE GINEVRA DI J.P. BECKER IN SVILUPPO AIT IN GERMANIA 1° I. IN AUSTRIA CECOSLOVACCHIA, ITALIA NAPOLI, RAPPORTI MOVIMENTO OPERAIO CATALANO ANARCHISMO, SEZIONE SPAGNOLA SPAGNA AIT, LOTTA TENDENZE MARX-BAKUNIN, QUESTIONE POLACCA IN 1° I POLONIA AIT IN UNGHERIA, OPERAI TEDESCHI IMMIGRATI IN USA E 1° I., SINDACATI TRADE UNIONS AMERICANE, AMERICA LATINA, QUESTIONE CRISI INTERNAZIONALE 1872, MOVIMENTO OPERAIO RIVOLUZIONARIO RUSSO EUROPA FRANCIA GERMANIA SVIZZERA AUSTRIA CECOSLOVACCHIA ITALIA SPAGNA POLONIA USA STATI UNITI UK INGHILTERRA GRAN BRETAGNA AMERICA LATINA RUSSIA]”,”MOIx-046-C”
“ABRATE M. BERGAMI G. BERTOLDI P. BOTTASSO E. CAORSI G. COGNAZZO R. COMOLI MANDRACCI V. DEPAOLI G. DRAGONE A. DRAGONE P. DONNA D’OLDENIGO G. GASCA QUEIRAZZA G. GIACOBINI G. e altri”,”Torino città viva. Da capitale a metropoli. 1880-1980. Cento anni di vita cittadina. Politica, economia, società, cultura.”,”””Con Monti, Burzio, Cajumi, tre scrittori che rifiutano la scrittura come professione, la letteratura torinese tra le due guerre dà il meglio di sé. Si tratta di tre scrittori dell’ultima generazione ottocentesca (e già Cajumi coetaneo di Sergio Solmi, reatino di attecchimento torinese, nasce nel Novecento: tanto da poter riconoscere come suo maestro Ambrosini, dell’89), che si trova a convivere con la prima generazione del Novecento, quella gobettiana per eccellenza, dei nati nel primo decennio del secolo: di Gobetti appunto, per intenderci, che è del ‘901 o di Gromo e di Debenedetti che gli sono coetanei, o ancora di Carlo Levi, che è del ‘902 come Antonicelli, e infine, se si vuole, di Soldati, che è del ‘906, dell’ appartatissimo Ravasenga che è del ‘907 o di Pavese che è del ‘908.”” (pag 414) “”Gli addetti di questo gruppo abbastanza composito fatto di persone più o meno assidue che comprendeva Pavese, Remo Giacchero, Massimo Mila, Tullio Pinelli, Mario Sturani, Renzo Laguzzi, Bobbio, Ginzburg e naturalmente Monti, si leggevano le loro cose, incontrandosi nella casa di Pinelli o nello studio-abitazione di Sturani o ancor, più alla buona, nei caffé e nelle birrerie”” (pag 416)”,”ITAB-115″
“ABRATE Mario”,”La lotta sindacale nella industrializzazione in Italia, 1906-1926.”,”ABRATE Mario Scontro tra Giuseppe Moschini, intransigente fascista con Gino Olivetti accusato dal primo di non essere fascista. Per decidere se Olivetti era un vero fascista si riunì un giurì d’onore composto nominato da Augusto Turati, segretario generale del PNF e composto da Enrico Corradini, Fulvio Suvich e Gino Maffei (14 luglio 1926). Olivetti venne ‘assolto’ e considerato fascista ma si affermò che si era “”adattato al fascismo in forza di circostanze esterne””, che era un fascista di adattamento”” (pag 458)”,”ITAE-310″
“ABRATE Mario BARTORELLI Momi CASTRONOVO Valerio COLITTI Marcello DUVA Antonio FUMAGALLI Mario IZZO Luigi MIONI Alberto MONDINI Alberto NEGRI Massimo PELLEGRINI Umberto TONIOLO Gianni ZACCARIA saggi di; testi degli inserti e ricerca iconogracixca Giuseppe ARISTARCO Roberto MAFFI Mario NEGRI Antonello NEGRI Massimo RASPONI Nicoletta VILLA-SELVAFOLTA Ornella, impostazione generale dell’opera di Mario FAZIO”,”Storia dell’industria europea.”,”Euforia e crisi finanziaria (e poi generale) del 1873 (pag 87) “”Sconfitta a Sedan, la Francia dovette pagare in oro alla Prussia riparazioni di guerra di ammontare che al tempo sembrò straordinario (e la lunga memoria dei francesi si ricordò bene di ciò al momento di stipulare la pace di Versailles). La Germania mise in circolazione quasi tutta questa nuova moneta (solo 120 milioni di marchi furono “”congelati”” in vista di una guerra successiva) sia sotto forma di larghi compensi ai generali vittoriosi e di piccole pensioni ai reduci e alle vedove dei caduti, che per un grandioso programma di lavori pubblici tra cui primeggiò la costruzione del nuovo Reichstag a Berlino (né mancarono le spese cospicue dei privati che avevano tratto vantaggio dalla guerra: è di questo periodo Villa Hügel di 200 stanze, costruita da Krupp a Essen). Nuovi redditi, dunque, anche nelle mani di ceti medio-bassi ed un innalzamento del tasso di risparmio che confluì in parte alle banche e in parte direttamente alla borsa per l’acquisto di titoli ferroviari nell’euforia di un momento che le aspettative di tutti vedevano, non a torto, come l’alba di una grande epoca di sviluppo. Si costruirono nuove società per azioni, regolarmente quotate alle borse di Berlino e Francoforte che si espandevano di giorno in giorno. Si trattava di imprese industriali e di banche. Le più importanti per la storia economica successiva della Germania furono la Deutsche Bank e la Dresden Bank. E fu in questi anni immediatamente successivi alla proclamazione del Reich che le banche cominciarono, oltre che a promuovere nuove iniziative industriali, a tenere numerose azioni nel proprio portafoglio anche come permanenti partecipazioni di controllo. Ciò era possibile sia per il rapido afflusso di depositi sia per il fatto che il sistema bancario poteva contare su talune istituzioni finanziarie sostanzialmente pubbliche per prestiti anche di grande ammontare (alla fine del 1872 Bleichröder e Hansemann ricevettero ciascuno dal governo un prestito di 15 milioni di talleri). Il legame tra banca e Stato, tra mondo finanziario e mondo politico si fece più stretto e non sempre limpidissimo (dopo la crisi finanziaria del 1873 vi saranno, come avviene quasi sempre, inchieste più o meno amministrate dall’alto e qualche grossa testa finirà per cadere). Lo sviluppo si tradusse in frenetica speculazione di borsa anche su titoli di dubbia solidità. E la febbre speculativa si estese alla vicina Vienna donde si iniziò, l’8 maggio 1873, la breve ma severa crisi che sempre succede a periodi di investimento troppo rapido da parte del grande pubblico ignaro dei segreti della borsa. Basta, in questi casi, che un grande investitore istituzionale decida di “”ricoprirsi”” o di monetizzare i propri guadagni perché una caduta dei titoli importanti provochi un panico generale ed una corsa inarrestabile alla vendita. La crisi di Vienna fu severa (la Banca centrale, cosa quasi inaudita per i tempi, sospese i pagamenti in oro) e finì per diffondersi anche a Berlino e Francoforte quando il 28 ottobre 1873 si assistette al fallimento della banca Quistrop, eccessivamente esposta alla speculazione bancaria, seguita dalla chiusura di altre ventisette banche. Questa crisi, ed è quanto interessa sottolineare nell’ambito di una nota dedicata ai legami tra banca e industria, non rimase limitata al settore finanziario ma si diffuse a quello cosiddetto reale. Il credito divenne praticamente inottenibile in una situazione in cui molte imprese, soprattutto manifatturiere, erano state create e mantenute dal credito bancario. La mancanza di ossigeno provocò per le più deboli tra esse la morte per asfissia. E i fallimenti si contarono a dozzine così come i suicidi degli imprenditori. I prezzi caddero rapidamente e ci vollero 3 o 4 anni perché riprendessero a salire insieme con la produzione industriale. La crisi lambì uno dei “”santuari”” stessi della nuova Germania militare e industriale: nel 1874 Krupp dovette ipotecare tutti i propri impianti a favore di un grande consorzio bancario che gli prestò 30 milioni di talleri che vennero poi restituiti lentamente lungo l’arco di ben 13 anni”” [Gianni Toniolo, Sviluppo industriale e intermediazione finanziaria’ (pag 88)”,”FOTO-086″
“ABRATE Mario”,”Lavoro e lavoratori nell’Italia contemporanea.”,”Mario Abrate (1927-) ha studiato a Torino ai tempi di F. Cognasso, G. Falco e W. Maturi. Attualmente (1981) è professore di storia economica nell’Università di Torino. Ha percorso un periodo di studi nell’Istituto Italiano di Studi Storici dove allora si incontrava con B. Croce e ascoltava F. Chabod. Alla storia economica e sociale è stato avviato da Luigi Einaudi.”,”CONx-229″
“ABS Robert”,”Emile Vandervelde.”,”Nato a Ixelles nel 1866, morto a Bruxelles nel 1938, VANDERVELDE è entrato nella vita politica a vent’anni. Rappresentante degli studenti socialisti al Congresso del P.O.B. deal 1890 al 1892, redige quindi il documentoche diventerà nel 1894 la Charte du POB, conosciuta come la “”Charte de Quaregnon””. Diventa deputato socialista nell’ ottobre 1894 e dirige il gruppo parlamentare fino alla morte. Alla Camera dei Rappresentanti prima della 1° guerra mondiale si interessa in particolare ai problemi che pone la ripresa del Congo da parte dello stato belga, alla questione dell’ alcool e alla politica estera. Nel 1914 diventa ministro di Stato e due anni più tardi entra nel governo. Dopo l’ armistizio, è uno dei firmatari del Trattato di Versailles. Ministro della giustizia, da il suo nome a importani riforme del regime penitenziario. Nel 1925, ministro degli esteri, assume un ruolo importante nella redazione degli accordi di Locarno. Nel 1935 è ministro della sanità nel governo Van Zeeland. Dal 1936 si impegna per la difesa della repubblica spagnola. Abbandona il governo nel 1937. “”Noi sappiamo che se c’è un partito dell’ Internazionale Operaia Socialista che si è sempre opposto fino allo spasimo, non solo a interventi stranieri in Russia, contro la dittatura bolscevica, è il partito di Martov, di Dan e di Abramovitch, il partito menscevico. E veramente, occorre, a un grado inaudito, fare affidamento, contro ogni evidenza, alla credulità umana, per osare accusare uomini come Hilferding, Leon Blum, Fr. Adler o io stesso, di aver legami con i “”bianchi””, di preparare segretamente un intervento straniero, di essere il tramite con gli stati maggiori imperialisti, quando, giornalmente, su tutta la stampa borghese d’ Europa, ci si rimprovera d’essere, malgrado tutto, con la Rivoluzione russa, di opporci, con tutte le nostre forze, alla politica di accerchiamento, di boicottaggio, di “”blocco”” dei Soviets, oppure, per ricordarci di vecchi ricordi, di aver fermato al passaggio, quando l’ esercito di Pilsudski marciava su Kiev, le munizioni francesi che gli erano destinate.”” (pag 223)”,”MHLx-022″
“ABSE Tobias, a cura di Mauro STAMPACCHIA”,”Sovversivi e fascisti a Livorno. Lotta politica e sociale (1918-1922).”,”Tobias Abse (Cardiff 1956), ha studiato al Gonville and Caius College dell’Università di Cambridge e presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel 1983 ha conseguito il titolo di PhD presso l’Università di Cambridge, e ha lavorato come ricercatore al New Hall, Cambridge and Darwin College. Attalmente insegna storia contemporanea all’Università di Leeds.”,”ITAF-039-FL”
“ABULAFIA David”,”Il grande mare. Storia del Mediterraneo.”,”David Abulafia (Twickenham, Inghilterra, 1949), docente di Storia del Mediterraneo a Cambridge, per i mirti acquisiti con i suoi studi sulla storia italiana nel 2003 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà italiana. Ha pubblicato in Italia ‘Le due Italie’ (1991), ‘I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500’ (1999) e ‘La scoperta dell’umanità’ (2010). Importanza della Sicilia per Genova (grano, materie prime ecc:) (pag 312) 1936. Gli italiani a Maiorca. Strage di Maiorchini. “”Nel 1936, inoltre, gli italiani intervennero a fianco delle forze falangiste spagnole, all’inflessibile comando del poco carismatico ma molto efficace generale Francisco Franco: oltre a 50.000 uomini, l’Italia fascista offrì supporto aereo e navale, giocando un ruolo decisivo nella battaglia per le isole Baleari. Se Mussolini non avanzò pretese sulla Spagna continentale, le isole erano tutt’altra questione. Gli italiani approdarono a Maiorca, da cui nel settembre 1936 cacciarono le ultime forze repubblicane, giustiziando circa 3000 maiorchini accusati di fiancheggiare i comunisti. Nei due anni successivi l’isola servì da base per le pesanti incursioni compiute dall’aeronautica italiana sui principali centri repubblicani, come Valenza e Barcellona. Probabilmente Mussolini avrebbe voluto tenere Maiorca, ma in fondo aveva ottenuto quello che gli interessava: una base operativa nel Mediterraneo occidentale, sufficientemente vicina a Tolone e a Orano per tenere a bada i contingenti navali francesi di stanza in quelle città, anche se la sua vera ossessione continuava ad essere la marina inglese. Gli italiani, comunque, non mancarono di far sentire la loro presenza nell’isola: la strada principale di Palma di Maiorca fu ribattezzata «via Roma» e abbellita all’imbocco da statue di giovani con aquile romane appollaiate sulle spalle. Dopo quindi secoli il ‘Mare nostrum’ era tornato a estendersi dall’Italia alle acque della Spagna”” (pag 572)”,”STOS-206″
“ABULAFIA David”,”Storia marittima del mondo. Quattro millenni di scoperte, uomini e rotte.”,”David Abulafia (Twickenham, Inghilterra, 1949), docente di Storia del Mediterraneo a Cambridge, per i mirti acquisiti con i suoi studi sulla storia italiana nel 2003 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà italiana. Ha pubblicato in Italia ‘Le due Italie’ (1991), ‘I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500’ (1999), ‘La scoperta dell’umanità’ (2010), ‘Il grande mare. Storia del Mediterraneo’ (2016). Seconda guerra mondiale “”Nella storia marittima la seconda guerra mondiale, a confronto con la prima, ci pone di fronte a un paradosso. Benché il conflitto precedente avesse avuto origine nel cuore dei Balcani, una delle principali preoccupazioni dei tedeschi alla vigilia della prima guerra mondiale era stata, come emerge chiaramente dalle parole di Tirpitz sulla minaccia britannica, la potenza navale. Eppure il conflitto in mare, nonostante le gravi perdite della marina mercantile, era rimasto confinato più che altro nell’Atlantico. La seconda guerra mondiale ebbe origine dalle ambizioni tedesche in terraferma, nell’Europa orientale, ed è proprio pensando a queste ambizioni che ancora nel 1939 i fautori britannici dell”appeasement’ sostenevano che la Gran Bretagna avrebbe dovuto cogliere questa opportunità e lasciare che Hitler perseguisse i suoi progetti in Europa, così non avrebbe interferito con il dominio britannico dei mari. Quando scoppiò la guerra con la Germania e il Giappone si schierò a fianco dei tedeschi, il conflitto divenne veramente globlale e abbracciò i tre grandi oceani, fino a vedere la caduta di alcune delle più preziose basi britanniche in Estremo Oriente, in particolare Hong Kong (il giorno di Natale del 1941) e Singapore (il 15 febbraio 1942). Se nella prima guerra mondiale le reti commerciali delle compagnie di navigazione britanniche in Estremo Oriente avevano spesso prosperato, nella seconda, in cui persino l’Australia finì sotto attacco da parte dei giapponesi, esse furono completamente distrutte. La Blue Funnel Line perse le sue basi in Estremo Oriente, sulle quali si era fondato il suo successo (24). Il conflitto in mare fu inoltre più crudele persino di quanto era stato ai tempi dei primi U-Boot: non solo la tecnologia sottomarina aveva fatto giganteschi passi avanti, ma l’aggiungersi di un’efficace potenza aerea fece sì che gli attacchi alle navi non fossero più lanciati esclusivamente da altri natanti, sopra o sotto la superficie del mare. Massicciamente esposta alla potenza di fuoco tedesca e giapponese non fu soltanto la marina mercantile delle potenze alleate, ma anche quella delle nazioni neutrali, tra cui, fino al suo tardivo ingresso in guerra, gli Stati Uniti. Ciò significò anche che la minaccia all’approvvigionamento di cibo e beni industriali essenziali della Gran Bretagna fu costante e grave in misura di gran lunga superiore rispetto agli anni tra il 1914 e il 1918. Alcune rotte di approvvigionamento consolidate cessarono di essere accessibili: l’invio di truppe in Egitto comportò la circumnavigazione dell’Africa (25). Caduta la Francia, i tedeschi assunsero il controllo della maggior parte della marina mercantile francese. Nelle altre regioni conquistate dal Reich il destino delle flotte mercantili fu vario”” (pag 899-900) [(24) Falkus, ‘The Blue Funnel Legend’, cit., pp. 240, 245; (25) Miller, Europe and the Maritime World, cit., pp. 277-278; Falkus, ‘The Blue Funnel Legend’, p. 236] [D. Abulafia, Paragrafo III. Guerra e pace, e ancora guerra, all’interno del capitolo V. Gli oceani sotto controllo (1850-2000), (pag 889-903)]”,”ASGx-063″
“ABUSCH Isaac, a cura di Joachim KOWALCZYK”,”Erinnerungen und Gedanken eines oppositionellen Kommunisten.”,”Paul Frölich ist an der Problematik der Sowjetunion innerlich zerbrochen. “”Heinz hatte den Paul Frölich in Paris schwer gekränkt, wie er gesagt hat “”Paul Frölich, geborene Wolfstein””, das hat er ihm nie verziehen. Das war auch eine Demütigung.”” (pag 69)”,”MGEK-077″
“[A.C.]”,”Bibliografia. Strategia. Libri, riviste.”,”Ampia bibliografia citata dall’autore (Molnar) nel suo libro ‘La politica delle allenze del marxismo’ (in francese)”,”STOx-300″
“ACCAME Giano STRINATI Claudio a cura; articoli di Aldo A. MOLA Piero MELOGRANI Piero PALUMBO Rino CAMMILLERI Giano ACCAME Diego REDIVO Massimo SCIOSCIOLI Aldo G. RICCI Gustavo RAFFI Leonardo LATTARULO Giuseppe PARLATO Alessandro CAMPI Giuseppe VACCA Daniela COLI Luciano LUCIANI Carlo JEAN Oreste BOVIO Fabio MINI Mariano GABRIELE Fabio ANDRIOLA Gregory ALEGI Claudio QUARANTOTTO Marco GRANDI Fortunato MINNITI Alessandra Maria SETTE Umberto ROCCA Giuseppe COSSIGA Luciano LUCIANI Isabella RAUTI Mariano GABRIELE Marcello VENEZIANI Flavia CRISTIANO Enrico NISTRI Simonetta BARTOLINI Gianni BORGNA Pietrangelo BUTTAFUOCO Marco CIMMINO VIttorio SGARBI Rosanna BARBIELLINI AMIDEI Marco BALBI Giseppe SEVERINI Giorgio PELLEGRINI Francesco PARISI Giano ACCAME Claudio STRINATI”,”A 90 anni dalla Grande guerra. Arte e memoria.”,”Articoli di Aldo A. MOLA Piero MELOGRANI Piero PALUMBO Rino CAMMILLERI Giano ACCAME Diego REDIVO Massimo SCIOSCIOLI Aldo G. RICCI Gustavo RAFFI Leonardo LATTARULO Giuseppe PARLATO Alessandro CAMPI Giuseppe VACCA Daniela COLI Luciano LUCIANI Carlo JEAN Oreste BOVIO Fabio MINI Mariano GABRIELE Fabio ANDRIOLA Gregory ALEGI Claudio QUARANTOTTO Marco GRANDI Fortunato MINNITI Alessandra Maria SETTE Umberto ROCCA Giuseppe COSSIGA Luciano LUCIANI Isabella RAUTI Mariano GABRIELE Marcello VENEZIANI Flavia CRISTIANO Enrico NISTRI Simonetta BARTOLINI Gianni BORGNA Pietrangelo BUTTAFUOCO Marco CIMMINO VIttorio SGARBI Rosanna BARBIELLINI AMIDEI Marco BALBI Giseppe SEVERINI Giorgio PELLEGRINI Francesco PARISI Giano ACCAME Claudio STRINATI Contiene gli articoli: – Leonida Bissolati (di A.G. Ricci) (pag 71-75) – L’interventismo di Gramsci, Togliatti e Di-Vittorio (di G. Vacca) (pag 98-101) – Engels l’aveva previsto (di Giano Accame) (pag 200-201)”,”QMIx-189″
“ACCAME Giano STRINATI Claudio a cura; scritti di Aldo A. MOLA Piero MELOGRANI Piero PALUMBO Rino CAMMILLERI Diego REDIVO Aldo G. RICCI Giovanni RAFFI Leonardo LATTARULO Giuseppe PARLATO Alessandro CAMPI Giuseppe VACCA Daniela COLI Luciano LUCIANI Carlo JEAN Oreste BOVIO Fabio MINI Mariano GABRIELE Fabio ANDRIOLA Gregory ALEGI Claudio QUARANTOTTO Marco GRANDI Fortunato MINNITI Oreste BOVIO Alessandra Maria SETTE Umberto ROCCA Paolo CASOLARI Giuseppe COSSIGA Luciano LUCIANI Isabella RAUTI Marcello VENEZIANI Flavia CRISTIANO Enrico NISTRI Simonetta BARTOLINI Gianni BORGNA Pietrangelo BUTTAFUOCO Marco CIMMINO Vittorio SGARBI Rosanna BARBIELLINI AMIDEI Marco BALBI Giuseppe SEVERINI Giorgio PELLEGRINI Francesco PARINI Giano ACCAME Claudio STRINATI”,”A 90 anni dalla Grande Guerra. Arte e memoria. GateTermini Art Gallery, Roma, 17 marzo-31 luglio 2005.”,”2° copia Interventismo di Mussolini, Gramsci, Togliatti e Di-Vittorio (pag 98) ‘Engels l’aveva previsto’ di Giano ACCAME (pag 200) “”In ‘Po e Reno’ del 1859 (Engels) aveva individuato con 58 anni d’anticipo Caporetto tra i punti di sfondamento per dilagare nella pianura padana. E il Belgio, molto tempo prima del piano Schlieffen messo a punto nel 1905, come il passaggio da cui invadere la Francia. La precoce lucidità dell’analisi traspare da questa visione strategica: “”Ancor più del Belgio, l’Italia settentrionale è da secoli il campo di battaglia sul quale tedeschi e francesi hanno combattuto le guerre che li hanno visti di fronte. Il possesso del Belgio e della valle del Po è, per chi attacca, la condizione necessaria sia per un’invasione tedesca della Francia, sia per un’invasione francese della Germania: soltanto questo possesso rende completamente sicuri i fianchi e le spalle dell’invasore. Soltanto il caso di una neutralità assolutamente certa di questi paesi potrebbe costituire un’eccezione; e ciò fino ad ora non si è verificato””. (Engels) Aveva persino immaginato l’aggiramento della linea del Piave, che agli austro-germanici non è invece riuscito. (…) Alla traduzione italiana degli scritti militari di Engels si oppose allora Filippo Turati, obiettando “”che la nazione armata e l’istruzione ginnastico militare di tutta l’adolescenza dei popoli par fatta per rinforzare anziché indebolire il pregiudizio patriottico e militare””. (pag 200) (fonti di questo scritto, ME: ‘Sul risorgimento italiano; Opere scelte di Marx ed Engels; Accame: ‘Socialismo e tricolore’) Scritti di Aldo A. MOLA Piero MELOGRANI Piero PALUMBO Rino CAMMILLERI Diego REDIVO Aldo G. RICCI Giovanni RAFFI Leonardo LATTARULO Giuseppe PARLATO Alessandro CAMPI Giuseppe VACCA Daniela COLI Luciano LUCIANI Carlo JEAN Oreste BOVIO Fabio MINI Mariano GABRIELE Fabio ANDRIOLA Gregory ALEGI Claudio QUARANTOTTO Marco GRANDI Fortunato MINNITI Oreste BOVIO Alessandra Maria SETTE Umberto ROCCA Paolo CASOLARI Giuseppe COSSIGA Luciano LUCIANI Isabella RAUTI Marcello VENEZIANI Flavia CRISTIANO Enrico NISTRI Simonetta BARTOLINI Gianni BORGNA Pietrangelo BUTTAFUOCO Marco CIMMINO Vittorio SGARBI Rosanna BARBIELLINI AMIDEI Marco BALBI Giuseppe SEVERINI Giorgio PELLEGRINI Francesco PARINI Giano ACCAME Claudio STRINATI “”In ‘Po e Reno’ del 1859 (Engels) aveva individuato con 58 anni d’anticipo Caporetto tra i punti di sfondamento per dilagare nella pianura padana. E il Belgio, molto tempo prima del piano Schlieffen messo a punto nel 1905, come il passaggio da cui invadere la Francia. La precoce lucidità dell’analisi traspare da questa visione strategica: “”Ancor più del Belgio, l’Italia settentrionale è da secoli il campo di battaglia sul quale tedeschi e francesi hanno combattuto le guerre che li hanno visti di fronte. Il possesso del Belgio e della valle del Po è, per chi attacca, la condizione necessaria sia per un’invasione tedesca della Francia, sia per un’invasione francese della Germania: soltanto questo possesso rende completamente sicuri i fianchi e le spalle dell’invasore. Soltanto il caso di una neutralità assolutamente certa di questi paesi potrebbe costituire un’eccezione; e ciò fino ad ora non si è verificato”” [F. Engels (1)] Aveva persino immaginato l’aggiramento della linea del Piave, che agli austro-germanici non è invece riuscito. (…) Alla traduzione italiana degli scritti militari di Engels si oppose allora Filippo Turati, obiettando “”che la nazione armata e l’istruzione ginnastico militare di tutta l’adolescenza dei popoli par fatta per rinforzare anziché indebolire il pregiudizio patriottico e militare”” [Giano Accame, ‘Socialismo e tricolore’] [(in) ‘A 90 anni dalla Grande Guerra. Arte e memoria. Gate Termini Art Gallery, Roma, 17 marzo-31 luglio 2005’, Roma, 2005, a cura di Giano Accame e Claudio Strinati] [(1) K. Marx F. Engels, Sul risorgimento italiano, K. Marx F. Engels, Opere scelte]”,”FOTO-005″
“ACCAME Pietro”,”George Sorel. Le mutazioni del sindacalismo rivoluzionario.”,”ACCAME Pietro vive e lavora a Milano dove è nato nel 1967. Si è laureato in scienze politiche a Milano. “”Grazie al “”Devenir social””, comunque, saldandosi anche l’amicizia con Croce, il rapporto di Sorel con l’Italia si amplierà notevolmente. Alla rivista, infatti, collaboreranno Adolfo Zerboglio (1866-1950), Antonio Labriola (1843-1904), Arturo Labriola (1873-1959), Enrico Ferri (1856-1929), Giuseppe Salvioli (1857-1928), Guglielmo Ferrero e Luigi Einaudi (1874-1961). Ed è da notare come proprio la collaborazione di Antonio Labriola al “”Devenir social””, ed una lettera a lui inviata dal Labriola stesso, costituiscano per Croce “”la data della nascita del marxismo teorico in Italia”” (1)”” (pag 18) (1) B. Croce, Come nacque e morì il marxismo teorico in Italia (1895-1900) in appendice a Antonio Labriola, La concezione materialistica della storia, Laterza 1938 pag 267″,”TEOC-574″
“ACCARINO Bruno ARCHIBUGI Daniele BARBIERI Daniele BASCETTA Marco BIDUSSA David CALCHI NOVATI Giampaolo CARLINI Franco CINI Marcello CIORRA Pippo D’ERAMO Marco DOMINIJANNI Ida FUMAGALLI Andrea GUARRACINO Scipione ILLUMINATI Augusto MARCON Giulio MAZZETTI Giovanni MONELLI Roberto NEGRI Antonio PEZZELLA Mario POLI Francesco PORRO Mario SANTOMASSIMO Gianpasquale SENESE Salvatore TONELLO Fabrizio VOLTAGGIO Franco”,”Il futuro del Novecento. Come il XX Secolo ha pensato il tempo a venire.”,”Scritti di ACCARINO Bruno ARCHIBUGI Daniele BARBIERI Daniele BASCETTA Marco BIDUSSA David CALCHI NOVATI Giampaolo CARLINI Franco CINI Marcello CIORRA Pippo D’ERAMO Marco DOMINIJANNI Ida FUMAGALLI Andrea GUARRACINO Scipione ILLUMINATI Augusto MARCON Giulio MAZZETTI Giovanni MONELLI Roberto NEGRI Antonio PEZZELLA Mario POLI Francesco PORRO Mario SANTOMASSIMO Gianpasquale SENESE Salvatore TONELLO Fabrizio VOLTAGGIO Franco”,”TEOS-289″
“ACCARINO Bruno a cura di, Saggi di Antonietta BRILLANTE Nicola CASANOVA Friedrich GENTZ”,”La bilancia e la crisi. Il linguaggio filosofico dell’equilibrio.”,”Bruno Accarino insegna Etica sociale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze. Collabora a varie riviste ed è membro del comitato direttivo di Filosofia politica. Antonietta Brillante si è laureata a Firenze e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia a Pisa con un lavoro su Eric Voegelin. Nicola Casanova è nato nel 1966 a Lugano. Dottore di ricerca in filosofia. Collabora con la cattedra di Etica sociale del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze e con la sede fiorentina della Georgetown University di Washington. É bgiornalista pubblicista. Friedrich Gentz. Nato a Breslavia nel 1764 ed entrato, seguendo la professione del padre, nell’amministrazione pubblica prussiana a partire dal 1785, ottenne il congedo negli anni successivi alla Rivoluzione francese, quando l’attività di pubblicista e traduttore assorbì gran parte del suo tempo. Prima di lavorare a Berlino era stato allievi di Kant a Koenigsberg.”,”FILx-145-FL”
“ACCARINO Bruno”,”Rappresentanza.”,”Bruno Accarino insegna Storia delle dottrine politiche nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Tra i suoi libri ‘Ratio imaginis. Uomo e mondo nell’antropologia filosofica’ (a cura), Ponte alle Grazie, 1991); ‘Ingiustizia e storia. Il tempo e il male fra Kant e Weber’, Editori Riuniti, 1994.”,”FILx-25-FMB”
“ACCIAI Enrico CANSELLA Ilaria”,”Storie di indesiderabili e di confini. I reduci antifascisti di Spagna nei campi francesi (1939-1941).”,”Enrico Acciai è nato a Firenze (1980) Dottore di ricerca in storia dell’Europa contemporanea presso l’Università della Tuscia, ricercatore in varie sedi universitarie. Ha al suo attivo molte pubblicazioni tra cui ‘1945. Violenza, conflitto sociale, ordine pubblico nel dopoguerra europeo’, Viella, 2017. Ilaria Cansella è nata a Milano (1982) e vive a Grosseto. Ha conseguito nel 2007 la Laurea magistrale in Documentazione e ricerca storica presso l’Università di Siena, dove ha in corso un Dottorato di ricerca sulle politiche di sviluppo dell’Italia in Africa anni Cinquanta-Settanta. Collabora con l’ISGREC e si è occupata anche di Resistenza ed epurazione. “”L’attraversamento del confine dei Pirenei e l’arrivo in Francia era stato di tutt’altro genere, per un numero non piccolo di rifugiati spagnoli, repubblicani in fuga, inseguiti dalle truppe franchiste vincitrici. Ancora Albert Camus in un’altro passo dell’articolo citato, a fine 1948, aveva scritto: «mi succede di nuovo, insieme a pochi altri francesi, di non essere fiero del mio paese». A suscitare un sentimento di vergogna, le responsabilità della Francia nei confronti del popolo spagnolo; della Repubblica fino al 1940, del governo collaborazionista di Vichy dopo l’occupazione. Dell’epoca della Repubblica citava in particolare un episodio: «il poeta Antonio Machado, messo in un campo di concentramento dal quale è uscito solo per morire (11)». Nelle parole di Camus si rintracciano ragioni morali, ma anche un segno di coerenza politica con il suo impegno di antifascista e resistente in Francia, consapevole della presenza attiva di non pochi spagnoli o membri delle Brigate Internazionali a combattere, come lui, per la libertà della Francia, tra 1940 e 1944″” (12). Poiché quello dell’internamento di reduci, civili non combattenti in fuga, compreso bambini e vecchi, feriti e quanti costituirono la “”marea umana”” che oltrepassò i Pirenei è il tema centrale dello studio di Acciai e Cansella, contare e interpretare le tracce di memorie che lascia, nell’immediato e in tempi più lunghi, ha uno speciale valore. Quella di Camus è una tra le non numerose voci di francesi che richiamano l’esistenza di campi”” (pag 11-12) [dalla prefazione di Luciana Rocchi] [(11) ‘Perché la Spagna. Risposta a Gabriel Marcel’, “”Combat””, 25 novembre 1948, p. 544; (12) A. Camus, ‘Lettres à un ami allemand’, Gallimard, Paris, 1948]”,”MSPG-282″
” ACCIAI Enrico a cura; saggi di Elena PAPADIA Giacomo BOLLINI Antonio SENTA Matteo STEFANORI Luigi BALSAMINI Giovanni C. CATTINI Eva CECCHINATO Claudio SILINGARDI Giorgio SACCHETTI Enrico ACCIAI”,”Anarchismo e volontariato in armi. Biografie e traiettorie di combattenti transnazionali.”,”Enrico Acciai insegna Global Histry presso l’Università di Roma ‘Tor Vergata’. Si è occupato di storia dell’antifascismo europeo, storia dell’anarchismo e storia del volontario transnazionale in armi. Tra i vari capitoli: – Luigi Balsamini, Gli Arditi del Popolo: dalla guerra per la patria alla difesa del proletariato (1917-1922) (pag 119-134) – Giorgio Sacchetti, Antifascismo in armi. Umberto Marzocchi combattente transnazionale (pag 199-214) ‘Ardito del Popolo a Sarzana, fuoriuscito in Francia, Marzocchi sarà combattente in Spagna nella Colonna italiana della Francisco Ascaso e quindi nel Maquis. La sua traiettoria transnazionale, foriera di spazi geografici e reti relazionali nuove, include ben tre fra le esperienze fondamentali di volontariato in armi sullo scenario novecentesco, e ci svela i processi multidirezionali della circolazione delle idee sul continente, fra adattamenti e rigenerazione intellettuale, in chiave cosmopolita (4). Già conosciuto come attivista sindacale ed esponente dei gruppi giovanili anarchici alla Spezia aveva avuto modo di compiere la sua prima esperienza personale di lotta armata. A Roma aveva incontrato Argo Secondari e Giuseppe Gaetano Mingrino, massimi dirigenti degli Arditi dl Popolo (AdP) (5), Proprio alla vigilia dei noti fatti di Sarzana. Qui, in collaborazione con Ugo Boccardi ‘Ramella’, aveva assunto il comando di una cinquantina di arditi (6). Il 21 luglio 1921 una colonna di cinquecento fascisti, in gran parte provenienti dalla Toscana, nel tentativo di liberare i propri camerati rinchiusi nella fortezza di Sarzanello a seguito di una sanguinosa spedizione punitiva, ingaggiava uno scontro a fuoco, prima con carabinieri e guardie regie, poi con gli AdP. Le perdite per le camicie nere erano state ingenti: quattordici morti e decine di feriti. Quanto al nostro, la sconfitta del movimento rivoluzionario e le tentate aggressioni degli squadristi lo avevano spinto a un primo trasferimento da Spezia a Savona. In quest’ultima città, dove aveva trovato un provvisorio impiego in Comune, svolgeva attività nel gruppo “”Pietro Gori”” e nel sindacato, mantenendo aperti canali di contatto sia con il direttorio nazionale degli AdP, sia con Errico Malatesta. Si occupava dell’espatrio clandestino dei perseguitati, per mare e per ferrovia, avendo approntato un percorso sicuro fra Savona e Ventimiglia, fino a Mentone e Nizza (7). Nell’estate 1922 le squadre fasciste erano padrone della Liguria e la seconda ondata aveva domato le roccaforti proletarie più riottose. Dopo Sarzana, Spezia, Genova, sarebbe toccato a Savona. Fra il 31 luglio e il 4 agosto, in concomitanza dello sciopero generale dell’Alleanza, si compiva il destino di quella città. Tremila camicie nere provenienti dal Carrarese, dall’Alessandrino e dal Genovesato, al comando dell’ex-sovversivo Massimo Rocca, chiudevano la partita debellando le ultime resistenze. Messe a ferro e fuoco tutte le sedi operaie, il comune “”rosso”” invaso fu pavesato con il tricolore. A seguire il provvedimento prefettizio che dichiarava decaduta la giunta. Si apriva allora la caccia al sovversivo anche fra gli impiegati comunali. E qualcuno, con affanno ma senza esito, cercava Marzocchi ormai uccel di bosco (8). La scelta della laica Francia come rifugio fu un fatto naturale, per vicinanza ma anche per una consuetudine consolidata nell’emigrazione economica. Era quella la prima ondata di fuggiaschi, popolare, spontanea e non organizzata, base per i successivi adattamenti, esito nefasto della guerra di classe. Si stabilizzavano così oltralpe gruppi di profughi sovversivi già in grado di pubblicare, fin dal 1923, propri organi di stampa (9)’ (pag 200-201) [(in Giorgio Sacchetti, ‘Antifascismo in armi. Umberto Marzocchi combattente transnazionale’ (pag 199-214)] [(4) Cfr. Renato Camurri, The Exile Experience Reconsidered: A Comparative Perspective in European Cultural Migration during the Interwar Periodo’ in ‘Transatlantica’, 1.2014, pp. 1-14; (5) Cfr. Luigi Balsamini, ‘Gli Arditi del Popolo. Dalla guerra alla difesa proletaria contro il fascismo (1917-1922), Casalvelino Scalo, Galzerano editore, 2018; 6. ACS, CPC, b. 3117 fasc. Marzocchi Umberto. Cfr. Giorgio Alberto Chiurco, ‘Storia della Rivoluzione Fascista, vol III, Anno 1921, Firenze Vallecchi, 1929, pp. 459 e ss.; Andrea Ventura, ‘I primi antifascisti. Sarzana, estate 1921, Politica e violenza tra storia e storiografia, Sestri Levante, Gammarò, 2010; (7) Cfr. Intervista a U.M. (1978); (8) Ibidem. Cfr. Rodolfo Badarello, ‘Cronache politiche e movimento operaio del Savonese’, Savona, Comune di Savona, 1987, pp. 363-370; (9) Cfr. Leonardo Bettini, Bibliografia dell’anarchismo’, vol. 1, tomo 2. Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana pubblicati all’estero (1872-1971), Firenze, CP editrice, 1976] [ISC Newsletter N° 95]”,”ANAx-463″
“ACCIARINI Filippo, a cura di Maria Chiara ACCIARINI”,”Autobiografia di un socialista (da Torino a Mauthausen).”,”Ha cooperato alla preparazione del grande sciopero di Torino nel febbraio -marzo 1944″,”ITAR-259″
“ACCINELLI Maria Francesco”,”Memorie istoriche sacro-profane di Genova.”,”Dono di Mario Caprini”,”LIGU-212″
“ACCINELLI Maria Francesco”,”Compendio delle storie di Genova. Dalla sua fondazione sino all’anno MDCCL. Tomo I.”,”Dono di Mario Caprini”,”LIGU-213″
“ACCINELLI Maria Francesco”,”Continuazione del Compendio delle storie di Genova dall’anno MDCC al MDCCL. Tomo II.”,”Dono di Mario Caprini”,”LIGU-214″
“ACCOLTI GIL Mario a cura; LORENZETTI Fabio; BAINI Alberto DE-BIASI Mario”,”Spagna 1936. Servizio illustrato / Trent’anni fa la guerra civile in Spagna: quel luglio del ’36 / Budapest ’56.”,”Servizio tratto dalla mostra fotografica del Gruppo permanente di lavoro per l’informazione e i mass media della Biennale di Venezia, coordinato da Dominco Bonanno ha dedicato alla ‘Spagna 1936-1939’, allestimento di Enrico Veneziani, mostra curata da Eva Paola Amendola e Federica Di Castro Gli anni della guerra di Spagna vedono la nascita del giornalismo fotografico moderno: il primo numero di “”Life”” esce in America il 23 novembre del 1936.”,”FOTO-103″
“ACCOLTI-GIL Mario a cura; collaborazione con Aldo G. RICCI”,”L’America di Reed.”,”Molte foto sulla condizione di povertà del proletariato urbano americano e sulla lotta e gli scioperi del movimento operaio statunitense.”,”REEx-001-FGB”
“ACCORINTI Giuseppe”,”Quando Mattei era l’ impresa energetica – io c’ero.”,”presentazione di Giuseppe DE-RITA; post scriptum, indice nomi 2° edizione (spazi in blocchetto) Le 7 sorelle contro l’Eni e contro Mattei. “”Peraltro i difficili rapporti fra Mattei e le società internazionali era già iniziati sulla scala nazionale con la battaglia contro l’istituzione dell’Eni e soprattutto contro l’esclusiva che riservava all’Eni la ricerca in Valle Padana. Successivamente il contrasto divenne violento quando nel 1956 Mattei decise di portare in forze l’attacco all’estero direttamente in quei paesi che fino ad allora erano stati una sorta di riserva di caccia delle società internazionali, le cinque americane Standard Oil California, Standard Oil New Jersey (Esso), Gulf, Texaco, Mobil, l’inglese Bp (che era la società dell’ammiragliato) e la anglo-olandese Shell, note sotto il nome di ‘seven sisters’ (“”sette sorelle””), un modo scherzoso di etichettarle che qualcuno fece risalire allo stesso Mattei (è una cosa che ho sempre sentito dire anch’io ma, francamente, non ho elementi certi al riguardo).”” (pag 143)”,”ECOI-222″
“ACCORNERO Aris a cura; saggi di Bruno BEZZA Emilio SOAVE Adolfo PEPE Benedetto DE-CESARIS Laura PENNACCHI Massimo LEGNANI Liliana LANZARDO Giovanni MOTTURA Enrico PUGLIESE Walter TOBAGI Francesco SILVA Sergio CHIAMPARINO Ada BECCHI COLLIDA’ Renzo RAZZANO Tiziano TREU Mario RICCIARDI Giuseppe DELLA-ROCCA Gian Primo CELLA Sergio GARAVINI Michele SALVATI Umberto ROMAGNOLI Gino GIUGNI Salvatore SECHI Emilio REYNERI Guido BAGLIONI Fausto ANDERLINI Bruno TRENTIN Alessandro PIZZORNO Mario TRONTI”,”Problemi del movimento sindacale in Italia 1943-1973.”,”Saggi di Bruno BEZZA, Emilio SOAVE, Adolfo PEPE, Benedetto DE-CESARIS, Laura PENNACCHI, Massimo LEGNANI, Liliana LANZARDO, Giovanni MOTTURA Enrico PUGLIESE, Walter TOBAGI, Francesco SILVA, Sergio CHIAMPARINO, Ada BECCHI COLLIDA’, Renzo RAZZANO, Tiziano TREU, Mario RICCIARDI, Giuseppe DELLA-ROCCA, Gian Primo CELLA, Sergio GARAVINI, Michele SALVATI, Umberto ROMAGNOLI, Gino GIUGNI, Salvatore SECHI, Emilio REYNERI, Guido BAGLIONI, Fausto ANDERLINI, Bruno TRENTIN, Alessandro PIZZORNO, Mario TRONTI.”,”MITT-012″
“ACCORNERO Aris”,”Gli anni ’50 in fabbrica. Con un diario di Commissione interna.”,”Aris ACCORNERO (Asti 1931) è stato operaio a Torino dal 1946 fino al licenziamento per rappresaglia nel 1957. Fra il 1957 e il 1967 è stato cronista sindacale poi redattore, infine capo servizio sindacale a ‘L’ Unità’. Dal 1967 è alla CGIL di cui dirige la rivista ‘Quaderni di rassegna sindacale’. Ha pubblicato ‘Fiat confino’ ‘La scatola di cemento’ ‘Il Consiglio di gestione alla Riv’ ‘Dalla rissa al dialogo’.”,”MITT-055″
“ACCORNERO Aris”,”San Precario lavora per noi. Gli impieghi temporanei in Italia.”,”Aris ACCORNERO è professore emerito di Sociologia industriale presso l’ Università di Roma ‘La Sapienza’ ed è stato ‘Visiting’ Professor al MIT e alla Harvard University e del Wisconsin. Esperto e membro di commissioni ministeriali e parlamentari e dell’ Autorità di garanzia sugli scioperi, ha curato per il CNEL l’ annuale ‘Rapporto sul mercato del lavoro’. Ha curato varie voci dell’ Enciclopedia Treccani. Tra i suoi libri: Era il secolo del Lavoro (1997), ‘L’ultimo tabù. Lavorare con meno vincoli e più responsabilità’ (1999) (con A. Orioli). Aris ACCORNERO è professore emerito di Sociologia industriale presso l’ Università di Roma ‘La Sapienza’ ed è stato ‘Visiting’ Professor al MIT e alla Harvard University e del Wisconsin. Esperto e membro di commissioni ministeriali e parlamentari e dell’ Autorità di garanzia sugli scioperi, ha curato per il CNEL l’ annuale ‘Rapporto sul mercato del lavoro’. Ha curato varie voci dell’ Enciclopedia Treccani. Tra i suoi libri: Era il secolo del Lavoro (1997), ‘L’ultimo tabù. Lavorare con meno vincoli e più responsabilità’ (1999) (con A. Orioli). “”Osservando separatamente i tragitti degli occupati a tempo indeterminato e a tempo determinato per l’intero periodo 1998-2003 si nota che fra i primi 72 su 100 non hanno cambiato contratto, mentre fra i secondi non l’hanno cambiato appena 38 su 100: effetto evidente della temporalità del rapporto. Significative comunque le quote di lavoratori che ottengono un rapporto permanente a partire dall’anno successivo a quello in cui sono entrati o rientrati nel mercato del lavoro (57.9 per cento), e di quelli che lo ottengono un anno dopo aver cambiato una o più volte il rapporto di lavoro (62.3 per cento).”” (pag 120) “”Isfol. Una ricerca dell’Isfol, pubblicata nel voume ‘Il tanto e il poco del lavoro flessibile’, consente un confronto di flusso fra dati individuali dell’indagine trimestrale Istat sulle forze di lavoro. Il campione elaborato comprende circa 300.000 lavoratori, di cui viene misurata la stabilità dell’occupazione fra due rilevazioni, effettuate nel gennaio 1999 e nell’ottobre 2000, cioè a un anno di distanza””. (pag 121)”,”CONx-154″
“ACCORNERO Aris”,”Il lavoro come ideologia.”,”Giudizi sulla positività e negatività del lavoro in Marx e altri “”[Marx] rimprovera a Smith di avere del lavoro una “”determinazione puramente negativa”” (17), così come parecchi anni prima aveva rimproverato a Hegel di “”vedere soltanto l’aspetto positivo del lavoro”” (18). Peraltro l’operazione dialettica con cui Marx ce ne fa vedere l’aspetto negativo muoveva da una determinazione sicuramente positiva del lavoro, tanto che egli aveva giudicato importante la ‘Fenomenologia’ proprio in quanto con essa Hegel “”coglie l’essenza del ‘lavoro'””, “”concepisce l’uomo reale come risultato del ‘proprio lavoro'””, e anzi “”intende il ‘lavoro’ come l”essenza’, l’essenza che si avvera dell’uomo”” (19). (…) Due e distinti sembrano gli elementi fondativi di questo chiaro pronunciamento marxiano sulla positività del lavoro. a) Il primo, quello dei ‘Manoscritti’ (…). La violenza della requisitoria sul lavoro che estrania l’operaio dalla propria essenza umana poggia interamente sull’opposta clausola, che attraverso il lavoro si autorealizzi l’essenza dell’uomo. Il furore dialettico rivela la passione politica. La positività del lavoro può dunque apparire come immanente, o anche presentarsi come senso comune, ma è soprattutto una scelta di campo, giovanile e definitiva. E’ per questo che non ha neppure bisogno di essere dimostrata. b) Il secondo fondamento non è più di genere filosofico bensì scientifico. Si affaccia già fin dall”Ideologia tedesca’ e accompagna poi il ragionamento marxiano più maturo. Potremmo definirlo antropologico e farlo discendere dallo spirito del Rinascimento, non più dalla logica hegeliana. “”Il lavoro – leggiamo nel ‘Capitale’ – è un processo che si svolge fra l’uomo e la natura””, e nel quale, “”operando sulla natura fuori di sé e cambiandola, egli cambia allo stesso tempo la natura sua propria”” (22). Qui, col lavoro, l’uomo diventa uomo nella sua materialità, non più nella sua essenza. Come potrebbe non essere positivo, l’agente di questa trasformazione, del mondo e di sé? Tant’è vero “”che questa attività, questo continuo lavorare e produrre sensibile, è la base dell’intero mondo sensibile, quale ora esiste”” (23) – era già stato obiettato a Feuerbach. (…) Occorre vedere allora se la faccia positiva guarda avanti, verso la fine dello sfruttamento. Aiutano poco, in materia, le pagine dell”Ideologia tedesca’ sulla rivoluzione comunista dei proletari che “”per affermarsi personalmente, devono abolire il lavoro”” (38) come condizione di esistenza loro propria e di tutta la società (39). Meglio cercare nelle opere mature. E’ qui che Marx prospetta come nel ‘Capitale’ (40), il “”regno della libertà”” quale si instaura “”dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita”” – come scrive poi nella ‘Critica al programma di Gotha’ (41). Ed è oltremodo significativo che questo bisogno sia al tempo stesso elevato ed elementare. Nei ‘Grundrisse’ si parla infatti, per l’individuo, del “”bisogno di una normale porzione di lavoro”” (42). In tal modo la prospettiva avveniristica viene a coincidere con una esigenza vitale, anche psichica”” (43). Dove anzi la fuoriuscita dal regno della necessità è meglio delineata seppur fugacemente, cioè nel ‘Capitale’, Marx è così realistico da porre come “”condizione fondamentale di tutto ciò la riduzione della giornata lavorativa”” (44). E nei quaderni dei ‘Grundrisse’ avverte a più riprese, polemico con Fourier, che “”il lavoro non può diventare gioco”” anche quando saranno “”create le condizioni affinché sia lavoro attraente”” (45)”” [Aris Accornero, Il lavoro come ideologia, Bologna, 1980] [(17) K. Marx, Lineamenti, cit., vol II, p. 279; (18) K. Marx, Opere filosofiche giovanili, Roma, Editori Riuniti, 1963, p. 264; (19) Ibidem, pp. 263-4; (22) K. Marx, Il Capitale, Roma, Edizione Rinascita, 1956, vol I, p. 195; (23) K. Marx F. Engels, L’ideologia tedesca, Roma, Editori Riuniti, Roma, 1958, p. 41; (38) K. Marx F. Engels, L’ideologia tedesca, cit., p. 76; (39) (…) Marx (o Engels?) non parlava di abolire il lavoro ‘tout court’ (…); (40) K. Marx, Il Capitale, cit, vol. III, p. 231; (41) K. Marx F. Engels, ‘Il partito e l’Internazionale’, Roma, Edizioni Rinascita 1948, p. 232 (…); (42) K. Marx, Lineamenti, cit., vol. II, p 278; (43) Ne parlerà poi S. Freud, ‘Il disagio della civiltà’, Torino, Boringhieri, 1971, p. 24 (…); (44) K. Marx, Il Capitale, cit., vol. III, p. 232; (45) K. Marx, Lineamenti, cit. vol. II, p. 410] (pag 16-20)”,”TEOS-236″
“ACCORNERO Aris”,”Lavoro e non lavoro.”,”ACCORNERO Aris, Lavoro e non lavoro. CAPPELLI EDITORE. BOLOGNA. 1980 pag 206 16° introduzione note bibliografiche; Collana ‘L’autonomia del politico’ diretta da Salvatore SECHI e Mario TRONTI. . Piemontese, Aris Accornero vive e lavora a Roma dove dirige la sezione ricerche sociali del CeSPE (Centro studi di politica economica del PCI). Ha diretto i “”Quaderni di rassegna sindacale”” ed è autore di saggi e volumi di politica sindacale tra cui ‘Gli anni ’50 in fabbrica’ (Bari, 1973). Ha diretto l’inchiesta sulla Fiat organizzata dal Pci. Sull’occupazione femminile (pag 110-111) “”Sull’occupazione femminile e sulle difficoltà in cui versa in Italia sono già state dette tante cose sensate che non ci dovrebbe essere molto da aggiungere. Tuttavia la discussione ha fatto un altro passo avanti dopo l’uscita del libro di una economista dove si afferma qualcosa in più: una cosa che tutti sappiamo, che è difficile dire, ma che è giusto dire. Scrive Fiorella Padoa Schioppa: «Nonostante che, a parità di altre condizioni, le lavoratrici siano ugualmente produttive e forse meno remunerate, esse costituiscono forza-lavoro debole perché costano di più all’impresa» (126). Tale debolezza sta oggigiorno alla radice dell’emarginazione e della discriminazione verso qualsiasi lavoro femminile. Questa è la tesi. Perché le lavoratrici costano di più dei lavoratori? «Perché, in presenza di una tendenziale eguaglianza retributiva, fattori biologici, culturali e sociali abbassano la durata media della loro vita attiva, riducono le ore annue da esse lavorate, aumentano l’assenteismo (127) e l’insicurezza delle loro prestazioni lavorative». Queste sono cose che i padroni dicono sempre, e c’è da rimanerci male a ripetere le cose che dicono i padroni, tanto più in un periodo in cui, mentre loro tambureggiano sul costo del lavoro, gli utili aziendali stanno ormai risollevandosi grazie anche ai ribassi praticati nel 1977 al costo del lavoro. (D’altra parte certe lagnanze sono fuori luogo: penso agli industriali del nord i quali cercano disperatamente migliaia di operai altamente qualificati. Oh bravi! Ma per quanti anni avete assunto operaio giovani-generici-robusti-adattabili, scoraggiando qualsiasi apprendimento di mestiere?). Il punto comunque non è questo, e molto dipende da dove si va poi a parare col discorso su quanto costa il lavoro femminile. Infatti l’emarginazione sussiste anche laddove l’occupazione delle donne è andata crescendo, forse per la carenza di una misura della produttività o di un controllo dell’assiduità: è il caso dell’impiego pubblico, dove il costo del lavoro risponde a tutt’altra logica. Il punto sottolineato dalla Padoa Schioppa è diverso e riguarda i fattori che condizionano l’apporto lavorativo delle donne facendone aumentare il costo, dove ciò è calcolabile e dove non lo è. Fra di essi, quello che gode di una doverosa, penosa e un po’ retorica tolleranza è ovviamente la procreazione. Ma in verità l’assenteismo ‘biologico’ femminile non pesa più di quanto pesi l’assenteismo ‘patrio’ maschile, e molti imprenditori li considerano alla pari cercando solo di scansare le conseguenze di ambedue questi impedimenti al lavoro: sia il far figli che l’andar soldato. Il fattore che più pesantemente condiziona l’apporto lavorativo delle donne è però quello del medesimo che sulle donne lavoratrici ricade e che meno viene tollerato: è il lavoro domestico, quella ‘corvée’ sempre assillante e a volte massacrante che Laura Balbo ha bene illustrato di recente (43). In termini di gestione familiare dei bisogni e delle risorse. Se il secondo lavoro, oggi in crescita, è un fenomeno maschile, la seconda occupazione femminile resta quella solita: l’attività domestica. Beninteso gratuita. Il lavoro della donna, che costa troppo quando è in produzione, non costa infatti niente quando è in casa. «La casalinga è un’occupata nascosta», scrive Fiorella Padoa Schioppa; e quando ha anche un’occupazione remunerata, allora è due volte occupata perché «tutte le donne sono anche casalinghe»”” (pag 110-111) [(126) F. Padoa Schioppa, La forza lavoro femminile’, Il Mulino, Bologna, 1977; (127) F. Padoa Schioppa, ‘Assenteismo e turnover nell’occupazione femminile: un confronto fra l’Italia e gli Stati Uniti’, “”Queste istituzioni””, n. 29, gennaio-giugno 1979; (43) L. Balbo, ‘Le radici profonde del consumismo’, “”Rinascita””, n. 17, 2 aprile 1977; ‘Riorganizziamoci la vita’, ivi, n. 18, 5 maggio 1978]”,”CONx-217″
“ACCORNERO Aris ALBERS Detlev”,”Dalla riscossa operaia all’autunno caldo.”,” – Luciano Lama, ‘Le lotte operaie degli anni ’60’ – Detlev Albers, ‘L’autunno caldo del 1969′”,”SIND-158″
“ACCORNERO Aris ALVATER Elmar AUGE’ Marc BADALONI Nicola BODEI Remo CERRONI Umberto DE-GIOVANNI Biagio e altri”,”Schede tratte dall’inserto pubblicato dall”Unità’ del 27 febbraio 1983 in occasione del 100° della morte di Marx. [‘Marx alla fine del XX secolo’]”,”Nel supplemento gli autori degli articoli sono: McLELLAN David LUPORINI C. GRAZIANI A. ALTVATER E. OFFE C. NAPOLEONI C. GALGANO F. BODEI R. ACCORNERO A. LE-GOFF J. VILLARI R. MOSSE G.L. PROCACCI G. SPRIANO P. SWEEZY P.M. MEDVEDEV R. CERRONI U. DE-GIOVANNI B. MUSATTI C. GODELIER M. ZANARDO A. PAPI F. AUGE’ M. TOURAINE A. SU SHAOZHI TRONTI M. VACCA G. BADALONI N. ROSSANDA R. SALVADORI M. SCOPPOLA S. TORTORELLA A. BARCA L. LUPORINI C. OTTOLENGHI F. AVINERI S. RODANO G. NELL E. MUGNAI M. PAGGI L. PERROTTA C. ARONOWITZ S. FETSCHER I. NAPOLEONI C. CARANDINI A. CALABI L. COHEN G.A. THERNBORN G. BALIBAR E. ZANGHERI R. KESSELMAN M. PACI M. DAL-PRA’ M. MANCINI I. GALASSO G. PRIETO L.J.”,”MADS-003-FC”
“ACCORNERO Aris”,”Gli anni ’50 in fabbrica. Con un diario di Commissione interna.”,”Aris ACCORNERO (Asti 1931) è stato operaio a Torino dal 1946 fino al licenziamento per rappresaglia nel 1957. Fra il 1957 e il 1967 è stato cronista sindacale poi redattore, infine capo servizio sindacale a ‘L’ Unità’. Dal 1967 è alla CGIL di cui dirige la rivista ‘Quaderni di rassegna sindacale’. Ha pubblicato ‘Fiat confino’ ‘La scatola di cemento’ ‘Il Consiglio di gestione alla Riv’ ‘Dalla rissa al dialogo’. Questione antiaziendalismo degli anni ’50. “”Questo egualitarismo moralistico e perdente sarebbe rovinoso, nell’Italia del dopoguerra, se non ci fosse il Pci – con la sua chiara scelta degli operai e della fabbrica – a contenere il radicalismo antioperaio dei vari «salveminiani»; e se non ci fossero le Commissioni interne – artefice misconosciuto e gestore abusivo della rivendicazione aziendale – a far arrivare la «questione operaia» sui tavoli della Cgil unitaria, avvicinando nonostante tutto i lavoratori al sindacato e il sindacato all’impresa industriale”” (pag 78)”,”SIND-004-FB”
“ACCORNERO Aris”,”Fiat confino. Storia della O.S.R.”,”OSR: Officina Sussidiaria Ricambi (Fiat)”,”CONx-004-FSD”
“ACCORNERO Aris, resoconto”,”Viaggio a Togliattigrad. Resoconto di una delegazione di studio CGIL.”,”La scelta di Togliattigrad, dove è già in attività il grande stabilimento automobilistico progettato dalla Fiat, aveva per la Cgil un’importanza particolare… (L. Lama)”,”SIND-009-FAP”
“ACCORNERO Aris”,”Era il secolo del Lavoro.”,”Aris Accornero è professore di Sociologia industriale all’Università di Roma La Sapienza. Con il Mulino ha pubblicato ‘La selva degli stipendi’ (in collaborazione con V. Visco, 1978), ‘Il lavoro come ideologia’ (1980), ‘I paradossi della disoccupazione’ (con F. Carmignani, 1986), ‘La parabola del sindacato’, 1992, ‘Il mondo della produzione’ (1994).”,”CONx-001-FPB”
“ACEMOGLU Daron RESTREPO Pascual”,”Robots and Jobs: Evidence from US Labor Markets.”,”Acemoglu è del MIT e Restropo è della Boston University.”,”USAE-115″
“ACHCAR Gilbert a cura; saggi di Gilbert ACHCAR Robin BLACKBURN Norman GERAS Michel HUSSON Francisco LOUCA Michael LÖWY Charles POST Catherine SAMARY”,”Le marxisme d’ Ernest Mandel.”,”Gli autori dei saggi sono Gilbert ACHCAR, Robin BLACKBURN, Norman GERAS, Michel HUSSON, Francisco LOUCA, Michael LÖWY, Charles POST, Catherine SAMARY. Gli scritti di Ernest MANDEL (1923-1995) riportati nella seconda parte sono: ‘Premisses materielles, sociales et ideologiques du genocide nazi’, ‘Pourquoi je suis marxiste’. Nel saggio di Norman GERAS ‘I marxisti di fronte all’ Olocausto: Trotsky, Deutscher, Mandel’, l’A mostra che TROTSKY nel dicembre 1938 intravide la catastrofe imminente per gli ebrei: “”E’ possibile immaginare senza difficoltà quello che attende gli ebrei dall’inizio della futura guerra mondiale. Ma, anche senza guerra, il prossimo sviluppo della reazione mondiale significa pressoché con certezza lo sterminio fisico degli ebrei”” (Trotsky, La bourgeoisie juive et la lutte revolutionnaire’ (22 dic 1938)).”,”TEOC-113″
“ACHCAR Gilbert a cura, contributi di Robin BLACKBURN Michael LÖWY Jesús ALBARRACIN Pedro MONTES Michel HUSSON Francisco LOUÇÃ Charles POST Catherine SAMARY Norman GERAS Ernest MANDEL Tariq ALI”,”The Legacy of Ernest Mandel.”,”Gilbert Achcar teaches political science at the University of Paris VIII and the American University of Paris. He is the author of Communism and Liberalism: Marxist Paradigms of Revolution. Jesús Albarracin works as an economic researcher at the Bank of Spain. He is a member of the Federal Executive Commission of the Workers’ Commissions. He has published several books on economics, including La economia de mercado. Robin Blackburn is the editor of New Left Review and the author of many books on politics and history, including The Making of New World Slavery. Norman Geras teaches political theory at the University of Manchester. He is the author of several books on politics and philosophy, including The Contract of Mutual Indifference. Michel Hussonworks as an economic researcherat the Institute for Social and Economic Research (IRES) in Paris. He is the author of several works, including Misère du capital, Une critique du néolibéralisme. Francisco Louçã teaches economics at the University of Lisbon. He is the author of Turbulence in Economics. Michael Löwy is research director of sociology at the National Centre for Scientific Research (CNRS) in Paris. He is the author of many books on philosophy, politics and social sciences, including Redemption and Utopia. Pedro Montes works as an economist at the Bank of Spain. He is the author of several books on economics and politics, including El desorder neoliberal. Charles Post teaches sociology at the Borough of Manhattan Community College of the City University of New York. Catherine Samary teaches economics at the University of Paris IX. She is the author of several works on economics and Eastern European affairs, including Yugoslavia Dismembered. Ernest Mandel nato a Francoforte sul meno nel 1923. Preface and Acknowledgements, Introduction, Notes, Notes on the Contributors,”,”TROS-038-FL”
“ACHEBE Chinua”,”Viandanti della storia. (Tit. orig.: Anthillis of the Savannah)”,”Il nigeriano ACHEBE Chinua è considerato uno dei massimi prosatori africani. In Viandanti della storia ha messo a fuoco il presente della Nigeria e il dramma delle sue generazioni. Questo romanzo fa parte di una trilogia che comincia con ‘Il crollo’ e prosegue con ‘Dove batte la pioggia’.”,”AFRx-066″
“ACHEBE Chinua”,”Il crollo – Ormai a disagio.”,”Chinua Achebe, massimo scrittore nigeriano di lingua inglese, penetra il proprio mondo con crudo realismo misto a un’acuta satira e una profonda ironia. Nei due romanzi ‘Il crollo’ (1958) e ‘Ormai a disagio’ 1960) c’è la storia di un continente, della sua cultura pre-europea, dell’esito di ciò che Achebe chiama l’ “”incontro fortuito”” fra Europa e Africa. “”Chinua Achebe (1930-2013) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario nigeriano, considerato il padre della letteratura africana moderna in lingua inglese. Nato ad Ogidi, Nigeria, Achebe è meglio conosciuto per il suo romanzo “”Il crollo”” (Things Fall Apart), pubblicato nel 1958, che racconta la storia di un villaggio Igbo e la sua reazione alla colonizzazione britannica. Achebe ha studiato inglese, storia e teologia all’Università di Ibadan, dove ha incontrato altri futuri grandi scrittori africani. Dopo la laurea, ha lavorato per la Nigerian Broadcasting Corporation e ha fondato la African Writers Series, una collana che ha contribuito a promuovere la letteratura africana postcoloniale1. Durante la guerra civile nigeriana, Achebe ha sostenuto l’indipendenza del Biafra e ha agito come ambasciatore. La sua opera è stata tradotta in oltre 50 lingue e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo 1″” Ormai a disagio”” (titolo originale: “”No Longer at Ease””) è un romanzo del 1960 di Chinua Achebe. È la seconda opera di una trilogia che include anche “”Il crollo”” e “”La freccia di Dio””. Questo romanzo segue la storia di Obi Okonkwo, un giovane nigeriano che torna in patria dopo aver studiato in Inghilterra, e affronta le difficoltà di adattarsi alla società nigeriana coloniale e alle pressioni della corruzione”” (copilot)”,”AFRx-001-FMDP”
“ACHENZA Lianella”,”Sui taccuini etnologici di Marx.”,”””Marx sottolinea che la differenziazione in ‘gentes’ maggiori e ‘gentes’ minori, che si verifica all’interno del sistema tribale, si sviluppa maggiormente in relazione all’assoggettamento di altre tribù (66)”” (pag 1404) (66) K. Marx, Grundrisse, cit., p. 99 Sui giudizi di Marx e Engels sull’analisi di Morgan si vedano anche le opere di S. Timpanaro, ‘Sul materialismo’ (1970), G. Prestipino ‘Sulle origini dello Stato in Engels’, Critica marxista, VIII, 1970, 60-71 e ‘L”antropologia’ di Engels e la tematica filosofica dei Grundrisse, ibidem, 66-104; Bruno Alpe, Origine ed estinzione dello Stato in Engels’, Rivista di Filosofia, 1975, 257-275 (pag 1411)”,”MADS-749″
“ACHMATOVA Anna, a cura di Bruno CARNEVALI”,”Luna allo Zenit e altre poesie.”,”Anna Achmatova è nata l’11/06/1889 presso Odessa (Bol’soj Fontan) e morì nel 1966.”,”VARx-125-FL”
“ACHMATOVA Anna, a cura di Evelina PASCUCCI”,”Io sono la vostra voce…”,”Anna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, è nata l’11/06/1889 presso Odessa (Bol’soj Fontan) e morì nel 1966. Nel 1946 venne espulsa dall’Unione degli scrittori sovietici per le sue denuncie contro gli orrori della guerra e dello stalinismo; fu riabilitata solo nel 1955.”,”VARx-126-FL”
“ACHMATOVA Anna, a cura di Carlo RICCIO”,”Poema senza eroe. E altre poesie.”,”Anna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, è nata l’11/06/1889 presso Odessa (Bol’soj Fontan) e morì nel 1966. Nel 1946 venne espulsa dall’Unione degli scrittori sovietici per le sue denuncie contro gli orrori della guerra e dello stalinismo; fu riabilitata solo nel 1955.”,”VARx-129-FL”
“ACHMATOVA Anna, a cura di Michele COLUCCI”,”La corsa del tempo. Liriche e poemi.”,”Anna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, è nata l’11/06/1889 presso Odessa (Bol’soj Fontan) e morì nel 1966. Nel 1946 venne espulsa dall’Unione degli scrittori sovietici per le sue denuncie contro gli orrori della guerra e dello stalinismo; fu riabilitata solo nel 1955.”,”VARx-130-FL”
“ACHTEN Udo”,”Illustrierte Geschichte des 1. Mai.”,”Bedeutung der Feier. “”Der Kölner Parteitag der SPD 1893 entschloß sich mit überwältigender Mehrheit (gegen nur 3 Stimmen) für die Resolution, die Wilhelm Liebknecht beantragte.”” Importanza della celebrazione del 1° maggio. “”Il congresso di Colonia del 1893 del partito SPD decise a stragrande maggioranza (contro solo 3 voti) l’ approvazione della risoluzione proposta da Wilhelm Liebknecht””. (pag 68)”,”MPMx-021″
“ACKERMAN Kenneth D.”,”Trotsky in New York. A Radical on the Eve of Revolution.”,”H.D. Acherman ha fatto di New York un tema favorito dei suoi scritti inclusa la biografia ‘Boss Tweed: The Corrupt Pol Who Conceived the Soul of Modern New York’. Si è occupato in particolare del periodo che va dall’ingresso degli Usa nella prima guerra mondiale. Oltre ai suoi libri Ackerman ha svolto la carriera legale a Washington, sia nel governo, consulente di due comitati del Senato (Amministrazione Reagan e Clinton) e come manager della USDA’s Federal Crop Insurance Corportation. E’ stato nel Board della ‘Washington Independent Review of Books’. Vive in Virginia. Trotsky in polemica con Bucharin e altri. (pag 146-147)”,”TROS-377″
“ACKOFF Russell L. RIVETT Patrick”,”Introduzione alla ricerca operativa. Guida ad uso dei dirigenti d’azienda.”,”Ackoff L. Russell è titolare e direttore del gruppo di Ricerca Operativa al Case Institute of Technology, dove insegna dal 1951. Ha conseguito il dottorato in filosofia della scienza alla University of Pennsylvania, dove è stato anche docente in tale campo. Ha insegnato Filosofia e Matematica alla Wayne University dal 1947 fino al 1951. É stato presidente della Operations Research Society of America e membro fondatore dell’Institute of Management Science. Rivett Patrick è, in Gran Bretagna, uno dei pionieri della RO applicata all’azienda. Per 10 anni si è occupato di RO presso il national Coal Board nel periodo in cui il gruppo RO di questa azienda è diventato uno dei più grandi del mondo. Ha lavorato per qualche tempo negli USA sia per l’Industria che con Ackoff, al Case Institute. Si è interessato dello sviluppo della Operational Research Society in Gran Bretagna; per otto anni ne è stato il segretario onorario e presidente nel 1962 e nel 1963. É titolare della cattedra di RO all’Università di Lancaster.”,”ECOG-012-FL”
“ACOCELLA Giuseppe”,”Sturzo e il sindacato.”,”Mezzo secolo di storia del sindacalismo nel pensiero politico di Luigi STURZO. Giuseppe ACOCELLA (32 anni) è professore di storia dei movimenti sindacali nell’Univ d Salerno ed è membro della direzione del centro nazionale CISL per il mezzogiorno.”,”MITT-030″
“ACOCELLA Giuseppe”,”Storia della Cisl.”,”Il libro riproduce con ampi aggiornamenti il testo pubblicato nel vol. V della ‘Storia del movimento cattolico in Italia’, diretta da Francesco Malgeri, Il Poligono, Roma, 1981 Caso Fiat. “”Le elezioni del 1955 segnarono pertanto una pesante sconfitta della Cgil e l’inizio di una spregiudicata linea di condotta della Fim-Cisl di Arrighi, mirante, con il concorso della Uil e la complicità della direzione aziendale, a togliere ogni possibilità di azione alla Fiom-Cgil in azienda. Ma la linea d’azione “”collaborativa”” della maggioranza della Commissione interna si dimostrò perdente: nel novembre 1955 le tre organizzazioni dovettero far fronte comune nel respingere i licenziamenti decisi dalla direzione. In questa situazione le elezioni del 1956, condotte nel clima della più accesa rivalità tra le organizzazioni sindacali, videro la Fiom-Cgil calare addirittura al 30,5%, la Cisl conquistare una netta maggioranza con 45,8% e la Uil attestarsi sul 23,6% dei voti. Le elezioni del 1957 (in un clima di intimidazioni verso la Cgil sempre più pesante, e con la complicazione dei fatti d’Ungheria) segnarono la riduzione della presenza Cgil nella Commissione interna a poco più di un quinto dei consensi (addirittura 21,1%), mentre la Fim-Cisl conseguì il 50%. E’ dunque una Fim-Cisl trionfante quella che si affaccia alla soglia del nuovo anno, che porterà la crisi più grave nella storia di questa organizzazione. (…) Il capitolo che ora occorre aprire – e che pure fa parte della storia del sindacalismo cattolico in Italia – è l’ambiguo capitolo relativo al Sida, il Sindacato italiano dell’automobile, nato dalla scissione della Cisl alla Fiat. E’ una vicenda che bisognerà, in altra occasione, ricostruire in dettaglio, perché rappresenta l’ultimo tentativo di creare un nucleo di una rinnovata ipotesi di “”sindacato cristiano”” in Italia, la cui esistenza la costituzione della Cisl aveva assorbito e reso improponibile come realtà autonoma. Si noti che ispiratore e mallevadore del Sida fu Giuseppe Rapelli, il glorioso sindacalista da dieci anni in disparte (fin dal Convegno di fondazione della Lcgil) perché sostenitore del Congresso straordinario delle Acli del 1948 del “”sindacato cristiano””, irriducibile avversario di Pastore. Rapelli, che aveva continuato a collaborare con Gronchi alla ‘Politica sociale””, si fece garante e patrocinatore del carattere “”confessionale”” del sindacato arrighiano [Edoardo Arrighi], favorendo l’adesione alla Confederazione internazionale dei sindacati cristiani (Cisc), nonché i contatti con quegli ambienti minoritari del partito democristiano non rassegnati all’assenza di un sindacato apertamente confessionale e subalterno alle indicazioni del partito. Per questa azione Rapelli fu espluso dalle Acli, di cui era ancora consigliere nazionale assai autorevole e giustamente stimato”” (pag 87-89) Bibliografia sul Sida: – Fissore Giampaolo – Dentro la Fiat. Il SIDA FISMIC. Un sindacato aziendale. Edizioni Lavoro, 2001, p. 272 (collana Studi di storia)”,”SIND-122″
“ACOCELLA Nicola ANNERSTEDT Jan BARRATT BROWN Michael BASSO Llelio BIBILE Seneka DE BRUNHOFF Suzanne GUSTAVSSON Rolf LALL Sanjaya LEVRERO Silvano LINDKVIST Kent LONGO Antonio LUCIANI Giacomo MARTINELLI Alberto NEERSE Peter PLASCHKE Henryk RUFFOLO Ugo”,”Multinazionali, imperialismo e classe operaia.”,”Nicola Acocella, è incaricato di Politica economica e finanziaria all’Università di Roma. Jan Annerstedt, politologo, ha appena ultimato una ricerca durata molti anni sulla divisione internazionale del lavoro per quanto concerne la ricerca scientifica e tecnica. Michael Barratt Brown, Senior Lecturer di Studi industriali, Department of Extramural Studies, Università di Sheffield. Membro fondatore dell’Institute for Workers Control; membro associato dell’Institute for Development Studies presso l’Università del Sussex. Lelio Basso, uno dei maggiori teorici del marxismo contemporaneo, ha diretto varie riviste, tra cui Pietre, Quarto Stato, la rivista bilingue International Socialist Journal – Revue Internationale du Socialisme, e dal 1958 dirige Problemi del Socialismo. Ha dato vita alla Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco per lo studio del marxismo e alla fondazione internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli. Seneka Bbile, è nato nello Sri Lanka. Ha studiato nello Sri Lanka e in Inghilterra. É stato per parecchi anni professore di farmacologia presso l’Università di Sri Lanka e presidente della State Pharmaceuticals Corporation. É attulmente consulente dell’Unctad per la politica farmaceutica nei paesi in via di sviluppo. Suzanne De Brunhoff, svolge attività di ricerca presso il Cnrs; è docente presso l’Università di Parigi VII e quella di Parigi X. Rolf Gustavsson, è laureato in storia economica ed è autore di numerose pubblicazioni sui problemi dello sviluppo in Africa. Sanjaya Lall, è nato a Patua in India. Ha studiato in India e presso la Oxford University. É attualmente ricercatore presso l’Institute of Economics and Statistics. Silvano Levrero dirige l’Ufficio Programmazione della Regione Umbria, dopo essere stato impegnato nel movimento sindacale come segretario della Fiom di Napoli, del Comitato della terra salernitano, della Camera del Lavoro di Napoli e successivamente in vari Uffici della CGIL nazionale. Kent Lindkvist, politologo, ha recentemente ultimato una ricerca sullo sviluppo del linguaggio politico in Svezia nel Novecento. Antonio Longo, è laureato in giurisprudenza e lavora attualmente presso un Istituto di credito. Ha svolto una intensa attività pubblicistica sulla rivista Lotta di classe e integrazione europea. Giacomo Luciani, è responsabile della sezione studi economici dell’Istituto Affari Internazionali. Alberto Martinelli, è docente di Sociologia economica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano. Ha studiato a lungo presso l’Università di California a Berkeley e ha insegnato in diverse università straniere. Peter Neerse è laureato in economia. Ha lavorato dal 1970 al 1976 presso il Centro ricerche dello sviluppo (Center for udviklingsforskning) di Copenaghen ad una ricerca sugli investimenti privati danesi nei paesi in via di sviluppo e ad una altra sui problemi delle materie prime negli stessi paesi. Dal 1976 ha un incarico sulla pianificazione nei paesi dell’Est presso il Centro universitario di Roskilde (Danimarca). Henryk Plaschke, lavora presso il Centre for Development Research di Copenaghen. Ugo Ruffolo, insegna Istituzioni di diritto privato all’Università di Perugia. Ha collaborato o collabora, fra l’altro, alle seguenti riviste: Diritto Civile, Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura Civile, Democrazia e Diritto, Politica del Diritto, Mondoperaio, Il Segnalatore.”,”ECOI-162-FL”
“ACOCELLA Giuseppe”,”Dall’arte della politica alla scienza del governo. Il pensiero politico di Ruggero Bonghi.”,” “”Dunque le ragioni della politica sono più forti della valutazione «in sé» di una legge strettamente finanziaria come è quello sulla tassa sul macinato? Dunque è proprio Bonghi ad affermare il «primato della politica»? O non si tratta piuttosto della opzione tra due scelte innanzitutto politiche, da un lato l’alleggerimento delle condizioni di povertà delle classi sociali più deboli e dall’altro l’intangibilità della spesa militare? L’affermazione dell’interesse generale (il “”sentimento dello stato””) come criterio da seguire per scegliere tra queste due possibilità non riesce a nascondere che la tassa che Bonghi ritiene non di debba abolire gravi soprattutto sulle classi socialmente ed economicamente più deboli: «Credete voi di far bene, abolendo imposte che le classi povere avvertono di pagare, poiché tocca ad esse il pagarle direttamente? Errate, signori. Giova che tutte le classi sentano il peso dello Stato» (71). Bonghi riporta dunque il discorso alla radice, a quella «questione sociale» alla quale uomini della Destra, come Minghetti, proprio in quel periodo riconoscevano rilevanza tale da influenzare il corso stesso dell’indirizzo politico del Governo e l’azione dello Stato (72). «Taluno ha affermato che le classi abbienti pagano poco e si sono sgravate sulle classi povere. Terribili parole sono queste, o signori; terribili parole che non andrebbero dette neanche se fossero vere»”” (pag 110) [Giuseppe Acocella, ‘Dall’arte della politica alla scienza del governo. Il pensiero politico di Ruggero Bonghi’, Morano editore, Napoli, 1988] [(71) ‘Contro l’abolizione della tassa sul macinato’, in ‘Discorsi parlamentari, cit., p. 199; Cfr. G. Balandi, ‘La legislazione sociale nel pensieo e nell’opera di Marco Minghetti’.comunicazione al convegno “”Marco Minghetti e la cultura politica europea”” (Bologna, 7-10 ottobre 1986)]”,”TEOP-073-FMB”
“ACQUAVIVA Sabino S.”,”Automazione e nuova classe. Problemi di sociologia industriale.”,”ACQUAVIVA Sabino S. è nato a Padova nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nell’Università di Padova si è in seguito dedicato a studi e ricerche sociologiche, collaborando a numerose riviste italiane e straniere. Attualmente (1969) è professore ordinario di sociologia nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. E’ autore di diversi volumi, fra cui sono da ricordare ‘L’eclissi del sacro nella società industriale’ (1961) e ‘La scelta illusoria’ (1964).”,”TEOS-261″
“ACQUAVIVA Sabino S.”,”La scelta illusoria. Democrazia politica e società industriale.”,”‘La propaganda, non consentendo a colui che ne è oggetto un diretto controllo e un controllo competente, in moltissimi casi finisce con il far prevalere le opinioni di chi: a) dispone di più adeguati mezzi di canalizzazione (nel senso e secondo le modalità di cui si è detto) (119); b) distribuisce più accortamente in maniera più massiccia, e con la tecnica più efficace, la sua «merce» ideologica: la guerra della propaganda è una guerra legalizzata, nella quale tuttavia, come nella guerra guerreggiata, prevale il più forte ed accorto e non chi in maggior misura è nel giusto. Si tratta quindi di uno strumento formidabile, capace di allontanare dalla parvenza di una scelta e quindi di una società democratica con grande facilità (120). Gli studiosi «si rendono conto di come la stampa ed i governi deformino i fatti e come sia difficile opporsi ad una costante manipolazione. Si osserva come un persistente fuoco di fila della propaganda possa portare al disprezzo di certi gruppi e di certe idee; come possa dare un’apparenza di giustezza a delle cause che sono dubbie, ed un’apparenza di fascino a personalità senza valore. Basandosi su tali osservazioni, molti pensatori sono giunti alla conclusione che è possibile manipolare le opinioni ed i sentimenti quasi a volontà» (121). La libertà di propaganda, ove non obblighi ad osservare certe regole del giuoco che non soltanto non vengono mai rispettate, ma neppure sono state proposte una sola volta da nessuna democrazia, non si risolve certo nella libertà dei cittadini, ma al più nella libertà di certi cittadini di diffondere le loro idee (o certe idee che non sono neppure le loro) per portare certi uomini dalla loro parte attraverso gli strumenti di cui possono servirsi in conseguenza della loro posizione di potere (122). La forza della propaganda, anche nei regimi a partito unico (123), ha tuttavia i suoi limiti: essa è tanto più forte quanto più va verso l’astratto dell’incontrollabile dall’uomo della strada; tanto più difficile è fare della propaganda quanto più il problema diviene controllabile e di dimensioni umane’] [(119) A questo punto sembra ormai chiaro il significato della stampa come degli strumenti di informazione che, volontariamente o involontariamente, direttamente o indirettamente finiscono per fare della propaganda (…). Ogni strumento di «comunicazione» può contrabbandare della propaganda in una qualsiasi delle forme sopra dette, in tal guisa da trasformarsi in uno strumento di deformazione, piuttosto che di informazione a livello politico.. In realtà non possiamo che essere d’accordo con l’Ellul quando sostiene che «une éducation orientée politiquement; créatrice de valeurs choisies, est una propagande». Cfr J. Ellul, op. cit., p. 156; (120) La nostra impostazione del problema della propaganda non ha certo le caratteristiche di una assoluta «avalutatività» scientifica: ma in nostra difesa ci sembra sufficiente richiamare le considerazioni di Giovanni Sartori nel suo articolo citato «Cosa è “”Propaganda””?; (121) Cfr. Salamon E. Asch, ‘Psicologia sociale’, citato, p. 719; (122) Basta riflettere sui principi che stanno alla base del messaggio propagandistico per rendersi conto che la necessità di convincere prevale talmente sull’intento informativo, da portare ad una deformazione dell’informazione anche se lo strumento propagandistico si trovi nelle mani del più onesto e sincero democratico. Rammentiamo a questo proposito quanto annota Otto Klineberg il quale riferisce criticamente gli otto principi della propaganda elaborati dal Dobb (…). Cfr. Otto Klineberg, ‘Psychologie sociale’, Puf, Paris, 1959, II, pp. 653, vedi p. 568; (123) (…) A proposito di questi problemi vedi fra l’altro Alex Inkeles, ‘L’opinion publique en Russie Sovietique’, Les Iles d’Or, Paris, 1956, pp. 339] (pag 108-109)”,”TEOP-499″
“ACQUILINO Pietro PANKOVITS Jozsef”,”Ungheria 1919. Gli insegnamenti di una sconfitta nel 100° anniversario della Repubblica Ungherese dei Consigli.”,”‘Naturalmente nella storiografia attuale e di moda in Ungheria viene di nuovo al pettine la posizione di quanti vogliono considerare il 1919 come un ‘putsch’, come il punto più basso della storia ungherese. Una posizione sedicentemente scientifica, consolidatasi già nel corso del periodo prebellico, dominato dal famigerato governatore del paese Horthy Miklós, responsabile di quel terrore bianco che ha soffocato la Rivoluzione “”diciannovista””, nonché di tutte le sciagure imposte dalla seconda guerra mondiale alla popolazione ungherese, che ha perso a causa della guerra quasi un milione dei suoi abitanti. Introducendo questo breve scritto vogliamo subito affermare che non condividiamo questa posizione storiografica di moda, diffusa dalle nostre parti con tutti i mezzi possibili. Siamo invece del parere che occorra dare un giudizio storico oggettivo al riguardo di un bilancio della Repubblica consiliare. Nel fare questo, diciamo innanzitutto che si è trattato di un ‘processo storico naturale’, conseguente e derivato dalla Grande Guerra. Un conflitto che produsse prima la rivoluzione borghese dell’ottobre 1918, la cosiddetta rivoluzione “”delle rose d’autunno””, e poi, in una seconda fase inevitabile, la rivoluzione proletaria e comunista della primavera del 1919. Se nella nostra analisi sottolineiamo come punto di partenza gli effetti e il retaggio della prima guerra mondiale il motivo è evidente a tutti. E’ infatti chiarissimo che, sia la guerra con i suoi effetti, che i suoi precedenti, ossia le contraddizioni sociali e politiche cumulatesi prima e durante la guerra stessa, non potevano non generare quei moti volti a cambiare la rotta dell’andamento storico, delle condizioni generali della società e dell’impalcatura politica di natura feudal-capitalistica, feudal-borghese. Una sovrastruttura dura a morire, che nel giro di un breve lasso di tempo, di solo qualche mese, ha dimostrato evidentemente di essere incapace di resistere agli scossoni tettonici di buona parte della società borghese, nonché di quelli emersi in vari altri paesi europei. Nel caso ungherese bisogna parlare di una società ancora arretrata: sia dal punto di vista economico che politico’ (pag 149-150) [‘La Repubblica dei Consigli del 1919 vista 100 anni dopo da un ungherese’]”,”ELCx-248″
“ACQUILINO Pietro PANKOVITS Jozsef”,”Ungheria 1919. Gli insegnamenti di una sconfitta nel 100° anniversario della Repubblica Ungherese dei Consigli.”,”‘Essendo la massa dei soldati composta soprattutto da contadini (gli operai erano indispensabili per la produzione bellica o – se mobilitati – erano destinati ai settori meccanizzati, come la marina o l’artiglieria), sotto le armi si riproducono rapporti di forza tra le classi vigenti nella campagna ungherese: una truppa in massima parte d’origine contadina alla mercé di una casta burocratico militare di ufficiali. Infine, essendo la Transleitania un regno multinazionale, le sue forze armate, come quello imperiali, sono un mosaico di popoli diversi. La stessa Honvéd, in base alla struttura del Regno, è a sua volta suddivisa in ungherese e croato-slavona. La prima, che utilizza come lingua di comando e servizio l’ungherese, è alle dipendenze del ministero della difesa di Budapest. La seconda, che utilizza il croato, amministrativamente dipende dal Bano (Governatore di provincia) di Zagabria. Ovviamente in entrambe ci sono consistenti minoranze appartenenti a popoli che, in un’epoca di sviluppo impetuoso del nazionalismo su scala continentale, spesso nutrono ambizioni d’indipendenza nazionale nei confronti dell’Ungheria altrettanto o più radicate quanto quelle degli ungheresi nei confronti dell’Austria. La guerra, ponendo slavi contro slavi, romeni contro romeni, italiani contro italiani è quindi un decisivo acceleratore della disgregazione del Regno d’Ungheria e del suo esercito’ (pag 170-171) [‘Le istituzioni civili e militari’] Jozsef Pankovits, Modern History Dipartimento di Filosofia e Storia. Argomenti di di ricerca: La situazione politica del Mediterraneo Relazioni ungherese-italiane L’Italia nel XX. secolo Elenco delle pubblicazioni di József Pankovits. Appartenenze organizzative: Commissione per la storia (https://mta.hu/koztestuleti_tagok?PersonId=10470)”,”MUNx-071″
“ACTIS PERINETTI Ludovico”,”Antonio Labriola e il marxismo in Italia.”,”””La frequentazione del circolo degli Spaventa non ostacola affatto questa evoluzione di pensiero: “”quel circolo conservatore e moderato valeva a sollevare i veli delle apparenze e a frugare nell’intimo della politica italiana e degli uomini che la dirigevano. Era una critica che poteva servire ai moderati come ai radicali; e nella particolare situazione del momento, certo più agli ultimi che ai primi”” (8) . Non appare perciò molto rilevante la preoccupazione espressa da Giuseppe Berti (9) tendente a minimizzare i rapporti di Labriola con il circolo degli Spaventa. Tali rapporti hanno al contrario in qualche modo favorito l’evoluzione radicale e socialista di Labriola, e la loro considerazione è essenziale per spiegare la stessa accezione labriolana di socialismo, il suo rifarsi a robuste tradizioni speculative contro il confusionarismo corruttore che inquinava tutte le formazioni politiche del tempo. L’importanza di Labriola consiste anzi proprio in questo suo poter essere considerato uno “”spaventiano di sinistra””, cioè nell’avere fatto di aspetti essenziali della critica spaventiana un elemento di guida delle istanze di rinnovamento anziché di quelle conservatrici. Il 1886 è per la maturazione politica di Labriola un anno decisivo; (…)””. (pag 64-65) (8) L. Dal Pane (op.cit) (9) cfr G. Berti, introduzione a ‘123 lettere…'”,”LABD-066″
“ACTIS PERINETTI Ludovico a cura; scritti di Gaetano FILANGIERI Mario PAGANO Cesare BECCARIA Pietro VERRI Antonio GENOVESI Giuseppe Maria GALANTI Melchiorre DELFICO Melchiorre GIOIA”,”Gli illuministi italiani. Una antologia dagli scritti di Filangieri, Pagano, Beccaria, Genovesi, Galanti, Delfico, Gioia.”,”Nato a Castiglione di Salerno nel 1713, morto a Napoli nel 1769, Antonio Genovesi ricevette contro la sua volontà gli ordini sacri, studiò poi giurisprudenza e fu discepolo del Vico. Nel 1741 ottenne a Napoli la cattedra straordinaria di metafisica, poi quella di morale. (…) (pag 99) Brani di Antonio Genovesi: ‘Educazione e natura. Diceosina, ossia della filosofia del giusto e dell’onesto. (…) L’uguaglianza degli uomini; La legge di natura; La convivenza umana; Le città civili; Funzione dell’educazione; La vera gloria’ (pag 97-110)”,”FILx-577″
“ACTON Edward CHERNIAEV Vladimir Iu. ROSENBERG William G.; saggi di Edward ACTON Olavi ARENS Francesco BENVENUTI Jane BURBANK Vladimir Iurevich CHERNIAEV Barbara EVANS CLEMENTS Robert DANIELS Andrew EZERGAILIS Orlando FIGES David S. FOGLESONG Ziva GALILI Peter GATRELL Israel GETZLER Mark VON HAGEN Tsuyoshi HASEGAWA Sergei V. IAROV Peter KENEZ John D. KLIER Diane P. KOENKER Boris I. KOLONITSKII Dominic LIEVEN Lars T. LIH Alter L. LITVIN Silvana MALLE Aleksei R. MARKOV Evan MAWDSLEY Michael MELANCON Albert P. NENAROKOV Martha BRILL OLCOTT Daniel ORLOVSKY Shane O’ROURKE Raymond PEARSON Alexander RABINOWITCH Christoper READ William G. ROSENBERG Robert SERVICE Mikhail V. SHKAROVSKII Nikolai N. SMIRNOV Steve SMITH Richard STITES Ronald G. SUNY Elizabeth WATERS Howard WHITE Allan WILDMAN Robert C. WILLIAMS Alan WOOD”,”Critical Companion to the Russian Revolution 1914-1921.”,”saggi di Edward ACTON Olavi ARENS Francesco BENVENUTI Jane BURBANK Vladimir Iurevich CHERNIAEV Barbara EVANS CLEMENTS Robert DANIELS Andrew EZERGAILIS Orlando FIGES David S. FOGLESONG Ziva GALILI Peter GATRELL Israel GETZLER Mark VON HAGEN Tsuyoshi HASEGAWA Sergei V. IAROV Peter KENEZ John D. KLIER Diane P. KOENKER Boris I. KOLONITSKII Dominic LIEVEN Lars T. LIH Alter L. LITVIN Silvana MALLE Aleksei R. MARKOV Evan MAWDSLEY Michael MELANCON Albert P. NENAROKOV Martha BRILL OLCOTT Daniel ORLOVSKY Shane O’ROURKE Raymond PEARSON Alexander RABINOWITCH Christoper READ William G. ROSENBERG Robert SERVICE Mikhail V. SHKAROVSKII Nikolai N. SMIRNOV Steve SMITH Richard STITES Ronald G. SUNY Elizabeth WATERS Howard WHITE Allan WILDMAN Robert C. WILLIAMS Alan WOOD”,”RIRO-187″
“ACTON John Emerich, Lord”,”Cattolicesimo liberale. Saggi storici.”,”””Studiando ‘La teoria protestante della persecuzione’, così Acton scriveva sul ‘Rambler’ nel marzo 1862: “”Non c’è niente in comune tra l’ intolleranza cattolica e quella protestante. La Chiesa cominciò con il principio della libertà come sua aspirazione e come sua regola, e circostanze esterne l’ hanno condotta all’ intolleranza, dopo che il suo spirito di unità aveva trionfato nonostante la libertà da essa proclamata e la persecuzione da essa sofferta. Il Protestantesimo stabilì l’ intolleranza come precetto imperativo e come parte della sua dottrina, ed è stato forzato ad ammettere la tolleranza dalle necessità della propria posizione, dopo che le rigorose punizioni da essa imposte non erano riuscite ad arrestare il processo di dissoluzione interna””. (pag XXXI) “”Gli antifallibilisti si dividevano in due schiere: coloro che erano contrari al dogma in se stesso, per ragioni teologiche, e coloro che pur non movendo al dogma obiezioni intrinseche pensavano che la sua proclamazione ufficiale fosse inopportuna perché avrebbe diviso il mondo cattolico e reso più difficile l’ avvicinamento tra le Chiese cristiane; in cui allora si nutriva viva speranza. L’ offensiva antiinfallibilista fu iniziata dall’ ex maestro di Acton, lo storico e teologo cattolico tedesco Ignaz von Doellinger che, dopo un viaggio a Roma nel 1857, aveva assunto un atteggiamento di netta opposizione alal Curia romana, e nel 1861 in una serie di conferenze aveva sostenuto contro il potere temporale una tesi analoga a quella dell’ Acton. Il Doellinger pubblicò infatti nella prima metà del 1869 sotto lo pseudonimo di ‘Janus’ un libro intitolato ‘Il Papa e il Concilio’ contro la tesi infallibilista e contro tutto il movimento reazionario prevalente a Roma; e il movimento antiinfallibilista si propagò ben presto in Baviera, dove Doellinger era decano dell’ Università di Monaco, nel resto della Germania, nella Svizzera tedesca, nell’ Austria-Ungheria e nei paesi di lingua inglese e francese.”” (pag XXXIV)”,”RELC-211″
“ACTON Edward”,”Rethinking the Russian Revolution.”,”Edward Acton is Professor of Modern European History University of East Anglia. Acknowledgements, General Editor’s Preface, Map: European Russia, Prologue, Selected Bibliography, Index,”,”RIRO-089-FL”
“ACTON Edward CHERNIAEV Vladimir Iu. ROSENBERG William G. a cura, Saggi di ARENS Olavi BENVENUTI Francesco BURBANK Jane CLEMENTS Barbara Evans DANIELS Robert EZERGAILIS Andrew FIGES Orlando FOGLESONG David GALILI Ziva GATRELL Peter GETZLER Israel VON HAGEN Mark HASEGAWA Tsuyoshi VIKTOROVICH IAROV Sergei KENEZ Peter KLIER John D. KOENKER Diane P. KOLONITSKII Boris Ivanovich LIEVEN Dominic LIH Lars T. LITVIN Alter L’vovich MALLE Silvana ROSTISLAVOVICH MARKOV Aleksei MAWDSLEY Evan MELANCON Michael PAVLOVICH NENAROKOV Albert BRILL OLCOTT Martha ORLOVSKY Daniel O’ROURKE Shane PEARSON Raymond RABINOWITCH Alexander READ Christopher SERVICE Robert VITAL’EVICH SHKAROVSKII Mikhail SMIRNOV Nikolai Nikolaevich SMITH Steve STITES Richard SUNY Ronald G. WATERS Elizabeth WHITE Howard WILDMAN Allan WILLIAMS Robert C. WOOD Alan”,”Critical Companion to the Russian Revolution, 1914-1921.”,”Edward Action is Professor of Modern European History at the University of East Anglia, Norwich. Vladimir Iu. Cherniaev is Senior Research Scholar at the Institute of Russian History, RAN, St Petersburg. William G. Rosenberg is Professor of Modern Russian and Soviet History at the University of Michigan. List of contributors, List of maps, Acknowledgements and note on transliteration and dates, Introduction, Glossary and abbreviations, Index of names, Index of subjects,”,”RIRO-148-FL”
“ACTON Edward”,”Russia.”,”Edward Action is Professor of Modern European History at the University of East Anglia, Norwich. Acton lectures in the Department of History at the University of Liverpool. List of Maps, List of Figures, List of Tables, Acknowledgements, Prologue, Epilogue, Bibliography, Index, The Present and the Past, General Editors: Michael Crowder and Juliet Gardiner,”,”RUSx-154-FL”
“ACZEL Gyorgy a cura Jacques DE-BONIS”,”Intervista sul socialismo ungherese.”,”‘Le risposte di un dirigente comunista al giornalista francese DE-BONIS sui più diversi temi della costruzione di una nuova società’. DE-BONIS è D del settimanale ‘France-Nouvelle’.”,”UNGx-005″
“ADAGIO Carmelo BOTTI Alfonso”,”Storia della Spagna democratica. Da Franco a Zapatero.”,”ADAGIO Carmelo ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma. Fa parte della redazione di ‘Spagna contemporanea’. E’ autore di ‘Chiesa e nazione in Spagna. La dittatura di Primo de Rivera, 1923-1930′ (2004). BOTTI Alfonso insegna storia contemporanea e storia dell’Europa presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino. E’ condirettore di ‘Spagna contemporanea’. “”In Catalogna dopo la morte di Franco si intensificò la mobilitazione delle forze dell’opposizione (sinistra e nazionalisti) a favore dello Statuto. La massima espressione dell’autonomismo fu la ‘Diada’ dell’11 settembre 1977, giorno in cui si svolse la più ampia manifestazione della storia catalana. In risposta a tale iniziativa il capo del governo, Adolfo Suárez, creò una commissione, su finire del 1976, guidata da Juan Antonio Samaranch, presidente dell’amministrazione provinciale di Barcellona.”” (pag 36)”,”SPAx-115″
“ADAGIO Carmelo BOTTI Alfonso”,”Storia della Spagna democratica. Da Franco a Zapatero.”,”Carmelo Adagio ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’università La Sapienza di Roma. Fa parte della redazione di Spagna contemporanea e di Zapruder. É autore di Chiesa e nazione in Spagna. La dittatura di Primo de Rivera. Alfonso Botti insegna Storia contemporanea e storia dell’Europa presso la Facoltà di Sociologia dell’università degli studi Carlo Bo di Urbino. É codirettore di Spagna contemporanea e fa parte dei comitati di redazione o scientifici di Fonti e documenti, Storia e problemi contemporanei, Studia Histórica, Historia Contemporánea, Historia del presente. Tra le sue pubblicazioni: La Spagna e la crisi modernista, Nazionalcattolicesimo e Spagna nuova, La questione basca.”,”SPAx-015-FL”
“ADAGIO Carmelo”,”Chiesa e nazione in Spagna. La dittatura di Primo de Rivera (1923-1930).”,”Carmelo Adagio fa parte del comitato di redazione di ‘Spagna contemporanea’.”,”SPAx-004-FSD”
“ADAM Gerard”,”Histoire des grèves.”,”Massimo storico (1948-1979) di scioperi (in numero di giornate perdute, milioni per anno): USA: 1959 (69) Francia: 1968 (150) Germania: 1972 (4.4) Gran Bretagna: 1979 (29.4) Svezia: 1971 (0.8) Italia: 1969 (37.8) (pag 118)”,”MOIx-021″
“ADAM Rémi”,”Histoire des soldats Russes en France (1915-1920). Les damnés de la guerre.”,”Né en 1966, Rémi Adam est diplomé de sciences politiques et docteur en histoire contemporaine. Il est actuellement chargé de cours à l’université de Grenoble.”,”QMIP-011-FL”
“ADAM Rémi”,”La Première Guerre mondiale. Dix millions de morts pour un repartage du monde.”,”ADAM Rémi Anatole France: “”On croit mourir pour la patrie, on meurt pour des industriels”” (retrocopertina) Movimento scioperi contro la guerra (pag 87) “”Les grèves n’avaient en fait jamais complètement cessé depuis le déclenchement de la guerre, mais elles n’avaient, par leur caractère isolé et la répression qui les avait frappées, jamais véritablement menacé la machine de guerre. En France, entre mai et juillet 1917, une multitude de conflits éclatèrent, notamment dans la région parisienne et dans la Loire où étaient concentrées le plus grand nombre et le plus vastes usines d’armement. Les femmes y étaient en première ligne: ce sont les “”cousettes”” et les “”munitionnettes”” souvent citées. Dans la deuxième quinzaine du mois de mai, la région parisienne comptait à elle seule cent mille grévistes. Pour ces deux mois de mai et juin, on comptabilisa jusqu’à quatre cents arrestations. Des dizaines de militants furent arrêtés et déférés devant les conseils de guerre, d’autres furent expédiés dans un camp militaire. Des troupes, enfin, furent également positionnées aux portes de Paris. Un mouvement d’une ampleur comparable avait touché simultanément les entreprises britanniques, sous la pression de “”comités locaux des délégués d’atelier””. À la même période, les usines de Berliln étaient paralysées par la grève de deux cent mille travailleurs. Dans son journal intime, le kronprinz, héritier de l’empereur Guillaume II écrivait à propos de cette vague montante: “”Si l’Allemagne n’obtient pas la paix avant la fin de l’année, le danger de révolution sera imminent””. En Autriche-Hongrie, les usines Skoda étaient à l’arrêt. Quant à la grève aux ateliers de confection à Prostejov, en Bohême, elle tourna au massacre, avec vingt-trois morts. Les ouvriers de Milan et de Turin se soulevèrent à leur tour en août, suivis par des émeutes dans les zones rurales proches des grands centres industriels. Les manifestants exigeant du pain et la paix dressèrent des barricades. Le gouvernement décréta l’état de siège. Dans la ville de Turin, il y eu quarante et un morts. Peu après, l’armée italienne faillit se désagréger intégralement. Au lendemain de la défaite de Caporetto en octobre, trois cent mille hommes s’étaient ainsi rendus, beaucoup sans combattre, tandis qu’un nombre équivalent de soldats avaient entamé une marche pour rentre chez eux. Pour contenir ce mouvement; qui empruntait certains traits de la décomposition de l’armée russe, l’état-major italien organisa l’exécution sommaire d’officier. Un épisode évoqué par Hemingway dans ‘L’Adieu aux armes’.”” (pag 87-88)”,”QMIP-145″
“ADAM Rémi a cura, testi di LENIN V.I. (LENIN) LIEBKNECHT Karl LUXEMBURG Rosa MONATTE Pierre RAKOVSKY (RAKOVSKIJ) Christian ROSMER Alfred TROTSKY Léon”,”«L’ ennemi principal est dans notre propre pays». L’opposition à la guerre imperialiste. Textes de 1914 à 1916.”,”Karl Liebknecht: “”L’ennemi principal est dans notre propre pays! (27 maggio 1915) ‘La guerra e l’ internazioale’: lungo articolo di Trotsky sulla questione balcanica (da opuscolo ‘La guerre et l’internationale’ (31 ottobre 1914) pubblicato a Zurigo in tedesco: ‘Der Krieg und die Internationale’ (ed. Borba, 1914) Lenin: “”La signification réelle du mot d’ordre de la «défense de la patrie» dans la guerre actuelle, c’est la défense du «droit» pour «sa» bourgeoisie nationale d’opprimer d’autres nations, c’est la politique ouvrière natioal-liberale, c’est l’alliance d’une infime partie d’ouvriers privilégiés avec «leur» bourgeoisie natioale contre la masse des prolétaires et des exploités. Les socialistes qui mènent cette politique sont en fait des chauvins, des social-chauvins. La politique consistant à voter les crédits militaires et à entrer dans les ministères, la politique de la «Burgfrieden» (1), et., est une trahison du socialisme. …. finire (pag 222-223) [V.I. Lenin, ‘Projet de résolution de la gauche de Zimmerwald’, 2 septembre 1915]”,”INTT-315″
“ADAM Rémi”,”1917, la révolte des soldats russes en France.”,”Il corpo di spedizione russo in Francia e le reazioni dei soldati all’arrivo al potere dei bolscevichi “”L’arrivée au pouvoir des bolcheviks survient alors que les soldats du corps expéditionnaire se trouvent dans une situation extrêmement difficile: huit mille hommes environ sont sous la garde armée d’unités françaises au camp de La Courtine, et plusieurs centaines dans différents centres de détention. La tension est également de plus en plus palpable dans le camp du Courneau, où cantonne le restant du corps expéditionnaire. La troupe manifeste un enthousiasme général à l’annonce de la prise du pouvoir par les bolcheviks dans laquelle elle voit l’annonce de la fin de la guerre mondiale et l’ouverture d’une nouvelle ère pour les peoples. Lénine est cité à de nombreuses reprises comme un «héros», un représentant authentique des travailleurs, opposé au «traître» Kérenski. Dès novembre, les rapporteurs des commissions de contrôle soulignent que les soldats du camp de La Courtine sont «plus maximalistes que jamais» et que l’effervescence est «à son comble» à suite de l’insurrection bolchevique. Le mois suivant, l’influence de l’Octobre a encore grandi et ce dans l’ensemble des unités. Les rapporteurs de la commission concluent de façon catégorique: «La victoire des maximalistes en Russie n’a fait que raviver les sentiments révolutionnaires et pacifistes régnant parmi les troupes russes et général. Toutes les lettres traitant de politique, à quelques exceptions près, étaient favorables aux bolcheviks. Les cris de: Vive Lénine! Â bas la guerre! Mort aux bourgeois! sont devenus plus nombreux que jamais». La nouvelle révolution, seule issue à la guerre qu’ils abhorrent, a «ravivé» la flamme révolutionnaire de la troupe et l’a portée très haut dans le coeur de chaque soldat. «Lénine est l’unique lutteur pour le droit de la classe ouvrière. Il est fidèle à son idéal et ne travaillera jamais avec la bureaucratie. Kérenski a crié que Kornilov était un traître méritant la mort, et maintenant ils sont amis et envoient ensemble de appels au peuple! Kérenski, Kaledine, Kornilov conduisent la classe ouvrière à sa perte et nous remettront bientôt le joug qui nois a écrasés pendant centaines d’années. Camarade; regardez froidement les choses. On lutte en Russie contre le capitalisme, pour garder nos droits qu’une poignée de riches vont nous enlever. Camarades! (…) Nous avons besoin de la terre, de la Liberté et de l’Égalité. Nous n’avons pas besoin de faire la guerre. Nous prétendus ennemis sont des gens comme nous. Ils n’occupent pas nos terres. Au contraire, à l’intérieur, il y en a qui possèdent la terre, qui nous réclament le paiement du loyer et des impôts, et qui luttent avec nous! Ce sont les bourgeois capitalistes, voilà les ennemis qui sucent notre sang!»”” [Rémi Adam, ‘1917, la révolte des soldats russes en France’, Pantin, 2007] (pag 188-189)”,”QMIP-267″
“ADAMETS Serguei”,”Guerre civile et famine en Russie. Le pouvoir bolchevique et la population face à la catastrophe démographique, 1917-1923.”,”””Les sources citées jusqu’à présent permettent d’établir de facon très approximative la population affamée a un million de personnes dans ces trois républiques à l’ été 1922. La chiffre réel était certainement plus élevé et nous pouvons le fixer à 1.5 millions, soit 30% de la population totale de la Transcaucasie. Considérant toutes le sources dans leur ensamble, nous estimons le total définitif 23.9 millions selon la statistique de la C.C. Pomgol, plus 1.6 millions calculés par Poliakov dans les territoires de Voronèj, de Tambov, de Tioumème et du Daghestan, plus 1.9 millions dans les gouvernements de Nijni-Novgorod, de Riazan, d’Akmolinsk et dans la région du Térek et 1.5 millions dans les trois républiques transcaucasiennes. Ce chiffre corrispond à 22% de la population totale de l’ URSS.”” (pag 143)”,”RIRO-313″
“ADAMIC Louis”,”Dynamite. La storia della violenza di classe in America.”,”””Posso assumere metà della classe operaia perché uccida l’ altra metà””, Jay Gould (in apertura) Mancata solidarietà operaia. Nascita ARU. “”Fra i tanti piccoli scioperi dei primi anni novanta il più significativo fu quello dei deviatori di Buffalo nel 1892 per più salario e meno ore di lavoro. Come la maggior parte degli scioperi di quel periodo, si risolse in un fallimento. Ma pur coinvolgendo, direttamente, soltanto trecento lavoratori, le sue conseguenze furono di grossa portata. Le fratellanze dei ferrovieri, il cui modello e la cui politica erano simili a quelli della AFL, si rifiutarono di sostenere lo sciopero, fatto che fu la causa principale del fallimento e che esasperò un uomo di nome Eugene V. Debs, allora Gran Segretario-Tesoriere dei Locomotive Firemen. Aveva cercato di spingere la sua organizzazione a proclamare uno scipero di solidarietà; fallito il tentativo, si dimetteva dalla carica. A quel tempo Debs non era un socialista dichiarato; tuttavia, non riteneva il sindacalismo di mestiere uno strumento efficace. Quello che voleva erano tutti i ferrovieri uniti in “”una grande organizzazione””. Fu con questo scopo che nel 1893 dette vita alla American Railway Union, che nel giro di un anno raccoglieva 150.000 iscritti, minacciando il futuro delle fratellanze ferroviarie. Debs era allora alla fine della trentina, alto e magro, di discendenza franco-alsaziana. Era un fanatico dell’ eloquenza moderata con un enorme potere di persuasione, un messia infiammato pieno di sentimenti per i poveri e gli oppressi, coraggioso e sincero, emotivo e sentimentale, con un carattere eccezionalmente elevato e maniere che lo rendevano caro a chiunque venisse a conoscerlo.”” (pag 88-89)”,”MUSx-208″
“ADAMO Pietro”,”L’anarchismo americano nel Novecento. Da Emma Goldman ai Black Bloc.”,”Pietro Adamo (1959) insegna Storia delle dottrine politiche nell’Università di Torino. Si è occupato del protestantesimo in età moderna, della storia dell’anarchismo, del percorso delle controculture, Ha curato l’edizione di opere di J. Knox, J. Goodwin, T. Jefferson, J. Michel, J.S. Mill, C. Berneri e P. Goodman. Ha scritto ‘Il dio dei blasfemi’ (1993), ‘La libertà dei santi’ (1998), ‘La città e gli idoli’ (1999), ‘Il porno di massa’ (2004) Rivoluzione personalista e comunitaria (rivista Esprit) “”Mounier giunge alla discussione dello schema economico del federalismo, a suo parere riassunto nella nota «formula di base» anarco-comunista. Per comprenderla, occorre in primo luogo liberarsi della mitologia dell’ espropriazione, che non riguarda la massa della popolazione ma soltanto – con debita citazione letterale, in nota, dalla ‘Conquista del pane’ – coloro che sfruttano il lavoro altrui: essa non tocca, per esempio, il coltivatore diretto (anche perché la Francia ne è piena …; la citazione esplicativa è qui da ‘Che cos’è la proprietà?'”” (pag 129) Volume citato in bibliografia: K. Zimmer, Immigrants against the State. Yiddish and Italian Anarchism in America, University of Illinois Press, Urbana, 2015″,”ANAx-462″
“ADAMO Pietro”,”Carlo Rosselli e la tradizione libertaria.”,”””L’atteggiamento successivo di Rosselli verso gli anarchici è rivelato da una lettera a Luigi Fabbri del dicembre 1932. Probabilmente Carlo la scrisse anche perché Fabbri era stato tra i pochi a recensire in fondo benevolmente ‘Socialisme liberal’ (15). Dalla missiva emerge una preoccupazione precisa: rassicurare il suo corrispondente sul carattere «rivoluzionario» di GL e assicurargli che il gruppo non aveva preclusione alcuna nei confronti degli anarchici. Rosselli cita le iniziative di GL che mostrano inequivocabilmente «quale sia il nostro pensiero sugli anarchici: la pubblicazione nei ‘Quaderni di GL’ del ‘Testamento’ di Schirru e della commemorazione di Malatesta a opera di Lussu, nonché ad alcune considerazioni dello stesso Rosselli in un suo saggio su Turati (16). Carlo riformula il suo progetto usuale: riferendosi all’analisi dell’antifascismo proposta da Fabbri, che lo divideva in tre correnti principali – la democratica, la comunista e l’anarchica – inconciliabili tra loro, commenta: «Oggi, ha ragione. Domani, non so». Invece, «il nuovo movimento socialista italiano» sarà – o dovrebbe essere – «il risultato di una fusione degli elementi più vivi e maturi delle tre correnti, che andranno scoprendo che ciò che li unisce è vitale e degno di sopravvivere»”” (pag 119-120); “”Dal punto di vista ideologico, la strategia di Rosselli era più articolata: da un lato si trattava di valorizzare la tradizione e l’eredità libertaria, che sembrava languire nella morsa di un’ortodossia superata e risultava – agli occhi dei leader di GL – incapace di adeguarsi alla realtà sociale e politica del XX secolo; dall’altro si trattava di rinvigorire lo spirito dello stesso socialismo, iniettandovi la linfa vitale dell”ethos’ libertario e liberandolo dalle opzioni statalistiche del marxismo, ma anche del riformismo socialdemocratico. Che le iniziative dei giellisti avessero più o meno questi obiettivi è facile arguirlo dal clima parigino a metà circa del fatidico 1936; Berneri intervenne sull”Adunata dei refrattari’ con un articolo in difesa di GL (23), offrendo, nei termini dello stesso Rosselli, «un’originale e, nel complesso, simpatica interpretazione del nostro movimento», e rivendicando apertamente, «di fronte a certi compagni anarchici che vedono compromissioni anche in semplici conversazioni, il diritto di frequentarci» (24); nello stesso periodo Consiglio scriveva allo stesso Berneri chiedendogli «che ne [fosse] di quel contatto … programmatico che doveva avvenire tra anarchismo e giellismo» (25). Qualche mese prima Andrea Caffi aveva forse voluto alludere proprio a questi contatti quando, condannando il «confusionismo» rosselliano, notava che era fondato su una mistura di «facili formule sovversive» e «vecchie memorie del Risorgimento», «in omaggio al ‘successo’ bolscevico, di Mazzini e di Marx, di Garibaldi e di Stecchetti, e magari di Malatesta» (26). Del resto, già nel maggio del 1934 Tasca insisteva – in positivo – sull’«ecumenismo» di Rosselli, scrivendogli di auspicare che GL divenisse «un’alleanza di gruppi politici, nella quale potessero trovar posto le varie tendenze socialiste – conviventi in un unico partito – i repubblicani, gli anarchici e il ‘liberali rivoluzionari’» (27)”” (pag 121-122)”,”TEOP-011-FGB”
“ADAMO Pietro”,”La libertà dei santi. Fallibilismo e tolleranza nella Rivoluzione inglese, 1640-1649.”,”Pietro Adamo (1959) insegna Storia delle dottrine politiche nell’Università di Torino. Si è occupato del protestantesimo in età moderna, della storia dell’anarchismo, del percorso delle controculture, Ha curato l’edizione di opere di J. Knox, J. Goodwin, T. Jefferson, J. Michel, J.S. Mill, C. Berneri e P. Goodman. Ha scritto ‘Il dio dei blasfemi’ (1993), ‘La libertà dei santi’ (1998), ‘La città e gli idoli’ (1999), ‘Il porno di massa’ (2004)”,”RELP-007-FMB”
“ADAMO Pietro”,”Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini nella Rivoluzione inglese.”,”Pietro Adamo (1959) laureato in Lettere all’Università Statale di Milano si è occupato della cultura politico-religiosa del protestantesimo radicale, pubblicando saggi e interventi su ‘Il Pensiero politico’, ‘Società e storia’, ‘Annali della Fondazione Einaudi’, ‘Oikos’. Ha curato l’edizione italiana di C. Hill, ‘L’anticristo nel Seicento inglese’ (Milano, 1990).”,”UKIR-001-FMB”
“ADAMOV Arthur a cura”,”La commune de Paris, 18 mars – 28 mai 1871. Anthologie.”,”””La sola “”correzione”” che Marx giudicò necessario apportare al Manifesto comunista, la fece ispirandosi all’ esperienza rivoluzionaria dei Comunardi”” (Lenin, pag 288) “”(Marx, ndr) “”si mette alla scuola”” della Comune, come tutti i grandi pensatori rivoluzionari che non esitano a mettersi alla scuola dei grandi movimenti della classe oppressa, senza far loro pedantescamente la “”morale”” (…).”” (pag 293)”,”MFRC-086″
“ADAMOVA-SLIOZBERG Olga, a cura di Francesca FICI”,”Il mio cammino.”,”Soo nata a Samara nel 1902. I miei genitori avevano una sartoria ed erano considerati da tutti i migliori sarti di Samara. A otto anni entrai nel ginnasio privato finanziato da Nina Andreevna Chardina. Suo padre era l’avvocato Chardin, divenuto famoso perchè Lenin era stato suo aiutante negli anni dell’esilio a Samara, aveva frequentato la sua casa e aveva stretto amicizia con la figlia, Nina Andreevna. Quando morì il padre, questa ricevette in eredità una somma considerevole e con quei soldi mise su il ginnasio femminile. Tra gli insegnanti c’erano molti rivoluzionari in esilio, e alcune ragazze studiavano gratuitamente perchè i loro genitori, come appresi più tardi, erano stati vittime delle repressioni del governo zarista. Dopo la rivoluzione, quando corse voce che Lenin fosse una spia tedesca, giunta in Russia su un vagone piombato e roba del genere, un giorno Nina Andreevna entrò da noi in classe e disse: Statemi bene a sentire, ragazze. Io non sono d’accordo con Lenin per quel che riguarda l’assemblea costituente, ma di una cosa sono certa: Lenin è un uomo onesto e non può essere una spia tedesca.”,”RUSS-069-FL”
“ADAMS Henry”,”Gli Stati Uniti nel Milleottocento.”,”Collezione di storia americana a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI Rosario ROMEO. Questo libro comprende i primi sei capitoli del primo volume dell’ ‘History of the United States of America during the First Administration of Thomas Jefferson’, pubblicato nel 1889 da Charles Scribner’s Sons. Nel 1955 questi sei capitoli sono stati ristampati con il titolo ‘The United States in 1800’ dalla Cornell”,”USAS-055″
“ADAMS Henry”,”Democrazia. Un romanzo americano.”,”Libro di GB e PS Maria Vittoria D’AMICO (Milano) è professore associato di letteratura anglo-americana presso l’Univ. di Catania. Ha collaborato a ‘Studi americani’ e a ‘Novecento americano’. “”Di generazione in generazione, i membri della famiglia Adams, pur restando legati alla culla del New England, avevano giuocato a Washington la loro partita con il potere. Con disinvolto e aristocratico distacco, la pigra capitale sul Potomac venne sempre da loro considerata come lo scenario familiare più idoneo a far da sfondo alla figura di qualche Adams nobilmente impegnato in un leale torneo con le forze democratiche della nazione. Era stato così per John Adams, il secondo presidente degli Stati Uniti, e fu altrettanto per suo figlio John Quincy Adams, il sesto presidente e padre di Charles Francis Adams, quest’ultimo membro del Congresso, rappresentante degli Stati Uniti a Londra e padre dello storico Henry Brooks Adams. Se tale illustre genealogia costituì’ per il giovane Henry Adams, sin dalla nascita, il più valido dei lasciapassare, essa gli procurò anche quel marchio incancellabile che a suo dire non avrebbe potuto ostacolarlo maggiormente nelle competizioni che l’attendevano nella vita. Con pungente sarcasmo, Adams inizia la sua famosa autobiografia sottolineando questo stigma, che avrebbe segnato indelebilmente la sua diversità, e avrebbe messo in mano a questo “”figlio del diciassettisimo e del diciottesimo secolo”” delle carte assolutamente inadatte per “”il gioco del ventesimo secolo”” cui era invece destinato. Si potrebbe anche prestargli fede se non fosse ormai notoria la profonda ironia di ogni sua asserzione (…)”” (pag 2, introduzione)”,”USAS-199″
“ADAMS Arthur E.”,”Stalin and his Times.”,”Arthur E. Adams, whose book Bolsheviks in the Ukraine: The Second Campaign, 1918-1919 was the 1962 recipient of the Borden Award of the Hoover Institute and Library, Stanford, California, recently left Michigan State University to become Dean of the College of Humanities and Professor of History at Ohio State Univeristy, Columbus, Ohio. His latest work was co-authored with Jan S. Adams, Men Versus Sytems; Agriculture in the USSR, Poland, and Czechoslovakia. Professor Adams has published many articles and has written or edited numerous books in the area of Slavic studies, including An Historical Atlas of Russia and Eastern Europe with Ian Matley and William McCagg, Imperial Russia after 1816, Soviet Foreign Policy, Theory and Practice, and The Russian Revolution and Bolshevik Victory.”,”RUSS-056-FL”
“ADAMS Arthur E.”,”Bolsheviks in the Ukraine. The Second Campaign, 1918-1919.”,”Arthur E. Adams, whose book Bolsheviks in the Ukraine: The Second Campaign, 1918-1919 was the 1962 recipient of the Borden Award of the Hoover Institute and Library, Stanford, California, recently left Michigan State University to become Dean of the College of Humanities and Professor of History at Ohio State Univeristy, Columbus, Ohio. His latest work was co-authored with Jan S. Adams, Men Versus Sytems; Agriculture in the USSR, Poland, and Czechoslovakia. Professor Adams has published many articles and has written or edited numerous books in the area of Slavic studies, including An Historical Atlas of Russia and Eastern Europe with Ian Matley and William McCagg, Imperial Russia after 1816, Soviet Foreign Policy, Theory and Practice, and The Russian Revolution and Bolshevik Victory. Preface, Introduction, Notes, Conclusion, Epilogue, Bibliography, Index, Maps,”,”RIRO-154-FL”
“ADAMS Arthur E. a cura, saggi di George F. KENNAN Bernard PARES Peter I. LYASHCHENKO William H. CHAMBERLIN Leon TROTSKY Adam B. ULAM Nicholas N. GOLOVINE David MITRANY Launcelot A. OWEN Richard PIPES Isaac DEUTSCHER Alexander KERENSKY Leonid I. STRAKHOVSKY Robert V. DANIELS”,”The Russian Revolution and Bolshevik Victory. Causes and Processes.”,”Arthur E. Adams, whose book Bolsheviks in the Ukraine: The Second Campaign, 1918-1919 was the 1962 recipient of the Borden Award of the Hoover Institute and Library, Stanford, California, recently left Michigan State University to become Dean of the College of Humanities and Professor of History at Ohio State Univeristy, Columbus, Ohio. His latest work was co-authored with Jan S. Adams, Men Versus Sytems; Agriculture in the USSR, Poland, and Czechoslovakia. Professor Adams has published many articles and has written or edited numerous books in the area of Slavic studies, including An Historical Atlas of Russia and Eastern Europe with Ian Matley and William McCagg, Imperial Russia after 1816, Soviet Foreign Policy, Theory and Practice, and The Russian Revolution and Bolshevik Victory. Introduction, The Conflict of Opinion, foto, Suggestions for Additional Reading,”,”RIRO-173-FL”
“ADAMS Henry”,”Democrazia. Un romanzo americano.”,”Libro di GB e PS “”Con in famiglia due Presidenti degli Stati Uniti, ministri e alte cariche dello Stato, lui stesso avviato alla carriera politica, non meraviglia che ‘Democracy’, l’opera di Henry Adams (1838-1918) comparsa anonima nel 1880 e per la prima volta presentata ora al pubblico italiano, sia anzitutto un romanzo politico”” (risvolto di copertina)”,”VARx-008-FGB”
“ADDARIO Nicolò”,”Una crisi di sistema. Economia, classi sociali e politica in Italia, 1960-1976.”,”ADDARIO Nicolò è docente di sociologia presso l’Università di Pavia. Si è occupato di problemi di sociologia economica e di mutamento sociale. Ha pubblicato saggi sul sottosviluppo, sulla formazione delle classe nei paesi socialisti e sull’imperialismo. Con Alessandro CAVALLI ha pubblicato ‘Economia, società e Stato’ (Il Mulino, 1980).”,”ITAE-216″
“ADDIS SABA Marina”,”Il dibattito sul fascismo. Le interpretazioni degli storici e dei militanti politici.”,”””Del resto, Bobbio lo ha notato, questi grossi intellettuali che divennero fascisti appartenevano per nascita e per formazione al mondo liberale. Il problema delle adesioni individuali al regime rientra d’altronde nella più vasta problematica del consenso. Si può veraente parlare di cosnenso al regime degli intellettuali e delle masse? Anche questa è una questione sub iudice ed è per lo meno imprudente intitolare un volume Gli anni del consenso o La fabbrica del consenso e anche affermare che esso c’è stato, come fa Amendola, sia pure con qualche limitazione, riferendolo “”a larga parte dell’ alta borghesia e dei ceti medi””, ammettendo anche “”appoggi in alcuni strati della popolazione lavoratrice”” e parlando di “”largo consenso conquistato dal regime, naturalmente con i suoi momenti di alti e bassi””, d’ accordo con De Felice e altri storici nell’ additare il massimo del consenso nei momenti della Conciliazione e della conquista dell’ Impero””. (pag 17-18) “”Il fascismo, secondo De Felice, non era nato né reazionario né borghese, ma cambiando volto “”aveva perso gran parte della sua originaria carica rivoluzionaria e sovversiva”” e secondo lui l’ incontro con le forze conservatrici si realizzò “”non perché queste forze avessero una particolare predilezione per il fascismo – tutt’ altro, ché dubbi e remore di vario tipo sussistettero a lungo e furono rese più forti dalla volontà e dall’ abilità di Mussolini nel non lasciarsi mai del tutto condizionare da esse e integrare in esse, sicché al momento opportuno riuscirà in gran parte a egemonizzarle, invece di essere egemonizzato da esse – ma perché solo il fascismo con la sua indubbia carica ideale e la sua apparenza rivoluzionaria poteva assurgere a vera forza reazionaria, poteva dare una veste ideologica, una ‘morale’ alla reazione””. (pag 61-62)”,”ITAF-205″
“ADDIS SABA Marina”,”Anna Kuliscioff. Vita privata e passione politica.”,”ADDIS SABA Marina insegna storia contemporanea alla facoltà di lettere dell’ Università di Sassari. Studiosa del regime fascista ha pubblicato tra l’ altro ‘Gioventù italiana del Littorio’ (1973) e ‘Il dibattito sul fascismo’ (1976). “”Per le feste Anna risolve di recarsi a Ginevra dove la colonia dei russi la accoglie con affetto; è con lei un’ amica bernese che è molto simpatica, “”condivide in pieno le nostre idee””; risiedono a Ginevra Plechanov, Vera Zasulic e il gruppo di Emancipazione del Lavoro, cui aderivano la Zasulic, Akselrod Axelrod, Dejc e Ignatov, che seguivano tutti Plechanov nel suo percorso di avvicinamento e di interpretazione del marxismo; più che un gruppo politico di azione, essi costituivano allora un gruppo di studio e di propaganda e si proponevano anche di convertire i loro vecchi compagni verso una nuova forma di lotta di classe. Essi erano innanzitutto un gruppo di amici, legato anche dalla comune origine russa, dall’ interesse per la patria lontana e sofferente. Anna resterà sempre legata a loro, (…)””. (pag 76) “”(…) la sala era affollatissima, la curiosità al massimo, la fama della ex terrorista bellissima, bionda, legata di libera unione con Costa prima e ora con Turati, fa insieme attrazione e scandalo: le madri pensano un po’ se sia il caso di dare il permesso alle loro figlie di andare a sentirla, infine la curiosità vince e Anna seduce il suo pubblico. “”Avrebbero dovuto buttarla dalla finestra per quello che diceva”” commenta Turati, ma invece ha unanimi applausi dal pubblico e dalla stampa. La “”dottora Kuliscioff”” è di moda.”” (pag 100)”,”MITS-288″
“ADDIS-SABA Marina”,”Partigiane. Tutte le donne della Resistenza.”,”Collaborazione editoriale di Cesare De-Simone Marina Addis Saba vive e lavora a Sassari dove insegna storia contemporanea alla facoltà di lingue (1998). “”Nelle loro testimonianze le donne non tendono a esaltare le loro gesta – non sono abituate al protagonismo (…)”” (pag 27) Nomi di battaglia “”A proposito dei nomi di battaglia delle partigiane, è stato già notato che le donne assumono nella lotta nomi assai differenti da quelli maschili, nei quali si trova sempre o un’espressione di forza Lupo, Falco o un ricordo storico o romanzesco Barbato, D’Artagnan, Robespierre, Danton. Le donne assumono nomi comuni adatti non per imprese belliche, ma per azioni quotidiane, così Carla è Elena, Marisa è Rosa, Maria Teresa è Piera, Lucia è Maria. I nomi comuni con i quali le ragazze sono chiamate sul lavoro sono usati per una giusta preoccupazione di prudenza; ma spesso le ragazze non scelgono, accettano il nome che viene dato loro (…)”” (pag 117)”,”ITAR-317″
“ADDUCI Matilde”,”L’India contemporanea. Dall’indipendenza all’era della globalizzazione.”,”ADDUCI Matilde insegna nell’Università di Torino. Fa parte di IIPPE e dell’osservatorio italiano di Asia Major.”,”INDx-109″
“ADELMAN Paul”,”The Rise of the Labour Party, 1880-1945.”,”ADELMAN Paul Reader in History, Kingston Polytechnic, Surrey. “”La Conferenza di Stoccolma, che fallì, risultò essere meno importante delle dimissioni di Henderson. Libero dall’ incarico, Arthur Henderson fu in grado di concentrarsi sulla riorganizzazione del Labour Party e sulla formulazione delle sue idee di politica estera, un programma che lo portò a stretto contatto con Ramsay MacDonald e col gruppo anti-guerra e così aprì la strada per la riconciliazione all’ interno del partito che fu uno dei suoi maggiori risultati. Nella seconda metà del 1917, perciò, con un piede ancora al governo, il Partito laburista (…) stava già “”lottando per la supremazia””. Con l’ ispirazione di Henderson il Labour Party cominciò a sviluppare un programma per una “”giusta pace””, un programma in cui Henderson lavorò strettamente con MacDonald e Sidney Webb ed ebbe il sostegno del TUC.”” (pag 49)”,”MUKx-128″
“ADENAUER Konrad”,”El papel de Europa en el mundo.”,”Fattori potenza demografia e superficie: “”A questi due giganteschi paesi (Stati Uniti e Russia sovietica, ndr) segue la Cina rossa come terza superpotenza. C’è da segnalare qui che, nel caso della Cina rossa, le indicazioni numeriche si basano in parte su calcoli approssimati. Ha una superficie di 9.7 milioni di chilometri quadrati, ossia, molto più degli Stati Uniti, e molto meno della metà del territorio della Russia sovietica. Si calcola che la popolazione ascende a 630 milioni, comprendendo le sue truppe tre milioni di uomini. E qual’è la situazione dell’ Europa?”” (pag 20) Rapporti Stati Uniti – Europa “”Non si deve credere che l’ unificazione politica dell’ Europa ci collocherebbe in contrapposizione agli Stati Uniti (…)””. (pag 30) Questione tempi rapida unificazione: “”Infine, si basa sull’ impossibilità di calcolare l’ evoluzione della Cina rossa. Questo pericolo della situazione, ovvero, la straordinaria velocità dei cambiamenti, obbliga l’ Europa a una attuazione rapida e netta, la obbliga a una rapida unificazione politica, al fine di poter difendere i suoi interessi speciali e conservare con ciò la sua esistenza come fattore dell’ avvenire mondiale.”” (pag 31)”,”EURx-177″
“ADENAUER Konrad”,”Mémoires. Tome 2. 1953-1956.”,”Negoziati israelo-tedeschi. La convenzione di Lussemburgo. (pag 129) “”La convenzione con Israele era qualcosa d’altro di un trattato abituale tra due Stati. Essa riposava su un obbligo morale imperativo. La Repubblica federale era decisa a riparare nella misura del possibile il male che Hitler aveva causato agli ebrei.”” (pag 139) L’ insurrezione nella zona russa e a Berlino. “”Ma la situazione non migliorava. Il 17 giugno 1953, tutta la zona orientale si trovava in stato d’ insurrezione. Manifestazioni avevano luogo in molte città, e sovente nelle campagne. E’ a Berlino che il sollevamento fu più violento. Gli oratori della SED tentarono invano di disperdere i manifestanti con l’ aiuto della Volkspolizei. Centinaia di blindati e di carri sovietici solcavano le strade. Le truppe russe, in tenuta da combattimento, chiudevano il quartiere governativo. Verso mezzogiorno furono sparati i primi colpi contro uomini disarmati; che provarono a difendersi con delle pietre. Alle 13, gli alti comandi militari sovietici proclamarono lo stato d’ eccezione. Gli arresti e le esecuzioni cominnciarono. E’ così che fu spezzata brutalmente la volontà di resistenza di una popolazione senza difesa.”” (pag 203) Scacco CED (pag 251)”,”GERV-052″
“ADIGA Aravind”,”La Tigre Bianca.”,”Aravind Adiga è nato a Madras nel 1974. Dopo aver soggiornato in diversi paesi, attualmente vive a Mumbai. Questo è il suo primo romanzo.”,”INDx-008-FC”
“ADINOLFI Adelina”,”I lavoratori extracomunitari. Norme interne e internazionali.”,”ADINOLFI Adelina è ricercatrice di Diritto Internazionale nell’Università di Firenze.”,”DIRx-026″
“ADKINS Roy”,”Trafalgar. The Biography of a Battle.”,”Roy Adkins è un autore che si è occupato dello sbarco e invasione di Napoleone in Egitto. Ha scritto ‘The Keys of Egypt: The Race to Read the Hieroglyphis’ con Lesley Adkins. In apertura: ‘Let us be masters of the Channel for six hours, and we are masters of the world!’ (Napoleone Bonaparte. luglio 1804) ‘It is necessary for us to be masters of the sea for six hours, and England will have ceased to exist’ (Napoleone Bonaparte, giugno 1805) “”Diventiamo padroni della Manica per sei ore e saremo padroni del mondo!». “”Bisogna essere padroni del mare per sei ore, e l’Inghilterra non esisterà più”””,”QMIN-050-FSL”
“ADLEMAN Robert H. WALTON George”,”Oggi è caduta Roma. La lunga campagna d’Italia, 1943-’44.”,”R.H. Adleman, giornalista, collabora a quotidiani e settimanali degli Usa. George Walton colonnello a riposo dell’Esercito americano è stato per un certo periodo professore di Scienze Politiche all’Università della Pennsylvania, avvocato nel New Jersey e capo dell’Ufficio PIani del Servizio di leva dell’Esercito. Di Adleman e Walton è anche ‘The Devil’s Brigade’. Esibizionismo. Giudizi contrapposti sul generale Clark. “”«Credo» disse un ex ufficiale del VI corpo «che la presunzione avvolgesse Clark come un’aura metapsichica. Dovunque andasse, dovunque si trovasse, magari semplicemente accanto alla sua jeep su una grande strada, emanava attorno a sé questa atmosfera particolare. Le sue stellette erano più grandi di quelle degli altri generali. Ed era più alto degli altri generali; se si trovava in un gruppo, ne emergeva. (…) Ero convinto che perfino il suo modo di salire nella jeep o di scenderne era studiato. La maggior parte di noi era arrivata alla conclusione che egli stesse sempre recitando una parte». Un fante di linea, parlando dell’abitudine di Clark di ossessionare con la sua presenza i reparti avanzati, disse: «Puah, ci capitava sempre fra i piedi, e si metteva a cercare i ‘Krauts’ col binocolo, mentre i fotografi lo fotografavano. Ma non lasciava ai tedeschi il tempo di puntarlo, ché saltava sulla jeep e via, e chi rimaneva a prendersi le granate eravamo noi». In contrasto con questo giudizio, però, ecco il ricordo di un ufficiale della Sezione Operazioni: «Una volta un collega e io avevamo deciso di andare a fare delle ricognizioni sulla cima di una alta collina. I tedeschi tenevano questa collina sotto il tiro diretto dei loro pezzi, cosicché ci arrampicammo strisciando nei canali di scolo ai due lati della strada. Arrivati in cima, quando stavamo per congratularci con noi stessi dell’impresa compiuta, chi vediamo? vediamo Clark che se ne stava lassù tutto solo (l’aiutante era al riparo in un fossato vicino) a guardare la situazione nella vallata e a prendere appunti su un bloc-notes. L’unica concessione che egli aveva fatta alle norme di sicurezza era stata quella di abbassare il parabrezza della jeep, perché non riflettesse i raggi del sole. Il collega che era con me mormorò: “”Come fa quel bastardo ad avere tanto coraggio?»”” (pag 148-149)”,”QMIS-055-FV”
“ADLER Max; introduzione e cura di Roberto RACINARO”,”La concezione dello Stato nel marxismo. Confronto con le posizioni di Kelsen.”,”Max ADLER (1873-1937) fu il massimo teorico dell’ austromarxismo. In un primo tempo sostenne la necessità di un socialismo fondato sull’ etica kantiana e fu convinto assertore della distinzione tra bolscevismo e comunismo. A partire dagli anni 1920, e nel corso della discussione sul programma del congresso di Linz (1926), A. si avvicinò progressivamente all’ala sinistra della socialdemocrazia sostenendo la necessità della dittatura del proletariato e accentuando le divergenze con Otto BAUER che sfoceranno in aperto dissidio negli anni 1930, durante l’ascesa del nazismo in GERM e AU fino alla sua espulsione dal partito. Di ADLER la DE-DONATO ha pubblicato: ‘Democrazia e consigli operai’, ‘Il socialismo e gli intellettuali’ ‘Causalità e teleologia nella disputa sulla scienza’. “”Già nel ’18 Brumaio’ Marx ha mostrato che tutti i progressi della forma statale, dal feudalesimo, attraverso lo Stato assolutistico, la monarchia legittimistica e costituzionale, fino alla repubblica parlamentare, non potevano non condurre ad altro che a fare del potere statale uno strumento di dominio più conveniente per la classe o per i gruppi di classi di volta in volta dominanti. “”Tutti i rivolgimenti politici non fecero che perfezionare questa macchina invece di spezzarla””. I progressi della democrazia erano ugualmente soltanto mutamenti di ruolo nella lotta dei partiti borghesi, lotta nella quale “”il possesso di questo enorme edificio dello Stato”” fu considerato “”come il bottino principale del vincitore”” (Marx, Il 18 Brumaio, p. 206-7). E ciò che qui scriveva il ‘giovane’ Marx, lo confermava il Marx ‘maturo’, quando, ne ‘La guerra civile in Francia’, dice: “”Dopo ogni rivoluzione che segnava un passo avanti nella lotta di classe, il carattere puramente repressivo del potere dello Stato risultava in modo sempre più evidente”” (Marx, La guerra civile in Francia, p.60)”” (pag 127) [Max Adler, La concezione dello stato nel marxismo, 1979]”,”TEOC-017″
“ADLER Max”,”Democrazia e consigli operai.”,”Questo pamphlet del socialdemocratico di sinistra Max ADLER (1873-1937) venne pubblicato a Vienna nel 1919. ADLER dimostra che il nodo dei consigli operai esiste e dovrà essere alla fine tagliato. ADLER (Max), sociologo austriaco (Vienna 1873 – 1937), professore all’università di Vienna ed esponente dell’ austromarxismo; ispirandosi alla gnoseologia kantiana, cercò di dare una fondazione critica della sociologia, da lui accolta nell’interpretazione di Marx ed Engels. Tra le opere: ‘Marx come pensatore’ (1908), ‘L’importanza di Georg Simmel nella storia del pensiero’ (1919), ‘Engels come pensatore’ (1921), ‘Kant e il marxismo’ (1925), ‘L’enigma della società’ (1936). (RIZ)”,”MAUx-007″
“ADLER Max a cura Tommaso LA-ROCCA”,”Religione e società.”,”Max ADLER (1873-1937) è il maggior teorico dell’ austromarxismo. E’ anche uno dei pensatori marxisti più sensibili e attenti al tema della religione. Qui si riportano due scritti inediti ‘Sklaverei und Christentum’ (Schiavitù e cristianesimo) e ‘Religion Privatsache’ (Religione affare privato). Entrambi sono stati ritrovati nelle carte del Nachlass del ‘Max Adlers Archiv’ (Univ Vienna) diretto dal Prof. Norbert LESER. Sulla Q del proselitismo del socialismo tra le file dei credenti ci furono inviti di cautela ad ADLER da parte del compagno di partito Karl RENNER (v. nota 26 pag 42). Sulla Q della schiavitù nel mondo antico (v. pag 62) secondo ADLER essa non si caratterizza per il totale dominio del proprietario sullo schiavo (questo è in ogni tempo il privilegio dei più forti) ma per la condizione giuridica: era l’attuazione di un diritto.”,”RELP-001″
“ADLER Max; a cura e con un saggio introduttivo di Leonardo PAGGI”,”Il socialismo e gli intellettuali.”,”Max ADLER (1873-1937) fu il massimo teorico dell’ austromarxismo. In un primo tempo sostenne la necessità di un socialismo fondato sull’ etica kantiana e fu convinto assertore della distinzione tra bolscevismo e comunismo. A partire dagli anni Venti e in particolare nel corso della discussione sul programma del congresso di Linz (1926) si avvicinò progressivamente all’ ala sinistra della socialdemocrazia sostenendo la necessità della dittatura del proletariato e accentuando le divergenze con Otto BAUER che sfoceranno in un aperto dissidio negli anni Trenta durante l’ascesa del nazismo in Germania e in Austria, fino alla sua espulsione dal partito. Nei risvolti di copertina sono elencate le sue opere in tedesco.”,”MAUx-009″
“ADLER F. ABRAMOWITSCH BAUER BLUM BRACKE BRAILSFORD BUCHINGER CRISPIEN FAURE HENDERSON HILFERDING HILLQUIT HUYSMANS KUNF LEUTERITZ LIPINSKI MODIGLIANI OUDEGEEST SHAW STAUNING STOLTEN THOMAS VANDERVELDE WALLHEAD WEBB WELS, interventi”,”Protokoll des Internationalen Sozialistischen Arbeiterkongresses in Hamburg vom 21. bis 25. Mai 1923.”,”interventi di ADLER ABRAMOWITSCH BAUER BLUM BRACKE BRAILSFORD BUCHINGER CRISPIEN FAURE HENDERSON HILFERDING HILLQUIT HUYSMANS KUNF LEUTERITZ LIPINSKI MODIGLIANI OUDEGEEST SHAW STAUNING STOLTEN THOMAS VANDERVELDE WALLHEAD WEBB WELS ADLER (Friedrich), socialista austriaco (Vienna 1879 – Zurigo 1960) figlio di Viktor. Leader dell’ala sinistra del partito socialdemocratico e segretario del partito nel 1911, come atto di protesta contro la guerra uccise nel 1916 il primo ministro austriaco conte Stürgkh. Condannato a morte (pena commutata in diciott’anni di carcere), fu liberato nel 1918; in seguito ebbe parte di rilievo nella fondazione della Repubblica Austriaca. Eletto segretario dell’ Internazionale socialista (1923), tenne tale carica sino al 1940, vivendo, dal 1935, a Zurigo, a Londra e a Bruxelles, poiché era stato esiliato dall’ Austria (1934). Rifugiatosi in America dal 1940 al 1946, nel dopoguerra si stabilì in Svizzera. (RIZ).”,”INTx-013″
“ADLER Friedrich ADLER Emma ANKERSMIT Johan Frederik AUSOBSKY Alois BAUER Otto BEBEL August BERMANN Julius BERNSTEIN Eduard BRÜGEL Ludwig BUCHINGER Emanuel DAN-MARTOV Lydia DASZYNSKI Ignaz EINSTEIN Albert ELLENBOGEN Wilhelm FRANK Josef GRÜNWALD Julius HARTMANN Ludo M. HOFBAUER Josef HUYSMANS Camille JARMER Iganz KARPELES Benno KAUTSKY Karl KAUTSKY Luise LANGER Alexander LEISSNER Ferdinand LEUTHNER Karl MUCHITSCH Vinzenz PERNERSTORFER Engelbert PÖLZER Johann POHL-GLAS Lotte RENNER Karl SEIDEL Robert TREVES Claudio TROELSTRA Pieter Jellis TROTSKY Leon VANDERVELDE Emile e altri; scritti di”,”Victor Adler im Spiegel seiner Zeitgenossen..”,”ADLER Friedrich ADLER Emma ANKERSMIT Johan Frederik AUSOBSKY Alois BAUER Otto BEBEL August BERMANN Julius BERNSTEIN Eduard BRÜGEL Ludwig BUCHINGER Emanuel DAN-MARTOV Lydia DASZYNSKI Ignaz EINSTEIN Albert ELLENBOGEN Wilhelm FRANK Josef GRÜNWALD Julius HARTMANN Ludo M. HOFBAUER Josef HUYSMANS Camille JARMER Iganz KARPELES Benno KAUTSKY Karl KAUTSKY Luise LANGER Alexander LEISSNER Ferdinand LEUTHNER Karl MUCHITSCH Vinzenz PERNERSTORFER Engelbert PÖLZER Johann POHL-GLAS Lotte RENNER Karl SEIDEL Robert TREVES Claudio TROELSTRA Pieter Jellis TROTSKY Leon VANDERVELDE Emile e altri; scritti di. ADLER (Viktor), uomo politico austriaco (Praga 1852 – Vienna 1918). Israelita, fu, con Engels, Kautsky e Liebknecht, una delle figure più significative del socialismo tedesco. Laureato in medicina, si sforzò di riunire in un solo partito tutte le frazioni socialiste dell’ Impero austro-ungarico, e vi riuscì al congresso di Hainfeld (1889) nel quale nacque il partito socialdemocratico austriaco. Membro del comitato direttivo del partito, fondò nel 1893 a Vienna il quotidiano Die Arbeiterzeitung (La gazzetta dei lavoratori). Nel 1905, eletto, malgrado la tenace opposizione degli antisemiti, deputato al Reichsrat come rappresentante di Reichenberg (Boemia), assunse la direzione del partito operaio nella lotta per il suffragio universale. Mentre la monarchia austro- ungarica stava sfasciandosi fu, pochi giorni prima della morte, nominato segretario di Stato agli esteri. Oratore vivace e arguto, fu il principale avversario, a Vienna, degli antisemiti viennesi ed ebbe gran parte nel movimento internazionalista. (RIZ)”,”MAUx-017″
“ADLER F. BAUER FAURE MACDONALD RADEK SERRATI VANDERVELDE ZETKIN”,”Conference des Trois Internationales. Tenue à Berlin, les 2, 4 et 5 avril 1922 (compte rendu stenographique).”,”Ciascun Esecutivo si era fatto rappresentare da tre membri che costituirono il Comitato dei Nove, che tenne delle sedute di deliberazione durante tutta la durata della Conferenza. Questo comitato era così composto: per l’ Esecutivo della 2° Internazionale: MACDONALD, VANDERVELDE e WELS, per l’ Esecutivo dell’ IC, RADEK, FROSSARD e ZETKIN, per l’ Esecutivo dell’ Unione dei partiti socialisti per l’ azione internazionale (UPS), ADLER, BRACKE e CRISPIEN.”,”INTx-015″
“ADLER Georg”,”Stirners Anarchistische Sozialtheorie.”,”L’A è stato professore all’ Università di Kiel”,”ANAx-144″
“ADLER F. BAUER FAURE MACDONALD RADEK SERRATI VANDERVELDE ZETKIN”,”Conference des Trois Internationales. Tenue à Berlin, les 2, 4 et 5 avril 1922 (compte rendu stenographique).”,”Ciascun Esecutivo si era fatto rappresentare da tre membri che costituirono il Comitato dei Nove, che tenne delle sedute di deliberazione durante tutta la durata della Conferenza. Questo comitato era così composto: per l’ Esecutivo della 2° Internazionale: MACDONALD, VANDERVELDE e WELS, per l’ Esecutivo dell’ IC, RADEK, FROSSARD e ZETKIN, per l’ Esecutivo dell’ Unione dei partiti socialisti per l’ azione internazionale (UPS), ADLER, BRACKE e CRISPIEN.”,”INTx-022″
“ADLER Victor e altri”,”Briefwechsel mit August Bebel und Karl Kautsky. Sowie Briefe von und an Ignaz Auer, Eduard Bernstein, Adolf Braun, Heinrich Dietz, Friedrich Ebert, Wilhelm Liebknecht, Hermann Müller und Paul Singer.”,”Contiene lettere di Victor ADLER a BEBEL, a KAUTSKY e a LIEBKNECHT e altri; di BEBEL ad ADLER e altri, di KAUTSKY ad ADLER, ENGELS, HELLER e altri, di Wilhelm LIEBKNECHT ad ADLER e altri, di SINGER ad ADLER. Oltre ad altre lettere di altri esponenti, l’ opera contiene anche vari articoli e discorsi.”,”MAUx-023″
“ADLER Victor”,”Victor Adlers. Aufsätze, Reden und Briefe. Herausgegeben vom Parteivorstand der Sozialdemokratischen Arbeiterpartei Deutschösterreichs. Erstes Heft: Victor Adler und Friedrich Engels.”,”Oltre allo scambio di lettere di V. ADLER con F. ENGELS (prima parte del volumetto), la seconda parte contiene gli articoli di Victor ADLER in commemorazione della morte di ENGELS (da pag 135), di Leo FRANKEL e di Eleanor MARX-AVELING apparsi su ‘Arbeiter-Zeitung’. Il suo intervento per il ventesimo della morte di MARX, un articolo (Arbeiter-Z) sul lascito di Marx, Engels e Lassalle, una lettera di ENGELS, il carteggio tra MARX ed ENGELS, il secolo di Karl Marx.”,”MAES-052″
“ADLER Max”,”Der Sozialismus und die Intellektuellen.”,”””Die Wissenschaft soll kein egoistisches Vergnügen sein; diese einigen, welche so glücklich sind, sich wissenschaftlichen Zwecken widmen zu können, sollen auch die ersten sein, welche ihre Kenntnisse in den Dienst der Menschheit stellen””. (in apertura, Karl Marx) “”La scienza non deve essere un piacere egoistico; coloro che sono così fortunati da potersi dedicare a compiti scientifici, devono anche essere i primi a porre le loro conoscenze al servizio dell’ umanità”””,”TEOC-294″
“ADLER Max”,”Der Marxismus als proletarische Lebenslehre.”,”Marx “”Selbstverständigung der Zeit über ihre Kämpfe und Wünsche””. “”Autocomprensione del tempo concernente le nostre lotte e le nostre richieste””. (pag 13)”,”MADS-344″
“ADLER Alan a cura”,”Theses, Resolutions and Manifestos of the First Four Congresses of the Third International.”,”Questa compilazione è presa principalmente da Kommunistischeskii Internatsional v Dokumentakh, Moscow, 1933, a cura di Bela KUN 21 Punti. Tesi sulle Condizioni di Ammissione alla Internazionale Comunista, 30 luglio 1920 presentate da Trotsky. (pag 92) “”21. I membri del partito che essenzialmente rifiutano le condizioni e Tesi stabilite dall’ Internazionale Comunista devono essere espulsi dal partito””. (pag 97)”,”INTT-201″
“ADLER Solomon”,”Dal Kuomintang alle Comuni del popolo. La prima, rigorosa sintesi storica dei grandiosi rivolgimenti economici che hanno trasformato il volto della Cina del dopoguerra. (Tit. orig.: The Chinese Economy)”,”ADLER Solomon è nato in Gran Bretagna e ha studiato all’ Università di Oxford e all’ Istituto di economia di Londra. Nel 1941 fu inviato in Cina per conto del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. In seguito fu nominato attaché dell’ ambasciata americana presso il governo di Chiang (Ciang) Kai-shek, a Ciungking e a Nanchino. Ha lasciato la Cina nel 1947, ma vi è più volte ritornato negli anni seguenti compiendo studi sugli sviluppi dell’ economia cinese prima e dopo la repubblica popolare. “”Nel 1954 i lavoratori delle imprese statali e delle più grandi fabbriche avevano ottenuto la giornata di otto ore, che era ormai diffusa in tutta l’ industria tessile; nel 1956 il ministro del lavoro affermava che la settimana di sei giorni e la giornata di otto ore erano completamente generalizzate. Dopo il 1949 i salari sono cresciuti notevolmente anche se non uniformemente.”” (pag 193-194)”,”CINE-004″
“ADLER Federico”,”Autodifesa di Federico Adler dinanzi ai giudici di Vienna.”,”Attentato a Stürgkh. “”Fin da principio, dunque, io era già preparato ad essere condannato dal pubblico ed era an che preparato a vedere la stampa dei socialisti governativi in Austria ed in Germania disfarsi di me, come di un uomo che perduto la ragione. Infatti, ho visto poi il Vorwärts annunciare al mondo il mio atto col titolo: “”L’ atto di un pazzo””. Io ero anche preparato a vedere la Arbeiter Zeitung di Vienna chiamare in aiuto tutti i possibili momenti psicopatici e tentare di rappresentare il mio atto come se io non fossi stato in possesso dei miei sensi””. (pag 9) I rapporti tra padre e figlio (Victor e Friedrich Adler) (pag 50) Tre versi della Marsigliese operaia di Andorf (pag 62) “”Noi non contiamo il nemico, non i pericoli! Marsch, Marsch! Marsch, Marsch! e sia pure la morte! Poiché rossa è la nostra bandiera!”””,”MAUx-027″
“ADLER Max”,”Marx und Engels als Denker.”,”Max ADLER nasce a Vienna nel 1873 e muore nella stessa città nel 1937. Insieme a Karl RENNER e a Otto BAUER è stato uno dei pensatori del cosiddetto ‘austromarxismo’. “”Prophetisch hatte der junge Marx in den “”Deutsch-französichen Jahrbüchern””, dieser großartigen Ouvertüre des wissenschaftlichen Sozialismus, in der bereits seine tiefsten Gedankenmotive erklingen, geschrieben: “”Wie die Philosophie im Proletariat ihre materiellen, so findet das Proletariat in der Philosophie seine geistigen Waffen, und sobald der Blitz des Gedankens in diesen naiven Volksboden eingeschlagen ist, wird sich die Emanzipation der Deutschen zu Menschen vollziehen.”” Der Blitz des Gedankens in diesen naiven Volksboden war der Marxismus: er konnte, ja mußte dort einschlagen, weil das Proletariat in seinem Lichte ja nur sich selbst und seine eigenen Lebenverhältnisse und Lebenschicksale erkannte.”” (pag 149)”,”MADS-427″
“ADLER Friedrich”,”Le proces de Moscou. Un procès en sorcellerie.”,”ADLER Friedrich segretario dell’ Internazionale operaia socialista. Il sistema delle confessioni estorte. “”‘L’essentiel y réside dans les interrogatoires preliminaires’; lors des débats publics, on se contente de donner connaissance des résultats acquis, des aveux obtenus. Pritt, qui a étudié les divers systèmes juridiques, connaît évidemment bien tout cela, c’est pourquoi il fut si étrange de le voir expliquer et juger un procès mené conformément aux principes de la juridiction inquisitoriale, ‘comme si’ c’était à des juges anglais que ces aveux avaient été faits (1). C’est ainsi qu’en conclusion de ses observations, il déclarait que le procès avait été mené “”en toute justice””, exactement comme un Pritt du XVII° siècle après un voyage à Rome où il aurait assisté au Tribunal de l’Inquisition dans le couvent dominicain de Santa Maria sopra Minerva, aurait pu constater que le procès avait été mené “”en toute justice”” lorsque Galilée renia publiquement ses erreurs””. (pag 24-25) (1) A.J. Cummings, dans son livre “”Le Procès de Moscou”” (“”The Moscow Trial””, Victor Gollanz, 1933) (…)”,”RUSS-196″
“ADLER Friedrich, a cura di Enzo COLLOTTI”,”La guerra e la crisi della socialdemocrazia.”,”L’ “”autodifesa”” di Friedrich ADLER relativa all’ uccisione del Conte STÜRGKH, nel processo davanti al tribunale di Vienna itnrodotta da un saggio di Enzo COLLOTTI Cita libro di NECK (v. nota pag 14) (ordinato ad Abeb) (pag 49) “”(Adler) (…) Per la verità sei mesi fa l’Internazionale era in quel discredito del quale si è fatto espressione il signor procuratore di Stato. Ma ora ci troviamo in un’altra situazione. Non ho bisogno oggi di cominciare col dimostrare che ‘come internazionalista io non ero e non sono isolato’. Ma il procuratore di Stato fa anche dippiù, insinuando che io sarei stato isolato nel partito anche nell’atteggiamento assunto nei confronti del sistema d’oppressione vigente in Austria. Per quanto mi trovi costretto ad attaccare i miei compagni di partito, e in particolare la direzione, dovrò tuttavia dichiarare che questo è un ingiustificato rimprovero che ad essi muove il procuratore, che anzi tutto il disprezzo che io nutro per il sistema austriaco è condiviso dalla grande maggioranza della direzione del partito. Ci sono soltanto poche eccezioni, propriamente una soltanto, che giustifica l’assolutismo, e questa è rappresentata dal dottor Renner, il quale persino nelle ultime settimane nelle quali io mi trovavo ancora in libertà, è arrivato al punto da voler giustificare la legge antisocialista che fu emanata in Germania dopo la guerra del ’70.”” (pag 121)”,”AUTx-031″
“ADLER Felix McKELWAY A.J. ADAMS Myron E. LOVEJOY Owen R. e altri”,”Child Labor.”,”ADLER Felix Ph. D. Chariman of the National Child Labor Commitee e professore di Etica politica e sociale alla Columbia Università, New York.”,”CONx-167″
“ADLER Max”,”Sozialismus und Gewerkschaften. Der Sozialismus seit Marx und die internationale Gewerkschaftsbewegung.”,”Marx (pag 18-19) “”Von großer Bedeutung für das Verhältnis der Gewerkschaften zur politischen Bewegung im Sinne der marxistischen Theorie sind auch die vielzitierten Aeußerungen, die Marx gelegentlich seiner Anwesenheit in Hannover (1869) im Gespräch mit Haman, dem Kassier der Metallarbeiter-gewerkschaft, gemacht hat. Haman hatte nämlich gefragt, ob die Gewerkschaften von einem politischen Verein abhängig sein müssen. Darauf antwortete Marx: “”Niemals dürfen die Gewerkschaften mit einem politischen Verein in Zusammenhang gebracht oder von einem solchen abhängig gemacht werden, wenn sie ihre Aufgabe erfüllen sollen: geschieht dieses, so heißt das, ihnen den Todesstoß geben. Die Gewerkschaften sind die Schulen für den Sozialismus. In den Gewerkschaften werden die Arbeiter zu Sozialisten herangebildet, weil ihnen da täglich der Kampf vor Augen geführt wird””. Diese Aeußerung von Marx sieht nicht, wie es auf den ersten Blick scheinen möchte, in Widerspruch mit der grundsätzlichen Betonung der Notwendigkeit des politischen Kampfes zur Eroberung der Staatsmacht, die zum Wesen des Marxismus gehört. Sie will im Gegenteil die prinzipielle Verschiedenheit der Arbeiterpolitik von der im gewöhnlichen Sinne des Wortes politischen Parteitätigkeit unterstreichen, insofern die letzters nur politische Tätigkeit im Klassenstaate und nicht gegen den Klassenstaat sei.”” (pag 18-19) [Max Adler, Sozialismus und Gewerkschaften. Der Sozialismus seit Marx und die internationale Gewerkschaftsbewegung, 1973]”,”TEOC-612″
“ADLER Georg”,”Franz Mehring als Historiker.”,”ADLER Georg professore nell’Università di Kiel”,”MEHx-070″
“ADLER Nanci”,”Victims of Soviet Terror. The Story of the Memorial Movement.”,”Nanci Adler, a graduate of Columbia University and the University of Amsterdam (the Netherlands), is with the Geneva Initiative on Psychiatry and the Second World Center in Amsterdam. She is a contributor to numerous journals. Foreword by Jonathan SANDERS, Preface, Acknowledgments, Introduction, Epilogue, Appendix A e B, Selected Bibliography, foto, Notes, About the Author, Index,”,”RUSS-024-FL”
“ADLER Georg”,”Die imperialistische Sozialpolitik. Disraeli, Napoleon III, Bismarck. Eine Skizze.”,”””Die imperialistische Sozialpolitik der Gegenwart ist oft mit der caesaristischen des niedergehenden Römerreiches verglichen worden. Und wie die Parole “”Brot und Spiele!”” allgemein als Symptom der Decadence der antiken Welt gift, so wird dann auch die Sozialreform der modernen Träger des imperiastischen Gedankens als Sympton des Niederganges der neueren Kultur dargestellt. Aber diese Parallele ist unzutreffend”” (pag 48) “”La politica sociale imperialista di presenza è stata spesso paragonata con il cesaristico declino dell’Impero Romano. Come lo slogan “”pane e giochi”” era un sintomo della decadenza del mondo antico, così ora la riforma sociale del moderno conduttore del pensiero imperialista si presenta come un sintomo del declino della cultura moderna. Ma questo parallelo non è corretto “” Notizia su Georg Adler (storico): “”Sozialdemokratische Parteitage (1890 – 1959) Protokolle über die Verhandlungen der Parteitage der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands Online-Edition der Bibliothek der Friedrich-Ebert-Stiftung”” “”Eine Internetedition von Parteitagsprotokollen einer demokratischen Massenpartei bedarf keiner Begründung. Parteitage verabschieden die zentralen programmatischen Dokumente der Partei, wählen die leitenden Gremien und stellen mit den verabschiedeten Resolutionen die Weichen für die politische Orientierung der Partei. Für die Sozialdemokratische Partei Deutschlands kommt noch hinzu, dass seit ihrem Bestehen die Diskussionen auf den Parteitagen die breiten pluralistischen Flügelbildungen dokumentieren, die so charakteristisch für die Partei sind. Die Sozialdemokratische Partei Deutschlands war sich des hohen ,,Quellenwert”” ihrer Parteitagsprotokolle stets bewusst. Bereits vor knapp hundert Jahren legte der Mitarbeiter der ,,Sozialistischen Monatshefte””, Wilhelm Schröder, im Münchener Parteiverlag von Georg Birk sein ,,Handbuch der sozialdemokratischen Parteitage von 1863 bis 1909″” vor. Das Handbuch wurde in 19 Lieferungen verkauft und bot eine nach Stichworten geordnete Erschließung der Resolutionen und Debattenbeiträge. Die Begründung, die Wilhelm Schröder für die Herausgabe seines umfassenden Werkes gab, ist heute noch höchst aktuell: ,,Wer in die Geschichte der Sozialdemokratie eindringen, sich über ihre Bestrebungen unterrichten, ihre inneren Kämpfe und die aus ihnen resultierende Entwicklung der Partei beurteilen lernen will, ist vor allem auf das Studium der sozialdemokratischen Parteitage angewiesen. Was die Partei im Lande bewegt hat, spiegelt sich hier in den Verhandlungen und Beschlüssen wider; hier werden die Schlusssteine der Entwicklungsperioden gesetzt, hier werden die Wege markiert zu neuen Zielen.”” (S. 3) Allerdings fügte Schröder auch hinzu: ,,So unerlässlich nun die Kenntnis der Vorgänge auf den Parteitagen ist, so schwierig ist es in den meisten Fällen, zur Beurteilung irgendwelcher Fragen sich diese Kenntnisse anzueignen … [da] …sie vollständig gesammelt wohl selbst in großen öffentlichen Bibliotheken nicht aufzufinden sein werden.”” (ebda.) Ähnlich sah es die professionelle Zunft. 1911 beklagten sich im ,,Handwörterbuch der Staatswissenschaften”” die beiden renommierten Historiker Georg Adler und Gustav Mayer bitter, dass der Benutzer die ,,primären Quellen über die Geschichte der Sozialdemokratie in den öffentlichen Bibliotheken fast ausnahmslos vergeblich sucht””. (Adler, Georg und Gustav Mayer: Sozialdemokratie. In: Handwörterbuch der Staatswissenschaften, Bd. 7, 3. Aufl., Jena, 1911, S. 603) Ebenso drastisch fiel das Urteil des langjährigen Leiters der Bundestagsbibliothek Ende der fünfziger Jahre aus: SPD-Materialien seien in deutschen Bibliotheken faktisch nicht vorhanden.( Gülich, Wilhelm: Bibliotheken und Archive, sozialwissenschaftliche. In: Handwörterbuch der Sozialwissenschaften, Bd. 2, Stuttgart [u.a.], 1959, S. 204. Erst das ,,Reprint-Geschäft”” der 60er Jahre schaffte Abhilfe. Wenige internationale leistungsstarke Unternehmen hatten sich darauf spezialisiert, ,,klein aber teuer”” urheberrechtsfreie Materialien als ,,Neudrucke”” aufzulegen. Die Nachdruck-Verlage spezialisierten sich in der Regel auf Zeitschriften und zentrale Quellenwerke. Mit den westeuropäischen Universitätsgründungen der sechziger Jahre erschloss sich für die Reprint-Verlage ein neues lukratives Absatzgebiet. Hinzu kam ein starker asiatischer Markt mit Schwerpunkt in Japan. 1971 einigte sich der auf soziale Bewegungen spezialisierte Reprint-Verlag Detlev Auvermann in Glashütten im Taunus und der Verlag Neue Gesellschaft in Bonn-Bad Godesberg auf ein Gemeinschaftsunternehmen, um seltene SPD-Protokolle nachzudrucken. Das Joint Venture startete mit dem Neudruck der Protokolle vor und während des Sozialistengesetzes. Ab 1973 fungierte als Verlagspartner des Auvermann-Verlages der ehemalige sozialdemokratische Parteiverlag J.H.W. Dietz Nachf., der mit dem Verlag Neue Gesellschaft juristisch und verlegerisch eng verbunden war. Das ,,Dietz-Auvermann-Projekt”” begann 1974 mit dem Neudruck des Protokolls des Parteitages 1917 in Würzburg, dem alsbald alle übrigen Parteitagsprotokolle der Weimarer Republik folgten. Ferner wurden die ersten Nachkriegsprotokolle (1946, 1947, 1948) neu aufgelegt, die die ,,Wiedergeburt”” der Sozialdemokratie spiegelten. Als ,,Nachdruckunternehmen”” für Protokolle fungierten ferner der japanische Reprint-Verlag Shosehi in Osaka, das Zentralantiquariat der DDR sowie der ,,Mikrofilm-Verleger”” Mikropress GmbH. Mit der Übernahme der Socialistica des Auvermann-Verlages im Jahr 1977 begründete der Verlag J.H.W. Dietz Nachf. eine ungezählte Serie ,,Reprints zur Sozialgeschichte””, die von Dieter Dowe betreut wurde. Im Rahmen dieser Serie erschienen sukzessive alle SPD-Protokolle des Kaiserreichs. Der ehemalige SPD-Landtagsabgeordnete und Bibliograph der Arbeiterbewegung, Max Schwarz, verbesserte durch seine gründliche Registertechnik den Suchkomfort der Protokolle erheblich. 1986 wurden die ,,Reprints zur Sozialgeschichte”” eingestellt. In der Zwischenzeit waren alle SPD-Protokolle des Kaiserreichs erschienen. Nimmt man alle Neudrucke zusammen, so stand der interessierten Fach-Öffentlichkeit ein Set an zentralen SPD-Quellen von den frühen sechziger Jahre des 19. Jahrhunderts bis zur Neugründung der Bundesrepublik zur Verfügung. Die Fortschritte für die wissenschaftliche Forschung, die politische und Erwachsenenbildung waren unübersehbar. Schwierig blieb die ,,Versorgung”” mit den Niederschriften der ,,SPD-Parlamente”” für die Zeit seit den frühen fünfziger Jahre. Einzige Ausnahme blieb das Protokoll des Godesberger Parteitages: ,,Auf diesem außerordentlichen Parteitag wurde das sog. Godesberger Programm der SPD beschlossen, das das bis dahin formal noch gültige Heidelberger Programm von 1925 ablöste. Als Fazit einer eineinhalb Jahrzehnte dauernden Diskussion vollzog es ,den Abschied vom Sozialismus als Weltanschauung und von der Verabsolutierung bestimmter Methoden zur Verwirklichung des Sozialismus (K. Klotzbach).'”” (Reprints zur Sozialgeschichte bei J.H.W. Dietz Nachf. Hrsg. Dieter Dowe. Bonn, 1979, S. 38.) Im Rahmen des von der Deutschen Forschungsgemeinschaft geförderten Digitalisierungsprojekt ,,Programmatische Dokumente und Statuten der deutschen Gewerkschaftsbewegung und der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands (von den Anfängen bis zur Gegenwart (http://library.fes.de/cgi-bin/populo/prodok.pl) kristallisierte sich in der Bibliothek der FES die Idee heraus, die digitalisierten sozialdemokratischen Parteitagsprotokollen als wichtige programmatische Grundsatzpublikationen dem Projekt hinzuzufügen. Mit eigenen finanziellen Mitteln wurden die Protokolle von einem externen Dienstleister für die Jahre 1890 bis 1931 sowie 1959 digitalisiert. Konzeptionell war ferner daran gedacht worden, durch manuelle Neuerfassung der Tagesordnungen und Inhaltsverzeichnisse sowie einer entsprechenden Verlinkung einen verbesserten inhaltlichen Zugriff auf die Dateien zu gewinnen. Auch Max Schwarz’ große Leistungen bei der Erschließung der Protokolle (1890 bis 1913) sollten für eine bessere Erschließung genutzt werden. Obgleich nicht alle ursprünglichen Ansprüche perfekt eingelöst werden konnten und obgleich nicht alle Nachkriegsprotokolle digitalisiert vorliegen, hat sich die Bibliothek der FES entschlossen, die zentralen Quellen zur Geschichte der deutschen Sozialdemokratie in einem eigenen Internetauftritt ins Netz zu stellen. Sie erfüllte damit einen Wunsch der Nutzer und Nutzerinnen. In der Online-Edition ist der Stand der Erschließung hinlänglich und selbsterklärend dokumentiert. Einen besonderen Service bietet die Bibliothek mit der Verlinkung zur Online-Version ,,Chronik der deutschen Sozialdemokratie”” von Franz Osterroth und Dieter Schuster. Dieses zentrale Nachschlagewerk zur Geschichte der deutschen Sozialdemokratie wurde 2001 von der Bibliothek der FES ins Netz gestellt. Der gelernte Arbeiter und Autodidakt Franz Osterroth und der langjährige Leiter des DGB-Archivs Dieter Schuster haben gekonnt die wichtigsten Ereignisse auf den Parteitagen dokumentiert. Mit der Verlinkung auf die entsprechenden Textseiten wird der Gebrauchswert der Internetedition deutlich erhöht. Rüdiger Zimmermann – Leiter der Bibliothek der FES -“” http://library.fes.de/parteitage/spd-pt-einl.html”,”MGEx-243″
“ADLER Alexandre COHEN Francis DÉCAILLOT Maurice FRIOUX Claude ROBEL Léon”,”L’URSS et Nous.”,”Alexandre Adler agrégé d’histoire, est l’auteur de divers travaux sur l’Union Soviétique; Francis Cohen directeur de La Nouvelle Critique et rédacteur en chef de Recherches internationales, est ancien correspondant de l’Humanité à Moscou; Maurice Decaillot économiste, est l’auteur du Mode de production socialiste; Claude Frioux est professeur à l’Université de Paris VIII-Vincennes; Leon Robel professeur à l’instritut national des Langues et Civilisations orientales (Paris III) est l’auteur de travaux sur la littérature et l’idéologie en URSS. Le presa del potere dei bolscevichi. Le misure energiche prese da Lenin all’inizio della guerra civile e i tentativi di controrivoluzione. “”Or, à ses débuts, ce pouvoir soviétique, dès alors accusé de tant d’horreurs, a été sans doute un des gouvernements révolutionnaires de l’histoire qui s’est le plus appliqué à ménager les vies et toutes les valeurs intellectuelles et artistiques. Attitude qui a contribué, malgré tout ce que la conjoncture avait d’incontrôlable, à ce que les journées révolutionnaires aient été très peu meurtrières et le vandalisme réduit à sa plus simple expression. Le souci de garantir la sécurité et les possibilités de travail des hommes de culture a été une idée fixe de Lénine. Toute cette orientation a pris la forme de mesures explicites et méritoires, parce que souvent difficiles à faire appliquer. La prise du pouvoir par les soviets, au début de novembre 1917, dans toutes les grandes villes russes, fut remarquablement dépourvue d’incidents sanglants (quelques dizaines de morts à Pétrograd en novembre 1917 contre plusieurs milliers de victimes lors de la répression de l’insurrection spartakiste de Berlin un an plus tard), à la seule exception de la résistance prolonguée pendant plusieurs jours des élèves-officier de Moscou. Quant aux contre-révolutionnaires arrêtés pendant cet épisode, il furent, aussi incroyable que cela paraisse aujourd’hui, relâchés sur simple parole de ne plus reprendre les armes contre les soviets (ainsi des Cadets qui défendaient le Palais d’Hiver, du général Krasnov, conseiller militaire de Kérenski, qui rompit sa promesse quelques semaines plus tard, des membres du Gouvernement provisoire, tous remis en liberté dans un premier temps, début décembre 1917) … Certes, dès l’automne 1917 et l’hiver 1918, les conditions terribles de la lutte engagée donnent lieu en peu partout à des actes de violence incontrôlés de plus en plus accéléré va amener l’explosion généralisée de la guerre civile, lorsque l’intervention étrangère commencée en avril 1918 apporte le soutien militaire nécessaire aux ennemis de la révolution. Or, même pour cette période particulièrement difficile, deux remarques sont nécessaires quant à l’attitude adoptée par le pouvoir soviétique. 1. Les seuls cas de fusillades de masse sont liés à des moments particulièrement tragiques de la guerre civile (insurrections sur les arrières de l’Armée rouge, affrontements armés avec des troupes blanches, etc.), et ils ne touchen, en tout état de cause, que des opposants pris ‘les armes à la main’, en train de lutter contre la révolution. Ils n’ont enfin aucun caractère systématique: bien souvent les instances du Parti bolchévik ou des soviets tentent de s’opposer aux agissements de l’Armée rouge ou de la Tchéka (1). 2. A plusierus reprises, le Conseil des commissaires du peuple et l’Exécutif des soviets prennent des mesures pour endiguer la terreur rouge, l’épisode le plus célèbre étant l’adoption par le 6° Congrès pan-russe des soviets in fin 1918 (on est pourtant en pleine guerre civile) du décret sur la «légalité révolutionnaire» que protège les citoyens contre des abus de pouvoir et confère un droit d’appel généralisé auprès des organes supérieurs. Si ce décret s’est avéré d’application délicate jusqu’à la fin des hostilités (1921), il témoigne cependant d’un état d’ésprit très profondément ancré dans le Parti communiste (le 6° Congrès des soviets est en effet le premier congrès à composition purement bolchévique) et surtout il constitue la base de ce qui va devenir «la legalité socialiste» à partir de la NEP. (…) Un mot, enfin, sur l’attitude personelle de Lénine: s’il lui est arrivé de se battre contre l’opinion de la majoroté du Parti bolchevik, favorable avec Kaménev à l’abolition immédiate de la peine de mort au front en novembre et décembre 1917, et s’il a eu parfois la responsabilité écrasante de faire appliquer des mesures sévères en temps de guerre, son hostilité aux violences indiscriminées est cependant constante; un seul exemple: lorsque Bela Kun et Rakosi prirent sur eux, lors d’une mission en Ukraine, de faire fusiller des prisonniers blancs qui s’étaient rendus volontairement, Lénine entra dans une colere si violente qu’ils envisagea un moment de les faire incarcérer malgré leur prestige, et résolut de les expédier en «mission» dans le Turkestan. De même le voit-on atterré des brutalités de Staline et Ordjonikidzé lors de l’invasion de la Géorgie pendant l’hiver 1921, et hostile à l’enrégimentement des syndicats par Trotski. Pourtant Soljénytsine cite une instructions de Lénine, datant de janvier 1918, qui, selon lui, est le véritable point de départ du Goulag. Or cette instruction, qui prône l’arrestation rapide des spéculateurs et des éléments hostiles, est liée à un contexte bien précis: les premiers soulèvements cosaques de l’hiver 1918, qui annoncent le début de la guerre civile, et le développement incessant dans les campagnes des «pogroms» (…). La sévérité des mesures envisagées, en effet, n’est compréhensible qu’en relation avec le climat de l’hiver 1918 et les dangers de famine absolue qui menaçait les grandes villes, faute de mesures énergiques”” [Av.Vv, ‘L’URSS et Nous’, Paris, 1978] [(1) Tchéka: mot formé par les initiales des mots russes signifiant «commission extraordinaire», de son nom entier «Commission extraordinaire pour la lutte contre la contre-révolution et le sabotage». Cet organisme de sécurité fondé en 1918 fut remplcé en février 1922 par la ‘Guépéou’ (direction politique d’Etat), poi en décembre 1922 par l”Oguépéou’ (direction politique unifiée d’Etat)] (pag 41-43)”,”RUSS-256″
“ADLER Nanci”,”Beyond the Soviet System. The Gulag Survivor.”,”Nanci Adler, a graduate of Columbia University and the University of Amsterdam (the Netherlands), is with the Geneva Initiative on Psychiatry and the Second World Center in Amsterdam. She is a contributor to numerous journals. Preface, Acknowledgements, Introduction, Bibliography, References, Notes, Index,”,”RUSS-072-FL”
“ADLER Friedrich, a cura di Enzo COLLOTTI”,”La guerra e la crisi della socialdemocrazia.”,”In appendice: ‘Il manifesto della minoranza socialista austriaca’ (pag 183-195) Far prendere coscienza dell’oppressione del capitalismo. “”Sappiamo in quante parti del nostro paese languiscono dei compagni e compagne sentendo ciò che sentiamo noi e sappiamo pure a nome di quanti altri giacenti nelle lontane trincee noi parliamo. Ma non sopravvalutiamo il grado di coscienza delle masse. Per quanto odiata quest’Austria possa essere da tutti gli strati della popolazione, per quanto ogni impiegato che se ne fa lo strumento la schernisca, per quanto nessuna nazione o classe sia disposta ad identificarsi collo stato nero-giallo sappiamo però anche troppo bene quanti sopportano con muta rassegnazione le sopraffazioni. Gli austriaci sono abituati al dispotismo e, come tutti gli schiavi, essi hanno perduto molto della loro dignità. Difatti oggigiorno si può fare con loro tutto ciò che si vuole. Si fabbrica «’l’entusiasmo popolare’» coi soliti mezzi. Dai ministeri fino alla polizia tutti hanno formato una sola banda di ricattatori. In Boemia soprattutto essi esercitano la loro attività. Col ricatto ottengono la pubblicazione sui giornali di manifestazioni patriottiche e di articoli velamistici (sic) in merito ai prestiti di guerra; mercé il ricatto ottengono che le bandiere nero-gialle siano inalberate sulle case. L’infamia di questa banda viene superata soltanto dalla imbecillità la quale fa ritenere che tutte queste spudoratezze possano rimanere segrete ed invendicate. Oggi costoro hanno imposto all’Austria un silenzio sepolcrale. Ma verrà il giorno in cui non solo il mondo civile, ma anche gli stessi popoli dell’Austria bolleranno a fuoco codesta vile «arte di dirigere lo Stato». Che se oggi con forze e mezzi esigui soltanto lo possono fare, verrà pure senza dubbio il giorno in cui ci sarà dato di adempiere tutto quanto il compito additatoci da Marx. «Bisogna rendere l’oppressione ancora più opprimente, aggiungendovi la consapevolezza dell’oppressione, bisogna rendere la vergogna più vergognosa ancora, rendendola pubblica»”” (pag 184-185)”,”MAUx-002-FC”
“ADLER Max, KAUTSKY Karl; a cura di Leonardo PAGGI”,”Il socialismo e gli intellettuali (Adler); L’intelligenza e la Socialdemocrazia (Kautsky).”,” Il potere politico è precisamente il riassunto ufficiale dell’antagonismo della società civile “”«Ma, per cotal predominio del quarto stato, – scriveva Lassalle nel ‘Programma operaio’, – si riscontra subito la immensa diversità che questa classe sociale è l’ultima, l’estrema, è la classe diseredata dell’umanità; la quale non impone e non può imporre ‘alcuna’ condizione esclusiva né di natura giuridica, né di natura materiale, né di nobiltà, né proprietà fondiaria, né proprietà capitalistica, e darle forma di nuovo ‘privilegio’ e compenetrarne le sociali istituzioni – la sua libertà è la libertà umana, il suo potere, il potere di tutti» (1). Anche in Marx leggiamo: «Una classe oppressa è la condizione vitale di ogni società fondata sull’antagonismo delle classi. L’affrancamento della classe oppressa implica dunque la necessità di creazione di una società nuova… Ciò vuol dire forse che dopo la caduta dell’antica società ci sarà una nuova dominazione di classe, riassumentesi in un nuovo potere politico? No. La ‘condizione’ dell’affrancamento della classe lavoratrice è l’abolizione di tutte le classi’… La classe lavoratrice sostituirà, nel corso del suo sviluppo, all’antica società civile ‘una associazione’ che escluderà le classi e il loro antagonismo, e non vi sarà più potere politico propriamente detto, poiché il potere politico è precisamente il riassunto ufficiale dell’antagonismo della società civile (2). Il mondo nel quale il socialismo sarà vittorioso non può essere che quello in cui è fondato e assicurato l’interesse assoluto di tutti, dove secondo la celebre espressione del ‘Manifesto’, «il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti». Ed è proprio il movimento operaio socialista del nostro tempo, che, sebbene movimento di classe, rivendica il merito di essere il primo a superare nella nostra azione storica ogni carattere che sia puramente di classe. Tale pretesa non deriva da un particolare merito morale dei suoi seguaci, sebbene certo niente più del socialismo possa elevare moralmente l’operaio. È piuttosto la peculiarità già descritta di questo movimento di classe, quale può scaturire solo da un determinato stadio di sviluppo storico ed economico, già oggi esistente, che rende realizzabile e urgente la attuazione della organizzazione sociale di un interesse comune che ci garantisce la esistenza. Infatti, ciò che Friedrich Engels poteva scrivere nell”Antidühring’ già una generazione fa, è diventato nel frattempo più chiaro: «La possibilità di assicurare, per mezzo della produzione sociale, a tutti i membri della collettività una esistenza che non solo sia completamente sufficiente dal punto di vista materiale e diventi ogni giorno più ricca, ma che garantisca loro lo sviluppo e l’esercizio completamente liberi delle loro facoltà fisiche e spirituali; questa possibilità esiste ora per la prima volta, ma ‘esiste’» (3)”” (pag 192-193) [(1) F. Lassalle, ‘Programma operaio’, Mongini, Roma, 1909, p. 25; (2) K. Marx, ‘Miseria della filosofia’, Editori Riuniti, Roma, 1969, p. 146; (3) F. Engels, ‘Antidühring’, Edizioni Rinascita, Roma, 1955, p. 307]”,”MAUx-001-FGB”
“ADLER Friedrich”,”Friedrich Engels e la scienza della natura. I. Esperienza e sviluppo. II. Anti-metafisica. III. Materialismo e dialettica nella teoria della conoscenza. IV. Il materialismo meccanicistico e i concetti basilari della fisica.”,”(in) Marxismus und Naturwissenschaft. Gedenkschrift zum 30. Todestag des Naturwissenschaftlers Friedrich Engels. Mit Beiträgen von Friedrich Engels, Gustav Eckstein und Friedrich Adler. Herausgegeben und eingeleitet von Otto Jenssen. Jenssen, Otto (Hg.): Editore: Berlin., E. Laubßsche Verlagsbuchhandlung (1925) “”Come la concezione individuale del mondo, la scienza è un processo transitorio, un processo che comprende un campo limitato di esperienze. Possiamo fare delle affermazioni che abbiano un senso, solo nella misura in cui si tratta di questo processo. Dice Engels: «Nell’indagine si procede … sempre da questo punto di vista (della dialettica), così ha termine una volta per tutte la pretesa di soluzioni definitive e di verità eterne» (174). Qualsiasi affermazione riguardante un essere eterno, una sostanza eternamente indistruttibile è del tutto priva di senso. Oppure, come dice Engels: «L’essere è …. in generale una questione aperta a partire dal limite dove ha termine il nostro campo visivo» (175). Quanto poco ha senso l’affermazione dell’essere eterno, di una sostanza materiale, tanto poco senso ha anche la stessa affermazione di un’idea eterna, di un pensiero eterno, di un pensiero assoluto. Idee e pensieri storicamente limitati si presentano solo nel processo, da noi descritto, delle concezioni del mondo presenti e passate. Oppure, come espresso da Engels, il pensiero umano «esiste solo come pensiero singolo di molti miliardi di uomini passati, presenti e futuri» (176)”” (pag 51) [Friedrich Adler, ‘Friedrich Engels e la scienza della natura’, (traduzione interna, anni 1980); Friedrich Adler ‘Friedrich Engels und die Naturwissenschaft’ (in) ‘Marxismus und Naturwissenschaft’ (1925), a cura di Otto Jenssen] [(174) F. Engels, ‘Ludwig Feuerbach’, Editori Riuniti, 1972, pag 59 (ndt); (175) Marx Engels Opere complete, Editori Riuniti, vol. XXV, Anti-Düring, pag 42]”,”MAES-005-FGB”
“ADOLFO MariaCamilla”,”Spartaco: l’origine di un mito.”,”MariaCamilla Adolfo è nata a Sanremo, Imperia, nel 1976. Dopo la maturità classica si à laureata in Lettere e successivamente, ha conseguito la laurea specialistica in Letterature e civiltà moderne presso l’Università degli Studi di Genova. Studiosa della cultura latina, si dedica all’approfondimento e alla ricerca riguardo tematiche e personaggi dell’antica Roma. Cristianesimo e schiavitu’. “”Questione dibattuta, e talvolta controversa, è quella della posizione conplessa dei cristiani antichi, poi della chiesa antica, riguardo alla schiavitù. Sul piano dei principi c’è un’evidente ambiguità: da una parte la condanna teorica della schiavitù in nome dell’eguaglianza fraterna di tutti gli uomini come figli di Dio, fondata sulla famosa dichiarazione paoliniana nella ‘Lettera ai Galati’: “”Non c’è più né Giudeo né Greco, non c’è più né schiavo né uomo libero, né uomo né donna: perché voi non siete che una persona davanti a Gesù Cristo””; dall’altra c’è il riconoscimento, basato sul medesimo passo, di questa realtà sociale come fosse una legge naturale. Paolo infatti pone il rapporto schiavo / uomo-libero esattamente sullo stesso piano delle discriminazioni religiose, culturali, sessuali: superare le distinzioni essenziali tra Giudeo e Greco, tra uomo e donna, la distinzione tra uomo libero e schiavo, è un modo indiretto di avallare la schiavitù come un’istituzione propria dell’ordine delle cose e rendere inconciliabile il rimetterla in causa. …. finire (pag 26-27)”,”STAx-002-FFS”
“ADOLFO MariaCamilla”,”Il mito di Spartaco nella cultura moderna. Una ricostruzione storica.”,”MariaCamilla Adolfo è nata a Sanremo, Imperia, nel 1976. Dopo la maturità classica si à laureata in Lettere e successivamente, ha conseguito la laurea specialistica in Letterature e civiltà moderne presso l’Università degli Studi di Genova. Studiosa della cultura latina, si dedica all’approfondimento e alla ricerca riguardo tematiche e personaggi dell’antica Roma. Spartaco e la guerra per la difesa della classe servile “”Anche in Germania, a parte qualche opera letteraria di scarso valore, il vero interesse per il nostro eroe si manifesta intorno alla metà del 1800, legato alle nuove ideologie politiche e sociali, soprattutto di sinistra. Marx, che conosceva Spartaco attraverso la lettura di Appiano, lo elogiava come «tipo più in gamba che ci sia posto sotto gli occhi da tutta la storia antica (…) grande generale (…) rappresentante dell’antico proletariato (23). Marx ed i marxisti si occuparono molto del problema della schiavitù nel mondo antico ed è degno di nota lo sforzo d’integrare le rivolte degli schiavi in uno schema marxista, ma non riuscirono a formulare teorie soddisfacenti sul loro ruolo storico. Antonio Guarino, nell’opera già citata [‘Spartaco. Analisi di un mito’, Napoli, Liguori, 1979, ndr] entra nel vivo dell’attuale dibattito marxista sul mondo antico, che è in primo luogo dibattito teorico sui testi di Marx che al mondo antico si riferiscono: «quando mancano i presupposti obiettivi di un conflitto di classe, quando una categoria umana è universalmente considerata “”al di fuori”” della società, non vedo come possano essere assunti a sintomi di una latente lotta di classe i sensi di insoddisfazione o di rivolta che si producono nella pretesa classe subalterna» (24). È noto che il pensiero di Marx sulla schiavitù e sul modo di produzione schiavistico non è del tutto chiaro, o meglio presenta – come scrive M. Mazza a proposito del MPS – «dei nodi storiografici e teorici ancora non sufficientemente risolti». Per il Guarino «quanto al preteso conflitto di classe tra liberi (o paronato) e schiavi nella società romana, è improbabile che Marx, pur avendovi fatto polemicamente riferimento nel ‘Manifesto’ e in altri scritti , lo abbia mai meditatamente riconosciuto in sede scientifica» (25). All’inzio del XX secolo il proletariato, conscio del suo enorme potenziale, dette l’avvio alle lotte di classe con l’intento di rovesciare l’ordine stabilito. nacque il movimento Spartacihsta (20 novembre 1916), frangia dell’estrema sinistra del partito socialdemocratico tedesco, fondato da Karl Liebknecht con la sua compagna Rosa Luxemburg. Essi denunciavano i misfatti dell’imperialismo attraverso lettere politiche firmate “”Spartacus”” ed esortavano i proletari a seguire l’esempio russo del ’17; ma nel dicembre ’18 e nel gennaio ’19 insurrezioni mal organizzate vennero stroncate e segnarono la fine del movimento. Nella Germania contemporanea continuano studi ideologici sul diritto naturale in cui la figura di Spartaco ha una certa valenza. Un esempio si può trovare nella produzione di Ernst Bloch (1885.1997), filosofo tedesco di ideologia marxista, che influisce sulle varie forme di marxismo critico del nostro secolo, ad esempio sui pensatori della scuola di Francoforte. Nella sua opera ‘Diritto naturale e dignità umana, pubblicata nel 1961 (…). Nel nuovo stato comunista sovietico Lenin, in linea con Voltaire e Garibaldi, nella ‘Conferenza’ dell’11 luglio 1919 menzionava Spartaco come l’eroe «che ha condotto una guerra per la difesa della classe servile». Nella stessa occasione, a proposito delle guerre servili, sentenziava: «Si trattava di guerre giuste, di guerre che non sarebbe lecito condannare». E nel saggio ‘Sullo Stato’, tornava sull’argomento, sottolineando che l’impero romano, interamente fondato sulla schiavitù, aveva ricevuto una forte scossa per via di una potente sollevazione di schiavi, che si erano armati e avevano costituito, sotto il comando di Spartaco un gigantesco esercito”” [MariaCamilla Adolfo, ‘Il mito di Spartaco nella cultura moderna. Una ricostruzione storica’, Stamen edizioni, Roma, 2015] [(23) Lettera di Marx a Engels, 27 febbraio 1861; (24) ‘Spartaco. Analisi di un mito’, Napoli, Liguori, 1979., p. 97; (25) Op. cit., p. 153]”,”STAx-003-FFS”
“ADORNO T.W. ARON R. SCHAFF FROMM KAMENOV RAPOPORT MARKOVIC HABERMAS MARCUSE TUCKER FRANKEL e altri saggisti: ZELENY, OJZERMAN, LUPORINI, HYPPOLITE, GARAUDY, HELLER, SZIGETI, ONITIRI, HOBSBAWM, LAROUI, RODINSON, ZAMOCHKIN, BAUMAN, MARKUS, CARDOSO, RUMIANZEV, FERRAROTTI, TIMOFEEV, KUCZYNSKI Jurgen, CINKARUK, HEGEDÜS, ABDEL-MALEK, SAUVY, VINOGRADOV, MILEIKOVSKY, KALACKI, ROBINSON, SACHS, TSURU, FURTADO, DAS-GUPTA”,”Marx vivo. Vol 1. Filosofia e metodologia. Vol 2. Sociologia e economia.”,”Altri saggisti: ZELENY, OJZERMAN, LUPORINI, HYPPOLITE, GARAUDY, HELLER, SZIGETI, ONITIRI, HOBSBAWM, LAROUI, RODINSON, ZAMOCHKIN, BAUMAN, MARKUS, CARDOSO, RUMIANZEV, FERRAROTTI, TIMOFEEV, KUCZYNSKI Jurgen (Marx e l’analisi scientifica della condizione dei lavoratori), CINKARUK, HEGEDÜS, ABDEL-MALEK, SAUVY, VINOGRADOV, MILEIKOVSKY, KALACKI, ROBINSON, SACHS, TSURU, FURTADO, DAS-GUPTA”,”MADS-082″
“ADORNO Theodor W. FROMM Erich HORKHEIMER Max LÖWENTHAL Leo MARCUSE Herbert POLLOCK Friedrich, a cura di Enrico DONAGGIO”,”La Scuola di Francoforte. La storia e i testi.”,”In apertura brano di Franz Kafka. Donaggio Enrico è ricercatore all’ Università di Torino, dove insegna filosofia della storia. Ha pubblicato ‘Una sobria inquetudine. Karl Löwith e la filosofia (2004), ‘Che male c’è. Indifferenza e atrocità tra Auschwitz e i nostri giorni (Napoli, 2005). “”Ciò risulta con evidenza nella controversia tra Eduard Meyer e Max Weber, Meyer aveva sostenuto che era impossibile rispondere alla domanda se, supponendo che non si fossero verificate certe decisioni da parte di determinate persone storiche, presto o tardi le guerre da esse scatenate avrebbero avuto luogo ugualmente, e che di conseguenza la domanda era oziosa. In contrasto a ciò, Weber si proponeva di dimostrare che in tal caso la spiegazione storica sarebbe stata del tutto impossibile. Rifacendosi a teorie del fisiologo Johannes von Kries e di giuristi ed economisti quali Adolf Merkel, Moritz Liepmann e Gustav Radbruch, egli sviluppò la “”teoria della possibilità oggettiva””. Anche la spiegazione dello storico, al pari di quella del penalista, non consisterebbe in una elencazione possibilmente completa di tutte le circostanze concorrenti, bensì nel mettere in luce la connessione tra determinate componenti dell’evento interessanti ai fini del progresso storico e singoli processi determinanti. Questa connessione, ad esempio il giudizio che una guerra è stata scatenata dalla politica di uno statista consapevole dei propri fini, presuppone dal punto di vista logico che ove tale politica non fosse stata perseguita, non si sarebbe prodotto l’effetto che essa spiega, ma un effetto diverso. Se si afferma una determinata causazione storica, ciò implica sempre che, venendo essa a mancare, in seguito alle ben note regole dell’esperienza nelle circostanze date si sarebbe prodotto un determinato altro effetto. (…)””. (pag 14-15)”,”TEOP-343″
“ADORNO Theodor W.; edizione tedesca a cura di Rolf TIEDEMANN”,”Scritti sociologici. Con un testo inedito di “”Riflessioni sulla teoria delle classi””. (Tit. orig.:Soziologische Schriften, I)”,”L’edizione tedesca è stata curata da Rolf TIEDEMANN”,”TEOS-170″
“ADORNO Theodor W., a cura di Stefano PETRUCCIANI”,”Dialettica negativa.”,”Theodor W. Adorno (1903-1969) è stato uno dei maestri della scuola di Francoforte. Tra le sue opere pubblicate presso Einaudi ricordiamo: Minima moralia, Filosofia della musica moderna, Dialettica dell’illuminismo, Introduzione alla sociologia della musica, Teoria estetica, Terminologia filosofica, Scritti sociologici, i due volumi di Note per la letteratura, Beethoven, Filosofia della musica e Immagini dialettiche. Scritti musicali 1955-1965.”,”FILx-048-FL”
“ADORNO Theodor W., a cura di Gianni CARCHIA”,”Minima imMoralia. Aforismi «tralasciati» nell’edizione italiana (Einaudi, 1954).”,”””In quanto obbiettivamente minacciati, i detentori del potere ed i loro accoliti divengono soggettivamente del tutto disumani. Così la classe perviene a se stessa e fa propria la volontà distruttiva del corso del mondo. I borghesi sopravvivono come fantasmi che minacciano sventura”” (Le bourgeois reventant) (pag 22-23)”,”TEOS-259″
“ADORNO Theodor W., a cura di Stefano PETRUCCIANI”,”Contro l’antisemitismo.”,”””Una delle caratteristiche intrinseche del rituale fascista è l’ ‘insinuazione’, a volte seguita dall’effettiva rivelazione dei fatti accennati, ma il più delle volte no. (…) Ad esempio l’atitatore dice «queste forze oscure, voi sapete a chi mi riferisco», il pubblico capisce subito che queste osservazioni sono indirizzate contro gli ebrei”” (pag 67) Theodor W. Adorno (1903-1969) è stato uno dei più importanti filosofi tedeschi del XX secolo. Fondatore con Max Horkheimer e Herbert Marcuse, della Scuola di Francoforte, musicologo, sociologo e critico letterario, è autore di molte opere, tra cui, in italiano, ‘Minima moralia’ e ‘Dialettica negativa’ (…)”,”EBRx-003-FV”
“ADORNO T.W. FRENKEL-BRUNSWIK E. LEVINSON D.J. NEVITT SANFORD R. in collaborazione con B. ARON M. HERTZ LEVINSON W.R. MORROW”,”La personalità autoritaria. Volume III.”,”””Scrittori e agitatori anti-semiti, da Chamberlain a Rosenberg e a Hitler, hanno sempre sostenuto che l’esistenza degli Ebrei costituisce la chiave di qualsiasi questione. Parlando con individui di tendenze fascistiche è possibile apprendere le implicazione psicologiche di quest’idea della «chiave». Le loro allusioni più o meno criptiche rivelano di frequente una specie di orgoglio sinistro: essi parlano come se fossero a conoscenza di, e avessero risolto, uno stratagemma altrimenti insoluto al resto dell’umanità (e poco importa quanto sovente la loro soluzione sia già stata espressa). Essi levano l’indice, in senso letterale o figurato, talvolta con un sorriso di superiore indulgenza; essi conoscono la risposta a ogni problema e presentano all’interlocutore la sicurezza assoluta di coloro che hanno rescisso i contatti attraverso i quali potrebbe verificarsi una modificazione qualsiasi della loro formula. Probabilmente è questa sicurezza illusoria ad affascinare coloro che si sentono insicuri. Proprio attraverso la sua stessa ignoranza o confusione o semi-erudizione l’anti-semita può spesso conquistarsi la posizione di un mago del pensiero. Quanto più le sue formule drastiche sono primitive a causa della loro stereotipia, tanto più sono al tempo stesso attraenti, poiché riducono il complicato all’elementare, indipendentemente dal modo in cui funziona la logica di questa riduzione. La superiorità così acquisita non rimane al livello intellettuale. Da momento che il ‘cliché’ rappresenta regolarmente il gruppo esterno come cattivo e il gruppo interno come buono, il modello di orientamento anti-semitico offre gratificazioni emotive e narcisistiche, che tendono ad abbattere le barriere dell’auto-critica razionale. Sono questi gli strumenti psicologici che gli agitatori fascisti sfruttano incessantemente. Ed essi non vi riuscirebbero così facilmente se non vi fosse una disposizione verso un orientamento spurio tra i loro ascoltatori e lettori. Ci occupiamo qui soltanto dell’esistenza di tale disposizione tra le persone che non sono in alcun senso seguaci aperti del fascismo. Ci limitiamo a tre punti decisivi dell’attrattiva pseudo-conoscitiva dell’anti-semitismo: l’idea che gli Ebrei costituiscano un «problema», l’asserzione che essi siano tutti eguali e la pretesa che gli Ebrei possano essere riconosciuti come tali senza eccezione. La convinzione che gli Ebrei, o i Negri, costituiscano un «problema» ricorre regolarmente nelle nostre interviste con i soggetti affetti da pregiudizi”” (pag 179-180) [T.W. Adorno, ‘Il pregiudizio nel materiale dell’intervista’, ‘Studi qualitativi dell’ideologia’]”,”TEOS-136″
“ADORNO Francesco”,”La filosofia antica. I.”,”La scuola di Epicuro era aperta a chiunque, dotti e non dotti, donne e schiavi. La ricerca della conoscenza della natura e lo sforzo di basare su di essa la vita “”[L]’appello di Epicuro (15) allo studio della fisica – che si risolverà in una ripresa dell’atomismo, ed il suo appello a romperla contro la cultura suonano chiaramente come un atteggiamento polemico, come invito alla serietà dell’indagine che non esca fuori dalle possibilità umane e non finisca in vuote chiacchiere o in astratti sistemi che non servano a niente (questa la ‘Cultura’ contro cui le la prende Epicuro). Il filosofare, inteso come riflessione sulla realtà, ha un senso in quanto aiuti l’uomo, attraverso la comprensione del mondo in cui si vive, a rendersi contro della propria natura e delle proprie possibilità restituendo sé a se stesso, liberandosi dai timori e dalle apprensioni di una realtà soprannaturale. «Della scienza della natura non avremmo bisogno, se sospetto e timore delle cose dei cieli non ci turbasse, e non temessimo che la morte possa essere per noi qualcosa, e non ci nuocesse il non conoscere il limiti dei dolori e dei desideri. Non scioglie il terrore di ciò che all’uomo più importa, chi non sa quale sia la natura dell’universo e sta in ansia e sospetto per le favole dei miti… (‘Massime Capitali’, XI e XII). Non dobbiamo pretendere di studiare la filosofia, ma studiarla realmente, poiché non abbiamo bisogno dell’apparenza della salute, ma della salute stessa» (‘Gnomologium Vaticanum’, 54). Si è parlato – ha sostenuto il Farrington, ‘Scienza e politica nel mondo antico’, trad. it., Milano, 1960 – di una totale indifferenza dell’epicureismo per i valori della cultura greca, mentre esso rappresenta, invece, una conservazione dell’elemento più caratteristico e vitale di tale cultura, della sua essenziale originalità, dell’unico suo contributo all’umanità: la ricerca cioè della conoscenza della natura e lo sforzo di basare su di essa la vita”” (pag 431-432) [(15) Nato a Samo nel 342/40, da genitori ateniesi, emigrati a Samo, Epicuro, giovanetto, avrebbe avuto contatti col platonico Pamfilo. Negativamente avrebbe influito su Epicuro il mestiere della madre Cherestrata, che, sembra, fosse lettrice di carmi lustrali. Sappiamo che nel 322 circa Epicuro venne ad Atene, ma che presto ne ripartì per soggiornare in alcune città dell’Asia Minore, in particolare a Colofone e a Teo, dove avrebbe conosciuto il democriteo Nausifane. Nel 310 circa si stabilì a Mitilene. Qui ebbe inizio il suo insegnamento e qui si formò una prima comunità di amici epicurei. Si trasferì poi a Lampsaco, dove ebbe nuovi discepoli e dove si formò un’altra comunità epicurea. A trentaquattro anni, nel 307, era di nuovo ad Atene, dove insegnò fino alla morte, avvenuta nel 270. Morì, tra terribili sofferenze, per calcoli vescicali: celebre in tanti tormenti, la sua serenità e il suo coraggio. La scuola di Epicuro fu detta anche il “”Giardino”” (Képos) per un giardino ch’era nell’edificio, che Epicuro, nel 306, aveva comperato per sé e per i suoi discepoli. La scuola era aperta a chiunque, dotti e non dotti, donne e schiavi. (…)]”,”FILx-287-FF”
“ADORNO Francesco”,”La filosofia antica. II.”,”””L’appello di Epicuro ad intendere la natura per quello che la natura è, ascoltando la “”voce delle cose”””” (pag 131, volume II, 3. L’epicureismo a Roma. Epicurei romani. Filodemo di Gadara. Lucrezio)”,”FILx-288-FF”
“ADORNO Francesco RITTI Tullia SERRAO Gregorio SAJEVA Benedetto DEGANI Enzo CANFORA Luciano CARLINI Antonio GENTILI Bruno”,”La Grecia nell’età di Pericle. La cultura ellenistica. Filosofia, scienza, letteratura.”,”””Giusto, quindi, viene ad essere di volta in volta ciò che permette il mantenimento di equilibrato e armonico rapporto sociale, sì che ciascuno entro questo rapporto, determinatosi in legge, rispetti la libertà e l’armonia altrui, come che poi si realizzi, per cui il diritto varia nel contenuto da luogo a luogo, ed anche in ciascun luogo è valido finché si mantengono certe circostanze, finché ‘serve’. Comprendere: tale è il fine e l’impegno dell’uomo; tale la saggezza: di qui tranquillità e serenità che non è insensibilità o inazione, ma dominio di sé, capacità di sapersi inserire – «l’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri» (Gnom. Vat. 79) – in uno o altro rapporto sociale, senza provocare turbamenti, senza violenza; comprendere, che è oggettivare e, quindi, nei confronti degli altri rispetto, che viene a porre la più altra relazione sociale, senza di cui l’uomo non è uomo, perché isolato, strappato dalla sua capacità di rapporto e di misura, e in cui, per Epicuro, consiste l’amicizia, che, in conclusione, è la più verace forma di vita politica e, sotto questo aspetto, la più utile, in contrapposizione con quella forma di politica propria del tempo di Epicuro. Chiaro dovrebbe apparire ora il peso politico ch’ebbe, fin dall’inizio, l’insegnamento di Epicuro, sia da un lato come posizione che venne aspramente combattuta (fino alla denigrazione sistematica della persona di Epicuro, raffigurata come quella di un uomo dedito ai piaceri più crassi e alla pratiche più basse) e ritenuta pericolosa per lo Stato (in particolar modo per il suo atteggiamento nei confronti della religiosità); sia dall’altro lato, invece, come posizione assunta da comunità di amici, che nell’insegnamento del maestro trovavano una possibilità di unione, la costruzione di una vita sociale, da cui politicamente si sentivano ormai esclusi. Ma soprattutto, più tardi, nell’epicureismo si vide il simbolo di una rottura contro ogni conformismo, l’indicazione del significato della libertà di pensiero, che, a seconda di certe condizioni sociali, culturali e politiche, ha potuto giocare tanto in ambienti popolari (non sembra un caso che Cicerone nella sua polemica antiepicurea, dica che il pensiero degli epicurei si diffuse in Italia presso i «plebei»), quanto in chiusi ambienti signorili, culturalmente raffinati, che si distaccavano dalla politica ufficiale, in compiaciuti atteggiamenti di fronda (può essere interessante ricordare che una ricca biblioteca di testi fu ritrovata in una nobile villa di Ercolano)”” [F. Adorno, La prima metà del III secolo. Zenone stoico ed Epicuro] (pag 67-68)”,”STAx-052-FF”
“ADORNO Francesco GREGORY Tullio VERRA V.”,”Storia della filosofia con testi e letture critiche. Primo volume, a cura di Francesco Adorno.”,”””Dai frammenti che sono pervenuti, Eraclito appare come un «saggio», che si ritira in se stesso («ho indagato me stesso»), per cogliere oltre le infinite cose molteplici, oltre le opposizioni e le contraddizioni, oltre l’incessante nascere e perire, la ‘ragione’ profonda del tutto, sulla quale il tutto inesorabilmente si ritma e si armonizza. Vita e morte, giorno e notte, guerra e pace, sono tutti momenti dell’unico processo dell’Essere che è nel stesso ‘divenire'”” (pag 33)”,”FILx-588″
“ADRAVANTI Franco”,”Gengiz-Khan, primo imperatore del «mirabile dominium».”,”Franco Adravanti è nato nel 1934 a Parma. Per anni si è dedicato a ricerche e studi approfonditi su Gengiz-Khan e sui Mongoli. “”…un uomo che aveva «statura gigantesca, costituzione robusta e “”occhi di gatto””» “”Egli disse di sé ai suoi compagni che «la più grande gioia nella vita d’un uomo è vincere i propri nemici e scacciarli innanzi a sé; inforcare i loro cavalli ben nutriti e rapir loro tutto ciò che possiedono; vedere in lacrime i volti delle persone che son loro care; stringere fra le braccia le loro mogli e le loro figlie»”” (risvolto di copertina)”,”BIOx-008-FGB”
“ADVIELLE Victor”,”Histoire de Gracchus Babeuf et du babouvisme d’ après de nombreux documents inédits. Tome 1. L’ enfance du Babeuf. Ses débuts littéraires. Son séjour et ses luttes à Roye. Il fonde le Correspondant Picard. Sa partecipation aux premiers événements de la Révolution. Il se fixe a Paris. Sa détention dans la prison d’ Arras. Le Tribun du Peuple. Procès des Babouvistes devant la Haute-Cour de Vendôme. Exécution de Babeuf et de Darthé. L’ Avenir.”,”Claude MAZAURIC, professore all’ Università di Rouen. “”Coloro che dubitassero un istante del disinteresse di Babeuf, dovrebbero ricordarsi che sarebbe stato sufficiente a lui esprimere un desiderio, per essere soddisfatto, e che rifiutò anche il posto di Ministro delle finanze che gli era stato offerto. Quest’ uomo era quindi indigente, perfino miserabile. Ecco un estratto del registro delle sue spese giornaliere, fatte in comune con Darthé: 16 Frimaire anno IV. Un pane di tre libbre, 10 aringhe, burro, latte, insalata. 17. Latte, 12 aringhe, burro, insalata. 18. Latte. 19. Latte, caffé, carne. 20. Latte, 11 pesci merlans, burro, uova. 22. 2 libbre di carne (80 lire in assegnati). Si può giudicare, da questo menù, della situazione fortunata dell’ uno e dell’ altro.”” (pag XI)”,”SOCU-118″
“ADVIELLE Victor”,”Histoire de Gracchus Babeuf et du babouvisme d’ après de nombreux documents inédits. Tome 2. Défense générale de Babeuf devant la Haute-Cour de Vendôme (an V.). Correspondance de Babeuf avec Dubois de Fosseux, Secrétaire perétuel de l’ Académie d’ Arras, sur les travaux de l’ Académie et le mouvement littéraire en Artois, de 1785 à 1788.”,”La difesa di Babeuf è un documento capitale per la storia del babuvismo ed è stato analizzato in vario modo dai giornali dell’ epoca. La seconda parte del libro riporta la corrispondenza ugualmente inedita scambiata tra il 1785 e il 1788 tra Babeuf allora Commissaire à terrier, e Dubois de Fosseux, secretario perpetuo dell’ Accademia di Arras. Questa corrispondenza ha un interesse per la storia letteraria della provincia di Artois e per la storia della giovinezza di Babeuf. “”E’ nell’ interesse della maggioranza che è stata intrapresa la rivoluzione; ciò perché prima di essa la maggioranza si trovava in una posizione di grandissimo malessere sociale, per questo si è voluto cambiare per migliorare. L’ interesse della maggioranza fece adorare la Rivoluzione per tanto tempo dato che si ebbe la speranza che si operasse in effetti questo cambiamento in meglio; l’ interesse della maggioranza fece detestare la Rivoluzione, dopo che si vide che i suoi risultati non offrivano che un cambiamento di male in peggio. E’ l’ interesse della maggioranza, che ci porta a cominciare un’ altra Rivoluzione che vogliamo che sia l’ ultima, e il cui oggetto è di cambiare questo peggio in bene perfetto.”” (pag 143)”,”SOCU-119″
“AEBERSOLD Peter AMONN Kurt BACHMANN Fritz BAUMANN Max Peter BAUMER Iso BECK Marcel BILL Jakob BLUNSCHY-STEINER Elisabeth BUACHE Freddy BURCKHARDT-SEEBASS Christine BURCKHARDT Lucius BÜSSER Fritz CLERC Francois CONZEMIUS Victor e altri”,”La Svizzera dal formarsi delle Alpi agli interrogativi riguardanti il futuro.”,”Scritti di AEBERSOLD Peter AMONN Kurt BACHMANN Fritz BAUMANN Max Peter BAUMER Iso BECK Marcel BILL Jakob BLUNSCHY-STEINER Elisabeth BUACHE Freddy BURCKHARDT-SEEBASS Christine BURCKHARDT Lucius BÜSSER Fritz CLERC Francois CONZEMIUS Victor e altri”,”EURx-241″
“AEGERTER Emmanuel”,”Lenine. L’ Avenement du Materialisme.”,”””Lenin era arrivato a questa conferenza Zimmerwald, ndr) come un uomo ben deciso a non cedere su un solo articolo del suo programma. Fu appoggiato soprattutto da Rosa Luxemburg, da Radek, e anche – la maggior parte dei suoi biografi l’hanno sottolineato, dal suo futuro avversario Chernov, che, più tardi, fatta la rivoluzione, si alleerà con Kolchak. Per di più, la presenza dei suoi eterni avversari, Rakovsky, Serrati, Ledebour, lo eccitava particolarmente.”” (pag 141) “”Sempre nascosto, Lenin replica con l’ opuscolo ‘I bolscevichi conserveranno il potere?’ scritto con uno stile rapido e mordente. Egli ricorderà opportunamente, che i bolscevichi otterranno l’ appoggio dei contadini se concluderanno la pace con la Germania, realizzata al prezzo della cessione delle province baltiche. Inoltre, la Russia che era stata governata dopo la rivoluzione del 1905 da centotrentamila proprietari non poteva essere diretta da un partito di duecentoquarantamila membri che avrebbero governato per i poveri contro i ricchi? Citando Puskin: “”Noi sentiamo la voce di approvazione non nel tubare dell’ elogio ma nelle grida selvagge del furore”” (pag 176)”,”LENS-134″
“AFANASIEV V.”,”Fundamentos de Filosofia.”,”Teoria della concatenazione universale. “”Lo scienziato russo K. Timiriazev (1843-1920) scoprì il meccanismo della connessione delle piante con la vivificante en energia del sole. Fece conoscere che, per effetto della energia solare, nella clorofilla della foglia verde delle piante opera un processo di decomposizione dell’ anidride carbonica, assimilando la pianta il carbonio e disperdendo nell’ atmosfera l’ ossigeno, così necessario alla respirazione degli uomini e degli animali””. (pag 95)”,”FILx-312″
“AFANASJEV Aleksandr N. ANDERSEN GRIMM PERRAULT CALVINO; a cura di Pietro ANGELINI Cecilia CODIGNOLA”,”Fiabe sul potere. Testi di Andersen, Grimm, Afanasjev, Calvino e Perrault.”,”””Certamente è una gran comodità Godere d’ una ricca eredità Che da padre discende a figlio viene. Ma ai giovani più giova esercitare L’ industria e il saper fare Che usar d’un bene avuto senza pene””. (pag 60) “”Nessuno voleva tradirsi confessando di non veder nulla, poiché in tal caso sarebbe stato enormemente stupido o non adatto alla sua carica. Nessun abito imperiale aveva avuto mai tanta fortuna. “”Ma non ha nulla indosso!”” gridò ad un tratto un bambino””. (pag 66)”,”VARx-178″
“AFANASSIEV Y. REVOUNENKOV V. ADO A. SOBOUL A. GODECHOT J. MAZAURIC C. DALINE V. (DALIN) PIMENOVA L. ITENBERG B. IVANOVA I. GORDON A. KAREIEV N. PLIMAK SIROTKINE V. LIMONOV Y. VASSILIEV A. TCHOUDINOV A. SEMIONOVA A. GAVRILITCHEV V. LEBEDEVA E. ISKULE S. SAPLINE A. KARPE S. TOUGAN-BARANOVSKI (TUGAN-BARANOVSKI) D., saggi e articoli”,”La Revolution française et la Russie.”,”Lenin: comparazione rivoluzione francese – rivoluzione russa, 1789-1794 con 1917-1921 (pag 239-250) [E. Plimak – V. Khoros, La révolution française et la tradition révolutionnaire en Russie] “”Précisant et développant la théorie de Marx sur la révolution démocratique bourgeoise, V. Lènine avança la thèse définissant le bonapartisme comme une forme particulière de contre-révolution bourgeoisie, et apporta par lè même un certain correctif à la périodisation que fit Marx de la première Révolution française. “”L’histoire de la France nous montre, écrivait-il, que la contre-révolution bonapartiste naquit à la fin du XVIIIe siècle (et pour la seconde fois en 1848-1852) sur le terrain de la bourgeoisie contre-révolutionnaire et fraya à son tour la voie à la restauration de la monarchie légitime. Le bonapartisme est une forme de gouvernement qui naît de l’esprit contre-révolutionnaire de la bourgeoisie, dans une ambiance de réformes démocratiques et de révolution démocratique (11)””. Longtemps l’on vit dominer dans la littérature spécialisée soviétique l’idée que la Grande Révolution française se situait entre 1789 et 1794. Aujourd’hui encore, certains de nos historiens continuent de regarder le coup l’Etat du 9 Thermidor non comme un simple coup d’Etat bourgeois réactionnaire ayant orienté le développement de la Révolution selon une ligne descendante, mais comme la “”fin de la révolution””, ce qui tend à dénaturer la présentation des événements qui s’ensuit”” (pag 36-37) [(11) Lénine, Oeuvres, Paris-Moscou, t. 25, p. 279]; “”Nous devons une analyse brillante et juste de cette époque à V. Lénine qui écrivit: “”Les guerres impérialistes de Napoléon durèrent de longues années, embrassèrent toute une époque et firent apparaître un réseau extraordinairement complexe où s’entrelaçaient des relations impérialistes et des mouvements d’émancipation nationale. Le résultat fut qu’à travers toute cette époque étonnamment riche en guerres et en drames (en drames vécus par des peuples entiers), l’histoire marcha de l’avant, de la feódalité au capitalisme “”libre”” (51)”””” (pag 43) [(51) V. Lénine, Oeuvres, t. 27, p. 46-47. Lénine appelle ici guerres impérialistes les guerres de pillage et de rapine in général] [Vladimir Révounenkov, Au sujet des controverses animées par la Révolution française’ (in) ‘La Revolution française et la Russie’, Paris, 1989]”,”FRAR-397″
“AFANASYEV V.”,”Marxist Philosophy. A Popular Outline.”,”Sociologi, teorici del ciclo storico. «La negazione dell’idea del progresso sociale da parte dei sociologi borghesi si manifesta anche in numerose teorie del”” ciclo “”, della”” stagnazione “”e della”” regressione “”della società che si stanno ora assiduamente diffondendo. Negli anni ’20, la teoria del “”ciclo”” fu predicata dall’ideologo dell’imperialismo tedesco, Oswald Spengler. Nel suo libro “”Il declino dell’Occidente”” ha cercato di dimostrare che la società non è in grado di sfuggire al “”circolo vizioso”” in cui questi tre stadi sono invariabilmente ripetuti: ascesa, apice e declino. Secondo Spengler, il capitalismo è l’apice della civiltà e della cultura. Con il suo declino l’umanità si ripercuoterà inevitabilmente alla barbarie. Da ciò risulta inutile combattere il capitalismo (perché cambiare il meglio per il peggio?). E non c’è bisogno della rivoluzione proletaria e del socialismo, quest’ultimo, in generale, impossibile, poiché la società non può arrivare a qualcosa di nuovo. La teoria reazionaria del “”ciclo storico”” è stata ripresa da Arnold Toynbee che nega lo sviluppo universale progressivo della società, chiamandolo con disprezzo “”un’illusione del progresso””. Attaccando il socialismo e affermando che qualsiasi tentativo di sconvolgere il capitalismo avrebbe portato al degrado e al declino della civiltà, Toynbee cerca di dimostrare l’eternità e l’immutabilità della società capitalista. Gli ideologi reazionari della borghesia contemporanea stanno dipingendo un quadro distorto del corso del capitalismo storico, gridando sulla morte della civiltà e dell’umanità nel suo insieme, individuando l’inevitabile fato del capitalismo con il destino dell’umanità “” “”Denial of the idea of social progress by bourgeois sociologists is also manifested in numerous theories of the “”cycle””, “”stagnation”” and “”regress”” of society which they are now assiduously spreading. In the 1920s, the “”cycle”” theory was preached by the ideologist of German imperialism, Oswald Spengler. In his book ‘The Decline of West’ he sought to prove that society is unable to escape the “”vicious circle”” in which these same three stage are invariably repeated: rise, apex and decline. In Spengler’s opinion, capitalism is the apex of civilisation and culture. With its decline mankind will inevitably revert to barbarism. It follows from this that it is futile to fight capitalism (why change the best for the worst?) and there is no need for the proletarian revolution and socialism, the latter, in general, being impossible since society cannot arrive at something new. The reactionary theory of “”historical cycle”” has been revived by Arnold Toynbee who denies the universal progressive development of society, contemptuously calling it an “”illusion of progress””. By attacking socialism and asserting that any attempt to undermine capitalism would lead to degradation, and decline of civilisation, Toynbee seeks to demonstrate the eternity and immutability of capitalist society. Reactionary ideologists of contemporary bourgeoisie are painting a distorted picture of the course of the historical capitalism, they shout about the death of civilisation and mankind as a whole, identifying the inescapable doom of capitalism with the doom of humanity”” (pag 186-187)”,”TEOC-730″
“AFELTRA Gaetano”,”Milano amore mio.”,”AFELTRA nato ad Amalfi è arrivato a Milano nei primi anni 1940. Dopo uan breve esperienza all’ Ambrosiano, nel 1942 entra al Corriere e diventa redattore, redattore capo, vicedirettore ed oggi collaboratore. Ha diretto anche il ‘Giorno’ e pubblicato molti libri (v. retrocopertina).”,”ITAP-023″
“AFELTRA Gaetano”,”Corriere primo amore. Storia e mito di un grande giornale.”,”AFELTRA Gaetano (Amalfi) arrivato a Milano entra al Corriere della sera nel 1942. Toccò a lui fare il giornale in momenti drammatici per il paese: 25 luglio, 8 settembre, 25 aprile. Dopo l’ armistizio, lasciato il Corriere, entrò nella resistenza, tornando in via Solferino solo dopo la Liberazione. I rappresentanti interni del CLN e il futuro del Corriere durante il periodo clandestino. “”Una volta, in casa di Francavilla, in via Meravigli 2, si affrontò direttamente la questione. Alcuni sostenevano che il “”Corriere””, debitamente epurato, doveva continuare nella sua funzione di primo giornale italiano; altri invece ventilavano addirittura la sua soppressione. Ricordo che a un certo punto chiesi a Fraschini, un socialista del “”Corriere””, capo del reparto rotative, di esprimere senza reticenze l’ opinione sua e dei suoi compagni operai: “”Che fare del “”Corriere””?””. “”Be'””, rispose Fraschini rigirando fra le mani il cappello con aria un po’ imbarazzata, “”vede, signor Afeltra, noi avevamo pensato di farne un cadeau all’ “”Avanti!”” e all’ “”Unità””…””. Disse proprio così. cadeau. Sentivo nelle sue parole e nelle sue intenzioni quanto v’era di puro, di generoso e di non calcolato e glielo dissi Ma aggiunsi: “”Vedete, tutto ciò è molto bello. Però il “”Corriere”” non è una cosa nostra. Lasciamo che venga deciso in proposito dalla legge, a liberazione avvenuta. Intanto posso prendere l’ impegno che la tipografia di via Solferino offrirà ospitalità per la stampa a “”Unità”” e “”Avanti!””. Cosa che avvenne difatti regolarmente””. (pag 243-244)”,”EDIx-060″
“AFELTRA Gaetano”,”Missiroli e i suoi tempi. Splendori e debolezze di un uomo di genio.”,”AFELTRA è stato redattore, redattore capoe vicedirettore del Corrierone. In questa veste è stato collaboratore di MISSIROLI. “”Prima di essere il motto di Nenni, ‘politique d’ abord’ era il motto di Missiroli. Nella stessa questione meridionale egli procedeva con senso politico. Era d’accordo sulla necessità degli interventi nel Mezzogiorno ma non solo per costruire scuole, ospedali, strade, ferrovie, bensì perchè, diceva, lo ‘Stato, laggiù, è portatore di civiltà’. “”Una lunga campagna fu svolta dal ‘Messaggero’ per la difesa della lira, e in questa campagna Missiroli sostenne strenuamente la ‘linea Einaudi-Pella’. In quegli anni la ricostruzione dell’ industria, del sistema di trasporti, dei servizi pubblici, si attuava utilizzando gli aiuti americani del piano Marshall””. (pag 163)”,”EDIx-061″
“AFFATATO Paolo CARCHELLA Gabriele CARIDI Paola DENTICO Nicoletta GIORDANA Emanuele LANDI Claudio MANGINI Enzo MARTINI Mauro PANOZZO Irene RUFINI Gianni SALA Ilaria Maria”,”Geopolitica dello Tsunami. Solidarietà e strategie nella catastrofe che ha sconvolto l’Asia.”,”Paolo Affatato, Socio di Lettera22 dal 1999, collabora alla pubblicazione annuale di studi orientali Asia Major e a Limes. Gabriele Carchella si occupa di legislazione internazionale e di America Latina. É socio di Lettera22 dal 2003. Paola Caridi specialista di storia delle relazioni internazionali, dal 2001 al 2003 è stata corrispondente dal Cairo di Lettera22, di cui è socia cofondatrice. Arttualmente segue il Medio Oriente da Gerusalemme. Nicoletta Dentico già direttore di Msf Italia, è presidente dell’Osservatorio italiano sulla Salute Globale e della campagna italiana contro le mine. Emanuele Giordana cofondatore e direttore di Lettera22, già docente di cultura indonesiana all’Ismeo. Claudio Landi giornalista di Radio Radicale e collaboratore di Lettera22. Enzo Mangini socio di Lettera22 dal 1999, attualmente lavora nella redazione di Carta. Mauro martini cofondatore di Lettera22, è professore associato di letteratura russa all’Università di Trento. Irene Panozzo autrice de Il dramma del Sudan e del saggio Sudan, collabora con Lettera22 dal Cairo. Gianni Rufini collabora con Lettera22 su temi di cooperazione allo sviluppo, aiuti umanitari e peacekeeping. É docente di queste materie all’Università di York, in diversi atenei italiani e all’ispi di Milano. Ilaria Maria Sala collabora con Lettera22 da Hong Kong dove lavora per Le Monde, il Diario della settimana e altri quotidiani italiani.”,”ASIx-014-FL”
“AFFATICATI Andrea AGNOLI Francesco AMICONE Luigi APOLLONI Marco Fabio BAGET BOZZO Gianni BANDINELLI Angiolo BETTIZA Enzo BIANCO Pialuisa CAMERANA Oddone CAMISASCA Massimo CAMURRI Edoardo CANESSA Fabio CAPEZZONE Daniele CAPPELLANI Ottavio CARPI Anna Maria CERONETTI Guido DI MICHELE Stefano FACCI Filippo FANO Nicola FUSINA Sandro GENNARI Giovanni GUARINI Ruggero ISRAEL Giorgio LANGONE Camillo MAGNASCHI Pierluigi MANCUSO Mariarosa MARCENARO Andrea MILANI Maurizio MONDA Andrea PACE Lanfranco PICCATO Aldo PIPERNO Alessandro ROCCELLA Eugenia SCARAFFIA Lucetta SCHWED Alessandro SILVA Umberto SITI Walter TATAFIORE Roberta TERRAGNI Marina TILIACOS Marina TROMBADORI Duccio VALLI Aldo Maria VENTORINO Francesco VERTONE Saverio VITULLI Stefania ZINCONE Giuliano”,”Appunti per il dopo. La carne, la morte e il Diavolo nella letteratura del Foglio.”,”Andrea Affaticati, nata a Vienna, giornalista free lance. Per Vogue Italia si è occupata di temi legati alla moda e al costume. Per il Foglio segue la vita politica e culturale della Germania e dei Paesi dell’Europa centrale. Francesco Agnoli, nato a Bologna nel 1974, sposato, padre di una figlia, insegnante. Luigi Amicone, ha 51 anni, una moglie e sei figli. Di educazione e militanza ciellina, dopo anni di giornalismo e aver insegnato lettere in un liceo, nel 1995 ha fondato il settimanale Tempi. Marco Fabio Apolloni, è nato a Roma nel 1959. Storico dell’arte, pubblicista e scrittore, ha iniziato a scrivere di arte e cose romane su Il Giornale e poi al Messaggero. Gianni Baget Bozzo, nato a Savona nel 1925, viene ordinato sacerdote nel 1967. É opinionista di Panorama, Il Giornale e Tempi. Angiolo Bandinelli, è nato a Chianciano nel 1927. Membro della direzione della Rosa nel Pugno, dirigente di Radicali italiani e della associazione Luca Coscioni, è stato segretario nazionale del Partito Radicale. Enzo Bettiza, nato a Spoleto nel 1927, è giornalista, scrittore e politico. Direttore di quotidiani e autore di numerosi libri, ha fondato Il Giornale cpn Indro Montanelli. Senatore della Repubblica e parlamentare europeo. Pialuisa Bianco, è stata un’allieva del filosofo Lucio Colletti. Giornalista, ha fatto l’inviato, il direttore, l’editorialista nella stampa, alla radio, alla televisione. Oddone Camerana, nato a Torino nel 1937, ha operato a lungo nel mondo della grande industria e in quel mondo ha ambientato molti suoi lavori. Massimo Camisasca, nato a Milano nel 1946, è stato ordinato prete nel 1975. L’incontro che ha segnato la sua vita è avvenuto al liceo Berchet, quando ha conosciuto don Giussani. Responsabile di Gioventù Studentesca e poi di Comunione e Liberazione, insegnante di filosofia, ha fondato la Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo, di cui è superiore generale. Edoardo Camurri, 33 anni. Scrive per Il Foglio, Vanity Fair e il supplemento culturale della domenica de Il Sole 24 Ore. É conduttore di Prima Pagina e di Radio 3 Mondo sul terzo canale dp Radio Rai. Fabio Canessa, nato a Piombino nel 1962, laureato il lettere con una tesi sull’Orlando Furioso, insegna italiano e latino al liceo . Socio fondatore delle edizioni Aktis, ha curato testi di Joseph Roth, Ludwig Winder, Paul Leppin, Titti Albenzio e Osorio Lizarazo. Daniele Capezzone, è nato a Roma nel 1972. É stato per cinque anni segretario dei Radicali italiani. Fondatore di Decidere.net, network che promuove le riforme liberali. Ottavio Cappellani, è nato nel 1969. Collabora con Il Foglio. Anna Maria Carpi, vive a Milano. Insegna letteratura tedesca a Venezia. Guido Ceronetti, nao a Torino nel 1927, drammaturgo, marionettista e scrittore. Stefano Di Michele, è nato nel 1960. Ha lavorato a lungo come giornalista parlamentare a l’Unità. Dal 2001 è al Foglio. Filippo Facci, quarant’anni, vive a Milano. Ha collaborato con L’Unità, La Repubblica, Il Tempo e L’Opinione. É editorialista de Il Giornale. Nicola Fano, è giornalista e storico del teatro. Sandro Fusina, è nato nel marzo del 1944. Si è occupato di letteratura italiana contemporanea e di storia del costume. Per Il Foglio tiene la rubrica settimanale Vite parallele. Giovanni Gennari, teologo e giornalista. Ordinato sacerdote nel 1965, ha insegnato nei licei e all’Università pontificia del Laterano e del Marianum. Nel 1962 ha chiesto ed ottenuto il passaggio allo stato laicale e si è sposato. Ruggero Guarini, è nato a Napoli nel 1931 e vive a Roma dal 1958. Entrato a 16 anni nel Pci, ne è uscito quando i fatti di Ungheria lo hanno costretto a scoprire che per lui l’ideale comunista era stato solo il pennacchio di una scelta motivata più terra-terra. Giorgio Israel, è professore ordinario di storia della matematica all’Università di Roma La Sapienza e membro dell’Académie Internazionale d’Histoire des Sciences. Camillo Langone, è nato a Potenza e vive a Parma. Scrive su giornali e pubblica libri. Pierluigi Magnaschi, è vice presidente esecutivo di ClassEditori, docente al Master di giornalismo all’Univesità Luiss di Roma e collaboratore di Radio rai 1. In precedenza aveva diretto l’Agenzia Ansa. Mariarosa Mancuso, critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per la radio della Svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri. Andrea Marcenaro è nato a Genova il 18 luglio 1947. É giornalista di Panorama collabora con Il Foglio . Suo papà. sua mamma, suo fratello, sua moglie, suo figlio, sua nuora, i suoi consuoceri, i cognati ed ex cognata tutti di sinistra. Maurizio Milani, nasce nel 1962. Nel 1987 esordisce sul palco di Zeling e fa una carriera di successo in Tv come comico. Andrea Monda, nasce a Roma nel 1966. Laureato in Giurisprudenza, lascia il lavoro in banca per prendere la laurea in Scienze religiose e insegnare al Liceo. Dal 2000 organizza il convegno annuale su Cattolicesimo e Letteratura del ‘900 patrocinato dal Pontificio Consiglio della Cultura. Lanfranco Pace è editorialista de Il Foglio e della trasmissione televisiva Otto e mezzo. Dal 1984 al 1997 ha vissuto in Francia ed è stato giornalista del quotidiano francese Libération. Aldo Piccato, traduttore, ha studiato Egittologia all’Università di Torino e all’Ucla di Los Angeles. Ha preso parte, come archeologo, a campagne di scavo a Luxor (in Egitto). Alessandro Piperno è nato nel 1972. Vive a Roma dove insegna Letteratura Francese all’Università di Tor Vergata. Eugenia Roccella, già leader del Movimento della liberazione della donna, è delle studiose che hanno rimesso in discussione gli stereotipi delle antiche battaglie femministe. Lucetta Scaraffia nasce nel 1948 a Torino. Docente di storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Alessandro Schwed è scrittore. Proviene da una famiglia ebraica di origine ungherese. É stato redattore del settimanale satirico Il Male con il nome d’arte di Jiga Melik. Collabora con Il Foglio, i quotidiani locali del Gruppo Espresso e le pagine culturali del Secolo XIX. Umberto Silva cineasta in gioventù, in seguito psicanalista e scrittore di una ventina di libri. Walter Siti, Modena, 1947. É professore di Letteratura italiana contemporamea all’Università dell’Aquila. Roberta Tatafiore, giornalista e scrittrice. É stata per molti anni inviata di Noidonne e ha collaborato al quotidiano Il Manifesto. Marina Terragni, è milanese e ha studiato filosofia. Non pensava di fare la giornalista. Nicoletta Tiliacos è redattrice del Il Foglio. In precedenza ha scritto per dodici anni sulla rivista La Nuova Ecologia. Duccio Trombadori è stato comunista militante del PCI dal 1968 al 1991. É giornalista alla CISL e critico d’arte, insegna estetica all’Università, dipinge. Aldo Maria Valli, 49 anni, è vaticanista al Tg1. Sposato con Serena, ha sei figli. Francesco Ventorino nato a Catania nel 1932, diventa sacerdote nel 1954. Ha conseguito nel 1963 il dottorato in Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e nel 1975 la laurea in Filosofia all’Università di Perugia. Già ordinario di Storia e Filosofia nei licei, è docente emerito di Ontologia e di Etica presso lo Studio Teologico S.Paolo di Catania. Legato da lunga amicizia a don Luigi Giussani, svolge il suo ministero sacerdotale nel movimento di Comunione e Liberazione. Saverio Vertone, scrittore, già editorialista del Corriere della Sera e L’Europeo, è ora editorialista del Secolo XIX. É stato per due legislature parlamentare. Stefania Vitulli, Milano 1969. Si occupa da quatordici anni di come vendere più libri e più giornali in Italia. Scrive per Il Foglio, Il Giornale, Grazia, Luna. Conduce seminari sulla comunicazione ambientale all’Università Cattolica di Milano. Giuliano Zincone è nato a Roma nel 1930. Sposato, due figli, quattro nipotini. Collaboratore de Il Foglio e del Sole 24 Ore. Laureato in Lettere. Negli anni Sessanta scrive per il Teatro. Esordisce al Corriere della Sera, poi scrive inchieste sulla società italiana e reportages dall’estero, anche da inviato di guerra.”,”VARx-265-FL”
“AFFINITO Massimiliano REVIGLIO Edoardo”,”Banche d’Italia.”,”APPENDICE A – La struttura proprietaria dei grandi gruppi industriali. – Le imprese del Tesoro. – I grandi privati – I gruppi emergenti o indipendenti. APPENDICE B – Dalla legge del 1936 al Testo unico del 1994: lineamenti di storia bancaria. – Dalla crisi degli anni Trenta alla legge bancaria del 1936. – Le linee fondamentali della legge bancaria del 1936. – Evoluzione della legge bancaria fino al Testo unico. – Il Testo unico del 1994. AFFINITO-M si è laureato in economia e commercio all’ Università “”La Sapienza”” di Roma, dove attualmente svolge attività di ricerca economica. Collabora con il Gruppo di monitoraggio dei flussi di cassa per il controllo della spesa pubblica, presso il Ministero del Tesoro.”,”E1-BAIT-008″
“AFFINITO Massimiliano REVIGLIO Edoardo”,”Banche d’Italia. La genesi dei conglomerati della finanza e la nuova mappa delle relazioni banca-impresa.”,”Massimiliano Affinito si è laureato in Economia e Commercio all’Università La Sapienza di Roma nel 1997, dove attualmente svolge attività di ricerca economica. Collabora con il Gruppo di monitoraggio dei flussi di cassa per il controllo della spesa pubblica, presso il Ministero del Tesoro. Edoardo Reviglio si è laureato all’Università di Yale nel 1987 e successivamente si è specializzato in matematica e storia della statistica in varie università italiane ed estere. Ricercatore associato al dipartimento di matematica dell’Imperial College fino al ’94, attualmente lavora al Servizio studi della Finmeccanica e svolge attività di ricerca economica presso l’Università La Sapienza di Roma.”,”ITAE-132-FL”
“AFTALION A. HABERLER G. HANSEN A. HAWTREY R.G. VON HAYEK F.A. KAHN R. KALECKI M. KEYNES J.M. KONDRATIEFF (KONDRATIEV) N. MITCHELL W. OHLIN B. SCHUMPETER J. SMITH H. SPIETHOFF A. TINBERGEN J. WILSON J.”,”Sviluppo e ristagno. Il dibattito sul ciclo economico nel periodo tra le due guerre.”,”Contiene il capitolo: N. Kondratieff, I cicli lunghi nella vita economica, pag 59-80″,”ECOT-137″
“AFTALION Fred”,”Histoire de la chimie.”,”Parte dedicata alla Prima guerra mondiale: Capitolo: 5. L’évolution de la chimie à travers les deux grands conflits mondiaux (1914-1945). [paragrafi ‘La situation en 1914’, ‘L’incontestale supériorité allemande’, ‘La croissance ralentie de la chimie anglaise’, ‘Le paysage contrasté de la chimie en France’, ‘La chimie suisse: un cas exemplaire’, ‘La situation dans les autres pays d’Europe’, ‘La remarquable progression de la chimie américaine’, ‘L’éveil du Japon’, ‘La guerre de 14-18 et ses effets sur la chimie mondiale’, ‘L’approvisionnement en azote’, ‘La soif de produits organiques’, ‘L’appartion des gaz de combat’, ‘Le retour difficile à la paix’, ‘Les innovations de la chimie d’après-guerre (1920-1930’] (pag 104-129) L’autore. Ingegnere diplomatio dell’Ecole Nationale Supérieure de Chimie de Paris (ENSCP), Fred Aftalion ha dedicato tutta la sua carriera alla chimica.”,”SCIx-401″
“AGA ROSSI Elena”,”Una nazione allo sbando. L’ armistizio italiano del settembre 1943 e le sue conseguenze.”,”””I dirigenti italiani sperarono di poter salvare la situazione chiedendo una proroga dell’ annuncio dell’ armistizio il 6 settembre e fecero poi un ultimo tentativo l’8. Nello stesso tempo prepararono l’ alternativa della fuga. L’ impreparazione italiana fu scoperta soltanto nella notte del 7, quando arrivò a Roma in missione segreta il generale Maxwell Taylor, vicecomandante della Divisione aviotrasportata, acconpagnato da un altro ufficiale per prendere gli ultimi accordi e controllare la fondatezza delle assicurazioni di Castellano che gli aeroporti dove dovevano scendere i paracadutisti alleati erano in mano italiana. I due ufficali scoprirono allibiti che l’ unico preparativo fatto in previsione del loro arrivo era quello di un lauto pranzo””. (pag 106) “”La completa assenza di un’ azione di comando subito dopo la proclamazione dell’ armistizio fu considerata espressione della decisione, presa al più alto livello, di non combattere contro i tedeschi e in concreto di tradusse nella parola d’ ordine “”tutti a casa””. I comandanti e i soldati che decisero di reagire ai tedeschi e di contrastare il loro ordine di consegnare le armi furono molto più numerosi di quanto si pensi generalmente, ma la loro fu una scelta individuale (…). Per questo gli atti di resistenza, anche se furono isolati, assumono un’ importanza fondamentale. D’altra parte, la decisione di non dare l’ ordine di reagire ai tedeschi presa dal governo Badoglio e dal Comando supremo, gli innumerevoli episodi di viltà e di totale acquiescienza ai tedeschi costituiscono una delle pagine più tristi e umilianti della storia d’ Italia””. (pag 196)”,”ITQM-081″
“AGA ROSSI Elena ZASLAVSKY Victor a cura; GNEDIN Evgenij”,”Evgenij Gnedin come testimone e storico del patto tedesco-sovietico (Aga Rossi-Zaslavsky). Segue: ‘Dalla storia dei rapporti fra l’URSS e la Germania nazista’ (E. Gnedin).”,”E. Gnedin, autore di ‘Dalla storia dei rapporti fra l’URSS e la Germania nazista’ (traduzione italiana dal russo) (pag 564) “”L’autore della complessa serie di documenti che viene qui pubblicata è Evgenij Gnedin, figlio di Alexander Parvus, esponente di primo piano del movimento rivoluzionario europeo e uno dei leaders, insieme con Lenin e Trockij, della rivoluzione russa del 1905. Parvus è anche noto come creatore della teoria della «rivoluzione permanente». Tornato in Germania dopo la prima rivoluzione, divenne un ricco imprenditore e fu probabilmente l’organizzatore del ritorno di Lenin dalla Germania in Russia nella primavera del 1917 (1)”” [(1) Sulla vita di Alexander Parvus si veda: Z. Zeman – W.B. Scharlau, ‘Merchant of Revolution: The Life of Alexander Israel Helphand (Parvus), 1867-1924’, London, 1965] Sull’autore ha scritto un saggio biografico P.D. Raymond, ‘Revolutionary idealist to Political Dissident: The Life of Eugenij Gnedin (Parvus)’, in ‘Soviet Union’, XII, n 2, 1985 pp. 185-212 Gnedin morto a Mosca nel 1983 non era uno storico di professione (pag 561) Secondo la famosa massima di M.N. Prokovskij, il maggiore esponente della storiografia ufficiale nei primi decenni del potere sovietico: «La storia è la politica di oggi proiettata nel passato». Difatti in URSS la manipolazione dell’informazione storica e la pratica di modificare i fatti del passato per adattarli alle esigenze sempre mutevoli della politica corrente hanno raggiunto livelli non comparabili con altri periodi precedenti”” (pag 562) “”La tesi di Gnedin sull’evoluzione dei rapporti tra l’Unione Sovietica e la Germania nazista negli anni 1934-1937 e in particolare la sua caratterizzazione di questi anni come «preistoria» del patto Ribbentrop-Molotov sono in netto contrasto con la maggioranza della storiografia sull’argomento. Tradizionalmente il patto tedesco-sovietico è stato visto come una svolta rispetto alla politica di alleanza con le potenze democratiche seguita fino a quel momento dall’Urss e le sue origini sono state fatte risalire alla conferenza di Monaco e al fallimento della politica di sicurezza collettiva. Come ha affermato Fabry, «storici e testimoni sono concordi nel ritenere che non si possa cominciare a parlare di un avvicinamento tra Germania e Urss prima dell’accordo di Monaco» (24). L’accordo è stato visto soprattutto come una decisione tedesca, trascurando tra l’altro il fatto che l’iniziativa partì dall’Urss, e si sono analizzate più le motivazioni di Hitler che quelle di Stalin. Quest’ultimo sarebbe stato costretto a superare le pregiudiziali ideologiche e ad arrivare ad un’intesa con il dittatore tedesco per reagire all’isolamento cui lo stavano costringendo le potenze occidentali e per evitare il rischio di un eventuale attacco tedesco. Così, secondo Ulam, la politica di Stalin «doveva necessariamente essere stata ispirata dalla paura» (25), L’interpretazione degli storici occidentali coincide in molti punti con quella della storiografia sovietica, secondo cui «questo passo fu forzato, ma l’unico possibile nella situazione di allora, in quanto non si riuscì a realizzare la creazione degli stati non aggressivi» ma fu anche «un passo saggio e lungimirante» che dette all’Unione Sovietica altri due anni di tempo per prepararsi al conflitto con la Germania (26). Non viene spiegato però come si può conciliare questa azione «difensiva» dell’URSS con l’immediata spartizione della Polonia tra Germania e Unione Sovietica, l’occupazione degli stati baltici, la guerra con la Finlandia, l’effettiva collaborazione instaurata con la Germania nel periodo 1939-1941 (27). Nonostante l’indignazione suscitata allora da questi avvenimenti, la successiva alleanza tra Urss, Stati Uniti e Inghilterra fece tacere ogni critica alla politica sovietica. Quando negli anni dell’immediato dopoguerra emerse la tesi che il patto tedesco-sovietico non era stato una «rottura» nella politica sovietica nei confronti della Germania, ma invece espressione di una «continuità» di quella politica, che dal 1917 in poi si era sempre fondata sulla collaborazione con la Germania, essa fu considerata un prodotto della guerra fredda (28). La tesi opposta della «svolta», che prevalse, era fondata sulla posizione antinazista assunta ufficialmente dall’Urss dopo il 1934, di alleanza e di accordi con le potenze democratiche e sulla sua adesione alla creazione di un sistema di sicurezza collettiva. Un grosso contributo alla credibilità della politica estera sovietica in quegli anni fu dato da Maxim Litvinov, il cui prestigio nel mondo diplomatico riuscì a controbilanciare il diffuso anti-sovietismo della classe dirigente occidentale. Inoltre le trattative condotte da Mosca per un avvicinamento sovietico-tedesco erano state mantenute segrete; i diplomatici francesi e inglesi a Mosca e a Berlino potevano solo fare congetture sulla convenienza reciproca delle due potenze ad un accordo, fondata su comuni interessi e sulla stretta collaborazione economica e militare (29)”” (pag 569-571)] [‘Evgenij Gnedin come testimone e storico del patto tedesco-sovietico’, a cura di Elena Aga-Rossi e Victor Zaslavsky’] [(in) ‘Storia contemporanea’, Roma, n. 3, giugno 1987, (Documenti)] [(24) P.W. Fabry, ‘Il patto Hitler-Stalin, 1939-1941, Milano; 1965 p. 13; (25) A. Ulam, ‘Storia della politica estera sovietica (1917-1967)’, Milano, 1970, p. 408; (26) W. Sipols M. Charlamov, ‘Alla vigilia della seconda guerra mondiale’, 1933-1939′, Mosca, 1973, pp. 290 e 298. I protocolli segreti del patto che prevedevano la divisione dell’Europa Orientale tra la Germania e l’Unione Sovietica non sono mai stati pubblicati in URSS e quel governo ha sempre negato la loro esistenza, sostenendo che i testi pubblicati dagli anglo-americani nel dopoguerra erano una «falsificazione» occidentale, fino ad arrivare ad una protesta ufficiale con la Finlandia, perché in un film della televisione finlandese si faceva riferimento all’inclusione della Finlandia negli articoli segreti del patto tedesco-sovietico; (27) Si continua ad affermare anche oggi, che l’Unione Sovietica, dopo aver dovuto firmare l’accordo con la Germania per evitare la guerra, aveva continuato ad agire spinta dalle «pressioni» tedesche: non solo l’occupazione della Polonia orientale era stata una «sfortunata necessità» diretta contro il pericolo tedesco, ma anche la guerra contro la Finlandia era stata motivata dalla «pressione» di mostrare alla Germania la propria «comparabile virilità e dalla esigenza di non apparire debole» di fronte al nuovo alleato: si veda il recente saggio di D.W. Spring, ‘The Soviet Decision for War Against Finland, 30 November 1939’, in “”Soviet Studies””, aprile 1986, pp. 220-221; (28) A. Tasca, ‘Due anni di alleanza germano-sovietica’, Firenze, 1951 (traduzione con integrazioni, dell’edizione francese pubblicata nel 1949 con lo pseudonimo di A. Rossi); (29) Cfr. R. Coulondre, ‘De Moscou a Berlin’, Paris, 1959. Su questo punto si veda anche J. Hochman, ‘The Soviet Union and the Failure of Cllective Security, 1934-1938’, Ithaca e London, 1984. Questo autore sottolinea anche il peso della collaborazione militare instaurata dai due paesi]”,”RUST-161″
“AGABEKOV Giorgio”,”G.P.U.. Memorie di un membro della Ceca.”,”AGABEKOV Giorgio ex capo della sezione orientale della GPU (1928-29) e residente segreto della GPU a Costantinopoli per i paesi dell’ Oriente prossimo e medio (1929-30). “”Per esempio: Piatnitzky che dirige le relazioni straniere della IIIa Internazionale, considerò che il mezzo più facile per mandare clandestinamente il comunista Roy nell’ India, era di fornirgli un passaporto americano e di farlo passare per l’ America. Bucharin che era allora presidente del Comintern era anche lui dello stesso parere. Un giorno che eravamo riuniti nel gabinetto di Trillisser, capo della Sezione straniera (I.N.O.), Véléjeff, il suo aggiunto, Goldstein e io, Bucharin entrò per fare visita a Trillisser e, vedendoci intenti a discutere, chiese se disturbava. “”Neanche per sogno – rispose Trillisser -, stiamo cercando il modo più sicuro per far passare i nostri collaboratori nell’ Irak. Arrivate quindi a buon punto e vi preghiamo di dirci la vostra opinione che sarà molto apprezzata””. Bucharin rispose che la sua competenza non era grande al riguardo; ma che insomma, al Komintern, si riteneva che i passaporti americani offrivano le maggiori garanzie ai comunisti nei loro viaggi all’ estero. Al principio del 1929, cominciavo a sentirmi un po’ stanco del mio lavoro alla Ghepeù e parlai di questa stanchezza a parecchi dei miei compagni, specialmente a May, ex mio agente segreto a Teheran, ora direttore della Sezione del Levante nella rappresentanza commerciale””. (pag 256)”,”RUSS-186″
“AGAMBEN Giorgio BASCETTA Marco BERTI Lapo CASTELLANI Alessandra CASTELLANO Lucio COLOMBO Andrea DE-CAROLIS Massimo ILARDI Massimo ILLUMINATI Augusto PIPERNO Franco ROSSANDA Rossana STARNONE Domenico VIRNO Paolo”,”Sentimenti dell’ aldiqua. Opportunismo paura cinismo nell’ età del disincanto.”,”Saggi di AGAMBEN Giorgio BASCETTA Marco BERTI Lapo CASTELLANI Alessandra CASTELLANO Lucio COLOMBO Andrea DE-CAROLIS Massimo ILARDI Massimo ILLUMINATI Augusto PIPERNO Franco ROSSANDA Rossana STARNONE Domenico VIRNO Paolo.”,”ITAS-054″
“AGANBEGJAN Abel G.”,”Il futuro della economia sovietica.”,”Abel Gezevic Aganbegjan è nato a Tbilisi (Georgia) nel 1932. Si è laureato all’Istituto di Economia di Mosca nel 1955 ed è membro dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. Dal 1955 al 1961 ha lavorato presso il Comitato statale del Consiglio dei ministri dell’URSS per i problemi del lavoro e dei salari; è stato in seguito responsabile di laboratorio e, dal 1966, direttore dell’Istituto di economia e organizzazione industriale della Filiale siberiana dell’Accademia delle Scienze. Nelle sue numerose opere scientifiche si è occupato soprattutto dei problemi dei salari e dei modelli di pianificazione. Nel 1988 Rizzoli ha pubblicato il suo La perestrojka nella economia. ‘Nonostante tutta la complessità e la contraddittorietà dei processi in atto nel nostro paese, la gente ha cominciato a prender coscienza che non ci sono alternative alla perestrojka e che non è possibile fare marcia indietro. Il problema principale non è quindi se la perestrojka verrà attuata o meno, e neppure chi sono i suoi fautori e i suoi avversari; il problema è la strada che la perestrojka dovrà percorrere’ così Abel Aganbegjan, economista di fama internazionale e influente consigliere di Gorbaciov, sintetizza la sfida lanciata dall’attuale classe dirigente sovietica.”,”RUSU-037-FL”
“AGANBEGJAN Abel G., a cura di SPINAZZI Gianni”,”La perestrojka nella economia.”,”Abel Gezevic Aganbegjan è nato a Tbilisi (Georgia) nel 1932. Si è laureato all’Istituto di Economia di Mosca nel 1955 ed è membro dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. Dal 1955 al 1961 ha lavorato presso il Comitato statale del Consiglio dei ministri dell’URSS per i problemi del lavoro e dei salari; è stato in seguito responsabile di laboratorio e, del 1966, direttore dell’Istituto di economia e organizzazione della produzione industriale della Filiale siberiana dell’Accademia delle Scienze. Nelle sue numerose opere scientifiche si è occupato soprattutto dei problemi dei salari e dei modelli di pianificazione. É il principale consigliare economico di Michail Gorbaciov.”,”RUSU-048-FL”
“AGA-ROSSI Elena ZASLAVSKY Victor”,”Togliatti e Stalin. Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca.”,”AGA-ROSSI insegna storia contemporanea nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Univ dell’Aquila. Tra i suoi libri: -L’Italia nella sconfitta. ESI. 1985 -Gli Stati Uniti e le origini della guerra fredda. MULINO. 1984 -Una nazione allo sbando. L’armistizio italiano del settembre 1945. MULINO. 1995 ZASLAVSKY insegna sociologia politica alla LUISS di Roma. Il suo più recente volume è ‘Storia del sistema sovietico’, NIS. 1995. Con IL MULINO ha pubblicato: -Il consenso organizzato. 1981 -Dopo l’Unione Sovietica. 1991″,”PCIx-002″
“AGA-ROSSI Elena QUAGLIARIELLO Gaetano a cura; saggi di AGA-ROSSI Gaetano QUAGLIARIELLO Michail NARINSKY Marc LAZAR Marcello FLORES Annie KRIEGEL Stephane COURTOIS Philippe BUTON Leonid GIBIANSKY Sergio BERTELLI Michela NACCI Silvio PONS”,”L’ altra faccia della luna. I rapporti tra PCI, PCF e Unione Sovietica.”,”Saggi di AGA-ROSSI Gaetano QUAGLIARIELLO Michail NARINSKY Marc LAZAR Marcello FLORES Annie KRIEGEL Stephane COURTOIS Philippe BUTON Leonid GIBIANSKY Sergio BERTELLI Michela NACCI Silvio PONS. AGA-ROSSI è docente ordinario di storia contemporanea nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università dell’ Aquila. Tra i suoi libri: – L’Italia nella sconfitta. ESI. 1985 – Gli Stati Uniti e le origini della guerra fredda. MULINO. 1984 – Una nazione allo sbando. L’armistizio italiano del settembre 1945. MULINO. 1995 – Il piano Marshall e l’ Europa. ENC. IT. 1983 – La resa tedesca in Italia. FELTRINELLI. 1980 con Bradley SMITH. Gaetano QUAGLIARIELLO, ricercatore confermato, insegna storia dell’ Europa contemporanea all’ Univ dell’ Aquila. Tra le sue opere: – Studenti e politica (LACAITA, 1987) – La politica senza partiti. Ostrogorski e il dibattito sulla macchina politica tra ‘800 e ‘900’ (LATERZA, 1993). Ha curato l’ edizione italiana del classico di Mosei OSTROGORSKI ‘La democrazia ed i partiti politici’ (RUSCONI, 1991) Ha curato gli atti dei convegni: ‘Il partito politico nella Belle Epoque. Il dibattito sulla forma partito in Italia tra ‘800 e ‘900’ (GIUFFRE’, 1990) e con Fabio GRASSI ORSINI ‘Il partito politico dalla grande guerra al fascismo. Crisi della rappresentanza e riforma dello Stato nell’ età dei sistemi politici di massa (1918-1925) (IL MULINO, 1996). “”Da tutto ciò deriva l’ immagine eroica del partigiano che, armi alla mano, libera il territorio nazionale; tuttavia, lo storico giunge alla conclusione che l’ insurrezione nazionale è stata un fallimento. Philippe Buton dimostra che solo cinque grandi città francesi hanno conosciuto una liberazione insurrezionale, con combattimenti nell’ ambito dell’ agglomerato urbano tra forze della resistenza e occupanti, o resa degli occupanti dinanzi alle forze insorte, e una partecipazione significativa della popolazione attraverso la partecipazione allo sciopero e/o all’ erezione delle barricate. Queste cinque città sono Parigi, Lille, Marsiglia, Limoges e Thiers. Si tratta di eccezioni che confermano la regola. In realtà, 179 tra le città francesi più importanti sono state liberate o a seguito della partenza volontaria degli occupanti o a causa della vittoria delle forze militari alleate, ma sia in un caso che nell’ altro, senza l’ intervento delle forze della resistenza né della popolazione. A queste vanno aggiunte 28 città che sono liberate dagli eserciti alleati, con l’ appoggio importante dei FFI delle campagne, ma senza la partecipazione della popolazione””. (pag 146)”,”PCFx-020″
“AGA-ROSSI Elena ZASLAVSKY Victor”,”Togliatti e Stalin. Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca.”,”In memoria di Livia e Renzo De Felice AGA-ROSSI è ordinario di storia contemporanea nell’ Università dell’ Aquila. ZASLAVSKY insegna sociologia politica alla Luiss di Roma. “”Much that passes for history is properly speaking myth.”” Henry Tudor, Political Myth Presenza comunista nel ministero degli esteri. Togliatti e gli altri rappresentanti PCI al governo informavano quotidianamente l’ambasciatore russo Kostylev. “”La partecipazione dei comunisti al governo offrì ai rappresentanti sovietici la possibilità di essere tenuti al corrente perfino sul funzionamento giornaliero del ministero degli Esteri. I sottosegretari Eugenio Reale e Celeste Negarville non soltanto informavano Kostylev sulle discussioni interne e sulla posizione del governo italiano negli affari esteri, ma gli trasmettevano anche le informazioni che l’ambasciatore italiano mandava da Mosca, gli riferivano la posizione politica e le caratteristiche personali dei colleghi al ministero e degli altri membri del governo, concordavano con lui nomine e spostamenti del personale e ricevevano consigli e istruzioni su svariati problemi della politica estera italiana. Anche quando rivestivano cariche nel governo, i comunisti si sentivano in primo luogo rappresentanti degli interessi sovietici e solo dopo di quelli dello stato italiano””. (pag 135-136) I finanziamenti dell’ URSS al PCI. Le tangenti delle imprese al PCI. “”(…) i finanziamenti sovietici arrivavano al PCI togliattiano principalmente attraverso due canali distinti. Il primo era quello dei finanziamenti diretti, cioè elargiti in forma monetaria, in dollari, e forniti dal Politburo del PCUS al PCI e alle altre forze filosovietiche italiane durante la guerra fredda. Il secondo canale invece era quello dei finanziamenti indiretti, che si basava sull’utilizzo di uno schema semplice ed efficiente, introdotto dalla fine degli anni Quaranta e rimasto essenzialmente immutato durante i decenni successivi: l’Unione Sovietica forniva alle ditte legate al partito le materie prime, anzitutto petrolio e gas, a prezzi inferiori a quelli di mercato, e la differenza finiva nelle casse del partito. Le ditte italiane non legate al PCI dovevano di solito rivolgersi ai mediatori e pagari tangenti, una specie di “”tassa”” che gli imprenditori italiani, coinvolti nell’attività commerciale con l’URSS, dovevano versare al partito.”” (pag 261)”,”PCIx-243″
“AGA-ROSSI Elena”,”Alle origini del mondo bipolare: la politica di Roosevelt verso l’Europa (1941-1945).”,”””Analizzando la politica di Roosevelt alla luce della “”rivoluzione di velluto”” in Europa orientale, Schlesinger sostiene che il vero senso degli accordi di Yalta si trova nell’Europa orientale che è emersa dopo la rivoluzione del 1989, non in quella che è stata dominata dall’URSS per 50 anni. A suo parere “”a lungo termine, Roosevelt anticipava una diminuzione delle differenze, una tendenza alla convergenza tra la società democratica e quella comunista””, concludendo che “”questa previsione sembra molto meno stupida nel 1990 di quanto sembrasse, per esempio, nel 1950″”. Si possono sollevare due serie obiezioni a questo giudizio su Roosevelt come statista.”” (pag 245)”,”RAIx-335″
“AGA-ROSSI Elena”,”Una nazione allo sbando: 8 settembre 1943.”,”””Tutta la stranezza apparente sta nel fatto che vogliamo spiegare sensatamente ciò che viene fatto in modo irragionevole”” (Lev Tolstoi) “”Sventurato il paese che ha bisogno di eroi”” (Bertolt Brecht) (in apertura) Resistenza militare a Cefalonia (pag 171-173)”,”QMIS-264″
“AGA-ROSSI Elena GIUSTI Maria Teresa”,”Una guerra a parte. I militari italiani nei Balcani, 1940-1945.”,”””E’ sul campo di battaglia che si decide la vita e la morte delle nazioni”” (Sun Tzu) Elena Aga Rossi, professore di Storia contemporanea. Maria Teresa Giusti insegna nell’Università Gabriele d’Annunzio a Chieti. “”Con i partigiani collaboravano anche alcuni militari italiani che avevano disertato già prima dell’8 settembre e che, da semplici soldati, aveva ottenuto il grado di ufficiali. Questi cercavano di convincere i loro connazionali ad arruolarsi nelle file del battaglione Gramsci per poter rientrare in Italia «come padroni» che avrebbero governato il paese «perché comunisti» (9). Nelle zone interne, nel 1944, con la graduale riconquista di territori e città da parte delle truppe partigiane, i militari italiani furono costretti a lavorare per la ricostruzione. Trattati assai duramente, essi non potevano rivolgersi alle autorità civili italiane – anche queste sottoposte a fermo o arrestate – né alle missioni britanniche (10). Pur conoscendo la difficile situazione dei soldati italiani, gli Alleati potevano fare ben poco per migliorarne le condizioni, e comunque consideravano più importante non contrastare Tito (11). Il governo italiano poté intervenire ufficialmente solo nel dicembre 1944 (12). Avendo invaso la Jugoslavia e perso la guerra, l’Italia non era nella condizione di far valere le sue richieste, e dovette quindi servirsi del tramite degli Alleati per risolvere sia la questione dei prigionieri trattenuti in Jugoslavia sia quella del rimpatrio della divisione Garibaldi”” (pag 375) [(9) Ufficio SIM/CSDIC, Stralcio interrogatorio dell’artigliere Sebastiano Zappulla effettato presso i Centro “”C””, Comportamento dei partigiani di Lissa nei riguardi degli italiani, 2 settembre 1944, Segreto, AUSSME, I 3, 108/1, p. 2; (10) Riferisce un reduce che se a Lissa capitavano ufficiali inglesi e chiedevano come mai i militari italiani fossero trattati come prigionieri e “”briganti””, i partigiani rispondevao che si trattava di “”italiani presi prigionieri mentre collaboravano con i tedeschi”” (Cfr. ‘Stralcio interrogatorio dell’artigliere Sebastiano Zappulla, cit., p. 1). (…); (11) Pur sapendo delle fucilazioni di ufficiali italiani della divisione Garibaldi avvenute nel 1944 e nel 1945, gli inglesi non intervennero ufficialmente sostenendo che non avevano dati precisi sulle accuse. (Cfr. ‘Italian army, return of troops from Yugoslavia and Dalmatian Islands’, 922.6/1 (…) 6 dicembre 1944 (…)””] (pag 373); Sul trattamento dei prigionieri italiani e l’interessamento del Pci (pag 382-).”,”QMIS-284″
“AGARWALA A.N. SINGH S.P. a cura; saggi di Jacob VINER Colin CLARK Gerard M. MEIER Paul A. BARAN H. MYINT Simon KUZNETS W.W. ROSTOW V.K.R.V. RAO P.N. ROSENSTEIN-RODAN Ragnar NURSKE Marcus FLEMING Tibor SCITOVSKY Celso FURTADO Alfredo NAVARRETE jr Ifigenia N. DE-NAVARRETE R.S. ECKAUS H.W. SINGER W. Arthur LEWIS Hollis B. CHENERY M. BRONFENBRENNER”,”L’ economia dei Paesi sottosviluppati.”,”Saggi di Jacob VINER Colin CLARK Gerard M. MEIER Paul A. BARAN H. MYINT Simon KUZNETS W.W. ROSTOW V.K.R.V. RAO P.N. ROSENSTEIN-RODAN Ragnar NURSKE Marcus FLEMING Tibor SCITOVSKY Celso FURTADO Alfredo NAVARRETE jr Ifigenia N. DE-NAVARRETE R.S. ECKAUS H.W. SINGER W. Arthur LEWIS Hollis B. CHENERY M. BRONFENBRENNER “”Anche in un’economia altamente sviluppata è molto debole la tendenza del capitale a diffondersi in modo uniforme attraverso tutta l’economia; questo avviene in misura ancor maggiore in un paese arretrato. Quel che inevitabilmente ne deriva, è che nell’economia si hanno alcuni sentieri molto sviluppati, circondati dal buio più assoluto. Dobbiamo ora dire qualcosa sul livello dei salari. Il salario che il settore capitalistico deve pagare è determinato da quello che la gente può guadagnare fuori di questo settore. Gli economisti classici pensavano di solito che il salario fosse determinato dal livello dei consumi necessario al sostentamento, e in alcuni casi questa soluzione può dimostrarsi esatta. Comunque, nelle economie in cui la maggioranza della popolazione è costituita da contadini che lavorano l la propria terra, disponiamo di un indice più oggettivo, poiché il minimo in cui si può avere della mano d’opera è costituito dal prodotto medio del contadino; gli uomini non abbandoneranno il fondo della famiglia per cercare un’occupazione se il salario fosse meno di quel che essi potrebbero consumare rimandendo a casa. (…) Il fatto che il livello dei salari nel settore capitalistico dipenda dal guadagno del settore di sussistenza ha talvolta un’enorme importanza politica, perché ne risulta che i capitalisti hanno interesse a mantenere bassa la produttività dei lavoratori del settore di sussistenza. I proprietari delle piantagioni non hanno quindi alcun interesse a diffondere tra i contadini la conoscenza delle nuove tecniche e dei nuovi sistemi di semina, e se hanno una qualche influenza nel governo, non la impiegheranno certo per facilitare l’espansione dell’agricoltura.”” (pag 378-379, W. Arthur Lewis, Sviluppo economico con disponibilità illimitate di mano d’opera)”,”PVSx-033″
“AGAWA Hiroyuki”,”The Reluctant Admiral. Yamamoto and the Imperial Navy.”,”AGAWA H.”,”JAPx-079″
“AGAZZI Emilio”,”Il giovane Croce e il marxismo.”,”La seconda sezione del libro è dedicata a ‘Antonio Labriola e la “”crisi del marxismo’ (pag 95-198), la terza ‘Gli scritti del Croce sul materialismo storico, 1895-1898’ (pag 199-284). L’appendice: ‘Filosofia, economia e politica negli scritti filosofici giovanili di Marx già noti al Croce alla fine dell’ Ottocento’ (pag 587-616).”,”TEOC-212″
“AGAZZI Emilio, edizione italiana a cura di”,”Marxismo ed etica. Testi sul dibattito intorno al “”socialismo neo-kantiano”” 1896-1911.”,”Scritti di Hans Jörg SANDKÜHLER Hermann COHEN Karl VORLÄNDER Franz MEHRING Conrad SCHMIDT Ludwig WOLTMANN Sadi GUNTER (F. STAUDINGER) Franz STAUDINGER Max ADLER Karl VORLÄNDER “”Però Kant lascia sussistere la religione soltanto come fede morale: “”Una religione che dichiara temerariamente la guerra alla ragione non le resisterà a lungo””. (…) Perciò, secondo Kant, la prima istruzione dovrebbe essere impartita senza ricorrere alla religione: (…). Così come contro il militarismo e contro la chiesa, Kant si scaglia anche contro la nobiltà e contro il capitale, combattendo i privilegi della prima e le usurpazioni del secondo. E’ vero che una volta egli definisce la disuguaglianza nel senso fisico e psichico “”la copiosa fonte di tanto male, ma anche di ogni bene””; tuttavia per lui le prerogative di una nobiltà ereditaria sono “”un ragno che passa davanti al merito, e non gli lascia inoltre nessu motivo di sperare; è una cosa immaginaria senza realtà,”” giacché la natura non dispone le cose in modo che il talento e i meriti degli antenati si tramandino ereditariamente. Al contrario Kant non ha nessuna opinione particolarmente elevata delle più alte sfere della nobiltà””. (pag 205)”,”TEOC-325″
“AGAZZI Evandro a cura; saggi di Alistair C. CROMBIE Paolo ROSSI Evandro AGAZZI Jonathan COHEN Jean DIEUDONNE’ Antonio BORSELLINO Giuliano TORALDO DI FRANCIA Felice MONDELLA”,”Il concetto di progresso nella scienza.”,”AGAZZI Evandro è nato a Bergamo nel 1934. Si è laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano e ha seguito gli studi di fisica presso la Statale di Milano. Ha la libera docenza in filosofia della scienza nell’Università di Genova. Attualmente è ordinario (1976) “”Secondo me la fisica è caratterizzata dal ‘metodo’. E’ fisica tutto ciò che è suscettibile di essere trattato con quel metodo. (…) Basterà dire che ci riferiamo al metodo sperimentale quantitativo nato con Keplero e Galileo e ai perfezionamenti che esso ha ricevuto nei quasi quattro secoli di applicazione. “” (pag 142) (Giuliano Toraldo di Francia, Il concetto di progresso in fisica)”,”SCIx-347″
“AGAZZI Emilio, edizione italiana a cura di, scritti di Hans Jörg SANDKÜHLER Hermann COHEN Karl VORLÄNDER Franz MEHRING Conrad SCHMIDT Ludwig WOLTMANN Sadi GUNTER (F. STAUDINGER) Franz STAUDINGER Max ADLER”,”Marxismo ed etica. Testi sul dibattito intorno al “”socialismo neo-kantiano”” 1896-1911.”,”””Ora comprendiamo anche perché Marx ed Engels, almeno pubblicamente, si sono tanto poco occupati dei problemi dell’educazione e dell’istruzione. Non è possibile supporre che essi mancassero della necessaria comprensione. Già le ‘Tesi su Feuerbach’ dichiarano che “”l’educatore stesso deve essere educato””. Ma entrambi erano consci della verità, già riconosciuta da Robert Owen, del fatto che un ambiente degno di uomini ha un effetto molto più profondo di tutte le dottrine sull’educazione predicate all’uomo, che gli vengono portate dall’esterno; del fatto che, perciò, per creare uomini nuovi, come li vuole anche il carteggio degli “”Annali franco-tedeschi”” già nel 1844, debbano prima essere eliminate le misere condizioni economico-sociali; del fatto che una umanità nuova può sorgere solo da una nuova società. Per questo i problemi dell’educazione non furono al centro del loro interesse teorico e pratico, ma la loro soluzione venne lasciata a un più felice futuro. Marx, per quanto sappiamo, ha accennato pubblicamente a essi solo due volte, entrambe nello stesso senso: al primo congresso della Prima Internazionale (1866) e, un anno dopo, nel primo libro del ‘Capitale’, egli, anche qui d’accordo del resto con Fichte e altri utopisti e con grandi pedagogisti, ha raccomandato per tutti i bambini a partire da una certa età una combinazione di “”lavoro pratico con insegnamento e ginnastica”” come “”l’unico metodo per la produzione di uomini onnilateralmente sviluppati””. Proprio qui è tanto più necessario il completamento di “”Marx”” mediante “”Kant””. Già il Kant storico è stato, molto più di quel che comunemente si sappia, un rivoluzionario in pedagogia. “”E’ inutile – scrive – aspettarsi la salvezza del genere umano da un miglioramento graduale delle scuole. Esse devono essere ‘trasformate’, se si vuole che da esse nasca qualcosa di buono: poiché sono difettose nella loro organizzazione originaria, e perfino gli insegnanti devono ricevere una nuova formazione. Non una lenta riforma, ma una rapida rivoluzione può avere questo effetto”””” (pag 268-269) [Karl Vorländer, Kant e Marx (1911)] [in ‘Marxismo ed etica’, edizione italiana a cura di Emilio Agazzi, 1975]”,”TEOC-009-FPA”
“AGAZZI Evandro a cura; saggi di Alistair C. CROMBIE Paolo ROSSI Evandro AGAZZI Jonathan COHEN Jean DIEUDONNE’ Antonio BORSELLINO Giuliano TORALDO DI FRANCIA Felice MONDELLA”,”Il concetto di progresso nella scienza.”,”Evandro Agazzi è nato a Bergamo nel 1934. Si è laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano e ha seguito gli studi di fisica presso la Statale di Milano. Ha la libera docenza in filosofia della scienza nell’Università di Genova. Attualmente è ordinario (1976) Sulle origini dell’idea del progresso: “”Nessuno degli autori che ho nominato e sui quali mi sono soffermato ha mai ritenuto che il cammino in avanti del genere umano fosse configurabile come un processo necessario o ha mai ritenuto che il progresso rappresentasse una legge della storia. Le Roy, Bodin, Bruno, più tardi Vico, aderiscono variamente a una filosofia della storia fondata sul persistente ritorni di cicli di civiltà, concepiscono la crescita del sapere come qualcosa di provvisorio che la storia futura può continuamente cancellare o smentire. Bacon si preoccupa di elencare le “”ragioni di speranza”” che è ragionevole nutrire per il rifiorire delle scienze e per il rinnovamento delle condizioni di vita sulla terra e ritiene sia opportuno, relativamente a questo problema, adottare una regola caratteristica della politica: “”diffidare per principio e supporre sempre il peggio””. (pag 85)”,”SCIx-134-FF”
“AGAZZI Emilio ANTONIOLI Maurizio BARBADORO Idomeneo BREZZI Camillo GANCI Salvatore Massimo LEVRA Umberto ROMANO Roberto SPINELLA Mario”,”Storia della società italiana. Parte quinta. Volume XIX. La crisi di fine secolo (1880-1900).”,”Contiene i saggi di Maurizio Antonioli, ‘Il movimento operaio da Bakunin alla fondazione del partito socialista’ (pag 89-115); di Mario Spinella, ‘Antonio Labriola e l’origine del marxismo in Italia’ (pag 117-138) e quello di Salvatore Massimo Ganci, ‘I fasci siciliani’ (pag 197-211) Labriola e Engels sui fasci siciliani (pag 202-203)”,”MITS-024-FL”
“AGAZZI Emilio BERSELLI Aldo BREZZI Camillo COLLOTTI Enzo CORSINI Carlo A. GRANATA Ivano PRETI Alberto PRETI Domenico SALA Teodoro SANTARELLI Enzo SANTOMASSIMO Gianpasquale SAPELLI Giulio”,”Storia della società italiana. Parte quinta. Volume XXII. La dittatura fascista.”,”Contiene i saggi di: Domenico Preti, ‘Fascismo, grande capitale e classi sociali’ Emilo Agazzi, ‘Croce e l’antifascismo moderno’ (pag 259-339) Enzo Santarelli, ‘L’espansionismo imperialistico del 1920-1940’ La natura elitaria e aristocratica del liberalismo moderato crociano (pag 332-333) “”Un’altra prova della natura elitaria e aristocratica del liberalismo moderato crociano può venir tratta dalle sue valutazioni del socialismo e del comunismo, fra i quali peraltro egli tende per lo più a stabilire una chiara differenza (197), che fa dipendere in sostanza dal prevalere, nel movimento operaio, dell’una o dell’altra «anima» già presenti nel pensiero di Marx, nel quale «il fine era comunistico e materialistico, ma il metodo, per contraio, voleva essere storico e, secondo che fosse stato o no seriamente tale, si sarebbe nella pratica configurato o in una forma di attività politica concreta e graduale, e perciò sostanzialmente liberale, o in un fatalismo naturalistico, negazione della storicità e dell’attività; e questi dissidi (…) tra ideale e metodo dovevano configurare la storia posteriore del comunismo e del marxismo nei suoi aspetti contrastanti e nelle varie sue vicende» (198). Ora secondo il Croce il socialismo (democratico) rappresentava la prima di queste alternative, il comunismo (sovietico) la seconda (199). Ma il socialismo democratico gli si configura, al pari della democrazia, come una semplice tecnica economica o politica che doveva subordinarsi all’azione etico-politica richiesta dal principio liberale; laddove il comunismo sovietico, oltre a smentire nel fatto gli stessi programmi e ideali comunistici di Marx (200), si risolve in negazione della libertà e della stessa storicità e civiltà: è «un nuovo giacobinismo, non più come quello di un tempo appellantesi all’astratta ‘humanité’, ma tutto piantato sull’astratta economia e sull’astratta politica», e «pretende di costruire nuove società umane col calcolo e con la tecnica e sostituire all’uomo complicato, ossia civile, l’uomo semplificato, all’uomo storico l’uomo tratto fuori dalla storia o, piuttosto l’animale addestrato» (201)”” (pag 332-333) [(197) V. per esempio: ‘Storia d’Europa’, cit, pp. 35, 143 ss., 295, 345; ‘Liberalismo e liberismo’, in ‘Il Mondo’, 15 settembre 1951, poi in ‘Terze pagine sparse’, cit, I, pp. 305 ss.; (198) B. Croce, ‘Storia d’Europa’, cit., pp. 143 ss.; (199) Ivi., pp. 203 ss.; e inoltre, per la valutazione della realtà sovietica: pp: 350 ss.; ‘Per la storia del comunismo in quanto realtà politica’, Bari, 1944, pp. 287 ss.; ‘Concetti da sottomettere al prof. Marchesi’, in ‘Città libera’, 3 maggio 1945, poi in ‘Scritti e discorsi politici’, cit., II, pp. 177 ss.; ‘Esperienze storiche attuali e conclusioni per la storiografia’, in ‘Quaderni della critica’, 1948, poi in ‘Filosofia e storiografia’, Bari, 1949, pp. 327 ss, specia a pp. 329 ss.. Per un giudizio meno drasticamente negativo, in quanto riconosce aspetti “”positivi”” al bolscevismo, v: ‘La libertà italiana nella libertà del mondo’, discorso al I congresso dei partiti uniti nei Cln, Roma, 28 gennaio 1944, in ‘Scritti e discorsi politici’, cit., I, p. 56; (200) V.: ‘Considerazioni sul problema morale dei nostri tempi’, in “”Quaderni della Critica””, I, 1945, pp. 150 ss.; ‘Esperienze storiche attuali, cit., p. 320; ‘Storia d’Europa’, cit-, pp. 350 ss.; ‘Indagini sullo Hegel’, cit., pp. 112-114; (201) V.: ‘Gli studi storici nella varietà delle loro forme e il loro doveri presenti’, a un messaggio all’adunanza dell’American Historical Association’, 1934, poi in ‘Ultimi saggi’, cit., pp. 312 ss. qui a p. 321] inserire”,”ITAF-034-FL”
“AGAZZI Emilio”,”Crisi e ricostruzione del marxismo. Il materialismo storico come metateoria.”,”Emilio Agazzi è nato a Genova nel 1921. È stato professore associato di filosofia presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato tra l’altro: ‘La formazione della metodologia di Marx’ (1964).”,”GRAS-006-FGB”
“AGERON Charles-Robert”,”Histoire de l’ Algerie contemporaine.Tome 2. De l’ insurrection de 1871 au declenchement de la guerre de liberation.”,”La diminuizione della popolazione rurale europea è, in effetti, uno dei dati principali del periodo. (…) I rurali europei rappresentavano il 35% della popolazione coloniale totale nel 1911, 28% nel 1926 e 20% nel 1954. (pag 475)”,”AFRx-032″
“AGLAN Alya FRANK Robert a cura; saggi di Enzo TRAVERSO Marie-Anne MATARD-BONUCCI Hugues TERTRAIS Johann CHAPOUTOT Stefan MARTENS Robert FRANK Jérôme DE-LESPINOIS Olivia GOMOLINSKI Nicolas VAICBOURDT Jean-Baptiste BRUNEAU Bernard LORY Henry LAURENS Camille LEFEBVRE Olivier COMPAGNON Antoine FLEURY Pierre GROSSER Pierre JOURNOUD Jenny RAFLIK-GRENOUILLEAU Olivier FORCADE Masha CEROVIC Tal BRUTTMANN Peter LIEB Jörg ECHTERNKAMP Barbara LAMBAUER”,”La guerra-mondo, 1937-1947. Tomo primo.”,”Saggi di Enzo TRAVERSO Marie-Anne MATARD-BONUCCI Hugues TERTRAIS Johann CHAPOUTOT Stefan MARTENS Robert FRANK Jérôme DE-LESPINOIS Olivia GOMOLINSKI Nicolas VAICBOURDT Jean-Baptiste BRUNEAU Bernard LORY Henry LAURENS Camille LEFEBVRE Olivier COMPAGNON Antoine FLEURY Pierre GROSSER Pierre JOURNOUD Jenny RAFLIK-GRENOUILLEAU Olivier FORCADE Masha CEROVIC Tal BRUTTMANN Peter LIEB Jörg ECHTERNKAMP Barbara LAMBAUER Tantissimi i temi affrontati ma non si va molto in profondità “”L’attacco tedesco alla Polonia, il 1° settembre [1939], provoca perciò l’entrata in guerra di Gran Bretagna e Francia. La Seconda guerra mondiale è cominciata. Grazie alla guerra lampo della Wehrmacht, l’Urss non ha neppure bisogno di dichiarare guerra alla Polonia per raccogliere i frutti della sua disastrosa sconfitta. L’Unione Sovietica ha preparato nei minimi dettagli l’invasione, onde ridurre al minimo il rischio di un confronto militare. Pe agevolare il varco della frontiera, sin dalla fine di agosto, erano stati inviati degli agenti reclutatori che avevano il compito, attraverso la creazione di una rete di contatti, di minare la coesione dell’esercito polacco [8, pp. 19-30]. Il 9 settembre, Molotov avvisa Ribbentrop dell’imminente intervento. Viene lanciata una veemente campagna stampa a difesa dei presunti soprusi di cui sarebbero fatte oggetto da parte del governo polacco le minoranze bielorussa e ucraina. L’Armata rossa varca il confine il 17 settembre ufficialmente per garantire la sicurezza di ucraini e bielorussi rispetto all’avanzata tedesca. In un comunicato radio, Molotov annuncia che le truppe sovietiche hanno ricevuto l’ordine di «prendere sotto la propria protezione la vita e i beni» di tali popolazioni. Oltre che al dovere della difesa dei propri «fratelli di sangue», Molotov si richiama alla circostanza che, con lo smembrarsi dello Stato polacco, non sussiste più il soggetto giuridico con il quale era stato siglato il precedente patto di non belligeranza del marzo del 1921. A decretare la piena legittimità dell’iniziativa si aggiunge il fatto, prosegue Molotov, che si tratta, in una situazione di instabilità nelle zone di frontiera, di un’azione di salvaguardia rispetto alla sicurezza della stessa Unione Sovietica. Infine, conclude, questa scelta «giusta» – in base al principio di autodeterminazione dei popoli – non annulla la neutralità di Mosca nei confronti della comunità internazionale [10, pp. 119-22]. Dietro le giustificazioni ufficiali per l’inflasione, si nasconde un obiettivo geostrategico che Stalin non si perita di condividere con i propri luogotenenti, Molotov, Zdanov e Dimitrov: «che male ci sarebbe se l’annientamento della Polonia servisse a diffondere il sistema socialista su nuovi territori e a vantaggio di nuovi popoli?» (Parole udite da Dimitrov il 7 settembre e da lui trascritte nel proprio diario). Quel che Stalin omette di aggiungere è che, attraverso il piano espansionistico di occupazione della Polonia, egli ha inteso risolvere un contenzioso precedente, che risale al Trattato di pace di Riga, firmato il 18 marzo 1921, che sanciva la disfatta sovietica, operazione in cui Stalin stesso era implicato [26, p. 425]. Per le autorità sovietiche la Polonia, per via della sua presunta ostilità verso il proprio grande vicino, rappresenta un pericolo potenziale che occorre circoscrivere. Di qui, la virulenza delle campagne stampa condotte contro i cittadini di origine polacca dalla seconda metà degli anni Trenta [14; 39]. Il 22 settembre, le truppe della Wehrmacht e quelle dell’Armata rossa si stabiliscono ai due lati della linea di demarcazione dei fiumi Narew, Vistola, San e Bug. Alcuni giorni dopo, Ribbentrop compie un secondo viaggio a Mosca che si conclude, il 28 settembre, con la firma del patto di amicizia delle frontiere. La versione pubblica del patto consta di tre punti: una dichiarazione di apertura congiunta, un nuovo assetto delle reciproche zone di occupazione della Polonia e un programma di scambi economici. Vi si ratifica la soppressione dello Stato polacco, di cui si sancisce la spartizione definitiva fra tedeschi e sovietici, in base a una carta geografica allegata e si stabilisce l’avvio di un flusso commerciale a due vie, basato sullo scambio di materie prime russe con prodotti industriali tedeschi. Come nel caso del trattato precedente, vi sono annessi un protocollo confidenziale, che contiene garanzie in merito alla reciproca libertà di movimento dei cittadini di entrambe le nazionalità in ciascuno dei due paesi e sul rimpatrio delle popolazioni di entrambi, e due protocolli segreti. ….. finire (pag 245-246-247-248) [Olivia Gomolinski, ‘1939-1941: l’Urss di fronte alla guerra’]”,”QMIS-176″
“AGLAN Alya FRANK Robert a cura; saggi di Alya AGLAN Hugues TERTRAIS Eric JENNINGS Claire SANDERSON Pap NDIAYE Rebecca MANLEY Michel FABRÉGUET Jean-Louis MARGOLIN Robert FRANK Yann DECORZANT e Olivier FEIERTAG Gilles FERRAGU Barbara LAMBAUER Claire ANDRIEU Peter GAIDA Kenneth MOURÉ Joanna BOURKE Ludivine BANTIGNY Johann CHAPOUTOT Laurent JANPIERRE Anaïs FLÉCHET e Jean-Sébastine NOËL Ludivine BANTIGNY Dzovinar KÉVONIAN Michel MARGAIRAZ Pierre SINGARAVÉLOU Valéry PRATT”,”La guerra-mondo, 1937-1947. Tomo secondo.”,”Saggi di Alya AGLAN Hugues TERTRAIS Eric JENNINGS Claire SANDERSON Pap NDIAYE Rebecca MANLEY Michel FABRÉGUET Jean-Louis MARGOLIN Robert FRANK Yann DECORZANT e Olivier FEIERTAG Gilles FERRAGU Barbara LAMBAUER Claire ANDRIEU Peter GAIDA Kenneth MOURÉ Joanna BOURKE Ludivine BANTIGNY Johann CHAPOUTOT Laurent JANPIERRE Anaïs FLÉCHET e Jean-Sébastine NOËL Ludivine BANTIGNY Dzovinar KÉVONIAN Michel MARGAIRAZ Pierre SINGARAVÉLOU Valéry PRATT Tantissimi i temi affrontati ma non si va molto in profondità Vaticano capitale dello spionaggio (pag 1291-1292) Quattro saggi si occupano più o meno di Resistenza in Europa e nel mondo – Alya Aglan ‘Le resistenze in Europa, ovvero gli Stati-nazione alla prova’ (pag 967-1026) – Hugues Tertrais, ‘Le reistenze in Asia’ (pag 1027-1050) – Barbara Lambauer, ‘L’occupazione tedesca in Europa: regimi e repressione (resistenza e repressione nell’Europa occupata) (pag 1327-1380) – Ludivine Bantigny, ‘Giovani e generazioni in guerra’ (giovani oppositori e giovani resistenti ribelli) (pag 1593-1622)”,”QMIS-177″
“AGLIETTA Michel LUNGHINI Giorgio”,”Sul capitalismo contemporaneo. Regolazione e crisi del capitalismo. I nuovi compiti dello Stato.”,”AGLIETTA Michel professore di economia dall’ Università Paris X Nanterre è autore di ‘Regulation et crises du capitalisme’ (1997); LUNGHINI Giorgio professore di economia al’ Università di Pavia, è autore di ‘L’ età dello spreco’. “”Quando si compara la struttura delle spese di bilancio da una parte, quella della fiscalità dall’ altra, tra i paesi mediante le statistiche dell’ OCDE, emergono due caratteristiche. La Francia e la Germania danno un peso molto meno importante che gli Stati Uniti e il Giappone all’ investimento pubblico, un peso relativamente più importante ai trasferimenti e alle spese di funzionamento. Soprattutto, questi due paesi europei hanno una fiscalità sul capitale estremamente bassa, 12 e 13 per cento del totale delle imposte contro quasi il 30 per cento negli Stati Uniti e in Giappone. Più in generale, nell’ insieme dei paesi anglosassoni, dove l’ accettazione del capitalismo e il primato dei mercati è diffusa in tutti gli strati della popolazione, la fiscalità sul capitale è molto più alta in proporzione al totale delle imposte che in Europa continentale. A seconda dei paesi, questa differenza è compensata da imposte sul consumo più deboli (Stait Un iti ma an che Giappone) o imposte sui salari più deboli (Regno Unito e Australia).”” (pag 71-72)”,”ECOI-198″
“AGLIETTA Michel BERREBI Laurent”,”Désordres dans le capitalisme mondial.”,” Michel Aglietta è professore all’Università Paris-X e consulente presso il Cepii e a Groupama Asset Management. Laurent Berrebi è un economista in capo a Groupama Ass. Man. Calo della domanda interna a seguito della crisi del 1997. Il primo capitolo si apre proprio trattando della crisi asiatica della fine del 1997 che ha dato un colpo fatale all’insieme dell’economia mondiale, appesantendo per lunghi anni la crescita effettiva della domanda interna di molti paesi industriali che rappresentavano l’insieme degli scambi mondiali. Dal 1998 la domanda interna si è abbassata in vari paesi asiatici: Corea, Singapore, Thailandia, Malaisia, Giappone. (…) (pag 17)”,”ECOI-352″
“AGLIETTI Bruno”,”L’ Egitto. Dagli avvenimenti del 1882 ai giorni nostri. 1.”,”Il Prof. CIASCA, parlamentare, è stato P dell’ Istituto per l’ Oriente.”,”VIOx-003″
“AGLIETTI Marcella”,”Le tre nobiltà. La legislazione nobiliare del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature Civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe.”,”Nobiltà. Il termine nobile deriva dal termine di lingua latina nobilis, che significa “”persona illustre””. Per coloro che siano privi di un particolare titolo nobiliare, ma discendano da famiglia aristocratica, vengono usati i termini di nobiluomo o nobildonna. Il governo retto dalla nobiltà è chiamato aristocrazia. (wikip)”,”STMED-044-FSD”
“AGNELLI Arduino”,”Questione nazionale e socialismo. Contributo allo studio del pensiero di K. Renner e O. Bauer. Dalla ripresa delle lotte nazionali nell’ impero asburgico al ripensamento della idea di nazione: la riflessione di Karl Renner e Otto Bauer contributo fondamentale dell’ “”austromarxismo””.”,”Nato a Trieste nel 1932, Arduino AGNELLI vi ha compiuto gli studi universitari. Borsista della Fondazione Rockefeller dopo la laurea in giurisprudenza ha studiato presso l’ Istituto di scienze politiche dell’ Università di Torino. Ha poi insegnato storia delle dottrine politiche all’ Univ di Trieste. Ha pubblicato i volumi: ‘Il diritto secondo Ferrari’ (PADOVA, 1958) e ‘John Austin alle origini del positivismo giuridico’ (TORINO, 1959).”,”TEOC-121″
“AGNELLI Arduino ALBONETTI Pietro ANDREUCCI Franco HAUPT Georges PROCACCI Giuliano BARBADORO Idomeneo VALIANI Leo VUILLEUMIER Marc PIERONI BORTOLOTTI Franca REBERIOUX Madeleine VIGEZZI Brunello DECLEVA Enrico VENTURA Angelo DIAZ Furio, saggi e interventi, comunicazioni di ANTONIOLI Maurizio BADARACCO Elvira BRIGUGLIO Letterio CAMPARINI Aurelia CAVALLOTTI Bianca CICALESE Maria Luisa COLARIZI Simona FORLANI Luciano GALLI Giorgio GIUDICI Ivano MASINI Pier Carlo PUNZO Maurizio PALETTA Giuseppe”,”Anna Kuliscioff e l’ età del riformismo. Atti del Convegno di Milano. Dicembre 1976.”,”Collana edita in collaborazione con l’ Istituto Socialista di Studi Storici Saggi e interventi di AGNELLI Arduino ALBONETTI Pietro ANDREUCCI Franco HAUPT Georges PROCACCI Giuliano BARBADORO Idomeneo VALIANI Leo VUILLEUMIER Marc PIERONI BORTOLOTTI Franca REBERIOUX Madeleine VIGEZZI Brunello DECLEVA Enrico VENTURA Angelo DIAZ Furio, comunicazioni di ANTONIOLI Maurizio BADARACCO Elvira BRIGUGLIO Letterio CAMPARINI Aurelia CAVALLOTTI Bianca CICALESE Maria Luisa COLARIZI Simona FORLANI Luciano GALLI Giorgio GIUDICI Ivano MASINI Pier Carlo PUNZO Maurizio PALETTA Giuseppe Collana edita in collaborazione con l’ Istituto Socialista di Studi Storici “”Se seguite il carteggio Kuliscioff-Turati (Vigezzi l’ha fatto, non stamattina, ma nel suo libro, ‘Un incontro mancato’) vedrete che quando viene la guerra la Kuliscioff è fra i socialisti europei che meglio capiscono la novità, la portata, se non rivoluzionaria, certo eversiva, sconvolgitrice della guerra stessa; cioè che dopo la guerra non si potrà riprendere facilmente il cammino di prima. Si scorge la contrapposizione tra la sua posizione attivistica, benché sia praticamente inchiodata ad una poltrona in una casa di piazza del Duomo a Milano, perchè già molto malata, e quella di Turati che invece, da buon pacifista dice: va bene, la guerra ci lascerà tali e quali eravamo prima; è come una malattia, ci lascerà indeboliti, non ci migliorerà, semmai ci peggiorerà. La Kuliscioff vede invece gli effetti più dirompenti, più durevoli della guerra stessa, comunque la guerra cambierà la prospettiva per tutti: per i tedeschi, per i francesi che sono marxisti meno ortodossi, e per gli italiani che sono un po’ a mezza strada, in quanto a marxismo , tra i francesi e i tedeschi. Ho molto apprezzato che Vigezzi abbia tirato fuori questa frase della Kuliscioff: per lei e per Turati il riformismo non escludeva l’ aspirazione alla rivoluzione socialista (…)””. (pag 79-80, Leo Valiani)”,”MITS-308″
“AGNELLI Arduino”,”Socialismo e problema della nazionalità in Otto Bauer.”,”””Se nell’ambito del movimento operaio si è ripresentata con una certa continuità la tendenza a considerare la nazionalità un assurdo, ad essa è sempre stata estranea l’ispirazione di Marx ed Engels, non solo per le loro ripetute prese di posizione a favore di determinati movimenti nazionali (alle quali si potrebbero opporre, sia pure in misura minore, atteggiamenti di drastica negazione nei confronti di nazioni il cui ruolo veniva giudicato negativo nella situazione globale) (7), ma anche e soprattutto per la lineare polemica svolta proprio contro i negatori della peculiarità nazionale (8). In un periodo storico, però, in cui vengono superate le originarie impostazioni quarantottesche, più che a singoli giudizi di Marx ed Engels legati in misura notevole alla grande stagione del 1848, è alla concezione marxistica della storia nel suo complesso che ci si può e ci si deve rifare per un’analisi delle forme sociali e dello ‘status’ che tra di esse viene ad assumere la nazione. Non va certo sminuito il peso della questione nazionale come problema fondamentale nella vita politica dell’Austria-Ungheria né si trascura l’impegno socialista nell’affrontarlo, tanto che si può condividere il giudizio di Adam Wandruszka, per il quale “”resterà sempre titolo d’onore per la socialdemocrazia austriaca che essa cercasse, primo gruppo politico, di venire a capo con acume e metodo d’un problema, che non era solo il problema fatale della monarchia danubiana, ma, come noi oggi ben vediamo, era la questione fatale dell’intera Europa nel secolo ventesimo: il problema delle nazionalità”” (9). Si aggiunga pure che non costituiscono un caso la nascita di Karl Renner nel villaggio di Unter Tannowitz nella Moravia meridionale e quella di Otto Bauer a Vienna, in una famiglia ebraica proveniente dalla Boemia, per la quale il ceco era la seconda lingua abituale. Questi, però sono elementi rilevanti per la storia esterna dei nostri autori, che ci aiutano a capire la naturale sensibilità al problema e la disponibilità in partenza d’un materiale documentario di grande ampiezza. Non incidono sulla fisionomia dell’opera (così diverse, infatti, quelle di Renner e Bauer)””. (pag 366-367) [Arduino Agnelli, Socialismo e problema della nazionalità in Otto Bauer, Annali, Milano, 1974] [(7) Si pensi all’antipatia di Engels per i cechi, testimoniata da Engels in ‘Rivoluzione e controrivoluzione in Germania’, ai dubbi sui polacchi nella lettera di Engels a Marx del 23 maggio 1851 (‘Carteggio’, Roma, 1950, vol. I, p. 243), ai timori ricorrenti sulla possibile strumentalizzazione delle piccole nazioni da parte delle grandi, ma non si dimentichi l’atteggiamento assunto di fronte al movimento nazionale irlandese; (8) Cfr. la lettera di Marx a Engels del 7 giugno 1866, in cui la “”cricca proudhoniana”” viene condannata per la negazione delle nazionalità, pur se la sua polemica contro lo sciovinismo viene ritenuta utile (‘Carteggio’), cit, vol. IV, p. 418); (9) Adam Wandruszka, ‘Österreichs politische Struktur’, in Heinrich Benedikt (a cura), ‘Geschichte der Republik Österreich’, Wien, 1954, p. 434] (pag 366-367)”,”TEOC-645″
“AGNELLI Giovanni, a cura di Arrigo LEVI”,”Intervista sul capitalismo moderno.”,”Giovanni Agnelli (Torino, 1921), nipote del senatore Agnelli, fondatore della Fiat. Laureato in giurisprudenza, è presidente della Fiat dal 1966. Dal 1974 al 1976 è stato anche presidente della Confindustria. Arrigo Levi (Modena, 1926) è editorialista della ‘Stampa’ che ha diretto dal 1973 al 1978. Commentatore televisivo, ha pubblicato vari libri. D. “”(…) Perché questa crisi economica non ha avuto effetti sociali esplosivi? Lo si deve forse al tanto criticato Welfare State, che ha funzionato da paracadute sociale, come del resto si sperava che facesse? R. Effettivamente, la sorpresa è che non ci sia stata un’esplosione di protesta sociale. Tutta la gente di una certa età, con il ricordo storico ancora vivo degli anni Trenta e delle disastrose conseguenze politiche della grande crisi (il trionfo di Hitler in Germania e tutte le catastrofi che ha prodotto), si aspettava che anche questa crisi avesse effetti altrettanto esplosivi sul tessuto sociale e politico delle democrazie. Tutti dicevano: vedrete che cosa accadrà quando il tasso di disoccupazione raggiungerà il 5%, o il 7 per cento, o il 10 per cento. E infatti credo che si siano avute molte tragedie personali; molti drammi famigliari; molte città in cui si è stati molto male; molte periferie di città americane colpite duramente; molte generazioni di giovani che non trovano il primo impiego. Però, globalmente, un impatto sociale violento questa crisi non l’ha avuto in nessun Paese. Perché? Io credo che ciò si debba certamente aglii ammortizzatori sociali: ma non soltanto al ‘Welfare State’. In Italia un ammortizzatore sociale molto iimportante è ancora la famiglia; altrove lo è meno e hanno funzionato da ammortizzatori le varie provvidenze sociali, come i sussidi di disoccupazione. Anche da noi c’è stata quella provvidenza immensa che è la Cassa integrazione, sostitutiva di tutte le altre dal punto di vista economico; ma molto è dipeso da come è fatta la società italiana, che è ancora familista, come direbbero i sociologi”” (pag 110) Agnelli in un certo modo giustifica l’ evasione fiscale (pag 123)”,”ITAE-342″
“AGNELLI Allegra e altri autori”,”Lasciateci la nostra retorica. Frasi ai margini della Storia.”,”Ottanta autori hanno scritto questo volume. Raccontano duecentoventisette episodi (ordinati cronologicamente dal 950 aC ad oggi) ai margini della Storia, individuati da frasi quasi sempre di uso corrente, ma che sono state effettivamente pronunciate.”,”STOx-007-FV”
“AGNELLI Arduino”,”Heinrich Ritter Von Srbik.”,”Arduino Agnelli, nato a Trieste nel 1932, è titolare di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Trieste.”,”STOx-087-FL”
“AGNELLO Luigi”,”Bordiga, Amadeo. Dizionario biografico degli Italiani. Volume 34 (1988).”,”appendice: Amadeo Bordiga (profilo biografico): wikip “”La frazione comunista, pilotata da B[ordiga], affrontò il XVII congresso del PSI (Livorno 15-21 gennaio 1921) con una inflessibile determinazione scissionistica, avallata dai fiduciari dell’Internazionale comunista (Komintern) C. Kabakciev e M. Rákosi; pertanto, pur avendo raccolto solo un terzo dei voti congressuali, essa abbandonò i vecchi compagni, riuniti nel teatro Goldoni, e si trasferì nel teatro S. Marco, dove procedette alla fondazione del Partito comunista d’Italia, sezione della III Internazionale (21 gennaio). Il nuovo partito che organizzava circa 40.000 iscritti (calati a 24.000 nel 1922, in seguito alla offensiva fascista) in strutture assai poco burocratizzate, accettava l’egemonia intellettuale e politica del B., considerandolo suo capo indiscusso, quantunque non formalizzasse il suo primato con una carica speciale. Fino al giugno del 1923 il PCd’I fu diretto da un comitato esecutivo di cinque membri – il B., R. Grieco, B. Fortichiari, L. Repossi, U. Terracini – tra i quali il solo Terracini, ex ordinovista, non era stato legato anteriormente al B., ma ora ne subiva il fascino. Energico, dotato di una prodigiosa capacità di lavoro, il B. “”sapeva farsi amare”” dai compagni (Berti, p. 143) ed era di indole molto più liberale e tollerante di quanto le sue invettive antilibertarie non lascino supporre, sicché il dibattito interno del partito, nonostante i tratti militareschi della organizzazione, risoltò più franco e aperto durante la sua gestione che durante quella centrista successiva. Più tardi Gramsci deplorerà che nelle faccende disciplinari il B. fosse “”molto indulgente, perché dà loro poca importanza”” (pag 3) Cita nella bibliografia il lavoro di Giancarlo BERGAMI, Partito e prospettiva della rivoluzione comunista in Bordiga, Belfagor anno XXXV N° 3 31 Maggio 1980 pp. 263-278″,”BORD-120″
“AGNETTI Pino, a cura”,”I ricostruttori. La Parma del Boom. L’omaggio ai protagonisti della rivoluzione industriale che hanno reso grande Parma in Italia e nel mondo.”,”In apertura: ‘Le sfide di domani si vincono oggi’ Pietro Agnetti è nato a Parma e si è laureato in Filosofia a Bologna. Scrittore, storico e professionista della comunicazione, Nominato Commendatore al merito della Repubblica. Italia 1950. 47 milioni di abitanti, 41,2% vive in agricoltura. Mortalità infantile alta e alta la povertà (870.000 famiglie non consumano mai carne e zucchero). Il 76% delle case non dispone di un cucina e il 52% è privo di acqua corrente. Solo il 5.8% degli italiani possiede un’auto e la bicicletta rimane il mezzo di trasporto più utilizzato. Il reddito medio annuo è di 243.000 lire al Nord e di 125.000 al Sud. Le “”due Italie”” emergono anche nel ciclo degli investimenti – 1.641 miliardi al Nord di fronte ai 441 realizzati nel Meridione. E in quello dei consumi, con un rapporto di 5.680 miliardi (il 72.6% del totale) al Nord a 2.145 (il 27.4%) al Sud. Il 12.9% della popolazione è analfabeta. Il 76.9% non va oltre la licenza elementare. Solo il 5.9% possiede un diploma di scuola media, il 3.3% ha un diploma di media superiore. Mentre i laureati non superano l’1%. Ma dopo dieci anni questo paese contadino arretrato entrerà a far parte del ristretto novero dei paesi più sviluppati e industrializzati. Sono i dieci anni del boom economico. Parma 1950. Gli abitanti della provincia sono circa 390.000, 124.000 quelli della città. I disoccupati sono 24.000, 7.000 nel solo capoluogo. Ma il mutamento è in atto (in un decennio gli addetti all’agricoltura passeranno dal 42.2% al 29.1% del totale degli occupati). Il processo di industrializzazione entra nella sua fase decisiva. Qui crescerà una generazione di imprenditori attivi specie nei settori agroalimentare e conserviero, meccanico, vetrario, chimico-farmaceutico (Barilla, Bormioli, Borri, Braibanti, Casappa, Catelli, Chiesi, Figna, Luciani, Pizzarotti, Clelia Rizzoli, Robuschi, Rodolfi, Salvarani, Sassi, Simonazzi, Zanlari).”,”ITAE-436″
“AGNOLI Johannes”,”Lo Stato del capitale.”,”AGNOLI insegna scienze politiche alla Freie Universität di Berlino Ovest. E’ nato in Italia nel 1925 e ha tenuto corsi e seminari alle università di Cosenza e di Torino. Nel 1961 è stato espulso, insieme ad ABENDROTH, dalla SPD. E’ stato uno dei protagonisti del ’68 berlinese. In italiano ha pubblicato saggi vari e il libro ‘La trasformazione della democrazia’ (FELTRINELLI). E’ redattore della rivista ‘Critica del diritto’.”,”TEOP-096″
“AGNOLI J. AMIRANTE C. BELLINGKRODT K. BETTIOL R. BEVERE A. BRONZINI G. CANOSA R. COIRO M. DE-FRANCESCO G. DOMINIONI O. FERRAJOLI L. GALLO E. GAMBERINI A. INSOLERA G. LOI E. MARRONE F. MISIANI F. PADOVANI T. PALERMO FABRIS E. PETTA P. PISAURO G. PISCOPO F. SANTOSUOSSO A. STERZEL D. VASSALLI G.”,”Il delitto politico dalla fine dell’ Ottocento ai giorni nostri.”,”Associazioni politiche illecite. La questione del pericolo astratto. “”Sono costituzionalmente legittime le norme per le quali il pericolo per interessi meritevoli di tutela costituisce la ‘ratio’ dell’incriminazione, ma non un requisito della fattispecie da accertarsi in concreto? Il problema che va posto è in definitiva quello della legittimità costituzionale dei reati di pericolo presunto o astratto. Ampio è sul punto il dibattito dotttrinale, e le affermazioni sono le più diverse ed opposte. (pag 243)”,”DIRx-013″
“AGNOLI Johannes”,”La trasformazione della democrazia.”,”””Questi rapporti pietrificati vanno fatti ballare cantando loro la loro propria melodia!”” (Marx) (in apertura) J. Agnoli, di origine italiana, professore di Scienze politiche all’Università di Berlino vede la tendenza o la necessità da parte borghese della “”trasformazione della democrazia”” in Europa e nelle istituzioni democratiche europee…”,”TEOS-021-FFS”
“AGO Renata”,”La feudalità in età moderna.”,”Renata Ago (Torino, 1947) ha insegnato Storia moderna all’Università di Cagliari. Ha pubblicato tra l’altro ‘Carriere e clientele nella Roma barocca’ (1990).”,”STMED-003-FMDP”
“AGOSTI Aldo con Siegfried BAHNE Berhard BAYERLEIN Pierre BROUE’ Mauro CERUTTI Andrew DURGAN Friedrich FIRSOV Jan FOITZIK José GOTOVITCH Vicky GRAF Gerd-Rainer HORN Peter HUBER Jenny HUMBERT-DROZ Aleksander KAN Annie KRIEGEL Ursula LANGKAU-ALEX André LASSERRE Horst LAUSCHER Anne MORELLI Jurgen MOTHES Vera MUJBEGOVIC Claudio NATOLI Pelai PAGES Marc PERRENOUD Fritz N. PLATTEN T.R. RAVINDRANATHAN Brigitte STUDER Christiane TOPP Reiner TOSSTORF Alexander WATLIN, saggi di”,”Centenaire Jules Humbert-Droz. Colloque sur l’ Internationale communiste. Actes.”,”Lista degli autori (nel libro con Università di riferimento): Aldo AGOSTI, Siegfried BAHNE (U. Ruhr, Bochum), Berhard BAYERLEIN (Inst. Etudes Europeennes), Pierre BROUE’ (Grenoble), Mauro CERUTTI (Ginevra), Andrew DURGAN (Barcellona), Friedrich FIRSOV (Mosca), Jan FOITZIK (Mannheim), José GOTOVITCH (Bruxelles), Vicky GRAF (Fribourg), Gerd-Rainer HORN (Univ Francfort), Peter HUBER (Univ Geneve), Jenny HUMBERT-DROZ (La Chaux-de-Fonds), Aleksander KAN (Univ Uppsala), Annie KRIEGEL (Paris), Ursula LANGKAU-ALEX (IISG), André LASSERRE (Univ Lausanne), Horst LAUSCHER (Francfort), Anne MORELLI (Bruxelles), Jurgen MOTHES (Leipzig), Vera MUJBEGOVIC (Belgrado), Claudio NATOLI (Roma), Pelai PAGES (Barcellona), Marc PERRENOUD (Dictionnaire historique de la Suisse), Fritz N. PLATTEN (Archives sociales suisses, Zurich), T.R. RAVINDRANATHAN (Pittsurg), Brigitte STUDER (Lausanne), Christiane TOPP (Tubingen), Reiner TOSSTORF (Francfort), Alexander WATLIN (Institut pour la theorie et l’histoire du socialisme, Moscou).”,”INTT-020″
“AGOSTI Aldo”,”Le Internazionali operaie. La 1° Internazionale. La 2° Internazionale. La dissoluzione della 2° Internazionale. La 3° Internazionale comunista. Le Internazionali socialiste tra le due guerre.”,”Risoluzioni o indirizzi dei congressi di Ginevra (1866), Bruxelles (1868), Basilea (1869), Conferenza di Londra (1871) (1° Internazionale); Congresso di Parigi Rue Petrelle (1889) e Rue Lancry (1889), Bruxelles (1891), Zurigo (1893), Londra (1896), Parigi (1900), Amsterdam (1904), Stoccarda (1907), Basilea (1912) (2° Internazionale); Manifesto di Zimmerwald (1915), Conferenza di Kienthal (1916), Commissione socialista internazionale (1917); Manifesto 1° Congresso IC (1919), Tesi 2° Congresso IC (1920), 4° Congresso IC (1922), 5° Congresso IC (1925) ecc. Appendice: La 4° Internazionale Internazionali socialiste: Conferenza di Berna (1919), Conferenza di Vienna (1921), Internaz 2 e 1/2, Congresso Vienna (1931), Conferenza di Parigi (1933)”,”INTx-001″
“AGOSTI Aldo”,”L’evoluzione dell’ internazionalismo nel pensiero marxista e post-marxista.”,”Tema della rivista: Nazionalismo e internazionalismo negli anni 1980 E’ la voce ‘Internazionalismo’ redatta per la nuova edizione del ‘Dizionario di politica’ edito dalla Utet.”,”INTx-002″
“AGOSTI Aldo a cura di; contributi di F. CLAUDIN A. KRIEGEL R. PARIS E. RAGIONIERI M.L. SALVADORI P. SPRIANO L. VALIANI”,”Problemi di storia dell’ Internazionale Comunista.”,”Contributi di F. CLAUDIN, A. KRIEGEL, R. PARIS, E. RAGIONIERI, M.L. SALVADORI, P. SPRIANO, L. VALIANI.”,”INTT-031″
“AGOSTI Aldo”,”Stalin 1879-1953. Un protagonista degli anni che sconvolsero il mondo.”,”Aldo AGOSTI (Torre Pellice, 1943) è Prof ordinario di storia dei partiti politici nell’Univ di Torino. Autore di numerose pubblicazioni sul movimento operaio italiano e europeo e sulla Terza Internazionale.”,”STAS-018″
“AGOSTI Aldo a cura”,”I muscoli della storia. Militanti e organizzazioni operaie a Torino 1945 – 1955.”,”Saggi di Claudio DELLAVALLE (Alle origini di un sindacato che vuole fare politica: il Congresso unitario di CdL di Torino, 22-24 marzo 1947), Giuseppe BERTA (Un sindacato industriale all’ epoca del Piano del lavoro: la Fiom-Cgil di Torino), Adriano BALLONE (Il militante comunista torinese (1945-1955). Fabbrica, società, politica: una prima ricognizione), Ivano CANTERI (Comunicazione politica e autorappresentazione nel manifesto sindacale: il caso della Fiom torinese, 1945- 1955). In appendice: La federazione torinese del PCI e la Camera confederale del lavoro di Torino in cifre, a cura di Renata JODICE.”,”MITT-043″
“AGOSTI Aldo”,”Storia del Partito comunista italiano, 1921-991.”,”La denominazione Partito comunista d’ Italia risale al 1921. La denominazione cambiò in ‘Partito Comunista Italiano’ dopo lo scioglimento del Comintern (v. 1945). Aldo AGOSTI (Torino, 1943) insegna storia contemporanea all’ Univ di Torino.”,”PCIx-030″
“AGOSTI Aldo a cura; con la collaborazione di Claudio RABAGLINO; saggi di Stefania COLETTA Claudio NATOLI Mario GIOVANA Francesco Omodeo ZORINI Francesco BARBAGALLO Ugo SPAGNOLI Silvio PONS Marco GALEAZZI Aldo AGOSTI Giovanni GOZZINI Claudio REBAGLINO”,”La coerenza della ragione. Per una biografia politica di Umberto Terracini.”,”Aldo AGOSTI insegna Storia contemporanea all’ Università di Torino. Si è occupato soprattutto di storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale, pubblicando da ultimo ‘Togliatti’ nelle edizioni UTET (1996). Collabora a diverse riviste italiane e straniere ed è membro dalla fondazione della direzione della rivista ‘Passato e presente’.”,”PCIx-036″
“AGOSTI Aldo”,”Rodolfo Morandi. Il pensiero e l’ azione politica.”,”Aldo AGOSTI è nato a Torrepellice (Torino) nel 1943. Laureatosi nel 1967, è entrato prima come borsista e poi come ricercatore nella Fondazione L. Einaudi e, dal 1969, è collaboratore dell’ Istituto di Storia della Facoltà di magistero di Torino. Ha pubblicato saggi e documenti sull’esperienza del movimento operaio nel XX secolo negli ‘Annali della Fondazione Einaudi’ e in altre pubblicazioni. Ha fatto parte del gruppo redazionale torinese della rivista ‘Classe’.”,”ITAD-015″
“AGOSTI Aldo a cura; collaborazione di Luciano MARROCU, Claudio NATOLI, Leonardo RAPONE; comitato scientifico: Aldo AGOSTI Sandro BELLASSAI Bruno BONGIOVANNI Giorgio CAREDDA Leonardo CASALINO Carlo Felice CASULA Giovanni DE-LUNA Patrizia DOGLIANI Brunello MANTELLI Luciano MARROCU Giannarita MELE Claudio NATOLI Silvio PONS Leonardo RAPONE Maurizio RIDOLFI Massimo L. SALVADORI Ermanno TAVIANI Francesco TUCCARI; autori: AGOSTI ANTONETTI ARGENTIERI BARITONO BELLASSAI BENVENUTI BERTA BERTI BETTANIN BIGARAN BIZCARRONDO BOEV BONGIOVANNI BOURNENS BOURSIER CALLESEN CANOVI CAREDDA CARLI CARPINELLI CASALINO CASULA CATALUCCIO CAVAGLION CAVAZZA COLLOTTI COLLOTTI PISCHEL CONDO’ CORSINI DE-CLEMENTI CE-LUNA DENEKAMP DI-BIAGIO DOGLIANI EKDAHL ELORZA FARINHA FERRETTI FIORINO FORNARO FRANZINA FREIRE GALEAZZI GRAGLIA GROPPO GUDMUNDSSON GUERRA GUERRIERI GUIDA HALVORSEN JANKOVSKIJ JOST KUULI LIPERI LOCATELLI LUSSANA MANTELLI MARCUCCI MARROCU MARTINI MELE MINERBI MONINA MORBIDELLI MOROZZO DELLA ROCCA NATOLI NUNES OLIVA OLSSON PAGGI PANACCIONE PEPE PIVATO POLITO POLO PONS PRIVITERA RABY RAGOZZINO RANZATO RAPONE RENTOLA REVELLI RIDOLFI ROGHI ROMERO ROSADA SALVADORI M.L. SANTARELLI Lidia SAPELLI SASSOON SCAVINO SELVAGGINI SHAPELY EKOVKCH SKOUTELSKY SODDU STRANGA TANNER TAVIANI Ermanno TELO’ TIRATSOO TORTAROLO TRANFAGLIA TRINCIA TUCCARI VENZA WALLING ZINCONE Carolina”,”Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo.”,”Comitato scientifico: Aldo AGOSTI Sandro BELLASSAI Bruno BONGIOVANNI Giorgio CAREDDA Leonardo CASALINO Carlo Felice CASULA Giovanni DE-LUNA Patrizia DOGLIANI Brunello MANTELLI Luciano MARROCU Giannarita MELE Claudio NATOLI Silvio PONS Leonardo RAPONE Maurizio RIDOLFI Massimo L. SALVADORI Ermanno TAVIANI Francesco TUCCARI autori: AGOSTI ANTONETTI ARGENTIERI BARITONO BELLASSAI BENVENUTI BERTA BERTI BETTANIN BIGARAN BIZCARRONDO BOEV BONGIOVANNI BOURNENS BOURSIER CALLESEN CANOVI CAREDDA CARLI CARPINELLI CASALINO CASULA CATALUCCIO CAVAGLION CAVAZZA COLLOTTI COLLOTTI PISCHEL CONDO’ CORSINI DE-CLEMENTI CE-LUNA DENEKAMP DI-BIAGIO DOGLIANI EKDAHL ELORZA FARINHA FERRETTI FIORINO FORNARO FRANZINA FREIRE GALEAZZI GRAGLIA GROPPO GUDMUNDSSON GUERRA GUERRIERI GUIDA HALVORSEN JANKOVSKIJ JOST KUULI LIPERI LOCATELLI LUSSANA MANTELLI MARCUCCI MARROCU MARTINI MELE MINERBI MONINA MORBIDELLI MOROZZO DELLA ROCCA NATOLI NUNES OLIVA OLSSON PAGGI PANACCIONE PEPE PIVATO POLITO POLO PONS PRIVITERA RABY RAGOZZINO RANZATO RAPONE RENTOLA REVELLI RIDOLFI ROGHI ROMERO ROSADA SALVADORI M.L. SANTARELLI Lidia SAPELLI SASSOON SCAVINO SELVAGGINI SHAPELY EKOVKCH SKOUTELSKY SODDU STRANGA TANNER TAVIANI Ermanno TELO’ TIRATSOO TORTAROLO TRANFAGLIA TRINCIA TUCCARI VENZA WALLING ZINCONE Carolina”,”MEOx-030″
“AGOSTI Aldo BRAVO Gian Mario a cura; saggi di Patrizia AUDENINO Pier Paolo BELLOMI Sergio SOAVE Mariangiola REINERI Giancarlo BERGAMI Franco LIVORSI Pier Giorgio ZUNINO Aurelia CAMPARINI Guido BARBERIS Giorgina LEVI”,”Storia del movimento operaio del socialismo e delle lotte sociali in Piemonte. Volume secondo. L’ età giolittiana, la guerra e il dopoguerra.”,”Saggi di Patrizia AUDENINO Pier Paolo BELLOMI Sergio SOAVE Mariangiola REINERI Giancarlo BERGAMI Franco LIVORSI Pier Giorgio ZUNINO Aurelia CAMPARINI Guido BARBERIS Giorgina LEVI. Populismo cattolico. “”Ciò presuppone un intervento verticale dall’ alto verso il basso, da chi ha a chi non ha, in una strategia funzionale alla conservazione del potere, sia esso solo economico o, come in questo caso, economico-religioso. E l’ intervento sociale dei cattolici ha le sue radici proprio in questa matrice culturale e si esprime ancor più compiutamente nella società rurale: ‘Il populismo cattolico vede nella società rurale, soprattutto nella piccola proprietà contadina, nell’ azienda familiare raccolta attorno a un nucleo di economia domestica, l’ habitat ideale dei comportamenti morali, registrati dalla Chiesa, come organizzazione primaria ed elementare della società civile. Quindi il ruralismo, a livello di motivazioni e intenzioni, è uno dei supporti più importanti dell’ idea stessa dell’ autonomia cattolica’. (1)””. (pag 240) (1) S. Lanaro, Populismo cattolico e accumulazione capitalista, in La politica dell’ ideologia, a cura di G. Guizzardi, Padova, 1978, pag 45″,”MITT-159″
“AGOSTI Aldo”,”Rodolfo Morandi. Il pensiero e l’ azione politica.”,”AGOSTI Aldo è nato a Torrepellice (Torino) nel 1943. Lauratosi nel 1967 è entrato come borsista e poi come ricercatore nella Fondazione Einaudi e dal 1969 è collaboratore dell’ Istituto di Storia della Facoltà di Magistero di Torino. Ha pubblicato saggi e documenti sull’ esperienza politica e ideale del movimento operaio nel X secolo negli “”Annali della Fondazione Einaudi”” e in altre pubblicazioni . Fa parte del gruppo redazionale torinese della rivista “”Classe””. “”Con la mozione del 15 luglio, commentava pochi giorni dopo Pietro Nenni sul “”Nuovo Avanti!””, si apriva nella storia del Psi una nuova fase: dalla libertà di movimento riacquistata con lo scioglimento del patto concentrazionista e degli accordi con “”Giustizia e Libertà”” il partito traeva indubbiamente “”rinvigorimento di quadri, maggior peso politico ed efficienza organizzativa””, mentre il successivo Patto di unità d’ azione con il Pci (siglato il 17 agosto 1934) suscitava uno slancio negli anni difficili dell’ emigrazione. Identificato a lungo come il principale responsabile della sconfitta del 1922, a lungo disertato per questo motivo dalle giovani e combattive leve dell’ antifascismo, assente quasi del tutto dai ripetuti conati di lotta in Italia, il Partito socialista riesce a ricuperare nel 1934, almeno a livello di élites intellettuali, parte del terreno perduto: confluiscono nelle sue file numerosi dissidenti comunisti su posizioni trotskiste, come Santini (Paolo Ravazzoli) e Blasco (Pietro Tresso), giovani che si ritraevano sfiduciati da GL, come Nicola Chiaromonte e Renzo Giua, gruppi diversi di orientamento genericamente marxista, insofferenti della rigida disciplina burocratica del Pci e attratti dall’ impostazione classista del Psi, apparentemente più intransigente di quella comunista. Nascita e ragioni ideali del Centro interno. In questo contesto deve essere inquadrata la costituzione di un centro ufficiale del movimento socialista in Italia, in collegamento con l’ estero e con i vari gruppi clandestini operanti in Italia. Il Centro interno, come si chiamerà ufficialmente soltanto qualche tempo dopo, nasce di fatto a Milano nell’ estate del 1934, in una piccola riunione clandestina tenutasi in via Telesio, alla quale partecipano quasi tutti gli “”elementi rivoluzionari”” che avevano contribuito al fallimento del tentativo collaborazionista legato al nome di Caldara (Basso, L. Luzzatto, Morandi, Albasini, Maffi) e alcuni vecchi organizzatori e sindacalisti, come Viotto e Recalcati (…)””. (pag 229-230)”,”BIOx-220″
“AGOSTI Aldo BRAVO Gian Mario a cura; saggi di Aldo AGOSTI Sergio SOAVE Paola BRESSO Mirella LARIZZA LOLLI Simona LUNADEI Claudio DELLAVALLE Claudio POGLIANO Giulio SAPELLI Luisa PASSERINI”,”Storia del movimento operaio del socialismo e delle lotte sociali in Piemonte. Volume terzo. Gli anni del fascismo, l’ antifascismo e la resistenza.”,”Saggi di Aldo AGOSTI Sergio SOAVE Paola BRESSO Mirella LARIZZA LOLLI Simona LUNADEI Claudio DELLAVALLE Claudio POGLIANO Giulio SAPELLI Luisa PASSERINI. Distacco della Chiesa dal fascismo. “”Dal 1938 cominciarono a manifestarsi da parte dei cattolici i primi segni di distacco dal regime, che a Torino provocarono reazioni dei fascisti. Proprio in quest’anno nella diocesi torinese si arrivò alla costituzione di una “”sezione lavoratori”” dell’ Ac (decisa già nel ’36). Ma solo dopo l’ ingresso dell’ Italia in guerra si ebbe una ripresa abbastanza sistematica delle attività sociali cattoliche e di organizzazione fra le masse dei lavoratori. Fra il 1941 e il 1942 la stampa cattolica ricominciò a dedicare spazio ai temi sociali e a Torino fu organizzato dal consiglio diocesano degli uomini cattolici un corso di sociologia cristiana, affidato a Marconcini. Dal 1942 sorsero semi-clandestinamente in Piemonte “”raggi d’ officina”” fra gli iscritti all’ Ac nei medesimi luoghi di lavoro, per mettere in collegamento i lavoratori cattolici dei principali complessi industriali. I legami con le masse operaie furono ripresi anche attraverso l’ Onarmo (Opera nazionale assistenza religiosa e morale agli operai), attraverso l’ introduzione di cappellani del lavoro nelle fabbriche torinesi e attraverso le conferenze di San Vincenzo aziendali. Parallelamente al maturare del distacco dal regime, le cui sorti apparivano sempre più compromesse, si ricostituì dunque anche in Piemonte un movimento cattolico articolato, pronto a inserirsi nella Resistenza e a garantire alla Chiesa la ripresa del controllo ‘dal basso’ sulla società””. (pag 224)”,”MITT-172″
“AGOSTI Aldo BRAVO Gian Mario a cura; saggi di Aldo AGOSTI Gian Mario BRAVO Claudio DELLAVALLE Renata YEDID JODICE Giuseppe BERTA Pasquale ARMOCIDA Oddino BO Lucio LIBERTINI Renzo GIANOTTI Aurelia CAMPARINI Mario GRANDINETTI Giuseppe MAGLIANO Giorgina LEVI Lia CORINALDI”,”Storia del movimento operaio del socialismo e delle lotte sociali in Piemonte. Volume quarto. Dalla ricostruzione ai giorni nostri.”,”Saggi di Aldo AGOSTI Gian Mario BRAVO Claudio DELLAVALLE Renata YEDID JODICE Giuseppe BERTA Pasquale ARMOCIDA Oddino BO Lucio LIBERTINI Renzo GIANOTTI Aurelia CAMPARINI Mario GRANDINETTI Giuseppe MAGLIANO Giorgina LEVI Lia CORINALDI. “”Il primo problema che conviene affrontare è di periodizzazione e riguarda il significato da attribuire a un evento da tutti considerato come una spartiacque decisivo nella storia del movimento sindacale del decennio 1950-60: la bruciante sconfitta subita dalla FIOM-CGIL alla FIAT nelle elezioni per il rinnovo delle commissioni interne del marzo 1955.”” (pag 124)”,”MITT-173″
“AGOSTI Aldo ANDREASI Anna Maria BRAVO Gian Mario MARUCCO Dora NEJROTTI Mariella”,”Il movimento sindacale in Italia. Rassegna di studi (1945-1969).”,”””Gaetano Salvemini, già alla fine del 1935, aveva messo in luce l’ importanza di quella che stimava la creazione fascista più originale: il passaggio dal sindacato di classe allo Stato corporativo, che egli riteneva essere per il fascismo non unicamente una “”misura difensiva”” contro il bolscevismo internazionale, ma soprattutto un sistema “”destinato non solo a sostituire le viete istituzioni democratiche in Italia, ma a che a condurre il mondo intero verso una più alta forma di civiltà””; il discorso del Salvemini, benché venato di passione politica, non era affatto ironico: egli individuava nel fascismo l’ affermarsi delle forze ostili alla classe operaia (…).”” (pag 63-64) “”La concezione dello Stato corporativo fu sicuramente innovatrice nei confronti della prassi sindacale tradizionale: e conseguentemente fu abbondante, negli anni del regime, la letteratura sui sindacati fascisti e ancor più sulle corporazioni. Basti pensare che, in una sua bibliografia edita nel 1942, il Gradilone, già allora studioso di storia sociale, poteva presentare circa 1.100 pagine di richiami bibliografici in merito, mentre erano numerosi i tentativi di sintesi (…)””. (pag 64)”,”MITT-175″
“AGOSTI Aldo ARRU Angiolina BENVENUTI Nicola BOFFA Giuseppe BRAVO Gian Mario CERUTTI Furio COLLOTTI Enzo DE-GERLONI Beatrice DELLA-PERUTA Franco HOBSBAWM Eric John MARTINELLI Renzo MONTELEONE Renato MUGNAI Massimo NAPOLEONI Claudio SALVADORI Massimo L. SELLINO Elio SPINELLA Mario ZANARDO Aldo”,”Marx e i marxismi. Mostra per il centenario della morte di Karl Marx a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.”,”Testi di AGOSTI Aldo ARRU Angiolina BENVENUTI Nicola BOFFA Giuseppe BRAVO Gian Mario CERUTTI Furio COLLOTTI Enzo DE-GERLONI Beatrice DELLA-PERUTA Franco HOBSBAWM Eric John MARTINELLI Renzo MONTELEONE Renato MUGNAI Massimo NAPOLEONI Claudio SALVADORI Massimo L. SELLINO Elio SPINELLA Mario ZANARDO Aldo. Nel Comitato scientifico della Mostra: AGOSTI ANDREAS ANDREUCCI ARFE’ AVINERI AYMARD BADALONI BERLIN V. BLUM BRAVO CARACCIOLO CLAUDIN COLLETTI COLLOTTI DAMJANOVIC A. DAVIES DELLA-PERUTA DAVIDSON DIAZ DROZ ELORZA FAUVEL-ROUIF FIRPO FETSCHER FRANCIS GALASSO GALLISSOT GAREGNANI GARIN GIARRIZZO HOBSBAWM LANG REIN-VAN-DER-LEEUW LUPORINI MANACORDA MATTEUCCI MCLELLAN MONTELEONE NAPOLEONI NECK OKSANEN PELGER PINKUS PLANES PROCACCI REBERIOUX RIOSA ROBINSON RUBEL RUSCONI SALVADORI SALVATI SANDOVAL SAPELLI SCHERRER-MARTIN SCHIAVONE SELLINO SHAOZHI SPINETTA SPINI SPRIANO STEINBERG STEINER STRADA STRBAC SUAREZ-GAONA SWEEZY VALIANI VECA VIGEZZI VILLANI VIVANTI VRANICKI WALDENBERG WESSMAN I. WAGNER ZANARDO ZANNINO ZANGHERI ZISKA Comitato esecutivo: AGOSTI Nicola BENVENUTI BRAVO COLLOTTI DELLA-PERUTA MONTELEONE PROCACCI M.L. SALVADORI SELLINO Coordinatori della mostra: Nicola BENVENUTI Elio SELLINO Contiene sull’ Italia: Marx e l’ Italia (di F. DELLA-PERUTA), La tradizione del marxismo in Italia: Labriola e Gramsci’ di Renzo MARTINELLI, Marx nelle biblioteche italiane’ di Elio SELLINO, Karl Marx: interpretazioni italiane. Bibliografia’ di Beatrice DE-GERLONI Citaz pag 115 (di BRAVO) “”La Comune di Parigi impegnerà totalmente l’ attenzione di Marx durante il 1871. Egli viene incaricato infatti dal Consiglio generale di scrivere un documento da indirizzare a tutti i membri dell’ Associazione internazionale, sugli avvenimenti parigini. Marx raccoglie materiali dai giornali, dalle corrispondenze e scrive due “”abbozzi””: appunti e riflessioni su cui baserà il definitivo documento ufficiale La Guerra civile in Francia, discusso nella seduta del Consiglio generale il 30 maggio, e pubblicato subito dopo in lingua inglese. Rimarrà per molto tempo l’unico testo di Marx sulla Comune: resteranno infatti a lungo inediti i primi due schemi che verranno pubblicati solo nel 1934. Marx segue nei suoi appunti gli avvenimenti giorno per giorno attento alle prime decisioni dei comunardi, sottolineando più volte il carattere politico della rivoluzione. “”La Comune è il popoloche si amministra da solo e per se stesso…E’ la forma politica dell’ emancipazione sociale, la liberazione del lavoro””. Scrive anche un bilancio della storia operaia recente, precisando i rapporti tra l’ utopismo e la lotta operaia moderna. “”Gli scopi finali indicati dagli Utopisti””, dice nel primo “”abbozzo””, “”sono anche gli scopi della rivoluzione parigina e dell’ Internazionale. Solo i mezzi sono diversi, e le condizioni reali del movimento non sono più avvolte in favole utopiche””.”” (pag 128-129, Angiolina Arru, Marx e la Prima Internazionale)”,”MADS-382″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. I. 1919-1923. I.”,”””Considerate la Germania e l’attività di Liebknecht. Il compagno scomparso era un modello di rivoluzionario: ebbene, c’era qualcosa di antirivoluzionario nel fatto che egli dalla tribuna della maledetta dieta prussiana chiamasse i soldati a sollevarsi contro di essa? Al contrario. Anche in questo caso vediamo tutta l’ ammissibilità e l’utilità di un atteggiamento del genere. Se Liebknecht non fosse stato deputato, non avrebbe mai potuto compiere un simile gesto: i suoi discorsi non avrebbero mai avuto una simile eco. Anche l’ esempio dell’ opera dei comunisti svedesi in parlamento ci convince di questa tesi. In Svezia il compagno Höglund ha svolto e svolge lo stesso ruolo di Liebknecht in Germania. Servendosi della sua posizione di deputato contribuisce a porre fine al sistema parlamentare borghese; in Svezia nessuno come il nostro amico ha fatto tanto per la causa della rivoluzione e della lotta contro la guerra. Osserviamo la stessa cosa in Bulgaria. I comunisti bulgari si sono serviti con successo della tribuna parlamentare a scopi rivoluzionari. Alle ultime elezioni hanno ottenuto 47 seggi. I compagni Blagoev, Kirkov, Kolarov e altri capi del partito comunista sanno sfruttare la tribuna del parlamento per servire la causa della rivoluzione proletaria. Un tale “”lavoro parlamentare”” richiede una particolare audacia e un particolare spirito rivoluzionario; i compagni che lo svolgono occupano un posto molto pericoloso; essi collocano mine nel campo nemico; vanno in parlamento per prendere nelle proprie mani questa macchina, per aiutare le masse dietro le mura del parlamento a farlo saltare in aria.”” (pag 138, Il parlamentarismo e la lotta per i soviet. Circolare del Comitato esecutivo dell’ Internazionale comunista, 1° settembre 1919)”,”INTT-220″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. I. 1919-1923. II.”,”Questione opposizione operaia in Russia. “”La Nuova politica economica (NEP), con le sue concessioni inevitabili al capitalismo, ai piccoli e ai medi contadini, racchiude il pericolo di un’ aumento dell’ influenza piccolo-borghese nel partito e negli organi di governo. Le spiegazioni fornite alla Commissione dai rappresentanti del gruppo dell’ “”Opposizione operaia”” guidato da Sljapnikov e Kollontaj, nonché dai rappresentanti del Congresso centrale del RKP(b) hanno dimostrato che il centro dirigente del RKP(b) si è sempre reso conto di questi pericoli, così come di quelli della burocrazia, che li ha combattuti con decisione e che continua a combatterli in condizioni obiettiva di inaudita difficoltà””. (pag 558, Risoluzione del I Plenum sul ricorso dei 22 membri dell’ “”Opposizione operaia”” russa, 4 marzo 1922)”,”INTT-221″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. II. 1924-1928. I.”,”Fondo Pegoraro “”Fronte unico dal basso. Rifiutando le trattative con i massimi esponenti del movimento riformista sindacale e con i capi della socialdemocrazia, all’ atto pratico alleati della borghesia e del fascismo, i comunisti devono imarare ad attuare nei sindacati il fronte unico dal basso, serrando le file del proletariato sindacalmente organizzato e di quello non ancora organizzato sulal base della lotta quotidiana, nonché attirando nella lotta quotidiana quegli strati della classe lavoratrice che non si sono ancora del tutto staccati dalla socialdemocrazia””. (pag 46, Lettera del Comitato esecutivo al congresso di Francoforte del KPD sulla questione sindacale (24 marzo 1924))”,”INTT-222″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. II. 1924-1928. II.”,”Risoluzione del Presidium sull’ espulsione di Trotsky e Vujovic dall’ IKKI (27 settembre 1927) pag 822 “”L’ Unione sovietica e la Cina sono i punti nodali della guerra. 5. Tutti i contrasti tra gli Stati capitalistici passano però in second’ordine di fronte al contrasto fondamentale che divide il mondo intero in due campi: da una parte l’ Unione Sovietica e la Cina rivoluzionaria, dall’ altra tutto il mondo capitalistico. Cina e Unione Sovietica sono dunque i nodi dell’ intera situazione internazionale. Sopra di esse si addensano più minacciose le nubi della guerra. La Cina e l’ Unione Sovietica, che insieme occupano la maggior parte dell’ Asia e una metà dell’ Europa, con le loro risorse economiche non ancora sfruttate, con centinaia di milioni di abitanti, sono due inesauribili minieri di materie prime e due immensi mercati. La lotta per conquistare questi due immensi mercati è per il capitale internazionale una questione di vita o di morte. Tale lotta durerà finché il proletariato mondiale porrà fine all’ egemonia della borghesia internazionale.”” (pag 723, Tesi dell’ VIII Plenum sulla guerra e sul pericolo di guerra, 29 maggio 1927)”,”INTT-223″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. III. 1928-1943. I.”,”IKKI Comitato esecutivo dell’ Internazionale Comunista Rapporto tra le cellule di fabbrica e quelle territoriali. “”Il lavoro della cellule di fabbrica è svolto molto male e spesso non è affatto collegato con il complesso del lavoro di partito per la scarsa attenzione che si presta nelle istanze direttive del partito nei riguardi del lavoro di cellula. Per cambiare questo stato di cose relativo alle cellule di fabbrica, per trasformarle effettivamente in organizzazioni fondamentali del partito comunista, bisogna eliminare tutte queste manchevolezze. In primo luogo occorre cambiare la posizione delle cellule di fabbrica nel sistema del lavoro di partito. Attualmente le cellule di fabbrica annoper lo più nel sistema di lavoro di partito una funzione di questo tipo: tutte le grandi campagne politiche condotte dal partito vengono abitualmente condotte con una scarsa partecipazione delle cellule di fabbrica, o addirittura senza la partecipazione di queste. Le forme consuete delle campagne politiche del partito comunista ricalcano i vecchi metodi derivati dai partiti socialdemocratici, ripetutamente condannati dall’ Internazionale comunista: agitazione generale, assemblee popolari, con gli iscritti che partecipano alla campagna nel luogo di residenza, ma non sul posto di lavoro, mentre le principali forze motrici restano come sempre la stampa centrale di partito e gli agitatori designati dalla centrale del partito. (…)””. (pag 250, Lettera della sezione organizzativa del Comitato esecutivo sul lavoro delle cellule di fabbrica, dicembre 1930)”,”INTT-224″
“AGOSTI Aldo ARRU Angiolina BENVENUTI Nicola BOFFA Giuseppe BRAVO Gian Mario CERUTTI Furio COLLOTTI Enzo DE-GERLONI Beatrice DELLA-PERUTA Franco HOBSBAWM Eric John MARTINELLI Renzo MONTELEONE Renato MUGNAI Massimo NAPOLEONI Claudio SALVADORI Massimo L. SELLINO Elio SPINELLA Mario ZANARDO Aldo”,”Marx e i marxismi. Mostra per il centenario della morte di Karl Marx a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.”,”Testi di AGOSTI Aldo ARRU Angiolina BENVENUTI Nicola BOFFA Giuseppe BRAVO Gian Mario CERUTTI Furio COLLOTTI Enzo DE-GERLONI Beatrice DELLA-PERUTA Franco HOBSBAWM Eric John MARTINELLI Renzo MONTELEONE Renato MUGNAI Massimo NAPOLEONI Claudio SALVADORI Massimo L. SELLINO Elio SPINELLA Mario ZANARDO Aldo. “”Anzi, dice Marx operando l’ abituale ribaltamento di Hegel, “”non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza””.”” (pag 113) Marx, Hegel e lo Stato. “”Chiarisce Marx nella Critica della filosofia hegeliana (Opere, III): ‘Egli (Hegel) ha presupposto la ‘separazione’ della società civile dallo Stato politico (uno stato di cose moderno) e l’ ha sviluppata come ‘movimento necessario all’ idea’, come assoluta verità razionale. Ha rappresentato lo Stato politico nella sua ‘moderna’ forma della ‘separazione’ dei diversi poteri. Ha dato al reale e ‘agente’ Stato la burocrazia come corpo e ha sopraordinato questa, come spirito che sa, al materialismo della società civile. Ha opposto l’ universale in sé e per sé dello Stato al particolare interesse e al bisogno della società civile. In una parola, egli espone dovunque il conflitto di società civile e Stato.’ Ma, rivela ancora Marx, è indubbio che Hegel “”scambia lo Stato come l’ insieme dell’ esistenza di un popolo con lo Stato politico””.”” (pag 112-113) Nel Comitato scientifico della Mostra: AGOSTI ANDREAS ANDREUCCI ARFE’ AVINERI AYMARD BADALONI BERLIN V. BLUM BRAVO CARACCIOLO CLAUDIN COLLETTI COLLOTTI DAMJANOVIC A. DAVIES DELLA-PERUTA DAVIDSON DIAZ DROZ ELORZA FAUVEL-ROUIF FIRPO FETSCHER FRANCIS GALASSO GALLISSOT GAREGNANI GARIN GIARRIZZO HOBSBAWM LANG REIN-VAN-DER-LEEUW LUPORINI MANACORDA MATTEUCCI MCLELLAN MONTELEONE NAPOLEONI NECK OKSANEN PELGER PINKUS PLANES PROCACCI REBERIOUX RIOSA ROBINSON RUBEL RUSCONI SALVADORI SALVATI SANDOVAL SAPELLI SCHERRER-MARTIN SCHIAVONE SELLINO SHAOZHI SPINETTA SPINI SPRIANO STEINBERG STEINER STRADA STRBAC SUAREZ-GAONA SWEEZY VALIANI VECA VIGEZZI VILLANI VIVANTI VRANICKI WALDENBERG WESSMAN I. WAGNER ZANARDO ZANNINO ZANGHERI ZISKA Comitato esecutivo: AGOSTI Nicola BENVENUTI BRAVO COLLOTTI DELLA-PERUTA MONTELEONE PROCACCI M.L. SALVADORI SELLINO Coordinatori della mostra: Nicola BENVENUTI Elio SELLINO Contiene sull’ Italia: Marx e l’ Italia (di F. DELLA-PERUTA), La tradizione del marxismo in Italia: Labriola e Gramsci’ di Renzo MARTINELLI, Marx nelle biblioteche italiane’ di Elio SELLINO, Karl Marx: interpretazioni italiane. Bibliografia’ di Beatrice DE-GERLONI Citaz pag 115 (di BRAVO)”,”MAES-067″
“AGOSTI Paola REVELLI Marco a cura”,”Bobbio e il suo mondo.”,”Lettera di Bobbio a Mussolini.”,”BIOx-175″
“AGOSTI Aldo BRAVO Gian Mario a cura; saggi di Aldo AGOSTI Gian Mario BRAVO Ester DE-FORT Ada LONNI Daniela MALDINI Nicola LISANTI Mariella NEJROTTI Giuseppe BERTA Mario GRANDINETTI Claudio POGLIANO”,”Storia del movimento operaio del socialismo e delle lotte sociali in Piemonte. Volume primo. Dall’età preindustriale alla fine dell’Ottocento.”,”Saggi di Aldo AGOSTI Gian Mario BRAVO Ester DE-FORT Ada LONNI Daniela MALDINI Nicola LISANTI Mariella NEJROTTI Giuseppe BERTA Mario GRANDINETTI Claudio POGLIANO Contiene il saggio di Gian Mario BRAVO, ‘La prima conoscenza di Marx ed Engels in Piemonte dalla metà dell’Ottocento al 1883’. (pag 447-477). Nel saggio c’è il paragrafo: ‘La stampa torinese e la morte di Marx'”,”MITT-187″
“AGOSTI Aldo”,”Palmiro Togliatti.”,”AGOSTI Aldo è nato nel 1943 a Torre Pellice. E’ professore di diritto ordinario di storia contemporanea all’Università di Torino.”,”PCIx-288″
“AGOSTI Aldo a cura, in collaborazione con Marina LITRI”,”Togliatti negli anni del Comintern (1926-1943). Documenti inediti dagli archivi russi.”,”AGOSTI Aldo a cura Sull’esclusione di Zinoviev dai lavori del Comintern (1927). “”Le camarade Trotsky dit encore: Après cette décision, le camarade Zinoviev a parlé devant l’Exécutif élargi de décembre et personne n’a protesté. Il faut rappeler comment les choses se sont passées. Après la décision de libérer Zinovev de ses functions, étant donné qu’il se posait devant l’Exécutif élargi une question d’une importance très grande pour toute l’Internationale et dans laquelle le camarade Zinoviev jouait un grand rôle, à savoir la question de son attitute dans les problèmes de la politique du Parti communiste de l’Union Soviétiste, il a jugé nécessaire de demander au CC de son parti de venir défendre son point de vue devant la plus haute instance de l’IC. La décision du BP du parti de US a été de le laisser libre d’intervenir aux séances du Plenum élargi. Il n’y a donc aucune contradiction entre le fait que Zinoviev a parlé devant l’Elargi et le fait qu’il avait été libéré de ses fonctions. Il s’agissait dans le premier cas d’un camarade qui avait demandé à venir aux séances du Plenum et que son CC avait autorisé à le faire. Encore un autre argument. Dans la situation qui existait alors, nous-mêmes nous pensions, comme les camarades dirigeants du parti russe qu’il était bien que le camarade Zinoviev vient devant nous, nous exposer et défendre son point de vu. Mais aujourd’hui la situation est complètement differente. Il y a de nouveaux faits qui exigent que nous nous opposions à la demande du camarade Zinoviev aussi s’il pose la question comme il l’a posée en décembre de l’année passée, c’est-à-dire comme membre du parti russe qui demande au CC de [venir] défendre devant l’IC son point de vue. L’attitute que le camarade Zinoviev a tenu depuis le mois de décembre et autant dans les derniers temps envers son parti, envers le Comité central de son parti, est telle que nous devons repousser toute demande qu’il nous vienne de sa part d’assister et prendre part à nos travaux””. (pag 55-56)”,”PCIx-292″
“AGOSTI Aldo”,”Le correnti costitutive del movimento comunista internazionale.”,”””Di tutti i partiti comunisti già sorti nel 1918 il più importante nel disegno strategico dei bolscevichi era certamente quello tedesco, costituitosi ufficialmente proprio negli ultimi giorni dell’anno. Anche in esso confluivano gruppi diversi ed eterogenei (8). A differenza che in Austria, il nucleo centrale del processo di aggregazione organizzativa era rappresentato nella Kpd da una frangia numericamente ristretta ma politicamente significativa della sinistra radicale della socialdemocrazia: lo Spartakusbund non apportava al nuovo partito soltanto il prestigio intellettuale legato all’elaborazione teorica di Rosa Luxemburg, di Franz Mehring o di Clara Zetkin, ma anche un’ossatura organizzativa articolata su scala nazionale, forte in alcune zone di una consistente base operaia. Per quanto si fossero spesso manifestate divergenze fra spartachisti e bolscevichi (sul rapporto fra partito e classe, sulla questione nazionale, sulla questione agraria), il campo del dissidio sembrava ormai ristretto da tempo a valutazioni tattiche e organizzative: la decisione dello Spartakusbund di troncare ogni legame organizzativo con la Uspd pareva anzi rimuovere il più importante elemento residuo di differenziazione. La diversità di opinione circa i tempi di formazione della III Internazionale appariva oggettivamente un elemento secondario nel quadro di una solidarietà di fondo pressoché totale e di una completa comunanza di vedute quanto alla prospettiva strategica (l’attualità della rivoluzione) e al progetto di società futura (la democrazia dei consigli) (9): che così fosse, del resto, appare chiaro dall’insistenza con cui Lenin, come si è visto, rivendicava l’assunzione del programma spartachista come parte costitutiva della piattaforma programmatica della nuova Internazionale. Ma l’egemonia degli spartachisti nella Kpd, come fu dimostrato dall’andamento dello stesso congresso costitutivo, era tutt’altro che indiscussa. Sotto l’etichetta organizzativa dei “”comunisti internazionalisti”” (Ikd) si raggruppavano numerose tendenze di estrema sinistra: il gruppo che si era raccolto intorno alla rivista “”Arbeiterpolitik””, in cui aveva svolto un ruolo importante Anton Pannekoek, ciè che restava del circolo di intellettuali che facevano riferimento a un’altra rivista della sinistra rivoluzionaria “”Lichtstrahlen””, la corrente “”unionista”” di Amburgo che, sotto l’influenza di un ex militante del sindacato americano Industrial Workers of the World (IWW), Fritz Wolfheim, rivendicava la fine della separazione tradizionale e della divisione del lavoro fra partito e sindacato. (…) Per quanto il loro atteggiamento di fronte alla guerra imperialista e la loro decisione di rivendicare fin dal 1915-16 una irreversibile separazione organizzativa dalla socialdemocrazia li aveva resi per molto tempo più vicini a Lenin degli stessi spartachisti, gli Ikd si riconoscevano in un patrimonio teorico assai diverso da quello del bolscevismo ed erano, nella maggior parte dei casi, destinati ad allontanarsene sempre di più”” (pag 337-338) [Aldo Agosti, ‘Le correnti costitutive del movimento comunista internazionale’] [(in) ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale. I Dalla rivoluzione d’Ottobre alla crisi del ’29’, Torino, 1980] [(8) Cfr. P. Broué, ‘Rivoluzione in Germania (1917-1923)’, Torino, 1977; (9) Si veda l’analisi di G. Badia, ‘Rosa Luxemburg e la III Internazionale’, in “”Problemi del socialismo””, 1971, n. I]”,”INTT-292″
“AGOSTI Aldo”,”Il mondo della III Internazionale: gli “”stati maggiori””.”,”””Angelo Tasca, che fece parte del Segretariato dal settembre 1928 al gennaio 1929 ha lasciato un quadro del Segreteria che, per quanto tracciato “”a caldo”” nel pieno di una grave crisi, sembra adattarsi abbastanza bene all’interno decennio qui considerato: “”Nella nostra letteratura ritorna spesso l’espressione di «stato maggiore della rivoluzione». Il centro dell’Ic è lontanissimo dal meritare una simile definizione. Per la sua composizione e pel modo come funziona esso non ha ‘nulla di comune’ con un vero centro dirigente internazionale. La quasi totalità di quanti vi partecipano si determinano secondo i motivi più diversi da cui esula, come fattore determinante, la preoccupazione degli interessi generali del nostro movimento. V’è un gruppo di elementi ‘routiniers’ che hanno l’orecchio teso a quanto si decide «di là» e «marciano»: Béla Kun, Kolarov, Smeral, Kuusinen… Poi v’è il gruppo dei provinciali il cui motto è: lasciateci in pace nel nostro paese e quanto al resto fate come vi pare (Bell, Strakov, Barbé)… La rassegna potrebbe continuare, ma non ne val la pena. Il Segretariato politico è una banda raccogliticcia, tenuta insieme da ragioni le più varie, e organicamente incapace di fare un lavoro politico qualificato. Il giudizio potrà parervi esagerato, ma non lo è (14).”” (pag 400-401) [(14) Lettera di Tasca del 5 dicembre 1928 alla Segreteria del partito comunista italiano, in “”Annali dell’Istituto G.G. Feltrinelli””, VIII, 1966, p., 576] Tra le note viene citato il saggio (sul Pcf e l’Internazionale) di S. Wolikow, ‘Le Pcf et l’Internationale communiste’ apparso in ‘Cahiers d’histoire de l’Institut Maurice Thorez’, 1978, nn. 25, 26, 27. Contributo sulla storia dell’IC definito il più stimolante da Aldo Agosti. Dal sito http://www.theses.fr/1990PA080523 : Le Parti communiste français et l’Internationale communiste (1925-1933) par Serge Wolikow Thèse de doctorat en Lettres Sous la direction de Claude Willard. Soutenue en 1990 à Paris 8 . Description en français Description en anglais mots clés mots clés Parti communiste français — Histoire France — Histoire navale — 1789-1815 Historiographie marxiste Résumé Le travail entrepris, centre sur le PCF, se déploie sue les deux plans, national et international, politique et syndical, puisque l’étude de l’Internationale communiste va de pair avec celle du syndicalisme rouge. La chronologie événementielle courte est combinée avec l’obervation des évolutions sur le moyen terme. Les années vingt éclairent la situation du PCF dans les années trente. En 1933-34, le mouvement communiste retrouve des pratiques et des réflexions déjà constituées en 1926-27, puis éclipsées. La stratégie et l’activité communistes, insérées dans la société française mais partie prenante de l’Internationale communiste, sont au centre de la thèse. L’importance, méconnue, de la période 1926-27 est mise en valeur. L’élaboration et les conséquences de l’orientation classe contre classe sont étudiées dans leurs dimensions idéologiques et pratiques. Sont également examinés les modes d’organisation et de fonctionnement du PCF et de l’IC durant cette période. Une part importante est réservée aux analyses et aux théorisations économiques et politiques communistes. Enfin les activités des directions du PCF et de la CGTU sont étudiées, avec leurs imbrications, jusqu’en 1934.”,”INTT-293″
“AGOSTI Aldo”,”Storia del Partito comunista italiano.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”PCIx-014-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La storiografia della Terza Internazionale.”,”””In questa sede non è possibile far altro che presentare un rapido panorama di questi contributi monografici, accennando in modo molto sommario ai pregi e ai difetti di ciascuno e mirando soprattutto a mettere in evidenza quali sono i temi e i problemi ancora da approfondire o addirittura da affrontare ex-novo”” (pag 148) Autori citati: ABENDROTH DRAPER KRIEGEL MOMMSEN PARIS DUFRAISSE DELLA-LOGGIA SPRIANO POULANTZAS VARGA VALIANI AGOSTI FLORES HAJEK DE-FELICE FIRSOV JAHN LEWERENZ BROWER LEFRANC KURINA CATTEL MAIDANIK ANDERS ROSSI CLAUDIN MCKENZIE JACKSON BOESNER SCHLESINGER COLLOTTI-PISCHEL SCHWARZ GUILLERMAZ THORNTON SWARUP BRANDT OVERSTREET HAITHCOX VAN DER KROEF ROUSSET BRACKMAN HEMERY TURNER MACLANE LAQUEUR HARRIS SIVAN SCALAPINO BECKMANN OKUBO POHL PARIS CHILCOTE SCHAFER LEWIN RAGIONIERI NATOLI ADIBEKOV MIGLIARDI CAUTE ALMOND CARRERE D’ENCAUSSE ANDERS KUHLES CAMPARINI SCHULLER KURELLA CHITAROW KAHAN LAZITCH BAHNE CARR ANGRESS DRAPER SVATEK KALICKA HOBSBAWM BURMEISTER SOUVARINE PERRONE HUMBERT-DROZ HAUPT BORKENAU LAURAT ROSENBERG PALME DUTT FOSTER SOBOLEV NORTH SETON-WATSON NOLLAU DEGRAS LAZITCH COLE DEUTSCHER NOLLAU e altri”,”INTT-317″
“AGOSTI Aldo”,”Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”PCIx-015-FL”
“AGOSTI Aldo”,”Il partito mondiale della rivoluzione. Saggi sul comunismo e l’internazionale.”,”Aldo Agosti ha insegnato per 35 anni Storia contemporanea all’Università di Torino, si è occupato soprattutto della storia del movimento comunista e socialista. Ha pubblicato ‘La Terza Internazionale. Storia documentaria’, 3 voll, 1974-1979; ‘Togliatti’ (1996); ‘Bandiere rosse’. Ha curato e diretto una ‘Enciclopedia della sinistra europea’, Editori Riuniti, 2000.”,”INTT-322″
“AGOSTI Aldo”,”Il partito mondiale della rivoluzione. Saggi sul comunismo e l’Internazionale.”,”Aldo Agosti ha insegnato per 35 anni Storia contemporanea all’Università di Torino, si è occupato soprattutto della storia del movimento comunista e socialista. Ha pubblicato ‘La Terza Internazionale. Storia documentaria’, 3 voll, 1974-1979; ‘Togliatti’ (1996); ‘Bandiere rosse’. Ha curato e diretto una ‘Enciclopedia della sinistra europea’, Editori Riuniti, 2000. Korsch e Lenin “”Da ciò deriva un primo connotato dell’atteggiamento del movimento politico comunista nei confronti della teoria marxista: una sorta di «complesso» nutrito di aperta insofferenza per il «marxismo volgare» della II Internazionale, giudicato incapace di rappresentarsi i problemi nuovi dell’età dell’imperialismo, ma in realtà alimentato anche da un’inconfessata diffidenza per il livello della teoria ‘tout court’; una diffidenza nella quale non è forse arbitrario vedere un riflesso della posizione generale che Korsch attribuiva a Lenin, il quale, a suo dire, «non si preoccupa tanto del ‘problema teorico’ della verità o della falsità della filosofia materialistica che sostiene, quanto della ‘questione pratica’, della sua utilità ai fini della lotta rivoluzionaria della classe operaia» (66). «Al contrario dello pseudomarxismo della II Internazionale – ribadisce significativamente uno dei documenti conclusivi del V Congresso dell’IC – il leninismo, questa rinascita del movimento rivoluzionario, non contiene nessun principio che non si di significato pratico nella quotidiana lotta rivoluzionaria del proletariato» (67). Si aggiunga a tutto ciò che, come ha osservato Hobsbawm, proprio «la genialità e la profondità della strategia leniniana e il successo riportato dai bolscevichi nel 1917 agirono da freno sugli ulteriori sviluppi teorici» (68), e generarono quello che Claudin ha definito esattamente «un effetto di sicurezza teorico», «proprio nel momento in cui più necessaria era la riflessione critica» (69)”” (pag 174-175) (66) K. Korsch, ‘Lo stato attuale del problema “”marxismo e filosofia”” (Anticritica), in ID., Marxismo e filosofia, Milano, 1966, p. 26; (67) TISD, II, cit., p. 183; (68) E.J. Hobsbawm, ‘Gramsci e la teoria politica marxista’, in ‘Politica e storia in Gramsci’, Editori Riuntii, Roma, 1979, p. 42; (69) F. Claudin, ‘Crisi generale del capitalismo’, cit., p. 31“,”INTT-001-FC”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1919-1923. Vol. 1 Parte I.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-046-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1919-1923. Vol. 1. Parte II.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-047-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1924-1928. Vol. 2. Parte I.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-048-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1924-1928. Vol. 2. Parte II.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-049-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1928-1943. Vol. 3. Parte I.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-050-FL”
“AGOSTI Aldo”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1928-1943. Vol. 3. Parte II.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-051-FL”
“AGOSTI Aldo PANACCIONE Andrea BROUÉ Pierre GRASS Martin JEVZEROV Robert NAGY Laszlo J. HUDSON Kate JEMNITZ Janos PELZ William A. SAVILLE John KOLOMIEC Vlaceslav GRASS Martin e altri”,”A Nemzetközi Munkásmozgalom Történetéból. Évkönyv 1999. [Saggi sulla storia del movimento operaio internazionale. Annuario 1]”,”Contiene Lettere di Pierre Renaudel a Kautsky e Bernstein (1921-1923) Saggi biografici su R. Palme Dutt”,”MOIx-005-FL”
“AGOSTI Aldo PANACCIONE Andrea BROUÉ Pierre GRASS Martin JEVZEROV Robert, e altri”,”A Nemzetközi Munkásmozgalom Történetéból. Évkönyv 2004 [Dalla storia del movimento operaio internazionale]”,”Agosti Aldo, a Torinói Egyetem professzora. Pierre Broué, a Grenoble i Egyetem emeritus professzora.”,”MOIx-007-FL”
“AGOSTI Aldo PANACCIONE Andrea BROUÉ Pierre GRASS Martin JEVZEROV Robert, e altri”,”A Nemzetközi Munkásmozgalom Történetéból. Évkönyv 2006 [Dalla storia del movimento operaio internazionale]”,”Agosti Aldo, a Torinói Egyetem professzora. Pierre Broué, a Grenoble i Egyetem emeritus professzora.”,”MOIx-008-FL”
“AGOSTI Aldo PANACCIONE Andrea BROUÉ Pierre GRASS Martin JEVZEROV Robert, e altri”,”A Nemzetközi Munkásmozgalom Történetéból. Évkönyv 2005 [Dalla storia del movimento operaio internazionale]”,”Agosti Aldo, a Torinói Egyetem professzora. Pierre Broué, a Grenoble i Egyetem emeritus professzora.”,”MOIx-009-FL”
“AGOSTI Aldo a cura, scritti di Marek WALDENBERG Enzo COLLOTTI Aldo AGOSTI Giuliano PROCACCI Serge WOLIKOW Giorgio CAREDDA Danielle TARTAKOWSKY Patrizia DOGLIANI Marta BIZCARRONDO Santos JULIA Antonio ELORZA Ricard VINYES Milos HAJEK e Hana MEJDROVA Radzislawa GORTAT Janos JEMNITZ Claudio NATOLI Luciano MARROCU Malcom SYLVERS Maria Rosaria STABILI Manuel PLANA”,”La stagione dei fronti popolari.”,”Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale ‘I fronti popolari: bilancio storico di un’esperienza’, tenuto a Parma il 19-21 maggio 1988. Aldo Agosti, nato nel 1943, è professore di Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Torino (1989). Ha pubblicato vari lavori sulla storia del movimento operaio comunista e socialista: in particolare ‘La Terza Internazionale. Storia documentaria’, 3 volumi, Roma, 1974-79. Dimitrov usa più spesso l’espressione ‘governo di fronte unico’ più che di ‘governo di fronte popolare’ (pag 25) “”La strategia dell’opposizione totale [in Francia, al governo di fronte popolare, ndr] fu contraddetta in maniera palese. Che ciò suscitasse notevoli resistenze ed esitazioni non può meravigliare, una volta analizzata la storia del problema. Basta ricordare il grande scalpore suscitato all’inizio del secolo dal caso Millerand nonché il fatto che la risoluzione di Kautsky adottata al Congresso della II Internazionale a Parigi, la quale permetteva la partecipazione del partito socialista al governo borghese soltanto in casi eccezionali e per periodi brevi, venne considerata una concessione a favore dell’opportunismo e del riformismo e suscitò riserve non solo di Plechanov ma anche di Labriola. Lenin nel 1917 la descrisse come «generica, elusiva, conciliante nei riguardi degli opportunisti». In seguito prevalse l’opinione che essa fosse stata il primo sintomo del passaggio di Kautsky alle posizioni riformiste. Eppure la posizione del Partito comunista francese, come anche alcune enunciazioni di Dimitrov, andarono più in là della risoluzione di Kautsky, Senza addentrarmi in un’analisi sistematica del problema, vorrei far notare che durante la rivoluzione del 1905 Lenin riteneva che il partito avrebbe dovuto partecipare al governo rivoluzionario formato in seguito alla vittoria della rivoluzione borghese-democratica, in quanto questa era la condizione per conferire alla rivoluzione un carattere radicale, visto che la posizione della borghesia nei confronti dello zarismo era quella del compromesso, e anche perché la Russia non era ancora economicamente matura per una rivoluzione socialista. Il ‘partner’ del partito operaio in tale governo avrebbe dovuto essere il partito dei contadini. Plechanov denunciò allora la posizione di Lenin come un miscuglio di blanquismo e jaurésismo. In ogni caso questa posizione si riferiva ad una situazione fondamentalmente diversa da quella che esisteva nel periodo che ci interessa. Solamente dopo la prima guerra mondiale Kautsky e Otto Bauer formularono una concezione del governo di coalizione del partito socialista con i partiti borghesi, in condizioni di equilibrio di forze del proletariato e della borghesia, anche se Bauer continuava a criticare il «ministerialismo riformista» che «faceva prendere parte ai partiti proletari al governo nonostante il monopolio borghese dei mezzi del potere economico e militare» (17). (…) Quindi nelle questioni della strategia politica, della teoria dello Stato e dell’atteggiamento nei confronti dei ceti medi la concezione del fronte popolare costituisce una rottura rispetto alla dottrina leninista del dopo-ottobre. (…)”” (pag 27-29) [Marek Waldenberg, ‘I fronti popolari nel quadro delle concezioni marxiste della politica’, (in) ‘La stagione dei fronti popolari’, Cappelli, Bologna, 1989, a cura di Aldo Agosti] [(17) Bauer, O., ‘Koalitionsregierungen und Klassenkampf’, in “”Freiheit””, 3 bennaio 1922] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]”,”INTT-350″
“AGOSTI Aldo”,”Le Internazionali operaie. La 1° Internazionale. La 2° Internazionale. La dissoluzione della 2° Internazionale. La 3° Internazionale comunista. Le Internazionali socialiste tra le due guerre.”,”Risoluzioni o indirizzi dei congressi di Ginevra (1866), Bruxelles (1868), Basilea (1869), Conferenza di Londra (1871) (1° Internazionale); Congresso di Parigi Rue Petrelle (1889) e Rue Lancry (1889), Bruxelles (1891), Zurigo (1893), Londra (1896), Parigi (1900), Amsterdam (1904), Stoccarda (1907), Basilea (1912) (2° Internazionale); Manifesto di Zimmerwald (1915), Conferenza di Kienthal (1916), Commissione socialista internazionale (1917); Manifesto 1° Congresso IC (1919), Tesi 2° Congresso IC (1920), 4° Congresso IC (1922), 5° Congresso IC (1925) ecc. Appendice: La 4° Internazionale Internazionali socialiste: Conferenza di Berna (1919), Conferenza di Vienna (1921), Internaz 2 e 1/2, Congresso Vienna (1931), Conferenza di Parigi (1933)”,”INTx-001-FV”
“AGOSTI Aldo BALDUZZI Renato BORGOGLIO Felice DAL-PONT Adriano FASSINO Piero FRACCHIA Bruno GILARDENGHI Carlo LIVORSI Franco MALANDRINO Corrado TELLOLI Giancarlo, testi di”,”Umberto Terracini nella storia contemporanea.”,”Dono di Pietro Moretti Terracini nato a Genova da una agiata famiglia di borghesia ebraica poi trasferiti a Torino allievo al liceo Gioberti di Umberto Cosmo, in questo ambiente incontrerà Gramsci Togliatti e Tasca. Entrerà nella FGS Federazione giovanile socialista di cui diventerà segretario provinciale nell’agosto del 1914 portando avanti la propaganda antimilitarista contro la guerra, lavoro politico che avrà come conseguenza un mese di carcere e la mancata iscrizione al corso ufficiali dell’esercito, e la prima linea come soldato semplice. Verrà smobilitato nel 1919. Fu tra i firmatari del manifesto presentato l’11 ottobre 1920 alla ormai costituita frazione comunista che chiedeva l’immediata espulsione dei riformisti e la piena adesione alle 21 condizioni poste dall’Internazionale… (pag 18-19)”,”PCIx-496″
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. I. 1919-1923. I.”,”””Considerate la Germania e l’attività di Liebknecht. Il compagno scomparso era un modello di rivoluzionario: ebbene, c’era qualcosa di antirivoluzionario nel fatto che egli dalla tribuna della maledetta dieta prussiana chiamasse i soldati a sollevarsi contro di essa? Al contrario. Anche in questo caso vediamo tutta l’ ammissibilità e l’utilità di un atteggiamento del genere. Se Liebknecht non fosse stato deputato, non avrebbe mai potuto compiere un simile gesto: i suoi discorsi non avrebbero mai avuto una simile eco. Anche l’ esempio dell’ opera dei comunisti svedesi in parlamento ci convince di questa tesi. In Svezia il compagno Höglund ha svolto e svolge lo stesso ruolo di Liebknecht in Germania. Servendosi della sua posizione di deputato contribuisce a porre fine al sistema parlamentare borghese; in Svezia nessuno come il nostro amico ha fatto tanto per la causa della rivoluzione e della lotta contro la guerra. Osserviamo la stessa cosa in Bulgaria. I comunisti bulgari si sono serviti con successo della tribuna parlamentare a scopi rivoluzionari. Alle ultime elezioni hanno ottenuto 47 seggi. I compagni Blagoev, Kirkov, Kolarov e altri capi del partito comunista sanno sfruttare la tribuna del parlamento per servire la causa della rivoluzione proletaria. Un tale “”lavoro parlamentare”” richiede una particolare audacia e un particolare spirito rivoluzionario; i compagni che lo svolgono occupano un posto molto pericoloso; essi collocano mine nel campo nemico; vanno in parlamento per prendere nelle proprie mani questa macchina, per aiutare le masse dietro le mura del parlamento a farlo saltare in aria.”” (pag 138, Il parlamentarismo e la lotta per i soviet. Circolare del Comitato esecutivo dell’ Internazionale comunista, 1° settembre 1919)”,”INTT-004-FC”
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. I. 1919-1923. II.”,”Questione opposizione operaia in Russia. “”La Nuova politica economica (NEP), con le sue concessioni inevitabili al capitalismo, ai piccoli e ai medi contadini, racchiude il pericolo di un’ aumento dell’ influenza piccolo-borghese nel partito e negli organi di governo. Le spiegazioni fornite alla Commissione dai rappresentanti del gruppo dell’ “”Opposizione operaia”” guidato da Sljapnikov e Kollontaj, nonché dai rappresentanti del Congresso centrale del RKP(b) hanno dimostrato che il centro dirigente del RKP(b) si è sempre reso conto di questi pericoli, così come di quelli della burocrazia, che li ha combattuti con decisione e che continua a combatterli in condizioni obiettiva di inaudita difficoltà””. (pag 558, Risoluzione del I Plenum sul ricorso dei 22 membri dell’ “”Opposizione operaia”” russa, 4 marzo 1922)”,”INTT-005-FC”
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. II. 1924-1928. II.”,”Risoluzione del Presidium sull’ espulsione di Trotsky e Vujovic dall’ IKKI (27 settembre 1927) pag 822 “”L’ Unione sovietica e la Cina sono i punti nodali della guerra. 5. Tutti i contrasti tra gli Stati capitalistici passano però in second’ordine di fronte al contrasto fondamentale che divide il mondo intero in due campi: da una parte l’ Unione Sovietica e la Cina rivoluzionaria, dall’ altra tutto il mondo capitalistico. Cina e Unione Sovietica sono dunque i nodi dell’ intera situazione internazionale. Sopra di esse si addensano più minacciose le nubi della guerra. La Cina e l’ Unione Sovietica, che insieme occupano la maggior parte dell’ Asia e una metà dell’ Europa, con le loro risorse economiche non ancora sfruttate, con centinaia di milioni di abitanti, sono due inesauribili minieri di materie prime e due immensi mercati. La lotta per conquistare questi due immensi mercati è per il capitale internazionale una questione di vita o di morte. Tale lotta durerà finché il proletariato mondiale porrà fine all’ egemonia della borghesia internazionale.”” (pag 723, Tesi dell’ VIII Plenum sulla guerra e sul pericolo di guerra, 29 maggio 1927)”,”INTT-006-FC”
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. III. 1928-1943. I.”,”IKKI Comitato esecutivo dell’ Internazionale Comunista Rapporto tra le cellule di fabbrica e quelle territoriali. “”Il lavoro della cellule di fabbrica è svolto molto male e spesso non è affatto collegato con il complesso del lavoro di partito per la scarsa attenzione che si presta nelle istanze direttive del partito nei riguardi del lavoro di cellula. Per cambiare questo stato di cose relativo alle cellule di fabbrica, per trasformarle effettivamente in organizzazioni fondamentali del partito comunista, bisogna eliminare tutte queste manchevolezze. In primo luogo occorre cambiare la posizione delle cellule di fabbrica nel sistema del lavoro di partito. Attualmente le cellule di fabbrica annoper lo più nel sistema di lavoro di partito una funzione di questo tipo: tutte le grandi campagne politiche condotte dal partito vengono abitualmente condotte con una scarsa partecipazione delle cellule di fabbrica, o addirittura senza la partecipazione di queste. Le forme consuete delle campagne politiche del partito comunista ricalcano i vecchi metodi derivati dai partiti socialdemocratici, ripetutamente condannati dall’ Internazionale comunista: agitazione generale, assemblee popolari, con gli iscritti che partecipano alla campagna nel luogo di residenza, ma non sul posto di lavoro, mentre le principali forze motrici restano come sempre la stampa centrale di partito e gli agitatori designati dalla centrale del partito. (…)””. (pag 250, Lettera della sezione organizzativa del Comitato esecutivo sul lavoro delle cellule di fabbrica, dicembre 1930)”,”INTT-007-FC”
“AGOSTI Aldo a cura”,”La Terza Internazionale. Storia documentaria. 1928-1943. Vol. 3. Parte II.”,”Aldo Agosti, nato a Torre Pellice (Torino) nel 1943, insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi libri: Rodolfo Morandi, Il pensiero e l’azione politica. La Terza Internazionale, Storia documentaria, Bandiere rosse. Un profilo storico dei comunisti europei. La stagione dei fronti popolari.”,”INTT-008-FC”
“AGOSTI Aldo a cura; saggi d Giusi BALDISSONE Luigi LACCHÈ Paolo SODDU Pier Giorgio ZUNINO Aldo AGOSTI Paolo BORGNA Riccardo MARCHIS Luciano GUERCI Anna Maria RAO Giuseppe RICUPERATI Manuela ALBERTONE Emma MANA Cosimo CECCUTI”,”Storico per passione civile. Atti del Convegno di studi «Alessandro Galante Garrone 1909-2003».”,”””Forse Venturi aveva maturato un distacco dalla Rivoluzione francese non solo lacerante, ma in un tempo lungo che ha tre nodi significativi. (…) Ma sul terreno della Rivoluzione non mancava una sottile differenza che il tempo e il senno di poi rendono opaca. Venturi, già forse riflettendo nel tempo lungo su un libro geniale e scomodo come quello di Rosario Romeo ‘Risorgimento e capitalismo’, aveva finito per sposarne, con significativo traslato, le spiegazioni sul mondo francese, convincendosi che la distribuzione delle terre, seppure parziale, aveva avuto come effetto di ritardare la Rivoluzione industriale e di creare quel legame contadini-napoleonidi, già intuito da Marx, che avrebbe determinato, dopo il primo, il secondo impero. (…) (pag 242-243) [Gianni Ricuperati, ‘Non solo cronache di filosofia italiana. Alessandro Galante Garrone, Franco Venturi e l’esperienza del neo-Illuminismo torinese’ (in) ‘Storico per passione civile. Atti del Convegno di studi «Alessandro Galante Garrone 1909-2003»’, Edizioni Dell’Orso, Alessandria, 2011, a cura di Aldo Agosti]; “”Cantimori, apprezza l’articolo di Galante Garrone su Buonarroti, apparso su «Belfagor», ma non condivide le critiche a Mathiez, che vi sono contenute, sui limiti storiografici dello storico francese, legati al suo orientamento politico (63). Al di là delle differenze ideologiche, anche Galante Garrone apprezza Cantimori: scrive a proposito della sua recensione al libro di David Thomson su Babeuf, «il tuo passo sui giudizi che Marx diede del babuvismo mi pare la cosa migliore che sin qui sia stata scritta sui rapporti tra babuvismo e marxismo» (64)”” (pag 262) [Manuela Albertone, ‘Mito e realtà dell’eguaglianza’ (in) ‘Storico per passione civile. Atti del Convegno di studi «Alessandro Galante Garrone 1909-2003»’, Edizioni Dell’Orso, Alessandria, 2011] [(63) AGG, C., lettera di Galante Garrone a Cantimori, 21 dicembre 1948. Cfr A. Galante Garrone, ‘Buonarroti e l’apologia del Terrore’, cit., pp. 549-551; (64) ASNS, letter di Galante Garrone a Contimori, 21 dicembre 1948. Cfr. la recensione di Cantimori in “”Società””, a. III (1947), n. 3, pp. 424-427. Cfr. D. Thomson, ‘The Babeuf Plot: The Making of a Republican Legend’, Kegan Paul, London, 1947] FILIPPO BUONARROTI E L’APOLOGIA DEL TERRORE Alessandro Galante Garrone, Belfagor, Vol. 2, No. 5 (15 SETTEMBRE 1947), pp. 531-551 (21 pages), Published By: Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l.”,”STOx-009-FMB”
“AGOSTI Aldo a cura di; contributi di Ferdnando CLAUDIN Anna KRIEGEL Robert PARIS Ernesto RAGIONIERI Massimo L. SALVADORI Paolo SPRIANO Leo VALIANI”,”Problemi di storia dell’ Internazionale Comunista, 1919-1939. Relazioni tenute al Seminario di studi organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi.”,”- La crisi rivoluzionaria 1919-1920 – Rivoluzione e conservazione nella crisi del 1919-20 – La tattica del fronte unico (1921-1925) – Il programma dell’ Internazionale Comunista – Fronti popolari e politica sovietica – La politica di fronte popolare nell’Internazionale Comunista Il ruolo di Radek “”Inoltre, la discussione sul programma si sarebbe incaricata di dimostrare le notevoli diversità sussistenti nella formazione intellettuale dei partecipanti al dibattito e alla elaborazione programmatica, e i non meno notevoli risvolti politici di queste diversità nella formazione intellettuale. Basterà dire, per dare un termine di riferimento facilmente commisurabile, che tanto era indiscussa l’autorità politica di Lenin, e tanto esemplare era il richiamo alle posizioni politiche da lui sostenute nelle vicende della rivoluzione russa, più ancora che del movimento operaio internazionale, quanto ignota era ancora la nozione del leninismo come complesso di dottrine della strategia e della tattica della rivoluzione proletaria sul quale costruire una coerente concezione sociale e politica. Anzi, la ricostruzione della genesi del programma dell’Internazionale Comunista nelle sue successive estensioni e formulazioni conduce proprio a rintracciare una delle strade attraverso le quali la nozione teorica del leninismo si forma e si afferma sempre su scala internazionale, dilatandosi a una serie di contenuti sempre più ampi, congiungendosi e sovrapponendosi a quella di marxismo, sino a divenire «il marxismo della nostra epoca», «il marxismo dell’età dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie» e, probabilmente per l’influenza del processo di parole composte che è caratteristico della lingua russa negli anni ’20, ad assumere una espressione destinata ad avere una grande fortuna semplificatrice, a divenire il «marxismo-leninismo» (9). Né si tratta solo di una questione di termini: il problema del programma dell’Internazionale Comunista, sorto sul terreno politico, e più precisamente della definizione dei compiti immediati dei partiti comunisti in vista dei grandi obiettivi ultimi del movimento rivoluzionario, percorre tutti i principali problemi teorici del marxismo e si riempie di un contenuto ideologico corrispettivo alle motivazioni di azione politica che esso introduce nel movimento comunista internazionale. Conferma l’affermazione che l’origine del programma dell’Internazionale Comunista debba essere identificata nella svolta apportata dal III Congresso, il fatto che ad aprire la discussione relativa siano stati proprio due esponenti della tendenza che l’aveva sostenuta o considerata con particolare favore: Karl Radek e Bohumir Smeral. Com’è noto, Radek era stato autore insieme a Paul Levi della «lettera aperta» che la KPD aveva inviato agli altri partiti operai e alle organizzazioni sindacali tedesche nel gennaio 1921 per richiedere una azione in comune a favore delle rivendicazioni immediate degli operai e degli impiegati, alla lotta per i salari, per il disarmo e lo scioglimento delle formazioni militari borghesi, e per la costituzione di organizzazioni proletarie di difesa. Nonostante che tra questa «lettera aperta» e il III Congresso dell’Internazionale Comunista si collochino tutte le polemiche relative alla preparazione e all’insuccesso dell’ «azione di marzo», si guarda a ragione a quella «lettera aperta» come alla prima anticipazione della svolta prodotta dal III Congresso. Più in generale, singolare appare il ruolo di Radek nelle discussioni politiche apertesi in questi anni in seno all’Internazionale Comunista: difficilmente classificabile sulla base delle etichette correnti, spirito sarcastico ed inquieto, anche dopo la morte di Lenin mai membro costante e disciplinato di uno schieramento politico determinato, Radek si presenta nella storia dell’Internazionale Comunista nel corso degli anni ’20 come uno dei maggiori anticipatori e suscitatori dei problemi che verranno via via in discussione: dalla politica del fronte unico all’analisi del fascismo, dalla valorizzazione delle nazioni uscite sconfitte dalla guerra imperialistica ai problemi della partecipazione dei contadini alla rivoluzione proletaria in Europa e in Asia, non c’è ricerca di nuove vie della rivoluzione mondiale che lo trovi chiuso alla discussione o fermo a posizioni pregiudiziali. Se non «l’ultimo internazionalista», come lo ha definito un suo recente biografo (10) fu senza dubbio dei grandi dirigenti dell’Internazionale Comunista il più duttilmente aperto a percorrere nuove strade, quand’anche queste si presentassero divergenti l’una dall’altra o immettessero in un vicolo cieco. Una analoga funzione di «provocazione» svolgeva Radek pubblicando nel luglio 1922 un articolo ‘Sulla questione del programma dell’Internazionale Comunista’, che recava il significativo sottotitolo di «osservazioni provvisorie» (11). Radek vi affrontava il problema della possibilità e della necessità di un programma del Comintern partendo dai risultati ormai raggiunti dalla discussione politica, ossia dalla previsione di un protrarsi dei tempi di sviluppo della rivoluzione mondiale”” (pag 84-86) [Ernesto Ragionieri, ‘Il programma dell’ Internazionale Comunista’, (in) ‘Problemi di storia dell’ Internazionale Comunista, 1919-1939. Relazioni tenute al Seminario di studi organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi’, a cura di Aldo Agosti, Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1974] [(9) L’espressione, nella forma dell’aggettivo «marxisti-leninisti», venne usata per la prima volta da Zinoviev nel suo articolo in morte di Lenin, pubblicato in Italia in traduzione e con titoli diversi su «l’Unità», 12 febbraio 1924 e su «Pagine rosse», a. II, n. 3, 1-5 febbraio 1924, p. 1. (…); (10) Cfr. W. Lerner, ‘Karl Radek. The Last Internationalist’, Stanford, California, 1970. Dello stesso autore si veda anche ‘Karl Radek and the Chinese Revolution, 1925-1927’, in ‘Essays in Russian and Soviet History’, in honor of G.T. Robinson, edited by J.S. Curtiss, Leiden, 1965, pp. 270-282; (11) K. Radek, ‘Zur Frage des Programms der Kommunistischen Internationale (Vorläufige Bemerkurgen)’, riprodotto nella raccolta ‘Materialien zur Frage des Programms der Kommunistischen Internationale’, Hamburg, 1924, pp. 7-13. La raccolta venne pubblicata in occasione della discussione sul programma al V Congresso del Comintern]”,”RUST-001-FMB”
“AGOSTINELLI Mario BOSCO Bruno FUMAGALLI Andrea GIORGETTI Giovanna NICOLOSI Nicola PATTA Gian Paolo SANTORO Alessandro”,”Introduzione alla economia contemporanea.”,”Mario Agostinelli è Segretario generale della Cgil-Lombardia,. Bruno Bosco è docente presso l’Università Statale di Milano e la Bocconi. Andrea Fumagalli è ricercatore presso l’Università di Pavia. Giovanna Giorgetti è dell’Ufficio Studi della Cgil-Lombardia. Nicola Nicolosi è membro della Segreteria della Cgil – Lombardia e coordinatore lombardo di Alternativa Sindacale. Gian Paolo Patta è membro della Segreteria nazionale della Cgil e coordinatore nazionale di Alternativa Sindacale. Alessandro Santoro è ricercatore presso l’Università Statale di Milano.”,”SIND-024-FL”
“AGOSTINO SANT’, a cura di Vito GIOVANNIELLO”,”La città di Dio.”,”””Poiché, dunque, essi (i filosofi discepoli di Platone, ndr) affermano che vi è un solo mondo, grande, in verità, ma tuttavia finito e circoscritto in un determinato spazio, e che è stato creato da Dio, alla domanda riguardante i tempi esistenti prima del mondo ed il perché in questi tempi Dio sia stato inattivo, diano a se stessi la medesima risposta che danno alla domanda riguardante gl’ infiniti spazi esistenti fuori del mondo ed il perché Dio non operi più in essi. E come non è logico pensare che Dio abbia, a caso e senza nessuna ragione, creato il mondo nel luogo in cui si trova e non in un altro, pur non avendo quel luogo nessun merito superiore agli altri ugualmente infiniti ed esistenti dappertutto, sebbene nessuna ragione umana possa comprendere per quale ragione divina ciò fu fatto, così non è logico ritenere che a Dio sia fortuitamente accaduto qualche cosa, per cui abbia creato il mon do in quel tempo piuttosto che in un tempo anteriore, essendo i tempi regressivamente passati ugualmente attraverso l’ infinito spazio di tempo, né essendovi delle differenze, per cui Egli abbia preferito sceglierne uno anziché un altro. Se essi dicono che sono insensate le opinioni con le quali s’ immaginano che i luoghi sono infiniti, non essendovi alcun luogo fuori del mondo, noi aggiungiamo che, stando così le cose, è insensato pensare al riposo di Dio nei tempi passati, non essendovi stato alcun tempo primo del mondo””. (pag 67)”,”RELC-198″
“AGRIMI Mario”,”Dibattito sul marxismo ed origini dell’egemonia idealistica: Antonio Labriola. (Estratto da: Società e cultura dell’Italia unita, a cura di Paolo Macry e Antonio Palermo)”,”””Pur tenendo presenti alcuni momenti problematici della riflessione marxista labriolana che potevano esser volti verso esiti ‘idealistici’, resta il fatto che Labriola percepì e denunziò subito l’insinuante operazione di Croce che tendeva a far apparire le sue critiche al marxismo uno svolgimento delle posizioni dell’amico e maestro, generando in tal modo equivoci, anche politici, che irritarono fortemente il filosofo cassinate””. (pag 182) “”Ma è in una lettera a Pasquale Villari del 13 novembre 1900 che Labriola giudica con estrema chiarezza politica le “”fugaci illusioni”” sorte con la cosiddetta ‘svolta liberale’ dell’inizio del nuovo secolo ed individua i pericoli del nascente giolittismo: “”Più che un tentativo di mettere assieme molte forze, dirò così riformiste e rivoluzionarie in servizio di un governo innovatore… si tratta di uno dei soliti casi di coglionatura all’italiana””. E ancora: “”Tra un governo che pigli l’iniziativa di sicure e utili riforme accettando alcune delle idee degli avversari, senza confondersi con essi, e una cricca parlamentare che rimescoli tutto per imbrogliare e corrompere, ci corre quanto ci corre fra la verità e la bugia””. Ed il 3 gennaio 1903 (un anno prima della morte) poteva scrivere amaramente a Luise Kautsky: “”Il governo è felice della pace sociale, perché ha addomesticato i socialisti… Questa situazione durerà per molto tempo, perché l’esperimento pare ben riuscito…””. Come si vede, la posizione politica di Labriola di fronte alla “”prassi giolittiana”” era di una lucidità impressionante”” (pag 187) “”Può essere interessante osservare che nella ‘Storia d’Italia’, quando Croce rievoca il grande risveglio, nell’ultimo decennio del secolo, di tutti gli aspetti della vita culturale e politica italiana, “”che furono – come egli scrive – compenetrati dal socialismo marxistico e rinvigoriti””, avverta però il bisogno di aggiungere: “”Solo sulla letteratura e sulla poesia esso non ebbe e non poteva avere efficacia…””; e ancora dopo: “”La poesia e letteratura italiana continuava la sua strada indipendentemente dal socialismo e dai suoi atti e fatti…””. Affermazioni che, proprio nella loro ingenuità e banalità, sono il segno della quasi ossessiva preoccupazione di ribadire l’autonomia della ‘poesia’ nei confronti del marxismo. Ben altro valore hanno invece, nel medesimo contesto, i giudizi positivi sul “”marxismo italiano, quale fu interpretato e divulgato particolarmente dalla ‘Critica sociale’ del Turati e dagli altri scrittori di simile provenienza, (…) dagli intendenti giudicato ‘impuro’, e impuro era in effetto e a sua lode, …””. “”Solo marxista rigido e conseguente voleva essere e si persuadeva di essere, e pareva che fosse, Antonio Labriola; …””, ma per fortuna “”accanto al Labriola, un suo scolaro, avanzando per la strada da lui aperta, e contrastato e disapprovato da lui per questo ardire, sottomise a revisione tutte le tesi principali del Marx,…””; ed anche “”altri scrittori socialisti lavoravano, come potevano e sapevano, allo stesso fine””, sicché, qualche anno dopo, “”il Giolitti annunziava nella Camera italiana che Carlo Marx era stato dai socialisti ‘riposto in soffitta’”” (pag 185-186) [Mario Agrimi, Dibattito sul marxismo ed origini dell’egemonia idealistica: Antonio Labriola. (Estratto da: Società e cultura dell’Italia unita, a cura di Paolo Macry e Antonio Palermo), 1978]”,”LABD-084″
“AGUADO SANCHEZ Francisco”,”La revolucion de octubre de 1934.”,”Foto di dirigenti comunisti tradotti in catene dalla guardia civil e dall’ esercito (pag 288) Ordini comitato rivoluzionario delle Asturie (pag 209) “”La conquista di Bembibre fu molto facile per i socialisti. La località non aveva una sola guardia civile. Per ordine superiore, il Posto era stato concentrato a Ponferrada, centro urbano maggiormente importante che occorreva difendere ad ogni costo. I rivoluzionari, sfrenati, commisero tutta una serie di eccessi. Saccheggiarono subito e incendiarono la chiesa parrocchiale (…). Altri gruppi invasero il Municipio, proclamando la repubblica socialista, distruggendo tutto quanto incontravano sul loro passo, dando fuoco all’ archivio; assaltarono pure alcune case particolari. Infine saccheggiarono la sede della Guardia Civil e la casa parrocchiale. La telefonista, Maria Sanz Lopez, si mise in contatto con Astorga e Leon, comunicando le necessità. Truppe del battaglione di Astorga e un distaccamento della Guardia Civil accorsero immediatamente, disperdendo i ribelli e ristabilendo l’ ordine. Il dominio rivoluzionario era durato un’ora.”” (pag 342)”,”MSPx-064″
“AGUILAR Luis E. a cura, scritti di José MARTI’ Diego Vicente TEJERA Santiago IGLESIAS Juan B. JUSTO Emilio FRUGONI Luis Emilio RECABARREN José Carlos MARIATEGUI Anibal PONCE Blas ROCA Luis Carlos PRESTES Rodney ARISMENDI Julio César JOBET Antonio GARCIA Caio PRADO Silvio FRONDIZI Ernesto (Ché) GUEVARA Alvaro MENDOZA DIEZ Jorge Abelardo RAMOS Orlando MILLAS Victorio CODOVILLA e Rodney ARISMENDI José MILLA’ José Manuel FORTUNY Luis F. DE LA PUENTE UCEDA Fidel CASTRO Alfredo FERNANDEZ e Oscar VANETTI Luis SANCHEZ Joao QUARTIM Ismael FRIAS Anibal QUIJANO Jorge DEL-PRADO Jaime FIGUEROA Pablo Gonzalez CASANOVA Salvador ALLENDE Gerry FOLEY Carlos ALTAMIRANO Velodia TETODLIAN Carlos SALAZAR MONTEJO José REVUELTAS Teodoro PETKOFF”,”Marxism in Latin America.”,”Articoli di José MARTI’ Diego Vicente TEJERA Santiago IGLESIAS Juan B. JUSTO Emilio FRUGONI Luis Emilio RECABARREN José Carlos MARIATEGUI Anibal PONCE Blas ROCA Luis Carlos PRESTES Rodney ARISMENDI Julio César JOBET Antonio GARCIA Caio PRADO Silvio FRONDIZI Ernesto (Ché) GUEVARA Alvaro MENDOZA DIEZ Jorge Abelardo RAMOS Orlando MILLAS Victorio CODOVILLA e Rodney ARISMENDI José MILLA’ José Manuel FORTUNY Luis F. DE LA PUENTE UCEDA Fidel CASTRO Alfredo FERNANDEZ e Oscar VANETTI Luis SANCHEZ Joao QUARTIM Ismael FRIAS Anibal QUIJANO Jorge DEL-PRADO Jaime FIGUEROA Pablo Gonzalez CASANOVA Salvador ALLENDE Gerry FOLEY Carlos ALTAMIRANO Velodia TETODLIAN Carlos SALAZAR MONTEJO José REVUELTAS Teodoro PETKOFF Tesi di Aguilar, il curatore, nella sua introduzione: Marx e Engels mostrarono poca attenzione per l’America Latina. Basarono le loro informazioni su fonti di seconda mano (per es. sugli scritti di Lewis H. Morgan). Engels si occupò del Messico per l’intervento europeo del 1862 e per attaccare Napoleone III. Un po’ di attenzione ci fu nei riguardi di Bolivar ecc. Bolivar. “”(…) With regard to a longer article on Bolivar (1), Dana has second thoughts because it is written in a “”partisan style””, and he demands my sources. Naturally I can give him those sources, even though it is a curious request. As for the “”partisan style””, I must admit that I relinquished the encyclopedic tone a little. To see the most cowardly, ordinary, wretched rascal descried as though he were Napoleon I was really too absurd. Bolivar is the true Soulouque (2)”” [From a letter of Marx to Engels (3), (in) Luis E. Aguilar, a cura, Marxism in Latin America, 1978] [ (1) Marx is referring to the article “”Bolivar y Ponte”” excerpted above; (2) Faustin Elie Soulouque (1785-1867) was a Haitian general and politician who was elected president of Haiti in 1847 and proclaimed himself emperor in 1849. He was deposed in 1858 and exiled; (3) Translated from a letter of Marx to Engels, February 14, 1858, in Karl Marx, Friedrich Engels, ‘Werke’, Berlin, Dietz Verlag, 1963, XXIX, 280]”,”MALx-058″
“AGUIRRE Mariano”,”I giorni del futuro. La società internazionale nell’ era della globalizzazione.”,”””I giorni del futuro stanno davanti a noi/ come una fila di candele accese”” Kavafis “”Guardare non è solo vedere ciò che accade”” Peter Handke AGUIRRE Mariano è direttore del Centro di ricerche sulla pace di Madrid. E’ ricercatore dell’ Istituto Transnazionale di Amsterdam. E’ giornalista e autore di diversi libri. E’ direttore della rivista Papelez de cuestiones internacionales e collaboratore di Le monde diplomatique. Bisogni e povertà. “”Il sociologo Peter Townsend ha sviluppato il concetto della ‘privazione relativa’. La povertà, afferma, deve essere valutata in relazione alle strutture sociali ed istituzionali, e con le percezioni soggettive degli attori, e non solamente in funzione della disponibilità o meno di certe entrate minime. “”La privazione può avere differenti forme in ogni società conosciuta. Si può affermare che le persone soffrano di privazioni se risultano carenti rispetto a determinati tipi di diete, vestiti, abitazione, utensili per la casa, fonti energetiche e condizioni ambientali, educative, lavorative e sociali, attività e mezzi che sono normali, o almeno sono ampiamente diffusi e riconosciuti, nelle società alle quali appartengono””. In una società europa, per esempio, gli indicatori del fatto che una persona si sta impoverendo possono consistere nel fatto che la qualità della sua dieta si riduca, che non acceda al controllo medico adeguato, che smetta di andare in vacanza, che cessi di mantenere certe relazioni di amicizia non avendo i mezzi per realizzare attività collettive, o che non mandi i propri figli a scuola. In una società di un paese periferico e agrario, invece, la povertà relativa può manifestarsi nel fatto cheuna persona non può comprare il necessario per mietere (…)””. (pag 87-88)”,”ECOI-178″
“AGUIRRE-D’AMICO Maria Luisa”,”Come si può.”,”””Brotas derecha o torcida con esa humildad que cede sólo a la ley de la vida, que es vivir ‘como se puede’ [Germogli dritti o storti con quell’umiltà che cede solo alla legge della vita, Cos’è vivere “”come puoi””] (quartina di Antonio Machado) (in apertura) ‘Come si può’ questo titolo che l’autrice ha estratto da Machado, si passa da una dolente constatazione e accettazione della vita di Machado alla tragedia del vivere di Pirandello.’ M.L. Aguirre D’Amico nata a Roma da padre cileno e madre italiana, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza fra il Cile e l’Itlia. Nipote di Luigi Pirandello, ha curate per la Sellerio ‘Album di famiglia di Luigi Pirandello’ (1979) e il racconto ‘Paesi lontani’ (1983)”,”VARx-002-FMDP”
“AGUITON Christophe”,”Il mondo ci appartiene. I nuovi movimenti sociali.”,”Christophe Aguiton, sindacalista di base francese, ha contribuito in modo determinante alla nascita di Action Chômage, l’organizzazione dei disoccupati al centro del dibattito politico e sociale in questi ultimi anni in Francia. É responsabile delle relazioni internazionali dell’associazione Attac France.”,”TEOS-143-FL”
“AGULHON Maurice”,”1848, ou l’apprentissage de la République, 1848-1852.”,”Le probleme de la force armée. Journées de mars. “”Aussi, assez vite, la tension politique remonte-t-elle, et le gouvernement devra sé preoccuper des moyens de maintenir l’ordre public sinon encore de se défendre. Il n’était plus question des agents de police municipaux, fort impopulaires, et d’ailleurs peu nombreux; ni de l’armée, qui s’était repliée hors de Paris depuis la victoire populaire du 24 février. A la préfecture, Caussidière avait improvisé une police avec des volontaires puisés parmi les combattants des barricades, les “”montagnards””; avec l’écharpe rouge qui leur tenait lieu d’uniforme, ils effrayaient bien un peu le bourgeois – comme on l’a vu – mais ils firent un service d’ordre honnête et débonnaire. De toute façon, ils étaient peu nombreux, face à l’immense capitale. L’essentiel restait la garde nationale, milice citoyenne plus que jamais à l’ordre du jour, dont la Révolution devait même en principe aboutir à démocratiser encore le recrutement, mais qui devait naturellement refléter dans son esprit celui des quartiers et des classes diverses desquels elle provenait. Aussi le gouvernement jugea-t-il habile de créer une “”garde nationale mobile””, qui, à la différence des compagnies normales de la garde nationale, serait permanente, et par conséquent soldée. Bien des jeunes chômeurs y affluèrent, de sorte qu’elle remplit, en même temps qu’un rôle de police, un rôle second un peu analogue à celui des Ateliers nationaux: le chômeur y était payé, soustrait à la misère, mais écarté aussi des séductions des clubs. Bien entendu la garde nationale mobile attira surtout les ouvriers les plus jeunes les moins qualifiés, et les moins conscients. Marx et Engels, bons observateurs, et toujours enclins à ériger leurs observations en théorie, élaborènt en présence de ce phénomène la notion de “”lumpen-prolétariat””, “”prolétariat en haillons”” considéré comme distinct du prolétariat tout court, et voué à servir de réserve à la contre-révolution plutôt qu’à la Révolution. Juin devait les confirmer dans cette vue pessimiste”” (pag 50) [Maurice Agulhon, 1848, ou l’apprentissage de la République, 1848-1852, 1973]”,”FRAD-106″
“AGULHON Maurice”,”La Francia della Seconda Repubblica, 1848-1852.”,”””Ma non c’era forse un altro elemento alternativo, un bonapartismo ‘sui generis’, che non rappresentasse né il proletariato né i vecchi notabili? Sappiamo che in quello stesso periodo Karl Marx lo ha pensato. Pubblicando anche lui la sua analisi (‘Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’) all’indomani del colpo di Stato, stabiliva in pagine rimaste famose la conformità delle «idee napoleoniche» alle aspirazioni, ai bisogni, ai pregiudizi del «contadino piccolo proprietario»”” (pag 210) Maurice Agulhon (1926-…) ha insegnato all’università di Parigi. Oltre ai suoi saggi pubblicati sulle ‘Annales’ ha scritto ‘Una ville ouvrière au temps du socialisme utopique. Toulon de 1815 à 1851’ e ‘La République au village’ (1970).”,”FRAD-004-FF”
“AHAMED Liaquat”,”Les seigneurs de la finance. La crise de 1929. Les banquiers qui ont ruiné le monde.”,”””Ne lisez pas de livres d’histoire – lisez uniquement des biographies, car elles peignent la vie sans théorie”” (B. Disraeli) (in apertura) AHAMED Liaquat, laureato in economia nelle università di Cambridge ed Harvard, ha lavorato nel campo finanziario per 25 anni. Fa parte del consiglio di direzione di società di investimenti e di assicurazioni. Questo libro è stato giudicato da Goldman Sachs il miglior “”business book”” dell’anno. Riserve d’oro dal 1913 al 1923. Dopo la guerra gli Stati Uniti acquisiscono la maggior parte delle riserve d’oro mondiali (v. tabella pag 153)”,”ECOI-281″
“AHMAD ‘ABD AL- WALIYY Vincenzo”,”Islãm. L’altra civiltà.”,”Ahmad ‘abd al-Waliyy Vincenzo è il responsabile giuridico della Comunità religiosa Islamica Italiana (CO.RE.IS.), a nome della quale cura i rapporti con il Governo per la pratica di riconoscimento ufficiale e per l’intesa. Nato a Napoli nel 1961 residente a Milano da parecchi anni ha aderito all’Islam. Nel 1999 è stato il rappresentante ufficiale per l’Italia alla conferenza mondiale organizzata al Cairo dal Supremo Consiglio degli Affari Islamici e dell’Università al-Azhar, la più grande del mondo islamico. Insegna storia e diritto della civiltà islamica presso l’Università Federico II di Napoli, ed è autore di numerose pubblicazioni di carattere accademico, oltre a svolgere attività di conferenziere in Italia e all’estero.”,”VIOx-065-FL”
“AHRENS Franz”,”Streiflicher aus dem Leben eines Kommunisten. Franz Ahrens über Max Reimann.”,”Collaborazione di Adolf BROCH Albert BUCHMANN Kurt GOLDSTEIN Franz HERZNER Walter JARRECK Ewald KAISER Josef LEDWOHN Anton PRECKEL Heinz RENNER Max SCHÄFER Waldemar SCHUSTER”,”GERV-041″
“AHRWEILER Hélène AYMARD Maurice a cura, saggi di David ABULAFIA Hélène AHRWEILER Maurice AYMARD Jean-François BERGIER Dan BERINDEI Jean-Paul BLED Alain BLUM Jerzy BOREJSZA Christos BOULOTIS Peter BURKE Marco CATTINI Monica CHARLOT Georges DERTILIS André FONTAINE Robert FRANK Aleksander GIEYSZTOR Carl Hans HAUPTMEYER Hartmut KAELBLE Juhan KAHK Michel KAZANSKI Paul LEMERLE Claude MOSSE’ Michael MÜLLER Mikhail NARINSKI Claude NICOLET Hans Heindrich NOLTE Dimitri OBELENSKY Vlassios PHIDAS Sidney POLLARD Maarten PRAK Jean-Louis RALLU Jean RICHARD Marzio A. ROMANI Sergio ROMANO Jacqueline DE-ROMILLY Henryk SAMSONOWICZ Albert SCHNYDER Luis Suarez FERNANDEZ Sanjay SUBRAHMANYAM Alexandre TCHOUBARIAN Jerzy TOPOLSKI Gilbert TRAUSCH Karl Ferdinand WERNER”,”Les Européens.”,”Saggi di David ABULAFIA Hélène AHRWEILER Maurice AYMARD Jean-François BERGIER Dan BERINDEI Jean-Paul BLED Alain BLUM Jerzy BOREJSZA Christos BOULOTIS Peter BURKE Marco CATTINI Monica CHARLOT Georges DERTILIS André FONTAINE Robert FRANK Aleksander GIEYSZTOR Carl Hans HAUPTMEYER Hartmut KAELBLE Juhan KAHK Michel KAZANSKI Paul LEMERLE Claude MOSSE’ Michael MÜLLER Mikhail NARINSKI Claude NICOLET Hans Heindrich NOLTE Dimitri OBELENSKY Vlassios PHIDAS Sidney POLLARD Maarten PRAK Jean-Louis RALLU Jean RICHARD Marzio A. ROMANI Sergio ROMANO Jacqueline DE-ROMILLY Henryk SAMSONOWICZ Albert SCHNYDER Luis Suarez FERNANDEZ Sanjay SUBRAHMANYAM Alexandre TCHOUBARIAN Jerzy TOPOLSKI Gilbert TRAUSCH Karl Ferdinand WERNER La demografia e la Prima guerra mondiale “”A’ l’aube de la Première Guerre mondiale, l’ensemble des Européens est déjà engagé dans une transition démographique caractérisée par une baisse rapide de la mortalité et de la fécondité. Les Européens se situent, en 1914, à des moments divers d’un parcours dont l’avancement dépend fortement de la plus ou moins grande précocité avec laquelle ils ont abordé cette voie. Les François ont amorcé le processus de baisse dès la fin du dix-huitième siècle, puis les autres Européens, à partir du milieu du dix-neuvième siècle, ont progressivement suivi ce chemin. Les Russes, bons derniers, ont attendu l’aube du vingtième siècle: tous les indices révèlent que le processus s’est enclenché dès avant la révolution d’Octobre. Ces décalages apparaissent, bien que partiellement modifiés, dans la carte de l’Europe qui se dessine quand éclate la Première Guerre mondiale. (…) C’est dans une Europe marquée par de profondes inégalités dans la phase de transition démographique, sujette à une émigration importante et présentant de grande différences dans l’accroissement de sa population, qu’éclate la Première Guerre mondiale. Presque tous les Européens participèrent au conflit, de près ou de loin, si l’on excepte les Scandinaves, les Espagnols et quelques autre. Des générations entières furent décimées, d’autres, nées durant la guerre, restèrent marquées par un déficit important. (…) A’ elle seule, la Première Guerre mondiale fit plus de 9 millions de victimes, principalement des militaires. Les pertes les plus élevées s’observent en Serbie et au Monténegro (5,7% de la population), en France et en Roumanie (3,3%), en Allemagne (3%), en Autriche et en Belgique (1.9%)”” Alain Blum, Jean-Louis Rallu, ‘La démographie des Européens après la Première Guerre mondiale’ (pag 492,493,494)”,”EURx-308″
“AHRWEILLER Jacques”,”Franklin. La vita il pensiero i testi esemplari.”,”””Franklin, da questo punto di vista, senz’altro prefigura ciò che sarà la scienza americana, pratica, rapida, organizzatrice più che teorica: la storia dell’ energia atomica, ispirata alle scoperte europee, ma organizzata su di un piano americano, illustrerà due secoli più tardi questo aspetto del genio scientifico del nuovo mondo””. (pag 47-48)”,”BIOx-067″
“AIELLO Alberto, a cura”,”Karl Marx. Biografia per immagini.”,”””Engels mi raccontò che Marx gli parlò per la prima volta del determinismo economico della sua teoria della concezione materialistica della storia nel 1844, al Café de la Régence, uno dei principali centri della rivoluzione del 1789. Engels e Marx presero l’ abitudine di lavorare insieme. Engels, che pure era di una precisione estrema, perse la pazienza più d’una volta davanti alla scrupolosità di Marx, che si rifiutava di scrivere una frase se non era in grado di provarla in dieci modi diversi”” (dai ricordi di Paul Lafargue, scritti nel 1904). (pag 58) “”Così Marx motivò la natura politica del contrasto che lo opponeva al gruppo Willich-Schapper: “”Ad una concezione critica la minoranza oppone una concezione dogmatica, a una concezione materialistica essa ne oppone una idealistica. Per essa non i rapporti effettivi, ma la ‘pura volontà’ è motore della rivoluzione. Mentre noi diciamo agli operai: dovrete combattere ancora per 15, 20, 50 anni guerre civili e nazionali, non solo per cambiare la situazione, ma per cambiare voi stessi e mettervi in grado di esercitare il potere politico; voi dite invece: “”Dobbiamo giungere subito al potere, oppure possiamo andare a dormire””. Mentre noi additiamo specialmente agli operai tedeschi la struttura ancora informe del proletariato tedesco, voi lusingate nel modo più grossolano il sentimento nazionale e i pregiudizi di classe degli artigiani tedeschi, il che del resto è più popolare. I democratici santificano la parola ‘popolo’, e voi la parola ‘proletariato’. Come i democratici, voi mettete la retorica rivoluzionaria al di sopra dello sviluppo rivoluzionario”” (intervento di Marx alla seduta del Comitato centrale della Lega del 15 settembre 1850).”” (pag 118)”,”MADS-391″
“AIELLO Alberto, a cura”,”Karl Marx. Biografia per immagini.”,”””I democratici santificano la parola ‘popolo’, e voi la parola ‘proletariato’. Come i democratici, voi mettete la retorica rivoluzionaria al di sopra dello sviluppo rivoluzionario”” “”Engels mi raccontò che Marx gli parlò per la prima volta del determinismo economico della sua teoria della concezione materialistica della storia nel 1844, al Café de la Régence (1), uno dei principali centri della rivoluzione del 1789. Engels e Marx presero l’abitudine di lavorare insieme. Engels, che pure era di una precisione estrema, perse la pazienza più d’una volta davanti alla scrupolosità di Marx, che si rifiutava di scrivere una frase se non era in grado di provarla in dieci modi diversi”” (dai ricordi di Paul Lafargue, scritti nel 1904). [immagine n. 28, periodo 1841-1845] “”Nonostante la febbrile attività di Marx per riorganizzare le fila anche nelle difficili condizioni dell’esilio, le organizzazioni politiche dei profughi politici a Londra andavano sfaldandosi ed erano dilaniate da violente quanto sterili lotte intestine. Anche la Laga dei comunisti subì la stessa sorte e ben presto si arrivò a una scissione. Così Marx motivò la natura politica del contrasto che lo opponeva al gruppo Willich-Schapper: «Ad una concezione critica la minoranza oppone una concezione dogmatica, a una concezione materialistica essa ne oppone una idealistica. Per essa non i rapporti effettivi, ma la ‘pura volontà’ è motore della rivoluzione. Mentre noi diciamo agli operai: dovrete combattere ancora per 15, 20, 50 anni guerre civili e nazionali, non solo per cambiare la situazione, ma per cambiare voi stessi e mettervi in grado di esercitare il potere politico; voi dite invece: “”Dobbiamo giungere subito al potere, oppure possiamo andare a dormire””. Mentre noi additiamo specialmente agli operai tedeschi la struttura ancora informe del proletariato tedesco, voi lusingate nel modo più grossolano il sentimento nazionale e i pregiudizi di classe degli artigiani tedeschi, il che del resto è più popolare. I democratici santificano la parola ‘popolo’, e voi la parola ‘proletariato’. Come i democratici, voi mettete la retorica rivoluzionaria al di sopra dello sviluppo rivoluzionario» (intervento di Marx alla seduta del Comitato centrale della Lega del 15 settembre 1850)”” [immagine n. 9, periodo 1849-1864] “”La scoperta delle terre aurifere e argentifere in America, lo sterminio e la riduzione in schiavitù della popolazione aborigena, seppellita nelle miniere, l’incipiente conquista e il saccheggio delle Indie Orientali, la trasformazione dell’Africa in una riserva di caccia commerciali delle pelli nere, sono i segni che contraddistinguono l’auroro dell?era della produzione capitalistica. Questi procedimenti idillici sono ‘momenti fondamentali dell’accumulazione originaria’. Alle loro calcagnaviene la ‘guerra commerciale’ delle nazioni europee, con l’orbe terracqueo come teatro. La guerra commerciale si apre con la secessione dei Paesi Bassi dalla Spagna, assume proporzioni gigantesche nella guerra antigiacobina dell’Inghilterra e continua ancora nelle guerre dell’oppio contro la Cina, ecc.» (Marx, ‘Il capitale’, libro I) [immagine n. 69, periodo 1849-1864] [‘Karl Marx. Biografia per immagini’, a cura di Alberto Ajello, Editori Riuniti, Roma, 1983] [(1) L’antico Café de la Régence a Parigi dove si incontrarono Karl Marx e Friedrich Engels nel 1844]”,”MADS-002-FAP”
“AINEIAS (ENEA TATTICO); a cura di David WHITEHEAD”,”Aineias The Tactician. How to Survive under Siege.”,”Alcuni studiosi ritengono che Enea fosse un generale peloponnesiaco contemporaneo di Senofonte e lo identificano con Enea di Stinfalo, in Arcadia, citato da Senofonte (Hellenica, 7, 3, 1) fra i comandanti della seconda Battaglia di Mantinea (362). Senofonte racconta che Enea, nel 366 a.C., nel corso dei conflitti interni al Peloponneso, riunì l’esercito e i cittadini più influenti sull’acropoli di Sicione, richiamando anche i cittadini esiliati senza decreto. Sempre dalla sua opera superstite possiamo dedurre ch’egli abbia combattuto anche nell’Egeo e in Asia Minore. David Whiteshead è Seniro Lecturer in Ancient History University of Manchester. Enea il tattico. Come sopravvivere all’assedio. Cassandra ed Enea sono noti a molti lettori della RDT grazie a Christa Wolf. Il rapporto tra la sacerdotessa di Troia – Cassandra e l’erede della città di Enea. In Omero i due non si incontrano. Sono entrambi in città durante gli anni dell’assedio di Troia. Inoltre, Cassandra è la sorella della moglie di Enea, Kreusa. Ma Omero non permette loro di entrare in contatto personale. Omero non parla certo di una storia d’amore tra Enea e Cassandra. Alla caduta di Troia, Enea lascia la città mentre Cassandra viene catturata. Enea in fuga dall’incendio di Troia con suo figlio e suo padre sulla schiena.”,”QMIx-112-FSL”
“AIRALDI Gabriella”,”Guerrieri e mercanti. Storie del Medioevo genovese.”,”AIRALDI Gabriella ordinario di storia medievale all’ Università di Genova, specialista di storia mediterranea e di storia delle relazioni internazionali per il medioevo e la prima età moderna. Ha scritto oltre 300 pubblicazioni. “”Qualche decennio dopo, nel testo fondamentale della normativa marittima genovese, il ‘Liber Gazarie’, a completare il panoramadella piena espansione economica della città da Oriente a Occidente, accanto alle parti riguardanti il Mediterraneo e il Mar Nero, fa la sua comparsa l’ ‘Ordo gallearum Flandrie’; mentre nella stessa epoca, s’inaugura la serie dei trattati, che fino all’ età moderna, garantirà al costanza dei rapporti tra Genova e le Fiandre. (…) Ma accanto all’ Italia dei Comuni, l’ altro perno determinante della “”rivoluzione commerciale”” è stato costituito proprio dalle Fiandre, punto nodale della contigua area economica, terminale della linea di navigazione a lungo raggio tra il Levante mediterraneo e il nord. Qui lo sviluppo della città (che in qualche misura somiglia a quello delle città italiane), cresciuto su un’antica e raffinata attività tessile, ha reso quest’area complementare all’ economia internazionale. Tanto sul Mediterraneo clasico quanto sul “”Mediterraneo del Nord”” s’è sviluppata dunque la civiltà dei mercanti, destinata a ristrutturare completamente la fisionomia dell’ Europa””. (pag 166-167)”,”LIGU-006″
“AIRALDI Gabriella”,”Storia della Liguria. Dal 1492 al 1797. Volume III.”,”AIRALDI Gabriella ‘Liguria, la più “”atlantica”” delle regioni italiane’ (pag 20-26) Colombo talentuoso scrittore. “”Uomo avveduto e buon conoscitore di persone e cose, attento all’immagine e alla comunicazione, Colombo sceglie per primo le coordinate in cui vuole essere collocato. Non è solo un marinaio esperto di venti e di maree, di carte e di strumenti per leggere e misurare il mondo, un cartografo provetto, un coraggioso capitano di ventura del mare, un genovese attento a nuovi mercati. La nutrita serie di documenti di varia natura, autografi e in copia, di cui egli stesso è autore, testimonia la sua grande confidenza con la penna: il che – dati i tempi – assume un significato particolare, poiché consente all’interessato di dipingersi e di dipingere la sua impresa con i toni preferiti. Dopotutto non c’è stato, fino a quel momento, nessun uomo di mare che abbia scritto tanto e bene come lui”” (pag 29-30)”,”LIGU-093″
“AIRALDI Gabriella”,”Dall’Eurasia al Nuovo Mondo. Una storia italiana (secc. XI-XVI).”,”AIRALDI Gabriella ordinario di Storia medievale all’Università di Genova è specialista di storia mediterranea e delle relazioni internazionali e interculturali per il medioevo e la prima età moderna. AIRALDI Gabriella, Dall’Eurasia al Nuovo Mondo. Una storia italiana (secc. XI-XVI), FRATELLI FRILLI EDITORI. GENOVA. 2007, pag 205 8°, note indice nomi; Collana del Centro di Studi “”Paolo Emilio Taviani”” sulle relazioni internazionali dal medioevo all’età contemporanea diretto da Gabriella AIRALDI. AIRALDI Gabriella ordinario di Storia medievale all’Università di Genova è specialista di storia mediterranea e delle relazioni internazionali e interculturali per il medioevo e la prima età moderna. [‘La grande mobilità operativa innescata dall’economia di mercato e dal capitalismo concorre ad incrementare possibili ascese sociali. Michele de Cuneo e Cristoforo Colombo rappresentano, sia pure in sfumatura profondamente diversa, esempi che rientrano in questa tipologia. Michele parte da una posizione più favorevole. Appartiene ad un’importante e ricca famiglia savonese di uomini d’affari, che sono anche imprenditori, uomini politici e diplomatici. (…) E’ evidente che Colombo può operare senza Genova, ma non senza genovesi e liguri; non senza la loro protezione e i loro capitali, soprattutto nell’area iberica. (…) La vicenda di Colombo nasce all’ombra dei Fieschi; un Fieschi lo salverà alla Giamaica e gli sarà vicino nel giorno della morte; Colombo collabora continuamente con Centurione e Spinola, di Negro, Vivaldi, nomi antichi e potenti sul piano internazionale. (…) Si giunge ora alla parte sostanziale della lettera, veramente preziosa sotto molti aspetti e degna di ben altra attenzione di quella dedicata ad una semplice relazione di viaggio. (…) Il testo della lettera è complesso. (…) Michele, infatti, guarda alla nuova realtà con gli occhi di chi sa come riconoscerne i “”valori”” e sa come memorizzarli a fini commerciali. Si tratta di un sistema preciso, ben rappresentato in tutte le culture mercantili (…). Si è detto finora che, gelosi del loro sistema e delle loro conoscenze, i genovesi non hanno mai prodotto nulla di somigliante ad una “”pratica di mercatura””. La lettera di Michele de Cuneo smonta questa teoria, offrendoci al tempo stesso due certezze: Colombo è certamente genovese (parola di savonese…); i poco loquaci liguri scrivono solo se si trovano di fronte a vere novità: infatti il marinaio Cristoforo Colombo e l’uomo d’affari Michele de Cuneo memorizzano ciò che incontrano. Ma lo fanno restando ancora una volta fedeli all’abituale riservatezza di un sistema antico, che privilegia sempre e comunque il “”privato”” (soprattutto quando si tratti di informazioni “”uniche””)”” (pag 120- 133)] [ISC Newsletter N° 72] ISCNS72TEC”,”ASGx-044″
“AIRALDI Gabriella”,”Storia della Liguria. Dal 643 al 1492. Volume II.”,”Gabriella Airaldi, (Genova, 1942) insegna storia medievale all’Università di Genova. Specialista di storia delle relazioni internazionali e interculturali, di storia dell’espansione europea per l’età medievale e la prima età moderna. E’ autrice di circa 400 pubblicazioni.”,”LIGU-093-B”
“AIRALDI Gabriella”,”L’occhio del mercante. Commercio e cultura nel Medioevo italiano.”,”Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e delle relazioni internazionali dal Medioevo all’età moderna. Ha insegnato all’Università di Genova e in varie università all’estero. Ha diretto il Centro di ricerca in Studi colombiani. E’ autrice di quattrocento pubblicazioni scientifiche”,”STOS-226″
“AIRALDI Gabriella”,”Storia della Liguria. Dal 1861 al 1970. Volume V.”,”Gabriella Airaldi, (Genova, 1942) insegna storia medievale all’Università di Genova. Specialista di storia delle relazioni internazionali e interculturali, di storia dell’espansione europea per l’età medievale e la prima età moderna. E’ autrice di circa 400 pubblicazioni. Seconda guerra mondiale: Il bombardamento di Genova dal mare (pag 224-225-226) “”Nella notte del 13 giuno 1940 una squadra formata da 4 incrociatori, 11 caccia e 4 sommergibili salpa da Hyères. In quelle ore, partita dalla Spezia per il consueto servizio di scorta a un posamine, la ‘Calatafimi’ è in navigazione verso Savona. È davanti a Camogli uando vengono avvistati 8 bombardieri francesi che sorvolano Genova diretti al campo d’aviazione di Novi Ligure. Brignole (Giuseppe Brignole di Noli, comandante della ‘Calatafimi’, ndr) dà ordine di fermare le macchine. La navigazione è sospesa per due ore, poi si riprende la deposizione delle mine tra Genova e Savona. Un’improvvisa foschia non impedisce di vedere che in prossimità di Arenzano avanzano le navi francesi dirette a Genova. La squadra francese si è divisa: una parte si è diretta a su Savona-Vado, la seconda su Genova. Alle 4.25 due squadriglie di MAS, una delle quali è comandata dal ligure Parodi, avvistano le navi francesi in prossimità di Bergeggi. Alle 4.26 si scatena l’inferno. Poco possono fare i MAS e nulla la batteria di Vado e il treno armato che staziona alla galleria della Torretta di Albisola. Il bombardamento cessa alle 4.48. Mentre il posamine ripara in porto, Brignole avvia l’azione che porterà alla celebrità lui, i suoi uomini e la vecchia ‘Calatafimi’. La torpediniera e l’equipaggio sono soli di fronte alle unità francesi che, tra le 4.26 e le 4.40, bombardano il porto e l’Ansaldo, e da soli vanno incontro alla battaglia. Nessuno li difende. Nonostante sia partito l’allarme, la catena informativa ha molti vuoti, le disfunzioni sono troppe”” (pag 224-225) “”Genova è nel mirino. Domenica 9 febbraio 1941 alle 7.35 le sirene suonano l’allarme. L’operazione ‘Grog’ si abbatte sulla città e la devasta. Dal promontorio di Portofino una squadra navale inglese, partita da Gibilterra, con la corazzata ‘Malaya’, gli incrociatori ‘Renown’ e ‘Sheffield’, la portaerei ‘Ark Royal’ e navi di scorta, bombarda per quasi un’opera Genova, non incertettata dalle corazzate ‘Vittorio Veneto’, ‘Giulio Cesare’ e ‘Andrea Doria’, di vedetta a ovest della Corsica. Intanto l’aviazione inglese colpisce i nodi ferroviari, La Spezia, Pisa e Livorno. A Genova morti e feriti sono varie centinaia, i senzatetta sono oltre 2500. Gravi danni si registrano nella parte orientale del centro cittadino e nel centro storico. Sono colpiti piazza Colombo, via XX Settembre, l’ospedale Galliera, la biblioteca Berio; un proiettile inesploso è tuttora conservato all’interno della cattedrale di San Lorenzo. Sono bombardati anche gli stabilimenti dell’Ansaldo e quattro navi sono affondate. Alla fine delle guerra la flotta mercantile avrà perso 672 bastimenti su 786. Alla Spezia le bombe cadono il 29 settembre. La situazione è monitorata giorno per giorno dal diario di Caviglia, che ha alti contatti in Italia e all’estero e ha chiarissima la situaizone politica e strategica mondiale e locale. La sua condanna del fascismo è senza appello. La situazione peggiora ulteriormente alla fine del ’41″” (pag 226)”,”LIGU-093-C”
“AJELLO Nello”,”Intellettuali e PCI 1944-1958.”,”Nello AJELLO, Napoli 1930, è un editorialista politico studioso della cultura italiana contemporanea. Nel 1954, fu tra i fondatori della rivista ‘Nord e Sud’, e ha collaborato al ‘Mondo’ di PANNUNZIO. Dal 1962 ha lavorato all’ Espresso arrivando alla carica di condirettore. Ha scritto vari libri. “”Ma, al di là di questi episodi di grande rilevanza ‘unitaria’, sui quali il PCI riesce a mobilitare ampi consensi, le garanzie e gli stimoli che la cultura di sinistra offre agli intellettuali andranno facendosi, nel quinquennio 1948-53, sempre più deboli (lo stesso Massimo Mila, tanto per fare un esempio, sarà tra breve protagonista di un clamoroso scontro con Togliatti in materia d’ estetica musicale). Il conformismo è nell’ aria, attenuato a malapena dalla solita diplomazia del vertice togliattiano””. (pag 188)”,”PCIx-125″
“AJELLO Nello”,”Il lungo addio. Intellettuali e PCI dal 1958 al 1991.”,”Nello AJELLO (Napoli, 1930) giornalista già condirettore dell’ Espresso, editorialista della ‘Repubblica’ ha pubblicato ‘Lezioni di giornalismo’ (Garzanti) e ‘Intellettuali e PCI 1944-1958) (1979). “”Avrà ragione Paolo Bufalini a notare, nel decennale di quella battaglia, che il PCI “”ne trasse un grande prestigio e un grande accrescimento della propria influenza””. E, si può aggiungere, della propria penetrazione culturale. Fu interno all’ autorevole garanzia delle Botteghe Oscure che si raccolsero in prevalenza, ad esempio i “”cattolici del no””: sindacalisti della Cisl come Pierre Carniti e Luigi Macario, intellettuali come Pietro Scoppola, Gian Paolo Meucci, Giuseppe Lazzati, Leopoldo Elia, Mario Gozzini, Raniero La Valle, Romano Prodi, Luigi Pedrazzi, Ermanno Gorrieri, Mario Pastore, Piero Pratesi, Boris UIianich””. (pag 108)”,”PCIx-159″
“AJELLO Nello”,”Il lungo addio. Intellettuali e PCI dal 1958 al 1991.”,”Nello Ajello (Napoli 1930), giornalista già condirettore dell’Espresso, editorialista della Repubblica, ha pubblicato Lezioni di giornalismo, Italiani di fine regime, e per i nostri tipi, Lo scrittore e il potere e Intellettuali e Pci 1944-1958.”,”PCIx-009-FL”
“AJELLO Nello”,”Lezioni di giornalismo. Com’è cambiata in 30 anni la stampa italiana.”,”Nello Ajello nato nel 1930 a Napoli morto a Roma nel 2013, era un noto editorialista politico e un attento studioso della cultura italiana contemporanea. E’ stato, nel 1954, tra i fondatori della rivista ‘Nord e sud’ e ha collaborato al ‘Mondo’ di Pannunzio. Attualmente (1985) è inviato speciale dell’Espresso, del quale è stato per molti anni co-direttore, e collaboratore di ‘Repubblica’. Insegna giornalismo alla Luiss di Roma. Ha pubblicato fra l’altro, presso l’editore Laterza, ‘Lo scrittore e il potere’ (1974) e ‘Intellettuali e PCI’ (1979). ‘Lezioni di giornalismo’ non è un titolo di fantasia: si tratta proprio delle lezioni che Nello Ajello ha tenuto fra il marzo e il giugno 1985, all’Università Luiss di Roma. La materia delle lezioni, e il contenuto del libro, riguarda l’attualità del nostro giornalismo “”scritto”” (gli anni 1980) ma ne rintraccia le radici indietro nel tempo fino a quel 1955 che segnò l’estensione a tutta l’Italia delle trasmissioni televisive. Chi legge e chi no. “”Qual è stato in Italia, negli ultimi trent’anni, lo sviluppo della stampa quotidiana, che rappresenta il tessuto connettivo dell’informazione scritta? In linea preliminare, un dato di fatto s’impone: in Italia si vendono e si leggono pochi quotidiani. Per molti decenni, la tiratura complessiva dei quotidiani italiani si è aggirata fra i sei e i sette milioni di copie, e la loro vendita effettiva intorno ai cinque milioni. Si tratta di dati che nella pratica si sono dimostrati difficilmente modificabili, fino ad anni a noi molto vicini, nonostante lo sviluppo del Paese in altri settori, il diffondersi dell’istruzione e il crescere del reddito pro-capite. A malapena, e non sempre, la vendita di giornali quotidiani è riuscita, in Italia, in questo trentennio, ad adeguarsi all’incremento demografico, e la disparità lamentata nei riguardi dei maggiori paesi capitalistici – anche volendosi tener conto dei rispettivi indici di reddito – è assai rilevante. In Italia si tirano un terzo delle copie di quotidiano pubblicate, più o meno a parità di popolazione, in Gran Bretagna, per non parlare degli Stati Uniti e del Giappone, nazioni più popolose: basti pensare che un solo quotidiano giapponese, l’«Asahi Shinbun», diffonde un numero di esemplari pari a due volte l’intera circolazione dei quotidiani italiani. A questa situazione complessivamente stagnante per quanto riguarda gli acquisti hanno corrisposto fino agli inizi degli anni Ottanta dati altrettanto statici in termini di lettura effettiva di quotidiani politici (…). La media di copie di quotidiani vendute ogni cento abitanti – circa 10 nel 1983 e circa 11 nel 1984 – ci colloca comunque in una posizione ancora debole in Europa: nei paesi del Mec, la media di vendita è di 20 copie ogni cento abitanti. Secondo dati Unesco riferiti al 1979, in termini di diffusione di giornali per abitante, l’Italia figurava al ventitreesimo posto fra i venticinque paesi considerati: la superavano non soltanto alcuni grandi consumatori di carta stampata come Giappone, Svezia, Germania Est, Finlandia, Gran Bretagna, Austria, ma anche paesi considerati a basso reddito o culturalmente meno sviluppati, come Bulgaria, Romania, Iugoslavia. (…) Sconfortanti sono (…) i dati di vendita relativi all’editoria libraria. Secondo statistiche elaborate qualche anno fa dall’Unesco e dalla Direzione Ricerche e Studi della Mondadori, il 53 per cento degli italiani non compra e non legge mai un libro; il 13 per cento «consuma» o «sfoglia» due libri all’anno e il 34 per cento ne legge più di tre. E’ un livello di lettura, quello dei libri, che si colloca in fondo alla lista dei paesi sviluppati. Se in Italia il numero dei libri venduti per abitante è di 1,3, simile cioè a quello del Portogallo, tale indice sale a 3.8 in Gran Bretagna, a 5.3 in Francia, a 5.6 in Austria, a 8.7 in Norvegia. Se usciamo dall’Europa questo indice risulta di 5.8 negli Stati Uniti, di 8,7 in Giappone, di 7.8 in Australia ed Israele, di 6.8 in Nuova Zelanda. Quanto alla percentuale di lettori di libri sulla popolazione adulta, in Italia – secondo un’altra recente indagine – siamo al 34% mentre la vicina Svizzera si colloca al 69%”” La Repubblica (11.8.2013) (Simonetta Fiori) “”È morto a Roma il giornalista e scrittore Nello Ajello, storica firma di Repubblica e dell’Espresso. Avrebbe compiuto 83 anni il 20 novembre. Era da tempo malato di tumore, ma l’ha scoperto solo di recente perché concentrato su un dolore più grande: la malattia della moglie Giulia, scomparsa lo scorso 25 luglio. Una storia d’amore d’altri tempi, un legame che non poteva essere reciso. Elegante, ironico, una leggera somiglianza con l’attore David Niven, Nello Ajello incarnava esemplarmente la stirpe degli “”anglonapoletani””, una specie antropologica e intellettuale che Beniamino Placido faceva risalire alla fine del Settecento, l’epoca di Emma Hamilton, moglie dell’ambasciatore britannico nel Regno di Napoli. Inconfondibili nel rigore. Inconfondibili nel modo di vestire. Inconfondibili nell’amare la loro imbarazzante città – imbarazzante per “”l’eccesso”” e “”l’incoscienza”” – opponendole uno stile che non conosce approssimazione. Né in termini etici né in quelli estetici. Anche il percorso intellettuale di Nello Ajello non conobbe approssimazioni, essendosi definito sin dagli anni Cinquanta attraverso alcuni santuari della cultura democratica e progressista. I primi passi a Nord e Sud, la rivista di Francesco Compagna che coniugava meridionalismo ed europeismo (“”il capitolo più appassionante della mia giovinezza””). Il lavoro a Torino all’Olivetti, al fianco del mitico mecenate Adriano (“”Mio padre si mostrò stupefatto: ‘Che vai a fare a Torino? È ‘nu paisiello! ‘Vado a Torino, risposi, perché la amo molto e perché non posso andare a Helsinki non conoscendone la lingua””). La collaborazione al Mondo di Pannunzio e la successiva attività nelle stanze dell’Espresso, di cui per tanti anni fu condirettore al fianco di Livio Zanetti (“”Mi occupavo di qualsiasi cosa, dal salotto di Croce alla vallata vietnamita di Da-Nang, dalla legge Merlin alla Guerra dei sei giorni””). Infine l’approdo nelle pagine di Repubblica, dove dall’89 al ’91 diresse il supplemento culturale Mercurio e poi restò firma d’eccellenza, sempre nel segno della levità e della destrezza. Un itinerario politico e culturale coerente, che egli amava restituire con il consueto understatement: “”Mi pare di aver provato simpatia per una liberaldemocrazia a sfondo laico che fosse davvero tale, senza sconfinamenti verso utopie di segno diverso o verso cangianti settarismi. E senza aderire – per farla breve – ai più acrobatici revisionismi a’ la page. Ciò non toglie che nella classica distinzione a firma di Norberto Bobbio tra destra e sinistra, io mi riconosca nel secondo corno del dilemma, pur non rinunziando allo sgomento cui mi induce l’oltranzismo anche in veste progressista””. Maestro di antiretorica, ha saputo raccontare il Novecento – ma anche gli esordi del nuovo secolo – senza tracce di sussiego, nella lucida consapevolezza delle mine nascoste in un mestiere che ha contribuito a reinventare. Nelle migliaia di articoli e profili critici – che compongono una sorta di enciclopedia dell’intellighenzia contemporanea – non ci si imbatte mai né nell’accademia né nell’astrattezza. Considerava il giornalismo culturale una specialità a sé, che richiede a chi vi si cimenta un’ardua quadratura del cerchio. “”La figura del redattore culturale””, diceva Nello, “”è esposta a un pericolo: sta in bilico tra il professore che non sa scrivere e il dilettante che magari sa scrivere ma non sa. Professionalmente parlando, egli può o deve essere un centauro. Ossia deve sapere, e deve sapere scrivere””. E se non sa, aggiungeva, deve sapere dove mettere le mani. Lettore colto e raffinatissimo, Ajello apparteneva alla specie di chi sapeva. E sapeva scrivere con rara capacità narrativa. Ma non è rintracciabile negli innumerevoli interventi un sospetto di supponenza. Rigore storiografico, cura del dettaglio sapido e il cannocchiale rovesciato dell’ironia: nel territorio assai vasto del dibattito delle idee, il suo approccio è sempre rimasto giornalistico, capace di nutrire l’intelligenza senza mai renderla stanca od opaca. Anche nel fare i titoli – genere in cui esercitava un indiscusso magistero – scuoteva gerarchie e monumenti. E in redazione non erano ammessi musi lunghi: se in questo mestiere non ci si diverte – era il suo monito – forse è meglio sceglierne un altro. Nelle sue istantanee poco ossequiose, intere schiere di maîtres a’ penser sono scese dal piedistallo per acquistare abitudini, ossessioni, nevrosi, fragilità proprie di uomini comuni. Romanzieri, poeti, critici, editori, umoristi, attori, filosofi, statisti, sociologi, politologi. Maggiori e minori. La sua galleria di Illustrissimi (un libro del 2006) mostra “”un alternarsi di pensoso e ilare”” che era anche una metodologia di lavoro. “”Un giornale è per definizione quanto di più pragmatico e di meno protocollare esista quando ospita temi culturali. Incenso e gloria: ecco due ingredienti che mi piacerebbe non figurassero in queste pagine””. E divenuto egli stesso “”illustrissimo””, evitò fino alla fine di impancarsi a venerato maestro. Una tentazione, diceva, che nella vecchiaia è assolutamente da evitare. I suoi due saggi sui rapporti tra intellettuali e Pci, che coprono mezzo secolo di vicende nazionali, resteranno un caposaldo della bibliografia storica contemporanea (Intellettuali e Pci e Il Lungo addio, entrambi di Laterza). Il consueto stile mercuriale, accompagnato da una sterminata documentazione anche inedita su episodi e personaggi, ne fanno dei classici destinati nel tempo a essere letti, riletti e consultati. “”Una paziente e modesta monografia””, li definiva l’autore rubando il termine a Francesco De Sanctis, il quale inclinava a credere che “”accertare un fatto desta più interesse che stabilire una legge””. Il libro-intervista con Alberto Moravia, suo grande amico, fu adottato nei corsi universitari di Lettere. E nella stessa collana laterziana avrebbe firmato più di recente L’editore fortunato, una partecipe conversazione con Carlo Caracciolo, insieme a Eugenio Scalfari suo compagno di viaggio nell’avventura dell’Espresso e di Repubblica. Erede dei Flaiano e dei Maccari, i cui acquerelli affollavano le pareti di casa, Ajello era anche un formidabile autore di corsivi. Tra il 1992 e il 1993, sulle pagine politiche del quotidiano, ritrasse il naufragio della prima Repubblica. Per Bettino Craxi coniò il motto “”l’irritation au pouvoir””, a ricalco dello slogan del Sessantotto francese. Con De Mita intonava “”Fratelli d’Irpinia””. E Formigoni era la “”prova ontologica dell’inesistenza di Dio””. Quello del corsivo era un genere che gli somigliava. “”Confina con l’aforisma e l’epigramma””, lo definì una volta. “”Nasconde l’animosità dietro l’ironia. Chiude la cattiveria dietro la gabbia del distacco. La sua perfidia, quando c’è, va servita fredda. È un tipo di prestazione che, con la sua brevità, fulmina l’autore per primo. Non sopporta il sussiego. Somiglia all’articolo di fondo come una lucertola a un coccodrillo: o è agile o non è””. Agile Nello lo era anche nella vita. Ogni parola fiammeggiava di ironia. “”Per una battuta si mangerebbe una casa””, scrisse una volta Valerio Riva curandone un’antologia di scritti. Epigrafe che non gli dispiaceva. Un’arguzia affidata al rovesciamento parodistico, in cui lui scivolava agli ultimi gradini e gli altri erano pericolosamente promossi a sovrani pro tempore. Niente gli era più estraneo di quello che definiva il “”soufflé dell’ego””, quanto mai contagioso nella varia umanità che rallegra il nostro mestiere. Ma se nella professione e nello stile intellettuale esercitava e predicava distanza, nella convivenza con amici e colleghi non c’era lutto o anche solo dispiacere che non lo vedesse coinvolto. Umanissimo e sensibile. Impeccabile e generoso. Attento e a tratti malinconico. Distratto da sé fino all’ultimo, tanto da non accorgersi del male che lo minava.”””,”EDIx-234″
“AJELLO Anna Maria e MEGHNAGI Saul”,”Conoscenza e Differenza. Dall’omologazione alla specificità di genere.”,”Saul Meghnagi, pedagogista. Coordina l’area di ricerca sulla formazione dell’Ires. Anna Maria Ajello, psicopedagogista. Insegna teorie e metodi di programmazione e valutazione scolastica presso l’Università di Roma La Sapienza.”,”DONx-076″
“AJELLO Raffaele D’ADDIO Mario, a cura; saggi di GALASSO D’ADDIO ANES MARCONI DE-ROSA MARRANA SCIUTI RUSSI MAIORINI AUER FERRARI MIGLIORINI LOLLINI BARRIO GONZALO FERRER BENIMELI”,”Bernardo Tanucci. Statista, letterato, giurista. Convegno internazionale di studi per il secondo centenario, Napoli, Caserta, Salerno 28-30 aprile 1983. Volume primo.”,”Bernardo Tanucci (Stia, 20 febbraio 1698 – San Giorgio a Cremano, 29 aprile 1783) è stato un giurista e politico italiano. Fu un uomo di fiducia del re di Napoli Carlo di Borbone e di suo figlio Ferdinando IV, occupò le cariche di segretario di Stato della Giustizia e Ministro degli Affari esteri e della Casa Reale dal 1754 al 1776 1. Tanucci fu un sostenitore dei principi illuministi e si impegnò per affermare la superiorità del moderno Stato laico sulla Chiesa e per abolire i secolari privilegi feudali della nobiltà e del clero nel Regno di Napoli 1. Come primo ministro, limitò la giurisdizione dei vescovi, eliminò prerogative risalenti all’epoca medievale, ridusse le tasse da pagarsi alla Curia romana 1. Tanucci è stato anche autore di numerosi scritti giuridici e politici 1. (f.copil)”,”BIOx-026-FSD”
“AJELLO Raffaele D’ADDIO Mario a cura; saggi di FERNANDEZ MURGIA CHIOSI ALEROGGEN-BEDEL MASETTI ZANNINI FITTIPALDI ROBOTTI GIGANTE STRAZZULLO BECCHI”,”Bernardo Tanucci. Statista, letterato, giurista. Convegno internazionale di studi per il secondo centenario, Napoli, Caserta, Salerno 28-30 aprile 1983. Volume secondo.”,”Bernardo Tanucci (Stia, 20 febbraio 1698 – San Giorgio a Cremano, 29 aprile 1783) è stato un giurista e politico italiano. Fu un uomo di fiducia del re di Napoli Carlo di Borbone e di suo figlio Ferdinando IV, occupò le cariche di segretario di Stato della Giustizia e Ministro degli Affari esteri e della Casa Reale dal 1754 al 1776 1. Tanucci fu un sostenitore dei principi illuministi e si impegnò per affermare la superiorità del moderno Stato laico sulla Chiesa e per abolire i secolari privilegi feudali della nobiltà e del clero nel Regno di Napoli 1. Come primo ministro, limitò la giurisdizione dei vescovi, eliminò prerogative risalenti all’epoca medievale, ridusse le tasse da pagarsi alla Curia romana 1. Tanucci è stato anche autore di numerosi scritti giuridici e politici 1. (f.copil)”,”BIOx-026-B-FSD”
“AJELLO Nello”,”Intellettuali e PCI 1944-1958.”,”Nello Ajello, Napoli 1930, è stato un editorialista politico studioso della cultura italiana contemporanea. Nel 1954, fu tra i fondatori della rivista ‘Nord e Sud’, e ha collaborato al ‘Mondo’ di PANNUNZIO. Dal 1962 ha lavorato all’ Espresso arrivando alla carica di condirettore. Ha scritto vari libri. Nello Ajello (Napoli, 20 novembre 1930 – Roma, 11 agosto 2013) è stato un giornalista e saggista italiano. Si laureò in lettere presso l’Università di Napoli nel 1952, con una tesi su Aldo Palazzeschi. Iniziò la sua carriera come redattore della rivista “Nord e Sud” e lavorò per l’Olivetti. Ajello fu una firma di punta delle pagine culturali de “La Repubblica”, quotidiano che contribuì a fondare. Nel corso degli anni, scrisse anche per altre importanti testate come “Il Mondo” di Mario Pannunzio e “L’Espresso”. Nel 1981, ricevette il Premio Saint Vincent per il giornalismo. Ajello ci lasciò a Roma nell’agosto 2013, dopo una lunga malattia, a soli 83 anni, a un mese di distanza dalla morte della moglie12. (copil.)”,”PCIx-011-FSD”
“AJELLO Nello”,”Il lungo addio. Intellettuali e PCI dal 1958 al 1991.”,”Volume dedicato a Giovanni Giudici La Rai alla mercé dei partiti all’epoca della ‘Prima repubblica’ “”Fin dal maggio 1964, Indro Montanelli, in due interventi sul «Corriere della Sera», aveva sostenuto che l’informazione Rai praticava «una politica di simpatie, ma anche una politica di complicità» verso la sinistra. E citava «un documentario sul Congo» che «terminava con una requisitoria contro Ciombé e con un inno a Lumumba», prendendolo ad esempio di «un sabotaggio che ricorre alle malizie più sottili e impalpabili», come «il gioco delle luci e delle ombre». Ne discende, esemplificava ancora Montanelli, che «quando è di scena Togliatti vien fuori – non si sa come – un imperatore romano. Quando è di scena Scelba vien fuori un questurino». Conclusione di Montanelli: «la Rai-tv è rimasta alla mercé dei partiti che se la contendono e se la contrattano a metri quadrati come un’area fabbricabile» (152): secondo lui, il Pci è della partita. La denunzia, quanto meno prematura, suscitò precoci inquietudini e venne ripresa da altri organi di stampa. Sull’ «Espresso», Eugenio Scalfari manifestò tutto il suo stupore: «Credevamo» che alla Rai-tv «fossero i democristiani ma Indro Montanelli ha spiegato che ci eravamo sbagliati». Lì imperano i comunisti (153). (pag 161) [Nello Ajello, ‘Il lungo addio. Intellettuali e PCI dal 1958 al 1991’, Laterza, Bari, 1997] [(152) Indo Montanelli, ‘Il teleschermo avvelenato e Tv: monopolio di complicità’, in “”Corriere della Sera””, 6 e 10 maggio 1964; (153) Eugenio Scalfari, ‘I comunisti della Rai-tv’, in “”L’Espresso””, 17 maggio 1964]”,”PCIx-012-FSD”
“AJELLO Nello”,”Lo scrittore e il potere.”,”Ajello racconta l’avventura dello scrittore italiano alle prese con il potere: ieri attraverso la terza pagina del giornale prestigioso oggi attraverso il best seller, il rotocalco, la Rai tv. Ojetti e Cecchi, Baldini e Pancrazi, Moravia e Levi, Cassola e Bassani, Fortini e Sanguineti, Eco e Arbasino, infine i contestatori del ‘6 si sono annunziati come i leader di una cultura nuova e controcorrente. La trama della ricerca: una biografia del letteratato italiano del Novecento. Ajello è nato nel 1930 a Napoli. Prima caporedattore di Nord e Sud, poi funzionario della Olivetti presso la direzione pubblicità e stampa, fu collaboratore de ‘Il Mondo’ di Pannunzio. In seguito condirettore dell’ Espresso.”,”EDIx-258″
“AJELLO Nello”,”Lo scrittore e il potere.”,”Ajello racconta l’avventura dello scrittore italiano alle prese con il potere: ieri attraverso la terza pagina del giornale prestigioso oggi attraverso il best seller, il rotocalco, la Rai tv. Ojetti e Cecchi, Baldini e Pancrazi, Moravia e Levi, Cassola e Bassani, Fortini e Sanguineti, Eco e Arbasino, infine i contestatori del ‘6 si sono annunziati come i leader di una cultura nuova e controcorrente. La trama della ricerca: una biografia del letteratato italiano del Novecento. Ajello è nato nel 1930 a Napoli. Prima caporedattore di Nord e Sud, poi funzionario della Olivetti presso la direzione pubblicità e stampa, fu collaboratore de ‘Il Mondo’ di Pannunzio. In seguito condirettore dell’ Espresso.”,”EDIx-259″
“AKBAR M.J.”,”Fratelli di sangue.”,”M.J. Akbar fondatore e caporedattore del ‘The Asian Age’ e del ‘Deccan Chronicle’ due dei più importanti giornali indiani e poi del ‘Sunday’ e del ‘Telegraph’, nel novembre 1989 fu eletto deputato in parlamento. Nel 1993 ritornò alla scrittura. Una sua opera è dedicata al conflitto India-Pakistan sul Kashmir. “”L’hindu ha una mente circolare, perché crede nella rinascita”” (pag 167) “”Gandhi era un ‘baniya’, sottintendendo che era inaffidabile come tuti i mercanti”” (pag 191) “”Gli indiani erano più eccitati dalla notizia della drammatica fuga di Subhas Bose da Calcutta alla Germania e dal suo incontro con Hitler. La distruzione della flotta americana a Pearl Harbour confermò l’impressione che Bose avesse scelto la fazione vincente”” (pag 199) “”Il vero dramma, proseguì Hogg, non era la partizione dell’India, ma lo smembramento dell’esercito, un’istituzione che era un fulgido esempio di unità nella diversità: i giovali gurkha, i riservati e aristocatici dogra, i tenaci sikh, gli eroici musulmani del Panjab, ecc…”” (pag 249)”,”INDx-003-FC”
“AKÇAM Taner, edizione italiana a cura di Antonia ARSLAN”,”Nazionalismo turco e genocidio armeno. Dall’ Impero ottomano alla Repubblica.”,”AKÇAM Taner è il primo storico turco ad ammettere e discutere apertamente il genocidio armeno. Nato nella regione di Kars-Ardahan, nel 1976 viene arrestato e condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti. Un anno dopo riesce a fuggire e a rifugiarsi in Germania. Oggi insegna negli Stati Uniti alla Università of Minnesota. “”Furono svolte inchieste sulle migrazioni forzate da Ayvalik, Edirne e Catalca e, secondo le cifre riportate, il numero dei greci nelle regioni di Edirne e Catalca, le cui case e proprietà erano state saccheggiate e che erano stati costretti a emigrare in Grecia, arrivava a 300.000. Inoltre, bande armate avevano compiuto massacri nella regione. Fu anche riferito che gli armeni della zona erano stati uccisi. Questa serie di eventi fu descritta come un ‘massacre blanc’, con una perdita totale di vite umane stimata intorno alle 500.000 persone. Tuttavia, gli individui ai quali era stato ordinato di eseguire i massacri, invece di essere messi sotto inchiesta, divennero oggetto di lode: “”proprio come il governatore generale di Edirne, Haci Adil Bey, che aveva guidato la campagna di sterminio, fu in seguito nominato presidente della Camera dei deputati, il vice governatore del distretto provinciale di Tekfurdagi (Tekirdag), Zekeriya Bey, che aveva dimostrato straordinario fervore nella faccenda quando aveva servito nella regione in capacità di ufficiale, fu premiato con la promozione a governatore generale di Edirne””. (pag 152)”,”TURx-024″
“AKIMOV Vladimir, a cura di Jonathan FRANKEL”,”Vladimir Akimov on the Dilemmas of Russian Marxism, 1895-1903. The Second Congress of the Russian Social Democratic Labour Party. A Short History of the Social Democratic Movement in Russia.”,”AKIMOV Vladimir Engels. Aprire una breccia nel bastione russo della controrivoluzione europea “”Not untypical was the relationship of Engels to the group of Russian Marxists in Switzerland. Pinning his hopes on a political revolution in Russia, on the overthrow of Alexander III, he failed to see why the Russian Marxists should isolate themselves from the Populist revolutionaries, from Lavrov and the remnants of the ‘Narodnaia Volia’. Aware of the enthusiastic support which Marx had given the ‘Narodovol’tsy’ before his death in 1883, Engels was not impressed by Plekhanov’s theory that only the proletariat organized in a separate party of its own could bring down the Tsarist régime. Ignoring the fact that his own open letter to Tkachev had supplied Plekhanov with many of his basic arguments, he explained in a letter of 1885 to Vera Zasulich why he was unimpressed by Plekhanov’s attack on the Populist revolutionaries. ‘Let us grant that these people [Tikhomirov and other ‘Narodovol’tsy] claim that they can seize power – but so what? Let them only open a breach in the dam and the current will soon rid them on their illusions… what is important in my opinion is that in Russia a jolt should be produced which will start the revolution. Whether the signal is given by one group or another, whether it takes place under one banner or another – that is not so important for me. Let it be a palace conspiracy. It will be swept away next day”” (Perepiska, p. 251)”” [Vladimir Akimov, a cura di Jonathan Frankel, Vladimir Akimov on the Dilemmas of Russian Marxism, 1895-1903. The Second Congress of the Russian Social Democratic Labour Party. A Short History of the Social Democratic Movement in Russia, 1969] (pag 13-14) Plechanov pag 23″,”MRSx-052″
“AKSËNOV Vasilij”,”Il biglietto stellato.”,”””Il biglietto stellato”” di Vasilij Aksenov è un romanzo di formazione ambientato nell’Unione Sovietica dei primi anni ’60. La storia segue il diciassettenne Dimka, un giovane sognatore e ribelle, che decide di lasciare la sua casa a Mosca per un’avventura verso l’Estonia con i suoi amici. Il romanzo esplora il desiderio di libertà e l’innocenza giovanile in un periodo di cambiamento politico e sociale. Attraverso il viaggio dei protagonisti, Aksenov offre uno sguardo sulla vita dei giovani sovietici che cercano di sfidare le convenzioni e trovare la propria strada in un mondo che ancora sente l’ombra dello stalinismo. (copil)”,”VARx-017-FMDP”
“ALABISO Alida”,”I Samurai.”,”Alida Alabiso, docente di Archeologia e Storia dell’arte giapponese nell’Università di Roma La Sapienza, si occupa di problemi storico-artistici del Giappone e della Cina. In questo campo ha diretto varie ricerche e ha al suo attivo numerose pubblicazioni.”,”JAPx-001-FL”
“ALAIMO Aurelio”,”Un’altra industria? Distretti e sistemi locali nell’Italia contemporanea.”,”A. Alaimo (Catania, 1955) dottore di ricerca in storia all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.”,”ITAE-020-FSD”
“ALARCIA-TÉLLEZ Diego”,”Una estatua para el “”Nelson del Plata””. El mito browniano y la construcción de la identidad nacional argentina.”,”Diego Téllez Alarcia (1975) si è laureato in ‘Humanidades’ nella Università de la Roja (2006). Ha compiuto ricerche storiche in Italia, Francia, Regno Unito, Argentina e Stati Uniti e ha pubblicato varie opere ricevendo premi per le sue ricerche. L’ammiraglio William Brown, noto anche come Guillermo Brown o Almirante Brown, è stato un ammiraglio irlandese naturalizzato argentino, comandante della marina argentina durante le guerre del primo Ottocento 12. Brown è nato il 22 giugno 1777 a Foxford, in Irlanda, ed è emigrato con il padre negli Stati Uniti all’età di 15 anni. Dopo aver lavorato come marinaio per diversi anni, Brown si arruolò nella Royal Navy britannica e combatté nella guerra napoleonica. Nel 1814, si trasferì in Argentina e si unì alla lotta per l’indipendenza del paese contro la Spagna. Nel 1817, Brown fu nominato comandante della marina argentina e guidò la flotta argentina in diverse battaglie contro la flotta spagnola. Brown è considerato uno dei padri fondatori della marina argentina e uno dei più grandi eroi nazionali dell’Argentina 134. (copil., wik)”,”AMLx-006-FSL”
“ALASIA G. FRECCERO G. GALLINA M. SANTANERA F.”,”Assistenza emarginazione e lotta di classe. Ieri e oggi.”,”Giovanni ALASIA è l’ attuale segretario dell’ Istituto Gramsci piemontese. “”Nel 1882 la costituzione del partito politico della classe operaia, il “”Partito operaio italiano””, determina una svolta. Fu questo un grande passo avanti nell’ affermazione della funzione autonoma della classe operaia nel sottrarre notevoli strati operai all’ influenza della borghesia radicale. Malgrado questo il Partito operaio conteneva in sé gravi limiti. Programmaticamente e strutturalmente esso era raffrontabile più ad un movimento sindacale che non ad un partito politico; si spiega così anche il contributo notevole che esso diede al sorgere di Leghe operaie, di centri di resistenza, di coordinamento generale di decine di mutue di soccorso. (…) I limiti del Partito operaio, il “”Partito delle mani callose”” come venne chiamato, stavano appunto nel suo operaismo, nel rifiuto sostanziale di ogni impostazione socialista. Statutariamente il partito aveva sancito che potevano iscriversi i soli lavoratori manuali. Il partito assolse comunque alla positiva funzione di un’ affermazione autonoma della classe operaia””. (pag 108).”,”MITT-144″
“ALASIA Franco MONTALDI Danilo”,”Milano, Corea. Inchiesta sugli immigrati.”,”ALASIA F. (1927, Mole, Torino) ha lavorato con Danilo Dolci nel Centro studi e iniziative di Partinico. Dirige il lavoro di animazione culturale della Biblioteca civica di Sesto San Giovanni. e collabora con l’istituto di storia della resistenza e del movimento operaio di Sesto S. Giovanni. MONTALDI (1929 – 1975) cremonese, ha pubblicato ‘Autobiografia della leggera’, ‘Militanti politici di base’, ‘Vietnam Suite’ (Torino, 1974) con Giuseppe Guerreschi”,”CONx-161″
“ALASIA Franco”,”Gaetano Invernizzi dirigente operaio.”,”L’Istituto è sorto nel 1973 e ha sede a Sesto S. Giovanni. Si occupa dell’indagine della storia contemporanea dell’area milanese Federazione dei lavoratori alimentaristi (Filia) Invernizzi Gaetano [1899-1959] Operaio, antifascista, emigrato politico, comunista, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, segretario della Filia, deputato Nacque ad Acquate (Lecco) l’11 ottobre 1899 da una famiglia di umili origini, primogenito di Isaia Invernizzi, artigiano tappezziere e di Rosa Valsecchi, assistente in una sartoria. All’età di nove anni seguì il padre per imparare il mestiere. Richiamato giovanissimo sotto le armi dopo Caporetto, partì volontario per il fronte, dove venne ferito. Fu proprio nel corso del primo conflitto mondiale che maturò la sua avversione per la guerra. Rientrato in famiglia, iniziò a compiere le sue prime esperienze politiche grazie soprattutto al cugino del padre Cirillo Invernizzi che lo introdusse alle riunioni della Camera del Lavoro e del Teatro del Popolo e nel 1919 prese la tessera del sindacato. Nello stesso anno, durante uno sciopero, conobbe Francesca Ciceri, giovane operaia metallurgica che ben presto sarebbe diventata sua compagna di vita e di lotta. Abbandonato il lavoro col padre venne assunto presso la Piloni, un’azienda metallurgica di circa 300 operai, ma nell’agosto del 1922, fu licenziato per il suo attivismo sindacale. Si iscrisse quindi al Partito comunista d’Italia. In seguito alle persecuzioni fasciste, culminate in un’aggressione squadrista, espatriò clandestinamente in Francia come lavoratore emigrato grazie alla Società Umanitaria e si stabilì a Parigi, dove nel 1924 fu raggiunto da Francesca Ciceri che sposerà nel 1925. Nella capitale francese assunse ben presto un ruolo di primo piano nell’emigrazione antifascista, svolgendo un’intensa attività politica e di coordinamento internazionale per conto del Pcd’I Partito Comunista d’Italia tra la Francia, l’Italia e l’Urss, dove frequentò assieme alla moglie per due anni e mezzo, dalla fine del 1932 all’inizio del 1935, la scuola dell’Internazionale comunista di Mosca. Nel giugno del 1936, subito dopo la ripresa del lavoro clandestino in Italia, fu arrestato assieme alla Ciceri e condannato dal Tribunale Speciale a 14 anni di reclusione da scontare nel carcere di Castelfranco Emilia. Liberato nell’agosto del 1943, aderì alla Resistenza e organizzò i primi gruppi di partigiani sulle montagne del lecchese. Nel 1944, tornato a Milano, entrò nella redazione del giornale clandestino ‘La fabbrica’, l’organo della federazione milanese del Partito comunista, e nel Comitato sindacale di Milano e provincia, come responsabile del Pci, con l’obiettivo di organizzare la resistenza nelle fabbriche a partire dallo sciopero generale del marzo 1944. Il 26 aprile 1945, dopo che una formazione di partigiani aveva occupato la sede dei sindacati fascisti di Porta Vittoria, Invernizzi con gli altri dirigenti del comitato sindacale vi si trasferirono. Si ricostituiva, così, la Camera del Lavoro di Milano. Invernizzi redasse il Manifesto ai lavoratori milanesi che portava la firma di Gaetano Invernizzi per il Pci, Luigi Morelli per la Dc e Fortunato Saccani per il Partito socialista. Invernizzi entrò a far parte della segreteria, guidata da Giuseppe Alberganti, con la funzione di vicesegretario e con il compito di curare in particolare i rapporti con le organizzazioni padronali, per quanto riguardava le vertenze sindacali e la stesura dei contratti di lavoro. Divenne membro anche del Comitato federale della federazione comunista milanese. Il 4 gennaio 1947, fu eletto segretario generale in sostituzione di Alberganti, in un momento difficile che vedeva la rottura dell’unità antifascista a livello governativo, l’attentato a Togliatti e la scissione sindacale. Preoccupato per i destini della Cgil unitaria e per la forza contrattuale dei lavoratori, Invernizzi moltiplicò i propri sforzi di dirigente sindacale, affrontando esplicitamente il problema dell’unità e dell’indipendenza del sindacato in occasione del primo Congresso nazionale unitario della Cgil che si era tenuto a Firenze nel giugno del 1947, in cui peraltro fu nominato membro dell’esecutivo nazionale della Confederazione. Fu inoltre eletto deputato parlamentare nella prima legislatura per la circoscrizione di Milano-Pavia, facendo parte della decima Commissione parlamentare Industria-commercio-turismo -intervenendo, anche in questa veste, in difesa degli interessi dei lavoratori – e consigliere comunale di Milano tra il 1946 e il 1951 durante l’amministrazione Greppi. La lotta alla disoccupazione e al caro vita fu al centro del piano di interventi promosso dalla Camera del Lavoro di Milano negli anni della segreteria di Invernizzi: sul piano dell’assistenza, per esempio, si propose al comune di Milano e all’Eca un intervento per la riduzione delle spese d’affitto, di luce e di gas, delle tasse scolastiche ai disoccupati; a tutti i lavoratori occupati si chiese di non accettare straordinari per favorire l’assunzione dei senza lavoro. Nell’inverno del 1948-1949, la Camera del Lavoro si mobilitava contro la minaccia della Confindustria di massicci licenziamenti in tutta la provincia di Milano e contro il tentativo di vietare agli organizzatori sindacali di accedere alle fabbriche e di raccogliere le quote sindacali nelle aziende. Il 5 maggio 1949 si giunse faticosamente a un accordo con la Confindustria sulle rivendicazioni inerenti l’adeguamento e la rivalutazione salariale, la revisione della scala mobile e degli assegni famigliari. Invernizzi tenne la segreteria della Camera del Lavoro di Milano fino alla fine del 1950 quando, per gravi motivi di salute, fu sostituito da Renato Bitossi. Dal 1951 al 1954 diresse la Federazione dei lavoratori alimentaristi (Filia), riuscendo ad ottenere il primo contratto nazionale della categoria. Nel Congresso nazionale della Filia a Torino, nell’ottobre del ’52, Invernizzi ribadiva la necessità di una politica unitaria, non settaria, basata sulla concretezza delle richieste come chiave del successo. Morì a Milano il 23 marzo 1959. (Roberta Cairoli) (f: http://www.biografiesindacali.it/)”,”SIND-191″
“ALATRI Paolo”,”Parlamenti e lotta politica nella Francia del Settecento.”,”Atteggiamento dei filosofi, tesi reale, tesi nobiliare e tesi parlamentare, istituzioni e società, dalla reggenza alla rivoluzione. In appendice: il richiamo di NECKER, la liquidazione della riforma parlamentare e la preparazione degli Stati generali.”,”FRAA-017″
“ALATRI Paolo”,”Mussolini.”,”Paolo ALATRI saggista e giornalista ha insegnato storia del Risorgimento all’ Univ di Palermo, storia moderna e storia delle dottrine politiche alle Univ di Messina e di Perugia. Deputato al Parlamento dal 1963 al 1968 è autore di saggi storico-politici tra cui ricordo: ‘Le origini del fascismo’ (1956), ‘Voltaire, Diderot e il ‘partito filosofico’ (1965), ‘Lineamenti del pensiero politico e moderno’ (1975), ‘Gabriele D’annunzio’ (1983).”,”ITAF-012″
“ALATRI Paolo CERRONI Umberto CORTESI Luigi MAITAN Livio MERLI Stefano MIGLIARDI Giorgio PAPI Fulvio SANTARELLI Enzo SPRIANO Paolo STRADA Vittorio ZUCARO Domenico”,”Dibattito sullo stalinismo.”,”Il dibattito si è sviluppato in una serie di interventi pubblicati sulla ‘Rivista storica del socialismo’.”,”RUSS-069″
“ALATRI Paolo ANTONICELLI Franco ARFE’ Gaetano BENDISCIOLI Mario BOBBIO Norberto CIALDEA Basilio DE-CAPRARIIS Vittorio DE-FELICE Renzo DE-ROSA Gabriele ENRIQUES AGNOLETTI Enzo GAROSCI Aldo GIGLI Guido GIUNTELLA Vittorio E. JEMOLO Arturo Carlo LUZZATTO Gino MONTI Augusto PERTICONE Giacomo PICCARDI Leopoldo PIERI Piero SPINELLI Altiero TAGLIACOZZO Enzo TOSCANO Mario TREMELLONI Roberto VALERI Nino VALIANI Leo”,”Trent’anni di storia politica italiana.”,”””Ecco come Cicerin stesso riferì (secondo il Mondo del 30 giugno 1922) il suo singolare colloquio: “”Nel brillante fuoco d’ artificio della conversazione con Gabriele D’Annunzio, eclettico per natura, come i grandi italiani del Rinascimento, io mi sono sforzato di demolire i suoi principi filosofici… Fui sorpreso di trovare in Gabriele D’Annunzio un sentimento molto vivo di simpatia per le lotte sociali degli oppressi. Ho tentato di descrivergli la nuova umanità forte e potente che vien sorgendo in Russia. Gli ho tuttavia aggiunto che le nuove cose non sono mai belle perché la bellezza è il privilegio di ciò che si è già formato. Egli mi ha risposto con indignazione: “”Mi prendete dunque per un esteta? Io mi sono profondamente interessato del carattere operaio di certe disposizioni della costituzione della reggenza del Carnaro…””. Mussolini parò il colpo per cui il suo “”grande compagno”” pareva imbarcato con i rossi, dicendosi “”assai lieto”” di quanto stava succedendo. “”Irritati e malcontenti possono essere e sono -scrisse- quei comunisti che a un dato momento si sono illusi di accaparrare alla loro causa”” il Comandante”” (pag 97)”,”ITAD-046″
“ALATRI Paolo”,”Ricordi e riflessioni sulla mia vita e la mia attività. (1995)”,”””Aveva certamente ragione Talleyrand quando raccomandava “”Surtout pas trop de zéle””.”” (pag 6) ALATRI ha compiuto ben 26 viaggi in URSS (pag 21)”,”STOx-087″
“ALATRI Paolo a cura”,”L’unità d’Italia, 1859-1861. Volume I.”,”Giudizio Marx su trattato Villafranca e unificazione Italia (pag 223) Giudizio Marx su trattato Villafranca e unificazione Italia (pag 223) del 1° volume: ITAB-.275 “”Alle vicende politiche italiane Karl Marx dedicò sempre molta attenzione. Al principio del 1859 egli pubblicò sul ‘New York Daily Tribune’, un articolo «Sull’unificazione italiana» in cui dava notizie precise sulla condizione di sfacelo in cui si trovavano i vecchi Stati e sull’odio anti-austriaco delle popolazioni lombarde e venete e, prevedendo che alla guerra si sarebbe giunti entro breve tempo, metteva in guardia contro le reali mire di Napoleone III e contro i pericoli di una dipendenza del Piemonte dalla Francia imperiale ai fini del riscatto italiano. Una guerra incominciata in qualsiasi parte d’Europa non sarebbe finita dove avesse avuto inizio: questa la previsione con cui si concludeva l’articolo, previsione che gli avvenimenti successivi al luglio 1859 dovevano confermare nel senso che il processo di liberazione e di unificazione della penisola doveva travalicare di molto i limiti che a Villafranca i padroni dell’Europa tentavano di imporre. Nei mesi seguenti, Marx continuò a pubblicare sul medesimo giornale americano parecchi altri articoli dedicati all’Italia: tra essi scegliamo quello che reca la data del 4 agosto 1859, scritto dopo «Il trattato di Villafranca». In questo scritto, Marx verificava alcune delle ipotesi da lui avanzate in precedenza e lucidamente indicava le grandi mete che il movimento italiano avrebbe raggiunto per tener fede a se stesso, nonostante tutti gli ostacoli che gli imperatori si studiavano di porgli. Particolarmente interessante risulta l’analisi del piano di una confederazione italiana, che avrebbe fatto del papa e dell’Austria le due potenze egemoniche della «nuova Italia»”” [Paolo Alatri, a cura, ‘L’unità d’Italia’, 1859-1861′, Volume I, Roma, 1959] [K. Marx, ‘Sull’unificazione italiana’, 24 gennaio 1859; ‘Il trattato di Villafranca’, 4 agosto 1859]”,”ITAB-275″
“ALATRI Paolo a cura”,”L’unità d’Italia, 1859-1861. Volume II.”,”Giudizio Marx su trattato Villafranca e unificazione Italia (pag 223)”,”ITAB-276″
“ALATRI Paolo ANATRA Bruno GIOVANA Mario AVER Cesare PESENTI Antonio DE-CLEMENTI Andreina BOLDRINI Arrigo DONINI Ambrogio FRANCOVICH Carlo GHINI Celso RAGIONIERI Ernesto SANTARELLI Enzo ANTONICELLI Franco BOCCA Giorgio BERTI Giuseppe QUAZZA Guido BOBBIO Norberto SECCHIA Pietro SCAPPINI Remo GERRATANA Valentino e altri”,”Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza. Volume I. A-C.”,”Direttore dell’opera Pietro Secchia, vicedirettore Enzo Nizza Redazione: Bruno ANATRA Angelo AVER Cesare DE-SIMONE Mario GIOVANA Alfonso BARTOLINI Filippo FRASSATI Pietro CARACCIOLO Celso GHINI Romano LEDDA”,”ITAR-173″
“ALATRI Paolo SAITTA Armando ROMANO S.F. CASSESE Leopoldo – PESENTI Antonio PIETRANERA Giulio TABET Duccio OCCHIONERO Luigi – NATOLI Ugo PIRANI Giorgio – BANFI Antonio GALVANO DELLA VOLPE GEYMONAT Ludovico – MANZOCCHI Bruzio TRENTIN Bruno TABET Duccio MONASTERIO Armando DE-FEO Alessandro GRIFONE Pietro VISANI Lino ROMAGNOLI Luciano TOSI Dario ROMOLI Felice MORETTI Attilio DAMI Cesare REGIS Giuseppe – PESENTI Antonio STEVE Sergio – TORTORICI Paolo FEDERICI Nora DE-POLZER Alfredo SOMOGYI Stefano”,”Storia economica. Lezioni. Storia economica (I-XXIV)- Economia politica (I-XXXV) – Economia e Diritto (I-II) – Metodologia scientifica (I-VII) – Politica economica (I-XXI) – Scienza delle finanze (I-V) – Statistica e matematica (I-XIII).”,” Contiene tra l’altro: – La teoria delle crisi capitalistiche (G. Pietranera) (XIV lezione di Economia politica) (pag 289-296) – La teoria delle crisi capitalistiche nell’opera di Carlo Marx (XV lezione di Economia politica) (pag 297-303) – La crisi generale del capitalismo (I) (Antonio Pesenti) (XXV lezione di Economia politica) (pag 393-400) – La crisi generale del capitalismo (II) (Antonio Pesenti) (XXVI lezione di Economia politica) (pag 401-406) – Karl Marx e la critica rivoluzionaria (Luigi Occhionero) (XXXIII lezione di Economia politica) (pag 439-446) Contiene: Introduzione alla teoria delle crisi (questione grande crisi ecc:) (G. Pietranera) (pag 289-296) “”Già nel “”Manifesto del Partito Comunista””, Marx parlava delle crisi, del fenomeno grandioso di cui, volente o nolente, l’economia politica doveva prendere coscienza: “”Sono decenni ormai che la storia dell’industria e del commercio è soltanto storia della rivolta delle forze produttive moderne contro i rapporti moderni della produzione, cioè contro i rapporti di proprietà che costituiscono le condizioni di esistenza della ‘borghesia’ e del suo dominio. Basti ricordare le crisi commerciali che con il loro periodico ritorno mettono in forse sempre più minacciosamente l’esistenza di tutta la società borghese. Nelle crisi commerciali viene regolarmente distrutta non solo una gran parte dei prodotti ottenuti, ma addirittura gran parte delle forze produttive già create. Nelle crisi scoppia un’epidemia sociale che in tutte le epoche anteriori sarebbe apparsa un assurdo: l’epidemia della sovrapproduzione. La Società si trova all’improvviso ricondotta ad uno stato di momentanea barbarie; sembra che una carestia, una guerra generale di sterminio le abbiano tagliato tutti i mezzi di sussistenza; l’industria, il commercio sembrano distrutti. E perché? Perché la società possiede troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttive che sono a disposizione non servono più a promuovere la civiltà borghese e i rapporti borghesi di proprietà; anzi sono divenute troppo potenti per quei rapporti e ne vengono ostacolate, e appena superano questo ostacolo mettono in disordine tutta la società borghese, mettono in pericolo l’esistenza della proprietà borghese””. Si noti come in questo passo Marx non solo descriva brevemente l’andamento delle crisi commerciali, ma sottolinei la ragione ultima generale e più profonda della loro presentazione (“”… la rivolta delle forze produttive moderne contro i rapporti di proprietà che costituiscono le condizioni di esistenza della ‘borghesia’ e del suo dominio…””). Il rilievo dato da Marx al periodico ritorno delle crisi (che mettono sempre più minacciosamente in forse l’esistenza della società borghese) ci dà modo di porre in evidenza un’altra caratteristica delle crisi economiche che non viene generalmente considerata dalla teoria tradizionale tecnico-astratta: la crescente gravità delle crisi e il loro collegamento nel lungo ciclo storico del capitalismo. E questo sembra un principio acquisito, ma non è tale in realtà. Notate, per esempio, l’uso dello stesso termine “”grande crisi”” (“”grande depressione””) impiegato tante volte nella storia. Si è così parlato di “”grande crisi”” dopo le guerre napoleoniche; si è detta “”grande crisi”” quella del 1874 (scoppiata in Inghilterra e ricordata “”come quello che è avvenuto quando sono state costruite le ferrovie””); si è parlato poi di “”grande crisi”” soprattutto negli anni 1929-30 e seguenti. Il termine “”grande crisi”” è stato quindi sempre successivamente allargato nel senso che le crisi sono andate via via sviluppandosi in ampiezza e gravità. Se di tale crescente gravità vogliamo cogliere un indice significativo, possiamo riferirci a quello della disoccupazione: nel 1860, la crisi aveva reso disoccupati in Inghilterra il 5% dei lavoratori precedentemente impiegati; nel 1865, i disoccupati sono aumentati all’8%; nel 1882-83, al 12%; dal 1900 al 1920, la percentuale media è scesa aggirandosi sul 10%; ma nel 1921 siamo già al 17% e nel 1929-30 al 22-23%. Per quanto poi riguarda la prospettiva di grandi crisi future, vi leggerò un breve passo di un economista inglese, il Sayers, che considera la possibilità che si presenti una crisi negli Stati Uniti d’America: “”Gli Stati Uniti hanno 140 milioni di abitanti di cui 60 milioni risultano occupati nei mesi più attivi (tre volte la cifra del Regno Unito). Tra i beni prodotti annualmente, abbiamo 90 milioni di tonnellate di acciaio, 600 milioni di tonnellate di carbone, 4 milioni di automobili e 800 mila case. Una depressione paragonabile a quella del 1929 significherebbe un aumento della disoccupazione per 20 milioni di unità, il che equivarrebbe a lasciare senza impiego l’intera popolazione occupata della Gran Bretagna””. In altri termini la percentuale di mano d’opera che resterebbe disoccupata in un’eventuale grande crisi – che viene peraltro prevista in modo piuttosto ottimistico – sarebbe del 33% dell’occupazione complessiva degli Stati Uniti”” (pag 5-6-7 (293-294-295)) [Giulio Pietranera, La teoria delle crisi capitalistiche, Economia politica, XIV Lezione] [(in) ‘Storia economica. Lezioni, Roma, 1954-1955] “”La prima guerra mondiale segna il punto di arrivo e di crisi della società del capitalismo concorrenziale, entrato oramai nella sua fase imperialistica”” (17) (pag 460) (L. Occhionero), (Lez. XXXV Econ. Pol.) (17) V.I. Lenin, l’imperialismo, opere in due volumi, Mosca; 1947, vol I pag 615-705)”,”ECOT-237″
“ALATRI Paolo, Lelio BASSO Norberto BOBBIO Franco VENTURI Leo VALIANI Roberto BATTAGLIA Giorgio VACCARINO, lezioni; testimonianze di Livio PIVANO Alfredo FRASSATI Tommaso CARTOSIO Nino VALERI Arturo MARPICATI Maurizio GARINO Gino CASTAGNO Umberto TERRACINI Bruno VILLABRUNA Franco ANTONICELLI Ottavio PASTORE Sandro PERTINI Giovanni MIRA Mario ANDREIS Barbara ALLASON Piero ZANETTI Mauro SCOCCIMARRO G.B. MIGLIORI Camilla RAVERA Giuseppe RAPELLI Alberto TARCHIANI Mario VINCIGUERRA Emilio LUSSU Francesco FANCELLO Giuseppe OLIVERO Fausto NITTI Massimo MILA Giancarlo PAJETTA Luigi LONGO Aldo GAROSCI Enrico MARTINI MAURI Carlo ZINI LAMBERTI V.E. ALFIERI Emilio SERENI Nuto REVELLI Norberto BOBBIO Umberto MASSOLA Vincenzo BALDAZZI Gustavo COLONNETTI Leopoldo PICCARDI Antonello TROMBADORI Benedetto DALMASTRO Clemente PRIMIERI Palmiro TOGLIATTI Valdo FUSI Riccardo LOMBARDI, presentazione di Franco ANTONICELLI”,”Trent’anni di storia italiana (1915-1945). Lezioni con testimonianze presentate da Franco Antonicelli.”,”Il volume comprende il saggio di Paolo Alatri ‘La prima guerra mondiale e la crisi della società italiana (pag 3-16) e le testimonianze di Livio Pivano (‘L’interventismo democratico’), Giovanni Parodi (‘La classe operaia torinese e la guerra’) , Alfredo Frassati (‘Il neutralismo giolittiano’), Tommaso Cartosio (‘D’Annunzio e l’impresa fiumana – I’), Nino Valeri (‘D’Annunzio e l’impresa fiumana – II’), Arturo Marpicati (‘D’Annunzio e l’impresa fiumana – III’). Paolo Alatri, nato a Roma nel 1918, libero docente di storia del Risorgimento, ha avuto l’incarico di tale materia all’università di Palermo per sette anni. E’ stato redattore capo di ‘Italia libera’ e della ‘Repubblica’ e vicedirettore del ‘Paese’. Ha pubblicato molte opere tra cui ‘Nitti, D’Annunzio e la questione adriatica, 1919-1920’, (1959). (1961)”,”ITAD-131″
“ALATRI Paolo”,”Nitti, D’Annunzio e la questione adriatica.”,”””L’imperialismo è odioso nei forti e ridicolo nei deboli”” (Gaetano Salvemini) (in apertura) “”Eventuali operazioni militari contro gli jugoslavi avrebbero dovuto comunque essere condotte dalle truppe dell’VIII Armata, la quale, data la formula della nomina di Badoglio, restava sotto il comando del gen. Di Robilant. “”Qualunque sia la decisione che il Governo adotterà per Fiume””, telegrafava però il Commissiario straordinario militare il 19 settembre (138), “”si impone la necessità dell’allontanamento dalla zona di guerra del Generale Di Robilant, odiato a morte da tutti i fiumani e da tutti coloro della Venezia Giulia che anelano a Fiume italiana e che sono la grande maggioranza. Il predetto Generale è altresì inviso all’Esercito perché ormai è noto il suo ordine dato alla mensa al Comandante del 26° Corpo d’Armata il giorno 13 di tirare con l’artiglieria sui depositi di armi e benzina in Fiume, ordine che io ho annullato e che avrebbe portato a conseguenze disastrose. Prego pertanto non appena decisa la sostituzione di chiamare telegraficamente a Roma il Generale Di Robilant e inviarmi qui il Generale Caviglia o Morrone””. Nitti rispose (139) che reputava sotto ogni riguardo preferibile che il gen. Di Robilant non fosse sostituito da altro comandante di Armata e che Badoglio assumesse direttamente il comando dell’VIII Armata nella forma che ritenesse più opportuna. Così Badoglio fece infatti nella giornata del 21 settembre, trasferendosi a Udine dove cumulò la carica di Commissario straordinario militare per la Venezia Giulia e di comandante della VIII Armata, mentre il gen. Di Robilant veniva richiamato a Roma (140). Come si vede, Badoglio tendeva a creare le premesse di una situazione più distesa tra i comandi militari e il movimento dannunziano, e Nitti aderiva a questa linea. Della stessa tendenza è prova la decisione presa dal presidente del Consiglio che ufficiali e soldati attualmente sotto le armi che avevano lasciato i loro reparti per recarsi a Fiume non dovessero al loro eventuale ritorno essere inviati in campi di concentramento, bensì assegnati ai reparti dislocati nel Trentino, compreso D’Annunzio, dovessero essere considerati come rpivati cittadini (141). Pochi giorni dopo, esattamente il 3 ottobre, Nitti completava queste istruzioni a Badoglio con il seguente telegramma (142): “”Non so se V.E. reputi opportuno di far sapere agli ufficiali dell’esercito attualmente a Fiume che il Governo non ha nessuna intenzione di prendere severe misure contro coloro che si sono recati a Fiume: suppongo infatti che ciò risponda già ad una persuasione generale. Ad ogni modo ho voluto richiamare su ciò l’attenzione dell’E.V. anche perché una comunicazione in tal senso potrebbe avere benefica influenza sull’animo di alcuni ufficiali i quali possono preoccuparsi delle consueguenze dell’atto compiuto non tanto per loro stessi quanto per i loro dipendenti ch’essi hanno indotto a partecipare all’impresa””. Badoglio rispondeva proponendo l’emanazione di un proclama (…)”” (pag 227-228) note: (138) CP, n. 4963; (139) FDD, n. 26051; (140) Badoglio a Nitti, CP, n. 4968. Cfr. anche P. Badoglio, op. cit, p. 51, e E. Caviglia, op. cit., p. 80; (141) Nitti a Badoglio, 23 settembre 1919, FDD, n. 26290; (142) FDD, n. 27131″,”ITAP-200″
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. I lezione. Introduzione ai corsi dell’Anno 1954-55.”,”Saggio in ECOT-237 “”Quello che si suole definire il Risorgimento è il processo di formazione dello Stato unitario indipendente, liberale, costituzionale della borghesia italiana. Quindi il Risorgimento non è che la rivoluzione borghese realizzata, in Italia, superando particolari problemi di indipendenza e di rapporti con lo Stato pontificio, che altri Paesi non avevano. Quella stessa borghesia che in Italia aveva avuto la sua prima formazione dopo il mille e poi aveva subito un arresto, tornava adesso, tra la fine del ‘700 e il principio dell’800, a riprendere la sua funzione di spinta progressiva per la formazione di uno Stato unitario italiano”” (pag 7)”,”ECOT-237-A”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. VI lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Le origini del Risorgimento italiano.”,”Saggio in ECOT-237 “”Scrive il Maturi (5): “”La teoria dominante sulle origini del nostro Risorgimento, quella che lo riallaccia al dispotismo illuminato, non ne serra, in effetti, il problema. Se nel dispotismo illuminato si insiste sull’opera di accentramento del principe per la creazione dello Stato moderno, si deve risalire all’epoca delle signorie e dei principati per comprenderne tutto il processo; ma, per il Risorgimento in senso stretto, conta conoscere non tanto questo processo, quanto il momento in cui lo Stato regionale non soddisfa più completamente la coscienza politica italiana. Così pure, se nel dispotismo illuminato si bada al risorgere di una coscienza politica, d’un interesse per la cosa pubblica in strati sempre larghi di cittadini, occorre risalire al ‘600; ma anche in tal campo il fenomeno di questo risorgimento è ristretto nei limiti dello Stato regionale; e infatti spuntano allora le ‘nazioni’ napoletana, toscana, lombarda, piemontese. Per la genesi del RIsorgimento, bisogna isolare e porre in rilievo l’istante in cui il regionalismo comincia ad apparire una forma inadeguata al nuovo sentimento politico”””” (pag 5) (5) Walter Maturi, voce “”Risorgimento”” nella Enciclopedia Italiana.”,”ECOT-237-F”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. VII lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Il Risorgimento italiano. La Restaurazione.”,”Saggio in ECOT-237 “”La Francia quindi era la sconfitta che si presentava al tavolo dei giudici. In breve, però, e non soltanto come si legge: “”grazie all’abilità del Talleyrand””, avvenne questo fatto inaspettato: che la Francia riuscì a inserirsi nel gioco delle potenze europee. Furono molteplici gli elementi obiettivi di questo fenomeno: ci furono le rivendicazioni della Russia zarista sulla Polonia e le rivendicazioni della Prussia sulla Sassonia, che incrinarono il blocco delle forze vincitrici e quindi l’alleanza fra Alessandro zar di Russia e Federico Guglielmo re di Prussia; ci furono i contrastanti atteggiamenti dell’Inghilterra e della Francia nel conflitto che s’era determinato fra lo zar e il re di Prussia. Ci fu quindi tutto un complicato gioco di influenze fra le grandi potenze rappresentate dai loro inviati al congresso di Vienna, complicato gioco di influenze che al Talleyrand la possibilità di inserire la Francia nel gioco delle grandi potenze: Questo fatto ebbe delle importanti conseguenze perché, delle grandi potenze europee, la Francia era quella che più portava in sè le conseguenze delle profonde trasformazioni subite da tutti i paesi d’Europa, dalla Rivoluzione francese e dal periodo napoleonico in poi; e in Francia si erano venute elaborando forme di rinnovamento anche culturali, i cui effetti si vedranno proprio in quel secondo periodo del tratto di storia che stiamo esaminando, e cioè dopo il 1830″” (pag 3)”,”ECOT-237-G”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. VIII lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Il Risorgimento italiano. Dalla Restaurazione al 1848.”,”Saggio in ECOT-237 “”Molte delle caratteristiche mazziniane traggono la loro ispirazione da questa elaborazione culturale francese: Del resto, c’è un momento fondamentale per la formazione della personalità mazziniana compreso fra il ’32 e il ’33 in cui Mazzini passa dalla sua originaria posizione buonarrotiana ad una posizione sansimoniana. E’ questo un detteglio al quale credo necessario fare riferiment: Mazzini, che nel ’32 stringe un patto di alleanza con Buonarroti (l’erede della tradizione più radicale del rivoluzionarismo di estrema sinistra francese, ‘trait d’union’ fra questa tradizione di estremo giacobinismo francese e i movimenti rivoluzionari italiani), Mazzini che nel ’32 stringe questo patto d’unità col Buonarroti, si distacca poi dalla concezione della dittatura rivoluzionaria di cui la Francia aveva fatto esperienza diretta nel periodo del Terrore. Naturalmente, questa dittatura rivoluzionaria ha un carattere spiccatamente popolare; ora Mazzini fra il ’32 e il 33, si allontana da Buonarroti perchè rifiuta questa concezione della dittatura rivoluzionaria e questo è un punto molto importante perché da una parte ci spiega tutti i contrasti successivi fra Mazzini e Garibaldi il quale rimarrà per tutta la sua vita fedele al concetto della dittatura rivoluzionaria, e dall’altra ci chiarisce la caratteristica tipica dell’azione politica mazziniana che interpreta e accompagna sì – specialmente in determinati periodi, prima dell’ultima involuzione mazziniana attorno al ’70 – le esigenze e le posizioni della borghesia più avanzata, più rivoluzionaria, ma rimane appunto una posizione borghese”” (pag 5)”,”ECOT-237-H”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. IX lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Il Risorgimento italiano. Il biennio rivoluzionario, 1848-49.”,”Saggio in ECOT-237 “”Il fatto saliente che caratterizza il decennio precedente lo scoppio rivoluzionario del 1848 è il rafforzamento della borghesia terriera”” (pag 4)”,”ECOT-237-I”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. X lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Il Risorgimento italiano. Il “”decennio di preparazione”” e la soluzione unitaria.”,”Saggio in ECOT-237 “”L’accordo che Cavour realizza con Rattazzi modificando la maggioranza parlamentare sulla quale si reggeva il gabinetto D’Azeglio e sostituendo all’alleanza fra destra e centro-destra una nuova alleanza fra centro-destra e centro-sinistra, era tale che creava alla classe dirigente piemontese una possibilità di politica spregiudicata, aperta, coraggiosa; politica, che la base sulla quale si reggeva D’Azeglio non avrebbe permesso. Quindi, non c’è dubbio che vi è un elemento progressivo nel trasformismo di Cavour come c’è un elemento progressivo in tutta la vasta operazione di aggancio delle forze democratiche che il partito moderato compie in questo periodo. Tali forze democratiche – e questo è un elemento di cui bisogna tener conto – sono di per sé notevolmente disperse, incapaci di una direzione politica; l’operazione cavouriana fa sì che nella grande corrente del movimento patriottico guidato dal partito moderato piemontese, esse riescano a portare un possente contributo che sarebbe andato probabilmente, disperso se non ci fosse stato questo incanalamento delle loro energie nel grande partito moderato. La stessa operazione che all’interno del Piemonte si compie attraverso il connubio cavouriano, si realizza fuori dei confini del Piemonte con la “”Società nazionale””, patrocinata dallo stesso Cavour ma diretta personalmetne dal siciliano La Farina, un uomo politoc che aveva agito sulla trincea più avanzata della rivoluzione siciliana del ’48-’49, ma che appunto,come tanti altri, diventa dopo il ’55 un proselite della iniziativa cavouriana; questa società ha il compito di richiamare e di convogliare sotto la direzione piemontese e moderata l’attività e il contributo di molti ex-democratici”” (pag 5)”,”ECOT-237-K”
“ALATRI Paolo”,”Storia economica. XI lezione. Caratteristiche delle rivoluzioni borghesi. Il Risorgimento italiano. La lotta politica agli inizi dello Stato unitario.”,”Saggio in ECOT-237 “”La storiografia più recente si orienta verso una revisione del mito cavouriano e tende a limitare la grande ammirazione per l’abilità diplomatica e l’ampiezza di respiro della politica cavouriana degli anni precedenti. In realtà l’ultimo periodo della politica cavouriana fu ben lontano dall’esprimere quella capacità di far proprie le istanze di molte forze pregiudizialmente avverse, che aveva costituito la sua grandezza. Questo era il senso di quel particolare trasformismo cavouriano che si era realizzato col “”connubio”” e con la “”Società nazionale””, di quel trasformismo che aveva una forte impronta progressiva perchè, se richiamava sotto le ali della iniziativa moderata ceti tradizionalmente democratici, faceva però proprie molte delle loro istanze e molte loro esigenze. Questo carattere progressivo del trasformismo cavouriano si attenua fortemente nel 1860-’61″” (pag 5)”,”ECOT-237-L”
“ALATRI Paolo a cura; scritti di TOGLIATTI Palmiro NEGARVILLE Celeste SAPEGNO Natalino LOMBARDO-RADICE Lucio GRIECO Ruggero ALATRI Paolo DI-VITTORIO Giuseppe ALICATA Mario RODANO Franco BERTI Giuseppe CANDELORO Giorgio LACONI Renzo PLATONE Felice AMENDOLA Giorgio MORANDI Giorgio NATOLI ALVARO Corrado JOVINE Francesco MARCHESI Concetto DE-ROSA Gabriele CALVINO Italo LONGO Luigi VISCONTI Luchino CONSAGRA Pietro MAFAI Mario PAJETTA Giancarlo ZANGRANDI Ruggero CAPRARA Massimo DIAZ Furio SILVESTRI Luigi ZAVATTINI Cesare SCOCCIMARRO Mauro CRISAFULLI Vezio BATTAGLIA Roberto MIELI Renato D’AMICO Fedele NENNI Pietro BANFI Antonio MARCHESI Concetto FRANCESCHELLI Mario BORRELLI Armando LOMBARDO Riccardo LAJOLO Davide SECCHIA Pietro RODERIGO DI CASTIGLIA (TOGLIATTI)”,”Rinascita di politica e di cultura italiana. 1944-1962. Primo volume. 1944-1950.”,”””Col numero di marzo 1947, “”Rinascita”” prendeva una nuova iniziativa inaugurando una ‘Guida allo studio del marxismo’: non semplice guida bibliografica, e tanto meno ricettario di letture ordinate e graduate secondo uno o altro criterio, e neppure corso di marxismo messo inieme con citazioni di testi classici, ma guido allo studio di un certo numero di problemi, scelti dalla redazione o eventualmente suggeriti dai lettori, che rivestissero un particolare interesse dal punto di vista della conoscenza teorica del marxismo. Questa rubrica, il cui inserimento nelle pagine della rivista ne sottolineò il carattere e le intenzioni di formazione ideologica oltre che di discussione politica, non ebbe tuttavia lunga vita, giacché non andò al di là dell’annata 1947″” (Paolo Alatri, introduzione) (p. 35-36)”,”EMEx-094″
“ALATRI Paolo a cura; scritti di Felice PLATONE Celeste NEGARVILLE Mauro SCOCCIMARRO Gastone MANACORDA R. BIANCHI BANDINELLI Palmiro TOGLIATTI Mario MONTAGNANA Felice CHILANTI Vittorio FOA Antonio BANFI Antonello TROMBADORI Ruggero GRIECO Nilde JOTTI Ambrogio DONINI Gianni RODARI Aldo NATOLI Giuliano MANACORDA Carlo CASSOLA Carlo MUSCETTA Ines PISONI Lelio BASSO Rodolfo MORANDI Teresa MUSCI Carlo SALINARI Lucio LUZZATTO Arturo COLOMBI Mario MONTAGNANA Luciano GRUPPI Silvio MICHELI Gianfranco CORSINI Girolamo LI-CAUSI Edoardo D’ONOFRIO Luigi LONGO Alberto CARACCIOLO Ennio VILLONE Ennio CERLESI Felice PLATONE Antonio GIOLITTI Ludovico GEYMONAT Bruno MANZOCCHI Pietro INGRAO Mario FRANCESCHELLI Ambrogio DONINI Mario ALICATA Pio BALDELLI Renato GUTTUSO Umberto TERRACINI Fabrizio ONOFRI Agostino NOVELLA Fausto GULLO Alberto CARACCIOLO Valentino GEERRATANA Lucio LOMBARDO-RADICE Michele SALERNO Augusto MONTI Umberto BARBARO RODERIGO DI CASTIGLIA (TOGLIATTI)”,”Rinascita di politica e di cultura italiana. 1944-1962. Secondo volume. 1951-1956.”,”Contiene il saggio: ‘La teoria marxista dello Stato e la via italiana al socialismo’ di Valentino Gerratana (pag 900-916) “”(…) la teoria dello Stato, come ammoniva Lenin, è una delle questioni più complicate e difficili, e non si può pretendere di raggiungere in essa, con poca fatica e in breve tempo, una completa chiarezza (1)”” (pag. 900) (1) ‘Sullo Stato’, lezione tenuta all’Università Sverdlov l’11 luglio 1919, in Lenin, ‘Marx-Engels-marxismo’, Edizioni Rinascita, Roma, 1951, p, 393 “”Si vedano, ad esempio, le conclusioni a cui arriva Marx dopo l’esperienza della Comune di Parigi, in ‘La guerra civile in Francia’, dove è detto chiaramente che, oltre a quel potere statale che pretende di essere l’incarnazione della unità della nazione mentre non è che “”un’escrescenza parassitaria””, esistono pure nel vecchio Stato delle ‘funzioni’ legittime che vanno conservate nella nuova società: “”Mentre gli organi puramente repressivi del vecchio potere governativo dovevano essere amputati, le sue funzioni legittime dovevano essere strappate a una autorità che usurpava una posizione predominante sulla società stessa, e restituite agli agenti responsabili della società”” (13). Di queste funzioni legittime del vecchio potere governativo non vi è più traccia, invece, nella introduzione di Engels a quest’opera di Marx, scritta vent’anni dopo. Contro la fede superstiziosa nello Stato, che “”si è trasportata dalla filosofia nella coscienza generale della borghesia e perfino di molti operai””, Engels accentua qui la polemica antistatalista, dalla quale risulterebbe che tutto nello Stato è male (14). Ancora più evidenti sono queste differenze nella critica fatta da Marx e da Engels, del 18 marzo 1875, al programma di Gotha. La prima critica è quella di Engels (lettera a Bebel del 18 marzo 1875). Marx – il quale certamente aveva preso visione del testo di questa lettera di Engels – interviene successivamente, con la lettera a Bracke del 5 maggio 1875, che accompagna le sue ‘Glosse marginali al programma del Partito operaio tedesco’. Per quanto riguarda il problema dello Stato, la posizione di Marx e quella di Engels, pur concordando nella critica di fondo alle tesi del programma di Gotha, divergono notevolmente nella formulazione teorica. Engels scrive: “”Lo Stato popolare libero si è trasformato in Stato libero. Secondo il senso grammaticale di queste parole, uno Stato libero è quello che è libero verso i suoi cittadini, cioè è uno Stato con un governo dispotico. Sarebbe ora di farla finita con tutte queste chiacchiere sullo Stato, specialmente dopo la Comune, che non era più uno Stato nel senso proprio della parola. Gli anarchici ci hanno abbastanza rinfacciato lo “”Stato popolare””, benché già il libro di Marx contro Proudhon e in seguito il ‘Manifesto comunista’ dicano esplicitamente che con la instaurazione del regime sociale socialista lo Stato si dissolve da sé e scompare. Non essendo lo Stato altro che un’istituzione temporanea di cui ci si deve servire nella lotta, nella rivoluzione, per tener soggiogati con la forza i propri nemici, parlare di uno “”Stato popolare libero”” è una pura assurdità; finché il proletariato ha ancora bisogno dello Stato, ne ha bisogno non nell’interesse della libertà, ma nell’interesse dell’assoggettamento dei suoi avversari, e quando diventa possibile parlare di libertà, allora lo Stato come tale cessa di esistere. Noi proporremmo quindi di mettere ovunque invece della parola “”Stato”” la parola “”Gemeinwesen””, una vecchia eccellente parola tedesca che corrisponde alla parola francese “”Comune”” (15). (…) Criticando la formula dello “”Stato libero”” Marx comincia riprendendo la stessa impostazione polemica di Engels: “”Non è affatto scopo degli operai, che si sono liberati dal gretto spirito di sudditanza, rendere libero lo Stato. Nel Reich tedesco lo “”Stato”” è “”libero”” quasi come in Russia””; cioè è libero verso i suoi cittadini, come aveva detto Engels: Stato “”libero”” equivale quindi a Stato con governo dispotico. Mentre Engels però sviluppava questa polemica concependo l’antitesi tra Stato e libertà come antitesi assoluta, tra termini inconciliabili, e pervenendo in tal modo alla teoria della scomparsa dello Stato, Marx continua subito dopo: “”La libertà consiste nel mutare lo Stato da organo sovrapposto alla società in organo assolutamente subordinato ad essa, e anche oggigiorno le forme dello Stato sono più libere o meno nella misura in cui limitano la “”libertà dello Stato”” (19)”” (pag 904-905-906-907) [Valentino Gerratana, ‘La teoria marxista dello Stato e la via italiana al socialismo’, Rinascita, Roma, 8-9, agosto-settembre 1956] [(13) Marx, La guerra civile in Francia, op. cit., pag. 74; (14) “”Lo Stato non è in realtà che una macchina per l’oppressione di una classe da parte di un’altra, nella repubblica democratica non meno che nella monarchia; nel migliore dei casi è un male che viene lasciato in eredità al proletariato riuscito vincitore nella lotta per il dominio di classe, i cui lati peggiori il proletariato non potrà fare a meno di amputare subito, nella misura del possibile, come fece la Comune, finché una generazione, cresciuta in condizioni sociali nuove, libere, non sia in grado di scrollarsi dalle spalle tutto il ciarpame statale”” (Op. cit., pag. 23); (15) Marx-Engels, ‘Il Partito e l’Internazionale’, Edizioni Rinascita, 1948, pag. 250-251; (19) Marx, ‘Critica al programma di Gotha’, in Marx-Engels, ‘Il Partito e l’internazionale’, op. cit., pag. 239] “”(…) nella prefazione all’edizione inglese del primo volume del ‘Capitale’ (1886), Engels ricordava che dallo “”studio della storia economica e della situazione economica inglese”” Marx era stato condotto “”alla conclusione che, per lo meno in Europa, l’Inghilterra è l’unico paese in cui l’inevitabile rivoluzione sociale possa essere attuata per intiero con mezzi pacifici e legali”” (6). Anche Lenin, in uno scritto del 1918, richiamava l’attenzione su queste conclusioni di Marx, mettendo soprattutto in rilievo le forme economiche del possibile passaggio al socialismo in modo pacifico, la possibilità cioè per la classe operaia di “”riscattarsi””, in determinate condizioni, dalla borghesia, accettando un compromesso con i gruppi capitalistici più avanzati sotto l’aspetto organizzativo e più spregiudicato politicamente. “”Marx – scriveva Lenin – non legava le proprie mani e quelle degli artefici futuri della rivoluzione socialista riguardo alle forme, ai metodi, ai mezzi di fare la rivoluzione, comprendendo benissimo quale quantità di nuovi problemi sorgerebbe allora, come si muterebbe tutta la situazione, come si cambierebbe ‘spesso e fortemente’ nel corso del rivolgimento (…) Marx aveva assolutamente ragione quando insegnava agli operai che era importante serbare l’organizzazione della grande industria proprio nell’interesse di facilitare il passaggio al socialismo, e che era completamente ammissibile l’idea di ‘pagare bene i capitalisti’, di riscattarsi se (in via di ‘eccezione’: l’Inghilterra era allora un”eccezione’) venivano a crearsi delle circostanze tali da costringere i capitalisti a sottomettersi pacificamente ed a passare al socialismo in maniera colta, organizzata, alle condizioni di riscatto”” (7). Non meno importanti sono le indicazioni di Engels, nella sua critica al progetto originario del programma di Erfurt (1891), sulle condizioni politiche che rendono possibile lo sviluppo più o meno pacifico verso il socialismo, e su quelle che pongono invece il problema di demolire la macchina dello Stato. “”Si può concepire – scrive Engels – che la vecchia società possa evolvere pacificamente verso la nuova nei paesi in cui la rappresentanza popolare concentra in sé tutto il potere, dove cioè si può fare, in base alla Costituzione, quello che si vuole dal momento che si ha dietro di sè la maggioranza della nazione”” (8). L’esemplificazione che segue allarga il quadro delle ‘eccezioni’ (sviluppo pacifico) tra cui è ora compresa, insieme all’Inghilterra e all’America, anche la Francia, che vent’anni prima con la Comune, aveva invece dato l’esempio della distruzione della macchina statale. E’ evidente però che qui Engels si occupa solo di un aspetto della questione, e non si potrebbe quindi legittimamente concluderne che basti la concentrazione del potere negli organi della rappresentanza popolare per garantire lo sviluppo pacifico verso il socialismo (in queste condizioni, dice Engels, “”‘si può concepire'””, un tale sviluppo pacifico – “”soltanto ‘concepire'””, sottolinea Lenin -): è vero invece che tutta la sua argomentazione mira ad escludere una tale possibilità per quei tipi di Stato che concentrano la maggior parte del potere negli organi esecutivi, come nella Germania dell’epoca, “”dove – osserva Engels – il governo è press’a poco onnipotente, dove il ‘Reichstag’ e gli altri organi rappresentativi sono senza potere effettivo””. Ed è proprio da questa tendenza del potere statale a concentrarsi nel potere ‘esecutivo’ (governativo), a rendersi indipendente e a trasformarsi da strumento della società in dominatore e arbitro della sua vita politica, che si forma e si consolida quella macchina dello Stato, militare e burocratica, che la rivoluzione deve spezzare, demolire, distruggere, per potervi sostituire altri organi di potere che siano strumento adeguato ai compiti della nuova società. A questa conclusione Marx era infatti arrivato, ancor prima dell’esperienza della Comune di Parigi, analizzando nel ’18 Brumaio’ gli insegnamenti della storia francese alla luce degli avvenimenti che avevano portato, con l’instaurazione del Secondo Impero, alla vittoria del potere esecutivo sul potere legislativo e parlamentare. Lo sviluppo del potere esecutivo non ha di per sè carattere reazionario. Marx ricorda come questo potere si sia costituito in Francia nel periodo della monarchia ed abbia avuto inizialmente una importante funzione progressiva giacché aveva aiutato a rendere più rapida la caduta del sistema feudale. Tutti i successivi rivolgimenti politici avevano poi continuato ad accrescere questo potere fino a dar vita ad una enorme organizzazione burocratica e militare, ad uno “”spaventoso corpo parassitario che avvolge come un involucro il corpo della società francese e ne ostruisce tutti i pori”” (9). Nello stesso tempo si era sempre più accentuato “”il carattere puramente repressivo del potere dello Stato””, che si era sempre più trasformato in uno “”strumento di dispotismo di classe””: in tal modo quello stesso potere statale che era stato per la borghesia “”strumento della propria emancipazione dal feudalesimo”” diventava ora strumento per l’asservimento del lavoro al capitale”” (10). Si tratta quindi di un processo complesso, in cui si intrecciano i motivi più diversi, politici ed economici, giuridici e culturali, e Marx nei suoi scritti storici – da ‘Le lotte di classe in Francia’ al ’18 Brumaio’ e a ‘La guerra civile in Francia’ – ce ne ha lasciato una analisi metodologicamente esemplare che mostra tutti i contraccolpi del movimento politico sulla situazione economica e il prevalere in definitiva di quest’ultima con le sue insopprimibili esigenze”” [Valentino Gerratana, ‘La teoria marxista dello Stato e la via italiana al socialismo’, Rinascita, Roma, 8-9, agosto-settembre 1956] [(6) Marx, Il Capitale, vol. I, 1. Edizioni Rinascita, Roma, 1951, pag. 38. “”Certo egli non ha dimenticato di aggiungere – continua Engels – che difficilmente si aspettava che le classi dominanti inglesi si sarebbero assoggettate a tale rivoluzione pacifica e legale senza una ‘proslavery rebellion'””; (7) Lenin, Opere scelte, vol II. cit. pagg. 684-5. Lenin concludeva a questo proposito che quelle forme di “”riscatto””, da Marx giudicate possibili per la classe operaia inglese nel secolo XIX, a maggior ragione potevano essere utilizzate dalla classe operaia già al potere (…); (8) Marx-Engels, ‘Critique des programmes de Gotha et d’Erfurt’, Editions sociales, 1950, pag. 86; (9) Marx, ‘Il 18 Brumaio’, Edizioni Rinascita, Roma, 1954, pag 108; (10) Marx, ‘La guerra civile in Francia’, Edizioni Rinascita, Roma, 1950, pagg. 69-71] (pag 902-903)”,”EMEx-095″
“ALATRI Paolo a cura; scritti di Luigi LONGO Palmiro TOGLIATTI (RODERIGO) Antonio GIOLITTI Alessandro NATTA Francesco FLORA Giorgio AMENDOLA Paolo BUFALINI Pietro INGRAO Luca PAVOLINI Cesare LUPORINI Velio SPANO Celeste NEGARVILLE Rossana ROSSANDA Enrico BERLINGUER Ambrogio DONINI Alfredo REICHLIN Giuseppe CHIARANTE Bruzio MANZOCCHI Sergio GARAVINI Luciano LAMA Gian Carlo PAJETTA Mario ALICATA Tullio VECCHIETTI Loris GALLICO Carlo SALINARI Eugenio PEGGIO Luciano GRUPPI Aldo NATOlI Arturo COLOMBI Emilio SARZI AMADE'”,”Rinascita di politica e di cultura italiana. 1944-1962. Terzo volume. 1957-1962.”,”Lenin sulla Prima guerra mondiale e la situazione internazionale. (pag 1161-1162) in Palmiro Togliatti, ‘Alcuni problemi della storia dell’Internazionale comunista (pag 1157-1177) “”Vi è qualcosa che sembra profetico in ciò che Lenin afferma nei primi anni della guerra, ma è una capacità profetica che fu tutt’uno con la piena padronanza e con lo sviluppo originale della dottrina del marxismo. Il primo manifesto contro la guerra venne scritto da Lenin l’11 ottobre 1914 e in esso apertamente si dice che “”in tutti i paesi più progrediti, la guerra rende attuale la parola d’ordine della rivoluzione socialista””. Nell’opuscolo famoso sul ‘Fallimento della II Internazionale’, che è di alcuni mesi dopo, il legame tra questa affermazione e la necessità della creazione di una nuova Internazionale è dimostrata nel modo più preciso: “”Il socialismo europeo è uscito dallo stadio, relativamente pacifico e dagli angusti confini nazionali. Con la guerra del 1914-15, esso è giunto allo stadio dell’azione rivoluzionaria, e la completa rottura con l’opportunismo e la sua esclusione dai partiti operai sono assolutamente mature… La guerra del 1914-15 è una così grande svolta nella storia che i rapporti con l’opportunismo ‘non possono’ rimanere quali erano nel passato””. L’indicazione del compito e la sua giustificazione storica assumono, in questo modo, la massima evidenza e una precisione assoluta. Ad esse non corrisponde però affatto, in Lenin, la semplice generica affermazione che la guerra sarebbe stata seguita da un regolamento dei conti tra governanti e governati, cosa che veniva ripetuta, in quegli anni, da molte parti. La previsione leninista è solidamente fondata sul risultato delle analisi che Lenin esporrà, nel 1916, nel “”Saggio popolare”” sull”Imperialismo, fase suprema del capitalismo’. E’ quindi una previsione organica e scientifica. “”Il capitale è divenuto internazionale e monopolistico. Il mondo è diviso fra un piccolo numero di grandi potenze, vale a dire fra le potenze che sono meglio riuscite a spogliare e ad asservire su grande scala altre nazioni. Quattro grandi potenze europee; Inghilterra, Francia, Russia e Germania, con una popolazione fra i 250 e 300 milioni di abitanti e con una superficie di circa 7 milioni di chilometri quadrati, posseggono delle colonie con ‘circa mezzo miliardo’ (495,5 milioni) di abitanti e una superficie di 64.6 milioni di chilometri quadrati, cioè circa la metà del globo terrestre (133 milioni di chilometri quadrati, senza le regioni polari). Aggiungete a questo i tre Stati asiatici: la Cina, la Persia e la Turchia, i quali sono stati fatti a pezzi dai briganti che conducono la guerra ‘liberatrice’. Quei tre Stati asiatici… hanno una popolazione di 360 milioni e una superficie di 14,5 milioni di chilometri quadrati …. (Lenin, ‘Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa’, dell’agosto 1915). Così è organizzato il mondo capitalistico “”e nessun’altra forma di organizzazione è possibile””. Ma questa organizzazione, mentre genera da un lato violente crisi interne (guerre imperialiste) per la ineguaglianza di sviluppo che impone di continuo la ricerca di nuove spartizioni del fantastico bottino, dall’altro lato genera uno squilibrio crescente tra le forze oppresse e gli oppressori, e in questo squilibrio sono le premesse della inevitabile rottura rivoluzionaria. Questa però sarà tale, per le stesse condizioni oggettive da cui esce, che porrà all’ordine del giorno non più soltanto singole questioni dell’assetto economico e politico, ma i problemi “”della esistenza stessa della società capitalistica””, cioè i problemi di una rivoluzione socialista. Lenin afferma, in uno scritto che è del settembre 1915, che la rottura avrà luogo nella Russia, ma dalla Russia dovrà propagarsi agli altri paesi europei. “”La vita, egli scrive, attraverso la sconfitta della Russia, ‘procede’ verso la rivoluzione in Russia e, in legame con essa, verso la guerra civile in Europa”” (‘La sconfitta della Russia e la crisi rivoluzionaria’, del settembre 1915)”” [Palmiro Togliatti, ‘Alcuni problemi della storia dell’Internazionale comunista’] [(in) Paolo Alatri, a cura, ‘Rinascita di politica e di cultura italiana. 1944-1962. Terzo volume. 1957-1962’, Firenze, 1967] (pag 1161-1162)”,”EMEx-096″
“ALATRI Paolo a cura”,”L’unità d’Italia, 1859-1861. Volume I.”,”Giudizio Marx su trattato Villafranca e unificazione Italia (pag 223)”,”ITAB-005-FV”
“ALATRI Paolo a cura”,”L’unità d’Italia, 1859-1861. Volume II.”,”Giudizio Marx su trattato Villafranca e unificazione Italia (pag 223)”,”ITAB-006-FV”
“ALATRI Paolo”,”Nitti, D’Annunzio e la questione adriatica.”,”””L’imperialismo è odioso nei forti e ridicolo nei deboli”” (Gaetano Salvemini) (in apertura) “”Eventuali operazioni militari contro gli jugoslavi avrebbero dovuto comunque essere condotte dalle truppe dell’VIII Armata, la quale, data la formula della nomina di Badoglio, restava sotto il comando del gen. Di Robilant. “”Qualunque sia la decisione che il Governo adotterà per Fiume””, telegrafava però il Commissiario straordinario militare il 19 settembre (138), “”si impone la necessità dell’allontanamento dalla zona di guerra del Generale Di Robilant, odiato a morte da tutti i fiumani e da tutti coloro della Venezia Giulia che anelano a Fiume italiana e che sono la grande maggioranza. Il predetto Generale è altresì inviso all’Esercito perché ormai è noto il suo ordine dato alla mensa al Comandante del 26° Corpo d’Armata il giorno 13 di tirare con l’artiglieria sui depositi di armi e benzina in Fiume, ordine che io ho annullato e che avrebbe portato a conseguenze disastrose. Prego pertanto non appena decisa la sostituzione di chiamare telegraficamente a Roma il Generale Di Robilant e inviarmi qui il Generale Caviglia o Morrone””. Nitti rispose (139) che reputava sotto ogni riguardo preferibile che il gen. Di Robilant non fosse sostituito da altro comandante di Armata e che Badoglio assumesse direttamente il comando dell’VIII Armata nella forma che ritenesse più opportuna. Così Badoglio fece infatti nella giornata del 21 settembre, trasferendosi a Udine dove cumulò la carica di Commissario straordinario militare per la Venezia Giulia e di comandante della VIII Armata, mentre il gen. Di Robilant veniva richiamato a Roma (140). Come si vede, Badoglio tendeva a creare le premesse di una situazione più distesa tra i comandi militari e il movimento dannunziano, e Nitti aderiva a questa linea. Della stessa tendenza è prova la decisione presa dal presidente del Consiglio che ufficiali e soldati attualmente sotto le armi che avevano lasciato i loro reparti per recarsi a Fiume non dovessero al loro eventuale ritorno essere inviati in campi di concentramento, bensì assegnati ai reparti dislocati nel Trentino, compreso D’Annunzio, dovessero essere considerati come rpivati cittadini (141). Pochi giorni dopo, esattamente il 3 ottobre, Nitti completava queste istruzioni a Badoglio con il seguente telegramma (142): “”Non so se V.E. reputi opportuno di far sapere agli ufficiali dell’esercito attualmente a Fiume che il Governo non ha nessuna intenzione di prendere severe misure contro coloro che si sono recati a Fiume: suppongo infatti che ciò risponda già ad una persuasione generale. Ad ogni modo ho voluto richiamare su ciò l’attenzione dell’E.V. anche perché una comunicazione in tal senso potrebbe avere benefica influenza sull’animo di alcuni ufficiali i quali possono preoccuparsi delle consueguenze dell’atto compiuto non tanto per loro stessi quanto per i loro dipendenti ch’essi hanno indotto a partecipare all’impresa””. Badoglio rispondeva proponendo l’emanazione di un proclama (…)”” (pag 227-228) note: (138) CP, n. 4963; (139) FDD, n. 26051; (140) Badoglio a Nitti, CP, n. 4968. Cfr. anche P. Badoglio, op. cit, p. 51, e E. Caviglia, op. cit., p. 80; (141) Nitti a Badoglio, 23 settembre 1919, FDD, n. 26290; (142) FDD, n. 27131″,”RAIx-006-FV”
“ALATRI Paolo a cura; scritti di TOGLIATTI Palmiro NEGARVILLE Celeste SAPEGNO Natalino LOMBARDO-RADICE Lucio GRIECO Ruggero ALATRI Paolo DI-VITTORIO Giuseppe ALICATA Mario RODANO Franco BERTI Giuseppe CANDELORO Giorgio LACONI Renzo PLATONE Felice AMENDOLA Giorgio MORANDI Giorgio NATOLI ALVARO Corrado JOVINE Francesco MARCHESI Concetto DE-ROSA Gabriele CALVINO Italo LONGO Luigi VISCONTI Luchino CONSAGRA Pietro MAFAI Mario PAJETTA Giancarlo ZANGRANDI Ruggero CAPRARA Massimo DIAZ Furio SILVESTRI Luigi ZAVATTINI Cesare SCOCCIMARRO Mauro CRISAFULLI Vezio BATTAGLIA Roberto MIELI Renato D’AMICO Fedele NENNI Pietro BANFI Antonio MARCHESI Concetto FRANCESCHELLI Mario BORRELLI Armando LOMBARDO Riccardo LAJOLO Davide SECCHIA Pietro RODERIGO DI CASTIGLIA (TOGLIATTI)”,”Rinascita, 1944-1962. Primo volume, 1944-1950.”,”Fondo Gian Maria Pegoraro”,”PCIx-028-FV”
“ALATRI Paolo a cura; scritti di Felice PLATONE Celeste NEGARVILLE Mauro SCOCCIMARRO Gastone MANACORDA R. BIANCHI BANDINELLI Palmiro TOGLIATTI Mario MONTAGNANA Felice CHILANTI Vittorio FOA Antonio BANFI Antonello TROMBADORI Ruggero GRIECO Nilde JOTTI Ambrogio DONINI Gianni RODARI Aldo NATOLI Giuliano MANACORDA Carlo CASSOLA Carlo MUSCETTA Ines PISONI Lelio BASSO Rodolfo MORANDI Teresa MUSCI Carlo SALINARI Lucio LUZZATTO Arturo COLOMBI Mario MONTAGNANA Luciano GRUPPI Silvio MICHELI Gianfranco CORSINI Girolamo LI-CAUSI Edoardo D’ONOFRIO Luigi LONGO Alberto CARACCIOLO Ennio VILLONE Ennio CERLESI Felice PLATONE Antonio GIOLITTI Ludovico GEYMONAT Bruno MANZOCCHI Pietro INGRAO Mario FRANCESCHELLI Ambrogio DONINI Mario ALICATA Pio BALDELLI Renato GUTTUSO Umberto TERRACINI Fabrizio ONOFRI Agostino NOVELLA Fausto GULLO Alberto CARACCIOLO Valentino GEERRATANA Lucio LOMBARDO-RADICE Michele SALERNO Augusto MONTI Umberto BARBARO RODERIGO DI CASTIGLIA (TOGLIATTI)”,”Rinascita, 1944-1962. Secondo volume, 1951-1956.”,”Fondo Gian Maria Pegoraro”,”PCIx-029-FV”
“ALATRI Paolo a cura; scritti di Luigi LONGO Palmiro TOGLIATTI (RODERIGO) Antonio GIOLITTI Alessandro NATTA Francesco FLORA Giorgio AMENDOLA Paolo BUFALINI Pietro INGRAO Luca PAVOLINI Cesare LUPORINI Velio SPANO Celeste NEGARVILLE Rossana ROSSANDA Enrico BERLINGUER Ambrogio DONINI Alfredo REICHLIN Giuseppe CHIARANTE Bruzio MANZOCCHI Sergio GARAVINI Luciano LAMA Gian Carlo PAJETTA Mario ALICATA Tullio VECCHIETTI Loris GALLICO Carlo SALINARI Eugenio PEGGIO Luciano GRUPPI Aldo NATOLI Arturo COLOMBI Emilio SARZI AMADE'”,”Rinascita, 1944-1962. Terzo volume, 1957-1962.”,”Fondo Gian Maria Pegoraro”,”PCIx-030-FV”
“ALATRI Paolo CERRONI Umberto CORTESI Luigi MAITAN Livio MERLI Stefano MIGLIARDI Giorgio PAPI Fulvio SANTARELLI Enzo SPRIANO Paolo STRADA Vittorio ZUCARO Domenico”,”Dibattito sullo stalinismo.”,”Il dibattito si è svolto, sotto il titolo generale A proposito di stalinismo e di storiografia, sui fascicoli 13/14 (maggio-dicembre 1961). 15/16 (gennaio-agosto 1962), 17 (settembre-dicembre 1962), 18 (gennaio-aprile 1963) e 20 (settembre-dicembre 1963) della Rivista storica del socialismo.”,”STAS-024-FL”
“ALATRI Paolo”,”Parlamenti e lotta politica nella Francia del Settecento.”,”Paolo Alatri, nato a Roma nel 1918, ordinario di Storia moderna nell’Università di Messina, autore di varie opere. Storia del conflitto tra parlamenti e potere centrale dalla Reggenza alla Rivoluzione.”,”FRAA-008-FF”
“ALATRI Paolo BARBADORO Idomeneo BEZZA Bruno BOGLIARI Francesco DADÀ Adriana FEDELE Santi FRANZINA Emilio GOZZINI Giovanni LANDUYT Ariane LEGNANI Massimo MOLA Aldo Alessandro MONTELEONE Renato ROCHAT Giorgio ROSSI Mario G. ROVERI Alessandro”,”Storia della società italiana. Parte quinta. Volume XXI. La disgregazione dello stato liberale.”,”Citato A. Cervetto in note a pagina 529 (Dopoguerra rosso e avvento del fascismo a Savona) Contiene i saggi di I. Barbadoro, ‘Biennio rosso: lotte sociali e direzione socialista’, Giovanni Gozzini, ‘La costituzione del Partito comunista d’Italia’, Mario G. Rossi, ‘Partito popolare e sindacalismo cattolico nella crisi del dopoguerra’, Adriana Dadà, ‘Gli anarchici italiani tra guerra di classe e reazione'”,”MITS-025-FL”
“ALATRI Paolo AMENDOLA Giorgio BASSO Lelio BAUER Riccardo BATTAGLIA Roberto BENSI Cesare BO Carlo BRAMBILLA Giovanni BUTTÉ Alessandro CALEFFI Piero CATALANO Franco CAVALLI don Giuseppe CEVA Bianca CLERICI Edoardo CORNA-PELLEGRINI Giacomo FERRATA Giansiro FIAMENGHI Ettore FOA Vittorio FRIGÉ Edoardo GENTILI FILIPPETTI Giulia GREPPI Antonio GIACCHI Orio GRASSI Paolo GRASSINI Franco LA MALFA Ugo LOMBARDI Riccardo MALAGUGINI Alcide MALAVASI Gioacchino MALVESTITI Piero MEDA Luigi MIGLIORI Giovanni Battista MIRA Giovanni NICOLA Giovanni OTTOLENGHI Achille PAJETTA Giancarlo PAPAFAVA DEI CARRARESI Novello PARODI Giovanni PARRI Ferruccio PAVONE Claudio, PARETTI-GRIVA Riccardo, PESENTI Antonio, PIERI Piero, RAGIONIERI Ernesto REPACI Antonino ROGERS Ernesto ROSSINI Giuseppe SACCHI Filippo SALVADORI Massimo SALVATORELLI Luigi SCHIAVETTI Fernando SCOTTI Francesco SECCHIA Pietro SEGRE Umberto SERENI Emilio SPINELLA Mario SPINI Giorgio TOGLIATTI Palmiro VALERI Nino VALIANI Leo VEGAS Ferdinando VENANZI Mario VIGORELLI Ezio VILLABRUNA Bruno ZANGRANDI Ruggero ZANIBELLI Amos”,”Fascismo e antifascismo (1936 – 1948). Lezioni e testimonianze. Vol. II.”,”Biografie di tutti i nomi citati.”,”ITAF-035-FL”
“ALATRI Paolo”,”Le origini del fascismo.”,” Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”ITAF-001-FAP”
“ALATRI Paolo”,”Lotte politiche in Sicilia sotto il governo della Destra (1866-74).”,”Capitolo ottavo: Repubblicani e clericali dal 1871 al 1873. Nascita e sviluppo dell’ “”Internazionale”” (pag 452-546) “”Quanto al Friscia, per la cui prima attività internazionalista rinviamo al citato saggio del Cerrito [Gino Cerrito, ‘Saverio Friscia nel primo periodo di attività dell’ Internazionale in Sicilia’, in ‘Movimento operaio’, 1953, III, p. 473], era anch’egli – come sappiamo – un ex mazziniano, che per molto tempo aveva continuato a collaborare con i mazziniani (1), ma verso la metà del ’71 si trovò al centro della polemica antimazzianiana: infatti, dopo l’appello contro l’ ‘Internazionale’ che il Mazzini rivolse il 13 luglio ‘Agli operai italiani’ e dopo la tagliente e celebre ‘Risposta di un internazionalista [Bakunin] a Mazzini’, il Friscia intervenne con un articolo su ‘L’Internazionale e Mazzini’, dapprima pubblicato nel settimanale agrigentino «L’Eguaglianza», da lui stesso diretto, e poi riprodotto dal «Gazzettino Rosa» di Milano, allora principale organo dell’ internazionalismo italiano (2). La crisi del mazzinianesimo non era che la crisi della democrazia piccolo-borghese, da mettere in correlazione con quei mutamenti di struttura che si andavano effettuando in tutta Italia proprio attorno al 1870 e che, per quanto riguarda la Sicilia, abbiamo cercato di illustrare nel capitolo dedicato alle condizioni materiali dell’isola. I due gruppi repubblicani, quello mazziniano e quello internazionalista, ritenevano di dominare la Sicilia, ciascuno con assoluta preponderanza sull’altro. Fin dal 19 luglio 1866 Bakunin aveva scritto che la maggior parte della ‘Falange Sacra’, l’organizzazione mazziniana, era passata, nel Sud, dalla propria parte (3); l’anno dopo , il 23 maggio 1867, scriveva di essere stato denunciato dal prefetto di Napoli come «promotore» e capo del movimento in Sicilia, soprattutto a Palermo, e, in generale, nell’Italia meridionale» (4). In realtà, in quegli anni, a Palermo non si hanno tracce documentarie né di attività internazionalista né di relativi allarmi da parte delle autorità; i seguaci del Mazzini erano tanto convinti di avere la supremazia, che lo stesso apostolo tentava di suscitare un moto recandosi personalmente nell’isola nell’agosto del 1870. L’anno dopo, Antonio Riggio, in una lettera a Engels del 16 ottobre 1871 (5), scriveva: «Ritorno da una corsa da Palermo, Napoli, Roma e Firenze. Il lavoro socialista vi si fa formidabile; ancora un anno e i destini della penisola saranno nelle nostre mani. Mazzini è solo. Nuove sezioni sorgono continuamente e giornali ne abbiamo in gran numero (…). In Sicilia comandiamo noi. Nella sola provincia di Girgenti avremo fra pochi giorni dieci Sezioni; non vi dico del numero dei nostri soci corrispondenti che lavorano come va fatto…». C’è da fare i conti, naturalmente, con la «deformazione professionale» in senso ottimistico, che è di tutti i rivoluzionari; ma un fondo d vero, nelle parole del Riggio, c’era, e l’ Internazionale’ era effettivamente destinata ad assumere in Sicilia, nel corso del 1872, un notevole sviluppo (6)”” (pag 484-486) [Paolo Alatri, ‘Lotte politiche in Sicilia sotto il governo della Destra (1866-74)’, Einaudi, Torino, 1954, Capitolo ottavo: ‘Repubblicani e clericali dal 1871 al 1873. Nascita e sviluppo dell’ “”Internazionale””‘ (pag 452-546)] [(1) Cfr. supra, p. 481, n. 1; (2) Cfr. anche il mediocre S. Cargone ‘Le origini del socialismo in Sicilia’, Roma, 1947, pp. 329 sgg. Notizie sulla prima diffusione dell”Internazionale’ in Sicilia sono anche in A. Lucarelli, ‘Gli albori del socialismo nel Meridione secondo i documenti dell’Archivio Provinciale di Trani’, in ‘Movimento Operaio, giugno-settembre 1951, p. 612. Per la lotta tra mazziniani e bakuninisti, come per quella tra marxisti e bakuninisti che ha scarsissima incidenza nella situazione siciliana, rinviamo a G. Manacorda, op. cit., pp 76 sgg. Segnaliamo qui un’ ‘Apologia della Comune’ di Luigi Mastropaolo, stampata a Palermo nel 1871 e sulla quale il Ministero dell’Interno chiese alla prefettura di Palermo che si aprissero indagini l’anno dopo, con lettera del 20 maggio 1872 (in A.S.P., Gab., Prefettura, b. 23, cat. 16, fasc. 4); (3) Cfr. N. Rosselli, op. cit., pp. 185-86; (4) Ibid. p. 199; (5) Ibid. p. 314); (6) Anche F. Chabod (op. cit., pp 425 sgg.) giudica il Riggio «troppo entusiasta, sebbene all’ottimismo degli internazionalisti corrispondesse un ottimismo altrettanto unilaterale da parte del governo. Quest’ultimo, però, scemò gradualmente nel corso del 1872 (ibid. pp. 440-41)]”,”ITAB-007-FSD”
“ALATRI Paolo”,”Mussolini.”,”Paolo Alatri, saggista, giornalista e storico, ha insegnato storia del Risorgimento all’Università di Palermo, storia moderna e storia delle dottrine politiche alle Università di Messina e di Perugia. Deputato al parlamento dal 1963 al 1968.”,”ITAF-043-FL”
“ALAYRAC Pierre”,”L’internationale au milieu du gué. De l’internationalisme socialiste au congrès de Londres (1896).”,”Pierre Alayrac, normaliano e agrégé di scienze economiche e sociali, è dottorando al Centre européen de sociologie et science politique di EHESS. I congressi della Seconda Internazionale: PARIGI 1889 BRUXELLES 1891 ZURIGO 1892 LONDRA 1896 PARIGI 1900 AMSTERDAM 1904 STUTTGART 1907 COPENHAGEN 1910 BASILEA 1912″,”INTS-068″
“ALAZARD Jean”,”Communisme et “”Fascio”” en Italie.”,”Massimalismo del PSI. “”Ora, qual’era, in quest’epoca, la potenza del partito socialista che i suoi capi dicevano così grande? Essa non si misurava solo nel numero dei suoi eletti. Essa dipendeva anche dalle possibilità d’ azione. Un articolo di Carlo Scarfoglio (‘Nazione’ del 4 dicembre 1919) diceva, di questo periodo, che c’era molto del bluff nel dispiegamento della forza. Constatava subito che questa volta i “”leaders”” avevano faticato molto a farsi intendere dalle masse. Turati, Treves e Modigliani non erano più onnipotenti. “”Inoltre, la formula anarchica ha penetrato tutto l’ ambiente che gravita attorno alle Camere del Lavoro, ambiente che non è quello delle fabbriche, ma quello dei comizi. Ciò che sovente con attenzione i movimenti del partito operaio in Italia constatano è il fatto che, ‘disciplinato e inattaccabile esternamente, è internamente un vero caos'””.”” (pag 49)”,”ITAA-120″
“AL-AZM Sadik J.”,”L’illuminismo islamico. Il disagio della civiltà.”,”AL-AZM Sadik J. è docente di storia della filosofia europea moderna ed “”occidentalista””, insegna a Beirut, Damasco e Harvard.”,”VIOx-187″
“ALBA Victor”,”Esquema historico del movimiento obrero en América Latina.”,”Questo libro deriva da uno schema preparatorio per un libro sul movimento operaio in America Latina molto più esteso apparso a Parigi nel 1953. Arriva fino al 1950 con qualche nota aggiuntiva per gli anni seguenti. Al momento non esiste in spagnolo un’opera sul movimento operaio latinoamericano che tratti dei due aspetti politico e sindacale. Contiene dedica dell’ autore.”,”MALx-009″
“ALBA Victor”,”Histoire du POUM. Le marxisme en Espagne (1919-1939).”,”Victor ALBA è nato a Barcellona nel 1916. Aderì al ‘Bloc’ nel 1931. Venne imprigionato dal franchismo negli anni 1939-1945. Giornalista, professore di scienze politiche alla Kent State University (USA), ha scritto numerose opere cosacrate alla Spagna e all’ America Latina.”,”MSPG-065″
“ALBA Victor”,”Historia general del campesinado.”,”Nato a Barcellona nel 1916, Victor ALBA, è stato direttore del Centro de Estudios y Documentacion SOciales de Mexico e della rivista ‘Panorama’. E’ stato professore di scienza politica presso la Università di Kent (USA).”,”FOLx-016″
“ALBA Victor”,”El Partido Comunista en España. Ensayo de interpretacion historica. La primera historia critica del Partido Comunista español.”,”Victor ALBA è nato a Barcellona nel 1916. In gioventù ha partecipato al movimento operaio e collaborato a vari periodici fino a diventare segretario di redazione de ‘La Batalla’. Ha preso parte alla guerra civile e alla fine di questa fuggito in Francia è stato redattore di ‘Combat’. Poi ha soggiornato in Messico e Stati Uniti dove ha ottenuto la docenza universitaria come professore di scienze politiche. Ha scritto molte opere.”,”MSPG-106″
“ALBA Victor”,”Historia del estalinismo 1923-1953. Una historia del estalinismo con todos sus elementos de juicio, cifras, fechas y citas.”,”Costo delle ostilità (2° guerra mondiale) (pag 389): URSS 192 Miliardi di $ Francia 44 M $ Germania 273 M $ Gran Bretagna 120 M $ Stati Uniti 330 M $ Valore della distruzione: URSS 128 M $ Francia 21 M $ Germania 48 M $ Gran Bretagna 7 M $ Stati Uniti 2 M $”,”RUSS-137″
“ALBA Victor”,”Historia social de la juventud.”,”Tra i titoli dei capitoli del libro di ALBA: Biologia e apprendimento Lotta delle generazioni Gioventù inesistente (preistoria) Gioventù precoce (Antico oriente) (…) Gioventù prolungata (Rivoluzione industriale) Gioventù idolatra (prima metà del secolo XIX) Gioventù ideologizzata (seconda metà XIX) Gioventù disperata (prima guerra mondiale) Gioventù utilizzata (tra le due guerre mondiali) Gioventù risvegliata (2° guerra mondiale) Gioventù sbalordita (guerra fredda) Gioventù delusa (nel terzo mondo) Gioventù comunitaria (Giappone, Israele, Cina) Gioventù esasperata (America Latina) Gioventù separata (dal mutamento economico) Gioventù contestataria (1968) Gioventù inedita (giovani operai degli anni ’60)”,”GIOx-019″
“ALBA Victor”,”Los liquidadores de un imperio.”,”Ronald MULLER, un economista della American University di Washington, non accusa le multinazionali, non ci sono economisti che stanno contro il big business, la grande impresa. Accusa il governo e i suoi funzionari ed economisti di mancanza di perspicacia per non aver compreso per tempo le conseguenze della formazione delle multinazionali. “”Coloro che compiono le scelte politiche non hanno compreso tuttavia le forze interrelazionali che derivano dalla globalizzazione e la concentrazione delle imprese private”” dice MULLER. (pag 240)”,”USAP-055″
“ALBA Victor”,”The Horizon Concise History of Mexico.”,”””Dopo che la Prussia sconfisse le forze austriache nella battaglia di Sadowa e quando la guerra civile negli Stati Uniti finì, la situazione cominciò a cambiare. Napoleone III volle rimpatriare i suoi soldati, Lincoln riconobbe il governo Juarez; il segretario di Stato William Henry Seward ricordò alla corte di Parigi la Dottrina Monroe e chiese il ritiro delle forze francesi dal Messico. Nella primavera del 1866, Napoleone annunciò a Massimiliano che intendeva richiamare i soldati a casa. Dal marzo dell’ anno seguente non ci furono più forze francesi in Messico.”” (pag 104-105)”,”AMLx-049″
“ALBA Victor SCHWARTZ Stephen”,”Spanish Marxism versus Soviet Communism.”,”Dedicato a Andreu NIN (1892-1937) e Joaquim MAURIN (1896-1973) Victor ALBA è stato un attivo partecipante del POUM e della guerra civile. E’ autore prolifico di molti libri sul tema. Stephen SCHWARTZ, scrive su temi del movimento e della cultura operaia. E’ attualmente visiting fellow alla Hoover Institution. E’ autore di ‘Brotherhood of the Sea’ una storia della Sailor’s Union of the Pacific (Transaction). Carenza di armi sul fronte di Aragona. “”Ci fu poca attività al fronte dopo le prime settimane. I comunisti continuavano ad usare ciò come pretesto per chiedere, sulla loro stampa, insidiosamente, perché Saragozza non fosse stata presa. “”El Combatiente Rojo”” l’ “”organo di milizia, soldati e polizia antifascista””, pubblicato dalla 29° divisione, rispose a quella domanda con un articolo firmato da Narcis Molins i Fabrega: “”Coloro la cui situazione avrebbe permesso loro di aiutare l’ avanzata verso Saragozza sono proprio quelli che stanno ponendo ostacoli su questa strada e, nello stesso tempo, osano chiedere maggiori responsabilità agli altri””. Egli sottolineò che molte delle armi spedite alla repubblica erano state bloccate nel loro passaggio attraverso il Mediterraneo, dalla Russia, dove si sperava che il ricatto delle armi avrebbe portato risultati, forzando la CNT e il POUM a sottomettersi al PSUC; (…)””. (pag 154-155)”,”MSPG-131″
“ALBA Victor”,”Histoire des républiques espagnoles.”,”CEDA: Confederation espagnole des Droites Autonomes Ricchezza della Chiesa cattolica spagnola. “”La Chiesa possedeva allora in Spagna 11.921 proprietà rurali, 7.828 proprietà urbane, 4.192 terreni. Il valore dichiarato di questi beni arrivava a 76 milioni, ma superava di fatto 85 milioni. C’erano 2.919 conventi, 763 monasteri, 36.569 religiosi e 8.396 monache, più di 35.000 preti secolari. In totale, quasi 80 mila persone pagate dallo Stato””.”,”SPAx-061″
“ALBA Victor”,”Dos revolucionarios. Andreu Nin Joaquín Maurin.”,”””Actuar en el Parlamento es sólo una parte de la actividad que debe desplegarse. El POUM dispone de núcleos pequeños (procedentes de la Izquierda Comunista) en Madrid, Asturias, Santander, Bilbao, Galicia y Extremadura, y de otros (procedentes del Bloque) en Asturias Castellón, Valencia y Madrid. Deben ser avanzadas para formar en esos lugares secciones del Partido; Maurín podrá aprovechar sus privilegios de diputato para ayudar en esto. El POUM, en los meses que siguen a las elecciones, crece y llega a los 10.000 miembros (1). No basta tampoco con que el Partido crezca. Debe aprovecharse esto para tratar de reavivar la Alianza Obrera y para marchar hacia la unidad sindical. Sin una mayor cohesión de la clase trabajadora, piensa Maurín, las posibilidades de triunfo son escasas para los obreros y abundantes para las fuerzas reaccionarias. El ejemplo de Alemania le obsessiona y lo repite constantemente en mítines y conferencias.”” (pag 220-221) (1) nello stesso momento la CNT ha quasi due milioni di affiliati, la FAI 10.000, la UGT e il PSOE insieme con altri due milioni e il Partito comunista 100 mila secondo lui, 3000 secondo osservatori stranieri (Brennan, Borkenau)”,”MSPG-203″
“ALBA Victor”,”Historia del Estalinismo, 1923-1953.”,”Victor Alba nació en Barcelona en 1916. Militante obrero desde los 16 años y periodista politico en La Humanitat, Ultima Hora y La Batalla de Barcelona, partecipó en la guerra civil española, en las filas del POUM, y estuvo luego en la cárcel por dos veces, la última por haber partecipado en la publicación del primer periódico clandestino aparecido en el pais bajo Franco. Marchó al exlio en 1945, trabajó en Combat de Paris con Albert Camus y en Franc-Tireur, después fue redactor de Excelsior de México y The New Leader de Nueva York, dirigió las Galerias Excelsior y el Centro de Estudios y Documentación Sociales y su revista Panoramas en México. En 1957 entró a trabajar en un organismo de las Naciones Unidas y en 1966 empezó a enseñar en universidades norteamericanas. Actualmente es profesor de Ciencias Politicas en la Kent. Ha publicado, en México, Paris y Nueva York, una docena de libros sobre cuestiones sociales latinoamericanas, y media docena sobre cuestiones españolas en Paris, Madrid y Barcelona. Sus últimos libros son Histoire du POUM, aparecido en Paris, Catalonia a Profile en Nueva York, y El Frente Popular en Barcelona. Nota del Autor, apendices, cronologia, estadisticas, bibliografia, Estadisticas,”,”MSPG-030-FL”
“ALBA Victor”,”Los Españoles fuera de su casa. Esquema historico de España 1868-1965.”,”Alba Victor: Insomnie Espagnole, Paris 1946. Historie de Républiques Espagnole, Paris 1948.”,”MSPG-030-FL”
“ALBA Victor”,”Historia del comunismo en America Latina.”,”””El Argentino Anibal Ponce – residente largos años en México -, no mostró ser jamás un comunista disciplinado, pero defendió siempre la Revolución Rusa y puede ser considerado come el cerebro latinoamericano más profundamente marxista. En cuestiones de educación, religión y de sociología, la labor de Ponce fué de gran valor intelectual, I pero de scasa repercusión en las filas de los partidos comunistas. El hecho mismo de que en Moscú nunca se preocuparan por conocer la opinión de Ponce acerca de los problemas candentes ni de pedirle información, indica a las claras el estado de marasmo intelectual en que se encontraban los partidos comunistas. Mientras el Komintern enviaba dinero en cantidad para mantener a Codovilla, Guralsky y una serie de agentes y “”consejeros””, no destinó un centavo, o un mísero rublo, para fomentar los estudios de la realidad social latinoamericana, ni en América Latina misma ni en las bibliotecas de Rusia. En el Instituto Marx y Engels, de Moscú, no se realizó ningún trabajo serio sobre los problemas de nuestro Continente. Aníbal Ponce vivió miserablemente toda su vida, en México lo mismo que en Argentina”” (pag 54)”,”MALx-064″
“ALBA Victor”,”El Frente Popular.”,”Victor Alba, (1916) periodista catalán en la época de los acontecimientos que analiza este libro, fue, después de un periodo de cárcel, redactor en Combat de Paris, bajo la dirección de Albert Camus; de Excelsior de Mejico y de The New Leader de Nueva York, para dedicarse luego a la vida universitaria. Es actualmente profesor de Ciencias Politicas de la Universidad norteamericana de Kent. Entre sus libros figuran: Histoire del Républiques Espagnoles, Le mouvement ouvrier en Amérique Latine, Alliance Without Allies, Las ideas sociales en México, The Latin Americans, Politics and the Labor Movement in Latin America, Catalunya sense cap ni peus, Historia general del campesinado, Historia social de la mujer, El marxisme a Catalunya, Watergate, historia de un abuso de poder, Cataluña de tamaño natural, Y Catalonia, A Profile. Todas, en fin de cuentas, libros de periodismo politico. Nota del autor, bibliografia, indice onomástico, Colección Textos,”,”MSPG-054-FL”
“ALBA Victor”,”Historia de la Segunda Republica Española.”,”Victor Alba, (1916) periodista catalán en la época de los acontecimientos que analiza este libro, fue, después de un periodo de cárcel, redactor en Combat de Paris, bajo la dirección de Albert Camus; de Excelsior de Mejico y de The New Leader de Nueva York, para dedicarse luego a la vida universitaria. Es actualmente profesor de Ciencias Politicas de la Universidad norteamericana de Kent. Entre sus libros figuran: Histoire del Républiques Espagnoles, Le mouvement ouvrier en Amérique Latine, Alliance Without Allies, Las ideas sociales en México, The Latin Americans, Politics and the Labor Movement in Latin America, Catalunya sense cap ni peus, Historia general del campesinado, Historia social de la mujer, El marxisme a Catalunya, Watergate, historia de un abuso de poder, Cataluña de tamaño natural, Y Catalonia, A Profile. Todas, en fin de cuentas, libros de periodismo politico.”,”SPAx-017-FL”
“ALBA Victor”,”Le mouvement ouvrier en Amerique Latine.”,”Caudillismo e oligarchia (pag 59-) Il caudillo e la Chiesa (pag 64-)”,”MALx-002-FV”
“ALBA Victor, a cura di Charlotte BLANCHARD e Sarah BLANDINIÈRES”,”En finir avec les patrons. Les collectivisations de 1936 en Espagne.”,”Pere Pagès ossia Victor Alba (1916-2003) è stato militante e giornalista del Poum e ha preso parte alla guerra civile spagnola. Negli anni Cinquanta ha insegnato scienze politiche negli Stati Uniti. Ha pubblicato: ‘Histoire des républiques espagnoles’ (Nord Sud 1948) e una biografia di A. Nin (Portic, 1974). E pure ‘Histoire du Poum: le marxisme en Espagne’, (1975 Champ libre)”,”MSPG-296″
“ALBANESE L. LIUZZI F. PERELLA A.”,”I consigli di fabbrica. Delegati e consigli in Italia. Dalla contrattazione articolata al patto federativo: una delle esperienze più vitali del movimento operaio italiano.”,”””Sarà, infine, il congresso della FIOM del 1970 a compiere la prima scelta ufficiale a favore dei delegati e dei consigli, anticipando di qualche mese la decisione della CGIL.”” (pag 34) “”Il delegato, si diceva, ha una “”doppia faccia””. Una è rivolta verso i lavoratori, l’ altra verso il sindacato. E, nella misura in cui le lotte dei lavoratori spingeranno verso una crescente politicizzazione dei consigli, questo si rifletterà inevitabilmente sul sindacato; che quindi conserverà e rafforzerà il suo carattere politico. Ma, dall’ altra parte è venuta una replica anche a questa puntualizzazione. Una delle due facce, si è risposto, finirà inevitabilmente per prevalere (Accornero). Si avrebbero dunque due possibili sbocchi. Nel primo caso, “”il sindacato estrarrebbe dal gruppo operaio omogeneo la sua opposizione globale, la sua virtualità alternativa, nella presunzione neosorelliana di essere la rivoluzione. Nel secondo, il sindacato rinchiuderebbe tutte le espressioni della classe nel campo giuridico-contrattuale. Nella realtà prevarrebbe l’ ipotesi moderata, non essendo eliminabile lo specifico sindacale”” (Bertinotti).”” (pag 93-94)”,”MITT-233″
“ALBANESE Giulia”,”Pietro Marsich.”,”MARSICH (1891-1927) fu fautore della guerra di Libia e poi interventista (1914-1915) prese parte poi al movimento dannunziano e a quello di Mussolini, fondò il giornale ‘Italia nuova’ e poi si allontanò dalle posizioni del fascismo prima della marcia su Roma.”,”ITAF-274″
“ALBANESE Luciano”,”Il concetto di alienazione.”,”””L’alienazione “”mondana”” si manifesta, in primo luogo, nella scissione tra Stato e società civile. E’ quanto mai significativo, a questo proposito, che Hegel venga lodato da Marx per aver avvertito “”come una ‘contraddizione’ la separazione di società civile e società politica”” (K. Marx, Opere filosofiche giovanili, 1963, p.89). Un’altra forma di alienazione, in secondo luogo, è rinvenibile nel seno stesso della società civile, dove si genera una separazione tra “”non-proprietà”” (lavoro salariato) e “”proprietà”” (denaro, capitale). Anche stavolta, Marx afferma a chiare lettere che l’opposizione tra non-proprietà e proprietà, finché non viene concepita come opposizione tra lavoro e capitale, non può essere ancora colta “”nel suo ‘rapporto attivo’ alla sua ‘intima’ connessione””, cioè non può essere colta “”come ‘contraddizione'”” (Ivi, p. 223). Di che natura sia questa contraddizione, è chiarito molto bene da Marx quando scrive che proletariato e ricchezza “”formano un tutto”” (‘ein Ganzes’). La proprietà privata, come ricchezza, è costretta a mantenere nell’esistenza se stessa e ‘con ciò’ il suo opposto, il proletariato. Il proletariato, d’altra parte, in quanto tale, è costretto a togliere (‘aufzuheben’) se stesso e con ciò l’opposto che lo condiziona e lo fa proletariato, la proprietà privata (F. Engels K. Marx, La sacra famiglia, 1967, p.43). Abbiamo quindi una opposizione ‘dialettica’, caratterizzata dalla “”coesistenza dei due lati contradditorî””, dalla loro lotta e dalla “”‘fusione’ in una nuova categoria”” (K. Marx, Miseria della filosofia, 1969, p. 96). Di conseguenza, se il proletariato vince, “”non diventa perciò il lato assoluto della società; infatti esso vince solo togliendo (‘indem es aufhebt’) se stesso “”e”” il suo opposto. Allora scompare sia il proletariato sia l’opposto che lo condiziona, la proprietà privata”” (ME, La sacra famiglia, p. 44). La ‘realtà’ di questa contraddizione dialettica è per Marx un assioma indiscutibile””. (pag 191-193) [Luciano Albanese, Il concetto di alienazione. Origini e sviluppi, 1984]”,”TEOC-030-FL”
“ALBANESE Luciano”,”Il pensiero politico di Schmitt.”,”Carl Schmitt nasce l’11/07/1888 a Plettenberg (Westfalia) da famiglia cattolica. Compie gli sudi universitari a Berlino, Monaco e Strasburgo, dove nel 1910 si laurea in giurisprudenza. Nel 1915 supera l’esame per l’accesso alle carriere legali. Nello stesso anno si arruola volontario, e presso lo stato maggiore di Monaco si occupa dell’applicazione dei decreti militari di guerra. Nel 1916 contrae il primo matrimonio con Pawla Dorotic, in omaggio alla quale firmerà la proma edizione della Dittatura col doppio cognome Schmitt-Dorotic. Sempre nel 1916 consegue a Strasburgo l’abilitazione all’insegnamento accademico. Divenuto professore presso la scuola superiore di amministrazione di Monaco, frequenta nella stessa città i seminari di Max Weber del 1919-20. Nel 1921 è professore di diritto pubblico a Greifswald, dal 1922 al 1928 a Bonn. Nel 1926 sposa Duschka Todorovitsch, dalla quale avrà l’unica figlia, Anima.Gli anni di Bonn sono caratterizzati da una intensa attività intellettuale, che culmina nel 1928 con la Dottrina della costituzione. Dal 1928 al 1932 Schmitt passa ad insegnare presso la Scuola superiore di amministrazione di Berlino. La progressiva ascesa di Hitler vede Schmitt schierato politicamente sulle posizioni di Schleicher e von Papen. Su loro incarico, nel 1932, difende il Reich contro il governo prussiano davanti alla Corte suprema di Lipsia Legalità e legittimità, scritta nello stesso anno, sostiene che ai nazisti, non meno che ai comunisti, deve essere impedito di godere dei vantaggi legali derivanti dall’accesso al potere. E ancora dietro pressione di von Papen, dopo l’avvento di Hitler, partecipa al progetto di ‘uniformazione’ dei Länder al Reich. Il falldei progetti politici di von Papen e indubbie affinità ideologiche spinsero Schmitt, il 01/05/1933, ad iscriversi al partito nazista. Schmitt, che godeva dell’appoggio di Goering, divenne consigliere di Stato prussiano, professore di diritto pubblico a Berlino e capo del gruppo dei docenti universitari della Lega nazionalsocialista dei giuristi. Muore il 07/04/1985.”,”TEOP-058-FL”
“ALBANESE Giulia”,”La marcia su Roma. Ottobre 1922.”,”‘Una rivoluzione tipicamente italiana’ (pag 129-) Giulia Albanese, storica, svolge attività di ricerca presso l’Università di Padova. Sul rapporto violenza politica e crisi dello Stato liberale ha pubblicato ‘Alle origini del fascismo. La violenza politica a Venezia, 1919-1922’ (Padova 2001) e ‘Pietro Marsich’ (Verona, 2003) “”Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”” (Mussolini) (pag 129) ‘Le notizie che l’ambasciata inglese ottenne dal Vaticano erano di uguale tenore, anche se si sottolineava la rottura costituita dalla marcia su Roma. Il locale ambasciatore riferiva infatti di una conversazione con monsignor Borgongini Duca, il quale pur non omettendo di considerare gli avvenimenti una «rivoluzione» e «un’usurpazione dell’autorità dello stato», giudicava tuttavia positivamente il governo e concludeva: “”la «rivoluzione» è stata tipicamente italiana, un piatto di spaghetti [in italiano nel testo], e la maniera in cui il cambio è stato realizzato non deve generare cattivi presentimenti solo perché è stata totalmente incostituzionale. Non ha anticipato problemi, neppure sulla Dalmazia!””. Incerta, anche se piuttosto favorevole al fascismo, era stata la posizione espressa dall’ambasciata britannica di fronte alla marcia vera e propria. (…) Allo stesso tempo l’ambasciatore prendeva posizione, analogamente ai nazionalisti e ai fascisti, contro lo stato d’assedio osservando che avrebbe comportato panico nella popolazione e che l’esibizione di forza militare, all’indomani della revoca della drastica disposizione, non poteva che essere un bluff: a quel punto era chiaro che i militari avrebbero rifiutato di combattere contro i fascisti. Alcune ore dopo, lo stesso ambasciatore riferiva che la sua impressione era quella di una resa governativa ai fascisti e ai nazionalisti, a Roma, dal momento che i militari stavano tornando nelle caserme e il controllo era stato preso completamente dalle forze fasciste e nazionaliste. (…) Contrastava con questa immagine di sostanziale tranquillità, pur nella consapevolezza della rottura avviata, l’impressione che gli avvenimenti destavano in Francia. (…) La fonte maggiore di ansietà era inoltre legata – lo si è già detto -alla possibilità che l’Italia di Mussolini praticasse una politica estera aggressiva e destabilizzante nei confronti dell’ordine mondiale imposto a Versailles. La sensazione di rottura doveva apparire più netta in Francia anche perché, nonostante l’ambasciatore Sforza descrivesse la situazione come del tutto sotto controllo, l’annuncio delle sue dimissioni all’indomani dell’avvento di Mussolini non aveva lasciato indifferenti gli esponenti di governo. (…) Complessivamente, se non si considera la questione della politica estera, vero punto cruciale però della presa di posizione francese, i commenti della stampa erano molto diversificati a seconda delle posizioni politiche, ma vi si potevano riconoscere alcune tendenze specifiche: da chi appoggiava incondizionatamente i fascisti, a chi, pur appoggiandoli, non aspirava alla riproduzione del fascismo anche in Francia, a chi li appoggiava non credendo che questa tendenza si sarebbe sviluppata, fino a coloro che li avversavano con forza (59). La reazione statunitense agli avvenimenti romani, specie da parte dell’ambasciata, era invece molto favorevole, in contrasto con la maggiore cautela dei colleghi inglesi e francesi’ [(59) P. Milza, ‘L’Italie fasciste devant l’opinion française 1920-1940’, Armand Colin, Paris, 1967, pp. 54-76] (pag 143-144-145-146)]”,”ITAF-367″
“ALBANESE Matteo”,”Aldo Moro. La morte della prima repubblica.”,”Barbara Biscotti già curatrice per il Corriere della Sera della collana ‘I grandi processi della storia’ è una storica del diritto romano e insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca. E’ membro corrispondente dell’Ehess. Matteo Albanese, professore di Storia dei partiti e dei movimenti politici presso l’Università di Padova. Si è occupato di violenza politica e di estremismo fin dalla sua tesi di dottorato discussa presso l’Istituto Universitario Europeo. E’ stato ricercatore presso diversi atenei (Parigi, Lisbona, New York) ed è autore di saggi e volumi in Italia e all’estero”,”BIOx-376″
“ALBANI Paolo”,”L’ assenteismo operaio. Una forma di non collaborazione.”,”Paolo ALBANI (1946) è borsista presso la Scuola di storia del pensiero economico, diretta da C. NAPOLEONI.”,”MITT-112″
“ALBANI Paolo”,”Crisi del profitto e sviluppo capitalistico. Un’analisi disaggregata dell’industria manifatturiera italiana: 1951-1971.”,”Paolo Albani (Marina di Massa, 1946),borsista presso la Scuola di storia del pensiero economico, diretta da C. Napoleoni, lavora attualmente nell’Istituto di Scienze Economiche della Facoltà di Economia e Commercio di Firenze. Tra i suoi lavori: L’assenteismo operaio ed altri saggi apparsi su ‘Aut Aut’ e ‘Monthly Review’.”,”ITAE-035-FL”
“ALBANO Antonio ORSINI Renzo”,”Basi di dati.”,”Antonio Albano è professore associato di Documentazione automatica nel Dipartimento i Informatica dell’Università di Pisa. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica, conseguita al Politecnico di Milano, ha compiuto attività di ricerca presso l’Istituto di Elaborazione dell’informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche. É stato ricercatore e docente presso le Università di New York e di Toronto. Renzo Orsini, laureato in Scienze dell’informazione all’Università di Pisa, è ricercatore presso il Dipartimento di Informatica della stessa Università.”,”SCIx-075-FL”
“ALBANO Mario”,”Sud Africa. L’apartheid del capitale.”,”Mario Albano, autore di ‘Angola: una rivoluzione in marcia’ e altre opere sul tema dei movimenti rivoluzionari africani.”,”AFRx-119″
“ALBARANI Giuliano BADALONI Nicola BARBERINI Carlo Antonio BARONE Eros COSPITO Giuseppe DI-STEFANO Salvatore GALLI Giorgio GARIN Eugenio STEVANI COLANTONI Angela VANZULLI Marco ZANANTONI Marzio”,”Gramsci e la storia d’Italia.”,”””Questo ampio lavoro di traduzioni, che copre oltre 700 pagine manoscritte sulle circa 3000 che costituiscono il complesso dei ‘Quaderni’ e un arco temporale che va dall’inizio del 1929 (cioè dal momento in cui Gramsci ottiene il permesso di scrivere in carcere) al 1931 con una breve ripresa nell’anno successivo, culmina e insieme si conclude con la versione pressoché integrale di un’antologia popolare tedesca di scritti di Marx (di cui erano stati pubblicati alcuni brevi estratti in appendice all’edizione di Gerratana) (5), realizzata tra la fine del 1930 e il 1931 vale a dire negli stessi mesi in cui, in un’altra sezione del medesimo quaderno – il Quaderno 7 – Gramsci sta compilando la ‘seconda serie’ degli ‘Appunti di filosofia – Materialismo e idealismo’, largamente dedicati proprio al marxismo (6). Non è certo questa per Gramsci la prima né l’unica occasione di confrontarsi con i testi marxiani la cui conoscenza data fin dagli scritti giovanili, sia pure ancora intrisi di idealismo – basti pensare a quelli celeberrimi del 1917-18 su ‘La rivoluzione contro il “”Capitale”” o su ‘Il nostro Marx’ (7) – e si approfondisce e si precisa nel corso degli anni insieme alle posizioni politiche dell’autore fino al 1925 quando Gramsci, ormai segretario del PCd’I, compila una sintetica quanto efficace antologia marxista all’interno di una dispensa destinata alla scuola di partito (8). Una conoscenza così puntuale da permettergli di citare a memoria, nella ‘prima serie’ degli ‘Appunti di filosofia’ del Quaderno 4, ampi brani delle opere di Marx, alcuni dei quali successivamente riveduti e corretti sulla base delle proprie versioni dal tedesco (9). Se però – come non sono il solo a credere – i ‘Quaderni’ sono anche se non soprattutto una riflessione sulle ragioni di una sconfitta – personale oltre che politica-, e se tale riflessione passa anche se non soprattutto attraverso non una negazione né un superamento, ma una rilettura e un approfondimento dell’opera di Marx, questo avviene anche se non soprattutto grazie alle traduzioni dell’antologia sopra citata, non foss’altro che per il fatto che in carcere Gramsci ha a disposizione ben poche altre fonti a riguardo, probabilmente solo alcuni volumi di un’edizione francese di opere marxiane che peraltro definisce in una lettera a Tatiana del 1931 (coeva al proprio lavoro di traduzione) “”tradotte in modo scelleratissimo”” (10). Un altro elemento da tenere in considerazione è che, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, le versioni gramsciane non seguono l’ordine con cui i testi compaiono nel volumetto tedesco, ma una successione diversa, dalla quale mi sembra di poter ricavare una sorta di gerarchia di valore in ordine decrescente e che corrisponde alla particolare interpretazione da parte di Gramsci di quella che nei ‘Quaderni’ definisce sempre più spesso – e non solo per ragioni di (auto)censura – “”filosofia della prassi”” (11)”” [G. Cospito, ‘Gramsci e Marx’ (in) Aa.Vv. ‘Gramsci e la storia d’Italia, Milano, 2008] (pag 186-188) Note: (5) Cfr. A. Gramsci, ‘Quaderni del carcere’, a cura di V. Gerratana, cit., vo., IV, pp. 2355-62; (6) Per la cronologia dei ‘Quaderni di traduzioni’, cfr. le pp. 870-90 dell’edizione citata; per la datazione degli appunti teorici, qui e nel seguito mi sono avvalso di G. Francioni, ‘Proposte per una nuova edizione dei ‘Quaderni del carcere’, “”IG Informazioni””, 1992, 2, pp. 85-186, in particolare pp. 144-47; (7) I due articoli erano usciti rispettivamente sull'””Avanti!”” del 24 novembre 1917, a commento delle prime frammentarie notizie provenienti dalla Russia sulla Rivoluzione d’Ottobre, e su “”Il Grido del popolo”” del 4 maggio 1918, in occasione del centenario della nascita di Marx; (6) I testi si trovano ora raccolti in A. Gramsci, ‘Il rivoluzionario qualificato’, a cura di C. Morgia, Roma, Delotti, 1988, pp. 59-209; (9) Cfr. V. Gerratana, ‘Note al testo’, in A. Gramsci, ‘Quaderni del carcere’, cit., vol. IV, p. 2642; (10) Lettera del 29 giugno 1931, ora in A. Gramsci, ‘Lettere dal carcere’, cit, vol. II, p. 431. In effetti nel Fondo Gramsci della Fondazione che porta il suo nome sono conservate alcune altre opere di Marx ed Engels, ma essendo per lo più prive di contrassegni carcerari è improbabile che Gramsci abbia avuto effettivamente la possibilità di consultarle; (11) Sulla complessa questione si veda almeno F. Frosini, ‘Gramsci e la filosofia. Saggio sui Quaderni del carcere’, Roma, Carocci, 2003, pp. 79 sgg., nonché, del medesimo autore, il saggio su ‘Filosofia della praxis’, in F. Frosini, G. Liguori, a cura, ‘Le parole di Gramsci. Per un lessico dei Quaderni del carcere’, Roma, Carocci, 2004, pp. 93-111]”,”GRAS-120″
“ALBELTARO Marco”,”Cesare Battisti, Fabio Filzi.”,”ALBELTARO Marco è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni: ‘L’assalto al cielo. Le ragioni del comunismo, oggi’ (a cura), 2010, ‘Novant’anni dopo Livorno. Il Pci nella storia d’Italia’ (con A. Hobel), 2014, ‘Le rivoluzioni non cadono dal cielo. Pietro Secchia, una vita di parte’ (Laterza, 2014). “”Diverso fu invece l’atteggiamento del Psi verso i socialisti francesi. La Francia era stata attaccata dalla Germania e i socialisti francesi avevano votato a favore dei crediti di guerra. Ed erano stati giustificati dall’Avanti! e nemmeno con un tono dimesso ma con parole roboanti. Si era fatto riferimento alle dichiarazioni di Sembat – che era stato il più stretto collaboratore di Jean Jaurès negli ultimi anni della sua vita prima che questi fosse ucciso proprio per le sue idee pacifiste – quando aveva affermato che i socialisti votavano i crediti di guerra per difendere il proprio Paese invaso e non con spirito imperialista ma, anzi, senza rinunciare ai valori rivoluzionari e rifiutando, dopo la vittoria, di assumere un atteggiamento sciovinista e imperialista ai danni della Germania. Queste parole erano state salutate dall’Avanti!, il 10 agosto, come meritevoli “”di restare eternamente scolpite nella coscienza del proletariato mondiale””. E, in Francia, si era perfino organizzato un nutrito gruppo di socialisti italiani emigrati determinati ad arruolarsi come volontari per il fronte. Antegermanismo e una “”impressionante insorgenza di ideologia nazionale”” (L. Cortesi, Introduzione, cit. (1)) sono i due binari su cui si muove la politica del Psi. Da questo terreno sono germogliate le posizioni mussoliniane di cui si è parlato prima: messo in minoranza dalla direzione del Partito, Mussolini si dimetterà da direttore dell’Avanti! e imboccherà la strada già ricordata”” (pag 170-172) [(1) Luigi Cortesi, Introduzione: ‘Il PSI dalla “”settimana rossa”” al Congresso nazionale del 1918’, in Rivista storica del socialismo, X, 32, numero monografico: ‘Il PSI e la Grande guerra’]”,”QMIP-174″
“ALBELTARO Marco”,”Le rivoluzioni non cadono dal cielo. Pietro Secchia, una vita di parte.”,”Marco Albeltaro, dottore di ricerca in Storia contemporanea, è assegnista presso il Dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino. Studia l’Italia del ‘900, la storia del giornalismo e del movimento operaio italiano e internazionale. Ha pubblicato: ‘L’assalto al cielo. Le ragioni del comunismo oggi’ (a cura), 2010; ‘La parentesi antifascista. Giornali e giornalisti a Torino (1945-1948)’ (Torino, 2011); ‘Novant’anni dopo Livorno. Il Pci nella storia d’Italia (a cura) (con A. Hobel, Roma, 2013). “”L’egemonia che il Pci sta guadagnando nella lotta di Liberazione è conquistata sul campo sia attraverso un’operazione politica animata da Secchia in prima persona, con un modello di lotta armata che ha molti punit di contatto con quello della guerriglia jugoslava (71), sia grazie alla capacità di mobilitare la classe operaia che è propria soltanto del Pci (72). In questo clima viene dato fuoco alla miccia di quella “”guerra inespiabile”” che secondo Parri inizia proprio nella primavera del 1944 (73). Nel marzo del ’44 Secchia pubblica su ‘La Nostra Lotta’ un articolo intitolato ‘Organizzazione e spontaneità’ (74) che riguarda lo sciopero che si è svolto a Genova nel mese di gennaio. Si tratta di un pezzo nel quale Secchia ripercorre gli errori della Federazione comunista di Genova nella gestione dello sciopero. Se egli rivendica per i comunisti genovesi un ruolo dirigente nello sciopero, non lesina però un catalogo di osservazioni sulle loro carenze organizzative. Per Secchia, nel mese di gennaio, “”non si era (…) fatto un sufficiente lavoro per convincere le masse operaie che specialmente oggi, di fronte all’organizzazione’ delle forze reazionarie nazi-fasciste; gli scioperi non devono essere improvvisati, essi devono essere minutamente e accuratamente organizzati”” (75). Secchia avrebbe voluto vedere il partito dare il via allo sciopero. Non è infatti per lui accettabile che la scintilla si sia innescata spontaneamente: “”La parola d’ordine dell’inizio dello sciopero deve essere data da C. di Agitazione Sindacale, allo sciopero non si deve arrivare solo per iniziativa dei singoli operai, senza che i Comitati responsabili abbiano potuto procedere al necessario lavoro di preparazione e di organizzazione”” (76)”” (pag 101-102) (71) Secchia, Il partito comunista; (72) Peli, Storia della Resistenza in Italia; (73) F. Parri, Scritti 1915-1975, 1976; (74) ‘La Nostra Lotta’ (…); (75) Ivi; (76) Ivi. Secchia vede la “”svolta di Salerno”” come “”una specie di colpo di fulmine””. Ha una diversa concezione rispetto a Togliatti del ruolo del Cnlai, che vede come protagonista principale del rinnovamento del paese mentre Togliatti ne restringe il compito alla lotta armata (pag 104)”,”PCIx-400″
“ALBER Jens”,”Dalla carità allo stato sociale.”,”ALBER è Prof di sociologia all’Univ di Colonia. E’ autore di numerosi saggi sui sistemi di assicurazione sociale e sullo stato del benessere. Le sue ricerche su tali problemi trovano ora un’esposizione sistematica in questo volume.”,”EURx-056″
“ALBERGAMO Francesco”,”La teoria dello sviluppo in Marx e in Engels.”,”””Nello scritto di Engels su Feuerbach si trova la considerazione che la dialettica, concepita da Hegel come autosvolgimento delle Idee l’una dall’ altra, si trasforma, operandone il “”capovolgimento””, nella “”scienza generale del movimento (cioè del divenire, reale, materiale, delle cose), tanto del mondo esterno, quanto del pensiero umano””. (pag 63) “”La stessa logica formale – scrive Engels – è anzitutto un metodo per scoprire nuovi risultati, per progredire dal noto all’ ignoto, e la stessa cosa, solo in un senso molto più eminente, è la dialettica”” (pag 67). Francesco ALBERGAMO è nato a Favara ed è dal 1942 docente di filosofia teoretica dell’ Università di Napoli. Ha scritto ‘La critica della scienza del Novecento’ e altri libri (v. retrocopertina). “”Secondo la giusta osservazione di Engels, l’induzione è una generalizzazione i cui risultati sono delle astrazioni formali, cioè delle classificazioni, delle sistemazioni provvisorie. “”Per induzione si trovò cento anni fa che scorpioni e ragni erano insetti, e tutti gli animali inferiori vermi. Per induzione si è trovato adesso che ciò è assurdo, e che ci sono ‘x’ classi. In che consiste dunque il vantaggio del cosiddetto ragionamento induttivo, che può essere altrettanto falso del cosiddetto ragionamento deduttivo, la base del quale è la classificazione?… Caratteristico anche, per quel che riguarda il vigore di pensiero dei nostri scienziati, il fatto che Haeckel scende in campo fanaticamente in difesa dell’induzione proprio nel momento in cui i ‘risultati’ dell’induzione – le classificazioni – sono dappertutto rimessi in questione (il ‘limulus, un ragno: l”ascidia’ un vertebrato o ‘cordato’; i ‘dipnoi’, contrariamente alla originaria definizione degli anfibi, tuttavia pesci), e vengono ogni giorno scoperti nuovi fatti, che abbattono l”intera’ classificazione preesistente, basata sull’induzione. Quale bella conferma della proposizione di Hegel, che il ragionamento induttivo è essenzialmente un ragionamento problematico! Sì, perfino tutta la classificazione degli organismi è sottratta all’induzione dalla teoria dell’evoluzione e ricondotta alla ‘deduzione’, alla discendenza – una specie letteralmente ‘dedotta’ dall’altra per discendenza; è impossibile dimostrare la teoria dell’evoluzione per via puramente induttiva, poiché essa è assolutamente antinduttiva. I concetti con i quali lavora l’induzione: specie, genere, classe, sono stati fluidificati dalla teoria dell’evoluzione e son diventati con ciò ‘relativi’: ma con concetti relativi non c’è da indurre””. Ai ‘paninduzionisti’ Engels oppone che il metodo dell’induzione è tanto poco sicuro, che “”i suoi risultati apparentemente più sicuri vengono ogni giorno rovesciati da nuove scoperte”” (F. Engels, Dialettica della natura, 1967, pp.236, 237, 238) [Francesco Albèrgamo, La teoria dello sviluppo in Marx ed Engels, 1973]”,”TEOC-219″
“ALBERGAMO Francesco”,”La critica della scienza nel Novecento.”,”Alla memoria di Guido De Ruggiero, amico e maestro Teorie biologiche nel XX secolo. “”L’insufficienza dell’evoluzionismo darwiniano è chiaramente avvertita dalle scienze biologiche del secolo XX. Esse accettano per altro l’idea di una evoluzione della natura, idea cui però attribuiscono un significato decisamente antimeccanico. Il principio contingentistico del Boutroux, secondo cui i fenomeni meccanici, fisici, chimici, organici, psichici, sociali, formano delle serie sempre più complesse, in ognuna delle quali appare una quantità nuova, irriducibile alle precedenti, è tacitamente accettato dalla cultura scientifica odierna, che lo considera anzi come un argomento decisivo contro la metafisica meccanicistica. Questo principio è il motivo ispiratore di parecchie teorie biologiche, tra le quali è da rammentare la ‘teoria delle variazioni discontinue’, applicata dal Bateson alla zoologia e dal Korschinski alla botanica. Al Lloyd Morgan si deve la cosiddetta ‘teoria dell’evoluzione emergente’. Per il Lloyd Morgan un processo è risultante, quando non oltrepassa il campo a cui appartengono i suoi elementi: emergente, quando lo oltrepassa. I processi emergenti fanno del divenire cosmico una evoluzione discontinua, in cui ciascun grado presenta qualche cosa di nuovo, che non si può ridurre ai gradi precedenti: elettrone, atomo, molecola, unità colloidale, bioculo, cellula, organismo multicellulare, comunità di organismi sono i gradi successivi dell’evoluzione. Questa ha luogo, secondo il Lloyd Morgan, in molteplici e imprevedibili direzioni, procedendo a scatti e sotto l’impulso di una cieca spontaneità. Una dottrina affine è il ‘vitalismo energetico’ del Rignano (…)”” (pag 281-282)”,”SCIx-537″
“ALBERICO Francesca”,”Le origini e lo sviluppo del fascismo a Genova. La violenza politica dal dopoguerra alla costituzione del regime.”,”Cita opera Cervetto in nota pagina 42n ALBERICO Francesca si è laureata nel 1999 all’Università di Genova (‘Recco 1940-1945. Autoritratto di una città in guerra’). Nel 2006 ha conseguito il dottrato di ricerca in Scienze storiche.”,”LIGU-040″
“ALBERICO Anna”,”La storiografia italiana su Russia e Unione Sovietica negli ultimi trent’anni.”,” Questa rassegna si colloca in continuità con il lavoro compiuto nel 1970 da Angelo Tamborra sugli studi italiani relativi alla storia dell’Europa orientale nel ventennio compreso tra il 1945 e il 1965; data la vastità e l’importanza del tema, essa è dedicata alla sola Russia e all’Unione Sovietica.”,”STOx-050-FL”
“ALBERIGO Giuseppe”,”Breve storia del Concilio Vaticano II. 1959-1965.”,”Dichiarazione su religioni non crisiane 7 dicembre 1965 Giuseppe ALBERIGO è professore emerito di storia della Chiesa nella Facoltà di Scienze politiche dell’ Università di Bologna. Dirige l’ Istituto per le Scienze religiose di Bologna fondato da Giuseppe DOSSETTI. Ha diretto la ‘Storia del Concilio Vaticano II’ (a cura di A. MELLONI, 5 voll., 1995-2001) e ha pubblicato ‘Dalla laguna al Tevere. Angelo Giuseppe Roncalli da San Marco a San Pietro’ (2000). “”Un gran numero di vescovi, soprattutto latini, faticava a riconoscersi in una considerazione della libertà come libertà religiosa, e non solo come libertà delle chiesa (libertas ecclesiae), simbolo glorioso di tante battaglie lungo i secoli. Il tema paolino, rilanciato con tanto vigore da Martin Lutero, della libertà del cristiano è affiorato timidamente nel dibattito e non senza disagio per molti. Troppo pochi hanno saputo intuire il rilievo che questa tematica avrebbe avuto nella condizione di pluralismo religioso sempre più diffusa nelle società occidentali. La fatica dei vescovi è stata forse ancora maggiore per superare l’ antisemitismo, strisciante e implicito a tanti livelli dell’ animo cattolico, e per condividere il riconoscimento di un rilievo teologico – quanto misterioso – del popolo ebraico.”” (pag 127)”,”RELC-196″
“ALBERONI Francesco”,”Italia in trasformazione.”,”ALBERONI Francesco nato a Piacenza nel 1924, è laureato in medicina e libero docente in psicologia. Ha insegnato sociologia (attualmente è professore ordinario nella Facoltà di scienze politiche nell’ Università di Catania, prima era nell’ Università cattolica di Milano e poi nell’ Istituto Superiore di Scienze Sociali, di cui è stato direttore per 4 anni. Ha scritto ‘Consumi e società’ (1968), ‘Statu nascenti’ (1968), ‘Classi e generazioni’ (1970). Declino DC. “”C’ è il pericolo di un collasso del partito cattolico? I risultati delle elezioni amministrativer dell’ ottobre 1974 non hanno ricevuto, a mio giudizio, il rilievo che in realtà meritavano. In quanto confermano qualcosa che si era già presentato nella primavera scorsa nel referendum e ripetuto nelle elezioni regionali sarde; esse sono state fondamentalmente lette in modo statico: si è registrato cioè un avvenuto spostamento a sinistra a spese della Democrazia Cristiana. In realtà non c’è nulla che giustifichi un’ analisi di tipo statico; la perdita di voti del partito cattolico in aree dove il suo elettorato era considerato stabilissimo non solo sul piano delle relazioni clientelari ma anche dell’ adesione ideologica non era stato previsto o, se era stato previsto, nessuno aveva anticipato spostamenti di questa misura. In altre parole si è ripetuto quanto è avvenuto col referendum (…)””. (pag 33)”,”ITAS-095″
“ALBERONI Francesco”,”Innamoramento e amore. Le ragioni del bene e del male.”,”ALBERONI Francesco è nato a Piacenza nel 1929 e si occupa da anni di sociologia dei movimenti collettivi.”,”VARx-322″
“ALBERONI Francesco”,”Valori.”,”Francesco Alberoni è professore ordinario di Sociologia all’Università IULM di Milano. Scrive sul “”Corriere della Sera””. Ha al suo attivo una ventina di opere. (1993)”,”TEOS-002-FMP”
“ALBERONI Francesco”,”Movimento e istituzione.”,” Keplero ‘Astronomia Nova’ “”Santo è Lattanzio il quale nega che la terra sia sferica Santo Agostino il quale ammette che la terra sia sferica ma nega l’esistenza degli antipodi Santo l’uffizio il quale ammette gli antipodi ma la ritiene immota Più santa tuttavia per me la verità la quale ci rivela che la terra è una piccola sfera, che ha antipodi e si muove”” (in apertura) Marxismo (pag 403)”,”TEOS-348″
“ALBERONI Francesco”,”Gli invidiosi.”,”Francesco Alberoni è uno studioso dei movimenti collettivi e dei sentimenti umani. La sua opera metodologicamente più importante è ‘Genesi’. Ha insegnato sociologia all’Università IULM e collaborato con il ‘Corriere della Sera’. Sintomi invidia (cap: 23): La maldicenza; Il giustiziere, Il pessimista, Il critico, Chi dà cattive notizie, L’autocommiserazione, Le onorificienza”,”TEOS-353″
“ALBERS Willi BORCHARDT K. CAESAR R. HABERLER G. HALLER H. HANSMEYER K.H. IRMLER H. NEUMARK F. PFLEIDERER O. STUCKEN R. saggi di, a cura della Deutsche Bundesbank”,”Economia e finanza in Germania, 1876-1948. (Tit.orig.: Währung und Wirtschaft in Deutschland)”,”Saggi di ALBERS Willi BORCHARDT Knut CAESAR Rolf HABERLER Gottfried HALLER Heinz HANSMEYER Karl-Heinrich IRMLER Heinrich NEUMARK Fritz PFLEIDERER Otto STUCKEN Rudolf, a cura della Deutsche Bundesbank. Willi ALBERS è professore emerito di economia politica presso l’ Università di Kiel, per gli altri autori v. risvolto copertina. “”Resta senz’altro valide la tesi secondo cui, nella concezione di allora, il pareggio del bilancio era visto come uno dei presupposti fondamentali per una politica finanziaria responsabile. Allo stesso modo è corretta la constatazione che in quegli anni non erano state ancora gettate le basi scientifiche su cui costruire una politica economica e finanziaria per superare le crisi. Keynes pubblicò i suoi lavori pioneristici (il Trattato sulla moneta e la Teoria generale) soltanto nel 1930 e 1936″”. (pag 359, Willi Albers) “”Fra le prese di posizione scientifiche, favorevoli all’ abbandono della politica finanziaria ortodossa del pareggio di bilancio, sono da citare in primo luogo i lavori di Lautenbach, di Dräger, di Grotkopp, di Woytinsky-Tarnow-Baade; di Friedländer-Prechtl, di Fick, di Nöll von der Nahmer e di Bischoff. Lautenbach, consigliere economico presso il ministero dell’ Economia, non viene menzionato nelle memorie di Brüning nea che una volta, benché fosse membro della commissione di esperti per lo studio del problema della disoccupazione istituita dal governo (la commissione Braun), e autore delle uniche considerazioni sui “”crediti per la ripresa”” contenute nella seconda parte del rapporto dei periti.”” (pag 359, Willi Albers)”,”GERE-023″
“ALBERS Detlev GOLDSCHMIDT Werner OEHLKE Paul”,”Lotte sociali in Europa, 1968-1974. Francia – Gran Bretagna – Repubblica federale tedesca.”,” ALBERS Detlev nato nel 1943 è professore incaricato di scienze politiche e sociali all’ università di Brema. GOLDSCHMIDT Werner nato nel 1940 ha studiato economia politica e sociologia. OEHLKE Paul nato nel 1943 ha compiuto i suoi studi in scienze politiche e sociologia. “”Con l’ estensione del settore industriale e con la contemporanea rapida concentrazione e centralizzazione del capitale, la massa dei salariati si distribuisce su un numero sempre più ridotto di imprese. (…) Cioè: nello 0.1% di tutte le imprese del settore industriale già nel 1963 era occupato quasi un terzo di tutti i salariati dell’ industria. nel 1960 era occupato in 60 della più grandi imprese di Francia, privato, statali o a partecipazione statale, più del 10% di tutti i salariati. (…) In seguito a questa concentrazione si rafforza l’ identità di interessi di tutti i salariati nei confronti di un numero estremamente basso di grandi imprese capitalistiche, dalle cui iniziative vengono essenzialmente determinate le immediate condizioni di vita e di lavoro di una parte sempre più numerosa della classe operaia. All’ aumento dei salariati corrisponde ugualmente una diminuzione dei ceti medi indipendenti (…). (pag 34-35)”,”MEOx-072″
“ALBERS Detlev”,”Il sindacato in Italia dal dopoguerra a oggi.”,”””La controffensiva economica e politica della classe dominante fece scorgere chiaramente già nel 1964, i limiti dei successi ottenuti negli anni precedenti dal movimento sindacale. L’urto principale dei grandi gruppi capitalisti fu diretto contro i sensibili miglioramenti retributivi, che con l’eliminazione della tradizionale arretratezza salariale dell’Italia cominciavano a intaccare un vantaggio “”naturale”” a lungo sfruttato dai monopoli italiani nei confronti della concorrenza internazionale”” (pag 25) (La recessione economica e il calo del movimento, 1964-1967)”,”SIND-008-FB”
“ALBERT Michel”,”Capitalismo contro capitalismo.”,”ALBERT è ex-commissario al Piano francese. P delle Assurances Generales de France. Ha pubblicato per il MULINO: -La sfida per l’Europa. 1984 -Crisi, disastro, miracolo. L’Europa nel gioco a rischio dell’economia mondiale (con J. BOISSONNAT) . 1989″,”GERE-008″
“ALBERT Elisabeth”,”Les banques populaires en France (1917-1973).”,”Elisabeth ALBERT, nata nel 1965, professore di Storia all’Università di Parigi VII, è specialista in storia economica ed in particolare in storia bancaria. I suoi primi lavori hanno segnatamente riguardato la Société Nancéienne de Credit Industrielle, l’attuale SNVB.”,”E1-BAIN-004″
“ALBERT Michel”,”Capitalismo contro capitalismo.”,”Michel Albert, ex commissario al Piano francese, presidente delle Assurances Générales de France, ha già pubblicato: Una sfida per l’Europa, Crisi, disastro, miracolo. L’Europa nel gioco a rischio dell’economia mondiale (con J. Boissonnat).”,”ECOI-141-FL”
“ALBERT Michel”,”Una sfida per l’Europa.”,”Michel Albert, ex commissario al Piano francese, presidente delle Assurances Générales de France, ha già pubblicato: Una sfida per l’Europa, Crisi, disastro, miracolo. L’Europa nel gioco a rischio dell’economia mondiale (con J. Boissonnat).”,”EURE-040-FL”
“ALBERT Pierre ARLANDIS Jacques AURELLE Bruno BATA Philippe BERTHO-LAVENIR Catherine BRAILLARD Pierre BUTRICA Andrew CARON François CHARBON Paul FUCHS Georges GRISET Pascal HUET Jérôme LASSERRE Bruno LEGER Philippe LEROUX Véronique LIBOIS Louis-Joseph MARCHAND Marie MEADEL Cécile MUSSO Pierre NIBART Frédéric RICHERI Giuseppe TALLEGAS François TEDESCO André THOMAS Frank VEDEL Thierry”,”L’État et les Télécommunications en France et à l’étranger 1837 – 1987.”,”Préface di Emmanuel GUILLAUME, Introduction, Conclusion, Discussion, Bibliographie, Index des noms propres cités, Liste des auteurs et intervenants, Note, Tableau, Figure, Hautes Études Médiévales et Modernes 68, Ecole Pratique des Hautes Études – IV° section, Sciences historiques et philologiques, prefazione di Emmanuel GUILLAUME, introduzione, note, bibliografia, indice nomi, elenco degli autori e interventi, tabelle grafici, Hautes Études Médiévales et Modernes, Ecole Pratique des Hautes Études – IV° section, Sciences historiques et philologiques Pierre Albert, directeur de l’Institut français de presse. Jacques Arlandis, directeur d’études à l’idate. Bruno Aurelle, responsabile des relations avec la Direction Générale des Télécommunications du groupe PSA. Philippe Bata, chargé des archives au Centre National d’Etudes des Télécommunications. Catherine Bertho-Lavenir, Maître de conférences à l’Ecole Pratique des Hautes Etudes, IV° section. Pierre Braillard, Ancien Secrétaire Général de la CSF, délégué général de l’International Institute of Communications (section français). Andrew Butrica, chercheur adjoint au CNRS, Centre de Recherche en Histoire des Sciences et des Techniques. François Caron, professeur à l’Université de Paris Sorbonne, Paris IV. Paul Charbon, directeur d’Etablissement PTT, Responsable du Musée des PTT de Riquewihr (Haut-Rhin). Georges Fuchs, administrateur de la SAT. Pascal Griset, agrégé de l’Université, chargé de recherches au CNRS (IHMC). Jérôme Huet, professeur à l’université René Descartes, Paris V. Bruno Lasserre, Maître des Requêtes au Consil d’Etat, directeur de la Réglementation Générale . Philippe Leger, adjoint au Directeur du Groupe Téléinformatique de la SAGEM. Véronique Leroux, Anciennement chargée d’Etudes au SPES de la Direction Générale des Télécommunications. Louis-Joseph Libois, Prèsident de la Caisse Nationale des Télécommunications, Directeur Général honoraire des Télécommunications. Marie Marchand, Directeur de la Communication et du Marketing de la Société CAP SESA. Cécile Meadel, Chercheur au Centre de Sociologie de l’Innovation, Ecole des Mines. Pierre Musso, Administrateur des PTT. Frédéric Nibart, Inspecteur Principal des Télécommunications. Giueseppe Richeri, Directeur de Makmomedian, Milan (Italie). François Tallegas, Directeur Général Délégué de la branche communications de CIT ALCATEL. André Tedesco, Présidente Directeur Général de TEPRINA, Présidente du syndicat National des installateurs en Télécommunications. Frank Thomas, chercheur au Max-Planck-Institut für Gesellschaftsforschung. Thierry Vedel, chercheur au CNRS, chargé de recherche au Centre d’Etude de la vie Politique française, CEVIPOF.”,”FRAE-001-FV”
“ALBERTANI Claudio”,”Il giovane Victor Serge (1890-1919). Ribellione e anarchia.”,”inserire anche in Correna Claudio Albertani (Milano, 1952) attivista, giornalista e storico, lavora all’Università Autonoma di città del Messico (UACM). Ha fondato il Centro Vlady della stessa Università e ha promosso numerose mostre del figlio di VIctor Serge (Vlady). Ha scritto libri e saggi in spagnolo, francese e italiano sulla storia dell’anarchismo. L’autore ha recuperato scritti e documenti giovanili, poco conosciuti, che affrontano diversi temi e ancora di grande attualità”,”SERx-078″
“ALBERTI Adriano generale di Brigata”,”Il Maresciallo Hindenburg.”,”In materia di strategia HINDENBURG si appoggiò in tutto su LUDENDORFF (fonte BAUER pag 108) pag 15.”,”GERQ-003″
“ALBERTI Mario”,”La guerra delle monete. Nuove armi e nuovi metodi nella politica estera degli imperialismi plutocratici.”,”1. La lotta dell’ oro contro l’ argento e della carta contro l’ oro. Mario ALBERTI ha scritto pure: – La grande crisi. Analisi dei fatti generali e tecnici e dei fattori psi”,”RAIx-065″
“ALBERTI Mario”,”La grande crisi. Le vibrazioni economiche e l’ armatura capitalistica. Analisi dei fatti generali e tecnici e dei fattori psicologici-morali degli svolgimenti economici dal 1914 al 1934.”,”Firma ex proprietario Franco Amendola (Napoli, 1934) “”La prosperità economica del periodo bellico ed immediatamente postbellico è una ‘prosperità in funzione della penuria’, è una floridezza che scaturisce dal decrescere delle possibilità della produzione nei Paesi implicati dalla guerra e dall’ acuirsi in essi di talune necessità per effetto del fatto bellico. E’ la prosperità della carestia; è la floridezza creata dalla distruzione.”” (pag 49) “”Sebbene Trotsky abbia potuto affermare che “”gli statistici russi si trovano in una posizione totalmente diversa dei loro colleghi in altri paesi, in quanto operano come membri di istituzioni, le quali agiscono economicamente””, pur tuttavia anche nell’ economia diretta e statisticamente controllata e disciplinata della Russia si verificano discordanze di andamento fra i singoli rami economici, con conseguenze come di crisi. E questo a parte qualsiasi considerazione circa la misura del soddisfacimento dei bisogni umani in regime bolscevico. Laurat (“”L’ economie sovietique””, Paris, 1921, Valois pag 144) riferisce della crisi dell’ economia sovietica nel 1923 per uno sviluppo più rapido dell’ agricoltura in confronto all’ industria, onde i prezzi dei prodotti industriali salirono a livelli proibitivi e quelli agricoli fortemente precipitarono. L’ intervento correttivo dello Stato urta contro difficoltà reali non lievi per il conseguimento di un maggior equilibrio””. (pag 352, nota)”,”ECOI-207″
“ALBERTI Rafael”,”Miliziani a Ibiza. Romanzo. (Tit.orig.: Una storia de Ibiza – Las palmeras se helian – El tio garibaldino – De un momento a otro)”,”””Agli eroi che daranno nuova luce al nostro paese, da un momento all’ altro”” (pag 274) Nato nel 1902 a Puerto de Santa Maria presso Cadice, amico e quasi coetaneo di Federico Garcia Lorca, Rafael Alberti è poeta, drammaturgo e prosatore. Durante il franchismo ha vissuto in esilio a Buenos Aires. “”- Voglio giungere all’ odio gelido, sistematico; all’ odio calcolato, preciso, in modo che freddamente, in qualsiasi momento io possa svegliarlo in me e utilizzarlo come meglio mi convenga. Come meglio ci convenga, – si corresse – Tornerò nell’ esercito ancora più armato d’ odio di prima. Scriverò qualcosa come un dizionario di insulti contro i fascisti, una interminabile litania dell’ odio, che farò ripetere ai soldati fino a che pure a loro l’ odio entri nelle ossa. Ma ogni giorno si disperava perché vedeva quanto era povera la sua lingua, meschina l’ espressione quandossa doveva interpretare un desiderio di morte per sete di giustizia. E rompeva cento volte quello che scriveva. – Mi sono convinto: questo non serve a nulla. “”La parola, come ha detto il ferreo poeta russo della rivoluzione di Ottobre, è oggi al compagno fucile””. Il fucile parlerà per me appena mi guarirò, e questo avverrà presto. E Braulio finì di tormentarsi e pensò soltanto al suo fucile.”” (pag 69-70)”,”MSPG-192″
“ALBERTI Rafael”,”Garcìa Lorca.”,”Volumetto unico De-Micheli – Alberti”,”BIOx-255″
“ALBERTI Antonina”,”L’epurato.”,”La vicenda drammatica di un giovane comunista siciliano Pancrazio Di Pasquale in un periodo cruciale della nostra storia: gli anni 1943-51. Sullo sfondo le occupazioni contadine dei latifondi in Sicilia di cui il protagonista fu l’organizzatore e l’artefice, e la complessa società siciliana del dopoguerra. La lotta politica di un giovane segretario di Federazione contro la miseria e il sopruso nei latifondi siciliani si conclude tragicamente con un processo di tipo stalinista. Documenti autentici, come la relazione del vice-segretario del PCI Secchia, al processo contro il protagonista, o come le lettere del protagonista alla sorella, fanno da base al racconto. Antonina Alberti è nata a Messina nel 1951 e insegna Poetica e Retorica al Dip. di Filosofia dell’Università di Firenze. Dal ‘Diario di Eddo: (14 novembre 1987) “”Il caso del dirigente di Mosca dal nome complicato, che ha dovuto ammettere e confessare le proprie ‘colpe’ ed individuare la radice dei suoi ‘errori’ nell”ambizione’ che lo rodeva. Colpo di maglio sui facili entusiasmi per le novità dell’Urss. Accadde anche a me nel 1950 la stessa cosa. 37 anni, una fatica immensa”” (pag 7)”,”PCIx-006-FER”
“ALBERTI Antonina”,”L’epurato.”,”‘Questo è un romanzo, e un libro di memorie, non un libro di storia. Ma è basato s fatti e documenti storici. Tutti i personaggi sono reali ma ho cambiato alcuni nomi. Le lettere di Eddo a Maria sono tutte autentiche. Le relazioni di Di Giulio e di Robotti, e di Secchia, la lettera della Segreteria del Pci, i verbali del Comitato regionale di Palermo e il documento dell’ottobre 1950 della Direzione sulle lotte per la terra, sono conservati presso l’Istituto Gramsci di Roma. (…)’ (dal post-scriptum) Antonina Alberti è nata a Messina nel 1951. Insegna Poetica e Retorica al Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze.”,”PCIx-523″
“ALBERTINI Luigi a cura di MONZALI Luciano”,”I giorni di un liberale. Diari 1907 – 1923.”,”A quasi sessant’anni dalla morte dell’autore, questo libro rappresenta un’importante testimonianza sul mondo politico e culturale dell’ Italia d’inizio secolo. Su quella stagione di storia italiana, tra Giolitti e Mussolini, di cui l’autore fu protagonista indiscusso. Albertini, uno dei più grandi giornalisti dell’ Italia unita, colse e utilizzò appieno le potenzialità del giornale nel dirigere l’opinione pubblica e nell’influenzare la politica. Le pagine di questo diario formano quattro parti. La prima comprende gli anni 1907 – 1909 e 1913 – 1914: in primo piano l’impegno di Albertini come direttore del Corriere della Sera, il contatto quotidiano con con i problemi della macchina del giornale e il rapporto con politici e scrittori. La seconda (1915 – 1921), corrisponde agli anni della guerra, in cui egli si trova sostenere Cadorna e al primo dopoguerra. La terza (1921 – 1922) è dedicata al resoconto della Conferenza politica di Washington, a cui Albertini partecipò come membro della delegazione italiana. La quarta e ultima parte (1922- 1925) racchiude la cronaca drammatica”,”E1-MEIT-001″
“ALBERTINI Mario CHITI-BATELLI Andrea PETRILLI Giuseppe, a cura di Edmondo PAOLINI”,”Storia del federalismo europeo.”,”””Ma l’obiezione più grave da rivolgere ai federalisti polacchi è quella che a loro moveva un’ acuta anti-fascista e federalista tedesca di formazione socialista, Hilde Meisel, rifugiatasi in Gran Bretagna all’ inizio del conflitto, dove pubblicò, sotto il nome di Hilda Monte, il volume ‘The Unity of Europe’ dal quale sono tratte le citazioni che seguono. La Meisel coglieva assai bene, in quei propositi “”mittel-europei”” che sopra abbiamo sommariamente riassunti, la spia di una concezione ristretta di un piccolo blocco conservatore, assai più che non l’ apertura alla grande idea europea, di cui essa invece era convinta fautrice ed energica propagandista. Essa scrive: (…)””. (pag 171)”,”EURx-222″
“ALBERTINI Mario, a cura di Nicoletta MOSCONI”,”Tutti gli scritti. I. 1946-1955.”,”ALBERTINI fece la scelta europea dopo aver preso parte alla Resistenza ed essersi accostato al pensiero liberale. Ricercò il superamento dell’ottica nazionale e fu segnato dall’incontro con Altiero SPINELLI nel 1953 anno in cui cominciò la sua militanza attiva nel Movimento Federalista Europeo e condusse la battaglia per la CED. Nel 1959 fondè la rivista politica ‘Il Federalista’ tuttora pubblicato in italiano e in inglese. Tra gli scritti: La situazione del marxismo in Italia (pag 121-126)”,”EURx-255″
“ALBERTINI Mario, a cura di Nicoletta MOSCONI”,”Tutti gli scritti. II. 1956-1957.”,”ALBERTINI fece la scelta europea dopo aver preso parte alla Resistenza ed essersi accostato al pensiero liberale. Ricercò il superamento dell’ottica nazionale e fu segnato dall’incontro con Altiero SPINELLI nel 1953 anno in cui cominciò la sua militanza attiva nel Movimento Federalista Europeo e condusse la battaglia per la CED. Nel 1959 fondè la rivista politica ‘Il Federalista’ tuttora pubblicato in italiano e in inglese. Tra gli scritti:”,”EURx-256″
“ALBERTINI Luigi, a cura di Ottavio BARIE'”,”Epistolario, 1911-1926. Volume primo. Dalla guerra di Libia alla Grande Guerra.”,”ALBERTINI L.”,”EDIx-101″
“ALBERTINI Luigi, a cura di Ottavio BARIE'”,”Epistolario, 1911-1926. Volume secondo. La Grande Guerra.”,”ALBERTINI L.”,”EDIx-102″
“ALBERTINI Luigi, a cura di Ottavio BARIE'”,”Epistolario, 1911-1926. Volume terzo. Il dopoguerra.”,”ALBERTINI L.”,”EDIx-103″
“ALBERTINI Luigi, a cura di Ottavio BARIE'”,”Epistolario, 1911-1926. Volume quarto. Il fascismo al potere.”,”ALBERTINI L.”,”EDIx-104″
“ALBERTINI Luigi”,”Le origini della guerra del 1914. Volume I. Le relazioni europee dal Congresso di Berlino all’attentato di Sarajevo.”,”Luigi Albertini (Ancona, 1871) laureato in giurisprudenza a Torino, si trasferisce a Londra nel 1895 e frequenta la redazione del ‘Times’ apprendendo lo stile del giornalismo anglosassone. Entrato al ‘Corriere della Sera’ come segretario di redazione nel 1896, nel 1900 assume l’incarico di direttore: guiderà il giornale per 25 anni modernizzandolo. Dopo qualche simpatia per il fascismo, ne diviene risoluto oppositore nel 1923, posizione che gli causerà l’estromissione dalla direzione del giornale nel 1925. “”Tirpitz era l’uomo che occorreva per concretare questa politica. Aveva visto la luce nel 1890 il libro del capitano della marina americana A.T. Mahan su ‘The Influence of Sea Power upon History’ che aveva aperto gli occhi agli Inglesi stessi (Mahan era un anglofilo pieno di ammirazione per la marina inglese) sull’importanza decisiva che aveva per loro il dominio dei mari basato su di una flotta di battaglia capace di aver ragione delle flotte nemiche. Tirpitz pensava come Mahan, i cui libri fece tradurre e diffondere. La flotta contemplata nel suo progetto, se non avrebbe potuto misurarsi con quella britannica sarebbe stata in grado di dar serie preoccupazioni agli Inglesi; i quali non potevano tenere tutte le loro navi nel Mare del Nord e perciò sarebbero stati più arrendevoli nelle relazioni con la Germania. Di più la flotta tedesca avrebbe accresciuto il valore di un’alleanza con la Germania; e Tirpitz pensava ad una lega delle potenze continentali capace di fronteggiare con successo la perfida Albione (….)”” (pag 142-143)”,”QMIP-083″
“ALBERTINI Luigi”,”Le origini della guerra del 1914. Volume II. La crisi del luglio 1914. Dall’attentato di Sarajevo alla mobilitazione generale dell’Austria-Ungheria.”,”La leggenda del consiglio di Potsdam. “”La notizia di un Consiglio della Corona, tenuto a Potsdam per decidere la guerra concedendo all’Austria “”carta bianca”” contro la Serbia, fu data per la prima volta il 7 settembre 1914 dal corrispondente berlinese di un giornale di Rotterdam, poi dal ‘Temps’ del 21 gennaio 1916. Più tardi, il 4 maggio 1917, il deputato socialista indipendente Cohn la confermò parlando davanti ad una commissione del Reichstag per accusare Falkenhayn e per dire che al Consiglio di Potsdam aveva preso parte anche l’arciduca Federico e Conrad. Lo stesso Cohn, al congresso socialista per la pace tenuto a Stoccolma nel luglio 1917, propalò la voce che fu raccolta nel ‘Times’ del 28 luglio 1917 da “”un corrispondente ben informato”” secondo la quale al convegno erano intervenuti an che Berchtold e Tisza. Allora il governo tedesco si decise, il 31 luglio 1917, ad opporre una smentita. Senonché la pubblicazione del ‘Times’ offriva il destro al deputato Barzilai di tornare nel ‘Matin’ su rivelazioni che, essendo ministro, aveva già fatto in un discorso pronunciato a Napoli il 26 settembre 1915, e di riferire particolari di un colloquio avventuo a Costantinopoli il 15 luglio 1914 tra il nostro ambasciatore Garroni e l’ambasciatore tedesco Wangenheim tornato allora da Berlino. Wangenheim aveva annunciato al collega italiano che si era alla guerra, decisa in una conferenza coll’Imperatore cui egli aveva preso parte. Si sarebbe presentato alla Serbia un ultimatum redatto a Berlino e contenente condizioni inaccettabili. Garroni chiedeva se ciò non avrebbe determinato una conflagrazione europea, e Wangenheim rispondeva che sì e che a Berlino la cosa era desiderata. Nel ‘Times’ del 4 agosto 1917 il diplomatico americano Lewis Einstein scriveva di aver anche lui sentito nel giugno 1915 questo racconto da Garroni stesso e da un altro diplomatico, che si chiarì poi essere l’ambasciatore americano a Costantinopoli Henry Morgenthau. E questi, prima nel ‘World’ di New York del 14 ottobre 1917, poi in un suo libro comparso nel 1918 (‘Ambassador Morgenthau’s Story’), confermò la rivelazione fatta anche a lui da Wangenheim, dando dettagli che hanno poca importanza, trattandosi di fatto inesistente. Naturalmente gli storici tedescofili hanno fatto gran chiasso per tale affermazione diffusa contro la Germania e i suoi dirigenti (…)””. (pag 207-208)”,”QMIP-084″
“ALBERTINI Luigi”,”Le origini della guerra del 1914. Volume III. L’epilogo della crisi del luglio 1914. Le dichiarazioni di guerra e di neutralità.”,”””Il ministro degli esteri giapponese, Kato, non esitava a togliere alla Germania ogni illusione, dichiarando il 2 agosto a Rex, ministro tedesco a Tokio, che considerava molto amichevoli i rapporti con la Russia e non credeva che si sarebbero guastati; che il Giappone desiderava restare neutrale ed aveva verso la Germania buone intenzioni; ma che, se l’Inghilterra chiedeva in quei mari la sua collaborazione, esso doveva prestargliela, ciò che avrebbe potuto accadere se la flotta tedesca avessa attaccato un possedimento britannico, ad esempio Hong Kong. In modo analogo Kato si esprimeva, il 4 agosto, con Malewski, ambasciatore di Russia (….). Senonché l’Inghilterra non sembrava voler rivolgere al Giappone il desiderato invito alla collaborazione. (…) Grey ringraziava, e, ricordando che il Giappone nulla aveva chiesto all’Inghilterra durante la guerra russo-giapponese, diceva che voleva far lo stesso cercando di non trascinare il Giappone nei guai. (…) L’incaricato d’affari tedesco a Pechino propose allora al governo cinese (…) che Kiao-Ciao fosse dalla Germania restituita alla Cina; ma il Giappone invitò il governo cinese a rompere simili ‘pourparlers’, e dal canto suo il ministro britannico avvertì Pechino che Londra non poteva riconoscere tale restituzione. Fatto è che, non avendo la Germania risposto nel tempo fissato (perché essa aveva deciso di non rispondere), il Giappone le dichiarò guerra. E’ difficile dire fino a qual punto l’Inghilterra consigliò, permise o subì quest’azione del Giappone. (….) Parrebbe tuttavia che Londra fosse stata informata da Tokio a decisione avvenuta e che l’aveva approvata. Rimane da vedere se l’approvò perché non osava contrastare il desiderio del Giappone o perché desiderava anche essa espellere la Germania da quell'””angolo dell’Estremo Oriente””. La parte che un reparto inglese prese all’assedio della fortezza di Tsing-tao farebbe credere che l’Inghilterra desiderava tanto che i Tedeschi se ne andassero quanto che i Giapponesi non avessero il diritto di insediarvisi. Infatti nel 1922 essi dovettero restituirla alla Cina””. (pag 699-703)”,”QMIP-085″
“ALBERTINI Elena”,”La resistenza del ghetto di Varsavia. I testimoni raccontano.”,”Citato il volume di Edelman Marek, Il ghetto di Varsavia lotta, Firenze, La Giuntina, 2012 Nota: mi pare non si parli del mancato intervento dell’ Armata Rossa acquartierata nei dintorni di Varsavia in aiuto dei rivoltosi.”,”EBRx-073″
“ALBERTINI Elena”,”La resistenza del ghetto di Varsavia. I testimoni raccontano.”,”‘Nella lettura de ‘Il ghetto di Varsavia lotta’ riscontriamo quanto appena evidenziato, anche nel pensiero di Marek Edelman: “”semplicemente per noi rappresenta uno sforzo sovrumano riuscire a superare la nostra disperata apatia, intraprendere una qualsiasi azione e opporsi all’atmosfera di panico”” (41). Nemmeno il rispetto delle regole imposte preserva gli ebrei da vessazioni, persecuzioni e massacri, ingenerando terrore in chiunque. Infatti, quando nei “”primi giorni di novembre del 1939 vengono fucilati 50 uomini, (…) come rappresaglia per una presunta aggressione contro un poliziotto polacco. La paura del tedesco cresce fino a diventare inenarrabile”” (42). Il terrore instaura una situazione di sgomento generale e di terrore viscerale, che non consente alcun tentativo di ribellione per la paura di altre carneficine. Si crea una sorta di staticità, che ingenera un assoggettamento fisico e mentale, rafforzandosi il binomio ‘violenza-razzismo’ e l’ideologia ad esso sottesa: l’inferiorità dell’Altro conseguita attraverso l’utilizzo della forza e della crudeltà. D’altronde, avocando ancora il pensiero di Fanon, “”un paese che vive e si sostenta sfruttando altri popoli, deve porli in stato di inferiorità”” (43). Solo utilizzando il razzismo come chiave della propria superiorità si trasforma l’Altro a semplice ‘cosa’ senza alcuna remora, né dubbio morale. La cronaca di Marek Edelman prosegue sull’operato del Bund e di quanto il partito riuscisse a realizzare, nonostante i tedeschi avessero instaurato uno stato di panico diffuso. Di fatto il partito non smise mai la propria attività, avvicendando ad azioni socio-assistenziali – come le mense e le cucine popolari – altre di carattere più propriamente politico ed informativo come la pubblicazione del quotidiano del partito ‘Folktsaytung’ e il ‘Biuletyn’, testimoniando quest’ultimo l’impresa di aver avversato il pogrom organizzato dai tedeschi durante la festività della Pasqua del 1940. Secondo Marek era necessario che la popolazione sapesse che il Bund esisteva (…). Nel novembre del 1940, i tedeschi istituiscono il ghetto. Tutti gli ebrei che abitano al di fuori della zona prescritta devono trasferirsi nell’area destinata; i polacchi che risiedono nello spazio che lo diventerà, sono costretti a lasciare le proprie case. Poco dopo, iniziano le confische dei beni e degli immobili appartenenti agli ebrei trasferendole gratuitamente la proprietà a commercianti e trafficanti polacchi’ (pag 36-37) [(41) Edelman Marek, in ‘Il ghetto di Varsavia lotta’, cit., p. 43; (42) Ivi, p. 42; (43) Giovanni Pirelli (a cura), Fanon, 1, Opere scelte, cit, pp. 56-57]”,”POLx-002-FGB”
“ALBERTINI Rosanna”,”L’esperienza di «Annales».”,”(…) un altro atteggiamento fondamentale di Marx: il rifiuta di qualsiasi cesura… tra i diversi settori della storia”” (P. Vilar) (pag 120) Idea di “”movimento della realtà””. “”Per l’idea di «movimento della realtà», di «evoluzione dell’umanità», presenti nella «concreta, ma non empiristica» e antipositivistica ricerca storiografica di Febvre e di Bloch, per la loro elusione di rigidi confinamenti e compartimenti stagni, questi autori si possono forse accostare a Marx, come suggerisce Vilar. Ma sembra eccessivo dire che ci trasmettono una lezione ‘convergente’ con quella di Marx (17). È vero che anche Marx «non si interessa soltanto alle leggi della sua esistenza, ma tratta la società borghese come una organizzazione sociale storica in tutti i suoi aspetti, e perciò anche come storicamente transitoria» (18). Tuttavia la sua concezione della storia rinvia a un’opera storiografica fondamentalmente diversa da quella perseguita dagli ideatori di ‘Annales’, nella misura in cui essa «non implica una preferenza ‘soggettiva’ ad una cera qualità e somma d’interessi umani, contrapposti ad altri per elezioni di arbitrio, ma enuncia soltanto la obiettiva ‘coordinazione’ e ‘subordinazione’ di tutti gli interessi nello sviluppo di ogni società, ed enuncia ciò per via di quel ‘processo genetico’, il quale consiste nell’andare ‘dalle condizioni ai condizionati, dagli elementi della formazione alla cosa formata’» (19). “”Dice infatti Marx nell”Ideologia tedesca’: «Questa concezione della storia si fonda dunque su questi punti: spiegare il processo reale della produzione, e precisamente muovendo dalla produzione materiale della vita immediata, assumere come fondamento di tutta la storia la forma di relazioni che è connessa a quel modo di produzione e che da esso è generata, dunque la società civile nei suoi diversi stadi, e sia rappresentarla nella sua azione come Stato, sia spiegare partendo da essa tutte le varie creazioni teoriche e le forme di coscienza, religione, filosofia, morale, ecc. ecc. e seguire sulla base di queste il processo della sua origine, ‘ciò che consente’ naturalmente ‘anche di rappresentare la cosa nella sua totalità’ (e quindi anche la reciproca influenza di questi lati diversi l’uno sull’altro). Essa non deve cercare in ogni periodo una categoria, come la concezione idealistica della storia, ma resta salda costantemente nel terreno storico reale, non spiega la prassi partendo dall’idea, ma ‘spiega la formazione delle idee partendo dalla prassi materiale’, e giunge di conseguenza al risultato che ‘tutte le forme e prodotti della coscienza possono essere eliminati non mediante la critica intellettuale risolvendoli nell'””autocoscienza””‘ o trasformandoli in “”spiriti””, “”fantasmi””, “”spettri””, ecc., ma solo mediante il rovesciamento pratico dei rapporti sociali esistenti, dai quali queste fandonie idealistiche sono derivate; che non la critica, ma la rivoluzione è la forza motrice della storia, anche della storia della religione, della filosofia e di ogni altra teoria» (20)”” [(17) P. Vilar, “”Storia marxista, storia in costruzione””, in ‘Problemi di metodo storico’, cit., p. 564 e p. 575; (18) K. Korsch, ‘Karl Marx’, tr. it. di A. Illuminati, Bari, Laterza, 1968, p. 9; (19) Antonio Labriola, “”Del materialismo storico. Dilucidazione preliminare””, in ‘La concezione materialistica della storia’, a cura di E. Garin, Bari, Laterza, 1965, p. 63; (20) K. Marx F. Engels, ‘L’ideologia tedesca’. tr. it. di F. Codino, Roma, Editori Riuniti, 1967, pp. 29-30. Corsivi miei] (pag 123-124) [Rosanna Albertini, ‘L’esperienza di «Annales»’, Critica marxista, Roma, n. 5, settembre-ottobre 1974 (pag 117-131]”,”STOx-017-FGB”
“ALBERTONE Manuela”,”Fisiocrati istruzione e cultura.”,”‘L’opera di François Quesnay si colloca tanto nella teoria economica quanto in quella filosofica. Ecco perché: Economia: il padre della fisiocrazia Quesnay è uno dei fondatori della fisiocrazia, una corrente economica del XVIII secolo che considerava l’agricoltura la fonte primaria della ricchezza. Nella sua celebre opera Tableau Économique (1758), propose un modello circolare del flusso economico, anticipando concetti oggi fondamentali in macroeconomia. Sostenne il principio del “laissez-faire, laissez-passer”, promuovendo il libero mercato e l’intervento minimo dello Stato—idee che influenzarono profondamente gli economisti classici come Adam Smith. Filosofia: natura, ordine e libertà La fisiocrazia ha radici filosofiche illuministe: per Quesnay, esiste un “”ordine naturale”” razionale e armonioso che governa il mondo, e la società dovrebbe organizzarsi secondo questo ordine. La sua visione esprime un razionalismo ottimistico, tipico dell’Illuminismo francese, dove la ragione umana può scoprire le leggi naturali anche nel campo sociale ed economico. La difesa della proprietà privata, la valorizzazione dell’agricoltura come attività “”naturale””, e l’aspirazione a una società giusta e libera lo avvicinano anche alla filosofia politica. In breve: Quesnay non fu solo un economista, ma un pensatore sistemico. Le sue teorie si nutrono di filosofia morale, politica e naturalistica, rendendo il suo pensiero un punto d’incontro tra economia e filosofia.’ (f. copilot) ‘Lo studio di Manuela Albertone, Fisiocrati. Istruzione e cultura (1979), è una risorsa preziosa per comprendere in profondità non solo le teorie economiche della fisiocrazia, ma anche il contesto culturale e intellettuale in cui si sono sviluppate. Cosa rende importante questo studio? Analizza la fisiocrazia non solo come dottrina economica, ma anche come progetto culturale e pedagogico legato all’Illuminismo. Approfondisce il ruolo della formazione degli individui nella società fisiocratica, con attenzione al rapporto tra sapere scientifico e governo politico. Mostra come i fisiocrati, Quesnay in primis, puntassero alla riforma della società attraverso l’educazione e la diffusione di un pensiero razionale ispirato all’ordine naturale. In questo senso, l’opera si collega perfettamente all’idea che Quesnay operi a cavallo tra economia e filosofia, mostrandoci quanto le sue proposte fossero radicate in una visione complessiva del mondo, dell’uomo e della società’ (idem)”,”FILx-024-FMB”
“ALBERTONE Manuela MASOERO Alberto a cura; saggi di Marco BIANCHINI Andrew S. SKINNER Maria Luisa PESANTE Andrei ANIKIN Donald WINCH Peter GROENEWEGEN Manuela ALBERTONE Marco E. L. GUIDI Andrew S. SKINNER Marcel DORIGNY José Luis CARDOSO Lucette LE-VAN-LEMESLE Riccardo FAUCCI William J. BARBER Enzo PESCIARELLI Alberto MASOERO Jürgen G. BACKHAUS Jerzy JEDLICKI Nadezhda FIGUROVSKAIA Alice TEICHOVA”,”Political Economy and National Realities. Papers presented at the Conference held at the Luigi Einaudi Foundation (Palazzo d’Azeglio, Turin, September 10-12, 1992).”,”‘L’opera di François Quesnay si colloca tanto nella teoria economica quanto in quella filosofica. Ecco perché: Economia: il padre della fisiocrazia Quesnay è uno dei fondatori della fisiocrazia, una corrente economica del XVIII secolo che considerava l’agricoltura la fonte primaria della ricchezza. Nella sua celebre opera Tableau Économique (1758), propose un modello circolare del flusso economico, anticipando concetti oggi fondamentali in macroeconomia. Sostenne il principio del “laissez-faire, laissez-passer”, promuovendo il libero mercato e l’intervento minimo dello Stato—idee che influenzarono profondamente gli economisti classici come Adam Smith. Filosofia: natura, ordine e libertà La fisiocrazia ha radici filosofiche illuministe: per Quesnay, esiste un “”ordine naturale”” razionale e armonioso che governa il mondo, e la società dovrebbe organizzarsi secondo questo ordine. La sua visione esprime un razionalismo ottimistico, tipico dell’Illuminismo francese, dove la ragione umana può scoprire le leggi naturali anche nel campo sociale ed economico. La difesa della proprietà privata, la valorizzazione dell’agricoltura come attività “”naturale””, e l’aspirazione a una società giusta e libera lo avvicinano anche alla filosofia politica. In breve: Quesnay non fu solo un economista, ma un pensatore sistemico. Le sue teorie si nutrono di filosofia morale, politica e naturalistica, rendendo il suo pensiero un punto d’incontro tra economia e filosofia.’ (f. copilot) ‘Lo studio di Manuela Albertone, Fisiocrati. Istruzione e cultura (1979), è una risorsa preziosa per comprendere in profondità non solo le teorie economiche della fisiocrazia, ma anche il contesto culturale e intellettuale in cui si sono sviluppate. Cosa rende importante questo studio? Analizza la fisiocrazia non solo come dottrina economica, ma anche come progetto culturale e pedagogico legato all’Illuminismo. Approfondisce il ruolo della formazione degli individui nella società fisiocratica, con attenzione al rapporto tra sapere scientifico e governo politico. Mostra come i fisiocrati, Quesnay in primis, puntassero alla riforma della società attraverso l’educazione e la diffusione di un pensiero razionale ispirato all’ordine naturale. In questo senso, l’opera si collega perfettamente all’idea che Quesnay operi a cavallo tra economia e filosofia, mostrandoci quanto le sue proposte fossero radicate in una visione complessiva del mondo, dell’uomo e della società’ (idem)”,”ECOT-004-FMB”
“ALBERTONI Ettore A.”,”Storia delle dottrine politiche in Italia. Saggio.”,”Ettore E. ALBERTONI è professore ordinario e titolare della cattedra di storia delle dottrine politiche nella Università di Milano. Negli anni 1950-1960 ha diretto la rivista ‘Il Paradosso’, il ‘Circolo di via de’ Amicis’ di Milano. Ha fondato e dirige l’ “”Archivio internazionale”” di cui ha curato i primi 5 volumi (v. retrocopertina). “”Ma occorre anche considerare – sulla base di un’ importante intuizione di Antonio Gramsci sviluppata da Carlo Morandi – la particolare ricchezza delle personalità italiane che operano fuori d’ Italia in un momento in cui se il complesso dei poteri italiani non rappresenta più una “”… forza autonoma e decisiva nella storia d’ Europa””, tuttavia l’ Italia politico-religiosa, espressione di Roma e del nuovo potere ispano-cattolico, “”…non cessa di essere un punto delicatissimo della diplomazia internazionale e di dare prova di grande vitalità””. (pag 186) “”Con il XVIII secolo la cultura italiana inizia ad uscire dallo stato di contemplazione estetica di un passato morto, che nel Tasso aveva trovato il suo ultimo, smagliante cantore, per ricomporre i diversi e suggestivi segmenti della tormentata esperienza di vita e di pensiero espressi dal lungo e contraddittorio periodo precedente. Va, quindi, detto che oltre alla “”ragion di Stato”” e all’ “”utopia””, la riflessione sulla storia e la produzione storiografica relativa costituiscono un elemento importante di sviluppo e di nuova elaborazione politica””. (pag 187)”,”ITAB-158″
“ALBERTONI Ettore A.”,”Storia delle dottrine politiche in Italia. Volume primo.”,”Ettore E. ALBERTONI è professore ordinario e titolare della cattedra di storia delle dottrine politiche nella Università di Milano. Negli anni 1950-1960 ha diretto la rivista ‘Il Paradosso’, il ‘Circolo di via de’ Amicis’ di Milano. Ha fondato e dirige l’ “”Archivio internazionale”” di cui ha curato i primi 5 volumi (v. retrocopertina). Disciplina e comando. “”Spinoza rischiò, inoltre, due volte la vita a causa dell’ intolleranza calvinista. Fu suo grande merito aver affrontato nel Tactatus theologico-politicus (pubblicato anonimo ad Amsterdam nel 1670) il tema centrale della libertà civile nei confronti del potere, soprattutto nel capitolo XVI che trattava “”Dei fondamenti dello Stato; del diritto individuale naturale e civile, e del diritto di sovranità””. Qui lo scrittore elaborò e svolse, anzitutto, una sottile definizione della legge naturale affermando che con tale espressione egli non intendeva altro “”che le regole della natura di ciascun individuo, in ordine alle quali concepiamo che ciascuno è naturalmente determinato a esistere e a operare in un certo modo. Così, per esempio, i pesci sono dalla natura determinati a nuotare e i grandi a magiare i più piccoli; onde diciamo che di pieno diritto naturale i pesci sono padroni dell’ acqua e i grandi mangiano i più piccoli””. Inoltre introdusse nella riflessione politica quel concetto di “”azione comandata””, che definiva considerando non il risultato del comando (l’ obbedienza che toglie “”in un certo senso la libertà””), ma il “”movente dell’ azione””. In filosofo olandese argomentava, infatti, che “”se il fine dell’ azione non è l’ utilità dello stesso agente, ma quella dell’ imperante””, allora l’ agente era “”schiavo e inutile a se stesso””. E aggiungeva che se ciò fosse avvenuto “”in un regime politico, nel quale era legge suprema la salute, non del sovrano, ma di tutto il popolo””, colui che obbediva “”in tutto all’ autorità”” non doveva “”essere definito schiavo inutile a se stesso, ma suddito””, e libera “”in sommo grado”” era senz’altro quella repubblica che aveva le sue leggi “”fondate sulla retta ragione””, giacché in essa ciascuno poteva, volendolo, “”essere libero, ossia vivere integralmente secondo il dettame della ragione””. (pag 274)”,”TEOP-200″
“ALBERTONI Ettore A.”,”Gaetano Mosca e la teoria della classe politica.”,”””Qualunque classe politica, in qualsiasi modo sia costituita, non confessa mai ch’ essa comanda, per la semplice ragione ch’è composta degli elementi che sono, o sono stati fino a quel momento storico, i più atti a governare; ma trova sempre la giustificazione del suo potere in un principio astratto, in una formula che noi chiameremo la formula politica: il dire che tutti i funzionari ripetono la propria autorità dal sovrano, il quale poi a sua volta riceve la sua da Dio, è fare uso di una formula politica; l’ altra credenza che tutti i poteri abbiano base nella volontà popolare è un’ altra formula politica””. (pag 51) Minoranza organizzata camorra e mafia (pag 86)”,”TEOP-208″
“ALBERTONI Ettore A.”,”Storia delle dottrine politiche in Italia. Volume secondo.”,”Ettore E. ALBERTONI è professore ordinario e titolare della cattedra di storia delle dottrine politiche nella Università di Milano. Negli anni 1950-1960 ha diretto la rivista ‘Il Paradosso’, il ‘Circolo di via de’ Amicis’ di Milano. Ha fondato e dirige l’ “”Archivio internazionale”” di cui ha curato i primi 5 volumi (v. retrocopertina). “”Il Labriola appariva propugnatore autorevole di una sua versione del “”socialismo scientifico”” ma ciò avveniva nell’ambito di una cultura politica italiana che tendeva, invece, a coniugare assai di più il “”socialismo della cattedra”” (“”un tipo questo di socialismo”” – è stato scritto – “”inventato dai professori tedeschi nell’intento di risolvere la questione sociale attraverso un’economia riformistica direttamente guidata dallo Stato””) (B. Widmar, Nota introduttiva, in A. Labriola, In memoria del manifesto dei comunisti, 1960) con i principi del ‘liberalismo’, che non di inserire la concezione materialistica della storia nella lotta di classe. Labriola era contro tutto ciò e perseguiva con questa sua azione negativa due precisi obiettivi: anzitutto far conoscere e diffondere in Italia l’ancora malnoto pensiero politico-dottrinario di Marx e, poi, difendere, nonostante il suo giudizio molto acerbo nei confronti del partito socialista, l’importanza dell’organizzazione politica che a tale pensiero direttamente si collegava. Scriveva il filosofo napoletano nel 1899, discutendo il tema allora dibattutissimo della ‘crisi del marxismo’, che “”a nessuno di cotesti egregi becchini del socialismo è venuto mai in mente di proporsi queste semplici e oneste domande: – la critica sorta in altri paesi intorno al marxismo può essa mai riguardare direttamente l’Italia? – ebbe mai, o ha, cotesta dottrina alcuna solida base e sicura diffusione nel nostro paese? – e, al postutto, il partito socialistico italiano ha tanta forza già, e tale estensione su le masse e tra le masse, ed ha in se stesso tale sviluppo e tale complessità di condizioni e di attinenze politiche, da rivelare quei caratteri precisi e spiccati di stabile e duratura organizzazione proletaria, data la quale il discutere a fondo della ‘dottrina’ gli è discuter di cose e non di parole?”” (A. Labriola, Scritti filosofici e politici). Recisamente, il Labriola – rispondendo così alle tesi crociane e gentiliane sul ‘materialismo storico’ – affermava “”che non ci può essere la crisi di ciò (…) che non esiste ancora”” (Ibid.).”” [Ettore A. Albertoni, Storia delle dottrine politiche in Italia. Volume secondo, 1990] (pag 592)”,”TEOP-200-B”
“ALBERTONI Ettore A. ANTONINI Ezio PALMIERI Renato, a cura, testimonianze di Michele ABBATE Ugoberto ALFASSIO-GRIMALDI Mario ALICATA Giovanni BAGET-BOZZO Italo CALVINO Carlo CASSOLA Francesco COMPAGNA Oreste DEL-BUONO Luciano DELLA-MEA Rodolfo DONI Vittore FIORE Franco FORTINI Antonio GIOLITTI Giuliano GRAMIGNA Davide LAJOLO Matteo MATTEOTTI Giuseppe MELIS BASSU Gino MONTESANO Ottiero OTTIERI Giovanni PIRELLI Mario POMILIO Michele PRISCO Rossana ROSSANDA BANFI Mario ROSSI Leonardo SCIASCIA Franco M. SERVELLO Gian Galeazzo STENDARDI Ernesto TRECCANI Ruggero ZANGRANDI”,”La generazione degli anni difficili.”,”testimonianze di Michele ABBATE Ugoberto ALFASSIO-GRIMALDI Mario ALICATA Giovanni BAGET-BOZZO Italo CALVINO Carlo CASSOLA Francesco COMPAGNA Oreste DEL-BUONO Luciano DELLA-MEA Rodolfo DONI Vittore FIORE Franco FORTINI Antonio GIOLITTI Giuliano GRAMIGNA Davide LAJOLO Matteo MATTEOTTI Giuseppe MELIS BASSU Gino MONTESANO Ottiero OTTIERI Giovanni PIRELLI Mario POMILIO Michele PRISCO Rossana ROSSANDA BANFI Mario ROSSI Leonardo SCIASCIA Franco M. SERVELLO Gian Galeazzo STENDARDI Ernesto TRECCANI Ruggero ZANGRANDI “”Leonardo Sciascia (1). Facevo la seconda o la terza elementare, quando da un mio zio appresi che nell’inferno, di cui avevo atroce terrore, potevano finire anche i preti. E per la prima volta sentii il nome di Dante, che nell’eterno fuoco aveva visto confitto addirittura un papa. Ne ebbi un senso di sconfinata libertà. Il rapporto tra Dio e i preti subito mi apparve più improbabile di quello tra Dio e me. Lentamente, nel giro di due o tre anni, mi allontanai dalle lezioni di catechismo, dalla messa della domenica, dal precetto pasquale. A dieci anni, anavo in chiesa soltanto quando mi ci conducevano inquadrato, in divisa da balilla. Ed era una cosa che un po’ mi inquietava. Non riuscivo a capire come mai Mussolini, che sapeva tutto, non sapesse quel che sapevo io in fatto di preti e inferno. Credo che dal mio istintivo laicismo sia nata l’avversone al fascismo. Dapprima vaga, imprecisa; poi, con la guerra di Spagna, sicura e motivata. Avevo sedici anni quando in Spagna esplose la guerra civile; ma non ne seppi niente, fin quando non vidi partire i ‘volontari’, i braccianti disoccupati del mio paese. Non poteva essere giusta una guerra in cui come ‘volontari’ venivano cacciati i morti di fame: ci doveva essere qualcosa nell’Italia di Mussolini e nella Spagna di Franco di ingiusto, di insensato, di indegno. E poi, ecco, c’erano i preti: e dicevano che Mussolini e Franco stavano dalla parte di Dio; mentre dall’altra parte; dalal parte della Repubblica, c’erano Dos Passos (il cui ’42° parallelo’ mi aveva fatto grande impressione) e Chaplin. Cominciai a parlare del fascismo con molta imprudenza. Ma mi proteggevano tanti parenti che nel fascismo, nel luogo in cui vivevo, avevano cariche e gradi; la famiglia, insomma: che in Sicilia proverbialmente «difende il suo nel torto e nel diritto». Secondo i miei parenti avevo torto, credo mi considerassero addirittura una specie di debosciato: ma ogni lunedì mi consegnavano, da esibire a scuola, il falso certificato che diceva della mia presenza all’adunata e al pre-militare”” (pag 259-260) [(1) L’autore è nato a Racalmuto (Agrigento) nel 1921, e risiede a Caltanissetta. Ha pubblicato, oltre ad un volumetto di favole, uno di poesie e un saggio su Pirandello, ‘Le parrocchie di Regalpetra’, Laterza, 1956, ‘Gli zii di Sicilia’, Einaudi, 1958, ‘Il giorno della civetta’, Einaudi, 1961, Premio Crotone 1962. E’ di prossima pubblicazione un volume di saggi su scrittori e cose della Sicilia intitolato ‘La linea della palma’ [1962]]”,”ITAD-138″
“ALBERTONI Ettore A.”,”Gaetano Mosca e la teoria della classe politica.”,”Il sIstema parlamentare in Italia (i deputati, i prefetti come agenti elettorali, i grandi elettori, le società politiche e operaie, che cos’è la Camera dei Deputati, La minoranza organizzata: camorra e mafia (pag 78-87) “”Nell’esordiente nazionalismo (fatto ancora più culturale che politico) la teoria moschiana diventa, quindi, uno strumento di polemica classista-borghese anche se nllo stesso ambito non mancano critiche e rampogne alla borghesia che in una sua cospicua parte solidarizza con l’esperienza del liberalismo giolittiano e del suo riformismo”” (pag 30)”,”BIOx-020-FGB”
“ALBERTONI Ettore A.”,”Histoire des doctrines politiques en Italie.”,”Ettore A. Albertoni, professore di storia delle dottrine politiche all’Università Statale di Milano.”,”ITAG-001-FMB”
“ALBERTONI Ettore A.”,”Gaetano Mosca. Storia di una dottrina politica. Formazione e interpretazione.”,” “”Pareto e Mosca sembrano destinati a divaricare sempre le loro posizioni al di là delle indubbie convergenze ed analogie di pensiero. Il Pareto, di fronte al fascismo che via via si afferma, assume un atteggiamento di aperto appoggio. Dino Fiorot ha con una ricca documentazione puntualizzato la posizione paretiana sia sul piano teorico che pratico ricordando la collaborazione, nel 1923, a «Gerarchia», la rivista personale di Mussolini (139). Qui compare nello stesso anno un articolo dedicato al Pareto in cui si dice che «potrebbe quasi essere definito il Carlo Marx del fascismo» anche se la definizione va presa «’cum grano salis’» e che tutta la sua opera scientifica va a contestare «la parabola dell’ascesa socialista» e, infine, che ha il merito di essere stato il «profeta» del fascismo proprio per avere svolto il proprio lavoro scientifico a sostegno ideale di «quei partiti che non rinnegano le eterne, solide basi tradizionali dell’umano consorzio: partiti e correnti spirituali di cui l’autore aveva … previsto il trionfo» (140). Quasi alla vigilia della morte dell’ormai settantacinquenne studioso questo riconoscimento ufficiale del fascismo vincitore ha un suo preciso significato. D’altronde uno dei primi atti del governo presieduto da Mussolini dopo la ‘Marcia su Roma’ è proprio la nomina di Pareto a membro della Società delle Nazioni per la riduzione degli armamenti, nomina che per motivi di salute lo studioso dovrà declinare quasi subito, il 1° marzo 1923″” (pag 55-56) [Ettore E. Albertoni, ‘Gaetano Mosca. Storia di una dottrina politica. Formazione e interpretazione’, Dott. A. Giuffré editore, Milano, 1978] [(139) D. Fiorot, ‘Il realismo politico di Vilfredo Pareto. Profilo di una teoria empirica della politica’, Milano, 1969, Comunità (…); (140) Volt, ‘Uomini d’Italia: Vilfredo Pareto, in ‘Gerarchia’ (Milano), a. II, n. 5, maggio 1923, pp. 974-976. secondo il Fiorot l’autore dell’articolo è Vincenzo Fani che nell’agosto del 1923, scrive sempre in ‘Gerarchia’, l’articolo ‘Il concetto sociologico dello Stato’ che costituirebbe “”un primo documento della strumentalizzazione del pensiero paretiano in chiave fascista…”” (cfr. ‘Il realismo etc.’, cit, pp. 314 e 317]”,”TEOP-025-FMB”
“ALBERTONI Ettore A.”,”Introduzione alla storia delle dottrine politiche. Tre saggi di ricerca.”,”‘Ettore Adalberto Albertoni (Sesto San Giovanni, 7 aprile 1936 – Como, 4 luglio 2018) è stato un politologo e politico italiano. Laureato in Giurisprudenza, è stato professore ordinario di Storia delle dottrine politiche e ha esercitato la professione di avvocato civilista e d’impresa 1. Albertoni ha militato nel Partito Socialista Italiano dal 1958 al 1978, e negli anni Ottanta si è avvicinato al movimento della Lega Nord, fondato da Umberto Bossi. È stato assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia dal 2000 al 2006 e presidente del Consiglio regionale della Lombardia dal 2006 al 2008 1. Ha anche fatto parte del Consiglio di amministrazione della Rai dal 2002 al 2003. Albertoni è stato un grande sostenitore del federalismo e ha svolto numerosi studi su Carlo Cattaneo, uno dei padri del federalismo italiano. La sua carriera accademica e politica è stata caratterizzata da un forte impegno per l’autonomia e l’identità culturale della Lombardia 2. (f. copilot) Capitolo III, paragrafo II, ‘Gli studi politici e il marxismo in Italia: Antonio Labriola (pag 109-1249″,”TEOP-037-FMB”
“ALBERTONI Ettore A.”,”Gli studi politici e il marxismo in Italia: Antonio Labriola. (in) Introduzione alla storia delle dottrine politiche. Tre saggi di ricerca.”,”- Labriola in Italia è il prototipo del pensatore-militante … Studioso solido e aggiornato.. secondo Sorel (pag 111) Libro N. Bobbio, ‘Italia civile’: Padova cittadella del pensiero positivista che appare comunque fortissimo (pag 113) ‘Non intendo soffermarmi qui sull’analisi gentiliana (del marxismo, ndr) che pure è molto pregevole se Lenin nel ‘Dizionario Enciclopedico’ russo (1915) lo riconosce come uno dei maggiori contributi di uno studioso non marxista a proposito del pensiero di Karl Marx’ (pag 122)”,”LABD-006-FGB”
“ALBERT-SOREL Jean”,”La révolution francaise et la formation de l’ Europe moderne. La Révolution francaise. L’ Europe des Nations. Les Révolutions totalitaires. L’ Europe moderne.”,”Pangermanesimo. “”Una concezione così “”grandiosa”” non poteva, agli occhi di quelli che l’ avevano concepita, che essere il prodotto di un cervello tedesco, e soltanto la razza tedesca era non solo capace ma ancora degna di realizzarla. Nella sua Collezione di documenti sul pangermanesimo, Andler cita questa proposta rivelatrice tenuta nel 1904 da un professore tedesco: “”Se non acquisiremo presto delle terre nuove, andremo inevitabilmente ad una irrimediabile catastrofe. Poco importa che queste siano in Brasile, Slesia, in Australia o in Africa del Sud… Oggi come duemila anni fa, allorché i Cimbri e i Teutoni colpivano alle porte di Roma, un grido si eleva, sia come un appello di angoscia e di nolstalgia, che come una sfida già sicura dell’ avvenire, questo grido sempre più alto, questo grido che sale: “”Terre, terre nuove!””. (pag 153)”,”EURx-192″
“ALBI Julio”,”El día de Trafalgar.”,”Julio Albi (Burgos, 1948), laureato in Diritto e dal 1973 membro del corpo diplomatico. È autore di diverse opere sull’esercito spagnolo in America. Detto popolare spagnolo: ‘Con todos guerra, Y paz con Inglaterra’ (guerra cotnro tutti ma pace con l’Inghilterra)”,”QMIN-059-FSL”
“ALBINI Umberto”,”Atene segreta. Delitti, golosità, donne e veleni nella Grecia classica.”,”ALBINI Umberto ha pubblicato edizioni critiche di oratori greci e altri saggi. “”Gli Ateniesi avevano il senso degli affari e cercavano di ritrarre denaro da ogni fonte possibile. Non c’è dunque da meravigliarsi che esistesse un balzello sulla prostituzione. Ogni anno il Consiglio appaltava questa tassa (Eschine, Contro Timarco, 119): non sappiamo se era un tributo fisso o variabile in conformità dei redditi.”” (pag 39) “”A Venezia il Senato della Repubblica per arginare la dilagante omosessualità creò ad un certo punto una Calle delle tette (tuttora esistente ancorché priva delle sue originarie funzioni): le cortigiane esibivano dalle finestre le loro prosperose attrattive ai fini di ridestare le spente voglie del sesso forte.”” (pag 42)”,”STAx-149″
“ALBION Robert Greenhalgh a cura di”,”Naval and Maritime History. An Annotated Bibliography.”,”ALBION R. G. (15/8/1896 Malden, Massachusetts – 9/8/1983 Groton, Connecticut), è stato il primo professore di storia oceanica di Harvard, e formatore di molti storici marittimi negli Stati Uniti. La prima edizione privata di questa Bibliografia è del 1951 e raccoglieva testi, articoli di autori su questioni e storia navale e marittima e tesi di dottorato di studenti, ad uso didattico-formativo universitario. L’ edizione del 1963 fino a questa, la quarta del 1972, realizzate per accogliere richieste del Munson Insstitute of American Maritime History at Mystic Seaport in Connecticut.”,”QMIx-168-FSL”
“ALBONETTI P. BANDINI B. BENELLI A. CANTARELLI R. CASADIO C. CASADIO G.F. CASALI L. CIMATTI E. D’ATTORRE P.P. FABBRI P. FERRARI M. GAGLIANI D. GNANI S. GUALDRINI G. LANDI F. MANZELLI O. MASETTI G. MATTARELLI S. MELANDRI G.L. MONTEVECCHI A. PENAZZI O. PRATI O. QUAZZA G. RAVAIOLI A. ROTELLI E. TARONI G. TRAMONTANI E. VALENTI M. VALIANI L.”,”Le giunte popolari nel ravennate. Esperienze democratiche e ricostruzione, 1944-1946. Atti del Convegno di Ravenna 24-26 ottobre 1980.”,”””La circolare quindi, attraverso la creazione di organismi di potere popolare, legittimati dalla fiducia che questi riscuotono presso le popolazioni di cui sono espressione, e composti da dirigenti effettivi della lotta, più che dalla rappresentanza paritetica dei vari partiti, tenta di superare, da un lato la poca efficienza dei CLN che ancora nell’ estate del 1944 non sempre si sono costituiti in tutti i paesi e spesso là dove ci sono funzionano poco, e dall’ altro tenta di dar vita già nel corso della lotta, ad organismi realmente “”democratici””””. (pag 290)”,”ITAR-040″
“ALBONETTI Achille”,”Preistoria degli Stati Uniti d’Europa.”,”Achille Albonetti è nato a Venezia il 6 febbraio 1927. Ha studiato a Roma, a Londra e a New York. É stato segretario di redazione della rivista Produttività. Membro della delegazione Tecnica Italiana all’Ambasciata d’Italia a Washington nel 1951-1952, fu nominato esperto economico nelo 1953 alla Rappresentanza Italiana presso l’OECE di Parigi. Nel 1958 divenne Consigliere economico della medesima rappresentanza.”,”EURx-116-FL”
“ALBONICO Aldo”,”America Latina. Tra nazionalismo socialismo e imperialismo.”,”Aldo ALBONICO è ricercatore presso l’ Istituto di Studi Storici della Facoltà di Scienze Politiche dell’ Università degli Studi di Milano. Studioso della problematica iberica e ibero-americana ha pubblicato saggi e rassegne. (V. 4° cop) “”L’ aperto sostegno concesso da Carter ai pochi regimi liberali esistenti in America Latina e l’ accento posto sulla tutela dei diritti umani nel continente non mancarono presto di suscitare problemi all’ amministrazione statunitense. Anche col più fedele alleato sudamericano, il Brasile si ebbero contrasti. Quel paese all’ inizio del mandato di Carter non era già più : se mai lo era davvero stato, almeno nella maniera apocalittica con cui veniva raffigurato dalla pubblicistica di sinistra tra gli anni ’60 e ’70 – il baluardo della reazione latino-americana e l’ agente dell’ imperialismo yankee nel continente. La tumultuosa crescita economica brasiliana alla fine degli anni ’60, che aveva fatto gridare al “”miracolo””, aveva cominciato a segnare il passo nel 1973-74 a causa del progressivo aumento del passivo di bilancio e della ripresa dell’ inflazione, invece già ricondotta a livelli accettabili negli ani precedenti. Il rinascere di preoccupazioni ecoomiche attenuò la spinta dell’ elite militare-tecnocratica a far assumere al Brasile il ruolo di paese guida del Sudamerica, carattere peraltro mai riconosciutogli dai vicini, eccezion fatta forse per il Paraguay.”” (pag 117)”,”AMLx-067″
“ALBRECHT-CARRIE’ René”,”Storia diplomatica dell’ Europa. Dal Congresso di Vienna ad oggi.”,”Edizione riveduta e aggiornata: Harper & Row 1973 ALBRECHT-CARRIE’ René (Smirne, 1904) francese di nascita, ha preso la cittadinanza americana. Si è laureato in scienze e in lettere in Francia e poi ha completato gli studi alla Columbia University. Professore di scienze matematiche fino al 1942, si è dedicato in seguito agli studi storici. Dal 1952 al 1969 ha insegnato alla Columbia University. Esemplare dono di RC”,”RAIx-258″
“ALBRECHT-CARRIE’ René”,”Storia diplomatica d’Europa. Dal Congresso di Vienna ad oggi.”,”Edizione riveduta e aggiornata: Harper & Row 1973 ALBRECHT-CARRIE’ René (Smirne, 1904) francese di nascita, ha preso la cittadinanza americana. Si è laureato in scienze e in lettere in Francia e poi ha completato gli studi alla Columbia University. Professore di scienze matematiche fino al 1942, si è dedicato in seguito agli studi storici. Dal 1952 al 1969 ha insegnato alla Columbia University. Esemplare dono di RC”,”EURx-007-FV”
“ALBRECHT-CARRIÉ René”,”Storia diplomatica d’Europa, 1815-1968.”,”René Albrecht-Carrié (Smirne, 1904) francese di nascita, nel 1923 ha preso la cittadinanza americana. Dopo i baccalauréats in Scienze e in Lettere conseguiti in Francia, ha completato gli studi negli Stati Uniti alla Columbia University. Professore di Scienze matematiche fino al 1942, si è dedicato in seguito esclusivamente agli studi storici. Dal 1952 al 1969 ha insegnato alla Columbia University, School of International Affairs. Nel 1960-61 ha tenuto conferenze in Italia, All’Istituto per le Relazioni Internazionali di Milano e nelle università di Roma, Firenze e Bari.”,”EURx-055-FL”
“ALBRECHT-CARRIÉ René”,”Storia diplomatica d’Europa, 1815-1968.”,”René Albrecht-Carrié (Smirne, 1904) francese di nascita, nel 1923 ha preso la cittadinanza americana. Dopo i baccalauréats in Scienze e in Lettere conseguiti in Francia, ha completato gli studi negli Stati Uniti alla Columbia University. Professore di Scienze matematiche fino al 1942, si è dedicato in seguito esclusivamente agli studi storici. Dal 1952 al 1969 ha insegnato alla Columbia University, School of International Affairs. Nel 1960-61 ha tenuto conferenze in Italia, All’Istituto per le Relazioni Internazionali di Milano e nelle università di Roma, Firenze e Bari. Capitolo XIV. La seconda guerra mondiale e le sue immediate conseguenze, 1939-1947. La guerra europea – La guerra diventa mondiale – La diplomazia della guerra – Tra la guerra e la pace (Il mondo nel 1945). (pag 607-686) Turchia custode degli stretti. “”Come custode degli Stretti, e per il suo stesso ordinamento militare, la Turchia era la più importante unità singola del Medio Oriente. La Turchia era neutrale; i suoi accordi del 1939 con la Gran Bretagna e la Francia erano stati per la maggior parte annullati dal crollo di quest’ultima, mentre essa era ritornata da tempo alla sua tradizionale diffidenza verso la Russia. Gli inglesi in particolare avrebbero volentieri appoggiato la partecipazione turca alle ostilità, tenendo d’occhio le incessanti operazioni balcaniche. Ma l’incontro al Cairo di Roosevelt e Churchill con il presidente turco Inönü e il suo ministro degli Esteri, all’inizio di dicembre, al loro ritorno da Teheran, non riuscì a superare le obbiezioni turche (66). Quindi la Turchia non entrò mai in guerra. Appare quindi evidente, dal breve quadro precedente, che durante la guerra gli Alleati furono capaci di controllare e servirsi del Medio Oriente per i loro scopi. I successi delle loro forze armate dal 1942 in poi aiutarono a mantenere la stabilità e l’ordine, ma fu anche vero che buona parte del territorio fu un focolaio di avvenimenti e tensioni insoliti. La loro storia appartiene al periodo post-bellico”” (pag 659) [(66) All’inizio dell’anno Churchill aveva visitato la Turchia e Eden aveva incontrato il ministro degli Esteri turco poco prima della riunione di Teheran]”,”RAIx-004-FF”
“ALCINA FRANCH José”,”Bartolome de Las Casas.”,”””La promulgacion de las ‘Leyes Nuevas’ en 1542, come hemos visto, constituye la reforma legislativa más importante realizada nunca en relación con los territorios ultramarinos, reforma que representa el mayo esfuerzo hecho por un Estado moderno para racionalizar su acción civilizadora a través de una legislación colonial En esas ‘leyes’ la filosofía de Bartolomé de Las Casas se halla presente de principio a fin. Otra cosa my diferente sería su ‘aplicación’ en Indias””. (pag 107) BIOGRAFIA DEL PADRE DE LAS CASAS Bartolomé de Las Casas nasce a Siviglia nel 1484 e giunge nel Nuovo Mondo nel 1502 con il proposito di arricchirsi e di ottenere benefici ecclesiastici. Così gli viene affidata la gestione di un’encomienda e, nel 1513, viene ordinato sacerdote. Fino a questo periodo della sua vita, quindi, colui che oggi consideriamo uno dei primi difensori degli indiani vive nell’isola di Haiti ( La Spagnola) e di Cuba come un comune colono che sfrutta gli indigeni mantenendoli in condizioni di schiavitù. Solo nel 1514, come testimoniato nella sua Historia de las Indias, Las Casas inizia a reagire agli abusi commessi a danno degli indiani, condannando l’istituzione della stessa encomienda e ingiungendo agli altri coloni di rinunciare ai loro schiavi, pena la condanna eterna. Per mettere in pratica nella migliore maniera questo suo nuovo intento riformatore, decide di tornare in Spagna e di informare la corona e il Consiglio delle Indie di ciò che realmente stava accadendo al di là dell’Atlantico. Inizia a lavorare per una riforma del rapporto tra la madre patria e i territori di conquista redigendo una serie di resoconti, memoriali e piani d’azione prima al re Ferdinando e, dopo la sua morte (1515), al cardinale Cisneros, all’imperatore Carlo V e al principe Filippo II. Ciò che più gli interessa non é raccontare gli orrori accaduti negli anni passati, ma denunciare gli scempi attuali e la corruzione coloniale al fine di porvi rimedio. Concretamente chiede la razionalizzazione dell’encomienda favorendo l’evangelizzazione delle popolazioni e nuovi sistemi di gestione del territorio che avrebbero garantito più entrate alla corona evitando la morte di tutti gli indigeni. Nel 1520 estende i suoi progetti anche alla terra ferma ancora poco esplorata e conquistata e decide di metterli in pratica nella zona di Cumanà sulla costa del Venezuela affermando che “”è più utile la presenza di un frate che di duecento uomini armati””(Memorial de los remedios para las Indias, 1518); però resistenze ed ostacoli dovuti all’esasperazione della gente continuamente soggetta alle incursioni dei conquistadores impediscono la realizzazione del progetto e sanciscono il fallimento personale dell’opera del religioso che, di conseguenza, nel 1522, decide di ritirarsi in un convento domenicano ad Haiti. In due anni di permanenza nei conventi di Santo Domingo e di Puerto de Plata (da lui fondato), il frate inizia a comporre la sua monumentale Historia de las Indias, il cui intento era quello di far emergere gli eccessi degli spagnoli e le atrocità subite dagli indios a partire dalle prime scoperte. Il vigore delle sue idee di riforma é ribadito anche nella severa ammonizione del 1531 al Consiglio delle Indie (qui per la prima volta il domenicano userà l’immagine dei religiosi che, inviati come pecore fra gli indigeni/lupi, hanno il compito di renderli mansueti e di portar loro la parola di Dio) e nel trattato De unico modo omnium gentium ad veram religionem, contro coloro che pretendono di giustificare le guerre di conquista in considerazione del fine cristiano. Nel 1540, forte della fama ottenuta per aver convertito pacificamnte una regione del Guatemala (ribattezzata Vera Paz), Fra’ Bartolomé rientra a Madrid proponendo una definitiva abolizione dell’encomienda (Octavo Remedio, 1542) dopo che sia il papa Paolo III con la bolla Sublimis Deus, sia Francisco de Vitoria (teologo e giurista salmantino) avevano proclamato il diritto degli indios a non essere privati della libertà e dei beni in loro possesso. Per quanto riguarda la stesura della Brevissima relazione, si sa che nasce dopo ampie esposizioni orali dell’autore dinanzi alla giunta convocata nel 1542 e a Carlo V (che gli chiederà di porre per iscritto un compendio di quanto documentato nei memoriali presentati) e che viene conclusa a Valencia nello stesso anno, dedicata a Filippo II che da sempre svolgeva un ruolo di intermediario con l’imperatore. L’opera, che ha da subito grande fortuna, suggestiona la corte e ha risonanza anche a livello legislativo: del 1542-43 sono le Nuevas Leyes che, per la prima volta sanciscono l’eliminazione dell’encomienda per estinzione, l’abolizione della schiavitù degli indiani e una più rigida e controllata regolamentazione delle conquiste. Purtroppo però queste leggi non vengono accettate d buon grado nelle colonie dove, come constata di persona Las Casas tornatovi in qualità di vescovo del Chiapas (regione messicana al confine con il Guatemala), si sollevano rivolte di encomenderos e proprietari di schiavi che portano nel 1545 al regio decreto che sospende la legge contro l’encomienda. Dal 1546 il frate é di nuovo in Spagna a perorare la causa indiana di fronte alle autorità. In questo periodo si concretizza il passaggio dal suo atteggiamento assimilazionistico nei confronti dei più deboli (l’altro é uguale a me e quindi gli impongo i miei valori) al “”prospettivismo””, secondo cui non esiste più un vero Dio ma il dio che ognuno di noi riconosce come tale. La nozione di religione ne esce quindi relativizzata e l’uguaglianza non si paga più a prezzo dell’identità. Siamo giunti ormai al 1550, anno delle celebri controversie di Valladolid che oppongono l’erudito e filosofo Ginés de Sepúlveda, difensore delle guerre di conquista, all’abate domenicano. In questo contesto vengono redatte opere come le Trenta preposizioni molto giuridiche, il Trattato comprobatorio dell’impero sovrano, ma soprattutto il Trattato sugli indiani resi schiavi. Tra 1552 e 1557, terminati i dibatti sulla liceità delle imprese armate nel Nuovo Mondo, Fra’ Bartolomé si dedica al reclutamento di missionari e religiosi da inviare nelle Indie, ristampando anche la Brevissima relazione utile per la loro formazione come per un indottrinamento più completo di coloro che già si trovavano lì. Il testo primitivo , preceduto da “”Argomento”” e da un “”Prologo”” diretto al principe Felipe II, si presenta compendiato anche con alcuni paragrafi aggiunti nel 1546 per denunciare l’insuccesso delle Leggi Nuove e con un breve documento che riferisce i danni commessi da un capitano nel Nuovo regno di Granada. Sempre in quest’occasione, il padre rivede la Historia de las Indias dalla quale separa la Apologética Historia, vera e propria enciclopedia del Nuovo Mondo in cui dimostra la piena capacità intellettiva degli indios, concludendo che non erano barbari, e quindi schiavi di natura come sosteneva Sepúlveda, e che dovevano essere trattati come uomini dotati di ragione. La lotta contro i delitti perpetrati occupa anche gli ultimi anni di vita di Las Casas che pubblica nuovi trattati come Dodici Dubbi e De Thesauris fino alla annuncio nel suo Testamento della prossima “”distruzione”” della Spagna come prevedibile castigo divino: “”Credo che, a causa di queste opere empie, scellerate e ignominiose, perpetrate in modo così ingiusto e tirannico, Dio riverserà sulla Spagna la sua ira e il suo furore, giacché tutta la Spagna si é presa la sua parte, grande o piccola, delle sanguinose ricchezze usurpate a prezzo di tante rovine e di tanti massacri””. Alla luce di questo contesto globale della lotta lascasiana, é facile rendersi conto quindi di come la Brevissima relazione non sia in nessun modo un’opera isolata o stravagante, bensì un’arma contundente che forma parte di un insieme bibliografico legato alla situazione degli anni 1540 e seguenti in cui l’autore cerca di ottenere una grande riforma delle colonie d’oltre oceano. ——————————————————————————– ARGOMENTO DELLA BREVISSIMA RELAZIONE La Brevissima relazione della distruzione delle Indie, scritta nell’ambito della lotta di Las Casas per la difesa degli indigeni americani, si caratterizza per essere sempre relazionata direttamente con i problemi concreti della realtà cui fa riferimento. Trattandosi di una vera e propria arma, si distingue per la semplicità e chiarezza nell’esposizione della materia, nello stile usato e nella struttura. Già dal titolo infatti, risalta il sostantivo distruzione che riporta ad un concetto onnipresente nell’opera lascasiana e riscontrabile anche nei testi sacri e profani della letteratura spagnola medioevale. Inoltre, l’epiteto Brevissima, non si riferisce al fatto che al relazione sia poco dettagliata, ma ne sottolinea per lo più il carattere di compendio delle esposizioni orali all’imperatore Carlo V. Nell’ Argomento del presente epitoma, l’autore ricorda le circostanze della redazione dell’opera nel 1542 e spiega l’obbligo di “”farlo stampare”” per presentarla, dieci anni dopo, al principe Filippo come “”sommario”” dei crimini perpetrati nelle Indie e dato il possibile aggravarsi di questi “”tradimenti e scelleratezze””. A continuazione, si trova un Prologo dedicato al principe in cui vengono presentate le ragioni oggettive della stesura dell’opera, quali le atrocità inflitte ai naturali del nuovo mondo, la possibilità di porvi rimedio e il dovere morale di denunciare simili misfatti per non esserne indirettamente complici: “”Io ho deciso, per non essere reo, tacendo, […] di mettere a stampa””. Risaltano i termini forti che caratterizzano lo stile della Relazione vera e propria come “”le ingiurie e le devastazioni, le rovine e le distruzioni””, gli epiteti come “”opere inique, tiranniche […] condannate […] esecrabili e abominevoli”” e le forme verbali come “”spopolare””, “”uccidendo”” e “”rubare””, senza che manchi la nota amaramente ironica delle “”imprese”” realizzate dai conquistatori. In contrasto poi con la menzione dei numerosi eccidi e crudeltà, si insinua il tema dell’innocenza naturale delle vittime “”genti […] pacifiche, umili e mansuete, che non fanno danno a nessuno””. Il corpo dell’opera é costituito essenzialmente da una ininterrotta successione di racconti e descrizioni di uccisioni facendo uso, in special modo, di immagini antitetiche. Si inizia con una visione di insieme e si prosegue con una serie di relazioni che seguono l’ordine cronologico e, approssimativamente, anche quello geografico delle terre scoperte: isola Spagnola e arcipelago antillano, “”terra ferma”” dal Darién fino al Nicaragua, Nuova Spagna ( Messico), Guatemala, zone settentrionali dell’America del sud da Cartagena a Venezuela, Florida, Rio de la Plata, Perù, Nuova Granada. Il fatto che questi capitoli non presentino la stessa estensione é dovuto al tipo di documentazione cui Las Casas fa riferimento non tralasciando, comunque, di specificare il più delle volte le sue fonti, cosa che gli permette di presentare sempre la materia come veritiera e incontestabile. Oltre che dell’esperienza diretta, infatti, si avvale non solo di dati e notizie orali, relazioni indigene, canti messicani ma anche di scritti come lettere e memoriali. Per quanto riguarda il modo di esporre i crimini commessi, é da notare che Fra’ Bartolomé preferisca mantenere l’anonimato sui nomi degli autori forse giudicando più conveniente o prudente astenersi dal divulgarli. Inoltre, la struttura narrativa delle scene, segue schemi basici quasi invariabili e caratterizzati da quella brevità annunciata nel titolo: “”Sarebbe invero difficile riferire la quantità e valutare caso per caso la gravità delle ingiustizie, dei danni, degli oltraggi e degli abusi che le genti di quella costa hanno subito dagli spagnoli, a partire dall’anno 1510 fino a oggi.”” Comincia con una digressione sulla bellezza e la fertilità delle terre, sulla straordinaria densità della sua popolazione e sulla bontà e innocenza dei suoi naturali. Un esempio ne é la descrizione della provincia di Jalisco: “” Era quella una terra popolosa come un alveare, ricchissima e felice, una delle terre più fertili e meravigliose delle Indie.”” Tutto questo risalta grazie alla giustapposizione delle scene sanguinarie di cui i conquistatori sono protagonisti e grazie all’uso di formule superlative che contribuiscono a moltiplicare l’impatto emotivo della Brevissima relazione sul lettore. ——————————————————————————– PRINCIPALI EDIZIONI IN SPAGNOLO DELLA BREVISSIMA RELAZIONE · 1552, Siviglia, edizione principe della Brevissima Relazione con altri sei trattati lascasiani; · 1646, Barcellona, con altri sei trattati lascasiani; · 1812, Londra; · 1813, Bogotà; · 1820 (?), Cadice; · 1821, Filadelfia; · 1821, Puebla (messico); · 1822, Messico; · 1822, Parigi, Historia de la crueldades de los españoles conquistadores de América, o Brevísima Relación de la Destrucción de las Indias Occidentales, in Llorente, Obras de Las Casas, I, pagg.95-198; · 1879, Madrid; · 1924, Bueno Aires, in Colección de Tratados (1552-1553), edizione facsimilare di Emilio Ravignani, Biblioteca Argentina de libros raros americanos, t.III; · 1945, Messico, Biblioteca Enciclopédica Popular, prologo e selezioni di Agustín Yáñez; · 1945, Parigi, Clásicos Bouret,con la Refutación de Las Casas di Vargas Machuga; · 1957, Messico, Licros Luciérnaga; · 1958, Madrid, Biblioteca de Autore Españoles, t.CX, pagg.134-181, edizione di Juan Pérez de Tudela Bueso; · 1965, Messico, in Tratados de Fray Bartolomé de Las Casas, facsimile e trascrizione, Fondo de Cultura Económica, t.I; · 1966, Buenos Aires, Editorial Universitaria de Buens Aires, prologo di Gregorio Weinberg; · 1977, Madrid, Fundación Universitaria española, edizione di Manuel Ballesteros Gaibrois; · 1979, Barcellona, Fontamara, con la Vida de Las Casas di Llorente, prologo di Olga Camps. (a cura di Mauro Moretti e Federica Martino)”,”AMLx-082″
“ALCOUFFE Alain DIEBOLT Claude a cura; contributi di BASLÉ Maurice BOND Niall BRUHNS Hinnerk CAMPAGNOLO Gilles CLAVERT Frédéric COMMUN Patricia COUSTILLAC Mechthild DEFRAIGNE Jean-Christophe DE MEULEMEESTER Jean-Luc EGE Ragip LABROUSSE Agnès MARDELLAT Patrick MEYER Daniel QUAAS Georg TUBARO Paola SCHMIDT Karl-Heinz”,”La pensée économique allemande.”,”contributi di BASLÉ Maurice BOND Niall BRUHNS Hinnerk CAMPAGNOLO Gilles CLAVERT Frédéric COMMUN Patricia COUSTILLAC Mechthild DEFRAIGNE Jean-Christophe DE MEULEMEESTER Jean-Luc EGE Ragip LABROUSSE Agnès MARDELLAT Patrick MEYER Daniel QUAAS Georg TUBARO Paola SCHMIDT Karl-Heinz List. “”Mais List ne considère les classes sociales que dans la mesure où elles doivent se soumettre à un intérêt national abstrait. D’ailleurs les classes paysanne ou ouvrière ne sont pas perçues comme capables de mettre en avant des objectifs propres. Seules la noblesse et la bourgeoisie industrielle semblent compter. De ce fait, il considère la Nation comme transcendante et non comme un concept essentiellement construit par des intérêts de classe, ce qui le distingue fondamentalement de l’analyse de Marx et d’Engels. Pour List, les peuples ont des propensions innées à rechercher la prospérité et l’hégémonie. Il énonce une “”tendance des peuples à chercher les garanties de leur conservation et de leur prospérité ou d’établir leur préponderance”” (List, 1998, p. 98). Les peuples sont donc des acteurs de l’histoire indépendamment des classes sociales. Le développement économique des nations et les rapports entre ces nations ne découlent pas de phénomènes objectifs matériels (démographie, progrès technologique) mais d’un comportement naturel des peuples. Cette vision d’une nation autonomisée, au-delà des classes, montre l’influence des idées universalistes de l’Etat véhiculée par la Révolution française. Mais List n’envisage pas une république universelle mais une “”association universelle”” de peuples caractérisés par un développement égal (List, 1998, p. 95). Cette concurrence entre peuples développés de manière égale serait préférable à la domination d’un seul peuple (britannique) sur les autres car elle engendrerait une émulation positive (List, 1998, p: 96)”” [J.C. Defraigne J.L. de Meulemeester, “”Le Système National de List: La fondation du réalisme pluridisciplinaire en économie politique internatinale contre le libre-échangisme anglo-saxon] [(in) ‘La pensée économique allemande’, Paris, 2009, a cura di Alain Alcouffe e Claude Diebolt] (pag 238) Ritorna la questione del presunto plagio di Rodbertus da parte di Marx (sic) (pag 321) in saggio di Alain Alcouffe, La préhistoire du problème de la transformation (pag 321)”,”ECOT-278″
“ALDCROFT Derek H. con la collaborazione di MOREWOOD Steven”,”L’economia europea dal 1914 al 2000.”,”””Sommando insieme i decessi di militari e di civili si ottiene una cifra complessiva di circa 12 milioni di morti per l’Europa esclusa la Russia; di questi, poco più di 6,5 milioni furono dovuti a cause militari. Si trattava di circa il 3,5% della popolazione dell’Europa prebellica. La Germania e l’Austria-Ungheria subirono le perdite maggiori in termini assoluti, mentre in termini relativi la mortalità andava da circa l’1% in Scandinavia fino a un pesante 20% per la Serbia. Francia, Italia, Germania e Austria-Ungheria persero circa il4% della propria popolazione, il Regno Unito e il Belgio meno del 2,5%. Occorre anche tener conto del deficit di nascite, cioè di coloro che non nacquero a causa dello stato di guerra. Alcuni belligeranti registrarono deficit di nascite altissimi: l’Austra-Ungheria 3,6 milioni, la Germania 3 milioni. La Francia e l’Italia ebbero deficit di circa 1,5 milioni, la Gran Bretagna di 700.000 e la Romania poco più di 500.000. Nel complesso, le perdite di popolazione dovute a questa causa furono all’incirca pari a quelle provocate dalle morti militari e civili sommate insieme. Tutto considerato, il deficit di popolazione dell’Europa si aggira perciò tra i 22 e i 24 milioni di persone, che equivale al 7% della popolazione dell’Europa prebellica o a tutto il suo incremento naturale tra il 1914 e il 1919. All’inizio del 1920 la popolazione europea era quindi più o meno la stessa dell’inizio della guerra. Le perdite in assoluto maggiori furono sopportate dalla Germania e dall’Austria-Ungheria, con più di 5 milioni, ma in termini relativi la Serbia e il Montenegro furono di gran lunga quelli che soffrirono di più, con deficit che si avvicinavano a un terzo della loro popolazione prebellica. Le potenze neutrali stavano meglio, con perdite del 2% o meno. Tra le potenze alleate, il grosso del peso fu sopportato dalla Francia e dall’Italia. Il deficit di popolazione della Francia superava di poco i 3 milioni, cioè il 7.7% della propria popolazione prebellica, comprendendo circa 1,4 milioni di mancate nascite, in seguito a un fortissimo declino dei suoi tassi di natalità. Il risultato netto fu che alla metà del 1919 la popolazione francese, di 38,7 milioni, era di circa 1,1 milioni inferiore al livello del 1914, nonostante ora comprendesse l’Alsazia-Lorena, ripresa alla Germania”” (pag 11) Derek H. Aldcroft è Fellow di Storia economica all’Università di Leicester.”,”EURE-098″
“ALDCROFT Derek H.”,”From Versailles to Wall Street, 1919-1929.”,” Costi della guerra Impatto della guerra sulle tendenze demografiche (pag 13) Costi finanziari della guerra (pag 30) “”The war undoubtedly occasioned a serious loss of population and physical assets. The demographic incidence of war is difficult to estimate precisely partly because the data are unreliable but also because there are difficulties in determining the indirect repercussions on the civilian population including the effects on the birth rate. The total loss from war was much greater than the military casualties. As far as the latter are concerned the records are fairly accurate. Of more than 60 million men mobilized in Europe during the period of hostilities over 8 million (including tentative guesses for Russia), or about 15 per cent of the total, lost their lives in active service. This loss amounted to less than 2 per cent of the total European population and about 8 per cent of all male workers (3). In addition, 7 million men were permanently disabled and a further 15 million were more or less seriously wounded (4). The incidence of loss varied from country to country; those countries heavily engaged in hostilities tended to fare worst, at least in absolute terms”” (pag 13) [(3) F.W. Notestein et alia, ‘The Future Population of Europe and the Soviet Union’ (1944), pp. 74-5; (4) These latter estimates are more tentative and probably include some civilian members of the population. See S.B. Clough, ‘The Economic Development of Western Civilization’ (1968, revised edition), p. 431; P.N. Stearns, ‘European Society in Upheaval’ (1967), p. 313; E.L. Bogart, ‘Direct and Indirect Costs of the Great War’ (1919), pp. 272-7] “”Apart from the loss of life and property, the direct costs of the war need to be considered since the method of finance created serious problems in the immediate post-war period. The direct cost of the war to all the belligerents amounted to some $ 260 billion, of which the Allied share accounted for $ 176 billion. The largest expenditures were incurred by the U.K. , the United States, Germany, France, Austro-Hungary and Italy in that order. Some idea of the magnitude of the total outlay can be gained from the fact that it represented 6½ times the sum of all the national debt accumulated in the world from the end of the eighteenth century up to the outbreak of the First World War (41)”” (41) W.S. and E.S. Woytinsky, ‘World Commerce and Government’ (1955), p: 743. Total war expenditure converted to a gold basis amounted to $ 200 billion, which represented five times normal expenditure and was equivalent to five times the national debt at the beginning of the war”,”ECOI-350″
“ALDCROFT Derek A.”,”Da Versailles a Wall Street, 1919-1929.”,”Derek H. Aldcroft è professore di storia economica all’Università di Leicester; ha tenuto lezioni in diverse università – Harvard, Berlino, Francoforte – ed è presidente del comitato editoriale del “”Journal of Transport History”” Contiene il capitolo 11: ‘Nella depressione: spiegazioni della svolta del 1929. Una varietà di possibilità; Una sintesi (pag 278-293)”,”ECOI-026-FF”
“ALDCROFT Derek H.”,”L’economia europea dal 1914 al 1990.”,”Derek H. Aldcroft è Fellow di Storia economica all’Università di Leicester. Ha pubblicato libri di fondamentale importanza sulla storia economica della Gran Bretagna e di vari paesi del mondo nel XIX e XX secolo.”,”EURE-083-FL”
“ALDER Ken”,”La misura di tutte le cose. L’avventurosa storia dell’invenzione del sistema metrico decimale.”,”””Le conquiste militari vanno e vengono, ma il metro durerà per sempre”” (Napoleone Bonaparte, 1799) L’odissea di due scienziati che fissarono le basi del nostro sistema di misura. Ken Alder, americano, ha studiato ad Harvard ed è oggi (2002) professore di Storia alla Northwestern University di Evaston, Illinois. Il suo primo libro ‘Engineering the Revolution’ ha vinto nel 1998 il premio Dexter quale miglior libro sulla storia della tecnologia.Alder ha studiato per un anno le carte di Delambre e Méchain conservate presso l’ Osservatorio di Parigi, e ha percorso in bicicletta il loro itinerario attraverso la Francia e la Spagna.”,”SCIx-025-FSD”
“ALDINGTON Richard”,”Il duca di Wellington. Biografia del vincitore di Napoleone.”,”Richard ALDINGTON è nato nel 1892 a Portsmouth nell’ Hampshire in Inghilterra: Durante la 1° GM si arruolò come soldato semplice di fanteria nell’ Armata britannica. Tornato in Inghilterra in gravi condizioni di salute si dedicò all’ attività letteraira. E’ morto nel sud della Francia nel 1962.”,”FRAN-030″
“ALDRICH Lisa J.”,”Níkola Tesla and the Taming of Electricity.”,”Lisa J. Aldrich è una scrittrice che vive in Oregon.”,”ECOG-085″
“ALDROVANDI MARESCOTTI L.”,”Guerra diplomatica. Ricordi e frammenti di diario (1914-1919).”,”ALDROVANDI MARESCOTTI L. ambasciatore d’ Italia. La delegazione italiana lascia Parigi. “”Durante la seduta è apparso evidente il disaccordo, almeno di metodo, fra Orlando e Sonnino, che non si erano concertati, preventivamente, fra loro””. (pag 282) “”Sonnino non vuol vedere nessuno; nemmeno l’ ambasciatore del Giappone che, in riguardo alle aspirazioni del suo Paese sullo Sciantung, ha seguito molto da vicino, in questi giorni, la nostra situazione, ed è venuto per esprimere simpatia; nemmeno Barrère.”” (pag 283)”,”ITQM-094″
“ALDROVANDI MARESCOTTI L.”,”Nuovi ricordi e frammenti di diario per far seguito a guerra diplomatica, 1914-1919.”,”ALDROVANDI MARESCOTTI L. ambasciatore d’ Italia. “”Sii simile ad un promontorio contro al quale incessantemente s’ infrangono l’ onde, e quegli sta saldo e s’ abbonacciano intorno a lui i gorgogli dell’ acqua””. Marco Aurelio (IV, 49) (in apertura) “”Io non prendo appunti, visto che ne prende De Martino. Lloyd George ha presentato una carta tracciata dallo Stato Maggiore britannico, ove Smirne risulta assegnata all’ Italia. Sembra che Ribot non ne avesse preventiva conoscenza. Tuttavia, il Ribot non ha obiettato; ma si è opposto alla richiesta italiana di Mersina e Adana. Sonnino ha ceduto per Mersina e Adana, ma, acquisita Smirne, fa osservare che la carta ora presentata da Lloyd George restringe le assegnazioni all’ Italia nella zona di Konia, che era già compresa nella carta presentata a suo tempo da Balfour. Sembra che nemmeno Hankey avesse conoscenza della carta presentata ora da Lloyd George, perché ad un certo punto, di fronte all’ atteggiamento di Sonnino, egli mormora pacatamente, come parlando a se stesso: “”Ma Smirne è il più importante porto dell’ Anatolia, il secondo porto della Turchia!””. Quando si tratta del quid se i territori assegnati non saranno, alla fine della guerra, già in possesso degli Alleati, Lloyd George, durante la lunga discussione, di fronte alle osservazioni di Sonnino, si lascia sfuggire, con alquanto impaziente umore: “”Ma se non vi fossero le difficoltà italiane, io potrei fare la pace con l’ Austria domani””””. (pag 160-161)”,”ITQM-095″
“ALDROVANDI MARESCOTTI Luigi”,”Guerra diplomatica. Ricordi e frammenti di diario (1914-1919).”,”LLoyd George su esercito e comando italiano (pag 143) LLoyd George: “”L’esercito italiano non ha bisogno che si difenda il suo valore. Durante tre anni si è dimostrato eguale a non importa quali altre truppe del mondo, per coraggio, e di fronte a pericoli d’ogni specie. Perciò non è il caso di fare osservazioni su uomini valorosi. Nulla è mutato nella nostra opinione sull’esercito italiano. Ma da tutte le informazioni raccolte risulta che qualcosa è mancato. Vi fu mancanza di organizzazione efficiente e di opera di stato maggiore. Mi riferisco per questo alla autorità dei generali Robertson e Foch. Questi generali sarebbero gli ultimi a dir ciò se non vi si sentissero obbligati. Esiste fra militari un cameratismo che impedirebbe loro di dire cose simili, specie ad uomini politici, salvo in condizioni gravissime. Il Comando è inadeguato. Sola eccezione fu il Duca d’Aosta che comandò la sua Armata con freddezza e capacità. Secondo le mie informazioni il Comando supremo fu preso dal panico come i soldati. Siamo pronti ad affidare le nostre truppe al valore della Nazione italiana e la nostra fiducia non è diminuita dagli avvenimenti recenti; ma francamente non potremmo affidarle al presente Comando supremo”” (pag 143) Crollo di Caporetto. Sulla difesa del Piave. “”Lloyd George. Ciò dimostra che lo stato maggiore italiano ha cambiato d’idea. Da quando si ha conoscenza di questa concentrazione di truppe tedesche nella regione di Merano? Porro. Abbiamo avuto notizia da varie fonti, e l’ultima è in data del 4 novembre, secondo cui 80.000 uomini con artiglieria pesante sarebbero nella zona di Merano. Franklin-Bouillon. Quando si crede che i Tedeschi e gli Austriaci potrebbero cominciare un attacco sul Piave? Porro. Fra qualche giorno. Il nemico è ora al Tagliamento. In tre marce possono arrivare al Piave, ma noi vi abbiamo già messo duecento quaranta cannoni pesanti ed eseguito opere di difesa. Il nemico non potrà cominciare un attacco prima che fra tre settimane, e per un attacco in grande stile gli occorreranno due mesi, perché dovrà avanzare le artiglierie pesanti, e ciò non potrà essere fatto prima di un mese o un mese e mezzo, avendo noi distrutti i ponti sul loro cammino. Foch. Secondo le mie informazioni la distruzione dei ponti è stata incompleta. Porro. Abbiamo fatto saltare quattordici ponti sull’Isonzo. Abbiamo provocato una inondazione nel basso Isonzo, per dove nessuna colonna è potuta ancora passare. Sul Tagliamento abbiamo fatto saltare sette ponti, che sono stati tutti distrutti ad eccezione di uno che è saltato solamente per 20 metri. Franklin-Bouillon. Avete fatto saltare le ferrovie? Per esempio quella di Udine? E i ponti sulla Livenza? Porro. Si è fatto quanto si è potuto. La ferrovia di Udine è rimasta”” (pag 156)”,”ITQM-189″
“ALEDÓN Germán Ramírez”,”La Bruja ó Cuadro de la Corte de Roma. Estudio preliminar.”,”‘La novella “La Bruja o Cuadro de la Corte de Roma” è stata scritta da Vicente Salvá. Quest’opera fu scoperta tra i manoscritti di un rispettabile teologo, grande amico della curia romana. Pubblicata originariamente a Parigi nel 1830, questa novella è disponibile in formato PDF nella Biblioteca Virtuale Miguel de Cervantes 1. L’opera è stata oggetto di analisi per la sua posizione anticlericale, poiché si inserisce nel contesto della lotta contro il potere della Chiesa e dei suoi strumenti repressivi, come l’Inquisizione, nel primo terzo del XIX secolo2.’ (copil)”,”RELC-031-FSD”
“ALEKSANDROVA Vera, a cura di Agnese ACCATTOLI”,”Quello che ho vissuto (1917-1921).”,”Vera Aleksandrova, titolare per circa 40 anni della rubrica di critica letteraria del giornale menscevico dell’emigrazione “”Socialisticeskij Vestnik’ e autrice di studi pionieristici sul rapporto tra letteratura, società e vita sovietiche, ha rievocato in queste memorie gli anni della sua formazione politica, gli incontri con i militanti delle organizzazioni operaie che lottavano per affermare la propria indipendenza, le scelte compiute da una giovane intellettuale nella Mosca dei primi anni post-rivoluzionari. Il saggio di Agnese Accattoli si occupa del contesto storico. Chiude il volume una nota bio-bibliografica sull’autrice’ (quarta di copertina) “”Al livello della “”grande storia”” gli avvenimenti assunsero tratti drammatici. All’inizio di marzo fu conclusa la pace di Brest-Litovsk, che poi il settimo Congresso del partito bolscevico ratificò. Non intendo nasconderlo: mi procurò un grande dolore, ma non avevo voglia di parlarne, e tanto meno avevo voglia di stare a discutere della “”pace vergognosa””. Soffrivo in silenzio. E, di nuovo, sicuramente non fui la sola… In seguito, nell’estate di quello stesso anno, quando cominciai a lavorare per l’Ufficio editoriale della Sezione alimentare del Soviet, diretta allora da M.E. Sefler, A.A. Sol’c, ex “”commissario”” del “”Bollettino”” pubblicato dall’Ufficio, mi raccontò che la pace aveva messo in crisi molti bolscevichi, lui compreso. Per Sol’c non era stato facile ammettere la necessità di firmare quella pace; anche lui, come altri, ne aveva parlato con Lenin. Ma quello aveva respinto tutte le critiche, dicendo: “”Invece di parlare, datemi abbastanza truppe per combattere contro i tedeschi e sarò il primo a rifiutare questa pace”” (benché abbia citato queste parole tra virgolette, non posso certo garantire che Lenin si sia espresso in questi termini. Ma proprio così me le riferì Sol’c). Poi, con lo sguardo perso nel vuoto e con una smorfia buffa delle labbra gonfie da vecchio (che potevano ricordare la bocca di un cammello) Sol’c aggiunse: “”E adesso vedo che Lenin aveva ragione, eh sì, Lenin vede dieci volta più lontano di noi!!””””. (pag 70) [Vera Aleksandrova, ‘Quello che ho vissuto (1917-1921)’, Biblion edizioni, Milano, 1921, a cura di Agnese Accattoli] (pag 70)”,”RIRB-175″
“ALEKSIUN Natalia BEAUVOIS Daniel DUCREUX Marie-Elizabeth KLOCZOWSKI Jerzy SAMSONOWICZ Henryk WANDYCZ Piotr”,”Histoire de l’Europe du Centre-Est.”,”ALEKSIUN N. è ricercatrice nell’Università di Varsavia. BEAUVOIS professore all’Università di Paris I. DUCREUX (EHESS) KLOCZOWSKI (Univ catholique de Lublin) SAMSONOWICZ (Univ Varsavia) WANDYCZ (Yale).”,”EURC-104″
“ALER Denis”,”Le Parti communiste français, 1920-1933. De ses origines socialistes au stalinisme.”,”Scrive Leon Trotsky nel 1922: Se “”la scissione di Tours fissa la linea di divisione fondamentale tra il riformismo e il comunismo, è un fatto indiscutibile che il Partito comunista che è nato da questa scissione ha conservato, in alcune delle sue parti, la sopravvivenza del partito riformista e parlamentare e di cui si sbarazzerà attraverso degli sforzi interni prendendo parte alla lotta di massa”” (pag 32)”,”PCFx-122″
“ALESINA Alberto SPOLAORE Enrico”,”The Size of Nations.”,”Alberto ALESINA è Professore di Economics and Government alla Harvard University. SPOLAORE è Kutayba Alghanim Assistant Professor of Politica Economy alla Brown University. Dimensione del paese e apertura dei mercati. “”Questo capitolo stabilisce due importanti risultati. Primo, discutiamo le relazioni tra dimensione del paese, apertura, e reddito pro-capite. Secondo il nostro modello i benefici della dimensione del paese diminuiscono nella misura in cui incrementa l’ integrazione economica internazionale. Al contrario, i benefici dell’ apertura commerciale e dell’ integrazione economica aumentano per paesi più piccoli. Secondo, sosteniamo che l’ integrazione economica e l’ integrazione politica vanno di pari passo. Nella misura in cui l’ economia mondiale diviene più integrata, uno dei benefici dei paesi grandi (la dimensione dei mercati) svanisce. Come risultato il trade-off (1) tra dimensione ed eterogeneità muta in favore del paese più piccolo e più omogeneo. Si può anche pensare a rovesciare la causalità: piccoli paesi hanno un interesse particolarmente forte nel mantenere il libero commercio dato che molto della loro economia dipende dai mercati internazionali. In realtà, possiamo pensare a due possibili scenari. Un mondo di grandi e relativamente chiuse economie, e un’ altro di molti paesi più piccoli e di economie più aperte.”” (pag 94)”,”ECOI-148″
“ALESINA Alberto ICHINO Andrea”,”L’Italia fatta in casa. Indagine sulla vera ricchezza degli italiani.”,”ALESINA Alberto ICHINO Andrea laureati alla Bocconi nel 1981 e 1985. Hanno proseguito gli studi a Cambridge, negli Stati Uniti. Dove hanno conseguito il dottorato di ricerca. Alesina insegna ad Harvard. Ichino è ordinario a Bologna.”,”ITAS-160″
“ALESINA Alberto GIAVAZZI Francesco”,”Goodbye Europa. Cronache di un declno economico e politico.”,”Alesina Alberto insegna ad Harvard. Giavazzi alla Bocconi.”,”EURE-081″
“ALESINA Alberto ICHINO Andrea”,”L’Italia fatta in casa. Indagine sulla vera ricchezza degli italiani.”,”Alberto Alesina e Andrea Ichino si sono laureati in Discipline economiche e sociali alla Bocconi rispettivamente nel 1981 e nel 1985. Hanno proseguito poi gli studi a Cambridge, negli Stati Uniti, dove hanno conseguito il dottorato di ricerca in Economia. Alesina è rimasto negli Usa. Ichino è professore ordinario all’Università di Bologna. “”Negli Usa avere il padre laureato invece che diplomato aumenta di 6 volte la probabilità di laurearsi piuttosto che fermarsi al liceo. In Italia la laurea del padre aumenta di ben 25 volte questa probabilità. Le stime statistiche suggeriscono che in Italia avre genitori appartenenti alla metà più alta della distribuzione del reddito è il fattore più importante per incrementare la probabilità che i figli, una volta adulti, siano anche loro nella metà più alta della distribuzione. Negli Stati Uniti, invece, il fattore più importante per raggingere un livello analogo di benessere economico relativo è laurearsi. In altre parole, nascere in una famiglia ricca (rispetto a laurearsi) è più “”utile”” in Italia che negli Usa. Come mai un’offerta egualitaria di istruzione come quella italiana non favorisce la mobilità sociale? Sembra paradossale; ma è proprio ai poveri bravi che serve un’offerta di istruzione diversificata per qualità, insieme a borse di studio per poter accedere ai corsi migliori, perché solo in questo modo essi possono compensare il vantaggio che i figli dei ricchi ricevono dalle loro famiglie. Una scuola eguale per tutti togli ai poveri uno strumento per contrastare il vantaggio dei ricchi”” (pag 111)”,”ITAE-347″
“ALESSANDRINI Luca e altri; scritti di Luca ALESSANDRINI Luigi ARBIZZANI Maryse BERTRAND-DE-MUÑOZ Alfonso BOTTI Caroline BROTHERS Valeria CAMPORESI Luciano CASALI Luisa CIGOGNETTI Enzo COLLOTTI Cesar DE-VICENTE-HERNANDO Giuliana DI-FEBO Adolfo MIGNEMI Luigi PASELLI Marina ROSSI Lorenza SERVETTI Pierre SORLIN”,”Immagini nemiche. La guerra civile spagnola e le sue rappresentazioni 1936 – 1939.”,”Scritti di Luca ALESSANDRINI, Luigi ARBIZZANI, Maryse BERTRAND-DE-MUÑOZ, Alfonso BOTTI, Caroline BROTHERS, Valeria CAMPORESI, Luciano CASALI, Luisa CIGOGNETTI, Enzo COLLOTTI, Cesar DE-VICENTE-HERNANDO, Giuliana DI-FEBO, Adolfo MIGNEMI, Luigi PASELLI, Marina ROSSI, Lorenza SERVETTI, Pierre SORLIN.”,”MSPG-049″
“ALESSANDRINI Pietro a cura; saggi di Lorenzo ROBOTTI e Giorgio GALEAZZI”,”Struttura della forza lavoro e sviluppo economico.”,”ROBOTTI Lorenzo è assistente ordinario persso l’Univ. Statale di Milano. Galeazzi assistente oridnario Facoltà di giurisprudenza di Macerata. Alessandrini insegna economia monetaria e creditizia Facoltà di economia e commercio di Ancona.”,”CONx-188″
“ALESSANDRINI Pietro a cura, Saggi di Pierluigi CIOCCA Giangiacomo NARDOZZI Andrea TERZI Giacomo VACIAGO Albero ZAZZARO Pietro BUSETTA Salvatore SACCO Riccardo LUCCHETTI Luca PAPI Giovanni IUZZOLINO Giovanni FERRI Donato MASCIANDARO Marcello MESSORI Giorgio CALCAGNINI Riccardo DE BONIS Donald D. HESTER Giuseppe MAROTTA Marco MAZZOLI Giorgia PALERMO”,”Il sistema finanziario italiano tra globalizzazione e localismo.”,”Pietro Alessandrini è professore ordinario di Economia Monetaria all’Università di Ancona. Pietro Busetta è professore ordinario associato di Statistica Economica all’Università di Palermo. Giorgio Calcagnini è professore associato di Economia Politica all’Università di Urbino. Pierluigi Ciocca è vice direttore generale della Banca d’Italia. Giovanni Ferri è professore associato di Economia Politica all’Università di Bari. Riccardo De Bonis è capo della Divisione statistiche monetarie, bancarie e finanziarie del Servizio Studi della Banca d’Italia. Donald D. Hester è professore emerito di Economia all’University of Wisconsin. Giovanni Iuzzolino è funzionario della Banca d’Italia addetto al Nucleo per la Ricerca Economica della Sede di Napoli. Riccardo Lucchetti è ricercatore di Econometria all’Università di Ancona. Giuseppe Marotta è professore straordinario di Economia Politica all’Università di Modena e Reggio Emilia. Donato Masciandaro è professore straordinario di Economia Politica all’Università di Lecce. Marco Mazzoli è ricercatore di Economia Politica all’Università di Modena e Reggio Emilia. Marcello Messori è professore ordinario di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata. Giangiacomo Nardozzi è professore ordinario di Economia Politica al Politecnico di Milano. Giorgia Palermo è senior analyst presso la WebValue S.p.a. – Divisione BNL E-services. Luca Papi è professore straordinario di Economia Monetaria Internazionale all’Università di Ancona. Salvatore Sacco è docente a contratto di Statistiche dei mercati monetari e finanziari all’Università di Palermo. Andrea Terzi è professore di Economia al Franklin College Switzerland di Lugano ed è docente di Economia Monetaria all’Università Cattolica di Milano. Giacomo Vaciago è professore ordinario di Politica Economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Alberto Zazzaro è professore associato di Economia Politica all’Università di Ancona.”,”ITAE-069-FL”
“ALESSANDRINI Pietro a cura; saggi di Mirella IOLY Maria Grazia MONTANARI Giuseppe CANULLO”,”Lavoro regolare e lavoro nero.”,”Maria Grazia Montanari e Giuseppe Canullo svolgono attività di ricerca presso la Facoltà di economia di Ancona occupandosi dei problemi relativi al mercato del lavoro. Mirella Joly collaboratrice didattica della Facoltà di Economia di Ancona si occupa di problemi del mercato del lavoro e di economia industriale. Pietro Alessandrini, insegna economia monetaria e creditizia alla Facoltà di Economia e Commercio di Ancona. Ha scritto il saggio ‘Keynes e la poltiica monetaria internazionale’ in ‘Keynes nel pensiero e nella politica economica’ a cura di R. Faucci, Feltrinelli.”,”CONx-289″
“ALESSANDRONE PERONA Ersilia a cura; saggi di Franco RAMELLA Yves LEQUIN Simonetta ORTAGGI CAMMAROSANO Duccio BIGAZZI Marco REVELLI Maurizio GRIBAUDI Rodolfo ALLASIA e Maria Teresa TRUCCO Miguel RODRIGUEZ Salvatore SETTIS Maria MIMITA LAMBERTI Aurora SCOTTI Daniela MALDINI Paolo GOBETTI Lelio BASSO Piero MEAGLIA Carla BROGLIATTI Pietro POLITO Giovanni DE-LUNA Giuseppe RAPELLI”,”Aspetti della cultura operaia. Fabbrica, vita di relazione, rappresentazione del lavoro nell’ arte. Atti del seminario 1981-1982. Mezzosecolo 4. Materiali di ricerca storica.”,”Saggi di Franco RAMELLA Yves LEQUIN Simonetta ORTAGGI CAMMAROSANO Duccio BIGAZZI Marco REVELLI Maurizio GRIBAUDI Rodolfo ALLASIA e Maria Teresa TRUCCO Miguel RODRIGUEZ Salvatore SETTIS Maria MIMITA LAMBERTI Aurora SCOTTI Daniela MALDINI Paolo GOBETTI Lelio BASSO Piero MEAGLIA Carla BROGLIATTI Pietro POLITO Giovanni DE-LUNA Giuseppe RAPELLI”,”MITT-113″
“ALESSANDRONE PERONA Ersilia JOHNSON Richard WILENTZ Sean GROH Dieter KACZYNSKA Elizabeth KISSOUNKO Vassili G. RAMELLA Franco LAY Adriana PESANTE Maria Luisa CHARTIER Roger AGULHON Maurice ANDREUCCI Franco TENFELDE Klaus GRIMALDI Piercarlo Renato LIBEROVICI Sergio ROCHE Daniel STEFFENS Horst MAHER Vanessa FRANZINA Emilio POTESTA’ Romano RABINBACH Anson MARUCCO Dora ABSALOM Roger RICCI Aldo G. CROSSICK Geoffrey PERROT Michelle LEQUIN Yves GORMAN John STEFFENS Horst REBERIOUX Madeleine CLEMENTE Pietro FITTIPALDI Arturo ROMANO Giovanni, saggi di”,”La cultura operaia nella società industrializzata. Atti del convegno internazionale. Mezzosecolo 5. Materiali di ricerca storica.”,”Saggi di ALESSANDRONE PERONA Ersilia JOHNSON Richard WILENTZ Sean GROH Dieter KACZYNSKA Elizabeth KISSOUNKO Vassili G. RAMELLA Franco LAY Adriana PESANTE Maria Luisa CHARTIER Roger AGULHON Maurice ANDREUCCI Franco TENFELDE Klaus GRIMALDI Piercarlo Renato LIBEROVICI Sergio ROCHE Daniel STEFFENS Horst MAHER Vanessa FRANZINA Emilio POTESTA’ Romano RABINBACH Anson MARUCCO Dora ABSALOM Roger RICCI Aldo G. CROSSICK Geoffrey PERROT Michelle LEQUIN Yves GORMAN John STEFFENS Horst REBERIOUX Madeleine CLEMENTE Pietro FITTIPALDI Arturo ROMANO Giovanni.”,”MITT-114″
“ALESSI Rino”,”Dall’Isonzo al piave. Lettere clandestine di un corrispondente di guerra.”,”Mancava, nella gran massa di volumi dedicati alla grande guerra, un libro come questo. Formato da lettere “”clandestine””, che un giornalista italiano riuscì a far pervenire al proprio direttore eludendo la censura militare. Infatti per non dare esca ai disfattisti, l’Ufficio Stampa dell’Esercito, nei mesi più disastrosi della guerra, forniva solo notizie tranquillizanti. Quel che accadeva realmente al fronte e dietro le quinte dell’Alto Comando – invidie, intrighi, errori, veniva accuratamente filtrato o censurato. I giornalsiti erano costretti a fornire solo “”versioni ufficiali””. Questo libro è il risultato di una quantità di versioni “”non ufficiali””, che a distanza di cinquant’anni conservano ancora tutto il loro potere demistificatorio. Rino Alessi nasce a Cervia, Ravenna, il 30 aprile 1885. Volontario nella Grande guerra, viene in seguito chiamato a far parte del nucleo dei giornalisti presso il Comando Supremo. Tra le due guerre svolge intensa attività teatrale e pubblica romanzi.”,”QMIP-003-FER”
“ALESSIO Giulio PICCINATO Mario CASTORI Costantino BOSSI Valerio COSATTINI Giovanni MAFFI Antonio FLORIAN Eugenio”,”Camera del Lavoro di Padova. Conferenze di legislazione sociale. (Riassunti stenografici). Del contratto di lavoro. I probi viri. Gli infortuni del lavoro. Cassa di previdenza. L’ emigrazione temporanea. La cooperazione. Il diritto di sciopero.”,”””Si è compreso che lo sciopero è un’ arma pericolosa la quale dev’essere adoperata specialmente in relazione al profitto del capitale nel mercato in tutte le nazioni, e nel momento in cui il profitto permette le aspettative più laute, mentre non è opportuno e pratico fare lo sciopero quando le condizioni generali del capitale non consentono un profitto almeno modesto. Chi studia la storia dei movimenti sociali vede che nel primo periodo gli scioperi sono più fatt che minacciati, laddove ora sono più minacciati che fatti””. (pag 8-9)”,”MITT-231″
“ALESSIO Manuela”,”Azione ed eticità in Hegel. Saggio sulla Filosofia del diritto.”,”Manuela Alessio (Camposampiero, 1972) ha studiato nelle Università di Padova e Würzburg e si è laureata in filosofia presso l’Università degli Studi di Padova. Frequenta il Dottorato di ricerca in Filosofia politica coordinato dall’Università degli Studi di Pisa.”,”HEGx-018-FL”
“ALEXANDER Edgar”,”Adenauer e la nuova Germania.”,”Contiene i capitoli ‘Il dilemma: il problema delle generazioni’, ‘Il nuovo ordine: Democrazia e Unità Europea’”,”GERV-038″
“ALEXANDER Robert”,”The Anarchists in the Spanish Civil War. Volume One.”,”Robert ALEXANDER (PhD), è stato professore emerito di economia alla Rutgers University, New Jersey dal 1947 e precedentemente ha lavorato nel Board of Economic Warfare. E’ autore di 35 libri dedicati principalmente alla politica ed economia latinoamericana e alla storia del movimento radicale. “”Il primo luogo della Repubblica di Spagna dove gli anarchici chiaramente accettarono l’ idea di militarizzazione della milizia fu nelle Asturie lungo la costa cantabrica. Javier R. Muñoz ha annotato: ‘Il primo accordo per la militarizzazione e un comando unificato per la milizia di cui abbiamo evidenza è stato firmato a Cornellana il 4 settembre””. (pag 187)”,”MSPG-121″
“ALEXANDER Robert”,”The Anarchists in the Spanish Civil War. Volume Two.”,”Robert ALEXANDER (PhD), è stato professore emerito di economia alla Rutgers University, New Jersey dal 1947 e precedentemente ha lavorato nel Board of Economic Warfare. E’ autore di 35 libri dedicati principalmente alla politica ed economia latinoamericana e alla storia del movimento radicale. pag 897: Attacchi stalinisti agli anarchici pag 1010: La censura della stampa anarchica pag 1019: La persecuzione degli anarchici e di altri civili, anche nell’ esercito”,”MSPG-122″
“ALEXANDER Robert J.”,”International Trotskyism, 1929-1985. A Documented Analysis of the Movement.”,”ALEXANDER Robert J. (1918-)”,”TROS-216″
“ALEXANDER Robert J., collaborazione di Eldon M. PARKER”,”A History of Organized Labor in Brazil.”,”ALEXANDER Robert J. (1918-) è professore emerito di economia alla Rutgers University. Ha scritto altri due volumi dedicati al movimento operaio e sindacale latino-americano: ‘A History of Organized Labor in Cuba’ (2002) e ‘A History of Organized Labor in Argentina’ (2003) e uno studio sul maoismo in Occidente. “”Strikes were numerous during the first years of the administration of Getúlio Vargas. According to the Communist leader Octavio Brandão, there were in 1931 some fifty-six strikes, involving 95,576 workers; in the next year there were some thirty-one walkouts, involving 124,980 workers. The textile workers had the largest number involved in this strikes, some 45,426 in 1931 and 31,400 in 1932. In 1931 there were also walkouts involving some 15,950 motor vehicle drivers, and smaller numbers of strikers on the railroads and trolley car systems; in the leather, glass, and tobacco industries; and in the maritime trades. In 1932 there were important walkouts in the food and printing trades. During these two years, strikes occurred in eleven states, although 57 percent of the strikers were in the city of São Paulo, and others were in other cities in that state. Additional important strike centers were Rio de Janeiro and Niterói, right across Guanabara Bay from the capital, and Recife. Even bank employees went out on strike in São Paulo in April 1932.”” (pag 60)”,”MALx-047″
“ALEXANDER Robert J., collaborazione di Eldon M. PARKER”,”A History of Organized Labor in Argentina.”,”ALEXANDER Robert J. è professore emerito di economia dalla Rutgers University. Studioso dell’America Latina ha scritto o curato 42 libri tra cui ‘A History of Organized Labor in Brazil’ (2003).”,”MALx-050″
“ALEXANDER Gertrud BIEHL Roberto BÖHME Curt DUNCKER Hermann DÜWELL Frieda EBERLEIN Hugo EILDERMANN Wilhelm FRANKE Otto GLOBIG Fritz GLOBIG Martha GRÄF Friedel HACKER-TÖRBER Clara HECKERT Fritz HEIMBURGER-GOTTSCHAR Lucie JADASCH Anton LEWINSOHN Margarete e Erich LIEBKNECHT Sophie MEHRING Franz MERGES Alfred NETTBALL Kurt NOTHNAGEL Martha PIECK Wilhelm PULEWKA Lotte SCHMIEDEL Alfred SCHOENBECK Willi SELKE Paul SIEWERT Robert STILLER Alfred ULM Fritz WALCHER Jocob WILLE Willi WUNDERSEE Erich ZETKIN Clara”,”Karl und Rosa. Erinnerungen. Zum 100. Geburtstag von Karl Liebknecht und Rosa Luxemburg.”,”Scritti di ALEXANDER Gertrud BIEHL Roberto BÖHME Curt DUNCKER Hermann DÜWELL Frieda EBERLEIN Hugo EILDERMANN Wilhelm FRANKE Otto GLOBIG Fritz GLOBIG Martha GRÄF Friedel HACKER-TÖRBER Clara HECKERT Fritz HEIMBURGER-GOTTSCHAR Lucie JADASCH Anton LEWINSOHN Margarete e Erich LIEBKNECHT Sophie MEHRING Franz MERGES Alfred NETTBALL Kurt NOTHNAGEL Martha PIECK Wilhelm PULEWKA Lotte SCHMIEDEL Alfred SCHOENBECK Willi SELKE Paul SIEWERT Robert STILLER Alfred ULM Fritz WALCHER Jocob WILLE Willi WUNDERSEE Erich ZETKIN Clara”,”LIEK-024″
“ALEXANDER Robert J.”,”Communism in Latin America.”,”””The Sixth Congress of the International was followed by the removal of the South American Secretariat of the Comintern from Moscow to Buenos Aires. The chief of this organization was a Lithuanian Communist, who went under the name of Guralsky, and who later disappeared in the Moscow purges of the late 1930’s. He was an Old Bolshevik and had sided with Trotsky in the internal struggle in the Soviet Communist Party. Hence his dispatch to Buenos Aires was a sort of exile. Guralsky’s right-hand man was a Russian, known to the South American Parties as “”Pierre””. Victor Alba concludes that he was probably there as a G.P.U. agent, to keep track of the activities of Guralsky and the leaders of the South American Communists. Other members of the South American Bureau were also from the Old World. They included a Tunisian, known as “”Nemo””, an Italian who was referred to as “”Orestes””, another Italian, Marcucci, and a Czech, Frederik Glaufbauf. Some or all of these gentlemen were using false names. The activities of the Bureau were varied. Not only did it govern the operations and policies of the Communist Parties, but it also supervised the activities of all the peripheral organizations established by the various Communist Parties, such as branches of the International Red Aid, the Communist Youth International, the Anti-Imperialist League, and other groups (3)”” (pag 35) (3) Victor Alba, Historia del Comunismo en América Latina (Mexico, Ediciones Occidentales, 1954), p. 35-37″,”MALx-060″
“ALEXANDER Bevin”,”Hitler poteva vincere. Errori e retroscena delle grandi battaglie della seconda guerra mondiale.”,”Bevin Alexander è autore di saggi storici tra cui ‘Lost Victoires. The Strange Connection’ e ‘Korea: The First War We Lost’. Vive in Virginia. Seconda guerra mondiale: la “”visione esclusivamente continentale”” dello Stato maggiore tedesco “”Hitler aveva già distolto la propria attenzione dall’invasione dell’Inghilterra ‘prima ancora’ dell’inizio degli attacchi aerei, anche se formalmente la sua decisione fu resa nota il 31 luglio del 1940, in un incontro con gli ufficiali dello Stato Maggiore durante il quale il Führer annunciò la propria «determinazione a distruggere la Russia nella primavera del 1941» (1). Questa affermazione sconcertò parecchi degli ufficiali più anziani, preoccupati all’idea di lasciare l’Inghilterra e il suo potenziale alleato, gli Stati Uniti, in grado di costituire una minaccia in occidente, mentre la Germania focalizzava tutte le proprie energie, risorse e potenzialità nella distruzione dell’Unione Sovietica. I vertici delle forze armate, in pieno accordo con i propri ufficiali, espressero le loro perplessità ed esposero le loro argomentazioni per convincere Adolf Hitler a neutralizzare l’Inghilterra prima di attaccare la Russia. Chissà, forse intuirono cupamente quanto Winston Churchill doveva aver già compreso: che per gli inglesi la chance migliore era tenere duro finché Hitler non avesse commesso un passo falso irreparabile, come era già accaduto a Napoleone quando aveva invaso la Russia nel 1812 (2). Ma soltanto Erich Raeder, il comandante in capo della Marina tedesca, vide il pericolo con sufficiente chiarezza da insistere ripetutamente e con molta convinzione perché si scegliesse ‘un’altra soluzione’ per raggiungere gli obiettivi tedeschi, dimostrando ad Hitler che la sconfitta della Francia aveva aperto una via nuova – e che per la vittoria finale non ci sarebbe stato alcun bisogno di attaccare l’Unione Sovietica. Il maggiore generale Alfred Jodl, capo delle operazioni dell”Oberkommando der Wehrmacht (OWK), o Comando supremo delle Forze Armate, la pensava allo stesso modo, anche se si esprimeva meno apertamente e meno energicamente. In un memorandum del 30 giugno del 1940, Jodl scriveva infatti che qualora l’attacco al di là della Manica non avesse avuto successo, il Mediterraneo sarebbe stato l’arena migliore in cui sconfiggere l’Inghilterra. Il suo suggerimento era di prendere l’Egitto e il Canale di Suez. Forse gli italiani ci sarebbero riusciti da soli, altrimenti i tedeschi li avrebbero aiutati. Al momento gli inglesi avevano solo 36.000 uomini in Egitto, comprendendo anche un’unica e non completa divisione corazzata al comando del generale Archibald Wavell”” (pag 77-78); “”Per altro, Raeder era convinto che gli alti papaveri dello Stato Maggiore avessero “”una visione esclusivamente continentale””, che non capissero le opportunità di vittoria che la capitolazione sulla Francia aveva aperto sulla sponda meridionale del Mediterraneo e che, in ogni caso, non avrebbero mai consigliato bene Hitler (5). E’ vero che l’OKH, l’alto comando dell’esercito, e l’OKW, l’alto comando generale delle Forze Armate, invitarono Hitler a inviare truppe in Nord Africa, ma le loro raccomandazioni non avevano l’urgenza di quelle di Raeder. Non per nulla, Brauchitsch, Halder, Jodl o il feldmaresciallo Wilhelm Keitel, capo di Stato Maggiore dell’OKW, non espressero mai la convinzione che la guerra avrebbe potuto essere vinta nel Mediterraneo, sebbene Keitel avesse detto a Mussolini che prendere il Cairo sarebbe stato più importante che prendere Londra (6). Parte della loro esitazione derivava certamente dalla consapevolezza che Hitler aveva da tempo l’idea fissa di distruggere l’Unione Sovietica e di acquisire ‘Lebensraum’ in oriente”” (pag 82-83) [(1) L’incontro avvenne a Berchtesgaden, nel suo ‘Berghof’ (rifugio) di Obersalzberg nelle Alpi Bavaresi. Erano presenti tutti i vertici delle Forze Armate; (2) Liddell Hart,’Strategy’, F.A. Raeger, New York, 1968; (5) AaVv, ‘Das Deutsche Reich under der Zweite Weltkrieg’, Deutsche Verlags, Stuttgart, 1979-83; (6) Fuller, ‘A military History of the Western World’, 3 voll., ristampa del 1956 ed. Da Capo Press, New York]”,”QMIS-214″
” ALEXANDER Louis FRENCH ALLEN Virginia BOLINGER Dwight, ed altri contributed”,”Active Study Dictionary.”,”Short forms used in the Dictionary, Grammar codes, Guide to the Dictionary, Study Notes, List of irregular verbs, Pronunciation, Table, Illustrations,”,”VARx-116-FL”
“ALEXANDROV Victor”,”Histoire secrete du pacte germano-sovietique.”,”L’A è nato a Pietrogrado. Nel 1945 è corrispondente di guerra a seguito degli alleati. Dopo il conflitto, è di nuovo un grande reporter, percorre il mondo e prosegue le sue inchieste. La storia del patto RIBBENTROP-MOLOTOV è la sua 26° opera.”,”RUST-004″
“ALEXANDROV Victor”,”L’ orso e la balena. Storia delle relazioni straordinarie russo-americane.”,”Theodore “”Roosevelt sviluppa la famosa dottrina dell’ammiraglio Mahan, detta “”dottrina dell’espropriazione delle razze incompetenti””. Nella sua ‘Storia di Cromwell’, studia il destino d’un uomo di Stato del quale le circostanze fecero un uomo di guerra, giungendo alla conclusione che i grandi condottieri della nostra epoca possono essere reclutati solo fra gli uomini di Stato”” (pag 58-59)”,”RUST-144″
“ALFASSIO GRIMALDI Ugoberto BOZZETTI Gherardo”,”Farinacci il più fascista.”,”ALFASSIO-GRIMALDI e BOZZETTI sono nati entrambi nel 1915 rispettivamente ad Asti e Cremona. Sono ordinari di storia negli Istituti superiori. Il primo ha pubblicato nel 1970 ‘Il re ‘buono'””.”,”ITAF-056″
“ALFASSIO GRIMALDI Ugoberto BOZZETTI Gherardo”,”Bissolati. Il ‘compagno Mussolini’ lo fece espellere dal partito.”,”ALFASSIO GRIMALDI e BOZZETTI sono due noti studiosi e giornalisti. Il primo ha scritto tra l’ altro, ‘Il re buono’ (biografia di UMBERTO I) e con BOZZETTI, ’10 giugno 1940 – Il giorno della follia’. Leonida BISSOLATI (Cremona 1857-Roma 1920). Repubblicano, socialista e compagno di studi di F. Turati, a cui rimase sempre legato da solida amicizia, collaborò dal 1891 alla Critica Sociale e fu attivista sindacale nelle campagne cremonesi e mantovane. Direttore dell’Avanti! dalla fondazione (1896) al 1904 (e successivamente dal 1908 al 1910), deputato dal 1897, fu arrestato dopo i moti milanesi del 1898 ma poi liberato per la mancata autorizzazione a procedere del Parlamento. Favorevole alla collaborazione governativa e all’inserimento delle masse popolari e delle loro organizzazioni di lotta nel sistema politico-sociale dello Stato, andò assumendo una posizione riformista di stampo laburista che lo distaccò sempre più nettamente dalla sinistra rivoluzionaria sinché alcuni suoi atteggiamenti “”filogovernativi”” offrirono il”,”MITS-070″
“ALFASSIO GRIMALDI Ugoberto LANCHESTER Fulco”,”Principi senza scettro. Storia dei partiti politici italiani.”,”ALFASSIO GRIMALDI Ugoberto direttore di ‘Critica sociale’ è autore di vari libri tra cui ‘Il socialismo in Europa’ e con Gerardo BOZZETTI ‘Farinacci il più fascista’. LANCHESTER Fulco è direttore di ‘Proposte interdisciplinari’ trimestrale del CRESI (Pavia). E’ autore di saggi pubblicati su ‘Nord e Sud’ e altri periodici. L’ opposizione dei liberali. “”Sono Alberto Bargamini, Tommaso Della Torretta, Alessandro Casati, Francesco Ruffini Alfredo Frassati, Luigi Albertini e soprattutto Ben edetto Croce, il quale dirige “”La Critica”” ed esalta nei suoi scritti le qualità positive della Italia prefascista (l’ italietta che il fascismo disprezza) e tiene alta la bandiera della religione della libertà. E’ una posizione un poco salottiera: e sul portone di casa Croce a Napoli c’è sempre di guardia un agente che prende nota di chi entra. L’ opposizione liberale di Croce è in certo senso il fiore all’ occhiello di Mussolini, il quale può così vantare la propria tolleranza con i giornalisti stranieri””. (pag 47)”,”ITAP-101″
“ALFASSIO GRIMALDI Ugoberto ROVATI Lucio a cura”,”Resistenza ed Europa. Dalla lotta di liberazione all’unità europea.”,”Inserto fotografico a cura di Silvia BASSI, Claudio BERTOLUZZI Luisella GASTALDI Barbara GIGLIA Giovanna LEONARDI Stefano LOSIO Luciano MORNACCHI Fabio OSTANELLO M. Nicoletta SUSINI Monica VITTADINI, due saggi intervista al Prof. U. ALFASSIO-GRIMALDI Contiene il saggio di Rocco Mosconi, ‘Economia di guerra del Terzo Reich’ (pag 69-106)”,”ITAR-324″
“ALFASSIO-GRIMALDI Ugoberto”,”Il re “”buono””. La vita di Umberto I: Margherita e la duchessa Litta, il trasformismo e gli scandali bancari, il Quirinale e le avventure africane, i governi della sciabola e gli attentati degli anarchici.”,”Lungi dall’essere una serena e ordinata età dell’oro (…) l’età umbertina che questo libro documentato ci svela, è un groviglio di scandali e di sofferenze, di manovre di vertice e di rinunce democratiche. L’autore riscostruisce la vita di Umberto I, a tutt’oggi la sola analisi documentata della sua vita. (quarta di copertina) Un re travicello. “”Il primo ottobre ‘L’Asino’ attacca Umberto, senza più reticenze, con “”‘Il Re Travicello’, poesia allegra di Giuseppe Giusti riveduta e scorretta dopo 52 anni dalla sua prima pubblicazione”” (…) Umberto è una testa di legno, lascia fare, lascia rubare, non fa nulla, non s’occupa di nulla: sembra soltanto un’irriverente ripetizione del motivo satirico del Giusti, e invece a noi oggi, specialmente dopo aver letto i giudizi che si davano del re nel suo stesso ambiente e le tesi dei fogli socialisti sul re come una cosa di lusso posta e lasciata volutamente troppo in alto, e col vuoto attorno, affinché la borghesia possa fare i propri comodi, la poesia dell”Asino’ appare ricca di allusioni. (…). I collaboratori si fanno beffa di un re travicello. ‘Il Popolo Romano’ del 19 agosto ’93 pubblica che il prefetto Giuseppe Colucci è stato nominato Gran Cordone del SS. Maurizio: è un tiro di Giolitti che ha voluto premiare un suo protetto; il re non voleva e non aveva firmato il decreto, ora apprende la notizia dalla stampa e va su tutte le furie, ma non può più far nulla perché il tornare indietro sarebbe uno scandalo. Ed a carnevale il Colucci, tranquillo e beato, si presenta al ballo di corte col suo bravo cordone. Il 20 novembre del ’93, ricorrendo il genetliaco della regina, in un banchetto palermitano offerto a Rudinì, non si osa fare un brindisi alla sovrana, tanto è scaduto il prestigio della corona. Rudinì assicura che non si nutre odio per Umberto, il re buono, perché “”lo si ritiene buono… a nulla””. Ed è decaduto anche fisicamente: l’allusione della satira dell”Asino’ al re che si scuote dal sonno non è (lo sappiamo, ce lo ha detto Farini) innocente: «Temete per caso / dal sonno si scuota? / Non ficcherà il naso laggiù nella mota. / Per chi nel pantano / lavora di mano / è fatto a pennello un re travicello. / Un popolo pieno / di tasse e di scherni, / può farne di meno / di un re che governi. / La plebe è sì seria che in tanta miseria / pur fa di cappello / a un re travicello!»”” (pag 305-307) Bresci. “”[Bresci] È già schedato come sovversivo (fu forse un seguace di Bakunin, mandato da Crispi a Prato in domicilio coatto, ad iniziarlo alla dottrina anarchica), ha subito una condanna a 15 giorni per oltraggio agli agenti della pubblica forza durante una dimostrazione. Passato l’Atlantico ha trovato lavoro in un setificio di Paterson e convive con l’irlandese Sofia dalla quale ha una bambina Maddalena. Paterson, che soprattutto dalla presenza di Bresci prenderà il nome di “”capitale dell’anarchia”” è, negli anni a cavallo tra i due secoli, “”semplicemente un centro di emigrazione, dove tintori e tessitori di seta, italiani, francesi, belgi e tedeschi lavorano duramente e in condizioni pessime”” (2). Un foglio anarchico locale chiama le fabbriche di Paterson “”bolge in cui la vita dei poveri lavoratori non è valutata una cicca””, con baracche e androni sotterranei senz’aria né luce, umidi. Qui scrive il foglio, gli operai “”lavoravano a discrezione del padrone, senza orario fisso per un salario di scherno”” (3)”” (pag 443-444)”,”ITAA-155″
“ALFASSIO-GRIMALDI Ugoberto”,”Il re “”buono””. La vita di Umberto I: Margherita e la duchessa Litta, il trasformismo e gli scandali bancari, il Quirinale e le avventure africane, i governi della sciabola e gli attentati degli anarchici.”,”””La realtà è meno idilliaca, poiché Vittorio Emanuele II è ben lontano dall’essre il semplice esecutore delle leggi fatte dal popolo e nel ’70 Stefano Jacini, scrivendo ‘Sulle condizioni della cosa pubblica in Italia dopo il 1866’, esprimeva il timore che attraverso la nomina di presidenti del Consiglio legati al partito di Corte, per lo più piemontesi, si realizzasse una vera e propria “”dittatura regia”””” (pag 234)”,”BIOx-006-FRR”
“ALFASSIO-GRIMALDI Ugoberto”,”I riformisti italiani e la rivoluzione d’Ottobre.”,”‘La scissione del gennaio 1921 è certamente intempestiva: o andava fatta prima, quando la scelta del tipo di guida delle forze proletarie si poneva perentoria per ragioni interne e non solo per suggestioni esterne, oppure, a questo punto, – con le squadre delle camicie nere che randellano a tutto spiano – andava rimandata ancora. … Ciò che mette a fuoco l’abisso che corre tra riformisti e comunisti è l’atteggiamento nei confronti del grande evento della rivoluzione russa. Con lo scoppio della guerra europea, ‘rivoluzionari’ e riformisti si erano riavvicinati sul comune terreno del neutralismo, ma il disastro di Caporetto torna a separarli e gli avvenimenti russi accentuano la divergenza.”,”MITS-007-FGB”
“ALFERO G.A.”,”Schiller. I drammi della giovinezza.”,”Friedrich von SCHILLER (Marbach 1759-Weimar 1805) scrittore tedesco vicino allo Sturm und Drang poi amico e collaboratore di GOETHE, delineò nelle sue opere il di teatro il conflitto tra gli ideali e la società corrotta, la solitudine dell’ uomo al potere, il realistico confronto tra l’ individuo-eroe e il contesto sociale. Come poeta è legato alle Odi. Fu anche storico: ‘Storia della guerra dei Trent’anni’ (1790) e teorico ‘Lettere sull’ educazione estetica dell’ uomo’ (1795), Della poesia ingenua e sentimentale (1800). A lui si deve il concetto di ‘anima bella’ che sa fa trionfare la legge senza che ciò vada a scapito della ‘grazia’ intesa come armonia tra tutte le forze dell’ uomo: un’ originale elaborazione dell’ etica kantiana, liberata dei suoi elementi rigoristici. (Eug). I personaggi dell’ opera di Schiller. “”I Masnadieri non sono però soltanto la tragedia di Carlo Moor: di fronte a Carlo Moor è Franz Moor: accanto alla tragedia di Carlo è quella di Franz. Franz è in tutto l’ opposto del fratello, fisicamente e moralmente. Se Carlo è bello e la sua anima si nutre di sogni di grandezza e di bellezza, Franz è brutto, e la brutezza del volto e la miseria della persona si riflettono nella bruttezza e miseria dell’ anima. Si accenna già in questo parallelismo il riflesso degli studi medici del poeta: e questi studi gli forniscono invero copiosi elementi per il suo Franz. Se bene e male si mescolano, come in ogni creatura umana, nel suo Carlo Moor, in Franz il poeta ci dà invece la quintessenza della malvagità: egli l’ ha fatto così perverso – nota egli stesso nella severa auto-recensione pubblicata anonima sul Wirtembergisches Repertorium – che non solo l’ arte (e allude ai shakespeariani Jago e Riccardo III, che gli sono serviti da modello), ma nemmeno la natura stesso può presentare simili mostri. Se Carlo è, nella sua passione come nel suo errore, tutto giovinezza, il poeta nota accortamente che nulla di giovanile è più in Franz, che inconciliabile con la sua età appare la sua malvagità stessa, malvagità che in lui nonè solo più istinto, ma si muta in calcolo””. (pag 92)”,”BIOx-100″
“ALFIERI Vittorio, a cura di Carlo CALCATERRA”,”Da “”La vita”” di Vittorio Alfieri.”,”””Quel mio breve soggiorno in Lisbona di circa cinque settimane, sarà per me un’ epoca sembre memorabile e cara, per avervi io imparato a conoscere l’ abate Tommaso di Caluso, fratello minore del cont Valperga di Masino, allora nostro ministro in Portogallo. Quest’ uomo, raro per l’ indole, i costumi e la dottrina, mi rendé delizioso codesto soggiorno, a segno che, oltre al vederlo per lo più ogni mattina a pranzo dal fratello, anche le lunghe serate dell’ inverno io preferiva pure di passarmele intere da solo a solo con lui, piuttosto che correre attorno pe’ divertimenti sciocchissimi del gran mondo. Con esso io imparava sempre qualche cosa; e tanta era la di lui bontà e tolleranza, che egli sapea, per così dire, alleggerirmi la vergona ed il peso della mia ignoranza estrema, la quale tanto più fastidiosa e stomachevole gli dovea pur comparire, quanto maggiore ed immenso era in esso il sapere. Cosa, che non mi essendo fin allora accaduta con nessuno dei non molti letterati ch’io avessi dovuta trattare, me li avea fatti tutti prendere a noia.”” (pag 90-91)”,”BIOx-092″
“ALFIERI Vittorio, a cura di Ferruccio DEL-CHIARO”,”La congiura de’ Pazzi.”,”Forse è la più importante tragedia di V. Alfieri. Forse è la più importante tragedia di V. Alfieri. Raim. Chi nol sapea? mel dava il timor vostro; mel toglie il timor vostro; a voi regale norma e Nume il timore. A voi qual manca pregio di re? voi l’arti crude, e i fieri vizi, e i raggiri infami, e il pubblic’odio, tutto ne avete già. Le generose vie degli avi calcate: a piene vele, fin che l’aura è seconda, itene, o prodi. Non che gli averi; a chi vi spiace tolta sia la vita e l’onor: lo sparso sangue dritto è sublime al principato, e solo. Ardite omai: fatevi pari ai tanti tiranni, ond’è la serva Italia infetta… Gugl. Figlio, tu il modo eccedi. E’ ver che lice, finché costor di cittadini il nome tratto non s’hanno, a ciascun uomo esporre il suo pensier: ma noi… (pag 48, Atto II, Scena II)”,”VARx-277″
“ALFIERI Vittorio Enzo”,”Lucrezio.”,”””Ma l’antitesi è resa anche più evidente dai momenti di subitaneo entusiasmo e dai momenti di improvviso pessimismo, che sono pur nel poema: l’entusiasmo di quando Lucrezio guarda in sé nei momenti felici, e il pessimismo di quando la vita di fuori, col nero quadro della miseria degli uomini, irrompe a turbare quella serenità, quel pessimismo morale che non si può discompagnare mai da un’etica intellettualistica. La vita umana è triste, la natura è matrigna: il vagito dei bimbi si mescola alle nenie dei funerali; la natura è piena di male (tanta stat praedita culpa); la morte immatura va a desolare le case degli uomini. Gli uomini sono miseri, perché crudeli e incontentabili; l’orrenda mostruosità della guerra è antica quanto l’umanità, oh più antica assai delle armi!; e il bronzo, ch’è stato in grande onore, è caduto in disuso, e gli è succeduto l’oro nel sommo onore; e la pelle ferina, che costò la morte (tanto l’invidiarono gli uomini!) al primo che la portò, cadde in disprezzo; e la colpa risiede in noi, sempre più grave.”” (pag 63) “”Una pausa: che distacca questo preludio lirico dal resto del canto. – Ha, dunque, un fine – si domanda il poeta, – questa somma di corpi primi che si muovono perennemente nello spazio? ha una fine il vuoto, in cui tutti i corpi si muovono? Ma il tutto non può essere finito in nessuna direzione: se finito, avrà un estremo, e un estremo confina con qualcosa che è al di là; ma nulla c’è oltre il tutto, e dunque non c’è l’estremo, e dunque non c’è la fine. Da qualunque parte dell’infinito noi ci poniamo a guardare, da ogni parte abbiamo una spazio infinito””. (pag 101)”,”FILx-405″
“ALFIERI Vittorio, a cura di Mario FUBINI e Arnaldo DI-BENEDETTO”,”Opere. Tomo I.”,”12 “”Così passo passo studiando sempre principalmente il mio Orazio venni a Pisa, dove mi fermai dal Maggio mezzo a tutto Giugno. Vi conobbi tutti i più celebri professori, e ne andai cavando tutto quel che poteva; e la fatica la più terribile che io durava in ciò, era di pure cavarne senza spiattellatamente lasciar loro vedere la mia ignoranza; la quale a misura che mi si dissipavan le tenebre me ne parea di tato più gigantesca. Ma non meno gigantesco era forse il mio animo, ed il mio ardimento, e mentre per una parte rendeva omaggio al sapere, non mi spaventava perciò niente il dover ideare il mio (…)”” (pag 397)”,”TEOP-458″
“ALFÖLDY Geza”,”Ungarn 1956. Aufstand Revolution Freiheitskampf.”,”Tra gli autori italiani l’A cita F. ARGENTIERI – L. GIANOTTI e R. RUSPANTI.”,”MUNx-013″
“ALFONSO Donatella BORZANI Luca”,”Genova, il ’68. Una città negli anni della contestazione.”,”Il paragrafo 7.1. è dedicato a ‘I Ludd e Lotta Comunista’ (pag 211-213) dove brevemente se ne fa la storia citando Cervetto e Parodi, la Casa dello Studente e l’Ansaldo. ALFONSO Donatella (1957) giornalista de ‘La Repubblica’ ha pubblicato ‘Romanza popolare. Cornigliano, una storia corale’ (2006) BORZANI Luca (Genova 1955) è stato direttore del Centro Ligure di Storia Sociale (CLSS), ricercatore per l’Archivio Storico Ansaldo. E’ stato assessore alla scuola e alla cultura per il Comune di Genova:”,”LIGU-048″
“ALFONSO Donatella RAZZI Massimo”,”Uccidete Guido Rossa. Vita e morte dell’uomo che si oppose alle Br e cambiò il futuro dell’Italia.”,”Donatella Alfonso, giornalista, ha lavorato per ‘Il Lavoro’ e ‘La Repubblica’. Tra le sue pubblicazioni: ‘Un amore partigiano’ (2017) Massimo Razzi, giornalista all’Unità, ‘Correre mercantile’, ‘Lavoro’ e ‘Repubblica’ è stato tra i costruttori del sito ‘Repubblica.it’ e direttore dal 2012 al 2016 di ‘Kataweb’. Pci, Fiom. “”Guido Rossa ha firmato la denuncia, e, da solo (…) è andato a Palazzo Ducale, allora sede degli uffici giudiziari, dove lo aspetta il magistrato Luciano Di Noto, perché confermi quanto ha già detto. Quella sera, ricorda la figlia, arrivò tardissimo a casa. Senza mangiare, al tavolo della cucina racconta alla moglie quanto è accaduto: Silvia è spaventata, gli chiede perché si sia esposto da solo, perchè è stato l’unico a metterci una firma e spprattutto una faccia, a quella denuncia”” (pag 78)”,”TEMx-091″
“ALGARDI Zahra Siria”,”Il petrolio sulla via di Damasco.”,”””Tra le donne arabe la donna egiziana è stata la prima a gettare il velo, fin dal 1923. Ma la sua lotta per l’ emancipazione era cominciata ancor prima. Se ne erano avuti i primi segni già alla fine del secolo XIX, quando dall’ ombra degli harem si erano affacciate alla luce alcune figure di donne, appartenenti quasi tutte alla classe dirigente, facilitate nella loro opera dall’ istruzione e dalla ricchezza. Nel 1876, la principessa Tchéchimi Afet, moglie del Khédivé Ismail, fondò la prima scuola elementare femminile. Dopo due decenni Kassem Amin pubblicò un libro destinato a suscitare vivaci discussioni e attacchi violenti da parte della stampa: il titolo dell’ opera era ‘L’ emancipazione della donna’ e il suo contenuto era veramente rivoluzionario dato il costume del tempo. Lo scrittore egiziano aveva ricevuto un forte impulso alla sua battaglia in favore della donna nel frequentare il salotto della principessa Nazli Fazil, bellissima, colta e intelligente (…)””. (pag 245-246)”,”VIOx-142″
“ALGAROTTI Francesco a cura di William SPAGGIARI”,”Viaggi di Russia.”,”W. SPAGGIARI è ricercatore presso l’Univ di Parma. Ha pubblicato due volumi di saggi sulla letteratura del Settecento. Ha curato edizioni di scritti di Giacomo LEOPARDI, Pietro GIORDANI, Pietro BORSIERI. Già famosa in tutta Europa per il suo ‘Newtonianismo per le dame’, Francesco ALGAROTTI giunse a Pietroburgo nell’estate del 1739. Il veneziano vi accompagnava la delegazione inglese inviata da GIORGIO II alle nozze di Anna di MECKLEMBURG, erede designata della zarina Anna IOANNOVNA. Dal suo giornale di viaggio, in gran parte inedito, l’ intellettuale del mondo, rientrato in italia dopo un ventennio vissuto nelle corti straniere, trasse alcune (12) lettere fittizie e le divulgò a stampa. Sono osservazioni autoptiche e informazioni attinte ai libri, … fanno di questo reportage uno dei migliori esempi di giornalismo letterario del secolo XVIII.”,”RUSx-045″
“ALGAROTTI Francesco a cura di William SPAGGIARI”,”Viaggi di Russia.”,”Fondo RC W. SPAGGIARI è ricercatore presso l’Univ di Parma. Ha pubblicato due volumi di saggi sulla letteratura del Settecento. Ha curato edizioni di scritti di Giacomo LEOPARDI, Pietro GIORDANI, Pietro BORSIERI. Già famosa in tutta Europa per il suo ‘Newtonianismo per le dame’, Francesco ALGAROTTI giunse a Pietroburgo nell’estate del 1739. Il veneziano vi accompagnava la delegazione inglese inviata da GIORGIO II alle nozze di Anna di MECKLEMBURG, erede designata della zarina Anna IOANNOVNA. Dal suo giornale di viaggio, in gran parte inedito, l’ intellettuale del mondo, rientrato in italia dopo un ventennio vissuto nelle corti straniere, trasse alcune (12) lettere fittizie e le divulgò a stampa. Sono osservazioni autoptiche e informazioni attinte ai libri, … fanno di questo reportage uno dei migliori esempi di giornalismo letterario del secolo XVIII.”,”RUSx-141″
“ALGREN Nelson”,”Passeggiata selvaggia. Una New Orleans sfrenata, il dramma dell’ America degli anni Trenta. Romanzo.”,”Passeggiata selvaggia è la storia di un ragazzo che abbandonato il paese natale finisce nei bassifondi di New Orleans. Qui la sua giovinezza si brucia a contatto con un amb iento brulicande di umanità in sfacelo. E’ un mondo in cui il male vince ogni ideale. Il protagonista cercherà di sopravvivere con una serie di espedienti. E’ un nuovo tipo di realismo sociale con cui ALGREN unisce la fredda disamina di FARRELL alla partecipazione di STEINBECK al dolore degli umili. “”””Mi chiamo Wreneger”” l’ ometto rotondo stava dicendo alla sua ciurma “”ma voi, ragazzi, chiamatemi pure “”Smiley”” perché è così che tutti i miei vecchi amici mi chiamano. E lo sapete, cosa dico ai miei vecchi amici? Gli dico “”Amici miei, se non vendete è perché semplicemente non cercate nemmeno di vendere””, ‘ecco’ quello che dico ai miei vecchi amici. Ed è quanto dico pure a ognuno di voi, perché voi tutti siete pure i miei vecchi amici””. Piccola vecchia caffettiera rossa e verde. Che mi venga un colpo. Scommetto la testa che fai un caffé straordinario! “”L’ idea non sta nel numero di porte a cui possiate picchiare in una mattina: questo ‘non’ è vendere! Non è nemmeno tentare di vendere! Ma se battete a due sole porte in una mattina e vendete a tutt’e due, ‘allora’ sì che questo si chiama tentar di vendere.””””. (pag 143-144)”,”VARx-198″
“ALGREN Nelson”,”L’uomo dal braccio d’oro. Romanzo.”,”‘La storia ironica e disperata di un reduce che sprofonda nell’inferno degli slums di Chicago’ ALGREN Nelson è nato a Detroit nel 1909. Laureatosi in giornalismo ha abbandonato la professione per intraprendere una vita errabonda, stabilendosi infine a Chicago. Il suo primo racconto è del 1933. L’uomo dal braccio d’oro è del 1946, Mai venga il mattino è del 1942.”,”VARx-296″
“ALI Tariq”,”Lo scontro dei fondamentalismi.”,”Tariq Ali, scrittore e cineasta, è di origini pakistane e vive a Londra. Ha scritto saggi di storia e politica, romanzi, copioni teatrali e cinematografici. É uno degli editor della New Left Review. Collabora al Manifesto e a Internazionale.”,”VIOx-024-FL”
“ALI Tariq”,”Bush in Babilonia. La ricolonizzazione dell’Iraq.”,”Tariq Ali scrittore, saggista e film-maker inglese di origine pakistana, autore di una ventina fra saggi e romanzi tradotti in venti lingue, è editor della ‘New Left Review’ In Italia è uscito il suo: Lo scontro dei fondamentalismi, supervicitore del Premio Napoli 2003.”,”VIOx-037-FL”
“ALI Tariq”,”Pakistan dal 1947 al Bangla-desh. Lotte popolari e crisi del regime militare.”,”Tariq Ali è nato a Lahore nel Pakistan occidentale nel 1943. Si è diplomato al Government College di Lahore ed è giunto a Oxford nel 1963, dove ha studiato Scienze politiche, filosofia ed economia. Dedicatosi al giornalismo ha partecipato alla campagna di solidarietà per il Vietnam. Nel 1968 aderisce all’ International Marxist Group, la sezione britannica della IV Internazionale.”,”PAKx-020″
“ALIANELLO Carlo”,”L’inghippo.”,”ALIANELLO Carlo ha vinto il premio Campiello con il romanzo ‘L’eredità della priora’. Ambientato nella Roma umbertina di fino ottocento e in Etiopia fra lo scandalo della Banca Romana e la sconfitta di Adua del 1896, ‘L’inghippo’ ha come protagonisti principali un deputato meridionale, l’onorevole Francesco Fortemanno, massone e moderato, e il figlio, un giovane e brillante tenente agli inizi della sua carriera militare. Per pagare il debito di gioco del figlio, il padre si trova coinvolto a sua insaputa nel pasticciaccio della Banca Romana.”,”VARx-444″
“ALIBERT Jacques a cura; saggi di Catherine COQUERY-VIDROVITCH Francois GAULME Jean du BOIS DE GAUDUSSON Jean ROCH Marc PENOUIL Jacques ALIBERT Claude PAIRAULT Jean-Pierre BARBIER Benedicte CHATEL Serigne DIOP Roland POURTIER Louis SANMARCO Joseph ROGER DE BENOIST Jacques BINET Philippe HUGON Patrick O’QUIN Monique PAGES Bernard LANNE Michel GAUD”,”Afrique contemporaine. Trente années d’ Afrique.”,”saggi di Catherine COQUERY-VIDROVITCH Francois GAULME Jean du BOIS DE GAUDUSSON Jean ROCH Marc PENOUIL Jacques ALIBERT Claude PAIRAULT Jean-Pierre BARBIER Benedicte CHATEL Serigne DIOP Roland POURTIER Louis SANMARCO Joseph ROGER DE BENOIST Jacques BINET Philippe HUGON Patrick O’QUIN Monique PAGES Bernard LANNE Michel GAUD”,”AFRx-017″
“ALIBERTI Giovanni”,”La resa di Cavour. Il carattere nazionale italiano tra mito e cronaca (1820-1976).”,”””Dopo Porta Pia e il definitivo tramonto del potere temporale, l’ irrisolta questione delle due identità degli italiani resta tale soprattutto per i cattolici, poiché l’ Italia.- sostiene Mamiani, in un saggio che sin dal titolo esemplifica il problema – “”compiuta a maniera di portento la unità sua politica, cerca e non trova (…) la civiltà bene appropriata all’ indole sua ed ai suoi destini”” (…) (pag 52) (T. Mamiani, Il fatto e il da farsi degli Italiani’, Nuova Antologia, 1875) Giovanni ALIBERTI, originario di Salerno, è ordinario di storia contemporanea all’ Università di Roma “”La Sapienza””. Ha pubblicato varie opere (v. risvolto di copertina).”,”ITAB-112″
“ALIBERTI Giovanni / BUCHIGNANI Paolo / QUARTARARO Rosaria”,”Augusto del Noce e la «contemporaneità» del Risorgimento italiano (Aliberti) / Sovversivismo antiborghese nella Roma anni Venti. Il «clartista» Dino Terra (Buchignani) / Roma e Mosca. L’immagine dell’Urss nella stampa fascista (1925-1935) (Quartararo).”,”””Il dibattito su «Critica Fascista» vede contrapposte due scuole di pensiero: la prima, che sostiene che l’antitesi tra i due regimi è irriducibile e la seconda, che al contrario manifesta grande simpatia per «la rivoluzione del secolo» che, come quella fascista, ha affossato la degenerazione della democrazia parlamentare. Peraltro, entrambi i gruppi riconoscono un’affinità originaria fra Roma e Mosca: entrambi i regimi sono nati come reazione al sistema liberal-democratico, alal sua crisi e alla sua decadenza. Per Sergio Panunzio il regime russo non ha carattere rivoluzionario, al contrario egli lo idenfica come l’ultimo stadio del sistema capitalistico (…)”” (pag 469)”,”ITAF-362″
“ALIBERTI Giovanni”,”La resa di Cavour. Il carattere nazionale italiano tra mito e cronaca (1820-1976).”,”Giovanni ALIBERTI, originario di Salerno, è ordinario di storia contemporanea all’ Università di Roma “”La Sapienza””. Per bibliografia vedi risvolto in quarta copertina. ‘Don Abbondio specchio del carattere degli italiani…’ (pag 35-36) ‘Che don Abbondio sia uno specchio del carattere degli italiani è tra le più acute notazioni manzoniane di De Sanctis; per il quale il personaggio incarna una delle due possibili tipologie letterarie del comico: vale a dire non quella che si riferisce all’intelligenza ma l’altra che riguarda la volontà, «ed è la paura, la mancanza di tempra» (1). Sebbene don Abbondio rimanga legato, in qualche modo, alla figura pretridentina del chierico che cerca di raggirare gli ingenui popolani, come il cinquecentesco fra Timoteo di Machiavelli – figura poi scomparsa con le censure della Controriforma – il suo ruolo testimonia, a giudizio di De Sanctis, una realtà ben diversa (2). Nel romanzo manzoniano infatti don Abbondio rappresenta soprattutto il mondo morale del borghese moderno; anche questi, peraltro, più o meno contemporaneo di fra Timoteo. «Se volete vedere il codice di questa nuova borghesia in cui il carattere italiano è in decadenza, costretta a fare ciò che non pensa, iniziando l’ipocrisia italiana di cui non interamente sono sbarbicate le radici perché da tre secoli ne portiamo il peso: questo codice si trova nei ‘Ricordi’ di Guicciardini, il quale ha elevato ad arte di saper vivere tutte le abbiezioni che oggi, dopo il nostro risorgimento, ci muovono ad indignazione. E qual è la formola del Guicciardini? Stare col più forte, navigare in modo che tu non ti trovi mai dal lato del debole! Non è più ragione e diritto, ma forza e debolezza (…). Ciò ha pervertito il carattere italiano e l’ha reso comico» (3). Più che da prete è allora da borghese che don Abbondio si comporta in particolare da borghese italiano, ossia da «uomo nato per essere tranquillo, per vivere e lasciar vivere» (4). In effetti è «l’uomo del Guicciardini» il modello del miope e indomabile quietismo di don Abbondio; ossia uno stereotipo del carattere nazionale apparso nell’avvio della decadenza italiana, i cui «vestigi visibili anche oggi e che ci vietano l’andare innanzi è materia non ancora bene considerata e degnissima di studio» (5). Impresa tutt’altro che facile, non bastando, osserva De Sanctis, «sagacia e diligenza di storico; si richiede occhio metafisico, che sappia cogliere tra la varietà degli accidenti i tratti essenziali» (6). In certa misura però l’auspicio del saggio desanctisiano sembra accolto dal deputato dell’Estrema Mazzoleni (7). Egli infatti, ispirandosi ai ‘Ricordi’ di d’Azeglio e di Guicciardini, sottolinea le responsabilità, remote e prossime, della Chiesa e della monarchia sabauda per aver indebolito il carattere degli italiani grazie «al culto delle nostre madonne, dei nostri santi, dei nostri poeti burloni e sfaccendati, dei petrarchisti e degli arcadi» (8). Ma il principale ostacolo alla formazione di un carattere autenticamente nazionale consiste nella radicata pluralità socio-antropologica degli italiani: dalla piemontese, incline «all’ordine e alla disciplina», alla lombarda, di «maggiore ingegno ma con troppa intemperanza e vivacità ne’ modi». In Liguria invece prevalgono l’operosità, «poiché il lavoro è quivi, si può dire, una seconda natura», e la fierezza, in quanto la tradizione repubblicana e marinara genovese, «a differenza di Venezia, nutre ancora nel suo seno una (…) progenie, amante della libertà, non sediziosa ma disdegnosa d’ogni bassezza» (10)’ (pag 35-37)] [(1) F. De Sanctis, ‘La letteratura italiana…’, cit. p. 228; (2) Ivi, p. 229; (3) Ivi, p. 230; (4) Ivi, p. 231. Concezione, del resto, ampiamente condivisa e praticata anche dai ceti popolari: come testimonia la tradizione sapienziale racchiusa nei proverbi raccolti a suo tempo da Pitré e opportunamente cit ati al riguardo da Tullio-Altan, cfr. C. Tullio-Altan, ‘L’identità etnica in Italia’, in Id., ‘Ethnos e civiltà. Identità etniche e valori democratici’, Milano, 1995, pp. 108-110. Anche De Sanctis comunque si riferisce a tale tradizione citando, nonché la raccolta di proverbi toscani di Giusti, qualche esempio tratto da quelli napoletani, cfr. ‘La letteratura italiana…, cit., ibidem. Su tali proverbi, ma in un diverso contesto, cfr. G. Galasso, ‘L’amicizia nei proverbi napoletani e la storia sociale dell’amicizia’, in Id., ‘L’altra Europa…’, cit., Lecce, 1997, pp. 563-578; (5) F. De Sanctis, ‘L’uomo del Guicciardini’, in “”Nuova Antologia””, ottobre 1869, ora in Id., ‘L’arte, la scienza e la vita: nuovi saggi critici, conferenze e scritti vari’, a cura di M.T. Lanza, Torino, 1972 p. 100; (6) Ibidem, ‘Impresa peraltro che lo stesso De Sanctis, com’è noto, avvia più avanti, cfr., ivi, pp. 114-117; (7) A. Mazzoleni, ‘Il popolo italiano, studi politici’, Milano, 1873. Sul Mazzoleni e la sua posteriore ‘querelle’ con la commissione giudicatrice del “”Premio Ravizza”” cfr. l”Introduzione’. Notizie biografiche in T. Sarti, ‘Il Parlamento Subalpino e Italiano’, Roma, 1898, vol. II, p. 183 e bibl. cit.; (8) A. Mazzoleni, ‘Il popolo italiano…’, cit., p. 75; (9) Ivi, pp. 131-132. Inoltre, osserva Mazzoleni, «La Lombardia fu sempre, e lo è ancora, la terra della personalità, della padronanza dell’uomo su se stesso, della libertà di pensare, della intolleranza di ogni autorità che non sia ragione, ‘ibidem’; (10) Ivi, pp. 134-135]”,”ITAS-001-FC”
“ALIBONI Roberto a cura; saggi di Roberto ALIBONI Giacomo LUCIANI Joseph SASSOON”,”L’ industrializzazione del Mediterraneo. Movimenti di manodopera e capitali.”,”Saggi di Roberto ALIBONI Giacomo LUCIANI Joseph SASSOON. ‘Il ruolo mediterraneo della Germania’. “”Se la Germania invece convertisse la sua economia entrando nel settore delle tecnologie avanzate, i suoi rapporti con i partners europei potrebbero più facilmente tornare ad integrarsi nell’ ambito della Cee. Questo scenario richiede, come si è detto, che sia contestato il ruolo degli Usa nell’ attuale divisione internazionale del lavoro. E’ noto che la classe dirigente tedesca sembra per lo più estranea a questo disegno. Eppure, se si vuole uscire dall’ “”impasse”” attuale, la Germania deve trovare il coraggio di riconvertire la sua economia puntando sul coinvolgimento e il sostegno degli altri paesi europei””. (Roberto Aliboni, pag 29)”,”EURE-028″
“ALIBONI Roberto a cura; saggi di Roberto ALIBONI William HALE Michel CHATELUS Daniela PIOPPI Radoslava STEFANOVA”,”Geopolitica della Turchia.”,”Il CEMISS è l’ organismo che gestisce nell’ ambito e per conto del Ministero della Difesa, la ricerca su temi di carattere strategico. Fondato nel 1987 per decreto del Ministro della Difesa si avvale di esperti civili militari italiani e stranieri. Saggi di Roberto ALIBONI William HALE Michel CHATELUS Daniela PIOPPI Radoslava STEFANOVA. “”L’ alleanza militare con Israele garantisce alla Turchia una serie di vantaggi. Innanzitutto, dopo aver sperimentato nel periodo post-guerra fredda una sempre maggiore difficoltà a rifornirsi di armi presso gli alleati occidentali, Israele rappresenta un fornitore sicuro e provisto della più sofisticata tecnologia. In secondo luogo, Israele è un alleato importante, considerate le sue relazioni con gli Stati Uniti e l’ influenza delle lobbies ebraiche sul Congresso americano. Infine, sebbene secondo le dichiarazioni ufficiali l’ alleanza non sia finalizzata contro terzi, la situazione attuale e la crisi del processo di pace fanno pensare altrimenti. Questa alleanza ha infatti un peso non indifferente negli equilibri regionali e soprattutto nel triangolo turco-israelo-siriano.”” (pag 105-106)”,”TURx-023″
“ALIBONI Roberto D’AGOSTINI Luigi GUERRIERI Paolo LUCIANI Giacomo PASSACANTANDO Franco, collaborazione di”,”Annuario dell’economia internazionale. 1975.”,”Ireci: Istituto per le ricerche sull’economia internazionale.”,”STAT-138″
“ALICATA Mario”,”Lettere e taccuini di Regina Coeli.”,”‘I sette mesi trascorsi da Mario Alicata in una cella del carcere romano di Regina Coeli, dal giorno dell’arresto, il 29 dicembre 1942, a quello della liberazione, il 6 agosto 1943, costituiscono una ‘parentesi’ nella vita del giovane comunista. Fu un periodo di riflessione e di ripensamento critico della propria esperienza che permise una trasformazione interna e preparò Mari a diventare un rivoluzionario professionale. (…) E tale restò fino al giorno della sua morte, il 6 dicembre 1966″” (dalla prefazione di Amendola) “”Io per conto mio sto utilizzando la mia solitudine per fare «un esame di coscienza», che mi sarà molto utile in futuro: ho scoperto nella mia cultura lacune molte gravi che nella furia e nelle necessità del tran tran quotidiano richiamavano meno la mia attenzione; e sto preparando per me stesso un serio piano di studi da svolgere non appena ne avrò la possibilità”” (pag 65) (Lettera del 12 marzo 1943 a Giuliana Spaini. Mario Alicata e Giuliana Spaini si separarono nel 1947)”,”PCIx-455″
“ALIGHIERI Dante, commenti di Luigi PIETROBONO”,”La divina commedia. Volume primo. Inferno.”,”””Per lui il mondo è deserto d’ ogni virtù e gravido di malizia; l’ umana famiglia è sviata, dacché in terra non c’è più chi governi; nessuno o pochi, possono giungere al porto della felicità; gli uomini sono tutti smarriti dietro il malo esempio; la fede e l’ innocenza si trovano soltanto nei pargoletti, ma per fuggire non appena questi impelino le guance; la frode morde ogni coscienza; la lupa occupa tutto il mondo; la cupidigia affonda sotto di sé i mortali in guisa che ‘nessuno ha podere di trarre li occhi fuor de le sue onde;’ il vivere altro non è che un correre alla morte, in una parola il mondo è distrutto””. (pag IX)”,”VARx-155″
“ALIGHIERI Dante”,”La divina comedia.”,”ANTE3-54″,”VARx-309″
“ALIGHIERI Dante, a cura di Lodovico MAGUGLIANI”,”Vita nuova.”,”””Lo viso mostra lo color del core (…)”” (pag 35) “”Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia (….) (pag 66)”,”ITAG-190″
“ALIGHIERI Dante, collaborazione di Carlo LAGANÀ”,”La Divina Commedia. Paradiso. Esposizione in prosa diretta con commento essenziale.”,”«Non per acquistare beni mondani, ricchezze e onori, per i quali ora ci si affanna dietro l’Ostiense ed a Taddeo (l’uno, Enrico di Susa, professore di diritto canonico a Bologna e a Parigi, cardinale di Ostia, autore di un commentario alle Decretali; l’altro, Taddeo Pepoli, giurista), ma per amore della vera sapienza in breve tempo divenne dottissimo [San Domenico, ndr]; («per sapienza in terra fue / di cherubica luce uno splendore», aveva detto Tommaso, XI, 38-39); sí che si mise subito ad andare intorno alla vigna che presto intristisce se il vignaiolo è negligente (nel senso figurato, la vigna è la Chiesa, il sacerdote), e alla sede pontificia che fu un tempo più di quanto non sia adesso (non per colpa sua, ma per colpa di colui che vi siede, Bonifacio VIII) (…) (pag 120-121) (dal commento)”,”VARx-137-FV”
“ALIGHIERI Dante”,”La divina commedia. La vita e le opere di Dante, la cronologia della Divina Commedia, la topografia dell’inferno e del Purgatorio e il sistema celeste coi commenti dei migliori autori.”,”Quando la stima è ricambiata ‘quando Virgilio cominciò: – Amore, acceso di virtù, sempre altro accese, pur che la fiamma sua paresse fuore; (…)’ (Purgatorio, canto XII, pag 325) (Amore acceso: il virtuoso ama sempre un suo simile, purché egli apprenda da qualche segno di essere da lui riamato) Dante Alighieri, La divina commedia, Lucchi, 1966″,”VARx-008-FER”
“ALIGHIERI Dante”,”La divina Commedia.”,”””Non corse mai si tosto acqua per doccia A volger rota di molin terragno, Quand’ella più verso le pale approccia, Come il maestro mio per quel vivagno, Portandosene me sovra il suo petto Come suo figlio, non come compagno’ (Inf. XXIII, 45-67) (pag 223)”,”VAR-047-FGB”
“ALINE”,”Lénine a Paris (Souvenirs inédits).”,”Lentezza progresso. “”Lenin e Martov lavavano i piatti insieme o a turno. Lenin svolgeva queste incombenze con semplicità e senza lamentarsi. Martov faceva il lavoro coscienziosamente, ma lamentandosi soprattutto del lavaggio dei piatti. E ogni volta brontolava per la “”lentezza del progresso””; si augurava un tempo in cui si sarebbero realizzati piatti da usare e gettare senza necessità di essere lavati. E cercava anche di trovare qualcosa del genere. La questione dei piatti perfezionati era soggetto di conversazione domestica, durante il “”lavaggio dei piatti””. Lenin consolava Martov e gli assicurava che questi piatti ideali un giorno sarebbero senz’altro esistiti. “”Per il momento, diceva, occorre rassegnarsi alla lentezza del progresso e utilizzare ciò che esiste””. (pag 21) Compagno esigente. “”Mi ricordo il caso di un compagno che era riuscito a fuggire dall’ esilio e che chiese di essere rimborsato delle spese di viaggio dalla Siberia a Parigi. Lenin e Nadiejda Konstantinovna rimasero stupefatti da questa domanda. Spiegarono senza successo a questo compagno esigente che se il C.C. avesse dovuto sostenere le spese delle evasioni e dei viaggi, ci sarebbero voluti milioni e che il C.C. poteva rimborsare queste spese solo nel caso in cui fosse lo stesso C.C. a chiamare un compagno per un lavoro. Ora, il compagno non era proprio in questa situazione: era evaso e venuto a Parigi di suo propria volontà, semplicemente dopo aver scritto a Nadia Kostantinovna, per chiederle se una volta a Parigi avrebbe trovato lavoro nella sua professione e dopo aver ricevuto la seguente risposta di Lenin: è meglio abitare a Parigi e lavorare nella propria specialità, che rimanere prigioniero in Siberia. Comunque non ricevette i soldi richiesti. Questo episodio fece su Lenin un’ impressione penosa.”” (pag 31)”,”LENS-143″
“ALIOTTA Antonio”,”Disegno storico della pedagogia dal punto di vista filosofico.”,”””Si noti (…) che la dialettica, secondo Hegel, è un processo puramente logico che non si svolge nel tempo; è un ciclo che si chiude quando la ragione giunge alla perfetta conoscenza di sé medesima nel pensiero filosofico. La realtà, invece, nella sua concretezza è uno svolgimento nel tempo che non ha mai termine (…)”” (pag 303)”,”FILx-020-FV”
“AL-KALAK Matteo LUCCHI Marta”,”Oltre il patibolo. I fratelli della Morte di Modena tra giustizia e perdono.”,”Matteo Al-Kalak conduce studi di storia della Chiesa e dell’ eresia e si è occupato tra l’altro di confraternite e istituti di conversione in età moderna. Ha pubblicato tra l’altro ‘Eretici di Modena’. Marta Lucchi si occupa di musicologia.”,”RELC-023-FSD”
“ALLAM Magdi CARUSO Antonella CHIESA Giulietto COTTA-RAMUSINO Paolo DE-GIOVANNANGELI Umberto DEL-RE Emmanuela C. DESIDERIO Alfonso FUBINI Federico GUOLO Renzo GUSTINCICH Franz JEAN Carlo MARTELLINI Maurizio MATTERA Olga MENOTTI Roberto MINI Fabio NATIVI Andrea SISCI Francesco VANZI Diego ZARMANDILI Bijan”,”La guerra del terrore. Chi sono e cosa vogliono i nostri nemici. 11 settembre 2001: nasce un nuovo mondo. La risposta (non solo) dell’ America.”,”scritti di ALLAM Magdi CARUSO Antonella CHIESA Giulietto COTTA-RAMUSINO Paolo DE-GIOVANNANGELI Umberto DEL-RE Emmanuela C. DESIDERIO Alfonso FUBINI Federico GUOLO Renzo GUSTINCICH Franz JEAN Carlo MARTELLINI Maurizio MATTERA Olga MENOTTI Roberto MINI Fabio NATIVI Andrea SISCI Francesco VANZI Diego ZARMANDILI Bijan”,”TEMx-017″
“ALLAM Khaled Fouad”,”L’Islam globale.”,”Khaled Fouad Allam, nato in Algeria. insegna alle Università di Trieste e di Urbino. Specialista di Sociologia del mondo musulmano ed esperto di Islam contemporaneo, collabora con La Stampa. Ha lavorato presso varie fondazioni internazionali e presso Il Consiglio d’Europa sulle questioni relative all’immigrazione. Fra le sue opere più recenti, ricordiamo L’Islam contemporaneo, in L’Islam a cura di G.Filoramo.”,”VIOx-038-FL”
“ALLAM Magdi”,”Saddam. Storia segreta di un dittatore.”,”Magdi Allam (Il Cairo, 1952) è editorialista e inviato speciale per il Medio Oriente del quotidiano la Repubblica. Ha pubblicato: Bin Laden in Italia, Viaggio nell’Islam radicale, Diario dell’Islam e con Roberto Gritti, Islam, Italia. Chi sono e cosa pensano i musulmani che vivono tra noi.”,”VIOx-138-FL”
“ALLAN Donald J.”,”La filosofia di Aristotele.”,”””Prima di tutto, filosofia è «sapienza» (sophia). Lo studio della storia e dell’uso del concetto mostra che esso equivale a conoscenza di principi generali e delle cause assolutamente prime. Aristotele intende far emergere un ideale di sapienza dall’uso stesso del termine; ma a questo punto occorre immediatamente sgomberare il terreno da una difficoltà linguistica. I greci usavano l’aggettivo ‘sophos’ riferendolo ad un artigiano per distinguerlo da un lavoratore non specializzato, ad un artigiano superiore per distinguerlo da uno subordinato, ed infine al poeta per la sua abilità nel manipolare le parole. Il termine moderno «sapiente» o «saggio» (wise) non trova un suo corrispondente a questo (…)”” (pag 79)”,”FILx-471-FRR”
“ALLASON Barbara”,”Memorie di una antifascista, 1919-1940.”,”ALLASON Barbara è nata a Pecetto Torinese nel 1877. Antifascista del gruppo Gobetti, ha svolto un assiduo lavoro di traduzione. Nel 1934 viene arrestata con L. GINZBURG per connivenza col gruppo parigino di Giustizia e Libertà. “”Che dire poi di Enrico Fermi, migrato dall’ Università di Roma a quella di Chicago? Ancora adesso dopo tanti anni, parlando di Fermi mi riprende quella soggezione che sotto lo sguardo dei suoi occhi raggianti (“”i rai fulminei”” come gli dissi una volta facendolo ridere) mi impedì sempre di discorrere con lui, libera e spensierata come discorrevo con altri. Sebbene la sua casa mi fosse aperta a tutte le ore, sia nell’ intimità, sia che accogliesse uomini insigni di passaggio per Roma, sentivo che nulla di quanto avrei detto poteva interessare quell’ uomo giovane e silenzioso che mi ascoltava cortesemente.”” (pag 256)”,”ITAD-073″
“ALLBERT C. BRANDT C. CEDART e CHENG YING-XIANG CHAN MING KOU CHEN DA CHEN DUXIU J. CHESNEAUX K. MARX F. ENGELS DENG ZHONGXIA A. DIRLIK J. GUILLERMAZ H.R. ISAACS T. MENDE J. OSTERHAMMEL A. ROUX M.N. ROY V. SERGE S.A. SMIHT S. TRETJAKOV L. TROTSKY TSO SHELDON SHI KAN TZE CHUNG WOO VISNJAKOVA-AKIMOVA V.V. WANG FANXI ZHANG GUOTAO G. ZINOVIEV, scritti di”,”Origines et défaite de l’internationalisme en Chine, 1919-1927. Anthologie.”,” Scritti di D.R. ALLBERT C. BRANDT C. CEDART e CHENG YING-XIANG CHAN MING KOU CHEN DA CHEN DUXIU J. CHESNEAUX K. MARX F. ENGELS DENG ZHONGXIA A. DIRLIK J. GUILLERMAZ H.R. ISAACS T. MENDE J. OSTERHAMMEL A. ROUX M.N. ROY V. SERGE S.A. SMIHT S. TRETJAKOV L. TROTSKY TSO SHELDON SHI KAN TZE CHUNG WOO VISNJAKOVA-AKIMOVA V.V. WANG FANXI ZHANG GUOTAO G. ZINOVIEV”,”MCIx-077″
“ALLCOCK John B. MILIVOJEVIC Marko HORTON John J. a cura; altri contributi di Ian R. BARNES Will BARTLETT Milford BATEMAN Gavin R. BECKETT Leslie BENSON Alison CLOSS Andrew S. COTTEY Kyril DREZOV Robert ELSIE Richard EVENS Tom GALLAGHER Nikolaos M. GLINIAS Bulent GOKAY Celia HAWKESWORTH Amaury HOSTE Martyn HOUSDEN Barbara JANCAR-WEBSTER Robert (Bob) JIGGINS David A. NORRIS Sava PEIC Oliver P. RAMSBOTHAM e Tom WOODHOUSE James D.D. SMITH Paul STUBBS Michael J. WELTON Antonia T. YOUNG”,”Conflict in the Former Yugoslavia. An Encyclopedia.”,”Lista e notizie sui contributori: ALLOCK, Ian R. BARNES, Will BARTLETT, Milford BATEMAN, Gavin R. BECKETT, Leslie BENSON, Alison CLOSS, Andrew S. COTTEY, Kyril DREZOV, Robert ELSIE, Richard EVENS, Tom GALLAGHER, Nikolaos M. GLINIAS, Bulent GOKAY, Celia HAWKESWORTH, John J. HORTON, Amaury HOSTE, Martyn HOUSDEN, Barbara JANCAR-WEBSTER, Robert (Bob) JIGGINS, MILIVOJEVIC, David A. NORRIS, Sava PEIC, Oliver P. RAMSBOTHAM e Tom WOODHOUSE, James D.D. SMITH, Paul STUBBS, Michael J. WELTON, Antonia T. YOUNG.”,”EURC-037″
“ALLEG Henri”,”La tortura. Con uno scritto di Jean-Paul Sartre.”,”E’ il resoconto delle torture subite da un giornalista francese in Algeria ad opera dei suoi connazionali. Henri ALLEG è stato direttore di ‘Alger répubblicain’, quotidiano algerino d’ opposizione, dal 1950 al settembre 1955, cioè fino al giorno in cui venne proibito. ALLEG condusse una vita clandestina dal novembre 1956 al giugno 1957 quando venne arrestato dai paracadutisti francesi e tenuto prigioniero per un mese a El-Biar, quartiere alla periferia di Algeri. Questo libro è il racconto di tale prigionia. Solo una campagna di stampa permise che si aprisse un’ inchiesta sulle denunce di ALLEG riguardo alle torture subite.”,”FRAV-085″
“ALLEG Henri”,”La tortura. Con uno scritto di Jean-Paul Sartre.”,”E’ il resoconto delle torture subite da un giornalista francese in Algeria ad opera dei suoi connazionali. Henri ALLEG è stato direttore di ‘Alger répubblicain’, quotidiano algerino d’ opposizione, dal 1950 al settembre 1955, cioè fino al giorno in cui venne proibito. ALLEG condusse una vita clandestina dal novembre 1956 al giugno 1957 quando venne arrestato dai paracadutisti francesi e tenuto prigioniero per un mese a El-Biar, quartiere alla periferia di Algeri. Questo libro è il racconto di tale prigionia. Solo una campagna di stampa permise che si aprisse un’ inchiesta sulle denunce di ALLEG riguardo alle torture subite.”,”FRQM-001-FV”
“ALLEGATO Luigi”,”Socialismo e comunismo in Puglia.”,”””In questa riunione venne deciso che una rappresentanza dell’ associazione partecipasse ai lavori del II Congresso del Krestintern (Internazionale Contadina), che doveva tenersi a Mosca ai primi di aprile. A componenti di esso vennero chiamati: il compagno Ruggiero Grieco, Guido Miglioli, organizzatore di contadini cattolici espulso dal Partito popolare italiano per il suo antifascismo quando il PPI, sotto la direzione di De-Gasperi, decise di partecipare al primo governo Mussolini, l’ avvocato Massarenti di Milano, socialdemocratico (da non confondersi con il Massarenti di Molinella), un compagno contadino del Bolognese ed io””. (pag 138)”,”MITC-049″
“ALLEGRA Chiara, a cura”,”La penna contro la spada. La battaglia per i diritti dal Settecento a oggi.”,”””Ogni migrazione provoca conflitti, indipendentemente dalle cause che l’hanno determinata, dagli scopi che si prefigge, dal fatto che sia spontanea o coatta, dalle dimensioni che assume. L’egoismo del gruppo e la xenofobia sono costanti antropologiche che precedono ogni motivazione. il fatto che siano universalmente diffuse dimostra inequivocabilmente che sono più antiche di ogni forma di società conosciuta. Per porre loro un argine, per evitare continui spargimenti di sangue, per rendere possibile un minimo di scambi e di relazioni fra diversi clan, tribù, etnie, le società più antiche hanno inventato i tabù e i rituali dell’ospitalità. Queste misure tuttavia non annullano lo status dello straniero. Anzi, lo circoscrivono entro rigidi limiti. L’ospite è sacro, ma non può rimanere. (…) Le migrazioni odierne si distinguono dai primi movimenti migratori in più di un aspetto. Innanzitutto negli ultimi duecento anni è enormemente aumentata la mobilità. Il solo commerci europeo d’oltreoceano ha creato nei trasporti condizioni tali da rendere possibili migrazioni a grandi distanze di milioni di individui. L’ampliamento del mercato mondiale richiede la mobilitazione globale e la impone, ove necessario, con la forza, come dimostra l’apertura del Giappone e della Cina nel diciannovesimo secolo. Il capitale abbatte ogni confine nazionale. Può utilizzare tatticamente tutti i motivi patriottici e razzisti, ma strategicamente li ignora, perché l’interesse dello sfruttamento non conosce riguardi particolari. Tendenzialmente la libera circolazione del capitale porta con sé quella della forza lavoro. Con la globalizzazione del mercato mondiale, che è stata compiutamente realizzata solo nel passato più recente, anche i movimenti migratori acquisteranno perciò una nuova qualità. Al posto delle guerre coloniali, delle guerre di conquista e delle proscrizioni organizzate dagli Stati compariranno, presumibilmente migrazioni molecolari di massa. Mentre il denaro elettronico segue solo la sua logica particolare e supera facilmente ogni ostacolo, gli uomini si muovono come dominati da una incomprensibile costrizione. Le loro partenze sono simili a movimenti di fuga che sarebbe cinico chiamare volontari”” [Hans Magnus Enzensberger, ‘La grande migrazione’, a cura di P. Sorge, 1992] (pag 188-189)”,”TEOS-313″
“ALLEMANE Jean”,”Memoires d’un communard.”,”Alle origini del partito socialista in Francia vi erano tre uomini i cui movimenti si fusero nel 1905: JAURES, GUESDE e ALLEMANE. Il terzo meno conosciuto è stato colui che alla testa del Parti ouvrier socialiste revolutionnaire è sempre stato il campione del socialismo ‘anonimo’, eterno ribelle, erigeva il rifiuto degli onori a regola di condotta. Queste memorie non sono state più ristampate dopo la prima edizione del 1906. Scritte trent’anni dopo la Comune per le nuove generazioni, non sono soltanti ricordi di un deputato socialista. Operaio tipografo, ALLEMANE ha conosciuto la prigione all’età di 19 anni, nel 1862, per uno sciopero. Membro della Guardia nazionale, P del Comitato di legione del V arrondissement durante la Comune, fece issare la bandiera rossa sul Pantheon. Parteciò ai combattimenti. Fu condannato ai lavori forzati a vita.”,”MFRC-056″
“ALLEN William Sheridan”,”Come si diventa nazisti. Storia di una piccola città 1930-1935.”,”ALLEN William Sheridan è nato nell’ Illinois. Ha studiato nell’ Università del Minnesota e ha perfezionato gli studi alla Libera Università di Berlino e all’Università di Gottinga. Ha quindi insegnato all’ Università del Missouri.”,”GERN-082″
“ALLEN Frederick L.”,”Il grande passo.”,”ANTE1-42″,”USAE-065″
“ALLEN Robert C.”,”Farm to Factory. A Reinterpretation of the Soviet Industrial Revolution.”,”Robert C. Allen is Professor of Economic History at Oxford University and a Fellow of the royal Society of Canada. He is the author of Enclosure and the Yeoman. List of Figures, List of Tables, Acknowledgments, Appendix: A. Soviet National Income, B. The Simulation Model of the Soviet Economy, C. Data Sources, D. The Demographic Databases and Simulation Model, Notes, Bibliography, Index,”,”RUSU-118-FL”
“ALLENDE-S.”,”Salvador Allende y America Latina. 12 discursos y 2 conferencias de prensa.”,”Introduccion Hugo Miranda, Director de Casa de Chile, 2005″,”AMLx-013-FV”
“ALLEVA Annelisa a cura, Poeti Michail AJZENBERG Oleg DOZMOROV Sergej GANDLEVSKIJ Svetlana KEKOVA Timur KIBIROV Aleksandr KUSNER Lev LOSEV Irina MASINSKAJA Vera PAVLOVA Evgenjj REJN Boris RYZIJ Elena SCHWARZ Ol’ga SEDAKOVA Sergej STRATANOVSKIJ Elena TINOVSKAJA Elena USAKOVA”,”Poeti russi oggi.”,”Annelisa Alleva. Si è laureata in lingua e letteratura russa a Roma nel 1980. Ha vissuto a Leningrado nell’anno accademico 1981-1982 con una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri. Ha tenuto numerose letture di poesia in Italia e all’estero. Dal 2004 tiene un corso di master in Traduzione letteraria dal russo presso l’Università di Roma La Sapienza.”,”RUSx-223-FL”
“ALLIEVI Stefano”,”Le parole della Lega. Il movimento politico che vuole un’ altra Italia.”,”L’ A ringrazia il prof. Felice DASSETTO (Univ Lovanio) ALLIEVI Stefano (Milano, 1958) giornalista è attualmente ricercatore presso il Grem (Groupe d’ Etude des Migrations et des Relations Interethniquers). Ha lavorato a lungo nel sindacato e ha condotto ricerche per conto della CEE, Censis, Irer, Iref, e Iscos. Ha pubblicato ‘La sfida dell’ immigrazione’ (1991) e in francese il saggio ‘Presse, immigration et Guerre du Golfe’ (1992). “”Occorre francamente riconoscere che la solidarietà non ha mai avuto praticamente alcuno spazio nell’ elaborazione teorica, e conseguentemente nella pratica politica, della Lega Lombarda. Ne si avvertono cenni di cambiamento in tal senso. Ogni tanto un articolo più teorico si incarica di ribadire i fondamenti più dotti della tematica federalista. Ovvio il richiamo a “”Carlo Cattaneo precursore del liberalismo e delle autonomie”” (“”Lombardia Autonomista””, n 1, 7 genar 1987). Se ne ricorano alcune opzioni di principio (“”Il federalismo è la teorica della libertà, l’unica possibile teorica della libertà””) ma anche la concreta esperienza storica: non solo e non tanto il fatto di essere stato capo del consiglio di guerra durante le cinque giornate di Milano, quanto il suo impegno federalista in altre sedi: “”Nel 1860 lo troviamo a Napoli ove raggiunse Garibaldi suggerendogli di creare un parlamento siciliano e uno napoletano, i quali potessero poi negoziare l’ unione al regno d’ Italia su basi federali. Ma Garibaldi accolse la richiesta piemontese ed optò per l’ annessione immediata, perdendo così un’altra storica opportunità di fare qualcosa di buono nella sua vita””.”” (pag 39)”,”ITAP-111″
“ALLIEZ Eric STENGERS Isabelle”,”Energia e valore: il problema della conservazione in Engels e Marx. I.”,” “”Nel contesto che abbiamo appena descritto, la lettura di Engels, quale la lascia intravedere la parte testuale della ‘Dialettica della natura’, occupa una posizione singolare. Vi è sottolineato, e quindi si potrebbe pensare di ritrovare Helmholtz, il ruolo eminente svolto dalla ‘tradizione meccanica’. Ma d’altra parte, il riduzionismo di quest’ultimo appare come il bersaglio privilegiato della critica di Engels. Per Helmholtz, e queste tesi, notiamo, è oggi diventata la tesi dominante in fisica, la conservazione dell’energia è il correlato immediato di una concezione unificata dei fenomeni, in termini di movimento e di forze centrali, del tipo attrazione/repulsione. Le forze di tipo newtoniano invadono dunque la totalità delle scienze della natura, e danno loro una fondazione unica. Per Engels al contrario, la formulazione del concetto di energia implica che le forze, se non possono essere eliminate nei campi in cui sono effettivamente pratiche, devono essere private di tutta la loro portata esplicativa, e spietatamente bandite dai campi in cui sono assolutamente insufficienti (si vedano il capitolo “”L’elettricità”” e il paragrafo “”Forza”” nelle note raggruppate nella parte “”Fisica”” della ‘Dialettica della natura’). La nozione di energia non si distingue soltanto ma ‘si oppone’ a quella di forza (4). Engels decifra dunque nella tradizione della meccanica una lezione completamente differente da quella di Helmholtz. Vi vede la vittoria degli ingegneri e della ‘meccanica pratica’ sui teorici. A questo proposito il capitolo intitolato “”La misura del movimento. Il Lavoro”” è decisivo. Questo capitolo ha come punto di partenza una notevole analisi della “”‘querelle’ delle forze vive”” che divise i fisici del XIX secolo tra sostenitori della conservazione della quantità di moto, mv, e sostenitori di quella della forza viva, mv². Engels rifiuta il parere, generalmente accettato, di D’Alembert. Non si tratta di una vana ‘querelle’ sulle parole, ma della prima apparizione, ‘all’interno della meccanica della qualità’. Perché i seguaci, cartesiani, della quantità di moto hanno ragione se e solo se il movimento meccanico è misurato da movimento meccanico mentre la forza viva permette di misurare il movimento meccanico tramite la sua facoltà di trasformarsi in un’altra forma di movimento: essa permette di integrare in modo particolare i cambiamenti meccanici nei quali l’energia cinetica si trasforma in energia potenziale, nei quali cioè il corpo “”vince una resistenza””. Ciò significa che mv² è ammissibile, e solo ammissibile, quando il problema non è di semplice trasmissione di una quantità in quanto omogenea; quando il problema è di sapere quale ‘lavoro’ può fornire tale corpo a tale velocità, oppure quale velocità un lavoro effettuato su di esso gli conferirà. “”Il lavoro è quindi cambiamento di forma del movimento, considerato sotto il suo aspetto quantitativo”” (DN, (Dialettica della natura) p. 112)”” (pag 4-5) [Eric Alliez Isabelle Stengers, ‘Energia e valore: il problema della conservazione in Engels e Marx. I’] [(in) ‘Dimensioni’, Livorno, 39.1986] [(4) Si vedrà come nelle sue prime lettere Engels riprende senza criticarla l’espressione “”correlation of forces””. Vi si trova qui l’indice di un cambiamento di opinione? Si può pensare che non vi sia niente. Infatti soltanto verso il 1880 la distinzione lessicale tra energia e forza sarà stabilita fermamente. Tutti gli “”scopritori”” della conservazione dell’energia parlano infatti di “”forza”” (l’articolo del 1847 di Helmholtz tratta della “”Erhaltung der Kraft””). Ancora nel 1872 si producono vive controversie in Inghilterra che manifestano una effettiva confusione delle due nozioni. Infatti il termine “”forza”” era stato tradizionalmente utilizzato tanto nel suo senso ormai proprio per designare nozioni che noi raggruppiamo oggi sotto la nozione di energia (‘vis viva’, ‘vis mortua’, ‘Arbeitskraft’, ‘Spankraft’). Era, ed è ancora, corrente dire che un mobile sormonta un ostacolo grazie alla sua “”forza””, e soltanto in seguito ai malintesi suscitati dall’idea di indistruttibilità delle “”forze”” ebbe luogo una messa in ordine lessicale (approssimativa). Vedi a questo proposito Y. Elkana, ‘The Discovery of the Conservation of Energy’, Hutchinson Educational, London, 1974; tr. it. di L. Sosio, Feltrinelli, Milano, 1977′. Nel seguito del testo bisognerà comprendere “”forza”” nel senso moderno del termine, salvo, evidentemente che nel corpo delle citazioni]”,”MAES-156″
“ALLIGIER Charles”,”Socialisme, Bolchevisme et France.”,”L’autore, sponda socialista, espone i punti di disaccordo completo con i comunisti: La democrazia La difesa e l’indipendenza nazionale Il carattere socialista delle realizzazioni russe La politica estera La tesi di Lenin è che non c’è “”difesa nazionale”” che tenga, difesa della patria, in regime capitalista, i proletari non hanno patria, la tesi di Bucharin condivide questa tesi ma afferma che in l’Urss non è un paese capitalista. E’ un paese socialista, il solo al mondo. Di conseguenza è la patria di tutti i proletari del mondo e quindi sul piano della difesa nazionale, devono difendere l’Urss. Ma se scoppia un conflitto in cui l’Urss non è implicata i comunisti dei diversi paesi in guerra devono assolutamente disinteressarsi di questa guerra. (pag 27-28)”,”FRAP-124″
“ALLIO Renata”,”L’ organizzazione internazionale del lavoro e il sindacalismo fascista.”,”Renata ALLIO, laureatasi presso la facoltà di economia e commercio di Torino nel 1969 con una tesi di storia economica su Oddino MORGARI e il socialismo piemontese nell’ età giolittiana, è attualmente assistente presso l’ Istituto di storia economica dell’ Università di Torino. Ha collaborato a numerose riviste scientifiche.”,”ITAF-091″
“ALLIO Renata”,”Gli economisti e la guerra.”,”ALLIO Renata Renata Allio è professore ordinario di Storia economica nell’Università di Torino. A Torino presiede il Centro di Studi di Storia dell’Università ed è stata presidente dell’Accademia di Agricoltura. Ha pubblicato: ‘L’Organizzazione Internazionale del Lavoro e il sindacalismo fascista (Il Mulino), e ‘Le contraddizioni economiche di Proudhon nella critica di Marx’. “”Com’è ampiamente noto, Hobson diede, a inizio Novecento, una definizione e una interpretazione dell’imperialismo bellicoso da cui partirono sia la letteratura leninista, sia quella dei liberisti critici. Hobson notò che la previsione di Comte non si era avverata: banchieri e industriali, sessant’anni dopo la pubblicazione del ‘Cours de philosophie positive’, continuavano a volere la guerra. Proprio a loro, “”a una piccola congrega di finanzieri internazionali, che operava per mezzo di una stampa comprata”” e che voleva realizzare guadagni eccezionali e garantirsi manodopera a buon mercato, Hobson imputò lo scoppio della guerra anglo-boera (1900, p. 229). (…) All’inizio del Novecento, nel pieno della guerra anglo-boera, questo liberista eterodosso, per non dire eretico, attaccò dunque la politica coloniale inglese, accusandola di essere dannosa per i contribuenti e per l’economia in generale, anche se risultava assai utile ad alcuni settori produttivi, che riuscivano a imporre i loro interessi ai gruppi di potere e usavano le risorse nazionali per il loro profitto privato. E questi interventi, camuffati da nobili intenti civilizzatori, non venivano portati avanti dalla sola Gran Bretagna. Ammoniva, infatti, Hobson: “”L’entusiasmo avventuroso del presidente Theodore Roosevelt e il suo “”partito del destino”” e della “”missione civilizzatrice”” non ci devono ingannare. Furono i Rockefeller, i Pierpont Morgan e i loro associati che ebbero bisogno dell’imperialismo e che lo imposero saldamente sulle spalle di questa grande repubblica occidentale (Hobson [1902] 1974, p. 69) (2). Il nuovo imperialismo, per Hobson, era legato al processo di trasformazione strutturale in atto nella produzione capitalistica, che portava alla creazione di grandi monopoli. Altra caratteristica del neoimperialismo era la concorrenza che interveniva fra imperi rivali, mentre la storia imperiale del passato vedeva la presenza di un solo grande impero dominante. Dal punto di vista politico, invece, il neoimperialismo, come l’imperialismo del passato, realizzava un’estensione territoriale dell’autocrazia (Hobson [1902] 1974, p. 27]. L’imperialismo generava guerre e alimentava il militarismo, che a sua volta potenziava enormemente la spesa per armamenti a scapito degli interventi in campo sociale: istruzione pubblica, pensioni di vecchiaia, interventi per il miglioramento del suolo e delle abitazioni civili. Per contro, non è vero che dotarsi di un forte apparato bellico serva a preservare la pace: ‘si vis pace para bellum’ presuppone che esista un vero e costante antagonismo di interessi fra gli stati. Il che non è. (….)”” [Renata Allio, Gli economisti e la guerra, Soveria Mannelli, 2014] (ancora da inserire in newsletter ISC) “”(…) I marxisti, invece, si concentrarono sull’analisi dell’imperialismo e del colonialismo e sulle loro ragioni piuttosto che sulle conseguenze belliche. Furono Hilferding e Rosa Luxemburg a cogliere prima di altri il cambiamento, sul quale intervennero poi Kautsky, Bucharin e Lenin. Pur non riuscendo a dare una compiuta sistemazione metodologica alle sue ricerche, Hilferding fornì a Lenin e a Bucharin le basi per la costruzione della teoria dell’imperialismo, attraverso la definizione del capitale finanziario. Dopo aver esaminato il sistema produttivo, distributivo e creditizio di fine Ottocento, Hilferding sintetizzò le caratteristiche della nuova forma di capitalismo emersa prepotentemente in quegli anni. Essa presentava, a suo avviso, due caratteristiche principali: sostituiva il sistema tendenzialmente di libero scambio e di concorrenza, che era stato in vigore fino ad allora, con un nuovo sistema monopolistico sia nella produzione, sia nel commercio, e, contemporaneamente, vedeva la trasformazione delle banche da istituti di credito commerciale a istituti finanziari, che intervenivano direttamente nei settori industriali che finanziavano. Questa nuova situazione, sviluppandosi, portava nell’immediato al “”completo dominio dell’oligarchia capitalistica sul potere politico ed economico””, e produceva “”la più compiuta realizzazione della dittatura dei magnati del capitale””. In futuro però avrebbe portato al conflitto fra stati e alla caduta del capitalismo stesso. Infatti “”la dittatura dei capitalisti che dominano uno Stato entra in contrasto sempre più aspro con gli interessi capitalistici degli altri Stati, e ciò mentre all’interno, la signoria del capitale si fa sempre più incompatibile con gli interessi delle masse popolari sfruttate dal capitale finanziario, ma perciò anche sollecitate alla lotta. Nello scontro violento degli inconciliabili interessi, la dittatura dei magnati del capitale si rovescia, infine, nella dittatura del proletariato (Hilferding, 1961, p. 491)”” [Renata Allio, Gli economisti e la guerra, Soveria Mannelli, 2014] (testo inserito in sito) “”La prospettiva individuata da Rosa Luxemburg è diversa. Il neoimperialismo del tardo Ottocento è dovuto a suo avviso, alla necessità del capitalismo di trovare sbocchi esterni per evitare la caduta del saggio di profitto. Affinché il sistema economico possa continuare a funzionare, occorre che ci sia un compratore esterno, un mondo non capitalista, accanto a quello capitalista. Di questa esigenza aveva già parlato Sismondi nei ‘Nouveaux principes d’économie politique’, dove aveva sostenuto che “”con la concentrazione delle fortune (…) il mercato interno si va continuamente restringendo, e sempre più l’industria è ridotta alla scoperta di nuovi mercati esteri”” (Sismondi [1819] 1827, p. 361) (3). E l’imperialismo è appunto la volontà di uno Stato di assicurarsi, con la forza o con l’intimidazione, degli sbocchi privilegiati per le sue merci, per i suoi capitali, per la sua emigrazione, attraverso la colonizzazione di aree di economia non capitalistica. Queste guerre di colonizzazione sono ineluttabili e risultano dalle contraddizioni stesse del capitalismo che ingenera crisi di sovrapproduzione. Rosa Luxemburg, che ha focalizzato la sua attenzione sui problemi del sottoconsumo, insiste sulla necessità che l’economia capitalistica ha di conquistare territori estranei al modo di produzione capitalistico per smaltire i prodotti invendibili sul mercato interno, dove i consumatori potenziali, i proletari, i cui salari sono mantenuti a livelli di sussistenza in seguito alla sottrazione del plusvalore da parte dei capitalisti, non hanno potere d’acquisto sufficiente per assorbire tutta la produzione nazionale. Poiché le economie interne non capitalistiche, rappresentate dai contadini e dagli artigiani, non sono a loro volta in grado di assorbire tutta la produzione eccedente, gli stati capitalistici entrano in guerra per il possesso di colonie su cui esercitare la propria influenza, consentendo a imprenditori e capitalisti di vendere merci e investire risparmi esuberanti all’interno. L’imperialismo è dunque un modo specifico di accumulazione e costituisce l’ultima fase di sviluppo del capitalismo, quella che lo porterà al crollo. Infatti, se il capitalismo ha necessità di attivare l’interscambio con economie precapitalistiche, proprio attraverso questo interscambio le distrugge come tali, modernizzandole e sostituendosi ad esse. In questo modo, col tempo, anche nelle colonie i lavoratori saranno proletarizzati e si giungerà al punto in cui non esisteranno più economie diverse dal capitalismo, che si precluderà così ogni ulteriore possibilità di espansione. In quest’ultima fase, il disordine economico e politico e la lotta di classe porteranno alla rivoluzione proletaria e al socialismo. Al militarismo, Rosa Luxemburg dedica l’ultimo capitolo dell”Accumulazione del capitale’ (1913), definendolo “”un mezzo di prim’ordine”” per realizzare plusvalore, connaturato al capitalismo, essendo presente in ogni fase storica del processo di accumulazione, fin dai suoi albori, quando il capitalismo europeo avviò la conquista coloniale del nuovo mondo, distruggendo le comunità sociali locali, imponendo loro il modo occidentale di produrre e commercializzare i prodotti. Da allora in poi la spesa bellica è sempre stata un mezzo efficace per realizzare plusvalore poiché viene pagata per lo più con imposte indirette e dazi protettivi, che innalzano i prezzi e gravano sulla classe lavoratrice. Viene così trasferita allo Stato una parte del potere di acquisto dei lavoratori, che altrimenti sarebbe stata destinata all’acquisto di beni di sussistenza. Con essa, lo stato alimenta la domanda di strumenti bellici”” (pag 96-97-98) [Renata Allio, Gli economisti e la guerra, Soveria Mannelli, 2014] [(3) Secondo Lionel Robbins (1944, p. 22), non è però questa l’osservazione che sta alla base del pensiero della Luxemburg, la quale si sarebbe invece rifatta a Rodbertus, che, nel 1858, trattando di sovrapproduzione e crisi, aveva evidenziato la necessità dell’imperialismo come risposta ai problemi del sottoconsumo] Tit sito: L'””errore fondamentale”” (Lenin) della Luxemburg sulla riproduzione capitalistica (fonte ‘Rosa Luxemburg vive’, saggio di Nettl, LUXD-014, nota 24: ‘Leninskii Sbornik’, vol XXI, p. 346 (Lenin cit da MIA (internet) : Da Note di un Pubblicista “”Vladimir Lenin (1922) Scritto a fine febbraio del 1922. Pubblicato per la prima volta sulla Pravda n° 87 del 16 aprile 1924. Trascritto da mishu, Dicembre 1999 “”Paul Levi vuole aggraziarsi la borghesia – e, conseguentemente, i suoi agenti, la II Internazionale e l’Internazionale due e mezzo – ripubblicando precisamente quegli scritti di Rosa Luxemburg in cui lei era in torto. Noi risponderemo a ciò citando due righe di un buon vecchio scrittore di favole russo: “”le aquile possono saltuariamente volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai salire alle altitudini delle aquile””. Rosa Luxemburg sbagliò sulla questione dell’indipendenza della Polonia; sbagliò nel 1903 nella sua valutazione del menscevismo; sbagliò nella sua teoria dell’accumulazione del capitale; sbagliò nel luglio 1914, quando, con Plekhanov, Vendervelde, Kautsky ed altri, sostenne la causa dell’unità tra bolscevichi e menscevichi; sbagliò; in ciò che scrisse dal carcere nel 1918 (corresse poi la maggior parte di questi errori tra la fine del 1918 e l’inizio del 1919, dopo esser stata rilasciata). Ma a dispetto dei suoi errori lei era – e per noi resta – un’aquila. E i comunisti di tutto il mondo si nutriranno non solo del suo ricordo, ma della sua biografia e di tutti i suoi scritti (nelle pubblicazioni disordinatamente aggiornate dai comunisti tedeschi, solo parzialmente scusabili dalle tremendi perdite subite durante la loro dura battaglia) serviranno da utili manuali nella formazione delle future generazioni di comunisti di tutto il mondo. “”Dal 4 agosto 1914 la socialdemocrazia tedesca è stata un fetido cadavere”” – questa dichiarazione renderà il nome di Rosa Luxemburg famoso nella storia del movimento proletario internazionale. E, certamente, risalterà nel movimento proletario, fra i mucchi di letame e le galline come Paul Levi, Scheidemann, Kautsky e tutta la confraternita di coloro che schiamazzeranno sugli errori commessi dai più grandi comunisti. A ognuno il suo.”” Lenin. “”Anche per Lenin l’imperialismo è l’ultima fase del capitalismo, ma le ragioni che lo determinano sono diverse da quelle individuate da Rosa Luxemburg. Nell’ ‘Imperialismo fase suprema del capitalismo’ Lenin prese in considerazione le caratteristiche economiche fondamentali dell’imperialismo, rifacendosi a Hilferding e a Hobson e criticando contemporaneamente la visione di Kautsky. Alle due principali caratteristiche del capitalismo finanziario individuate da Hilferding, Lenin ne aggiunge una terza: la forte concentrazione della produzione e del capitale che porta alla costituzione dei monopoli. Se Hobson, attraverso la descrizione del movimento imperialista della fine del XIX secolo, aveva mostrato come alcune minoranze cercassero con le conquiste coloniali di realizzare dei sovrapprofitti a spese dell’interesse generale, Lenin, che pure considera “”fondamentale”” il volume di Hobson, ritiene però che l’imperialismo non sia imputabile a delle minoranze, ma esprima bene le esigenze del capitalismo giunto all’ultima tappa della sua evoluzione, la fase monopolistica. La libera concorrenza determina la concentrazione della produzione e questa, “”a un certo grado di sviluppo””, conduce al monopolio. I grandi monopoli possono trarre vantaggio dalle colonie, che consentono loro di estendere il controllo sulle risorse e sui mercati dei territori conquistati. Kautsky aveva scritto, tra il tardo Ottocento e la prima guerra mondiale, diversi articoli e saggi sull’imperialismo e sulla guerra, riproponendo o rettificando, sotto la spinta degli eventi, la sua teoria che contrapponeva il blocco formato dalle classi reazionarie e dal capitale finanziario, favorevoli all’imperialismo; al capitale industriale interessato, invece, al libero scambio. Se però nel 1907, nell’opuscolo intitolato ‘Socialismo e politica coloniale’, sosteneva che le colonie del tardo Ottocento fossero “”scappatoie”” del capitalismo per contrastare le crisi di sovrapproduzione, e che la corsa agli armamenti servisse per “”sprecare le risorse eccedenti”” (Kautsky [1907] 1977, pp. 98-157), nel corso della prima guerra mondiale intravide un’altra possibilità, quella che gli imperialismi di tutto il mondo, invece di farsi la guerra tra di loro, si unissero dando vita all’ ultra-imperialismo o super-imperialismo, una santa alleanza degli imperialisti, che avrebbe messo fine alla corsa agli armamenti e alla politica coloniale, determinando l’eliminazione della guerra in regime capitalista, e contemporaneamente avrebbe realizzato lo “”sfruttamento collettivo del mondo ad opera del capitale finanziario internazionalmente coalizzato”” (Lenin [1916]), 1974, p. 133). Il socialismo doveva pertanto combattere questo sfruttamento piuttosto che l’imperialismo. L’idea di Kautsky venne rigettata sia da Bucharin (1918), che la considerò irrealistica, sia da Lenin, che la definì una “”stupida favola””, erronea e non marxista, immaginata da un piccolo borghese desideroso di sfuggire alla realtà e consolare le masse sfruttate con la speranza che fosse possibile realizzare la pace permanente in regime capitalistico. L’imperialismo è ineludibile per il capitalismo, ma per Lenin, come per Bucharin, ne costituisce una fase, l’ultima. Karl Kautsky pensava invece che l’imperialismo fosse una politica del capitalismo, anzi la politica “”preferita”” dal capitale finanziario. Se poi con il termine imperialismo si intendevano i cartelli, i dazi protettivi, il dominio dei finanzieri e la politica coloniale la necessità dell’imperialismo per il capitalismo si riduceva per Kautsky a una “”piatta tautologia”” (Kautsky [1914] 1980, p. 9) (4)”” [Renata Allio, Gli economisti e la guerra, Soveria Mannelli, 2014] [(4) L’articolo dal titolo ‘L’imperialismo’, venne pubblicato per la prima volta in “”Die Neue Zeit””, XXXII, 1913-1914, pp. 908-922. Come si dirà più oltre, secondo Hannah Arendt, l’imperialismo di fine Ottocento non è l’ultimo stadio del capitalismo, ma il primo stadio nel ruolo politico della borghesia’ (nota dell’autrice)] (pag 99-100)”,”TEOC-657″
“ALLIO Renata”,”Appunti di storia economica dell’Italia unita.”,”Capitolo XV: La crisi del 1929 negli Stati Uniti e in Europa Capitolo XVI: La crisi in Italia”,”ITAE-040-FP”
“ALLIO Renata ASSANTE Franca BALLETTA Francesco BARBIERI Gino BAUDI-DI-VESME Carlo BENEDETTO Maria Ada BERTI Marcello BOGGE Alfonso BRAVO Gian Mario BULFERRETTI Luigi CAMILLA Piero CARACCIOLO Francesco CASSANDRO Michele CASTRONOVO Valerio COVA Alberto DE-ROSA Luigi FALCHERO Anna Maria FANFANI Tommaso FAROLFI Bernardino FRANGIONI Luciana GASCA-QUEIRAZZA Giuliano”,”Studi in memoria di Mario Abrate. Volume I.”,”Contiene tra gli altri il saggio di Gian Mario Bravo: – ‘Weitling e le polemiche con Marx in America (1850-1855)’, (pag 157-216) “”La polemica weitlinghiana si acuì dopo l’arrivo negli Stati Uniti di Weydemeyer, allorché fu chiaro che i ‘Marxianer’ avevano nel Nuovo Continente un rappresentante capace e convinto, in grado di svolgere un’attività intensa. Weydemeyer sbarcò a New York colla sua famiglia il 7 novembre 1851 e si fece subito un’idea chiara della situazione locale dei lavoratori tedeschi, rapportandola ai problemi generali del movimento operaio (107), utilizzando all’uopo i consigli di e le notizie inviategli dall’Inghilterra da Marx e da Engels, con i quali intrattenne un fitto carteggio. I risultati non si fecero attendere. Egli inoltre fu subito messo in guardia da Marx nei rispetti di Weitling, col rilievo che sarebbe stato utile presentari a viso scoperto allo scontro, e non occultamente: «Se non sei già legato da un abbonamento», gli scriveva Marx il 19 dicembre, «non comprare la “”Repubblica dei lavoratori”” del miserabile Weitling. Per 200 vagabondi che forse conquisteresti, perdi il grosso pubblico di lettori. Farsi avanti solo sotto il vecchio nome. ‘Règle générale’» (108). … finire (pag 189-190)”,”STOx-054-FMB”
“ALLOISIO Mirella AJÓ Marta”,”La donna nel socialismo italiano tra cronaca e storia (1892-1978).”,”Mirella ALLOISIO è redattrice della rivista ‘Noi donne’. Ha al suo attivo altri libri. Marta AJÓ è membro del CC del PSI. E’ stata dirigente della Sezione Femminile Nazionale del Psi dal 1971 al 1975. “”Angelica Balabanoff, una profuga russa iscritta al partito fin dal 1902 e fondatrice, nel 1906, del giornale “”Su, compagne!””, uno dei primi tentativi di stampa socialista femminile, partecipa in rappresentanza del partito a diverse assise internazionali per la pace, in particolare è a Zimmerwald nel settembre del 1915 dove, a conclusione di un convegno internazionale, si vota un violento documento contro la guerra. E’ ancora lei che rappresenta il partito nei consessi internazionali femminili: al convegno delle donne socialiste promosso a Berna da Clara Zetkin, contribuisce a formulare un documento in cui si delinea un’azione comune con le femministe pacifiste (…)”” (pag”,”DONx-054″
“ALLOTTI Pierluigi”,”Giornalisti di regime. La stampa italiana tra fascismo e antifascismo (1922-1948).”,”Pierluigi Allotti, giornalista professionista, lavora per l’agenzia di stampa TM News. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso la Sapienza di Roma e svolge attività didattica alla John Cabot University. Nel 2011 è stato visiting scholar presso il Department of Communication della University of California San Diego. Contiene: – Trasformismo. Dall’antifascismo al fascismo (pag 40-) – Dal fascismo all’antifascismo (pag 156-) – Vinciguerra contro Einaudi (pag 181-) ‘Cambio di casacca. Dall’antifascismo al fascismo’ “”Come si è accennato, diversi intellettuali e giornalisti antifascisti, firmatari del manifesto crociano – pubblicato sul “”Mondo”” di Giovanni Amendola il 1° maggio 1925, in risposta al manifesto degli intellettuali fascisti promosso da Giovanni Gentile -, aderirono successivamente al regime in modo più o meno plateale. Significativo è il caso di Corrado Alvaro, che ottenne l’iscrizione all’albo professionale sul finire degli anni venti, divenendo poi una firma di spicco della “”Stampa””. L’autore di ‘Gente in Aspromonte’, vincitore nel 1931 di un cospicuo premio letterario messo in palio dal quotidiano torinese, intitolato a Edoardo Agnelli, nel corso degli anni trenta svolse una intensa attività giornalistica e scrisse reportage su paesi come Turchia, Russia e anche sull’Italia fascista, come il libro ‘Terra nuova’, pubblicato nel 1934 dall’Istituto nazionale fascista di cultura, nel quale rappresentò la bonifica dell’Agro Pontino «come un simbolo della rigenerazione nazionale promossa dal fascismo». Anche il critico letterario Emilio Cecchi, ammesso nell’albo nonostante la sua adesione al manifesto crociano, sin dal 1927 avviò una fruttuosa collaborazione con il “”Corriere della Sera””. Per il quotidiano di via Solferino scrisse soprattutto articoli culturali, ma, al pari di Alvaro, fu autore anche di brillanti reportage su paesi stranieri. (…) Sollecitato sempre da Borelli [Aldo Borelli, direttore del ‘Corriere’ dal 1929 fino al crollo del regime, ndr], nell’estate del 1938, in piena campagna razzista, Cecchi scrisse una serie di articoli per dimostrare al pubblico italiano come il razzismo e l’antisemitismo fossero ben presenti anche nella società americana, nonostante gli Stati Uniti si proclamassero un paese democratico e liberale. Dopo un primo articolo di carattere generale, nel quale spiegava come tra gli americani fosse vivo «il desiderio di un’azione precisamente razzista, e specificamente antisemita», sintomo «d’una aumentata preoccupazione (…) nei riguardi degli ebrei» dovuta alla grave «depressione che aveva colpito il loro paese, il critico fiorentino concentrò la sua attenzione alla questione dei «negri», i quali, a suo giudizio, costituivano «il massimo problema razziale degli Stati Uniti, e tipico per ogni paese». (…) Gli articoli del «gruppo razziale-americano» di Cecchi furono pubblicati sul “”Corriere della Sera”” tra l’estate e l’autunno del 1938, il periodo in cui la politica razzista del regime raggiunse il suo apice con la promulgazione delle leggi razziali. (…) Oltre ad Alvaro e Cecchi, scrissero per la stampa del regime anche altri giornalisti e scrittori firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti, come Giulio Caprin – che firmava i suoi articoli sul “”Corriere della Sera”” con lo pseudonimo di Panfilo -, Sibilla Aleramo, Roberto De Ruggiero, Marino Moretti e Adriano Tilgher. Il voltafaccia più clamoroso fu però quello di Giovanni Ansaldo. Firma di punta del “”Lavoro”” di Genova, di cui fu caporedattore dal 1921 al 1925, egli era infatti «su posizioni liberali e moderate, ma nettamente antifasciste». Arrestato per tentato espatrio clandestino nel novembre del 1926, e condannato a cinque anni di confino da scontare a Lipari, nell’agosto del 1927, a seguito di un suo ricorso fu rimesso in libertà provvisoria e riprese così la sua attività giornalistica, prima alla “”Stampa”” e poi, dal 1929, nuovamente al “”Lavoro””, dove rimase fino all’ottobre del 1935 firmando i suoi articoli con una stella nera. Fu in questi anni che Ansaldo, influenzato anche dalla sua frequentazione con Leo Longanesi, «si avvicinò progressivamente al fascismo, assecondandone innanzitutto le velleità imperiali, fino a divenirne acceso sostenitore». In occasione della guerra d’Etiopia si arruolò e partì volontario per l’Africa (fu inviato in Cirenaica con la divisione Trento, col grado di capitano). Nell’ottobre del 1936 ottenuta la tessera del PNF, Ansaldo assunse la direzione del “”Telegrafo””, il quotidiano di Livorno di proprietà della famiglia Ciano, divenendo così uno dei più importanti giornalisti italiani. A partire dal 1940 iniziò a collaborare anche con l’EIAR, come ‘speaker’ delle rubriche “”Commento ai fatti del giorno”” e “”La radio del combattente””. (…) Un altro caso altrettanto clamoroso di trasformismo fu quello di Mario Missiroli, «il grande mago del giornalismo italiano» secondo Giuseppe Prezzolini, diventato un fervente sostenitore del fascismo dopo averlo avversato fino alla svolta del 3 gennaio 1925. Giornalista dotato di una eccezionale vigoria intellettuale, Missiroli era stato un acuto osservatore del fenomeno fascista. Nei primi anni venti aveva diretto prima “”Il Resto del Carlino””, dal 1919 al 1921, e poi “”Il Secolo”” di Milano, dal 1921 al 1923, schierato su una posizione filonittiana, di apertura ai socialisti riformisti e a favore di una collaborazione tra borghesia e proletariato. Estromesso dal quotidiano milanese da una nuova proprietà filofascista, Missiroli nel 1924 era diventato capo della redazione romana della “”Stampa””, e nel dicembre dello stesso anno la sua opposizione al fascismo era culminata in un virulento attacco a Mussolini, da lui denunciato pubblicamente per il delitto Matteotti. Subito dopo però, preso atto della nuova situazione venutasi a creare nel paese a seguito della svolta che aveva posto fine al regime liberale, il suo atteggiamento mutò, e nell’articolo ‘Monarchia e fascismo’, apparso sull”Epoca’ il 9 ottobre 1925, per la prima volta manifestò la sua adesione alla dittatura. Negli anni successivi, sebbene Mussolini non gli avesse perdonato i vecchi attacchi (e per questo gli consentiva di scrivere ma non di firmare con il suo nome), Missiroli fu ammesso nell’albo dei giornalisti e poi, ottenuta la tessera del PNF nel 1932, fu assunto dal “”Messaggero””, allora diretto da Francesco Malgeri, dopo aver collaborato con “”Il Popolo di Roma”” e “”Il Resto del Carlino””. Da fascista svolse un’intensa attività di propaganda a favore del regime, che appoggiò fino alla sua caduta, nel luglio del 1943, con articoli e saggi apologetici (…). Missiroli sostenne anche la politica antiebraica del regime e condivise le leggi razziali introdotte nel 1938. (…)”” (pag 40-44) ‘Cambio di casacca. Dall’antifascismo al fascismo’”,”EDIx-191″
“ALLOTTI Pierluigi”,”Quarto potere. Giornalismo e giornalisti nell’Italia contemporanea.”,”Pierluigi Allotti giornalista e studioso di storia contemporanea insegna Storia del giornalismo alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato pure: ‘Giornalisti di regime. La stampa italiana tra fascismo e antifascismo (1922-1948)’ (2012, ristampa)”,”EDIx-195″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume I. Tomo I. La conoscenza della Terra. I lineamenti fondamentali del nostro globo. Gli Oceani. Sguardo generale al Continente antico. L’ Europa Occidentale.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-009″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume I. Tomo II. L’ Europa Meridionale. L’ Europa Centrale. L’ Europa Settentrionale.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-010″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume II. Tomo I. L’ Unione Sovietica. L’ Asia Anteriore. L’ Asia Meridionale e l’ Asia Sudorientale.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-011″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume II. Tomo II. L’ Asia Orientale e l’ Asia Centrale. L’ Africa Settentrionale. Il Sahara e il Sudan. L’ Africa Centrale. L’ Africa Australe. L’ Africa Orientale.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-012″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume III. Tomo I. Sguardo generale al Continente Nuovo. Il Canada e l’ Alaska. Gli Stati Uniti. Il Messico, l’ America Centrale e le Antille. L’ America Meridionale tropicale.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-013″
“ALMAGIA’ Roberto”,”Il mondo attuale. Volume III. Tomo II. L’ America Meridionale temperata. L’ Australia e l’ Oceania. Le Terre Polari. Appendice.”,”ALMAGIA’ Roberto è Direttore dell’ Istituto di Geografia dell’ Università di Roma.”,”ASGx-014″
“ALMERIGHI Mario a cura”,”I banchieri di Dio. Il caso Calvi.”,”ALMERIGHI Mario, magistrato si è occupato del caso giudiziario. Ha fondato un’associazione culturale chiamata Isonomia.”,”ITAE-262″
“ALMERIGHI Mario”,”Petrolio e politica. Il padre di tutti gli scandali raccontato dal magistrato che lo scoprì.”,”ALMERIGHI Mario entra in magistratura nel 1970. Pretore in Sardegna e poi a Genova. Nel 1976 è eletto al Consiglio superiore della magistratura. Poi si è dedicato alla criminalità organizzata. Nel 1988 fonda insieme a Giovanni Falcone una nuova corrente di magistrati. Nel 1998 è eletto presidente dell’ANM ma si dimette subito dopo. Oggi è presidente di Sezione del Tribunale penale di Roma e presidente della Fondazione Pertini. Ha scritto pure ‘I banchieri di Dio’ (ER, 2002).”,”ITAP-158″
“ALMERIGHI Mario”,”Tre suicidi eccellenti. Gardini, Cagliari, Castellari.”,”ALMERIGHI Mario entra in magistratura nel 1970, pretore in Sardegna e poi a Genova. Qui fa parte del gruppo di magistrati che chiamano ‘pretori d’assalto’. Nel 1976 è eletto al Consiglio Superiore della Magistratura. Nel 1998 presidente dell’ANM.”,”ITAE-264″
“ALOISI Alfio a cura; brani antologici di George M. BECKMANN Gail Lee BERNSTEIN N. BUCHARIN Felicien CHALLAYE John CRUMP V.J. CVETOV Gustav ECKSTEIN Victor GARCIA Franceco GATTI Yoshizo HENMI Sen KATAYAMA Karl KAUTSKY Nimura KAZUO Shoji KICHINOSUKE Hyman KUBLIN Kumazo KUWATA Stephen E. MARSLAND Karl MARX Friedrich ENGELS Franz MEHRING Ludovic NAUDEAU Robert A. SCALAPINO Henry SMITH DeWITT Rodger SWEARINGEN Fusataro TAKANO Zentaro TANIGUCHI G.N. VOJTINSKIJ Georges WEULERSSE”,”L’internazionalismo in Giappone. Dagli esordi del movimento operaio alla controrivoluzione staliniana, 1897-1930. Antologia.”,”autori citati nell’antologia: George M. BECKMANN Gail Lee BERNSTEIN N. BUCHARIN F. CHALLAYE J. CRUMP V.J. CVETOV Gustav ECKSTEIN Victor GARCIA Franceco GATTI Yoshizo HENMI Sen KATAYAMA Karl KAUTSKY Nimura KAZUO Shoji KICHINOSUKE Hyman KUBLIN Kumazo KUWATA Stephen E. MARSLAND Karl MARX Friedrich ENGELS Franz MEHRING Ludovic NAUDEAU Robert A. SCALAPINO Henry SMITH DeWITT Rodger SWEARINGEN Fusataro TAKANO Zentaro TANIGUCHI G.N. VOJTINSKIJ Georges WEULERSSE”,”ELCx-181″
“ALOSCO Antonio”,”Radicali repubblicani e socialisti a Napoli e nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento 1890-1902.”,”ALOSCO (1943) collaboratore alle cattrede di storia contemporanea e storia dei partiti e movimeti politici (Facoltà di scienze politiche, Università di Napoli) ha pubblicato varie opere (vedi retrocopertina). 1944. Espulsioni dal PCI. “”Contestualmente, si procedeva alla espulsione dei dissenzienti dal partito per isolarli e per intimidire tutti gli altri che solidarizzavano con essi, pur essendo iscritti. Il dato saliente della storia interna del PCI in quel periodo è rappresentato dalle espulsioni a catena: non vi era un numero dell’ “”Unità”” su cui non apparisse un comunicato dove si facevano i nomi degli espulsi con le motivazioni, che, spesso, non corrispondevano all’ addebito effettivo a carico dei militanti, ma che avevano la finalità di ingiuriarli, con formule quali “”indegnità politica e morale””, per allentare i loro legami con la classe operaia. Le vittime più illustri di questa operazione furono Vincenzo Iorio, Libero Villone, per aver svolto attività frazionistica “”allo scopo di disgregare le fila del PCI a Napoli”” e Danilo Mannucci, che insieme ad altri, si volle umiliare adducendo, addirittura, motivi di “”corruzione ed indegnità””””. (pag 190)”,”MITS-112″
“ALOSCO Antonio”,”Alle radici del sindacalismo. La ricostruzione della CGL nell’ Italia liberata (1943-1944).”,”ALOSCO Antonio è uno studioso di storia dei partiti e movimenti politici. Ha pubblicato pure ‘Il partito d’ azione a Napoli’ con prefazione di F. DE-MARTINO e il saggio ‘La crisi del Partito d’ Azione’ (Quaderni FIAP Federazione Associazioni Partigiane) (1977). Battaglie sindacali. “”La linea del giornale corrispose sostanzialmente a quella della CGL, dovuta all’ alleanza del gruppo Russo con quello del PdA facente capo a Dino Gentili, non sempre convergenti. (…) Dal n. 7 del 16 aprile, poi, fino alla scomparsa della testata, fu pubblicata una storia del movimento sindacale internazionale, basata su di uno studio del 1924 di Giovanni Sassenbach, segretario della Federazione Sindacale Internazionale, con sede ad Amsterdam, e apparivano in “”grassetto””; affinche avessero un carattere formativo e divenissero parole d’ ordine per gli iscritti, brevi frasi dei padri del marxismo, Marx – Engels – Lenin, accanto a quelle di Rosselli, Proudhon, Pisacane; Stalin era quasi completamente ignorato.”” (pag 66-67)”,”MITT-169″
“ALOSCO Antonio”,”Alle radici del sindacalismo. La ricostruzione della CGL nell’Italia liberata (1943-1944).”,”Antonio Alosco è uno studioso di storia dei partiti e movimenti politici.”,”SIND-028-FL”
“ALQUATI Romano CACCIARI Massimo DE-CARO Gaspare DONATI Paolo FERRARI BRAVO Luciano GASPAROTTO Pierluigi GREPPI Claudio ISNENGHI Mario MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo NEGRI Toni TRONTI Mario, redattori del primo numero; ASOR-ROSA Alberto BRUNETTO Monica COATES Ken CRISTOFOLINI Paolo D’ESTE Riccardo FAINA Gianfranco GOBBINI Mauro GREPPI Claudio LANARO Silvio MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo, MONTAGNANA M. NEGRI Paolo PACI Massimo ROMAGNANI Luciano SALOMON Heinz TRIESTE Sergio TRONTI Mario, redattori del secondo numero; CHICCO Anna DI-LEO Rita DONATI Paola FAINA Gianfranco GOBBI Romolo GREPPI CLaudio GRILLO Enzo LOICH Franco MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo NEGRI Toni NERINI Guido ROMAGNONI Luciano SOFRI Adriano TRONTI Mario ZANCHI Guido, redattori del terzo numero, etc.”,”‘Classe operaia’. Ristampa. Nri 1-12, 1964, 1-5, 1965.”,”1° numero febbraio 1964, ultimo numero 4-5, ottobre 1965 ALQUATI Romano CACCIARI Massimo DE-CARO Gaspare DONATI Paolo FERRARI BRAVO Luciano GASPAROTTO Pierluigi GREPPI Claudio ISNENGHI Mario MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo NEGRI Toni TRONTI Mario, redattori del primo numero; ASOR-ROSA Alberto BRUNETTO Monica COATES Ken CRISTOFOLINI Paolo D’ESTE Riccardo FAINA Gianfranco GOBBINI Mauro GREPPI Claudio LANARO Silvio MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo, MONTAGNANA M. NEGRI Paolo PACI Massimo ROMAGNANI Luciano SALOMON Heinz TRIESTE Sergio TRONTI Mario, redattori del secondo numero; CHICCO Anna DI-LEO Rita DONATI Paola FAINA Gianfranco GOBBI Romolo GREPPI CLaudio GRILLO Enzo LOICH Franco MARIOTTI Mario MASSIRONI Manfredo NEGRI Toni NERINI Guido ROMAGNONI Luciano SOFRI Adriano TRONTI Mario ZANCHI Guido, redattori del terzo numero, etc.”,”EMEx-001-FB”
“AL-RASHEED Madawi”,”Storia dell’ Arabia Saudita.”,”AL-RASHEED Madawi è Senior Lecturer in Antropologia sociale al King’s College dell’ Università di Londra. Tra le sue pubblicazioni ‘Politics in an Arabian Oasis’ (1991) e ‘Iraqi Assyrian Christians in London’ (1998). “”Queste percentuali nascondono il fatto che la forza lavoro economicamente attiva comprendeva una consistente comunità di immigrati occidentali, arabi e asiatici, stimati negli anni ottanta a 4 milioni. Nel 1985 si stimò che gli stranieri rappresentassero oltre il 71 per cento della forza lavoro del’ Arabia Saudita. Essi dominavano i tre settori economici: edile, manifatturiero e dei servizi pubblici.”” (pag 197)”,”GOPx-004″
“ALSZEGHY Zoltan FLICK Maurizio HAMEL Edouard HUBER Eduard MARTINI Carlo ROBLEDA Olis SHIH Joseph WETTER Gustav”,”Ortodossia e revisionismo. Studio interdisciplinare su processi di legittimazione.”,”Contiene i saggi di : – Gustav A. Wetter, direttore del Centro di Studi Marxisti nella Pontificia Università Gregoriana: – Momenti della opposizione “”Ortodossi-Revisionisti”” nella storia del marxismo (pag 139-188) – Eduard Huber, professore di filosofia marxista: – Interpretazioni diverse della corrispondenza tra teoria marxista e avvenimento storico. La rivoluzione di ottobre vista da Lenin, Dahrendorf e Althusser (pag 189-214) La controversia sul revisionismo nella socialdemocrazia tedesca. “”(…) dato che negli ultimi decenni il partito stava già in pratica seguendo una tale linea, bisognava abolire la contraddizione tra prassi riformistica da una parte e ideologia e fraseologia rivoluzionaria dall’altra, adeguando la teoria alla prassi. In questo senso Bernstein aveva formulato la famosa preposizione per la quale poi non cessò di venire attaccato ferocemente dai rappresentanti dell'””ortodossia”” marxista: il movimento è tutto, il fine ultimo (‘Endziel’), niente. Contro queste idee si levò la burrasca già al congresso del partito socialdemocratico a Stoccarda nel 1898. Richiesto da Kautsky, Bernstein pubblicò nel 1899 il libro ‘Die Voraussetzungen des Sozialismus und die Aufgabe der Sozialdemokratie’ considerato la “”bibbia del revisionismo””, in cui egli sviluppò ampiamente le sue idee. Oltre questo punto centrale, in seguito Bernstein sottomise a critica anche altre teorie di Marx, la dialettica, la concezione materialistica della storia, diversi aspetti della teoria economica marxiana. Divenne famoso il grido di battaglia lanciato da Bernstein nella sua “”bibbia del revisionismo””: “”Zurück zu Kant!”” – ritorniamo a Kant. Prima di lui, la stessa idea l’avevano predicata Konrad Schmidt, Ludwig Woltmann e altri socialdemocratici tedeschi influenzati dalla scuola di Marburg. La questione divenne un altro pomo della discordia quando nel 1901 Bernstein, parlando agli studenti di Berlino, aveva allo stesso tempo affermato il ritorno a Kant – precisamente, un ritorno alla sua etica – e contestato al marxismo la qualità di “”scientifico””. Il socialismo non è una scienza, ma un sistema di postulati, un annunzio di ciò che dovrebbe essere, e come tale contiene un momento utopico. Anche se il marxismo avesse dimostrato il crollo inevitabile del capitalismo non avrebbe con ciò stesso dimostrato l’avvento necessario del socialismo. Nella controversia del revisionismo, era questo soprattutto il punto che inquietava, nell’ambito della filosofia, i socialdemocratici tedeschi.”” [Gustav A. Wetter, ‘Momenti della opposizione “”Ortodossi-Revisionisti”” nella storia del marxismo’, in AA.VV., ‘Ortodossia e revisionismo. Studio interdisciplinare su processi di legittimazione, 1974] (pag 168-169)”,”TEOC-538″
“ALTAN Ahmet”,”Ritratto dell’atto di accusa come pornografia giudiziaria.”,”Lo scrittore Ahmet Altan, autore di ‘Scrittore e assassino’ (E/O, 2016) e di ‘Quartetto ottomano’, è stato arrestato con migliaia di altre persone, dopo il fallito colpo di stato in Turchia del 15 luglio 2016. Con questo pamphlet corrosivo e limpido risponde al grottesco atto d’accusa del pubblico ministero, ridicolizzandone e demolendone gli argomenti. Un manifesto a favore della libertà d’espressione e della legalità contro l’idiozia e la violenza del potere. [‘Vostro Onore, il misero surrogato di atto d’accusa presentato contro di me, privo non solo di intelligenza ma anche di rispetto per la legge, è troppo debole per sostenere un peso immenso della sentenza di ergastolo con applicazione delle relative aggravanti richiesta dal pubblico ministero, e non merita una difesa seria. Tuttavia, leggere le bugie sul mio conto riportate nell’atto d’accusa mi ha aiutato a comprendere meglio a quale massacro della legalità siano state sottoposte le migliaia di persone imprigionate a partire dal 15 luglio. Dato che di certo non sono l’unico bersaglio di simili bugie, si può tranquillamente ipotizzare che tali falsi capi d’accusa abbiano cominciato a propagarsi come edera velenosa, strangolando il nostro sistema giudiziario. Nel leggere l’atto di accusa si comprende facilmente che edifici come questo, che noi chiamiamo “”Palazzo di giustizia””, un luogo che ospita imputati, banchi degli imputati, agenti armati della gendarmeria, giudici con tanto di toga sul loro scranno, si sono trasformati in mattatoi del diritto. (…)’ (pag 3)”,”TURx-045″
“ALTER Jonathan”,”The Promise. President Obama, Year One.”,”Jonathan Alter (Chicago) è giornalista e autore di bestseller .”,”USAS-223″
“ALTERNES Serge WAINMAN Alec”,”Live Souls. Citizens and Volunteers of Civil War Spain.”,”Foto di civili, vecchi, donne, bambini coinvolti in un modo o nell’altro nella guerra civile. Collezione di foto di Alec Wainman”,”MSPG-017-FSD”
“ALTHAUS Horst”,”Vita di Hegel. Gli anni eroici della filosofia.”,”ANTE1-25 ALTHAUS è collaboratore scientifico dell’Archivio dell’Università di Colonia.”,”HEGx-003″
“ALTHUSIUS Johannes, a cura di Heinrich JANSSEN”,”Politik (‘Politica’) Übersetz von Heinrich Janssen.”,”‘La Politica methodice digesta di Johannes Althusius, pubblicata per la prima volta nel 1603, è un’opera fondamentale nella storia del pensiero politico. Althusius, giurista e filosofo calvinista, è considerato uno dei principali teorici del federalismo e della sovranità popolare. Nell’opera, Althusius sviluppa una teoria “”consociale”” dello stato e della società, basata sull’idea di associazione (consociatio). Egli concepisce la società come una struttura graduale che parte dalla famiglia, passa attraverso le comunità locali e regionali, fino a raggiungere lo stato. Questo modello corporativista enfatizza la cooperazione e la comunione come elementi essenziali per il “”vivere bene””. Un aspetto centrale è la sua concezione della sovranità popolare, che si oppone alla visione monarchico-assolutista di Jean Bodin. Althusius attribuisce la sovranità non al monarca, ma al popolo, alla comunità e all’impero. Tuttavia, la sua idea di sovranità non include ancora i diritti individuali, che emergeranno solo successivamente con il giusnaturalismo e la teoria contrattualista. L’opera di Althusius è anche nota per il suo approccio sistematico alla politica e per l’importanza attribuita al diritto simbiotico, che regola le relazioni associative. La sua visione della politica come un fenomeno intrinsecamente comunitario e cooperativo ha influenzato lo sviluppo della teoria politica moderna.’ (f. copilot) ‘Johannes Althusius (circa 1563-1638) è stato un giurista, filosofo e teologo tedesco, noto per essere uno dei pionieri del pensiero federalista e della sovranità popolare. Nato a Diedenshausen, ha studiato diritto e teologia, sviluppando una formazione classica in utroque iure (diritto civile e canonico). Althusius ha insegnato presso l’università calvinista di Herborn e, dal 1604 fino alla sua morte, è stato sindaco di Emden, dove ha difeso la libertà civile e religiosa della città contro la nobiltà locale. La sua opera più celebre, Politica methodice digesta (1603), lo ha consacrato come uno dei principali teorici del diritto pubblico moderno. In essa, ha elaborato una visione contrattualistica e federativa dello Stato, basata sull’associazione volontaria di corpi politici minori, come famiglie e comunità. La sua concezione della sovranità popolare e la critica all’assolutismo monarchico lo hanno reso una figura influente, ma anche controversa, nel panorama politico e filosofico del suo tempo’. (f. copilot).”,”TEOP-054-FMB”
“ALTHUSSER Louis a cura di Olivier CORPET e Yann MOULIER BOUTANG”,”L’ avvenire dura a lungo. Autobiografia. 1985. Seguito da ‘I fatti’ (1976).”,”Louis ALTHUSSER, nato nel 1918, dopo gli studi liceali a Marsiglia e Lione, si diploma all’ Ecole normale superieure con Gaston BACHELARD. Alle armi nel 1940, sino alla fine della guerra è prigioniero in uno stalag tedesco. Nel 1948 inizia a insegnare all’ Ecole normale; vi risiederà, come professore, sino a quella mattina del novembre 1980 quando la tragedia coniugale (uccide la moglie) lo priverà dei diritti civili e lo trascinerà per ospedali criminali, cliniche di salute mentale, case ospitali, sino alla morte, il 22 ottobre 1990. Le sue opere gli avevano procurato una crescente notorietà non solo in Francia, ma in tutto il mondo: -Per Marx e Leggere il Capitale (1965) -Lenin e la filosofia (1968) -Umanesimo e stelinismo (1973) -Elementi di autocritica (1974) -Filosofia e filosfia spontanea degli scienziati (1974) -Sull’ideologia (1976) – Freud e Lacan (1976). Oltre alle due autobiografie (‘I fatti’ è uno schizzo autobiografico del 1976) presentate in questo volume, in FR si sta preparando la pubblicazione di varie opere inedite.”,”BIOx-013″
“ALTHUSSER Louis”,”Montesquieu la politique et l’ histoire.”,”I principi, i costumi, le leggi. “”E’ difficile dire più chiaramente che il principio (la virtù) è l’ espressione stessa dei costumi. Guardate Roma: nelle sue prove e i suoi rovesci, gli avvenimenti scuotevano tutte le forme, essa rimaneva ferma come “”un vascello tenuto da due ancore nella tempesta: la religione e i costumi”” (EL, VIII, 13). Guardate infine gli Stati moderni: “”La maggior parte degli Stati d’ Europa sono ancora governati dai costumi…”” (EL, VIII, 8), che li proteggono dal dispotismo, in parte artefice delle loro leggi. (…) Le leggi sono stabilite, i costumi sono ispirati; questi riconducono più allo spirito generale, quelle riconducono più ad una istituzione particolare: ora è anche più pericoloso rovesciare lo spirito generale che cambiare una istituzione particolare (EL, XIX, 12). (…) Così presso i primi Romani i costumi erano sufficienti per mantenere la fedeltà degli schiavi; non occorreva alcuna legge (EL, XV, 16). Più tardi, dato che non si avevano più costumi, si ebbe bisogno della legge””””. (pag 60-61)”,”TEOP-191″
“ALTHUSSER Louis, a cura di Fabio RAIMONDI”,”Marx nei suoi limiti. (1978)”,”ALTHUSSER Louis (1918-1990) si è imposto all’attenzione negli anni ’60 con i saggi raccolti in ‘Per Marx’ e ‘Leggere il Capitale’ un’interpretazione filosofica dell’ opera di Marx, e in particolare del Capitale in aperta rottura rispetto alla tradizionale lettura in chiave hegeliana. Negli anni ’70 ha scritto saggi più politici raccolti in ‘Umanesimo e stalinismo’ ‘Elementi di autocritica’. “”Marx e poi soprattutto Lenin (ma costui aveva ancora le scuse della lotta immediata da portare avanti in condizioni spaventevoli) sapevano cosa volevano fare impiegando il termine “”dittatura””: attirare l’ attenzione per mezzo di una parola provocatoria, che fosse all’ altezza della loro scoperta e del loro pensiero. Parlare di dittatura, Lenin l’ha ribadito almeno una decina di volte, significava invocare uno stato che fosse al di là di ogni legalità, che non fosse riducibile alle leggi e che, in certo qual modo, fosse più forte delle stesse leggi: e per leggi intendiamo, nel modo più naturale del mondo, il diritto civile e politico esistenti, la costituzione e, se essa è parlamentare, la costituzione parlamentare esistente in un certo paese. Il fatto è che non c’era una parola nel vocabolario esistente per designare, in tutta la sua forza, ciò che Marx e Lenin volevano dire.”” (pag 103) “”Lenin stesso identifica la dittatura del proletariato con un governo violento””. (pag 103-104)”,”TEOC-429″
“ALTHUSSER Louis”,”Marxismo e umanesimo.”,”ALTHUSSER Louis”,”TEOC-630″
“ALTHUSSER Louis, a cura di Roberto FINELLI”,”Lo Stato e i suoi apparati.”,”Nato ad Algeri nel 1918, uscritto al Partito comunista francese dal 1948, a partire dalla fine degli anni cinquanta Althusser si impose come uno dei più originali filosofi marxisti del dopoguerra, dando origine a una vera e propria scuola, la cui influenza si è estesa in tutto il mondo. Interessato alla psicanalisi e attento conoscitore del pensiero lacaniano, anche a causa di una malattia psichica che iniziò a perseguitarlo negli anni quaranta e che si aggravò irreparabilmente nel 1980. Althusser muore il 22 ottobre 1990. Tra le sue opere principali: Montesquieu, la politica e la storia, Per Marx, Leggere ‘Il Capitale’, Lenin e la filosofia, Umanesimo e stalinismo, Elementi di autocritica, Filosofia e filosofia spontanea degli scienziati, Freud e Lacan. Questo testo è il manoscritto, a lungo rimasto inedito, da cui Althusser trasse il suo celebre saggio Ideologia e apparati ideologici di Stato, un testo decisivo, che, a partire dai fatti del ’68 francese e dalle capacità di reistenza basata sul consenso allora dimostrate dalla borghesia, poneva fine alla fase ‘teoreticista’ dell’autore. Althusser espone qui la sua concezione del materialismo storico, delle condizioni della riproduzione della società capitalistica e della lotta rivoluzionaria che potrà mettervi fine.”,”TEOC-065-FL”
“ALTHUSSER Louis BALIBAR Etienne”,”Lire le Capital. I.”,”L’oggetto storia come scienza (pag 137-138) Sulla critica dell’economia classica a-storica (concetto di tempo storico) (pag 113-114) Concetto di coesistenza e totalità (pag 121-122)”,”MADS-424-B”
“ALTHUSSER Louis”,”Contraddizione e Surdeterminazione. (1962)”,”Per Marx / Louis Althusser ; nota introduttiva di Cesare Luporini, Roma : Editori Riuniti, 1974 La ragion d’essere della surdeterminazione della contraddizione marxista (pag 8)”,”TEOC-766″
“ALTHUSSER Louis”,”Quel che deve cambiare nel Partito comunista. Un pamphlet sul PCF e due saggi teorici sul marxismo e sui rapporti tra Marx e Freud.”,”Louis Althusser militante e dirigente del PCF, ha avvertito negli anni ’60 l’esigenza di distanziarsi dalla pratica politica per approfondire teoricamente alcuni temi centrali del marxismo.”,”PCFx-002-FF”
“ALTICK Richard D.”,”La democrazia fra le pagine. La lettura di massa nell’Inghilterra dell’Ottocento.”,”””Come si vedrà nei primi capitoli, nei secoli precedenti alcuni lavoratori manuali e alcuni membri della classe medio-bassa erano stati lettori; ma fino all’ottocento il gusto della carta stampata non era mai arrivato a diffondersi in entrambe quelle classi al punto di diventare un fenomeno sociale rilevante”” (introduzione, pag 15)”,”STOS-003-FC”
“ALTIERI Rocco”,”La rivoluzione nonviolenta. Biografia intellettuale di Aldo Capitini.”,”ALTIERI Rocco è docente di Teoria e prassi della nonviolenza presso il corso di laurea in scienze per la pace dell’ Università di Pisa. Il pensiero dell’ ideatore della marcia per la pace Perugia-Assisi Perugia-Assisi “”Più volte pensando al suo anno di nascita ricorda con compiacimento di essere della stessa generazione dei fratelli Rosselli e di Piero Gobetti. Ma, a differenza dei suoi coetanei antifascisti, Capitini arriva in ritardo a manifestare un attivo impegno politico. Lo trattengono, durante gli anni decisivi dell’ avvento del fascismo, la salute malferma e l’ impegno formativo, prima come autodidatta e poi, vinta nel 1924 una borsa di studio alla Normale di Pisa, nel curriculum universitario della facoltà di Lettere e filosofia. In questi anni segue comunque con interesse gli avvenimenti politici, sente forte l’ estraneità morale verso il fascismo, nutre il suo animo con la costante lettura della “”Rivoluzione liberale”” di Gobetti e della rivista protestante “”Coscientia”” diretta da Gangale e Chiminelli. Nei suoi studi cerca costantemente il legame tra cultura, vita e società. Non lo interessa la cultura quale ‘stupido e insensato adornamento e compiacimento dell’io’ che Carlo Michelstaedter denuncia come “”Rettorica””. Si propone, piuttosto, attraverso lo studio di ‘possedere’ meglio se stesso, di intendere la vita in senso più profondo, di ‘poter rendere più ricco e complesso il tu di affetto volto alle persone’, di prendere migliore coscienza degli sviluppi religiosi e politici. Intanto la sua avversione per il fascismo si fa più forte di fronte ai crimini perpetrati da Mussolini e i suoi seguaci: l’ assassinio di Matteotti, di Gobetti, di Amendola, l’ arresto, l’ esilio e l’ omicidio di tanti antifascisti (…)””. (pag 14-15)”,”ITAD-084″
“ALTIERI Giovanna GALOSSI Emanuele a cura; scritti di DOTA Francesca FERRUCCI Giuliano BIRINDELLI Lorenzo SANNA Riccardo GALOSSI Emanuele DI GIACOMO Mauro MONTANARI Elio TARTAGLIONE Clemente PROTA Francesco GRISORIO Maria Jennifer BATTAGLINI Elena RUGIERO Serena NOTARGIOVANNI Sandro D’ANGELO Emidio TRAVAGLINI Giuseppe ALTIERI Giovanna”,”Mezzogiorno: una questione nazionale.”,”La distribuzione territoriale della spesa pubblica. “”(…) Guardando alle singole regioni tre aspetti emergono chiaramente: I. Il ruolo preminente di alcune regioni a statuto speciale: la Valle d’Aosta e le due Province autonome di Trento e Bolzano sono tra le quattro regioni con la spesa più elevata e tale primato rimane inalterato anche se si suddivide il periodo analizzato in sottoperiodi per valutare eventuali mutamenti nel corso del tempo; II. Le ultime posizioni sono sempre occupate da regioni meridionali con l’unica eccezione rappresentata dal Veneto (5); III. La polarizzazione Nord/Sud è ancora più evidente se si considera la spesa del settore pubblico allargato. (…) La spesa pubblica ha, dunque, una natura fortemente antiredistributiva come si evince dall’esistenza di una relazione positiva tra il PIL pro capite e la spesa pubblica totale pro capite. La spesa pubblica si compone della spesa in conto capitale e della spesa corrente (7). Quest’ultima rappresenta poco meno del 90% del totale. La componente più discrezionale e manovrabile del bilancio pubblico è, però, la spesa in conto capitale. Seppur molto più contenuta dal punto di vista della quantità di risorse rispetto alla spesa corrente, essa è la componente più importante per finalità di sviluppo socioeconomico, come evidenziato dalle moderne teorie economiche della crescita, in quanto contribuisce a rafforzare in modo durevole il lato dell’offerta di economia (si vedano, solo per citarne alcuni, gli studi di Barro, 1990; Barro, Sala-i-Martin, 1992; Futagami et al., 1993)”” [(5) Da sottolineare è anche il caso della Regione Lazio che fatta eccezione per l’ultimo triennio, è seconda tra le regioni italiane per spesa pro capite; (7) La spesa in conto capitale comprende (…) due grandi voci: investimenti pubblici (scuole, strade, ferrovie, ospedali…) e trasferimenti in conto capitale. La spesa corrente comprende (…) i trasferimenti, gli acquisti e gli stipendi dele pubbliche amministrazioni] (pag 267-268)”,”ITAS-182″
“ALTIERI Giovanna OTERI Cristina”,”Il lavoro interinale come sistema. Bilancio di un quinquennio.”,”E’ una ricerca IRES CGIL per il Ministero del Lavoro “”Il lavoro interinale è in ogni caso uno strumento che aumenta la mobilità nel mercato del lavoro e per i giovani in ingresso, è una ‘work experience’, il cui valore professionalizzante è ovviamente dipendente dal tipo di lavoro e dal contesto in cui si è svolta la missione. (…) L’immagine di un lavoro interinale ricercato quasi soltanto allo scopo di entrare per la prima volta nel mercato del lavoro non coglie l’attuale realtà del lavoro interinale italiano; infatti, la gran parte dei potenziali lavoratori interinali, anche se giovani, non è di fatto alla prima esperienza lavorativa. (…) In ogni caso allo stato attuale in Italia, a differenza di altri paesi, manca il gruppo degli interinali ‘habitué’, ossia coloro che volontariamente scelgono o sono costretti a scegliere per ragioni molteplici di essere interinali. Non esistono cioè lavoratori interinali di professione; infatti, i lavoratori all’inizio di ogni missione ricominciano da capo. (…) Se dunque per determinati gruppi sociali la precarietà è un destino, allora le politiche di ‘welfare’ dovrebbero essere più incisive di quelle disponibili oggi”” (pag 148-152)”,”CONx-213″
“ALTIERI Giovanna a cura; saggi di TRIZIO Filomena FERRUCCI Giuliano DOTA Francesca BASILE Rossella MILITELLO Mariagrazia CAROZZA Sergio LEONARDI Salvo”,”Un mercato del lavoro atipico. Storia ed affetti della flessibilità in Italia.”,”””Per i giovani, la stabile condizione di flessibilità senza tutele che caratterizza l’ingresso nel mondo del lavoro, e che sembra destinata a caratterizzare i percorsi nel tempo, mette in discussione l’intero sistema di valori associati non solo alla professione, ma alla più ampia dimensione dell’agire sociale. Per le nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici la fine del ‘secolo del lavoro’ si traduce non solo nel “”furto del futuro””, ma anche in quello del presente. In passato, l’incertezza caratterizzava la fase della vita pre-adulta per poi terminare nella transizione dal percorso formativo all’ingresso nel mondo del lavoro, nel quale l’accesso ad un’occupazione stabile garantiva la realizzazione dei progetti di vita ed il consolidamento del sé – come adulto – nelle diverse cerchie sociali di riferimento (Simmel, 1908, tr. it. 1989). Oggi, l’instabilità dei percorsi lavorativi, che per gli adulti-giovani tende a dilatarsi nel tempo, comporta la difficoltà di fare progetti in diverse sfere dell’agire sociale, così che il desiderio di sicurezza per il futuro viene anteposto sempre più alla crescita e alla realizzazione nella professione”” [‘Dalla flessibilità necessaria alla precarietà sociale’ di Giovanna Altieri, Francesca Dota, Giuliano Ferrucci, capitolo secondo] (pag 149)”,”CONx-214″
“ALTIERI Giovanna”,”Presenti ed Escluse. Le donne nel mercato del lavoro: un universo frammentato.”,”Giovanna Altieri, economista. Coordina l’area di ricerca sul mercato del lavoro dell’Ires.”,”DONx-079″
“ALTINI Carlo”,”La storia della filosofia come filosofia politica. Carl Schmitt e Leo Strauss lettori di Thomas Hobbes.”,”ALTINI Carlo (Pisa, 1965) è tutor presso la Scuola di Alti Studi della Fondazione San Carlo di Modena. Professore a contratto di storia della filosofia politica presso la facoltà di lettere e filosofia dell’ Università di Siena, svolge attività di ricerca presso il dipartimento di filosofia dell’ università di Pisa. (per le opere pubblicate v. 4° cop.) (…) Carlo Schmitt, in occasione della nuova edizione (1963) del suo libro sul concetto di politico, intende rispondere alle obiezioni che Leo Strauss, trent’anni prima, aveva sollevato nei confronti della terza edizione di ‘Der Bregriff des “”Politischen””‘ (v.C. Schmitt, Duncker & Umblot, Munchen-Leizig 1932) (pag 43-44) Crisi e critica del liberalismo moderno. “”Agli occhi di Schmitt, così come a quelli di Strauss, il liberalismo rappresentava la compiuta espressione filosofico-politica della modernità con cui è necessario confrontarsi. Contro la negazione liberale del politico, Schmitt intende riaffermare la posizione (Position) del politico proprio perché “”il concetto di Stato presuppone il concetto di politico””. La contestazione delle aporie del sistema di pensiero liberale non viene da Schmitt collegata alla ricerca di una “”verità eterna””, ma ad una situazione spirituale e politica ‘concreta’, quella presente e attuale della neutralizzazione e della spoliticizzazione, che non è tanto il risultato, sia esso casuale o necessario, del processo moderno, quanto ‘il’ fine (Ziel) di tale processo, caratterizzato dalla volontà di produrre l’ ordine (Ordnung) politico su base razionale: la negazione liberale del politico però non è riuscita a eliminare il politico, ma solo a occultarlo, rendendo difficile la sua corretta comprensione. Risulta dunque necessario, per lo Schmitt di Strauss, tentare di sostituire il sistema di pensiero liberale con un altro sistema di pensiero – che però, tuttora, non si presenta all’ orizzonte, malgrado la crisi del liberalismo – che ‘riconosca’ il politico e che, su questa via, riporti luce sulla questione dell’ “”ordine delle cose umane””, e quindi sullo Stato.”” (pag 45)”,”TEOP-326″
“ALTISSIMO Renato PEDULLA’ Gaetano”,”L’inganno di Tangentopoli. Dialogo sull’Italia a vent’anni da Mani Pulite.”,”Si cita il libro di Valerio Riva ‘Oro da Mosca’ (pag 129)”,”ITAP-238″
“ALTIZER Thomas J.J. HAMILTON William”,”La teologia radicale e la morte di Dio.”,”‘La teologia radicale è uno sviluppo contemporaneo della teologia in seno al protestantesimo (con qualche simpatizzante e una nascente adesione tra gli ebrei, i cattolici e gli agnostici) che porta la prudente apertura delle teologie tradizionali un passo avanti verso l’ateismo.’ (pag 7)”,”RELP-001-FER”
“ALTMAN Dennis”,”Global sex.”,”Dennis Altman è professore nella School of Politics, Sociology, and Anthropology, a La Trobe University, Australia. Ha pubblicato :’AIDS in the Mind of America’ e ‘Homosexual: Oppression and Liberation’.”,”ECOI-366″
“ALTMANN Peter BRÜDIGAM Heinz MAUSBACH-BROMBERGER Barbara OPPENHEIMER Max”,”Der deutsche antifaschistische Widerstand, 1933-1945. In Bildern und Dokumenten.”,”Foto di resistenti tedeschi in Grecia (pag 241) (Ehemalige Angehörige des Bewährungsbataillons 999 in den Reihen der griechisten Widerstandsbewegung, 1944) (Ex membri del battaglione in formazione 999 nei ranghi del movimento di resistenza greco, 1944)”,”GERR-056″
“ALTRICHTER Helmut”,”Rußland 1917. Ein Land auf der Suche nach sich selbst.”,”ALTRICHTER (1945) dal 1990 insegna storia dell’ Europa dell’ Est all’ Università di Erlangen. Dal 1993 è anche Presidente dell’ Associazione degli storici dell’Est Europa.”,”RIRx-077″
“ALTVATER Elmar OFFE Claus HIRSCH Joachim GOUGH Jan”,”Il capitale e lo Stato. Crisi della “”gestione della crisi””.”,”””Il rapporto di produzione capitalistico implica dunque la separazione tra i lavoratori e la proprietà delle condizioni di realizzazione del lavoro. Come abbiamo visto, denaro e merce non sono inizialmente capitale ma occorre che siano trasformati in capitale. Autonomizzatosi, il capitale non solo mantiene la scissione, ma la riproduce “”su scala sempre crescente””. Il denaro non ha inventato né fabbricato gli strumenti di produzione: “”il capitale, di suo, non fa altro che unificare le masse di braccia e gli strumenti che esso trova già. Esso le agglomera sotto il suo potere. Questa è la sua effettiva accumulazione”” (K. Marx, Lineamenti, II. p. 139). Già nella fase dell”accumulazione originaria’ il capitale “”usa”” lo Stato direttamente per predisporre, comandare le nuove condizioni sociali dell’accumulazione. La condizione principale, cioè il processo di separazione dei produttori dalle condizioni di produzione; la generale sottomissione al capitale: “”la borghesia, al suo sorgere, ha bisogno del ‘potere dello Stato’, e ne fa uso, per “”regolare”” il ‘salario’, cioè per costringerlo entro limiti convenienti a chi vuole fare del plusvalore, per prolungare la ‘giornata lavorativa’ e per mantenere l’operaio stesso a un ‘grado normale di dipendenza’”” (K. Marx, Il capitale, I, 3, p. 196). Il potere statale fa quindi lievitare fittiziamente questo processo di trasformazione, accorcia i passaggi, accelera i tempi dell’assoggettamento delle condizioni sociali della produzione capitalistica. Con la creazione del debito pubblico poi la trasformazione, l’accumulazione originaria, viene spinta vigorosamente. Il denaro da improduttivo viene trasformato in capitale senza i triboli dell’investimento diretto o di quello usuraio. Secondo H. Gerstenberger (‘Zur Theorie der historischen Konstitution des bürgenlischen Staates’, “”Probleme des Klassenkamps””, 8-9/73), riprendendo posizioni particolarmente diffuse in Francia e Germania, la genesi dello Stato borghese dipenderebbe dallo sviluppo della contraddizione tra forma e funzioni dello Stato mercantilista-assolutista. Cioè, le funzioni sarebbero borghesi, la forma non ancora. In questo approccio funzionalista-strutturalista viene a perdersi proprio il momento dello scontro, della lotta di classe che si esprime già a questo livello di transizione. Il prerequisito fondamentale del sistema del capitale è l’appropriazione della forza lavoro sociale.”” (pag 21-22) [Tino Costa, Stato del capitale e classe operaia. Saggio introduttivo] [in E. Altvater C. Offe J. Hirsch J. Gough, Il capitale e lo stato, 1979]”,”TEOC-161-FF”
“ALTVATER Elmar”,”ll capitalismo si organizza: il dibattito marxista dalla guerra mondiale alla crisi del ’29.”,”Marx Engels su concorrenza e monopolio (1844) (pag 830-832) Questione movimento salariale, tendenza all’aumento del salario, in fase di espansione e di accumulazione capitalistica (pag 845-844) Concezione del ‘salario politico’ enunciata da Hilferding (pag 847-848) Lenin su “”erosione della distinzione fra settore privato e pubblico”” (pag 853) “”Fra il concetto di monopolio proposto da Marx e quello che compare nei teorici marxisti successivi esiste una differenza decisiva, nel senso che per monopolio Marx intende o quel monopolio della classe capitalistica sui mezzi di produzione che è struttura costitutiva della società, oppure il risultato di una costellazione di mercato casuale e transitoria o ancora il monopolio della classe dei proprietari terrieri su parti del suolo, onde la rendita si configura come una specie di tributo imposto da questa classe al resto della società. Invece, nell’ambito centrale ed essenziale della società capitalistica, nell’industria, prevale la tendenza a produrre – contro tutti i vincoli tradizionali – le condizioni del suo libero dispiegamento (29), ossia ad affermare ovunque il principio della libera concorrenza. Le conseguenze che la limitazione della libera concorrenza comporta per le forme di attuazione delle leggi immanenti del modo di produzione non sono tematizzate esplicitamente da Marx. Ma i teorici postmarxiani considerano il monopolio come categoria basilare, da cui derivano modificazioni decisive delle forme di attuazione e spesso delle stesse leggi di movimento. Una categoria chiave in questo contesto è il profitto di monopolio, di cui i monopoli possono appropriarsi in quanto determinano i prezzi in modo che consentano il profitto di monopolio, appunto. Così Hilferding scrive: “”Il loro scopo [delle unioni monopolistiche] è l’aumento del saggio di profitto, e possono ottenerlo direttamente aumentando i prezzi, purché siano in grado di eliminare la concorrenza. A questo punto sorge il problema dei prezzi di cartello”” (30). La formulazione di Varga è analoga: “”Lo scopo della monopolizzazione è l’appropriazione di un profitto maggiore di quello che toccherebbe in regime di libera concorrenza, dove si stabilisce il saggio di profitto medio; questo scopo è ottenuto con l’eliminazione dell’influenza regolatrice della libera concorrenza sulla formazione del prezzo del proprio prodotto”” (31). E’ evidente che tutti coloro che partecipano al mercato si propongono la formazione del monopolio in questo senso. Così già Engels scriveva, nel suo primo lavoro economico, ‘Lineamenti di una critica dell’economia politica’, del 1844: «Ogni piccolo gruppo di concorrenti deve desiderare il monopolio contro tutti gli altri. La concorrenza si fonda sull’interesse, e l’interesse genera, a sua volta, il monopolio; in breve, la concorrenza trapassa nel monopolio. Dall’altra parte il monopolio non può arrestare il flusso della concorrenza, anzi la genera esso stesso, come ad esempio il divieto di importazione o alte tariffe doganali generano addirittura la concorrenza del contrabbando. La contraddizione della concorrenza è del tutto identica alla contraddizione della proprietà privata. E’ interesse di ogni singolo possedere ogni cosa, ma è interesse della comunità che ciascuno possieda nella stessa misura… La contraddizione della concorrenza sta in ciò, che ciascuno deve desiderare il monopolio, mentre la comunità in quanto tale viene danneggiata dal monopolio e quindi deve eliminarlo» (32)”” [Elmar Altvater, ‘Il capitalismo si organizza: il dibattito marxista dalla guerra mondiale alla crisi del ’29’, Estratto da ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale, I. Dalla rivoluzione d’Ottobre alla crisi del ’29’, Torino, 1980] [(29) Nei “”Grundrisse”” (pp. 657-58) Marx scrive: «Le leggi interne del capitale – che ai livelli storici preliminari del suo sviluppo presentano come semplici tendenza – giungono a porsi come leggi; la produzione fondata sul capitale si pone nelle sue forme adeguate soltanto in quanto e nella misura in cui si sviluppa la libera concorrenza, giacché questa è il libero sviluppo del modo di produzione fondato sul capitale… Ma la libera concorrenza è la forma adeguata del processo di produttivo del capitale»; (30) Hilferding, ‘Il capitale finanziario’, cit., p. 299; (31) Varga, ‘Zehn Jahre’, cit., p. 12; (32) F. Engels, ‘Lineamenti di una critica dell’economia politica’, in K. Marx e F. Engels, ‘Opere’, vol. 3, p. 469]”,”TEOC-708″
“ALTVATER Elmar HECKER Rolf HEINRICH Michael SCHAPER-RINKEL Petra”,”Kapital.doc. Das Kapital (Bd. 1) von Marx in Schaubildern mit Kommentaren. [Il primo volume del Capitale di Marx in grafici e commentari]”,” Il percorso del lascito di Marx Engels (grafico pag 236)”,”MADS-805″
“ALUNNI Fausto”,”Il triangolo nucleare. India, Pakistan, Afghanistan. Geopolitica di una regione.”,”Fausto ALUNNI si è laureato alla Sapienza di Roma con una tesi sul confronto nucleare nel subcontinente indiano. Ha pubblicato vari articoli sui conflitti geopolitici del Caspio-Asia Centrale sul quotidiano ‘Il manifesto’ e la rivista ‘Guerra & Pace’. “”Con il termine “”confine”” si intende in genere una linea che delimita il territorio difendibile sul quale lo Stato esercita la sovranità assoluta, che si estende su tutti quanti vivano su quelle terre e si riconoscano in quello stesso Stato. Ne consegue che i problemi di confine riguardano il tema della sicurezza nazionale di ogni paese, come emerge anche dalle parole di Lord Curzon: “”Le frontiere sono senza dubbio il filo del rasoio su cui camminano le moderne questioni di guerra e di pace, vita e morte delle nazioni””. Il concetto classico di confine, in cui l’ attore principale è lo Stato nazionale sembra attualmente perdere valore in alcune parti del mondo, di fronte ai grandi processi di globalizzazione economica e di integrazione politica che rendono i confini sempre più permeabili, dando vita a regioni transfrontaliere interdipendenti. Rispetto alla sua funzione storica, dunque, accade che il confine si “”defunzionalizza””, trasformandosi da fattore di barriera e separazione a ponte verso il vicino””. (pag 83)”,”PAKx-013″
“ALUNNI PIERUCCI Francesco”,”1921-22. Violenze e crimini fascisti in Umbria. Diario di un antifascista.”,”ANTE1-7″,”ITAF-243″
“ALVARADO ARELLANO Huberto”,”Apuntes para la Historia del Partido Guatemalteco del Trabajo.”,”1963-1964 “”El Papel Provocador y Divisionista del Trotskismo. Tal situación fue aprovechada por un reducido grupo de trotskistas, agentes de la Agencia Central de Inteligencia, come el guatemalteco Francisco Amado Grandos, el mexicano Felipe Galván, que, bajo la dirección de una de las secciones de la IV Internacional que preside Jaime Posadas, se infiltraron en el Movimiento Revolucionario 13 de Noviembre aprovechando la escasa – formación política de sus principales integrantes y dirigentes.”” (pag 83)”,”AMLx-094″
“ALVAREZ Santiago”,”Negrin, personalidad historica. Biografia.”,”ALVAREZ Santiago è nato a Orense nel 1913. Nel 1931 entra nel PCE e durante la guerra civile diventa commissario politico nell’ esercito. Conosce personalmente Negrin. Ha scritto molte opere.”,”MSPG-101″
“ALVAREZ Santiago”,”Negrin, personalitad historica. Documentos.”,”ALVAREZ Santiago è nato a Orense nel 1913. Nel 1931 entra nel PCE e durante la guerra civile diventa commissario politico nell’ esercito. Conosce personalmente Negrin. Ha scritto molte opere. Contiene una lettera di TOGLIATTI (‘Alfredo’) a Dolores IBARRURI (12 marzo 1939) pag 98″,”MSPG-102″
“ALVAREZ JUNCO José”,”La Comune en España.”,”””La Commune, uno de cuyos delegados ha sido el estúpido Vallés, que decía que era preciso quemar las bibliotecfas, no ha querido desasparecer sin añadir el incendio al pillaje. Con esos republicanos federales han fraternizato los federales de po acá, acordando en una de las sesiones de su parodia de Parlamento enviar a París una solemne embajada para felicitar a los hombres de la Commune.”” (pag 64, El Imparcial, 25 mayo 1871, Comunistas y federales)”,”SPAx-076″
“ALVAREZ-PINEDO Maria Blanca”,”Archivo Histórico Provincial de Asturias.”,”Oviedo (Uviéu in asturiano) è una città di 220 020 abitanti della Spagna nord-occidentale, capoluogo del Principato delle Asturie (l’antica Ovetum).”,”ARCx-012-FSL”
“ALVARO Corrado”,”L’ Italia rinunzia? Popolo, società, politica, nella più grande crisi della storia italiana.”,”””Che l’ Italia diventi un paese di qualità, di competenze grandi e piccole è la sua sola risorsa per il domani. Il fenomeno più notevole dei ventidue anni fu l’ assalto che diede al potere il mondo degli autodidatti e della mezza cultura, dei diplomati e licenziati senza occupazione”” (pag 13)”,”ITAP-047″
“ALVI Geminello”,”Le siècle américain en Europe, 1916-1933. Histoires économiques de l’ Extrême-Occident. (Tit. orig.: Dell’ estremo occidente).”,”Geminello ALVI è nato ad Ancona nel 1955. Economista esperto finanziario è stato assistente del governatore della Banca d’ Italia prima di pubblicare il suo libro ‘Faust e l’ economia della seduzione’. “”Già von Bortkiewicz e la maggior parte degli economisti tedeschi dissero tra l’ altro che essi erano contrari a tutte le spiegazioni quantitativiste della grande inflazione. Essi attribuivano alle riparazioni, e di conseguenza alla degradazione della bilancia dei pagamenti e del tasso di cambio, tutta la colpa. Helfferich, meglio di altri, enumerò in una successione di rapide deduzioni ciò di cui era anch’egli persuaso: “”Deprezzamento del marco tedesco in rapporto alle monete estere a causa dei carichi eccessivi che pesavano sulla Germania e della politica di violenza adottata dalla Francia; aumento dei prezzi di tutte le merci importate, provocato dalla caduta dei cambi; aumento generale dei prezzi interni e dei salari; bisogno accresciuto di capitale medio in circolazione per l’ economia privata e quella dello Stato; domande più importanti fatte alla Reichsbank da parte dell’ economia privata e dallo Stato e aumento delle emissioni””. (pag 165)”,”ECOI-143″
“ALVI Geminello”,”Ai padri perdóno. Diari di viaggio.”,”Geminello ALVI è nato nel 1955. Economista e letterato ha pubblicato: Le seduzioni economiche di Faust (Adelphi, 1989), Il secolo americano (Adelphi 1996), Vite fuori del mondo (Mondadori, 2001). Collabora al Corriere della sera. Malatesta, Togliatti e la Jotti. “”Errico Malatesta era un iscritto alla Massoneria. In Togliatti c’era invece il gesuita piemontese aduso al tradimento. Era petulante e attratto da fanciullone rigonfie; trovò la sua stagista, la quale in vecchiaia si diede toni da imperatrice di Bisanzio, ed evolvette a Teodora con sussiego venerata. In Italia fascismo e comunismo hanno reincarnato mondi già morti (…). (pag 27) Scuola al femminile. Milano, accurata discussione con Montanelli (…). Biasima pure lui una scuola tutta ormai delle donne in borsetta; frettolose minuzie di urlii inutili, ma da recitare. In questo esagerarsi del numero delle insegnanti è palese il risorgere d’ una degenerazione matriarcale, aberrante come le campagne demografiche di Mussolini””. (pag 27) “”Vi prometto, se questa mi perdonate, di mai più in ciò non peccare, anzi farò sempre come io a voi ho veduto fare.”” (pag 151, sentenze, Giovanni Boccaccio, Decamerone)”,”ITAB-154″
“ALVI Geminello”,”Una repubblica fondata sulle rendite. Come sono cambiati il lavoro e la ricchezza degli italiani.”,”ALVI Geminello (1955) economista e letterato, ha pubblicato ‘Le seduzioni economiche di Faust’ (1989), ‘Il secolo americano’ (1996), ‘Uomini del Novecento’ (1995), e altre opere. Collabora al Corriere della Sera. “”Dunque in maggior privilegio rispetto agli altri lavoratori. Il reddito da lavoro di un dipendente pubblico era superiore del 16% rispetto a quello di uno privato nel 1995 ed era già un bel vantaggio. Nel 2003 il vantaggio è salito al 37%.”” (pag 51) “”Si vaghi per gli uffici ministeriali, in quelli delle regioni, o nelle aule delle tre maestre per classe, finta pedagogia inventata dai sindacati per non farle licenziare malgrado il crollo ubiquo delle nascite: la stessa contorsione per lavorare e non fare. Quel fare contorto che nelle corsie degli ospedali o nella aule magne dell’ università, serve male chi deve guarire o imparare””. (pag 52)”,”ITAE-162″
“ALVI Geminello”,”Dell’ Estremo Occidente. Il Secolo Americano in Europa. Storie economiche 1916-1933.”,”””Nel 1918 dei 520 deputati dell’ Assemblea Costituente soltanto 161 erano bolscevichi. E tra gli eletti la più parte dei visi, imprevedibili e pigri, dimostrava parentele rurali e etilismi. Rimirandoli qualunque russo spiava se stesso. (…) E anche Bucharin che dichiarò l’ assemblea divisa tra il socialismo e la reazione, in due estremi non conciliabili fu molto russo. (…) (Lenin) Serio proseguì a ripensare: il 40% dell’ industria e il 70% del ferro erano perduti a Brest-Litovsk: non importava: la rivoluzione in Germania avrebbe offerto tutte le forze produttive necessarie all’ evoluzione.”” (pag 103-104) ALVI parla di disastri economici di Lenin in Russia. ALVI Geminello (Ancona, 1955) economista esperto di finanza internazionale, già assistente del governatore della Banca d’ Italia Paolo BAFFI, presso la banca elle banche centrali, la BRI di Basilea, assomma all’ attività universitaria e di ricerca esperienze molteplici di sagista. Suo fra l’ altro un lavoro erudito sulle teorie economiche ‘Le seduzioni economiche di Faust’ (1989).”,”ECOI-197″
“ALY Götz”,”Lo stato sociale di Hitler. Rapina, guerra razziale e nazionalsocialismo.”,”Götz Aly ha insegnato al Fritz-Bauer-Institut dell’università di Francoforte. Giornalista tra i più noti, collabora con i principali organi di stampa tedeschi e ha pubblicato numerosi studi sul nazionalsocialismo e lo sterminio ebraico. Lo Stato sociale di Hitler è il suo primo libro ad essere tradotto in italiano.”,”GERN-007-FL”
“ALZATI Cesare BETTIOLO Paolo CAMPI Emidio OSCULATI Roberto VISMARA Paola LEVON ZEKIYAN Boghos saggi, a cura di Giovanni FILORAMO e Daniele MENOZZI”,”Storia del cristianesimo. L’età moderna.”,”Daniele Menozzi insegna Storia della chiesa all’Università degli Studi di Firenze. Giovanni Filoramo insegna Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Torino. Cesare Alzati Università di Pisa. Paolo Bettiolo Università di Padova. Emidio Campi Institut für Schweizerische Reformationsgeschichte di Zurigo. Roberto Osculati Università di Catania. Paola Vismara Università di Milano. Boghos Levon Zekiyan Università di Venezia.”,”RELC-063-FL”
Biblioteca Isc ordinata per nome autore, A1
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“AAVV”,”Histoire de la II Internationale. Congres socialiste international. Stuttgart 6-24 Aout 1907. VIII Tome 16″,”Proposizioni e progetti di risoluzioni presentati in tre lingue.”,”INTS-011″
“AAVV”,”Histoire de la II Internationale. Congres socialiste international. Stuttgart 6-24 Aout 1907. VIII Tome 18 bis: Minorités”,”Rapporti di attività sottomessi al Congresso socialista internazionale da parte delle organizzazioni e partiti operai e socialisti.”,”INTS-011″
“AAVV (GIUNTA CENTRALE PER GLI STUDI STORICI)”,”Bibliografia storica nazionale. Anni XLVII-XLVIII. 1985 – 1986.”,”La bibliografia comprende le segnalazioni di libri pubblicati in territorio italiano, anche se di lingua straniera, e di contributi apparsi in riviste italiane scientifiche e di buona divulgazione.”,”EMEx-012″
“AAVV”,”Notiziario anarchico per la Liguria. A cura del C.d.C. della F.A.L. Verbale del Congresso della F.A.L. tenuto a Ponte X il 19 marzo 1950.”,”Tra i presenti: CERVETTO, PARODI, VINAZZA, BOGLIANI, MARZOCCHI.”,”ANAx-073″
“AAVV”,”Raccolta di ‘lotta comunista’ 1965-1995.”,”””Marx ed Engels avevano ricavato dall’analisi dello scontro tra le frazioni liberiste e dirigiste, liberali e reazionarie, liberoscambiste e protezioniste, e dall’attento studio della loro influenza e concorrenza sul movimento operaio la teoria della aristocrazia operaia e del partito operaio borghese. Quasi un secolo di cicli economici e di lotte politiche in Inghilterra, in Francia, in Germania è condensato in questa teoria che non è il gesto della impazienza moralistica ma il frutto della serena meditazione scientifica. Lenin restaura questa teoria e, nella nuova fase imperialista, richiama tutte le costanti del fenomeno sociale che l’ha originata. La aristocrazia operaia, soggetta ad espansione e a restrizione secondo i cicli economici, è una costante come lo è la guerra. L’influenza delle frazioni borghesi sul movimento operaio è un’altra costante. Ma ciò che accumuna le frazioni borghesi è lo sviluppo imperialistico del capitalismo: esse possono differenziarsi sul liberismo e sul dirigismo, sul liberoscambismo e sul protezionismo, ma vivono ormai con lo stesso sangue che ha come tratto caratteristico il parassitismo. Possono differenziarsi in liberali e in conservatori, ma sono accomunate dalla “”reazione su tutta la linea”” perché nessuna rappresenta il progresso delle forze produttive e utte ne rappresentano la distruzione nelle crisi e nelle guerre imperialistiche. La loro influenza sul movimento non può essere altro che la politica sociale dell’imperialismo: il socialimperialismo”” [Arrigo Cervetto, “”Il restauro della teoria leninista sul socialimperialismo””, Lotta Comunista, N. 120, agosto 1980, p. 1, (in) “”Raccolta 1965-1995, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 1996]”,”ELCx-038″
“AAVV”,”I lavoratori nella pratica rivoluzionaria. I consigli di fabbrica e la rivoluzione.”,”Fondo Aldo VINAZZA”,”ANAx-108″
“AAVV; articoli di LEDER RAKOSI BARBUSSE MÜNZENBERG BRANDLER VARGA TROTSKY VARGA KAMENEV KRASSIN LENIN BRONSKI PJATAKOV LOSOVSKY RAKOVSKY e altri”,”Jahrbuch für Wirtschaft, Politik und Arbeiterbewegung. 1. 1922 – 1923.”,”articoli di LEDER RAKOSI BARBUSSE MÜNZENBERG BRANDLER VARGA TROTSKY VARGA KAMENEV KRASSIN LENIN BRONSKI PJATAKOV LOSOVSKY RAKOVSKY e altri”,”INTT-100″
“AAVV; articoli di ZINOVIEV RAKOSI UNGER VARGA KRITZMANN RYKOV BRONSKI STALIN TOMSKI e altri”,”Jahrbuch für Wirtschaft, Politik und Arbeiterbewegung. 2. 1923 – 1924.”,”articoli di ZINOVIEV RAKOSI UNGER VARGA KRITZMANN RYKOV BRONSKI STALIN TOMSKI e altri”,”INTT-101″
“AAVV; articoli di ZINOVIEV PEPPER REINHARDT DOMBAL DEBORIN GLAUBAUF LOAF KRYLENKO RYKOV DZERZHINSKY BRONSKI STALIN e altri”,”Jahrbuch für Wirtschaft, Politik und Arbeiterbewegung. 3. 1925 – 1926.”,”articoli di ZINOVIEV PEPPER REINHARDT DOMBAL DEBORIN GLAUBAUF LOAF KRYLENKO RYKOV DZERZHINSKY BRONSKI STALIN e altri”,”INTT-102″
“AAVV; CARACCIOLO Lucio KORINMAN Michel Direttori; ALVI G. BOLAFFI A. BONOMI A. BOTTAI B. CANFORA L. CERRETI C. CIAMPI G. COLOMBO F. CUCCHI G. DASSU’ M. FANTOZZI A. FAVARETTO T. FERRARIS L.V. FERRO G. GALLI DELLA LOGGIA E. JEAN C. LETTA E. LEVI R.F. MARGIOTTA BROGLIO F. MARTINOTTI G. MIGLIO G. PAGLIA V. PAGNINI M.P. PANEBIANCO A. PICCO G. PRODI R. RAMPINI F. RICCARDI A. ROMANO S. RUSCONI G.E. SACCO G. SILVESTRI S. TREMONTI G. VIGEVANI M. VIROLI M. ZANARDI LANDI A. ZANDA L.; Consiglio redazionale: L. ANTONETTI M. ANTONSICH F. ARGENTIERI A. BACHOUD G. BARENDSON P. BATTISTA A. BIANCHI S. BIANCHINI N. CARNIMEO A. DESIDERIO I. DIAMANTI E. FERRANTE W. GOLDKORN V. ILARI M. MAGNANI F. MAIELLO R. MENOTTI G. ORFEI A. POLITI S. PUCCINI A. SEMA E. TRAVERSO P. VERONESE C. URJEWICZ”,”Limes. Rivista italiana di geopolitica. 1.98 L’ Italia mondiale nella sfida tra le nazioni.”,”ALVI G. BOLAFFI A. BONOMI A. BOTTAI B. CANFORA L. CERRETI C. CIAMPI G. COLOMBO F. CUCCHI G. DASSU’ M. FANTOZZI A. FAVARETTO T. FERRARIS L.V. FERRO G. GALLI DELLA LOGGIA E. JEAN C. LETTA E. LEVI R.F. MARGIOTTA BROGLIO F. MARTINOTTI G. MIGLIO G. PAGLIA V. PAGNINI M.P. PANEBIANCO A. PICCO G. PRODI R. RAMPINI F. RICCARDI A. ROMANO S. RUSCONI G.E. SACCO G. SILVESTRI S. TREMONTI G. VIGEVANI M. VIROLI M. ZANARDI LANDI A. ZANDA L.; Consiglio redazionale: L. ANTONETTI M. ANTONSICH F. ARGENTIERI A. BACHOUD G. BARENDSON P. BATTISTA A. BIANCHI S. BIANCHINI N. CARNIMEO A. DESIDERIO I. DIAMANTI E. FERRANTE W. GOLDKORN V. ILARI M. MAGNANI F. MAIELLO R. MENOTTI G. ORFEI A. POLITI S. PUCCINI A. SEMA E. TRAVERSO P. VERONESE C. URJEWICZ”,”EMEx-045″
“AAVV”,”I papi e il comunismo.”,”A pagina 21 si dice quanto segue: “”Concepito l’ universo come lotta perpetua di classi nemiche, l’ odio non solo viene ammesso, ma inculcato come strumento utile di conquista: il Manifesto comunista riconosce che l’ urto definitivo per il trionfo del marxismo sarà lo spaventoso “”corpo a corpo”” del “”terrorismo rivoluzionario””.”,”RELC-100″
“AAVV”,”Thesen und Resolutionen des IV. Weltkongresses der Kommunistischen Internationale. Moskau, vom 5. November bis 5. Dezember 1922.”,”Contiene l’ organigramma del Partito Comunista Francese (PCF) pag 84.”,”INTT-122″
“AAVV”,”La crisi del 1926 nel Partito e nell’ Internazionale.”,”””Smettetela di filosofeggiare sulla Nep”” aveva ammonito LENIN nel 1922 (i bersagli erano soprattutto BUCHARIN e PREOBRAZHENSKIJ) così come nella polemica sui sindacati un anno prima erano stati BUCHARIN e TROTSKY. STALIN invece se ne stava appartato, fra il coro dei “”poeti della Nep””, badando unicamente alla Realpolitik dello Stato grande-russo. (pag 41). Per LENIN la chiave di volta dell’intera costruzione erano le sorti vittoriose della rivoluzione nel mondo. Per LENIN il “”lavoro organizzativo culturale”” inscindibile da “”un certo sviluppo dei mezzi materiali di produzione”” indispensabile per dare corpo e sostanza, quindi vitalità, alla cooperazione agricola…, richiederà dieci o venti anni ancora, aggiunge che è un’ ipotesi condizionata “”dall’ obbligo di lottare per la nostra posizione su scala internazionale”” (pag 41)”,”BORD-051″
“AAVV”,”Movimento Studentesco 1968-1976. Idee, esperienze, conquiste.”,”Nella cronologia si cita Lotta Comunista a proposito degli scontri del 17 aprile 1971 a Milano davanti alla Statale e del 28 ottobre 1975 davanti alla Casa dello studente.”,”ITAC-042″
“AAVV”,”La resistance anarcho-syndicaliste allemande au nazisme.”,”FAUD Freie Arbeiter Union Deutschlands”,”GERR-016″
“AAVV”,”Reports submitted to the Fourth Congress of the Labour and Socialist International, Vienna, July 1931, by the Secretariat of the L.S.I.”,”A pagina 24 parla della ‘Commission of Enquiry into the Conditions of Political Prisoners’ che ha pubblicato un opuscolo di 52 pagine di R. ABRAMOVITCH intitolato ‘The politischen Gefangenen in der Sowjet-Union’.”,”INTx-017″
“AAVV”,”Dritte Internationale Frauenkonferenz der S.A.I., Brüssel, 3-4 August 1928.”,”Contiene lettera originale manoscritta del 7.5.1929″,”INTx-020″
“AAVV”,”Cinquante ans de luttes heroiques et de sacrifices 1918-1968. Theses du Comité Central du Parti Communiste de Grece pour le cinquantieme anniversaire du Parti Communiste de Grece.”,”Secondo questa fonte la guerra civile greca ha fatto 50 mila morti, 6500 assassinati o fucilati dopo la condanna dei tribunali militari, 40 mila detenuti nei campi di concentramento, un milione di contadini deportati, 60 mila espatriati.”,”GREx-007″
“AAVV”,”Wie die chinesische Revolution zugrunde gerichtet wurde. Brief aus Schanghai gerichtet an das Exekutiv-Komitee der Kommunistischen Internationale von Stalin unterschlagen.”,”‘Wie die chinesische Revolution zugrunde gerichtet wurde. Brief aus Schanghai gerichtet an das Exekutiv-Komitee der Kommunistischen Internationale von Stalin unterschlagen.'”,”INTT-146″
“AAVV”,”Documenti della rivolta studentesca francese. A cura del Centro di informazioni universitarie.”,”””Da più di una settimana, i lavoratori occupano le fabbriche, gli studenti le facoltà; i contadini, ivittime delle assurdità dei mercati capitalisti, li raggiungono nella lotta. La bandiera rossa della classe operaia, e non quella di un partito, sventola dappertutto. La base comincia a organizzarsi e sviluppa formidabili capacità di iniziativa. Lo stato si ritira, cerca di riconquistare il paese con negoziati e strappare ai lavoratori quello che oggi si sono conquistato, e prepara subdolamente la repressione. (…) (pag 86)”,”FRAP-065″
“AAVV”,”Journées de l’ insurrection de juin 1848 par un garde national precedées des murs de Paris. Journal de la Rue, collection des principales affiches apposées de fevrier à juin 1848.”,”””Une bande de deux cents individus parcourut la rue Beauregard en criant: Aux armes! on égorge nos freres, alors que pas un coup de fusil n’avait eté tiré, et qu’eux seul semaient l’ alarme! Plusieurs d’entre eux portaient des fusils; d’autres etaient armes de pistolets, de sabres ou de barre de fer. Ils s’efforcaient evidemment de jeter le tumulte dans le quartier, et d’ entrainer dans leurs rangs la population ouvriere”” (pag 176)”,”QUAR-048″
“AAVV”,”Bollettino del PCI – 1930. Per una discussione sulla nostra politica.”,”Contiene la ‘Risoluzione per la espulsione di Santini, Feroci, e di Blasco da Partito Comunista d’ Italia e un estratto di un discorso di MANUILSKI sulla situazione del partito comunista d’ Italia.”,”PCIx-123″
“AAVV”,”Les Congres Socialistes Internationaux. Ordres du jour et Resolutions publié par le Bureau Socialiste International de Bruxelles.”,”””L’ ingresso di un socialista isolato in un governo borghese non può essere considerata come l’ inizio normale della conquista del potere politico, ma soltanto un espediente forzato, transitorio ed eccezionale”” (Congresso di Parigi, 1900) (pag 40)”,”INTS-020″
“AAVV”,”Der zweite Kongreß der Kommunist Internationale. Protokoll der Verhandlungen vom 19. Juli in Petrograd und vom 23. Juli bis 7. August 1920 in Moskau.”,”Interventi di BORDIGA BOMBACCI BUCHARIN FRAINA GALLACHER GOLDENBERG GRAZIADEI LENIN LEVI MARING MEYER PESTAGNA RADEK REED ROY SERRATI ZINOVIEV VIJNKOOP”,”INTT-148″
“AAVV”,”Preludio al ’48.”,”””La questione italiana ha fatto un passo immenso. Il Papa posto in presenza dei nuovi insulti per parte degli Austriaci, ha deliberato un Campo d’ osservazione a Forlì di 15 mila uomini dove si è recato anche l’ Azeglio. Nel tempo stesso è stato decretato l’ armamento di 30 mila volontari divisi in Guerillas. O l’ Austria retrocede, e l’ indipendenza dei principi italiani è garantita per sempre. O avanza e allora una guerra di principi è inevitabile, guerra nella quale bon gré, o mal gré troverassi impegnata tutta l’ Europa. Intanto fa meraviglia il contegno del Governo francese, il quale dopo aver annunziato all’ Europa dall’ alto della Tribuna di voler difendere l’ indipendenza del Papa, col mezzo del suo giornale officiale o dissimula i fatti, o calunnia gl’ italiani, o travisa le intenzioni ed i fatti, evidentemente per aprirsi una ritirata.(…)”” (pag 165, lettera di Leopoldo Galeotti alla principessa Belgioioso).”,”ITAB-125″
“AAVV”,”Bericht über die tätigkeit der exekutive der kommunistischen internationale vom IV. bis V. weltkongress. Thesen und Resolutionen des V. Weltkongresses der Kommunistischen Internationale. MoskauM vom 17 Juni bis 8. Juli 1924.”,”Contiene notizie sulla biblioteca dell’ EKKI (numero di volumi, sistema di catalogazione, orari di apertura biblioteca, frequenza del pubblico) (pag 110) Risoluzione sul Marx-Engels-Institut. pag 189″,”INTT-153″
“AAVV”,”Renaissance du bolchevisme en URSS. Memoires d’un bolchevik-leniniste.”,”””La pubblicazione di queste ‘Memorie, per Samizdat in Unione sovietica ha egualmente un’ importanza politica della quale i lettori dei paesi capitalistici possono difficilmente rendersi conto”” (pag 25; introduzione di FRANK) “”18 h. 50. Lenine meurt. Les “”heros”” du groupe fractionnel des sept avaient chargé personnellement, pour controler la manier dont était observé le regime etabli par les medecins, celui qui etait le principal responsable des attaques nerveuses dont commencait à etre victime Lenine: Staline. “”ce ne sont pas les medecins qui donnent des directives au C.C. mais le C.C. qui a donné des instructions aux medecins”” s’ indignait Lenine (1)”” (pag 80) (1) Voir le Journal des secretaires de Lenine”,”RIRO-244″
“AAVV”,”Zur Geschichte der kommunistischen Bewegung in der Schweiz. Historische Kommission der Partei der Arbeit der Schweiz (Herausgeber).”,”Contiene anche una foto della manifestazione organizzata dal KPS (partito comunista svizzero) per il 1° maggio (1921-1924) (sfilata in camicia, cravatta, cappello e… ombrello). (pag 92)”,”MEOx-047″
“AAVV”,”La polveriera balcanica. Dall’ aggressione NATO contro la “”mini-Jugoslavia all’ incendio in Macedonia.”,”””Va detto in terzo luogo e in critica alle interpretazioni sovraimperialistiche che le rivalità tra le potenze europee sono iscritte nei rispettivi sistemi economici e non sono indotte dalla superpotenza americana. E’ stato scritto che la guerra dell’ Adriatico è una guerra degli Stati Uniti “”contro l’ unità europea e contro la Russia”” e che “”forza determinata”” è un’ operazione voluta dagli USA “”per dare una sterzata neoliberista alla UE””. Si tratta di idee senza fondamento. E’ sufficiente rilevare che ciò che manca in queste interpretazioni è il presupposto: l’ unità europea””. “”Per cui l’ unità europea è solo un paravento dietro cui ogni potenza del vecchio continente persegue la propria espansione ed egemonia.”” (pag 52-53)”,”EURC-064″
“AAVV”,”Storia di rivoluzione comunista.”,”””All’ 11a Conferenza di Partito (21-22 dicembre 1974), esso riconosce altresì che l’ atteggiamento pratico tenuto dai gruppi che si richiamano alla Sinistra Comunista (Programma Comunista, Battaglia Comunista, Lotta Comunista), mostra che i primi due, col loro teoricismo ed empirismo, sbandano ogni qualvolta scendono sul terreno pratico; e che il terzo, col suo tatticismo, esaurisce l’ attività nel movimentismo e nella pratica organizzativa. Esso nota in particolare che quest’ ultimo gruppo tende sempre più nei fatti verso la linea interclassista della putrefatta estrema sinistra, ponendosi su molte questioni (sindacale, femminile, fascismo) alla sua coda. Trae quindi la conclusione che ognuno dei tre gruppi considerati esercita un ruolo negativo nella costruzione del partito. E che bisogna pertanto denunciarne le posizioni.”” (pag 68-69)”,”MITC-047″
“AAVV”,”Internationale Konferenz des Zentralkomitees der Sed aus anlass des 100. Jahrestages des erscheinens von August Bebels Buch “”Die Frau und der Sozialismus””.”,”Interventi di Kurt HAGER Inge LANGE Lee DLUGIN Nguyen THI NHU Lidija Pawlowna LYKOWA Anna-Liisa HYVONEN Mariam FIROUZ Nawal QALQILI Manolo MENENDEZ M. DE BARROS Aida TISO Fausta CECCHINI Hatsue KOIZUMI e altri”,”MGEx-133″
“AAVV”,”Internationale Konferenz des Zentralkomitees der Sed aus anlass des 100. Jahrestages des erscheinens von August Bebels Buch “”Die Frau und der Sozialismus””.”,”Interventi di Fanzia MUSLIM Mariam ABBOUD Susanne SOHN Paul VERNER Kurt HAGER George TOUBI e altri”,”MGEx-134″
“AAVV”,”Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Cinquant’anni di pubblicazioni.”,”””Fra queste persone, Giuseppe Del Bo è una di quelle più prezione in tutta la nostra storia. A fianco di Feltrinelli fin dagli inizi dell’ avventura, Del Bo è stato il primo presidente della Fondazione, costituita nel 1974, due anni dopo la tragica morte del suo ideatore.”” (S. Veca, pag X)”,”ARCx-018″
“AAVV”,”Weltenwende-wir waren dabei. Erinnerungen deutscher Teilnehmer and der Großen Sozialistischen Oktoberrevolution und an den Kämpfen gegen Interventen und Konterrevolutionäre 1917-1920.”,”Scritti di Heinz VOßTE Rudolf ROTHKEGEL Fritz SCHWARZ Fritz GROSSE Joseph GUTSCHE Leo EISENKOLB Alfred HOLLIK Paul KRÜGER Ferdinand EFFENBERGER Josef THIEDE Stanislaus PLUSKOTA Otto MORITZ Hans Georg BRAUN Johann FICHTENAU Albert BROCH Hasn ZEBROWSKE Anton FRITSCH Fritz GNIFFKE Franz WINTER Josef TICHANEK Fritz SCHRÖFEL Franz KLINGER Hans MANHART Joseph HÄNSELER Franz PIETRZIK”,”RIRO-247″
“AAVV”,”I cinquecento giorni di Teng Hsiao-ping. La lotta contro il vento deviazista di destra. Collettivo nuova cultura di Pechino.”,”””Sul dibattito tra Lenin e i due traditori, Bucharin disse infatti che Lenin studiava le questioni “”solo dal punto di vista politico””, mentre Trotsky le esaminava “”solo dal punto di vista economico””; dunque lui, il signor Bucharin si assumeva l’ incarico di unificare questi due punti di vista in modo da distendere la situazione. Lenin confutò così l’ errore: “”Bucharin sostiene l’ unità di questi due punti di vista, ma questo significa cadere nello eclettismo dal punto di vista teorico!””. E ancora: “”Sostenendo che esaminare i problemi dal punto di vista politico ha approssimativamente lo stesso valore che esaminarli dal punto di vista economico, e cioè che questi due metodi possono essere usati nello stesso tempo, questo equivale a dimenticare le prime conoscenze del marxismo””. (pag 168) “”Da parte sua, Lenin disse: “”Rispetto agli affari economici la politica non può non occupare il posto più importante. Chi non accetta questo concetto dimentica le conoscenze fondamentali del marxismo””. (pag 166)”,”CINx-130″
“AAVV”,”Classe contre classe. La question francaise au IXe Executif et au VI Congres de l’ I.C.”,”””Camarades francais, nous avons des experiences internationales qui son très utiles. Le parti communiste yougoslave, en 1919-1920, était un grand parti qui avait au Parlement 65 deputes; il constituait une force parlementaire considerable. Mais ce n’était qu’une apparence. Par un decret, ce parti a été dissous presque sans resistance, et le mouvement communiste en Yougoslavie vegete depuis sept ans.”” (pag 80 intervento di V. KOLAROV)”,”INTT-160″
“AAVV”,”I testi del partito comunista internazionale. 2. In difesa della continuità del programma comunista. Tesi della frazione comunista astensionista, 1920. Tesi di Roma, 1922. Tesi sulla tattica dell’ Internazionale, 1922. Tesi di Lione, 1926. Natura funzione tattica del partito comunista, 1945. Tesi caratteristiche del partito, 1951. L’ attività organica del partito in situazioni sfavorevili, 1965. Tesi sul compito storico, l’ azione e la struttura del partito comunista mondiale, 1965. Tesi supplementari a quelle del 1965, 1966.”,”””Ma il punctum dolens del cruciale 1923 resta la Germania, ed è qui che le oscillazioni tattiche e l’ eclettismo del Comintern (assai più che in Bulgaria e in Estonia, episodi sui quali non possiamo soffermarci) producono nella seconda metà dell’ anno quello che, per le sue conseguenze vicine e lontane, può definirsi il grande disastro preparatorio delle sconfitte in Cina e Inghilterra e della mortale crisi del partito russo e della stessa Internazionale negli anni successivi. (premessa, pag 82-83)”,”MITC-048″
“AAVV”,”La Fiom di Milano. I funzionari, 1945-1985.”,”Alla stesura del volume hanno collaborato Maria Chiara BISOGNI Elide BIANCHINI Silvano CORNO Luigi DIAFERIA Angela GANDOLFI Liliana GATTI Anna LA CORAZZA, Gianfranco PAGLIARULO Antonio RAINONE Licia ROSELLI Antonio VENTURA. “”Una relazione interessante intercorre tra qualifica professionale e affiliazione politica. I dati ci mostrano che tra gli iscritti al Pci troviamo più operai qualificati e più impiegati tecnici. Invece tra gli iscritti al Psi troviamo una maggiore incidenza percentuale degli operai specializzati””. (pag 484)”,”MITT-147″
“AAVV”,”I sindacati sovietici. Notizie e fatti.”,”””L’ opposizione contro la competizione venne dai lavoratori e dai dirigenti sindacali. In una lettera al Trud (3 luglio 1929) un operaio metallurgico così si esprimeva: “”Le condizioni di lavoro sono già chiamate “”di sfruttamento””, ed ora abbiamo la competizione socialista… Chi sono questi lavoratori di punta? Giovani comunisti, pieni di forza e di entusiasmo. Con questi naturalmente si possono smuovere le montagne. Ed il loro esempio è imitato da elementi temerari più anziani i quali possono una volta tanto raggiungere risultati eccezionali. Ma ciò quanto può durare? Un mese, due mesi, forse sei mesi… Viceversa noi siamo semplici lavoratori e dobbiamo pensare a lavorare anche in futuro. (Citato da Schwarz in Il Lavoro nell’ Unione Sovietica, New York, 1952, pag 122). Gli oppositori furono condannati come “”trozkisti di destra, rinnegati e traditori”” ed “”elementi sindacali politicamente degenerati””. (Grande Enciclopedia Sovietica, 1° edizione, vol. 52, pag 280). (pag 33)”,”RUSU-158″
“AAVV”,”Gli aspetti economici della mano d’ opera nell’ Unione Sovietica.”,”””Il sistema di pagamento progressivo a cottimo, che costituiva l’ essenza del movimento dei lavoratori d’ assalto (stakanovista) ha perduto molto della sua originaria importanza. Fino al 1956 un terzo dei lavoratori era retribuito in base a questo sistema che provocava un rapido aumento dei salari con l’ incremento della produzione. Coloro che applicavano tecniche di lavoro perfezionate potevano guadagnare salari molto superiori alla media, dato che per un certo periodo le loro norme di produzione rimasero invariate, mentre la loro produzione aumentava considerevolmente. Questi benefici non erano concessi ai loro compagni per i quali la presenza di uno stakanovista nell’ officina significava una norma di produzione più elevata da realizzare.”” (pag 14-15)”,”RUSU-159″
“AAVV”,”Quaderno del Bolscevismo-Leninismo (s.n., s.d., maggio 1936). “”Progetto di piattaforma presentato dal Gruppo Nostra Parola come contributo alla fusione dei B(olscevico-) L(eninisti) I(taliani)””.”,”Teoria della rivoluzione permanente. “”Gli aspetti fondamentali della teoria “”trotskista”” della rivoluzione permanente sono tre. 1. Passaggio della rivoluzione democratica alla rivoluzione socialista. 2. Caratteristiche della rivoluzione socialista. 3. Carattere internazionale della rivoluzione socialista derivante dallo stato “”presente”” dell’ economia e della struttura sociale dell’ umanità. Riferendosi al primo dei tre aspetti della teoria, Trotsky sin dal 1905 poneva un termine alla concezione volgare della democrazia come stadio ineluttabile e necessario per la dittatura del proletariato. (…) Trattando del secondo aspetto Trotsky insiste sulla trasformazione continua (e quindi permanente) dei rapporti sociali, talmente complessi “”che la società non può arrivare a uno stato di equilibrio””. Se ne deduce logicamente “”il carattere permanente della rivoluzione socialista””. Sul terzo aspetto della teoria, che trova le sue premesse nella postulazione marxista dell’ internazionalismo proletario, il compagno Trotsky insiste particolarmente, costituendo esso il perno intorno a cui si muovono e l’ economia mondiale e le forze produttive e “”lo slancio mondiale della lotta di classe””. (pag 13)”,”TROS-098″
“AAVV”,”Bollettino d’ informazione edito dai bolscevichi-leninisti italiani aderenti alla IV Internazionale (N. 1, 25 giugno 1936 – N. 2, 7 agosto 1936).”,”Trotsky: “”la nuova costituzione sopprime i Soviet e confonde gli operai nella massa della popolazione. Certo da tempo i Soviet hanno perduto il lovo valore politico. Ma lo sviluppo dei nuovi antagonismi sociali e il risveglio della nuova generazione avrebbe portato a farla rivivere””. La prima preoccupazione dell’ aristocrazia sovietica è di sbarazzarsi dei soviet operai e soldati – dunque- “”soffocare la protesta degli operai contro l’ ineguaglianza sociale che ingrandisce sotto il peso delle masse più arretrate nella campagna; questa è la principale missione della nuova costituzione””. “”Il bonapartismo – conclude Trotsky- s’ appoggia sulla campagna contro la città””. “”La nuova costituzione deve dunque liquidare giuridicamente il regime sovietico decrepito e sostituirlo con un bonapartismo basato sul plebiscito””. (pag 30)”,”TROS-105″
“AAVV”,”Problemas presentes y futuros del Sindicalismo Revolucionario en España. Manifiesto Libertario.”,”””Per il sindacalismo rivoluzionario, o anarcosindacalista, il comunismo libertario non è altra cosa che la realizzazione di una società senza Stato e senza classi. Però, per utilizzare nozioni pragmatiche, il comunismo libertario non sarà altra cosa che autogestione generalizzata, ovvero, amministrazione da parte degli stessi lavoratori, amministrativi, manuali o tecnici, della produzione e distribuzione socializzata, da una parte, e dall’ altra, la già citata decentralizzazione del potere politico, fino a farlo risiedere nella propria società, in forma di multipli e democratici centri di decisione””. (pag 9)”,”ANAx-171″
“AAVV”,”Thesen und Resolutionen de V. Weltkongresses der Kommunistischen Internationale. Moskau, vom 17. Juni bis 8. Juli 1924.”,”Contiene: – Programma dell’ Internazionale Comunista (pag 50-79) – Tesi sull’ internazionale giovanile comunista (pag 146-153) – Risoluzione sulle pubblicazioni dell’ Istituto Marx-Engels”,”INTT-169″
“AAVV”,”Materialheft zum Kronstadt Kongreß, Berlin, 11. Mai 71 (TU).”,”Contiene due ritagli di giornale. Contiene lo scritto di E. PREOBRAZHENSKIJ, Le basi sociali della rivoluzione d’ Ottobre, Marzo 1921 (pag 35) e il 3° capitolo di Ida METT, Der Aufstand von Kronstadt (pag 53)”,”RIRO-256″
“AAVV”,”La nostra parola. Giornale comunista-internazionalista (N° 1, agosto 1934, n° 2 dicembre 1934).”,”””Vi sono dei momenti in cui la borghesia s’ appoggia e sulla socialdemocrazia e sul fascismo, vale a dire, quando essa si serve simultaneamente della sua agenzia conciliatrice e della sua agenzia terroristica. Tale fu, in un certo senso, il governo Kerensky durante gli ultimi mesi della sua esistenza: esso si appoggiava per metà sui Soviet e contava nello stesso tempo su Kornilov. Tale è il governo Brüning che danza su una corda fra due campi inconciliabili, con i decreti-legge in mano come una bilancia (…). Ma una tale situazione dello Stato e del governo ha un carattere provvisorio. (…)””. (pag 15)”,”TROS-135″
“AAVV”,”L’ anarcho-syndicalisme. Aperçu historique et théorique.”,”””Nel 1925, Monatte fonda “”la Revolution proletarienne”” con qualche militante della tendenza “”Vie ouvriere””. Questa rivista, la cui pubblicazione dura ancora, ebbe una grande importanza nel movimento di questa epoca, soprattutto per la sua propaganda in favore dell’ unità sindacale. Inoltre, i suoi militanti (Chambelland, contabile nel tessile, Martinet, maestro, Finidori (funzionario, amico di Bourgiba, vicino ai militanti nord-africani che fondarono “”l’ Etoile nord-africaine””), Charbit, segretario del sindacato dei typos unitari, Robert Louzon, Hagnauer ecc). furono tra i più ardenti difensori dell’ indipendenza del sindacalismo di fronte all’ ingerenza dei partiti politici””. (pag 13)”,”ANAx-173″
“AAVV”,”Quaderni di critica proletaria, N° 1, novembre 1935. “”La nuova impresa africana del capitalismo italiano e i compiti del proletariato rivoluzionario”””,”””Ancora una volta ricordiamoci della Cina. In Cina, i dirigenti dell’ Internazionale Comunista Stalin-Molotov-Bucharin hanno praticato la politica del Fronte popolare facendo entrare il Partito comunista nel Kuomintang. Per “”non spaventare”” l’ amico Chiang-Kai-shek, ordine venne dato di frenare la rivoluzione agraria. Quale ne fu il risultato? Lo schiacciamento della rivoluzione cinese.”” (pag 15)”,”TROS-138″
“AAVV”,”Bollettino “”interno”” della corrente bolscevico-leninista internazionalista (n° 1, gennaio 1936, n° 2, 12 febbraio 1936 e supplemento non datato).”,”””La maggioranza dei trotskisti francesi della Ligue Communiste aveva aderito alla Section Francaise de l’ Internationale Ouvriere (SFIO) nel settembre 1934, dando vita al suo interno al Groupe Bolschevik-Leniniste de la SFIO (GBL), una vera e propria frazione organizzata con tanto di giornale. E nel febbraio 1935 i trotskisti italiani “”ufficiali”” guidati da Pietro Tresso (detto ‘Blasco’) erano entrati nel PSI con motivazioni politiche fondamentalmente analoghe a quelle avanzate due mesi dopo dal GNP: di fronte alle terribili sconfitte subite dalla classe operaia in Germania, Austria e Spagna nel triennio 1933-34 occorreva denunciare il fallimento della Seconda e Terza Internazionale e lavorare alla creazione di una nuova Internazionale e di nuovi partiti rivoluzionari su scala nazionale””. (pag 3, dall’ introduzione)”,”TROS-141″
“AAVV”,”I primi contrasti fra la sinistra italiana (Pcd’Italia) e la Terza Internazionale (1921-1924).”,”pag 14: Anche Trotsky contro la sinistra italiana pag 19: Disaccordo di Gramsci alla tattica fronte unico pag 46: incomprensioni tra Mosca e il PC di’ Italia, dissenso di Bordiga al Comintern (1921) “”Un’ altra questione urgente sul tappeto era quella della conferenza delle tre Internazionali: la Seconda, la Terza e l’ Internazionale due e mezzo. Quest’ ultima era l’ Unione di lavoro dei partiti socialisti e si era costituita a Vienna nel 1921, con l’ adesione anche dei menscevichi e dei socialrivoluzionari russi. La Conferenza si proponeva di discutere su possibili iniziative comuni contro gli attacchi del capitalismo. Se la sinistra italiana vi si opponeva duramente, molti altri rappresentanti dei partiti comunisti erano per lo meno perplessi. Già vi era stato un episodio precedente riguardante la formazione di comitati dirigenti di lotta e di propaganda. Si trattava di una lettera aperta (primavera del 1921) ispirata da Paul Levi e appoggiata sia da Lenin che da Radek; era indirizzata ai socialdemocratici indipendenti e al KAPD, e in essa il VKPD proponeva un programma minimo di azione comune. Ed ora arrivava anche un altro annuncio: l’ invito personale a Lenin per la partecipazione a una Conferenza internazionale, realizzatasi poi a Genova (maggio 1922) e che vedrà la sconcertante presenza dell’ URSS accanto ai diplomatici dei paesi capitalistici europei, impegnati a discutere sul tema della “”ricostruzione economica”” del continente””. (pag 15) “”Nelle riunioni del CC e del CE a Mosca (6 e 12 ottobre) i rappresentanti del Comintern impongono con minacce disciplinari le deliberazioni riguardanti la formazione della commissione PSI-PCd’ Italia per realizzare la collaborazione fra i due partiti. Il dissenso è ormai di tale portata e vastità che sia Bordiga che Terracini prospettano apertamente le dimissioni del gruppo dirigente, rappresentante la maggioranza di Sinistra del Partito.”” (pag 46)”,”MITC-055″
“AAVV”,”La genesi del materialismo storico e dialettico. Una rilettura degli scritti giovanili di Marx attraversando l’ idealismo hegeliano e l’ umanesimo feuerbachiano dalla Tesi di Laurea alla “”Ideologia tedesca””. 2. Marx pubblicista. La critica alla filosofia del diritto di Hegel. Il carteggio con Ruge.”,”””E’ interessante rilevare come proprio lo stesso Marx, e con lui l’ inseparabile Engels, fosse uno dei pochi a respingere l’ accusa rivolta a Hegel, dopo la sua morte, di essere il filosofo della reazione. Ecco l’ episodio, ricordato anche da Weif e Sichirollo: a un articolo in cui si parlava di Hegel, e scritto da Engels nel 1870, l’ editore aggiunse una propria nota che indicava in Hegel colui che “”ha scoperto e glorificato l’ idea regio prussiana dello Stato””. Indignato Engels scrive (8 maggio 1870) all’ amico Marx: “”Quest’ animale si permette di stampare in calce al mio articolo, note che sono delle vere e proprie scemenze, senza citarne l’ autore. Avevo già protestato, ma adesso la stupidaggine è così crassa che la cosa non può continuare… Quest’ animale che per anni è stato a cavallo sulla ridicola antitesi fra diritto e potere senza sapere come cavarsela, come un fante messo su un cavallo bizzaro e chiuso in un galoppatoio, quest’ ignorante ha la sfrontatezza di voler liquidare un tipo come Hegel con la parola prussiano. Ne ho abbastanza… Val meglio non essere pubblicato che essere presentato … come un asino””. Immediata, e altrettanto indignata, è la replica (10 maggio 1870) di Marx: “”Gli ho risposto che farebbe meglio a tener chiusa la bocca invece di ripetere quelle vecchie bestialità di Rotteck e Welcker (esponenti del partito costituzionale della Grande Germania, ndr)… E’ un individuo davvero troppo stupido””. Il fatto risulta ancor più significativo conoscendo il nome dell’ editore: Wilhelm Liebknecht, uno dei dirigenti della socialdemocrazia tedesca!”” (pag 71-72, nota 1) “”Fu proprio fra i numerosi quaderni contenenti estratti di letture e citazioni, che Rjazanov scoprì lo scritto originale della ‘Critica’ e il manoscritto sul salario del 1847. L’ Istituto di Mosca e la Gesellschaft fur Sozialforschung tedesca fondarono due case editrici, a Berlino e Francoforte. Mosca divenne il centro editoriale per la pubblicazione, o meglio per un programma di pubblicazione delle opere complete di Marx e di Engels, con l’ uscita nel 1927 del 1° volume della MEGA (K. Marx F. Engels, Historisch-kritische Gesamtausgabe. Werke-Schriften-Briefe). Da notare che i testi di Marx erano tutti pubblicati nella traduzione in russo, senza possibilità di riscontri. L’ avvento del nazismo costrinse la socialdemocrazia tedesca a trasportare il Parteiarchiv a Parigi, nel 1933, e poi ad Amsterdam, dove oggi, dopo le vicende del secondo conflitto mondiale, l’ Internationaal Institut voor Sociale Geschiedenis (Istituto Internazionale di Storia Sociale, IISG, IISH) risulta in possesso pressoché di tutta l’ opera letteraria di Marx””. Intanto, nel 1931, dopo aver pubblicato solo cinque volumi della MEGA, che ordinavano cronologicamente gli scritti esistenti di Marx e di Engels, Rjazanov veniva ‘rimosso’ dai suoi incarichi da Stalin, espulso dal PCUS e deportato in Siberia, forse a Saratov, dove ‘scomparve’. Fra le accuse rivoltegli, quella di aver nascosti documenti della socialdemocrazia russa presso l’ Istituto Marx-Engels. Lo stalinista Adoratskij, divenuto direttore dell’ Istituto di Filosofia, proseguì in parte il lavoro intrapreso da Rjazanov fino al 1935, quando dopo un totale di 12 volumi pubblicati (sui 40 previsti) venne improvvisamente sospesa la prima e travagliata edizione ‘completa’ degli scritti di Marx.”” (pag 74-75)”,”MADS-338″
“AAVV”,”Chi siamo, da dove veniamo, cosa vogliamo.”,”””Nel giugno 1923 la Sinistra italiana era già stata allontanata dalla direzione del PC d’ Italia, dopo l’ arresto di Bordiga e di centinaia di altri compagni da parte della polizia fascista. Le pressioni e le intimidazioni, sia del nuovo Centro gramsciano che dell’ Internazionale si abbattono sugli esponenti della Sinistra; portano alla soppressione della rivista Prometeo e allo scioglimento di Sezioni controllate dalla Sinistra stessa. Questa risponde con la costituzione, nel 1925; del Comitato d’ Intesa quale primo campanello d’ allarme contro lo snaturamento di classe che stava subendo il partito””. (pag 13)”,”ITAC-072″
“AAVV”,”La Frazione di sinistra del PC d’ Italia e l’ Opposizione internazionale di sinistra, 1929-1933.”,”””La storia dei primi anni dell’ Opposizione Internazionale di sinistra (OIS) deve ancora essere scritta. I trotskisti sono incapaci di farlo. Non è d’altronde, un caso se la pubblicazione dell’ edizione francese delle Opere di Trotsky a cura di P. Broué parte dal marzo 1933, dopo la preconferenza dell’ opposizione che ormai raggruppava soltanto i trotskisti incondizionati. Il 1933 è la data di nascita del ‘trotskismo’ quale lo si conosce oggi. Il periodo anteriore, nel corso del quale si sono sviluppate le differenti opposizioni all’ IC, è accuratamente tenuto nascosto. Durante questo periodo la tattica di Trotsky non ha niente di glorioso; essa è perfino nefasta, portando alla dispersione delle energie rivoluzionarie. Fra le opposizioni, la Frazione italiana (Prometeo) ci dà una magnifica lezione di metodo e di responsabilità rivoluzionaria battendosi per il raggruppamento dei rivoluzionari, ma soprattutto per la chiarezza delle posizioni politiche””. (pag 4-5) “”Ora questi due elementi, Senin e Roman Well, si rivelarono in seguito elementi loschi. L’ atteggiamento troppo fiducioso di Trotsky che rifiutava i criteri selettivi proposti dalla Frazione gli sarà ancora una volta fatale. “”Sta formandosi un blocco Landau-Naville contro il blocco Trotsky-Molinier e Roman Well è venuto a rafforzare le posizioni di Molinier, mentre Senin sta scalzando le posizioni di Landau”” (Lettersa di Ambrogi del 3 gennaio 1931). (pag 31)”,”MITC-056″
“AAVV”,”Dal Convegno d’ Imola al Congresso di Livorno nel solco della “”sinistra italiana””.”,”Il giornale ‘Battaglia Comunista’ è stato fondato nel 1946. Il direttore responsabile è Fabio DAMEN. Comitato della Frazione Comunista al Congresso di Livorno: BOMBACCI, BORDIGA, FORTICHIARI, GRAMSCI, MISIANO, POLANO, TERRACINI.”,”MITC-057″
“AAVV”,”Il processo ai comunisti italiani 1923. L’ offensiva e gli arresti del governo fascista. L’ interrogatorio e la difesa dell’ imputato A. Bordiga. La sentenza del Tribunale penale di Roma.”,”Verbali interrogatorio e difesa di Bordiga: (pag 27-41) “”Quando ho parlato dei diritti che dà la legislazione vigente, l’ho fatto non per dire che sia questa la legislazione che desidero, ma solo per dire che questo è lo stato di fatto; ed io non posso essere così ingenuo da rinunziare ai vantaggi che esso mi offre. Sta all’ avversario di mettermi in condizioni più difficili se ad esso accomoda.”” (pag 35) Dichiarazioni dell’ imputato Bordiga (pag 41-45)”,”MITC-058″
“AAVV”,”La genesi del materialismo storico e dialettico. Una rilettura degli scritti giovanili di Marx attraversando l’ idealismo hegeliano e l’ umanesimo feuerbachiano dalla Tesi di Laurea alla “”Ideologia tedesca””. 1. Marx studente. La Tesi di Laurea. I Giovani Hegeliani. Il rapporto con Feuerbach.”,”””Grande oratore, Gans (seguace della scuola hegeliana, ndr) venne definito dai suoi contemporanei “”non solo un uomo di scienza ma anche un uomo di azione; in lui il carattere era all’ altezza del sapere. Con impareggiabile coraggio egli ha saputo esprimere, nell’ epoca della reazione, le aspirazioni alla libertà, e a incoraggiare gli spiriti liberi”” (Annali di halle, 1839). Seguace della dottrina sansimoniana per l’ emancipazione del lavoro attraverso “”la libera corporazione e socializzazione”” dei mezzi di produzione, Gans così scriveva nel 1836: “”Come nel passato c’è stata l’ opposizione tra padrone e schiavo, poi tra patrizio e plebeo e infine tra signore e vassallo, così ora assistiamo all’ opposizione tra l’ ozioso e l’ operaio. (…) La storia futura dovrà parlare più di una volta della lotta dei proletari contro le classi medie””. Sicuramente Gans influenzò l’ allievo Marx nella sua conversione all’ hegelismo durante i primi tempi del suo soggiorno berlinese. Anche il metodo di studio minuzioso dei fatti e dei testi, praticato da Savigny, lasciò forse qualche traccia nel giovane studente (…)””. (pag 22) “”L’ errore hegeliano fu rilevato in seguito anche da Lenin che nel 1915 sottolineò (…) “”le calunnie contro il materialismo da parte di un Hegel che si limita a ingiuriare Epicuro””. Anche per Lenin, nella teoria della conoscenza (la canonica o dottrina dei criteri) di Epicuro si trovano “”2000 anni prima di Hegel””- alcune geniali congetture (…)””. (pag 34)”,”MADS-337″
“AAVV”,”Programma dell’ Internazionale Giovanile Comunista.”,”””Il testo originale del programma era in tedesco. Nella traduzione ed anche nell’ elaborazione del testo primitivo, noi abbiamo cercato innanzi tutto di conservare la stretta precisione delle formule, assolutamente necessaria in un documento così importante per non dare pretesto ad una falsa interpretazione. Ma nello stesso tempo poiché è un programma di “”giovani”” era necessario sforzarsi di renderlo popolare al massimo, malgrado questo se in certe parti l’ esposizione è un po’ pesante, questo si spiega per la difficoltà di assolvere a questi due compiti. Il programma dell’ I.G.C. è un pezzo unico saldato dal principio alla fine dell’ unità dell’ idea e della volontà rivoluzionaria. E’ per questo che non si può spezzarlo o studiarlo in parti isolate. (…) Bisogna studiare tutto il programma dal principio sino alla fine per comprendere giustamente l’ essenza del movimento comunista giovanile”” (pag 121)”,”GIOx-023″
“AAVV”,”Le purghe staliniane. I processi di Mosca (1936) e l’ eliminazione della vecchia guardia bolscevica.”,”La liquidazione fisica dell’ opposizione di sinistra. “”Alla fine del 1937 quasi tutti gli ex oppositori erano stati arrestati, quali che fossero le loro opinioni a quel tempo. Il destino di V.A. Antonov Ovseenko è tipico nel suo genere. Già membro del Comitato militare rivoluzionario, era stato arrestato dal governo provvisorio e quindi aveva guidato l’ attacco al Palazzo d’ Inverno. Più tardi, questo leggendario eroe della Rivoluzione d’ Ottobre comandò armate e interi fronti nel corso della guerra civile. Nel 1923-1927 aveva fatto parte dell’ opposizione trotskista, ma poi ruppe completamente con Trotsky. Aveva di nuovo ricevuto incarichi politici e militari, facendo del suo meglio in Spagna nel 1936-1937. Nell’ agosto del 1937 venne richiamato a Mosca e per un mese fu tenuto senza lavoro. Nel settembre, Stalin lo chiamò al Cremlino per discutere sulla situazione spagnola. Poi fu nominato Commissario alla Giustizia della RSFSR, e qui fu incaricato di migliorare l’ applicazione delle leggi. Ma poche settimane dopo venne improvvisamente arrestato e quasi subito fucilato. Un destino simile toccò al rivoluzionario E. Esba (…). Identica sorte per il critico letterario A.G. Voronskij. Già leninista di vecchia data, egli si legò all’ opposizione trotskista dal 1925 al 1928, ma poi ruppe con questo gruppo. G.F. Fedorov, l’uomo che poteva vantare la tessera n. 1 del partito a Leningrado, ebbe un destino analogo. (…) La NKVD si accanì anche contro gli ex membri dei primi e più piccoli gruppi di opposizione come per esempio quello dei Centralisti democratici del 1920-1921. (…) L’ Opposizione operaia del 1920-1922 fornì anch’essa il suo contributo di vittime (…).”” (pag 10)”,”RUSS-151″
“AAVV”,”Natura e compiti del partito di classe.”,”””Il movimento politico della classe lavoratrice ha naturalmente come scopo finale per essa la conquista del potere politico, e per questo è necessaria naturalmente una organizzazione preventiva sviluppata fino ad un certo punto, della classe lavoratrice, organizzazione la quale cresce a partire dalle sue stesse lotte economiche. D’ altra parte, però, ogni movimento, nel quale la classe lavoratrice si contrappone come classe alle classi dominanti e cerca di piegarle tramite una pressione dall’ esterno è un movimento politico. (…) Questi movimenti, se anche suppongono una certa organizzazione preventiva, sono a loro volta parimenti mezzi dello sviluppo di questa organizzazione. La classe lavoratrice, dove non è ancora andata sufficientemente avanti nella sua organizzazione per intraprendere una battaglia decisiva contro il potere collettivo, cioè contro il potere politico, delle classi dominanti, si deve in ogni caso addestrare a questo fine tramite una incessante agitazione contro la politica delle classi dominanti. Nel caso contrario, essa resta un trastullo nelle mani di tali classi””. (Marx, lettera a Bolte del 23 novembre 1871) (pag 29)”,”PARx-027″
“AAVV”,”Unione sindacale italiana 1912-1970.”,”””Il sindacalismo libertario e rivoluzionario (anarcosindacalismo) erede dello spirito della 1° Internazionale si concretizza dunque (in Italia) nella Unione Sindacale Italiana giungendo a coagulare (all’ inizio degli anni ’20) 500.000 aderenti.”” (pag 29)”,”ANAx-178″
“AAVV”,”Il processo di formazione e la nascita del Partito comunista internazionalista.”,”L’ assassinio di Fausto ATTI e Mario ACQUAVIVA: “”L’ 11 luglio 1945, appena uscito da uno stabilimento di Casale Monferrato dove lavorava, Mario Acquaviva viene assassinato con sei colpi di rivoltella sparatigli a bruciapelo. Più volte era stato direttamente minacciato di morte dai “”funzionari”” del PCI e, nell’ estate del ’44, e sempre da parte dei nazional-comunisti, la sua attività era stata segnalata da un lato all’ autorità di polizia fascista e dall’ altro agli operai come “”agente provocatore”” dell’ OVRA e della Gestapo””. (pag 27)”,”ITAC-075″
“AAVV”,”Lo scontro degli internazionalisti con lo stalinismo e le sue vittime.”,”L’ eccidio di Schio: “”Nel giugno 1945, nelle carceri di Schio vengono massacrati 53 fascisti repubblichini, “”giustiziati”” da un gruppo di partigiani penetrati durante la notte nel carcere dopo aver disarmato le sentinelle. L’ Unità del 12 luglio 1945 pubblicò la denuncia della strage quale “”provocazione trotskista di un sedicente partito comunista internazionalista””. Il nostro compagno Riccardo Salvador veniva indicato – dalla stessa Unità – come il principale protagonista del “”sedicente partito”” e diretto responsabile dell’ eccidio. La sporca faccenda, dopo l’ assassinio di Fasto Atti e contemporaneamente a quello di Mario Acquaviva – portava alla luce il torbido ambiente politico e i metodi provocatori usati dal PCI contro chi si rendeva unicamente colpevole di mantenere la propria bussola politica fermamente orientata verso gli obiettivi e il programma del comunismo rivoluzionario””. (pag 21)”,”ITAC-076″
“AAVV”,”Questione nazionale e coloniale.”,”Polemica Lenin – Luxemburg: “”E’ vero che – come dice Lenin – le guerre nazionali sono “”possibili”” anche in epoca imperialista. (Vedi “”Il programma militare della rivoluzione proletaria”” di Lenin). Ma il primo problema che un comunista deve porsi è questo: in che misura esse sono utili alla rivoluzione comunista? In quale misura sono considerabili come tappe di questa? Se e in quanto sono rivolte contro una borghesia imperialista sul terreno pur sempre delle contraddizioni interimperialiste, allora la Luxemburg (contro la quale polemizza Lenin nel suo scritto) ha ragione. Rileggiamola, al punto 6 dei “”Principi direttivi sui compiti della socialdemocrazia internazionale””. Rosa Luxemburg scrive: “”Le piccole nazioni, le cui classi dirigenti sono appendici e complici dei loro compagni di classe dei grandi Stati, non sono altro che pedine nel gioco imperialistico delle grandi potenze, e durante la guerra si abusa di loro e delle rispettive masse lavoratrici, come di strumenti, per sacrificarle dopo la guerra agli interessi capitalistici””. La storia, gli avvenimenti accaduti nel tempo che ci separa dalla Luxemburg le hanno dato pienamente ragione e hanno smentito Lenin: le “”rivoluzioni nazionali”” succedutesi nei continenti non hanno fatto avanzare di un passo la prospettiva comunista o i rapporti di forza internazionali tra borghesia e proletariato. Hanno invece, volta a volta, favorito un fronte dell’ imperialismo contro l’ altro””. (pag 6)”,”BORx-011″
“AAVV”,”Storia segreta dei Comitati Civici.”,”””Persino il tentativo di dar vita alla cosiddetta Unione Europea, per fare accettare ai popoli ostili il riarmo della Germania rinazificata, fa emettere guaiti di giubilo al foglio della Curia verolana che scrive in proposito: “”L’ unione europea una volta fu un fatto storico nel segno del Cristianesimo: il Sacro Romano Impero. E’ consolante vedere che gli alfieri del grande piano di attuazione dell’ Unione Europea siano oggi tre uomini politici che si ispirano al Cristianesimo: De Gasperi, Schuman e Adenauer””. (Voce Amica, Anno VII, n. 2). Motivo non inferiore di consolazione per il citato foglio vescovile, per quanto non espresso, deve essere il fatto che tutti e tre i sullodati uomini politici, sono al presente o furono in un lontano passato di nazionalità germanica. Il che rappresenta un buon auspicio per il ritorno al Sacro Romano Impero di nazionalità germanica””. (pag 21)”,”ITAP-084″
“AAVV”,”Anuario Estadistico de España.”,”Studenti iscritti università anno 1982-83: Barcellona (3 università) 70 mila (35 mila donne) Madrid (3 università) 88 mila (45 mila donne) Totale paese 464 mila (229 donne) Barcellona e Madrid pesano per il 34% sul totale nazionale.”,”SPAx-054″
“AAVV”,”Storia del sindacalismo americano.”,”””Uomini liberi in sindacati liberi”” “”La depressione economica del 1921-1922 dette luogo a un’ ondata di scioperi; i sindacati non riuscirono però ad impedire riduzioni salariali, si ebbe così un rapido declino della potenza del movimento sindacale. Tale declino continuò anche dopo che l’ industria riprese la sua normale attività e si incamminò verso un periodo di espansione mai raggiunta prima. I Professori Millis e Montgomery, affermano nella loro opera ‘Organized Labor’ che “”gli anni che vanno dal 1920 al 1929 sulla base dei precedenti storici avrebbero dovuto segnare il progresso del movimento sindacale e della organizzazione dei nuovi settori non ancora organizzati; nonché di un più forte controllo sulle condizioni di lavoro, invece in tale periodo, le vecchie organizzazioni sindacali incontrarono numerose difficoltà (…)””. (pag 23)”,”MUSx-157″
“AAVV”,”Il Bignami di italiano. Vol 1. Dalle origini al Quattrocento. Vol 2. Dal Cinquecento al Settecento. Vol 3. L’ Ottocento. Volume 4. Il Novecento.”,”Il Bignami di italiano. Vol 1. Dalle origini al Quattrocento. Vol 2. Dal Cinquecento al Settecento. Vol 3. L’ Ottocento. Volume 4. Il Novecento.”,”ITAB-150″
“AAVV”,”Università. La grande guida. Anno accademico 2004-2005. L’ offerta didattica completa facoltà per facoltà. Tutti i corsi di laurea dopo la maturità. Le classifiche di qualità, le facoltà e gli atenei pubblici giudicati dal Censis.”,”””Nel 2003 le università italiane hanno investito in pubblicità 6.5 milionmi di euro, tre volte l’ investimento del 1999. Crediamo sia sufficiente questo dato per dire quanto l’ università italiana sia cambiata: – nelle linee di competitività crescente tra Atenei e facoltà; – nel quadro normativo con lo sviluppo del 3+2 – nelle politiche di offerta, con la continua crescita dei corsi di laurea; (…)””. (pag 5, Fabio TAITI e Roberto CIAMPICACIGLI, presidente e direttore del Censis servizi)”,”GIOx-025″
“AAVV”,”1921: l’ inizio della controrivoluzione?; Stati Uniti d’ Europa. (estratti)”,” “”E’ assolutamente vero che senza una rivoluzione tedesca siamo perduti””. (Lenin)”,”RIRO-267″
“AAVV”,”Campus. Guida all’ Università in Italia e all’ estero, edizione 2004-2005.”,”In Italia gli atenei sono 72.”,”GIOx-027″
“AAVV”,”Dalla Seconda alla Terza Internazionale.”,”””Mentre procedevano ancora i negoziati sulla proposta di Stoccolma, il Governo provvisorio formato da Kerensky cadde, ed i bolscevichi, sotto N. Lenin, assunsero la direzione degli affari. Il Governo bolscevico rifiutò di mandare rappresentanti alla Conferenza interalleata di Londra, per la ragione che la Conferenza non era in armonia coi principi dell’ Internazionale, e rifiutò di dare i passaporti ai rappresentanti del Partito rivoluzionario sociale e ai menscevichi del Partito sociale democratico che desideravano occuparsene. Le discussioni per la pace di Brest-Litovsk, fra il governo bolscevico e i plenipotenziari delle Potenze centrali, deviarono l’ attenzione della Russia dai negoziati di Stoccolma. I negoziati di Brest-Litovsk, giudicati dai rivoluzionari russi come una fase della guerra rivoluzionaria di classe portarono alla firma della pace fra la Russia e le Potenze centrali, che venne ratifiicata da una grande maggioranza al Congresso del Soviet di tutta la Russia nel marzo 1918. Il trattato fu combattuto da Trotsky, che condusse i negoziati a Brest-Litovsk per il Governo bolscevico e per l’ ala sinistra del Parito socialista rivoluzionario, che agiva col Governo; ma esso fu accettato dai leninisti come una tregua temporanea che li avrebbe più effettivamente resi incapaci di organizzare la guerra di classe rivoluzionaria in tutti i paesi””. (pag 15)”,”INTx-030″
“AAVV”,”Die Arbeiter-Jugend-Internationale. Werdegang und Ziele.”,”””Il 18, e 19 gennaio 1921 si è tenuta ad Amburgo una Conferenza internazionale delle associazioni giovanili operaie. Dopo la Conferenza di Kiel nell’ agosto dell’ anno precedente, si ritrovano, per la seconda volta in pochi mesi, i compagni per l’ importante compito di fondazione di una internazionale giovanile operaia socialdemocratica. Il cerchio si è allargato. I rappresentanti sono: belgi (Gaston Hoyaux); danesi (Chr. Christiansen); francesi (Gaston Vaillant); olandesi (P. Voogd e K. Vorrink); svedesi (Rich. Lindström) e tedeschi (Aug. Albrecht, C. Korn, Rich. Weimann, Max Westphal, A. Wilhelm).”” (pag 10-11)”,”INTT-192″
“AAVV”,”Indice della rivista Il Pensiero Economico Italiano (PEI).”,”Contiene tra le varie voci bibliografiche: – POTIER Jean-Pierre, Marx en Italie: une étude historique (1883-1889), a. III, n. 1, 1995, 91-119 (pag 3) – MARCHIONATTI Roberto. Il dibattito sul III libro del Capitale di Marx e la crisi del marxismo sulle pagine della ‘Riforma sociale’, 1894-1899, 191-198 (pag 10, 1997)”,”ECOT-078″
“AAVV”,”L’ imperialisme à la fin du XXe siecle: le Japon peut-il remplacer les Etats-Unis?”,”””Dopo lo choc petrolifero del 1973 il Giappone entra in crisi. Quando ne esce il suo ritmo di crescita (dopo il 1978) non è che del 4-5%, la metà di quello verificatosi durante gli anni del boom (anni 1960)””. (pag 39) “”Lungi dal considerarlo come il nemico del prossimo secolo, lo si spinge a partecipare maggiormente alla politica mondiale accrescendo la sua potenza militare, benché il suo budget militare già superi adesso quello della Francia, e il posto dell’ esercito giapponese, ovvero la “”forza di autodifesa giapponese””, poiché il Giappone non ha, dopo la guerra, diritto ad un esercito, sia al 5° posto nel mondo, potenzialmente anche al terzo posto secondo la NATO.”” (pag 48)”,”JAPx-050″
“AAVV”,”Lenin.”,”””E’ il febbraio 1917. (…) L’ autocrazia russa viene spazzata via dalla pressione delle masse popolari. (…) Lenin si trova in Svizzera, ma non è colto di sorpresa. Già un anno prima a Zurigo, di fronte a un’ assemblea di giovani operai, aveva affermato: “”L’ attuale calma sepolcrale in Europa non deve ingannarci. L’ Europa è gravida di rivoluzione””. (pag 15)”,”LENS-146″
“AAVV”,”500 biografias de personajes célebres.”,”””Miguel Cervantes fu uno scrittore oscuro e senza alcuna reputazione fino ai cinquantotto anni, quando apparve la prima parte del Quijote. Dispose solo, in seguito, di undici anni di gloria letteraria, la quale non alleviò sostanzialmente la sua situazione economica. Scrisse anche commedie, versi e storie (…). Il Don Chisciotte può considerarsi come una sintesi dello spirito spagnolo, in cui si concentrano queste due correnti: l’ idealismo e il realismo.”” (pag 47)”,”BIOx-080″
“AAVV”,”La vérité sur les Rapports Germano-Soviétiques de 1939 à 1941.”,”‘Stalin pone condizioni ‘inaccettabili’ per entrare nel patto delle Tre Potenze’ AAVV, La vérité sur les Rapports Germano-Soviétiques de 1939 à 1941. EFE – EDITIONS FRANCE-EMPIRE. PARIS. 1948 THE DEPARTMENT OF STATE pag 255 8° prefazione dell’ edizione americana avvertenza dei curatori americani Raymond James SONTAG e James Stuart BEDDIE, prefazione all’edizione francese di Jean SENDY indice analitico dei documenti. [‘Alcuni tentativi furono diretti verso la Turchia. Anche se questo paese aveva un’alleanza ufficiale con l’Inghilterra, non era però totalmente impossibile che la Turchia in avvenire si avvicinasse sempre più al Patto delle Tre Potenze. Con la Russia, la Germania aveva concluso i ben noti trattati. L’ambasciatore Oshima non ignorava come si era giunti a questi trattati. La Germania, all’epoca, desiderava concludere un’alleanza con il Giappone. Data la situazione del Giappone, non era possibile trasformare questo desiderio in realtà. D’altra parte, le minacce di guerra in Europa si concretizzavano sempre più. Conformemente alle istruzioni del Führer, il Ministro degli Affari Esteri del Reich si era tenuto pronto, durante i sei mesi precedenti, a firmare l’alleanza italo-giapponese-tedesca. Questo l’ambasciatore Oshima lo sapeva. Dato che questa alleanza all’epoca purtroppo non era realizzabile, la Germania, in previsione dell’avvicinarsi della guerra, aveva dovuto risolversi al patto con la Russia. Confidenzialmente egli (il Ministro degli Affari Esteri tedesco) poteva informare Matsuoka che le relazioni presenti con la Russia erano corrette, certo, ma non molto amichevoli. Dopo la visita di Molotov, durante la quale era stata proposta l’adesione al Patto delle Tre Potenze, la Russia aveva posto delle condizioni inaccettabili. Esse implicavano il sacrificio degli interessi tedeschi in Finlandia, delle basi russe nei Dardanelli, e una forte influenza sulla situazione nei Balcani, particolarmente in Bulgaria. Il Führer non era d’accordo perché era dell’avviso che la Germania non poteva sottoscrivere in modo permanente una tale politica della Russia. La Germania aveva bisogno della penisola balcanica soprattutto per la sua economia e non era incline a lasciarla passare sotto dominazione russa. Per questa ragione essa aveva dato la sua garanzia alla Romania. Era quest’ultima iniziativa in particolare, che i Russi avevano preso male. La Germania era stata di conseguenza obbligata ad entrare in rapporti più stretti con la Bulgaria per ottenere una posizione dominante a partire dalla quale essa poteva cacciare i britannici dalla Grecia’ (pag 216-217)] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the ‘News’ of the website: http://www.isc-studyofcapitalism.org]”,”QMIS-084″
“AAVV”,”La Chine: de Mao à la démaoïsation. Exposé du Cercle Léon Trotsky du 23 novembre 1984.”,”Sterminio per fame. “”Per organizzare questo immenso esercito di lavoro forzato, Mao decreta il 29 agosto 1958 la formazione delle “”comuni popolari”” che raggruppano da 30 a 50 mila persone. Su immagine dell’ esercito che partecipa a 20.000 progetti, le comuni organizzano dei distaccamenti mobili, intervenendo su tutto il territorio per vincere la battaglia della produzione. Nello Setchouan dieci milioni di contadini verranno trasformati in minatori. Tre milioni di coolies sostituiscono con l’ aiuto di panieri le strade ferrate e i camions che mancano per il trasporto dei prodotti minerari. E poi il potere decreta che le regioni, le campagne, dovranno pervenire all’ autosufficienza industriale. Questi distaccamenti di lavoratori edificheranno quindi 900.000 “”piccoli altoforni di campagna”” per produrre l’ acciaio. Ma la follia industrializzatrice nelle campagne sprofonda in un gigantesco caos. Inoltre, una parte dei cereali e del cotone seminato è perduta (…). L’ ampiezza del disastro di questi anni neri venne fuori a poco a poco. Il 1960 fu in Cina un anno di grande fame. Il regime parla di 10 milioni di morti, Mao sembra parlare di 50 milioni di morti all’ imperatore Hailé Selassié, in tutti i casi il miracolo del Grande Balzo in avanti provoca oltre alla fame, un enorme ritorno all’ indietro. La raccolta di cereali crolla. Occorre attendere il 1965 per ritrovare il livello del 1957, ma in quel frattempo la popolazione è cresciuta di un centinaio di milioni.”” (pag 46-47)”,”CINx-168″
“AAVV”,”Il mito della “”pianificazione socialista”” in Russia (in margine al X piano quinquennale). Quaderni del Programma Comunista, n° 1 – Agosto 1976.”,”Capitalismo in URSS. “”…lo studio che qui riproduciamo per i lettori italiani, apparso nel nr. 69-70 della nostra rivista teorica internazionale “”programme communiste””. Esso riprende con grande efficacia il tema sia dei tassi d’ incremento della produzione industriale, sia della pianificazione economica in Russia, per dimostrare che questi due cavalli di battaglia dello stalinismo e del post-stalinismo, lungi dal provare l’ “”edificazione del socialismo in URSS””, seguono esattamente le leggi proprie dell’ economia capitalistica, e confermano che questa e solo questa è stata, in un lungo e tormentoso processo, “”costruita””. (pag 1, premessa) Stadio socialista della società “”Il socialismo ignora dunque le categorie mercantili che regnano sovrane nell’ economia russa; non conosce il valore, perché non esistono prodotti privati, quindi neppure non esiste scambio fra produttori privati, e i produttori non hanno bisogno di conoscere i valori relativi dei loro prodotti; non conosce né il mercato né la merce, né tanto meno, quella merce particolare che è la moneta; non conosce né compra né vendita; non conosce quindi la compravendita della merce forza-lavoro, o salariato, che per il marxismo è soppresso sin dalla prima fase della società comunista, o socialismo; quella che, secondo l’ espressione di Marx, “”è appena uscita dalla società capitalistica””, e in cui il produttore individuale “”riceve dalla società uno scontrino dal quale risulta che egli ha prestato tanto lavoro (dopo la detrazione del suo lavoro per i fondi comuni), e con questo scontrino ritira dal fondo sociale tanti mezzi di consumo quanto costa il lavoro corrispondente. La stessa quantità di lavoro che egli ha dato alla società in una forma, la riceve in un’ altra””. (Critica del programma di Gotha, …)””. (pag 4-5)”,”BORD-069″
“AAVV”,”Il “”rilancio dei consumi sociali””, ovvero l’ elisir di vita dei dottori dell’ opportunismo – Armamenti, un settore che non è mai in crisi – La Russia si apre alla crisi mondiale. Quaderni del Programma Comunista, n° 2 – Giugno 1977.”,”Lo scontro “”Europa””-USA. “”Per ora la battaglia commerciale riveste ancora l’ aspetto di una sorta di divisione del lavoro: si riconosce sempre una superiorità schiacciante all’ avionica americana, ma l’ industria europea, per nulla intimidita, preannunzia che vi sarà scontro anche in quel settore””. (pag 27) ottrina del blitzkrieg. “”Studi recenti sulla documentazione fornita dal ministro della guerra nazista Speer al processo di Norimberga mostrano come la Germania in quegli anni non si stesse affatto riarmando in vista di una guerra generale, come è divenuto luogo comune, ma traesse la dottrina del Blitzkrieg (guerra lampo senza grande usura di mezzi) proprio dal fatto materiale di possedere un esercito che, a parte le apparenze delle adunate oceaniche, rispecchiava produzioni normali di tempo di pace (1). Condizioni storiche e geografiche (anche in relazione alle forze confinanti e agli interessi delle potenze Alleate) permisero alla Germania di risolvere in modo militare, senza predisporre specificatamente un’ economia di guerra, le questioni delle premesse per i mercati di sbocco alla propria produzione e dell’ accesso alle materie prime. L’ impostazione di un’ economia di guerra in Germania ha inizio ufficiale con l’ ordinanza di Hitler Rüstung 1942 del 10 gennaio 1942.”” (pag 30) Engels e la guerra mondiale. “”L’ ingenua utopia del Blitzkrieg, che voleva significare guerra senza indirizzare tutte le forze della nazione a quello scopo, era già distrutta nei fatti prima di nascere, perché, dal punto di vista economico, la seconda carneficina mondiale ha inizio nel 1929. L’ immensa esplosione produttiva americana dopo il 1938 lo dimostra, liberando l’ economia dai crucci di dieci anni di interventi anticrisi falliti. Ancora più utopistica era la pretesa di condurre una guerra limitata in Europa. Già nel 1887 Engels dichiarava categoricamente: per la Germania “”non vi potrà essere altra guerra che mondiale, o meglio, una guerra mondiale d’una ampiezza e d’ una intensità mai conosciute”” (1)””. (pag 32)”,”BORD-070″
“AAVV”,”Die Jugend der Revolution. Drei Jahre proletarische Jugendbewegung 1918-1920.”,”Contiene foto manifestazioni per il primo maggio ad Udine (1919) e manifestazioni per il primo maggio del 1920. Della giornata internazionale dei giovani a Zurigo, Berlino, Pietroburgo (1920).”,”INTT-198″
“AAVV”,”I comunisti cinesi sulla dittatura del proletariato. Domande e risposte sulla teoria di Marx, Engels e Lenin sulla dittatura del proletariato.”,”””L’ opportunismo, ecco il nostro nemico principale. L’ opportunismo degli strati superiori del movimento operaio, è un socialismo non proletario, ma borghese. Prova ne sia che i militanti del movimento operaio che appartengono alla tendenza opportunista sono migliori difensori della borghesia degli stessi borghesi””. (pag 88) (Lenin, Il Congresso dell’ Internazionale comunista, 1920) “”Speriamo anche che per completare le discussioni e i corsi, userete un po’ di tempo per leggere perlomeno qualcuna delle principali opere di Marx ed Engels. Siamo sicuri che nella lista dei libri raccomandati e nel manuale messo a disposizione degli studenti della scuola amministrativa e del Partito da parte della vostra biblioteca, – siamo certi che troverete queste opere principali; sebbene, anche là, le difficoltà di capire quanto esposto, spingano a rifiutare al primo approccio alcune di esse, dobbiamo una volta di più avvisarvi che non dovete farvi turbare, che quello che non è chiaro ad una prima lettura, lo diventerà alla seconda, o quando avvicinerete la questione da un’ altra angolatura, lo ripetiamo, questa questione è tanto complicata e tanto imbrogliata dagli studiosi e dagli scrittori borghesi che chiunque voglia rifletterci seriamente e assimilarli da sé, deve accostarvisi a più riprese, ritornarci più volte, considerarla sotto diversi aspetti per acquistarne una comprensione netta e sicura. Vi sarà molto più facile ritornarvi perché è una questione a tal punto essenziale, a tal punto capitale di tutta la politica, che vi ci scontrerete, sempre, tutti i giorni su tutti i giornali, a proposito di ogni problema economico o politico, non solo in un’ epoca tempestosa e rivoluzionaria come la nostra, ma anche in epoche più calme: cos’è lo stato, qual è la sua natura, qual è il suo ruolo, qual è l’ atteggiamento del nostro Partito, del Partito che lotta per rovesciare il capitalismo, del Partito comunista, nei confronti dello Stato?”” (pag 110-111, V. Lenin, Sullo stato, Luglio 1919)”,”CINx-178″
“AAVV”,”Le ricerche e i dati (XIX e XXI secolo).”,”Il CD-ROM contiene: Tutti i dati relativi alle elezioni politiche e presidenziali e l’ elenco dei presidenti del Consiglio e dei capi di Stato dei principali paesi europei (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio) e degli Stati Uniti a partire dalla metà dell’ Ottocento fino al 2004. Diviso in files (Word di Window) relativi a ciascun paese, questo materiale è organizzato in tabelle.”,”EURx-187″
“AAVV”,”Gli italiani nei campi di concentramento in Francia. Documenti e testimonianze. A cura del Ministero della cultura popolare.”,”Riproduzione prima pagina giornale ‘Le pays réel’ che riporta un articolo con la notizia di un massacro di minatori italiani ad opera dell’ esercito francese (28 agosto 1940). (pag 445)”,”ITAF-180″
“AAVV”,”Guide des immigrés.”,”Dati immigrazione. Nel 1976 c’erano in Francia circa 4 milioni e 200 mila stranieri rispetto ai 3 milioni e 776 del 1973. Le principali nazionalità erano: Algerini 880 mila Portoghesi 858 mila Italiani 558 mila Spagnoli 531 mila Marocchini 322 mila Tunisini 267 mila Polacchi 86 mila Jugoslavi 78 mila Turchi 66 mila Africani 79 mila (pag 4)”,”CONx-120″
“AAVV”,”Histoire de l’ Internationale 1862-1872, par un bourgeois republicain.”,”””L’ Internationale, nel suo numero del 27 marzo 1869, si esprime così: “”Cosa prova la molteplicità degli scioperi! Che la lotta tra tra il lavoro e il capitale si accentua sempre più, che l’ anarchia economica diventa giorno dopo giorno più profonda e si va a grandi passi verso il termine fatale che è alla fine di questa anarchia, la Rivoluzione sociale… Quando gli scioperi si estendono, si comunicano di vicino in vicino, ciò ben presto diventa uno sciopero generale; e uno sciopero generale, con le idee di affrancamento che regnano oggi, non può che portare a un grande cataclisma che farà fare nuova pelle alla società. Occorre che il popolo sia pronto, ch non si lasci più circuire dai chiacchieroni e dai sognatori come nel 1848, e per questo occorre che sia organizzato fortemente e seriamente. … Gli scioperi indicano una certa forza collettiva, una certa intesa tra gli operai: poi ciascuno sciopero diventa il punto di partenza di nuovi raggruppamenti. Più la lotta diventa attiva, più la federazione dei proletari deve estendersi e rinforzarsi. E allora alcuni economisti dalle vedute ristrette accusano adesso questa federazione dei lavoratori, rappresentata dall’ Internazionale, di spingere allo sciopero e creare l’ anarchia! E’ semplicemente prendere l’ effetto per la causa: non è l’ Internazionale che crea la guerra tra sfruttatori e sfruttati, ma sono le necessità della guerra che hanno creato l’ Internazionale””. (pag 86-87)”,”INTP-028″
“AAVV”,”Miscellanea Int. Argomenti vari.”,”Contiene i saggi: – Philippe BOURRINET, Victor Serge: totalitarisme et capitalisme d’ Etat. (francese) – AAVV, Storia del diritto romano. La costituzione romana. (italiano) – AAVV, Bibliography (Bordiga, la sinistra comunista, il bordighismo, bibliografia) (inglese) – SENECA Lucio Anneo, Cuestiones naturales. (in spagnolo) – Gael HILLERET, Antoine Picon, Les Saint-Simoniens. Raison, imaginaire et utopie, Paris, Belin, 2003 – AAVV, Il sindacato nella Resistenza, 1943-1945. (italiano) – AAVV, Recensione a ‘Die Bibliotheken von Karl Marx und Friedrich Engels AKADEMIA VERLAG. 1999 a cura di Hans-Peter HARSTICK Richard SPERL e Hanno STRAUß (in inglese) – LA-GRASSA Gianfranco, Non impero ma imperialismo. (in italiano) – AAVV, Bibliografia opere articoli opuscoli pubblicati da Pierre Naville (in francese). – AAVV, La Banca d’ Italia come autorità indipendente. (in italiano) – Gert PINKERNELL Uni WUPPERTAL, La France hier et aujourd’ hui: une introduction. – Philippe BOURRINET, Victor Serge: totalitarisme et capitalisme d’ Etat. (francese) testo completo e note”,”ANNx-023″
“AAVV”,”De la crise à la Seconde Guerre mondiale. Exposé du Cercle Léon Trotsky du 13 avril 1984.”,”””La politica di Hitler compie un salto, e questa volta non solamente un piccolo passo, nella primavera del 1936. Il 7 marzo in effetti, proprio un anno dopo l’ annuncio ufficiale del riarmo della Germania, tre battaglioni tedeschi attraversano il Reno occupando la zona smilitarizzata dal Trattato di Versaills, zona che l’ esercito francese aveva evacuato in anticipo nel 1930. Era un bluff dal punto di vista delle forze militari tedesche. Le truppe tedesche avevano ricevuto l’ ordine di ripassare il Reno il più velocemente possibile se esse avessero incontrato la reazione francese. Tuttavia, i capi dell’ esercito tedesco non avevano sostenuto questo gesto spettacolare, è Hitler che gli aveva forzato la mano. Questi dirà più tardi su questo soggetto: “”Le 48 ore che hanno seguito la nostra entrata in Renania sono state le più angoscianti della mia vita””. Il governo francese, pur avvisato da tempo riguardo a questa possibilità, non reagì. A credere alla maggior parte degli storici, alcuni ministri francesi sarebbero stati favorevoli a una reazione militare, ma si sarebbero scontrati con le enormi difficoltà invocate dagli alti comandi militari.”” (pag 26)”,”RAIx-173″
“AAVV”,”Le capitalisme monopoliste d’ Etat. Traite marxiste d’ economie politique. Tome 1.”,”””Una analisi attenta dei censimenti della popolazione mostra, in effetti, che la classe operaia, come è stata definita in precedenza, rappresenta oggi circa il 44.5% della popolazione attiva. Inoltre la sua concentrazione aumenta. (…)”” (pag 221) “”Nel 1954, la classe operaia rappresentava poco più del 40% della popolazione attiva. Essa era circa il 43% otto anni dopo, nel 1962; e nel 1968 (ultimo censimento), gli effettivi della classe operaia sono stati stimati a quasi 9 milioni di persone, ossia il 44.5% della popolazione attiva.”” (pag 221)”,”ECOI-154″
“AAVV”,”Miscellanea Int. Argomenti vari.”,”Contiene i saggi: – Diego FUSARO, La fisica di Aristotele (It) – Giulio ANGELI, Dossier ’68. Se trent’anni vi sembrano pochi. (It) – Roberto SCHIATTARELLA, Analisi di sistema e delocalizzazione internazionale. Uno studio per il settore del “”made in Italy””. (it) – AAVV, La guerra planetaria degli Stati Uniti d’ America. Conferenze. (It) – Monique MUND-DOPCHIE, La frontiere entre le civilisé et le sauvage dans l’ imaginaire de l’ Occident latin: usages et mésugages des critères antiques. (Fr) – Marx-Engels-Gesamtausgabe, Mega Studien (english) (indice e sommari) – C. George BOEREE, Jean Piaget (1896-1980) (Uk) – Guido BARROERO, Gli anarchici nella resistenza in Liguria. L’ altra resistenza a Genova. (It) – Bibliografia scritti di Arturo Peregalli (1970-2001) (It) – Pro o contro la Jugoslavia, ma tutti contro il marxismo. Una nostra recensione di vari libri pubblicati sulla vicenda jugoslava tutti di stampo anti-marxista. (It) – Bibliographie sur l’ histoire de la gauche communiste italienne (al dicembre 1998). (Fr) – German Left and the Russian Opposition (1926-1928) (Uk) – Fifth Congress of the Communist International. Theses on tactics in the trade unions. Extracts. (Uk) – Bayern SPD Landesverband. (intervento di W. HODERLEIN sull’ 80° della morte di Georg von Vollmar (Deut) – IISG – IISH, List of the papers of Bruno Fortichiari (1892-1981), 1945-1977, Bernard MANTEL (Amsterdam, 2001) (Uk) – Maat. Maometto. Da Medina alla Mecca. (It) – Maria Luisa MOSCATI BENIGNI, Breve storia del popolo ebraico (It) – Giovanni SALATI, Il “”Total Recall”” californiano ed il Governatore Schwarzenegger: un tentativo di analisi, novembre 2003 (It) – Duncan HALLAS, All Power to the Soviets (June 1976) International Socialism (Uk) – Giovanni Battista CLEMENTE, La Scuola di Francoforte in Italia (1954-1999) (It) – Michael R. PAKKO Patricia S. POLLARD, Burgernomics: A Big Mac Guide to Purchasing Power Parity. (Uk) – Bibliotheque Internationale de la Gauche Communiste: Alfred Rosmer. (Fr) – Idem: En mémoire d’ Ottorino Perrone (Fr) – Idem: Bilan d’ un revolution. V. Le débat économique et la lutte principielle dans le parti bolscevique de 1923 à 1928. (Fr) – Idem: Sur Anton Pannekoek: marxisme contre idéalisme ou le parti contre les sectes (Fr) – El cretinismo diplomatico y parlamentario. La lucha contra el fascismo en Austria y el congreso del teatro Pleyel de Paris (1933) (Sp) – The British Library: German and Austrian Exile Periodicals (1933-1945) (Uk) – Sandro RINAURO, Il sondaggio d’ opinione in Francia e in Italia dagli anni trenta ad oggi: dal lungo rifiuto alle “”Repubbliche dei sondaggi? (It) – A. Gramsci sul giornalismo (da ‘Gli intellettuali e l’ organizzazione della cultura, ER 1975) (It) – Notizie petrolifere (statistiche sul petrolio), Unione Petrolifera Luglio 2004 (It)”,”ANNx-024″
“AAVV”,”Procès de l’ Association internationale des travailleurs. Première et deuxième commissions du Bureau de Paris. Publiée par la Commission de propagande du Conseil fédéral parisien de l’ Association internationale des Travailleurs. Suivie des statuts et règlement de l’ Association.”,”””Perciò nella corruzione dei costumi alla quale noi assistiamo oggi, non è il popolo operaio che ha dato l’ esempio, non è lui che conduce il saturnale; così quando applicate la legge, noi vi diciamo: meditate, c’è un mondo nuovo che si leva, il mondo del lavoro; per convincervi, prestate le orecchie, e gli echi di Charleroi, di Bologna, di Ginevra vi forniranno argomenti irrefutabili””. (pag 116, AIT)”,”INTP-030″
“AAVV”,”Association internationale des travailleurs.”,”Ch. Longuet ex redattore de La Rive Gauche, è delegato al Congresso di Losanna dell’ AIT, per Caen.”,”INTP-032″
“AAVV”,”Troisieme proces de l’ Association internationale des travailleurs a Paris.”,”””I fondatori si propongono, non solo di fare della propaganda, ma ancora di chiamare a raccolta tutto il partito socialista europeo, di stabilire, attraverso un giornale, delle relazioni permanenti tra tutti i gruppi; di preparare, in una parola, la rivoluzione sociale europea.”” (pag 35)”,”INTP-033″
“AAVV”,”La Costituzione Europea.”,”””La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’ emissione di banconote in euro nell’ Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere tali banconote.”” (pag 81)”,”EURx-190″
“AAVV”,”Ogni anno un maggio nuovo. Il centenario del primo maggio.”,”””La prima festa del lavoro, ufficialmente promossa e organizzata nel 1890, registrò un esito straordinario. “”Il proletariato europeo ed americano – ebbe a dire Federico Engels in quella occasione – ha messo in mostra la propria forza combattiva. per la prima volta vi è stata la mobilitazione di un unico esercito, sotto un’ unica bandiera, e cioè la conquista per legge della fissazione della giornata lavorativa di otto ore””. (pag 19)”,”MPMx-023″
“AAVV”,”La theorie leniniste du parti dans le monde moderne.”,”””Il marxismo, scriveva Lenin, si basa su dei fatti e non su delle possibilità. Un marxista non deve impiegare come premesse della sua politica che dei fatti nettamente e indiscutibilmente provati”” (Lenin, Oeuvres, t. 35, p. 243) (pag 38)”,”LENS-149″
“AAVV”,”Lénine et les forces armées sovietiques.”,”””All’ epoca dell’ imperialismo, si assiste a una spinta costante del militarismo, a una corsa agli armamenti sfrenata. Per lottare contro il proletariato, la borghesia concentra una forza militare formidabile. “”L’ armamento della borghesia contro il proletariato, constata Lenin, è uno dei fatti più importanti, più fondamentali, più essenziali della società capitalistica moderna””. (pag 36)”,”LENS-150″
“AAVV”,”Europa occidentale e Stati Uniti: partners o rivali? Documenti dei servizi segreti americani: analisi e commenti.”,”””Deve essere rilevato che anche nella sfera delle materie prime, gli interessi degli USA e dell’ Europa Occidentale sono spesso in disaccordo, quantunque le divergenze non siano così acute come in campo energetico. Tuttavia, anche in questo campo i Servizi Segreti degli USA operano frequentemente a danno degli interessi europeo-occidentali.”” (pag 48)”,”USAP-064″
“AAVV”,”Miscellanea Int. Argomenti vari.”,”Contiene i saggi: – Panfilo GENTILE, La città libera. (it) – La questione curda (it) – Ruggero MANTOVANI, L’ avvenire appartiene al bolscevismo. A ottantanni dalla scomparsa di Lenin (it) – LINDNER-WIRSCHING Almut, Les écrivains francais et leur nation pendant la Première Guerre mondiale (fr) – Richard GREEMAN, Memoirs of a revolutionary. A review fo Susan Weissman, Victor Serge: The Course Is Set On Hope (uk) – Robert MATTHEWS, Les microbes tueurs du nouveau millénaire. (fr) – Umberto CALAMITA, Sfruttamento nel mondo. I dati dell’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL, ILO, BIT) (it) – Federico CANEPARO, Amadeo Bordiga (it) – Louis JANOVER Maximilien RUBEL, Matériaux pour un lexique de Marx: Armée. (fr) (it) – Maximilien RUBEL, Marx teorico dell’ anarchismo (it) – Leon TROTSKY, Histoire de la révolution russe. 25. Les “”Journées de Juillet””: la préparation et le début. (fr) – AAVV (CPS), Defense du bolchevisme: Février-Octobre 1917 (fr) – AAVV, La révolution russe de 1917. 1. Février : les femes ebrasent la Russie (fr) – AAVV, Une chronique du feminisme revolutionnaire. (fr) – AAVV, La Rebelion de las mujeres (sp) – Cristina CARPINELLI, Donne e famiglia nella Russia Sovietica dagli anni Venti agli anni Quaranta. (it) – Diego FUSARO a cura, Ludovico Geymonat, la vita e il pensiero (it) – AAVV, Trotzkismus in Osterreich. Vond den 20er Jahren bis heute, Trotskismo in Austria. Dagli anni Venti ad oggi’. (it) – AAVV, Une définition de la geostrategie (3) (fr) – DREYFUS-ARMAND Genevieve Stephane BEUCHER Natacha LILLO Remi SKOUTELSKY Tangui PERRON, Journée d’ etudes: ‘Solidarité avec l’ Espagne republicaine en banlieu nord’ (23.11.1999) (fr) – David L. PRYCHITKO, The Nature and Significancer of Marx’s Capital: A Critique of Politica Economy (uk) – Friedrich ENGELS, Wilhelm Wolff (tratto da Edizioni Lotta Comunista) (it) – AAVV, Eugene Levine (uk) – Daniel Aarao Reis FILHO, Socialismo e democracia: desafios para o século XXI (port) – Biografie di oppositori di Stalin (fr) – Antonio LEPSCHY, Fondamenti storico-epistemologici dello sviluppo tecnologico. (it) – Le economie cooperative fra paternalismo privato, intervento pubblico e conflitto sociale (it) – Corrado GATTI, Leadership e rinnovamento culturale nei processi di Turnaround. (it) – Bibliografia: sindacalismo movimento sindacale classe operaia movimento operaio partiti operai socialismo (fr)”,”ANNx-025″
“AAVV, a cura di Paolo CASCIOLA”,”Au lendemain de la grande grève Renault. Textes de l’ Union Communiste (trotskyste), 1947-1949.”,”””Come ciò si concilia con l’ economia pianificata? Si deve cercare la spiegazione direttamente nel “”socialismo in un paese solo””. I fatti confermano oggi la spiegazione di Trotsky sull’ impossibilità di costruire il socialismo in un solo paese. Il punto essenziale della dimostrazione di Trotsky ne L’ I(internationale) C(ommuniste) après Lenine (nota: Rieder, Paris, 1930) è basato sul fatto che il socialismo non può essere costruito che sulla tecnica più avanzata, ovvero in un mondo capitalistico superiore dal punto di vista produttivo un paese arretrato non poteva svilupparsi armoniosamente verso il socialismo. Non è una questione di risorse in senso assoluto, ma l’ economia non riuscirà a diventare socialista fin quando non si estenderà al mondo intero, lo scopo dell’ economia socialista essendo una economia armoniosa.”” (pag 40)”,”TROS-160″
“AAVV”,”Estatutos de la Union General de Trabajadores, UGT.”,”Dichiarazione di principio. La Union General de Trabajadores è una istituzione eminentemente di produttori, organizzati per gruppi affini di lavoratori di professione e professioni liberali, che, per mantenersi in solida connessione, rispetta la più ampia libertà di pensiero e tattica delle sue componenti, sempre che stiano all’ interno dell’ orientamento rivoluzionario della lotta di classe (…)””. (pag 7)”,”MSPx-050″
“AAVV”,”Cantiere. Bollettino bimestrale del collettivo di studio. A cura del “”gruppo d’ iniziativa per un movimento orientato e federato””.”,”Tra i corrispondenti (v. corrispondenza) del bollettino Aldo VINAZZA e Lorenzo PARODI Ugo SCATTONI e Pier Carlo MASINI. Conferenza di Yalta. Bombardamenti sulla Germania: Stalin pro distruzione case. “”Churchill passò quindi a descrivere la campagna di bombardamenti aerei sulla Germania, esprimendo la speranza che la partecipazione della aviazione americana avrebbe notevolmente intensificato i bombardamenti. Fu questa la prima volta che i due uomini si trovarono d’accordo. Stalin si impadronì a sua volta del tema, affermando che si dovevano distruggere le case, oltre le fabbriche””. (pag 2) L. PARODI: osservazioni critiche sull’ opera di Burnham ‘La rivoluzione dei tecnici’. (pag 6)”,”ANAx-212″
“AAVV”,”Die deutsche Okkupation der Ukraine. Geheimdokumente.”,”””Der deutsche Faschismus träumt von der Eroberung der Fruchtbaren, blühenden Ukraine. Auf dem Nürnberger Parteitag, in der Presse und in verschiedenen Kundgebungen haben Hitler und andere faschistische Führer wiederholt erklärt, daß das Ziel ihrer Außenpolitik territoriale Eroberungen im Osten sei. Ihre aggressive Außenpolitik ist gleichzeitig gegen ihre Nachbarn, gegen Frankreich, die Tschechoslowakei, Oesterreich usw. gerichtet.”” (pag 5) Minaccia ad Oriente. “”Il fascismo tedesco sogna di catturare la fiorente e produttiva Ucraina. Al congresso del partito a Norinberga, in diverse dichiarazioni alla stampa Hitler e altri capi fascisti hanno ripetutamente spiegato che l’ obiettivo della loro politica estera è quello di conquiste territoriali verso l’ Est. La loro politica estera aggressiva è diretta nello stesso tempo contro i propri vicini, contro la Francia, la Cecoslovacchia, l’ Austria.”” (pag 5)”,”GERQ-063″
“AAVV”,”La politique étrangère soviétique. Textes officiels (1917-1967).”,”Testo del trattato tra la Repubblica socialista federativa sovietica di Russia e la Germania. Rapallo, 16 aprile 1922. (Il governo sovietico era rappresentato da CICERIN e il governo tedesco da W. RATHENAU) (pag 63) “”Il Governo degli operai e dei contadini ha proposto la pace alle potenze dell’ Intesa a più riprese: (…). Approvando interamente queste azioni del Comitato Esecutivo Centrale di Russia, del Consiglio dei Commissari del Popolo e del Commissariato del Popolo agli Affari esteri, il VII Congresso dei Soviets di Russia riafferma la sua aspirazione alla pace e propne ancora una volta a tutte le potenze dell’ Intesa – l’ Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti d’ America, l’ Italia, il Giappone – , a tutti insieme e separatamente, di intavolare subito delle trattative di pace, e incarica il Comitato Esecutivo Centrale di Russia, (…) di proseguire sistematicamente la loro politica di pace prendendo tutte le misure necessarie per assicurarne il successo””. (pag 35, Risoluzione del VII Congresso dei soviets di Russia sulla questione della politica internazionale, 5 dicembre 1919).”,”RUST-119″
“AAVV”,”Relazione del partito comunista d’ Italia al IV congresso dell’ Internazionale comunista novembre 1922. La lotta contro la reazione, la difesa delle organizzazioni operaie, i rapporti col Psi, gli Arditi del popolo, la tattica del fronte unico e del governo operaio.”,”L’ Alleanza del Lavoro. “”a) il fronte unico deve essere organizzato su di una vasta rappresentanza delle masse, con comitati locali eletti in tutti i sindacati, e attraverso l’ iniziativa di un grande convegno nazionale sindacale (…).”” (pag 17) “”In occasione del Congresso dell’ Internazionale di Amsterdam (1922, ndr) a Roma, il nostro Partito, attraverso il suo comitato sindacale, aveva preparato una serie di sessanta comizi pubblici, nei quali oratori comunisti avrebbero dovuto spiegare il programma della ISR (Internazionale Sindacale Rossa, ndr), ed accusare i traditori gialli. Migliaia di manifesti, edizioni straordinarie dei giornali, avrebbero dovuto completare la nostra campagna. In occasione della gita a Tivoli dei congressisti, offerta dalla CGL d’ Ialia, migliaia e migliaia di manifesti erano stati affissi a Tivoli (allora quel comune era in nostre mani) nei quali erano scritte severe espressioni di disprezzo agli ospiti. In tale occasione era stato predisposto che il redattore capo de “”Il Comunista””, compagno Palmiro Togliatti, tenesse una conferenza a Tivoli. Tutta questa nostra preparazione fu annullata, non appena il compagno Bordiga ci fece conoscere da Berlino che la riunione delle tre Internazionali imponeva la necessità di attutire in un primo tempo l’ attacco comunista alle altre due Internazionali.”” (pag 21-22)”,”MITC-065″
“AAVV”,”Spartacus. Scopi. Obbiettivi e vicende.”,”Errore di Karl Liebknecht. “”Si poteva sperare, dopo ciò, che nell’ ora suprema, Liebknecht, fosse pur solo contro tutti – si ergesse contro la guerra. Disgraziatamente, come tutti gli altri, il 4 agosto 1914, egli votò i crediti. E’ il grande errore della sua vita: i suoi amici ne convengono e cercano di spiegarlo. Tutti avevano dovuto tornare precipitosamente dalla vacanze, tutti gli animi erano sconvolti… Il Partito socialista, che fino allora era muto, tenne una seduta il 3 agosto: Liebknecht e tredici altri deputati erano contrari ai crediti, novantase erano favorevoli. Fu posta innanzi la grave questione della disciplina. Liebknecht credeva che tutto il suo partito fosse chiamato a lottare a breve scadenza contro la guerra: e fu per non rompere questa unità e arrivare a una opposizione unanime, che una sol volta in vuta sua egli fece violenza alle sue convinzioni più forti e si inchinò davanti al fuorviamento della maggioranza. Ma, il 2 dicembre 1914, egli si era ravveduto e, questa volta, solo contro tutti, rifiutò i crediti. Le urla dell’ Assemblea gli impedivano di dire i motivi del suo voto; (…)””. (pag 13) “”Nello stesso processo Ledebour, questi depose che il ministro degli interni, Ernest, aveva confessato al corrispondente dell’ Avanti!: “”Abbiamo preso misure tali da costringere gli spartachisti a scendere in campo prima dell’ epoca che si sono prefissa””. Segno dunque che il Governo sapeva che il suo atteggiamento avrebbe provocato il conflitto che portò allo schiacciamento e poscia all’ assassinio di Spartacus””. (pag 32)”,”MGER-075″
“AAVV”,”Contro Stalin. Documenti dell’ Opposizione di sinistra (1923-1933).”,”Dichiarazione degli Ottantaquattro (maggio 1927) “”Tra la linea erronea seguita in Cina e la linea erronea sulla questione del Comitato anglo-russo c’è una correlazione strettissima. La stessa linea pervade tutta la politica dell’ Internazionale Comunista. In Germania, centinaia di proletari di sinistra, l’ avanguardia, sono stati espulsi, per il semplice motivo che solidarizzavano con l’ Opposizione russa. Gli elementi di destra hanno sempre più influenza in tutti i nostri partiti. Gli errori di destra più grossolani (in Germania, Polonia, Francia e da ogni altra parte) non vengono corretti; ormai la più flebile voce critica da sinistra porta all’ espulsione. Così, il prestigio del Pcus e della rivoluzione d’ Ottobre viene usato per far spostare i partiti comunisti a destra, lontano dalla linea leninista.”” (pag 55) Dichiarazione degli Ottantaquattro (maggio 1927) “”(…) Per questa dichiarazione abbiamo raccolto in un tempo molto breve dozzine di firme di vecchi bolscevichi. Non dubitiamo neanche per un attimo che altri vecchi bolscevichi dispersi ai quattro angoli dell’ Urss come all’ estero avrebbero aggiunto le loro firme a questa dichiarazione se ne fossero stati a conoscenza.”” (segue firma degli 84, con l’ anno di adesione al partito, tra i firmatari Zinoviev, Piatakov, Radek, Smirnov, Smilga, Sosnovsky, Trotsky) (pag 67)”,”TROS-166″
“AAVV”,”Sui fatti d’ Ungheria. Testo del Rapporto del Comitato Speciale dell’ ONU.”,”Capitolo XI. I consigli rivoluzionari e operai. (pag 297) “”Dal 24 ottobre, Consigli Rivoluzionari furono formati in molte parti dell’ Ungheria, nei villaggi, le città, i distretti e le province. Zone intere vennero sottoposte al loro controllo dopo incruenti, ma riuscite rivoluzioni, o dopo lotte più o meno lunghe contro l’ AHV. Assunsero immediatamente responsabilità ammistrative e cominciarono a presentare richieste al governo, alcune delle quali influirono considerevolmente sul corso degli avvenimenti””. (pag 302)”,”MUNx-031″
“AAVV”,”Geschichte der Kommunistischen Partei Kanadas, 1921-1976. (Tit.orig.: Canada’s Party of Socialism).”,”””Die Kommunistische Partei war sich durchaus über den wahren Charakter der Nationalen Union in klaren, und zwar schon bevor diese an die Macht gelangt war. Die Partei lenkte die Aufmerksamkeit auf die Tatsache, daß die Nationale Union von unverhüllt reaktonären Gruppen unterstützt wurde, darunter von den Konservativen, von der Corporation des Chambres Economiques, von der Organisation Patriotische Jugend (“”Jeunesse Patriotes””), deren Anführer ein bekannter Sympathisant Mussolinis war, und von der People’s Social School””. (pag 122) “”Il partito comunista aveva sicuramente chiaro il carattere vero dell’ Unione Nazionale, e questo, già prima che quest’ultima arrivasse al potere. Il partito ha orientato la sua attenzione sul fatto che l’ Unione Nazionale è stata sostenuta da gruppi reazionari, tra cui i conservatori, la Corporazione delle Camere economiche, l’ organizzazione dei giovani patrioti (“”Jeunesse Patriotes””), il cui leader si dichiara simpatizzante di Mussolini, e della People’s Social School””. (pag 122)”,”MCAx-001″
“AAVV”,”Viva la Comune. I proclami della Comune di Parigi.”,”””Nonostante il peso del patriarcato nella cultura popolare, la Comune si contraddistinse per l’ attiva e combattiva partecipazione femminile. La militante libertaria Louise Michel e la rivoluzionaria russa Elisabeth Dmitrieff sono fra le più note, ma migliaia di altre donne – indicate con rabbia ed odio come “”pétroleuses”” (rivoluzionarie, incendiarie) dalla reazione versagliese – parteciparono alle lotte dell’ aprile-maggio 1871.”” (pag 15) Dichiarazione sulle rappresaglie. Parigi, 5 aprile 1871 Cittadini: Ogni giorno i banditi di Versailles uccidono o giustiziano i nostri prigionieri, e non passa singola ora senza che apprendiamo di questi omicidi. E sapete che i colpevoli sono i gendarmi e i sergents de ville dell’ Impero, i lealisti di Charrette e Cathelieu, che marciano su Parigi al grido di “”Lunga Vita al Re!””, al seguito di un bianco stendardo. Il governo di Versailles si pone così fuori dalle leggi di guerra e dell’ umanità. Non avrete altra scelta che ricorrere alla rappresaglia. (…)”” (pag 43)”,”MFRC-102″
“AAVV”,”Statuto del Partito Comunista Italiano. Approvato dal 14° Congresso del PCI, Roma, 18-23 marzo 1975.”,”””Sanzioni disciplinari. Le misure e le sanzioni previste per i casi in cui il comunista manca ai propri doveri verso il partito sono: a) il richiamo orale; b) il biasimo scritto; c) la destituzione dalla carica; d) la sospensione dal partito da uno a sei mesi; e) la radiazione dal partito; f) l’ espulsione dal partito. (…) Scioglimento di organizzazioni. (…)””.”,”PCIx-200″
“AAVV”,”Origini e sconfitta dell’ internazionalismo in Cina, 1919 – 1927.”,”La selezione e la presentazione dei testi è stata curata da Alfio ALOISI. Scritti di D.R. ALLBERT C. BRANDT C. CEDART e CHENG YING-XIANG CHAN MING KOU CHEN DA CHEN DUXIU J. CHESNEAUX K. MARX F. ENGELS DENG ZHONGXIA A. DIRLIK J. GUILLERMAZ H.R. ISAACS T. MENDE J. OSTERHAMMEL A. ROUX M.N. ROY V. SERGE S.A. SMIHT S. TRETJAKOV L. TROTSKY TSO SHELDON SHI KAN TZE CHUNG WOO VISNJAKOVA-AKIMOVA V.V. WANG FANXI ZHANG GUOTAO G. ZINOVIEV I primi giorni di Peng Shuzhi alla Scuola di lingue straniere. “”Il gruppo comunista di Shanghai non era in grado di aiutarci economicamente; attraverso Vojtinskij, riceveva dall’ Internazionale una somma per tappare i buchi che le spese di stampa e di trasporto delle pubblicazioni aprivano nel bilancio. Inoltre il piccolo contributo che l’ Internazionale versava a Yang Mingzhai e a Pouk ci permetteva la frequenza gratuita dei corsi della scuola. Ma questi versamenti erano insufficienti.”” (pag 169)”,”ELCx-081″
“AAVV”,”Origini e sconfitta dell’ internazionalismo in Cina, 1919 – 1927.”,”La selezione e la presentazione dei testi è stata curata da Alfio ALOISI. Scritti di D.R. ALLBERT C. BRANDT C. CEDART e CHENG YING-XIANG CHAN MING KOU CHEN DA CHEN DUXIU J. CHESNEAUX K. MARX F. ENGELS DENG ZHONGXIA A. DIRLIK J. GUILLERMAZ H.R. ISAACS T. MENDE J. OSTERHAMMEL A. ROUX M.N. ROY V. SERGE S.A. SMIHT S. TRETJAKOV L. TROTSKY TSO SHELDON SHI KAN TZE CHUNG WOO VISNJAKOVA-AKIMOVA V.V. WANG FANXI ZHANG GUOTAO G. ZINOVIEV”,”MCIx-018″
“AAVV”,”Origini e sconfitta dell’ internazionalismo in Cina, 1919 – 1927.”,”La selezione e la presentazione dei testi è stata curata da Alfio ALOISI. Scritti di D.R. ALLBERT C. BRANDT C. CEDART e CHENG YING-XIANG CHAN MING KOU CHEN DA CHEN DUXIU J. CHESNEAUX K. MARX F. ENGELS DENG ZHONGXIA A. DIRLIK J. GUILLERMAZ H.R. ISAACS T. MENDE J. OSTERHAMMEL A. ROUX M.N. ROY V. SERGE S.A. SMIHT S. TRETJAKOV L. TROTSKY TSO SHELDON SHI KAN TZE CHUNG WOO VISNJAKOVA-AKIMOVA V.V. WANG FANXI ZHANG GUOTAO G. ZINOVIEV”,”EDIx-064″
“AAVV”,”Storia della sinistra comunista. I bis. Nuova raccolta di scritti, 1912-1919.”,”Selezione di articoli dell’ Avanti!, de L’ Avanguardia, de ‘Il Socialista’, Il Soviet. “”Questo articolo a cui la completezza e la chiarezza di esposizione nulla tolgono del suo rigore dottrinale e programmatico, scritto dopo pochi mesi dall’ esplodere della prima guerra imperialistica, si deve ad un compagno di Napoli che ancora consideriamo come il decano del nostro Partito, e che con intatta chiarezza di vedute milita con immutato animo nelle file della Sinistra Comunista. Voglia il lettore oltre che leggerlo meditarlo a fondo, e voglia ricordare che nella piccola redazione napoletana non era nè poteva essere ancor nota l’ opera fondamentale di Lenin sull’ Imperialismo. (….)”” (pag 35) “”Il militarismo tedesco non è in fondo che il prodotto naturale della resistenza inglese nel mercato mondiale alla potentissima industria tedesca in continuo e rapidissimo accrescimento. La conquista dei mercati europei è più lunga, difficile, costosa, e richiede troppi sacrifici, specie se per ottenerla si debba adoperare la forza delle armi. Più comoda ed agevole riesce quella coloniale, che offre minima resistenza. L’ Inghilterra, estendendo la propria azione fuori dell’ Europa, ha potuto senza eccessivi sforzi e sacrifici raggiungere l’ attuale sviluppo (…)””. (pag 37, La guerra europea e il proletariato, Il socialista n° 23, 1914) (Bordiga)”,”MITC-070″
“AAVV”,”Storia del Partito Comunista bolscevico dell’ URSS. Breve corso.”,”PCI: calunnie su Bucharin. “”Sui primi del 1929, si venne a sapere che Bucharin, mandatario del gruppo dei capitolardi di destra, si è legato con i trotskisti per mezzo di Kamenev, ed elabora un progetto di intesa con costoro per lottare insieme contro il partito. Il Comitato Centrale denuncia la criminosa attività dei capitolardi di destra e avverte che l’ intrigo potrà finire male per Bucharin, Rykov, Tomski e gli altri. (…)””. (pag 254)”,”STAS-050″
“AAVV”,”La vérité sur l’ Affaire Nagy. Les faits, les documents, les témoinages internationaux.”,”””Dato che per la situazione politica regnante in Ungheria esisteva il pericolo che elementi controrivoluzionari cercassero di fare del male a Imre Nagy e ad altre persone appartenenti al suo gruppo con lo scopo di gettare la resposabilità delle sue conseguenze sul governo rivoluzionario operaio e contadino; inoltre, rendendosi conto che la loro sicurezza personale era minacciata per una possibile vendetta da parte dei loro avversari politici, Imre Nagy e i suoi compagni, basandosi su un accordo concluso a questo scopo tra il governo della Repubblica popolare dell’ Ungheria e la Repubblica popolare di Romania, si recarono in Repubblica popolare di Romania in attesa della restaurazione delle condizioni normali di sicurezza nella Repubblica popolare ungherese. E’ evidente che il governo della Repubblica popolare ungherese ha per due volte non mantenuto gli impresi con il governo della Repubblica federale popolare di Jugoslavia non rendendo possibile il libero ritorno di Imre Nagy e dei suoi compagni a casa loro; al posto di ciò sono stati nviati in residenza forzata nella Repubblica popolare romena; e per il fatto che, contrariamente alle garanzie date sulla loro sicurezza personale e alla promessa di non punirli per la loro attività passata, ha fatto comparire alcune di queste persone in un processo segreto e ha condannato Imre Nagy e alcuni altri compagni alla pena di morte, sentenza che è stata eseguita, l’ accordo pienamente valido è stato infranto senza riparazione possibile. Il governo della Repubblica federale popolare di Jugoslavia protesta energicamente (…)””. (pag 181) (documenti, Belgrado, 23 giugno, 1958)”,”MUNx-034″
“AAVV”,”Scienza e rivoluzione. Volume primo. Lo sviluppo rivoluzionario della forza produttiva capitalistica. La pretesa conquista del cosmo e la teoria marxista della conoscenza.”,”””All’ epoca in cui scriveva Bordiga vi erano matematici e fisici italiani che lavoravano sil lascito di Einstein cercando di estendere il concetto di “”gruppo”” e di “”simmetria””. Uno dei punti di partenza era il modello cosmologico di De Sitter-Castelnuovo, che non era una novità negli anni ’50, ma sembrava promettere importanti sviluppi. Siamo andati a frugare nelle riviste dell’ epoca e nei ricordi di vecchi compagni e abbiamo trovato le tracce di conoscenze che Bordiga poteva aver assimilato in quegli anni e che trapelano negli articoli. Guido Castelnuovo era uno dei fondatori della scuola di geometria algebrica, ben conosciuta da Bordiga, e alcuni allievi di tale scuola ne avevano continuato il lavoro in diverse università italiane. A Napoli si raccolse un buon nucleo di matematici e Bordiga conosceva uno di essi, Renato Caccioppoli, che fu anche l’ unico a rimanere nella città quando tutti gli altri si spostarono a Roma alla fine degli anni ’30. Caccioppoli aveva la cattedra di Teoria dei Gruppi e diede importanti contributi, riconosciuti internazionalmente, alla teoria geometrica della misura e all’ analisi funzionale non lineare. A Roma, dalla stessa scuola, scaturì dopo la guerra una nuova cosmologia, basata appunto sulla teoria dei gruppi e sfociata in una concezione unitaria del mondo fisico e biologico, descritta per la prima volta, nel 1942, dal matematico Luigi Fantappié, collaboratore di Vito Volterra e di Federigo Enriques, quest’ ultimo tra i fondatori della scuola suddetta.”” (pag 157-158) pag 210″,”BORD-072″
“AAVV”,”La menace de guerre denoncee aux femmes de tous le pays par le Rassemblement mondial. Document n° 5.”,”Proposte di pace Hitler. (accordi bilaterali, patti di non aggressione, con tutti i paesi che confinano con la Germania eccetto con l’ URSS; promessa di 25 anni di pace con la Francia) “”VII. Come si devono considerare le propose di pace di Hitler? Alcuni, pur condannandone la violazione unilaterale del Patto di Locarno, stimano che questo atto è compensato dalle proposte di pace di Hitler. Quali sono queste proposte? 1. Patti bilaterali di “”non aggressione”” per i paesi vicini del Reich (l’ URSS è passata sotto silenzio). 2. 25 anni di pace con la Francia. Che cosa bisogna pensare dei patti bilaterali di non aggressione? Questi patti obbligano, per quanto vale la parola delle parti contraenti, le due parti a non portare alcuna aggressione l’ uno contro l’ altra. Per contro, se piace a una delle potenze firmatarie lanciare una aggressione contro una terza, tale patti paralizzano l’ altra parte togliendogli la possibilità di portare soccorso all’ aggredito. Supponendo che patti di non aggressione siano conclusi tra tutti i paesi d’ Europa ad eccezione dell’ URSS, la Germania avrebbe così la piena libertà di attaccare impunemente questo paese.”” (pag 12-13)”,”RAIx-192″
“AAVV”,”Le Programme du Parti Communiste Russe (bolchevik).”,”””7. Nello stato di dissoluzione attuale dell’ organizzazione capitalistica del lavoro, le forze produttive del paese non possono essere restaurate e sviluppate, il tipo socialista di produzione non può essere assicurata che grazie alla disciplina volontaria dei lavoratori, alla loro massima iniziativa, all’ educazione al senso di responsabilità e al più severo mutuo controllo della produttività del lavoro””. (pag 21)”,”RIRO-290″
“AAVV, COLLETTIVO DELL’ ACCADEMIA POLITICO-MILITARE DI TUNG-PEI a cura”,”Storia della Cina contemporanea.”,”””Dopo “”il movimento del 4 maggio”” Sun Yat-sen riorganizzò il Kuomintang (partito rivoluzionario) in Chung-kuo Kuomintang (partito nazionale della Cina), per distinguerlo dal Kuomintang costituito nel 1912. Nel corso della riorganizzazione entrarono nel partito operai e contadini. Nell’ autunno del 1922 Sun Yat-sen organizzò a Shanghai con i dirigenti del Partito comunista cinese e con alcune personalità progressive una riunione durante la quale fu elaborato il piano di rigoranizzazione del Kuomintang. Nel gennaio del 1923 il Kuomintang pubblicò un nuovo programma di azione rivoluzionaria. Nel febbraio dello stesso anno Sun Yat-sen, approfittando del fatto che l’ esercito alleato dello Yun-nan e del Kwang-si aveva cacciato le truppe del generale Chen Tsiung-ming, tornò di nuovo a Canton. Nel giugno del 1923 ebbe luogo a Canton il III Congresso del Partito comunista cinese. I delegati del congresso, rilevati i progressi compiuti dal Kuomintang, decisero di far aderire i membri del partito comunista al Kuomintang, per aiutarne e favorirne lo sviluppo. In quel periodo il K. rappresentava un blocco rivoluzionario di operai, contadini, piccola borghesia urbana e di parte della borghesia nazionale. La maggior parte dei membri del partito era costituita da lavoratori e da elementi del ceto medio, ed una parte dei suoi dirigenti adottava una linea rivoluzionaria. In questo periodo Sun Yat-sen diede una nuova interpretazione dei suoi “”tre principi del popolo”” ed accettò le proposte del Partito comunista cinese””. (pag 54-55)”,”CINx-180″
“AAVV”,”Guida alla formazione di una biblioteca pubblica e privata. Catalogo sistematico e discografia. Con un commento di Delio Cantimori, una lettera di Salvatore Accardo e una documentazione sull’ esperienza di Dogliani.”,”””I volumi dovevano essere – tranne qualche eccezione – in lingua italiana e rappresentare “”il seme di tutto””, come aveva suggerito Delio Cantimori, il grande studioso che con particolare intensità seguì sin dall’ inizio il nostro tentativo e vi collaborò in maniera determinante.”” (pag 675)”,”ARCx-027″
“AAVV”,”Resoconto stenografico del XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano, Livorno 15-21 gennaio 1921. Con l’ aggiunta dei documenti sulla fondazione del Partito Comunista d’ Italia.”,”””Perché vi sono delle contraddizioni che vanno corrette, contraddizioni che non riguardano soltanto noi, ma riguardano anche voi, anche i comunisti, di fronte alle tesi della Terza Internazionale. Voi lo sapete: a Bologna fu decretata la costituzione dei Soviets; a Milano fu, niente po’ di meno, che discusso il modo di costituire i Soviets. Guardate, intendiamoci bene, che non rivolgo nessun rimprovero alla Direzione del Partito, la quale in quel campo ha fatto tutto quello che ha potuto; rimprovero il Partito, non la Direzione del Partito, rimprovero il Partito che ha votato a Bologna la costituzione dei Soviety, e non li ha fatti…””. (pag 219, intervento di Baldesi, CGL, socialisti unitari)”,”MITC-072″
“AAVV”,”Il movimento comunista a Torino negli anni 1923-1925.”,” Lo sciopero generale metallurgico. “”In quel periodo il Partito Comunista attraverso alla massa dei suoi iscritti e sulla sua stampa, lanciò la parola d’ ordine dell’ azione generale che, ben preparata e ben diretta, non avrebbe certamente mancato di avere delle conseguenze importantissime sull’ ulteriore sviluppo della situazione generale italiana. La “”Fiom”” invece respinse, allora, questa parola d’ ordine e, solo in un secondo tempo, costretta dalle masse e dalla stessa situazione creatasi in seguito alla proclamazione dello sciopero dei metallurgici in Lombardia, da parte delle Corporazioni fasciste, proclamò alla sua volta lo sciopero generale per la Lombardia, il Piemonte e la Venezia Giulia colla ferma intenzione, però, fin dal primo momento, di stroncare il movimento prima che potesse affermarsi e svilupparsi.”” (pag 8)”,”MITC-076″
“AAVV”,”Der neue Kurs. Die gesetzliche Versklavung der Arbeiter und Angestellten.”,” Wirtschaftsräte für oder gegen das Proletariat. Von Paul Neumann. Aufbau der Räte im Klassenstaat. Die Räte als Organe des Proletariats. Die Erfahrungen der Russischen Revolution haben uns gelehrt, daß die Stellung der Räte im bürgerlichen Staat und Wirtschaft den Gradmesser für die jeweiligen Kräfteverhältnisse der Klassen offenbart. Diese Erfahrung der Russischen Revolution trifft auch restlos für Deutschland zu. Nach dem November 1918 waren die Arbeiter und Soldatenräte die formalen Träger des Staats und Wirtschaftsapparates.”” (pag 33) Conseils économiques pour ou contre le Proletariat. di Paul Neumann. Construction des conseils dans l’État de classe. Les conseils en tant qu’organes du Proletariats. Les expériences la révolution russe nous ont enseignés que la position des conseils dans l’État civil et l’économie indique le critère pour les relations électriques respectives des classes. Cette expérience de la révolution russe s’applique aussi complètement pour l’Allemagne. Le en novembre 1918 les travailleurs et les conseils de soldat étaient les responsables formels de l’État et de l’appareil économique.« (traduzione automatica)”,”CONx-138″
“AAVV”,”Die SPD, eine bürgerliche Partei.”,”””Die Opposition wollte ein Korreferat schwingen, was natürlich abgelehnt wurde. Die Rede Levis war daher nur eine unbedeutende Diskussionsrede. Dafür hat er der Welt eine Broschüre geschenkt, die in Ersatz für diese verhinderte Rede sein soll. Paul Levi war während des Krieges bei der Zimmerwalder Linken, bis 1921 in der Kommunistischen Partei. Er hat, natürlich, einiges gelernt. Er versteht also sehr gut, was es mit Hilferdings “”Analyse”” auf sich hat. Aber Levi ist erstens immer mehr Literat als Poliker gewesen; und zweitens…ein Held ist er nie gewesen.”” (pag 60) L’opposition voulait balancer un Korreferat, ce qui a naturellement été rejeté. Le discours Levis n’était donc qu’un discours de discussion insignifiant. Mais il a offert au monde une brochure qui doit être dans un remplacement pour ce discours empêché. Paul Levi était pendant la guerre avec gauche di Zimmerwald, jusqu’en 1921 dans le parti communiste. Il a appris, naturellement, quelques-un. Il comprend ainsi très bien, ce qu’il a avec d’aide « analyse » di Hilferding sur lui. Mais le Levi a été d’abord de plus en plus un Litteraire que un Poliker; et deuxièmement il n’a été jamais un héros. (traduzione automatica)”,”MGEK-082″
“AAVV”,”Una estrategia socialista. (Las fases del proceso revolucionario hacia la Sociedad sin classes).”,”Un nuovo modello di accumulazione capitalista. “”1. Le industrie ‘di beni di consumo’ spiazzano ‘le industrie con maggior composizione organica di capitale’, che fino ad allora avevano guidato lo sviluppo. 2. Fino al 1929, la borghesia attaccava il proletariato riducendo il salario minimo di sussistenza. Nel nuovo modello, lo sviluppo seguirà quest’altro ciclo: più salario implica maggior consumo, quindi, maggiore produzione e, in definitiva, maggiori guadagni. (…)””. (pag 67)”,”MSPx-059″
“AAVV”,”La nostra lotta. Organo del Partito Comunista Italiano. 1943-1945.”,”Storia di una vita: Giovanni Gentile (pag 29, N° 9 maggio 1944) “”Ora deve essere chiaro per tutti che la Germania hitleriana marcia inersorabilmente verso la catastrofe. E’ vero che le condizioni in cui si svolge questa guerra sono più favorevoli alla Germania che nella passata guerra mondiale quando essa, dall’ inizio alla fine del conflitto, combatté la lotta su due fronti. Ora un grande svantaggio per la Germania è il fatto che l’ Unione Sovietica in questa guerra si è rivelata molto più forte della Vecchia Russia zarsita nella guerra passata. Nella prima guerra mondiale contro il blocco tedesco combattevano su due fronti 6 grandi nazioni: Francia, Russia, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e Italia; nella guerra attuale, l’ Italia ed il Giappone sono passati dalla parte della Germania, la Finlandia si è unita al blocco fascista, ha cambiato campo la Romania che nella passata guerra combatté contro la Germania, operano fin’ora su di un solo fronte, contro l’ Unione Sovietica. La storia insegna che la Germania vinse sempre la guerra quando si battè su di un solo fronte, e che al contrario perdette la guerra quando fu costretta a combattere su due fronti. (…) E’ precisamente questa comunanza di interessi radicali che conduce al consolidamento dell’ alleanza di combattimento tra l’ Unione Sovietica, l’ Inghilterra e gli Stati Uniti nel corso della guerra.”” (pag 2-3, La nostra lotta, n° 4 marzo 1944) Storia di una vita: Giovanni Gentile (pag 29, N° 9 maggio 1944)”,”PCIx-302″
“AAVV”,”Ungheria 1956. Necessità di un bilancio.”,”””Io faccio parte di un movimento politico che considera la natura sociale dell’ URSS capitalismo di Stato. Del resto posso ricordare che lo stesso Lenin quando nel 1921 vide fallito il tentativo di estendere la rivoluzione in Germania comprese che in una Russia isolata e semifeudale non rimaneva altra prospettiva che la costruzione del capitalismo di Stato nel senso di gettare le basi oggettive del socialismo. La tesi della costruzione del socialismo in un paese solo si affermò in seguito come tesi staliniana””. (pag 78-79, L. Parodi)”,”ELCx-089″
“AAVV”,”Tutto Diritto. Tavole e schemi esplicativi, glossari.”,”””L’ assemblea degli associati. Un organo di fondamentale importanza è l’ assemblea degli associati. Essa ha la funzione di decidere (cc 21) su tutte le questioni di maggiore importanza riguardanti la vita dell’ ente e il suo operato: può modificare lo statuto e l’ atto costitutivo, deliberare lo scioglimento dell’ associazione e la devoluzione del suo patrimonio, approva il bilancio e revoca gli amministratori ed esercita l’ azione di responsabilità nei loro confronti, può escludere gli associati ed esercitare tutti gli altri compiti che le siano affidati dall’ atto costitutivo. Si riunisce almeno una volta l’ anno per l’ approvazione del bilancio (cc 20).”” (pag 37)”,”DIRx-008″
“AAVV”,”Documenti del C.L.N. per la Liguria. Relazioni. Deliberazioni cospirative. Atti di propaganda cospirativa. Dall’ insurrezione all’ arrivo degli alleati, 24-27 aprile.”,”””Risorge la Camera del Lavoro. “”Il Comitato Sindacale Interpartito comunica: (…) ha provveduto: a) a costituire la nuova Camera del Lavoro di Genova e Provincia: b) a inquadrare le forze sindacali in nuovi liberi organismi aderenti alla Camera del Lavoro (…)””. (pag 285) C’è la foto dei sotterranei della Casa dello Studente di Genova: (pag 37)”,”ITAR-088″
“AAVV”,”Spagna sindacato e democrazia. La presenza dell’ Union Sindical Obrera (U.S.O.) sindacato “”illegale”” nella Spagna franchista.”,”””Anni ’50: la nuova classe operaia. Anni ’50: se dal ’42 i rapporti di lavoro vengono definiti dallo Stato tuttavia, con incontri informali, si concludono accordi tra padroni e operai, tanto che nel ’48 un decreto li proibisce nelle imprese più grandi. Nel 1950, la classe operaia spagnola ha caratteristiche nuove, anche dal punto di vista quantitativo, dopo il grande esodo rurale: da 1.982.911 lavoratori del 1939 si passa a 2.754.162. Nel 1951, il 1° marzo a Barcellona per la durata di 6 giorni il grande sciopero dei tram ha origine dal totale disservizio di tali trasporti e dall’ aumento del 20% delle tariffe. Dopo una prima protesta degli studenti universitari, la parola d’ ordine passata di bocca in bocca utilizzando anche mezzi di fortuna è di recarsi sul posto di lavoro a piedi. Si distribuiscono volantini scritti a macchina:””Barcellonese, se sei un buon cittadino (…) và a piedi al tuo lavoro (…)””””. (pag 71-72)”,”MSPx-061″
“AAVV”,”Sesto San Giovanni nella Resistenza.”,”””Dal 1927 al 1930 il movimento clandestino stampa alla macchia e divulga il “”Risveglio””, foglio redatto e ciclostilato da Clemente Mandelli, Libero Baldanza e Giulio Casiraghi e distribuito nelle fabbriche attraverso una fitta rete di diffusori. (…) La diffusione della stampa non si limita a quella locale, vengono distribuiti anche i giornali clandestini antifascisti che dalla Francia arrivano in Italia con un complesso sistema di corrieri muniti di valigie a doppio fondo.”” (pag 8)”,”ITAR-090″
“AAVV”,”Dizionario geografico postale di tutti i comuni e le frazioni di comuni del regno d’ Italia compilato dalla Direzione Generale delle Poste.”,”Cornigliano, Genova, 4293 abitanti Pegli, Genova, 6864 abitanti Bormida, Savona, Genova, Carcare, 902 abitanti …”,”REFx-084″
“AAVV”,”Dati sull’organizzazione del PCI. XII Congresso del PCI. Dati statistici elaborati dalla Sezione Centrale di Organizzazione della Direzione del PCI, dicembre 1968.”,”Analisi tesserati PCI anni 1960 Una serie di tabelle in cui si analizza la composizione sociale degli iscritti, regione provenienza, reclutamento, grandi città, sesso, rapporto iscritti voto, peso degli operai, FGCI, età. Tabella pag 10 Composizione sociale degli iscritti 1964-1967 (operai 40%, impiegati 2,3%, artigiani e commercianti 6.4%, studenti 0.5, pensionati 12%!)”,”PCIx-304″
“AAVV”,”Statuto del Partito comunista italiano. XII Congresso del PCI, Bologna, 8-15 febbraio 1969.”,”Il centralismo democratico. “”(…) e) la minoranza deve accettare e applicare le decisioni della maggioranza; f) le decisioni degli organismi superiori sono obbligatorie per gli organismi inferiori; g) non sono permesse azioni che violano la linea politica e le norme dello Statuto, non è tollerata l’ attività frazionistica né alcuna azione che possa rompere o minacciare l’ unità e la disciplina del partito.”” (pag 16)”,”PCIx-306″
“AAVV”,”Sviluppo capitalistico e forza lavoro intellettuale.”,”””Risulta chiaro che l’ espulsione di manodopera dall’ agricoltura non è accompagnata da un corrispondente assorbimento da parte degli altri settori e che all’ accelerato sviluppo produttivo non ha corrisposto una parallela espansione dell’ occupazione. Le previsioni per il futuro non si presentano migliori: fonti governative prevedono per l’ Italia un esodo dalle campagne che va da un minimo di 1.656.000 a un massimo di 2.256.000 unità dal ’67 all’ 80 (piano 80), mentre per tutti i paesi della CEE il memorandum Mansholt parla di un esodo di 3.600.000 contadini sempre entro il 1980. E’ evidente che in termini di disoccupazione il costo della razionalizzazione agricola europea sarà pagato soprattutto dall’ Italia.”” (pag 21) “”Quanto alle attività terziarie, la previsione di una espansione del settore verso livelli americani (nel ’68: Italia 36%, USA e Canada 60% circa) va quanto meno rivista nei tempi di realizzazione.”” (pag 25) “”Si tratta semplicemente di ricordare che la gran parte degli insegnanti sono dei “”dequalificati””, sono cioè degli ingegneri, degli avvocati, dei chimici che non hanno trovato posto nell’ industria o nell’ amministrazione.”” (pag 44)”,”ITAC-100″
“AAVV”,”Marx Engels. Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895). Catalogo della mostra di studi storici sulla loro vita ed opere.”,”Alcune pagine spostate e rovesciate. Alcune foto danneggiate. “”Friedrich Albert Sorge (1828-1906). Figlio di un pastore luterano, condannato a morte come partecipante alla rivoluzione del 1848, emigrò nel 1852 a New York, dove esercitò la professione di maestro di musica. Consocio fondatore nel 1857 del Club dei Comunisti di New York, costituì e sostenne dal giugno 1867 diverse sezioni dell’ AIL. Divulgatore de “”Il Capitale””, partecipò nel 1872 al Congresso dell’ Aja. Fino al 1874 attivo in qualità di segretario nel Consiglio generale di stanza a New York, fondò nel luglio 1876 a Filadelfia la “”Workingmen’s Party of America”” (Partito operaio americano). In seguito si dedicò ad attività giornalistiche e alla stesura di opere storiche, in particolare sula storia del movimento socialista negli Stati Uniti, corando il suo lavoro con l’ edizione delle “”Lettere ed estratti epistolari di Johann Philipp Becker, Joeseph Dietzgen, Friedrich Engels, Karl Marx ed altri con Friedrich Sorge ed altri””, 1906.”” (riq. 162)”,”MAES-068″
“AAVV”,”I primi quarantacinque anni della casa editrice Ricciardi.”,”””‘Ricciardi. “”Ricciardetto”” ha vissuto dal 1907 ad oggi una vita editoriale sempre più comodona. Ha messo fuori, in media, un volume ogni cinque anni, ma tutta roba buona e ottimamente stampata. Per la dignità esteriore del libro, egli ha nobilitato la piazza di Napoli, che ne aveva bisogno. S’è tenuto nei margini crociani, gentiliani, prezzoliniani, papiniani. Ha la disgrazia di essere un signore e fa l’ editore per passione, ma non ci tiene che si parli di lui e nemmeno dei suoi libri.’ A.F. Formiggini. (Dal Dizionarietto rimpiscatole degli editori italiani, nell’ Almanacco letterario, Milano, Mondadori, 1928, p. 256)”” (pag 94)”,”EDIx-071″
“AAVV”,”Benito Mussolini. Sul disarmo. On Disarmament. Sur le desarmament. Über die Abrüstung.”,”””Domattina, Camicie nere, vedrete qui una rassegna armata imponentissima. Sono io che l’ho voluta, perché le parole sono bellissima cosa, ma moschetti, mitragliatrici, navi, aeroplani e cannoni sono cose ancora più belle (irrefrenabile scoppi di acclamazioni); poichè, o Camicie nere, il diritto se non è accompagnato dalla forza è una vana parola, e il vostro grande Niccolò Machiavelli avvertiva che i profeti disarmati perirono””. (pag 4)”,”ITAF-219″
“AAVV”,”Berlin, 1917-1918. Parteiveteranen berichten über die Auswirkungen der Großen Sozialistischen Oktoberrevolution auf die Berliner Arbeiterbewegung.”,”Rappresentazione di Rosa Luxemburg in carcere (pag 20) Foto di Leo Jogiches (pag 69) “”Liebknechts “”Nein!”” gegen den Krieg. Am 2. Dezember 1914 stimmte Karl Liebknecht als einziger Sozialdemokrat, als einziger Reichstagsabgeordneter gegen die Kreditvorlage. In der Stellungnahme, die Liebknecht dem Präsidenten zur Begründung seines Standpunktes überreichte, heißt es: (…)”” (pag 15)”,”MGER-088″
“AAVV”,”I comunisti e le elezioni ieri e oggi. La tattica del Partito Comunista d’ Italia nelle elezioni politiche del 1921 e del 1924.”,”””Il Partito comunista deve romperla con l’ antica consuetudine socialdemocratica di far eleggere deputati soltanto cosiddetti “”esperti”” parlamentari, precipuamente avvocati e simili. Di regola è necessario porre la candidatura di operai, senza preoccuparsi se questi siano semplici membri del Partito privi di grande esperienza parlamentare. Quegli arrivisti, che aderiscono al Partito comunista unicamente per arrivare in Parlamento, debbono senza riguardo alcuno essere bollati a fuoco dal Partito comunista. Le Direzioni dei Partiti comunisti debbono confermare le candidature di quelle sole persone, che hanno mostrata la devozione alla classe operaia con un lungo lavoro.”” (pag 21, I partiti comunisti e il parlamentarismo. Tesi approvate al 2° Congresso dell’ Internazionale Comunista, Mosca, luglio 1920)”,”MITC-079″
“AAVV”,”Der Erstdrucke der Werke von Marx und Engels. Bibliographie der Einzelausgaben.”,”Contiene la bibliografia e cronologia delle edizioni delle opere di Marx Engels pubblicate nei vari paesi nel periodo 1841-42 – 1887-1888. Contiene la riproduzione dei frontespizi di molte opere di Marx ed Engels pubblicate nei vari paesi. Es: “”(…) 1857/58 Marx. Grundrisse der Kritik der Politischen Ökonomie. Siehe: Erste Veröffentlichungen aus dem Nachlaß. 1858-59 Marx. Zur Kritik der politischn Oekonomie. Erst heft. Berlin: Duncker 1859. VIII, 170 S. (…)”””,”MADS-404″
“AAVV”,”Problemi della rivoluzione. Contributo ad un dialogo tra gli internazionalisti.”,”Bordiga, la frazione astensionista, il congresso di Bologna e quello di Livorno. La questione dei tempi. “”Anche se si fosse avuta la scissione al congresso di Bologna (1919), la frazione astensionista come tale non avrebbe obiettivamente potuto dar corpo ad un partito adeguato alla situazione e ai compiti della rivoluzione incombente. Se alla frazione astensionista fosse stata attribuita questa possibilità di affermazione il non aver scissionato a Bologna, sarebbe stato errore di tali proporzioni da compromettere per sempre e l’ impostazione teorica della frazione e la sua organizzazione e il nome del suo maggiore animatore.”” (pag 9)”,”MITC-080″
“AAVV”,”Code bolchevik du mariage.”,”””72. Ne peuvent présenter empêchement au mariage les voeux monastiques ou l’ état de prêtre ou de diacre.”” (pag 38) “”Des adoptés. 183. A partir de l’ entrée en vigueur de la présente loi, l’ adoption est prohibée. Les situations visées à l’ article précédent qui se produiraient postérieurement à cette entrée en vigueur n’ entraineraient ni droits ni obligations.”” (pag 67)”,”RIRO-311″
“AAVV”,”Il pensiero e l’ azione. Vol. 1. I grandi manager.”,”Biografia e carriera di J.J. ASTOR J. BEZOS W. BUFFETT A. CARNEGIE S. CASE M. DELL W.E. DISNEY G. EASTMAN T.A. EDISON H. FORD B. GATES K.C. GILLETTE A. GROVE W.R. HEARST M.S. HERSHEY S. HONDA H.R. HUGHES L. IACOCCA S. JOBS I. KAMPRAD H. KELLEHER R. KROC E. LAUDER H.R. LUCE C.H. McCORMICK K. MATSUSHITA L. MAYER J.P. MORGAN A. MORITA R. MURDOCH D. OGILVY D. PACKARD J. PATTERSON A. ROCK J.D. ROCKEFELLER A. RODDICK J. ROSENWALD D. SARNOFF A. SLOAN M. STEWART E. TOYODA R.E. TURNER III T. N. VAIL C. VANDERBILT S. WALTON T. WATSON SR J. WELCH O. WINFREY R.W. WOODRUFF F.W. WOOLWORTH. “”La rivista Fortune, fondata nel 1929, è la seconda grande impresa nata sotto la bandiera di Time Inc. Si tratta di un’ idea di Luce, basata sul suo convincimento che “”il business è chiaramente il più grande denominatore comune degli interessi di tutti i cittadini degli Stati Uniti: i nostri uomini migliori sono gli uomini d’ affari.”” Il progetto di Fortune si protrae per ben due anni; il nome viene deciso dalla moglie di Luce, Lila, che lo preferisce a Power. A collaborare con lui, Luce chiama Parker Lloyd Smith, un brillante laureato di Oxford che svolge un lavoro eccellente sui primi numeri della rivista, prima di suicidarsi nel 1931. Con tempismo catastrofico il primo numero di Fortune, 30.000 copie in tutto, esce dalle rotative appena tre mesi dopo il grande crollo dei mercati azionari dell’ ottobre 1929; a dispetto, o forse proprio a causa, di tale tempismo il primo numero viene però accolto favorevolmente e la rivista riesce a sopravvivere al successivo periodo di recessione economica. Nel 1937, le entrate superano i 500.000 dollari e il giornale arriva alle 460.000 copie. Nei 30 anni seguenti, Luce mette insieme un vero e proprio impero della carta stampata, con una distribuzione mondiale di oltre 13 milioni di copie; (…)””. (pag 182-183)”,”ECOA-006″
“AAVV”,”La lutte contre la 2° guerre impérialiste mondiale. 1940.”,”La 4° Internazionale e l’ URSS, il patto Molotov-Ribbentrop. “”Il patto germano-sovietico lasciava la completa libertà all’ URSS in Asia; un conflitto di questa con il Giappone avrebbe obbligato la Germania alla neutralità. Il patto “”a tre”” costringe l’ Unione Sovietica a non più muoversi, sotto la minaccia dell’ Asse unito al Giappone. L’URSS deve contribuire, nell’ approvvigionamento, al rafforzamento dei suoi nemici militarmente più pericolosi””. (pag 20) “”L’ URSS, che ciascun operaio deve difendere contro i suoi nemici capitalisti, è messa in pericolo dalla burocrazia. (…)”” (pag 21) “”Il principio strategico di Clausewitz – grande teorico tedesco della guerra – (“”possessione entraîne puissance””) “”il possesso porta con sé la potenza”” trova una nuova verifica dalla fine della guerra del 1914-1918. La formidabile armata di Guglielmo II fu messa sotto scacco dalla situazione storica della Germania: i suoi rivali avevano su di essa l’ immenso vantaggio di aver stabilito il loro dominio mondiale in un’epoca in cui i popoli potevano essere trascinati sulla vita capitalistica.”” (pag 11) Rapporti tra le potenze. “”Questa è la situazione generale dell’ Europa. Se, oggi, l’ Inghilterra si rialza un po’, è a detrimento della Germania; domani; sarà la Germania che si rialzerà a detrimento dell’ Inghilterra. Se la bilancia commerciale di un paese accusa un attivo, la bilancia di un altro paese accusa un passivo corrispondente.”” (Trotsky, 1926) (pag 13)”,”TROS-183″
“AAVV”,”Workers’ Struggles and the Development of Ford in Britain. Fury mounts at plant as angry workers storm through offices.”,”Bollino con al posto della parola Ford nel simbolo è stato posto Fraud. La prima parte di questo opuscolo è la traduzione di un articolo di Ferruccio GAMBINO (1972, dal libro Operai e Stato) all’epoca in Potere Operaio. “”This means the 700.000 West Indian workers, the 300.000 Indians and Pakistanis (not to mention countless Irish workers), who were brought to the UK at a time when unemployment here was low, and the “”underdevelopment”” of these ex-colonies made them good recruiting grounds for labour to be drained off towards the “”mother”” countries. (Note 23) (pag 10-11) “”Note 23. On the British Left people are often as frightened to admit that ‘from the capitalist point of view’ immigration has been an anti-worker exercise as they also find difficulty in admitting that it was also an anti-proletarian operation in the ex-colonies, and that the struggles of immigrant workers lead the movement that is going to break this operation, by attacking the links that bind ‘development’ and ‘underdevelopment’.”””,”MUKx-146″
“AAVV”,”Tutti in campo per l’ insurrezione nazionale liberatrice. Rapporto politico presenato alla riunione allargata della direzione per l’ Italia occupata del Partito Comunista Italiano, 11-12 marzo 1945. – Mobilitare ed organizzare il popolo per l’ insurrezione. Riassunto del rapporto organizzativo.”,”Organizzare l’ odio. “”I partigiani, nel complesso, non solo hanno resistito eroicamente, ma hanno risposto energicamente ai colpi del nemico. La risposta fu più debole da parte dei patrioti delle città e delle campagne. Vi sono stati, è vero, tanto a Torino quanto a Milano, degli scioperi parziali di protesta cotnro le fucilazioni. Vi sono state delle manifestazioni di strada nelle campagne dell’ Emilia; ma sinora non siamo riusciti ad organizzare delle grandi manifestazioni popolari veramente di massa, degli scioperi generali che impongano al nemico il basta con le fucilazioni e con il terrore. L’ odio contro il nemico nazifascista aumenta ogni giorno in tutti gli strati della popolazione. Dobbiamo organizzare questo odio, dobbiamo dare ad esso forma concreta. Bisogna che l’esplosione organizzata di questo odio colpisca sempre più duramente il nemico””. (pag 59) Massima decisione; ma impedire gli atti di inutile brutalità. “”Chi non si arrende deve essere sterminato””. (pag 79)”,”PCIx-235″
“AAVV”,”La lotta del partito comunista d’ Italia. Strategia e tattica della rivoluzione (1921-1922).”,”””Il più alto punto raggiunto dalle lotte operaie del periodo è lo sciopero dell’ agosto 1922. Il 1° agosto 1922, il Comitato centrale dell’ Alleanza del Lavoro proclama lo sciopero generale nazionale contro le minacce di colpo di Stato. Lo sciopero è diretto da un “”Comitato segreto di sciopero””, il quale, proprio mentre l’agitazione si stava estendendo e radicalizzando, il 4 impartisce l’ordine di cessazione. Dopo questo grande sciopero, la classe operaia perde l’ iniziativa di lotta che passa, definitivamente nelle mani della borghesia””. (pag 9) “”41. Colla espressione di tattica ‘diretta’ va indicata più specialmente l’ azione del partito in una situazione che gli suggerisca di prendere l’ iniziativa indipendente di un attacco al potere borghese per abbatterlo o per vibrargli un colpo che gravemente lo indebolisca. Il partito per poter intraprendere una simile azione deve disporre di una solida organizzazione interna che dia assoluta certezza di stretta disciplina alle disposizioni del centro dirigente; deve inoltre poter contare sulla stessa disciplina delle forze sindacali da esso dirette (…)””. (pag 42)”,”MITC-128″
“AAVV”,”La rivoluzione ungherese. Una documentata cronologia degli avvenimenti attraverso le trasmissioni delle stazioni radio ungheresi.”,”Radio Miskolc Libera. 14.35. “”Il Consiglio Operaio della provincia di Borsod e della città di Miskolc, saluta “”con gioia”” la formazione del nuovo governo, ma continuerà a mantenere l’ ordine di sciopero finché “”le richieste dei lavoratori e soprattutto quella concernete il ritiro delle truppe sovietiche, non siano state soddisfatte. Il Consiglio – continua il comunicato – conta su di voi affinché lo sciopero proceda in forma disciplinata. Resistete! La vittoria è vicina!””. (pag 90) Da due giorni la città di Miskolc è sotto il controllo del Consiglio Operaio e del Parlamento studentesco. (pag 90)”,”MUNx-047″
“AAVV”,”Labour Mobility and Migration Trends in the Asia Region. Economist Intelligence Unit research paper prepared for Asia New Zealand Foundation.”,”Cina. Declino della popolazione infantile. Bambini. The rate of growth of China’s population is forecast to remain relatively stable at an annual average of 0.6 percent in 2001-15. The government’s one-child policy is being gradually relaxed, however, and implementation is now less stringent, especially in the countryside, which is still home to around 800m of China’s 13bn people. While the natural rate of increase in population in rural areas will be higher, the birth rate will be lower in urban areas, where many couples are choosing to limit the size of their families or marry late. The urban population will expand primarily as a consequence of large-scale migration from rural areas. The natural growth rate of the population in 2003 was 0.6 percent. The working-age population, will rise throughout the forecast period as a proportion of the total population, while the proportion of the population below 15 years of age will decline.”” (pag 12)”,”CONx-149″
“AAVV”,”Una moderna città d’ acciaio. Costruzione e sviluppo della Grande Genova attraverso la statistica (1926-1952).”,”Contiene ritaglio di giornale del 2000. Genova. La statistica del 1934. “”Il tipo di famiglia che, salvo talune eccezioni,si afferma sugli altri nelle vaie condizioni sociali è quello di 3 o 4 membri: nelal categoria degli agricoltori prevalgono però le famiglie di 5 membri, mentre, per contro, nel ‘culto, professioni ed arti liberali’ e nei ‘possidenti e benestanti’ la famiglia che si incontra più di frequente è quella di 2 membri, che si riduce ad 1 membro nelle ‘condizioni non professionali’. La famiglie operaie con 10 o più membri erano 409. Seguivano gli agricoltori con 130 famiglie. Una notizia interessante ed originale: il 17.5 per cento delle famiglie naturali del Comune avevano a capo una donna. In cifre assolute raggiungevano le 27.454. Anche dette famiglie decrescono naturalmente di numero coll’aumentare del numero dei membri che la compongono””. (pag 93)”,”LIGU-002″
“AAVV”,”Bollettino di Partito. Numero straordinario riservato alle organizzazioni de PCI. I comunisti dell’ Italia occupata nella lotta contro i tedeschi e i traditori fascisti.”,”Bollettino di Partito. Numero straordinario riservato alle organizzazioni del P.C.I.. I comunisti dell’ Italia occupata nella lotta contro i tedeschi e i traditori fascisti. “”I fascisti si danno da fare pubblicando falsi manifestini e giornali comunisti. E’ capitato sottomano un articolo dal titolo “”Il gioco del Capitale”” che è tutta una tirata “”anticapitalistica””, invitante gli operai a lottare contro il capitale “”che resta mentre gli eserciti stranieri spariscono””. Firma “”Il Comitato di concentrazione social-democratico””. Con aggiunta “”Dal grido di Spartaco, novembre 1944″”.”” (pag 27)”,”PCIx-239″
“AAVV”,”Congrès mondial des partisans de la paix. Paris-Prague. 20-25 avril 1949.”,”Relazione di M.lle Kutty Hookham (Federation Mondiale de la Jeunesse Démocratique) “”(…) Aux Etats-Unis d’Amérique, pour la présente année, 52% du budget ont été affectés à la préparation à la guerre. Par contre, les dépenses pour le oeuvres sociales, la santé, la sécurité, le logement, l’ enseignement et le travail combinés, atteignent la généreuse proportion de 7.8%. La militarisation de la jeunesse se fait rapidement””. (pag 205)”,”PCFx-066″
“AAVV”,”Manifeste du parti socialiste unifié. Controler aujourd’hui pour décider demain. Manifeste adopté par le 8° Congrès National du PSU (Toulouse, 9, 10 et 11 décembre 1972).”,”La divisione sociale del lavoro. “”a) Le capitalisme a poussé à son maximum la coupure entre travail manuel et travail intellectuel, entre villes et campagnes, entre industrie et services. Les inégalités dans la durée du travail en sont un des signes. Partout “”l’organisation scientifique du travail”” (sic), de quelque nom qu’on l’affuble, pousse a l’émiettement des tâches, à la réduction du travail en un ensemble d’actes répétitifs, la conceptions et la synthèse se faisant ailleurs. Le métier disparaît (…)””. (pag 89)”,”FRAP-093″
“AAVV”,”Los Partidos Comunistas de América Latina en la lucha por la unidad de las fuerzas antimperialistas.”,”””El nivel de salarios en la agricultura es 3-4 veces inferior que en la industria transformadora. Los ingresos de los campesinos propietarios son considerablemente superiores que los salarios de los obreros agrícolas. Según datos de los exportos de la FAO, del 33 al 50% de la fuerza de trabajo, ocupada en la agricultura de América Latina, no se utiliza pienamente o no se utiliza en absoluto, principalmente por causa del monopolio de la tierra de los latifundistas y por la carencia de créditos para la pequeña hacienda. De acuerdo a las estimaciones de estos expertos, cerca de 60-70 millones de habitantes rurales gastan casi todos sus recursos en alimentos (por los que reciben 1.800-1.900 calorías diarias comparadas con el número necesario de 2.550 calorías).”” (pag 168)”,”AMLx-093″
“AAVV”,”A Bibliography on Reason of State, Tacitism and Machiavellianism. From 1857 to 2007.”,”Realizzato ed aggiornato da Alessandro ARIENZO”,”TEOP-335″
“AAVV”,”1° maggio: due mondi in lotta. 1° primo maggio 1886. La lotta per le 8 ore in USA.”,”””Scrive Marx a proposito del Belgio: ‘Il Belgio, il paradiso del liberalismo continentale, non mostra nessuna minima traccia di tale movimento. Perfino nelle sue miniere di carbone e di metallo operai di ambo i sessi ed ogni grado di età vengono consumati con piena “”libertà”” per ogni durata e per ogni periodo. Su mille persone occupate in quelle miniere ci sono 733 uomini, 88 donne, 135 giovanetti e 44 ragazzi al di sotto dei 16 anni; negli altiforni e simili su ogni mille persone ci sono: 668 uomini, 149 donne, 98 giovanetti e 85 ragazzi al di sotto dei 16 anni. A tutto questo si aggiunge poi il basso salario per uno sfruttamento enorme di forze lavorative mature e immature: come media giornaliera 2 scellini e 8 pence per gli uomini, 1 scellino e 8 pence per le donne, 1 scellino e 2 pence e mezzo per i giovanetti. In cambio il Belgio ha quasi raddoppiato nel 1863 (confronto al 1850) la quantità e il valore della sua esportazione di carbone, ferro, ecc.””. (Carlo Marx, Il capitale, libro I).”” (pag 42)”,”MPMx-028″
“AAVV”,”Uomini e danaro. Banche e banchieri italiani dal 1200 ad oggi.”,”””Non c’è alcun dubbio che Pierpont Morgan – il grande finanziere americano, contemporaneo e rivale di Carnegie – sia l’erede dei “”campsores”” mediterranei del XII secolo e, al contempo, uno dei più alti esempi dell’evoluzione creditizia, nelle sue caratteristiche di iniziativa, di coraggio e di sagacia, che affinandosi e completandosi con quello che abbiamo visto essere lo “”spirito borghese””, ha portato la banca – intesa come funzione e come elemento economico – dal rozzo tavolo dinanzi alla locanda della fiera medioevale ai lussuosi palazzi moderni. Abbiamo visto, o almeno immaginato di vedere, i campsores pisani, veneziani, genovesi allettare soldati e mercanti dell’Europa cristiana in partenza dai loro scali, con l’offerta di trasferire il loro gruzzolo nei porti del Levante, assumendo il rischio di mare. Dalla loro funzione, come abbiamo cercato di illustrare nel precedente capitolo, è nata la lettera di cambio, come dalla terra nasce il grano. Fisiocraticamente, si potrebbe dire, perciò, che la funzione del campsore medioevale è l’ ‘alma parents frugum’ della moderna tecnica bancaria””. (pag 32) L’ espansione delle banche popolari in Italia. Le prime banche popolari della Lombardia e del Veneto. Prima della grande guerra. “”Sorte quasi agli albori dell’ unificazione del paese, le banche popolari trovano il loro sviluppo connesso con la evoluzione economica italiana e particolarmente con quelle che erano allora le condizioni ambientali agli effetti dell’ esercizio del credito. L’ Italia, in quei giorni, all’ infuori degli Istituti di emissione e delle Casse di Risparmio conosceva appena le forme progredite della civiltà economica; lo “”cheque”” era quasi interamente ignoto, il popolo minuto che lavora e che traffica non aveva altra scelta, quando gli occorreva un fido, che fra l’ usura e il Monte di Pietà; insomma, rispetto all’ ordinamento delle banche, non si era ancora usciti dal “”medio evo economico””.”” (pag 292)”,”ITAE-202″
“AAVV”,”La nascita del Partito Comunista d’ Italia (Livorno 1921).”,”Il giornale Avanti!. “”L’Avanti! come organo del Partito dovrebbe essere organo della Terza Internazionale: nell’Avanti! dovrebbero trovare posto tutte le notizie, le polemiche, le trattazioni di problemi proletari che interessano la Terza Internazionale; nell’Avanti! dovrebbe essere condotta, con spirito unitario, una polemica incessante contro tutte le deviazioni e i compromessi opportunistici: invece l’Avanti! mette in valore manifestazioni del pensiero opportunista come il recente discorso parlamentare dell’on. Treves che era intessuto su una concezione dei rapporti internazionali piccolo borghese e svolgeva una teoria controrivoluzionaria e disfattista delle energie proletarie. (…) Scritti di compagni russi, indispensabili per comprendere la Rivoluzione bolscevica, sono stati tradotti in Svizzera, in Inghilterra, in Germania e sono ignorati in Italia: valga per tutti il volume di Lenin “”Stato e Rivoluzione””; gli opuscoli tradotti sono poi tradotti pessimamente, spesso incomprensibili per le storture grammaticali e di senso comune””. (pag 17) (dalla Relazione della frazione maggioritaria astensionista e ordinovista, Ordine Nuovo, 8 maggio 1920)”,”MITC-082″
“AAVV”,”IV Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del IV congresso dell’ Internazionale comunista.”,”””Il rifiuto dei comunisti delle colonie di prender parte alla lotta contro l’oppressione imperialista con il pretesto di “”difendere”” esclusivamente gli interessi di classe non è altro che opportunismo della peggior specie, che può soltanto screditare la rivoluzione proletaria in Oriente. Non è meno nocivo il tentativo di metter da parte la lotta per gli interessi quotidiani e immediati della classe operaia in nome di una “”unificazione nazionale”” o di una “”pace sociale”” con i democratico-borghesi. Due compiti, confusi in uno, incombono ai partiti comunisti coloniali e semicoloniali: da un lato essi lottano per una soluzione radicale dei problemi della rivoluzione democratico-borghese avendo per obiettivo la conquista dell’indipendenza politica; dall’altro essi organizzano le masse operaie e contadine per permettere loro di lottare per gli interessi particolari di classe e utilizzano a tal fine tutte le contraddizioni del regime nazionalista democratico borghese. Formulando rivendicazioni sociali, essi stimolano e liberano l’energia rivoluzionaria che non trova alcuno sbocco nelle rivendicazioni liberali borghesi. La classe operaia delle colonie e delle semi-colonie deve sapere per certo che soltanto l’estensione e l’intensificazione della lotta contro il giogo imperialistico delle metropoli può conferire un ruolo dirigente nella rivoluzione e che soltanto l’organizzazione economica e politica della classe operaia e degli elementi semiproletari può aumentare il respiro rivoluzionario della lotta contro l’imperialismo.”” (pag 71)”,”INTT-235″
“AAVV”,”Facts and Tendencies. Women and Development. October, 1977. Bled, Yugoslavia.”,”””At the annual meeting of the International Bank for Reconstruction and Development at Washington in October 1976, Bank President McNamara stated that there were a billion inhabitants of the least developed countries, whose populations are steadily increasing and where protein deficiency and inadequate health services were factors contributing to impaired brain development and a mortality rate eight times higher than in the industrially developed countries””. (pag 73)”,”DONx-033″
“AAVV”,”A la veille de Thermidor. Révolution et contre-révolution dans la Russie des Soviets. Plateform de l’ Opposition de Gauche dans le parti Bolchévique (Sapronov, Smirnov, Obhorin, Kalin, etc.).”,”Ultima pagina della lettera d’accompagnamento tagliata. “”Toute l’activité du C.C. est une horrible déformation de ce qui a été réclamé par Lénine dans son dernier écrit: au lieu “”de suivre attentivement toutes les circonstances, qui pourraient conduire è une scission””, au lieu “”de créer un groupe solide, qui, sans acception de personne, devra faire attention à consolider son autorité rien que par l’examen des documents, par la recherche et surtout par l’effort d’atteindre une clarté inconditionnée et une sévère correction des affaires en marche (Lénone: Comment devons-nous rèorganiser l’inspection ouvrière et paysanne?), il devint dans la lutte contre l’opposition un instrument du Bureau politique, un organe auxiliaire de la lutte fractionnelle. L’activité des commissions de contrôle est à changer de fond en comble, ainsi qu’elles deviennent un instrument du contrôle des militants ouvriers sur l’activité de l’appareil du parti et de l’Etato. Leur ensemble doit être radicalement renouvelé. Leur élite devra être composé de travailleurs industriels, qui seront périodiquement alternés pour qu’ils ne pendent pas la liaison avec la masse. Le C.C. doit devenir véritablement un organe qui garantit l’unité du parti contre le danger “”d’influences purement personnelles et des évènements accidentales”” (Lénine, ibid.).”,”RIRO-325″
“AAVV”,”L’ assurance sociale dans l’ URSS.”,”””La caisse d’assurance verse des allocations aux chômeurs qu’ils touchent ou non des secours de leurs syndicats. Les prestations de chômage se divisent en allocations de base et allocations familiales complémentaires. Au point de vue du taux des allocations de base, les chômeurs sont classés en trois catégories suivant leur profession et qualification (le rapport entre les catégories est 1: 3/4 : 3/5. En outre, le chiffre des allocations de base varie d’une zone à l’autre, de 26 roubles par mois au chômeur de première catégorie dans la premiére zone, à 11 roubles au chômeur de la première catégorie dans la 6-me zone. La taux moyen de l’allocation de chômage de la 1-re catégorie est monté de 8 r. 69 c. en 1924, à 17 r. 05 c. en mars 1927. L’indemnité pour charge de famille est versée pour les membres suivants demeurant avec le chômeur et se trouvant à sa charge; a) enfants de moins de 16 ans ou inaptes au travail, si cette incapacité de travail est survenue avant l’âge de 16 ans; b) les ascendants; la mère, si elle a atteint l’âge de 50 ans, et le père, arrivé à l’âge de 55 ans””. (pag 31)”,”RUST-132″
“AAVV”,”El marxismo. Origen, Teoria, Desarrollo, Obras, Criticos, Influencia.”,”4. “”En “”La dialéctica de la naturaleza”” (1822) (1), ínacabada y publicada en la URSS en 1925), Engels aún lleva más lejos la generalización filosófica. De los resultados de las ciencias naturales, extrae la afirmación de que la naturaleza obedece a leyes dialécticas: esa prolongación del marxismo tendía a transformarlo en una teoria del ser. El materialismo dialéctico se convertía en una concepción total del mundo, sobre la que cabe la pregunta de hasta que punto permanecía fiel a la idea marxista del “”fin de la filosofia””. El “”Anti-Dühring”” y “”La dialéctica de la naturaleza”” serán las obras más controvertidas de la herencia marxista. Numerosos marxistas contemporáneos verán en ellas el origen de lo que consideran deformaciones dogmáticas del marxismo”” (pag 89) (1) errore nel testo Necessità (pag 148)”,”MADS-439″
“AAVV”,”Spunti ed ammaestramenti tratti dalle esercitazioni dell’ anno 1969.”,”””L’accentuato dinamismo della battaglia moderna crea la necessità di fare intervenire l’artiglieria in spazi ampi e profondi. Ne deriva l’opportunità, in attesa che sia possibile incrementare le gittate, di integrare la manovra delle traiettorie con la manovra degli schieramenti. Occorre, quindi, che gli artiglieri uniscano al tradizionale culto della manovra delle traiettorie l’orientamento mentale alla tempestiva manovra degli schieramenti. Quest’ultima incontra spesso serie difficoltà. In terreni montani, ad esempio, le zone idonee allo schieramento delle artiglierie risultano scarse, essendo, in genere, limitate ai fondi valle ed alle conche. In questi terreni occorre perciò che, nell’intento di consentire la massima aderenza di fuoco e di non creare pericolosi addensamenti, le zone di facilitazione siano essenzialmente utilizzate dalle artiglierie di maggior calibro, soggette a più restrittive limitazioni di movimento. L’artiglieria da montagna, invece, dovrà orientarsi allo schieramento in zone di difficile accessibilità non raggiungibili dalle altre artiglierie.”” (pag 15)”,”ITQM-134″
“AAVV; Saggi di Giovanni BUSINO Chiara Daniela PRONZATO Silvia CALBI Francesca Lidia VIANO Elena SARDO Sergio D’ONGHIA Daniela MURACA Riccardo FORTE”,”Annali della Fondazione Luigi Einaudi. XXXIX-2005.”,”ANTE1-27 Contiene il saggio di Daniela MURACA, Fra antistalinismo e guerra fredda: il pensiero di Angelo Tasca negli scritti del dopoguerra (pag 189-219)”,”ANNx-026″
“AAVV”,”Caro Avanti! Mille lettere dall’interno del PSI.”,”Note di Aldo ANIASI Gaetano ARFE’ Fabrizio CICCHITTO Luigi COVATTA Gianni DE-MICHELIS Ugo INTINI Maria MAGNANI NOYA Claudio MARTELLI Carlo RIPA DI MEANA Valdo SPINI Roberto VILLETTI”,”MITS-346″
“AAVV”,”Annual Report 2008.”,”Lavoro femminile e lavoro infantile industria confezionamento sigarette tabacco foto pag 64 Esemplare in Emeroteca.”,”EMEx-067″
“AAVV”,”Problemi della rivoluzione. Contributo ad un dialogo tra gli internazionalisti.”,”3° esemplare, già collocato”,”BORD-084″
“AAVV”,”L’agonie du capitalisme et les tâches de la IVe Internationale (Programme de Transition).”,”Fondo Davoli”,”TROS-198″
“AAVV”,”PCUS. Dal I al XXV Congresso.”,”Dati iscritti al PCUS per occupazione 1952-1955 Operai 28.3% 1971-1975 Operai 57.6% (crollano gli ‘altri impiegati’ dal 25.6 al 5.2%) (pag 91) Pagine seguenti composizione 1927 per titolo di studio: elementare 90% 1975 elementare 14% Composizione nazionale PCUS ) 1976 Russi 60.6%”,”RIRO-342″
“AAVV”,”Genova tra ottocento e novecento. Album storico-fotografico. Volume 4. Il porto.”,”Quest’opera ha attinto al volume ‘Guida del Porto di Genova’ pubblicata dai Fratelli Pagano nel 1954.”,”LIGU-032″
“AAVV”,”Quegli anni a Ingegneria.”,”Opera dedicata a Vincenzo TAGLIASCO”,”GIOx-051″
“AAVV”,”Quegli anni a Ingegneria.”,”Opera dedicata a Vincenzo TAGLIASCO”,”LIGU-035″
“AAVV”,”Guida del porto di Genova.”,”Foto pag 31 Sampierdarena con la spiaggia prima della costruzione del nuovo porto (1920)”,”LIGU-036″
“AAVV”,”La Commune de Paris. Actes et Documents. Episodes de la Semaine Sanglante.”,”foto di Eugene Varlin e di Jules Valles (Ceux qu’il ne faut pas oublier) e altri dirigenti della Comune, riproduzione di alcuni manifesti della Comune”,”MFRC-137″
“AAVV”,”The Origins of the Movement for Workers Councils in Germany, 1918-29.”,”Questo opuscolo ( pamphlet ) è apparso in olandese su “”Radencommunismus”” (n. 3, 1938) il giornale del gruppo comunista consiliare olandese e poi tradotto in francese e pubbilcato su ‘Internationalisme’ (N: 45, 1952). Rivisto e completato con un riassunto dei ‘Principi’ (2° parte da pag 21) che fu scritta per il giornale comunista internazionalista ‘Bilan’ (N° 19-21, 1935) e poi pubblicata da ‘Informations Correspondance Ouvrieres’ (N: 42 1965), è da questo testo che è stato tradotto e qui riportato. Il pamphlet è stato pubblicato per la prima volta in inglese da Coptic Press nel 1968. La seconda parte del pamphlet contiene appunto i ‘Principles’ che sono stati esposti nel 1930 in uno studio sui ‘Fundamental Principles of the Communist Production and Distribution’ (scritti da Dutch Council-Communist Group). Council-communism comunismo consiliare Ultra-left estremismo di sinistra”,”MGER-107″
“AAVV”,”La Cina nel 2010. Scenari e Prospettive per le Imprese.”,”Saggio introduttivo di Alberto QUADRIO CURZIO”,”CINE-039″
“AAVV; saggi di Hans Günter ESCHKE Nikolay NIKOLOV Jürgen BORCHARDT Wolfgang BOHN Karl FREESE Eckhard GRIEBEL Christina GRUNDWALD Friedrich GÜNTER Gisela KAHL Paul MITZENHEIM Hans-Jürgen ZIEGLER Günter SCHMIDT Herbert SCHWAB Gerhard ZINSERLING e altri”,”Jenaer “”Anti-Dühring””-Konferenz. 9. und 10. Juni 1978 zum Thema: ‘Friedrich Engels’ Werk “”Herrn Eugen Dührings Umwälzung der Wissenschaft (Anti-Dühring) – Arbeitsmittel und Waffe bei der Verwirklichung dcer Beschlüsse des IX. Parteitages der SED an der Hochschule’.”,”Saggi di Hans Günter ESCHKE Nikolay NIKOLOV Jürgen BORCHARDT Wolfgang BOHN Karl FREESE Eckhard GRIEBEL Christina GRUNDWALD Friedrich GÜNTER Gisela KAHL Paul MITZENHEIM Hans-Jürgen ZIEGLER Günter SCHMIDT Herbert SCHWAB Gerhard ZINSERLING e altri”,”MAES-097″
“AAVV”,”Giacomo Leopardi. Biografia.”,”‘La mia favola breve è già compita, E fornito il mio tempo a mezzo gli anni’ (Petrarca) Una sorta di testamento di Leopardi agli uomini, non d’amore, ma di compassione e fratellanza: “”Da verace saper, l’onesto e il retto Conversar cittadino E giustizia e pietade…'”,”BIOx-201″
“AAVV”,”Togliatti assassino di comunisti. Documenti inediti e testimonianze dirette.”,”Libro di Arvo Tuominen. “”Per fortuna, uno dei componenti il “”tribunale”” che giudicò Bela Kun ha lasciato una testimonianza scritta su quel “”processo””. Si tratta di Arvo Tuominen, ex Segretario del Partito Comunista Finlandese e membro supplente dell’Internazionale Comunista, che abbandonò Mosca e il comunismo nel 1939, in seguito all’aggressione sovietica contro la Finlandia. Nel suo libro, apparso nel 1958 a Stoccolma in lingua svedese, con il titolo ‘Le campane del Kremlino’, Tuominen racconta come Bela Kun fu accusato da un tribunale improvvisato per volontà della polizia, e composto di dirigenti del “”Komintern””. Inutile aggiungere che Palmiro Togliatti era fra i “”giudici””. “”Un altro Presidium””, si legge nel libro di Tuominen, “”venne convocato, sotto funesti auspici, all’inizio del 1937. Fra i membri del Presidium presenti alla riunione, figuravano, oltre a Dimitrov ed a Manuilsky, anche Kuusinen, Togliatti, Pieck, Gottwald, Florin, Van Mine, ed io stesso””. (pag 24-25) Manuilsky durante la riunione si rivolse a Beka Kun chiamandolo ‘cittadino’ invece che ‘compagno’. L’uso di questo termine equivaleva al preannunzio di una condanna a morte. (pag 25) Libro di Jesus Hernandez del 1935, pubblicato in Francia, sulla guerra civile spagnola, intitolato ‘Il grande tradimento’. (pag 33) Libro di Valentin Gonzalez detto ‘El Campesino’, ‘La vita e la morte in URSS, 1939-1949’, Parigi ediz 1950 sui crimini contro i rifugiati spagnoli in Urss a seguito della guerra civile. (pag 39 e seguenti) Libro di Nollan, International communism, a world revolution) (pag 43) Serra pseudonimo di Angelo Tasca (pag 47) Comunisti italiani scomparsi in URSS: Silva, Gorelli, Baccalà, Peluso, Papa, Gaggi, Calligaris, Ghezzi, Costa, Pirz, Sperci, Pizzirani, Bianchi, Poggi, Nali, Lazzaretti, Cerquetti. (pag 56-57)”,”PCIx-265″
“AAVV”,”Tesi programmatiche della 1° Conferenza dei GAAP – Gruppi Anarchici di Azione Proletaria. Genova-Pontedecimo, 24-25 febbraio 1951.”,”Originale presso Archivio Storico di Franco Salomone – FdCA Savona]”,”MITC-095″
“AAVV”,”Paul Frölich, parcours militant du biographe de Rosa Luxemburg.”,”””Su iniziativa di Boris Souvarine, Frölich partecipa a un progetto dell’Istituto Internazionale di Storia Sociale (IIHS) di Amsterdam, che mira a raccogliere le memorie politiche degli esponenti del movimento operaio. Il suo manoscritto di oltre 300 pagine è ultimato nel 1938; tuttora inedito, il testo resta conservato dall’IIHS””. (pag 8)”,”LUXS-047″
“AAVV”,”Storia del Partito Comunista ‘Bolscevico’ dell’URSS. Breve corso.”,”Inserito come allegato: Progetto Costituzione dell’URSS (1977) Il libro contiene Nota manoscritta della Sezione Rissotto (libro in omaggio alla Cellula distintasi in campagna tesseramento)”,”STAS-059″
“AAVV”,”I Sindacati italiani al Primo Congresso della Internazionale dei Sindacati Rossi.”,”Contiene il discorso di Repossi “”E’ da notarsi come dopo la scissione avvenuta nel Congresso del Partito Socialista a Livorno, i riformisti, che costituivano l’ala destra del movimento operaio italiano, nella questione “”o Mosca o Amsterdam’ hanno sempre sostenuto il concetto che bisognava rimanere contemporaneamente in ambedue. Bisogna far osservare ancora che la C.G.d.L., nell’aprile 1921, aveva rivolto all’Internazionale di Amsterdam un indirizzo sui “”pogrom”” e sugli assassinii perpetrati dai fascisti. Amsterdam rispose inviando 50.000 lire e la Confederazione la ringraziò con una gentile letterina. Così si riallacciarono i rapporti reciproci, e la CGdL si è trovata a un punto nelle due Internazionali.”” (pag 5-6) [parte riguardante la questione italiana della relazione fatta da A. Losovski nella Conferenza dei Comitati di fabbrica e delle Direzioni dei Sindacati, a Mosca il 22 luglio 1921]”,”INTT-253″
“AAVV”,”La nostra lotta internazionalista. Orientamenti per la nuova fase strategica. (in russo)”,”AAVV, La nostra lotta internazionalista. Orientamenti per la nuova fase strategica (in lingua russa), NOVY PROMETEY. PIETROBURGO. 2011, pag 79 16°, presentazione prefazione alla 6° edizione di ‘Lotte di classe e partito rivoluzionario’, introduzione a ‘L’Europa, l’Asia e la crisi, prefazione alla 2° edizione de ‘La difficile questione dei tempi’, introduzione a ‘La crisi delle relazioni globali’, note tabelle indice nomi”,”ELCx-152″
“AAVV”,”Storia degli ordini monastici, religiosi, e militari, e delle congregazioni secolari dell’uno, e l’altro sesso, fino al presente istituite, con le vite de’ loro fondatori, e riformatori. Tomo ottavo. Sesta, ed ultima parte, che comprende le Congregazioni Secolari dell’uno, e dell’altro Sesso, e gli Ordini Militari, e di Cavalleria, che non sono soggetti ad alcuna delle Regole delle Religioni.”,”Begue fondatore delle Beghine (pag 3-4) Caraffa (P. Carlo) fondatore dei Pii Operaj Dono di Patrizia Asprea”,”RELC-271″
“AAVV”,”Les rapports de production en Russie. Extraits d’un ouvrage sur l’Economie du Capitalisme Bureaucratique.”,”””Lorque, par conséquent Trotsky – pour ne rien dire de ses épigones – parle du caractère “”bourgeois”” de la répartition du produit social, en Russie, en l’opposant au caractère “”socialiste”” des rapports productifs ou de la propriété étatique (!), il n’y a là qu’une douce plaisanterie: le mode de répartition du produit social est inséparable du mode di production. Comme le dit Marx, il n’en est que le revers: “”L’organisation de la distribution est entièrement déterminée par l’organisation del la prodution””. S’il est vrai “”qu’un individu, qui participe à la production sous la forme du travail salarié, participe sous la forme du salaire aux produits, aux résultats de la production””, il ne peut qu’être vrai aussi inversement qu’un individu qui participe sous la forme de salaire aux produits, ‘participe à la production sous la forme de salarié’. Et le travail salarié implique le capital (1)””. (1) K. Marx, Le Capital, F. Engels E. Dühring bouleverse la Science) [in ‘Les rapports de production en Russie. Extraits d’un ouvrage sur l’Economie du Capitalisme Bureaucratique, Socialisme ou Barbarie] (pag 7) “”En ce que concerne d’abord le pourcentage de la popolution formé par la bureaucratie, nous nous référons au calcul de Trotsky dans “”La Révolution Trahie””. Trotsky donne des chiffres allant de 12 à 15% jusqu’à 20% de l’ensemble de la population pour la bureaucratie (appareil étatique et administrafi supérieur, couches dirigeants des kolkhoz, personnel du parti, stakhanoviens, activistes sans parti, etc…)”” (pag 48)”,”TROS-212″
“AAVV”,”La fondazione dell’Internazionale Comunista. Marzo 1919. Antologia.”,”””Il “”potere sovietico”” è il secondo atto ‘storico mondiale’ o la seconda fase di sviluppo della dittatura del proletariato. Il primo atto è stato la Comune di Parigi. La geniale analisi del contenuto e della portata di questa Comune, fatta da Marx nella ‘Guerra civile in Francia’, ha mostrato come la Comune abbia creato un ‘nuovo tipo’ di Stato, lo ‘Stato proletario’. Ogni Stato, persino la repubblica più democratica, non è altro che una macchina con cui una classe schiaccia un’altra classe. (…)””. [Lenin, Lettera agli operai d’Europa e d’America] [in La fondazione dell’Internazionale Comunista. Marzo 1919. Antologia, Edizioni Lotta comunista, 2009] (pag 23)”,”ELCx-163″
“AAVV”,”La elección comunista. Comprender el presente. Cambiar el futuro.”,”””La naturaleza es grandiosa, pero la historia me parece más grandiosa que la naturaleza. La naturaleza ha necesitado millones de años para generar seres conscientes, y esto seres conscientes tienen ahora necesidad de miles de años para actuar junto a su consciencia – con consciencia, es decir, no sólo de sus acciones como masa – cooperando y persiguiendo un objetivo común y querido previamente. Hemos llegado casi a eso. Y observar este proceso, esta evolución siempre más vecina de cualquier cosa que en la historia de nuestra tierra no se ha producido nunca, me parece un espectáculo que vale la pena seguir, y durante toda mi vida no he logrado apartar los ojos.”” [Friedrich Engels, 1893] [in La elección comunista. Comprender el presente. Cambiar el futuro, EDITIONS SCIENCE MARXISTE – EDICIONES CIENCIA MARXISTA. MONTREUIL-SOUS-BOIS. 2009] (pag 19)”,”ELCx-165″
“AAVV, a cura di Attilio CHITARIN”,”Le Izvestija di Kronstadt. Articoli dal 3 al 16 marzo 1921.”,”Lev Trotsky: “”Se la dittatura del proletariato significa qualcosa, essa significa che l’avanguardia della classe si arma delle risorse pertinenti allo Stato per respingere ogni minaccia, ivi comprese quelle provenienti dai settori più arretrati del proletariato stesso…”” (pag 8)”,”RIRO-378″
“AAVV”,”Contro l’opportunismo.”,”Si cita la lettera di Lenin a Bebel del 1905 (in Fred Oelssner, Rosa Luxemburg, Ed. Rinascita 1953, pag 209) “”Marx nota che di solito il concetto di “”generale”” è una forma solo illusoria del vero interesse collettivo della classe. Ciò che si presenta come “”generale””, analizzato, si rivela come la somma degli interessi particolari e non come l’interesse universale di una classe, in ragione del potere. “”…ogni classe la quale aspiri al dominio, anche quando, come nel caso del proletariato, il suo dominio implica il superamento di tutta la vecchia forma della società e del dominio, in genere, deve dapprima conquistarsi il potere politico per rappresentare a sua volta il suo interesse come l’universale, essendovi costretta in un primo momento. Appunto perché gli individui cercano soltanto il loro particolare interesse, che non coincide col loro interesse collettivo, e il generale di solito è forma illusoria della collettività, …”” (Karl Marx – F. Engels, L’ideologia tedesca, Ed. Riuniti, 1958, p.30) [in ‘Contro l’opportunismo’, 1971] (pag 24)”,”TEOC-567″
“AAVV”,”Report of the Ninth World Congress. Brussels, 2-8 July, 1969.”,”ICFTU presidente Bruno Storti, Segretario generale Harm. G. Buiter”,”SIND-101″
“AAVV”,”Paul Frölich (1884-1953).”,”Su iniziativa di Boris Souvarine, Frölich partecipa a un progetto dell’Institut International d’Histoire Sociale (IIHS) di Amsterdam che mirava a raccogliere le memorie politiche delle personalità del movimento operaio. Il suo manoscritto di più di 300 pagine è terminato nel 1938: tuttora inedito, al momento attuale, il testo è conservato all’IIHS. Informazioni bibliografiche: P. Frolich, Titolo La terreur blanche en Allemagne Petite bibliothèque communiste Autore Paul Frölich Editore Librairie de “”L’Humanité,””, 1922 63 pagine”,”MGEK-105″
“AAVV”,”Movimento economico dell’Italia. Raccolta di statistiche per l’anno 1930.”,”Presidente Comit: Ettore Conti, Vp Guido Donegani, Carlo Parea, Piero Puricelli. Consigliere delegato (Direzione Centrale) Giuseppe Toeplitz”,”STAT-102″
“AAVV”,”Rapport sur le développement dans le monde 1987.”,”Nei suoi ‘Principi di economia politica’ (1848) John Stuart Mill evoca i vantaggi che risultano dal “”commercio estero””. (v. riquadro p. 4)”,”STAT-183″
“AAVV”,”Genova 30 giugno 1960: una rivolta di partigiani e teddy boys.”,”‘La cronaca’ (pag 7) tratta da ‘Il nemico interno’ di Cesare Bermani”,”LIGU-070″
“AAVV”,”Fallimento del marxismo. Mezzo secolo dall'””Ottobre Rosso””.”,”La corruzione. “”Negli archivi segreti della regione di Smolensk sono state ritrovate le prove degli scandali che hanno imperversato nella zona dal 1928 in poi, e questi documenti sono stati resi pubblici, di recente, in un libro di Merle Fainsod: “”Tutti nel partito bevevano: dall’alto al basso della scala, si beveva. Le riunioni di partito nella ‘guberniya’ non erano che delle bevute… Le rivelazioni di Yakovlev erano ripugnanti al massimo. Lo stabilimento Katushka, uno dei bastioni del proletariato nella provincia, di cui la metà delle maestranze militava nel partito o nel ‘Komsomol’, era presentato come un nido di corruzione o di depravazione. Le operaie dovevano sottomettersi alle richieste dei capimastri. Nell’officina di Yartsevo sette operai si erano uccisi a causa dell’indifferenza dei dirigenti del partito verso le loro rivendicazioni. Rivoluzionari della prima ora si erano dati al vizio del bere e alla depravazione sessuale. (…)”” (M. Fainsod, Smolensk à l’heure de Stalin).”” (pag 122)”,”RUSU-228″
“AAVV”,”Critica della corrotta prassi dei sindacati. II. Testi di Marx-Engels sul sindacalismo. Contenuto e portata delle rivendicazioni economiche immediate del proletariato.”,”””Lo scopo finale del movimento politico della classe operaia è naturalmente la conquista del potere politico, il che implica con assoluta necessità che preliminarmente una organizzazione sufficientemente sviluppata della classe operaia nasca e si ingrandisca a partire dalla sue stesse lotte economiche. Tuttavia, per diventare politico, un movimento deve opporre alle classi dominanti gli operai che agiscono in quanto classe per farle cedere mediante una pressione dall’esterno. Così, l’agitazione è puramente economica quando gli operai tentano, attraverso scioperi, ecc., in una sola fabbrica o anche in una sola branca d’industria, di ottenere dai capitalisti privati una riduzione del tempo di lavoro; essa è invece ‘politica’ quando essi strappano con la forza (erwingen) una legge che fissa la giornata lavorativa a otto ore, ecc. Ed è in questo modo che da tutti i movimenti economici isolati degli operai si sviluppa ovunque un movimento ‘politico’, cioè un movimento di ‘classe’ il cui scopo è quello di realizzare i propri interessi sotto forma generale coercitiva per l’intera società. Se, da una parte, questi movimenti presuppongono già una certa organizzazione, dall’altra, sono a loro volta un mezzo di sviluppo di questa organizzazione”” [Lettera di Karl Marx a F. Bolte, 23 novembre 1871] [in ‘Critica della corrotta prassi dei sindacati. II. Testi di Marx-Engels sul sindacalismo’, 1979] (pag 82-83) Da internet: <…. Il Political moviment (movimento politico) della classe operaia ha naturalmente come scopo ultimo la conquista del Political power (potere politico) per la classe operaia stessa, e a questo fine è naturalmente necessaria una previous organization (previa organizzazione) della working class (classe operaia) sviluppata sino ad un certo punto e sorta dalla sue stesse lotte economiche. Ma d’altra parte ogni movimento in cui la classe operaia si oppone come classe alle classi dominanti e cerca di far forza su di essa con pressure from without (pressione dall’esterno) è un political moviment. Per esempio, il tentativo di strappare una riduzione della giornata di lavoro dal capitalista singolo in una sola fabbrica, o anche in una sola industria, con degli scioperi, ecc. è un movimento puramente economico; invece il movimento per strappare una legge delle otto ore, ecc. è un movimento politico. E in questo modo dai singoli movimenti economici degli operai sorge e si sviluppa dappertutto il movimento politico, cioè un movimento della classe per realizzare i suoi interessi in forma generale, in una forma che abbia forza coercitiva generale socialmente. Se è vero che questi movimenti presuppongono una certa previous organizzazion, essi sono da parte loro altrettanto mezzi dello sviluppo di questa organizzazione.”,”BORD-003-FL” “AAVV”,”Rapporto Krusciov. Con note storiche.”,”””Consentitemi innanzitutto di ricordarvi con quanta severità i classici del marxismo-leninismo ebbero a denunciare ogni manifestazione del culto della personalità. In una lettera (1) all’esponente della classe operaia tedesca Wilhelm Blos, Marx ebbe a dichiarare: “”A causa della mia antipatia per qualsiasi forma di culto dell’individuo, non ho mai reso di pubblica ragione durante l’esistenza dell’Internazionale i numerosi indirizzi inviatimi da vari paesi che riconoscevano i miei meriti e mi infastidivano. Non mi sono neanche preoccupato di rispondervi, se non talvolta per confutare i loro autori. Engels ed io entrammo in origine a far parte della società segreta dei comunisti (2) a condizione che tutto quello che potesse contribuire al culto superstizioso dell’autorità venisse eliminato dal suo statuto. Successivamente Lassalle fece esattamente il contrario””. Qualche tempo dopo Engels scrisse a sua volta: “”Tanto Marx che io siamo sempre stati contrari a qualsiasi manifestazione pubblica che riguardasse gli individui, eccettuati i casi in cui esse avessero uno scopo importante, e soprattutto ci siamo opposti energicamente a quelle manifestazioni che durante la nostra vita ci interessavano personalmente”” [Rapporto Krusciov. Con note storiche, 1958] (pag 6) [“”(1) Questa lettera di Marx (Londra, 10 nov. 1877) è stata pubblicata dall’Istituto Marx-Engels-Lenin nell’originale tedesco. Wilhelm Blos, il giornalista e storico cui è indirizzata, ebbe un certo ruolo nella socialdemocrazia tedesca; (2) La “”Lega dei Giusti””, fondata da un gruppo di lavoratori tedeschi rifugiati a Parigi, fu costretta a trasferire la sua sede a Londra dopo i moti parigini del 1839 in cui si era compromessa. Nella capitale inglese la Lega subì una evoluzione avvicinandosi alla dottrina di Marx ed Engels, adottando nuove forme di organizzazione, e mutando la sua denominazione in quella di “”Lega dei Comunisti””. Fu a nome della Lega che Marx ed Engels, dopo aver dato alla stessa la loro adesione, redassero il “”Manifesto dei comunisti”” (…)””] (pag 6)”,”RUSS-003-FPA” “AAVV”,”Raccolta di “”Lotta comunista””, 2004-2010.”,” [‘Voce Brasile: articoli su: classifiche di grandi gruppi, componenti etniche, crisi finanziaria del 2007, elezioni presidenziali nel 2010, finanza, banche, BNDES Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social, Itaú-Unibanco, ristrutturazione finanziaria, industria dell’energia, petrolio e industria petrolifera, Petrobras, investimenti esteri, mutamento sociale, dinamiche demografiche, storia immigrazione, politica estera , storia economica’]”,”ELCx-177″ “AAVV”,”La dittatura del Proletariato e gli Operai.”,”‘Ex ore tuo te iudico’ (Ti giudico dalle tue stesse parole) (in apertura) Opuscolo socialdemocratico anti-bolscevico”,”RIRO-401″ “AAVV”,”Critica Sociale. 1891-1991. Cento anni di Storia.”,”Hano collaborato negli anni alla rivista: F. Adler, G. Amendola, R. Ardigò, A. Bebel, L. Bissolati, I. Bonomi, G. Bovio, E. Caldara, E. Ciccotti, B. Croce, E. De-Amicis, L. Einaudi, F. Engels, A. Gisleri, G. Ferrero, O. Gnocchi-Viani, A. Graziadei, J. Jaures, K. Kautsky, Antonio Labriola, C. Lombroso, A. Loria, O. Malagodi, E. Malatesta, G. Matteotti, F.S. Merlino, R. Mondolfo, V. Pareto, C. Prampolini, C. Rosselli. M. Ruini, G. Salvemini, A. Schiavi, I. Silone, C. Treves, E. Vandervelde”,”EMEx-087″ “AAVV”,”La guerre civile en Espagne. 1973.”,”””L’énorme importance que la partie militaire doit prendre dans la prochain mouvement…”” (Engels, 1851) (cit in ultima pagina)”,”MSPx-105″ “AAVV”,”Indici della rivista ‘Modern Asian Studies’. Anni 1967-1980.”,”Mancano indici di alcuni anni (1971) e alcuni numeri. Contiene indicazione di un articolo di John Patrick Haithcox su M.N. Roy: ‘Left Wing Unity and the Indian Nationalist Movement: M.N. Roy and the Congress Socialist Party’ (pag 17-56), Modern Asian Studies, January 1969 (pag 17-56)”,”EMEx-090″ “AAVV”,”La passione e l’algebra. Amadeo Bordiga e la scienza della rivoluzione.”,” Anno pubblicazione: 1994 Editore: Quaderni Internazionalisti, n. 12 Sul linguaggio di Bordiga (pag 90-) “”La lingua di Bordiga non ha nulla a che fare con la “”letteratura”” e tantomeno col futurismo. Essa è piuttosto uno strumento gravato da limiti esterni che non sopporta, e si vede. A volte è sintassi caotica, incontrollata, con incisi a matrioska e frasi interminabili. A volte ogni frase è densa di significati come un algoritmo che comprime in sé un complesso fenomeno della natura. La compressione in algoritmo è l’essenza del procedere scientifico , ma anche la compressione in algoritmi linguistici è l’essenza della poesia, quella vera. (…) Lo strumento linguistico rivoluzionario in Bordiga si avvale, volente o nolente, di espedienti per andare oltre i limiti della semplice descrizione e interpretazione e giungere alla ‘spiegazione’ scientifica. Per dare il senso della dinamica e del divenire sono usati arcaismi, voci dialettali, parole inventate, tecnicismi, onomatopee, deformazioni di ogni genere (forme parascientifiche, suffissali e prefissoidali, sostantivazioni e desostantivazioni, perifrasi aggettivali, calembour…); insomma, si potrebbe elencare tutto ciò che una ponderosa grammatica contiene”” (pag 90-91)”,”BORD-118″ “AAVV”,”L’Italia e la sua storia.”,”Contiene tutti i componenti di tutti i governi (i ministeri) dal 21 gennaio 1860 al 6 maggio 2008. I dialetti sono classificati in gallo – italici, veneti, toscani, corsi (sardi settentrionali), mediani, meridionali (pag 43)”,”ITAG-244″ “AAVV”,”Le edizioni Zanichelli, 1859-1939.”,”””””La storia di un editore è la storia delle sue edizioni”” disse un famoso maestro del libro”” (pag XXXI) Esempio di voce. 1934. (…) 114. Toscano, Mario, Il patto di Londra. Storia diplomatica dell’intervento italiano (1914-1915). Con prefazione di Arrigo Solmi. In 8°, pp. X-230, con cartina f.t. II ed. riveduta e corretta”,”EDIx-145″ “AAVV”,”Catalogo generale Bompiani, 1929-1979.”,”Intervista a Valentino Bompiani di Daniele Del Giudice: “”D. In poche parole, un aggettivo per ciascuno, le chiedo tre istantanee: Savinio, Moravia, Gide. R. Gide era un re, chiamava il rispetto e la deferenza di un re, ed era altrettanto distante. Non lasciava trapelare una sua qualità, anche se un po’ distorta: l’umano. Savinio era profondamente umano, ma grecamente umano. Moravia è davvero un aggettivo, tutta la nostra vita può essere indicata con l’aggettivo Moravia.”” (pag XI) (…) “”D. Nascono piccoli editori: pochi soldi, pochi titoli all’anno, testi di qualità. Penso a Pratiche, Sellerio, La Tartaruga, Stampatori. Da editore a editore, passando la mano, ha un consiglio? R. Servire qualcuno. Individua chi vuoi servire. Vuoi servire i tramvieri? Gli intellettuali? I giovani? Scegli il tuo pubblico e fa dei tuoi libri un servizio. Ma non servire mai l’attualità”” (pag XII)”,”EDIx-147″ “AAVV”,”Catalogo generale Editori Riuniti, 1953-1983.”,”pag 65-70: Opere complete di Marx ed Engels, voll. I-L, 1835-1895 50 anni di scritti, 50 volumi, di cui 28 in preparazione (1982)”,”EDIx-148″ “AAVV”,”Recensioni al volume ‘Scritti e materiali (1830-1848)’ di Louis-Auguste Blanqui, a cura di G. Danvier, Isonomia Editrice.”,”Saggio introduttivo di 14O pagine di G. Danvier “”Il curatore vede in Blanqui un lucido propugnatore della lotta di massa del proletariato contro il regime borghese, e non, come tramandato, un “”putschista””, un fautore di colpi di mano: di questi ultimi, si sostiene, Blanqui ne organizzò uno soltanto, la fallita insurrezione parigina del 12 maggio 1839″” (pag 23)”,”BLAx-018″ “AAVV”,”Con Marx alle porte. I 37 giorni della Fiat.”,”Libro fatto da operai e operaie della Fiat”,”MITT-353″ “AAVV”,”Le krach boursier d’octobre 1987, nouvelle étape de la crise mondiale du capital.”,”Cenni storici storia della crisi del 1929 dal giovedì nero, il 24 settembre 1929, fino al crack della borsa dell’autunno dello stesso anno. (pag 31-36)”,”ECOI-333″ “AAVV”,”Tavole. Appendice 4. Tavole 1-14b. Tavola 1. Risorse e impieghi delle singole fonti di energia, 1953-57 e previsioni al 1965. – 2. Bilancio dell’energia, 1953-57 e previsioni al 1965 (unità misura Tkcal). – 3. Importazioni ed esportazioni di singole fonti di energia per area geografica, 1953-57 (unità misura Tkcal). – 4. Bilancio delle trasformazioni di fonti di energia in fonti derivate, 1953-57 (unità misura Tkcal). – 5. Consumi di fonti di energia per settori d’impiego, 1953-57 e previsioni al 1965. – 6. Consumi di fonti di energia per settori d’impiego (al netto delle quantità impiegate nella trasformazione), 1953-57 previsioni al 1965. – 7. Sostituzioni di fonti di energia tra il 1953 e il 1957 (unità di misura: Tkcal). – 8a. Flussi di beni e servizi nell’economia italiana nell’anno 1953 (valori in milioni di lire correnti ai prezzi di acquisto dei settori consumatori). – 8b. Flussi di beni e servizi nell’economia italiana, nell’anno 1956 (valori in milioni di lire correnti ai prezzi di acquisto dei settori consumatori).- 9a. Flussi di beni e servizi acquistati e venduti dai settori produttivi e trasformatori di energia nell’anno 1953 (valori in milioni di lire correnti ai prezzi di acquisto dei settori consumatori). – 9b. Flussi di beni e servizi acquistati e venduti da settori produttori e trasformatori di energia nell’anno 1956 (milioni di lire 1953 ai prezzi di acquisto dei settori consumatori). – 10. Coefficienti tecnici relativi alle fonti di energia nel 1956. – 11. Costi dei fabbisogni diretti di energia del sistema produttivo e valori della produzione vendibile dei singoli settori. – 13. Coefficienti di fabbisogni totali (diretti e indiretti) di fonti di energia, nel 1956. – 14a. Fabbisogni totali (diretti e indiretti) di fonti di energia enl 1956 (milioni di lire ai prezzi di mercato dell’anno 1953). – 14b. Fabbisogni totali (diretti e indiretti) di fonti di energia nel 1956 (Quantità).”,”Nota: manca la tavola 12.”,”STAT-006-FPA” “AAVV”,”Le combat, la mort, le souvenir, 1939-1945. Vingtième anniversaire de l’insurrection du ghetto de Varsovie, 1943-1963.”,”Contiene foto del capo dell’insurrezione del ghetto di Varsavia M. Anielewicz “”Malachi”” “”Kalacki”” (1919-1943) morto in combattimento l’8 maggio 1943. Molte foto dei combattenti.”,”POLx-041″ “AAVV”,”Guerra sovietico-polacca. / Polnisch-Sowjetischer Krieg.”,”Pagina modificata al 28 dicembre 2014 “”Il 22 dicembre 1919 una nota con un’offerta di pace fu inviato dal Commissario per gli affari esteri Georgij Cicerin al governo polacco ma non ricevette alcuna risposta. Il 28 gennaio 1920, una dichiarazione ufficiale venen inviata al governo polacco da Lenin, Trotsky e Cicerin in nome del Consiglio dei Commissari del popolo; nella dichiarazione si avvertiva il governo polacco sui pericoli insiti nella guerra con la Russia sovietica nella quale gli Alleati stavano trascinando la Polonia, si riaffermava “”incondizionatamente”” il riconoscimento dell’indipendenza e della sovranità della Repubblica di Polonia, si affermava che la Russia bolscevica non aveva intenzioni aggressive, che l’Armata Rossa non avrebbe avanzato oltre la linea di frontiera esistente e che il governo sovietico non aveva concluso accordi con la Germania o con qualsiasi altra nazione ostile alla Polonia. (…) L’inflessibilità polacca insieme all’evidente richiamo alle condizioni umilianti in cui si era svolta la pace di Brest-Litovsk, convinse Lenin e Trotsky all’insincerità della proposta polacca. Secondo il conte Aleksander Skrzynski, successivamente ministro degli esteri e primo ministro polacco: “”Le proposte di pace [sovietiche] non vennero prese in seria considerazione… Dato però che una politica parlamentare e democratica non consentiva di lasciarle senza una risposta, la questione del logo ove i negoziati avrebbero pouto essere tenuti venne prospettata in modo così offensivo , che tutto si arrestò a quel punto”” (1)”” (pag 9-10) (1) Pierre Fervacque, Le chef de l’ armée rouge. Mikail Toukatchevski, 1928 A proposito delle conseguenze strategiche del conflitto e degli insegnamenti della battaglia di Varsavia si cita l’opera di Harold H. Worrell, The Battle of Warsaw, 1920: Impact on Operational Thought, School of Advanced Studies, Kansas, 1995 “”L’esperienza della guerra sovietico-polacca ebbe una fondamentale importanza nello sviluppo della dottrina militare sovietica. L’analisi della battaglia di Varsavia rivelò che l’offensiva sovietica era stata condotta con riserve inadeguate, supporto logistico carente e inefficace controllo delle operazioni (Worrell, p. 37). I teorici militari sovietici – Tuchacevskij, Svechin, Triandafillov e Frunze – arrivarono alla conclusione che la complessità della guerra moderna aveva sostanzialmente cambiato il modo in cui la guerra stessa poteva essere condotta e che, fra tattica e strategia, era necessario un livello operativo intermedio (Worrell, p. 36). Nel suo libro ‘La campagna della Vistola’ Tuchacevskij scrisse: “”l’impossibilità, data dall’ampiezza dei fronti odierni, di annichilire un esercito nemico con un unico attacco, rende necessario usare una serie di operazioni graduali… [le quali], collegate da un perseguimento continuo del fine, possono soppiantare la battaglia di annientamento, la migliore forma di scontro negli eserciti del passato””. Venne quindi introdotto nella dottrina militare sovietica un livello operativo intermedio, denominato “”operazionale””, definito da Svechin come “”…una serie di operazioni divise nel tempo da pause più o meno lunghe, comprendenti diffenti settori del teatro di guerra e differenziate nettamente come conseguenza di differenti fini intermedi”” (Worrell, p. 36)”” (pag 22)”,”RIRO-420″ “AAVV”,”London Landmarks. A Guide with maps to places where Marx, Engels and Lenin lived and worked.”,”Biblioteca BM: Marx, Lenin and the British Museum (pag 6)”,”MADS-659″ “AAVV”,”Ultime lettere da Stalingrado.”,”Spedite con l’ultimo aereo da Stalingrado assediata, queste lettere di soldati tedeschi furono fatte sequestrare da Hitler. “”Ho sempre pensato solo in anni luce ed ho sofferto in secondi. Anche qui ho molto a che fare col tempo. Siamo in quattro, e se va avanti così, andrebbe ancora bene. Il lavoro in sé è semplice: si tratta di misurare la temperatura e l’umidità dell’aria e di indicare l’altezza delle nuvole e il grado di visibilità: ecco il nostro compito. Se un burocrate leggesse questo che io scrivo, i suoi occhi gli cadrebbero su… la violazione del segreto miiltare. (…) Qui attorno tutto precipita, un’intera armata muore, il giorno e la notte bruciano, e quattro uomini sono tuttavia occupati nel trasmettere ogni giorno la temperatura e l’altezza delle nuvole. Io non comprendo molto della guerra. Per mano mia nessun uomo è caduto. Io non ha mai preso la mira, sinora, con la mia pistola. Ma per quanto ne so, la parte avversa non ha una simile mancanza di senno. Avrei avuto caro di contare le stelle per un paio di decenni ancora, ma di questo, ormai, non ne sarà più nulla”” (pag 3-4) (pag 19) Riflessioni amare sulla morte ‘eroica’ e la morte reale al fronte.”,”QMIS-158″ “AAVV, a cura di Brian PEARCE”,”1903. Second Ordinary Congress of the RSDLP. Complete text of the Minutes.”,”Opera dedicata a Harry Finch (1922-1976) Questi testi andrebbero letti tenendo presenti ‘Un passo avanti e due passi indietro’ e il ‘Che fare?’ di Lenin”,”RIRx-178″ “AAVV”,”La socializzazione delle miniere di carbone in Germania. Relazioni presentate al Governo Germanico dalle due Commissioni per la Socializzazione.”,”””La socializzazione delle miniere di carbone, ad esempio, fu domandata al Congresso di Ginevra dalla Federazione Internazionale dei minatori, la quale deliberò che, quando sia necessario, ricorrerà anche allo sciopero generale. Essa fu chiesta, al 22 novembre 1920, dal Congresso Internazionale dei Sindacati a Londra e per essa stanno lottando i minatori d’Inghilterra, i cui diritti vennero ancora recentemente difesi, al grido di “”The mines for the Nation””, da uomini quali Sidney Webb e Robert Smillie presidente e Frank Hodges segretario della Federazione dei minatori inglesi. Nè sono soltanto socialisti di destra, che vogliono “”cominciare”” con qualche singola socializzazione. In Germania la vogliono anche gli Indipendenti. Al Parlamento prussiano l’hanno chiesta recentemente anche i Comunisti; e nella primavera del 1919, quando più accanita e più sanguinosa infieriva la lotta fra i minatori della Renania-Vestfalia, incontrammo ad Essen il compagno polacco Dr. Marchlevski (Karski), amico e collaboratore della Luxemburg, ora uno dei più autorevoli membri del C.E. dell’Internazionale Comunista di Londra – se non erriamo, anche membro del Governo – il quale non solo patrocinava la causa dei minatori chiedenti la socializzazione, ma sosteneva persino la necessità di trovare un qualsiasi modo conveniente di indennizzare gli espropriati, affinché non avessero a subire gravi perdite e ad essere forse finanziariamente rovinati quei Comuni e quegli Enti – ed erano numerosissimi – che avevano investito il loro capitali in azioni minerarie”” (pag 8) (prefazione di G. Sacerdote)”,”MGEK-116″ “AAVV”,”Histoire de la Fédération anarchiste. 1-10. L’affaire Fontenis – La reconstruction difficile de la Féderation anarchiste (1954-1960) – La Fédération anarchiste reprend sa place parmi les organisations de gauche et d’extreme gauche (1960-1965).”,”I primi 5 saggi incentrati su Fontenis”,”ANAx-378″ “AAVV”,”Contributo alla conoscenza di un militante comunista: Gianfranco Faina.”,”A cura di G. Bartolini M. Rinaldo G. Pedrocco E. Raiteri G. Sommariva Ancora nel 1979 gli autori di questo libretto non sanno nulla della latitanza di Faina, dove sia e come viva… Contiene ritaglio su fase processo a Torino con Faina in aula.”,”ITAC-131″ “AAVV”,”Quarantième anniversaire de la conférence de fondation de la IV° Internationale.”,”Nel numero della rivista c’è anche un articolo di George Breitman, Quand le journal de Hitler imprimait une lettre de Trotsky (in Norvegia), un articolo di Trotsky sulla filosofia del superuomo (Nietzsche), un articolo di Kehrnon sui rapporti tra Essenin e Trotsky.”,”TROS-270″ “AAVV”,”III Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni.”,”Dono Marco Ottolini”,”INTT-287″ “AAVV”,”IV Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del IV congresso dell’ Internazionale comunista.”,”Dono Marco Ottolini”,”INTT-288″ “AAVV”,”Manuale per il sabotaggio.”,”Questo testo durante la guerra, fu stampato a Roma clandestinamente dai partigiani, in un carattere tipografico molto piccolo e occultato da una copertina del tutto simile a quella dell’orario ferroviario, nel libro riprodotta.”,”ITAR-013-FL” “AAVV”,”La sinistra “”bordighista”” nel II dopoguerra.”,”Cita Lotta comunista defifinta da ‘Rivoluzione comunista’, gruppo milanese scisso da Programma nel 1964, ‘tatticista, limitata alla pratica organizzativa e al movimentismo. (p. 7) Lotta comunista citata anche in appendice (p. 10)”,”BORD-134″ “AAVV”,”Il Partito comunista internazionale nel solco delle battaglie di classe della Sinistra Comunista e nel tormentato cammino della formazione del partito di classe. I.”,”””La crisi di partito del 1964 ebbe come detonatore la “”questione dell’ organizzazione”” (vedi i già citati ‘Appunti sulla questione dell’organizzazione’ poi sviluppati in un testo definitivo intitolato ‘Tesi sul compito storico, l’azione e la struttura del partito comunista mondiale, secondo le posizioni che da oltre mezzo secolo formano il patrimonio storico della sinistra comunista’, del 1965) (272), in seguito alla quale uscirono dal partito elementi che formarono, ad esempio, il gruppo di ‘Rivoluzione comunista”” (273) denomitatosi anch’esso “”partito comunista internazionalista””. (…) Fu ripresa la formula del ‘centralismo organico’, già avanzata nel 1922 dal Partito Comunista d’Italia attraverso uno scritto di Amadeo Bordiga (274), con l’intento principale di eliminare definitivamente dall’organizzazione del partito la giustificazione anche solo formale del metodo democratico nella sua conduzione, nella sua attività, nella sua azione; e fu non a caso riproposto l’aggettivo ‘organico’, in quanto attività e azione del partito di classe sono concepite in un processo storico che richiede una continuità nel ‘tempo’ e non soltanto nello ‘spazio’, un processo storico il cui corso non dipenderà mai da maggioranze numeriche prodotte da espedienti organizzativi. Un centralismo che non si affida al meccanismo quantitativo e democratico-elettorale per formare i suoi organi dirigenti, e non conta su tesi votate a maggioranza, ma che determina la scelta dei suoi capi sulla base di una selezione naturale di compagni che dimostrano nell’attività di partito e nel tempo di possedere la più certa coerenza e le migliori qualità per espletare i compiti di direzione a loro affidati (…)”” (pag 186) (272) Vedi la nota n. 202 (273) Vedi la nota n. 195 (274) Si tratta dell’articolo ‘Il principio democratico’, del 1922, cit.”,”BORD-135″ “AAVV”,”Bollettino del Partito Comunista d’Italia (Sezione dell’Internazionale Comunista), settembre-ottobre 1925.”,”Rapporti con il Psi, applicazione della tattica del fronte unico dal basso (distinguere sempre tra i capi e la massa) (pag 78)”,”MITC-126″ “AAVV”,”Bilan. Bulletin theorique mensuel de la Fraction italienne de la Gauche Communiste, 1933-1938.”,”Cette revue se rattache au courant de la Gauche Communiste qui essaie de tirer les leçons, de dresser le « bilan », de la contre-révolution russe du point de vue du prolétariat révolutionnaire. La note liminaire du premier numéro présente ainsi les objectifs de la revue : « Nous entendons faire de la revue un organe de clarification politique et de compréhension de la situation sociale actuelle particulièrement complexe. » La revue commence à paraître en novembre 1933, pour s’achever au numéro 46 en décembre 1938 et passer le relais à la revue Octobre. Dans une période sombre où le mouvement ouvrier reflue de toute part, elle assure la défense des principes prolétariens les plus fondamentaux, notamment l’internationalisme. Mais la poignée de militants qui assurent la parution de la revue, dans des conditions matérielles souvent pénibles, n’hésitent pas également à entreprendre avec méthode et rigueur de vastes analyses et clarifications théoriques nouvelles, que ce soit sur les conditions de la contre-révolution, le cours historique de marche à la guerre, la période de transition, la dictature du prolétariat. (wikip) Parmi les rédacteurs de la revue, il faut citer au premier rang Ottorino Perrone dit Vercesi, ainsi que Gatto Mamone, Mitchell, Henri Heerbrant dit Hilden, Adhémar Hennaut, Soep, etc. Titoli della rivista (vedi anche retro) Parti Communiste International Tous le Tables – Publications en français Biografia O. Perrone (fonte pantoppolis) Biographie d’Ottorino Perrone, 1897-1957 Posted on September 1 2013 by left-disorder Ottorino Perrone, Amadeo Bordiga, et Giuseppe De Nito (1895- ?), Naples, 1949 (Photo : Fonds Amadeo Perrone, ULB, Bruxelles) En mémoire d’Ottorino Perrone, dit Vercesi, Alphonse, Philippe, Otto Autant il serait absurde – ce qu’ont fait trop souvent ses partisans dans les années 1950-1980, au nom du sacro-saint principe de l’anonymat – de parler du courant dit ‘bordiguiste’ en ignorant le charisme d’Amadeo Bordiga à la tête du Parti communiste d’Italie jusqu’en 1925, puis à partir de 1949 dans le petit Parti communiste internationaliste (Programma comunista), autant il serait injuste de ne pas rappeler l’action décisive d’Ottorino Perrone, comme organisateur clef (avec Onorato Damen), en 1925, d’une fraction de gauche dans le parti de Togliatti et Gramsci. C’est de la formation d’une fraction de fait (Comité d’entente) dans un parti passé sous la coupe de l’appareil bureaucratique du Komintern que l’on peut dater la formation de la ‘Sinistra comunista italania’. Perrone a été dans l’émigration en France et en Belgique, à partir de 1927, le grand organisateur et animateur de la Fraction communiste italienne, constituée surtout d’ouvriers. Ses immenses contributions théoriques et politiques dans le journal Prometeo et la revue Bilan avec tout un noyau de militants ‘italiens’ aguerris (Luciano Stefanini, Aldo Lecci, Giovanni Bottaioli, Virgilio Verdaro, Mario de Leone, etc.), mais aussi belges, demeurent vivantes. Sans cette activité continue et résolument à contre le courant, dans le gouffre noir des contre-révolutions stalinienne et nazi-fasciste, engloutissant le mouvement ouvrier derrière la bannière de l’antifascisme et de la démocratie, la “continuité organique” avec le mouvement révolutionnaire italien des années 20 aurait été brisée. Perrone a été le maillon fort de cette continuité organique de la gauche communiste italienne, jusqu’à sa résurrection en novembre 1943 en Italie, avec la formation du Parti communiste internationaliste, autour d’Onorato Damen, Bruno Maffi, et Mario Acquaviva (assassiné par le stalinisme italien en juillet 1945). Où était Bordiga pendant ce temps-là ? A Naples, puis au sud de Rome, sous occupation américaine. Que faisait-il ? il soutenait la formation d’une Frazione di Sinistra dei Comunisti e dei Socialisti Italiani du Mezzogiorno, et s’opposa à la fondation du PCInt… * * * Né le 9 mai 1897 à L’Aquila (Abruzzes) [ville fantôme depuis le séisme du 6 avril 2009], Ottorino Perrone était fils d’ouvrier. Il fit son service militaire comme sergent artilleur pendant la guerre; obligé de suivre des cours d’élève officier, il fut déclaré «inapte». Une fois la guerre terminée, il entreprit des études de droit et de commerce à Venise, où il obtint sa licence. Membre du PSI en 1920, il fut un adhérent enthousiaste du PC d’Italie fondé en janvier 1921 à Livourne par Amadeo Bordiga. En raison de son charisme, il fut désigné secrétaire de la Camera del Lavoro de Venise. En tant que tel, il joua un rôle important dans les occupations d’usine de la commune de Mira (Venise). En 1922, propagandiste et journaliste à Padoue, il fut arrêté à Venise, à la suite d’affrontements avec les fascistes. La même année, le deuxième congrès du parti à Rome (20-24 mars) le désigna à l’importante charge de secrétaire interrégional (cinq avaient été mandatés au niveau national). En 1923, rédacteur du journal Il Lavoratore di Trieste, il fut chargé par le parti d’organiser les fédérations de Venise et de L’Aquila. La police fasciste le définit alors comme un «propagandiste habile et très rusé, extrêmement dangereux à cause de son intelligence, de ses relations et de sa culture». En 1924, établi à Milan, rédacteur de l’Unità, Perrone prépara la conférence clandestine de Como (18 mai), où la direction «bordiguiste» restait majoritaire (approuvée par 35 des 45 secrétaires fédéraux), tandis que le comité central était divisé en trois fractions : ‘droite’ (Angelo Tasca), ‘centre’ (Gramsci) et ‘gauche’ (Bordiga). Il fit partie de la délégation officielle du PCI envoyée à Moscou prendre part au Ve congrès du Komintern (17 juin-8 juillet 1924), se plaçant au côté de Bordiga, Ruggiero Grieco (1893-1955), Giuseppe Berti (1901-1979) et Carlo Venegoni (1902-1983), Togliatti représentant le ‘centre’, et Angelo Tasca la ‘droite’. Ce congrès de la «bolchevisation» des partis communistes, dont Zinoviev fut le chef d’orchestre, imposa la démission de l’ancien exécutif du PCI marqué à gauche : Bordiga, Bruno Fortichiari (1892-1981), Luigi Repossi (1882-1957) et Grieco, qui devait bientôt passer au ‘centre’ de Gramsci et Togliatti. Il dut se soumettre au «cours nouveau» qui imposait une «discipline de fer» dans tous les partis. Néanmoins Bordiga, pourtant nommé au présidium du congrès, avait averti que si le Komintern ne devenait pas «un vrai parti communiste mondial centralisé», il n’exclurait pas «la fondation d’une fraction internationale». Rentré en Italie, le 18 août 1924, par le lac majeur, Perrone fut aussitôt arrêté par la police pour «expatriation illégale» et relégué à L’Aquila. Il profita de ce «congé» d’activité forcé pour présenter en 1925 à Venise sa thèse de doctorat (économie et droit). En juin-juillet 1925, il fut l’un des principaux initiateurs du Comité d’entente, formé en mai-juin, opposé à la bolchevisation et au «péril d’opportunisme et de dégénérescence du Parti». Ce comité regroupait entre autres Onorato Damen, Bruno Fortichiari, Luigi Repossi, Mario Lanfranchi (1902-1959), Carlo Venegoni. Bordiga, tout en l’approuvant, n’avait pas apposé sa signature à cet acte de naissance d’une fraction de gauche dans le PC italien. Le Présidium de l’Exécutif du Komintern, voyant dans le Comité d’entente l’embryon d’une fraction au sein du Parti et même de l’Internationale, en exigea la dissolution. Perrone et les adhérents à ce comité, condamnés comme «communistes indignes», durent passer sous les «fourches caudines» sous peine d’exclusion. Néanmoins, sous l’impulsion énergique de Perrone, furent mises en place des réunions de la fraction pour préparer le futur congrès du parti. Le 18 septembre 1925, il informa le comité exécutif de la tenue d’une réunion de travail pour l’élaboration des thèses de la gauche, où se présenteraient (entre autres) lui-même, Bordiga, Damen, Repossi, Fortichiari, Venegoni, Natangelo, Lanfranchi. Il invitait un représentant de la majorité à y participer. La réponse fut un non catégorique : «la reconnaissance du régime des groupes et des fractions dans le parti … n’est pas admissible», mais nuancé d’une certaine prudence (en attendant le verdict du congrès…) : «Evidemment pour le travail de rédaction vous pouvez vous rencontrer; rester en correspondance… » Partisan résolu de Bordiga, Perrone le seconda très efficacement au troisième congrès du PCI tenu clandestinement à Lyon (20-26 janvier 1926). Devant un congrès hostile, il n’hésita pas publiquement à proclamer Bordiga «chef de la révolution en Italie». Il s’opposa à Gramsci pour qui la solution au recul de la révolution se trouvait dans l’alliance stratégique entre le prolétariat et les paysans; il affirma, au contraire, qu’une ligne politique radicale devait s’appuyer sur le «concept de la prééminence et de l’hégémonie de la classe ouvrière dans la conduite de la révolution». Il niait, en outre, qu’il existe pour les communistes une «question méridionale» spécifique, liée au problème des paysans du Sud. Au terme de ce congrès, où la gauche fut mise en minorité (9,2 % des voix), Perrone en concluait lucidement, mais en privé, que la majorité avait «pris le chemin de la contre-révolution». À la tribune du congrès, il marqua une volonté farouche de continuer le travail politique de Bordiga : même si ce dernier était «renversé», le «prolétariat mènerait la même lutte» en poursuivant le combat de Bordiga. Perrone fut bientôt destitué de toutes ses responsabilités, même syndicales. Il était en effet secrétaire depuis août 1925 du Comité syndical de Milan – qui publiait le journal Il sindacato rosso (Syndicat rouge), assisté d’un ouvrier de l’Alfa Romeo (ancien délégué du parti au IVe congrès du Komintern, qui avait rencontré Lénine) : Antonio Natangelo (1894-1959). Giovanni Germanetto (1885-1959), le parangon du chef stalinien, lors d’une réunion houleuse, déclara sans ambages que les partisans de la gauche, responsables syndicaux, devaient «se soumettre» s’ils voulaient continuer à être payés comme permanents, ou «se démettre». Perrone rejeta «l’ultimatum» et répondit sarcastiquement que «la gauche ne jouait pas sa fonction historique pour une rémunération». Assigné à résidence pour deux ans, il passa via la Suisse (décembre 1926) la frontière française. De Paris, il tenta de réorganiser toutes les composantes de gauche du Parti communiste italien qui étaient dispersées dans toute la France, en particulier à Lyon, Marseille et Toulon. Mais il est bientôt expulsé vers la Belgique, en août 1927. Marié à une jeune militante, Ida Zecchini (1905- ?), sœur de Bruno Zecchini – qui devait diriger la section parisienne du Parti communiste international vers 1965 –, il s’installa avec elle dans la banlieue ouvrière d’Anderlecht. Employé par le syndicat des typographes de Bruxelles, il appartint à ce titre au syndicat des employés jusqu’à son expulsion pour raisons politiques en octobre 1938. Il contribua surtout, de Bruxelles, à l’orientation de la Fraction de gauche du PCI, qui comptait en France et Belgique à peu près 70-80 militants lors de son congrès de fondation à Pantin en avril 1928. Comme la majorité des militants, il estimait nécessaire de rester dans le cadre de l’Internationale communiste et de collaborer avec toute l’opposition de gauche. Il s’opposa donc à la tendance de plus en plus « antiléniniste » et «communiste des conseils» de Michelangelo Pappalardi (1895-1940), communiste de gauche réfugié en France. Ce dernier qui souhaitait une rupture définitive avec le Komintern, publia à Lyon à partir de novembre 1927 la revue Réveil communiste, puis l’Ouvrier communiste, à Paris, soutenu par André Prudhommeaux jusqu’en 1930. Cette tendance prit contact avec Karl Korsch et le KAPD, mais aussi le Russe Gavril Miasnikov (fondateur du Groupe ouvrier), hostiles à toute idée de «redressement» du Komintern. Avec ses camarades, Perrone fit le choix de s’intégrer dans l’Opposition de gauche internationale, mais sans jamais perdre de vue les perspectives de développement de la Fraction en France, Belgique, USA, et Russie (autour de Virgilio Verdaro et Mario De Leone qui purent sortir d’URSS en 1931). Dans une lettre à Trotsky (1er juin 1930), il faisait part de son intention de traduire et publier des ouvrages de Trotsky : la Révolution défigurée (ce projet échoua) et une partie de Cours nouveau. Mais cette collaboration se fit sans jamais cacher les divergences (soutien à la République espagnole en 1931, «mots d’ordre transitoires antifascistes», front unique contre le nazisme en Allemagne). L’attitude de Trotsky passa alors de l’accueil chaleureux – «De tout cœur, je vous souhaite bonne chance et succès» (25 sept. 1929) – à une franche hostilité. Deux tentatives d’envoi d’une délégation de la Fraction pour discuter avec Trotsky, à Prinkipo en février 1932, puis en France en août 1933 échouèrent. La fraction «perroniste» dut affronter courageusement (et avec une «foi» intacte dans les perspectives du communisme) un isolement croissant. La vie de Perrone jusqu’à 1939 se confondit avec l’histoire de la «fraction de gauche en exil», à sa presse et à ses organes centraux. Il fut le principal rédacteur – avec Virgilio Verdaro depuis 1931 – de la rédaction de Prometeo (n° 1, juin 1928), et surtout de Bilan (n° 1, nov. 1933). La rédaction de Bilan était à Bruxelles, bien que le responsable légal fut à Paris Gaston Davoust [Henri Chazé], personnalité majeure de l’Union communiste. Sous le pseudonyme de Vercesi, Perrone fut le principal rédacteur des prises de position de la Commission exécutive de la Fraction de gauche, au point que les partisans de la Fraction reçurent l’étiquette de «perronistes». Le nom de Perrone est incontestablement associé à celui de Bilan, «Bulletin théorique mensuel de la fraction de gauche du PCI», dont l’audience alla bien au-delà de cercles militants restreints, puisqu’André Gide (et même Doriot quelques mois seulement en 1934!) s’y abonna, sous l’aimable pression de Jean Malaquais. Les autorités fascistes en interdirent aussitôt l’introduction et la circulation dans le royaume d’Italie (circulaire n° 442/30458 du ministère de l’intérieur, 29 novembre 1933) et utilisèrent régulièrement les «bons services» de mouchards et provocateurs pour espionner la Fraction à Bruxelles. Perrone contribua plus qu’aucun autre à donner sa «coloration politique» à la Fraction communiste italienne des années 30, incarnée par sa revue Bilan. Il est juste de souligner qu’il ne fut pas le seul : en Belgique, des intellectuels, comme Jacob Feingold (1899-1943), dit Jacobs – assassiné à Auschwitz –, et surtout Guillaume van den Hoven (1883-1945?), dit Mitchell ou Jéhan – tous deux issus de la Ligue des communistes internationalistes d’Adhémar Hennaut (1899-1977) – furent les alter ego de Perrone sur les plans politique et théorique. Dorénavant, «loin de présenter des solutions définitives», la Fraction italienne devait tout «passer au crible de la critique», sans «aucun interdit non plus qu’aucun ostracisme», sans crainte de remise en cause de «certitudes» révolutionnaires. L’activité de la Fraction se déroulait dans une période défavorable de «contre-révolution», où l’État russe comme les partis communistes étaient devenus des «instruments du capitalisme mondial». En conséquence, selon les «perronistes», la tâche était le «maintien strict des positions principielles du communisme», même au prix de l’isolement. Chaque événement de la prise du pouvoir par Hitler à l’écrasement des ouvriers viennois et des mineurs des Asturies en 1934 jusqu’au Front populaire, sous le signe du drapeau tricolore et de la Marseillaise, marquait une descente vers l’enfer d’une guerre mondiale jugée inévitable. Lorsque se produisit le soulèvement révolutionnaire des ouvriers de Barcelone en juillet 1936, une crise politique secoua la Fraction. Pour Perrone, Virgilio Verdaro et Jacob Feingold, d’abord minoritaires, il s’agissait d’un «tumulte social sanglant», incapable de s’élever «à la hauteur d’un soulèvement insurrectionnel». La majorité – qui devint au fil des mois minorité –, sous l’autorité de Mario De Leone (1890-1936), Enrico Russo (1895-1973), Bruno Zecchini, etc. –, décida de partir pour l’Espagne s’engager dans les milices du POUM (la «colonne Lénine» où combattit George Orwell) et de la CNT. Lorsque la tendance «perroniste» devint majoritaire et qu’elle proclama qu’«au volontariat (il fallait) opposer la désertion… à l’union sacrée, l’éclosion des luttes de classe sur les deux fronts», ce fut la scission, malgré les appels à l’unité de l’organisation. Lorsque cette minorité entra en Espagne en relation avec l’organisation antifasciste ‘Giustizia e Libertà’, elle fut exclue «pour indignité politique» (Résolution de la C.E. du 20 décembre 1936). Après la militarisation des milices, en 1937, la minorité rentra en France et adhéra à l’Union communiste d’Henri Chazé. Sans doute contrecoup des événements d’Espagne, Perrone et ses partisans décidèrent en août 1937 de faire campagne pour aider «toutes les victimes prolétariennes d’Espagne» : «fascistes», «antifascistes», «les familles de tous, les enfants de tous». Et pour cela d’établir un Fonds de solidarité financier, sorte de Croix-Rouge, dont Perrone renouvela plus tard l’expérience (octobre 1944). C’est pourtant, au cours de cette période de complet isolement, que Perrone donna sa majeure contribution sur la question de l’État et de la violence, une contribution qui marquait une nette rupture avec le compendium «marxiste-léniniste» ou «bolchevik-léniniste». L’État prolétarien russe était «resté un organe de coercition», «stérilisant en les incorporant» les «organisations de classe». Condamnant la répression contre Makhno et les insurgés de Kronstadt, Perrone – s’exprimant au nom de son groupe – proclama (en lettres majuscules!) que «ce n’est pas par la force et la violence qu’on impose le socialisme au prolétariat», et qu’«il valait mieux perdre Kronstadt que de le garder au point de vue géographique», et que nul «parti de classe» ne pouvait «rester au pouvoir en infligeant une défaite aux principes prolétariens». Sur la question russe, qui apparaissait à l’ancien secrétaire du PCF Albert Treint une «énigme», Perrone resta dans le flou, se démarquant peu de l’analyse de la bureaucratie par Trotsky, constatant qu’elle «n’était pas encore (une) classe capitaliste». En 1939, pourtant la position ‘perroniste’ changea du tout au tout, estimant que l’industrie russe «pouvait fort bien se métamorphoser en capitalisme d’État». Sur un autre plan, celui des perspectives de guerre, les réflexions théoriques de Perrone eurent un effet dévastateur. En 1937, lors du congrès de la Fraction italienne et lors de la fondation du «Bureau international des fractions de gauche», il fit adopter une nouvelle orientation politique sur les perspectives de guerre. Selon lui, la mise en place d’une économie de guerre tendait à fournir une «solution économique» au capitalisme international. Cette nouvelle forme de capitalisme rendait «les contrastes inter-impérialistes» secondaires, la bourgeoisie pouvant «reporter l’échéance de la guerre mondiale». Les guerres devenaient des «guerres localisées» dont la finalité était autant un débouché pour la production d’armements qu’une tentative de «destruction du prolétariat de chaque pays». Il s’ensuivait une «solidarité inter-impérialiste» pour, comme lors de Munich, éviter la guerre et donc la révolution, comme en 1917. Cette position défendue par Vercesi et Jacobs était minoritaire mais tétanisa l’activité des ‘bordiguistes’ italiens et belges. Lors de l’éclatement de la guerre, Perrone considéra que toute activité militante devenait sans objet, le prolétariat ayant «disparu socialement» en adhérant à la guerre. Après l’effondrement de mai 1940 et l’occupation de la Belgique par les troupes nazies, il dut plonger dans la clandestinité, les autorités consulaires italiennes en Belgique exigeant son arrestation par la Gestapo. Activement recherché, il resta caché pendant près de trois ans, muni d’«authentiques» faux papiers et bénéficiant de ses bonnes relations avec des chefs socialistes, comme le sénateur August Vermeylen (1872-1945) et l’ancien ministre Paul-Henri Spaak (1899-1972). Il sortit néanmoins de la clandestinité en se présentant fin juillet 1943 – au moment de la chute de Mussolini – au consulat italien de Bruxelles pour demander son rapatriement, ce qui lui fut refusé. Pendant la guerre, s’inscrivant en faux contre les assertions de ses adversaires – en particulier Marc Chirik, ancien membre de l’Union communiste, et l’Autrichien Georg Scheuer, dirigeant des RKD (Communistes-révolutionnaires d’Allemagne) – Perrone ne resta pas inactif et continua à orienter le travail de la Fraction. Dans un long texte de mai 1941 («La guerre et le prolétariat»), reprenant une analyse de Lénine – «il n’existe pas de situation sans issue pour le capitalisme» – il appelait à ne pas perdre de vue que la guerre ne mène pas «par une sorte de fatalité immanente à l’effondrement total de la société bourgeoise», qu’un «inévitable cataclysme» social » entrait en conjonction avec des événements où «le prolétariat (interviendrait) à son tour, armé d’un parti capable de le conduire aux victoires décisives». Pendant toute la guerre, sa position ne varia pas d’un iota, s’opposant à la position de la Fraction italienne en France, pour qui la chute de Mussolini en juillet 1943 signifiait que «la transformation de la Fraction en Parti (était) à l’ordre du jour». Ces divergences entraînèrent une détérioration des rapports entre les Fractions italienne et belge, au point de se personnaliser entre Marc Chirik, d’un côté, le «pontife» de Marseille, et Perrone, qualifié d’adepte de l’«écriture automatique» et de «Picasso de la Révolution» ! À la Libération, en septembre 1944, Perrone représenta la fraction de gauche communiste dans la «Coalizione antifascista» qui défendait vis-à-vis des autorités belges et des forces alliées les intérêts de la communauté italienne. La probité et le désintéressement de Perrone, reconnus par tous, le conduisirent à la tête de la Croix-Rouge italienne. Il exerça, de fait, dans les locaux du consulat d’Italie, rue de Livourne, toutes les responsabilités consulaires avec l’aide de quelques employés. C’est sa participation à la Coalition antifasciste de Bruxelles – et non à la Croix-Rouge – au côté de Louis de Brouckère (1870-1951), chef du parti socialiste belge et ministre d’État en 1945, qui lui valut d’être exclu le 20 janvier 1945 par la Fraction communiste italienne de Marseille (Aldo Lecci, Giovanni Bottaioli, Otello Ricceri et Marc Chirik). Perrone continua néanmoins son activité dans la Coalition antifasciste jusqu’en mai 1945. Le prestige de Perrone était trop important dans la «Sinistra comunista italiana» pour qu’une telle mesure d’exclusion, prise loin du «centre» italien – et sans même passer par une commission de contrôle – lui porte ombrage. Il dut néanmoins s’expliquer publiquement à Paris (6 octobre 1945) devant ce qu’il nommait les «chapelles» : des ‘bordiguistes’ de l’exil aux RKD-Communistes révolutionnaires et à l’ancienne Union communiste de Chazé. Expliquant que les buts du Comité antifasciste dont il avait «pris l’initiative» étaient «assistance; culture; dénonciation des fascistes», il soutenait qu’un tel comité «ne pouvait pas se rattacher à l’État» et avait réussi à «sauver les prisonniers italiens» qui auraient été envoyés «soit au front soit en camps de concentration». Volcanique à son habitude, vomissant toutes les «chapelles», il concluait que bien volontiers il prendrait le maquis, emportant avec lui une bombe atomique : «avec laquelle je puisse désintégrer vos cerveaux»… En décembre 1945, il participa à la conférence de Turin du Parti communiste internationaliste (PCInt), formé dans la clandestinité en novembre 1943, et qui regroupait alors plus de 2.000 militants. Il défendit l’idée d’un passage rapide d’une «économie de guerre» en crise à une «économie de paix», la période étant qualifiée de «réactionnaire», ce qui excluait «une extension de notre influence». Il devint membre du comité central de ce parti, chargé des relations internationales. Partisan déterminé de Bordiga, porte-voix du «grand absent» lors du congrès de Florence de mai 1948, il considérait que la fondation du PC Internationaliste avait bel et bien été prématurée. Il s’était aussi toujours opposé à une «tactique souple», celle de participer aux élections italiennes du 2 juin 1946 et du 18 avril 1948, politique qui fut d’ailleurs abandonnée suite à ce congrès. Il préconisa (un temps) de renouer avec l’ancienne tactique de participation aux activités syndicales. C’est dans l’immédiat après-guerre qu’Ottorino Perrone donna une contribution majeure sur la dégénérescence «tactique» du Komintern – dont il voyait les prémisses dans le Comité anglo-russe de 1926, puis la liquidation en 1927 de la révolution en Russie et en Chine, pour culminer avec l’antifascisme et les fronts populaires, le coup de grâce étant la guerre en Espagne. Il s’opposa dès le départ – soutenu en coulisse par Bordiga – à Onorato Damen, l’autorité organisationnelle du PCInt, de plus en plus jugé (et condamné) comme «interventionniste». Dans une lettre du 14 février 1950 adressée à l’exécutif de son petit parti, il estimait que le «lien organisationnel» «ne favorisait pas, mais entravait la difficile et nécessaire œuvre de clarification» au sein de «groupes faussement étiquetés parti». Les mouvements revendicatifs restant de l’«agitation» sans lendemain, la participation des militants relevait de l’éthique personnelle : «Participer ou non à une agitation ouvrière est un problème d’ordre individuel, tout comme celui du soldat qui se pose la question s’il doit ou non tirer de son poste de tranchée». Aussi, contrairement à Bordiga, défendit-il l’idée qu’un «parti révolutionnaire ne [pouvait] plus avoir de tâches syndicales». Il fut un artisan actif de la scission entre la tendance de Damen et celle de Bordiga en 1952. Il participa aux activités de l’organisation “bordiguiste” par ses articles en français et en italien dans l’Internationaliste, Prometeo, Il Programma comunista, mais ses contributions se firent de plus en plus rares. Il resta surtout, avec Bruno Maffi (1909-2003), l’interlocuteur privilégié de Bordiga à travers une abondante correspondance politique. Néanmoins, les divergences avec Bordiga étaient réelles : Perrone et le groupe belge avaient quasiment un statut d’autonomie par rapport au «centre». Lui et ses partisans de Bruxelles restaient sur les positions de Bilan en rejetant comme anti-révolutionnaires les «lutes de libération nationale». Les articles de Bordiga publiés en 1953 dans la rubrique «sul filo del tempo » et intitulés « facteurs de race et de nation dans la théorie marxiste», allant dans le sens d’un soutien «aux peuples de couleur» (olivâtres inclus!) envenimèrent les rapports entre les «Belges» et le «Centre». Ottorino Perrone mourut prématurément le 17 octobre 1957 à Bruxelles, laissant à ses camarades le plus proches le souvenir contrasté d’un «maître à penser» volcanique et d’un «bon samaritain», dont la droiture morale ne pouvait être contestée. Amadeo Bordiga rendit, à sa façon, un long hommage à «Ottorino Perrone et à son courageux petit groupe de l’émigration italienne», à leur lutte «depuis 1927 […] autour des revues Prometeo et Bilan», lutte à laquelle «ils doivent sans aucun doute le meilleur d’eux-mêmes». Mais cet hommage déniait toute nouveauté à la réflexion théorique de Perrone (question de l’État, de la dictature et de la violence). Bordiga estimait au contraire que son apport avait été de maintenir l’«orthodoxie de la doctrine» : «la fonction du militant, même le plus doué, est non pas ‘d’innover’ ou pis de ‘réviser’ mais de continuer un courant qui n’a traversé victorieusement plus de cent ans d’histoire que grâce aux orthodoxes». En privé, dans une lettre du 24 novembre 1957, adressée à ses collaborateurs («À tous les nègres, ou presque»), Bordiga exprimait son courroux contre son disciple qui avait stupidement abrégé sa vie militante en «n’ayant pas su renoncer aux maudites cigarettes et au vin, qui l’ont tué», «restant comme un exemple d’une sensualité individuelle épouvantable chez un militant aussi passionné…». Mais n’était-ce pas enterrer une deuxième fois celui auquel le courant de Bordiga devait plus qu’une banale «continuité» avec la pensée du «maestro» ? * * * La mort d’Ottorino Perrone provoqua en tout cas le départ de la section belge. Lorsque le «centre» tenta de récupérer (en fait de confisquer) les numéros de Bilan qui avaient survécu à la guerre, et dont le contenu ne correspondait pas à la nouvelle doxa imposée par Alfa (Bordiga), ce fut la goutte d’eau qui fit déborder le vase. Henri Heerbrant, Robert et Anne Manne tentèrent, mais en vain, de faire revivre la revue Bilan dans les années 60. Mais déjà, dans l’après-1968, apparaissait une nouvelle génération de militants communistes de gauche pour laquelle la tradition critique, et non dogmatique, de la «gauche communiste italienne», incarnée par Bilan, fut une révélation politique, faisant voler en éclats le mythe de l’«Invariance du marxisme depuis 1848», propagé par le Maestro et ses (pâles) épigones. Philippe Bourrinet. Principaux articles et recueil de textes) (Vercesi et autres pseudonymes) Bilan, Bruxelles : n° 1, nov. 1933, «Seizième anniversaire de la Révolution russe»; n° 5, mars 1934, «Parti-Internationale-État, Prémisses», p. 160-165; n° 6, avril 1934, «idem, I, La classe et sa signification», p. 205-209; n° 7, mai 1934, «idem, II, Classe et État», p. 231-238; n° 8, «idem, III, Classe et Parti», juin 1934, p. 286-292; n° 9, «idem, IV, Parti et Internationale», juillet 1934, p. 322-327; n° 12, «idem, V, L’État démocratique», oct. 1934, p. 426-432; n° 13, «Fascisme, démocratie, communisme», déc. 1934; n° 15, «idem, VI, L’État fasciste», janv.-févr. 1935, p. 517-521; n° 18, «idem, VII, L’État prolétarien», avril-mai 1935, p. 606-613; n° 19, «idem, VII (2e partie), l’État soviétique», mai-juin 1935, p. 638-646; n° 21, «idem, VII (3e partie), l’État soviétique», juil.-août 1935, p. 715-724; n° 25, «idem, VII (4e partie), l’État soviétique», nov.-déc. 1935, p. 838-844; n° 26, «idem, VII (5e partie), l’État soviétique», janvier 1936, p. 870-879; n° 28, «Dans la Fraction : À la recherche d’une clarification?», fév.-mars 1936, p. 947-948; n° 35, «Nature et évolution de la Révolution russe, Réponse au camarade Hennaut», sept.-oct. 1936, p. 1161-1171; n° 39, «Nos divergences avec le camarade Hennaut», janv.-fév. 1937, p. 1286-1295; n° 43, «Pour le Bureau International des fractions communistes de gauche», sept.-oct. 1937, p. 1403-1408. – Octobre : n° 2, mars 1938, «La question de l’État». – O. P. (Ottorino Perrone), L’Italia di domani, n° 9 (2 déc. 1944), Bruxelles, «La colonia et la coalizione antifascista». – Prometeo n° 9, avril-mai 1948, «Democrazia parlamentare e democrazia populare»; n° 10, juin-juil. 1948, «La Questione sindacale». Ottorino Perrone : L’Unità, 3 décembre 1925, p. 2, “L’esperienza e la boschevisazzione”; La tattica del Comintern (1926-1940), Edizioni sociali, Borbiago/Venezia, 1976. Introduction et notes de Bruno Bongiovanni [articles de Vercesi parus dans Prometeo, nos 2 à 8, Milan, août-1946-nov. 1947]. – Rivoluzione e reazione. Lo stato tardo-capitalistico nell’analisi della sinistra comunista, Giuffrè, Milano 1983 (textes présentés par Dino Erba et Arturo Peregalli). Sources APC CPC Roma, busta 3876 (Ottorino Perrone). APC CPC 382. – Police des étrangers de Bruxelles, dossier 1.490.208. – Istituto Gramsci, Rome, dossier 306, 1926. – Leon Trotsky Exile Papers 1929-1940, Houghton Library, Harvard College Library (cotes 3801-3805), 5 lettres en français de Vercesi : Bruxelles, 1.6.1929; [Paris], 1.6.1930; Bruxelles, 8.1.1932; 23.11.1932 et 20.8.1933. – Archives Perrone, Université libre de Bruxelles. – Archives Bordiga, Fondazione Amadeo-Bordiga, 11, via Amadeo Bordiga, 04023 Formia (Latina). – Georg Scheuer Collection 1940-1949, IISG (Amsterdam). Protokoll. Fünfter Kongress der Kommunistichen Internationale, Carl Hoym, Hamburg, 1924, vol. 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Titres des numéros de BILAN Bulletin Théorique mensuel de la fraction de gauche du PCI 1933-1938 [ 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 – 11 – 12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 34 – 35 – 36 – 37 – 38 – 39 – 40 – 41 – 42 – 43 – 44 – 45 – 46 – ] N° 1 – novembre 1933 Seizième anniversaire de la Révolution russe – 5 Vers l’Internationale deux et trois quarts? – 12 Résolution de la CE de la Fraction de Gauche du PCI Projet de constitution d’un Bureau International d’information – Fraction de Gauche du P.C – 32 N° 2 – décembre 1933 Errata – 38 Massacre d’ouvriers en Espagne – 39 Six communistes décapités dans les prisons de Cologne – 41 Une victoire de la contre-révolution mondiale – 45 Les Etats-Unis reconnaissent l’Union Soviétique La crise du mouvement communiste – 52 Désertions, trahisons et difficultés réelles de la théorie marxiste Le principe démocratique – A. Bordiga – 60 Mouvement communiste international: Vers la construction de la Fraction de Gauche du PCF – Pas de “”Bordiguisme”” – 67 Sommaire des deux derniers numéros N° 3 – janvier 1934 – [Cd pag.1] La signification du chef prolétarien – A propos de la commémoration de Lénine, R. Luxembourg et Liebknecht – 75 Van des Lubbe – Les fascistes exécutent. Socialistes et centristes applaudissent – 81 Pour les funérailles des victimes du «Diana» – 88 Mouvement Communiste International: Résolution de la Ligue des Communistes internationalistes sur la IV Internationale – 90 Le principe démocratique (suite et fin) – 93 Roosevelt au gouvernail – 105 Le cas Calligaris – 112 N° 4 – février 1934 Le capitalisme marque un point décisif dans la préparation de la guerre. L’insurrection socialiste d’Autriche – Les socialistes font acclamer par le prolétariat la défense de la République française – 113 Le Plan de Man – 122 La nature du Parti – 133 En marge d’un anniversaire – 140 Le cas Calligaris – 147 Errata (voir 3e page couverture) N° 5 – mars 1934 Erratum (voir 2e page couverture) Quatre jeunes camarades du S.A.P. sont arrêtés par la police hollandaise et remis aux mains des nazis (voir 2e page couverture) Les principes: Armes de la Révolution – 149 Parti – Internationale – Etat: Prémisses – 160 Le Pian De Man (suite et fin) – 166 Organisation et discipline communiste: Prémisses du problème. A. Bordiga – 180 Les difficultés de l’Opposition russe: Rakowsky dépose les armes – 184 Le cas Calligaris (voir 3e page couverture) N° 6 – avril 1934 Ier Mai 1934 – 185 La bourgeoisie francisa expulse Trotsky – 187 Problèmes du front unique: Manœuvres ou unité d’acte – 188 Où va l’impérialisme française, Mitchell – 195 Parti – Internationale – Etat: La classe et sa signification – 204 Une quatrième internationale ou une réplique de la Troisième. A. Soep – 210 Salut à la «Verità» – 216 Maxim rejoint le front de la contre révolution centriste – 219 Une tragédie de l’émigration italienne (voir 3e page couverture) N° 7 – mai 1934 Pour le retour de Trotsky en Russie (voir 2e page couverture) L’Antifascisme: formule de confusion – 221 La Grève de Verviers: A. Hennaut – 227 Parti – Internationale – Etat: Classe et Etat – 231 Errata – 238 Le Communisme et la question nationale. A. Bordiga – 239 Une quatrième internationale ou une réplique de la troisième (suite) A. Soep – 248 A propos de Staline et du Stalinisme – 255 La catastrophe de Pâturages (voir 3e page couverture) N° 8 – juin 1934 La Russie soviétique dans le concert des brigands impérialistes – 257 La morte de la Concentration antifasciste italienne – 264 La situation de la classe ouvrière japonaise – 269 Une quatrième internationale ou une réplique de la Troisième (2e suite et fin) A. Soep – 277 Parti – Internationale – Etat: (chap. III) Classe et Parti – 286 L’arabisation du CC du parti communiste Syrien (voir 3e page couverture) A propos de la Sarre (voir 3e page couverture) N° 9 – juillet 1934 Chronique du mois – 293 La situation en France: Résolution de CE de la Fraction de gauche du PCI – 296 La Chine soviétique – 313 Parti –Internationale – Etat: (chap. IV) Parti et Internationale – 322 La campagne pour Thaelmann – 328 N° 10 – aout 1934 En marge du front unique – 329 L’Acte désespéré des mineurs de l’Escarpelle – 330 A Costantine : l’impérialisme tire profit du massacre de ses instruments – 331 Les événements du 30 juin en Allemagne – 332 De l’Internationale deux et trois quarts à la deuxième Internationale – 339 Crises et cycles dans l’économie du capitalisme agonisant (Mitchell) – 348 La Mongolie Rouge convoitise de l’impérialisme japonais (Gatto Mammone) – 360 Mouvement Communiste Internationale Résolution de la Ligue des communistes de Belgique – 363 N° 11 – septembre 1934 L’entrée de la Russie dans le S.D.N. – 365 Le syndicat unique et le “”Procédé de Fusion”” – 367 Comment les réformistes Belges orpillent les grèves – 369 Les bolcheviks-Léninistes entrent dans la S.F.I..O. – 371 Les problèmes de l’Extrême-Orient – 374 Les Compétitions Inter-Impérialistes en Chine – 377 La Mandchourie – 381 Crises et cycles dans l’économie du capitalisme agonisant – 386 Herman Gorter (Sa place dans le mouvement théorique du communisme international) – 395 Les Jeunesses léninistes belges récidivent – 399 Marcel Cachin a 65 ans (voir 3e page couverture) Errata du n° 10 (voir 3e page couverture) Errata du n° 10 N° 12 – octobre 1934 A tous nos lecteurs – 402 L’écrasement du prolétariat espagnol – 403 Vers un “”parti unique”” en France? – 405 La prison de la faim: Une grève de mineurs Hongrois – 407 Le capitalisme français marque un nouveau point – 409 Le problème de la Sarre: Non! Non! Non! – 414 Le problème de la Jeunesse, par Hilden – 421 Parti – Internationale – Etat (chap. V).: l’Etat démocratique – 426 Errata – 432 N° 13 – novembre–décembre 1934 A propos de la reforme de l’Etat en France – 434 Le problème de la Sarre et la guerre – 436 Démocratie-Fascisme: Communisme – 439 La comédie de Mussolini: l’Etat corporatif en Italie. Gatto Mammone – 446 Le problème de la jeunesse – 451 Evolution de l’impérialisme anglais – 457 Des exclusions en Italie – 463 N° 14 – décembre 1934-janvier 1935 L’assassinat de Kyrov – La suppression de la carte de pain en URSS – 465 La situation en France – 468 Le problème des minorités nationales – 472 L’évolution de l’impérialisme anglais (suite et fin) – 479 Le problème de la jeunesse – 486 Quand manque un Parti de classe: a propos des evenementes d’Espagne – 491 N° 15 – janvier–février 1935 Deux èpoques: en France d’un anniversaire – 497 Mathias Rakosy – 500 L’attentat de Nicolaier (Philippe) – 502 Ce qu’il faut retenir de l’expérience sarroise – 507 Le problème de la jeunesse (Hilden) – 512 Etat – Parti – Internationale: (chap. VI) l’Etat fasciste – 517 Parti et Classe (A. Bordiga) – 522 Au sujet de la répression en Russie – 527 N° 16 – février–mars 1935 Le “”Dernier problème africain”” et l’Italie – 529 Doumerque, compétence, médiocre et maladroite – 530 Projet de résolution sur la situation internationale (Philippe) – 533 L’écrasement du prolétariat allemand et l’avènement du fascisme – 549 La grève générale: expression de la lutte des classes – 555 Luttes inter-impérialistes et luttes de classes en Amérique Latine – 560 N° 17 – mars – avril 1935 De la Commune de Paris à la Commune russe – 565 La Grèce, champ de manœuvres des compétitions inter-impérialistes (Gatto Mammone) – 568 Projet de résolution sur les problèmes de la Fraction de gauche: 1. La fraction prémisse pour la révolution mondiale – 571 2. Fraction et parti – 575 3. Les matériaux idéologiques des fractions de gauche des PC – 577 4. La fraction de gauche et la la perspective de la guerre – 580. Luttes inter-impérialistes et luttes de classes en Amérique du sud (Suit et fin) (Gatto) – 583 Le problème de la Jeunesse (Hilden) – 585 Les trois forces (Lénine, 1921) – 591 Au sujet de Victor Serge et de Calligaris – 596 N° 18 – avril–mai 1935 1er Mai 1935: A bas toutes les patries : la fasciste, la démocratique, la soviétique! Vive la lutte du prolétariat mondial pour la révolution dans tous les pays! – 597 Projet de résolution sur les problèmes d’organisation (Alphonse) – 601 Parti – Etat – Internationale (chap.VII): l’Etat prolétarien – 606 Problèmes de la monnaie (Mitchell) – 614 Problème de la jeunesse (fin) Hilden – 622 N° 19 – mai–juin 1935 Calligaris en Sibérie – 629 Lettre au B.P. du Parti communiste russe – 630 Défaite du prolétariat et victoire du capitalisme, de Hitler à Staline, de Staline à Blum – 632 Parti – Etat – Internationale, (chap. VII, – 2e partie): l’Etat soviétique – 638 Les problèmes de la Monnaie (suite) – 647 Les fondements de la production et la distribution communiste, par A. Hennaut – 653 N° 20 – juin–juillet 1935 De la déclaration de Staline à la manifestation du 14 juillet – 661 L’impérialisme italien à les conques de l’Abyssinie (Gatto Mammone) – 662 Projet de rapport sur la situation en Italie (Philippe) – 669 Calligaris – 677 Problèmes de la monnaie (Suite e fin) (Mitchell) – 678 Les fondements de la production et distribution communiste (A. Hennaut) – 688 Errata du N° 19 “” Problèmes de la monnaie “” (voir 3e page couverture) N° 21 – juillet–aout 1935 Errata du N° 19 “” Problèmes de la monnaie “” (voir 2e page couverture) Et voici le cas Calligaris – 692 Sous le signe du 14 juillet – 693 Rapport sur la situation en Italie (Philippe) – 696 La Ire et la IIe Internationale devant le problème de la guerre (Gatto Mammone) – 703 Les fondements de la production et distribution communiste (A. Hennaut) – 707 Parti – Internationale – Etat: l’Etat soviétique: Chapitre VII (3° parties) – 715 N° 22 – aout–septembre 1935 L’attentat de Beiso – 725 L’Italie en Abyssinie – 727 Nous, Calligaris et le centrisme – 730 Les problèmes de la situation en France – 732 Rapport sur la situation en Italie (suit en fin) – 738 Les internationalistes hollandais sur le programme de la révolution prolétarienne (Hennaut) – 745 Projet de résolution sur les liaisons internationales (Jacobs) – 750 N° 23 – septembre–octobre 1935 Manifeste de la fraction italienne de la gauche communiste – 757 Sur quelles bases s’est effectues l’unité syndicale: les Mussolini et Hitler de la France démocratique – 764 Résume des débats du congreès de la fraction, résolutions adoptées – 767 Les thèses de Rome ( 1re partie) – 780 Manifeste: en dehors des partis communistes devenus des instruments du capitalisme mondial – 786 Les internationalistes hollandais sur le programme de la révolution prolétarienne ((Hennaut) – 788 N° 24 – octobre–novembre 1935 Vers une consolidation du front capitaliste en France – 789 Pendant que réformistes et centristes scellent l’union-sacrée, des mineurs anglais font la grève au fond des puits – 792 Résolution du Congres des italiens et de la Fraction – 794 La motion présentée par la fraction au Congrès des Italiens – 795 La tension de la situation italienne et internationale – 796 Le déroulement de l’aventure africaine (Gatto Mammone) – 804 Le problème des fractions dans la II° Internationale (Gatto Mammone) – 808 Les thèses de Rome (3° partie) – 815 Lettre du camarade Soep – 820 N° 25 – novembre–décembre 1935 Un mois après l’application des sanctions – 821 A la confusion des problèmes monétaires, les ouvriers opposent leur front de classe – 823 Les réfugies politique italiens en Russie soviétique – 825 Les centristes escomptent la condamnation de Beiso – 827 L’unité syndicale en France et les fractions – 828 Le nouveau bond de l’impérialisme japonais dans la Chine du nord (Gatto Mammone) – 834 Parti – Internationale – Etat: l’Etat soviétique (quatrième partie) – 838 Mouvement ouvrier International: – L’union Communiste (Francia) est navrée; – La Ligue Communiste Internationaliste (trotskistes) de Belgique est pour la défense da l’indépendance de l’Abyssinie – 845 Réponse à la communiste League of Struggle – 846 Staline et le Bolchevisme – 847 Les thèses de Rome – 848 N° 26 – janvier 1936 La “”Réconciliation”” des français et l’unité syndicale – 853 La situation en Allemagne: l’exécution de R. Claus – 856 Sur le chemin du Capitalisme: le stakhanovisme en Russie – 859 La situation actuelle en Italie, pivot de la situation internationale – 861 La situation en Amérique du sud (Mexique, Brésil) par Gatto Mammone – 867 Parti – Etat – Internationale: l’Etat soviétique (5e et dernier partie) – 870 Mouvement ouvrier international: l’échec des premières discussions avec le groupe “”Communiste Classe Struggle”” – 879 En marge des thèses de Rome: Lettre de Bordiga (1924) Observation du Présidium de l’Exécutif de l’IC sur les thèses de Rome (Stato Operaio-1924) – 882 N° 27 – janvier–février 1936 – [Cd pag.476] Quels sont les héritiers de Lénine, Luxembourg, Liebknecht? – 885 Comment dans la Russie des soviets on assassine la camarade Marianiste (Gatto Mammone) – 888 L’évolution de la situation italienne – 892 Le problème du pacifique et la faillite de la conférence de Londres (Gatto Mammone) – 900 Quinze années après Livourne – 904 L’écrasement du prolétariat français et ses enseignements internationaux (Proyer de rapport soumis à la discussion) Jacobs – 905 Petrini – 916 N° 28 – mars–avril 1936 – [Cd pag.493] M. Albert Sarraut: symboles de la cohérence capitaliste – 917 Wupperward et Neuk?in – 919 L’impudence et les faux de M. Germanetto (Gatto Mammone) – 920 Le Japon devant la guerre impérialiste – 922 Le front populaire triomphe en Espagne (Gatto Mammone) – 924 L’écrasement du prolétariat français et ses enseignements internationaux (rapport soumis à la discussion) (suite) Jacobs – 927 Problèmes de la période de transition (Mitchell) – 935 Dans la Fraction: – Un peu de clarté s.v.p. (Bianco) – 945 – A la recherche d’une clarification (Vercesi) – 947 N° 29 – mars–avril 1936 – [Cd pag.510] La course vers la guerre – 949 Pour le 65e anniversaire de la commune de Paris – 953 Au sujet du cas Mariottini – 955 Une réponse de Gatto Mammone – 957 Au sujet des problèmes du Parti et de la tactique: Nos divergences avec la ligue des communistes internationalistes de Belgique – 959 L’écrasement du prolétariat français et ses enseignements internationaux (rapport soumis à la discussion) (suite et fin) Jacobs – 968 Dans la fraction : Un article de discussion de Gatto Mammone – 977 N° 30 – avril–mai 1936 – [Cd pag.528] Premier Mai 1936 (Manifeste de la Fraction italienne de la gauche communiste) – 981 Le front international de la répression capitaliste – 985 Le prolétariat italien est-il absent? – 987 Premier Mai – 988 Les traîtres à l’œuvre – 989 Le mouvement ouvrier devant le problème de la guerre – 998 De l’union sacrée à Zimmerwald: La dernière semaine (A. Rosmer) – 1001 Quelques brèves nouvelles – 1012 N° 31 – mai–juin 1936 – [Cd pag.546] La victoire électorale du Front Populaire en France – 1013 Après les élections en Belgique – 1017 La victoire de l’impérialisme italien ouver-t-elle un novea cours de la révolution mondiale? – 1021 Le conflit Arabe-Juif en Palestine – 1028 De l’Union Sacrée à Zimmerwald, par A. Rosmer – 1028 Les traîtres à l’œuvre – 1031 Problèmes de la période de transition (Mitchell) – 1034 Calligaris toujours déporté en Russie – Sauvons-le!- 1043 Victor Serge hors de griffes du centrisme – 1044 N° 32 – juin–juillet 1936 – [Cd pag.578] La Société des Nations continue – 1045 Beiso n’a pas été acquitté – 1047 Ce que fut la Conférence du Droit d’Asile de Paris – 1050 Le prolétariat français a répondu au Front Populaire: La France dans l’evolution mondial du capitalisme- La dissolution du prolétariat français et les conditions de son renouveau – Le batailles grévistes et la fonction du Front Populaire – Le capitalisme devant le grèves spontanée – Chronique des événements en France – 1052 La rafale gréviste en Belgique – 1062 Le conflit Arabo-Juif en Palestine (fin) – 1072 Mouvement ouvrier International: Lettre à l’Union Communiste – 1075 N° 33 – juillet–aout 1936 En Espagne: Bourgeoisie contre Prolétariat: – 1077 – La situation internationale; – La situation est-elle révolutionnaire ou susceptible d’évoluer vers une issue révolutionnaire? – 1079 – La structure du capitalisme espagnol; – L’avènement de la République espagnole – 1082 – Le problème agraire; – 1086 – La genèse des évènements actuels; – 1088 – La signification de la bataille en Espagne – 1088 Francisco Ascaso – 1093 Adieu Zanasi – 1094 Nature et évolution de la révolution russe (A. Hennaut ) – 1095 De l’Union Sacrée à Zimmerwald: Conclusion (A. Rosmer) – 1102 Errata : “” La rafale gréviste en Belgique “” – 1108 N° 34 – aout–septembre 1936 Communique de la commission exécutive – 1109 Au front impérialiste du massacre des ouvriers espagnols il faut opposer le front de classe du prolétariat international – 1140 La boucherie de Moscou – 1114 Démocratie formelle et démocratie socialiste (suite) (A. Hennaut) – 1119 De l’union sacrée a Zimmerwald: Le livre de camarade Rosmer et le problème de guerre – 1127 Problèmes de la période de transition (suite du n. 31) – 1133 Staline dépasse Mussolini – 1139 N° 35 – septembre–octobre 1936 L’abattoir des prolétaires en Espagne – 1141 Le ventre du capitalisme français orne des plumes du paon socialiste – 1144 La crise dans la fraction (communiqué de la CE) – 1146 Le tragédie espagnole (Gatto Mammone) – 1147 La révolution espagnole (Tito) – 1152 Problèmes de la période de transition (Mitchell) – 1155 Nature et évolution de la révolution russe: repense au camarade Hennaut (Vercesi) – 1161 La crise dans la fraction (communique du Comité de coordination ) – 1172 N° 36 – octobre–novembre 1936 La consigne de l’heure: ne pas trahir – 1173 Octobre 1917 – Octobre 1936 – 1177 Mario Di Leone – 1179 La leçon des évènements d’Espagne – 1180 L’isolement de notre fraction devant les évènements d’Espagne – 1199 La crise de la fraction: Communiqué de la CE – 1203 Documente de la minorité – 1204 N° 37 – novembre–décembre 1936 La réalité d’un “”Gouvernement de façade”” – 1205 Mario de Leone est mort – 1207 – Salut du groupe de Marseille – 1209 – Salut du group de la minorité de Barcelone – 1210 L’autre aspect de la domination capitaliste: la “”Démocratie”” en fonction aux Etats-Unis G.Mammone – 1211 La bourgeoisie renverra-t-elle Blum ? – 1215 Problèmes de la période de transition (suite) (Mitchell) – 1220 Nouveaux assassinats: nouvelle constitution en Russie – 1233 La vie de la fraction: ordre du jour de la Commission Exécutive – 1234 Documents de la minorité (suite) – 1235 N° 38 – décembre–janvier 1937 Le capitalisme français n’a pas renvoyer Blum – 1237 Trotski pourra-t-il rester au Mexique? – 1240 Guerre civile ou guerre impérialiste – 1241 Au sujet de la situation internationale (Novus) – 1248 La Chine, autre théâtre de la guerre impérialiste (Gatto Mammone) – 1254 Problèmes de la période de transition (Fin) (Mitchell) – 1259 Projet de constitution d’un Bureau International d’information – 1265 N° 39 – janvier–février 1937 Le procès de Moscou – 1269 Le prolétariat français doit briser l’union sacrée – 1272 Lénine – Luxemburg – Liebknecht – 1275 A propos d’un anniversaire (Mathilde) – 1278 Sous le signe de la constitution “”la plus démocratie du monde”” on extermine, en URSS la génération d’Octobre (Gatto Mammone) – 1281 Nos divergences avec le camarade Hennaut – 1286 Le marxisme n’est pas de la littérature, camarade Victor Serge – 1296 Que faire? Retourner au Parti Communiste, messieurs! – 1299 N° 40 – avril–mai 1937 Premier Mai – 1301 La France “”libre, forte et heureuse”” assassine les prolétaires – 1305 Monsieur Vandervelde défend le marxisme – 1309 La pause de Monsieur Léon Blum – 1312 L’élection de Bruxelles: une victoire du “”Socialisme national”” un échec de Degrelle – 1319 La nouvelle constitution aux Indes (Gatto Mammone) – 1327 N° 41 – mai–juin 1937 Plomb, mitraille, prison,: c’est ainsi que le Front Populaire répond aux ouvriers de Barcelone qui osent résister à l’attaque capitaliste! – 1333 Quand les bourreaux parlent – 1338 Les grèves en Amérique, par G. Mammone – 1343 Rapport sur la situation internationale – 1347 La “”Déclaration des principes”” de la “”Fraction belge de la gauche communiste internationale”” – 1359 Antonio Gramsci – Camillo Berneri – 1364 N° 42 – juillet–aout 1937 La répression en Espagne et en Russie – 1365 De Almeria à la reconnaissance de la belligérance – 1367 L’assassinat des frères Rosselli – 1369 Vers la révolution communiste in Italie – 1371 Le “”Mystère”” du mur d’argent et l’avènement du gouvernement Chautemps: L’évolution des événements en France – 1375 Antonio Gramsci – 1380 Un manifeste des communistes mexicains sur le massacre de Barcelone – 1384 La scission dans la Ligue des Communistes Internationalistes de Belgique – 1386 N° 43 – septembre–octobre 1937 Pour la solidarité de classe pour toutes les victimes de la guerre d’Espagne – 1389 Du travail et du pain – 1390 Andrés Nin assassiné? – 1931 Les bourreaux soviétiques à l’œuvre – 1392 A propos de quelques èlucubrations trotskistes – 1394 Le Comité national de la CGT – 1395 L’évolution des évènements d’Espagne – 1397 Le Front Populaire – 1400 Pour le Bureau International des fractions communiste de gauche (Vercesi) – 1403 L’impérialisme japonais à la conquête de la Chine (Gatto Mammone) – 1408 Documentation internationale – 1411 N° 44 – octobre–novembre 1937 Lettre ouverte ou Centre pour la IVe Internationale – 1413 A bas le carnage impérialiste en Chine. Contre tous les bourreaux: pour la transformation de la guerre en guerre civile – 1415 Le capitalisme passe à l’attaque: “”La France aux français”” – 1418 La guerre impérialiste d’Espagne et le massacre des mineurs asturiens – 1422 Le monde arabe en ébullition (Gatto Mammone) – 1426 Marxisme et dogmatisme (Réponse à la Ligue des Communistes Internationalistes de Belgique) – 1430 Et Calligaris? – 1436 N° 45 – novembre–décembre 1937 Pour le vingtième anniversaire de la révolution d’Octobre – 1437 Le Front Populaire continue – 1440 Le droit au soulèvement armé – 1443 La situation en Belgique – 1444 Résolution de la CE de la fraction italienne de la gauche communiste internationale sur le conflit sino-japonais – 1446 Le Japon et la Chine d’après les statistiques (Gatto Mammone) – 1452 Mouvement ouvrier internationale – Lettre ouverte à la RWL (Fédération américaine de la Gauche communiste internationale). Réponse de la RWL – 1460 N° 46 – décembre–janvier 1938 “”BILAN”” DISPARAIT (voir 2e page couverture) Les victoires ou les défaits militaires ont une seule victime: les ouvriers espagnols – 1461 Contrastes inter-imperialistes ou contrastes de classes: la guerre impérialiste en Chine – 1463 Le prolétariat français trouvera t-il le chemin de la lutte contre ses ennemis de classe? – 1466 Un grand renégat a la plume de Paon: Leon Trotskj – 1469 Apres la conquête de l’Ethiopie – 1472 Echo a l’étude de la période de transition – 1475″,”EMEx-103″ “AAVV”,”Programme communiste, 1957-1982.”,”Groupe Programme communiste Nel 1963, intanto, il Groupe Programme communiste di Francia si scioglie e aderisce al PCInt – Programma comunista, con la modalità dell’adesione individuale dei membri. Questo gruppo aveva precedentemente pubblicato delle riviste ciclostilate intitolate Travail de groupe, nel biennio 1956-1957. Quando assume il nome di Programme communiste, si riferiva al PCInt – Programma comunista ancora solo come ad un’organizzazione sorella italiana. Dal 1962-1963 inizia un percorso nel quale i militanti francesi iniziano a presentare ai propri lettori un legame più organico con il partito italiano. Nell’estate del 1963 uscì il giornale le prolétaire, bulletin mensuel du parti communiste internationaliste (programme communiste), e da settembre dell’anno successivo come organe mensuel du parti communiste internationaliste (programme communiste). Le prolétaire usciva come supplemento a programme communiste. Quando il Groupe Programme communiste si sciolse, alcuni suoi aderenti non entrano nel PCInt ma in Socialisme ou Barbarie. A tal punto, Programme communiste esce finalmente come Rivista teorica del PCInt Programme communiste. (wikip)”,”EMEx-105″ “AAVV”,”Funerali dell’imperatore Napoleone. Relazione ufficiale della traslazione delle sue spoglie mortali da Sant’Elena a Parigi e descrizione del funebre corteggio. [Storia di Napoleone]”,”””scritto in cotal guisa al direttorio: “”Domani io muovo contra Beaulieu, e lo costringo a ripassare il Po; io gli terrò dietro immantinente, mi impadronirò di tutta la Lombardia, e prima che sia andato un mese spero diporre i miei campi sui monti del Tirolo, di scontrarvi l’esercito del Reno, e trarre di conserva con esso a guerreggiar la Baviera””. Addì nove del maggio egli scriveva al direttore Carnot: “”Finalmente abbiamo passato il Po. La seconda stagion campale è cominciata; Beaulieu è fuori del secolo; egli non sa indovinarne una e dà continuo ne’ lacci che gli son tesi. Forse egli vorrà provocarmi a nuova terminativa battaglia, perocchè quest’uomo ha l’ardimento del furore e non quello del genio… Ma un’altra vittoria, e noi siam padroni dell’Italia… Io non so annoverare quello che abbiam preso al nemico… Vi mando venti quadri de’ primi maestri, di Correggio, di Michelangelo. (…)”” (pag 57)”,”FRAN-099″ “AAVV”,”Lo scontro degli internazionalisti con lo stalinismo e le sue vittime. – L’assassinio di Mario Acquaviva.”,”Nel 50° anniversario dell’assassinio di Mario Acquaviva e di Fausto Atti. Rievocazione romanzata dell’assassinio di Mario Acquaviva è in libro di Pansa ‘Ma l’amore no’.”,”MITC-127″ “AAVV”,”Deciderà la guerra o la rivoluzione. Schieramento delle forze gigantesche in urto nell’attuale crisi.”,”Ostinatamente fedeli, facciamo oggi a 25 anni di distanza il bilancio del testo del 1956 suggestivamente intitolato Dialogato coi Morti che concludeva la sua nalisi della traiettoria del capitalismo con il verdetto: ‘Al 1975, deciderà la guerra o la rivoluzione? Da qui ad allora la lotta teorica deciderà tra l’economia (marxista) della esplosione, e quella del crescente benessere (del capitale)?”,”BORD-006-FL” “AAVV”,”Russia e Rivoluzione nella teoria marxista. Quarant’anni di una organica valutazione degli eventi in Russia nel drammatico svolgimento sociale e storico internazionale.”,”Scopo di questo studio è la difesa della spiegazione determinista delle vicende storiche che ebbero per teatro la Russia, allo stesso titolo per cui essa è valida negli altri paesi.”,”RIRx-031-FL” “AAVV”,”La fondazione della Terza Internazionale. Prima Conferenza dell’Internazionale comunista (Mosca, 2-6 marzo 1919).”,”””L’Internazionale è il sole dell’avvenire””, ha una volta detto il vecchio Garibaldi. Così col primo rombo dei cannoni, che iniziarono in agosto 1914 il massacro dei popoli, fu sommero il Sole, e nella fitta tenebrfa dell’imperialismo, dell’aizzamento dei popoli e della miseria della guerra il proletariato del mondo dovette spianarsi la via al nuovo avvenire. Risorge ora il Sole dell’Internazionale, e gli occhi del proletariato rivoluzionario di tutti i paesi sono rivolti all’Oriente, alla Russia, ai raggi dello spuntante Sole. In Russia l’avanguardia del proletariato nell’eroica lotta ha infrante prima le catene del capitalismo e con l’istituzione della dittatura operaia ha realizzato la prima tappa sulla via del comunismo . e nel cuore della Russia, nella rossa Mosca, doveva nascere an che la Terza Internazionale raccoglitrice dei popoli. (…)”” [L’apertura della Conferenza] (pag 10) 22 tesi proposte da Lenin e adottate dalla Conferenza sulla questione “”democrazia borghese o dittatura proletaria”” (pag 23-34)”,”INTT-291″ “AAVV”,”Perspectives economiques de l’OCDE. N. 89, mai 2011.”,”I paesi Ocde: USA GIAPPONE FRANCIA GERMANIA CANADA AUSTRALIA ITALIA AUSTRIA BELGIO SPAGNA GRECIA SCANDINAVIA TURCHIA PORTOGALLO OLANDA BELGIO FINLANDIA NORVEGIA SVEZIA DANIMARCA IRLANDA GRAN BRETAGNA INGHILTERRA UK ISRAELE ISLANDA CILE COREA DANIMARCA ESTONIA FINLANDIA LUSSEMBURGO MESSICO NUOVA ZELANDA POLONIA PORTOGALLO REPUBBLICA SLOVACCA CECA SLOVENIA SVIZZERA TURCHIA PAESI BASSI”,”STAT-467″ “AAVV”,”Atlaséco 2008. Atlas économique et politique mondial. Tous le pays 60.000 chiffres exclusifs – 1000 tableaux pour tout comprendre.”,”Introduce il termine di ‘rifugiati climatici’: Dominique Thiébaut e Sarah Halifa-Legrand, Les migrants du XXIe siècle seront des réfugiés climatiques. Conséquence du réchauffement planétaire, une nouvelle catégorie de populations déplacées est en train d’apparaître: les écoréfugiés. Un coût environnemental et économique de la facture climatique’ (pag XXV-XXVII)”,”STAT-470″ “AAVV”,”Der Krieg. 1939-1945. Als die Welt in Flammen stand.”,”Contiene un’intervista al prof. Rolf-Dieter Müller: ‘Der Militärhistoriker R.D. Müller über die Kriegsziele des “”Größten Feldherrn aller Zeiten””, das Scheitern der Verbündeten Italien und Japan sowie Verbrechen der Wehrmacht””. “”Hitler war kein Bismarck”” (pag 64-67) ‘Lo storico militare R. D. Müller sulle mire belliche del “”più grande comandante di tutti i tempi””, il fallimento degli alleati Italia e Giappone, così come i crimini della Wehrmacht””. “”Hitler non era un Bismarck “”(p 64-67)”,”STAT-474″ “AAVV”,”Assalto al Cielo. Documenti e manifesti dei congressi dell’Internazionale Comunista (1919-1922). Congresso dei popoli d’Oriente (Baku, 1920).”,”Bauer Otto (Heinrich Weber) (1881-1938). Leader della socialdemocrazia austriaca e teorico dell’austromarxismo, Ministro degli esteri nel 1918-1919. Tra i fondatori della Internazionale due e mezzo. Bombacci Nicola (1879-1945) Socialista, massimalista, membro fondatore del PCd’I a Livorno 1921. Allontanato dal PCd’I per le sue posizioni ambigue sul fascismo. Partecipa alla Repubblica di Salò. Fucilato insieme a Mussolini. Brandler Heinrich (1881-1967). Membro della SPD dal 1901, poi della Lega Spartaco. Tra i fondatori della KPD. Imprigionato nel 1921, è eletto membro del Presidium del Comintern. Segretario della KPD dopo la fallita insurrezione del 1923 viene rimosso dalla direzione. Fondatore della KPO. In esilio dopo l’avvento dei nazisti al potere, nel 1940 si rifugia a Cuba. Torna in Germania nel 1948. Clemenceau Georges (1841-1929). Uomo politico francese. Esponente del partito radicale. Capo del Governo dal 1917, perseguita duramente pacifisti e rivoluzionari. Connolly Roderic (1901-1980). Figlio di James, eroe della rivoluzione irlandese fucilato dagli inglesi nel 1916, delegato dalla sezione inglese degli IWW al II Congresso del Comintern. Primo presidente del PC irlandese nel 1921, D’Aragona Ludovico (1876-1961). Segretario generale della CGL Italiana dal 1918 al 1925. Deputato socialista dal 1919 al 1924. Ebert Friedrich (1871-1925). Segretario del partito socialdemocratico tedesco, Cancelliere del Reich nel 1918. Si oppone al movimenti dei consigli operai, alleandosi con i militari. In seguito presidente della Repubblica. Frossard Louis-Oscar (1889-1946). Socialista dal 1905. Interventista durante la Prima Guerra Mondiale, con una svolta repentina aderisce al Comintern (1920-1923). In seguito di nuovo dirigente socialista. Gompers Samuel (1850-1924). Fondatore dell’American Federation od Labour, teorizza una politica sindacale di conciliazione di classe. Graziadei Antonio (1873-1953). Socialista dal 1893 e tra i fondatori del PCd’I. Espulso dal partito nel 1928 vi rientra negli anni Quaranta. Humbert Droz Jules (1891-1971). Pastore protestante, pacifista durante la guerra, raggiunge il movimento comunista. Membro della segreteria del Comintern, dal 1920 al 1935 svolge importanti missioni in Francia, Spagna e America Latina. Nel 1931 rientra in Svizzera, dove dal 1936 è segretario del PC. Espulso nel 1942 aderisce al partito socialista di cui diverrà segretario. Jouhaux Leon (1879-1954). Dirigente sindacalista francese, si oppone alla rivoluzione bolscevica. Nel secondo Dopoguerra uno dei fondatori di Force Ouvriere. Karski Julian (pseudomino di Marchlewski Julian) (1866-1925). Originario di una famiglia della piccola nobiltà polacca, militante socialista dal 1885, vive in esilio in Svizzera e in Germania. In prigione durante la guerra. Rappresentante del partito comunista polacco a Mosca nel 1920. Kautsky Karl (1854-1938). Dal 1891 segretario personale di Engels. Principale teorico della socialdemocrazia tedesca nelle due decadi precedenti la Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 fonda il Partito Socialdemocratico Unificato. Negli anni venti conduce una vivace polemica antibolscevica. Muore in esilio. Kerenskij Aleksandr F. (1881-1970). Uomo politico russo. Socialrivoluzionario e quindi menscevico. Primo ministro nei governi che precedono l’Ottobre, Dal 1918 in esilio, muore negli USA. Kollontaj Aleksandra M. (1872-1952). Rivoluzionaria dal 1890. Si unisce ai bolscevichi nel 1915. Teorizza la liberazione sessuale. Membro fondatore dell’Opposizione Operaia nel 1920. Capitolata allo stalinismo, ricopre incarichi diplomatici fino alla morte. Levi Paul (1883-1930). Avvocato ed esponente della socialdemocrazia tedesca. Dopo l’assassinio di Rosa Luxemburg, segretario della KPD, espelle l’ala ultrasinistra del partito. Entrato in contrasto con i sovietici, è espulso dal partito e rientra nella SPD.”,”INTT-008-FL” “AAVV”,”Storia di Rivoluzione Comunista.”,”Questo volume compendia la pratica e la teoria del raggruppamento dalle origini (novembre 1964) ai giorni nostri. É la prima ricostruzione storica dell’organizzazione delineata attraverso i suoi percorsi fondamentali: politico-operativi, teorico-programmatici, tattico-strategici, organizzativi.”,”BORD-011-FL” “AAVV”,”La guerra civile in Polonia.”,”«Occorre ritenere i “”preludi”” della rivoluzione sociale che precedono da qualche anno le “”battaglie decisive””. Essi rappresentano proprio i primi inizi, che necessariamente sono ancora deboli, ma non di meno l’embrione della rivoluzione proletaria…Le rivoluzioni non nascono mai bell’e pronte, non scaturiscono dalla testa di Giove, non divampano d’un colpo. Sono sempre precedute da un processo di fermentazione, di crisi, di sommosse, dell’inizio della rivoluzione – e si deve notare che quest’inizio non si sviluppa sempre fino alla sua chiara fine – ad esempio quando la classe rivoluzionaria è ancora debole» (Lenin, L’opportunismo e il fallimento della II Internazionale, in Proletarskaia Revoluzija, n.5 (28) del 1924). Articolo tradotto tale quale fu stampato nella sua integralità dopo che i bolscevichi disponevano del potere.”,”POLx-004-FL” “AAVV”,”Leo Frankel. «Le Premier Ministre du Travail du premier gouvernement ouvrier».”,”””Frankel, socieux de conférer à l’Internationale un rôle moteur dans l’élaboration des réformes sociales, demande la création d’une Commission qui serve d’intermédiaire entre la Commune et le Conseil fédéral. Le 30 mars, il écrit à Marx: «Si nous pouvions amener un changement radical des rapports sociaux, la Révolution du 18 mars serait la plus féconde des révolutions que l’histoire a enregistrées jusqu’à ce jour»”” (pag 5-7)”,”MFRC-159″ “AAVV”,”Tesi manifesti, e risoluzioni del II congresso dell’Internazionale comunista.”,”Nel 1864 venne fondata, a Londra, la prima Associazione internazionale dei lavoratori; la Prima Internazionale. La Seconda Internazionale, fondata nel 1889 a Parigi, si era impegnata a continuare l’opera della Prima Internazionale. Ma nel 1914, all’inizio della I guerra mondiale, ha subito un crak completo. La Seconda Internazionale è morta minata dall’opportunismo e distrutta dal tradimento dei suoi capi, passati nel campo della borghesia. La Terza Internazionale comunista, fondata nel marzo 1919 nella capitale della Repubblica socialista federativa dei soviet, Mosca, ha dichiarato solennemente di fronte al mondo che assumerà l’impegno di proseguire e portare a compimento la grande opera intrapresa dalla Prima Internazionale dei lavoratori.”,”INTT-011-FL” “AAVV”,”Stato del Mondo 2002. Annuario economico e geopolitico mondiale.”,”Riprende con l’edizione 2002 la pubblicazione in lingua italiana dello Stato del mondo. Uscito per la prima volta in Francia nel lontano 1980, questo annuario economico e geopolitico mondiale ha rappresentato per diversi anni anche per i lettori italiani un punto di riferimento insostituibile. Oltre 270 articoli, redatti da 115 specialisti, offrono un’analisi dei cambiamenti, piccoli e grandi, che hanno interessato il nostro pianeta.”,”STOU-037-FL” “AAVV”,”The Arkansas Gazette. A History.”,”Fondo Palumberi”,”EDIx-180″ “AAVV”,”Comunismo anarchico e comunismo libertario.”,”La più vecchia definizione di comunismo libertario è stata usata da Sébastian Faure negli anni 1880. Poi c’è stata la definizione data dalla CNT Confederación Nacional de Trabajo nel 1909. A partire dal 1927 la CNT è stata affiancata dalla Federación Anarquista Iberica (FAI). In Italia c’è stata la Federazione Comunista Libertaria dell’Alta Italia che usa il termine comunista libertaria come sinonimo di comunista anarchica. Dopo l’esperienza di sigle come la Federazione Libertaria Italiana nata dalla confluenza fra l’Unione Spartaco, marxista luxemburghiana, e un gruppo frutto di una scissione avvenuta all’interno della Fai, alla fine degli anni ’40 nascerà una corrente che si organizzerà per “”un movimento orientato e federato”” (1949) che espulsa dalla FAI nel 1950 darà vita ai Gruppi Anarchici di Azione Proletaira (GAAP). Negli anni ’60 nella Fai due correnti si confrontano: la organizzatrice e la anti-organizzatrice, quest’ultima espulsa si “”organizzerà”” nei “”Gruppi di Iniziativa Anarchica”” Nella nota 10 si dice: ‘Molti militanti Gaap daranno vita ad Azione comunista nel 1956 e poi a Lotta comunista nel 1961.”,”ANAx-396″ “AAVV”,”Comunismo e guerra. Aree e tempi storici: il “”1871″” in Europa. Guerre di Classi e Guerre di Stati.”,”Marx Engels su annessione Alsazia Lorena Engels su Guerra e Rivoluzione Engels pacifista? (lettera Engels a Laura Marx del 4 febbraio 1889)”,”MAES-166″ “AAVV”,”I comunisti in fabbrica.”,”Togliatti: gli operai non bastano. “”Togliatti, al Consiglio nazionale dell’aprile ’45, non escluse che il movimento organizzato delle masse potesse avere in un domani una base analoga a quella del laburismo; criticò i “”troppi compagni i quali pensano che il partito non possa basare la propria azione altro che sugli operai di fabbrica e sui contadini””; e lamentò l’assenza di Di Vittorio per il contributo che avrebbe potuto dare parlando del legame fra partito ed operai”””,”PCIx-414″ “AAVV”,”Turner & Newall Limited. The first fifty years, 1920-1970.”,”Fondo Palumberi”,”ECOG-062″ “AAVV”,”Il Partito comunista nello Stato Sovietico. Documenti e tesi.”,”Fondo Zucchiati Libello del PCUS che riporta le accuse e prepara il processo a Beria da parte dei nuovi dirigenti “”Il più importante principio della direzione politica è, nel nostro partito, il principio della direzione collettiva. Questo principio corrisponde pienamente alla nota tesi marxista-leninista sulla inammissibilità del culto della personalità e sul danno che esso può arrecare. «Ostile a ogni culto della personalità – scriveva Marx – durante l’esistenza dell’Internazionale, non ho mai permesso la pubblicazione dei numerosi messaggi in cui si riconoscevano i miei meriti e con i quali mi si tediava da diversi paesi e non ho loro mai neppure risposto, salvo forse qualche rara volta rimproverando gli autori. La prima volta che Engels ed io entrammo in una società segreta di comunisti lo facemmo a condizione che venisse cancellato dallo statuto tutto ciò che avrebbe favorito un superstizioso culto della personalità» (1)”” (pag 92-93); “”Nella sua famosa opera ‘La catastrofe imminente e come lottare contro di essa’, scritta alla vigilia dell’ottobre 1917, Lenin avvertiva: «La guerra ha generato una crisi così estesa, ha costretto le forze materiali e morali del popolo a una tale tensione, ha assestato dei colpi così duri a tutta l’attuale organizzazione sociale, che l’umanità si trova di fronte a questa alternativa: o perire o affidare i propri destini alla classe più rivoluzionaria, per passare quanto più rapidamente e radicalmente è possibile a un modo di produzione superiore».(2). Il merito storico di Lenin consiste nel fatto che egli, quando procedette all’analisi dell’imperialismo, appoggiandosi sulla legge dell’ineguale sviluppo economico e politico del capitalismo da lui trovata, fece una grande scoperta scientifica: formulò e argomentò la geniale conclusione della possibilità della rottura della catena del fronte mondiale dell’imperialismo nel suo anello più debole, la conclusione della possibilità della vittoria del socialismo dapprima in alcuni paesi e persino in un solo paese capitalistico, preso separatamente”” (pag 122-123)] [‘Il Partito comunista nello Stato Sovietico. Documenti e tesi’, Roma, 1953] [(1) Karl Marx, F. Engels, Opere, v. XXVI, pp. 478-488, edizione russa; (2) Lenin, ‘Opere scelte’ in due volumi, Edizioni in lingue estere, Mosca, 1948, vol. I, pp. 105-106]”,”RUSS-248″ “AAVV”,”Marxismo e questione militare.”,”‘Potere magico’ di una classe (pag 7) “”Nella guerra civile (americana) si vede pure come la spontaneità popolare è “”presa in mano”” dal potere statale e dalla dittatura borghese. Trotsky cita a tal proposito la testimonianza di un colonnello, certo Fletcher: “”Così il popolo americano si vide privare nello stesso istante della maggior parte delle sue libertà. E’ degno di nota che la maggior parte della popolazione era talmente assorbita dalla guerra, e così profondamente disposta a consentire tutti i sacrifici per raggiungere il suo scopo che, lungi dal riprovare la perdita delle sue libertà, non se ne accorse nemmeno””. E’ questo ciò che Marx chiama il “”potere magico”” di una classe”” (pag 7) La rivoluzione francese fa raggiungere la temperatura di ebollizione della “”pentola storica”” (Marx) … (pag 49) Napoleone Bonaparte come padre della rivoluzione tedesca (tesi testo) (pag 89)”,”MAES-169″ “AAVV”,”Attentato al Diana. (1921)”,”‘E’ un testo storico e un documento importante e drammatico sull’attentato al cinema Diana di Milano nel 1921. Gli esecutori materiali dell’attentato spiegano le ragioni e i motivi che li portarono a compiere quel gesto, e lo scritto, vibrante di fede e di passione, di rabbia e di speranza, testimonia della drammatica situazione in cui esso maturò. Dell’attentato del 1921 se ne servì il fascismo per la sua scalata al potere.’ Libro sul tema: Memorie di un ex terrorista. Dall’attentato al «Diana» all’ergastolo di Santo Stefano Giuseppe Mariani Curatore: R. Navone Editore: Ultima Spiaggia Collana: Isole Anno edizione: 2009 Pagine: 224 p. , Brossura Wikip_ La strage del Diana avvenne al Kursaal Diana a Milano il 23 marzo 1921, in seguito ad un attentato dinamitardo che causò 21 morti e 80 feriti. Nell’infuocato clima sociale del cosiddetto biennio rosso che precedette la marcia su Roma, l’alta borghesia milanese era solita frequentare il circolo Kursaal Diana, per svolgere attività sportive, culturali e ludiche. L’attentato era stato ordito per colpire il questore Giovanni Gasti che si riteneva risiedesse in un appartamento posto sopra il teatro. La sera del 23 marzo furono posizionati 160 candelotti di gelatina esplosiva in una cesta, ricoperti da paglia e bottiglie vuote, poi collocata nei pressi dell’ingresso riservato agli artisti che portava dall’albergo alla contigua sala di spettacolo. Quella sera, presso il teatro del circolo, era in programma la quindicesima e ultima replica della La Mazurka blu (Die blaue Mazur) di Franz Lehár, portata in scena dalla Compagnia Darclèe ed accompagnata dall’orchestra diretta dal maestro Giuseppe Berrettoni. Dietro le quinte, per tutto il giorno, aveva regnato una certa agitazione. Per protestare contro il licenziamento di un collega, infatti, gli orchestrali avevano indetto uno sciopero improvviso e le trattative per farlo rientrare si protrassero lungamente, per raggiungere un accordo tra le due parti solo quando gli spettatori che gremivano la sala già rumoreggiavano per il forte ritardo. Alle 22.40, dopo il lungo trillo che finalmente annunciava l’inizio dello spettacolo, il folto pubblico prese posto e fu in quel momento che la bomba esplose frantumando la muratura e investendo le prime file degli spettatori e la buca dell’orchestra. Rimasero ferite circa 80 persone e 17 furono i morti, destinati a diventare 21 nelle ore successive. Dopo l’attentato[modifica | modifica wikitesto] Le indagini furono immediatamente avviate e coordinate proprio dal questore Giovanni Gasti, presente in sala, indirizzandosi verso il giovane anarchico Antonio Pietropaolo, fuggito da una carrozza fermata al posto di blocco in corso Monforte, dove erano state ritrovate due rivoltelle e alcune bombe a mano, e catturato dopo un breve inseguimento. Nel contempo, una squadra d’azione che si trovava nei paraggi, richiamata sul posto dal boato, decise un’immediata azione di rappresaglia che venne attuata lanciando bombe contro la nuova sede in costruzione del giornale socialista Avanti!, in via Ludovico Settala, e dando alle fiamme la redazione del giornale anarchico Umanità Nova, in via Carlo Goldoni[1]. Nel giro di poche settimane, l’arresto di Pietropaolo fu seguito da decine di arresti effettuati nell’ambiente degli anarchici individualisti lombardi. Alcuni sospetti, come Pietro Bruzzi, riuscirono a dileguarsi e riparare all’estero. Il processo contro gli attentatori anarchici, difesi dall’avvocato Leonida Repaci, ebbe inizio il 9 maggio 1922, avanti la Corte di Assise di piazza Fontana e nella stessa aula dove era stato processato Gaetano Bresci. Il 1º giugno fu pronunciata la sentenza che individuava come autori materiali della strage e condannava all’ergastolo il bergamasco Ettore Aguggini, di 19 anni, e i mantovani Giuseppe Mariani, di 23 anni, e Giuseppe Boldrini, di 28 anni, che si proclamerà sempre innocente. Gli altri 16 imputati, ritenuti complici, furono condannati a pene varianti tra i 15 e i 4 anni di carcere. Mariani disse sulla strage: « … si è accreditata la “solita” storia dello anarchico che, spalancata la porta di un teatro, dissemina la morte ed il terrore, coscientemente e volontariamente. Quella sera il carico di esplosivo fu depositato al di fuori del teatro, con l’intenzione di colpire non il teatro quanto il soprastante albergo – che, secondo informazioni allora in possesso degli attentatori, serviva regolarmente da luogo di incontro tra Benito Mussolini ed il questore di Milano Gasti, entrambi acerrimi nemici degli anarchici e da questi ultimi odiati, in particolare, si credeva che proprio quella sera Gasti si dovesse trovare in quell’albergo. » L’azione contro il “”Diana””, suscitò orrore e disapprovazione negli ambienti anarchici. Errico Malatesta, dal carcere, sospese lo sciopero della fame ed espresse «il suo sdegno per il delitto esecrando che giova solo a chi opprime i lavoratori e a chi perseguita il nostro movimento». Più avanti, sulle pagine di «Umanità Nova», pubblicherà un articolo, intitolato Guerra civile: « …Qualunque sia la barbarie degli altri, spetta a noi anarchici, a noi tutti uomini di progresso, il mantenere la lotta nei limiti dell’umanità, vale a dire non fare mai, in materia di violenza, più di quello che è strettamente necessario per difendere la nostra libertà e per assicurare la vittoria della causa nostra, che è la causa del bene di tutti… » (Errico Malatesta su “”Umanità Nova””, l’8 settembre 1921) Vittime[modifica | modifica wikitesto] Le vittime furono[1][2]: Leontina Rossi, 5 anni Rosa Passoni Nastri, 40 anni Mosè Arbizzoni, 23 anni Margherita Calabresi Leoni, 29 anni Gemma Malatesta, 40 anni Pietro Boni Angelo Rastelli, 32 anni Ernesto Troeschel Vittoria Troeschel, 20 anni Renzo Rosi, 17 anni Giuseppe Maggi, 17 anni Mario Tedeschi, 31 anni Ettore Pecorara, 28 anni Pietro Lazzari Giuseppe Marano, 24 anni Vitaliano Majocchi, 33 anni Alessandro Lorenzi, 22 anni Enrico Aldi, 24 anni Salvatore Merrone, 50 anni Note[modifica | modifica wikitesto] ^ a b Mercoledì 23 marzo 1921 ^ L’attentato al teatro Diana Bibliografia[modifica | modifica wikitesto] Giuseppe Mariani, Memorie di un ex-terrorista, Torino, 1953 Vincenzo Mantovani, Mazurka blu. La strage del Diana, Rusconi, Milano, 1978 Vincenzo Mantovani, Anarchici alla sbarra, Il Saggiatore, Milano, 2007 Franco Tettamanti, 1921, bomba anarchica al «Diana» Strage in platea, morti 21 spettatori, Corriere della Sera, 21 giugno 2006, pag.9″,”ANAx-403″ “AAVV”,”Da Hiroshima al “”nuovo ordine”” mondiale. Rilettura degli eventi.”,”Tra la bibliografia utilizzata: AAVV, La storia : i grandi problemi dal Medioevo all’Età contemporanea / direttori: Nicola Tranfaglia e Massimo Firpo Utet Torino : UTET, 1986-1988 Descrizione fisica: v. <1-7> <9-10> : ill. ; 25 cm Nota formattata di contenuto: 1. Il Medioevo. 1, I quadri generali. – 1988. – xxiii, 16 c. di tav., 861 p. 2. Il Medioevo. 2, Popoli e strutture politiche. – 1986. – x, 16 c. di tav., 767 p. 3. L’Età moderna. 1, I quadri generali. – 1987. – xii, 16 c. di tav., 865 p. 4. L’Età moderna. 2, La vita religiosa e la cultura. – 1986. – x, 16 c. di tav., 882 p. 5. L’Età moderna. 3, Stati e società. – 1986. – x, 16 c. di tav., 804 p. 6. L’Età contemporanea. 1, I quadri generali. – 1988. – xvi, 16 c. di tav., 775 p. 7. L’Età contemporanea. 2, La cultura. – 1988. – x, 16 c. di tav., 859 p. 9. L’Età contemporanea. 4, Dal primo al secondo dopoguerra. – 1986. – x, 16 c. di tav., 798 p. 10. L’Età contemporanea. 5, Problemi dal mondo contemporaneo. Indici. – 1988. – x, 16 c. di tav., 591 p. Soggetto topico: Storia medievale Storia moderna Storia contemporanea CDD: 909 ISBN: 880204208X (v. 1) 8802039895 (v. 2) 8802040516 (v. 3) 8802039909 (v. 4) 8802040524 (v. 5) 8802041393 (v. 6) 8802041407 (v. 7) 8802039925 (v. 9) 8802042217 (v. 10) Livello bibliografico Monografia Formato: Materiale a stampa Lingua di pubblicazione: Italiano Altri autori: Tranfaglia, Nicola Firpo, Massimo Contiene: Barié, Ottavio. Questione nazionale e movimento liberale nell’ottocento europeo Ratti, Guido. Egemonia austriaca e restaurazione negli Stati italiani Parlato, Giuseppe. Societa’ segrete e moti del 1820-21 in Europa Carmagnani, Marcello. Indipendenza latino-americana Galante Garrone, Alessandro. Rivoluzioni del 1830-31 in Europa Lepre, Aurelio. Moderati e democratici nel processo risorgimentale italiano Scirocco, Alfonso. Rivoluzioni del ’48 in Europa Ginsborg, Alfonso. Rivoluzione, guerra d’indipendenza e reazione in Italia Joyce, Patrick. Inghilterra di Palmerston e Gladstone Venturi, Antonello. Zarismo Poggio, Pier Paolo. Populismo russo Candeloro, Giorgio. Unificazione italiana Cervelli, Innocenzo. Bismarck e l’unificazione tedesca Dupaquier, Jacques. Societa’ malthusiana Barbagli, Marzio. Strutture e relazioni familiari Davico, Rosalba. Alimentazione e classi sociali Pastore, Alessandro. Peste, epidemie e strutture sanitarie Russo, Carla Maria. Mentalita’ e comportamenti religiosi nell’Europa cattolica Scarabello, Giovanni. Pauperismo, criminalita’ e istituzioni repressive Malanima, Paolo. Campagne nei secoli 16. e 17. Silva, José Gentil da. Manifatture, traffici, banche Silva, José Gentil da. 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Crisi della Polonia tra cinque e seicento Giraudo, Gianfranco. Alle origini dello Stato russo Haitsma Mulier, Eco Oste Gaspard. Societa’ delle sette province unite nel seicento Goubert, Pierre. Francia di Luigi XIV. Corni, Gustavo. Nascita dello Stato prussiano Thirsk, Joan. Inghilterra dalla restaurazione alla gloriosa rivoluzione Carpanetto, Dino. Guerre di successione e i nuovi equilibri Albertone, Manuela. Tra riforme e rivoluzioni Capra, Carlo. Riformismo asburgico Carpanetto, Dino. Riforme illuministiche in Italia Madariaga, Isabel de. Russia da Pietro I a Caterina II. Bonazzi, Tiziano. Rivoluzione americana VIOLA, Paolo. Rivoluzione francese ZAGHI, Carlo. Età napoleonica ZAGHI, Carlo. Giacobinismo e il regime napoleonico in Italia WARNKE, Martin. Arte e rivoluzione Cracco Ruggini, Lellia. Fine dell’Impero e le trasmigrazioni dei popoli Gallina, Mario. Impero bizantino Rouche, Michel. Regni latino-germanici Fournier, Gabriel. Regno franco Delogu, Paolo. 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“AAVV”,”Stato del Mondo 2004. Annuario economico e geopolitico mondiale.”,”Lo Stato del mondo – insostituibile strumento d’informazione sui fatti economici e geopolitici mondiali – esce puntualmente con l’edizione 2004.”,”STAT-004-FL”
“AAVV”,”I comunisti e le elezioni ieri e oggi. La tattica del Partito Comunista d’Italia nelle elezioni politiche del 1921 e del 1924.”,”””Il Partito comunista deve romperla con l’ antica consuetudine socialdemocratica di far eleggere deputati soltanto cosiddetti “”esperti”” parlamentari, precipuamente avvocati e simili. Di regola è necessario porre la candidatura di operai, senza preoccuparsi se questi siano semplici membri del Partito privi di grande esperienza parlamentare. Quegli arrivisti, che aderiscono al Partito comunista unicamente per arrivare in Parlamento, debbono senza riguardo alcuno essere bollati a fuoco dal Partito comunista. Le Direzioni dei Partiti comunisti debbono confermare le candidature di quelle sole persone, che hanno mostrata la devozione alla classe operaia con un lungo lavoro.”” (pag 21, I partiti comunisti e il parlamentarismo. Tesi approvate al 2° Congresso dell’ Internazionale Comunista, Mosca, luglio 1920)”,”BORD-005-FV”
“AAVV”,”Dialettica, rivoluzione, conoscenza.”,”testo in https://sinistracomunistainternazionale.com/2015/04/29/conoscenza-dialettica-rivoluzione/ Citazione in fondo al testo: “”La natura ha conosciuto e conosce perché, anche senza vita, anche al solo livello del mondo inorganico, quello minerale, essa lascia impronte che corrispondono alla conoscenza di sé””. Amadeo Bordiga. “”Iniziamo con una citazione tratta da una raccolta di discorsi di Bordiga, tenuti agli inizi degli anni sessanta in occasione di un ciclo di riunioni di partito dedicate alla teoria della conoscenza: «Secondo la concezione tradizionale la filosofia è lo svolgimento delle forme più alte di coscienza del mondo e della vita, e in senso più largo, abbraccia i principi di ogni sapere e di ogni volere. Sono oggetto della filosofia i principi di ogni gruppo di forme di esistenza e di conoscenza…. La filosofia dunque avrebbe come proprio oggetto anzitutto le forme fondamentali di ogni esistenza e successivamente la dottrina dei principi della natura e quella del mondo umano». Questa presentazione del concetto di filosofia sembrerebbe non dare adito, nella fattispecie, a nessuna obiezione significativa, eppure le cose non stanno così. Da dove provengono, infatti, i principi attraverso cui il sapere filosofico comprende l’essere in quanto tale, per poi comprenderlo nella sua duplice dimensione umana e naturale, e anche nelle sfere ancora inaccessibili e sconosciute? Riprendiamo le parole di Bordiga: «…si tratta sempre di principi, ossia di tesi fondamentali tratte non dal mondo esterno ma dal pensiero…Ad esempio nel sistema di Hegel…la logica….non è soltanto la tecnica dell’impiego del pensiero e del raziocinio, ma è nello stesso tempo dottrina fondamentale dell’essere (ontologia) … A queste concezioni tradizionali va opposto il loro completo capovolgimento. Il pensiero dell’uomo è un processo provocato e condizionato da una serie lunghissima di altri processi naturali. Le sue leggi e i suoi principi non possono essere considerati come punti di partenza della ricerca, ma sono invece i punti di arrivo. Essi sono tratti dal mondo esterno e dal regno dell’uomo, i quali non si reggono secondo i principi: all’opposto in tanto sono giusti in quanto si accordano coi fatti della natura e della storia. La coscienza e il pensiero non sono qualche cosa di dato che preesista e nello stesso tempo si contrapponga all’essere e alla natura…Se noi cerchiamo di trarre lo schema dell’essere, ossia del mondo, non dalla nostra testa ma a mezzo della nostra testa dal mondo reale, allora non abbiamo più bisogno di filosofia ma di conoscenza positiva del mondo e di ciò che in esso avviene, ossia di scienza positiva»”” (pag 1-2)”,”BORD-151″
“AAVV”,”La lotta delle classi nella storia d’Italia.”,” Marx Engels “”La spinta popolare (…) che sosteneva l’azione energica di Robespierre, di Saint-Just e Marat, tendeva a porre il governo dittatoriale giacobino del Comitato di Salute Pubblica non solo contro i ceti dell’aristocrazia e del clero, ma anche contro la grande borghesia. Robespierre erroneamente credette di poter mantenere l’equilibrio delle forze colpendo da un lato duramente a destra Danton, che era diventato il portavoce della grande borghesia, e dall’altro a sinistra col soffocare e mandare a morte gli «arrabbiati» di Jacques Roux, e i seguaci di Hébert, che esprimevano le aspirazioni immediate delle masse popolari, e cioè la lotta a fondo contro gli speculatori, contro l’alta borghesia e l’abolizione del massimo dei salari. L’indebolimento del blocco giacobino dal lato delle masse popolari rese facile ai gruppi dell’alta borghesia di agire contro Robespierre, ormai isolato, senza la preoccupazione di un movimento popolare in sua difesa. Il colpo di mano con il quale Robespierre fu arrestato e subito dopo mandato a morte dagli avversari legati alla grande borghesia, segnò l’inizio di una reazione antipopolare. I «termidoriani», come furono chiamati gli uomini che il 27 luglio 1794 (termidoro nel calendario rivoluzionario) fecero il colpo di mano contro Robespierre, non si limitarono a perseguire e a mandare a morte i seguaci di Robespierre e i giacobini; essi subito abolirono le officine statali a vantaggio di quelle private, soppressero i calmieri dei generi alimentari, mantennero le proibizioni di coalizione contro gli operai mantennero il massimo dei salari, non curandosi di gettare nella miseria e nella disperazione larghi strati della popolazione di Parigi, che insorse a più riprese. I termidoriani repressero duramente quei pericolosi moti. Essi in tal modo attraverso «il terrore bianco» e la creazione di una nuova costituzione che dava nelle mani dell’alta borghesia il governo dello Stato, il Direttorio (composto di cinque membri), davano libero sfogo allo sfruttamento dei ceti lavoratori e sfrenato sviluppo alla speculazione più sfacciata a danno del popolo. «Sotto il regime del Direttorio – hanno scritto Marx ed Engels – la ‘società civile’ … erompe in possenti correnti vitali… mania d’arricchimento, ebbrezza della moderna vita civile il cui primo godere di se stessa è ancora audace, leggero, frivolo, inebriante; ‘effettivo’ illuminismo della ‘proprietà fondiaria’ francese, la cui organizzazione feudale era stata frantumata dal martello della rivoluzione e che ora il primo ardore febbrile dei molti nuovi proprietari sottopone ad una coltura intensa; primi movimenti dell’industria diventata libera: questi sono alcuni indizi della vita della nuova società civile appena sorta. ‘La società civile’ è rappresentata ‘positivamente’ dalla borghesia. La borghesia inizia quindi il suo regime. I ‘diritti dell’uomo’ cessano di esistere ‘semplicemente’ nella teoria» (‘La sacra famiglia’, Ed. Rinascita, pag. 133). [Lezione quarta, L’epoca delle rivoluzioni borghesi]. In questa nuova situazione le insurrezioni popolari e le congiure, come quella degli Eguali di Babeuf, segnarono il primo manifestarsi della contraddizione futura, che stava per generarsi nel seno della società borghese, quella fra la classe dominante, la borghesia, e «il proletariato che cominciava appena a distaccarsi dalle masse nullatenenti come il ceppo di una nuova classe» (Engels, ‘Antidühring’). Babeuf, nato da poverissima famiglia, denunziava il crescente aggravarsi delle condizioni dei ceti popolari sotto il dominio dell’alta borghesia, e lanciava il grido di guerra, della «guerra dei plebei contro i patrizi, dei poveri contro i ricchi», cominciata da «quando le istituzioni tendono a far sì che gli uni prendano tutto e che agli altri non resti nulla». Egli propugnava l’eguaglianza reale attraverso la creazione di «istituti capaci di assicurare e mantenere inalterata l’eguaglianza di fatto». Secondo Babeuf tutto questo si poteva attuare attraverso la «creazione di una amministrazione comune, col sopprimere la proprietà privata, col legare ciascuno al mestiere e all’industria cui è predisposto, con l’obbligarlo a consegnare il frutto al magazzino comune, e con lo stabilire un sistema di distribuzione che assicuri la più rigorosa uguaglianza». Il comunismo assai primitivo di Babeuf non era in grado di far valere gli interessi del proletariato, anche perché il proletariato stesso era ancora poco sviluppato nella forma moderna. «I primi tentativi fatti dal proletariato per far valere direttamente il suo proprio interesse di classe in un tempo di fermento generale, nel periodo del rovesciamento della società feudale, dovevano di necessità fallire – affermano Marx ed Engels nel ‘Manifesto del Partito comunista’ in riferimento alla congiura di Babeuf – , sia per il difetto di sviluppo del proletariato, sia per la mancanza di quelle condizioni materiali della sua emancipazione le quali non possono essere che il prodotto dell’epoca borghese». Queste oggettive difficoltà furono la causa fondamentale del fallimento della congiura per l’Eguaglianza, che Babeuf organizzò nel 1796. L’anno dopo Babeuf fu arrestato e soppresso”” [Lezione quarta, L’epoca delle rivoluzioni borghesi]. [AaVv, ‘La lotta delle classi nella storia d’Italia’, Roma, 1970 ca] [Lezione quarta, L’epoca delle rivoluzioni borghesi]. (pag 33-34) Engels [Lezione quinta. Le origini del socialismo scientifico e le prime lotte proletarie] (pag 21-22). Engels: ‘I fatti economici sono, nel mondo moderno, una forza storica decisiva’ “”Alla concezione materialistica fondamentale era pervenuto contemporaneamente per altra via Federico Engels. In Inghilterra egli aveva avuto modo di studiare direttamente i fatti economici e le condizioni del proletariato nel paese industrialmente più avanzato. «Vivendo a Manchester io avevo per così dire toccato con mano che i fatti economici, che sino allora la storiografia aveva disdegnati o tenuti in nessun conto, sono, per lo meno nel mondo moderno, una forza storica decisiva; che essi formano la base delle origini degli attuali contrasti di classe; che questi contrasti di classe a loro volta, nei paesi dove grazie alla grande industria si sono pienamente sviluppati, e quindi specialmente in Inghilterra, formano la base della formazione dei partiti politici, delle lotte dei partiti e quindi di tutta la storia politica» (Engels, ‘La lega dei comunisti’, in Marx-Engels, ‘Il Partito e l’Internazionale’, Ed. Rinascita). Mentre Engels rivolgeva la sua attenzione ai fatti economici dell’Inghilterra, Marx nel 1844 a Parigi si dedicava allo studio dell’economia politica. Sia Marx che Engels cercavano in questo modo di porre fine al confusionismo dominante nelle concezioni del socialismo, specialmente in Francia, col dare una base solida, sorta dall’osservazione metodica dei fatti, alle teorie socialiste. Fra gli artigiani membri delle società e leghe socialiste e comuniste più o meno segrete, regnava in questo periodo una assoluta indifferenza per i fatti economici. «’Credo’ – scriveva Engels – ‘che nella Lega dei comunisti nessuno avrà mai letto un libro di economia’». Mancava una teoria organica e una critica concreta dei fatti economici. Per dare alle teorie socialiste una base solida e porre fine alle concezioni fantastiche bisognava conoscere la situazione reale del proletariato, conoscere la base economica della società, rivolgere l’attenzione allo studio delle leggi della realtà economica quale si era storicamente costituita nell’età borghese; e cominciando con lo studiare e criticare le teorie economiche che la scienza borghese aveva elaborate fino a quel momento. In questo campo l’indirizzo dominante del pensiero moderno dell’età borghese in Europa era quello chiamato della “”economia classica”” che aveva avuto particolare sviluppo in Inghilterra. Gli economisti borghesi nel periodo classico, nel periodo cioè nel quale ancora non si erano sviluppate le contraddizioni e le crisi dell’ordinamento capitalistico, studiavano i fenomeni della vita economica con abbastanza spregiudicatezza, perché consideravano l’ordinamento capitalistico non come una fase transitoria ma come la forma assoluta e definitiva dell’ordinamento sociale. Quando, dopo il 1830, e specialmente dopo il 1848, la lotta fra le classi nella teoria e nella pratica assume forma sempre più minacciosa «suonò l’ultima ora dell’economia borghese scientifica» alla quale si sostituì l’apologia del sistema capitalistico, la sofistica, l’eclettismo o il dilettantismo. Ma prima di questo periodo la scienza economica borghese in polemica con il pensiero precedente e criticando l’ordinamento feudale, aveva compiuto alcune utili analisi del modo di produzione capitalistico. «Il merito di aver iniziato l’analisi del capitale – ha scritto Marx – spetta a quella corrente di economisti del secolo XVIII che è conosciuta sotto il nome di ‘fisiocrazia’. I fisiocrati hanno analizzato i differenti elementi materiali attraverso i quali il capitale esiste e si manifesta nel processo del lavoro. Come tutti gli economisti borghesi, i fisiocrati consideravano la vita economica regolata da un insieme di leggi le quali funzionavano secondo una specie di “”necessità naturali””». Essi inoltre consideravano come lavoro produttivo, capace di creare ricchezza, il solo lavoro agricolo; in questo essi vedevano determinarsi quel soprapiù di valore, o ‘plusvalore’, che rende possibile la rendita fondiaria del proprietario di terre o il profitto del capitalista”” [AaVv, ‘La lotta delle classi nella storia d’Italia’, Roma, 1970 ca] [Lezione quinta. Le origini del socialismo scientifico e le prime lotte proletarie] (pag 21-22)”,”MITT-389″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 3. Il mondo greco.”,”””Filippo V di Macedonia dovette combattere prima contro i saccheggiatori etoli e più tardi contro i Romani che, durante le lotte nel Mediterraneo contro i pirati illiri, si stavano avvicinando sempre più con le loro legioni al territorio macedone. La crescente minaccia romana portò Filippo a firmare con il cartaginese Annibale un patto strategico, che spalancò le porte ad un conflitto aperto con Roma. Nelle tre guerre macedoni, la nuova ed emergente potenza occidentale combatté contro Filippo V e più tardi anche contro Perseo (179-168 aC). Roma ottenne la vittoria definitiva nella battaglia di Pidna, che segna l’inizio della dominazione romana sulla totalità dello spazio greco-macedone. A causa di queste guerre, la prosperità della penisola balcanica subì un collasso. Sulla popolazione pesavano la scarsità di grano, la mancanza di lavoro e di debiti, e ciò provocò delle rivolte che dovettero essere represse con violenza dai Romani. Nel 167 aC. Roma divise la Macedonia in quattro repubbliche indipendenti sotto il suo controllo. L’ormai estinto potere macedone lasciava il posto all’egemonia romana”” (pag 119)”,”STAx-319″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 4. Roma: dalla fondazione all’impero.”,”L’organizzazione dell’esercito romano: Legione 5300 uomini, divisi in 10 coorti, e quindi in 6 centurie ad eccezione della prima coorte che aveva più soldati e una gerarchia diversa dalle altre. C’erano anche 600 scrivani e commercianti. (pag 84-85)”,”STAx-320″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 5. Lo splendore delle culture orientali.”,”Contributi e grandi invenzioni (pag 84-85): Cina: Inventori della carta e precursori della stampa, principi del sismografo, primo orologio di precisione, polvere da sparo abaco, carriola, porcellana, seta”,”STAx-321″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 6. L’alto Medioevo e l’Islam.”,”La scienza e la letteratura sotto l’Islam. “”L’umanesimo implicito nell’Islam e la sua tendenza – di chiara origine ebraica – ad anteporre i problemi pratici alle speculazioni teologiche, consentirono alla religione e alla scienza di convivere in armonia. Questo senso pratico dell’attività intellettuale conferì alla scienza un carattere eminentemente sperimentale e tecnico. L’esempio più evidente di questo spirito pragmatico fu il grande sviluppo della meccanica, che si riflette nella costruzione di opere idrauliche destinate al miglioramento dell’attività agricola e alla produzione alimentare. Associate alla comprensione dei fenomeni fisici, la matematica e l’astronomia furono le scienze che raggiunsero un maggiore sviluppo. Nel campo della matematica, il contributo più importante fu la diffusione dell’impropriamente chiamato “”sistema numerico arabo””. Originario dell’India, fu trasmesso e perfezionato dall’Islam e finì per sostituire la numerazione romana. L’invenzione dello zero e l’uso corrente di parole arabe come “”algebra””, “”cifra”” o “”aritmetica”” mostrano l’importanza degli studi matematici arabi. Un altro esempio è il termine “”algoritmo”” che deriva dal nome del grande matematico arabo al-Khuwarizmi (morto nel 835). Distanziandosi dagli studi astrologici sorti in Mesopotamia, l’astronomia propiziò l’elaborazione di teorie e di tecniche avanzate. L’elaborazione di calendari, mappe celesti e strumenti come l’astrolabio, decisivo per il progresso della navigazione, è vincolata alla misurazione dell’arco del meridiano compiuta dagli astronomi islamici. Nell’anno 1000, al-Biruni formulò la prima teoria eliocentrica razionale. Anche nelle scienze naturali vi furono cambiamenti decisivi. Gli alchimisti, che avevano raggiunto un grande prestigio in Egitto e poi nella penisola iberica, gettarono le basi della chimica moderna. Per la prima volta venivano sintetizzati acidi e alcoli, e furono sistematizzate le prime reazioni chimiche a fini industriali, come le tinture tessili. L’uso delle piante medicinali e la sperimentazione anatomica favorirono il progresso della medicina. I medici islamici, considerati i migliori, erano frequentemente consultati da re e principi cristiani. Le opere di Avicenna (Ibs Sina, 980-1037) furono testi basilari della medicina occidentale fino al XVI secolo”” (pag 76)”,”STAx-322″
“AAVV”,”Il revisionismo del PCI: origini e sviluppi.”,”””Il limite mai superato del bordighismo – limite che lo avrebbe indotto a non comprendere la portata positiva di movimenti spontanei come quello dei ‘Consigli di fabbrica’ torinesi nel 1920 o della formazione spontanea degli ‘Arditi del Popolo’ contro l’assalto della canaglia fascista – sta proprio nella concezione non leninista del partito della classe operaia e quindi nella erronea impostazione del rapporto partito-classe. Per Bordiga il partito non è una parte del proletariato, la parte più avanzata, quella che, come dice Marx, si distingue dal resto dellaclasse per il suo internazionalismo e per la coscienza degli interessi storici del proletariato – ma è un corpo staccato, una specie di associazione di “”puri”” (…)”” (pag 11)”,”PCIx-430″
“AAVV”,”XII Congresso del PCI. Documenti politici dall’XI al XII Congresso.”,”Dono di Zucchiati”,”PCIx-431″
“AAVV”,”Breve storia dello stato unitario. Classi e partiti dal Risorgimento al secondo dopoguerra.”,”Corso di studio del Pci”,”PCIx-432″
“AAVV”,”A ascensão imperialista do Brasil. Uma análise marxista.”,”Nota editorial, Apresentação, A década dos anos 1970, 1980, 1990, do novo Século”,”ELCx-231″
“AAVV”,”La prima critica di Marx a Hegel e allo Stato.”,”””In un’ultima lettera del 27 aprile [1842, a Ruge] Marx (…) annuncia (…) l’inizio della sua collaborazione alla Gazzetta Renana. Ai fini di una datazione esatta della ‘Critica’ [della filosofia del diritto di Hegel], soprattutto per quanto riguarda il suo inizio, è poi rilevante il fatto che le Tesi Provvisorie di Feuerbach, il cui influsso su Marx fu sicuramente determinante nella demistificazione della filosofia hegeliana, furono inviate da Ruge il 23 febbraio del 1843 allo stesso Marx, il quale rispose il 13 marzo comunicando le sue prime impressioni favorevoli. La stesura del testo della ‘Critica’ pervenutoci, non può che essere stata intrapresa dopo questa data. Possiamo concordare con quanto scrive in proposito M. Rossi, secondo il quale “”la stessa architettura dell’opera fa pensare molto più a un lavoro di getto che non a uno scritto iniziato, poi sospeso, poi ripreso e così via. Lo stile della Kritik è serrato, conciso, martellante, del tutto diverso da quello della Dissertazione, e dagli articoli per la Renana: è lo stile d’un momento eccezionale e d’una esperienza eccezionale, non è cosa che possa durare, accanto a espressioni formalmente e contenutisticamente del tutto diverse, per due anni di seguito. Né c’è da pensare a un inizio poi abbandonato e a una ripresa molto posteriore: il lavoro incomincia, fin dalla sua terza pagina, a fondare gli elementi generali e metodologici della critica contro Hegel, eseguita poi nei particolari in tutto il restante svolgimento. I criteri essenziali, la scoperta fondamentale sono nel secondo paragrafo: chi l’ha scritto ha scritto subito il resto; non ha potuto lasciare dormire quelle pagine iniziali per ricordarsene e riprenderle tranquillamente dopo un anno, come se nulla fosse avvenuto nel frattempo”” (M. Rossi, ‘Da Hegel a Marx’, Feltrinelli, 1970). Il manoscritto, che è incompiuto, è composto da trentanove fogli numerati, dei quali manca però il primo (quattro pagine) in cui forse Marx aveva iniziato l’esame della sezione sullo stato, seguendo i quattro paragrafi dal 257 al 260 della ‘Filosofia del diritto’ di Hegel. La ‘Critica’ della Filosofia hegeliana del Diritto rimase sconosciuta fino al 1927, data di pubblicazione del primo volume delle opere di Marx, grazie alle ricerche di quel Rjazanov, fondatore e direttore dell’Istituto Marx-Engels di Mosca, e al quale si deve anche la prima pubblicazione di parte del III quaderno dei ‘Manoscritti Economico Filosofici’, allora (1927) ancora del tutto sconosciuti. Il grande merito di D. Rjazanov, al quale Lenin fornì molti mezzi, fu appunto quello di riportare alla luce dagli archivi della socialdemocrazia tedesca e da biblioteche private e pubbliche dell’Europa e degli Stati Uniti, gran parte dei quaderni inediti di Marx, con un paziente e nel medesimo tempo rapido lavoro di riordino, di decifrazione e fotocopiatura. Ciò grazie soprattutto ai buoni rapporti che lo stesso Rjazanov aveva personalmente stabilito con i capi della socialdemocrazia tedesca, e attraverso la mediazione di Luise Kautsky, R. Hilferding e A. Braun. Luise Kautsky, in particolare, era stata affiancata a Engels come fiduciario del partito tedesco, con il preciso scopo di raccogliere alla morte dello stesso sia i manoscritti suoi che quelli di Marx. Engels, aiutato dalla figlia minore di Marx, Eleanor, aveva già cercato di riordinare la grande quantità di scritti lasciati dall’amico fraterno. Questi scritti furono dapprima affidati ad August Bebel e a Eduard Bernstein, in qualità di rappresentanti del Partito socialdemocratico tedesco. Gli scritti rimasero custoditi a Londra fino al 1900. Franz Mehring, che morì nel 1918, poté a sua volta curare la pubblicazione di una parte minima dei manoscritti inediti di Marx, specie giovanili, e raccolti in una edizione delle opere di Marx di soli quattro volumi. Fu proprio fra i numerosi quaderni contenenti estratti di letture e citazioni, che Rjazanov scoprì lo scritto originale della ‘Critica’ e il manoscritto sul salario del 1847. L’Istituto di Mosca e la Gesellschaft fur Sozialforschung tedesca fondarono in seguito due case editrici, a Berlino e Francoforte. Mosca divenne il centro editoriale per la pubblicazione, o meglio per un programma di pubblicazione delle opere complete di Marx e di Engels, con l’uscita nel 1927 del primo volume della MEGA (K. Marx F. Engels: ‘Historisch-kritische Gesamtausgabe, Werke-Schriften-Briefe’). Da notare che tutti i testi di Marx erano pubblicati in una traduzione in lingua russa. L’avvento del nazismo costrinse la socialdemocrazia tedesca a trasportare gli archivi a Parigi, nel 1933, e poi ad Amsterdam, dove oggi, dopo le vicende del secondo conflitto mondiale, l’Istituto Internazionale di Storia Sociale (IISH) risulta in possesso pressoché di tutte l’opera letteraria di Marx. Intanto, nel 1931, dopo aver pubblicato solo cinque volumi della MEGA, Rjazanov veniva rimosso dai suoi incarichi da Stalin, espulso dal Pcus e deportato in Siberia dove scomparve. Fra le accuse rivoltegli, quella di aver nascosto documenti della socialdemocrazia russa presso l’Istituto Marx-Engels… Lo stalinista Adoratskij, divenuto direttore dell’Istituto di Filosofia di Mosca, proseguì il lavoro intrapreso da Rjazanov fino al 1935, quando dopo un totale di 12 volumi pubblicati (su 40 previsti) venne improvvisamente sospesa la prima e travagliata edizione completa degli scritti di Marx. In seguito, tra il 1957 e il 1968, a cura dell’Istituto di marxismo-leninismo presso il comitato centrale della SED sono stati pubblicati a Berlino-Est i 41 volumi dei Marx-Engels (MEW), ancora però incompleti e lacunosi. Una seconda edizione di Opere complete, citata come MEGA 2 e prevista in 100 volumi, iniziò le pubblicazioni nel 1975 presso l’Editore Dietz Verlag di Berlino Ovest. Infine, dopo l’unificazione delle due Germanie, la ripresa dell’edizione storico-critica delle opere complete di Marx ed Engels sembra assicurata da un accordo sottoscritto tra l’Istituto di Storia Sociale di Amsterdam, le Accademie delle scienze tedesche, la Fondazione Ebert (a cui fa capo il Centro studi su Marx a Treviri) e l’Istituto per la teoria e la storia del socialismo a Mosca. “”La mia ricerca – scrive ancora Marx nella citata ‘Prefazione del 1859’ – arrivò alla conclusione che tanto i rapporti giuridici quanto le forme dello Stato non possono essere compresi né per se stessi né per la cosiddetta evoluzione generale dello spirito umano, ma hanno le loro radici, piuttosto, nei rapporti materiali dell’esistenza il cui complesso viene abbracciato da Hegel, seguendo l’esempio degli inglesi e dei francesi del secolo XVIII, sotto il termine di società civile; e che l’anatomia della società civile è da cercare nell’economia politica””. Il giovane Marx parte dal presupposto del rovesciamento pratico della filosofia, per poi analizzare criticamente (e relativamente al suo nuovo interesse attorno ai problemi dello Stato e della società) uno tra i più evidenti accomodamenti hegeliani, ce solo su basi non arbitrarie ma strettamente vincolate ai principi nascosti – come aveva sostenuto nella sua Tesi universitaria – poteva essere chiarito. L’influenza del nuovo metodo feuerbachiano, il suo “”rovesciamento antitetico””, è innegabilmente presente in questo primo impegnativo lavoro di Marx, sia nella critica al lato mistificato della dialettica hegeliana che nel capovolgimento (nella inversione) fra soggetto e predicato, fra concreto e astratto. In pochi mesi, la critica dello Stato e del diritto pubblico diventerà per il giovane Marx l’occasione per una ben più ampia e approfondita critica generale a Hegel, e che andrà a colpire il nocciolo interno della sua costruzione filosofica. Il testo hegeliano (‘Lineamenti di filosofia del diritto o Diritto naturale e scienza dello stato’ in compendio) verrà dettagliatamente esaminato da Marx, rilevando ogni minimo contrasto fra principi e sviluppo metodologico del sistema”” [‘La prima critica di Marx a Hegel e allo Stato’, ‘Prometeo’, Milano, n. 7 giugno 1994] (pag 31-32)”,”MADS-739″
“AAVV”,”The World in 2018.”,”Contiene: India: ‘The Modi juggernaut. What might derail it. (pag 74-76)”,”STAT-579″
“AAVV”,”Il marxismo.”,”Negatività. (pag 120-121) “”Concetto proprio della filosofia hegeliana, la negatività viene spesso confusa sia con il negativismo, sia con il nichilismo che, secondo Nietzsche è la volontà del nulla che caratterizza la cultura dell’Occidente cristiano, la negatività hegeliana è un ‘principio di vita e di sviluppo’. … finire (pag 120-121)”,”MAES-003-FV”
“AAVV”,”L’Unità, 1942-1945.”,”Prefazione di Longo pag 1-10″,”PCIx-436″
“AAVV”,”Le Comintern et l’Allemagne en 1923: critique trotskyste.”,”Differenze tra la Russia del 1917 e la Germania del 1923 (pag 8) La questione militare (pag 11) L’ azione di Marzo (1921) e la ‘teoria dell’ offensiva’ (pag 14) Origine della parola d’ordine del “”governo operaio”” (pag 16)”,”TROS-306″
“AAVV”,”Note per una storia della Sinistra Comunista, 1926-1939. (2009). – Notes pour une histoire de la Gauche Communiste (fraction italienne 1926-39. (2006).”,”1924. Esce in Italai la rivista Prometeo. Bordiga rifiuta di presentarsi alle elezioni e dichiara: “”non sarò mai deputato e tanto prima farete i vostri progetti senza di me, meno perderete in tempo e in fatica”” (Conferenza di Como; V Congresso dell’IC) 1925. Bordiga scirve “”La questions Trotsky”” e “”Il pericolo opportunista e l’Internazionale”” (pag 2) “”Nel novembre 1927 esce a Parigi “”Contre le courant””, “”organe de l’opposition communiste”” che tenta di porsi come momento catalizzante dei vari gruppetti trotskisti (cosa che non riuscirà mai) e di favorire, o almeno iniziare un processo di raggruppamento di tutta l’opposizione di sinistra (pag”,”BORD-152″
“AAVV”,”Programm der Kommunistischen Arbeiter-Partei Deutschlands. Berlin, Januar 1924.”,”Kapd Partito comunista operaio tedesco In appendice: storia dell’ ‘Association Archives Antoine Pannekoek’ (AAAP) (pag 1-7)”,”MGEK-123″
“AAVV”,”Giornali di guerra, 1939-1949.”,”””La carta stampata fu naturalmente uno dei settori più nevralgici di cui il fascismo si occupò nel suo primo decennio di vita. Mario Isnenghi (1) ha acutamente osservato che anziché parlare di “”fascistizzazione”” della stampa bisognerebbe verificare meglio quanto fosse parallela alla autofascistizzazione di intere redazioni di giornali. Molti giornalisti fascisti si mossero anzitutto autonomamente quando il movimento non aveva ancora l’autorità necessaria per imporre indirizzi politici dall’esterno, per piegare alle proprie idee alcune testate giornalistiche. La lotta per la conquista delle grandi testate nazionali rappresentò invece una questione particolarmente difficile e complessa. Il regime entrò definitivamente nelle redazioni dei grandi quotidiani perché lo vollero i gruppi industriali e finanziari da cui quelli dipendevano. E’ emblematico per capire il senso di questa raccolta citare al riguardo almeno tre casi: quello della ‘Stampa’ di Torino, del ‘Corriere della Sera’ di Milano e del ‘Messaggero’ di Roma”” (pag 1) [(1) da ‘Storia sociale e culturale d’Italia’, vol. I, Bramante Editrice, 1988] Giorgio Bernardini Editore è un marchio del Gruppo Editoriale Bramante”,”EMEx-118″
“AAVV”,”Riviste di guerra, 1939-1945.”,” Giorgio Bernardini Editore è un marchio del Gruppo Editoriale Bramante “”Fra le pubblicazioni più interessanti, oltre ai celebri “”Omnibus”” (fondato nel 1937 da Leo Longanesi) e “”Oggi”” (che esce nel 1939 con la direzione di Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio) si distingue “”Tempo”” (1939, diretto da Alberto Mondadori), che costituisce un po’ il simbolo della modernizzazione anche tecnico-industriale della stampa periodica italiana. Sul modello dell’americano “”Life”” e del tedesco “”Signal”” (che in questo periodo uscirà anche in Italia in versione bilingue italo-tedesca) privilegia servizi di attualità e di divulgazione basati sull’accoppiamento di un testo breve e un ampio servizio fotografico. Dalla lettura di queste riviste si ha un’immagine della vita in Italia assai diversa da quella che si evince dalla stampa quotidiana. La guerra, anche se presente, sembra più lontana, e in primo piano appare la vita di tutti i giorni (moda, cucina, cinema ecc.). Ma anche in questi argomenti la guerra è presente: nella moda si sprecano i consigli su come riutilizzare capi vecchi, e in cucina domina il surrogato. Poi la carenza di carta si fa sentire, il numero di pagine si riduce e con esso la quantità e la qualità delle immagini. Con il risalire del fronte lungo la penisola molte testate chiudono, per riaprire dopo uno o due mesi dalla Liberazione con un titolo modificato; è il caso di alcuni periodici qui riprodotti: il “”Corriere dei piccoli / Giornale dei piccoli””, “”La domenica del Corriere / La domenica degli italiani”” e “”Film / Film d’oggi”””””,”EMEx-119″
“AAVV”,”Der Weltgewerkschaftsbund. Ausgewählte Dokumente, 1965-1985.”,” WGB WELT GEWERKSCHAFTS BUND”,”SIND-168″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 7. Il Basso Medioevo.”,”Guerra dei Cento Anni (1337-1453). Le frizioni territoriali e le rivendicazioni inglesi nei riguardi della corona di Francia portarono alla Guerra dei Cento Anni. La Francia si unificò con la vittoria; l’Inghilterra firmò la pace nel 1475 e non rinunciò formalmente al trono francese fino al 1802. (pag 20-21) Primo utilizzo della bombarda, il primo cannone in uso all’artiglieria durante l’assedio di Orléans. La Borgogna contro il re di Francia.”,”STOU-160″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 9. America precolombiana e coloniale.”,”Matematici, scienziati ed astronomi. Le conoscenze maya in matematica e astronomia, che ebbero come unico fine le previsioni meteorologiche per sfruttare al meglio i cicli della semina e del raccolto, giunsero a un livello talmente elevato che per secoli rimasero insuperate. (pag 54-55)”,”AMLx-180″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 10. Il mondo sotto il segno dell’assolutismo.”,”Prodromi della Rivoluzione inglese (pag 26-29): “”Giacomo I rivelò la sua profonda misconoscenza della morale e delle abitudini del paese, dell’importanza del parlamento nella vita inglese – soprattutto della Camera Bassa, composta da membri eletti a suffragio censitario – e della costituzione della Chiesa. La sua propensione verso l’assolutismo così come l’incremento delle tasse, la vendita sproporzionata di titoli e cariche, il sospetto di voler aumentare un esercito permanente e l’amministrazione dello stato senza approvazione del parlamento furono tutti fatti che accesero la collera dei suoi sudditi. (…) Il successore di Giacomo I, il figlio Carlo I, non solo ereditò la concezione del potere e il modo di governare di suo padre, ma intraprese con maggiore decisione il cammino verso la monarchia assolutisita. (…) (pag 26-27)”,”EURx-339″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 11. L’era delle rivoluzioni.”,”Misure rivoluzionarie: i titoli assegnati (pag 74)”,”FRAR-423″
“AAVV”,”Storia universale. Volume 14. Un mondo in guerra.”,”Nella foto di pag 20: Russia bolscevica, ‘educazione politica dell’Armata Rossa, 1920′”,”STOU-163″
“AAVV”,”Renaissance du bolchévisme en U.R.S.S. Mémoires d’un bolchévik-léniniste.”,”Ce livre n’est pas un témoignage supplémentaire sur les crimes de la réaction stalinienne. Déclaration du Secrétariat unifié de la IV° Internazionale, Introduction di Pierre FRANK, Annexes: 1. Les fils et filles de vieux bolcheviks assassinés s’adressent à la direction du PCUS, 2. Discours prononcé au repas de funérailles Piotr Iakir, Khalid Doudaievitch Ochaev, Sergui Petrovitch Pissarev, 3. Léonid Plioutchtch, 4. Appel de Piotr Grigorenko et d’Ivan Iakhimovitch aux citoyens de l’Union Soviétique, 5. Iakhimovitch “”Levons-nous””, 6. Iakhimovitch “”Léninisme oui! Stalinisme, non! “” Note, foto, Collana Livres Rouge”,”TROS-045-FL”
“AAVV”,”Per lo studio della rivoluzione cinese.”,”Il presente volume offre materiali italiani, o in italiano, per una conoscenza non superficiale dei problemi suscitati dalla realtà della costruzione del socialismoin Cina.”,”CINx-042-FL”
“AAVV”,”Lettere dei lavoratori a Lenin.”,”Questo libro raccoglie le lettere indirizzate a Vladimir Iljic da contadini e operai da ogni parte del paese negli anni seguenti la rivoluzione. Lenin leggeva ogni messaggio con cura ( lo documentano i suoi appunti e spesso i suoi discorsi e articoli la riflettono). Le testimonianze di come un capo di un grande stato rivoluzionario ascoltasse le esigenze e le voci del popolo come nessun altro mai nella storia.”,”LENS-072-FL”
“AAVV”,”Wie die chinesische Revolution zugrunde gerichtet wurde. Brief aus Schanghai gerichtet an das Exekutiv-Komitee der Kommunistischen Internationale von Stalin unterschlagen.”,”‘Wie die chinesische Revolution zugrunde gerichtet wurde. Brief aus Schanghai gerichtet an das Exekutiv-Komitee der Kommunistischen Internationale von Stalin unterschlagen.'”,”INTT-004-FV”
“AAVV”,”Rapporto sull’Italia. Edizione Istat 1999.”,”ISTAT Istituto Nazionale di statistica. Roma.”,”STAT-007-FL”
“AAVV”,”L’applicazione della legislazione antiebraica del 1938 nel Savonese. Ricerca storica.”,”Intervista, tra le altre, all’on. Carlo Russo (di cui disponiamo Fondo bibliotecario, Sestri P.)”,”EBRx-066″
“AAVV”,”Propagande culturelle. Protection du tresor artistique national.”,”””Non importa quale oggetto può avere un valore artistico: conservalo per il Tesoro Nazionale!”” “”I libri sono le tue armi di domani: aiuta a conservarli!”” (pag 8)”,”MSPG-272″
“AAVV”,”Storia della sinistra comunista. I bis. Nuova raccolta di scritti, 1912-1919.”,”Selezione di articoli dell’ Avanti!, de L’ Avanguardia, de ‘Il Socialista’, Il Soviet. “”Questo articolo a cui la completezza e la chiarezza di esposizione nulla tolgono del suo rigore dottrinale e programmatico, scritto dopo pochi mesi dall’ esplodere della prima guerra imperialistica, si deve ad un compagno di Napoli che ancora consideriamo come il decano del nostro Partito, e che con intatta chiarezza di vedute milita con immutato animo nelle file della Sinistra Comunista. Voglia il lettore oltre che leggerlo meditarlo a fondo, e voglia ricordare che nella piccola redazione napoletana non era nè poteva essere ancor nota l’ opera fondamentale di Lenin sull’ Imperialismo. (….)”” (pag 35) “”Il militarismo tedesco non è in fondo che il prodotto naturale della resistenza inglese nel mercato mondiale alla potentissima industria tedesca in continuo e rapidissimo accrescimento. La conquista dei mercati europei è più lunga, difficile, costosa, e richiede troppi sacrifici, specie se per ottenerla si debba adoperare la forza delle armi. Più comoda ed agevole riesce quella coloniale, che offre minima resistenza. L’ Inghilterra, estendendo la propria azione fuori dell’ Europa, ha potuto senza eccessivi sforzi e sacrifici raggiungere l’ attuale sviluppo (…)””. (pag 37, La guerra europea e il proletariato, Il socialista n° 23, 1914) (Bordiga)”,”MITC-010-FV”
“AAVV”,”Il Terzo Congresso del Partito Comunista d’ Italia (Sezione dell’ Internazionale Comunista).”,”2 copie – Il significato e i risultati del congresso. Cinque anni di vita del Partito Comunista (Gli obbiettivi del congresso, La linea politica fissata dal Partito, La questione sindacale, La questione agraria) – Contro il frazionismo e lo spirito di frazione – Per la disciplina rivoluzionaria nel Partito – Programma d’azione del Partito Comunista d’Italia (La situazione oggettiva, Compiti del partito, Problemi d’organizzazione)”,”PCIx-035-FV”
“AAVV”,”The Gelfand Case. A Legal History of the Exposure of U.S. Government Agents in the Leadership of the Socialist Workers Party. Vol. 1.”,”The documents published in these volumes are from the archives of the Gelfand case maintained by the United States District Court for the Central District of California. Foreword to Volumes one and two, Editor’s Preface, Introduction, Notes, Document, Index Il caso Alan Gelfand”,”MUSx-048-FL”
“AAVV”,”Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea.”,” [Italo Garemi. Nato il 6 marzo 1921 a Calcinaia (Pisa) – emigrato in Francia con la famiglia. Fu uno dei più attivi combattenti del F.T.P. della regione marsigliese. Rientrato in Italia il 22 settembre 1943, fu il primo comandante dei GAP a Torino. Con Dario Cagno il 24 ottobre partecipò alla esecuzione del seniore della milizia. Arrestati furono condannati a morte e fucilati. “”Alla domanda del Presidente del Tribunale di inoltrare domanda di grazia al «Duce», Garemi rispondeva: «Non chiederò nessuna grazia. Non sono io che devo avere paura; io ho solo compiuto il mio dovere di proletario, di italiano, di comunista. Sono sereno e la morte non mi spaventa. Siete voi che dovete aver paura, voi che morirete nell’ignominia come tutti i traditori» (pag 1)] [LETTERE CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA ED EUROPEA, 1944-1945: GAREMI MATTEI BRIZ MASI CASTALDI CANE BALBIS PEROTTI BENEDETTI CAPPANNINI BAVASSANO MAGI MEI JERVIS FOGAGNOLO PICCO RICCI GARELLI ULIVI MARCHIANI SAVERGNINI FILLAK TEAGNO CIOL VIGHENZI JOST KAMPF BRTNA OMER REICHLING JACQUES BERVOETS DIMCEV IVANOV KANEV KUDERIKOVA ONDROUSEK FUCIK MORKES BRUUN PEDERSEN PERI DECOURDEMANCHE SARAH BENOIT CHAMPHIN ALFONSO MANOUCHIAN HUSEMANN COPPI GESCHE SEIFFERT TSATSOU TRIANTAFILOU SIRBAS LOULIAS KIOSSES TOMSIC RAJNATOVIC ZARIC KNEZEVIC ANDERSEN BJORGE DOUMA POSTMA FRYDMAN PLOTNISKA ZEIF ALPARI BORKANIUK MALOZON GRYZUN GORDIENKO MATEKIN SEVTSOVA. PAESI: ITALIA GERMANIA AUSTRIA BELGIO CECOSLOVACCHIA DANIMARCA GRECIA NORVEGIA OLANDA POLONIA UNGHERIA RUSSIA URSS EUROPA]”,”ITAR-006-FB”
“AAVV”,”Speciale Ottobre 1917. Bibliografia”,”a cura di EDL”,”RIRO-464″
“AAVV”,”Speciale Crisi. La crisi globale. 1. Bibliografia”,”a cura di RB”,”ECOI-391″
“AAVV”,”[Bibliografia opere di e su Trotsky e il trotskismo presenti nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti].”,”Presenti anche elenchi opere su movimento operaio americano e di Foner, Hillquit, Bucharin e Borodin.”,”TROS-337″
“AAVV”,”The Gelfand Case. A Legal History of the Exposure of U.S. Government Agents in the Leadership of the Socialist Workers Party. Vol. 2.”,”The documents published in these volumes are from the archives of the Gelfand case maintained by the United States District Court for the Central District of California. Il caso Alan Gelfand. “”This volume and its companion Volume I contain essential briefs, courtroom transcripts and exhibits from the legal struggle waged by Alan Gelfand, with the political support of the Workers League and the International Committee of the Fourth International, against the US government and its agents in the leadership of American of the American Socialist Workers Party. From the filing of the lawsuit in July 1979 to the federal court trial in March 1983, the record of this case in an imperishable historical vindication of the struggle by the International Committee to expose and destroy the legacy of four decades of conspiracies and provocations by the combined agencies of imperialism and Stalinism against the World Party of Socialist Revolution – founded by Leon Trotsky in 1938″””,”TROS-342″
“AAVV”,”La guerra partigiana in Italia e in Europa.”,”Relazioni di F.W. DEAKIN (prolusione; Domenico LOSURDO P.P. POGGIO G. RANZATO Tone FERENC G. VACCARINO Gerhard SCHREIBER G. ROCHAT G. QUAZZA G. GRASSI A. BALLONE C. DELLAVALLE M. GIOVANA C. BERMANI Graziella BONANSEA Agostino AMANTIA Rolando ANNI Otello BOSARI Roberto BOTTA Mimmo FRANZINELLI Santo PELI Ercole ROMAGNA Claudio SININGARDI Massimo LEGNANI Gianni PERONA Carlo GENTILE Guido CRAINZ”,”ITAR-287″
“AAVV”,”Materiale fotografico. Socialdemocrazia tedesca (seconda metà dell”800 e inizio ‘900) – Movimento operaio francese (seconda metà dell”800).”,”Ricerca del materiale e foto a cura di Patrizia Sibelli e GB, realizzata presso la Biblioteca Feltrinelli, Milano (luglio 1980) Ultime due foto a piena pagina: – La sala della scuola di partito (1908) – La tipografia con gli operai al lavoro al Vorwarts di Berlino”,”FOTO-099″
“AAVV”,”Le marxisme et la question militaire (suite). Crise actuelle et strategie revolutionnaire.”,”Marxismo e questione militare. 1. La formazione del partito proletario tedesco. La rivoluzione del 1848 2. Il proletariato inglese dall’ economia alla politica 3. Costituzione del proletariato in classe dominante attraverso la conquista dello Stato: la Comune di Parigi, 1871 La “”tattica”” del “”partito Marx (pag 80-81) La Comune e il Partito (pag 159-161) “”La question est celle de la prétendue “”appropriation”” plus ou moins illégitime de la Commune par Marx et ses partisans, autrement dit par le parti. Au reste, Thiers, l’ennemi de la Commune, en aurait fait cadeau à Marx quand, dans son ultime proclamation aux gardes nationaux, il déclara explicitement qu’il voulait “”en finir avec les inconnus qui se réclament de la doctrine communiste””. Les auteurs de cette thèse soutiennent que Thiers , pour rendre le Paris révolutionnaire odieux au reste de la France, teinta de rouge le diable qui habitait alors la capitale. A les croire, le fait d’avoir poussé la Commune dans les bras du Communisme aurait été une “”erreur”” de son plus grand ennemi. Ou bien, à l’inverse, ce serait Marx, qui récupérant cette diabolique manoeuvre, commit cete grande “”usurpation”” historique. Suivant les partisans de cette autre thèse, pour gagner à sa cause la Commune, Marx aurait “”utilisé”” sa célèbre ‘Adresse sur la guerre civile en France de 1871’, écrite au nom du Conseil général de l’Internationale deux jours après la chute de la Commune. …. finire (pag 159-161)”,”BORD-158″
“AAVV”,”Prémière Conférence de l’ Alliance des Jeunes pour le Socialisme. Textes et Resolutions.”,”1re Conférence de l’ Alliance des Jeunes pour le Socialisme. Textes et Resolutions. “”La gioventù non può essere rivoluzionaria”” (Leon Trotsky) (pag 10) “”L’ AJS, scuola di comunismo, fonda la sua attività sui principi di Marx, Engels, Lenin e Trotsky, sull’esperienza vivente della Comune di Parigi, della Rivoluzione d’ Ottobre, della lotta internazionale delle masse sfruttate contro il sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo”” (pag 12) Supplemento a ‘Jeune Révolutionnaire'”,”TROS-347″
“AAVV”,”Ilva. Alti forni e acciaierie d’Italia, 1897-1947.”,”Dati della produzione mondiale di acciaio ecc.”,”STAT-616″
“AAVV”,”La barbarie prussiana nel giudizio di Marx ed Engels.”,”Questo studio è stato fatto servendosi di scritti di Marx ed Engels per la maggior parte inediti, custoditi negli archivi dell’Istituto Marx-Engels-Lenin di Mosca. – Particolarità dello sviluppo storico della Germania – La Prussia: Stato reazionario – La reazione prussiana contro la Rivoluzione francese e il progresso – La Prussia bastione della reazione in Germania – Progresso e reazione nell’ideologia tedesca – La lotta rivoluzionaria contro la reazione prussiana. Marx ed Engels – L’unificazione «prussiana» della Germania – Il metodo di guerra prussiano – L’impero tedesco-prussiano – Imperialismo e militarismo prussiano – Sciovinismo bestiale – La Germania verso la catastrofe L’autore cita gli scritti di Marx ‘Polonia, Prussia e Russia’, e di Engels ‘Note varie sulla Germania’, Engels, Introduzione all’opuscolo di Borkheim, ‘In memoria dei patrioti – strilloni tedeschi, 1806-1807’, Zurigo, 1888, Marx-Engels, Lettere a Bebel, Liebknecht, Kautsky e altri, parte 1, (1870-1886), p. 490, Marx, Lettera a Kugelmann, 12 aprile 1871, Engels, Il socialismo in Germania, Neue Zeit, 1891-1892, vol. I, p: 584; Marx, Le prospettive di guerra in Prussia, New York Daily Tribune, 31 marzo 1859, Engels, Po e Reno, Engels, Gli eserciti in Europa, Può l’Europa disarmare?, Lettere di Engels a Bernstein, Berlino, 1925, p. 115, Engels, ‘Sull’ antisemitismo’, in Arbeiterzeitung, n. 19, Vienna, 1° maggio 1890 “”Noi tedeschi, abbiamo conosciuto le restaurazioni dei popoli moderni; ma senza aver avuto le loro rivoluzioni… Sempre, coi nostri pastori alla testa, ci siamo trovati in compagnia della libertà in un solo momento: ‘il giorno dei suoi funerali'”” (K. Marx, F. Engels, Opere complete, sezione 1^ vol. 1° parte 1^, pag 608-609)”,”MAES-195″
“AAVV”,”Pensare la morte.”,”(in ‘Pensare la morte’, IIEA) Incitamento alla lotta gloriosa. Omero, dall’ Iliade, XII, 322-328: “”Amico mio, se sfuggendo a questa battaglia potessimo vivere eterni senza vecchiaia né morte, certo non mi batterei in prima fila né spingerei te alla lotta gloriosa; ma poiché a migliaia incombono i destini di morte, e nessun uomo mortale può sfuggirli o evitarli, andiamo dunque, daremo gloria ad altri o altri a noi la daranno”” (pag 2) “”E’ dunque vero, egli disse, o Simmia, che coloro i quali filosofano dirittamente si esercitano a morire, e che la morte è per loro cosa assai meno paurosa che per chiunque altro degli uomini”” (Platone, Fedone, 67c-e) (pag 4) “”La morte, il più temibile dei mali, non è niente per noi, dal momento che quando noi ci siamo la morte non c’è, e quando essa sopravviene noi non siamo più. Essa non ha alcun significato né per i viventi né per i morti, perché per gli uni non è niente, e, quanto agli altri, essi non sono più”” (Epicuro) (pag 4) “”E spesso, per timore della morte, un tale disgusto della vita e della luce si impadronisce degli uomini che essi, per profonda sofferenza, si danno la morte da soli, dimenticando che proprio questo terrore è la fonte dei loro affanni, distrugge l’onore, rompe i vincoli dell’amicizia e sradica dal cuore ogni senso di pietà (…). E’ perciò necessario che non i raggi del Sole, né le lucide frecce del giorno spazzino via questo terrore e queste ombre dell’animo, ma la conoscenza razionale della natura (…). Dunque, dato che la natura dell’anima è mortale, la morte è un nulla per noi e non ci riguarda minimamente”” (Lucrezio, De Rerum Natura, III) (pag 5) “”Se nel Medioevo la morte era al centro dell’esistenza, nell’età moderna cresce progressivamente la schiera di coloro che rifiutano di fare della morte la meditazione di tutta la vita. Nel Seicento, ad esempio, l’olandese Baruch Spinoza (1632-1677), scrive: “”L’uomo libero non pensa a niente meno che alla morte, e la sua sapienza non è meditazione della morte, ma della vita”” (Baruch Spinoza) (pag 7) Lo storico francese Philippe Ariès sostiene che, a partire dalla fine del Settecento, si ha un punto di svolta nella concezione della morte. Egli considera questo mutamento come uno dei segni di quella rivoluzione del sentimento che caratterizza il mondo contemporaneo. (…). (…) si è detto che col Romanticismo la “”morte dell’io”” (che fino ad allora aveva prevalso) si è trasformata in qualcosa di diverso, cioè in una “”morte del tu”” (pag 8) La coscienza della morte ci fa maturare, cresciamo insieme all’idea della morte che cresce dentro di noi. Inoltre “”la certezza personale della morte ci umanizza, vale a dire che ci trasforma in veri esseri umani, in ‘mortali’. Non a caso i Greci utilizzavano la stessa parola per dire ‘umano’ e ‘mortale’ (pag 9) (..) la vita vince sulla morte, perché – afferma Savater – “”un giorno la morte potrà impedire che continuiamo a vivere, ma non può impedirci di vivere adesso né di aver vissuto. Può trasformare in cenere il nostro corpo, i nostri amori e le nostre opere, ma non la presenza reale della nostra vita””. Insomma, “”perché, per noi, dovrebbe essere più importante la morte in cui non siamo della vita che siamo?”” (pag 9) Bibliografia”,”FILx-571″
“AAVV”,”Il cammino verso il tradimento della Socialdemocrazia tedesca.”,”Lo stesso Auer non esitò ad utilizzare toni xenofobi; diceva: “”i principali attacchi contro Bernstein ed i suoi sostenitori e contro Schippel non provenivano dai compagni tedeschi o comunque dal movimento in Germania. Le attività di queste persone, in particolare della Sig.ra Rosa Luxemburg, sono state sleali e non bene accolte tra i compagni (61)”” (61) Laschitza, ibid., in ‘Sächsische Arbeiterzeitung’, 29 novembre 1899, traduzione dell’autore di questo saggio) (pag 14) ) (nota: a questo proposito si può vedere il saggio di J.F. Fayet, ‘1905 de Varsovie á Berlin: la polonisation de la gauche radicale allemande. Les résonances de 1905’ v. Archiv)”,”LUXS-082″
“AAVV”,”La biblioteca labrioliana di Stefano Miccolis (Perugia).”,”Contiene circa 500 indicazioni bibliografiche relative alla biblioteca labrioliana di Miccolis”,”LABD-118″
“AAVV”,”Rosa Luxemburg. Marxista e rivoluzionaria.”,”Autore ‘Dario Salvetti’ ? Citato in bibliografia l’autore Aubet: El pensaminento de Rosa Luxemburg. Altro volume: Rosa Luxemburg y la cuestión nacional Obra seleccionada para el I Premio Internacional de los Editores Aubet, María José Descatalogado En estos últimos años hemos venido asistiendo al redescubrimiento y a la reedición de algunos «clásicos» del marxismo, tales como Korsch, Gramsci, Pannekoek, y la propia Rosa Luxemburg, tachados comúnmente —y con demasiada facilidad— de «heterodoxos». El interés de ese redescubrimiento no ha obedecido, por lo general, a preocupaciones meramente académicas, o simplemente historicistas, sino, muy especialmente, a la necesidad de responder hoy a un conjunto de problemas teórico-políticos que el movimiento comunista todavía no ha resuelto y que en su día ya fueron planteados por todos ellos. En este trabajo se lleva a cabo una reevaluación de la importancia actual de la contribución de Rosa Luxemburg a la elaboración de una estrategia marxista revolucionaria específicamente moderna, «occidental», sacando a la luz una parte significativa, y en cierto modo central, de su pensamiento y obra, como es el caso de la cuestión nacional. Creemos que tiene una particular relevancia tanto por el renovado interés de la temática de las nacionalidades, como por dar un enfoque totalizador del pensamiento de Rosa Luxemburg sobre esta cuestión, que nos ha llegado siempre de forma fragmentaria, bastante deformada, y en cualquier caso analizada a través de ópticas distintas, si no opuestas, a la suya. Rosa Luxemburg y la cuestión nacional fue seleccionada por Anagrama para el I PREMIO INTERNACIONAL DE LOS EDITORES convocado por ANAGRAMA (Barcelona), BOURGOIS (París), CALDER (Londres), FELTRINELLI (Milán), VAN GENNEP (Ámsterdam), DOM QUIXOTE (Lisboa) y WAGENBACH (Berlín), en elq ue obtuvo una excelente acogida, estando en vías de publicación en varias de las editoriales participantes. El Premio, otorgado en París el 25 de abril de 1977, recayó en el libro Cien poemas apátridas de Erich Fried. NÚM. DE PÁGINAS 192 COLECCIÓN Documentos CÓDIGO D 31 PUBLICACIÓN 01/01/1977 Aubet, María José María-José Aubet Semmler (Barcelona, 1943) es licenciada en Filosofía y Letras (especialidad Historia de la Filosofía) por la Universidad de Barcelona. Trabajó en la revista de teoría marxista Materiales. © 2019 Editorial Anagrama. Pedró de la Creu, 58 08034 Barcelona T. +34 932 037 652 F. +34 932 037 738 anagrama@anagrama-ed.es http://www.anagrama-ed.es Editor y director: Jorge Herralde Aviso legal, Política de privacidad, Política de cookies, Política de redes sociales diseño web iquadrat 50 ANIVERSARIO NOVEDADES COLECCIONES BOLETÍN DE NOVEDADES BUTLLETÍ DE NOVETATS EBOOKS AUTORES NOTICIAS AGENDA PREMIOS MANUSCRITOS LA EDITORIAL FOREIGN RIGHTS DISTRIBUIDORES CONTACTO SUSCRÍBETE EN MÉXICO: Utilizamos cookies propias y de terceros para mejorar nuestros servicios y mostrarle publicidad relacionada con sus preferencias mediante el análisis de sus hábitos de navegación. Si continua navegando, consideramos que acepta su uso. Pu”,”LUXS-001-FV”
“AAVV”,”Fiom – Federazione impiegati operai metallurgici. Atti ufficiali del IX° Congresso 1° Unitario della FIOM, tenutosi a Torino nei giorni dal 5 al 9 dicembre 1946.”,”””La lotta per gli aumenti dei salari, rimarrà senza dubbio, ancora per molto tempo uno degli scopi fondamentali del Sindacato; ma non dobbiamo dimenticare che oggi, nell’attuale situazione economica e politica, altri scopi da raggiungere con altri mezzi ed altri metodi debbono essere presi in considerazione nello svolgimento dell’azione sindacale. Il Sindacato non è più l’organizzazione debole ed isolata che poteva facilmente essere combattuta od addiritura trascurata; oggi il Sindacato è assurto a grande organizzazione. Questa sua potenza ha enormemente aumentato la sua importanza; ma nello stesso tempo ha aggravato di gravi responsabilità economiche e politiche, nei riflessi della vita della Nazione. In particolare, ricordiamo, a questo proposito, che i Partiti Politici che rappresentano i lavoratori non sono più una minoranza combattiva costretta all’opposizione contro i governi borghesi, ma siedono al Governo; ed anche se non soli, sono in condizioni di poter influenzare l’azione del Governo stesso”” (pag 61-62) [dalla relazione del segretario Chiari sull’indirizzo sindacale, seduta del 6 dicembre ’46, mattino]”,”SIND-181″
“AAVV”,”Alfonso Leonetti (1895-1984).”,”Alias, nel PCI, Feroci, Ferri, Gennaro Schippa, Saraceno, e nell’opposizione internazionale Souzo e Turino, psedonimi attribuiti da Trotsky, ma anche Féro, Akros, Martin e J.P. Martin. Principale dirigente del gruppo italiano emigrato – NOI – “”nuova”” opposizione per distinguersi dalla dall’antica, la Frazione bordighista, dirigente del segretariato internazionale (anni Trenta) e animatore del suo bollettino ‘Bulletin international’, nel dopoguerra rientrerà nel PCI (pag 122-123)”,”PCIx-457″
“AAVV”,”L’archivio di Alberto De’ Stefani.”,”Trecc: DE STEFANI, Alberto. – Nato il 6 ott. 1879 a Verona da Pietro e da Carolina Zamboni, studiò presso la scuola superiore di commercio a Ca’ Foscari a Venezia e nella facoltà giuridica dell’università di Padova, dove si laureò nel 1903 con una importante tesi, poi pubblicata (Verona 1903), sulla Teoria del commercio internazionale. Malgrado pressanti inviti a restare nell’ambito universitario, preferì anteporre una lunga esperienza di viaggio in Germania e Inghilterra. Al ritorno (1905) si stabilì a Vicenza, dove insegnò nel locale istituto tecnico entrando in contatto con A. Fogazzaro e con il gruppo di giovani intellettuali attorno a lui raccoltisi: F. Sacchi, S. Darchini, G. Malvezzi, R. Piccoli. Nella città veneta conobbe pure F. Lampertico il cui pensiero, assieme a quello di G. Toniolo, lo condizionò per lungo tempo sino a quando egli non si avvicinò, per sposarne completamente le teorie, a M. Pantaleoni e V. Pareto. Sull’economista vicentino scrisse un saggio – ancora, malgrado le forzature e le enfatizzazioni, tra i più esaustivi -, Gliscritti economici di F. Lampertico (Vicenza 1907), nel quale, assieme ad un altro scritto dell’anno successivo, Gliscritti monetari di F. Ferrara e A. Messedaglia (Padova 1908), ne veniva messa a raffronto l’opera con quella della scuola liberista tradizionale, e più precisamente con quella del Ferrara, la cui filiazione culturale non fu peraltro mai dal D. rinnegata. Dal saggio è chiaramente desumibile la simpatia verso il Lampertico, del quale erano sottolineate la particolare concretezza operativa, la rara avvedutezza politica, e la tempestività nel rilevare i mutamenti intervenuti nel sistema economico-sociale a partire dalla stessa concezione dello Stato, visto non più quale istituzione esterna all’ordine economico – come era per la tradizionale scuola liberista – ma di questo parte integrante. Nel 1914 si avvicinò alla politica collaborando al periodico vicentino L’Intesa liberale, poi confluito ne L’Azione di A. Caroncini e P. Arcari, giornale del nazionalismo dissidente, e da questa esperienza emersero per il D. motivi di un particolare approccio al pensiero e al movimento nazionalista. Questa esperienza è anche un punto di partenza per poter valutare i motivi originari della sua lunga polemica contro lo statalismo integristico e protezionistico di Alfredo Rocco, e per poter cogliere come la sua adesione al nazionalismo in realtà non andasse più in là di una generica simpatia per gli originari contenuti etici della versione corradiniana, non a caso la sola a richiamarsi, a differenza di Rocco, a precedenti ascendenze moschiane e paretiane. Prese parte alla guerra mondiale combattendo sul fronte del Cadore come tenente e poi capitano. Finito il conflitto si ributtò a capofitto nella ricerca, e nel 1920 uscì un suo discusso e apprezzato pamphlet, Decadenza demografica e decadenza economica (Roma 1920), un netto atto d’accusa contro la scuola statistica padovana, Gini in testa, e la teoria demografica dell’evoluzione che aveva in Gobineau, e nel suo assunto di stretta correlazione tra espansione demografica e accrescimento della ricchezza nazionale, il suo primario punto di riferimento. Dell’anno successivo è lo studio Dinamica patrimoniale nell’odierna economia capitalistica (Roma-Padova 1921), in cui venivano analizzati i nessi esistenti tra la concentrazione e l’accumulazione della ricchezza, nell’intento di studiare la variazione di accrescimento del patrimonio in rapporto alla sua rilevanza, e che perveniva alla conclusione che la velocità di accrescimento della ricchezza successoria è massima dove prevalgono patrimoni successori di entità media. Sempre nello stesso anno il D. entrò nella politica militante, aderendo al movimento fascista e partecipando alle azioni squadriste di Fiume, Genova, Trento. Presentatosi alle elezioni politiche nel collegio elettorale Verona-Vicenza, risultò l’unico eletto in tutto il territorio nazionale di una lista esclusivamente fascista, finendo per assurgere in tempi rapidissimi a figura di primissimo piano del nuovo partito, e assumendone il ruolo di economista ufficiale dopo aver scalzato personalità certo meno forti della sua quali quelle di E. Rocca e A. Lanzillo. Gli articoli economici di sapore neomanchesteriano che proprio in quella veste venne poi scrivendo sul Popolod’Italia rivestirono un ruolo tutt’altro che secondario per l’apertura di una breccia nel muro di diffidenza che il demagogismo “”follaiolo”” del fascismo della prima ora aveva visto erigere contro di sé da parte del mondo industriale. Le posizioni del D. trovarono una prima organica formulazione nella relazione tenuta nell’ottobre del 1922 al convegno fascista di Napoli. In perfetta sintonia con l’analisi svolta dal suo maestro M. Pantaleoni, che tanta parte avrebbe dovuto svolgere nell’elaborazione della politica economica attuata dal D. nella sua gestione ministeriale, individuò la ragione prima della grave crisi economica del dopoguerra nel manifesto squilibrio tra mezzi di produzione e popolazione, determinato dalla crescente espansione demografica e dal corrispettivo rallentamento dell’incremento del capitale disponibile in dipendenza dagli eventi bellici e dalla successiva, dissennata, politica pansindacale. Ne discendeva l’esigenza della attuazione di una politica dichiaratamente produttivista tesa in primo luogo a garantire l’incremento della resa oraria ancora inferiore ai livelli prebellici. Più in generale, assumendo il sistema economico come sistema sorretto da leggi “”naturali””, si richiedeva allo Stato di scrollare di dosso ai “”fattori produttivi”” tutti quei vincoli che ne menomassero il loro “”normale”” funzionamento, individuando pertanto nel sindacato il primo soggetto sociale distruttore di ricchezza, arrogantesi per di più il diritto di considerarsi variabile indipendente di un sistema sociale di cui finiva in tal modo per impedire lo sviluppo armonico e preordinato. Compito del fascismo sarebbe stato quello di opporsi ad ogni tentativo di rimettere in moto, tanto peggio se dall’interno dello stesso fascismo, una medesima logica rivendicazionista non sottomessa rigidamente alle inderogabili esigenze nazionali e produttiviste. Questa fu la linea su cui il D. impostò la sua politica ministeriale quando, al momento della costituzione del primo governo Mussolini, venne chiamato a dirigere il dicastero delle Finanze (cui si sarebbe aggiunto il Tesoro, una volta morto nel dicembre dello stesso anno il suo originario titolare, il popolare V. Tangorra). Il D., portavoce del fascismo tecnocratico, uomo di punta della ala modernizzatrice della nuova classe di governo, mosso da concretezza operativa e da pragmatismo politico, divenne in breve una personalità di assoluta rilevanza nel mondo politico italiano non solo perché si accentravano nelle sue mani tutte le leve della politica economica, ma anche perché il suo industrialismo produttivista e il suo conservatorismo dinamico ne fecero la testa di ponte del fascismo verso la cultura liberale, alle cui fila appartenevano difatti i collaboratori più prestigiosi del D. al ministero (U. Ricci, P. Jannaccone, M. Pantaleoni, ecc.). Tre i punti fondamentali della politica destefaniana: raggiungimento del pareggio del bilancio (da perseguire attraverso tagli drastici sulla spesa pubblica, la ristrutturazione della pubblica amministrazione, l’abolizione di molte imposte del periodo di guerra, e l’introduzione di nuove imposte dirette che andassero a colpire i redditi più deboli allargando in tal modo la base di contribuzione); contenimento della dinamica salariale e accorta riapertura dei canali di credito; ripresa di un liberismo doganale controllato. La praticabilità di questo progetto era fondata sulla dinamicità di due fattori: la domanda di beni di investimento e lo sviluppo del settore delle esportazioni, il tutto garantito da un incremento della produttività media oraria superiore alla contemporanea crescita salariale con conseguente aumento della quota profitti. Il che certo non si sarebbe dato se, ad una fase di particolare dinamismo nel mercato mondiale e ad una iniziale favorevole collocazione del cambio, non fossero intervenute in appoggio le “”possibilità”” offerte dalle maglie legislative che il neonato Stato autoritario andava costituendo: e innanzitutto la assoluta elasticità del mercato del lavoro e una politica monetaria e di bilancio favorevole alle posizioni di profitto. Ma se fino a tutto il 1924 questo disegno dimostrò una dinamicità poi irripetuta per tutto il periodo fascista, purtuttavia esso comportava vincoli e percorsi molto rigidi che a lungo andare non potevano vedere consenzienti né larghi settori industriali e di proprietà terriera, né lo stesso Mussolini. Così, contro la politica di liberismo doganale si sollevarono subito i grandi proprietari terrieri e gli industriali del settore pesante, mentre al contrario la logica dei salvataggi bancari e industriali, tanto frequente in quello scorcio storico, non trovò alcun consenso nel D., che pure in un primo tempo vi si adeguò (sulla politica dei salvataggi e in particolare sulla vicenda del Banco di Roma, si veda il suo bilioso ma stimolante Baraonda bancaria, Roma 1960). Ma vi furono anche ragioni più squisitamente politiche (i tratti sempre più nettamente autoritari del regime, sino alla svolta impressa dal delitto Matteotti) che influenzarono negativamente il suo rapporto con Mussolini, al punto da indurlo a rassegnare per ben tre volte le dimissioni nel corso del mandato ministeriale. Beninteso, la sua battaglia non era certo tesa a preservare la democrazia come bene in sé; egli si schierava semmai, anticipando in questo posizioni che altri (si pensi a G. Bottai) faranno proprie in termini più organici nel corso degli anni Trenta, a favore di una democrazia “”limitata”” e “”controllata”” i cui margini non lievi di libera critica andavano assicurati proprio in quanto fattori di organicità e rafforzamento della unità statale. Si aggiunsero inoltre le difficoltà monetarie intervenute nel 1925 che chiamavano ad una direzione politica più salda e unitaria, priva di quelle sfasature e di quei contrasti sempre più manifesti all’interno della compagine governativa. Sia sul fronte dei prezzi, sin lì stabili e ora in rapida ascesa, sia su quello del deficit della bilancia dei pagamenti (aggravato dal pessimo raccolto del 1924 e dalle riduzioni delle rimesse degli emigrati) sia infine su quello del cambio, molteplici erano i motivi che facevano addensare ombre spesse e pesanti sulla politica economica del ministro delle Finanze e del Tesoro. Così, quando nella primavera del 1925, di fronte ad un rialzo dei valori azionari assolutamente sproporzionato, si intrapresero misure deflattive eccessivamente drastiche e affrettate che portarono da una tendenza rialzista artificiosa ad un altrettanto pericoloso crollo verticale del corso dei titoli, il D., su esplicito invito della Confindustria, venne allontanato; non senza aver lasciato, in articulo mortis, la prima bozza di un progetto legislativo di decisiva importanza: quello della unificazione dell’istituto di emissione di moneta. Si era conclusa così una precisa fase storica contrassegnata da una politica di neoliberismo autoritario che si fondava su una attrezzatura teorica nettamente distinta da quella ormai ossificata del liberismo accademico, e che ancorava la sua visione da un lato alla sola categoria della produzione, dall’altra all’intervento dello Stato quale fattore politico di modernizzazione. In questo contesto, l’avvento di uno Stato autoritario a superamento dello Stato agnostico liberale era stato salutato con favore proprio perché garante dello svuotamento dell’affollarsi delle domande dei diversi gruppi sociali e della loro possibilità di esprimersi sotto forme di fatto politiche, dell’annullamento delle crescenti rigidità nello sviluppo (sindacati e monopoli), e del ritorno al naturale meccanismo della concorrenza, garanzia indiscussa per il pieno sviluppo delle forze produttive ora paralizzate dai vincoli e dai parassitismi propri dell'””economia collettivista””. Non si concludeva però, come invece qualcuno ha scritto, la partecipazione del D. alla vita pubblica, anche se gli anni immediatamente successivi alla sua destituzione non lo videro impegnato in attività direttamente politiche. Infatti, dopo aver insegnato nelle università di Ferrara, Padova e Venezia (dove a Ca’ Foscari aveva vinto la cattedra di economia politica già di Ferrara, Pantaleoni, Martello), proprio nell’ottobre del 1925 egli coronava la sua attività accademica con la nomina a preside della neonata facoltà di scienze politiche di Roma. E furono il suo eclettismo e la sua indubbia apertura culturale a garantire per un lungo periodo all’interno della facoltà romana una non irrilevante libertà di ricerca. Altrettanto intensa fu la produzione scientifica dell’istituto di economia. Vennero curate le pubblicazioni delle opere di Pantaleoni, Ferrara e Barone. Il periodico dell’istituto, la Rivista italiana di statistica, economia e finanza, nata nel 1929 per iniziativa di F. Vinci con un programma di ricerca prevalentemente statistico, rappresentò subito un punto di raccolta importante per forze intellettuali giovani e vivaci. Dal 1931 poi ne venne ampliato progressivamente il campo di attività assumendo il nome di Rivista italiana di scienze economiche, diretta collegialmente dal D., F. Vinci e L. Amoroso. Nel frattempo il D. veniva nominato membro dell’Accademia d’Italia (1932), diventandone vicepresidente nel 1939, mentre nel 1935 era entrato a far parte anche dell’Accademia dei Lincei, poi sciolta. Fu inoltre direttore di sezione della Enciclopedia Italiana. A partire dal 1926 fu soprattutto una nuova attività a tenerlo impegnato, quella di notista economico del Corriere della sera, dove era stato chiamato dalla proprietà che aveva individuato in lui l’uomo più adatto a prendere il posto di L. Einaudi per assicurare continuità alla linea politico-culturale del giornale. La massa di articoli pubblicati nel corso del decennio di collaborazione (1926-36) fu vastissima e venne raccolta, assieme ad altri scritti e discorsi, in undici volumi apparsi tra il 1927 e il 1938: Vie maestre (Milano 1927), Colpi di vaglio (ibid. 1928), L’oro e l’aratro (ibid. 1929), Il Paese e lo Stato (ibid. 1930), La deflazione finanziaria nel mondo (ibid. 1931), L’illusione creditizia (ibid. 1932), La resa del liberalismo economico (ibid. 1933), Eventi economici (Bologna 1934), L’ordine economico nazionale (ibid. 1935), Garanzie di potenza (ibid. 1936), Commenti e discorsi (ibid. 1938). Ai vari direttori che si succedettero in quegli anni (Ojetti, Maffii, Borelli) il D. procurò parecchi fastidi e quando, caso tutt’altro che raro, i suoi articoli non furono censurati, fece sentire con veemenza la sua voce non sempre allineata alle posizioni ufficiali: dalla politica monetaria effettuata nel 1931 dopo la svalutazione della sterlina alla guerra d’Etiopia, da “”quota 90″” alle forme di applicazione della legge di bonifica integrale. Questione quest’ultima, che lo vide diretto protagonista. Dopo essere stato, infatti, a partire dal 1926 presidente dell’Associazione nazionale fra i Consorzi di bonifica e irrigazione, associazione sciolta per sua stessa iniziativa al momento dell’attuazione della legge di bonifica, nel dicembre del 1928, in occasione del suo ultimo discorso parlamentare, fu relatore della futura “”legge fondamentale del regime””. E proprio in questa occasione il suo liberismo intransigente subiva la prima grave scossa, propendendo egli in questo ambito per una politica di stretta integrazione tra attività privata e statale sino a prevedere i casi in cui l’iniziativa privata cessava di essere una facoltà e diveniva obbligatoria pena l’esproprio da parte dello Stato (L’oro e l’aratro, p. 231). Col che egli finiva per mettere in discussione uno dei “”postulati”” fondamentali dell’economia classica, quello dell’identità naturale tra interessi individuali e collettivi, anteponendo ora l’interesse della collettività a quello del singolo operatore economico. Ma questo non era che il momento d’avvio di una più profonda revisione teorica che la politica di rivalutazione prima, lo sconquasso della grande crisi poi e in mezzo la svolta corporativa avrebbero accelerato in lui come più in generale in una generazione intera di economisti. Momento centrale di questo ripensamento fu la relazione tenuta con L. Amoroso al Convegno internazionale per la cooperazione intellettuale (Lo Stato e la vita economica, Milano, 23 maggio 1932, in La resa del liberalismo economico). Vi si trova, è vero, un nuovo attacco contro il fordismo e la politica degli alti salari (“”farneticazione predicata e attuata dal supercapitalismo nordamericano””) a testimonianza di un incorreggibile provincialismo, ma nel contempo anche l’esposizione articolata e puntuale della fase di rapidissima e irreversibile trasformazione del sistema produttivo, contrassegnata principalmente dall’emergere di “”grandi formazioni monopolistiche”” che rendevano ormai improponibile l’idea di un “”capitalismo fatto di numerose volontà autonome””. Pur riconoscendo ancora la naturalità dell’economia liberista, essa era da considerarsi irreversibilmente superata dagli eventi intervenuti; e se il sistema economico vigente era fondato artificialmente, purtuttavia era quella la realtà con cui confrontarsi. La libera concorrenza era niente più che una chimera. Ora era lo Stato ad assumere una posizione di crescente centralità poiché solo esso poteva assicurare una visione sintetica, unitaria ed armoniosa dello sviluppo in grado di contrastare lo strapotere dei grandi gruppi monopolistici. Nel D. degli anni Trenta si assiste insomma ad una marcata autocritica per la passata adesione al liberalismo, ma non per questo si può parlare di messa al bando dell’iniziativa privata o tanto meno di adesione ad una astratta terza via socializzatrice. Altro era attaccare quanti restavano nostalgicamente aggrappati al passato (ricadute da cui egli stesso non era immune ogni qualvolta riaffermava i valori dell’economia mutualistica e familiare), alla ricerca di un mondo scomparso. Ciò che al contrario si richiedeva, egli affermava, era la formulazione di un piano, prodotto da un comando politico centralizzato capace di esercitare quella forza coercitiva che sola avrebbe garantito la collettività dall’azione altrimenti anarchica dei grandi centri di potere economico. Ma il concetto di piano in lui così ricorrente tra gli anni Trenta e Quaranta non è assolutamente assimilabile a quello di gestione diretta e generalizzata dello sviluppo economico da parte dello Stato attraverso una qualche forma di programmazione, né tanto meno preludeva ad una massiccia nazionalizzazione industriale. Per il D. l’esigenza dell’approntamento di una Planwirtschaft restava un richiamo ideologico fermo alle soglie dell’economia per restare tutto racchiuso dentro alla dimensione ora da lui privilegiata, quella della politica. Piano stava quindi per piano politico dello Stato, inteso, quest’ultimo, non come entità regolatrice dello sviluppo, ma come forza mediatrice tra le diverse parti sociali, sintesi unitaria di queste e collettore delle diverse istanze. Pertanto a fronte della fallimentare pretesa di neutralismo etico-religioso e giuridico dello Stato liberale, la prima peculiarità del sistema corporativo sarebbe stata proprio di natura politico-statuale. Esso solo, infatti, avrebbe potuto assicurare la formazione di un piano indicativo della produzione e dei consumi, esplicitato appieno in regime autarchico, la cui superiorità era facilmente rintracciabile nella sua capacità di risolvere il problema di più difficile soluzione per le società industrializzate: quello dell’attivizzazione massima della forza lavoro. Sono questi i temi, in piena battaglia per l’espansione demografica, del saggio dagli orecchiamenti keynesiani Per il migliore impiego della potenza di lavoro del popolo italiano (1939), raccolta di scritti apparsi prima su La Stampa e poi in volume (Bologna 1939). In esso si riconfermava la natura dell’intervento dello Stato che non si caratterizzava né per una politica di lavori pubblici né per una non meglio specificata assunzione dell’inversione di priorita tra disponibilità finanziarie e lavoro. “”È la disponibilità del lavoro che deve determinare i piani di produzione e non viceversa”” (Lamobilitazione integrale del lavoro e le pubbliche entrate, in Per il migliore impiego). Ora, malgrado gli espliciti richiami al Keynes (peraltro subito dopo rinnegati), sintetizzabili in sostanza nell’intuizione della inversione della relazione risparmi-investimenti (da cui del resto non discendeva poi alcuna pratica e organica proposta), il D. in realtà non andava più in là di un keynesismo tutto ideologico. Non v’era difatti alcun richiamo alla necessità d’incremento dei livelli occupazionali attraverso una politica di sostegno della domanda effettiva (problema a suo giudizio marginale nel contesto più ampio dell'””impiego ottimale del potenziale di lavoro””), alcun riconoscimento della disoccupazione quale fenomeno patologico, endogeno e organico dello sviluppo (riaffermando anzi il D. la “”naturalità”” di questo fenomeno e sottolineando al contempo l’elemento di volontarietà del singolo disoccupato sino a sostenere che l’esigenza di un miglior uso del potenziale di lavoro non era incompatibile con un certo tasso di disoccupazione, appunto naturale), né infine alcuna reale disponibilità a prendere in considerazione una politica di alti salari e di deficit spending programmato. Il fatto è che mentre in Keynes si attua, a partire dalla grande crisi, il tentativo più organico e maturo di riformulazione di un nuovo paradigma scientifico a superamento dell’economia liberale classica, qui, al di là delle roboanti e rivoluzionarie affermazioni di facciata, si marciava in direzione assolutamente opposta, tendendo, attraverso uno scivolamento dei problemi economici nella sfera della politica prima e dell’etica poi, di rioperare un ritorno alla presunta naturalità economica. Ed è proprio quanto il D. si impegnò a fare, recuperando a tal fine consistenti spezzoni della tradizione tonioliana del cattolicesimo sociale, superandone però le venature antindustriali delle origini, con lo scritto del 1941 Confidenze e convinzioni in cui non si nascondeva l’esplicito tentativo di fornire una risposta sia alla crisi dell’Economics liberista che a quella dello Stato fascista. I motivi di insoddisfazione verso il regime erano di lunga data, e da tempo la sua ortodossia fascista era stata messa in discussione. Già il suo rientro in Gran Consiglio (1932) era stato operato contro lo stesso volere di Mussolini. Nel 1935 poi egli si era schierato a favore dell’accettazione del piano Laval-Hoare per la risoluzione del conflitto etiopico, e nel 1938 aveva apertamente avversato la politica razziale. Ma il motivo di un nuovo, più grave contrasto si era determinato nel 1937 quando il D. fu chiamato da Chiang Kai-shek, su indicazione del suo amico H. Schacht, alla ristrutturazione dell’apparato amministrativo e finanziario della Cina proprio in coincidenza con il conflitto cino-giapponese (sull’esperienza cinese, Commenti e discorsi, cit., pp. 219-64). Se infatti al momento della sua partenza l’atteggiamento del governo italiano verso la Cina era ancora di benevola simpatia, proprio nel corso della sua permanenza in Oriente le posizioni mutarono radicalmente a favore del Giappone, ponendo il D., all’oscuro di tutto, in una posizione di grande difficoltà essendosi egli nel frattempo impegnato con il generalissimo a farsi latore presso Mussolini dell’invito rivolto all’Italia di svolgere assieme all’Inghilterra la funzione di mediatrice nel conflitto. Si aggiunga infine la poca simpatia del D. verso la politica dell’Asse (pur essendo egli un grande estimatore dei risultati raggiunti dalla politica economica nazista), e si capirà bene in quale scenario si collocasse Confidenze e convinzioni. Il saggio, uscito prima autonomamente e poi come prefazione al libro Sopravvivenze e programmi (Roma 1942), suscitò soprattutto negli ambienti cattolici vivissimo apprezzamento. Nel partito fascista invece, ben comprendendosi per tempo la sua pericolosità (un sunto venne letto a Radio Londra e salutato quale primo importante sintomo di incrinatura interna al regime), si reagì subito duramente e fu lo stesso Mussolini a ordinarne il ritiro dalla circolazione e a proporre al segretario del partito un deferimento disciplinare per il De Stefani. Nello scritto si sosteneva l’avvenuta affermazione nella società italiana di una cultura materialistica ed edonista che aveva costretto lo Stato a semplice ordine giuridico con conseguente amplificazione della potestà amministrativa. Di fronte allo strapotere della burocrazia, enfatizzato dal sistema corporativo, il fascismo dimostrava così di aver fallito nel suo disegno totalizzante e perciò stesso etico-politico. Per uscire da quella fase d’impasse era necessario che il partito, immanenza dello Stato totalitario, si appoggiasse, proprio perché il suo potere era assoluto, ad un principio pure esso assoluto, sussistendo una palese contraddizione tra Stato totalitario e morale storicista e relativizzante; più precisamente ad una fede dogmatica che non si prestasse ad elastiche interpretazioni: quella cattolica. L’aspetto più cruciale della sua proposta finiva per essere la rifondazione dell’assetto sociale secondo valori religiosi; e l’istituzione Chiesa, chiamata ad una politica dichiaratamente ierocratica, finiva per essere la destinataria di questo appello. Le conseguenze erano duplici: da un lato, una volta verificata l’impossibilità di scaricare sulla sfera politica tutte le difficoltà di una economia non riformata, le si negava per intero qualunque effettualità, essendo essa rimasta intrappolata in una visione positivista, scientista ed edonista che la rendeva ormai palesemente inetta a rimuovere gli ostacoli che le si paravano dinanzi sul percorso. Dall’altra si riaffermava una visione organicista e neogiobertiana dello Stato e si evocava la rinascita dello Stato cattolico, compiendo al contempo un ulteriore passo verso la definitiva rottura con il regime. In questo senso il voto favorevole all’ordine del giorno Grandi nella seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 non fu altro che l’ultimo, conclusivo atto di una crisi cominciata molto addietro. Dopo la caduta di Mussolini ed il collasso del regime fascista, il D. si rifugiò in un monastero di Roma (dall’inizio del 1944 al luglio del 1947) per sfuggire prima alla esecuzione capitale cui era stato condannato per tradimento dal tribunale di Verona della Repubblica sociale italiana, poi per proteggere ancora la sua contumacia nell’Italia repubblicana davanti alla Alta Corte, che lo assolse. Furono questi gli anni del misticismo e della vena pittorica e letteraria. Scrisse i Racconti del risveglio e in successive stesure, a partire dal 1942, il più importante Fuga dal tempo (Perugia 1948; Bologna 1959), romanzo pieno di reminiscenze orientaleggianti, traboccante immagini bucoliche e consolatorie, libro che ebbe un non indifferente successo di critica e di pubblico. Ma le sue doti di acuto osservatore politico e di economista di vaglia vennero ugualmente messe a frutto. Sia dalla Repubblica nazionale cinese che gli richiedeva periodici rapporti sulla situazione politica europea, sia soprattutto dal Vaticano, dove le sue osservazioni trovavano sempre un attento auditorio. Come quando il D., rilanciando l’idea del radiomessaggio pontificio natalizio del 1942, si fece propugnatore di “”una grande crociata veramente verificatrice per un ordine sociale e politico cristiano”” da parte della Chiesa, invitata ad aggregare attorno al “”comune principio cristiano”” i diversi popoli “”pronti a difenderlo e vederlo attuato nella vita politica e sociale del mondo”” (lettera a don Rivolta, 1º genn. 1945, in Arch. della famiglia De Stefani). La parabola del suo pensiero, profondamente integralista e totalizzante, sembrava aver raggiunto il suo più naturale approdo. In questo quadro la Chiesa veniva a rappresentare l’istituzione totale, guida della società, sintesi definitiva e inappellabile delle diverse istanze politiche, sociali ed economiche, tanto da indurlo ad affacciare l’ipotesi di una sorta di “”internazionalizzazione”” del governo ecclesiale, quasi con questo a voler ricalcare le orme dell’amato maestro G. Toniolo, incaricato da Benedetto XV, nel corso della prima guerra mondiale, di formulare un progetto politico cristiano capace di assicurare la pace e l’ordine internazionale. Al contempo, la convinzione dell’ormai manifesta impossibilità di sciogliere i nodi economici se non in chiave etico-politica diventò per tutto il secondo dopoguerra un punto di non ritorno nella elaborazione teorica destefaniana, incentrandosi tutta la sua, produzione scientifica di quel periodo su queste tematiche. Più precisamente, al centro dell’indagine del D., novello Perroux di provincia, stava ora il problema della quantificazione della civiltà. Riprendendo idee già espresse in La ricchezza dell’aspetto energetico e le condizioni di realtà nella dinamica dei fenomenieconomici (Vicenza 1921), nella Dinamica patrimoniale (cit.) e in Confidenze e convinzioni (cit.), ed arricchendole ora con annotazioni sulle “”malattie spirituali e fisiche del supersviluppo””, tentò di disegnare una dottrina generale delle propensioni e un bilancio dell’incivilimento, per dirla con un suo scritto del 1962 (Per un bilancio della vita civile del popolo italiano, Roma). Il 15 giugno del 1948 venne riabilitato all’insegnamento universitario che lasciò nel novembre dell’anno successivo per raggiunti limiti d’età, pur conservando l’incarico di direttore dell’istituto fino all’anno accademico 1953-54, anno in cui la facoltà gli conferì il titolo di professore emerito. Seppur ritirato dalla politica attiva, fu ancora ascoltato consigliere del nuovo personale politico democristiano che additò ad esempio i risultati da lui raggiunti in campo finanziario nel primo dopoguerra (e su quelle posizioni liberiste egli stesso tornò lasciando completamente alle spalle i trascorsi furori corporativi). Nel 1953 aderì assieme a Bottai alla costituenda Associazione nazionale combattenti d’Italia che si sciolse nel 1958. Dal 1948 al 1955 collaborò quale notista economico a Il Tempo, dal 1956 al 1959 al Giornale d’Italia, e poi di nuovo a Il Tempo dal 1960 fino alla morte. Il D. morì a Roma il 15 genn. 1969. Fonti e Bibl.: Necrol. di L. Gangemi, In mem. di A. D., in Atti d. Decima Riunione della Società degli economisti, Roma 1969, pp. 1-7; E. D’Albergo, in Riv. bancaria, XXIV (1969), I, pp. 7-11. Riferimenti o solo accenni alla figura del D. sono rintracciabili, oltre che nei giornali o nelle riviste dell’epoca, in M. 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“AAVV”,”Il razzismo è in casa nostra. Antologia.”,”Scelta di articoli di Lotta Comunista Articoli di Cervetto, Parodi ecc.”,”ELCx-269″
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“AAVV”,”Dossier Eichmann.”,”Eichmann rifiuta il permesso di emigrazione al prof. Meyers. Lettera di risposta di Eichmann al Consigliere di legazione dr. Klingenfuss, Ministero degli Esteri, Berlino: «Come sapete, il Reichführer SS e capo della polizia tedesca ha vietato, nell’ottobre 1941, l’emigrazione degli ebrei dal Reich e dai territori occupati. Soltanto in casi particolari, quando vi sia un vantaggio per il Reich, e dopo un attento esame, alcuni ebrei possono essere autorizzati ad emigrare. Domande di emigrazione, accompagnate da offerte ingenti di denaro, sono pervenute a diversi uffici e soprattutto al ministero dell’economia del Reich, alla Reichsbank e presso alcuni avvocati, soprattutto svizzeri. Nonostante le serie obiezioni politiche che sono state e che continueranno ad essere da noi sollevate, nonostante l’effetto negativo che tali autorizzazioni possono produrre all’estero, il ministero dell’economia del Reich e la Reichsbank reputano necessario, data la nostra attuale penuria di valuta accogliere di tanto in tanto le domande di emigrazione, quando si tratta di somme considerevoli. Per il momento, nonostante le obiezioni politiche che si opporrebbero decisamente all’emigrazione di elementi israeliti, è stato deciso – per le ragioni di carattere economico summenzionate – di accordare, in via del tutto eccezionale, la autorizzazione ad emigrare nei casi in cui siano interamente soddisfatte alcune condizioni preliminari. Le richieste infatti vengono accolte unicamente quando il richiedente e la sua famiglia si trovino in ottime condizioni finanziarie, quando la polizia non abbia nulla da eccepire alla loro emigrazione e venga offerta una somma in valuta di almeno 100.000 franchi a persona (senza rilascio di ricevuta). La domanda di emigrazione dell’intellettuale ebreo Meyers (già professore all’Aja), per il quale la Legazione svedese offre la somma di 150.000 franchi, viene respinta, come dalla mia lettere del 1-12-1942 IV B 4a 1957/42g, nonostante l’entità della somma offerta, in considerazione della sua professione. p.o. (Firmato): Eichmann» (pag 205-206)”,”GERN-001-FGB”
“AAVV”,”La proprietà fondiaria in Emilia-Romagna. II. Distribuzione della proprietà nei comuni, nelle zone altimetriche e nelle province. I. Piacenza e Parma.”,”Comitato promotore: Lanfranco Turci (presidente), Giorgio Ceredi, Giuseppe Gervasio, Giordano Marchiani, Giovanni Piepoli Comitato scientifico: Renato Zangheri (presidente), Giorgio Amadei, Achille Ardigò, Athos Bellettini, Giovanni Crocioni, Lucio Gambi, Luciano Mazzaferro”,”STAT-016-FP”
“AAVV”,”La proprietà fondiaria in Emilia-Romagna. II. Distribuzione della proprietà nei comuni, nelle zone altimetriche e nelle province. II. Reggio nell’Emilia e Modena.”,”Comitato promotore: Lanfranco Turci (presidente), Giorgio Ceredi, Giuseppe Gervasio, Giordano Marchiani, Giovanni Piepoli Comitato scientifico: Renato Zangheri (presidente), Giorgio Amadei, Achille Ardigò, Athos Bellettini, Giovanni Crocioni, Lucio Gambi, Luciano Mazzaferro”,”STAT-017-FP”
“AAVV”,”La proprietà fondiaria in Emilia-Romagna. II. Distribuzione della proprietà nei comuni, nelle zone altimetriche e nelle province. III. Bologna e Ferrara.”,”Comitato promotore: Lanfranco Turci (presidente), Giorgio Ceredi, Giuseppe Gervasio, Giordano Marchiani, Giovanni Piepoli Comitato scientifico: Renato Zangheri (presidente), Giorgio Amadei, Achille Ardigò, Athos Bellettini, Giovanni Crocioni, Lucio Gambi, Luciano Mazzaferro”,”STAT-018-FP”
“AAVV”,”La proprietà fondiaria in Emilia-Romagna. II. Distribuzione della proprietà nei comuni, nelle zone altimetriche e nelle province. IV. Forlì e Ravenna.”,”Comitato promotore: Lanfranco Turci (presidente), Giorgio Ceredi, Giuseppe Gervasio, Giordano Marchiani, Giovanni Piepoli Comitato scientifico: Renato Zangheri (presidente), Giorgio Amadei, Achille Ardigò, Athos Bellettini, Giovanni Crocioni, Lucio Gambi, Luciano Mazzaferro”,”STAT-019-FP”
“AAVV”,”La Resistenza e il contributo delle forze armate alla guerra di Liberazione.”,”Foto di impiccagioni e fucilazioni di partigiani e popolazione civile ‘Con le rappresaglie feroci, con le forche alzate su tutte le piazze d’Italia s’intendeva terrorizzare le popolazioni e paralizzare l’attività clandesitna. Il 19 maggio 1944 al Turchino, presso Genova, vennero fucilati 59 ostaggi prelevati dalle carceri. Poco dopo a Savona, per un attentato, vengono fucilati dei prigionieri illustri. Non sono risparmiati i centri minori: dopo Boves, il Piemonte conosce gli eccidi di Cumiana, Giaveno, Grugliasco, Villadeati, Carignano e Valenza’ “”Tabella contributo delle Forze Armate regolari nella guerra contro i tedeschi dall’8 settembre 1943 all’8 maggio 1945 nelle operazioni svolte in Italia e all’estero, esclusi i militari che operarono nelle formazioni partigiane: Esercito 3.237 morti e 2.721 dispersi (in territorio nazonale e in Corsica) 17.452 morti e 16.350 dispersi (fuori dal territorio nazionale) Marina 4.766 morti, 445 navi da guerra perdute Aeronautica. 138 morti, 72 velivoli perduti Bilancio totale: 240.000 partigiani combattenti 55.000 partigiani caduti 33.000 partigiani feriti. Un caduto ogni cinque combattenti. Nessun esercito vittorioso ebbe mai una percentuale di caduti così elevata”””,”ITAR-335″
“AAVV”,”Sipri Yearbook Summary 2020. Violence & Security. Armaments, disarmament and International Security. Sintesi in italiano.”,”Il SIPRI Yearbook è una fonte autorevole e indipendente di dati e analisi su armamenti, disarmo e sicurezza internazionale. Fornisce una panoramica degli sviluppi relativi a sicurezza internazionale, armi e tecnologia, spesa militare, produzione e commercio di armi, conflitti armati e gestione del conflitto, nonché agli sforzi volti al controllo delle armi convenzionali, nucleari, chimiche e biologiche. Questa pubblicazione riassume la 51a edizione del SIPRI Yearbook, che contiene informazioni su ciò che è avvenuto nel 2019 in merito a: 1. Conflitti armati e gestione del conflitto, con una panoramica su conflitti armati e processi di pace nelle Americhe, in Asia e Oceania, Europa, Medio Oriente e Nord Africa, e Africa subsahariana, nonché un approfondimento sulle tendenze globali e regionali in merito alle operazioni di pace; 2. Spesa militare, trasferimenti internazionali di armi e sviluppi nella produzione di armi; 3. Forze nucleari nel mondo, con una panoramica su tutti e nove gli stati dotati di armi nucleari e sui loro programmi di modernizzazione; 4. Controllo delle armi nucleari, con un focus sulla diplomazia tra Corea del Nord e USA, sugli sviluppi dell’INF Treaty, sul controllo delle armi e del disarmo nucleare tra Russia e USA e sull’attuazione dell’accordo iraniano sul nucleare; 5. Minacce chimiche e biologiche alla sicurezza, comprese le indagini sul presunto uso di armi chimiche in Siria e gli sviluppi in merito agli strumenti legali internazionali contro le guerre chimiche e biologiche; 6. Controllo delle armi convenzionali, con particolare attenzione agli strumenti globali, compresi gli sforzi per regolamentare i sistemi d’arma autonomi letali, cyberspazio e le armi esplosive in aree popolate, nonché il dialogo sulla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio Tecnologie dual-use e controllo del commercio di armi, con approfondimenti in merito al Trattato sul commercio di armi, agli embarghi multilaterali e ai regimi di controllo delle esportazioni, incluso il processo di revisione della normativa dell’Unione Europea; nonché appendici sugli accordi di controllo delle armi e di disarmo, sugli enti internazionali di cooperazione in materia di sicurezza e sugli eventi principali del 2019.”,”STAT-646″
“AAVV”,”Henri Curiel.”,”‘Henri Curiel ha lavorato per la rete Jeanson che ha sostenuto il Front de Libération Nationale (FLN) durante la guerra d’Algeria (1954-1962). Fu arrestato dai servizi di sicurezza francesi nel 1960. Curiel fu poi uno dei fondatori di “”Solidarité””, un gruppo di sostegno a vari movimenti anticoloniali e di opposizione nel Terzo Mondo (in particolare Africa e America Latina), come l’African National Congresso (ANC). Nel 1976 Henri Curiel avviò contatti con rappresentanti israeliani e palestinesi disposti a negoziare un riconoscimento reciproco. Furono organizzati diversi incontri, poi conosciuti come i “”colloqui di Parigi””. Sotto la presidenza di Pierre Mendès-France, includevano tra gli altri Issam Sartawi, consigliere di Yasser Arafat, Uri Avnery e Mattityahu Peled, membri del Consiglio israeliano per la pace israelo-palestinese (ICIPP). Il 21 giugno 1976 Georges Suffert pubblicò sulla rivista francese Le Point un articolo in cui presentava Curiel come il “”capo della rete di supporto ai terroristi””, collegata al KGB. È stato posto agli arresti domiciliari a Digne, provvedimento amministrativo che è stato revocato una volta che le accuse si sono rivelate inesistenti. Un rapporto dell’intelligence americana del 1981 (una stima speciale dell’intelligence nazionale) afferma che l’organizzazione di Curiel “”ha fornito supporto a un’ampia varietà di organizzazioni rivoluzionarie di sinistra del Terzo mondo””, inclusi “”documenti falsi, aiuti finanziari e rifugio prima e dopo le operazioni, nonché come un addestramento illegale in Francia su armi ed esplosivi””. Gli autori commentano inoltre che “”l’associazione del suo gruppo con leader non comunisti e non violenti, compresi i sacerdoti, ha avuto la tendenza a mascherare la natura e la portata delle sue operazioni””. Assassinio Henri Curiel è stato assassinato a Parigi il 4 maggio 1978. Un gruppo di estrema destra ha rivendicato la responsabilità, ma il caso è ancora irrisolto.’ (f. jewage.org)”,”PVSx-008-FV”
“AAVV”,”Ultime lettere da Stalingrado.”,”Statistica sullo “”stato d’animo”” dei soldati (pag VII): la maggioranza sfiduciati e contrari alla guerra. “”Se ci penso, trovo che solo qui ho cominciato a riflettere su ciò che mi sta attorno, ma senza risultati positivi. Si dovrebbe meditare spesso, ma ci vuole molto tempo. Non dovrebbe essere tanto grave, dal momento che non ho mai avuto tanto tempo come in questa guerra e specialmente qui a Stalingrado. (…) Io sono fatalista, le mie necessità personali sono così minime che, quando in un qualsiasi momento il primo russo entrerà dalla porta, potrò prendere il tascapane ed andargli incontro. Non sparerò, perché diavolo dovrei farlo? Per ammazzarne uno o due che io non conosco? E neppure mi ammazzerei, perché dovrei farlo? Per rendere un servizio a qualcuno, forse al sig. Hitler? Ho imparato in questi quattro mesi in cui sono in guerra, certamente più di quanto non avrei potuto imparare in una vita di cent’anni. Mi rincresce soltanto di trovarmi obbligato a finire i miei giorni in così miserevole compagnia”” (pag 55-56)”,”QMIx-009-FGB”
“AAVV, TROTSKY Leone”,”Tracciato d’impostazione. I fondamenti del comunismo rivoluzionario.”,”Trotsky: ‘Insufficienza de mezzi sindacali’ (pag 68) (in) ‘Lettera a un sindacalista francese'”,”MITC-001-FER”
“AAVV”,”Seconda guerra mondiale, conflitto imperialista su entrambi i fronti contro il proletariato e contro la Rivoluzione. La Sinistra comunista contro la Prima e contro la Seconda Guerra imperialista – Le organizzazioni della Sinistra disperse ma non vinte durante la Seconda guerra – 25 luglio 1943. La borghesia licenzia Mussolini e mitraglia gli operai in sciopero – Intesa borghese al di sopra dei fronti per prevenire la rivolta operaia – 8 Settembre. La classe dominante italiana affida a tedeschi ed alleati la repressione con le armi della rivolta di classe – Lo stalinismo riporta i proletari alla collaborazione patriottica nel CLN – Tutto per impedire la fraternizzazione con i soldati tedeschi – L’attentato di Via Rasella per dividere proletari con uniformi diverse – La parola del Partito ai proletari ai comunisti e ai soldati reclutati nelle bande partigiane – Scioperi operai nel periodo bellico – (…) Il Proletariato e la Seconda Guerra Mondiale (…).”,”‘Seconda guerra mondiale, conflitto imperialista su entrambi i fronti contro il proletariato e contro la Rivoluzione. La Sinistra comunista contro la Prima e contro la Seconda Guerra imperialista – Le organizzazioni della Sinistra disperse ma non vinte durante la Seconda guerra – 25 luglio 1943. La borghesia licenzia Mussolini e mitraglia gli operai in sciopero – Intesa borghese al di sopra dei fronti per prevenire la rivolta operaia – 8 Settembre. La classe dominante italiana affida a tedeschi ed alleati la repressione con le armi della rivolta di classe – Lo stalinismo riporta i proletari alla collaborazione patriottica nel CLN – Tutto per impedire la fraternizzazione con i soldati tedeschi – L’attentato di Via Rasella per dividere proletari con uniformi diverse – La parola del Partito ai proletari ai comunisti e ai soldati reclutati nelle bande partigiane – Scioperi operai nel periodo bellico – Unire la lotta per le rivendicazioni immediate alla lotta del proletariato contro la guerra – Nostra coraggiosa denuncia del ruolo del PCI pezzo essenziale sulla scacchiera borghese – Non a nuova Pace capitalista ma verso nuove peggiori guerre e verso la Rivoluzione – Il Proletariato e la Seconda Guerra Mondiale (pag 55-76) (da Battaglia Comunista, nn. 28-29-31-32 del 1947 e nn. 2,5,11 del 1948) – Documenti e manifesti della Frazione di sinistra e del Partito Comunista Internazionalista dal novembre 1943 al settembre 1945 (articoli da Prometeo) – Alla guerra imperialista il proletariato oppone la ferma volontà di raggiungere i suoi obiettivi storici, la nostra via – Per una nuova internazionale – Appello ai partigiani – (…) Ercoli appoggia la monarchia! I veri comunisti gli rispondono – (…) A Yalta gl’Imperialismi “”Democratici”” ribadiscono le catene della schiavitù capitalistica all’Europa “”partigiana”” internazionalizzando i metodi del nazifascismo. La Spartizione dell’Europa in Zone di influenza è l’equivalente inconfondibile del Piano Hitleriano degli Spazi Vitali (da La Sinistra Proletaria, 19 febbraio 1945) – Nella Rete dell’Imperialismo. Il proletariato tedesco e le responsabilità della guerra (da La Sinistra Proletaria, 24 dicembre 1944) – Viva la Comune di Varsavia. Solo il proletariato aiutato dai semi proletari può dare all’Europa un governo veramente stabile e rivoluzionario (da La Sinistra Proletaria, 28 ottobre 1944) – Manifesto della Sinistra Comunista ai Proletari d’Europa (Da Bulletin International de Discussion, giugno 1944) – Immondezzaio (da Battaglia Comunista, n. 9, 10 settembre 1945) [‘Il patto russo-tedesco scoppiava improvviso sull’orizzonte politico internazionale. In Francia, in Polonia, in Inghilterra, i socialdemocratici perseverarono nella loro posizione sciovinista e guerrafondaia di ‘Unione sacra’ con il capitalismo per la salvezza della Patria. Il vecchio Blum continuò a predicare e a benedire la crociata antitotalitaria, illaburismo appoggiò il governo conservatore mentre il socialismo polacco si legava strettamente al regime reazionario dei “”colonnelli””. Ed i partiti stalinisti? Il brusco e cinico cambiamento di fronte del l’Urss impose loro una “”capriola”” tattica delle più sorprendenti. In soffitta il blocco antifascista e la guerra al fascismo. In Polonia il proletariato “”comunista”” non si opponeva all’avanzata tedesco-russa, in Francia la sutazione per stalinismo è delle più critiche (…) Quale fu invece l’atteggiamento dei partiti di “”sinistra”” dopo l’occupazione? Le correnti social-scioviniste continuarono blandamente nell’illegalità a predicare la lotta per la difesa nazionale in unione con l’Inghilterra, dove la “”unione sacra”” del laburismo e dei conservatori celebrava i suoi saturnali dopo la caduta del gabinetto di Chamberlain. Contemporaneamente si sviluppava in Francia una forte tendenza poltiica socialista al pacifismo più spinto e perfino alla collaborazione con il nazismo. Tale socialfascismo che faceva capo al “”Midi Socialiste”” considerava possibile la graduale “”lotta”” per gli interessi economici della classe operaia e per determinate riforme di struttura nell’ambito dello stato moderno totalitario. (…) Ed il Partito Comunista francese? A Parigi occupata dai nazisti il PCF nel primo periodo dell’occupazione veniva tollerato dal comando tedesco, l'””Humanité”” veniva venduta per le vie della capitale con il tacito consenso della “”Kommandantur”” presso la quale erano in corso trattative per la legalizzazione del giornale. Redattoricomunisti collaboravano al settimanale “”France au Travail”” sindacalista collaborazionista (…). Thorez e Duclos, gli intemerati campioni dell’antifascismo, parlavano dalla radio nazista di Stoccarda agli operai francesi mentre i loro sicari, tacitamente spalleggiati dal capitalismo mondiale, assassinavano “”il provocatore”” Trotsky, “”spia del nazismo””. (…) Il 20 giugno del 41 De Gaulle era ancora un traditore, due giorni dopo i redattori dell’Humanité coniavano per il il titolo di “”grande democratico””. Soltanto ora a distanza di tre anni dalla fine della guerra, lo stalinismo lancia palle di fuoco contro il gollismo e la cagoulle poiché i due movimenti politici si battono sulle oppostre trincee dell’imperiosmo internazionale. (…) Nel luglio ’43, con un tratto di penna, la burocrazia sovietica scioglieva la III Internazionale fondata da Lenin per il rovesciamento del capitalismo i utti i paesi. Si tentà di seppellire sotto il peso dell’Unità nazionale e della “”Resistenza partigiana”” le aspirazioni rivoluzionarie dei lavoratori di tutto il mondo. (…) In Francia, dopo l’occupazione nazista il primo giornale stampato alla macchia fu l’organo dei trotskisti: ‘La Verité’. Nei primi mesi della lotta, fino al giugno del 1941, il trotskismo, pur abusando di parole d’ordine illusorie (fronte unico con lo stalinismo quando erano note le collusioni del Pcf con l’occupante nazista; il governo operaio e contadino, formula trapiantata meccanicamente dal particolare ambiente sociale russo del primo ‘900 in un paese di grande sviluppo capitalismo e in piena contesa militare) si batté decisamente contro le deportazioni in massa degli operai francesi, ponendosi alla testa degli scioperi economici che scoppiavano continuamente nel paese. Contro l’atteggiamento collaborazionista e filotedesco dello stalinismo, la ‘Verité’ rivendicò il carattere internazionale e rivoluzionario spiegando agli operai il loro compito di lotta classista contro tutti gli imperialismi. Ma le tare opportunistiche della IV Internazionale non tardarono però a palesarsi. La natura intermedista, confusa, indecisa della linea politica trotskista, se si presenta deleteria nei periodi di stasi sociale assume caratteri di tragico opportunismo in fasi critiche o di conflitto bellico. Il 21 giugno 1941 (attacco tedesco all’Urss) mentre si verificava un profondo rovesciamento delle posizioni staliniste, la IV Internazionale, prendendo le mosse da una errata e superficiale analisi dello Stato russo, scivolò senza rimedio sul piano inclinato del difesismo e di una sostanziale collaborazione. (…) La stampa trotskista invece esortò alla “”difesa incondizionata dell’Urss”” sostituendo al disfattismo rivoluzionario le nuove formule di appoggio allo stato operaio (sia pur degenerato) ed ai pretesi caratteri “”socialisti”” (sic!) dell’Economia russa. ] [‘Il Proletariato e la Seconda Guerra Mondiale’ (pag 55-76) (da Battaglia Comunista, nn. 28-29-31-32 del 1947 e nn. 2,5,11 del 1948)] (pag 57-59-60-66-68-70) Alcuni documenti tratti da Fondo Gaetano Perillo presso la Biblioteca genovese dell’Istituto Gramsci”,”BORD-001-FER”
“AAVV”,”Analisi razionale della Bibbia.”,”””Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, l’invidia ed il bisogno’ (Voltaire) (in apertura)”,”RELx-001-FER”
“AAVV”,”Lotta di classe. Bollettino sindacale della Sinistra Comunista.”,”All’interno del N. 1 a pag 3: ‘Tesi presentate dalla Sinistra al III Congresso del Partito Comunista d’Italia (Lione 1926): questione sindacale e questione agraria. Benché espressione d’una fase storica determinata, queste tesi sono per noi tuttora valide per orientare il lavoro sindacale dell’avanguardia rivoluzionaria.”,”BORD-004-FER”
“AAVV”,”Resoconto stenografico del XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano. Livorno 15 – 20 Gennaio 1921. Con l’aggiunta dei documenti sulla fondazione del Partito Comunista d’Italia.”,”Congresso PSI Livorno 1921.”,”MITC-013-FL”
“AAVV”,”Ultime lettere da Stalingrado.”,”Statistica sullo “”stato d’animo”” dei soldati (pag VII): la maggioranza sfiduciati e contrari alla guerra. (oltre il 60%) 1. Favorevoli alla condotta della guerra 2.1% 2. Dubbiosi 4.4% 3. Sfiduciati, contrari 57.1% 4. Decisamente contrari 3.4% 5. Senza opinione precisa, indifferenti 33.0% “”… Così ora tu sai che io non tornerò. Dillo con riguardo ai nostri genitori. Sono profondamente sconvolto e dubito veramente di tutto. Un tempo ero fiducioso e forte, ora sono piccolo e sfiduciato. Non capirò molto di quello che succede qui, ma il poco a cui prendo parte è già tanto da non poterlo mandar giù. Non mi si può far credere che i camerati muoiano con sulle labbra la parola: «Deutschland» o «Heil Hitler». Si muore, questo sì, non si può negarlo: ma l’ultima parola è per la mamma o per la persona più cara, oppure è solo un grido d’aiuto. Ne ho già visti cadere e morire a centinaia, e molti appartenevano, come me, alla Hitlerjugend, ma tutti, se ne erano ancora capaci, chiamavano aiuto, o invocavano il nome di chi però non poteva aiutarli (…)”” (pag 21)”,”GERN-013-FV”
“AAVV”,”Speciale Seconda Guerra Mondiale. Volume primo: Emeroteca.”,”Selezione del materiale e cura editoriale di GB. Allegato al volume chiavetta Usb con testo in pdf disponibile per indici volumi.”,”QMIS-036-FGB”
“AAVV”,”Per una politica rivoluzionaria in America Latina. Due appelli dell’Internazionale Comunista (1921). I. A proposito della rivoluzione in America, appello alla classe operaia delle due americhe, gennaio 1921; Agli operai e ai contadini dell’America del Sud”,”Il primo articolo è estratto dal volume ‘Sur la révolution en Amérique. Appel à la classe ouvrière des deux Amériques’, L’internationale Communiste , a. II, n. 15, gennaio 1921, ora in Michael Lowy, a cura, ‘Le marxisme en Amérique Latine de 1909 à nos jours’, F. Maspero, Paris, 1980, traduzione dal francese di Paolo Casciola; Anche il secondo articolo Agli operai e ai contadini…, è stato pubblicato su ‘La Correspondance Internationale, n. 2 20 gennaio 1923, pp. 26-27; anch’esso pubblicato nel volume di M. Lowy.”,”INTT-005-FGB”
“AAVV”,”Les résolutions présentées au Congrès de Tours. Résolution présentée par le comité de la Troisième internationale et par la franction Cachin-Frossard.”,”Trecc: (Parti communiste française, PCF) Partito politico francese. In seguito a una scissione dalla Section française de l’Internationale ouvrière (SFIO), il PCF fu costituito nel dicembre 1920, col Congresso di Tours, cui seguì, nel 1921, la scissione della Confédération générale du travail e la nascita della CGTU (Confédération générale du travail unitaire). Alle elezioni del 1924 il PCF contava già 900.000 voti. A partire dagli anni Trenta esso fu diretto da una nuova leva di quadri di origine operaia e strettamente legati all’Internazionale comunista, il più importante dei quali fu il segretario M. Thorez, che conservò tale carica fino al 1964. Dopo anni di polemiche coi socialisti, nel febbraio 1934, a seguito del tentato colpo di mano delle forze para-fasciste francesi e della grande manifestazione dei partiti operai, il PCF avviò una politica di unità operaia antifascista e antimonopolista, che culminò nel patto d’unità d’azione siglato con la SFIO (luglio 1934) e poi nella nascita del Fronte popolare (? ), contribuendo all’affermarsi di tale linea al 7° Congresso del Comintern. Nel 1935-36 il PCF consolidava il suo radicamento nella regione parigina e in particolare nella «cintura rossa» della capitale, raddoppiando i consensi elettorali sul piano nazionale; e tuttavia non partecipò al governo di fronte popolare diretto dal socialista L. Blum. Fortemente impegnato nell’aiuto alla Repubblica spagnola, il PCF conobbe la fase di maggiore difficoltà a seguito del Patto Molotov-Ribbentrop, allorché fu messo fuori legge dal governo (26 sett. 1939). Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, il suo leader Thorez riparò in URSS, ma con l’attacco tedesco all’Unione Sovietica il PCF sposò la linea della guerra antifascista, rivelandosi poi la componente più attiva della Resistenza. Nel 1944 il partito, che intanto aveva riconosciuto la leadership di De Gaulle nello schieramento antifascista, entrò nel governo di unità nazionale. Nel 1946 il PCF raggiunse l’apice della sua forza, con oltre il 28% dei voti; tuttavia, aprendosi ormai la fase della Guerra fredda, fu estromesso dal governo (maggio 1947). Iniziò dunque un lungo periodo di opposizione, politica e sociale, in cui alle lotte per la pace e la difesa dell’URSS si affiancavano i grandi scioperi di massa. Nonostante l’isolamento, il PCF era il primo partito francese, ottenendo, tra il 1945 e il 1956, il consenso di più di un quarto dell’elettorato. Il ritorno al potere di De Gaulle mise in difficoltà i comunisti, che nel 1958, col nuovo sistema elettorale maggioritario, scesero al 19,2%, dei voti. Dopo la morte di Thorez (1964), il nuovo segretario W. Rochet intraprese una politica di riavvicinamento ai socialisti, che sfociò in accordi elettorali nel 1965-67, e al Partito comunista italiano, insieme al quale nel 1968 condannò l’intervento militare del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia. Il 1968 aprì d’altra parte nuove contraddizioni per il PCF, che subì la contestazione da sinistra del movimento studentesco e dei «gauchisti», mantenendosi peraltro largamente egemone nella classe operaia. Nel 1972 il nuovo segretario, G. Marchais, condusse il riaccostamento ai socialisti fino alla elaborazione di un programma comune delle sinistre. Quindi il PCF partecipò assieme ai comunisti italiani e spagnoli alla breve stagione dell’. Nel 1977 il partito tornò su posizioni più rigide, riavvicinandosi all’URSS e uscendo dall’Unione delle sinistre. Nel 1981-84 tornò a partecipare a un governo diretto dai socialisti, ma perse consensi nella sua base popolare. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il PCF tentò di unire continuità e rinnovamento. Guidato da R. Hue, dal 1997 al 2002 partecipò ai governi guidati dal socialista L. Jospin, ma anche questa esperienza finì per punire il partito sul piano elettorale. Nel 2003 la leadership passò a M.G. Buffet e nel 2004 il PCF fu tra i fondatori del Partito della sinistra europea. In occasione del referendum sulla Costituzione europea (2005), il partito si è schierato col fronte del «no», il quale ha prevalso col 55% dei voti. Tuttavia, alle elezioni del 2007, il PCF ha ottenuto solo il 4,3% dei consensi”” (treccani)”,”PCFx-002-FGB”
“AAVV”,”IV Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del IV congresso dell’ Internazionale comunista.”,”La questione del Partito comunista francese (pag 117-). La crisi del partito e il ruolo delle frazioni “”La rappresentanza del partito francese a Mosca da parte di Frossard e Souvarine rassicurerà sul fatto che ogni suggerimento dell’esecutivo, fatto in accordo con questi due compagni, avrà l’adesione dell’intero partito”” (130)”,”INTT-003-FC”
“AAVV”,”Dove va l’Urss. Perestrojka e marxismo.”,”Contiene ‘Lenin sulla Nep’ – Classici del marxismo (pag 65-66) (tesi di Lenin su Nep, ‘prender fiato’ sul terreno economico) (concezione marxista della transizione) “”In Russia – scrive Lenin, domina attualmente il capitalismo piccolo-borghese, dal quale si giunge, per la medesima strada, attraverso la medesima tappa – che si chiama «registrazione e controllo generale sulla produzione e distribuzione dei beni» – tanto al grande capitalismo statale quanto al socialismo”” (pag 66) “”Il socialismo non è concepibile senza una tecnica basata sulla scienza più moderna, senza un’organizzazione sistematica per opera dello Stato, senza la subordinazione di molti milioni di uomini ad una norma unica nella produzione e distribuzione dei beni. Queste sono cose che noi marxisti abbiamo sempre affermate; con gente che non ha capito questo (…) non vale la pena di scambiare neanche due parole in merito”” (pag 66)”,”RUSU-002-FGB”
“AAVV”,”Atti del Primo Convegno Nazionale di Storia Militare (Roma, 17-19 marzo 1969).”,”Particolare Relazione del Prof. MONTICONE Alberto su “”La storiografia militare italiana e i suoi problemi (1866-1918)”” (da pag 99 a pag 122). Interessante argomento, fuori dagli aspetti prettamente militari, è la relazione del Prof. DE ROSA Luigi su “”Incidenza delle spese militari sullo sviluppo economico italiano”” (da pag 183 a pag 209). <> (pag 186). (…) <> (pag 187). <> (pag 188). << (…) l’opposizione ai privilegi richiesti dalla Ditta Balleydier per stabilire a Sampierdarena una fonderia si potè vincere perchè fu sottolineato che nell’altoforno progettato si sarebbero potuti fondere cannoni di ferro di ogni specie, e perchè fu detto che i bisogni del R. Corpo di Artiglieria avrebbero avuto la precedenza assoluta. Questo avveniva nel 1840: venti anni dopo lo Stabilimento (…) era uno dei maggiori del litorale ligure. (…) (idem nel 1846 per le origini e svilippo) dell’Ansaldo di Genova.>> (pag 189, 190). (note a piè pagina, mentre per la relazione del Prof. De Rosa nella seduta pomeridiana del 18/3 le Note sono al termine del paragrafo).”,”QMIx-207-FSL”
“AAVV”,”La giovinezza di Franco Venturi. Fotografie e documenti, 1914-1952.”,”Brano della lettera a Croce del 24 ottobre 1937, da Parigi “”(…) Ho percorso con attenzione i due grossi volumi di carte di e riguardanti Buronarroti conservato alla Bibllioteca nazional. Credo poter concludere che per tutto quanto riguarda problemi politici francesi,specialmente nel periodo della Rivoluzione, ma anche in seguito, il lavoro di Robiquet (Paul) è sufficente. I documenti sono pubblicati con cura e abbastanza largamente, anche se il commento sia spesso inadeguato. Invece per tutto quanto riguarda problemi politici italiani quelle carte contengono ancora…”” (pag 26)”,”STOx-014-FSD”
“AAVV”,”Principi fondamentali di produzione e di distribuzione comunista (1930). ‘Lavoro collettivo del Gruppo dei Comunisti Intenazionali d’Olanda’”,”La presente opera collettiva Grundprinzipien Kommunistischer Produktion und Verteilung (Principi fondamentali di produzione e di distribuzione comunista) Gruppe Internationaler Kommunisten-Holland apparve per la prima volta 40 anni fa. I suoi autori apparteneva al movimento dei Consigli. I Consigli sono apparsi per la prima volta durante la rivoluzione russa del 1905. Secondo Lenin avevano già allora una forza per una presa del potere politico, sebbene si muovessero ancora, in realtà, su terreno della rivoluzione borghese. Per Trotzky, i Consigli operai rappresentavano, al contrario dei partiti politici all’interno della classe operaia, l’organizzazione propria del proletariato. L’olandese Anton Pannekoek vedeva nel movimento dei Consigli l’autoorganizzazione del proletariato, che avrebbe portato al suo dominio di classe e alla sua direzione della produzione. Con lo spegnersi della Rivoluzione russa e con la fine dei Consigli, l’interesse per questa nuova forma di organizzaqzione andò perduta.”,”TEOC-124-FL”
“AAVV”,”Chi ha vinto è la merce.”,”””I singoli individui formano una classe solo in quanto debbono condurre una lotta comune contro un’altra classe; per il resto essi si ritrovano l’uno contro l’altro come nemici, nella concorrenza”” (Marx Engels, L’ideologia tedesca)”,”SIND-003-FAP”
“AAVV”,”Libro di Mormon. Racconto scritto su tavole per mano di Mormon. Tratto dalle tavole di Nefi.”,”‘Il mormonismo è un movimento religioso fondato sugli insegnamenti di Joseph Smith, che dichiarò di aver ricevuto per rivelazione il Libro di Mormon. Questo testo sacro, insieme con la Bibbia, costituisce la base della fede mormone. Ecco alcuni punti chiave sulla storia e le credenze dei mormoni: Origini: La religione dei mormoni nacque il 6 aprile 1830 in una fattoria di Fayette, nello stato di New York, quando Joseph Smith fondò la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell’Ultimo Giorno1. Fu in questa data che venne pubblicato il Libro di Mormon, che Smith dichiarò di aver tradotto in inglese da tavole d’oro ricevute da un angelo di nome Moroni. Questo testo racconta la storia di antiche civiltà americane e contiene insegnamenti religiosi. Dottrine e Credenze: Le credenze comuni a tutto il movimento mormone sono varie, ma alcuni punti salienti includono: Rivelazione continua: I mormoni credono in una rivelazione continua da parte di Dio. Tempio: Il tempio di Salt Lake City, Utah è il più noto edificio religioso della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Gospel Restaurato: I mormoni si riferiscono al loro pensiero religioso e dottrinale come il “Vangelo Restaurato”. Aspetti culturali e filosofici: Il termine “mormonismo” viene spesso utilizzato per riferirsi agli aspetti culturali e filosofici del movimento2. Organizzazioni poligame: Dopo la morte di Joseph Smith, alcune organizzazioni mormoni si separarono a causa di divergenze di opinione. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è la branca più numerosa, ma esistono anche altre organizzazioni, come la Comunità di Cristo2. Mormonismo e cristianità: La relazione tra il mormonismo e il cristianesimo è complessa. Mentre i mormoni si considerano cristiani, alcune differenze dottrinali li distinguono da altre confessioni cristiane. In breve, il mormonismo è un movimento religioso con una storia affascinante e una serie di credenze uniche. Se desideri approfondire ulteriormente, puoi esplorare fonti come Wikipedia o risorse specifiche sulla religione mormone23’. (fonte copil)”,”RELx-001-FAP”
“AAVV”,”Storia del partito comunista (bolscevico) dell’ URSS.”,”Nota: mancano in questo volume le prime 16 pagine del testo”,”STAS-001-FAP”
“AAVV”,”Controrivoluzione e prassi rivoluzionaria.”,”Da Wikip: ‘Ottobre Rosso. Ne conseguirono dissidi e scissioni: la prima, nel 1962, dette vita a Milano al gruppo Ottobre Rosso, che scomparve nel giro di qualche anno’ riportato in: https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Internazionalista Wikip: Partito Comunista Internazionalista Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Nessuna nota a piè di pagina Questa voce o sezione sull’argomento politica è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Sebbene vi siano una bibliografia e/o dei collegamenti esterni, manca la contestualizzazione delle fonti con note a piè di pagina o altri riferimenti precisi che indichino puntualmente la provenienza delle informazioni. Puoi migliorare questa voce citando le fonti più precisamente. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Partito Comunista Internazionalista Stato Bandiera dell’Italia Italia Abbreviazione PCInt Fondazione 1943 Derivato da Partito Comunista d’Italia Dissoluzione 1952 Ideologia Comunismo Marxismo Anti-stalinismo Comunismo di sinistra Internazionalismo proletario Sinistra Comunista Italiana Collocazione Estrema sinistra, Sinistra extraparlamentare (dal 1948) Affiliazione internazionale Tendenza Comunista Internazionalista Seggi massimi Camera 0 / 630 Seggi massimi Senato 0 / 315 Seggi massimi Europarlamento 0 / 76 Seggi massimi Consiglio regionale 0 / 897 Testata Battaglia Comunista Prometeo Colori Rosso Sito web http://www.leftcom.org/it Modifica dati su Wikidata · Manuale Il Partito Comunista Internazionalista (PCInt) è stato un partito politico italiano attivo tra il 1943 e il 1952[1]. Il PCInt nacque nel Nord Italia per iniziativa di alcuni ex dirigenti del Partito Comunista d’Italia, tra i quali Onorato Damen, Mario Acquaviva e Rosolino Ferragni. Essi erano stati espulsi o estromessi per la loro adesione alle posizioni della sinistra comunista rappresentate da Amadeo Bordiga, uno dei cinque militanti che componevano il Comitato Centrale del PCd’I, in netto contrasto con la svolta della Terza Internazionale e con la «costruzione del socialismo in un solo Paese». Un ruolo importante nei primi anni di vita dell’organizzazione lo ebbe anche Bruno Maffi, che era approdato alla sinistra comunista dopo un’iniziale adesione al Partito Socialista Italiano. Indice 1 Storia 1.1 Inizi 1.2 Dalla Liberazione al Primo Congresso 1.3 La scissione internazionalista del 1952 1.4 Il PCInt – Battaglia Comunista 1.5 Dall’espulsione del bordighismo alla sua diaspora 1.6 La scissione di Milano del 1964: nasce il PCInt – Rivoluzione Comunista 1.7 La scissione di Jacques Camatte e le sue filiazioni nel 1966 1.8 L’uscita di Roger Dangeville nel 1966 e Le fil du temps 1.9 L’Istituto Onorato Damen del 2009 2 Ideologia 3 Simbolo 4 Risultati elettorali 5 Note 6 Bibliografia 7 Voci correlate 8 Collegamenti esterni Storia Inizi Il PCInt nasceva con la prospettiva che la sconfitta militare, il peggioramento delle condizioni di vita e le crescenti tensioni sociali facessero maturare una situazione rivoluzionaria simile a quella del precedente dopoguerra, il cosiddetto biennio rosso. Nel periodo che si apre il 25 luglio 1943 i comunisti internazionalisti iniziano uno sviluppo in particolare a Torino, Milano, Parma, Firenze, Asti, Casale e Sesto San Giovanni. La compagine internazionalista comprendeva militanti italiani scarcerati e quelli che rientravano dall’estero, in particolare da Francia, Belgio e Svizzera. Nel novembre 1943, dopo l’armistizio, uscì il primo numero clandestino di Prometeo[2], organo del PCInt formalmente costituito. La rivista fu diffusa nelle fabbriche del Nord Italia, insieme a volantini e documenti. In questo tessuto industriale si andavano creando nuclei di agitazione e organizzazione. A differenza di altre formazioni radicali, come Bandiera Rossa a Roma, Brigata Partigiana Stella Rossa in Toscana e Stella Rossa a Torino, che vedevano nella vittoria del campo democratico “il trionfo delle forze della civiltà”, Prometeo denunciò senza esitazioni la contrapposizione fascismo-democrazia, con conseguente condanna di ogni partigianesimo. Nelle indicazioni di Prometeo non vi era alcun indifferentismo, dal momento che non negava la lotta contro il nazismo e contro il fascismo; sottolineava tuttavia che “combattere il nazismo” è una cosa e “combattere il tedesco” è un’altra, avanzando la parola d’ordine: fraternizzazione dei proletari delle varie nazionalità, antimilitarismo e lotta di classe, per diffondere il contagio della volontà rivoluzionaria, come scriveva Prometeo il 1º marzo 1944. Il senso profondo della posizione del PCInt rispetto al nazifascismo era il rifiuto dell’unità democratico-borghese contro la frazione fascista del capitalismo, per sostenere una rivoluzione proletaria contro il capitale e, quindi, contro il nazifascismo. Furono anni che videro il Partito Comunista Italiano di Palmiro Togliatti fortemente attivo contro le posizioni del partito degli internazionalisti: gli internazionalisti gli attribuiscono da sempre gli omicidi politici di Mario Acquaviva, militante di Casale Monferrato e Fausto Atti, ucciso a Trebbo di Reno, nel bolognese, nel 1945, mentre era, infermo, a letto, per mano di quelli che Battaglia comunista denunciò essere sicari del PCI[3]. Battaglia denunciò la volontà di Palmiro Togliatti di eliminare fisicamente lo stesso Onorato Damen, sostenendo che egli avrebbe in tal senso chiesto autorizzazione al Comitato di Liberazione Nazionale. Nel corso del 1944, l’organizzazione raggiunse circa duemila iscritti e poté costituire federazioni in alcune città (consistenti quelle di Torino e Milano); furono costituiti “”gruppi di fabbrica””[4], in contrapposizione alle Commissioni interne promosse dal Partito Comunista Italiano. A partire dal giugno 1944 l’attività si orientò verso le formazioni partigiane, cercando di favorire una prospettiva anticapitalistica[5]. Dalla Liberazione al Primo Congresso Dopo la liberazione, proseguì la crescita del partito che, in luglio, assunse una dimensione nazionale, grazie alla fusione con la Frazione di Sinistra dei Comunisti e dei Socialisti Italiani, che si era diffusa nell’Italia Centro-Meridionale. Dal maggio 1945 l’organo del partito divenne il nuovo giornale settimanale Battaglia Comunista, mentre, dal luglio 1946, la testata Prometeo divenne la rivista teorica, con cadenza bimestrale. Dal 28 dicembre 1945 al 1º gennaio 1946 si svolse a Torino il Convegno nazionale del partito, che vide la partecipazioni di delegazioni estere, dalla Francia e dal Belgio, composte da militanti italiani, emigrati durante il fascismo, come Ottorino Perrone, o francesi, belgi e spagnoli, che avevano aderito alla fine degli anni trenta e all’inizio degli anni quaranta alla Frazione di sinistra del PCd’I. In questo periodo cominciò ad assumere particolare rilievo la collaborazione di Amadeo Bordiga che, sulla stampa del partito, pubblicò importanti scritti, proposti nella rubrica Sul filo del tempo. Dopo un’iniziale estensione in molti ambienti proletari, nei centri industriali ma anche nelle campagne, i comunisti internazionalisti dovettero affrontare crescenti difficoltà che, nel clima del bipolarismo Stati Uniti-URSS e a causa del maggiore peso comunicativo del PCI di Togliatti e Di Vittorio, riducevano sempre di più gli spazi della loro attività. Al Primo Congresso (Firenze, maggio 1948), il clima politico era profondamente mutato rispetto a due anni prima: il passaggio del PCI all’opposizione, dal maggio 1947, svuotò le sezioni dei comunisti internazionalisti e fomentò le polemiche, riguardanti in particolare la natura economica e sociale dell’URSS (definita “”capitalismo di Stato””), le prospettiva della fase in corso e il ruolo dei sindacati, cui si aggiunse poi la questione nazionale e coloniale. La diaspora dei militanti durante il regime fascista e le diverse esperienze maturate minarono l’omogeneità del comune patrimonio teorico, che aveva il suo cardine nelle Tesi di Roma del 1922. Il PCint si presentò alle elezioni per l’Assemblea constituente del 1946 e alle elezioni per la Camera dei deputati del 1948 e raccolse alcune decine di migliaia di voti (soprattutto in Calabria e Lombardia: ad esempio 14 000 voti in Calabria nel 1946, 1 300 voti a Cremona nel 1946, 10 000 voti a Milano nel 1948); la disputa elettorale, comunque, venne espressamente utilizzata non come via democratica al socialismo, ma come ulteriore cassa di risonanza della propria linea rivoluzionaria. La scissione internazionalista del 1952 Nel 1952 si consuma la prima scissione[6] in ambito internazionalista dopo la Liberazione. Il dissenso tra due anime nel Partito, una diretta da Onorato Damen, l’altra influenzata da Amadeo Bordiga (che pure non aderì mai al Partito comunista internazionalista), era emerso già negli anni precedenti. Dopo il 6 settembre 1950, Onorato Damen lascia la direzione del giornale Battaglia Comunista a Bruno Maffi. Onorato Damen critica in questo periodo la tendenza che sta emergendo a livello esecutivo, che ritiene essere di ripudio del Congresso di Firenze, per sancire una svolta non condivisa dal corpo del partito, centrata sulla valutazione che in quel momento storico nulla era possibile fare, se non un’azione di delimitazione di classe. Damen critica duramente questa posizione, che giudica una «calata di brache di fronte ai problemi gravi ed urgenti posti al proletariato e alla sua avanguardia rivoluzionaria dalla crisi e dalla guerra in preparazione» (risposta di Damen alla Circolare del 29 ottobre 1950, con la quale Maffi comunica al corpo militante la mozione approvata a stretta maggioranza dal Comitato Centrale del Partito (CC), nella riunione dell’8-9 settembre 1950). La linea presa dal Comitato Esecutivo (CE) del Partito è confermata nel Convegno Nazionale del 6 gennaio 1951. Questa linea si può sintetizzare in alcuni punti fondamentali: sabotaggio dei sindacati; astensione dagli scioperi con carattere rivendicativo immediato; abbandono dell’attività politica nelle fabbriche. Nel corso di quell’anno le due componenti dibattono serratamente sui punti di dissenso, articolando la discussione sulla proposta di una nuova Piattaforma politica da parte dei bordighisti, ribattuta nei vari punti salienti dallo stesso Damen, il quale inizia a svolgere un’attività faziosa all’interno del partito unitamente ad altri membri del CC (Stefanini, Lecci, Bottaioli); il 1º luglio 1951 il CC deplora questo comportamento. La situazione si aggrava quando la corrente Damen produce un bollettino interno, rompendo di fatto la disciplina del partito; a seguito di ciò il 5 ottobre 1951 il CE procede all’espulsione di Damen e degli altri tre componenti del CC. La corrente Damen continua comunque la propria attività e indìce un II Congresso del partito (promuovendola attraverso una copia del giornale Battaglia Comunista, differente nel formato e nella grafica dall’originale), nell’ipotesi che potesse fungere da momento risolutivo dei dissensi interni, su una base di chiarezza e obiettività. Tale Congresso era chiamato a pronunciarsi sull’intervento del partito nelle lotte rivendicative operaie, sull’eventuale intervento nei sindacati come frazione comunista, sull’eventuale partecipazione alle Commissioni interne, sulla definizione dell’Urss come paese capitalista o tendente al capitalismo e sull’atteggiamento da assumere rispetto alle potenze coinvolte nella ipotizzata guerra mondiale a venire. La componente avversa in cui maggiormente si riconosceva Bordiga e nella quale egli iniziò a prendere parte sempre più attiva, non riteneva invece utile il Congresso. La corrente bordighista si riunì a Firenze nel dicembre del 1951, dove Bordiga lesse le Tesi, denominate “”il catechismo””, come condizione di adesione al partito. Maffi registrò la testata del giornale nel gennaio del 1952 con un nuovo proprietario (il precedente era Bottaioli). Il Congresso promosso dalla corrente Damen, che si tenne dal 31 maggio al 2 giugno, fece decadere dalle cariche tutti i componenti dell’esecutivo, nominandone di nuovi (Ferragni, Lecci e Bottaioli). Si consumò di fatto la scissione in campo internazionalista. Vi erano ormai due organizzazioni; la questione del giornale (vi erano infatti due giornali con lo stesso nome) fu risolta con una causa intentata da Bottaioli, che rivendicò ed ottenne la proprietà della testata. La corrente in cui si riconosceva Bordiga, e nella quale ormai aveva preso parte attiva, terminò la pubblicazione di Battaglia Comunista a fine settembre 1952 con il n. 16 e continuò l’attività dando alla luce la testata Il Programma Comunista. Il nome del partito, al pari, restò lo stesso, Partito comunista internazionalista; la rivista teorica, Prometeo, restò nelle mani del gruppo di Damen. Uscì, come rivista teorica del nuovo raggruppamento bordighista, un solo numero di Sul filo del tempo. Si era dato vita dunque a due organizzazioni internazionaliste. Il Partito Comunista Internazionalista – Battaglia Comunista (Damen) Il Partito Comunista Internazionale – Il Programma Comunista (Bordiga) Il PCInt – Battaglia Comunista Il Partito Comunista Internazionalista – Battaglia Comunista indica come momento della sua definizione politica il secondo congresso del PCInt (Milano, 2-4 maggio 1952), al quale non partecipò la tendenza di Amadeo Bordiga che dall’inizio dell’anno usciva con la testata Il Programma Comunista. In tale occasione fu messa a punto la “”Piattaforma politica del partito””, dove particolare rilievo assunse la netta esclusione di ogni appoggio ai movimenti di liberazione nazionale che, in quegli anni, dominavano la scena politica mondiale, alimentando il cosiddetto terzomondismo. Fin dall’inizio, Battaglia Comunista cercò occasioni di confronto, e spesso di collaborazione, con altre formazioni politiche, come il francese Socialisme ou Barbarie, il gruppo statunitense News and Letters animato da Raja Dunayevskaya, Fomento Obrero Revolucionario (FOR) di Grandizo Munis, Azione Comunista di Bruno Fortichiari e Arrigo Cervetto, Unità Proletaria di Danilo Montaldi. Questa attività ebbe positivi sviluppi sul piano internazionale, contribuendo alla maggiore conoscenza delle reciproche esperienze e posizioni politico-teoriche. Nel settembre del 1960 il Partito avanzò a Programma Comunista e ad Azione Comunista la proposta di incontrarsi e discutere sulla necessità impellente di costruire un polo di riferimento per la classe. A differenza di Programma, Azione Comunista accettò l’invito al confronto, che però non ebbe sviluppi duraturi. La data dell’iniziativa non era casuale, essendo da poco caduto il governo Tambroni a seguito di violentissimi scontri tra lavoratori e forze dell’ordine, durante i quali la polizia aveva sparato e ucciso diversi manifestanti. All’epoca solo il campo internazionalista e quello anarchico si erano schierati dalla parte dei giovani dalle magliette a strisce protagonisti del luglio 1960 e, due anni dopo, di quella dei giovani operai torinesi di Piazza Statuto che si rivoltarono contro le dirigenze sindacali. Nel 1977 il Partito organizzò la “”Prima Conferenza dei Gruppi della Sinistra comunista internazionale””[7] (Milano, 30 aprile – 1º maggio 1977), alla quale parteciparono numerose organizzazioni, tra le quali la Corrente Comunista Internazionale. In seguito, furono organizzate altre due Conferenze e, grazie a questi incontri, Battaglia Comunista, insieme all’organizzazione inglese Communist Workers Organisation (CWO), nel 1983 costituì il Bureau Internazionale per il Partito Rivoluzionario (BIPR), che nel 2010 cambierà il nome in Tendenza Comunista Internazionalista (ICT). Dall’espulsione del bordighismo alla sua diaspora Programma Comunista, grazie alla collaborazione di Amadeo Bordiga, affrontò questioni di pressante attualità che, movendo dalla natura economica e sociale della Russia post-rivoluzionaria, entravano nel merito dell’evoluzione del modo di produzione capitalistico, contribuendo allo sviluppo della teoria marxista. Alla fine degli anni cinquanta, l’organizzazione assunse una dimensione internazionale; dapprima in Francia e Belgio, poi in altri Paesi d’Europa, apparvero pubblicazioni in francese, inglese, tedesco, spagnolo e, occasionalmente, anche in altre lingue. L’attività in campo operaio e sindacale e, più in generale, proletario fu impostata nella consapevolezza di attraversare una fase contro-rivoluzionaria, che tuttavia non impedì divergenze riguardo alle forme di organizzazione da adottare. All’inizio degli anni sessanta la ripresa delle lotte operaie[8] spinse alcuni militanti a intervenire e svolgervi un ruolo di propaganda e agitazione classiste. Contemporaneamente, Amadeo Bordiga e altri militanti, tra i quali Jacques Camatte, maturarono invece la convinzione che si stesse attraversando una lunga fase contro-rivoluzionaria, nella quale il partito si sarebbe ridotto a una piccola entità, con compiti e ruoli completamente diversi da quelli dei partiti nati sull’onda della Rivoluzione d’ottobre (Terza Internazionale), e giunsero alla conclusione che si dovesse “”consegnare alla storia”” l’Internazionale Comunista, in quanto espressione di una fase storica ormai superata. Ottobre Rosso Ne conseguirono dissidi e scissioni: la prima, nel 1962, dette vita a Milano al gruppo Ottobre Rosso, che scomparve nel giro di qualche anno. Rivoluzione Comunista Fu più consistente la seconda, del 1964, da cui sorse Rivoluzione Comunista, tuttora operante. Groupe programme communiste Nel 1963, intanto, il Groupe programme communiste di Francia si scioglie e aderisce al PCInt – Programma comunista, con la modalità dell’adesione individuale dei membri. Questo gruppo aveva precedentemente pubblicato delle riviste ciclostilate intitolate Travail de groupe, nel biennio 1956-1957. Quando assume il nome di Programme communiste, si riferiva al PCInt – Programma comunista ancora solo come ad un’organizzazione ‘sorella’ italiana. Dal 1962-1963 inizia un percorso nel quale i militanti francesi presentano ai propri lettori un legame più organico con il partito italiano. Nell’estate del 1963 uscì il giornale Le prolétaire, Bulletin mensuel du parti communiste internationaliste (programme communiste), e da settembre dell’anno successivo come Organe mensuel du parti communiste internationaliste (Programme communiste). Le prolétaire usciva come supplemento a Programme communiste. Quando il Groupe Programme communiste si sciolse, alcuni suoi aderenti non entrano nel PCInt ma in Socialisme ou Barbarie. A tal punto, Programme communiste esce finalmente come Rivista teorica del PCInt Programme communiste. Tesi di Napoli Nel luglio 1965, Programma Comunista adottò le cosiddette Tesi di Napoli[9], in cui oltre ai concetti di partito storico e di partito formale, sul piano organizzativo sanciva l’adozione del centralismo organico, con l’abbandono formale del centralismo democratico (in realtà, mai operante). Fu questo il periodo della scissione del gruppo di Jacques Camatte e l’uscita di Roger Dangeville compiutesi nel 1966. Nonostante l’introduzione del centralismo organico, i problemi di fondo di Programma Comunista restarono irrisolti, provocando una serie di scissioni. Kommunismen Nel 1972 fu la volta della scissione della sezione scandinava, guidata da Carsten Juhl, su posizioni prossime a quelle del KAPD, che diede vita alla rivista Kommunismen, che durò però poco tempo. Gli anni dopo la morte di Bordiga Sono anni difficili per l’organizzazione quelli che seguono la morte di Amadeo Bordiga. Nel periodo dal 1968 al 1971 si sviluppò una politica sindacale che recuperava il sostegno alla CGIL definita “”rossa””, arrivando all’opposto, nel 1972, a teorizzare con i Punti sindacali il superamento storico del sindacato e dell’intervento dei comunisti in esso. Nel 1974-1975 il partito, tradizionalmente astensionista, invita al voto per i referendum su aborto e divorzio in Italia e per quello relativo all’immigrazione in Svizzera. Nel 1976 si aggira la regola dell’anonimato con cui si pubblicavano gli scritti di partito, attraverso alcune edizioni dove il nome di Amadeo Bordiga compariva come autore dello scritto. Programma, ancora, prende parte a Comitati di lotta interclassisti, e teorizza l’esistenza di supplementi di doppie rivoluzioni, con posizioni sostanzialmente a favore dei movimenti di liberazione nazionale emergenti nei paesi periferici. Partito comunista internazionale – Il Partito Comunista Nel 1974, in questa fase tempestosa della vita interna, vengono espulse le sezioni fiorentine del partito, che si riorganizzeranno come Partito comunista internazionale – Il Partito Comunista (da questo partito uscirà una piccola compagine che darà vita nel 2000 al progetto web Materialismo Dialettico). Dal 1979 questo partito pubblica anche la rivista teorica Comunismo. Dal 1989, presente anche a Liverpool, pubblica inoltre in Gran Bretagna la rivista Communist Left. Altre edizioni: in francese La Gauche Communiste, dal 1981, e in spagnolo La Izquierda Comunista, dal 1994. Attualmente, in Italia il gruppo è presente a Firenze, Bolzano, Genova e Torino. Nucleo Leninista internazionalista Nel 1977 si scinde ancora un gruppo che formerà il Nucleo Leninista internazionalista, poi, alla fine del decennio, Nuclei leninisti internazionalisti dalla fusione col gruppo che pubblicava la rivista Il Leninista. Parte dei membri dei Nuclei parteciperanno negli anni novanta alla costituzione dell’Organizzazione Comunista Internazionalista, per poi uscirne nel 2007 come Nucleo Comunista Internazionalista. Il Nuovo Corso Sono anni che da più parti nell’organizzazione, e poi dai gruppi scissionisti, vengono definiti inizio del Nuovo Corso, allontanamento dall’invarianza marxista e crescente attivismo. Ne seguono lotte intestine che proseguiranno fino alla crisi dell’organizzazione del 1982, con alcuni strascichi successivi. Tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta vengono espulse le sezioni di Ivrea e Torino, Marsiglia e Francia meridionale, sulla base della loro messa in discussione della gran quantità di comitati messi in piedi o partecipati dal partito, comitati di natura interclassista. Furono allontanate poi le sezioni di Madrid, Schio, Benevento-Ariano Irpino e Torre Annunziata. Les Cahiers du marxisme vivant In Francia, dall’esclusione dal partito bordighista nacque poi nel 1981 il gruppo Les Cahiers du marxisme vivant, animato da Suzanne Voute (anche nota con lo pseudonimo Frédéric, Suzanne Voute fu, con Alberto Vaga, tra le principali esponenti della Fraction Française de la Gauche Communiste Internationale, attiva tra il 1943 e il 1959, nonché parte dello staff dell’edizione francese delle Opere di Karl Marx, curata da Maximilien Rubel per i tipi della casa editrice Pléiade). Il gruppo è tuttora esistente, in Francia, con forze ridottissime, e principalmente dedito ad attività editoriale di ristampa. Il 1982, l’anno della crisi Si avvicina il 1982, l’anno della crisi esplosiva di Programma. La crisi serpeggiava nell’organizzazione dal 1979; alcune delle principali questioni erano: quella della tattica nei confronti delle lotte immediate e degli organismi di lotta proletari indipendenti dal collaborazionismo tricolore, e quella nota storicamente come ‘nazionale e coloniale’ (A proposito di Medio Oriente e Maghreb. Valutazioni sbagliate da premesse sbagliate, «Il comunista», n. 121, luglio 2011). Il “”detonatore della crisi”” (Ibidem) fu la “”questione mediorientale””, l’impostazione che si era affermata su vari organi di stampa internazionale del partito, in particolare su quello destinato ai paesi arabi, El Oumami. Si apriva a una valutazione della “”questione nazionale palestinese”” che prescindeva dalla posizione classica di Lenin e della Sinistra italiana, lasciando indendere che potessero essere le organizzazioni “”borghesi”” come l’OLP, o quantomeno la spontaneità delle masse arabe, a poter aprire allo scatenamento della guerra di classe, senza la presenza di un partito comunista su posizioni classiste. El Oumami scisse su basi nazionaliste borghesi terzocampiste, divenendo poi Organo dei comunisti leninisti algerini. Nello stesso periodo la maggioranza dei militanti parigini e alcuni altri membri del partito in Francia, su posizioni “”apparentemente vicine a El Oumami””, escono dall’organizzazione con la prospettiva di pubblicare una rivista intitolata Octobre (cfr. Convulsions in the revolutionary milieu, «International Review» n. 32 – 1st Quarter 1983). In Germania viene meno la sezione del partito che pubblicava Proletarier, come accade anche in America Latina (cfr. Ibidem). Diversi militanti si allontanano dell’organizzazione protestando contro le espulsioni delle citate sezioni, o in preda allo sconforto dinanzi alla situazione che emergeva in quegli anni. La crisi fu gestita su basi diverse dal consueto. I dirigenti sopravvissuti alla diaspora (concentrati nella sezione di Milano) senza una direzione centrale, dopo l’evidente fallimento del centralismo organico tanto propugnato da Amadeo Bordiga, ma mai effettivamente praticato, tentano di salvare ciò che rimane dell’organizzazione. Dal momento che nessuno si sente in grado di assumersi la responsabilità di coprire la figura deCU come direzione del Partito, si reintroduce il metodo democratico del voto (PCInt., Bollettino n. 1, XI 1982), e sulla base del voto democratico viene eletto un Comitato Centrale, che poi nel giugno 1983 prende il posto del tradizionale Centro. All’interno il dibattito comunque continua con varie divergenze, fino all’ottobre del 1983 quando Bruno Maffi e Alfonso Pinazzi (proprietario della testata) ritirano improvvisamente la testata del giornale, contestando quanto esposto nei numeri 7 e 8, sostanzialmente una critica che metteva in discussione tutta l’esperienza della sinistra comunista, per questo i redattori furono accusati di “”liquidazionismo””. La decisione improvvisa e che non vide alcun dibattito all’interno della sezione di Milano, dove vi era il maggior numero di dirigenti, lasciò tutti perplessi. Venne quindi deciso di continuare l’attività uscendo con la testata COMBAT. Giornale per il Partito comunista internazionale a cui inizialmente parteciparono tutti i componenti della precedente direzione. Ulteriori dissidi interni videro la nascita del Partito comunista internazionale – Il Comunista (che in Francia pubblica Le prolétaire e la rivista teorica Programme Communiste; sono i giornali storici della corrente bordighista in Francia. Difatti, il proprietario legale delle testate, dopo la lotta politica interna di quel periodo, valutò di cedere la proprietà a tale raggruppamento [cfr. Sulle differenze tra le posizioni della sinistra comunista e del partito comunista internazionale e le posizioni dei gruppi che pretendono di esserne «eredi», «Il comunista», n. 115; novembre 2009 – gennaio 2010]). Nacquero di fatto altre diverse organizzazioni: Il Partito comunista internazionale – Programma Comunista, di fatto ricostituito dopo la crisi, dietro la guida di Bruno Maffi. Il nuovo Centro respinge i numeri di Programma Comunista da luglio 1983 a gennaio 1984, considerandoli come estranei alla genuina vita e storia del partito. Di fatto, nel 1984 Programma Comunista conosce una riorganizzazione vera e propria. Nel 1990 si riaprono i rapporti con alcune sezioni che furono allontanate negli anni della crisi interna, come quella di Schio, che riprese il comune lavoro attorno all’originaria testa Il programma comunista. Nel 2000 si ricongiunge a Programma la sezione di Madrid. Notevolmente ridotto, Programma Comunista prosegue tutt’oggi la propria attività, con l’ulteriore lutto di Bruno Maffi. Altre riviste pubblicate: Cahiers Internationalistes in Francia e, in lingua inglese, Internationalist Papers. Manca tuttora (2017) sulla sua stampa una valutazione organica e sistematica della crisi del 1982. Il Partito Comunista Internazionale – Bollettino, che in Francia pubblica Pour la défense du programme communiste. Il Partido Comunista Internacional – el comunista (nueva edición) di Madrid. Il Partido Comunista Internacional – Programa comunista del Venezuela. Il gruppo raccolto dal 1981 intorno a Lettere ai compagni, nel 1999 sostituite con Quaderni internazionalisti, poi n+1 da maggio 2000. Il Partito comunista internazionale – Sul filo rosso del tempo. Nel 2005 la sezione di Schio si separa nuovamente da Programma, dando vita al Partito comunista internazionale – Sul filo rosso del tempo. Il Partito comunista internazionale – La freccia nel tempo Nel 2014 una parte dei militanti del gruppo Partito comunista internazionale – Sul filo rosso del tempo inizia la pubblicazione della rivista La freccia nel tempo. Tesi caratterizzante il lavoro di questa nuova pubblicazione è la necessità di proseguire “”il lavoro teorico della Sinistra Comunista sciaguratamente interrotto negli anni ’70″” (cfr. Chi Siamo e Cosa Vogliamo), sostenendo che era errata la posizione che allora prevaleva in Programma Comunista sulla fine del restauro della dottrina comunista. Questo raggruppamento, che enfatizza la necessità di portare fino in fondo la rottura con il “”Nuovo Corso”” sopra descritto, sottolinea che l’esiguità delle forze della sinistra comunista odierna non deve giustificare la stasi nella restaurazione teorica: anche col rischio di sbagliare, il restauro della teoria marxista deve proseguire, è un “”compito permanente””, e in generale bisogna continuare a “”funzionare come Partito”” (Ibidem) anche quando è evidente che non si è già “”Partito””. Poco dopo fa la sua comparsa La Sinistra Comunista Internazionale, originatasi dal vecchio gruppo Partito comunista internazionale – Sul filo rosso del tempo che per vicissitudini interne cessa l’attività il 6 luglio 2013. La scissione di Milano del 1964: nasce il PCInt – Rivoluzione Comunista Rivoluzione Comunista (RC) sorse nel novembre 1964, in seguito ad una scissione milanese da Programma Comunista. Il motivo fu l’opposizione alle Tesi presentate da Amadeo Bordiga alla riunione di Firenze, che intendevano stabilire nuovi criteri organizzativi, basati sul centralismo organico. Per Rivoluzione Comunista il 1964, l’anno della scissione, era caratterizzato dalla fine del boom economico, con l’inizio di una fase di significative lotte operaie. Mentre per i programmisti la fase era controrivoluzionaria, nel gruppo che darà poi vita a RC matura l’esigenza di un più significativo intervento nella classe. Il gruppo agisce da frazione già dalla fine del 1963, per passare dal programmismo all’internazionalismo militante. Quando si costituì in partito, il gruppo scissionista ha attraversato una fase di discussione interna e di delimitazione politica rispetto a Battaglia Comunista e a Programma comunista. È una fase che va dal 1964 al 1967. Nel 1965 erano ancora forti le divergenze nel gruppo rispetto all’azione pratica da intraprendere. Il superamento di questa fase si ebbe solo con la separazione del gruppo, con l’esclusione di una minoranza che, alla fine del 1965, costituì il Gruppo comunista internazionalista autonomo e, in seguito, pubblicò la rivista L’Internazionalista (1975-1990), gruppo che RC tacciò di formalismo. RC assunse una struttura organizzativa articolata in specifici organismi, come i nuclei di fabbrica e le commissioni per il lavoro di massa, che riflette l’importanza data al terreno dell’intervento pratico. Il senso del lavoro politico di RC è difatti nell’intervenire su ogni terreno di lotta, dando una forte enfasi all’importanza della prassi. Oltre all’organo di Partito (La Rivoluzione Comunista) RC ha dato vita a numerose pubblicazioni, rivolte ai diversi settori di intervento: il bollettino sindacale Lotte Operaie, L’Agitatore Comunista per gli studenti, Donna Proletaria e altri per situazioni contingenti. Di fronte alle agitazioni studentesche (1968) e all’autunno caldo (1969), fino al 1971, si distinse per un’intensa ed estesa attività di propaganda, di agitazione e di organizzazione delle lotte, senza tuttavia raggiungere apprezzabili risultati, la sua presenza organizzata stabile restando circoscritta alle province di Milano, Genova e Varese (con ramificazioni temporanee a Torino, Ancona, Catania ecc). Nel 1973, con la sua VIII Conferenza, RC stabilisce di lottare risolutamente contro l’estrema sinistra di matrice marxista-leninista, spontaneista e operaista. Nel 1974, nell’XI Conferenza, tratta invece dei gruppi della Sinistra comunista: conclude che Battaglia Comunista e Programma Comunista non hanno capacità di saldezza sul terreno pratico, viziati come sarebbero di empirismo e teoricismo. Lotta Comunista viene definita tatticista, limitata alla pratica organizzativa e al movimentismo, allineandosi all’estrema sinistra interclassista. Duro il giudizio sulle tre componenti principali della Sinistra Comunista Italiana di quel periodo: tutte sarebbero da ostacolo alla ricostruzione del Partito comunista. Nel 1975 Rivoluzione comunista tiene il suo VI Congresso, dove lancia la linea del Fronte proletario per contrastare la crisi e la reazione dello Stato. Nel Congresso seguente, nel 1976, ritiene che il 1975 sia stato un anno di svolta nel quale la classe dominante acquisisce coscienza della crisi e si attrezza per gestire la nuova fase. In questo Congresso si criticano fortemente il parlamentarismo e il terrorismo, ritenendo che i proletari più avanzati debbano raggrupparsi in comitati nei quali l’azione violenta si relazioni sempre allo sviluppo dell’azione proletaria e al rafforzamento del partito. Nell’VIII Congresso del 1977 RC ritiene che si stia radicalizzando un’offensiva da parte della borghesia contro il proletariato, ed elabora la tattica della Difesa proletaria, a sostituzione del Fronte proletario. Il 1978 vede l’organizzazione della V Conferenza operaia, che promuove una Piattaforma per la difesa proletaria, e apre all’ipotesi di costruzione di una nuova organizzazione di massa operaia. Nello stesso anno si tiene il IX Congresso di RC, che enfatizza la necessità della difesa dei proletari, in particolare dei suoi strati più vulnerabili; promuove la necessità di una piattaforma immediata per mobilitare la classe operaia centrata su difesa del salario, anche per i non occupati, e apre a difesa di salute, aborto, scuola gratuita, pensioni, misure contro il carovita e abolizione dell’IVA. A partire dal 1980 lancia la lotta contro l’economia definita ora di guerra. Lo Stato italiano avrebbe assunto carattere reazionario, la crisi si aggrava. Nel 1979, al X Congresso, e nel 1980 all’XI, si approva la cosiddetta rotta giovanile; al XII Congresso del 1981 e al XIII Congresso del 1982 elabora lo sviluppo dell’offensiva proletaria, all’insegna della parola d’ordine guerra sociale vs guerra statale e del fronte giovani-disoccupati-operai. Nel 1981 RC decide un lavoro politico stabile nel Sud Italia, e a Napoli in particolare: è l’anno dell’apertura del Fronte Meridionale. Dal 1983 al 1985 RC concentra la sua battaglia proletaria e femminile contro la nuova schiavitù che nasceva dalla diffusione dell’elettronica e dell’informatica nei processi produttivi e nella società. Dal 1986 al 1989 RC passa alla cosiddetta lotta offensiva. Nel XVII Congresso (1986) RC sostiene che la fase della lotta di classe è mutata, che si allargano le lotte sociali, con un passaggio all’offensiva, cui risponde con un programma in 12 punti. Nei due Congressi successivi sviluppa una critica dei nascenti Cobas, e promuove comitati di offensiva proletaria. Nel corso del XXV Congresso del partito, tenutosi nel giugno del 1995, RC riflette sui cambiamenti intercorsi nelle condizioni di vita del proletariato, proponendo una sintesi nel concetto di precarietà strutturale del lavoro. Il dominio capitalistico si estende al massimo grado a livello di proletarizzazione e nei termini di manipolazione distruttiva. Le classi si polarizzano in maniera crescente, la pauperizzazione è, nell’analisi di RC, radicale, e si andrebbe diffondendo la coscienza che il sistema capitalistico è invivibile, e che il potere e la politica che esprime sono reazionari, sottraendo spazio alle ideologie democratiche, al riformismo e al sindacalismo. RC parla apertamente di apocalisse del capitalismo. Il lavoro di costruzione del partito viene, come è sempre stato costitutivamente in RC, legato alla prospettiva di ampliamento della lotta e selezione di quadri in tale contesto. La valutazione che viene fatta è che il proletariato stia esprimendo in quel periodo il massimo di partecipazione a manifestazioni e mobilitazioni. Al contempo, i governi sarebbero andati in quegli anni a rafforzare l’offensiva contro i lavoratori e i pensionati, la militarizzazione dei territori. In questa fase RC concentra il proprio intervento nelle seguenti direzioni: sviluppo del partito mediante le lotte; centralità di donne e giovani; raggruppamento dei giovani disoccupati, cassintegrati e precari in una organizzazione unica; sostegno degli immigrati. Negli anni novanta RC teorizza che la flessibilità diventa un modello sanguinario, che la crisi di regime passa da na fase convulsiva a una dissolutiva, che la lotta di classe è in ripresa, che le forze marxiste-leniniste debbono coordinarsi per costiruire un partito comunista europeo, parte di un organismo comunista mondiale. Nel 1997 sostiene che il capitalismo stia avviando un economia di rottamazione; che si sia stabilito un militarismo sanguinario, quale svolta reazionaria, di controrivoluzione armata del potere, che si sente in diritto di sterminare il proletariato; che il capitalismo attraversi una fase di continue scosse del suo terremoto finanziario; che l’euro rappresenti un nodo di rivalità tra le borghesie d’Europa; che sia il momento di appellarsi con forza alla mobilitazione proletaria e all’internazionalismo, a favore di pensionati, giovani, immigrati, disoccupati e di tutti i lavoratori, contro il militarismo e gli interventi militari, nella prospettiva della rivoluzione e del potere proletario. La scissione di Jacques Camatte e le sue filiazioni nel 1966 Nel 1966, un esponente di spicco del Partito Comunista Internazionale – Il Programma Comunista, Jacques Camatte, guida una scissione dall’organizzazione bordighista contro quello che riteneva essere un nuovo corso attivista. Camatte, che riteneva prematura la stessa esistenza del partito di classe, dopo la pubblicazione nel dicembre 1966 di una rivista intitolata Record, costituì il Groupe Invariance, che nel 1968 inizia la pubblicazione dell’omonima rivista Invariance, il cui titolo si riallaccia all’elaborazione di Amadeo Bordiga sull’invarianza storica del marxismo. A partire dagli eventi del Sessantotto francese, Invariance, dopo 7 numeri nei quali si riallacciava alla dottrina prima sostenuta, inizia un vasto lavoro di critica della Sinistra Comunista Italiana, avviando una messa in discussione degli stessi Bordiga e Marx. Il concetto di Invarianza viene così esteso alla riscoperta della “”comunità umana perduta”” (Invariance n. 3, 1973), riconquistabile non attraverso “”la restaurazione del passato”” (ibidem) ma “”solo attraverso una nuova creazione”” (ibidem). Il maggio francese, per i militanti di Invariance, aveva messo completamente in discussione la teoria della coscienza rivoluzionaria, del partito rivoluzionario, dello sviluppo delle forze progressive: la lezione che il gruppo traeva era che “”il movimento del Maggio francese ha mostrato che ciò che è necessario è un nuovo modo di vivere, una nuova vita”” (ibidem). Nella nuova elaborazione teorica di Invariance il proletariato diventa una componente del capitale, pertanto incapace di compiere una rivoluzione in quanto classe, in quanto soggetto rivoluzionario. Sottolineando quella che riteneva essere la struttura totalitaria del capitale, le rivoluzioni assumevano nel pensiero di Camatte forma di lotta di tutta l’umanità contro il Capitale stesso. Questo pensiero portò Camatte all’anarco-primitivismo. In conseguenza di questa nuova prospettiva teorica di Camatte, nel 1969 un gruppo di militanti esce da Invariance (che comunque continua a essere pubblicata) e prosegue un lavoro teorico e politico sulla base dell’impostazione originaria del gruppo, attraverso la rivista Parti de Classe (1972). Nel 1975 la rivista di quello che si era costituito come Gruppo Comunista Mondiale prende il nome di Le Programme de la Société Communiste (Il Programma della società comunista). Il 1976 è invece l’anno della scissione del gruppo raccolto attorno alla rivista Communisme ou Civilisation. Per Communisme ou Civilisation il riferimento del Gruppo Comunista Mondiale alla prima Invariance è formale, siccome ne avrebbe sovvertito completamente il progetto, affermando che il programma è completamente restaurato, e non sarebbe restato che definire la tattica e costituire il partito. Quello che da Communisme ou Civilisation viene definito come “”apparente anti-attivismo”” (Communisme ou Civilisation n. 21) del Gruppo Comunista Mondiale non sarebbe altro, in realtà, che il risultato di una passività che fa il paio con una totale sclerosi che esporrebbe il gruppo a “deliri anarchici sul ruolo dell’individuo” e sulla concezione della militanza (Ibidem). Communisme ou Civilisation scinde dunque per proseguire il lavoro di restauro della dottrina marxista. Questo gruppo nel 1976-1977 si è concentrato sull””esposizione sistematica e lo sviluppo di tesi classiche”” su diversi temi dimenticati o deformati dopo Marx: dalla questione della periodizzazione del modo di produzione capitalistico in due fasi, alla questione agraria, al funzionamento del modo di produzione capitalistico e sulla sua “”crisi catastrofica””, e quindi al restauro dei fondamenti della teoria della crisi, proseguendo poi negli anni il suo lavoro di “restauro” teorico. Secondo Communisme ou Civilisation il capitalismo si muove per cicli di rivoluzione e controrivoluzione, cui si contrappone il “”movimento di costituzione del proletariato in classe e quindi in partito politico distinto””. Communisme ou Civilisation si considera come “”momento”” del partito storico (in base alla definizione di Bordiga), “”momento” nel senso dialettico di parte di una totalità. Dal 1988 il lavoro di Communisme ou Civilisation prosegue all’interno del progetto della Revue Internationale du Mouvement Communiste (Rivista internazionale del Movimento comunista), pubblicazione congiunta di diverse componenti comuniste internazionali (oltre a Communisme ou Civilisation, Union Prolétarienne e Aube internationaliste della Francia, Comunismo del Messico e Kamunist Kranti dell’India). La Revue Internationale du Mouvement Communiste nacque nel 1988 con l’obiettivo di mettere in comune le deboli forze dell’ambiente marxista, facilitando diffusione delle posizioni e la solidarietà tra militanti rivoluzionari. Un bilancio dell’esperienza di Communisme ou Civilisation viene realizzato nel 1998 dai suoi militanti. Nel corso di questa riflessione la maggioranza dei militanti decide che è il momento di voltare pagina. Nel dicembre di quell’anno vengono sospese le pubblicazioni della rivista; la minoranza che era invece contraria a questa decisione trova spazio per le proprie ragioni nell’ultimo numero della rivista insieme a quelle della maggioranza. L’organizzazione conduce un bilancio critico della propria esperienza, riconoscendo di aver scelto nel passato uno “”splendido isolamento settario”” (La fin d’un cycle, 1998, Communisme ou Civilisation in Revue Internationale du Mouvement Communiste), e di aver capitolato “”sulla questione filosofica”” (Ibidem) rintracciando una differenza sostanziale tra Marx ed Engles. Il proposito dei militanti di Communisme ou Civilisation diventa così “”appropriarsi del e comprendere il socialismo scientifico”” (Ibidem). Il gruppo sviluppa così una rottura con l’ambiente politico rivoluzionario esistente, per enfatizzare la quale decide la fine di Communisme ou Civilisation. Le maggiori critiche sviluppate nel 1998 sono relative alle diverse ipotesi sulla periodizzazione delle fasi del modo di produzione capitalistico e all’idea, ritenuta scorretta, di una natura essenzialmente tattica degli errori che hanno portato al fallimento della Terza Internazionale. In generale si ravvisa uno stato comatoso della teoria nell’ambito dell’ambiente marxista. Il settarismo viene ora letto come diffusa paranoia e vi si contrappone la necessità di unità tra le forze rivoluzionarie. Rifiutando un lavoro centrato sugli individui, si decide di proseguire con un’elaborazione collettiva, con un lavoro anonimo, come nella tradizione bordighista. Si valuta tuttavia insensata l’auto-attribuzione di un nome di gruppo o partito. Pertanto il collettivo assume dal 1998 lo pseudonimo di Robin Goodfellow, la vecchia talpa di Marx[10]. Con questo nome collettivo prosegue tuttora un lavoro che trova riscontro in libri e soprattutto nelle edizioni digitali e in internet; si considera infatti che la forma classica della rivista sia attualmente inadeguata. Nel 1987 il Gruppo Comunista Mondiale conosce un’altra scissione. I due spezzoni che ne risultano mantengono entrambi il nome di Gruppo Comunista Mondiale (GCM); uno dei due GCM prosegue la pubblicazione di Le Programme de la Société Communiste (Il Programma della società comunista) fino al 1992, anno in cui si scioglierà. L’altro GCM avvia nel 1989 la pubblicazione di Le Programme de la révolution communiste (Il Programma della rivoluzione comunista); questo gruppo è attualmente esistente con sede a Marsiglia, e prosegue le pubblicazioni della rivista. Il suo obiettivo principale è la restaurazione programmatica indirizzata alla formazione del Partito comunista mondiale, che per il GCM sorgerà dalla crisi catastrofica del capitalismo, che ritiene essere preparata dallo stesso sviluppo capitalistico. L’uscita di Roger Dangeville nel 1966 e Le fil du temps Lo stesso anno di Jacques Camatte, nel 1966, esce dal Partito Comunista Internazionale – Il Programma Comunista anche Roger Dangeville, altro esponente di rilievo del gruppo raccolto attorno a Amadeo Bordiga, membro di Programma comunista dal 1956. Dopo una brevissima collaborazione con lo stesso Camatte, Dangeville iniziò la pubblicazione della rivista Le Fil du temps, di stampo bordighista, nel 1967. Il titolo della rivista richiama una nota serie di 136 articoli, “”Sul filo del tempo””, pubblicati dapprima (1949-1952) su Battaglia Comunista e poi (1952-1955), dopo la scissione del 1952, su Programma comunista. Dangeville raccolse attorno a sé un gruppo di comunisti, soprattutto giovani, col quale proseguì la pubblicazione della rivista sino al 1976. De Le Fil du temps uscirono 14 numeri in francese (di cui i primi otto ciclostilati e i successivi stampati in tipografia; datati fino al numero 13, che era del novembre 1976, il quattordicesimo numero non reca data alcuna), e, col titolo Der Faden der Zeit, cinque numeri in tedesco, editi dal 1973 al 1977 a Berlino. Parimenti in Italia, a Torino, vennero pubblicate alcune copie della rivista Sul filo del tempo. L’attività del gruppo è riscontrabile anche nella pubblicazione di diversi testi. In Italia viene realizzata da Dangeville la casa editrice 19/75, che pubblica opere sue e di Amadeo Bordiga. Il gruppo Le Fil du Temps aspettava per il 1975 la crisi mondiale del capitalismo, che avrebbe potuto aprire alla rivoluzione comunista, sulla scorta della previsione di Amadeo Bordiga, elaborata sin dagli anni cinquanta sulla base della legge della caduta tendenziale del saggio di profitto (cfr per esempio: «Io, attendo, in posizione sempre cocciuta e settaria che, come ho sempre preveduto, entro il 1975 giunga nel mondo la nostra rivoluzione, plurinazionale, monopartitica e monoclassista, ossia soprattutto senza la peggiore muffa interclassista: quella della gioventù così detta studente», lettera di Amadeo Bordiga a Terracini, 4 marzo 1969); un lavoro teorico rivendicato significativamente dallo stesso Roger Dangeville nel 1982: «un ampio ed intenso lavoro teorico fu compiuto dal Partito nei primi decenni di questo dopoguerra per restaurare la piena validità del marxismo e definire la prospettiva della crisi futura che ottenne clamorosa conferma nel 1975» (Economia e strategia della rivoluzione proletaria, Edizioni 19/75, 1982). L’Istituto Onorato Damen del 2009 Nel 2009 un gruppo di membri del PCInt- Battaglia comunista esce dall’organizzazione sulla base di una critica di diverse posizioni espresse dalla maggioranza (in particolare quelle che vengono denunciate come teorizzazioni estranee al marxismo su fascismo-antifascismo, legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto, rapporto Partito-Classe, liberazione nazionale), dichiara conclusa l’esperienza della sinistra comunista e costituisce l’associazione denominata Istituto Onorato Damen. Il PCInt ritiene al contrario di continuare a essere nel solco della tradizione politica della sinistra comunista. L’Istituto Onorato Damen pubblica attualmente la rivista DMD’ – Problemi del Comunismo nel XXI Secolo[11] e dichiara di avere come finalità “”lo studio, la ricerca e divulgazione dei principi del socialismo scientifico nonché della storia del movimento operaio italiano ed internazionale nel solco di una tradizione contro lo stalinismo e ogni forma di opportunismo consolidatasi nel tempo, propria della Sinistra comunista internazionale””[12]. Dal 2012 ha istituito il Premio Onorato Damen, indirizzato ai laureati con tesi su critica dell’economia politica, capitalismo, materialismo storico, marxismo, storia del movimento operaio e comunista internazionale, imperialismo e sul moderno proletariato. L’Istituto Onorato Damen dichiara di proiettare il proprio lavoro in direzione di un laboratorio teorico politico internazionale per il programma comunista e verso la costituzione di un partito comunista internazionalista e internazionale. Ideologia Il PCInt rifugge sia le degenerazioni staliniste del comunismo (ossia il cosiddetto “”marxismo-leninismo””) sia quelle nazionaliste di sinistra, spesso derivate dalla teoria stalinista del socialismo in un solo paese. Si riconosce nel comunismo di sinistra e si schiera contro ogni alleanza o coalizione con forze socialiste e staliniste, tacciando di stalinismo il Partito Comunista Italiano e di revisionismo e riformismo il Partito Socialista Italiano. Caratteristiche essenziali delle posizioni del Partito e delle sue scissioni, al netto delle differenze specifiche tra le diverse organizzazioni nate nel corso degli anni, sono l’internazionalismo, il rigetto della collaborazione di classe, il rifiuto del parlamentarismo e della democrazia borghese, il contrasto dell’antifascismo democratico, la negazione della possibilità del Socialismo in un Paese solo. Simbolo Il simbolo del Partito è composto dalla tradizionale bandiera rossa con sopra falce e martello con manici incrociati circondati da una corona di spighe di grano, con sopra ad esse scritto P.C. Internazionalista e sotto Battaglia Comunista. Il simbolo centrale era già stato simbolo del Partito Socialista Italiano durante le elezioni politiche del 1919 e del Partito Comunista d’Italia. Alle elezioni politiche del 1948 il PCInt si presentò in alcune zone con un simbolo diverso, poiché la falce e martello dovevano essere usate solo dal PSI e dal PCI. Il simbolo occasionale fu quindi il profilo di Lenin circondato dalla corona di spighe. Risultati elettorali Elezione Voti % Seggi Politiche 1946 Costituente 24.420 0,11 0 / 556 Politiche 1948 Camera 20.736 0,08 0 / 574 Note ^ The Comrade from Milan ^ Prometeo n. 6, V serie, dicembre 1993. ^ In Battaglia comunista, n. 4, 28 luglio 1945 e ne Lo scontro degli internazionalisti con lo stalinismo e le sue vittime, (Quaderni di Battaglia comunista, 7), Milano 1995. ^ PCInt, Comitato Nazionale dei Gruppi Comunisti di Fabbrica, Volantino “”Per la creazione e il potenziamento dei gruppi comunisti di fabbrica””, 1945. ^ PCInt., Federazione di Torino, Manifesto Ai proletari partigiani, a tutti i lavoratori, 1944. ^ La scissione internazionalista del 1952. Documenti, (Quaderni di Battaglia comunista, 3), Milano 1992. ^ Convocazione delle conferenze internazionali della Sinistra Comunista | Leftcom ^ Piazza Statuto Archiviato l’11 febbraio 2010 in Internet Archive. ^ Tesi sul compito storico, l’azione e la struttura del partito comunista mondiale ^ K. Marx, Discorso per l’anniversario del People’s paper: «Questo antagonismo fra l’industria moderna e la scienza da un lato e la miseria moderna e lo sfacelo dall’altro; questo antagonismo fra le forze produttive e i rapporti sociali della nostra epoca è un fatto tangibile, macroscopico e incontrovertibile […]. Nei segni che confondono la borghesia e i meschini profeti del regresso riconosciamo la mano del nostro valente amico, Robin Goodfellow, la vecchia talpa che scava tanto rapidamente, il grande minatore: la rivoluzione»; K. Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte: «Ma la rivoluzione va fino al fondo delle cose. Sta ancora attraversando il purgatorio. Lavora con metodo […]. Essa spinge alla perfezione il potere esecutivo, lo riduce alla sua espressione più pura, lo isola, se lo pone di fronte come l’unico ostacolo, per concentrare contro di esso tutte le sue forze di distruzione. E quando la rivoluzione avrà condotto a termine questa seconda metà del suo lavoro preparatorio, l’Europa balzerà dal suo seggio e griderà: “”Ben scavato, vecchia talpa!””». ^ Copia archiviata, su istitutoonoratodamen.it. URL consultato il 18 febbraio 2014 (archiviato dall’url originale il 14 marzo 2016).; ^ Comunicato Archiviato il 22 febbraio 2014 in Internet Archive. Bibliografia Tesi di Roma 1922: sulla Tattica del PC-d’Italia. Pagine di storia del Partito Comunista Internazionalista (da Battaglia comunista n. 11, novembre 1970). Storia di Rivoluzione Comunista dal 1964 ad oggi. Tesi di Napoli: tesi sul compito storico, l’azione e la struttura del partito comunista mondiale (da Il Programma Comunista, 1965). Tesi di Milano 1966, su sinistra.net. 31 Punti per la difesa della tradizione rivoluzionaria della Sinistra: prodotto dal PCInt – Sul filo rosso del tempo. Archivio on line della Sinistra Comunista, su sinistra.net. URL consultato il 19 maggio 2006 (archiviato dall’url originale il 19 ottobre 2012). Né con Truman né con Stalin: Storia del Partito Comunista internazionalista (1942-1952), Sandro Saggioro, Colibrì, 2010. ISBN 978-88-86345-54-5. In attesa della grande crisi. Storia del Partito Comunista Internazionale «il programma comunista» (dal 1952 al 1982), Sandro Saggioro, Colibrì 2014, ISBN 978-88-97206-18-7. Nascita e morte di un partito rivoluzionario. Il Partito Comunista Internazionalista (1943-1952), Dino Erba, All’Insegna del Gatto Rosso, Milano 2012. Sulle differenze tra le posizioni della sinistra comunista e del partito comunista internazionale e le posizioni dei gruppi che pretendono di esserne «eredi» («il comunista»; n. 115; novembre 2009 – gennaio 2010). Il Partito comunista internazionale nel solco delle battaglie di classe della Sinistra Comunista e nel tormentato cammino della formazione del partito di classe (Edizioni «il comunista», 2010). Sinistra Comunista Italiana 1927-1952 (Edizioni Corrente comunista internazionale). La Frazione di sinistra del PC d’Italia e l’Opposizione internazionale di sinistra, 1929-1933 (Edizioni Corrente comunista internazionale). Voci correlate Corrente Comunista Internazionale Frazione di sinistra del Partito Comunista d’Italia Frazione di sinistra dei comunisti e socialisti italiani Partito Comunista d’Italia Collegamenti esterni Immagini Simbolo del PCInt (1946), su elezionistorico.interno.gov.it. Simbolo del PCInt (1948), su elezionistorico.interno.gov.it. Manifesto per l’assassinio di Mario Acquaviva (1945) (JPG), su leftcom.org. Manifesto sui fatti di Cecoslovacchia (1968) (JPG), su giornalismoestoria.it. URL consultato il 9 luglio 2023 (archiviato dall’url originale il 13 aprile 2013). n.1 di Battaglia Comunista (1945) (JPG), su quinterna.org. n.1 di Programma Comunista (1952) (JPG), su quinterna.org. 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“AAVV”,”Atelier populaire. Presenté pa lui-même 87 affiches de mai-jui 1968.”,”L’ 8 maggio 1968, l’ Ecole des Beaux-Arts de Paris é in sciopero. Il 14 viene occupata: gli studenti si ritrovano spontaneamente nell’atelier di litografia dove prendono partito per l’azione diretta, facendo un primo manifesto: ‘Usine, Université, Union’. È l’inizio di ‘Atelier Populaire’ che produrrà tra il 14 maggio e il 27 giugno, data dell’occupazione della Scuola delle Belle Arti da parte della polizia, più di 350 manifesti diversi. Concepiti al servizio dei lavoratori in lotta e realizzate con la collaborazione attiva, questi manifesti sono stati affissi sui muri di Parigi mostrando la solidarietà tra lavoratori e studenti.”,”FRAP-002-FSD”
“AAVV”,”Sipri Year Book 2023. Armaments, Disarmament and International Security. Sintesi in italiano.”,”Record storico per la spesa militare: il mondo sempre più armato. In netto incremento gli investimenti sugli armamenti a livello globale. Lo rivela il rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI) che sottolinea aumenti significativi soprattutto per Europa, Asia, Oceania e Medio Oriente. Ma a dominare il mercato delle armi sono Stati Uniti e Nato. Simoncelli, vice direttore di Archivio Disarmo: ‘Operare per arrivare ad una de-escalation nei conflitti attuali. Pura illusione risolvere i problemi internazionali con la forza’. La guerra si configura ormai come il più redditizio business planetario, con ingenti costi che non lasciano fuori alcuna regione del mondo. La spesa per gli armamenti vede, infatti, una straordinaria escalation per il nono anno consecutivo, raggiungendo il picco inedito di 2.443 miliardi di dollari, con la Nato che spende il 55% dell’importo complessivo. Cifre, queste, che rappresentano il 2.3% del PIL mondiale. Lo relaziona il rapporto dell’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (SIPRI), che sottolinea come dal 2009 gli investimenti militari siano aumentati in tutte e cinque le regioni geografiche mondiali, dove la spesa è monopolizzata dagli Usa e dalla Nato. A dare una sferzata all’incremento degli armamenti, sottolinea il rapporto, c’è stata certamente la guerra in Ucraina, che ha stravolto ‘radicalmente le prospettive degli Stati europei sulla sicurezza. Questo cambiamento nella percezione della minaccia – ha spiegato il report – si riflette nella destinazione di quote crescenti del Prodotto interno lordo alla spesa militare’. Dunque, punte significative per l’innalzamento dei costi bellici, si registrano anche in Europa, oltre che in Asia, Oceania e Medio Oriente. “”Nessuna zona del mondo – aggiunge il documento – ha visto purtroppo miglioramenti”. Russia e Ucraina. In particolare la Russia, terza nella classifica mondiale, ha stanziato una cifra stimata in 102 miliardi di euro, il 4,5 % a livello globale e il 24 % in più su base annua, ovvero il 5,9 % del suo Prodotto interno lordo (PIL). Dal canto suo, l’Ucraina, ottavo investitore mondiale nel settore delle armi, ha aumentato la sua spesa del 51 %, pari a oltre 60 miliardi di euro, un terzo del suo PIL. Con i quasi 32 miliardi di euro di aiuti militari ricevuti, Kyiv ha ridotto notevolmente il divario con Mosca e la spesa militare totale ucraina è stata pari al 91 % di quella russa. Stati Uniti e Nato. Nello scenario globale dei costi militari, il dominio incontrastato, segnala il rapporto Sipri, è degli Stati Uniti con un investimento di 2,3 % in più, pari a 860 miliardi di euro, ovvero il 37 % della spesa globale e il 68 % di quella dei 31 Paesi membri della Nato. Nel contesto statunitense, in particolare nelle regioni di America centrale e Caraibi, a far lievitare la spesa del 54 % in più lo scorso anno è stata la lotta alla criminalità organizzata, con la maglia nera al Brasile, che ha visto una spesa di 21,5 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 3 %. Significativo, secondo il documento, anche l’aumento degli investimenti nella difesa dei Paesi europei della Nato, che ora rappresentano il 28 % di quelli dell’intera Alleanza, il livello più alto in un decennio con undici di loro al di sopra dell’impegno del 2% del PIL. Tra questi spicca la Polonia che, con un incremento annuo del 75 %, fa registrare il più ingente aumento annuo in Europa. Il Medio Oriente. Il Medio Oriente ha registrato l’aumento maggiore in un decennio, pari al 9 %, con l’Arabia Saudita come leader regionale, seguita da Israele che ha aumentato la propria spesa del 24 % a causa della sua offensiva nella Striscia di Gaza dopo gli attentati di Hamas dello scorso ottobre. “”Il grande aumento della spesa militare in Medio Oriente nel 2023 – si legge ancora nel documento Sipri-riflette la situazione in rapido cambiamento nella regione, dal miglioramento delle relazioni diplomatiche tra Israele e diversi Paesi arabi negli ultimi anni allo scoppio di una grande guerra a Gaza e alla paura di un conflitto regionale””. L’Estremo Oriente. La metà degli investimenti nella regione asiatica li ha spesi, secondo il rapporto Sipri, la Cina con quasi 278 miliardi di euro, il 6 % in più. Il Giappone, dal canto suo, ha stanziato 50,2 miliardi di dollari per le sue forze armate nel 2023, con un incremento dell’11 % rispetto al 2022. Anche la spesa militare di Taiwan è cresciuta lo scorso anno dell’11 % raggiungendo 16,6 miliardi di dollari. Più armi, più tensione. Le spese militari sono state, poi, incrementate esponenzialmente come conseguenza dell’invasione dell’Ucraina nel 2022 e con la crisi in Medio Oriente: ‘Questo quadro è collegato al venire meno del ruolo della Nato come organismo di controllo dell’area del Nord Atlantico””, afferma il vicedirettore di ‘Archivio Disarmo’, Maurizio Simoncelli, sottolineando che ‘i dati ci indicano che Paesi come Cina, India, Giappone e Taiwan stanno aumentando gli armamenti, mentre, la Cina rimane il secondo Paese mondiale per spese militari dopo gli Usa’. Il quadrante del Pacifico, infatti, rimane un’area di alta tensione: ‘La Cina è il grande competitor degli Usa. Tuttavia, la spesa militare cinese è sempre un terzo rispetto a quella degli Stati Uniti’. Ritorno alla guerra fredda. Sul fronte europeo nel 2023 tutti i 27 Paesi membri hanno aumentato la spesa militare. “Il conflitto in Ucraina sta esacerbando i rapporti internazionali; ormai, tra la Russia e i Paesi occidentali non ci sono spazi di dialogo, si pensa solo ad aumentare il budget militare”, spiega l’esperto. (rec Paola SIMONETTI E Giulia MUTTI)”,”QMIx-330″
“AAVV”,”La scienza. Urss, ieri, oggi, domani.”,”Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”RUSU-002-FAP”
“AAVV”,”Un compagno piange.”,” Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”ITAP-002-FAP”
“AAVV”,”Quelques enseignements de notre histoire.”,”SECONDA GUERRA MONDIALE OCCUPAZIONE NAZISTA IN FRANCIA 1941 RESISTENZA CLASSE OPERAIA SERVIZIO DI LAVORO OBBLIGATORIO IN FRANCIA VICHY STO 1942 SITUAZIONE NELLE FABBRICHE ARRESTO TROTSKISTA TEDESCO WIDELIN ASSASSINATO GESTAPO LOTTA PER INTERNAZIONALE IN EUROPA (pag 37-43) L’attività clandestina dei trotskisti nella Francia occupata. Politica di fraternizzazione rivoluzionaria nei confronti dei soldati tedeschi “”En pleine guerre, les trotskystes commencent à reconstruire l’Internationale en Europe, dont la plupart des dirigeants ont perdu pied. Le travail est mené sous l’impulsion principale du P.O.I., en part&iculier de Marcel Hic, qui avait été parmi les premiers à lutter, dans les débuts de l’occupation, pour intégrer les trotskystes dans la lutte des classses et avait pris, après la déportation de Souzin (responsable du syndicat du Bâtiment de la région parisienne), la responsabilité de la commission syndicale du P.O.I. Les Comité européen se reconstitue en 1943, peu avant la déportation de Hic. Les trotskystes n’en restant pas là. Ils s’engagent, dans toute la mesure de leurs moyens, dans une politique de fraternisation révolutionnaire avec les soldats allemands. Dès 1942, «la Vérité» consacre des éditoriaux aux premiers signes de désagrégation de l’armée allemande: mutineries, refus d’obéissance, notamment dnas un sous-marin ancré a Brest. Des tracts et des journaux en allemand sont diffusés dans les casernes, que les soldats allemandes accueillent très faverablement. Et, à Brest précisément, des cellules de marins allemands sont construites, mais aussi à Paris et en ex-zone libre. Ils éditent «Der Arbeiter» puis «Arbeiter und Soldat», organe de la IVe Internationale. L’organisation en groupe de trois est dirigée par un triangle de direction. L’immixion d’un agent de la Gestapo dans l’organisation démantèle le travail allemand en septembre-octobre 1943: trente soldats et marins allemand sont arrêtés et fusilles: une cinquantaine de camarades français tombent. Marcel Hic, Beaufrère, Roland Filliatre, responsable du travail allemand, sont déportés. La répression est si impitoyable que la direction du P.O.I. prend des misures d’organisation très strictes et décide de séparer soigneusement le travail allemand du travail français, de compartimenter les camarades allemands par groupes de trois, les groupes étant reliés entre eux par des camarades non allemands ou par des militants allemands connus de longue date. Le travail allemand est coupé inevitablement de l’organization française… (…Il brano non si legge più…) Les trotskystes allemand Widelin arrété après une tentative d’evasion sera assassiné par la Gestapo. La disparition de Marcel Hic fait apparaître à la direction internationale un militant totalement inconnu: Pablo (Michel Raptis) (pag 42-43)”,”TROS-027-FGB”
“AAVV”,”Lotte operaie negli Stati Uniti d’America 1890-1910. Sindacati e movimento operaio nell’ascesa degli USA a grande potenza.”,”Cervetto Arrigo (1927-1995), teorico marxista, fondatore e dirigente di Lotta Comunista. Marx Karl (1818-1883), capo rivoluzionario del movimento operaio, fondatore del materialismo storico e del comunismo scentifico. Lenin Vladimir Il’ic Ul’janov, (1870-1924), teorico e capo rivoluzionario del Partito bolscevico in Russia, sviluppa la scienza marxista nell’epoca dell’imperialismo. Dirige la Rivoluzione d’Ottobre e fonda la Terza Internazionale. Engels Friedrich (1820-1895), fondatore con Marx, del materialismo storico e del comunismo scientifico; dirigente del movimento operaio internazionale negli anni ’80 e ’90 dell’Ottocento.”,”MUSx-075-FL”
“AAVV”,”La guerra di Gaza. Una risposta internazionalista.”,”””… la terza questione riguarda le prospettive dell’internazionalismo. Nel 1985, facendo il punto sul «principio della lotta di classe» nell’affrontare la questione nazionale, Cervetto scriveva che il partito leninista che si fosse attenuto a questo principio non sarebbe stato trascinato su «posizioni socialimperialiste» dalla cinghia di trasmissione della questione nazionale: poteva «essere ridotto all’estremo isolamento», ma non poteva «essere snaturato»”” (pag 16)”,”ELCx-340″
“AAVV”,”La guerra di Gaza. Una risposta internazionalista.”,”‘In Israele “”esiste una borghesia e un proletariato””. Nei paesi arabi “”esiste una borghesia e un proletariato”” (…)’ (pag 9)”,”VIOx-237″
“AAVV”,”Contributo di Sampierdarena alla Resistenza. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945. Venti mesi di lotta al nazifascismo.”,”In bibliografia citato il libro di Manlio Fantini, ‘Due treni di storia. Una fabbrica genovese nella resistenza’ e quello di Paolo Emilio Taviani, ‘Breve storia della Resistenza italiana’”,”ITAR-371″
“AAVV”,”Il Gran Consiglio nei primi cinque anni dell’Era Fascista.”,”Contiene manoscritto allegato sui diritti e doveri del momento, e sui compiti della scuola. Oltre a una pagina di giornale.”,”ITAF-416″
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“AAVV”,”Veronesi processati e relegati al confino di polizia dal Tribunale speciale dal 1928 al 1943.”,”Verbali autorità con foto, documenti, annotazioni, lettere su condotta esponenti veronesi antifascisti, partigiani, combattenti, deportati”,”ITAR-017-FER”
“AAVV”,”Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe (riproduzione dalla rivista ‘Prometeo’ n. 2,4.5,8,9 e 10 della prima serie).”,”””Tutto il nostro discorso su questa elementare materia vuole condurre a questo risultato: mettere sul conto del fondamentale fattore della forza tutta la somma degli effetti che da essa derivano, non solo quando la forza è impiegata allo stato attuale, con violenza sulle persone fisiche, ma anche e soprattutto quando esso fattore forza agisce allo stato potenziale e virtuale senza i rumori della lotta e lo spargimento del sangue. Travalicando i millenni ed evitando di ripetere l’esame delle successive forme storiche di rapporti produttivi, di privilegi di classe, di potere politico, si deve giungere ad applicare tale risultato e criterio alla presente società capitalistica. È così possibile battere la tremenda contemporanea mobilitazione dell’inganno, la universale regia che costruisce la soggezione ideologica delle masse ai sinistri dettami delle minoranze predominanti, il cui trucco fondamentale è quello dell’atrocismo, ossia, della messa in evidenza (corroborata inoltre da potenti falsificazioni di fatto) di tutti gli episodi di sopraffazione materiale in cui, per effetto dei rapporti di forza, la violenza sociale si è resa palese e si è consumata colpendo, sparando, uccidendo e – cosa che dovrebbe apparire la più infame, se la regia non avesse avuto tremendi successi nell’incretinimento del mondo – atomizzando. Sarà così possibile riportare al loro giusto, preponderante valore qualitativo e quantitativo i casi innumerevoli in cui la sopraffazione, sempre risolvendosi in miseria, sofferenza, distruzione a volumi imponenti di vite umane, si consuma senza resistenza, senza urti, e – come dicevamo all’inizio – ‘sine effusione sanguinis’, anche nei luoghi e nei tempi in cui sembra dominare la pace sociale e la tranquillità, vantata dai ruffiani professionali della propaganda scritta e parlata come l’attuazione piena della civiltà, dell’ordine della libertà”” [‘Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe’, Edizioni Il programma comunista’, Milano, 1963 ca, pag 58]”,”BORD-005-FPB”
Biblioteca Isc ordinata per codice alfanumerico (Vio Zind)
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“HUSSEIN Mahmoud”,”La lutte de classes en Egypte de 1945 à 1968.”,”F. MASPERO. PARIS. 1969″,”pag 377 8°”,””,”allegati note”,””,””,”VIOx-008″
“SEGRE Vittorio Dan”,”Le metamorfosi di Israele.”,”UTET LIBRERIA. TORINO. 2006″,”pag XII 222 8°”,””,”introduzione note cartine indice dei nomi”,””,””,”VIOx-008-FL”
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“PACINI Andrea AL-BANNA Hasan QUTB Sayyid AL-SAMMAN Muhammad Abd Allah AL-GHANNUSHI Rashid ABU ZAYD Nasr Hamid AL-ASHMAWY Muhammad Said ZAKARIYA Fouad FAWDA Farag”,”I Fratelli Musulmani e il dibattito sull’islam politico.”,”EDIZIONI DELLA FONDAZIONE GIOVANNI AGNELLI. TORINO. 1996″,”pag X 170 8°”,””,”introduzione di Andrea PACINI: ‘L’islam politico, i Fratelli Musulmani e le sfide della modernità’; note bibliografia fonti notizie sugli autori; Dossier Mondo Islamico 2, Maghreb, Mashreq, Asia Occidentale, Centrale e Meridionale, Sud-est Asiatico”,””,””,”VIOx-008-FV”
“AAVV”,”Il canale di Suez nella storia nell’economia e nel diritto.”,”ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE. MILANO. 1935″,”pag 102 8°”,””,”cartine illustrazioni”,””,””,”VIOx-009″
“SAID Edward W., a cura di Chiara NIELSEN”,”La convivenza necessaria. Il processo di pace tra palestinesi e israeliani visto da un grande intellettuale.”,”INDICE INTERNAZIONALE. ROMA. 1999″,”pag 94 16°”,””,”prefazione di Igor MAN, notizie sugli articoli.”,””,””,”VIOx-009-FL”
“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 1. Le origini dell’Islam. Secoli VII-XIII.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag XVIII 286 8°”,””,”prefazione, introduzione, avvertenza, conclusione, figure, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-009-FSD”
“SCARCIA AMORETTI Biancamaria”,”Il mondo musulmano. Quindici secoli di storia.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 1998″,”pag 345 8°”,””,”presentazione, carte, prospetto storico-geografico, quadri dinastici, bibliografia, indice dei nomi di persona, indice dei nomi e località”,””,””,”VIOx-009-FV”
“LAQUEUR Walter Z.”,”Comunismo e nazionalismo nel Medio Oriente.”,”OPERE NUOVE. ROMA. 1959″,”pag 551 16°”,””,”indice nomi note bibliografia”,””,””,”VIOx-010″
“CORM Georges”,”Oriente Occidente. Il mito di una frattura.”,”VALLECCHI. FIRENZE. 2003″,”pag 171 8°”,””,”introduzione di Franco CARDINI, prefazione all’edizione italiana dell’autore, note; Collana Fuori Luogo”,””,””,”VIOx-010-FL”
“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 2. La diffusione delle società islamiche. Secoli X-XIX.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag VIII 368 8°”,””,”introduzione, conclusione, tabelle, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-010-FSD”
“FERRARI Silvio”,” Il Vaticano e la questione di Gerusalemme nel carteggio Spellman-Truman.”,”ESTRATTO DA ‘STORIA CONTEMPORANEA’ – RIVISTA BIMESTRALE DI STUDI STORICI. ROMA. N. 2 APRILE 1982″,”pag 285-322 8°”,””,”note, ‘Note e discussioni'”,””,””,”VIOx-010-FV”
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“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 3. I popoli musulmani. Secoli XIX.XX.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag VIII 454 8°”,””,”introduzione, conclusione, tabelle, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-011-FSD”
“GAJA Filippo”,”Le frontiere maledette del Medio Oriente. Le righe immaginarie tracciate sulla sabbia del deserto che portano il mondo alla catastrofe. 170 anni di interventi militari, accordi segreti e trattati arbitrari nel perverso processo di formazione della ‘legalità internazionale’ nel Golfo Persico e dintorni.”,”MAQUIS EDITORE. MILANO. 1991″,”pag 274 8°”,””,”introduzione, note bibliografiche, indice dei nomi”,””,””,”VIOx-011-FV”
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’ Islam. L’Islam moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistan.”,”MONDADORI. MILANO. 1990″,”pag 314 16°”,””,”bibliografia cartine”,””,””,”VIOx-012″
“HALLIDAY Fred”,”Il Medio Oriente. Potenza, politica e ideologia.”,”VIA E PENSIERO. MILANO. 2007″,”pag 492 8°”,””,”presentazione di Alessandro QUARENGHI, ringraziamenti introduzione: ‘La politica mondiale, il Medio Oriente e la complessità degli studi d’area’, note bibliografia Appendice 1. Cartine e tabelle, Cartina 1 – Gli stati mediorientali 1990, cartina 2 – Gli stati mediorientali 1930, cartina 3 – Gli stati mediorientali 2000, cartina 4 – Il conflitto arabo-israeliano 1949, cartina 5 – Il conflitto arabo-israeliano (dopo il giugno 1967), cartina 6 – Esportazione di petrolio dal Medio Oriente 2000, tabella 1- Stati mediorientali: crescita demografica fino al 2050, tabella 2 – Riserve di petrolio accertate 2000, tabella 3 – Produzione mondiale di petrolio per regione 2000, tabella 4 – Produzione di petrolio mediorientale 2000, tabella 5 – Spese militari per regione 1999, tabella 6 – Investimenti diritti esteri per regione 1999. Appendice 2. Cronologia 1. il Medio Oriente e le potenze occidentali 1600-2004, 2. il nazionalismo arabo, 3. l’Iran, 4. il nazionalismo curdo, 5. la Palestina e Israele, 6. i conflitti nella Penisola Arabica e nel Golfo Persico, 7. l’islamismo, riferimenti bibliografici; Aseri Relazioni internazionali e scienza politica, Collana diretta da Vittorio Emanuele PARSI n.19″,””,””,”VIOx-012-FL”
“GABRIELI Francesco”,”L’Islàm nella storia. Saggi di storia e storiografia musulmana.”,”EDIZIONI DEDALO. BARI. 1966″,”pag 269 8°”,””,”prefazione, note, nota bibliografica, indice nomi”,””,””,”VIOx-012-FSD”
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“GABRIELI Francesco”,”Maometto e le grandi conquiste arabe.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1996″,”pag 176 8°”,””,”indice nomi bibliografia”,””,””,”VIOx-013 RELx-010″
“MOSCATO Antonio NACHIRA Cinzia”,”Israele sull’orlo dell’abisso. Con documenti israeliani e palestinesi (I. Shahak, A. Sharon, Mubarak Awad, ecc., a cura di Vincenza (Cinzia) Nachira.”,”SAPERE 2000 EDIZIONI MULTIMEDIALI EDITORE. ROMA. 2002″,”pag 207 8°”,””,”note, appendici: 1) Ebrei e palestinesi nella storia. Miti e realtà di Antonio Moscato, 2) Israele arma le dittature del Terzo Mondo di Israël Shahak, 3) I rapporti tra Israele e Sudafrica di Antonio Moscato, 4) La sfera strategica di Israele di Ariel Scharon, 5) La lotta non violenta in Palestina di Mubarak Awad, 6) Depliant distribuito da “”Yes Gvul”” (“”c’è un limite””), 7) Una nuova nakba per i palestinesi di Joseph Halevi”,””,””,”VIOx-013-FL”
“LAWRENCE Thomas Edward, a cura di Cino BOCCAZZI”,”Dispacci segreti.”,”EDIZIONI STUDIO TESI. PORDENONE. 1988″,”pag 223 8°”,””,”‘I dispacci segreti di Lawrence d’Arabia’ di Cino BOCCAZZI; cronologia di T.E. Lawrence, nota bibliografica, glossario; traduzione di Nicoletta PENATI, rivista da Gianna POLIZZI e Cino BOCCAZZI”,””,””,”VIOx-013-FSD”
“COLOMBO Valentina, a cura; saggi di Elham MANEA AL-NABULSI Shakir AL-SOUAIHI Monjiya AL -BAGHDADI Ahmad AL-QIMNI Sayyd Afshin ELLIAN Mohamed HADDAD Raja BENSLAMA Magdi ALLAM Abdennour BIDAR Dounia BOUZAR Mohamed LAMSUNI Mona EL-TAHAWY Farag FODA Nonie DARWISH Ali SALEM e altri”,”Basta! Musulmani contro l’estremismo islamico.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag 274 16°”,””,”introduzione di Valentina COLOMBO, note, documenti, notizie sull’autore; Piccola Biblioteca Oscar”,””,””,”VIOx-013-FV”
“BERQUE Jacques”,”Les arabes.”,”SINDBAD. PARIS. 1973″,”pag 144 8°”,””,””,””,””,”VIOx-014″
“AAVV”,”Uno sguardo alla Repubblica Islamica dell’Iran.”,”MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’IRAN. SD”,”pag 99 8°”,””,”cartina foto illustrazioni”,””,””,”VIOx-014-FL”
“CARDINI Franco”,”Europa e Islam. Storia di un malinteso.”,”EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 1999″,”pag VIII 347″,””,”prefazione di Jacques LE-GOFF, premessa, cronologia, nota bibliografica, indice nomi; Collana ‘Fare l’Europa’, diretta da Jacques LE-GOFF”,””,””,”VIOx-014-FSD”
“LANGER Felicia, a cura di Massimo MASSARA”,”La repressione di Israele contro i palestinesi.”,”TETI EDITORE. MILANO. 1976″,”pag 219 8°”,””,”prefazione e traduzione di Massimo MASSARA, note, poscritto dell’autrice”,””,””,”VIOx-014-FV”
“BERQUE Jacques”,”Gli arabi.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1959″,”pag 107 8°”,””,””,””,””,”VIOx-015″
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“FONTANA Toni”,”Hotel Palestine. Viaggio attraverso la guerra da Kuwait City a Baghdad.”,”EDIZIONI L’UNITA’. ROMA. 2003″,”pag 173 16°”,””,”prefazione di Furio COLOMBO, prologo”,””,””,”VIOx-015-FV”
“BERQUE Jacques”,”Gli arabi ieri e domani.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1961″,”pag 324 8°”,””,”indice nomi argomenti”,””,””,”VIOx-016″
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“KALISKY René”,”Storia del mondo arabo. Volume 2: il risveglio e la ricerca dell’unità.”,”BERTANI EDITORE. VERONA. 1972″,”pag 453 8°”,””,”foto illustrazioni cartine appendice: ‘Dove vanno gli Arabi?’, bibliografia traduzione di Tina e Maurizio BALLINI e Antonio PISCHEDDA”,””,””,”VIOx-017-FL”
“RODINSON Maxime”,”Marxisme et monde musulman.”,”EDITIONS DU SEUIL. PARIS. 1972″,”pag 390-673 8° (F)”,””,””,””,””,”VIOx-018″
“MEJCHER Helmut”,”Sinai, 5 giugno 1967. Il conflitto arabo-israeliano.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2000″,”pag 318 8°”,””,”introduzione: ‘Sinai, 5 giugno 1967’ cronologia cartine sigle e abbreviazioni letture consigliate (bibliografia), indice dei nomi, traduzione di Enzo MORANDI, Biblioteca storica, Giorni del XX secolo, a cura di Norbert FREI Klaus-Dietmar HENKE e Hans WOLLER”,””,””,”VIOx-018-FL”
“BALDACCI Gaetano”,”Arabi o ebrei. Le complesse vicende i personaggi i retroscena i conflitti e i misteri che hanno fatto del Medio Oriente una bomba pronta ad esplodere.”,”LONGANESI. MILANO. 1968″,”pag 270 16°”,””,”note”,””,””,”VIOx-019″
“WARSCHAWSKI Michel”,”Israele-Palestina. La sfida binazionale. Un “”sogno andaluso”” del XXI secolo.”,”SAPERE 2000. ROMA. 2002″,”pag 108 8°”,””,”prefazione: ‘Vivere insieme’, note, Post scriptum di Elias SANBAR cronologia riferimenti cartografici (cartine); Collana diretta da Giuseppe SALERNO”,””,””,”VIOx-019-FL”
“LEWIS Bernard”,”Razza e colore nell’ Islam.”,”LONGANESI. MILANO. 1975″,”pag 118 16°”,””,”note illustrazioni”,””,””,”VIOx-020″
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“SCARCIA Biancamaria a cura”,”Il mondo dell’ Islam. L’attualità alla luce della storia.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag 156 16°”,””,”foto cronologia bibliografia cartina; Collana diretta da Tullio DE-MAURO”,””,””,”VIOx-021″
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“GIARDINA Andrea LIVERANI Mario SCARCIA Biancamaria”,”La Palestina. Storia di una terra. L’età antica e cristiana. Le questioni attuali.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1987″,”pag 205 16°”,””,”Collana ‘Libri di base’ diretta da Tullio DE-MAURO cronologia bibliografia indice nomi località”,””,””,”VIOx-024″
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“LEWIS Bernard”,”Gli arabi nella storia.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1998 ediz orig 1958″,”pag 227 8°”,””,”prefazione a nuova edizione prefazione a 1° edizione cronologia cartine bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”VIOx-033″
“LEWIS Bernard”,”L’Europa e l’Islam.”,”LATERZA. BARI. 1999″,”pag 99 8°”,””,”note, traduzione di Marina ASTROLOGO, note, Collana Economica Laterza n. 181,”,””,””,”VIOx-033-FL”
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“ABITBOL Michel HEYMANN Florence a cura; saggi di Amos FUNKENSTEIN Israel Yaacov YUVAL Moshe IDEL Dina PORAT Benny MORRIS Israel BARTAL Uri RAM”,”L’ historiographie israelienne aujourd’hui.”,”CNRS EDITIONS. PARIS. 1998″,”pag 249 8°”,””,”introduzione Michel ABITBOL prefazione di Florence HEYMANN note bibliografia estratti”,””,””,”VIOx-036″
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“SAID Edward W.”,”Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell’Occidente.”,”GAMBERETTI EDITRICE. ROMA. 1998″,”pag 421 8°”,””,”prefazione di Joseph A. BUTTIGIEG postfazione di Giorgio BARATTA indice nomi note”,””,””,”VIOx-037″
“ALI Tariq”,”Bush in Babilonia. La ricolonizzazione dell’Iraq.”,”FAZI EDITORE. ROMA 2004″,”pag XV 220 8°”,””,”Al lettore italiano dopo la strage di Nassiriya, appendice: ‘Christopher Hitchens e la prima guerra del golfo’, ringraziamenti, note, indice analitico, traduzione di Francesca MINUTIELLO, Collana Le terre/Interventi n.68″,””,””,”VIOx-037-FL”
“DOUGLAS William O.”,”Fermenti in Medio Oriente.”,”LEONARDO DA VINCI EDITRICE. BARI. 1953″,”pag 299 8°”,””,”foto cartina introduzione”,””,””,”VIOx-038″
“ALLAM Khaled Fouad”,”L’Islam globale.”,”RCS RIZZOLI. MILANO. 2002″,”pag 207 8°”,””,”prologo: ‘Una colazione alle sette del mattino’; introduzione: ‘L’ingegnere e il capotribù’, note, glossario, bibliografia,”,””,””,”VIOx-038-FL”
“LEWIS Bernard”,”La rinascita islamica.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1991″,”pag 371 8°”,””,”note cartina premessa alla edizione italiana, appendici atto costitutivo nazionale palestinese”,””,””,”VIOx-039″
“CODOVINI Giovanni”,”Storia del conflitto arabo israeliano palestinese.”,”BRUNO MONDADORI. MILANO. 1999″,”pag 262 8°”,””,”avvertenza dell’autore note cartine tabelle, appendici: a) carte geopolitice, b) documenti, c) gli accordi di pace 1993-1998, d) punti di vista della pace, e) banca dati, cronologia 1917-1999, glossario, bibliografia, indice dei nomi”,””,””,”VIOx-039-FL”
“LEWIS Bernard”,”I musulmani alla scoperta dell’ Europa.”,”LATERZA. BARI. 1991 ediz orig 1982″,”pag 340 8°”,””,”indice nomi argomenti note bibliografiche prefazione di Francesco GABRIELI introduzione collana ‘Biblioteca Universale Laterza’ (BUL)”,””,””,”VIOx-040″
“PANCERA Carlo a cura, scritti di HADAWI Sami, SAYEGH Fayez A., ABDUL-RAHMAN Asa’d”,”La lotta del popolo palestinese.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1969″,”pag 231 16°”,””,”introduzione di Guido VALABREGA, nota del curatore, cartine geografiche, tabelle, appendice: Intervento della delegazione della palestinese alla Seconda conferenza internazionale d’appoggio ai popoli arabi (25-28 gennaio 1969), La voce di Al Fatah, Quinto anno della rivoluzione palestinese: analisi e prospettive, Piattaforma politica di Al Farah, Strategia e tattica di Al fatah, I bollettini della guerriglia, Testimonianze, Il dovere dei palestinesi e quello degli alleati, Palestina: Commandos “”Tormenta”” di Téofilo Acosta, traduzione di Carlo PANCERA, Collana Universale Economica 585,”,””,””,”VIOx-040-FL”
“FACCHINI Enrico PANCERA Carlo”,”Dipendenza economica e sviluppo capitalistico in Israele. Analisi e struttura dello Stato sionista.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1975″,”pag 318 8°”,””,”note tabelle appendici bibliografia glossario; introduzione”,””,””,”VIOx-041″
“CORM Georges”,”L’egemonia Americana nel vicino Oriente.”,”JACA BOOK. MILANO. 2004″,”pag XV 382 8°”,””,”editoriale, conclusione, appendice: Allegati documentari e bibliografici, I) Orientamenti bibliografici d’insieme sul mondo Arabo, II) La successione dell’Impero Ottomano e la questione d’Oriente, III) La Lega degli Stati Arabi e i vertici dei Capi di Stato, IV) Il Sionismo e il cnflitto Arabo-Israeliano, V) L’evoluzione economica del vicino Oriente Arabo, VI) Bibliografia per Paesi, elenco delle opere citate nel presente volume, note indice dei nomi, traduzione di Cesare BERMANI; Collana Di Fronte e Attraverso 652″,””,””,”VIOx-041-FL”
“BARNAVI Eli”,”Storia di Israele. Dalla nascita dello Stato all’ assassinio di Rabin.”,”BOMPIANI. RCS. MILANO. 1997 ediz orig 1988″,”pag 318 8°”,””,”cronologia bibliografia cartine indice nomi postfazione”,””,””,”VIOx-042″
“SMITH Sharon”,”Donna e Islam.”,”GIOVANETALPA. MILANO. 2005″,”pag 43 8°”,””,”introduzione, conclusioni, note, traduzione di Roberto LUZZI”,””,””,”VIOx-042-FL”
“KOESTLER Arthur”,”Ladri nella notte. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1947″,”pag 428 16°”,””,””,””,””,”VIOx-043″
“CODOVINI Giovanni”,”Storia del conflitto arabo israeliano palestinese. Tra dialoghi di pace e monologhi di guerra.”,”BRUNO MONDADORI. MILANO. 2004″,”pag IX 466 8°”,””,” cronologia, glossario, bibliografia, note, avvertenza, indice dei nomi, Appendici: a) carte geopolitiche, b) documenti: Dichiarazione di Balfour (2 novembre 1917), Risoluzione ONU n. 181 (29 novembre 1947), Piano di spartizione ONU della Palestina, Dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele (14 maggio 1948), Atto costitutivo nazionale palestinese OLP, Risoluzione del Consiglio di sicurezza n. 242 (22 novembre 1967), Risoluzione n. 338 (22 ottobre 1973), Risoluzione della Assemblea generale delle nazioni unite sul sionismo (10 novembre 1975), Risoluzione ONU n. 4886 (16 dicembre 1991), Abrogazione della Risoluzione ONU n. 3379, Gli accordi di Camp David, La Lega Araba, Legge sulla protezione dei Luoghi santi (1967), Statuto del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas), c) Gli accordi di pace (1993-2004): Gli accordi di pace a Washington (13 settembre 1993), La dichiarazione di principi israelo-palestinese, Accordo fondamentale tra la Santa sede e lo Stato di Israele (30 dicembre 1993), Accordo del Cairo su Gaza e Gerico (4 maggio 1994), La dichiarazione di fine belligeranza tra Israele e Giordania (25 luglio 1994) a Washington, Il trattato di pace tra Israele e Giordania (26 ottobre 1994), Accordo di Taba per l’estensione dell’autonomia palestinese in Cisgiordania (24 settembre 1995), Ratifica a Washington (28 settembre 1995), Protocollo su Hebron (15 gennaio 1997), Accordo palestinese-israeliano di Wye Plantation (23 ottobre 1998), Una Road map imperniata sui risultati per una soluzione permanente del conflitto israelo-palestinese basata su du Stati (30 aprile 2003), Road map, le riserve di Israele (27 maggio 2003), Piano di disimpegno dalla Striscia di Gaza e da una parte della Gisgiordania (detto Piano Sharon), I piani di pace non realizzati, d) Banca dati, Collana Economica,”,””,””,”VIOx-043-FL”
“GRESH Alain”,”Storia dell’ OLP. Verso lo Stato palestinese.”,”EDIZIONI ASSOCIATE. ROMA. 1988 ediz orig 1983″,”pag 269 8°”,””,”presentazione di Maxime RODINSON note appendice sigle abbreviazioni bibliografia”,””,””,”VIOx-044″
“BERNARDINI Michele”,”Il mondo iranico e turco dall’avvento dell’Islàm all’affermazione dei Safavidi. Vol. II.”,”EINAUDI. TORINO. 2004″,”pag XIII 341 8°”,””,”premessa, bibliografia, glossario, cronologia, note, indice dei nomi, cartina, Piccola Biblioteca Einaudi, Nuova serie, Storia e geografia n. 252, Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo) Volume secondo.”,””,””,”VIOx-044-FL”
“RODINSON Maxime”,”Israele e il rifiuto arabo. Settantacinque anni di storia.”,”EINAUDI. TORINO. 1969 ediz orig 1968″,”pag 241 16°”,””,”nota 1969 cartine cronologia bibliografia ragionata su conflitto arabo-israeliano”,””,””,”VIOx-045″
“BRANCA Paolo”,”Moschee inquiete. Tradizionalisti, innovatori, fondamentalisti nella cultura islamica.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2003″,”pag 200 8°”,””,”premessa, note epilogo, riferimenti bibliografici (bibliografia), Collana Contemporanea”,””,””,”VIOx-045-FL”
“LEWIS Bernard”,”Il linguaggio politico dell’ Islam.”,”LATERZA. BARI. 1991 ediz orig 1988″,”pag 182 8°”,””,”note indice nomi argomenti località premessa nota sui criteri di trascrizione”,””,””,”VIOx-046″
“GRESH Alain VIDAL Dominique”,”Palestina 1947: una spartizione mai nata.”,”RUBBETTINO EDITORE. SOVERIA MANNELLI (CZ). 1990″,”pag 276 8°”,””,”note traduzione di Raffaele D’AGATA, appendice: Il discorso di Andrej Gromyko del 14 maggio 1947 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Il piano di spartizione del 29 novembre 1947, cronologia, bibliografia, cartine, Problemi aperti, Collana diretta da Orazio BARRESE”,””,””,”VIOx-046-FL”
“SABAGH Georges a cura; saggi di Charles ISSAWI Roger OWEN Homa KATOUZIAN Bent HANSEN Samir KHALAF Afaf Lutfi AL-SAYYID-MARSOT Carter VAUGHN FINDLEY”,”The modern economic and social history of the Middle East in its world context.”,”CUP. CAMBRIDGE. 1989″,”pag 161 8°”,””,”presentazione indice nomi argomenti località note”,””,””,”VIOx-047″
“RUOCCO Monica”,”L’intellettuale arabo tra impegno e dissenso. Analisi della rivista libanese al-Adab (1953-1994).”,”JOUVENCE SOCIETA EDITORIALE. ROMA. 1999″,”pag 318 8°”,””,”presentazione di Isabella CAMERA D’AFFLITTO, volume pubblicato con il contributo del CNR, premessa, conclusioni, appendice, Le Conferenze dell’Unione degli scrittori Arabi, note biografiche sui collaboratori di al-Adab, bibliografia, indice analitico, Saggi n. 9,”,””,””,”VIOx-047-FL”
“THESIGER Wilfred”,”Sabbie arabe. Viaggio nell’ Arabia deserta.”,”MONDADORI. MILANO. 1991 ediz orig 1959″,”pag 329 8°”,””,”introduzione cartine”,””,””,”VIOx-048″
“FABEI Stefano”,”Una vita per la Palestina. Storia di Hâjj al-Husaynî, Gran Mufti di Gerusalemme.”,”GRUPPO UGO MURSIA EDITORE. MILANO. 2003″,”pag 292 8°”,””,”presentazione di Sergio NOJA NOSEDA, prefazione, note, ringraziamenti, glossario, bibliografia, Testimonianze fra cronaca e storia, 1939-1945: Seconda guerra mondiale.”,””,””,”VIOx-048-FL”
“CARRE’ Olivier”,”Le nationalisme arabe.”,”FAYARD. PARIS. 1993″,”pag 304 8°”,””,”elenco opere autore introduzione note indice nomi”,””,””,”VIOx-049″
“LO-JACONO Claudio”,”Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo). Volume primo. Il vicino Oriente da Muhammad alla fine del sultanato mamelucco.”,”EINAUDI. TORINO. 2007″,”pag XVI 470 8°”,””,”premessa, avvertenza, note, bibliografia, glossario, cronologia, indice dei nomi, Piccola Biblioteca Einaudi n.251, Nuova Serie Storia e geografia”,””,””,”VIOx-049-FL”
“RODINSON Maxime”,”L’ Islam politique et croyance.”,”FAYARD. PARIS. 1993″,”pag 333 8°”,””,”elenco opere autore prefazione note bibliografia”,””,””,”VIOx-050″
“ROY Olivier”,”Global Muslim. Le radici occidentali nel nuovo Islam.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2003″,”pag 179 8°”,””,”nota introduttiva, note, conclusioni, traduzione di Lucia CORNALBA, Collana Serie Bianca / Feltrinelli”,””,””,”VIOx-050-FL”
“FLORY Maurice KORANY Bahgat MANTRAN Robert CAMAU Michel AGATE Pierre”,”Les regimes politiques arabes.”,”PUF. PARIS. 1990″,”pag 578 8°”,””,”avvertenze introduzione di Robert MANTRAN bibliografia note tabelle grafici cartine indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-051″
“MEDDEB Abdelwahab”,”La malattia dell’islam, seguito da: ‘Che cosa ci si può attendere da una guerra?’.”,”BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 2003″,”pag 228 8°”,””,”note traduzione di Egi VOLTERRANI, appendice: ‘Che cosa ci si può attendere da una guerra?’, Collana Saggi, storia, filosofia e scienze sociali”,””,””,”VIOx-051-FL”
“LANNUTTI Giancarlo”,”Iran e Iraq. Guida storico-politica.”,”DATA NEWS. ROMA. 1998″,”pag 110 16°”,””,”bibliografia”,””,””,”VIOx-052″
“LEWIS Bernard”,”Il linguaggio politico dell’Islam.”,”LATERZA. BARI. 2005″,”pag VII 183 8°”,””,”premessa, nota sui criteri di trascrizione usati, note, indice nomi argomenti località, traduzione di Biancamaria AMORETTI SCARCIA, Collana Economica Laterza”,””,””,”VIOx-052-FL”
“RODINSON Maxime”,”Islam e capitalismo. Saggio sui rapporti tra economia e religione.”,”EINAUDI. TORINO. 1968 ediz orig 1965″,”pag 312 16°”,””,”premessa note avvertenza su trascrizione parole straniere”,””,””,”VIOx-053″
“GAJA Filippo”,”Le frontiere maledette del Medio Oriente. Le righe immaginarie tracciate sulla sabbia del deserto che portano il mondo alla catastrofe. 170 anni di interventi militari, accordi segreti e trattati arbitrari nel perverso processo di formazione della ‘legalità internazionale’ nel Golfo Persico e dintorni.”,”MAQUIS EDITORE. MILANO. 1991″,”pag 274 8°”,””,”introduzione, note bibliografiche, indice dei nomi”,””,””,”VIOx-053-FL”
“SOURDEL Dominique”,”L’ Islam.”,”GARZANTI. MILANO. 1956″,”pag 114 16°”,””,”cartine bibliografia; collana Saper tutto”,””,””,”VIOx-054″
“LIVNÉ Rami”,”Per la rivoluzione socialista in Medio Oriente. Dichiarazione di Rami Livné al processo di Haifa.”,”SAPERE EDIZIONI. MILANO. 1974″,”pag 39 16°”,””,”nota introduzione note, Collana Informazione Controinformazione”,””,””,”VIOx-054-FL”
“CAHEN Claude”,”Storia Universale Feltrinelli. Vol 14. L’ islamismo. 1. Dalle origini all’ inizio dell’ Impero Ottomano.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1969″,”pag 367 16°”,””,”profilo biografico autore introduzione cartine tavole genealogiche e dinastie cronologia note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-055″
“MOSCATO Antonio”,”Tempeste sull’Iraq.”,”MASSARI EDITORE. BOLSENA (VT). 2003″,”pag 174 16°”,””,”cartina, note, appendice: ‘La lunga tragedia dell’Afghanistan’, schede, conclusioni, Collana Controcorrente”,””,””,”VIOx-055-FL”
“DAUMAL J. LEROY M.”,”Nasser. La vita e il pensiero i testi esemplari.”,”SANSONI. FIRENZE. 1971 ediz orig 1970″,”pag 239 16°”,””,”prefazione foto note testi documenti”,””,””,”VIOx-056″
“TORRI Michelguglielmo a cura PIOPPI Daniela ALLEGRA Marco TIRIPELLI Giuliana PALLANTE Francesco TROMBETTA Lorenzo FUMAGALLI Matteo FERRARI Aldo LEGRENZI Matteo TOSI Cecilia SOTTIMANO Maria Aurora RADAELLI Riccardo VERCELLIN Giorgio GIUNCHI Elisa”,”Il grande Medio Oriente nell’era dell’egemonia americana,”,”BRUNO MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag 481 8°”,””,”premessa di Michelguglielmo TORRI, note, Ricerca, Contributi del MIUR, del Dipartimento di Studi Politici dell’Università di Torino e del Dipartimento di Studi Internazionali dell’Università degli Studi di Milano”,””,””,”VIOx-056-FL”
“ABDEL KADER A. Razak”,”Il mondo arabo alla vigilia di una svolta.”,”JACA BOOK. MILANO. 1967 ediz orig 1966″,”pag 247 8°”,””,”nota di edizione nota biografica introduzione”,””,””,”VIOx-057″
“LEDDA Romano”,”La battaglia di Amman.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1971″,”pag 149 16°”,””,”nota introduttiva, conclusioni, Collana Il Punto,”,””,””,”VIOx-057-FL”
“LEWIS Bernard”,”Le molte identità del Medio Oriente.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2000″,”pag 157 8°”,””,”prefazione, introduzione, letture consigliate (bibliografia), traduzione di Giovanni ARGANESE, Collana Intersezioni”,””,””,”VIOx-058-FL”
“ABDEL KADER A. Razak”,”Israele e il mondo arabo. Ebrei e arabi di fronte all’ avvenire.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 1964 ediz orig 1961″,””,””,”avvertenza appendice; Titolo originale: ‘Le conflit judeo-arabe. Juifs et arabes face à l’ avenir'”,””,””,”VIOx-059″
“VALABREGA Guido”,”Il Medio Oriente dal primo dopoguerra a oggi.”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1978″,”pag 123 16°”,””,”Indicazioni bibliografiche (bibliografia), documentazione, Collana Sansoni Studio”,””,””,”VIOx-059-FL”
“BEMONT Fredy”,”L’ Iran devant le progres.”,”INSTITUT D’ ETUDE DU DEVELOPPEMENT ECONOMIQUE ET SOCIAL DE L’ UNIVERSITE’ DE PARIS. PUF. PARIS. 1964″,”pag 243 8°”,””,”introduzione note cartina tabelle”,””,””,”VIOx-060″
“CARRETTO Giacomo E. CORM Georges CRESPI Gabriele FOREST Chantal FOREST Jean-Daniel RIES Julien”,”Iraq. Dalle antiche civiltà alla barbarie del mercato petrolifero.”,”JACA BOOK. MILANO. 2003″,”pag 203 8°”,””,”introduzione: editoriale, note, cartine, Collana Di fronte e traverso”,””,””,”VIOx-060-FL”
“MEJCHER Helmut”,”Sinai, 5 giugno 1967. Il conflitto arabo-israeliano.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2000 ediz orig 1998″,”pag 318 8°”,””,”introduzione note cronologia cartine sigle abbreviazioni bibliografia indice nomi”,””,””,”VIOx-061″
“MASSOULIÉ François”,”I conflitti del Medio Oriente.”,”GIUNTI GRUPPO EDITORIALE, FIRENZE. 2001″,”pag 159 8°”,””,”prefazione di Gilles KEPEL, conclusione, bibliografia, foto, cartine, indice dei nomi, traduzione di Daniela CONCARELLA; Collana XX Secolo”,””,””,”VIOx-061-FL”
“ARNETT Peter”,”Io e Saddam. La mia guerra nel Golfo.”,”SILVIO BERLUSCONI EDITORE. MILANO. SD”,”pag 111 16°”,””,””,””,””,”VIOx-062″
“LANNUTTI Giancarlo”,”Storia della Palestina.”,”DATANEWS. ROMA. 2001″,”pag 153 8°”,””,”prefazione: ‘Che cos’è la Palestina’, cartine bibliografia”,””,””,”VIOx-062-FL”
“ETIENNE Bruno”,”L’ islamisme radical.”,”HACHETTE. PARIS. 1987″,”pag 366 8°”,””,”introduzione grafici note bibliografiche glossario parole arabe allegati tabelle”,””,””,”VIOx-063″
“VATIKIOTIS Panayotis J.”,”Islam: Stati senza Nazioni.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1998″,”pag X 192 8°”,””,”presentazione di Giampaolo CALCHI NOVATI, traduzione di Isabella VAY, scheda bibliografica, a cura del Servizio Biblioteche Provincia di Milano (riportata nell’ultima pagina del libro), note, indice analitico, nota sulla traslitterazione.”,””,””,”VIOx-063-FL”
“RODINSON Maxime”,”Marxism and the Muslim World.”,”ZED BOOKS. LONDON. 1979 ediz orig 1972″,”pag 228 8°”,””,”ringraziamenti prefazione dell’ autore all’ edizione inglese indice nomi argomenti località nota biografica autore”,””,””,”VIOx-064″
“KLEIN Claude”,”Israele. Lo Stato degli Ebrei.”,”GIUNTI GRUPPO EDITORIALE. FIRENZE. 2000″,”pag 121 8°”,””,”Traduzione di David Scaffei, introduzione, bibliografia, cronologia, indice dei nomi, cartine, tabelle, foto, Collana XX Secolo,”,””,””,”VIOx-064-FL”
“DONINI Pier Giovanni”,”Israele.”,”LOESCHER EDITORE. TORINO. 1981″,”pag 87 8° grande”,””,”illustrazioni foto grafici tabelle nota bibliografica didattica”,””,””,”VIOx-065″
“AHMAD ‘ABD AL- WALIYY Vincenzo”,”Islam. L’altra civiltà.”,”MONDADORI. MILANO. 2002″,”pag 433 8°”,””,”introduzione, conclusioni: ‘L’Islam e l’identità Occidentale’, note, elenco delle opere citate, indice dei nomi e dei termini arabi”,””,””,”VIOx-065-FL”
“BARTHEL Günter BAUMANN Herbert BELLMANN Dieter BÖRNER Armin BRANDT Jürgen HAIKAL Fattah HOFFMANN Gerhard MÄHRDEL Ingrid NIMSCHOWSKI Helmut PREI?LER Holger RATHMANN Lothar RICHTER Ilse SERAUKY Eberhard, autori”,”Geschichte der Araber. Von den Anfängen bis zur Gegenwart. Band 5. Der Zusammenbruch des imperialistischen Koloialsystems und die Bildung souveräner arabischer Nationalstaaten.”,”AKADEMIE VERLAG. BERLIN. 1981″,”pag 270 16°”,””,”prefazione foto cartine note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-066″
“LEWIS Bernard”,”La rinascita Islamica.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1991″,”pag 371 8°”,””,”Ppremessa all’edizione italiana, figure, note, appendici: I. Atto Costitutivo Nazionale Palestinese, II. Risoluzioni del Consiglio nazionale della Palestina, traduzione di Maria Rosa BALDI (I-II), Gino SCATASTA (III-IV), Giovanni ARGANESE (V), Collana Saggi n. 383,”,””,””,”VIOx-066-FL”
“LAMCHICHI Abderrahim”,”Geopolitique de l’ islamisme.”,”L’ HARMATTAN. PARIS. 2001″,”pag 330 8°”,””,”elenco opere dell’ autore introduzione note bibliografia”,””,””,”VIOx-067″
“SEGRE Dan Vittorio”,”Il poligono mediorientale. Fine della questione arabo-israeliana?”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1994″,”pag 239 8°”,””,”introduzione, cartine, note, Collana Contemporanea”,””,””,”VIOx-067-FL”
“SABRY M.”,”La revolution egyptienne. D’apres des documents authentiques et des photographies prises au cours de la revolution.”,”LIBRAIRIE J. VRIN. PARIS. 1919″,”pag X 143 16°”,””,”lettera-prefazione di A. AULARD, professeur d’histoire de la Revolution francaise à l’ Université de Paris; foto note”,””,””,”VIOx-068″
“CAMPANINI Massimo”,”Storia del Medio Oriente, 1798-2005.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2006″,”pag 257 8°”,””,”premessa, conclusioni, cronologia, letture consigliate, indice dei nomi, Universale Paperbacks Il Mulino”,””,””,”VIOx-068-FL”
“VERCELLIN Giorgio”,”Tra veli e turbanti. Rituali sociali e vita privata nei mondi dell’ Islam.”,”MARSILIO. VENEZIA. 2000″,”pag 257 8°”,””,”bibliografia”,””,””,”VIOx-069″
“HIRST David”,”Senza pace. Un secolo di conflitti in Medio Oriente.”,”NUOVI MONDI MEDIA. BOLOGNA. 2004″,”pag 446 8°”,””,”prefazione dell’autore all’edizione italiana, prefazione alla terza edizione, prefazione alla seconda edizione, epilogo, note; traduzione di Giuliana LUPI”,””,””,”VIOx-069-FL”
“VERCELLIN Giorgio”,”Jihad. L’ Islam e la guerra.”,”GIUNTI. FIRENZE. 2001 ediz orig 1997″,”pag 60 16°”,””,”bibliografia”,””,””,”VIOx-070″
“RODINSON Maxime”,”Islam e capitalismo.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag 312 16°”,””,”premessa, avvertenza sulla trascrizione delle parole straniere, note, traduzione di Patrizio TUCCI, Nuovo Politecnico”,””,””,”VIOx-070-FL”
“VERCELLIN Giorgio”,”Istituzioni del mondo musulmano.”,”EINAUDI. TORINO. 1996″,”pag XXV 419 8°”,””,”introduzione nota al testo bibliografia note cartine indice dei termini tecnici”,””,””,”VIOx-071″
“DONINI Pier Giovanni”,”Il mondo Islamico. Breve storia dal Cinquecento a oggi.”,”LATERZA. BARI. 2003″,”pag 327 8°”,””,”nota dell’editore, premessa, introduzione, conclusione, bibliografia, glossario, tavole delle dinastie, indici: dei nomi di persone, dinastie, confraternite, dei luoghi, tribù, clan, popolazioni, degli autori citati, Collana Storia e Società”,””,””,”VIOx-071-FL”
“RINALDI Niccolò”,”Islam, guerra e dintorni. Viaggio in Afghanistan.”,”EDITRICE L’ HARMATTAN ITALIA. TORINO. 1997″,”pag 200 8°”,””,”prefazione cartina”,””,””,”VIOx-072″
“SCARCIA AMORETTI Biancamaria”,”Il mondo musulmano. Quindici secoli di storia.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 1998″,”pag 345 8°”,””,”presentazione, carte, prospetto storico-geografico, quadri dinastici, bibliografia, indice dei nomi di persona, indice dei nomi e località”,””,””,”VIOx-072-FL”
“AL-KUBEISSI B.”,”Storia del Movimento dei Nazionalisti Arabi.”,”JACA BOOK. MILANO. 1977″,”pag 188 16°”,””,”note traduzione di Massimo GUIDETTI”,””,””,”VIOx-073″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm dell’immobilismo. Dalla caduta di Bagdàd allo sbarco di Napoleone in Egitto (1258-1798).”,”MONDADORI. MILANO. 1994″,”Vol. III pag 356 8°”,””,”bibliografia, elenco delle fonti, cartine, Oscar Storia”,””,””,”VIOx-073-FL”
“SCHMITZ-KAIRO P.”,”Politici e profeti sul Mar Rosso.”,”BOMPIANI. MILANO. 1940″,”pag 299 8°”,””,”prefazione di Bruno REVEL cartine foto traduzione dall’ originale tedesco del Prof. Bruno REVEL dell’ Università Bocconi di Milano”,””,””,”VIOx-074″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islam. Maometto Profeta dell’Islam.”,”MONDADORI. MILANO. 1995″,”Vol. I pag XIV 375 8°”,””,”introduzione, bibliografia, elenco delle fonti, indice analitico, Oscar Mondadori,”,””,””,”VIOx-074-FL”
“SCHRADER Laura a cura”,”Canti d’ amore e di libertà del popolo kurdo.”,”TEN. TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1993″,”pag 98 16°”,””,”prefazione di Ibrahim AHMAD introduzione note cenni biografici autori”,””,””,”VIOx-075″
“GUTAS Dimitri D’ANCONA Cristina a cura”,” Pensiero greco e cultura araba.”,”EINAUDI. TORINO. 2002″,”pag XXVI 275 8°”,””,”premessa all’edizione italiana di Cristina D’ANCONA, prefazione, nota sulle indicazioni cronologiche, sui nomi e sulla traslitterazione, abbreviazioni, i califfi abbasidi al tempo del movimento di traduzione, epilogo, appendice: opere greche tradotte in arabo. Guida bibliografica per argomenti, bibliografie e indici: bibliografia, bibliografia in ordine cronologico degli studi sull’importanza del movimento di traduzione per la civiltà islamica, indice dei manoscritti, analitico, dei nomi, traduzione di Cecilia MARTINI, Piccola Biblioteca Einaudi, Storia e geografia”,””,””,”VIOx-075-FL”
“LEWIS Bernard”,”Le molte identità del Medio Oriente.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2000″,”pag 157 8°”,””,”prefazione introduzione cartine bibliografia”,””,””,”VIOx-076″
“LEWIS Bernard”,”Il suicidio dell’Islam. In che cosa ha sbagliato la civiltà mediorientale.”,”MONDADORI. MILANO. 2002″,”pag 187 8°”,””,”premessa, introduzione, note, indice dei nomi, coclusione, poscritto, traduzione di Lodovico TERZI”,””,””,”VIOx-076-FL”
“NOUSCHI André”,”Le lotte per il petrolio nel medio oriente.”,”MURSIA. MILANO. 1971 ediz orig 1970″,”pag 156 16°”,””,”cronologia introduzione parte seconda: documenti interpretazioni storiografiche bibliografia indice nomi”,””,””,”VIOx-077″
“BARNAVI Eli”,”Storia d’Israele. Dalla nascita dello stato all’assassinio di Rabin.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2001″,”pag 318 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana, postfazione, cronologia, cartine, indice dei nomi, traduzione di Vito CALABRETTA e Paola VARANI Tascabili Bompiani, Storia Paperback”,””,””,”VIOx-077-FL”
“FAURE Claude”,”Shalom, Salam. Dictionnaire pour une meilleure approche du conflit israelo-palestinien.”,”FAYARD. PARIS. 2002″,”pag 432 8°”,””,”prefazione illustrazioni foto”,””,””,”VIOx-078″
“ABDEL-KADER A. Razak”,”Israele e il Mondo Arabo. Ebrei e arabi di fronte all’avvenire.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1964″,”pag 516 8°”,””,”Avvertenza, Traduzione di Domenico Tarizzo, appendice: La questione della minoranza ebraica al congresso della Soummam, conclusione, prospettive, La Cultura Storia, Critica, Testi”,””,””,”VIOx-078-FL”
“ASTALDI Maria Luisa a cura; saggi di Alessandro BAUSANI Sergio NOJA Naim KATTAN Georges C. ANAWATI Gianroberto SCARCIA Maurizio BORRMANS Umberto RIZZITANO Aurelio RONCAGLIA Francesco GABRIELI Nada TOMICHE Francesco CASTRO Syed Hussein ALATAS Anouar ABDEL-MALEK Biancamaria SCARCIA AMORETTI Luigi MANFRA Lelio BASSO Aldo GAROSCI Moenis TAHA-HUSSEIN Mario ZAGARI Arturo BARONE”,”L’ islam.”,”I PROBLEMI DI ULISSE – MONOGRAFIE. SANSONI. FIRENZE. 1977″,”pag 183 8°”,””,”note”,””,””,”VIOx-079″
“SCARCIA Biancamaria”,”Il mondo dell’Islam.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1988″,”pag 157 20°”,””,”cronologia, indice dei nomi, bibliografia, foto, cartina, Libri di base, Collana diretta da Tullio De-Mauro,”,””,””,”VIOx-079-FL”
“TRIPP Charles”,”A History of Iraq.”,”CUP. CAMBRIDGE. 2002 2° edizione”,”pag XXI 324 8°”,””,”foto cronologia glossario cartine introduzione note bibliografia”,””,””,”VIOx-080″
“KARSH Efraim”,”Islamic Imperialism. A History.”,”YALE UNIVERSITY PRESS. LONDON. 2007″,”pag 284 8°”,””,”introduction, cartine note indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-080-FL”
“FABRIZIO Daniela”,”La questione dei luoghi santi e l’ assetto della Palestina, 1914-1922.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 2000″,”pag 255 8°”,””,”prefazione di Giorgio RUMI, introduzione premessa note appendice indice nomi fonti bibliografia; ‘Studi e ricerche’ collana diretta da Marino BERENGO e Franco DELLA PERUTA”,”SI”,””,”VIOx-081″
“PANELLA Carlo”,”Saddam. Ascesa, intrighi e crimini del peggior amico dell’Occidente.”,”EDIZIONI PIEMME. CASALE MONFERRATO (AL). 2003″,”pag 367 8°”,””,”prefazione, appendice: ‘Le radici di Saddam’ glossario, bibliografia, indice dei nomi”,””,””,”VIOx-081-FL”
“BELT Don a cura; saggi di Ella C. SYKES Frederick SIMPICH Margaret SIMPICH Junius B. WOOD Melville CHATER Maynard Owen WILLIAMS Thomas J. ABERCROMBIE John J. PUTMAN Muhammad ABDUL-RAUF William S. ELLIS Marianne ALIREZA Tad SZULC Richard MACKENZIE Mike EDWARDS Edward GIRARDER”,”Islam. Dal 1888 ai nostri giorni.”,”NATIONAL GEOGRAPHIC. WHITE STAR. VERCELLI. 2001″,”pag 175 8°”,””,”prefazione di William L. ALLEN introduzione Don BELT foto cartine”,””,””,”VIOx-082″
“PANELLA Carlo”,”Il libro nero dei Regimi islamici. 1914-2006: oppressione, fondamentalismo, terrore.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2006″,”pag 455 8°”,””,”note, appendice, glossario dei termini islamici, glossario dei termini arabi, biografie, sigle, bibliografia, foto dell’autore, indice dei nomi”,””,””,”VIOx-082-FL”
“PANELLA Carlo”,”Piccolo atlante del Jihad. Le radici del fondamentalismo islamico.”,”MONDADORI. MILANO. 2002″,”pag 215 8°”,””,”premessa glossario indice nomi cartina, Collana Oscar saggi”,””,””,”VIOx-083″
“LUIZARD Pierre-Jean”,”La questione irachena.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2003″,”pag 284 8°”,””,”note, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Bruno AMATO, Ester DORNETTI, Stefano VIVIANI; collana Serie Bianca / Feltrinelli”,””,””,”VIOx-083-FL”
“LAWRENCE Thomas E.”,”I sette pilastri della saggezza.”,”BOMPIANI. MILANO. 1983 ediz orig 1926″,”pag 823 8°”,””,”bibliografia opere Th. E. LAWRENCE”,””,””,”VIOx-084″
“SAID Edward W.”,”La questione palestinese. La tragedia di essere vittima delle vittime.”,”GAMBERETTI EDITRICE. ROMA. 2001″,”pag 314 8°”,””,”prefazione di Guido VALABREGA, nota dell’editore, traduzione di Stefano CHIARINI e Antonella USELLI. Appendice ‘Due popoli nella universalità del dolore’, nota bibliografica, note, indice dei nomi, ‘Orienti collana diretta da Stefano CHIARINI'”,””,””,”VIOx-084-FL”
“ROSCHKE-BUGZEL Sabine”,”Die revolutionäre Bewegung in Iran 1905-1911. Sozialdemokratie und russischer Einflu?.”,”PETER LANG. FRANKFURT A.M. 1991″,”pag 341 8°”,””,”prefazione note bibliografia”,””,””,”VIOx-085″
“LERNER Gad”,”Crociate. Il millenio dell’odio.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2000″,”pag 181 8°”,””,”prefazione dell’autore, foto, cartine, appendice: ‘Dal ‘Deus lo vult’ delle Crociate al ‘mea culpa’ di Giovanni Paolo II’, una discussione con Franco CARDINI”,””,””,”VIOx-085-FL”
“RUNCIMAN Steven”,”Storia delle Crociate. Volume primo.”,”EINAUDI. TORINO. 1966″,”pag XXV 621 8°”,””,”presentazione dell’ autore all’ edizione italiana prefazioni note illustrazioni”,””,””,”VIOx-086″
“BENNASSAR Bartolomé BENNASSAR Lucille”,”I cristiani di Allah.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 1991″,”pag VIII 489 8°”,””,”presentazione di Salvatore BONO, introduzione cronologia, foto illustrazioni fonti e bibliografia, glossario, appendice ‘Elenco degli italiani passati all’Islam secondo le fonti dell’Inquisizione (1560-1700)’ traduzione di Sergio ATZENI, note”,””,””,”VIOx-086-FL”
“RUNCIMAN Steven”,”Storia delle Crociate. Volume secondo.”,”EINAUDI. TORINO. 1966″,”pag 625-1225 8°”,””,”illustrazioni note appendici fonti alberi genealogiche bibliografia indice nomi località”,””,””,”VIOx-087″
“CORM Georges”,”Il mondo Arabo in conflitto. Il vicino Oriente dal dramma libanese all’invasione del Kuwayt.”,”JACA BOOK. MILANO. 2005″,”pag XI 171 8°”,””,”postfazione 2003-2006, elenco delle opere citate nel presente volume, indice dei nomi, note, traduzione di Cesare BERMANI, Collana Di Fronte e Attraverso 700″,””,””,”VIOx-087-FL”
“ASOR ROSA Alberto”,”Fuori dall’ Occidente. Ovvero ragionamento sull’ “”Apocalissi””.”,”EINAUDI. TORINO. 1992″,”pag X 125 16°”,””,”introduzione note”,””,””,”VIOx-088″
“CAMPANINI Massimo”,”Islam e politica.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2003″,”pag 313 8°”,””,”presentazione, bibliografia. Saggi”,””,””,”VIOx-088-FL”
“BABINGER Franz”,”Maometto il Conquistatore.”,”EINAUDI. TORINO. 1967 2° edizione riveduta”,”pag XXXIII 591 8°”,””,”presentazione di Delio CANTIMORI prefazione alla prima e seconda edizione cartine illustrazioni indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-089″
“BROWN L. Carl”,”International Politics and the Middle East. Old Rules, Dangerous Game.”,”PRINCETON UNIVERSITY PRESS. LONDON. 1984″,”pag XII 363 8°”,””,”prefazione dell’autore, introduzione note bibliografia appendici: I) Eastern Question Chronology 1774-1923, II) Dismemberment of the Ottoman Empire 1774-1923, III) Major Regional Power Bids in the Greater Ottoman World from the Beginning of the Eastern Question to the Outbreak of the First World War, IV) Established Authority and the Eastern Question: Ottoman Empire, Tunisia, and Egypt, V) Middle Eastern Politics and International Relations, 1919-1982; indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-089-FL”
“FRESCOBALDI Dino”,”La riscossa del profeta. Ayatollah, re, emiri, sceicchi, sultani, capipopolo e dittatori nel vortice del nuovo fanatismo islamico che può minacciare il mondo.”,”SPERLING & KUPFER EDITORI. MILANO. 1988″,”pag 200 8°”,””,””,””,””,”VIOx-090″
“CORM Georges”,”Il Vicino Oriente. Un montaggio irrisolvibile.”,”JACA BOOK. MILANO. 2004″,”pag 237 8°”,””,”editoriale, prefazione all’edizione italiana, appendice: ‘Tipologia dei gruppi etnici e delle comunità religiose nel mondo arabo’, elenco delle opere citate nel presente volume, indice dei nomi, note, traduzione di Cesare BERMANI, Collana Di Fronte e Attraverso”,””,””,”VIOx-090-FL”
“VALABREGA Guido”,”Il Medio Oriente dal primo dopoguerra ad oggi.”,”SANSONI. FIRENZE. 1977 2° edizione”,”pag 125 16°”,””,”bibliografia documentazione”,””,””,”VIOx-091″
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“NIRENSTEIN Fiamma”,”Islam. La guerra e la speranza. Intervista a Bernard Lewis.”,”RIZZOLI. MILANO. 2003″,”pag 151 16°”,””,”introduzione, intervista”,””,””,”VIOx-092″
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“PIPES Daniel”,”Greater Syria. The History of an Ambition.”,”OUP. OXFORD. 1990″,”pag 240 8°”,””,”ringraziamenti introduzione cartine foto note indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-093″
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“PEEV Yordan”,”Le monde arabe et l’ imperialisme.”,”SOFIA-PRESSE. SOFIA. 1980″,”pag 86 16°”,””,””,””,””,”VIOx-094″
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“SCHATTNER Marius”,”Histoire de la droite israelienne. De Jabotinsky a Shamir.”,”EDITIONS COMPLEXE. BRUXELLES. 1991″,”pag 414 16°”,””,”introduzione note cronologia bibliografia cartine tabelle indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-095″
“VERCELLIN Giorgio”,”Istituzioni del mondo musulmano.”,”EINAUDI. TORINO. 1995″,”pag XXV 419 8°”,””,”introduzione, nota al testo, indicazioni bibliografiche, indice dei termini tecnici, indice dei nomi e dinastie, note, cartine, Biblioteca studio”,””,””,”VIOx-095-FL”
“MACKEY Sandra”,”The Reckoning. Irak and the legacy of Saddam Hussein.”,”W.W. NORTON. NY. 2002″,”pag 415 8°”,””,”prefazione ringraziamenti introduzione cartine note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-096″
“LEWIS Bernard”,”La costruzione del Medio Oriente.”,”LATERZA. BARI. 1998″,”pag XI 229 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, note, orientamenti bibliografici, cartine, traduzione di Pier Giovanni DONINI, indice dei nomi, Collana Quadrante”,””,””,”VIOx-096-FL”
“KHALDUN Ibn (KHALDOUN)”,”La Muqaddima. Le rationalisme d’Ibn Khaldoun. Extraits (Histoire, sociologie, politique, sciences, philosophie) choisis et classés avec avant-propos, notes et index par Georges Labica.”,”LIBRAIRIE HACHETTE. PARIS. 1965″,”pag 207 8°”,””,”introduzione di G. LABICA osservazioni sulla traduzione di J.E. BENCHEIKH avvertenze note appendice: cronologia di Ibn Khaldoun cronologia comparata cronologia delle dinastie musulmane d’ Occidente e d’ Oriente, piano sommario della Muqaddima, tavola delle concordanze, indice nomi cartina bibliografia opere di e su I. KALDHOUN”,””,””,”VIOx-097″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. 4. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto all’ultima guerra del Golfo.”,”MONDADORI. MILANO. 1990″,”pag 431 8°”,””,”cartine, bibliografia, elenco delle fonti, indice analitico nomi argomenti località, Oscar Storia Mondadori”,””,””,”VIOx-097-FL”
“ALEM Jean-Pierre”,”Le Liban.”,”PUF. PARIS. 1968″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione cartine tabelle note bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-098″
“CHOURAQUI André”,”Lo Stato d’Israele.”,”GARZANTI. MILANO. 1960″,”pag 125 16°”,””,”introduzione, conclusione, appendice: Gli avvenimenti più recenti, bibliografia, note, traduzione di Elena SEGRE CORTELLESSA, Serie Saper tutto”,””,””,”VIOx-098-FL”
“CHOURAQUI André”,”L’ Etat d’ Israel.”,”PUF. PARIS. 1975″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione cartina bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-099″
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“RONDOT Philippe”,”La Syrie.”,”PUF. PARIS. 1978″,”pag 128 16°”,””,”note tabelle cartine bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-100″
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“RONDOT Philippe”,”La Jordanie.”,”PUF. PARIS. 1980″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore note tabelle cartine bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-101″
“KEPEL Gilles”,”Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2001″,”pag 436 8°”,””,”introduzione, prologo, note, conclusione, carte, ringraziamenti, traduzione di Roberto LANDUCCI e Stefano LIBERTI, Collana Argomenti”,””,””,”VIOx-101-FL”
“TOMICHE Nada”,”L’ Egypte moderne.”,”PUF. PARIS. 1976″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione note cartine bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-102″
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“ALEM Jean-Pierre”,”Le Proche-Orient arabe.”,”PUF. PARIS. 1977″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione cartine note bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-103″
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“BOISSEL Jean”,”L’ Iran moderne.”,”PUF. PARIS. 1975″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione cartine note bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-104″
“HAMILTON Jill”,”Il Dio in armi. La Gran Bretagna e la nascita dello Stato di Israele.”,”CORBACCIO. MILANO. 2006″,”pag 436 8°”,””,”prefazione, prologo, La Bibbia e la bandiera, epilogo, note, appendice: 1. La religione dei primi ministri britannici, 2. Immigrazione ebraica in Palestina e andamento demografico, 3. Dichiarazione di indipendenza 14 maggio 1948, 4. Proposta di un progetto di colonizzazione ebraica, redatta da Lloyd George,1903, 5. La diminuzione del sostegno dei nonconformisti a Lloyd George: un esempio, 6. La difesa del sionismo da parte di Balfour, 7. L’ascesa del nazionalismo arabo in Palestina fino all’epoca del mandato, Cartina britannica della regione palestinese, rinfraziamenti, traduzione di Marco SARTORI, Illustrazioni”,””,””,”VIOx-104-FL”
“SOURDEL Dominique”,”Histoire des arabes.”,”PUF. PARIS. 1976″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore avvertenza quadro albero genealogico cartine bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-105″
“MORRIS Benny”,”Vittime.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2001″,”pag 940 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione, conclusioni, note, bibliografia, traduzione di Stefano GALLI, cartine, indice analitico, Collana Storica Rizzoli”,””,””,”VIOx-105-FL”
“RONDOT Philippe”,”L’ Irak.”,”PUF. PARIS. 1979″,”pag 128 16°”,””,”cartine note tabelle bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-106″
“HOURANI Albert”,”Storia dei popoli arabi. Da Maometto ai nostri giorni.”,”MONDADORI. MILANO. 1998″,”pag XV 539 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, nota sulle trascrizioni, nota sulle date, prologo, note, genealogie e dinastie, bibliografia, indice delle cartine, indice terminologico, traduzione di Vermondo BRUGNATELLI, indice nomi argomenti località, Oscar Storia”,””,””,”VIOx-106-FL”
“TUR Jean-Jacques”,”Les émirats du Golfe Arabe. Le Koweit, Bahrein, Qatar et les Emirats Arabes Unis.”,”PUF. PARIS. 1976″,”pag 128 16°”,””,”prefazione introduzione cartine note tabelle bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-107″
“LEWIS Bernard”,”Il Medio Oriente. Duemila anni di storia.”,”MONDADORI. MILANO. 1999″,”pag 388 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, nota bibliografica, nota sui calendari, cronologia, illustrazioni, traduzione di Marco LUNARI, indice dei nomi, Oscar Storia”,””,””,”VIOx-107-FL”
“TOMICHE Fernand J.”,”L’ Arabie seoudite.”,”PUF. PARIS. 1969″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore cartine tabelle; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-108″
“FRASER Thomas G.”,”Il conflitto arabo-israeliano.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2002″,”pag 194 8°”,””,”introduzione, cartine, conclusioni, riferimenti bibliografici, traduzione di Patrizia GIORDANO, indice dei nomi, Universale Paperbacks Il Mulino”,””,””,”VIOx-108-FL”
“FIORANI PIACENTINI Valeria a cura; saggi di Valeria PIACENTINI Elena MAESTRI Gianluca PASTORI Riccardo REDAELLI Massimo DE-LEONARDIS Kamal ABU-JABER Jamal S. AL-SUWAIDI Mahmood SARIOLGHALAM”,”Il Golfo nel XXI secolo. Le nuove logiche della conflittualità.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 2002″,”pag 533 8°”,””,”prefazione di Roberto TOSCANO, ministro, introduzione e presentazione della ricerca di Valeria PIACENTINI note tabelle bibliografia ragionata (pag 511-533), saggi in lingua italiana e inglese”,””,””,”VIOx-109″
“CHIESA Giulietto”,”La guerra infinita.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2002″,”pag 177 8°”,””,”note, conclusioni, Nuova Serie Feltrinelli”,””,””,”VIOx-109-FL”
“LANNUTTI Giancarlo”,”Breve storia dell’ Iraq. Dalle origini ad oggi.”,”DATANEWS. ROMA. 2002″,”pag 140 8°”,””,”introduzione appendice: Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ ONU”,””,””,”VIOx-110″
“HALLIDAY Fred”,”Cento miti sul Medio Oriente.”,”EINAUDI. TORINO. 2006″,”pag XV 216 8°”,””,”prefazione, glossario, indice dei miti, traduzione di Piero ARLORIO, indice dei nomi, Gli Struzzi”,””,””,”VIOx-110-FL”
“LAPIERRE Dominique COLLINS Larry”,”Gerusalemme! Gerusalemme!”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1973″,”pag 636 8°”,””,”prologo note cartine cronologia ringraziamenti bibliografia indice nomi; traduzione di Tito A. SPAGNOL”,””,””,”VIOx-111″
“HOURANI Albert”,”L’Islam nel pensiero europeo.”,”DONZELLI EDITORE. ROMA. 1994″,”pag 86 16°”,””,”note, traduzione di Annalisa MERLINO, Collana Saggine”,””,””,”VIOx-111-FL”
“LEWIS Bernard”,”Il suicidio dell’ Islam. In che cosa ha sbagliato la civiltà mediorientale.”,”MONDADORI. MILANO. 2002″,”pag 190 8°”,””,”premessa introduzione illustrazioni poscritto note indice nomi”,””,””,”VIOx-112″
“NOUSCHI André”,”Le lotte per il petrolio nel Medio Oriente.”,”U. MURSIA & C. MILANO. 1971″,”pag 156 16°”,””,”cronologia, note, introduzione, epilogo, bibliografia, traduzione di Gaetano SALINAS, indice dei nomi, Collana Problemi di Storia”,””,””,”VIOx-112-FL”
“PANELLA Carlo”,”Saddam. Ascesa, intrighi e crimini del peggior amico dell’ Occidente.”,”PIEMME. CASALE MONFERRATO. 2003″,”pag 367 8°”,””,”prefazione note appendice: ‘Le radici di Saddam’ glossario bibliografia indice biografico nomi”,””,””,”VIOx-113″
“LEWIS Bernard”,”I Musulmani alla scoperta dell’Europa.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2004″,”pag 413 8°”,””,”nota sulle trascrizioni, prefazione, introduzione, note, traduzione di Denis M. BATHISH, traduzione della prefazione di Alessandro VANOLI, indice dei nomi e dei luoghi, fonti delle illustrazioni, Collana Storica Rizzoli”,””,””,”VIOx-113-FL”
“CORRAO Francesca M., a cura; saggi di Francesca M. CORRAO Marta CARIELLO Danila GENOVESE Aldo NICOSIA Gennaro GERVASIO Lorenzo TROMBETTA Luca ANCESCHI Michelangelo GUIDA Silvia ROSSI”,”L’ Islam dopo l’ 11 settembre. Le opinioni e l’ informazione.”,”ODRADEK EDIZIONI. ROMA. 2003 GIANO. PACE AMBIENTE PROBLEMI GLOBALI, SUPPLEMENTO AL N° 43 GENNAIO-APRILE 2003″,”pag 68 8°”,””,”premessa note”,””,””,”VIOx-114″
“MANSFIELD Peter”,”Storia del Medio Oriente.”,”SEI SOCIETA EDITRICE INTERNAZIONALE. TORINO. 1993″,”pag VII 413 16°”,””,”prefazione di Sergio NOJA, nota del traduttore, postfazione, per un approfondimento, cartine, traduzione di Valentina COLOMBO, indice dei nomi, SEI Reprint, Storia”,””,””,”VIOx-114-FL”
“SABAHI Farian”,”Storia dell’ Iran.”,”BRUNO MONDADORI. MILANO. 2003″,”pag XV 253 16°”,””,”premessa cronologia schede glossario bibliografia ragionata (pag 241-248) indice nomi”,””,””,”VIOx-115″
“MALTESE Paolo”,”Nazionalismo arabo e nazionalismo ebraico, 1798-1992.”,”GRUPPO UGO MURSIA. MILANO. 1992″,”pag 317 8°”,””,”premessa, fotografie fuori testo cartine nel testo, bibliografia essenziale, indice dei nomi, Collana Fatti, testimonianze, reportages”,””,””,”VIOx-115-FL”
“STRIKA Vincenzo”,”La guerra Iran-Irak e la guerra del golfo. Quadro regionale e internazionale. Le prospettive di pace.”,”LIGUORI EDITORE. NAPOLI. 1993″,”pag 264 8°”,””,”abbreviazioni introduzione note nota sui nomi arabi bibliografia”,””,””,”VIOx-116″
“ABDEL-MALEK Anouar”,”Esercito e società in Egitto, 1952-1967.”,”EINAUDI. TORINO. 1967″,”pag XIX 333 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana L’avvenire dell’Egitto, prefazione, note, appendice: Dalla rivoluzione nazionale alla rivoluzione sociale, bibliografia, Post scriptum, traduzione di Goffredo FOFI, Collana Saggi”,””,””,”VIOx-116-FL”
“GABRIELI Francesco”,”Unità e divisione nel mondo arabo.”,”UIPC – UNIONE ITALIANA PER IL PROGRESSO DELLA CULTURA. ROMA. 1968″,”pag 56 8°”,””,”prefazione”,””,””,”VIOx-117″
“LEWIS Bernard”,”Gli arabi nella storia.”,”LATERZA. BARI. 2001″,”pag XIX 230 8°”,””,”prefazione alla nuova edizione, prefazione alla prima edizione, cronologia, cartine, introduzione, note, orientamenti bibliografici, traduzione di Valentina M. DONINI, indice dei nomi, Economica Laterza”,””,””,”VIOx-117-FL”
“BASBOUS Antoine”,”L’ Arabie Saoudite en question. Du wahhabisme à Bin Laden, aux origines de la tourmente.”,”PERRIN. PARIS. 2002″,”pag 187 8°”,””,”cartina introduzione note”,””,””,”VIOx-118″
“NIRENSTEIN Fiamma”,”Islam. La guerra e la speranza. Intervista a Bernard Lewis.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 2003″,”pag 151 16°”,””,”introduzione”,””,””,”VIOx-118-FL”
“SCARCIA Biancamaria”,”Il mondo dell’ Islam.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag 160 16°”,””,”note illustrazioni foto cronologia indice nomi bibliografia; ‘Libri di base’ collana diretta da Tullio DE-MAURO, sezione 2 ‘La storia: epoche e eventi’, volume a cura di Pier Giovanni DONINI”,””,””,”VIOx-119″
“TRIPP Charles”,”Storia dell’Iraq.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2003″,”pag 417 8°”,””,”prefazione, introduzione, cronologia, glossario, sigle, cartine, conclusione, note, bibliografia, letture consigliate e di approfondimento, traduzione di Giuseppe BERNARDI, indice nomi argomenti, Tascabili Bompiani, Storia Paperback”,””,””,”VIOx-119-FL”
“BEAUJEU-GARNIER J.”,”L’ économie du Moyen-Orient.”,”PUF – PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE. PARIS. 1969″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore, introduzione note tabelle cartine bibliografia; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”VIOx-120″
“GOLDBERG David J.”,”Verso la terra promessa. Storia del pensiero sionista.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1999″,”pag 331 8°”,””,”introduzione, glossario, note, letture consigliate, traduzione di Patrizia GIORDANO, indice dei nomi, Biblioteca storica”,””,””,”VIOx-120-FL”
“CORM Georges”,”Il Vicino Oriente. Un montaggio irrisolvibile.”,”JACA BOOK. MILANO. 2004″,”pag 237 8°”,””,”editoriale prefazione all’ edizione italiana introduzione: ‘I fantasmi della memoria e della percezione’, note bibliografia appendice: tipologia dei gruppi etnici e delle comunità religiose nel mondo arabo, indice nomi traduzione dal francese di Cesare BERMANI”,””,””,”VIOx-121″
“DUCELLIER Alain MICHEAU Françoise”,”L’Islam nel Medioevo.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2004″,”pag 202 8°”,””,”introduzione, personaggi e cose notevoli, letture consigliate, figure, traduzione di Renato RICCARDI, Universale Paperbacks Il Mulino”,””,””,”VIOx-121-FL”
“CORM Georges”,”Oriente occidente. Il mito di una frattura.”,”VALLECCHI. FIRENZE. 2003″,”pag 171 8°”,””,”introduzione di Franco CARDINI note prefazione all’ edizione italiana introduzione: ‘Il simbolismo delle immagini dell’ 11 settembre’, note”,””,””,”VIOx-122″
“CARRÉ Olivier”,”L’Islam laico.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1997″,”pag 135 8°”,””,”introduzione, conclusione, cronologia delle dottrine e delle correnti politiche musulmane, note, traduzione di Andrea DE-RITIS, Collana Contemporanea”,””,””,”VIOx-122-FL”
“MORRIS Benny”,”Victimes. Histoire revisitée du conflit arabo-sioniste.”,”EDITIONS COMPLEXE. BRUXELLES. 2003 IHTO-CNRS. PARIS”,”pag 853 8°”,””,”elenco opere autore prefazione cartine note bibliografia (pag 815-838) indice nomi argomenti; traduzione di Agnès DUFOUR e Jean-Michel GOFFINET”,””,””,”VIOx-123″
“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 1. Le origini dell’Islam. Secoli VII-XIII.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag XVIII 286 8°”,””,”prefazione, introduzione, avvertenza, conclusione, figure, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-123-FL”
“CORM Georges”,”Petrolio e rivoluzione. Il Vicino Oriente negli anni d’ oro.”,”JACA BOOK. MILANO. 2005″,”pag 141 8°”,””,”note bibliografia opere di Georges Corm indice nomi”,”SI”,””,”VIOx-124″
“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 2. La diffusione dell’Islam. Secoli X-XIX.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag VIII 368 8°”,””,”introduzione, conclusione, tabelle, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-124-FL”
“CORM Georges”,”L’ egemonia americana nel Vicino Oriente.”,”JACA BOOK. MILANO. 2004″,”pag XV 382 8°”,””,”editoriale di Sante BAGNOLI note appendice: allegati documentari e bibliografici (pag 296-376) (bibliografia ragionata sul mondo arabo, la successione dell’ impero ottomano e la questione d’ oriente, la lega degli stati arabi e i vertici dei capi di stato, il sionismo e il conflitto arabo-israeliano, l’ evoluzione economica del vicino oriente arabo, bibliografia per paesi, elenco delle opere citate nel presente volume, indice nomi; traduzione di Cesare BERMANI”,””,””,”VIOx-125″
“LAPIDUS Ira M.”,”Storia delle società islamiche. 3. I popoli musulmani. Secoli XIX.XX.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag VIII 454 8°”,””,”introduzione, conclusione, tabelle, cartine, glossario, bibliografia, traduzione di Nanni NEGRO, indice analitico, Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-125-FL”
“WEISSMAN Steve KROSNEY Herbert”,”La bomba islamica. La primera historia completa sobre la carrera de armamentos nucleares en Oriente Medio y sudeste asiático.”,”PLANETA. MADRID. 1982″,”pag 332 8°”,””,”introduzione cartine foto indice nomi; traduzione dall’ inglese di Marcelo COVIAN”,””,””,”VIOx-126″
“LEWIS Bernard”,”Razza e colore nell’Islam.”,”LONGANESI & C. MILANO. 1975″,”pag 118 16°”,””,”premessa, note, 24 tavole, indice delle tavole, traduzione di Bruno ODDERA, Collana La Fronda”,””,””,”VIOx-126-FL”
“PELLICANI Luciano”,”Jihad: le radici. Una analisi originale sulle cause del fondamentalismo islamico tra orgoglio e frustrazione. Sulle tracce di una ipotesi illuminante avanzata sei secoli fa dallo storico arabo Ibn Khaldun.”,”LUISS UNVIERSITY PRESS. ROMA. 2004″,”pag 117 8°”,””,”prefazione di Giovanni SARTORI fonti note; Collana ‘Agorà’ diretta da Giancarlo BOSETTI”,””,””,”VIOx-127″
“VALABREGA Guido”,”Il Medio Oriente dal primo dopoguerra a oggi.”,”SANSONI. FIRENZE. 1973″,”pag 116 16°”,””,”bibliografia (indicazioni bibliografiche), note, Sansoni Scuola aperta”,””,””,”VIOx-127-FL”
“ETIENNE Bruno”,”L’ islamismo radicale.”,”RIZZOLI. MILANO. 2001″,”pag 358 8°”,””,”introduzione albero genealogico del profeta note tabelle grafici postfazione note glossario termini arabi indice nomi appendici: Situazione religiosa negli stati arabi, I musulmani nel mondo non arabo, Il gihad nel Corano. L’ hadit della da’wa, Dichiarazione islamica universale dei diritti dell’ uomo”,””,””,”VIOx-128″
“SPATARO Agostino”,”Il fondamentalismo islamico. Dalle origini a Bin Laden.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 2001″,”pag 189 8°”,””,”presentazione di Yasser ARAFAT, premessa, introduzione, note, bibliografia”,””,””,”VIOx-128-FL”
“OREN Michael B.”,”La guerra dei sei giorni. Giugno 1967: alle origini del conflitto arabo-israeliano.”,”MONDADORI. MILANO. 2003″,”pag 552 8°”,””,”prefazione foto illustrazioni cartine note fonti bibliografia (pag 519-539) ringraziamenti indice nomi”,””,””,”VIOx-129″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm dell’espansione. Dalla morte del Profeta all’invasione mongola (632-1258). Vol. II.”,”MONDADORI. MILANO. 1993″,”pag 350 8°”,””,”cartine, bibliografia, elenco delle fonti, indice nomi argomenti, Oscar Storia Mondadori”,””,””,”VIOx-129-FL”
“DONINI Pier Giovanni”,”Il mondo islamico. Breve storia dal Cinquecento a oggi.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 2003″,”pag 327 8°”,””,”nota editore premessa avvertenza introduzione cartine bibliografia (pag 277-286) glossario tavola dinastie (albero genealogico) indice nomi persone dinastie confraternite indice luoghi (località) tribù clan popolazioni indice autori citati”,””,””,”VIOx-130″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistàn. Vol. IV”,”MONDADORI. MILANO. 1990″,”pag XI 314 8°”,””,”cartine, bibliografia, elenco delle fonti, indice nomi argomenti, Oscar Storia Mondadori”,””,””,”VIOx-130-FL”
“BERQUE Jacques”,”Les arabes d’hier à demain.”,”SEUIL. PARIS. 1969″,”pag 331 8°”,””,”elenco opere autore introduzione ‘Les Arabes depuis 1960’, note illustrazioni, parole e locuzioni arabe indice nomi persona o gruppi indice località; 3° edizione riveduta e aumentata”,””,””,”VIOx-131″
“RIDLEY F.A.”,”The Assassins.”,”SOCIALIST PLATFORM. LONDON. 1988″,”pag VII 272 8°”,””,”introduzione note, indice nomi argomenti”,””,””,”VIOx-131-FL”
“RULLI Giovanni”,”Libano. Dalla crisi alla “”Pax Siriana””. Una complessa pedina sullo scacchiere mediorentale.”,”SEI – SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE. TORINO. 1996″,”pag XVII 400 8°”,””,”presentazione di Emilio EID prefazione di Giovanni RULLI, appendice I. Composizione della popolazione libanese, appendice II. Composizione del governo del Libano (secondo gli accordi di Taef), indice nomi”,””,””,”VIOx-132″
“KHADER Bichara EL KADI Galila FARGUES Philippe ROUADJIA Ahmed SAMBA Musa SIGNOLES Pierre TROIN Jean-François BEYHUM Nabil BENNANI-CHRAIBI Mounia CHARMES Jacques CARRÉ Olivier ESCALLIER Robert LOPEZ GARCIA Bernabé MARTIN-MUÑOZ Gema SANTUCCI Jean-Claude”,”Città e società nel mondo arabo contemporaneo. Dinamiche urbane e cambiamento sociale.”,”EDIZIONI DELLA FONDAZIONE GIOVANNI AGNELLI. TORINO. 1997″,”pag XIV 320 8°”,””,”prefazione, premessa, conclusioni, glossario, figure, note, riferimenti bibliografici, tabelle, nota sugli autori, traduzione di Vincenzo ABRATE, Maurizio MEMOLI, Riccardo VALLA”,””,””,”VIOx-132-FL”
“LUDWIG Emil”,”Le Nil. Vie d’ un fleuve. Tome I.”,”PLON. PARIS. 1937″,”pag 293 8°”,””,”elenco opere autore prefazione foto cartine; traduzione dal tedesco da Henri BLOCH”,””,””,”VIOx-133″
“LEWIS Bernard”,”Semiti e antisemiti.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 2003″,”pag 337 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione, introduzione, postfazione, note, traduzione di Livia DE-RUGGIERO, indice nomi argomenti, Collana Storica Rizzoli”,””,””,”VIOx-133-FL”
“LUDWIG Emil”,”Le Nil. Vie d’ un fleuve. Tome II.”,”PLON. PARIS. 1937″,”pag 294 8°”,””,”elenco opere autore prefazione al tomo secondo foto illustrazioni cartine; traduzione dal tedesco da Henri BLOCH”,””,””,”VIOx-134″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. Vol. II. L’Islàm dell’espansione. Dalla morte del Profeta all’invasione mongola (632-1258).”,”MONDADORI. MILANO. 1993″,”pag 350 8°”,””,”cartine, bibliografia, elenco delle fonti, indice analitico, Oscar Storia Mondadori”,””,””,”VIOx-134-FL”
“MIHAILOVITCH Lioubomir PLUCHART Jean-Jacques”,”L’ Opep.”,”PUF – PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE. PARIS. 1980″,”pag 128 16°”,””,”introduzione note tabelle; Collana Que sais-je?”,””,””,”VIOx-135″
“NOJA Sergio”,”Storia dei popoli dell’Islàm. Vol. IV. L’Islàm moderno. Dalla conquista napoleonica dell’Egitto al ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistàn.”,”MONDADORI. MILANO. 1990″,”pag XI 314 8°”,””,”cartine, bibliografia, elenco delle fonti, indice analitico, Oscar Storia Mondadori”,””,””,”VIOx-135-FL”
“SALUCCI Ilario”,”A People’s History of Iraq. The Iraqi Communist Party, Workers’ Movements, and the Left, 1924-2004.”,”HAYMARKET BOOKS. CHICAGO, ILLINOIS. 2005″,”pag 192 16°”,””,”cartina prefazione di Anthony ARNOVE e Ahmed SHAWKI premessa di Tariq ALI introduzione dell’ autore cronologia appendici: ‘Speeches and Statements of the Iraqi Left, bibliografia indice nomi località”,”SI”,””,”VIOx-136″
“RIDLEY F.A.”,”The Assassins.”,”SOCIALIST PLATFORM. LONDON. 1988″,”pag VII 272 8°”,””,”introduzione note indice nomi argomenti”,””,””,”VIOx-136-FL”
“GABRIELI Francesco”,”Gli arabi.”,”SANSONI. FIRENZE. 1961″,”pag 235 16°”,””,”prefazione illustrazioni bibliografia indice nomi ‘Le piccole storie illustrate Sansoni’, Civiltà orientali, serie diretta da Sabatino MOSCATI”,””,””,”VIOx-137″
“GUOLO Renzo”,”L’Islam è compatibile con la democrazia?”,”LATERZA. BARI. 2004″,”pag IX 147 16°”,””,”introduzione, bibliografia, Universale Laterza”,””,””,”VIOx-137-FL”
“COLOMBO Alessandro FERRARI Aldo FUMAGALLI Matteo REDAELLI Riccardo VIELMINI Fabrizio”,”Il grande Medio Oriente. Il nuovo arco dell’ instabilità.”,”EGEA. MILANO. 2002 – ISPI, ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE”,”pag 277 8°”,””,”prefazione di Alessandro COLOMBO, profilo biografico degli autori, Collana ‘Monografie'”,””,””,”VIOx-138″
“ALLAM Magdi”,”Saddam. Storia segreta di un dittatore.”,”MONDADORI. MILANO. 2003″,”pag 259 8°”,””,”introduzione, conclusione, note, ringraziamenti, indice dei nomi, Collezione Le Scie”,””,””,”VIOx-138-FL”
“ASHTOR Eliyahu”,”Storia economica e sociale del vicino oriente nel Medioevo.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1982″,”pag XVI 366 8°”,””,”foto illustrazioni premessa all’ edizione italiana avvertenza del traduttore prefazione abbreviazioni note tabelle cartine grafici indice nomi argomenti località; Bibliografia di cultura storica; traduzione di Sergio ANTONUCCI avvertenza del traduttore”,””,””,”VIOx-139″
“FABEI Stefano”,”Il fascio, la svastica e la mezzaluna.”,”GRUPPO UGO MURSIA EDITORE. MILANO. 2002″,”pag 407 8°”,””,”prefazione di Angelo DEL BOCA, note, ringraziamenti, introduzione, bibliografia, Testimonianze fra cronaca e storia”,””,””,”VIOx-139-FL”
“CATALUCCIO Francesco”,”Storia del nazionalismo arabo.”,”ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE. ROMA. 1939″,”pag 328 16°”,””,”premessa cartine note bibliografia; ‘Manuali di politica internazionale”,””,””,”VIOx-140″
“RAI Milan”,”Iraq. Dieci ragioni contro la guerra.”,”EINAUDI. TORINO. 2003″,”pag XXXII 261 16°”,””,”introduzione di Noam CHOMSKY, prefazione, cronologia della crisi irachena 1980-2002, appendice, note, traduzione di Lorenzo LILLI e Stefano SUIGO, Collana Gli Struzzi”,””,””,”VIOx-140-FL”
“CORM Georges”,”Il Libano contemporaneo. Storia e società.”,”JACA BOOK. MILANO. 2006″,”pag XII 367 8°”,””,”elenco opere autore avvertenza prefazione introduzione: ‘Presentazione del paese’, cartina note bibliografia (pag 355-367), Collana ‘Di fronte e attraverso'”,”SI”,””,”VIOx-141″
“CENTRO FILIPPO BUONARROTI, a cura”,”L’Irak e il Golfo. L’antica Mesopotamia terreno di scontro tra le potenze dalla “”Questione d’Oriente”” alle guerre del Golfo.”,”CENTRO STUDI BUONARROTI. MILANO. 2003″,”pag 60 8°”,””,”presentazione, conclusione, Quaderni di documentazione storica”,””,””,”VIOx-141-FL”
“ALGARDI Zahra Siria”,”Il petrolio sulla via di Damasco.”,”PARENTI EDITORE. FIRENZE. 1952″,”pag XVIII 343 8°”,””,”prefazione di Vittorio GORRESIO introduzione: ‘Incontro con il mondo arabo’ (pag 5-26) foto note bibliografia”,”SI”,””,”VIOx-142″
“AAVV”,”Il dramma palestinese nelle sue differenti tappe.”,”CENTRO ARABO DI INFORMAZIONI. ROMA. 1961″,”pag 42 8°”,””,”note, Lega degli stati Arabi,”,””,””,”VIOx-142-FL”
“BETHELL Nicholas”,”The Palestine Triangle. The Struggle between the British, the Jews and the Arabs 1935-48.”,”STEIMATZKY’S AGENCY LTD. IN ASSOCIATION WITH ANDRE DEUTSCH. LONDON. 1979″,”pag 384 8°”,””,”lista delle illustrazioni ringraziamenti cartine foto illustrazioin note bibliografia (pag 370-373) indice nomi argomenti”,””,””,”VIOx-143″
“GABRIELI Francesco”,”Maometto e le grandi conquiste arabe.”,”NEWTON & COMPTON EDITORI. ROMA. 1996″,”pag 176 8°”,””,”note, bibliografia, cartine, indice dei nomi, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VIOx-143-FL”
“DEL-PINO Domingo”,”Líbano: crónica de una guerra civil. Diecinueve religiones y un solo cementerio.”,”EDITORIAL ARGOS VERGARA. BARCELONA. 1983″,”pag 179 8°”,””,”introduzione cartine foto note al testo e documenti annessi (partiti politici e stampa libanese nel 1975, accordi del Cairo del 1969, programma di azione nazionale in base all’ accordo tra i presidenti S. Frangie e Assad, febbraio 1976, principali campi di rifugiati palestinesi), bibliografia”,””,””,”VIOx-144″
“BADIA-Y-LEBLICH Domingo”,”Viaggio in Siria e Palestina.”,”EDIZIONI NOVECENTO. PALERMO. 1991″,”pag 155 8°”,””,”prefazione di Ali BEY-EL-ABBASI, traduzione e introduzione di Michelina PATANIA note, collana Biblioteca Narciso è diretta da Aurelio PES”,””,””,”VIOx-145″
“LUIZARD Pierre-Jean”,”La questione irakena.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2003″,”pag 285 8°”,””,”introduzione cartine note cronologia glossario bibliografia; traduzione di Bruno AMATO Ester DORNETTI Stefano VIVIANI”,””,””,”VIOx-146″
“BENOIST-MECHIN”,”Un printemps arabe.”,”EDITIONS ALBIN MICHEL. PARIS. 1959″,”pag 596 8°”,””,”elenco opere autore, cartine prefazione nota sull’ ortografia dei nomi propri arabi”,””,””,”VIOx-147″
“TROMBETTA Lorenzo”,”Siria nel nuovo Medio Oriente.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 2004″,”pag 206 8°”,””,”avvertenza introduzione schede cronologiche (cronologia) (pag 35-46), Le parole per conoscere cartine ‘Il giro del mondo’, collana diretta da Silvia MORETTI e Alfonso DESIDERIO”,”SI”,””,”VIOx-148″
“LAWRENCE T.E.”,”I sette pilastri della saggezza.”,”BOMPIANI. MILANO. 2000″,”pag 830 8°”,””,”nota di Nemi D’AGOSTINO nota biografica (su T.E. Lawrence) bibliografia”,””,””,”VIOx-149″
“LANNUTTI Giancarlo”,”Storia della Palestina.”,”DATANEWS. ROMA. 2001″,”pag 153 8°”,””,”prefazione: ‘Che cos’è la Palestina’, cartine bibliografia”,”SI”,””,”VIOx-150″
“RAZAK ABDEL-KADER A.”,”Israele e il mondo arabo. Ebrei ed arabi di fronte all’ avvenire.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 1964″,”pag 516 8°”,””,”avvertenza appendice: ‘La questione della minoranza ebraica al congresso della Soumman’; notizie sull’ autore; traduzione di Domenico TARIZZO”,””,””,”VIOx-151″
“MASSU Jacques avec la collaboration de Henri LE MIRE”,”Vérité sur Suez 1956.”,”LIBRAIRIE PLON. PARIS. 1978″,”pag 270 8°”,””,”introduzione di Jacques MASSU cartine foto note allegati (cronologia comparata, dati forze egiziane britanniche francesi israeliane, armi materiali e perdite, I sei principi, e altro)”,”SI”,””,”VIOx-152″
“MORRIS Benny”,”La prima guerra di Israele. Dalla fondazione al conflitto con gli stati arabi, 1947-1949.”,”RIZZOLI. MILANO. 2007″,”pag 650 8°”,””,”‘Davide’ di Marie SYRKIN, ringraziamenti abbreviazioni e acronimi bibliografia (pag 519-533) note cartine indice nomi; traduzione di Daniele DIDERO”,”SI”,””,”VIOx-153″
“CAMPANINI Massimo”,”Storia del Medio Oriente (1798-2005).”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2006″,”pag 257 8°”,””,”premessa note cronologia bibliografia indice nomi; Universale Paperbacks”,”SI”,””,”VIOx-154″
“EBAN Abba”,”Storia dello Stato di Israele.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1974″,”pag 349 8°”,””,”cartina introduzione indice nomi; traduzione di Paola CAMPIOLI”,””,””,”VIOx-155″
“DI-GREGORIO Pinella”,”Oro nero d’ Oriente. Arabi, petrolio e imperi tra le due guerre mondiali.”,”DONZELLI EDITORE. ROMA. 2006″,”pag VI 263 8°”,””,”introduzione note ringraziamenti fonti bibliografia indice nomi”,”SI”,””,”VIOx-156″
“BOULANGER Philippe”,”Géopolitique des Kurdes.”,”ELLIPSES. PARIS. 2006″,”pag 286 8°”,””,”ringraziamenti presentazione: ‘Le peuple des frontiéres’, note bibliografia cartina allegato: ‘Le rapport Habig (1996)’; Référence Géopolitique, collection dirigée par Aymeric CHAUPRADE”,”SI”,””,”VIOx-157″
“YALE William”,”Il Vicino Oriente.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1962″,”pag 563 8°”,””,”cartine appendice note indice nomi”,””,””,”VIOx-158″
“ARKOUN Mohammed”,”La filosofia araba.”,”XENIA. MILANO. 1995″,”pag 125 16°”,””,”note illustrazioni bibliografia (a cura di Gabriele BURRINI) (pag 119-123); traduzione di Aldo TROISI”,””,””,”VIOx-159″
“MAHFUZ Nagib”,”Autunno egiziano.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 2009″,”pag 191 8°”,””,”introduzione di Roger ALLEN; Collana Nuova Narrativa Newton”,””,””,”VIOx-160″
“KEPEL Gilles”,”Il profeta e il faraone. I Fratelli musulmani alle origini del movimento islamista.”,”GLF EDITORI LATERZA. BARI. 2006″,”pag XX 244 8°”,””,”prefazione: ‘Vent’anni dopo’, introduzione: ‘Viaggio al termine dell’Islam’, note cronologia fonti bibliografia indice nomi argomenti; traduzione di Fabio GALIMBERTI; Collana Storia e Società”,””,””,”VIOx-161″
“FISK Robert”,”Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent’anni di invasioni, tragedie e tradimenti.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 2006″,”pag 1180 8°”,””,”ringraziamenti cartine geografiche prefazione cronologia (570-2005) note bibliografia (pag 1119-1127) indice nomi argomenti località; traduzione di Enrico BASAGLIA Alessandra COSTA Antonietta TORCHIANA Bruna TORTORELLA”,””,””,”VIOx-162″
“BEN-JELLOUN Tahar”,”La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba.”,”BOMPIANI. MILANO. 2011″,”pag 140 16°”,””,”introduzione traduzione di Anna Maria LORUSSO; Collana Passaggi”,””,””,”VIOx-163″
“SMITH Wilfred Cantwell”,”Islam in Modern History.”,”PRINCENTON UNIVERSITY PRESS. PRINCETON NEW JERSEY. 1957″,”pag X 317 8°”,””,”prefazione introduzione note indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-164″
“KEDOURIE Elie”,”Politics in the Middle East.”,”OUP – OXFORD UNIVERSITY PRESS. OXFORD NEW YORK. 1992″,”pag 366 8°”,””,”ringraziamenti elenco opere autore cartine note bibliografia ragionata indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-165″
“GELVIN James L.”,”Storia del Medio Oriente moderno.”,”EINAUDI. TORINO. 2009″,”pag XI 457 8°”,””,”ringraziamenti note sulla traslitterazione introduzione foto illustrazioni cartine bibliografia documenti appendice cronologia cenni biografici glossario citazioni indice nomi argomenti località; Collana Piccola Biblioteca Einaudi”,””,””,”VIOx-166″
“LUTSKY Vladimir, a cura di Massimo MASSARA”,”Storia moderna dei paesi arabi.”,”TETI EDITORE. MILANO. 1975″,”pag 431 8°”,””,”prefazione note glossario (‘Dizionarietto’); traduzione di Anna VENTURA”,””,””,”VIOx-167″
“DE-LEONARDIS Fabio”,”Palestina, 1881-2006. Una contesa lunga un secolo.”,”EDIZIONI LA CITTA’ DEL SOLE. NAPOLI. 2007″,”pag 452 8°”,””,”prefazione di Bassam SALEH introduzione note appendice: Glossario dei termini e delle principali organizzazioni politiche, bibliografia, Siti internet, Mappe (cartine), indice nomi; Collana Frontiere del presente”,””,””,”VIOx-168″
“MORRIS Benny”,”Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista, 1881-2001.”,”RIZZOLI. MILANO. 2010″,”pag 940 8°”,””,”nota sulla traslitterazione dei termini ebraici, ringraziamenti prefazione note cartine bibliografia indice nomi argomenti località; Collana BUR”,”SI”,””,”VIOx-169″
“DONINI Pier Giovanni”,”I paesi arabi.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1983″,”pag 187 16°”,””,”introduzione foto illustrazioni cartine appendice: ‘I 22 Stati della Lega araba’, bibliografia; Libri di base, collana diretta da Tullio DE-MAURO”,””,””,”VIOx-170″
“MALTESE Paolo”,”Storia del canale di Suez. L’Egitto e il canale 1833-1956.”,”EDIZIONI IL FORMICHIERE. MILANO. 1978″,”pag 377 8°”,””,”premessa note appendice dati statistici tabelle bibliografia (pag 358-371) indice nomi cartine; Collana Contraddizioni”,””,””,”VIOx-171″
“CORRAO Francesca Maria a cura; contributi di Gennaro GERVASIO Aldo NICOSIA Simone SIBILIO Andrea TETI Lorenzo TROMBETTA”,”Le rivoluzioni arabe. La transizione mediterranea.”,”MONDADORI EDUCATION. MILANO. 2011″,”pag 255 8°”,””,”nota avvertenza premessa note bibliografia cronologia schede bibliografiche nota bibliografica sugli autori”,””,””,”VIOx-172″
“CAMPANINI Massimo MEZRAN Karim a cura; contributi di Stefano ALLIEVI Daniele ATZORI Massimo CAMPANINI Marco DI-DONATO Tiziana GIULIANI Brigitte MARECHAL Karim MEZRAN Anthony SANTILLI”,”I Fratelli Musulmani nel mondo contemporaneo.”,”UTET LIBRERIA. TORINO. 2010″,”pag 253 8°”,””,”introduzione dei curatori, note cronologia indice nomi”,””,””,”VIOx-173″
“GALVIN James L.”,”Storia del Medio Oriente moderno.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 2009″,”pag 457 8°”,””,”Focalizzazioni illustrazioni foto cartine ringraziamenti nota sulla translitterazione introduzione documenti appronfodimenti (bibliografia) appendice cronologia cenni biografici glossario citazioni indice nomi argomenti località; Piccola Biblioteca Einaudi, Storia”,””,””,”VIOx-174″
“HALEVY Ephraïm”,”Mémoires d’un homme de l’ombre. Les coulisses de la politique internationale au Moyen-Orient par l’ex-directeur du Mossad.”,”ALBIN MICHEL. PARIS. 2006″,”pag 350 8°”,””,”prefazione ringraziamenti indice nomi; traduzione dell’inglese di Guillaume MARLIERE”,””,””,”VIOx-175″
“HAMILTON Jill”,”Il Dio in armi. La Gran Bretagna e la nascita dello Stato d’Israele.”,”CORBACCIO. MILANO. 2006″,”pag 436 8°”,””,”prefazione note prologo: ‘La bibbia e la bandiera’, cartine tabelle foto illustrazioni note appendici ringraziamenti; traduzione di Marco SARTORI; titolo originale: ‘God, Guns and Israel’; Collana Storica diretta da Sergio ROMANO”,””,””,”VIOx-176″
“MOSCATO Antonio”,”Tempeste sull’Iraq.”,”MASSARI EDITORE. BOLSENA, VT. 2003″,”pag 174 16°”,””,”cartina note appendice: ‘La lunga tragedia dell’Afghanistan’; Collana Controcorrente”,””,””,”VIOx-177″
“TROMBETTA Lorenzo”,”Siria. Dagli ottomani agli Asad. E oltre.”,”MONDADORI EDUCATION. MILANO. 2013″,”pag VIII 342 8°”,””,”nota alla traslitterazione dall’arabo e Indice delle cartine, introduzione ringraziamenti prologo note appendice: ‘La bandiera, simbolo di unità e divisione’, bibliografia cronologia indice nomi e località”,””,””,”VIOx-178″
“GALLETTI Mirella”,”Storia della Siria contemporanea.”,”BOMPIANI – RCS. MILANO. 2013″,”pag 274 8°”,””,”avvertenza cartine cronologia della Siria, tabella degli indicatori economico-sociali premessa bibliografia indice nomi; nuova edizione aggiornata; Collana Tascabili Bompiani”,””,””,”VIOx-179″
“DI-PERI Rosita”,”Il Libano contemporaneo. Storia, politica, società.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2009″,”pag 183 8°”,””,”introduzione cartine appendici: Le comunità, I partiti politici, La struttura amministrativa; note cronologia bibliografia indice nomi e località; Collana Quality paperbacks”,””,””,”VIOx-180″
“CAMPANINI Massimo MEZRAN Karim”,”Arcipelago Islam. Tradizione, riforma e militanza in età contemporanea.”,”EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 2007″,”pag XXVI 210 8°”,””,”premessa introduzione: ‘Islam e politica’, note glossario indice nomi argomenti; Collana Storia e società”,””,””,”VIOx-181″
“CAMPANINI Massimo”,”Storia dell’Egitto contemporaneo. Dalla rinascita ottocentesca a Mubarak.”,”EDIZIONI LAVORO. ROMA. 2005″,”pag 295 8°”,””,”presentazione di Paolo BRANCA premessa note cronologia cartine bibliografia indice nomi; Islam, popoli e culture, collana diretta da Paolo BRANCA”,””,””,”VIOx-182″
“RICHARD Yann”,”L’Iran. De 1800 à nos jours.”,”FLAMMARION. PARIS. 2009″,”pag 472 16°”,””,”introduzione note cartine cronologia bibliografia; Collana Champs Histoire”,””,””,”VIOx-183″
“HAJ Samira”,”The Making of Iraq, 1900-1963. Capital, Power, and Ideology.”,”SUNY – STATE UNIVERSITY OF NEW YORK PRESS. NY. 1997″,”pag VIII 215 8°”,””,”ringraziamenti introduzione note tabelle glossario bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-184″
“AAVV”,”Il “”grande gioco””. L’Afghanistan nei rapporti di potenza; Da Yalta all’Euro. Il processo di unificazione europea nel sistema delle relazioni internazionali del secondo dopoguerra; La questione d’Oriente. Il Medio Oriente: ieri culla della civiltà, oggi crocevia insanguinato dei rapporti di potenza; L’Irak e il golfo. L’antica Mesopotamia terreno di scontro tra le potenze, dalla “”Questione d’Oriente”” alle guerre del Golfo; Il millennio della borghesia. Prima parte: la nascita del capitalismo; Seconda parte: la borghesia rivoluzionaria.”,”A CURA DEL CENTRO FILIPPO BUONARROTI. MILANO. 2001-2005″,”pag 60 cad. 8°”,””,”tabelle; Quaderni di documentazione storica N° 1-6″,””,””,”VIOx-185″
“MALTESE Paolo”,”Nazionalismo arabo e nazionalismo ebraico, 1798-1992. Storia e problemi.”,”MURSIA. MILANO. 1992″,”pag 317 8°”,””,”premessa foto illustrazioni cartine bibliografia indice nomi; Collana Fatti, testimonianze, reportages”,””,””,”VIOx-186″
“AL-AZM Sadik J.”,”L’illuminismo islamico. Il disagio della civiltà.”,”DI RENZO EDITORE. ROMA. 2001″,”pag 131 8°”,””,”introduzione glossario cartina traduzione di Maria Pia FELICI; Collana Dialoghi Uomo e società”,””,””,”VIOx-187″
“ABDEL-MALEK Anouar”,”Idéologie et renaissance nationale. L’Egypte moderne.”,”L’HARMATTAN. PARIS. 2009″,”pag 575 8°”,””,”elenco opere autore introduzione note tabelle allegati: bibliografia, glossario dei principali termini arabi, translitterazione indice nomi (persona, famiglie e gruppi), indice località e istituzioni; 1° edizione 1975″,””,””,”VIOx-188″
“VERDARO Virgilio (Gatto Mammone)”,”1936. Palestina. Il conflitto tra arabi ed ebrei.”,”ALL’INSEGNA DEL GATTO ROSSO. MILANO. 2013″,”pag 31 16°”,””,”profilo biografico autore introduzione: ‘L’eterna questione palestinese’, foto illustrazioni cartina note bibliografia; appendice: Ivo SULLAM, ‘Palestina e Israele oggi: la tragedia del nazionalismo’”,””,””,”VIOx-189″
“BARON Xavier”,”Aux origines du drame syrien, 1918-2013.”,”TALLANDIER. PARIS. 2013″,”pag 316 8°”,””,”elenco opere autore introduzione cartine cronologia bibliografia indice nomi”,””,””,”VIOx-190″
“DONOVAN Robert J. e lo staff del Los Angeles Times”,”Israele. Sei giorni per sopravvivere.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1967″,”pag 235 16°”,””,”preludio foto cartine cronologia”,””,””,”VIOx-191″
“GIANNINI Amedeo”,”L’ultima fase della questione orientale (1913-1932).”,”ISTITUTO PER L’ORIENTE. ROMA. 1933″,”pag 416 8°”,””,”prefazione bibliografia aggiunte e correzioni cartine fuori testo”,””,””,”VIOx-192″
“ROMANO Sergio”,”Con gli occhi dell’Islam. Mezzo secolo di storia in una prospettiva mediorientale.”,”LONGANESI. MILANO. 2007″,”pag 248 8°”,””,”introduzione: ‘Una precisazione geografica e qualche antefatto’, cronologia bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-193″
“LENCZOWSKI George”,”Oil and State in the Middle East.”,”CORNELL UNIVERSITY PRESS. ITHACA NEW YORK. 1960″,”pag XIX 379 8°”,””,”prefazione note tabelle appendice statistica”,””,””,”VIOx-194″
“RABIN Leah”,”Una vita insieme. L’appassionante testimonianza della moglie e compagna di Yitzhak Rabin.”,”MONDADORI. MILANO. 1997″,”pag 293 8°”,””,”introduzione, foto postfazione, indice dei nomi, traduzione di Laura SERRA, Collana Ingrandimenti”,””,””,”VIOx-195″
“HAMADY Sania”,”Temperament and Character of the Arabs.”,”TWAYNE PUBLISHERS. NEW YORK. 1960″,”pag 285 8°”,””,”prefazione introduzione note bibliografia indice argomenti”,””,””,”VIOx-196″
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“DEROGY Jacques GURGAND Jean-Noël”,”La morte in faccia. Il giorno più lungo d’Israele.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1975″,”pag 419 8°”,””,”prologo ringraziamenti foto note cartine; traduzione di Elina KLERSY IMBERCIADORI”,””,””,”VIOx-198″
“GELVIN James L.”,”Il conflitto israelo-palestinese. Cent’anni di guerra.”,”IL GIORNALE – BIBLIOTECA STORICA. MILANO. 2009″,”pag 362 8°”,””,”nota dell’autore approfondimenti (bibliografia) foto illustrazioni cartine glossario cronologia cenni biografici indice nomi e località, traduzione di Piero ARLORIO”,””,””,”VIOx-199″
“DI-FIORE Laura”,”L’Islam e l’impero. Il Medio Oriente di Toynbee all’indomani della Grande guerra.”,”VIELLA. ROMA. 2015″,”pag 223 8°”,””,”introduzione note indice nomi; I libri di Viella”,””,””,”VIOx-200″
“CHOUEIRI Youssef M., edizione italiana a cura di Enzo PACE”,”Il fondamentalismo islamico. Origini storiche e basi sociali.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1993″,”pag 205 8°”,””,”prefazione di Enzo PACE, introduzione note; Collana Contemporanea”,””,””,”VIOx-201″
“RICCHEZZA Giulio”,”La questione arabo-israeliana.”,”EDIZIONI FERNI. GINEVRA. 1971″,”pag 249 16°”,””,”avvertenza foto cartine note appendice bibliografia; I problemi che scottano”,””,””,”VIOx-202″
“LACOUTURE Jean”,”Nasser.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1972″,”pag XVI 365 16°”,””,”prefazione di Romano LEDDA, note, Collana Ventesimo secolo”,””,””,”VIOx-203″
“VALABREGA Guido”,”La rivoluzione araba.”,”DALL’OGLIO, EDITORE. MILANO. 1967″,”pag 312 16°”,””,”introduzione note foto illustrazioni, ‘I corvi’, collana universale moderna, ‘Le grandi rivoluzioni del XX secolo'”,””,””,”VIOx-204″
“FRESCOBALDI Dino”,”Nasser.”,”LONGANESI. MILANO. 1970″,”pag 273 16°”,””,”Dati biografici, “”Gente famosa”” collezione diretta da Giovanni GRAZZINI”,””,””,”VIOx-205″
“SPATARO Agostino”,”Il fondamentalismo islamico. Dalle origini a Bin Laden.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 2001″,”pag 189 8°”,””,”presentazione di Yasser ARAFAT, premessa introduzione”,””,””,”VIOx-206″
“BARZINI Luigi”,”Viaggio in Terrasanta.”,”FRANCO MUZZIO EDITORE. PADOVA. 1996″,”pag 104 8°”,””,”foto, Collana Aritroso, diretta da Ippolito PIZZETTI”,””,””,”VIOx-207″
“VERCELLIN Giorgio”,”Islam. Fede, Legge e Società.”,”GIUNTI. FIRENZE. 2003″,”pag 127 16°”,””,”introduzione foto illustrazioni iconografia cronologia bibliografia e internet indice nomi glossario; ricerca iconografica di Claudia HENDEL, cartine Il Quadrifoglio Daniele FORCONI; Universale Storica Giunti”,””,””,”VIOx-208″
“STEFANELLI Renzo”,”Guerre del petrolio.”,”DATANEWS. ROMA. 2003″,”pag 137 8°”,””,”cartine illustrazioni grafici”,””,””,”VIOx-209″
“THION Serge, a cura, scritti di Nasser H. ARURI Ronald BLEIER Noam CHOMSKY Naeim GILADI Khalil NAKHLEH Livia ROKACH Israel SHAHAK Arno WEINSTEIN Oded YINON”,”Sul terrorismo israeliano.”,”GRAPHOS. GENOVA. 2004″,”pag 250 8°”,””,”introduzione: ‘A proposito di antisemitismo’ (Graphos), note allegati, indice nomi; Collana Graphos Storia”,””,””,”VIOx-210″
“DAYAN Moshe”,”Storia della mia vita.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1977″,”pag 633 8°”,””,”prologo foto illustrazioni cartine indice nomi argomenti località; Collana Le Scie”,””,””,”VIOx-211″
“BRUNELLI Roberto”,”Storia di Gerusalemme.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1990″,”pag 336 16°”,””,”note cronologia cartine geografiche indice nomi argomenti località; Collana Biografie e storia”,””,””,”VIOx-212″
“BARR James”,”A Line in the Sand. Britain, France ad the Struggle that Shaped the Middle East.”,”SIMON & SCHUSTER. LONDON. 2011″,”pag 454 8°”,””,”cartine prefazione foto ringraziamenti note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”VIOx-213″
“ABDEL-MALEK Anouar”,”Il pensiero politico arabo contemporaneo.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1973″,”pag XLIX 452 16°”,””,”introduzione note bibliografia”,””,””,”VIOx-214″
“BURUMA Ian MARGALIT Avishai”,”Occidentalismo. L’Occidente agli occhi dei suoi nemici.”,”EINAUDI. TORINO. 2004″,”pag 163 8°”,””,”introduzione: ‘Guerra all’Occidente’, postfazione: ‘Il mondo è moderno, le persone antiche’ di Adriano SOFRI, note indice nomi; traduzione di Anna NADOTTI; Collana Stile Libero”,””,””,”VIOx-215″
“CARRE’ Olivier”,”L’islam laico.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 1997″,”pag 135 8°”,””,”introduzione: ‘Figure temporali dell’islam’, note, ‘Cronologia delle dottrine e delle correnti politiche musulmane’; Collana Contemporanea”,””,””,”VIOx-216″
“MUSSO Enrico”,”Terra e cielo. Le due sponde del Mediterraneo.”,”LE MANI. GENOVA. 2003″,”pag 134 8°”,””,”introduzione illustrazioni note bibliografia post-scriptum”,””,””,”VIOx-217″
“BARGHOUTI Iyad DESSOUKI Ali GUAZZONE Laura HERMASSI Abdelbaki HUDSON Michael C. HUNTER Shireen T. KRÄMER Gudrun MUSTAFA Hala ROUADJIA Ahmed”,”Il dilemma dell’Islam. Politica e movimenti islamisti nel mondo arabo contemporaneo.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1995″,”pag 295 8°”,””,”prefazione di Laura GUAZZONE note bibliografia indice nomi località organizzazioni termini tecnici, Collana di studi e documentazione di politica, economia e strategia internazionale, a cura dell’istituto Affari Internazionali, IAI; Collana Lo Spettatore Internazionale”,””,””,”VIOx-218″
“LAROUI Abdallah”,”L’ideologia araba contemporanea.”,”ARNALDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1969″,”pag 276 8° (F)”,””,”prefazione di Maxime RODINSON, introduzione note indice nomi; traduzione di Maria Luisa MAZZINI”,””,””,”VIOx-219″
“VERCELLI Claudio”,”Storia del conflitto israelo-palestinese.”,”LATERZA. ROMA BARI. 2010″,”pag 221 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi;”,””,””,”VIOx-220″
“TAWFIK MUSTAFA Jasim”,”Kurdi. Il dramma di un popolo e la comunità internazionale.”,”BFS – BIBLIOTECA FRANCO SERANTINI. PISA. 1994″,”pag 347 8°”,””,”premessa note tabelle appendici bibliografia indice nomi cartine; Collana Biblioteca di cultura storica”,””,””,”VIOx-221″
“ARUFFO Alessandro”,”Il mondo islamico. Da Maometto ad oggi.”,”DATANEWS. ROMA. 2001″,”pag 211 8°”,””,”note glossario bibliografia; Seconda edizione aggiornata (1999)”,””,””,”VIOx-222″
“LEVEAU Rémy CHARILLON Frédéric a cura; saggi di Fréderic CHARILLON Jean HENARDT Alain DIECKHOFF Laetitia BUCAILLE Farhad KHOSROKHAVAR Luis MARTINEZ Bernard ROUGIER Alain CHOUET Mohammend EL-OIFI”,”Afrique du Nord Moyen-Orient. Les incertitudes du «Grand Moyen-Orient».”,”LA DOCUMENTATION FRANCAISE. PARIS. 2005″,”pag 182 8°”,””,”introduzione ‘Hommage à Rémy Leveau’, notizie sugli autori, note tabelle, Collana ‘Les études de la documentation français’ diretta da Isabelle CRUCIFIX”,””,””,”VIOx-223″
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“OWEN Roger”,”Stato, potere e politica nella formazione del Medio Oriente moderno.”,”CASA EDITRICE IL PONTE. MILANO. 2012″,”pag 398 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana (2005), prefazione all’edizione inglese (2004), ringraziamenti, sigle e osservazioni, note, foto e illustrazioni, tabelle, cartine, bibliografia, indice; traduzione di Alessandro ZAGO; Collana Sguardi sul Mediterraneo”,””,””,”VIOx-229″
“MAZZOTTI Ettore”,”Yitzhak Rabin. Chi ha sparato alla pace.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2021″,”pag 154 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi delitti nella storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 28″,””,””,”VIOx-230″
“PODDA Stefania”,”Golda Meir.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2021″,”pag 156 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI: ‘Una semplicità disarmante’; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi donne della storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 33″,””,””,”VIOx-231″
“BALCET Giovanni”,”Industrializzazione, multinazionali e dipendenza tecnologica. L’esperienza dei paesi arabi esportatori di petrolio.”,”LOESCHER EDITORE. TORINO, 1981″,”pag 211 16°”,””,”premessa, note, tabelle, bibliografia; Loescher Università Monografie”,””,””,”VIOx-232″
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“MASSOULIÉ François”,”I conflitti del Medio Oriente.”,”GIUNTI CASTEMANN, FIRENZE. 1997″,”pag 159 8°”,””,”prefazione di Gilles KEPEL, conclusione, bibliografia, foto, illustrazioni, cartine, indice dei nomi, traduzione di Daniela CONCARELLA, Collana XX Secolo, a cura di Gabriele TURI; terza edizione”,””,””,”VIOx-235″
“VECCHIONI Domenico”,”Suez. Il canale che ha cambiato la geografia del mondo.”,”RUSCONI LIBRI. SANTARCANGELO DI ROMAGNA, RN. 2023″,”pag XII 175 8°”,””,”premessa, appendici: I. Il canale di Suez in cifre; II. Lo scandalo del canale di Panama, Lesseps; III. Cronologia del canale di Suez; bibliografia essenziale”,””,””,”VIOx-236″
“AAVV”,”La guerra di Gaza. Una risposta internazionalista.”,”EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2024″,”pag 322 8°”,””,”introduzione (G.L.), cartine, cronologia, opere citate (bibliografia), indice nomi”,””,””,”VIOx-237″
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“WALKER Frank Thomas”,”Karl Marx. A Bibliographic and Political Biography.”,”BJ.PUBLICATIONS@GOOGLEMAIL. COM. LONDON. CAT 2011″,”CD-ROM”,””,”prefazione nota editoriale di Bruce PAYNE introduzione: ‘The biographical literature on Marx’, note appendice: ‘The Publication of Marx’s Writings in English after his Death’, bibliografia (elenco alfabetico autori e loro pubblicazioni) (pag 332-337) indice biografico nomi (pag 338-389) elenco periodici (Alphabetical List of Periodicals), Places in London associated with Marx (località), Symposia, etc., foto illustrazioni”,”SI”,””,”V-MADS-001″
“MARX Karl ENGELS Friedrich, a cura di Mathias BERTRAM Martin MERTENS Erwin JURSCHITZA Christian KIRCHHOFF Oliver STEFANESCU Daniel LUCA”,”Augewählte Werke.”,”DIRECTMEDIA PUBLISHING GmbH. BERLIN. 1998″,”CDRom”,””,”Digitale Bibliothek”,””,””,”V-MADx-001″
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“AAVV”,”Storia dell’Urss. Dai Romanov ai bolscevichi. Fatti, uomini, idee che hanno segnato il XX secolo.”,”RCS RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1999″,”Cd-Rom”,””,”Supporto integrativo dell’opera ‘Storia del comunismo’, 1999″,””,””,”V-RIR-002″
“LILLEY Ian, regia”,”La rivoluzione russa a colori.”,”GJA – FOCUS STORIA. MILANO. 2010″,”DVD 90′”,””,”Titolo originale: The russian revolution in colour, regia di Ian LILLEY, anno produzione 2005″,””,””,”V-RIRO-001″
“AAVV”,”Storia dell’Urss. La rivoluzione tradita. Fatti, uomini, idee che hanno segnato il XX secolo.”,”RCS RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1999″,”Cd-Rom”,””,”Supporto integrativo dell’opera ‘Storia del comunismo’, 1999″,””,””,”V-RIRO-003″
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“AAVV”,”Speciale Turchia – Speciale Brasile – Speciale Corea – Speciale Prima Guerra Mondiale.”,”ISC. GENOVA. 2015″,”1 CD”,””,”Isc Speciali N. 53.2012; 55-56.2013; 61.2014; 68.2015, versione pdf”,””,””,”VV-ARCx-001″
“AAVV”,”Speciale Turchia – Speciale Brasile – Speciale Corea – Speciale Prima Guerra Mondiale – Speciale Ucraina.”,”ISC. GENOVA. 2015″,”1 CD”,””,”Isc Speciali N. 53.2012; 55-56.2013; 61.2014; 68.2015, 72.2015, versione pdf”,””,””,”VV-ARCx-002″
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“D’ATTORRE Alfredo”,”Perché gli uomini ubbidiscono. Max Weber e l’analisi della socialità umana.”,”BIBLIOPOLIS. SALERNO. 2004″,”pag 281 8°”,””,”prefazione di Remo BODEI, note, bibliografia; Collana ‘Storia e teoria politica’, diretta da Francesco DE-SANCTIS e Vittoro DINI; Centro Interuniversitario di Ricerca sul Lessico politico e Giuridico Europeo, Centro di ricerca sulle istituzioni europee”,””,””,”WEBx-001-FMB”
“WEBER Max”,”L’ etica protestante e lo spirito del capitalismo.”,”SANSONI. FIRENZE. 1977″,”pag 308 8°”,””,”introduzione di Ernesto SESTAN ‘Max Weber’; Max WEBER: ‘Osservazione preliminare’, note; traduzione di Piero BURESI; Collana Nuova Biblioteca”,””,””,”WEBx-001-FRR”
“WEBER Max”,”Sul socialismo reale.”,”SAVELLI. ROMA. 1979″,”pag 121 16°”,””,”note introduzione di Maurizio CIAMPA; in appendice ‘Socialismo spunti e documenti per la biografia della persona’; ‘Weber e la critica della ragione socialista’ di Massimo CACCIARI; ‘Da Marx a Weber’ di Giuseppe BEDESCHI, traduzione di Paolo MANGANARO; Cultura politica, Sezione sociologia”,””,””,”WEBx-001-FV”
“WEBER Max”,”Scritti politici.”,”NICCOLO’ GIANNOTTA EDITORE. CATANIA. 1970″,”pag 384 8°”,””,”note bibliografia, saggio introduttivo di Antonino BRUNO ‘Politica e valori in Max Weber'”,””,””,”WEBx-002″
“WEBER Max”,”Storia economica e sociale dell’Antichità. I rapporti agrari.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag XXV 393 8°”,””,”prefazione di Arnaldo MOMIGLIANO avvertenza di Bianca SPAGNUOLO VIGORITA, introduzione: ‘Per una teoria economica del mondo antico’, note bibliografia appendice: ‘Le cause sociali del tramonto della civiltà antica’; traduzione di Bianca SPAGNUOLO VIGORITA; Biblioteca di storia antica, collana diretta da Luigi COLOGNESI e Luigi LABRUNA”,””,””,”WEBx-002-FF”
“WEBER Max”,”L’ etica protestante e lo spirito del capitalismo.”,”RIZZOLI. MILANO. 1994 ediz orig 1905″,”pag 402 16°”,””,”note indice nomi argomenti (termini significativi) introduzione di Giorgio GALLI; in appendice: ‘La storia di una controversia’ di Ephraim FISCHOFF 1944″,””,””,”WEBx-003″
“FERRAROTTI Franco”,”Weber. Vita pensiero opere.”,”BIBLIOTECA ACCADEMIA. MILANO. 1978″,”pag 207 8°”,””,”bibliografia biografia foto note”,””,””,”WEBx-004″
“WEBER Max”,”Storia economica. Linee di una storia universale dell’economia e della società.”,”DONZELLI. ROMA. 1993 1997″,”pag 306 16°”,””,””,””,””,”WEBx-005″
“WEBER Max”,”Sul socialismo reale. Con interventi di Massimo Cacciari e Giuseppe Bedeschi.”,”SAVELLI. ROMA. 1979″,”pag 121 16°”,””,”note introduzione di Maurizio CIAMPA; in appendice ‘socialismo spunti e documenti per la biografia della persona’”,””,””,”WEBx-006″
“TUCCARI Francesco”,”Il pensiero politico di Weber.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1995″,”pag 222 8°”,””,”note antologia testi nota bio-bibliografica”,””,””,”WEBx-007″
“WEBER Max”,”Storia economica e sociale dell’ Antichità. I rapporti agrari.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag 393 8°”,””,”prefazione di Arnaldo MOMIGLIANO note bibliografia appendice cause sociali declino civiltà antica”,””,””,”WEBx-008″
“JASPERS Karl”,”Max Weber. Il politico lo scienziato il filosofo.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1998″,”pag 104 16°”,””,”introduzione di Franco FERRAROTTI nota sull’ autore cronologia vita e opere MaX WEBER”,””,””,”WEBx-009″
“WEBER Max”,”Il lavoro intellettuale come professione.”,”EINAUDI. TORINO. 1971″,”pag 121 16°”,””,”note nota biografica-bibliografica nota introduttiva di Delio CANTIMORI traduzione di Antonio GIOLITTI”,””,””,”WEBx-010″
“WEBER Max”,”Parlamento e governo nel nuovo ordinamento della Germania. Critica politica della burocrazia e della vita dei partiti.”,”G. LATERZA. BARI. 1919″,”pag XIX 197 8°”,””,”note traduzione e prefazione di Enrico RUTA avvertenza”,””,””,”WEBx-011″
“WEBER Max”,”Il metodo delle scienze storico-sociali.”,”EINAUDI. TORINO. 1997 ediz orig 1922 1° ediz it 1958″,”pag 383 16°”,”Collana PBE”,”introduzione e traduzione di Pietro ROSSI avvertenza indice argomenti”,””,””,”WEBx-012″
“WEBER Max”,”Geistige Arbeit als Beruf. Vier Vorträge vor dem Freistudentischen Bund. Zweiter Vortrag: Politik als Beruf.”,”VERLAG VON DUNCKER & HUMBLOT. MÜNCHEN. 1919″,”pag 67 8°”,””,””,””,””,”WEBx-013″
“WEBER Max”,”L’ etica protestante e lo spirito del capitalismo.”,”SANSONI. FIRENZE. 1965 ediz orig 1922″,”pag 308 8°”,””,”introduzione di Ernesto SESTAN ‘Max Weber’; Max WEBER ‘Osservazione preliminare’ note”,””,””,”WEBx-014″
“MOMMSEN Wolfgang”,”Max Weber et la politique allemande 1890 – 1920.”,”PUF. PARIS. 1985″,”pag 548 8°”,””,”prefazione all’ edizione francese di Wolfgang J. MOMMSEN, nota dell’ editore note bibliografia (pag 517-544) indice nomi, tradotto dal tedesco da jean AMSLER Jean-RodolpheAMSLER Delphine BECHTEL Marie-Therese CROY e Catherine SAUVAT; Collana ‘Sociologies’ diretta da Raymond BOUDON e Francois BOURRICAUD”,””,””,”WEBx-015″
“WEBER Max”,”Sociologia della religione. Volume secondo.”,”EDIZIONI DI COMUNITA’. MILANO. 1982 ediz orig 1920″,”pag 812 8°”,””,”introduzione di Pietro ROSSI avvertenza note appendice: I farisei, indice nomi argomenti, Collana ‘Classici della sociologia’ a cura di Pietro ROSSI, traduzione dal tedesco di Martin BENEDIKTER Carlo DONOLO Carla GALLINO Giorgio GIORDANO Helga GRÜNHOFF Anna SEIDEL”,””,””,”WEBx-016″
“BENDIX Reinhard”,”Max Weber. Un ritratto intellettuale. Con una postfazione di Günther Roth.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 1984″,”pag VI 397 8°”,””,”ringraziamenti introduzione note postfazione indice nomi argomenti località, traduzione di Pierpaolo GIGLIOLI revisione di Marzio BARBAGLI”,””,””,”WEBx-017″
“PARKIN Frank”,”Max Weber.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1984″,”pag 137 8°”,””,”prefazione note nota bibliografica”,””,””,”WEBx-018″
“KAESLER Dirk”,”Max Weber.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2004″,”pag 318 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi”,””,””,”WEBx-019″
“REBUFFA Giorgio”,”Nel crepuscolo della democrazia. Max Weber tra sociologia del diritto e sociologia dello Stato.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1991″,”pag 208 8°”,””,”premessa introduzione note, Opere di Max Weber citate in forma abbreviata, indice nomi; Universale Paperbacks”,””,””,”WEBx-020″
“CAVALLI Luciano”,”Max Weber religione e società.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1968″,”pag 505 8°”,””,”introduzione generale note indice nomi; Collana Saggi”,””,””,”WEBx-021″
“WEBER Max”,”Sulla Russia. 1905-6/1917.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1981″,”pag 187 16°”,””,”presentazione di Pier Paolo GIGLIOLI note appendici: partiti e movimenti; sistema elettorale; cronologia (1861-1918); Collana Universale paperbacks”,””,””,”WEBx-022″
“WEBER Max”,”El politico y el científico.”,”ALIANZA EDITORIAL. MADRID. 1997″,”pag 233 16°”,””,”introduzione di Raymond ARON (pag 9-77) note”,””,””,”WEBx-023″
“WEBER Max”,”Economia e società. Volume primo. (Tit.orig.: Wirtschaft und Gesellschaft)”,”EDIZIONI DI COMUNITA’. MILANO. 1961 (ediz orig: 1922)”,”pag LX 624 8°”,””,”introduzione di Pietro ROSSI avvertenza appendice; Classici della sociologia, a cura di Pietro ROSSI; traduzione dal tedesco di Tullio BAGIOTTI Franco CASABIANCA Pietro CHIODI Enrico FUBINI Giorgio GIORDANO Pietro ROSSI coordinamento a cura di Pietro ROSSI”,””,””,”WEBx-024″
“WEBER Max”,”Economia e società. Volume secondo. (Tit.orig.: Wirtschaft und Gesellschaft)”,”EDIZIONI DI COMUNITA’. MILANO. 1961 (ediz orig: 1922)”,”pag XVIII 882 8°”,””,”appendice: Fondamenti razionali e soiologici della musica; indice nomi argomenti; Classici della sociologia, a cura di Pietro ROSSI; traduzione dal tedesco di Tullio BAGIOTTI Franco CASABIANCA Pietro CHIODI Enrico FUBINI Giorgio GIORDANO Pietro ROSSI coordinamento a cura di Pietro ROSSI”,””,””,”WEBx-025″
“POGGI Gianfranco”,”Calvinismo e spirito del capitalismo. Contesti della « tesi di Weber ».”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1984″,”pag 154 8°”,””,”prefazione note; Universale Paperbacks”,””,””,”WEBx-026″
“FERRAROTTI Franco”,”Max Weber. Fra nazionalismo e democrazia.”,”LIGUORI EDITORE. NAPOLI. 1998″,”pag 177 8°”,””,”prefazione alla seconda edizione prefazione note Addenda: ‘Weber e il socialismo’, ‘Premessa (1982) a ‘Parlamento e governo”, ‘Prefazione (1991) a Wilhelm Hennis, ‘Il problema Max Weber”, ‘Premessa (1993) a ‘Parlamento e governo”, ‘Max Weber e la politica tedesca’ (1993), ‘La biografia di Max Weber’ (1995); indice dei nomi”,””,””,”WEBx-027″
“FERRAROTTI Franco”,”L’orfano di Bismarck. Max Weber e il suo tempo.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1982″,”pag 151 16°”,””,”note appendice: Weber e il socialismo’; Collana Universale scienze sociali”,””,””,”WEBx-028″
“WEBER Max; a cura di Paolo VOLONTE'”,”La scienza come professione.”,”RUSCONI. MILANO. 1997″,”pag 162 8°”,””,”introduzione: ‘Il destino della scienza nel mondo disincantato’, cronologia della vita e delle opere di Weber, nota editoriale, note alla traduzione, parole chiave, bibliografia, indice nomi; Collana Testi a fronte, direttore Giovanni REALE”,””,””,”WEBx-029″
“WEBER Max”,”La Borsa. (1894)”,”MARIETTI 1820. BOLOGNA. 2020″,”pag 151 16°”,””,”note, appendice: nota di lettura di Franco FERRAROTTI: ‘Il Tonio Kröger della sociologia’ (pag 137-151); traduzione dal tedesco di Vito PUNZI; Collana I melograni”,””,””,”WEBx-030″
“MARRA Realino”,”La libertà degli ultimi uomini. Studi sul pensiero giuridico di Max Weber.”,”G. GIAPPICHELLI EDITORE. TORINO. 1995″,”pag XII 203 8°”,””,”prefazione, abbreviazioni, fonti, note, riferimenti bibliografici; Ristampa emendata”,””,””,”WEBx-031″
“ZETKIN Clara”,”Fur die Sowjetmacht. Artikel Reden und Briefe.”,”DIETZ VERLAG. BERLIN. 1977″,”pag 485 8°”,””,”note testi”,””,””,”ZETx-001″
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“ZETKIN Clara”,”Kunst und Proletariat.”,”DIETZ. BERLIN. 1977″,”pag 337 8°”,””,”note testi”,””,””,”ZETx-002″
“BADIA Gilbert”,”Clara Zetkin feministe sans frontieres.”,”LES EDITIONS OUVRIERES. PARIS. 1993″,”pag 333 8°”,””,”iIndice nomi bibliografia foto”,””,””,”ZETx-003″
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“ZETKIN Clara”,”Souvenirs sur Lénine.”,”BUREAU D’ EDITIONS DE DIFFUSION ET DE PUBLICITE’. PARIS. 1926″,”pag 67 16°”,””,”‘Petite bibliothèque communiste'”,””,””,”ZETx-009″
“ZETKIN Clara”,”Zur Geschichte der proletarischen frauenbewegung deutschlands.”,”DIETZ VERLAG. BERLIN. 1958″,”pag 247 8°”,””,”presentazione a cura dell’ Institut für Marxismus-Leninismus beim Zentralkomitee der Sozialistischen Einheitpartei Deutschlands, prefazione appendice: ‘Louise Otto-Peters, Flora Tristan, Julius Motteler, il movimento femminile borghese, socialdemocratico e comunista’, il movimento ‘, bibliografia fonti indice nomi”,””,””,”ZETx-010″
“ZETKIN Clara”,”Les batailles révolutionnaires de l’Allemagne.”,”BIBLIOTHEQUE COMMUNISTE. PARIS. 1920″,”pag 45 16°”,””,”introduzione note”,””,””,”ZETx-011″
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“ZETKIN Clara DUNCKER Käte BRAUNTHAL Bertha STRASSER Isa OVERLACH Lene HIMMELHEBER Else GLOBIG M. GUTTMANN Ketty MEINS M. ARENDSEE M. HOELZ Traute LUDEWIG Hanna, testi di”,”Arbeiterbewegung und Frauenemanzipation 1889 bis 1933.”,”VMB – VERLAG MARXISTISCHE BLÄTTER. FRANKFURT/MAIN. 1973″,”pag 209 8°”,””,”prefazione tabelle; Band 3 der Serie “”Neudrucke zur sozialistischen Theorie und Gewerkschaftspraxis””, herausgegeben vom Institut für Marxistische Studien und Forschungen (IMSF) Frankfurt Main”,””,””,”ZETx-013″
“ZETKIN Clara, a cura di Katja HAFERKORN e Heinz KARL”,”Zur Theorie und Taktik der kommunistischen Bewegung.”,”VERLAG PHILIPP RECLAM. LEIPZIG. 1974″,”pag 506 16°”,””,”introduzione note indice biografico dei nomi, indice argomenti, Geschichte und Kultur – Geschichte der Arbeiterbewegung”,””,””,”ZETx-014″
“ZETKIN Clara”,”Der Kampf der Kommunistischen Parteien gegen Kriegsgefahr und Krieg. Bericht auf der Konferenz der Erweiterten Exekutive der Kommunistischen Internationale, Moskau, 2. März 1922.”,”VERLAG DER KOMMUNISTICHEN INTERNATIONALE – VERLAG CARL HOYM NACHF. LOUIS CAHNBLEY. HAMBURG. 1922″,”pag 54 16°”,””,”Bibliothek der kommunistischen Internationale, 29.”,””,””,”ZETx-015″
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“ZINOVIEV Gregory (Zinovief)”,”Bolscevismo e trotskismo.”,”EDIZIONE FUORI COMMERCIO. MILANO. 1925 REPRINT FELTRINELLI”,”pag 19 8°”,””,”materiale per la preparazione congressuale”,””,””,”ZIND-001-FV”
“ZINOVIEV Gregori”,”Historia del partido comunista ruso.”,”EDICIONES ULISES. OLOZAGA, 15. MADRID. 1932″,”pag 288 16°”,””,””,””,””,”ZIND-002″
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“ZINOVIEV G. (ZINOVIEF)”,”Bolscevismo e trotzkismo.”,”TIPO-LITOGRAFIA V. MACCHI. MILANO. 1925 – REPRINT FELTRINELLI. MILANO. 1967 ca.”,”pag 19 8°”,””,”Materiale per la preparazione congressuale N° 4, Reprint Feltrinelli, riproduzione e stampa Galli Thierry & C., Milano, 1967″,””,””,”ZIND-002-FV”
“ZINOVIEV G.”,”Istoriia Rossiiskoi Kommunistichesk.”,”UMI BOOKS ON DEMAND. ANN ARBOR. 1994 REPRINT OPERA 1924″,”pag 224 16°”,””,”indice nomi note (opera in lingua russa)”,””,””,”ZIND-003″
“ZINOVIEV Grigori”,”Le Léninisme. Introduction à l’étude du léninisme.”,”BUREAU D’ÉDITIONS, DE DIFFUSION ET DE PUBLICITÉ. PARIS. 1926″,”pag 331 8°”,””,”Avant-propos, préface a l’édition française, note, Bibliothèque Communiste,”,””,””,”ZIND-003-FL”
“ZINOVIEV Gregorio”,”Le lotte della Internazionale Comunista. Relazione sull’attività dell’Esecutivo, fatta al Terzo Congresso Mondiale dell’Internazionale Comunista. Mosca, Luglio 1921.”,”LIBRERIA EDITRICE DEL PARTITO COMUNISTA D’ITALIA. ROMA. 1921″,”pag 98 16°”,””,””,””,””,”ZIND-004″
“ZINOVIEV G. (SINOWJEW Georg)”,”Der Krieg und die Krise des Sozialismus.”,”VERLAG FÜR LITERATUR UND POLITIK. WIEN VIII. 1924″,”pag 667 8°”,””,”note dei curatori, nota editoriale, prefazione all’edizione tedesca (1924), inroduzione note indice nomi”,””,””,”ZIND-004-FL”
“ZINOVIEV Grigorij”,”Probleme der deutschen Revolution.”,”VERLAG CARL HOYM. HAMBURG. 1923″,”pag 109 16°”,””,”prefazione dell’ autore”,””,””,”ZIND-005″
“ZINOVIEV Gregorij LUKACS György LENIN Vladimir I. GORTER Herman BORDIGA Amedeo LEONETTI Alfonso”,”Dibattito sul parlamentarismo.”,”SAVELLI. ROMA. 1976″,”pag 118 16°”,””,”nota introduttiva di Maurizio FLORES D’ARCAIS, note, Collana Cultura politica”,””,””,”ZIND-005-FL”
“ZINOVIEV Georg”,”Der Krieg und die Krise des Sozialismus.”,”FELTRINELLI REPRINT. VERLAG FUR LITERATUR UND POLITIK. WIEN. 1924″,”pag 667 8°”,””,”note indici nomi e argomenti”,””,””,”ZIND-006″
“ZINOVIEV Gregory”,”Die Weltpartei des Leninismus.”,”VERLAG CARL HOYM NACHF. HAMBURG. 1924 FELTRINELLI REPRINT”,”pag 242 8°”,””,”grafici”,””,””,”ZIND-007″
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“ZINOVIEV G.E.”,”Lenin. I ricordi del più antico dei grandi compagni di Ilic.”,”SAMONA’ E SAVELLI. ROMA. 1968″,”pag 67 16°”,””,””,””,””,”ZIND-010″
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“ZINOVIEV Grigorij Evseevic”,”La formazione del Partito bolscevico 1898-1917.”,”GRAPHOS. GENOVA. 1996″,”pag 240 8°”,””,”avvertenza nota biografica premessa autore edizione tedesca 1923 note indice nomi citati; appendice Manifesto 1° Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo; La guerra e la socialdemocrazia russa manifesto del CC del POSDR (1914); Ai lavoratori dell’ Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche; manifesto del CC del PCR; ‘A sessant’anni dalla morte di Zinoviev’ (pag 183-195) di A.M.; Traduzione, introduzione postfazione e note di Alessandro MANTOVANI”,””,””,”ZIND-012″
“ZINOVIEV Gregory”,”Bolscevismo e trotskismo.”,”EDIZIONE FUORI COMMERCIO. MILANO. 1925 REPRINT FELTRINELLI. MILANO. 1965″,”pag 19 8°”,””,”materiale per la preparazione congressuale”,””,””,”ZIND-013 TROS-041″
“ZINOVIEV G. LENIN V.I. a cura di Enrico DAMIANI”,”Il socialismo e la guerra.”,”IL SOLCO CASA ED. CITTA’ DI CASTELLO. 1921″,”pag 63 16°”,””,”prima edizione italiana a cura di Enrico DAMIANI prefazione di FEUERBACH”,””,””,”ZIND-014″
“ZINOVIEV Grigorij”,”Zwölf Tage in Deutschland.”,”VERLAG DER KOMMUNISTISCHEN INTERNATIONALE CARL HOYM NACHF. LOUIS CAHNBLEY. HAMBURG. 1921″,”pag 91 8°”,””,””,””,””,”ZIND-015″
“ZINOVIEV G. TROTSKY L. KAMENEV J.”,”La sinistra russa e lo stalinismo. I discorsi di Zinoviev, Trotsky e Kamenev alla Settima Sessione dell’ Esecutivo Allargato dell’ Internazionale Comunista, 1926.”,”ANTONIO SCHIAVO EDITORE. AVELLINO. 1998″,”pag 70 8°”,””,”introduzione”,””,””,”ZIND-016″
“ZINOVIEV G.”,”Compte-Rendu de la gestion du Comité Executif de l’ Internationale Communiste, 1920 – 1921. Discours de Zinoviev au 3-ème Congres Universel (25 juillet 1921).”,”SECTION DE LA PRESSE DE L’ INTERNATIONAL COMMUNISTE. MOSCOU. 1921 REPRINT FELTRINELLI. MILANO. 1967″,”pag 71 8°”,””,”note foto allegati”,””,””,”ZIND-017″
“ZINOVIEV Gregory”,”Geschichte der Kommunistischen Partei Russland (Bolschewiki)”,”VERLAG DER KOMMUNISTISCHEN INTERNATIONALE VERLAG CARL HOYM . HAMBURG. 1923″,”pag 231 8°”,””,”prefazione indice nomi argomenti allegati”,””,””,”ZIND-018″
“ZINOVIEV Gregorij RAKOVSKY Christian”,”- Die Seele des Sieges (Zur Geschichte der Roten Armee) (C.Rak.); – Die Sowjetmacht und der Offiziersstand. (Rede in einer versammlung von 3000 militärfachleuten petrograds und des petrograder bezirks im Urizki-Palast, Oktober 1919) (G. Zin.).”,”AUSLIEFERERUNGSSTELLE FÜR DEUTSCHLAND. A. SEEHOF & CO. BERLIN. 1920″,”pag 71 16°”,””,”‘Kleine Bibliothek der Russischen Korrespondenz’ Nr. 29-30′”,””,””,”ZIND-019″
“ZINOVIEV G.”,”Der Krieg und die Krise des Sozialismus.”,”VERLAG FÜR LITERATUR UND POLITIK. WIEN. 1924″,”pag 668 8°”,””,”prefazione introduzione edizione russa 1916 e tedesca indice nomi argomenti note”,””,””,”ZIND-020″
“ZINOVIEV Gregory”,”L’ Internationale communiste au travail.”,”LIBRAIRIE DE L’ HUMANITE’. PARIS. 1923″,”pag 187 8°”,””,”appendici questione sindacale Comitato direttivo Partito Comunista internazionale”,””,””,”ZIND-021″
“ZINOVIEV Gregory”,”Die Taktik der Kommunistischen Internationale (Rückblick auf die Arbeiten des III. Weltkongresses der Kommunistichen Internationale).”,”VERLAG DER KOMMUNISTISCHEN INTERNATIONALE AUSLIEFERUNGSSTELLE FÜR DEUTSCHLAND, CARL HOYM. HAMBURG. 1921″,”pag 77 8°”,””,”Collana ‘Bibliothek der Kommunistischen Internationale, 26′”,””,””,”ZIND-022″
“ZINOVIEV Grigorii”,”History of the Bolshevik Party from the to february 1917. A Popular Outline. (Tit. orig.: Istoriya Rossiiskoi Kommunisticheskoi Partii (Bolshevikov) – Populyarny Ocherck)”,”NEW PARK. LONDON. 1973 ediz orig 1923″,”pag 229 8°”,””,”introduzione nota biografica (G.E. Zinoviev) (pag XVIII-XIX) premessa dell’ autore note foto illustrazioni cartine appendici: ‘Manifesto del Partito Operaio Socialdemocratico di Russia (POSDR) (1898)’, ‘La guerra e la socialdemocrazia russa (1914)’, ‘Ai lavoratori dell’ URSS’ (1923) Sul 25° anniversario del Partito Comunista russo (bolscevico) (PCRb), ‘I bolscevichi e l’ egemonia del proletariato, di G. Zinoviev (1923)’, ‘Trotskismo’, glossario (nomi organizzazioni); traduzione di R. CHAPPELL”,””,””,”ZIND-023″
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“VIGEZZI Brunello, TURATI Filippo”,”Giolitti, il giolittismo, il Partito socialista e il suffragio universale nelle lettere di Filippo Turati e di Anna Kuliscioff, 1910-1911. (Estratto dagli Annali dell’Istituto Giangiacomo Feltrinelli, Anno Quattordicesimo, 1972).”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1973″,”pag 356 8°”,””,”saggio introduttivo (pag 184-246) nota introduttiva lettere note”,””,””,”TUFx-025″
“SAVIANO Leonardo”,”Il pensiero politico di Filippo Turati nel movimento nazionale.”,”GIANNINI EDITORE. NAPOLI. 1983″,”pag 204 8°”,””,”introduzione note; Università di Napoli, Quaderni della Facoltà di Scienze Politiche”,””,””,”TUFx-026″
“LAZZERI Gerolamo, scritti di Filippo TURATI”,”Filippo Turati.”,”R. CADDEO & C. – CASA EDITRICE RISORGIMENTO. MILANO. 1921″,”pag 228 16°”,””,”dedica prefazione appendice antologica di pagine scelte dagli scritti e dai discorsi di Filippo Turati (pag 155-228); Collezione Il pensiero politico moderno”,””,””,”TUFx-027″
“TURATI Filippo e altri, a cura di Maurizio PUNZO”,”Filippo Turati e i corrispondenti italiani. Vol. II (1893-1898).”,”PIERO LACAITA EDITORE. MANDURIA BARI ROMA. 2008″,”pag 326 8°”,””,”introduzione di Maurizio PUNZO (pag 7-89) note nota del curatore simboli e abbreviazioni indice dei nomi indice delle lettere; Collana Strumenti e fonti, promossa dalla Fondazione di studi storici ‘Filippo Turati’ e dall’Associazione Nazionale ‘Sandro Pertini’, diretta da Stefano CARETTI e Maurizio DEGL’INNOCENTI”,””,””,”TUFx-028″
“SCHIAVI Alessandro a cura; scritti, testimonianze e riflessioni di BROCCHI CIANCA CORSI DE-NICOLA EINAUDI GRONCHI LABRIOLA LUSSU MERZAGORA MODIGLIANI MOLE’ MONDOLFO PARINI POGGI ROMITA RUINI SALVATORELLI SARAGAT SCHIAVI SPADOLINI TARCHIANI TIBALDI CHIESA VALIANI”,”Omaggio a Turati nel centenario della nascita, 1857-1957.”,”OPERE NUOVE. ROMA. 1957″,”pag 259 8°”,””,”presentazione di Alessandro SCHIAVI note foto bibliografia (Opuscoli di Filippo Turati, Opere di e su Filippo Turati)”,””,””,”TUFx-029″
“TURATI Filippo”,”Da Pelloux a Mussolini. Dai discorsi parlamentari 1896-1923.”,”DE-SILVA. TORINO. 1953″,”pag 328 16°”,””,”indice nomi illustrazioni indice cronologico dei discorsi citati”,””,””,”TUFx-030″
“TURATI Filippo DI-TELLA Torquato; a cura di Bruno TOBIA”,”Il carteggio tra Filippo Turati e Torquato Di Tella (1928-1931).”,”ESTRATTO DA ‘STORIA CONTEMPORANEA’ – SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. N° 4, AGOSTO 1992″,”pag 627-680 8°”,””,”presentazione note, ‘Documenti'”,””,””,”TUFx-031″
“KULISCIOFF Anna TURATI Filippo, a cura di Reanto GIUSTI”,”Lettere di Anna Kuliscioff e di Filippo Turati a Ivanoe Bonomi. Definizione e svolgimento del riformismo nel «periodo giolittiano». (1903-1909).”,”ESTRATTO DA ‘RIVISTA STORICA DEL SOCIALISMO’. MILANO. N. 5 GENNAIO-MARZO 1959″,”pag 95-120 8°”,””,”introduzione di Renato GIUSTI (pag 95-100), note; Documenti”,””,””,”TUFx-032″
“TURATI Filippo TREVES Claudio, a cura di Giovanni SCIROCCO”,”Rifare l’ Italia! Con un articolo e un discorso di Claudio Treves.”,”BIBLON EDIZIONI. MILANO. 2020″,”pag 122 16°”,””,”presentazione di Paolo BAGNOLI, articolo e discorso di Claudio TREVES, note, Biblioteca di Rivista storica del socialismo”,””,””,”TUFx-033″
“TURATI Filippo TREVES Claudio, a cura di Giovanni SCIROCCO”,”Il discorso di Livorno. Con tre articoli di Claudio Treves e il testo della mozione riformista.”,”BIBLON EDIZIONI. MILANO. 2021″,”pag 87 16°”,””,”presentazione di Paolo BAGNOLI, introduzione: ‘«Sempre “”social-traditori”” a un modo e sempre vincitori alla fine». Da San Pietroburgo a Livorno’ di Giovanni SCIROCCO, Il discorso di Livorno, Tre articoli di Claudio Treves e il testo della mozione riformista; note, Biblioteca di Rivista storica del socialismo”,””,””,”TUFx-034″
“ROSSELLI Carlo, a cura di Nicola DEL-CORNO”,”Filippo Turati e il socialismo italiano.”,”BIBLION EDIZIONI. MILANO. 2022″,”pag 107 16°”,””,”presentazione di Paolo BAGNOLI, introduzione di Nicola DEL-CORNO: ‘«Comprendere è superare». Filippo Turati nel giudizio di Carlo Rosselli’, note; Collana Biblioteca di Rivista Storica del Socialismo”,””,””,”TUFx-035″
“DUMONT Paul”,”Mustafa Kemal. Invente la Turquie moderne.”,”EDITIONS COMPLEXE. BRUXELLES. 1983″,”pag 221 16°”,””,”note indici nomi argomenti bibliografia foto cronologia”,””,””,”TURx-001″
“AUGIAS Corrado”,”I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale.”,”EINAUDI. TORINO. 2016″,”pag 266 8°”,””,”premessa, foto, illustrazioni, bibliografia, ringraziamenti; Collana Frontiere”,””,””,”TURx-001-FGB”
“DÉDÉYAN Gérard a cura, edizione italiana a cura di ARSLAN Antonia e LEVON ZEKIYAN Boghos; saggi di HEWSEN Robert H. e FEYDIT Frédéric BURNEY Charles CHAUMONT Marie-Louise MARTIN-HISARA Bernadette GARSOIAN Nina DEDEYAN Gérard THIERRY Nicole KOUYMJIAN Dickran HEWSEN Robert H. KHOSDEGIAN Ghewond KHOSDEGIAN Ghewond TER MINASSIAN Anahit TERNON Yves FERRO Marc e MURADIAN Claire HORNUS Jean-Michel e DÉDÉYAN Gérard BOUDJIKANIAN-KEUROGHLIAN Aïda LEVON ZEKIYAN Boghos”,”Storia degli Armeni.”,”GUERINI E ASSOCIATI. MILANO. 2002″,”pag 597 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana dei curatori, sistema di trascrizione dell’alfabeto armeno, elenco autori, introduzione bibliografica generale traduzione di Virginie PANNIER, appendice all’edizione italiana ‘La questione del Karabagh e l’Armenia indipendente’, le grandi date della Storia degli Armeni, bibliografia tematica, indici: nomi di persona, toponimi, cartine, tabula gratulatoria; Carte armene, collana diretta da Boghos Levon Zekiyan”,””,””,”TURx-001-FL”
“PERTUSI Agostino a cura; testi di Paolo DOTTI FRA GIROLAMO Enea Silvio PICCOLOMINI Giorgio di TREBISONDA Enrico di SOEMMERN Franco GIUSTINIANI Leonardo BENVOGLIENTI Lampo BIRAGO Nicola SAGUNDINO Nicolò V Papa DUCAS CHALCOCONDYLES Laonico CALLISTO Andronico”,”La caduta di Costantinopoli. L’eco nel mondo.”,”FONDAZIONE LORENZO VALLA – ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1976″,”pag 566 8°”,””,”note, appendice: Elenco dei documenti e dei testi esclusi dalla presente antologia, indice nomi di persona e località; Scrittori greci e latini”,””,””,”TURx-001-FSD”
“ROSSELLI Alberto”,”Il tramonto della Mezzaluna. L’impero ottomano nella prima guerra mondiale.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 2003″,”pag 247 8°”,””,”prefazione di Raimondo LURAGHI, introduzione, cronologia dell’Impero ottomano 1804-1914, cronologia generale 1914-1918, I trattati di pace, bibliografia, indice dei nomi, Collana BUR Storia”,””,””,”TURx-001-FV”
“HALE William BAGIS Ali Ihsan a cura”,”Four Centuries of Turco-British Relations. Studies in Diplomatic Economic and Cultural Affairs.”,”THE EOTHEN PRESS. NORTH HUMBERSIDE. 1984″,”pag 141 8°”,””,”indice nomi note prefazione di Peter LAURENCE e Emel DOGRAMACI”,””,””,”TURx-002″
“GELVIN James L.”,”Storia del Medio Oriente moderno.”,”EINAUDI. TORINO. 2009″,”pag XI 457 8°”,””,”ringraziamenti note sulla traslitterazione introduzione foto illustrazioni cartine bibliografia documenti: ‘Bozza del Trattato di amicizia e commercio tra Impero ottomano e Francia, febbraio 1535’, ‘Convenzione commerciale di Balta Liman tra Gran Bretagna e Impero ottomano’, e altro; appendice cronologia cenni biografici glossario citazioni indice nomi argomenti località; Collana Piccola Biblioteca Einaudi”,””,””,”TURx-002-FGB”
“BLOXHAM Donald”,”Il “”grande gioco”” del genocidio. Imperialismo, nazionalismo e lo sterminio degli armeni ottomani.”,”UTET LIBRERIA. TORINO. 2007″,”pag XIII 383 8°”,””,”presentazione di Marcello FLORES, prefazione abbreviazioni introduzione note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-002-FL”
“BILLION Didier”,”La politique exterieure de la Turquie. Une longue quête d’ identité.”,”L’ HARMATTAN. PARIS. 1997″,”pag 447 8°”,””,””,””,””,”TURx-003″
“FLORES Marcello”,”Il genocidio degli armeni.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2006″,”pag 295 8°”,””,”prefazione appendice: ‘Fotografie del genocidio armeno. Memoria, denuncia uso pubblico’ di Benedetta GUERZONI, note bibliografia indice nomi; Collana Biblioteca storica”,””,””,”TURx-003-FL”
“VANER Semih AKAGÜL Deniz KALEAGASI Bahadir”,”La Turquie en mouvement.”,”EDITIONS COMPLEXE. BRUXELLES. 1995″,”pag 151 8°”,””,”note cartine grafici bibliografia appendice elenco partiti turchi notizie su autori”,””,””,”TURx-004″
“BIAGINI Antonello”,”Storia della Turchia contemporanea.”,”BOMPIANI – RCS LIBRI. MILANO. 2002″,”pag 182 8°”,””,”introduzione, indice dei nomi e località, Tascabili Bompiani, Storia Paperback.”,””,””,”TURx-004-FL”
“HASLIP Joan”,”Il Sultano. La dissoluzione dell’ impero ottomano attraverso la biografia di Abdulhamit II.”,”LONGANESI. MILANO. 1992″,”pag 334 8°”,””,”cartina glossario bibliografia indice nomi”,””,””,”TURx-005″
“MANTRAN Robert a cura, saggi di BACQUÉ-GRAMMONT Jean-Louis BAZIN Louis BELDICEANU Nicoarå BELDICEANU Irène DUMONT Paul GEORGEON François MANTRAN Robert RAYMOND André ROUX Jean-Paul VATIN Nicolas VEINSTEIN Gilles”,”Storia dell’impero ottomano.”,”ARGO EDITRICE. LECCE. 2000″,”pag 874 8°”,””,”prefazione, nota sulla trascrizione, note cartine, appendici, cronologia ottomana e dell’Europa occidentale, elenco dei sultani, bibliografia, glossario, indice dei nomi di persona, indice dei luoghi e dei popoli, indice delle cartine traduzione di Jean-Claude BARA Antonella COLLETTA Cristiana CORDELLA Anna Paola MALINCONICO Elisa QUARTA, Collana Il pianeta scritto n. 41,”,””,””,”TURx-005-FL”
“JEVAKHOFF Alexandre”,”Kemal Atatürk. Les chemins de l’ Occident.”,”TALLANDIER. PARIS. 1999 ediz orig 1989″,”pag 494 8°”,””,”cartine note postfazione fonti bibliografia glossario indice nomi”,””,””,”TURx-006″
“ROUX Jean-Paul”,”Storia dei Turchi. Duemila anni dal Pacifico al Mediterraneo.”,”GARZANTI EDITORE. MILANO. 1988″,”pag 316 8°”,””,”premessa introduzione note appendici, cronologia, tavole e genealogie, orientamenti bibliografici, indice degli autori citati, indice dei Popoli, Tribù, Dinastie e Personaggi Storici, indice generale, traduzione dal francese di Barbara BESI ELLENA, Collezione storica Garzanti”,””,””,”TURx-006-FL”
“OLIVERO Luigi”,”Turchia senza harem.”,”UNIVERSALE D. DE LUIGI. ROMA. 1945″,”pag 131 8°”,””,”prefazione”,””,””,”TURx-007″
“LEWY Guenter”,”Il massacro degli Armeni. Un genocidio controverso.”,”EINAUDI. TORINO. 2006″,”pag XV 394 8°”,””,”prefazione, abbreviazioni e glossario, epilogo, opere citate, indice analitico, Einaudi Storia, traduzione di Piero ARLORIO”,””,””,”TURx-007-FL”
“DUMONT Paul GEORGEON Francois a cura; contributi di Feroz AHMAD, David BARCHARD, Marcel BAZIN, Cem BEHAR, Ahmet O. EVIN, Gerard GROC, Michael GUNTER, Xavier JACOB, Klaus KREISER, Ayse ONCU, Ilkay SUNAR, Stephane DE-TAPIA, Binnaz TOPRAK, Nur VERGIN, Jean-Philippe VON-GASTROW”,”La Turquie au seuil de l’ Europe.”,”L’ HARMATTAN. PARIS. 1991″,”pag 278 8°”,””,”prefazione note tabelle cartine”,””,””,”TURx-008″
“PRICE M. Philips”,”A History of Turkey. From Empire to Republic.”,”GEORGE ALLEN & UNWIN LTD. LONDON. 1961″,”pag 237 8°”,””,”prefazione introduzione illustrazioni cartina (Turchia) indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-008-FL”
“ÖZAK I. Halil DAGYELI Yildirim a cura saggi di Bülent TANER, Kenan MORTAN, Mevlut BOZDEMIR, Ali Yasar SARIBAY, Sehmus GÜZEL, Yldirim DAGYELI, Nermin ABADAN-UNAT, Mehmet Ali BIRAND, I. Halil ÖZAK”,”Die Türkei im Umbruch.”,”DAGYELI. FRANKFURT. 1989″,”pag 249 8°”,””,”introduzione note profilo biografico autori”,””,””,”TURx-009″
“LEWIS Bernard”,”Islam et laicité. La naissance de la Turquie moderne.”,”FAYARD. PARIS. 1988 ediz orig 1961″,”pag 520 8°”,””,”elenco opere autore prefazione a edizione francese introduzione cartine note bibliografia indice nomi”,””,””,”TURx-010″
“RALLE Bianka”,”Modernisierung und Migration am Beispiel der Türkei.”,”VERLAG BREITENBACH PUBL. SAARBRÜCKEN. 1981″,”pag 175 8°”,””,”tabelle cartine note bibliografia”,””,””,”TURx-011″
“RAINERO Romain”,”Storia della Turchia.”,”MARZORATI EDITORE. MILANO. 1972″,”pag 319 16°”,””,”bibliografia ragionata indice nomi quadro genealogico sultani ottomani”,””,””,”TURx-012″
“RAMAZANOGLU Huseyin a cura; saggi di Huseyin RAMAZANOGLU Caroline RAMAZANOGLU Kutlay EBIRI Fikret SENSES Feroz AHMAD”,”Turkey in the World Capitalist System. A Study of Industrialisation, Power and Class.”,”AVEBURY. ALDERSHOT. 1985″,”pag 260 8°”,””,”lista tabelle prefazione elenco collaboratori introduzione note bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”TURx-013″
“OSTROGORSKY Georg”,”Storia dell’ impero bizantino.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1968 ediz orig 1963″,”pag XXX 568 8°”,””,”prefazione alla 1° e 2° edizione elenco abbreviazioni note cartine alberi genealogici delle dinastie bizantine lista dei re indice nomi”,””,””,”TURx-014″
“BIAGINI Antonello”,”Storia della Turchia contemporanea.”,”BOMPIANI. RCS. MILANO. 2002″,”pag 182 8°”,””,”introduzione note cartine indice nomi località; Collana Tascabili”,””,””,”TURx-015″
“KITSIKIS Dimitri”,”L’ empire ottoman.”,”PUF. PARIS. 1991″,”pag 128 16°”,””,”elenco opere autore introduzione note cartine bibliografia genealogia dinastia ottomana; Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”TURx-016″
“ZÜRCHER Erik J.”,”Turkey. A Modern History.”,”I.B. TAURIS. LONDON. 1993″,”pag XII 381 8°”,””,”prefazione glossario cartine introduzione: ‘Periodization, Theory and Methodology’, bibliografia note biografiche: ‘Soma important figures in Ottoman and Turkish history’, indice nomi argomenti”,””,””,”TURx-017″
“ONIS Ziya RIEDEL James”,”Economic Crises and Long-Term Growth in Turkey.”,”THE WORLD BANK. WASHINGTON. 1993″,”pag 133 8°”,””,”prefazione ringraziamenti tabelle grafici note bibliografia (pag 124-131); Comparative macroeconomic studies”,””,””,”TURx-018″
“PIETROMARCHI Luca”,”Turchia vecchia e nuova.”,”BOMPIANI. MILANO. 1965″,”pag 438 8°”,””,”introduzione note”,””,””,”TURx-019″
“PORCIATTI Anna Maria”,”Dall’ Impero Ottomano alla nuova Turchia. Cronache e storia.”,”ALINEA EDITRICE. FIRENZE. 1997″,”pag 383 8°”,””,”prefazione di Luigi LOTTI ringraziamenti nota introduttiva note foto illustrazioni bibliografia indice nomi località”,””,””,”TURx-020″
“KINZER Stephen”,”Crescent and Star. Turkey between two worlds.”,”FARRAR STRAUS AND GIROUX. NEW YORK. 2001″,”pag XI 252 8°”,””,”note sulla pronuncia turca prefazione note: ‘meze’ indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-021″
“ROUX Jean-Paul”,”La Turquie. Géographie, économie, histoire, civilisation et culture.”,”PAYOT. PARIS. 1953″,”pag 192 8°”,””,”prefazione di Louis BAZIN, cartine Collana Bibliotheque historique”,””,””,”TURx-022″
“ALIBONI Roberto a cura; saggi di Roberto ALIBONI William HALE Michel CHATELUS Daniela PIOPPI Radoslava STEFANOVA”,”Geopolitica della Turchia.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1999″,”pag 155 8°”,””,”introduzione note tabelle sigle; CeMiSS Centro militare di studi strategici”,””,””,”TURx-023″
“AKÇAM Taner, edizione italiana a cura di Antonia ARSLAN”,”Nazionalismo turco e genocidio armeno. Dall’ Impero ottomano alla Repubblica.”,”GUERINI E ASSOCIATI. MILANO. 2005″,”pag IV 283 8°”,””,”presentazione di Dario FERTILIO bibliografia (pag 265-274) indice nomi argomenti località”,”SI”,””,”TURx-024″
“ZARCONE Thierry”,”La Turquie. De l’ Empire ottoman à la République d’ Atatürk.”,”DECOUVERTES GALLIMARD. PARIS. 2005″,”pag 160 16°”,””,”foto illustrazioni cartine iconografia testimonianze documenti cronologia bibliografia indice nomi argomenti località”,”SI”,””,”TURx-025″
“MESCHINI Marco”,”1204. L’ incompiuta. La quarta crociata e le conquiste di Costantinopoli.”,”ANCORA. MILANO. 2004″,”pag 256 8°”,””,”introduzione sigle abbreviazioni note illustrazioni apparati appendice: Le fonti della Crociata (storiografia) bibliografia (pag 237-248) indice nomi”,””,””,”TURx-026″
“ROUX Jean-Paul”,”Histoire des turcs. Deux mille ans du Pacifique à la Méditerranée.”,”FAYARD. PARIS. 1984″,”pag 389 8°”,””,”elenco opere autore, nota preliminare note allegati: cronologia cartine tavole genealogiche; bibliografia (pag 357-367) indice nomi autori citati, indice popoli tribù dinastie e personaggi storici”,””,””,”TURx-027″
“ZÜRCHER Erik J.”,”Storia della Turchia. Dalla fine dell’ impero ottomano ai giorni nostri.”,”DONZELLI EDITORE. ROMA. 2007″,”pag XX 458 8°”,””,”glossario prefazione all’ edizione italiana prefazione introduzione (periodizzazione, teoria e metodologia) cartine bibliografia ragionata (pag 413-430) note biografiche (profili biografici di importanti figure della storia ottomana e turca) indice nomi; Collana ‘Saggi. Storia e scienze sociali’; traduzione di Stefania MICHELI e Andrea PICCOLI”,”SI”,””,”TURx-028″
“GRASSI Fabio L.”,”Atatürk. Il fondatore della Turchia moderna.”,”SALERNO EDITRICE. ROMA. 2008″,”pag 443 8°”,””,”presentazione di Stefano TRINCHESE premessa note foto bibliografia (pag 412-423) cartine indice nomi; ‘Profili’ collana fondata da Luigi FIRPO, nuova serie diretta da Giuseppe GALASSO”,””,””,”TURx-029″
“ANSALDO Marco”,”Chi ha perso la Turchia. Viaggio al termine dell’Europa fra nuovi Lupi grigi e scrittori sotto scorta.”,”EINAUDI. TORINO. 2011″,”pag 278 8°”,””,”introduzione: ‘Chi ha perso la Turchia’, note bibliografia indice nomi”,””,””,”TURx-030″
“JOSSERAN Tancrède”,”La nouvelle puissance turque. L’adieu à Mustapha Kemal.”,”AYMERIC CHAUPRADE – ELLIPSES EDITION. PARIS. 2010″,”pag 219 8°”,””,”introduzione note”,””,””,”TURx-031″
“AAVV”,”Speciale Turchia. Selezione bibliografica.”,”ISC NEWSLETTER. GENOVA. N° 53. 2012″,”pag 128 16°”,””,”bibliografia e brani di recensioni; Istituto di Studi sul Capitalismo, ISC”,””,””,”TURx-032″
“KREISER Klaus”,”Storia di Istanbul.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2012″,”pag 149 8°”,””,”prefazione cronologia cartine bibliografia ragionata indice nomi; Collana Universale paperbacks”,””,””,”TURx-033″
“KINROSS Patrick Balfour Lord”,”Atatürk. The Rebirth of a Nation.”,”WEIDENFELD AND NICOLSON. LONDON. 1964″,”pag XVIII 542 8°”,””,”ringraziamenti prologo, Note on Spelling’, foto cartine bibliografia cronologia appendice: ‘The National Pact’, indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-034″
“KINROSS John Patrick Lord”,”The Ottoman Centuries. The Rise and Fall of the Turkish Empire.”,”WILLIAM MORROW AND COMPANY. NEW YORK. 1977″,”pag 638 8°”,””,”prefazione illustrazioni indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-035″
“PERGOLIZZI Emanuela”,”La politica estera AKP. Una sintesi ‘neo’ o ‘post’ ottomana?”,”CASA EDITRICE EMIL DI ODOYA. BOLOGNA. 2012″,”pag 107 8°”,””,”note grafici bibliografia; I libri di Emil”,””,””,”TURx-036″
“MORGENTHAU Henry, a cura di Peter BALAKIAN”,”Ambassador Morgenthau’s Story.”,”WAYNE STATE UNIVERSITY PRESS. NEW YORK. 2003″,”pag XXXIX 333 8°”,””,”nota editoriale di Peter BALAKIAN prefazione di Robert Jay LIFTON, introduzione di Roger W. SMITH prefazione postfazione di Henry MORGENTHAU III, foto illustrazioni cartine ringraziamenti note indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-037″
“GEORGEON François”,”Aux origines du nationalisme turc. Yusuf Arkçura (1876-1935).”,”INSTITUT D’ETUDES ANATOLIENNES – EDITIONS ADPF. PARIS. 1980″,”pag 152 8° grande”,””,”introduzione abbreviazioni note allegati: testi fonti bibliografia indice nomi argomenti località; Recherche sur les Grandes Civilisations, Synthèse n° 2″,””,””,”TURx-038″
“ATZORI Giacomo Michael”,”Politiche di cooperazione tra la Turchia e l’Asia Centrale turcofona.”,”CORSO DI LAUREA IN RELAZIONI INTERNAZIONALI – FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE – UNIVERSITA’ DI CAGLIARI. CAGLIARI. ANNO ACCADEMICO 2006-2007″,”pag 90 8° (F)”,””,”Relatore Prof.ssa Annamaria BALDUSSI, Correlatore Dott. Nicola MELIS, illustrazioni premessa note tabelle bibliografia cartine allegati”,””,””,”TURx-039″
“AMBROSIO Alberto Fabio; NOCERA Lea”,”Storia della Turchia. Dall’Impero ottomano alla nuova islamizzazione. Parte prima: ‘L’islam in Turchia’ (Ambrosio) – Parte seconda: ‘La TGurchia contemporanea. Dalla repubblica kemalista al governo dell’AKP (Nocera).”,”IL GIORNALE – BIBLIOTECA STORICA. MILANO. 2016″,”pag 279 16°”,””,”nota sulla traslitterazione introduzione appendice (prima parte): Lista dei presidenti del ministero del Culto (Diyaner) bibliografia indice nomi argomenti; seconda parte: introduzione cronologia Elezioni politiche e suddivisione dei seggi Presidenti della repubblica bibliografia indice nomi”,””,””,”TURx-040″
“CREMONESI Arduino”,”La sfida turca contro gli Asburgo e Venezia.”,”ARTI GRAFICHE FRIULANE. UDINE. 1976″,”pag 356 8°”,””,”premessa note foto cartine cronologia indice nomi e località”,””,””,”TURx-041″
“MANGO Andrew”,”The Turks Today.”,”JOHN MURRAY. LONDON. 2004″,”pag XII 292 16°”,””,”notizie sull’autore ringraziamenti cartine nota su spelling e pronuncia prologo cronologia abbreviazioni note bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”TURx-042″
“DOWNEY Fairfax”,”Solimano il Magnifico.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1974″,”pag 353 8°”,””,”traduzione dall’inglese di Sergio VARINI, bibliografia, indice delle illustrazioni; Collana Storica”,””,””,”TURx-043″
“RIVERAIN Jean ROUX Jean-Paul SAINT-GENIES Lassus LAROCHE Jane ORY Solange BAZIN Louis GAUTHIER André”,”Turchia.”,”SEI – SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE. TORINO. 1971″,”pag 160 8°”,””,”cartine foto illustrazioni iconografia indice nomi argomenti località; revisione dell’edizione italiana a cura di Nicoletta CAVALLERI; Collana Mondo e viaggi”,””,””,”TURx-044″
“ALTAN Ahmet”,”Ritratto dell’atto di accusa come pornografia giudiziaria.”,”EDIZIONI E/O. ROMA. 2017″,”pag 62 8°”,””,”nota sull’autore, traduzione dall’inglese di Silvia CASTOLDI”,””,””,”TURx-045″
“OTTAVIANI Marta Federica”,”Il Reis. Come Erdogan ha cambiato la Turchia.”,”TEXTUS EDIZIONI. L’AQUILA. 2016″,”pag 262 8° Euro 17.50″,””,”prefazione di Paolo WULZER, note bibliografia indice nomi; Collana Oltrefrontiera, di Storia e Politica internazionale”,””,””,”TURx-046″
“DANIEL Georges”,”Atatürk. Une certaine idée de la Turquie.”,”L’HARMATTAN. PARIS. 2000″,”pag 439 8°”,””,”elenco opere autore, prefazione di Jean-Louis BACQUÉ-GRAMMONT, introduzione cronologia (1881-1953), cartina della Turchia bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”TURx-047″
“McMEEKIN Sean”,”Il crollo dell’Impero ottomano. La guerra, la rivoluzione e la nascita del moderno Medio Oriente, 1908-1923.”,”EINAUDI. TORINO. 2017″,”pag XIV 552 8°”,””,”introduzione elenco delle cartine nota dell’autore ringraziamenti, foto illustrazioni, note bibliografia indice nomi e località; Collana La Biblioteca”,””,””,”TURx-048″
“CARDINI Franco”,”Il Sultano e lo Zar. Due imperi a confronto.”,”SALERNO EDITRICE. ROMA. 2018″,”pag 276 8°”,””,”introduzione, nota critico-fonetica, note, orientamenti bibliografici, cartine, genealogie, indice nomi; Collana Aculei, diretta da Alessandro BARBERO”,””,””,”TURx-049″
“BISCOTTI Barbara”,”Teodora di Bisanzio.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2021″,”pag 152 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI: ‘La doppia vita di un’imperatrice’; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi donne della storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 34″,””,””,”TURx-050″
“CARDINI Franco”,”Turchia, ieri, oggi, domani.”,”EDIZIONI DEDALO. BARI. 2021″,”pag 91 16°”,””,”foto introduzione, riquadri, letture consigliate (bibliografia ragionata), Collana Le grandi voci”,””,””,”TURx-051″
“RUNCIMAN Steven, a cura di Maria Luisa ROTONDI DE-LUIGI”,”Gli ultimi giorni di Costantinopoli.”,”PIEMME. CASALE MONFERRATO. 1997″,”pag 279 8°”,””,”introduzione, note, appendice prima: ‘Le fonti principali per la storia della caduta di Costantinopoli’, appendice seconda: ‘Le chiese di Costantinopoli dopo la conquista’; bibliografia, indice dei personaggli; traduzione di Maria Luisa ROTONDI DE-LUIGI”,””,””,”TURx-052″
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“CIANFEROTTI Stefano”,”La regolamentazione e l’operatività del sistema bancario e finanziario inglese (1930-93).”,”BANCA TOSCANA – NARDINI EDITORE. FIRENZE. 1993″,”pag 188 8°”,””,” introduzione note tabelle bibliografia indici; ‘Studi e informazioni’, rivista trimestrale sul governo dell’economia, quaderni 40″,””,””,”UKIE-001-FP”
“DE-PALMA Armando”,”Le macchine e l’industria da Smith a Marx.”,”EINAUDI. TORINO. 1971″,”pag 307 16°”,””,”avvertenza note indice nomi; collana PBE”,””,””,”UKIE-001-FPA”
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“HOBSON John Atkinson, a cura di Luca MELDOLESI”,”L’imperialismo.”,”NEWTON & COMPTON. ROMA. 1996″,”pag 308 8°”,””,”prefazione e introduzione del curatore, nota del curatore, opere di J.A. HOBSON, prefazione alla prima edizione dell’autore, note, Appendici: I. – II. Superficie e popolazione dell’impero britannico, 1933-4, III. Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, IV. Commercio del Regno Unito: percentuali dei valori totali, V. Percentuali delle importazioni e delle esportazioni, VI. Commercio inglese con l’impero e con l’estero, 1934-5, VII. Percentuali in valore delle importazioni e delle esportazioni del Regno Unito, VIII. Valore delle esportazioni e delle importazioni della Gran Bretagna, IX. Numero dei passeggeri britannici destinati a porti stranieri, dal Regno Unito ai seguenti paesi, X. Redditi da investimenti britannici oltremare, XI. Investimenti britannici iltremare totali (nominali), XII. Gran Bretagna, 1904-31, Armamenti e commercio coloniale, XIII. Esportazioni degli Stati Uniti, XIV. Spese per la difesa delle grandi potenze, 1934, XV. Gran Bretagna: spese militari e di altro tipo, 1904-31, indice analitico, traduzione di Luca MELDOLESI e Nicoletta STAME, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”UKIE-002-FL”
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“MAGGI Maria Carla a cura, testi di John LOCKE François QUESNAY Nicolas BAUDEAU Guillaume-François LE TROSNE Adam SMITH William WORDSWORTH George BYRON William COBBETT David RICARDO John Stuart MILL Karl MARX Paul-Pierre Mercier DE LA RIVIERE Thomas PAINE Feargus O’CONNOR”,”La terra simbolica. Ideologie e teorie del decollo capitalistico nelle campagne.”,”NICOLA ZANICHELLI. BOLOGNA. 1978″,”pag 109 16°”,””,”introduzione, bibliografia, note, Letture di filosofia e scienze umane 9, collana diretta da Fulvio PAPI”,””,””,”UKIE-010-FL”
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“CHURCHILL Winston”,”Marlborough. Volume II.”,”UTET. TORINO. 1973″,”pag 655-1359 16°”,””,”note, note bio-bibliografiche di Vincenzo MANTOVANI [cronologia della vita di W. Churchill, bibliografia, discorsi, edizioni, traduzioni, opere su W. Churchill]; traduzione di Giovanna PARONI; Collana Scrittori del mondo: i Nobel”,””,””,”UKIQ-008″
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“HILL Christopher”,”L’anticristo nel Seicento inglese.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1990″,”pag XIII 225 8°”,””,”introduzione di Giulio GIORELLO, prefazione, prefazione all’edizione italiana, note, nota bio-bibliografica, cronologia, appendici, traduzione di Pietro ADAMO, indice dei nomi e analitico, Collana La Cultura”,””,””,”UKIR-002-FL”
“BONANATE Ugo a cura, saggi di William PERKINS Richard BAXTER John GOODWIN John COTTON Hanserd KNOLLYS John BRINSLEY Thomas MOCKEY Hugh PETERS Edmund CALAMY Richard OVERTON John MILTON John Amos COMENIUS John HALL Richard BAXTER Richard ROGERS Robert ABBOTT John BUNYAN”,”I puritani. I soldati della Bibbia.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1975″,”pag 299 8°”,””,”introduzione, note; Einaudi Paperbacks, Readers”,””,””,”UKIR-002-FMB”
“CLARKE John CROMWELL Oliver COWLING IRETON e altri”,”I Dibattiti di Putney.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1974″,”pag 94 8°”,””,”presentazione di Sergio BERTOLISSI, note, Strumenti, Fonti”,””,””,”UKIR-002-FRR”
“HILL Christopher”,”Le origini intellettuali della rivoluzione inglese.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1976″,”pag 455 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana di Gian Paolo GARAVAGLIA, prefazione. introduzione, note, appendice, indice nomi; traduzione di Alessio CA’ ROSSA; Nuova collana storica”,””,””,”UKIR-002-FSD”
“HILL Christopher”,”Vita di Cromwell.”,”LATERZA. BARI. 1974″,”pag VIII 307 8°”,””,”prefazione, note, bibliografia, traduzione di Mario MAFFI, indice dei nomi, Storia e Società”,””,””,”UKIR-002-FV”
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“WALTER Gerard a cura”,”La rivoluzione inglese.”,”DE-AGOSTINI. NOVARA. 1972″,”pag 547 8°”,””,”cronologia documenti bibliografia note”,””,””,”UKIR-003-B”
“HILL Christopher; a cura di O. NICASTRO”,”Un comunista del Seicento: Gerrard Winstanley.”,”SEU. PISA. 1989″,”pag 24 8°”,””,”traduzione italiana a cura di O. NICASTRO; introduzione note, Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Storia moderna e Contermporanea”,””,””,”UKIR-003-FF”
“BARDUCCI Marco”,”Oliver Cromwell negli scritti italiani del Seicento.”,”CET – CENTRO EDITORIALE TOSCANO. FIRENZE. 2005″,”pag 281 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, appendice I, II, fonti e bibliografia, indice nomi; Collana Politeia, Scienza e Pensiero”,””,””,”UKIR-003-FMB”
“GUIZOT Francois”,”Etudes biographiques sur la revolution d’angleterre. Parlamentaires, cavaliers, republicains, niveleurs.”,”MELINE, CANS ET C. LIBRAIRES-EDITEURS. LIVOURNE LEIPZIG. 1851″,”pag 271 16°”,””,””,””,””,”UKIR-004″
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“MOMIGLIANO Eucardio”,”Cromwell.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1974″,”pag 276 8°”,””,”illustrazioni appendice note bibliografiche”,””,””,”UKIR-005″
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“HILL Christopher”,”Il mondo alla rovescia. Idee e movimenti rivoluzionari nell’Inghilterra del Seicento.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1981″,”pag XII 412 8°”,””,”premessa introduzione note appendice I. ‘Hobbes e Winstanley: ragione e politica’; appendice II: Milton e Bunyan: dialogo con i radicali; Einaudi Paperbacks”,””,””,”UKIR-006-FF”
“BRAILSFORD H. Noel; a cura di Christopher HILL e Evamaria BRAILSFORD”,”I livellatori e la rivoluzione inglese.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1962 ediz orig 1961″,”Vol 1. pag 413 8°”,””,”note traduzione e introduzione di Bruno MAFFI”,””,””,”UKIR-007″
“HILL Christopher”,”Le origini intellettuali della rivoluzione inglese.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1976″,”pag 455 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana di Gian Paolo GARAVAGLIA, prefazione introduzione, note appendice indice nomi; traduzione di Alessio CA’ ROSSA; Nuova collana storica”,””,””,”UKIR-007-FF”
“BRAILSFORD H. Noel; a cura di Christopher HILL ed Evamaria BRAILSFORD”,”I livellatori e la rivoluzione inglese.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1962 ediz orig 1961″,”Vol 2. pag 388 8°”,””,”note traduzione e introduzione di Bruno MAFFI”,””,””,”UKIR-008″
“MANNING Brian”,”Popolo e rivoluzione in Inghilterra, 1640-1649.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1977″,”pag 559 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana di Alfonso PRANDI, prefazione, note; traduzione di Rino MACCHIAVELLI; Nuova collana storica”,””,””,”UKIR-008-FF”
“CROMWELL Oliver”,”Briefe und Reden. Aus dem Englischen übersekt von M. Stähelin, mit einer Einleitung und erläuterndem Test von D. Paul Wernle”,”DRUCK UND VERLAG. BASEL. 1911″,”pag 536 8°”,””,”indice nomi argomenti introduzione”,””,””,”UKIR-009″
“HILL Christopher”,”Le origini intellettuali della rivoluzione inglese.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1976″,”pag 455 8°”,””,”indice nomi note appendice introduzione di Gian Paolo GARAVAGLIA”,””,””,”UKIR-010″
“MANNING Brian”,”Popolo e rivoluzione in Inghilterra 1640-1649.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1977″,”pag 559 8°”,””,”note”,””,””,”UKIR-011″
“TREVELYAN G.M.”,”La rivoluzione inglese del 1688 – 1689. Origini della democrazia parlamentare.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1976 1° ediz 1954″,”pag 191 16°”,””,”traduzione di Cesare PAVESE”,””,””,”UKIR-012 UKIx-038″
“TREVELYAN George Macaulay”,”La rivoluzione inglese del 1688 – 89.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1968″,”pag 191 16°”,””,”introduzione note, albero genealogico, traduzione di Cesare PAVESE; Collana I gabbiani”,””,””,”UKIR-012-B”
“COLOMBO Arrigo SCHIAVONE Giuseppe a cura; scritti di ASHTON CERRONI GABRIELI GIARRIZZO MANNING PUNZO QUARTA RECUPERO SCHIATTONE SCHIAVONE SPINI TUNDO”,”L’ utopia nella storia. La rivoluzione inglese.”,”EDIZIONI DEDALO. BARI. 1992″,”pag 294 8°”,””,”note indice nomi”,””,””,”UKIR-013″
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“ZAGORIN Perez”,”A History of Political Thought in the English Revolution.”,”ROUTLEDGE & KEGAN PAUL. LONDON. 1954″,”pag VII 208 8°”,””,”prefazione introduzione note indice dei nomi argomenti”,””,””,”UKIR-017″
“REVEL Bruno”,”Storia di Cromwell.”,”DOXA ED. ROMA. 1930″,”pag 158 16°”,””,”prefazione bibliografia”,”SI”,””,”UKIR-018″
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“HILL Christopher”,”El siglo de la revolucion, 1603-1714.”,”EDITORIAL AYUSO. MADRID. 1972 ediz orig inglese 1961″,”pag 393 8°”,””,”prefazione abbreviazioni introduzione illustrazioni foto cartine grafici tabelle appendice ‘governi e parlamenti’ ‘salari e prezzi’ bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”UKIR-020″
“GREGG Pauline”,”Free-Born John. The Biography of John Lilburne.”,”PHOENIX PRESS. LONDON. 2000 ediz orig 1961″,”pag 424 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”UKIR-021″
“GUIZOT Francois”,”Historia de la revolucion de Inglaterra, por Mr. Guizot, y la continuacion de Mr. Hume, hasta le reforma electoral de 1832. Traducida al castellano.”,”ESTABLECIMIENTO TIPOGRAFICO DE D. FRANCISCO DE P. MELLADO. MADRID. 1844″,”pag 628 16°”,””,”prologo note”,””,””,”UKIR-022″
“CROMWELL O., a cura di Bruno REVEL”,”Discorsi e lettere della rivoluzione 1635-1658.”,”DOXA EDITRICE. ROMA. 1930″,”pag 107 8°”,””,”premessa note introduttive ai discorsi e alle lettere”,””,””,”UKIR-023″
“VILLEMAIN Abel-Francois”,”Oliver Cromwell e la “”gloriosa rivoluzione””. Riproduzione dell’ edizione pubblicata a Milano con il titolo ‘Storia di Oliviero Cromwell compilata sulle memorie de’ suoi tempi e sugli atti del parlamento dal Signore Villemain (1821).”,”MESSAGGERIE PONTREMOLESI. MILANO. 1990″,”pag 413″,””,”premessa di Sergio MUSITELLI nota biografica su Abel-Francois VILLEMAIN, bibliografia note”,””,””,”UKIR-024″
“MANNING Brian”,”The Far Left in the English Revolution, 1640 to 1660.”,”BOOKMARKS. LONDON CHICAGO AND SYDNEY. 1999″,”pag 136 8°”,””,”prefazione indice nomi argomenti”,””,””,”UKIR-025″
“BRADSTOCK Andrew a cura; saggi di James D. ALSOP Gerald AYLMER Warren CHERNAIK John GURNEY Elaine HOBBY James HOLSTUN Claire JOWITT Christopher ROWLAND Nigel SMITH David TAYLOR Andrew BRADSTOCK”,”Winstanley and the Diggers, 1649-1999.”,”FRANK CASS. LONDON. 2000″,”pag X 173 8°”,””,”prefazione nota esplicativa note abstracts note biografiche sui collaboratori indice nomi argomenti”,””,””,”UKIR-026″
“LUTAUD Olivier, presentazione”,”Les Niveleurs, Cromwell et la République.”,”JULLIARD. PARIS. 1967″,”pag 286 16°”,””,”Echi attraverso la storia, Cromwell e la rivoluzione inglese, Sui testi e il vocabolario politico, Cronologia, Preludio, testi illustrazioni iconografia, in chiusura: Dai Livellatori ai “”Dissenters”” e ai “”Whigs””, Giudizi internazionali, Bibliografia; Collection Archives diretta da Pierre NORA”,””,””,”UKIR-027″
“ROOTS Ivan”,”La rivoluzione inglese.”,”PROPILEI. VOLUME VII (STRALCIO). 1968″,”pag 267-315 8°”,””,”illustrazioni cartine grafici; traduzione di Maria ATTARDO MAGRINI”,””,””,”UKIR-028″
“VILLANI Felice”,”La milizia di Cromwell.”,”FRATELLI LANDOLFI & C.. NOCERA INFERIORE. 1923″,”pag 53 8°”,””,”prefazione”,””,””,”UKIR-029″
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“TRONTI Mario a cura, scritti di Alessandro PIAZZI Mauro SEGATORI Mario TRONTI”,”Stato e rivoluzione in Inghilterra. Teoria e pratica della prima rivoluzione inglese.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1977″,”pag 329 8°”,””,”premessa note appendice: ‘Schmitt su Hobbes'”,””,””,”UKIR-033″
“ASHTON Robert”,”Counter-revolution. The Second Civil War and its Origins, 1646-8.”,”YALE UNIVERSITY PRESS. NEW HAVEN AND LONDON. 1994″,”pag XXI 521 8°”,””,”prefazione ringraziamenti note su abbreviazioni e date introduzione illustrazioni tabelle (cronologia eventi principali della seconda guerra civile per regione e altro) note indice nomi argomenti località”,””,””,”UKIR-034″
“ASHTON Robert”,”The English Civil War. Conservatism and Revolution, 1603-1649.”,”WEIDENFELD AND NICOLSON. LONDON. 1979″,”pag X 453 8°”,””,”prefazione note (pag 353-434) bibliografia ragionata (pag 435-438) indice nomi argomenti località; Collana ‘Revolutions in the Modern World’, a cura di Jack P. GREENE”,””,””,”UKIR-035″
“ASHLEY Maurice”,”The Glorious Revolution of 1688.”,”HODDER AND STOUGHTON. LONDON. 1966″,”pag 224 8°”,””,”ringraziamenti note documenti (Dichiarazione di re Giacomo II per la Libertà di Coscienza, e altro) bibliografia indice nomi argomenti”,”SI”,””,”UKIR-036″
“HILL Christopher”,”Vita di Cromwell. (Tit.orig.: God’s Englishman. Oliver Cromwell and the English Revolution)”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1974″,”pag 310 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi; traduzione di Mario MAFFI”,””,””,”UKIR-037″
“LAPIE Pierre-Olivier”,”Cromwell.”,”FLAMMARION. PARIS. 1949″,”pag 280 8°”,””,”elenco opere autore note, sommario per capitolo, allegato I: bibliografia (pag 269-272); allegato II: cronologia della guerra civile (pag 273-280)”,””,””,”UKIR-038″
“WINSTANLEY Gerrard, a cura di Daniela BIANCHI”,”Il piano della legge della libertà (1652). L’ utopia sociale degli “”zappatori””.”,”CLAUDIANA EDITRICE. TORINO. 1992″,”pag 262 8°”,””,”avvertenza introduzione di Daniela BIANCHI nota biografica (G. Winstanley, 1609-1660) nota bibliografica (bibliografia) note indice nomi indice passi Bibbia, indice argomenti; ‘Riforma protestante nei secoli’, collana diretta da Emidio CAMPI dell’ Università di Zurigo”,””,””,”UKIR-039″
“LUTAUD Olivier”,”Cromwell, les Niveleurs et la République.”,”AUBIER MONTAIGNE. PARIS. 1967″,”pag 286 8°”,””,”‘Echos à travers l’histoire’, introduzione: ‘Cromwell et la Révolution d’ Angleterre’ ‘Des textes ed du vocabulaire politique, illustrazioni cronologia premessa, bibliografia Collana Bibliothèque sociale”,””,””,”UKIR-040″
“CARICCHIO Mario”,”Popolo e Rivoluzione? La storiografia e i movimenti radicali della Rivoluzione inglese.”,”GUERINI E ASSOCIATI. MILANO. 2005″,”pag 202 8°”,””,”presentazione di Angela DE-BENEDICTIS introduzione note post-fazione: ‘Popolo e rivoluzione inglese nella storiografia italiana’, indice nomi; Storiografica, Collana diretta da Angela DE-BENEDICTIS, Antonino DE-FRANCESCO, Aurelio MUSI”,””,””,”UKIR-041″
“CARICCHIO Mario”,”Popolo e Rivoluzione? La storiografia e i movimenti radicali della Rivoluzione inglese.”,”GUERINI E ASSOCIATI. MILANO. 2005″,”pag 202 8°”,””,”presentazione di Angela DE-BENEDICTIS introduzione note postfazione: ‘Popolo e Rivoluzione inglese nella storiografia italiana’, indice nomi; Storiografica, collana diretta da Angela DE-BENEDICTIS Antonino DE-FRANCESCO Aurelio MUSI”,””,””,”UKIR-042″
“GALLIANO Gabriella”,”La lingua inglese e la Rivoluzione Puritana: i pamphlets dei Livellatori (1640-1660).”,”EDIZIONI DELL’ORSO. ALESSANDRIA. 2008″,”pag XXXVI 142 8°”,””,”ringraziamenti introduzione: ‘Anni di transizione’, note bibliografia indice nomi; Studi e ricerche”,””,””,”UKIR-043″
“ROOSEVELT Theodore”,”Oliver Cromwell, the Story of His Life and Work.”,”GENERAL BOOKS. MEMPHIS, TENNESSEE. 2010″,”pag 108 8°”,””,”indice nomi argomenti località”,””,””,”UKIR-044″
“SLACK Paul, a cura; saggi di C.S.L. DAVIES Diarmaid MacCULLOCH Julian CORNWALL Susas BRIGDEN John WALTER e Keith WRIGHTSON Robin CLIFTON David UNDERDOWN J.S. MORRILL Bernard CAPP Steven R. SMITH Geoffrey HOLMES Nicholas ROGERS David ROLLISON”,”Rebellion, Popular Protest and the Social Order in Early Modern England.”,”CAMBRIDGE UNIVERSITY PRESS. LONDON. 1984″,”pag VI 339 8°”,””,”introduzione di Paul SLACK, note tabelle indice nomi argomenti località; Collana Past and Present Publications”,””,””,”UKIR-045″
“BORSA Mario”,”La fine di Carlo I (1625-1640).”,”A. MONDADORI. MILANO. 1936″,”pag 247 8°”,””,”avvertenza illustrazioni tavola: albero genealogico (Enrico VII- Giorgio I) appendice: ‘La casa degli Stuart'”,””,””,”UKIR-046″
“BEONIO-BROCCHIERI Vittorio H.”,”L’Inghilterra dai Tudor agli Stuart.”,”CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2015″,”pag 167 16°”,””,”Focus a cura d Vittorio H. BEONIO-BROCCHIERI, approfondimenti cronologia bibliografia luoghi di interesse; Collana Grandangolo, 21″,””,””,”UKIR-047″
“COTTRET Bernard, a cura”,”La glorieuse révolution d’Angleterre (1688).”,”EDITIONS GALLIMARD-JUILLARD. PARIS. 1988″,”pag 242 16°”,””,”presentazione di Bernard COTTRET, cronologia antologia foto illustrazioni iconografia, cartine bibliografia note e riferimenti”,””,””,”UKIR-048″
“PARKER David a cura; scritti di R. PALME DUTT Christopher HILL e Brian PEARCE Victor KIERNAN Rodney HILTON Maurice DOBB Stephen MASON G. de N. CLARK Roy PASCAL Mervyn JAMES”,”Ideology Absolutism and the English Revolution. Debates of the British Communist Historians, 1940-1956.”,”AAKAR. DELHI. 2014″,”pag 285 8°”,””,”ringraziamenti note sui documenti introduzione dI David PARKER, documenti appendici profili biografici degli storici contributori alla discussione”,””,””,”UKIR-049″
“VOLA Giorgio a cura; saggi di Giorgio SPINI Robin CLIFTON Hans-Christoph SCHROEDER Ivan ROOTS Peter WENDE Guenther LOTTES Giorgio VOLA”,”Il potere e la gloria. La Gloriosa Rivoluzione del 1688.”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1993″,”pag 108 8°”,””,”note cronologia sommaria (1640-1702), bibliografia indice nomi, traduzioni di Giorgio VOLA,”,””,””,”UKIR-050″
“GABRIELI Vittorio a cura; scritti di W. WALWYN J. LILBURNE C. WINSTANLEY”,”Puritanesimo e libertà. Dibattiti e libelli. «I dibattiti di Putney» (1647) – «Il patto del popolo» (1649) – W. Walwyn, «La giusta difesa» (1649) – J. Lilburne, «Libertà legali fondamentali» (1649) – C. Winstanley, «Il piano della legge della libertà» (1652).”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1956″,”pag LXXIV 424 8°”,””,”studio introduttivo, traduzione e note di Vittorio GABRIELI, documenti; note sugli autori dei «pamphlets» e sulle principali persone da essi nominate; Collana Scrittori di politica”,””,””,”UKIR-051″
“FRANK Joseph”,”The Levellers. A History of the Writings of Three Seventeenth-Century Social Democrats John Lilburne, Richard Overton, William Walwyn.”,”HARVARD UNIVERSITY PRESS. CAMBRIDGE, MASSACHUSETTS. 1955″,”pag VIII 345 8°”,””,”ringraziamenti appendice: ‘The Authorship of Mans Mortallitie’, bibliografia note”,””,””,”UKIR-052″
“GIBB M.A.”,”John Lilburne. The Leveller. A Christian Democrat.”,”LD – LINDSAY DRUMMOND. LONDON. 1947″,”pag 358 8°”,””,”prefazione introduzione illustrazioni note cartina bibliografia”,””,””,”UKIR-053″
“SCHIAVONE Giuseppe”,”Winstanley. Il profeta della rivoluzione inglese.”,”EDIZIONI DEDALO. BARI. 1991″,”pag 294 8°”,””,”note, sigle, bibliografia; Opere di e su Gerrard Winstanley e i Diggers; indice nomi; Nuova Biblioteca Dedalo. Serie “”L’Utopia. Per una società giusta e fraterna””, a cura di Arrigo COLOMBO”,””,””,”UKIR-054″
“PRATI Massimo”,”Rivoluzione inglese. Paradigma della modernità.”,”MIMESIS EDIZIONI. MILANO – UDINE. 2020″,”pag 204 8°”,””,”ringraziamenti, presentazione, note, illustrazioni, conclusioni, tavola cronologica degli avvenimenti più importanti, bibliografia”,””,””,”UKIR-055″
“WHITE R.J.”,”Waterloo to Peterloo.”,”WILLIAM HEINEMANN. LONDON. 1957″,”pag 202 8°”,””,”indice nome argomenti bibliografia note illustrazioni appunti in ultima pagina e note a margine dell’ex proprietario del libro”,””,””,”UKIS-001″
“BRIGGS Asa”,”Città vittoriane.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1990″,”pag 411 8°”,””,”introduzione note nota bibliografica indice nomi; Collana Gli Studi / Storia”,””,””,”UKIS-001-FC”
“TREVELYAN George Macaulay”,”Storia della società inglese.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1972″,”pag XIII 565 8°”,””,”prefazione di Umberto MORRA introduzione illustrazioni note bibliografia indice nomi; Collana Biblioteca di cultura storica”,””,””,”UKIS-001-FF”
“IGNATIEFF Michael”,”Le origini del penitenziario. Sistema carcerario e rivoluzione industriale inglese 1750-1850.”,”MONDADORI. MILANO. 1982″,”pag XI 252 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione, conclusione, note, elenco delle abbreviazioni, illustrazioni, traduzione di Gian Paolo GARAVAGLIA, indice dei nomi e argomenti, Gli Oscar Studio OS 96,”,””,””,”UKIS-001-FL”
“THOMPSON E.P.”,”Whigs and Hunters. The Origin of the Black Act.”,”PENGUIN BOOKS. LONDON. 1977″,”pag 327 8°”,””,”elenco illustrazioni, abbreviazioni, prefazione, introduzione: ‘The Black Act’, note, appendice: ‘The Black Act’, ‘Alexander Pope and the Blacks’, note sulle fonti, poscritto, indice nomi argomenti località”,””,””,”UKIS-001-FSD”
“CHASTENET Jacques”,”La vita quotidiana in Inghilterra ai tempi della regina Vittoria.”,”RIZZOLI. MILANO. 1985″,”pag 293 16°”,””,”cronologia bibliografia nota su pesi e misure illustrazioni introduzione indice nomi argomenti; traduzione di Maria Grazia MERIGGI”,””,””,”UKIS-001-FV”
“PORTER Roy”,”Storia sociale della follia.”,”GARZANTI. MILANO. 1991″,”pag 290 8°”,””,”indice nomi argomenti bibliografia”,””,””,”UKIS-002″
“FAVRETTO Ilaria”,”Alle radici della svolta autonomista. PSI e Labour Party, due vicende parallele (1956-1970).”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”pag 299 8°”,””,”prefazione di Donald SASSOON, introduzione, epilogo, ringraziamenti, bibliografia, note, archivi, interviste personali, Collana Studi Storici Carocci. Storia internazionale del XX secolo, Serie Promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci”,””,””,”UKIS-002-FL”
“WILLIAMS Raymond”,”Culture and Society, 1780-1950.”,”PENGUIN BOOKS. LONDON. 1975″,”pag 347 16°”,””,”‘An Outline of Dates – The dates given are those in which the writers discussed were aged 25’, prefazione, introduzione: ‘The Key Words- ‘Industry’, ‘Democracy’, ‘Class”, poscritto, riferimenti bibliografia, indice nomi argomenti località; collana Pelican Books”,””,””,”UKIS-002-FSD”
“TREVELYAN G.M.”,”Storia della società inglese.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1991″,”pag XIII 565 8°”,””,”prefazione di Asa BRIGGS introduzione illustrazioni foto note bibliografia indice nomi; traduzione di Umberto MORRA”,””,””,”UKIS-002-FV”
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“BRIGGS Asa”,”Storia sociale dell’Inghilterra. Dalla preistoria ai nostri giorni.”,”MONDADORI, MILANO. 1993″,”pag 411 16°”,””,”Avvertenza del traduttore, ringraziamenti, prefazione, traduzione di Simonetta POLENGHI, tavole, indice analitico, Oscar Storia 53,”,””,””,”UKIS-003-FV”
“BRANSON Noreen HEINEMANN Margot”,”L’ Inghilterra negli anni trenta.”,”LATERZA. MILANO. 1976 ediz orig 1971″,”pag 440 16°”,””,”introduzione di HOBSBAWM E.J note bibliografia appendice tabelle”,””,””,”UKIS-004″
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“DOBSON R.B.”,”The Peasants’ Revolt of 1381.”,”MACMILLAN – ST. MARTIN’S PRESS. LONDON. 1970″,”pag XVII 437 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione del curatore, prefazione, introduzione, nota del traduttore, cronologia della rivolta, bibliografia, indice nomi argomenti località, cartine, mappe”,””,””,”UKIS-004-FSD”
“MORTON A.L.”,”Storia del popolo inglese.”,”OFFICINA EDIZIONI. ROMA. 1992″,”pag 424 8°”,””,”Premessa alla edizione italiana di Fernando FERRARA, cartine, illustrazioni, traduzione di Claudio GORLIER, indice analitico sommario, Cultura & Società, Collana diretta da Fernando Ferrara e Richard Hoggart,”,””,””,”UKIS-004-FV”
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“BRIGGS Asa”,”Storia sociale dell’ Inghilterra. Dalla preistoria ai giorni nostri.”,”MONDADORI. MILANO. 1993 ediz orig 1983″,”pag 411 8°”,””,”avvertenza traduttore prefazione note indice nomi argomenti Collana Oscar Mondadori”,””,””,”UKIS-010″
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“CHALINE Claude”,”Il Regno Unito e la Repubblica d’ Irlanda.”,”IL SAGGIATORE. ALBERTO MONDADORI. MILANO. 1969 ediz orig 1966″,”pag 258 16°”,””,”introduzione cartine tabelle”,””,””,”UKIS-014″
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“FAVRETTO Ilaria”,”Gran Bretagna.”,”EDIZIONI UNICOPLI. MILANO. 2004″,”pag 334 8°”,””,”ringraziamenti, note, bibliografia, appendice I. Monarchi britannici del Novecento; II. Primi ministri; indice nomi; Collana Storia d’Europa nel XX secolo, diretta da Marco GERVASONI e Leonardo RAPONE”,””,””,”UKIx-001-FP”
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“PECCHIO Giuseppe, a cura di NICOLETTI Giuseppe”,”Osservazioni semiserie di un esule sull’Inghilterra.”,”LONGANESI. MILANO. 1976″,”pag 232 8°”,””,”introduzione nota biografica nota bibliografica nota sul testo; Collana ‘Classici della società italiana’ a cura di Giorgio LUTI e Sergio ROMAGNOLI”,””,””,”UKIx-001-FV”
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“TAYLOR A.J.P.”,”Storia dell’ Inghilterra contemporanea. Volume II.”,”LATERZA. BARI. 1977″,”pag 397-823 16°”,””,”note (riquadri) note elenco dei gabinetti (governo), traduzione di Lucia BIOCCA MARGHIERIbri governo (elenco gabinetti) indice nomi; Collana UL Universale Laterza; Seconda edizione”,””,””,”UKIx-002-FC”
“TAYLOR A.J.P.”,”Storia dell’ Inghilterra contemporanea.”,”LATERZA. BARI. 1968″,”pag 815 8°”,””,”indice nomi note documenti bibliografia dati in appendice elenco membri governo 1914-1945″,””,””,”UKIx-002-FF”
“PUNNETT R.M.; BERTA Giuseppe”,”Il governo ombra di Sua Maestà: evoluzione e ruolo attuale (Punnett); La socialdemocrazia imperfetta (Berta).”,”ESTRATTO DA ‘LABORATORIO POLITICO’. ROMA. N. 2, MARZO-APRILE 1981″,”pag 120-137; 138-149 8°”,””,”note grafici; ‘Critica del progetto'”,””,””,”UKIx-002-FGB”
“BERTINETTI Paolo a cura; saggi di Enrico GIACCHERINI Rosanna CAMERLINGO Lucia FOLENA Paolo BERTINETTI Mirella BILLI”,”Breve storia della letteratura inglese. Volume primo. Dalle origini al Settecento.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag XI 412 16°”,””,”prefazione bibliografia indice nomi indice opere; PBE Piccola Biblioteca Einaudi, nuova serie Saggistica letteraria e linguistica”,””,””,”UKIx-002-FL”
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“MORO Tommaso (MORE Thomas)”,”Lettere dalla prigionia.”,”BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 1991″,”pag 126 8°”,””,”introduzione cronologia di Tommaso Moro, indice delle lettere, note elenco persone citate nelle lettere; Collana I classici”,””,””,”UKIx-002-FV”
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“TAYLOR A.J.P.”,”Storia dell’ Inghilterra contemporanea. Volume I.”,”LATERZA. BARI. 1975″,”pag VII 396 16°”,””,”prefazione note (riquadri) note; Collana UL Universale Laterza”,””,””,”UKIx-003-FF”
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“TREVELYAN George Macaulay”,”Storia d’Inghilterra. Vol. II.”,”ALDO GARZANTI EDITORE. MILANO. 1973″,”pag 310-675 16°”,””,”‘Fatti di maggior rilievo successivi alla prima Guerra Mondiale’, traduzione di Gina MARTINI e Erinna PANCIERI, Collezione I Garzanti”,””,””,”UKIx-006-FV”
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“THIERRY Augustin”,”Histoire de la Conquéte de l’Angleterre par les Normands. De ses causes et ses suites jusqu’a nos jours. In Angleterre, en Écosse, en Irlande et sur le Continent. Vol. II.”,”FURNE ET C. LIBRAIRES-ÉDITEURS. PARIS. 1859″,”pag 510 8°”,””,”avvertenza degli editori avvertenza per la terza edizione, introduzione note tavola cronologica e analistica, lista dei documenti citati conclusione”,””,””,”UKIx-007-FL”
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“CHASTENET Jacques”,”Winston Churchill et l’Angleterre du XX siécle.”,”LIBRAIRIE ARTHEME FAYARD. PARIS. 1965″,”pag 639 8°”,””,”notizie biografiche e opere dell’autore introduzione cartine bibliografia (su Churchill, sulla Gran Bretagna del XX secolo e la sua storia)”,””,””,”UKIx-122″
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“FORASACCO Denis”,”Jack lo squartatore. Il più celebre serial killer della storia.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020″,”pag 156 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi delitti nella storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 3″,””,””,”UKIx-141″
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“BERLE Adolf A., a cura di Alberto MORTARA”,”La repubblica economica americana.”,”EDIZIONI DI COMUNITA’. MILANO. 1966 ediz orig 1963″,”pag 287 8°”,””,”prefazione: ‘Guida per il lettore’, nota preliminare introduzione ‘Il sistema politico-economico americano’, note indice nomi argomenti, traduzione dall’ inglese di Carlo A. MORTARA”,”SI”,””,”USAE-044″
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“PHILLIPS Kevin”,”Ricchezza e democrazia. Una storia politica del capitalismo americano. (Tit.orig.: Wealth and Democracy)”,”GARZANTI. MILANO. 2005″,”pag 682 8°”,””,”presentazione di Michele SALVATI prefazione tabelle grafici appendice: tabelle (indici storici dei prezzi negli Stati Uniti, 1790-1991; Il 1929 rivisitato); note bibliografia (pag 631- 644) indice nomi argomenti località ringraziamenti; traduzione di Roberto MERLINI”,””,””,”USAE-049″
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“GALBRAITH John Kenneth”,”L’ età dell’ incertezza.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1977″,”pag 382 8°”,””,”premessa ringraziamenti indice nomi argomenti località, Collana Saggi”,””,””,”USAE-057″
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“RAE John B.”,”The American Automobile Industry.”,”TWAYNE PUBLISHERS. BOSTON, MASS. 1985″,”pag XII 212 8°”,””,”prefazione cartine tabelle foto cronologia note bibliografia ragionata (pag 189-202) indice nomi argomenti, notizie sull’ autore; Collana The Evolution of American Business, Industries, Institutions, and Entrepreneurs, Albro Martin, Series Editor; Editorial Advisory Board: Alfred D. CHANDLER Jr., Diane LINDSTROM, Harold C. LIVESAY, Peter D. McCLELLAND”,””,””,”USAE-064″
“ALLEN Frederick L.”,”Il grande passo.”,”LONGANESI. MILANO. 1954″,”pag 445 16°”,””,”prefazione note indice nomi argomenti appendice fonti e ringraziamenti; traduzione dall’ inglese di Gilberto FORTI”,””,””,”USAE-065″
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“SUTTON Antony C.”,”Wall Street and the Rise of Hitler.”,”GSG & ASSOCIATES. SAN PEDRO, CALIFORNIA. 2002″,”pag 220 8°”,””,”dedica prefazione introduzione note tabelle grafici illustrazioni bibliografia indice nomi argomenti; appendici: A. Program of the National Socialist German Workers Party; B. Affidavit of Hjalmar Schacht; C. Entries in the “”National Trusteeship”” Account; D. Letter from US War Department to Ethyl Corporation; E. Extract from Morgenthau Diary (Germany)”,””,””,”USAE-069″
“KRUGMAN Paul”,”La coscienza di un liberal.”,”GLF EDITORI LATERZA. BARI ROMA. 2008″,”pag 308 8°”,””,”note; traduzione di Fabio GALIMBERTI e Paola MARANGON; Collana I Robinson”,””,””,”USAE-070″
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“GREENSPAN Alan”,”Le Temps des turbulences.”,”HACHETTE. PARIS. 2007″,”pag 685 16°”,””,”introduzione postfazione note sulle fonti bibliografia indice ringraziamenti traduzione di Thierry PIELAT e Georges NICOLAS, traduzione della postfazione di Laure MANCEAU; Collana Hachette Littératures fondata da Georges LIEBERT e diretta da Joël ROMAN”,””,””,”USAE-079″
“PERRONE Nico a cura; saggi di DRINNON Richard EDWARDS Richard C. GREEN David MATTICK Paul PERRONE Nico ZINN Howard”,”Due secoli di capitalismo Usa.”,”DEDALO LIBRI. BARI. 1980″,”pag 308 16°”,””,”presentazione note bibliografia ragionata (pag 263-309); Biblioteca Dedalo”,””,””,”USAE-080″
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“VILLARI Francesco a cura; saggi e testimonianze di Adolf A. BERLE jr Gardiner C. MEANS Rexford G. TUGWELL Henry A. WALLACE John L. LEWIS Franklin Delano ROOSEVELT John M. KEYNES Friedrich POLLOCK Luigi EINAUDI Wassily W. LEONTIEF Joseph A. SCHUMPETER Michal KALECKI W.H. ARNDT”,”La Grande Crisi e le riforme di Roosevelt.”,”GANGEMI EDITORE. ROMA. 2007″,”pag 286 8°”,””,”saggio introduttivo di Francesco VILLARI note Collana Nuovo Millennio diretta da Pellegrino CAPALDO Gabriele DE-ROSA Francesco MERCADANTE”,””,””,”USAE-085″
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“VAUDAGNA Maurizio”,”Corporativismo e New Deal. Integrazione e conflitto sociale negli Stati Uniti (1933-1941).”,”ROSENBERG & SELLIER. TORINO. 1981″,”pag 251 8°”,””,”premessa note”,””,””,”USAE-094″
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“ROSENBERG Nathan a cura; scritti di Joseph SCHUMPERTER A.P. USHER Vernon RUTTAN M. BLAUG Jacob SCHMOOKLER William PARKER Richard NELSON Kenneth ARROW Zvi GRILICHES William FELLNER Paul DAVID Peter TEMIN Edwin MANSFIELD Moses ABRAMOVITZ Robert SOLOW Edward DENISON Edward AMES e Nathan ROSENBERG Raymond VERNON Robert BALDWIN Robert SOLO”,”The economics of technological change. Selected Readings.”,”PENGUIN BOOKS. MIDDLESEX, ENGLAND. 1971″,”pag 509 16°”,””,”introduzione note tabelle grafici bibliografia ringraziamenti indice nomi autori indice argomenti”,””,””,”USAE-102″
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“SPINI Giorgio MARTELLONE Anna Maria LURAGHI Raimondo BONAZZI Tiziano RUFFILLI Roberto, Saggi di Piero BAIRATI, Pia Grazia BALDELLI CELOZZI, Alfredo CANAVERO, Piera CIAVIRELLA, Luca CODIGNOLA, Piero DEL NEGRO, Valeria GENNARO LERDA, Lorenza GIORGI, Carlo MANGIO, Mario MARGIOCCO, Augusta MOLINARI, Angelo OLIVIERI, Salvatore ROTTA, Marco SAGRESTANI, Arnaldo TESTI”,”Italia e America dal Settecento all’età dell’Imperialismo.”,”MARSILIO EDITORI. VENEZIA. 1976″,”pag 472 8°”,””,”prefazione di Giorgio SPINI, Introduzioni, Cenni biografici degli Autori, note, indice analitico, Nordamericana”,””,””,”USAG-011-FL”
“MILLER Perry”,”Lo spirito della Nuova Inghilterra. Da colonia a provincia.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1962″,”pag 748 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi; traduzione di Alfonoso PRANDI; Collezione di storia americana a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI Rosario ROMEO”,””,””,”USAG-011-FV”
“RICHTER Werner”,”Breve storia degli Stati Uniti.”,”BALDINI & CASTOLDI. MILANO. 1958″,”pag 190 16°”,””,”cronologia”,””,””,”USAG-012″
“SANFILIPPO Matteo”,”Europa e America. La colonizzazione anglo-francese.”,”GIUNTI GRUPPO EDITORIALE. FIRENZE. 1990″,”pag 175 16°”,””,”Introduzione, cronologia, documentazione cartografica, bibliografia, indice dei nomi, Americana, Civiltà e storia del continente anericano, Collana diretta da Flavio FIORANI,”,””,””,”USAG-012-FL”
“VIEVILLE Lucien MERCURY Francis BOUGARAN Yves, collaborazione”,”L’America alla conquista del Far West. Volume I.”,”EDIZIONI FERNI. GINEVRA. 1973″,”pag 249 16°”,””,”presentazione di Paul ULRICH, foto e illustrazioni; Gli amici della storia”,””,””,”USAG-012-FV”
“HOFSTADTER Richard rassegna documentaria a cura”,”Le grandi controversie della storia americana. Volume secondo. 1864 – 1957″,”OPERE NUOVE. ROMA. 1966 ediz orig 1958″,”pag 557 8°”,””,”fonti documentarie introduzione”,””,””,”USAG-013″
“ABBATTISTA Guido”,”La rivoluzione americana.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1998″,”pag 159 16°”,””,”cartine bibliografia”,””,””,”USAG-014″
“PAINE Tom presentazione John DOS-PASSOS”,”Scritti scelti.”,”MONDADORI. MILANO. 1950″,”pag 187 16°”,””,”introduzione (pp 62) di DOS-PASSOS opere principali di PAINE”,””,””,”USAG-015″
“GABRIELI Vittorio”,”Tom Paine cittadino del mondo.”,”OPERE NUOVE. ROMA. 1960″,”pag 64 16°”,””,”note”,””,””,”USAG-016″
“BEARD Charles Mary and William”,”Storia degli Stati Uniti d’ America.”,”CAPPELLI. BOLOGNA. 1963 ediz orig 1960″,”pag 621 8°”,””,”note foto illustrazioni indice nomi argomenti”,””,””,”USAG-017″
“CURTI Merle a cura di Francesco MEI”,”Storia della cultura e della società americana.”,”NERI POZZA EDITORE. VENEZIA. 1959 ediz orig 1951″,”pag 890 8°”,””,”indice nomi bibliografia ragionata (182 pp) note illustrazioni cartina nord america 1713 foto”,””,””,”USAG-018″
“WHITMAN Walt, a cura di Michele GULINUCCI”,”Visioni democratiche.”,”ATLANTIDE EDITORIALE. ROMA. 1996″,”pag XII 96 16°”,””,”nota introduttiva note dell’autore; traduzione di Mariolina MELIADO FREETH”,””,””,”USAG-019″
“JONES Maldwyn A.”,”Storia degli Stati Uniti. Dalle prime colonie inglesi ai giorni nostri.”,”BOMPIANI, RCS. MILANO. 1997 ediz orig 1993″,”pag 630 8°”,””,”indice nomi argomenti cartine tabelle bibliografia ragionata premessa”,””,””,”USAG-020″
“NEVINS Allan COMMAGER Henry Steele”,”A Short History of the United States. With a special chapter by the authors which brings the chronicle up to the summer of 1944.”,”THE MODERN LIBRARY. NEW YORK. 1942″,”pag 528 16°”,””,”prefazione indice nomi argomenti cartine”,””,””,”USAG-021″
“McILWAIN Charles H.”,”La rivoluzione americana. Una interpretazione costituzionale.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1965 ediz orig 1923″,”pag CXLV 231 8°”,””,”introduzione di Nicola MATTEUCCI “”Charles Howard McIlwain e la storiografia sulla rivoluzione americana”” note appendici cronologia impero britannico biografie bibliografia scritti di Charles H. McILWAIN; collezione di storia americana a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE-CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI Rosario ROMEO”,””,””,”USAG-022″
“HOFSTADTER Richard”,”La tradizione politica americana.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1960 ediz orig 1951″,”pag XV 397 8°”,””,”introduzione note bibliografia ragionata indice nomi; Collezione di storia americana, a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE-CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI e Rosario ROMEO”,””,””,”USAG-023″
“MONDAINI Gennaro a cura di G. MONDAINI”,”La costituente e la costituzione americana del 1787.”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE.”,”pag 96 16°”,””,”note indice nomi bibliografia appendice di Giovanni HANCOCK”,””,””,”USAG-024″
“SCHLESINGER Arthur Meier sr”,”Storia degli Stati Uniti. Nascita dell’ America moderna. moderna 1865 – 1951.”,”GARZANTI. MILANO. 1963 ediz orig 1957″,”pag 777 8°”,””,”bibliografia indice nomi illustrazioni e fonti allegati costituzione Stati Uniti foto cartine illustrazioni a colori”,””,””,”USAG-025″
“ROZ Firmin”,”Histoire des Etats-Unis.”,”LIBRAIRIE ARTHEME FAYARD. PARIS. 1938″,”pag 479 16°”,””,”nuova edizione aumentata; note prefazione 1930; nota bibliografica; elenco opere autore”,””,””,”USAG-026″
“HAMILTON Alexander MADISON James JAY John; a cura di Clinton ROSSITER”,”The Federalist Papers.”,”MENTOR BOOKS. NEW YORK. 1999 ediz orig 1961″,”pag LVII 606 16°”,””,”introduzione e note di Charles R. KESLER prefazione indice argomenti bibliografia allegati testo Costituzione copia dichiarazione indipendenza e articoli della Confederazione”,””,””,”USAG-027″
“HARTZ Louis”,”La tradizione liberale in America. Interpretazioni del pensiero politico americano dopo la Rivoluzione.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1960 ediz orig 1955″,”pag 302 8°”,””,”note indice nomi prefazione a edizione italiana prefazione”,””,””,”USAG-028″
“SACERDOTI MARIANI Gigliola REPOSO Antonio PATRONO Mario”,”Guida alla costituzione degli Stati Uniti d’ America. Duecento anni di storia lingua e diritto.”,”SANSONI. FIRENZE. 1991″,”pag 165 8°”,””,”testo originale a fronte avvertenza introduzione testo costituzione originale inglese e traduzione a fronte con note glossario bibliografia”,””,””,”USAG-029″
“LURAGHI Raimondo GENNARO LERDA Valeria FASCE Ferdinando CLERICI Naila MOLINARI Augusta BULFERETTI Luigi”,”Le lotte sociali negli Stati Uniti alla fine del diciannovesimo secolo. Saggi storici nella ricorrenza bicentenaria della rivoluzione americana.”,”MISCELLANEA STORICA LIGURE ANNO VI N° 1-2. UNIVERSITA’ DI GENOVA. 1974″,”pag 311 8°”,””,”note nota sulle fonti”,””,””,”USAG-030″
“SPINI Giorgio”,”Autobiografia della giovane America. La storiografia americana dai Padri Pellegrini all’ Indipendenza.”,”EINAUDI. TORINO. 1968″,”pag XV 501 8°”,””,”prefazione note appendice bio-bibliografica bibliografia per capitolo indice nomi”,””,””,”USAG-031″
“TOCQUEVILLE Alexis de”,”La democrazia in America.”,”UNIVERSALE CAPPELLI. BOLOGNA. 1971 3° edizione”,”pag 280 16°”,””,”prefazione alla 1° edizione e traduzione di Silvano TOSI; avvertenza illustrazioni note”,””,””,”USAG-032″
“DAHRENDORF Ralf”,”Società e sociologia in America.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1967 ediz orig 1963″,”pag 236 8°”,””,”prefazione bibliografia nota biografica autore”,””,””,”USAG-033″
“VAN-DOREN Carl”,”La grande prova. Genesi della Costituzione degli Stati Uniti.”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1959 ediz orig 1948″,”pag 334 8°”,””,”prefazione all’ edizione italiana di Giuseppe DE-CESARE, note; traduzione di Ornella FRANCISCI OSTI”,””,””,”USAG-034″
“BEARD Charles A.”,”An Economic Interpretation of the Constitution of the United States. With new introdution.”,”THE MACMILLAN COMPANY. NEW YORK. 1937″,”pag XXI 329 8°”,””,”introduzione all’ edizione del 1935; prefazione note tabelle indice nomi argomenti”,””,””,”USAG-035″
“WILSON Woodrow”,”Washington.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1954″,”pag 354 8°”,””,”illustrazioni: ritratti politici, traduzione dall’ inglese di Decio CINTI appendice: Costituzione degli Stati Uniti e altri documenti”,””,””,”USAG-036″
“AAVV”,”Breve storia degli Stati Uniti d’ America.”,”EDITO A CURA DELL’ UNITED STATES INFORMATION SERVICE. ROMA, 1954″,”pag 222 8°”,””,”illustrazioni bibliografia”,””,””,”USAG-037″
“NEVINS Allan COMMAGER Henry Steele”,”Storia degli Stati Uniti.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1960″,”pag 576 8°”,””,”prefazione illustrazioni foto indice nomi appendice: presidenti degli Stati Uniti; date di accessione all’ Unione dei singoli Stati”,””,””,”USAG-038″
“LASKI Harold J.”,”La repubblica presidenziale americana (The American Presidency).”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1948″,”pag 181 8°”,””,”prefazione introduzione traduzione di Giorgio MONICELLI”,””,””,”USAG-039″
“BEARD Charles Mary and William”,”Storia degli Stati Uniti d’ America.”,”CAPPELLI. BOLOGNA. 1963 ediz orig 1960″,”pag 791 8°”,””,”note foto illustrazioni indice nomi argomenti; traduzione italiana di Luigi VILLARI aggiornata e integrata nella nuova edizione da Giovanni CAPASSO TORRE, collana Storia e vita, diretta da Amedeo TOSTI; copia numerata”,””,””,”USAG-040″
“VAN-DOREN Carl”,”Franklin.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1968″,”pag 725 8°”,””,”prefazione illustrazioni”,””,””,”USAG-041″
“SCHNEIDER Herbert W.”,”Storia della filosofia americana.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 1963″,”pag XVI 738 8°”,””,”introduzione e cura di Alberto PASQUINELLI, prefazione e ringraziamenti, saggio di bibliografia ragionata (pag 635-726) indice nomi, collezione di testi e studi ‘storiografia’, traduzione di Vittoria FERRATINI e Paolo VALESIO”,””,””,”USAG-042″
“MATTEUCCI Nicola a cura; saggi di Ch.M. ANDREWS L.M. HACKER L.H. GIPSON E.S. MORGAN J.C. MILLER M. JENSEN R.E. BROWN D.J. BOORSTIN B.F. WRIGHT B. BAILYN”,”La rivoluzione americana.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 1968″,”pag 135 16°”,””,”introduzione cronologia note bibliografia ragionata”,””,””,”USAG-043″
“PASQUET D.”,”Histoire politique et sociale du peuple americain. Tome I. Des origines a 1825.”,”AUGUSTE PICARD, EDITEUR. PARIS, 1924″,”pag X 410 8°”,””,”elenco opere autore prefazione note illustrazioni”,””,””,”USAG-044″
“PASQUET D.”,”Histoire politique et sociale du peuple americain. Tome II a. De 1825 a nos jours.”,”AUGUSTE PICARD, EDITEUR. PARIS. 1931″,”pag X 411-706 8°”,””,”prefazione di A. DEMANGEON, note illustrazioni foto tabelle cartine”,””,””,”USAG-045″
“PASQUET D.”,”Histoire politique et sociale du peuple americain. Tome II b. De 1825 a nos jours.”,”AUGUSTE PICARD, EDITEUR. PARIS. 1931″,”pag 707-1087 8°”,””,”note foto tabelle cartine bibliografia (pag 1029-1036) indice nomi argomenti località”,””,””,”USAG-046″
“DAHL Robert A.”,”Quanto è democratica la Costituzione americana?”,”EDITORI LATERZA. BARI. 2003″,”pag 149 8°”,””,”ringraziamenti appendice: ‘Sui termini “”democrazia”” e “”repubblica””, tabelle grafici, note indice nomi argomenti località; traduzione di Cristiana PATERNO'”,””,””,”USAG-047″
“LURAGHI Raimondo”,”Gli Stati Uniti.”,”UTET. TORINO. 1974″,”pag XXIII 747 8°”,””,”prefazione illustrazioni foto cartine bibliografia ragionata (pag 655-696) cronologia (dalle origini al 1974) indice nomi”,””,””,”USAG-048″
“THISTLETHWAITE Frank”,”Storia degli Stati Uniti.”,”CAPPELLI. FIRENZE. 1967 (ediz orig.: 1955)”,”pag XII 327 16°”,””,”introduzione di Vittorio DE-CAPRARIS note illustrazioni; traduzione di G. CAPASSO TORRE; Universale Cappelli Serie Storia e Politica”,””,””,”USAG-049″
“ROSSI-LANDI Ferruccio a cura, saggi di Filippo BARBANO Mauro CALAMANDREI Renzo CANESTRARI e Alberto MARZI Alessandro GIULIANI Benvenuto GRIZIOTTI Jenny GRIZIOTTI KRETSCHMANN Luciano SAFFIRIO Giovanni SARTORI”,”Il pensiero americano contemporaneo. Scienze sociali.”,”EDIZIONI DI COMUNITA’. MILANO. 1958 CENTRO STUDI METODOLOGICI DI TORINO”,”pag XI 391 8°”,””,”presentazione note bibliografia (pag 359-375) indice nomi argomenti”,””,””,”USAG-050″
“MENAND Louis”,”Il Circolo metafisico. La nascita del pragmatismo americano.”,”SANSONI. FIRENZE. 2004″,”pag 575 8°”,””,”prefazione ringraziamenti note bibliografia (pag 543-566) indice nomi; traduzione di Valeria PAZZI Roberta ZUPPET”,””,””,”USAG-051″
“CORSI Thomas”,”Storia degli Stati Uniti d’ America.”,”DONATELLO DE LUIGI. ROMA. 1945″,”pag 825 8°”,””,”prefazione appendice: I documenti della Costituzione degli Stati Uniti d’ America, I Presidenti degli Stati Uniti d’ America, Divisione territoriale degli Stati Uniti d’ America, Dati sulla popolazione degli Stati Uniti d’ America bibliografia”,””,””,”USAG-052″
“AQUARONE Alberto NEGRI Guglielmo SCELBA Cipriana SIMONI Silvano a cura”,”Madison ‘s Records.”,”EDITORE COLOMBO. ROMA. 1991″,”pag VIII 357 8°”,””,”prefazione note appendici: elenco dei delegati nominati dagli Stati rappresentati alla Convenzione di Filadelfia, Articoli di Confederazione, La Costituzione degli Stati Uniti d’ America approvata dalla Convenzione di Filadelfia”,””,””,”USAG-053″
“WILLIAMS William Appleman”,”Storia degli Stati Uniti.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1964 ediz orig 1961″,”pag 628 8°”,””,”prefazione ‘La storia come un modo di imparare’, introduzione ‘Il mercantilismo britannico come economia politica dell’ arretratezza inglese’, indice nomi”,””,””,”USAG-054″
“MORRISSEY Brendan”,”Boston 1775. Lo sparo che risuonò nel mondo intero.”,”EDIZIONI DEL PRADO. MILANO. 1999 OSPREY PUBLISHING”,”pag 96 8°”,””,”foto illustrazioni cartine bibliografia cronologia; Serie Eserciti e Battaglie ‘Le grandi battaglie'”,””,””,”USAG-055″
“TAGLIACOZZO Enzo”,”Saggi di pensiero politico americano. Estratto dal vol. XXVII. 1959.”,”ANNALI DELLA FACOLTA’ DI LETTERE FILOSOFIA E DI MAGISTERO DELL’ UNIVERSITA’ DI CAGLIARI. CAGLIARI. 1959″,”pag 78 8°”,””,”note bibliografia”,””,””,”USAG-056″
“ZINN Howard”,”Storia del popolo americano. Dal 1492 a oggi.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 2005″,”pag 510 8°”,””,”bibliografia (pag 468-490) indice nomi argomenti località; traduzione di Erica MANNUCCI”,”SI”,””,”USAG-057″
“BAIRATI Piero a cura ; saggi di Sara VOLTERRA Charles P. KINDLEBERGER Richard W. VAN ALSTYNE Tiziano BONAZZI Anna Maria MARTELLONE Peppino ORTOLEVA Maurizio VAUDAGNA Aldo LANZA Bruno CARTOSIO Claudio GORLIER Roberto GIAMMANCO Maurizio VAUDAGNA Michael WALLACE Eric FONER Valeria Gennaro LERDA Arnaldo TESTI Roberto PERIN Loretta VALTZ MANNUCCI Claude FOHLEN e Piero BAIRATI”,”Il mondo contemporaneo. Storia del Nord America.”,”LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1978″,”pag XVII 510 8°”,””,”avvertenza presentazione di Nicola TRANFAGLIA introduzione di Piero BAIRATI bibliografia cronologia (pag 459-484) indice nomi argomenti cartine storiche”,””,””,”USAG-058″
“LOON VAN Hendrik”,”Storia dell’ America.”,”BOMPIANI. MILANO. 1946″,”pag XI 359 8°”,””,”illustrazioni; traduzione di G. PRAMPOLINI”,””,””,”USAG-059″
“BOTTA Carlo”,”Storia della guerra dell’ indipendenza degli Stati Uniti d’ America. Volume secondo.”,”STAMPERIA DELL’ UNIONE TIP. EDITRICE. TORINO. 1858″,”pag 475 16°”,””,””,”SI”,””,”USAG-060″
“BOTTA Carlo”,”Storia della guerra dell’ indipendenza degli Stati Uniti d’ America. Volume terzo.”,”STAMPERIA DELL’ UNIONE TIP. EDITRICE. TORINO. 1859″,”pag 426 16°”,””,”indice alfabetico parole meno comuni”,””,””,”USAG-061″
“FAST Howard”,”Il cittadino Tom Paine.”,”OVERSEAS EDITIONS, INC. NEW YORK. 1943″,”pag 341 16°”,””,””,”SI”,””,”USAG-062″
“HARDY Jack”,”La prima rivoluzione americana. La lotta per l’ indipendenza americana vista attraverso i fenomeni economici e sociali che l’ originarono.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. MILANO. 1946 (ediz orig 1937)”,”pag 97 16°”,””,”note appendici: ‘Risoluzioni del Virginia sulla Legge del Bollo, 30 maggio 1765; Risoluzioni sul Té dei Figli della Libertà di New York, 29 novembre 1773; Risoluzioni del Pennsylvania sulla legge del porto di Boston, 20 giugno 1774; La legge dei diritti del Virginia, 12 giugno 1776; Dichiarazione di indipendenza, 4 luglio 1776’; traduzione di Luigi REDAELLI; collana Politecnico Biblioteca”,””,””,”USAG-063″
“CASALIS Didier DUFOURCQ Pierre FRIGOUT Arlette KASPI André LABOUREUR Sylvain MANE Roland DE-NANTEUIL Hugues”,”Histoire des Etats-Unis.”,”LIBRARIE LAROUSSE. PARIS. 1976″,”pag 255 16°”,””,”cartine tabelle riquadri bibliografia; Encyclopoche Larousse”,””,””,”USAG-064″
“MORRIS Richard B. a cura; consulenza di COMMAGER Henry Steele (capo consulenti) William DUNCAN STRONG Thomas C. COCHRAN Ray ALLEN BILLINGTON J. Bartlet BREBNER Talbot HAMLIN Sumner WELLES James D. HART Anson PHELPS STOKES William L. LAURENCE Jeffrey B. MORRIS”,”Encyclopedia of American History.”,”HARPER & ROW PUBLISHERS. NEW YORK. 1970″,”pag XIV 850 8°”,””,”prefazione cartine cronologia tabelle sezione biografica: 400 notabili americani (pag 661-809) indice nomi argomenti località”,””,””,”USAG-065″
“KASPI André”,”Les Américains. I. Naissance et essor des Etats-Unis 1607-1945.”,”EDITIONS DU SEUIL. PARIS. 1986″,”pag 340 XXII 16°”,””,”elenco opere autore, note cartine tabelle cronologia”,””,””,”USAG-066″
“KASPI André”,”Les Américains. II. Les Etats-Unis de 1945 à nos jours.”,”EDITIONS DU SEUIL. PARIS. 1986″,”pag 340-697 XI 16°”,””,”cartine tabelle grafici cartine note allegati (La dichiarazione unanime dei tredici Stati Uniti d’America, La Costituzione, La dichiarazione dei diritti – Bill of Rights) bibliografia (pag 643-672) indice nomi argomenti località cronologia”,””,””,”USAG-067″
“WHEAT Clayton E. Colonel, a cura; scritti di T.B. MACAULAY PAINE JEFFERSON LOCKE WASHINGTON HAMILTON FRANKLIN TURNER TWAIN WOLFE LINCOLN LEE GRANT T. ROOSEVELT EMERSON W. WILSON MUMFORD THOREAU J.S. MILL LORD ACTON J. MONROE W. LIPPMAN A. CARNEGIE F.D. ROOSEVELT T. MANN W. WHITMAN e altri”,”The Democratic Tradition in America. With a Study Guide.”,”GINN AND COMPANY. BOSTON. 1943″,”pag XII 393 8°”,””,”ringraziamenti prefazione introduzione di Herman BEUKEMA note bibliografiche (bibliografia) (pag 375-393) appendice: ‘Constitution of the United States; Questions”,””,””,”USAG-068″
“BARIE’ Ottavio a cura; scritti di Louis D. BRANDEIS Herbert CROLY Samuel GOMPERS Walter LIPPMANN Henry D. LLOYD Theodore ROOSEVELT Lincoln STEFFENS Thorstein VEBLEN Lester F. WARD Walter WEYL Woodrow WILSON”,”Il pensiero politico nell’ età di Wilson.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 1962″,”pag 207 16°”,””,”introduzione (pag 5-32) nota bio-bibliografica note; Collana ‘Classici della democrazia moderna’ a cura di Vittorio DE-CAPRARIIS”,””,””,”USAG-069″
“VIDAL Gore”,”L’ invenzione degli Stati Uniti. I padri: Washington, Adams, Jefferson.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2005″,”pag 185 16°”,””,”elenco opere autore, note postfazione indice nomi argomenti; traduzione di Marina ASTROLOGO; Collana ‘Le terre/Storia’”,””,””,”USAG-070″
“FILLER Louis”,”Dictionary of American Conservatism.”,”PHILOSOPHICAL LIBRARY. NEW YORK. 1987″,”pag 380 8°”,””,”prefazione di Russell KIRK introduzione lemmi”,””,””,”USAG-071″
“BOWERS Claude G.”,”Jefferson e Hamilton. La lotta per la democrazia in America.”,”F. CAPPELLI. FIRENZE. 1955″,”pag 557 8°”,””,”premessa illustrazioni traduzione di Angelina TOMMASI”,””,””,”USAG-072″
“MILLER John C.”,”Origini della Rivoluzione Americana. Volume primo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1965″,”pag 406 8°”,””,”prefazione note, traduzione di Silvana SPAGNOLO; Collezione Biblioteca Moderna Mondadori, sezione storia geografia, diretta da Roberto FERTONANI”,””,””,”USAG-073″
“MILLER John C.”,”Origini della Rivoluzione Americana. Volume secondo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1965″,”pag 408-818 8°”,””,”note cronologia bibliografia (pag 785-800) indice nomi argomenti località, traduzione di Silvana SPAGNOLO; Collezione Biblioteca Moderna Mondadori, sezione storia geografia, diretta da Roberto FERTONANI”,””,””,”USAG-074″
“VALTZ MANNUCCI Loretta”,”La genesi della potenza americana. Da Jefferson a Wilson.”,”BRUNO MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag IV 302 8°”,””,”premessa ringraziamenti bibliografia (pag 287-299) indice nomi; Collana Economica”,””,””,”USAG-075″
“WIEBE Robert H.”,”The Search for Order, 1877-1920.”,”HILL AND WANG. NEW YORK. 1986″,”pag XIV 333 8°”,””,”introduzione di David Herbert DONALD prefazione dell’autore saggio bibliografico (bibliografia ragionata) (pag 303-324) indice nomi argomenti; Collana The Making of America, a cura di David Herbert DONALD”,””,””,”USAG-076″
“DOUGLASS Elisha P.”,”Ribelli democratici nella rivoluzione Americana.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1963″,”pag 362 8°”,””,”traduzione e nota introduttiva di Bruno MAFFI prefazione note Appendice I: ‘Le Istruzioni ai Delegati dell’Orange al Congresso di Halifax che si terrà nel novembre 1776, Appendice II: La critica del sistema di elezione dei rappresentanti negli ‘Emendamenti alla Costituzione del Massachusetts, proposti dalla città di Northampton, 5 giugno 1780’, redatti da John Harwley, Appendice III: Il diritto dei soldati di eleggere i propri ufficali superiori; nota bibliografica (bibliografia ragionata) (pag 336-344) indice nomi argomenti località; Collana La Cultura, Storia, critica, testi”,””,””,”USAG-077″
“ABBATISTA Guido a cura”,”La rivoluzione americana.”,”CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2015″,”pag 167 16°”,””,”Focus a cura di Guido ABBATISTA, approfondimenti cronologia bibliografia luoghi di interesse; Collana Grandangolo, 26″,””,””,”USAG-078″
“NEGRI Guglielmo”,”Il sistema politico degli Stati Uniti d’America. Le istituzioni costituzionali.”,”NISTRI-LISCHI EDITORI. PISA. 1969″,”pag 377 8°”,””,”dedica premessa di Guglielmo NEGRI, Foreword di R. TAYLOR COLE, note indice degli autori citati, indice analitico elenco delle riviste citate elenco delle sentenze citate; Studi e testi di storia costituzionale americana”,””,””,”USAG-079″
“REMOND René”,”Histoire des Etats-Unis.”,”PUF. PARIS. 2013″,”pag 136 16°”,””,”bibliografia, collana Quadrige”,””,””,”USAG-080″
“FRANKLIN Benjamin”,”Autobiografia.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1967″,”pag 247 16°”,””,”nota e traduzione di Luigi BALLERINI, cronologia della vita di Benjamin Franklin”,””,””,”USAG-081″
“ISRAEL Jonathan”,”Il grande incendio. Come la Rivoluzione americana conquistò il mondo, 1775-1848.”,”EINAUDI. TORINO. 2018″,”pag VIII 870 8°”,””,”introduzione: ‘La Rivoluzione americana e le origini della modernità democratica’, foto illustrazioni note bibliografia indice nomi argomenti località; traduzione di Dario FERRARI e Sarah MALFATTI; Collana La Biblioteca”,””,””,”USAG-082″
“NEGRI Guglielmo”,”Profili dell’evoluzione costituzionale delle Colonie americane, (1606-1776).”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1961″,”pag 60 8°”,””,”premessa note”,””,””,”USAG-083″
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“GENNARO LERDA Valeria”,”Dall’arcadia alle riforme. Studi sul Sud degli Stati Uniti.”,”BULZONI EDITORE. ROMA. 1992″,”pag 248 8°”,””,”ringraziamenti, introduzione, note, indice nomi; Collana Biblioteca d Cultura”,””,””,”USAG-085″
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“COLLOTTI PISCHEL Enrica TAGLIAZUCCHI Pino GIOVANNINI Elio BASSO Lelio LETTIERI Antonio RAGOZZINO Guglielmo SABBATTUCCI Fausto SIMONI Gianni MAGISTRELLI Francesco PUPILLO Giuseppe BUFFARDI Adriana TRIVULZIO Angela ARDISSONE MONTEFOSCHI Silvia Grazia MONTEFOSCHI Silvia MANTICA Giuseppe BARBALUCCA Giuseppe”,”La rivoluzione culturale cinese; L’eredità di Johnson; I metalmeccanici verso il contratto; Risposta a Ugo La Malfa; La CEE e gli Stati Uniti dieci anni dopo; Gli investimenti americani in Europa; La dinamica dell’occupazione nei paesi della CEE; La bilancia dei pagamenti americana e i rapporti con gli altri paesi capitalisti; Il capitale finanziario e la Borsa in Italia; La lotta operaia a Valdagno; Scuola e riforma; Polonia: l’analisi delle classi sociali; Psicoterapia della famiglia: scienza o politica? «La libertà dei moderni» di Umberto Cerroni; «L’io diviso» di R.D. Lang.”,”PROBLEMI DEL SOCIALISMO. ROMA. N. 38 GENNAIO-FEBBRAIO 1969″,”pag 189 8°”,””,”note; ‘L’imperialismo italiano in Europa’; ‘Rassegne’; ‘Argomenti’; ‘Recensioni'”,””,””,”USAP-001-FGB”
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“BAIRATI Piero a cura, saggi di Benjamin FRANKLIN James MAURY John ADAMS Andrew BURNABY Jonathan CARVER William Henry DRAYTON George WASHINGTON James MADISON Alexander HAMILTON Jeridiah MORSE Thomas JEFFERSON John C. MARSHALL Charles SUMNER De Witt CLINTON John O’SULLIVAN Thomas Hart BENTON Benjamin F. PORTER Albert GILLIAM William SEWARD Jesup D. SCOTT Henry Charles CAREY Linus Pierpont BROCKETT Josiah STRONG Emory UPTON John FISKE Albert J. BEVERIDGE Brooks ADAMS Douglas MACARTHUR Walter LIPPMANN Francis Parker YOCKEY Max LERNER Leland HAZARD Irving KRISTOL George LISKA James BURNHAM”,”I profeti dell’impero americano. Dal periodo coloniale ai nostri giorni.”,”EINAUDI. TORINO. 1975″,”pag XXIII 351 8°”,””,”introduzione del curatore, note, Einaudi Paperbacks, Readers”,””,””,”USAP-021-FL”
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“JOSEPH Franz M. a cura, contributi di ARON Raymond BROGAN Denis W. CASTRENCE Pura Santillan EAYRS James FREYMOND Jacques JONES-QUARTEY K.A.B. LABARCA H. Amanda MAÑACH Jorge SARC Ömer Celâl VILFAN Marija BARZINI Luigi BROUGHTON Morris VILLEGAS Daniel Cosio EISENSTADT S:N. GORWALA A. D. KHALAFALLAH Mohammad LUBIS Mochtar MARIAS Julian SHAFAQ S.R. VON-ZAHN Peter”,”As Others See Us. The United States through Foreign Eyes.”,”PRINCETON UNIVERSITY PRESS. NEW JERSEY. 1959″,”pag VIII 360 8°”,””,”introduzione notizie sugli autori, poscritto appendice: ‘National-Image Research and International Understanding ‘, di Elizabeth TODD”,””,””,”USAP-034″
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“LURAGHI Raimondo a cura; saggi di Eric FONER C. VANN WOODWARD David DONALD Eugene D. GENOVESE Edmund WILSON Frank E. VANDIVER Kenneth M. STAMPP J.F.C. FULLER Cyrill FALLS Emory M. THOMAS Theodore ROPP”,”La guerra civile americana.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 1978″,”pag 288 8°”,””,”premessa introduzione di Raimondo LURAGHI (pag 9-64) fonti bibliografia note indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti (bibliografia ragionata) (pag 279-288); Collana Problemi e prospettive, Serie di storia”,””,””,”USAQ-006-FF”
“WALLERSTEIN Immanuel”,”Il declino dell’America.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2004″,”pag 264 8°”,””,”introduzione: ‘Il sogno americano tra passato e futuro’, indice dei nomi, fonti, note, traduzione di Mauro DI-MEGLIO, Campi del Sapere / Feltrinelli”,””,””,”USAQ-006-FL”
“GUARINO Giuseppe”,”I soldi della guerra. Gli Stati Uniti: spesa militare, innovazione, economia globale.”,”MONDADORI. MILANO. 2003″,”pag 173 8°”,””,”premessa, note, tabelle; Collana Frecce”,””,””,”USAQ-006-FV”
“TODD Olivier”,”Cruel avril. 1975 la chute de Saigon.”,”ROBERT LAFFONT. PARIS. 1987″,”pag 479 8°”,””,”indice nomi bibliografia foto cartine appendice documenti”,””,””,”USAQ-007″
“GREENE Felix”,”Il nemico. L’imperialismo.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag 385 8°”,””,”premessa introduzione prefazione note indice nomi; traduzione di Vittorio GHINELLI; Collana Gli struzzi”,””,””,”USAQ-007-FF”
“KISSINGER Henry”,”Anni di crisi. Volume II.”,”SUGARCO EDIZIONI. MILANO. 1982″,”pag 1020 8°”,””,”premessa, nota per il lettore, foto, Note, indice analitico del primo e secondo volume, indice delle carte giografiche, traduzione di Marco AMANTE e Bruno ODDERA,”,””,””,”USAQ-007-FL”
“ROCCA Christian”,”Esportare l’ America. La rivoluzione democratica dei neoconservatori.”,”IL FOGLIO. MILANO. 2003″,”pag 181 8°”,””,”note; I libro del Foglio”,””,””,”USAQ-007-FV”
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“SARDAR Ziauddin WYN DAVIES Merryl”,”Perchè il mondo detesta l’America?”,”FELTRINELLI. MILANO. 2003″,”pag 203 8°”,””,”introduzione, note, bibliografia scelta, traduzione di Bruno AMATO, Nuova Serie Feltrinelli”,””,””,”USAQ-008-FL”
“FRIEDMAN Alan, collaborazione di Emanuela MINNAI”,”La madre di tutti gli affari.”,”LONGANESI & C. MILANO. 1993″,”pag 554 8°”,””,”nota dell’autore prologo, foto, illustrazioni, traduzione di Roberta RAMBELLI, appendice: documenti, indice nomi; Collana”,””,””,”USAQ-008-FV”
“HARDT Michael NEGRI Antonio”,”Impero.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 2003″,”pag 451 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione, note, traduzione a cura di Alessandro PANDOLFI, traduzione delle note e ricerche bibliografiche a cura di Daniele DIDERO, indice dei nomi, BUR Saggi”,””,””,”USAQ-009-FL”
“LURAGHI Raimondo”,”Storia della guerra civile americana. 1. Nord contro Sud: la sanguinosa epopea che divise l’America. 2. La prima guerra moderna e la formazione della nazione americana.”,”RIZZOLI. MILANO. 1998 ediz orig 1966″,”Vol 1-2 pag 1401 8°”,””,”note foto cartine fonti bibliografia indice nomi argomenti prefazione alla 1° e 5° edizione”,””,””,”USAQ-010″
“COHEN Warren I.”,”Gli errori dell’impero americano. Le relazioni internazionali americane dopo la guerra fredda.”,”SALERNO EDITRICE. ROMA. 2007″,”pag 263 8°”,””,”ringraziamenti, introduzione, bibliografia, indici, indice dei nomi, traduzione di Raffaele SOLAINI, Collana Periscopio”,””,””,”USAQ-010-FL”
“LURAGHI Raimondo”,”Marinai del Sud. Storia della marina confederata nella guerra civile americana 1861-1865.”,”RIZZOLI. MILANO. 1993″,”pag 682 8°”,””,”fonti bibliografia note indice nomi cartine”,””,””,”USAQ-011″
“DUROSELLE Jean Baptiste”,”Da Wilson a Roosevelt. La politica estera degli Stati Uniti dal 1913 al 1945.”,”CAPPELLI EDITORE. BOLOGNA. 1963″,”pag 669 8°”,””,”introduzione di Vittorio DE-CAPRARIIS, prefazione dell’autore, note, conclusione, notizie bibliografiche, indice dei nomi, traduzione di Marina CERNE, Problemi e figure di Storia Contemporanea, Collana diretta da Ettore Passerin d’Entreves, Rosario Romeo, Franco Valsecchi”,””,””,”USAQ-011-FL”
“VENNER Dominique”,”Il bianco sole dei vinti. L’epopea sudista e la guerra di secessione 1607-1865.”,”AKROPOLIS. NAPOLI. 1980 ediz orig 1975″,”pag 314 8°”,””,”cartina appendice documenti; Collana ‘diagnosi’ diretta da Mario TARCHI”,””,””,”USAQ-012″
“WILLIAMS William Appleman a cura LAFEBER Walter, VAN ALSTYNE Richard W. CRAPOL Edward P. SCHONBERGER Howard GARDNER Lloyd FREEMAN SMITH Robert BERGER Henry W. saggi”,”Da colonia a impero. La politica estera americana 1750-1970.”,”DE-DONATO. BARI. 1982″,”pag 519 8°”,””,”introduzione di William Appleman Williams, conclusioni, note, traduzione di Amedeo MERCURIO, Passato e Presente collana diretta da Paul Corner, Franco De-Felice, Gian Enrico Rusconi”,””,””,”USAQ-012-FL”
“MELMAN Seymour”,”Capitalismo militare. Il ruolo del Pentagono nella economia americana.”,”EINAUDI. TORINO. 1972 ediz orig 1970″,”pag XL 285 16°”,””,”appendice note tabelle introduzione di Renato SOLMI prefazione dell’ autore”,””,””,”USAQ-013″
“LAURENT Eric”,”La guerra dei Bush. I segreti inconfessabili di un conflitto.”,”FANDANGO LIBRI. ROMA. 2003″,”pag VI 209 8°”,””,”introduzione, bibliografia, traduzione di Alberto BRACCI, Collana Documenti”,””,””,”USAQ-013-FL”
“SZILARD Leo a cura di Spencer WEART e Gertrud WEISS SZILARD”,”La coscienza si chiama Hiroshima. Dossier sulla bomba atomica.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1985 ediz orig 1978″,”pag 278 8°”,””,”prefazione di Carlo BERNARDINI prefazione dei curatori fonti documenti note”,””,””,”USAQ-014″
“MOSADDEQ AHMED Nafeez”,”Dominio. La guerra americana all’Iraq e il genocidio umanitario.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2003″,”pag 218 8°”,””,”introduzione, appendice, note, traduzioni di: Thomas FAZI, Andreina LOMBARDI BOM, Nazzareno MATALDI, Pietro MENEGHELLI, Vincenzo OSTUNI e Isabella ZANI, Collana Le terre/Interventi”,””,””,”USAQ-014-FL”
“McPHERSON James M.”,”La guerre de secession 1861 – 1865.”,”ROBERT LAFFONT. PARIS. 1991″,”pag 1004 8°”,””,”cartine schemi battaglie tabelle abbreviazioni bibliografia ragionata indice nomi argomenti località prefazione di Philippe RAYNAUD note cronologia avvertenze dell’ autore”,””,””,”USAQ-015″
“NYE jr Joseph S.”,”Soft power. Un nuovo futuro per l’America.”,”EINAUDI. TORINO. 2005″,”pag XIV 187 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, note, figure, tabelle, traduzione di Stefano SUIGO, Collana Gli struzzi Einaudi”,””,””,”USAQ-015-FL”
“ROSA Paolo”,”Politiche pubbliche e politica di difesa. La formazione dei programmi militari americani.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1998″,”pag 170 8°”,””,”elenco delle abbreviazioni, Introduzione, figure, tabelle, note, bibliografia, Collana Politica/Studi”,””,””,”USAQ-016-FL”
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“ROY Olivier”,”L’impero assente. L’illusione americana e il dibattito su terrorismo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2004″,”pag 119 8°”,””,”introduzione, conclusioni, note, traduzione di Gian Carlo BRIOSCHI, Collana Argomenti”,””,””,”USAQ-017-FL”
“SHERWOOD Robert E. a cura”,”La seconda guerra mondiale nei documenti segreti della Casa Bianca. Vol 1. I rapporti fra Roosevelt e il suo consigliere Hopkins.”,”GARZANTI. MILANO. 1949″,”pag XV 447 8°”,””,”introduzione premessa foto”,””,””,”USAQ-018″
“ROY Olivier”,”L’impero assente. L’illusione americana e il dibattito su terrorismo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2004″,”pag 119 8°”,””,”introduzione, conclusioni, note, traduzione di Gian Carlo BRIOSCHI, Collana Argomenti”,””,””,”USAQ-018-FL”
“SHERWOOD Robert E. a cura”,”La seconda guerra mondiale nei documenti segreti della Casa Bianca. Vol 2. I rapporti tra Roosevelt e il suo consigliere Hopkins.”,”GARZANTI. MILANO. 1949″,”pag 571 8°”,””,”foto indice nomi”,””,””,”USAQ-019″
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“McNAMARA Robert S.”,”La strategia del Pentagono.”,”RIZZOLI. MILANO. 1969 ediz orig 1968″,”pag 187 16°”,””,”prefazione appendice I: ‘La nascente capacità nucleare della Cina comunista’ appendice II fonti indice nomi argomenti località”,””,””,”USAQ-020″
“KAPLAN Lawrence F. KRISTOL William”,”La guerra all’Iraq. La fine della tirannia di Saddam e la missione dell’America.”,”LIBERAL EDIZIONI. ROMA. 2003″,”pag 194 8°”,””,”introduzione, note, traduzione di Mario RIMINI, Liberal Edizioni”,””,””,”USAQ-020-FL”
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“THAYER George”,”Affari & guerra. Il traffico internazionale delle armi.”,”GARZANTI. MILANO. 1970″,”pag 383 8°”,””,”prefazione note bibliografia”,””,””,”USAQ-022″
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“STEVENS Norman S.”,”Antietam 1862. Il giorno più sanguinoso della guerra civile.”,”OSPREY PUBLISHING. LONDON. – EDICIONES DEL PRADO. MADRID. 1998 – EDIZIONI DEL PRADO”,”pag 96 8°”,””,”foto illustrazioni cartine schede cronologia bibliografia; ‘Eserciti e battaglie’, 74; ‘Serie grandi battaglie’, 37″,””,””,”USAQ-023″
“CODDINGTON Edwin B.”,”The Gettysburg Campaign. A Study in Command.”,”TOUCHSTONE BOOK. PUBLISHED BY SIMON & SCHUSTER. NEW YORK. 1997″,”pag XIV 866 8°”,””,”rIngraziamenti, prefazione, abbreviazioni, note, bibliografia, illustrazioni, cartine, indice nomi argomenti; Acknowledgments, Preface, List of Abbreviations, Notes, Bibliography, Illustrations, List of Maps, Index,”,””,””,”USAQ-023-FL”
“TYLER Patrick”,”Running critical. The Silent War, Rickover, and General Dynamics.”,”HARPER & ROW, PUBLISHERS. NEW YORK. 1986″,”pag 374 8°”,””,”prologo foto ringraziamenti note indice nomi argomenti”,””,””,”USAQ-024″
“EICHER David J.”,”The Longest Night. A Military History of the Civil War.”,”TOUCHSTONE BOOK. PUBLISHED BY SIMON & SCHUSTER. NEW YORK. 2002″,”pag 990 8°”,””,”prefazione di James M. McPHERSON, cartine di Lee Vand VISSE, mappe, introduzione, ringraziamenti, note, bibliografia, indice nomi argomenti; Foreword by James M. MCPHERSON, Maps by Lee Vand Visse, List of Maps, Introduction, Acknowledgments, Notes, Bibliography, Index”,””,””,”USAQ-024-FL”
“SHEEHAN Neil SMITH Hedrick KENWORTHY E.W. BUTTERFIELD Fox redazione di, articoli e documenti a cura di Gerald GOLD Allan M. SIEGAL Samuel ABT”,”I Documenti del Pentagono. Pubblicati da “”The New York Times”” in base all’ analisi di Neil Sheehan. Volume primo.”,”GARZANTI. MILANO. 1971″,”pag 313 16°”,””,”cartine prefazione di Sergio BORELLI “”Lo ‘scandalo’ e i personaggi””, introduzione di Neil SHEEHAN prefazione di Hedrick SMITH, cronologia fatti salienti del periodo”,””,””,”USAQ-025″
“SHEEHAN Neil SMITH Hedrick KENWORTHY E.W. BUTTERFIELD Fox redazione di, articoli e documenti a cura di Gerald GOLD Allan M. SIEGAL Samuel ABT”,”I Documenti del Pentagono. Pubblicati da “”The New York Times”” in base all’ analisi di Neil Sheehan. Volume secondo.”,”GARZANTI. MILANO. 1971″,”pag 295 16°”,””,”documenti chiave, cartina, glossario biografie dei personaggi principali nello studio sul Vietnam”,””,””,”USAQ-025-B”
“GRABAU Warren E.”,”Ninety-Eight Days. A Geographer’s View of the Vicksburg Campaign.”,”THE UNIVERSITY OF TENNESSEE PRESS. KNOXVILLE. 2000″,”pag XXVIII 687 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, abbreviazioni, prologo, cartine, appendice, note, fonti, indice nomi; preface, Acknowledgments, Calendar: Early Summer, 1863, Abbreviations, Conventions, and Definitions, Prologue, About the Maps, List of Maps, Appendix, Notes, Principal Sources, Index,”,””,””,”USAQ-025-FL”
“DASQUIE’ Guillaume GUISNEL Jean”,”Il complotto. Verità e menzogne sugli attentati dell’ 11 settembre.”,”GUERINI E ASSOCIATI. MILANO. 2003″,”pag 109 8°”,””,”introduzione all’ edizione italiana di Lucia ANNUNZIATA note indice nomi appendice: Messaggi di Hubert MARTY-VRAYANCE inviati al forum del sito dgse.org”,””,””,”USAQ-026″
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“MEYSSAN Thierry a cura”,”Il Pentagate. Altri documenti sull’ 11 settembre raccolti da Thierry Meyssan.”,”FANDANGO LIBRI. ROMA. 2002″,”pag 117 8°”,””,”introduzione: ‘Analisi di una menzogna di guerra’, foto note allegati, traduzione di Manuela MADDAMMA e Agnes NOBECOURT”,””,””,”USAQ-027″
“LURAGHI Raimondo”,”Marinai del Sud. Storia della Marina confederata nella Guerra Civile Americana, 1861-1865.”,”RCS LIBRI & GRANDI OPERE. MILANO. 1994″,”pag 681 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, note, appendice, abbreviazioni usate nelle note, fonti e bibliografia, indice dei nomi, indice delle cartine, illustrazioni”,””,””,”USAQ-027-FL”
“MAHAN A.T.”,”L’ interesse degli Stati Uniti rispetto al Dominio del Mare presente e futuro.”,”F. CASANOVA E C.ia EDITORI. TORINO. 1904″,”pag 224 8°”,””,”elenco opere autore, prefazione e traduzione di Camillo MANFRONI, cartine indice nomi argomenti località”,””,””,”USAQ-028″
“McPHERSON James M.”,”Battle Cry of Freedom. The Civil War Era.”,”OXFORD UNIVERSITY PRESS. NEW YORK. 1988″,”pag XIX 909 8°”,””,”prefazione, introduzione del curatore, prologo, epilogo, postfazione, nota bibliografica, foto, illustrazioni, cartine, indice nomi argomenti località; Preface, Editor’s Introduction, Prologue, Epilogue, Afterword, Abbreviated Titles, Bibliographic Note, Illustrations, Maps, Foto, Index,”,””,””,”USAQ-028-FL”
“SCALES Robert H. jr”,”Yellow Smoke. The Future of Land Warfare for America’s Military.”,”ROWMAN & LITTLEFIELD PUBLISHERS. LANHAM. 2003″,”pag XIII 181 8°”,””,”prefazione note indice nomi argomenti profilo biografico autore”,”SI”,””,”USAQ-029″
“WERT Jeffry D.”,”Gettysburg. Day Three.”,”A TOUCHSTONE BOOK. PUBLISHED BY SIMON & SCHUSTER. NEW YORK. 2002″,”pag 448 8°”,””,”prefazione e ringraziamenti, prologo, epilogo, appendici: ordine di battaglia, note, bibliografia, foto, cartine, indice nomi argomenti località; Preface and Acknowledgments, Prologue: To a Crossroad, Epilogue, Appendix: Order of Battle, Notes, Bibliography, Photo, Maps, Index,”,””,””,”USAQ-029-FL”
“LOEWENHEIM Francis L. a cura; collaborazione di Herbert FEIS Francis L. LOEWENHEIM Arno J. MAYER Louis MORTON”,”Historiadores y diplomaticos. El papel de la historia y de los historiadores en la politica exterior norteamericana.”,”UNION TIPOGRAFICA EDITORIAL HISPANO AMERICANA. MEXICO. 1968 1° ediz in spagnolo”,”pag IX 370 16°”,””,”prefazione di Louis MORTON e Herbert FEIS introduzione di F.L. LOEWENHEIM, note appendice: le carte della storia in un mondo in mutamento: tre scritti di Woodrow Wilson, Thorstein Veblen e Frederick Jackson Turner, indice nomi argomenti; traduzione di Manuel ORTUÑO”,””,””,”USAQ-030″
“KOISTINEN Paul A. C.”,”Mobilizing for Modern War: the Political Economy of American Warfare 1865-1919.”,”UNIVERSITY PRESS OF KANSAS. KANSAS STATE UNIVERSITY. 1997″,”pag. XIII 391 8°”,””,”prefazione, note, saggio bibliografico, indice nomi argomenti”,””,””,”USAQ-030-FL”
“RHODES Richard”,”The Making of the Atomic Bomb.”,”SIMON & SCHUSTER. NEW YORK. 1986″,”pag 886 8°”,””,”illustrazioni foto grafici ringraziamenti note bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”USAQ-031″
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“ROCCA Christian”,”Esportare l’ America. La rivoluzione democratica dei neoconservatori.”,”IL FOGLIO. MILANO. 2003″,”pag 188 8°”,””,”note”,””,””,”USAQ-032″
“LURAGHI Raimondo”,”Storia della guerra civile americana.”,”EINAUDI. TORINO. 1971″,”pag XLII 1395 8°”,””,”prefazione, prefazione alla terza edizione, congedo, fonti e bibliografia, note, indice dei nomi di località e delle cose notevoli, indice delle 47 tavole fuori testo, indice delle 72 cartine, fotografie, indice dei nomi di persona, Biblioteca di cultura storica”,””,””,”USAQ-032-FL”
“GIGON Fernand”,”Americani e vietcong.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1966″,”pag 243 16°”,””,”prefazione traduzione di Laura GUARINO”,””,””,”USAQ-033″
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“BLUM William”,”Il libro nero degli Stati Uniti.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2004″,”pag 899 8°”,””,”aggiornamento di Nafeez Mosaddeq AHMED traduzione di Giorgio BIZZI Maria Fausta MARINO Riccardo MASINI Chiara VATTERONI Isabella ZANI, introduzione appendici: ‘Il ciclo del denaro’, ‘Esempi dell’ impiego all’ estero delle forze armate degli Stati Uniti’, ‘Complotti del governo degli Stati Uniti a scopo di assassinio’, note indice nomi argomenti”,””,””,”USAQ-035″
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“TODD Emmanuel”,”Dopo l’ impero. La dissoluzione del sistema americano.”,”MARCO TROPEA EDITORE. IL SAGGIATORE. MILANO. 2003″,”pag 192 8°”,””,”premessa note tabelle, traduzione di Gaia AMADUCCI”,””,””,”USAQ-036″
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“SEARS Stephen W.”,”Chancellorsville.”,”HOUGHTON MIFFLIN COMPANY. BOSTON. 1996″,”pag X 593 8°”,””,”Introduction, Epilogue, Appendix, Acknowledgements, Notes, Bibliography, Illustrations, Maps, Foto, Index,”,””,””,”USAQ-037-FL”
“LOVE Edmund G.”,”La guerra è una faccenda privata. Storie vere di dieci soldati che l’ esercito americano cerca di dimenticare.”,”RIZZOLI. MILANO. 1961″,”pag 255 16°”,””,”premessa introduzione traduzione a cura di Maria GALLONE”,””,””,”USAQ-038″
“BONAZZI Tiziano GALLI Carlo a cura; saggi di Teodoro TAGLIAFERRI Raffaele LAUDANI Maria Laura LANZILLO Loris ZANATTA Sandro MEZZADRA Roberto VALLE Tiziano BONAZZI, testi antologici di J.S. MILL J.E.E. DALBERG-ACTON V. HUGO A. DE LAMARTINE E.R. LEFEBVRE DE LABOULAYE A. POUSSIELGUE A. CARLIER P.J. PROUDHON P. VESINIER C. DE MONTALEMBERT C. LE PRINCE DE POLIGNAC L. TAPARELLI D’AZEGLIO G. GARIBALDI L. BERTOLAZZI G. MAZZINI E. CASTELAR P. GULLON F. GARRIDO GEN. PRIM C. FRANTZ J. FRÖBEL H. VON TREITSCHKE B.G. REICHENBACH F. ANNEKE G. STRUVE W. LIEBKNECHT C. SANDER G. SCHMOLLER N.G. CERNYSEVSKIJ”,”La guerra civile americana vista dall’ Europa. Con antologia di testi.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2004″,”pag 507 8°”,””,”introduzione ‘Ordine politico e guerra civile tra America ed Europa’ di Carlo GALLI postfazione ‘La guerra civile americana e la “”nazione universale”” di Tiziano BONAZZI, antologia testi fonti bibliografia notizie sugli autori indice testi antologizzati”,””,””,”USAQ-039″
“VALDEVIT Giampaolo”,”Stati Uniti e Medio Oriente dal 1945 a oggi.”,”CAROCCI. ROMA. 2003″,”pag 142 16°”,””,”introduzione bibliografia cronologia, collana ‘Le Bussole'”,””,””,”USAQ-040″
“KISSINGER Henry”,”Ending the Vietnam War. A History of America’s Involvement in and Extrication from the Vietnam War. Taken from his bestselling memoirs. With new and updated material.”,”SIMON & SCHUSTER. NEW YORK. 2003″,”pag 635 8°”,””,”elenco opere autore, prefazione note ringraziamenti appendice indice nomi argomenti località”,””,””,”USAQ-041″
“BRUNE Lester H., consulting editor: Donald R. WHITNAH”,”Chronological History of United States Foreign Relations. 1776 to January 20, 1981. Volume II. 1921-1981.”,”GARLAND PUBLISHING, INC. NEW YORK LONDON. 1985″,”pag 1289 8°”,””,”Volume I ringraziamenti prefazione lista tabelle bibliografia indice nomi argomenti località; Garland Reference Library of Social Science”,””,””,”USAQ-042″
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“MAZZETTI Roberto”,”Dewey e Bruner. Il processo educativo nella società industriale.”,”ARMANDO ARMANDO EDITORE. ROMA. 1968 ediz orig 1967″,”pag 422 8°”,””,”avvertenza note indice nomi”,””,””,”USAS-052″
“HOFSTADTER Richard”,”L’ età delle riforme. Da W. Bryan a F.D. Roosevelt.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1962 ediz orig 1956″,”pag XX 316 8°”,””,”introduzione di Vittorio DE-CAPRARIIS note indice nomi”,””,””,”USAS-053″
“BUCK Paul H.”,”La riunificazione, 1865 – 1900.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1963 ediz orig 1938″,”pag 327 8°”,””,”introduzione foto note”,””,””,”USAS-054″
“ADAMS Henry”,”Gli Stati Uniti nel Milleottocento.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1960 ediz orig 1955″,”pag 182 8°”,””,”introduzione di Dexter PERKINS”,””,””,”USAS-055″
“PARKMAN Francis”,”La pista dell’ Oregon.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1959 ediz orig 1872″,”pag 307 8°”,””,”note cartina illustrazioni”,””,””,”USAS-056″
“WEBB Walter Prescott”,”Le grandi pianure.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1961 ediz orig 1931″,”pag 472 8°”,””,”cartine note nota bibliografica collezione di storia americana a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI Rosario ROMEO”,””,””,”USAS-058″
“TURNER Frederick Jackson”,”La frontiera nella storia americana.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1959″,”pag XXXII 322 8°”,””,”indice nomi argomenti cartina introduzione di Mauro CALAMANDREI “”Il pensiero storiografico di F.J. Turner”” prefazione note nota biografica-bibliografica di F.J. TURNER”,””,””,”USAS-059″
“MILLER Perry”,”Lo spirito della Nuova Inghilterra. Da colonia a provincia.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1962 ediz orig 1953″,”pag 748 8°”,””,”prefazione note bibliografia indice nomi”,””,””,”USAS-060″
“MILLER Perry”,”Lo spirito della Nuova Inghilterra. Il Seicento.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1967″,”pag XXXI 748 8°”,””,”introduzione di Mauro CALAMANDREI: ‘Perry Miller e la storiografia sul puritanesimo’, prefazione dell’autore, nota alla seconda edizione, appendice prima: ‘La logica di Ramo in Europa’, appendice seconda: La scuola federale di teologia’, note, indice nomi; traduzione di Paola FORGHIERI; Collezione di storia americana a cura di Mauro CALAMANDREI Vittorio DE CAPRARIIS Nicola MATTEUCCI Rosario ROMEO”,””,””,”USAS-060-B”
“LUDWIG Emilio”,”Roosevelt.”,”MONDADORI. VERONA. 1947″,”pag 313 8°”,””,”prefazione introduzione foto tavola fuori testo”,””,””,”USAS-061″
“FURNAS J.C.”,”The Americans. A Social History of the United States, 1587 – 1914.”,”G.P. PUTNAM’S SONS. NEW YORK. 1969″,”pag 1015 8°”,””,”ringraziamenti introduzione note fonti bibliografia indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-062″
“FONER Eric”,”Storia della libertà americana.”,”DONZELLI. ROMA. 2000 ediz orig 1998″,”pag XII 450 8°”,””,”presentazione dell’ edizione italiana di Alessandro PORTELLI; note illustrazioni indice nomi”,””,””,”USAS-063″
“SARTRE Jean-Paul direttore; edizione italiana a cura di Alberto MONDADORI e Giancarlo VIGORELLI; saggi di D.W. BROGAN Guy CARDAILHAC Pierre URI Jean DOMARCHI Paul VIGNAUX Philippe SOUPAULT George DEVEREUX Philip WYLIE Clement GREENBERG David HARE Boris VIAN James Weldom JOHNSON Beatrice FARWELL St. Clair DRAKE Horace R. CAYTON Selma ROBINSON Nathalie MOFFAT George RICKEY Eleanor EMERY Milton ROSENTHAL Richard WRIGHT William RUSSELL e Stephen W. SMITH”,”Les Temps Modernes. Numero speciale sugli Stati Uniti d’ America.”,”ARNALDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1947″,”pag 337 8°”,””,”presentazione di SARTRE;”,””,””,”USAS-064″
“BERNSTEIN Carl WOODWARD Bob”,”Tutti gli uomini del presidente. L’ affare Watergate.”,”GARZANTI. MILANO. 1976 ediz orig 1974″,”pag 350 16°”,””,”prefazione di Alberto RONCHEY elenco personaggi”,””,””,”USAS-065″
“PACKARD Vance”,”The Status Seekers. An Exploration of Class Behaviour in America.”,”PELICAN BOOKS. LONDON. 1960 ediz orig 1959″,”pag 331 16°”,””,”nota biografica su V. PACKARD note indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-066″
“MINUTAGLIO Bill”,”First Son. George W. Bush and the Bush Family Dynasty.”,”TIMES BOOKS. RANDOM HOUSE. NY. 1999″,”pag 372 8°”,””,”prefazione foto note indice dei nomi notizie sull’ autore”,””,””,”USAS-067″
“COLOMBO Furio”,”I prossimi americani. Il chi è della politica americana nelle elezioni presidenziali del 1976. Intervista con tutti i protagonisti della vita politica americana.”,”GARZANTI. MILANO. 1976″,”pag 234 8°”,””,”introduzione di Margaret MEAD ‘La tribù America’ appendice calendario elezioni ‘primarie’ ‘convenzioni'”,””,””,”USAS-068″
“MAYER Kurt B.”,”Classi e società.”,”ARMANDO ARMANDO EDITORE. ROMA.”,”pag 142 8°”,””,”presentazione di Charles H. PAGE prefazione di Kurt B. MAYER introduzione note tabelle grafici collana ‘Problemi di sociologia’ diretta da Franco FERRAROTTIi”,””,””,”USAS-069″
“WRIGHT MILLS C.”,”Politica e potere.”,”VALENTINO BOMPIANI. MILANO. 1970″,”pag 352 8°”,””,”elenco saggi autore avvertenza introduzione ‘a C. Wright Mills’ di Irving Louis HOROWITZ note tabelle indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-070″
“WRIGHT MILLS C.”,”L’ immaginazione sociologica.”,”IL SAGGIATORE. MILANO.”,”pag 245 8°”,””,”premessa note appendice indice nomi argomenti collana ‘La cultura’; traduzione Quirino MAFFI; profilo biografico autore”,””,””,”USAS-071″
“BALDWIN James”,”La prossima volta il fuoco. Due lettere.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1964 1° edizione”,”pag 145 8°”,””,””,””,””,”USAS-072″
“GORLIER Claudio a cura; testi di A. LINCOLN J. BROWN J.C. CALHOUN Jefferson DAVIS F. DOUGLASS G. FITZHUGH W.L. GARRISON J.H. HAMMOND H.R. HELPER T. PARKER W. PHILLIPS W.H. SEWARD C. SUMNER H.D. THOREAU”,”Il pensiero politico nell’ età di Lincoln.”,”SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO. BOLOGNA. 1962″,”pag 208 16°”,””,”introduzione nota bio-bibliografica autori testi note; collana ‘Classici della democrazia moderna’ a cura di Vittorio DE-CAPRARIIS”,””,””,”USAS-073″
“HAWLEY Ellis W.”,”Il New Deal e il problema del monopolio. Lo Stato e l’ articolazione degli interessi nell’ America di Roosevelt.”,”DE-DONATO. BARI. 1981 ediz orig 1966″,”pag 392 8°”,””,”prefazione elenco abbreviazioni nota sulle fonti introduzione di E.W. HAWLEY indice nomi; collana ‘Passato e presente’ diretta da Paul CORNER Franco DE-FELICE Gian-Enrico RUSCONI”,””,””,”USAS-074″
“DIMSDALE Thomas J.”,”I giustizieri del Far West. Un resoconto esatto e imparziale della caccia, processo, cattura ed esecuzione capitale della banda di Henry Plummer, unitamente alla cronaca della vita e dei delitti di molti criminali e ‘desperados’, il tutto disseminato di scene di vita negli accampamenti dei cercatori d’ oro del Far West; essendo questa l’ unica opera degna di fede sull’ argomento mai presentata finora al pubblico.”,”LERICI EDITORI. MILANO. 1965 ediz orig 1866″,”pag 255 8°”,””,”introduzione di E. DeGOLYER”,””,””,”USAS-075″
“SCHLESINGER Arthur M.”,”Il mio secolo americano. Ricordi di una vita, 1917-1950.”,”RIZZOLI. MILANO. 2001″,”pag 646 8°”,””,”ringraziamenti prefazione foto indice nomi”,””,””,”USAS-076″
“FOSTER William Z.”,”The Twilight of World Capitalism.”,”INTERNATIONAL PUBLISHERS. NEW YORK. 1947″,”pag 16°”,””,””,””,””,”USAS-077″
“LOPREATO Joseph”,”La stratificazione sociale negli USA. Fatti e teorie (1945-1975).”,”EDIZIONI DELLA FONDAZIONE GIOVANNI AGNELLI. TORINO. 1977″,”pag 167 8°”,””,”presentazione di Marcello PACINI note bibliografia”,””,””,”USAS-078″
“BURNHAM James”,”Il suicidio dell’ Occidente. Un saggio sul significato e il destino del liberalismo americano.”,”EDIZIONI DEL BORGHESE. MILANO. 1965″,”pag 346 16°”,””,”avvertenza dell’ editore note”,””,””,”USAS-079″
“FLYNN John F.”,”El mito de Roosevelt. La alegre inconsciencia de la politica norteamericana frente a Stalin.”,”EDITORIAL MATEU. BARCELONA. 1962″,”pag 286 16°”,””,”introduzione”,””,””,”USAS-080″
“TEODORI Massimo”,”America radicale. Elezioni, protesta, nuova sinistra, repressione, fronte interno, nell’ anno della caduta dell’ impero americano.”,”BRAMANTE EDITRICE. MILANO. 1969″,”pag 113 8°”,””,””,””,””,”USAS-081″
“KESSLER Nicolas”,”Le conservatisme americain.”,”PUF. PARIS. 1998″,”pag 126 16°”,””,”avvertenza note bibliografia Collana ‘Que sais-je?'”,””,””,”USAS-082″
“SFORZA Marco Cesarini”,”Nixon.”,”LONGANESI. MILANO. 1968″,”pag 178 16°”,””,”nota biografica Richard NIXON”,””,””,”USAS-083″
“McGINNISS Joe”,”Come si vende un presidente. La pubblicità televisiva al servizio della politica.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1970 ediz orig 1968″,”pag 278 8°”,””,”traduzione di Oreste DEL-BUONO; note appendice: Estratti da ‘Gli Strumenti del comunicare”” di Marshall McLUHAN e altro”,””,””,”USAS-084″
“AMERINGER Oskar”,”Unterm Sternenbanner. Kleine Geschichte für gro?e Kinder. Übersetzt von B. Friedmann.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1924 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 79 16°”,””,”traduzione di B. FRIEDMANN”,””,””,”USAS-085″
“SILBERMAN Charles E.”,”Crisi in bianco e nero. Il problema negro negli Stati Uniti.”,”EINAUDI. TORINO 1965″,”pag 387 16°”,””,”introduzione di Roberto GIAMMANCO prefazione note appendice”,””,””,”USAS-086″
“LURAGHI Raimondo CLERICI Naila GARRO-RAITERI Brunella GENNARO-LERDA Valeria FASCE Ferdinando MOLINARI Massimo, saggi di”,”Economia e società degli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento.”,”MISCELLANEA STORICA LIGURE ANNO VIII N° 2. UNIVERSITA’ DI GENOVA. ISTITUTO DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA. 1977″,”pag 218 8°”,””,”note”,””,””,”USAS-087″
“BROWDER Earl”,”Le front démocratique: pour le travail, la sécurité, la démocratie et la paix.”,”BUREAU D’ EDITIONS. PARIS. 1938″,”pag 135 16°”,””,”prefazione di Florimond BONTE introduzione; Rapport presenté au nom du Comité central au Xe Congres national du Parti communiste des Etats Unis d’ Amerique, le 28 mai 1938 au Carnegie Hall, à New York”,””,””,”USAS-088″
“DRAPER Theodore”,”El nacionalismo negro en Estados Unidos. Titolo originale: The Rediscovery of Black Nationalism.”,”ALIANZA EDITORIAL. MADRID. 1972 ediz orig 1969″,”pag 212 16°”,””,”presentazione note traduzione di Manuel de la ESCALERA”,””,””,”USAS-089″
“MILANI Mino”,”Eisenhower.”,”FABBRI. MILANO. 1983″,”pag 63 8° grande”,””,”foto biografia bibliografia articoli di Franco BANDINI ‘Il caso 8 settembre. L’ ambiguità di Eisenhower’, Giuseppe MAYDA ‘Eisenhower e la guerra fredda’, collana La Seconda Guerra Mondiale: i Grandi Protagonisti”,””,””,”USAS-090″
“CAUSI Marco”,”La Grande Crisi e il New Deal. Gli Stati Uniti d’ America tra le due guerre.”,”SAVELLI EDITORI. GRAFICA SALVI. PERUGIA. 1980″,”pag 86 8° grande”,””,”saggio storico di Marco CAUSI ricerca fotografica e commento di Andrea JEMOLO introduzione foto bibliografia”,””,””,”USAS-091″
“LIN YUTANG a cura”,”La saggezza dell’ America.”,”BOMPIANI. MILANO. 1956″,”pag 477 8°”,””,” prefazione note illustrazioni; traduzione di Piero JAHIER”,””,””,”USAS-092″
“FREZZA Daria”,”Il leader, la folla, la democrazia nel discorso pubblico americano, 1880-1941.”,”CAROCCI. ROMA. 2001″,”pag 335 8°”,””,”introduzione note bibliografia indice nomi”,””,””,”USAS-093″
“BRIDENBAUGH Carl”,”Myths and Realities. Societies of the Colonial South.”,”GREENWOOD PRESS. WESTPORT, CONNECTICUT. 1981 ediz orig 1952″,”pag XII 208 8°”,””,”prefazione ringraziamenti note bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-094″
“JULIEN Claude”,”Il suicidio delle democrazie. La democrazia che è fallita.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1973″,”pag 301 16°”,””,”introduzione note tabelle cartine traduzione di Marisa CALIMODIO”,””,””,”USAS-095″
“SUNDQUIST James L.”,”Politics and Policy. The Eisenhower, Kennedy, and Johnson Years.”,”THE BROOKINS INSTITUTION. WASHINGTON. 1968″,”pag 560 8° (F)”,””,”prefazione note tabelle indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-096″
“HUNTER Floyd”,”Community Power Structure. A Study of Decision Makers.”,”THE UNIVERSITY OF NORTH CAROLINA PRESS. CHAPEL HILL. 1953″,”pag XVI 297 8°”,””,”prefazione introduzione tabelle grafici appendice bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-097″
“LORINI Alessandra”,”Ai confini della libertà. Saggi di storia americana.”,”DONZELLI. ROMA. 2001″,”pag IX 194 8°”,””,”prefazione di Eric FONER note illustrazioni foto postfazione ringraziamenti”,””,””,”USAS-098″
“WRIGHT MILLS C.”,”La élite del potere.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1966 ediz orig 1956″,”pag 412 16°”,””,”note indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-099″
“MEE Charles L. jr”,”The Ohio Gang. The World of Warren G. Harding. An Historical Entertainment.”,”M. EVANS AND COMPANY. NEW YORK. 1981″,”pag 248 8°”,””,”elenco opere autore foto illustrazioni bibliografia fonti indice nomi”,””,””,”USAS-100″
“MAJAKOVSKIJ Vladimir”,”Meine entdeckung Amerikas.”,”SWA – VERLAG. BERLIN. 1948 ediz orig russa 1925″,”pag 88 16°”,””,”traduzione dal russo di Horst WOLF”,””,””,”USAS-101″
“VIDAL Gore”,”Lincoln.”,”BOMPIANI. MILANO. 1988″,”pag 670 8°”,””,””,””,””,”USAS-102″
“CARMICHAEL Stokely HAMILTON Charles V., a cura di Roberto GIAMMANCO”,”Strategia del potere negro.”,”LATERZA. BARI. 1968″,”pag 245 16°”,””,”avvertenza introduzione di Roberto GIAMMANCO prefazione note bibliografia”,””,””,”USAS-103″
“CARO Robert A.”,”The Years of Lyndon Johnson. Volume 3. Master of the Senate.”,”JONATHAN CAPE. LONDON. 2002″,”pag XXIV 1167 8°”,””,”elenco opere autore introduzione foto illustrazioni ringraziamenti fonti bibliografia note sigle indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-104″
“LASCH Christopher”,”La agonia de la izquierda norteamericana.”,”GRIJALBO. BARCELONA MEXICO. 1970 ediz orig 1969″,”pag 193 16°”,””,”prefazione indice nomi argomenti appendice:”,””,””,”USAS-105″
“KERNER Otto e altri”,”La rivolta negra. Rapporto della Commissione nazionale d’ inchiesta sui disordini civili.”,”SUGAR EDITORE. MILANO. SD”,”pag VIII 311 8°”,””,”premessa, componenti commissione nazionale d’ inchiesta sui disordini civili, tabelle grafici note”,””,””,”USAS-106″
“MONDADORI Alberto VIGORELLI Giancarlo edizione italiana a cura di; saggi di D.W. BROGAN Guy CARDAILHAC Pierre URI Jean DOMARCHI Paul VIGNAUX Philippe SOUPAULT George DEVEREUX Philip WYLIE Clement GREENBERG David HARE Boris VIAN James WELDOM JOHNSON Beatrice FARWELL St. Clair DRAKE Horace R. CAYTON Selma ROBINSON Nathalie MOFFAT George RICKEY Eleanor EMERY”,”Les Temps modernes diretta da Jean-Paul Sartre. Numero speciale sugli Stati Uniti d’ America.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1947″,”pag 339 8°”,””,”presentazione di Jean-Paul SARTRE”,””,””,”USAS-107″
“BLANSHARD Paul”,”Democrazia e cattolicesimo in America.”,”FRANCESCO DE SILVA. TORINO. 1953 ediz orig 1949″,”pag 541 8°”,””,”nota ad alcune citazioni, note bibliografia indice nomi; Volume fuori commercio per gli abbonati de L’ Espresso, Biblioteca Leone Ginzburg (Documenti e studi per la storia contemporanea), traduzione di Enzo ENRIQUES AGNOLETTI”,””,””,”USAS-108″
“MAUROIS André”,”Historie parallele. Historie des Etats-Unis de 1917 à 1961.”,”PRESSES DE LA CITE’. PARIS. 1962″,”pag 369 8°”,””,”foto illustrazioni”,””,””,”USAS-109″
“OGRIZEK Doré”,”Les Etats-Unis d’ Amerique. Textes de Bettina Wilson, Ann & William Carnahan, Loyal Compton, Don Kellogg, Leslie Midgley, David Preston, Janine Ribes.”,”SAEP. PARIS. 1946″,”pag 517 16°”,””,”introduzione foto cartine illustrazioni di BEUVILLE, Pierre NOEL, Jacques LIOZU, Le ROMAIN, traduzione di Janine RIBES”,””,””,”USAS-110″
“MASNATA Francois MASNATA-RUBATTEL Claire”,”Pouvoir, societé et politique aux Etats-Unis.”,”PETITE BIBLIOTHEQUE PAYOT. PARIS. 1970″,”pag 344 16°”,””,”notizie sugli autori prefazione note tabelle bibliografia”,””,””,”USAS-111″
“MARGOTTA Roberto a cura”,”Pro e contro Kennedy.”,”MONDADORI. VERONA. 1971″,”pag 160 8°”,””,”foto, Collana ‘I dossier Mondadori’ direzione Enzo ORLANDI”,””,””,”USAS-112″
“WHITE Morton G.”,”La pensée sociale en Amerique. La révolte contre le formalisme.”,”PUF – PRESSES UNIVERSITAIRES DE FRANCE. PARIS. 1963″,”pag 280 8°”,””,”prefazione alla prima edizione e all’ edizione del 1957 introduzione e postfazione dell’ autore, note, ‘Bibliotheque de sociologie contemporaine’ collana diretta da Georges GURVITCH, traduzione dall’ inglese da M.me Mario LEVI”,””,””,”USAS-113″
“LENNKH Annie TOINET Marie-France a cura; collaborazione di Laurent COHEN-TANUGI Catherine COLLOMP Ronald CREAGH Marianne DEBOUZY Michel FABRE Michel FAURE Francois GODEMENT Serge HALIMI Pierre HASSNER Jean HEFFER Pierre MELANDRI Jacques PORTES Olivier ROY Guy SORMAN Alfredo G.A. VALLADAO Francois WEIL e altri”,”L’ Etat des Etats-Unis.”,”LA DECOUVERTE. PARIS. 1990″,”pag 484 8°”,””,”presentazione tabelle grafici cartine bibliografia note indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-114″
“EINAUDI Mario”,”Roosevelt et la révolution du New Deal.”,”LIBRAIRIE ARMAND COLIN. PARIS. 1961 ediz orig 1959″,”pag 311 8°”,””,”prefazione di Francois GOGUEL introduzione: ‘Come l’ Europa vede l’ America’, note tabelle indice nomi argomenti; traduzione dall’ inglese di Bernard CAZES”,””,””,”USAS-115″
“SALVADORI Massimo”,”Gli Stati Uniti da Roosevelt a Kennedy. Breve Storia della Nazione Americana dal 12 Aprile 1945 al 22 Novembre 1963.”,”ESI – EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE. NAPOLI. 1964″,”pag 309 8°”,””,”‘L’ Acropoli’ collana di studi e di saggi diretta da Giuseppe GALASSO”,””,””,”USAS-116″
“WHITE Theodore H.”,”De Kennedy a Johnson. The Making of the President.”,”EDICIONES CID. MADRID. 1966″,”pag 606 16°”,””,”nota dell’ editore, Alcuni aspetti della politica nordamericana. Documentazione (pag 11-21); note sigle appendice A: Il voto del 1964, appendice B: Il memorandum Graham, Note sulla Convenzione democratica del 1960 e altro; Collana ‘Vortice Documentos’ diretta da Enrique RUIZ GARCIA”,””,””,”USAS-117″
“SYLVERS Malcolm”,”Gli Stati Uniti tra dominio e declino. Politica interna, rapporti internazionali e capitalismo globale.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1999″,”pag 286 8°”,””,”ringraziamenti prefazione bibliografia (pag 275-284) indice nomi, ‘Biblioteca di storia’”,””,””,”USAS-118″
“CLINTON Bill”,”My Life.”,”MONDADORI. MILANO. 2004 edizione ridotta”,”pag 300 8°”,””,”prologo”,”SI”,””,”USAS-119″
“LINK Arthur S.”,”Wilson. The New Freedom.”,”PRINCETON UNIVERSITY PRESS. NEW JERSEY. 1956″,”pag IX 504 8°”,””,”prefazione note foto bibliografia (pag 473-488) indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-120″
“BERGAMINI Oliviero”,”Storia degli Stati Uniti.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 2003″,”pag 278 8°”,””,”bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-121″
“PETRIGNANI Rinaldo”,”L’ era americana. Gli Stati Uniti da Franklin D. Roosevelt a George W. Bush.”,”IL MULINO, BOLOGNA. 2001″,”pag 526 8°”,””,”note bibliografia (pag 507-515) indice nomi”,””,””,”USAS-122″
“DREISER Theodore, a cura di Agostino LOMBARDO”,”Caro Roosevelt. Lettere 1900-1945.”,”DE-DONATO. BARI. 1975″,”pag 296 8°”,””,”saggio introduttivo di Agostino LOMBARDO (pag 11-20), lettere di Theodore Dreiser avvertenza note; traduzione di Nadia FUSINI”,””,””,”USAS-123″
“GITLIN Todd”,”The Sixties. Years of Hope, Days of Rage.”,”BANTAM BOOKS. TORONTO NEW YORK. 1987″,”pag 513 8°”,””,”elenco opere dell’ autore introduzione ringraziamenti note indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-124″
“KOCKA Jürgen, a cura di Domenico CONTE”,”Impiegati tra fascismo e democrazia. Una storia sociale-politica degli impiegati: America e Germania (1890/1940).”,”LIGUORI EDITORI. NAPOLI. 1982″,”pag 434 8°”,””,”introduzione italiana di Domenico CONTE (pag 9-29) introduzione dell’ autore indice abbreviazioni note tabelle grafici; Collana di storia moderna e contemporanea, diretta da Aurelio LEPRE”,””,””,”USAS-125″
“BROGAN D.W., a cura di Vittoria RONCHEY”,”La politica in America.”,”NERI POZZA EDITORE. VENEZIA. 1957″,”pag 485 8°”,””,”prefazione note appendice: ‘La costituzione degli Stati Uniti d’ America’, bibliografia (pag 477-482) indice nomi”,””,””,”USAS-126″
“MACGREGOR BURNS James”,”La crisi della democrazia americana.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1965″,”pag 379 8°”,””,”prefazione di Gianfranco CORSINI indice nomi”,””,””,”USAS-127″
“MICHENER James A.”,”Texas. La saga di un popolo di frontiera.”,”BOMPIANI. MILANO. 1990 ediz orig 1985″,”pag 1112 8°”,””,”ringraziamenti, avvertenze cartine grafico, traduzione di Maria Giulia CASTAGNONE Carlo CORSI Riccardo MAINARDI, cartine di Jean Paul TREMBLAY”,””,””,”USAS-128″
“MICHENER James A.”,”Alaska. La saga di una terra dalla preistoria ai giorni nostri.”,”BOMPIANI. MILANO. 1992 ediz orig 1988″,”pag 665 8°”,””,”ringraziamenti, avvertenze cartine grafico, traduzione di Adriana DELL’ORTO”,””,””,”USAS-129″
“ROSE Arnold M.”,”The Power Structure. Political Process in American Society.”,”OUP – OXFORD UNIVERSITY PRESS. NEW YORK. 1967″,”pag XXIV 506 8° (F)”,””,”introduzione di Irving Louis HOROWITZ prefazione dell’ autore ringraziamenti note appendici indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-130″
“CHESTER Lewis HODGSON Godfrey PAGE Bruce”,”An American Melodrama. The Presidential Campaign of 1968.”,”THE VIKING PRESS. NY. 1969″,”pag XV 814 8° (F, 2 volumi)”,””,”ringraziamenti prefazione indice nomi argomenti (pag 793-814)”,””,””,”USAS-131″
“AQUARONE Alberto NEGRI Guglielmo SCELBA Cipriana a cura”,”La formazione degli Stati Uniti d’ America. Documenti. Vol. I (1606-1776).”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1961″,”pag 421 8°”,””,”prefazione di Gaspare AMBROSINI introduzione di Guglielmo NEGRI, documenti”,””,””,”USAS-132″
“AQUARONE Alberto NEGRI Guglielmo SCELBA Cipriana a cura”,”La formazione degli Stati Uniti d’ America. Documenti. Vol. II (1770-1796).”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1961″,”pag 525 8°”,””,”introduzione di Alberto AQUARONE, documenti”,””,””,”USAS-133″
“NEWFIELD Jack”,”Il New Left. La nuova sinistra americana.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1968″,”pag 209 8°”,””,”introduzione di Michael HARRINGTON”,””,””,”USAS-134″
“WALLERSTEIN Immanuel”,”Il declino dell’ America. (Tit. orig.: The Decline of American Power)”,”FELTRINELLI. MILANO. 2004″,”pag 266 8°”,””,”introduzione note indice nomi fonti; traduzione di Mauro DI-MEGLIO”,””,””,”USAS-135″
“CAMPUS Donatella PASQUINO Gianfranco”,”USA: elezioni e sistema politico.”,”BONONIA UNIVERSITY PRESS – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BOLOGNA. BOLOGNA. 2003″,”pag 211 8°”,””,”premessa introduzione note tabelle grafici bibliografia (pag 191-206)”,””,””,”USAS-136″
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“KELLY Daniel”,”James Burnham and the Struggle for the World. A Life.”,”ISI BOOKS. WILMINGTON, DELAWARE. 2002″,”pag XXIII 443 8°”,””,”prefazione di Richard BROOKHISER cronologia prefazione di Daniel KELLY note indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-138″
“DION Léon”,”I gruppi e il potere politico negli USA.”,”EDIZIONI JACA BOOK. MILANO. 1966″,”pag 156 8°”,””,”nota biografica note introduzione biblografia (pag 142-156); traduzione di Maretta CAMPI”,””,””,”USAS-139″
“BELL Daniel”,”The Cultural Contradictions of Capitalism.”,”BASIC BOOKS. NEW YORK. 1978″,”pag XXXIV 301 8°”,””,”elenco opere autore introduzione prefazione ringraziamenti note indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-140″
“HUNTINGTON Samuel P.”,”La nuova america. Le sfide della società multiculturale. (Tit.orig.: Who Are We?)”,”GARZANTI. MILANO. 2005″,”pag 511 8°”,””,”prefazione tabelle grafici note ringraziamenti indice nomi argomenti località; traduzione dall’ inglese di Roberto MERLINI”,”SI”,””,”USAS-141″
“GORLIER Claudio”,”Storia dei negri degli Stati Uniti.”,”CAPPELLI. FIRENZE. 1963″,”pag 315 16°”,””,”avvertenza ringraziamenti bibliografia; Universale Cappelli, serie storia e politica”,””,””,”USAS-142″
“JACOBS Paul LANDAU Saul”,”The New Radicals. A Report with Documents.”,”RANDOM HOUSE. NEW YORK. 1966″,”pag 335 8°”,””,”ringraziamenti note documenti cronologia eventi notizie sugli autori; Sponsored by the Center for the Study of Democratic Institutions”,”SI”,””,”USAS-143″
“LASKY Victor”,”J.F.K. l’ uomo e il mito. Una biografia critica.”,”LONGANESI. MILANO. 1964″,”pag 389 16°”,””,”indice nomi argomenti località; traduzione di Elsa PELITTI”,””,””,”USAS-144″
“STERN Frederick M.”,”America senza classi sociali. La rivoluzione capitalistica in atto. (Tit. orig.: A Classless Society)”,”GARZANTI. MILANO. 1953″,”pag XI 171 8°”,””,”introduzione tabelle”,””,””,”USAS-145″
“MacGREGOR BURNS James”,”Roosevelt: the Lion and the Fox. The first political biography of Franklin Delano Roosevelt.”,”HARCOURT, BRACE & WORLD, INC. NEW YORK. 1956″,”pag XVI 553 8°”,””,”premessa prefazione foto, appendice: ‘A Note on the Study of Political Leadership’ (pag 481-487), ringraziamenti bibliografia ragionata generale e per capitoli (pag 490-538), indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-146″
“FRUTTERO Carlo LUCENTINI Franco; scritti di DE-FOREST BIERCE COOKE CRANE PENNELL ROBERTSON GARLAND FAST HOWELLS WOOLCOTT FAULKNER NORDHOFF NORMAN HALL HEMINGWAY DOS-PASSOS BURNETT STILES HORNE BURNS SEVAREID DOWNEY I. SHAW J. JONES MICHENER HUNT N. MAILER BEACH KNEBEL BAILEY HALL WARD”,”Quaranta storie americane di guerra. Da Fort Summer a Hiroshima.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1965″,”pag IX 810 8°”,””,”prefazione note bibliografia (opere originali)”,””,””,”USAS-147″
“ONIDA Francesco”,”Separatismo e libertà religiosa negli Stati Uniti. Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.”,”DOTT. A. GIUFFRE’ EDITORE. MILANO. 1984″,”pag 163 8°”,””,”premessa note bibliografia (elenco degli autori citati)”,””,””,”USAS-148″
“GUNTHER John”,”Dentro l’ America.”,”BOMPIANI. MILANO. 1951″,”pag 767 8°”,””,”prefazione dell’ autore all’ edizione italiana introduzione traduzione di Bruno ODDERA, note appendici”,””,””,”USAS-149″
“LUTHER KING Martin, a cura di Clayborne CARSON”,”””I have a dream””. L’ autobiografia.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. 2000 – ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 2000″,”pag 527 8°”,””,”prefazione del curatore, fonti, ringraziamenti del curatore note cronologia traduzione GARGIULO Tania”,””,””,”USAS-150″
“ROOSEVELT Franklin D.”,”Guardando nel futuro.”,”BOMPIANI. MILANO. 1933″,”pag 289 8°”,””,”introduzione; Collana ‘Libri scelti. Panorama del nostro tempo’”,””,””,”USAS-151″
“COMMAGER Henry Steele”,”Il pericolo del conformismo. (Tit.orig.: Freedom, Loyalty, Dissent)”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1956″,”pag 123 8°”,””,”note traduzione di Alfonso PRANDI”,””,””,”USAS-152″
“LAGRANGE Jean DEROCHE Louis MOISY Claude CENTASSI René ULLMANN Bernard LANTERI Roger PELLISSIER Edouard MARIN Jean e altri”,”La bataille de la maison blanche. De Johnson à Nixon 300 jours de sang et d’ espoir.”,”ROBERT LAFFONT. PARIS. 1968″,”pag 333 16° (F)”,””,”introduzione ‘Les Etats-Unis à l’ heure du choix’, cartine note appendice: ‘La piattaforma del partito repubblicano'”,””,””,”USAS-153″
“BARAKA Amiri (LeRoi Jones)”,”Il popolo del blues. Sociologia degli afroamericani attraverso il jazz. (Tit. orig.: Blues People)”,”SHAKE EDIZIONI. MILANO. 2007″,”pag 251 16°”,””,”prefazione dell’ autore all’ edizione italiana ‘L’ estetica blues e l’ estetica nera’, introduzione note; traduzione dall’ americano di Carlo ANTONELLI e Raf VALVOLA SCELSI, traduzione della prefazione di Chiara MASINI; Collana ‘Tascabili'”,”SI”,””,”USAS-154″
“SHADEGG Stephen”,”Barry Goldwater.”,”EDIZIONI DELL’ALBERO. TORINO. 1964″,”pag 266 8°”,””,”prefazione (pag 5-11) di M.M., ringraziamenti note foto; traduzione di Adriano GIANNINI”,””,””,”USAS-155″
“PACKARD Vance”,”La società nuda.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1967″,”pag 282 8°”,””,”note appendice: I dieci emendamenti originali. La Dichiarazione dei Diritti”,””,””,”USAS-156″
“POLSBY Nelson W. WILDAVSKY Aaron”,”Les elections presidentielles aux Etats-Unis. (Tit.orig.: Presidential Elections. Strategies of American Electoral Politics. Sixth Edition)”,”SPAG. BERKELEY, CALIFORNIA. 1984″,”pag 395 8°”,””,”prefazione introduzione: ‘Stratégie politique et élections présidentielles’, note tabelle”,””,””,”USAS-157″
“MEAD Margaret”,”Carattere degli americani. (The American Character)”,”EDIZIONI U. ROMA FIRENZE MILANO. 1946″,”pag VIII 257 8°”,””,”avvertenza di A. GAROSCI prefazione dall’ Inghilterra (1943) nota bibliografica introduzione note; traduzione di Lina FRANCHETTI; collana Tempi moderni”,””,””,”USAS-158″
“LURAGHI Raimondo”,”La spada e le magnolie. Il Sud nella storia degli Stati Uniti.”,”DONZELLI EDITORE. ROMA. 2007″,”pag 227 8°”,””,”Al lettore, prologo ‘Ma infine, che cosa è questo Sud?’, note, postfazione ‘Uno sguardo oltre la soglia’, ringraziamento apparati: fonti e bibliografia (pag 205-221) indice nomi”,”SI”,””,”USAS-159″
“NOUAILHAT Yves-Henri”,”Truman un chrétien à la Maison Blanche.”,”LES EDITIONS DU CERF. PARIS. 2007″,”pag 201 16°”,””,”elenco opere autore, ringraziamenti introduzione note testi e documenti bibliografia (pag 191-197)”,”SI”,””,”USAS-160″
“KATSARI Constantina DAL LAGO Enrico”,”Manumissio e ribellione nell’ Impero romano e nel Sud degli Stati Uniti prima della Guerra Civile. Introduzione.”,”XXX° COLLOQUE DU GIREA. BESANÇON. 2005″,”pag 418-427 8° (F)”,””,”introduzione note”,””,””,”USAS-161″
“VIANO Francesca Lidia”,”Una democrazia imperiale: l’ America di James Bryce.”,”CET – CENTRO EDITORIALE TOSCANO. FIRENZE. 2003″,”pag 215 8°”,””,”introduzione note bibliografia indice nomi argomenti; Collana Politica e Storia. Nuova serie. Le forme di governo, collana diretta da Carlo CARINI”,””,””,”USAS-162″
“AAVV”,”How to get into U.S. Colleges 2009. The 12 hottest rivalries in America.”,”NEWSWEEK-KAPLAN. NY. 2008″,”pag 264 8° grande”,””,”introduzione tabelle foto grafici”,””,””,”USAS-163″
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“WILSON Woodrow”,”Congressional Government. A Study in American Politics.”,”DOVER PUBLICATIONS, INC.. MINEOLA NEW YORK. 2006″,”pag 223 8°”,””,”introduzione di Walter LIPPMANN prefazione alla 15° edizione nota bibliografica note, reprint”,””,””,”USAS-165″
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“FRAGA IRIBARNE Manuel”,”Razas y racismo en Norteamerica.”,”EDICIONES CULTURA HISPANICA. MADRID. 1950″,”pag 98 8°”,””,”introduzione note tabelle”,””,””,”USAS-167″
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“TEDESCHINI LALLI Biancamaria”,”Henry David Thoreau.”,”EDIZIONI DI STORIA E LETTERATURA. ROMA. 1954″,”pag 155 8°”,””,”note bibliografia indice nomi Collana Biblioteca di studi americani a cura di Agostino LOMBARDO”,””,””,”USAS-169″
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“COOKE Alistair”,”America. Dalla scoperta del passato alle contraddizioni del presente.”,”FRATELLI FABBRI EDITORI. MILANO. 1976″,”pag 400 8° grande”,””,”cartine prefazione di Vittorio RUSCONI prefazione foto illustrazioni iconografia ringraziamenti indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-172″
“PIOVENE Guido”,”De America.”,”GARZANTI. MILANO. 1954″,”pag XXII 518 8°”,””,”introduzione foto illustrazioni”,””,””,”USAS-173″
“PALUMBERI Franco”,”La democrazia imperialista in America. Come gli Stati Uniti eleggono il Presidente.”,”EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2009″,”pag XXXI 507 8°”,””,”nota redazionale introduzione cartine tabelle grafici riquadri appendice glossario dati statistici sui 50 Stati degli USA, Tabella dei 44 presidenti americani cartine e voti delle elezioni presidenziali (1932-2008) indice biografico nomi indice cartine grafici e tabelle; appendice e articoli in riquadro di Massimo REPETTO; Collana Analisi”,””,””,”USAS-174″
“HACKER Andrew”,”Due nazioni. Nera e bianca: separate, ostili, ineguali.”,”ANABASI. MILANO. 1993″,”pag 356 8°”,””,”prefazione note tabelle grafici fonti statistiche note alle tabelle statistiche indice nomi argomenti; traduzione dall’inglese di Claudio MUSSONINI; Clianamen Biblioteca di scienze umane”,””,””,”USAS-175″
“SCHLÜTER Hermann”,”Lincoln, labor and slavery. A Chapter from the Social History of America.”,”SOCIALIST LITERATURE CO. NEW YORK. 1913″,”pag 237 8° (F)”,””,”prefazione dell’autore, note”,””,””,”USAS-176″
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“MacARTHUR John R.”,”La casta americana.”,”CASINI EDITORE. ROMA. 2010″,”pag 293 8°”,””,”prefazione dell’autore introduzione note; traduzione di Marella IMPARATO”,””,””,”USAS-180″
“DEBOUZY Marianne”,”La genèse de l’esprit de révolte dans le roman américain, 1875-1915.”,”LETTRES MODERNES MINARD. PARIS. 1968″,”pag 514 8°”,””,”prefazione introduzione: ‘Definition de l’esprit de révolte’, note bibliografia ragionata (pag 467-497) indice nomi; Bibliothèque de littérature et d’histoire”,””,””,”USAS-181″
“LUCONI Stefano PRETELLI Matteo”,”L’immigrazione negli Stati Uniti.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2008″,”pag 214 8°”,””,”premessa introduzione bibliografia indice nomi; Universale Paperbacks Il Mulino”,””,””,”USAS-182″
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“TOCQUEVILLE Alexis de”,”La democracia en America. II.”,”ALIANZA EDITORIAL. MADRID. 1999″,”pag 290 16°”,””,”avvertenza alla dodicesima edizione (1848) introduzione note; traduzione di Dolores SANCHEZ DU ALEU; El Libro de Bolsillo; Prima edizione 1980″,””,””,”USAS-184″
“BELTRAMINI Enrico”,”L’America post-razziale. Razza, politica e religione dalla schiavitù a Obama”,”EINAUDI. TORINO. 2010″,”pag XVI 242 8°”,””,”prefazione e ringraziamenti introduzione note appendici tabelle e bibliografia”,””,””,”USAS-185″
“CALVO-PLATERO Mario CALAMANDREI Mauro”,”Il modello americano. Egemonia e consenso nell’era della globalizzazione.”,”GARZANTI. MILANO. 1996″,”pag 343 8°”,””,”introduzione note; Memorie documenti biografie”,””,””,”USAS-186″
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“NIXON Richard”,”Le memorie di Richard Nixon. Volume 2.”,”EDITORIALE CORNO. MILANO. 1982″,”pag 722 8°”,””,”foto note al testo indice nomi; traduzione di Alda CARRER”,””,””,”USAS-190″
“VIDAL Gore”,”Il candidato.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2008″,”pag 582 8°”,””,”traduzione dall’inglese di Silvia CASTOLDI Collana Le Strade”,””,””,”USAS-191″
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“LITTLE Malcolm (MALCOLM X)”,”Contro il potere bianco.”,”MANIFESTOLIBRI. ROMA. 1995″,”pag 60 16°”,””,”introduzione di Ferruccio GAMBINO nota biografica ‘Malcolm X’, note”,””,””,”USAS-200″
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“VIDAL Gore”,”L’età dell’oro. Romanzo.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2001″,”pag 534 8°”,””,”note, Albero genealogico postfazione, traduzione di Luca SCARLINI, Collana Le strade n. 43,”,””,””,”USAS-206″
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“DAVIS Kenneth S.”,”FDR. The New York Years, 1928-1933.”,”RANDOM HOUSE. NEW YORK. 1985″,”pag 512 8°”,””,”prologo ringraziamenti note indice nomi argomenti e località, notizie sull’autore”,””,””,”USAS-225″
“DAVIS Kenneth S.”,”FDR. The New Deal Years, 1933-1937.”,”RANDOM HOUSE. NEW YORK. 1986″,”pag 756 8°”,””,”prologo note indice nomi argomenti e località, notizie sull’autore”,””,””,”USAS-226″
“KOBLER John”,”Al Capone.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1972″,”pag 524 8°”,””,”note bibliografia foto illustrazioni appendice: ‘Il retaggio’, ringraziamenti e fonti indice nomi, traduzione di Lia VOLPATTI; Collana Le Scie”,””,””,”USAS-227″
“DALLEK Robert”,”JFK. John Fitzgerald Kennedy, una vita incompiuta.”,”GRUPPO EDITORIALE ESPRESSO. ROMA. 2005″,”pag 796 8°”,””,”prefazione note fonti abbreviazioni bibliografia ringraziamenti; traduzione di Nicoletta LAMBERTI; Collana La Biblioteca di Repubblica”,””,””,”USAS-228″
“DE VRIES LANCE TARRANCE Walter Jr.”,”The Ticket-Splitter. A New Force in American Politics.”,”WILLIAM B. EERDMANS PUBLISHING. MICHIGAN. 1972″,”pag 149 8° (F)”,””,”ringraziamenti prefazione di David BRODER, note tabelle grafici appendici”,””,””,”USAS-229″
“DOUGLAS William O.”,”Points of Rebellion.”,”VINTAGE BOOKS – RANDOM HOUSE. NEW YORK.1970″,”pag 97 16°”,””,”profilo biografico dell’autore”,””,””,”USAS-230″
“CAMPBELL Angus GURIN Gerald MILLER Warren E., con l’assistenza di Sylvia EBERHART e Robert O. McWILLIAMS”,”The voter decides.”,”ROW, PETERSON AND COMPANY. NEW YORK. 1957″,”pag XIII 241 8°”,””,”cartine prefazione (1954), premessa di V.O. KEY jr, introduzione tabelle note”,””,””,”USAS-231″
“DAVID Paul T. MOOS Malcolm GOLDMAN Ralph M.”,”Presidential Nominating Politics in 1952. The National Story. Vol. I”,”THE JOHNS HOPKINS PRESS. BALTIMORE. 1954″,”pag XIV 256 8°”,””,”prefazione di Ralph BUNCHE, ringraziamenti di Paul T. DAVID, introduzione tabelle indice nomi argomenti località”,””,””,”USAS-232″
“GIAMMANCO Roberto”,”Dialogo sulla società americana.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag 286 8°”,””,”introduzione note; Collana Saggi”,””,””,”USAS-233″
“RICCHEZZA Giulio”,”Il problema negro in America.”,”EDIZIONI DI CREMILLE. GINEVRA. 1971″,”pag 247 16°”,””,”prefazione foto illustrazioni appendice bibliografia; Collana I problemi che scottano”,””,””,”USAS-234″
“HART John Fraser a cura; saggi di Donald W. MEINIG James E. VANCE jr Robert DURRENBERGER E. Cotton MATHER John Fraser MATHER Merle C. PRUNTY e Charles S. AIKEN George K. LEWIS Peirce F. LEWIS John R. BORCHERT”,”Geografia degli Stati Uniti.”,”FRANCO ANGELI EDITORE. MILANO. 1978″,”pag 377 8°”,””,”prefazione di Giuseppe DEMATTEIS, introduzione di John Fraser HART, note cartine tabelle; Geografia umana, Collana diretta da Lucio GAMBI”,””,””,”USAS-235″
“BORCH Herbert von”,”La società incompiuta. L’America: realtà e utopia.”,”VALENTINO BOMPIANI. MILANO. 1965″,”pag 295 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana e note a cura di Laura LILLI, prefazione, traduzione dal tedesco di Emilio PICCO e Carlo MAINOLDI; Collana Cose d’oggi”,””,””,”USAS-236″
“REEVES Richard V.”,”Dream Hoarders. How the American Upper Middle Class Is Leaving Everyone Else in the Dust, Why That Is a Problem, and What to Do About It.”,”BROOKINGS INSTITUTION PRESS. WASHINGTON. 2017″,”pag 196 8°”,””,”note grafici ringraziamenti indice nomi argomenti”,””,””,”USAS-237″
“BISIACH Gianni”,”Il Presidente. La lunga storia di una breve vita.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1991″,”pag 448 8°”,””,”introduzione, nota alle poesie pubblicate in questo volume, foto illustrazioni appendici: 1. Schede relative agli attentati contro Trujillo; 2. Schede richieste da Edgar Hoover, direttore dell’FBI, per controllare i Kennedy; 3. Schede relative al delitto di Dallas; bibliografia indice nomi; Collana I volti della storia”,””,””,”USAS-238″
“VISCA Alessandro”,”Martin Luther King. Il sogno spezzato.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020″,”pag 158 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi delitti nella storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 4″,””,””,”USAS-239″
“ZACCHE Francesco”,”JFK. Frammenti di un moderno regicidio.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020″,”pag 157 16°”,””,”introduzione di Barbara BISCOTTI ‘Morte di un eroe americano’; Eventi (cronologia), bibliografia, foto illustrazioni; Collana ‘Grandi delitti nella storia’, a cura di Barbara BISCOTTI, 12″,””,””,”USAS-240″
“RAMPINI Federico”,”Le paure dell’America.”,”LATERZA. BARI. 2003″,”pag XVI 195 8°”,””,”introduzione, note, epilogo, Collana I Robinson / Letture”,””,””,”USAS-241″
“VALTZ-MANNUCCI Loretta”,”I negri americani dalla depressione al dopoguerra. Esperienze sociali e documenti letterari.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1974″,”pag 176 16°”,””,”note, postilla sulle scienze sociali; Collana I nuovi testi”,””,””,”USAS-242″
“DEL-BUONO Oreste; scritti di D.J. COOK Giuseppe PREZZOLINI W.R. BURNETT Kenneth ALLSOP Giancarlo FUSCO Damon RUNYON Cesare MORI Donald E. WESTLAKE Giancarlo FUSCO Art BUCHWALD Michele PANTALEONE e ANONIMO”,”I figli di mammasantissima.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1971″,”pag V 566 8°”,””,”appendice: ‘La cucina di Cosa Nostra’di Joe CIPOLLA; traduzioni di Andriana DELL’ORTO, M. RODOCANACHI, Gianna TORNABUONI, Marcella HANNAU, Luciana AGNOLI ZUCCHINI, Cesare VIVANTE, Eugenia DALLAITI”,””,””,”USAS-243″
“COLOMBO Furio”,”La città profonda. Saggi immaginari su New York.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1992″,”pag 117 8°”,””,”illustrazioni di Tullio PERICOLI; Collana Anni Novanta”,””,””,”USAS-244″
“MALCOLM X [LITTLE Malcolm Stuart]”,”Ultimi discorsi.”,”EINAUDI. TORINO. 1968″,”pag 371 16°”,””,”introduzione di Roberto GIAMMANCO, discorsi, note, appendice, allegato A e B; Collana Serie Politica”,””,””,”USAS-245″
“BUONGIORNO Massimo”,”La democrazia americana. Il sistema politico ed elettorale.”,”MONDADORI. MILANO. 2024″,”pag 157 16°”,””,”percorsi di approfondimento (bibliografia), lessico; Serie Usa: Storia, società e personaggi d’America”,””,””,”USAS-246″
“GADICI Sofia”,”Trump vs Biden. Populismo e moderazione allo scontro.”,”MONDADORI. MILANO. 2024″,”pag 158 16°”,””,”percorsi di approfondimento (bibliografia), lessico; Serie Usa: Storia, società e personaggi d’America”,””,””,”USAS-247″
“CARTOSIO Bruno”,”Gli Stati Uniti oggi. Democrazia fragile, lavoro instabile.”,”FUTURA EDITRICE. ROMA. 2024″,”pag 193 8°”,””,”nota dell’autore, premessa: ‘Guerre, nuovo ordine mondiale, democrazia’, note, indice nomi; Collana Saggi”,””,””,”USAS-248″
“PACKER George”,”L’ultima speranza. Ascesa e declino dell’America.”,”EDIZIONI CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2024″,”pag 201 8°”,””,”prefazione di Federico RAMPINI, note, traduzione di Silvia ROTA-SPERTI, bibliografia ragionata (Per approfondire), ringraziamenti; Collana ‘America Oggi’ a cura di Federico RAMPINI”,””,””,”USAS-249″
“NERUDA Pablo, a cura di Giuseppe BELLINI”,”Poesie d’amore. Testo spagnolo a fronte.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1975″,”pag 208 8°”,””,”introduzione e nota bibliografica; testo a fronte spagnolo italiano; Paperbacks poeti”,””,””,”VAR-008-FAP”
“CHOMSKY Noam”,”Regole e rappresentazioni.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1981″,”pag 248 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana, prefazione, proscritto di Julius MORAVCSIK a cura di Giorgio GRAFFI, indice nomi argomenti”,””,””,”VAR-015-FRR”
“DU-BOURGUET Pierre”,”I Copti.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 1969″,”pag 281 8°”,””,”foto illustrazioni iconografia note appendici cronologia comparata bibliografia indice delle tavole e dei disegni, indice dei nomi e delle cose notevoli; traduzione di Quirino e Enrichetta MAFFI; Collana Il Marcopolo”,””,””,”VAR-023-FF”
“CECOV Anton”,”Teatro maggiore. Commedia senza titolo (Platonov) – Il gabbiano – Le zio Vania – Le tre sorelle – Il giordino dei ciliegi.”,”ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI. NOVARA. 1962″,”pag 538 8°”,””,”‘La vita e l’opera di Anton Pavlovich Cècov’ di Gian Lorenzo PACINI, note introduttive note illustrazioni”,””,””,”VAR-110-FV”
“SINGLETON Charles S.”,”La poesia della Divina Commedia.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2004″,”pag 567 8°”,””,”Presentazione, introduzione, avvertenza, nota bibliografica degli scritti teologici citati, note, appendice, Biblioteca”,””,””,”VAR-260-FL”
“MOUNIN Georges”,”Teoria e storia della traduzione.”,”EINAUDI. TORINO. 1965″,”pag 227 16°”,””,”appendice bibliografia”,””,””,”VARx-001″
“GRIMM Jacob e Wilhelm”,”Fiabe per i fanciulli e la famiglia. Libro primo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1980″,”pag XXII 256 16°”,””,”introduzione e appendice di Giorgio DOLFINI, traduzione di Clara BOVERO; Collana Oscar Narrativa”,””,””,”VARx-001-FAP”
“GRILLO Giuseppe (Beppe)”,”Tutto il Grillo che conta. Dodici anni di monologhi, polemiche, censure.”,”FELTRINELLI. MILANO. 2006″,”pag 280 8°”,””,”Varia – Feltrinelli”,””,””,”VARx-001-FB”
“BUFALINO Gesualdo”,”Dizionario dei personaggi di romanzo. Da Don Chisciotte all’Innominabile.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1989″,”pag 494 16°”,””,”introduzione: ‘Passione del personaggio’, Libri utili, avvertenza Registro delle nascite, Inventario dei tipi romanzeschi, elenco dei personaggi,”,””,””,”VARx-001-FC”
“SOLDATI Mario”,”Le lettere da Capri.”,”MONDADORI. MILANO. 1976″,”pag 242 16°”,””,”introduzione di Alcide PAOLINI, Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-001-FER”
“GROSSMAN Leonid P.”,”Dostoevskij. (Dostoievskij)”,”GARZANTI. MILANO. 1977″,”pag 647 16°”,””,”nota introduttiva di Antonella D’AMELIA, note bibliografia indice nomi; traduzione a cura di Antonella D’AMELIA”,””,””,”VARx-001-FF”
“LAWRENCE David Herbert”,”Libri di viaggio e pagine di paese. Crepuscolo Italia – Mare e Sardegna – “”Introduzione”” alle “”Memorie della Legione Straniera”” di Maurizio Magnus – Mattinate al Messico – Luoghi etruschi – Genti, paesi, razze.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1961″,”pag XL 829 16°”,””,”introduzione di Pietro NARDI, note, traduzioni di Aldo CAMERINO Giuliana DE-CARLO Lorenzo GIGLI Maria MASSA Elio VITTORINI; ‘Tutte le opere di David Herbert Lawrence’ a cura di Piero NARDI, I classici contemporanei stranieri”,””,””,”VARx-001-FFS”
“DEFOE Daniel”,”La peste di Londra. (A Journal of the Plague Year).”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1973″,”pag XVII 142 8°”,””,”prefazione di Emilio RADIUS, introduzione e traduzione di Elio VITTORINI”,””,””,”VARx-001-FGB”
“FAST Howard”,”Sciopero a Clarkton.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1950″,”pag 356 16°”,””,”introduzione; Piccola Biblioteca Scientifico-letteraria; traduzione di Franco FERRAROTTI”,””,””,”VARx-001-FL”
“MORE Thomas (Tommaso MORO)”,”Tutti gli epigrammi.”,”EDIZIONI SAN PAOLO. CINISELLO BALSAMO. 1994″,”pag 450 8°”,””,”presentazione di Cesare GRAMPA, prefazione di Germain MARC’HADOUR, introduzione di Leicester BRADNER, Charles A. LYNCH, Revilo P. OLIVER e Clarence H. MILLER; commento di Clarence H. MILLER, note, nota bibliografica, Epigrammi, appendici a cura di Paolo FOCARDI, tavola di comparazione, indice dei versi iniziali, indice nomi; testo latino a fronte; Classici del pensiero cristiano”,””,””,”VARx-001-FMB”
“PAVESE Cesare”,”Poesie. Lavorare stanca – Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.”,”MONDADORI. MILANO. 1987″,”pag 213 16°”,””,”introduzione di Roberto CANTINI, bibliografia, appendice, collana Oscar Poesia”,””,””,”VARx-001-FMDP”
“PASOLINI Pier Paolo, a cura di Gian Carlo FERRETTI”,”Il caos. L’«orrendo universo» del consumo e del potere.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1995″,”pag 223 16°”,””,”introduzione nota del curatore, L’autore e la critica, note indice completo della rubrica, indice nomi; Collana Politica e società”,””,””,”VARx-001-FMP”
“HUXLEY Aldous”,”Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1991″,”pag 340 8°”,””,”introduzione: ‘Aldous Huxley, la vita, le opere, la fortuna’, bibliografia traduzione di Lorenzo GIGLI e Luciano BIANCIARDI, Oscar classici moderni”,””,””,”VARx-001-FPA”
“DEL-PIZZO Alberto”,”Il monumento.”,”TODARIANA EDITRICE. MILANO. 1969″,”pag 242 8°”,””,”prefazione di Teodoro GIUTTARI Collana ‘Le scelte’ diretta da Teodoro GIUTTARI”,””,””,”VARx-001-FR”
“CHOMSKY Noam”,”Saggi liguistici. Volume I. L’analisi formale del linguaggio.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1969″,”pag 420 8°”,””,”prefazione alla prima edizione di Giulio LEPSCHY, avvertenza editoriale, prefazione dell’autore all’edizione italiana, note, grafici, bibliografia delle opere citate nel testo, elenco alfabetico degli esempi in inglese tradotti in italiano, indice autori, indice argomenti; Biblioteca di cultura scientifica”,””,””,”VARx-001-FRR”
“ZANICHELLI Giuseppa Z.”,”Iconologia della camera di Alessandro Araldi nel Monastero di San Paolo in Parma.”,”UNIVERSITA’ DI PARMA – CENTRO STUDI E ARCHIVIO DELLA COMUNICAZIONE. PARMA. 1979″,”pag 179 8°”,””,”introduzione di Arturo Carlo QUINTAVALLE: ‘Le stanze della Badessa’, note, indice illustrazioni, fonti manoscritte, fonti edite, bibliografia, indice nomi argomenti; Quaderni di storia dell’arte, diretti da Arturo Carlo QUINTAVALLE”,””,””,”VARx-001-FSD”
“KOESTLER Arthur”,”Ladri nella notte.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1947″,”pag 37816°”,””,”introduzione di Arrigo BONGIORNO traduzione di Giorgio MONICELLI; Collana Gli Oscar”,””,””,”VARx-001-FV”
“AAVV”,”Dizionario bompiani degli autori di tutti i tempi e di tutte le letterature. Vol 1-4, A-C D-K L-P Q-Z”,”BOMPIANI. MILANO. 1987″,”pag 2548 8°”,””,””,””,””,”VARx-002″
“BOJER Johan”,”Il prigioniero che canta.”,”ELI – EDIZIONI LIBRARIE ITALIANE. CREMONA. 1945″,”pag 295 8°”,””,”traduzione di Gian DAULI; Collezione Oceano”,””,””,”VARx-002-FAP”
“LONDON Jack”,”El llamado de la selva. (Il richiamo della giungla)”,”EDITORIAL ATLANTIDA. BUENOS AIRES. 1958″,”pag 122 16°”,””,”illustrazioni”,””,””,”VARx-002-FB”
“FERRANTE Elena”,”L’amica geniale. Volume primo.”,”EDIZIONI E/O. ROMA. 2016″,”pag 327 8°”,””,”prologo, notizie sull’autrice”,””,””,”VARx-002-FC”
“FENOGLIO Beppe”,”I ventitre giorni della città di Alba – La Malora.”,”MONDADORI. MILANO. 1978″,”pag 221 16°”,””,”introduzione ‘Nota biografica’ e bibliografia di Maria Antonietta GRIGNANI; collana ‘Oscar Mondadori'”,””,””,”VARx-002-FER”
“TOLSTOJ Lev (TOLSTOI), a cura di Michele GULINUCCI”,”La vita buona.”,”ATLANTIDE EDITORIALE. ROMA. 1996″,”pag 102 16°”,””,”nota introduttiva note; Liberal, il pensiero civile degli scrittori”,””,””,”VARx-002-FF”
“CHATEAUBRIAND Francois-René de, a cura di Alberto CAPATTI”,”Atala. René. Le avventure dell’ultimo Abenceragi.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1982″,”pag XLVII 318 16°”,””,”introduzione, cronologia, bibliografia; prefazione, prologo, Il racconto, epilogo, prefazione di ‘René’ (1805), frammenti, note, ‘Piccolo lessico botanico’; traduzione di Massimo BONTEMPELLI Collana Biblioteca, Collana economica di classici”,””,””,”VARx-002-FFS”
“GRIMM Jacob GRIMM Wilhelm”,”Le fiabe del focolare.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1996″,”pag XVII 650 8°”,””,”prefazione di Giuseppe COCCHIARA, illustrazioni traduzione di Clara BOVERO”,””,””,”VARx-002-FGB”
“MAUPASSANT Guy de”,”Tutti i romanzi. Una vita, Bel-Ami, Mont-Oriol, Pierre e Jean, Forte come le morte, Il nostro cuore, L’anima estranea, L’ Angelus.”,”GTE – GRANDI TASCABILI ECONOMICI – NEWTON & COMPTON. ROMA. 1996″,”pag 949 8°”,””,”introduzione di Carlo BO, nota biobibliografica (la vita, le opere, le traduzioni, gli studi sull’ autore) di Lucio CHIAVARELLI, note traduzione di Catherine McGILVRAY Maria Pia TOSTI CROCE, Luca PREMI, Pietro Paolo TROMPEO Attilio SCARPELLINI Lucio CHIAVARELLI Maurizio GRASSO”,””,””,”VARx-002-FL”
“GRECO Lorenzo”,”Dubbiosi disiri. Famiglia ed amori proibiti nella narrativa italiana fra ‘800 e ‘900.”,”GIARDINI EDITORI E STAMPATORI. PISA. 1984″,”pag 221 8°”,””,”avvertenza, introduzione, note, appendice: ‘Le funzioni del “”come”” nella determinazione culturale””, indice nomi; Bibliotechina di studi, ricerche e testi, collezione diretta da Giorgio VARANINI”,””,””,”VARx-002-FMB”
“AGUIRRE-D’AMICO Maria Luisa”,”Come si può.”,”SELLERIO EDITORE. PALERMO. 1986″,”pag 100 16°”,””,”Collana La Memoria”,””,””,”VARx-002-FMDP”
“CALVINO Italo”,”Le città invisibili.”,”EINAUDI. TORINO. 1972″,”pag 170 16°”,””,”Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-002-FMP”
“GUERRAZZI Vincenzo”,”Nord e Sud uniti nella lotta. Romanzo. Ottobre 1972, Genova-Reggio Calabria: il viaggio per mare di mille metalmeccanici genovesi.”,”MARSILIO. VENEZIA. 1974″,”pag 126 8°”,””,”Collana Collettivo a cura di Nanni BALESTRINI e Pietro A. BUTTITTA”,””,””,”VARx-002-FPA”
“TROYAT Henri”,”Les compagnons du coquelicot. Roman.”,”FLAMMARION. PARIS. 1959″,”pag 314 8°”,””,””,””,””,”VARx-002-FR”
“CHOMSKY Noam”,”Saggi liguistici. Volume II. La grammatica generativa trasformazionale.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1970″,”pag 350 8°”,””,” avvertenza editoriale, note, grafici, bibliografia delle opere citate nel testo, elenco alfabetico degli esempi in inglese tradotti in italiano, indice autori, indice argomenti; Biblioteca di cultura scientifica”,””,””,”VARx-002-FRR”
“BONNEFOY Yves MOATTI Claudia BORER Alain VITRANI François AGOSTI Stefano ALBANO Lucilla ANACLERIO Gabriele ARGENTIERI Simona AUGIAS Corrado BERTOZZI Marco BECK Philippe BOITANI Piero BOLOGNA Piero BOLOGNA Corrado BOMPIANI Ginevra BORSELLINO Nino CALLE-GRUBER Mireille CANDINAS Pia CANTU’ Francesca CASTOLDI Alberto CITATI Pietro CORTIANA Rino D’ANGELO Paolo DE-CECCATTY René CAVALLI Patrizia e altri”,”I pensieri dell’istante. Scritti per Jacqueline Risset.”,”EDITORI INTERNAZIONALI RIUNITI. ROMA. 2012″,”pag 605 8°”,””,”premessa, introduzione: ‘Bibliothèque Savantes’ di Yves BONNEFOY, ‘La huitième colline de Rome’ di Claudia MOATTI e Alain BORER, note, immagini, illustrazioni dei testi (Bologna, Giustino, Toscano), ‘Bibliografia di Jacqueline Risset’ di Francesco LAURENTI, ‘Ai miei amici’ di Jacqueline RISSET, Tabula gratulatoria”,””,””,”VARx-002-FSD”
“BIANCIARDI Luciano”,”La battaglia soda.”,”RIZZOLI. MILANO. 1964″,”pag 193 8°”,””,””,””,””,”VARx-002-FV”
“AAVV”,”Dizionario bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature.”,”BOMPIANI. MILANO. 1983″,”Vol 1-10 pag 500-600 8°”,””,””,””,””,”VARx-003″
“MANN Thomas”,”Tonio Kröger.”,”EINAUDI. TORINO. 1972″,”pag 89 8°”,””,”traduzione di Anita RHO; Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-003-FAP”
“MUNGO Salvatore”,”Prima Lux. Liriche.”,”ED. GIOVANNI LICARI. PALERMO. 1937″,”pag 61 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-003-FB”
“ORWELL George”,”Giorni in Birmania.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag 332 16°”,””,”introduzione di Mario MAFFI: ‘Ai margini dell’impero’, note traduzione di Giovanna CARACCIOLO”,””,””,”VARx-003-FC”
“MORAVIA Alberto”,”Il disprezzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1974″,”pag XVII 244 16°”,””,”introduzione di Geno PAMPALONI, cenni biografici, l’opera letteraria, Il disprezzo, bibliografia essenziale, Alcuni giudizi; Collana Oscar”,””,””,”VARx-003-FER”
“MARINO Giovanbattista, a cura di Giovanni POZZI”,”Dicerie sacre e la strage de gl’innocenti.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1960″,”pag 628 8°”,””,”nota al testo della ‘Strage de gl’Innocenti’ note bibliografia indice nomi località persona argomenti; Nuova raccolta di classici italiani annotati; diretta da Gianfranco CONTINI”,””,””,”VARx-003-FF”
“AUGÉ Marc”,”Disneyland e altri nonluoghi.”,”BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 1999″,”pag 122 16°”,””,”introduzione, note, traduzione di Alfredo SALSANO; Collana Variantine; ristampa 2000″,””,””,”VARx-003-FFS”
“TOLSTOI Leone, a cura di Clara TERZI PIZZORNO”,”Resurrezione.”,”RIZZOLI. MILANO. 1958″,”pag 339 8°”,””,”foto illustrazioni, traduzione di Clara TERZI PIZZORNO”,””,””,”VARx-003-FGB”
“GILAS Milovan (DIJLAS)”,”L’ esecuzione. E altri racconti.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1969″,”pag 255 8°”,””,”Collana I libri del dissenso, diretta da Ignazio SILONE con la collaborazione di Giovanni RUGGERI e Dario STAFFA”,””,””,”VARx-003-FL”
“CREMASCOLI Bruno”,”Per non stare al gioco.”,”EDIZIONI LA PIETRA. MILANO. 1982″,”pag 233 8°”,””,”prefazione di Davide LAJOLO, premessa, racconti; Collana Narrativa”,””,””,”VARx-003-FMB”
“ANDRIC’ Ivo”,”Il ponte sulla Drina. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1962″,”pag 485 16°”,””,”traduzione di Bruno MERIGGI, Collezione ‘Medusa’, diretta da Elio VITTORINI”,””,””,”VARx-003-FMDP”
“PUCCINI Giacomo”,”La Fanciulla del West. Opera in 3 atti (dal dramma di David Belasco).”,”G. RICORDI & C. EDITORI. MILANO. 1910″,”pag 333 8°”,””,”foto, personaggi, nota preliminare; Opera curata da Guelfo CIVININI e Carlo ZANGARINI, spartito”,””,””,”VARx-003-FMP”
“LAPIERRE Dominique COLLINS Larry”,”Stanotte la libertà.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1989″,”pag 525 16°”,””,”nota introduttiva cartine prologo tavola cronologica (cronologia) lessico ringraziamenti documenti; traduzione di Francesco SABA SARDI; Collana Bestsellers”,””,””,”VARx-003-FR”
“CHOMSKY Noam”,”Saggi liguistici. Volume III. Filosofia del linguaggio.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1969″,”pag 305 8°”,””,” avvertenza editoriale, note, grafici, bibliografia delle opere citate nel testo, elenco alfabetico degli esempi in inglese tradotti in italiano, indice autori, indice argomenti; Biblioteca di cultura scientifica”,””,””,”VARx-003-FRR”
“PORTA Carlo, a cura di Carla GUARISCO”,”Le poesie. Volume primo.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1976″,”pag 459 16°”,””,”introduzione di Gennaro BARBARISI, nota bibliografica, nota al testo, criteri della presente edizione, Breve prontuario di pronuncia, note e traduzione di Carla GUARISCO, testo critico stabilito da Dante ISELLA, traduzione letterale a fronte; Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-003-FSD”
“DÖBLIN Alfred”,”Borghesi e soldati. Novembre 1918. Una rivoluzione tedesca.”,”EINAUDI. TORINO. 1982″,”pag 365 16°”,””,”traduzione di Ruth LEISER e Franco FORTINI, collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-003-FV”
“MEREGHETTI Paolo a cura collaborazione di Alberto PEZZOTTA e Paola MALANGA”,”Dizionario dei film 1998.”,”BALDINI & CASTOLDI. MILANO. 1997″,”pag 2408 16°”,””,”indice voci tematiche titoli originali registi”,””,””,”VARx-004″
“MANN Thomas”,”La morte a Venezia.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag 104 8°”,””,”traduzione di Anita RHO; Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-004-FAP”
“HOEVELS Fritz Erik”,”Il complesso di Edipo e le sue conseguenze politiche. Domande fondamentali della Psicoanalisi.”,”CASA EDITRICE AHRIMAN. FREIBURG. 1980 ca.”,”pag 62 8°”,””,”prefazione note”,””,””,”VARx-004-FB”
“MAHFUZ Nagib”,”Il rione dei ragazzi.”,”MARIETTI. GENOVA. 1991″,”pag 420 8°”,””,”note; Collana di Narrativa”,””,””,”VARx-004-FC”
“FRANCE Anatole”,”Taide – La rivolta degli angeli.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1973″,”pag XII 393 8°”,””,”introduzione di Sergio ZOPPI, traduzioni di Francesco CHIESA e Alessandra BALDASSERONI; Collana ‘900 Narrativa”,””,””,”VARx-004-FER”
“AUERBACH Erich”,”Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale. Volume primo.”,”EINAUDI. TORINO. 1975″,”pag XXXIX 284 16°”,””,”saggio introduttivo di Aurelio RONCAGLIA note; traduzione di Alberto ROMAGNOLI e Hans HINTERHÄUSER, Collana PBE”,””,””,”VARx-004-FF”
“BALZAC Honoré de, a cura di Graziella MARTINA”,”Viaggio da Parigi a Giava. Trattato degli eccitanti moderni.”,”IBIS. COMO. 2002″,”pag 120 16°”,””,”presentazione e traduzione di Graziella MARTINA, note, illustrazioni; Collana Minimalia”,””,””,”VARx-004-FFS”
“SAVIANE Giorgio”,”Il papa. (1963)”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1995″,”pag 158 8°”,””,”edizione integrale, introduzione di Mario POMILIO; Collana Biblioteca economica Newton”,””,””,”VARx-004-FGB”
“ESCARPIT Robert, edizione italiana a cura di Riccardo D’ANNA”,”Sociologia della letteratura.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1994″,”pag 96 16°”,””,”note grafici cartine nota del curatore dell’ edizione italiana bibliografia; Il sapere, Enciclopedia tascabile, diretta da Roberto BONCHIO, ETN Tascabili Economici Newton”,””,””,”VARx-004-FL”
“TORDELLA Piera Giovanna”,”Hugo von Hofmannsthal e la poetica del disegno tra Otto e Novecento.”,”LEO S. OLSCHKI EDITORE. FIRENZE. 2016″,”pag 254 8°”,””,”premessa: ‘La forma abbreviata’, note, testi in silloge, bibliografia, illustrazioni, indice nomi; ‘Biblioteca dell'””Archivum Romanicum””, Serie I, Storia, Letteratura, Paleografia”,””,””,”VARx-004-FMB”
“MONTALE Eugenio”,”Poesie scelte.”,”MONDADORI EDITORE. MILANO. 1987″,”pag XC 193 16°”,””,”introduzione di Marco FORTI, note, cronologia, bibliografia, poesie scelte; Collana Oscar Poesia”,””,””,”VARx-004-FMDP”
“FENOGLIO Beppe”,”Una questione privata. I ventitre giorni della città di Alba.”,”EINAUDI. TORINO. 1990″,”pag 335 8°”,””,”prefazione; Assonanze; Collana Tascabili Einaudi”,””,””,”VARx-004-FMP”
“SINGER Isaac Bashevis”,”La famiglia Moskat.”,”LONGANESI. MILANO. 1967″,”pag 865 16°”,””,”ringraziamenti albero genealogico famiglie Moskat, Bannet, Katzenellendbogen, Koppel Berman; traduzione di Bruno FONZI; Collana La Gaja Scienza”,””,””,”VARx-004-FR”
“FERLINGHETTI Lawrence”,”Scoppi urla risate.”,”EDIZIONI SUR. ROMA. 2019″,”pag 91 8°”,””,”traduzione di Damiano ABENI con una nota dell’editore”,””,””,”VARx-004-FRR”
“PORTA Carlo, a cura di Carla GUARISCO”,”Le poesie. Volume secondo.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1976″,”pag 461-1019 16°”,””,”introduzione di Gennaro BARBARISI, nota bibliografica, nota al testo, criteri della presente edizione, Breve prontuario di pronuncia, note e traduzione di Carla GUARISCO, testo critico stabilito da Dante ISELLA, glossario, tavole cronologiche, indice nomi, indice capoversi; traduzione letterale a fronte; Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-004-FSD”
“BALZAC Onorato, a cura di Alessandro PRAMPOLINI”,”Storia dei tredici. Scene della vita parigina. Ferragus capo dei divoranti – La duchessa di Langeais – La fanciulla dagli occhi d’oro.”,”SANSONI. FIRENZE. 1965″,”pag 314 16°”,””,”prefazione e traduzione a cura di Alessandro PRAMPOLINI introduzione dell’autore (1851)”,””,””,”VARx-004-FV”
“FLAUBERT Gustave”,”Dizionario dei luoghi comuni. Album della Marchesa. Catalogo delle idee chic.”,”PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI. MILANO. 1990″,”pag 130 16°”,””,”prefazione di WILCOCK J. Rodolfo”,””,””,”VARx-005″
“RADIGUET Raymond”,”Il diavolo in corpo. Romanzo.”,”GARZANTI. MILANO. 1966″,”pag 163 16°”,””,”traduzione dal francese di Maria ORTIZ”,””,””,”VARx-005-FAP”
“FINZI Sergio”,”La scienza dei vincoli. Opus reticulatum: reti e vincoli in psicoanalisi.”,”MORETTI E VITALI EDITORI. BERGAMO. 2000″,”pag 382 8°”,””,”introduzione; Biblioteca del Cefalopodo”,””,””,”VARx-005-FB”
“GRAVES Robert”,”Belisario. Romanzo.”,”CASA EDITRICE CORBACCIO. MILANO. 1995″,”pag 481 8°”,””,”prefazione cartine; traduzione di Luisa NERA; collana Scrittori di tutto il mondo”,””,””,”VARx-005-FC”
“FREUD Sigmund”,”Tre saggi sulla sessualità – Il sogno e la sua interpretazione.”,”DALL’OGLIO EDITORE. VARESE. 1966″,”pag 267 16°”,””,”note al primo e al secondo saggio; traduzione di G.L. DOUGLAS SCOTTI; I David dall’Oglio”,””,””,”VARx-005-FER”
“AUERBACH Erich”,”Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale. Volume secondo.”,”EINAUDI. TORINO. 1975″,”pag 349 16°”,””,”saggio introduttivo di Aurelio RONCAGLIA note indice nomi argomenti; traduzione di Alberto ROMAGNOLI e Hans HINTERHÄUSER, Collana PBE”,””,””,”VARx-005-FF”
“MALRAUX André”,”La condizione umana.”,” VALENTINO BOMPIANI. MILANO. 1982″,”pag XXIV 309 16°”,””,”introduzione di Renata PISU; Tascabili Bompiani, Narrativa”,””,””,”VARx-005-FGB”
“CALVINO Italo”,”Gli amori difficili.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1990″,”pag XX 217 8°”,””,”nota introduttiva, Collana I libri di Italo Calvino”,””,””,”VARx-005-FL”
“ANTONICELLI Franco”,”Le letture tendenziose. Parole dette per l’inaugurazione della Biblioteca dei Portuali. (Livorno, 15 ottobre 1967)”,”GIARDINI EDITORIE E STAMPATORI. PISA. 1984″,”pag 31 8°”,””,”nota introduttiva di Franco CONTORBIA; Biblioteca della Fondazione Franco Antonicelli”,””,””,”VARx-005-FMB”
“PALO Gianangelo a cura; interventi di A. BONITO-OLIVA M. Harris WILLIAMS S. LORENZINI M.E. PETRILLI M. ROSSETTI E. SCABBIOLO S. SELLA-MARSONI C. TABBIA R. VOLTOLIN”,”L’arte del pensare. Sensibilità estetica e stato adulto della mente.”,”TIRRENIA STAMPATORI. TORINO. 2007″,”pag 143 8°”,””,”premessa, postfazione, bibliografia”,””,””,”VARx-005-FMDP”
“VASARI Giorgio”,”Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti.”,”NEWTON & COMPTON. ROMA. 1997″,”pag 1403 8°”,””,”introduzione di Maurizio MARINI: ‘Il Vasari tra teoria e filologia delle arti’, prospetto biografico (cronologia della vita di Vasari) consuntivo bibliografico dediche introduzione alle tre arti del disegno note filologiche di Carolina IPPOLITI, illustrazioni”,””,””,”VARx-005-FMP”
“CURVERS Alexis”,”Tempo di Roma. Roman.”,”ROBERT LAFFONT. PARIS. 1957″,”pag 355 8°”,””,”elenco opere autore”,””,””,”VARx-005-FR”
“DUBOIS J. EDELINE F. KLINKEBERG J.M. MINGUET Ph. PIRE F. TRINON H.”,”Retorica generale. Le figure della comunicazione.”,”BOMPIANI. MILANO. 1976″,”pag XXVII 320 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana, note, indice nomi; traduzione di Mauro WOLF; Collana Il campo simbolico, a cura di Umberto ECO; Studi Bompiani”,””,””,”VARx-005-FRR”
“GRIGNANI Maria Antonietta”,”Navigatio Sancti Brendani – La navigazione di San Brendano.”,”BOMPIANI. MILANO. 1975″,”pag 280 8°”,””,”introduzione, trascrizione del testo veneto e note di Maria Antonietta GRIGNANI, trascrizione del testo toscano di Carlo SANFILIPPO, nota ai testi, nota bibliografica”,””,””,”VARx-005-FSD”
“ORTESE Anna Maria”,”Poveri e semplici.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1967″,”pag 163 8°”,””,”Narrativa Vallecchi”,””,””,”VARx-005-FV”
“MILTON Giovanni”,”Il paradiso perduto.”,”SUCCESSORI LE MONNIER. FIRENZE. 1880″,”pag 482 16°”,””,”traduzione di Andrea MAFFEI”,””,””,”VARx-006″
“ROCHEFORT Christiane”,”Il riposo del guerriero. Romanzo.”,”LONGANESI. MILANO. 1965″,”pag 260 16°”,””,”traduzione dal francese di Giuliano LORESI; Collana I libri Pocket”,””,””,”VARx-006-FAP”
“OSORIO Elsa”,”La miliziana. Romanzo.”,”UGO GUANDA EDITORE. PARMA. 2012″,”pag 318 8°”,””,”traduzione di Roberta BOVAIA, Narratori della Fenice”,””,””,”VARx-006-FC”
“MORAVIA Alberto”,”La noia. Romanzo.”,”BOMPIANI. MILANO. 1978″,”pag 347 8°”,””,”prologo”,””,””,”VARx-006-FER”
“LONDON Jack”,”Il popolo dell’abisso.”,”UNIVERSALE ECONOMICA. MILANO. 1953″,”pag 147 16°”,””,”notizie sull’ autore, prefazione di Franco CALAMANDREI, nota dell’editore introduzione dell’ autore note, traduzione dall’ americano di Giovanni MARCELLINI; Serie Letteratura”,””,””,”VARx-006-FF”
“MUNTHE Axel”,”La storia di San Michele.”,”GARZANTI. MILANO. 1999″,”pag 439 16°”,””,”Collana Gli Elefanti”,””,””,”VARx-006-FGB”
“ENZENSBERGER Hans Magnus BERARDINELLI Alfonso”,”Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati.”,”EINAUDI. TORINO. 2006″,”pag 159 8°”,””,”note bibliografiche bibliografia; traduzione di Enrico GANNI”,””,””,”VARx-006-FL”
“CADIOLI Alberto a cura; poesie di ALBERTI ALERAMO ARAGON BARTOLOTTI DAZZI DE-MURTAS ELUARD FAST GATTO GORKI UGILLEN HIKMET LEGER MAJAKOVSKIJ MUCCI NERUDA PASCUTTO PIOVANO QUASIMODO SPAMPINATO SCIUTO SOCRATE SOTGIU TRILUSSA TUWIM VAPZAROV VIGANO’ WHITMAN”,”Dal poeta al suo partito. Antologia di poesia pubblicate su Rinascita.”,”EDITRICE L’UNITA’. ROMA. 1986″,”pag 159 16°”,””,”prefazione di Gian Carlo FERRETTI, nota ai testi, premesse ai testi (1944-1956)”,””,””,”VARx-006-FMB”
“FERRUCCI Franco”,”Ars poetica.”,”IL MELANGOLO. GENOVA. 1994″,”pag 175 16°”,””,”Collana Nugae”,””,””,”VARx-006-FMDP”
“DEL-VECCHIO Gaetano”,”Case di cura private in Italia. Organizzazione, distribuzione territoriale, specializzazione.”,”IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE. ROMA. 1964″,”pag 857 8°”,””,”premessa dell’Editore, avvertenze per la consultazione dell’opera, prefazione dell’autore, tabelle, appendice, indice alfabetico delle Case di cura”,””,””,”VARx-006-FP”
“PEYREFITTE Roger”,”Les fils de la lumière. Roman.”,”FLAMMARION. PARIS. 1961″,”pag 426 8°”,””,””,””,””,”VARx-006-FR”
“ECO Umberto”,”Trattato di semiotica generale.”,”BOMPIANI. MILANO. 1978″,”pag 420 8°”,””,”prefazione, introduzione, nota sui criteri grafici, note, bibliografia, indice auotri citati, Il campo semiotico, a cura di Umberto ECO; Collana Studi Bompiani”,””,””,”VARx-006-FRR”
“BRECHT Bertolt, a cura di Marco FEDERICI SOLARI”,”Il romanzo dei tui.”,”L’ORMA EDITORE. ROMA. 2016″,”pag 247 8°”,””,”‘La Cima ovvero Il cattivo uso dell’intelletto’ di Marco FEDERICI SOLARI, nota al testo, personaggi e luoghi; traduzione di Marco FEDERICI SOLARI; Kreuzville Aleph”,””,””,”VARx-006-FSD”
“MAROTTA Giuseppe”,”A Milano non fa freddo.”,”BOMPIANI. MILANO. 1949″,”pag 203 16°”,””,”prefazione; Collana Pegaso Letterario, Opere brevi di varia letteratura”,””,””,”VARx-006-FV”
“GRASSI Giuseppe”,”Saggio intorno ai sinonimi della lingua italiana. Edizione fatta sull’ultima ripassata e accresciuta dall’autora colla vita di esso scritta da Giuseppe Manno.”,”CASA EDITRICE GUIGONI. MILANO. 1884″,”pag 208 16°”,””,”indice parole note”,””,””,”VARx-007″
“WILDE Oscar, a cura di Ida OMBONI”,”L’importanza di chiamarsi Ernesto. Commedia in tre atti.”,”UNIVERSALE ECONOMICA. MILANO. 1953″,”pag 115 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-007-FAP”
“BHAGAT Chetan”,”Un misero 18.”,”EDIZIONI E/O. ROMA. 2008″,”pag 309 8°”,””,”prologo, avvertenza, traduzione di Irene MONTANELLI e Giovanna SCOCCHERA”,””,””,”VARx-007-FC”
“ORWELL George”,”La fattoria degli animali.”,”MONDADORI. MILANO. 1995″,”pag 115 16°”,””,”nota biografica ‘George Orwell’, bibliografia, traduzione di Bruno TASSO, in appendice: ‘La libertà di stampa’ di George ORWELL traduzione di Elena ALBERTINI; tit.orig.: ‘Animal Farm’; Collana Oscar Mondadori Classici Moderni”,””,””,”VARx-007-FER”
“VITTORINI Elio, a cura di Dante ISELLA”,”Le due tensioni. Appunti per una ideologia della letteratura.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1967″,”pag XVIII 284 8°”,””,”avvertenza nota al testo abbreviazioni bibliografia delle opere e degli scritti citati note appendice; Saggi di arte e di letteratura”,””,””,”VARx-007-FF”
“MARQUEZ Gabriel García”,”Dell’amore e di altri demoni.”,”MONDADORI – DE AGOSTINI. NOVARA. 1998″,”pag 201 16°”,””,”Collection Miti”,””,””,”VARx-007-FGB”
“SILONE Ignazio”,”Uscita di sicurezza.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1965″,”pag 243 8°”,””,”nota introduttiva”,””,””,”VARx-007-FL”
“SVEVO Italo”,”Il buon vecchio e la bella fanciulla.”,”L’UNITA’. ROMA. 1993″,”pag IX 62 16°”,””,”notizie sull’autore, introduzione di Giampiero COMOLLI; Collana Italiana”,””,””,”VARx-007-FMB”
“ZOLA Emile”,”Il ventre di Parigi.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1958″,”pag 285 16°”,””,”traduzione di Aldo D’ALFONSO; Collana I narratori del realismo”,””,””,”VARx-007-FMDP”
“MAC-CORMAC Earl R.”,”A Cognitive Theory of Metaphor.”,”THE MIT PRESS. CAMBRIDGE. 1985″,”pag 254 8°”,””,”prefazione introduzione grafici postfazione note riferimenti indice nomi argomenti; Studi Bompiani, Italianistica a cura di Maria CORTI”,””,””,”VARx-007-FRR”
“FORTINI Franco”,”Dieci inverni, 1947-1957. Contributi ad un discorso socialista.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1957″,”pag 282 8°”,””,”note; Collana I fatti e le idee”,””,””,”VARx-007-FSD”
“TOMASI DI LAMPEDUSA Giuseppe”,”Il Gattopardo. Edizione conforme al manoscritto del 1957.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1989″,”pag 251 8°”,””,”premessa di Gioacchino LANZA TOMMASI”,””,””,”VARx-007-FV”
“BELANGER Jean”,”Technique et pratique de la parole en public.”,”DUNOD. PARIS. 1968″,”pag 132 8°”,””,”prefazione di Maurice PONTE indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-008″
“HIKMET Nazim”,”Poesie.”,”SUPPLEMENTO DI “”DIBATTITI”” – NOTIZIARIO INTERNO DE “”IL PORTICO”””,”pag 22 8°”,””,”dattiloscritto”,””,””,”VARx-008-FAP”
“ALIGHIERI Dante”,”La divina commedia. La vita e le opere di Dante, la cronologia della Divina Commedia, la topografia dell’inferno e del Purgatorio e il sistema celeste coi commenti dei migliori autori.”,”EDITRICE LUCCHI. MILANO. 1966″,”pag 583 16°”,””,”illustrazioni, cronologia, vita e opere di Dante”,””,””,”VARx-008-FER”
“BACHELARD Gaston”,”La fiamma di una candela.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag 67 16°”,””,”cronologia della vita e delle opere, nota al testo, note; Collana Universale Scienze sociali”,””,””,”VARx-008-FF”
“ADAMS Henry”,”Democrazia. Un romanzo americano.”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1984″,”pag 240 8°”,””,”introduzione di Maria Vittoria D’AMICO, note, ‘Cronologia della vita di Henry Adams’, bibliografia scelta; Collana Letteratura americana, fondata da Rolando ANZILOTTI e diretta da Agostino LOMBARDO”,””,””,”VARx-008-FGB”
“BRIOSCHI Franco DI-GIROLAMO Costanzo FUSILLO Massimo”,”Introduzione alla letteratura.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”pag 271 8°”,””,”grafico bibliografia (pag 239-263) indice nomi; Collana Manuali Universitari”,””,””,”VARx-008-FL”
“PAVESE Cesare”,”Pavese giovane.”,”EINAUDI. TORINO. 1990″,”pag 171 16°”,””,”premessa, introduzione: ‘Pavese anni Trenta’ Collana Einaudi Tascabili; Supplemento L’Unità”,””,””,”VARx-008-FMB”
“ZOLA Emile”,”La terra.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1958″,”pag 399 16°”,””,”traduzione di Carlo SAVERI; Collana I narratori del realismo”,””,””,”VARx-008-FMDP”
“LEPSCHY Anna Laura LEPSCHY Giulio”,”La lingua italiana. Storia varietà dell’uso grammatica.”,”BOMPIANI. MILANO. 1981″,”pag 232 8°”,””,”prefazione, prefazione all’edizione italiana, note, bibliografia sommaria, tavola dei principali simboli fonetici usati, segni diacritici, indice analitico”,””,””,”VARx-008-FRR”
“SANDARS N.K. a cura”,”L’epopea di Gilgames.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 1986″,”pag 165 16°”,””,”introduzione di N.K. SANDARS; Collana Piccola Biblioteca”,””,””,”VARx-008-FSD”
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“SWIFT Jonathan”,”L’ arte della menzogna politica.”,”IBIS. COMO-PAVIA. 1995 ediz orig 1710″,”pag 75 16°”,””,”presentazione testo a fronte”,””,””,”VARx-009″
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“CANETTI Elias”,”Potere e sopravvivenza. Saggi.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 1974″,”pag 158 16°”,””,”note; Piccola Biblioteca Adelphi”,””,””,”VARx-009-FF”
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“LURAGHI Silvia”,”Introduzione alla linguistica storica.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2006″,”pag 300 8°”,””,”tabelle grafici bibliografia (pag 295-300); Collana Manuali Universitari”,””,””,”VARx-009-FL”
“ANTONICELLI Franco, a cura di Vanni SCHEIWILLER”,”Improvvisi.”,”ALL’INSEGNA DEL PESCE D’ORO. MILANO. 1967″,”pag 48 16°”,””,”presentazione, indice delle poesie”,””,””,”VARx-009-FMB”
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“PENNAC Daniel”,”Au bonheur des ogres.”,”GALLIMARD. PARIS. 1985″,”pag 286 16°”,””,”Collana Folio”,””,””,”VARx-009-FSD”
“STENDHAL”,”Il rosso e il nero. Cronaca del XIX secolo.”,”GARZANTI. MILANO. 1978″,”pag 511 16°”,””,”cronologia della vita profilo storico critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica, avvertenza traduzione dal francese di Mario LAVAGETTO, nota del traduttore, Collezione I Garzanti, I Grandi Libri”,””,””,”VARx-009-FV”
“BALDWIN James”,”La prossima volta il fuoco. Due lettere.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1995 ediz orig 1963″,”pag 145 16°”,””,””,””,””,”VARx-010″
“DAUDET Alphonse”,”Tartarino di Tarascona. Tartarino sulle Alpi – Porto di Tarascona.”,”ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI. NOVARA. 1984″,”pag 358 8°”,””,”introduzione: ‘Alphonse Daudet’ di Bianca PIZZORNO, interpretazioni critiche, consigli per altre letture, traduzione di Oete BLATTO; Collana Capolavori della letteratura”,””,””,”VARx-010-FAP”
“RIZZONI Gianni e altri a cura; scritti di Charles BAUDELAIRE”,”Charles Baudelaire.”,”MONDADORI. VERONA. 1970″,”pag 135 8°”,””,”illustrazioni, foto, iconografia; I giganti delle letterature straniere, a cura di Enzo ORLANDI, Periodici Mondadori”,””,””,”VARx-010-FER”
“VIRGILIO, a cura di Luigi FIRPO”,”Le georgiche.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORINO. 1969″,”pag 227 8°”,””,”introduzione note illustrazioni, Libro I-IV, Il codice Augusteo, Il codice Vaticano; Strenna Utet 1970″,””,””,”VARx-010-FF”
“MALRAUX André”,”I conquistatori.”,”MONDADORI. MILANO. 1954″,”pag 255 16°”,””,”prefazione di Jacopo DARCA (1946); Collana BCM, Biblioteca Contemporanea Mondadori”,””,””,”VARx-010-FGB”
“SIMONE Raffaele”,”Fondamenti di linguistica.”,”GLF EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 2006″,”pag 581 8°”,””,”premessa prima note bibliografia indice nomi argomenti; Manuali Laterza”,””,””,”VARx-010-FL”
“DICKENS Carlo”,”Le campane. Fantastica storia di campane annuncianti la fine di un anno e il principio dell’altro.”,”RIZZOLI. MILANO. 1952″,”pag 89 16°”,””,”nota, traduzione di Maria Luisa FEHR; Collana BUR”,””,””,”VARx-010-FMB”
“BADARELLO Rodolfo”,”Chinze Haiku e àtri versci.”,”MARCO SABATELLI EDITORE. SAVONA. 1996″,”pag 61 8°”,””,”prefazione di Sergio APROSIO, illustrazioni di Pierluigi BADARELLO, ‘Poesia dialettale ligure'”,””,””,”VARx-010-FMDP”
“FODOR Jerry”,”The Mind doesn’t Work that Way. The Scope and Limits of Computational Psychology.”,”BRADFORD BOOK – MIT PRESS. CAMBRIDGE. 2000″,”pag 126 16°”,””,”ringraziamenti, abbreviazioni, introduzione, note, bibliografia, indice autori; Representation and Mind, a cura di Hilary PUTNAM e Ned BLOCK”,””,””,”VARx-010-FRR”
“WANDRUSZKA Marie Luise”,”La cantante di Hofmannsthal.”,”PRATICHE EDITRICE. PARMA. 1988″,”pag 178 16°”,””,”introduzione, opere di Hugo von Hofmannsthal, sigle, traduzioni italiane, note; Nuovi Saggi, Collana a cura di Susanna BOSCHI”,””,””,”VARx-010-FSD”
“DÜRRENMATT Friedrich”,”Racconti.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1988″,””,””,”presentazione del volume di Roberto FERTONANI, traduzione dal tedesco di Umberto GANDINI”,””,””,”VARx-010-FV”
“FLAIANO Ennio a cura Maria CORTI e Anna LONGONI”,”Opere 1947 – 1972.”,”BOMPIANI. MILANO. 1997 ediz orig 1990″,”pag 1487 16°”,””,”note ai testi fortuna critica”,””,””,”VARx-011″
“TOLSTOJ Lev N.”,”Guerra e pace. III.”,”SANSONI. FIRENZE. 1966″,”pag 1259-1902 16°”,””,”traduzione di Agostino VILLA; Collana I capolavori Sansoni”,””,””,”VARx-011-FAP”
“DE-LEMOS Esther; scritti di Luis DE-CAMOES”,”Luis de Camoes.”,”MONDADORI. VERONA. 1974″,”pag 134 8°”,””,”traduzione e adattamento di Luciano DI PIETRO, illustrazioni, foto, iconografia; I giganti delle letterature straniere a cura di Enzo ORLANDI, Gianni RIZZONI, Periodici Mondadori”,””,””,”VARx-011-FER”
“REBORA Piero”,”Civiltà italiana e civiltà inglese. Studi e ricerche.”,”FELICE LE MONNIER. FIRENZE. 1936″,”pag 273 8°”,””,”prefazione appendice note”,””,””,”VARx-011-FF”
“CECHOV Anton Pavlovic”,”Tutto il teatro. Il gabbiano – Zio Vània – Una domanda di matrimonio – L’orso – Le tre sorelle – L’anniversario – Il fumo fa male – Il canto del cigno – Tragico contro voglia – Platonov – Liescii – Sulla strada maestra – Le nozze – Il giardino dei ciliegi – Ivànov.”,”GHERARDO CASINI EDITORE. ROMA. 1966″,”pag 384 8°”,””,”presentazione di Jean VILAR, ritratto di Anton Cechov di Odoardo CAMPA, notizia bibliografica (opere di e su Cechov), cronologia della vita di Cechov, personaggi, note; Collana ‘I grandi maestri'”,””,””,”VARx-011-FGB”
“MANGUEL Alberto”,”Omero, Iliade e Odissea. Una biografia.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 2007″,”pag 250 8°”,””,”ringraziamenti nota sulle traduzioni e le edizioni introduzione note indice nomi argomenti indice citazioni”,””,””,”VARx-011-FL”
“WILDE Oscar”,”Il fantasma di Canterville e altri racconti.”,”RIZZOLI. MILANO. 1949″,”pag 92 16°”,””,”nota, traduzione di Maria GALLONE; Collana BUR”,””,””,”VARx-011-FMB”
“ZOLA Émile”,”Germinale.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1958″,”pag 503 16°”,””,”traduzione di Emilio SBARBATO; Collezione I narratori del realismo”,””,””,”VARx-011-FMDP”
“TWAIN Mark; FRANKLIN Benjamin”,”1601. Conversatione com’era in uso nell’udienze alla domesticha al tempo dei Tudor. Seguito da ‘Alla reale accademia di Bruxelles’ di Benjamin Franklin.”,”DE-CARLO EDITORE. MILANO. 1977″,”pag 63 + XI 8°”,””,”prefazione, bibliografia, traduzione di Valentino DE-CARLO, testo a fronte; Curiosa, Biblioteca Letteraria Moderna”,””,””,”VARx-011-FRR”
“SERPIERI Alessandro ELAM Keir, a cura; saggi di Giorgio MELCHIORI Jacqueline ROSE Agostino LOMBARDO Barbara Arnett MELCHIORI Giuseppe GALIGANI Terry EAGLETON Silvano SABBADINI Franco MARENCO Fernando FERRARA Sergio BONANZINGA Maurizio GRANDE”,”L’eros in Shakespeare.”,”PRATICHE EDITRICE. PARMA. 1988″,”pag 185 8°”,””,”avvertenza, introduzione dei curatori, note; Collana Sedicesimo, diretta da Susanna BOSCHI”,””,””,”VARx-011-FSD”
“MONTALE Eugenio”,”Ossi di seppia (1920-1927).”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1981″,”pag 145 8°”,””,”nota alla prima edizione Mondadori; Lo specchio, i poeti del nostro tempo, Movimenti”,””,””,”VARx-011-FV”
“SILONE Ignazio”,”Vino e pane.”,”MONDADORI. MILANO. 1999″,”pag XV 292 16°”,”Oscar”,”biografia vita opere fortuna bibliografia Ignazio SILONE nota autore”,””,””,”VARx-012″
“ARISTOFANE, a cura di Raffaele CANTARELLA”,”Lisistrata.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1974″,”pag IX 52 16°”,””,”premessa, note, Collezione di Teatro, diretta da Paolo GRASSI e Gerardo GUERRIERI”,””,””,”VARx-012-FAP”
“MANN Thomas”,”La morte a Venezia – Tristano – Tonio Kröger.”,”MONDADORI. MILANO. 1970″,”pag 285 16°”,””,”cronologia della vita dell’autore e dei suoi tempi, introduzione, antologia critica e bibliografia a cura di Roberto FERTONIANI, Collana Oscar Narrativa”,””,””,”VARx-012-FER”
“HADJINICOLAU Nicos”,”Storia dell’arte e lotta delle classi.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1975″,”pag 218 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana introduzione illustrazioni note indice nomi; traduzione di Gianni POZZI; Collana Nuova biblioteca di cultura, diretta da Ignazio AMBROGIO”,””,””,”VARx-012-FF”
“FITZGERALD F. Scott”,”28 racconti.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1960″,”pag 840 16°”,””,”premessa di Malcolm COWLEY (F. Scott Fitzgerald, vita e opere, ndr); traduzione di Bruon ODDERA; Collezione Medusa”,””,””,”VARx-012-FGB”
“MEILLET A.”,”Introduction à l’étude comparative des langues indo-européenne.”,”UNIVERSITY OF ALABAMA PRESS. ALABAMA. 1964″,”pag XIV 516 8°”,””,”prefazione di George C. BUCK introduzione prefazione alla settima e ottava edizione abbreviazioni appendice indice argomenti”,””,””,”VARx-012-FL”
“DAVIS Norman, a cura”,”Sweets Anglo-Saxon Primer.”,”CLARENDON PRESS. OXFORD. 1953″,”pag 129 16°”,””,”prefazione, note, glossario, edizione riveduta dal Prof. di lingua inglese dell’Università di Glasgow, nona edizione”,””,””,”VARx-012-FMB”
“BARBI Michele”,”La nuova filologia e l’edizione dei nostri scrittori. Da Dante al Manzoni.”,”SANSONI. FIRENZE. 1973″,”pag XXXIX 259 8°”,””,”introduzioen, note, appendici I, II prima edizione 1938; Collana Biblioteca Sansoni”,””,””,”VARx-012-FMDP”
“RAVAZZOLI Flavia, saggi di Roman JAKOBSON Jerzy KURYLOWICZ K. HALLIDAY e altri”,”Universali linguistici.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1979″,”pag 289 8°”,””,”introduzione di Flavia RAVAZZOLI, note, bibliografia, Collana Readings”,””,””,”VARx-012-FRR”
“TABUCCHI Antonio”,”Piazza d’Italia. Favola popoolare in tre tempi, un epilogo e un’appendice.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1993″,”pag 150 16°”,””,”nota alla seconda edizione, appendice; Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-012-FSD”
“ECO Umberto”,”Diario minimo.”,”BOMPIANI. MILANO. 1992″,”pag 156 16°”,””,”nota all’edizione 1975″,””,””,”VARx-012-FV”
“CALVINO Italo”,”Il visconte dimezzato.”,”EINAUDI. TORINO. 1971 ediz orig 1952″,”pag 101 16°”,””,””,””,””,”VARx-013″
“KIPLING Rudyard, a cura di Luigi ADAMI”,”Storie del tempo de’ tempi.”,”R. FRANCESCHINI E FIGLIO. FIRENZE. 1951″,”pag 102 8°”,””,”scelta e traduzione di Luigi ADAMI, nota per i piccoli e per i grandi, illustrazioni”,””,””,”VARx-013-FAP”
“SHAKESPEARE William, a cura di Giorgio MELCHIORI”,”Le tragedie. Romeo e Giulietta – Otello – Re Lear – Macbeth.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1976″,”pag XLI 1068 16°”,””,”presentazione, cronologia, prospetto delle opere, introduzione alle tragedie, note, bibliografia; traduzione di Salvatore QUASIMODO, Giorgio MELCHIORI, Agostino LOMBARDO; testo originale e testo a fronte”,””,””,”VARx-013-FER”
“FRYE Northrop”,”Anatomia della critica. Teoria dei modi, dei simboli, dei miti e dei generi letterari. Quattro saggi.”,”EINAUDI. TORINO. 1972″,”pag 484 16°”,””,”introduzione polemica note glossario; collana PBE”,””,””,”VARx-013-FF”
“ECO Umberto”,”De Bibliotheca.”,”BIBLIOTECA COMUNALE DI MILANO. MILANO. DICEMBRE 1981 – LIBERLIBER. LUGLIO 2020″,”pag 9 8° (F)”,””,”presentazione”,””,””,”VARx-013-FGB”
“KORZENIEWSKI Dietmar”,”Metrica greca.”,”L’EPOS. PALERMO. 1998″,”pag 202 8°”,””,”premessa bibliografia note indice passi citati indice nomi argomenti autori moderni; Biblioteca philologica, collezione diretta da Tommaso GUARDI, traduzione di Olimpia IMPERIO”,””,””,”VARx-013-FL”
“RICCI Pier Giorgio OTTOKAR Nicola”,”Letterature del vecchio e nuovo mondo. Disegno storico delle letterature americana, francese, inglese, russa, spagnola, tedesca. Con scelta di passi tradotti.”,”FELICE LE-MONNIER. FIRENZE. 1950″,”pag 525 8°”,””,”avvertenza, note, antologia, indice degli autori”,””,””,”VARx-013-FMB”
“BILENCHI Romano”,”Il capofabbrica.”,”RIZZOLI. MILANO. 2002″,”pag XXXVIII 62 8°”,””,”introduzione di Cristina NESI, nota biografica e bibliografica di Benedetta CENTOVALLI”,””,””,”VARx-013-FMDP”
“CAPUTO Francesca a cura; saggi di Renzo ZORZI Diego ZANCANI John A. SCOTT Franco MARENCO Stefano BRUGNOLO Goffredo FOFI Bruno PISCHEDDA Laura PETERS Gabrio VITALI e altri”,”Tra le parole della «virtù senza nome». La ricerca di Luigi Meneghello. Atti del convegno internazionale di studi, Malo, Museo Casablanca, 26-28 giugno 2008.”,”INTERLINEA EDIZIONI. NOVARA. 2013″,”pag 286 8°”,””,”premessa di Giuseppe BARBIERI e Francesca CAPUTO, note, appendice, indice nomi”,””,””,”VARx-013-FRR”
“CAMUS Albert”,”La peste.”,”GALLIMARD. PARIS. 1947″,”pag 247 16°”,””,”Le livre de poche, texte integral”,””,””,”VARx-013-FSD”
“RABELAIS François, a cura di Mario BONFANTINI”,”Gargantua e Pantagruele. Volume primo.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag XIX 494 16°”,””,”prefazione nota note; collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-013-FV”
“MONTAIGNE Michel E. de”,”Sull’ educazione. Scelta dei saggi.”,”FELICE LE MONNIER. FIRENZE. 1954″,”pag XXXIII 79 8°”,””,”note introduzione di G. ALFIERI TODARO-FARANDA”,””,””,”VARx-014″
“GUILLOT René”,”Marlow, l’amico degli animali.”,”EDITRICE CAPITOL. BOLOGNA. 1957″,”pag 181 8°”,””,”notizie sull’autore, illustrazioni in nero e a colori di Italo ZETTI, traduzione di G.M. D’ALBERTO; Collana Mondo unico, diretta da Enzo PETRINI”,””,””,”VARx-014-FAP”
“SILONE Ignazio”,”Il seme sotto la neve.”,”MONDADORI. MILANO. 1976″,”pag XIX 416 16°”,””,”introduzione di Claudio MARABINI, bibliografia, Collana Oscar, Scrittori del Novecento”,””,””,”VARx-014-FER”
“JESPERSEN Otto”,”Umanità, nazione e individuo dal punto di vista linguistico. (Tit.orig.: Mankind, Nation and Individual)”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1965″,”pag 161 8°”,””,”note abbreviazioni”,””,””,”VARx-014-FF”
“VAN-GOGH Vincent, a cura di Maria Mimita LAMBERTI”,”Lettere a un amico pittore.”,”RIZZOLI. MILANO. 2011″,”pag 137 16°”,””,”introduzione della curatrice, bibliografia, note, traduzione di Sergio CAREDDA; Collana Bur Rizzoli”,””,””,”VARx-014-FGB”
“MARTINELLI Maria Chiara”,”Gli strumenti del poeta. Elementi di Metrica greca.”,”CAPPELLI EDITORE. BOLOGNA. 1997″,”pag IX 339 8°”,””,”presentazione abbreviazioni simboli metrici bibliografia glossario”,””,””,”VARx-014-FL”
“BERNARI Carlo”,”Tre operai.”,”NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE. ROMA – EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA MONDADORI EDITORE. MILANO. 2005″,”pag 180 16°”,””,”dedica, Nota 1965; Supplemento L’Unità”,””,””,”VARx-014-FMDP”
“LECALDANO Eugenio”,”Le analisi del linguaggio morale. «Buono» e «dovere» nella filosofia inglese dal 1903 al 1965.”,”EDIZIONI DELL’ATENEO. ROMA. 1970″,”pag 283 8°”,””,”note, indice nomi e argomenti; Lessico Intellettuale Europeo”,””,””,”VARx-014-FRR”
“PASOLINI Pier Paolo”,”Petrolio.”,”EINAUDI. TORINO. 1992″,”pag VI 591 8°”,””,”avvertenza, nota progettuale, appunti, annotazioni, traccia del romanzo, Lettera ad Alberto Moravia, Sequenze per Carlo I, annotazione, descrizione dei materiali, note, nota filologica di Aurelio RONCAGLIA”,””,””,”VARx-014-FSD”
“PEYREFITTE Roger”,”Ambasciate. Romanzo”,”LONGANESI. MILANO. 1958″,”pag 419 16°”,””,”La Gaja scienza”,””,””,”VARx-014-FV”
“WILSON Edmund”,”La ferita e l’ arco. Sette studi di letteratura.”,”GARZANTI. MILANO. 1973 ediz it orig 1956″,”pag 318 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-015″
“GUILLOT René”,”Mille e una bestia.”,”EDITRICE CAPITOL. BOLOGNA. 1957″,”pag 227 8°”,””,”notizie sull’autore, illustrazioni in nero e a colori di Italo ZETTI, piccolo prontuario, traduzione di G.M. D’ALBERTO; Collana Mondo unico, diretta da Enzo PETRINI”,””,””,”VARx-015-FAP”
“HESSE Hermann, a cura di Volker MICHELS”,”Le stagioni della vita.”,”MONDADORI. MILANO. 1988″,”pag 168 16°”,””,”introduzione di Eva BANCHELLI, fonti; Collana Oscar, Saggi”,””,””,”VARx-015-FER”
“LUKACS Gyorgy”,”Cultura estetica.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1977″,”pag 98 8°”,””,”introduzione di Emilio GARRONI nota bio-bibliografica (bibliografia) prefazione note; Collana Paperbacks diretta da Flavio MANIERI”,””,””,”VARx-015-FF”
“PAVESE Cesare”,”La casa in collina. E altri racconti.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1967″,”pag 276 16°”,””,”prefazione e note di Gina LAGORIO; Collana Letture per la scuola media”,””,””,”VARx-015-FGB”
“LUKACS György, a cura di Michele COMETA”,”Scritti sul romance.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1982″,”pag 134 8°”,””,”presentazione di Ferruccio MASINI introduzione di Michele COMETA avvertenza abbreviazioni note; Collana ‘Aesthetica’, del Ceontro internazionale di studi di estetica”,””,””,”VARx-015-FL”
“PUSKIN Aleksandr”,”La figlia del capitano e altri racconti.”,”GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO. ROMA. 2004″,”pag 381 16°”,””,”introduzione di Rema FACCANI, cronologia della vita e delle opere, traduzioni italiane, nota del traduttore; traduzione di Mario CARAMITTI; Collana La Biblioteca di Repubblica”,””,””,”VARx-015-FMDP”
“PENNAC Daniel”,”La petite marchande de prose.”,”GALLIMARD. PARIS. 1992″,”pag 402 16°”,””,”post-scriptum; Collection Folio”,””,””,”VARx-015-FSD”
“EMERSON Ralph Waldo, a cura di Tommaso PISANTI”,”Natura e altri saggi.”,”RIZZOLI. MILANO. 1990″,”pag 251 16°”,””,”introduzione: ‘Emerson e il trascendentalismo’ di Tommaso PISANTI, cronologia della vita e delle opere di R.W. Emerson, nota bibliografica, saggi”,””,””,”VARx-015-FV”
“MARTINET André”,”L’ indoeuropeo. Lingue popoli e culture.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1987″,”pag 291 8°”,””,”prefazione avvertenza note cartine grafici indice lingue e popoli nazioni principali autori”,””,””,”VARx-016″
“STEINBECK John”,”La perla.”,”MONDADORI EDITORE. MILANO. 1972″,”pag 133 16°”,””,”cenni biografici: ‘John Steinbeck (Vita ed opera, il romanzo La perla)’, bibliografia essenziale; traduzione di Bruno MAFFI; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-016-FAP”
“SCIASCIA Leonardo”,”Gli zii di Sicilia.”,”EINAUDI. TORINO. 1981″,”pag 230 16°”,””,”Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-016-FER”
“TWAIN Mark, a cura di Agostino LOMBARDO”,”Gli innocenti all’estero. Ovvero Il viaggio dei novelli pellegrini (relazione della crociera del piroscafo Quaker City in Europa e Terrasanta). (1869)”,”LERICI EDITORI. MILANO. 1960″,”pag 383 8°”,””,”introduzione di Agostino LOMBARDO avvertenza prefazione note traduzione di Piero MIRIZZI prima edizione italiana a cura di Agostino LOMBARDO”,””,””,”VARx-016-FF”
“HARDING Stephan”,”Terra Vivente. Scienza, intuizione e gaia.”,”ABOCA EDIZIONI. STAMPA CITTA’ DI CASTELLO, PG. 2008″,”pag 310 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione dl Lynn MARGULIS, presentazione di Brian GODWIN, introduzione, foto, grafici, note, indice nomi argomenti; traduzione di Elisa BIAGINI, collaborazione di Cristina PROTO”,””,””,”VARx-016-FGB”
“CANFORA Luciano a cura, scritti di Adamo CHIUSOLE Umberto ECO Victor HUGO Gérald De-NARVAL Robert MUSIL José ORTEGA Y GASSET”,”Libri e biblioteche. Pagine scelte e presentate da Luciano Canfora.”,”SELLERIO EDITORE. PALERMO. 1994″,”pag 112 16°”,””,”‘La sconfitta dei biblioclasti’ di Luciano CANFORA; Collana La memoria”,””,””,”VARx-016-FL”
“AUSLANDER Shalom”,”A dio spiacendo.”,”UGO GUANDA EDITORE. PARMA. 2010″,”pag 173 8°”,””,”traduzione di Elettra CAPORELLO; Collana Narratori della Fenice”,””,””,”VARx-016-FMDP”
“POISSON Albert”,”Teorie e simboli dell’alchimia. La Grande Opera.”,”MOIZZI EDITORE. MILANO. 1976″,”pag 158 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, illustrazioni, dizionario dei simboli ermetici”,””,””,”VARx-016-FRR”
“QUENEAU Raymond”,”Les fleurs bleues.”,”GALLIMARD. PARIS. 1995″,”pag 275 16°”,””,”premessa; Collection Folio”,””,””,”VARx-016-FSD”
“LEOPARDI Giacomo”,”Canti.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1949″,” pag 292 16°”,””,”Nota, appendice alle operette morali, Biblioteca Universale Rizzoli 16-17″,””,””,”VARx-016-FV”
“GIDE André”,”Journal 1939 – 1942.”,”GALLIMARD. PARIS. 1946 NRF”,”pag 230 16°”,””,”appendice indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-017″
“STEINBECK John”,”The Pearl.”,”ER – EASY READERS – GRAFISK FORLAG. COPENHAGEN. 1968″,”pag 93 16°”,””,”notizie biografiche: ‘John Steinbeck, 1902-1968’, illustriazioni, Questions”,””,””,”VARx-017-FAP”
“MORANTE Elsa”,”La storia.”,”EINAUDI. TORINO. 1995″,”pag XXXII 668 8°”,””,”introduzione di Cesare GARBOLI, nota bibliografica, note, appendice; Collana ET Einaudi”,””,””,”VARx-017-FER”
“GERMANO Bruno RICCIARDI Mario TARTARO Achille a cura; saggi di Norberto BOBBIO Aurelio RONCAGLIA Alberto ASOR ROSA Ettore BONORA Giuseppe PETRONIO Achille TARTARO Vittorio RUSSO Giorgio PADOAN Franca ANGELINI Giorgio BARBERI SQUAROTTI Ezio RAIMONDI Cesare SEGRE Nino BORSELLINO Francesco TATEO Ettore PARATORE Arcangelo LEONE-DE-CASTRIS Vitilio MASIELLO Marziano GUGLIELMINETTI”,”Letteratura e critica. Esperienze e forme del ‘900. Atti del Convegno in onore di Natalino Sapegno (Saint-Vincent-Aosta, 30 settembre-3 ottobre 1991).”,”LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1993″,”pag 323 8°”,””,”premessa introduzione di Natalino SAPEGNO: ‘Un patrimonio di umanità e di cultura’, note tavola rotonda: Letteratura e scuola, partecipano Bruno GERMANO Mario RICCIARDI Franca MARIANI Piero FLORIANI; Collana Biblioteca di cultura”,””,””,”VARx-017-FF”
“ESOPO (Aesopus), a cura di Giorgio MANGANELLI”,”Favole.”,”RIZZOLI. MILANO. 1978″,”pag 425 16°”,””,”introduzione premessa al testo di Giorgio MANGANELLI, illustrazioni: xilografie veneziane del 1491, nota di Giovanni MARDERSTEIG, appendice, elenco dei personaggi, elenco dei nomi di luoghi, di popoli, e di persone storiche; traduzione di Elena CEVA VALLA; testo greco a fronte; Collana BUR”,””,””,”VARx-017-FGB”
“CHOMSKY Noam HALLE Morris”,”The Sound Pattern of English.”,”THE MIT PRESS. CAMBRIDGE, MASS. 1991″,”pag 470 8°”,””,”prefazione all’edizione paperback prefazione di Noam CHOMSKY Morris HALLE indici (lingue, parole, affissi, soggetti)”,””,””,”VARx-017-FL”
“AKSENOV Vasilij”,”Il biglietto stellato.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1962″,”pag 234 8°”,””,”traduzione di Giuseppe GARRITANO, ‘Scrittori sovietici’, collana diretta da Ignazio AMBROGIO”,””,””,”VARx-017-FMDP”
“KLOSSOWSKI Pierre SOLLERS Philippe DAMISCH Hubert TORT Michel PREYNET Marcelin”,”Il pensiero di Sade.”,”GUIDA EDITORI. NAPOLI. 1973″,”pag 159 16°”,””,”note, appendice, indice nomi e opere menzonate, argomenti; Collana Il Sagittario”,””,””,”VARx-017-FRR”
“PLATINA Bartolomeo, a cura di Emilio FACCIOLI”,”Il piacere onesto e la buona salute.”,”EINAUDI EDITORE. TORINO. 1985″,”pag XXXIII 267 16°”,””,”introduzione di Emilio FACCIOLI, notizie bibliografiche, dedicatoria; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-017-FSD”
“LONDON Jack”,”Il vagabondo delle stelle.”,”CASA EDITRICE MONANNI. MILANO. 1928″,”pag 302 8°”,””,”traduzione di G. DELAUDI”,””,””,”VARx-017-FV”
“LUNARI Luigi a cura intervento di Dario FO”,”Essere o non essere. I più grandi monologhi teatrali di tutti i tempi.”,”BOMPIANI. RIZZOLI. MILANO. 1998″,”pag 501 8°”,””,”profilo biografico autori monologhi”,””,””,”VARx-018″
“ZOLA Émile”,”Germinale.”,”EINAUDI. TORINO. 1976″,”pag 478 8°”,””,”appendice: ‘Gli operai come dannati’, notizie biografiche sull’autore, traduzione di Camillo SBARBARO, Collezione Einaudi Biblioteca Giovani, a cura di Giulio BOLLATI”,””,””,”VARx-018-FAP”
“WILDE Oscar”,”Il delitto di Lord Savile e Il fantasma di Carterville.”,”CASA EDITRICE BIETTI. MILANO. 1966″,”pag 134 16°”,””,”traduzione di G. VANNICOLA; Collana Il Picchio diretta da Carlo SILVA”,””,””,”VARx-018-FER”
“TRIFONOV Jurij”,”Lungo addio. Lo scambio. Conclusioni provvisorie. Lungo addio.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 1977″,”pag 234 8°”,””,”traduzioni di Clara COISSON e Lucetta NEGARVILLE”,””,””,”VARx-018-FF”
“SHAKESPEARE Guglielmo”,”Coriolano. Tragedia in cinque atti.”,”SEI – SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE. TORINO. 1932″,”pag 100 8°”,””,”introduzione: ‘Gugliemo Shakespeare’, ‘Il Coriolano dello Shakespeare’, note; traduzione di Carlo RUSCONI”,””,””,”VARx-018-FGB”
“MORAVIA Alberto, a cura di Massimo DINI, interventi di Dacia MARAINI e Giorgio MONTEFOSCHI”,”Moravia inedito.”,”IL MONDO. MILANO. 1998″,”pag 93 16°”,””,”prefazione di Enzo SICILIANO, ‘Moravia inedito e sconosciuto’ di Massimo DINI, intervista a Moravia: ‘Forse sono un romantico’, ‘Io, scrittore europeo’, intervista a Dacia MARAINI di Massimo DINI “”Leale in un Paese ipocrita””, ‘Il grande viaggiatore’ di Giorgio MONTEFOSCHI”,””,””,”VARx-018-FL”
“MONTALE Eugenio, a cura di Angelo MARCHESE”,”Le opere. Poesia, prosa, traduzioni.”,”EDIZIONI CDE. MILANO. 1985″,”pag LVI 735 16°”,””,”introduzione: ‘Eugenio Montale’ di Angelo MARCHESE, traduzioni, note (Cronologia della vita, Opere e edizioni, Traduzioni, La critica)”,””,””,”VARx-018-FMDP”
“GRÜNBAUM Adolf”,”Psicoanalisi e teismo.”,”ESI – EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE. NAPOLI.”,”pag 76 8°”,””,”introduzione di Alessandro PAGNINI, note; Collana Poiesis, Studi di filosofia contemporanea, collana di saggi e testi diretta da Girolamo COTRONEO Angelo G. SABATINI Carlo SINI”,””,””,”VARx-018-FRR”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume I. Re Enrico VI – Riccardo III – Tito Andronico – La bisbetica domata – La commedia degli errori.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXII 719 16°”,””,”introduzione di Giorgio MELCHIORI, nota, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-018-FSD”
“ESCHILO, a cura di Domenico RICCI”,”Orestea. Agamennone Coefore Eumenidi.”,”RIZZOLI. MILANO. 1950″,”pag 217 16°”,””,”nota del traduttore Domenico RICCI, personaggi note, Collana BUR”,””,””,”VARx-018-FV”
“LUNACIARSKIJ Anatolij”,”Sull’ arte e la letteratura. Scritti scelti.”,”EDIZIONI PROGRESS. MOSCA. 1980″,”pag 407 16°”,””,”foto prefazione di Aleksej SCIULPIN note”,””,””,”VARx-019″
“REMARQUE Erich M.”,”Ama il prossimo tuo. Romanzo. Vienna 1935, Praga 1936, Parigi 1937. Tre uomini in fuga nell’Europa minacciata dal nazismo.”,”MONDADORI. VERONA. 1969″,”pag 401 16°”,””,”notizie sull’autore: ‘Erich Maria Remarque’, traduzione di Giuseppe ISANI; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-019-FAP”
“STEINBECK John”,”Uomini e topi.”,”BOMPIANI. MILANO. 2011″,”pag 119 16°”,””,”‘John Steinbeck’ di Claudio GORLIER, traduzione di Cesare PAVESE; Collana Tascabili”,””,””,”VARx-019-FER”
“VAPZAROV Nikola”,”Non chiudere la porta.”,”EDIZIONI AVANTI!. MILANO ROMA. 1957″,”pag 58 16°”,””,”prefazione di Mario DE-MICHELI traduzione di W. ANDREONI M. DE-MICHELI L. PAMPURI; Il Gallo Collana Omnibus”,””,””,”VARx-019-FF”
“MASTERS Edgar Lee”,”Il nuovo Spoon River.”,”GTE – GRANDI TASCABILI NEWTON. ROMA. 1990″,”pag XX 333 8°”,””,”introduzione di Barbara LANATI: ‘La Nuova Poesia Americana’, Nota bio-bibliografica, antologia, note; traduzione di Umberto CAPRA e Attilia LAVAGNO; testo a fronte; Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-019-FGB”
“CINQUE Guglielmo a cura; saggi di George LAKOFF Ronald W. LANGACKER John R. ROSS Robin T. KAKOFF Paul M.POSTAL James D. McCAWLEY”,”La semantica generativa.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1979″,”pag 361 8°”,””,”titoli originali e fonti prefazione introduzione del curatore grafici bibliografia indice degli autori e degli argomenti”,””,””,”VARx-019-FL”
“ZOLA Emile”,”L’assommoir.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1958″,”pag 393 16°”,””,”prefazione; traduzione di Edmondo ALDINI; Collana I narratori del realismo”,””,””,”VARx-019-FMDP”
“COHEN Jean”,”Struttura del linguaggio poetico.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1974″,”pag 231 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana di Mario PAZZAGLIA, introduzione: ‘Oggetto e metodo’, note, indice nomi; Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-019-FRR”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume II. I due gentiluomini di Verona – Pene d’amor perdute – Sogno d’una notte d’estate – Romeo e Giulietta – Riccardo II – Re Enrico IV – Re Enrico V.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXIII 820 16°”,””,”introduzione di Giorgio MELCHIORI, nota, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-019-FSD”
“D’ADAMO Francesco”,”Storia di Iqbal.”,”EDIZIONI EL. TRIESTE. 2014″,”pag 155 8°”,””,”premessa; Collana Ex-Libris diretta da Orietta FATUCCI”,””,””,”VARx-019-FV”
“CROCE Benedetto”,”Shakespeare.”,”GIUS. LATERZA & FIGLI. BARI. 1925 nuova edizione”,”pag 174 8°”,””,”avvertenza dell’ editore”,””,””,”VARx-020″
“CRONIN A.J.”,”Anni verdi.”,”BOMPIANI. MILANO. 1965″,”pag 454 8°”,””,”traduzione dall’inglese di Spina VISMARA”,””,””,”VARx-020-FAP”
“SCIOLOCHOV Michail”,”Il placido don. II. La guerra continua. Romanzo.”,”GARZANTI. MILANO. 1966″,”pag 409 16°”,””,”traduzione dal russo di Natalia BAVASTRO; Collana I Garzanti”,””,””,”VARx-020-FER”
“RELLA Franco”,”Il silenzio e le parole. Il pensiero nel tempo della crisi.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1981″,”pag 202 8°”,””,”avvertenza note; Collana I fatti e le idee, Saggi e biografie, diretta da Nicola BADALONI”,””,””,”VARx-020-FF”
“SIMIONATO Linda PIVATO Marialetizia, testi a cura, brani di OMERO SAFFO CALLIMACO CATULLO ORAZIO VIRGILIO OVIDIO SAN FRANCESCO DANTE ALIGHIERI PETRARCA BOCCACCIO TASSO ARIOSTO SHAKESPEARE FOSCOLO MANZONI BLAKE WORDSWORTH COLERIDGE BYRON SHELLEY KEATS NOVALIS HESSE LEOPARDI CARDUCCI PASCOLI D’ANNUNZIO DICKINSON MALLARME’ VERLAINE RIMBAUD BAUDELAIRE WITMAN POUND ELIOT MAJAKOVSKIJ RILKE LORCA BORGES NERUDA CORTAZAR TAGORE GILBRAN HIKMET SABA GOZZANO CORAZZINI CAMPANA UNGARETTI MONTALE QUASIMODO PAVESE GUERRA ZANZOTTO PASOLINI SANGUINETI MERINI PLATH TRILUSSA RODARI BUKOWSKI”,”Il piccolo libro della Poesia. Grandi autori e le loro opere in pillole.”,”EDITORIALE PROGRAMMA. TREVISO. 2022″,”pag 150 8°”,””,”introduzione, illustrazioni di Linda SIMIONATO , bibliografia”,””,””,”VARx-020-FGB”
“VERNE Jules”,”Il vulcano d’oro.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag LXXII 420 8°”,””,”introduzione di Arthur B. EVANS, traduzione di Pierluigi PELLINI, cronologia della vita e delle opere, bibliografia essenziale, note di Oliver DUMAS, Oscar Classici,”,””,””,”VARx-020-FL”
“VOLKOFF Vladimir”,”Il voltafaccia.”,”BOMPIANI. MILANO. 1980″,”pag 335 8°”,””,”traduzione dal francese di Tilde RIVA; Collana Letteraria Bompiani”,””,””,”VARx-020-FMDP”
“CONTE Maria-Elisabeth a cura; saggi di L. BELLERT T.A. VAN-DIJK H. ISENBERG L. KARTTUNEN E. LANG J.S. PETÖFI S. SCHMIDT W. WEINRICH”,”La linguistica testuale.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1977″,”pag 302 8°”,””,”introduzione della curatrice, note, bibliografia, indice nomi; Collana Feltrinelli Economica”,””,””,”VARx-020-FRR”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume III. Re Giovanni – Il mercante di Venezia – Giulio Cesare – Molto rumore per nulla – Come vi piace – La dodicesima notte – Le allegre comari di Windsor – Amleto.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXIV 801 16°”,””,”introduzione di Giorgio MELCHIORI, nota, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-020-FSD”
“PIVANO Fernanda”,”America rossa e nera.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1964″,”pag 312 8°”,””,”Collana La cultura e il tempo”,””,””,”VARx-020-FV”
“GOLDMANN Heinz M.”,”L’ arte di vendere.”,”CONSULENTE AZIENDE. MILANO. 1956″,”pag 261 8°”,””,”prefazione di OLIVETTI Roberto”,””,””,”VARx-021″
“QUASIMODO Salvatore”,”Poesie.”,”GTE – GRANDI TASCABILI ECONOMICI NEWON. ROMA. 1999″,”pag 191 8°”,””,”introduzione di Cesare MILANESE, nota biografica, note bibliografiche; Collana Newton Poesia”,””,””,”VARx-021-FAP”
“PASOLINI Pier Paolo”,”Ragazzi di vita. Romanzo.”,”GARZANTI. MILANO. 1957″,”pag 285 8°”,””,”appendice: gergo della malavita e della plebe romana”,””,””,”VARx-021-FER”
“SALINARI Carlo”,”La questione del realismo. Poeti e narratori del novecento.”,”PARENTI EDITORE. FIRENZE. 1960″,”pag 188 8°”,””,”note indice nomi; Saggi di cultura moderna”,””,””,”VARx-021-FF”
“QUASIMODO Salvatore, a cura di Guido DI-PINO”,”Poesia, prosa, traduzioni.”,”EDIZIONE SPECIALE CDE. MILANO. 1968″,”pag XXXIX 813 16°”,””,”introduzione di Guido DI-PINO, note: cronologia ‘La vita’ (1901-1968), Opere ed edizioni”,””,””,”VARx-021-FGB”
“VERNE Jules, a cura di FERRATA Giansiro e SPAGNOL Mario”,”Michele Strogoff. Mosca-Irkutsk.”,”MONDADORI. MILANO. 1971″,”pag XXX 398 8°”,””,”introduzione a Verne di Giansiro FERRATA, Vita e opere di Jules Verne, bibliografia delle opere principali, Gli Oscar Mondadori, stampe, cartina, illustrazioni Illustrato con 83 incisioni”,””,””,”VARx-021-FL”
“BERENDT Joachim Ernst”,”Il nuovo libro del Jazz dal New Orleans al Jazz Rock.”,”VALLARDI EDITORE – GARZANTI EDITORE. MILANO. 1986″,”pag 502 8°”,””,”prefazione, foto, glossario, discografia essenziale, indice nomi; Collana Le guide Hobby”,””,””,”VARx-021-FMDP”
“PRIETO Luis J.”,”Pertinenza e pratica. Saggio di semiotica.”,”FELTRINELLI BOCCA. MILANO. 1975″,”pag 147 8°”,””,”introduzione, note, indice nomi argomenti; traduzione dal francese di Daniele GAMBARARA; Collana Semiotica e pratica sociale”,””,””,”VARx-021-FRR”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume IV. Troilo e Cressida – Tutto è bene quel che finisce bene – Misura per misura – Otello – Re Lear – Macbeth – Timone d’Atene.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXV 744 16°”,””,”introduzione di Giorgio MELCHIORI, nota, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-021-FSD”
“MANZONI Alessandro, a cura di Fausto GHISALBERTI”,”Tragedie. Il Conte di Carmagnola – Adelchi.”,”RIZZOLI. MILANO. 1954″,”pag 273 16°”,””,”nota appendice note; Collana BUR”,””,””,”VARx-021-FV”
“MOCCIA Franco a cura”,”Dizionario di centouno capolavori delle letterature scandinave.”,”BOMPIANI. MILANO. 1967″,”pag 138 16°”,””,”introduzione brevi profili biografici autori testi indice opere collana ‘guide culturali'”,””,””,”VARx-022″
“CRUCIANI François testi; PROUST Marcel”,”Marcel Proust.”,”MONDADORI. MILANO. 1974″,”pag 134 8°”,””,”traduzione e adattamento di Claudio PAVESE e Manuela PULGA, foto, illustrazioni, iconografia, antologia; Periodici Mondadori; I giganti delle Letterature Straniere”,””,””,”VARx-022-FER”
“GRABAR André”,”Bisanzio. L’arte bizantina del Medioevo dall’VIII al XV secolo.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 1964″,”pag 242 8°”,””,”foto illustrazioni iconografia appendici cronologia comparata bibliografia indice delle tavole e dei disegni, indice dei nomi e delle cose notevoli; traduzione di Siva DE-CESARIS; Collana Il Marcopolo”,””,””,”VARx-022-FF”
“STERNE Lorenzo, a cura di G. IPSEVICH BOCCA”,”Un viaggio sentimentale.”,”UTET. TORINO. 1947″,”pag 146 16°”,””,”ritratto dell’autore, introduzione, ‘I grandi scrittori stranieri’, collana di traduzioni, a cura di Arturo FARINELLI”,””,””,”VARx-022-FGB”
“VERGA Giovanni GHIDETTI Enrico a cura”,”I Malavoglia. Con una scelta di racconti da Vita dei campi e Novelle rusticane.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1979″,”pag 421 8°”,””,”Introduzione di Edoardo Sanguineti, Cronologia della vita e delle opere, notizia bibliografica essenziale, nota ai testi, 8 tavole originali di Renato Guttuso,”,””,””,”VARx-022-FL”
“BACH Richard”,”Il gabbiano Jonathan Livingston.”,”RIZZOLI. MILANO. 1982″,”pag 102 16°”,””,”fotografie di Russell MUNSON, traduzione di Pier Francesco PAOLINI; Collana BUR, Narrativa americana”,””,””,”VARx-022-FMDP”
“BERGSON Henri”,”Il riso. Saggio sul significato del comico. (Tit.orig.: Le rire. Essai sur la signification du comique)”,”RIZZOLI. MILANO. 1982″,”pag 168 16°”,””,”nota introduzione di Franco STELLA prefazione note appendicea alla XXIII edizione: ‘Sulle definizioni del comico e sul metodo seguito in questo libro’, traduzione di Franco STELLA; Collana Bur Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-022-FRR”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume V. Coriolano – Antonio e Cleopatra – Pericle, principe di Tiro – Cimbelino – Il racconto d’inverno – La tempesta – Re Enrico VIII.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXV 767 16°”,””,”introduzione di Giorgio MELCHIORI, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-022-FSD”
“MANZONI Alessandro, a cura di Attilio POLVARA”,”Tutte le poesie.”,”RIZZOLI. MILANO. 1951″,”pag 273 16°”,””,”nota nota bibliografica commento indice ragionato dei nomi propri; Collana BUR”,””,””,”VARx-022-FV”
“MALIPIERO Riccardo a cura”,”Centouno capolavori del melodramma.”,”BOMPIANI. MILANO. 1967″,”pag 207 16°”,””,”prefazione biografie autori indice argomenti”,””,””,”VARx-023″
“MORAVIA Alberto”,”1934.”,”EDIZIONE CLUB. MILANO. 1982″,”pag 335 8°”,””,”Collana Narrativa Club”,””,””,”VARx-023-FER”
“LEOPARDI Giacomo, scelta a cura di Anna Maria MORONI”,”Zibaldone di pensieri. Volume primo.”,”MONDADORI. MILANO. 1972″,”pag LXVII 522 16°”,””,”saggi introduttivi di Sergio SOLMI ‘Il pensiero in movimento di Leopardi’, e di Giuseppe DE-ROBERTIS ‘Dalle note dello Zibaldone alla poesia dei Canti’, con una cronologia della vita dell’Autore e del suo tempo ‘Leopardi e il suo tempo’ e una bibliografia e un indice tematico”,””,””,”VARx-023-FGB”
“MACCHIA Giovanni MARCHI Giovanni COLESANTI Massimo RUBINO Gianfranco GUARALDO Enrico VIOLATO Gabriella”,”La letteratura francese. Il Novecento.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 2006″,”pag 805 8°”,””,”Bibliografie, indice analitico, Bur, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-023-FL”
“GOODMAN Nelson”,”Ways of Worldmaking.”,”HACKETT PUBLISHING COMPANY. INDIANAPOLIS CAMBRIDGE. 1984″,”pag X 149 8°”,””,”prefazione, note, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-023-FRR”
“DE-MUSSET Alfred”,”Contes d’Espagne et d’Italie. Poèmes choisis.”,”ARCADIA ÉDITIONS. PARIS. 2004″,”pag 125 16°”,””,”Collection Rêves et Découvertes”,””,””,”VARx-023-FSD”
“BIANCIARDI Luciano; a cura di Luciana BIANCIARDI”,”La solita zuppa e altre storie.”,”BOMPIANI. MILANO. 1994″,”pag 227 16°”,””,”nota introduttiva di Luciana BIANCIARDI, cronologia e bibliografia essenziale; Collana I grandi tascabili”,””,””,”VARx-023-FV”
“REBORA Roberto a cura”,”Centouno capolavori del teatro classico.”,”BOMPIANI. MILANO. 1967″,”pag 195 16°”,””,”prefazione biografie autori indice argomenti”,””,””,”VARx-024″
“MALRAUX André”,”Antimemorie.”,”BOMPIANI. MILANO. 1968″,”pag 543 8°”,””,”traduzione dal francese di Liliana MAGRINI”,””,””,”VARx-024-FER”
“LEOPARDI Giacomo, scelta a cura di Anna Maria MORONI”,”Zibaldone di pensieri. Volume secondo”,”MONDADORI. MILANO. 1972″,”pag 523 16°”,””,”avvertenza, indice tematico”,””,””,”VARx-024-FGB”
“POLO Marco, a cura di Fabrizio CLERICI”,”Il Milione.”,”L’UNITA – EDITORI RIUNITI. ROMA. 1981″,”pag 358 8°”,””,”prefazione di Giorgio MANGANELLI, presentazione, notizia biografica, notizia bibliografica essenziale, nota al testo, tavola della abbreviazioni delle opere, 12 tavole di Fabrizio CLERICI”,””,””,”VARx-024-FL”
“PRIETO Luis J.”,”Principi di noologia. Fondamenti della teoria funzionale del significato.”,”UBALDINI EDITORE. ROMA. 1967″,”pag 130 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana; prefazione all’edizione originale di André MARTINET, premessa dell’autore, introduzione, indice delle definizioni; Collana di filosofia e epistemologia”,””,””,”VARx-024-FRR”
“CECHOV Anton”,”Reparto n.6.”,”L’UNITA. ROMA. 1992 – EINAUDI. TORINO. 1992″,”pag XVIII 95 16°”,””,”nota introduttiva di Vittorio STRADA, traduzioen di Agostino VILLA”,””,””,”VARx-024-FSD”
“VERGA Giovanni, a cura di Carmelo MUSUMARRA”,”I nuovi tartufi. Commedia in 4 atti. (1865)”,”LE MONNIER. FIRENZE. 1980″,”pag 100 8°”,””,”prefazione di Giovanni SPADOLINI (sul mondo di Firenze capitale) (pag 5-10), introduzione di Carmelo MUSUMARRA, note appendice; Quaderni della Nuova Antologia”,””,””,”VARx-024-FV”
“MALRAUX André”,”Les conquerants. Version definitive. Postface 1949.”,”BERNARD GRASSET. PARIS. 1971 ediz orig 1928″,”pag 315 16°”,””,”postfazione”,””,””,”VARx-025″
“LONDON Jack”,”Il diritto alla vita. (Dutch Courage)”,”CASA PER EDIZIONI POPOLARI. MILANO. 1937″,”pag 219 8°”,””,”prefazione, note, traduzione dall’inglese di Alberto TEDESCHI”,””,””,”VARx-025-FER”
“CORNARO Alvise, a cura di Pietro PANCRAZI”,”Discorsi intorno alla vita sobria.”,”FELICE LE-MONNIER EDITORE. FIRENZE. 1946″,”pag 123 16°”,””,”ritratto dell’autore (dal quadro di Tintoretto), prefazione, discorsi”,””,””,”VARx-025-FGB”
“JAMES C.L.R.”,”Minty Alley.”,”UNIVERSITY PRESS. MISSISSIPPI. 1997″,”pag 244 16°”,””,”introduzione di Kenneth RAMCHAND”,””,””,”VARx-025-FL”
“BENNETT Jonathan”,”Events and Their Names.”,”CLARENDON PRESS. OXFORD. 1988″,”pag IX 243″,””,”prefazione, introduzione, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-025-FRR”
“ASOR-ROSA Alberto, a cura di Roberto ANTONELLI”,” Storia e antologia della letteratura italiana. Volume I. Le origini.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1973″,”pag VIII 214 8°”,””,”presentazione dell’Antologia di Alberto ASOR-ROSA, note;”,””,””,”VARx-025-FSD”
“MANCINELLI Laura”,”I dodici abati di Challant. Il miracolo di santa Odilia. Gli occhi dell’imperatore.”,”EINAUDI. TORINO. 1995″,”pag 379 16°”,””,”Collana Einaudi Tascabili Letteratura”,””,””,”VARx-025-FV”
“CARLYLE Tommaso”,”Gli eroi.”,”G. BARBERA EDITORE. FIRENZE. 1926″,”pag XXIX 321 16°”,””,”traduzione e note di Maria Pezze PASCOLATO prefazione Enrico NENCIONI biografia di CARLYLE di M.P. PASCOLATO”,””,””,”VARx-026″
“HOFFMANN Ernesto T.A.”,”L’uomo della sabbia e altri racconti.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1950″,”pag 108 16°”,””,”nota del traduttore Giuseppe BIANCHI”,””,””,”VARx-026-FER”
“SGARBI Vittorio”,”Davanti all’immagine.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1990″,”pag 325 8°”,””,”introduzione, note, illustrazioni, foto, appendice, notizie sull’autore, nota bibliografica, indice nomi”,””,””,”VARx-026-FGB”
“MUSIL Robert, a cura di Bianca CETTI MARINONI”,”Die Verwirrungen des Zöglings Törle? – I turbamenti del giovane Törle?.”,”EINAUDI. TORINO. 2003″,”pag XXXV 427 8°”,””,”introduzione di Bianca CETTI MARINONI, cronologia della vita e delle opere di Robert Musil, bibliografia, note, traduzione di Anita RHO, Einaudi Tascabili. Serie bilingue, testo a fronte”,””,””,”VARx-026-FL”
“LEWIS David”,”Counterfactuals.”,”HARVARD UNIVERSITY PRESS. CAMBRIDGE, MASS. 1973″,”pag 156 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, note, appendici, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-026-FRR”
“MARINI Giambattista”,”Lirichi siciliani.”,”TIPOGRAFIA DEL REALE OSPIZIO. CATANIA. 1855 REPRINT RISTAMPA ANASTATICA A CURA DEL ROTARY CLUB. RAGUSA. 2002″,”pag XI 169 8°”,””,”introduzione di Gaetano G. COSENTINI, testo in dialetto siciliano”,””,””,”VARx-026-FSD”
“PROUST Marcel”,”I Guermantes.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag 686 16°”,””,”introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI note indice personaggi e nomi indice nomi geografici località, traduzione di Mario BONFANTINI, Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-026-FV”
“ARISTOFANE”,”Tutte le commedie. Gli acarnesi. I Cavalieri. Le nuvole. Le vespe. La pace. Gli uccelli. Lisistrata. Le Tesmoforiazuse. Le rane. Le donne a Parlamento. Pluto.”,”NEWTON. ROMA. 1991″,”pag 462 8°”,””,”introduzione di Guido PADUANO nota bio-bibliografica traduzione di G. PADUANO note introduttive ai testi”,””,””,”VARx-027″
“DAUDET Alphonse”,”Saffo.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1958″,”pag 172 16°”,””,”nota biografica e traduzione di Marise FERRO, BUR, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-027-FER”
“DE-QUINCEY Thomas”,”Confessioni di un mangiatore d’oppio.”,”RIZZOLI. MILANO. 1975″,”pag 362 16°”,””,”nota introduttiva, nota biografica, nota alla traduzione, prefazione dell’autore all’edizione del 1822 riveduta nel 1856; notizia introduttiva dell’autore alla nuova e ampliata edizione del 1856; note, appendice: La famiglia De Quincey, Barbara Lewthwaite; Appendice alla prima pubblicazione del volume (1822), ‘La figlia del Libano’; Collana BUR”,””,””,”VARx-027-FGB”
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Faust. Urfaust. Volume primo.”,”GARZANTI LIBRI. MILANO. 2004″,”pag LXXXI 478 8°”,””,”introduzione e prefazione di Italo Alighiero CHIUSANO, sommario, traduzione e note di Andrea CASALEGNO, guida bibliografica, con testo a fronte”,””,””,”VARx-027-FL”
“LEWIS David”,”Parts of Classes.”,”BASIL BLACKWELL. OXFORD. 1991″,”pag VII 155 8°”,””,”prefazione, ringraziamenti, note, appendici ‘On Pairing’ di John P. BURGESS, A.P. HAZEN, David LEWIS, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-027-FRR”
“FO Dario, a cura di Franca RAME”,”Il tempio degli uomini liberi. Il duomo di Modena. Appunti per lezione – spettacolo.”,”BIANCO COSIMO PANINI. MODENA. 2004″,”pag 238 8°”,””,”presentazione, foto, illustrazioni, iconografia”,””,””,”VARx-027-FSD”
“BIAGI Enzo”,”Mille camere.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1984″,”pag 310 8°”,””,”indice nomi; I libri di Biagi”,””,””,”VARx-027-FV”
“MACHIAVELLI Niccolò; a cura di Ettore MAZZALI”,”Mandragola. Clizia.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1995″,”pag 264 8°”,””,”prefazione di Riccardo BACCHELLI introduzione di Ettore MAZZALI note ai testi collana Universale Economica”,””,””,”VARx-028″
“ORWELL George (Arthur BLAIR)”,”1984.”,”ISTITUTO GEOGRAFICO DE-AGOSTINI. NOVARA. 1985″,”pag X 307 8°”,””,”premessa: ‘Le date essenziali, Il quadro storico e culturale, L’autore, ‘1984’, Per arricchire la biblioteca’, appendice; traduzione di Gabriele BALDINI; Collana Tesori della narrativa universale”,””,””,”VARx-028-FER”
“PICCO Francesco”,”Molière e il suo teatro.”,”LIBRERIA INTERNAZIONALE DI STEFANO GIA TREVES. GENOVA. 1948″,”pag VIII 186 8°”,””,”premessa, notizie bibliografiche, cenni bibliografici e critici sul Teatro di Molière, in generale”,””,””,”VARx-028-FGB”
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Faust. Urfaust. Volume secondo.”,”GARZANTI LIBRI. MILANO. 2004″,”pag 484-1361 8°”,””,”introduzione e prefazione di Italo Alighiero CHIUSANO, sommario, traduzione e note di Andrea CASALEGNO, guida bibliografica, con testo a fronte”,””,””,”VARx-028-FL”
“CORBI’ Josep E. PRADES Josep L.”,”Minds, Causes, and Mechanisms. A Case Against Physicalism.”,”BLACKWELL PUBLISHERS. LONDON. 2000″,”pag 265 8°”,””,”ringraziamenti, introduzione, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-028-FRR”
“PANTIGOSO Manuel”,”Didáctica de la Interpretación de Textos Literarios.”,”EDITORIAL UNIVERSITARIA. LIMA, PERU’. 2003″,”pag 181 8°”,””,”prologo, introduzione, esordio, note, note finali, bibliografia specifica e complementi bibliografici, appendice”,””,””,”VARx-028-FSD”
“BIAGI Enzo”,”E tu lo sai?”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1978″,”pag 250 8°”,””,”Riservato ai genitori, ringraziamento”,””,””,”VARx-028-FV”
“MACHIAVELLI Nicolò”,”Belfagor arcidiavolo La Mandragola. Vita di Castruccio.”,”FACCHI EDITORE. MILANO. SD”,”pag 192 16°”,””,”L’ ideale. Collezione dei libri più letti.”,””,””,”VARx-029″
“STEINBECK John”,”La valle dell’Eden.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1954″,”pag 465 16°”,””,”traduzione di Giulio DE-ANGELIS”,””,””,”VARx-029-FER”
“LEWIS Sinclair”,”Babbitt.”,”MODERNISSIMA. MILANO. 1931″,”pag VIII 496 16°”,””,”Seconda edizione”,””,””,”VARx-029-FGB”
“NIETZSCHE Friedrich CARPI Anna Maria a cura di”,”Le Poesie.”,”EINAUDI. TORINO. 2008″,”pag XXIV 258 8°”,””,”introduzione, nota editoriale, cronologia, bibliografia ragionata, note, traduzione di Anna Maria CARPI, Collezione di Poesia”,””,””,”VARx-029-FL”
“KEEFE Rosanna SMITH Peter a cura”,”Vagueness: a Reader.”,”BRADFORD BOOK – THE MIT PRESS. CAMBRIDGE MASS. 1996″,”pag VII 352 8°”,””,”ringraziamenti, introduzione: ‘Theories of vagueness’, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-029-FRR”
“HUXLEY Aldous”,”Brave New World.”,”FLAMINGO – HARPER COLLINS PUBLISHERS. LONDON. 1994″,”pag 237 8°”,””,”, introduzione di David BRADSHAW, notizia biografica: ‘Aldous Huxley (1894-1963) di David BRADSHAW, prefazione; Collana Modern Classic”,””,””,”VARx-029-FSD”
“GOETHE Wolfgang”,”I dolori del giovane Werther.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 1982″,”pag LXVIII 170 16°”,””,”saggio introduttivo di Ladislao MITTNER, note nota biografica sull’autore, traduzione di Alberto SPAINI, collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-029-FV”
“ESCHILO”,”Prometeo incatenato. Traduzione in versi e introduzione di Vincenzo Errante.”,”MONDADORI. MILANO. 1928″,”pag LXV 98 8°”,””,”premessa introduzione note”,””,””,”VARx-030″
“CORNAGLIA-FERRARIS Paolo”,”Il Sindaco. L’avventura politica di un medico.”,”FRATELLI FRILLI EDITORI. GENOVA. 2000″,”pag 266 8°”,””,”Collana di Narrativa Contemporanea – La ragnatela”,””,””,”VARx-030-FER”
“BARGELLINI Piero”,”Città di Pittori.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1942″,”pag 298 8°”,””,”introduzione (Entratura), illustrazioni, note”,””,””,”VARx-030-FGB”
“BALZAC Honoré de, saggio introduttivo di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI”,”Poetica del romanzo.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. SANSONI. FIRENZE. 2000″,”pag LX 433 8°”,””,”saggio introduttivo di M. BONGIOVANNI BERTINI, prefazioni e altri scritti teorici, note, introduzione, traduzione e note di Daniela SCHENARDI, indice dei nomi, delle opere di Balzac citate, dei personaggi di Balzac citati, delle opere e dei personaggi, Classici del pensiero critico, Collana diretta da Mario LAVAGETTO”,””,””,”VARx-030-FL”
“KOONS Robert C.”,”Paradoxes of Belief and Strategic Rationality.”,”CAMBRIDGE UNIVERSITY PRESS. CAMBRIDGE. 1992″,”pag XI 174 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, bibliografia, indice nomi argomenti; Cambridge Studies in Probability, Induction and Decision Theory”,””,””,”VARx-030-FRR”
“PENNAC Daniel”,”La fée carabine.”,”GALLIMARD. PARIS. 1992″,”pag 309 16°”,””,”Collana Folio”,””,””,”VARx-030-FSD”
“DOSTOIEVSKIJ Fjodor Michailovich”,”L’adolescente. (Podróstok)”,”EDIZIONI PER IL CLUB DEL LIBRO. MILANO. 1960″,”pag 603 8°”,””,”introduzione di Lorenzo PACINI: ‘Dostoievskij e la sua opera’, traduzione di Alexandra Iljina BARBETTI”,””,””,”VARx-030-FV”
“GOETHE John Wolfgang; a cura di Valentina FORTICHIARI”,”Goethe. Le cento pagine più belle.”,”CDE. MILANO. 1982″,”pag 115 16°”,””,”introduzione note ai testi bibliografia”,””,””,”VARx-031″
“DE-FEO Giuseppe CAPONE Vittorio Ugo a cura, brani di F. FLORA G. TOFFANIN R. BACCHELLI G. TITTA ROSA F. DE-SANCTIS G. GENILE G.A. CESAREO G. CARDUCCI G. ZIBORDI A. PASSERIN D’ENTREVES L. RUSSO A. ZOTTOLI P. COLAJANNI L. PIRANDELLO A. MORAVIA A. MOBIBLIANO B. BOLDRINI e altri”,”La lettura dei Promessi Sposi. Antologia della critica Manzoniana.”,”CASA EDITRICE D’ANNA. MESSINA FIRENZE. 1965″,”pag 458 8°”,””,”premessa, introduzione: ‘I temi ed i tempi della critica manzoniana’, appendice”,””,””,”VARx-031-FER”
“BUZZICHINI Mario e PIAZZI”,”Taccuino di Musetta. Pittori, critici, modelle e mercanti tra Montmartre e Montparnasse.”,”CASA EDITRICE BIETTI. MILANO. 1945″,”pag 304 16°”,””,”premessa: ‘Due righe in corsivo’, appunti biografici, Elenco dei volumi consultati, indice delle illustrazioni nel testo, indice delle tavole fuori testo, indice dei nomi citati nel testo”,””,””,”VARx-031-FGB”
“CONRAD Joseph, a cura di Giuseppe SERTOLI”,”Cuore di tenebra. (Heart of Darkness)”,”EINAUDI. TORINO. 1999″,”pag LIII 289 8°”,””,”introduzione di Giuseppe SERTOLI, bibliografia, nota al testo, testo a fronte, traduzione del ‘Diario del Congo’ di Renato PRINZHOFER, traduzione di Alberoto ROSSI e Giuseppe SERTOLI, Appendice: Lettere I, Diario del Congo, Lettere II, Nota dell’autore, Varianti, Collana ET Classici”,””,””,”VARx-031-FL”
“DIDEROT Denis, a cura di Franco Maria RICCI”,”Il nipote di Rameau.”,”FRANCO MARIA RICCI. PARMA. 1973″,”pag 228 8°”,””,”introduzione, note, Collana La biblioteca blu”,””,””,”VARx-031-FRR”
“BAROCELLI Francesco”,”La Pinacoteca Stuard di Parma. Gil ambienti storici, le sculture, le incisioni, gli arredi.”,”EDIZIONI GABRIELE MAZZOTTA. MILANO. 2005″,”pag 222 8°”,””,”introduzione di Francesco BAROCELLI ‘Una collezione “”rara assaissimo, e bella”” (…)’, Opere, Gli ambienti storici, Le sculture, Le incisioni, Gli arredi, Fonti d’archivio e bibliografia, illustrazioni”,””,””,”VARx-031-FSD”
“DOSTOIEVSKIJ Fjodor Michailovich, a cura di Maria Rita LETO (DOSTOEVSKIJ)”,”L’adolescente.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1987 RISTAMPA 1997″,”pag 661 16°”,””,”introduzione e note di Maria Rita LETO, nota biografica testimonianze nota sulla traslitterazione dei nomi russi, nota sulla traduzione, traduzione di Maria Rita LETO e Anton Maria RAFFO, indice dei termini intraducibili, nomi, cose e luoghi caratteristici; Collana Oscar classici”,””,””,”VARx-031-FV”
“BALZAC Honoré de a cura di Remo CANTONI”,”Eugenia Grandet.”,”UNIVERSALE ECONOMICA. MILANO. 1950″,”pag 200 16°”,””,”prefazione di Remo CANTONI”,””,””,”VARx-032″
“ECO Umberto”,”A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico.”,”BOMPIANI. MILANO. 2006″,”pag 349 8°”,””,”prefazione: ‘I passi del gambero’,”,””,””,”VARx-032-FER”
“MANZONI Alessandro”,”Tragedie e liriche.”,”CREMONESE. ROMA. 1957″,”pag 436 16°”,””,”introduzione e note di Nella Clara RONCAGLIA, Collana I classici azzurri, prefazione dell’autore, notizie storiche, Notizie del Manzoni alla prefazione e alle notizie storiche (al ‘Conte di Carmagnola’ e all’ ‘Adelchi’), Liriche, Liriche minori, Poemetti, Sermoni”,””,””,”VARx-032-FGB”
“CONRAD Joseph, a cura di Franco MARENCO”,”La linea d’ombra. (The Shadow-Line)”,”EINAUDI. TORINO. 1993″,”pag XXXVIII 297 8°”,””,”introduzione: ‘Conrad: la scrittura come esperienza’ di Franco MARENCO, prefazione dell’autore, Da ‘Iniziazione’, bibliografia, appendici, traduzione e note di Flavia MARENCO, Collana Einaudi Tascabili. Serie bilingue, testo a fronte”,””,””,”VARx-032-FL”
“OGDEN C.K. RICHARDS I.A.”,”Il significato del significato. Studio dell’influsso del linguaggio sul pensiero e della scienza del simbolismo.”,”CASA EDITRICE IL SAGGIATORE. MILANO. 1966″,”pag 412 8°”,””,”prefazione alla prima, seconda, terza, quarta, ottova edizione, note, appendici, allegati, indice nomi argomenti; con saggi in appendice di B. MALINOWSKI e F.G. CROOKSHANK, traduzione di Luca PAVOLINI; La Cultura, Biblioteca di filosofia, psicologia, scienze umane”,””,””,”VARx-032-FRR”
“GRILLO Elena a cura, contributi di Maurizio BILLI Giannandrea POESIO Patrizia ORSINI Antonio ROSTAGNO Lucia NAVARRINI DELL’ATTI Gennaro FUSCO Annarosa VANNONI Flavia PAPPACENA Tim SCHOLL Barbara NEWMAN Marinella GUATTERINI Filippo CRIVELLI Aldo A. MOLA”,”Romualdo Marenco. Prospettive di ricerca. Scelta di saggi dai Convegni del Festival Marenco di Novi Ligure, 2002-2006.”,”EDIZIONI JOKER. NOVI LIGURE. 2007″,”pag 211 8°”,””,”introduzione: ‘Romualdo Marenco: prospettive di ricerca’ di Elena GRILLO, note, illustrazioni, notizie sugli autori”,””,””,”VARx-032-FSD”
“FOSCOLO Ugo”,”Ultime lettere di Jacopo Ortis.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1995″,”pag 195 8°”,””,”cronologia introduzione documenti bibliografia notizie utili illustrazioni; Collana Superclassici BUR”,””,””,”VARx-032-FV”
“LUKACS György”,”Il romanzo storico.”,”EINAUDI. TORINO. 1965″,”pag XVI 499 16°”,””,”introduzione di Cesare CASES traduzione di Eraldo ARNAUD nota bio-bibliografica su G. LUKACS nota preliminare ad edizione tedesca indice dei nomi”,””,””,”VARx-033″
“CASTELLANETA Carlo”,”Notti e nebbie.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1998″,”pag 227 16°”,””,”Collana I miti”,””,””,”VARx-033-FER”
“OMERO, a cura di Ettore ROMAGNOLI”,”Iliade. Volume primo. Dal canto I al canto XII.”,”NICOLA ZANICHELLI EDITORI. BOLOGNA. 1924″,”pag LV 291 8°”,””,”prefazione, note, incisioni di A. DE-CAROLIS; ‘I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli'”,””,””,”VARx-033-FGB”
“KAFKA Franz”,”Strafen. Punizioni. La condanna – La netamorfosi – Nella colonia penale.”,”EINAUDI. TORINO. 1997″,”pag XXVI 205 8°”,””,”introduzione di Roberto FERTONANI, cronologia della vita e delle opere di F. Kafka, bibliografia, note, traduzione di Franco FORTINI, Einaudi Tascabili. Serie bilingue. Letteratura tedesca”,””,””,”VARx-033-FL”
“GARRONI Emilio”,”Ricognizione della semiotica. Tre lezioni di Emilio Garroni.”,”OFFICINA EDIZIONI. ROMA. 1977″,”pag 154 8°”,””,”avvertenza, prima seconda e terza edizione, note, bibliografia; Collana Segno e interpretazione, diretta da Pietro MONTANI”,””,””,”VARx-033-FRR”
“LEVI Carlo”,”Quaderno a cancelli.”,”EINAUDI. TORINO. 1979″,”pag XI 233 8°”,””,”testimonianza di Linuccia SABA e una nota di Aldo MARCOVECCHIO; Collana Saggi”,””,””,”VARx-033-FSD”
“AGNELLI Susanna”,”Addio, addio mio ultimo amore.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1985″,”pag 189 8°”,””,””,””,””,”VARx-033-FV”
“LUKACS Gyorgy”,”Il marxismo e la critica letteraria.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1953″,”pag 472 8°”,””,”premessa all’edizione italiana introduzione agli scritti di estetica di Marx ed Engels, note; Collana Saggi”,””,””,”VARx-034″
“DAUDET Alphonse”,”Tartarino di Tarascona. Tartarino sulle alpi – Porto Tarascona.”,”ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI. NOVARA. 1991″,”pag 358 16°”,””,”cronologia: Le date essenziali, Quadro storico e culturale, notizie sull’autore; Collana Tesori della narrativa universale”,””,””,”VARx-034-FER”
“OMERO, a cura di Ettore ROMAGNOLI”,”Iliade. Volume secondo. Dal canto XIII al canto XXIV.”,”NICOLA ZANICHELLI EDITORI. BOLOGNA. 1924″,”pag 310 8°”,””,”incisioni di A. DE-CAROLIS; ‘I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli'”,””,””,”VARx-034-FGB”
“MANN Thomas, a cura di Marino FRESCHI”,”Der Tod in Venedig – La morte a Venezia.”,”EINAUDI. TORINO. 2004″,”pag L 205 8°”,””,”bibliografia, note, ‘Thomas Mann, vita e opere’, traduzione di Anita RHO, Einaudi Tascabili. Serie bilingue. Letteratura tedesca”,””,””,”VARx-034-FL”
“SEBEOK Thomas A.”,”Contributi alla dottrina dei segni.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1979″,”pag 231 8°”,””,”nota del traduttore, prefazione, note, bibliografia, indice nomi; traduzione di Massimo PESARESI”,””,””,”VARx-034-FRR”
“BARTEZZAGHI Stefano”,”L’orizzonte verticale. Invenzione e storia del cruciverba.”,”GIULION EINAUDI EDITORE. TORINO. 2007″,”pag XVI 382 8°”,””,”ntoa al testo, ringraziamenti, prologo: ‘Quadro del Novecento’, appendice, note, indice nomi; Collana Saggi”,””,””,”VARx-034-FSD”
“PAPINI Giovanni”,”Dante vivo.”,”LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA. FIRENZE. 1933″,”pag 180 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-034-FV”
“HAUSER Arnold”,”Storia sociale dell’ arte. Volume primo. Preistoria Antichità Medioevo Rinascimento Manierismo Barocco.”,”EINAUDI. TORINO. 1979 ediz orig it 1955″,”pag 537 16°”,”PBE”,”note illustrazioni foto”,””,””,”VARx-035″
“FLAUBERT Gustave”,”Bouvard e Pécuchet.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1968″,”pag 329 16°”,””,”introduzione: ‘Flaubert e il suo tempo – Introduzione – Alcuni giudizi critici – bibliografia; appendice: ‘Dizionario dei luoghi comuni; Catalogo delle idee chic – Sciocchezzaio'”,””,””,”VARx-035-FER”
“VIRGILIO P. Marone, a cura di Antonio LOMBARDI”,”L’Eneide. (Libri V-VI)”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE. SD”,”pag 331 32°”,””,”La materia dei primi quattro libri contenuti nei volumi I-II; sommario; Biblioteca per la diffusione degli studi classici; opera Eineide tradotta e commentata col testo a fronte da Antonio LOMBARDI”,””,””,”VARx-035-FGB”
“GOETHE Johann Wolfgang, commento di Herbert von EINEM adattato da Emilio CASTELLANI”,”Viaggio in Italia.”,”MONDADORI. MILANO. 1983″,”pag LVIII 856 16°”,””,”commento di Herbert von EINEM adattato da Emilio CASTELLANI, prefazione e cronologia di Roberto FERTONANI, bibliografia e bibliografia ragionata di Roberto FERTONANI, avvertenza del traduttore, note, traduzione di Emilio CASTELLANI, indice dei nomi, Collana I Meridiani,”,””,””,”VARx-035-FL”
“CASSIRER Ernst, a cura di Salvatore VECA”,”Lo strutturalismo nella linguistica moderna.”,”GUIDA EDITORI. NAPOLI. 1970″,”pag 63 16°”,””,”introduzione e traduzione italiana di Salvatore VECA, note, nota bibliografica; Collana Gli Opuscoli”,””,””,”VARx-035-FRR”
“BECCARIA Gian Luigi”,”I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1995″,”pag XXIX 308 8°”,””,”abbreviazioin, criteri di trascrizione fonetica, note, indice nomi argomenti; Collana ‘Saggi'”,””,””,”VARx-035-FSD”
“AAVV”,”The Concise. Oxford Dictionary of Quotations.”,”OXFORD UNIVERSITY PRESS. NEW YORK. 1990″,”pag 464 8°”,””,”prefazione editoriale di B.J. PALMER; indice nomi argomenti, Oxford Reference”,””,””,”VARx-035-FV”
“HAUSER Arnold”,”Storia sociale dell’ arte. Volume Secondo. Rococò Neoclassicismo Romanticismo Arte moderna e contemporanea.”,”EINAUDI. TORINO. 1979 ediz orig it 1956″,”pag 505 16°”,”PBE”,”note illustrazioni foto”,””,””,”VARx-036″
“WOODIWISS Kathleen”,”Come cenere nel vento.”,”EUROCLUB. MILANO. 1981″,”pag 661 8°”,””,”traduzione di Adriana DELL’ORTO”,””,””,”VARx-036-FER”
“VIRGILIO P. Marone, a cura di Antonio LOMBARDI”,”L’Eneide. (Libri IX-X)”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE. SD”,”pag 331 32°”,””,”La materia degli otto libri contenuti nei volumi I-IV; sommario; Biblioteca per la diffusione degli studi classici; opera Eineide tradotta e commentata col testo a fronte da Antonio LOMBARDI”,””,””,”VARx-036-FGB”
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Wilhelm Meister. Gli anni dell’apprendistato.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 2006″,”pag XXX 596 8°”,””,”introduzione: ‘Sul ‘Wilhelm Meister” di Hernann HESSE, note, appendice: ‘Dall’epistolario Goethe-Schiller’, traduzione di Anita RHO e Emilio CASTELLANI, Gli Adelphi”,””,””,”VARx-036-FL”
“JAKOBSON Roman”,”Lo sviluppo della semiotica e altri saggi.”,”BOMPIANI. MILANO.”,””,””,”introduzione di Umberto ECO, note, traduzioni di Andrea LA-PORTA Emilio PICCO Ugo VOLLI; Studi Bompiani, Il campo semiotico, a cura di Umberto ECO”,””,””,”VARx-036-FRR”
“HESS Rémi”,”Il valzer. Rivoluzione della coppia in Europa.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1993″,”pag XI 348 8°”,””,”ringraziamenti, note, illustrazioni, notizie biografiche su autori, compositori e ballerini citati nel corpo dell’opera, nota sull’origine delle parole “”valse”” e “”walzer”””,””,””,”VARx-036-FSD”
“PROCHNOW Herbert V. and PROCHNOW Herbert V. Jr.”,”The Toastmaster’s Treasure Chest.”,”HARPER & ROW, PUBLISHERS. NEW YORK. 1979″,”pag VIII 470 8°”,””,”prefazione indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-036-FV”
“RECLUS Eliseo”,”La montaña.”,”F. SEMPERE Y COMPAÑIA EDITORES. VALENCIA. 1909″,”pag 201 16°”,””,”elenco opere autore; traduzione di A. LOPEZ RODRIGO”,””,””,”VARx-037″
“FO Dario; FRANCESCHI Vittorio; a cura di Emilio BENEDETTI”,”Compagni senza censura. Mistero buffo (Fo) – L’operaio conosce 300 parole il padrone 1000 per questo lui è il padrone (Fo); Un sogno di sinistra (Franceschi) – MTM: come rendere musicale e quasi dilettevole ciò che a prima vista sembra sofferenza e fatica.”,”GABRIELE MAZZOTTA EDITORE. MILANO. 1970″,”pag 388 8°”,””,”introduzione: Spettacoli programmati da Nuova Scena; testi teatrali, Dibattiti e interventi del pubblico; ‘Teatro politico della Associazione Nuova Scena”,””,””,”VARx-037-FER”
“VIRGILIO P. Marone, a cura di Antonio LOMBARDI”,”L’Eneide. (Libri XI-XII)”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE. SD”,”pag 375 32°”,””,”La materia dei dieci libri contenuti nei volumi I, II, III, IV e V; sommario; Biblioteca per la diffusione degli studi classici; opera Eineide tradotta e commentata col testo a fronte da Antonio LOMBARDI”,””,””,”VARx-037-FGB”
“BRETON André, a cura di Ivos MARGONI”,”Per conoscere Andrè Breton e il Surrealismo.”,”MONDADORI. MILANO. 1976″,”pag 734 16°”,””,”introduzione, note, bibliografia, cronologia, traduzioni di Liliana MAGRINI, Concetta SCOGNAMIGLIO, Giordano FALZONI, Gli Oscar, Collana ‘Per conoscere'”,””,””,”VARx-037-FL”
“MARTINET André”,”La considerazione funzionale del linguaggio.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1965″,”pag 228 8°”,””,”presentazione dell’edizione italiana, prefazione, note, indice nomi; traduzionedi Giovanna MADONIA; Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-037-FRR”
“BORGES Jorge Luis, a cura di Martin ARIAS e Martin HADIS”,”La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 2006″,”pag XXX 332 8°”,””,”ringraziamenti, prefazione: ‘A proposito di questo libro’ di Martin ARIAS e Martin HADIS, introduzione di Martin ARIAS, ‘Borges in aula’ di Martin HADIS; Lezioni 1-25, Epilogo, indice nomi; Collana ‘Saggi’ traduzione di Irene BUONAFALCE e Glauco FELICI”,””,””,”VARx-037-FSD”
“TOBINO Mario”,”Il deserto della Libia. Una generazione mandata allo sbaraglio in una guerra non sua.”,”MONDADORI. MILANO. 1973″,”pag 207 16°”,””,”introduzione di Gilberto FINZI ‘Mario Tobino’ (cenni biografici), antologia critica (Carlo BO, Franco FORTINI, Giuseppe CINTOLI, Cesare GARBOLI, Claudio MARABINI, Geno PAMPALONI), note biografiche opera e bibliografia essenziale; collana Oscar”,””,””,”VARx-037-FV”
“MAUROIS André”,”De Proust a Camus.”,”LIBRAIRIE ACADEMIQUE PERRIN. PARIS. 1963″,”pag 347 8°”,””,”nota introduttiva foto”,””,””,”VARx-038″
“LA-MAGNA Giovanni ANNARATONE Alessandro”,”Vocabolario greco-italiano.”,”CARLO SIGNORELLI EDITORE. MILANO. 1955″,”pag 1597 8°”,””,”prefazione di LA-MAGNA Giovanni ANNARATONE Alessandro, elenco degli autori (sigle), elenco degli abbreviazioni principali”,””,””,”VARx-038-FGB”
“SCHILLER Friedrich”,”Wallenstein.”,”EINAUDI. TORINO. 1993″,”pag 365 8°”,””,”prefazione di Massimo MILA, nota alla traduzione di Cesare CASES, traduzione di Massimo MILA, Collana Scrittori tradotti da scrittori”,””,””,”VARx-038-FL”
“BONOMI Andrea”,”Le immagini dei nomi.”,”GARZANTI. MILANO. 1987″,”pag 224 8°”,””,”premessa, avvertenza, note, testi citati, indice nomi argomenti; Collana Saggi Blu”,””,””,”VARx-038-FRR”
“HEMINGWAY Ernest, a cura di Bruno FONZI”,”Torrenti di primavera. Storia romantica in onore di una grande razza al tramonto.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1951″,”pag 108 8°”,””,”nota introduttiva, nota finale dell’autore; Collana Saggi”,””,””,”VARx-038-FSD”
“VOLTAIRE, a cura di Julien GUNTZBERGER”,”Zaïre. Tragédie. (1732)”,”LAROUSSE. PARIS. 1934″,”pag 106 16°”,””,”cronologia della vita di Voltaire, notizia note a cura di Julien GUNTZBERGER; Classiques Larousse, a cura di Félix GUIRAND”,””,””,”VARx-038-FV”
“GIBBON Edward”,”Viaggio in Italia.”,”EDIZIONI DEL BORGHESE. MILANO. 1965″,”pag 324 8°”,””,”elenco delle abbreviazioni usate nelle note prefazione illustrazioni appendice: ‘Gli estratti maggiori dal diario di William Guise’ indice nomi”,””,””,”VARx-039″
“BEETHOVEN Ludwig van, a cura di Michele PORZIO”,”Autobiografia di un genio. Lettere, pensieri, diari.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1996″,”pag 149 16°”,””,”introduzione di Michele PORZIO, nota del curatore, Lettere, Pensieri e Diari, note; Collana Piccola Biblioteca Oscar”,””,””,”VARx-039-FGB”
“WU MING (Collettivo di autori)”,”Manituana.”,”EINAUDI. TORINO. 2007″,”pag 613 8°”,””,”prologo, epilogo, cartina, Einaudi Stile libero Big,”,””,””,”VARx-039-FL”
“WHORF Benjamin L., a cura d John B. CARROLL”,”Linguaggio, pensiero e realtà. Raccolta di scritti.”,”PAOLO BORINGHIERI. TORINO. 1977″,”pag XXI 249 8°”,””,”premessa: ‘Presenza e attualità di Whorf nella linguistica’ di Alberto MIONI, introduzione di J.B. CARROLL, note, grafici, appendice: ‘Impostazione e schema per la raccolta delle informazioni sui linguaggi’, bibliografia”,””,””,”VARx-039-FRR”
“ROMANO Marco”,”L’estetica della città europea. Forme e immagini.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1993″,”pag 218 8°”,””,”introduzione, illustrazioni, mappe, bibliografia; Collana Saggi”,””,””,”VARx-039-FSD”
“CECOF (CECOV) Anton”,”Racconti agrodolci.”,”CASA EDITRICE APOLLO. BOLOGNA. 1927″,”pag 217 8°”,””,”traduzione dal testo russo di Olga MALAVASI ARPSHOFEN”,””,””,”VARx-039-FV”
“MALRAUX André”,”La condicion humana.”,”EDITORIAL SUDAMERICANA. EDHASA. BARCELLONA. 1971″,”pag 292 16°”,””,””,””,””,”VARx-040″
“FRANCOVICH ONESTI Nicoletta DIGILIO Maria Rita”,”Breve storia della lingua inglese.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA: 2005″,”pag 111 8°”,””,”Figure, per riassumere, appendice: Testi ed esercizi, bibliografia, abbreviazioni, simboli, Collana Le Bussole Studi Linguistico-Letterari,”,””,””,”VARx-040-FL”
“GOODMAN Nelson”,”I linguaggi dell’arte.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1976″,”pag XVIII 235 8°”,””,”introduzione e cura di Franco BRIOSCHI, prefazione, introduzione, note, indice nomi argomenti; Collana Theoria, diretta da Marco MONDADORI”,””,””,”VARx-040-FRR”
“STAROBINSKI Jean”,”A piene mani. Dono fastoso e dono perverso.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1995″,”pag 188 8°”,””,”prefazione: ‘Partito preso. Per fare che cosa?’, prefazione all’edizione italiana, antologia, catalogo delle opere, bibliografia, esposizioni, indice nomi; Collana Saggi traduzione di Antonia PERAZZOLI TADINI”,””,””,”VARx-040-FSD”
“SCHILLER Federico”,”Maria Stuarda.”,”RIZZOLI. MILANO. 1950″,”pag 108 16°”,””,”nota biografica personaggi note; traduzione di Liliana SCALERO; Collana BUR”,””,””,”VARx-040-FV”
“BLOOM Harold”,”El canon occidental. La escuela y los libros de todas las epocas.”,”EDITORIAL ANAGRAMA. BARCELONA. 1995 ediz orig 1994″,”pag 588 8°”,””,”prefazione appendici: classificazione autori ed opere, indice nomi; note biografiche autore”,””,””,”VARx-041″
“FORNARA Simone”,”Breve storia della grammatica italiana.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA: 2005″,”pag 128 8°”,””,”Premessa, per iassumere, bibliografia, Collana Le Bussole, Studi Liguistico-Letterari,”,””,””,”VARx-041-FL”
“ECO Umberto”,”Semiotica e filosofia del linguaggio.”,”EINAUDI. TORINO. 1984″,”pag VII 318 8°”,””,”introduzione, bibliografia; Einaudi Paperbacks”,””,””,”VARx-041-FRR”
“PORTINARI Folco”,”Le parabole del reale. Romanzi italiani dell’Ottocento.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1976″,”pag XV 261 8°”,””,”introduzione, illustrazioni, indice nomi; Collana Saggi”,””,””,”VARx-041-FSD”
“DE-MICHELI Mario”,”Le avanguardie artistiche del Novecento.”,”EDIZIONI FELTRINELLI. MILANO. 1985″,”pag 421 16°”,””,”nota alla presente edizione (1966) note illustrazioni foto documenti cronologia; Collana UE”,””,””,”VARx-041-FV”
“CHICCO Francesco LIVIO Gigi”,”L’ ascesa della borghesia e la nascita del movimento operaio (1815-1914). Antologia.”,”PARAVIA. TORINO. 1981″,”pag 518 8°”,””,”presentazione cartine cronologia comparata ragionata note bibliografia”,””,””,”VARx-042″
“GOETHE Johann Wolfgang, a cura di Rosita COPIOLI”,”Gli anni di viaggio di Wilhelm Meister, o i Rinuncianti.”,”EDIZIONI MEDUSA. MILANO. 2006″,”pag 462 8°”,””,”introduzione della curatrice, note, Collana Le porpore”,””,””,”VARx-042-FL”
“DINNEEN Francis P.; edizione italiana a cura di Luigi HELLMANN”,”Introduzione alla linguistica generale.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1970″,”pag 599 8°”,””,”premessa all’edizione italiana, prefazione dell’autore, note, bibliografia, indice nomi; traduzione di Marcella GRANDI e Teresa COLLOCA”,””,””,”VARx-042-FRR”
“MENEGHETTI Maria Luisa”,”Il pubblico dei trovatori. La ricezione della poesia cortese fino al XIV secolo.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1992″,”pag 329 8°”,””,”nota, note, bibliografia, elenco tavole, indice autori antichi e personaggi storici, indice autori moderni, indice dei manoscritti citati in sigla o con dizione sommaria, indice topografico dei manoscritti citati; Collana Saggi”,””,””,”VARx-042-FSD”
“DE-AMICIS Edmondo”,”Sull’Oceano.”,”GARZANTI. MILANO. 1944″,”pag 422 16°”,””,””,””,””,”VARx-042-FV”
“DE-SANCTIS Francesco”,”Saggi critici.”,”TIPI F. DI GENNARO & A. MORANO. NAPOLI. 1898″,”pag 552 8°”,””,””,””,””,”VARx-043″
“DICKENS Charles”,”Racconti di Natale.”,”MONDADORI. MILANO. 2005″,”pag XXV 527 16°”,””,”introduzione di Alex R. FALZON, traduzione di Emanuele GRAZZI, note, collana Oscar Classici Mondadori”,””,””,”VARx-043-FL”
“BLACK Max”,”Modelli archetipi metafore.”,”PRATICHE EDITRICE. PARMA. 1983″,”pag 146 16°”,””,”nota, introduzione, note; Collana Le forme del discorso”,””,””,”VARx-043-FRR”
“MORETTI Franco”,”Atlante del romanzo europeo, 1800-1900.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1997″,”pag 208 8°”,””,”introduzione: ‘Verso una geografia della letteratura’, note, illustrazioni, cartine, mappe, grafici, indice dei nomi e delle opere; Collana Saggi”,””,””,”VARx-043-FSD”
“CECHOV Anton, a cura di Assia BJELOV”,”La steppa e altri racconti.”,”EDIZIONI ULTRA. MILANO. 1945″,”pag 422 16°”,””,”nota a Cechov, ‘Ghirlanda Romantica Rara Universale'”,””,””,”VARx-043-FV”
“ZANNELLA Paolo”,”Rosanera.”,”GUANDA. PARMA. 1957″,”pag 33 16°”,””,””,””,””,”VARx-044″
“PAVESE Cesare”,”Tutti i romanzi. Prima che il gallo canti. Il carcere. La casa in collina. La luna e i falò. Volume Due.”,”EINAUDI. TORINO. 2008″,”pag 322 8°”,””,”Cartina”,””,””,”VARx-044-FL”
“BRENTANO Clemens”,”I diversi Wehmüller ovvero le effigi nazionali ungheresi. Con un testo di Hans Magnus Enzensberger: ‘Su Brentano’.”,”SE – STUDIO EDITORIALE. MILANO. 1985″,”pag 78 16°”,””,”note; Piccola Enciclopedia”,””,””,”VARx-044-FRR”
“VERGILI MARONIS P. (VIRGILIO)”,”Opera. Bucolica – Georgiche – Eneide”,”OXFORD UNIVERSITY PRESS- CLARENDON – OXONII E TYPOGRAPHEO CLARENDONIANO. LONDON, GRAN BRETAGNA. 1959″,”pag VII 952 8°”,””,”prefazione: breve annotazione critica di Fredericvs Arturys HIRTZEL, note, Oxford Classical Texts,Greek – Latin”,””,””,”VARx-044-FSD”
“HUXLEY Aldous”,”Il mondo nuovo. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1946″,”pag 283 16°”,””,”traduzione dall’inglese di Lorenzo GIGLI, Titolo originale ‘Brave New World’, Collana Medusa”,””,””,”VARx-044-FV”
“MUSIL Robert”,”L’ uomo senza qualità. Volume primo.”,”EINAUDI. TORINO. 1957″,”pag 779 8°”,””,”traduzione di Anita RHO”,””,””,”VARx-045″
“MUSIL Robert”,”L’ uomo senza qualità. Volume secondo.”,”EINAUDI. TORINO. 1958″,”pag 439 8°”,””,”traduzione di Anita RHO”,””,””,”VARx-045-B”
“PAVESE Cesare”,”Tutti i romanzi. Altri racconti. L’Eremita. Volume Sei.”,”EINAUDI. TORINO. 2008″,”pag 251 8°”,””,””,””,””,”VARx-045-FL”
“LINSKY Leonard a cura; saggi di W.V.O QUINE A.F. SMULLYAN R.B. MARCUS D. FOLLESDAL S.A. KRIPKE T. PARSONS L. LINSKY D. KAPLAN J. HINTIKKA A. CHURCH”,”Riferimento e modalità.”,”BOMPIANI. MILANO. 1974″,”pag 223 8°”,””,”nota, introduzione, note, bibliografia; Collana Studi Bompiani, Logica e filosofia del linguaggio, a cura di Andrea BONOMI; traduzione di Ermanno BENCIVENGA”,””,””,”VARx-045-FRR”
“CAESARIS C. Iuli (Giulio CESARE)”,”Commentariorum. Pars prior qua continentur Libri VII De Bello Gallico cum A. Hirti Supplemento.”,”OXFORD UNIVERSITY PRESS- CLARENDON – OXONII E TYPOGRAPHEO CLARENDONIANO. LONDON, GRAN BRETAGNA. 1959″,”pag 240 16°”,””,”prefazione: brevi annotazioni critiche di Renatus DU-PONTET, note, indice nomi; Oxford Classical Texts,Greek – Latin”,””,””,”VARx-045-FSD”
“HUGO Vittor / ZOLA Emilio”,”La Rivoluzione. Sogno. Poemetto volto in prosa. Realtà – Il Quarantotto (Hugo) / J’accuse, con la Storia del processo Dreyfus (Zola).”,”SOCIETA’ EDITRICE PARTENOPEA. NAPOLI. 1913″,”pag 116 / 113 16°”,””,”traduzione di A. Guglielmo DINUCCI”,””,””,”VARx-045-FV”
“MONTANARI Fausto”,”Il mondo di Dante.”,”EDINDUSTRIA EDITORIALE. ROMA. 1966″,”pag 261 16°”,””,”bibliografia ragionata; collana Italsider”,””,””,”VARx-046″
“GOGOL Nikolaj”,”Il naso. Il ritratto.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 1989″,”pag 238 16°”,””,”introduzione di Eridano BAZZARELLI, testo russo a fronte, traduzione di Tommaso LANDOLFI, note, BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-046-FL”
“CASTELLANI Francesca”,”Intensioni e mondi possibili.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1990″,”pag 201 8°”,””,”premessa, introduzione, note, riferimenti bibliografici; Epistemologia, collana diretta da Evandro AGAZZI”,””,””,”VARx-046-FRR”
“HOFFMANN Ernst Theodor Amadeus”,”La Signorina Scuderi. (Tit: orig. ‘Das Fräulen von Scuderi’)”,”EDIZIONI L’UNITA’. ROMA. 1994″,”pag 94 16°”,””,”nota introduttiva; traduzioen di Maria Paola ARENA; Collana Theoria, Illusioni e fantasmi, I libri de l’Unità”,””,””,”VARx-046-FSD”
“CONRAD Giuseppe”,”Nostromo. Romanzo.”,”A. BARION EDITORE. MILANO. 1931″,”pag 382 16°”,””,”traduzione dall’inglese di Mario BENZI”,””,””,”VARx-046-FV”
“GROSZ George HERZFELDE Wieland”,”Die Kunst ist in Gefahr. Drei Aufsätze.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1925 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 47 16°”,””,”note; Malik-Bücherei Band 3.”,””,””,”VARx-047″
“MARTELLI Sebastiano DI-PASQUA Salvatore”,”Guida alla lettura di Silone.”,”MONDADORI. MILANO. 1988″,”pag 181 16°”,””,”introduzione note al testo, Collana Oscar Manuali”,””,””,”VARx-047-FL”
“WATZLAWICK Paul HELMICK-BEAVIN Janet JACKSON Don D.”,”Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi delle patologie e dei paradossi.”,”CASA EDITRICE ASTROLABIO. ROMA. 1971″,”pag 297 8°”,””,”introduzione, note, bibliografia, glossario, indice nomi autori e argomenti; Collana Psiche e coscienza”,””,””,”VARx-047-FRR”
“COCAI Merlin (Teofilo FOLENGO), a cura di Alessandro LUZIO”,”Le maccheronee. Volume primo.”,”GIUS. LATERZA & FIGLI. BARI. 1911″,”pag 352 8°”,””,”Collana ‘Scrittori d’Italia’”,””,””,”VARx-047-FSD”
“STECCHETTI Lorenzo (alias Olindo GUERRINI)”,”Nova polemica.”,”ATTILIO BARION EDITORE. MILANO. 1919″,”pag 157 16°”,””,”dedica prologo note”,””,””,”VARx-047-FV”
“GUIDONY Alexander”,”Dizzy. Erzählung dem Jahre 1950.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1924 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 84 16°”,””,””,””,””,”VARx-048″
“MAURO Walter”,”Il musical americano. Da Broadway a Hollywood.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1997″,”pag 91 16°”,””,”cronologia videografia bibliografia; Collana Il Sapere a cura di Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-048-FL”
“MATTHEWS Peter H.”,”Morfologia. Introduzione alla teoria della struttura della parola.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1979″,”pag 277 8°”,””,”presentazione di Diego ZANCANI, note, abbreviazioni; La Nuova Scienza, Serie di linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-048-FRR”
“COCAI Merlin (Teofilo FOLENGO), a cura di Alessandro LUZIO”,”Le maccheronee. Volume secondo.”,”GIUS. LATERZA & FIGLI. BARI. 1911″,”pag 373 8°”,””,”Collana ‘Scrittori d’Italia’”,””,””,”VARx-048-FSD”
“MOLIERE (POQUELIN Giovan Battista), a cura di Massimo BONTEMPELLI”,”L’avaro. Commedia in cinque atti.”,”UNIVERSALE ECONOMICA. MILANO. 1950″,”pag 122 16°”,””,”notizie sull’autore, prefazione di Massimo BONTEMPELLI”,””,””,”VARx-048-FV”
“SHAKESPEARE William”,”La tempesta.”,”RIZZOLI. MILANO. 1987 quinta edizione BUR”,”pag 270 16°”,””,”avvertimento introduzione (pag 19-99) tra cui ‘Fonti per la biografia di Shakespeare’; traduzione e note di Gabriele BALDINI; testo a fronte nota introduttiva a ‘La tempesta’ illustrazioni”,””,””,”VARx-049″
“MAURO Walter”,”La storia del Jazz.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1997″,”pag 97 16°”,””,”I protagonisti, discografia, videografia; Collana Il Sapere a cura di Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-049-FL”
“MILLER Alexander”,”An Introduction to Contemporary Metaethics.”,”POLITY PRESS. CAMBRIDGE. 2003″,”pag X 316 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, appendice, riferimenti bibliografia; indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-049-FRR”
“TRUSS Lynne”,”Eats, Shoots & Leaves. The Zero Tolerance Approach to Punctuation.”,”PROFILE BOOKS. LONDON. 2003″,”pag 209 16°”,””,”Introduzione: ”The Seventh Sense’, bibliografia”,””,””,”VARx-049-FSD”
“GORKI Massimo”,”Varenka Olessova – Conovalov.”,”S.A. EDIZIONI “”DELTA””. MILANO. 1929″,”pag 255 16°”,””,”prefazione editoriale, traduzione integrale da russo di M. Karklina RAKOVSKA, Scrittori italiani e stranieri”,””,””,”VARx-049-FV”
“MAJAKOVSKY Vladimir”,”150 millionen. Autorisierte Nachdichtung von Johannes R. Becher.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1924 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 60 16°”,””,””,””,””,”VARx-050″
“MAURO Walter”,”La musica americana. Dal Song al Rock.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1994″,”pag 96 16°”,””,”I protagonisti, bibliografia discografia, videografia; Collana Il Sapere a cura di Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-050-FL”
“WILEY Norbert”,”The Semiotic Self.”,”POLITY PRESS. CAMBRIDGE. 1994″,”pag XIII 250 8°”,””,”prefazione, note dell’autore, ringraziamenti, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-050-FRR”
“TABUCCHI Antonio”,”Requiem. Un’allucinazione.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1992″,”pag 142 16°”,””,”nota, traduzione dal portoghese di Sergio VECCHIO; Collana UEM Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-050-FSD”
“PAYOT Jules”,”La conquête du bonheur.”,”LIBRAIRIE FELIX ALCAN. PARIS. 1936″,”pag 279 8°”,””,”note; Bibliotheque de philosophie contemporaine”,””,””,”VARx-050-FV”
“SIEGFRIED André”,”Savoir parler en public.”,”EDITIONS ALBIN MICHEL. PARIS. 1966 ediz orig 1950″,”pag 162 16°”,””,”prefazione introduzione”,””,””,”VARx-051″
“MANZONI Alessandro, a cura di VIGORELLI Giancarlo”,”Storia della colonna infame.”,”BOMPIANI. MILANO. 1942″,”pag 219 8°”,””,”avvertenza, ‘In margine alla “”Colonna Infame””: Grazia e delirio’, introduzione; Biblioteca Universale Valentio Bompiani Editore”,””,””,”VARx-051-FL”
“PARISI Domenico”,”Il linguaggio come processo cognitivo.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1972″,”pag 202 8°”,””,”prefazione, note, grafici, bibliografia; Lezioni e seminari”,””,””,”VARx-051-FRR”
“LEPSCHY Anna Laura LEPSCHY Giulio”,”La lingua italiana. Storia, varietà dell’uso, grammatica.”,”BOMPIANI. MILANO. 1984″,”pag 232 8°”,””,”prefazione, prefazione all’edizione italiana, note, bibliografia sommaria, tavola dei principali simboli fonetici usati, segni diacritici, indice analitico”,””,””,”VARx-051-FSD”
“SCHILLER Federico”,”Don Carlos.”,”RIZZOLI. MILANO. 1953″,”pag 173 16°”,””,”nota introduttiva, personaggi; Collana BUR”,””,””,”VARx-051-FV”
“ZWEIG Stefan”,”Tolstoi.”,”REVISTA LITERARIA. MADRID. 1957″,”pag 51 8°”,””,””,””,””,”VARx-052″
“GOETHE Johann Wolfgang, a cura di Renata CARUZZI”,”Romanzi.”,”MONDADORI. MILANO. 1979″,”pag XLIX 843 16°”,””,”prefazione di Claudio MAGRIS, cronologia, note e bibliografia a cura di Renata CARUZZI, I dolori del giovane Werther traduzione di G.A. BORGESE, La vocazione teatrale di Wilhelm Meister traduzione di Emilio CASTELLANI, Le affinità elettive traduzione di Massimo MILA, Collana I Meridiani, Collezione diretta da Giansiro FERRARA”,””,””,”VARx-052-FL”
“WOLLHEIM Richard”,”Introduzione all’estetica.”,”ISEDI. MILANO. 1974″,”pag 180 16°”,””,”avvertenza, introduzione all’estetica, bibliografia”,””,””,”VARx-052-FRR”
“FIRENZUOLA Agnolo, a cura di Adriano SERONI”,”Le Novelle.”,”BOMPIANI. MILANO. 1944″,”pag 151 8°”,””,”introduzione, note, glossarietto, nota bibliografica; Collana Il Centonovelle, Novelliere antico e moderno”,””,””,”VARx-052-FSD”
“OMERO, a cura di Maria Grazia CIANI, commento di Elisa AVEZZU'”,”La morte di Ettore (Iliade XXII).”,”MARSILIO EDITORI. VENEZIA. 1987″,”pag 107 16°”,””,”saggio introduttivo di Maria Grazia CIANI: ‘Il tempo degli eroi’, riferimenti bibliografici, testo, commento e bibliografia; Con testo greco a fronte; Il Convivio, collana di classici greci e latini, diretta da Maria Grazia CIANI”,””,””,”VARx-052-FV”
“ASIMOV Isaac”,”La maquina que ganò la guerra.”,”LUIS DE CARALT EDITOR. BARCELONA. 1977″,”pag 206 16°”,””,”presentazione testi”,””,””,”VARx-053″
“SAMPAOLO Giovanni”,”Critica del moderno, linguaggi dell’antico. Goethe e Le affinità elettive.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 1999″,”pag 277 8°”,””,”premessa, abbreviazioni, introduzione, note, Epilogo ‘In mille forme…’, bibliografia, indice dei nomi, indice delle opere di Goethe, Biblioteca di Testi e Studi, Lingue e Letterature Straniere,”,””,””,”VARx-053-FL”
“FORSTER Edward Morgan”,”Maurice. Romanzo.”,”GARZANTI. MILANO. 1972″,”pag 372 8°”,””,”introduzione, traduzione dall’inglese di Marcella BONSANTI; Collezione Romanzi moderni”,””,””,”VARx-053-FRR”
“BÖLL Heinrich”,”L’onore perduto di Katharina Blum, ovvero Come può nascere e dove può condurre la violenza.”,”EINAUDI. TORINO. 1998″,”pag 144 16°”,””,”traduzione di Italo Alighiero CHIUSANO, collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-053-FSD”
“OMERO, a cura di Umberto BOELLA”,”Iliade. Canto XXIV.”,”PARAVIA. TORINO. 1968″,”pag 130 8°”,””,”introduzione nota bibliografia cenni sulla lingua omerica, illustrazioni, note appendice: La sensibilità di Omero (M. Croiset), La lingua dell’Iliade (M. Croiset), Achille ed Omero (G. Murray), Il valore morale dell’Iliade (P. Mazon), Umanità di Achille (C. Marchesi), Il significato della figura di Ettore (A. Bonnard), L’intervento divino in Iliade, XXIV (F. Martinazzoli), ‘La preghiera di Priamo’ (R. Chateaubriand), Cenni sulla fortuna di Omero; indice dei nomi e delle cose notevoli; Civiltà letteraria di Grecia e di Roma, Testi per la scuola italiana, Collana diretta da Italo LANA e ridotta da Carlo CARENA”,””,””,”VARx-053-FV”
“HUGO Victor”,”Der letzte tag eines Verurteilten.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1925 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 80 16°”,””,”traduzione e postfazione di Alfred WOLFENSTEIN introduzione di Victor HUGO (1832)”,””,””,”VARx-054″
“CONAN DOYLE Arthur”,”Sherlock Holmes. The Complete Novels and Stories. Vol. I.”,”BANTAM DELL. NEW YORK. 2003″,”pag XVIII 1059 16°”,””,”introduzione di Loren ESTLEMAN”,””,””,”VARx-054-FL”
“SCOTTI Massimo PALANDRI Sergio GORACCI Doriana FERRARIO Ottavio SAPONARO Renato e altri”,”1° Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa.”,”LUIGI BATTEI. PARMA. 1977″,”pag 109 8°”,””,”prefazione di Luisella DAZIANO; Banca Commerciale Italiana, Cral – Parma”,””,””,”VARx-054-FRR”
“ZARGANI Aldo”,”Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua, 1938-1945.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1995″,”pag 237 8°”,””,”note; Collana Interzezioni”,””,””,”VARx-054-FSD”
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Il procuratore. Quattro novelle da ‘Conversazioni di emigrati tedeschi’. (‘Der Prokurator’)”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1994″,”pag 135 16°”,””,”introduzione di Roberto FERTONANI traduzione di Ada VIGLIANI; testo tedesco a fronte; Collana Oscar Mondadori, Paralleli”,””,””,”VARx-054-FV”
“IVANOV Vsevolod”,”Treno blindato 14-69.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1961″,”pag 202 8°”,””,”traduzione di Filippo FRASSATI prefazione dell’ autore”,””,””,”VARx-055″
“CONAN DOYLE Arthur”,”Sherlock Holmes. The Complete Novels and Stories. Vol. II.”,”BANTAM DELL. NEW YORK. 2003″,”pag XVIII 737 16°”,””,”introduzione di Loren ESTLEMAN”,””,””,”VARx-055-FL”
“GRÜNBAUM Adolf”,”I fondamenti della psicoanalisi. Una critica filosofica.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1988″,”pag 393 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana, ringraziamenti, bibliografia, indice nomi e argomenti; traduzione di Silvia STEFANI, revisione di Alessandro PAGNINI; Collana La Cultura”,””,””,”VARx-055-FRR”
“CAVAZZONI Ermanno”,”Le tentazioni di Girolamo. Romanzo.”,”BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 1991″,”pag 198 8°”,””,”Collana Varianti”,””,””,”VARx-055-FSD”
“CECHOV Anton, a cura di Maria Grazia CERRUTI”,”La fidanzata e altri racconti.”,”EDITORIALE OPPORTUNITY BOOK. MILANO. 1995″,”pag 62 8°”,””,”Quadro del tempo, profilo biografico dell’autore, cronologia della vita e delle opere, glossario commento, Bit – La biblioteca ideale tascabile”,””,””,”VARx-055-FV”
“ESCHILO”,”Orestea. Agamennone Coefore Eumenidi.”,”GARZANTI. MILANO. 2001″,”pag XXIX 265 16°”,””,”profilo storico critico dell’ autore e dell’ opera di Umberto ALBINI, bibliografia ragionata, nota storica e traduzione di Ezio SAVINO; testo a fronte note”,””,””,”VARx-056″
“SCHLEGEL Friedrich, a cura di Andreina LAVAGETTO”,”Dialogo sulla poesia.”,”EINAUDI. TORINO. 1991″,”pag XXIX 79 8°”,””,”prefazione della curatrice, note, Collana Saggi brevi”,””,””,”VARx-056-FL”
“POTOK Chaim”,”Io sono l’argilla.”,”GARZANTI. MILANO. 1993″,”pag 199 8°”,””,”traduzione dall’inglese di Marcella BASSI”,””,””,”VARx-056-FRR”
“BEC Christian CARRAI Stefano PACCAGNELLA Ivano”,”Scarpe Grosse. (Contadini in letteratura).”,”TIRRENIA STAMPATORI. TORINO. 1999″,”pag 61 8°”,””,”premessa di Rinaldo RINALDI, note; Collana A tre voci, Seminari dell’Istituto di Filologia Moderna, Università degli Studi di Parma”,””,””,”VARx-056-FSD”
“BELLOW Saul”,”Herzog.”,”MONDADORI. MILANO. 1990″,”pag 514 8°”,””,”profilo biografico dell’autore: Saul Bellow. La vita, le opere, la fortuna’, bibliografia, traduzione di Letizia CIOTTI MILLER; Collana Oscar Classici moderni”,””,””,”VARx-056-FV”
“HERWEGH Georg”,”Was macht Deutschland? Gedichte.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1926 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 62 16°”,””,”introduzione di Karl OTTEN”,””,””,”VARx-057″
“BERBEROVA Nina”,”Il male nero.”,”TEA EDITORI ASSOCIATI. MILANO. 1992″,”pag 95 16°”,””,”traduzione di Gabriele MAZZITELLI, Collana I Tascabili degli Editori Associati”,””,””,”VARx-057-FL”
“SILVESTRINI Daniela a cura; saggi di David K. LEWIS Jaakko HINTIKKA Richmond H. THOMASON Alvin PLANTINGS John WOODS Ruth BARCAN MARCUS M.J. CRESSWELL Pavel TICHY”,”Individui e mondi possibili. Problemi di semantica modale.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1979″,”pag 275 8°”,””,”premessa, introduzione di Daniela SILVESTRINI, note, bibliografia; SC/10 Readings”,””,””,”VARx-057-FRR”
“MAGGI Carlo Maria, a cura di Dante ISELLA”,”Le Rime Milanesi.”,”GARZANTI. MILANO. 2006″,”pag XXXII 338 16°”,””,”introduzione, nota bio-biblografica, abbreviazioni bibliografiche, nota al testo, glossario, indice nomi propri, indice dei capoversi; Collana I grandi libri Garzanti”,””,””,”VARx-057-FSD”
“FRACCAROLI Arnaldo”,”Racconti dei tropici e dell’equatore.”,”A. MONDADORI EDITORE. VERONA. 1945″,”pag 235 16°”,””,”Collana Opere di Arnaldo Fraccaroli”,””,””,”VARx-057-FV”
“SINCLAIR Upton”,”Die Hölle. Drama in vier Aufzügen mit Kino-einlagen.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1925 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 96 16°”,””,””,””,””,”VARx-058″
“BERBEROVA Nina”,”La resurrezione di Mozart. La scomparsa della Biblioteca Turgenev. La grande città.”,”UGO GUANDA EDITORE. PARMA. 2004″,”pag 89 16°”,””,”traduzione de ‘La Grande città’ di Silvia SICHEL, altre sono di Gabriele MAZZITELLI, Le Fenici Tascabili, I Narratori”,””,””,”VARx-058-FL”
“MELETINSKIJ Elesar M. NEKLJUDOV S. Ju. NOVIK E.S. SEGAL D.M.”,”La struttura della fiaba.”,”SELLERIO EDITORE. PALERMO. 1977″,”pag 137 16°”,””,”prefazione di Antonino BUTTITTA, saggio introduttivo di Donatella FERRARI-BRAVO, note; Collana Prisma”,””,””,”VARx-058-FRR”
“FISHER Margery”,”The Bright Face of Danger:”,”HODDER AND STOUGHTON. LONDON.1986″,”pag 439 8°”,””,”introduzione, note, indice nomi”,””,””,”VARx-058-FSD”
“WELLS H.G., a cura di Jorge Luis BORGES”,”La porta nel muro.”,”MONDADORI. MILANO. 1991″,”pag 206 16°”,””,”introduzione; Collana La biblioteca di Babele, Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-058-FV”
“DE-LA-BOETIE Etienne”,”Freiwillige Knechtschaft. Übersetzt und eingeleitet von Felix Boenheim.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1924 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 45 16°”,””,”introduzione”,””,””,”VARx-059″
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Faust.”,”RCS RIZZOLI LIBRI. MILANO. 2008″,”pag CXXXI 1062 8°”,””,”testo tedesco a fronte, saggio introduttivo di Thomas MANN, traduzione e note di Guido MANACORDA, nota al testo di Giulio SCHIAVONI, cronologia della vita e delle opere, note, nota bibliografica aggiornata, BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-059-FL”
“RECANATI François”,”Literal Meaning.”,”CAMBRIGE UNIVERSITY PRESS. CAMBRIDGE. 2004″,”pag VII 179 8°”,””,”ringraziamenti, introduzione, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-059-FRR”
“CORTENOVA Giorgio, mostra a cura; saggi critici di Armin ZWEITE Natalja AUVTONOMOVA Peter HAHN Gabriella DI-MILIA Jessica BOISSEL Giorgio CORTENOVA, apparati Tulliola SPARAGNI”,”Vasilij Kandinskij.”,”GABRIELE MAZZOTTA. MILANO. 1993″,”pag 265 8° grande”,””,”ringraziamenti, premessa di Enzo ERMINERO, Alfredo MEOCCI, nota del curatore Giorgio CORTENOVA, foto, illustrazioni, iconografia, appendice: ‘Le lettere di Kandinskij a Javlenskij, Le opere, scritti di Kandinskij, a cura di Giorgio CORTENOVA, notizie biografiche a cura di Tulliola SPARAGNI, biblografia, elenco delle opere”,””,””,”VARx-059-FSD”
“SHAKESPEARE William”,”La dodicesima notte. Ovvero quel che volete.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1993″,”pag XI 203 16°”,””,”introduzione traduzione e cura di Agostino LOMBARDO, testo originale a fronte, nota biografica cronologia delle opere, Universale Economica Feltrinelli, I Classici”,””,””,”VARx-059-FV”
“SINCLAIR Upton”,”Der Industriebaron.”,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1925 REPRINT ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”pag 72 16°”,””,””,””,””,”VARx-060″
“SCHILLER Friedrich”,”Sulla poesia ingenua e sentimentale del sublime sul patetico sul sublime.”,”RCS LIBRI. MILANO. 1996″,”pag 218 16°”,””,”introduzione di Andrea PINOTTI, note, cronologia della vita e delle opere, bibliogafia, traduzione di Elio FRANZINI e Walter SCOTTI, note ai testi, I Classici del Pensiero”,””,””,”VARx-060-FL”
“MERRICKS Trenton”,”Objects and Persons.”,”CLARENDON PRESS. OXFORD. 2001″,”pag IX 199 8°”,””,”prefazione, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-060-FRR”
“CAVALCANTI Guido, a cura di Marcello CICCUTO”,”Rime.”,”RIZZOLI. MILANO. 1989″,”pag 179 16°”,””,”introduzione di Maria CORTI, La vita, La struttura delle rime, La canzone ‘Donna me prega’, La fortuna, Documenti, Giudizi critici, Premessa al testo, Bibliografia, Avvertenza, Rime, note, appendice, indice nomi; Collana BUR Poesia”,””,””,”VARx-060-FSD”
“ROSSI Aldo G.B.”,”Sulla strada di Emmaus.”,”PAN. MILANO. 1979″,”pag 167 16°”,””,”presentazione di Giovanni CATTANEI”,””,””,”VARx-060-FV”
“SUE Eugene”,”Plik & Plok.”,”L’ EDITION NOUVELLE. PARIS. 1924 ediz orig 1831″,”pag 272 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-061″
“KRASSNOFF P. N. Generale”,”Dall’Aquila Imperiale alla bandiera rossa.”,”ADRIANO SALANI. FIRENZE. 1929″,”pag 672 16°”,””,”prologo, note, romanzo storico,”,””,””,”VARx-061-FL”
“PRIEST Graham”,”In contradiction. A Study of the Transconsistent.”,”CLARENDON PRESS. OXFORD. 2006″,”pag XXI 327 8°”,””,”edizione aumentata di G. PRIEST, ringraziamenti, prefazione alla prima e seconda edizione, introduzione, note, bibliografia, indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-061-FRR”
“PRATOLINI Vasco”,”Metello. Una storia italiana. I.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1970″,”pag 354 8°”,””,”‘Opere di Vasco Pratolini’; Collezione Narratori italiani”,””,””,”VARx-061-FSD”
“STEVENSON Robert Luis”,”Appunti di viaggio in Francia e in Svizzera.”,”FRANCO MUZZIO EDITORE. PADOVA. 1998″,”pag 133 8°”,””,”prefazione, note nota bibliografica nota biografica; Aritroso, collana ideata da Ippolito PIZZETTI”,””,””,”VARx-061-FV”
“KOESTLER Arthur”,”Buio a mezzogiorno.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1954 1° edizione collana ‘I libri del Pavone'”,”pag 239 16°”,””,””,””,””,”VARx-062″
“ERNOUT Alfred THOMAS François”,”Syntaxe latine.”,”KLINCKSIECK. PARIS. 2002″,”pag XX 522 8°”,””,”prefazione bibliografia abbreviazioni dei nomi degli autori e dei testi latini citat; indice nomi argomenti; Libraire Klincksieck, série linguistique”,””,””,”VARx-062-FL”
“RAPAPORT David”,”Struttura della teoria psicoanalitica. Tentativo di sistematizzazione.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1973 ed. org. 1969″,”pag 181 8°”,””,”prefazione e traduzione di Pier Francesco GALLI, premessa, note, bibliografia, aggiornamenti bibliografici; Collana Testi e manuali della scienza contemporanea, serie di psicologia e psichiatria”,””,””,”VARx-062-FRR”
“PRATOLINI Vasco”,”Cronache di poveri amanti.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1963″,”pag 566 8°”,””,”‘Opere di Vasco Pratolini’; Collezione Narratori italiani”,””,””,”VARx-062-FSD”
“MONTESQUIEU Charles-Louis de Secondat, a cura di Giovanni MACCHIA e Massimo COLESANI”,”Viaggio in Italia.”,”LATERZA. BARI ROMA. 1995″,”pag XXXI 314 8°”,””,”prefazione di Giovanni MACCHIA, nota al testo di Massimo COLESANTI, note illustrazioni; collana Economica Laterza”,””,””,”VARx-062-FV”
“BRAIDOTTI Nazarena”,”Invito alla lettura di Eluard.”,”MURSIA. MILANO. 1978″,”pag 166 16°”,””,”cronologia comparata vita nota bibliografica bibliografia indice nomi indice opere di ELUARD”,””,””,”VARx-063″
“MEILLET Antoine”,”Esquisse d’une histoire de la langue latine.”,”KLINCKSIECK. PARIS. 2004″,”pag XIII 298 8°”,””,”avvertenza alla prima e seconda terza edizione, introduzione bibliografia indice argomenti e dei termini latini; Librairie Klincksieck, série linguistique”,””,””,”VARx-063-FL”
“WEIL Simone”,”Quaderni. Volume primo.”,”ADELPHI. MILANO. 1982″,”pag 403 8°”,””,”‘I «Cahiers» storia di un’opera postuma’ di Giancarlo GAETA, Simone Weil: tratti biografici (1909-1943)’, bibliografia weiliana, prospetto dei “”Quaderni””, prologo appendice, indice dei termini sanscriti; Biblioteca Adelphi”,””,””,”VARx-063-FRR”
“DE-FILIPPO Eduardo”,”I capolavori di Eduardo. Ditegli sempre di sì – Sik-Sik, l’artefice magico – Natale in casa Cupiello – Non ti pago – Napoli milionaria! – Questi fantasmi! – Filumena Marturano – Le voci di dentro.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag XI 394 16°”,””,”nota; Teatro di Eduardo De Filippo; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-063-FSD”
“WELLS H.G.”,”La macchina del tempo. Romanzo.”,”DELTA. MILANO. 1929″,””,””,”prefazione: ‘H.G. Wells’, introduzione, traduzione di Dienne CARTER, Collana Scrittori italiani e stranieri”,””,””,”VARx-063-FV”
“WEISKOPF F.C.”,”Tschechische Lieder. ATHENÄUM VERLAG. KONIGSTEIN. 1981″,”DER MALIK VERLAG. BERLIN. 1925 REPRINT”,”pag 55 16°”,””,”prefazione e traduzione di F.C. WEISKOPF”,””,””,”VARx-064″
“ERNOUT Alfred”,”Morphologie historique du latin.”,”KLINCKSIECK. PARIS. 2002″,”pag IX 256 8°”,””,”introduzione avvertenza prefazione alla seconda e alla terza edizione bibliografia indice degli autori e delle forme; Libraire Klincksieck, série linguistique”,””,””,”VARx-064-FL”
“PERUZZI Alberto, a cura di Mario DAL-PRA”,”Definizioni. La cartografia dei concetti.”,”FRANCO ANGELI. MILANO. 1983″,”pag 468 8°”,””,”premessa, bibliografia; Collana di filosofia diretta da Mario DAL-PRA”,””,””,”VARx-064-FRR”
“SCALERA-McCLINTOCK Giuliana”,”Billy Budd e la negazione dell’innocenza.”,”ESI – EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE. NAPOLI. 1976″,”pag 115 8°”,””,”premessa, note; Collana Saggi, Letteratura: Critica”,””,””,”VARx-064-FSD”
“BRECHT Bertolt, a cura di Ruth LEISER e Franco FORTINI”,”Poesie e canzoni.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1975″,”pag XX 227 16°”,””,”introduzione di Franco FORTINI, note; Nuova universale Einaudi”,””,””,”VARx-064-FV”
“AAVV”,”Dizionario Bompiani delle Opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature. Volume 12°: indici.”,”BOMPIANI. MILANO. 1984″,”pag XIV 500 8°”,””,”avvertenze, indice cronologico comparato per area geografica a quadri sinottici, indice dei titoli originali indice autori”,””,””,”VARx-065″
“FAST Howard”,”Gli Emigranti.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1978″,”pag 381 8°”,””,”traduzione di Augusta MATTIOLI”,””,””,”VARx-065-FL”
“RYLE Gilbert”,”Pensare pensieri.”,”ARMANDO ARMANDO EDITORE. ROMA. 1990″,”pag 175 8°”,””,”introduzione, traduzione e note di Grazia MELILLI RAMOINO, introduzione: ‘Verso una fenomenologia del pensiero, prefazione di G.J. WARNOK, note, appendice: ‘A proposito di Wittgenstein di Bouwsma’, postfazione di K. KOLENDA, indice nomi argomenti; Metodologia delle scienze e filosofia del linguaggio, a cura di Francesco BARONE e Vittorio SOMENZI”,””,””,”VARx-065-FRR”
“BRECHT Bertolt, a cura di Gabriele MUCCHI”,”Poesie inedite sull’amore. Poesie politiche e varie.”,”GARZANTI. MILANO. 1986″,”pag XIII 345 8°”,””,”prefazione di Cesare CASES, versione di Gabriele MUCCHI; ‘Poesie'”,””,””,”VARx-065-FSD”
“SADOVEANU Mihail”,”Mitrea Cocor.”,”EDIZIONI DI CULTURA SOCIALE. ROMA. 1952″,”pag 206 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-065-FV”
“REMARQUE Erich Maria”,”Niente di nuovo sul fronte occidentale.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1977 ediz orig it. MONDADORI, 1931″,”pag 247 8°”,””,”cenni biografici autore opera bibliografia”,””,””,”VARx-066″
“TIRESIAS P.N.”,”Il libro dei sogni. Con un saggio introduttivo sulle dottrine oniriche dai Babilonesi a Freud.”,”ULRICO HOEPLI. MILANO. 1933″,”pag 349 16°”,””,”saggio introduttivo appendice”,””,””,”VARx-066-FL”
“CHOMSKY Noam”,”Problemi di teoria linguistica.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1975″,”pag 169 8°”,””,”avvertenza editoriale, note, appendici, elenco alfabetico degli esempi in inglese tradotti in italiano, bibliografia, abbreviazioni bibliografiche, indice analitico; traduzione di Armando DE-PALMA; Testi e manuali della scienza contemporanea, serie di linguistica diretta da Aldo L. PROSDOCIMI”,””,””,”VARx-066-FRR”
“MORLEY Christopher”,”La libreria stregata.”,”SELLERIO EDITORE. PALERMO. 1994″,”pag 283 16°”,””,”note; Collana La memoria”,””,””,”VARx-066-FSD”
“GRIMM Hans”,”Il tribunale nel Karru e altri racconti.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1939″,”pag 278 16°”,””,”note, traduzione di Ervino POCAR”,””,””,”VARx-066-FV”
“REMARQUE Erich Maria”,”Arco di Trionfo.”,”BOMPIANI. MILANO. 1956″,”pag 518 8°”,””,”traduzione dal tedesco di Bruno MAFFI”,””,””,”VARx-067″
“RENZI Lorenzo”,”Come leggere la poesia.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1991″,”pag 165 8°”,””,”premessa note; Universale Paperbacks Il Mulino”,””,””,”VARx-067-FL”
“PIAGET Jean”,”Logica e psicologia.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1969″,”pag 84 8°”,””,”prefazione all’edizione italiana di Aldo VISALBERGHI, introduzione dell’autore, note, appendice, nota esplicativa sulla logica di Piaget (Aldo Visalberghi); traduzione di Anna Valeria VISALBERGHI; Collana Biblioteca di cultura”,””,””,”VARx-067-FRR”
“DAL-MONTE Alberto”,”Breve storia del romanzo poliziesco.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1962″,”pag 285 8°”,””,”premessa, bibliografia, indice nomi autori; Biblioteca di cultura moderna”,””,””,”VARx-067-FSD”
“MONTI Augusto”,”Ragazza 1924.”,”EINAUDI. TORINO. 1961″,”pag 219 8°”,””,”Collana I coralli”,””,””,”VARx-067-FV”
“MANN Thomas”,”La montagna incantata.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1945″,”pag 723 8°”,””,”traduzione dal tedesco di B. GIACCHETTI-SORTENI”,””,””,”VARx-068″
“PINDARO”,”Tutte le opere. Olimpiche – Pitiche – Nemee – Istmiche – Frammenti.”,”BOMPIANI. MILANO. 2010″,”pag 703 8°”,””,”introduzione di Enzo MANDRUZZATO: ‘Pindaro e il suo tempo’, note, nota bibliografica, testo greco a fronte, collana Il pensiero occidentale, direttore Giovanni REALE”,””,””,”VARx-068-FL”
“ABBOTT Edwin A.”,”Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni.”,”ADELPHI. MILANO. 1978″,”pag 171 8°”,””,”prefazione di Masolino D’AMICO, appendice: un saggio di Giorgio MANGANELLI; Biblioteca Adelphi”,””,””,”VARx-068-FRR”
“BÖLL Heinrich”,”Perché la città si è fatta straniera. Dialoghi con Heinrich Vormweg.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1987″,”pag 151 8°”,””,”note; Collana I Cirri”,””,””,”VARx-068-FSD”
“MONTI Augusto”,”Vietato pentirsi.”,”EINAUDI. TORINO. 1956″,”pag 367 8°”,””,”Collana I coralli”,””,””,”VARx-068-FV”
“BRUNO Giordano a cura di Isa GUERRINI ANGRISANI”,”Candelaio.”,”RIZZOLI. MILANO. 1976″,”pag 329 16°”,””,”cronologia bibliografia introduzione (pag 25-80) ‘Vita e opere di Giordano Bruno’ e note di Isa GUERRINI ANGRISANI, giudizi critici illustrazioni”,””,””,”VARx-069″
“LEVI Primo”,”I sommersi e i salvati.”,”EINAUDI. TORINO. 1986″,”pag 167 16°”,””,”prefazione, conclusione, Gli struzzi”,””,””,”VARx-069-FL”
“LEWIS Roy”,”Il più grande uomo scimmia del Pleistocene.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 1992″,”pag 178 8°”,””,”presentazione di Terry PRATCHETT, traduzione di Carlo BRERA”,””,””,”VARx-069-FRR”
“GOLDONI Carlo, a cura di Annamaria RINDI”,”Commedie scelte. La bottegha del caffé – La locandiera – I rusteghi – Le baruffe chiozzotte – Il ventaglio.”,”EDIZIONI PER IL CLUB DEL LIBRO. MILANO. 1964″,”pag 550 8°”,””,”introduzione: ‘Goldoni e la riforma del teatro’ di Annamaria RINDI, bibliografia note introduttive ai testi, personaggi, glossario cronologia; Collana del Teatro”,””,””,”VARx-069-FV”
“ARETINO Pietro a cura di Paolo PROCACCIOLI”,”Ragionamento. Dialogo.”,”GARZANTI. MILANO. 1984″,”pag XXXIX 519 16°”,””,”introduzione di Paolo PROCACCIOLI ‘Pietro Aretino. La vita. Profilo storico-critico dell’ autore e dell’ opera’ bibliografia note indice nomi voci annotate”,””,””,”VARx-070″
“LUCCIO Fabrizio”,”Strutture Linguaggi Sintassi. Una introduzione.”,”BORINGHIERI. TORINO. 1983″,”pag 212 8°”,””,”prefazione, grafi, tabelle, bibliografia, appendice: procedure per l’elaborazione di strutture a liste”,””,””,”VARx-070-FL”
“LANDOR Walter Savage, a cura di Decio PETTORELLO”,”Pentameron.”,”UTET. TORINO. 1954″,”pag 211 16°”,””,”foto ritratto autore, introduzione di Decio PETTORELLO, introduzione dell’editore nota bibliografica; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri, fondata da Arturo FARINELLI diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-070-FV”
“SUE Eugene”,”I misteri di Parigi. Volume primo.”,”EDIZIONI CASINI. FIRENZE ROMA. 1965″,”pag XXIV 856 8°”,””,”introduzione di Enrico GHIDETTI ‘Eugene Sue e il romanzo sociale in Italia’, note nota biografica bibliografia opere bibliografia critica essenziale prefazione; traduzione di Gigliola FERRARI BALDERESCHI”,””,””,”VARx-071″
“MNACKO Ladislav”,”La notte di Dresda. Romanzo.”,”LONGANESI & C. MILANO. 1968″,”pag 253 16°”,””,”traduzione di Lucia MAZZUCCHETTI, La Gaja Scienza”,””,””,”VARx-071-FL”
“GASKELL Elizabeth, a cura di Augusta GROSSO”,”Cranford.”,”UTET. TORINO. 1951″,”pag 266 16°”,””,”foto ritratto autore, introduzione di Augusta GROSSO, note; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri, fondata da Arturo FARINELLI diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-071-FV”
“SUE Eugene”,”I misteri di Parigi. Volume secondo.”,”EDIZIONI CASINI. FIRENZE ROMA. 1965″,”pag 842 (1693) 8°”,””,”traduzione di Gigliola FERRARI BALDERESCHI”,””,””,”VARx-072″
“TOLSTOJ Lev”,”1805. La prima redazione di ‘Guerra e pace'”,”MARSILIO EDITORI. VENEZIA. 2001″,”pag XXXIV 1009 16°”,””,”introduzione di Pier Cesare BORI, traduzione di Germana MIOZZI, l’Autore dell’opera, varianti, indice delle varianti, Grandi Classici tascabili Marsilio”,””,””,”VARx-072-FL”
“MOLIERE Jean-Baptiste P., a cura di Nicoletta NERI”,”Il convitato di pietra – Il borghese gentiluomo.”,”UTET. TORINO. 1953″,”pag 293 16°”,””,”foto ritratto autore, introduzione di Nicoletta NERI, nota bibliografica personaggi; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri, fondata da Arturo FARINELLI diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-072-FV”
“MALAPARTE Curzio”,”Kaputt.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1960″,”pag 418 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-073″
“SENECA Lucio Anneo, a cura di Giovanni VIANSINO”,”Teatro. Volume I.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. I pag 745 16°”,””,”iraduzione e commento di Giovanni VIANSINO, bibliografia generale, note, I Classici Collezione Greci e Latini XLIX,”,””,””,”VARx-073-FL”
“FENELON François, a cura di Carlo CAVIGLIONE”,”L’educazione delle fanciulle.”,”UTET. TORINO. 1948″,”pag 141 16°”,””,”foto ritratto autore, introduzione di Carlo CAVIGLIONE, nota; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri, fondata da Arturo FARINELLI diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-073-FV”
“NORDAU Max”,”La funzione sociale dell’ arte.”,”FRATELLI BOCCA EDITORI. TORINO. 1897″,”pag 46 8°”,””,””,””,””,”VARx-074″
“SENECA Lucio Anneo, a cura di Giovanni VIANSINO”,”Teatro. Volume II.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. II pag 755 16°”,””,”iremessa, note, nota testuale, bibliografia, traduzione e commento di Giovanni VIANSINO, indice dei nomi, I Classici Collezione Greci e Latini L,”,””,””,”VARx-074-FL”
“SHIPTON Eric”,”Alla conquista dell’Everest.”,”SAIE. TORINO. 1956″,”pag 170 8°”,””,”traduzione di Livia MOSCONE BARGILLI”,””,””,”VARx-074-FV”
“PIRANDELLO Luigi”,”Il giuoco delle parti (1918), commentato da Antonio Gramsci.”,”L’ UNITA’. ROMA. 1993″,”pag 71 16°”,””,”commento di Antonio GRAMSCI”,””,””,”VARx-075″
“OVIDIO”,”Le metamorfosi.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag LXXXVI 801 16°”,””,”introduzione, Il fascino ambiguo del miracolo laico di Alessandro PERUTELLI, avvertenza, argomento del poema, bibliografia di Luigi GALASSO, traduzione di Guido PADUANO, indice dei nomi, I Classici Collezione, Greci e Latini VI,”,””,””,”VARx-075-FL”
“RAJA Elena a cura”,”La vita di Lazzarino di Tormes. Le sue fortune ed avversità.”,”UTET. TORINO. 1951″,”pag 133 16°”,””,”introduzione; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri’ fondata da Arturo FARINELLI e diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-075-FV”
“GARBOLI Cesare MANGANELLI Giorgio”,”Cento libri per due secoli di letteratura.”,”LEGGERE. ROSELLINA ARCHINTO. MILANO. 1989″,”pag 126 16°”,””,”prefazione di Paolo MURIALDI”,””,””,”VARx-076″
“OVIDIO, a cura di Paolo FEDELI”,”Dalla poesia d’amore alla poesia dell’esilio. Volume I.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. I pag CXXVIII 775 16°”,””,”introduzione del curatore, nota biografica, bibliografia ovidiana, elenco delle abbreviazioni, introduzioni, bibliografie specifiche e note, traduzione di Gabriella LETO e Nicola GARDINI, I Classici Collezione, Greci e Latini XVI,”,””,””,”VARx-076-FL”
“RAIMUND Ferdinand, a cura di Isabella PERSICO CAPPA”,”Fiabe drammatiche.”,”UTET. TORINO. 1954″,”pag 331 16°”,””,”ritratto, introduzione di Arturo FARINELLI; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri’ fondata da Arturo FARINELLI e diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-076-FV”
“PIRANDELLO Luigi”,”Così è (se vi pare).”,”L’ UNITA’. ROMA. 1993″,”pag 75 16°”,””,”Commento di Antonio GRAMSCI”,””,””,”VARx-077″
“OVIDIO, a cura di Paolo FEDELI”,”Dalla poesia d’amore alla poesia dell’esilio. Volume II.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. II pag 780-1468 16°”,””,”introduzione del curatore, nota biografica, bibliografia ovidiana, elenco delle abbreviazioni, introduzioni, bibliografie specifiche e note, traduzione di Gabriella LETO e Nicola GARDINI, I Classici Collezione, Greci e Latini XVII,”,””,””,”VARx-077-FL”
“VAN-WYCK-MASON F.”,”L’ammiraglio d’oro.”,”ALDO MARTELLO EDITORE. MILANO. 1959″,”pag 529 8°”,””,”prefazione dell’autore”,””,””,”VARx-077-FV”
“CECCHI Ottavio”,”Umberto Saba.”,”L’ UNITA’. ROMA. 1993″,”pag 76 16°”,””,”presentazione di Ottavio CECCHI, ‘Antologia critica’ di Giacomo DEBENEDETTI Sergio SOLMI Gianfranco CONTINI Eugenio MONTALE Pier Paolo PASOLINI, nota bio-bibliografica”,””,””,”VARx-078″
“STRIANO Enzo”,”Il resto di niente.”,”MONDADORI. MILANO. 2005″,”pag XX 402 16°”,””,”note, bibliografia, traduzioni, nota dell’autore, vita e opere dell’autore, Oscar classici moderni”,””,””,”VARx-078-FL”
“CARLYLE Thomas”,”Gli eroi e il culto degli eroi e l’eroico nella storia.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICO EDITRICE TORINESE. TORINO. 1967″,”pag 363 8°”,””,”introduzione di Giuliano PELLEGRINI, note, traduzione di Rosina CAMPANINI, Collana di traduzioni, I grandi scrittori stranieri, fondata da Arturo Farinelli, Diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-078-FV”
“AAVV”,”Corriere della Sera. 1876-1986. Dieci anni e un secolo. Malaparte e il Corriere.”,”CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 1986 (Fascicolo)”,”pag 66 8°”,””,”foto”,””,””,”VARx-079″
“ESIODO”,”Opere.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag LXVI 644 16°”,””,”premessa, ‘Il poeta e la tradizione’ di Graziano ARRIGHETTI, bibliografia, introduzioni, note e antologia critica, testo greco a fronte, testi introdotti e commentati da Graziano ARRIGHETTI, glossario, indice dei nomi propri, indice degli argomenti, indice dei passi, segni critici, avvertenza, I Classici Collezione, Greci e Latini”,””,””,”VARx-079-FL”
“LANZAVECCHIA Luigi”,”Analisi logica della proposizione e del periodo.”,”EDIZIONI ANDO’. PALERMO. 1959″,”pag 262 8°”,””,”prefazione riquadri esercizi prospetto degli elementi della proposizione prospetto degli elementi del periodo”,””,””,”VARx-079-FV”
“MALRAUX André”,”La condizione umana.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1976 VALENTINO BOMPIANI. 1958″,”pag X 357 8°”,””,”traduzione di A.R. FERRARIN, prefazione (profilo biografico dell’ autore)”,””,””,”VARx-080″
“OMERO”,”Iliade.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag LXXVIII 874 16°”,””,”saggi introduttivi di Guido PADUANO e Maria Serena MIRTO, testo greco a fronte, cartine, bibliografia, argomento del poema, traduzione di Guido PADUANO, indice dei nomi e dei luoghi, I Classici Collezione, Greci e Latini”,””,””,”VARx-080-FL”
“LARTEGUY Jean”,”Né onore né gloria.”,”GARZANTI. MILANO. 1966″,”pag 378 16°”,””,”premessa; traduzione dal francese di Roberto ORTOLANI”,””,””,”VARx-080-FV”
“GIOANOLA Elio”,”Il decadentismo.”,”EDIZIONI STUDIUM. ROMA. 1972″,”pag 164 16°”,””,”bibliografia”,””,””,”VARx-081″
“OMERO, Saggio introduttivo di Alfred HEUBECK”,”Odissea.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag XLIX 824 16°”,””,”testo greco a fronte, premessa di Italo CALVINO, traduzione di G.Aurelio PRIVITERA, bibliografia essenziale, indici, I Classici Collezione, Greci e Latini”,””,””,”VARx-081-FL”
“ARTZYBASCEV Michele”,”Al limite estremo. Romanzo.”,”CASA EDITRICE MONANNI. MILANO. 1928″,”pag 294 16°”,””,”presenazione, traduzione di Mario SALVIATI; prima edizione italiana”,””,””,”VARx-081-FV”
“FARRERE Claude”,”Je suis marin.”,”EDITIONS DU CONQUISTADOR. PARIS. 1951″,”pag 128 8°”,””,”Collection ‘Mon metier'”,””,””,”VARx-082″
“VIRGILIO MARONE Publio, a cura di Ettore PARATORE”,”Eneide.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag XCIII 916 16°”,””,”introduzione, tradurre Virgilio (e altri), cronologia, bibliografia essenziale, note, traduzione di Luca CANALI, indice dei nomi, I Classici Collezione, greci e latini”,””,””,”VARx-082-FL”
“DE-MAUPASSANT Guy”,”L’eredità.”,”FRASSINELLI TIPOGRAFO EDITORE. TORINO. 1945″,”pag XXVII 134 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Massimo MILA, profilo biografico (G. de Maupassant), Collana Opere brevi”,””,””,”VARx-082-FV”
“PAGLIARO Antonino BAUSANI Alessandro”,”La letteratura persiana.”,”SANSONI. FIRENZE. 1968″,”pag 578 16°”,””,”note prefazione nota bibliografica indice nomi analitico”,””,””,”VARx-083″
“VIRGILIO MARONE Publio, a cura di Marina CAVALLI Alessandro BARCHIESI Maria Grazia IODICE”,”Opere Minori.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag 860 16°”,””,”introduzione, la tradizione del testo, bibliografia, note, prefazione, abbreviazioni, I Classici Collezione, greci e latini”,””,””,”VARx-083-FL”
“CECHOV Antòn”,”Racconti e teatro.”,”SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1966″,”pag XXXII 1354 8°”,””,”avvertenza dell’editore, introduzione: ‘Saggio su Cechov’ di Thomas MANN, note ai racconti, note al teatro, Glossario, indice dei nomi di persone, luoghi e cose notevoli, indice alfabetico dei racconti e delle opere teatrali, Nota su Cechov, Dati biografici essenziali”,””,””,”VARx-083-FV”
“PIVANO Fernanda a cura,collaborazione di Ted WILENTZ”,”Poesia degli ultimi americani.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1980″,”pag 365 16°”,””,”premessa note scelta di Fernanda PIVANO, testo a fronte, traduzione di Giulio SAPONARO e Fernanda PIVANO, biografie degli autori fonti bibliografiche”,””,””,”VARx-084″
“JAMES Cyril Lionel Robert, a cura di Anna GRIMSHAW”,”Cricket.”,”ALLISON & BUSBY. LONDON. 1986″,”pag XII 319 8°”,””,”prefazione e ringraziamenti introduzione note bibliografia indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-084-FL”
“DETTORE Ugo a cura; collaborazione di BERSANO BEGEY Marina BONFANTINI Mario BOSELLI Carlo CREMONESI Carla FEDERICI AIROLDI Giovanna GABRIELI Grancesco JORDANOV Peter LOKUANG Stanislao LUPI Gino MAGNO Agenore NOGAMI Sohiki PILOYAN Assia PIZZAGALLI Angelo Maria PONTANI Filippo Maria PROSPERO MARCHESINI Ada PUCCINI Mario RASUPE Marta RUTTEN Felix SANTOLI Vittorio SEGRE Mario SEGRE Umberto URBANI Umberto”,”Le lettere. Panorama della Letteratura Universale. Volume I.”,”CASA EDITRICE BIANCHI-GIOVINI. MILANO. 1948″,”pag 806 8°”,””,”avvertenza alla prima e terza edizione foto illustrazioni iconografia”,””,””,”VARx-084-FV”
“ANGIOLIERI Cecco, a cura di Gigi CAVALLI”,”Rime.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1975″,”pag 167 16°”,””,”nota introduttiva di Gigi CAVALLI note commenti glossario indice capoversi”,””,””,”VARx-085″
“JAMES Cyril Lionel Robert”,”The Nobbie Stories for Children and Adults.”,”UNIVERSITY OF NEBRASKA PRESS. LINCOLN. 2006″,”pag XXI 119 8°”,””,”prefazione di Anna GRIMSHAW, ringraziamenti introduzione nota editoriale”,””,””,”VARx-085-FL”
“DETTORE Ugo a cura; collaborazione di BERSANO BEGEY Marina BONFANTINI Mario BOSELLI Carlo CREMONESI Carla FEDERICI AIROLDI Giovanna GABRIELI Grancesco JORDANOV Peter LOKUANG Stanislao LUPI Gino MAGNO Agenore NOGAMI Sohiki PILOYAN Assia PIZZAGALLI Angelo Maria PONTANI Filippo Maria PROSPERO MARCHESINI Ada PUCCINI Mario RASUPE Marta RUTTEN Felix SANTOLI Vittorio SEGRE Mario SEGRE Umberto URBANI Umberto”,”Le lettere. Panorama della Letteratura Universale. Volume II.”,”CASA EDITRICE BIANCHI-GIOVINI. MILANO. 1948″,”pag 813-1600 8°”,””,”foto illustrazioni iconografia appendice: Dizionario di cultura letteraria (dizionario biografico) (pag 1353-1588), indice delle opere riassunte”,””,””,”VARx-085-FV”
“PIRANDELLO Luigi”,”Sei personaggi in cerca d’ autore.”,”L’ UNITA’. ROMA. 1993″,”pag VIII 116 16°”,””,”commento introduttivo di Antonio GRAMSCI”,””,””,”VARx-086″
“LONDON Jack”,”I racconti del Grande Nord e della corsa all’oro. Volume I.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1992″,”pag 586 8°”,””,”introduzione generale di Mario PICCHI, cronologia, bibliografia, premessa, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-086-FL”
“GRIMM Jacob GRIMM Wilhelm”,”50 novelle. Per i bambini e per le famiglie.”,”ULRICO HOEPLI. MILANO. 1928″,”pag 454 8°”,””,”illustrazioni, traduzione di VANZI MUSSINI”,””,””,”VARx-086-FV”
“SHAKESPEARE Guglielmo”,”Otello. Il moro di Venezia.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. SD 1° edizione Bur 1949″,”pag 93 16°”,””,”nota personaggi, traduzione di Paolo OJETTI, Collana Biblioteca Universale Rizzoli n° 18″,””,””,”VARx-087″
“LONDON Jack”,”I racconti del Pacifico e dei Mari del Sud. Volume II.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1992″,”pag 403 8°”,””,”introduzione generale di Mario PICCHI, cronologia, bibliografia, premessa, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-087-FL”
“DE MONTPARNASSE Kiki”,”Infinitamente prezioso. Ricordi ritrovati.”,”EXCELSIOR 1881. MILANO. 2007″,”pag 212 8°”,””,”prefazione di Serge PLANTUREUX, introduzione di Ernest HEMINGWAY, note foto illustrazioni elenco delle immagini”,””,””,”VARx-087-FV”
“UHLMAN Fred, a cura di Carla FORTI”,”L’ amico ritrovato.”,”LOESCHER EDITORE. MILANO. 1986″,”pag 143 16°”,””,”introduzione di Carla FORTI prefazione di Arthur KOESTLER note schede”,””,””,”VARx-088″
“LONDON Jack”,”Il richiamo della foresta, Zanna Bianca e altre storie di cani. Volume III.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1992″,”pag 328 8°”,””,”introduzione generale di Mario PICCHI, cronologia, bibliografia, premessa, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-088-FL”
“CECHOV Antòn”,”Tutte le novelle. Volume II. Una scomessa. – Una storia noiosa.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1953″,”pag 247 16°”,””,”nota, traduzione di Alfredo POLLEDRO, Collana BUR, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-088-FV”
“SALMON Laura”,”Teoria della traduzione. Storia, scienza, professione.”,”A. VALLARDI. MILANO. 2003″,”pag 290 16°”,””,”introduzione note grafici bibliografia indice nomi”,”SI”,””,”VARx-089″
“LONDON Jack”,”Avventure di mare e di costa. Il lupo dei mari e Racconti della pattuglia guardiapesca. Volume IV.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1992″,”pag 308 8°”,””,”introduzione generale di Mario PICCHI, cronologia, bibliografia, premessa, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-089-FL”
“CECHOV Antòn”,”Tutte le novelle. Volume III. Il duello. – Il monaco nero.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1954″,”pag 236 16°”,””,”nota, traduzione di Alfredo POLLEDRO, BUR, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-089-FV”
“BIANCIARDI Luciano”,”La vita agra. L’ amara storia di un intellettuale di provincia.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1974″,”pag 195 16°”,””,”nota bio-bibliografica introduzione di Geno PAMPALONI”,””,””,”VARx-090″
“SHAKESPEARE William, a cura di Keir ELAM”,”Amleto.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2007″,”pag 422 8°”,””,”introduzione del curatore, traduzione di Gabriele BALDINI, con un saggio di Viola PAPETTI, testo inglese a fronte, notizie generali, bibliografia, nota sul testo, nota filologica, varianti testuali, BURexploit Biblioteca Univerale Rizzoli”,””,””,”VARx-090-FL”
“BRESSO Placido”,”Arte del dire. Per le scuole secondarie.”,”UTET- UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORINO. 1920″,”pag 148 8°”,””,”prefazione alla prima e alla seconda edizione, note appendice; Seconda edizione ampliata e migliorata”,””,””,”VARx-090-FV”
“BIANCIARDI Luciano”,”L’ integrazione. Uno schizzo sarcastico dell’ industria culturale all’ alba del boom.”,”BOMPIANI. MILANO. 1976″,”pag 123 16°”,””,”introduzione: ‘L’ integrazione: il tempo, la società’, appendice: Luciano Bianciardi, la vita i libri”,””,””,”VARx-091″
“LAVEZZI Gianfranca”,”I numeri della poesia. Guida alla metrica italiana.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2002″,”pag 266 8°”,””,”premessa, avvertenza, introduzione, glossario, nota bibliografica, indice analitico, indice dei nomi, Università, Lingua e Letteratura Italiana”,””,””,”VARx-091-FL”
“SHAKESPEARE William”,”Teatro. Volume I. Re Enrico VI – Riccardo III – Tito Andronico – La bisbetica domata – La commedia degli errori.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1964″,”pag XXXII 719 16°”,””,”inroduzione di Giorgio MELCHIORI, traduzione e note di Cesare Vico LODOVICI; Collana Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-091-FV”
“ISTRATI Panait”,”I cardi del Bàragàn. Romanzo.”,”QUADERNI PIETRO TRESSO N° 24, LUGLIO-AGOSTO 2000 – EDIZIONI BI-ELLE. FIRENZE. 2000 ediz orig 1928″,”72 8° grande”,””,”introduzione di Monique JUTRIN-KLENER, foto appendice: lettera di Romain ROLLAND a Panait ISTRATI, note avvertenza del traduttore, traduzione italiana a cura di Paolo CASCIOLA”,””,””,”VARx-092″
“ORWELL George, a cura di Guyda ARMSTRONG”,”Diari di guerra.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag VIII 396 16°”,””,”nota al testo, postfazione di Bernard CRICK e traduzione di Elena SCIARRA, note, traduzione di Alessandra SORA, Oscar scrittori moderni, Narrativa”,””,””,”VARx-092-FL”
“SCOTT Sir Walter”,”The Antiquary.”,”ADAM & CHARLES BLACK. EDINBURGH. 1880″,”pag 438 8°”,””,”illustrazioni”,””,””,”VARx-092-FV”
“ORWELL George”,”La fattoria degli animali.”,”MONDADORI. MILANO. 1983″,”pag 152 16°”,””,”nota biografica ‘George Orwell, la vita e l’ opera’, bibliografia essenziale, prefazione dell’ autore ‘La libertà di stampa’, studio critico di Bernard CRICK ‘Un’ introduzione all’ introduzione che Orwell soppresse’, traduzione di Bruno TASSO”,””,””,”VARx-093″
“BARONE Charles”,”Viceversa. La grammatica francese e il tradurre. Morfologia.”,”CASA EDITRICE LE LETTERE. FIRENZE. 2003″,”pag 491 8°”,””,”premessa, esercizi, soluzione degli esercizi, bibliografia, indice analitico, Le Lettere Università”,””,””,”VARx-093-FL”
“NERUDA Pablo, a cura di Mario PUCCINI”,”Canto generale. La lampada sulla terra.”,”GUANDA. BOLOGNA. 1955″,”pag XXIV”,””,”introduzione di Mario PUCCINI, note elenco dei nomi e dei termini ricorrenti, edizione con testa a fronte spagnolo-italiano nota bibliografica; Collezione Fenice diretta da Attilio BERTOLUCCI, edizione fuori serie, n. 49″,””,””,”VARx-093-FV”
“ZOLA Emile”,”Il ventre di Parigi. Illustrato con 38 disegni del Sig. Villetti di Roma.”,”G. PAVIA E C. EDITORI. MILANO. 1880″,”pag 328 16°”,””,”illustrazioni traduzione riveduta dal Prof. P. PETROCCHI”,”SI”,””,”VARx-094″
“BARONE Charles”,”Viceversa. La grammatica francese e il tradurre. Intorno al verbo.”,”CASA EDITRICE LE LETTERE. FIRENZE. 2005″,”pag 351 8°”,””,”premessa, esercizi, soluzione degli esercizi, bibliografia, indice analitico, Le Lettere / Università”,””,””,”VARx-094-FL”
“FOSCOLO Ugo, a cura di Cesare Federico GOFFIS”,”I Sepolcri.”,”G.B. PARAVIA & C. TORINO. 1967″,”pag XXIX 49 8°”,””,”introduzione: saggio introduttivo e commento a cura di Cesare Federico GOFFIS”,””,””,”VARx-094-FV”
“APULEIO Lucio”,”L’ asino d’ oro. (Asinus aureus)”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1972″,”pag XII 211 8°”,””,”prefazione di Emilio RADIUS, traduzione di Massimo BONTEMPELLI”,””,””,”VARx-095″
“VERLAINE Paul”,”I poeti maledetti.”,”GRUPPO EDITORIALE IL SAGGIATORE. MILANO. 2003″,”pag 148 8°”,””,”prefazione di MORGAN, note, nota bibliografica di Davide RONDONI, prefazione, traduzione e note di Claudio RENDINA, NET Nuove Edizioni Tascabili”,””,””,”VARx-095-FL”
“PIRRO Ugo”,”Mio figlio non sa leggere.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1981″,”pag 220 8°”,””,”Collana La Scala”,””,””,”VARx-095-FV”
“GIBRAN Kahlil, a cura di Tommaso PISANTI”,”Il folle. Poesia in prosa. Il diverbio.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1993″,”pag 201 8°”,””,”introduzione e traduzione di Tommaso PISANTI nota bibliografica testo a fronte italiano inglese”,””,””,”VARx-096″
“DI GIACOMO Salvatore”,”Tutte le novelle.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1991″,”pag 348 8°”,””,”introduzione di Antonio GHIRELLI, prefazione di Francesco GRISI, note, Opere di Salvatore Di Giacomo, nota bibliografica, appendice alle novelle, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-096-FL”
“SAINT-EXUPÉRY Antoine de”,”Il piccolo principe.”,”BOMPIANI. MILANO. 1979″,”pag XVIII 121 16°”,””,”introduzione ‘Saint-Exupery: il mestiere di eroe””, foto illustrazioni, nota bibliografica, Tascabili Bompiani”,””,””,”VARx-096-FV”
“PERET Benjamin, a cura di Carmine MANGONE”,”Io non mangio di quel pane.”,”QUADERNI PIETRO TRESSO – N° 36, LUGLIO-AGOSTO 2002, EDIZIONI BI-ELLE, FIRENZE. 2002″,”pag 60 8° grande”,””,”introduzione ‘Le licenze poetiche della sovversione. In margine a ‘Je ne mange pas de ce pain-là’ di Benjamin Peret’ di Carmine MANGONE, note foto prologo: Lettera di Benjamin Peret a Marcelle Ferry, conclusione: ‘La prefazione scomparsa’ di Guy PREVAN”,””,””,”VARx-097″
“DI GIACOMO Salvatore”,”Tutte le poesie.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1991″,”pag 296 8°”,””,”Introduzione di Antonio GHIRELLI, prefazione di Giulio CATTANEO, note, Opere di Salvatore Di Giacomo, nota bibliografica, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-097-FL”
“DOSTOEVSKIJ Fëdor”,”Il giocatore.”,”BOMPIANI. MILANO. 1987″,”pag 158 8°”,””,”Tascabili Bompiani”,””,””,”VARx-097-FV”
“CIAMPI Alberto”,”Vinicio Paladini fra arte e politica. 1922-26: scampoli d’ avanguardia.”,”QUADERNI PIETRO TRESSO – N° 37, SETTEMBRE-OTTOBRE 2002, EDIZIONI BI-ELLE, FIRENZE. 2002″,”pag 40 8° grande”,””,”note illustrazioni bibliografia”,””,””,”VARx-098″
“DI GIACOMO Salvatore”,”Tutto il teatro.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1991″,”pag 177 8°”,””,”introduzione di Antonio GHIRELLI, prefazione di Giovanni ANTONUCCI, note, Opere di Salvatore Di Giacomo, nota bibliografica, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-098-FL”
“DOSSI Carlo”,”La desinenza in A.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 1997″,”pag 350 16°”,””,”introduzione e note di Giovanni PACCHIANO, appendice note al glossario, glossario; I grandi classici della letteratura italiana, La letteratura dell’Italia unita”,””,””,”VARx-098-FV”
“CAMUS Albert”,”La peste.”,”BOMPIANI. MILANO. 1991 ediz orig 1947″,”pag 245 16°”,””,”collana ‘Tascabili Bompiani'”,””,””,”VARx-099″
“GOLDONI Carlo; a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume XI.”,”MONDADORI. MILANO. 1952″,”vol. XI pag 1330 16°”,””,”I classici Mondadori”,””,””,”VARx-099-FL”
“DEL VECCHIO Felice”,”La chiesa di Canneto.”,”EINAUDI. TORINO. 1957″,”pag 152 8°”,””,”Collana Saggi”,””,””,”VARx-099-FV”
“MOR Antonio WEISBERGER Jean”,”Le letterature del Belgio.”,”SANSONI ACCADEMIA. MILANO. 1968″,”pag 395 16°”,””,”prefazione bibliografia ragionata indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-100″
“ESOPO FEDRO, a cura di Cecilia BENEDETTI Fernando SOLINAS”,”Favole.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag 640 16°”,””,”Esopo: introduzione di Antonio LA PENNA, bibliografia essenziale, traduzione di Cecicila BENEDETTI, note, Fedro: introduzione del curatore, bibliografia essenziale, traduzione del curatore, note, appendice Perottina, I Classici Collezione, Greci e Latini”,””,””,”VARx-100-FL”
“VIRGILIO, a cura di Athos SIVIERI”,”Eneide.”,”CASA EDITRICE G.D’ANNA. MESSINA. 1965″,”pag XVII 550 8°”,””,”introduzione, commento, note e dizionario di mitologia e letteratura, traduzione di Annibal CARO, appendice: Dizionario mitologico-geografico, indice degli autori citati nel commento, indice delle tavole a colori”,””,””,”VARx-100-FV”
“HESSE Hermann”,”Siddharta.”,”EDIZIONE MONDOLIBRI. MILANO. 2000″,”pag 191 16°”,””,”nota introduttiva di Massimo MILA, nota, traduzione di Massimo MILA”,””,””,”VARx-101″
“CLAUSEN W.V. DALZELL Alexander GOODYEAR F.R.D. GRATWICK A.S. HORSFALL Nicholas KENNEY E.J. LUCK Georg OGILVIE R.M. RUDD Niall WILKINSON L.P. WILLIAMS Gordon WILLIAMS R. Deryck WINTERBOTTOM Michael”,”La Letteratura Latina della Cambridge University. Volume primo. Dalle origini all’elegia d’amore.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. I pag XXI 875 16°”,””,”premessa, nota dell’editore italiano, abbreviazioni, note, appendici, illustrazioni, traduzione di Laura SIMONINI, indice analitico, sigle, I Classici Collezione, Greci e Latini XL”,””,””,”VARx-101-FL”
“ORWELL George”,”1984.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1989″,”pag XI 326 8°”,””,”introduzione: ‘George Orwell’ (vita e opere, fortuna e bibliografia), appendice: ‘I princìpi della neolingua’; traduzione di Gabriele BALDINI”,””,””,”VARx-101-FV”
“LEOPARDI Giacomo, a cura di Francesco BIONDOLILLO”,”Pensieri anarchici estratti e scelti dallo “”Zibaldone””.”,”CASA EDITRICE TARIFFI. PISTOIA. 1945″,”pag 79 16°”,””,”introduzione di F. BIONDOLILLO”,””,””,”VARx-102″
“BRAMBLE J.C. BROWNING Robert GOODYEAR F.R.D. HERINGTON C.J. KENNEY E.J. OGILVIE R.M. RUDD Niall VESSEY D.W.T.C. WALSH P.G.”,”La Letteratura Latina della Cambridge University. Volume secondo. Da Ovidio all’epilogo.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. II pag XVII 838 16°”,””,”nota dell’editore italiano, abbreviazioni, note, appendici, illustrazioni, traduzione di Laura SIMONINI, indice analitico, sigle, I Classici Collezione, Greci e Latini”,””,””,”VARx-102-FL”
“ASIMOV Isaac”,”Cronache della galassia. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1977″,”pag 207 8°”,””,”introduzione di FRUTTERO & LUCENTINI, traduzione di Cesare SCAGLIA; Gli Oscar Fantascienza”,””,””,”VARx-102-FV”
“PENTORE Enrico”,”Club & Associazioni non profit. Come fondare e gestire un ente senza fini di lucro.”,”DE-VECCHI EDITORE. MILANO. 1999″,”pag 175 8°”,””,”premessa note tabelle appendice documenti”,””,””,”VARx-103″
“MELETINSKIJ Eleazar M.”,”Introduzione alla poetica storica dell’epos e del romanzo.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1993″,”pag 448 8°”,””,”introduzione all’edizione italiana di Cesare SEGRE, premessa, introduzione, conclusione, traduzione di Chiara PANICCIA, note, indice dei nomi, Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-103-FL”
“MAGRIS Claudio”,”Microcosmi.”,”GARZANTI. MILANO. 1997″,”pag 275 8°”,””,”Collana Narratori moderni”,””,””,”VARx-103-FV”
“ORWELL George”,”1984. (Titolo originale: Nineteen Eighty-Four)”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1952 2° edizione”,”pag 329 16°”,””,”appendice: I principi della neolingua traduzione di Gabriele BALDINI”,””,””,”VARx-104″
“RAIMONDI Ezio, a cura di Andrea BATTISTINI”,”I sentieri del lettore. Volume I. Da Dante a Tasso.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1994″,”Vol. I pag 591 8°”,””,”premessa, note, bibliografia degli scritti di Ezio Raimondi, indice generale, Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-104-FL”
“HABE Hans”,”La Tarnowska.”,”EDIZIONI MEDITERRANEE. ROMA. 1965″,”pag 506 8°”,””,”personaggi principali; ‘Com’è nata “”La Tarnowska”””,””,””,”VARx-104-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 1. Duecento-Trecento.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 1118 8°”,””,”premessa di Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA, elenco abbreviazioni introduzioni di Cesare SEGRE introduzione ai capitoli di Luigina MORINI Luciano ROSSI Piera TOMASONI Rosanna BETTARINI Sandro ORLANDO Luigi SURDICH Daniela DELCORNO BRANCA Bruno BENTIVOGLI Claudio VELA note filologiche e bio-bibliografiche appendice a cura di Alfredo STUSSI, indice nomi autori indice alfabetico degli incipit”,””,””,”VARx-105″
“RAIMONDI Ezio, a cura di Andrea BATTISTINI”,”I sentieri del lettore. Volume III. Il Novecento: storia e teoria della letteratura.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1994″,”Vol. III pag 591 8°”,””,”premessa, note, bibliografia degli scritti di Ezio Raimondi, indice generale, Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-105-FL”
“ZOLA Emile”,”La disfatta.”,”BEN – BIBLIOTECA ECONOMICA NEWTON. ROMA. 1998″,”pag 372 8°”,””,”introduzione di Lanfranco BINNI: ‘La disfatta della Storia’ traduzione di Luisa COLLODI, edizione integrale”,””,””,”VARx-105-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 2. Quattrocento-Cinquecento.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 1023 8°”,””,”premessa di Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA elenco abbreviazioni introduzioni di Cesare SEGRE (Quattrocento) e Cesare SEGRE – Carlo OSSOLA (Cinquecento) introduzione ai capitoli di Donatella COPPINI Mariangela REGOLIOSI Paolo ORVIETO Daniela DELCORNO BRANCA Massimo DANZI Claudio VELA Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA Lucia LAZZERINI Silvia LONGHI Marco ARIANI Stefano PRANDI Vercingetorige MARTIGNONE; note filologiche e bio-bibliografiche, indice nomi autori indice alfabetico degli incipit”,””,””,”VARx-106″
“GRAFFI Giorgio SCALISE Sergio”,”Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2002″,”pag 286 8°”,””,”prefazione, sito Web, riferimenti bibliografici, indice delle lingue, figure, indice analitico, Manuali, Linguistica”,””,””,”VARx-106-FL”
“BALZAC Onorato”,”La trentenne.”,”FRASSINELLI. FIRENZE. 1995″,”pag 230 8°”,””,”note postfazione: ”La trentenne’: Le prime pagine in lingua originale’, traduzione di Myriam CRISTALLO, Collana I classici diretta da Aldo BUSI”,””,””,”VARx-106-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 3. Seicento-Settecento.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 704 8°”,””,”premessa di Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA elenco abbreviazioni introduzioni di Carlo OSSOLA, introduzione ai capitoli di Marco ARIANI Stefano PRANDI Vania DE-MALDE’ Giacomo JORI William SPAGGIARI Ilaria GALLINARO Gianmarco GASPARI Angiola FERRARIS; note filologiche e bio-bibliografiche, indice nomi autori indice alfabetico degli incipit”,””,””,”VARx-107″
“DECINA LOMBARDI Paola, a cura”,”Poesie d’amore del Novecento.”,”MONDADORI. MILANO. 2010″,”pag XVI 657 16°”,””,”introduzione, schede bio-bibliografiche e fonti, Oscar Mondadori, Grandi Classici”,””,””,”VARx-107-FL”
“CANALI Luca”,”Lucrezio, poeta della ragione.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1963″,”pag 139 16°”,””,”note appendice: ‘La breve luce di Catullo’; Enciclopedia tascabile”,””,””,”VARx-107-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 4. Ottocento.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 768 8°”,””,”premessa di Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA elenco abbreviazioni introduzione di Carlo OSSOLA, introduzione ai capitoli di Arnaldo BRUNI Gianmarco GASPARI Fabio FINOTTI Giovanni RABITTI Lucio FELICI Marina MARCOLINI Clelia MARTIGNONI Ilaria GALLINARO; note filologiche e bio-bibliografiche, indice nomi autori indice alfabetico degli incipit”,””,””,”VARx-108″
“PROUST Marcel”,”Alla ricerca del tempo perduto. Vol. I”,”MONDADORI. MILANO. 2001″,”pag LXII 1427 16°”,””,”prefazione di Carlo BO, cronologia a cura di Alberto BERETTA ANGUISSOLA e Daria GALATERIA, note, traduzione di Giovanni RABONI, avvertenza alla nona edizione, sigle, I Meridiani”,””,””,”VARx-108-FL”
“MUMFORD Lewis”,”Il mito della macchina.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 1969″,”pag 442 8°”,””,”prologo foto illustrazioni bibliografia; traduzione di Ettore CAPRIOLO”,””,””,”VARx-108-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 5. Novecento. Prima parte.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 601 8°”,””,”premessa di Cesare SEGRE e Carlo OSSOLA elenco abbreviazioni introduzione di Carlo OSSOLA, introduzioni ai capitoli di Antonio PINCHERA Stefano TOMASSINI Clelia MARTIGNONI Paolo BRIGANTI Vittorio COLETTI Anna DOLFI Rosanna SACCANI Carlo OSSOLA Laura BARILE Sergio BLAZINA Mariarosa MASOERO Pietro SARZANA Paolo ZUBLENA, note”,””,””,”VARx-109″
“PROUST Marcel”,”Alla ricerca del tempo perduto. Vol. II.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag X 1293 16°”,””,”prefazione di Carlo BO, Avvertenza alla settima edizione, edizione annotata da Alberto BERETTA ANGUISSOLA e Daria GALATERIA, note, traduzione di Giovanni RABONI, avvertenza alla nona edizione, sigle, I Meridiani”,””,””,”VARx-109-FL”
“GOLDONI Carlo”,”Commedie. La bottega del caffé – Il bugiardo – La locandiera – Un curioso accidente – I rusteghi – La casa nova.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1986″,”pag 445 8°”,””,”avvertenza, personaggi e testi, illustrazioni [riproducono incisioni in rame dell’edizione veneziana 1761-1778, curata da Carlo Goldoni per i tipi di Giambattista Pasquali]; Collezione I diamanti”,””,””,”VARx-109-FV”
“SEGRE Cesare OSSOLA Carlo, direzione”,”Antologia della poesia italiana. Volume 6. Novecento. Seconda parte.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 615-1248 8°”,””,”note introduzioni ai capitoli di Laura BARILE Pietro SARZANA Clelia MARTIGNONI Carlo OSSOLA Pietro GIBELLINI Carlo OSSOLA e Sabrina STROPPA Giacomo JORI Silvia LONGHI Stefano PRANDI Stefano TOMASSINI, note filologiche e bio bibliografiche indice alfabetico nomi autori e opere, titoli, incipit”,””,””,”VARx-110″
“PROUST Marcel”,”Alla ricerca del tempo perduto. Vol. III.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag 1113 16°”,””,”prefazione di Carlo BO, Avvertenza alla settima edizione, edizione annotata da Alberto BERETTA ANGUISSOLA e Daria GALATERIA, note, traduzione di Giovanni RABONI, avvertenza alla nona edizione, sigle, I Meridiani”,””,””,”VARx-110-FL”
“DE-FILIPPO Eduardo”,”Il sindaco del rione Sanità.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 2002″,”pag 88 8°”,””,”personaggi, ‘Il grande teatro'”,””,””,”VARx-110-FV”
“BETA Simone, a cura”,”Antologia della poesia greca.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 691 8°”,””,”introduzione di Maurizio BETTINI presentazione autori note nota al testo indice nomi autori”,””,””,”VARx-111″
“PROUST Marcel”,”Alla ricerca del tempo perduto. Vol. IV.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag 1233 16°”,””,”prefazione di Carlo BO, edizione annotata da Alberto BERETTA ANGUISSOLA e Daria GALATERIA, note, traduzione di Giovanni RABONI, bibliografia, indice dei nomi dei luoghi e delle opere artistiche e letterarie, sigle, cartine, I Meridiani”,””,””,”VARx-111-FL”
“SANTAGOSTINI Mario”,”Il manuale del poeta.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1988″,”pag 195 8°”,””,”introduzione note, ‘Oscar manuali'”,””,””,”VARx-111-FV”
“PULIGA Donatella a cura”,”Antologia della poesia latina.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004 EDIZIONE SPECIALE SU LICENZA DELLA GIULIO EINAUDI EDITORE”,”pag 723 8°”,””,”introduzione di Maurizio BETTINI presentazione autori note nota al testo indice nomi autori”,””,””,”VARx-112″
“SCHMID Bona”,”New Words, New Trends. Le parole nuovissime del «Villaggio Globale».”,”RCS SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1992″,”pag VI 358 8°”,””,”introduzione, tabella dei simboli fonetici, bibliografia, dizionari bilingui, enciclopedie, I Dizionari Sansoni”,””,””,”VARx-112-FL”
“ANTONGINI Tom”,”Vita segreta di Gabriele D’Annunzio.”,”CASA EDITRICE MONDADORI. VERONA. 1944″,”pag 822 8°”,””,”prefazione note indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-112-FV”
“BECKER Howard S.”,”Tricks of the Trade. How to Think about Your Research While You’re Doing It.”,”THE UNIVERSITY OF CHICAGO PRESS. CHICAGO. 1998″,”pag XI 232 8°”,””,”prefazione riferimenti indice”,””,””,”VARx-113-FL”
“VERNE Jules, a cura di Mariella DI-MAIO”,”Edgar Allan Poe.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1990″,”pag XX 56 16°”,””,”introduzione nota note; Collana I Piccoli”,””,””,”VARx-113-FV”
“TURABIAN Kate L.”,”A Manual for Writers of Term Papers, Theses, and Dissertations.”,”THE UNIVERSITY OF CHICAGO PRESS. CHICAGO. 1996″,”pag IX 308 8°”,””,”edizione riveduta di John GROSSMAN e Alice BENNETT, prefazione bibliografia illustrazioni tabelle glossario abbreviazioni documenti indice nomi”,””,””,”VARx-114-FL”
“OMERO, a cura di I.M. PALMARINI”,”Iliade. Tradotta in versi sciolti da Vincenzo Monti”,”CASA EDITRICE G. NERBINI. FIRENZE. 1930″,”pag 471 8° grande”,””,”illustrazioni tavole a colori, introduzione: ‘Argomento generale dell’Iliade’, traduzione di Vincenzo MONTI, versione in prosa italiana moderna di I.M. PALMARINI, note mitologiche, storiche, geografiche ed estetiche”,””,””,”VARx-114-FV”
“BECKER Howard S. RICHARDS Pamela”,”Writing for Social Scientists. How to Start and Finish Your Thesis, Book, or Article.”,”THE UNIVERSITY OF CHICAGO PRESS. CHICAGO. 1986″,”pag XII 180 8°”,””,”prefazione riferimenti indice”,””,””,”VARx-115-FL”
“VIRGILIO, a cura di Italo Mario PALMARINI”,”L’Eneide. Traduzione di Annibal Caro.”,”CASA EDITRICE G. NERBINI. FIRENZE. 1939″,”pag 359 8° grande”,””,”illustrazioni tavole a colori di Fabio FABBI, premessa editoriale nota sul traduttore Annibal CARO, introduzione e argomento dell’Enaide, introduzione: ‘Argomento generale dell’Iliade’, versione in prosa italiana moderna di I.M. PALMARINI, appendice”,””,””,”VARx-115-FV”
” ALEXANDER Louis FRENCH ALLEN Virginia BOLINGER Dwight, ed altri contributed”,”Active Study Dictionary.”,”LONGMAN GROUP. ESSEX. 1983″,”pag XXVI 710 16°”,””,”note tabelle illustrazioni”,””,””,”VARx-116-FL”
“CALONGHI F. RIVOIRE P.”,”Dizionario italiano-latino in correlazione col dizionario latino-italiano di C.E. Georges.”,”ROSENBERG & SELLIER. TORINO. 1913″,”pag 1515 8°”,””,”prefazione alla seconda edizione, prefazione alla prima edizione abbreviazioni osservazioni; Seconda edizione rifusa e migliorata da F. CALONGHI”,””,””,”VARx-116-FV”
“LESINA Roberto, collaborazione di Federico BOGGIO MERLO”,”Il nuovo manuale di stile. Guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea.”,”ZANICHELLI EDITORE. BOLOGNA. 1994″,”pag 383 8°”,””,”Elenco delle tabelle, prefazione, introduzione, citazioni, note, riferimenti bibliografici, appendici, glossario, bibliografia, figure, indice analitico, Edizione 2.0″,””,””,”VARx-117-FL”
“MUNAFO’ Gaetano”,”Quasimodo poeta del nostro tempo. Introduzione e guida allo studio dell’opera di Salvatore Quasimodo. Storia e antologia della critica.”,”LE MONNIER. FIRENZE. 1977″,”pag 252 16°”,””,”premessa note antologia della critica appendice: orientamento bibliografico; Collana Profili letterari, diretta da Gorizio VITI”,””,””,”VARx-117-FV”
“MAUPASSANT Guy de, a cura di Louis FORESTIER”,”Contes et nouvelles. Vol. I”,”GALLIMARD. PARIS. 1989″,”pag LXXXV 1670 16°”,””,”prefazione di Armand LANOUX, introduzione e cura di Louis FORESTIER, appendice, Bibliothèque de la Pléiade”,””,””,”VARx-118-FL”
“MELVILLE Herman”,”Moby Dick. O la balena.”,”FRASSINELLI EDITORE. TORINO. 1959″,”pag 775 8°”,””,”prefazione e traduzione di Cesare PAVESE riveduta e migliorata, etimologia ed estratti”,””,””,”VARx-118-FV”
“AAVV”,”Le nouveau dictionnaire des auteurs de tous le temps et de tous le pays. 1. A-F. 2. G-M. 3. N-Z.”,”ROBERT LAFFONT. PARIS. BOMPIANI. MILANO. 1994″,”pag 1166 1167-2280 2282-3492 8°”,””,”elenco specialisti e collaboratori, note bibliografia per voce autore; collana ‘Bouquins’ a cura di Guy SCHOELLER”,””,””,”VARx-119″
“MAUPASSANT Guy de, a cura di Louis FORESTIER”,”Contes et nouvelles. Vol. II.”,”GALLIMARD. PARIS. 1988″,”pag XXVII 1768 16°”,””,”introduzione e cura di Louis FORESTIER, appendice, Bibliothèque de la Pléiade”,””,””,”VARx-119-FL”
“HEINE Heinrich, a cura di Giorgio CALABRESI”,”Romanzero.”,”LATERZA. BARI. 1953″,”pag 652 8°”,””,”traduzione italiana guida e note di Giorgio CALABRESI, testo a fronte”,””,””,”VARx-119-FV”
“LEOPARDI Giacomo”,”Il libro delle prose di Giacomo Leopardi. Scelta, orientamento e note di Oreste Antognoni. Con un saggio di scritti inediti e frequenti richiami ai primi abbozzi dell autore.”,”RAFFAELLO GIUSTI EDITORE. LIVORNO. 1911″,”pag 330 16°”,””,”prefazione di Oreste ANTOGNONI, note”,””,””,”VARx-120″
“DE MAUPASSANT Guy, a cura di Louis FORESTIER”,”Romans.”,”GALLIMARD. PARIS. 1991″,”pag XXXVI 1705 16°”,””,”prefazione di Louis FORESTIER, bibliografia note e varianti, Bibliothèque de la Pléiade”,””,””,”VARx-120-FL”
“MARCHESI Concetto”,”Storia della letteratura latina. Volume primo.”,”CASA EDITRICE GIUSEPPE PRINCIPATO. MILANO. 1962″,”pag 560 8°”,””,”introduzione note”,””,””,”VARx-120-FV”
“MARUCCI Franco, direzione”,”Antologia della poesia inglese. Prima parte. Dalle origini al Romanticismo.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 892 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Franco MARUCCI, introduzioni ai testi di Loredana TERESI Emma SDEGNO Franco MARUCCI Flavio GREGORI, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle traduzioni”,””,””,”VARx-121″
“CURTIUS Ernst Robert, a cura di Lea RITTER SANTINI”,”Letteratura della letteratura. Saggi critici.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1994″,”pag 498 8°”,””,”introduzione della curatrice, note, appendice, notizia biografica, bibliografia di Ernst Robert CURTIUS, bibliografia scelta su Ernst Robert CURTIUS, traduzione di Lea RITTER SANTINI, indice dei nomi, Collezione di testi e di studi, Linguistica e critica letteraria”,””,””,”VARx-121-FL”
“HUGO Victor”,”I lavoratori del mare.”,”CASA EDITRICE NERBINI. FIRENZE. 1914″,”pag 171 8°”,””,”prefazione illustrazioni, nuova traduzione integrale di Edgardo GIACCONE”,””,””,”VARx-121-FV”
“MARUCCI Franco, direzione”,”Antologia della poesia inglese. Seconda parte. Ottocento, Novecento e poesia post-coloniale.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 901-1663 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzioni ai testi di Franco MARUCCI Elisa BIZZOTTO Michela VANON ALLIATA Marco FAZZINI Gino SCATASTA Shaul BASSI Andrea SIROTTI, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle traduzioni”,””,””,”VARx-122″
“BOWRA Sir Cecil Maurice”,”La poesia eroica. Vol. I.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1979″,”pag XIII 614 8°”,””,”prefazione, avvertenza del traduttore, note, traduzione di Beniamino PROTO, Collana Il Pensiero Storico”,””,””,”VARx-122-FL”
“PASCOLI Giovanni, a cura di Sandro ONOFRI”,”Giovanni Pascoli.”,”L’UNITA’. ROMA. 1993″,”pag 75 16°”,””,”presentazione di Giuseppe PETRONIO, I testi, antologia critica, nota bio-bibliografica; I Poeti italiani”,””,””,”VARx-122-FV”
“LANDI Michela a cura”,”Antologia della poesia francese.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 960 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Ruggero CAMPAGNOLI, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle traduzioni, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-123″
“GUILLÉN Claudio”,”L’uno e il molteplice. Introduzione alla letteratura comparata.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2008″,”pag 586 8°”,””,”prologo, riferimenti bibliografici, note, traduzione di Antonio GARGANO e Carla GAIBA, indice dei nomi, Collana Biblioteca”,””,””,”VARx-123-FL”
“FUCINI Renato”,”Le veglie di Neri.”,”RIZZOLI. MILANO. 1988″,”pag 232 16°”,””,” introduzione di carlo CASSOLA, note di Marcello CICCUTO, profilo biografico, giudizi critici, documenti, bibliografia, nota al testo; Collana BUR”,””,””,”VARx-123-FV”
“LUMACHI Monica SCOTINI Paolo a cura”,”Antologia della poesia tedesca.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 864 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Patrizio COLLINI introduzioni ai testi, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-124″
“BOITANI Piero”,”Letteratura europea e Medioevo volgare.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 2007″,”pag 537 8°”,””,”prefazione, introduzione, note, indice dei nomi e dei personaggi, Collezione di Testi e di Studi, Filologia e critica letteraria,”,””,””,”VARx-124-FL”
“FEZZI Elda”,”Renoir.”,”SADEA – SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1968″,”pag 39 16°”,””,”inserto fotografico schede delle illustrazioni”,””,””,”VARx-124-FV”
“CANFIELD Martha L. a cura”,”Antologia della poesia spagnola e ispanoamericana.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 992 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di M.L. CANFIELD introduzioni ai testi di Antonella CIABATTI Stefania CELATA Francesco DE-BENEDICTIS Anna Paola MIAN Stefano BALLARIN Laura DOLFI Giuliana BARNINI Coral GARCIA Roberto GIACOMELLI Alessandro MISTRORIGO Mariarosa SCARAMUZZA VIDONI Emanuela JOSSA Alessandro ROCCO Stefano BELTRAMINI Giulia DE-SARLO Giorgia DELVECCHIO Nicola LICCIARDELLO Silvia FAVARETTO Luca ROSI Claudio CINTI Andrea SANTON, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-125″
“ACHMATOVA Anna, a cura di Bruno CARNEVALI”,”Luna allo Zenit e altre poesie.”,”PASSIGLI EDITORI. BAGNO A RIPOLI (FIRENZE). 2007″,”pag LIV 354 8°”,””,”introduzione, note al testo, bibliografia, note, Passigli Poesia, Collana fondata da Mario LUZI”,””,””,”VARx-125-FL”
“GORKIJ Maksim, a cura di Luciana MONTAGNANI”,”La madre.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1980″,”pag 309 8° (F)”,””,”prefazione di Gian Carlo PAJETTA, cronologia della vita e delle opere, notizia bibliografica essenziale, nota al testo; traduzione di Leonardo LAGHEZZA”,””,””,”VARx-125-FV”
“GARZONIO Stefano CARPI Guido a cura”,”Antologia della poesia russa.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 985 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Stefano GARZONIO, introduzioni ai testi di Guido CARPI Stefano GARZONIO, nota al lettore, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-126″
“ACHMATOVA Anna, a cura di Evelina PASCUCCI”,”Io sono la vostra voce…”,”EDIZIONI STUDIO TESI. PORDENONE. 1995″,”pag XLV 319 16°”,””,”prefazione di Sergio ROMANO, nota, cronologia di Anna Achmatova, nota bibli9ografica, Collezione Biblioteca Universale 17,”,””,””,”VARx-126-FL”
“DE SANCTIS Francesco, a cura di Luigi RUSSO”,”Saggi critici. Vol. I.”,”LATERZA. BARI. 1957″,”vol. I pag LI 374 8°”,””,”introduzione: ‘Ragione e genesi storica del titolo dei “”Saggi critici”” – Gli autori “”numi”” dei “”Saggi critici”” e della “”Storia”” – L’estetica “”in nuce”” del De Sanctis – I saggi danteschi; note indice nomi; Collezione Scolastica”,””,””,”VARx-126-FV”
“FRANCINI Antonella a cura”,”Antologia della poesia americana.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 864 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Massimo BACIGALUPO, introduzioni ai testi di Antonella FRANCINI Massimo BACIGALUPO Andrea SIROTTI, nota al lettore, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-127″
“CONRAD Joseph, a cura di Mario CURRELI”,”Opere. Romanzi e racconti 1895-1903. Volume I.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2001″,”Vol. I pag CIX 1203 16°”,””,”introduzione del curatore, cronologia, nota alle traduzioni, note ai testi, bibliografia, Classici Bompiani”,””,””,”VARx-127-FL”
“DE SANCTIS Francesco, a cura di Luigi RUSSO”,”Saggi critici. Vol. II.”,”LATERZA. BARI. 1957″,”vol. II pag VIII 406 8°”,””,”introduzione avvertenza note indice nomi; Collezione Scolastica”,””,””,”VARx-127-FV”
“HAUSER Arnold”,”Historia social de la literatura y del arte. 2. (titolo orig.: ‘The Social History of Art’)”,”EDITORIAL LABOR, S.A. BARCELONA. 1993″,”pag 412 8°”,””,”note”,””,””,”VARx-128″
“CONRAD Joseph, a cura di Mario CURRELI”,”Opere. Romanzi e racconti 1904-1924. Volume II.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2002″,”Vol. II pag CXI 1404 16°”,””,”introduzione del curatore, note, nota delll’autore, nota alle traduzioni, note ai testi, fortuna critica, riferimenti bibliografici, Classici Bompiani”,””,””,”VARx-128-FL”
“DE SANCTIS Francesco, a cura di Luigi RUSSO”,”Saggi critici. Vol. III.”,”LATERZA. BARI. 1957″,”vol. III pag VIII 373 8°”,””,”introduzione avvertenza note indice nomi; Collezione Scolastica”,””,””,”VARx-128-FV”
“STEGAGNO PICCHIO Luciana a cura”,”Antologia della poesia portoghese e brasiliana.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 992 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA introduzione di Luciana STEGAGNO-PICCHIO introduzioni ai testi di Luciana STEGAGNO-PICCHIO Renata CUSMAI-BELARDINELLI Guia BONI Vincenzo BARCA Emma SCOLES Alessandra MAURO Ruy MAR DE OLIVEIRA Nicia NOGARA Roberto FRANCAVILLA, note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-129″
“ACHMATOVA Anna, a cura di Carlo RICCIO”,”Poema senza eroe. E altre poesie.”,”EINAUDI. TORINO. 1966 2006″,”pag 180 16°”,””,”prefazione e traduzione di Carlo RICCIO, nota bio-bibliografica, dedica, introduzione, note, Collezione di poesia”,””,””,”VARx-129-FL”
“HAUSER Arnold”,”Storia sociale dell’arte. Volume I. Preistoria Antichità. Medioevo, Rinascimento, Manierismo, Barocco.”,”EINAUDI. TORINO. 1984″,”pag 537 16°”,””,”illustrazioni, traduzione di Anna BOVERO; PBE Piccola Biblioteca Einaudi”,””,””,”VARx-129-FV”
“CORRAO Francesca Maria a cura”,”Antologia della poesia araba.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2004″,”pag 668 8°”,””,”premessa di Francesco STELLA legenda di traslitterazione dei caratteri arabi introduzione di F.M. CORRAO , note bibliografiche (bibliografia) indice nomi autori indice alfabetico degli incipit fonti delle opere, ‘Poesia straniera’ collana a cura di Francesco STELLA”,””,””,”VARx-130″
“ACHMATOVA Anna, a cura di Michele COLUCCI”,”La corsa del tempo. Liriche e poemi.”,”EINAUDI. TORINO. 1992″,”pag LV 313 16°”,””,”Introduzione, nota del curatore, note, bibliografia, Collezione di poesia 226,”,””,””,”VARx-130-FL”
“DE-MAISTRE François-Xavier”,”Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera. / Il lebbroso della città d’Aosta, I prigionieri del Caucaso – La fanciulla siberiana.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1954 – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1951″,” pag 171 + 121 16°”,””,”note introduttive, traduzione di Alvise ZORZI, BUR Biblioteca Universale Rizzoli 703-704″,””,””,”VARx-130-FV”
“AAVV”,”Il Bignami di storia dell’ arte. Vol 1. Dalle origini all’ arte romana. Vol 2. Dal paleocristiano al 1500. Vol 3. Dal 1600 ai giorni nostri.”,”ESPRESSO. ROMA. 1999 E. BIGNAMI EDITORE”,”pag 110 192 166 16°”,””,”indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-131″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume secondo.”,”MONDADORI. MILANO. 1954″,”pag 1349 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-131-FL”
“GRANDI Terenzio a cura, BELLI CARDUCCI CAVALLOTTI SWINBURNE VILLANI BARRILI MALINVERNI PASCOLI D’ANNUNZIO ROCCATAGLIATA e altri”,”Mazzini nella poesia.”,”DOMUS MAZZINIANA. PISA. 1959″,”pag 341 8°”,””,”introduzione del curatore, illustrazioni ritratti, nota bibliografica, commiato in persona prima, indice alfabetico degli autori; Collana divulgativa della Domus mazziniana”,””,””,”VARx-131-FV”
“MONTALE Eugenio a cura di Marco FORTI; saggi di LUZI SOLMI DE-ROBERTIS CONTINI SEGRE MENGALDO Maria CORTI GRAMIGNABIGONCIARI”,”Per conoscere Montale.”,”MONDADORI. VERONA. 1982″,”pag 357 16°”,””,”introduzione cronologia bibliografia note, collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-132″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume terzo.”,”MONDADORI. MILANO. 1954″,”pag 1294 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-132-FL”
“BALZAC Honoré de”,”I piccoli borghesi.”,”L’UNITA’ – EINAUDI. TORINO. 1992″,”pag 199 16°”,””,”nota introduttiva di Italo CALVINO, traduzione di Luciano TAMBURINI; Collana Centopagine”,””,””,”VARx-132-FV”
“BRECHT Bertolt, a cura di Emilio CASTELLANI e Cesare CASES”,”Il teatro di Bertolt Brecht. Volume terzo.”,”EINAUDI. TORINO. 1961″,”pag 519 8°”,””,””,””,””,”VARx-133″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume quarto.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1273 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-133-FL”
“MONTEVERDI Anna Maria”,”‘Frankenstein’ del Living Theatre.”,”BFS – BIBLIOTECA FRANCO SERANTINI. PISA. 2002″,”pag 168 8°”,””,”nota introduttiva di Judith MALINA: ‘Frankenstein nel XXI secolo’, introduzione, foto illustrazioni, appendice: ‘intervista a Julian Beck e Judith Malina, scritti di Anna Maria Monteverdi e Giacomo Verde’, postfazione di Fernando MASTROPASQUA; Collana universale Utopie”,””,””,”VARx-133-FV”
“BRECHT Bertolt, a cura di Emilio CASTELLANI e Cesare CASES”,”Il teatro di Bertolt Brecht. Volume quarto.”,”EINAUDI. TORINO. 1961″,”pag 663 8°”,””,””,””,””,”VARx-134″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume quinto.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1411 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-134-FL”
“PELLINI Pierluigi POLACCO Marina ZANOTTI Paolo”,”Strade ferrate. La tematica del treno e della ferrovia nei testi di Jules Verne, Gabriele d’Annunzio, Gabriel García Márquez e parecchi altri scrittori.”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1995″,”pag 207 8°”,””,”introduzione di Remo CESERANI, appendice: ‘A proposito di alcuni treni nella letteratura per l’infanzia’; Collana La porta di Corno, collana di studi sulla narrativa diretta da Remo CESERANI Lucio LUGNANI Emanuella SCARANO”,””,””,”VARx-134-FV”
“FYVEL T.R.”,”George Orwell: vida y literatura.”,”EDITORIAL ALFA. BARCELLONA. 1984″,”pag 60 8°”,””,”nota dell’ editore cronologia vita e opere di G. ORWELL”,””,””,”VARx-135″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume sesto.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1331 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-135-FL”
“SHAKESPEARE William”,”Amleto.”,”RIZZOLI. MILANO. 1997″,”pag 164 8°”,””,”nota introduttiva, illustrazioni foto, introduzione, traduzione e note di Gabriele BALDINI, Supersaggi”,””,””,”VARx-135-FV”
“MONTANELLI Indro”,”Personajes. El Campesino, Carmen Amaya, Yussupov, Dalì, Tito, Kruschev, Malaparte, Peron, Golda Meir, Gassman, Mandes-France, Moravia, Ortega y Gasset…”,”PLACA & JANES S.A. EDITORES. BARCELLONA. 1977″,”pag 728 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-136″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume settimo.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1420 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-136-FL”
“SHAKESPEARE William”,”Romeo e Giulietta.”,”GARZANTI. MILANO. 1995″,”pag 263 16°”,””,”nota introduttiva, traduzione e note di Gabriele BALDINI, testo inglese a fronte, ritratto; BUR, Biblioteca Universale Rizzoli, ‘Lo Shakespeare della Bur'”,””,””,”VARx-136-FV”
“OVIDIO”,”L’ arte di amare.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 1976″,”pag 189 16°”,””,”traduzione di Latino MACCARI nota bio-bibliografica indice nomi argomenti località”,””,””,”VARx-137″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume ottavo.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1363 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-137-FL”
“ALIGHIERI Dante, collaborazione di Carlo LAGANA”,”La Divina Commedia. Paradiso. Esposizione in prosa diretta con commento essenziale.”,”ANTONIO FENU EDITORE. MILANO. SD”,”pag 229 16°”,””,”prefazione, illustrazione; commentario; Guide scolastiche realizzate dalla Casa editrice Antonio FENU”,””,””,”VARx-137-FV”
“HAUSER Arnold”,”Historia social de la literatura y el arte. I. Prehistoria. Antiguas culturas orientales. Grecia y Roma. Edad media. Renacimiento.”,”EDICIONES GUADARRAMA. MADRID. 1968″,”pag 452 16°”,””,”prefazione note illustrazioni; traduzione dall’ inglese di A. TOVAR e F.P. VARAS-REYES”,””,””,”VARx-138″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume decimo.”,”MONDADORI. MILANO. 1951″,”pag 1316 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-138-FL”
“PENATI Luigi”,”Manuale del venditore. Guida pratica per programmare, organizzare e sviluppare il lavoro in vendita.”,”FRANCO ANGELI EDITORE. MILANO. 1982″,”pag 268 8°”,””,”premessa illustrazioni foto tabelle bibliografia”,””,””,”VARx-138-FV”
“GRACIAN Baltasar, a cura di Arturo DEL HOYO MARTINEZ”,”El heroe, el politico, el discreto. Oraculo manual y arte de prudencia.”,”PLAZA & JANES. BARCELONA. 1986″,”pag 514 16°”,””,”introduzione cronologia epoca e vita autore Biografia di Baltasar Gracian, Linee generali dell’ opera letteraria di Baltasar Gracian, Studio dell’ Eroe, del Politico, del Saggio, Lo stile di Gracian, Criteri dell’ edizione, bibliografia generale sigle note glossario repertorio nomi propri appendici”,””,””,”VARx-139″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume dodicesimo.”,”MONDADORI. MILANO. 1952″,”pag 1226 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-139-FL”
“SEVERGNINI Beppe”,”Signori, si cambia. In viaggio sui treni della vita.”,”RIZZOLI. MILANO. 2015″,”pag 220 8°”,””,”illustrazioni ringraziamenti indice dei luoghi”,””,””,”VARx-139-FV”
“ISTRATI Panaït”,”Il ritornello della fossa (Nerrantsoula). Romanzo.”,”EDIZIONI VITAGLIANO. MILANO. 1928″,”pag 219 8°”,””,”nota introduttiva sull’ autore”,””,””,”VARx-140″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume tredicesimo.”,”MONDADORI. MILANO. 1955″,”pag 1080 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-140-FL”
“GUERRAZZI Vincenzo”,”Nord e Sud uniti nella lotta. Romanzo. Ottobre 1972, Genova-Reggio Calabria: il viaggio per mare di mille metalmeccanici genovesi.”,”FRATELLI FRILLI EDITORI. GENOVA. 2003 1° edizione 1974″,”pag 126 8°”,””,”Collana di narrativa contemporanea ‘La Ragnatela’”,””,””,”VARx-140-FV”
“SHAKESPEARE Guglielmo a cura di Laura TORRETTA”,”Il sogno di una notte di mezza estate. Amleto. La tempesta.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICA TORINESE. TORINO. 1944″,”pag 306 16°”,””,”illustrazione introduzione di Laura TORRETTA note; Collana ‘I grandi scrittori stranieri’ n° 12, diretta da Arturo FARINELLI, dell’ Accademia d’ Italia”,””,””,”VARx-141″
“GOLDONI Carlo, a cura di Giuseppe ORTOLANI”,”Tutte le Opere di Carlo Goldoni. Volume quattordicesimo.”,”MONDADORI. MILANO. 1956″,”pag 1029 16°”,””,”note, I classici Mondadori”,””,””,”VARx-141-FL”
“BADARELLO Rodolfo”,”Poexie da-o quartê.”,”COOP TIPOGRAF. SAVONA. 2010″,”pag 60 8°”,””,”bibliografia e note dell’autore, foto”,””,””,”VARx-141-FV”
“TURGHENJEV Ivan, a cura di Leone GINZBURG”,”Nido di nobili.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICA TORINESE. TORINO. 1944″,”pag 224 16°”,””,”illustrazione introduzione di Leone GINZBURG note; Collana ‘I grandi scrittori stranieri’ n° 21, diretta da Arturo FARINELLI, dell’ Accademia d’ Italia”,””,””,”VARx-142″
“DE CURTIS Antonio, a cura di Matilde AMOROSI e collaborazione di Liliana DE CURTIS”,”Parli come badi. (Totò)”,”EDITRICE LA STAMPA. TORINO. 2004″,”pag 174 8°”,””,”introduzione, I film e i critici, Comicamente”,””,””,”VARx-142-FL”
“BACALL Lauren”,”Io. (By Myself)”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1979″,”pag 448 8°”,””,”foto illustrazioni”,””,””,”VARx-142-FV”
“TIRSO DE MOLINA; a cura di Gherardo MARONE”,”Don Gil da le calze verdi. Il timido a corte.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICA TORINESE. TORINO. 1944″,”pag 213 16°”,””,”illustrazione introduzione di Gherardo MARONE note; Collana ‘I grandi scrittori stranieri’ n° 35, diretta da Arturo FARINELLI, dell’ Accademia d’ Italia”,””,””,”VARx-143″
“SKLOVSKIJ Viktor”,”La mossa del cavallo.”,”DE DONATO EDITORE. BARI. 1967″,”pag 198 16°”,””,”presentazione, prima e seconda prefazione, note, nota bio-bibliografica, Collana Dissensi”,””,””,”VARx-143-FL”
“BLIXEN Karen (Isak Dinesen), a cura di Paola NANNI”,”La mia Africa.”,”LOESCHER EDITORE. TORINO. 1982″,”pag 272 16°”,””,”introduzione note cartine schede; consulenza didattica di Maria CORDA COSTA”,””,””,”VARx-143-FV”
“PREVOST Anton Francesco, a cura di Marisa ZINI”,”Manon Lescaut.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICA TORINESE. TORINO. 1944″,”pag 214 16°”,””,”illustrazione introduzione di Marisa ZINI note; Collana ‘I grandi scrittori stranieri’ n° 66, diretta da Arturo FARINELLI, dell’ Accademia d’ Italia”,””,””,”VARx-144″
“MARZIALE Marco Valerio, a cura di Simone BETA”,”Epigrammi.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag XXI 968 16°”,””,”introduzione, bibliografia, nota al testo, note, I Classici Collezione, Greci e Latini XXII”,””,””,”VARx-144-FL”
“BLIXEN Karen”,”Capricci del destino. Racconti. Il pranzo di Babette – Il pescatore di perle – Tempeste – La storia immortale – L’anello.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1978″,”pag 232 16°”,””,”traduzione di Paola OJETTI, Universale Economica”,””,””,”VARx-144-FV”
“WITT Hubert a cura; saggi di Lion FEUCHTWANGER Hans Otto MÜNSTERER Arnolt BRONNEN Herbert JHERING Bernhard REICH Bernard GUILLEMIN Elisabeth HAUPTMANN Lotte LENYA-WEILL Walter BENJAMIN Sergei TRETYAKOV Berthold VIERTEL Arnold ZWEIG Ruth BERLAU Hanns EISLER Wieland HERZFELDE Max FRISCH Günther WEISENBORN Max SCHROEDER Paul RILLA Angelika HURWICZ Paul DESSAU Manfred WEKWERTH Erwin STRITTMATTER Caspar NEHER Vladimir POZNER Anna SEGHERS Johannes R. BECHER Günter KUNERT Konstantin FEDIN Käthe RÜLICKE-WEILER Ernst SCHUMACHER Werner MITTENZWEI”,”Brecht. As They Knew Him.”,”SEVEN SEAS BOOKS. BERLIN. 1974″,”pag 243 16°”,””,”ringraziamenti nota editoriale nota del traduttore, ‘Bertolt Brecht Presented to the British’ (1928) di Lion FEUCHTWANGER, fonti; traduzione di John PEET”,””,””,”VARx-145″
“ORAZIO FLACCO Quinto”,”Tutte le Opere.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag LXXII 961 16°”,””,”introduzione di Niall RUDD, traduzioni di Luca CANALI e di Marco BECK, commento e note di Maria PELLEGRINI e di Marco BECK, cronologia, nota al testo, bibliografia essenziale, I Classici Collezione Greci e Latini XIII”,””,””,”VARx-145-FL”
“BULGAKOV Michail”,”Il maestro e Margherita.”,”GTE – NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1990″,”pag 351 8°”,””,”traduzione di Salvatore ARCELLA, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-145-FV”
“BRECHT Bertolt, a cura di Emilio CASTELLANI”,”Vita di Galileo. Dramma. (Tit. orig.: Leben des Galilei)”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1992″,”pag 150 16°”,””,”nota introduttiva di Emilio CASTELLANI, personaggi; Collana ‘Collezione di teatro'”,””,””,”VARx-146″
“CESARE Gaio Giulio, a cura di Adriano PENNACINI”,”Opera Omnia. Volume I.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. I pag L 711 16°”,””,”introduzione del curatore, cronologia di Michele FARAGUNA, bibliografia, traduzione di Adriano PENNACINI e Antonio LA PENNA, nota alla traduzione, cartine, I Classici Collezione Greci e Latini XI”,””,””,”VARx-146-FL”
“ORAZIO FLACCO Quinto, a cura di Mario RAMOUS”,”Odi Epodi.”,”GARZANTI EDITORE. MILANO. 1986″,”pag LI 473 16°”,””,”La vita, profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, la metrica, guida bibliografica, note, traduzione del curatore, con testo a fronte, Indice dei nomi delle Odi e degli Epodi, I grandi libri Garzanti”,””,””,”VARx-146-FV”
“ORWELL George”,”La fattoria degli animali. (Tit.orig.: Animal Farm)”,”MONDADORI. MILANO. 1995″,”pag 115 16°”,””,”nota biografica ‘George Orwell’, bibliografia traduzione testo di Bruno TASSO, in appendice: ‘La libertà di stampa’ di George ORWELL traduzione di Elena ALBERTINI; Collana Oscar Mondadori Classici Moderni”,””,””,”VARx-147″
“PERSIO – GIOVENALE, a cura di Luca CANALI e Giovanni VIANSINO”,”Satire.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag 669 16°”,””,”introduzione, bibliografia essenziale, avvertenza, bubliografia generale, abbreviazioni bibliografiche di opere e pubblicazioni citate, traduzione di Luca CANALI e Giovanni VIANSINO, note di Maria PELLEGRINI, premesse, indice dei nomi propri, I Classici Collezione Greci e Latini XXXVI”,””,””,”VARx-147-FL”
“FO Dario; FRANCESCHI Vittorio”,”1. Mistero buffo. Giullarata popolare in lingua padana del ‘400 (Fo); 2. – L’operaio conosce 300 parole il padrone 1000 per questo lui è il padrone (Fo); 3. – Un sogno di sinistra (Franceschi).”,”NUOVA SCENA. CREMONA. 1969″,”pag 58 + 47 + 60 8°”,””,”premessa, introduzione, note bibliografiche, fonti, rappresentazioni, glossario”,””,””,”VARx-147-FV”
“CATULLO, a cura di Mario BONARIA”,”I carmi.”,”MURSIA. MILANO. 1967″,”pag 134 8°”,””,”introduzione metrica dei canti catulliani, i carmi note; ‘Biblioteca di classici latini’ diretta da Alessandro RONCONI”,””,””,”VARx-148″
“ARISTOFANE, a cura di Dario DEL CORNO Giulio GUIDORIZZI Carlo PRATO Massimo VETTA Giuseppe ZANETTO”,”Commedie.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag XV 911 16°”,””,”tavola delle abbreviazioni, introduzioni e traduzioni di Dario DEL CORNO, note, I Classici Collezione Greci e Latini LIV”,””,””,”VARx-148-FL”
“DE-GRAFIGNY F.P. Madame, a cura di Angelo MORINO”,”Lettere di una peruviana.”,”SELLERIO EDITORE. PALERMO. 1992″,”pag 193 16°”,””,”avvertenza, introduzione storica, note, ‘Lettere dall’esilio’ di Angelo MORINO”,””,””,”VARx-148-FV”
“ORWELL George”,”Rebelión en la granja. (Tit.orig.: Animal Farm)”,”EDICIONES DESTINO. BARCELONA. 1989 (ediz orig.: 1945)”,”pag 181 16°”,””,”nota editoriale prefazione di Bernard CRICK”,””,””,”VARx-149″
“PETRONIO”,”Satiricon.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag XXXIV 663 16°”,””,”introduzione e bibliografia di Federico RONCORONI, nota, traduzione di Piero CHIARA con testo latino a fronte, appendici, nota del traduttore, I Classici Collezione Greci e Latini XXI”,””,””,”VARx-149-FL”
“JOSTE Claude”,”Le sirene di Madrid.”,”EDIZIONI DELL’ALBERO. TORINO. 1966″,”pag 184 16°”,””,”traduzione di Emilio PIENTTI; Collana Romanzi veri di guerra”,””,””,”VARx-149-FV”
“RIGOBELLO Giuliana”,”Ignazio Silone. Introduzione e guida allo studio dell’ opera siloniana. Storia e antologia critica.”,”LE MONNIER. FIRENZE. 1977″,”pag VII 204 16°”,””,”premessa note cronologia delle opere appendice: bibliografia; collana ‘Profili letterari’ diretta da Gorizio VITI”,””,””,”VARx-150″
“CESARE Gaio Giulio, a cura di Adriano PENNACINI”,”Opera Omnia. Volume II.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. II pag 716-1662 16°”,””,”introduzione del curatore, commento di Michele FARAGUNA, bibliografia, traduzione di Adriano PENNACINI e Antonio LA PENNA, nota alla traduzione, prospetto cronologico e cartine, indice dei nomi di persona, dei nomi di luoghi e di popoli, degli autori antichi citati in notas e delle iscrizioni citate in nota, I Classici Collezione Greci e Latini XII”,””,””,”VARx-150-FL”
“FERRES Antonio”,”I vinti. Romanzo.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1962″,”pag 340 8°”,””,”traduzione dallo spagnolo di Emilia MANCUSO, titolo originale ‘Los vencidos’; Collana Le Comete”,””,””,”VARx-150-FV”
“MUNAFO’ Gaetano”,”Conoscere Pirandello. Introduzione e guida allo studio dell’ opera pirandelliana. Storia e antologia della critica.”,”LE MONNIER. FIRENZE. 1977″,”pag 276 16°”,””,”premessa note cronologia delle opere appendice: bibliografia indice nomi argomenti; collana ‘Profili letterari’ diretta da Gorizio VITI”,””,””,”VARx-151″
“PLUTARCO, a cura di Carmine AMPOLO Carlo CARENA Mario MANFREDINI Luigi PICCIRILLI”,”Vite parallele. Volume I.”,”MONDADORI. MILANO. 2008″,”Vol. I pag 997 16°”,””,”tavola delle abbreviazioni, introduzione e appendice all’introduzione, testo e traduzioni dei curatori, sigla, I Classici Collezione Greci e Latini LIX”,””,””,”VARx-151-FL”
“BONGIOVANNI BERTINI Mariolina”,”Guida a Proust.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1981″,”pag 434 8°”,””,”note; Oscar Studio Mondadori”,””,””,”VARx-151-FV”
“THOMSON George D.”,”Marxismo y poesía.”,”A. REDONDO EDITOR. BARCELONA. 1969″,”pag 100 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-152″
“PLUTARCO, a cura di Carmine AMPOLO Carlo CARENA Mario MANFREDINI Luigi PICCIRILLI Maria Gabriella ANGELI BERTINELLI Giuliano PISANI Luigi SANTI MANFREDINI”,”Vite parallele. Volume II.”,”MONDADORI. MILANO. 2008″,”Vol. II pag X 1003 16°”,””,”tavola delle abbreviazioni, introduzione e appendice all’introduzione, testo e traduzioni dei curatori, sigla, I Classici Collezione Greci e Latini LX”,””,””,”VARx-152-FL”
“PROUST Marcel”,”La strada di Swann.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag LXXIX 491 8°”,””,”saggio introduttivo di Giovanni MACCHIA: ‘L’allegoria del diluvio’, nota al testo, cronologia della vita e delle opere di Marcel Proust, introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI; appendice, sommario, indice dei personaggi e dei nomi, indice dei nomi geografici; Alla ricerca del tempo perduto’, nuova edizione a cura di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, traduzione di Natalia GINZBURG; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-152-FV”
“NIZAN Paul, a cura di Susan SULEIMAN”,”Letteratura e politica. Saggi per una nuova cultura.”,”BERTANI EDITORE. VERONA. 1973″,”pag 272 8°”,””,”scelta testi e note di Susan SULEIMAN, prefazione opere di Paul Nizan”,””,””,”VARx-153″
“ARRIANO Lucio Flavio, a cura di Francesco SISTI”,”Anabasi di Alessandro.”,”MONDADORI. MILANO. 2008″,”pag LXXXI 663 16°”,””,”introduzione, abbreviazioni bibliografiche, cronologia, note, I Classici Collezione Greci e Latini LXII”,””,””,”VARx-153-FL”
“PROUST Marcel”,”All’ombra delle fanciulle in fiore.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag XX 604 8°”,””,”introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI; appendice, sommario, indice dei personaggi e dei nomi, indice dei nomi geografici; Alla ricerca del tempo perduto’, nuova edizione a cura di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, traduzione di Franco CALAMANDREI e Nicoletta NERI; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-153-FV”
“PIZZINELLI Corrado”,”Siamo tutti in guerra. Le inutili stragi nel Vietnam.”,”LONGANESI. MILANO. 1968″,”pag 250 16°”,””,”presentazione di Mario MONTI”,””,””,”VARx-154″
“MENANDRO, a cura di Franco FERRARI”,”Menandro e la commedia nuova.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”pag LXX 1087 16°”,””,”introduzione, cronologia, nota critica, bibliografia, note, edizione con testo greco a fronte, note, abbreviazioni e sigle, I Classici Collezione Greci e Latini XXV”,””,””,”VARx-154-FL”
“PROUST Marcel”,”Sodoma e Gomorra.”,”EINAUDI. TORINO. 1981″,”pag XVII 631 8°”,””,”introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI; appendice, sommario, indice dei personaggi e dei nomi, indice dei nomi geografici; Alla ricerca del tempo perduto’, nuova edizione a cura di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, traduzione di Elena GIOLITTI; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-154-FV”
“ALIGHIERI Dante, commenti di Luigi PIETROBONO”,”La divina commedia. Volume primo. Inferno.”,”SOCIETA’ EDITRICE INTERNAZIONALE. TORINO. 1955″,”pag XXIII 442 8°”,””,”introduzione ‘Al lettore’ di Luigi PIETROBONO, note e commenti”,””,””,”VARx-155″
“EURIPIDE, a cura di Anna BELTRAMETTI, saggio di Diego LANZA”,”Le tragedie. Volume II.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. II pag 1038 16°”,””,”premessa, note, traduzione di Filippo Maria PONTANI, I Classici Collezione Greci e Latini”,””,””,”VARx-155-FL”
“PROUST Marcel”,”La fuggitiva.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag XV 317 8°”,””,”introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, appendice, sommario, indice dei personaggi e dei nomi, indice dei nomi geografici; Alla ricerca del tempo perduto’, nuova edizione a cura di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, traduzione di Franco FORTINI; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-155-FV”
“COMISSO Giovanni”,”Giorni di guerra.”,”LONGANESI. MILANO. 1970″,”pag IX 201 16°”,””,”presentazione”,””,””,”VARx-156″
“EURIPIDE, a cura di Anna BELTRAMETTI, saggio di Diego LANZA”,”Le tragedie. Volume III.”,”MONDADORI. MILANO. 2007″,”Vol. III pag 656 16°”,””,”Premessa, note, traduzione di Filippo Maria PONTANI, bibliografia, I Classici Collezione Greci e Latini”,””,””,”VARx-156-FL”
“PROUST Marcel”,”Il tempo ritrovato.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag XVIII 433 8°”,””,”introduzione di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, appendice, sommario, indice dei personaggi e dei nomi, indice dei nomi geografici; Alla ricerca del tempo perduto’, nuova edizione a cura di Mariolina BONGIOVANNI BERTINI, traduzione di Giorgio CAPRONI; Collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-156-FV”
“HASSEL Sven”,”Germania kaputt. (Tit. orig.: Wheels of Terror)”,”LONGANESI. MILANO. 1967″,”pag 310 16°”,””,”presentazione; traduzione di Annamaria SEMINARI”,””,””,”VARx-157″
“ESCHILO – SOFOCLE”,”Le Tragedie.”,”NICOLA ZANICHELLI EDITORE. BOLOGNA. 1959″,”pag 1113 8°”,””,”prefazione, note, traduzione di Ettore ROMAGNOLI”,””,””,”VARx-157-FL”
“PRÉDAL René”,”Cinema: cent’anni di storia.”,”B.C. DALAI EDITORE. MILANO. 2010″,”pag 399 8°”,””,”postfazione bibliografica di Alberto FARASSINO, traduzione dal francese di Margherita BOTTO, Collana I tascabili; nuova edizione aggiornata”,””,””,”VARx-157-FV”
“STOWE Harriet Beecher”,”La capanna dello zio Tom. Ovvero La vita dei negri negli Stati schiavisti d’ America.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1953″,”pag 499 8°”,””,”nota; traduzione di Beatrice BOFFITO”,””,””,”VARx-158″
“CHANTRAINE Pierre”,”Morphologie historique du grec.”,”KLINCKSIECK. PARIS. 2004″,”pag XIII 355 8°”,””,”prefazione note bibliografia abbreviazioni introduzione indici per lingua micenea e greca; Libraire Klincksieck, série linguistique”,””,””,”VARx-158-FL”
“VERNE Jules”,”Dalla terra alla luna e intorno alla luna.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1961″,”pag 352 8°”,””,”prefazione di Giansiro FERRATA, traduzione di Gaetano BIGI”,””,””,”VARx-158-FV”
“PLAUTO Tito Maccio, a cura di Giovanni LA-MAGNA”,”Il soldato vanaglorioso (Miles Gloriosus).”,”SIGNORELLI. MILANO. 1974″,”pag 119 16°”,””,”traduzione introduzione (pag 5-33) e note a cura di Giovanni LA-MAGNA”,””,””,”VARx-159″
“HUMBERT Jean”,”Syntaxe grecque.”,”KLINCKSIECK. PARIS. 2004″,”pag 470 8°”,””,”prefazione alla prima e seconda edizione, note alla terza, note addizionali, indice dei passaggi citati, indice greco e francese; Libraire Klincksieck, série linguistique”,””,””,”VARx-159-FL”
“SCHILLER Johann Christoph Friedrich”,”Maria Stuarda.”,”FILOSOFICO.NET. 2007″,”pag 123 8° (F)”,””,”personaggi; a cura di Diego FUSAROA”,””,””,”VARx-159-FV”
“CROCE Benedetto”,”La poesia.”,”LATERZA. BARI. 1969″,”pag 368 16°”,””,”avvertenza riferimenti indice postille indice nomi; ‘Opere di Benedetto Croce, VI'”,””,””,”VARx-160″
“CARDUCCI Giosuè, a cura di Pietro GIBELLINI”,”Tutte le poesie.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 2006″,”pag 875 8*”,””,”introduzione, guida bibliografica, cronologia della vita e delle opere, nota al testo, note di Marina SALVINI, prermessa, appendici, indice dei capoversi”,””,””,”VARx-160-FL”
“GOGOL Nikolaj”,”Racconti di Pietroburgo. “”Il cappotto””, “”Il naso””, “”Il ritratto””, “”La prospettiva””, “”Diario di un pazzo””.”,”RIZZOLI. MILANO. 1990″,”pag 198 8°”,””,”introduzione e traduzione di Tommaso LANDOLFI, note, Collaba Bur Superclassici.”,””,””,”VARx-160-FV”
“CECOV Anton”,”Ivànov. Dramma in quattro atti.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1944″,”pag 145 16°”,””,”prefazione (prima traduzione dal russo e introduzione di Carlo GRABHER) personaggi, collana Biblioteca Vallecchi”,””,””,”VARx-161″
“OMERO”,”Odissea.”,”MARSILIO EDITORI. VENEZIA. 2003″,”pag 907 16°”,””,”introduzione e traduzione di Maria Grazia CIANI, commento di Elisa AVEZZU, con testo a fronte, bibliografia generale, indice dei nomi propri, indice dei nomi geografici, Il Convivio, Collana di classici greci e latini”,””,””,”VARx-161-FL”
“TWAIN Mark, a cura di Romolo Giovanni CAPUANO”,”Lettere dalla terra.”,”LIBERLIBRI. MACERATA. 2004″,”pag 90 16°”,””,”nota dell’editore, introduzione, nota bibliografica, avvertenza, note; Collana Oche del Campidoglio”,””,””,”VARx-161-FV”
“SOFOCLE”,”Edipo Re.”,”MONDADORI. MILANO. 1994″,”pag 108 16°”,””,”introduzione di Roberto REBORA traduzione di Salvatore QUASIMODO”,””,””,”VARx-162″
“OMERO”,”Iliade.”,”MARSILIO EDITORI. VENEZIA. 2007″,”pag 907 16°”,””,”traduzione di Maria Grazia CIANI, commento e bibliografia generale di Elisa AVEZZU, con testo a fronte, indice dei nomi propri, indice dei nomi geografici, Il Convivio, Collana di classici greci e latini”,””,””,”VARx-162-FL”
“VITTORINI Elio”,”Uomini e no.”,”MONDADORI. MILANO. 1984″,”pag 197 16°”,””,”introduzione: ‘Elio Vittorini’ di Giansiro FERRATA (cenni biografici e bibliografia), nota”,””,””,”VARx-162-FV”
“POLO Marco, a cura di Ettore CAMESASCA”,”Il Milione.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1955″,”pag 391 16°”,””,”introduzione di Ettore CAMESASCA cartine note dizionario nomi di persona e geografici glossario; Seconda edizione”,””,””,”VARx-163″
“PALIN CRISANAZ Maria Pia”,”Favola e mito nella poesia di Sergej Esenin.”,”LEO S. OLSCHKI EDITORE. FIRENZE. 1971″,”pag 306 8°”,””,”introduzione, note, Saggi di letterature straniere, diretti da Sergio LUPI e Claudio MAGRIS”,””,””,”VARx-163-FL”
“SCHNITZLER Arthur”,”Il ritorno di Casanova.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1994″,”pag 94 8°”,””,”introduzione di Mauro PONZI: ‘Arthur Schnitzler e il suo “”doppio””‘, note, nota bio-bibliografica; traduzione di Francesca RICCI; edizione integrale”,””,””,”VARx-163-FV”
“GORKI Maksim”,”Autobiografia. Infanzia. Tra la gente. Le mie università.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1980″,”pag 720 8°”,””,”note; riedizione del v. XI delle Opere di M. Gorki pubblicato a cura di Ignazio AMBROGIO e Agostino VILLA, traduzione di Ignazio AMBROGIO e Bruno CARNEVALI”,””,””,”VARx-164″
“ALIGHIERI Dante”,”Vita nuova.”,”GARZANTI. MILANO. 1988″,”pag LIX 73 16°”,””,”illustrazioni, La vita, profilo storico critico dell’autore e dell’opera; introduzione: ‘Per una lettura della ‘Vita nuova’ di Edoardo SANGUINETI, Guida bibliografica, Schema riassuntivo della ‘Vita nuova’; indice delle poesia della ‘Vita nuova’, note di Alfonso BELARDINELLI; I grandi libri Garzanti”,””,””,”VARx-164-FL”
“KRAUS Karl, a cura di Paola SORGE”,”Aforismi in forma di diario.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1993″,”pag 91 8°”,””,”introduzione, nota bio-bibliografica, aforismi (1906-1913), traduzione integrale a cura di Paola SORGE”,””,””,”VARx-164-FV”
“CUSATELLI Giorgio DE-BENEDETTI Paolo GELLI Piero RABONI Giovanni, collaborazione; CAZZINI TARTAGLINO Anna DE-DOMINICIS Franca LEARDI Margherita ROSSI Tiziano, redattori”,”Enciclopedia Garzanti della letteratura.”,”GARZANTI. MILANO. 1972″,”pag 963 16°”,””,”illustrazioni foto iconografia”,””,””,”VARx-165″
“ALIGHIERI Dante, a cura di Piero CUDINI”,”Convivio.”,”GARZANTI. MILANO. 1987″,”pag XLIII 357 16°”,””,”illustrazioni, La vita, profilo storico critico dell’autore e dell’opera; introduzione: ‘Per una lettura del ‘Convivio’, Guida bibliografica, Schema riassuntivo del ‘Convivio’; altre indicazioni bibliografiche; I grandi libri Garzanti”,””,””,”VARx-165-FL”
“FREUD Sigmund, a cura di Massimo BALDINI”,”Aforismi e pensieri.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1994″,”pag 94 8°”,””,”introduzione di Dario ANTISERI, nota bio-bibliografica; Collana Tascabili Economici Newton”,””,””,”VARx-165-FV”
“TAGORE Rabindranath”,”Il giardiniere.”,”CARABBA EDITORE. LANCIANO. 1915″,”pag 151 16°”,””,”nota del traduttore M. SESTI-STRAMPFER prefazione, collana ‘Scrittori italiani e stranieri. Poesia’”,””,””,”VARx-166″
“MIÉVILLE China”,”Il treno degli dèi. Romanzo.”,”FANUCCI EDITORE. ROMA. 2005″,”pag 621 8°”,””,”nota dell’editore, traduzione dall’inglese di Nello GIUGLIANO”,””,””,”VARx-166-FL”
“VERGA Giovanni”,”Mastro-don Gesualdo. Romanzo.”,”R. BEMPORAD E FIGLIO – EDITORI. 1923″,”pag 323 16°”,””,”Collana I vinti”,””,””,”VARx-166-FV”
“CHAUCER Geoffrey”,”The Canterbury Tales.”,”PENGUIN BOOKS. BALTIMORE MARYLAND. 1964″,”pag 521 16°”,””,”prefazione all’ edizione americana introduzione ‘Chaucer’s Life – Chaucer’s Works’, note prologo traduzione in moderno inglese di Neville COGHILL; The Penguin Classics, a cura di E.V. RIEU”,””,””,”VARx-167″
“RESAZ Radames”,”Se avanzo, seguitemi. (Romanzo)”,”L’AUTORE LIBRI FIRENZE. FIRENZE. 1997″,”pag 180 8°”,””,”premessa: ‘Mi presento’, note, epilogo, biblioteca ’80, Narratori”,””,””,”VARx-167-FL”
“PANZINI Alfredo”,”Legione decima. Romanzo.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1934″,”pag 211 16°”,””,””,””,””,”VARx-167-FV”
“CAMUS Albert”,”L’ uomo in rivolta.”,”BOMPIANI. MILANO. 1957″,”pag 338 8°”,””,”introduzione ‘L’ assurdo e l’ omicidio’ note, Collana ‘Portico’ critica e saggi; traduzione di Liliana MAGRINI”,””,””,”VARx-168″
“CECHOV Anton”,”Tre sorelle.”,”EINAUDI. TORINO. 1964″,”pag 93 16°”,””,”note, Collezione di Teatro”,””,””,”VARx-168-FL”
“PAPINI Giovanni”,”Stroncature (1904-1931).”,”LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA. FIRENZE. 1942″,”pag 180 16°”,””,”prefazione, note, nota bibliografico, indice nomi; Opere di Giovanni PAPINI, volume decimo”,””,””,”VARx-168-FV”
“PAVESE Cesare, a cura di Mariarosa MASOERO”,”Lotte di giovani e altri racconti (1925-1930).”,”EINAUDI. TORINO. 1993″,”pag 221 16°”,””,”introduzione di Mariarosa MASOERO, note appendici”,””,””,”VARx-169″
“HUGO Victor”,”Notre-Dame de Paris.”,”L’ESPRESSO-REPUBBLICA. ROMA. 2005″,”pag XXXIX 595 16°”,””,”introduzione di Umberto ECO, traduzione di Fabio SCOTTO, La Biblioteca di Repubblica, ‘Ottocento'”,””,””,”VARx-169-FL”
“PETRONIO”,”Il satyricon.”,”DE-CARLO EDITORE. ROMA. 1950″,”pag 144 16°”,””,”note, traduzione di Raoul VIVALDI, II”,””,””,”VARx-169-FV”
“AMADO Jorge”,”Il cammino della speranza.”,”EDIZIONI DI CULTURA SOCIALE. ROMA. 1954 1° ediz”,”pag 436 16°”,””,”presentazione notizie sull’ autore, prologo glossario, traduzione di Tullio SEPPILLI”,””,””,”VARx-170″
“VARZI Achille CASATI Roberto”,”Il pianeta dove scomparivano le cose. Esercizi di immaginazione filosofica.”,”EINAUDI. TORINO, 2006″,”pag 155 8°”,””,”Figure, ET Pop”,””,””,”VARx-170-FL”
“VON-ESCHENBACH Wolfram”,”Parzival. Volume primo.”,”UTET. TORINO. 1981″,”pag IX 270 16°”,””,”introduzione di Laura MANCINELLI, traduzione e note di Giuseppe BIANCHESSI”,””,””,”VARx-170-FV”
“ZOLA Emilio”,”Il denaro. (Tit.orig.: L’ Argent)”,”FRATELLI TREVES EDITORI. MILANO. 1903″,”Volume I, II pag 561 16°”,””,”‘Biblioteca Amena’”,”SI”,””,”VARx-171″
“VARZI Achille”,”Il mondo messo a fuoco. Storie di allucinazioni e miopie filosofiche.”,”LATERZA. BARI. 2010″,”pag VII 207 8°”,””,”prologo, epilogo, annotazioni, fonti e ringraziamenti, indice analitico, I Robinson / Letture”,””,””,”VARx-171-FL”
“TRILUSSA [SALUSTRI Carlo Alberto Camillo]”,”Ommini e bestie.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1946″,”pag 116 8°”,””,”‘Tutte le opere di Trilussa’”,””,””,”VARx-171-FV”
“RESAZ Radames”,”Se avanzo, seguitemi.”,”SD”,”pag 100 8°”,””,”note; fascicolo”,””,””,”VARx-172″
“FERRARIS Maurizio”,”Il tunnel delle multe. Ontologia degli oggetti quotidiani.”,”EINAUDI. TORINO. 2008″,”pag VIII 274 8°”,””,”Lemmario, postfazione, fonti e ringraziamenti, note, ET Pop”,””,””,”VARx-172-FL”
“MACCHIA Giovanni”,”Baudelaire e la poetica della malinconia.”,”EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE. NAPOLI. 1946″,”pag 129 8°”,””,”premessa, note, congedo; Collana di saggi, diretta da Giovanni MACCHIA”,””,””,”VARx-172-FV”
“PASOLINI Pier Paolo”,”Le ceneri di Gramsci. Poemetti.”,”GARZANTI. MILANO. 1963″,”pag 146 8°”,””,”note”,””,””,”VARx-173″
“BABEL’ Isaak, a cura di Adriano DELL’ASTA, scritto di Serena VITALE”,”Tutte le opere.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag CXLVI 1484 16°”,””,”introduzione, cronologia, nota all’edizione, note, appendice, note e notizie sui testi, bibliografia, traduzione di Gianlorenzo PACINI, Collana I Meridiani”,””,””,”VARx-173-FL”
“BUFALARI Giuseppe, a cura di Romano MASTROMATTEI”,”Pezzo da novanta. Due secoli di mafia.”,”VALENTINO BOMPIANI EDITORE. MILANO. 1973″,”pag 180 8°”,””,”introduzione: ‘Giuseppe Bufalari, la vita e l’opera’, di Romano MASTROMATTEI, Notizie lampo, Scheda di lettura ragionata, Collana Narratori moderni italiani e stranieri per la scuola”,””,””,”VARx-173-FV”
“LE-ROCHEFOUCAULD”,”Maximes suivies d’ extraits des Moralistes du XVIIe siècle. (1665)”,”LIBRAIRIE LAROUSSE. PARIS. 1934″,”pag 108 16°”,””,”notizie biografiche sull’ autore, notizia storica e letteraria, note esplicative giudizi e questionario di J. Roger CHARBONNEL, collana Classiques Larousse, fondata da Felix GUIRAND e diretta da Leon LEJEALLE”,””,””,”VARx-174″
“LESKOV Nikolàj S.”,”Il viaggiatore incantato. L’angelo suggellato.”,”ALDO GARZANTI EDITORE. MILANO. 1980″,”pag XVIII 252 16°”,””,”La vita, profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica, note, traduzione di Ettore LO GATTO,”,””,””,”VARx-174-FL”
“MONTANELLI Indro”,”I libelli. Mio marito Carlo Marx – Il buonuomo Mussolini – Addio, Wanda! Rapporto Kinsey sulla situazione italiana.”,”RIZZOLI. MILANO. 1993″,”pag 284 8°”,””,”avvertenza, Collana Supersaggi Biblioteca universale Rizzoli”,””,””,”VARx-174-FV”
“CAMMAROTA Lionello”,”Storia della musica.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1981″,”pag 242 8°”,””,”grafici bibliografia (pag 221-228) indice nomi”,””,””,”VARx-175″
“METTER Izrail'”,”Ritratto di un secolo. Muchtar – Il quinto angolo – Genealogia – La Grande Casa – Al di là del Lete – Arrivederci.”,”EINAUDI. TORINO. 1998″,”pag XVIII 343 16°”,””,”introduzione e traduzione di Anna RAFFETTO, note, foto, Einaudi Tascabili, Letteratura”,””,””,”VARx-175-FL”
“PORTA Carlo, a cura di Carla GUARISCO”,”Le poesie. Volume primo.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1976″,”pag 459 16°”,””,”introduzione di Gennaro BARBARISI, nota bibliografica, nota al testo, criteri della presente edizione, Breve prontuario di pronuncia, note e traduzione di Carla GUARISCO, testo critico stabilito da Dante ISELLA, traduzione letterale a fronte; Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-175-FV”
“GOETHE John Wolfgang, a cura di R. PISANESCHI e A. SPAINI”,”Le esperienze di Wilhelm Meister.”,”GIUS. LATERZA & FIGLI. BARI. 1913″,”Vol 1. pag 371 8°”,””,”introduzione di Alberto SPAINI nota note; traduzione di Alberto SPAINI”,””,””,”VARx-176″
“PUSKIN Aleksandr Sergeevic, a cura di Eridano BAZZARELLI Giovanna SPENDEL”,”Opere.”,”MONDADORI. MILANO. 2001″,”pag LIV 1307 16°”,””,”premessa, cronologia, introduzione, note, bibliografia, traduzioni di: Giovanni GIUDICI, Giovanna SPENDEL, Eridano BAZZARELLI, Tommaso LANDOLFI, Ettore LO GATTO, Leone GINZBURG, Alfredo POLLEDRO, Collana I Meridiani,”,””,””,”VARx-176-FL”
“PORTA Carlo, a cura di Carla GUARISCO”,”Le poesie. Volume secondo”,”FELTRINELLI. MILANO. 1976″,”pag 461-1019 16°”,””,”introduzione di Gennaro BARBARISI, nota bibliografica, nota al testo, criteri della presente edizione, Breve prontuario di pronuncia, note e traduzione di Carla GUARISCO, testo critico stabilito da Dante ISELLA, glossario, tavole cronologiche, indice nomi, indice capoversi; traduzione letterale a fronte; Universale Economica Feltrinelli”,””,””,”VARx-176-FV”
“LEOPARDI Giacomo”,”Operette morali e altre prose.”,”G.B. PARAVIA & C.. TORINO. 1945″,”pag XX 296 8°”,””,”introduzione e note di Valentino PICCOLI; collana ‘Classici italiani commentati'”,””,””,”VARx-177″
“SHAKESPEARE William”,”Troilo e Cressida.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 2003″,”pag 231 16°”,””,”nota introduttiva, illustrazioni, Testo inglese a fronte, introduzione, traduzione e note di Gabriele BALDINI”,””,””,”VARx-177-FL”
“EHRENBURG Ilia”,”Viaggio attraverso la giungla d’Europa.”,”E.GI.T. ROMA. 1945″,”pag 205 16°”,””,”premessa dell’editore”,””,””,”VARx-177-FV”
“AFANASJEV Aleksandr N. ANDERSEN GRIMM PERRAULT CALVINO; a cura di Pietro ANGELINI Cecilia CODIGNOLA”,”Fiabe sul potere. Testi di Andersen, Grimm, Afanasjev, Calvino e Perrault.”,”SAVELLI EDITORI. ROMA. 1982″,”pag 112 16°”,””,”prefazione di Pietro ANGELINI e Cecilia CODIGNOLA, nota introduttiva note”,””,””,”VARx-178″
“VITALE Serena”,”Il bottone di Puskin.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 2002″,”pag 487 16°”,””,”avvertenza, epilogo, appendice, fonti, abbreviazioni, città, pubblicazioni periodiche, archivi, testi, indice dei nomi, Gli Adelphi”,””,””,”VARx-178-FL”
“CALVINO Italo”,”Se una notte d’inverno un viaggiatore.”,”EINAUDI. TORINO. 1979″,”pag 261 8°”,””,””,””,””,”VARx-178-FV”
“VERGA Giovanni”,”Tutte le novelle.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1943″,”pag (222 -) 16°”,””,”(parziale)”,””,””,”VARx-179″
“HALÉVY Daniel”,”1997 – 2001. Storia di quattro anni.”,”SOCIETA EDITRICE BARBAROSSA. MILANO. 1996″,”pag 144 16°”,””,”note, postfazione di Francesco INGRAVALLE, I Saggi”,””,””,”VARx-179-FL”
“CALVINO Italo”,”Marcovaldo.”,”EINAUDI. TORINO. 1981″,”pag 143 16°”,””,”Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-179-FV”
“LEVI Primo”,”Se non ora, quando?”,”NARRATIVA CLUB. MILANO. 1982 G. EINAUDI EDITORE. TORINO. 1982″,”pag 264 8°”,””,”cartine note”,””,””,”VARx-180″
“ONESTI FRANCOVICH Nicoletta”,”Filologia germanica. Lingue e culture dei Germani antichi.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 1998″,”pag 182 8°”,””,”Elenco delle abbreviazioni, appendici, tabelle mnemoniche, testi, figue, note, bibliografia e letture, indice analitico, Università, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-180-FL”
“CALVINO Italo”,”Il sentiero dei nidi di ragno.”,”GARZANTI. MILANO. 1989″,”pag 198 16°”,””,”prefazione dell’autore; Collana Gli Elefanti”,””,””,”VARx-180-FV”
“LA-ROCHEFOUCAULD, a cura di J. Roger CHARBONNEL”,”Maximes. Suivies d’ Extraits des Moralistes du XVII° siècles. Avec une Notice biographique, une Notice historique et littéraire, des Notes explicatives, des Jugements, un Questionnaire et des Sujets de devoirs par J. Roger Charbonnel.”,”LIBRAIRIE LAROUSSE. PARIS. 1934″,”pag 108 16°”,””,”profilo biografico autore, notizie storiche e letterarie note esplicative, giudizi a cura di J. Roger CHARBONNEL, illustrazioni questionario compiti, Collezione Classiques Larousse, fondata da Felix GUIRAND e diretta da Leon LEJEALLE”,””,””,”VARx-181″
“D’ALESSIO Germana SATTLER Waltraud, a cura di Maria Grazia SAIBENE”,”Projekt Deutsch. Corso intensivo di lingua tedesca. Volume primo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”Vol. I, pag 203 8°”,””,”Introduzione, Elenco di parole, Wortliste, Quellenverzeichnis, contiene CD, illustrazioni, Università, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-181-FL”
“CALVINO Italo”,”La giornata d’uno scrutatore.”,”EINAUDI. TORINO. 1974″,”pag 97 16°”,””,”nota dell’autore; Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-181-FV”
“DANTE Alighieri, commentato da Fausto MONTANARI”,”La divina commedia. Paradiso.”,”EDITRICE LA SCUOLA. BRESCIA. 1986″,”pag 450 8°”,””,”note commenti, XVI Edizione integrale”,””,””,”VARx-182″
“D’ALESSIO Germana SATTLER Waltraud, a cura di Maria Grazia SAIBENE”,”Projekt Deutsch. Corso intensivo di lingua tedesca. Volume secondo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”Vol. II, pag 195 8°”,””,”Introduzione, Elenco di parole, Wortliste, Quellenverzeichnis, contiene CD, illustrazioni, Università, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-182-FL”
“CALVINO Italo”,”Il cavaliere inesistente.”,”GARZANTI. MILANO. 1989″,”pag 134 16°”,””,”prefazione dell’autore; Collana Gli Elefanti”,””,””,”VARx-182-FV”
“LEVI Carlo”,”Le parole sono pietre. Tre giornate in Sicilia.”,”MONDADORI DE-AGOSTINI. NOVARA. 1992 ediz orig 1955″,”pag 182 8°”,””,”introduzione”,””,””,”VARx-183″
“D’ALESSIO Germana SATTLER Waltraud, a cura di Maria Grazia SAIBENE”,”Projekt Deutsch. Corso intensivo di lingua tedesca. Volume primo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”Vol. I, pag 174 8°”,””,”Introduzione, Elenco di parole, Wortliste, Quellenverzeichnis, illustrazioni, Università, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-183-FL”
“CALVINO Italo”,”Ultimo viene il corvo.”,”EINAUDI. TORINO. 1981″,”pag 252 16°”,””,”nota; Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-183-FV”
“MALRAUX André”,”Antimemorie.”,”BOMPIANI. MILANO. 1968″,”pag 545 8°”,””,”traduzione dal francese di Liliana MAGRINI”,””,””,”VARx-184″
“D’ALESSIO Germana SATTLER Waltraud, a cura di Maria Grazia SAIBENE”,”Projekt Deutsch. Corso intensivo di lingua tedesca. Volume secondo.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 2003″,”Vol. II, pag 195 8°”,””,”Introduzione, Elenco di parole, Wortliste, Quellenverzeichnis, illustrazioni, Università, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-184-FL”
“BANDELLO Matteo”,”Novelle. Volume I.”,”FABBRI. MILANO. 1997″,”Vol I pag 348 16°”,””,”introduzione di Luigi RUSSO: ‘Matteo Bandello novellatore “”Cortegiano””‘ (1961), premessa al testo e note di Ettore MAZZALI”,””,””,”VARx-184-FV”
“ROSSI Vittorio G.”,”Maestrale.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1976″,”pag 213 8°”,””,”‘I libri di Vittorio G. Rossi'”,””,””,”VARx-185″
“MARTINELLI Luisa”,”Imparare a tradurre. Corso di base per tradurre dal tedesco all’italiano.”,”UNI SERVICE. TRENTO. 2005″,”pag V 135 8°”,””,”presentazione, bibliografia, note, esercizi”,””,””,”VARx-185-FL”
“BANDELLO Matteo”,”Novelle. Volume II.”,”FABBRI. MILANO. 1997″,”Vol II pag 361 16°”,””,””,””,””,”VARx-185-FV”
“BERGSON Henri”,”Il riso. Saggio sul significato del comico. (Tit.orig.: Le rire. Essai sur la signification du comique)”,”RIZZOLI. MILANO. 1961″,”pag 168 16°”,””,”nota introduzione di Franco STELLA prefazione note appendicea alla XXIII edizione: ‘Sulle definizioni del comico e sul metodo seguito in questo libro’, traduzione di Franco STELLA; Collana Bur Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-186″
“DURRELL Martin”,”Hammer’s German. Grammar ad Usage.”,”HODDER ARNOLD. LONDON, 2002″,”pag XXII 571 8°”,””,”List of tables, List of abbreviations and points for the user, preface to the second edition, preface to the third edition, preface to the fourth edition, bibliography and references, glossary, List of sources, Index”,””,””,”VARx-186-FL”
“BAUDELAIRE Charles”,”I paradisi artificiali.”,”GUANDA. MILANO. 1978″,”pag 152 8°”,””,”prefazione di Marcel A. RUFF; traduzione di Milo DE-ANGELIS, Quaderni della Fenice”,””,””,”VARx-186-FV”
“SENECA Lucio Anneo”,”Dialoghi. Consolazione a Marcia. Consolazione a Polibio. Consolazione alla madre Elvia. La provvidenza. La fermezza del saggio. La vita felice. La vita contemplativa. La tranquillità dell’ animo. La brevità della vita. L’ ira.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1958″,”pag 172 + 251 16°”,””,”nota: introduzione di Augusta MATTIOLI note indice nomi”,””,””,”VARx-187″
“FORST Gabriele SCHNORR Veronika CRELLIN Martin SCHNORR-DÜMMLER Adelheid”,”Mastering German Vocabulary. A Thematic Approach.”,”BARRON’S EDUCATIONAL. NEW YORK, 1995″,”pag 447 16°”,””,”foto, illustrazioni di Raymond SUDMEYER, introduzione, guida alla pronuncia, indici”,””,””,”VARx-187-FL”
“BALZAC de Honoré”,”Le sollazzevoli istorie. Volume Primo”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1978″,”vol. I pag X 226 8°”,””,”prefazione, prefazione dell’autore, traduzione di Aurelio VALESI; Capolavori della letteratura erotica”,””,””,”VARx-187-FV”
“ESCHILO”,”Prometeo incatenato.”,”BOMPIANI. MILANO. 1949″,”pag 97 16°”,””,”prefazione nota bibliografica note; traduzione di Camillo SBARBARO”,””,””,”VARx-188″
“DOBROVOLSKAJA Julia CEVESE Claudia MAGNANINI Emilia”,”Grammatica russa. Morfologia: teoria ed esercizi.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 2000″,”pag 705 8°”,””,”prefazione, abbreviazioni, simboli, introduzione, l’alfabeto russo, fonetica, indice delle tabelle, allegato quaderno di scrittura”,””,””,”VARx-188-FL”
“BALZAC de Honoré”,”Le sollazzevoli istorie. Volume Secondo.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1978″,”vol. II pag 456 8°”,””,”prefazione, prefazione dell’autore, traduzione di Aurelio VALESI; Capolavori della letteratura erotica”,””,””,”VARx-188-FV”
“BEECHER-STOWE Harriet”,”La capanna dello zio Tom.”,”ULRICO HOEPLI EDITORE. MILANO. SD (ediz orig 1851)”,”pag 369 8°”,””,”prefazione e traduzione all’ edizione italiana di FULVIA prefazione dell’ autrice, illustrazioni di GAILLARD”,””,””,”VARx-189″
“DOBROVOLSKAJA Julia CEVESE Claudia”,”Sintassi russa. Teoria ed esercizi.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 2005″,”pag 279 8°”,””,”prefazione, note”,””,””,”VARx-189-FL”
“HASSEL Sven”,”Colpo di mano a Mosca.”,”LONGANESI & C. MILANO. 1975″,”pag 325 16°”,””,”traduzione di Giovanna ROSSELLI; I libri Pocket”,””,””,”VARx-189-FV”
“GIDE André”,”Saül. Drame en cinq actes. 1896.”,”GALLIMARD. PARIS. 1942″,”pag 188 16°”,””,”notizie sull’ autore e sull’ opera, elenco opere autore personaggi”,””,””,”VARx-190″
“LASORSA Claudia”,”Il russo. Corso avanzato. Fonetica.”,”CASA EDITRICE LINGUA RUSSA. MOSCA. 1983″,”pag 94 8°”,””,”prefazione, bibliografia essenziale, Appendici, allegati n. 3 cassette, registrazione”,””,””,”VARx-190-FL”
“HESSE Hermann”,”Siddharta. Romanzo.”,”ADELPHI. MILANO. 1973″,”pag XI 145 8°”,””,”nota introduttiva, traduzione di Massimo MILA; Collana Piccola Biblioteca”,””,””,”VARx-190-FV”
“FOGAZZARO Antonio”,”Malombra. Roman.”,”ALBIN MICHEL EDITEUR. PARIS. 1926″,”pag 377 16°”,””,”prefazione di A. FOGAZZARO; Collection des Maitres de la Litterature Etrangere; traduzione dall’ italiano di Mme Ch. LAURENT”,””,””,”VARx-191″
“AAVV”,”Esercizi di Grammatica tedesca.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 1997″,”pag 133 8°”,””,”Prefazione, traduzione e adattamento di Francesca ILARDI e Massimo BOCCHIOLA, segni e abbreviazioni, bilancio grammaticale, chiavi”,””,””,”VARx-191-FL”
“KESEY Ken”,”Qualcuno volò sul nido del cuculo.”,”RIZZOLI. MILANO. 1983″,”pag 393 16°”,””,”Collana Bur”,””,””,”VARx-191-FV”
“LOTI Pierre”,”Pêcheur d’ Islande.”,”S. LATTES & C. EDITORI. TORINO. 1956″,”pag XXVIII”,””,”foto, introduzione (La vita e le opere di P. Loti) e note di Paola Olga CODEBO’, testo in lingua francese, introduzione e note in lingua italiana, Collana Scrittori stranieri moderni”,””,””,”VARx-192″
“AAVV”,”Grammatica pratica del tedesco dalla A alla Z.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 1997″,”pag 329 8°”,””,”Prefazione, traduzione e adattamento di Francesca ILARDI e Massimo BOCCHIOLA, abbreviazioni, simboli utilizzati, appendice, indice analitico”,””,””,”VARx-192-FL”
“GUASTELLA Serafino Amabile”,”Le parità e le Storie morali dei nostri villani.”,”RIZZOLI. MILANO. 1976″,”pag 212 16°”,””,”introduzione di Italo CALVINO, presentazione di Roberto LEYDI, note, foto: immagini di Chiaramonte, note; Bur Folclore”,””,””,”VARx-192-FV”
“GARCIA MARQUEZ Gabriel”,”Cronaca di una morte annunciata.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1982″,”pag 126 16°”,””,”traduzione di Dario PUCCINI; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-193″
“PUL’KINA I.M., a cura del Prof. P.S. KUZNECOV”,”Breve prontuario della grammatica russa.”,”CASA EDITRICE “”LINGUA RUSSA”” MOSCA. 1990″,”pag 305 8°”,””,”prefazione, traduzione di Luisa CAPO, abbreviazioni, appendice, tavole”,””,””,”VARx-193-FL”
“TURGENEV Ivan Sergeevic, a cura di Giovanna SPENDEL”,”Romanzi.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1991″,”pag XXVI 1012 16°”,””,”introduzione di Giovanna SPENDEL, cronologia, bibliografia essenziale, Romanzi, note introduttive di Giovanna SPENDEL, Memorie di un cacciatore – Rudin – Nido di nobili – Padri e figli; Collana Oscar Classici”,””,””,”VARx-193-FV”
“FEDRO, a cura di Cesare BIONE”,”Favole.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1936″,”pag 80 16°”,””,”introduzione ‘Le favole di Fedro’, note, testo in latino note e commenti in italiano; Collana Scrittori latini”,””,””,”VARx-194″
“STEPANOVA E.M.”,”Il russo per tutti.”,”CASA EDITRICE “”LINGUA RUSSA””. MOSCA. 1990″,”pag 271 8°”,””,”prefazione, illustrazioni, foto, testo scritto in russo”,””,””,”VARx-194-FL”
“KAVAFIS Kostantinos; a cura di Maurizio CUCCHI”,”Poesie.”,”GRUPPO EDITORIALE ESPRESSO. ROMA. 2006″,”pag XVI 218 16°”,””,”introduzione di Maurizio CUCCHI, nota biografica nota bibliografica nota alle traduzioni; Collana ‘Poeti del mondo'”,”SI”,””,”VARx-195″
“POTAPOVA Nina, a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Grammatica russa.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1975″,”pag 582 8°”,””,”Avvertenza, appendice, esercizi, indice grammaticale”,””,””,”VARx-195-FL”
“GASSMAN Vittorio LUCIGNANI Luciano a cura”,”Cinque modi per conoscere il teatro. William Shakespeare – Amleto (1601). Molière – Il medico per forza (1666). Luigi Pirandello – Così è (se vi pare) (1917). Bertolt Brecht – I fucili di Madre Carrar (1937). Eugène Ionesco – La lezione (1950).”,”EDINDUSTRIA EDITORIALE. ROMA. 1962″,”pag XVIII 323 8°”,””,”presentazione introduzione ‘Ai lettori’ di Vittorio GASSMAN, ‘La funzione del teatro’ di Luciano LUCIGNANI nota illustrazioni presentazione dell’ autore e del testo; traduzioni di Eugenio MONTALE Manlio DAZZI Giuseppina PANZIERI Gian Renzo MORTEO, illustrazioni a colori di Piero GUCCIONE Emanuele LUZZATI Fabrizio CLERICI Renzo VESPIGNANI Mino MACCARI, avvertenza sulla proprietà letteraria; Collana I libri dell’ Italsider”,””,””,”VARx-196″
“DOBROVOLSKAJA Julia”,”Il russo per italiani. Corso pratico.”,”LIBRERIA EDITRICE CAFOSCARINA. VENEZIA. 1989″,”pag 532 8°”,””,”premessa, abbreviazioni, esercizi di lettura, appendici, glossario”,””,””,”VARx-196-FL”
“MILIZIA Francesco a cura di Giulio NATALI”,”Dell’ arte di vedere nelle belle arti del disegno secondo i principii di Sulzer e di Mengs.”,”CASA EDITRICE TARIFFI. PISTOIA ROMA. 1944″,”pag 170 16°”,””,”prefazione: ‘Francesco Milizia’, L’ editore gli amatori delle belle arti, note appendice: alcune lettere di F. MILIZIA; ‘Settecento italiano’ collana diretta da Giulio NATALI”,””,””,”VARx-197″
“PELLIS Arturo”,”Grammatica elementare della lingua tedesca. Morfologia, Sintassi, Conversazione, Lettura, Lingua, Commerciale, Versioni, Metrica.”,”LUIGI LOFFREDO EDITORE. NAPOLI. 1933″,”pag 308 8°”,””,”prefazione, note, alfabeto, lettere minuscole e maiuscole, abbreviazioni, lezioni, indice delle voci notevoli, Unito Manuale di Lingua Tedesca, parte prima, Vocabolarietto”,””,””,”VARx-197-FL”
“ALGREN Nelson”,”Passeggiata selvaggia. Una New Orleans sfrenata, il dramma dell’ America degli anni Trenta. Romanzo.”,”MONDADORI. MILANO. 1972″,”pag 406 16°”,””,”note, traduzione di Giorgio MONICELLI, Collana Oscar”,””,””,”VARx-198″
“AGRICOLA Ehrard FLEISCHER Wolfgang a cura”,”Die Deutsche Sprache. Erster Band.”,”VEB BIBLIOGRAPHISCHES INSTITUT. LEIPZIG. 1969″,”Vol. I pag 613 8°”,””,”Vorwort, Vallgemeine Abkürzungen und Symbole, Abkürzungen der Sprachbezeichnungen, Verzeichnis der Autoren und der Gutachter, cartine, Enzyklopäedie Kleine”,””,””,”VARx-198-FL”
“TOLSTOI Leone”,”I cosacchi. Sebastopoli. Hadgi-Murat.”,”A. BARION EDITORE. SESTO SAN GIOVANNI MILANO. 1931″,”pag 443 16°”,””,”traduzione integrale di Laura COLOMBO, traduzione integrale di Erme CADEI (Hadgi-Murat)”,””,””,”VARx-199″
“AGRICOLA Ehrard FLEISCHER Wolfgang a cura”,”Die Deutsche Sprache. Zweiter Band.”,”VEB BIBLIOGRAPHISCHES INSTITUT. LEIPZIG. 1970″,”Vol. II pag 614-1174 8°”,””,”Vorwort, Vallgemeine Abkürzungen und Symbole, Abkürzungen der Sprachbezeichnungen, Verzeichnis der Autoren und der Gutachter, cartine, Tafel, Illustrazioni, Karten, Enzyklopäedie Kleine”,””,””,”VARx-199-FL”
“LONDON Jack”,”Martin Eden.”,”GARZANTI EDITORE. MILANO. 2005″,”pag XLIV 382 16°”,””,”foto introduzione di Francesco BINNI: ‘La vita, profilo storico-critico dell’ autore e dell’ opera, guida bibliografica (bibliografia)’, traduzione di Giovanni BALDI”,””,””,”VARx-200″
“HELBIG Gerhard BUSCHA Joachim”,”Deutsche Grammatik. Ein Handbuch für den Ausländerunterricht.”,”VEB VERLAG ENZYKLOPÄDIE. LEIPZIG. 1987″,”pag 737 8°”,””,”Abkürzungsverzeichnis, Vorwort, Einteilung der Wortklassen, Die einzelnen Wortklassen.Literaturverzeichnis, Sachregister, Worftregister,”,””,””,”VARx-200-FL”
“LIANG SHIQIU, a cura di Gianluca MAGI”,”La nobile arte dell’ insulto.”,”EINAUDI. TORINO. 2006″,”pag 56 8°”,””,”prefazione ‘Le arti marziali della parola’ di Gianluca MAGI”,”SI”,””,”VARx-201″
“KREUZER Johann a cura”,”Hölderlin-Handbuch. Leben – Werk – Wirkung.”,”VERLAG J.B. METZLER. STUTTGART – WEIMAR. 2002″,”pag XIV 558 8°”,””,”Inhaltsübersicht, Vorwort, Siglen, Bibliographie, Register, Werkregister, Personenregister, Verzeichnis der Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter, Die Deutsche Bibliothek,”,””,””,”VARx-201-FL”
“LONDON Jack”,”Il tallone di ferro. (Tit. orig.: The Iron Heel)”,”FELTRINELLI. MILANO. 2004 (ediz orig 1907)”,”pag 260 8°”,””,”prefazione di Goffredo FOFI: “”Jack London e il socialismo””; traduzione dall’inglese di Carlo SALLUSTRO”,””,””,”VARx-202″
“HÖHN Gerhard”,”Heine – Handbuch. Zeit, Person, Werk. Dritte, überarbeitete und erweiterte Auflage.”,”VERLAG J.B. METZLER. STUTTGART – WEIMAR. 2004″,”pag XVII 590 8°”,””,”Einleitung, Einleitung zur zweiten Auflage, Siglen, Abkürzungen, praktische Hinweise, Zeittafel, Literaturhinweise, Wirkungsgeschichte in Deutschland bis zur Gegenwart, Wirkungsgeschichte in Frankreich, Sekundärliteratur, bibliographie 1996-2003 mit Nachträgen, Werkregister, Sachregister, Namenregister, Bibliografische Information Der Deutschen Bibliothek,”,””,””,”VARx-202-FL”
“GOUDAR Louis (de Montpellier)”,”Nuova grammatica italiana, e francese. Seconda impressione, riveduta, corretta, ed accresciuta dall’ autore di trentassei dialoghi familiari.”,”GIUSEPPE RISHINO MALATESTA. MILANO. 1748″,”pag 335 8°”,””,”Seconda edizione riveduta corretta e accresciuta”,””,””,”VARx-203″
“SCHILLER Friedrich, Herausgegeben von Albert MEIER”,”Sämtliche Werke. Gedichte. Dramen 1.”,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2004″,”Vol. I pag 1040 16°”,””,”Inhaltsübersicht, Anhang, Namenverzeichnis zur antiken Mythologie,”,””,””,”VARx-203-FL”
“LADVOCAT Jean-Baptiste”,”Dizionario storico portatile che contiene la storia. De’ Patriarchi, de’ Principi Ebrei, degl’ Imperadori, de’ Re, e de’ grandi Capitani; degli Dei, degli Eroi dell’ antichità Pagana, ec. de’ Papi, de’ SS. Padri, de’ Vescovi, e de’ Cardinali più celebri; E generalmente di tutti gli uomini illustri nelle Arti, e nelle Scienze, ec. Colle loro opere principali, e colle migliori Edizioni di esse; Tomo Terzo.”,”A SPESE REMONDINI DI VENEZIA. BASSANO. 1778″,”pag 263 8°”,””,”Composto in francese dal Signor Abate Ladvocat, Dottore e Bibliotecario di Sorbona, Professore dnella Cattedra d’ Orleans in Sorbona; e trasportato in Italiano, Edizione Novissima, Ora per la prima volta divisa in sette Tomi, Tomo Terzo, F-K”,”SI”,””,”VARx-204″
“SCHILLER Friedrich, Herausgegeben von Peter-Andrè ALT”,”Sämtliche Werke. Dramen 2.”,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2004″,”Vol. II pag 1305 16°”,””,”Inhaltsübersicht, Anhang, Namenverzeichnis zur antiken Mythologie,”,””,””,”VARx-204-FL”
“LEONARDO DA VINCI”,”Cuadernos de notas.”,”EDICIONES FELMAR. MADRID. 1975″,”pag 272 8°”,””,”nota introduttiva illustrazioni, traduzione di José Luis VELAZ”,””,””,”VARx-205″
“SCHILLER Friedrich, Herausgegeben von Jörg ROBERT und Albert MEIER”,”Sämtliche Werke. 3. Fragmente. Übersetzungen. Bearbeitungen.”,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2004″,”Vol. III pag 1007 16°”,””,”Inhaltsübersicht, Anhang, Kommentar, Inhaltsverzeichnis zu Band III,”,””,””,”VARx-205-FL”
“LOTI Pierre”,”Pescatori d’ Islanda.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1915 ca”,”pag 232 16°”,””,””,””,””,”VARx-206″
“SCHILLER Friedrich, Herausgegeben von Peter-André ALT”,”Sämtliche Werke. 4. Historische Schriften.”,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2004″,”Vol. IV pag 1072 16°”,””,”Inhaltsübersicht, Anhang, Kommentar, Inhaltsverzeichnis zu Band IV,”,””,””,”VARx-206-FL”
“LORIA Achille”,”Una crociera eccezionale. Dialoghi con me stesso.”,”FRATELLI BOCCA EDITORI. MILANO. 1947″,”pag 227 8°”,””,”Alla memoria di mio padre, dedica, Al lettore, Collana Piccola biblioteca di scienze moderne”,””,””,”VARx-207″
“SCHILLER Friedrich, Herausgegeben von Wolfgang RIEDEL”,”Sämtliche Werke. 5. Erzählungen. Theoretische. Schriften.”,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2004″,”Vol. V pag 1370 16°”,””,”Inhaltsübersicht, Anhang, Kommentar, Inhaltsverzeichnis zu Band V,”,””,””,”VARx-207-FL”
“PARINI Giuseppe”,”Odi.”,”CASA EDITRICE ITALIANA DI A. QUATTRINI. FIRENZE. 1912″,”pag 89 16°”,””,”presentazione: ‘Alla moda’”,””,””,”VARx-208″
“ALELLA A.M. MARINI I.”,”Grammatica Tedesca.”,”SIGNORELLI. MILANO. 1976″,”Vol. I pag 364 8°”,””,”introduzione, regole di pronunzia, Elencodei paragrafi, tabelle, indice delle versioni, delle letture e degli Abgeleitete Wörter”,””,””,”VARx-208-FL”
“ORAZIO FLACCO Q.”,”Satire. Libro primo.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO – DELLA SOCIETA’ AN. ALBERTO MATARELLI. MILANO. 1927″,”pag 157 16°”,””,”introduzione: ‘Origine ed indole delle Satire’, ‘I tre satirici latini Orazio Giovenale Persio confrontati da Vincenzo Monti’ (pag 9-21), traduzione poetica traduzione letterale testo latino a fronte note per opera di C.C. e R.G.; Biblioteca Universale”,””,””,”VARx-209″
“ALELLA A.M. MARINI I.”,”Grammatica Tedesca.”,”SIGNORELLI. MILANO. 1975″,”Vol. II pag 398 8°”,””,”Abbreviazioni, lezioni, esercizi, appendice, elenchi, cenni storia lingua tedesca, indice dei paragrafi, indice della materia, lenco dei vocaboli fondamentali,”,””,””,”VARx-209-FL”
“ORAZIO FLACCO Q.”,”Le Odi.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO – DELLA SOCIETA’ AN. ALBERTO MATARELLI. MILANO. 1928″,”pag 103 16°”,””,”introduzione: ‘Orazio’, traduzione di Tommaso GARGALLO note; Biblioteca Universale”,””,””,”VARx-210″
“FENATI Beatrice ROVERE Giovanni SCHEMANN Hans, con la collaborazione di Luisa GIACOMA”,”Dizionario idiomatico. Tedesco – Italiano.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 2009″,”pag XX 1264 8°”,””,”Guida all’uso, presentazione, Einleitung,”,””,””,”VARx-210-FL”
“PUSCKIN Alessandro (PUSKIN), a cura della Duchessa D’ANDRIA”,”Boris Godunov e altri racconti.”,”UTET- UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORINO. 1937″,”pag 265 8°”,””,”introduzione foto opere; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri’ diretta da Arturo FARINELLI”,””,””,”VARx-211″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1887″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. I pag XXVIII 477 16°”,””,”Inhalt, Namen der nebactoren und mitarbeiter, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-211-FL”
“YEATS William Butler, a cura di Carlo LINATI”,”Tragedie irlandesi.”,”STUDIO EDITORIALE LOMBARDO. MILANO. 1914″,”pag XXXIX 134 8°”,””,”illustrazioni introduzione ‘William Butler Yeats. Sua lirica, suoi drammi e la rinascenza celtico-irlandese’, versione e note di Carlo LINATI, bibliografia delle opere di W.B. Yeats”,””,””,”VARx-212″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1888″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. II pag XI 366 16°”,””,”Inhalt, Namen der nebactoren und mitarbeiter, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-212-FL”
“EURIPIDE, a cura di Filippo Maria PONTANI”,”Tutte le tragedie. Alcesti, Medea, Ippolito, Eraclidi, Ecuba, Andromaca, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena.”,”NEWTON. ROMA. 1991″,”pag 478 8°”,””,”introduzione (pag 7-18) bibliografia note e traduzione del curatore, presentazione dei testi; GTE Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-213″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1890″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. III pag X 448 16°”,””,”Inhalt, Namen der nebactoren und mitarbeiter, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-213-FL”
“GIDE André”,”I sotterranei del Vaticano. “”Sotie””.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1965″,”pag 180 16°”,””,””,””,””,”VARx-214″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1891″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. IV pag XX 370 16°”,””,”Inhalt, Namen der nebactoren und mitarbeiter, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-214-FL”
“PREVERT Jacques, a cura di Gian Domenico GIAGNI”,”Poesie.”,”GUANDA. PARMA. 1971 1° ediz italiana 1960″,”pag 302 8°”,””,”introduzione ‘Un poeta popolare’ di Gian Domenico GIAGNI, nota alla traduzione nota biografica foto appendice testo francese italiano a fronte; Collana Fenice diretta d Giancarlo VIGORELLI, sezione poeti”,””,””,”VARx-215″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1893″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. V pag VII 313 16°”,””,”Inhalt, Namen der nebactoren und mitarbeiter, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-215-FL”
“SCIASCIA Leonardo”,”L’ onorevole. Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. – I mafiosi.”,”ADELPHI. MILANO. 1995″,”pag 243 16°”,””,”appendice: Dal “”diario del canonico Mongitore””; Piccola Biblioteca Adelphi”,””,””,”VARx-216″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1910″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. VI pag 504 16°”,””,”Lesarten zu Band 4, Lesarten zu Band 5 I. Abtheilung, Textverbesserungen zu Band 4 und 5, Nachträge und Berichtigungen zu den Lesarten in Band 5, Nachträge, Das Tagebuch, Xenien, Paralipomena, Alphabetisches Verzeichniss der Gedichtanfänge, Schlusswort, Wimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-216-FL”
“SEDLMAYR Hans”,”La rivoluzione dell’ arte moderna.”,”GARZANTI. MILANO. 1958″,”pag 187 168°”,””,”prefazione introduzione foto illustrazioni note appendice notizie sull’autore bibliografia (pag 173-181) indice nomi, Serie Saper tutto”,””,””,”VARx-217″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1888″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. VII pag XII 493 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Chronologisches, Handschriften, Drucke, Lesarten, Paralipomena, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-217-FL”
“HESS Walter”,”I problemi della pittura moderna. Documenti e testimonianze.”,”GARZANTI. MILANO. 1958″,”pag 178 16°”,””,”foto illustrazioni note, Serie Saper tutto”,””,””,”VARx-218″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1888″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. VIII pag VI 335 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Chronologisches, Handschriften, Drucke, Lesarten, Paralipomena, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-218-FL”
“SVEVO Italo, a cura di Mario LUNETTA”,”La coscienza di Zeno. Il capolavoro del grande scrittore triestino, nonché una delle vette della letteratura italiana contemporanea.”,”NEWTON. ROMA. 1992″,”pag 349 8°”,””,”‘introduzione a Italo Svevo’ di Mario LUNETTA, Opere di Italo Svevo, bibliografia critica (pag 19-24), guida alla lettura di La coscienza di Zeno a cura di Mario LUNETTA, prefazione Collana GTE, Grandi Tascabili Economici”,””,””,”VARx-219″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1889″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. IX pag 364 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Götz von Berlichingen, Egmont, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-219-FL”
“LEONARDO DA VINCI, a cura di Augusto MARINONI”,”Scritti letterari.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1952″,”pag 263 343 16°”,””,”introduzione: ‘Arte e scienza in Leonardo da Vinci’, illustrazioni note appendice glossario bibliografia avvertenze; Collana BUR”,””,””,”VARx-220″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1891″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. X pag 521 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-220-FL”
“MAZZUCCONI Ridolfo”,”Leonardo da Vinci.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1943″,”pag 343 16°”,””,”nota bio-bibliografia illustrazione, Due parole al lettore; Collana BUR”,””,””,”VARx-221″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1889″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XI pag 450 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-221-FL”
“CECHOV Anton”,”Tutte le novelle. Teste in fermento. – Tutte le novelle. Il fiammifero svedese.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1951 1952″,”pag 240 16° – 237 16°”,””,”note di A.P., traduzione di Alfredo POLLEDRO; Collana BUR”,””,””,”VARx-222″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1892″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XII pag 453 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-222-FL”
“GOGOL Nicola”,”Racconti di Pietroburgo – L’ ispettore generale. Con tutte le aggiunte e le appendici dell’ autore.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1949 – 1952″,”pag 185 16° – 184 16°”,””,”nota biografica, traduzione di Tommaso LANDOLFI; nota biografica, traduzione di Giuseppe TERZI, appendice: Lettera incompiuta di Gogol a Puskin, Suggerimenti agli attori; Collana BUR”,””,””,”VARx-223″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1892″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XIII pag 427 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-223-FL”
“CECHOV Anton”,”Tutte le novelle. Lo studente – Tutte le novelle. I contadini.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1951 1952″,”pag 242 16° – 241 16°”,””,”nota, traduzione di Alfredo POLLEDRO; Collana BUR”,””,””,”VARx-224″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Erste Abtheilung. Weimar 1894″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XIV pag 360 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-224-FL”
“WILDE Oscar”,”Salomé. Dramma in un atto. – Il fantasma di Canterville e altri racconti.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1950 – 1949″,”pag 89 16° – 92 16°”,””,”nota, traduzione di Domenico PORZIO; Maria GALLONE; Collana BUR”,””,””,”VARx-225″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Zweite Abtheilung. Weimar 1901″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XV pag 356 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-225-FL”
“GOETHE Volfango”,”Il primo Faust. – Il secondo Faust.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1949 – 1951″,”pag 192 16° – 373 16°”,””,”nota introduttiva, traduzione di Liliana SCALERO; Collana BUR – nota al Faust, note, traduzione di Liliana SCALERO; Collana BUR”,””,””,”VARx-226″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1887″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XVI pag 321 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-226-FL”
“CECHOV Anton”,”Tutte le novelle. Uno scherzetto – Tutte le novelle. Il giudice istruttore.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1952″,”pag 230 16° – 212 16°”,””,”nota, traduzione di Alfredo POLLEDRO; Collana BUR”,””,””,”VARx-227″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Erste Abtheilung. Weimar 1888″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XVII pag 345 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-227-FL”
“STANEV Emiljan, a cura di Luigi SALVINI”,”Una tranquilla sera. Romanzo.”,”UE – UNIVERSALE ECONOMICA. MILANO. 1951″,”pag 71 16°”,””,”nota dell’ editore notizie sull’ autore prefazione di Luigi SALVINI”,””,””,”VARx-228″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Zweite Abtheilung. Weimar 1888″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XVIII pag 247 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-228-FL”
“MONTALE Eugenio”,”41 poesie.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1996″,”pag 70 16°”,””,”Collana ‘I miti'”,””,””,”VARx-229″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Mit einem Bilde in Liechtdruck. Weimar 1894″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XIX pag 578 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-229-FL”
“UNGARETTI Giuseppe”,”37 poesie.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1996″,”pag 67 16°”,””,”Collana ‘I miti'”,””,””,”VARx-230″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1894″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XX pag 398 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-230-FL”
“BIGIARETTI Libero”,”Il congresso.”,”VALENTINO BOMPIANI. MILANO. 1963″,”pag 195 8°”,””,””,””,””,”VARx-231″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Mit einem Bilde in Lichtdruck. Weimar 1895″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XXI pag 503 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-231-FL”
“MARANGONI Matteo”,”Saper vedere. Come si guarda un’ opera d’ arte. 1.”,”GARZANTI. MILANO. 1971 (ediz orig 1947)”,”pag 223 16°”,””,”prefazione ‘Al lettore’, illustrazioni (176) indice illustrazioni indice nomi”,””,””,”VARx-232″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1899″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XXII pag 451 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-232-FL”
“MARANGONI Matteo”,”Saper vedere. Come si guarda un’ opera d’ arte. 2.”,”GARZANTI. MILANO. 1971 (ediz orig 1947)”,”pag 422 16°”,””,”illustrazioni (176) indice illustrazioni indice nomi”,””,””,”VARx-233″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1892″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XXIII pag 427 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-233-FL”
“TOMASI DI LAMPEDUSA Giuseppe”,”Il Gattopardo.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1962 (ediz orig 1958)”,”pag 330 8°”,””,”prefazione di Giorgio BASSANI; Biblioteca di Letteratura diretta da Giorgio BASSANI, I Contemporanei”,””,””,”VARx-234″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1898″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XXIV pag 347 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-234-FL”
“LONDON Jack”,”Martin Eden.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1952″,”pag 383 16°”,””,”nota introduttiva traduzione di Oriana PREVITALI, collana BUR”,””,””,”VARx-235″
“GOETHE Johann Wolfgang autore, a cura di Sophie Von SACHSEN”,”Goethes Werke. I. Abtheilung. Goethes Werke. Weimar 1899″,”DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1987″,”Vol. XXV pag 382 16°”,””,”Inhalt der Lesarten, Weimarer Ausgabe,”,””,””,”VARx-235-FL”
“HUGO Victor”,”L’ uomo che ride. Volume primo.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1959″,”pag 270 16°”,””,”nota introduttiva traduzione di L.G. TENCONI, collana BUR”,””,””,”VARx-236″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band I.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 1 pag 884 16°”,””,”Buch der Lieder, Vorrede 1837,”,””,””,”VARx-236-FL”
“KIPLING Rudyard”,”Kim.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1952″,”pag 316 16°”,””,”nota introduttiva dizionarietto (pag 303-316) traduzione di Bruno MAFFI, collana BUR”,””,””,”VARx-237″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band II.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 2 pag 968 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen,”,””,””,”VARx-237-FL”
“GRIMM Herman”,”Michelangelo.”,”EDIZIONI CORBACCIO. VARESE. 1939″,”pag 565 16°”,””,”avvertenza; traduzione dal tedesco di Giorgio VARCHI; collana ‘Operai dell’ intelligenza’”,””,””,”VARx-238″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band III.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 3 pag 1038 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen,”,””,””,”VARx-238-FL”
“APOLLINAIRE Guillaume, a cura di Giorgio CAPRONI”,”Poesie.”,”CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2004″,”pag 197 16°”,””,”testo originale a fronte, prefazione di Alberto BEVILACQUA nota bio-bibliografica, scelta e traduzione di Giorgio CAPRONI”,””,””,”VARx-239″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band IV.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 4 pag 1062 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen,”,””,””,”VARx-239-FL”
“ROBINSON Henry Morton”,”Il Cardinale. Romanzo.”,”GARZANTI. MILANO. 1964″,”pag 611 16°”,””,”presentazione traduzione dall’ inglese di Maria GALLI DE FURLANI”,””,””,”VARx-240″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band V.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 5 pag 1103 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen,”,””,””,”VARx-240-FL”
“GOLDONI Carlo, a cura di Giorgio BARBERI SQUAROTTI”,”La Bottega del caffé.”,”G.B. PETRINI. TORINO. 1958″,”pag 99 8°”,””,”introduzione ‘Goldoni e “”La bottega del caffé””‘ di Giorgio BARBERI SQUAROTTI nota bio-bibliografica bibliografia note illustrazioni antologia della critica; Collezione scolastica di classici italiani, diretta da Giovanni GETTO”,””,””,”VARx-241″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band VI.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 6/I pag 675 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen,”,””,””,”VARx-241-FL”
“BAUMGART Fritz”,”Das Kunstgeschichtsbuch. Von der Antike bis zur Gegenwart.”,”FISCHER BUCHEREI. FRANKFURT AM MAIN. 1961″,”pag 203 16°”,””,”presentazione prefazione elenco musei cronologia indice località indice nomi artisti”,””,””,”VARx-242″
“HEINE Heinrich, a cura di Klaus BRIEGLEB”,”Sämtliche Schriften. Band VI-II.”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 2005″,”Vol. 6/II pag 918 16°”,””,”Literaturverzeichnis, Textanmerkungen, Bibliographie, Register A: Namen, Register B: Sachen, Begriffe, Ereignisse, Register C: Motive, Bilder, Chiffren, Register D: Figuren,”,””,””,”VARx-242-FL”
“PETRARCA Francesco, a cura di Alberto CHIARI”,”Canzoniere.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1985″,”pag 552 16°”,””,”introduzione e note di Alberto CHIARI, nota bibliografica essenziale (bibliografia) cronologia schemi metrici nota al testo indice capoversi; Oscar Mondadori Classici”,””,””,”VARx-243″
“LANA Italo MALTESE Enrico V. Direzione, collaboratori Michael VON ALBRECHT Antonio ALONI Giuseppe ARICO Giudo AVEZZU Renato BADALI Giorgio BERNARDI PERINI Giuseppe Gilberto BIONDI Carlo CARENA Franco CASAVOLA Michele R. CATAUDELLA Sergio CECCHIN Ettore CINGANO Giovanni CIPRIANI Eugenio CORSINI Guido CORTASSA Pier Vincenzo COVA Carmelo CURTI Domenico DEVOTI Marco FANTUZZI Laura FIOCCHI Ezio GALLICET Italo GALLO Giovanna GARBARINO Antonio GARZYA Gian Franco GIANOTTI Valeria GIGANTE LANZARA Alberto GRILLI Giulio GUIDORIZZI Antonio LA PENNA Domenico LASSANDRO Claudio LEONARDI Valeria LOMANTO Vincenzo LONGO Nino MARINONE Clementina MAZZUCCO Dina MICALELLA Claudio MORESCHINI Dante NARDO Giuseppe NENCI Guido PADUANO Roberto PRETAGOSTINI Luciana REPICI Elisa ROMANO Jacqueline DE ROMILLY Maria Teresa SBLENDORIO CUGUSI Paolo SINISCALCO Francesco SISTI Paolo SOVERINI Raffaella TABACCO Lucio TROIANI Mario VEGETTI Dionigi VOTTERO”,”Storia della Civiltà letteraria Greca e Latina. Dalle origini al IV Secolo A.C.”,”UTET UNIONE TIPOGRAFICO EDITRICE TORINESE. TORINO. 1998″,”Vol. I pag XXI 743 8°”,””,”Premessa, introduzione, indice delle tavole, fonti iconografiche, illustrazioni, bibliografia, Elenco dei Collaboratori,”,””,””,”VARx-243-FL”
“DE-NARDI P.”,”Petrarca e Laura. Storia della loro vita e dei loro amori. Racconata da P. De-Nardi.”,”CARLO BARBINI EDITORE-LIBRAIO. MILANO. 1873″,”pag 91 16°”,””,”introduzione: ‘Sull’ amore dei letterati e artisti'”,””,””,”VARx-244″
“LANA Italo MALTESE Enrico V. Direzione, collaboratori Michael VON ALBRECHT Antonio ALONI Giuseppe ARICO Giudo AVEZZU Renato BADALI Giorgio BERNARDI PERINI Giuseppe Gilberto BIONDI Carlo CARENA Franco CASAVOLA Michele R. CATAUDELLA Sergio CECCHIN Ettore CINGANO Giovanni CIPRIANI Eugenio CORSINI Guido CORTASSA Pier Vincenzo COVA Carmelo CURTI Domenico DEVOTI Marco FANTUZZI Laura FIOCCHI Ezio GALLICET Italo GALLO Giovanna GARBARINO Antonio GARZYA Gian Franco GIANOTTI Valeria GIGANTE LANZARA Alberto GRILLI Giulio GUIDORIZZI Antonio LA PENNA Domenico LASSANDRO Claudio LEONARDI Valeria LOMANTO Vincenzo LONGO Nino MARINONE Clementina MAZZUCCO Dina MICALELLA Claudio MORESCHINI Dante NARDO Giuseppe NENCI Guido PADUANO Roberto PRETAGOSTINI Luciana REPICI Elisa ROMANO Jacqueline DE ROMILLY Maria Teresa SBLENDORIO CUGUSI Paolo SINISCALCO Francesco SISTI Paolo SOVERINI Raffaella TABACCO Lucio TROIANI Mario VEGETTI Dionigi VOTTERO”,”Storia della Civiltà letteraria Greca e Latina. Dall’Ellenismo all’età di Traiano.”,”UTET UNIONE TIPOGRAFICO EDITRICE TORINESE. TORINO. 1998″,”Vol. II pag XIII 1035 8°”,””,”Premessa, introduzione, indice delle tavole, fonti iconografiche, illustrazioni, bibliografia, Elenco dei Collaboratori,”,””,””,”VARx-244-FL”
“DEHAN Richard”,”The Man of Iron.”,”THOMAS NELSON AND SONS LDT. PARIS LONDON. SD”,”pag 576 16°”,””,”prefazione; collana ‘Nelson’s Continental Library'”,””,””,”VARx-245″
“LANA Italo MALTESE Enrico V. Direzione, collaboratori Michael VON ALBRECHT Antonio ALONI Giuseppe ARICO Giudo AVEZZU Renato BADALI Giorgio BERNARDI PERINI Giuseppe Gilberto BIONDI Carlo CARENA Franco CASAVOLA Michele R. CATAUDELLA Sergio CECCHIN Ettore CINGANO Giovanni CIPRIANI Eugenio CORSINI Guido CORTASSA Pier Vincenzo COVA Carmelo CURTI Domenico DEVOTI Marco FANTUZZI Laura FIOCCHI Ezio GALLICET Italo GALLO Giovanna GARBARINO Antonio GARZYA Gian Franco GIANOTTI Valeria GIGANTE LANZARA Alberto GRILLI Giulio GUIDORIZZI Antonio LA PENNA Domenico LASSANDRO Claudio LEONARDI Valeria LOMANTO Vincenzo LONGO Nino MARINONE Clementina MAZZUCCO Dina MICALELLA Claudio MORESCHINI Dante NARDO Giuseppe NENCI Guido PADUANO Roberto PRETAGOSTINI Luciana REPICI Elisa ROMANO Jacqueline DE ROMILLY Maria Teresa SBLENDORIO CUGUSI Paolo SINISCALCO Francesco SISTI Paolo SOVERINI Raffaella TABACCO Lucio TROIANI Mario VEGETTI Dionigi VOTTERO”,”Storia della Civiltà letteraria Greca e Latina. Dall’età degli Antonini alla fine del Mondo antico.”,”UTET UNIONE TIPOGRAFICO EDITRICE TORINESE. TORINO. 1998″,”Vol. III pag XII 843 8°”,””,”Premessa, introduzione, indice delle tavole, fonti iconografiche, illustrazioni, bibliografia, Elenco dei Collaboratori, indice dei nomi,”,””,””,”VARx-245-FL”
“DE-LAMARTINE Alphonse”,”Graziella de Lamartine.”,”CHARLES SIGNORELLI EDITEUR. MILAN. 1925″,”pag 85 16°”,””,”introduzione e note di Lucie GUGENHEIM CULCASI, Profilo biografico di Lamartine (1790-1869), giudizi su Lamartine, analisi opera ‘Graziella’”,””,””,”VARx-246″
“MARX Sonia”,”Lessico tedesco: dalla parola ai fraseologismi.”,”CAROCCI EDITORE. ROMA. 1999″,”pag 303 8°”,””,”Premessa, introduzione, ringraziamenti, appendice, riferimenti bibliografici, illustrazioni, tavole, indice degli autori, Biblioteca di testi e studi / 108, Lingue e Letterature Straniere”,””,””,”VARx-246-FL”
“MUCI Virgjil”,”Fiabe albanesi.”,”BESA EDITRICE. NARDO’ LECCE. 2005″,”pag 166 8°”,””,”traduzione di Dritan CELA”,””,””,”VARx-247″
“BOSCO COLETSOS Sandra COSTA Marcella, a cura di, Contributi di R. BUZZO MARGARI D. PONTI E. FANTINO L. CINATO M. REVETTO S. CAMPI”,”Italiano e tedesco: un confronto.”,”EDIZIONI DELL’ORSO. ALESSANDRIA. 2006″,”pag 406 8°”,””,”Premessa, introduzione, bibliografia, abbreviazioni bibliografiche, indice delle abbreviazioni, note, figure, indice analitico, Cultura tedesca, Collana diretta da Sandra Bosco Coletsos”,””,””,”VARx-247-FL”
“DERRIDA Jacques”,”Histoire du mensonge. Prolégomènes.”,”EDITIONS DE L’HERNE. PARIS. 2005″,”pag 126 16°”,””,”note; Carnets”,””,””,”VARx-248″
“BOSCO COLETSOS Sandra”,”Storia della lingua tedesca.”,”ROSENBERG & SELLIER. TORINO. 2003″,”pag 437 8°”,””,”Premessa alla seconda edizione, presentazione, documenti letterari, bibliografia, elenco delle abbreviazioni, cartine, note, illustrazioni, indice analitico, Catalogo Rosenberg & Sellier 9,”,””,””,”VARx-248-FL”
“FOSTER Leonard a cura”,”The Penguin Book of German Verse. With Plain Prose Translations of Each Poem.”,”PENGUIN BOOKS. BALTIMORE, MARYLAND. 1959″,”pag XLII 466 16°”,””,”ringraziamenti introduzione di Leonard FOSTER note indice titoli e prime linee”,””,””,”VARx-249″
“RÖSSLER Jochen”,”Übung macht den Meister. Grammatica tedesca contrastiva per Italiani.”,”MORLACCHI EDITORE. PERUGIA. 2006″,”pag 265 8°”,””,”prefazione alla prima edizione, prefazione alla seconda edizione, premessa, presentazione, area di diffusione della lingua tedesca, legenda, nozioni introduttive, abbreviazioni, bibliografia essenziale, altri testi di riferimento, allegato Cd-rom.”,””,””,”VARx-249-FL”
“LEOPARDI Giacomo”,”Canti.”,”BUR – RIZZOLI. MILANO. 1974″,”pag 210 16°”,””,”introduzione e note di Franco BRIOSCHI cronologia della vita e delle opere, Giacomo Leopardi e i Canti, Documenti, bibliografia illustrazioni note appendice: I nuovi credenti, note dell’ autore”,””,””,”VARx-250″
“SCHMIDT Karl A.”,”Easy Ways to Enlarge Your German Vocabulary.”,”DOVER PUBLICATIOMN. NEW YORK. 1974″,”pag 124 8°”,””,”prefazione, notizie e pratica”,””,””,”VARx-250-FL”
“SILONE Ignazio”,”Fontamara.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1997″,”pag XV 208 8°”,””,”introduzione: ‘Ignazio Silone, la vita’ bibliografia, prefazione dell’ autore”,””,””,”VARx-251″
“JAAGER-GRASSI Gisela”,”Grammatica Tedesca. Manuale di morfologia ed elementi di sintassi.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 2005″,”pag XIV 386 8°”,””,”Prefazione, abbreviazioni, indice analitico,”,””,””,”VARx-251-FL”
“MOLIERE (POQUELIN Jean-Baptiste)”,”L’ avare. Comédie.”,”BIBLIOTHEQUE RHOMBUS. PARIS. VIENNE. SD”,”pag 122 16°”,””,”Acteurs, note”,””,””,”VARx-252″
“WEERNING M. MONDELLO M.”,”Dies und Das Neu. Grammatica di tedesco con esercizi.”,”CIDEB EDITRICE. GENOVA. 2004″,”pag 319 8°”,””,”presentazione, Allo studente, simboli e abbreviazioni, glossario di terminologia grammaticale tedesca, indice analitico, bibliografia, schede operative e riassuntive, Un fascicolo con soluzioni degli esercizi,”,””,””,”VARx-252-FL”
“HUGO Victor”,”L’uomo che ride. Romanzo.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1927 – SOCIETA’ ANONIMA ALBERTO MATARELLI”,”pag 247 8° grande”,””,”75 illustrazioni, versione italiana di Eugenio CAMERINI”,””,””,”VARx-253″
“KOVALEV Vladimir”,”Il Kovalev. Dizionario Russo Italiano. Italiano Russo.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 2000″,”pag 2176 8°”,””,”Presentazione della seconda edizione, Abbreviazioni, lettore di cd-rom, appendici, nomi geografici, nomi di persona, cognomi russi, titoli di opere celebri della letteratura,”,””,””,”VARx-253-FL”
“OMERO”,”Odissea. Tradotta da Ippolito Pindemonte con cenni intorno alla questione Omerica ed al Traduttore.”,”EDOARDO SONZOGNO EDITORE. MILANO. 1887″,”pag 371 16°”,””,”introduzione ‘Ippolito Pindemonte. Sua vita’ di Eugenio CAMERINI, avvertimento del traduttore, note, appendice: La questione omerica; Biblioteca classica economica; volume unico”,””,””,”VARx-254″
“DOBROVOLSKAJA Julia, collaborazione di Claudia ZONGHETTI”,”Grande Dizionario. Russo.Italiano. Italiano-Russo.”,”EDITORE ULRICO HOEPLI. MILANO. 2001″,”pag XXI 2423 8°”,””,”Prefazione, note sul dizionario e sul suo uso, abbreviazioni, alfabeto russo, nomi giografici, sigle ed abbreviazioni,, numeri e simboli, nomi propri, nomi geografici, appendici”,””,””,”VARx-254-FL”
“SHAKESPEARE William”,”Macbeth.”,”BLACL CAT PUBLISHING. CANTERBURY – CIDEB EDITRICE. GENOVA. 2000″,”pag 175 8°”,””,”introduzione di Anthony JENNINGS, traduzione italiana di Elio CHINOL, saggi critici note e commenti di Robert HILL, illustrazioni foto; testo a fronte inglese italiano”,””,””,”VARx-255″
“ARISTOFANE”,” Le Commedie.”,”NEWTON & COMPTON EDITORI. ROMA. 2003″,”pag LXII 1148 8°”,””,”Premessa, introduzione alla prima, secomda e terza edizione, sigle, appendix critica, traduzione scenica, testo greco integralmente rinnovato e Appendice critica di Benedetto MARZULLO, Grandi Tascabili Economici Newton, I Mammut”,””,””,”VARx-255-FL”
“BERNANOS Georges”,”Dialogues des Carmélites.”,”AUX EDITIONS DU SEUIL. PARIS. 1952″,”pag 237 8°”,””,”elenco opere di Georges Bernanos, Les Cahiers du Rhone, elenco personaggi prologo nota dell’ editore (pag 233-237) di A.B.”,””,””,”VARx-256″
“OMERO, a cura di Mario GIAMMARCO”,”Iliade – Odissea.”,”NEWTON & COMPTON EDITORI. ROMA. 1997″,”pag 1212 8°”,””,”Testo greco a fronte, introduzione di Antonio ALONI, traduzione del curatore, nota bibliografica, premessa, note, indice dei nomi dell’Iliade e dei nomi dell’Odissea, Granti Tscabili Economici Newton, I Mammut 54,”,””,””,”VARx-256-FL”
“ZWEIG Stefan”,”Sovvertimento dei sensi. Annotazioni private del “”Geheimrat”” R. di D..”,”EDIZIONI CORBACCIO. MILANO. 1931″,”pag 287 8°”,””,”traduzione dal tedesco autorizzata dall’ autore, di Berta BURGIO AHRENS”,””,””,”VARx-257″
“VIRGILIO, a cura di Vittorio SERMONTI”,”L’ Eneide di Virgilio.”,”RCS LIBRI. MILANO. 2007″,”pag 713 8°”,””,”traduzione di Vittorio SERMONTI, libro I – XII,”,””,””,”VARx-257-FL”
“KUHNELT-LEDDIHN Erik M. v.”,”Gesuiti borghesi bolscevichi. (Jesuiten, Spiesser, Bolscewiken)”,”ISTITUTO DI PROPAGANDA LIBRARIA. MILANO. 1945″,”pag 457 8°”,””,”traduzione di Bice TIBILETTI; appendice nota sull’autore”,””,””,”VARx-258″
“DEL BOCA Angelo”,”Dentro mi è nato l’uomo.”,”INTERLINEA EDIZIONI. NOVARA. 2009″,”pag 217 8°”,””,”presentazione di Francesco MERETA, introduzione dell’autore, nota bibliografica, note, Biblioteca del Piemonte Orientale, diretta da Giovanno TESIO e Giuseppe ZACCARIA 23,”,””,””,”VARx-258-FL”
“HUGO Victor”,”Il Novantatre’. Romanzo”,”BIETTI. MILANO. 1963″,”pag 432 16°”,””,”Collana Internazionale”,””,””,”VARx-259″
“BOYDE Patrick”,”‘Lo color del core’. Visione, passione e ragione in Dante.”,”LIGUORI EDITORE. NAPOLI. 2002″,”pag XII 342 8°”,””,”introduzione alle note e elenco delle abbreviazioni, bibliografia, traduzione di Olivia SANTOVETTI, Letterature 51, Collana diretta da Matteo Palumbo e Antonio Saccone fondata da Giancarlo Mazzacurati, Biblioteca”,””,””,”VARx-259-FL”
“WEILL Alain a cura”,”Affiches politiques et sociales. Sixièmes rencontres internationales des arts graphiques.”,”SOMOGY – EDITIONS D’ART. PARIS. 1995 CHAUMONT FESTIVAL D’AFFICHES”,”pag 126 8°”,””,”prefazione di Cyril DE-ROUVRE, introduzione di Jean KALTENBACH, presentazione di Alain WEILL ‘L’affiche politique et sociale illustrée (1877-1903)’ introduzione e commenti di Elisabeth CHOPIN; altre introduzioni di Pierre BERNARD, Florence ROBERT e Paul Peter PIECH, Alain WEILL, illustrazioni foto bibliografia indice degli artisti”,””,””,”VARx-260″
“PASQUINI Emilio”,”Dante e le figure del vero. La fabbrica della Commedia.”,”PARAVIA BRUNO MONDADORI. MILANO. 2001″,”pag VIII 307 8°”,””,”Premessa, note, indice dei nomi, Sintesi”,””,””,”VARx-260-FL”
“FUNARI Enzo LEONI Paolo SINI Carlo VECCHIO Sisto; a cura di Enzo FUNARI”,”L’ invidia.”,”MORETTI & VITALI EDITORI. BERGAMO. 2002″,”pag 147 8°”,””,”presentazione note bibliografia; Il Tridente Campus”,””,””,”VARx-261″
“GIUSTI Giuseppe”,”Poesie. Edite ed inedite.”,”ATTILIO BARION EDITORE. MILANO. 1923″,”pag 192 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-262″
“DICKINS E.P.”,”German for Advanced Students.”,”OXFORD UNIVERSITY PRESS. 1963″,”pag XV 320 8°”,””,”prefazione, prefazione all’edizione riveduta, ringraziamenti, indice grammaticale generale”,””,””,”VARx-262-FL”
“TOLSTOI Leone”,”Polikuska. La morte di Ivan Iliic. Padrone e servitore.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1961″,”pag 254 16°”,””,”nota, note, traduzione di Giacinta DE DOMINICIS JORIO; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-263″
“FRENZEL Herbert A. und Elisabeth”,”Daten deutscher Dichtung. Chronologischer Abri? der deutschen Literaturgeschichte. Von den Anfängen bis zur Romantik. [Dati della poesia tedesca. Cenni cronologici sulla storia letteraria tedesca. Dagli inizi al romanticismo]”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1962″,”Vol. I pag 348 16°”,””,”Vorwort, verzeichnis der Abkürzungen, note,”,””,””,”VARx-263-FL”
“PAVESE Cesare, a cura di Marziano GUGLIELMINETTI e Laura NAY”,”Il mestiere di vivere, 1935-1950.”,”L’ UNITA’ NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE – EINAUDI. TORINO. 2008″,”pag LXXII 521 8°”,””,”””‘La letteratura è una difesa contro le offese della vita’. Attraverso Il mestiere di vivere”” di Marziano GUGLIELMINETTI, nota al testo di Laura NAY, note appendice: ‘Frammenti della mia vita trascosa’, indice nomi e opere Edizione condotta sull’ autografo; collana ‘La chiavi del tempo’”,”SI”,””,”VARx-264″
“FRENZEL Herbert A. und Elisabeth”,”Daten deutscher Dichtung. Chronologischer Abri? der deutschen Literaturgeschichte. Von den Anfängen bis zur Romantik. [Dati della poesia tedesca. Cenni cronologici sulla storia letteraria tedesca. Dagli inizi al romanticismo]”,”DTV DEUTSCHER TASCHENBUCH VERLAG. MÜNCHEN. 1962″,”Vol. II pag 313 16°”,””,”Vorwort, verzeichnis der Abkürzungen, note, Eigennamen, register,”,””,””,”VARx-264-FL”
“FAST Howard”,”Sciopero a Clarkton.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1967″,”pag 237 8°”,””,”traduzione di Franco FERRAROTTI; collana ‘Il Bosco’”,””,””,”VARx-265″
“AFFATICATI Andrea AGNOLI Francesco AMICONE Luigi APOLLONI Marco Fabio BAGET BOZZO Gianni BANDINELLI Angiolo BETTIZA Enzo BIANCO Pialuisa CAMERANA Oddone CAMISASCA Massimo CAMURRI Edoardo CANESSA Fabio CAPEZZONE Daniele CAPPELLANI Ottavio CARPI Anna Maria CERONETTI Guido DI MICHELE Stefano FACCI Filippo FANO Nicola FUSINA Sandro GENNARI Giovanni GUARINI Ruggero ISRAEL Giorgio LANGONE Camillo MAGNASCHI Pierluigi MANCUSO Mariarosa MARCENARO Andrea MILANI Maurizio MONDA Andrea PACE Lanfranco PICCATO Aldo PIPERNO Alessandro ROCCELLA Eugenia SCARAFFIA Lucetta SCHWED Alessandro SILVA Umberto SITI Walter TATAFIORE Roberta TERRAGNI Marina TILIACOS Marina TROMBADORI Duccio VALLI Aldo Maria VENTORINO Francesco VERTONE Saverio VITULLI Stefania ZINCONE Giuliano”,”Appunti per il dopo. La carne, la morte e il Diavolo nella letteratura del Foglio.”,”IL FOGLIO QUOTIDIANO. ROMA. 2007″,”pag 394 8°”,””,”Introduzione, biografie degli autori, I Libri del foglio,”,””,””,”VARx-265-FL”
“DE-SANCTIS G.B.”,”Dante.”,”UNIVERSITA’ ITALIANA PER STRANIERI. PERUGIA. 1950″,”pag 113 8°”,””,””,”SI”,””,”VARx-266″
“FERRERO Ernesto”,”Primo Levi. La vita, le opere.”,”EINAUDI. TORINO. 2007″,”pag 138″,””,”nota bibliografica (bibliografia ragionata)”,”SI”,””,”VARx-267″
“GOGOL Nikolaj”,”L’ ispettore.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1963″,”pag 184 16°”,””,”prefazione di Renato VECCHIONE nota sull’ autore; collezione di teatro diretta da Paolo GRASSI e Gerardo GUERRIERI”,””,””,”VARx-268″
“BILENCHI Romano”,”Il capofabbrica.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1972″,”pag 104 8°”,””,”nota dell’ autore”,””,””,”VARx-269″
“DOYLE Roddy”,”Dentro la foresta. Romanzo. (Tit.orig.: Wilderness)”,”UGO GUANDA EDITORE. PARMA. 2008″,”pag 209 8°”,””,”traduzione di Giuliana ZEULI; Collana Narratori della Fenice”,””,””,”VARx-270″
“GOETHE Wolfgang”,”I. Autobiografia (poesia e verità) (parte prima) – II. La Campagna di Francia. L’ assedio di Magonza – III. Roma. Elegie romane – IV. Autobiografia (poesia e verità) (parte seconda).”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1922 ca.”,”pag 225 + 192 + 108 + 196 16°”,””,”prima traduzione italiana di A. COURTHEOUX professore di lingua e letteratura tedesca (I); traduzione di COTTA e prefazione di Marino LESTI (II); versione prefazione e note di Giuseppe CAPRINO (III) ; Collana Biblioteca Universale”,””,””,”VARx-272″
“BUEB Bernhard”,”Elogio della disciplina.”,”RIZZOLI. MILANO. 2007″,”pag 157 16°”,””,”prefazione postfazione ringraziamenti traduzione di Monica BOTTINI; Piccoli Saggi”,”SI”,””,”VARx-273″
“SHAKESPEARE William”,”Sonetti. Volume primo.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 2003″,”pag 285 16°”,””,”introduzione traduzione e note di Alessandro SERPIERI, testo inglese a fronte; bibliografia essenziale nota al testo; Sonetti 1-49″,””,””,”VARx-274″
“LONDON Jack”,”La valle della luna. Romanzo.”,”A. BARION EDITORE. MILANO. 1932″,”pag 447 16°”,””,”traduzione integrale dall’ inglese di Mario BENZI”,””,””,”VARx-275″
“GASSMAN Vittorio”,”Vocalizzi.”,”LONGANESI. MILANO. 1988″,”pag 167 8°”,””,”nota introduttiva; Collana La Gaja scienza”,””,””,”VARx-276″
“ALFIERI Vittorio, a cura di Ferruccio DEL-CHIARO”,”La congiura de’ Pazzi.”,”CARLO SIGNORELLI EDITORE. MILANO. 1955″,”pag 123 16°”,””,”introduzione di Ferruccio DEL-CHIARO: ‘Notizie biografiche, Come scriveva l’ Alfieri, I tre respiri, Come nacque ‘La congiura de’ Pazzi’, La congiura nelle ‘Istorie’ di Machiavelli’ nota bibliografica note appendici: Parere dell’ autore, Il soggiorno senese dell’ Alfieri”,””,””,”VARx-277″
“SHAKESPEARE William”,”Amleto. Tragedia in cinque atti.”,”ORESTE GARRONI, EDITORE. ROMA. 1909″,”pag 136 16°”,””,”prefazione note; Biblioteca teatrale economica”,””,””,”VARx-278″
“TWAIN Mark (Samuel LANGHORNE CLEMENS), a cura di Bernard DeVOTO”,”Lettere dalla terra.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1964″,”pag 289 8°”,””,”prefazione di Henry NASH SMITH note traduzione di Luca TREVISANI”,””,””,”VARx-279″
“DE-MICHELI Mario”,”Le avanguardie artistiche del Novecento.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1989″,”pag 429 8°”,””,”nota per la ventesima edizione note illustrazioni foto documenti cronologia”,””,””,”VARx-280″
“CARDUCCI Gabriele”,”Poesie. Decennali. (Enotrio romano): Levia Gravia, Juvenilia.”,”CASA EDITRICE MADELLA. SESTO SAN GIOVANNI. 1912″,”pag 336 16°”,””,”Al lettore (1871), note”,””,””,”VARx-281″
“AAVV”,”Aforismi. Parole di saggezza.”,”EDIZIONI GRIBAUDO. ALESSANDRIA. 2008″,”pag 191 8°”,””,”indice argomenti”,””,””,”VARx-282″
“MICHELI Silvio”,”Tutta la verità.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1950″,”pag 422 16°”,””,”nota; Piccola Biblioteca Scientifica-letteraria”,””,””,”VARx-283″
“DE-UNAMUNO Miguel”,”La vie de Don Quichotte et de Sancho Pança d’après Miguel de Cervantès Saavedra.”,”EDITIONS ALBIN MICHEL. PARIS. 1959″,”pag X 380 8°”,””,”traduzione e introduzione di Jean BABELON (1944) note”,””,””,”VARx-284″
“GANDINI Mario”,”La caduta di Varsavia. Dalle steppe russe alla linea gotica.”,”LONGANESI. MILANO. 1970″,”pag 220 16°”,””,”‘I libri Pocket'”,”SI”,””,”VARx-285″
“CRANE Stephen”,”Maggie.”,”PARENTI EDITORE. FIRENZE. 1956″,”pag XVIII 147 16°”,””,”prefazione di Luciano BIANCIARDI, traduzione di N. JATOSTI e L. BIANCIARDI; Collana La Giraffa”,”SI”,””,”VARx-286″
“DREISER Theodore”,”Alba. Storia di me stesso. Volume secondo.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1956″,”pag 384 8°”,””,””,””,””,”VARx-287″
“WALDBERG Patrick”,”Surrealismo.”,”GABRIELE MAZZOTTA EDITORE. MILANO. 1967″,”pag 232 8°”,””,”‘Le vie del surrealismo’; testi e documenti del Surrealismo, foto illustrazioni iconografia, Manifesto del Surrealismo, appendice glossario notizie biografiche bibliografia cronologia indice nomi; collana Testimonianze”,””,””,”VARx-288″
“BALZAC Honoré de”,”Illusioni perdute. Volume primo.”,”GARZANTI. MILANO. 1981″,”pag XVIII 325 16°”,””,”introduzione: Honoré de Balzac. La vita, Profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica traduzione di Argia MICHERTONI”,””,””,”VARx-289″
“POLILLO Arrigo”,”Jazz. La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1975″,”pag 782 8°”,””,”ringraziamenti e avvertenze prefazione di Arrigo POLILLO introduzione note foto illustrazioni”,””,””,”VARx-290″
“MANN Thomas”,”Doctor Faustus. La vita del compositore tedesco Adrian Leverkühn narrata da un amico.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1968″,”pag 594 16°”,””,”cronologia della vita e delle opere di Thomas Mann, introduzione (Genesi del romanzo, contenuto, struttura e simboli, la musica, accoglienza dell’opera) di E. POCAR bibliografia note; traduzione di Ervino POCAR”,””,””,”VARx-291″
“SWIFT Jonathan”,”Una modesta proposta. E altre satire.”,”BUR – BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI. MILANO. 1983″,”pag 159 16°”,””,”cronologia della vita e delle opere di Jonathan Swift, introduzione di Attilio BRILLI ‘Satira e antropofagia’, documenti e giudizi critici bibliografia illustrazioni; traduzioni di Bruno ARMELLIN Franco MARUCCI Salvatore ROSATI; testo inglese a fronte”,””,””,”VARx-292″
“UNAMUNO Miguel de”,”Del sentimento tragico della vita. Negli uomini e nei popoli.”,”RDL – RINASCIMENTO DEL LIBRO. FIRENZE. 1946″,”pag 355 8°”,””,”prologo dell’autore alla prima edizione della traduzione italiana, note traduzione dal manoscritto di Gilberto BECCARI e Odoardo CAMPA, 3° edizione riveduta”,””,””,”VARx-293″
“SINCLAIR Upton”,”La metropoli. Romanzo.”,”CASA EDITRICE MONANNI. MILANO. 1928″,”pag 230 16°”,””,”premessa traduzione di Angelo TREVES, prima edizione italiana”,””,””,”VARx-294″
“SINCLAIR Upton”,”Cento per cento. Storia di un patriota.”,”SOCIETA’ EDITRICE AVANTI!. MILANO. 1921″,”pag 368 8°”,””,”traduzione italiana di A. CAROTI”,””,””,”VARx-295″
“ALGREN Nelson”,”L’uomo dal braccio d’oro. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1970″,”pag 451 16°”,””,”traduzione di Giorgio MONICELLI; collana Oscar”,””,””,”VARx-296″
“BUNIN Ivan”,”Il villaggio. Romanzo.”,”S.A. EDIZIONI “”DELTA””. MILANO. 1928″,”pag 286 16°”,””,”traduzione integrale dal russo di Maria KARKLINA RACOVSKA e S. CATALANO; Collana Scrittori stranieri”,”SI”,””,”VARx-297″
“CAVALLOTTI Felice”,”La lucerna di Parini. Ode.”,”CARLO ALIPRANDI EDITORE. MILANO. 1895 ca.”,”pag 23 16°”,””,”ritratto prefazione note; Quarta edizione”,””,””,”VARx-298″
“GARIN Eugenio a cura”,”Prosatori latini del Quattrocento. II. Buonaccorso da Montemagno, Lapo da Castiglionchio, Poggio Bracciolini.”,”EINAUDI. TORINO. 1976″,”pag VIII 140-301 16°”,””,”nota critica ai testi note, testo latino a fronte; Classici Ricciardi”,””,””,”VARx-299″
“GARIN Eugenio a cura”,”Prosatori latini del Quattrocento. VIII. Giovanni Brancati Giovanni Pontano Antonio Galateo.”,”EINAUDI. TORINO. 1977″,”pag X 1013-1125 16°”,””,”nota critica ai testi note, testo latino a fronte; Classici Ricciardi”,””,””,”VARx-300″
“TWAIN Mark, a cura di Claudio GORLIER”,”Short Stories, a Selection.”,”MURSIA. MILANO. 1965″,”pag 172 8°”,””,”introduzione di Claudio GORLIER, note introduttive ai testi in lingua inglese note appendici nota biografica nota bibliografica; Biblioteca di Classici Stranieri, sezione inglese e americana”,””,””,”VARx-301″
“MANZONI Alessandro”,”Storia della colonna infame.”,”TASCABILI BOMPIANI. MILANO. 1985″,”pag 98 16°”,””,”introduzione di Leonardo SCIASCIA, introduzione note”,””,””,”VARx-302″
“HEMINGWAY Ernest”,”Addio alle armi.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1969″,”pag 377 16°”,””,”cronologia della vita dell’autore e del suo tempo, prefazione all’opera, antologia critica e bibliografia a cura di Giansiro FERRATA introduzione dell’autore; traduzione di Giansiro FERRATA Dante ISELLA Puccio RUSSO; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-303″
“PIRANDELLO Luigi”,”Maschere nude. Tutto per bene (1920) – Come prima meglio di prima (1920).”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1956″,”pag 170 16°”,””,”BMM Biblioteca Moderna Mondadori”,””,””,”VARx-304″
“GOLDONI Carlo”,”Memorie. 1.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 1995″,”pag VII 256 16°”,””,”‘Cronologia della vita e delle opere’ di Carlo PEDRETTI “”, introduzione: ‘Gli ultimi anni del Goldoni a Parigi’ di Luigi LUNARI, nota al testo di Piero BIANCONI prefazione dell’ autore; traduzione e note di Piero BIANCONI”,””,””,”VARx-305″
“GOLDONI Carlo”,”Memorie. 2.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 1995″,”pag VII 250-612 16°”,””,”traduzione e note di Piero BIANCONI; ‘Altri lavori teatrali del signor Goldoni’; Catalogo dei lavori teatrali del signor Goldoni dei quali è fatto cenno in queste memorie (per ordine cronologico); Catalogo delle opere buffe del signor Goldoni; Altri lavori teatrali”,””,””,”VARx-306″
“SALOMON Maynard”,”Mozart. Volume primo.”,”IL GIORNALE – BIBLIOTECA STORICA. MILANO. 1996″,”pag 356 8°”,””,”ringraziamenti tavola valori monetari nota sulla numerazione di Köchel; illustrazioni spartiti musicali; traduzione di Andrea BUZZI consulenza musicale di Daniele SABAINO”,””,””,”VARx-307″
“SALOMON Maynard”,”Mozart. Volume secondo.”,”IL GIORNALE – BIBLIOTECA STORICA. MILANO. 1996″,”pag 361-617 8°”,””,”illustrazioni appendice: I guadagni di Mozart a Vienna; abbreviazione note bibliografia indice composizioni citate indice nomi; traduzione di Andrea BUZZI consulenza musicale di Daniele SABAINO”,””,””,”VARx-308″
“ALIGHIERI Dante”,”La divina comedia.”,”EDICIONES IBERICAS. MADRID. SD”,”pag 492 16° Euro 15.0″,””,”prefazione di Jose BERGUA (pag 5-38), testo Inferno Purgatorio Paradiso; traduzione di Arturo CUYAS DE LA VEGA”,””,””,”VARx-309″
“SILONE Ignazio”,”Fontamara.”,”MONDADORI. VERONA. 1970″,”pag 259 16°”,””,” ‘Ignazio Silone’ (cenni biografici, giudizi critici, altri giudizi, bibliografia e studi sull’autore), foto, Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-310″
“EFREMOV Ivan Antonovic”,”La nebulosa di Andromeda. Romanzo di fantascienza.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1960″,”pag 364 16°”,””,”prefazione: ‘L’Autore ai lettori’, nota avvertenza; Universale Economica”,””,””,”VARx-311″
“BUZZATI Dino, a cura di Ambra GARANCINI COSTANZO”,”Il deserto dei tartari.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1989″,”pag 341 8°”,””,”introduzione, guida alla lettura, appendice didattica (Materiale di lavoro, Per una rilettura complessiva del romanzo, Antologia della critica, Bibliografia); La Lettura”,””,””,”VARx-312″
“STEINBECK John”,”Al Dio sconosciuto.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. 1970″,”pag 232 16°”,””,”cenni biografici su John Steinbeck, opera bibliografia a cura di Elena ALBERTINI; traduzione di Eugenio MONTALE; Collana Gli Oscar”,””,””,”VARx-313″
“ROCHEFOUCAULD Francois de la; a cura di Maurizio ENOCH”,”Massime.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1993″,”pag 97 16°”,””,”introduzione di Francesco PERFETTI nota bio-bibliografica bibliografia essenziale, L’editore al lettore, traduzione di Maurizio ENOCH; Appendice agli “”Avvenimenti di questo secolo””; Edizione integrale; Centopaginemillelire”,””,””,”VARx-314″
“TWAIN Mark”,”Racconti.”,”EDIZIONI DEL DOPOLAVORO. VERONA. 1957″,”pag 254 8°”,””,”prefazione di Giovanni VALENTE; traduzioin di Pietro LEONI Bruno ODDERA Franca PIAZZA; appendice: Che cosa è l’ ENAL; Tempo libero”,””,””,”VARx-315″
“CELINE Louis-Ferdinand”,”Viaggio al termine della notte.”,”LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA. ROMA. 2002″,”pag 480 8°”,””,”A Elizabeth Craig, note; traduzione di Ernesto FERRERO”,””,””,”VARx-316″
“CAMUS Albert”,”Lo straniero.”,”TASCABILI BOMPIANI – GRUPPO EDITORIALE FABBRI BOMPIANI SONZOGNO ETAS. MILANO. 1989″,”pag 155 16°”,””,”appendice: ‘Albert Camus, la vita, i libri; traduzione di Alberto ZEVI; Collana Tascabili Bompiani Narrativa”,””,””,”VARx-317″
“SHAKESPEARE William”,”Romeo e Giulietta.”,”GARZANTI. MILANO. 1981″,”pag XXV 261 16°”,””,”testo a fronte; introduzione: ‘William Shakespeare, la vita, profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica’, ritratto, traduzione dall’inglese e note di Antonio MEO; Garzanti I Grandi Libri”,””,””,”VARx-318″
“IBSEN Enrico”,”Rosmersholm.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1957″,”pag 141 16°”,””,”nota introduttiva traduzione di Piero MONACI; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-319″
“CHATEAUBRIAND Francois-René de”,”Atala. Renato. Le avventure dell’ultimo Abenceragio.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1950″,”pag 187 16°”,””,”nota introduttiva traduzione di Oreste DEL-BUONO; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-320″
“PIVERT-DE-SENANCOUR Etienne”,”Oberman.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1963 (ediz. orig. 1804)”,”pag 432 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Felice FILIPPINI appendice supplemento del 1833 e del 1840 note all’edizione del 1833; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-321″
“ALBERONI Francesco”,”Innamoramento e amore. Le ragioni del bene e del male.”,”GARZANTI EDITORE. MILANO. 1981″,”pag 336 8°”,””,”note”,””,””,”VARx-322″
“SALTIKOV SCEDRIN Michail”,”I signori Golovliòv.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1963 (ediz. orig. 1804)”,”pag 333 16°”,””,”nota traduzione di Pia BELLINI”,””,””,”VARx-323″
“HESSE Hermann”,”Sotto la ruota.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1964 (ediz orig. 1906)”,”pag 187 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Lydia MAGLIANO; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-324″
“TURGHENIEV Ivan”,”Rudin.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1964 (ediz orig. 1906)”,”pag 187 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Ida FINI; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-325″
“LOMBARDO RADICE Marco RAVERA Lidia”,”Porci con le ali.”,”L’UNITA. ROMA. 1993″,”pag 179 16°”,””,”introduzione di Ottavio CECCHI appendice: Lo scrigno dello Psichiatra di Francesca ARCHIBUGI, La “”Casa di Marco””, di Maria CARPI e Massimo ACCINNI, La provocazione dell’ironia, di Giovanni LOMBARDO RADICE, Il desiderio e il sacrificio, di Luigi MANCONI Collana I libri dell’Unità”,””,””,”VARx-326″
“FARINOTTI Pino; collaborazione di Giancarlo ZAPPOLI e Bartolomeo CORSINI”,”Il Farinotti. Dizionario 2007.”,”EDIZIONI SAN PAOLO. CINISELLO BALSAMO. 2006″,”pag 2366 8°”,””,”elenco collaboratori”,””,””,”VARx-327″
“CERVANTES Miguel”,”Don Chisciotte della Mancia. Vol. IV.”,”G.C. SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1954″,”pag 376 16°”,””,”note; Collana Sansoniana straniera”,””,””,”VARx-328″
“MARLOWE Christophe”,”Edoardo II.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1964 (ediz orig. 1593)”,”pag 154 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Alberto VALLES POLI; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-329″
“JAMES Henri”,”Una vita londinese.”,”BUR – RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1968 (ediz.orig.: 1888)”,”pag 161 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Luigi BALLERINI; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-330″
“KOTT Jan”,”Shakespeare nostro contemporaneo.”,”FELTRINELLI. MILANO. 1961″,”pag XXVI 249 8°”,””,”prefazione di Mario PRAZ note appendice: ‘Uno Shakespeare vero e crudele’ ‘Shakespeare e il mondo’ (cronologia comparata); traduzione dal polacco di Vera PETRELLI; Collana Campi del sapere, Feltrinelli”,””,””,”VARx-331″
“ALIGHIERI Dante”,”La Divina Comedia. Tomo segundo. El Purgatorio.”,”LUIS TASSO, EDITOR. BARCELONA. SD”,”pag 287 16°”,””,”traduzione in castigliano del capitán general D. Juan de la Pezuela conde de Cheste de la Real Academia Española”,””,””,”VARx-332″
“PEREZ GALDOS Benito”,”Trafalgar.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1961″,”pag 129 16°”,””,”introduzione di Ignazio DELEGU, note; Collana I narratori del realismo”,””,””,”VARx-333″
“SAINT-EXUPERY Antoine de”,”Volo di notte.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1967″,”pag 229 16°”,””,”traduzione di Cesare GIARDINI; Collana Gli Oscar”,””,””,”VARx-334″
“SHAKESPEARE Guglielmo”,”La cronaca di Re Enrico V. Storie inglesi.”,”RIZZOLI. MILANO. 1955″,”pag 123 16°”,””,”nota introduttiva (pag 5-18) e traduzione di Gabriele BANDINI, note; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-335″
“WILDE Oscar, a cura di Masolino D’AMICO, saggio di Camille A. PAGLIA”,”L’importanza di essere onesto. Con un saggio di Camille A. Paglia.”,”MONDADORI. MILANO. 2006″,”pag 183 16°”,””,”introduzione di Masolino d’AMICO cronologia bibliografia postfazione: ‘Oscar Wilde e l’ermafrodito inglese’ di Camille A. PAGLIA”,””,””,”VARx-336″
“WELLS Herbert George”,”Racconti.”,”GARZANTI. MILANO. 1985″,”pag XIX 264 16°”,””,”introduzione: ‘Herbert G. Wells: la vita, profilo storico critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica’; traduzione di Renato PRINZHOFER”,””,””,”VARx-337″
“RAVERA Lidia”,”Ammazzare il tempo. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1978″,”pag 194 8°”,””,””,””,””,”VARx-338″
“PIRANDELLO Luigi”,”Sei personaggi in cerca d’autore. Commedia da fare.”,”R. BEMPORAD & FIGLIO, EDITORI. FIRENZE. 1924″,”pag 132 16°”,””,”terza edizione; Collana Maschere Nude, Teatro di Luigi Pirandello”,””,””,”VARx-339″
“PETRONIO Giuseppe a cura; scritti di Girolamo TIRABOSCHI Friedrich SCHLEGEL Paolo EMILIANI-GIUDICI Francesco DE-SANCTIS Gustave LANSON Benedetto CROCE Jurij TYNIANOV Wlater BENJAMIN Werner KRAUSS Rolando BARTHES Hans Robert JAUSS Amedeo QUONDAM Claudia DELFINO Arcangelo LEONE DE CASTRIS Jan O. FISCHER”,”Teorie e realtà della storiografia letteraria. Guida storica e critica.”,”EDITORI LATERZA. BARI ROMA. 1981″,”pag LXXXIV 194 16°”,””,”introduzione di Giuseppe PETRONIO note appendice: ‘Per una storia letteraria “”nuova””‘ di Giuseppe PETRONIO; Universale Laterza”,””,””,”VARx-340″
“SHAKESPEARE William”,”Sonetti.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1957″,”pag 220 16°”,””,”saggio introduttivo (introduzione) e traduzione di Alberto ROSSI (pag 9-174); Biblioteca moderna Mondadori diretta da Alberto MONDADORI”,””,””,”VARx-341″
“RENARD Georges”,”La conversion d’André Savenay. Roman socialiste.”,”E. DENTU, EDITEUR. PARIS. 1892″,”pag 397 16°”,””,”elenco opere autore, ‘A Alexandre Millerand, député de Paris’ di G. RENARD”,””,””,”VARx-342″
“BIRAL Bruno”,”La posizione storica di Giacomo Leopardi.”,”EINAUDI. TORINO. 1974″,”pag X 213 16°”,””,”premessa avvertenza note ai ‘Canti’ note indice nomi; Collana Piccola biblioteca Einaudi”,””,””,”VARx-343″
“SALA DI FELICE Elena a cura; saggi di Gilberto LONARDI Carlo SALINARI Sebastiano TIMPANARO Vittorio SPINAZZOLA Guido BALDI Maria DE LA NIEVES MUNIZ Y MUNIZ Ezio RAIMONDI Sergio ROMAGNOLI Domenico DE-ROBERTIS Claudio VARESE Fiorenzo FORTI Renzo NEGRI”,”Il punto su Manzoni.”,”EDITORI LATERZA. BARI ROMA. 1989″,”pag 203 16°”,””,”abbreviazioni introduzione nota bibliografica note; Collana UL Universale Laterza”,””,””,”VARx-344″
“FAULKNER William”,”La paga del soldato. Romanzo. (Tit.orig.: Soldier’s Pay)”,”GARZANTI. MILANO. 1970″,”pag 302 16°”,””,”Collana I Garzanti”,””,””,”VARx-345″
“KAFKA Franz”,”La metamorfosi.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1998″,”pag 175 16°”,””,”cronologia della vita e delle opere nota introduttiva di Giuliano BAIONI testimonianze e giudizi critici bibliografia illustrazioni foto; testo tedesco a fronte; Collana BUR; traduzione di Anita RHO”,””,””,”VARx-346″
“LARTEGUY Jean”,”Né onore né gloria. Romanzo. (Tit.orig.: Les Centurions)”,”GARZANTI. MILANO. 1970″,”pag 302 16°”,””,”traduzione dal francese di Roberto ORTOLANI”,””,””,”VARx-347″
“DELLA-MEA Ivan”,”Se la vita di dà uno schiaffo.”,”JACA BOOK. MILANO. 2009″,”pag 158 8°”,””,”personaggi e interpreti; Collana Mondi letterari, sezione Europós”,””,””,”VARx-348″
“SWIFT Jonathan, a cura di Giuseppe GALLENO”,”I viaggi di Gulliver.”,”LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1979″,”pag IX 161 16°”,””,”introduzione note illustrazioni in appendice”,””,””,”VARx-349″
“EURIPIDE”,”La baccanti – Jone – Reso.”,”RIZZOLI. MILANO. 1959″,”pag 247 16°”,””,”nota del traduttore Ettore BARELLI note; Collana BUR Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-350″
“GORKI Massimo”,”La spia. Romanzo della rivoluzione.”,”CASA EDITRICE MONANNI. MILANO. 1928″,”pag 271 16°”,””,”illustrazione unica edizione italiana, traduzione di Cesare CASTELLI”,””,””,”VARx-351″
“STEINBECK John”,”Pian della tortilla. Romanzo. (Tit.orig.: Tortilla Flat)”,”VALENTINO BOMPIANI. MILANO. 1942″,”pag 174 8°”,””,”introduzione traduzione di Elio VITTORINI; X edizione”,””,””,”VARx-352″
“WEISS Peter”,”La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat, rappresentati dai filodrammatici di Charenton, sotto la guida del Marchese Di Sade. Dramma in due atti.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1997″,”pag 132 16°”,””,”introduzione: personaggi nota indice nomi personaggi traduzione di Ippolito PIZZETTI; Collezione di teatro”,””,””,”VARx-353″
“HEMINGWAY Ernest”,”Fiesta (Il sole sorgerà ancora).”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. 1966″,”pag 279 16°”,””,”traduzione di Giuseppe TREVISANI; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-354″
“WILDE Oscar”,”The Canterville Ghost.”,”ER EASY READERS. COPENHAGEN. 1967″,”pag 47 16°”,””,”illustrazioni note questions”,””,””,”VARx-355″
“MADIA Titta”,”Storia dell’eloquenza.”,”DALL’OGLIO EDITORE. MILANO. 1959″,”pag 918 8°”,””,”introduzione: ‘Lettera al lettore’, illustrazioni bibliografia (opere consultate) (pag 871-878) indice nomi”,””,””,”VARx-356″
“VIRGILIO (Publio Virgilio Marone), a cura di Adriano BACCHIELLI”,”Eneide.”,”G.B. PARAVIA & C.. TORINO. 1963″,”pag 682 8°”,””,”prefazione versione poetica introduzioni e commento di Adriano BACCHIELLI, cartine illustrazioni dizionario dei nomi propri dei personaggi e dei luoghi (a cura di Maria Luisa BACCHIELLI) appendice di letture”,””,””,”VARx-357″
“SYFFERT Gaston”,”Baudelaire.”,”H. FABRE. PARIS. 1909 – IMPRIMERIE COOPERATIVE OUVRIERE. VILLENEUVE SAINT-GEORGES”,”pag 195-223 8°”,””,”foto note illustrazioni; Portraits d’hier, Etudes sur la Vie, les Oeuvres et l’Influence des Grands Morts de notre temps, N° 7 15 Juin 1909″,””,””,”VARx-358″
“DOSTOJEVSKIJ Feodor”,”I dèmoni. Romanzo. Vol. I.”,”EDIZIONI “”A. BARION”” DELLA CASA PER EDIZIONI POPOLARI. SESTO SAN GIOVANNI, MILANO. 1933″,”pag 411 8°”,””,”In luogo d’introduzione: ‘alcuni particolari della biografia del rispettabile Stefano Trofimovitc Vercovienskij’; versione integrale e conforme al testo russo di Maria RACOVSKA ed Ettore FABIETTI”,””,””,”VARx-359″
“DOSTOJEVSKIJ Feodor”,”I dèmoni. Romanzo. Vol. II.”,”EDIZIONI “”A. BARION”” DELLA CASA PER EDIZIONI POPOLARI. SESTO SAN GIOVANNI, MILANO. 1933″,”pag 430 8°”,””,”appendice: ‘La confessione di Stavroghin’, versione integrale e conforme al testo russo di Maria RACOVSKA ed Ettore FABIETTI”,””,””,”VARx-360″
“BÜCHNER Georg, a cura di Giorgio DOLFINI”,”Teatro. La morte di Danton. Leonce e Lena. Woyzeck.”,”ADELPHI. MILANO. 2008″,”pag 176 16°”,””,”introduzione di Gerardo GUERRIERI, note notizie sull’autore e sull’opera (pag 171-176); Piccola biblioteca Adelphi”,””,””,”VARx-361″
“SINGLETON Charles S.”,”La poesia della Divina Commedia.”,”IL MULINO. BOLOGNA. 1978″,”pag 572 8°”,””,”presentazione introduzione avvertenza note appendice nota bibliografica degl scritti teologici citati; traduzione di Gaetano PRAMPOLINI”,””,””,”VARx-362″
“TASSONI Alessandro”,”La Secchia rapita. Poema eroicomico.”,”CASA EDITRICE BIETTI. MILANO. 1910″,”pag 127 16°”,””,””,””,””,”VARx-363″
“ANSARY Tamim”,”Un destino parallelo. La storia del mondo vista attraverso lo sguardo dell’islam. Introduzione.”,”FAZI EDITORE. ROMA. 2010″,”pag 31 16°”,””,”prefazione di Renzo GUOLO introduzione di Tamim ANSARY, cartine; traduzione di Thomas FAZI”,””,””,”VARx-364″
“BALZAC Honoré de”,”Onorina.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1951″,”pag 83 16°”,””,”nota, traduzione di Gabriella ALZATI”,””,””,”VARx-365″
“STEINBECK John”,”Furore. (Tit.orig.: The Grapes of Wrath)”,”BOMPIANI. MILANO. 1958″,”pag 492 8°”,””,”Collana I delfini”,””,””,”VARx-366″
“VOLTAIRE Francois Marie Arouet;”,”Candido e altri romanzi.”,”SANSONI. FIRENZE. 1967″,”pag XVI 333 16°”,””,”introduzione di Luigi LUPORINI traduzione di Paola MARCIANO AGNOLETTI avvertenza note”,””,””,”VARx-367″
“HUGO Victor”,”Esmeralda. Nostra signora di Parigi.”,”ADRIANO SALANI, EDITORE. FIRENZE. 1894″,”pag 430 8°”,””,””,””,””,”VARx-368″
“SILONE Ignazio”,”Una manciata di more. Romanzo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1975″,”pag VIII 293 16°”,””,”introduzione di Vittorio LIBERA (Cenni biografici su Ignazio Silone, L’opera, Qualche giudizio critico, Bibliografia); Collana Oscar”,””,””,”VARx-369″
“LUCREZIO CARO Tito, a cura di Ettore BIGNONE e Maria Rosaria POSANI”,”Il poema della natura. Passi scelti e annotati.”,”FELICE LE MONNIER. FIRENZE. 1963″,”pag 153 8°”,””,”introduzione note al testo latino”,””,””,”VARx-370″
“OJETTI Ugo”,”Il Cavallo di Troia.”,”LORENZO RINFRESCHI. PIACENZA. 1916″,”pag 236 16°”,””,””,””,””,”VARx-371″
“SHAKESPEARE William”,”Misura per misura.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1958″,”pag 179 16°”,””,”nota del traduttore al buon lettore, personaggi del dramma, traduzione di Alfredo OBERTELLO; Biblioteca moderna Mondadori, Sezione Teatro”,””,””,”VARx-372″
“GRABBE Christian Dietrich”,”Don Giovanni e Faust.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1968″,”pag 186 16°”,””,”nota introduttiva traduzione di Ervino PORCAR”,””,””,”VARx-373″
“VISCONTI DI MODRONE Ferdinando LOTTERI Raffaella, a cura”,”Carosello di narratori francesi.”,”ALDO MARTELLO EDITORE. MILANO. 1961″,”pag 306 16°”,””,”notizie biografiche sugli autori; Collana Piramide”,””,””,”VARx-374″
“GROSSI Tommaso”,”Marco Visconti. Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi.”,”RIZZOLI EDITRICE. MILANO. 1953″,”pag 397 16°”,””,”nota introduttiva (prefazione) di Ettore JANNI, note; Biblioteca Universale Rizzoli, BUR”,””,””,”VARx-375″
“VIRGILIO Publio Marone”,”L’Eneide.”,”S.A.G. BARBERA EDITORE. FIRENZE. 1936″,”pag XVII 549 8°”,””,”introduzione traduzione id Annibal CARO con note e commenti del prof. Aldo BRUSCAGLIONI Collezione scolastica Barbèra”,””,””,”VARx-376″
“LUCKENBACH Ermanno ADAMI Casimiro”,”Arte e storia nel mondo antico. Monumenti dell’Oriente classico della Grecia dell’Etruria e di Roma.”,”ISTITUTO ITALIANO D’ARTI GRAFICHE, EDITORE. BERGAMO. 1907″,”pag 177 8° grande”,””,”edizione maggiore, CLII tavole con 512 incisione e V tricomie aggiuntavi un’appendice storica illustrata di C. Adami: ‘Lineamenti storici dell’Arte nel Mondo Antico (pag 142-177) indice bibliografico indice generale delle figure indice analitico alfabetico”,””,””,”VARx-377″
“VALLES Giulio”,”I refrattari.”,”EDOARDO SONZOGNO EDITORE. MILANO. 1884″,”pag 164 16°”,””,”prefazione: ‘Giulio Vallès’ introduzione ‘I refrattari’ (Pessimista)”,””,””,”VARx-378″
“SIRONI Antonio”,”Quando muore un comunista.”,”EDIZIONI AVANTI!. MILANO ROMA. 1955″,”pag 306 16°”,””,”Collana Omnibus Il Gallo”,””,””,”VARx-379″
“PICASSO Pablo, a cura di G.A. CIBOTTO”,”Il desiderio preso per la coda.”,”EDITORE COLOMBO. ROMA. 1961″,”pag 82 8°”,””,”prefazione; traduzione di Dante BOVO collaborazione di Ausonio COLORNI Roberta ULACCO Yves ROGER Gerardo GUERRIERI Ucci FERRUZZI BALBI”,””,””,”VARx-380″
“CEZANNE Paul MONET Claude RENOIR Pierre-August VAN-GOGH Vincent; a cura di Fabrizio D’AMICO”,”Lettere dalla luce.”,”LINEA D’OMBRA LIBRI. CONEGLIANO. 2003″,”pag 215 8°”,””,”introduzione di Fabrizio D’AMICO: ‘Cézanne Monet Renoir Van Gogh: lettere dal Sud’, presentazioni degli autori di Fabrizio D’AMICO e Fred LEEMAN, foto traduzione di Alberto FOLIN; Collana Documenti diretta da Marco GOLDIN”,””,””,”VARx-381″
“HAUSER Arnold”,”Le teorie dell’arte. Tendenze e metodi della critica moderna.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO. 1979″,”pag 338 8°”,””,”prefazione introduzione: ‘Fini e limiti della sociologia dell’arte’, note indice nomi; Collana Reprints Einaudi”,””,””,”VARx-382″
“ANDREUCCI Domenico”,”Tre poeti. Carducci, Pascoli, D’Annunzio.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 1965″,”pag 392 8°”,””,”note, vita e opere (profilo biografico), note introduttive ai testi antologici”,””,””,”VARx-383″
“LUKACS György”,”Goethe e il suo tempo.”,”LA NUOVA ITALIA EDITRICE. FIRENZE. 1974″,”pag 345 8°”,””,”introduzione dell’autore note; traduzione di Enrico BURICH; ristampa anastica dell’edizione pubblicata nel 1949 nella collana ‘Il pensiero critico’, Arnoldo Mondadori; Collana Strumenti”,””,””,”VARx-384″
“LA-CAPRIA Raffaele”,”Cinquant’anni di false partenze, ovvero L’apprendista scrittore.”,”EDIZIONI MINIMUM FAX. ROMA. 2002″,”pag 162 16°”,””,”introduzione di Raffaele MANICA appendice: un omaggio a Raffaele La Capria di Alfonso BERARDINELLI (pag 151-160), bibliografia e fonti; Collana Filigrana”,””,””,”VARx-385″
“HUGHES Langston”,”Mulatto. Dramma in due atti e tre scene.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1949″,”pag 158 16°”,””,”appendice: ‘Sviluppo della letteratura negra’ di V.F. CALVERTON, ‘L’ultima poesia, da Cullen a Dodson’ di S. BROWN A.P. DAVIS U. LEE, traduzione e note di Leone PICCIONI, antologia note bibliografia; traduzione del testo di Hughes dall’inglese di Antonio GHIRELLI, 1° edizione; Biblioteca moderna Mondadori”,””,””,”VARx-386″
“D’AMICO Silvio”,”Tramonto del grande attore.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1929″,”pag 292 8°”,””,”introduzione foto notizie biografiche indice nomi”,””,””,”VARx-387″
“SCHILLER Friedrich, a cura di Massimo MILA”,”Wallenstein. Trilogia drammatica (I. Wallensteins Lager, II. Die Piccolomini, III. Wallensteins Tod)”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORINO. 1971″,”pag 319 8°”,””,”illustrazione: ritratto di Schiller, introduzione di Massimo MILA (alla memoria di Giaime PINTOR; nota biografica su Giaime PINTOR) prologo, ristampa, Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri’ fondata da Arturo FARINELLI e diretta da Giovanni Vittorio AMORETTI”,””,””,”VARx-388″
“GORKI Maksim”,”In America – La madre.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1958″,”pag 594 8°”,””,”note, Opere di Maksim Gorki volume VI, a cura di Ignazio AMBROGIO e Agostino VILLA; traduzione di Ignazio AMBROGIO Elisa CARBONE Leonardo LAGHEZZA”,””,””,”VARx-389″
“GORKI Maksim”,”Klim Samghin. Parte prima. Seguito.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1962″,”pag 443 8°”,””,”traduzione di A.A.; Opere di Maksim Gorki volume XVII, a cura di Ignazio AMBROGIO e Agostino VILLA”,””,””,”VARx-390″
“GORKI Maksim”,”Klim Samghin. Parte terza.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1962″,”pag 409 8°”,””,”traduzione di A.A.; Opere di Maksim Gorki volume XIX, a cura di Ignazio AMBROGIO e Agostino VILLA”,””,””,”VARx-391″
“TRILUSSA”,”Nove poesie.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1949″,”pag 85 8°”,””,”Collana ‘Tutte le opere di Trilussa’”,””,””,”VARx-392″
“BALZAC Honoré de”,”Splendori e miserie delle Cortigiane. Volume primo.”,”ENRICO LA STELLA EDITORE. ROMA. SD”,”pag 272 16°”,””,”note; traduzione a cura di Attilio TURRI”,””,””,”VARx-393″
“FRANCE Anatole, a cura di AVELINE Claude”,”Anatole France, 1844-1924.”,”EDITIONS DES TROIS COLLINES. GENEVE PARIS. 1948″,”pag 118 16°”,””,”introduzione (pag 9-35) e scelta di Claude AVELINE Collection Les classiques de la liberté, fondée par Bernard GROETHUYSEN dirigée par Jean DESCOULLAYES”,””,””,”VARx-394″
“PERRONE CAPANO Lucia”,”La scrittura e l’immaginario in Alfred Döblin.”,”ESI – EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE. NAPOLI. 2002″,”pag 139 8°”,””,”introduzione: ‘Trasformazioni nel narrare’, note bibliografia; Letterature straniere”,””,””,”VARx-395″
“PAVIA Luigi”,”Grammatica della lingua spagnuola. Con temi, letture e dialoghi.”,”GIULIO GROOS. ROMA HEIDELBERG. 1907″,”pag VIII 428 16°”,””,”prefazione alla 1° edizione e alla nuova edizione note cartine; Metodo Gaspey-Otto-Sauer”,””,””,”VARx-396″
“CALDERON DE LA BARCA Pedro, a cura di Luisa ORIOLI”,”La vita è sogno. (Tit.orig.: La vida es sueño. Auto sacramental alegórico)”,”BOMPIANI. MILANO. 1983″,”pag XV 364 16°”,””,”edizione con testo a fronte, prefazione di Luisa ORIOLI; Tascabili Bompiani”,””,””,”VARx-397″
“CANALI Luca”,”Storia della poesia latina.”,”BOMPIANI. MILANO. 1990″,”pag 324 8°”,””,”premessa e avvertenza di Luca CANALI note di commento di Maurizio PIZZICA testi latini in appendice note indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-398″
“DE-SAUSSURE Ferdinand”,”Corso di linguistica generale.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1972″,”pag XXII 490 16°”,””,”introduzione di Tullio DE-MAURO introduzione alla terza edizione e addenda di Tullio DE-MAURO prefazione alla prima edizione di C. BALLY e A. SECHEHAYE introduzione grafici appendice nota degli editori appendici alle parti terza e quarta notizie biografiche e critiche su F. De Saussure, di Tullio DE-MAURO, appendice: ‘Noreen e Saussure’, note di T. DE-MAURO; scritti citati in forma abbreviata (bibliografia) indice nomi argomenti; Collana Universale Laterza edizione originale francese 1922″,””,””,”VARx-399″
“BENJAMIN Walter”,”Angelus Novus. Saggi e frammenti.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1962″,”pag XXXVIII 289 8°”,””,”introduzione e traduzione di Renato SOLMI”,””,””,”VARx-400″
“ALIGHIERI Dante, a cura di Natalino SAPEGNO”,”La vita nuova. Seguita da una scelta delle altre opere minori.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1943″,”pag 262 8°”,””,”introduzione di N. SAPEGNO (pag 5-35) bibliografia essenziale note; Biblioteca di classici italiani”,””,””,”VARx-401″
“LINGUA Paolo”,”Assessore di denari.”,”RUSCONI. MILANO. 1976″,”pag 178 8°”,””,””,””,””,”VARx-402″
“FLAMMARION Camillo”,”Urania.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1928″,”pag 214 8°”,””,”illustrazioni”,””,””,”VARx-403″
“ECO Umberto”,”Diario minimo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1975″,”pag 156 16°”,””,”nota all’edizione 1975″,””,””,”VARx-404″
“MOTTINI Edoardo G.”,”Storia dell’arte italiana. Volume primo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1949″,”pag 463 8°”,””,”introduzione sull’arte antica a cura di “”Atte”” e Luisa MARZOLI FESLICKENIAN, foto illustrazioni cronologia letture dell’introduzione letture libro primo secondo terzo indice nomi argomenti”,””,””,”VARx-405″
“PINTER Harold, a cura di Patricia HERN”,”The Caretaker.”,”METHUEN STUDENT EDITIONS. LONDON. 1987″,”pag 92 8°”,””,”With commentary and notes by Patricia HERN; cronologia vita e opere di H. Pinter note bibliografia; Methuen Student Editions,”,””,””,”VARx-406″
“MOUNIN Georges”,”Storia della linguistica dalle origini al XX secolo.”,”FELTRINELLI EDITORE. MILANO. 1968″,”pag 204 16°”,””,”introduzione note bibliografia; traduzione dal francese di Maria MAGLIONE; Collana UL Universale Economica”,””,””,”VARx-407″
“RIGONI STERN Mario”,”Il sergente nella neve.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1980″,”pag 179 16°”,””,”presentazione: ‘Ai miei giovani lettori’ e note a cura dell’autore, nota generale; Letture per la scuola media”,””,””,”VARx-408″
“VALLERO Graziella”,”Scrittori della Valbormida. Memorie, ricerche e testimonianze.”,”CENTRO CULTURALE PLODIO. PLODIO. 2008″,”pag 358 8°”,””,”prefazione di Camilla SALVAGO RAGGI e di Maria Luisa SPAZIANI premesse di Graziella VALLERO e di Marco BERTOLOTTO Michele BOFFA Carlo SCRIVANO Gino BERGERO Alberto BERRETTA Paolo PRANDO, foto bibliografia”,””,””,”VARx-409″
“SCIASCIA Leonardo”,”Il giorno della civetta.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. MILANO. 1972″,”pag 137 16°”,””,”avvertenza profilo biografico autore note di Sebastiano VASSALLI; Letture per la scuola media”,””,””,”VARx-410″
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Le affinità elettive.”,”SANSONI. FIRENZE. 1966″,”pag 255 16°”,””,”introduzione di Carla MARZI profilo biografico autore traduzione di Cristina BASEGGIO”,””,””,”VARx-411″
“MONTALE Eugenio”,”Ossi di seppia, 1920-1927.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1987″,”pag 145 8°”,””,”nota alla prima edizione Mondadori; Lo specchio, i poeti del nostro tempo”,””,””,”VARx-412″
“FOSCOLO Ugo, a cura di Giuseppe NICOLETTI”,”Lettera apologetica.”,”EINAUDI. TORINO. 1978″,”pag XLIX 143 16°”,””,”introduzione di Giuseppe NICOLETTI note al testo”,””,””,”VARx-413″
“SHAKESPEARE William”,”Jules César. Nouvelle édition publiée avec une notice, un argument analytique et des notes en français par G. Fleming.”,”LIBRAIRIE HACHETTE ET Cie. PARIS. 1873″,”pag 174 16°”,””,”testo originale in inglese note in francese”,””,””,”VARx-414″
“MAJAKOVSKIJ Vladimir, edizione a cura di Daniela DI-SORA”,”America. “”Versi sull’America”” e “”La mia scoperta dell’America””.”,”BIBLIOTECA DEL VASCELLO. ROMA. 1992″,”pag 190 8°”,””,”nota editoriale illustrazioni foto; traduzione e progetto di Fernanda LEPRE e Stefano TROCINI; ‘Viaggi: nuova serie'”,””,””,”VARx-415″
“LONDON Jack”,”Prima di Adamo.”,”ZIBETTI EDITORE. MILANO. 1968″,”pag 202 16°”,””,”presentazione, Biblioteca Universale Zibetti”,””,””,”VARx-416″
“MILTON Giovanni”,”Il paradiso perduto. Tomo I.”,”LIBR. ALL’INSEGNA DI DANTE. FIRENZE. 1839″,”pag 224 16°”,””,”argomento del primo libro, annotazioni, traduzione di Lazzaro PAPI”,””,””,”VARx-417″
“MILTON Giovanni”,”Il paradiso perduto. Tomo II.”,”LIBR. ALL’INSEGNA DI DANTE. FIRENZE. 1839″,”pag 260 16°”,””,”argomento del secondo libro, annotazioni, traduzione di Lazzaro PAPI”,””,””,”VARx-418″
“VIRGILIO P.M.”,”Eneide.”,”DALLA DUCALE TIPOGRAFIA BERTINI. LUCCA. 1829″,”pag 492 16°”,””,”dedica a Cesare LUCCHESINI avviso traduzione di Eufrosina MASSONI”,””,””,”VARx-419″
“PASINI Giuseppe, abate”,”Vocabolario italiano latino compitato dall’abate Giuseppe Pasini ad uso delle regie scuole di Torino nel quale si contengono i modi di dire ed i proverbj più eleganti e difficili dell’una e dell’altra lingua. Ed inoltre un copioso numero di voci aggiunte non che le favole de’ poeti, ed i nomi delle città, castella, mari, ec. che si leggono negli ottimi latini autori. Tom 1.”,”TIPOGRAFIA GIUSEPPE REMONDINI E FIGLI EDITRICE. BASSANO. 1844″,”pag XVI 610 8° grande”,””,”Ai giovani studiosi gli editori prefazione degli autori di questa opera indice degli autori citati nel gran vocabolario della crusca colle abbreviature onde sono indicati, autori antichi e moderni citati in questo vocabolario per le voci che non si trovano nella crusca, tavola di alcune abbreviature che si trovano in quest’opera, appendice vocabolario dei nomi (nomi argomenti località)”,””,””,”VARx-420″
“PASINI Giuseppe, abate”,”Vocabula latina et italica a Josepho Pasinio jamdiu digesta in usum Regii Augustæ Taurinorum Gymnasii cui insertæ sunt elegantiores et difficiliores utriusque sermonis locutiones proverbia et dictiones ad scientias pertinentes accedunt poetarum fabulæ, atque urbium, oppidorum, marium, etc. nomina quaæ in optimis latinis auctoribus passim occurrunt. Editio emendatior. Tomus II.”,”TIPOGRAFIA GIUSEPPE REMONDINI E FIGLI EDITRICE. BASSANO. 1844″,”pag XII 567 8° grande”,””,”Ai lettori, indice degli autori latini tavola di alcune abbreviature che si trovano in quest’opera, appendice vocabolario dei nomi (nomi argomenti località)”,””,””,”VARx-421″
“PLATONE”,”Il convito.”,”G.B. PARAVIA. TORINO. 1922″,”pag 83 16°”,””,”introduzione: ‘Argomento del “”Convito””‘, note, traduzione di E. MARTINI; Traduzione di Classici Latini e Greci”,””,””,”VARx-422″
“DE-ROBERTO Federico, a cura di Matteo COLLURA”,”I Viceré.”,”SUGARCO EDIZIONI. CARNAGO, VARESE. 1993″,”pag 504 8°”,””,”introduzione di Matteo COLLURA nota bio-bibliografica; Collana diretta da Giancarlo VIGORELLI ‘Classici italiani per il millennio'”,””,””,”VARx-423″
“STENDHAL (Henri BEYLE)”,”La Certosa di Parma.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1966″,”pag 483 8°”,””,”prefazione di Guido PIOVENE avvertenza, traduzione di Brun SCHACHERL; I classici della letteratura”,””,””,”VARx-424″
“HARVEY David”,”La crisi della modernità.”,”IL SAGGIATORE. MILANO. 2010″,”pag 462 8°”,””,”ringraziamenti prefazione introduzione foto illustrazioni tabelle grafici cartine bibliografia (pag 439-447) indice nomi argomenti; traduzione di Maurizio VIEZZI; Il Saggiatore Tascabili”,””,””,”VARx-425″
“LUCIANO DI SAMOSATA”,”Come difendersi dalla calunnia.”,”IL MELANGOLO. GENOVA. 2011″,”pag 52 16°”,””,”introduzione e traduzione di Francesco CHIOSSONE”,”SI”,””,”VARx-426″
“LUCIANO DI SAMOSATA, a cura di Ranuccio BIANCHI BANDINELLI”,”Quattro opuscoli morali.”,”FELICE LE MONNIER. FIRENZE. 1943″,”pag 237 16°”,””,”introduzione nota al testo; traduzione di Guglielmo MANZI”,””,””,”VARx-427″
“ARIOSTO Ludovico, scelta e commento a cura di Natalino SAPEGNO”,”Orlando furioso.”,”PRINCIPATO EDITORE. MILANO. 1963″,”pag XII 439 8°”,””,”introduzione note nota bibliografica illustrazioni di Gustavo DORE'”,””,””,”VARx-428″
“SCHILLER Federico”,”Maria Stuarda.”,”RIZZOLI. MILANO. 1950″,”pag 108 16°”,””,”nota biografica personaggi note; traduzione di Liliana SCALERO; Collana BUR”,””,””,”VARx-429″
“CIFOLETTI Guido”,”Lineamenti di storia della linguistica.”,”FASCISCOLO. GENOVA. 2011″,”pag 85 8° (F)”,””,”note bibliografia”,””,””,”VARx-430″
“PAPINI Giovanni”,”Eresie letterarie (1905-1928).”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1932″,”pag 351 8°”,””,”premessa;”,””,””,”VARx-431″
“PRATOLINI Vasco”,”Il quartiere.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1988″,”pag 200 16°”,””,”cenni biografici sull’autore analisi del romanzo bibliografia; Oscar narrativa”,””,””,”VARx-432″
“PAPINI Giovanni”,”Grandezze di Carducci.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1935″,”pag 153 8°”,””,”introduzione: ‘Biglietto di presentazione’, nota”,””,””,”VARx-433″
“PAPINI Giovanni”,”Gog.”,”VALLECCHI EDITORE. FIRENZE. 1931″,”pag 393 8°”,””,”introduzione: ‘Biglietto di presentazione’, nota”,””,””,”VARx-434″
“BRECHT Bertolt”,”Teatro completo. VI. Santa Juana de los Mataderos – La resistible ascensión de Arturo Ui.”,”EDICIONES NUEVA VISION. BUENOS AIRES. 1965″,”pag 234 16°”,””,”Collección Teatro universal”,””,””,”VARx-435″
“FISCHER Ernst”,”L’arte è necessaria?”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1962″,”pag 246 16°”,””,”illustrazioni”,””,””,”VARx-436″
“PAPINI Giovanni”,”Mostra personale.”,”MORCELLIANA. BRESCIA. 1941″,”pag 266 8°”,””,”Apologia dell’autore (Lettera all’amico felice); Collana Confidenziali”,””,””,”VARx-437″
“PAPINI Giovanni”,”Testimonianze.”,”FACCHI EDITORE. MILANO. 1919″,”pag 266 8°”,””,”introduzione”,””,””,”VARx-438″
“PAPINI Giovanni”,”La pietra infernale.”,”MORCELLIANA. BRESCIA. 1934″,”pag XV 266 8°”,””,”prefazione di Piero BARGELLINI: ‘Inutilità e utilità della polemica’, introduzione di Piero BARGELLINI: ‘Giovanni Papini’ (pag 1-43); Polemisti adunati da Piero BARGELLINI”,””,””,”VARx-439″
“FERRARI Demetrio”,”Commento delle Odi barbare di Giosuè Carducci. Libro secondo.”,”NICOLA ZANICHELLI. BOLOGNA. 1924″,”pag VI 194 8°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-440″
“CHAMFORT Sebastiano R.N., a cura di Umberto RENDA”,”Massime e pensieri, caratteri e aneddoti.”,”UTET – UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORIO. 1941″,”pag 201 16°”,””,”introduzione di Umberto RENDA, nota bibliografica note; Collana di traduzioni ‘I grandi scrittori stranieri’ diretta da Arturo FARINELLI dell’Accademia d’Italia”,””,””,”VARx-441″
“ROTH Joseph”,”Fuga senza fine. Una storia vera.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 2010″,”pag 151 8°”,””,”premessa traduzione di Maria Grazia PACI MANUCCI; Collana Gli Adelphi direttore Roberto CALASSO”,””,””,”VARx-442″
“ROTH Joseph”,”La Marcia di Radetzky.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 2010″,”pag 424 8°”,””,”premessa traduzione di Laura TERRENI e Luciano FOA’; Collana Gli Adelphi direttore Roberto CALASSO”,””,””,”VARx-443″
“ALIANELLO Carlo”,”L’inghippo.”,”RUSCONI EDITORE. MILANO. 1973″,”pag 512 8°”,””,”Narrativa Rusconi”,””,””,”VARx-444″
“ERENBURG Ilja”,”L’uomo della Ceka. Romanzo.”,”SUGAR EDITORE. MILANO. 1963″,”pag 257 8°”,””,”introduzione e traduzione di Giovanni BUTTAFAVA”,””,””,”VARx-445″
“MONTRONI Romano, a cura”,”I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori.”,”LONGANESI. MILANO. 2012″,”pag 347 8°”,””,”prefazione: ‘Un libro fatto di libri’ di Romano MONTRONI”,””,””,”VARx-446″
“BRECHT Bertold”,”Madre Coraggio e i suoi figli.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. MILANO. 1956″,”pag 153 16°”,””,”nota prefazione traduzione di Ruth LEISER Franco FORTINI Piccola Biblioteca Scientifico-letteraria”,””,””,”VARx-447″
“DOSTOJEVSKIJ (DOSTOEVSKIJ) Fjodor”,”Memorie del sottosuolo.”,”GIULIO EINAUDI. TORINO 1945″,”pag XI 135 16°”,””,”introduzione note; Collana Universale Einaudi; Seconda edizione”,””,””,”VARx-448″
“MUSIL Robert”,”Sulla stupidità e altri scritti.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1987″,”pag 279 16°”,””,”introduzione di Roberto OLMI: ‘Per un’organizzazione dello spirito’, note cronologia della vita e delle opere di Musil, nota del traduttore traduzione di Andrea CASALEGNO; prima ristampa; Oscar saggi”,””,””,”VARx-449″
“LIFSIC Michail”,”Mito e poesia.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1978″,”pag X 152 16°”,””,”introduzione di Vittorio STRADA note traduzione di Giovanna PAGANI-CESA”,””,””,”VARx-450″
“MORINI Massimiliano, contributi di Renata LONDERO e Giulio MAZZI”,”La traduzione. Teorie strumenti pratiche.”,”SIRONI EDITORE. MILANO. 2007″,”pag 271 8°”,””,”introduzione note appendici bibliografia; Collana I ferri del mestiere”,””,””,”VARx-451″
“CARDUCCI Giosuè”,”Per Guglielmo Oberdan e Alberto Mario.”,”CASA EDITRICE ITALIANA. MILANO. 1909″,”pag 78 16°”,””,”Biblioteca popolare dei grandi autori”,””,””,”VARx-452″
“PASOLINI Pier Paolo, a cura di Silvia DE-LAUDE”,”Petrolio.”,”MONDADORI. MILANO. 2010″,”pag 656 8°”,””,”avvertenza note illustrazioni postille nota filologica di Aurelio RONCAGLIA nota biografica bibliografia (pag 639-656); Oscar Mondadori, Scrittori moderni”,””,””,”VARx-453″
“CANTU’ Cesare”,”Novelle brianzuole.”,”SOCIETA’ EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1909″,”pag 116 16°”,””,”introduzione ‘Cesare Cantù’, note; Collana Biblioteca Universale”,””,””,”VARx-454″
“DIDEROT Denis”,”Jacques il fatalista e il suo padrone.”,”MONDADORI. VERONA MILANO. 1965″,”pag 343 16°”,””,”prefazione di Glauco NATOLI (pag 9-26) profilo biografico e bibliografia di Diderot’, traduzione di Glauco NATOLI; Biblioteca moderna Mondadori, sezione romanzi e racconti, collezione diretta da Roberto FERTONANI”,””,””,”VARx-455″
“BALZAC Onorato”,”Storia dei tredici. Scene della vita parigina. Ferragus – La duchessa di Langeais – La ragazza dagli occhi d’oro.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. SD”,”pag 314 16°”,””,”prefazione (1851)”,””,””,”VARx-456″
“CECHOV Antòn”,”Tutte le novelle. I contadini.”,”RIZZOLI. MILANO. 1956″,”pag 241 8°”,””,”nota introduttiva note; traduzione di Alfredo POLLEDRO, Bur, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-457″
“CECOV Anton (CECHOV Antòn)”,”Tre anni.”,”MONDADORI. VERONA. 1960″,”pag 157 16°”,””,”illustrazioni a colori, traduzione di Leonardo KOCIEMSKI”,””,””,”VARx-458″
“BINNI Lanfranco”,”André Breton.”,”IL CASTORO – LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1974″,”pag 147 16°”,””,”note bibliografiche notizie biografiche; ‘Il Castoro’ mensile diretto da Franco MOLLIA, N° 53 ottobre 1974, 1° ristampa”,””,””,”VARx-459″
“HEINSE Wilhelm, a cura di Lorenzo GABETTI”,”Ardinghello e le Isole Felici. Una storia italiana del Cinquecento.”,”DE DONATO EDITORE. BARI. 1969″,”pag LV 365 8°”,””,”avvertenza introduzione e note, traduzione dal tedesco di Lorenzo GABETTI prefazione alla prima edizione note illustrazioni indice nomi”,””,””,”VARx-460″
“MAROTTA Giuseppe”,”L’oro di Napoli.”,”BOMPIANI. MILANO. 1952″,”pag 275 16°”,””,”prefazione; Pegaso letterario, Opere brevi di varia letteratura; XII Edizione”,””,””,”VARx-461″
“KANT Immanuel – CONSTANT Benjamin, a cura di Sabrina MORI CARMIGNANI”,”Il diritto di mentire.”,”PASSIGLI EDITORI. FIRENZE. 2008″,”pag 67 16°”,””,”prefazione di Sabrina MORI CARMIGNANI: ‘Pensare la menzogna’, note appendice: ‘Due testi di Immanuel Kant: Promettere il falso, Massima e dovere’ Collana Le Occasioni, Piccola biblioteca Passigli”,””,””,”VARx-462″
“BEDOUIN Jean-Louis”,”Storia del surrealismo dal 1945 ai nostri giorni.”,”SCHWARZ EDITORE. MILANO. 1960″,”pag 277 8°”,””,”illustrazioni foto documenti; traduzione di Livio MAITAN e Tristan SAUVAGE”,””,””,”VARx-463″
“MANZONI Alessandro”,”Opere complete. I promessi sposi – Storia della colonna infame – Osservazioni sulla tortura – Osservazioni sulla morale cattolica – Il conte di Carmagnola – Adelchi – Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia – Lettera al Signor Chauvet su l’unità di tempo e di luogo nella tragedia – Lettera a G. Goethe – Il romanticismo in Italia – Pensieri sulla critica – Del romanzo storico – Dell’invenzione. Dialogo – Sulla lingua italiana. Lettera a Giacinto Carena – Intorno al romanzo storico: due lettere dirette da Pietro Giordano e da Alessandro Manzoni a Giuseppe Bianchetti – Del sistema che fonda la morale sull’utilità. Dissertazione – Lettera intorno al libro ‘De vulgari eloquio’ di Dante Alighieri – Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla. Relazione al ministro della pubblica istruzione – Appendice alla relazione intorno all’unità della lingua e ai mezzi di diffonderla – Saggio comparativo del dizionario dell’Accademia francese col vocabolario degli Accademici della Crusca – Poesie varie.”,”SENZA INDICAZIONI DI CASA EDITRICE. NAPOLI. 1860″,”pag 701 8°”,””,”introduzioni e prefazioni ai testi”,””,””,”VARx-464″
“FOSCOLO Ugo”,”Lezioni di eloquenza. Aggiuntivi i discorsi sulla lingua italiana e altre prose letterarie dello stesso autore.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. SD”,”pag 344 16°”,””,”note”,””,””,”VARx-465″
“CARLYLE Tomaso, a cura di Rosina CAMPANINI”,”Gli eroi e il culto degli eroi e l’eroico nella storia.”,”UTET- UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE TORINESE. TORINO. 1934″,”pag 363 8°”,””,”foto introduzione note”,””,””,”VARx-466″
“WATT Ian”,”Miti dell’individualismo moderno. Faust, don Chisciotte, don Giovanni, Robinson Crusoe.”,”DONZELLI EDITORE. ROMA. 1998″,”pag XVI 255 8°”,””,”prefazione introduzione note appendice: ‘La diffusione mondiale dei miti’, indice nomi traduzione di Maria BAIOCCHI e Mimì GNOLI; Saggi. Arti e lettere”,””,””,”VARx-467″
“HAYMAN Ronald, edizione italiana a cura di TARIZZO Domenico”,”Kafka.”,”RIZZOLI. MILANO. 1983″,”pag 421 8°”,””,”ringraziamenti nota all’edizione italiana di Domenico TARIZZO tavola cronologica foto note avvertenza bibliografia indice nomi”,””,””,”VARx-468″
“CATTANEO Carlo, a cura di Carlo ROMUSSI”,”Scritti storici, letterari, linguistici, economici.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1927″,”pag 349 16°”,””,”introduzione di Carlo ROMUSSI (1898): ‘Carlo Cattaneo’ (pag 5-14); Biblioteca Classica Economia”,””,””,”VARx-469″
“VASARI Giorgio”,”Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti.”,”NEWTON & COMPTON. ROMA. 1993″,”pag 1403 8°”,””,”introduzione di Maurizio MARINI: ‘Il Vasari tra teoria e filologia delle arti’, prospetto biografico (cronologia della vita di Vasari) consuntivo bibliografico dediche introduzione alle tre arti del disegno note filologiche di Carolina IPPOLITI”,””,””,”VARx-470″
“PASCOLI Giovanni”,”Canti di Castelvecchio.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1937″,”pag XIV 254 8°”,””,”prefazione appendice: ‘Diario autunnale’, note; Poesie di Giovanni Pascoli, IV”,””,””,”VARx-471″
“PASCOLI Giovanni”,”Poemi Italici e canzoni di Re Enzio.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1938″,”pag XIII 243 8°”,””,”prefazione note; Poesie di Giovanni Pascoli, X”,””,””,”VARx-472″
“PASCOLI Giovanni”,”Myricae.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1937″,”pag XXI 214 8°”,””,”prefazione note nota bibliografica, Poesie di Giovanni Pascoli, I”,””,””,”VARx-473″
“PASCOLI Giovanni”,”Nuovi Poemetti.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1931″,”pag XIII 196 8°”,””,”prefazione note, Poesie di Giovanni Pascoli, III”,””,””,”VARx-474″
“PASCOLI Giovanni”,”Poemi del Risorgimento. Inno a Roma – Inno a Torino.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1938″,”pag XVII 134 8°”,””,”nota preliminare, Poesie di Giovanni Pascoli, IX”,””,””,”VARx-475″
“PASCOLI Giovanni”,”Poesie varie. Raccolte da Maria.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1938″,”pag XVII 215 8°”,””,”prefazione alla prima edizione di Maria PASCOLI (1912) nota alla seconda edizione, note, Poesie di Giovanni Pascoli, VII”,””,””,”VARx-476″
“HUET Pierre-Daniel, a cura di Ruggero CAMPAGNOLI Yves HERSANT”,”Trattato sull’origine dei romanzi.”,”EINAUDI. TORINO. 1977″,”pag XXIX 196 8°”,””,”introduzione di Ruggero CAMPAGNOLI Yves HERSANT, note indice biografico nomi; Collana PBE Piccola Biblioteca Einaudi”,””,””,”VARx-477″
“MORIN Edgar”,”Il cinema o dell’immaginario.”,”SILVA EDITORE. MILANO. 1962″,”pag 290 8°”,””,”prefazione note Collana Cultura cinematografica”,””,””,”VARx-478″
“MILA Massimo”,”Breve storia della musica.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1985″,”pag 477 8°”,””,””,””,””,”VARx-479″
“TRILUSSA (SALUSTRI Carlo Alberto)”,”Poesie scelte. Volume primo.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1973″,”pag 283 16°”,””,”cronologia comparata della vita dell’autore e del suo tempo, introduzione antologia critica e bibliografia (Nota bibliografica) a cura di Pietro GIBELLINI, disegni di TRILUSSA”,””,””,”VARx-480″
“SAND George”,”Mont – Revêche.”,”EDITIONS R. SIMON. PARIS. 1936″,”pag 277 16°”,””,”prefazione di VILLE”,””,””,”VARx-481″
“BRUZZI Amelia”,”La formazione delle ‘Maximes’ di La Rochefoucauld attraverso le edizioni originali.”,”RICCARDO PATRON. BOLOGNA. 1968″,”pag XI 475 8°”,””,”avvertenza tavola delle abbreviazioni, La formazione delle ‘Maximes’ di La Rochefoucauld attraverso le edizioni originali’, note illustrazioni riproduzioni in fac-simile bibliografia Testi e saggi di letterature moderne, collezione diretta da Carlo IZZO Liano PETRONI e Raffaele SPONGANO”,””,””,”VARx-482″
“FINZI Gilberto”,”Invito alla lettura di Salvatore Quasimodo.”,”MURSIA. MILANO. 1983″,”pag 190 16°”,””,”cronologia comparata nota bibliografica indice nomi indice opere di Quasimodo; Collana Invito alla lettura a cura di Mario MICCINESI”,””,””,”VARx-483″
“NAUDEAU Ludovic”,”Histoires du Wagon et de la Cabine.”,”EDITIONS PIERRE LAFITTE. PARIS. 1921″,”pag 223 16°”,””,””,””,””,”VARx-484″
“DÖBLIN Alfred”,”Borghesi e soldati. Novembre 1918. Una rivoluzione tedesca.”,”EINAUDI. TORINO. 1982″,”pag 365 16°”,””,”traduzione di Ruth LEISER e Franco FORTINI, collana Gli Struzzi”,””,””,”VARx-485″
“ALIGHIERI Dante, commento di Dino PROVENZAL”,”La Divina Commedia.”,”A. MONDADORI. MILANO. 1938″,”pag XXIII 969 16°”,””,”note commento di Dino PROVENZAL indice illustrazioni indice artisti avvertenza indice analitico (indice nomi argomenti località)”,””,””,”VARx-486″
“CANTU’ Cesare”,”Buon senso e buon cuore.”,”DITTA GIACOMO AGNELLI. MILANO. 1872 ca.”,”pag 682 16°”,””,””,””,””,”VARx-487″
“STENDHAL (BEYLE Marie-Henri)”,”Viaggio italiano 1828. Viaggio in Italia partendo da Parigi e ritornandovi attraverso la Svizzera e Strasburgo. Itinerario e note dettate da Beyle.”,”DE AGOSTINI. NOVARA. 1961″,”pag 30 8°”,””,”prefazione illustrazioni, Collana di viaggi diretta da Enrico EMANUELLI”,””,””,”VARx-488″
“SALINARI Giambattista”,”La religione di Dante e la forma del Paradiso.”,”DEDALO LIBRI. BARI. 1969″,”pag 358-371 8°”,””,”note, Estratto da ‘Studi storici in onore di Gabriele Pepe’, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari”,””,””,”VARx-489″
“GOMBROWICZ Witold”,”Su Dante.”,”SUGAR EDITORE. MILANO. 1969″,”pag 44 8°”,””,”traduzione dal polacco di Riccardo LANDAU; Argomenti”,””,””,”VARx-490″
“BIONDOLILLO Francesco”,”Dante e la guerra.”,”CASA EDITRICE CAV. GIOV. COLITTI E FIGLIO. CAMPOBASSO. 1920″,”pag 24 8°”,””,”elenco opere autore, nota, Collana Colitti di conferenze e discorsi”,””,””,”VARx-491″
“BLOOM Harold”,”La saggezza dei libri.”,”RIZZOLI. MILANO. 2004″,”pag 381 8°”,””,”note ringraziamenti; traduzione di Daniele DIDERO”,””,””,”VARx-492″
“BLOOM Harold”,”Come si legge un libro (e perchè).”,”RIZZOLI. MILANO. 2000″,”pag 376 8°”,””,”ringraziamenti prefazione prologo: ‘Perché leggere?’, fonti bibliografia”,””,””,”VARx-493″
“BLOOM Harold”,”How to Read and Why.”,”FOURTH ESTATE. LONDON. 2000″,”pag 283 8°”,””,”ringraziamenti prefazione prologo”,””,””,”VARx-494″
“BLOOM Harold”,”Genius. A Mosaic of One Hundred Exemplary Creative Minds.”,”FOURTH ESTATE. LONDON. 2002″,”pag XVIII 814 8°”,””,”prefazione introduzione postfazione”,””,””,”VARx-495″
“MAZZARINO Giulio Cardinale, a cura di PERFETTI Francesco”,”Breviario dei politici.”,”NEWTON & COMPTON. ROMA. 1994″,”pag 95 8°”,””,”introduzione di Francesco PERFETTI nota biobibliografica, Epilogo de’ dogmi politici; Tascabili Economici Newton; edizione integrale”,””,””,”VARx-496″
“MANZONI Alessandro”,”I Promessi Sposi.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1953″,” pag 614 16°”,””,”Introduzione, BUR Biblioteca Universale Rizzoli 1-6″,””,””,”VARx-497″
“FAZIO Mario”,”Passato e futuro delle città. Processo all’architettura contemporanea.”,”EINAUDI. TORINO. 2000″,”pag XIX 214 8°”,””,”introduzione note foto illustrazioni bibliografia, Einaudi contemporanea”,””,””,”VARx-498″
“BALZAC Honoré de”,”Il medico di campagna.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1958″,”pag 242 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Alfredo JERI; collana BUR – Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-499″
“BALZAC Honoré de”,”Il curato di Tours.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1960″,”pag 88 16°”,””,”nota introduttiva e traduzione di Piero BIANCONI; collana BUR – Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-500″
“NATTIEZ Jean-Jacques direzione, collaborazione di Margaret BENT Rossana DALMONTE Mario BARONI; saggi di Raphaelle LEGRAND Jean-Michel BARDEZ Alberto BASSO Emanuele SENICI Francesco COTTICELLI François DE-MEDICIS Enrico FUBINI Willam DRABKIN Jean-Pierre BARTOLI Carlo PICCARDI M. Elizabeth C. BARTLET Scott BURNHAM Jean-Pierre BARTOLI James DEAVILLE Maurizio GIANI Walther DÜRR Rossana DALMONTE Marco BEGHELLI Carolyn ABBATE e Roger PARKER Gerardo GUCCINI Pierluigi PETROBELLI Mark EVERIST Moritz CSAKY Guy MARCHAND Jan STESZEWSKI Anna Maria MORAZZONI e A.A. ORLOVA Peter FRANKLIN Jean-Jacques NATTIEZ Romano PRODI”,”Enciclopedia della musica. Volume secondo. Dal Secolo dei Lumi alla rivoluzione wagneriana.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE – IL SOLE 24 ORE. MILANO. 2006″,”pag XIII 1150 8°”,””,”bibliografia indice nomi e opere”,””,””,”VARx-501″
“DUMAS Alexandre”,”Viaggio in Calabria.”,”ILISSO EDIZIONI – RUBBETTINO. SOVERIA MANNELLI. 2006″,”pag 162 8°”,””,”prefazione di Agazio TROMBETTA nota biografica sull’autore nota bibliografica”,””,””,”VARx-502″
“KRAUS Karl, edizione italiana a cura di Ernesto BRAUN e Mario CARPITELLA”,”Gli ultimi giorni dell’umanità. Tragedia in cinque atti con preludio ed epilogo.”,”ADELPHI EDIZIONI. MILANO. 2007″,”pag 779 8°”,””,”foto nota dei curatori premessa dell’autore personaggi indice nomi, appendice: saggio di Roberto CALASSO: ‘La guerra perpetua’; Collana Gli Adelphi, Titolo originale: ‘Die letzten Tage der Menschheit'”,””,””,”VARx-503″
“DÖBLIN Alfred”,”Berlin Alexanderplatz.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 2002″,”pag 513 8°”,””,”introduzione di Walter BENJAMIN ‘La crisi del romanzo. A proposito di “”Berlno Alexanderplatz”” di Döblin’, nota biobibliografica appendice: ‘Il mio libro’ (1932),’Nota a una ristampa’ (1955) di Alfred Döblin, traduzione dell’introduzione di Amelia VALTOLINA traduzione di Alberto SPAINI”,””,””,”VARx-504″
“RIGONI Mario Andrea a cura, collaborazione di Raoul BRUNI, scritti di Theodor W. ADORNOI Werner HELMICH Giacoma LIMENTANI Ruggero GUARINI Renzo TOSI Lorenzo NOSARTI Giorgio COSMACINI Elena STRADA Gian Mario ANSELMI Giovanni BAFFETTI Denise ARICO’ Maria Teresa BIASON Bertrand LEVERGEOIS Giulia CANTARUTTI Gino RUOZZI Roberta SPADA Francesca FAVARO Cesare GALIMBERTI Sebastian NEUMEISTER Giorgio FAGGIN Massimo BACIGALUPO Raoul BRUNI Lorenzo POLATO Paolo BERNARDINI Franco VOLPI”,”La brevità felice. Contributi alla teoria e alla storia dell’aforisma.”,”MARSILIO. VENEZIA. 2006″,”pag 391 8°”,””,”nota introduttiva di Mario Andrea RIGONI note indice nomi; Collana Ricerche”,””,””,”VARx-505″
“MOLIERE (POQUELIN Jean-Baptiste)”,”Il Tartufo o l’impostore – Il misantropo.”,”GARZANTI. MILANO. 1984″,”pag 351 16°”,””,”introduzione (la vita, profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica) prefazione dell’autore, traduzione e note di Sandro BAJINI; con testo a fronte, I Grandi Libri di Garzanti”,””,””,”VARx-506″
“CRESPELLE Jean-Paul”,”La vie quotidienne à Montmartre au temps de Picasso, 1900-1910.”,”HACHETTE. PARIS. 1978″,”pag 279 8°”,””,”elenco opere autore prefazione note bibliografia indice nomi”,””,””,”VARx-507″
“DENIS Maurice”,”Journal. Tome II. (1905-1920).”,”EDITIONS LA COLOMBE. PARIS. 1957″,”pag 224 8°”,””,””,””,””,”VARx-508″
“DENIS Maurice”,”Journal. Tome III. (1921-1943).”,”EDITIONS LA COLOMBE. PARIS. 1959″,”pag 265 8°”,””,””,””,””,”VARx-509″
“WILSON Eric G.”,”Contro la felicità. Un elogio della malanconia.”,”UGO GUANDA EDITORE. PARMA. 2009″,”pag 159 8°”,””,”introduzione nota bibliografica (bibliografia ragionata) ringraziamenti traduzione di Irene ABIGAIL PICCININI; Biblioteca della Fenice”,””,””,”VARx-510″
“TISDALL Caroline BOZZOLLA Angelo”,”Futurismo.”,”EDIZIONE CDE. MILANO. 1989″,”pag 215 8°”,””,”foto illustrazioni iconografia fonti e bibliografia; traduzione di Massimo PARIZZI; Licenza della Rusconi Libri, 1988″,””,””,”VARx-511″
“MASTERS Edgar Lee”,”Spoon River Anthology.”,”EINAUDI. TORINO. 1949″,”pag XXII 503 8°”,””,”prefazione e traduzione di Fernanda PIVANO con testo integrale a fronte; Collana I millenni”,””,””,”VARx-512″
“KEROUAC Jack”,”Visioni di Cody.”,”ARCANA EDITRICE. MILANO. 1995″,”pag 479 8°”,””,”introduzione di Allen GINSBERG prefazione di Fernanda PIVANO; Chorus 3″,””,””,”VARx-513″
“WATT Ian, a cura di Luigi DEL GROSSO DESTRERI”,”Le origini del romanzo borghese. Studi su Defoe, Richardson e Fielding.”,”BOMPIANI. MILANO. 1994″,”pag 347 8°”,””,”prefazione dell’autore, note appendice: ‘Riflessioni serie su ‘Le origini del romanzo borghese’; ‘Cultura borghese e cultura popolare’ di Luigi DEL GROSSO DESTRERI, indice nomi; collana Saggi tascabili Tit. orig.: ‘The Rise of Novel'”,””,””,”VARx-514″
“MUSATTI Cesare”,”Chi ha paura del lupo cattivo?”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1987″,”pag 276 8°”,””,””,””,””,”VARx-515″
“LEONARDO DA VINCI”,”Scritti.”,”IEI – ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO. MILANO. SD”,”pag 193 16°”,””,”proemio di Luca BELTRAMI illustrazioni; Collana Gli immortali e altri massimi scrittori raccolta diretta da Luigi LUZZATTI e Ferdinando MARTINI. I serie vol. XXII; Raccolta Luzzatti – Martini”,””,””,”VARx-516″
“MARCO AURELIO, a cura di Luigi ORNATO e Gerolamo PICCHIONI”,”Ricordi.”,”IEI – ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO. MILANO. SD”,”pag 251 16°”,””,”volgarizzamento con note di Luigi ORNATO compiuto e messo in luce da Gerolamo PICCHIONI illustrazioni; Collana Gli immortali e altri massimi scrittori, raccolta diretta da Luigi LUZZATTI e Ferdinando MARTINI. I serie vol. XXIV; Raccolta Luzzatti – Martini”,””,””,”VARx-517″
“CATULLO”,”I Carmi.”,”IEI – ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO. MILANO. SD”,”pag 143 16°”,””,”prefazione di Carlo PASCAL ‘I carmi di Catullo’ nota sulla traduzione, avvertenza note, collana Gli immortali e altri massimi scrittori, raccolta diretta da Luigi LUZZATTI e Ferdinando MARTINI, traduzione di Carlo PASCAL e di altri, serie II vol. LIX; Raccolta Luzzatti – Martini”,””,””,”VARx-518″
“EURIPIDE”,”Tragedie.”,”IEI – ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO. MILANO. SD”,”pag 451 16°”,””,”introduzione: studio di Maurizio CROISET, Gli immortali e altri massimi scrittori, raccolta diretta da Luigi LUZZATTI e Ferdinando MARTINI, traduzione di Felice BELLOTTI, II serie vol. LXI; Raccolta Luzzatti – Martini”,””,””,”VARx-519″
“ERASMO DA ROTTERDAM”,”Elogio della pazzia. Antica versione italiana.”,”IEI – ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO. MILANO. SD”,”pag 226 8°”,””,”prefazione di Eugenio CAMERINI (Carlo TEOLI) illustrazioni; Collana Gli immortali e altri massimi scrittori raccolta diretta da Luigi LUZZATTI e Ferdinando MARTINI. I serie vol. XII; Raccolta Luzzatti Martini”,””,””,”VARx-520″
“MAROTTA Giuseppe”,”A Milano non fa freddo.”,”GARZANTI MILANO. 1966″,”pag 205 16°”,””,”prefazione; Collana Romanzi e realtà”,””,””,”VARx-521″
“MAZZINI Giuseppe, a cura di Arturo CODIGNOLA”,”Pagine vive.”,”SOCIETA EDITRICE NAZIONALE. MILANO. 1937″,”pag 190 8°”,””,”premessa e note a cura di Arturo CODIGNOLA foto illustrazioni; Classici italiani per le scuole medie”,””,””,”VARx-522″
“PUPO Spartaco”,”Il vero Camus è realista e mediterraneo.”,”IDP – ISTITUTO DI POLITICA. ROMA. 2013″,”pag 21 8° (F)”,””,”Pubblicato da Segnavia Blog”,””,””,”VARx-523″
“CICERONE M. Tullio”,”La vecchiezza (Cato maior de Senectute).”,”CARLO SIGNORELLI EDITORE. MILANO. 1940″,”pag 77 16°”,””,”introduzione e traduzione di Emilio DE-BENEDETTI”,””,””,”VARx-524″
“LEONARDO DA VINCI, a cura di Giuseppina FUMAGALLI”,”Leonardo. Omo sanza lettere.”,”SANSONI. FIRENZE. 1943″,”pag 378 8°”,””,”introduzione ‘Il mondo lirico di Leonardo’, nota bibliografica, elenco delle sigle indicanti i Mss. Vinciani, avvertenza, autobiografia ideale, note glossarietto foto illustrazioni iconografia”,””,””,”VARx-525″
“ANDREOLI Eliodoro”,”Modelli di calligrafia.”,”SOCIETA’ EDITRICE DANTE ALIGHIERI. STAMPA CITTA’ DI CASTELLO. 1992″,”pag 40 16°”,””,”illustrazioni”,””,””,”VARx-526″
“BULGAKOV Michail”,”La guardia bianca.”,”EINAUDI. TORINO. 1967″,”pag 276 8°”,””,”note, traduzione di Ettore LO-GATTO, Collana Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-527″
“BULGAKOV Michail”,”Appunti di un giovane medico.”,”RIZZOLI. MILANO. 1990″,”pag 200 16°”,””,”cronologia della vita e delle opere, introduzione di Milli MARTINELLI, giudizi critici, nota bibliografica nota alla traduzione; Classii della BUR”,””,””,”VARx-528″
“GENZARDI N.E.”,”L’Italiano e il Tedesco. Metodo teorico-pratico ad uso degli Italiani per imparare il Tedesco.”,”DITTA G.B. PARAVIA E COMP. TORINO. 1908″,”pag 256 16°”,””,”presentazione di G. SCHWARZ alfabeto scrittura tedesca, pronuncia, note testi esercizi declinazioni dialoghi, vocabolario”,””,””,”VARx-529″
“LEVI Giuseppe”,”Il maestro di lingua tedesca. Nuovo metodo teorico-pratico riveduto dai Signori Prof. V. Grünwald e L. Mellano.”,”DITTA G.B. PARAVIA E COMP. TORINO. 1909″,”pag 267 16°”,””,”presentazione, alfabeto scrittura tedesca, pronuncia, note esercizi schemi casi declinazioni dialoghi, Insegnamento di lingue straniere”,””,””,”VARx-530″
“ORCZY Emma Baronessa”,”Un figlio della rivoluzione.”,”CASA EDITRICE ADRIANO SALANI. FIRENZE. 1942″,”pag 325 16°”,””,”Grandi romanzi Salani.”,””,””,”VARx-531″
“ORWELL George”,”La fattoria degli animali.”,”MONDADORI. MILANO. 1974″,”pag 152 8°”,””,”introduzione: ‘George Orwell e il suo ambiente, l’opera, opere principali illustrazioni; Classici di ieri e di oggi per la gioventù”,””,””,”VARx-532″
“SALTYKOV STCEDRIN Michail E.”,”Storia di una città.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1961″,”pag 276 16°”,””,”nota dell’editore, traduzione e note di Pietro ZVETEREMICH”,””,””,”VARx-533″
“STENDHAL (Henry BEYLE)”,”Passeggiate Romane.”,”EDIZIONI DELLA BUSSOLA. ROMA. 1944″,”pag XVI 466 8°”,””,”prefazione di Pietro Paolo TROMPEO, traduzione e note di Giovanni MARCELLINI, avvertenza illustrazioni appendice, collana Universale”,””,””,”VARx-534″
“SULITZER Paul Loup”,”Fortune. Roman.”,”EDITIONS DENOEL. PARIS. 1982″,”pag 377 16°”,””,””,””,””,”VARx-535″
“TASSO Torquato”,”La Gerusalemme Liberata.”,”CASA EDITRICE BIETTI. MILANO. 1933″,”pag 400 16°”,””,””,””,””,”VARx-536″
“SHAKESPEARE William”,”Troilo e Cressida. Tragedia in cinque atti.”,”FRATELLI TREVES EDITORI. MILANO. 1931″,”pag 236 16°”,””,”nota bibliografica, elenco personaggi ‘Dramatis personae’, note del traduttore; Teatro di Shakespeare nuova traduzione di Diego ANGELI”,””,””,”VARx-537″
“TROTSKY Lev”,”Letteratura e rivoluzione (1923). Seguito da altri scritti letterari, dagli atti della riunione sulla politica del Partito comunista russo nella letteratura, 9 maggio 1924, e dal testo della risoluzione del CC del PCR(b) sulla politica in campo letterario, 1° luglio 1925.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag XLV 639 16°”,””,”introduzione e traduzione di Vittorio STRADA prefazione avvertenza note indice nomi e riviste; in appendice altri scritti TROTSKY; Nuova Universale Einaudi”,””,””,”VARx-538″
“SILONE Ignazio”,”L’avventura d’un povero cristiano.”,”EDIZIONE CDE – MONDADORI. MILANO. 1983″,”pag XVIII 283 8°”,””,”notizie sulla vita dell’autore prefazione di Gianni CANOVA”,””,””,”VARx-539″
“RIMBAUD Arthur”,”Poesie. Una stagione in inferno. Illuminazioni.”,”CORRIERE DELLA SERA – RCS QUOTIDIANI. MILANO. 2004″,”pag XVII 197 8°”,””,” prefazione di Mario LUZI, testo originale a fronte, traduzioni di Ivos MARGONI e Cesare COLLETTA, ‘La grande poesia Corriere della Sera’”,””,””,”VARx-540″
“STEINBECK John”,”L’inverno del nostro scontento.”,”MONDADORI. MILANO. 1973″,”pag 360 16°”,””,”introduzione: ‘John Steinbeck. Cenni biografici e bibliografia essenziale’, traduzione di Luciano BIANCIARDI, bibliografia essenziale, Collana Oscar Mondadori.”,””,””,”VARx-541″
“SCHILLER Federico”,”Teatro completo di Federico Schiller.”,”LIBRERIA EDITRICE BIDERI. NAPOLI. 1905″,”pag VIII 449 8°”,””,”ritratto brevi cenni biografici prefazione, traduzione di C. RUSCONI e A. MAFFEI”,””,””,”VARx-542″
“SCANZIANI Piero”,”L’arte della longevità. Come vivere cinque volte vent’anni.”,”ELVETICA EDIZIONI. CHIASSO (CH). 1982″,”pag 216 8°”,””,”prologo Collana di biblioterapia.”,””,””,”VARx-543″
“SCHILLER Federico”,”Guglielmo Tell.”,”SOCIETA EDITRICE DANTE ALIGHIERI DI ALBRIGHI, SEGATI & C. MILANO. 1928″,”pag 117 16°”,””,”prefazione personaggi traduzione italiana a cura di G. PERTICONE”,””,””,”VARx-544″
“HUGO Victor”,”I lavoratori del mare.”,”CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. SD”,”pag 351 8°”,””,”prefazione (1866)”,””,””,”VARx-545″
“LONDON Jack”,”La rivolta dell’Elsinore. Romanzo.”,”CASA EDITRICE BIETTI. MILANO. 1931″,”pag 348 16°”,””,”traduzione di Giuseppina TADDEI”,””,””,”VARx-546″
“BOURGET Paolo”,”Cosmopoli.”,”ADRIANO SALANI. FIRENZE. 1930″,”pag 368 8°”,””,”introduzione: ‘Al conte Giuseppe Primoli'”,””,””,”VARx-547″
“LONDON Jack, a cura di G. DELAUDI”,”Il tallone di ferro. Romanzo.”,”CASA EDITRICE MONANNI. MILANO. 1928″,”pag 296 16°”,””,”prefazione”,””,””,”VARx-548″
“LOMBROSO Paola”,”La vita è buona.”,”R. BEMPORAD. FIRENZE. 1933″,”pag XI 250 16°”,””,”dedica prefazione”,””,””,”VARx-549″
“OSBORNE John”,”Teatro. Ricorda con rabbia. L’istrione. Materia di scandalo e preoccupazione. Lutero.”,”MONDADORI. MILANO. 1969″,”pag 344 8°”,””,”introduzione di Roberto REBORA (cenni biografici e l’opera; bibliografia) Collana Gli Oscar”,””,””,”VARx-550″
“BELLEMERE Gilles”,”Le quindici gioie del matrimonio.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1994″,”pag 93 16°”,””,”introduzione di Giovanni ANTONUCCI traduzione integrale di Ugo DETTORE”,””,””,”VARx-551″
“STEINBECK John”,”I pascoli del cielo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1960″,”pag 225 16°”,””,”traduzione di Elio VITTORINI”,””,””,”VARx-552″
“SAINT-EXUPERY Antoine de”,”Il piccolo principe.”,”BOMPIANI. MILANO. 1996″,”pag 176 8°”,””,”presentazione, profilo biografico dell’autore, ‘Com’è nato “”Il piccolo principe’, ‘Le opinioni della critica’, dedica, illustrazioni; traduzione dal francese di Nini BOMPIANI BREGOLI”,””,””,”VARx-553″
“BANDELLO Matteo, a cura di Bruno CAGLI”,”Le novelle. Tomo IV. Opera integrale in sei tomi.”,”SAMPIETRO EDITORE. BOLOGNA. 1967″,”pag 282 8°”,””,”presentazione di Bruno CAGLI; Collana ’70”,””,””,”VARx-554″
“SABATINI Francesco”,”L’italiano nella tempesta delle lingue. Lectio magistralis 26.X.2007.”,”FRANCO CESATI EDITORE. FIRENZE CITTA’ DI CASTELLO. 2007″,”pag 28 8°”,””,”presentazione di Michele ABRUSCI; Lectiones magistrales 2, Roma Tre Facoltà di lettere e filosofia”,””,””,”VARx-555″
“FAST Howard”,”Gli Emigranti.”,”CLUB DEGLI EDITORI. MILANO. 1978″,”pag 381 8°”,””,”traduzione di Augusta MATTIOLI”,””,””,”VARx-556″
“GOETHE Johann Wolfgang, a cura di Valentina FORTICHIARI”,”Le cento pagine più belle.”,”STAMPATO DA ‘NUOVA STAMPA MONDADORI’, CLES, TN. 1982″,”pag 114 16°”,””,”introduzione note introduttive ai testi, bibliografia, Edizione per i soci del Club”,””,””,”VARx-557″
“STEINBECK John”,”La luna è tramontata.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1995″,”pag 181 16°”,””,”introduzione: ‘John Steinbeck’ (profilo biografico e bibliografia) traduzione di Giorgio MONICELLI; Collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-558″
“CALVINO Italo”,”La speculazione edilizia.”,”EINAUDI. TORINO. 1973″,”pag 138 8°”,””,”presentazione di Marco FORTI, Nuovi Coralli”,””,””,”VARx-559″
“D’ORS Eugeni, a cura di Francesco VEZZANI”,”Il nuovo Prometeo Incatenato.”,”EDIZIONI NUOVA CULTURA. ROMA. 2010″,”pag 103 8°”,””,”introduzione saggio note nota al testo e alla traduzione, testo a fronte catalano-spagnolo-italiano; Iberica, Collana di lingue, letterature e culture iberiche”,””,””,”VARx-560″
“MONTALE Eugenio”,”Quaderno di traduzioni.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VICENZA. 1975″,”pag 157 16°”,””,”nota, testo a fronte”,””,””,”VARx-561″
“MATTHES Valeria”,”Giosuè Carducci. Saggio bibliografico-critico.”,”DITTA NICOLA ZANICHELLI. BOLOGNA. 1898″,”pag 63 16°”,””,”presentaizone nota note traduzione dal tedesco di Oreste BERTINI, appendice bibliografica di Pasquale PAPA”,””,””,”VARx-562″
“SARTRE Jean Paul”,”Morti senza tomba. Le mani sporche.”,”MONDADORI. MILANO. 1981″,”pag 253 16°”,””,”introduzione di Paolo CARUSO: cronologia della vita e delle opere di Jean Paul Sartre, Il pensiero, appendice: intervista a Sartre di Paolo CARUSO, traduzione di Giorgio MONICELLI, CollanaOscar Mondadori poesia e teatro”,””,””,”VARx-563″
“HAMMACHER A.M. CATTABENI Caio Mario VITALI Lamberto, contributi di”,”Van Gogh. Dipinti e disegni. Catalogo.”,”PALAZZO REALE. MILANO. 1952″,”pag 58 8°”,””,”presentazione di Caio Mario CATTABENI, ‘La natura e l’uomo in Van Gogh’ di A.M. HAMMACHER, ‘Vincent Van Gogh (1853-1890)’ di Lamberto VITALI, abbreviazioni illustrazioni tavole, Ente Manifestazioni Milanesi, Palazzo Reale, Milano, Febbraio-aprile 1952″,””,””,”VARx-564″
“GAUDENZIO L. REICHENBACH G.”,”Prose di Artisti e Scienziati. Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Benvenuto Cellini, Giorgio Vasari, Galileo Galilei.”,”LIBRERIA EDITRICE FRANCESCO PERRELLA. NAPOLI CITTA’ DI CASTELLO. 1930″,”pag 441 8°”,””,”prefazione, note, foto, Semina Flammae, Biblioteca Classica Italiana diretta da Giuseppe TOFFANIN”,””,””,”VARx-565″
“LAGORIO Paolo”,”Come si legge un testo letterario.”,”BOMPIANI – GRUPPO EDITORIALE FABBRI BOMPIANI SONZOGNO. MILANO. 1988″,”pag 101 8°”,””,”presentazione di Maria CORTI, note appendice riferimenti bibliografici (bibliografia); Manuali Bompiani”,””,””,”VARx-566″
“FUSERO Clemente / STRACHEY Lytton”,”Stendhal. / La regina vittoria.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. VERONA. 1949″,”pag 270 + 268 8°”,””,”introduzione alle due opere; traduzione dall’inglese di Santino CARAMELLA, nota su Lytton Strachey (pag 250-254), indice nomi alberi genealogici”,””,””,”VARx-567″
“MORAVIA Alberto DE-SERIO Massimiliano TOSO Francesca”,”Picasso, 1881-1914.”,”RIZZOLI – SKIRA – CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2004″,”pag 189 8°”,””,”presentazione di Alberto MORAVIA, foto illustrazioni apparati: Tavola cronologica (vita di Picasso, avvenimenti storici), Collocazione geografica delle opere, Breve antologia critica, Consigli bibliografici; I Classici dell’Arte – Il Novecento”,””,””,”VARx-568″
“RUSSOLI Franco DE-SERIO Massimiliano TOSO Francesca”,”Picasso, 1915-1973.”,”RIZZOLI – SKIRA – CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2004″,”pag 189 8°”,””,”presentazione di Franco RUSSOLI, foto illustrazioni apparati: Tavola cronologica (vita di Picasso, avvenimenti storici), Collocazione geografica delle opere, Breve antologia critica, Consigli bibliografici; I Classici dell’Arte – Il Novecento”,””,””,”VARx-569″
“MALLARMÉ Stéphane, a cura di Bertrand MARCHAL”,”Correspondance complète 1862-1871. Suivi de: Lettres sur la poésie 1872-1898. Avec des lettres inédites.”,”GALLIMARD. PARIS. 1995″,”pag 688 16°”,””,”prefazione di Yves BONNEFOY: ‘L’Unique et son interlocuteur’, note di Bertrand MARCHAL, appendice: cronologia, note sul testo, sigle e abbreviazioni, bibliografia, tavole sulle lettere e i destinataori, indice delle opere citate o evocate, indice nomi”,””,””,”VARx-570″
“SBRAGIA Giancarlo”,”I demoni di Giancarlo Sbragia da Fëdor Dostojevskij.”,”NUOVA CASA EDITRICE L. CAPPELLI. BOLOGNA. 1979″,”pag 139 16°”,””,”foto illustrazioni Associazione Teatri Emilia Romagna”,””,””,”VARx-571″
“STENDHAL (Henry BEYLE)”,”Cronache italiane.”,”SANSONI. FIRENZE. 1966″,”pag 331 16°”,””,”introduzione di Sandra TERONI prefazione note traduzioni di Maria Teresa SPOSATO, Antonio PETRANGELI, Pietro Paolo TROMPEO”,””,””,”VARx-572″
“BALZAC Honoré de”,”Papà Goriot.”,”SANSONI. FIRENZE. 1965″,”pag 222 16°”,””,”introduzione di Edda MELON, traduzione di Renato MUCCI”,””,””,”VARx-573″
“SCIASCIA Leonardo”,”Fatti diversi di storia letteraria e civile. Prima parte.”,”L’UNITA – SELLERIO. ROMA. 1993″,”pag 125 16°”,””,”introduzione di Nicola FANO”,””,””,”VARx-574″
“SEGHERS Anna”,”La Via di Febbraio.”,”PARENTI EDITORE. FIRENZE. 1956″,”pag XVI 237 16°”,””,”prefazione di Giorgio DOLFINI, traduzione di Erika Lore KAUFMAN, Collana La Giraffa”,””,””,”VARx-575″
“TITONE Virgilio”,”Dizionario delle idee comuni. Manuale di conversazione. Primo volume. A-I.”,”PAN EDITRICE. MILANO. 1971″,”pag 239 16°”,””,”premessa; Il Timone collana di divulgazione”,””,””,”VARx-576″
“BELLI Giuseppe Gioachino, a cura di Bruno CAGLI”,”Tutti i sonetti romaneschi. Compresi i sonetti rifiutati, gli abbozzi e tutte le note dell’autore, per la prima volta pubblicati integralmente. Volume quinto.”,”NEWTON COMPTON ITALIANA. ROMA. 1972″,”pag 672″,””,”note, bibliografia, indice dei capoversi e indice dei titoli contenuti nei cinque volumi; Collana Paperbacks”,””,””,”VARx-577″
“ZWEIG Stefan”,”Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. 1994″,”pag 348 8°”,””,”Stefan Zweig, la vita, le opere, la fortuna, bibliografia; prefazione, Collana Oscar Classici moderni”,””,””,”VARx-578″
“CITATI Pietro”,”Goethe.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1977″,”pag 570 16°”,””,”nota note cronologia della vita e delle opere di Goethe (1749-1832); Collana Gli Oscar Saggi”,””,””,”VARx-579″
“TRILUSSA (SALUSTRI Carlo Alberto)”,”Poesie scelte. Volume primo.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1978″,”pag 283 16°”,””,”cronologia comparata della vita dell’autore e del suo tempo, introduzione antologia critica e bibliografia (Nota bibliografica); collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-580″
“TRILUSSA (SALUSTRI Carlo Alberto)”,”Poesie scelte. Volume secondo.”,”ARNOLDO MONDADORI. MILANO. 1978″,”pag 278 16°”,””,”disegni di Trilussa, collana Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-581″
“SORAVIA Giulio”,”Storia del linguaggio.”,”GARZANTI. MILANO. 1976″,”pag 205 16°”,””,”introduzione grafici illustrazioni note bibliografiche (bibliografia ragionata),”,””,””,”VARx-582″
“SHAW George Bernard”,”Ai tempi d’oro del buon Re Carlo. Commedia in tre atti.”,”MONDADORI. MILANO. 1948″,”pag 156 16°”,””,”nota del traduttore, traduzione di C. CASTELLI e M. PETTINATI; Biblioteca moderna Mondadori”,””,””,”VARx-583″
“SHAKESPEARE William”,”Riccardo II – Enrico IV.”,”GARZANTI. MILANO. 1975″,”pag 283 16°”,””,”William Shakespeare, la vita, profilo storico-critico dell’autore e dell’opera, guida bibliografica, note, traduzione dall’inglese di Antonio MEO; Collana I Grandi Libri”,””,””,”VARx-584″
“BRIOSI Sandro”,”Invito alla lettura di Elio Vittorini.”,”MURSIA. MILANO. 1971″,”pag 116 16°”,””,”cronologia comparata note indice nomi e periodici, indice opere di Elio Vittorini; Collana Invito alla lettura”,””,””,”VARx-585″
“ZOLA Émile, a cura di Riccardo REIM”,”I misteri di Marsiglia.”,”NEWTON COMPTON. ROMA. 1993″,”pag 257 8°”,””,”introduzione note nota biobibliografica; Edizione integrale, collana Super TEN Tascabili Economici Newton”,””,””,”VARx-586″
“GOZZANO Guido PALAZZESCHI Aldo CHIAVES Carlo CORAZZINI Sergio GIANELLI Giulio GOVONI Corrado MARTINI Fausto Maria MORETTI Marino OXILIA Nino VALLINI Carlo; a cura di Cecilia GHELLI”,”Gozzano e i crepuscolari.”,”GARZANTI. MILANO. 1989″,”pag LVIII 671 16°”,””,”introduzione di Cecilia GHELLI: ‘Crepuscolare’, scelta dei testi e commenti di Cecilia GHELLI, Guida bibliografica; I Grandi Libri Garzanti”,””,””,”VARx-587″
“D’ORMESSON Jean”,”Il mio ultimo pensiero sarà per voi. Una biografia sentimentale di Chateaubriand.”,”RIZZOLI EDITORE. MILANO. 1984″,”pag 387 8°”,””,”prologo personaggi principali; traduzione di Giovanni BOGLIOLO”,””,””,”VARx-588″
“HUCH Ricarda”,”Federico Confalonieri.”,”RIZZOLI. MILANO. 1949″,”pag 330 16°”,””,”nota introduttiva note; traduzione di Bruno MAFFI; Collana BUR”,””,””,”VARx-589″
“CALVESI Maurizio”,”Le due avanguardie. Dal Futurismo alla Pop Art.”,”EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 2001″,”pag 402 8°”,””,”prefazione introduzione dell’autore foto illustrazioni note bibliografia tavole fuori testo indice nomi; Collana Biblioteca universale”,””,””,”VARx-590″
“BARBERO Alessandro”,”Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo.”,”ARNOLDO MONDADORI EDITORE. MILANO. 1998″,”pag 653 16°”,””,”prologo note, Oscar Mondadori”,””,””,”VARx-591″
“LUKACS György, a cura di Michele COMETA”,”Dostoevskij.”,”SE. MILANO. 2000″,”pag 164 8° (F)”,””,”avvertenza sigle note al testo appendice postfazione di Michele COMETA; Saggi e documenti del Novecento”,””,””,”VARx-592″
“BOLT Robert”,”Un uomo per tutte le stagioni.”,”SANSONI. FIRENZE. 1961″,”pag 213 16°”,””,”prefazione dell’autore, testo, traduzione di Loredana DA-SCHIO e Marialisa BERTAGNONI; Il piiccolo teatro Sansoni”,””,””,”VARx-593″
“BEST Otto F.”,”Expressionismus und Dadaismus.”,”PHILIPP RECLAM JUN. STUTTGART. 1974″,”pag 336 16°”,””,”introduzione note introduttive ai testi, bibliografia tabelle sinottiche (cronologia comparata), fonti; Die deutscher Literatur, a cura di Otto F. BEST e Hans Jürgen SCHMITT”,””,””,”VARx-594″
“DE-SANCTIS Francesco”,”Storia della letteratura italiana. Volume I.”,”ORSA MAGGIORE EDITRICE – CASA EDITRICE BIETTI. STAMPA VICENZA. 1988″,”pag 348 8°”,””,”introduzione: ‘Attualità di Francesco DE-SANCTIS nota bibliografica note; I classici dell’Orsa Maggiore”,””,””,”VARx-595″
“MARAZZI Martino”,”L’America critica e fantapolitica di Italo Calvino.”,”ESTRATTO DA ACOMA.IT STAMPA. GIUGNO 2017″,”pag 23-31 8°”,””,”note, ‘Saggi'”,””,””,”VARx-596″
“BRUNETTI Fabrizio”,”Profilo storico dell’urbanistica. Dalle origini al Settecento.”,”CEDAM. PADOVA. 1978″,”pag 182 8°”,””,”note foto illustrazioni guida bibliografica indice nomi”,””,””,”VARx-597″
“BOGGIONE Valter CASALEGNO Giovanni”,”Dizionario storico del lessico erotico italiano. Metafore, eufemismi, oscenità, doppi sensi, parole dotte e parole basse in otto secoli di letteratura italiana.”,”LONGANESI & C. MILANO. 1996″,”pag LII 684 8°”,””,”introduzione: ‘Per una retorica contro l’eufemismo’ di Valter BOGGIONE, ‘Percorsi dell’erotismo nella letteratura italiana’ di Giovanni CASALEGNO, bibliografia indice delle voci; Collana I marmi”,””,””,”VARx-598″
“CAMUS Albert”,”L’étranger.”,”GALLIMARD. PARIS. 1957″,”pag 187 16°”,””,”Collection Folio”,””,””,”VARx-599″
“HUXLEY Aldous”,”Brave New World.”,”BLACK CAT PUBLISHING – CIDEB EDITRICE. GENOVA. 1996″,”pag 314 8°”,””,”introduzione e note di Jonathan BENISON, notizie sull’autore, sull’opera, sul Background culturale, bibliografia cronologia, simboli fonetici: Reading Classics, Series Editor Paolo BERTINETTI”,””,””,”VARx-600″
“ROUAULT Georges SUARES André”,”Correspondance.”,”GALLIMARD. PARIS. 1960″,”pag 357 8°”,””,”introduzione di Marcel ARLAND, illustrazioni note allegati indice nomi, collana Nrf”,””,””,”VARx-601″
“GOETHE Johann Wolfgang”,”Massime e riflessioni.”,”FABBRI EDITORI. MILANO. 2001″,”pag 249 8°”,””,”introduzione traduzione e note di Sossio GIAMETTA; I classici del pensiero”,””,””,”VARx-602″
“SENARDI Fulvio a cura, interpretazioni di Carlo SALINARI Marziano GUGLIELMINETTI Ezio RAIMONDI Vittorio RODA Giorgio LUTI Pier Vincenzo MENGALDO Giorgio BARBERI SQUAROTTI Anna BARSOTTI Romano LUPERINI Giuseppe PETRONIO Anna Maria ANDREOLI”,”Il punto su: ‘D’Annunzio.”,”EDITORI LATERZA. BARI. 1989″,”pag 183 16°”,””,”introduzione di Fulvio SENARDI (pag 3-94), nota bibliografica note; Collana Universale Laterza”,””,””,”VARx-603″
“SHAW George Bernard”,”Teatro 2. Tre commedie per puritani e atti unici.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1974″,”pag 348 8°”,””,”introduzione di Bertolt BRECHT prefazione di G.B. SHAW, premessa al testo; traduzioni di Leonardo BRAGAGLIA Carlo FERRUCCI Donatella LUTTAZZI Marisa MINNELLI Giulio PLATONE; Paperbacks teatro”,””,””,”VARx-604″
“SHAW George Bernard”,”Teatro 3. Altre commedie.”,”NEWTON COMPTON EDITORI. ROMA. 1974″,”pag 334 8°”,””,”introduzione di Bertolt BRECHT, premessa al testo, note; appendice: ‘Antologia della critica italiana’, ‘Storia delle rappresentazioni in Italia’; traduzioni di Ada BONFIRRARO Leonardo BRAGAGLIA Carlo FERRUCCI Giulio PLATONE OttoVAVRA’; Paperbacks teatro”,””,””,”VARx-605″
“TRESSELL Robert”,”The Ragged Trousered Philanthropists.”,”FLAMINGO – HARPER-COLLINS. LONDON. 1993″,”pag 590 8°”,””,”notizie sull’autore, nota editoriale, introduzione di Alan SILLITOE e Gary DAY, prefazione dell’autore appendice”,””,””,”VARx-606″
“COOPER James Fenimore, a cura di Algerina NERI”,”Viaggio in Italia, 1828-1830.”,”NISTRI-LISCHI. PISA. 1989″,”pag 241 8°”,””,”avvertenza introduzione cronologia della vita di J.F. Cooper, bibliografia premessa dell’autore, note; Letteratura americana, Collana fondata da Rolando ANZILOTTI e diretta da Agostino LOMBARDO; Tit. orig.; ‘Excursions in Italy’, 1838″,””,””,”VARx-607″
“ROMAGNOLI Anna Maria”,”La paròla ché conquìsta. Manuàle di pronùncia édizióne pér i «professionìsti délla paròla».”,”MURSIA. MILANO. 1986″,”pag 203 8°”,””,”premessa, promemoria introduzione appendice nota bibliografica indice nomi; Collana Il Bivio, Guide e manuali”,””,””,”VARx-608″
“HORSZOWSKI Mieczyslaw, a cura di Bice HORSZOWSKI COSTA”,”Miecio. Remembrances of Mieczyslaw Horszowski.”,”ERGA EDIZIONI. GENOVA. 2002″,”pag 647 8°”,””,”prefazione di Gian Paolo MINARDI, introduzione all’edizione inglese di James METHUEN-CAMPBELL prefazione di Bice HORSZOWSKI COSTA, cronologia testimonianze diari e lettere, discografia, bibliografia glossario indice”,””,””,”VARx-609″
“BARBUJANI Guido”,”Questione di razza. Romanzo.”,”MONDADORI. MILANO. 2003″,”pag 249 8°”,””,”nota bibliografia ringraziamenti”,””,””,”VARx-610″
“TOLSTOJ Lev”,”I racconti di Sebastopoli – La sonata a Kreutzer.”,”EDIZIONE PER FAMIGLIA CRISTIANA. CUNEO. 1999″,”pag 244 8°”,””,”introduzione: profilo biografico ‘Lev Nikolaevic Tolstoj’ di Giovanna SPENDEL, bibliografia, traduzione di Bruno OSIMO e di Elisabetta BRUZZONE; Collana Gli Indimenticabili”,””,””,”VARx-611″
“SORIANO Osvaldo METTER Izrail HENSHAW Mark McGAHERN John BYATT Antonia S. HEAT-MOON William Least MUTIS Alvaro CELINE Louis-Ferdinand SCHNEIDER Robert SIMON Claude ELKIN Stanley CHAMOISEAU Patrick McEWAN Ian ONETTI Juan Carlo VOJNOVIC Vladimir CORTAZAR Julio BERNHARD Thomas TOLSTAJA Tatjana”,”Il giro del mondo in diciotto autori. La narrativa straniera Einaudi 1994 (e oltre) nelle pagine autobiografiche degli scrittori.”,”EINAUDI. TORINO. 1994″,”pag 140 8°”,””,”introduzione: ‘Queste voci, queste stanze’, foto illustrazioni; Collana I coralli”,””,””,”VARx-612″
“JOYAUX Julia”,”La linguistica.”,”SANSONI. FIRENZE. 1973″,”pag VIII 332 16°”,””,”prefazione, ‘Introduzione alla linguistica’, ‘Il linguaggio nella storia’, ‘Linguaggio e linguaggi’, note bibliografia a cura di Enrico PARADISI; traduzione di Cristina GENTILE, Sansoni Università”,””,””,”VARx-613″
“BACONE Francesco, traduzione a cura di D’ALEMBERT”,”Traduction de quelques Pensée du chancelier Bacon sur différents sujets.”,”ESTRATTO DA ‘OEUVRES DE D’ALEMBERT’. TOME QUATRIEME. 1er PARTIE. A. BELIN. PARIS. 1822″,”pag 227-249 8° (F)”,””,”note”,””,””,”VARx-614″
“LATTARULO Leonardo a cura; testi di C. VARESE G.B. BAZZONI F.D. GUERRAZZI A. MANZONI G. ROVANI N. TOMMASEO W. SCOTT M. D’AZEGLIO T. GROSSI C. CANTU’ C. TENCA R. GIOVAGNOLI E. CALANDRA S. UZIELLI P. ZAJOTTI G. SCALVINI G.B. NICCOLINI F. DE-SANCTIS L. MAIGRON B. CROCE G. LUKACS A. LEONE-DE-CASTRIS G. DEBENEDETTI A. BORLENGHI G. BALDI P. DE-TOMMASO B. STAGNITTO F. PORTINARI”,”Il romanzo storico.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1978″,”pag 283 16°”,””,”introduzione: ‘Illustrazione del problema’, notizie sui testi e sulle fonti, antologia, note, nota bibliografica; Collana Strumenti”,””,””,”VARx-615″
“BRECHT Bertolt, a cura di”,”L’opera da tre soldi.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1998″,”pag 118 16°”,””,”nota introduttiva di Emilio CASTELLANI, personaggi, prologo note; Collezione di teatro”,””,””,”VARx-616″
“GRIMAL Pierre”,”La letteratura latina.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1994″,”pag 98 16°”,””,”introduzione note bibliografia essenziale; Il sapere, Enciclopedia tascabile diretta da Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-617″
“FRESCHI Marino”,”Storia della letteratura tedesca.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1995″,”pag 98 16°”,””,”introduzione note bibliografia essenziale; Il sapere, Enciclopedia tascabile diretta da Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-618″
“PISANTI Tommaso”,”Storia della letteratura americana.”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1994″,”pag 96 16°”,””,”introduzione note bibliografia essenziale; Il sapere, Enciclopedia tascabile diretta da Roberto BONCHIO”,””,””,”VARx-619″
“TURGHENIEV Ivan”,”Un re Lear della steppa.”,”RIZZOLI. MILANO. 1949″,”pag 90 16°”,””,”nota, traduzione di ALfredo POLLEDRO; Collana BUR, Biblioteca Universale Rizzoli”,””,””,”VARx-620″
“STEVENSON Robert Louis”,”Emigrante per diletto.”,”NOVA DELPHI. ROMA. 2018″,”pag 170 16°”,””,”introduzione di Fanny STEVENSON, note biografiche bibliografia; traduzione di Teresa BERTUZZI; Collana Le Sfingi”,””,””,”VARx-621″
“ANTONELLI Giuseppe”,”L’influenza delle parole.”,”CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020″,”pag 108 16°”,””,”bibliografia; Collana I Solferini”,””,””,”VARx-622″
“KAFKA Franz”,”Il Processo.”,”RUSCONI EDITORE. SANTARCANGELO DI ROMAGNA. 2004″,”pag 146 8°”,””,”introduzione ‘Kafka. Lo stile e l’uomo – Un’esistenza tormentata – Il significato dell’opera di Kafka’ di Leonardo CASINI; Rusconi Libri”,””,””,”VARx-623″
“MINELLA Massimo a cura; scritti di Fabrizio BENENTE Lorenzo FIORI Sergio MAIFREDI Massimo MINELLA Francesco DE-NICOLA Lauro MAGNANI Carlo BERIO Roberto PANI”,”Smisuratamente pazzamente Pasolini. Poesia, arte, urbanesimo e calcio secondo Pier Paolo.”,”LA REPUBBLICA. ROMA. 2021″,”pag 92 8°”,””,””,””,””,”VARx-624″
“LOTTI Gianfranco”,”Dizionario degli insulti.”,”ORSA MAGGIORE EDITRICE – ARMENIA EDITORE. MILANO. 1991″,”pag 295 8°”,””,”premessa, abbreviazioni, nomi propri citati nei diversi lemmi, lemmi”,””,””,”VARx-625″
“DE-MAURO Tullio”,”Guida all’uso delle parole.”,”EDITORI RIUNITI. ROMA. 1980″,”pag 175 16°”,””,”foto illustrazioni tabelle grafici appendice: il vocabolario di base della lingua italiana, indice dei termini definiti, indice di nomi propri citati, bibliografia; Libri di Base”,””,””,”VARx-626″
“VERNE Jules, a cura di Maurizio GRASSO”,”Parigi nel XX secolo. Edizione integrale. (1863)”,”TEN – TASCABILI ECONOMICI NEWTON. 1995″,”pag 97 8°”,””,”nota bio-bibliografica (la vita e le opere); traduzione di Maurizio GRASSO; Collana TEN”,””,””,”VARx-627″
“ZOLA Émile”,”L’ammazzatoio. Edizione integrale.”,”BEN – BIBLIOTECA ECONOMICA NEWTON. ROMA. 1995″,”pag 316 8°”,””,”introduzione di Massimo RAFFAELI, nota bio-bibliografica di Riccardo REIM, traduzione di Luisa COLLODI, Collana BEN”,””,””,”VARx-628″
“PANOFSKY Erwin, a cura di Guido D. NERI con una nota di Marisa DALAI”,”La prospettiva come “”forma simbolica””, e altri scritti”,”FELTRINELLI. MILANO. 1979″,”pag 220 8°”,””,”introduzione di Guido D. NERI: ‘Il problema dello spazio figurativo e la teoria artistica di E. Panofsky’, nota di Marisa DALAI: ‘La questione della prospettiva’; note, foto, illustrazioni; Collana SC/10″,””,””,”VARx-629″
“BABEL’ Isaak, a cura di Costantino DI-PAOLA”,”Odessa.”,”MARSILIO. VENEZIA. 1998″,”pag 284 8°”,””,”‘Perché ‘Odessa”, introduzione di Costantino DI-PAOLA: ‘Le parole del sole. Ovvero le leggende del grande mistificatore’, testo a fronte, appendice: ‘Quadretti odessiti’, note, bibliografia, traduzione del curatore; Le Betulle, Collana di classici russi, diretta da Cesare G. DE-MICHELIS, Letteratura universale Marsilio”,””,””,”VARx-630″
“CLEMENTELLI Elena MAURO Walter a cura; scritti di Paul ELUARD Antonio MACHADO Rafael ALBERTI Cesare PAVESE Mario TOBINO Giorgio CAPRONI Giuseppe UNGARETTI Federic GARCIA LORCA Franco FORTINI Bertolt BRECHT Corrado GOVONI Eugenio MONTALE Heinrich BÖLL Fernando PESSOA Costantino KAVAFIS Stephen SPENDER Sergej ESENIN Bob DYLAN Pablo NERUDA R. TAGORE Salvatore QUASIMODO Boris PASTERNAK E. EVTUSENKO M.I. CVETAEVA e altri”,”Il fiore della libertà. Un’antologia delle più significative poesie di tutto il mondo che hanno dato voce con coraggio e dolore ai diritti inalienabili degli uomini.”,”GTE – GRANDI TASCABILI ECONOMICI NEWTON. ROMA. 1993″,”pag 345 8°”,””,”introduzione dei curatori, indice autori”,””,””,”VARx-631″
“BEDESCHI Giulio”,”Il peso dello zaino.”,”GARZANTI. MILANO. 1966″,”pag 301 8°”,””,”Collezione Vita vissuta”,””,””,”VARx-632″
“KAFKA Franz”,”America (Il disperso).”,”FABBRI EDITORE. MILANO. 1996″,”pag 315 16°”,””,”traduzione di Elena FRANCHETTI; I grandi classici della letteratura straniera”,””,””,”VARx-633″
“AAVV”,”Dizionario letterario degli scrittori, delle opere, dei personaggi e degli stampatori famosi.”,”ZANICHELLI. BOLOGNA. 1969″,”pag 462 8°”,””,”voci da Aafjes a Zwingli”,””,””,”VARx-634″
“GALLA Cesare”,”Le sinfonie di Beethoven.”,”ACCADEMIA OLIMPICA. VICENZA. 1999″,”pag 121 8°”,””,”presentazione di Giovanni GUGLIELMO, premessa di Giulio CATTIN, introduzione, nota bibliografica”,””,””,”VARx-635″
“GOETHE Wolfgang, a cura di Giuliano BAIONI”,”Inni.”,”GIULIO EINAUDI EDITORE. TORINO. 1967″,”pag 123 16°”,””,”prefazione: ‘A Ladislao Mittner’ (pag 5-36), note, traduzione e commento di Giuliano BAIONI; testo tedesco a fronte; Collezione di poesia”,””,””,”VARx-636″
“FUCINI Renato (Neri Tanfucio)”,”Tutti gli scritti.”,”CASA EDITRICE LUIGI TREVISINI. MILANO. 1956″,”pag 1037 8°”,””,”nota dell’editore, note”,””,””,”VARx-637″
“WAUGH Andrew Scott MONTGOMERIE Thomas George BRUCE Charles Granville ODELL Neal BYRON Robert e altri”,”Everest. Le prime spedizioni e la scalata del 1953 nella stampa internazionale.”,”INTERNAZIONALE STORIA. ROMA. N. 6, GIUGNO 2023″,”pag 185 8°”,””,”cronologia, cartine, foto, illustrazioni, iconografia, articoli”,””,””,”VARx-638″
“TRAVEN B. (H.A.O. FEIGE)”,”La nave morta.”,”EDIZIONI CLUB DEL LIBRO – LICENZA LONGANESI. MILANO. 1981″,”pag 393 8°”,””,”traduzione di Teresa PINTACUDA; titolo originale ‘The Death Ship'”,””,””,”VARx-639″
“MAZZA Attilio”,”D’Annunzio e il Vittoriale. Guida alla casa del poeta.”,”EDIZIONI DEL VITTORIALE. BRESCIA. 1989″,”pag 90 8°”,””,”presentazione di Ruggero PULETTI, foto, illustrazioni, cronologia dannunziana”,””,””,”VARx-640″