Biblioteca Isc ordinata per nome autore, L2

“LE THANY KHOI”,”L’ economie de l’ Asie du Sud Est.”,”LE THANY KHOI è assistente alla facoltà di diritto e scienze economiche di Parigi, laureato in lettere, diplomato all’ Ecole Nationale des Langues orientales, diplomato dell’ Accademia di diritto internazionale dell’ Aia.”,”ASIx-069″
“LE ROY LADURIE Emmanuel”,”Storia di un paese: Montaillou. Un villaggio occitanico durante l’ inquisizione. Un grande libro della moderna storiogr
afia.”,”LE ROY LADURIE Emmanuel è professore al College de France. E’ autore di ‘Contadini di Linguadoca’ , ‘Le frontiere dello storico’, ‘Autobiografia 1945-1963’, ‘Il carnevale di Romans’, ‘Il denaro l’ amore la morte in Occitania’ “”In ogni caso, e anche quando sono eccentrici rispetto al territorio della comunità, la chiesa, la piazza di fronte alla chiesa, la messa e soprattutto i momenti che precedono e seguono la messa, sono tra i teatri privilegiati della socialità dei maschi: i villici dell’ alta Ariège dispongono di un posto privilegiato nel loro santuario parrocchiale (nel coro?) mentre le loro donne sono relegate nella navata? Non lo sappiamo. E’ certo comunqwue che la metà maschile della popolazione considera la chiesa del villaggio come cosa propria, come l’ edificio che i lavoratori del posto, comandati o volontari, hanno costruito con le loro mani callosa… Si ritiene, in questa prospettiva, che la gerarchia dei vescovi e dei parroci goda nei confronti della casa del culto soltanto di una specie di usufrutto: ‘la chiesa e le campane sono nostre, noi le abbiamo costruite, noi ci abbiamo comprato e messo tutte le cose necessarie: noi le teniamo in vita; guai al vescovo e ai preti che ci espellono dalla nostra chiesa parocchiale, che ci impediscono di ascoltare la messa e cifanno restare fuori sotto la pioggia’, dichiara, di fronte a un gruppo di contadini maschi scomunicati Raymond de Laburat.”” (pag 283) Montaillou is a small village and commune in southern France. It is in the eastern half of the Pyrenees in the Ariège département. The town is best known for being the subject of Emmanuel Le Roy Ladurie’s pioneering work of microhistory, Montaillou, village occitan. It analyzes the town in great detail over a thirty-year period from 1294 to 1324. Then a village of some 250 people, the daily routines of the people are in the records of Jacques Fournier, later Pope Benedict XII. Montaillou was one of the last bastions of the Albigensian heresy and as the local bishop, Fournier launched an extensive inquisition. This involved dozens of lengthy interviews with the locals, all of which were faithfully recorded, and incidences such as the arrest of the entire village, as occurred in 1308. When Fournier became Pope he brought the records with him and they remain to this day in the Vatican Library. For details of the castle, see Château de Montaillou. [edit] Residents of early 14th-century Montaillou Pierre Clergue, priest and head of the powerful Clergue family Bernard Clergue, brother of Pierre and the town bayle Raymond Clergue, younger brother of Pierre and Bernard Pons Clergue, the father of the Clergue brothers Guillaume Clergue, brother of Pons Raymond “”Pathau”” Clergue, bastard brother of Pons Mengarde Clergue, the mother of the Clergue brothers Bérenger de Roquefort, minor noble who served as the châtelain of the town until his death in 1302 Béatrice de Planissoles, much younger wife of Bérenger de Roquefort assumed the duties of châtelaine after his death. For a time the mistress of Pierre Clergue and others Jacques Alsen made vice-châtelaine after the death of Bérenger de Roquefort Raymond Roussel, the steward who took care of the estate of the châtelaine Guillaume Benet, head of the wealthy Benet household, first in town converted to Albigensianism Bernard Benet, son of Guillaume Benet, lands confiscated and forced to become a shepherd Raymond Belot, head of the wealthy Belot family Guillaume Belot, brother of Raymond (Wikip)”,”STOS-134″
“LE QUÉMENT Joël”,”Shanghai. À la croisée des chemins du monde.”,”LE QUÉMENT Joël è funzionario nella Commissione europea (Direzione generale della ricerca)”,”CINE-042″
“LE BLANC Paul”,”Lenin and the Revolutionary Party.”,”Paul Le Blanc is Associate Professor of History at La Roche College. He has written extensively on historical, social and political issues (including A Short History of the U.S. Working Class and Black Liberatin and the American Dream), and is Associate Editor of The Encyclopedia of Protest and Revolution. Introduction by Ernest MANDEL, Preface, Acknowledgments, Note to the Paperback Edition: Additional Sources since First Publication. Conclusion, Afterword: In the Wake of ‘Communism’s Collapse’ the Left Debates Leninism, Bibliography. Index,”,”LENS-35-FL”
“LE ROY LADURIE Emmanuel”,”L’Ancien Régime. I. Il trionfo dell’assolutismo: da Luigi XIII a Luigi XIV (1610-1715).”,”Emmanuel Le Roy Ladurie insegna al Collège de France. Tra le sue opere tradotte in italiano: Montaillou, Il carnevale di Romans, Tempo di festa, tempo di carestia, Il denaro, l’amore, la morte in Occitania, I contadini di Linguadoca, Autobiografia, La strega di Jasmin, Lo Stato del re. La Francia dal 1460 al 1610.”,”FRAA-004-FL”
“LE ROY LADURIE Emmanuel”,”L’Ancien Régime. II. Il declino dell’assolutismo l’epoca di Luigi XV (1715-1770).”,”Emmanuel Le Roy Ladurie insegna al Collège de France. Tra le sue opere tradotte in italiano: Montaillou, Il carnevale di Romans, Tempo di festa, tempo di carestia, Il denaro, l’amore, la morte in Occitania, I contadini di Linguadoca, Autobiografia, La strega di Jasmin, Lo Stato del re. La Francia dal 1460 al 1610.”,”FRAA-005-FL”
“LE ROY LADURIE Emmanuel”,”Lo Stato del re. La Francia dal 1460 al 1610.”,”Emmanuel Le Roy Ladurie insegna al Collège de France. Tra le sue opere tradotte in italiano: Montaillou, Il carnevale di Romans, Tempo di festa, tempo di carestia, Il denaro, l’amore, la morte in Occitania, I contadini di Linguadoca, Autobiografia, La strega di Jasmin, Lo Stato del re. La Francia dal 1460 al 1610.”,”FRAA-006-FL”
“LE GOFF Jacques SOURNIA Jean-Charles a cura; saggi di Jean BOTTERO Claude MOSSE’ Françoise MICHEAU Danielle JACQUART Alain DEMURGER Pierre DARMON Jacques LEONARD Anne DE-SAINT-ROMAIN Anne Marie MOULIN Robert DELORT Françoise BERIAC Delphine PINEL Marie-José IMBAULT-HUART Yves-Marie BERCE’ Roger-Henri GURRAND Annie SAUNIER Claude GAUVARD Jacques GELIS François LEBRUN Joseph BARRY Pierre DARMON Jacques LEONARD Anne Marie MOULIN Arlette LEBIGRE François LEBRUN Pierre DARMON Huguette MEUNIER Gabriel DESERT Jacques BARRAU Jean-Charles SOURNIA”,”Per una storia delle malattie.”,”Saggi di Jean BOTTERO Claude MOSSE’ Françoise MICHEAU Danielle JACQUART Alain DEMURGER Pierre DARMON Jacques LEONARD Anne DE-SAINT-ROMAIN Anne Marie MOULIN Robert DELORT Françoise BERIAC Delphine PINEL Marie-José IMBAULT-HUART Yves-Marie BERCE’ Roger-Henri GURRAND Annie SAUNIER Claude GAUVARD Jacques GELIS François LEBRUN Joseph BARRY Pierre DARMON Jacques LEONARD Anne Marie MOULIN Arlette LEBIGRE François LEBRUN Pierre DARMON Huguette MEUNIER Gabriel DESERT Jacques BARRAU Jean-Charles SOURNIA”,”STOS-196″
“LE ROY LADURIE Emmanuel”,”I contadini di Linguadoca.”,”Emmanuel Le Roy Ladurie è nato nel 1929 a Caen. Storico tra i più promettenti della giovane generazione (proviene dalla scuola di Braudel), ha insegnato a Montpellier e a Parigi (Ecole Pratique des Hautes Etudes – VI Sezione). É autore, tra l’altro, di una pregevole Histoire du climat depuis l’an mil.”,”STOS-020-FL”
“LE GOFF Jacques”,”San Luigi.”,”Jacques Le Goff, oggi uno dei maggiori studiosi di storia medievale, è direttore di ricerca all’École des Hautes Études en Sciences Socials, di cui è stato per vari anni presidente. Ha pubblicato: La civiltà dell’Occidente medievale, Tempo della Chiesa e tempo del mercante, Storia e memoria, La nascita del Purgatorio; ha inoltre collaborato alla Storia d’Italia, all’Enciclopedia e alla Letteratura italiana.”,”BIOx-016-FL”
“LE BLANC Paul a cura, saggi di Frederick DOUGLASS Martin DELANEY Sojourner TRUTH Harriet TUBMAN Ida B. WELLS-BARNETT Booker T. WASHINGTON W.E.B. DU BOIS Marcus GARVEY A. Philip RANDOLPH Paul ROBESON Bayard RUSTIN Ella BAKER MALCOM X Martiin LUTER KING Jr. Septima P. CLARK Vincent HARDING Adolph REED Jr. Alan WALD C.L.R. JAMES Steve BLOOM David FINKEL Amiri BARAKA BLACK PANTHER PARTY Angela Y. DAVIS Audre LORDE David ROEDIGER June JORDAN Alice WALKER Ronald TAKAKI Manning MARABLE Saladin MUHAMMAD”,”Black Liberation and the American Dream. Analysis, Strategy, Readings.”,”Paul Le Blanc is associate professor of history and dean of the school of arts and sciences at La Roche College. He is the author or editor of mani books, including A Short History of the U.S. Working Class. Preface, Introduction, Notes, Revolutionary Studies, Series Editor: Paul Le Blanc,”,”USAS-013-FL”
“LEA Henry Charles”,”Il processo ai Templari e altri roghi.”,”Chiesa cattolica inquisizione tortura Medioevo repressione libertà comunali minoranze locali culture marginali lotte di fazione Clemente V Malkaw Connecte Savonarola”,”RELC-037″
“LEA Henry Ch.”,”Storia dell’ inquisizione. Origine organizzazione. (Tit.orig.: The Inquisition of the Middle-Ages)”,” Come si bruciavano i libri (pag 297) Processi pubblici solenni, autodafé. Durante il grande autodafé tenuto da Bernardo Gui a Tolosa nell’aprile 1310 (durò da domenica 5 a giovedì 9) venti persone, condannati a varie pene e diciotto bruciate vive. La Chiesa si premurava che non ci fossero contatti tra i condannati e il popolo perché non ci fossero proteste pubbliche di innocenti condannati ingiustamente (pag 206)”,”RELC-029″
“LEA Henri-Charles”,”Histoire de l’Inquisition au Moyen Age. Tomes I et II. Origines et procédures de l’Inquisition. L’inquisition dans le divers pays de la chrétienté.”,”LEA Henri-Charles (1825-1909) ha diretto per 25 anni la libreria e la casa editrice familiare a Filadelfia. In seguito si dedica allo studio della storia medievale e in particolare della Chiesa cattolica romana. Durante questi anni di ricerche, milita nei movimenti di riforma politica di Filadelfia. Ha scritto varie opere. Pag 620-625″,”RELC-252″
“LEA John PILLING Geoff a cura; saggi di Doria PILLING Keith GIBBARD Geoff PILLING John LEA Cliff SLAUGHTER Peter FRYER”,”The Condition of Britain. Essays on Frederik Engels.”,”John Lea insegna criminologia alla Middlesex University è ed autore del volume’What is to be Done About Law and Order’ (Pluto Press, 1993). Geoff Pilling insegna economia politica alla Middlesex University ed è autore di ‘The Crisis of Keynesian Economics’ (1985)”,”MAES-198″
“LEAB Daniel J. a cura; saggi e notizie biografiche di David BRODY James A. HENRETTA Gary B. NASH Alfred YOUNG Edward PESSEN David MONTGOMERY Herbert G. GUTMAN H.M. GITELMAN James HOLT Paul B. WORTHMAN Melvyn DUBOFSKY Michael H. EBNER Alice KESSLER-HARRIS Frank STRICKER Daniel J. LEAB Daniel NELSON Sidney FINE Jashua FREEMAN Nancy GABIN Dale NEWMAN”,”The Labor History Reader.”,”Collana ‘The Working Class in American History’ consiglio editoriale: David BRODY, Herbert G. GUTMAN, David MONTGOMERY. Saggi e notizie biografiche di David BRODY, James A. HENRETTA, Gary B. NASH, Alfred YOUNG, Edward PESSEN, David MONTGOMERY, Herbert G. GUTMAN, H.M. GITELMAN, James HOLT, Paul B. WORTHMAN, Melvyn DUBOFSKY, Michael H. EBNER, Alice KESSLER-HARRIS, Frank STRICKER, Daniel J. LEAB, Daniel NELSON, Sidney FINE, Jashua FREEMAN, Nancy GABIN, Dale NEWMAN.”,”MUSx-059″
“LEACH Douglas Edward”,”Arms for Empire. A Military History of the British Colonies in North America, 1607-1763.”,”LEACH Douglas Edward (Providence, 27 maggio 1920 – 1luglio 2003). Una delle massime autorità in materia di storia coloniale americana del XVII secolo, Leach si laureò nel 1942. Dopo aver prestato servizio come Ufficiale di coperta nella Marina degli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale con una formazione speciale in guerra antisommergibile. Ottenne il suo M.A. nel 1947 e il Dottorato di ricerca in storia americana alla Harvard University nel 1952. «Le battaglie hanno svolto un ruolo importante nel determinare il corso della storia. Il professor Leach ci ha fornito un lucido riassunto delle campagne militari nelle colonie britanniche del Nord America dallo sbarco a Jamestown alla rivolta di Pontiac. Le parti più preziose del libro sono le descrizioni delle battaglie e le analisi della strategia britannica, (…) Sebbene, (…), tutti abbiano sentito parlare della sconfitta di Braddock, e gli storici riconoscano che essa portò gli inglesi a rivalutare i loro metodi, vale la pena ricordare il sanguinoso scontro sul lago George, 63 giorni dopo, perchè pose dei limiti al successo delle armi francesi nel 1755. L’autore ha attinto saggiamente dai resoconti contemporanei e da alcuni dei migliori studi del XX secolo. Puntando sulla strategia, Leach riassume la maggior parte dei piani della campagna britannica e alcuni di quelli francesi e spagnoli per gli anni in cui si verificarono i combattimenti più pesanti. Per 70 anni gli inglesi promossero piani per conquistare la Nuova Francia. Nonostante i ripetuti fallimenti, i comandanti successivi tornaro più o meno allo stesso piano generale, una campagna a due o tre punte mirata al cuore del Canada. (…) Un sistema militare coloniale emerse come risultato di combattimenti con gli indiani prima della guerra di re Guglielmo. La tradizionale milizia inglese della contea fu il fondamento del sistema. (…) Sebbene il costo delle operazioni militari spesso provocasse i coloni, le forze reclutate dalla popolazione nativa non furono mai considerate strumenti di repressione. Durante la cruciale guerra franco-indiana molte colonie furono placate quando ricevettero un risarcimento finanziario dall’Inghilterra per le spese militari sostenute. I generali coloniali dilettanti, così diffusi fino al 1755, fecero il meglio che ci si sarebbe potuti aspettare». (dalla recensione del Book Reviews, Louis M. Waddel, Pennsylvania Historical and Museum Commission, vol. 41, 4/10/1974 traduz. d. r.).”,”UKIQ-012-FSL”
“LEAKEY Richard”,”Le origini dell’ umanità.”,”Richard LEAKEY è autore di numerosi saggi tra cui, pubblicati in IT, ‘Origini’ (con Roger LEWIN, 1979), ‘Il lungo viaggio dell’uomo’ (1981), ‘Le origini dell’uomo’ (1993). LEAKEY è figlio di due celebri antropologi Louis e Mary.”,”SCIx-001″
“LEAKEY L.S.B. GOODALL Vanne Morris”,”La scoperta delle origini dell’ uomo. Dieci decenni di ricerche sull’ evoluzione umana.”,”LEAKEY L.S.B. àè un noto antropologo. La signora GOODALL VanneMorris è una studiosa di letteratura antropologica. “”La profezia di Charles Darwin si sta avverando. Si vengono accumulando prove sempre più numerose, che indicano il continente africano; e particolarmente l’Africa centro-orientale, quale culla della Famiglia degli Ominidi, cui appartiene tutto il genere umano estinto e vivente””. (pag 158)”,”SCIx-266″
“LEAKEY Louis Seymour Bazett GOODALL Vanne Morris”,”La scoperta delle origini dell’uomo. Dieci decenni di ricerche sull’evoluzione umana.”,”L.S.B. Leakey è un noto antropologo. Vanne Morris Goodall è una studiosa di letteratura antropologica. “”Charles Darwin era nato all’inizio del secolo, nel 1809, e era nipote di Erasmus Darwin, il famoso naturalista inglese le cui teorie preannunciarono quelle che avrebbero reso il nome di Darwin uno dei più famosi della storia mondiale. I genitori di Darwin lo avevano destinato alla carriera di medico, ma la stella che doveva guidarlo per tutta la vita fu il suo profondo interesse per la storia naturale. Nel 1831, quand’era ancora studente all’Università di Cambridge, si convinse a prendere parte a una spedizione scientifica che avrebbe percorso per cinque anni i mari del Sud. La mente del giovane Darwin, che si imbarcò nel 1831 sulla H.M.S. Beagle, era ancora profondamente influenzata dalla dottrina della “”creazione distinta”” e dalla conseguente tesi dell’immutabilità di tutte le forme di vita animale e vegetale. Le numerosissime meraviglie naturali che osservò durante il viaggio, e di cui prese minuziosamente nota, lo condussero progressivamente a formulare la sua nuova e diversa teoria per spiegare la molteplicità delle specie e la loro origine. Quando la ‘Beagle’ incrociò fra le isole Galapagos, al largo delle coste del Sud America, Darwin fece delle accurate osservazioni e ne rimase meravigliato. “”Il mio più grande piacere, “” egli scrisse, “”derivava da quanto passava nella mia mente mentre, da solo, ammiravo i paesaggi viaggiando tra zone desertiche e selvagge e maestose foreste… raccogliendo cumuli di fatti in silenzio e solitudine””. Egli osservò come le forme degli uccelli e dei rettili, pur assomigliando chiaramente a quelle proprie del Sud America, variavano tuttavia da un’isola all’altra che il vascello toccava. Fu inoltre colpito dalla somiglianza tra forme fossili di creature gigantesche, come l’armadillo, e quelle dei suoi moderni corrispondenti, e dal fatto che ambedue si potevano trovare solo in Sud America. Darwin notò che creature viventi, anche se apparivano strettamente collegate, mostravano variazioni persino in località diverse all’interno di una stessa area geografica. Si convinse quindi sempre più, con l’accumularsi dei dati raccolti, che la teoria dell’immutabilità della specie era completamente insostenibile: le specie non erano costanti ma si modificavano continuamente. Le domande fondamentali in proposito erano: “”perché””, e “”come””. Poteva darsi che una creatura come il gigantesco armadillo estinto fosse un antenato di quello esistente, oppure che ambedue rappresentassero i due estremi di una specie avente la stessa origine? Darwin tornò in Inghilterra con un numero stupefacente di appunti, in cui aveva meticolosamente tenuto nota delle piante e delle creature viventi osservate nel suo viaggio. Il viaggio era durato cinque interi anni, e fu immortalato da Darwin nel suo libro ‘Il viaggio della Beagle’, pubblicato nel 1839. (…) Darwin lavorò per vent’anni sul materiale che aveva raccolto e formulò la sua teoria dell’evoluzione”” (pag 30-31)”,”SCIx-006-FGB”
“LEAR Edward”,”Diario di un viaggio a piedi. Reggio Calabria e la sua provincia (25 luglio – 9 settembre 1847).”,”””Fare sempre ciò che ci piace, ammirare o fermarci per disegnare, senza alcuna regola precisa””: in questa intesa stabilita con il fedele accompagnatore fin dall’inizio del cammino, si può riassumere il sginificato, lo scopo, il metodo di tutto il viaggio compiuto da Edward Lear e da suo compagno John Proby attraverso la provincia di Reggio Calabria nel lontano 1847. (introduzione)”,”ITAS-013-FSD”
“LEBEDINSKY Mauricio”,”Frente al revisionismo. De “”izquierda”” y de derecha (en general y en la Argentina).”,” “”Quando ci riferiamo a Debray riguardo al caso nella storia conviene ricordare che Sorel sosteneva sempre che la storia era imprevedibile, che predominava il caso, che il mito svolgeva una funzione importante. Ovvero che rifiutava il materialismo storico. L’ uomo, per lui, impone l’ ordine e la ragione. Nella storia giocano il caso e la decadenza. Esiste una impossibilità di previsione e il socialismo è un’ esigenza morale che bisogna introdurre nella storia (per la fonte vedere: Pierre Soury, Le marxisme après Marx, Paris, Flammarion, 1970; Pierre et Monique Favre, Les marxismes après Marx, Paris, PUF, 1970)””. (pag 73)”,”TEOC-434″
“LEBER Annelore a cura, collaborazione di Willy BRANDT e Karl Dietrich BRACHER”,”The Conscience in Revolt. Portraits of the German Resistance 1933-1945.”,”LEBER Annelore Bibliografia del movimento operaio sul tema della resistenza opposizione al nazismo (pag 442-443) “”The Gestapo referred to the Schulze-Boysen-Harnack group as the most dangerous of all Communist organisations. The closing report of the State Security Service in 1942 read: “”It is a remarkable fact that among those captured, over 20% are professional soldiers, civil servants and government employees, 21% are artists, writers and journalists, while only 13% of those arrested are workers and tradesman. Of the total number of those arrested 26 persons, i.e. 29%, are academics and students.””. The circle, to which in particular young people who were dismayed at how the war was proceeding felt attracted, tried above all to influence soldiers and foreign labourers through the newspaper ‘Innere Front’.”” (pag 291)”,”GERR-035″
“LE-BLANC Paul”,”Lenin and the Revolutionary Party.”,”LE-BLANC Paul (1947-) ha curato assieme a Scott McLEMEE ‘C.L.R. James and Revolutionary Marxism’ (1993) e autore di ‘Permanent Revolution in Nicarague’ (1984). Ha scritto articoli per molte riviste. Scontro Lenin – Bucharin. “”Forti differenze si manifestarono in particolare tra Lenin e un gruppo attorno al giovane teorico Nikolai Bucharin. Lenin rispettava l’ abilità intellettuale di Bucharin, ma lo vedeva anche immaturo, instabile, e ultrasinistro. Bucharin era stato influenzato inizialmente da Alexander Bogdanov, e durante gli anni della guerra dalla sinistra marxista che gravitava attorno ad Anton Pannekoek. Il suo gruppo includeva Nikolai Krylenko, Elena Rozmirovoch e, più tardi, G.L. Piatakov e Yevgenia Bosch; questi ultimi due (influenzati da Rosa Luxemburg e Karl Radek) nettamente furono in disaccordo netto con il sostegno di Lenin alla autodeterminazione delle nazionalità oppresse, opponendo a questo un astratto internazionalismo proletario. Non solo Bucharin condivise questa posizione, ma in questo periodo non considerò i contadini come un significativo alleato della classe operaia, e fu in pure in disaccordo con la forte enfasi di Lenin sull’importanza delle richieste democratiche (…)””. (pag 231) “”Non molto dopo, Lenin acconsentì a partecipare come collaboratore e nel comitato editoriale di una rivista teorica, Kommunist, fondata da Bucharin, Piatakov, e Bosch. Essa fu vista come una pubblicazione del comitato centrale bolscevico, che contribuiva con significative risorse, sebbene i compagni dissidenti volessero assumere maggiori responsabilità editoriali. (…)”” (pag 233) In seguito Lenin uscì dal comitato di redazione della rivista ed essa non venne più considerata bolscevica dal comitato centrale del partito.”,”LENS-165″
“LE-BLANC Paul”,”A Short History of the U.S. Working Class. From Colonial Times to the Twenty-first Century.”,”Libro dedicato a Frank Lovell (1913-1998)”,”MUSx-299″
“LE-BLANC Paul”,”Marx, Lenin, and the Revolutionary Experience. Studies of Communism and Radicalism in the Age of Globalization.”,”Paul Le Blanc is Associate Professor of History at La Roche College. He has written extensively on historical, social and political issues (including A Short History of the U.S. Working Class and Black Liberatin and the American Dream), and is Associate Editor of The Encyclopedia of Protest and Revolution. Foreword by Dennis BRUTUS, Acknowledgments, Introduction, Endnotes, Bibliography, Index,”,”TEOC-075-FL”
“LE-BLANC Paul”,”A Short History of the U.S. Working Class. From Colonial Times to the Twenty-first Century.”,”Paul Le Blanc is Associate Professor of History at La Roche College. He has written extensively on historical, social and political issues (including A Short History of the U.S. Working Class and Black Liberatin and the American Dream), and is Associate Editor of The Encyclopedia of Protest and Revolution.”,”MUSx-006-FL”
“LEBON André”,”Immigration et presence etrangere en France 1990/1991. Les données, les faits.”,”André Lebon Conseiller technique à la Direction de la Population et des Migrations”,”STAT-581″
“LE-BRAS Gabriel”,”Studi di sociologia religiosa.”,”Gabriel LE-BRAS è considerato un maestro indiscusso della ricerca sociologica in Francia e all’ estero. Ha sempre rifiutato l’ astrattezza e la genericità. “”La conquista del suolo è stata opera dei missionari; la sua ripartizione in zone, il compito iniziale della Chiesa secolare; la sua occupazione sporadica, il compito incessante dei religiosi””. (pag 229) “”L’ installazione del cristianesimo fu lenta quanto la sua penetrazione. A dire la verità , non ha affatto un termine, poiché consiste in un costante adattamento alle circostanze e ai bisogni. Tra il V ed il X secolo, la maggior parte dei luoghi di culto sono stati fissati; la maggior parte dei territori delimitati, ma il duplice fenomeno che dobbiamo descrivere si svolge ancora sotto i nostri occhi.”” (pag 231)”,”FRAD-050″
“LE-BRAS Hervé”,”Il demone delle origini. Demografia e estrema destra.”,”LE-BRAS Hervé è Direttore di studi all’ EHESS di Parigi e direttore di ricerca all INED. Ha scritto ‘Les trois France’ (1995) e ‘Naissance de la mortalité’ (2000) “”La tesi di questo libro è semplice: la demografia in Francia sta per diventare un mezzo di espressione del razzismo. Si tratta di una tesi che suscita scandalo, perché mette in stretta relazione due ambiti che tutto sembra opporre: l’ impulso esecrabile e la scienza matematica, il populismo e l’ universo ovattato dell’ Ecole Polytechnique, il Front national e una prestigiosa istituzione di ricerca, tribuni che arringano dai giornali di estrema destra e professori che pubblicano nelle riviste di scienze morali e politiche. I fatti e i testi osservati e accumulati da qualche anno dimostrano tuttavia nettamente che queste opposizioni sono superate, e che tra i due ambiti si sta effettivamente sviluppando un rapporto.”” (pag 17)”,”DEMx-049″
“LE-BRAS Gabriel”,”Studi di sociologia religiosa.”,”Gabriel LE-BRAS è considerato un maestro indiscusso della ricerca sociologica in Francia e all’ estero. Ha sempre rifiutato l’ astrattezza e la genericità. La divisione della popolazione francese in gruppi di più o meno ‘fedeli’, osservanti: le quattro categorie (pag 129-131) – Al di fuori del recinto (atei, altre religioni, cristiani separati…) – All’interno del giardino (la maggioranza dei francesi) – La categoria dei fedeli (una minoranza di battezzati) – Minoranze fervente (è all’interno di questa elite che vengono reclutati il clero, le congregazioni religiose, le confraternite, le associazioni pie)”,”RELC-006-FB”
“LE-BRAZ Yves”,”Les rejetés. L’ affaire Marty-Tillon. Pour une histoire différente du PCF.”,”LE-BRAZ Yves è uno pseudonimo che nasconde un ex PCF ex militante di questa organizzazione alla quale aveva aderito all’ età di 16 anni nel 1958 e darà le dimissioni nel maggio 1968. Senza tener conto della lettera di André Marty, in data 24 agosto, l’ ufficio politico riprende contro di lui i rimproveri di ostilità alla dichiarazione di Thorez sull’ Armata Rossa. Manifestamente, niente modifica l’ attegiamento del tribunale: il processo è dunque giudicato. Cosa che spiega il machiavellismo del capitolo seguente consacrato all’ imperialismo americano e agli strumenti della sua politica. Nel 1947, Zdanov tuona contro i comunisti francesi che sottovalutano il pericolo socialista. Nel 1952, dopo delle ricerche che si spera lunghe e minuziose, l’ ufficio politico ha la convinzione che André Marty porti la responsabilità di una tale impasse ideologica. Al comitato centrale del 29 e 30 ottobre 1947, André Marty, in effetti, non ebbe una parola contro i socialisti ma vituperò solo i gollisti (a questo proposito, che diventa il “”gollista conseguente””?). Risultato: “”Marty dimenticava che la socialdemocrazia è il marciapiedi del fascismo (…). La sua concezione avrebbe condotto a disorientare la lotta per la pace che suppone la lotta contro quelli che, in seno alla classe operaia e del popolo, si fanno portatori dell’ ideologia di guerra ed esecutori di una politica di guerra, sotto l’ insegna del tradimento nazionale””. (pag 186-187)”,”PCFx-043″
“LE-BRETON Jean-Marie”,”Una storia infausta. L’ Europa centrale e orientale dal 1917 al 1990.”,”Jean-Marie LE-BRETON, già ambasciatore di Francia a Sofia e a Bucarest, ha insegnato all’ Institut d’ Etudes Politiques di Parigi e all’ ENA.”,”EURC-044″
“LE-BRETON Jean-Marie”,”Una storia infausta. L’Europa centrale e orientale dal 1917 al 1990.”,”Jean-Marie Le Breton, già ambasciatore di Francia a Sofia e a Bucarest, ha insegnato all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi e all’ENA.”,”EURC-072-FL”
“LE-BRIS Emile REY Pierre-Philippe SAMUEL Michel”,”Capitalisme negrier. La marche des paysans vers le proletariat.”,”””En effet, le mode de resistance de la paysannerie parcellaire (aussi bien aux Etats-Unis qu’en France d’ailleurs) à la domination capitaliste est fondamentalment identique à celui des communautés paysannes indiennes, africaines, etc: c’est l’ autarcie; des lors qu’il existe une complementarieté perfaite entre paysans et artisans ruraux, ou la circolation monetaire est presque nulle, le capitalisme n’a aucun moyen de s’ introduire (…).”” (pag 55)”,”CONx-102″
“LECHEVALIER Sébastien, contributi di Arnaud NANTA e Yves TIBERGHIEN”,”La grande transformation du capitalisme japonais (1980-2010).”,”Avec les contributions d’Arnaud Nanta et d’Yves Tiberghien S. Lechevalier è uno specialista di economia giapponese. E’ fondatore dell’Associazione France-Japone dell’EHESS dove è maitre des conferences. “”Une difficulté récurrente dans ce domaine [système de protection sociale dans le capitalisme japonais classique] est de classer le Japon dans les typologies existantes, dont la plus connue est bien sûr celle de Gosta Esping-Andersen, reposant sur la distinction entre trois régimes: social-démocrate, conservateur et libéral (18). Cette approche est en fait particulièrement inadaptée au cas japonais et conduit à ce que Shogo Takegawa appelle “”l’orientalisme du bien-être”” (welfare orientalism) (19), c’est-à-dire la vision simplificatrice des chercheurs européens et américains à l’égard des systémes de protection sociale en Asie (30). Par exemple, si l’on se limite à l’analyse de la part des dépenses sociales dans le PIB, alors on peut dire que la protection sociale dans le capitalisme japonais classique se caractérise par un niveau d’intervention de l’Etat plus faible qu’aux Etats-Unis (15.1% en 1997 contre 15.8% aus Etats-Unis, 29,2% en Allemagne et 35.7% en Suède). Ce seul critère conduirait à faire du système japonais de protection sociale un archétype du modèle libéral.. Cependant, il faut nuancer ce résultat à plusieurs niveaux”” (pag 205) (18) Gosta Esping-Andersen, ‘The Three Worlds of Welfare Capitalism’, Cambridge Polity Press, 1990; (19) Shogo Takegawa, “”Japan’s Welfare-State Regime. Welfare Politics, Provider and regulator””, Development and Society, 34 (2) 2005, p. 169-190; (20) Sont par exemple représentatifs de ce problème: Richard Rose et Rei Shiratori, ‘The Welfare State: East and West’, Oxford, Oup, 1986, et Arthur Gould, ‘Capitalist Welfare Systems. A Comparison of Japan, Britain and Sweden’, Longman, Londres, 1993 Biographie de l’auteur Sébastien Lechevalier est maître de conférences à l’Ecole des hautes études en sciences sociales (EHESS), président de la Fondation France-Japon de l’EHESS et directeur du GIS/Réseau Asie. Il est l’auteur de La grande transformation du capitalisme japonais (Presses de Sciences Po, 2011). Brieuc Monfort est chercheur associé au Centre d’études avancées franco-japonais de Paris (CEAFJP). Il a travaillé au Japon comme conseiller financier pour la direction du Trésor et il a également été économiste au Fonds monétaire international et à l’INSEE. [ISC Newsletter N° 73] ISCNS73TEC”,”JAPE-033″
“LECKIE Robert”,”George Washington’s War. The Saga of the American Revoluion.”,”I ‘Redcoats’ erano i soldati britannici che combatterono contro le tredici colonie nordamericane durante la guerra d’indipendenza americana. Questo conflitto, noto anche come rivoluzione americana, si svolse tra il 19 aprile 1775 e il 3 settembre 1783. Le tredici colonie, insieme alla Francia, alla Spagna e alle Province Unite, ottennero la vittoria, portando all’indipendenza delle colonie e alla formazione degli Stati Uniti d’America, L’Olanda ha giocato un ruolo significativo nella guerra d’indipendenza americana. Nel 1780, l’Olanda si schierò a fianco dei ribelli americani contro la Gran Bretagna. Questo intervento fu decisivo per le sorti del conflitto. Alla battaglia di Yorktown nel 1781, dove si concentrò il grosso delle forze britanniche, le forze alleate (Francia, Spagna e Olanda) sbaragliarono il nemico, contribuendo alla vittoria finale delle tredici colonie nordamericane e all’indipendenza degli Stati Uniti d’America. C’è un collegamento tra la guerra di indipendenza americana e la guerra dei Sette Anni in Europa. Ecco come si collegano: Guerra dei Sette Anni (1756-1763): Questo conflitto coinvolse numerose nazioni europee e le loro colonie in America e in India. Originariamente scoppiata come una disputa tra l’Austria e la Prussia per il controllo della regione della Slesia in Germania, la guerra si espanse coinvolgendo altre nazioni europee. La Gran Bretagna, che aveva già ottenuto il Canada e altre terre dalle vittorie militari contro la Spagna e la Francia, giocò un ruolo chiave in questa guerra. Guerra d’indipendenza americana (1775-1783). Questo conflitto fu combattuto tra la Gran Bretagna e le sue Tredici colonie in Nord America, che alla fine ottennero l’indipendenza e diedero vita agli Stati Uniti d’America. Durante la guerra d’indipendenza americana, la Francia, desiderosa di riscattare la sconfitta subita durante la Guerra dei Sette Anni, si unì alle colonie ribelli, insieme alla Spagna e alle Province Unite (Paesi Bassi). La partecipazione di queste nazioni europee contribuì alla vittoria finale degli americani. In sintesi, la guerra dei Sette Anni in Europa ebbe un impatto sulle relazioni internazionali e sulla situazione politica che alla fine influenzò la guerra di indipendenza americana (f. copil)”,”USAG-008-FSD”
“LECOEUR Auguste”,”Croix de guerre pour une grève. 100.000 mineurs contre l’ occupant, 27 mai – 10 juin 1941.”,”‘Omaggio alla memoria di Auguste HAVEZ, Jean LESTIENNE, Marcel ROLLAND e dei francesi comunisti che salvarono l’onore del loro partito’ ( LE PCF, CONTINUITÉ DANS LE CHANGEMENT. De Maurice Thorez à Georges Marchais LECOEUR Auguste Libreria: LIVRESCOLLECTOR (Bruxelles, ., Belgium) Descrizione libro: Le Livre de Poche, Paris, 1979. Broché, couverture illustrée, 16,5cm x 11cm, 319pp, annexe, postface de Michel-P. Hamelet. Comme neuf. Deuxième édition, sans une partie des notes mais avec un chapitre ajouté relatif au procès intenté à l’auteur par Georges Marchais en 1978 concernant la présence de ce dernier en Allemagne pendant la guerre (pp277-309). Dans cet ouvrage, l’auteur démontre que “”le Parti ne change que pour mieux rester lui-même, derrière les séductions nouvelles dont il se pare”” (Quatrième de couverture), en analysant un par un l’application de ces quatre concepts: la théorie marxiste-léniniste, le centralisme démocratique, la dictature du prolétariat et l’internationalisme prolétarien. Il consacre en outre deux chapitres à, respectivement, Maurice Thorez (pp163-222) et Georges Marchais (pp223-276) dont il s’attache à la biographie changeante et particulièrement à son séjour volontaire en Allemagne pendant l’Occupation. L’auteur (1911-1992) adhère au Parti Communiste en 1927. En 1937, il est envoyé en Espagne comme Commissaire politique dans les Brigades Internationales et y participe aux combats. A son retour en France, il devient Secrétaire fédéral du Pas-de-Calais. Mobilisé, il est fait prisonnier en juin 1940, s’évade, devient responsable du Parti pour le Nord-Pas-de-Calais et organise les grandes grèves de mineurs de mai-juin 1941. N°4 du PC en 1942, il est chargé par Duclos de prendre en main l’organisation interne du Parti. En 1945, Thorez le nomme responsable de l’appareil clandestin du PC redevenu légal. En 1946, il est Sous-Secrétaire d’Etat à la Production charbonnière, et c’est lui qui fait promulguer le Statut du mineur et fait passer la loi sur les Charbonnages de France. En 1950, il apparaît comme le dauphin de Thorez. En 1952, il prend une part active à l’exclusion de Marty mais peu de temps après est accusé de “”fautes opportunistes””. Il refuse de se présenter devant le Comité Central pour y être jugé, quitte le Parti avec dignité, dénonce ses méthodes staliniennes et s’affile au Parti Socialiste en 1958, puis au Parti Socialiste Démocrate en 1976. ISBN 2253021717. “”Communisme””. Codice libro della libreria 7063)”,”PCFx-074″
“LECOMTE Bernard”,”Giovanni Paolo II.”,”Il Concilio Vaticano II. “”Per quanto giovane e inesperto – parecchi altri sono più giovani di lui – monsignor Karol Wojtyla ha lo stesso diritto di voto dei cardinali più anziani e può intervenire nei dibattiti. Un’ opportunità che non si lascia certo sfuggire e, grazie alla quale, nelle quattro sessioni conciliari, pronuncia otto discorsi in seduta plenaria e presenta tredici interventi scritti. Nella prima sessione (11 ottobre – 8 dicembre 1962), interviene nel dibattito sulla liturgia, benché non sia facile prendere la parola in quell’ aula impressionante. Alcuni partecipanti, poco abituati a parlare in pubblico, fanno prolungare i dibattiti senza motivo, leggendo con difficoltà testi scritti che non tengono conto di quanto è stato detto prima da altri. Inoltre, molti vescovi non hanno sufficiente padronanza del latino e spesso non riescono a farsi capire da gran parte dell’ assemblea. Le riunioni, poi, cominciano in genere con le relazioni di alcuni “”tenori”” molto ascoltati, fra i quali primeggiano i cardinali Spellman, Ruffini e Léger.”” (pag 163-164) Bernard Lecomte, vaticanista e giornalista specializzato nei temi dell’Europa orientale, ha scritto su Le Croix, é stato invitato de L’Express e caporedattore di Figaro Magazine prima di dirigere per tre anni il settore comunicazione del Consiglio regionale di Borgogna. Lecomte ha dedicato anni di lavoro e inchieste approfondite intorno alla figura di Giovani Paolo II per realizare, al di uno dei personaggi più emblematici della nostra epoca. Il bilancio di venticinque anni di pontificato tracciato da Lecomte mette in evidenza la contrappozizione tra l’audacia di certe iniziative e il rigido conservatorismo di cui Wojkyla si è fatto portavoce universale, ma è anche un ritratto intimistico di un uomo appassionato di poesia, teatro, sport, letture e incontri. Come verrà considerato Giovanni Paolo II, una volta che il suo magistero sarà consegnato al giudizio dei posteri? Nel corso di un pontificato di eccezionale durata, il primo papa polacco della Storia ha giocato un ruolo spesso contraddittorio. Da una parte, contro ogni attesa, ha ostinatamente difeso la tradizione, la liturgia, i dogmi della Chiesa cattolica, dando di sé talvolta un’immagine di conservatore integrale, quando non di reazionario, specie dal punto di vista della morale e dell’etica; ma dall’altra, soprattutto più recentemente, all’alba del terzo millennio dell’era cristiana, ha saputo modernizzare e ‘globalizzare’ la sua Chiesa di un miliardo di fedeli, situando l’Uomo, la sua dignità e la sua responsabilità al centro del messaggio evangelico contemporaneo. Va anche ricordato che, sul piano politico, è stato uno dei più attivi protagonisti della caduta del comunismo. Con i suoi numerosi viaggi apostolici, spesso spettacolari, sempre mediatici, ha raggiunto i popoli più avversi, trovando ascolto dovunque, dal mondo musulmano a quello laico e decristianizzato della Francia. Ha stupito tutti col denunciare gli errori passati della Chiesa, contribuendo alla riconciliazione con il mondo ebraico. Qual è dunque il vero Giovanni Paolo II, quel Karol Wojtyla che, eletto papa il 16 ottobre del 1978, all’età di cinquantotto anni, è stato di volta in volta poeta, drammaturgo, giornalista, professore, arcivescovo in una Polonia vittima prima del nazismo e poi del comunismo, e offre ancora di sé un’immagine con molte luci e ombre, sempre oggetto di indagine e di stupefatta ammirazione. Bernard Lecomte ha dedicato anni di lavoro e di inchieste alla figura di questo papa, per realizzare, al di là dell’agiografia corrente, il ritratto di un personaggio tra i più controversi del nostro tempo.”,”RELC-205″
“LE-COUR-GRANDMAISON Olivier”,”Coloniser, Exterminer. Sur la guerre et l’Etat colonial.”,”Uso di soldati africani, beduini, nella metropoli parigina per reprimere la guerra civile, nel giugno 1848, la rivoluzione del 1848 (pag 308) Contiene il paragrafo: Remarque 1. ‘Engels et Marx: le colonialisme au service de l'””Histoire”” universelle’ (pag 40-52) LE-COUR-GRANDMAISON Olivier insegna scienze politiche e filosofia politica all’Università. Ha pubblicato (v. 4° cop) tra l’altro ‘Le 17 octobre 1961: un crime d’Etat a Paris’.”,”FRQM-041″
“LECOURT Dominique”,”Lenin e la crisi delle scienze.”,”Questo studio è dedicato a ‘Materialismo ed empiriocriticismo’.”,”LENS-112″
“LEDDA Romano”,”La battaglia di Amman.”,”Romano Ledda è nato a Tunisi nel 1930. Ha aderito nel 1947 al Partito Comunista Italiano, del cui Comitato centrale è membro dal X Congresso. Nella segreteria nazionale della Federazione giovanile comunista fino al 1957, successivamente ha avuto incarichi di lavoro presso la Commissione culturale nazionale, il Comitato regionale del Lazio e la Sezione esteri del Comitato centrale. É stato vice-direttore di critica marxista dalla sua fondazione al 1965. Attualmente è vice-direttore di Rinascita. Inviato speciale dell’Unità nei paesi del terzo mondo, ha seguito dalla crisi congolese del 1960 a quella giordano-palestinese. Ha scritto una Storia delle rivoluzione africane, e un libro sulla esperienza teorica e pratica della guerra di popolo in Guinea Bissau.”,”VIOx-057-FL”
“LEDEEN Michael Arthur”,”L’ internazionale fascista.”,”LEDEEN è nato nel 1941 in America da famiglia mitteleuropea. Docente alla Washington University sta lavorando a un libro su D’ANNUNZIO e l’ impresa di Fiume.”,”ITAF-139″
“LEDEEN Michael A.”,”D’Annunzio a Fiume.”,”LEDEEN Michael A. dedica il libro ai suoi maestri: Alvin FRANK, Richard HEFFNER, George MOSSE, Richard POPKIN, Julius WEINBERG. Ringraziamenti a Renzo DE-FELICE “”Malgrado il carattere spesso assurdo dei testi dei trattati firmati a nome del Comando da Giuriati e da Host-Venturi a Venezia (e dei quali fu stesa una sola copia, rimasta in possesso del comandante), non c’è alcun dubbio che D’Annunzio fosse estremamente popolare tra i capi delle “”nazionalità oppresse”” comprese entro i confini della Jugoslavia. Se il comandante fosse riuscito a procurare i milioni da lui promessi ai rivoluzionari balcanici, egli sarebbe stato certamente in grado di organizzare una serie di insurrezioni del tipo invocato dai trattati. Comunque sia, l’impegno sottoscritto dalle due parti aveva un carattere duraturo, dal momento che il 19 ottobre l’accordo fu rinnnovato con una nuova serie di date per le rivolte nei Balcani, una nuova quantità di armi e di denaro che il Comando (ora Reggenza del Carnaro) doveva procurare e con l’aggiunta, all’elenco degli alleati balcanici, della Macedonia e della Vojvodina. Il totale dei rifornimenti promessi da D’Annunzio era impressionante: centotrentamila fucili e venti milioni di lire”” (pag 249)”,”ITAA-145″
“LEDEEN Michael A.”,”Il complesso di Nerone. Dal fascismo all’eurocomunismo.”,”Noto in Italia soprattutto per l”Intervista sul fascismo’ a Renzo De Felice, Michael L. Leeden corrispondente di ‘The New Republic’ e collaboratore del ‘Giornale nuovo’, è autore di ‘Intervista sul nazismo’ (1977), ‘The First Duce’ (1977) e di ‘Universal Fascism’ (1972). Attualmente (1978) sta ultimando ‘The Jews of Fascist Italy’, I suoi articoli appaiono su ‘Commentary’ e su ‘The Journal of American History’. “”Gli italiani non credono che il loro Paese attraversi una crisi. Quando si parla con i massimi uomini politici e con coloro che influenzano l’opinione pubblica, a Roma, si ha l’impressione di vivere in una sorta di Paese delle meraviglie nel quale le cose sono come le si immagina, invece che essere quello che realmente sono. Possiamo parlare di una «complesso di Nerone» di proporzioni enormi, poiché gli italiani stanno fischiettando, ballando e suonando mentre Roma lentamente si consuma nell’incendio dell’economia politica. Mentre uomini politici ed economisti si preoccupano a parole della crisi, nessuno dei dirigenti del Paese ha invitato gli italiani a compiere quei sacrifici sistematici e significativi che sembrano essere essenziali per la sopravvivenza nazionale. (…) Da lungo tempo l’Italia viene considerata, da alcuni dei suoi cittadini più riflessivi, come una sorta di laboratorio del mondo occidentale. E’ stata l’incubatrice del fascismo e ha dato all’Occidente l’eurocomunismo. (…) L’ipotesi più probabile è che l’Italia non risolverà la propria crisi, per lo meno a breve scadenza, e continuerà ad essere uno dei grandi problemi per la Cee e la Nato”” (pag 121-122)”,”ITAP-241″
“LEDERER Ivo J.”,”La Jugoslavia dalla Conferenza di Pace al Trattato di Rapallo.”,”Nato a Zagabria nel 1929, LEDERER, ha compiuto gli studi nella sua città natale, a Roma, a New York, nell’Univ del Colorado e in quella di Princeton. Specialista di storia dell’ Europa Orientale e di storia della politica estera russa, dal 1957 è Prof incaricato all’Univ di Yale, in USA, presso la quale dirige dal 1962 gli studi superiori europei e russi. Con le edizioni universitarie Yale ha pubblicato nel 1962 il volume da lui redatto in collaborazione con illustri studiosi USA ed EU, sulla politica estera russa: ‘Russian Foreign Policy: Essays in Historical Perspective’.”,”EURC-018″
“LEDERER Emil, a cura di Mariuccia SALVATI”,”Lo Stato delle masse. La minaccia della società senza classi.”,”Emil LEDERER nasce a Pilsen (Boemia) nel 1882, studia a Vienna e svolge la sua carriera accademica a Heidelberg. Sociologo ed economista, si impegna nella socialdemocrazia durante la fase della Repubblica di Weimar fino al 1933 quando è costretto a rifugiarsi a New York ove è accolto presso la New School for Social Research. Muore improvvisamente nel 1939. Noto per i suoi studi sulle classi medie e sulla disoccupazione di massa nelle società industrializzate ha scritto altre opere importanti (v. retrocopertina). L’ opera ‘Lo Stato delle masse’ fu pubblicato a New York nel 1940, un anno dopo la morte. Il suo lavoro sullo Stato totalitario riflette le conoscenze e le esperienze accumulate in una vita di studioso di classi sociali, di economia, militante sindacale durante la Repubblica di Weimar ed esule. Nella sua definizione di Stato totalitario include non solo la Germania e l’ Italia ma anche la Russia bolscevica. E lo indica come un sistema politico “”moderno””, la cui novità deriva dall’avere scientemente distrutto, primo nella storia, la struttura sociale precedente; basata sull’ esperienza di classe e gruppi, sostituendola con “”lo Stato delle masse””, cioè con un regime basato sull’ esistenza di masse amorfe. All’ uscita del suo libro, esso fu dapprima discusso ma poi sostanzialmente ignorato anche da chi, come la Hannah ARENDT, da quelle riflessioni ebbe a prendere più di uno spunto per il suo ‘Le origini del totalitarismo’. La distruzione dei sindacati. “”Il regime nazista fornì qualche surrogato per soddisfare delle necessità concrete e al tempo stesso rafforzare la presa del partito sui lavoratori. L’ organizzazione “”Forza attraverso la gioia”” offrendo viaggi all’estero e in Germania, spettacoli teatrali, concerti e così via, mirava a organizzare il tempo libero degli operai e ad assicurare che venissero sottoposti alle “”giuste”” influenze. Essi avevano la soddisfazione di ricevere le stesse opportunità dei ricchi, mentre veniva impedito loro di restare senza controllo o soli con i propri pensieri in cerca di idee pericolose. Questa organizzazione è un ottimo esempio della sagacia dei leader nazionalsocialisti: dopo la distruzione delle istituzioni autonome e spontanee che si erano sviluppate in Germania nei tempi andati, il regime sapeva come costruire qualcosa di nuovo che servisse per scopi di controllo, potesse essere usato per la propaganda e per diventare uno dei numerosi tentacoli attraverso i qual le masse venivano catturate e irregimentate. Lo stesso si può dire del fronte del lavoro, nonostante l’ opposizione che incontrò, del servizio del lavoro, delle organizzazioni giovanili; tutte queste istituzioni e formazioni conquistarono le masse rompendo le linee di demarcazione tra i gruppi sociali. Paradossalmente l’ antagonismo di classe venne utilizzato per distruggere il potere politico e sociale delle classi mentre le masse vennero istituzionalizzate ovunque, lasciando sfogare le loro emozioni e prevenendo ogni potenziale opposizione.”” (pag 58)”,”TEOS-105″
“LEDERER Ivo J.”,”La Jugoslavia dalla Conferenza della pace al Trattato di Rapallo, 1919-1920.”,”Nato a Zagabria nel 1929, Ivo J. Lederer ha compito gli studi nella sua città natale, a Roma, a New York, nell’Università del Colorado e in quella di Princeton. Specialista di storia dell’Europa orientale e di storia della politica estera russa, dal 1957 Lederer è professore incaricato all’Università di Yale, negli Stati Uniti, presso la quale dirige dal 1962 gli studi superiori europei e russi. E nelle edizioni universitarie di Yale ha pubblicato, con la collaborazione di illustri studiosi americani ed europei sulla politica estera russa “”Russian Foreign Policy: Essays in Historical Perspective””.”,”EURC-073-FL”
“LEDERER Emil, a cura di Michele BASSO”,”Sociologia della guerra mondiale.”,”‘Sociologia della guerra mondiale’ è stato scritto all’inizio del 1915, nel pieno del primo conflitto mondiale. Mentre la maggior parte degli intellettuali europei si faceva travolgere dall’ondata di nazionalismo, difendendo a spada tratta il proprio Paese, Lederer è tra i pochi che si propongano di analizzare lo scontro in qualità di scienziato sociale, senza prendere una posizione pregiudiziale, ma provando a dare una spiegazione scientifica a quello che gli sembra «il più grande evento della storia». Ne risulta una riflessione profonda sul rapporto tra Stato, società e guerra, sulla crisi dello Stato liberale, sull’inestricabile legame tra politica, economia e apparato militare, sulla potenza delle ideologie. Come ha affermato Hans Jonas, il testo merita di essere riconosciuto come un classico della sociologia della guerra, di cui si presenta qui la prima traduzione italiana. “”Il giudizio di Keynes su Lederer è limitato a tre articoli, ma è qui di qualche interese, in quanto permette di avvicinarci al plesso di questioni legato alla guerra. L’unica volta che lo cita, infatti, è in una breve recensione del «The Economic Journal» intitolata ‘Le economie di guerra in Germania’ (46). Keynes recensisce alcuni articoli comparsi sui tre ‘Quaderni sulla guerra’ (Kriegs hefte) pubblicati tra il dicembre 1914 e il marzo 1915 sull”Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik’ sotto il titolo di ‘Guerra ed economia’. Tra di essi, vi figurano tre articoli appunto di Emil Lederer (47) dedicati rispettivamente all’organizzazione dell’economia attraverso lo Stato nel corso della guerra, alla situazione del mercato del lavoro e delle associazioni di interessi dall’inizio del conflitto, e all’approvvigionamento di beni alimentari sempre durante la guerra. Quest’ultimo testo, di sole sette pagine, è definito da Keynes utile, ma è relegato tra gli articoli di secondaria importanza, ai quali non dedica ulteriori commenti. Il primo articolo è ritenuto «piuttosto deludente e non dice che poco o nulla che non possa essere dedotto a priori» (48), anche se l’economista inglese è colpito dal fatto che nei primi giorni di conflitto si considerasse più pressante il problema della riorganizzazione del credito che non quello della produzione industriale. Il resoconto di Lederer sul mercato del lavoro è invece ritenuto migliore, in quanto «meglio illustrato dai fatti» (49), dei quali Keynes riporta alcuni riferimenti essenziali. Più che il giudizio specifico sui testi di Lederer, a sollevare interesse è piuttosto l’impressione conclusiva ricavata da Keynes dalla lettura dei quaderni di guerra, che lo porta ad affermare che «la Germania e i tedeschi non sono poi così differenti dal resto del mondo come la nostra stampa quotidiana vorrebbe indurci a credere. Il mito tedesco, a cui siamo spinti oggi a dar credito, è quello di una macchina sovraumana guidata da mani inumane. la macchina è buona, ma non è in alcun modo mossa con prodigiosa facilità, come veniamo con troppo facilità indotti a pensare quando essa è nascosta da noi da una cortina di silenzio. E neppure i conducenti sono, dopotutto, così diversi rispetto a quanto eravamo abituati a pensare di loro prima della guerra. A parte il professor Jaffé, la nota generale è di moderazione, sobrietà, accuratezza, ragionevolezza, e verità» (50)”” (pag 34-37) [(46) Cfr. J.M. Keynes, The Economics of War in Germany, in ‘The Economic Journal’, 25, 99 (1915) (…); (47) Si tratta di E. Lederer, ‘Die Organisation der Wirtschaft durch den Staat im Kriege, (…); (48) J.M. Keynes, The Economics of War in Germany, cit., p. 446; (49) Ibidem; (50) Ibidem, p. 452] Emil Lederer (1882-1939) è stato un sociologo ed economista tedesco. Di origini ebraiche, nel 1933 è costretto a fuggire negli Stati Uniti dove diverrà il decano degli accademici in esilio presso la New School of Social Research di New York. Autore di studi pionieristici sulle classi medie, è nota anche per ‘Lo Stato delle masse’ (1939) uno dei primi studi sul totalitarismo Michele Basso è ricercatore in Filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi internazionali dell’Università di Padova. Ha pubblicato: ‘La città, alba dell’Occidente. Saggio su Max Weber’ (Quodlibet, 2020). Ha curato ‘Il costume’ di Ferdinand Tönnies’ (Morcelliana, 2019) prefazione: ‘Emil Lederer (1882-1939). Cenni su vita e opere – Lederer come studioso: il giudizio dei contemporanei – Sociologia della guerra mondiale – Guerra, società e Stato; nota del curatore, premessa; traduzione di Michele BASSO; collana Orso Blu; tratto dall’opera originale E. Lederer, Zur Soziologie des Weltkriegs’, in ‘Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik'”,”TEOS-350″
“LeDONNE John P.”,”The Grand Strategy of the Russian Empire, 1650-1831.”,”Preface, Acknowledgments, Maps, Introduction, Conclusion, Notes, Bibliography, Index,”,”RUSx-179-FL”
“LEDRE’ Charles”,”Histoire de la presse.”,”ANTE1-1″,”EDIx-081″
“LEE CHONG-SIK”,”Revolutionary Struggle in Manchuria. Chinese Communism and Soviet Interest 1922-1945.”,”LEE è Prof di scienze politiche e D del Anspach Institute for Diplomacy and Foreign Affairs, Univ of Pennsylvania. E’ coautore con Robert A. SCALAPINO dello studio ‘Communism in Korea’ (Univ California, 1974) vincitore di un premio. LEE ha passato gran parte della sua gioventù in Manciuria.”,”MCIx-007″
“LEE Stephen J.”,”Lenin and Revolutionary Russia.”,”Stephen J. Lee is Head of History at Bromsgrove School. His many publications include The European Dictatorships, 1918-1945 and in this series, Imperial Germany, 1871-1918, Hitler and Nazi Germany, The Weimar Republic and Stalin and the Soviet Union. Lenin and Revoutionary Russia examines the background to and the course of the Russian Revolution of 1917 and Lenin’s regime. It explores all the key aspects such as the development of the Bolsheviks as a revolutionary party, the 1905 Revolution, the collapse of the Tsarists, the Russian Civil War and lenin’s changes between 1918 and 1924.”,”LENS-032-FL”
“LEE Hsiao-Feng”,”Histoire de Taïwan.”,”Lee Hsiao-Feng, nato nel 1952 a Madou, distretto di Tainan, Taiwan. Ex redattore capo del periodici Taiwanais’, Les années 80 e Asiatique, giornalista e scrittore. Attualmente professore all’Università Shih-Hsin al dipartimento di Studi politici dell’Università Tung-Wu e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione di documentazione storica Taiwanese Wu San-Lian. I bombardamenti del 23 agosto 1958 …. finire (pag 119-121)”,”CINx-310″
“LEE Hsiao-Feng”,”Histoire de Taïwan.”,”La guerra di bombardamento. I bombardamenti del 23 agosto 1958. ‘Piegandosi alla volontà americana Chiang Kai-Shek fece evacuare le sue truppe da Dachen e da Zhoushan. Gli Stati Uniti fece pressioni in seguito per fagli abbandonare anche le isole di Jinmen e di Mazu, ma Chiang questa volta non cedette. È così che queste due isole divennero una zona test nelle relazioni triangolari dei maoisti cinesi, dei nazionalisti e degli Americani. Infatti, il 23 agosto 1958 il potere maoista fece bombardare di nuovo Jinmen e Mazu, ma con una intensità ben superiore a quella del bombardamento del 3 settembre 1954. In due ore, oltre quarantamila proiettili colpirono le isole, segnando così l’inizio della guerra di bombardamento. I bombardamenti proseguirono per 44 giorni. Sui quasi 40 km2 di Jinmen piovvero 470.000 bombe. Gli Stati Uniti apportarono il solo sostegno finanziario per un aiuto materiale e militare; inviarono inoltre delle navi di scorta, e evitarono attentamente ogni implicazione nei combattimenti. Temevano in effetti di essere trascinati nella guerra sino-cinese, cosa che precisamente voleva Chiang Kai-shek nella speranza di ottenere un sostegno ancora più grande. Il 23 ottobre, Eisenhower e Chiang Kai-shek giunsero ad un compromesso e pubblicarono un comunicato comune. Chiang rinunciava a riprendere il continente con la forza, in cambio gli Stati Uniti riconoscevano che, nelle circostanze presenti, la difesa di Jinmen e di Mazu non poteva essere dissociata da quella di Taiwan e delle Penghu. Questo accordo rimetteva in causa la definizione della zona di sicurezza come figurava nel Trattato di mutua difesa. La guerra di bombardamento proseguì per quasi vent’anni, secondo una formula ritualizzata attraverso un tacito accordo tra le due parti, secondo il quale i bombardamenti avevano luogo regolarmente ogni due giorni”” (pag 119-121)”,”CINx-311″
“LEE Laurie”,”Moment of War. A Memoir of the Spanish Civil War.”,”Nel dicembre 1937 il giovane Lee attraversa i Pirenei ed entra in Spagna come volontario inglese, e passa un difficile inverno durante la guerra civile spagnola. Nelle sue memoria ricorda le scene del suo tempo di guerra e ritrae le scene di battaglia e la perdita del suo idealismo. L’autore in seguito è vissuto a Londra e ha pubblicato altre opere di memorie autobiografiche.”,”MSPG-034-FSD”
“LEED Eric J.”,”Terra di nessuno. Esperienza bellica e identità personale nella prima guerra mondiale. (Tit.orig.: No Man’s Land. Combat & Identity in World War I)”,”LEED Eric J. ha insegnato storia nella Florida International University di Miami. Il Mulino ha pubblicato pure ‘La mente del viaggiatore. Dall’ Odissea al turismo globale’ (1991) e ‘Per mare e per terra. Viaggi, missioni, spedizioni alla scoperta del mondo’ (1996). Nevrosi come indicatore del dissenso contro la guerra. “”La nevrosi fu funzionale alle autorità precisamente perché rappresentava una categoria di comportamento fondalmentalmente ambigua in termini etici e legali. All’ interno di questa categoria, i desideri inconsci del soldato e gli imperativi del dovere poterono essere negoziati con minor rispetto per la statura morale del paziente e – fatto ancor più importante – senza rimettere in discussione la legittimità della guerra. Georg Stertz, come tanti altri neurologhi tedeschi, era perfettamente consapevole del valore di questa ambigua categoria ai fini di rimozione di potenziali fonti di dissenso dalla prima linea. Egli trattò numerosi casi di coloro che definiva “”fanatici eccentrici””, pazienti le cui eccentricità tendevano ad assumere forma politica. Un caso tipico fu quello di K.K., un sottufficiale e volontario del 1914, che scrisse una lettera al suo ufficiale comandante esprimendo sentimenti contrari alla guerra: il fatto gli valse una punizione sul campo, che però fu revocata a causa della sua “”debolezza di nervi””””. (pag 223)”,”QMIP-042″
“LEFEBVRE Georges”,”La rivoluzione francese.”,”Contiene il saggio di D. ROCHE: ‘George Lefebvre tra storia scientifica e storia socialista. La rivoluzione francese’. Georges LEFEBVRE nacque a Lilla nel 1875 e morì a Parigi nell’inverno del 1960. A lungo professore nei licei, insegnò poi sino al 1945 alla Sorbona. Diresse le ‘Annales historiques de la Revolution francaise’ ed è considerato il maggior storico moderno della grande Rivoluzione.”,”FRAR-028″
“LEFEBVRE Georges”,”Folle rivoluzionarie. Aspetti della rivoluzione francese e questioni di metodo storico.”,”Georges LEFEBVRE (1874-1959) per molti anni ha ricorperto l’incarico di D delle ‘Annales historiques de la Revolution francaise’. In questo libro si alternano magistrali profili di protagonisti come DANTON, ROBESPIERRE, SAINT-JUST, BABEUF, a indagini storiche e sociali sui grandi moti popolari: le ‘folle rivoluzionarie’.”,”FRAR-031 FOLx-015″
“LEFEBVRE G. SOBOUL A. RUDE’ G.E. COBB R.C. a cura di Armando SAITTA”,”Sanculotti e contadini nella Rivoluzione francese.”,”Qui Georges LEFEBVRE e una equipe di suoi allievi scrive su contadini e agitazioni popolari, funzione dirigente o subalterna dei salariati, natura e programma della sanculotteria. Se il LEFEBVRE è soprattutto il grande storico dei contadini, all’orizzonte urbano si restringe il prevalente interesse di Georges RUDE’ e Albert SOBOUL, il primo facendo argomento della propria indagine l’elemento operaio nelle giornate rivoluzionarie e in seno al movimento popolare, il secondo la sanculotteria, mentre Richard COBB- minuzioso indagatore della questione del pane- esamina con pari interesse la realtà parigina e quella dei dipartimenti francesi.”,”FRAR-162″
“LEFEBVRE Georges”,”La Revolution francaise.”,”LEFEBVRE, Prof onorario alla Sorbona, storico francese (Lilla 1874 – Boulogne-Billancourt, Parigi, 1959). Si segnalò con una tesi di laurea su ‘I contadini del Nord durante la Rivoluzione’ (1924). Professore alle università di Clermont, Strasburgo (1928) e Parigi (1932), presidente della Société des études robespierristes e direttore delle Annales historiques de la Révolution, scrisse sulla Rivoluzione francese, mettendone in particolare rilievo le strutture sociali e i fatti economici: ‘La vendita dei beni nazionali’ (1928), ‘La Rivoluzione francese’ (1930), ‘La grande paura’ (1932), ‘Napoleone’ (1937), ‘I Termidoriani’ (1937), ‘L’Ottantanove’ (1939) ‘Il Direttorio’ (1946). (RIZ)”,”FRAR-170″
“LEFEBVRE Georges”,”L’ Ottantanove.”,”Saggio introduttivo di SOBOUL: ‘Georges Lefebvre storico della rivoluzione francese’ e saggio conclusivo: ‘La Rivoluzione francese nella storia del mondo’.”,”FRAR-182″
“LEFEBVRE Henri”,”Le Materialisme dialectique.”,”LEFEBVRE è stato Professore nella facoltà di lettere e scienze umane di Strasburgo.”,”FILx-142″
“LEFEBVRE Henri”,”La pensée de Lenine.”,”LEFEBVRE Henri è dottore in lettere Maitres de recherches al Centre National de la Recherche Scientifique.”,”LENS-104″
“LEFEBVRE Henri”,”Nietzsche.”,”””La leggenda di Prometeo è una proprietà originale della razza ariana tutta intera e un documento che testimonia della sua facoltà per il profondo e per il tragico; e potrebbe anche non essere inverosimile che questo mito abbia avuto per la natura ariana precisamente lo stesso significato caratteristico della leggenda della caduta dell’uomo per la razza semitica, e che sia esistito tra questi due miti un grado di parentela somigliante a quello di un fratello e una sorella…”” (NIETZSCHE, La nascita della tragedia).”,”FILx-185″
“LEFEBVRE Henri”,”Le nationalisme contre les nations.”,”””Il contenuto del sentimento nazionale precede storicamente la sua ‘forma’ cosciente”” VOLTAIRE nel XVIII secolo trova del tutto naturale dire nell’ articolo ‘Patria’ del Dizionario Filosofico che ‘un povero non ha patria’. Come osserva HAYES gli individui, in piena coscienza, per un guadagno economico, raramente sacrificano la loro vita, ma l’ hanno sacrificata per la nazione, o hanno creduto di offrila alla nazione. La teoria delle frontiere naturali non è che una finzione politica inventata da RICHELIEU. L’ A critica TROTSKY per aver sostenuto che il sentimento nazionale non è che un sedativo per le lotte sociali. Scrive TROTSKY: I problemi attuali non si possono risolvere solo con “”la liberazione completa delle forze produttive dalle catene imposte dallo Stato nazionale”” (pag 397, ‘Nationalism and Economic Life’ articolo apparso su Foreign Affairs, New York, ottobre 1934). LEFEBVRE ritiene più precisa la formulazione dei marxisti di destra come Otto BAUER. (pag 128).”,”BORx-010″
“LEFEBVRE Henri”,”Problemes actuels du marxisme.”,”””Il materialismo approfondito riconosce la realtà del mondo pratico “”così com’è”” ma per non accettarla come tale”” (pag 44) “”Marx ricorda che la dialettica è diventata percettibile al borghese pratico nelle contraddizioni della società capitalistica, e nel movimento ciclico della rivoluzione periodica che segue l’ industria moderna e il cui punto culminante è la crisi generale”” (pag 50)”,”MADS-315″
“LEFEBVRE Henri”,”La sociologia di Marx. Il marxismo e la società opulenta.”,”””La teoria dello Stato si trova al centro o, se si preferisce, al vertice del pensiero marxista, (…) Il pensiero di Marx sullo Stato si forma sin dagli inizi della sua riflessione e della sua opera: sin dalla critica della filosofia hegeliana del diritto e dello Stato. Contro Hegel, Marx stabilisce che l’ essenza dell’ essere umano non è politica ma sociale. L’ uomo non è un’ animale politico. (…) Secondo Marx, lo Stato non emana quindi da una razionalità trascendente, superiore alla vita sociale; esso non è neppure interno alla società, espressione della sua razionalità immanente. La ragione dello Stato e la ragione di Stato provengono da una non ragione- da una maturità insufficiente – della realtà umana, ossia sociale”” (pag 129-130)”,”TEOC-200″
“LEFEBVRE Henri”,”La sociologia di Marx. Il marxismo e la società.”,”‘””Nella misura in cui lo sfruttamento di un individuo da parte di un altro sarà abolito, lo sarà anche lo sfruttamento di una nazione da parte di un’ altra. Con l’ antagonismo delle classi all’ interno della nazione scompare l’ ostilità reciproca tra le nazioni”” (Marx, ndr). Se la lotta del proletariato contro la borghesia non è nazionale per il suo contenuto (storico, sociale, pratico) lo è però nella sua forma (politica). Tesi capitale che ritroveremo analizzando il testamento politico di Marx: le Note in margine al programma del partito operaio tedesco.’ pag 180) Henri LEFEBVRE (Hagetman 1905) è uno dei più noti teorici e interpreti del marxismo in Francia. Uscito dal PCF nel 1957; dopo un passato di marxista ortodosso e militante, ha lavorato alla sezione di sociologia rurale del CNRS e dal 1967 insegna nel Campus di Nanterre.”,”MADS-317″
“LEFEBVRE Henri”,”La fine della storia. Epilegomeni.”,”LEFEBVRE Henri è nato nel 1905 a Hagetmau nelle Lande. Dopo aver compiuto studi di filosofia ad Aix-en-Provence e poi a Parigi alla Sorbona, fonda insieme a FRIEDMANN e a POLITZER le riviste ‘Philosopies’ e ‘L’ Esprit’. Dal 1929 si dedica all’ insegnamento della filosofia. Dal 1940 combatte nella resistenza. Nel 1948 lavora al Centre National de la Recherche Scientifique. Nel 1961 è nominato direttore dell’ Istituto. Nell’ ottobre 1962 ottiene la cattedra di sociologia all’ Università di Strasburgo. Dopo parecchi anni passa ad insegnare sociologia all’ Università di Nanterre.”,”TEOC-216″
“LEFEBVRE Georges”,”1789. Das Jahr der Revolution. (Titolo orig: ‘Quatre-vingt-neuf’)”,”Georges LEFEBVRE è nato nel 1874 a Lille. Appartiene alla tradizione dei grandi storici francesi. Da 1935 alla sua morte, nel 1959, è stato professore alla Sorbona, direttore dell’ Istituto per la Storia della Rivoluzione francese e della ‘Societé des Etudes robespierristes’. Nel 1951 esce la sua opera principaçle ‘La Révolution francaise’.”,”FRAR-278″
“LEFEBVRE Henri”,”A la lumiere du matérialisme dialectique. I. Logique formelle logique dialectique.”,”””h. – E’ chiaro che la dialettica materialistica apporta alla teoria dell’ evoluzione degli arricchimenti sui quali non si può qui insistere, essendo il soggetto troppo vasto. In rapporto a questi arricchimenti, il vecchio evoluzionismo appare “”lineare””, unilaterale, “”magro, sterile, arido”” (Lenin). In particolare, la teoria dialettica del movimento nella natura e nella storia sfugge all’ accusa di “”finalismo”” lanciata contro il veccho evoluzionismo. Invece di vedere nell’ evoluzione semplicemente un progresso certo, la dialettica mostra che ci sono delle regressioni parziali o generali, dei declini, delle “”decadenze”” momentanee o no, degli elementi di decomposizione e di dissoluzione. Il tempo è una realtà infinitamente complessa: ogni crescita implica anche un invecchiamento. Così, il fine dell’ “”evoluzione””, la sua “”fine””, non è data a priori.”” (pag 237)”,”FILx-272″
“LEFEBVRE Henri”,”La revolucion urbana.”,”LEFEBVRE Henri, teorico ufficiale del PCF nel dopoguerra, venne espulso nel periodo del XX Congresso del PCF. A partire dal quel momento il suo programma intellettuale ha affrontato la dialettica e le nuove tendenze del capitalismo avanzato Il luogo di abitazione. “”Heidegger ha segnalato il cammino di questo recupero del senso dell’ abitare commentando la frase dimenticata o mal compresa di Hölderlin: “”L’ uomo vive in poeta”” (El hombre vive en poeta). Questo vuol dire che la relazione dell’ “”essere umano”” con la natura e la sua propria natura, con il “”suo”” e suo proprio essere, si situa nell’ abitare, in esso si realizza e in esso si comprende””. (pag 89)”,”DEMx-042″
“LEFEBVRE Henri”,”Le marxisme.”,”””I modi di produzione hanno sempre coesistito e coesistono ancora, agendo e reagendo gli uni sugli altri, senza limiti netti benché siano distinti. In fondo, un modo di produzione, come il feudalesimo, ha presentato delle sfumature e varianti innumerevoli; il feudalesimo asiativo differisce dal feudalesimo europeo, ecc.. Ciascun modo di produzione ha conosciuto una crescita, un apogeo, un declino, una crisi terminale (senza contare le crisi interne, momentanee o più profonde, nel corso di questo sviluppo).”” (pag 70)”,”TEOC-363″
“LEFEBVRE Henri, MARX Karl”,”La libertà marxista.”,”””La borghesia è ‘la classe che nega le classi’. I feudatari affermavano la esistenza delle classi a modo loro, distinguendo in “”ordini”” e “”stati”” che parevan fondati su realtà eterne; su distinzioni assolute fra gli esseri umani: Nobiltà, Clero, Terzo-stato (comprendente artigiani, borghesi, contadini ecc.). La borghesia nega le classi ‘ed è questa precisamente’ la sua ideologia di classe.”” (pag 59) ‘ ‘ in corsivo nel testo “”Marx si è sempre guardato dal portare contro il Capitalista l’ accusa semplicista, moraleggiante, di malvagità. Egli ha denunciato la cupidigia infinita dei capitalisti (per esempio quella degli industriali inglesi che fino al 1842 defalcavano dal salario dei loro operai quanto essi ricevevano dalle opere di carità!). Ma egli ha ben specificato che questi industriali non facevano che profittare delle circostanze, del “”Jus utendi et abutendi”” che il regno della libertà astratta conferiva loro sugli operai. “”Io non ho dipinto di rosa la figura del capitalista e del proprietario fondiario. Ma si tratta qui di persone nella sola misura in cui esse rappresentano rapporti di classe ed interessi determinati. Meno di qualsiasi altro, il mio punto di vista – che concepisce lo sviluppo della formazione economico-sociale come un processo naturale -, può chiamare l’ individuo responsabile di quei rapporti di cui egli resta socialmente il prodotto, benché a considerar soggettivamente le cose, egli li sorpassi di parecchio…”” (Prefazione del Capitale)””. (pag 61)”,”MADS-389″
“LEFEBVRE Henri”,”Pour connaitre la Pensée de Karl Marx.”,”La Lega dei Comunisti e il Manifesto. “”La sede del Comitato Centrale rimane a Londra; Marx però diviene il dirigente teorico. Egli fu incaricato, con lo stesso Engels, di stabilire al più prest un programma politico. Non si sa se Engels sottomise al Congresso il suo “”catechismo comunista””; si sa solo che i londoniani manifestarono nei mesi seguenti a più riprese il loro scontento e arrivarono fino a intravedere delle misure contro il “”cittadino Marx”” perché il programma non era pronto nel tempo fissato. Marx partì dal testo di Engels, rimaneggiandolo profondamente. Il Manifesto è dunque l’ opera comune di Marx e d’ Engels, ed è impossibile separare i loro apporti rispettivi. Ma la redazione definitiva, dunque il movimento, le formule, il vigore e la potenza di questo scritto vengono da Marx e da Marx solo. Engels, rendendo omaggio al suo amico, l’ ha detto e ridetto. Il manoscritto venne inviato a Londra verso il 1° gennaio 1848. In questo momento, la grande crisi rivoluzionaria era già cominciata.”” (pag 138) La legge della caduta tendenziale del saggio di profitto e l’ imperialismo. “”La legge indica solamente una ‘tendenza’ storica. La legge specificatamente ‘economica in apparenza’ è in realtà ‘una legge dialettica’ che si collega alle leggi universali del divenire, essa mostra che le contraddizioni interne del capitalismo lo spingono verso la sua fine nel corso di una storia complessa. (…) Il capitalismo è riuscito in una certa misura a compensare l’ effetto della sua legge interna; per esempio aprendo sempre, ‘con la forza’, nuovi mercati. Allora, aumentando la massa generale dei profitti, l’ effetto della caduta tendenziale e relativa del profitto si trova mascherato. E’ una delle ragioni profonde della lotta sempre più accannita dei capitalisti per i mercati – ovvero dell’ imperialismo – fenomeno ‘politico’ essenziale del mondo moderno””. (pag 215)”,”MADS-390″
“LEFEBVRE Georges”,”Napoléon.”,”Gli accordi di Tilsit, il 7 luglio 1807. “”Per l’ avvenire dell’ alleanza franco-russa, l’ essenziale era di sapere ciò che sarebbero diventate le province polacche, Danzica messa da parte qui, ormai isolata, fu eretta a città libera, e che Rapp continua comunque ad occupare. E’ malauguratamente su questo punto che le discussioni sono rimaste circondate da spesse tenebre. Nessuno dubita che Napoleone volesse volentieri associare Alessandro allo smembramento della Prussia: gli aveva già proposto di avanzare fino al Niémen. Sembra che gli offrisse le sue conquiste polacche a condizione di prendersi in supplemento la Slesia. Può essere che Alessandro avesse accettato se Napoleone avesse consentito a rinunciare a quest’ ultima esigenza e a rendere alla Prussia i suoi territori della Germania centrale. (…) Sia che avesse lui stesso suggerito la soluzione come un compromesso provvisorio, sia che essa appartenesse a Napoleone, le spoglie polacche della Prussia furono costituite in un granducato di Varsavia, popolato da due milioni di abitanti, a profitto del re di Sassonia. Passando per Dresda, il 22 luglio, l’ imperatore la dotò di uno statuto costituzionale. Come la Westfalia, il nuovo granducato entrò nella Confederazione del Reno e 30.000 francesi vi rimasero come guarnigione. Una Polonia fu così ristabilita senza portarne il nome. Di fatto, essa non era che una marca militare opposta alla Russia e introdusse, fin dal primo momento, un germe di dissoluzione dell’ alleanza franco-russa.”” (pag 247)”,”FRAN-071″
“LEFEBVRE Henri”,”Le marxisme.”,”Henri Lefebvre professore all’Università di Parigi-Nanterre 2° copia “”Tout ce qui existe et vit n’existe et ne vit que par un mouvement, un devenir; mais Hegel, à force d’abstraction, parvint à une formule purement abstraite, purement logique, du mouvement en général; et alors il s’imagina tenir dans cette formule la méthode absolue, expliquant toute chose, et renfermant le mouvement de toute chose. Marx, au contraire (il ne faut pas se lasser d’insister su ce point essentiel), affirme que l’idée générale, ‘la méthode’, ne dispense pas de saisir en lui-même chaque objet; elle fournit simplement un guide, un cadre général, une orientation pour la raison dans la connaissance de chaque réalité. Dans chaque réalité, il faut saisir ‘ses’ contradictions propres, ‘son’ mouvement propre (interne), ‘sa’ qualité et ‘ses’ transformations brusques; la forme (logique) de la méthode doit donc se subordonner au contenu, à l’objet, à la ‘matière’ étudiée; elle permet d’en aborder efficacement l’étude en saisissant l’aspect le plus général de cette réalité, mais ne remplace jamais la recherche scientifique par une construction abstraite.”” (pag 31) [Henri Lefebvre, Le marxisme, 1978]”,”MADS-452″
“LEFEBVRE Henry”,”Marx. Uomo, pensatore, rivoluzionario.”,”””Tornato a Treviri, Karl si fidanza segretamente con Jenny. Si confida col padre. Spaventato sia per la giovane età di Marx che per lo scandalo che in una cittadina come quella un simile matrimonio potrebbe provocare, Hirschel-Heinrich Marx si affretta ad allontanare il figlio dalla città. Con aspri rimproveri lo manda a Berlino, “”centro di ogni cultura e di ogni verità”” (discorso di Hegel letto all’inaugurazione dell’università di Berlino nel 1818). A Berlino, nell’autunno del 1836, Karl Marx, che ha ora diciott’anni, si rende conto che il tempo dell’adolescenza è ormai trascorso. Si dedica come un forsennato agli studi. Legge tutti i libri che gli capitano sottomano: diritto, storia, geografia, poesia, letteratura e, soprattutto, filosofia. E’ ancora convinto che la sua vera vocazione sia, più che la filosofia, la letteratura. Trascorre le notti a scrivere poesie sul suo amore, su Jenny, su se stesso: “”Non posso più occuparmi tranquillamente / Di quel che s’impadronisce del mio animo / Non posso più restare in pace / Mi lancio con foga nel lavoro. / Vorrei conquistare tutto / Tutti i favori degli dei / E possedere il sapere / Abbracciare l’arte intera””. Ecco come il ragazzo di diciotto anni già esprime la sua bramosia di sapere, il suo senso della totalità. In quegli anni fecondi Karl Marx riesce a conciliare un lavoro accanito con l’assidua frequentazione delle birrerie, dove incontra gli intellettuali più “”avanzati”” del suo tempo: quelli della sinistra hegeliana. Non dorme più. (…)”” [Henry Lefebvre, Marx. Uomo, pensatore, rivoluzionario, 1970] (pag 9-10) “”Karl Marx, però, ha qualcosa di più dei suoi amici del ‘Doktorsklub’, Rutenberg, Bruno Bauer, Koppen, ecc. Egli avverte infatti una duplice esigenza: quella di entrare in contatto con il reale “”concreto””, e quella di modificare attivamente questo reale. Se scrive ancora versi, è solo per proclamare questa esigenza prometeica: ‘Per questo debbo tutto osare / Senza prender mai riposo / Non restiamo muti / Senza volerci realizzare / Non ci sottomettiamo mai / Silenziosi pavidi / All’umiliante giogo / Poiché il desiderio e la passione / Poiché l’azione ci rimangono’. (…) Le speranze di Karl Marx sono ben presto deluse. Il governo reazionario di Prussia esonera dall’insegnamento Bruno Bauer e rifiuta una cattedra al giovane dottor Marx. Il padre non aveva potuto assistere né ai suoi successi né a questa delusione. Era morto nel 1838 dopo una breve malattia, oppresso dai pensieri e dalle preoccupazioni per i figli, e soprattutto per il suo figlio prediletto, Karl. Una volta abbandonata la carriera universitaria, Karl Marx si avventura nel giornalismo. Entra nella redazione della ‘Rheinische Zeitung’ della quale diviene direttore nell’ottobre del 1842. (…) Nei primi giorni della primavera del 1844 esce il primo (ed unico) numero degli ‘Annali franco-tedeschi’, che contiene due importanti scritti di Marx, uno sulla filosofia del diritto di Hegel, l’altro sulla questione agraria. Vi appare inoltre un interessante lavoro intitolato ‘Lineamenti di una critica dell’economia politica’, a firma di Friedrich Engels.”” (pag 12-16)”,”MADS-023-FF”
“LEFEBVRE Georges”,”La rivoluzione francese.”,”Contiene il saggio di D. ROCHE: ‘George Lefebvre tra storia scientifica e storia socialista. La rivoluzione francese’. Georges LEFEBVRE nacque a Lilla nel 1875 e morì a Parigi nell’inverno del 1960. A lungo professore nei licei, insegnò poi sino al 1945 alla Sorbona. Diresse le ‘Annales historiques de la Revolution francaise’ ed è considerato il maggior storico moderno della grande Rivoluzione.”,”FRAR-005-FR”
“LEFEBVRE Georges”,”Quatre-Vingt-Neuf.”,”Albert Soboul professore alla Sorbona. “”Etape nécessaire de la transition générale du féodalisme au capitalisme, la Révolution française n’en conserve pas moins, au regard des diverses révolutions similaires, ses caractères propres qui tiennent à la structure spécifique de la société française à la fin de l’Ancien Regime. Ces caractères ont été niés. La Révolution française n’aurait été «qu’un aspect d’une révolution occidentale, ou plus exactement atlantique, qui a commencé dans les colonies anglaises d’Amerique, peu après 1763, s’est prolongée par les Révolutions de Suisse, des Pays Bas, d’Irlande, avant d’atteindre la France entre 1787 et 1789. De France, elle a rebondi aux Pays-Bas, a gagné l’Allemagne rhénane, la Suisse, l’Italie» (1) … La Révolution française s’intégrerait dans «la grande révolution ‘atlantique’». Sans doute on ne peut sous-estimer l’importance de l’Océan dans la rénovation de l’économie et dans l’exploitation des pays coloniaux par l’Occident. Mais là n’est pas le propos de nos auteurs, ni de montrer que la Révolution française ne fut qu’un épisode du mouvement général de l’histoire qui, après les Révolutions néerlandaise, anglaise et américaine, contribua à associer ou à porter la bourgeoisie au pouvoir. La Révolution française ne marque d’ailleurs pas le terme géographique de cette transformation, comme les qualificatifs ambigus d”atlantique’ ou d”occidental’ le donnent à entendre: au XIX° siècle, partout où s’est installés l’économie capitaliste, l’ascension de la bourgeoisie à marché de pair: la révolution bourgeoise fut de portée universelle. D’autre part, à mettre sur le même plan la Révolution française et «les Révolutions de Suisse, des Pays-Bas et d’Irlande»…, on minimise étrangement la profondeur, les dimensions de la première et la mutation brusque qu’elle constitua. Cette conception en vidant la Révolution française de tout contenu spécifique, économique (anti-féodal et capitaliste), social (anti-aristocratique et bourgeois) et national (un et indivisible), tiendrait pour nul un demi-siècle d’historiographie révolutionnaire, de Jean Jaurès à Georges Lefebvre. Tocqueville avait cependant ouvert la voie à la réflexion, lorsqu’il demandait «pourquoi des principles analogues et des théories politiques semblables n’ont mené les Etats-Unis qu’à un changement de gouvernment et la France à une subversion totale de la société». Poser le problème en ces termes, c’est dépasser l’aspect superficiel d’une histoire politique et institutionelle, pour s’efforcer d’atteindre les réalités économiques et sociales dans leur spécificité nationale. La Révolution française s’assigna finalement une place singulière dans l’histoire du monde contemporain”” (pag 275-276) [A. Soboul, Postface] [(1) J. Godechot: ‘La Grande Nation. L’expansion révolutionnaire de la France dans le monde, 1789-1799’ (Paris, 1956, 2 vol.), t. I, p. 11. Cette conception d’une revolution «occidentale» ou «atlantique» a d’abord été avancée par R.R. Palmer: «The world Revolution on the west», ‘Political science quarterly’, 1954. Elle a été reprise et développée par J. Godechot et R.R. Palmer: «Le problème de l’Atlantique du XVIII° au XX° siècle», ‘X Congresso internazionale di Scienze storiche. Relazioni (Florence, 1955), t. V, pp. 175-239; R.R. Palmer: ‘The Age of the Democratic Revolution. A political history of Europe and America, 1760-1800′, t. I: The Challenge’ (Princeton, 1959); J. Godechot: ‘Les Révolutions, 1770-1799’ (Paris, 1963, coll. “”Nouvelle Clio””). Exposé d’ensemble par J. Godechot et R.R. Palmer: «Révolution française, occidentale ou atlantique», ‘Bulletin de la Société d’Histoire moderne’, juillet 1960. Bibliographie dans J. Godechot: «Révolution française ou révolution occidentale?» ‘L’Information historique’, 1960, p. 6. Cette conception a été critiquée par G. Lefebvre: ‘Annales historiques de la Révolution française, 1957, p. 272]”,”FRAR-415″
“LEFEBVRE Henri”,”La pensée de Lénine.”,”Henri Lefebvre, professeur de sociologie à Nanterre, s’interroge sur la signification profonde du mouvement parti de Nanterre. Docteur ès lettres, Maitre de recherches au Centre National de la Recherche Scientifique. Avant-propos, Conclusion, note, bibliographie sommarie, Collection pour Connaitre,”,”LENS-054-FL”
“LEFEBVRE Henri”,”L’irruption de Nanterre au sommet.”,”LEFEBVRE Henri “”L’opera di Marx è necessaria ma non sufficiente per comprendere questo tempo, per interpretare l’avvenimento e se possibile orientarlo”” (pag 25) La questione della tecnica. Tesi di H. Lefebvre (1968): l’importanza della tecnica che tende a porsi come una forza autonoma “”Marx avait annoncé la fin du capitalisme concurrentiel sous la double poussée du prolétariat et de la concentration des capitaux. Ce que s’est effectivement accompli. Cependant Marx n’avait pas prévu que les rapports capitalistes et la bourgeoisie come classe survivraient à l’effondrement du capitalisme de libre concurrence; il ne pouvait concevoir l’élasticité et la capacité d’adaptation de ces rapports bien qu’il ait nettement stipulé que les limites du capitalisme lui étaient immanentes et que la bourgeoisie comme classe durerait tant qu’elle jouerait un rôle dans la croissance des forces productives. Que la société bourgeoise, par la médiation de la connaissance scientifique et du travail intellectuel, ait pu assimiler partiellement la pensée dialectique (non sans le rejeter en tant que pensée radicalement critique) et l’utiliser dans l’organisation del la société et de la culture, c’était inconcevable à l’époque. De même que la transformation du marxisme critique et révolutionnaire en superstructure idéologique des pays socialistes. Ni Marx, ni Engels, ni Lénine ne pouvaient supposer que viendrait un jour où il faudrait littéralement reconstruire la méthode et la théorie et que toute tentative, même entachée de dogmatisme, dans cette direction, aurait une portée. Pour Marx, la connaissance exclut l’idéologie, du seul fait que la théorie historique et dialectique des idéologies met fin à celles-ci. Et cela par une révolution théorique indissoluble de la révolution pratique, économique et sociale. Les mots «idéologie scientifique» ou «idéologie marxiste», couramment employés depuis des dizaines d’années, n’auraient eu aucun sens pour Marx. Chacun sait qu’il se disait non-marxiste, à la fin de sa vie. Quant au double schéma rappelé plus haut, il attribue une place considérable à la division technique et sociale du travail. Ce qui reste solide mais ne saurait interdire l’examen de phénomènes récents. L’extrême parcellarisation du travail intellectuel et productif (malgré les tendances à la reconstitution d’une unité globale sur des bases nouvelles) et l’importance de la technique tendant elle-même à s’ériger en force autonome, ont entremêlé la division technique et la division sociale du travail à tel point que l’analyse qui les discerne est aujourd’hui difficile. On s’en aperçoit aussi bien en ce qui concerne les travaux non productifs mais socialement nécessaires que les travaux immédiatement et matériellement productifs. L’intervention directe dans la production et par conséquent dans la division du travail de connaissances mal distinctes d’idéologies rend délicate l’analyse. Ce qui pose une problématique en partie nouvelle, la nôtre”” [Henri Lefebvre, ‘L’irruption de Nanterre au sommet’, Paris, 1968] (pag 20-21-22)”,”TEOC-718″
“LEFEBVRE Denis”,”Guy Mollet. Face à la torture en Algérie 1956-1957.”,”L’autore, nato nel 1953, è presidente del Centro Guy Mollet e segretario generale dell’ OURS, Office Universitaire de recherche socialiste. E’ autore della prima giografia di Guy Mollet (1992).”,”FRAV-164″
“LEFEBVRE Henri”,”Problemes actuels du marxisme.”,”Henri Lefebvre Professeur à la Faculté des Lettres et Sciences humaines de Paris-Ouest. “”De leur analyse des échecs révolutionnaires de 1848 et de 1871, Marx et Engels tirent une conclusion politique. La période de transition du capitalisme au socialisme se caractérisera politiquement par la ‘dictature du prolétariat’. La classe ouvrière ne peut s’organiser en classe dominante dans le cadre et la forme de l’Etat bourgeois existant. Il lui faut, pour imposer les transformations révolutionnaires dans les rapports sociaux, créer une nouvelle forme d’Etat, après avoir brisé l’appareil bureaucratique et militaire mis en place par la bourgeoisie. …. finire (pag 88-89)”,”MADS-018-FV”
“LEFEBVRE Georges”,”Riflessioni sulla storia.”,”E’ una raccolta di saggi di Georges Lefebvre (1874-1959) grande storico della rivoluzione francese, curata dal suo allievo Albert Soboul. Alcuni saggi sono dedicati a Tocqueville, Danton, Robespierre, Saint-Just, Babeuf. ‘Le origini del comunismo di Babeuf’ (pag 251-264) “”La lettera a Germain afferma che il lavoro sarà obbligatoro per tutti i membri della società: «ogni uomo sarà impiegato secondo il suo talento e l’attività di cui è esperto»; ciascuno deporrà al magazzino «i frutti in natura del suo lavoro». «Una semplice amministrazione di distribuzione, l’amministrazione dei viveri, tenendo conto di tutti gli individui e di tutte le cose, farà ripartire queste secondo la più scrupolosa eguaglianza e le farà consegnare al domicilio di ciascun cittadino». … finire (pag 260-261)”,”STOx-063-FF”
“LEFEBVRE Georges”,”Napoleone.”,”Georges Lefebvre (1874-1959) nacque e compì gli studi a Lille; nel 1924 fu nominato professore all’Università di Parigi. I suoi studi sulla Rivoluzione sottolineano la parte che vi ebbero le masse contadine, dal fondamentale Les paysans du Nord pendant la Rév. franç. a La grande peur de 1789, alle Questions agraires au temps de la Terreur.”,”FRAN-002-FL”
“LEFEBVRE Georges”,”Napoleone.”,”Georges Lefebvre (1874-1959) nacque e compì gli studi a Lille; nel 1924 fu nominato professore all’Università di Parigi. I suoi studi sulla Rivoluzione sottolineano la parte che vi ebbero le masse contadine, dal fondamentale ‘Les paysans du Nord pendant la Révolution française’ a ‘La grande peur de 1789’, alle ‘Questions agraires au temps de la Terreur’. Il metodo dell’amalgama la promozione per merito sul campo ‘Facendo continuamente la guerra, l’esercito napoleonico si formò dunque attraverso un continuo amalgama, il cui principio gli veniva dalla Rivoluzione. All’inizio d’ogni campagna, un contingente di reclute vestite e armate alla men peggio partiva a piccoli gruppi verso il fronte. «I coscritti non hanno bisogno di passare più di otto giorni al deposito«, scrive l’imperatore il 16 novembre 1806. Era molto se s’insegnava loro l’essenziale durante il cammino! Immessi nei reggimenti, essi si mescolavano ai soldati agguerriti e imparavano quel che potevano combattendo; negli istanti di riposo, nessuno si preoccupava di fare addestramento, considerandolo come una cosa inutile. Il soldato napoleonico non ha nulla del soldato di caserma: è un combattente improvvisato, come quello della Rivoluzione; conserva lo stesso spirito d’indipendenza; poiché gli ufficiali, venuti dalla gavetta, erano appena ieri suoi commilitoni, e poiché egli stesso può essere promosso domani, si impronta assai poco di spirito «militare»; la disciplina esteriore e meccanica gli riesce insopportabile; diserta senza scrupolo, per ritornare quando è il suo momento, e obbedisce volentieri solo sulla linea del fuoco. Pochi eserciti hanno spinto a tal punto l’insubordinazione; le manifestazioni collettive, le ribellioni individuali, gli ammutinamenti sono cosa frequente; Napoleone minaccia, ma poi si mostra, sempre, più indulgente dei rappresentanti del popolo. Nel soldato, egli non vede in fondo che il combattente e ciò che gli importa è che desideri la battaglia e che vi si getti dentro alla disperata. Codesto ardore, che davanti al nemico esalta l’iniziativa individuale, l’audacia, la fiducia in se stessi e nello stesso tempo dà all’esercito un’anima collettiva, è anch’esso un’eredità della Rivoluzione. Nel soldato napoleonico la passione del sanculotto, l’amore dell’eguaglianza, l’odio per l’aristocrazia, un vivo anticlericalismo, senza dubbio si assopirono col tempo, ma non si spensero (…). Tuttavia, la sua forza principale l’esercito napoleonico, come quelli della Convenzione e del Direttorio, la trae dalla rivoluzione sociale che ha aperto la via alle energie individuali proclamando l’eguaglianza, il cui simbolo militare è la promozione per merito. La costituzione dell’anno VIII conferisce al suo capo la scelta degli ufficiali; ma, anche se egli manifesta qualche velleità di ricostituire un’aristocrazia militare, ciò che essenzialmente guida le sue designazioni è il valore personale. L’anzianità non conta affatto; le qualità intellettuali, di per se stesse, non richiamano molto l’attenzione, e non è necessario essere molto istruiti per riuscire; l’audacia e la bravura fanno scomparire ogni altro merito. Dopo ogni battaglia, il colonnello, arbitro delle promozioni, colma i vuoti attingendo fra coloro che si distinguono nel proprio reggimento, e quest’ultimo è il miglior giudice della sua giustizia. Per i gradi superiori, Napoleone non si regola diversamente’ (pag 230-231)”,”BIOx-006-FGB”
“LEFEBVRE Georges”,”Études sur la Révolution française.”,”Georges Lefebvre, professore onorario alla Sorbona. Contiene due paragrafi su Babeuf: – Où il est question de Babeuf (pag 298-304) – Les origins du communisme de Babeuf (pag 305-314) “”En réalité, si l’on excepte Babeuf, les révolutionnaires qui tinrent des propos inquiétants pour les propriétaires ne nourrissaient pas l’intention de procéder à un partage des terres. (…)”” (pag 310)”,”FRAR-437″
“LEFEBVRE Georges”,”I Termidoriani.”,”””Ma per la seconda volta, fu alle bande della gioventù dorata che si fece ricorso per spezzare la resistenza dei moderati. Dal 25 nevoso almeno (14 gennaio 1795), le loro imprese si moltiplicarono. Le bande assalivano ormai i caffé giacobini, e – fatto nuovo e curioso – la gioventù si sforzava di conquistare il favore dei sanculotti dei ‘faubourgs’, mandando loro delegazioni per invitarli a fraternizzare, ed effettivamente riuscì ad accaparrarsene un certo numero offrendo pranzi da Février, al Palazzo Égalité. Il 29 il «Messager du soir» annunciò che la gioventù dorata aveva deciso di purificare le tribune della Convenzione e di bruciare pubblicamente, il 2 piovoso, un fantoccio rappresentante un giacobino coperto di sangue, ciò che fu fatto. Il 30 nevoso (19 gennaio), un artista del teatro di Feydeau, di nome Gaveaux, aveva cantato alla sezione Guglielmo Tell la sua canzone, ‘Le Réveil du peuple contre les terroristes’ (‘Il risveglio del popolo contro i terroristi’), di cui Souriguères aveva composto la musica, e che per vari mesi sarà l’inno della reazione, mentre sarà proscritta la «Marsigliese», considerata come il canto dei «bevitori di sangue». Cominciò allora la guerra dei teatri; nei primi giorni di piovoso, gli attori giacobini, Fusil al teatro della Repubblica, Trial a quello dell’Opéra furono costretti a fare ammenda onorevole; a ogni rappresentazione, si reclamava il ‘Réveil du peuple’, scatenando di solito un parapiglia generale, poiché la platea giacobina rispodenva con clamori e inni rivoluzionari. Finalmente, il 12 piovoso (31 gennaio), venne inaugurata agli ordini di Martainville, la caccia ai busti di Marat nella sala Feydeau. I comitati li fecero rimettere al loro posto; il 14 furono nuovamente abbattuti e, questa volta, il disordine si estese alle strade e ai caffè; in via Montmartre un busto venne gettato nella fogna. In seguito alle proteste dei sanculotti, scoppiarono risse un po’ dovunque. I comitati capitolarono prontamente, e il 20 (8 febbraio) Dumont fece decidere senza opposizione che gli onori del Pantheon e simili non potessero d’ora in avanti essere accordati se non dopo dieci anni dalla morte dell’interessato. Al provvedimento fu dato effetto retroattivo (…). Contemporaneamente veniva chiuso il club Lazovski nel ‘faubourg’ Marceau, e quello dei ‘Quinze-Vingts’, nel ‘faubourg’ Antoine. Babeuf venne di nuovo colpito da decreto di arresto e sfuggí solo momentaneamente alla prigione. (…) La gioventù dorata si riteneva ormai così potente che Fréron, per averle raccomandato la calma, perse di colpo la sua popolarità (…)”” (pag 84-86)”,”FRAR-440″
“LEFEBVRE Georges”,”Napoleone.”,”Georges Lefebvre (1874-1959) nacque e compì gli studi a Lille; nel 1924 fu nominato professore all’Università di Parigi. I suoi studi sulla Rivoluzione sottolineano la parte che vi ebbero le masse contadine, dal fondamentale ‘Les paysans du Nord pendant la Révolution française’ a ‘La grande peur de 1789’, alle ‘Questions agraires au temps de la Terreur’. ‘Tuttavia, la sua forza principale l’esercito napoleonico, come quelli della Convenzione e del Direttorio, la trae dalla rivoluzione sociale che ha aperto la via alle energie individuali proclamando l’eguaglianza, il cui simbolo militare è la promozione per merito. La costituzione dell’anno VIII conferisce al suo capo la scelta degli ufficiali; ma, anche se egli manifesta qualche velleità di ricostituire un’aristocrazia militare, ciò che essenzialmente guida le sue designazioni è il valore personale. L’anzianità non conta affatto; le qualità intellettuali, di per se stesse, non richiamano molto l’attenzione, e non è necessario essere molto istruiti per riuscire; l’audacia e la bravura fanno scomparire ogni altro merito”” (pag 223)”,”FRAN-002-FC”
“LEFEBVRE Henri”,”La pensée marxiste et la ville.”,”””Dans la partie de son ouvrage (1) intitulée «Les Grandes Villes», Frédéric Engels découvre la réalité urbaine dans toute son horreur. Pourtant, jamais cette réalité ne s’identifie pour lui avec un simple désordre, encore moins avec le mal, avec une maladie de «la société», comme dans beucoup de textes littéraires et scientifiques jusqu’à notre époque. Londres, Manchester, d’autres agglomérations anglaises, Engels les saisit comme un effets de causes et raisons à connaître, donc à maîtriser (par la connaissance d’abord, ensuite par l’action révolutionnaire). La bourgeoisie détient le capital, c’est-à-dire les moyens de production. Elle en use; elle détermine les conditions de leur usage productif. Sans aucun parti pris dépréciatif, Frédéric Engels met en pleine lumière les puissants contrastes de la réalité urbaine, la richesse et la pauvreté juxtaposées, la splendeur et la laideur (la laideur et la pauvreté recevant de ce voisinage une coloration intense et pathétique). Il commence par une déclaration enthousiaste: «Je ne connais rien de plus imposant que le spectacle offert par la Tamise lorsqu’on remonte le fleuve depuis la mer jusqu’au London Bridge… Tout cela est si grandiose, si énorme qu’on est absasordi et qu’on reste stupéfait de la grandeur de l’Angleterre avant même le pied sur son sol». La centralisation a centuplé la puissance de ces milliers d’hommes; elle a multiplié l’efficacité de leurs moyens. Contropartie de cette prodigieuse richesse sociale, réalisée sous l’égide économique et politique de la bourgeoisie anglaise: les sacrifices. les Londoniens «ont dû sacrifier la meilleure part de leur qualité d’hommes pour accomplir les miracles de la civilisation dont la ville regorge» (p. 60). Des forces qui sommeillaient en eux ont été étouffées, afin que «seules quelques-unes puissent se développer» en se multipliant par l’union avec celles de autres. La cohue des rues a déjà, à elle seule, queque chose de répugnant». Ces personnes, de tout état et de toutes classes, ne sont-elles par ‘toutes’ des hommes possédant les mêmes capacités, le mêmes intérêt dans la quête du bonheur? «Ne doivent-elles pas finalement quêter ce bonheur par les mêmes moyens et procédés? Et cependant, ces gens se croisent en courant, comme s’ils n’avaient riende commun…». Cette indifférence brutale, cet isolement insensible, cet égoïsme borné, ne se manifestent nulel part avec autant d’impudence. L’atomisation est ici poussée à l’extrême. Ainsi Engels introduit aussitôt le thème de la «foule solitaire» et de l’atomisation, la problématique de la rue. Jamais le thème de l’aliénation ne se présente abstraitement pour lui (comme séparé). Il perçoit et saisit concrètement l’aliénation”” (pag 13-14) [(1) ‘La situation del la classe laborieuse en Angleterre’, 1842] [Henri Lefebvre, La pensée marxiste et la ville, Casterman, Paris, 1972] [‘Nella parte della sua opera (1) intitolata “”Grandi città””, Frédéric Engels scopre la realtà urbana in tutto il suo orrore. Tuttavia, questa realtà non viene mai identificata per lui con il semplice disordine, tanto meno con il male, con una malattia della “”società””, come in molti testi letterari e scientifici fino ai nostri giorni. Londra, Manchester, altre città inglesi, Engels le coglie come effetto di cause e ragioni da conoscere, quindi da dominare (prima attraverso la conoscenza, poi attraverso l’azione rivoluzionaria). La borghesia detiene il capitale, cioè i mezzi di produzione, li utilizza, determina le condizioni del loro uso produttivo. Senza alcun pregiudizio dispregiativo, Frédéric Engels evidenzia i potenti contrasti della realtà urbana, ricchezza e povertà giustapposte, splendore e bruttura (bruttura e povertà ricevono un colore intenso e patetico da questo accostamento). Esordisce con una dichiarazione entusiastica: “”Non conosco niente di più imponente dello spettacolo offerto dal Tamigi quando si risale il fiume dal mare fino al London Bridge… Tutto questo è così grandioso, così enorme che si resta esterrefatti e si rimane stupiti dalla grandezza dell’Inghilterra ancor prima di mettere piede sul suo suolo. La centralizzazione ha centuplicato il potere di queste migliaia di uomini; ha moltiplicato l’efficacia dei loro mezzi. La contropartita di questa prodigiosa ricchezza sociale, realizzata sotto l’egida economica e politica della borghesia inglese: i sacrifici. I londinesi “”dovettero sacrificare la parte migliore delle loro qualità di uomini per compiere i miracoli della civiltà di cui la città abbonda”” (p. 60). Le forze che giacevano sopite dentro di loro furono soffocate, così che “”solo poche poterono svilupparsi”” moltiplicandosi attraverso l’unione con quelle degli altri. Il solo trambusto delle strade è già qualcosa di ripugnante. Queste persone, di tutti gli stati e di tutte le classi, non sono “”tutte”” degli uomini che possiedono le stesse capacità, lo stesso interesse nella ricerca della felicità? “”Non dovrebbero alla fine cercare questa felicità con gli stessi mezzi e processi? Eppure queste persone si incrociano correndo, come se non avessero nulla in comune…””. Questa brutale indifferenza, questo insensibile isolamento, questo egoismo limitato, non si manifesta da nessuna parte con tanta sfacciataggine. Qui l’atomizzazione è portata all’estremo. Engels introduce così subito il tema della “”folla solitaria”” e dell’atomizzazione, il problema della strada. Il tema dell’alienazione non si presenta mai per lui in astratto (come separato). Percepisce e coglie concretamente l’alienazione’] Nota: Critica di Lefebvre della piccola libro che raccoglie tre articoli di Engels scritti nel 1872, ‘La questione delle abitazioni’ (‘carattere circostanziale, benché la prefazione scritta in seguito da Engels (1887) corregge queste carattere e dà maggiore ampiezza al testo, ma – sempre secondo Lefebvre – ne accresce la confusione…’) (pag 109)”,”MAES-001-FSD”
“LE-FEBVRE Gérard”,”Le choc des télés.”,”Gérard La Febvre è Direttore generale di IP, prima regia pubblicitaria audiovisiva europea (Rtl)”,”FRAE-063″
“LEFEBVRE Georges”,”L’ Ottantanove.”,”L’ appello alle truppe (pag 106-107)”,”FRAR-007-FMB”
“LEFEBVRE-FILLEAU Jean-Paul”,”Les scandales de la IIIe République. Gambetta,assassiné par defeau des soins. Le scandale des décorations. Le scandale du Panama. L’affaire Norton. L’affaire Dreyfus. L’assassinat de Zola. L’affaire des fiches. L’affaire Henriette Caillaux. L’acquittement de l’assassin de Jaures. Lucien Bersot, fusillé pour l’exemple. En 1917 une occasion manquée: les offres de paix de l’Autriche-Hongrie. Les tractations occultes de Joseph Caillaux. L’affaire Albert Oustric. L’affaire Marthe Hanau. L’affaire Stavisky.”,”LEFEBVRE-FILLEAU Jean-Paul è autore di una decina di opere storiche. E’ membro della Societé des Gens de Lettres, amministratore della società Des Auteurs De Normandie (SADN). E’ segretario generale della Federazione dell’associazione degli scrittori di lingua francese.”,”FRAD-098″
“LEFEVRE Sylvie”,”Les relations économiques franco-allemandes de 1945 à 1955. De l’occupation à la coopération.”,”LEFEVRE Sylvie dottore in storia contemporanea, collabora alla pubblicazione dei ‘Documents diplomatiques français’ presso il ministero degli Affari esteri e conduce ricerche sulla RFT e la costruzione economica europea.”,”FRAE-045″
“LEFONS Chiara”,”Scienza, tecnica e organizzazione del lavoro in Gramsci.”,”””Gramsci non si è né a lungo né prevalentemente occupato dei problemi connessi alla scienza, alla tecnica e alla loro storia”” (P. Rossi, ‘Antonio Gramsci sulla scienza moderna’, Critica marxista, n. 2, 1976, poi in ‘Immagini della scienza’, Ed. Riun., 1977) (pag 106) Critica di Gramsci alla soluzione razionalizzatrice di Trotsky (pag 125, nota)”,”GRAS-007-FB”
“LEFORT Claude”,”La complication. Retour sur le communisme.”,”Claude LEFORT, uno degli interpreti più conosciuti del totalitarismo e della democrazia moderna, è l’autore di varie opere tra le quali: -Le Travail de l’oeuvre. Machiavel, 1972 -L’Invention democratique, 1981 -Essais sur le politique, 1986″,”RIRO-148″
“LEFRANC Georges”,”Les gauches en France 1789 – 1972.”,”Sinistra liberale e parlamentare, sinistra democratica e anticlericale, sinistra socialista e comunista”,”MFRx-048″
“LEFRANC Georges”,”Le syndicalisme en France.”,”LEFRANC è ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure, Agregé d’Histoire et de Geographie.”,”MFRx-114″
“LEFRANC Georges”,”Le socialisme reformiste.”,”LEFRANC è ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure, Agregé d’Histoire et de Geographie.”,”MEOx-009″
“LEFRANC Georges”,”Le syndicalisme dans le monde.”,”LEFRANC è ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure, Agregé d’Histoire et de Geographie.”,”SIND-007″
“LEFRANC Georges”,”Le mouvement syndical de la liberation aux evenements de mai-juin 1968.”,”LEFRANC è stato allievo dell’ Ecole Normale Superieure e Prof agregé d’histoire.”,”FRAP-035″
“LEFRANC Georges”,”Le syndicalisme en France.”,”LEFRANC è ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure, Agregé d’Histoire et de Geographie.”,”SIND-033″
“LEFRANC Georges”,”Jaures et le socialisme des intellectuels.”,”LEFRANC mostra come JAURES sia stato il più eminente rappresentante del ‘socialismo degli intellettuali’ che è cominciato prima di lui e si prolungato dopo di lui, attento al ruolo delle idee, preoccupato dei problemi di ‘civilistique’, desideroso di creare un nuovo stile di vita. Per JAURES la rivoluzione non sorgerà dal cataclismo economico: “”Marx si sbagliava. Non è dall’ indigenza assoluta che potrà venire la liberazione assoluta. Per quanto povero fosse il proletario tedesco, non era la povertà suprema… Nessuno tra i socialisti d’ oggi accetta la teoria della pauperizzazione assoluta del proletariato”” (pag 47)”,”JAUx-030″
“LEFRANC Georges”,”El socialismo en el mundo.”,”In Giappone prima della guerra si potevano contare 350 mila affiliati ai sindacati specialmente del ramo tessile e tra i marittimi. Il sindacalismo si è esteso rapidamente con l’ occupazione americana: nel 1947, si potevano contare 6 milioni di iscritti ai sindacati, dei quali 3 milioni e mezzo appartenevano ad organizzazioni sindacali autonome. Due confederazioni si contrapponevano: Sodomei, di tipo tradeunionista, appoggiata dalla AFL, e Sanbetsu, appoggiata dal CIO. (pag 122).”,”SIND-038″
“LEFRANC Georges”,”Les organisations patronales en France. Du passé au present.”,”LEFRANC Georges è stato ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure e professore agregé di storia dottore in lettere.”,”FRAE-014″
“LEFRANC Georges”,”Histoire du Front Populaire, 1934-1938.”,”LEFRANC Georges è ex-allievo dell’ Ecole Normale Superieure Professore agrégé d’ histoire. “”Insensibile a questo appello, la destra vota contro il governo. Paradosso di una situazione, in cui i comunisti e la SFIO approvano con il loro voto una politica finanziaria che in loro stessi respingono e ove la destra rifiuta i voti a delle misure che la riempono di soddisfazione. (…) Contemporaneamente, i comunisti continuano ad attaccare la politica di non intervento che Delbos prosegue in Spagna. Gli scioperi si prolungano. I sindacati persistono a rifiutare le deroghe richieste alla 40 ore. (…) Riserve dei militanti socialisti. Riunito a Marsiglia dal 10 al 13 luglio 1937, il Congresso della SFIO traduceva i sentimenti profondi dei militanti socialisti. Atmosfera di pessimismo, scoraggiamento, constatano i partecipanti. “”Uno dei momenti più difficili e per molti versi uno dei più penosi”” di tutta la storia del partito socialista, constata Leon Blum. Quanto è lontana l’ euforia del giugno 1936!””. (pag 259-260)”,”FRAP-074″
“LEFRANC Georges”,”Le sinistre in Francia dalla rivoluzione ai giorni nostri. (Tit. orig.: Les gauches en France, 1789-1972)”,”””Ma l’ unità delle forze di sinistra a questo punto non era ancora completa: il Partito Comunista vi aveva aderito solo all’ ultimo momento e a sinistra lo si considerava ancora con sospetto. E opposizioni violente si manifestarono nell’ aprile 1934. Perché la “”svolta”” comunista divenisse un fatto compiuto, occorreva che i dirigenti di Mosca si rendessero pienamente conto del pericolo per l’ URSS dell’ insediamento a Parigi di un governo “”fascista””. Soltanto allora, infatti, decisero di smettere di considerare il nazismo un fenomeno passeggero e la socialdemocrazia il principale avversario del comunismo sulla via del potere, e la Francia e la Gran Bretagna due grandi potenze capitaliste pronte a promuovere una guerra controrivoluzionaria. Allora soltanto smisero di caldeggiare il fronte unico alla base per isolare i capi riformisti della SFIO e della CGT e accettarono uno scambio di vedute fra dirigenti. Si mostrarono perfino disposti ad andare più lontano, dopo che il 2 maggio 1935 Pierre Laval aveva concluso con Stalin, a Mosca, il patto franco-sovietico, che si era tradotto nell’ adesione dei comunisti alla difesa nazionale di una Francia considerata ormai alleata dell’ Unione Sovietica. Si trovavano così riunite quattro formazioni politiche di sinistra: il Partito Radicale in cui Edouard Daladier aveva trionfato sulle resistenze degli amici di Edouard Herriot; l’ Unione Socialista Repubblicana formata in maggioranza da ex-appartenenti alla SFIO riuniti intorno a Paul Boncour e Marcel Deat; la SFIO di Leon Blum e Paul Faure; il Partito Comunista con Maurice Thorez””. (pag 211)”,”MFRx-235″
“LEFRANC Georges”,”Histoire des doctrines sociales dans l’ Europe contemporaine. I. Jusqu’en 1914.”,”Contiene dedica dell’ autore a Lucien GENET. Proudhon e Marx. “”Ritornato in provincia, a Lione, Proudhon entra come contabile in una casa di commercio di carbone; si inizia alla contabilità che, più tardi, gli apparirà indispensabile per risolvere la questione sociale. Pubblica nel 1843 la ‘Création de l’ ordre dans l’ humanité””. A Parigi, entra in contatto con Marx che in quel momento si trova lì. Rifuguato a Bruxelles, Marx organizza un “”ufficio di corrispondenza”” internazionale tra i lavoratori e offre a Proudhon di essere suo corrispondente per la Francia. Proudhon accetta; capisce bene però di non lasciarsi confinare in un ruolo subalterno; vuole mantenere la sua originalità di pensiero. In ottobre 1846, pubblica il ‘Système des contradictions économiques ou Philosophie de la misère’ in cui prova ad applicare ciò che ha compreso della dialettica hegeliana ai problemi economici. E’ la rottura con Marx che risponde con la sua ‘Misère de la philosophie’. ‘Proudhon vuol essere la sintesi. E’ un errore composto. Vuole innalzarsi come uomo di scienza al di sopra di borghesi e proletari. Non è che il piccolo borghese sballottato continuamente tra il capitale e il lavoro, tra l’ economia politica e il comunismo””.”” (pag 61-62)”,”TEOC-408″
“LEFRANC Georges”,”Histoire des doctrines sociales dans l’ Europe contemporaine. II. Après 1914.”,”Contiene dedica dell’ autore a Lucien GENET. Planismo. De Man e il movimento planista. “”En Allemagne, Henri de Man avait assisté à partire de 1930 à la montée de l’ hitlérisme. ‘Le socialisme constructif’, publié en 1930, n’est qu’un recueil d’articles auquel il accordait peu d’importance. Tout au contraire, ‘L’ Idée socialiste’, à laquelle il avait travaillé cinq ans, deux fois plus qu’à ‘Au-delà du marxisme’, lui paraissait apporter quelque chose de positif. Il essaye de situer le socialisme dans l’ évolution des “”idées qui font et défont les civilisations””. Le socialisme y est défini comme “”l’ exécuteur testamentaire de tout le passé humaniste de notre civilisation””.”” (pag 73) Il Piano del Lavoro. “”Invano nei mesi che avevano preceduto l’avvento, Henri de Man aveva tentato di definire una nuova strategia del socialismo che gli avrebbe permesso di passare nuovamente all’ offensiva; e la sezione di Amburgo, nel dicembre 1932 adottando le sue proposte, chiedeva che il prossimo Congresso della Socialdemocrazia, previsto per marzo 1933, le acquisisse. Troppo tardi; Hitler divenne cancelliere del Reich nel gennaio 1933, Henri de Man fu costretto a rientrare in Belgio. In tutto il socialismo occidentale, il crollo del socialismo tedesco provocò un profondo smarrimento. Molti socialisti si rivolsero a de Man come verso l’ uomo che poteva apportare un elemento di rinnovamento. Una conferenza dell’ Internazionale operaia socialista, tenutasi a Parigi nell’ agosto 1933, si chiude ancora con una controversia sterile tra la sinistra, il cui principale rappresentante è Paul-Henri Spaak, e la destra, il cui portavoce è Adrien Marquet. Però in Belgio, una Commissione di quindici membri, comprendente rappresentanti del Partito operaio belga, dei sindacati, delle cooperative, adotta il 15 novembre, sotto la pressione dei sindacati che minacciano di agire da soli se il POB non va avanti, un piano redatto da Henri de Man e approvato da Emile Vandervelde. Il piano è ratificato dal Congresso del Partito operaio belga riunito a Natale 1933 (563.451 voti contro 8.500 astensioni).”” (pag 74)”,”TEOC-409″
“LEFRANC Georges a cura”,”Juin 36. “”L’explosion sociale””.”,”LEFRANC Georges, normaliano e incaricato di storia, segretario dell’ Institut Supérieur Ouvrier dal 1932 al 1939, si è dedicato alla storia del movimento operaio sindacale e socialista in cui ha militato attivamente tra le due guerre. E’ autore pure di una ‘Histoire du Front populaire, 1934-1938’ (Payot, 1965) e di ‘Front Populaire’ (PUF, 1965)”,”MFRx-358″
“LEFRANÇAIS Gustave”,”Souvenirs d’un révolutionnaire. De juin 1848 à la Commune.”,”Giovane maestro sulle barricate del giugno durante la rivoluzione del 1848, primo presidente eletto della Comune di Parigi nel marzo 1871: ecco la traiettoria rivoluzionaria di Lefrançais. Nei sui ‘Ricordi’ lo si segue in carcere e in esilio, nelle assemblee e nelle battaglie sanguinose in cui partecipa con entusiasmo…”,”MFRC-180″
“LEGA Alessio”,”Bakunin, il demone della rivolta. Tra insurrezioni, complotti e galere, i tumulti, le contraddizioni e la passione rivoluzionaria dell’anarchico russo.”,”Alessio Lega è uno dei cantautori più noti della sua generazione – esponente del canto sociale. Ha lavorato nel Nuovo Canzoniere Italiano e vinto la Targa Tenco nel 2004.”,”ANAx-388″
“LEGATUS”,”Vita diplomatica di Salvatore Contarini. Italia fra Inghilterra e Russia.”,”Salvatore Contarini, morto nel 1945 a 80 anni, assistette al crollo dell’Italia e di tutta la vecchia politica estera che ‘aveva portato il nostro paese alla prosperità, alla grandezza, ad una posizione internazionale di primo piano’. Il libro tenta di ricostruire quel periodo di diplomazia italiana e internazionale. (Dal risvolto di copertina)”,”ITQM-154″
“LEGGIO Augusto”,”Globalizzazione, nuova economia e ICT. Conoscerle per coglierne le opportunità ed evitare i rischi.”,”Augusto Leggio ha lavorato in IBM, ha diretto le Direzioni del Servizio elaborazioni e sistemi informativi della Banca d’Italia, è stato responsabile del sistema informativo della Sip, componente dell’Autorità per l’Informatica nella pubblica amministrazione, consigliere delegato delle Poste italiane e direttore del Comitato della Presidenza del Consiglio dei ministri per il problema informatico dell’anno 2000. Oggi è responsabile della funzione di mvalutazione e controllo strategico dell’Istat.”,”ECOI-179-FL”
“LEGIEN C. von”,”Aus Amerikas Arbeiterbewegung.”,”contiene dedica e firma di LEGIEN e altra dedica a fianco”,”MUSx-021″
“LEGIEN Catherine BROUÉ Pierre TROTSKY Leon RATNER Harry SIMON Serge MCLLROY John”,”A Paradise For Capitalism? Class and Leadership in Twentieth-Century. Belgium.”,”This book investigates the vicissitudes of the Trotskist movement in Belgium ftom its formation in the late 1920s through the 1930s and 1940s, and includes material by Leon Trotsky that has not previously appeared in an English translation. Series Editor: Al Richardson, Editorial, Obituaries, Work in Progress, Reviews, Letters, Reader’s Notes, Back Issues of Revolutionary History,”,”MHLx-001-FL”
“LE-GLAY Marcel VOISIN Jean-Louis LE-BOHEC Yann”,”Storia Romana.”,”Marcel Le Glay, scomparso nel 1993, ha insegnato alla Sorbona di Parigi. Jean-Louis Voisin insegna nell’Università della Borgogna. Yann Le Bohec insegna nell’Università di Lione III.”,”STAx-062-FL”
“LE-GLOANNEC Anne-Marie a cura; comitato di redazione: Serge CORDELLIER Beatrice DIDIOT Anne-Marie LE-GLOANNEC; redazione: Patrick ARTUS Klaus J. BADE Francois BAFOIL Frank BAUER Peter BENDER Jean BERENGER Christoph BERTRAM Christian de-BOISSIEU Xavier BOUGAREL Jean-Marcel BOUGUEREAU Dominique BOUREL Olivier de-BOYSSON André BRIGOT Cyril BUFFET Katharina von BÜLOW Anja BUNDSCHUH Philippe BURRIN Renaud CAYLA Gerald CHAIX Thibaut De CHAMPRIS Olivier CHRISTIN Erika CLAUPEIN Beate COLLET Michel-Francois DEMET Megali DEMOTES-MAINARD Veronique DONAT Rainer ECKERT Henning EICHBERG Michel FOUCHER Etienne FRANCOIS Thomas FRICKE Alfred FRISCH Renata FRITSCH-BOURNAZEL Michel FROMONT Lise FUNK-BRENTANO Oscar W. GABRIEL Xavier GAUTIER Georges-Arthur GOLDSCHMIDT Christine GRAU Wolfram GRÜHLER Catherine de GUIBERT-LANTOINE Frederic HARTWEG Pierre HASKI Marie-Claire HOOCK-DEMARLE Stefan HRADIL Pia IMBS Jorn IPSEN Hervé JOLY Heinz Dieter KITTSTEINER Jean KLEIN Ingo KOLBOOM Pascale LABORIER Remi LALLEMENT René LASSERRE Alain LATTARD Wolfgang LAUTERBACH Anne-Marie LE-GLOANNEC Claus LEGGEWIE Mario Rainer LEPSIUS Werner LÖSER Kurt LÜSCHER Georg Michael LUYKEN Jean-Marie MARTIN Henri MENUDIER Sigrid MEUSCHEL Reinhart MEYER-KALKUS Pierre MICHEL Horst MÖLLER Steven MULLER José-Manuel NOBRE-CORREIA Dieter OBERNDÖRFER Michel PARISSE Daniel PERRAUD Pierre RIQUET Dietrich ROMETSCH Francois ROTH Joseph ROVAN Christian RUBY Gabi SCHILLING Stefan SCHMITZ David SCHOENBAUM Dieter SCHWITTMANN Ludwig SIEGELE Hans STARK Rudolf von THADDEN Reinold E. THIEL Karin THOMAS Danny TROM Sabine URBAN Jerome VAILANT Daniel VERNET Ricahrd WAGNER Wolfgang WALTER Peter WAPNEWSKI Siegfried WEICHLEIN Claus-Christian WIEGANDT Heinrich August WINKLER”,”L’ Etat de l’ Allemagne.”,”comitato di redazione: Serge CORDELLIER Beatrice DIDIOT Anne-Marie LE-GLOANNEC; redazione: Patrick ARTUS Klaus J. BADE Francois BAFOIL Frank BAUER Peter BENDER Jean BERENGER Christoph BERTRAM Christian de-BOISSIEU Xavier BOUGAREL Jean-Marcel BOUGUEREAU Dominique BOUREL Olivier de-BOYSSON André BRIGOT Cyril BUFFET Katharina von BÜLOW Anja BUNDSCHUH Philippe BURRIN Renaud CAYLA Gerald CHAIX Thibaut De CHAMPRIS Olivier CHRISTIN Erika CLAUPEIN Beate COLLET Michel-Francois DEMET Megali DEMOTES-MAINARD Veronique DONAT Rainer ECKERT Henning EICHBERG Michel FOUCHER Etienne FRANCOIS Thomas FRICKE Alfred FRISCH Renata FRITSCH-BOURNAZEL Michel FROMONT Lise FUNK-BRENTANO Oscar W. GABRIEL Xavier GAUTIER Georges-Arthur GOLDSCHMIDT Christine GRAU Wolfram GRÜHLER Catherine de GUIBERT-LANTOINE Frederic HARTWEG Pierre HASKI Marie-Claire HOOCK-DEMARLE Stefan HRADIL Pia IMBS Jorn IPSEN Hervé JOLY Heinz Dieter”,”REFx-059″
“LEGNANI Massimo VENDRAMINI Ferruccio a cura; scritti di Claudio PAVONE Massimo LEGNANI Giorgio VACCARINO Giannantonio PALADINI Marco PALLA Lutz KLINKHAMMER Daniele BORIOLI Roberto BOTTA Cesare BERMANI Angelo BENDOTTI Federico CEREJA Mario ISNENGHI Paolo CORSINI e Pier Paolo POGGIO Maurizio MAGRI Emilio SARZI AMADÈ Marco DI-GIOVANNI Agostino BISTARELLI Bruna BOCCHINI CAMAIANI Silvio TRAMONTIN Antonio PARISELLA”,”Guerra Guerra di liberazione Guerra civile.”,”Contiene il capitolo: – ‘Contro la guerra civile. La strategia del «ponte» nel crepuscolo della RSI’, di Maurizio MAGRI (pag 299-322) (sui tentativi di superare lo scontro politico tra fascismo e antifascismo segnarono in molte province la riapparizione di un’organizzazoine fascista fra l’ottobre e il novembre 1943. In alcuni casi si trattò di scelte opportunistiche…) Guardia Nazionale Repubblicana . La Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) fu una forza armata (poi ridotta ad Arma) (wikip)”,”ITAR-011-FP”
“LEGNANI Massimo CASTELLI Franco VALABREGA Guido ELLWOOD David W. BRUTI-LIBERATI Luigi DE-LUNA Giovanni”,”Guerra e governo delle risorse. Strategie economiche e soggetti sociali nell’Italia 1940-1943 (Legnani); ‘Eserciti e popolazioni sul Sangro’ (Legnani); Diari della “”guerra breve””. Prime ricognizioni sulla diaristica resistenziale (Castelli); La politica di sterminio nazista (Valabrega); I combattenti della seconda guerra mondiale (Ellwood); Guerra e problema etnico in Canada (Bruti-Liberati); Grecia 1940-1949 (De-Luna).”,”Altre recensioni in ‘Rassegna bibliografica’ relative ai libri di Alberto Rovighi, ‘Le operazioni in Africa orientale, giugno 1940 – novembre 1941’ (Ufficio Storico SME, 1988); Dominick Graham, Shelford Bidwell, ‘La battaglia d’Italia, 1943-1945’, Rizzoli, 1989; Gianni Oliva ‘La resistenza alle porte di Torino’, F. Angeli, 1989, recensioni rispettivamente di Giorgio Rochat, Giancarlo Bergami) (pag 404-406) Una mobilitazione sotto tono. “”Riferirsi da un lato al 1935-1936 come al momento in cui vengono gettate le basi dell’economia di guerra e sottolineare dall’altro i limiti gravi – in termini di risorse, di condizionamenti sociali, di realtà istituzionali – della mobilitazione porta ad attribuire al giugno 1940 una duplice valenza. Esso infatti si iscrive in perfetta linea di continuità con le guerre locali degli anni precedenti, che avevano configurato come sempre più realistica l’eventualità di una conflagrazione generale, e contemporaneamente rappresenta una brusca rottura in quanto pone immediatamente e crudamente in evidenza l’impossibilità di affrontare con strumenti adeguati gli oneri di un conflitto su larga scala. È sufficiente chiedersi in quale tipologia rientri la preparazione bellica condotta dall’Italia per mettere a nudo questa anomia. Se in nessun caso si sarebbe potuto parlare di armamento ‘in profondità’ (comportante una riconversione radicale, scaglionata nel tempo, dell’apparato produttivo), anche la definizione di armamento ‘in estensione’ (massimo impulso, nell’immediato, alle produzioni di guerra, in coabitazione con una larga area riservata ai consumi civili) va circondata da molte cautele. (…) Il cammino della non belligeranza all’intervento è sufficientemente noto e pone bene in luce la convinzione, diffusa ai vertici del potere, che la posta in gioco sarebbe stata sì questa volta ben più alta – l’assetto europeo alle sue radici e non solo l’erosione dei margini dei sistemi imperiali britannico e francese -, ma non sostanzialmente diverso dall’immediato passato lo sforzo militare da produrre: una campagna di pochi mesi sull’onda di successi tedeschi di tale rapidità ed imponenza da configurare, persistendo l’assenza italiana dal conflitto, una redifinizione dei ruoli continentali in cui gli obiettivi dell’Italia sarebbero stati declassati a istanze regionali”” (pag 238) (Massimo Legnani, Guerra e governo delle risorse)”,”QMIS-022-FGB”
“LEGNANI Massimo”,”I. Guerra e governo delle risorse. Strategie economiche e soggetti sociali nell’Italia 1940-1943; II. La Francia di Vichy: strutture di governo e centri di potere; III. Interrogativi sulla guerra fascista 1940-1943 in una “”conversazione”” tra Enzo Collotti e Lutz Klinkhammer; IV. l “”ginger”” del generale Roatta. Le direttive della 2ª armata sulla repressione antipartigiana in Slovenia e Croazia (a cura di M. Legnani).”,”Massimo Legnani già docente di Storia d’Italia nel ventesimo secolo all’Università di Bologna. Ex Direttore scientifico dell’ Insmli e di ‘Italia contemporanea’. ‘Se l’intelaiatura del dirigismo fascista è stata ricostruita con sufficiente completezza (7), e se le quantità economiche che esso muove nell’arco che va dall’Etiopia al luglio 1943 sono almeno sommariamente note (8), molto più frammentarie e discontinue si presentano le valutazioni relative all’impatto di tali orientamenti sul corpo sociale (…)’ (pag 231) (in Legnani, Guerra e governo delle risorse) [(7) Per un profilo complessivo si veda Gianni Toniolo, ‘L’economia dell’Italia fascista’, Roma Bari, Laterza, 1980; (8) Gualberto Gualerni, ‘La politica industriale fascista’, Milano, Vita e pensiero, 1956, e, dello stesso, ‘Lo Stato industriale in Italia’, Milano, Vita e Pensiero, 1982] “”Alla metà degli anni Trenta l’Italia fascista si inoltra con sempre maggior determinazione sulla strada di una mobilitazione bellica intesa a forgiare gli strumenti esecutivi della politica di potenza e di espansione. Le guerre locali del 1935-1939 rappresentano il banco di prova dell’imperialismo fascista e l’incentivo che alimenta ulteriori ambizioni. Gli obiettivi perseguiti, di conflitto generale, coincidono solo in parte con la definizione di “”imperialismo straccione””, dotata di indubbio valore suggestivo, ma del tutto insufficiente come categoria analitica. Il tentativo imperialistico fu messo in atto e si sviluppò ben al di là della retorica”” (pag 260) (in Legnani, Guerra e governo delle risorse) “”Coi provvedimenti sulla riorganizzazione delle amministrazioni locali – ispirati, s’è detto, a un criterio centralistico e gerarchico che ritroveremo nei diversi settori dell’organizzazione politica e sindacale – si entra nel cuore del sistema istituzionale di Vichy. La soppressione di fatto del Parlamento e la riunione dei pieni poteri nelle mani del nuovo capo dello stato costituiscono un totale capovolgimento dell’assetto precedente. Ma quale configurazione assume il nuovo regime? Che cosa sostituisce a ciò che rifiuta? Gli atti costituzionali che Pétain emana tra il luglio 1940 e l’estate 1941 mirano esclusivamente a provocare la decadenza della costituzione del 1875 e a legittimare la propria illimitata facoltà di interavento. È vero che la messa fuori gioco del Parlamento è accompagnata dall’impegno formale a promulgare una nuova costituzione e a sottoporla alla ratifica del paese, ma nessun passo sostanziale verrà mai compiuto in quest’ultima direzione; anzi, come meglio vedremo a proposito delle vicende del Conseil national, qualsiasi compromesso con criteri di natura rappresentativa verrà rigorosamente contrastato dalla politica pétainista. Né serve invocare ancora una volta lo stato di necessità scaturito dall’armistizio e dalla presenza tedesca; a ben guardare il culto del Maresciallo, oltre che a fornire un farraginoso e martellante bagaglio propagandistico un farraginoso e martellante bagaglio propagandistico (al limite del grottesco: si veda la vicenda della Francisque Gallique), serve in definitiva a nascondere il vuoto costituzionale di Vichy; rinvia, dietro il paravento del capo carismatico, alle lacerazioni e ai contrasti tra gruppi e interessi diversi, al contesto entro il quale si sviluppa il tentativo di formare una nuova classe dirigente”” (pag 111-112) (M. Legnani, La Francia di Vichy) “”Ma, come s’è anticipato, non è tanto su questo versante che la “”conversazione”” fornisce gli spunti più nuovi, quanto a proposito dell’esigenza di strettamente riconnettere il rapporto che intercorre tra la costruzione del regime all’interno e la sua proiezione internazionale. “”Più il regime si sviluppa – osserva Collotti – più consolida le sue strutture, più è indissociabile il nesso tra il cambiamento della società, della mentalità, della cultura, e le estrinsecazioni di esso nella politica estera. Gli studi dovrebbero cercare sempre più di tenere uniti questi due livelli e di non considerare semplice propaganda alcuni elementi che hanno una base di elaborazione politico-culturale più seria, per lo meno nelle intenzioni e nei tentativi. Questi cambiamenti sono strettamente associati alla nuova strumentazione della politica estera del regime fascista”” (p. 43). E Klinkhammer pone ancor più esplicitamente in mora una analisi della politica estera che, rigidamente ancorata al livello delle relazioni diplomatiche, non dia spazio alle “”basi culturali”” e al “”clima politico-culturale creati dal fascismo negli anni che precedono il conflitto”” (p. 25); un’analisi, detto altrimenti, che sottovaluti “”l’importanza e il significato della violenza della guerra in funzione della formazione di uno ‘spirito fascista’ marziale e combattentistico. Questo aspetto – prosegue – si trova come filo rosso anche nel pensiero di Hitler: la guerra non come caratteristica della politica, ma come elemento della vita”” (p. 29)”” (pag 286-287) (M. Legnani, Interrogativi sulla guerra fascista 1940-1943′)”,”QMIS-024-FGB”
“LE-GOFF Jacques”,”Una vita per la storia. Intervista con Marc Heurgon.”,”LE-GOFF (1924) è uno dei massimi medievalisti viventi. Dirige in Italia per i tipi della Laterza la collana ‘Fare l’Europa’. E ha pubblicato ‘Intervista sulla storia’ (1982), ‘La borsa e la vita. Dall’usuraio al banchiere (1988), ‘L’ immaginario medievale’ (1991), ‘Il meraviglioso e il quotidiano nell’Occidente medievale’ (1992), ‘L’Europa medievale e il mondo moderno’ (1995), ‘Il medioevo. Alle origini dell’identità europea’ (1996). Ha curato inoltre ‘L’uomo medievale’.”,”STOx-018″
“LE-GOFF Jacques”,”Francesco d’ Assisi.”,”””La lotta per il livellamento. Lo scopo di Francesco è di rimpiazzare tali antagonismi con una società fondata sui rapporti familiari, in cui le sole ineguaglianze riposano sull’ età e sul sesso – ineguaglianze naturali, quindi divine. Da ciò deriva la diffidenza o l’ ostilità nei confronti di tutti quelli che si elevano al di sopra degli altri per mezzo di artifici sociali. I nemici di San Francesco sono coloro le cui definizioni comportano prefissi che rivelano la superiorità: magis- (magnus, magister, magnatus), prae- (praelatus, prior), super- (superior). In compenso, sono i disprezzati dalla società che vanno esaltati: minores, subditi. Il male sociale per eccellenza è la potenza. La migliore definizione dell’ uomo illecito è potens. Indubbiamente questa potenza si fonda su basi differenti che bisogna, se non distruggere, almeno neutralizzare.”” (pag 102)”,”RELC-199″
“LE-GOFF Jacques”,”Storia universale Feltrinelli. Volume 11. Il Basso Medioevo.”,”LE-GOFF J. (Tolone 1924 – ) ha studiato nell’ Ecole Normale Superieure di parigi. Dal 1962 è direttore di studi all’ Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. E’ tra i massimi studiosi del Medioevo. Bilancio delle crociate (pag 148-)”,”STOU-092″
“LE-GOFF Jacques”,”Il Basso Medioevo.”,”LE-GOFF J. (Tolone 1924 – ) ha studiato nell’ Ecole Normale Superieure di parigi. Dal 1962 è direttore di studi all’ Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. E’ tra i massimi studiosi della storia e della sociologia del Medioevo occidentale. Il peso delle “”mentalità”” nella società degli “”stati””. Per garantire l’equilibrio di questa società, alla gerarchia e alla stratificazione di fatto bisogna aggiungere la pressione della morale, della religione, del pregiudizio. Guai a chi vuole evadere dal suo stato: agli occhi degli uomini e di Dio commette il più grave dei peccati. Il desiderio d’ascesa sociale dev’essere bandito dalla società del XIII secolo. E’, dopo il fermento del secolo XI e del XII, il periodo dell’immobilità e della stabilizzazione. E voi soprattutto, poveri contadini, che vi trovate ai livelli infimi della scala sociale, non fatevi venire in mente di scimmiottare i signori. Vedete quel ch’è successo al figlio di Meier Helmbrecht. Non ha voluto lavorare con suo padre. Gli ha detto,andandosene di casa: “”Voglio conoscere che sapore ha la vita delle corti. Mai più porterò sacchi sulle mie spalle, non voglio più caricare il letame sul tuo carro. Dio mi maledica se ancora aggiogherò i buoi o tornerò a seminare la tua avena. (…)””. Ma non riuscì che a diventare un bandito. Quando è preso, il carnefice del signore gli strappa gli occhi, gli taglia una mano e un piede. Quando il ladrone cieco vaga mendicando per le campagne, i contadini gli gridano: “”Ah! Ah! Helmbrecht, ladrone! Se tu fossi rimasto contadino come noi adesso non saresti cieco, non saresti costretto a farti guidare da altri!””. E alla fine lo impiccano ad un albero. Helmbrecht non ha voluto ascoltare suo padre: “”E’ raro che abbia successo chi si ribella alla sua condizione; e la tua condizione è l’aratro””.”” (pag 235-236) Contiene appunti di Casella”,”STOS-175″
“LE-GOFF Jacques”,”Un lungo Medioevo.”,”””Il cristianesimo inventò la “”guerra giusta”” (pag 79-) – “”L’Histoire: In quale momento cambiano le cose? – Jacques Le-Goff: “”Le cose cambiano a partire dal IV secolo, essenzialmente perché il cristianesimo è diventato religione di Stato; i cristiani sono stati integrati nella società pubblica e non possono più opporre un rifiuto riguardo a una guerra che si impone: la società romana è esposta a molteplici attacchi, in particolare da parte di coloro che vengono chiamati «barbari». Da quel momento i cristiani sono costretti a cristianizzare la guerra””. – L’Histoire: Come la giustificano? – Jacques Le-Goff: “”Ancora una volta spunta il grande pensatore e pedagogo cristiano, sant’Agostino. Il suo atteggiamento nei confronti della guerra ha alla base un pessimismo innato: egli ritiene che l’uomo sia stato corrotto dal peccato originale e la guerra ne sia una delle conseguenze; così come il peccato originale peserà sull’uomo fino alla fine dei tempi, la guerra durerà fino alla fine dei tempi.. Sant’Agostino propone dunque di porre fin da subito dei limiti alla guerra; visto che non la si può sradicare, è necessario almeno limitarla, e poi sottometterla a regole promulgate dal cristianesimo. Prima regola, fondamentale, anche se non la si ricorda sempre: la sola guerra legittima, giusta (‘bellum justum’) è quella dichiarata da una persona dotata da Dio dell”autorictas’ e Agostino precisa che questa persona è il principe. Ciò è molto importante perché la Chiesa condannerà tutte le forme di guerra che non saranno decise e condotte da quel che oggi noi chiamiamo “”Stato””, il potere pubblico. Essa cercherà di sradicare, per parlare in termini moderni, tutte le forme di guerriglia. Tali prescrizioni della Chiesa saranno sfruttate dai principi, quando, a partire dal XII-XIII secolo, cercheranno di costruire lo Stato. San Luigi, in particolare, prende provvedimenti per vietare tutte le guerre tra signori e fare rispettare il monopolio regio in campo militare. Secondo punto: le motivazioni della guerra, che è «giusta» quando non è ispirata, come dice Agostino «dal desiderio di nuocere, dalla crudeltà nella vendetta, dallo spirito implacabile non pacificato, dal desiderio di dominio e da altri atteggiamenti simili». Ciò significa che la Chiesa esclude la guerra di conquista e ritiene lecito imbracciare le armi solo quando ci si deve difendere, quando si è attaccati ingiustamente. Sant’Agostino è fondamentalmente antipacifista, sostiene infatti che bisogna essere in grado di risolversi a combattere. In definitiva, la guerra, conseguenza del peccato, deve anche essere un rimedio al peccato. Da qui deriva la formula: «Le giuste guerre vendicano le ingiustizie». – L’Histoire: Sant’Agostino pensa a qualche conflitto in particolare? – Jacques Le-Goff: Egli si riferisce alla situazione dell’epoca. L’Impero romano è attaccato da due tipi di nemici: i barbari e gli eretici. Alcuni principi e alcuni popoli, i goti, ad esempio, si sono persino convertiti all’arianesimo (2). La lotta contro di essi è necessariamente militare. – L’Histoire: La guerra giusta entra così a far parte della dottrina della Chiesa? – Jacques Le-Goff: Si; ma bisogna sottolineare che l’atteggiamento cristiano nei confronti delle armi è ambivalente: da un lato, si legittima la guerra giusta, così come la definisce sant’Agostino; dall’altro, l’attività militare rimane legata al peccato, è cattiva e condannabile in particolare perché essa fa versare quel liquido di sozzura che è il sangue; essa, inoltre, rimane un triste privilegio dei laici, visto che è vietata al clero. Tale interdizione ha però conosciuto delle eccezioni. Nella ‘Chanson de Roland (XI secolo) l’arcivescovo Turpino è un guerriero, anche se piuttosto vergognoso”” (pag 80-82) [(2) Tale eresia si è diffusa dal IV al VI secolo. Condannata dal concilio di Nicea (325), essa negava l’uguaglianza del Figlio e del Padre nella Trinità]”,”STOS-198″
“LE-GOFF Jacques”,”Tempo della Chiesa e tempo del mercante. E altri saggi sul lavoro e la cultura nel Medioevo.”,”Jacques Le Goff, uno dei maggiori studiosi di storia medievale, ha insegnato all’EHESS di cui è stato per anni presidente. ‘Quale coscienza l’Università medievale ha avuto in se stessa?’ ‘Ai tempi di Abelardo e di Filippo di Harvengt, certamente non ci sono ancora universitari. Ma, in queste scuole urbane, di cui Abelardo è il primo luminoso rappresentante e di cui Filippo di Harvengt è uno dei primi a riconoscere l’esistenza, la novità e l’utilità, stanno nascendo un nuovo mestiere e dei nuovi artigiani: il mestiere scolastico e la sua gerarchia di ‘scolares’ e ‘magistri’ da cui usciranno università e universitari. Nella ‘Historia calamitatum’, Abelardo si definisce anzitutto – sul piano del temperamento individuale, ma un temperamento che è anche, fin dall’inizio, professionale – rispetto al mondo della piccola nobiltà da cui è nato. Notazione preziosa, egli indica che nel suo ambiente la regola sembrava l’alleanza tra una certa cultura intellettuale e la pratica militare: ‘litterae et arma’. Per lui la scelta è necessaria e drammatica. Novello Esaù, sacrificando la «pompa militaris gloriae» allo «studium letterarum», egli deve rinunziare nello stesso tempo al suo diritto di primogenitura. Così la scelta di quello che diverrà un mestiere lo fa radicalmente uscire dal suo gruppo sociale; è la rinuncia a un genere di vita, a una mentalità, a un ideale, a una struttura familiare e sociale. Invece un impegno totale: «Tu eris magister in aeternum». È tuttavia interessante notare che Abelardo – e sicuramente non è solo un artificio retorico – si esprime a proposito della sua carriera con l’ausilio di un vocabolario militare. Per lui la dialettica è un arsenale, gli argomenti delle armi, le ‘disputationes’ dei combattimenti. La Minerva per la quale abbandona Marte è una dea armata e bellicosa. Egli attacca, come un giovane cavaliere, i suoi vecchi maestri, il suo tirocinio scolastico è quello di un coscritto, «tirocinium». Le lotte intellettuali sono per lui dei tornei. Il figlio del piccolo nobile del Pallet resta così segnato dall’impronta della sua origine, come il suo secolo dallo stile di vita e dal vocabolario della classe dominante. È il secolo di san Bernardo, in cui gli ‘athletae Domini’ formano la ‘militia Christi””,”STOS-213″
“LE-GOFF Jacques a cura; saggi di Giovanni MICCOLI Franco CARDINI Giovanni CHERUBINI Jacques ROSSIAUD Mariateresa FUMAGALLI BEONIO BROCCHIERI Enrico CASTELNUOVO Aron Ja. GUREVIC Christiane KLAPISCH-ZUBER André VAUCHEZ Bronislaw GEREMEK”,”L’uomo medievale.”,”Fondo T. Parlanti Il monaco, il cavaliere, il contadino, il cittadino, l’intellettuale, l’artista, il mercante, la donna, il santo, l’emarginato…. Jacques Le Goff (1924-2014) è stato uno dei grandi storici del Medioevo ‘Jacques Le Goff (Tolone, 1º gennaio 1924 – Parigi, 1º aprile 2014) è stato uno storico francese, studioso della storia e della sociologia del Medioevo, tra i più autorevoli studiosi nel campo della ricerca agiografica1. ‘Nato in una famiglia modesta, suo padre era bretone e sua madre di origine italiana provenzale. Studiò a Marsiglia e successivamente a Parigi al Lycée Louis-le-Grand e all’École Normale Supérieure. Insegnò al Lycée Louis-Thuillier d’Amiens e poi si dedicò alla ricerca, entrando nel 1960 all’École Pratique des Hautes Études di Parigi, di cui divenne direttore due anni dopo. Fu docente nelle Università di Lilla e Parigi. Le sue opere includono saggi di storia medievale come “Gli Intellettuali del Medioevo”, “Il Basso Medioevo”, “La Civiltà dell’Occidente Medioevale”, “Mercanti e Banchieri del Medioevo”, e “Tempo della Chiesa e Tempo del Mercante”. Collaborò alla Storia d’Italia edita da Einaudi con il saggio “L’Italia nello Specchio del Medioevo”. Ricevette riconoscimenti e onorificenze per il suo contributo alla storia e alla cultura europea1. Jacques Le Goff ha lasciato un’impronta significativa nel campo della storiografia medievale e ha contribuito alla comprensione del passato europeo’ (copil.)”,”STMED-070-FSD”
“LE-GOFF Jacques”,”Il tempo continuo della storia.”,”La storia è una e continua o dobbiamo necessariamente dividerla in età e periodi? Periodizzare la storia non è mai un atto neutro. E’ a sua volta un appassionante tema di storia. L’ultimo libro di un grande maestro.”,”STOx-351″
“LE-GOFF Jacques”,”Storia e memoria.”,”J. Le Goff uno dei maggiori esperti di storia medievale è stato direttore dell’EHESS e poi presidente. Ha pubblicato molti libri in Italia per le edizioni Einaudi. Rivoluzione documentaria (pag 447-448) “”I fondatori della rivista «Annales d’histoire économique et sociale» (1929), pionieri di una storia nuova, hanno insistito sulla necessità di allargare la nozione di documento: «La storia si fa con i documenti scritti, certamente. Quando esistono. Ma la si può fare, la si deve fare senza documenti scritti se non ce ne sono. Con tutto ciò che l’ingegnosità dello storico gli consente di utiizzare per produrre il suo miele se gli mancano i fiori consueti. Quindi con delle parole. Dei segni. Dei paesaggi e delle tegole. Con le forme del campo e delle erbacce. Con le eclissi di luna e gli attacchi dei cavalli da tiro. Con le perizie su pietre fatte dai geologi e con le an alisi di metalli fatte dai chimici. Insomma, con tutto cià che, appartenendo all’uomo, dipende dall’uomo, serve all’uomo, esprime l’uomo, dimostra la presenza, l’attività, i gusti e i modi di essere dell’uomo. Forse che tutta una parte, e la più affascinante, del nostro lavoro di storici non consiste proprio nello sforzo continuo di far parlare le cose mute, di far di loro ciò che da sole non dicono sugli uomini, sulle società che le hanno prodotte, e di costituire finalmente quella vasta rete di solidarietà e di aiuto reciproco che supplisce alla mancanza del documento scritto?» [Febvre 1949, ed. 1953 p. 428] . E Bloch da parte sua, nell’ ‘Apologie pour l’histoire ou métier d’historien (1941-42): «Sarebbe una grande illusione immaginare che a ciascun problema storico corrisponda un tipo unico di documenti, specializzato per quell’uso… Quale storico delle religioni si conterebbe di consultare i trattati di teologia o di raccolte di inni? Egli lo sa bene: le immagini dipinte o scolpite sui muri dei santuari, la disposizione e l’arredamento delle tombe possoo dirgli, sulle credenze e le sensibilità morte, almeno quanto molti scritti» (trad.it., pp. 71-72). Anche Samaran sviluppa l’affermazione citata sopra: «Non c’è storia senza documenti», con questa precisazione: «Il termine ‘documento’ va preso nel senso più ampio, documentao scritto, illustrato, trasmesso mediante il suono, l’immagine, o in qualsiasi altro modo» [1961, p. XII). Ma questo allargamento del contenuto del termine ‘documento’ è stato solo una tappa verso l’esplosione del documento avvenuta a partire dagli anni 1960 e che ha portato a una vera ‘rivoluzione documentaria’ [cfr. Glénisson 1977]”” (pag 447-448) rileggere”,”STOx-355″
“LE-GOFF Jacques a cura; saggi di Michel VOVELLE Krzysztof POMIAN André BURGUIERE Philippe ARIES Jean-Marie PESEZ Jean LACOUTURE Guy BOIS Jean-Claude SCHMITT Evelyne PATLAGEAN”,”La nuova storia.”,”Contiene il saggio: – Guy BOIS, Marxismo e nuova storia (pag 235-256) [Influenza indiretta del marxismo sul rinnovamento metodologico,apporti diretti”,”STOS-002-FFS”
“LEGOUVÉ Ernest, a cura di Marisa FORCINA”,”La libertà voluta: «femmes» (1846). La storia di istituzioni e donne.”,”Marisa Forcina insegna Storia delle dottrine politiche nell’Università di Lecce. Le sue ricerche riguardano il dibattito etico-politico, con riguardo alla Francia tra Ottocento e Novecento. Alcune sue pubblicazioni: ‘Rivoluzione permanente e populismo. Ipotesi su Trockij’ (1976), ‘I diritti dell’esistente. La filosofia nella “”Encyclopédie nouvelle”” (1833-1847) (1990). La voce ‘Femmes’ appare nella “”Encyclopédie nouvelle”” nel 1846 ne è autore Ernest Legouvé (1807-1903), già famoso per alcune sue opere teatrili. La novità del suo testo è costituita, oltre che da taglio ideologico, dal ricchissimo apparato documentario che l’autore ricava dalle legislazioni, dai documenti di costume, dalle fonti istituzionali che concernono, in tempi e popoli diversi, il ruolo sociale della donna.”,”DONx-011-FSD”
“LEGRAND Jacques, direzione e cura, CHEMEL Edouard Capo redattore, consulenti Bernard COMBELLES Léonard JARVIS, Consigliere editoriale Thomas ANDRÉ Laurence CARACALLA Charles CHATELIN Christine COURTOIS Renée DEQUIDT Philippe DELAUNES Christian ERHENGARDT Brigitte FERRERE Corinne NEVEU Geneviève REYNES Ingrid SHOHET Michel SUAUD Carole THIERRY”,”Chronique de l’aviation.”,”Né le 15 0ctobre 1929, Edouard Chemel a eu la chance de pouvoir consacrer sa vie à ce qu’il aimait. A l’âge de dix-neuf ans, il entre à Air France comme radio-navigant. Très vite, il obtient ses brevets de pilote,”,”ECOI-195-FL”
“LEGRENZI Paolo”,”Forma e contenuto dei processi cognitivi. Storia di un problema.”,”Questo saggio esamina quattro grandi momenti della storia della psicologia: Associazionismo, Gestalt, Piaget e Chomsky.”,”SCIx-339-FRR”
“LEHMAN Daniel W.”,”John Reed & the Writing of Revolution.”,”Daniel W. Lehman is a professor of English at Ashland University in Ohio. He is the author of Matters of Fact: Reading Nonfiction over the Edge and the co-editor of River Teeth: A Journal of Nonfiction Narrative. Illustrations, Acknowledgments, Introduction, Appendix: Two Metropolitan Magazine Articles by John Reed, Notes, Works Cited, Index,”,”REEx-019-FL”
“LEHMANN Hans Georg”,”Il dibattito sulla questione agraria nella socialdemocrazia tedesca e internazionale. Dal marxismo al revisionismo e al bolscevismo.”,”LEHMANN Hans Georg è nato nel 1935 in Cecoslovacchia. Ha studiato storia scienza politica ed economia politica presso le università di Monaco e Tubingen. Attualmente cura le edizioni degli ‘Akten zur deutschen auswärtigen Politik 1918-1945 presso il ministero degli esteri a Bonn e insegna nella stessa città teoria del marxismo.”,”MGEx-099″
“LEHNER Giancarlo”,”L’ affare SME. Fatti, protagonisti e retroscena di un giallo politico-giudiziario.”,”LEHNER giornalista e storico, direttore de ‘Il giusto processo’ è autore di numerosi volumi tra cui ‘Economia, politica e società nella Prima guerra mondiale’ (1974), ‘Togliatti, biografia di un vero stalinista’ (1991).”,”ITAE-101″
“LEHNER Giancarlo, con Francesco BIGAZZI”,”Carnefici e vittime. I crimini del Pci in Unione Sovietica.”,”LEHNER Giancarlo giornalista e storico è autore di numerosi volumi (v. risvolto di copertina) tra cui ‘Turati e Gramsci per il socialismo’, ‘La tragedia dei comunisti italiani’ (con BIGAZZI). Francesco BIGAZZI giornalista, già direttore dell’ Ansa a Mosca e a Varsavia, corrispondente del ‘Giorno’ e ‘Panorama’ nella capitale russa, ha scritto vari libri tra cui ‘Oro da Mosca’ con Valerio RIVA. Renato Cerquetti. Interrogatorio del 29 novembre 1937. “”Domanda:Lei ebbe un contatto personale con Bordiga? Risposta: Sì, lo ebbi. Nel 1925, nella riunione illegale, organizzata da Bordiga nel convitto dei funzionari del Comintern, in via Gorki, nell’ex albergo Lux. Domanda: Chi era presente a questa riunione illegale? Risposta: Alla riunione illegale… nella stanza di Bordiga erano presenti: Bordiga, Verdano, io Cerquetti, Nale, operaio del salumificio, Trovatelli, tornitore, Silva (Monotov), che studiava nell’accademia dello stato maggiore dell’Rkka, e altri bordighisti, i cui cognomi ora non ricordo. Domanda: Di cosa si discusse nella riunione illegale? Risposta: Nella riunione illegale, Bordiga intervenne contro l’Internazionale comunista sulla questione organizzativa, sulla questione del fronte unico, sulla questione della bolscevizzazione del partito comunista italiano, e in tutti i modi ci dimostrava che la vittoria del fascismo era una cosa apparente, poiché il fascismo non si distingueva affatto dalla democrazia borghese. Bordiga chiedeva a noi di combattere il Comintern e la sua sezione della Vkp(b). Ci diede il compito di far aderire alla nostra organizzazione bordighista, in sostanza fascista, tutti gli italiani residenti in Urss.”” (pag 182-183)”,”PCIx-242″
“LEHNER Giancarlo a cura; testi antologici di N. LENIN E.V. TARLE L.D. TROTSKY TROTSKIJ F.T. MARINETTI B. MUSSOLINI G. SALVEMINI G.D.H. COLE G. ARFE’ A. MONTICONE BENEDETTO XV M. ISNENGHI A. OMODEO P. MELOGRANI E. FORCELLA P. SPRIANO C. MALAPARTE O. MALAGODI R. PACI P. GRIFONE M. FERRO A. NEVINS H.S. COMMAGER R. VILLARI L. SALVATORELLI A. TASCA E. SANTARELLI, MANIFESTO DEL PSI MANIFESTO DI KIENTHAL”,”Economia, politica e società nella prima guerra mondiale.”,”Testi antologici di N. LENIN E.V. TARLE L.D. TROTSKY TROTSKIJ F.T. MARINETTI B. MUSSOLINI G. SALVEMINI G.D.H. COLE G. ARFE’ A. MONTICONE BENEDETTO XV M. ISNENGHI A. OMODEO P. MELOGRANI E. FORCELLA P. SPRIANO C. MALAPARTE O. MALAGODI R. PACI P. GRIFONE M. FERRO A. NEVINS H.S. COMMAGER R. VILLARI L. SALVATORELLI A. TASCA E. SANTARELLI, MANIFESTO DEL PSI MANIFESTO DI KIENTHAL”,”QMIP-058″
“LEHNER Giancarlo, con Francesco BIGAZZI”,”Carnefici e vittime. I crimini del Pci in Unione Sovietica.”,”2° copia dell’opera, edizione diversa LEHNER Giancarlo giornalista e storico è autore di numerosi volumi (v. risvolto di copertina) tra cui ‘Turati e Gramsci per il socialismo’, ‘La tragedia dei comunisti italiani’ (con BIGAZZI). Francesco BIGAZZI giornalista, già direttore dell’ Ansa a Mosca e a Varsavia, corrispondente del ‘Giorno’ e ‘Panorama’ nella capitale russa, ha scritto vari libri tra cui ‘Oro da Mosca’ con Valerio RIVA. “”Sergio Di Modugno: deportare Rossetti (Vincenzo Baccalà): trotzkista. Sono d’accordo.”” Ercoli (Palmiro Togliatti, 25 dicembre 1936).”,”RUSS-202″
“LEHNER Giancarlo”,”La famiglia Gramsci in Russia. Con i diari inediti di Margarita e Olga Gramsci.”,”Giancarlo Lehner (Roma, 1943) scrittore storico e giornalista già direttore dell’Avanti! e de ‘Il Giusto Processo’, è autore di numerosi volumi sulla storia del socialismo e sui rapporti tra politica e giustizia.”,”GRAS-077″
“LEHNER Giancarlo”,”Legittimo sospetto. Trent’anni di toghe rosse.”,”LEHNER Giancarlo è giornalista e storico”,”ITAP-163″
“LEHNER Giancarlo, con BIGAZZI Francesco”,”Lenin, Stalin, Togliatti. La dissoluzione del socialismo italiano.”,”Dedica dell’autore: ‘Ai socialisti italiani, da Turati a Matteotti, da Beneduce a Buozzi, da Saragat a Nenni, sino a Bettino Craxi’ (Della serie: calunnie su Lenin e bolscevichi) Lehner riprende la vecchia storia del finanziamento dei bolscevichi con i marchi tedeschi (pag 5-) “”Il regista della vigilanza rivoluzionaria è Togliatti, la manovalanza, invece, è fornita dai responsabili diretti della Sezione quadri, Ciufoli e Roasio, nonché da Robotti, Barontini e altri informatori-delatori occasionali o professionali. Denunciare un compagno è non solo un dovere di partito, ma anche la maniera ritenuta (talora, a torto, vedi il caso Robotti, arrestato e torturato) più sicura per evitare sospetti su di sé. Quando lo strumento delle schedature italiane è rivolto verso l’alto non termina nell’epurazione violenta – il Pcd’I è l’unico partito fratello che non registra vittime nel gruppo dirigente -, ma serve a tenere subalterno a Togliatti il gruppo dirigente. A tale scopo è Ercoli in persona a stendere biografie e giudizi, quasi mai del tutto lusinghieri, stilati cioè a mo’ di ammonimento”” (pag 203) [Esponenti del Pci schedati da Togliatti e altri: Furini (Giuseppe Dozza), Garlandi (Ruggero Grieco), Nicoletti (Giuseppe Di-Vittorio), Santhià, Maggi (Egidio Gennari), Gallo (Luigi Longo), Roncoli (Mario Montagnana), Jacopo (Giuseppe Berti), Lenti (Ezio Zanelli), Battista (Domenico Ciufoli), Estella (Teresa Noce), Silverio (Cesare Massini), Amoretti, Bibolotti, Via (Brelli Luigi), Tuti (Rigoletto Martini), Marcucci, Edo Fimmen (D’Onofrio Eugenio), Lovera Romolo (Luigi Amadesi), Emilio Sereni, Vincenzo Bianco, Nicola Giovanni] (pag 203-208-245)”,”PCIx-378″
“LEHNER Giancarlo; testi antologici di F. CHABOD L. NAMIER D. CANTIMORI B. CROCE H. KOHN W.L. SHIRER G.L. MOSSE Ch. MAURRAS E. NOLTE G. MACAULAY TREVELYAN R. KIPLING M. THEMELL R. MOLINELLI A. ORIANI G. PAPINI G. PREZZOLINI E. CORRADINI D. FRIGESSI L. GANAPINI G. DE-ROSA R. TIMEUS F. COPPOLA I. TAVOLATO G. D’ANNUNZIO R. VIVARELLI V. CASTRONOVO D. VENERUSO F. GAETA G. GOBETTI”,”Il nazionalismo in Italia e in Europa.”,”Mussolini, Il Popolo d’Italia e i fratelli Perrone. “”[…] Quanto alla situazione del «Popolo d’Italia», i primi dati raccolti […] parlavano dell’acquisto del giornale da parte dell’industriale marittimo Raffaele Bombrini di Genova, legato alla Banca Italiana di Sconto da molteplici interessi in aziende di navigazione, di armamento e chimiche. Successivi rapporti […] configuravano tuttavia, com maggiore attendibilità e ricchezza di particolari, il quadro entro cui erano state gettate le basi per l’accordo fra Mussolini e i Perrone, seguito dal mutamento, il 1° agosto 1918, del sottotitolo del «Popolo d’Italia», da «quotidiano socialista» a «quotidiano dei combattenti e dei produttori». Un rapporto dell’Ufficio speciale d’investigazione del 10 agosto 1918, così riferiva: «Perdura nell’ambiente politico e giornalistico la discussione sui veri motivi che avrebbero indotto “”Benito Mussolini”” (sic) a sospendere l’edizione romana del “”Popolo d’Italia””. Le ragioni sarebbero diverse: quella apparente, della inutilità della pubblicazione dell’edizione romana che ormai più non si vendeva al pubblico; quella reale, invece sarebbe costituita dal fatto che, essendo avvenuti dissidi tra il Mussolini e il “”Giuseppe De Falco”” (sic), suo collaboratore, il Mussolini sarebbesi determinato di restituirsi a Milano e di assicurar meglio i finanziamento del suo periodico. Corre voce che a tale finanziamento abbia provveduto il Comm. Pio Perrone dell'””Ansaldo””, ed infatti queste voci troverebbero una tal quale conferma nella stessa testata del “”Popolo d’Italia”” che da “”quotidiano socialista”” è diventato “”organo dei combattenti e dei produttori”” onde v’ha chi ritiene che siffatta testata costituisca tutto un programma. Per pratiche intercedute frattanto tra amici comuni del Mussolini e del De Falco, “”Il Popolo d’Italia”” ha aperta anche una redazione a Genova […]». […] Un rapporto successivo del 22 agosto era in grado di ricostruire infine, meno sommariamente, i retroscena della transizione stabilita nel capoluogo ligure: «Il Mussolini è rimasto parecchi giorni a Genova, ha avuto quotidiani lunghi contatti con i dirigenti della Ansaldo e durante la sua permanenza in detta città si sempre servito di un’automobile della Ditta che il Comm. Pio Perrone aveva messo a sua completa disposizione. I commenti che si fanno a Milano sul connubio Mussolini-Perrone non sono favorevoli alla Ditta Ansaldo, sul conto della quale circolano commenti di vario senso, sia nei riguardi della sua potenzialità finanziaria sia nei riguardi della bontà e della qualità della sua produzione bellica». I fondi per il «Popolo d’Italia» accordati dai Perrone si sarebbero aggirati sui quattro milioni di lire, ma per il momento Mussolini avrebbe ricevuto un primo versamento di 400.000 lire, così da fargli sospendere una sottoscrizione pubblica di solidarietà per il giornale, come riferiva un’altra nota del 18 agosto, la quale affermava che i Perrone lo avevano «anche indotto, non posso dire se gli è stato imposto, di cambiare il sottotitolo in giornale dei combattenti e dei produttori». (da V. Castronovo, ‘La stampa italiana’ in ‘Dall’Unità al fascismo’, cit., pp. 246-247; 261-263)”” [Giancarlo Lehner, ‘Il nazionalismo in Italia e in Europa’, testi antologici, Messina, 1973] (pag 160-161)”,”STOx-255″
“LEHNER Giancarlo”,”Legittimo sospetto. Trent’anni di toghe rosse.”,”Giancarlo Lehner, giornalista e storico, è autore di numerosi volumi tra cui: L’idea di nazione in Italia e in Europa, Economia politica e società nella Prima guerra mondiale.”,”ITAP-073-FL”
“LEHNER Giancarlo a cura; testi antologici di N. LENIN E.V. TARLE L.D. TROTSKY TROTSKIJ F.T. MARINETTI B. MUSSOLINI G. SALVEMINI G.D.H. COLE G. ARFE’ A. MONTICONE BENEDETTO XV M. ISNENGHI A. OMODEO P. MELOGRANI E. FORCELLA P. SPRIANO C. MALAPARTE O. MALAGODI R. PACI P. GRIFONE M. FERRO A. NEVINS H.S. COMMAGER R. VILLARI L. SALVATORELLI A. TASCA E. SANTARELLI, MANIFESTO DEL PSI MANIFESTO DI KIENTHAL”,”Economia, politica e società nella prima guerra mondiale.”,”Testi antologici di N. LENIN E.V. TARLE L.D. TROTSKY TROTSKIJ F.T. MARINETTI B. MUSSOLINI G. SALVEMINI G.D.H. COLE G. ARFE’ A. MONTICONE BENEDETTO XV M. ISNENGHI A. OMODEO P. MELOGRANI E. FORCELLA P. SPRIANO C. MALAPARTE O. MALAGODI R. PACI P. GRIFONE M. FERRO A. NEVINS H.S. COMMAGER R. VILLARI L. SALVATORELLI A. TASCA E. SANTARELLI, MANIFESTO DEL PSI MANIFESTO DI KIENTHAL I vescovi nazionalisti (pag 124-127) (da Alberto Monticone, I vescovi italiani e la guerra 1915-1918, (in) ‘Benedetto XV, i cattolici e la prima guerra mondiale’, a cura di G. Rossini, Cinque Lune, Roma, 1963, pp. 627-659, ora anche in ‘Gli italiani in uniforme, 1915-1918’, Laterza, Bari, 1972, pp. 154-157, 161-166, 172-173″,”QMIP-288″
“LEHNERT Pascalina”,”Pio XII. Il privilegio di servirlo.”,”‘Suor Pascalina’ come da decenni è stata conosciuta nacque a Ebersberg nei pressi di Monaco di Baviera, settima di dodici figli. Suo padre era un impiegato postale. La vocazione religiosa nacque precocissima in lei. Fu la grande guerra a cambiarle però la vita. Nel 1918 venne chiamata alla Nunziatura di Monaco al servizio del Nunzio Pacelli. Per vent’anni rimase al fianco del Cardinale Segretario di Stato fino al conclave del marzo 1939. E dopo servì il Papa Pio XII, con la stessa riservatezza. Ha visstuo gli eventi più importanti del secolo e il libro rievoca la sua non comune esperienza. E’ morta a Vienna nel 1983 all’ età di 89 anni. Nunziatura e spartachismo. “”Mi era riuscito frattanto di telefonare. Alcuni giorni prima, il Governo Rivoluzionario (bavarese, ndr) aveva fatto sapere al Nunzio che, nel caso di pericolo per la Nunziatura, bastava fare una telefonata per ottenere immediatamente soccorso. Con mio grande raccapriccio, invece, la persona addetta mi disse: “”Se l’ automobile non viene subito consegnata, vi metto tutti al muro!””. Mi affrettai ad informare il Nunzio (Pacelli), riferendogli ciò che mi era stato detto per telefono. Egli fece allora aprire il garage. Pochi giorni prima, però, avveva dato ordine di mettere la macchina fuori uso, e così gli uomini non riuscirono a spostarla. Fu allora fermata un’ automobile di passaggio e la nostra macchina fu rimorchiata altrove. Tutto si svolse in meno di un’ ora, ma solo coloro che hanno vissuto questa vicenda possono capire quali siano state la tensione e la paura di quei momenti. Due ore dopo, il nostro autista riportò la macchina in salvo nel garage. Gli spartachisti avevano molta fretta di andarsene e avevano quindi abbandonato l’ impresa.”” (pag 19)”,”RELC-155″
“LEHNING Arthur”,”Marxismo e anarchismo nella rivoluzione russa.”,”Antecedenti storici prima del 1917, Lenin e il bakuninismo, la rivoluzione di Ottobre, lo Stato bolscevico e i Soviet.”,”RIRO-081″
“LEHNING Arthur; a cura Maurizio ANTONIOLI”,”L’ anarcosindacalismo. Scritti scelti.”,”LEHNING, nato nel 1889, studia economia a Rotterdam e storia a Berlino. Ad Amsterdam tra il 1927 e il 1929 pubblica la rivista ‘I dieci’, ‘organo di tutte le espressioni dello spirito moderno…’. Tra i redattori figurano J.J. OUD (architettura) e Lazlo MOHOLY-NAGY (film en foto) e tra i collaboratori Hans ARP, Marcel BREUER, LE-CORBUSIER, Walter GROPIUS, Wassily KANDINSKY, EL-LISSITZKY, Piet MONDRIAN, Gerrit RIETVELT, Kurt SCHWITTERS, Upton SINCLAIR, Georges VAN TONGERLOO, oltre a Max NETTLAU, Rudolf ROCKER, Bart DE-LIGT, Otto RÜHLE, Henriette Roland HOLST, Alexander BERKMAN, Aleksander SHAPIRO. Ovvero noti esponenti libertari accanto a prestigiosi rappresentanti delle avanguardie artistiche e letterarie. Attivo nel movimento anarchico di ispirazione sindacalista, L. è tra il 1932 al 1935 segretario dall’ AIT, l’Associazione Internazionale dei Lavoratori sorta nel 1922 a Berlino e che raduna le organizzazioni anarcosindacaliste e sindacaliste rivoluzionarie che non si riconoscevano né nella linea dell’ Internazionale di Amsterdam (socialista riformista) né in quella dell’ Internaz dei Sindacati Rossi, Profintern, legata alla 3° Internazionale. Nel 1935 è tra i fondatori dell’ IISG (Istituto Internazionale di Storia Sociale) di Amsterdam. Dal 1939 al 1947 vive in UK ad Oxford dove dirige la sezione inglese dell’Istituto. Nel 1952 su invito del governo indonesiano organizza a Giacarta una biblioteca per le scienze politiche e sociali e insegna presso la locale università e presso l’Accademia degli affari esteri. Tornato in patria si dedica agli ‘Archives Bakunin’, la raccolta e la pubblicazione degli scritti di B. il cui primo volume ‘Michel Bakounine et l’Italie, 1871-72’ esce nel 1961. Tra le sue opere: -L’amico della mia giovinezza. Ricordi di H. Marsman, 1955 (in olandese) -Marsman en het expressionisme, (1959) -From Buonarroti e Bakunin (1970) -Michel Bakounine et les autres (1976). Ha collaborato alle riviste ‘De Nieuwe Stem’, ‘Libertinage’ e alle riviste dell’ IISG. Ha partecipato a convegni in IT. Nel 1973 è uscito in IT il suo ‘Marxismo e anarchismo nella rivoluzione russa’ saggio apparso per la prima volta nel 1929 nel mensile anarco-sindacalista ‘Die Internationale'”,”ANAx-011″
“LEHNING MÜLLER Arthur; MAXIMOFF G.P.”,”Marxismus und Anarchismus in der russischen Revolution (Lehning); Revolutionär-syndikalische Bewegung in Rußland (Maximoff).”,”Le 1er janvier 2000, Arthur Lehning nous a quittés, deux mois après avoir fêté ses cent ans. Arthur LEHNING est né le 23 octobre 1899 à Utrecht (Pays-Bas) de parents allemands. Il étudie l’économie à Rotterdam et l’histoire à Berlin. À la fin de la Première Guerre mondiale, il se rapproche des milieux antimilitaristes et notamment des libertaires. Après avoir séjourné à Paris et à Vienne, il s’installe à Amsterdam et, entre 1927 et 1929, y publie la revue 110 qui compte parmi ses collaborateurs certains des intellectuels les plus originaux de l’époque ainsi que des militants conseillistes et libertaires : Le Corbusier, Walter Gropius, Vassily Kandinski, Piet Mondrian, Upton Sinclair, Walter Benjamin, Ernst Bloch, mais aussi Max Netlau, Otto Rühle, Henriette Roland-Holst, Alexandre Berkman et Alexander Shapiro. Très actif dans les milieux anarcho-syndicalistes (notamment au sein de la FAUD allemande, avec Rudolf Rocker et Augustin Souchy, ainsi que du NAS et du NSV hollandais, avant et après 1923), il sera de 1932 à 1935, le secrétaire de l’AIT. Fondée à Berlin en 1922, celle-ci avait pour but de rassembler les organisations syndicalistes révolutionnaires et anarcho-syndicalistes qui se sentaient étrangères à la fois à l’internationale réformiste dominée par les socialistes et à l’ISR mise en place par les bolcheviks. En octobre 1936, on le trouve en Espagne. En 1935, il participe à la fondation de l’ Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis (IISG) (Institut international d’Histoire sociale) (IISH) d’Amsterdam, avec Posthumus, De Lieme, Netlau et Nikolaevskij, destiné au départ à accueillir l’énorme bibliothèque de Max Netlau, et qui s’ouvrira ensuite à celles de nombreux autres militants et organisations du mouvement ouvrier, à une époque où l’installation des fascismes ou des dictatures rendait impossible la conservation des sources pour l’histoire des exploités. Citons comme exemple la bibliothèque de Lucien Descaves sur la Commune de Paris, les archives du Bund sur le mouvement ouvrier juif en Lituanie, Pologne et Russie, du Parti social-démocrate allemand et du Parti socialiste- révolutionnaire russe, jusqu’à l’acquisition temporaire des archives de la CNT espagnole qu’il fallait mettre à l’abri après la victoire des franquistes. Entre 1939 et 1947, après avoir essayé de mettre en lieu sûr une partie des collections de l’Institut, il en dirige la section anglaise à Oxford, avec la collaboration de G.D.H. Cole. À la demande de l’État indonésien nouvellement indépendant, il organise en 1952 une bibliothèque pour l’Université de Djakarta et pour le ministère indonésien des Affaires étrangères. Rentré à Amsterdam, il se consacre à l’édition des oeuvres complètes de Michel Bakounine (les Archives Bakounine) dont le premier volume sortira en 1961, puis à la direction de l’Institut d’Histoire sociale. Parmi ses oeuvres en français (publiées en France ou à l’étranger), citons : Anarchisme et Bolchevisme (Einaudi, 1971), Bakounine et les autres (10/18, 1976), Anarchisme et Marxisme dans la révolution russe (Spartacus, 1977), Du syndicalisme révolutionnaire à l’anarcho-syndicalisme. La naissance de association internationale des travailleurs de Berlin (“” Ricerche Storiche “”, janvier-avril 1981). En 1999, le PC. Hooft-prijs (le plus important prix littéraire en Hollande) lui a été attribué pour l’ensemble de son oeuvre, qui portait aussi bien sur l’histoire du mouvement anarchiste et anarcho-syndicaliste et de ses théoriciens (notamment de Bakounine) que sur la critique du bolchevisme et du modèle soviétique. (Gianm Carrozza, Revue Itineraire).”,”RIRx-095″
“LEHNING Arthur”,”De Buonarroti a Bakounine. Etudes sur le Socialisme International.”,”Alla memoria di N.W. Posthumus (1880-1960) fondatore dell’ Institut International d’Histoire Sociale (IISG, IISH).”,”INTP-049″
“LEHNING Percy B.”,”Arthur Lehning – Biographische Literatur von un über Arthur Lehning. (in) ‘Katalog Sommer 2014’ – Anarchistica / Socialistica. Aus dem Nachlass von Arthur Lehning.”,”LEHNING Percy B. Wikip: Arthur Lehning (né le 23 octobre 1899 à Utrecht et décédé le 1er janvier 2000 à Lys-Saint-Georges), fils de parents allemands, était un anarchiste néerlandais, journaliste, essayiste et traducteur. Il a étudié l’économie à Rotterdam et l’histoire à Berlin. Il est cofondateur, en décembre 1919, avec Rudolf Rocker et Augustin Souchy de la F.A.U.D. (Freie Arbeiter Union Deutschland), qui adhère le 25 décembre 1922 à Berlin, à la nouvelle A.I.T anti-autoritaire. Il prend part aux actions en faveur de Sacco et Vanzetti et publie une importante critique du bolchevisme. Entre 1927 et 1929, proche du mouvement Bauhaus, il puble à Amsterdam le périodique I.10, où coopéraient les intellectuels, artistes et libertaires (entre autres) Le Corbusier, Walter Gropius, Wassily Kandinsky, Piet Mondriaan, Upton Sinclair, Walter Benjamin, Ernst Bloch, Max Nettlau, Otto Rühle, Henriette Roland Holst, Alexander Berkman et Alexander Shapiro. De 1933 à 1936, il est secrétaire de l’Association internationale des travailleurs (anarcho-syndicaliste) (AIT). En 1935, il est l’un des cofondateur de l’Institut international d’histoire sociale d’Amsterdam, qui deviendra un immense centre de documentation. Il participe, ensuite, en Catalogne à Révolution sociale espagnole de 1936. Dans les années 1950, il écrit pour le périodique Libertinage. Il meurt le 1er janvier 2000, à Lys-Saint-Georges (Indre, France) où il s’était retiré avec sa compagne Toke Van Helmond.”,”ANAx-374″
“LEHNING Arthur a cura; testi di Aleksandr HERZEN Vissarion BELINSKIJ Ivan TURGENEV Friedrich ENGELS Arnold RUGE Wilhelm WEITLING Georg HERWEGH George SAND Richard WAGNER Pierre-Joseph PROUDHON Jules MICHELET Karl MARX Albert RICHARD James GUILLAUME Errico MALATESTA Elisée RECLUS Petr KROPOTKIN James GUILLAUME CAFIERO Carlo TURATI Filippo ANNENKOV Pavel DE-PAEPE Cesar e altri”,”Bakunin e gli altri. Ritratti contemporanei di un rivoluzionario.”,”Testi in gran parte inediti in Italia Arthur Lehning nasce nel 1899 a Utrech in Olanda (muore in Francia nel 2000). Militante anarco-sindacalista ma anche archivista e storico del movimento anarchico internazionale frequenta ancora giovanissimo gli ambienti rivoluzionari che si oppongono alla guerra e allo statalismo bolscevico. Nel dicembre del 1919 fonda insieme a Rudolf Rocker e Augustin Souchy, la FAUD (Freie Arbeiter Union Deutschland) che aderisce alla nuova AIT (Association Internationale des Travailleurs) anti-autoritaria. Partecipa alle azioni di difesa di Sacco e Vanzetti. Nel 1935, ad Amsterdam fonda l’ IISG (International Instituut voor Sociale Geschiedenis – Istituto Internazionale di Storia Sociale). Negli anni 1970 pubblica i monumentali ‘archivi Bakunin’ di cui era responsabile presso l’IISG. E’ autore di testi come “”Da Buonarroti a Bakunin””, “”Anarchismo e marxismo nella rivoluzione russa””.”,”ANAx-405″
“LEHNING Arthur”,”La lutte des tendances au sein de la première internationale: Marx et Bakounine.”,”Arthur Lehning, Amsterdam”,”MOIx-046-L”
“LEHOUCK Emile”,”Vie de Charles Fourier. L’homme dans sa vérité.”,”nel 1832, Fourier realizza il sogno che aveva mancato per poco nel 1800: difendere le sue idee a capo di un giornale. Con i suoi amici lancia ‘Le Phalanstère ou la Réforme industrielle’. L’azione di questa pubblicazione, benché molto precaria finanziariamente, fu decisiva per la diffusione del fourierismo’ (pag 213) falanstèrio (o falanstèro) s. m. [dal fr. phalanstère, der. del gr. … «falange», col suff. di monastère» monastero»]. – 1. Grande edificio destinato a ospitare i membri delle cooperative di produzione e di consumo poste dall’utopista Ch. Fourier (1772-1837) alla base del suo sistema sociale (v. falange, nel sign. 3 a). 2. Con uso fig. e per lo più spreg., qualsiasi grosso fabbricato ad alta concentrazione abitativa. (trecc)”,”SOCU-005-FMB”
“LEIBNIZ Gottfried Wilhelm (1646-1716)”,”Nuovi saggi sull’ intelletto umano.”,”Filosofo e scienziato tedesco divide con NEWTON il merito della scoperta del calcolo infinitesimale. Razionalista, si propose la costruzione di una lingua universale avente come alfabeto i simboli designanti le nozioni più semplici. In rapporti con i vari sovrani europei, tentò la riunificazione delle varie Chiese cristiane.”,”FILx-053″
“LEIBNIZ Gottfried Wilhelm, a cura di Stefano GENSINI”,”L’armonia delle lingue.”,”Questo libro offre una scelta e un accurato commento delle pagine più significative dedicate da G. W. Leibniz (1646-1716) alla natura e al funzionamento dl linguaggio, privilegiando quelle mai prima d’ora tradotte in italiano.”,”FILx-046-FL”
“LEIBNIZ Goffredo Guglielmo, a cura di Francesco BARONE”,”Scritti di logica.”,”Gottfried Wilhelm von Leibniz (pronuncia tedesca latinizzato in Leibnitius, e talvolta italianizzato in Leibnizio; tedesco e francese desueto Leibnitz; Lipsia, 1º luglio 1646 – Hannover, 14 novembre 1716) è stato un filosofo, matematico, scienziato, logico, teologo, linguista, glottoteta, diplomatico, giurista, storico, magistrato tedesco. Tra i massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di “”genio universale””, la sua applicazione intellettuale a pressoché tutte le discipline del sapere ne rende l’opera vastissima e studiata ancor oggi trasversalmente: a lui ed a Isaac Newton vengono generalmente attribuiti l’introduzione e i primi sviluppi del calcolo infinitesimale, in particolare il concetto di integrale, per il quale si usano ancora oggi molte sue notazioni, i termini “”dinamica””.[2] e “”funzione””,[3] che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l’andamento, la pendenza, la corda, la perpendicolare in un punto. (wikip) “”Bisogna abituarsi alle distinzioni, vale a dire, qualora siano date due o più cose molto somiglianti, trovare subito le loro differenze. Bisogna abituarsi alle analogie, vale a dire, qualora siano date due o più cose molto differenti, a trovare le loro somiglianze”” (pag 200-201) (Sulla saggezza)”,”FILx-131-FRR”
“LEIBNIZ Gottfried Wilhelm, a cura di Massimo MUGNAI”,”Nuovi saggi sull’ intelletto umano.”,”LEIBNIZ Gottfried Wilhelm (1646-1716) Trecc: Leibniz ‹làibniz›, Gottfried Wilhelm von. – Filosofo e scienziato (Lipsia 1646 – Hannover 1716). Dopo aver studiato filosofia a Lipsia, matematica a Jena e diritto a Altdorf, entrato in rapporto con i Rosacroce conobbe Johann Christian barone di Boineburg: gli incarichi che ebbe da questo gli permisero di entrare in contatto, a Parigi, con le più spiccate personalità della scienza e della filosofia del tempo. Morto Boineburg, passò (1673) a Londra, dove conobbe varî scienziati, tra cui Newton. Dal 1676 fu consigliere e bibliotecario del duca di Hannover. Il nuovo ufficio, che avrebbe ricoperto sino alla morte, gli consentiva di attendere a studî storici (tra cui una storia della Casa di Brunswick) e a questioni giuridiche, politiche e religiose (tra cui quella della progettata riconciliazione tra la Chiesa cattolica e le Chiese riformate, entrando anche in trattative con J.-B. Bossuet). Seguì il periodo della maggiore produzione scientifica e filosofica; tra i suoi scritti vanno ricordati: Meditationes de cognitione, veritate et ideis (1684), Discours de métaphysique (1685), Sur la question, si l’essence du corps consiste dans l’étendu (1691), Système nouveau de la nature et de la communication des substances (1695, seguito da varî Éclaircissements tra il 1696 e il 1712), Considérations sur la doctrine d’un esprit universel (1702), Nouveaux essais sur l’entendement humain (1704), Essais de théodicée (1710), Monadologie (1714), Principes de la nature et de la grâce (1714); grandissima importanza scientifica ha inoltre l’epistolario. Nel tempo stesso in cui componeva queste opere e portava importanti contributi alla soluzione di problemi scientifici e matematici (v. oltre), L. attendeva a vasti lavori di erudizione storica (fra essi, Codex iuris gentium diplomaticus, 1693; Scriptores rerum Brunsvicensium illustrationi inservientes, 1707-11) e partecipava alla vita politica, difendendo gli interessi della casa di Brunswick, e, attraverso consigli dati anche a Pietro il Grande e a Carlo VI, quelli più vasti della vita culturale e civile in genere: fondò a Vienna un Collegium historicum e a Berlino convinse Federico I a fondare l’Accademia prussiana delle scienze (1700) della quale fu presidente a vita; confidò nell’appoggio dello zar Pietro il Grande sia per lo sviluppo delle scienze, progettando un’accademia a Pietroburgo (1711), sia per la riunificazione della Chiesa greca alla latina. Negli ultimi anni della sua vita, morta Sofia Carlotta sua protettrice (1705), intiepiditi i rapporti con l’elettore Giorgio Luigi di Hannover passato sul trono d’Inghilterra (1714), L. vide alquanto declinare la sua influenza. Il pensiero filosofico Dei molti temi che si intrecciano nell’opera di L., assume particolare rilievo il concetto di sostanza individuale: lo svolgimento di questo tema, già presente nello scritto per il baccellierato De principio individui (1663) secondo suggestioni occamiste, si approfondisce sia attraverso la polemica contro l’identificazione cartesiana della sostanza materiale con l’estensione sia contro l’atomismo. La posizione cartesiana è respinta perché incapace di spiegare adeguatamente sia il movimento che la resistenza; quella atomistica d’altra parte non esprime un reale principio individuale perché l’atomo, in quanto punto fisico, è sempre ulteriormente divisibile. Tale principio, realmente individuale perché semplice e privo di parti, è costituito invece dalla monade (termine che compare nel 1696, ma che era già presente come concetto nel Discours de métaphysique), atomo immateriale, punto metafisico, centro di forza, principio insieme di costituzione e di spiegazione dell’intero universo. Un universo che viene così a configurarsi come un insieme di monadi indipendenti (esse non hanno “”finestre”” per comunicare tra loro ed esercitare influsso l’una sull’altra), mondi in sé conchiusi ciascuno dei quali rispecchia a suo modo Dio e l’universo. La sostanza individuale, in quanto incarnazione di una nozione perfetta di Dio, contiene in sé, e sviluppandosi esplicita, la completa serie dei suoi accadimenti, l’intera sua storia insomma, così come nella nozione del soggetto è semplicemente contenuta tutta la serie dei suoi predicati. Ciascuna diversa dall’altra in forza del principio degli indiscernibili per cui non possono darsi due monadi identiche (due monadi uguali verrebbero di fatto a essere una identica monade e non sarebbero perciò distinguibili), esse si dispongono nell’universo secondo una legge di continuità che non tollera la sussistenza di parti vuote e dà luogo a una gerarchia cosmica che vede al livello più basso le semplici monadi o entelechie, e via via si eleva alle anime e agli esseri razionali o spiriti. Si delinea così un mondo di essenze semplici e spirituali nel quale la materia e i corpi trovano difficile spiegazione. L. offre in proposito varie soluzioni, ora facendo ricorso alla dottrina del vinculum substantiale (e che è al centro del carteggio con B. Des Bosses), legame che dovrebbe assicurare all’aggregato corporeo un certo grado di unità, permettendo il passaggio al composto organico; ora introducendo il concetto di monade dominante, principio di organizzazione nel composto delle molteplici monadi che lo costituiscono; ora considerando la materia e il corpo come la zona oscura della monade, che non attinge la chiarezza della percezione. Poste le monadi come mondi a sé stanti, microcosmi indipendenti, il problema dei loro rapporti e della corrispondenza fra le percezioni e le espressioni di ciascuna rispetto alle altre è risolto da L. con la teoria dell’armonia prestabilita, artificio divino preventivo con il quale Dio forma le sostanze in modo così perfetto che esse si accordano necessariamente, seguendo unicamente le proprie interne leggi. Da questi principî segue che le sostanze immateriali “”vedono tutte le cose in Dio”” o, più precisamente, che “”la nostra anima esprime Dio e l’universo, tutte le essenze come tutte le esistenze”” e quindi porta con sé tutte le forme o idee in virtù dell’azione di Dio su ogni monade. Il concetto di sostanza individuale è anche alla base della dottrina della conoscenza, che si fonda, come L. spiega nei Nouveaux Essais commentando e criticando le teorie di Locke, su un retaggio innato di potenzialità, di disposizioni e attitudini al conoscere da cui, stimolate dalla conoscenza sensibile e occasionate da essa, si sviluppano le idee. Di qui la nota formula “”nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu nisi intellectus ipse””. L’attività della monade si caratterizza così come attività rappresentativa eccitata dall’appetizione che promuove l’esplicarsi e il susseguirsi delle percezioni (la percezione è definita da L. “”stato passeggero che comprende e rappresenta una molteplicità nell’unità””), dapprima inconsce, fino all’appercezione, o percezione accompagnata da coscienza. Ogni monade, sia pure appartenente agli infimi gradi della realtà, è dotata di siffatta attività rappresentativa che si distribuisce nella forma di una sempre maggiore chiarezza e distinzione, dalle pure o semplici monadi o entelechie, alle anime, in cui alla percezione si accompagna già la memoria e di cui sono dotate anche le bestie, agli spiriti, o esseri forniti non solo di percezione e appercezione, ma anche di ragione. Ai soli spiriti è dunque aperta la possibilità di conoscere le verità necessarie ed eterne, e ciò segna propriamente il confine tra le altre monadi e la monade uomo. La ragione è appunto l’organo che consente l’accesso alle verità di ragione, che sono distinte dalle verità di fatto rette da diversi principî logici (v. oltre). Tale distinzione ha valore però solo in relazione all’uomo, essere imperfetto, e non vale per Dio, per cui anche le verità di fatto sono verità di ragione, e quindi universali e necessarie. Le verità eterne, che L. chiama anche essenze o possibili, costituiscono la struttura stessa della mente divina e tra esse Dio trasceglie, ispirandosi al principio della maggior perfezione, quelle a cui dare esistenza. Dio si configura così come causa intelligente e libera che crea l’universo secondo il principio dell’ottimo (donde la denominazione di ottimismo con cui il sistema filosofico leibniziano è anche conosciuto), per cui quello attuale è sempre il migliore dei mondi possibili e in esso trova la sua giustificazione anche il male, sia metafisico che morale, che diventa così funzionale all’armonia del tutto. ? Notevole rilievo nell’opera di L. hanno gli studî di logica: sviluppando motivi della tradizione lulliana, egli persegue costantemente il progetto di una logica capace di essere universalmente valida in forza della semplicità e universalità dei concetti e della loro riduzione a caratteri i quali, combinati fra loro secondo leggi date, sarebbero fondamento di dimostrazioni incontrovertibili: l’operazione logica (basata su una caratteristica universale, presupposto di un linguaggio universale) si presenterebbe così come calcolo e diventerebbe capace di sanare ogni tipo di controversia, anche di ordine politico e religioso; sicché la logica costituisce per L. uno strumento essenziale per perseguire piani di pacificazione e unificazione politica e religiosa. Principî logici cardinali, per L., sono il principio di identità, fondamento della verità di ragione indipendente dall’esperienza (come i teoremi matematici) il cui opposto è falso; il principio di ragion sufficiente, per cui “”di ogni verità si può rendere ragione”” e che ci introduce nell’ambito delle verità di fatto delle quali da un punto di vista umano non si può dichiarare falso l’apporto, rientrando nell’ambito del contingente (ma contingenti non sono per Dio, che dalla nozione individuale di ogni sostanza deduce tutti i suoi attributi). L’opera matematica Già negli anni giovanili la cultura matematica di L. era vasta, come dimostra, per es., la Dissertatio de arte combinatoria; ma solo da C. Huygens (da lui incontrato in Francia nel 1672 e che resterà suo amico per tutta la vita) L. apprese la grande importanza della nuova scienza (l’analisi dell’infinito) che andava sviluppandosi, e alla quale L. si appassionò. Entrato in rapporti con i più illustri matematici dell’epoca (tra i quali I. Newton), si cimentò dapprima con successo in alcuni problemi particolari (per es., il calcolo della serie di L.: ?/4 = 1 ? 1/3 + 1/5 ? 1/7 + …). In seguito riuscì a elaborare alcuni metodi semplici e generali per la trattazione dei problemi infinitesimali che fanno di lui, insieme con Newton, uno dei fondatori del moderno calcolo infinitesimale: la critica storica, al di là delle polemiche dell’epoca, ha dimostrato la sostanziale indipendenza delle ricerche di L. e di Newton. Nella memoria Nova methodus pro maximis et minimis itemque tangentibus del 1684, L. ha la geniale idea di considerare l’operazione di derivazione come un’operazione da eseguirsi sopra una funzione; egli denota tale operazione col simbolo d, e ancora oggi si chiama notazione leibniziana il simbolo df/dx per la derivata di f; la introduce in modo chiaro, stabilendo una serie di regole che permettono di calcolare le derivate di somme, prodotti, quozienti, radici, ecc., di funzioni a partire dalle derivate delle funzioni stesse, e crea perciò un nuovo algoritmo, un nuovo tipo di calcolo (singulare calculi genus). Anche il simbolo di integrale, ?, è dovuto a L. (1686). Assai meno felice il tentativo di L. di cimentarsi con Newton nell’applicazione del nuovo calcolo ai moti dei corpi celesti (Tentamen de motuum coelestium causis, 1689); qui L. non solo resta di gran lunga al disotto del suo grande rivale, ma rivela quella “”envie immodérée de paroître”” (come scrisse Huygens, pur suo amico) che è il lato negativo della sua personalità, e che lo indusse, in questo caso, a fingere di non conoscere il lavoro di Newton. Il fatto è che L. aveva soprattutto interesse alle idee e ai metodi generali della matematica; non altrettanto interesse per le deduzioni, le applicazioni, la “”tecnica”” matematica. A L. si devono perciò poche formule, pochi risultati tecnici, e invece molte geniali anticipazioni dei concetti e dei metodi della matematica moderna: dalla matematizzazione della logica (lettera a Huygens del 1679) al calcolo delle variazioni (L. si accorge – 1700 – che nel problema della brachistocrona o in quello del solido di minima resistenza l’incognita non è più un solo numero o un solo punto, ma un’intera curva): anticipazioni che fanno di L. uno dei fondatori di varî, elevati indirizzi delle moderne matematiche. ? Formula di Leibniz: è la formula che dà la derivata n-esima del prodotto y(x) = ?(x)?(x) di due funzioni della variabile x: Formula che può scriversi simbolicamente y(n) = (? + ?)(n). VEDI ANCHE monade In filosofia, termine usato per la prima volta dai pitagorici per indicare i primi elementi, matematici, dell’universo. Platone chiamò monade anche le idee, per designare il loro carattere di unità indipendenti. Nel Rinascimento, il termine tornò in uso con Nicola Cusano e, soprattutto, con G. Bruno … logica filosofia Disciplina che studia le condizioni di validità delle argomentazioni deduttive. 1. La logica antica I vocaboli ? ?????? (?????), ?? ?????? si stabilizzarono nel significato di «teoria del giudizio e della conoscenza» nell’ambiente protostoico, pur conservando ??????? per tutta la grecità … intelletto La facoltà, propria dello spirito, o pensiero, di intendere le idee o di formare i concetti, o il potere conoscitivo della mente (contrapposta alla sensibilità, alla volontà ecc.). L’uso filosofico del termine, nella forma greca del ????, è inaugurato da Anassagora, che con esso identifica la divinità … sostanza anatomia In biologia e in anatomia, materia organica e organo che presentano aspetto omogeneo e limiti ben definiti. sostanza bianca e sostanza grigia Le due componenti fondamentali del sistema nervoso centrale, così denominate, la prima per il colore delle fibre mieliniche di cui è ricca, e la seconda … CATEGORIE BIOGRAFIE in Filosofia TAG ACCADEMIA PRUSSIANA DELLE SCIENZE PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE DOTTRINA DELLA CONOSCENZA CALCOLO DELLE VARIAZIONI CALCOLO INFINITESIMALE ALTRI RISULTATI PER LEIBNIZ, GOTTFRIED WILHELM VON Leibniz Enciclopedia della Matematica (2013) Gottfried Wilhelm von (Lipsia, Sassonia, 1646 – Hannover, Bassa Sassonia, 1716) filosofo e matematico tedesco. Inventore con I. Newton del calcolo infinitesimale, ebbe vasti interessi culturali e fu convinto assertore dell’unitarietà del sapere umano. Fu indirizzato fin dalla fanciullezza allo studio … Leibniz, Gottfried Wilhelm von Dizionario di filosofia (2009) Filosofo e scienziato (Lipsia 1646 – Hannover 1716). La vita e l’opera: il sogno di una scienza e di una ‘Res publica’ universali. Dopo aver studiato filosofia a Lipsia, matematica a Jena e diritto a Altdorf, entrato in rapporto con i Rosacroce conobbe Johann Christian barone di Boineburg: gli incarichi … Leibnitz Gottfried Wilhelm von Dizionario delle Scienze Fisiche (1996) Leibnitz ‹làipniz› Gottfried Wilhelm von (Lipsia 1646 – Hannover 1717) Matematico e filosofo. ? Condizione di Leibnitz Gottfried Wilhelm von per le parentesi di Poisson: Leibnitz Gottfried Wilhelm von moto, costanti del: IV 123 d. ? Principio d’identità degli indiscernibili di Leibnitz Gottfried … LEIBNIZ, Gottfried Wilhelm von Enciclopedia Italiana (1933) LEIBNIZ (da preferire questa grafia all’altra Leibnitz), Gottfried Wilhelm von. – Spirito multiforme e di attitudini veramente universali, fu grande sopra tutto come scienziato e come filosofo. Nacque a Lipsia il 3 luglio 1646 da Federico, professore di morale e giurisprudenza in quell’università, e … VOCABOLARIO leibniziano leibniziano ‹laib-› agg. e s. m. – 1. agg. Che si riferisce al filosofo e scienziato ted. G. W. von Leibniz (1646-1716), alle sue dottrine, ai suoi principî: il sistema monadologico leibniziano; l’opera matematica leibniziana. 2. s. m. Fautore,… von von ‹fòn› prep. ted. – Preposizione corrispondente all’ital. «di». In Germania e in Austria è frequente in nomi di antiche famiglie nobili indicate per mezzo del loro feudo, e anche come predicato nobiliare (premesso a cognomi di qualunque origine). 0 Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati Partita Iva 00892411000 Contatti Redazione Termini e Condizioni generali Condizioni di utilizzo dei Servizi”,”FILx-137-FRR”
“LEIBNIZ Goffredo Guglielmo, a cura di Vittorio MATHIEU”,”Teodicea. (Saggi d Teodicea sulla bontà di dio, sulla libertà dell’uomo, sull’origine del male).”,”Gottfried Wilhelm von Leibniz (pronuncia tedesca latinizzato in Leibnitius, e talvolta italianizzato in Leibnizio; tedesco e francese desueto Leibnitz; Lipsia, 1º luglio 1646 – Hannover, 14 novembre 1716) è stato un filosofo, matematico, scienziato, logico, teologo, linguista, glottoteta, diplomatico, giurista, storico, magistrato tedesco. Tra i massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di “”genio universale””, la sua applicazione intellettuale a pressoché tutte le discipline del sapere ne rende l’opera vastissima e studiata ancor oggi trasversalmente: a lui ed a Isaac Newton vengono generalmente attribuiti l’introduzione e i primi sviluppi del calcolo infinitesimale, in particolare il concetto di integrale, per il quale si usano ancora oggi molte sue notazioni, i termini “”dinamica””.[2] e “”funzione””,[3] che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l’andamento, la pendenza, la corda, la perpendicolare in un punto. (wikip) “”Bisogna abituarsi alle distinzioni, vale a dire, qualora siano date due o più cose molto somiglianti, trovare subito le loro differenze. Bisogna abituarsi alle analogie, vale a dire, qualora siano date due o più cose molto differenti, a trovare le loro somiglianze”” (pag 200-201) (Sulla saggezza)”,”FILx-138-FRR”
“LEIBOVITZ Clement FINKEL Alvin”,”Il nemico comune. La collusione antisovietica fra Gran Bretagna e Germania nazista.”,”Con il Patto di Monaco, stilato il 29 settembre 1938 allapresenza del primo ministro britannico Chamberlein, di Mussolini e del primo ministro francese Daladier, fu permesso a Hitler che aveva già incorporato l’ Austria con l’ Anschluss, di proseguire la sua politica di espansione in Europa. Chamberlain disse che l’ accordo avrebbe sancito “”la pace nella nostra epoca””. Altri lo videro come un grosso errore. Gli AA evidenziano l’ antisovietismo come asse portante della politica estera britannica di questi anni. LEIBOVITZ Clement è nato in Egitto, fisico di formazione, vive in Canada. Ha studiato le vicende che condussero alla 2° seconda guerra mondiale. FINKEL Alvin Professore di storia all’ Università di Athabasca, Stato dell’ Alberta (Canada), è autore di testi incentrati sugli anni Trenta. “”Chamberlain e Hitler avevano firmato a Monaco una dichiarazione d’ amicizia. La Francia progettava di arrivare, con Hitler, a una dichiarazione simile. L’ assassinio del segretario dell’ ambasciata tedesca a Parigi provocò un leggero ritardo. L’ accordo fu firmato il 6 dicembre 1938. Il 24 novembre 1938, prima di firmare l’ accordo con la Germania, la Francia invitò i leaders britannici ad incontrarsi sul tema dell’ imminente accordo. Daladier segnalava che l’ assassinio del segretario tedesco aveva fatto fare un passo indietro nei colloqui. Curiosamente, non fece cenno agli eventi della Kristallnacht come a un ostacolo. Il governo francese non sembrava più infastidito di Chamberlain dal montare della violenza di Stato contro gli ebrei tedeschi””. (pag 153)”,”RAIx-191″
“LEIBOVITZ Clement FINKEL Alvin”,”Il nemico comune. La collusione antisovietica fra Gran Bretagna e Germania nazista.”,”Clement Leibovitz, nato in Egitto, fisico do formazione, vive in Canada. Già insegnante di Scienze Informatiche all’Università di Edmonton nell’Alberta. Alvin Finkel, professore di Storia all’Università di Athabasca, Stato dell’Alberta (Canada).”,”RAIx-062-FL”
“LEIDIGKEIT Karl-Heinz”,”Wilhelm Liebknecht und August Bebel in der deutschen Arbeiterbewegung, 1862-1869.”,”Contiene il capitolo: – Die von Marx und Engels entwickelten strategischen und taktischen Leitsätze für die deutsche Arbeiterpartei (pag 88-95) (L’elaborazione della strategia e della tattica di Marx ed Engels per il partito operaio tedesco) 1865: Marx e Engels elaborano la strategia rivoluzionaria per il movimento operaio tedesco “”Es war in dieser Situation nötig, der Arbeiterklasse ihre Strategie und Taktik in der revolutionären Krise aufzuzeigen. Das mußte zuallererst in der Auseinandersetzung mit dem Lassalleanismus erfolgen, denn er war das verhängnisvolle Hindernis, das dem deutschen Proletariat auf dem Wege zur Aktionsfähigkeit in der revolutionären Krise entgegenstand. Im März 1865 erschien im Verlag Meißner in Hamburg die von Friedrich Engels verfaßte Broschüre “”Die preußische Militärfrage und die deutsche Arbeiterpartei””, in der der deutschen Arbeiterklasse ihre Strategie und Taktik dargelegt wurde (10). Diese Broschüre hatte sich entwickelt aus Artikeln über die Armeeorganisation in Preußen und war anfangs für den “”Social-Demokrat”” bestimmt gewesen. Marx und Engels faßten die Broschüre als ausführliche Demostration für die Notwendigkeit ihrer Trennung vom “”Social-Demokrat”” auf, sie wollten mit ihr “”in the nick of time”” (“”noch zur rechten Zeit”” – K.-H.L.) kommen (11)”” [(10) Engels macht in seiner Broschüre wesentliche Ausführungen zur Frage der preußischen Armeeorganisation, auf die aber in diesem Zusammenhang nicht eingegangen werden kann; (11) In einem Brief von 10.2.1865 drängte Marx Engels, die Arbeit in der Druck gehen zu lassen: “”Die Sache ist gut. Alles Feilen und Ausarbeiten, obgleich der Stil hier und da zu nachlässig, wäre jetzt nonsense, da es vor allem gilt, in the nick of time zu kommen, da ‘allbereits’ die Lösung diese Kollision vor der Tür steht”” (Marx-Engels Briefwechsel, Bd 3, a.a. O., S. 275)] [Karl-Heinz Leidgkeit, Wilhelm Liebknecht und August Bebel in der deutschen Arbeiterbewegung, 1862-1869, 1958] (pag 91)”,”BEBx-035″
“LEISS William”,”Scienza e dominio. Il «dominio sulla natura»: storia di una ideologia.”,”William Leiss è nato a New York nel 1939. Nel 1969 ha ottenuto il dottorato in filosofia all’università di California, San Diego. Ha insegnato presso il dipartimento di scienze politiche dell’Università di Saskatchewan In Canada. Oggi (2022) William Leiss, autore, è un accademico americano- canadese che è stato presidente della Royal Society of Canada dal 1999 al 2001. Nato a Long Island, New York, alla fine del 1939, è cresciuto nella Pennsylvania rurale. Candidature: National Book Award per la filosofia e la religione Dominio sulla natura e natura del dominio “”Verso il 1830, le fiduciose predizioni circa lo splendido futuro che, sulla base dell’industrializzazione, si preparava per il genere umano, erano già un fatto comune. Ma i sansimoniani andarono oltre, proclamando che lo sfruttamento della natura esterna (‘la nature extérieure’) nelle condizioni create dalla scienza e dalla tecnologia moderne avrebbe modificato in maniera radicale il corso della storia umana: «Lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo è giunto al suo termine… Lo sfruttamento del globo, della natura esterna, diviene da qui in avanti il solo fine dell’attività fisica dell’uomo…» (14). Ci si aspettava che le caratteristiche dell’attività umana in generale sarebbero mutate, poiché la pace e la cooperazione avrebbero preso il posto della competizione e della guerra. Questo rovesciamento rivoluzionario che avrebbe posto fine una volta per tutte allo sfruttamento del lavoro umano, doveva essere il diretto risultato delle realizzazioni nel campo dell’industria, poiché, secondo i seguaci di Saint-Simon, la forma industriale di produzione è per natura pacifica e tendente all’armonia sociale. A quel tempo, questo giudizio non era proprio così ingenuo come appare oggi. Ma, soltanto dieci anni dopo, Marx e Engels dovevano dare inizio ai loro più penetranti studi sulla struttura e lo sviluppo del capitalismo e dell’industrializzazione. Il concetto di natura è una delle categorie più importanti, in tutti gli stadi dell’opera marxiana (15). L’interazione tra l’uomo e la natura mediante il lavoro era per Marx la chiave alla comprensione della storia; la scienza naturale e l’industria del diciannovesimo secolo rappresentavano la forma fino allora più altamente sviluppata della continua «relazione teorico-pratica tra gli uomini e la natura». Il difficile compito postosi da Marx fu mostrare che questa relazione aveva un duplice aspetto, i cui singoli lati, così profondamente interconnessi, dovevano essere distinti. Da una parte, infatti, l’uomo è egli stesso un essere naturale e la sua capacità di lavoro è soltanto una forma dell’energia della natura; dall’altra, però, l’uomo cerca di trasformare la natura, così da poter soddisfare i suoi crescenti bisogni: «[… Egli] contrappone se stesso, quale una fra le potenze della natura, alla materialità della natura. Mette in moto le forze naturali appartenenti alla sua corporeità, braccia e gambe, mani e testa, per appropriarsi i materiali della natura in forma usabile per la propria vita. Operando mediante tale moto sulla natura fuori di sé e cambiandola, egli cambia allo stesso tempo la natura sua propria. Sviluppa le facoltà che in questa sono assopite e assoggetta il gioco delle loro forze al proprio potere» (16). Marx abbozza qui a grandi linee la ‘dialettica’ di uomo e natura. Quest’ultima è il «campo d’impiego» di tutta l’attività umana, il terreno universale del processo lavorativo, comune a ogni forma di organizzazione sociale. Con la sua attività l’uomo cambia il mondo naturale, ma ne viene egli stesso mutato; le sue capacità creative si dispiegano, aprendo nuove possibilità di utilizzare le risorse naturali, e il processo continua indefinitamente. Marx intravedeva un mutamento qualitativo nello sviluppo umano sulla base delle potenzialità rivelate dal sistema industriale già alla metà del diciannovesimo secolo. La sostituzione della forza-lavoro con le macchine avrebbe gradualmente liberato l’individuo dall’incessante fatica, permettendo l’avvento di un nuovo tipo d’uomo, il quale «sta al di fuori del processo di produzione invece di essere l’agente principale del processo medesimo… In questa trasformazione, il fondamento della produzione e della ricchezza non è più il lavoro immediato compiuto dall’uomo, né il suo tempo di lavoro, bensì l’appropriazione della sua forza produttiva universale, cioè delle sue conoscenze e del suo dominio della natura tramite la sua esistenza sociale; in una parola, del suo sviluppo come individuo societario» (17)”” (pag 81-83) [William Leiss, ‘Scienza e dominio. Il «dominio sulla natura»: storia di una ideologia’, Longanesi, Milano, 1976] [(14) ‘Doctrine Saint-Simonienne: Exposition’, p. 463; cfr. anche pp. 338-467; (15) Si veda l’eccellente studio di Alfred Schmidt, ‘Der Begriff der Natur in der Lehre von Marx’ e anche le parti sul pensiero marxiano in Jürgen Habermas, ‘Knowledge and Human Interests’. Nella sua interpretazine di Marx, Kostas Axelos, in ‘Marx, penseur de la technique: De l’aliénation de l’homme à la conquête du monde’, tenta (senza successo) di presentare il marxismo come una forma estrema di sansimonismo); un utile correttivo è l’opera di Jean Fallot, ‘Marx et le machinisme’; (16) Capital, vol I., p. 177 (Il Capitale, vol. I, pp. 211-2); (17) ‘Grundrisse der Kritik der politischen Ökonomie’, p. 593; la citazione è tratta da Herbert Marcuse, ‘One-Dimensional Man’, p. 36 (H. Marcuse, ‘L’uomo a una dimensione’, p. 55)]”,”SCIx-546″
“LEJBZON V.M. SIRINJA K.K.”,”Il VII Congresso dell’ Internazionale Comunista.”,”””Al VII Congresso del Comintern Dimitrov insistette con decisione sulla necessità di “”farla finita con uno stato di cose nel quale i comunisti cui fa difetto la conoscenza e la capacità dell’ analisi marxista-leninista la sostituiscono con delle frasi e delle parole d’ ordine generiche come ad esempio quella della “”uscita rivoluzionaria dalla crisi”” (…)””. Il diffondersi di tali deficienze è spiegato da una serie di ragioni. Dopo gli anni impetuosi della sollevazione rivoluzionaria provocata dall’ Ottobre giunsero gli anni in cui il capitalismo si riprese e la situaizone per i comunisti diventò eccezionalmente complessa.”” (pag 211)”,”INTT-205″
“LEJEUNE Dominique”,”Les causes de la Premiere Guerre mondiale.”,”LEJEUNE Dominique, dottore in lettere e scienze umane, è professore ‘d’histoire en khagne’ al liceo Louis-le-Grand. Dirige una collezione di storia sociale ed è membro del Comité des travaux historiques et scientifiques.”,”QMIP-025″
“LEJEUNE Paule”,”La Commune de Paris au jour le jour (18 mars – 28 mai 1871).”,”Paule Lejeune, universitario (agrégation des Lettres classiques) è scrittore, fotografo, letterato. Si è occupato in particolare del ruolo delle donne nella storia.”,”MFRC-168″
“LEKACHMAN Robert a cura; scritti di D.G. CHAMPERNOWNE Gottfried HABERLER Sir Roy F. HARROD Abba P. LERNER W.B. REDDAWAY E.A.G. ROBINSON Paul A. SAMUELSON Paul M. SWEEZY Jacob VINER”,”La teoria general de Keynes. Informe de tres décades.”,”Scritti di D.G. CHAMPERNOWNE Gottfried HABERLER Sir Roy F. HARROD Abba P. LERNER W.B. REDDAWAY E.A.G. ROBINSON Paul A. SAMUELSON Paul M. SWEEZY Jacob VINER. Aspettative. Keynes attribuì molta importanza alla volatilità della curva di efficienza marginale del capitale in risposta ai cambiamenti nell’ opinione. In nessun momento permette che il lettore dimentichi che i guadagni o le quasi rendite che determinano la curva sono guadagni sperati e non guadagni reali””. (pag 196)”,”ECOT-105″
“LEKACHMAN Robert”,”Storia del pensiero economico. (Tit.orig.: A History of Economic Ideas)”,”LEKACHMAN R. è un noto studioso americano professore di economia e preside del Bernard College della Columbia University. E’ autore pure del ‘Il sistema keynesiano’.”,”ECOT-144″
“LEKOVIC Dragutin”,”La theorie marxiste de l’ alienation.”,”””Le cinquieme aspect de l’ argent comme alienation de l’ homme, c’est la reduction des relations humaines en relations exterieures et accidentelles. ‘Avec l’ argent, toute forme de circulation et la circulation elle-même pour les individus sont posées comme contigentes. Il est donc dans la nature même de l’ argent que toutes les relations jusqu’alors n’étaient que relations des individus dans des conditions determinées, et non des individus en tant qu’individus'””. (Marx, Ideologie allem.) (pag 125)”,”TEOC-236″
“LELLI Marcello”,”Tecnici e lotta di classe.”,” LELLI Marcello (Roma, 1944) professore di sociologia politica all’ Università di Sassari, collabora all’ organizzazione di corsi e seminari con gli operai dell’ Istituto di sociologia di Roma. Rapporto tecnici-classe operaia. “”La sociologia degli intellettuali ha sempre fornito, insieme al tema del ceto medio, l’ asse principale di tutte le polemiche e di tutte le analisi che si contrappongono al marxismo come teoria delle classi sociali: l’ apparente (o reale) libertà dell’ intellettuale serviva a fondare la libertà del lavoro, l’ esistenza di classi sganciate dal conflitto tradizionale tra proletariato e borghesia; a partire da Weber che sostiene che gli intellettuali, i tecnici non possidenti, la piccola borghesia sono altrettante classi sociali, fino a Mannheim a Michels e a Geiger, gli intellettuali umanisti e non sono figure anomale rispetto alla regolare struttura delle classi, che dimostrano con la loro esistenza l’ erroneità di una analisi, patrimonio non solo di Marx ma del movimento operaio nel suo complesso, fondata sulla bipolarità tendenziale tra proletariato e borghesia. In un certo senso, la figura dell’ intellettuale non proprietario è diventata nel tempo, nella sociologia e nelle ideologie ufficiali, il supporto centrale di tutte le teorie scalari della società, fondate su una definizione generica del termine “”classe”” e sull’ assunzione empirico-acritica di una classe intermedia tra proletariato e borghesia (inventati rispettivamente come classe superiore e classe inferiore, secondo una logica di descrizione acritica della realtà che lo stesso Wright Mills stigmatizza nell’ “”Immaginazione sociologica”” (…)””. (pag 125-126)”,”TEOS-130″
“LELLI Vera”,”Gli equilibri punteggiati e il marxismo: storia di un fraintendimento.”,”Nella bibliografia citata l’opera ‘Marx Engels, Lettere di K. Marx e F. Engels, ‘Istituto di Studi sul Capitalismo’, Genova 2002, opera inedita, trad. it (ISC) Contiene tra gli altri i seguenti capitoli o paragrafi: – 1859: Charles Darwin e “”L’origine della specie”” – La reazione di Karl Marx e Friedrich Engels – Le accuse (dei creazionisti) su un supposto legame darwinismo marxismo – Il reale rapporto di Gould con il marxismo – L’idealismo: la dialettica di Hegel – Il materialismo dialettico: la dialettica di Marx e Engels – Le leggi della dialettica – Le distorsioni della dialettica: lo Stalinismo e il Lysenkismo”,”SCIx-442″
“LELLI Marcello”,”Dialettica della città. Per una politica della città”,”Marcello Lelli (Roma, 1944) è incaricato dal 1971 di Sociologia e sociologia politica a Sassari e collabora con l’istituto di Sociologia dell’Università di Roma. E’ socio dell’ ISPROM. Ha pubblicato ‘Tecnici e lotta di classe’ e ‘Dialettica del baraccato’.”,”TEOS-003-FSD”
“LELLOUCHE Pierre”,”Le nouveau monde. De l’ ordre de Yalta au désordre des nations.”,”LELLOUCHE Pierre è nato nel 1951. Specialista di questioni strategiche e di relazioni internazionali, è autore di varie opere e articoli. “”Di conseguenza, se il protettore americano resta oggi ancora il solo detentore della leadership militare, la sua superpotenza economica di ieri si è trovata come “”travasata”” verso l’ Europa e il Giappone. In apparenza, la leadership politica americana sembra intatta (come testimonia l’ attivismo americano nella Guerra del Golfo e il suo seguito), ma a guardare da più vicino, si constata che l’ America non è già più in posizione d’ imporre da sola la sua legge e che deve arrivare ad una composizione con i suoi alleati, diventati i suoi creditori””. (pag 215)”,”RAIx-172″
“LELLOUCHE Pierre”,”L’avenir de la guerre.”,”Pierre Lellouche est adjoint au directeur de l’Institut Français de Relations Internationales, Maitre de conférence à l’ENA. Il est chargé des problèmes stratégique au Point et éditorialiste à ‘Newsweek’.”,”EURQ-003″
“LELLOUCHE Pierre”,”Il nuovo mondo. Dall’ordine di Yalta al disordine delle nazioni.”,”Pierre Lellouche, esperto di questioni strategiche e relazioni internazionali, ha pubblicato numerosi saggi e volumi, tra cui: L’avenir de la guerre, L’initiative de défense stratégique et la sécurité de l’Europe, La guerre des satellites: enjeux pour la communauté internationale.”,”RAIx-042-FL”
“LEMAIRE Henri Président, membres: Willy CALEWAERT Richard CARLIER Guy COEME Oscar DEBUNNE Robert FLAGOTHIER Wim GEDOLF Francois GUILLAUME Francois PIROT Guy SPITAELS Thierry VANDERKINDERE Jos VAN-EYNDE Karel VAN-MIERT; Comité d’organisation: Francois PIROT Claude DESAMA Robert FLAGOTHIER Marcel SONNEVILLE Oscar DEBUNNE Herman BALTHAZAR Wouter STEENHAUT Nic BAL; Collectif de recherches: Pierre DE-SPIEGELER Robert FLAGOTHIER Linda FLAGOTHIER-MUSIN Freddy JORIS Jean-Jacques MESSIAEN Arlette MUSICK”,”100 ans de Socialisme. Catalogue édité à l’ occasion de l’ exposition 1885-1985, organisée par le Comité national du centième anniversaire du Parti Ouvrier Belge à la Bibliothèque Royale Albert 1er du 23 mars au 20 avril 1985.”,”Membri: Willy CALEWAERT Richard CARLIER Guy COEME Oscar DEBUNNE Robert FLAGOTHIER Wim GEDOLF Francois GUILLAUME Francois PIROT Guy SPITAELS Thierry VANDERKINDERE Jos VAN-EYNDE Karel VAN-MIERT Comitato di organizzazione: Francois PIROT Claude DESAMA Robert FLAGOTHIER Marcel SONNEVILLE Oscar DEBUNNE Herman BALTHAZAR Wouter STEENHAUT Nic BAL Collettivo di ricerca: Pierre DE-SPIEGELER Robert FLAGOTHIER Linda FLAGOTHIER-MUSIN Freddy JORIS Jean-Jacques MESSIAEN Arlette MUSICK I socialisti si alleano con i liberali contro il governo cattolico per la riforma del sistema elettorale. “”Dés 1894, certains Fédérations régionales du P.O.B. avaient conclu des alliances électorales avec les libéraux afin de combattre la domination catholique: ce fut le cas à Liège et Namur en 1894, à Namur et Dinant en 1896, à Waremme, Huy, Alost et Gand en 1898. La représentation libérale au Parlement s’emenuisait de scrutin en scrutin, par l’effet du système majoritaire à deux tours (la liste ayant emporté le plus de voix au secondo tour emportait tous les sièges d’une circonscription). Pour éviter la disparition complète de leur parti, les libéraux ne pouvaient que se rallier à la rivendication du système de représentation proportionnelle, plus équitable, inscrite dans le programme socialiste depuis 1893. Un rapprochement sur ce thème s’opéra entre socialistes et libéraux. Les deux tendances manifestèrent en commun: ainsi à Gand, le 28 mai 1899, lorsqu’un cortège pour le suffrage universel rassembla des socialistes; des libéraux et des démocrates-chrétiens. C’est que la majorité catholique envisageait alors de n’instaurer la représentation proportionelle que dans le grands arrondissements, là où elle pouvati lui être favorable. L’opposition des deux partis laïques fit reculer le pouvoir, et c’est finalement la représentation proportionnelle généralisée (encore en vigueur aujourd’hui) qui fut introduite. Ses effets se firent sentir dès les élections de juin 1900, qui se soldèrent par un important recul du nombre d’élus catholiques eet, invérsement, un gain libéral: 32 députés, contre 33 aux socialistes. Désormais, les deux partis pouvaient envisager d’abattre ensemble le gouvernement catholique au pouvoir depuis 1884. Cette perspective allait influencer la tactique du P.O.B. pendant plusieurs années.”” (pag 75)”,”MEOx-083″
“LEMARCHAND Guy; BADIA Gilbert”,”Les grandes tendances de l’historiographie française (Lemarchand); Une question toujours controversée: les rapports entre industriels allemands et le national-socialisme.”,”Altri articoli su Jean Bouvier, Jean Maitron, H. Barbusse e due articoli sull’indipendenza dell’Algeria”,”STOx-256″
“LEMERCIER-QUELQUEJAY Chantal”,”La pace mongola.”,”Chantal Lemercier-Quelquejay nata nel 1926 è stata a capo dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi (VI sezione). È specialista di storia ottomana e dei Turchi orientali, dei Cosacchi zaporogi e dell’impero ottomano. Caratteristica della pax mongola. La totale libertà di circolazione delle merci e degli uomini durante la ‘pax mongolica’ “”La principale caratteristica della pace mongola, insieme alla sicurezza delle frontiere, era la prosperità economica, dovuta allo straordinario sviluppo del commercio terrestre e marittimo su scala mondiale. Per la prima volta nella storia, le carovaniere transcontinentali che univano da un lato l’Europa occidentale e centrale all’Estremo Oriente, e dall’altro l’Europa settentrionale dall’Africa, godevano di un’assoluta sicurezza. La grande strada che andava dall’est all’ovest, l’antica «via della seta», aveva due varianti: la via nord che, partendo da Pechino, attraversava la Mongolia, passava per Karakorum attraverso l’alto Orkhon e i monti Tarbagatai, scendeva lungo la valle dell’Ili, costeggiava il lago di Issiq Kul e, attraverso la valle del medio Syr-Dar’ja e la città di Otrar, raggiungeva la regione di Saraj sul basso Volga. A questo punto la carovaniera si biforcava, e mentre un tratto arrivava fino alle colonie genovesi di Tana, sull’estuario del Don, e di Caffa, in Crimea, l’altro costeggiava il mar Nero e risaliva la valla del Danubio. L’altra variante partiva dalla Cina centrale (e precisamente dalla valle del Fiume Giallo), attraversava il Kan Su, seguiva poi il corso del fiume Tarim, passava per le oasi della Kashgaria e, dagli alti valichi dell’Alaj, sboccava in Transoxiana e di là nel Khorasan. Questa via, che passava a sud del Caspio e attraversava le città di Kazvin, Sultaniyya e Tabriz, e che veniva usata soprattutto dalle carovane musulmane, veneziane e armene, si divideva a sua volta in due tronchi, uno dei quali attraversava l’Asia Minore, e finiva al porto di Trebisonda, mentre l’altro, attraverso la Mesopotamia, giungeva fino al Mediterraneo, e ai porti della Piccola Armenia (Cilicia), di fronte a Cipro. Alla via est-ovest, più importante, corrispondeva la via nord-sud, che collegava il Baltico all’Egitto. Fintanto che l’Orda d’oro e il regno di Il-Khan furono in lotta, questa via, che scendeva lungo la valle del Don, finiva a Caffa, donde le flotte marittime, soprattutto genovesi, assicuravano il collegamento con Alessandria. All’inizio del XIV secolo, quando i Khan Toktu dell’Orda d’Oro e Uljan-tu dell’Iran misero fine alla loro guerra fratricida , alla via marittima si aggiunse una via fluviale che, partendo da Novgorod, seguiva il corso del Volga fino ad Astrakan, donde le carovane raggiungevano Tabriz, Bagdad e Il Cairo costeggiando le rive occidentali del Caspio. la Cina, finalmente unificata sotto la dinastia mongola, grazie al commercio terrestre (nord-sud), fluviale (est-ovest) e marittimo (che collegava i porti della Cina con quelli iraniani del golfo Persico), avrebbe conosciuto un periodo di prosperità di cui Marco Polo ci ha lasciato un’ampia testimonianza. La totale libertà di circolazione delle merci e degli uomini spiega lo straordinario sviluppo economico e culturale di tutti i paesi attraversati dalle grandi vie carovaniere. Come scrive René Grousset «per la prima volta nella storia, la Cina, l’Iran e l’Occidente entravano veramente in contatto, ed era questo in fondo il risultato imprevedibile, quanto fecondo per la civiltà, della terribile conquista gengiskhanide». Momento unico nel corso della storia, in cui si potevano trovare colonie di mercanti italiani a Tabriz, Astrakan, Karakorum e Pechino, giunche cinesi nei porti del golfo Persico, mercanti di Novgorod ad Alessandria e a Shiraz, e armeni in tutte le città carovaniere, dal Danubio al Pacifico. Uomini e idee circolavano insieme alle mercanzie. Si poteva infatti viaggiare senza alcun pericolo dall’estremo Occidente europeo fino all’estremo oriente cinese, ed era appunto questo che conferiva all’impero mongolo il suo carattere di straordinario cosmopolitismo”” (pag 47-48) [Chantal Lemercier-Quelquejay, ‘La pace mongola’, U. Mursia, Milano, 1971] (pag 48) [Chantal Lemercier-Quelquejay, ‘La pace mongola’, U. Mursia, Milano, 1971]”,”ASIx-002-FFS”
“LEMINSKY Gerhard OTTO Bernd a cura, collaborazione di Gerhard BREIDENSTEIN; saggi di BÖLL Winfried WOLF Erika DUVE Freimut KERSTEN Otto TETZLAFF Rainer METZE Klaus Rüdiger LEITNER Kerstin SYMANOWSKI Horst WICHER Reinhard KRISTOFFERSEN Erwin SIELAFF Rüdiger RAMANUJAM G. DHUNJIBHOY Roshan BIELENSTEIN Dieter BÜNGER Hans-Ulrich AUTOR Chilenischer BORIS Dieter BREUER Wilhelm M. WAGNER Dieter BANGERT Siegfried WÜST Gottfried SELZNER Lothar BENJAMIN Gaston JOHNSON Oscar A. THONDAMAN S. VAN GENDEREN Thomas ENGELEN-KEFER Ursula UHLIG Christian KODJO Samuel GLASTETTER Werner BRICKE Dieter PRIEBE Hermann BREIDENSTEIN Gerhard MATTHÖFER Hans KISKER Klaus Peter DEVAN NAIR C.V. ARRATE Jorge PIEHL Ernst”,”Gewerkschaften und Entwicklungspolitik.”,”Gewerkschaften und Entwicklungspolitik: “”Sindacato e formazione politica”” ‘Anhang. Dokumentation gewerkschaftlicher Stellungnahmen zu entwicklungspolitischen Fragen zusammengestellt von Ulrike Mertes (pag 465-491). Die Mitarbeiter dieses Bandes (pag 492-496).'”,”SIND-104″
“LEMOINE Francoise”,”La nouvelle économie chinoise.”,”Francoise LEMOINE è una economista del CEPII (Centre d’etudes prospectives et d’informations internationales). E’ specialista delle economie di transizione. Ha pubblicato studi sull’Europa dell’Est e sulla Cina.”,”CINE-028″
“LEMOINE Françoise”,”L’économie de la Chine.”,”LEMOINE F. è un economista del CEPII (Centre d’etudes prospectives et d’informations itnernationales) specialista in economie emergenti.”,”CINE-035″
“LEMOINE Françoise”,”L’économie de la Chine.”,”Françoise Lemoine est économiste au Cepii (Centre d’études prospectives et d’informations internationales), spécialiste des économies émergentes, et a publié de nombreuses études sur la Chine, l’Inde et l’Europe de l’Est.”,”CINE-001-FV”
“LEMOINE Françoise”,”L’economia cinese.”,”Françoise Lemoine est économiste au Cepii (Centre d’études prospectives et d’informations internationales), spécialiste des économies émergentes, et a publié de nombreuses études sur la Chine, l’Inde et l’Europe de l’Est.”,”CINE-007-FL”
“LEMOYNE Gio.Batt. sac.”,”Cristoforo Colombo.”,”‘La Chiesa cattolica difende i selvaggi oppressi’ (pag 468)”,”ASGx-056″
“LE-NAOUR Jean-Yves”,”Fusillés. Enquête sur les crimes de la justice militaire.”,”L’A è uno storico della prima guerra mondiale pag 324: poema anonimo scritto da un mutilato di guerra e recitato da una bambina il giorno dell’inaugurazione del monumento ai fucilati di Souain nel cimitero di Sartilly, Manche, 20 settembre 1925 (Jeannette figlia del caporale Maupas fucilato) Pag 105 proposta legge di Sabinius VALIERE approvata dall’Ufficio nazionale della SFIO il 1 luglio 1921.”,”QMIP-066″
“LENCI Marco”,”All’ inferno e ritorno. Storie di deportati tra Italia ed Eritrea in epoca coloniale.”,”LENCI è docente di storia dell’ Africa presso la Facoltà di Lettere dell’ Università di Pisa. Si occupa da tempo del colonialismo italiano in Eritrea, a cui ha già dedicato il volume Eritrea e Yemen. Tensioni italo-turche nel Mar Rosso, 1885-1911 (F. ANGELI, 1990). “”Insomma il modello educativo seguito dagli insegnanti scandinavi aveva l’ obiettivo di fornire un tipo di formazione assolutamente opposta a quella a cui le autorità coloniali italiane miravano. L’ impegno (per altro assai scarso) italiano nel campo dell’ istruzione dei sudditi coloniali era infatti tutto finalizzato a suscitare in loro il sentimento di appartenere ad una razza inferiore e a modellarne la coscienza civica secondo gli schemi di una dedizione al regime fascista che non ammetteva alcuna deroga.”” (pag 52)”,”ITQM-092″
“LENCZOWSKI George”,”Russia and the West in Iran, 1918-1948. A Study in Big-Power Rivalry.”,”LENCZOWSKI George Politica sovietica del terrore applicata in Iran. “”In 1944-1945 it was impossible for the government to appoint a provincial governor to the Soviet zone if he was not acceptable to the Russians. The Soviet authorities had recourse to political terror from the very day of their entry. A number of political refugees from the Caucasus, such as the Dashnaks or the Mussavatists, were arrested. Others mysteriously disappeared. This happened not only in the north but also in Teheran, although the capital was in the neutral zone. Freedom of the press, enjoyed in Teheran, only partly applied to the northern provinces. An pone letter written in 1945 by the editor of the nationalist paper ‘Hur’ to the editor of the Communist ‘Darya’ vividly described the press restrictions in the Soviet zone”” (pag 197)”,”GOPx-020″
“LENCZOWSKI George”,”Oil and State in the Middle East.”,”LENCZOWSKI George, University of California at Berkeley La seconda parte del volume è dedicata alla legislazione sul lavoro, alle relazioni industriali, ai salari e alle condizioni dei lavoratori del settore, al movimento operaio e sindacale”,”VIOx-194″
“LENG Shao Chuan PALMER Norman D.”,”Sun Yat-sen and Communism.”,”LENG Shao C. ha ottenuto il BA degree in China e il suo MA e Ph.D. negli Stati Uniti. E’ Associate Professor of Foreign Affairs nell’Università della Virginia (1961). E’ autore di ‘Japan and Communist China’. Norman L. PALMER è professore di scienze politiche e Chairman dell’International Retations Group Committee nell’Università della Pennsylvania (1961). E’ coautore di ‘Internationl Relations’ e ‘Major Government of Asia’. “”It was during the late 1890’s and the early 1900’s that Dr. Sun came to grips with ideas of democracy and of socialism. In London, he was introduced to the works of Henry George and Karl Marx, and probably he also met Lenin and the Russian revolutionary exiles (8). In the United States, he came under the influence of the teachings of Abraham Lincoln and other liberal Americans. The frequent references to Rousseau, Montesquieu, Lincoln, Marx Henry George, and others in his later writing and speeches showed how well-read Sun was, and how great an impact these Western thinkers had on his own thinking. Furthermore, it was during his stay in Europe and America that Sun came to the realization of the existing inequalities and tensions in Western societies and, consequently, decided to work out a program for China to solve political and social problems at the same time. (…) Between 1905 and 1906, following his second trip to Europe and America, Dr. Sun’s revolutionary ideas began to take a more definite form”” (pag 19-20) (8) Stephen Chen and Robert Payne, ‘Sun Yat-sen: A Portrait, New York, John Day, 1946, p. 48″,”MCIx-065″
“LENGELLE’ Maurice”,”L’ esclavage.”,”Niente rende meglio la posizione della Chiesa che il contrasto tra due decisioni: quella del concilio di ‘Gangres’ (324), l’ anatema contro chiunque distoglierà gli schiavi dai loro doveri di servitù, e quella del concilio d’ ‘Albon’ (517) che vietano al padrone di uccidere senza diritto un servitore.”,”CONx-025″
“LENIN I.V.”,”L’ etat et la revolution.”,”[‘Lenin cominciò a lavorare all”Imperialismo’, tra la fine del 1915 e i primi del 1916, a Berna. Le questioni relative alle cause economiche della guerra, scrive la Krupskaia, “”furono studiate da Vladimir Ilic nel 1915 e poi nel 1916. Raccolse allora i materiali per il suo libro: ‘L’imperialismo fase suprema del capitalismo’. Ilic rilesse ancora ed ancora Marx ed Engels per meglio chiarire il periodo della rivoluzione socialista, le sue vie e il suo sviluppo”” (1). Da Berna, l’11 gennaio del 1916, Lenin scrive a Gorki: “”sto lavorando attorno all’opuscolo sull’imperialismo”” e, dando un fuggevole scorcio delle sue condizioni di vita, aggiunge: “”A causa delle condizioni di guerra ho estremo bisogno di guadagnare”” (2). “”Nel gennaio del 1916, – dice sempre la Krupskaia, – Vladimir Ilic cominciò a scrivere un libro (l’Imperialismo) per la casa editrice La Vela. Ilic dava un’importanza enorme a tale questione ritenendo impossibile un giudizio veramente completo sulla guerra senza uno studio approfondito della sostanza dell’imperialismo, sia dal lato economico che politico. Si mise perciò volentieri al lavoro. Verso la metà di febbraio ebbe bisogno di lavorare nelle biblioteche di Zurigo. Vi andammo per alcune settimane: rinviammo così continuamente il nostro ritorno a Berna e finimmo per rimanere a Zurigo dove c’era maggiore animazione. Vi erano molti giovani stranieri di tendenze rivoluzionarie, vi era un ambiente operaio; il partito socialdemocratico era più a sinistra e sembrava che vi si sentisse molto meno lo spirito piccolo-borghese”” (3). Lenin a Zurigo lavorò all’Imperialismo fino al maggio e il 2 giugno del 1916 spedisce il manoscritto dell’opera allo storico Prokrovski perché ne curi la pubblicazione a Pietrogrado. (…)””. Note. (1) Nadezda Krupskaia, ‘La mia vita con Lenin’, Roma, Editori Riuniti, 1956, p. 271; (2) Lenin, ‘Opere’, vol. 35, ed. cit., p. 143. ‘Larga parte dei suoi scritti del periodo 1914-1917 affrontano i problemi del giudizio da dare sulla guerra e della posizione del movimento operaio internazionale di fronte ad essa. Le posizioni che Lenin viene assumendo in questi scritti sono fondamentalmente la premessa a quelle che egli confermerà poi nell”Imperialismo’: polemica fondo contro Kautsky e tutti i “”centristi”” e contro i nuovi teorici dell'””economicismo imperialistico”” (3), che sembravano riprodurre gli errori dei populisti (2), contro i quali Lenin polemizzava negli anni tra il 1894 e il 1901. (…) Nel corso di queste polemiche in Lenin si conferma la coscienza della necessità di fornire al movimento operaio un’analisi quanto più possibile approfondita e significativa della situazione economica. Questo compito egli affronta con l”Imperialismo’, che, proprio per la sua specifica collocazione nella lotta politica condotta da Lenin in quegli anni, per noi deve valere innanzitutto come indicazione di metodo (…)’. Note: (3) Cfr. Lenin, ‘Intorno ad una caricatura di marxismo e all'””economicismo imperialistico””, di cui un estratto è pubblicato in Lenin, ‘La guerra imperialista’, Roma, Edizioni Rinascita, 1950, pp. 195-204 e Lenin, ‘A proposito dell’opuscolo di Junius’, in op. cit., pp. 126-141; (4) Lenin, Opere, ed: cit., vol. 2, p. 201′] (dall’introduzione di Valentino Parlato a V.I. Lenin, L’imperialismo fase suprema del capitalismo, Roma, 1970, pag 6-7; 10-11]”,”LEND-046″
“LENIN V.I.”,”L’ imperialismo e la guerra imperialista.”,”Contiene pure ‘L’imperialismo e il diritto di autodecisione delle nazioni’.”,”LEND-032″
“LENIN V.I.”,”Il socialismo e la guerra.”,”Qui LENIN cita CLAUSEWITZ (‘Della guerra’) “”La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”” (LENIN aggiunge “”con mezzi violenti””) (‘I principi del socialismo e la guerra del 1914-15’)”,”LEND-059 SOCx-048″
“LENIN V.I.”,”Colloqui con i giornalisti stranieri.”,”Lenin (pag 65 intervista di A.A. RANSOME per il ‘Manchester Guardian’ (27.10-5.11.1922) tra l’altro dice che “”il passaggio al comunismo è possibile anche attraverso il capitalismo di Stato, ove nello Stato il potere si trovi nelle mani della classe operaia. Il che è appunto il ‘nostro caso odierno'””.”,”LEND-038″
“LENIN V.I. a cura di Ovidio MARTINI”,”Pensieri scelti.”,”Questa raccolta è stata pubblicata in FR e adattata per il lettore italiano. L’opera di LENIN comprende circa 9 mila titoli.”,”LEND-096″
“LENIN V.I.”,”Scritti sulla rivoluzione culturale.”,”La burocrazia e la dittatura del proletariato; la situazione internazionale e interna della Repubblica sovietica; rapporto pol del CC del PCRb al XI Congresso del PCRb del 27 marzo 1922; le radici economiche del burocratismo, sull’ imposta in natura; lettera ai dirigenti delle istituzioni centrali sovietiche; intervento dell’8 marzo 1921 al X Congresso del PCRb; lettere al Commissario del popolo alla giustizia (D.I. KURSKI); l’ epurazione nel partito; lettera ai membri dell’ Ufficio politico sull’ epurazione del partito e le condizioni di ammissione al partito; sulle nuove condizioni di ammissione di nuovi membri al partito (Al compagno MOLOTOV); sull’ educazione politica (rapporto al II Congresso dei servizi di Educazione politica); sulla funzione del materialismo militante; meglio meno ma meglio (1923) (proposta di fondere la Ispezione operaia e contadina con la Commissione centrale di controllo); sulla cooperazione (NEP e capitalismo di Stato, legame tra capitalismo di Stato ordinario e speciale); sulla nostra rivoluzione (a proposito delle note di N. SUKHANOV).”,”LEND-036″
“LENIN V.I.”,”La questione nazionale negli anni 1908-1914. Le questioni del movimento rivoluzionario internazionale nel periodo 1908-1914.”,”Contiene gli scritti: -Sul diritto di autodeterminazione (autodecisione) delle nazioni -Le questioni del movimento rivoluzionario internazionale nel periodo 1908-1914 -Democrazia e populismo in Cina -La Cina rinnovata -Il congresso socialista internazionale di Stoccarda -Il militarismo militante e la tattica antimilitarista della socialdemocrazia -Che cosa non si deve imitare nel movimento operaio tedesco”,”LEND-004″
“LENIN V.I.”,”Materialismo e empiriocriticismo. Note su una filosofia reazionaria.”,”Il dizionario filosofico è una traduzione dell’Indice compilato da LEVIEN e da IABLONSKY rimaneggiato solo in qualche parte da ZATTI. (il libro contiene commento critico manoscritto senza firma)”,”LEND-006″
“LENIN V.I. a cura di Umberto CERRONI”,”Scritti economici.”,”‘L’esportazione di capitale (…) intensifica il distacco del ceto dei ‘rentiers’ dalla produzione’. “”Parassitismo e putrefazione del capitalismo. (…) L’imperialismo è l’immensa accumulazione in pochi paesi di capitale liquido, che, come vedemmo, raggiunge da 100 a 150 miliardi di franchi di titoli. Da ciò segue, inevitabilmente, l’aumentare della classe o meglio del ceto dei ‘rentiers’, cioè di persone che vivono del «taglio delle cedole», non partecipano ad alcuna impresa ed hanno per professione l’ozio. L’esportazione di capitale, uno degli essenziali fondamenti economici dell’imperialismo, intensifica questo completo distacco del ceto dei ‘rentiers’ dalla produzione e dà un’impronta di parassitismo a tutto il paese, che vive dello sfruttamento del lavoro di pochi paesi e colonie d’oltre oceano. «Nel 1893 – scrive Hobson – il capitale britannico collocato all’estero costituiva circa il 15% della ricchezza totale del Regno Unito» (1) (Nel 1915 questo capitale era aumentato di circa due volte e mezzo…) «L’imperialismo aggressivo – leggiamo poco appresso nel libro di Hobson – che costa così caro ai contribuenti ed ha sì scarso valore per l’industriale e il commerciante… è fonte di grandi profitti per il capitalista che cerca investimenti al proprio capitale…[in inglese ciò si esprime con la parola «’investor’» ‘rentier’]. «Secondo la statistica di Giffen, il reddito totale annuo che la Gran Bretagna ricava dal suo commercio estero e coloniale, dalla sua importazione ed esportazione, ammontava per il 1899 a 18 milioni di sterline [circa 450 milioni di lire oro], se si calcola un reddito del 2,5% su un movimento totale di 800 milioni di sterline». Per quanto tale cifra sia considerevole, tuttavia essa non può spiegare l’imperialismo aggressivo della Gran Bretagna. Questo trova la sua spiegazione ben più nei 90-100 milioni di sterline che rappresentano il reddito del capitale «investito» all’estero, il profitto dei ‘rentiers’. Nel paese più «commerciale» del mondo i profitti dei ‘rentiers’ superano di ‘cinque volte’ quelli del commercio estero! In ciò sta l’essenza dell’imperialismo e del parassitismo imperialista. Per tale motivo nella letteratura economica sull’imperialismo è di uso ‘corrente’ il concetto di «Stato ‘rentier’» (Rentnerstaat) o Stato usuraio. Il mondo si divide in un piccolo gruppo di Stati usurai e in una immensa massa di Stati debitori. «Tra gli investimenti di capitali all’estero – scrive Schulze-Gaevernitz- primeggiano quelli fatti in paesi politicamente dipendenti o strettamente alleati: l’Inghilterra impresta all’Egitto, al Giappone, alla Cina, all’America del Sud. E in caso di bisogno la sua flotta da guerra funziona da ufficiale giudiziario. La forza politica dell’Inghilterra la preserva contro la eventualità di una sommossa dei debitori (2)». Sartorius von Waltershausen nel suo libro su ‘Il sistema economico del collocamento di capitali all’estero’ considera l’Olanda come tipo di «Stato ‘rentier’», e accenna che anche la Francia e l’Inghilterra sono sul punto di diventar tali (3). Schilder ritiene che i cinque Stati industriali, Inghilterra, Francia, Germania, Belgio e Svizzera, siano «nettamente paesi creditori». Ma non mette tra essi l’Olanda perché «poco industriale» (4). Gli Stati Uniti sono un paese creditore solo nei rapporti con altri paesi americani. «L’Inghilterra – scrive Schulze-Gaevernitz – a poco a poco da Stato industriale si trasforma in Stato creditore. Se la grandezza assoluta della produzione industriale e dell’esportazione di prodotti industriali è aumentata, tuttavia l’importanza relativa del guadagno in interessi e dividendi, emissioni, commissioni… e speculazioni, è di gran lunga cresciuta nell’economia nazionale complessiva. Secondo me, proprio questo fatto costituisce la vera base economica dello slancio imperialistico. Il creditore è più saldamente legato al debitore, che non il venditore al compratore» (5). Lansburgh, direttore della rivista berlinese ‘Die Bank’, così scriveva nel 1911 intorno alla Germania in un articolo intitolato ‘La Germania, Stato rentier’: «Volentieri in Germania ci si beffa della smania dei francesi di trasformarsi in ‘rentiers’, ma si dimentica che, per quanto concerne la classe media, le condizioni tedesche diventano sempre più simili alle francesi» (6). Lo Stato ‘rentier’ è lo Stato del capitalismo parassitario in putrefazione. Questo fatto necessariamente influisce su tutti i rapporti politico-sociali dei relativi paesi, e quindi anche sulle due correnti principali del movimento operaio in generale. Per dimostrare ciò nella maniera più evidente, lasciamo la parola a Hobson, il quale è il più «sicuro» come testimone, poiché non gli si può rimproverare alcuna predilezione per l’«ortodossia marxista»; inoltre egli è inglese e conoscitore delle cose del suo paese, che è il più ricco così di colonie come di capitale finanziario e di esperienza imperialistica. Sotto l’impressione ancor fresca della guerra contro i boeri, Hobson descrive la connessione dell’imperialismo con gli interessi degli uomini della finanza, dell’aumento dei profitti con gli appalti e le forniture, ecc., e a tale proposito scrive: «Coloro che fissano la direzione a questa esplicita politica parassitaria sono i capitalisti: ma gli stessi moventi esercitano la loro efficacia anche su determinate categorie di operai. In molte città i più importanti rami d’industria dipendono dalle commissioni governative, e questa è una delle non ultime ragioni dell’imperialismo dei centri delle industrie metallurgica e navale». Secondo Hobson, due categorie di circostanze indebolivano la potenza degli imperi antichi: 1) il «parassitismo economico»; 2) la composizione degli eserciti con elementi tratti dalle popolazioni soggette.”” [V.I. Lenin, a cura di Umberto Cerroni, ‘Scritti economici’, Roma, 1977] [note: (1) Hobson, op. cit., p. 59; (2) Schulze-Gaevernitz, ‘Britischer Imperialismus’, pp. 320 e sgg.; (3) Sartorius von Waltershausen, op. cit., libro IV; (4) Schilder , op. cit., p. 393; (5) Schulze-Gaevernitz, op.cit., p. 122; (6) ‘Die Bank’, 1911, I, p. 10-11] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-007″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Un passo avanti e due indietro. La crisi del nostro partito.”,”Proseguimento e complemento del ‘Che fare?’ con questo scritto LENIN entra nel vivo dei problemi connessi alla nascita del partito rivoluzionario (centralismo, disciplina) e si scaglia vs l’impostazione data dalla corrente opportunista del partito. LENIN Tesi: Vs opportunismo di MARTOV e AXELROD nelle Q organizzative”,”LEND-003″ “LENIN V.I.”,”Carlo Marx.”,”Contiene gli scritti: – Carlo Marx – Tre fonti e tre parti integranti del marxismo – Marxismo e revisionismo – I destini storici della dottrina di Carlo Marx. “”Approfondendo e sviluppando il materialismo filosofico, Marx lo spinse fino alle ultime conseguenze e lo estese dalle conoscenze della natura alla conoscenza della società umana. Il materialismo storico di Marx fu una delle più grandi conquiste del pensiero scientifico””. (pag 42)”,”LEND-002″ “(LENIN)”,”Lettere dei lavoratori a Lenin.”,”Lettere di ZUBOV TURUNEN BARANOV GNIDKOV SYROMJATNIKOV ZLINCENKO SUPRUN FEDOSEEV NINA A VALJA DALLAS PRONKIN BALOG HOSSU IVANOV STURMIN MATUSEVIC MICHAJLOV FREJDIN STRUKOV PASTERNAK LESIJ BOGDANOVSKIJ IOKSIMOVIC ALEKSEEV VOINOVA-DANDUROVA DAVYDOV CEBOTAREV”,”LEND-008″ “LENIN V.I.”,”Sul movimento operaio italiano.”,”Lettera di ENGELS a TURATI, manifesto Basilea e Zimmerwald, 21 condizioni IC”,”LEND-011″ “LENIN V.I.”,”La rivoluzione del 1905. 1. La tattica dei bolscevichi nella rivoluzione democratica. 2. La questione agraria.”,”LENIN, La rivoluzione del 1905. I. La tattica dei bolscevichi nella rivoluzione democratica. EDIZ RINASCITA, 1949 pag 391 8°; II. La questione agraria. EDIZIONI RINASCITA. 1949, pag 250 8°, indice nomi giornali e riviste”,”LEND-0051″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Gli anni della reazione e della ripresa rivoluzionaria.”,”Contiene recensione di LENIN a libro di K. LEGIEN, rappresentante più in vista del movimento sindacale tedesco dell’epoca, ‘Sul movimento operaio in America’ resoconto del suo viaggio in USA concordato con i partiti socialisti USA che con l’ AFL. LENIN si sofferma sulla ‘malattia indiscutibile del partito tedesco’ (opportunismo dei suoi capi). Tastare il polso’ ai socialisti “”Marx aveva l’abitudine – così egli diceva – di “”tastare il polso”” ai suoi conoscenti socialisti, controllandone la coscienza e la forza di convinzione. Dopo aver fatto conoscenza con Lopatin (1), Marx scrive a Engels il 5 luglio 1870 cose oltremodo lusinghiere sul giovane socialista russo, ma aggiunge: “”…Punto debole: ‘la Polonia’. Su questo punto Lopatin parla assolutamente così come un inglese, diciamo come un “”cartista”” inglese della vecchia scuola, parla dell’Irlanda””. Al socialista della nazione che opprime, Marx rivolge delle domande sul suo atteggiamento verso la nazione oppressa e scopre immediatamente un difetto ‘comune’ ai socialisti delle nazioni domininanti (inglese e russa): l’incomprensione dei loro obblighi socialisti verso le nazioni schiacciate, le rimasticature di pregiudizi presi alla borghesia della “”grande potenza”””” [V.I. Lenin, Gli anni della reazione e della ripresa rivoluzionaria, 1950] [(1) autore con N.F. Danielson della prima traduzione russa del ‘Capitale’, ndr] (pag 270-271) Voce sito http://www.russinitalia.it/intellettuali.php?id=82 German Aleksandrovic Lopatin Luogo e data di nascita: Nižnyj Novgorod, 13(25) gennaio 1845 Luogo e data di morte: Pietrogrado, 26 dicembre 1918 Professione: rivoluzionario, giornalista, scrittore È uno dei protagonisti del movimento populista e rivoluzionario russo della seconda metà del XIX secolo, amico di Marx ed Engels, autore della prima traduzione russa del Capitale, attivo nel gruppo “”Narodnaja volja”” e poi vicino al Partito socialista rivoluzionario. Vive in Italia dal 1908 al 1913. Appartenente ad una famiglia aristocratica, nel 1866 si laurea in biologia all’università di Pietroburgo. L’anno successivo, da poco uscito di prigione, compie il suo primo viaggio in Italia per unirsi alle truppe di Garibaldi. Come scrive nell’Autobiografia: “”Nel 1867 lessi nel giornale del mattino che Garibaldi, fuggito da Caprera, moveva verso Roma. La sera dello stesso giorno lasciai Pietroburgo per correre in Italia, giungendo però a Firenze proprio il giorno della battaglia di Mentana”” (Venturi 1952, p. 269). Rientrato in Russia, nel 1868 viene arrestato per attività politica populista, poi confinato a Stavropol’ dove comincia a studiare Marx. Nel 1870 fugge a Pietroburgo, organizza l’evasione di Petr Lavrov e con lui si rifugia all’estero. A Parigi lavora alla traduzione del Capitale (traduce il primo libro, l’edizione russa esce a Pietroburgo nel 1872), aderisce alla Prima Internazionale socialista e nell’estate del 1870 si trasferisce a Londra, dove conosce Karl Marx e ne diventa amico. Torna in Russia per tentare di liberare Nikolaj Cernyševskij dall’esilio siberiano, ma è arrestato a Irkutsk nel 1871, quindi fugge nuovamente all’estero. Il lavoro clandestino per “”Narodnaja volja”” è intervallato da arresti e fughe fino al 1884 quando durante una missione segreta in Russia Lopatin è incarcerato e, nel 1887, condannato nel cosiddetto “”processo dei 21″” alla pena di morte, commutata in carcere a vita nella fortezza di Šlissel’burg. Liberato durante la rivoluzione del 1905, ma in uno stato di salute assai compromesso, Lopatin comincia all’età di sessant’anni quella che definisce la sua “”seconda vita””, molta parte della quale trascorsa a distanza dalla Russia e dalla politica attiva. È in questo periodo che, dopo diverse peregrinazioni tra le capitali europee, si stabilisce in Italia, esattamente dal dicembre del 1908 fino al giugno 1913, anno in cui, grazie all’amnistia per il trecentenario dei Romanov, può rientrare a Pietroburgo. Vive in Liguria, inizialmente presso G. S. Petrov e in seguito ospite di Aleksandr Amfiteatrov a Cavi di Lavagna, nel 1910 trascorre un periodo nella villa di Abram Zalmanov a Bogliasco (Nervi), dove può curarsi e stare in compagnia della nipote Zlata Aleksandrovna Lopatina; infine si stabilisce a Fezzano (Portovenere), nella nuova casa della famiglia Amfiteatrov. Della permanenza a Cavi e dell’ospitalità di Amfiteatrov, Lopatin scrive alla sorella che “”sarebbe difficile trovare un posto più adatto per un nevrastenico in età avanzata”” (Gor’kij i G. A. Lopatin, p. 766), come ironicamente definisce se stesso, tuttavia il suo soggiorno ligure è molto disturbato dalla stretta sorveglianza degli agenti di polizia, russi e italiani, che lo seguono senza tregua, divenendo particolarmente invadenti nel periodo della visita di Nicola II in Italia (ottobre 1909). Ricorda lui stesso: in occasione della visita dello zar il nostro paesino si è popolato per due settimane di una quindicina di agenti della polizia che seguivano ciascuno di noi – a piedi, in bicicletta e sui treni – in ogni nostro spostamento, breve o lungo che fosse. I nostri telegrammi venivano aperti, la posta arrivava in ritardo. Ma dopo un dispaccio di Amfiteatrov, una mia lettera a Giolitti e un appello ai giornali, tutto questo venne fatto con una certa discrezione, ovvero apparentemente senza farsi vedere (Gor’kij i G. A. Lopatin, pp. 778-779). Nonostante la salute malferma Lopatin conduce una vita estremamente dinamica, lascia spesso la casa di Amfiteatrov per viaggi a Parigi, a Londra, in Svizzera e in varie località italiane. Nei ricordi di Elena Grigorovic fa lunghe camminate in montagna e bagni di mare anche in inverno, mentre nei momenti di quiete studia l’italiano sulla stampa locale e leggendo le novelle di Papini (Grigorovic 1928). Per il tramite di Amfiteatrov, Lopatin conosce Maksim Gor’kij: nel dicembre 1909 va a trovarlo a Capri, lo incontra diverse volte in Liguria, fa un secondo viaggio a Capri nell’autunno-inverno del 1912. In questa occasione si ferma anche Napoli e a Roma, dove assiste a una conferenza di Viktor Cernov presso il Circolo russo “”Leone Tolstoj””. Nel suo periodo italiano, Lopatin è già una leggenda vivente: i 21 anni di reclusione in fortezza e le innumerevoli imprese nel movimento rivoluzionario lo rendono agli occhi dei contemporanei un personaggio pieno di fascino e di mistero. Gor’kij è profondamente colpito anche dalla sua semplice umanità, come trapela dalla interessante corrispondenza “”italiana”” tra i due (Perepiska Gor’kogo s G. A. Lopatinym, Literaturnoe Nasledstvo 95, Moskva 1988) e dal resoconto di K. P. Pjatnickij sul soggiorno caprese di Lopatin (G. A. Lopatin v gostjach u Gor’kogo na Kapri, Ivi). Insieme a Gor’kij e Amfiteatrov, nel 1911 Lopatin lavora al primo numero di “”Sovremennik”” (Il contemporaneo), che si stampa in Russia, pubblicandovi il suo saggio Ne naši (già pubblicato su “”Vpered!”” nel 1874), su una setta di nichilisti russi. Nello stesso periodo ha intensi rapporti con Vladimir Burcev, che dopo il “”caso Azev”” (1908) lo coinvolge in diverse pubblicazioni sul movimento rivoluzionario (“”Byloe””, “”Obšcee delo””, “”Budušcee””). Tornato in Russia nel 1913, accoglie con entusiasmo la rivoluzione di febbraio ma si oppone a quella d’ottobre. Muore di cancro nel 1918. Ha avuto come compagna Z. S. Apseitova, da cui si separa nel 1883, e un figlio, Bruno Germanovic Lopatin-Burt (1877-1938), nato a Londra. È autore, oltre che di molte traduzioni, di poesie, racconti, memorie sulla prigionia e di un’autobiografia. Pubblicazioni German Aleksandrovic Lopatin (1845-1918), Avtobiografija. Pokazanija i pis’ma. Stat’i i stichotvorenija. Bibliografija, Praga 1922. Bibliografia E. Ju. Grigorovic, G. A. Lopatin. Vospominanija 1909-1916 gg., «Volja Rossii», Janvar’, Praga 1928. G. Pevsner, Appendice IV, in La doppia vita di Evno Azev, Milano, Mondadori, 1936, p. 312 (l’autore narra di un’intervista rilasciata a Roma da Lopatin sul caso Azev). F. Venturi, Il populismo russo, vol. II, Torino, Einaudi, 1952. Bol’šaja Sovetskaja Enciklopedija, 3-e izd., M. 1970-1978. Gor’kij i G. A. Lopatin, in Gor’kij i russkaja žurnalistika nacala XX veka. Neizdannaja perepiska, Literaturnoe nasledstvo 95, Moskva, Nauka, 1988, pp. 758-906. Russkie pisateli 1800-1917: K-M. Biograficeskij slovar’, M. 1989. Angelo Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917. Riviera ligure, Capri, Messina, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002, pp. 67-71. Fonti archivistiche Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell’Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Ufficio riservato, 1909, cat. Affari diversi, b. 1, f. Nervi. Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell’Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Affari generali e riservati, 1911, cat. A11, b. 6, f. Nervi. Siti interessanti http://az.lib.ru/l/lopatin_g_a/ Agnese Accattoli Scheda aggiornata al 14 maggio 2012 Kapital. Kritika politicheskoy ekonomii. [Translated by German Alexandrovich Lopatin and Nikolay Frantsevich Danielson]. MARX, Karl. Libreria: Shapero Rare Books (London, GL, United Kingdom) Valutazione libreria: Quantità: 1 Prezzo: EUR 7.900,73 Convertire valuta Spese di spedizione: EUR 9,41 Da: Regno Unito a: Italia Destinazione, tempi e costi Descrizione libro: N.P. Polyakov St.Petersburg, 1872. Large 8vo (23.7 x 15.2 cm). Half title present; light soiling at beginning, Georgian stamps to half-title, title and a few pages. Contemporary Russian half calf, spine with raised bands, gilt fillets, gilt lettering in Cyrillic to one compartment; worn, upper cover split. Provenance: ‘N. S.’ lettered in gilt in Cyrillic at spinefoot. FIRST EDITION IN RUSSIAN AND FIRST FOREIGN LANGUAGE TRANSLATION. Only the first volume was published, and this copy belongs to the genuine Russian edition: a coma in the table of contents for p.73 and a ‘e’ at the end of line 40 on page 65. Codice libro della libreria 74445 Info su libreria e pagamento | Cerca altri libr”,”LEND-015 PAR-009″ “LENIN V.I.”,”La guerra imperialista.”,”Altra edizione: RINASCITA, ROMA, 1950 pag 221 8° vedi scheda LEND-“,”LEND-016” “LENIN V.I.”,”Lottiamo per trasformare la guerra imperialistica nella guerra civile.”,”Situazione e compiti della Internazionale socialista, Pacifismo e marxismo (ZINOVIEV), Del disfattismo nella guerra imperialistica, Sulla parola d’ordine del ‘disarmo’ e della milizia, Risoluzione del 1° Congresso della IC, Istruzioni di LENIN per la delegazione russa alla Conferenza dell’ Aja.”,”LEND-037″ “LENIN V.I. introduzione e cura SANTARELLI Enzo”,”L’ emancipazione della donna.”,”Altra edizione: EDIZIONE RINASCITA. 1950 (traduzione di Elena ROBOTTI)”,”LEND-040″ “LENIN V.I. a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Una caricatura del marxismo.”,”Se KAUTSKY coltivava il sogno di un ‘ultraimperialismo’ pacifico relativamente privo di antagonismi catastrofici, non meno rivelatrice di un carattere economistico (e opportunistico) fondato su una visione meccanicistica dei rapporti tra economia e politica e, in senso più lato, tra la base economico-sociale e le sovrastrutture politico-giuridiche e culturali, è la posizione comunista di sinistra assunta ai primi di marzo 1915, alla conferenza di Berna delle sezioni estere del partito bolscevico, dal solo BUCHARIN, come una divergenza sulla Q particolare del diritto di autodecisione delle nazioni oppresse (riecheggiante note tesi di Rosa LUXEMBURG e altri). Una posizione adottata qualche mese dopo dai ‘giapponesi’ cioè dai bolscevichi Evgenija BOS e Grigorij PJATAKOV emigrati dalla Russia in Svizzera attraverso il Giappone, e poi riproposta dallo stesso BUCHARIN in connessione con le tesi di vari gruppi internazionali di sinistra e ormai non più come un dissenso parziale, ma quasi come una teoria d’insieme.(Dall’ introduzione). Testi della polemica LENIN vs economismo imperialistico di BUCHARIN e altri scritti su Q rapp democrazia-socialismo”,”LEND-043″ “LENIN V.I. a cura Umberto CERRONI”,”Due tattiche della socialdemocrazia.”,”Sulla parola d’ordine della dittatura democratica rivoluzionaria del proletariato e dei contadini. Lo scritto di LENIN si colloca temporalmente tra la ‘domenica di sangue’ (9 gennaio) e il Manifesto del 17 Ottobre con cui lo Zar concedeva le libertà politiche e convocava la prima Duma. Questo periodo si trova tra i due estremi: l’ insurrezione proletaria e il costituzionalismo dall’alto. Opera scritta da LENIN nel luglio 1905 “”Il seguente brano (di Marx, ndr) dell’ articolo della Neue Rheinische Zeitung del 29 luglio 1848 dà una chiara risposta a questa domanda: “”… La rivoluzione tedesca del 1848 è solo ‘la parodia della Rivoluzione francese del 1789’. (…) “”La borghesia francese del 1789 non abbandonò un attimo i suoi alleati, i contadini. Sapeva che la base del suo dominio era la distruzione del feudalesimo in campagna, la creazione di una classe contadina libera, in possesso di terra (…)””. “”La borghesia tedesca del 1848 tradisce senza la minima esitazione questi contadini, i suoi ‘più naturali alleati’, carne della sua carne, senza i quali è impotente di fronte alla nobiltà. (…)””. Brano molto istruttivo, che ci fornisce quattro tesi importanti. 1. La rivoluzione tedesca incompiuta differisce dalla rivoluzione francese portata a termine per il fatto che la borghesia tradì non solamente la democrazia in generale, ma anche i contadini in particolare. 2. L’ attuazione completa di una rivoluzione democratica ha per base la creazione di una libera classe contadina. 3. Creare questa classe significa abolire gli obblighi feudali, distruggere il feudalesimo; ma ciò non è ancora affatto la rivoluzione socialista. 4. I contadini sono gli alleati “”più naturali”” della borghesia, e appunto della borghesia democratica, la quale, senza di essi, è “”impotente”” di fronte alla reazione.”” (pag 151-152)”,”LEND-048″ “LENIN V.I.”,”Il proletariato e il partito nella rivoluzione.”,”La lotta delle classi e la politica del partito operaio dal governo provvisorio all’ Ottobre 1917.”,”LEND-051″ “LENIN V.I.”,”La comune di Parigi.”,”Questi schemi furono alla base della Conferenza sulla Comune tenuta da LENIN a Ginevra il 22.3. 1904. Sulla base di tali piani fu elaborato inoltre lo ‘Schema di conferenza sulla Comune'”,”LEND-052″ “LENIN V.I.”,”Lo sviluppo del capitalismo.”,”‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ opera che conclude la polemica contro il populismo russo, completa “”una autentica rivoluzione teorica”” mostrando il retroterra di analisi scientifica che supportava l’elaborazione politica di LENIN. E’ una scelta di parti dell’opera di LENIN ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ (parte teorica)”,”LEND-053″ “LENIN V.I.”,”Un passo avanti e due indietro. La crisi del nostro partito.”,”Scritto nel 1904 questo libro commenta l’andamento e l’esito del 2° Congresso del POSDR tenutosi nel 1903 prima a Bruxelles poi a Londra. In tale congresso si erano scontrate due diverse concezioni di lotta rivoluzionaria: quella dei menscevichi e quella di LENIN da cui discendeva la definizione di Partito come avanguardia e ‘coscienza’ del proletariato. Questa teoria già elaborata nel ‘Che fare?’ si arrichisce ulteriormente in ‘Un passo avanti e due indietro’ dove LENIN contesta le posizioni degli avversari e mira a preparare un’organizzazione davvero rivoluzionaria. ‘Il testo in cui si completa la teoria leniniana del partito come avanguardia del proletariato'”,”LEND-054″ “LENIN V.I.”,”L’ autodecisione delle nazioni.”,”Nel 1907-1908 come supplemento a ‘Neue Zeit’ K. KAUTSKY aveva scritto ‘Nazionalità e internazionalità’ tradotto in Russia nel 1910. KAUTSKY dopo aver analizzato la Q dello Stato nazionale giunge alla conclusione che Otto BAUER “”sottovaluta la forza della tendenza a costituire uno Stato nazionale””. R. LUXEMBURG conosce bene questo opuscolo di K. e cita lei stessa le parole di K. “”Lo Stato nazionale è la forma di stato che meglio corrisponde alle condizioni moderne””, “”la forma in cui esso può più facilmente assolvere i propri compiti””. K. aggiunge che gli Stati composti di varie nazioni (Stati plurinazionali) sono “”sempre Stati la cui organizzazione interna, per una ragione o per l’altra, è rimasta anomala o incompiuta””.”,”LEND-055″ “LENIN V.I. a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Lettera al Congresso e ultimi scritti.”,”Nello scritto di LENIN ‘Sulla cooperazione’ parte II il suo pensiero sul ‘capitalismo di stato’.”,”LEND-056″ “LENIN V.I. a cura di Alberto CECCHI”,”L’ estremismo malattia infantile del comunismo.”,”In appendice: La scissione dei comunisti tedeschi, I comunisti e gli ‘indipendenti’ in Germania, Turati e compagni in Italia, False conclusioni da giuste premesse.”,”LEND-060″ “LENIN V.I. a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Lettere da lontano.”,”La prima elaborazione della strategia che la guidato la rivoluzione proletaria del 1917 in Russia.”,”LEND-062″ “LENIN V.I.”,”Lettere da lontano.”,”Brevi biografie di BUCHARIN, CCHEIDZE, CERETELI, DAVID, GORKIJ, GUCKOV, GVOZDEV, KALININ, KAMENEV, KAUTSKY, KERENSKIJ, KRUPSKAJA, LUXEMBURG, LVOV, MILJUKOV, MOLOTOV, MURANOV, PANNEKOEK, PJATAKOV, PLECHANOV, POTRESOV, RADEK, RODZJANKO, SCHEIDEMANN, SKOBELEV, SLJAPNIKOV, STALIN, STOLYPIN, TROTSKY, TRUBECKOJ.”,”LEND-076″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione e lo studio preparatorio: Il marxismo sullo Stato.”,”Lo studio preparatorio ‘Il marxismo sullo Stato’ (o se si vuole i Quaderni sullo Stato) è stato pubblicato per la prima volta nel 1930 su Miscellanea di Lenin in russo). E’ poi apparso nella V° edizione delle opere complete in russo (vol 33, anno di pubblicazione del volume 1969). La V edizione delle Opere Complete in russo è composta da 55 volumi, dall’ 1 al 45 contiene le opere e nello stesso volume i materiali preparatori, i volumi 46-54 comprendono il carteggio e il 55 le lettere ai familiari. Lo studio non si trova nell’ edizione italiana delle opere complete.”,”LEND-077″ “LENIN V.I. saggio in appendice di Eugenio VARGA”,”L’ imperialismo fase suprema del capitalismo. Saggio popolare.”,”Collana ‘I classici del marxismo’ a cura di Palmiro TOGLIATTI, Delio CANTIMORI, Ambrogio DONINI, Cesare LUPORINI, Gastone MANACORDA, Aldo NATOLI, Antonio PESENTI, Felice PLATONE”,”LEND-081″ “LENIN V.I.”,”Oeuvres completes. Voll. IV VII VIII X XIII XX XXI XXV”,”Traduction redigée par Victor SERGE, d’apres la deuxieme edition russe (revue et completee) de l’ Institut Lenin de Moscou. Per ragioni di ordine tecnico l’uscita dei tomi francesi non ha seguito l’ordine cronologico ma sono apparsi i volumi con carattere di attualità più significativo. Il progetto editoriale prevedeva 30 tomi. Secondo il catalogo della libreria antiquaria L’Autodidacte, è un’edizione “”de reference etablie et annotée par les compagnons de Lenine: s’opposant à la compilation des années 1950 diffusée par les ed. du Progres. Huit tomes avaient eté traduits notamment par V. Serge et Ch. Rappoport’.”,”LEND-082″ “LENIN ZINOVIEV BUCHARIN TROTSKY LEVI MEYER WALCHER VOLFSTEIN ROSMER SADOUL GUILBEAUX QUELCH GALLACHER E.S. PANKHURST MAC LAINE FLEEN A. FRAYNA BILAN REED SERRATI BOMBACCI GRAZIADEI BORDIGA PESTANA HERZOG HUMBERT-DROZ RACOCZY VARGA ATCHARIA SHEFFIK LAU-SIU-CHEU e altri; firmatari”,”Le monde capitaliste et l’ internationale communiste. Manifeste du IIe Congres de la IIIe Internationale Communiste.”,”LENIN ZINOVIEV BUCHARIN TROTSKY LEVI MEYER WALCHER VOLFSTEIN ROSMER SADOUL GUILBEAUX QUELCH GALLACHER E.S. PANKHURST MAC LAINE FLEEN A. FRAYNA BILAN REED SERRATI BOMBACCI GRAZIADEI BORDIGA PESTANA HERZOG HUMBERT-DROZ RACOCZY VARGA ATCHARIA SHEFFIK LAU-SIU-CHEU e altri; firmatari”,”INTT-082″ “LENIN V.I.”,”On the United States of America.”,” “”Monopolio! Questa è l’ ultima parola nell’ “”ultima fase dello sviluppo capitalistico””. Ma noi avremo solo una nozione povera, molto insufficiente e incompleta del reale potere e del significato dei monopoli moderni se non prendiamo in considerazione la parte giocata dalle banche””. (pag 225, L’ imperialismo; La concentrazione della produzione e i monopoli)”,”LEND-144″ “LENIN Vladimir I.; a cura di Vittorio STRADA; scritti di V. AKIMOV P. AKSELROD A. BOGDANOV L. MARTOV D. RJAZANOV G. PLECHANOV L. TROTSKY V. VOROVSKIJ”,”Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento.”,”L’opera è seguita dagli atti delle sedute del secondo congresso del partito operaio socialdemocratico russo (1903) POSDR, e dagli scritti di V. AKIMOV, P. AKSELROD, A. BOGDANOV, L. MARTOV, D. RJAZANOV, G. PLECHANOV, L. TROTSKY, V. VOROVSKIJ sul concetto di partito.”,”LEND-014″ “LENIN Vladimir I.”,”Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento.”,”Fondo Gian Maria PEGORARO”,”LEND-148″ “LENIN V.I.”,”La enfermedad infantil del izquierdismo en el comunismo.”,”Quest’ opera di LENIN fu pubblicata quasi allo stesso tempo (giugno) in russo, tedesco, francese e inglese. LENIN controllò personalmente la composizione e la stampa del libro, al fine della sua apparizione prima dei lavori del 2° Congresso dell’ Internazionale Comunista. Il libro fu distribuito a tutti i delegati del 2° Congresso. Tra luglio e novembre 1920, fu rieditato in tedesco a Lipsia, in francese a Parigi, e in inglese a Londra.”,”LEND-153″ “LENIN V.I. a cura di Alberto CECCHI”,”L’ estremismo malattia infantile del comunismo.”,”In appendice: La scissione dei comunisti tedeschi, I comunisti e gli ‘indipendenti’ in Germania, Turati e compagni in Italia, False conclusioni da giuste premesse.”,”LEND-156″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Sull’ internazionalismo proletario.”,”””Il movimento rivoluzionario internazionale del proletariato non procede e non può procedere di pari passo e in forme uguali nei diversi paesi”””,”LEND-157″ “LENIN V.I.”,”Problemas de la edificacion del socialismo y del comunismo en la URSS.”,”Nel 1922 per LENIN coesistono in Russia cinque forme economiche: 1. forma patriarcale di agricoltura primitiva; 2. piccola produzione mercantile (compresi i contadini che vendono il proprio raccolto); 3. capitalismo privato; 4. capitalismo di Stato; 5. socialismo.”,”LEND-158″ “LENIN V.I.”,”El imperialismo y la escision del socialismo.”,”Il ‘Sotsial-Demokrat’ era l’organo centrale del POSDR, un periodico illegale, edito dal febbraio 1908 fino al gennaio 1917 (in tutto sono apparsi 58 numeri). Su questo giornale sono stati pubblicati 80 articoli di LENIN. Dal dicembre 1911 il giornale fu diretto da LENIN. KAUTSKY separa la politica dell’ imperialismo dalla sua economia, separa il monopolismo in politica dal monopolismo in economia, per sbarazzare il cammino al suo volgare riformismo borghese come nel caso del ‘disarmo’, dell’ ‘ultraimperialismo’… MARX in una lettera a ENGELS nel 1858 rileva che il ‘proletariato inglese si va imborghesendo’ e a ‘fianco della borghesia’ si va formando ‘una aristocrazia borghese e una proletariato borghese’. ENGELS parlerà di “”partito operaio borghese”” in Inghilterra. All’ epoca di LENIN questo partito è all’ opera in tutti i paesi imperialistici.”,”LEND-159″ “LENIN V.I.”,”Dos tacticas de la socialdemocracia en la revolucion democratica.”,”Contiene il capitolo: ‘L’ interpretazione volgare borghese del concetto di dittatura e il concetto che ne ha Marx”””,”LEND-163″ “LENIN V.I.”,”El Estado y la revolucion.”,”LENIN ha scritto quest’ opera durante la clandestinità tra l’ agosto e il settembre 1917. L’ idea della necessità di elabrare teoricamente il problema dello Stato fu espressa da LENIN nella seconda metà del 1916. LENIN scrisse l’ articolo ‘L’ internazionale giovanile’ in cui criticò la posizione antimarxista di BUCHARIN riguardo al problema dello Stato e si ripromise di scrivere un esteso articolo sulle posizioni del marxismo riguardo alla questione.”,”LEND-164″ “LENIN W.I. STALIN J.W.”,”Über die Gewerkschaften, 1. 1899-1917. Ausgewählt und zusammengestellt von einer Kommission des Bundesvorstandes des FDGB. 1899 bis September 1917.”,”Contiene uno scritto tratto dall’ articolo di LENIN ‘Der Janaer Parteitag der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands’ (pag 67) (Il congresso di Jena del Partito socialdemocratico tedesco).”,”LEND-166″ “LENIN V.I.”,”Le multe nelle fabbriche.”,”””Gli operai capiranno, infine, che la legge non fa nulla per migliorare la loro situazione, finché esisterà la dipendenza degli operai dai capitalisti, perché la legge sarà sempre a favore dei capitalisti-fabbricanti, perché i fabbricanti sapranno sempre trovare dei sotterfugi per raggirare la legge”””,”LEND-168″ “LENIN V.I.”,”Lenin e l’ Italia.”,”Contiene estratto articolo: ‘Pacifismo borghese e pacifismo socialista’ (pag 143)”,”LEND-169″ “LENIN V.I.”,”Materialisme et empiriocriticisme. Notes critiques sur une philosophie reactionnaire.”,”Le note e i riferimenti che si trovano in quest’ opera sono tutti di Lenin, eccezione per quelli seguiti dalla sigla NR. L’ opera contiene il frammento ‘A propos de la dielectique’ che forma una parte dei Cahiers philosphiques di Lenin, inediti fino ad oggi (1948) e che si trovano all’ Istituto Lenin di Mosca. Vi si trova una serie di note ed estratti sulle scienze naturali e la filosofia. Questo frammento fu redatto probabilmente tra il 1912 e 1914. E’ già apparso nel periodico ‘Sous la banniere du marxisme’ (edizione tedesca 1925, 2). Lo sdoppiamento di ciò che è uno e la conoscenza delle sue parti contradditorie (vedere, in ‘Eraclito’ di Lassalle (pag 400 delle Raccolta di testi e discorsi di Ferdinand Lassalle; tomo VIII, curato da E. Bernstein, 1920, ndr), la citazione che fa di Filone concernente Eraclito…, ecco una delle cose essenziali, una delle particolarità principali, se non l’assolutamente principale, della dialettica”” (A proposito della dialettica, pag 341) principio di Eraclito: “”essere o non essere, è identico”” “”L’ unità (coincidenza, identità, equipollenza) dei contrari è condizionata, temporanea, passeggera, relativa. La lotta dei principi che si escludono reciprocamente è assoluta, l’ evoluzione, il movimento essendo in sé assoluto”” (pag 343) “”ciò che è particolare è generale”” (Hegel) (pag 344 “”La dialettica è essenzialmente la teoria della conoscenza (da Hegel al marxismo)…”” (pag 345) “”La dialettica in quanto conoscenza vivente, poliscopica (polyscopique) (la moltiplicità degli aspetti da considerare non cessa di aumentare),…”” (pag 346)”,”LEND-171″ “LENIN V.I.”,”Acerca de la juventud.”,”””Propugnare la creazione di scuole nazionali speciali per ciascuna “”cultura nazionale”” è reazionario. Però se esiste una democrazia autentica, è pienamente possibile garantire gli interessi dell’ insegnamento in lingua vernacolare, della storia della nazione corrispondente ecc., senza dividere le scuole per nazionalità. E l’ autonomia locale completa significa l’ impossibilità di imporre nulla per forza (…). La propaganda di una irrealizzabile autonomia nazional-culturale è un assurdo che non fa che dividere ideologicamente gli operai già da ora. La propaganda dell’ unione degli operai di tutte le nazionalità facilita l’ esito della solidarietà proletaria di classe (…).”” (pag42)”,”LEND-172″ “LENIN V.I.”,”Acerca del Estado Socialista.”,”””La differenza scientifica tra socialismo e comunismo è chiara. Ciò che si usa chiamare socialismo, Marx lo chiamava “”prima”” fase o fase inferiore della società comunista. Per quanto i mezzi di produzione si convertano in proprietà comune, si può impiegare la parola “”comunismo”” sempre e quando non si perda di vista che questo non è il comunismo completo. La grande importanza della spiegazione di Marx risiede nel fatto che anche qui applica conseguentemente la dialettica materialista, la teoria dello sviluppo, considerando il comunismo come ciò che si sviluppa dal capitalismo. Invece di “”immaginare”” definizioni scolastiche e artificiali e di dispute sterili sulle parole (cos’è il socialismo, cos’è il comunismo), Marx fa un’analisi che di ciò che potremo chiamare grado di maturazione economica del comunismo”” (pag 68) (Stato e rivoluzione).”,”LEND-173″ “LENIN V.I.”,”La gran revolucion de Octubre.”,”””Gli Stati Uniti del mondo (e non dell’ Europa) costituiscono la forma statale di unificazione e libertà delle nazioni, forma che noi mettiamo in relazione con il socialismo, finché la vittoria completa del comunismo non porti la sparizione definitiva di ogni Stato, incluso lo Stato democratico”” (pag 23, (agosto 1915).”,”LEND-174″ “LENIN V.I.”,”Sulla frase rivoluzionaria. Articoli e discorsi sugli errori dei “”comunisti di sinistra”” nella questione della conclusione della pace di Brest-Litovsk.”,”””So bene compagni, e l’ ho detto chiaramente più di una volta, che questa bandiera è in mani deboli, e che gli operai di un paese estremamente arretrato non riusciranno a tenerla alta finché non verranno loro in aiuto gli operai di tutti i paesi avanzati. Le trasformazioni socialiste che abbiamo compiuto sono in gran parte imperfette, deboli e insufficienti; esse serviranno di indicazione agli operai avanzati dell’ Europa occidentale che si diranno: “”i russi non hanno cominciato l’ impresa come bisognava fare””, ma l’ importante è che il nostro popolo rispetto al popolo tedesco è non solo debole e non solo arretrato, ma è il popolo che ha levato la bandiera della rivoluzione”” (pag 135)”,”LEND-182″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. Il marxismo sullo Stato.”,”””Ben lontano dal disinteressarsi delle forme dello Stato, Engels si sforza al contrario di analizzare con la massima attenzione proprio le forme transitorie, per determinare in ogni caso specifico, in base alle particolarità storiche concrete, quale passaggio, da che cosa e verso che cosa, rappresenti la forma transitoria esaminata. Come Marx, Engels difende, dal punto di vista del proletariato e della rivoluzione proletaria, il centralismo democratico, la repubblica una e indivisibile. Egli considera la repubblica federale o come un’ eccezione alla regola e un ostacolo allo sviluppo, o come una transizione tra la monarchia e la repubblica centralizzata, come un “”passo avanti””, in certe condizioni particolari. E fra queste condizioni particolari, mette in evidenza la questione nazionale””. (pag 76) “”Ancora due osservazioni: 1. Quando Engels dice che, nella repubblica democratica “”non meno”” che nella monarchia, lo Stato rimane “”una macchina per l’ oppressione di una classe da parte di un’ altra””, ciò non significa affatto che la forma d’ oppressione sia indifferente per il proletariato, come “”insegnano”” certi anarchici. Una forma più larga, più libera, più aperta di lotta di classe e di oppressione di classe facilita immensamente al proletariato la sua lotta per la soppressione delle classi in generale.”” (pag 83-84)”,”LEND-188″ “LENIN V.I.”,”La rivoluzione del 1905. 1. La tattica dei bolscevichi nella rivoluzione democratica. 2. La questione agraria.”,”LENIN, La rivoluzione del 1905. I. La tattica dei bolscevichi nella rivoluzione democratica. EDIZ RINASCITA, 1949 pag 391 8°; II. La questione agraria. EDIZIONI RINASCITA. 1949, pag 250 8°, indice nomi giornali e riviste”,”RIRx-064″ “LENIN V.I.”,”Sugli scioperi.”,”””Che vi sia stato quest’ insuccesso è cosa indiscutibile, ed è anche indiscutibile che qualunque insuccesso significa una debolezza del movimento; però il punto di vista liberale si rivela nel considerare come “”un lato debole del movimento”” proprio l’ unione della lotta economica con quella politica. Il punto di vista marxista vede una debolezza nell’ insufficienza di questa unione (…)”” (pag 68-69) “”Ma un anno è un periodo troppo lungo per lo studio del movimento a ondate degli scioperi del triennio 1905-1907″” (pag 71)”,”LEND-189″ “LENIN V.I., a cura di Felice PLATONE”,”Sul movimento operaio italiano. La politica e le tendenze dei partiti proletari italiani nel giudizio di Lenin.”,”””Tutta la stampa borghese di tutti i paesi, compresa la stampa dei democratici piccolo-borghesi e cioè dei socialdemocratici e di socialisti, compresi Kautsky, Hilferding, Martov, Cernov, Longuet, ecc., ecc., lancia fulmini contro i bolscevichi precisamente per la violazione della libertà e dell’ uguaglianza. Da un punto di vista teorico, ciò è perfettamente comprensibile. Ricordi il lettore le celebri parole sarcastiche di Marx nel Capitale: “”La sfera della circolazione o dello scambio delle merci, nei limiti dei quali si operano la compra e la vendita della forza-lavoro, è il vero Eden dei diritti naturali dell’ uomo. Qui regnano soltato la libertà, l’ uguaglianza, la proprietà e Bentham”” (Il Capitale, vol 1, parte II, fine del cap.IV). Queste parole permeate di sarcasmo hanno una profondissima sostanza storica e filosofica. Bisogna paragonarle con le spiegazioni popolari della stessa questione che Engels dà nell’ Anti-Dühring, e soprattutto con l’ affermazione di Engels, che l’ uguaglianza è un pregiudizio o una stupidità, Se per uguaglianza non s’ intende la distruzione delle classi”” (pag 215)”,”LEND-190″ “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Valentino GERRATANA”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,”””Come tutti gli opportunisti, come i kautskiani dei nostri giorni, Bernstein non ha assolutamente compreso che, in primo luogo, il passaggio dal capitalismo al socialismo è impossibile senza un certo “”ritorno”” al democratismo “”primitivo”” (come si potrebbe altrimenti far compiere alla maggioranza della popolazione, e poi all’ intera popolazione, le funzioni dello Stato?); in secondo luogo, che il “”democratismo primitivo”” sulla base del capitalismo e della civiltà capitalistica non è il democratismo primitivo delle epoche patriarcali e precapitalistiche”” (pag 106)”,”LEND-192″ “LENIN V.I., a cura di Alberto CECCHI”,”L’ estremismo, malattia infantile del comunismo.”,”””Sopprimere la classi non significa soltanto cacciare i proprietari fondiari e i capitalisti, – ciò che noi abbiamo fatto con relativa facilità – ma vuol dire eliminare i piccoli produttori di merci, che è impossibile schiacciare, con i quali bisogna trovare un’ intesa, che si possono (e si devono) trasformare, rieducare solo con un lavoro di organizzazione molto lungo, molto lento e molto prudente. Essi avvolgono il proletariato da ogni parte, in un ambiente piccolo-borghese, lo penetrano di questo ambiente, lo corrompono con esso, spingono continuamente il proletariato a ricadere nella mancanza di carattere, nella dispersione, nell’ individualismo, nelle alternative di entusiamo e di abbattimento, che sono proprie della piccola borghesia.”” (pag 57-58)”,”LEND-193″ “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Alberto CECCHI”,”L’ estremismo malattia infantile del comunismo.”,”””Il mezzo più sicuro per discreditare una nuova idea politica (e non soltanto politica) e per sabotarla, consiste nello spingerla fino all’ assurdo col pretesto di difenderla. Perché tutte le verità, se spinte “”all’ eccesso”” (come diceva Dietzgen padre), se esagerate, se estese oltre i limiti della loro effettiva applicabilità, possono essere portate all’ assurdo, anzi, in tali condizioni, diventano inevitabilmente assurde.”” (pag 92-93)”,”LEND-195″ “LENIN V.I.”,”Sul movimento operaio italiano.”,”Lettera di ENGELS a TURATI, manifesto Basilea e Zimmerwald, 21 condizioni IC”,”MITC-003″ “LENIN V.I., a cura SANTARELLI Enzo”,”L’ emancipazione della donna.”,”Altra edizione: EDIZIONE RINASCITA. 1950 (traduzione di Elena ROBOTTI)”,”DONx-001″ “LENIN V.I. a cura di Lucio COLLETTI”,”Quaderni filosofici. (Filosofskie Tetradi).”,”‘Rinvenuti nelle carte personali di Lenin dopo la sua morte, i Quaderni filosofici sono stati pubblicati per la prima volta nel 1929-1930 nei tomi IX e XII dei Leninski Sborniki e, poco tempo dopo, in un volume a sé, che, apparso nel 1933, ebbe successive ristampe nel ’34, nel ’36 e nel ’38’. (pag CLXVIII) “”Qui è importante: 1. la caratterizzazione della dialettica: automovimento, sorgente d’ attività, movimento della vita e dello spirito; coincidenza dei concetti del soggetto (dell’ uomo) con la realtà; 2. l’ oggettivismo al massimo grado (il “”momento più oggettivo””)”” (pag 225)”,”LEND-196″ “LENIN V.I.”,”Materialismus und Empiriokritizismus. Kritische Bemerkungen über eine Reaktionäre Philosophie.”,”‘Diese “”Ideologen””, wie Boltzmann manchmal die philosophischen Idealisten nennt, zeichnen uns ein “”subjektives Weltbild””, der Verfasser dagegen zieht ein “”einfacheres objektives “”Weltbild”” vor’. (pag 298)”,”LEND-197″ “LENIN V.I.”,”L’ internazionale comunista.”,”””Penso che i compagni Wijnkoop e Münzenberg abbiano torto a mostrarsi malcontenti perché abbiamo invitato il Partito Socialdemocratico Indipendente e perché trattiamo con i suoi rappresentanti. Quando Kautsky scende in campo contro di noi e pubblica dei libri, noi polemizziamo con lui come si polemizza con un nemico della nostra classe. Ma quando i delegati del Partito Socialdemocratico Indipendente – di un partito cresciuto grazie all’ influsso di operai rivoluzionari – vengono qui per condurre delle trattative, noi dobbiamo parlare con loro, perché rappresentano una parte degli operai rivoluzionari. Noi possiamo venire subito a un accordo con gli indipendenti tedeschi, con i francesi e con gli inglesi a proposito dell’ Internazionale. Il compagno Wijnkoop, in ognuno dei suoi discorsi, dimostra di condividere quasi tutti gli errori del compagno Pannekoek.”” (pag 297, Lenin, Le condizioni di ammissione all’ IC, 2° Congresso IC, 1920)”,”INTT-163″ “LENIN V.I.”,”Sui sindacati, gli scioperi, l’ economismo.”,”””La storia della socialdemocrazia internazionale pullula di piani proposti da questo o a quel capo politico, piani che ora attestano la chiaroveggenza e la giustezza delle opinioni politiche e organizzative, ora svelano la cecità e gli errori politici dei loro autori. Quando la Germania attraversò una della più grandi crisi della storia – formazione dell’ Impero, apertura del Reichstag, concessione del suffragio universale -, Liebknecht aveva un piano di politica e di azione socialdemocratica e Schweitzer ne aveva un altro. Quando i socialisti tedeschi furono colpiti dalle leggi eccezionali, Most e Hasselmann avevano un piano, l’ appello puro e semplice alla violenza e al terrore; Höchberg, Schramm e (in parte) Bernstein ne avevano un altro: si dettero a predicare ai socialdemocratici che, poiché avevano provocato con la violenza inconsiderata e con il loro spirito rivoluzionario la legge che li colpiva, dovevano ora ottenere il perdono con una condotta esemplare; esisteva infine un terzo piano: quello degli uomini che preparavano e attuavano la pubblicazione di un giornale illegale””. (pag 59)”,”LEND-199″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione.”,”””L’ onnipotenza della ‘ricchezza’ è più sicura in una repubblica democratica già per il solo fatto che essa non dipende dal cattivo involucro del capitalismo.”” (pag 13) “”Sinché dura il capitalismo, noi consideriamo la repubblica democratica come la forma statale migliore per il proletariato, ma non dobbiamo dimenticare che anche nella repubblica democratica borghese la sorte del popolo è la schiavitù del salario”” (pag 20) “”Quindi ciascuno stato è non libero, e non è uno stato del popolo”” (pag 20) “”Per la completa scomparsa dello stato si richiede il perfetto comunismo”” (pag 108)”,”LEND-201″ “LENIN V.I.”,”La catastrofe imminente e come lottare contro di essa.”,”Questo lavoro di LENIN fu scritto nel settembre 1917 alla vigilia della rivoluzione d’ Ottobre. Fu poi pubblicato come opuscolo separato alla fine d’ ottobre dello stsso anno. “”Tutti parlano dell’ imperialismo. Ma l’ imperialismo non è altro che il capitalismo monopolistico. Che anche in Russia il capitalismo sia diventato monopolistico, lo testimoniano con sufficiente evidenza il “”Produgol””, il “”Prodamet””, il sindacato dello zucchero, ecc. Lo stesso sindacato dello zucchero è una prova lampante della trasformazione del capitalismo monopolistico in capitalismo monopolistico di Stato””. (pag 42)”,”LEND-202″ “LENIN V.I.”,”Lettre de Lenine aux Ouvriers Americains.”,”‘L’ azione storica non è il marciapiede della prospettiva Nevsky””, diceva il grande rivoluzionario russo Chernichevsky. Colui che non “”ammette”” la rivoluzione del proletariato a condizione che essa vada avanti facilmente e regolarmente, che l’ azione comune dei proletari dei diversi paesi si sviluppi simultaneamente, che si abbia in anticipo una garanzia contro la disfatta, che la strada della rivoluzione sia larga, libera e diretta, che non si sia obbligati a volte, andando verso la vittoria, a fare i sacrifici più penosi, ad essere “”assediati in una fortezza bombardata””, o a prendere i più stretti e inaccessibili sentieri di montagna, i più tortuosi e pericolosi, quest’ uomo non è un rivoluzionario, non si è liberato dalla pedanteria dell’ intellettuale borghese; e, nell’ azione, lo si vedrà sempre ricadere nel campo della borghesia controrivoluzionaria, come i nostri social-rivoluzionari di destra, i nostri menscevichi e anche (anche se più raramente) i nostri social-rivoluzionari di sinistra””. (pag 7) “”La borghesia dell’ imperialismo internazionale ha massacrato 10 milioni di uomini, ne ha mutilato 20 milioni nel corso della “”sua”” guerra imperialista, per decidere se la dominazione universale andrà ai rapaci inglesi o tedeschi. Se la nostra guerra a noi, la guerra degli oppressi e degli sfruttati contro gli oppressori e gli sfruttatori, costa mezzo milione o un milione di vittime in tutti i paesi, la borghesia dirà che le prime vittime sono legittime e le seconde criminali”” (pag 9) “”Sappiamo che l’ aiuto che dovrete portarci, compagni, operai d’ America, potrebbe non arrivare molto presto, perché lo sviluppo della rivoluzione nei diversi paesi differisce per la forma e la velocità (e non potrebbe essere altrimenti).”” (pag 12) “”(..) fino all’ esplosione della rivoluzione internazionale la disfatta di una serie di rivoluzioni isolate è possibile””. (pag 12)”,”LEND-204″ “LENIN V.I.”,”Lettere da lontano.”,”””Questo nuovo governo (…), non è un raggruppamento accidentale di persone. Esso è costituito dai rappresentanti di una nuova classe assurta in Russia al potere politico, la classe dei grandi proprietari fondiari capitalisti e della borghesia, che da molto tempo dirige economicamente il nostro paese e che, sia durante la rivoluzione del 1905-1907 come nel corso della controrivoluzione del 1907-1914, e infine, con una rapidità particolare, durante la guerra del 1914-1917, si è assai presto organizzata politicamente impadronendosi delle amministrazioni locali, dell’ istruzione pubblica, dei congressi di ogni specie, della Duma, dei comitati industriali di guerra, etc. Questa nuova classe era già “”quasi completamente”” giunta al potere all’ inizio del 1917; è questa la ragione che spiega perché, fin dai primi colpi che gli sono stati inferti, lo zarismo è crollato cedendo il posto alla borghesia. Esigendo una estrema tensione di forze, la guerra imperialistica ha accelerato lo sviluppo della Russia arretrata a tal punto che noi abbiamo “”di colpo”” (in realtà, sembra che sia di colpo) raggiunto l’ Italia, l’ Inghilterra, quasi la Francia, ottenuto un governo “”parlamentare, “”di coalizione””, “”nazionale”” (cioè adatto a condurre la carneficina imperialistica e a ingannare il popolo). Accanto a questo governo – che in fondo, non è che un semplice commesso della “”ditta”” di miliardari “”Inghilterra & Francia”” nella attuale guerra – è sorto un governo operaio (…).”,”LEND-205″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,”””Ma quel che importa è vedere qual punto è falsa l’ idea borghese corrente che il socialismo sia qualche cosa di morto, di fisso, di dato una volta per sempre, mentre in realtà soltanto col socialismo incomincerà, in tutti i campi della vita sociale e privata, un movimento progressivo rapido, vero, effettivamente di massa a cui parteciperà la maggioranza della popolazione prima e tutta la popolazione poi.”” (pag 111)”,”LEND-206″ “LENIN V.I.”,”Che cosa sono “”gli amici del popolo”” e come lottano contro i sociademocratici.”,”””Per quanto riguarda il secondo pilastro del marxismo – il metodo dialettico – è stata sufficiente una piccola spinta dell’ ardito critico per farlo crollare. E la spinta è stata molto precisa: il critico si è dato da fare ed ha fatto degli sforzi superiori alle sue forze per confutare la tesi secondo la quale con le triadi si potrebbe dimostrare qualche cosa, ma non ha detto una parola a proposito del fatto che il metodo dialettico non consiste affatto nelle triadi, ma consiste per l’ appunto nella negazione dei metodi dell’ idealismo e del soggettivismo in sociologia””. (pag 78)”,”LEND-207″ “LENIN V.I.”,”Ai contadini poveri. Spiegazione per i contadini di ciò che vogliono i socialdemocratici.”,”Scritto da LENIN nel marzo 1903 e pubblicato nel maggio dello stesso anno in opuscolo a Ginevra nell’ edizione della Lega della socialdemocrazia russa all’ estero. “”E’ finché i contadini poveri non sapranno unirsi e diventare, mediante questa unione, una forza temibile, “”lo Stato”” rimarrà sempre un servo fedele della classe dei proprietari fondiari. Non bisogna dimenticare quest’ altra cosa ancora: prima i proprietari fondiari erano quasi tutti nobili. I nobili hanno anche ora moltissime terre (nel 1877-1878 si è calcolato che 115 mila nobili possedevano 73 milioni di desiatine). Ma ora è il denaro, il capitale, che è diventato la forza principale””. (pag 27)”,”LEND-208″ “LENIN V.I.”,”Un passo avanti e due passi indietro. (La crisi del nostro partito).”,”Scritta tra il febbraio e il maggio 1904 e pubblicata subito dopo a Ginevra. La presente traduzione ha conservato i tagli apportati da LENIN all’ edizione del 1908. “”Citiamo nella nota in calce le differenti formule intorno alle quali, al congresso, si sono accese interessanti discussioni (1). (…) Si domanda: qual era l’ essenza della questione discussa? L’ ho già detto al congresso e l’ ho ripetuto più volte che “”non considero affato la nostra divergenza (sul primo paragrafo) come fondamentale, al punto da farne dipendere la vita o la morte del partito. Non periremo certamente per un articolo cattivo””. Questa divergenza, benché racchiuda sfumature di principio, non poteva in alcun modo cagionare di per sé il dissenso (in realtà, per parlare senza sottintesi: la scissione) che si è avuto dopo il congresso. Ma ogni piccola divergenza può assumere un’ importanza enorme, se serve come punto di partenza per una svolta verso certe concezioni errate; e se queste concezioni errate si combinano, in forza di nuove e complementari divergenze, con atti anarchici che portano il partito alla scissione””. (pag 44-45)”,”LEND-209″ “LENIN V.I.”,”Il socialismo e la guerra.”,”””In questo si trovano ugualmente d’accordo Kautsky e Plekhanov, Vittorio Adler e Heine. Vittorio Adler scrive che “”quando avremo superato questo grave periodo, il nostro primo dovere sarà di rimproverarci a vicenda””. (…) In una parola, quando la guerra terminerà, formate una commissione composta da Kautsky e Plechanov, Vandervelde ed Adler, ed in un istante verrà adottata una risoluzione “”unanime”” ispirata all’ amnistia reciproca. Il contrasto verrà felicemente messo a tacere. Invece di aiutare gli operai ad orientarsi negli avvenimenti, li si ingannerà mostrando loro una apparente “”unità”” sulla carta. L’ unione dei socialsciovinisti e degli ipocriti di tutti i paesi sarà chiamata la ricostituzione dell’ Internazionale””. (pag 46)”,”LEND-210″ “LENIN V.I.”,”Sui sindacati.”,”””L’ arma principale di questo passaggio fu lo sciopero generale. L’ originalità della rivoluzione russa consiste precisamente nel fatto che essa fu democratica borghese, per il suo contenuto sociale, ma proletaria per i suoi mezzi di lotta. Fu democratica borghese perché tendeva immediatamente – e poteva immediatamente pervenire con le proprie forze – ad una repubblica democratica, alla giornata di otto ore, alla confisca di immense proprietà fondiarie della nobiltà, tutte misure che la rivoluzione borghese in Francia nel 1792-93 aveva quasi completamente realizzate””. (pag 32)”,”LEND-211″ “LENIN V.I.”,”Sulla gioventù e sulla scuola.”,”””La rottura dello studente socialdemocratico con i rivoluzionari e gli uomini politici di tutte le altre tendenze non significa affatto rottura con le organizzazioni di tutti gli studenti e le organizzazioni educative; al contrario, soltanto sostenendo la necessità di un programma nettamente determinato si può e si deve lavorare negli ambienti studenteschi più larghi per ampliare l’ orizzonte accademico e divulgare il socialismo scientifico, cioè il marxismo””. (pag 46)”,”LEND-212″ “LENIN V.I.”,”Sulla via dell’ insurrezione.”,”””In che cosa consiste il dualismo del potere? In ciò che, accanto al governo provvisorio, al governo della borghesia, si è costituito – ancora debole, embrionale, ma senza dubbio reale e in via di consolidarsi – un altro governo: i Soviet dei deputati operai e soldati””. (pag 36) “”L’ umanità non ha ancora elaborato, e noi non conosciamo finora, un tipo di governo superiore ai Soviet dei deputati operai, salariati, agricoli, contadini e soldati””. (pag 38) “”La menzogna opportunistica secondo la quale la preparazione dell’ insurrezione e, in generale, il considerare l’ insurrezione come un’ arte è “”blanquismo””, è una delle peggiori e forse la più diffusa delle deformazioni del marxismo operate dai partiti “”socialisti”” dominanti””. (pag 89) “”Per riuscire, l’ insurrezione deve appoggiarsi non su un complotto, non su di un partito, ma sulla classe progressiva. Questo in primo luogo. L’ insurrezione deve appoggiarsi sull’ ondata rivoluzionaria del popolo. Questo in secondo luogo. L’ insurrezione deve appoggiarsi su quel punto critico nella storia della rivoluzione ascendente, che è il momento in cui l’ attività della avanguardia del popolo è massima e più forti sono esitazioni nelle file dei nemici e nelle file degli amici deboli, equivoci e indecisi della rivoluzione. Questo in terzo lugoo. Ecco le tre condizioni che, nell’ impostazione del problema dell’ insurrezione, distinguono il marxismo dal blanquismo.”” (pag 89-90)”,”LEND-213″ “LENIN V.I.”,”La Comune di Parigi.”,”””Kautsky non ha per nulla capito il senso di queste parole di Marx: ‘La Comune non doveva essere un organismo parlamentare, ma di lavoro; esecutivo e legislativo allo stesso tempo’. Kautsky non ha capito la differenza fra il parlamentarismo borghese che unisce la democrazia (non per il popolo) alla burocrazia (contro il popolo) e la democrazia proletaria, che prenderà subito misure tendenti ad estirpare la burocrazia, misure abbastanza forti da arrivare fino alla estirpazione totale della burocrazia, fino alla formazione di una completa democrazia per il popolo. Kautsky, come gli altri, ha dato prova di “”venerazione superstiziosa”” verso lo Stato, di “”fede superstiziosa”” nella burocrazia…””. (pag 49)”,”LEND-214″ “LENIN V.I.”,”La maladie infantile du Communisme (1920). (Le “”Communisme de gauche””). Essai de vulgarisation de la strategie e de la tactique marxistes.”,”””Il capitalismo non sarebbe se stesso se il proletariato “”puro”” non fosse circondato da una massa estremamente variegata di tipi sociali, passando dal proletario al semiproletario (quello che non trae che la metà dei suoi mezzi di sussistenza dalla vendita delle sue braccia), dal semi-proletario al piccolo contadino (oppure al piccolo artigiano, al piccolo produttore, al piccolo padrone in generale), dal piccolo contadino al contadino medio, ecc, e se lo stesso proletariato non avesse delle divisioni in cerchie più o meno sviluppate, territoriali, professionali, perfino religiose, ecc.”” (pag 62)”,”LEND-215″ “LENIN N.”,”Staat und Revolution.”,”””Der Staat ist “”eine besondere Repressions-gewalt””. Engels gibt diese glänzende und im höchstem Maße gehaltvolle Definition hier in denkbar größter Klarheit””. (pag 17) Lo Stato è “”una forza di repressione specifica”” Engels ci dà questa definizione brillante e densa di contenuto nella misura più elevata e nella massima chiarezza concepibile”,”LEND-216″ “LENIN V.I.”,”Acerca de la gran revolucion socialista de octubre.”,”””Di fronte a tale situazione, sottostimare l’ importanza della questione nazionale in Ucraina (…) equivarrebbe a commettere un profondo e pericoloso errore. Non si può attribuire al caso che nel 1917 gli eserciti russo e ucraino già fossero divisi in Ucraina. E noialtri, come internazionalisti, abbiamo, in primo luogo, il dovere di lottare molto energicamente contro le reminescenze (a volte incoscienti) dell’ imperialismo e dello sciovinismo grande russo tra i comunisti ‘russi’; (…)””. (pag 271)”,”LEND-217″ “LENIN V.I.”,”Lettres de Lenine a sa famille.”,”””Lenin sapeva perfettamente che con questo lavoro, stabiliva solamente un quadro, dava una direzione, in vista di un lavoro più grande, che resta da fare dopo di lui. Nelle note a margine de La Logica di Hegel, Lenin disse a più riprese che continuare l’ opera di Marx ed Engels in filosofia consiste nella “”elaborazione”” (1) dialettica di tutta la storia del pensiero, della scienza e della tecnica umane. In occasione della lettura che fece del libro di Lassalle su Eraclito, nota come domini del sapere necessari all’ edificazione della teoria della conoscenza e della dialettica: “”La storia della filosofia, la storia delle differenti scienze, la storia dell’ evoluzione spirituale del bambino, la storia dell’ evoluzione psichica degli animali, la storia della lingua, della psicologia, della fisiologia degli organi dei sensi – ovvero, in breve, la storia della conoscenza tutta intera””. (pag 80-81)”,”LEND-218″ “LENIN V.I., documenti raccolti e presentati da Georges HAUPT”,”Correspondance entre Lenine et Camille Huysmans, 1905-1914.”,”””E’ all’ inizio della prima rivoluzione russa, nel febbraio 1905, che un giovane intellettuale fiammingo, Camille Huysmans, viene chiamato ad occupare le funzioni di segretario del B.S.I., posto che occuperà senza interruzione fino al 1922. Nato a Bilzen, il 26 maggio 1871, entra, dall’ età di 17 anni, nei ranghi del socialismo ove era attirato, secondo le sue proprie dichiarazioni, per il suo gusto dei dibattiti di idee. Allievo all’ Ecole Normale des Humanités collegata all’ Università di Liegi, poi diplomato in lettere, specialista in lingue germaniche, incaricato, diviene infine professore di liceo – per poco tempo, in quanto il ministero dell’ istruzione lo revoca nel 1897 per via della sua collaborazione assidua con la stampa socialista. Da allora, C. Huysmans si consacra interamente alla stampa socialista. Militante stimato per la sua energia e il suo spirito di indipendenza, si impone all’inizio del XX secolo come una delle figure centrali del Partito Operaio Belga.”” (pag 17)”,”LEND-219″ “LENIN V.I.”,”Ecrits sur l’ art et la littérature.”,”””La lingua russa è grande e potente, ci dicono i liberali. Vi opponete dunque a che gli abitanti di tutte le regioni periferiche della Russia conoscano questa lingua così grande e potente? Non vedete dunque che la lingua russa arricchirà la letteratura degli altri gruppi etnici (allogènes), che gli darà la possibilità di aver accesso ai più alti valori culturali, ecc.? Tutto questo è vero, signori liberali, gli rispondiamo. Sappiamo, meglio di voi che la lingua di Turgenev, di Tolstoi, di Dobroliubov, di Chernichevsky, è grande e potente. Più di voi, vogliamo vedere stabilite tra le classi oppresse di tutte le nazioni che popolano la Russia senza alcuna eccezione, le relazioni più strette e una unità fraterna. E desideriamo, va da sé, che ciascun abitante della Russia abbia la possibilità di apprendere la grande lingua russa. C’è una cosa che non vogliamo: l’ imposizione””. (pag 96) pag 246-259: N. Krupskaia: I libri che Lenin amava (estratto).”,”LEND-220″ “LENIN V.I.”,”La costruzione del socialismo.”,”””Presunzione comunista significa che un individuo che si trova nel partito comunista e non ne è ancora stato espulso immagina di poter risolvere tutti i suoi compiti a colpi di decreti comunisti””. (pag 201) “”se esiste un fenomeno come la corruzione, se è possibile una cosa di questo genere, non si può parlare di politica (…)””. (pag 201) “”E’ indubbio che oggi il nostro partito, per la sua composizione, non è sufficientemente proletario. Credo che nessuno possa contestarlo; basta dare un’ occhiata alle statistiche per trovarne la conferma. Dal tempo della guerra la massa operaia delle fabbriche e delle officine russe è diventata molto meno proletaria di prima, giacché durante la guerra entravano nelle officine coloro che volevano sottrarsi al servizio militare. Questo è un fatto universalmente noto. (…)””. (pag 349)”,”LEND-221″ “LENIN V.I.”,”Teoria della questione agraria.”,”Marx su ripartizione ‘americana’ (critica di Marx a Kriege) (pag 201) Il capitalismo e l’ agricoltura negli Stati Uniti d’ America. (pag 265) “”Ma il flagello capitalistico che voi pensate invano di poter evitare, storicamente è un bene perché affretterà grandemente lo sviluppo sociale e avvicinerà di molto le nuove forme superiori del movimento comunista. Il colpo inferto alla proprietà fondiaria faciliterà gli inevitabili colpi ulteriori contro la proprietà in generale (…)””. (pag 208) “”Il paese d’ avanguardia del più moderno capitalismo presenta un interesse particolare per lo studio della struttura sociale-economica dell’ agricoltura contemporanea e della sua evoluzione. Gli Stati Uniti non hanno rivali che li eguaglino, né per la rapidità con la quale si è sviluppato il capitalismo alla fine del secolo XIX e al principio del XX, né per l’ alto livello raggiunto nello sviluppo capitalistico, né per l’ immensa superficie coltivata con un’ attrezzatura tecnica rispondente all’ ultima parola della scienza, adeguata alla considerevole varietà delle condizioni naturali e storiche, né per la libertà politica e per il livello di civiltà della massa della popolazione. Per molti rispetti, questo paese è il modello e l’ ideale della nostra civiltà borghese””. (pag 266, Lenin 1914-1915)”,”LEND-222″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 1. 1893-1894. Nouvelles transformations economiques dans la vie paysanne. A propos de la questione dite des marchés. Ce que sont les “”Amis du peuple”” et comment ils luttent contre les social-démocrates. Le contenu economique du populisme et la critique qu’en fait dans son livre M. Strouve.”,”””Questa volta ancora il piccolo borghese vuole troncare le cose e spiegare la natura borghese propria della nostra “”società”” durante tutta l’ epoca che seguì l’ abolizione della servitù della gleba con una sorta di entusiasmo effimero momentaneo, con una moda. Gli alberi gli impediscono di vedere la foresta, questo è il tratto principale del pensiero piccolo borghese””. (pag 416)”,”LEND-223″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 2. 1895-1897. Friedrich Engels. Pour caractériser le romanticisme économique. Le tâches des socialdémocrates russes. Quel héritage renions-nous?”,”””Cosa si trova alla base del dominio che esercita la classe dei capitalisti sulla massa dei lavoratori? Il possesso da parte dei capitalisti, a titolo di proprietà privata, dell’ insieme delle fabbriche, officine, miniere, macchine e strumenti di lavoro; il fatto che essi detengono enormi estensioni di terra.”” (pag 104) “”riconoscere il carattere progressivo del grande capitale in rapporto alla piccola produzione non è farne l’ ‘apologia’”” (pag 267) “”Per associare il lavoro produttivo di tutti all’ istruzione di tutti, occorre evidentemente imporre a tutti l’ obbligo di prendere parte al lavoro produttivo””. (pag 486)”,”LEND-224″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 3. Le developpement du capitalisme en Russie. Une critique acritique.”,”Lo sviluppo del capitalismo in Russia. Opera di Lenin redatta nel 1896-1899 e pubblicata per la prima volta alla fine di marzo 1899. Conforme al testo della seconda edizione del libro (1908). Sulla questione della rovina dei piccoli produttori (disgregazione contadina) Lenin si riferisce al punto di vista di Marx. “”L’ espropriazione e l’ espulsione di una parte della popolazione rurale non solo rende disponibile nello stesso tempo gli operai i loro mezzi di sussistenza e di lavoro per il capitalista industriale, ma crea il mercato interno”” (Il Capitale, I, 778). Si vede dunque che dal punto di vista teorico astratto, la rovina dei piccoli produttori in una società in cui l’ economia mercantile e il capitalismo sono in via di sviluppo ha delle conseguenze esattamente opposte a quelle che M.M. N.-on e V.V. deducono: lungi dal provocare un restringimento del mercato interno, in effetti, essa provoca la formazione di questo mercato””. (pag 33)”,”LEND-225″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 4. 1898 – avril 1901. “”A propos de notre statistique des fabriques et des usines. Le capitalisme dans l’ agricolture. Protestation des social-democrates de Russie. Projet de programme pour notre parti. A propos des greves. Comment l’ ‘Iskra’ faillit s’eteindre. Les objectif immediats de notre mouvement. Le parti ouvrier et la paysannerie.”””,”Contiene le recensioni di LENIN ai libri di BOGDANOV, PARVUS, GVOZDEV e KAUTSKY. “”Infine, dopo lo strato medio, viene la massa degli strati inferiori del proletariato. E’ certo possibile che il giornale socialista sia loro interamente o pressoché interamente inaccessibile (…), ma sarebbe assurdo dedurne che il giornale dei socialdemocratici deve adattarsi al livello più basso possibile degli operai. Ne consegue solo che per agire su questi strati, occorrono altri mezzi di agitazione e di propaganda: opuscoli molto popolari, l’ agitazione orale, e soprattutto dei volantini sugli avvenimenti locali. I socialdemocratici devono però andare più lontano: è possibile che i primi sforzi per risvegliare la coscienza degli strati operai inferiori debbano essere compiuti attraverso l’ azione educativa legale. (…) ‘Non bisogna confondere la tattica e l’ agitazione’ – dice Kautsky nel suo libro contro Bernstein. ‘Il modo di agitazione deve adattarsi alle condizioni individuali e locali. In materia d’ agitazione, bisogna lasciare a ciascun agitatore la libertà di scegliere i mezzi di cui dispone (…). L’ agitatore deve parlare in modo da farsi comprendere; deve parlare di ciò che è ben conosciuto dai suoi ascoltatori. (…) L’ agitazione deve essere individualizzata, ma la nostra tattica, la nostra attività politica deve essere una’. Queste parole di un rappresentante eminente della teoria socialdemocraitca contengono un’ eccellente apprezzamento dell’ agitazione nel quadro dell’ attività generale del Partito. Esse mostrano quanto siano infondate le apprensioni di quelli che pensano che la formazione di un partito rivoluzionario che conduca una lotta politica impedirà l’ agitazione, la sospingerà in secondo piano o restringerà la libertà degli agitatori. Al contrario (…) è solo in un partito organizzato che gli uomini adatti al lavoro di agitazione potranno consacarsi interamente a questo compito (…). Ma esagerare così un aspetto dell’ attività a detrimento delle altre, e voler gettare interamente (…) gli altri aspetti, minaccia il movimento operaio russo di conseguenze ancor più disastrose””. (pag 290-291)”,”LEND-226″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 5. Mai 1901 – Fevrier 1902. Par où commencer? La questione agraire et les “”critiques”” de Marx. Que faire?”,”””Ricordatevi, inoltre, che i comunisti devono sosteneri ogni movimento rivoluzionario diretto contro il regime esistente. Queste parole sono sovente comprese in modo troppo ristretto, escludendo l’ opposizione liberale. Non bisogna dimenticare che ci sono delle epoche in cui ogni urto con il governo a proposito di interessi generali progressivi, anche in sé infimo, può, in certe condizioni (e il nostro appoggio è una di queste condizioni) trasformarsi in una conflagrazione generale””. (pag 347)”,”LEND-227″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 6. Janvier 1902 – août 1903. Materiaux pour l’ élaboration du programme du POSDR. Aux paysans pauvres.”,”‘Materiaux pour l’ élaboration du programme du POSDR. Aux paysans pauvres.’ Progetto di statuto del POSDR. 1. E’ membro del partito chiunque riconosca il suo programma e sostenga il partito sia materialmente che militando personalmente in una delle sue organizzazioni. (…) 10. Tutta l’ organizzazione del partito è tenuta a fornire al Comitato Centrale e all’ organo centrale tutte le informazioni necessarie sulla sua attività e i suoi effettivi. (pag 499-500, 2° Congresso del POSDR, 1903)”,”LEND-228″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 7. Septembre 1903 – Décembre 1904. Relations du IIe Congres du POSDR. Un pas en avant, deux pas en arriere. La campagne des zemstvos et le plan de l’ ‘Iskra’.”,”‘Relations du IIe Congres du POSDR. Un pas en avant, deux pas en arriere. La campagne des zemstvos et le plan de l’ ‘Iskra”. I compiti della gioventù rivoluzionaria (pag 38) “”La concorrenza non è possibile (e ineluttabile) che tra una organizzazione politica e un’ altra organizzazione ugualmente politica, tra una tendenza politica e un’ altra tendenza politica. Tra una società di mutuo soccorso e un circolo rivoluzionario, la rivalità è impossibile (…). Ma se, in questa società di mutuo soccorso si afferma una certa tendenza politica – non per aiutare i rivoluzionari per esempio (…) – allora la concorrenza e la lotta aperta sono obbligatorie per ogni “”politica”” onesta.”” (pag 47) Sulla cooptazione nei comitati e sul diritto del Comitato centrale del partito di introdurre nuovi membri (giugno 1904) (pag 458)”,”LEND-229″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 8. Janvier-Juillet 1905. Journées revolutionnaires. La social-democratie et le gouvernement revolutionnaire provisoire. IIIe Congres du POSDR. L’ armée revolutionnaire et le gouvernement revolutionnaire”,”‘Journées revolutionnaires. La social-democratie et le gouvernement revolutionnaire provisoire. IIIe Congres du POSDR. L’ armée revolutionnaire et le gouvernement revolutionnaire’. “”Ora, il proletariato non forma attualmente che la minoranza della popolazione russa. Esso non può divenire una maggioranza enorme, schiacciante, che unendosi alla massa dei semi-proletari, dei semi-padroni, ovvero alla massa povera della piccola borghesia delle città e delle campagne. Questa composizione della base sociale della dittatura rivoluzionaria democratica, possibile e desiderabile, influirà, evidentemente, sulla composizione del governo rivoluzionario, renderà inevitabile l’ entrata, o anche la preponderanza, in questo governo dei rappresentanti più eterogenei della democrazia rivoluzionaria. Sarà estremamente nocivo farci la minima illusione a questo riguardo. Se, vuoto e risonante, Trotsky scrive adesso (malaugaratamente al fianco di Parvus) che “”un prete Gapon ha potuto apparire una volta”” ma che “”un secondo Gapon è impossibile””, non lo scrive perché è vuoto e risonante. Se non ci sarà posto in Russia per un secondo Gapon, non ci sarà posto per una rivoluzione democratica veramente “”grande””, che vada fino in fondo””. (pag 292)”,”LEND-230″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 9. Juin-novembre 1905. Deux tactiques de la social-democratie dans la revolution democratique. Le proletariat combat, la bourgeoisie se faufile au pouvoir. Le socialisme et les paysans. Socialisme petit-bourgeois et socialisme proletarien.”,”””Innanzitutto, quella è una calunnia contro Bebel, una calunnia nello stile di Novoie Vrémia. Bebel ha sempre tracciato, senza riserve, una “”linea di demarcazione”” tra la democrazia borghese e la democrazia proletaria””. (pag 331, Lenin, 1905)”,”LEND-231″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 10. Novembre 1905- Juin 1906. De la reorganization du parti. L’ organisation du parti e la litterature de parti. La victoire des cadets et le tâches du parti ouvrier. Rapport sur le Congrès d’ unification du P.O.S.D.R.”,”‘De la reorganization du parti. L’ organisation du parti e la litterature de parti. La victoire des cadets et le tâches du parti ouvrier. Rapport sur le Congrès d’ unification du P.O.S.D.R.’ Sulla questione agraria: “”E da un punto di vista rigorosamente scientifico, dal punto di vista delle condizioni di sviluppo capitalistico in generale, dobbiamo assolutamente dire, se non vogliamo essere in disaccordo con il terzo tomo del Capitale, che la nazionalizzazione della terra è possibile in una società borghese, che essa contribuisce allo sviluppo economico, che facilita la concorrenza e l’ afflusso dei capitali nell’ agricoltura, che riduce il prezzo del grano, ecc. ecc.””. (pag 361)”,”LEND-232″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 11. Juin 1906 – janvier 1907. La dissolution de la Douma et le tâches du prolètariat. Les enseignements de l’ insurrection de Moscou. La guerre de partisans. La social-democratie et les accords electoraux”,”‘La dissolution de la Douma et le tâches du prolètariat. Les enseignements de l’ insurrection de Moscou. La guerre de partisans. La social-democratie et les accords electoraux’ “”Il fenomeno che ci interessa , è la lotta armata. Essa è condotta da individui e da piccoli gruppi di individui. Parzialmente, essi aderiscono ad organizzazioni rivoluzionarie; parzialmente (e, in certe località della Russia in gran parte) essi non appartengono ad alcuna organizzazione rivoluzionaria. (…) Questo metodo di lotta sociale è adottato di preferenza, e anche esclusivamente, dagli elementi declassati della popolazione, lumpen-prolétariat e gruppi anarchici. Come forma di lotta di “”reazione”” da parte dell’ autocrazia; conviene citare lo stato d’ assedio, la mobilitazione di nuove truppe, i pogroms di Centoneri (Siedlce), le corti marziali. Abitualmente la valutazione di questa forma di lotta si riassume così: è l’ anarchismo, il blanquismo, un ritorno al vecchio terrorismo; sono degli atti di individui che hanno perso il contatto con le masse, che demoralizzano gli operai, distolgono da questi le simpatie di larghe cerchie della popolazione, disorganizzano il movimento e nuociono alla rivoluzione.”” (pag 219)”,”LEND-233″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 12. Janvier-juin 1907. La tactique du POSDR dans la campagne electorale. Les bolcheviks et la petite bourgeoisie. A propos de la revolution nationale. Le Ve congres du POSDR. Attitute envers les partis bourgeois.”,”‘La tactique du POSDR dans la campagne electorale. Les bolcheviks et la petite bourgeoisie. A propos de la revolution nationale. Le Ve congres du POSDR. Attitute envers les partis bourgeois. Voto nei quartieri operai di Pietroburgo competizione tra socialdemocrazia (bolscevichi, menscevichi) e socialisti rivoluzionari. (pag 57-92) Prefazione di Lenin alla traduzione russa delle lettere di Marx a Kugelmann (pag 101) “”Il marxismo menscevico è un marxismo rimaneggiato a misura del liberalismo borghese”” (pag 503)”,”LEND-234″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 13. Juin 1907 – avril 1908. Contre le boycottage. Le congres socialiste international de Stuttgart. La question agraire et les “”critiques de Marx””. Programme agraire de la socialdcemocratie dans la premiere revolution russe de 1905-1907″,”‘Contre le boycottage. Le congres socialiste international de Stuttgart. La question agraire et les “”critiques de Marx””. Programme agraire de la socialdcemocratie dans la premiere revolution russe de 1905-1907′. “”Il marxismo, contrariamente alla concezione naïve del populismo, analizza il nuovo regime in via di formazione”” (pag 311) “”La teoria di Marx distingue due forme di rendita: differenziale e assoluta””. (pag 312) “”La rendita differenziale si forma ineluttabilmente in regime capitalistico, anche se la proprietà privata del suolo è totalmente abolita. Con l’ esistenza della proprietà fondiaria, è il possessore della terra che riceverà questa rendita poiché la concorrenza dei capitali obbligherà il coltivatore (il gestore) ad accontentarsi del profitto medio del capitale. Se la proprietà privata del suolo si trova abolita, è lo Stato che riceverà questa rendita. Questa rendita non può essere soppressa finché esiste il modo di produzione capitalistico. La rendita assoluta proviene dalla proprietà privata della terra.”” (pag 313) Come il liberalismo internazionale giudica Marx. “”Un eroe di Turgenev (1) aveva trasformato nel modo seguente i versi del grande poeta tedesco: Wer den Feind will versteh’n, Muss in Feindes Lande geh’n ovvero: “”chi vuole conoscere il suo nemico deve andare nel paese di questo nemico””, prendere conoscenza sul posto delle abitudini, dei costumi, dei metodi di ragionamento e d’ azione del suo nemico””. Lo stesso, i marxisti devono gettare un colpo d’occhio sul modo in cui hanno reagito alla celebrazione del 25° anniversario della morte di Marx i principali organi della stampa politica dei diversi paesi, in particolare i giornali borghesi liberali e “”democratici”” (…)””. (pag 514)”,”LEND-235″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 14. 1908. Materialisme et empiriocriticisme. Dix questions au conferencier.”,”‘Materialisme et empiriocriticisme. Dix questions au conferencier’. “”il materialismo, in pieno accordo con le scienze della natura, considera la materia come il dato primo, e la coscienza, il pensiero, la sensazione come il dato secondo (…)””. (pag 44)”,”LEND-236″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 15. Mars 1908 – août 1909. Les matieres inflammables de la politique mondiale. Leon Tolstoi, miroir de la revolution russe. Une manifestation pacifiste des ouvriers anglais et allemands. Conference de la redaction elargie du ‘Proletari’.”,”‘Les matieres inflammables de la politique mondiale. Leon Tolstoi, miroir de la revolution russe. Une manifestation pacifiste des ouvriers anglais et allemands. Conference de la redaction elargie du ‘Proletari’.’ Contiene l’ articolo: ‘Le materie infiammabili della politica mondiale’ (pag 194) “”Al presente, tutti parlano o si sentono come quell’ operaio tessitore che dichiarava in una lettera al suo giornale sindacale: i padroni ci hanno ripreso tutto quello che avevamo conquistato, i capi ricominciano a farci subire le loro vessazioni, ma pazienza, ci sarà un altro 1905. Pazienza, ci sarà un altro 1905, Ecco ciò che pensano gli operai.”” (pag 51, Per ben giudicare la rivoluzione russa)”,”LEND-237″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 16. Septembre 1909 – décembre 1910. La fraction des partisans de l’ otzovisme dt de la construction de dieu. A propos de ‘Viekhi’. Leon Tolstoi. La signification historique de la lutte au sein du parti en Russie.”,”‘La fraction des partisans de l’ otzovisme dt de la construction de dieu. A propos de ‘Viekhi’. Leon Tolstoi. La signification historique de la lutte au sein du parti en Russie.’ Nella commissione sulle cooperative due tendenze sono improvvisamente venute alla luce. Una è quella di Jaures e di Elm. Quest’ultimo è stato uno dei quattro delegati tedeschi alla commissione sulle cooperative, è intervenuto in quanto rappresentante dei tedeschi, in uno spirito nettamente opportunista. L’ altra tendenza è la tendenza belga””. (pag 292)”,”LEND-238″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 17. Décembre 1910 – avril 1912. De certaines particularités du développement historique du marxisme. Leon Tolstoi et son époque. Le congrés du Parti social-démocrate anglais. Hyndman et Marx. VIe Congrès du P.O.S.D.R. (“”Conference de Prague).”,”””De certaines particularités du développement historique du marxisme. Leon Tolstoi et son époque. Le congrés du Parti social-démocrate anglais. Hyndman et Marx. VIe Congrès du P.O.S.D.R. (“”Conference de Prague).”” ‘Hyndman e Marx’: “”Sono appena state pubblicate le voluminose memorie di Henry Mayers Hyndman, uno dei fondatori e capi del “”partito social-democratico”” inglese. Il libro, intitolato “”Racconto di una vita avventurosa”” (1), è composto da circa 500 pagine; presenta in uno stile pieno di verve i ricordi dell’ autore: la sua attività politica e le “”persone celebri”” che ha conosciuto””. (…) Cominciamo con i ricordi di Hyndman su Marx (…).”” (pag 310)”,”LEND-239″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 18. Avril 1912 – mars 1913. A la memoire de Herzen. Les partis poliques en Russie. Démocratie et populisme en Chine. Les discussions sur la politique ouvrière des libéraux en Angleterre. Les destinées historiques de la doctrine de Karl Marx.”,”””A la memoire de Herzen. Les partis poliques en Russie. Démocratie et populisme en Chine. Les discussions sur la politique ouvrière des libéraux en Angleterre. Les destinées historiques de la doctrine de Karl Marx””. Democrazia e populismo in Cina. (pag 162) “”E Sun Yat-sen con un candore incomparabile, verginale, potrà dire, fatta a pezzi da lui stesso la sua teoria populista reazionaria e riconoscendo ciò che la vita spinge a confessare, ovvero che “”la Cina è alla vigilia di un gigantesco sviluppo industriale”” (ovvero il capitalismo) “”prenderà enormi proporzioni””, che “”in 50 anni si avranno da noi molte Shanghai””, ovvero dei centri popolosi di prosperità capitalistica e di bisogno e di miseria proletaria””. (pag 166) “”La democrazia borghese rivoluzionaria, rappresentata da Sun Yat-sen, cerca a giusto titolo la via verso il “”rinnovamento”” della Cina sviluppando al massimo l’ autonomia, la decisione e l’ audacia delle masse contadine nel dominio delle riforme politiche ed agrarie. Infine, più il numero delle Shanghai crescerà in Cina, e più il proletariato cinese si svilupperà””. (pag 168)”,”LEND-240″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 19. Mars-décembre 1913. Les trois sources et les trois parties constitutives du marxisme. Le capitalisme et les impots. Marxisme et réformisme. La correspondance entre Marx et Engels.”,”””Les trois sources et les trois parties constitutives du marxisme. Le capitalisme et les impots. Marxisme et réformisme. La correspondance entre Marx et Engels.”” Questione petrolio: “”La Russia e l’ America fornivano insieme, nel 1900, più di 9/10 dell’ estrazione mondiale del petrolio, e più degli 8/10 nel 1910″”. (pag 25) “”Il capitalismo mondiale e il movimento russo del 1905 hanno definitivamente risvegliato l’ Asia””. (pag 79) Paura del tunnel: A proposito del progetto di scavo di un tunnel sotto la Manica per unire l’ Inghilterra al continente europeo bloccato per timori di un’ invasione militare (pag 417) “”Barbarie civilizzata””. “”La barbarie capitalista è più forte di ogni civiltà”” (pag 418)”,”LEND-241″ “LENIN V.I., a cura di Paolo ARENA”,”Momenti della rivoluzione russa.”,”””La classe operaia bolscevica russa è stata sempre internazionalista a fatti e non a vane parole; essa era ben altro che gli ignobili eroi della II Internazionale, i quali tradivano alleandosi direttamente con la loro borghesia, ovvero si contentavano di chiacchiere (come Kautsky, Otto Bauer e C.) inventando dei pretesti per rinnegare la rivoluzione, per combattere ogni grande azione rivoluzionaria audace, biasimando ogni sacrificio di interessi strettamente nazionali offerto per il progresso della rivoluzione proletaria””. (pag 132) “”Compagni, il problema della politica estera e delle relazioni internazionali ci si è presentato fin dal tempo della rivoluzione d’ ottobre. Era questo il problema più essenziale, non solo perché l’ imperialismo chiude tutti i paesi in un potente e inestricabile sistema, in un blocco di sangue e di fango, si potrebbe dire, ma soprattutto perché la vittoria completa della rivoluzione socialista è impossibile in una sola nazione; essa esige perlomeno un concorso attivo di grandi nazioni evolute, fra le quali non si trova la Russia. Ecco perché sorge la domanda: potremo noi ottenere lo scoppio della rivoluzione negli altri paesi? e quale resistenza saremo in grado di opporre all’ imperialismo? Era uno dei problemi più vitali per la rivoluzione””. (pag 134) “”Ma qui non siamo nell’ Africa centrale; qui i soldati, per quanto forte possa essere il loro esercito, si “”disfanno”” quando incontrano una rivoluzione. L’ esempio della Germania dimostra che questa non è una frase. In Germania, in ogni caso, la disciplina dei soldati era esemplare. Quando i tedeschi entrarono in Ucraina, altri motivi li posero ancora fuori di ogni disciplina.”” (pag 140)”,”LEND-268″ “LENIN V.I., a cura di Paolo ARENA”,”Momenti della rivoluzione russa.”,”Dal capitolo ‘Il discorso del 29 marzo 1922′ (l’ ultimo discorso di Lenin). (parte: La ritirata è terminata). (pag 322) “”Alcuni di essi fanno finta di essere comunisti, ma fra loro vi sono uomini più leali: Ustrialov per esempio. Credo che fosse ministro sotto Kolciak. Egli non è d’accordo coi suoi camerati; e dice: “”Dite del comunismo tutto il bene che volete, ma io affermo che non si tratta di una tattica, ma di una forma evolutiva.”” Credo che Ustrialov ci sia molto utile per la franchezza delle sue affermazioni. Tutti noi sentiamo ogni giorno, ed io più degli altri a causa delle mie funzioni, tante menzogne comuniste sdolcinate, tante “”commenzogne””, da farci venire la nausea e talvolta atrocemente. Ed ecco che al posto di questa “”commenzogna”” ricevete un numero della Smiena Viekh che vi dichiara a bruciapelo: “”Tutto questo non è ciò che immaginate: in realtà voi navigate verso una comune palude borghese sulla quale si agitano alcune bandiere comuniste con ogni genere di belle parole scrittevi su””. (…) “”Io sono per il potere dei Soviet in Russia, dice Ustrialov che è stato un cadetto, un borghese, un seguace dell’ intervento, sono per il Potere Sovietico perché si è incamminato sulla via che lo porta ad un potere borghese normale””. (…) Un’ evoluzione come la prevedeva Ustrialov è possibile. La storia ha visto ogni sorta di metamorfosi””. (pag 322-323) “”Il centro di gravità dev’ essere la scelta degli uomini e la verifica pratica dei risultati del loro lavoro”” (pag 334) Dal capitolo: Il testamento politico (pag 335) “”Mi sovviene che Napoleone scriveva: “”Si attacca e poi si vede””. In libera interpretazione questo significa: “”Bisogna cominciare con l’ attaccare una lotta seria, in seguito si vedrà ciò che succede””. Fu questo che facemmo nell’ ottobre 1917, attaccando una lotta seria; solamente in seguito abbiamo potuto discernere i particolari dell’ evoluzione – e dal punto di vista della storia mondiale questi non sono che particolari – come la pace di Brest, la NEP, ecc.. Oggi non c’è più dubbio: in linea essenziale abbiamo riportato la vittoria””. (pag 341)”,”RIRO-262″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 20. Décembre 1913-aoüt 1914. Notes critiques sur la question nationale””. Du droit des nations a disposer d’ elles-memes. La lutte ideologique dans le moviment ouvrier. Rapport du comité central du parti ouvrier socialdemocrate de russie et instruction à la délégation du comité central à la Conférence de Bruxelles. Paysannerie et travail salarié. La question agraire en Russie.”,”Notes critiques sur la question nationale””. Du droit des nations a disposer d’ elles-memes. La lutte ideologique dans le moviment ouvrier. Rapport du comité central du parti ouvrier socialdemocrate de russie et instruction à la délégation du comité central à la Conférence de Bruxelles. Paysannerie et travail salarié. La question agraire en Russie. “”La grande produzione, le macchine, le ferrovie, il telefono, tutto ciò offre mille possibilità di ridurre di quattro volte il tempo di lavoro degli operai organizzati, assicurando loro quattro volte di più il benessere che hanno adesso””. (Il sistema Taylor, asservimento dell’ uomo, pag 157 “”K. Legien ha raccolto una enorme documentazione sul movimento sindacale americano, ma è stato assolutamente incapace di trarre partito dalla sua lavoro (…). Anche gli statuti dei sindacati americani, che interessano in modo particolare Legien, non sono né studiati, né analizzati, ma solamente tradotti, senza metodo e non completamente””. (pag 264, Quello che non bisogna imitare nel movimento operaio tedesco) “”Un operaio non saprà essere cosciente se resta indifferente alla storia del suo movimento”” (pag 290, La lotta ideologica nel movimento operaio)”,”LEND-242″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 21. Août-décembre 1915. Le tâches de la social-démocratie révolutionnaire dans la guerre européenne. La guerre et la social-démocratie russe. Le socialisme et la guerre. La faillite de la IIe Internationale. A propos du mot d’ ordre des Etats-Unis d’ Europe. Karl Marx.”,”‘Le tâches de la social-démocratie révolutionnaire dans la guerre européenne. La guerre et la social-démocratie russe. Le socialisme et la guerre. La faillite de la IIe Internationale. A propos du mot d’ ordre des Etats-Unis d’ Europe. Karl Marx.’ “”Il termine internazionalismo ritorna molto sovente; si proclama “”una rottura ideologica completa con tutte le varietà del nazionalismo socialista””, si citano le risoluzioni di Stuttgart e Basilea. Le intenzioni sono eccellenti, senza alcun dubbio. Ma… ma è visibile che si ci esalta della parola, perché, in realtà, non è né possibile né necessario rompere “”completamente”” con “”tutte”” le varietà del social-nazionalismo; come non è né possibile né necessario enumerare tutte le varietà di sfruttamento capitalistico per diventare un nemico del capitalismo. Ma è possibile e necessario rompere senza ambiguità con le sue principali varietà, per esempio con quelle di Plechanov, di Potressov (Naché Diélo), del Bund, di Axelrod, di Kautsky.”” (pag 196-197) Contiene lo scritto: ‘Il pacifismo inglese e l’ avversione inglese per la teoria””. (pag 267)”,”LEND-243″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 22. Décembre 1915 – Juillet 1916. Nouvelles données sur les lois du développement du capitalisme dans l’ agriculture. L’ opportunisme et la faillite de la IIe Internationale. La révolution socialiste et le droit des nations à disposer d’elles-mêmes. L’ impérialisme, stade suprême du capitalisme.”,”””Nouvelles données sur les lois du développement du capitalisme dans l’ agriculture. L’ opportunisme et la faillite de la IIe Internationale. La révolution socialiste et le droit des nations à disposer d’elles-mêmes. L’ impérialisme, stade suprême du capitalisme. “”La lettera di Engels a Kautsky. Nel suo opuscolo ‘Le socialisme et la politique coloniale’ (Berlin, 1907), Kautsky, che era ancora marxista a quell’ epoca, ha pubblicato una lettera che Engels gli aveva indirizzato il 12 settembre 1882 e che presenta un immenso interesse riguardo alla questione che ci preoccupa: ecco il passaggio principale: “”…A mio avviso, le colonie propriamente dette, ovvero le terre occupate dalla popolazione europea, il Canada, il Capo, l’ Australia, diventeranno tutte indipendenti; per contro, per ciò che concerne i territori solamente asserviti, abitati dagli indigeni, l’ India, l’ Algeria, i possedimenti olandesi, portoghesi, spagnoli, il proletariato dovrà provvisoriamente farsene carico e condurle il più velocemente possibile all’ indipendenza. E’ difficile dire come si svolgerà questo processo. (…)””. “”Una sola cosa è certa: è che il proletariato vittorioso non può imporre una prosperità qualunque ad alcun popolo straniero senza compromettere con ciò la propria vittoria””. Naturalmente, ciò non esclude (…) le guerre difensive di diversa natura”” (…)”” (pag 379-380) 379″,”LEND-244″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 23. Août 1916 – mars 1917. Une caricature du marxisme et à propos de l’ “”économisme impérialiste””. L’ impérialisme et la scission du socialisme. Pacifisme bourgeois et pacifisme socialiste. Rapport sur la révolution de 1905. Lettres de loin.”,”‘Une caricature du marxisme et à propos de l’ “”économisme impérialiste””. L’ impérialisme et la scission du socialisme. Pacifisme bourgeois et pacifisme socialiste. Rapport sur la révolution de 1905. Lettres de loin.’ “”L’ autore pone la questione di sapere in che i socialisti e gli anarchici si differenziano nella loro attitudine nei confronti dello Stato, ma invece di rispondere, risponde a una questione differente, quella delle loro attitudini rispettive relative alle basi economiche della società futura. Certo, questa è una questione molto importante che non potrà essere elusa. Ma non ne consegue che si possa dimenticare l’ essenziale nella differenza di atteggiamento dei socialisti e degli anarchici verso lo Stato. I socialisti vogliono utilizzare lo Stato moderno e le sue istituzioni nella lotta per la liberazione della classe operaia; essi affermano pure la necessità di utilizzare lo Stato sotto una forma di transizione particolare corrispondente al passaggio del capitalismo al socialismo. Questa forma di transizione, che è anche uno Stato, è la dittatura del proletariato. Gli anarchici vogliono “”abolire”” lo Stato, “”farlo saltare”” (“”sprengen””) (…)””. (pag 181-182)”,”LEND-245″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 24. Avril – juin 1917. Le tâches du proletariat dans la presente revolution. Les taches du prolétariat dans notre revolution (project de plate-forme pour le parti du proletariat). La conference de Petrograd-ville du POSD(b)R. La septieme conference de Russie du POSD(b)R (Conference d’ avril). La guerre et la revolution.”,”‘Le tâches du proletariat dans la presente revolution. Les taches du prolétariat dans notre revolution (project de plate-forme pour le parti du proletariat). La conference de Petrograd-ville du POSD(b)R. La septieme conference de Russie du POSD(b)R (Conference d’ avril). La guerre et la revolution.’ “”Il dualismo del potere non riflette che un periodo transitorio dello sviluppo della rivoluzione, il periodo in cui questa ultima è andata al di là di una rivoluzione democratica borghese ordinaria, ma non ha ancora condotto a una dittatura del proletariato e dei contadini “”allo stato puro””””. (pag 53) “”Il vecchio bolscevismo deve essere abbandonato. E’ indispensabile stabilire una demarcazione tra la linea della piccola borghesia e quella del proletariato salariato. Le frasi sul popolo rivoluzionario siano lasciate a un Kerensky ma non al proletariato rivoluzionario.”” (pag 143)”,”LEND-246″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 25. Juin-septembre 1917. Premier Congres de soviets des deputes ouvriers et soldats de Russie. Les enseignements de la revolution. La catastrophe imminente et le moyens de la conjurer. L’ etat et la revolution.”,”‘Premier Congres de soviets des deputes ouvriers et soldats de Russie. Les enseignements de la revolution. La catastrophe imminente et le moyens de la conjurer. L’ etat et la revolution.’ “”L’ esperienza della rivoluzione russa durante la quale gli avvenimenti, influenzati soprattutto dalla guerra imperialista e la crisi profonda che essa ha provocato, si sono sviluppati con una rapidità estrema, questa esperienza da febbraio a luglio 1917 ha confermato con un vigore e una nettezza rimarcabili il vecchio assioma marxista dell’ instabilità della piccola borghesia””. (pag 262)”,”LEND-247″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 26. Septembre 1917 – fevrier 1918. Les bolcheviks doivent prendre le pouvoir. Le marxisme et l’ insurrection. Les tâches de la revolution. Les bolcheviks garderont-ils le pouvoir? Deuxieme congres des soviets des deputes ouvriers et soldats de Russie. Déclaration des droits du peuple travailleur et exploité.”,”””Les bolcheviks doivent prendre le pouvoir. Le marxisme et l’ insurrection. Les tâches de la revolution. Les bolcheviks garderont-ils le pouvoir? Deuxieme congres des soviets des deputes ouvriers et soldats de Russie. Déclaration des droits du peuple travailleur et exploité.”” “”Quando tutti i documenti saranno pubblicati, la posizione di crumiri di Zinoviev e di Kamenev apparirà ancora più chiara””. (…) (pag 222) “”Tempi duri. Problema difficile. Tradimento grave. Però il problema sarà risolto, gli operai stringeranno i ranghi, la rivolta contadina e l’ impazienza estrema dei soldati al fronte faranno la loro opera! Stringiamo ancora i ranghi, il proletariato deve vincere!”” (pag 223, 18 ottobre 1917)”,”LEND-248″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 27. Fevrier 1918 – juillet 1918. Le septieme congres du PC(b)R. Les taches immediates du pouvoir des soviets. Sur l’ infantilisme “”de gauche”” et les idees petites-bourgeoises.”,”””Le septieme congres du PC(b)R. Les taches immediates du pouvoir des soviets. Sur l’ infantilisme “”de gauche”” et les idees petites-bourgeoises””. “”Tutto ciò che c’è di cosciente nel proletariato deve esser lanciato nella lotta contro questo elemento piccolo-borghese, che si manifesta direttamente (nell’ appoggio accordato dalla borghesia e i suoi sostenitori. menscevichi, socialisti-rivoluzionari di destra, ecc. a ogni resistenza al potere proletario), e anche indirettamente (in questo ondeggiamento storico di cui danno prova, nelle questioni politiche essenziali, il partito piccolo-borghese dei socialisti-rivoluzionari di sinistra come pure, nel nostro Partito, la corrente “”comunisti di sinitra””; che si abbassa fino ai metodi rivoluzionari piccolo-borghesi e imita i socialisti rivoluzionari di sinistra). Una disciplina di ferro e una dittatura del proletariato apllicata fino in fondo contro le esitazioni piccolo-borghesi: questa è la parola d’ ordine generale del momento.”” (pag 330, 1918)”,”LEND-249″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 28. Juillet 1918 – mars 1919. Lettre aux ouvriers americains. La revolution proletarienne et le renegat Kautsky. Les taches des syndicats. 1er Congres de l’ Internationale communiste.”,”‘Lettre aux ouvriers americains. La revolution proletarienne et le renegat Kautsky. Les taches des syndicats. 1er Congres de l’ Internationale communiste. “”La sfiducia politica riguardo ai rappresentanti dell’ apparato borghese è legittima e indispensabile. Il rifiuto di utilizzarli per la gestione e l’ edificazione è la più grande stupidità, che porta nocumento al comunismo. Chiunque volesse raccomandare un menscevico come socialista, o come dirigente politico, o anche come consigliere politico, commetterebbe un’ errore enorme, perché la storia della Rivoluzione in Russia ha definitivamente provato che i menscevichi (e i socialisti rivoluzionari) non sono dei socialisti, ma dei democratici piccolo-borghesi, capaci, in qualsiasi aggravamento serio della lotta di classe tra il proletariato e la borghesia, di schierarsi al fianco della borghesia. Ma la democrazia piccolo-borghese è un prodotto inevitabile del capitalismo e non una formazione politica fortuita né una qualunque eccezione; e qui, il vecchio contadiname medio precapitalista, economicamente reazionario, non è il solo “”fornitore”” di questa democrazia; vale lo stesso per le cooperative, queste istituzioni culturali capitaliste, che crescono sul terreno del grande capitalismo, per gli intellettuali ecc..””. (pag 407)”,”LEND-250″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 29. Mars-août 1919. Le projet de programme du PC(b)R. Le VIII congres du PC(b)R. La III Internationale et sa place dans l’ histoire. La grande initiative de l’ etat.”,”‘Le projet de programme du PC(b)R. Le VIII congres du PC(b)R. La III Internationale et sa place dans l’ histoire. La grande initiative de l’ etat.’ “”5°. Tutte le requisizioni arbitrarie, ovvero non fondate sulle disposizioni decretate dal potere centrale devono essere implacabilmente perseguite””. (pag 219) “”Il partito esige che per ciò che concerne i contadini medi, la riscossione dell’ imposta straordinaria sia attenuata in tutti i casi, e che non si esiti a diminuirne l’ ammontare””. (pag 220)”,”LEND-251″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 30. Septembre 1919 – avril 1920. Salut aux communistes italiens, francais et allemands. Au camarade Loriot et à tous les amis francais qui ont adheré a la III Internationale. L’ economie et la politique à l’ epoque de la dictature du proletariat. Rapport presenté au II Congres de Russie des organisations communistes des peuples d’ orient. IX Congres du PC(b)R.”,”‘Salut aux communistes italiens, francais et allemands. Au camarade Loriot et à tous les amis francais qui ont adheré a la III Internationale. L’ economie et la politique à l’ epoque de la dictature du proletariat. Rapport presenté au II Congres de Russie des organisations communistes des peuples d’ orient. IX Congres du PC(b)R.’ “”E’ questa dialettica che i traditori, gli spiriti ottusi e i pedanti della 2° Internazionale non hanno mai potuto comprendere: il proletariato non può vincere senza guadagnare dalla propria parte la maggioranza della popolazione. Ma limitare o subordinare questa conquista all’ ottenimento della maggioranza dei voti alle elezioni, sotto il dominio della borghesia, è fare prova di incurabile mancanza di spirito, o è semplicemente ingannare gli operai. Per conquistare la maggioranza della popolazione al proprio fianco, il proletariato deve primariamente rovesciare la borghesia e impadronirsi del potere dello Stato; deve secondariamente instaurare il potere dei Soviets, dopo aver demolito a fondo il vecchio apparato dello Stato, minando così in un sol colpo il dominio, il prestigio, l’ influenza della borghesia e dei conciliatori piccolo-borghesi sulle masse lavoratrici non proletarie. Deve in terzo luogo terminare l’ opera di distruzione dell’ influenza della borghesia e dei conciliatori piccolo-borghesi sulla maggioranza delle masse lavoratrici non proletarie, soddisfacendo con mezzi rivoluzionari i loro bisogni economici a spese degli sfruttatori””. (pag 272)”,”LEND-252″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 31. Avril-décembre 1920. La maladie infantile du communisme (le ‘Gauchisme’). IIé Congres de l’ Internationale communiste. Lettres aux ouvriers allemands et francais. Le taches des unoins de la jeunesse. VIII COngres des soviets de Russie.”,”‘La maladie infantile du communisme (le ‘Gauchisme’). IIé Congres de l’ Internationale communiste. Lettres aux ouvriers allemands et francais. Le taches des unoins de la jeunesse. VIII COngres des soviets de Russie’. “”Compagni, Serrati ha detto: non abbiamo ancora inventato il sincerometro; designando con questo neologismo francese uno strumento in grado di misurare la sincerità; un tale strumento non è ancora stato inventato. Non ne abbiamo assolutamente bisogno; per contro, possediamo già uno strumento che permette di apprezzare le tendenze. E il torto, di cui parlerò più avanti, del compagno Serrati è stato quello di aver disprezzato questo strumento conosciuto da lungo tempo. (…)””. (pag 254, Discorso sulle condizioni di ammissione all’ Internazionale comunista, 30 luglio) “”Vorrei dire qualche parola soltanto a proposito del compagno Crispien. (…) A una osservazione Crispien ha risposto: “”La dittatura, non è una novità, se ne parlava già nel Programma di Erfurt””. Questo programma non dice niente; e la storia ha provato che non è un azzardo. (…) Così la dittatura del proletariato è stata inclusa nel nostro programma del 1903. Quando il compagno Crispien dice adesso che la dittatura del proletariato non è una novità, e aggiunge: “”Siamo sempre stati per la conquista del potere politico””, questo significa eludere il fondo del problema. Si ammette la conquista del potere politico, ma non la dittatura. (…) Il compagno Crispien continua: “”Siamo dei capi eletti dalle masse””. E’ un punto di vista formale e falso perché, all’ ultimo congresso di partito degli Indipendenti tedeschi, la lotta tra le tendenze ci era apparsa chiara. Non c’è bisogno di ricercare un sincerometro e di scherzare su questo tema, come fa il compagno Serrati, per stabilire questo semplice fatto che la lotta di tendenza deve esistere ed esiste; una delle tendenze raccoglie gli operai rivoluzionari, recentemente venuti a noi e avversari dell’ aristocrazia operaia; l’ altra tendenza, è l’ aristocrazia operaia guidata in tutti i paesi civilizzati dai vecchi capi.”” (pag 254-255, Discorso sulle condizioni di ammissione all’ Internazionale comunista, 30 luglio).”,”LEND-253″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 32. Décembre 1920 – août 1921. Le plan economique unique. X Congres du PC(b)R. L’ impot en nature. III Congres de l’ Internationale communiste.”,”””Le plan economique unique. X Congres du PC(b)R. L’ impot en nature. III Congres de l’ Internationale communiste’. “”Perché cambiare il nome del partito? – domanda il compagno Lazzari. – Non è pienamente soddisfacente?”” Non possiamo condividere questo punto di vista. Conosciamo la storia della 2° Internazionale, la sua caduta e il suo fallimento. Non conosciamo la storia del partito tedesco? Non sappiamo che la grande disgrazia del movimento operaio tedesco è di non aver operato la rottura prima della guerra? Ciò è costato la vita a 20.000 operai, consegnati al governo tedesco da parte degli scheidemaniani e i centristi, a causa delle loro polemiche e delle loro proteste contro i comunisti tedeschi.”” (pag 493)”,”LEND-254″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 33. Août 1921 – mars 1923. La nouvelle politique économique et les taches des instructeurs politiques. XI Congres du PC(b)R. De la cooperation. Comment reorganiser l’ inspection ouvriere et paysanne? Mieux vaut moins mais mieux.”,”””La nouvelle politique économique et les taches des instructeurs politiques. XI Congres du PC(b)R. De la cooperation. Comment reorganiser l’ inspection ouvriere et paysanne? Mieux vaut moins mais mieux.”” “”Per realizzare questo miglioramento, occorre sbarazzare il partito dagli elementi che perdono il contatto con la massa (senza parlare, ben inteso, degli elementi che disonorano il partito agli occhi della massa). E’ evidente che non obbediremo a tutte le suggestioni della massa perche anch’essa qualche volta si lascia influenzare, soprattutto negli anni di fatica estrema, di superlavoro, di privazioni e di sofferenze eccessive, da delle idee che sono niente meno che avanzate. Ma eminentemente preziose sono le indicazioni della massa proletaria senza-partito, e in molte occasioni quelle della massa contadina senza-partito, per giudicare gli uomini, ripudiare gli “”intrusi””, i “”grandi signori””, i “”burocratizzati””. La massa laboriosa sente con un istinto ammirevole la differenza tra i comunisti onesti e devoti e quelli che ispirano un sentimento di disgusto all’ uomo che guadagna il pane con il sudore della fronte, a quello che non ha alcun privilegio, alcun “”privilegio-speciale””. (pag 31-32)”,”LEND-255″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 34. Lettres. Novembre 1895-1911.”,”””Il vostro articolo tocca un soggetto molto interessante, d’ estrema attualità. Recentemente, il Leipziger Volkszeitung (1) nel suo editoriale derideva i partigiani del zemstvo a causa del loro congresso di settembre, essi “”giocano alla costituzione””, hanno già l’ aria di essere dei parlamentari, ecc. ecc.. L’ errore di Parvus e di Martov richiede assolutamente un’ analisi di questo punto di vista. Ma voi non fornite una analisi. A mio avviso, occorre rifare l’ articolo in una di queste due direzioni: o riportare il centro di gravità sui nostri nuovi iskristi “”che giocano al parlamentarismo””, dimostrare in dettaglio l’ importanza relativa, temporanea del parlamentarismo, la superficialità delle “”illusioni parlamentari”” in un’ epoca di lotta rivoluzionaria, ecc., spiegando questo a partire dall’ abc (molto utile per i Russi!) e servendosi di Hilferding proprio per illustrare, molto discretamente. O si prende Hilferding per base, in questo caso occorre rivedere meno l’ articolo, dandogli un altro titolo, ma presentando più nettamente il modo stesso con cui Hilferding pone il problema.”” (pag 364, Lenin a Lunacharskij, 11 ottobre 1905) (1) organo dell’ ala sinistra della socialdemocrazia tedesca (quotidiano dal 1894 al 1933). Diretto per vari anni da F. MEHRING e R. LUXEMBURG. Dal 1917 al 1922 fu l’ organo degli ‘indipendenti’ tedeschi. Dopo il 1922 organo dei socialdemocratici di destra.”,”LEND-256″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 35. Lettres. Février 1912-décembre 1922.”,”””Caro compagno, La Pravda ha oggi citato degli estratti dell’ articolo di Kautsky contro il bolscevismo (dal Sozialistische Auslandpolitik). La vergognosa inettitudine, il farfugliantemente puerile e l’ opportunismo più piatto di Kautsky sollevano la questione: perché non facciamo niente per lottare contro lo svilimento teorico del marxismo da parte di Kautsky? Si può tollerare che anche della persone come Mehring e Zetkin rinneghino Kautsky più “”moralmente”” (se è consentito esprimersi così) che teoricamente. Kautsky, dicono, non ha trovato di meglio che attaccare adesso i bolscevichi. E’ questo un argomento? Si può indebolire così una posizione? Ma questo equivale semplicemente a fornire della armi a Kautsky!! E ciò al posto di scrivere: Kautsky non ha assolutamente compreso e ha snaturato in un modo puramente opportunista l’ insegnamento di Marx sullo Stato l’ insegnamento di Marx sulla dittatura del proletariato l’ insegnamento di Marx sulla democrazia borghese l’ insegnamento di Marx sul parlamentarismo l’ insegnamento di Marx sul ruolo e l’ importanza della Comune, ecc. Occorrerrà prendere le misure seguenti: (…)””. pag 369-370, lettera di Lenin a V.V. Voroski, 20.IX.1918)”,”LEND-257″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 36. 1900-1923. Lettres au congres. Attribution de fonctions legislatives au Gosplan. La question des nationalites ou de l’ “”autonomie””. Lettres de 1900-1923.”,”Lettera al Congresso (Testamento). “”Raccomando di procedere seduta stante, in questo congresso, ad una serie di cambiamenti politici. Tengo a farvi partecipi delle riflessioni che considero particolarmente importanti. Innanzitutto propongo di portare gli effettivi del Comitato Centrale a varie decine e anche a un centinaio di membri. Mi sembra che il nostro Comitato Centrale sarà minacciato di gravi pericoli se il corso degli avvenimenti non ci sarà perfettamente favorevole (cosa su cui non possiamo comunque contare) e se non intraprendiamo questa riforma. Penso poi di proporre al Congresso di conferire un carattere legislativo, a certe condizioni, alle decisioni della Commissione del Piano di Stato, aderendo al desiderio del compagno Trotsky, in una certa misura e a certe condizioni. Per ciò che concerne il primo punto, ovvero l’ aumento degli effettivi del Comitato Centrale, penso che ciò sarà necessario per accrescere l’ autorità del C.C. e per migliorare seriamente il nostro apparato, e anche per evitare che i conflitti di alcuni piccoli gruppi del Comitato Centrale possano assumere un’ importanza troppo grande per i destini del Partito. Mi sembra che il nostro Partito possa chiedere per il Comitato Centrale da 50 a 100 membri alla classe operaia, e che questa possa fornirli senza una tensione eccessiva delle sue forze. Una tale riforma aumenterà notevolmente la solidità del nostro partito e gli faciliterà la lotta in un contesto di Stati ostili, lotta che secondo me può e deve aggravarsi fortemente nei prossimi anni. Mi sembra che la coesione del nostro Partito sarà enormemente rafforzata dall’ adozione di questa misura.”” (Lenin, 23.XII.22) (pag 605-606)”,”LEND-258″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 37. Lettres à sa famille, 1893-1922. Lettres, telegrammes et notes de Lenine adresses à sa famille de 1893 à 1922, dont onze lettres inédites. En annexe, on trouvera 55 lettres de Kroupskaia.”,”Contiene le lettere di Lenin a M.A. Ulianova relative alla preparazione, all’ impostazione editoriale e alla stampa del suo libro ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’: “”Ti invio oggi, cara mammina, i due ultimi quaderni del mio lavoro: i capitoli VII e VIII, più due allegati (II e III) e il sommario dei due ultimi capitoli (1) . Finalmente ho terminato questo lavoro che rischiava a un certo punto di non finire mai. Pregherei Aniouta di rispedirlo al più presto all’ autore, come pure il resoconto qui allegato del libro di Gvozdev. Questo libro mi è stato inviato dall’ autore “”per la recensione””, ed è per questo che ho trovato poco delicato di dire no da qui. Ma non mi è stato gradevole fare questo resoconto. Il libro non mi è piaciuto: niente di veramento nuovo, luoghi comuni, uno stile a momenti impossibile (del tipo “”perturbazioni nelle occupazioni agricole””, ecc.). L’ autore è allo stesso tempo partigiano e avversario dei populisti e -soprattutto- è collaboratore di Natchalo. (…)””. (pag 232, Lenin a M.A. Ulianova, 3.II.99) “”Ho spedito oggi a tuo nome, cara mammina, un altro piccolo pacco (raccomandato): contiene, primo, il numero delle ‘Informations che mi è stato chiesto di restituire e, secondo un resoconto che ti prego di rispedire all’ autore. Con il prossimo corriere, ti manderò ancora una piccola aggiunta al capitolo VII. Spero che non sia troppo tardi. Mi sembra di aver dimenticato di dire l’ ultima volta che, secondo i miei calcoli approssimativi, il libro avrà in totale circa 934.000 caratteri. Non è enorme: intorno a 467 pagine stampate in tutto, se si contano 2000 battute per pagina. Con meno caratteri per pagina, 1680 per esempio (come nelle ‘Crisi’ di Tugan-Baranovski), – cosa che fa aumentare senza necessità il prezzo dell’ edizione, – questo farà allora 530 pagine a basso prezzo””. (pag 234, Lenin a M.A. Ulianova, 7.II.99)”,”LEND-259″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 38. Cahiers philosophiques.”,”Note di Lenin sul libro di Plenge “”Marx ed Hegel””. (…)”” Da dove viene questa citazione? l’ autore non lo indica. NB NB: “”Senza rivoluzione, il socialismo non si può realizzare. Si ha bisogno di questo atto politico, come si ha bisogno di distruzione e di rovina. Ma là dove comincia la sua attività organica, là dove la sua propria fine rivela il suo spirito, il socialismo rifiuta il suo involucro politico.”” E riportando questa citazione senza indicarne la fonte, Plenge continua: “”L’ involucro politico”” che cade è evidentemente l’ intero marxismo””. (Come Plenge scopre le “”contraddizioni””: Marx avrebbe scritto nella “”Rheinische Zeitung””: “”Lo stesso spirito che costruisce le ferrovie con le braccia dell’ industria, costruisce i sistemi filosofici nel cervello della filosofia”” (p. 143). Questi mezzi di produzione si emancipano in seguito dallo spirito che li crea e da parte loro determinano sommamente lo spirito””). (“”Che spirito!””). (pag 375)”,”LEND-260″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 39. Cahiers de l’ imperialisme.”,”””L’ opera di Hobson sull’ imperialismo è utile in generale, ma è soprattutto utile perché aiuta a svelare la falsità fondamentale del kautskismo in questa questione. Costantemente, l’ imperialismo trascina di nuovo il capitalismo (a partire dall’ economia naturale delle colonie e dei paesi arretrati), trascina nuovamente il passaggio del piccolo al grande capitalismo, dallo scambio di merci ridotto allo scambio sviluppato, ecc, ecc.. I kautskiani (K. Kautsky, Spectator e Cie) citano questi fatti del capitalismo “”sano””, “”pacifico””, fondato su dei “”rapporti pacifici””, e gli oppongono al saccheggio finanziario, ai monopoli bancari, agli accomodamenti delle banche con il potere dello Stato, all’ oppressione coloniale, ecc., essi li oppongono come il normale all’ anormale, il desiderabile all’ indesiderabile, il progressivo al reazionario, l’ essenziale al fortuito ecc.. E’ un nuovo proudhonismo. Il vecchio proudhonismo su nuove basi e in una nuova forma. Riformismo piccolo borghese: per un capitalismo ben pulito, ben leccato, moderato e ordinato. (…)”” (pag 113-114) Lensch, La socialdemocrazia tedesca e la guerra mondiale. (…) “”Il “”pericolo di guerra”” (56): ecco la causa del ritardo del progresso democratico in Germania. “”Militarismo”” (58) in Germania?? Al contrario, il servizio militare obbligatorio = l’ istituzione più democratica e “”pressoché la sola istituzione democratica”” (Engels), mentre presso di voi ci sono delle “”truppe mercenarie”” (59)… “”Unione degli Stati dell’ Europa Centrale”” (voluta da Liszt, vedete voi) – (+ paesi scandinavi + Svizzera + Italia + Balcani + Turchia) – “”epoca nuova dell’ evoluzione politica mondiale”” (63)… – “”locomotiva della storia del mondo”” (62) (…)””. (pag 340)”,”LEND-261″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 40. Cahiers sur la question agraire, 1900-1916.”,”Parte III: Materiali per lo studio dell’ economia capitalistica in Europa e negli USA (1910-16) (pag 313) Capitalismo e agricoltura negli Stati Uniti (pag 426) “”L’ immenso difetto della statistica americana è l’ assenza di tabelle combinatorie. Sarà estremamente importante comparare i dati sullo sfruttamento in base alla superficie nei limiti di uno stesso tipo di sfruttamento. Questo non viene fatto.”” (pag 437) “”La cosa più interessante nella statistica americana è la combinazione (anche se non viene condotta sino in fondo) di tre gruppi: in base alla superficie, al reddito e alla fonte principale di entrata. La comparazione dei gruppi per superficie e per reddito mostra chiaramente la superiorità del secondo.”” (pag 440-441)”,”LEND-262″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 41. 1896 – Octobre 1917.”,”La lotta di partito in Cina. “”Il popolo cinese ha rovesciato il vecchio regime medievale e il governo che lo sosteneva. Esso ha istituito una repubblica e, all’ ora attuale, questo grande paese asiatico, il cui immobilismo e stagnazione hanno così lungamente deliziato il cuore dei Cento-Neri di tutte le nazionalità, è per la prima volta nella sua storia dotato di un parlamento eletto che ha già cominciato a funzionare da varie settimane. Il partito “”nazionalista”” (il Kuomintang) dei partigiani di Sun Yat-sen dispone di una debole maggioranza alla camera bassa del parlamento cinese e di una maggioranza più confortevole alla camera alta. Per dare un’ idea di questo partito, diciamo che, nelle condizioni russe, esso corrisponderebbe a un partito radical-populista-repubblicano, che è il partito della democrazia. (…)”” (pag 281-282)”,”LEND-263″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 42. Octobre 1917 – mars 1923.”,”””Gli ex principali dell’ industria, i vecchi capi e sfruttatori devono occupare le funzioni di esperti tecnici, di dirigenti, di consulenti, di consiglieri. Dobbiamo svolgere un compito difficile e nuovo, ma straordinariamente fertile: la congiunzione di tutta l’ esperienza, di tutto il sapere che questi rappresentanti delle classi sfruttatrici hanno accumulato, con l’ iniziativa, l’ energia, il lavoro delle ampie cerchie delle masse lavoratrici. Perché solo questa congiunzione può costruire il ponte che conduce dalla vecchia società capitalista alla nuova società socialista””. (pag 62, marzo 1918)”,”LEND-264″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 43. Decembre 1893 – Octobre 1917. Lettres.”,”””L’ autore non ha assolutamente compreso la situazione in Russia (…). In Russia il partito operaio marxista è in via di ristabilirsi e di rafforzarsi. Le discussioni e risoluzioni che provocano l’ ironia miope dell’ autore rivestono un immenso valore educativo e organizzativo. “”Si grida hurrà!”” ironizza l’ autore, e la sua ironia è puramente liberale, è l’ ironia di un intellettuale completamente staccato dal movimento operaio. Come si può se non c’è un solo altro partito di opposizione russa in cui i gruppi locali svelino pubblicamente le divergenze interne del loro partito?? Uhm?? L’ autore difende un punto di vista sentimentale e isterico. Le risoluzioni riflettono i grandissimi processi di coesione del partito operaio, perché niente al mondo obbligherà gli operai a fare una scelta tra due hurrà (gli hurrà dei veri membri del partito e gli hurrà dei liquidatori), se non c’è la simpatia cosciente e l’ esame delle tendenze. E’ fare prova di una cecità fenomenale non vedere dietro alla forma qualche volta grossolana della “”bagarre”” proletaria l’ immenso valore ideologico e organizzativo della lotta della classe operaia sulla questione delle due correnti””. (pag 370, lettera di Lenin a V.S. Voitinski, 20.XII.1913)”,”LEND-265″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 44. Octobre 1917 – novembre 1920. Lettres.”,”””E’ indispensabile progredire in una parte della Galizia e della Bukovina per stabilire il contatto con l’ Ungheria sovietica. Questa missione deve essere svolta in modo rapido e sicuro, ma al di là di ciò, non abbiamo alcuno bisogno di occupare la Galizia e la Bukovina, perché l’ armata ucraina non deve assolutamente e in nessun caso sviare dal suoi compiti principali, ovvero, in primo luogo, il più importante e il più urgente, è l’ aiuto da apportare al Donbass. Occorre che questo aiuto sia fornito rapidamente e molto ampiamente. Il secondo compito, è quello di stabilire un collegamento ferroviario solido con l’ Ungheria sovietica. Fate conoscere le istruzioni che vi diamo ad Antonov e le misure prese per controllare l’ esecuzione. (pag 205, Telegramma di Lenin, presidente del Consiglio della Difesa, a Vatsétis, comandante in capo, e Aralov, membro del Consiglio militare rivoluzionario della Repubblica Serpukhov, 22 aprile 1919)”,”LEND-266″ “LENIN V.I.”,”Lenine. Oeuvres. Tome 45. Novembre 1920 – mars 1923. Lettres.”,”””Lenin era molto preoccupato per la “”questione giorgiana””; il 12 dicembre, F. Dzerjinski gli rese conto dei risultati del suo viaggio. Lenin era scontento del lavoro della commissione, giudicando che essa aveva affrontato in modo unilaterale e parziale l’ esame del conflitto in Georgia e non aveva rilevato i seri errori commessi da G. Ordjonikidze. Lenin collegava la “”questione georgiana”” al problema generale della formazione dell’ URSS; esprimeva la sua inquietudine riguardo allo spirito con le quali in seguito verranno applicati, in occasione dell’ unificazione delle repubbliche, i principi dell’ internazionalismo proletario. Nella sua lettera “”La questione delle nazionalità o dell’ “”autonomia””, Lenin condanna gli intrighi di Ordjonikidze e la compiacenza di cui aveva beneficiato da parte della commissione Dzerjinski, e anche da Stalin. Per Lenin la responsabilità politica di tutto questo affare incombeva in primo luogo su Stalin che, nella sua qualità di segretario generale del Comitato centrale, aveva commesso errori seri al momento dell’ unificazione delle repubbliche (…). Lenin (…) riscontrando il pericolo principale del momento nello sciovinismo da grande potenza e considerando che il compito di combatterlo spettava principalmente ai comunisti della nazione una volta dominante, (…) concentrava la sua attenzione sugli errori di Stalin, di Dzerjinski e di Ordjonikidze a proposito della “”questione georgiana””. Sosteneva la necessità in questa questione, soprattutto in quel momento, a causa dell’ unificazione delle repubbliche, di “”raddoppiare la prudenza, l’ attenzione e il compromesso””, e che “”nel caso considerato, è meglio forzare la lettera nel senso dello spirito di compromesso e della gentilezza riguardo alle minoranze nazionali che fare l’ inverso””. (pag 797, nota)”,”LEND-267″ “LENIN V.I.”,”La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky.”,”””Sottolineando il fatto che anche i menscevichi furono a Zimmerwald (1) (è un diploma certamente, sebbene…già andato a male), Kautsky così descrive le idee dei menscevichi, che egli condivide: …””I menscevichi volevano la pace generale, volevano che tutti i belligeranti accettassero la parola d’ ordine: senza annessioni, né riparazioni. Finché questo scopo non fosse stato raggiunto, l’ esercito russo doveva rimanere con le armi al piede, pronto a combattere. I bolscevichi invece esigevano la pace immediata ad ogni costo, erano pronti, in caso di necessità, a concludere una pace separata, e cercavano di imporla con la forza, ammettendo la disorganizzazione nell’ esercito, già molto grande senza di questo””. I bolscevichi, secondo Kautsky, non avrebbero dovuto prendere il potere, ma accontentarsi dell’ Assemblea costituente.”” (pag 79-80) Servilismo verso la borghesia sotto l’ aspetto della “”analisi economica”” (pag 97) “”Il menscevico P. Maslov (2), così infelicemente scelto da Kautsky come suo consigliere, negava che i contadini russi potessero acconsentire alla nazionalizzazione di tutta la terra (compresa la terra appartenente ai contadini). Quest’ opinione di Maslov potrebbe sino a un certo punto, connettersi alla sua “”originale”” teoria (che ripete la critica borghese di Marx), cioè alla sua negazione della rendita assoluta e al riconoscimento della “”legge”” (o “”fatto””, secondo la parola di Maslov) della “”produttività decrescente del terreno””. (pag 122)”,”LEND-269″ “LENIN V.I., a cura di Wolf GIUSTI”,”Il pensiero di Lenin.”,”Internazionalismo e Stati Uniti del Mondo. “”Gli Stati Uniti del mondo (e non dell’ Europa) appaiono come quella forma statale di unione e di libertà delle nazioni, che noi congiungiamo con il concetto di socialismo, – fino a quando la piena vittoria del comunismo non avrà condotto alla scomparsa di ogni stato, anche di quello democratico. Come parola d’ ordine indipendente, la formula degli Stati Uniti del mondo sarebbe tuttavia ben difficilmente una formula giusta, in primo luogo perché essa si viene a fondere con il concetto di socialismo; in secondo luogo perché essa potrebbe generare un’ inesatta interpretazione sull’ impossibilità della vittoria del socialismo in un paese e sui rapporti di tale paese verso gli altri…””. (pag 46) Ai giovani. “”Non voglio con la mia critica predicare l’ ascetismo. Non ne ho la minima intenzione. Il comunismo non predica l’ ascetismo, ma la gioia del vivere, la forza ed anche il soddisfacimento della vita amorosa. Ora, per quanto io sappia, l’ ipertrofia di sessualità che oggi si constata, non porta affatto ad un aumento della gioia di vivere e della forza, anzi le distrugge. Nell’ epoca della rivoluzione tutto ciò è grave, molto grave, giacché alla gioventù la gioia e la forza sono indispensabili. Mens sana in corpore sano: né monaco, né Don Giovanni, ma neppure, come termine intermedio, il filisteo tedesco. La rivoluzione esige concentrazione, aumento delle forze. Dalla massa e dall’ individuo. Non tollera gli stati continui di orgia, cari agli eroi ed alle eroine del decadentismo dannunziano. La sfrenatezza della vita sessuale è una caratteristica borghese, un sintomo di decadenza. Il proletariato è una classe che deve progredire. Non gli è necessaria l’ ebbrezza né come stordimento né per stimolo. Dominio di sé, autodisciplina non è schiavitù, nemmeno in amore!”” (pag 85-86, da una lettera a Clara Zetkin, 1920)”,”LEND-270″ “LENIN Nicola, edizione italiana a cura di Enrico DAMIANI”,”La rivoluzione e la guerra. L’ ipocrisia “”centrista””. Il commiato dai lavoratori svizzeri. Il pacifismo imbelle. Il manifesto dei socialisti russi del 1914. Le tesi di Berna del 1915.”,”Sul pacifismo: “”Noi non siamo pacifisti! Noi siamo nemici delle guerre imperialistiche, che vengono compiute dai capitalisti per la ripartizione del bottino imperialistico, ma abbiamo sempre dichiarato follia intimorire il proletariato rivoluzionario, perché rifugga da guerre rivoluzionarie, che possano apparirgli necessarie nell’ interesse del socialismo””. (pag 31) “”Ora, dopo il marzo 1917, soltanto un cieco non potrebbe vedere quanto fosse logica questa soluzione. La trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile comincia a diventare realtà. Viva l’ incipiente rivoluzione proletaria in Europa!”” (pag 35)”,”LEND-271″ “LENIN W.I., a cura di B.P. BIERMANN”,”Über den Kampf gegen die Kriegsgefahr. Am Beispiel der Schweizerischen Arbeiterbewegung (1916-1917).”,”””Se si proclama semplicemente il rifiuto della difesa nazionale, così senza cambiare qualcosa, ovvero senza porsi la questione della coscienza, senza darsi una spiegazione, senza l’ esauriente propaganda, agitazione, organizzazione, brevemente: senza cambiare l’ attività complessiva di base del partito, per “”rigenerarsi”” (per usare un ‘espressione di Karl Liebknecht), adeguarsi ai più elevati compiti rivoluzionari, allora si trasforma precisamente questa proclamazione in una semplice frase””. (pag 18-19)”,”LEND-272″ “LENIN N. TROTSKI L. ZINOVIEV H. RADEK Karl LIEBKNECHT Karl KOLLONTAJ (KOLLONTAI) A. RAPPOPORT C. HÖGLUND J. OLAUSSEN E. MÜNZENBERG W e altri contributi”,”Jugend-Internationale. Die elf historischen Nummern der Kriegsausgabe 1915-1918.”,”‘Jugend-Internationale (Deutsche Ausgabe) Kampf-und Propaandaorgan der internationalen Verbindung sozialistischer Jugendorganisationen’. (Gli undici numeri storici del giornale editi durante la guerra)”,”INTx-031″ “LENIN V.I. STALIN J. TROTSKY L. FALCON I. KOLTSOV M.”,”Trotsky et le trotskisme. Textes et documents.”,”Maturità politica del proletariato. “”Per Martov, “”l’ esperienza russa”” si avvicina alla “”vittoria della grossolanità blanquista e anarchista sulla cultura marxista”” (ovvero dei bolscevichi sui menscevichi). “”La socialdemocrazia russa ha troppo voluto parlare alla russa”” e non si è ispirata abbastanza alla tattica “”europea””. In Trotsky, ritroviamo una “”filosofia della storia”” analoga. Per lui, il motivo della lotta è “”l’ adattamento degli intellettuali marxisti al movimento di classe del proletariato””. In primo piano, Trotsky colloca “”lo spirito settario, l’ individualismo degli intellettuali, il feticismo ideologico””. “”La lotta per l’ influenza su un proletariato non ancora maturo politicamente””, questo è, a suo parere, l’ essenza del problema. La teoria che vede nella lotta del bolscevismo contro il menscevismo una lotta per l’ influenza su un proletariato non ancora maturo politicamente non è originale. La si ritrova, dal 1905 (sicuramente dal 1903), in una moltitudine di libri, di opuscoli, di articoli della stampa liberale. E’ vero che il proletariato russo è inferiore al proletariato occidentale in rapporto alla maturità politica. Ma di tutte le classi della società russa, è proprio il proletariato che ha dato prova della più grande maturità politica. La borghesia liberale, che si è mossa da noi più meschinamente, più pigramente, più stupidamente e anche più slealmente della borghesia tedesca del 1848, odia proprio il proletariato russo, perché quest’ ultimo si è mostrato, nel 1905, tanto maturo dal punto di vista politico da prendere la direzione del movimento e smascherare senza pietà la doppiezza dei liberali””. (pag 32, Lenin, 1911, “”Il significato storico della lotta interna del Partito in Russia””, OC vol. XV)”,”TROS-146″ “LENIN V.I.”,”Caratteristiche del romanticismo economico. Sismondi e i nostri sismondisti russi.”,”Questione della necessità degli sbocchi. “”Un altro errore di Sismondi, derivante dall’ errata teoria del reddito e del prodotto sociale della società capitalistica, è la dottrina dell’ impossibilità di realizzare il prodotto in generale e il plusvalore in particolare e, come conseguenza di tale impossibilità, la necessità di un mercato estero.”” (pag 55) Movimento nella forma e dimensione. La legge dell’ espansione illimitata. “”Siamo così giunti al problema del perché sia necessario il mercato estero a un paese capitalistico. Non perché il prodotto in generale non possa essere realizzato in regime capitalistico. Questo è un’ assurdità. Il mercato estero è indipensabile perché è propria della produzione capitalistica la tendenza a espandersi illimitatamente, a differenza di tutti gli antichi metodi di produzione, circoscritti entro i confini dell’ obscina, della votcina, della tribù, di un dato territorio o dello Stato. Mentre in tutti i regimi primitivi la produzione si rinnovava nella stessa forma e con le stesse dimensioni di prima, nel regime capitalistico, ciò diventa impossibile: legge della produzione capitalistica è l’ illimitata espansione, l’ eterno movimento in avanti””. (pag 58-59) Teoria delle crisi e classi sociali. “”La terza conclusione errata che Sismondi tra dall’ errata teoria di A. Smith, da lui accettata, è la sua teoria delle crisi. Dalla concezione di Sismondi che l’ accumulazione (l’ aumento della produzione in generale) è determinata dal consumo, e dall’ errata spiegazione della realizzazione del prodotto sociale complessivo (ridotto alle quote del reddito spettanti rispettivamente agli operai e ai capitalisti) è scaturita in modo naturale e inevitabile la tesi che le crisi si spiegano con uno squilibrio tra la produzione e il consumo””. (pag 61) Note di Lenin. Le teorie economiche del romanticismo. La critica del capitalismo nei romantici. L’opera è compilata da LENIN nella primavera del 1897 durante la sua deportazione in Siberia. Nel preparare le edizioni legali del 1897 e del 1898 Lenin fu costretto, per ragioni di censura, a scrivere “”teoria moderna”” invece di “”teoria di Marx”” o “”teoria del marxismo””; “”il nostro economista tedesco”” invece “”Karl Marx””; realista invece di marxista; “”il trattato”” invece di “”Il capitale”” e così via. Nella terza edizione Lenin corresse la maggior parte di tali espressioni oppure le chiarì in nota. La presente traduzione italiana (Editori Riuniti, 1955) riporta le rettifiche di Lenin. Le note a piè pagina sono di Lenin e quelle aggiunte nell’ edizione del 1908 recano la data tra parentesi.”,”ECOT-086″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Un passo avanti e due indietro. La crisi del nostro partito.”,”Centenario dell’ opera di Lenin (1904). Proseguimento e complemento del ‘Che fare?’ con questo scritto LENIN entra nel vivo dei problemi connessi alla nascita del partito rivoluzionario (centralismo, disciplina) e si scaglia contro l’impostazione data dalla corrente opportunista del partito. “”Sin dalle primissime pagine del suo scritto Lenin tiene a precisare che “”le divergenze che dividono attualmente le due ali non vertono sulle questioni programmatiche e tattiche, ma soltanto sulle questioni organizzative”” e ad insistere che l’ accusa di “”opportunismo”” che egli rivolge ai menscevichi concerne “”l’ opportunismo nelle questioni organizzative””. (pag VIII) Lenin costruttore dell’ Unione di Lotta di Pietroburgo. “”Il Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR) era stato costituito formalmente a Kiev nel marzo 1898, in una riunione clandestina di nove delegati di alcune “”Unioni di lotta per l’ emancipazione della classe operaia”” e del Bund (lega), organismo unitario dei socialdemocratici ebrei di Russia. Le “”Unioni di lotta”” erano organizzazioni di studio, di propaganda del marxismo e di agitazione politica che erano andate sorgendo, illegalmente, negli ultimi anni del secolo scorso in alcune delle maggiori città. Lenin, che era stato il costruttore di quella di Pietroburgo, (autunno 1895), aveva pagato con il carcere e la deportazione in Siberia Orientale la sua attività; al momento della riunione di Kiev si trovava, appunto, in domicilio coatto, e non aveva perciò potuto prendervi parte, sebbene già in prigione, all’ inizio del 1896, avesse elaborato un primo progetto di programma del partito.”” (pag IX) Contro la disorganizzazione. “”Il concetto di “”disciplina”” ispira al compagno W. Heine una non meno nobile indignazione che al compagno Axelrod. “”…Si rimprovera ai revisionisti – egli scrive – la mancanza di disciplina, perché hanno collaborato ai Quaderni mensili socialisti, ai quali, poiché non sono sotto il controllo del partito, si è voluto persino negare il carattere di rivista socialdemocratica. Già questo tentativo di restringere il concetto di “”socialdemocratico””, questo richiedere la disciplina nel campo della produzione spirituale, nel quale deve regnare un’ assoluta libertà”” (ricordate: la lotta ideale è un processo, mentre le forme dell’ organizzazione sono soltanto forme) “”attestano la tendenza al burocratismo e alla repressione dell’ individualità””. E per molto, molto tempo ancora W. Heine infuria in tutti i toni possibili contro quest’ odiosa tendenza a creare “”una grande organizzazione che tutto abbracci, il più centralizzata possibile, una tattica, una teoria””, infuria contro la richiesta della “”più incondizionata sottomissione””, della “”sottomissione cieca””, infuria contro il “”centralismo semplificato”” ecc. ecc., letteralmente: “”alla Axelrod””.”” (pag 82) (1)”,”PARx-030″ “LENIN V.I.; a cura di Franca PIZZINI Maria Grazia CALDIROLA”,”V.I. Lenin. Biografia politica.”,”Testamento di Lenin. “”Il nostro partito si fonda su due classi, e sarebbe perciò possibile la sua instabilità, inevitabile il suo crollo, se tra queste due classi non potesse sussistere un’ intesa. In questo caso sarebbe inutile prendere questi o quei provvedimenti e in generale discutere sulla stabilità del nostro CC. Non ci sono provvedimenti, in questo caso, capaci di arrestare la scissione. Ma spero che questo sia un avvenimento di un futuro troppo lontano e troppo inverosimile perché se ne debba parlare.”” (pag 401)”,”LEND-273″ “LENIN Vladimir, a cura di Georges LABICA”,”Le cahier bleu (Le marxisme quant à l’ Etat).”,”””Dal punto di vista borghese volgare, le nozioni di dittatura e di democrazia si escludono l’una con l’ altra”” (Lenin, 1920) (in apertura) Storia del quaderno blu. “”Il 7 luglio, il Governo provvisorio lancia un mandato d’ arresto contro di lui. D’accordo con il consiglio della direzione del partito che rifiuta di correre dei rischi di una sua comparizione davanti ai tribunali, (Lenin ndr) riprende il cammino, l’ 11, della clandestinità e si installa sulle rive del lago Razliv, in una capanna utilizzata da Emélianov, in compagnia di Zinoviev. Rimarrà un mese in questo ritiro forzato, in cui il pensiero di terminare il suo lavoro sullo Stato non lo lascerà mai. Nel suo romanzo, intitolato proprio Le Cahier blue, E. Kazakiévitch ha ricostruito la storia di questo soggiorno (trad. R. L’Hermite, Gallimard, NRF, Parig, 1963). (…)””. (pag 9) “”In generale: il censo. Nella Repubblica democratica “”la ricchezza esercita il suo potere in modo indiretto, ma tanto più sicuro: (1) “”corruzione diretta dei funzionari”” (America); (2) “”alleanza tra il governo e la borsa”” (Francia e America. Il suffragio universale è anche un’ arma di dominio della borghesia. Suffragio universale = “”indice di maturità della classe operaia. Nello Stato attuale, (questo diritto) non può dare e non darà più”” (suffragio universale = solo un indice di maturità) (pag 64)”,”LEND-274″ “LENIN V.I.”,”Les previsions de Lenine sur les tempetes revolutionnaires en Orient.”,”La rivoluzione del 1905 fattore del risveglio asiatico. “”Il capitalismo mondiale e il movimento russo del 1905 hanno definitivamente risvegliato l’ Asia””. (pag 11, Lenin, 1913) “”Le masse lavoratrici dei paesi coloniali e semicoloniali, che formano l’ immensa maggioranza della popolazione del globo, sono state svegliate alla vita politica dall’ inizio del XX secolo, principalmente dalle rivoluzioni di Russia, di Turchia, di Persia e della Cina. La guerra imperialista del 1914-1918 e il potere sovietico in Russia fanno definitivamente di queste masse un fattore attivo della politica mondiale e della distruzione rivoluzionaria dell’ imperialismo, benché la piccola borghesia istruita d’ Europa e d’ America, compreso i capi della 2° Internazionale e dell’ Internazionale 2 1/2, si ostinino a non rilevarlo””. (pag 18, Lenin, 3° Congresso dell’ IC, 1921)”,”LEND-275″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Chto dielat? Nabolievshie voprosy nashego dvizheniia.”,”Timbro di appartenenza Bund Archives of the Jewish Labor Movement, New York”,”LEND-277″ “LENIN V.I.”,”Oeuvres choisies. Volume 1.”,”Contiene, tra gli altri, gli articoli e le opere di LENIN: – L’ utopista Marx e la pratica R. Luxemburg (pag 736) – A proposito della parola d’ ordine degli stati uniti d’ Europa (pag 772) – Il programma militare della rivoluzione proletaria (pag 903) – L’ imperialismo, stadio supremo del capitalismo (pag 783) – La guerra e la socialdemocrazia russa (pag 759) – Le due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica (pag 535) – Un passo avanti e due indietro (pag 315) – Che fare? (pag 132) – Karl Marx (pag 26) – Friedrich Engels (pag 59) – Le tre fonti e le tre parti integranti del marxismo (pag 68)”,”LEND-278″ “LENIN V.I., scelta dei testi a cura di S. MANBEKOVA e A. KHOMENKO”,”Sulla guerra imperialista.”,”””Il considerare che una guerra è una guerra di liberazione nazionale porta con sé una tattica; il considerare che essa è imperialista ne implica un’ altra. Il manifesto indica chiaramente quest’ altra tattica. La guerra “”porterà a una crisi economica e politica””, che si dovrà “”utilizzare”” non per attenuare la crisi, non per difendere la patria, ma, al contrario, per “”scuotere”” le masse, per “”affrettare la caduta del dominio capitalistico””. Non si può affrettare ciò per cui le condizioni storiche nono sono ancora mature. Il manifesto ha riconosciuto che la rivoluzione sociale è possibile, che le sue premesse sono mature, che essa verrà precisamente con la guerra: “”le classi dirigenti”” temono “”la rivoluzione proletaria”” dichiara il manifesto portando l’ esempio della Comune di Parigi e della rivoluzione del 1905 in Russia, gli esempi, cioè, di scioperi di massa e di guerra civile.”” (pag 183)”,”LEND-279″ “LENIN V.I.”,”Sur Marx et Engels.”,”””La teoria del plusvalore costituisce la pietra angolare della teoria economica di Marx””. (pag 63) Bernstein e Bebel curano l’ edizione della Corrispondenza. “”La corrispondenza tra Marx ed Engels, pubblicata da qualche settimana a Stuttgart da Dietz, comprende quattro grossi volumi. Essi contengono in tutto 1386 lettere scambiate da Marx ed Engels durante l’ immenso periodo che si estende tra il 1844 e il 1883. Il lavoro di redazione, ovvero la scrittura di prefazioni per i diversi periodi, è opera di Ed. Bernstein. Come bisognava attendersi, questo lavoro è insufficiente tanto sotto l’ aspetto tecnico che sotto l’ aspetto ideologico. Un uomo come Bernstein non poteva – dopo la sua “”evoluzione”” tristemente celebre verso punti di vista dell’ estremo opportunismo – farsi carico della pubblicazione di lettere, penetrate dall’ inizio alla fine di uno spirito rivoluzionario. Le prefazioni di Bernstein sono in parte vuote di contenuto, in parte assolutamente false; così, per esempio, invece dell’ identificazione precisa, chiara, diretta degli errori opportunistici di Lassalle e di Schweizer svelati da Marx ed Engels, si leggono delle frasi eclettiche e degli attacchi del genere: “”Marx ed Engels non avevano sempre ragione contro Lassalle”” (tomo III, p. XVIII) oppure: essi “”erano più vicini”” nella tattica a Schweizer che a Liebknecht (tomo IV, p. X). Questi attacchi non hanno alcun contenuto se non il desiderio di nascondere e di cammuffare l’ opportunismo. (…)””. (pag 67-68) “”Per ciò che concerne la teoria del valore, è sufficiente dire che, eccetto i sospiri e le allusioni molto nebulose alla Böhm-Bawerk, i revisionisti non hanno dato assolutamente niente e, di conseguenza, non hanno lasciato nessuna traccia nello sviluppo del pensiero scientifico””. (pag 89-90)”,”LEND-280″ “LENIN V.I., a cura di Jean-Michel PALMIER”,”Sur l’ art et la littérature. 1.”,”””Questa dottrina, comune a tutti i populisti, relativa ai destini particolari della Russia non ha, ancora una volta, nulla in comune con l’ “”eredità””; essa la contraddice anche espressamente. I pensatori degli anni 60 volevano al contrario europeizzare la Russia; erano convinti che essa si sarebbe iniziata alla civiltà europea; si preoccupavano di trapiantare le istituzioni di questa civiltà sul nostro suolo che non offre alcun carattere originale. Ogni dottrina secondo la quale i destini particolari attendono la Russia è in disaccordo completo con lo spirito e la tradizione degli anni 60. Il disaccordo è ancora più grande tra questa tradizione e l’ idealizzazione populista della campagna. Questa idealizzazione menzognera, che vuole vedere ad ogni costo nella campagna russa qualcosa di particolare, completamente diversa dal regime esistente nella campagna in tutti gli altri paesi durante il periodo precapitalistico, è in contraddizione flagrante con le tradizioni di una eredità lucida e realista. Più il capitalismo si sviluppa in estensione e in profondità, più vivamente si manifestano nelle campagne le contraddizioni inerenti a tutta la società mercantile capitalistica, (…)””. (pag 209-210)”,”LEND-281″ “LENIN V.I., a cura di Jean-Michel PALMIER”,”Sur l’ art et la littérature. 2.”,”””””Dio è l’ insieme delle idee elaborate dalla tribù, la nazione, l’ umanità, idee che risvegliano e organizzano i sentimenti sociali, mirando a legare l’ individuo alla società, a domare l’ individualismo zoologico.”” Questa teoria si collega manifestamente alle teorie di Bogdanov e Lunacharski. Ed essa è manifestamente errata e manifestamente reazionaria. Come i socialisti cristiani (la peggior specie di “”socialismo”” e la sua peggior deformazione) impiegate il procedimento che (malgrado le vostre migliori intenzioni) riproduce l’ arte del prestigiatore del clericalismo: dall’ idea di dio si toglie ciò che essa comporta di storico e di quotidiano (gli elementi demoniaci, i pregiudizi, la consacrazione dell’ ignoranza e dell’ instupidimento da un lato, della servitù e della monarchia, dall’ altro), e allo stesso tempo, al posto della realtà storica e quotidiana si introduce nell’ idea di dio la buona piccola frase piccolo-borghese (dio = “”delle idee che svegliano e organizzano i sentimenti sociali””””. (pag 212-213, Lenin, lettera a Gorki, dicembre 1913)”,”LEND-282″ “LENIN V.I. TROTSKY L.”,”III Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del I congresso dell’ Internazionale comunista.”,”””Già nel 1907, al congresso internazionale socialista di Stoccarda, quando la Seconda Internazionale affrontò la questione della politica coloniale e delle guerre imperialistiche, si verificò che più della metà della Seconda Internazionale e la maggioranza dei suoi dirigenti erano su tali questioni molto più vicine al punto di vista della borghesia che non al punto di vista comunista di Marx e di Engels. Ciò nonostante il congresso di Stoccarda adottò un emendamento proposto dai rappresentanti dell’ ala rivoluzionaria, N. Lenin e Rosa Luxemburg, che era concepito in questi termini: “”Se tuttavia una guerra scoppia, i socialisti hanno il dovere di adoperarsi per una sua rapida fine e di utilizzare con tutti i mezzi la crisi economica e politica causata dalla guerra per risvegliare il popolo e affrettare così il crollo del dominio del capitalismo””. (pag 59) “”Ai primi colpi di cannone caduti sui campi del macello imperialistico, i principali partiti della Seconda Internazionale tradirono la classe operaia e, sotto il manto della “”difesa nazionale””, passarono ciascuno dalla parte della propria borghesia. Scheidemann ed Ebert in Germania, Thomas e Renaudel in Francia, Henderson e Hyndman in Inghilterra, Vandervelde e De Brouckère in Belgio, Renner e Pernerstorfer in Austria, Plechanov e Rubanovitch in Russia, Branting e il suo partito in Svezia, Gompers e i suoi compagni di idee in America, Mussolini e c. in Italia esortarono il proletariato a una tregua con la borghesia del “”loro”” paese, a rinunciare alla guerra contro la guerra e, nella realtà dei fatti, a diventare carne da cannone per gli imperialisti. Fu questo il momento in cui la Seconda Internazionale fece definitivamente fallimento e morì.”” (pag 60)”,”INTT-200″ “LENIN V.I.”,”A propos du mot d’ ordre des Etats-Unis d’ Europe. Le programme militaire de la révolution prolétarienne.”,”””La questione che ci interessa per ora è di sapere se la rivendicazione del disarmo risponde alla tendenza rivoluzionaria che esiste tra i socialdemocratici svizzeri. Evidentemente no. Oggettivamente, il “”disarmo”” è un programma tipicamente, specificatamente nazionale di piccoli Stati; questo non è assolutamente il programma internazionale della socialdemocrazia rivoluzionaria internazionale””. (pag 26, Lenin, 1916)”,”LEND-283″ “LENIN V.I.”,”Socialisme petit-bourgeois et socialisme prolétarien.”,”””Il proletariato si batte contro la borghesia ovunque esistano dei rapporti di produzione capitalistici (e essi esistono pure – avverto i nostri socialisti-rivoluzionari – in seno alla comunità contadina (…)””. (pag 11)”,”LEND-284″ “LENIN V.I.”,”La maladie infantile du communisme (le “”gauchisme””).”,”””Sarò più preciso. I comunisti inglesi dovono, a mio avviso, riunire i loro quattro partiti e gruppi (tutti molto deboli, alcuni assolutamente deboli) in un solo partito comunista sulla base dei principi della 3° Internazionale e della partecipazione obbligatoria al parlamento. Il Partito comunista propose agli Henderson e agli Snowden un “”compromesso””, un accordo elettorale: noi marciamo insieme contro la coalizione di Lloyd George e dei conservatori; noi dividiamo i seggi parlamentari proporzionalmente al numero di voti dati dagli operai sia al Labour Party, sia ai comunisti (non alle elezioni, ma in un voto speciale); noi manteniamo, da parte nostra, la totale libertà di propaganda, di agitazione, di azione politica. Senza quest’ ultima condizione, impossibile fare blocco, evidentemente, perché sarebbe un tradimento: i comunisti inglesi devono esigere e assicurarsi assolutamente la più completa libertà di denunciare gli Henderson e gli Snowden come hanno fatto (durante quindici anni, dal 1903 al 1917) i bolscevichi russi, nei confronti degli Henderson e degli Snowden russi, ovvero i menscevichi.”” (pag 88-89)”,”LEND-285″ “LENIN V.I.”,”Rapport présenté au IIe Congrès de Russie des organisations des peuples d’ Orient, le 22 novembre 1919.”,”””Si tratta di risvegliare l’ attività rivoluzionaria delle masse lavoratrici, quale che sia il loro livello, per portarle a far prova d’ iniziativa e ad organizzarsi; di tradurre nella lingua di ciascun popolo la vera dottrina comunista, destinata ai comunisti dei paesi più avanzati; di realizzare i compiti pratici che devono essere assolti senza ritardo e allearsi, nella lotta comune, ai proletari degli altri paesi. Tali sono i problemi che non troverete la soluzione in alcun libro comunista, ma solamente nella lotta comune che la Russia ha cominciato””. (pag 19)”,”LEND-286″ “LENIN V.I.”,”L’ opportunisme et la faillite de la IIe Internationale.”,”””Oggi la situazione è assolutamente analoga in Europa: sarà insensato appellarsi a un assalto “”immediato””. Ma sarebbe disonorevole dirsi socialdemocrazia e non consigliare agli operai di rompere con gli opportunisti e di consolidare, di approfondire, di allargare e di intensificare con tutte le loro forze il movimento e le manifestazioni rivoluzionarie che cominciano a prodursi. La rivoluzione non cade mai di colpo dal cielo e, all’ inizio dell’ effervescenza rivoluzionaria, non si sa mai se e quando essa porterà a una “”vera””, “”autentica”” rivoluzione. Kautsky e Axelrod danno agli operai dei consigli superati, deformati, controrivoluzionari.”” (pag 18)”,”LEND-287″ “LENIN V.I.”,”La grande initiative (L’ héroisme des ouvriers de l’ arrière. A propos des “”samedis communistes). Comment organiser l’ émulation?”,”””Karl Marx, nel Capitale, deride l’ enfasi e la magniloquenza della grande carta democratica borghese delle libertà e diritti dell’ uomo, tutta questa fraseologia sulla libertà, l’ eguaglianza, la fraternità in generale, che acceca i piccoli borghesi e i filistei di tutti i paesi, fino ai vili eroi attuali della vile Internazionale di Berna. A queste dichiarazioni pompose, Marx oppone in modo semplice, modesto, pratico e quotidiano, ciò di cui il proletariato pone la questione: riduzione da parte dello Stato della giornata di lavoro (…).”” (pag 27)”,”LEND-288″ “LENIN V.I.”,”On Religion.”,”””Rifiutiamo ogni morale basata su concetti extra-umani ed extra-classe. Diciamo che questo è un inganno, un imbroglio, presa in giro dei lavoratori e dei contadini nell’ interesse di proprietari terrieri e capitalisti. Diciamo che la nostra morale è interamente subordinata agli interessi della lotta di classe del proletariato. La nostra moralità deriva dagli interessi della lotta di classe del proletariato.”” (pag 58)”,”LEND-289″ “LENIN V.I.”,”Le pouvoir des soviets et la condition de la femme. La journée internationale des travailleuses.”,”””In due anni, in uno dei paesi più arretrati d’ Europa, il potere dei Soviet ha fatto per l’ emancipazione delle donne, per la loro eguaglianza con il sesso “”forte””, molto di più di ciò che hanno potuto fare in 130 anni le repubbliche “”democratiche”” evolute e illuminate del mondo””. (pag 5)”,”LEND-290″ “LENIN V.I.”,”Marxisme et révisionisme.”,”””Intorno al 1890, questa vittoria, nelle sue linee generali, era un fatto compiuto. Anche nei paesi latini, ove le tradizioni proudhoniane si erano mantenute più a lungo, i partiti operai edificavano in effetti il loro programma e la loro tattica sulla base marxista. L’ organizzazione internazionale del movimento operaio, rescuscitata sotto forma di congressi internazionali periodici si collocava subito e pressoché senza lotta, in tutte le questioni essenziali, sul terreno del marxismo. Ma allorché il marxismo aveva soppiantato le teorie avverse così poco coerenti, le tendenze che queste teorie traducevano ricercarono vie nuove. Le forme e i motivi della lotta erano cambiati, ma la lotta continuava. E il secondo mezzo secolo di esistenza del marxismo cominciava (dopo il 1890) con la lotta della corrente antimarxista in seno al marxismo””. (pag 4-5)”,”LEND-291″ “LENIN V.I.”,”De la culture proletarienne.”,”””I membri dell’ Unione devono consacrare tutte le loro ore di tempo libero a migliorare gli orti, a organizzare in qualche officina o fabbrica l’ istruzione della gioventù ecc.. Noi vogliamo fare della Russia miserabile e povera un paese ricco. Occorre dunque che l’ Unione della gioventù comunista unisca la sua educazione, la sua istruzione, il suo apprendimento al lavoro degli operai e dei contadini, che essa non si richiuda nelle sue scuole e non si limiti alla lettura dei libri e opuscoli comunisti.”” (pag 32)”,”LEND-292″ “LENIN V.I.”,”Sur la base matérielle et technique du communisme.”,”””Tali sono le questioni intorno alle quali deve dispiegarsi l’ emulazione dei comunisti, comunità, società mutue di consumo e di produzione, di Soviets dei deputati operai, soldati e contadini. Tale è il terreno sul quale gli organizzatori di talento dovono mettersi in evidenza praticamente, al fine di accedere a delle funzioni superiori nell’ amministrazione dello Stato””. (pag 24) “”i…) il centralismo democratico non esclude per nulla l’ autonomia e la federazione non esclude per nulla ma implica, al contrario, la libertà più completa delle diverse località e anche delle diverse comunità dello Stato nell’ elaborazione delle forme diverse della vita politica, sociale ed economica””. (pag 26)”,”LEND-294″ “LENIN V.I. ZINOVIEV G.”,”Lottiamo per trasformare la guerra imperialistica nella guerra civile.”,”””3. Comunisti. Questa tendenza, che difendeva i punti di vista comunisti-marxisti sulla guerra e sui compiti del proletariato (Stoccarda, 1907, risoluzione Lenin-Luxemburg) restò in minoranza nella 2° Internazionale. Il gruppo “”radicale di sinistra”” (più tardi gruppo Spartacus) in Germania, il Partito bolscevico in Russia, i “”tribunisti”” in Olanda, le organizzazioni della gioventù in Svezia, l’ ala sinistra dell’ Internazionale dei giovani in un certo numero di paesi, costituivano il primo nucleo della nuova Internazionale. Fedeli agli interessi della classe operaia, questa tendenza lanciò, fin dal principio della guerra, la seguente parola d’ ordine: trasformazione della guerra imperialista in guerra civile. Questa tendenza si è ora costituita nella Terza Internazionale. La Conferenza socialista di Berna del febbraio 1919, fu un tentativo per rianimare il cadavere della Seconda Internazionale. La composizione della Conferenza di Berna mostra chiaramente che essa non ha più niente di comune col proletariato rivoluzionario del mondo intero””. (pag 26)”,”LEND-295″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 1 (1893-1894).”,”1″,”LEND-296″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 2 (1895-1897).”,”2″,”LEND-297″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 3 (1899) (Lo sviluppo del capitalismo in Russia)”,”3″,”LEND-298″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 4 (1898-1901)”,”4″,”LEND-299″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 5 (1901-1902).”,”5″,”LEND-300″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 6 (1902-1903)”,”6″,”LEND-301″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 7 (1903-1904).”,”7″,”LEND-302″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 8 (1905)”,”8″,”LEND-303″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 9 (1905)”,”9″,”LEND-304″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 10 (1905-1906).”,”10″,”LEND-305″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 11 (1906-1907)”,”11″,”LEND-306″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 12 (1907)”,”12″,”LEND-307″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 13 (1907-1908)”,”13″,”LEND-308″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 14 (1908)”,”14″,”LEND-309″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 15 (1908-1909)”,”15″,”LEND-310″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 16 (1909-1910).”,”16″,”LEND-311″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 17 (1910-1912)”,”17″,”LEND-312″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 18 (1912-1913).”,”18″,”LEND-313″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 19 (1913)”,”19″,”LEND-314″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 20 (1913-1914).”,”20″,”LEND-315″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 21 (1914-1915).”,”21″,”LEND-316″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 22 (1915-1916).”,”22″,”LEND-317″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 23 (1916-1917).”,”23″,”LEND-318″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 24 (1917).”,”24″,”LEND-319″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 25 (1917).”,”25″,”LEND-320″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 26 (1917-1918).”,”26″,”LEND-321″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 27 (1918).”,”27″,”LEND-322″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 28 (1918-1919).”,”28″,”LEND-323″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 29 (1919)”,”29″,”LEND-324″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 30 (1919-1920).”,”30″,”LEND-325″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 31 (1920).”,”31″,”LEND-326″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 32 (1921-1923).”,”32″,”LEND-327″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 33 (1921-1923).”,”33″,”LEND-328″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 34. Lettere (1895-1911).”,”34″,”LEND-329″ “LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 35. Lettere (1912-1922)”,”35″,”LEND-330″ “LENIN V.I.”,”Indice delle opere complete di Lenin. (in lingua russa)”,”36″,”LEND-331″ “LENIN V.I.”,”Les divergences dans le mouvement ouvrier européen.”,”””Il libretto, apparso l’ anno scorso, del marxista olandese Anton Pannekoek: Le divergenze tattiche nel movimento operaio (Anton Pannekoek: Die Taktischen Differenzen in der Arbeiterbewegung. Hambourg, Erdmann Dubber, 1909) è un tentativo interessante di analisi scientifica di queste cause. Nel corso di questa esposizione, faremo conoscere al lettore le deduzioni di Pannekoek, di cui non si può riconoscere l’ assoluta giustezza. Una delle cause più profonde che trascinano dei disaccordi periodici riguardo alla tattica è il fatto stesso della crescita del movimento operaio. (…) Inoltre, una fonte continua di divergenze è il carattere dialettico dell’ evoluzione sociale, che si compie nelle contraddizioni e per via di contraddizioni. Il capitalismo è progressista, perciò distrugge i vecchi modi di produzione e sviluppa le forze produttive; ma nello stesso tempo, a un certo grado di sviluppo, ostacola la crescita delle forze produttive.”” (pag 4-5)”,”LEND-332″ “LENIN V.I.”,”Les tâches des socialdémocrates russes.”,”””Le tradizioni del blanquismo, della cospirazione, sono terribilmente forti tra i partigiani della “”Nardonaïa Volia””, così forti che essi non possono rappresentarsi la lotta politica altrimenti che nella forma di un complotto politico. Ora, i socialdemocratici non pencolano verso questa ristrettezza di idee; non credono ai complotti; pensano che l’ epoca dei complotti è da lungo tempo finita, che ridurre la lotta politica a un complotto, è, da una parte sospingerla all’ estremo e, dall’altra, scegliere i metodi di lotta meno felici. Ciascuno comprende che la dichiarazione di P. Lavrov pretendente che “”l’ Occidente serve da modello indiscutibile ai socialdemocratici russi”” (…) non è che un metodo polemico; che in realtà, i socialdemocratici russi non hanno mai perso di vista le nostre condizioni politiche, né sognato riguardo alla possibilità di creare in Russia un partito operaio legale; che essi non hanno mai separato la lotta per il socialismo dalla lotta per la libertà politica. Per contro, hanno sempre pensato, e continuano a pensare, che questa lotta deve essere condotta non da dei cospiratori, ma da un partito rivoluzionario che si appoggi sul movimento operaio””. (pag 32-33)”,”LEND-333″ “LENIN V.I.”,”La catastrophe imminente et les moyens de la conjurer.”,”””Le banche moderne sono così indissolubilmente legate con il commercio (del grano come di ogni altro prodotto) e l’ industria che, senza “”mettere le mani”” sulle banche, è assolutamente impossibile fare qualcosa di serio, che sia veramente “”democratico e rivoluzionario””. (pag 13)”,”LEND-334″ “LENIN V.I.”,”Qu’est-ce que le pouvoir des soviets?”,”””L’ organizzazione sovietica ha permesso la creazione di una forza armata di operai e contadini molto più legata di prima alle masse dei lavoratori e degli sfruttati. Senza questa, sarebbe impossibile realizzare una delle condizioni fondamentali della vittoria del socialismo, ovvero l’ armamento degli operai e il disarmo della borghesia””. (pag 15)”,”LEND-335″ “LENIN V.I.”,”Escritos económicos (1893-1899). I. Contenido economico del populismo y su critica en el libro del señor Struve.”,”””Il signor Struve dice che Marx concepiva il passaggio del capitalismo a un nuovo regime sociale come una brusca caduta, come il collasso del capitalismo (crede il signor Struve che alcuni passaggi di Marx consentano di trarre questo giudizio, quando in realtà questa opinione si può cogliere in tutta la sua opera). Gli adepti di Marx lottano per riforme. Nel punto di vista che Marx sosteneva nella decade ’40 si “”introdusse un’ importante correzione””: in luogo di “”crollo”” che media tra il capitalismo e il nuovo regime, si riconosceva che doveva esserci “”tutta una serie di transizioni””. Non possiamo ammettere che questo sia accertato. Gli “”adepti di Marx”” non hanno introdotto nessuna “”correzione””, né importante né non importante, nelle concezioni del loro maestro. La lotta per riforme non è prova di “”correzioni””, non corregge la teoria del crollo e la caduta brusca, dato che questa lotta si dispiega con un fine riconosciuto aperto e chiaro: arrivare a questa “”caduta””””. (pag 174-175)”,”LEND-336″ “LENIN V.I.”,”Escritos económicos (1893-1899). III. Sobre el problema de los mercados.”,”””Può esistere un capitalismo in cui lo sviluppo del commercio e dell’ industria non sopravanzano quello dell’ agricoltura? La crescita del capitalismo è la crescita dell’ economia mercantile, ovvero, della divisione sociale del lavoro, che una dopo l’ altra strappano all’ agricoltura le diverse forme della elaborazione della materia prima, originariamente vincolata alla sua attenzione, elaborazione e consumo, all’ interno di un’ unica economia naturale. Perciò, in ogni parte e sempre il capitalismo significa uno sviluppo più rapido del commercio e dell’ industria in confronto con l’ agricoltura, uno sviluppo più rapido della popolazione commerciale e industriale, un peso e importanza maggiore del commercio e dell’ industria all’ interno del regime generale dell’ economia sociale. Non può essere altrimenti””. (pag 144)”,”LEND-337″ “LENIN V.I.”,”El marxismo y el Estado. Materiales preparatorios para el libro ‘El Estado y la revolución.”,”Opportunismo onesto. “”Questa dimenticanza delle considerazioni grandi e fondamentali sull’ altare di interessi momentanei del giorno, questo perseguimento di esiti passeggeri e il condurre la lotta per essi senza preoccuparsi delle conseguenze ulteriori, questo sacrificio dell’ avvenire del movimento sull’ altare del suo presente potrà obbedire a motivi “”onesti””, ma è continuare a fare opportunismo e l’ opportunismo “”onesto”” è il più pericoloso di tutti”” (pag 12-13)”,”LEND-338″ “LENIN V.I., a cura di Jean FREVILLE”,”Lenine.”,”Libertà e necessità. “”Engels (Antidühring, ndr) dice: ‘Hegel fu il primo ad esporre esattamente il rapporto tra libertà e necessità. Per lui, la libertà consiste nel comprendere la necessità. “”La necessità non è cieca che fintanto che non è compresa””. Non è nel sogno di un’ azione indipendente delle leggi della natura che consiste la libertà, ma nella conoscenza di queste leggi, e nella possibilità così data di farle agire sistematicamente in vista di fini determinati. Ciò è vero sia per le leggi del mondo esteriore che per quelle che regolano l’ esistenza corporale e intellettuale dell’ uomo, due ordini di leggi che possiamo separare tutt’al più nel pensiero, ma non nella realtà. La libertà della volontà non è dunque altra cosa che la capacità di decidersi in conoscenza di causa. Ne risulta che, più libero è il giudizio di un uomo concernente una questione determinata, più grande è la necessità che determina il tenore di questo giudizio… La libertà consiste dunque in questa sovranità su noi stessi e sul mondo esterno, fondata sulla conoscenza delle leggi necessarie della natura”” (pag 170-171, ediz. Costes).”” (pag 94-95)”,”LEND-339″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 3. The Development of capitalism in Russia. The process of the formation of a home market for large-scale industry.”,”Si tratta dell’ opera di Lenin ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’.”,”LEND-342″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 7. September 1903 – December 1904. Account of the Second Congress of the R.S.D.L.P. One step forward, two steps back. The Zemstvo campaign and Iskra ‘s plan.”,”Contiene l’ opera di Lenin ‘Un passo avanti, due indietro (La crisi nel nostro partito)’. (pag 203-423, scritto nel febbraio-maggio 1904 e pubblicato nel maggio 1904.”,”LEND-346″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 8. January-July 1905. Revolutionary days. Social-democracy and the provisional revolutionary government. The third congress of the RSDLP. The revolutionary army and the revolutionary government.”,”Dovremo organizzare la rivoluzione? “”(…) E Parvus propone lo slogan che proponemmo nel n° 6 di Vperiod – “”Organizza la Rivoluzione!””. Le lezioni della rivoluzione hanno convinto Parvus che “”nelle presenti condizioni politiche noi non possiamo organizzare le centinaia di migliaia”” (il riferimento è alle masse pronte per la rivoluzione). “”Ma””, dice, ripetendo con buona ragione un’ idea espressa molto tempo fa da “”Che fare?””, “”possiamo creare una organizzazione che dovrebbe servire come un fermento alla riunione, e, al momento della rivoluzione, a radunare le centinaia di migliaia dalla nostra parte. Dobbiamo organizzare i circoli operai che dovranno avere compiti ben definiti, precisamente, a preparare le masse alla rivolta, farle schierare al nostro fianco al momento dell’ insurrezione, e lanciare la rivolta quanto la parola d’ ordine è data””.”” (pag 168) Schema di una conferenza sulla Comune di Parigi. (pag 206) Una rivoluzione del tipo 1789 o del tipo 1848? (pag 257)”,”LEND-347″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 9. June-November 1905.”,”Nota sull’ articolo di Pokrovsky “”Gli intellettuali professionali e i socialidemocratici””. (pag 189) La teoria della generazione spontanea. “”L’ Iskra ha mostrato che un’ assemblea costituente può essere formata attraverso lo generazione spontanea, senza l’ aiuto di qualsivoglia governo, e conseguentemente senza l’ aiuto di un governo provvisorio. D’ora in avanti questo terribile problema può essere considerato risolto, e tutte le dispute collegate con esso devono cessare””. Così afferma una dichiarazione del Bund fatta nel N° 247 della Posledniye Izvestia, del 1 settembre (Augusto 19). (…)””. (pag 246)”,”LEND-348″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 10. November 1905 – June 1906. The Reorganisation of the Party. Party Organisation and Party Literature. The Victory of the Cadets and the Tasks of the Workers’ Party. Report on the Unity Congress of the R.S.D.L.P.”,”Il partito socialista e il rivoluzionarismo senza partito. “”Una piena aderenza alla teoria del partito è il corollario e il risultato di una lotta di classe altamente sviluppata. E, viceversa, gli interessi di un’ aperta e diffusa lotta di classe richiedono lo sviluppo di una dottrina di partito rigorosa.”” (pag 75)”,”LEND-349″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 12. January-June 1907. The Social-democratic Election Campaign in St. Petersburg. The Bolsheviks and the Petty Bourgeoisie. The Fifth Congress of the R.S.D.L.P. The Attitude Towards Bourgeois Parties.”,”Contiene tra l’ altro: ‘Franz Mehring sulla Seconda Duma. (pag 383) (contiene una completa traduzione della seconda parte dell’ articolo di Mehring apparso sul giornale Die Neue Zeit del 6 marzo 1907.”,”LEND-351″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 17. December 1910 – April 1912. Certain features of the historical development of marxism. Lev Tolstoi and his epoch. Conference of the British Social-democratic Party. Hyndman on Marx. The Sixth (Prague) All-Russia Conference of the R.S.D.L.P..”,”Contiene l’ articolo ‘Hyndman su Marx’ (i ricordi di Hyndman su Marx) (‘The Record of an Adventurous Life’ di Henry Mayers Hyndman, London, Macmillan, 1911. (pag 306) L’ anonimo scrittore su Vorwärts. Sulla ricostruzione fatta dal Vorwarts sulla Conferenza del POSDR russo. Il giornale socialdemocratico si è rifiutato di pubblicare la replica all’ infamante articolo che fa campagna in favore dei liquidatori. (pag 535)”,”LEND-356″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 18. April 1912 – March 1913. In memory of Herzen. Political parties in Russia. Democracy and Narodism in China. Debates in Britain on Liberal Labour Policy. The historical destiny of the doctrine of Karl Marx.”,”Un questionario sulle organizzazioni del grande capitale. “”Delle 22 organizzazioni in riunite in gruppo, solo 7 sono nate nel periodo 1870-1900, 2 dal 1901 al 1904, 8 nei due anni di rivoluzione – 1905-1906 – e 5 dal 1907 al 1910. Tutti questi “”riunioni di managers”” dei rappresentanti dell’ industria in generale – proprietari di miniere, industriali del petrolio, e così via – sono principalmente un prodotto del periodo della rivoluzione e della controrivoluzione””. (pag 57) Partito illegale e lavoro legale. (pag 387)”,”LEND-357″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 21. August 1914 – December 1915.”,”Lotta contro il social-sciovinismo. (pag 199) Il crollo della Seconda Internazionale. (pag 205) Il pacifismo britannico e l’ avversione britannica per la teoria. (pag 260) “”I fabiani sono più sinceri e onesti di Kautsky e compagnia, perché essi non hanno promesso di stare per la rivoluzione; politicamente, comunque, essi sono della stessa specie. La lunga storia della libertà politica della Gran Bretagna e le condizioni avanzate della sua vita politica in generale, e della sua borghesia in particolare, hanno avuto come risultato il formarsi di varie gradazioni di opinione borghese che hanno la possibilità di trovare rapidamente, libera e aperta espressione nelle nuove organizzazioni politiche del paese””. (pag 261) Socialismo e guerra. (pag 295) Sulla parola d’ ordine degli stati uniti d’ Europa. (pag 339) Imperialismo e socialismo in Italia. (pag 357) Disfattismo rivoluzionario. “”No, di fronte alla crisi rivoluzionaria in Russia, che sta accelerando per la disfatta – e questo è quello che gli eterogenei oppositori del “”disfattismo”” hanno paura ad ammettere – il dovere del proletariato sarà quello di condurre la lotta contro l’ opportunismo e lo chauvinismo (…)””. (pag 381)”,”LEND-360″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 23. August 1916 – March 1917. The Military Programme of the Proletarian Revolution. Bourgeois Pacifism and Socialist Pacifism. Lecture on the 1905 Revolution. Letters from Afar.”,”Lettera aperta a Boris Souvarine. (Questione guerra, Zimmerwald e Trotsky) (pag 195) “”Le obiettive circostanze della guerra imperialista rendono certo che la rivoluzione non sarà limitata al primo stadio della Rivoluzione russa, che la rivoluzione non sarà limitata alla Russia. Il proletariato tedesco è il più fidato, il più affidabile alleato della Russia e della rivoluzione proletaria mondiale”” (pag 373, Lenin 26 marzo 1917)”,”LEND-362″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 24. April-June 1917.”,”Il significato della fraternizzazione. “”I soldati devono ora passare a una forma di fraternizzazione in cui si discuta un chiaro programma politico. Noi non siamo anarchici. Non pensiamo che la guerra possa essere terminata con un semplice “”rifiuto””, un rifiuto di individui, gruppi o di una folla spontanea””. (pag 318) I segreti della politica estera. (pag 378) Il bolscevismo e la “”demoralizzazione”” dell’ esercito. “”Laddove il bolscevismo ha la possibilità di esprimere pubblicamente, apertamente i suoi punti di vista, non troviamo nessuna disorganizzazione. Laddove non ci sono bolscevichi o non è permesso a loro parlare, ci sono eccessi, demoralizzazione, e pseudo-bolscevichi.”” (pag 571)”,”LEND-363″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 27. February-July 1918. Extraordinary Seventh Congress of the RCP(B). The Immediate Tasks of the Soviet Government. “”Left-Wing”” Childishness and the Petty-Bourgeois Mentality.”,”””La posizione di Ghe secondo cui il proletariato europeo è impuro, che in Germania il proletariato è corrotto, è così crudelmente nazionalistica, così ottusa che non so cosa ci sarebbe ancora da dire. Il proletariato in Europa non è un briciolo più impuro che in Russia, ma far partire una rivoluzione è più difficile perché la gente al potere non è idiota come i Romanov o millantore come Kerensky ma sono seri leaders del capitalismo, cosa che non era il caso della Russia.”” (pag 307)”,”LEND-366″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 28. July 1918 – March 1919.”,”Che cos’è l’ internazionalismo? (pag 280, da La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky) (pag 280) “”Il bolscevismo ha popolarizzato in tutto il mondo l’ idea della “”dittatura del proletariato””, ha tradotto queste parole dal Latino, prima in Russia, e poi nelle lingue di tutto il mondo (…)”” (pag 293) Era solo dopo che io lessi il libro di Kautsky che ebbi l’ opportunità di conoscere il “”Socialismo contro lo Stato”” di Vandervelde (Parigi, 1918). Kautsky è il leader ideologico della Seconda Internazionale (1889-1914), mentre Vandervelde, nella sua funzione di Presidente dell’ International Socialist Bureau, è il suo rappresentante ufficiale. Entrambi rappresentano la completa bancarotta della Seconda Internazionale, ed entrambi con la destrezza di giornalisti esperti “”abilmente”” mascherano questa bancarotta e la loro propria bancarotta e diserzione verso la borghesia con slogans marxisti””. (pag 319) “”Democrazia”” e dittatura. (pag 368)”,”LEND-367″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 29. March-August 1919.”,”Aristocrazia operaia. “”La Gran Bretagna è stato il modello di paese in cui, come ha sottolineato Engels, la borghesia ha prodotto, accanto a un’ aristocrazia borghese, uno strato superiore del proletariato molto borghese. Per molti decenni questo paese capitalistico avanzato è rimasto indietro nella lotta rivoluzionaria del proletariato””. (pag 309) “”La storia mondiale sta portando fermamente verso la dittatura del proletariato, ma sta facendo questo attraverso paths che sono tutto fuorché facili, semplici e rettilinei.”” (pag 309)”,”LEND-368″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 31. April-December 1920. “”Left-wing””. Communism an infantile disorder. The Second Congress of the Communist International. Letter to the German and the French Workers. The Tasks of the Youth Leagues. The Eighth All-Russia Congress of Soviets.”,”Contiene l’ opera “”Estremismo malattia infantile del comunismo””. Coordinare le rivoluzioni in Europa. “”Mi sorprende come il compagno Serrati possa aver pubblicato sul suo giornale ‘Comunismo’ (N° 24 Settembre 15-30, 1920), senza ogni commento, un articolo superficiale di G.C. intitolato “”Saremo bloccati?””. Nonostante quel che dice l’ autore di questo articolo, io personalmente penso che nell’ eventualità di una rivoluzione del proletariato in Italia, il blocco di questo paese da parte di Gran Bretagna, Francia e America è possibile e probabile. Secondo me, il compagno Graziadei era più vicino alla verità nel suo discorso alla riunione del Comitato Centrale del partito italiano (Avanti!, 1° ottobre 1920, edizione di Milano), quando ammetteva che il problema di un possibile blocco era “”molto serio”” (“”problema gravissimo””). Egli diceva che la Russia si è tenuta aperta, in particolare per via della dispersione della sua popolazione e del suo enorme territorio, ma la rivoluzione in Italia “”non potrebbe resistere per lungo se non fosse coordinata con una rivoluzione in qualche altro paese dell’ Europa centrale””, e che “”ogni coordinamento è difficile ma non impossibile”” perchè l’ intera Europa continentale sta passando attraverso un periodo rivoluzionario””. (pag 387)”,”LEND-370″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 33. August 1921 – March 1923.”,”Epurazione nel partito. “”Epurare il partito è molto importante per prendere in considerazione le proposte dei lavoratori non appartenenti al partito””. (pag 40) Una ritirata strategica. La Nep. “”Ogni ritirata su ogni fronte, comunque, genera in alcuni del panico per un certo tempo. Ma in ogni occasione – sul fronte di Kolchak, sul fronte di Denikin, sul fronte di Yudenich, suul fronte polacco e sul fronte di Wrangel – una volta che siamo stati duramente battuti (e qualche volta più di una) abbiamo provato la verità del proverbio: “”Chi è stato sconfitto vale due volte di più di chi non lo è stato””””. (pag 63) Capitalismo di stato in uno stato proletario e i sindacati. (pag 185) I sindacati e l’ influenza della piccola borghesia sulla classe operaia. (pag 195)”,”LEND-372″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 35. February 1912 – Decembre 1922. Letters.”,”Lettera a Sverdlov e Trotsky. “”Le cose si sono così “”accelerate”” in Germania che noi non dobbiamo rimanere indietro. Ma oggi noi siamo già indietro. Dovremo fare appello domani ad una sessione unita del Comitato esecutivo centrale Soviet di Mosca Soviets di distretto Sindacati ecc. Si devono fare dei resoconti sull’ inizio della rivoluzione in Germania. (Vittoria della nostra tattica di lotta contro l’ imperialismo tedesco. E così via). Deve essere adottata una risoluzione. La rivoluzione internazionale si è così avvicinata in una settimana che si può considerare come un evento dei prossimi giorni.”” (pag 364, 1 ottobre 1918) Lettera di saluto ai membri del gruppo spartachista. (pag 369, 18 ottobre 1918)”,”LEND-374″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 41. 1896 – October 1917.”,”Piano di relazioni sul marxismo. (1908-1909) (pag 221) “”E’ precisamente questo tipo di inganno del popolo e di distrazione del proletariato dalla lotta rivoluzionaria che caratterizza il “”programma di pace”” che è ora “”unanimamente”” spinto innanzi sia dal portavoce ufficiale della Seconda Internazionale Huysmans al Congresso del Partito operaio socialdemocratico d’ Olanda ad Anrhem, e da Kautsky, il più influente teorico della Seconda Internazionale e il più influente avvocato dei social-patrioti e social-sciovinisti di tutti i paesi. Il loro programma consiste in servizi impertinenti e ipocriti ad alcune pie aspirazioni democratiche: ripudio delle annessioni e indennità, autodeterminazione delle nazioni, democratizzazione della politica estera, corti di arbitrato per risolvere i conflitti tra gli Stati, disarmo, Stati Uniti d’ Europa, ecc.””. (pag 371)”,”LEND-380″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 42. October 1917 – March 1923.”,”””Compagno Molotov per i membri del Politburo. I penso che la questione di Genova è chiara dopo i memorandum di Cicerin, Joffe, Krasin e Litvinov. I suggerisco uno schema di decisione. Piano: tutti i membri del Politburo tentano di giungere ad un accordo scritto. In mancanza di questo, riunione di tutti e seduta di un’ ora sola (e senza una segretaria). Poi 1 o 2 opre con la delegazione e finis.”” (pag 404, Lenin, promemoria a Molotov, per i membri del CC, RCP(b), 24. Feb. 1922) Altri riferimenti: Plechanov sul terrore. (pag 47, 1918) Note sulle tesi su un fronte unico. “”(…) ll paragrafo sulla storia del bolscevismo dovrebbe essere ampliato e in parte modificato. Non è corretto dire che ci fu una scissione solo nel 1910. Dovrebbe essere indicato che la separazioni formali con i Menscevichi nella primavera del 1905 e nel gennaio 1912 si alternarono con la semi-unità e l’ unità del 1906 e 1907 seguite da quella del 1910 non solo a causa delle vicissitudini della lotta ma anche sotto la pressione della base, che chiedeva di provare in base alla sua propria esperienza. (…)””. (pag 368, Lenin a Zinoviev) rank and file base (diz) Nota N° 613 pag 621: Elenco libri chiesti da Lenin. Nota n° 615 sul ‘Caso giorgiano’. Lenin chiese a Trotsky di trattare il “”caso giorgiano”” al plenum del C.C. Trotsky, invocando una malattia, disse che non poteva prendere su di sé questo impegno. (pag 621, 5 marzo, dal diario degli impegni delle segretarie (novembre 21, 1922 – marzo 6, 1923)”,”LEND-381″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 44. October 1917 – November 1920.”,”””(…) N.B. Mandami: Longuet, La politique internationale du marxisme. Karl Marx et la France. Vandervelde, L’ Etat et le socialisme e tutti i pamphlets di questo tipo in francese, tedesco, inglese e italiano, tutti, tutti, tutti! Anche: La Russia socialista (socialisti-rivoluzionari di sinistra), vedi La Feuille (Ginevra), 3.X.1918. Pierre Loti, Quelques aspects du vertige mondial, Paris (Flammarion). Leon Frapie, Les contes de la guerre (ibid.). Ho appena ricevuto da Sverdlov un gruppo di tue pubblicazioni (non sarebbe male se me le mandassi anche tu). Troppo poco! Troppo poco!! Troppo poco!!! Ingaggia un gruppo di traduttori e pubblica 10 volte di più. Peluso può (e dovrebbe) scrivere tre opuscoletti alla settimana (su tutti i soggetti, compilazioni dai nostri giornali – tu fornisci i temi e una lista degli articoli appropriati per la compilazione). Il suo articolo in Droit du Peuple (“”Contro-rivoluzionari””) è buono. Pagalo bene e pubblica dieci volte di più. (I traduttori devono essere ingaggiati, per pubblicare in quattro lingue: francese, tedesco, inglese e italiano. Non hai niente nelle ultime due. Scandaloso! Scandaloso!!). Tu sei pieno di soldi. (Mandami subito un resoconto delle somme che hai speso). Avremo sempre più disponibilità. Scrivi quanto vuoi. Bisogna pubblicare 100 volte di più, in quattro lingue, opuscoli di 4-8-16-32 pagine. Metti della gente per fare questo. (…)”” (pag 154, Lenin, Lettera a J.A. Berzin, 15, X. 1918)”,”LEND-383″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 38. Philosophical Notebooks.”,”L’ obiettività della dialettica. “”…””La dialettica è stata spesso considerata un’ arte, come se essa riposasse su un talento soggettivo e non appartenesse all’ oggettività della Nozione…”” (336-337) (Hegel, Scienza della logica). E’ un importante merito di Kant aver reintrodotto la dialettica, averla riconosciuta come “”necessaria”” (una proprietà) “”della ragione”” (337) ma il risultato (dell’ applicazione della dialettica) deve essere “”opposto”” (al kantismo). Vedere sopra.”” (pag 223)”,”LEND-377″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 19. 1916-1917. Writings and speeches of V.I. Lenin during 1916 and 1917 dealing with the national question, the labor movement, and problems arising out of the first world war.”,”A proposito dell’ articolo di P. Kievsky. “”La diffusione dell’ “”economicismo imperialistico”” nelle fila dei marxisti che hanno preso un posizione decisa contro il social-sciovinismo e a favore dell’ internazionalismo rivoluzionario nell’ attuale grande crisi del socialismo sarebbe un serio colpo al nostro corso, e al nostro partito, perché significherebbe compromettere il partito dall’ interno, all’ interno delle proprie fila, significherebbe convertirlo in una rappresentazione di una caricatura del marxismo.”” (pag 215)”,”LEND-358″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 20. The Revolution of 1917. From the March Revolution to the July Days. Book I.”,”Questione del ritorno di Lenin in Russia attraverso la Germania (Treno piombato). “”Allo scopo di mettere fine alle menzogne diffuse dalla stampa borghese è necessario che la risoluzione promossa dal compagno Zinoviev sia adottata. Essa propone che agli emigranti di tutte le posizioni politiche sia permesso di passare. Noi non abbiamo assunto alcun impegno. Abbiamo semplicemente promesso che al nostro ritorno avremmo chiamato i lavoratori a cooperare in materia di scambio. Una volta che si riconosce uno scambio come corretto, implicitamente si rifiutano tutte le bugie. Altrimenti si fornisce terreno alle insinuazioni e alle calunnie””. (pag 94, minuta, discorso che tratta la questione del viagigo attraverso la Germania, tenuto di fronte alla Sessione del Comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado, 17 aprile 1917).”,”LEND-359″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 2. 1895-1897.”,”A. Smith e Marx. “”Questa teoria, che l’ intero prodotto della società capitalistica consiste in due parti – la parte dei lavoratori (salari, o capitale variabile, per usare una terminologia moderna) e la parte dei capitalisti (plusvalore), non è peculiare a Sismondi. Non appartiene a lui. Egli l’ha presa in prestito nella sua interezza da Adam Smith, e rimane perfino un passo indietro da quest’ultimo. L’ intera politica economica successiva (Ricardo, Mill, Proudhon e Rodbertus) ripetette questo errore, che fu rivelato solo dall’ autore del Capitale, nella Parte III del Volume II. (…) Al presente osserviamo che questo errore è ripetuto dai nostri economisti Narodniki.”” (pag 145)”,”LEND-341″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 1. 1893-1894. New Economic Developments in peasant life. On the so-called market question. What the “”Friends of the People”” are and how the fight the socialdemocrats. The economic content of narodism and the criticism of it in Mr. Struve’s book.”,”Narodism si può considerare un insieme di tattiche rivoluzionarie usate dai Narodnichi russi e successivamente dal partito della volontà del popolo, che ha combattuto per la difesa dei contadini in Russia. Lenin ha individuato varie caratteristiche di questa formazione: 1. vede il capitalismo in Russia come una regressione. 2. crede nel carattere eccezionale del sistema economico russo in generale e nelle campagne (comune di villaggio ecc.) 3. non crede a un rapporto tra l’ intelligentsia e le istituzioni politiche e legali del paese con gli interessi materiali delle classi sociali. Ciò lo induce a credersi una forza capace di far seguire alla storia un’ altra linea di movimento. 4. Successivamente ha ritenuto che lo sviluppo delle forze produttive in Russia potesse far saltare direttamente il paese dal feudalesimo al socialismo senza passare per il capitalismo. 5. Questa corrente ha sviluppato la pratica del terrorismo 6. Dopo la dissoluzione della ‘Volontà del popolo’ al suo posto sono emersi altri partiti : i Socialisti-Rivoluzionari e i Trudovichi. (f. Mia)”,”LEND-340″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 5. Mai 1901 – February 1902.”,”””Per avere una chiara idea della natura di questa caccia ai mercati e ai profitti, dobbiamo ricordare quali giganti vi prendono parte. Quando parliamo di “”imprese singole”” e “”capitalisti individuali””, qualche volta dimentichiamo che, strettamente parlando, questi termini sono inesatti. In realtà, solo l’ appropriazione del profitto è rimasta individuale ma la produzione è diventata sociale. Giganteschi crolli sono resi possibili e inevitabili, solo perché le forze sociali produttive sono subordinate ad un pugno di ricchi, la cui sola preoccupazione è quella di fare profitti””. (pag 91)”,”LEND-344″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 6. January 1902 – August 1903. Material for the preparation of the programme of the R.S.D.L.P. – To the Rural Poor.”,”Avventurismo rivoluzionario (i Socialisti-Rivoluzionari) “”Nella loro difesa del terrorismo, che l’ esperienza del movimento rivoluzionario russo ha così chiaramente provato essere inefficace, i Socialisti Rivoluzionari parlano scuri in volto nell’ asserire che essi riconoscono il terrorismo solo in congiunzione con il lavoro tra le masse, e che perciò gli argomenti usati dai Socialdemocratici russi per rifiutare l’ efficacia di questo metodo di lotta (e che hanno rifiutato comunque per un lungo tempo a venire) non deve essere applicato a loro””. (pag 189)”,”LEND-345″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 4. The Iskra Period, 1900-1902. Book I.”,”””Molto si è detto recentemente sull’ impossibilità e la disperazione della lotta di strada contro gli eserciti moderni. Ciò è stato particolarmente insistito da parte dei saggi “”critici””, che hanno riproposto il vecchio ciarpame della scienza borghese al posto delle nuove, imparziali, conclusioni scientifiche, e facendo questo distorcono ciò che Engels dice, con riferimento solo alla tattica transitoria della Socialdemocrazia tedesca. E perfino allora egli dice ciò con alcunere riserve. Ma persino battaglie isolate dimostrano quanto siano assurdi questi argomenti. La lotta di strada è possibile. Non è la posizione dei combattenti, ma la posizione del governo che è disperata se si trova di fronte grandi numeri e non gli occupati di una singola fabbrica.”” (pag 121)”,”LEND-343″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 4. The Iskra Period, 1900-1902. Book II.”,”””Abbiamo forze sufficienti per essere in grado di dirigere la nostra propaganda ed agitazione tra tutte le classi della popolazione? Naturalmente l’ abbiamo. I nostri Economicisti sono spesso orientati a negarlo. Essi perdono di vista il gigantesco progresso che il nostro movimento ha fatto approssimativamente dal 1894 al 1901.”” (pag 165)”,”LEND-343-B” “LENIN Vladimir Ilich”,”El estado y la revolucion. La doctrina marxista del estado y las tareas del proletariado en la revolucion.”,”Scritto nell’ agosto-settembre 1917, il paragrafo 3 (Come Marx poneva la questione nel 1852) (pag 33) del capitolo II prima del 17 dicembre del 1918 (aggiunto alla 2° edizione). Pubblicato nel 1918 in un pamphlet per le edizioni Zhizn y Znanie di Pietrogrado. “”Nella ‘Critica del Programma di Gotha’, Marx rifiuta minuziosamente l’ idea lassalliana secondo cui, con il socialismo, l’ operaio riceverà il “”prodotto totale (o “”completo””) del lavoro””. Marx dimostra che da tutto il lavoro sociale di tutta la società occorrerà togliere un fondo di riserva, un altro fondo per ampliare la produzione, per sostituire le macchine “”vecchie””, ecc., e, oltre agli articoli di consumo, un fondo per i costi di amministrazione, scuole, ospedali, asili per anziani, ecc.”” (pag 79)”,”LEND-385″ “LENIN V.I.”,”Sobre el estado. Conferencia pronunciada en la Universidad Sverdlov del 11 de julio de 1919.”,”””Lo Stato è una macchina per mantenere il dominio di una classe sull’ altra””. (pag 11) “”Il cambiamento nella forma di sfruttamento trasformò lo Stato schiavista in Stato feudale””. (pag 14) “”Lo sviluppo del commercio, lo sviluppo dello scambio di merci, condussero alla formazione di una nuova classe, dei capitalisti.”” (pag 17) Nota 1. L’ Università Comunista I.M. Sverdlov fu fondata sulla base di un istituto di agitatori e istruttori, organizzato nel 1918, collegato al Comitato Esecutivo centrale di tutta la Russia. In seguito i corsi furono riorganizzati in Scuola di Lavoro dei Soviets. Dopo la risoluzione adottata dall’ 8° Congresso del PCRb sull’ organizzazione di una scuola superiore collegata al CC per preparare i quadri del partito, la scuola si trasformò in Scuola Centrale di Lavoro dei Soviets e del Partito; nel secondo semestre del 1919 per decisione dell’ Ufficio Organizzazione del CC del PCR(b) la Scuola ricevette il nome di Università Comunista I.M. Sverdlov. Lenin vi tenne una conferenza sullo Stato. Il testo della seconda pronunciato il 29 agosto del 1919 non è stato conservato.”,”LEND-386″ “LENIN V.I.”,”Obras completas. Tomo 3. 1896-1899. El desarrollo del capitalismo en Rusia. El proceso de formación del mercado interior para la gran industria.”,”””In secondo luogo, l’ ipotesi di una tale piena specializzazione dell’ agricoltura presuppone una organizzazione puramente capitalistica di quest’ ultima, la completa scissione dei ‘farmers’ capitalisti e degli operai salariati. Parlare in queste condizioni del “”contadino”” (…) è il massimo di mancanza di logica. L’ organizzazione puramente capitalistica dell’ agricoltura presuppone, a sua volta, una distribuzione più regolare dei lavori nel corso dell’ anno (in conseguenza della rotazione delle coltivazioni, dell’ allevamento razionale, ecc.), l’ unione con l’ agricoltura, in molti casi, dell’ elabrazione tecnica del prodotto, l’ inversione della maggior quantità di lavoro nei lavori preparatori del suolo, ecc.””. (pag 333)”,”LEND-387″ “LENIN V.I.”,”Sul diritto delle nazioni all’ autodecisione. (1914)”,”Separazione della Norvegia dalla Svezia. “”Rosa Luxemburg prende precisamente questo esempio e a questo proposito ragiona nel modo seguente: ‘L’ ultimo avvenimento nella storia dei rapporti federativi, la separazione della Norvegia dalla Svezia, – che a sua tempo fu affrettatamente esaltato dalla stampa socialpatriottica polacca (…) come una manifestazione rallegrante della forza e del carattere progressivo delle aspirazioni alla separazione politica – si trasformò immediatamente inuna prova evidente del fatto che il federalismo e la separazione politica che ne deriva, non sono per niente l’ espressione di un progresso o di democratismo. Dopo la cosiddetta “”rivoluzione”” norvegese, che consistette nel deporre e allontanare il re di Svezia dalla Norvegia, i norvegesi si elessero pacificamente un altro re, repingendo con un plebiscito il progetto di instaurare una repubblica. Ciò che gli ammiratori superficiali di ogni movimento nazionale e di ogni sembianza d’ indipendenza avevano proclamato una “”rivoluzione””, non fu che una semplice manifestazione del particolarismo contadino e piccolo borghese (…)””. E’, alla lettera, tutto ciò che dice Rosa Luxemburg su questa questione!! E bisogna riconoscere che sarebbe difficile mostrare con maggior rilievo l’ impotenza della propria posizione di quel che non abbia fatto Rosa Luxemburg con l’ esempio citato. Si trattava e si tratta di sapere se, in uno Stato a composizione nazionale eterogenea, la socialdemocrazia ha o no bisogno di un programma che riconosca il diritto all’ autodecisione o alla separazione””. (pag 39-40) “”Si dice che per i topi non c’è animale più forte del gatto.”” (Lenin, pag 40)”,”LEND-388″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. Volume 55. (in lingua russa)”,”55″,”LEND-390″ “LENIN V.I.”,”Materialismo y empiriocriticismo. Notas críticas sobre una filosofía reaccionaria.”,”Quest’ opera fu scritta nella seconda metà del 1908 e pubblicata nel 1909 dalla casa editrice Zvienó. Questa edizione è quella del 1909 confrontata con l’ edizione del 1920. (1) scritto nel maggio giugno 1908 e pubblicato per la prima volta nel 1925 nei Leninski Sbornik III. “”Engels voleva “”salvare il lettore””, ossia, evitare ai socialdemocratici il piacere di conoscere le degenerazioni ciarlatanesche con cui si qualificavano i filosofi. Ma chi sono i rappresentati di detti “”epigoni””? Apriamo il libro di Starke (C.N. Starke, Ludwig Feuerbach, Stuttgart, 1885) e leggiamo gli incessanti riferimenti ai partigiani di Hume e di Kant. Starke separa Feuerbach da queste due linee, citando A. Riehl, Windelband e A. Lange (…). Apriamo il libro di Avenarius La concezione umana del mondo, edito nel 1891, (…)””. (pag 163)”,”LEND-391″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas. Tomo II. 1905- mayo de 1909.”,”””Il marxismo non insegna al proletariato a mantenersi al margine della rivoluzione borghese, a non partecipare ad essa, a lasciare la sua direzione alla borghesia (…)””. (pag 57)”,”LEND-392″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas. Tomo III. Noviembre de 1909 – setiembre de 1916.”,”””Gli “”iskristi”” non avrebbero potuto difendere i fondamenti teorici e politici del proletariato, contro il populismo piccolo-borghese e contro il liberalismo borghese senza una ampia lotta contro l’ “”economicismo””. Egual cosa accadde con il bolscevismo, che trionfò nel movimento operaio di massa nel 1905 a causa, tra gli altri motivi, di una corretta applicazione della consegna di “”boicottaggio della Duma zarista”” quando si svilupparono le lotte più importanti della rivoluzione russa, nell’ autunno del 1905″”. (pag 496)”,”LEND-393″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas. Tomo IV. 1917 – enero de 1918.”,”””La sostituzione della classe e i partiti che occupano il potere si sarebbe potuto operare pacificamente dentro i soviets, sempre che questi disponessero di una totale e pieno potere. Il vincolo tra tutti i partiti rappresentati nei soviets e le masse si sarebbe mantenuto solido e integro. Non si deve perdere di vista nemmeno un istante che solo questo vincolo stretto, ogni volta maggiore in estensione e profondità, tra i partiti rappresentati nei soviets e le masse, avrebbe potuto contribuire ad eliminare pacificamente le illusioni nella politica piccolo-borghese dei patti con la borghesia””. (pag 216)”,”LEND-394″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas. Tomo V. Febrero de 1918 – abril de 1920.”,”””La dittatura del proletariato è una necessità indispensabile nella transizione dal capitalismo al socialismo, e nella nostra rivoluzione questa verità fu totalmente confermata nella pratica””. (pag 179)”,”LEND-395″ “LENIN N., a cura di N. TASIN”,”Ideario bolchevista.”,”Probabilmente nel 1921, nella prefazione TASIN parla di Lenin come attuale capo del governo bolscevico. TASIN afferma che all’ epoca alcune opere di Lenin non erano state ancora tradotte dal russo come ‘Le due tattiche’, ‘Un passo avanti e due indietro’, ‘Il Che fare?’, ecc.. “”D’ altra parte, una deformazione borghese del socialismo è il “”centro”” – in Germania gli “”indipendenti”” – , che si può osservare allo stesso modo in tutte le nazioni capitalistiche e che oscilla, fluttua, tra i social-sciovinisti e i comunisti, sostenendo la unità con i primi e agendo per ripetere la bancarotta della Seconda Internazionale.”” (pag 193)”,”LEND-396″ “LENIN V.I.”,”Deux tactiques de la social-democratie dans la revolution democratique.”,”Tattica eliminazione dal governo dei conservatori (pag 60) La rappresentazione borghese volgare della dittatura e la concezione di Marx. “”Mehring racconta, nelle note che aveva fatto seguire alla sua edizione degli articoli di Marx, pubblicati nel 1848 sulla Nuova Gazzetta Renana, che le pubblicazioni borghesi indirizzavano notamente a questo giornale il rimprovero seguente: la Neue Rheinische Zeitung avrebbe esigito l’ “”istituzione immediata della dittatura come solo mezzo di realizzare la democrazia”” (Marx, nachlass, t. III, p. 53). Da punto di vista borghese volgare, le nozioni di dittatura e di democrazia si escludono l’ un l’ altra. Non comprendendo la teoria delle lotte di classe, abituato a vedere sulla scena politica le meschine querelles dei diversi gruppi e fazioni della borghesia, il borghese intende per dittatura l’ abolizione di tutte le libertà e di tutte le garanzie della democrazia, l’ arbitrio generalizzato, l’ abuso generalizzato del potere nell’ interesse personale del dittatore.”” (pag 149-150)”,”LEND-397″ “LENIN V.I.”,”Opere complete III. Lo sviluppo del capitalismo in Russia. Processo di formazione del mercato interno.”,”Il volume ‘Sviluppo del capitalismo in Russia’ curato da Lenin anche nella sua veste tipografica uscì nel 1899 sotto lo pseudonimo di Vladimir ILIN con una tiratura di 2400 copie. (pag VI) “”Si capisce che, partendo da questa base economica, la rivoluzione in Russia deve inevitabilmente essere una rivoluzione borghese. Questa tesi del marxismo è assolutamente irrefutabile. Non si deve mai dimenticarla. Si deve sempre applicarla a tutte le questioni economiche e politiche della rivoluzione russa. Ma occorre saperla applicare.”” (pag 9) “”Il modo di ragionare opposto, che s’incontra sovente tra i socialdemocratici dell’ ala destra, e in prima linea in Plechanov – la tendenza, cioè, a cercare le risposte a domande concrete nel semplice sviluppo logico di una verità generale sul carattere fondamentale della nostra rivoluzione – altro non è che un avvilimento del marxismo e una derisione del materialismo dialettico””. (pag 9) “”(…) Marx direbbe probabilmente, ripetendo la frase di Heine da lui già citata una volta: “”Ho seminato draghi e ho raccolto pulci””. (pag 9) Perché una nazione capitalistica ha bisogno di un mercato estero. (pag 42) “”L’autore non si nasconde affatto la difficoltà e persino il pericolo in cui incorre assumendosi un tema così vasto, ma gli è sembrato che per chiarire il problema del mercato interno per il capitalismo russo fosse assolutamente indispensabile mostrare il nesso e l’interdipendenza tra i vari aspetti del processo che si va svolgendo in tutte le sfere dell’economia sociale. Ci limiteremo perciò ad esaminare i lineamenti fondamentali del processo, rinviando ad indagini successive il compito di studiarlo in maniera più approfondita. Il piano del nostro lavoro è il seguente. Nel primo capitolo esamineremo, il più brevemente possibile, le tesi teoriche fondamentali dell’economia politica astratta sul problema del mercato interno per il capitalismo. Ciò fungerà da introduzione a quella parte del nostro lavoro che è consacrata all’esame dei dati di fatto, esimendoci dalla necessità di dover ripetutamente richiamarci alla teoria nell’esposizione che seguirà. Nei tre capitoli successivi ci proponiamo di descrivere l’evoluzione capitalistica dell’agricoltura in Russia dopo la riforma, e precisamente: nel secondo capitolo analizzeremo i dati delle statistiche degli ‘zemstvo’ (1) sulla disgregazione della popolazione contadina, nel terzo i dati concernenti lo stato di transizione dell’azienda signorile, la sostituzione cioè del sistema della ‘barscina’ (2) col sistema capitalistico, nel quarto capitolo daremo i dati sulle forme che l’agricoltura mercantile e capitalistica assume nel corso della sua formazione. I tre capitoli successivi saranno dedicati alle forme ed alle fasi dello sviluppo del capitalismo nella nostra industria: nel quinto capitolo esamineremo le prime fasi del capitalismo nell’industria, e precisamente ‘nella piccola industria contadina (cosiddetta artigiana)’, nel sesto capitolo i dati sulla manifattura capitalistica e sul lavoro a domicilio capitalistico, e nel settimo quelli sullo sviluppo della grande industria meccanica. Nell’ultimo capitolo (l’ottavo) ci proponiamo di dimostrare il nesso esistente tra i diversi aspetti del processo sopra descritto e di tracciare un quadro generale di questo processo”” [V.I. Lenin, Prefazione alla prima edizione de ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’, Roma, 1956] [(1) forma di governatorato locale, introdotto nel 1864, ndr; (2) lavoro obbligatorio non retribuito, ndr]”,”LEND-398″ “LENIN N.”,”La Révolution Prolétarienne et le renégat Kautsky. (1918)”,”Alla fine del 1901 V.I. ULIANOV o ULYANOV assunse lo pseudonimo di N. LENIN (qualche volta interpretato come Nikolay Lenin). Quando divenne una figura pubblica venne identificato con lo pseudonimo V.I. Lenin e con V.I. Ulyanov Lenin. (fonte Enc. Britannica) “”Insomma, pretendendo di trattare della dittatura, Kautsky ha detto coscientemente molte falsità, ma non ha dato alcuna definizione. Se, invece di fidarsi delle sue facoltà intellettuali, avesse consultato la sua memoria, avrebbe potuto trarre dalla casistica tutti i casi in cui Marx parla di dittatura. Avrebbe, senza alcun dubbio, ottenuto la definizione seguente o qualche altra fondamentalmente equivalente: La dittatura è un potere che si appoggia direttamente sulla forza e che non è sottoposto ad alcuna legge. La dittatura rivoluzionaria del proletariato è un potere conquistato e mantenuto con la forza impiegata dal proletariato contro la borghesia, potere che non è sottoposto ad alcuna legge””. (pag 15-16)”,”LEND-399″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas en tres tomos. 1.”,”””La nozione di “”disciplina”” ispira al compagno W. Heine una indignazione non meno nobile di quella del compagno Axelrod. (…) Y.W. Heine segue per molto tempo fulminando in tutti i modi questa odiosa tendenza a creare “”una vasta organizzazione assoluta, la più centralizzata possibile, una tattica, una teoria””; fulmina il fatto che si esiga “”il centralismo semplificat””, ecc., ecc., letteralmente “”alla Axelrod””””. (pag 451, Un passo avanti e due indietro)”,”LEND-400″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 1. 1893-1894.”,”””E come ha risposto Plechanov? Nel solo modo nel quale poteva rispondere un marxista: Egli ha lasciato completamente da parte, come oziosa e interessante soltanto per i soggettivisti, la questione dell’ obbligatorietà, e ha parlato sempre soltanto degli effettivi rapporti economico-sociali, della loro evoluzione effettiva. Perciò non ha dato neppure una risposta diretta a un quesito formulato in modo così sbagliato, e ha risposto invece così: “”la Russia è entrata nella via capitalistica””.”” (pag 193)”,”LEND-401″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 2. 1895-1897.”,”Progettomania populista. La scuola. “”Tutte queste frasi sono pure menzogne, vote parole, che velano l’ essenza stessa della realtà attuale mediante le “”aspirazioni””, prive di ogni significato, del Kleinbürger, aspirazioni che si trasformano inavvertitamente in una caratterizzazione di quel che esiste. Se si vuole trovare un’ analogia con una simile concezione del mondo, da cui queste frasi scaturiscono, bisogna ricorrere ai rappresentanti della scuola “”etica”” dell’ Occidente, che è stata l’ espressione naturale e inevitabile della viltà teorica e dello smarrimento politico della borghesia occidentale. Dal canto nostro, ci limitiamo a contrapporre un piccolo fatto a questa sublime eloquenza e a questo ottimismo, a questa stupenda perspicacia e lungimiranza. Il sig. Iugiakov affronta il problema della scuola di casta e della scuola di classe. Riguardo alla pria si possono trovare dati statistici esatti, almeno per i ginnasi e proginnasi maschili e per gli istituti tecnici. Riferiamo i dati tratti da una pubblicazione del ministero delle finanze, Le forze produttive della Russia (Pietroburgo, 1896, Sezione XIX, Pubblica Istruzione, p.31). “”La distribuzione degli studenti per ceti (in % rispetto al loro numero complessivo) risulta dalla seguente tabella: (…). Questa tabella ci mostra chiaramente con quanta imprudenza si sia espresso il sig Iugiakov quando ha dichiarato che noi d’un sol tratto e recisamente (??) “”abbiamo ripudiato la scuola di casta””.”” (pag 461) Beltov pseudonimo di Plechanov”,”LEND-402″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 3. Lo sviluppo del capitalismo in Russia.”,”Il capitalismo agrario. La concorrenza del farmer americano. “”Poiché tutto questo processo si svolge sotto l’ imperio di esigenze capricciose del mercato che persino il produttore non sempre conosce, l’ agricoltura capitalistica diviene in ogni singolo caso (spesso in ogni singola zona e, talvolta, persono in ogni singolo paese) più unilaterale, più esclusiva rispetto a quella precedente; in compenso, però, essa diviene, nel complesso, incomparabilmente più varia e razionale dell’ agricoltura patriarcale. Il sorgere di forme particolari di agricoltura mercantile rende possibili ed inevitabili le crisi capitalistiche nell’ agricoltura ed i casi di sovrapproduzione capitalistica, ma queste crisi (come, del resto tutte le crisi capitalistiche in generale) danno un impulso ancora più forte allo sviluppo della produzione mondiale ed alla socializzazione del lavoro””. (1) (pag (1) I romantici dell’ Europa occidentale ed i populisti russi si affannano a mettere in rilievo, in questo processo, l’ unilateralità dell’ agricoltura capitalistica, l’ instabilità creata dal capitalismo e le crisi, e negano perciò il carattere progressivo del movimento capitalistico nei confronti della stagnazione precapitalistica.”,”LEND-403″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 4. Febbraio 1898 – febbraio 1901.”,”Contiene recensioni libri di BOGDANOV PARVUS GVOZDEV KAUTSKY HOBSON PROKOPOVIC. 10 punti. “”Ecco quali devono essere, dunque, a nostro avviso, le parti costitutive del programma del partito operaio socialdemocratico russo. 1. indicazione delle caratteristiche fondamentali dello sviluppo economico della Russia. 2. indicazione del risultato inevitabile del capitalismo: aumento della miseria e del fermento fra gli operai. 3. indicazione della lotta di classe del proletariato quale base del nostro movimento. 4. indicazione dei fini ultimi del movimento operaio socialdemocratico; della sua lotta tesa alla conquista del potere per attuare questi fini; del carattere internazionale del movimento. 5 indicazione della necessità che la lotta di classe assuma un carattere politico (…)””. (pag 256)”,”LEND-404″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 5. Maggio 1901 – febbraio 1902.”,”””(…) La lotta di partito dà a un partito la forza e vitalità; la maggior prova di debolezza di un partito è la sua dispersione e la scomparsa di barriere nettamente definite; epurandosi, un partito si rafforza (….). (Da una lettera di Lassalle a Marx, 24 giugno 1852) (in apertura libro Lenin Che fare?) (pag 329) “”Ecco come andarono le cose: nel 1872 (settantadue!) Engels ebbe, nel giornale socialdemocratico Volkstaat, una polemica col proudhoniano tedesco Mülberger, e, protestando contro l’ esagerazione dell’ importanza del proudhonismo, scriveva: ‘L’ unico paese in cui il movimento operaio si trova sotto l’ influenza diretta dei “”principi”” di Proudhon è il Belgio; e appunto percuò il movimento belga, come direbbe Hegel, va “”dal nulla attraverso il nulla al nulla””. E’ dunque un’ aperta menzogna dire che Engels avrebbe “”profetizzato”” o “”predetto”” qualche cosa. Egli ha soltanto parlato di quello che è, cioè di quello che era nel 1872. Ed è un fatto storico incontestabile che in quel momento il movimento belga stava segnando il passo proprio a causa del prevalere del proudhonismo, i cui capi si pronunciavano contro il collettivismo e respingevano un’ attività politica indipendente del proletariato. Soltanto nel 1879 venno costituito il Partito Socialista Belga, e da quel momento soltanto incominciò l’ agitazione per il suffragio universale che ha segnato la vittoria del marxismo sul proudhonismo (riconoscimento della lotta politica del proletariato organizzato in partito di classe indipendente) e l’ inizio di grandi successi del movimento””. (pag 139)”,”LEND-405″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 6. Gennaio 1902 – agosto 1903.”,”Contiene: Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi (pag 215-231) “”A proposito, vorrei ancora dire qualche parola sui propagandisti, contro l’ abitudine di ‘sovraccaricare’ questo ramo d’ attività di elementi poco capaci, con la conseguenza di abbassare il livello della propaganda. Da noi accade che ogni studente venga immancabilmente considerato un propagandista e tutti i giovani chiedano che venga loro “”affidato un circolo”” ecc.. Si dovrebbe lottare contro questa abitudine, perché il danno che ne deriva è molto grande. I propagandisti capaci e di principi effettivamente fermi sono molto pochi (e per divenirlo bisogna studiare parecchio e accumulare esperienza), e bisogna specializzarli, impegnarli integralmente e averne una cura gelosa. Bisogna organizzare per loro alcune conferenze ogni settimana, saperli inviare in tempo in altre città e in generale organizzare le cose in modo che i propagandisti abili vadano in diverse città. Alla massa dei giovani principianti si devono invece affidare più che altro i compiti pratici, che di solito da noi sono trascurati rispetto a quei giri degli studenti nei circoli che con ottimismo vengono chiamati “”propaganda””. Cetto, anche per i compiti pratici importanti occorre una preparazione approfondita, ma in questo campo è tuttavia più facile trovare un lavoro anche per i “”principianti””. Veniamo ai circoli d’ officina. (…)””. (pag 222, Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi)”,”LEND-406″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 7. Settembre 1903 – dicembre 1904.”,”Borghesia populisteggiante. Bernsteinismo. “”Il bernsteinismo dell’ Europa occidentale fu lo zampillo nuovo che rafforzò e in pari tempo modificò la corrente accennata (populista, ndr). Non a caso si dice, e giustamente: “”Nessuno è profeta in patria””. Bernstein non ebbe fortuna in patria, ma in compenso le sue idee “”furono prese sul serio”” e messe in pratica in Francia, in Italia, in Russia, da alcuni socialisti che si trasformarono rapidamente in rapporesentanti del riformismo borghese. Fecondata da queste idee la onstra tendenza populistico-liberale si conquistò nuovi sostenitori tra gli ex marxisti e si rinvigorì nello stesso tempo anche internamente, liberandosi da certe illusioni primitive e appendici reazionarie. Il bernsteinismo svolse la sua funzione non col modificare il socialismo, ma col dare un volto alla nuova fase del liberalismo borghese e col togliere il volto del socialismo a certi pseudosocialisti.”” (pag 98-99) Un passo avanti e due indietro. Risposta di N. Lenin a Rosa Luxemburg. (pag 460)”,”LEND-407″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 8. Gennaio – luglio 1905.”,”Sulla lotta di strada. Consigli di un generale della Comune. Biografia di Cluseret. “”L’ articolo che presentiamo è la traduzione di uno dei memoriali di Cluseret, noto esponente della Comune di Parigi. Egli basa le sue considerazioni, come risulta dai brevi dati biografici che seguono, soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’ esperienza delle insurrezioni parigine. (…)””. (pag 215) Il giovane Marx su ripartizione nera americana. “”Marx, con la lucidità del materialista, si sforza di determinare l’ essenza storica reale e le conseguenze inevitabili che devono prodursi in forza delle condizioni obiettive, indipendentemente dalla volontà e dalla coscienza, dai sogni e dalle teorie di questa o quella persona. Perciò Marx non biasima, ma approva interamente l’ appoggio che i comunisti danno a questo movimento. Marx si mette sul piano della dialettica, considera cioè il movimento in tutti i suoi aspetti, tenendo conto del passato e dell’ avvenire, rilevando il lato rivoluzionario dell’ attentato alla proprietà fondiaria e riconoscendo nel movimento piccolo-borghese una forma primordiale originale del movimento proletario comunista. Ciò che voi sognate di ottenere con questo movimento, dice Marx rivolgendosi a Kriege, non l’ otterrete: invece della fratellanza, avrete l’ isolamento piccolo-borghese; invece dell’ inalienabilità dei lotti contadini, avrete l’ attrazione della terra nell’ orbita della circolazione mercantile; invece di un colpo inferto ai rapaci speculatori, avrete una base più estesa per lo sviluppo capitalistico. Ma il flagello capitalistico, che voi pensate invano di poter evitare, storicamente è un bene, perché affretterà al massimo l’ evoluzione sociale e avvicinerà di molto le nuove forme superiori del movimento comunista.”” (pag 297) 292″,”LEND-408″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 9. Giugno – novembre 1905.”,”Teoria della generazione spontanea. “”Come tutte le scoperte geniali, la teoria della generazione spontanea dell’ Assemblea costituente ha illuminato di colpo la questione. Ora tutto è diventato chiaro. Nonn c’è più ragione di pensare al governo rivoluzionario provvisorio (ricordate la famosa massima dell’ Iskra: non contamini le vostre labbra l’ associazione delle parole “”evviva”” e “”governo””!), non c’è più ragione di pretendere dai membri della Duma “”l’ impegno rivoluzionario”” di “”trasformare la Duma in assemblea rivoluzionaria””. (…) L’ Assemblea costituente può nascere spontaneamente!! Sarà la casta procreazione del popolo stesso, che non si sarà contaminato con nessuna “”mediazione”” di un governo, anche se provvisorio, anche se rivoluzionario. Sarà una nascita “”senza decomposizione””, semplicemente per mezzo di elezioni generali, senza nessuna lotta “”giacobina”” per il potere, una nascita che avverrà senza che la sacra causa venga insozzata dal tridmento delle assemblee rappresentative borghesi, persino senza che appaiano le volgari levatrici che finora, in questo turpe mondo, peccaminoso e impuro, si sono sempre puntualmente presentate sulla scena ogniqualvolta la vecchia società era gravida di un nuovo mondo””. (pag 230)”,”LEND-409″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 10. Novembre 1905 – giugno 1906.”,”Imparate dai nemici (pag 50). “”Imparate dai nemici, compagni operai che apirate a creare una organizzazione operaia apartitica che siete comunque indifferenti di fronte a questa aspirazione! Ricordate il Manifesto delpartito comunista di Marx e di Engels, che parla di trasformazione del proletariato in classe mediante il progressivo sviluppo non soltanto della sua unità, ma anche della sua coscienza””. (pag 51) Non deve quindi il proletariato appoggiare la rivendicazione della borghesia liberale, cioè la creazione di un ministero cadetto da parte del potere supremo? Non è il proletariato costretto a farlo per trarre profitto da quella facilitazione della lotta per la libertà e per il socialismo che potrà assicurargli un ministero cadetto? No, un simile passo sarebbe un gravissimo errore e un tradimento degli interessi del proletariato. Significherebbe infatti sacrificare in cerca d’un effimero successo, gli interessi fondamentali del proletariato nella rivoluzione. Significherebbe correre dietro alle chimere e consigliare al proletariato di “”disarmare””, mentre mancano le più elementari garanzie reali di un’ effettiva facilitazione della sua lotta. Sarebbe questa la peggior forma di opportunismo””. (pag 470)”,”LEND-410″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 11. Giugno 1906 – gennaio 1907.”,”L’ organizzazione delle masse e la scelta del momento della lotta. “”Creare il Soviet significa creare gli organi della lotta di massa immediata del proletariato. Questi organi non si possono creare in qualsiasi momento, mentre invece i sindacati e i partiti politici soo necessari sempre e incondizionatamente, possono e devono essere creati in qualsiasi situazione. Perciò è un grave errore opporsi al Comitato di Pietroburgo tirando in ballo l’ importanza delle organizzazioni in generale. Perciò è sbagliato anche il richiamo alla difesa, da parte di tutti i socialdemocratici, dell’ idea dei comitati contadini per la sistemazione del regime fondiario: questi comitati vengono progettati proprio in legame con la discussione generale della riforma agraria, in legame col movimento agrario che già sta sviluppandosi. Ma questi comitati possono anche condurre a un’ azione “”prematura””! – ironizza il compagno Khrustaliov. Il fatto è che fra le azioni dei contadini e quelle degli operai esiste, proprio in questo momento, una differenza sostenziale. Una vasta azione contadina nel momento attuale non può apparire “”prematura””, mentre una vasta azione operaia lo sarebbe certamente. Il motivo è comprensibile: la classe operaia ha oltrepassato i contadini nel suo sviluppo politico, mentre i contadini non hanno ancora raggiunto la classe operaia nella loro preparazione all’ azione rivoluzionaria in tutta la Russia. (…)””. (pag 81) Sentirai il giudizio dello stolto. “”Proprio perché, spettabilissimo, noi vogliamo scuoter l’ uomo della strada e trasformarlo in cittadino. E per farlo bisogna ‘costringerlo’ a scegliere tra la politica filistea del cadetto che striscia davanti (pfu! pfu!) alla “”Costituzione”” e la politica rivoluzionaria del proletariato socialista. (…) “”Costringere l’ uomo della strada a scegliere””, abbiamo detto. Appunto costringere. Nessun partito socialista al mondo ha potuto strappare le masse all’ influenza dei partiti borghesi liberali o radicali, che si basano sulla mentalità filistea, senza una certa spinta, senza una certa resistenza, senza il rischio della prima esperienza: chi di fatto difende la libertà, i cadetti o noi? Se c’è un accordo con i cadetti, l’ uomo della strada non ha bisogno di pensarci su. Per lui hanno pensato i politicanti fra i chiacchieroni radicali e gli opportunisti socialdemocratici, hanno pensato nel rendez-vous con i cadetti. L’ uomo della strada si è spostato a sinistra (non per colpa vostra, non per la nostra propaganda di partito, ma grazie allo zelo di Stolypin). L’ uomo della strada si è spostato a sinistra; per noi basta. (…)””. (pag 436)”,”LEND-411″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 12. Gennaio-giugno 1907.”,”Martov pseudonimo di O. ZEDERBAUM “”Qui è riconosciuta esplicitamente la necessità di avere un atteggiamento ben definito nei confronti della lotta direttamente rivoluzionaria dei contadini, delle “”azioni”” con un carattere di massa, che abbracciano un immenso territorio e una grandissima parte della popolazione del paese. Non solo tra la borghesia “”liberale””, cioè la media e parte della grande borghesia, ma nemmeno tra la piccola borghesia democratica urbana non si nota nulla che assomigli a queste azioni rivoluzionarie. Il partito socialdemocratico operaio non ha mai promesso, e non poteva promettere, alla borghesia urbana nessun “”appoggio”” a qualsiasi progetto “”di confisca””. E’ già evidente quindi fino a che punto sia sbagliato il consueto ragionamento dei menscevichi circa la borghesia “”urbana progressiva”” e la borghesia “”rurale arretrata””, ragionamento al quale accenna anche la piattaforma esaminata e la cui base è l’ incomprensione delle idee fondamentali di tutto il nostro programma sulla lotta contra i residui della servitù della gleba, lotta che costituisce il contenuto economico della rivoluzione borghese in Russia””. (pag 232)”,”LEND-412″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 13. Luglio 1907 – marzo 1908.”,”Prefazione a opuscolo di Voinov (A.V. Lunaciarski) pag 147 (atteggiamento partito verso i sindacati) Basi teoriche della nazionalizzazione e della municipalizzazione (pag 277) (da Il programma agrario della socialdemocrazia nella rivoluzione russa del 1905-1907) Come il liberalismo internazionale giudica Marx (pag 463) “”Il concetto di nazionalizzazione della terra, ricondotto sul terreno della realtà economica, è dunque una categoria della società mercantile e capitalistica. In questo concetto è reale non ciò che pensano i contadini o dicono i populisti, ma ciò che scaturisce dai rapporti economici della nostra società. La nazionalizzazione della terra, esistendo i rapporti capitalistici, è il trasferimento della rendita allo Stato, né più né meno. Ma che cos’è la rendita nella società capitalistica? Non è affatto il reddito della terra in generale. E’ la parte di plusvalore che rimane dopo aver detratto il profitto medio del capitale. Quindi la rendita presuppone il lavoro salariato nell’ agricoltura, la trasformazione dell’ agricoltore in farmer, in imprenditore. La nazionalizzazione (nella sua forma pura) presuppone che lo Stato riceva la rendita da imprenditori agricoli che pagano un salario agli operai salariati e ricevono un profitto medio per il loro capitale, medio in rapporto a tutte le imprese, sia agricole che non agricole, di un determinato paese o di un complesso di paesi””. (pag 280)”,”LEND-413″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 14. 1908.”,”Della causalità e della necessità nella natura. Ordine, finalità, legge della natura. “”(…) Per quanto riguarda Engels, egli non ebbe occasione, se non erro, di contrapporre, in modo speciale, sulla questione della causalità, il suo punto di vista materialistico alle altre tendenze. Egli non aveva nessun bisogno di far questo dal momento che si era separato da tutti gli agnostici nel modo più netto, sul terreno della questione capitale della realtà obiettiva del mondo esterno in generale. Ma, per chi ha letto un po’ attentamente le sue opere filosofiche, dev’esser chiaro che Engels non ammetteva neppur l’ ombra di un dubbio sull’ esistenza della legge obiettiva, della causalità della necessità della natura. Limitiamoci a qualche esempio. (…)””. (pag 152) Libertà e necessità. “”Engels dice: “”Hegel fu il primo a rappresentare in modo giusto il rapporto di libertà e necessità. Per lui la libertà è il riconoscimento della necessità. ‘Cieca è la necessità solo nella misura in cui non viene compresa’. La libertà non consiste nel sognare l’ indipendenza dalle leggi della natura, ma nella conoscenza di queste leggi e nella possibilità, legata a questa conoscenza, di farle agire secondo un piano per un fine determinato. Ciò vale in riferimento tanto alle leggi della natura esterna, quanto a quelle che regolano l’ esistenza fisica e spirituale dell’ uomo stesso: due classi di leggi che possiamo separare l’ una dall’ altra tutt’al più nell’ idea, ma non nella realtà. Libertà del volere non significa altro perciò che la capacità di poter decidere con cognizione di causa. Quindi quanto più libero è il giudizio dell’ uomo per quel che concerne un determinato punto controverso, tanto maggiore sarà la necessità con cui sarà determinato il contenuto di questo giudizio… La libertà consiste dunque nel dominio di noi stessi e della natura esterna, fondato sulla conoscenza delle necessità naturali (Naturnotwendigkeiten) …”” (pp.112 e 113 della 5 ediz tedesca).”” (pag 184)”,”LEND-414″ “LENIN V.I.”,”Opere complete. 15. Marzo 1908 – agosto 1909.”,”Sostanze infiammabili politica mondiale (pag 177) Il cammino per la rivoluzione vittoriosa. “”In Turchia il movimento rivoluzionario dell’ esercito, sotto la guida dei “”giovani turchi””, ha ottenuto una vittoria. Si tratta, è vero, di una mezza vittoria, e forse meno, perché per ora il Nicola II turco se l’è cavata con la promessa di restaurare la famosa Costituzione turca. Ma, nel corso delle rivoluzioni, queste mezze vittorie, queste frettolose e forzate concessioni del vecchio potere sono la garanzia più sicura di nuovi episodi di guerra civile, molto più asprie e decisivi, che coinvolgeranno masse popolari sempre più grandi. E la scuola della guerra civile non passa invano per il popolo. E’ una scuola difficile, il cui corso completo comprende inevitabilmente anche le vittorie della controrivoluzione, l’ orgia dei reazionari inferociti, le selvagge repressioni degli insorti da parte del vecchio potere, ecc. Ma solo i pedanti incurabili e le mummie rimbambite possono lamentare che i popoli siano entrati in questa scuola di sofferenze. Questa scuola educa le classi oppresse a fare la guerra civile, la educa alla rivoluzione vittoriosa concentra nelle masse degli schiavi moderni l’ odio che eternamente si nasconde negli schiavi oppressi, ottusi, ignoranti e che spinge ai più grandi eroismi storici gli schiavi coscienti della vergogna della propria schiavitù””. (pag 178) Sviluppo ineguale del movimento operaio rivoluzionario. “”Il movimento rivoluzionario internazionale del proletariato non procede e non può procedere di pari passo e in forme uguali nei diversi paesi. L’ utilizzazione completa e onnilaterale di tutte le possibilità, in ogni sfera di attività, matura soltanto come il risultato della lotta di classe degli operai dei diversi paesi. Ogni paese reca il suo prezioso apporto originale al flusso comune, ma in ogni singolo paese il movimento pecca, in un modo o nell’ altro, di unilateralità, delle varie deficienze teoriche e pratiche dei singoli partiti socialisti. (…)””. (pag 182) “”Nessun libro di divulgazione potrà sradicare la religione dalle masse abbrutite dalla galera capitalistica, soggette alle cieche forze devastatrici del capitalismo, fino a che queste masse non avranno imparato esse stesse a lottare in modo unitario, organizzato, pianificato e cosciente contro questa ‘radice’ della religione, contro il ‘potere del capitale’ in tutte le sue forme. Deriva da ciò che un libro di divulgazione scientifica antireligiosa sia nocivo o inutile? No. La conclusione che ne deriva è tutt’altra. E’ che la propaganda atea della socialdemocrazia deve essere ‘subordinata’ al suo compito fondamentale, ossia allo sviluppo della lotta di classe delle ‘masse’ sfruttate contro gli sfruttatori. Chi non ha riflettuto a fondo sui principi del materialismo dialettico, cioè della filosofia di Marx e di Engels, può non comprendere (o, quanto meno non comprendere di colpo) questa tesi. Ma come? Subordinare la propaganda ideale, la predicazione di certe idee, la lotta contro il millenario nemico della cultura e del progresso (ossia contro la religione) alla lotta di classe, cioè alla lotta per determinati fini pratici in campo economico e politico? Quest’obiezione rientra fra quelle mosse comunemente al marxismo e che attestano la totale incomprensione della dialettica marxista. La contraddizione che turba chi formula queste obiezioni è la viva contraddizione della vita reale, cioè una contraddizione dialettica, non verbale, né inventata. Separare con una barriera rigida e insormontabile la propaganda teorica dell’ateismo, cioè la distruzione delle credenze religiose in determinati strati del proletariato, dall’esito, dall’andamento e dalle condizioni della lotta di classe di questi strati significa ragionare in modo non dialettico; significa trasformare in una rigida barriera quella che è invece una barriera mobile e relativa; significa scindere con la violenza ciò che è inscindibilmente connesso nella realtà della vita. Facciamo un esempio. Il proletariato di una data regione e di un dato settore industriale si suddivide, poniamo, in uno strato progressivo di socialdemocratici abbastanza coscienti, che sono naturalmente atei, e in una massa di operai abbastanza arretrati, legati ancora alla campagna e ai contadini, che credono in dio, vanno in chiesa e sono persino soggetti all’influenza diretta del prete locale, il quale sta fondando, poniamo, un sindacato operaio cristiano. Supponiamo inoltre che la lotta economica sfoci, in questa località, in uno sciopero. Il marxista è tenuto a porre in primo piano il buon esito dello sciopero, deve reagire con energia alla divisione degli operai – durante questa lotta – in atei e cristiani, deve battersi con fermezza contro questa scissione. La propaganda atea può risultare in queste circostanze superflua e nociva, non per le considerazioni filistee del non spaventare gli strati arretrati, del perdere un mandato alle elezioni, ecc., ma sotto il profilo del progresso reale della lotta di classe, che, nella società capitalistica moderna, condurrà gli operai cristiani alla socialdemocrazia e all’ateismo cento volte meglio di quanto possa farlo la pura e semplice predicazione atea. In questa fase e in questa situazione il predicare dell’ateismo farebbe soltanto il ‘gioco’ del prete e di tutti i preti, i quali non desiderano altro che sostituire la divisione degli operai in base alla loro partecipazione allo sciopero con la loro scissione in base alla fede in dio. L’anarchico predicando la guerra contro dio ad ogni costo, aiuterebbe di fatto i preti e la borghesia (sempre, del resto, gli anarchici aiutano ‘di fatto’ la borghesia). Il marxista deve essere materialista, ossia nemico della religione, ma materialista dialettico, che pone cioè la causa della lotta contro la religione non su un piano astratto, non sul piano puramente teorico di una predizione sempre uguale a sé stessa, ma in concreto, sul piano della lotta di classe, che conduce ‘di fatto’ ed educa le masse più e meglio d’ogni altra cosa”” [V.I. Lenin, ‘Il partito operaio verso la religione’, in Opere Complete, XV volume (marzo 1908-agosto 1909), Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-415″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 16. Settembre 1909 – dicembre 1910.”,”””L’ opportunismo è l’ opportunismo appunto perché sacrifica gli interessi fondamentali del movimento ai vantaggi o alle considerazioni del momento, basati su un calcolo miope, superficiale. Frank ha parlato con enfasi a Magdeburgo della “”volontà”” dei ministri del Baden “”di farci parteciapre, noi socialdemocratici, al lavoro comune!””. Non in alto bisogna guardare, ma in basso, dicevamo noi durante la rivoluzione ai nostri opportunisti, che si lasciavano spesso attrarre dalle diverse prospettive cadette””. (pag 286) I dissensi nel movimento operaio. “”I revisionisti considerano vuote frasi tutti i ragionamenti sui “”salti”” e sull’ opposizione di principio fra il movimento operaio e tutta la vecchia società. Essi prendono le riforme per una realizzazione parziale del socialismo. L’ anarco-sindacalista ripudia il “”lavoro minuto”” e soprattutto l’ utilizzazione della tribuna parlamentare. In realtà, quest’ ultima tattica si riduce all’ attesa delle “”grandi giornate””, unita all’ incapacità di raccogliere le forze che creano i grandi avvenimenti. Gli uni e gli altri frenano l’ opera più importante e più urgente: il raggruppamento degli operai in organizzazioni vaste, potenti, che funzionino bene e sappiano funzionar bene in qualsiasi condizione, che siano compenetrate dallo spirito della lotta di classe, che comprendano chiaramente i loro scopi, che siano educate nella vera concezione marxista del mondo””. (pag 322)”,”LEND-416″
“LENIN V.I.”,”Las Tesis de Abril.”,”””L’ errore del compagno Kamenev consiste nel fatto che anche nel 1917 guarda solo al passato della dittatura democratica e rivoluzionaria del proletariato e dei contadini. E, perciò, nella pratica è cominciato già il futuro, poi, nella pratica gli interessi e la politica dell’ operaia salariato e del piccolo padrone hanno divorziato, e, per di più, su un problema tanto importante come il “”difensivismo””, come l’ atteggiamento di fronte alla guerra imperialista. E qui è arrivato al secondo errore nel giudizio del compagno Kamenev da me citato. (…)””. (pag 19)”,”LEND-450″
“LENIN V.I.”,”Le mouvement de libération nationale des peuples d’ Orient.”,”La critica dell’ imperialismo. Socialimperialismo. “”Noi intendiamo la critica dell’ imperialismo nel senso ampio del termine, come l’ atteggiamento delle differenti classi della società verso la politica dell’ imperialismo, a partire dall’ ideologia generale di ciascuna di esse. La proporzione gigantesca del capitale finanziario concentrato in qualche mano e creante una rete straordinariamente vasta e serrata di rapporti e di relazioni, per mezzo della quale sottomette al suo potere la massa non solamente dei medi e piccoli, ma anche dei piccolissimi capitalisti e padroni, da una parte, e la lotta acuta contro gli altri gruppi nazionali di finanzieri per la spartizione del mondo e la dominazione sugli altri paesi, dall’ altra – tutto ciò fa sì che le classi possidenti passino in blocco nel campo dell’ imperialismo. Infatuazione “”generale”” per le prospettive dell’ imperialismo, difesa accannita di questo, tendenza a mascherarlo in tutti i modi, non è che il segno dei tempi. L’ ideologia imperialista penetra pure nella classe operaia, che non è separata dalle altre classi da una muraglia cinese. Se i capi dell’ attuale partito detto “”social-democratico”” tedesco sono considerati a giusto titolo “”social-imperialisti””, ovvero socialisti a parole e imperialisti nei fatti, occorre dire che, già nel 1902, Hobson segnalava l’ esistenza in Inghilterra degli “”imperialisti fabiani””, appartenenti all’ opportunista “”Società dei fabiani””.”” (pag 194, Lenin, L’ imperialismo)”,”LEND-451″
“LENIN V.I.”,”Carlos Marx: breve esbozo biográfico. Federico Engels. Tre fuentes y tres partes integrantes del marxismo. Marxismo y revisionismo.”,”””(…) sostenendo che era necessario saper lavorare nella situazione nuova, nella fase che andava a preparare, nonostante una “”pace”” apparente, nuove rivoluzioni. Il seguente apprezzamento della situazione della Germania nell’ epoca della più nera reazione, nell’ anno 1856, mostra che aspettative aveva Marx che si incanalasse questo lavoro: “”In Germania tutto dipenderà dalla possibilità di realizzare la rivoluzione proletaria con una sorta di seconda edizione della guerra contadina”” (Corrispondenza con Engels, II, 108)”” (pag 55)”,”LEND-452″
“LENIN V.I.”,”Marx-Engels-Marxismus. Grundsätzliches aus schriften und reden.”,”””Über die “”Ritter der Arbeit”” (Knights of Labor), die damalige Organisation der amerikanischen Arbeiter, schrieb Engels im gleichen Brief: “”Die faulste Seite der Knights of Labor war ihre politische Neutralität… Der erste große Schritt, worauf s in jedem neu in die Bewegung eintretenden Land ankommt, ist immer die Konstituierung der Arbeiter als selbständige politische Partei, einerlei wie, solange es nur eine distinkte Arbeiterpartei ist””. (pag 200) “”Su “”Cavalieri del Lavoro”” (Knights of Labor), l’ organizzazione dell’ epoca dei lavoratori americani, ha scritto Engels nella stessa lettera: “”Il lato più putrefatto dei Knights of Labor era la sua neutralità politica… La prima grande tappa, nei paesi in cui si producono dei nuovi movimenti, è sempre la costituzione dei lavoratori sia come partito politico indipendente, ovvero come partito operaio distinto””.”,”LEND-453″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 11. June 1906 – January 1907.”,”Disciplina di partito. “”Abbiamo più di una volta già enunciato la nostra visione teorica sull’ importanza della disciplina a su come questo concetto deve essere compreso dal partito della classe operaia. No definemmo essa come: unità di azione, libertà di discussione e critica. Solo la disciplina è degna del partito democratico della classe d’ avanguardia. La forza delle classe operaia risiede nell’ organizzazione. Se le masse non sono organizzate, il proletariato è nulla. Organizzato, è tutto. Organizzazione significa unità di azione, unità nel funzionamento pratico. (…)””. (pag 320)”,”LEND-350″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 14. 1908. Ten Questions to a Lecturer. Materialism and Empirio-criticism.”,”””Argomento numero uno: Marx è un “”metafisico”” che non conduce l’ epistemologica “”critica dei concetti””, che non lavora a una teoria generale della conoscenza e che semplicemente inserisce il materialismo in nella sua “”teoria speciale della conoscenza””. (pag 317) “”Argomento numero due: il marxismo è “”metafisico”” quanto le scienze naturali (fisiologia). (…) “”Argomento numero tre: il marxismo dichiara che la “”personalità”” è una quantità trascurabile, un ‘cypher’ che l’ uomo è un “”qualcosa di accidentale””, soggetto a certe “”leggi immanenti della economia, (…)””. “”Argomento numero quattro: la teoria di Marx è “”non biologica””, essa non sa nulla delle “”differenze vitali”” e dei vari spuri termini biologici che costituiscono la “”scienza”” del professore reazionario, Avenarius””. (pag 318)”,”LEND-353″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 16. September 1909 – December 1910.”,”Differenze nel movimento operaio europeo. “”Un piccolo libro, ‘Le differenze nella tattica del movimento operaio’, ‘The Tactical Differences in the Labour Movement’ (Die taktischen Differenzen in der Arbeterbewegung), Amburgo, Erdmann Dubber, 1909), pubblicato l’anno scorso da un marxista olandese, Anton Pannekoek, rappresenta un interessante tentativo di una investigazione scientifica di queste cause. Nella nostra esposizione metteremo al corrente il lettore delle conclusioni di Pannekoek, che, deve essere riconosciuto, sono abbastanza corrette””. (pag 347)”,”LEND-355″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 17. Dicembre 1910 – aprile 1912.”,”””La nostra dottrina, diceva Engels parlando di se stesso e del suo celebre amico, non è un dogma, ma una guida per l’ azione.”” (pag 29, Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo) Hyndman su Marx. “”Le divergenze di quei tempi tra Marx e Hyndman si rivelano in maniera ultracaratteristica in ciò che quest’ultimo ci fa sapere del giudizio di Marx su Henry George. Questo giudizio è noto dalla lettera di Marx a Sorge del 20 aprile 1881. Hyndman ‘davanti’ a Marx difendeva H. George con argomenti come questo: “”George – egli diceva – insegnerà di più col suo inculcare l’ errore di quanto non insegneranno gli altri espondendo pienamente la verità””. “”Marx – scrive Hyndman – non vuole neanche sentir parlare dell’ ammissibilità di simili argomenti. La diffusione dell’ errore non ha mai potuto essere utile al popolo: tale era la sua opinione. “”Lasciar passare un errore senza confutarlo significa incoraggiare la disonestà intellettuale. Contro i dieci che andranno oltre George ce ne saranno forse cento che si attarderanno sulle sue opinioni, e questo è un pericolo troppo grande perché lo si debba rischiare.”” Così diceva Marx!”” (pag 292) Manifesto partito operaio liberale. (pag 294)”,”LEND-417″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 18. Aprile 1912 – marzo 1913.”,”Inchiesta sulle organizzazioni del grande capitale. (commenti al libro di Guscka, i comitati di Borsa ecc.) (pag 48) Conclusioni sulla mobilitazione preelettorale. (pag 70) “”A rappresentare il tipo del progressista possono servire il grande proprietario fondiario Efremov e il milionario Riabuscinski. A rappresentare quello del democratico indeciso, il trudovik del campo populista e il liquidatore del campo marxista. Prendete tutta la storia del partito cadetto e vedrete che quest’ ultimo ha sempre agito precisamente in modo da essere sempre a parole per la democrazia e nei fatti per il liberalismo “”di Efremov, consono a Riabuscinski””.”” (pag 72) Partito illegale e lavoro illegale. (La conferenza di dicembre del POSDR tenutasi nel 1908) “”La questione del partito illegale e del lavoro legale dei socialdemocratici in Russia è una delle questioni più importanti del partito; durante tutto il periodo che è seguito alla rivoluzione essa ha occupato il POSDR e ha suscitato la più accanita lotta interna nelle sue file. La lotta dei liquidatori contro gli antiliquidatori è stata condotto soprattutto intorno a tale questione, e il suo accanimento può essere pienamente spiegato col fatto che essa si riduceva all’ alternativa: deve o non deve esistere il nostro vecchio partito illegale””. (pag 372) La Cina rinnovata (pag 385) Risultati e significato delle elezioni presidenziali in America (pag 387)”,”LEND-418″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 19. Marzo – dicembre 1913.”,”La “”carestia di petrolio””. “”In dieci anni in Russia i prezzi sono aumentati più di sei volte in confronto al prezzo più basso registrato nel 1902 e riportato dallo stesso signor ministro. In America non si è verificato nulla di simile. Dal 1909 al 1910 il prezzo in America è diminuito. Negli ultimi anni il prezzo non ha subito variazioni. Il risultato di tutto ciò è che in America il rincaro è di due volte e in Russia di sei. L’ estrazione del petrolio in America nel 1900 è stata minore che in Russia, nel 1910 il triplo.”” (pag 21) Armamenti e capitalismo (pag 88) Capitalismo e imposte (pag 177) Dati sui partiti in Germania (pag 242) Capitalismo e immigrazione operaia (pag 420) Intellettualità operaia (pag 443)”,”LEND-419″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 20. Dicembre 1913 – agosto 1914.”,”La corruzione degli operai da parte dei liberali. I liquidatori. “”Coloro che tradiscono tutto il passato marxista strepitano sul “”partito aperto”” e sull’ “”unità””!… Ecco una derisione degli operai coscienti. (…)”” (pag 79) “”Compiendo il nostro dovere, non ci stancheremo di ripetere agli operai coscienti che la propaganda a favore di un partito operaio aperto è una vuota chiacchiera liberale che corrompe gli operai e distrugge l’ organizzazione marxista. L’ esistenza e lo sviluppo di quest’ organizzazione sono impossibili senza una lotta energica e implacabile contro coloro che tendono tutti i loro sforzi verso la distruzione di quell’ organizzazione marxista nella quale lo slancio degli ultimi due anni ha fatto affluire nuove e sane linfe vitali””. (pag 80) Che cosa non si deve imitare nel movimento operaio tedesco. “”Sul movimento sindacale K. Liegen ha raccolto in America una gran mole di documenti, ma egli non ha saputo ordinarli nel suo libro, che è soprattutto pieno di chiacchiere in forma di una descrizione incompleta del viaggio. Queste descrizioni, per il contenuto, sono come un romanzo d’ appendice, ma per lo stile noioso sono anche peggiori. Perfino gli statuti dei sindacati, che interessavano Legien in modo particolare, non sono né studiati né analizzati, ma semplicemente tradotti incompletamente e senza metodo””. (pag 239) “”Prendete la rivista tedesca “”Sozialistische (???) Monatshefte”” e vi troverete costantemente degli articoli di militanti come Legien, articoli interamente opportunistici, che nulla hanno in comune con il socialismo e che concernono tutte le questione più importanti del movimento operaio. E, se la spiegazione “”ufficiale”” del partito tedesco “”ufficiale”” consiste nel dire che “”nessuno legge”” i Sozialistische Monatshefte, che questi non hanno nessuna influenza, ebbene quest’ affermazione è falsa. Il “”caso”” di Stoccarda ha dimostrato che essa è falsa. I militanti responsabili più noti, i parlamentari, i capi dei sindacati che scrivono nei Sozialistische Monatshefte fanno penetrare le loro ide tra le masse i modo costante e regolare.”” (pag 242)”,”LEND-420″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 21. Agosto 1914 – dicembre 1915.”,”Pacifismo inglese. “”In Inghilterra la libertà politica è stata finora incomparabilmente più ampia che negli altri paesi d’ Europa. Qui la borghesia è più di ogni altra abituata a dirigere e capace di dirigere. (…) Le Trade Unions inglesi riuniscono circa un quinto degli operai salariati. I capi di queste Trade-Unions sono per la maggior parte liberali, e Marx già da molto tempo li aveva definiti agenti della borghesia. Tutte queste particolarità dell’ Inghilterra da una parte ci aiutano a capire più facilmente la sostanza del socialsciovinismo contemporaneo, che è uguale nei paesi autocratici e in quelli democratici, nei paesi militaristi e in quelli che non conoscono il servizio militare; dall’altro lato, esse ci aiutano a valutare, in base ai fatti, il significato della tendenza alla conciliazione con il socialsciovinismo che si esprime, per esempio, nell’ esaltazione della parola d’ ordine della pace, ecc.””. (pag 235) “”L’ espressione più compiuta dell’ opportunismo e della politica operaia liberale si ha, indubbiamente, nella “”Fabian Society””. Il lettore dia un’ occhiata alla corrispondenza di Marx ed Engels con Sorge (ci sono due edizioni della traduzione russa). Ci troverà una brillante definizione di questa società, formulata da Engels, che tratta i signori Sidney Webb e soci come una banda di farabutti borghesi che vogliono corrompere gli operai, esercitare su di loro un’ influenza controrivoluzionaria””. (pag 236) Opportunismo tedesco. L’ opera principale dell’ opportunismo tedesco sulla guerra. “”Il libro di Eduard David La socialdemocrazia nella guerra mondiale (Berlino ed. del Vorwärts, 1915) offre un buon riassunto dei fatti e degli argomenti relativi alla tattica del partito socialdemocratico tedesco ufficiale nell’ attuale guerra””. (pag 244)”,”LEND-421″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 23. 1918-1919.”,”Rapporti con Germania (pag 153) “”La follia criminale e senza senso dei socialisti rivoluzionari di sinistra ci ha portato sull’ orlo della guerra. Le nostre relazioni con il Governo tedesco, nonostante le nostre migliori intenzioni, stanno per diventare tese. Riconoscendo i legittimi desideri del governo tedesco di rafforzare la guardia alla sua Ambasciata, abbiamo compiuto e siamo preparati a compiere un lungo percorso per andare incontro a queste aspettative.”” (pag 154, 15 luglio 1918) Sulla morte di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. (pag 502)”,”LEND-519″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 22. Dicembre 1915 – luglio 1916.”,”E’ “”realizzabile”” la democrazia nell’ epoca dell’ imperialismo? “”L’ impossibilità economica dell’ autodecisione dovrebbe essere dimostrata mediante un’ analisi economica, come quella con cui dimostriamo l’ impossibilità della proibizione delle macchine oppure dell’ istituzione del denaro-lavoro, ecc. Nessuno tenta di fornire una simile analisi. Nessuno vorrà affermare che, sia pure in un solo paese, “”in via eccezionale””, si sia riusciti a introdurre in regime capitalista il “”denaro-lavoro””, come in un piccolo paese si è riusciti, invece, in via eccezionale, nell’ epoca dell’ imperialismo più sfrenato, a realizzare l’ irrealizzabile autodecisione, e persino senza guerra e senza rivoluzione (Norvegia, 1905). In generale la democrazia politica è soltanto una delle possibili ‘forme’ di ‘sovrastruttura’ del capitalismo. Sia il capitalismo che l’ imperialismo, come dimostrano i fatti, si sviluppano sotto ‘qualsiasi’ forma politica, sottomettendole ‘tutte’. E’ quindi teoricamente sbagliato dire che è “”impossibile realizzare”” ‘una’ delle forme e ‘una’ delle rivendicazioni della democrazia””. (pag 324-325) (‘ ‘ in corsivo nel testo)”,”LEND-422″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 23. Agosto 1916 – marzo 1917.”,”””Il manifesto di Basilea del 24 novembre 1912, sottoscritto da tutti i partiti socialisti e in riferimento alla stessa guerra che stava per scoppiare, quando minacciò ai governi la “”rivoluzione proetaria””, richiamandosi alla Comune di Parigi, disse una verità che i traditori del socialismo oggi vilmente rinnegano. Se infatti nel 1871 gli operai parigini poterono impiegare le ottime armi, che Napoleone III aveva fornito loro per i suoi fini cesaristici, allo scopo di fare un tentativo eroico ed acclamato dai socialisti di tutto il mondo, il tentativo cioè di rovesciare la borghesia e conquistare il potere per realizzare il socialismo, oggi che un numero molto più alto di operai meglio organizzati e più coscienti di vari paesi dispone di un armamento notevolmente migliore e che le masse vengono sempre più illuminate e conquistate alle idee rivoluzionarie dall’ andamento della guerra, un simile tentativo è mille volte più realizzabile e destinato al successo. Il principale ostacolo che si frappone oggi, in tutti i paesi, allo sviluppo di una propaganda e di un’ agitazione sistematiche in questo spirito non consiste affatto nella “”stanchezza delle masse””, alla quale si richiamano ipocritamente gli Scheidemann e insieme i Kautsky, ecc.; le “”masse”” non sono ancora stanche di sparare (…); l’ ostacolo principale consiste invece nella ‘fiducia’ che una parte degli operai coscienti concede ai socialimperialisti e ai socialpacifisti; e quindi il compito più importante dell’ ora è di minare ogni fiducia in queste correnti, ‘idee’ e posizioni ‘politiche'””. (pag 212)”,”LEND-423″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 24. Aprile – giugno 1917.”,”””Anche la seconda parte della denominazione del nostro partito (social’democratico’) è scientificamente sbagliata. La denominazione è una delle forme dello Stato. Ma noi marxisti siamo nemici di ogni Stato. (…) Il marxismo si distingue dall’ anarchismo perché riconosce la necessità di uno Stato per la transizione al socialismo (…)””. (pag 77) “”Il comitato coentrale ha diffuso ieri mattina e pubblicato oggni nella Pravda una risoluzione in cui si dice che “”in questo momento è assurda e grottesca ogni idea di guerra civile””, che le dimostrazioni devono essere pacifiche e che la responsabilità della violenza ricadrà sul governo provvisorio e sui suoi sostenitori. Il nostro partito considera quindi assolutamente giusta e da applicare senza condizioni la deliberazione del soviet dei deputati degli operai e dei soldati ricordata più sopra (che vieta in particolare le manifestazioni armate e i colpi sparati in aria)””. (pag 210) Una voce onesta in un coro di calunniatori (pag 131) Il bolscevismo e la disgregazione dell’ esercito (pag 578)”,”LEND-424″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 25. Giugno – settembre 1917.”,”La politica estera della rivoluzione russa (pag 77) “”Non c’è idea più errata e nociva che quella di separare la politica estera dalla politica interna. E proprio in tempo di guerra tale estremo errore appare ancora più grave.”” (…) “”Colui il cui pensiero non varca i limiti dei rapporti capitalistici non comprende che la classe operaia, se è cosciente, non può parteggiare per nessuno dei gruppi di paesi imperialistici””. Bonapartismo (pag 210) “”L’ errore più grande, più fatale che i marxisti potrebbero commettere ora, dopo la formazione del ministero Kerenski, Nekrasov, Avxentiev e soci, sarebbe di prendere le parole per fatti, l’ apparenza illusoria per sostanza o, in generale per qualcosa di serio””. (…) “”Non lasciamoci ingannaredalle frasi. Non lasciamoci indurre in errore dal fatto che ci troviamo di fronte ai primi passi del bonapartismo. Bisogna saper discernere proprio i primi passi per non cadere nella situazione del filisteo ottuso che si metterà a lamentarsi per il secondo passo, dopo aver incoraggiato il primo””. (pag 211) Violazione della democrazia nelle organizzazioni di massa (pag 290)”,”LEND-425″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 26. Settembre 1917 – febbraio 1918.”,”””Per la lotta ai controrivoluzionari e ai sabotatori, sono necessarie misure straordinarie. In considerazione di questa necessità il Consiglio dei commissari del popolo decide: 1. Le persone appartenenti alle classi ricche (cioè le persona che hanno un’ entrata mensile di 500 rubli e più, i proprietari di immobili urbani, di azioni e di somme di denaro superiori a 1000 rubli), come pure gli impiegati delle banche, delle società per azioni, delle istituzioni pubbliche e statali, sono tenute a presentare entro tre giorni ai comitati di caseggiato una dichiarazione in tre esemplari delle loro entrate, del loro impiego e delle loro occupazioni, firmata e con indicazione del loro indirizzo. (…)”” Lenin, Promemoria a Dzerzinski, 7 dicembre 1917 (pag 356) ZINOVIEV pseudonimo di G.I. RADOMYSLSKI”,”LEND-426″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 27. Febbraio – luglio 1918.”,”””In confronto ai lavoratori delle nazioni progredite, il russo è un cattivo lavoratore. E non poteva essere altrimenti sotto il regime zarista in cui sopravvivevano i resti del regime feudale. Imparara a lavorare: ecco il compito che il potere dei soviet deve porre di fronte al popolo in tutta la sua ampiezza. L’ ultima parola del capitalismo a questo proposito, il sistema Taylor, – come tutti i progressi del capitalismo – unisce in sé la crudeltà raffinata dello sfruttamento borghese e una serie di ricchissime conquiste scientifiche per quanto riguarda l’ analisi dei movimenti meccanici durante il lavoro, l’ eliminazione dei movimenti superflui e maldestri, l’ elaborazione di metodi di lavoro più razionali, l’ introduzione dei migliori sistemi di inventario e controllo, ecc.. La repubblica sovietica deve ad ogni costo assimilare tutto ciò che vi è di prezioso tra le conquiste della scienza e della tecnica in questo campo.”” (pag 231)”,”LEND-427″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 28. Luglio 1918.- marzo 1919.”,”Le calunnie di Kautsky. “”Kautsky apre la sua “”analisi economica”” dell’ industria con il seguente magnifico ragionamento. In Russia esiste la grande industria capitalistica. Non si potrebbe costruire su questo fondamento la produzione socialista? “”Si potrebbe pensarlo, se il socialismo consistesse nel fatto che gli operai delle singole fabbriche e miniere le prendono in proprietà (letteralmente: se le appropriano) per gestire separatamente ognuna di esse””. “”Oggi stesso, 5 agosto, mentre scrivo queste righe, – aggiunge Kautsky, – da Mosca si comunica che Lenin, in un discorso del 2 agosto, avrebbe detto: “”Gli operai tengono saldamente le fabbriche nelle loro mani, e i contadini non restituiranno la terra ai grandi proprietari fondiari””. La parola d’ordine: “”La fabbrica agli operai, la terra ai contadini”” è stato sinora una rivendicazione anarco-sindacalistica, non già socialdemocratica””. Abbiamo riferito per esteso questo ragionamento perché gli operai russi, che un tempo – e ben a ragione – stimavano Kautsky, vedano con i loro occhi i metodi di cui si serve questo transfuga passato alla borghesia. Pensate: il 5 agosto, quando ormai esistevano numerosi decreti sulla nazionalizzazione delle fabbriche in Russia, e gli operai non si erano “”appropriata”” nessuna di queste fabbriche, che erano diventate ‘tutte’ proprietà della repubblica, Kautsky, sulla base di un’ interpretazione palesemente truffaldina di una frase del mio discorso, suggerisce ai lettori tedeschi l’ idea che in Russia le fabbriche sarebbero state consegnate ai rispettivi operai! E, dopo di ciò, ripete per decine di pagine, fino alla sazietà, che le fabbriche non devono essere consegnate singolarmente agli operai! Questa non è critica, ma il metodo di un lacché della borghesia, assoldato dai capitalisti per calunniare la rivoluzione operaia””. (pag 319-320)”,”LEND-428″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 29. Marzo – agosto 1919.”,”””E perciò diciamo: chiunque pretenda di essere un democratico o un socialista di qualunque sfumatura e diffonda fra il popolo, in un modo o nell’ altro, direttamente o indirettamente, l’ accusa che i bolscevichi prolungano la guerra civile, guerra dura, guerra dolorosa, mentre avevano promesso la pace, è un fautore della borghesia e noi gli risponderemo e ci leveremo contro di lui, come contro Kolciak: ecco la nostra risposta. Ecco di che si tratta. (…) Affermate che siete contro Kolciak. Prendo i giornali Vsiegdà Vperiod! e Dielo Naroda, prendo tutti i ragionamenti filistei di questo tipo, questi stati d’ animo che sono assai diffusi, che predominano fra gli intellettuali, e dico: ciascuno di voi, che diffonde tra il popolo accuse di questo genere, è un fautore di Kolciak, perché non capisce la differenza elementare, fondamentale, comprensibile a ogni persona istruita, fra la guerra imperialistica, alla quale abbiamo messo fine, e la guerra civile che ci siamo tirati addosso. Non abbiamo mai nascosto al popolo che correvamo questo rischio. Noi stiamo tendendo tutte le forze per battere la borghesia in questa guerra civile e per scalzare alla radice ogni possibilità di oppressione di classe. No, non ci sono state né possono esservi rivoluzioni garantite contro una lotta lunga, dura, e forse piena dei più disperati sacrifici. (…) chi non sa distinguere questi sacrifici dai sacrifici di una guerra di sfruttamento e di rapina, dimostra la più assoluta ignoranza (…). (pag 314)”,”LEND-429″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 30. Settembre 1919 – aprile 1920.”,”Contiene: Economia e politica nell’ epoca della dittatura del proletariato (pag 88-98) Sui compromessi (pag 444) “”Nel XX secolo, nei paesi civili la guerra costringe i governi a smascherarsi da sé. In un giornale francese sono stati pubblicati documenti dell’ ex-imperatore austriaco Carlo, il quale, nel 1916, propose alla Francia di concludere la pace. Ora la sua lettera è stata pubblicata e gli operai si rivolgono al capo dei socialisti, ad Albert Thomas, e domandano: voi allora eravate al governo e al vostro governo offrivano la pace. Che cosa avete fatto allora? Quando si è chiesto questo ad Albert Thomas, egli ha taciuto””. (pag 382) “”Nessuno sa dove e come scoppierà, ma tutti vedono e sanno e dicono che la guerra è inevitabile e che sta nuovamente preparando””. (pag 383)”,”LEND-430″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 31. Aprile – dicembre 1920.”,”””Un anno e mezzo fa volevamo firmare la pace, in base alla quale Denikin e Kolciak avrebbero avuto una gran parte del nostro territorio. Essi hanno rifiutato questa proposta e hanno perduto tutto. Noi abbiamo tracciato giustamente la via della rivoluzione internazionale, ma questa strada non è rettilinea, si muove a zigzag.”” (pag 415, Discorso ai segretari di cellula, 26 novembre 1920)”,”LEND-431″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 32. Dicembre 1920 – agosto 1921.”,”Errori sulla questione sindacale di Trotsky e Bucharin (pag 9 e 57) Ancora sui sindacati. Lenin, 25 gennaio 1921. “”La stessa idea si trova nella sesta tesi di Bucharin e del suo “”gruppo”” o “”frazione””: “”…da una parte essi (i sindacati) sono una scuola di comunismo,… dall’ altra sono, e in misura crescente, parte integrante dell’ apparato economico e dell’ apparato del potere statale in generale…”” (Pravda, 16 gennaio). Ecco, qui sta l’ errore teorico fondamentale del compagno Bucharin: sostituire alla dialettica del marxismo l’ eclettismo (particolarmente diffuso tra gli autori di diversi sistemi filosofici reazionari “”di moda””). Il compagno Bucharin parla di fondamento “”logico””. Tutto il suo ragionamento dimostra che egli, forse inconsciamente, segue il punto di vista della logica formale scolastica, e non quello della logica dialettica o marxista. (…). La logica dialettica esige che si vada oltre. Per conoscere realmente un oggetto bisogna considerare, studiare tutti i suoi aspetti, tutti i suoi legami e le sue “”mediazioni””. Non ci arriveremo mai interamente, ma l’ esigenza di considerare tutti gli aspetti ci metterà in guardia dagli errori e dalla fossilizzazione. Questo in primo luogo. In secondo luogo, la logica dialettica esige che si consideri l’ oggetto nel suo sviluppo, nel suo “”moto proprio”” (come dice talvolta Hegel), nel suo cambiamento. Per quanto riguarda il bicchiere, ciò non è subito chiaro, ma anche un bicchiare non resta immutabile, e in particolare si modifica la sua destinazione, il suo uso, il suo ‘legame’ con il mondo circostante. In terzo luogo, tutta la pratica umana deve entrare nella “”definizione”” completa dell’ oggetto, sia come criterio di verità, sia come determinante pratica del legame dell’ oggetto con ciò che occorre all’ uomo. In quarto luogo, la logica dialettica insegna che “”non esiste verità astratta, la verità è sempre concreta””, come amava dire, dopo Hegel, il defunto Plechanov. (Mi sembra opportuno osservare tra parentesi, per i giovani membri del partito, che ‘non si può’ diventare un comunista cosciente, ‘autentico’ senza aver studiato, proprio ‘studiato’, tutti gli scritti filosofici di Plekhanov perché è quanto c’è di meglio in tutta la letteratura marxista internazionale (1).”” (1) “”A questo proposito non si può non augurarsi in primo luogo che nell’ edizione delle opere di Plekhanov, in corso di pubblicazione, tutti gli articoli filosofici siano riuniti in uno o più volumi a sé con un indice assai particolareggiato, ecc.. Perché questi volumi debbono entrare nella serie dei libri di testo obbligatori del comunismo. In secondo luogo, a mio parere, lo Stato operaio deve esigere che i professori di filosofia conoscano l’ esposizione della filosofia marxista fatta da Plechanov e sappiano trasmetterla ai loro allievi. Ma questo ci allontana già dalla “”propaganda”” e ci porta verso l’ “”amministrazione””. (pag 79-80-81)”,”LEND-432″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 33. Agosto 1921 – marzo 1923.”,”Opera ‘La Nep e i compiti dei centri di educazione politica’. Il nostro errore (pag 48) Ritirata strategica (pag 49) E’ questa l’ ultima battaglia (pag 54) Funzione e compiti dei sindacati nelle condizioni della nuova politica economica. (pag 165-177) Conferenza internazionale dei cooperatori comunisti (pag 365) “”Levi e Serrati sono caratteristici non per se stessi, ma come modello attuale dell’ estrema sinistra della democrazia piccolo-borghese, del “”loro”” campo, del campo dei capitalisti internazionali, opposto al nostro campo. Il “”loro”” campo tutto intero – da Gompers a Serrati – gioisce malignamente, esulta o versa lacrime di coccodrillo a propostio della nostra ritirata, della nostra “”discesa””, della nostra nuova politica economica. Che esultino. Facciano pure le loro capriole pagliaccesche. A ciascuno il suo. Noi non ci lasceremo dominare né dalle illusioni né dallo scoraggiamento. Se noi non temeremo di riconoscere i nostri errori, se non temeremo di affrontare, molte, reiterate fatiche per correggerli, raggiungeremo la cima. La causa del blocco internazionale – che va da Gompers a Serrati – è una causa perduta””. (pag 190, fine febbraio 1922)”,”LEND-433″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 34. Carteggio (novembre 1895 – novembre 1911).”,”Il presente volume è stato curato da R. ANGELOZZI per la traduzione e da E. FUBINI, M.A. MANACORDA, E. ROBOTTI I. SOLFRINI per la revisione redazionale. Trotsky (Balalaikin, Però) Sul malcontento e sulle critiche a compagni nel partito. “”La “”condotta personale”” dei “”funzionari”” o è realmente soltanto personale (è al di fuori della carica che ricoprono, non la riguarda affatto), e in questo caso discuterla in sede di gruppo significa far ‘pettegolezzi’, o è in rapporto con la carica, e allora ogni membro del partito che ha motivo di esserne scontento e insiste perché la cosa sia esaminata ‘formalmente, ufficialmente, deve’ rivolgersi innanzitutto formalmente al CC. Il gruppo di Ginevra del POSDR, permettendo che si “”sollevassero”” nel gruppo stesso questioni circa il malcontento nei confronti dei fiduciari del CC, esaminate ‘formalmente’ prima di darne ‘formale’ comunicazione al CC, ha permesso quindi un’ infrazione alla disciplina e allo statuto del partito. Della differenza cui ho or ora accennato fra ‘pettegolezzo e critica di un funzionario’ (critica ‘doverosa’ per ogni membro del partito, ma in forma aperta e direttamente rivolta alle istanze centrali o al congresso, e non critica subdola, privata o di circolo), di questa differenza, a quanto pare, il gruppo non si rende chiaramente conto. Perciò il rappresentante estero del CC ritiene proprio dovere mettere in guardia tutti i giovani compagni del gruppo. Nell’ ambiente “”coloniale”” dell’ emigrazione si possono sempre trovare persone capaci di lasciarsi contagiare dalla malattia del litigio, del pettegolezzo, delle chiacchiere; (…)””. (pag 253, A Lepescinski, 1905)”,”LEND-434″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 35. Carteggio (febbraio 1912 – dicembre 1922).”,”Il presente volume è stato curato da F. LAGHEZZA per la traduzione e da E. FUBINI, M.A. MANACORDA, E. ROBOTTI, I. SOLFRINI per la revisione redazionale. “”Se non si troveranno i quattrini per ampliare e consolidare la Pravda, questa morirà. Il deficit è ora di 50-60 rubli al giorno. Bisogna aumentare la tiratura, economizzare sulle spese, ampliare il giornale. Duecento numeri hanno retto alla prova: è un record. Esercitare un’ influenza sistematica nello spirito del marxismo su 20-30 mila lettori operai, è un’ opera grandiosa; e sarebbe un maledetto peccato se dovesse venir meno. Stiamo studiando da tutte le parti e in tutti i modi, assieme ai deputati, come tirar fuori la Pravda dalla sua difficile situazione, ma abbiamo paura che senza un appoggio finanziario dall’ esterno non ne verremo a capo. Malinovski, Petrovski e Badaiev vi inviano un cordiale saluto e i migliori auguri. Bravi ragazzi, specialmente il primo. Con questa gente è possibile, altroché se è possibile, edificare il partito operaio, benché le difficoltà siano incredibilmente grandi.”” (pag 38-39, Lettera a Gorki, gennaio 1913)”,”LEND-435″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 36. 1900-1923.”,”A proposito della dialettica. “”Lo sdoppiamento di tutto e la conoscenza dei suoi elementi contradditori (cfr. la citazione di Filone su Eraclito all’ inizio della III parte (Sulla conoscenza) dell’ Eraclito di Lassalle) è l’ ‘essenza’ (una delle “”sostanze””, una delle particolarità e tratti fondamentali, se non la fondamentale) della dialettica. Così appunto pone la questione anche Hegel (Aristotele nella sua ‘metafisica’ si ‘affatica’ continuamente intorno a questo argomento e ‘lotta’ contro Eraclito, cioè contro le idee eraclitee). La giustezza di questo aspetto del contenuto della dialettica deve essere verificata dalla storia della scienza. Di solito non si presta sufficiente attenzione a questo aspetto della dialettica (per esempio Plechanov): l’ identità dei contrari è considerata come una somma di ‘esempi’ (“”per esempio, il grano””; “”per esempio, il comunismo primitivo””. Lo stesso fa Engels. Ma lo fa “”a scopo divulgativo””…), e non come ‘legge della conoscenza’ (e legge del mondo oggettivo). (…)””. (pag 260, Lenin, 1915) “”La conoscenza dell’ uomo non è (resp. non segue) una linea retta, ma una linea curva, che si avvicina indefinitamente a una serie di circoli, alla spirale. Qualsiasi segmento, frammento, pezzetto di questa linea curva può essere trasformato (unilateralmente trasformato) in una linea retta completa indipendente, che (se al di là degli alberi non si vede la foresta) conduce allora nella palude, nell’ oscurantismo clericale (dove la ‘trattiene’ l’ interesse di classe delle classi dominanti)””. (pag 263) Problema del partito tra gli studenti democratici (pag 139) La classe operaia e la sua rappresentanza “”parlamentare””. (pag 145) La socialdemocrazia tedesca e gli armamenti (pag 166) Discorso sul passaggio attraverso la Germania (pag 315) Premessa all’ articolo di G. Zinoviev “”Sugli effettivi del nostro partito) (pag 540) Sulla rivolta di Kronstadt. (pag 390) Note sulla storia del PCR (pag 399)”,”LEND-436″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 37. Lettere ai familiari, 1893-1922.”,”””(…) Chiederò ad Aniuta di rispedirlo al più presto allo scrittore, insieme con l’ acclusa recensione del libro di Gvozdev. Si tratta di un libro che mi è stato inviato dalla scrittore “”da recensire””, e perciò non ho ritenuto opportuno rifiutarmi. Ma non è stato certo un lavoro molto gradevole. Il libro non mi è piaciuto: niente di nuovo, luoghi comuni, un linguaggio a tratti impossibile (“”trascuratezza nelle occupazioni agricole”” e via dicendo). Nello stesso tempo, si tratta di uno che la pensa come noi, di un avversario del populismo e, soprattutto, di un collaboratore del ‘Nacialo’. Per quanto questo spirito “”di Samara”” mi piaccia ben poco, ho deciso di dominarmi e di inzeppare per quattro quinti la recensione con osservazioni dirette contro i populisti e per un quinto con osservazioni dirette contro Gvozdev. Non so davvero se questo andrà a genio alla redazione; non so in quali rapporti si trovi con i “”samaresi””.”” (pag 171, Lenin a M.A. Ulianova, 3, II, 1899)”,”LEND-437″
“LENIN V.I., a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Opere complete. 38. Quaderni filosofici.”,”Avvertenza. “”(…) La maggior parte di questi materiali è stata pubblicata in Unione sovietica, per la prima volta, nei tomi IX (1929) e XII (1930) del Leninskij sbornik (Miscellanea di Lenin); è stata quindi riunita in volume, nel 1933, col titolo di ‘Filosofskie tetradi’, e ristampata quattro volte sino al 1947. Nel 1958 i Quaderni filosofici, integrati con nuovi documenti, sono stati inseriti per la prima volta nelle Opere dei Lenin (IV edizione, vol 38). La raccolta è stata ulteriormente arricchita, con i brani annotati dei libri di Dietzgen e di Steklov, ed è apparsa, nel 1963, nel v. 29 della quinta edizione delle Opere. A questa raccolta, che è la più completa sinora pubblicata, ci si è attenuti nella presente edizione italiana””. (pag 5) Scienza della logica. Dialettica. “”Non la nuda negazione, non la negazione irriflessa, non la negazione scettica, l’ esitazione, il dubbio sono caratteristici ed essenziali nella dialettica, – la quale contiene indubbiamente in sé l’ elemento della negazione e, per giunta, come suo elemento più importante, – ma la negazione come momento della connessione, come momento di sviluppo, con la conservazione del positivo, cioè senza alcuna esitazione, senza alcun eclettismo””. “”La dialettica consiste, in generale, nella negazione della prima proposizione, nella sua sostituzione con la seconda (nel trapasso della prima nella seconda, nell’ indicazione del nesso tra la prima e la seconda ecc.). La seconda può essere presa come predicato della prima: “”per esempio, il finito è l’ infinito, l’ uno è molteplice, l’ individuale è universale”” (341)…”” (pag 210)”,”LEND-438″
“LENIN V.I., a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Opere complete. 39. Quaderni sull’ imperialismo.”,”””Dei 21 quaderni citati, venti furono pubblicati per la prima volta nell’ Unione Sovietica tra il 1933 e il 1938 nei volumi XXII, XXVII-XXXI del Leninski Sbornik (la Miscellanea di Lenin). Il quaderno ‘…’ (segno grafico delta, ndr), ritrovato più tardi, fu pubblicato per la prima volta nel 1938, nel n. 9 della rivista Proletarskaia Revoliutsia. Tutti questi materiali furono raccolti in volume nel 1939, con il titolo appunto di Quaderni sull’ imperialismo. I primi 15 quaderni conservavano naturalmente l’ ordine dato loro da Lenin. Gli altri 6 quaderni, non numerati da Lenin, erano collocai dopo i primi quindici in ordine cronologico, così come gli appunti del 1912-16, legati per il contenuto ai Quaderni, che erano apparsi nei volumi XXIX e XXX del Leninski Sbornik””. (pag VI) “”La piccola borghesia guadagna in ogni modo dalle guarnigioni. E’ una delle ragioni della popolarità del militarismo!”” (pag 173) Importanza economica dell’ apparato militare tedesco (pag 172) Jaeger, La persia e la questione persiana (pag 701)”,”LEND-439″
“LENIN V.I., a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Opere complete. 40. Quaderni sulla questione agraria.”,”L’ economia capitalistica in Europa e negli Stati Uniti. “”La cosa più interessante nella statistica americana è la combinazione (sia pure non realizzata fino in fondo) dei ‘tre’ raggruppamenti: per superficie, per reddito e per fonte principale del reddito. Il confronto del raggruppamento ‘per superficie’ con quello per reddito (p. 10 e 9 degli estratti) dimostra chiaramente la superiorità del ‘secondo’. (pag 411) (‘ ‘ in corsivo nel testo)”,”LEND-440″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 41. 1896- ottobre 1917.”,”Piano di lezioni sul marxismo. (pag 277) “”L’ Italia si fa insolente nella sua politica di saccheggio delle terre turche””. (pag 323) “”La crisi balcanica è uno degli anelli di quella catena di eventi che dall’ inizio del secolo XX sta conducendo dappertutto a un inasprimento delle contraddizioni di classe e dei contrasti internazionali, alle guerre e alle rivoluzioni. La guerra russo-giapponese, la rivoluzione in Russia, una serie di rivoluzioni in Asia, l’ acuirsi della rivalità e dell’ inimicizia tra gli Stati europei, la minaccia alla pace per la questione del Marocco, la predatoria campagna dell’ Italia contro Tripoli, ecco che cosa ha preparato la crisi odierna””. (pag 323) La lotta dei partiti in Cina. (pag 345) Aggiungere SUN YAT-SEN”,”LEND-441″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 42. Ottobre 1917 – marzo 1923.”,”Sullo stipendio degli specialisti (112) Plechanov su terrore (pag 20) Riorganizzazione ispezione operaia e contadina (pag 470) appendice Testamento di Engels (pag 457) “”Avrei preferito, invece di una breve prefazione, fare un’ analisi particolareggiata di qualche opera di J. Ramsay MacDonald che, per quanto ne so, appartiene al novero degli autori inglesi più influenti e più letti della stessa tendenza sostanzialmente “”kautskiana””. Purtroppo non ho potuto ricevere il libro di J. Ramsay MacDonald ‘Parliament and Revolution’ che contiene capitoletti sulla “”democrazia sovietica”” e sul “”sistema elettorale sovietico””, ma dell’ articolo dello stesso autore Socialist Review Outlook, pubblicato nella rivista diretta da MacDonald, The Socialist Review, october-december, 1919, risulta con assoluta chiarezza il punto di vista “”kautskiano”” dell’ autore. MacDonald non è un marxista, e l’ opportunismo verniciato di marxismo che costituisce la particolarità di Kautsky, non è tipico per l’ Inghilterra.”” (pag 162)”,”LEND-442″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 43. Dicembre 1893 – ottobre 1917.”,”Sono qui raccolti appunti lettere telegrammi scritti da Lenin nel periodo sopra indicato e non apparsi nei volumi 34 35 e 36 della presente edizione dei quali costituiscono una sostanziale integrazione. Lettera a K. Kautsky del 29.6.1903 “”Egregio compagno, vi allego una copia della traduzione russa del vostro opuscolo (Die sociale Revolution). Ho aggiunto ‘soltanto una’ nota alle pagine 129-130, in cui sulla base dei dati della statistica industriale russa ho mostrato quanto potrebbe risparmiare anche la Russia organizzando aziende più grandi (di cento e più operai) che lavorino con due o tre turni, e chiudendo le piccole. L’ opuscolo nella traduzione russa è stato pubblicato in cinquemila copie. I miei migliori saluti. Lenin.”” (pag 83-84) Molte lettere a Huysmans, I. Armand Kamenev e Karpinski, Zinoviev”,”LEND-443″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 44. Ottobre 1917 – novembre 1920.”,”Sono qui raccolti appunti lettere telegrammi scritti da Lenin nel periodo sopra indicato e non apparsi nei rispettivi volumi della quarta edizione russa dello Opere Complete. “”Compagno Dzerginski, vi presento una richiesta. Vi prego di ricercare immancabilmente il colpevole delle lungaggini burocratiche (nessuna risposta dal 3 al 20 dicembre!! e il decreto è del 21 novembre!!!) e di denunciarlo al tribunale. Non si può lasciare impunita una simile mostruosità. E’ evidente che negli uffici ci sono dei sabotatori. (…)”” (pag 144-145, 21 dicembre 1918) Telegramma a Sapronov T.V. “”La situazione dei trasporti è qui talmente pesante che sono necessari sforzi eroici tanto per ottenere il carbone quanto per intensificare ulteriormente la riparazione delle locomotive. Concentrate in questo lavoro le forze migliori, controllate personalmente, fissate premi in grano per ogni locomotiva riparata, ricostruite le migliori officine, stabilite due e tre turni. Telegrafate esecuzione.”” (Lenin, 26 dicembre 1919) (pag 299) Tukhacevski. (pag 385)”,”LEND-444″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. 45. Novembre 1920 – marzo 1923.”,”””Considero assolutamente giusta la vostra decisione di incaricare il commissario del popolo agli approvvigionamenti di organizzare un particolare negozio (deposito) per la vendita di prodotti alimentari (e di altre cose) agli stranieri e ai compagni dell’ Internazionale comunista venuti a Mosca. Propongo di fare approvare la decisione dal Consiglio del lavoro e della difesa e di sollecitare con tutte le forze. Il negozio dev’essere organizzato con criteri rigorosamente commerciali e con direzione personale. Potranno fare acquisti in questo negozio soltanto i forestieri venuti dall’ estero, muniti di apposite carte d’ identità, e soltanto con tessere personali. Incarico Smolianinov di seguire particolarmente la cosa.”” (pag 201, Fonogramma di Lenin a Rykov, 22 luglio 1921) Sono qui raccolti appunti lettere telegrammi scritti da Lenin nel periodo sopra indicato e non apparsi nei rispettivi volumi della quarta edizione russa dello Opere Complete. Caso Rozkov e quadri all’ internazionale comunista Lettera a Stalin (8 dicembre 1922) (pag 614) Lettera a Koenen Thalheimer Frolich. (pag 163) Lettera questione di politica finanziaria. (pag 553) Lettera a Lazzari. (pag 616) Lettera a Smolianinov. (pag 260)”,”LEND-445″
“LENIN V.I.”,”Que faire?”,”‘La lutte de parti donne des forces et de la vitalité au Parti, la meilleure preuve de faiblesse d’un parti, c’est sa position diffuse et l’ effacement des frontières nettement tracées; le Parti se renforce en s’épurant….””. (Estratto di una lettere di Lassalle a Marx, 24 giugno 1852) “”Non sono semplicemente i rivoluzionari che, in generale, sono in ritardo sullo slancio spontaneo delle masse; anche gli operai rivoluzionari ritardano sullo slancio spontaneo delle masse operaie. E questo fatto conferma con ogni evidenza, anche da punto di vista “”pratico””, non solo l’ assurdità, ma anche il carattere politico reazionario della “”pedagogia”” che ci è sovente servita a proposito dei nostri doveri verso gli operai. Attesta che nostro obbligo primario e imperioso è di contribuire a formare dei rivoluzioari operai che, in rapporto all’ attività nel Partito, siano allo stesso livello dei rivoluzionari intellettuali. (Sottolineamo: in rapporto dell’ attività nel Partito, perché, da altri punti di vista, raggiungere questo livello è, per gli operai, cosa molto meno facile e molto meno urgente, benché necessaria).”” (pag 191)”,”LEND-446″
“LENIN V.I. ZINOVIEV G.”,”Socialism and war.”,”Ristampato da ‘The Imperialist War’ di V.I. Lenin. Esempio di fraternizzazione nelle trincee. “”I giornali borghesi di tutti i paesi belligeranti hanno riportato esempi di fraternizzazione tra i soldati delle nazioni belligeranti, perfino nelle trincee. Il fatto che le autorità militari della Germania ed Inghilterra hanno impartito severi ordini contro qualsiasi fraternizzazione prova che il governo e la borghesia considera ciò di seria importanza””. Gli AA proseguono dicendo che se ciò si è verificato in una fase di influenza dell’ opportunismo nei partiti socialdemocratici europei, figuriamoci cosa potrebbe diventare il fenomeno delle fraternizzazioni se la direzione del movimento fosse affidata al movimento rivoluzionario internazionale, almeno dai socialisti di sinistra europeo. (pag 23)”,”LEND-447″
“LENIN V.I.”,”Materialismo y empirio-criticismo.”,”””Non si hanno sensazioni (umane) senza uomo. (…) “”Il mondo fisico esisteva prima che potesse comparire quello psichico come il prodotto supremo della forma suprema della materia organica””. “”Ovvero: 1. Il mondo fisico esiste indipendentemente dalla coscienza dell’ uomo ed esisteva molto prima dell’ uomo, prima di tutta “”l’ esperienza umana””; 2. (Il mondo, nrd) psichico, la coscienza, ecc., è il prodotto supremo della materia (ovvero, di quello fisico), è una funzione di quel frammento particolarmente complesso della materia che si chiama cervello umano””. (pag 249-250) (pag 249, Lenin, critica la ‘scala’ di Bogdanov)”,”LEND-448″
“LENIN V.I. (LENINE N.) ZINOVIEV G.”,”Contre le courant. Tome premier, 1914-1915.”,”””La maggior parte degli articoli qui riuniti sono stati già pubblicati nel Socialdemocratico (Sozialdemokrat) organo centrale del partito operaio socialdemocratico russo (bolscevico) che apparve in Svizzera dalla fine del 1914 fino all’ inizio del 1917. Uno solo di questi articoli, uno dei più considerevoli, è attitno dalla rivista Le Communiste, che non ebbe che un solo numero, nel 1916, sempre in Svizzera””. (Lenin, pag 5) “”Beninteso, esistono delle possibilità di accordi ‘temporanei’ tra capitalisti e tra potenze. E’ in questo senso che si possono concepire degli Stati Uniti d’ Europa, come una convenzione tra capitalisti europei, ma… una convenzione incentrata su che? Unicamente su una politica comune per spezzare il socialismo in Europa, per conservare le colonie di cui si sono impadroniti attraverso il brigantaggio contro le imprese del Giappone e dell’ America (…). Sulla base dell’ economia attuale, ovvero in regime capitalistico, gli Stati Uniti d’ Europa non saranno che un’ organizzazione della reazione per ritardare il troppo rapido progresso dell’ America. L’ epoca o la causa della democrazia e quella del socialismo legate solo alle sorti dell’ Europa, è definitivamente tramontata. Gli Stati Uniti del mondo ( e non solamente d’ Europa): ecco la formula statale dell’ unione e della libertà delle nazioni che noi colleghiamo al socialismo, fino al giorno in cui la completa vittoria del comunismo porterà la definitva sparizione di ogni Stato, anche puramente democratico””. (pag 139, Sulla parola d’ ordine degli Stati Uniti d’ Europa, Lenin, 1915)”,”ZIND-028″
“LENIN V.I.”,”Sur l’ Etat socialiste.”,”Carattere democratico e socialista del potere sovietico (1918). “” (…) I soviets concentrano nelle loro mani non solo il potere legislativo e il controllo dell’ applicazione delle leggi, ma pure la messa in opera diretta delle leggi da parte dei membri dei Soviets, allo scopo di assicurare la consegna progressiva delle funzioni legislative e dell’ amministrazione dello Stato a tutta la popolazione lavoratrice.”” (pag 89) “”(…) ogni legittimazione diretta o indiretta della proprietà degli operai di una fabbrica o di una professione sulla loro propria produzione, o del loro diritto di restringere o frenare le disposizioni delle autorità centrali, è una deformazione molto grave dei principi del potere sovietico e un abbandono totale del socialismo””. (pag 89)”,”LEND-449″
“LENIN V.I. (LENINE)”,”L’ Etat et la revolution. La doctrine marxiste de l’ Etat et le taches du proletariat dans la revolution.”,”Rivoluzione violenta (pag 18) Engels contro l’ opportunismo. “”Formulando la sua tesi famosa: “”lo Stato si estingue””, Engels spiega concretamente che essa è diretta sia contro gli opportunisti che contro gli anarchici. E ciò che viene in primo luogo letto in Engels, è la conclusione, tirata dalla sua tesi sull’ “”estinzione dello Stato””, che dirige contro gli opportunisti. Si può scommettere che su 10 mila persone che hanno letto qualche cosa a proposito dell’ “”estinzione”” dello Stato o ne hanno sentito parlare, 9990 ignorano assolutamente o non si ricordano più che le conclusioni di questa tesi, Engels non le dirigeva unicamente contro gli anarchici. E, su le altre dieci persone, nove a colpo sicuro non sanno cosè lo “”Stato popolare libero”” e perché, attaccandosi a questa parola d’ ordine, ci si attacca anche agli opportunisti””. (pag 22) “”Lo “”Stato popolare libero”” era una rivendicazione iscritta nel programma dei socialdemocratici tedeschi degli anni 70 e che era diventato presso di loro una formula corrente. Questa parola d’ ordine, sprovvista completamente del suo contenuto politico, non contiene che una traduzione piccolo-borghese o enfatica del concetto di democrazia”” (pag 22)”,”LEND-454″
“LENIN V.I.”,”Sulla religione.”,”Morale religiosa e morale comunista (pag 58) “”Ma esiste una morale comunista? Senza dubbio. Ci s’ immagina spesso che noi non abbiamo una morale nostra propria , e la borghesia ci rimprovera sovente, noi comunisti, di ripudiare ogni morale. E’ un modo come un altro di falsificare le idee, di gettar polvere negli occhi agli operai e contadini. In che senso, ripudiamo la morale? Nel senso della morale predicata dalla borghesia che la deduce dai comandamenti di dio. Naturalmente, noi diciamo che non crediamo in dio, che sappiamo benissimo che il clero, i proprietari fondiari, la borghesia invocano la divinità per difendere i loro interessi di sfruttatori. (…) Noi diciamo che la nostra morale è completamente subordinata agli interessi della lotta di classe del proletariato. La nostra morale discende dagli interessi della lotta di classe del proletariato.”” (pag 58-59)”,”LEND-456″
“LENIN V.I.”,”El imperialismo fase superior del capitalismo.”,”ARBASINO critico del costume dell’ Italia contemporanea (v. opere ISC) (radio) “”La prospettiva della distribuzione della Cina suscita in Hobson il seguente giudizio economico: “”La maggior parte dell’ Europa Occidentale potrà acquisire allora l’ aspetto e il carattere che hanno attualmente certe parti di questi paesi nel Sud dell’ Inghilterra,nella Riviera e nei luoghi dell’ Italia e della Svizzera più frequentati dai turisti e che sono residenza di gente ricca, ovvero: un pugno di ricchi aristocratici che percepiscono dividendi e pensioni dal Lontano Oriente, con un gruppo anche più considerevole di impiegati professionali e di commercianti e un numero maggiore di servitori e di operai occupati nel trasporto e nell’ industria dedicata all’ ultima fase di preparazione degli articoli di facile lavorazione. In cambio, i rami principali dell’ industria spariranno, e i prodotti alimentari di grande consumo e gli articoli semi-manifatturieri correnti affluiranno, come un tributo, dall’ Asia e dall’ Africa.”””” (pag 116) (controllare su testo italiano)”,”LEND-457″
“LENIN V.I.”,”Cartas sobre táctica.”,”Lettera ai comunisti tedeschi. Levi e la scissione dal KPD della sinistra KAPD e della destra (Paul Levi con la sua rivista ‘Unser Weg’). “”(…) Non perdere la serenità e la fermezza; correggere sistematicamente gli errori del passato; conquistare con costanza la maggioranza tra le masse operaie dentro e fuori dei sindacati; formare pazientemente un partito comunista vigoroso e intelligente, capace di dirigere veramente le masse in qualsiasi cambiamento di situazione; elaborare una strategia che sia al livello della migliore strategia internazionale della borghesia più avanzata e “”istruita”” (per l’ esperienza secolare, in generale, e per l’ esperienza “”russa””, in particolare), questo è ciò che deve fare e ciò che farà il proletariato tedesco, ciò che ci garantirà la vittoria””. (pag 63-64, Lenin, 1921)”,”LEND-458″
“LENIN V.I.”,”Acerca de la emulacion socialista.”,”””Quando sulla scena storica entra una classe nuova come capo e dirigente della società, da una parte si ha sempre un periodo di grandi “”shocks””, sconvolgimenti, lotte e tempeste, e, dall’ altra a volte capita un periodo di titubanze, esperimenti, oscillazioni e dubbi rispetto alla nascita di nuovi metodi corrispondenti alla nuova situazione obiettiva… Si richiedono, a questo scopo, molti mesi e anni, e non settimane, affinché la nuova classe sociale, fino ad allora oppressa e schiacciata dalla miseria e dalla ignoranza, possa familiarizzarsi con la nuova situazione, orientarsi, organizzare il suo lavoro ed esprimere i suoi organizzatori””. (pag 25)”,”LEND-459″
“LENIN V.I.”,”Acerca del imperialismo norteamericano.”,”Contesa tra quattro grandi potenze: Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Germania. “”La guerra ha determinato due contraddizioni principali, che a loro volta hanno determinato la situazione internazionale della Repubblica Sovietica Socialista in questo momento. La prima di esse è la lotta, che è giunta al grado estremo di accanimento tra la Germania e l’ Inghilterra, sul fronte occidentale. (…) La seconda contraddizione che determina la situazione internazionale della Russia, è la rivalità tra il Giappone e il Nordamerica. Lo sviluppo ecoomico di questi paesi nel corso di vari decenni ha accumulato una grande quantità di materiale infiammabile, che genera inevitabilmente una contesa disperata di queste potenze per il dominio nell’ oceano Pacifico e nel suo litorale.”” (pag 60-61, 1918)”,”LEND-460″
“LENIN V.I.”,”Acerca de las guerras justas i injustas.”,”Risposta a K. Kievski (G. Piatakov) “”La guerra – come tutte le crisi nella vita dell’ uomo o nella storia dei popoli – stordisce e sconvolge alcuni, tempra e istruisce altri. (…) Una di queste forme di confusione o oppressione del pensiero umano per la guerra è il disprezzo della democrazia da parte dell’ “”economismo imperialista””.”” (pag 68, Risposta a P. Kievski (G. Piatakov)) (Nota: economicismo imperialista, tendenza opportuinstica nella socialdemocrazia internazionale manifestata durante la prima guerra mondiale. Gli economicisti imperialisti si pronunciarono contro l’ autodeterminazione delle nazioni, contro la lotta per le riforme e le trasformazioni democratiche…(pag 197) [‘La guerra – come tutte le crisi nella vita dell’uomo o nella storia dei popoli – abbatte e spezza alcuni, tempra e istruisce altri. Questa verità si sta facendo luce anche nel campo del pensiero socialdemocratico sulla guerra e sulle sue circostanze. Una cosa è riflettere a fondo sulle cause e sul significato della guerra imperialistica, nel quadro di un capitalismo molto progredito, sugli obiettivi della tattica socialdemocratica in relazione alla guerra, sulle cause della crisi della socialdemocrazia, ecc. Un’altra cosa è lasciare che la guerra ‘annienti’ la nostra stessa facoltà di pensare, smettere di ragionare e analizzare, ‘sotto il peso’ delle terribili impressioni e delle dolorose conseguenze o peculiarità della guerra. Una di queste forme di ‘avvilimento o annientamento’ dell’umana capacità di pensare ad opera della guerra è l’atteggiamento di disprezzo che l'””economismo imperialistico”” assume nei confronti della ‘democrazia’. (…) La difesa della patria è una menzogna in una guerra imperialistica, ma non lo è affatto in una guerra democratica e rivoluzionaria. I discorsi sui “”diritti”” sembrano ridicoli in tempo di guerra, perché ‘ogni’ guerra sostituisce al diritto la violenza aperta e immediata; ma non bisogna tuttavia dimenticare che nella storia ci sono state (e senza dubbio ci saranno ancora, dovranno esserci in avvenire) delle guerre (democratiche e rivoluzionarie) che, pur sostituendo, nel loro corso, la violenza ad ogni “”diritto”” e ad ogni democrazia, ‘hanno’ però ‘giovato’, per il loro contenuto sociale e per le loro conseguenze, alla causa della democrazia, e, ‘quindi’ del socialismo. (…)’ [Lenin, Risposta a P. Kievski (Iu. Piatakov), scritta nell’agosto-settembre 1916, pubblicata per la prima volta nel 1929]”,”LEND-461″
“LENIN V.I.”,”Un paso adelante, dos pasos atràs. (Una crisis en nuestro partido)”,”””In connessione inseparabile con il girondinismo e l’ anarchismo feudale si ha un’ ultima particolarità caratteristica della posizione della nuova “”Iskra”” sulle questioni di organizzazione: la difesa dell’ autonomismo contro il centralismo. Questo è precisamente il significato dei principi che sottendono (ammesso che ne abbiano) i clamori contro il burocratismo e l’ autocrazia (…)””. (pag 105) Nota Il termine anarchia feudale (per es: articolo di Luciano Atticciati “”Verso la fine del IX secolo l’Europa entrò in un periodo che molti storici definiscono di anarchia feudale. La dissoluzione dello stato fu un fenomeno lento. Con la fine dello stato romano (o romano bizantino) scomparì l’istruzione laica, e tutta la cultura si concentrò nel mondo ecclesiastico. La figura di maggiore rilievo dal punto di vista della filosofia politica, fu quella di S. Agostino. Nel Civitate Dei, il filosofo aveva radicalmente separato il mondo materiale, considerato fonte di ogni male, da quello divino. Autori successivi, come San Bernardo di Chiaravalle, importante pensatore del movimento monastico cistercense, avevano ulteriormente forzato tale visione, arrivando alla svalutazione della ragione di fronte alla fede. Tale modo di vedere aveva avuto notevoli conseguenze. La Chiesa acquisì un potere morale fortissimo, divenne in pratica l’istituzione in grado di fornire legittimità ai capi politici, qualcosa di simile potremmo dire a quello che avviene oggi in certi paesi mussulmani. Già dai tempi di Costantino si era verificato una certa commistione fra potere civile e quello spirituale, nel periodo successivo molti vescovi divennero anche funzionari dello stato e consiglieri del re. La grande abbondanza di ricchezze e di proprietà terriere della Chiesa, aveva ulteriormente rafforzato tale tendenza, e il suo peso sulla scena politica. Contemporaneamente alla crescita del potere religioso, si assistette all’indebolimento del potere politico. L’impoverimento generale della società nonché lo stato d’abbandono delle vie di comunicazione resero sempre più difficile il controllo del potere centrale sulla periferia. I tre regni romano barbarici (Visigoti in Spagna, Franchi in Francia, e Ostrogoti in Italia) mantennero le istituzioni romane antiche e riconobbero almeno formalmente il potere dell’imperatore bizantino, ma non poterono esercitare un adeguato controllo sui conti che amministravano le province (il territorio della civitas), mentre i grandi proprietari terrieri acquisirono di fatto sempre maggiori poteri. La piccola proprietà scomparve, sia a causa della pressione fiscale, sia per il bisogno di protezione, mentre il mondo urbano, con le sue attività e la sua mobilità cessò di esistere. Il potere del re era in linea teorica notevole, ma non disponendo più nel periodo successivo a quello merovingio di un gettito fiscale, non poté mantenere un forte esercito e fu costretto a concordare tutte le decisioni del regno con i “grandi”. I conti non più retribuiti dallo stato, ottennero un gran numero di proprietà terriere per i loro servigi, si radicarono pertanto nel territorio che amministravano, e fatto ancora più rilevante nel periodo di Carlo il Calvo, l’ultimo dei sovrani carolingi di una certa importanza, il loro titolo divenne ereditario, e pertanto non più controllabile dall’alto. Con la dissoluzione dello stato si verificò nel X secolo il fenomeno dell’incastellamento. Tutte le famiglie “potenti” si crearono delle residenze fortificate entro le quali erano praticamente intoccabili. In tal modo sparì il potere pubblico, l’attività legislativa (sostituita da singoli atti amministrativi), e lo stesso diritto. Il potere reale passò nelle mani delle grandi famiglie proprietarie di terre, che disponevano di eserciti privati e legate fra di loro da vincoli feudali. Già nel VI secolo si era diffuso il rapporto di raccomandazione e l’immunità che aveva reso alcuni territori autonomi, nel periodo successivo i feudi, che erano semplici concessioni temporanee divennero definitive ed ereditarie. Non esistendo un catasto ed un’anagrafe, il periodo in questione divenne un periodo di incertezza e di precarietà, con numerose guerre a carattere locale. Altro elemento che contribuì alla formazione di una potente aristocrazia, fu quello militare. Nel periodo successivo a quello dello stato romano gli eserciti avevano perso la capacità di combattere in formazione compatte, e tale situazione rese la cavalleria formata da nobili, gli unici che potevano permettersi un cavallo e un’armatura, un arma estremamente potente. Il periodo di anarchia feudale coincise anche con quello delle nuove incursioni barbariche (normanni, ungari, saraceni) nonché con quello della decadenza morale di quello che era considerato il capo della Chiesa, il vescovo di Roma. Per lungo tempo il vescovo di Roma, come gli altri vescovi, era nominato dall’imperatore, o quanto meno la sua nomina veniva concordata fra clero locale e il potere centrale. Nel periodo successivo a quello di Carlo Magno, le famiglie nobili romane si disputarono il titolo, e la Chiesa decadde ai livelli più bassi. Tale situazione favorì il nascere di movimenti di riforma come quello dei cluniacensi e dei cistercensi, nonché i successivi movimenti eretici. Il decadimento morale della Chiesa in linea generale contribuì al successivo affrancamento del potere politico da quello ecclesiastico. Il Sacro Romano Impero creato da Carlo Magno presentava una caratteristica che contribuì alla sua decadenza, la mancanza di una capitale, e quindi di una organizzazione burocratica stabile, e di una regolare successione imperiale. Nell’843 l’impero venne diviso in tre parti, sulle quali prevalse quella tedesca, che pur essendo più arretrata dal punto di vista economico, si presentava meno frammentata, ed in parte rimaneva allo stato tribale. All’interno del regno di Germania prevalsero i duchi di Sassonia e successivamente quelli di Franconia esclusivamente per ragioni militari. Il nuovo impero fece ancora più affidamento del precedente sul potere dei vescovi, e comunque dovette ampliare le concessioni di autonomia della nobiltà. Il periodo di anarchia feudale iniziò a essere superato intorno al 1100 ad opera di due monarchie normanne francesizzate, quella inglese fondata da Guglielmo il Conquistatore, e quella di Sicilia (Ruggero II), il paese economicamente più sviluppato d’Europa. Le due nuove monarchie ripristinirano un’efficiente amministrazione periferica. Contemporaneamente il sorgere in Italia di università non controllate dalla Chiesa contribuì alla idea di uno stato autonomo dal potere religioso. All’inizio del secolo successivo Filippo Augusto in Francia diede vita ad una solida monarchia, l’evoluzione fu lenta e si potrà considerare conclusa non prima della fine del Quattrocento.”” (fonte internet)”,”LEND-462″
“LENIN V.I.”,”Materialismo y empiriocriticismo.”,” “”La questione veramente importante della teoria della conoscenza, che divide le strade filosofiche non consiste nel sapere qual è il grado di precisione che hanno realizzato le nostre descrizioni delle connessioni causali, né se tali descrizioni possano essere espresse in una formula matematica precisa, ma sapere se l’ origine della nostra conoscenza di queste connessioni è compresa nelle leggi oggettive della nautra o nelle proprietà della nostra mente, nella capacità inerente ad essa di conoscere certe verità aprioristiche, ecc. Questo è ciò che separa per sempre i materialisti Feuerbach, Marx ed Engels, dagli agnostici (…) Avenarius e Mach.”” (pag 169) (…) (humistas)”,”LEND-463″
“LENIN V.I.”,”El socialismo utópico y el socialismo científico.”,” Marx e Darwin. “”Il Capitale ha avuto un effetto così grande precisamente perché questo libro di un “”economista tedesco”” ha mostrato al lettore tutta la formazione sociale capitalista come organismo vivente: con i suoi diversi aspetti della vita quotidiana, con la manifestazione sociale effettiva dell’ antagonismo di classe propria di tali rapporti di produzione, con la sua sovrastruttura politica borghese che protegge la dominazione della classe dei capitalisti, con le sue idee borghesi di libertà, eguaglianza, ecc., con i suoi rapporti familiari borghesi. Si capisce adesso che la comparazione con Darwin è completamente esatta: il Capitale non è altro che “”alcune idee generalizzatrici, strettamente legate tra loro, che fanno da corona a tutto un Monte Bianco di fatti concreti””.”” (pag 15, Lenin, Che cosa sono gli amici del popolo…)”,”LEND-464″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo I. 1894-1901. Quiénes son los “”amigos del pueblo”” y cómo luchan contra los socialdemócratas. Federico Engels. Contribución a la caracterización del romanticismo económico. Las tareas de los socialdemócratas rusos. A qué herencia renunciamos?”,”””Dopo il movimento del 1849-1849, Marx ed Engels, nell’ esilio, non si dedicarono solo al lavoro scientifico. Marx fondò nel 1864 la Associazione Internazionale dei Lavoratori, che diresse per un decennio. Pure Engels partecipò intensamente alle sue attività. Il lavoro dell’ Associazione Internazionale, che, in accordo con le idee di Marx, univa i proletari di tutti i paesi, ebbe grandi importanza per lo sviluppo del movimento operaio””. (pag 225-226)”,”LEND-465″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo II. 1902-1905. Qué hacer? A los pobres del campo. Un paso adelante, dos pasos atrás. El proletadiado y el campesinado. Ejército revolucionario y gobierno revolucionario.”,”””Adesso nessun socialdemocratico russo può porre in dubbio che la rottura definitiva della tendenza rivoluzionaria con la opportunista non si sia originata per questioni “”di organizzazione””, se non precisamente per il desiderio degli opportunisti di rafforzare la fisionomia propria dell’ opportunismo e di continuare ad affuscare le menti con le disquisizioni dei Krichevski e dei Martinov””. (pag 187) Marx e il reparto dei neri d’ America. (pag 434) Levin-Egorov (nato nel 1873) socialdemocratico russo, uno dei dirigenti del gruppo Yuzhni Rabochi, al II Congresso del POSDR tenne una posizione centrista e dopo il congresso aderì ai menscevichi.”,”LEND-466″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo III. 1905-1912. Dos tácticas de la socialdemocracia en la revolución democrática. Marxismo y revisionismo. Material inflamable en la política mundial. Las enseñanzas de la revolución.”,”Prefazione a traduzione russa del libro di corrispondenze di J.F. BECKER J. DIETZGEN F. ENGELS, C. MARX e altri con F.A. SORGE e altri (pag 256) “”Riguardo al problema della condotta che si deve seguire in caso di dichiarazione di guerra, la maggioranza dei socialdemocratici tedeschi, con Bebel e Vollmar in testa, mantengono con ostinazione la posizione secondo cui i socialdemocratici devono difendere la propria patria di fronte all’ aggressione, per cui sono obbligati a prendervi parte in una guerra “”difensiva””. Questa tesi conduce Vollmar a dichiarare a Stuttgart che “”tutto l’ amore verso l’ umanità non può impedirci di essere buoni tedeschi”” e al discusso deputato socialdemocratico Noske di proclamare nel Reichstag che, in caso di guerra contro la Germania, “”i socialdemocratici non si distingueranno dai partiti borghesi e si porranno il fucile in spalla””. A Noske non gli è bastato più che un altro passo per dire: “”Diciamo che la Germania è armata tutto il possibile””.”” (pag 333, Lenin 1908, “”Il militarismo bellicoso e la tattica antimilitarista della socialdemocrazia””)”,”LEND-467″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo IV. 1908-1915. Materialismo y empiriocriticismo. En torno a la dialéctica.”,”Intorno alla dialettica (frammento, originale sintesi dei lavori di filosofia di Lenin nel 1914-1915). Lenin analizza in esso la legge dialettica dell’ unità degli opposti, le concezioni metafisica e dialettica dello sviluppo e le categorie dell’ assoluto, del relativo, dell’ astratto e del concreto, del generale e del particolare e del singolare, il logico e lo storico, e così via, scopre il carattere dialettico del processo di conoscenza e mostra le radici gneosologiche e di classe dell’ idealismo (nota 102 pag 387) “”Secondo. Engels non elabora “”definizioni”” della libertà e la necessità, definizioni scolastiche che interessano di più i cattedratici reazionari (del tipo di Avenarius) ed i suoi discepoli (del tipo di Bodganov). Engels prende la conoscenza e la volontà dell’ uomo, da un lato, e la necessità della natura, dall’ altro, e al posto di qualche definizione dice semplicemente che la necessità della natura è il primario, e la volontà e la coscienza dell’ uomo il secondario. Queste ultime debbono, immancabilmente e necessariamente, adattarsi alla prima; Engels considera questo cosa talmente evidente che non impiega parole inutili nello spiegare il suo punto di vista.”” (pag 182)”,”LEND-468″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo V. 1913-1916. Vicisitudes históricas de la doctrina de Carlos Marx. Las tres fuentes y las tres partes integrantes del marxismo. Carlos Marx (Breve esbozo biográfico con una exposición del marxismo). El derecho de las naciones a la autodeterminación. La bancarrota de la II Internacional. El imperialismo, fase superior del capitalismo.”,”””(…) come ha scritto Martov sul Golos: “”Vorwärts morto; “”la socialdemocrazia, che rende pubblica la rinuncia alla lotta di classe, dovrebbe riconoscere senza indugi che ciò è dissolvere innanzitutto la sua organizzazione e chiudere i propri organi di stampa””; come Plechanov, secondo un’ informazione di Golos, ha detto in una conferenza:””sono grande nemico della scissione; ma se si sacrificano i principi a sacrificio della integrità dell’ organizzazione, è preferibile la scissione ad una falsa unità””. Plechanov ha detto questo, referendosi ai radicali tedeschi: vede la pagliuzza nell’ occhio dei tedeschi e non vede la trave nel proprio””.”” (pag 213)”,”LEND-469″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo VI. Julie de 1916 – julio de 1917. El programa militar de la revolución proletaria. El imperialismo y la escisión del socialismo. Cartas desde lejos. Las tareas del proletariado en nuestra revolución. VII Conferencia (Conferencia de Abril) de toda Rusia del POSD(b) R 24-29 de abril (7-12 de mayo) de 1917.”,”Sul pamphlet di Junius (pag 1) Chjeidze uno dei leaders del menscevismo (1864-1926) Sul dualismo di potere (pag 284) “”La Russia è il paese più piccolo-borghese di tutta Europa. Questa gigantesca onda piccolo-borghese lo ha inondato tutto, ha isolato il proletariato cosciente non solo con la forza del numero, ma anche ideologicamente; ovvero, ha afflitto e contaminato con le sue concezioni piccolo-borghesi della politica grandi settori della classe operaia. Nella vita reale, la piccola borghesia dipende dalla borghesia: la sua vita è (per il posto che occupa nella produzione sociale) quella del proprietario, non quella del proletario, e nella sua forma di pensare segue la borghesia””. (pag 285, Lenin, I compiti del proletariato nella nostra rivoluzione, 1917)”,”LEND-470″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo VII. Julie de 1917 – febrero de 1918. El Estado y la revolución. Las enseñanzas de la revolución. La catástrofe que nos amenaza y cómo combatirla. El marxismo y la insurrección. Cómo debe organizarse la emulación?”,”Engels su superamento democrazia (pag 77) “”La giustizia è una parola vuota, dicono gli intellettuali e astuti che si ritengono marxisti per la sublime ragione di aver “”contemplato la parte posteriore”” del materialismo economico. Le idee si convertono in forza quando incontrano le masse. E oggi proprio i bolscevichi, ovvero, i rappresentanti dell’ internazionalismo proletario, rivoluzionario, incarnano con la loro politica l’ idea che mette in azione nel mondo intero una immensa massa di lavoratori. Ma da sola, la giustizia, il sentimento delle masse indignate per lo sfruttamento, mai avrebbe portato al cammino sicuro del socialismo. Ma quando si è formato, grazie al capitalismo, il meccanismo materiale delle grandi banche, dei consorzi, delle ferrovie, ecc; quando la ricchissima esperienza dei paesi avanzati ha accumulato riserve delle meraviglie della tecnica, la cui applicazione viene frenata dal capitalismo; quando gli operai coscienti hanno forgiato un partito di un quarto di milione di militanti (…), non ci sarà forza al mondo capace di impedire ai bolscevichi (…) di giungere fino al trionfo della rivoluzione socialista mondiale””. (pag 320)”,”LEND-471″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo VIII. De marzo a noviembre de 1918. VII Congreso Extraordinario de PC(b) de Rusia. Las tareas inmediatas del Poder soviético. Acerca del infantilismo “”izquierdista”” y del espíritu pequeñoburgués. Carta a los obreros norteamericanos. Discurso pronunciado en el I Congreso de Obreras de toda Rusia.”,”Il carattere dei nostri periodici. (pag 349) “”L’ esperienza irrefutabile della storia mostra che la dittatura di determinate persone è stata con molta frequenza, nel corso di movimenti rivoluzionari, l’ espressione della dittatura delle classi rivoluzionarie (…)””. (pag 119) “”I razionamenti non possono essere peggiori. Se non siamo anarchici, dobbiamo ammettere la necessità dello Stato, ovvero, la coercizione, per passare dal capitalismo al socialismo. La forma della coercizione è determinata dal grado di sviluppo della classe rivoluzionaria corrispondente, da circostanze speciali – come è, per esempio, la eredità ricevuta di una guerra ampia e reazionaria – e dalle forme di resistenza della borghesia e della piccola borghesia. Non esiste assolutamente nessuna contraddizione di principio tra la democrazia sovietica (ovvero, socialista) e l’ esercizio del potere dittatoriale di determinate persone. La dittatura proletaria si differenzia dalla dittatura borghese in quanto la prima dirige i suoi colpi contro la minoranza sfruttatrice, a favore della maggioranza sfruttata; (…)””. (pag 120)”,”LEND-472″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo IX. Octubre de 1918 – mayo de 1919. La revolución proletaria y el renegado Kautsky. “”Democracia”” y dictadura. Carta a los obreras de Europa y América. I Congreso de la Internacional Comunista. VIII Congreso del PC(b) de Rusia.”,”Cos’è l’ internazionalismo? (pag 53) “”Da questa situazione discendono i seguenti compiti dei sindacati nel momento che stiamo attraversando. Non certo sicuramente parlare di “”neutralità”” dei sindacati. Tutta la propaganda sulla neutralità o è una copertura ipocrita dello spirito controrivoluzionario oppure una manifestazione di totale incoscienza. Adessa siamo abbastanza forti nel nucleo fondamentale del movimento sindacale da poter subordinare alla nosta influenza e alla disciplina generale proletaria sia gli elementi non comunisti, attardati o passivi, dentro i sindacati, sia i settori di lavoratori che in alcuni aspetti continuano ad essere piccolo-borghesi””. (pag 153-154) (1918)”,”LEND-473″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo X. Junio de 1919 – abril de 1920. Una gran iniciativa. Acerca del Estado. Economía y política en la época de la dictadura del proletariado. Las elecciones a la Asamblea Constituyente y la dictadura del proletariado. Entrevistas con corresponsales extranjeros. Sobre los compromisos.”,””” (…) i veri rivoluzionari proletari mai hanno dimenticato le parole pronunciate da Marx nel 1870: “”la borghesia insegnerà al proletariato il maneggio delle armi””. Solo i traditori del socialismo austro-tedeschi e anglo-franco-russi possono parlare di “”difesa della patria”” nella guerra imperialista, che è una guerra di rapina da ambo le parti, mentre i rivoluzionari proletari concentravano tutta la loro attenzione (a partire dall’ agosto 1914) nel lavoro rivoluzionario nell’ esercito, per utilizzarlo contro i banditi imperialisti della borghesia, (…)””. (pag 311)”,”LEND-474″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo XI. Mayo de 1920 – marzo de 1921. La enfermedad infantil del “”izquierdismo”” en el comunismo. II Congreso de la Internacional Comunista. Tareas de las organizaciones juveniles. Sobre los sindicatos, el momento actual y los errores del camarada Trotski. El Día Internacional de la Obrera.”,”””Perché quando la rivoluzione si è convertita già in una forza indiscutibile e la “”riconoscono”” persino i liberali, quando le classi governanti non solo esse vedono, ma che sentono il potere invicibile delle masse oppresse, tutto il problema si riduce – sia per i teorici come per i dirigenti pratici della politica – di dare una definzione classista esatta della rivoluzione. E senza il concetto di “”dittatura”” è impossibile dare questa definizione classista esatta. Senza preparare la dittatura è impossibile essere veri rivoluzionari. Questa verità non l’ hanno compresa nel 1905 i menscevichi né la comprendono nel 1920 i socialisti italiani, tedeschi, fancesi, ecc, che temono le rigorose “”condizioni”” della Internazionale Comunista; (…)””. (pag 225)”,”LEND-475″
“LENIN V.I.”,”Obras escogidas. En doce tomos. Tomo XII. Marzo de 1921 – marzo de 1923. X Congreso del PC(b) de Rusia. Sobre el impuesto en especie. III Congreso de la Internacional Comunista. Acerca de la significación del oro ahora y después de la victoria completa del socialismo. El significado del materialismo militante. Cinco años de la revolución rusa y perspectivas de la revolución mundial. Acerca del monopolio del comercio exterior.”,”””3. Su questa questione, la propaganda deve consistere, da un lato, nel chiarire a fondo il danno e il pericolo del frazionalismo dal punto di vista dell’ unità del partito e dell’ esercizio della volontà unica della avanguardia del proletariato come condizione fondamentale dell’ esito della dittatura del proletariato, e, dall’ altro, nello spiegare la peculiarità dei nuovi metodi tattici di nemici del Potere sovietico. Questi, appurato che la bandiera delle guardie bianche, la causa della controrivoluzione è perduta, adesso tendono tutte le loro forze per approfondire le discrepanze esistenti dentro il PC russo e dare impulso in un altro modo alla controrivoluzione, dedicando le forze alla tendenza politica più propensa ad apparire che riconosce il Potere sovietico””. (pag 53, X Congresso del PCb di Russia)”,”LEND-476″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. IX. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-09″,”LEND-477″
“LENIN V.I., a cura di V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV e altri”,”Leninskij Sbornik. X. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-10″,”LEND-478″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XIX. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-19 Fogli bianchi in corrispondenza indice fine volume”,”LEND-479″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXI. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-21″,”LEND-480″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXIV. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-24″,”LEND-481″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXVII. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-27″,”LEND-482″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXVIII. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-28″,”LEND-483″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXX. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-30″,”LEND-484″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXXI. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-31″,”LEND-485″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXXIII. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-33″,”LEND-486″
“LENIN V.I., a cura di V.V. ADORATSKIY V.M. MOLOTOV M.A. CAVELIEV V.G. SORIN”,”Leninskij Sbornik. XXXVII. (Miscellanea Lenin)”,”Volume-37″,”LEND-487″
“LENIN V.I., a cura di Filippo GAJA”,”Note al libro di von Clausewitz “”Sulla guerra e la condotta della guerra””.”,”I classici del marxismo, direttore editoriale Filippo GAJA “”Senza una volontà autoritaria, dominatrice che raggiunga fino all’ ultimo membro dell’ esercito, non è possibile alcuna buona condotta di eserciti e chi volesse attenersi all’ abitudine di ripromettersi costantemente dai subordinati il massimo rendimento, per ciò stesso dimostrerebbe di essere incapace di esercitare il comando e la direzione…”” (pag 46, Clausewitz) “”Arte o scienza della guerra? (Paragrafo 3: La guerra è un atto della vita sociale). “”Diciamo dunque che la guerra non è né un’arte né una scienza, ma che è un atto della vita sociale. E’ un conflitto di grandi interessi che si risolve solo con spargimento di sangue e che, solamente in questo, differisce da tutti gli altri conflitti che sorgono fra gli uomini. Essa ha ben minor rapporto con le arti e le scienze che con il commercio, che costituisce ugualmente un conflitto di interessi e attività ma che si avvicina ‘molto di più’ (sottolineato da Clausewitz) alla politica, che è essa stessa una sorta di commercio di dimensioni ingrandite, in cui la guerra si sviluppa come il bambino nel grembo della madre e dove i caratteri principali della guerra si trovano riuniti allo stato latente come lo sono le proprietà degli esseri viventi nei loro germi””. (pag 34) I classici del marxismo, direttore editoriale Filippo GAJA, comitato di redazione: Susanna ANGELERI Gianni ANNOSCIA Roberto BARBIERI Mauro BUZZI Antonio CONVERSO Vincenzo DE-MARIA Roberto ERCOLINI Roberto FRATTI Dirce GIAMMARCHI Patrizia GIANELLI Nicola PIERELLI Ezio SCOTTI Giuseppe TURANI Amneris VERGANI Gianni ZONCA”,”LEND-488″
“LENIN V.I., a cura di Filippo GAJA e Amneris VERGANI”,”Sugli scioperi. Scritti dal 1912 al 1913. III. Lo sciopero rivoluzionario.”,”direttore editoriale Filippo GAJA, Comitato di redazione: Roberto BARBIERI Gabriella CASONI Ezio CONTIERO Stefano DATOLA Vincenzo DE-MARIA Roberto ERCOLINI Nicola FALCIONI Roberto FRANCESCHI Maurizio GHIONI Enzo GHIRINGHELLI Franco GUIDO Giancarlo LEGGIO Ezio SCOTTI Luciano VERONA Amneris VERGANI Opuscolo fondo di PS e GB”,”LEND-489″
“LENIN V.I., a cura di Filippo GAJA e Amneris VERGANI”,”Programma militare della rivoluzione. E altri scritti militari.”,”direttore editoriale Filippo GAJA, Comitato di redazione: Susanna ANGELERI Gianni ANNOSCIA Roberto BARBIERI Mauro BUZZI Antonio CONVERSO Vincenzo DE-MARIA Maurizio DE-STEFANO Roberto ERCOLINI Roberto FRATTI Dirce GIAMMARCHI Nicola PIERELLI Ezio SCOTTI Giuseppe TURANI Amneris VERGANI GIanni ZONCA “”Per rendere più chiare queste idee, citerò un esempio puramente schematico. Non occorre dire che sarebbe assurdo pretendere di fare un “”piano”” per la milizia proletaria: quando gli operai e tutta la massa del popolo si metteranno al lavoro praticamente sapranno elaborarlo e realizzarlo cento volte meglio di qualsiasi teorico. Non propongo nessun “”piano””, voglio solo illustrare il mio pensiero. Pietroburgo conta circa due milioni di abitanti. Oltre la metà di essi ha un’ età fra i 15 e i 65 anni. Prendiamo la metà: un milione. Sottraiamone la quarta parte, cioè i malati, ecc., che attualmente non prendono parte al servizio civile per motivi plausibili. Restano 750.000 cittadini che, lavorando nella milizia, poniamo, un giorno su quindici (e continuando a ricevere il salario dei padroni), costituiscono un esercito di 50.000 uomini. Ecco il tipo di stato di cui abbiamo bisogno! Ecco una milizia “”popolare”” nei fatti e non solo a parole! E’ questa la strada che dobbiamo percorrere perchè sia impossibile ricostituire una polizia e un esercito separati dal popolo. Questa milizia sarebbe composta, per il novantacinque per cento, di operai e di contadini ed esprimerebbe realmente l’ intelligenza e la volontà, la forza e il potere della stragrande maggioranza della popolazione””. (pag 41-42, Lenin, Lettere da lontano, Sulla milizia proletaria, 11 marzo 1917) “”Nella maggior parte delle località della Russia, la situazione del nostro partito è tale che i comitati e i centri direttivi continuamente vengono arrestati e nuovamente si formano, grazie alla presenza di ogni sorta di gruppi socialdemocratici nelle fabbriche, nei sindacati di distretto e di quartiere, vale a dire grazie a quelle stesse “”cellule”” che hanno sempre suscitato l’ odio dei liberali e dei liquidatori. (…) Ciò che rende importante il citato manifesto particolarmente significativo e importante è appunto il fatto che, a causa dell’ arresto del comitato di Pietroburgo, sono appunto le “”cellule”” che devono entrare in scena, essendo state “”sbarazzate””, per volontà della polizia, del “”centro direttivo””, così odiato dai liquidatori. Grazie a questa circostanza, triste per ogni rivoluzionario, è venuta alla luce del sole la vita ‘autonoma’ delle cellule. E’ stato necessario che le cellule, in fretta, sotto le persecuzioni della polizia, veramente furibonda alla vigilia del 1° maggio, unissero le loro forze, stabilissero i loro contatti, ricostituissero la “”clandestinità””. (…) Il Comitato di Pietroburgo è stato smantellato dagli arresti. Ora si potrà vedere che cosa sono in realtà le cellule clandestine, che cosa fanno, e che cosa possono fare, quali idee hanno in realtà assimilato e coltivato in sè e non solamente prese in prestito dalle istanze superiori del partito, quali sono le idee che godono veramente della simpatia degli operai. Il manifesto mostra che cosa fanno le cellule: esse continuano il lavoro del Comitato di Pietroburgo momentaneamente distrutto (distrutto per la gioia di tutti i vari nemici della clandestinità). Continuano i preparativi per il 1° maggio. Riallacciano rapidamente i legami fra i ‘diversi’ grupppi clandestini socialdemocratici. (…)””. (pag 175-176-177)”,”LEND-490″
“LENIN V.I. KAUTSKY Carlos ENGELS Federico LAFARGUE Pablo”,”El materialismo historico segun los grandes marxistas.”,”Marx ed Engels. “”Ma non seguirono lo stesso cammino. Marx, figlio di un giurista, fu destinato all’inizio alla carriera della giurisprudenza e dell’ insegnamento. Studiò le scienze naturali, la filosofia, la storia, e non si dedicò agli studi economici fino al giorno in cui si rese conto, con amarezza, della necessità di questa conoscenza e della stessa. A Parigi, studiò economia, storia della rivoluzione e del socialismo. Il grande pensatore Saint-Simon ebbe su di lui una influenza molto considerevole. Dopo questi studi, comprese che non era la legge dello Stato che faceva la società, ma, al contrario, era la società sorta dai processi economici che, secondo le sue necessità, crea lo Stato e la legge. (…)””. (pag 106, Karl Kautsky, Il marxismo) “”Marx era quello che valeva di più ed Engels seppe, meglio che ogni altro, riconoscerlo senza invidia e anche con piacere. E così fu Marx che diede il nome alla teoria dei due. Ciononostante, Marx non avrebbe potuto fare quello che fece senza la collaborazione di Engels, e lo stesso vale reciprocamente. Sia l’ uno che l’ altro guadagnarono da questa collaborazione una visione più ampia e una universalità che nessuno dei due avrebbe avuto lavorando da solo. Isolatamente, ciascuno dei due sarebbe arrivato alla concezione materialista della storia; ma la sua evoluzione avrebbe incontrato più errori e scontri. Marx aveva più profondità; Engels un pensiero più audace. Ciò che aveva più sviluppato in Marx era la facoltà di astrazione, il dono di riconoscere nel caos dei fenomeni particolari ciò che si ha di generale; quello che era preminente in Engels era, per al contrario, la facoltà di combinazione, il poter stabilire il rapporto di un fenomeno con alcuni aspetti dispersi. Ciò che attraeva in Marx era la facoltà critica, perfino autocritica, che poneva un freno all’ audacia del suo pensiero e gli consigliava di avanzare con prudenza e dopo una costante esplorazione del terreno; Engels, al contrario, ebbro dalle scoperte meravigliose che aveva compiuto, sembrava avere le ali, e superava, come giocando, le maggiori difficoltà””. (pag 107-108)”,”MADS-393″
“LENIN V.I., a cura di Pierre DURAND e David ALLIOT”,”Lénine en verve. Mots propos aphorismes.”,”””La difesa della patria è una menzogna nella guerra imperialista, ma niente affatto in una guerra democratica e rivoluzionaria””. (OC, T. XXIII, pag 21) “”E’ impossibile vincere senza aver appreso la scienza dell’ offensiva e della ritirata”” (Opere complete, XXXI, pag 22) (pag 63) “”Non crediate assolutamente al cinismo! Il cinismo è nelle cose e non nelle parole che esprimono le cose!”” (Lenin, Per caratterizzare il romancismo economico) (pag 64) “”Marx metteva in primo piano, considerando tutti gli interessi della lotta di classe del proletariato dei paesi avanzati, il principio fondamentale dell’ internazionalismo e del socialismo: un popolo che ne opprime un altro non potrà essere libero”” (pag 66) (OC, XXII, 162)”,”LEND-491″
“LENIN V.I.”,”Sur la défense de la patrie socialiste.”,”La guerra civile. L’ armata rossa. La lotta contro Denikin. Aiuto diretto all’ esercito. (pag 74) Riduzione del lavoro non militare. (pag 76) Il lavoro nella zona del fronte. (pag 79) La questione degli specialisti militari. (pag 82) “”Ma sarebbe commettere un errore irreparabile e dare prova di una imperdonabile mancanza di carattere il considerare, per questa ragione, di modificare le basi della nostra politica militare. Centinaia e centinaia di specialisti militari ci tradiscono e ci tradiranno: noi li prenderemo e li fucileremo. Ma abbiamo regolarmente e da lungo tempo al nostro servizio migliaia e decine di migliaia di specialisti militari senza i quali ci sarebbe stato impossibile creare l’ Armata Rossa che, uscita dalla dannata guerriglia, ha saputo riportare brillanti vittorie all’ Est. Gli esperti che dirigono il nostro dipartimento militare, indicano con ragione che laddove la politica del partito è più strettamente applicata in ciò che concerne gli specialisti militari e per estirpare delle abitudini della guerriglia; laddove la disciplina è più ferma; laddove il lavoro politico tra le truppe e il lavoro dei commissari sono effettuati con più senno, troviamo, insomma, tra gli specialisti militari, il minimo di propensione al tradimento (…)””. (pag 82-83)”,”LEND-492″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 46. Index part 1. Index of Works – Name Index.”,”Nell’ indice manca il nome di Victor SERGE”,”LEND-493″
“LENIN V.I.”,”L’ emancipazione della donna.”,”””La rivoluzione bolscevica, sovietica distrugge le radici dell’ oppressione e dell’ ineguaglianza delle donne assai più profondamente di quanto, fino ad oggi, abbiano osato nessun partito e nessuna rivoluzione. Da noi, nella Russia sovietica, non è rimasta nessuna traccia della ineguaglianza giuridica tra uomini e donne. Il potere sovietico ha abolito del tutto l’ ineguaglianza particolarmente ignobile, abietta e ipocrita che improntava il diritto matrimoniale e familiare, l’ ineguaglianza nei riguardi dei figli. Tutto ciò è appena il primo passo verso l’ emancipazione della donna.”” (pag 50, Lenin, La giornata internazionale della donna, Pravda 8 marzo 1921) L’ istituzione del divorzio non distrugge la famiglia. “”Un certo P.A. Sorokin pubblica in questa rivista vasti studi di pretesa “”sociologia”” ‘Sull’ influenza della guerra’. Questo sapiente articolo pullula di riferimenti eruditi alle opere “”sociologiche”” dell’ autore e dei suoi numerosi maestri e colleghi stranieri. Ecco qual’è la sua “”erudizione””. A p. 83 leggiamo: “”A Pietrogrado, su 10.000 matrimoni si contano oggi 92.2 divorzi. Cifra fantastica: aggungiamo che, su 100 matrimoni, 51.1 si sono sciolti dopo meno di un anno, 11 dopo meno di un mese, 22 dopo meno di due mesi, 41 dopo meno di tre-sei mesi e soltanto 26 dopo più di sei mesi. Queste cifre attenstano che il matrimonio legale è al presente una formalità che maschera rapporti sessuali sostanzialmente extraconiugali e permette agli amatori di “”avventure”” di soddisfare legalmente i loro “”appetiti”” (Ekonomist, n.1, p. 83)””. Nessun dubbio che questo signore, e con lui l’ Associazione tecnica russa che pubblica la rivista in questione e stampa tali ragionamenti, si annoverino tra i fautori della democrazia e si reputerebbero profondamente offesi se li si chiamasse col loro vero nome e cioè: feudali, reazionari e “”servitori diplomati del pretume””.”” (pag 53-54)”,”LEND-495″
“LENIN V.I.”,”La Comune di Parigi.”,”pag 40-41, Lettera Engels a Bebel sulla questione dello Stato. Engels sulla questione dello Stato. “”Uno dei più notevoli, se non il più notevole, fra i passi di Marx ed Engels relativi allo stato è la seguente lettera di Engels a Bebel, del 18 (28) marzo 1875. Notiamo fra parentesi che questa lettera è stata stampata per la prima volta, se la memoria non ci tradisce, nel volume II dei ‘Ricordi della mia vita’ di BebeL, pubblicato nel 1911, cioè 36 anni dopo che era stata redatta e inviata. Criticando il progetto del programma di Gotha, criticato anche da Marx nella sua famosa lettera a G. Bracke, Engels tocca in particolare la questione dello stato. Egli scrive a Bebel: “”…Lo stato popolare libero si è trasformato in stato libero. Secondo il senso grammaticale di queste parole, uno stato libero è quello che è libero verso i suoi cittadini, cioè è uno stato con un governo dispotico. Sarebbe ora di farla finita con tutte queste chiacchiere sullo stato, specialmente dopo la Comune, che non era più uno stato nel senso proprio della parola. Gli anarchici ci hanno abbastanza rinfacciato lo “”stato popolare””, benché già il libro di Marx contro Proudhon e in seguito il Manifesto Comunista dicano esplicitamente che con l’ instaurazione del regime sociale socialista lo stato si dissolve da sé e scompare. Non essendo altro che un’ istituzione temporanea di cui ci si deve servire nella lotta, nella rivoluzione, per tenere soggiogati con la forza i propri nemici, parlare di uno “”stato popolare libero”” è pura assurdità; finché il proletariato ha ancora ‘bisogno dello stato’, ne ha bisogno non nell’ interesse della libertà ma nell’ interesse dell’ assoggettamento dei suoi avversari, e quando diventa possibile parlare di libertà, allora lo stato come tale cessa di esistere. Noi proporremmo quindi di mettere ovunque invece della parola “”stato”” la parola ‘Gemeinwesen’, una vecchia eccellente parola tedesca che corrisponde alla parola francese ‘Commune'”” (pp. 321-322 dell’ originale tedesco)…””””. (pag 41-42) Engels sulla violenza della Comune. “”In terzo luogo. Mi permetto di ricordare umilmente al signor Kautsky, che conosce a memoria gli scritti di Marx e di Engels, il seguente apprezzamento dal punto di vista della … “”democrazia pura”” dato da Engels sulla Comune: “”Non hanno mai visto una rivoluzione questi signori (antiautoritari)? Una rivoluzione è certamente la cosa più antiautoritaria che vi sia; è l’ atto per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà sull’ altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni, mezzi autoritari, se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuol avere combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi inspirano ai reazionari. La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno, se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?”””” (pag 52)”,”MFRC-121″
“LENIN V.I.”,”Karl Marx et sa doctrine.”,”””Il comunismo è la giovinezza del mondo”” Paul Vaillant-Couturier Contiene gli scritti di Lenin: – Karl Marx – Le tre fonti e parti integranti del marxismo – I destini storici della dottrina di Karl Marx – Marxismo e revisionismo – Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo “”Marx ha questo di geniale che è stato il primo ad elaborare e ad applicare in modo conseguente l’ insegnamento che comporta la storia universale. Questo insegnamento, è la dottrina della ‘lotta delle classi’.”” (pag 41) “”La dialettica della storia è tale che la vittoria del marxismo in materia di teoria obbliga i suoi nemici a ‘travestirsi’ da marxisti”” “”La dialectique de l’ histoire est telle que la victorie du marxisme en matiére de théorie oblige ses ennemis à ‘se déguiser’ en marxistes””. (pag 45) “”La piccola produzione è generata e continua costantemente a generarsi costantemente nel capitalismo. Questo crea ineluttabilmente dei nuovi “”ceti medi”” (appendice della fabbrica, lavoro a domicilio, piccole imprese disseminate in tutto il paese, in ragione delle necessità della grande industria, per esempio la bicicletta e l’ automobile, ecc.). Questi nuovi piccoli produttori sono, anch’essi, ineluttabilmente rigettati nei ranghi del proletariato. Quindi, è perfettamente naturale che le concezioni piccolo-borghesi penetrino ancora ed ancora nei ranghi dei grandi partiti operai. Quindi è perfettamente naturale che ciò deve essere e debba essere così fino alle peripezie stesse della rivoluzione proletaria. Perciò sarebbe un grave errore credere che affinché questa rivoluzione si compia, sia necessaria una proletarizzazione “”integrale”” della maggioranza della popolazione.”” (pag 54, Lenin, Marxismo e revisionismo, 1908)”,”LEND-496″
“LENIN V.I.”,”¿Quienes son los “”amigos del pueblo”” y come luchan contra los socialdemocratas? (Respuesta a los articulos de Russkoie Bogatstvo contra los marxistas). Escritos económicos (1893-1899), 2.”,”””Ricordate la definizione tedesca di filisteo? Was ist der Philister? Ein hohler Darm Voll Furcht und Hoffnung, Dass Gott erbarm. Questa definizione è un po’ inadeguata per noi. Dio…Dio per noi sta assolutamente in secondo piano. In quanto alle autorità, questa è gia un’ altra cosa. E se in questa definizione sostituiamo la parola “”Dio”” con la parola “”autorità””, avremo la più esatta espressione del bagaglio ideologico, del livello morale e del valore civile degli “”amici del popolo”” russi umanitario-liberali””. (pag 62) (1) In tedesco nell’ originale. Epigramma di Goethe: “”Chi è un filisteo? Un intestino vuoto, pieno di paura e di speranza. Che Dio ci protegga!”””,”LEND-497″
“LENIN N. (V.I. ULIANOV)”,”The Proletarian Revolution.”,”””Ancora, nel mio libro “”Imperialismo ultimo stadio del capitalismo””, che fu scritto nel 1916 e pubblicato a Pietrogrado nel 1917, ho esaminato in dettaglio l’ errore teorico di tutta la discussione di Kautsky sull’ imperialismo. Citai la definizione di imperialismo data da Kautsky: “”Imperialismo è il prodotto di un alto sviluppo del capitalismo industriale. Esso incorpora lo sforzo di ogni nazione capitalistica industriale di annettere o di soggiogare tutte le vaste aree ‘agrarie’ (il corsivo è di Kautsky) senza tener conto delle nazioni di cui esse sono popolate.”””” (pag 4, Lenin, Prefazione) Stato sovietico e Soviets (pag 38) internazionalismo (pag 67)”,”LEND-498″
“LENIN V.I.”,”Lenin on organization.”,”Sulla disciplina di partito (da pag 29) La proibizione di frazioni e gruppi non implica, ovviamente, la proibizione della discussione su questioni controverse e la critica dell’ attività degli organismi di guida del Partito. Al contrario, nei nuclei, alle riunioni generali, alle conferenze di Partito ed ai congressi, ogni membro ha diritto a discutere questioni controverse, criticare l’ attività dei principali organi del partito, ed esprimere le proprie convinzioni. Ma come la risoluzione della 13a conferenza del RCP dice. “”La libertà di discussione interna non implica per nessun motivo la libertà di minare la disciplina di partito””””. (pag 35) Lenin: “”Il nostro non è un club di dibattiti””. (pag 35)”,”LEND-499″
“LENIN V.I.”,”Lenin about the press.”,”””Il partito socialista britannico venne fondato a Manchester nel 1911. Esso incluse l’ ex Socialist Party, che in precedenza era conosciuto come la Social Democratic Federation, ed altri gruppi isolati e individui, tra loro Victor Grayson, un socialista molto ardente ma non molto forte nei principi e dalla frase ad effetto. La Seconda Conferenza del British Socialist Party fu tenuta nella città marittima di Blackpool dal 10 al 12 maggio. Solo 100 delegati erano presenti, meno di un terzo del numero degli aventi diritto, e questa circostanza, assieme con l’ amara lotta della maggioranza dei delegati contro il vecchio esecutivo del partito, produsse un’ impressione molto cattiva sugli osservatori stranieri. La stampa borghese britannica (esattamente come in Russia) dà il meglio di sé nel cercare di far colore attingendo a piccoli episodi di vario tipo per mostrare la lotta acuta tra il partito e il suo esecutivo. La stampa borghese non è attenta all’ aspetto ideologico della lotta all’ interno del movimento socialista. Tutto ciò di cui ha bisogno è la sensazione, e un po’ di scandalo (…)””. (pag 235)”,”LEND-500″
“LENIN V.I., a cura di Gérard WALTER”,”Lénine.”,”La nota bibliografica (pag 673-674) parla della decisione della CC del PCUS del gennaio 1957 di pubblicare le opere complete di Lenin compresi i materiali preparatori. La realizzazione di questo compito venne affidato all’ Istituto del marxismo leninismo creato presso il CC. Ci sono comunque circa un migliaio di scritti di Lenin che non sono stati ritrovati. La nota si chiude con un elenco di biografie di Lenin pubblicate in Francia. Questione somma di incarichi di Stalin “”1922, marzo: Preobrajenski ha lanciato qui alla leggera che Stalin appartiene a due Commissariati. Ma chi tra noi non ha assunto più funzioni alla volta? E come può fare altrimenti affinché lo si abbia al Commissariato alle nazionalità in tutte le questioni del Turkestan, del Caucaso, ecc.? Ci occorre un uomo, non importa quale rappresentante delle nazionalità, che possa andare a vedere per raccontargli il suo affare. Dove trovare quest’uomo? Penso che lo stesso Preobrazhenskij non potrebbe proporre un’altra candidatura che quella di Stalin. Lo stesso per l’ Ispezione operaia e contadina. E’ un lavoro gigantesco. Occorre che vi sia alla testa un uomo che abbia dell’ autorità. Se no andiamo a finire in intrighi meschini””. (Proposta di Lenin al XI Congresso del partito) (pag 661) Giudizi di Lenin di ARMAND AXELROD BEBEL BOGDANOV BUCHARIN GORKI HILFERDING JAURES KAMENEV KAUTSKY LAFARGUE LEVI LUXEMBURG KERENSKY MARTOV MIKHAILOVSKI OSSINSKI PARVUS PLECHANOV RADEK SERRATI STALIN STRUVE SVERDLOV TOLSTOI TUGAN-BARANOVSKI TROTSKY VANDERVELDE ZINOVIEV e altri”,”LEND-501″
“LENIN V.I., a cura di A. D’AMBROSIO”,”Scritti e discorsi. Antologia a cura di A. D’Ambrosio. Volume I.”,”La rivoluzione del 1905. G. Plechanov. L’ insurrezione di Mosca. “”Non c’è dunque nulla di più miope dell’ opinione di Plekhanov, accolta da tutti gli opportunisti; che “”non si sarebbe dovuto prendere le armi””, che è stata una pazzia iniziare inopportunamente lo sciopero. Proprio al contrario, invece: si sarebbe dovuto prendere le armi più decisamente, più energicamente e più violentemente; si sarebbe dovuto chiarire alle masse che il solo sciopero pacifico è impossibile e che è necessario intraprendere coraggiosamente e spregiudicatamente la lotta armata””. (pag 67-68) “”L’ insurrezione di Mosca dimostra in modo chiaro come una simile concezione sia meccanica e rigida. Il titubare delle truppe è inevitabile in ogni vero movimento sociale: l’ aggravarsi della lotta rivoluzionaria porta ad “”una lotta ‘per’ l’ esercito”” nel vero senso della parola””. (pag 68)”,”LEND-502″
“LENIN V.I., a cura di A. D’AMBROSIO”,”Scritti e discorsi. Antologia a cura di A. D’Ambrosio. Volume II.”,”””Ciò significa che lo sviluppo del capitalismo è arrivato a un tale grado che, benché la produzione delle merci continui ad essere considerata come la base dell’ economia, essa in realtà è decaduta e i grossi guadagni vanno al “”genio”” delle combinazioni finanziarie. Alla base di queste combinazioni e di queste truffe, noi vediamo la socializzazione della produzione; ma l’ immenso progresso raggiunto in tal modo dall’ umanità non profitta che a delle minoranze di speculatori. Vedremo più oltre la critica reazionaria, piccolo borghese, dell’ imperialismo capitalista sognare “”per tali ragioni”” un ritorno all’ indietro, alla concorrenza “”libera””, “”pacifica””, “”onesta””””. (pag 38) La lotta per il mercato mondiale del petrolio. (pag 50-51) Imperialismo, opportunismo operaio, socialimperialismo. “”L’ imperialismo ha una tendenza a creare tra gli operai delle categorie privilegiate e a staccarle dalle larghe masse proletarie. E’ da notare che in Inghilterra la tendenza all’ imperialismo a dividere in tal modo i lavoratori, a rafforzare tra loro l’ opportunismo, a causare la concrena temporanea del movimento operaio, si è manifestata molto prima della fine del XIX secolo: col possesso di vaste colonie e il monopolio del mercato mondiale. Marx ed Engels sistematicamente hanno per diecine d’anni seguito i rapporti tra l’ opportunismo operaio e le particolarità del capitalismo inglese. Per esempio Engels scriveva a Marx il 7 ottobre 1858: “”Il proletariato inglese si imborghesisce sempre più, talchè la borghesia di tutte le nazioni sembra che potrà arrivare ad avere in fin dei conti, al suo fianco, una aristocrazia e una borghesia proletaria. Evidentemente ciò, in una certa misura, è ben calcolato da parte di una nazione che sfrutta l’ universo””. Più di un quarto di secolo più tardi, in una lettera dell’ 11 aprile 1881, Engels parla delle peggiori trade-unions inglesi, che “”permettono a degli uomini comprati dalla borghesia, o almeno pagati da essa, di dirigerle””. In una lettera a Kautsky, del 12 settembre 1882, Engels scriveva: “”Voi mi chiedete ciò che pensano della politica coloniale gli operai inglesi? La stessa cosa che pensano della politica in generale. Non esiste, qui, un partito operaio, non vi sono che radicali, conservatori e liberali, e molto tranquillamente gli operai godono con loro il monopolio coloniale dell’ Inghilterra e il suo monopolio del mercato mondiale””. Engels ha esposto per il gran pubblico le sue idee nella prefazione alla seconda edizione de La situazione della classe operaia in Inghilterra, apparsa nel 1892. Le cause e le conseguenze vi sono chiaramente indicate.”” (pag 79-80) ‘Das Verhältnis der deutschen Grossbanken zur Industrie mit besonderer Berücksichtigung der Eisenindustrie. JEIDELS, Otto, Leipzig, Duncker und Humblot, 1905. XII, 271 S. Lwd. (312-4-0361) Staats- und sozialwissenschaftliche Forschungen, Band 24, Heft 2.”,”LEND-503″
“LENIN V.I., a cura di V. BILCHAI”,”Sur le rôle de la femme dans la société.”,”””Ben inteso, ciò non impedisce ai menscevichi, ai socialisti rivoluzionari e una parte degli anarchici, come a tutti i partiti corrispondenti in Occidente di continuare a gridare alla democrazia e alle sue violazioni da parte dei bolscevichi. In realtà, solo la rivoluzione bolscevica è precisamente una rivoluzione democratica conseguente in materia di matrimonio, divorzio e riguardo alla situazione dei figli naturali.”” (pag 26) “”Bisogna che l’ operaia ottenga l’ eguaglianza con l’ operaio non solo davanti alla legge, ma anche nella vita. Occorre per questo che le operaie abbiano una parte più grande nella gestione delle imprese pubbliche e nell’ amministrazione dello Stato.”” (pag 44)”,”LEND-504″
“LENIN V.I.”,”Sugli scioperi.”,”””Ma la “”scuola di guerra”” non è ancora la guerra stessa. Quando fra gli operai si diffondono largamente gli scioperi, alcuni operai (e alcuni socialisti) incominciano a pensare che la classe operaia può limitarsi agli scioperi e alle casse o società di resistenza per gli scioperi, che mediante i soli scioperi la classe operaia può ottenere importanti miglioramenti delle sue condizioni o persino la sua emancipazione. Vedendo quale forza rappresentano l’ unione degli operai e persino i loro piccoli scioperi, qualcuno pensa che sia sufficiente scatenare lo sciopero generale in tutto il paese perché gli operai possano ottenere dai capitalisti e dal governo tutto quel che vogliono. Tale opinione è stata espressa anche da operai di altri paesi, quando il movimento operaio era solo agli inizi e gli operai erano ancora molto inesperti. Ma è ‘un’opinione errata’. Gli scioperi sono ‘uno’ dei mezzi di lotta della classe operaia per la sua emancipazione, ma non sono l’ unico mezzo; e se gli operai trascureranno gli altri ritarderanno lo sviluppo e il successo della classe operaia””. (pag 17)”,”LEND-505″
“LENIN V.I. STALIN J. (LENINE V.I. STALINE J.)”,”La révolution russe de 1917. Extraits des oeuvres complètes des auteurs.”,”””La crisi del 20-21 aprile è stata la prima manifestazione di queste contraddizioni. Miliukov ha fatto un tentativo di trasformare l’ imperialismo passivo in un imperialismo attivo. Il movimento di massa è sfociato nella formazione di un governo di coalizione. Come l’ esperienza ha dimostrato, il principio della coalizione è il mezzo migliore tra le mani della borghesia per ingannare le masse e continuare a condurle al suo seguito. Con la formazione del governo di coalizione comincia la mobilitazione della controrivoluzione dell’ alto verso il basso””. (pag 182, Stalin, Discorso al VI Congresso del POSDR, 12 agosto 1917) “”Plechanov non comprende che, finché i capitalisti sono al potere, ‘non è’ lo Stato nel suo insieme che difende, ma l’ interesse del capitale imperialista russo e “”alleato””; Plechanov, non comprende che la guerra non cesserà di essere una guerra di conquista e di saccheggio, una guerra imperialista, finché non si giunga alla rottura con i capitalisti e i ‘loro’ trattati segreti, le ‘loro’ annessioni territoriali, e i loro imbrogli finanziari. Plechanov non comprende che solo dopo, nel caso l’ avversario rifiuti la pace equa che venga formalmente proposta, che la guerra diventerà una guerra difensiva, una guerra giusta. Plechanov non comprende che la capacità di resistenza di un paese che abbia scosso il giogo del Capitale, che abbia dato la terra ai contadini, messo le banche e le fabbriche sotto il controllo operaio, sarà ‘incomparabilmente’ superiore alla capacità di resistenza di un paese capitalista.”” (pag 307, Lenin, I bolscevichi conserveranno il potere?)”,”LEND-506″
“LENIN V.I. (LENINE)”,”La révolution bolcheviste. Ecrits et discours de Lénine de 1917 a 1923, traduits du russe et annotés par Serge Oldenbourg.”,”Firma ex-proprietario “”Nous savons que seulement une entente avec les paysans peut préserver la révolution socialiste en Russie aussi longtemps que ne survient pas la révolution dans les autres pays””. (pag 281) “”Voi decretate: Per creare il socialismo occorre essere civilizzati. Molto bene. Ma perché non potremmo cominciare creando le premesse della civilizzazione, come l’ espulsione dei proprietari fondiari e dei capitalisti russi, se ci si vuole incamminare poi verso il socialismo? In quali libri avete attinto la certezza che una deviazione simile dalla corrente storica abituale è inamissibile? Mi ricordo che Napoleone scriveva: “”on s’engage et puis on voit””. Parafrasando liberamente, questo significa: “”Occorre cominciare ad ingaggiare una lotta seria; poi si vedrà quello che succede””. E’ quello che facemmo nell’ ottobre 1917, ingaggiando una lotta seria; è successivamente che abbiamo potuto discernere i dettagli dell’ evoluzione (dal punto di vista della storia mondiale non sono che dettagli) come la pace di Brest, la NEP, ecc.. Al momento, non ci sono dubbi: nell’ essenziale abbiamo riportato la vittoria””. (pag 382) (dall’ ultimo discorso di Lenin)”,”LEND-507″
“LENIN V.I.”,”Che fare?”,”””Abbiamo già accennato che la gioventù universitaria di allora si entusiasmava contagiosamente per il marxismo. Tanta passione era naturalmente provocata, più che dal marxismo come teoria, dalla risposta che il marxismo dava alla domanda: “”Che fare?””, dall’ appello a marciare contro il nemico””. (pag 94) “”Costoro, che non possono pronunciare la parola “”teorico”” senza una mossa sdegnosa, che qualificano “”senso della vita”” la loro adorazione per l’ impreparazione, dimostrano di non comprendere niente dei nostri compiti pratici più urgenti. Ai ritardatari si grida: “”Al passo! Non troppo presto!””. A coloro che mancano di energia e di iniziativa nell’ organizzazione di piani vasti ed arditi, si predica la “”tattica processo””! Il nostro errore capitale consiste nell’ ‘abbassare’ i nostri compiti politici ed ‘organizzativi’ agli interessi immediati, “”tangibili””, “”concreti”” della lotta economica corrente””. (pag 99)”,”LEND-508″
“LENIN N.”,”Sozialismus und Krieg. Mit einem Geleitwort von Fritz Fridolin Windisch.”,”Deformazione delle analisi di Marx ed Engels da parte di Plechanov in Russia e dei tedeschi come Lensch, Davied, Kautsky ecc. (pag 9) “”Die russischen Sozialpatrioten mit Plechanow an der Spitze berufen sich auf die Taktik von Marx und Engels im Jahre 1871. Deutsche Sozialpatrioten (wie Lensch, Davied & Co.) berufen sich auf den Artikel Engels vom Jahre 1891, in dem er im Falle eines Krieges Rußlands und Frankreichs gegen Deutschland von der Pflicht der Sozialdemokraten der Vaterlandsverteidigung spricht. Die Sozialpatrioten vom Typus Kautsky, die alle Teile des internationalen Sozialpatriotismus versöhnen und als berechtigt zeigen wollen, berufen sich darauf, daß, obwohl Marx und Engels die Kriege verurteilten, sie sich trotzdem in der Zeit von 1859 – 71 und im Jahre 1871/7 auf die Seite einer der kriegführenden Parteien stellten, nachdem der Krieg einmal ausgebrochen war.”” (pag 9)”,”LEND-509″
“LENIN V.I.”,”Imperialism and the Split in Socialism.”,”Pubblicato in Sbornik Sotsial-Demokrata n° 2, Decembre 1916. “”Il fatto è che “”i partiti operai borghesi””, come fenomeno politico, sono stati già formati in ‘tutti’ i principali paesi capitalistici, e che senza una lotta decisa e instancabile condotta contro questi partiti – o gruppi, correnti ecc., non ci può essere una lotta contro l’ imperialismo, non si può parlare di marxismo, o di movimento operaio socialista.”” (pag 16) “”Engels fa una distinzione tra “”il partito operaio borghese”” delle ‘vecchie’ trade unions – la minoranza privilegiata – e la “”massa inferiore””, la maggioranza reale, e si appella a quest’ ultima, che non è infettata dalla “”rispettabilità borghese””. Questa è l’ essenza della tattica marxista!”” (pag 17)”,”LEND-521″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 1. 1893-1894.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1961 Questione del mercato. (riporta schemi tabelle e dati statistici) (pag 69-) (Zur sogenannten Frage der Märkte) “”Zum Schluß wird es vielleicht nicht überflüssig sein, die strittige Frage – die, so scheint es, schon allzusehr mit Abstraktionen, Schemata und Formeln belastet ist – durch eine Analyse der Betrachtungen eines der neuesten und angesehensten Vetreter der “”landläufigen Anschauungen”” zu illustrieren””. (pag 113)”,”LEND-551″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 2. 1895-1897.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1961 tabelle pag 377 378 “”Diese detaillierten Daten bestätigen also völlig die oben ausgesprochene, auf den ersten Blick paradox erscheinende These: je größer der Betrieb nach der Gesamtzahl der Arbeitskräfte, desto mehr Familienarbeitskräfte sind im Betrieb tätig,desto umfassender ist folglich die “”Familienkooperation””, aber zugleich wird auch die kapitalistische Kooperation erweitert, und zwar unvergleichlich schneller.”” (pag 377) (Die Kustarzäblung von 1894-95 im Gouvernment Perm)”,”LEND-552″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 3. Die Entwicklung des Kapitalismus in Russland. Der Prozeß der Bildung des inneren Marktes für die Großindustrie.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1956 Opera Die Entwicklung des Kapitalismus in Rußland, Lo sviluppo del capitalismo in Russia. Contiene una grande mole di tabelle grafici e dati statistici. “”Vor allem ist es interessant, die angeführten Daten über die berufliche Gliderung der gesamten Bevölkerung Rußlands so zu gruppieren, daß sie die ‘gesellschaftliche Arbeitsteilung’ als die Grundlage der gesamten Warenproduktion und des Kapitalismus in Rußland illustrieren.”” (pag 516)”,”LEND-553″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 4. 1898-April 1901.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1955 Articolo: ‘Notiz zur fragfe der Theorie der Märkte (Aus Anlaß der Polemik zwischen Herrn Tugan-Baranowski und Herrn Bulgakow) (pag 45-54) “”Herr Tugan-Baranowski erklärt, daß Marx “”im zweiten Band die Frage des äußeren Markets absolut nicht berührt”” (l.c.). Das ist falsch. In demselben (dritten) Abschnitt des zweiten Bandes, in demo die Realisation des Produkts analysiert wird, stellt Marx mit aller Bestimmtheit klar, was der auswärtige Handel und folglich auch der äußere Markt mit dieser Frage zu tun haben. Er sagt darüber folgendes: “”Kapitalistische Produktion existiert überhaupt nicht ohne auswärtigen Handel. Wird aber normale jährliche Reproduktion, auf einer gegebnen Stufenleiter unterstellt, so ist damit auch unterstellt, daß der auswärtige Handel ‘nur durch Artikel”” (Waren) “”von andrer Gebrauchs- oder Naturalform einheimische Artikel ersetzt’, ohne die Wertverhältnisse zu affizieren, also auch nicht die Wertverhältnisse, worin die zwei Kategorien: Produktionsmittel und Konsumtionsmittel, sich gegeneinander umsetzen, und ebensowenig die Verhältnisse von kostantem Kapital, variablem Kapital und Mehrwert, worin der Wert des Produkts jeder dieser Kategorien zerfällbar””. (pag 46-47)”,”LEND-554″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 5. Mai 1901 – Februar 1902.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1955 Molte tabelle e dati statistici in ‘Die Agrarfrage und die “”Marxkritiker””. (1901) Lenin sulla questione agraria di Kautsky. “”In Kautskys “”Agrarfrage”” (S. 88-89) ist von der Konzentration der Hypotheken die Rede. “”Wir werden noch sehen””, schreibt Kautsky, “”wie die zahlreichen kleinen Dorfwucherer immer mehr beiseite geschoben werden, um großen zentralisierten kapitalistischen oder genossenschaftlichen Instituten Platz zu machen, die den Hypothekenkredit monopolisieren””. Kautsky zählt eine Reihe kapitalistischer und genossenschaftlicher Institute dieser Art auf, spricht von genossenschaftlichen Bodenkreditinstituten, weist darauf hin, daß sowohl ‘Sparkassen’ als auch Versicherungsgesellschaften und Korporationen aller Art (S. 89) ihre Fonds in Hypotheken u. dgl. anlegen.”” (pag 143-144)”,”LEND-555″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 6. Januar 1902 – August 1903.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1956 “”Wie die Bauern die Sklaven der Gutsbesitzer waren, so bleibt das russische Volk bis heute der Sklave der Beamten. Wie die Bauern unter der Leibeigenschaft keine bürgerliche Freiheit hatten, so hat das russische Volk bis heute keine ‘politische’ Freiheit.”” (pag 364) Appunti manoscritti e grafico (pag 374) Berechnung des Bodenbesitzes nach Klassengruppierungen, aufestellt von W.I. Lenin bei den Vorarbeiten zur Broschüre “”An die Dorfarmut””, 1903″,”LEND-556″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 7. September 1903 – Dezember 1904.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1956 Un passo avanti e due indietro. “”Die Mentalität des Zirkelwesens und einer erstaunlichen Unreife in Parteidingen, die außerstande ist, den frischen Wind in aller Öffentlichkeit geführter Diskussionen zu ertragen, offenbarte sich hier anschaulich. Es ist das jene, dem Russen wohlbekannte Mentalität, die in dem alten Wort ihren Ausdruck findet: Und willst du nicht mein Bruder sein, so schlag ich dir den Schädel ein! Die Leute waren so gewöhnt an die Glasglocke einer abgeschlossenen und gemültlichen kleinen Gesellschaft, daß sie gleich in Ohnmacht fielen, als man das erstemal unter eigener Verantwortung auf offenem und freiem Kampfplatz auftrat.”” (pag 284)”,”LEND-557″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 8. Januar – Juli 1905.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands Socialdemocrazia e governo rivoluzionario provvisorio (pag 267 285) Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands 1° edizione 1958 Socialdemocrazia e governo rivoluzionario provvisorio (pag 267 285) Das europaïsche Kapital und die Selbstherrschaft. “”Das europaïsche Kapital spekuliert auf den Frieden. Die Bourgeoisie nicht nur in Rußland, sondern auch in Europa hat den Zusammenhang zwischen Krieg und Revolution zu begreifen begonnen, sie hat Angst vor einer wirklich vom Volk getragenen siegreichen Bewegung gegen den Zarismus.”” (pag 260)”,”LEND-558″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 9. Juni-November 1905.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands “”In der jetzigen russischen Revolution tritt die Aufgabe, die Kräfte des Proletariats zusammenzuschließen, es zu organisieren, die Arbeiterklasse politisch zu schulen und zu erziehen, besonders eindringlich hervor. Je mehr die Schwarzhunderterregierung wütet, je eifriger ihre Lockspitzel bemüht sind, die niedrigen Instinkte der underwissenden Masse aufzustacheln, (…)””. (pag 59)”,”LEND-560″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 11. Juni 1906 – Januar 1907.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands “”‘Diese Bewegung ‘zwingt’ zur Auflösung der Duma. Die Erfahrung bestätigt, daß die Kadetten nur der “”Schaum”” sind. Ihre Stärke beruht allein auf der Stärke der Revolution. Auf die Revolution aber antwortet die Regierung mit der im Wesen revolutionären (obschon in der Form konstitutionellen) Auflösung der Duma””. (pag 101)”,”LEND-561″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 13. Juni 1907 – April 1908.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Heyden war ein gebildeter, kulturvoller, humaner, duldsamer Mensch””, schreien vurzückt die liberalen und demokratischen Geiferer und dünken sich über jeden “”Parteistandpunkt”” erhaben zu sein und auf einem “”allgemeinmenschlichen”” Standpunkt zu stehen. Ihr irrt euch, Verehrteste. (…)”” (pag 41, Graf Heyden zum Gedächtnis)”,”LEND-563″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 14. Materialismus und Empiriokritizismus.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Nett, nicht wahr? Dieses Subjekt unternahm es, öffentlich über die Philosophie des Marxismus zu schwatzen, um nun zu erklären, daß ihm die elementarsten Sätze des Materialismus “”unkar”” seine! Engels zeigte an dem Beispiel Dührings, daß eine halbwegs konsequente Philosophie die Eintheit der Welt entweder aus dem Denken ableiten kann – dann ist sie gegenüber dem Spiritualismus und Fideismus hilflos (…), und die Argumentation einer solchen Philosophie läuft unausweichlich auf Taschenspielerphrasen hinaus – oder aus jener objektiven Realität, die außer uns existiert, seit langem in der Erkenntstheorie als Materie bezeichnet und von der Naturwissenschaft erforscht wird””. (pag 169)”,”LEND-564″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 15. März 1908 – August 1909.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Maslov. “”Das ist ein Argument Maslows gegen Marx. ‘Dieses’ Argument habe ich angegriffen, und ich behaupte nach wie vor, daß es ganz und gar verkehrt und lauter Konfusion ist. Maslow aber entgegnet mir, indem er ‘dieselbe’ Seite 112 ‘unter Weglassung’ seines Angriffs gegen Marx zitiert! Statt dieses Angriffs stehen ‘mehrere Punkte’: vor der Punktierung ist der ‘Anfang’, nach ihr das ‘Ende’ der Seite zitiert, der Angriff gegen Marx aber ist verschwunden. Das soll keine Verfälschung und offenkundige Unwahrheit sein?”” (pag 247, Ein hysterischer Anfall P. Maslows)”,”LEND-565″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 16. September 1909 – Dezember 1910.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Die schwere Krise der Arbeiterbewegung und der sozialdemokratischen Partei in Rußland dauert immer noch an. Zerfall der Parteiorganisationen, aus denen fast alle Intellektuellen flüchten, Zerfahrenheit und Schwankungen under denen, die der Sozialdemokratie treu geblieben sind, Niedergeschlagenheit und Apathie under ziemlich breiten Schichten des fortgeschritenen Proletariats, Unsicherheit in der Frage nach dem Ausweg aus dieser lage – das sind die Merkmale, die die gegenwärtige Situation kennzeichnen.”” (pag 293, Ankündingung der Herausgabe der “”Rabotschaja Gaseta””)”,”LEND-566″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 18. April 1912 – März 1913.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Partito illegale e lavoro legale (pag 380-389) Movimento operaio inglese nel 1912 (pag 460-461) Schizzo storico dell’ insegnamento di Karl Marx (pag 576-579) “”Das Beispiel aus der Geschichte Deutschlands zeigt uns die ‘Logik des Opportunismus’ in den Ansichten Nikolins, der uns ‘gerade deshalb’ so aufgebracht wegen ‘ausgesprochner Kadettenfresserei’ tadelt, weil er ‘nicht sieht’, wie er selber zu den liquidatorischen Ideen der liberalen Arbeiterpolitik hinabgleitet.”” (pag 324)”,”LEND-568″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 19. März-Dezember 1913.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. A. Bebel (pag 285-291) Intellettuali senza partito contro il marxismo (pag 373) Capitalismo e immigrazione operaia (pag 447-450) Carteggio Marx – Engels (pag 548-554) “”Als Rosa Luxemburg dagegen einwandte, daß “”der Ausdruck Kautskys, die russische Partei sei tot, ein un unbedachtes Wort ist””, begnügte sich Kautsky mit einem Protest “”dagegen, gesagt zu haben, die russische Sozialdemokratie sei tot. Er habe nur ausgeführ, daß die alten Formen zerbrochen und daß man eine neue Form schaffen müsse.”””” (pag 525)”,”LEND-569″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 20. Dezember 1913 – August 1914.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Wenn aber von einer tatsächlich marxistischen Einheit die Rede ist, so werden wir sagen: Seit dem Bestehen der prawdistischen Zeitungen rufen wir zum Zusammenschluß aller Kräfte des Marxismus auf, zur Einheit von unten, zur Einheit in der praktischen Arbeit. Kein Liebäugeln mit den Liquidatoren, keine diplomatischen Verhandlungen mit den Zirkeln derer, die die Gesamtheit zerstören – alle Kräfte für den Zusammenschluß der marxistischen Arbeiter auf dem Boden der marxistischen Losungen, auf dem Boden der marxistischen Gesamtheit.”” (pag 228)”,”LEND-570″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 21. August 1914 – Dezember 1915.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Aspirazione nazionale grande-russa (pag 91-95) “”Der Bolschewismus dagegen stellte den sozialdemokratischen Arbeitern die Aufgabe, die demokratisch gesinnte Bauernschaft allen Schwankungen und Verrätereien des Liberalismus zum Trotz zum revolutionären Kampf zu mobilisieren.”” (pag 335)”,”LEND-571″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 27. Februar-Juli 1918.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Nimmt man die westeuropäischen Revolutionen als Maßstab, so stehen wir jetz ungefähr auf dem Niveau dessen, was in den Jahren 1793 und 1871 erreicht worden ist. Wir haben das gute Recht, solz darauf zu sein, daß wir uns auf dieses Niveau erhoben haben und in einer Hinsicht zweifellos etwas weitergegangen sind, nämlich: daß wir in ganz Rußland den höchsten ‘Typus’ des Staates, die Sowjetmacht, dekretiert und errichtet haben.”” (pag 235)”,”LEND-577″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 28. Juli 1918 – März 1919.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Und eben diese Politik der Menscheviki und Sozialrevolutionäre beweist vor unser aller Augen endgültig unsere These, daß es ein Fehler ist, sie für Sozialisten zu halten. Sozialisten waren sie wohl nur in ihrer Phraseologie und in der Erinnerung, in Wirklichkeit aber sind sie russisches Kleinbürgertum.”” (pag 201)”,”LEND-578″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 29. März – August 1919.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”In der Tat, wo konnte der Mittelbauer in einer Epoche eines rein imperialistischen Kapitalismus herkommen? Hat es ihn doch sogar in einfach kapitalistischen Ländern nicht gegeben. Wenn wir die Frage unserer Stellung zu dieser schier mittelalterlichen Erscheinung (der Mittelbauernschaft) ausschließlich vom Standpunkt des Imperialismus und der Diktatur des Proletariats entscheiden werden, dann werden wir absolut nicht zu Rande kommen und uns arg die Köpfe einrennen.”” (pag 154-155)”,”LEND-579″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 31. April-Dezember 1920.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Zwai Kommunistische Parteien stehen also jetzt einander gegenüber: ‘Eine Führerpartei’, die den revolutionären Kampf zu organisieren und ‘von oben’ zu meistern sucht, zu Kompromissen und Parlamentarismus bereit, um Situationen zu schaffen, die ihr den Eintritt in eine Koalitionsregierung gestatten, in deren Händen die Diktatur zu liegen hätte, und ‘eine Massenpartei’, die das Emporschlangen des revolutionären Kampfes ‘von unten’ ervartet, in diesem Kampfe unter Ablehnung aller parlamentarischen und opportunistischen Methoden nur eine zielklare Methode kennt und übt, nämlich die der rücksichtslosen ‘Niederwerfung der Bourgeoisie’, um dann die proletarische Klassendiktatur zur Durchführung des Sozialismus zu errichten.”” (pag 25)”,”LEND-581″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 32. Dezember 1920 – August 1921.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Bucharin ist ein ausgezeichnet gebildeter marxistischer Ökonom. Deshalb erinnerte er sich daran, daß Marx in höchsten Grade recht hatte, als er die Arbeiter lehrte, daß es wichtig sei, die Organisation der Großproduktion gerade im Interesse eines leichtern Übergangs zum Sozialismus zu erhalten, und daß der Gedanke durchaus zulässig sei, ‘die Kapitalisten gut zu bezahlen’, sie auszukaufen, wenn (als Ausnahme: England war damals eine Ausnahme) die Umstände sich so gestalten, daß sie die Kapitalisten zwingen, sich friedlich zu fügen und in kultivierter, organisierter Weise, under der Bedingung des Auskaufs, zum Sozialismus überzugehen.”” (pag 351)”,”LEND-582″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 33. August 1921 – März 1923.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Das brächten viele, darunter auch Gen. Larin, wunderbar fertig. Dort wären seine Qualitäten außerordentlich nutzbrigend, und dann wäre bei uns die Aufgabe gelöst, die Gen. (Trotzki) Trotsky richtig hervorhob, als er erklärte, die Hauptsache sei jetzt die Erziehung der jungen Generation, dazu fehle es uns aber an Lehrmitteln. In der Tat, woraus lernt sie die Gesellschaftswissenschaften? Aus altem bürgerlichen Plunder. Das ist eine Schmach! Und das, obwohl wir Hunderte marxistischer Publizisten haben, die Lehrbücher über alle geselllschaftlichen Fragen liefern könnten, sie aber nicht liefern, weil sie sich nicht mit dem befassen und ihre Aufmerksamkeit nicht darauf richten, was nötig ist””. (pag 298)”,”LEND-583″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 34. November 1895 – November 1911.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Das Fiasko komt unvermeidlich, und zwar ziemlich bald, und es wäre geradezu kindisch, dies zu ignorieren. Was werdet Ihr uns denn nach Eurem Fiasko hinterlassen? Die Martowleute verfügen über frische und erstarkte Kräfte. Bei uns – zerschlagene Reihen. Bei ihnen- ein gefestigtes Zentralorgan. Bei uns – Leute, die dieses Zentralorgan, von dem sie beschimpft werden, schlecht ins Land beförden. Das ist doch der sichere Weg zur Niederlage, das ist doch nur ein schändliches und dummes Hinausschieben der ‘unausbleiblichen’ Niederlage. Ihr verschließt nur die Augen davor und macht Euch dabei zunutze, daß der Kampf im Ausland nur langsam auf Euch übergreift. Eure Taktik läuft doch buchstäblich darauf hinaus: nach uns (mach dem ZK in seiner jetzigen Zusammensetzung) die Sintflut (für die Mehrheit).”” (pag 204)”,”LEND-584″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 35. Februar 1912 – Dezember 1922.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Weiter, Werden nicht zuweilen hinter Reihen von Zahlen die ‘Typen’ außer acht gelassen, die sozialökonomischen ‘Typen’ der Wirtschaften (der bäuerliche Großeigentümer, der Dorfbourgeois; der mittlere Eigentümer; der Halproletarier; der Proletarier)? Dies Gefahr ist ‘sehr’ broß infolge der ‘Eigenart’ des statistichen Materials. Die “”Zahlenreihen”” sind verführerisch. Ich möchte dem Autor raten, diese Gefahr in Betracht zu ziehen: unsere “”Kathedergrößen”” ‘ersticken’ auf diese Art und Weise zweifellos den elbendigen, marxistischen Inhalt der Daten. Sie ertränken den Klassenkampf in endlosen Reihen von Zahlen. Bei dem Autor ist das ‘nicht’ der Fall, aber in der großen Arbeit, die er in Angriff genommen hat, muß diese Gefahr, diese “”Linie”” der Kathedergrößen, der Liberalen und der Volkstümler, ganz besonders berücksichtigt werden. Berücksichtigt und natürlich ‘ausgeschaltet’ werden””. (pag 17, Lenin a B.N. Knipowitsch, Knipovisch, 1912)”,”LEND-585″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 36. 1900-1923.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. “”Aus der Sprache der “”hohen Politik”” in die Sprache einfacher Menchen übersetz, bedeutet das eines: sowohl die Kadetten als auch die Oktobristen und die Progressisten ‘versprechen’, die Sicherheit der ‘Gutsbesitzer’, selbstverständlich als Klasse und nicht als Personen, besser zu schützen, als es beim jetzigen System der Fall ist. Viertens – alle drei gennanten Parteien stehen auf dem Standpunkt des Nationalismus und Chauvinismus: das Ministerium, heißt es, “”schwächt die Macht Rußlands”” (bei den Oktobristen und Progressisten) oder “”die äußere Macht”” (noch klarer!) “”des Staates”” (bei den Kadetten).”” (pag 224)”,”LEND-586″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 37. Briefe an die Angehörigen, 1893-1922.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Cita opere occidentali di Antonio LABRIOLA (pag 659) ecc. Cechov. “”Geht Ihr ins Theater? Was ist das für ein neues Stück von Tschechow “”Drei Schwestern””? Habt Ihr es gesehen, und wie findet Ihr es? Ich habe die Kritik in der Zeitung gelesen. Ausgezeichnet spielen sie im “”Künstlertheater”” – bis zum heutigen Tag denke ich gern an meinen Besuch im vergagenen Jahr, zusammen mit dem armen Kolumbus. Ist er gesund? Ich nehme mir immer vor, ihm zu schreiben, komme aber nicht dazu, weil ich zuviel zu tun habe.”” (pag 261, Lenin a M.A. Uljanowa, Ulianova)”,”LEND-587″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 39. Hefte zum Imperialismus.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Quadflieg. “”Russische Expansionspolitik””. “”‘England ist immer der Freund der schwächeren Macht’, um die stärlere auf eine für England micht mehr gefährliche Stufe herabzubringen. Erst verband es sich mit Holland, um der Spanier Macht zu vernichten, dann mit Frankreich, um der Generalstaaten Mitherrschaft zur See ein Ende zu machen, dann unterstützte es Friedrich den Großen, um Frankreichs Kolonialreich besser zerstückeln zu können, so verband es sich mit Japan, um dem bedrohlichen Machtzuwachs der Russen in den ostasiatischen Gewässern entgegenzutreten, so ist es heute Frankreichs oder Rußlands Freund, um Deutschlands Seemachtstellung vernichten zu können, so wird es Deutschlands Verbündeter werden, sobald es von dessen Flotte nichts mehr zu fürchten hat, sei es, daß diese vernichtet wurde, oder daß Deutschland freiwillig auf den Wettbewerb verzichtet, dann mag wohl der folgende Gegner das Zarenreich sein””. (pag 699-700, appunti da ‘Russische Expansionspolitik von 1774 bis 1914’ von Dr. Franz Quadflieg, Berlin, 1914)”,”LEND-589″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 40. Hefte zur Agrarfrage, 1900-1916.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands. Teoria sottoconsumo e pluslavoro. “”Von Anfang an wendet sich E. David gegen die Theorie von Unterkonsumtion und Überarbeit (62, “”übermenschliche Arbeit und untermenschliche Lebensweise””). E. David macht sich über den streggläubigen Marxismus u.ä. lustig (63) und sagt: “”In folgenden möchte ich nur der von Kautsky gegebenen Zeichnung der ‘rüchständigen Kleinbauern das Bild eines ‘modernen’ Kleinbauern gegenüberstellen. Es gibt nämlich auch einen solchen Typus; und der zeigt als Wirtschafter und Mensch so wesentlich verschiedene Züge von dem verlumpten Halbbarbaren, der uns in dem Kautskyschen Buche entgegentritt, daß es sehr nützlich ist für alle, die praktische Landagitation treiben wollen, sich auch mit ihm etwas näher bekannt zu machen””. (pag 92)”,”LEND-590″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 30. September 1919 – April 1920. To the American Workers. Economics and Politics in Era of the Dictatorship of the Proletariat. Address to the Second All-Russia Congress of Communist Organisations of the Peoples of the East. In Reply to Questions put by a Correspondent of the Daily Express. Ninth Congress of the R.C.P.(B.).”,”Discorso in memoria di Sverdlov. (pag 433) “”Under these circumstances, to ignore the importance of the national question in the Ukraine – a sin of which Great Russians are often guilty (and of which the Jews are guilty perhaps only a little less often than the Great Russians) – is a great and dangerous mistake. The division between the Russian and Ukrainian Socialist-Revolutionaires as early as 1917 could not have been accidenal. As internationalists it is our duty, first, to combat very vigorously the survivals (sometimes unconscious) of Great-Russian imperialism and chauvinism among “”Russian”” Communists; and secondly, it is our duty, precisely on the national question, which is a relatively minor one (for an internationalist the question of state frontiers is a secondary, if not a tenth-rate, question), to make concessions.”” (pag 270-271) “”Vogliamo che la donna lavoratrice sia uguale all’uomo lavoratore non solo davanti alla legge ma allo stato dei fatti. Per questo le donne lavoratrici devono prendere sempre più parte all’ amministrazione delle imprese socializzate e all’ amministrazione dello Stato””. (pag 371)”,”LEND-369″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 32. December 1920 – August 1921. Integrated Economic Plan. Tenth Congresso of the RCP(B). The Tax in Kind. Third Congresso of the Communist International.”,”””A fortnight before the Kronstadt events, the Paris newspapers reported a mutiny at Kronstadt. It is quite clear that it is the work of Socialist-Revolutionaries and white-guard émigrés, and at the same time the movement was reduced to a petty-bourgeois counter-revolution and petty-bourgeois anarchism””. (pag 184) “”Le due principali questioni a cui ogni funzionario sovietico impegnato nel lavoro economico deve porre attenzione sono: quanto del surplus prodotto dalla fattoria, oltre e al di sopra delle tasse, è stato scambiato dai contadini per i prodotti manifatturieri della piccola industria e del commercio privato, e quanto per prodotti industriali forniti dallo Stato?”” (pag 379)”,”LEND-371″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 25. June-September 1917.”,”Nationalisation of the Banks. “”The banks, as we know, are centres of modern economic life, the principal nerve centres of the whole capitalist economic system. To talk abour “”regulating economic life”” and yet evade the question of nationalisation of the banks means either betraying the most profound ignorance or deceiving the “”common people”” by florid words and grandiloquent promises with the deliberate intention of not fulfilling these promises. It is absurd to control and regulate deliveries of grain, or the production and distribution of goods generally, without controlling and regulating banks operations. It is like trying to snatch at odd kopeks and closing one’s eyes to millions to rubles””. (pag 333)”,”LEND-364″
“LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 13. Materialism and Empirio-Criticism. Critical Notes Concerning a Reactionary Philosophy.”,”Edizione autorizzata dall’ V.I. Lenin Institute, Moscow. “”In the ‘Dialogue of D’Alembert and Diderot’, Diderot thus states his philosophic position: “”Suppose a pianoforte be endowed with the faculty of sensation and memory, tell me would it not of its own accord repeat those airs which you have played on its keyboard? We are instruments endowed with the faculties of sensation and memory. Our senses are keys upon which surrounding nature strikes and which strike upon themselves. This is all, according to my opinion, that occurs in the piano which is organised like you and myself””””. (pag 17)”,”LEND-352″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 45. November 1920 – March 1923. Letters.”,”Sugli specialisti. “”We must prepare the material, verify it, expose the culprits and condemn them ‘in the full view of all’, and impose exemplary punishment. The military specialist is caught out on treason. But the military specialists have all been recruited, and are working. Lunacharsky and Pokrovsky don’t know how to “”catch out”” their own specialists and, being dissatisfied with themselves, are taking it out of everybody else. That is Pokrovsky’s mistake. In fact, you and I may not have all that many differences. The worst thing about the People’s Commissariat for Education (PCE) is the lack of system, of self-control. Their communist cells are also shockingly “”lax””. The people over at the P.C.E. have still to learn how to work out ‘methods’ of “”catching out”” their specialists and ‘punishing’ them, and of catching out and training the communist cells.”” (Lenin a Preobrazhensky, 19 aprile 1921)”,”LEND-384″
“LENIN V.I.”,”La alianza de la clase obrera y del campesinado.”,”””La ley de la mecánica establece que la acción es equivalente a la reacción. En la historia, la fueza destructora de la revolución depende también, y no poco, de la fuerza y de la duración del período de aplastamiento de las aspiraciones de libertad, de la profundidad que alcancen las contradicciones entre la “”superestructura”” antediluviana y las fuerzas vivas de la época actual. Y la situación política internacional, en muchos sentidos, va siendo la más ventajosa para la revolución rusa.”” (pag 221)”,”LEND-522″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 36. 1900-1923.”,”36″,”LEND-523″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 37. 1893-1922.”,”37″,”LEND-524″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 38. (Quaderni filosofici)”,”38″,”LEND-525″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Tomo 39. (Quaderni sull’ imperialismo)”,”39″,”LEND-526″
“LENIN N.”,”El estado y la revolución proletaria.”,”””La omnipotencia de la riqueza está más asegurada en una República democrática porque no está sometida a las formas politicas odiosas del capitalismo. La República democrática es la forma política más adecuada para el capitalismo, y por esa razón, cuando el capitalismo ha elevado la garra – empleando a los Paltchinski, Chernov y Tseretelli, – su poder está asegudado de un modo tan firme, que no hay cambio de personas, partidos e istituciones capaz de echarlo por tierra. La República burguesa le pertenece. Digamos también que Engels considera el sufragio universal como un medio que contribuye directamente a asegurar la dominación capitalista.”” (pag 52)”,”LEND-592″
“LENIN V.I.”,”La guerra imperialista.”,”Collana ‘I classici del marxismo’ a cura di Palmiro TOGLIATTI, Delio CANTIMORI, Ambrogio DONINI, Cesare LUPORINI Gastone MANACORDA Aldo NATOLI Antonio PESENTI Felice PLATONE “”L’ opportunismo consiste nel sacrificare gli interessi fondamentali delle masse agli interessi temporanei d’un’infima minoranza di operai, oppure, in altri termini, nell’ alleanza di una parte degli operai con la borghesia, contro la massa del proletariato. La guerra rende tale alleanza particolarmente evidente e coercitiva. L’ opportunismo è stato generato, nel corso di decenni, dalle particolarità di un determinato periodo di sviluppo del capitalismo, in cui uno strato di operai privilegiati, che aveva un’ esistenza relativamente tranquilla e civile, veniva “”imborghesito””, riceveva qualche briciola dei profitti del proprio capitale nazionale e veniva staccato dalla miseria, dalla sofferenza e dalla stato d’animo rivoluzionario delle masse misere e rovinate.”” (pag 93)”,”LEND-594″
“LENIN V.I.”,”L’ imperialismo come fase suprema del capitalismo.”,”””Finché il capitalismo resta tale, l’ eccesso di capitali non sarà impiegato ad elevare il tenore di vita delle masse del rispettivo paese, perché ciò importerebbe diminuzione dei profitti dei capitalisti, ma ad elevare tali profitti mediante l’ esportazione di capitale all’estero, nei paesimeno progrediti. In questi ultimi il profitto ordinariamente è assai alto, poiché colà vi sono pochi capitali, il terreno vi è relativamente a buon mercato, le mercedi basse e le materie prime a poco prezzo.”” (pag 71) “”L’amercano Henry C. Morris nella sua “”Storia della colonizzazione””, cerca di riunire le cifre sulla grandezza dei possedimenti coloniali dell’Inghilterra, della Francia e della Germania (…)”” (pag 88) Nota fondo pagina: “”J. Patouillet, L’ imperialisme américain, Digione, 1904″” (pag 127) Nota fondo pagina: “”Dawid Jayne Hill, A History of the Diplomacy in the international development of Europe, Vol I p. X”” (pag 138)”,”LEND-595″
“LENIN V.I.”,”Sulla religione.”,”””Per mantenere il popolo nella schiavitù spirituale, occorre la più stretta alleanza fra la chiesa e i cento neri, dicevano, per bocca di Purisckevic, il barbaro latifondista e il vecchio aguzzino. Vi ingannate signori, risponde loro, per bocca di Karaulov, il borghese controrivoluzionario. Con questi mezzi non farete altro che respingere definitivamente il popolo dalla religione. Operiamo dunque con maggior intelligenza, abilità e destrezza; togliamo di mezzo i cento neri troppo stupidi e troppo grossolani,dichiariamo guerra alla “”snazionalizzazione della chiesa””, scriviamo sulla nostra bandiera le “”parole d’oro”” del vescovo Eulogio, il quale dice che la chiesa è al di sopra della politica. Soltanto se agiremo così, sapremo ingannare almeno una parte di operai più arretrati e, particolarmente, i piccoli borghesi e i contadini, e aiuteremo la chiesa rinnovata ad assolvere la sua “”grande e santa missione”” di mantenere nella schiavitù spirituale le masse del popolo””. (pag 44)”,”LEND-596″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 10 . November 1905 – Juni 1906.”,”Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands “”Der Ausgang der Revolution hängt davon ab, ob die Arbeiterklasse als handlanger der Bourgeoisie, der in seiner Stoßkraft gegen die Selbstherrschaft zwar mächtig, politisch aber ohnmächtig ist, oder als Führer der Volksrevolution auftreten wird””. (pag 5, Vorwort, Zwei Taktiken)”,”LEND-559″
“LENIN Nicola”,”Pagine scelte.”,”””Recentemente siamo stati informati che l’ America c’invia 500 comunisti per sbarazzarsi di agitatori pericolosi. Se anche, invece di inviarcene 500, essa ci inviasse 500.000 agitatori americani, giapponesi o francesi, la situazione non muterebbe per questo, non potendo la sproporzione tra il prezzo dei viveri ed i salari, subire alcuna modificazione. Nulla si può fare, essendo la proprietà privata strettamente rispettata: essendo – non dimentichiamolo – sacra, per tutti i paesi, tranne per la Russia, dove, come conviene ricordarsi, la proprietà è stata abolita. I capitalisti sono dunque impotenti a modificare la situazione ed i lavoratori non possono vivere con quel che guadagnano. Contro questa disgrazia, nessun vecchio metodo può servire; nessuno sciopero parziale, nessuna azione parlamentare, nessuno scrutinio, niente può giovare, finchè resterà sacra la proprietà privata, mentre i capitalisti hanno accumulato i debiti e monopolizzato tutte le ricchezze nelle mani di alcuni uomini, rendendo sempre più insopportabili le condizioni di esistenza degli operai. Al di fuori dell’ abolizione della proprietà privata degli sfruttatori non vi è uscita. Il compagno Lapinski, nel suo volume: ‘L’ Inghilterra e la rivoluzione mondiale’, da cui il nostro messaggero del Commissariato degli Affari Esteri, ha estratto nel febbraio 1920 alcuni passi notevolmente interessanti, indica che i prezzi di estrazione del carbone sono rimasti in Inghilterra due volte più alti di quanto si era supposto nei centri industriali. (…)”” (pag 168-169) “”Dobbiamo qui notare che nella ripartizione dei benefici bancari i direttori e gli amministratori di Banca fanno naturalmente la parte del leone, dissimulando una parte del profitto sotto la forma di premi, di percentuali, ecc..”” (pag 169) “”Rimarchiamo soprattutto questa circostanza, che il compagno Levi ha messo in rilievo nel suo rapporto tedesco: il ribasso della moneta. In seguito ai debiti, alla emissione considerevole di carta moneta, la moneta ha subito un deprezzamento generale. Lo stesso economista borghese Keynes ha dichiarato l’ 8 marzo al Consiglio Supremo Economico che, secondo i suoi calcoli, il deprezzamento della moneta confrontato col dollaro è di un terzo in Inghilterra; di due terzi in Francia ed in Italia e si eleva in Germania a 96 per cento.”” (pag 169-170)”,”LEND-597″
“LENIN V.I.”,”Acerca de la prensa y la literatura.”,”””La stessa rivoluzione non si deve immaginare come un atto unico (come, abbiamo visto, se lo immaginano i Nadiezhdin), ma come una successione rapida di esplosioni più o meno violente, alternando periodi di calma più o meno profonda. Pertanto, il contenuto capitale delle attività dell’ organizzazione del nostro partito, il centro di gravità di queste attività deve consistere in un lavoro che è possibile e necessario, sia durante il periodo dell’ esplosione più violenta, come durante la calma più completa, ovvero: in un lavoro di agitazione politica unificata in tutta la Russia che getti luce su tutti gli aspetti della vita e che sia diretto alle grandi masse.”” (pag 108-109)”,”LEND-598″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Indice analitico. Parte I.”,”Indici 1″,”LEND-527″
“LENIN V.I.”,”Opere complete (in lingua russa). Indice nomi. Parte II.”,”Indici 2″,”LEND-528″
“LENIN V.I.”,”El marxismo y el Estado. Materiales preparatorios para el libro El Estado y la revolución.”,”Dall’ indice: Lettera di Marx a Varlin e Frankel del 1871. Risposta Engels ai giovani 1890. Scritto Beer su Imperialismo Engels sulla guerra mondiale imminente che dovrà condurre alla creazione delle condizioni per la vittoria definitiva della classe operaia (pag 36) Lenin Imperialismo: “”Durante l’apogeo della libera concorrenza in Inghilterra, tra il 1840 e il 1860, i dirigenti politici borghesi d’Inghilterra erano avversari della politica coloniale, e consideravano come inevitabile ed utile la liberazione delle colonie e la loro completa separazione dall’Inghilterra. M. Beer nel suo studio sul “”più recente imperialismo inglese”” [*3], apparso nel 1898, dice che un uomo di Stato inglese, così incline in generale all’imperialismo come Disraeli [1], aveva dichiarato nel 1852 che “”le colonie sono pietre attaccate al nostro collo””. Ma alla fine del secolo XIX gli eroi del giorno in Inghilterra erano Cecil Rhodes e Joseph Chamberlain [2], che propagandavano apertamente l’imperialismo e facevano la più cinica politica imperialistica!”” *3. Die Neue Zeit, XVI, 1898, 1, p. 302″,”LEND-599″
“LENIN V.I.”,”Lénine et la presse.”,”””Pour ne pas laisser de lacune dans l’exposé des conceptions de Marx en 1848, il importe de noter un trait essentiel qui distingue la social-democratie allemande d’alors (ou le Parti communiste du prolétariat, pour empunter la langue de l’époque) de la social- démocratie russe d’aujourd’hui. Laissons la parole à Mehring: “”Elle (la Nouvelle Gazette rhénane) est entrée dans l’ arène politique comme un “”organe de la démocratie””. Il est impossible de ne pas voir l’ idée qui domine tous ses articles. Mais, dans son activité directe, elle défendait plus les intérêts du prolétariat contre ceux de la bourgeoisie. On trouvera peu de chose dans ses colonnes sur le mouvement spécifiquement ouvrier pendant la révolution, bien qu’il ne faille pas oublier qu’à côté d’elle paraissait deux fois par semaine, sous la rédaction de Moll et Schapper, l’ organe spécial de l’Union ouvrière de Cologne.”” (pag 163)”,”LEND-600″
“LENIN V.I.”,”K. Marx / F. Engels.”,”Lo scritto su Marx, Lenin lo pubblicò nel 1915 sotto lo pseudonimo di V. ILIN. Quello di Engels nel 1896. Le pagine su Marx furono scritte nel 1913 per il Dizionario Granat. “”Las nacionaes son el fruto inevitable y, además, una forma inevitable de la época burguesa de desarrollo de la sociedad. Y la clase obrera no podía fortalecerse, alcanzar su madurez, formarse, sin “”organizarse en el marco de la nación””, sin ser “”nacional”” (“”aunque de ningún modo en el sendido burgués””). Pero ed dearrollo del capitalismo va destruyendo cada vez más las barreras nacionales, pone fin al aislamiento nacional y sustituye los antagonismos nacionales por los antagonismos de clase. Por eso es una verdad innegable que en los países capitalistas adelantados “”los obreros no tienen patria”” (…)””. (pag 62)”,”LEND-601″
“LENIN V.I. (LENINE)”,”La Grande Révolution socialiste d’ Octobre. Articles et discours.”,”Le oscillazioni piccolo-borghesi. Il riformismo piccolo-borghese, ovvero il servilismo davanti alla borghesia, servilismo dissimulato con belle frasette democratiche e “”social””democratiche (…), e il rivoluzionarismo piccolo-borghese temibile a parole, pieno di orgoglio e di vanità, ma in realtà vuoto di contenuto (…) sono queste sono oggi le due correnti dell’ oscillazione piccolo borghese. (pag 430) Tempi nuovi e vecchi errori in forma nuova. “”Opposer avec le plus de lucidité et de précision possibles, aux lamentations et à la panique des philistins du réformisme et des philistins du révolutionnarisme, les faits incontestables et le rapport réel des forces de classes, telle est la tâche des marxistes.”” (pag 431) “”Nous voici arrivés au point culminant et, en même temps, le plus difficile de notre lutte historique d’une portée mondiale. En ce moment précis, pour la période de temps actuelle, l’ ennemi n’est pas le même qu’hier. L’ennemi; ce ne sont plus les hordes de gardes blancs sous le commandement des hobereaux que soutiennent tous les menchéviks et socialistes-révolutionnaires, toute la bourgeoisie internationale. L’ennemi, c’est la grisaille quotidienne de l’économie dans un pays de petite agriculture où la grosse industrie est ruinée. L’ennemi c’est l’élément petit-bourgeois qui nous entoure comme l’ air et pénètre fortement dans les rangs du prolétariat.”” (pag 433-434)”,”LEND-602″
“LENIN V.I. (LENINE)”,”Problèmes d’ organisation de l’économie socialiste. Recueil d’ articles et de discours.”,”Il socialismo e i grandi gruppi. “”Non. Ne sont dignes de s’appeler communistes que ceux qui comprennent qu’on ‘ne peut pas’ créer ou instaurer le socialisme sans ‘se mettre à l’école’ des organisateurs de trusts. Car le socialisme n’est pas une invention; c’est l’assimilation et l’application, par l’avant-garde du prolétariat qui a conquis le pouvoir, de ce qui a été créé par les trusts. Nous, parti du prolétariat, nous ne pouvons prendre ‘nulle part’ l’art d’organiser la grande production à l’instar des trusts, comme les trusts, – ‘nulle part’ à moins que nous n’allions le chercher chez les spécialistes les plus qualifiés du capitalisme’. (pag 165-166, Sur l’infantilisme “”de gauche””, 1918)”,”LEND-603″
“LENIN V.I. TROTSKY. L.”,”I Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del I Congresso dell’ Internazionale Comunista.”,”””1° Uno dei compiti più importanti per i compagni dell’Europa occidentale è quello di spiegare alle masse il significato, l’importanza e la necessità del sistema sovietico. Va constatata, sotto questo profilo, una insufficiente comprensione. Se è vero che Kautsky e Hilferding hanno fatto fallimento come teorici, gli ultimi articoli della “”Freiheit”” provano tuttavia ch’essi hanno saputo esprimere esattamente lo stato d’animo dei settori arretrati del proletariato tedesco. E’ accaduto lo stesso da noi. Durante i primi otto mesi della rivoluzione russa la questione dell’organizzazione sovietica è stata molto discussa, e gli operai non vedevano abbastanza chiaramente in che cosa consistesse il nuovo sistema, né se era possibile costruire l’apparato statale con i soviet. Nella nostra rivoluzione siamo andati progredendo non per via teorica ma per via pratica. Così,per esempio, noi non abbiamo mai posto prima teoricamente il problema dell’Assemblea costituente, e non abbiamo mai detto che non l’avremmo riconosciuta. Solo più tardi, quando le istituzioni sovietiche si diffusero in tutto il paese e conquistarono il potere politico, decidemmo di disperdere l’Assemblea costituente. Vediamo ora che la questione si pone in modo anco più acuto in Ungheria e in Svizzera. Da un lato è benessimo che sia così: proprio su questo fatto noi baisamo la certezza assoluta che la rivoluzione avanza più rapidamente negli Stati dell’Europa occidentale e ch’essa ci porterà grandi vittorie. Ma d’altra parte vi è il pericolo che la lotta sia tanto accanita e tesa che la coscienza delle masse operaia non sarà in grado di seguirne il ritmo. Il significato del sistema sovietico non è tuttora abbastanza chiaro alle grandi masse degli operai tedeschi politicamente istruiti, perché essi sono stati educati nello spirito del parlamentarismo e dei pregiudizi borghesi””. (pag 55, Lenin, Discorso di Lenin sulle tesi)”,”INTT-234″
“LENIN V.I. (LENINE)”,”Aux travailleurs d’ Europe et d’ Amerique.”,”””Entre les spartaciens et les Scheidemanies, se trovent le Kautskiens, les disciples de Kautski, hésitants, veulés, “”indépendents”” en paroles, en fait “”dependants”” totalement et sur toute la ligne aujourd’hui de la borgeoisie et des Scheidemanies, demain des Spartaciens, (…)””. (pag 6)”,”LEND-606″
“LENIN V.I., a cura di ZIZEK Slavoj”,”Revolution at the Gates. A Selection of Writings from February to October 1917.”,”ZIZEK Slavoj è Senior Researcher presso l’ Institute for Social Studies in Lubiana. Euro 30.0″,”LEND-605″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 15. March 1908 – August 1909.”,”””In the interests of this new sorting-out a strengthening of theoretical work is essential. The “”present moment’ in Russia is precisely one in which the theoretical work of Marxism, its deepening and expansion, are dictated not by the state of mind of this or that individual, not by the enthusiasm of one or another group, and not even by the external police conditions which have condemned many to elimination from “”practical work”” – but by the whole objective state of affairs in the country. When the masses are digesting a new and exceptionally rich experience of direct revolutionary struggle, the theoretical struggle for a revolutionary outlook, i.e., for revolutionary Marxism, becomes the watchword of the day.”” (pag 290) pag 476″,”LEND-354″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 15. March 1908 – August 1909.”,”pag 402 posizione lavoratori su questione religione e pag 414 “”That is why the Third Duma marks a special stage in the break-down of the old tsarism, in the intensification of its adventurist character, in the deepening of the old revolutionary aims, in the widening of the field of struggle (and of the numbers taking part in the struggle) for these aims. We must get over this stage. The present new conditions require new forms of struggle. The use of the Duma tribune is an absolute necessity. A prolonged effort to educate and organise the masses of the proletariat becomes particularly important. The combination of illegal and legal organisation raises special problems before the Party. The popularisation and clarification of the experience of the revolution, which the liberals and liquidationist intellectuals are seeking to discredit, are necessary both for theoretical and practical purposes.”” (pag 350-351)”,”LEND-354-B”
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 22. December 1915 – July 1916.”,” Analisi sviluppo agricoltura americana (pag 14-100) “”The number of cartels in Germany was estimated at about 250 in 1896 and at 385 in 1905, with about 12,000 firms participating. But it is generally recognised that these figures are underestimations. From the statistics of German industry for 1907 we quoted above, it is evident that even these 12,000 very big enterprises probably consume more than half the steam and electric power used in the country. In the United States of America, the number of trusts in 1900 was estimated at 185 and in 1907, 250. American statistics divide all industrial enterprises into those belonging to individuals, to private firms or to corporations. The latter in 1904 comprised 23.6 per cent, and in 1909, 25,9 per cent, i.e., more than one-fourth of the total industrial enterprises in the country. These employed in 1904, 70.6 per cent, and in 1909, 75.6 per cent, i.e, more than three-fourths of the total wages-earners. Their output at these two dates was valued at $10,900,000,000, and $ 16,300,000,000, i.e,, 73.7 per cent and 79.0 per cent of the total, respectively.”” (pag 202-203)”,”LEND-361″
“LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 26. September 1917 – February 1918.”,”Analisi sviluppo agricoltura americana (pag 14-100) Arte insurrezione. “”Marxism is an extremely profound and many-sided doctrine. It is, therefore, no wonder that ‘scraps’ of quotations from Marx – especially when the quotations are made ‘inappropriately’ – can always be found among the “”arguments”” of those who break with Marxism. Military conspiracy is Blanquism, ‘if’ it is organised not by a party of a definite class, ‘if’ its organisers have not analysed the political moment in general and the international situation in particular, ‘if’ the party has not on its side the sympathy of the majority of the people, as proved by objective facts, ‘if’ the development of revolutionary events has not brought about a practical refutation of the conciliatory illusions of the petty bourgeoisie, ‘if’ the majority of the Soviet-type organs of revolutionary struggle that have been recognised as authoritative or have shown themselves to be such in practice have not been won over, ‘if’ there has not matured a sentiment in the army (if in war-time) against the government that protracts the unjust war against the will of the whole people, ‘if’ the slogans of the uprising (like “”All power to the Soviets””, “”Land to the peasants””, or “”Immediate offer of a democratic peace to all the belligerent nations, with an immediate abrogation of all secret treaties and secret diplomacy””, etc.) have not become widely known and popular, ‘if’ the advanced workers are not sure of the desperate situation of the masses and of the support of the countryside, a support proved by a serious peasant movement or by an uprising against the landowners and the government that defends the landowners, ‘if’ the country’s economic situation inspires earnest hopes for a favourable solution of the crisis by peaceable and parliamentary means. This is probably enough. In my pamphlet entitled: ‘Can the Bolsheviks Retain State Power?’ (…), there is a quotation from Marx which really bears upon the question of insurrection and which enumerates the features of insurrection as an “”art””.”” (pag 212-213)”,”LEND-365″
“LENIN V.I.”,”Opere complete. Volumi 1-35. (in lingua russa)”,”Tomi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35″,”LEND-610″
“LENIN V.I.”,”Lettere da lontano.”,”Fondo Guglielmo Zatti Guglielmo Zatti (Brescia, 17 aprile 1907 – ?) giornalista, visse dal 1930 al 1942 all’estero avvicinandosi all’ambiente dei fuoriusciti comunisti; rientrato in patria prese contatto con l’antifascismo bresciano. Fondò il locale foglio clandestino “”Vivi”” e nel dopoguerra il settimanale “”Ordine nuovo””, dal 1947 abbandonò la politica attiva. Il fondo raccolto in una busta e un album conserva una serie di fotocopie, tutte relative alle vicende dello Zatti dal 1932 al 1942, provenienti dall’Archivio Centrale dello Stato, fondi Ministero dell’Interno, direzione generale della Pubblica Sicurezza, Casellario Politico Centrale, Ministero degli affari esteri e della Prefettura di Brescia; tali fotocopie contengono note informative di fonte confidenziale. Seguono una serie di manoscritti e dattiloscritti inediti, alcune centinaia di cartelle degli anni Settanta, dove lo Zatti analizza criticamente il quadro politico italiano dell’epoca. (Fondazione Micheletti)”,”LEND-612″
“LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. La dottrina del marxismo sullo Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,”””Ciò che attrae soprattutto l’attenzione di Bernstein è la conclusione che Marx sottolineò nella prefazione del 1872 al “”Manifesto del Partito comunista”” e ove è detto: “”La classe operaia non può impossessarsi puramente e semplicemente di una macchina statale già pronta e metterla in moto per i propri fini””. Questa espressione è talmente “”piaciuta”” a Bernstein ch’egli la ripete non meno di tre volte nel suo libro, interpretandola nel senso più deformato, più opportunistico. Come abbiamo visto, Marx vuol dire che la classe operaia deve ‘spezzare, demolire, far saltare’ (‘Sprengung’, esplosione. Il termine è di Engels) tutta la macchina dello Stato. Ora, secondo Bernstein, Marx avrebbe con ciò messo in guardia la classe operaia ‘contro’ un ardore troppo rivoluzionario nel momento della presa del potere. Non si può immaginare falsificazione più grossolana, più mostruosa del pensiero di Marx.”” (pag 121)”,”LEND-615″
“LENIN V.I.”,”Sul diritto delle nazioni all’autodecisione.”,”2° copia Separazione della Norvegia dalla Svezia (pag 38)”,”LEND-617″
“LENIN V.I. MARKUS B. KRUJKOV N. GUBAREV KETEKIN BELIAEV KHOLODKOV M.I. SIROTKIN V. MANUKHINE TOCHTCHAKOV J.P. NIEMANEJIN K.V. CHESTAKOV A. KUTCHKIN A. LEONTIEV A. BRAGUINSKI M. BELOZEROVA KVITKOSKAIA ZEMLIATCHKA R. STEPANOV S. KRYLOV S.V. PHILIPPOV B.P. WALTMANN G.M. MIROCHNIKOV A.K. STANOVOV V. MTATLEV J. SCHWEITZER V. (MARKOUS KROUJKOV GOUBAREV SIROTKINE MANOUKHINE LENINE NIEMANEJINE KOUTCHINE)”,”La révolution de février 1917 en Russie. Souvenirs et documents.”,”””Le 4 (17) avril, Lénine prit la parole à la réunion des bolchéviks où il exposa ses “”Thèses d’avril”” d’une importance historique mondiale. Dans ces thèses, Lénine indiqua avec toute la clarté nécessaire la route à suivre pour le développement ultérieur de la révolution. Il traça le plan du combat du prolétariat, lança les mots d’ordre clairs capables de mobiliser les ouvriers et les éléments les plus pauvres de la paysannerie pour la lutte pour la révolution socialiste. La révolution, écrivit Lénine dans ses “”Thèses d’avril”” a dépassé sa primière étape et est entrée dans la deuxième; à l’ordre du jour se trouve une nuovelle tâche, à savoir: la révolution socialiste. “”Ce qu’il a de particulier dans l’actualité russe, c’est la ‘transition’ de la première étape de la révolution, qui a donné le pouvoir à la bourgeoisie par suite du degré insuffisant de conscience et d’organisation du prolétariat, à la ‘deuxième’ étape, qui doit donner le pouvoir au prolétariat et aux couches les plus pauvres de la paysannerie”” (1). Le prolétariat ne saurait accomplir la révolution socialiste qu’à condition que la majorité des ouvriers et des paysans pauvres suivent le Parti bolchévik. D’ici, découle la principale tâche du moment: éclairer avec soin, avec persévérance, avec patiente les masses sur la duperie dont elles sont l’objet de la part des menchéviks et des socialistes révolutionnaires et, par là même, aider les masses qui les suivaient à passer aux côtés des bolchéviks. (…)”,”RIRx-145″
“LENIN V.I. (LENINE N.)”,”La Révolution Prolétarienne et le renégat Kautsky. (1918)”,”””Chacune de ces thèses, bien connues de l’érudit Kautsky, le cingle au visage et dévoile sa trahison. Dans toute sa brochure, Kautsky ne dénote pas la moindre conception de ces vérités et d’un bout à l’autre il ne fait que se moquer du marxisme. Prenez les lois fondamentales des Etats contemporains, prenez leur Gouvernement, prenez les libertés de réunion ou de presse, prenez “”l’égalité des citoyens devant la loi””, et vous verrez à chaque pas l’hypocrisie de la démocratie bourgeoise bien connue de tout travailleur honnête et conscient. Il n’y a pas d’Etat, même le plus démocratique, qui n’ait dans sa constitution quelque fissure ou quelque réserve fournissant à la bourgeoisie le moyen de lancer la troupe contre les ouvriers, de décréter l’état de siège, etc., “”en cas de perturbation de l’ordre””, entendez à la moindre tentative de la classe exploitée pour secouer son esclavage et essayer de se conduire en être humain. Kautsky, farde sans vergogne la démocratie bourgeoise, et ne souffle mot des répressions dirigées par exemple contre les grévistes par les bourgeois les plus républicains et les plus démocrates d’Amérique et de Suisse. Oh! non, le prudent et savant Kautsky n’en souffle mot. Il ne comprend pas, ce politique érudit, que le silence en l’occurence est une lâcheté. Il préfère berner les travailleurs en leur contant par exemple que démocratie veut dire “”défense de la minorité””. Incroyable! mais c’est come cela!”” [N. Lénine, La Révolution Prolétarienne et le renégat Kautsky, 1921] [Lenin-Bibliographical-Materials] (pag 29) [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-618″ “LENIN V.I.”,”Opere scelte. Volume 3. (in sanscrito)”,”Sanscrito appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee, è una Lingua ufficiale dell’India, dalla quale derivano molte moderne lingue del paese (primo tra tutti l’hindi, la più diffusa); il termine sams-kr-ta significa, nell’antica lingua, “”perfezionato”” e può essere reso col latino con-fec-tus (si noti che la radice kr del sanscrito corrisponde alla radice fac, es. facio, del latino). Il ruolo di questa lingua nella cultura indiana è simile a quello del Latino e del Greco antico in Europa. In sanscrito furono composti molti testi classici, come ad esempio i Veda. Si distingue, solitamente (ma le diversità sono minime), tra sanscrito vedico e sanscrito classico, più tardo, nel quale furono scritte le grandi epiche indiane Mahabharata e Ramayana.”,”LEND-607″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. E lo studio preparatorio: Il marxismo sullo Stato.”,”Lenin scrisse ‘Stato e rivoluzione’ nell’agosto-settembre 1917, dopo gli avvimenti di luglio e la fuga in Finlandia. Per la stesura del libro si servì delle note e degli appunti che aveva elaborato quando si trovava in Svizzera e che vengono pubblicati nella presente edizione per la prima volta in Italia (‘Quaderni sullo stato’ o ‘Il marxismo sullo Stato’ . L’opera doveva comprendere sette capitoli ma il settimo ‘L’esperienza delle Rivoluzioni russe del 1905 e del 1917’ non fu però mai scritto da Lenin, che lasciò solamente le prime righe della stesura definitiva e uno schema dello stesso (v. pag 140). Lenin scrisse in una nota editoriale: “”Se tarderò troppo prima di terminare questo settimo capitolo, o se dovesse venire troppo lungo, occorrerà pubblicare intanto i primi sei, come ‘prima parte’. Altre notizie si trovano nella nota di pagina 2. “”Giudizio di Bernstein: Bernstein nelle ‘Premesse’ (pag. 134 cita questi passi (N. 12 e N. 13 e N. 15 nel mio scritto) della ‘Guerra civile’ e dichiara: questo “”programma”” “”per il suo contenuto politico rivela una grandissima somiglianza in tutti i tratti essenziali con il federalismo di Proudhon (ah – ah!). …””Con tutte le divergenze esistenti fra Marx e (!!) il “”piccolo borghese”” Proudhon, in questi punti il loro pensiero è vicino quanto solo è possibile”” (136). E più avanti: l’importanza delle “”municipalità”” aumenta, ma: “”mi sembra dubbio che primo compito della democrazia sia un tale dissolvimento (Auflösung) degli stati moderni e un tale rovesciamento (Umwandlung) della loro organizzazione come pensano Marx e Proudhon (creazione di una assemblea nazionale dei delegati delle assemblee provinciali o regionali, le quali, a loro volta, sono composte dai delegati delle comuni) in modo tale che tutta la struttura precedente delle rappresentanze nazionali scompaia completamente”” (136). Già, non si può stare senza il controllo delle direzioni centrali!!”” (pag 203, V.I. Lenin, Studio preparatorio: Il marxismo e lo Stato, in ‘Stato e rivoluzione, Savelli, 1963)”,”LEND-608″ “LENIN V.I.”,”Carlo Marx.”,”Contiene di Lenin: – Carlo Marx – Tre fonti e tre parti integranti del marxismo – Marxismo e revisionismo – I destini storici della dottrina di Carlo Marx Contiene di Lenin: – Carlo Marx – Tre fonti e tre parti integranti del marxismo – Marxismo e revisionismo – I destini storici della dottrina di Carlo Marx “”L’economia politica classica anteriore a Marx nacque in Inghilterra, il paese capitalista più progredito. Adamo Smith e Davide Ricardo, studiando il regime economico, gettarono le basi della ‘teoria secondo cui il valore deriva dal lavoro’. Marx continuò la loro opera, dette una rigorosa base scientifica e sviluppò in modo coerente questa teoria. Egli dimostrò che il valore di ogni merce è determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessario, ovvero dal tempo di lavoro socialmente necessario alla sua produzione. Là dove gli economisti borghesi vedevano dei rapporti tra oggetti (scambio di una merce con un’altra), Marx scoprì dei ‘rapporti tra uomini’. Lo scambio delle merci esprime il legame tra singoli produttori per il tramite del mercato. Il ‘denaro’ indica che questo legame diventa sempre più stretto, fino ad unire in tutto indissolubile la vita economica dei produttori isolati. Il ‘capitale’ indica lo sviluppo ulteriore di questo legame: la forza-lavoro dell’uomo diventa merce. L’operaio salariato vende la sua forza-lavoro al proprietario della terra, delle fabbriche, degli strumenti di produzione. L’operaio impiega una parte della giornata di lavoro a coprire le spese del mantenimento suo e della sua famiglia (il salario), e l’altra parte a lavorare gratuitamente, creando per il capitalista il ‘plusvalore’, fonte del profitto, fonte della ricchezza della classe dei capitalisti. La dottrina del plusvalore è la pietra angolare della teoria economica di Marx.”” [V.I. Lenin, Carlo Marx, 1999] (pag 59) “”Nel famoso ‘Indirizzo dell’Internazionale’ del 9 settembre 1870 Marx mise in guardia il proletariato francese contro un’insurrezione intempestiva; ma quando tuttavia essa avvenne (1871) egli salutò con entusiasmo l’iniziativa rivoluzionaria delle masse “”che danno l’assalto al cielo”” (lettera di Marx a Kugelmann). La sconfitta dell’azione rivoluzionaria, in questa come in molte altre situazioni, era, secondo il materialismo dialettico di Marx, minor male, per l’andamento generale ‘e per l’esito’ della lotta proletaria, che l’abbandono di una posizione conquistata e la resa senza lotta, perché una tale capitolazione avrebbe demoralizzato il proletariato e diminuita la sua capacità di combattere.”” (pag 54) [V.I. Lenin, Carlo Marx, Robin Edizioni, 2000]”,”LEND-620″ “LENIN V.I.”,”Collected works. Volume 36. Letters and Documents, 1900-1923.”,”Volume 36″,”LEND-375″ “LENIN V.I.”,”Obras escogidas en tres tomos. 1.”,”””La nozione di “”disciplina”” ispira al compagno W. Heine una indignazione non meno nobile di quella del compagno Axelrod. (…) Y.W. Heine segue per molto tempo fulminando in tutti i modi questa odiosa tendenza a creare “”una vasta organizzazione assoluta, la più centralizzata possibile, una tattica, una teoria””; fulmina il fatto che si esiga “”il centralismo semplificat””, ecc., ecc., letteralmente “”alla Axelrod””””. (pag 451, Un passo avanti e due indietro)”,”LEND-400″ “LENIN V.I. (LENINE), a cura di Serge OLDENBOURG (OLDENBURG)”,”La révolution bolcheviste. Ecrits et discours de Lénine de 1917 a 1923, traduits du russe et annotés par Serge Oldenbourg.”,”Ultimo discorso di Lenin: 29 marzo 1922: “”On s’engage et puis on voit”” “”Il me revient que Napoléon écrivait: “”On s’engage et puis on voit””. En paraphrase libre, cela signifie: “”Il faut commencer par engager une lutte sérieuse, dans la suite on verra ce qui en advient””. C’est ce que nous fîmes en octobre 1917, en engageant une lutte sérieuse; ce n’est que dans la suite que nous avons discerné les détails de l’évolution (au point de vue de l’histoire mondiale ce ne sont que des détails) tels que la paix de Brest, la NEP, etc. Présentement il n’y a plus de doute: dans l’essentiel nous avons remporté la victoire. Nos soukhanovs, sans parler des socialistes plus à droite encore, n’ont pu même s’imaginer comment se passaient en réalité les révolutions””. (pag 382)”,”RIRO-364″ “LENIN V.I.”,”Sulla via dell’ insurrezione.”,”Cofanetto, opera n° 4″,”SOCx-170″ “LENIN V.I.”,”Carlo Marx.”,”Cofanetto, opera n° 5″,”SOCx-171″ “LENIN V.I.”,”Sulla gioventù e sulla scuola.”,”Cofanetto, opera n° 6″,”SOCx-172″ “LENIN V.I.”,”L’ alleanza degli operai e dei contadini.”,”Cofanetto, opera n° 7″,”SOCx-173″ “LENIN V.I.”,”L’ emancipazione della donna.”,”Cofanetto, opera n° 8″,”SOCx-174″ “LENIN V.I.”,”Sui sindacati.”,”Cofanetto, opera n° 9″,”SOCx-175″ “LENIN V.I.”,”Sulla cooperazione.”,”Cofanetto, opera n° 10″,”SOCx-176″ “LENIN V.I.”,”Sulla religione.”,”Cofanetto, opera n° 12 “”Primus in orbe deos fecit timor”” (la prima a creare gli dei sulla terra fu la paura) aforisma latino riferito per la prima volta dal poeta satirico del I secolo Petronio Arbitro e ripreso da Stazio, viene citato anche da Feuerbach nelle sue Lezioni sull’essenza della religione (nota 1, pag 25)”,”SOCx-178″ “LENIN V.I.”,”La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky.”,”Cofanetto, opera n° 14″,”SOCx-180″ “LENIN V.I.”,”Il socialismo e la guerra.”,”Cofanetto, opera n° 16″,”SOCx-182″ “LENIN V.I.”,”Le multe nelle fabbriche.”,”Cofanetto, opera n° 23″,”SOCx-189″ “LENIN V.I.”,”La Comune di Parigi.”,”Cofanetto, opera n° 24″,”SOCx-190″ “LENIN V.I.”,”Un passo avanti, due passi indietro. (La crisi del nostro partito).”,”Cofanetto, opera n° 25″,”SOCx-191″ “LENIN V.I.”,”Ai contadini poveri. Spiegazione per i contadini di ciò che vogliono i socialdemocratici.”,”Cofanetto, opera n° 27″,”SOCx-193″ “LENIN V.I.”,”Sugli scioperi.”,”Cofanetto, opera n° 32″,”SOCx-198″ “LENIN V.I.”,”Che cosa sono “”gli amici del popolo”” e come lottano contro i sociademocratici.”,”Cofanetto, opera n° 33″,”SOCx-199″ “LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,”Cofanetto, opera n° 42″,”SOCx-208″ “LENIN V.I., a cura di Alberto CECCHI”,”L’estremismo, malattia infantile del comunismo.”,”Cofanetto, opera n° 49 L’ estremismo, malattia infantile del comunismo (scritto e pubblicato nel 1920)”,”SOCx-215″ “LENIN V.I.”,”Sul diritto delle nazioni all’autodecisione.”,”Cofanetto, opera n° 50″,”SOCx-216″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 39. Notebooks on Imperialism.”,”39″,”LEND-378″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 37. Letters to Relatives, 1893-1922.”,”Volume 37″,”LEND-376″ “LENIN V.I.”,”Collected Works. Volume 43. December 1893-October 1917.”,”43″,”LEND-382″ “LENIN V.I.”,”Materialismo ed empiriocriticismo. Note critiche su una filosofia reazionaria.”,” Lenin su ‘Libertà e necessità’ (pag 183) “”Engels dice: “”Hegel fu il primo a rappresentare in modo giusto il rapporto di libertà e necessità. Per lui la libertà è il riconoscimento della necessità. “”‘Cieca è’ la necessità solo ‘nella misura in cui non viene compresa’””. La libertà non consiste nel sognare l’indipendenza dalle leggi della natura, ma nella conoscenza di queste leggi e nella possibilità, legata a questa conoscenza, di farle agire secondo un piano per un fine determinato. Ciò vale in riferimento tanto alle leggi della natura esterna, quanto a quelle che regolano l’esistenza fisica e spirituale dell’uomo stesso: due classi di leggi che possiamo separare l’una dall’altra tutt’al più nell’idea, ma non nella realtà. (…) La libertà consiste dunque nel dominio di noi stessi e della natura esterna, fondato sulla conoscenza delle necessità naturali [Naturnotwendigkeiten]….”” (pp. 112 e 113 della 5. ediz. tedesca)”” (pag 184) Voroscilov eroe di Turghenev (pag 97)”,”FILx-432″ “LENIN V.I. (LENINE) – CERVETTO Arrigo”,”Materialisme et empiriocriticisme. Notes critiques sur une philosophie reactionnaire (Lenin). Lectures: La critique libérale de Bernstein (A. Cervetto)”,”””Ceux qui veulent connaître la pensée de Marx ne sont certes pas tenus de recourir à la libre transposition de Plekhanov, mais ils sont tenus en revanche d’approfondir Marx au lieu de se livrer, à la Vorochilov, à de fantaisistes randonnées. Fait curieux: si, parmi des gens qui se disent socialistes, il en est qui ne veulent pas ou ne peuvent pas approfondir les “”thèses”” de Marx, on trouve parfois des philosophes bourgeois rompus aux choses de la philosophie et qui font preuve de plus de bonne foi. Je connais un écrivain qui a étudié la philosophie de Feuerbach et analysé, en relation avec celle-ci, les “”thèses”” de Marx. Cet écrivain, Albert Lévy, a consacré le troisième chapitre de la deuxième partie de son livre sur Feuerbach à l’étude de l’influence de ce philosophe sur Marx (1). Sans nous demander si Lévy interprète toujours de façon juste Feuerbach, et comment il critique Marx du point de vue bourgeois habituel, nous citerons seulement son appréciation du contenu philosophique des célèbres “”thèses”” de Marx. “”Marx, dit Lévy, à propos de la première thèse, admet d’une part, avec tout le matérialisme antérieur et avec Feuerbach, qu’à nos réprésentations des choses correspondent des objets réels et distincts hors de nous…””. Albert Lévy, on le voit, saisit bien d’emblée la thèse fondamentale du matérialisme, non pas seulement du matérialisme marxiste, mais de ‘tout’ matérialisme, de “”‘tout’ le matérialisme ‘antérieur'””: admission des objets réels existant hors de nous, auxquels “”correspondent”” nos représentations””. (pag 122-123) (1) Albert Lévy, La Philosophie de Feuerbach et son influence sur la littérature allemande, Paris, 1904 [in Lenin V.I.- Cervetto A., Materialisme et empiriocriticisme. Notes critiques sur une philosophie reactionnaire (Lenin). Lectures: La critique libérale de Bernstein (A. Cervetto), 2009]”,”ELCx-161″ “LENIN V.I.”,”Il socialismo e la guerra. Antologia.”,”Falsi richiami a Marx e a Engels. “”I socialsciovinisti russi, con Plechanov alla testa, si richiamano alla tattica di Marx nella guerra del 1870; i tedeschi sul tipo di Lensch, di David e soci, si richiamano alla dichiarazione di Engels del 1891 sull’obbligo per i socialisti tedeschi di difendere la patria in caso di guerra contro la Russia e la Francia unite; infine, i socialsciovinisti tipo Kautsky, che desiderano conciliare e legalizzare lo sciovinismo internazionale, si richiamano al fatto che Marx ed Engels, pur condannando le guerre, si posero, nondimeno, continuamente dal 1854-1855 fino al 1870-1871 e 1876-1877, dalla parte di un determinato Stato belligerante, una volta che la guerra era scoppiata. Tutte queste citazioni rappresentano di per sé una ripugnante deformazione a profitto della borghesia e degli opportunisti, delle teorie di Marx ed Engels, precisamente come gli scritti degli anarchici Guillaume e soci rappresentano una deformazione delle teorie di Marx ed Engels, fatta per giustificare l’anarchismo. La guerra del 1870-1871, finche Napoleone III non fu vinto, era storicamente progressiva per la Germania; poiché Napoleone, insieme allo zar, oppresse per lunghi anni la Germania, mantenendovi il frazionamento feudale. Ma non appena la guerra finì con la rapina a danno della Francia (annessione dell’Alsazia-Lorena), Marx ed Engels condannarono decisamente i tedeschi. Inoltre, al principio di quella guerra, Marx ed Engels avevano approvato il rifiuto di Bebel e di Liebknecht di votare per i crediti di guerra, e avevano consigliato i socialdemocratici a non fondersi con la borghesia e a difendere gli interessi di classe indipendenti del proletariato. Trasferire il giudizio dato su quella guerra, borghese-progressiva e di liberazione nazionale, all’attuale guerra imperialista, è farsi beffa della verità.”” [Lenin, Il socialismo e la guerra, Edizioni Lotta Comunista, 2008] (pag 118) “”Chi si richiama adesso all’atteggiamento di Marx verso le guerre del ‘periodo progressivo’ della borghesia e dimentica le parole di Marx: “”gli operai non hanno patria”” – parole che si riferiscono ‘precisamente’ all’epoca della borghesia reazionaria, superata, all’epoca della rivoluzione socialista – deforma spudoratamente Marx e sostituisce al punto di vista socialista il punto di vista borghese.”” [Lenin, Il socialismo e la guerra, Edizioni Lotta Comunista, 2008] (pag 119)”,”ELCx-162″ “LENIN V.I. (LENINE V.)”,”Sur la politique nationale et l’internationalisme prolétarien.”,”””””Un peuple qui en opprime d’autres ne saurait être libre””, disaient les plus grands représentants de la démocratie conséquente du XIXe siècle, Marx et Engels, devenus les éducateurs du prolétariat révolutionnaire. Et nous, ouvriers grands-russes, pénétrés d’un sentiment de fierté nationale, nous voulons à tout prix une Grande-Russie fière, libre et indépendante, démocratique, républicaine, qui baserait ses rapports avec ses voisins sur le principe humain de l’égalité, et non sur le principe féodal des privilèges qui avilit une grande nation. Précisément parce que nous la voulons telle, nous disons: on ne peut au XXe siècle, en Europe (fût-ce l’Europe extrême-orientale), “”défendre la patrie”” autrement qu’en combattant par tous les moyens révolutionnaires la monarchie, les grands propriétaires fonciers et les capitalistes de ‘sa’ patrie, c’est-à-dire les ‘pires’ ennemis de notre patrie; les Grands-Russes ne peuvent “”défendre la patrie”” autrement qu’en souhaitant la défaite du tsarisme dans toute guerre comme un moindre mal pour les neuf dixièmes de la population de la Grande-Russie, car non seulement le tsarisme opprime économiquement et politiquement ces neuf dixièmes de la population, mais il la démoralise, l’avilit, la déshonore, la prostitue, en l’accoutumant à opprimer les autres peuples, en l’accoutumant à voiler sa honte sous des phrases hypocrites pseudo-patriotiques””. (pag 86-87) (Lenin, De la fierté nationale des grands-russes) [V.I. Lenin, Sur la politique nationale et l’internationalisme prolétarien, 1969]”,”LEND-628″ “LENIN V.I. (LENINE V.)”,”Sur le marxisme.”,”Bazarov e Stépanov buoni traduttori delle opere di Marx (pag 54) (v. Il Capitale in russo). Quella di Danielson è mediocre. (idem) “”Né des antagonismes de classes, l’Etat devient “”l’Etat de la classe la plus puissante, de celle qui domine au point de vue economique et qui, grâce à lui, devient aussi classe politiquement dominante et acquiert ainsi de nouveaux moyens pour mater et exploiter la classe opprimée. C’est ainsi que l’Etat antique était avant tout l’Etat des propriétaires d’esclaves pour mater les esclaves, comme l’Etat féodal fut l’organe de la noblesse pour mater les paysans serts et corvéables, et comme l’Etat representatif moderne est l’instrument de l’exploitation du travail salarié par le capital”” (F. Engels, L’origine de la famille, de la propriété privée et de l’Etat’, où il expose ses vues et celles de Marx). La forme même la plus libre et la plus progressive de l’Etat bourgeois, la république démocratique, n’élimine nullement ce fait, mais en modifie seulement l’aspect (liaison du gouvernement avec la Bourse, corruption directe et indirecte des fonctionnaires et de la presse, etc.).”” [Lenin, Sur le marxisme, 1969]”,”LEND-629″ “LENIN V.I. (LENINE V.)”,”Sur la coopération. (1923)”,”Sul capitalismo di Stato. “”Chaque fois que j’ai traité de la nouvelle politique économique, j’ai cité mon article de 1918 sur le capitalisme d’Etat. Cela a suscité plus d’une fois des doutes dans l’esprit de certains jeunes camarades. Mais leurs doutes visaient surtout des questions abstraites d’ordre politique. Ils pensaient qu’on ne devait pas appeler capitalisme d’Etat un régime où les moyens de production appartiennent à la classe ouvrière, et où celle-ci détient le pouvoir de l’Etat. Mais ils n’ont pas remarqué que je me servais de ce terme, ‘premièrement’ pour indiquer la liaison historique entre notre position actuelle et ma position dans la polémique contre les communistes dits de gauche; déjà à ce moment, j’ai montré que le capitalisme d’Etat serait supérieur au régime économique existant actuellement chez nous; (…)””. (pag 8)”,”LEND-630″ “LENIN V.I., a cura di Jeffrey BROOKS e Georgiy CHERNYAVSKIY”,”Lenin and the Making of the Soviet State. A Brief History with Documents.”,”””By educating the workers’ party, Marxism educates the vanguard of the proletariat, capable of assuming power and ‘leading the whole people’ to socialism, of directing and organizing the new system, of being the teacher, the guide, the leader of all the working and exploited people in organizing their social life without the bourgeoisie and against the bourgeoisie. (….) The essence of Marx’s theory of the state as been mastered only by those who realize that the dictatorship of a ‘single’ class in necessary not only for every class society in general, not only for the ‘proletariat’ which has overthrown the bourgeoisie, but also for the entire ‘historical period’ which separates capitalism from “”classless society””, from communism (…)””. (pag 47) [Lenin, The State and Revolution][in Jeffrey Brooks Georgiy Chernyavskiy, Lenin and the Making of the Soviet State. A Brief History with Documents, 2007]”,”LEND-631″ “LENIN V.I. (LENINE)”,”Comment les bolchéviks-communistes traitent la classe paysanne moyenne. Rapport du camarade Lénine au 8ème Congrès du Parti Communiste Russi (bolchéviste) 18-22 mars 1919.”,”””Engels, qui, avec Marx, a posé les fondements du marxisme scientifique (auquel notre parti s’est toujours conformé, surtout pendant la révolution), divisait déjà de son temps la classe paysanne en trois catégories, la petite, la moyenne et la grosse. Pour la grande majorité des pays d’Europe, cette division correspond à la réalité. Engels disait: “”Peut-être n’aura-t-on même pas partout besoin de réduire par la force la catégorie des gros paysans””. Mais que nous puissions un jour employer la violence envers la catégorie moyenne (la catégorie des petits étant notre alliée), aucun socialiste de bon sens n’y a jamais songé!”” [V.I. Lenine, Comment les bolchéviks-communistes traitent la classe paysanne moyenne. Rapport du camarade Lénine au 8ème Congrès du Parti Communiste Russi (bolchéviste) 18-22 mars 1919, 1919]”,”LEND-632″ “LENIN V.I., a cura di Leonardo DI-STEFANO”,”Scritti sul programma.”,”LENIN V.I., “”La nostra dottrina, diceva Engels parlando di se stesso e del suo celebre amico, non è un dogma, ma una guida per l’azione. Questa classica formula sottolinea con forza e concisione meravigliose quell’aspetto del marxismo che viene sempre perso di vista. E perdendolo di vista, noi facciamo del marxismo una cosa unilaterale, deforme e morta; lo svuotiamo del suo vivo contenuto, scalziamo le sue basi teoriche fondamentali: la dialettica, la dottrina dell’evoluzione storica multiforme e piena di contraddizioni; indeboliamo il suo legame con i precisi compiti pratici dell’epoca, che possono cambiare a ogni nuova svolta della storia. E’ proprio nei nostri tempi, fra coloro che si interessano delle sorti del marxismo in Russia, s’incontrano molto spesso persone che perdono di vista appunto questo aspetto del marxismo”” [V.I. Lenin, Zviezdà, n° 2, 23 dicembre 1910, firmato V. Ilin] [in V.I. Lenin, Scritti sul programma, 1997] (pag 70)”,”LEND-634″ “LENIN V.I.”,”Contro il burocratismo e per l’epurazione del partito.”,”Libro di GB e PS GAJA Filippo “”Basta guardarci, guardare come ci riuniamo, come lavoriamo nelle commissioni, per poter dire che ‘il vecchio Oblomov (1) è rimasto in vita e che bisogna lavarlo e strigliarlo, scuoterlo e picchiarlo a dovere per farne qualcosa di buono’. A questo proposito dobbiamo considerare la nostra situazione senza illusioni. Non abbiamo mai imitato nessuno di coloro che scrivono la parola “”rivoluzione”” con la maiuscola, come fanno i socialisti-rivoluzionari. Possiamo bensì ripetere con Marx che durante la rivoluzione si fanno non meno sciocchezze, anzi a volte se ne fanno di più. Bisogna considerare queste sciocchezze con mente chiara e senza paura, ed è quanto noi, rivoluzionari, dobbiamo imparare a fare. (…) ‘Ci occorre il controllo della capacità degli uomini, il controllo dell’esecuzione pratica’. (…) Controllare gli uomini e controllare l’esecuzione pratica del lavoro: ecco, lo ripeto, il punto centrale di tutto il nostro lavoro, di tutta la nostra politica.”” (Lenin, 1922) (pag 9) [(1) Nome del personaggio principale del romanzo ‘Oblomov’ di I. Gonciarov, sinonimo di inerzia, di abitudinarietà e di superficialità] [V.I. Lenin, Contro il burocratismo, 1970]”,”LEND-627″ “LENIN V.I.”,”Programme agraire de la social-démocratie dans la première révolution russe de 1905-1907.”,”Maslov contro Marx (pag 121-134) “”Ce n’est pas vrai que, d’après Marx, la rente absolu s’obtient grâce à la composition basse du capital agricole. La rente absolue s’obtient grâce à la propriété privée de la terre. Cette propriété privée crée un monopole particulier qui n’a rien de commun avec le mode de production capitaliste, lequel peut exister aussi bien sur la terre communale que sur la terre nationalisée (Cf. Théories de la plus-value, t. II, 1re partie, p. 208, où Marx explique que le propriétaire terrien est un personnage tout à fait superflu pour la production capitaliste, que le but de cette dernière “”se réalise fort bien”” si la terre appartient à l’Etat). Le monopole non capitaliste de la propriété foncière privée empêche l’égalisation du profit dans les branches de production préservées par ce monopole. Pour que “”la composition du capital n’influe pas sur le taux du profit”” (il faut ajouter: la composition du capital individuel ou du capital d’une industrie distincte; là encore Maslov s’embrouille en exposant Marx); pour que se forme le taux ‘moyen’ du profit, il faut ‘égaliser’ le profit de toutes les entreprises et de toutes les branches d’industrie. L’égalisation se fait par la liberté de concurrence, la liberté d’application du capital à toutes les branches de la production indifféremment. Cette liberté peut-elle exister là où existe le monopole non capitaliste? Evidemment non. Le monopole de la proprieté privée de la terre ‘entrave’ la liberté d’application du capital, entrave la liberté de concurrence, entrave l’ègalisation du profit agricole élevé hors de proportion (par suite de la composition basse du capital agricole). L’objection de Maslov est un tissu d’incohérences (…)”” (pag 121-122) [V.I. Lenin, Programme agraire de la social-démocratie dans la première révolution russe de 1905-1907, 1969] “”Troisièmement (nous nous excusons auprès du lecteur de le fatiguer par une si longue énumération des erreurs de Maslov au sujet de chacune de ses phrases, mais que faire si nous nous trouvons en présence d’un si “”fécond”” Konfusionsrat, “”conseiller abstrus””, comme disent les Allemands?), troisièmement, le raisonnement de Maslov sur le dernier et l’avant-dernier capital est fondé sur la fameuse “”loi de la fertilité décroissante du sol””. Toute comme les économistes bourgeois, Maslov reconnaît cette loi (en appelant même cette invention un fait, “”pour y donner plus d’importance””). Toute comme les économistes bourgeois, Maslov rattache cette loi à la théorie de la rente, en déclarant “”s’il n’y avait pas le fait d’une diminuition du rendement des dernières dépenses du capital, il n’y aurait pas non plus de rente foncière””. Pour la critique de cette “”loi de la fertilité décroissante du sol””, loi platement bourgeoise, nous renvoyons le lecteur à ce que j’ai dit en 1901 contre M. Boulgakov. Dans ‘cette’ question il n’y a ‘aucune’ difference ‘quant au fond’ entre Boulgakov et Maslov.”” (pag 125-126) [V.I. Lenin, Programme agraire de la social-démocratie dans la première révolution russe de 1905-1907, 1969]”,”LEND-635″ “LENIN Nikolaj, a cura di Luciano SANTONI”,”L’imperialismo ultima fase del capitalismo.”,”””Le crisi – di qualsiasi tipo, per lo più economiche, ma non solamente queste ultime – aumentano a loro volta in sommo grado la tendenza alla concentrazione di capitali e alla formazione dei monopoli. Ecco a questo proposito alcune considerazioni del tutto edificanti, di Jeidels sulla crisi del 1900 che, come sappiamo già, fu la pietra miliare della storia dei monopoli. “”La crisi del 1900 sorprese, nello stesso tempo che imprese gigantesche, disseminate nelle principali branche della produzione, una quantità di organizzazioni invechiate per le nostre idee attuali, isolate, cioè non combinate, che il flusso di una favorevole congiuntura economica aveva portato a galla. Il ribasso dei prezzi, la contrazione della domanda misero queste imprese non combinate in una situazione tanto precaria quanto le grandi imprese non conobbero mai, o comunque se ne avvicinarono solo momentaneamente. Perciò la crisi del 1900 provocò, molto più di quella del 1873, la concentrazione della produzione. (…)”””” (pag 79) “”Jeidels, che è autore di una delle migliori opere sull'””atteggiamento delle grandi banche tedesche nei confronti dell’industria”” (1) ((1) Jeidels, Das Verhältniss der deutschen Grossbanken zur Industrie mit bsonderer Berücksichtigung der Eisenindustrie, Lipsia, 1905) (pag 78)”,”LEND-637″ “LENIN V.I.”,”Che fare? – L’imperialismo fase suprema del capitalismo (a cura di Valentino Parlato) – Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione (a cura di Valentino Gerratana) – L’estremismo, malattia infantile del comunismo (a cura di Alberto Cecchi).”,”””Ricordiamoci le osservazioni di Engels (1874) sull’importanza della teoria nel movimento socialdemocratico. Secondo Engels, esistono ‘non due’ forme della grande lotta socialdemocratica (politica ed economica) – come si pensa abitualmente tra noi -, ‘ma tre, ponendosi accanto a queste anche la lotta teorica’. La raccomandazione che egli fa al movimento operaio tedesco, già rafforzatosi praticamente e politicamente, è talmente istruttiva, da punto di vista delle questioni e discussioni attuali, che il lettore ci scuserà se riportiamo il lungo brano seguente della prefazione all’opuscolo ‘Der deutsche Bauernkrieg’ che è diventato da molto tempo una rarità bibliografica eccezionale: “”Gli operai tedeschi hanno due vantaggi essenziali sugli operai del resto dell’Europa. In primo luogo essi appartengono al popolo dell’Europa più portato alla teoria ed hanno conservato il senso teorico, che i cosiddetti “”uomini colti”” della Germania hanno totalmente perduto. Senza il precedente della filosofia tedesca e precisamente della filosofia di Hegel, il socialismo scientifico tedesco – l’unico socialismo scientifico che sia mai esistito – non sarebbe mai nato. (…) Il secondo vantaggio è costituito dal fatto che i tedeschi sono arrivati quasi ultimi nel movimento operaio dell’epoca. Come il socialismo tedesco non dimenticherà mai che esso, diremo, poggia sulle spalle di Saint-Simon, Fourier e Owen, tre uomini che, con tutta la loro fantasticheria e tutto il loro utopismo, sono tra le teste più fini di tutti i tempi e hanno anticipato infinite cose che noi oggi dimostriamo scientificamente, così il movimento operaio pratico tedesco non può mai dimenticare che esso si è sviluppato sulle spalle dei movimenti inglese e francese, e può con tutta semplicità trarre profitto dalle loro esperienze acquistate a così caro prezzo ed evitare oggi i loro errori che erano allora inevitabili. Senza il gigantesco impulso dato specialmente dalla Comune di Parigi, dallo sviluppo precedente delle trade-unions inglesi e dalle lotte politiche degli operai francesi, a che punto saremmo noi ora? (…)””. (…)””. (pag57-58) [V.I. Lenin, Che fare?, 1970] “”Occorre rilevare come in Inghilterra la tendenza dell’imperialismo a scindere la classe lavoratrice, a rafforzare in essa l’opportunismo, e quindi a determinare per qualche tempo il ristagno del movimento operaio, si sia manifestata assai prima della fine del XIX e degli inizi del XX secolo. Ivi, infatti, le due importanti caratteristiche dell’imperialismo, cioè un grande possesso coloniale e una posizione di monopolio nel mercato mondiale, apparvero fin dalla metà del secolo XIX. Marx ed Engels seguirono per decenni, sistematicamente, la connessione dell’opportunismo in seno al movimento operaio con le peculiarità imperialiste del capitalismo inglese. Per esempio Engels scriveva a Marx il 7 ottobre 1858: “”…l’effettivo progressivo imborghesimento del proletariato inglese, di modo che questa nazione, che è la più borghese di tutte, sembra voglia portare le cose al punto da avere un’aristocrazia borghese e un proletariato ‘accanto’ alla borghesia. In una nazione che sfrutta il mondo intero, ciò è in certo qual modo spiegabile””. Circa un quarto di secolo più tardi, in una lettera dell’11 agosto 1881, egli parla delle “”peggiori Trade-unions inglesi che si lasciano guidare da uomini che sono venduti alla borghesia o per lo meno pagati da essa.”” In una lettera a Kautsky del 12 settembre 1882, Engels scriveva: “”Ella mi domanda che cosa pensino gli operai della politica coloniale. Ebbene: precisamente lo stesso che della politica in generale. In realtà non esiste qui alcun partito operaio, ma solo radicali, conservatori e radicali-liberali, e gli operai si godono tranquillamente insieme con essi il monopolio commerciale e coloniale dell’Inghilterra sul mondo”” (Briefwechsel von Marx und Engels, vol. II, p. 290; vol. IV, p. 453). “”L’unico “”emendamento”” che Marx giudicò necessario apportare al ‘Manifesto del Partito comunista’, lo fece sulla base dell’esperienza rivoluzionaria dei comunardi di Parigi. L’ultima prefazione a una nuova edizione tedesca del ‘Manifesto del Partito comunista’ firmata insieme dai due autori porta la data del 24 giugno 1872. In questa prefazione Karl Marx e Friedrich Engels dicono che il programma del ‘Manifesto del Partito comunista’ “”è oggi qua e là invecchiato””. “”…La Comune, specialmente, – essi aggiungono, – ha fornito la prova che “”la classe operaia non può impossessarsi puramente e semplicemente di una macchina statale già pronta e metterla in moto per i suoi propri fini””…””. Le ultime parole, fra virgolette, di questa citazione sono prese dagli autori dall’opera di Marx: ‘La guerra civile in Francia’. Così, a questo insegnamento principale e fondamentale della Comune di Parigi, venne attribuita da Marx ed Engels un’importanza talmente grande da trarne un emendamento sostanziale al ‘Manifesto del Partito comunista’. E’ estremamente caratteristico che gli opportunisti abbiano snaturato proprio questo emendamento sostanziale; e i nove decimi, se non i novantanove centesimi, dei lettori del ‘Manifesto del Partito comunista’ non ne afferrano certamente la portata. Su questa deformazione parleremo in particolare, in un capitolo successivo dedicato in modo speciale alle deformazioni.”” (pag 98-99) [V.I. Lenin, Stato e rivoluzione, 1970] “”E’ triste vedere come degli uomini, i quali indubbiamente si considerano marxisti e vogliono essere marxisti, abbiano dimenticato le verità fondamentali del marxismo. Ecco che cosa scriveva, nel 1874, contro il manifesto dei 33 comunardi blanquisti, Engels, il quale appartiene come Marx a quei rari e rarissimi scrittori nei quali ogni frase di ognuna delle opere maggiori ha un contenuto di ammirevole profondità: “”…””Noi siamo comunisti (hanno scritto i comunardi blanquisti nel loro manifesto) perché vogliamo raggiungere il nostro scopo senza fermarci nelle stazioni intermedie, senza addivenire a compromessi, i quali altro non fanno che allontanare il giorno della vittoria e prolungare il periodo della schiavitù””. I comunisti tedeschi sono comunisti perché attraverso tutte le stazioni intermedie e tutti i compromessi, che non sono stati creati da loro, ma dal corso dello sviluppo storico, vedono chiaramente e perseguono costantemente lo scopo finale: l’abolizione delle classi e la creazione di un ordine sociale in cui non ci sia più posto per la proprietà privata della terra e di tutti i mezzi di produzione. I 33 blanquisti sono comunisti, perché immaginano che, dal momento che ‘essi’ vogliono saltare le stazioni intermedie e i compromessi, la cosa sia bell’e fatta, e che se (come essi credono fermamente) l’affare “”incomincerà”” a giorni e il potere verrà a trovarsi nelle loro mani, il giorno dopo “”sarà instaurato il comunismo””. In conseguenza, se la cosa non si può far subito, essi non sono comunisti. Quale puerile ingenuità portare come argomento teorico la propria impazienza!”” (Friedrich Engels: ‘Il programma dei comunardi blanquisti’, dal giornale socialdemocratico tedesco ‘Der Volksstaat, 1874, n. 73, nella raccolta ‘Articoli del 1871-1875’, Pietrogrado, 1919, pp. 52-53, trad. russa).”” [V.I. Lenin, L’estremismo, malattia infantile del comunismo, 1970] (pag 99-100)”,”LEND-638″ “LENIN MARTYNOV MARTOV GORIN LYADOV PLECHANOV AKIMOV KARSKY LIEBER TROTSKY STRAKHOV AKSELROD RUSOV PAVLOVIC KOSTROV e altri, interventi”,”Russia 1903. Programma e statuto della socialdemocrazia.”,”Interventi di MARTYNOV MARTOV GORIN LYADOV PLECHANOV AKIMOV KARSKY LIEBER LENIN TROTSKY STRAKHOV AKSELROD RUSOV PAVLOVIC KOSTROV e altri”,”RIRx-168″ “LENIN V.I.”,”The Three Sources and Three Component Parts of Marxism – Karl Marx – Frederick Engels.”,”””La filosofia di Marx è il materialismo”” “”‘Marxism’ is the system of Marx’s views and teachings. Marx was the genius who continued and consummated the three main ideological currents of the nineteenth century, as represented by the three most advanced countries of mankind: classical German philosophy, classical English political economy, and French socialism combined with French revolutionary doctrines in general. Acknowledged even by his opponents, the remarkable consistency and integrity of Marx’s views, whose totality constitutes modern materialism and modern scientific socialism, as the theory and programme of the working-class movement in all the civilised countries of the world, make it incumbent on us to present a brief outline of his world-conception in general, prior to giving an exposition of the principal content of Marxism, namely, Marx’s economic doctrine”” (pag 16) [V.I. Lenin, Karl Marx] [in Lenin, The Three Sources and Three Component Parts of Marxism – Karl Marx – Frederick Engels, 1969] “”””The great basic thought””, Engels writes, “”that the world is not to be comprehended has a complex of ready-made things, but as a complex of processes, in which the things apparently stable no less than their mind images in our heads, the concepts, go through an uninterrupted change of coming into being and passing away… this great fundamental thought has, especially since the time of Hegel, so thoroughly permeated ordinary consciousness that in this generality it is now scarcely ever contradicted. But to acknowledge this fundamental thought in words and to apply it in reality in detail to each domain of investigation are two different things… For dialectical philosophy nothing is final, absolute, sacred. It reveals the transitory character of everything and in everything; nothing can endure before it except the uninterrupted process of becoming and of passing away, of endless ascendency from the lower to the higher. And dialectical philosophy itself is nothing more than the mere reflection of this process in the thinking brain””. Thus, according to Marx, dialectics is “”the science of the general laws of motion, both of the external world and of human thought”” (F. Engels, ‘Ludwig Feuerbach and the End of Classical German Philosophy”” (see Marx and Engels, Selected Works, vol II, Moscow, 1962, pp. 387-88, 363, 387)). This revolutionary aspect of Hegel’s philosophy was adopted and developed by Marx”” (pag 19-20) [V.I. Lenin, Karl Marx] [in Lenin, The Three Sources and Three Component Parts of Marxism – Karl Marx – Frederick Engels, 1969]”,”MADS-591″ “LENIN V.I.”,”Carlo Marx.”,”””Nel suo lavoro su Ludovico Feuerbach – dove Engels espone le opinioni sue e di Marx sulla filosofia di Feuerbach e che l’autore mandò alle stampe solo dopo aver riletto un vecchio manoscritto suo e di Marx degli anni 1844-45 sulla questione di Hegel, Feuerbach e dell’interpretazione materialistica della storia – Engels scrive: “”Il grande fondamentale problema di ogni filosofia, ma specialmente della filosofia moderna, è quello dei rapporti tra il pensare e l’essere, tra lo spirito e la natura…Che cosa è la prima: lo spirito o la natura?… I filosofi si sono divisi in due grandi campi, a seconda del come hanno risposto a questa domanda. Coloro i quali sostengono che lo spirito esiste prima della natura e riconoscono pertanto, in un modo o nell’altro, la creazione del mondo… costituiscono il campo idealista. Coloro invece i quali considerano la natura come un principio fondamentale, appartengono alle varie scuole del materialismo””. Qualsiasi altro uso dei concetti filosofici “”idealismo”” e “”materialismo”” crea soltanto confusione. Marx respinge decisamente non solo l’idealismo, che è sempre legato in qualche modo alla religione, ma anche le opinioni di Hume e Kant, attualmente tanto diffuse, l’agnosticismo, il criticismo, il positivismo di varie specie, considerando tali filosofie come “”reazionarie”” concessioni all’idealismo e, nel migliore dei casi “”timorose introduzioni per la porta di servizio del materialismo che si rinnega agli occhi del pubblico””.”” (pag 8) [V.I. Lenin, Carlo Marx, (1945 ca.)]”,”LEND-001-FPA” “LENIN V.I. – BUCHARIN N.”,”Annotazioni di Lenin al libro di Bucharin sull’economia del periodo di transizione.”,”Pubblicate a Mosca nel 1932, a cura dell’Istituto Marx-Engels-Lenin resso il CC del PC(b) sotto il frontespizio “”V.I. Lenin, Annotazioni al libro di Bucharin ‘L’economia del periodo di transizione’, maggio 1920, seconda edizione””. Inesattezze teoriche soprattutto nella prima parte migliora nella seconda (“”ottimo finale del libro”” (pag 325)) [Bucharin] [33-34] “”… La penetrazione del capitale bancario nell’industria ha portato al consolidamento delle imprese (alla creazione di “”fusioni””, di trust combinati, ecc.). Di conseguenza in questi casi i processi organizzativi passano dalla sfera della circolazione alla sfera della produzione. Ciò avviene perché il processo di circolazione è una parte costitutiva del “”processo complessivo”” generale, del processo di riproduzione, che ha una “”legge coercitiva”” per tutte le sue parti e fasi (9)”” [Nota a margine di Lenin: ‘N.B’]. Nota (9) di Bucharin: “”A. Bogdanov preferisce vedere in tutto il processo organizzativo del tempo di guerra soltanto delle “”carte””, cioè soltanto un processo di fissazione di norme, che nasce sulla base del regresso delle forze produttive. In realtà invece il processo di fissazione delle norme è incommensurabilmente più profondo per la sua importanza. Il regresso delle forze produttive non esclude affatto qui il progresso delle forme organizzative del capitalismo. (x) Così era anche nei “”tempi normali””, e precisamente durante le crisi, quando il regresso temporaneo delle forze produttive era accompagnato da una centralizzazione accelerata della produzione e dal sorgere di organizzazioni capitalistiche. Un tale errore – mutatis mutandis – ha fatto anche Engels quando ha parlato dei sindacati e dei trust. Questo errore non è necessario ripeterlo ora””. [Nota a margine di Lenin: ‘dove?’] [nota di Lenin (x): ‘Marx ha parlato ‘in modo più semplice’ (senza giuocare con i “”termini””; i “”sistemi”” e le sociologie) e ha parlato ‘in modo più’ esatto della ‘socializzazione’. L’autore fornisce ‘nuovi fatti’ preziosi, ma peggiora, ‘verballhornt’ [muta peggiorando: Ndt] la teoria di Marx con una scolastica “”sociologica””‘] [Bucharin] [43-44] “”Il capitalismo è un sistema antagonistico, contraddittorio (x). Ma l’antagonismo di classe che scinde la società in due classi fondamentali è attuato coerentemente dappertutto. Di conseguenza, la struttura del capitalismo è un’antagonismo monistico ovvero un monismo antagonistico. Noi abbiamo preso la società, come un sistema di elementi ‘in natura’…”” [Nota a margine di Lenin: ‘uff! aiuto!’] [nota di Lenin (x): ‘arcinesatto, l’antagonismo e le contraddizioni non sono affatto la stessa cosa. Il primo sparirà, le seconde resteranno nel socialismo’] (pag 281-282) [Annotazioni di Lenin al libro di Bucharin sull’economia del periodo di transizione, Roma, 1967] [Pubblicate a Mosca nel 1932, a cura dell’Istituto Marx-Engels-Lenin presso il CC del PC(b) sotto il frontespizio “”V.I. Lenin, Annotazioni al libro di Bucharin ‘L’economia del periodo di transizione’, maggio 1920, seconda edizione””]”,”LEND-645″ “LENIN V.I.”,”Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa – Il programma militare della rivoluzione proletaria.”,”Il primo scritto è del 23 agosto 1915 pubblicato su Sozial-Demokrat, n: 44 Il secondo scritto è del settembre 1916 pubblicato su Jugend-Internatinale n. 9 e 10 settembre e ottobre 1917 “”Il capitalismo è la proprietà privata dei mezzi di produzione e l’anarchia della produzione. Predicare una “”giusta”” divisione del reddito su tale base è proudhonismo, ignoranza piccolo-borghese, filisteismo. Non si può dividere se non “”secondo la forza””. E la forza cambia nel corso dello sviluppo economico. Dopo il 1871 la Germania si è rafforzata tre o quattro volte più rapidamente dell’Inghilterra e della Francia, e il Giappone dieci volte più rapidamente della Russia. Per mettere a prova la forza reale di uno Stato capitalista, non c’è e non può esservi altro mezzo che la guerra. La guerra non è in contraddizione con le basi della proprietà privata, ma ne è lo sviluppo diretto e inevitabile. In regime capitalistico non è possibile un ritmo uniforme dello sviluppo economico, né delle singole aziende, né dei singoli Stati. In regime capitalistico non sono possibili altri mezzi per ristabilire di tanto in tanto l’equilibrio scosso, all’infuori delle crisi nell’industria e della guerra nella politica. Certo, fra i capitalisti e fra le potenze sono possibili degli accordi ‘temporanei’. (…) L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo”” (pag 5-6) [V.I. Lenin, Sozial-Demokrat, n: 44, 23 agosto 1915] [V.I. Lenin, Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, 1949] “”Lo sviluppo del capitalismo avviene nei vari paesi in modo estremamente ineguale. Del resto non potrebbe essere diversamente in regime di produzione mercantile. Di qui l’inevitabile conclusione: il socialismo non può vincere contemporaneamente ‘in tutti’ i paesi. Esso vincerà dapprima in uno o in alcuni paesi, mentre gli altri resteranno, per un certo periodo, paesi borghesi o preborghesi. Ciò provocherà non soltanto attriti, ma un’aperta tendenza della borghesia degli altri paesi a schiacciare il proletariato vittorioso dello Stato socialista. In tali casi la guerra da parte nostra sarebbe legittima e giusta. Sarebbe una guerra per il socialismo, per la liberazione degli altri popoli dal giogo della borghesia. Engels aveva perfettamente ragione allorquando, nella sua lettera a Kautsky del 12 settembre 1882, riconosceva categoricamente la possibilità di “”guerre difensive”” del socialismo ‘già vittorioso’. Egli alludeva appunto alla difesa del proletariato vittorioso contro la borghesia degli altri paesi. Soltanto dopo che avremo abbattuta, definitivamente vinta ed espropriata la borghesia in tutto il mondo, – e non in un solo paese, – le guerre diventeranno impossibili. E dal punto di vista scientifico, sarebbe assolutamente erroneo e assolutamente non rivoluzionario eludere o attenuare ciò che è precisamente il più importante: la repressione della resistenza della borghesia, che è la cosa più difficile e che richiede la più intensa lotta nel periodo del passaggio al socialismo. I preti “”sociali”” e gli opportunisti sono sempre disposti a sognare un socialismo pacifico dell’avvenire, ma essi si distinguono appunto dai socialdemocratici rivoluzionari perché non vogliono pensare e meditare sulla lotta di classe accanita, nè sulle ‘guerre’ di classe per realizzare questo magnifico avvenire. Noi non dobbiamo permettere che ci si inganni con parole. L’idea della “”difesa della patria””, per esempio, è a molti odiosa, perché gli opportunisti aperti e i kautskiani se ne servono per coprire e mascherare la menzogna della borghesia nella ‘presente’ guerra di rapina. E’ un fatto. Ma da ciò non consegue che noi dovremmo cessare di riflettere sul significato delle parole d’ordine politiche. Ammettere la “”difesa della patria”” nella guerra attuale significa considerarla una guerra “”giusta””, conforme agli interessi del proletariato, – e nulla più, assolutamente nulla, poiché nessuna guerra esclude l’invasione. Sarebbe semplicemente sciocco negare “”la difesa della patria”” ‘da parte’ dei popoli oppressi nella loro guerra ‘contro’ le grandi potenze imperialiste, o da parte del proletariato vittorioso nella ‘sua’ guerra contro un qualsiasi Galliffet (9) di uno Stato borghese. Teoricamente si commetterebbe un grave errore se si dimenticasse che ogni guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi; la guerra imperialista attuale è la continuazione della politica imperialista di due gruppi di grandi potenze; e questa politica è generata e alimentata dall’assieme dei rapporti esistenti nell’epoca dell’imperialismo”” (pag 10-11) [V.I. Lenin, ‘Jugend Internationale’, n. 9-10 settembre-ottobre 1917] [V.I. Lenin, Il programma militare della rivoluzione proletaria, 1949] [(9) Galliffet, generale francese, noto per la feroce repressione scatenata contro i combattenti della Comune di Parigi nel 1871]”,”LEND-646″ “LENIN V.I.”,”Oeuvres. Index thématique. 2. [Volume I e II]”,”Prima guerra mondiale: Guerra imperialista del 1914 1918 natura carattere cause: Volumi: 15 216-217 21 9, 11-12, 16, 21-23, 32, 34, 106, 118-119, 122-123, 158, 159, 178-179, 185, 212-214, 221-228, 224-225, 239-242, 247-248, 280, 300-301, 311-316, (…) 22 116-117, 119, 132-134, 149-150, 164-165, 177, 178-179, 188, 189, 206-207, 331-332 ecc. 23 24 30-31, 32-35, 36-37 85.-86, 87-88, 89, 138-144 ecc. 24 11, 24-25, 57-58, 59, 79-80, 94, 95, 102-103, 106-108, 109-111 ecc 26 125-126, 162-164, 167-169, 306-307, 360-361, 404 27. 137, 160, 303, 304, 383-385 ecc. 28. 29. 30. 31. 33. 35. 36. 39. 41.”,”LEND-647″ “LENIN V.I., a cura di Gellio CERRI”,”Guerra e Pace.”,”Testo conforme a quello pubblicato in cinese nel 1960 dalle Edizioni del Popolo di Pechino “”Una guerra è la continuazione, con mezzi violenti, della politica seguita dalle classi dominanti delle potenze belligeranti molto tempo prima che la guerra scoppi. La pace è la continuazione di ‘questa stessa’ politica, ‘tenendo conto’ dei cambiamenti intervenuti nel rapporto di forze antagoniste in seguito alle operazioni militari”” (da ‘Il ‘Programma di pace’, Pubblicato su ‘Il socialdemocratico, n. 52 del 25 marzo 1916) (pag 31) “”Kautsky mostra delle esitazioni davvero stupefacenti nei riguardi del carattere e del significato dell’attuale conflitto armato; aggiungiamo che questo degno capo partito evita le dichiarazioni precise e le formulazioni dei congressi di Basilea e di Chemnitz con la prudenza del ladro il quale evita di tornare sul luogo del suo ultimo furto. Nel suo opuscolo ‘Lo Stato nazionale’, ecc., scritto nel febbraio 1915, Kautsky affermava che la guerra “”è senz’altro, in un’ultima analisi, imperialista”” (pag. 64). Oggi, egli avanza una nuova riserva: la guerra non è ‘puramente’ imperialista. Ma allora che cos’è dunque?”” (da ‘Il fallimento della II Internazionale, maggio-giugno 1915) (pag 36-37) “”Kautsky “”concilia””, senza preoccuparsi dell’ideologia, il pensiero fondamentale del social-sciovinismo, il riconoscimento della difesa della patria nella guerra attuale, con una concessione diplomatica dimostrativa ai sinistri, consistente nell’astenersi dal votare i crediti di guerra, nell’affermare a parole il suo atteggiamento d’opposizione, ecc. Kautsky, che nel 1909 aveva scritto tutta un’opera sull’approssimarsi dell’epoca delle rivoluzioni e sul nesso esistente tra la guerra e la rivoluzione, Kautsky che nel 1912 ha firmato il manifesto di Basilea sull’utilizzazione rivoluzionaria della futura guerra, giustifica ora in tutti i modi e mette in buona luce il social-sciovinismo e, al pari di Plekhanov, si unisce alla borghesia, per schernire ogni proposito rivoluzionario, ogni passo verso un’immediata lotta rivoluzionaria”” (da ‘Il socialismo e la guerra’, luglio-agosto 1915) (pag 37-38)”,”LEND-648″ “[LENIN V.I.]”,”Partito proletario, rivoluzione borghese, Stato e democrazia in alcuni scritti di Lenin.”,”Vantaggi per il proletariato di una rivoluzione borghese in Russia. (pag 138-139-140) Necessità della dittatura di una sola classe (pag 152) Burocrazia e revocabilità funzionari dello Stato “”La civiltà capitalistica ‘ha creato’ la grande produzione, le officine, le ferrovie, la posta, il telefono, ecc.; e ‘su questa base’, l’immensa maggioranza delle funzioni del vecchio “”potere statale”” si sono a tal punto semplificate e possono essere ridotte a così semplici operazioni di registrazione, d’iscrizione, di controllo, da poter essere benissimo compiute da tutti i cittadini con un minimo di istruzione e per un normale “”salario da operai””; si può (e si deve) quindi togliere a queste funzioni ogni minima ombra che dia loro qualsiasi carattere di privilegio e di “”gerarchia””. Eleggibilità assoluta, revocabilità ‘in qualsiasi momento’, di tutti i funzionari senza alcuna eccezione, riduzione dei loro stipendi al livello abituale del “”salario da operaio””: questi semplici e “”naturali”” provvedimenti democratici, mentre stringono pienamente in una comunità di interessi gli operai e la maggioranza dei contadini, servono in pari tempo da passerella tra il capitalismo e il socialismo. Questi provvedimenti concernono la riorganizzazione statale, puramente politica, della società; ma essi, naturalmente, assumono tutto il loro significato e tutta la loro importanza solo in legame con la “”espropriazione degli espropriatori”” realizzata o preparata; in legame cioè con la trasformazione della proprietà privata capitalistica dei mezzi di produzione in proprietà sociale (…). Non sarebbe possibile distruggere di punto in bianco, dappertutto, completamente, la burocrazia. Sarebbe utopia. Ma spezzare subito la vecchia macchina amministrativa per cominciare immediatamente a costruirne una nuova, che permetta la graduale soppressione di ogni burocrazia, ‘non’ è utopia, è l’esperienza della Comune, è il compito primordiale e immediato del proletariato rivoluzionario”” (pag 152-153) [V.I. Lenin, Stato e rivoluzione] [(in) Partito proletario, rivoluzione borghese, Stato e democrazia in alcuni scritti di Lenin, Quaderni de ‘La rivista trimestrale’, 1978] “”Ora soltanto possiamo apprezzare tutta la giustezza delle osservazioni di Engels, che colpisce implacabilmente con i suoi sarcasmi l’assurdo accoppiamento delle parole “”libertà”” e “”Stato””. Finché esiste lo Stato non vi è libertà; quando si avrà libertà non vi sarà più lo Stato. La condizione economica della completa estinzione dello Stato è che il comunismo giunga a un grado così elevato di sviluppo che ogni contrasto di lavoro intellettuale e fisico scompaia, e che scompaia quindi una delle principali fonti della disuguaglianza ‘sociale’ contemporanea, fonte che la sola socializzazione dei mezzi di produzione, la sola espropriazione dei capitalisti non può inaridire di colpo. Questa espropriazione renderà ‘possibile’ uno sviluppo gigantesco delle forze produttive. E vedendo come, già ora, il capitalismo ‘intralci’ in modo assurdo questo sviluppo, e quali progressi potrebbero essere realizzati grazie alla tecnica moderna già acquisita, abbiamo il diritto di affermare con assoluta certezza che l’espropriazione dei capitalisti darà necessariamente un gigantesco impulso alle forze produttive della società umana. Ma non sappiamo ‘e non possiamo’ sapere quale sarà la rapidità di questo sviluppo, quando esso giungerà a una rottura con la divisione del lavoro, alla soppressione del contrasto fra il lavoro intellettuale e fisico, alla trasformazione del lavoro nel “”primo bisogno della vita””. Abbiamo perciò diritto di parlare unicamente dell’inevitabile estinzione dello Stato, sottolineando la durata di questo processo, la sua dipendenza dalla rapidità di sviluppo della ‘fase più elevata’ del comunismo, lasciando assolutamente in sospeso la questione del momento in cui avverrà e delle forme concrete che questa estinzione assumerà, poiché ‘non abbiamo’ dati che ci permettano di risolvere simili questioni”” (pag 158) [V.I. Lenin, Stato e rivoluzione] [(in) ‘Partito proletario, rivoluzione borghese, Stato e democrazia in alcuni scritti di Lenin’, Quaderni de ‘La rivista trimestrale’, 1978]”,”LEND-649″ “LENIN Vladimir I.”,”L’atteggiamento del partito operaio verso la religione – Classi e partiti di fronte alla religione e alla Chiesa. (Estratto da Opere Complete”,”(pag 384-385) (pag 385-386) Traduzioni della ‘MIA’ (non coincidenti con quella degli Editori Riuniti) (MIA:) “”Il marxismo è materialismo. Come tale, esso è altrettanto implacabilmente ostile alla religione quanto il materialismo degli enciclopedisti o delle scienze sociali. Dobbiamo lottare contro la religione. Ma il marxismo non è un materialismo che si sia fermato all’abbicci. Il marxismo va oltre. Dice: bisogna saper lottare contro la religione, e per questo bisogna spiegare materialisticamente l’origine della fede e della religione tra le masse. Non si può ridurre la lotta contro la religione ad una propaganda ideologica astratta; bisogna legare questa lotta alla prassi concreta del movimento di classe, tendente a far scomparire le radici sociali della religione. Perché la religione si mantiene negli strati arretrati del proletariato urbano, nei larghi strati del semiproletariato, nonché fra la massa dei contadini? Per l’ignoranza del popolo, risponde il progressista borghese, il radicale o il materialista borghese. Dunque, abbasso la religione, viva l’ateismo: la diffusione di idee ateistiche è il nostro compito principale. Il marxista dice: ciò è falso. Un simile modo di vedere non è che un intellettualismo superficiale, borghesemente limitato. Un simile modo di vedere non spiega abbastanza a fondo, non spiega materialisticamente, ma idealisticamente, le radici della religione. Nei paesi capitalistici odierni queste radici sono soprattutto sociali. L’oppressione sociale delle masse lavoratrici, la loro apparente totale impotenza di fronte alle cieche forze del capitalismo, che è causa, ogni giorno e ogni ora che passa, delle sofferenze più orribili, dei tormenti più selvaggi per la massa dei lavoratori, in misura mille volte maggiore di tutte le calamità come guerre, terremoti ecc.: ecco in che cosa consiste attualmente la radice più profonda della religione. “”La paura ha creato gli dei”” (pag 3) [V.I. Lenin, L’atteggiamento del partito operaio verso la religione, 1909, (in) Opere complete, Roma, 1955-1970, vol. XV] “”Separare con una barriera assoluta, insormontabile, la propaganda teorica dell’ateismo, cioè la distruzione delle credenze religiose in determinati strati del proletariato, dal successo, dall’andamento, dalle condizioni della lotta di classe di questi strati significa ragionare in maniera non dialettica, trasformare in una barriera assoluta, insormontabile, la propaganda teorica dell’ateismo, cioè la distruzione delle credenze religione in determinati strati del proletariato, dal successo, dall’andamento, dalle condizioni della lotta di classe di questi strati significa ragionare in maniera non dialettica, trasformare in una barriera assoluta quella che è una barriera mobile, relativa, significa scindere violentemente ciò che è indissolubilmente legato nella realtà della vita. Prendiamo un esempio. Il proletariato di una determinata regione e di un determintato ramo d’industria si divide, poniamo, in uno strato avanzato di socialdemocratici coscienti, che sono beninteso, atei, e in operai piuttosto arretrati, ancora legati alla campagna e ai contadini, che credono in dio, vanno in Chiesa o sono perfino sottoposti all’influenza diretta del prete locale, che, poniamo, sta fondando un sindacato operaio cristiano. Supponiamo, inoltre, che la lotta economica in questa località abbia portato ad uno sciopero. Un marxista deve necessariamente reagire risolutamente contro la divisione degli operai nel corso di questa lotta, in atei e cristiani, combattere risolutamente questa scissione. In tali circostanze, la propaganda ateistica può risultare superflua e nociva, non dal punto di vista di considerazioni filistee, sull’opportunità di non spaventare gli strati arretrati, sulla eventuale perdita di mandato alle elezioni, ecc., ma dal punto di vista del reale progresso della lotta di classe, che, nelle condizioni della odierna società capitalistica, porterà gli operai cristiani alla socialdemocrazia e all’ateismo cento volte meglio di quanto non lo possa fare la nuda propaganda ateistica. In tale momento e in tali condizioni, il propagandista dell’ateismo farebbe ilgioco del prete e di tutti i preti, in generale, i quali non desiderano nulla di meglio, che di poteri sostituire la divisione degli operai in base alla loro partecipazione allo sciopero con una divisione in base alla fede in dio. L’anarchico, predicando la guerra contro dio ad ogni costo, aiuterebbe di fatto i preti e la borghesia (come sempre, del resto gli anarchici aiutano, di fatto, la borghesia). Il marxista deve essere materialista, cioè nemico della religione, ma materialista dialettico, che pone cioè la causa della lotta contro la religione non in modo astratto, non sul terreno di una propaganda astratta puramente teorica, sempre uguale a se stessa, ma in modo concreto, sul terreno della lotta di classe realmente in cammino e che educa le masse più di tutto e meglio di tutto”” [V.I. Lenin, [V.I. Lenin, L’atteggiamento del partito operaio verso la religione, 1909, (in) Opere complete, Roma, 1955-1970, vol. XV] (pag 4)”,”LEND-650″ “LENIN V.I.”,”Sui sindacati.”,” “”Compagni, il più recente avvenimento in Germania, l’uccisione feroce, proditoria di Liebknecht e della Luxemburg non è solo l’avvenimento più drammatico e tragico della rivoluzione che incomincia in Germania (1); esso getta anche una luce straordinariamente viva sul modo con cui si pongono i problemi della lotta presente, nelle attuali correnti delle varie opinioni politiche e nelle attuali concezioni teoriche. Proprio dalla Germania, soprattutto, abbiamo sentito, per esempio, discorsi sulla decantata democrazia, sulle parole d’ordine sia della democrazia in generale, sia dell’indipendenza della classe operaia dal potere statale. Queste parole d’ordine che forse a prima vista possono sembrare indipendenti l’una dall’altra, in realtà sono strettamente legate. Sono strettamente legate perchè dimostrano quanto siano forti, ancor oggi, i pregiudizi piccolo-borghesi, nonostante l’immensa esperienza della lotta di classe del proletariato. Esse dimostrano come finora, sempre e dappertutto, la coscienza della lotta di classe sia (per usare l’espressione tedesca) sulle labbra, ma non sia effettivamente nella mente e nel cuore di quelli che ne parlano. In realtà, se ricordiamo anche solo l’abbiccì dell’economia politica come l’abbiamo assimilata dal ‘Capitale’ di Marx (la dottrina della lotta di classe sulla quale noi poggiamo con entrambi i piedi), oggi, davanti all’acutezza della lotta nelle sue attuali oscillazioni e proporzioni, quando la rivoluzione socialista è chiaramente all’ordine del giorno in tutto il mondo (lo dimostra praticamente la sua influenza nei paesi più democratici), come si può parlare di indipendenza? Chi pensa così dimostra, dal punto di vista dell’economia politica, di non aver capito una sola pagina del ‘Capitale’ di Marx, davanti al quale oggi si inchinano, senza eccezione, tutti i socialisti di tutto il mondo. Ma in realtà, pur inchinandosi a quest’opera, essi, quando sono quasi giunti alla lotta decisiva alla quale ci ha portati il ‘Capitale’ di Marx, abbandonano quella lotta di classe e immaginano che possa esistere una democrazia al di fuori o al di sopra delle classi, e che la democrazia, nella società attuale, finché perdurerà la proprietà capitalistica, possa esser diversa dalla democrazia borghese, cioè dalla dittatura borghese mascherata con false, ingannevoli insegne democratiche. Proprio dalla Germania ci sono arrivate recentemente delle voci secondo le quali, laggiù, la dittatura del proletariato, probabilmente, e forse sicuramente, non uscirà dai limiti della democrazia, e la democrazia resterà in atto. Proprio laggiù, degli individui pretendono di essere maestri di marxismo, individui del genere di Kautsky – che sono stati teorici della II Internazionale dal 1889 al 1914 – hanno alzato la bandiera della democrazia, senza capire che la democrazia, finchè perdura la proprietà capitalista, è soltanto un’ipocrita maschera della dittatura borghese”” (pag 44-45-46) [V.I. Lenin, Sui sindacati, 1950] [(1) Nel gennaio 1919, l’insurrezione degli operai berlinesi (ultimo episodio della rivoluzione in Germania) fu sopraffatta dalle forze del governo di Scheidemann: Carlo Liebknecht e Rosa Luxemburg, che ne erano stati gli animatori e i dirigenti, furono arrestati e barbaramente trucidati] In questo libro trovata lettera inserita da Parodi e scritta dalla città di Vercelli a Vignale (1954) ora originale a Savona (28.1.2015)”,”LEND-003-FPA” “LENIN V.I.”,”Sugli scioperi.”,”‘Il presente volumetto consiste di una scelta originale di scritti di Lenin che si riferiscono agli anni 1899-1913’ “”E infatti in tutti i paesi gli scioperi hanno insegnato a poco a poco agli operai a condurre la lotta contro i governi per i diritti degli operai e di tutto il popolo. Come abbiamo già detto or ora, soltanto il partito socialista operaio può condurre una tale lotta, diffondendo fra gli operai giuste nozioni sulla natura del governo e sulla causa operaia. Un’altra volta parleremo particolarmente del modo come si conducono gli scioperi da noi, in Russia, e come gli operai coscienti devono utilizzarli. Subito dobbiamo rilevare, come abbiamo notato più sopra, che gli scioperi sono una “”scuola di guerra””, e non la guerra stessa; che gli scioperi sono soltanto un mezzo di lotta, soltanto una forma del movimento operaio. Dagli scioperi isolati gli operai possono e devono passare, e realmente passano in tutti i paesi, alla lotta di tutta la classe operaia per l’emancipazione di tutti i lavoratori. Quando tutti gli operai coscienti diverranno dei socialisti, cioè degli uomini che aspirano a tale emancipazione, quando si uniranno in tutto il paese per diffondere fra i loro compagni il socialismo, per insegnare ad essi tutti i mezzi di lotta contro i loro nemici, quando costituiranno il partito socialista operaio (…) soltanto allora la classe operaia aderirà completamente a quel grande movimento degli operai di tutti i paesi che unisce tutti gli operai e innalza la bandiera rossa sulla quale è scritto: “”Proletari di tutti i paesi, unitevi!”””” [V.I. Lenin, Sugli scioperi, 1951] (pag 19) “”La statistica degli scioperi ci mostra in modo lampante la principale forza motrice di questa evoluzione. Ciò non significa affatto che la forma del movimento in questione sia l’unica forma o la forma superiore; sappiamo che non è così; ciò non significa che da questa forma del movimento si possano trarre conclusioni valevoli anche per le questioni particolari dell’evoluzione sociale e politica. Ciò significa, però, che abbiamo davanti a noi il quadro statistico (quadro certamente molto incompleto) del movimento di una classe che è stata la molla principale che ha determinato l’orientamento generale assunto dagli avvenimenti. Il movimento delle altre classi si raggruppa attorno a questo centro, lo segue, viene da esso diretto o determinato (in senso positivo o negativo), dipende da esso”” [V.I. Lenin, Sugli scioperi, 1951] (pag 60)”,”LEND-004-FPA” “LENIN V.I.”,”Sui sindacati. Raccolta di scritti e discorsi.”,”””L’opuscolo del compagno Guilbeaux arriva proprio nel momento giusto. La storia del movimento socialista e di quello sindacale durante la guerra deve essere scritta per tutti i paesi. Questa storia mostra con tutta chiarezza la lenta ma continua svolta a sinistra, lo spostamento della classe operaia verso il pensiero e l’azione rivoluzionaria. Essa mette a nudo, da una parte, le profonde radici della III Internazionale, l’Internazionale comunista, ne mostra la preparazione, che all’interno di ogni nazione, in corrispondenza delle particolarità storiche, ha avuto caratteristiche proprie. Bisogna conoscere le radici profonde della III Internazionale per capire la sua ineluttabilità e la diversità delle vie che hanno portato verso di essa i vari partiti socialisti nazionali. Dall’altra parte, la storia del movimento socialista e di quello sindacale durante la guerra ci mostra l’inizio del fallimento della democrazia e del parlamentarismo borghesi, e l’inizio della svolta della democrazia borghese verso la democrazia sovietica o proletaria. Questo cambiamento, d’una immensa importanza storica universale, molti e molti socialisti non riescono ancora a comprenderlo, perché sono legati dalle catene della consuetudine, dall’ossequio filisteo per ciò che è e per ciò che è stato, dalla cecità piccolo-borghese nei confronti di ciò che la storia del capitalismo morente sta generando in tutti i paesi. Il compagno Guilbeaux si è assunto il compito di scrivere un saggio sulla storia del movimento socialista e di quello sindacale in Francia durante la guerra. La chiara e precisa enumerazione dei fatti mostra con evidenza al lettore l’inizio di una grande svolta, di un rivolgimento nella storia del socialismo. Si può essere certi che l’opuscolo di Guilbeaux non soltanto avrà la più larga diffusione fra tutti gli operai coscienti, ma inciterà a pubblicare una serie di altri opuscoli simili, dedicati alla storia del socialismo e del movimento operaio degli altri paesi durante la guerra”” (V.I. Lenin, Prefazione all’opuscolo di Henri Guilbeaux: “”Socialismo e sindacalismo in Francia durante la guerra””, Mosca, 13 aprile 1919] [(in) Lenin, Sui sindacati. Raccolta di scritti e discorsi, Ed. Progress, 1970 ca.] (pag 340-341) (nota) (brano di Lenin da mettere in volume 2 dello Speciale Prima Guerra Mondiale),”,”LEND-005-FPA” “LENIN V.I.”,”Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica.”,”””Le rivoluzioni sono il cammino della storia….”” “”Le rivoluzioni, – diceva Marx, – sono le locomotive della storia. La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati. Mai la massa popolare è capace di agire come creatore attivo di nuovi regimi sociali come durante la rivoluzione. In tali epoche il popolo è capace di fare miracoli, dal punto di vista ristretto, piccolo-borghese del progresso graduale. Ma in queste epoche bisogna che anche i dirigenti dei partiti rivoluzionari pongano i loro compiti con maggiore ampiezza e ardire, che le loro parole d’ordine precedino sempre l’attività spontanea rivoluzionaria delle masse, servendole da faro, mostrando in tutta la sua grandezza e in tutto il suo fascino il nostro ideale democratico e socialista, additando il cammino più bvreve, più diritto verso la vittoria completa, assoluta, decisiva. Lasciamo che gli opportunisti borghesi rappresentati dall'””Osvobozdenie”” inventino, – per paura della rivoluzione e del cammino diritto, – cammini tortuosi, che girano al largo, dei compromessi. Se noi saremo trascinati a forza per questi cammini, sapremo compiere il nostro dovere anche in un lavoro quotidiano minuto. Ma prima, una lotta implacabile decida la questione della scelta del cammino. Saremmo dei vili e dei traditori della rivoluzione se non utilizzassimo quest’energia festosa delle masse e il loro entusiasmo rivoluzionario per la lotta implacabile e piena di abnegazione in favore del cammino diritto e decisivo. Lasciamo che gli opportunisti della borghesia pensino con timore alla reazione futura. Gli operai non si lasciano spaventare dall’idea che la reazione promette di essere terribile, nè dall’idea che la borghesia si accinge ad abbandonare la rivoluzione. GLi operai non attendono transazioni, non chiedono elemosine; essi aspirano a schiacciare implacabilmente le forze reazionarie; aspirano cioè alla ‘dittatura democratica rivoluzionaria del proletariato e dei contadini'”” (pag 118-119)”,”LEND-048-B” “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere scelte.”,”Nota: articoli da inserire in 2° parte Speciale 1° guerra mondiale. “”La storia non perdonerebbe il temporeggiamento ai rivoluzionari che possono vincere oggi (e vinceranno certamente oggi), ma rischierebbero di perdere molto, di perdere tutto domani”” (Lenin, Lettera ai membri del Comitato Centrale, 24 ottobre (6 novembre) 1917 (pag 989-990) Il ‘difensismo rivoluzionario’ e il suo significato di classe. 9. Bisogna riconoscere il ‘difensivismo rivoluzionario’ come la più considerevole e la più chiara manifestazione dell’ondata piccolo-borghese che ha sommerso “”quasi tutto””. E’ prorpio questo il nemico peggiore del progresso e del successo della rivoluzione russa. Chi ha ceduto su questo punto e non ha saputo liberarsi, è perduto per la rivoluzione. Ma le masse cedono diversamente dai capi e ‘diversamente’ riprendono la loro libertà, con un’altra marcia dell’evoluzione e con altri metodi. Il difensivismo rivoluzionario è, da un lato, il frutto dell’inganno delle masse per opera della borghesia, il frutto della fiducia incosciente dei contadini e di una parte degli operai:… (pag 729-730) La concezione borghese volgare della dittatura e la concezione di Marx. “”Mehring racconta nelle note di cui corredò la sua edizione degli articoli di Marx, pubblicati nel 1848 nella ‘Nuova gazzetta renana’, che le pubblicazioni borghesi facevano tra l’altro la seguente accusa a questo giornale: la ‘Nuova gazzetta renana’ avrebbe rivendicato “”l’instaurazione imediata della dittatura come unico mezzo per realizzare la democrazia”” (Marx, ‘Nachlass’, v: III, p. 53). Dal punto di vista borghese volgare il concetto di dittatura e il concetto di democrazia si escludono l’un l’altro. … (pag 414-416) [V.I. Lenin, Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica, 1905] [(in) V.I., Lenin, Opere scelte, Roma, 1976] Contiene: OPERE SCELTE LENIN CHE COSA SONO GLI AMICI DEL POPOLO UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO DUE TATTICHE DELLA SOCIALDEMOCRAZIA NELLA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA RIORGANIZZAZIONE PARTITO INSEGNAMENTI INSURREZIONE MOSCA MARXISMO E REVISIONISMO IN CAMMINO ALCUNE PARTICOLARITA’ SVILUPPO STORICO DEL MARXISMO RIPRESA RIVOLUZIONARIA TRE FONTI E TRE PARTI INTEGRANTI DEL MARXISMO DESTINI STORICI DOTTRINA KARL MARX EUROPA ARRETRATA ASIA AVANZATA SU DIRITTO AUTODECISIONE NAZIONI GUERRA E SOCIALDEMOCRAZIA RUSSA FIEREZZA NAZIONALE GRANDI RUSSI SULLA PAROLA D’ORDINE STATI UNITI D’ EUROPA OPPORTUNISMOE CROLLO 2° SECONDA INTERNAZIONALE IMPERIALISMO FASE SUPREMA DEL CAPITALISMO PROGRAMMA MILITARE RIVOLUZIONE PROLETARIA RAPPORTO SU RIVOLUZIONE DEL 1905 LETTERE DA LONTANO COMPITI PROLETARIATO IN RIVOLUZIONE ATTUALE DUALISMO DI POTERE COMPITI PROLETARIATO IN NOSTRA RIVOLUZIONE VII 7° CONFERENZA POSDR PROGETTO DI RISOLUZIONE SU QUESTIONE AGRARIA 1° PRIMO CONGRESSO DE DEPUTATI OPERAI E SOLDATI DI TUTTA LA RUSSIA SULLE PAROLE D’ ORDINE INSEGNAMENTI RIVOLUZIONE COMITATO CENTRALE POSDR CATASTROFE IMMINENTE E COME LOTTARE CONTRO DI ESSA DIARIO DI UN PUBBLICISTGA BOLSCEVICHI DEVONO PRENDERE IL POTERE STATO E RIVOLUZIONE MARXISMO E INSURREZIONE CRISI E’ MATURA COMPITI DELLA RIVOLUZIONE CONSIGLI DI UN ASSENTE LETTERA AI COMPAGNI BOLSCEVICHI DELEGATI ALLA CONFERENZA REGIONALE DEI SOVIET DEL NORD LETTERE MANIFESTO AGLI OPERAI SOLDATI E CONTADINI RELAZIONE SU PACE QUESTIONE TERRA CONTROLLO OPERAIO APPELLO DEL CC POSDR ALLEANZA OPERAI CONTADINI TESI SU ASSEMBLEA COSTITUENTE PROGETTO DI DECRETO PER SCIOGLIMENTO ASSEMBLEA COSTITUENTE TESI SU CONCLUSIONE PACE IMMEDIATA SEPARATA E ANNESSIONISTA PATRIA SOCIALISTA IN PERICOLO COSA STRANA E MOSTRUOSA RAPPORTO SULLA GUERRA E SULLA PACE AL VII CONGRESSO DEL PCbR COMPITO PRINCIPALE COMPITI IMMEDIATI POTERE SOVIETICO DISCORSO A I PRIMO CONGRESSO CONSIGLI ECONOMIA APPELLO COMPAGNI OPERAI LOTTA FINALE DECISIVA RIVOLUZIONE PROLETARIA E RINNEGATO KAUTSKY CONQUISTATO E REGISTRATO SUCCESSI E DIFFICOLTA’ POTERE SOVIETICO RAPPORTO SU PROGRAMMA PARTITO PRESENTATO VIII 8° CONGRESSO PARTITO COMUNISTA BOLSCEVICO DI RUSSIA RAPPORTO SU LAVORO IN CAMPAGNA VIII CONGRESSO PCbR TESI CC PARTITO SITUAZIONE FRONTE ORIENTALE GUERRA CIVILE III 3° TERZA INTERNAZIONALE E SUO POSTO IN STORIA SALUTO A OPERAI UNGHERESI GRANDE INIZIATIVA LOTTA CONTRO DENIKIN LETTERA A OPERAI E CONTADINI VITTORIA SU KOLCIAK ECONOMIA E POLITICA IN EPOCA DITTATURA PROLETARIATO DISCORSO A 1° PRIMO GONGRESSO COMUNI E ARTEL AGRICOLI LETTERA A OPERAI E CONTADINI UCRAINA QUESTIONE VITTORIE SU DENIKIN IX 9° CONGRESSO PCbR PCRb ESTREMISMO MALATTIA INFANTILE COMUNISMO TESI SU QUESTIONE AGRARIA TESI SU QUESTIONE NAZIONALE E COLONIALE 2° SECONDO CONGRESSO IC COMINTERN COMPITI ASSOCIAZIONI GIOVANILI GIOVANI DA GUERRA A PACE UNITA’ PARTITO DEVIAZIONE SINDACALISTA E ANARCHICA IN NOSTRO PARTITO SALUTO A REPUBBLICHE SOVIETICHE CAUCASO IMPOSTA IN NATURA OPERAI E CONTADINI TESI PER RAPPORTO SU TATTICA PC DI RUSSIA A 3° TERZO CONGRESSO IC TATTICA PC RUSSO NUOVI TEMPI VECCHI ERRORI IN FORMA NUOVA EPURAZIONE IN PARTITO 4° QUARTO ANNIVERSARIO RIVOLUZIONE OTTOBRE NUOVA POLITICA ECONOMICA NEP COMPITI CENTRI DI EDUCAZIONE POLITICA IMPORTANZA ORO DOPO VITTORIA SOCIALISMO FUNZIONE E COMPITI DEI SINDACATI NELLE CONDIZIONI DELLA NUOVA POLITICA ECONOMICA QUESTIONE SINDACATI CAPIALISMO DI STATO LOTTA DI CLASSE IN POTERE POLITICO IN MANI PROLETARIATO QUESTIONE SPECIALISTI INFLUENZA PICCOLO BORGHESE SU CLASSE OPERAIA SITUAZIONE INTERNAZIONALE E INTERNA DELLA REPUBBLICA SOVIETICA FINE DELLA RITIRATA CINQUE ANNI DI RIVOLUZIONE RUSSA E PROSPETTIVE RIVOLUZIONE MONDIALE DIFFICILE AVANZATA APPUNTI SU COMPITI NOSTRA DELEGAZIONE A CONFERENZA INTERNAZIONALE AJA AIA LETTERA A CONGRESSO E APPUNTI 1922 1923 PAGINETTE DI DIARIO SU COOPERAZIONE SU NOSTRA RIVOLUZIONE RIORGANIZZARE ISPEZIONE OPERAIA E CONTADINA MEGLIO MENO MA MEGLIO”,”LEND-651″ “LENIN V.I.”,”Tre scritti sul marxismo. Tre fonti e tre parti integranti del marxismo (1913) – Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo (1911) – I destini storici della dottrina di Karl Marx (1913).”,”Omaggio di Marco Ottolini “”Il punto essenziale della dottrina di Karl Marx è l’interpretazione della funzione storica mondiale del proletariato come creatore della società socialista”” (pag 41) (I destini storici della dottrina di Karl Marx) (p. 41) “”Lenin sottolinea in un altro suo scritto (‘Chi sono gli amici del popolo?’, 1899) come grande merito di Marx sia di aver scoperto come lo sviluppo economico della società umana non si attui in un divenire indifferenziato. Lo sviluppo economico della società si scandisce invece in ‘formazioni sociali’ distinte (per esempio: schiavista, feudale, borghese) fondate su sistemi economici differenti e rette da leggi economiche diverse. Marx ci ha dato appunto le leggi che governano ‘questa’ formazione sociale, capitalistica. Marx è stato il primo a capire che ciò che distingue e caratterizza le diverse formazioni sociali è la loro ‘base’ economica, la ‘struttura’ della loro economia. Dalla struttura economica sono determinate – seppure in modo non meccanico – le forme politiche, statali, giuridiche culturali della vita sociale. Marx ha visto come la ‘struttura’ economica sia caratterizzata dai ‘rapporti di produzione’ (giuridicamente, i rapporti di proprietà) che si stabiliscono tra gli uomini. La radice della lotta di classe si trova appunto nella contraddizione che si manifesta, ad un certo punto dello sviluppo economico, tra i ‘rapporti di produzione’ e le ‘forze produttive’ che crescono entro questi rapporti; tra il proletariato (principale forza produttiva nella società capitalistica, insieme alle macchine, alle fonti di energia, alle materie prime) e i rapporti di produzione capitalistici (fondati sul fatto che vi è da una parte il proprietario dei mezzi di produzione – fabbriche, miniere, terra, macchine ecc. – e dall’altro i proletari – che senza nulla possedere fanno operare i mezzi di produzione). Marx ha dato insomma una spiegazione ‘materialistica’ dello sviluppo della società (intendendosi per ‘materia’ l”economia; vale a dire l’insieme dei beni materiali che sono necessari alla sussistenza umana). Ma con ciò – spiega Lenin nel primo paragrafo di questo articolo [‘Tre fonti e tre parti integranti del marxismo’ (1913)] – Marx si è riallacciato a tutta una corrente del pensiero filosofico: la corrente ‘materialista’ (…) Ma Marx ha saputo applicare al materialismo – particolarmente a quello che, nel ‘700, ebbe funzione altamente progressiva – la dialettica di Hegel. Questo grande pensatore tedesco (1770-1831) seppe comprendere che il pensiero, la scienza, l’umanità stessa – e con esse anche la natura – non sono realtà immobili: tutto diviene, si sviluppa costantemente. (…) Ma questo divenire non si compie secondo una linea costante e regolare, ma attraverso ‘contraddizioni’. Tutto ciò che è reale, concreto, è contraddittorio”” (pag 12-14) [Luciano Gruppi, Introduzione’ a: V.I. Lenin, ‘Tre scritti sul marxismo’, Roma, 1973]”,”LEND-652″ “LENIN V.I. TROTSKY Lev”,”I Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del I Congresso dell’ Internazionale Comunista.”,”Dono Marco Ottolini”,”INTT-285″ “LENIN V.I. ZINOVIEV BUCHARIN TROTSKY LEVI MEYER WALCHER WOLFSTEIN ROSMER SADOUL GUILBEAUX QUELCH GALLACHER PANKHURST LAINE FRAYNA BILAN REED SERRATI BOMBACCI GRAZIADEI BORDIGA e altri firmatari”,”II Congresso della Internazionale Comunista. Tesi manifesti e risoluzioni del II Congresso dell’ Internazionale Comunista.”,”Dono Marco Ottolini”,”INTT-286″ “LENIN V.I.”,”Sullo Stato. Lezione tenuta all’Università Sverdlov l’11 luglio1919.”,” “”Finché non v’erano classi, non v’era neanche quest’apparato. Quando apparvero le classi, sempre e dovunque; contemporaneamente allo sviluppo e al rafforzarsi di questa divisione, apparve pure quest’istituto speciale: lo Stato. Le forme di Stato furono straordinariamente varie. Nel periodo della schiavitù, nei paesi più progrediti, più colti e civili per quei tempi, ad esempio nell’antica Grecia e a Roma che erano interamente basate sulla schiavitù, noi abbiamo già varie forme di Stato. Già allora sorse la differenza tra la monarchia e la repubblica, tra l’aristocrazia e la democrazia. La monarchia, come potere di una sola persona; la repubblica, come assenza di qualsiasi potere non elettivo. L’aristocrazia come potere di una minoranza comparativamente piccola; la democrazia, come potere del popolo (democrazia nella traduzione letterale dal greco significa appunto: potere del popolo). Tutte queste differenze sorsero all’epoca della schiavitù. Nonostante queste differenze, lo Stato dell’epoca della schiavitù era uno Stato schiavistico, fosse esso monarchico o repubblica aristocratica o democratica. (…) Lo Stato è una macchina per l’oppressione di una classe da parte di un’altra, una macchina per tenere sottomesse ad una classe le altre classi soggette. La forma di questa macchina può essere diversa. Nello Stato schiavista noi abbiamo la monarchia, la repubblica aristocratica o persino la repubblica democratica. Le forme di governo furono in realtà estremamente varie, ma la sostanza delle cose rimase sempre la medesima: gli schiavi non avevano nessun diritto, rimanevano la classe oppressa e non erano considerati esseri umani. La stessa cosa riscontriamo nello Stato feudale. Il mutarsi della forma di sfruttamento ha trasformato lo Stato schiavista in Stato feudale”” [V.I. Lenin, ‘Sullo Stato. Lezione tenuta all’Università Sverdlov l’11 luglio1919’, Mosca, 1949] (pag 12-13) “”Non soltanto le persone che si trovano in dipendenza diretta dalla borghesia, non soltanto coloro che si trovano sotto il giogo del capitale e che sono corrotti da questo capitale (al servizio del capitale si trova una moltitudine di ogni genere di scienziati, di artisti, di preti, ecc.), ma anche le persone che si trovano semplicemente sotto l’influenza dei pregiudizi della libertà borghese, – tutta questa gente è insorta contro il bolscevismo in tutto il mondo, perchè fin dalla sua fondazione la Repubblica sovietica ha rigettato la menzogna borghese ed ha dichiarato apertamente: voi chiamate il vostro Stato libero, ma in realtà, finchè esiste la proprietà privata, il vostro Stato, anche se fosse una repubblica democratica, non è altro che una macchina nelle mani dei capitalisti per opprimere gli operai; e più lo Stato è libero, tanto più chiaramente questo risalta. Esempio di questo sono la Svizzera in Europa e gli Stati Uniti d’America. In nessun luogo il capitale domina così cinicamente e inesorabilmente, e in nessun luogo questo fatto è così evidente come appunto in questi paesi, malgrado entrambi siano repubbliche democratiche, nonostante che esse siano delicatamente imbellettate, malgrado tutte le parole sulla democrazia del lavoro e sull’eguaglianza di tutti i cittadini. In realtà, in Isvizzera e in America impera il capitale e ogni tentativo degli operai di ottenere un miglioramento più o meno serio della loro situazione s’imbatte immediatamente nella guerra civile. In questi paesi v’è una quantità minore di soldati, minore è l’esercito regolare, (…) e perciò allorchè ha luogo uno sciopero, la borghesia si arma, arruola dei soldati e schiaccia lo sciopero: in nessun luogo questo soffocamento del movimento operaio avviene con tale ferocia inesorabile come avviene in Isvizzera e in America, e in nessun parlamento l’influenza del capitale si fa sentire così fortemente come si fa sentire proprio in questi paesi. La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni sono delle marionette, dei pupazzi… Ma più si va avanti, più le bende cadono dagli occhi degli operai, e più largamente si diffonde il concetto del Potere sovietico, specie dopo il macello sanguinoso che abbiamo vissuto ultimamente”” [V.I. Lenin, ‘Sullo Stato. Lezione tenuta all’Università Sverdlov l’11 luglio1919’, Mosca, 1949] (pag 20-21) [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-653″
“LENIN V.I.”,”Sul movimento operaio italiano.”,”[Il volume contiene il capitolo: ‘Dalle guerre di liberazione nazionale alla prima guerra mondiale. Guerre nazionali e guerre imperialiste – Le guerre nazionali del secolo XIX – Italia e Turchia – La guerra per Tripoli – Contrasti fra Italia e Austria nei Balcani – Gli armamenti e il capitalismo – Imperialismo e socialismo in Italia’ (pag 53-69). ‘In questa nota ci proponiamo di esaminare soltanto il materiale che offrono sulla questione i libri pubblicati dopo l’inizio della guerra dal professore borghese Roberto Michels: ‘L’imperialismo italiano’ (1914) e dal socialista T. Barboni: ‘Internazionalismo o nazionalismo di classe? (Il proletariato d’Italia e la guerra europea)’ (1915). (…) L’imperialismo italiano è stato chiamato “”l’imperialismo della povera gente”” in considerazione della povertà dell’Italia e della disperata miseria delle masse degli emigrati italiani. Lo sciovinista italiano Arturo Labriola, che si distingue dal suo avversario G. Plekhanov solo perché ha rivelato un po’ prima il suo socialsciovinismo e perché è giunto a questo socialsciovinismo attraverso il semianarchismo piccolo borghese e non attraverso l’opportunismo piccolo-borghese, questo Arturo Labriola scriveva nel suo libro sulla guerra di Tripoli (1912): “”… E’ chiaro che noi non lottiamo soltanto contro i turchi, … ma anche contro gli intrighi, le minacce, il denaro e gli eserciti dell’Europa plutocratica, la quale non può tollerare che le piccole nazioni osino fare anche un solo atto o dire una parola che comprometta la sua ferrea “”egemonia”” (p. 22). E il capo dei nazionalisti italiani dichiarava: “”… come il socialismo fu il metodo di redenzione del proletariato dalle classi borghesi, così il nazionalismo sarà per noi italiani il ‘metodo di redenzione’ dai francesi, dai tedeschi, dagli inglesi, dagli americani del Nord e del Sud che sono i nostri borghesi””. (…) Fino alla guerra di Tripoli, l’Italia non aveva depredato altri popoli, o, almeno, non in grande misura. Non è questo un affronto insopportabile per l’orgoglio nazionale? Gli italiani sono oppressi e umiliati di fronte alle altre naizoni. L’emigrazione italiana ammontava a circa 100.000 persone all’anno verso il 1870, e giunge ora a una cifra che varia da mezzo milione a un milione: e son tutti miserabili che la fame, nel senso letterale della parola, caccia dal loro paese, fornitori di forza-lavoro per le industria che danno i salari peggiori, una massa che popola i quartieri più affollati, poveri e sudici della città d’Ameirca e d’Europa. Il numero degli italiani che vivono all’estero è salito da un milione nel 1881 a cinque milioni e mezzo nel 1910, di cui la più gran parte spetta a paesi “”grandi”” e ricchi, nei quali gli italiani costituiscono la massa operaia più rozza, più “”greggia””, più misera e del tutto priva di diritti. (…) Come dunque non riconoscere con Labriola e gli altri “”plekhanovisti”” italiani, che l’Italia ha “”diritto”” alla sua colonia di Tripoli, a opprimere gli slavi nella Dalmazia, a prender parte alla spartizione dell’Asia Minore, ecc.! Come Plekhanov difende la guerra “”di liberazione”” della Russia contro l’aspirazione della Germania a fare di essa una sua colonia, così il capo del partito riformista, Leonida Bissolati, strilla contro “”l’invasione del capitale straniero in Italia”” (p. 97): capitale tedesco in Lombardia, inglese in Sicilia, francese nel Piacentino, belga nelle imprese tranviarie, ecc. ecc., senza fine. La questione è posta in modo categorico e non si può non riconoscere che la guerra europea ha recato all’umanità l’enorme vantaggio di porre la questione stessa, di fatto, categoricamente, davanti a centinaia di milioni di uomini dele diverse nazioni: o difendere col fucile o con la penna, direttamente o indirettamente, in una forma qualunque, i privilegi della grande potenza in genere o i vantaggi o le pretese della “”propria”” borghesia, e ciò vuol dire esserne i seguaci e servitori, ‘oppure’ servirsi di ogni lotta, e soprattutto di ogni lotta armata per quei privilegi, allo scopo di smascherare e abbattere ogni governo, e in prima linea, il ‘proprio’ governo per mezzo dell’azione rivoluzionaria del proletariato internazionalmente solidale. Non c’è via di mezzo; in altre parole: il tentativo di prendere una posizione intermedia significa in realtà un passaggio camuffato dalla parte della borghesia imperialista”” (1). (pag 62-63-64-65) [V.I. Lenin, capitolo: ‘Dalle guerre di liberazione nazionale alla prima guerra mondiale’, articolo:’Imperialismo e socialismo in Italia’. Nota: (1) Questo articolo “”Imperialismo e socialismo in Italia”” è stato pubblicato la prima volta sul ‘Kommunist’, n. 1-2 agosto 1915 (vol. XVIII, pp. 289-296). Da allora è stato riprodotto numerose volte sulla stampa operaio internazionale e italiana]”,”LEND-011-B”
“LENIN V.I.”,”Sul movimento operaio italiano.”,”2° copia Fondo Gian Maria Pegoraro [Il volume contiene i capitoli: 3. ‘La prima guerra mondiale (1914-1918): La posizione del partito socialista – La guerra europea e il socialismo internazionale – Tentativi di ristabilire i rapporti internazionali – Gli Alleati e l’Italia – Sul segreto dei trattati – La lotta tra Italia e Austria per l’Albania – I compiti del proletariato nella guerra imperialista (pag 35-50); 4. ‘Il partito socialista italiano durante la guerra’: Il caso Bissolati – Gli italiani a Zimmerwald e a Kienthal – Saluto a un Congresso di socialisti italiani – Pacifismo borghese e pacifismo socialista – Kautsky e Turati – “”Difesa della patria”” – Una svolta nella politica mondiale – Appello ai socialisti – “”Programmi di pace”” – La lotta contro il riformismo – Il PSI dopo Kienthal – Centrismo – Uscire dall’equivoco di Zimmerwald – Le tre correnti del movimento socialista internazionale (pag 51-98). ‘Sul segreto dei trattati. Perché i difensori della guerra imperialista custodiscono così gelosamente il segreto dei trattati? Volete sapere il perchè, compagni operai e soldati? Considerate almeno uno di questi nobili trattati: il “”nostro”” trattato con l’Italia (cioè con i capitalisti italiani) concluso all’inizio del 1915 (1). Il democratico borghese, signor V. Vodovosov, nel giornale ‘Dien’ (‘Il giorno’) (del 6 maggio 1917), basandosi sui documenti pubblicati dal ‘Novoie Vremia’ riferisce il contenuto di questo trattato: “”Gli alleati hanno garantito all’Italia il Tirolo meridionale con Trento, tutto il litorale adriatico, la parte settentrionale della Dalmazia con le città di Zara e Spalato, la parte centrale dell’Albania con Valona, le isole dell’Egeo presso le coste dell’Asia minore, e inoltre una lucrosa concessione ferroviaria nella Turchia asiatica: questo è il prezzo del sangue di cui l’Italia ha fatto mercato. Questi acquisti territoriali superano di parecchie volte ogni pretesa nazionale che l’Italia avesse mai manifestata. (…) Questo è l’unico trattato, riguardante la guerra, che noi conosciamo, ed è un trattato di brutale rapina. Non sappiamo se negli altri trattati si manifestino o meno gli stessi istinti predaci. In ogni caso, per la democrazia che scrive sula sua bandiera “”pace senza annessioni”” sarebbe molto importante saperlo””. “”Non sappiamo”” fino a che punto gli altri trattati segreti siano briganteschi? No, signor Vodovosov, noi lo sappiamo molto bene: i trattati segreti riguardanti la spartizione della Persia, della Turchia, l’usurpazione della Germania, dell’Armenia, sono luridi trattati briganteschi né più né meno del brigantesco trattato con l’Italia. Compagni soldati e operai! Vi si dice che voi difendete la “”libertà”” e la “”rivoluzione””? In realtà voi difendete i loschi trattati dello zar, che vi si tengonp nascosti come si tiene nascosta una malattia segreta”” (2). Note: (1) Il patto di Londra; concluso segretamente fra gli “”Alleati”” e l’Italia il 26 aprile 1915; (2) Dall’articolo ‘Uno dei trattati segreti’, pubblicato dalla ‘Pravda’, n. 53, 23 (10) maggio 1917 (vol. XX pp. 359-60)]”,”LEND-011-C”
“LENIN V.I. (LÉNINE)”,”Socialisme et Religion. (1905)”,”‘La religione deve essere dichiarata un affare privato’ “”La religion doit être proclamée une affaire privée, c’est ainsi qu’on a coutume de définir l’attitude des socialistes envers la religion. Mais il convient de préciser la signification de ces mots pour qu’ils ne puissent susciter aucun malentendu. Nous exigeons que la religion soit une affaire privée par rapport à l’Etat, mais nous ne pouvons en aucune manière considérer la religion comme une affaire privée par rapport à notre propre Parti. L’Etat n’a pas à s’occuper de la religion, les sociétés religieuses ne doivent pas être liées au pouvoir d’Etat. Chacun doit être absolument libre de confesser la religion qui lui plaît ou de n’en reconnaître aucune, c’est-à-dire d’être athée, comme tout socialiste l’est ordinairement. Toute distinction des droits entre citoyens, selon leurs croyances religieuses, est absolument inadmissible.Toute mention de la religion des citoyens dans les documents officiels doit être totalement supprimée. L’Etat ne doit accorder aucune subvention ni à l’Eglise, ni aux sociétés ecclésiastiques ou religieuses, lesquelles doivent être des unions de citoyens-coreligionnaires, unions absolutement libres, indépendantes vis-à-vis du pouvoir. Seule la satisfaction pleine et entière de ces revendications peut mettre un terme à ce passé honteux et maudit, quand l’Eglise se trouvait dans une dépendance féodale vis-à-vis de l’Etat, et les citoyens russes – dans une dépendance féodale vis-à-vis de l’Eglise officielle; quand existaient et étaient appliquées des lois moyenâgeuses, inquisitoriales (qui subsistent jusqu’à présent dans notre code pénal et dans nos règlements), qui poursuivaient les gens pour leurs croyances ou pour leur athéisme, qui faisaient violence à la conscience de l’homme, qui rattachaient les sinécures et revenus officiels à la distribution par l’Etat et l’Eglise d’un alcool intellectuel. La séparation totale de l’Eglise et de l’Etat, voilà la revendication que le prolétariat socialiste présente à l’Etat et à l’Eglise modernes. La révolution russe doit faire aboutir cette revendication comme une partie intégrante de la liberté politique”” (pag 4-5) [V.I. Lenin (Lénine), Socialisme et Religion, Moscou, 1952]”,”LEND-655″
“LENIN V.I., a cura di George FYSON”,”Lenin’s Final Fight. Speeches and Writings, 1922-23.”,”””The decision of the plenary meeting of the CC of October 6 (minutes no. 7, point 3) institutes what seems to be an unimportant, partial reform: “”implement a number of separate decisions of the Council of Labor and Defense on temporary permission for the import and export of individual categories of goods or on granting the permission for specific frontiers”” (10). In actual fact, however, this wrecks the foreign trade monopoly . Small wonder that Comrade Sokolnikov has been trying to get this done and has succeeded. He has always been for it; he likes paradoxes and has always undertaken to prove that monopoly is not to our advantage. But it is surprising that people who in principle favor the monopoly have voted for this without asking for detailed information from any of the business executives. What does the decision that has been adopted signify? Purchaising offices are being opened for the import and export trade. The owner of such an office has the right to buy an sell only specially listed good. Where is the control over this? Where are the means of control? In Russia flax costs 4 rubles 50 kopecks, in Britain it costs 14 rubles. All of us have read in ‘Capital’ how capitalism changes internally and grows more daring when interest rates and profits rise quickly. All of us recall that capitalism is capable of taking deadly risks and that Marx recognized this long before the war and before capitalism began its “”leaps””. What is the situation now? What force is capable of holding the peasants and the traders from extremely profitable deals? Cover Russia with a network of overseers? Catch the neighbour in a purchasing office and prove that his flax has been sold to be smuggled out of the country? Comrade Sokolnikov’s paradoxes are always clever, but one must distinguish between paradoxes and the grim truth. No “”legality”” on such a question is at all possible in the Russian countryside (…)”” (pag 88-89) [V.I. Lenin, ‘On the foreign trade monopoly. Letter to Joseph Stalin for the members of the Central Committee, October 13, 1922] [(in V.I. Lenin, Lenin’s Final Fight. Speeches and Writings, 1922-23, New York, 1993] [(10) Under the state monopoly on foreign trade, all exporting and importing activity was centralized in the hands of a state agency. There were continuing proposals to relax the monopoly from a number of party leaders, including Bukharin, Zinoviev, Kamenev, and Stalin. Lenin responded to these proposals with a letter on May 15, 1922, calling for “”a ‘formal ban’ on all talks and negotiations and commissions, etc, concerning the relaxation of the foreign trade monopoly”” (…)]”,”LEND-656″
“LENIN Vladimir Ilic GORTER Herman KUN Béla TROTSKY Lev’ Davidovic”,”Dibattito sull’estremismo.”,”Il Partito socialdemocratico (SDP) di Herman Gorter e di Anton Pannekoek fu fondato nel 1909 dal collettivo redazionale di ‘Die Tribune’ dopo la sua espulsione dal Partito operaio socialdemocratico (SDAP) ad opera della direzione revisionista di Troelstra e van Kol. Soltanto il partito bolscevico aveva rotto, sia pure in modo non definitivo e completo, con i revisionisti prima degli olandesi. Il ‘caso’ fu una delle grosse questioni discusse nella XI sessione del bureau della Seconda Internazionale il 7 novembre 1909. Lenin, che era membro del bureau e che continuava a sostenere una tenace battaglia per impedire che l’organo internazionale riconoscesse il partito menscevico invece del suo, intervenne nella discussione per impedire la manovra degli opportunisti tendente ad escludere il SDP dall’Internazionale. «Lo sviluppo del settarismo socialista e lo sviluppo del vero movimento operaio sono sempre in rapporto inverso e, fino a quando le sette hanno una ragione (storica) di essere, la classe operaia non è ancora matura per un movimento storico indipendente. Quando avrà raggiunto questa maturità, tutte le sette diventano essenzialmente reazionarie». (Lettera di Marx a Bolta, 1871)”,”LEND-005-FL”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Sui sindacati, gli scioperi, l’economismo.”,”Gli scritti presentati in questo volume sono tratti da V.I. Lenin, Opere complete, Editori Riuniti, Roma, 1954.”,”LEND-006-FL”
“LENIN V.I., a cura di Dirce GIAMMARCHI e Amneris VERGANI”,”Scritti sugli scioperi. Scritti dal 1896 al 1902. I. L’educazione delle masse alla lotta.”,”In unico cofanetto parte I, II, III “”Il primo problema è di sapere come nascono e si diffondono gli scioperi. Chiunque ricordi tutti i casi di scioperi a lui noti o per esperienza personale o per averne avuto notizia dai racconti di altre persone o dai giornali, constaterà subito che gli scioperi iniziano e si diffondono dove sorgono e si moltiplicano le grandi fabbriche. Tra le maggiori fabbriche che occupano centinaia (e a volte migliaia) di operai, non ne troverà una sola nella quale non si siano prodotti scioperi operai. Quando le grandi fabbriche e le officine erano poco numerose in Russia, erano poco numerosi anche gli scioperi; da quando le grandi fabbriche rapidamente si moltiplicano, sia nelle vecchie località industriali che nelle città nuove e nei villaggi, gli scioperi diventano sempre più frequenti. Quale è la ragione per cui la grande produzione industriale conduce sempre agli scioperi? La ragione sta nel fatto che il capitalismo conduce necessariamente alla lotta degli operai contro i padroni; e quando la produzione si sviluppa, questa lotta assume necessariamente la forma di scioperi. (…) In tutti i paesi l’indignazione degli operai si è manifestata all’inizio con rivolte isolate o sommosse, per usare il linguaggio della polizia e dei capitalisti. In tutti i paesi queste rivolte isolate hanno generato da una parte scioperi più o meno pacifici e dall’altra una lotta generale della classe operaia per la sua emancipazione. (…) Qual’è la funzione degli scioperi (o astensioni dal lavoro) nelle lotte della classe operaia? Per rispondere a questa domandanoi dobbiamo dapprima soffermarci un poco più a lungo sugli scioperi. Se come abbiamo visto, il salario è determinato da un contratto tra l’operaio e il suo padrone e se in questa circostanza l’operaio isolato si trova completamente impotente, è evidente che gli operai devono necessariamente sostenere insieme le loro rivendicazioni; è evidente che essi debbono necessariamente organizzare scioperi o per ottenere un salario più elevato o per impederire che il padrone riduca i salari. E, infatti, non c’è un solo paese capitalista dove non si siano verificati scioperi operai. In tutti i paesi d’Europa e in America, ovunque, gli operai sono disarmati quando si muovono isolatamente e non possono resistere al padronato se non uniti, organizzando scioperi o agitando la minaccia di scioperi”” (pag 4-7-8) [V.I. Lenin, Scritti sugli scioperi. Scritti dal 1896 al 1902. I. L’educazione delle masse alla lotta (a cura di Dirce Giammarchi e Amneris Vergani), Milano, 1971; Redatto alla fine del 1899 e pubblicato nel 1924 nel numero 8-9 della Rivista “”Proletarskaia Revolutsia””] Scioperi scuola di guerra (pag 13)”,”LEND-657″
“LENIN V.I.”,”Scritti sugli scioperi. Scritti dal 1896 al 1902. II. Sciopero economico e sciopero politico.”,”In unico cofanetto parte I, II, III “”La classe operaia, durante uno sciopero politico, agisce come la classe di avanguardia di tutto il popolo. Il proletariato in tali circostanze assume non solo la funzione di una classe della società borghese, ma quello di forza dominante, vale a dire di direzione e di guida. Le idee politiche che vengono alla luce nel movimento rivestono un carattere nazionale, vale a dire toccano le condizioni fondamentali, le condizioni più profonde della vita politica di tutto il paese. Questo carattere dello sciopero politico, come dimostrano le indagini scientifiche del periodo 1905-1907, interessò al movimento tutte le classi, e in particolare gli strati più larghi, più numerosi e più democratici della popolazione, come i contadini, ecc.”” [V.I. Lenin, Scritti sugli scioperi. Scritti dal 1896 al 1902. II. Sciopero economico e sciopero politico, Milano, 1971] (pag 89-90) Martov (pag 114-115) “”Parlare della lotta delle tendenze nella rivoluzione russa attribuendo a ciascuna di ese una etichetta come “”settarismo””, “”incultura””, ecc. e non dire nemmeno una parola sugli interessi economici del proletariato, della borghesia liberale e dei contadini democratici, tutto ciò equivale ad abbassarsi al rango di giornalisti di bassa lega. Un esempio. “”Nell’insieme dell’Europa occidentale”” scrive Martov, “”le masse contadine sono ritenute delle degne alleate (per il proletariato), unicamente nella misura in cui fanno conoscenza con le dure conseguenze della trasformazione capitalistica dell’agricoltura; in Russia invece si pensava di far alleare un proletariato numericamente debole a cento milioni di contadini che non avevano – o quasi – risentito dell’azione “”educatrice”” del capitalismo e che per questo motivo non erano ancora stati per nulla alla scuola della borghesia capitalista””. Non crediate che si tratti di un lapsus da parte di Martov: è il punto centrale di ‘tutte’ le concezioni mensceviche. Sono le stesse idee che impregnano tutta la storia dell’opportunismo nella rivoluzione russa e che gli opportunisti pubblicano ora in Russia sotto la direzione di Potresov, Martov e Maslov (‘Il movimento sociale in Russia all’inizio del XX secolo’). Il menscevico Maslov ha espresso queste idee con ancora più rilievo, dichiarando nell’articolo che riassume “”l’opera”” in questione: “”La dittatura del proletariato e dei contadini sarebbe in contraddizione con il ‘corso dello sviluppo economico’””. E’ precisamente qui che bisogna cercare le radici delle divergenze che mettono in opposizione il bolscevismo al menscevismo. Martov ha ‘sostituito’ la scuola del ‘capitalismo’ con quella della ‘borghesia capitalista’ (diciamo tra parentesi che in nessuna parte del mondo esiste una borghesia che non sia capitalista). In che cosa consiste la scuola del capitalismo? In questo: che il capitalismo strappa i contadini all’idiotismo della campagna, che li scuote dal loro torpore e li ‘spinge alla lotta’. In che cosa consiste la scuola della””borghesia capitalista?”” In questo, che la “”borghesia tedesca del 1848 ha tradito senza il minimo scrupolo i contadini, i suoi alleati più naturali, senza i quali essa è impotente di fronte all’aristocrazia”” (K. Marx, nella ‘Nuova gazzetta renana’ del 29 luglio 1848) (1). In questo: che la borghesia liberale russa ha tradito i contadini in un modo costante e sistematico, nel corso degli anni 1905-1907, schierandosi in realtà con il partito dei grandi proprietari fondiari e dello zarismo contro la lotta dei contadini, e ostacolando nel modo più diretto l’evoluzione di questa lotta. Sotto la copertura delle frasi “”marxiste”” sull'””educazione”” dei contadini da parte del capitalismo, Martov difende in realtà l'””‘educazione”” dei contadini (‘che lottano in modo rivoluzionario contro l’aristocrazia’) da parte dei liberali (‘che hanno venduto i contadini all’aristocrazia’). Ecco come si sostituisce il liberalismo al marxismo. Ecco come si abbellisce il liberalismo con frasi marxiste. Ciò che Bebel ha detto a Magdeburgo, cioè che vi sono dei nazionali-liberali tra i socialdemocratici, non vale solo per la Germania (2).”” (pag 114-115) [(1) ‘Lenin cita l’articolo di K. Marx “”Progetto di legge sulla soppressione dei canoni feudali””, pubblicato sulla ‘Nuova Gazzetta Renana’. Inedito in Italia (1971)’; (2) ‘Federico Augusto Bebel, socialista tedesco, marxista, uno dei fondatori del partito socialdemocratico tedesco. Nel 1864 prese parte con Marx ed Engels alla costituzione della I Internazionale. Negli ultimi anni della sua vita, il suo spirito rivoluzionario si affievolì, facendolo scivolare sul terreno delle concessioni al riformismo’ (p. 115)]”,”LEND-657-B”
“LENIN V.I., a cura di Filippo GAJA e Amneris VERGANI”,”Scritti sugli scioperi. Scritti dal 1896 al 1902. III. Lo sciopero rivoluzionario.”,”In unico cofanetto parte I, II, III Contiene l’articolo di Lenin: ‘Il primo maggio del proletariato rivoluzionario’ (sull’ importanza degli scioperi del 1° maggio 1913 in Russia cui parteciparono circa 250.000 operai) (pubblicato su ‘Socialdemocratico’, n. 34, 15 giugno 1913)”,”LEND-657-C”
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 12 . Januar – Juni 1907.”,”12 Herausgegeben auf Beschluss des IX. Parteitages der KPR(B) und des II. Sowjetkongresses der UdSSR. Die Deutsche Ausgabe Erscheint auf Beschluss des Zentralkomitees der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands Contiene: ‘Vorwort zur russischen Übersetzung des Buches “”Briefe und Auszüge aus Briefen von Joh. Phil. Becker, Jos. Dietzgen, Friedrich Engels, Karl Marx u. A. an F.A. Sorge und andere”” (pag 357-376) [Prefazione alla traduzione russa del libro “”Lettere e estratti di lettere da Joh. Phil. Becker, Jos. Dietzgen, Frederick Engels, Karl Marx e altri. A F. A. Sorge e altri””] [contiene pure la prefazione alla traduzione russa delle lettere di Marx a Kugelmann”,”LEND-562″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 17. Dezember 1910 – april 1912.”,”17 Contiene: ‘Über einige Besonderheiten der historischen Entwicklung des Marxismus (pag 23-28) ‘A proposito di alcune peculiarità dello sviluppo storico del marxismo’ (pag 23-28) contiene purfe: Hyndman su Marx”,”LEND-567″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 22. Dezember 1915 – Juli 1916.”,”22 Contiene: ‘Neue Daten über die Entwicklungesgesetze des Kapitalismus in der Landwirtschaft’ (‘Nuovi dati sulle leggi di sviluppo del capitalismo in agricoltura’) Altri scritti riportati nel volume: Sul crollo della Seconda Internazionale e l’opera l’Imperialismo”,”LEND-572″
“LENIN W.I.”,”Werke. Band 23. August 1916 – März 1917.”,”23 Contiene: ‘Über eine Karikatur auf den Marxismus und über den “”imperialistischen Ökonomismus””, “”Das Millitärprogramm der proletarischen Revolution””, ‘Über die Losung der “”Entwaffnung””, ‘Prinzipielles zur Militärfrage’, ‘Bürgerlicher und sozialisticher Pazifismus’, ‘Briefe aus der Ferne’ (A proposito di una caricatura del marxismo e sull’ “”economicismo imperialista””, “”Il programma militare della rivoluzione proletaria””‘, ‘Sulla parola d’ordine “”disarmo””, ‘Principi sulla questione militare ‘,’Pacifismo borghese e socialista’, ‘Lettere da lontano’)”,”LEND-573″
“LENIN V.I. e altri”,”Tesi e statuto della Internazionale comunista con aggiuntivi il Manifesto della Terza Internazionale e il discorso di Lenin all’inaugurazione del Congresso.”,”Manifesto dell’Internazionale Comunista ai lavoratori e alle lavoratrici di tutto il mondo (pag 9-41) firmato da Lenin, Zinoviev, Trotsky, Levi, Meyer, Valcker, Wolfstein, Steinhardt, Thomas, Stroemer, Rosmer, Sadoul, Guilbeaux, Quelch, Gallacher, Pankhurst, Mac-Laine, Fline, Fraina, Bilan, Reed, Serrati, Bombacci, Graziadei, Bordiga, Freies, Schefflo, Madsen, Dahlstrom, Samuelson, Winberg, Iorgensen, Nilsen, Vynkoop, Iansen, Van-Leuven, Van-Overstraten, Pestana, Herzog, Humbert Droz, Rakosi, Rudniansky, Varga, Levitzky, Marchlevsky, Stutchka, Mitzkewic, Monsulov, Vanek, Gula, Sapotozky, Vakman, Pegelman, Rachia, Lotonitzky, Manner, Kabakcief, Maximof, Chablin, Milkic, Mika, Zachakaia, Nichad, Sultan Saké, Atcharia, Maring, Lau-Siu-Tchan, Tak-Din-Chun [Discorso di Lenin sulla situazione politica ed economica ed il compito della Terza Internazionale] (pag 42-59) “”Mi contenterò di dimostrare questo con qualche esempio. Si guardino i debiti degli Stati. Sappiamo che i debiti degli Stati si sono accresciuti almeno sette volte nel corso del periodo che va dal 1914 al 1920 nei principali paesi dell’Europa. Informazioni particolarmente interessanti si trovano dal punto di vista economico nel libro del diplomatico inglese Keynes, intitolato: «Le conseguenze economiche della pace». Questo diplomatico era stato incaricato dal suo Governo di prendere parte alle trattative di Versailles. Egli ha potuto osservare direttamente, mettendosi da un punto di vista puramente borghese, quello che si faceva a Versailles. Passo passo egli ha studiato i dettagli. In qualità di economista, ha preso parte a tutte le sedute. Le conclusioni che ha dedotto dalle sue molteplici osservazioni sono molto più forti, molto più istruttive e più evidenti di quelle che avrebbe potuto fare un comunista. In effetti queste conclusioni sono quelle di un borghese, di un avversario spietato dei bolscevichi, dei quali si fa, come piccolo borghese inglese, una idea mostruosissima. La sua opinione è che tutto il mondo, per la pace di Versailles, marcia verso la bancarotta. Egli ha dato le sue dimissioni ed ha gettato il suo libro sulla faccia del Governo gridando: «Voi commettete una follia!». Citerò ora alcune cifre che daranno un’idea di insieme del debito che pesa sul bilancio delle grandi potenze. Convertirò le lire sterline in rubli d’oro, contando dieci rubli per una lira sterlina. Ecco ciò che abbiamo: «Gli Stati Uniti hanno un attivo di 10 miliardi, un passivo di zero; prima della guerra essi erano i debitori dell’Inghilterra. (…) Solo l’America si è trovata in una situazione finanziaria indipendente. Essa aveva dei debiti prima della guerra, ora resta invece la creditrice degli altri Stati. La situazione dell’Inghilterra si riassume in un attivo di 17 miliardi ed un passivo di 8 miliardi, vale a dire che la metà del suo bilancio è composto da debiti. (…) Ad onta di queste circostanze particolarmente favorevoli, ad onta della vittoria che ha riportato, la Francia resta la debitrice degli altri paesi. Uno scrittore borghese americano, citato dal compagno comunista Braun, nel suo libro: «Chi deve pagare i debiti di guerra?» (Lipsia, 1920), dimostra che i debiti sono ripartiti nel modo seguente: Nei paesi che hanno riportato la vittoria, in Inghilterra ed in Francia, i debiti costituiscono il 50 per cento del bilancio nazionale. I debiti dell’Italia costituiscono dal 60 al 70 per cento del suo bilancio, quelli della Russia il 90 per cento. Ma questi debiti, quanto a noi, non ci imbarazzano, poichè poco prima che apparisse il libro di Keynes, noi abbiamo seguito il suo prezioso consiglio di annullare i nostri debiti. Keynes non fa che rilevare qui la sua abituale bizzarria di filisteo, consigliando di annullare i debiti. Egli dice che la Francia non potrà che guadagnarne, che l’Inghilterra non vi perderà gran cosa, poichè non potrà in ogni modo ricavare niente dalla Russia. Certo l’America vi perderà. Ma Keynes conta sulla nobiltà dei sentimenti dell’America. In questo caso, i compagni russi non dividono l’opinione di Keynes e degli altri pacifisti borghesi. Noi pensiamo che essi avranno da attendere ancora abbastanza tempo, se contano per annullare i debiti sulla nobiltà dei signori capitalisti e che essi farebbero meglio a lavorare in un altro senso. Da queste cifre si vede che la guerra imperialista ha creato anche per i paesi vittoriosi una situazione impossibile”” [Discorso di Lenin sulla situazione politica ed economica ed il compito della Terza Internazionale] (pag 45-46-47)”,”INTT-299″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Che fare?”,”””Chiunque abbia una conoscenza anche limitata della situazione di fatto del nostro movimento non può non vedere che la grande diffusione del marxismo è stata accompagnata da un certo abbassamento del livello teorico. Molta gente, la cui preparazione teorica era infima e persino inesistente, ha aderito al movimento grazie alla sua importanza pratica e ai suoi progressi pratici. Ognuno può dunque vedere quanto manchi di tatto il ‘Raboceie Dielo’ quando agita trionfalmente la frase di Marx: “”Ogni passo del movimento reale è più importante di una dozzina di programmi”” (1). Ripetere queste parole in un momento di sbandamento teorico, è come “”fare dello spirito a un funerale””. Queste parole, d’altra parte, sono estratte dalla lettera sul programma di Gotha, nella quale Marx ‘condanna categoricamente’ l’eclettismo nell’enunciazione dei principi. Se è necessario unirsi – scriveva Marx ai capi del partito – fate accordi allo scopo di raggiungere i fini pratici del movimento, ma non fate commercio dei principi e non fate “”concessioni”” teoriche. Questo era il pensiero di Marx, e fra noi si trova della gente che nel suo nome tenta di sminuire l’importanza della teoria! Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario. Non si insisterà mai troppo su questo concetto in un periodo in cui la predicazione opportunistica venuta di moda è accompagnata dall’esaltazione delle forme più anguste di azione pratica. Ma per la socialdemocrazia russa, in particolare, la teoria acquista un’importanza ancora maggiore per le tre considerazioni seguenti, che sono spesso dimenticate. Innanzi tutto, il nostro partito è ancora in via di formazione, sta ancora definendo la sua fisionomia ed è ben lungi dall’aver saldato i conti con le altre correnti del pensiero rivoluzionario, che minacciano di far deviare il movimento dalla giusta via. Anzi, proprio in questi ultimi anni (come Axerlrod (2) già da molto tempo aveva predetto agli economisti) ci troviamo di fronte ad una reviviscenza delle tendenze rivoluzionarie non socialdemocratiche. In siffatte condizioni, un errore, che a prima vista sembra “”senza importanza””, può avere le più deplorevoli conseguenze; e bisogna essere ben miopi per giudicare inopportune e superflue le discussioni di frazione e la rigorosa definizione delle varie tendenze. Dal consolidarsi dell’una piuttosto che dell’altra “”tendenza”” può dipendere per lunghi anni l’avvenire della socialdemocrazia russa. In secondo luogo, il movimento socialdemocratico è per la sua stessa sostanza internazionale. Ciò non significa soltanto che dobbiamo combattere lo sciovinismo nazionale. Significa anche che in un paese giovane un movimento appena nato può avere successo solo se applica l’esperienza degli altri paesi. Ma per applicarla non basta conoscerla o limitarsi a copiare le ultime risoluzioni. Bisogna saper valutare criticamente e verificare da se stessi questa esperienza. (…) In terzo luogo, i compiti nazionali della socialdemocrazia russa sono tali, quali non si sono mai presentati a nessun altro partito socialista del mondo. Vedremo in seguito quali doveri politici ed organizzativi ci impone il compito di liberare tutto il popolo dal giogo dell’autocrazia. Per il momento ci limitiamo a rilevare che ‘solo un partito guidato da una teoria di avanguardia può adempiere la funzione di combattente di avanguardia’”” (pag 55-56) [V.I. Lenin, Che fare?, Editori Riuniti, Roma, 1970] [‘(1) Dalla lettera di Marx a Bracke, del 5 maggio 1875; (2) P.B. Axelrod (1850-1928). Uno dei dirigenti più noti dei menscevichi]”,”LEND-659″
“LENIN Vladimir Ilic; a cura di Valentino GERRATANA”,”Stato e Rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,”””Sebbene sia stata scritta nell’immediata vigilia della rivoluzione d’Ottobre, tra l’agosto e il settembre 1917, quest’opera non ha la sua origine solo in una riflessioni sui problemi specifici della rivoluzione russa….”” (pag 17) (introduzione di Valentino Gerratana) “”Fino al 1914 il pensiero di Lenin si era sviluppato in modo originale, ma ancora all’interno del marxismo della Seconda Internazionale. Anche dopo il fallimento della Seconda Internazionale, che lo convinse della necessità di una rottura definitiva non solo con l’opportunismo di destra, ma anche con il centrismo kautskiano, Lenin non si rese subito conto di ‘tutte’ le implicazioni teoriche che questa rottura comportava. Fu solo attraverso lo studio approfondito dei problemi della teoria marxista dello Stato, tra la fine del 1916 e l’inizio del 1917, che maturò in lui la convinzione che proprio qui, nella teoria dello Stato, era la radice della degradazione a cui il marxismo era stato condotto dalla socialdemocrazia tedesca, il partito “”guida”” della Seconda Internazionale. Un indice significativo di questo sviluppo del pensiero di Lenin si può trovare nei suoi giudizi intorno ad una opera del miglior Kautsky, ‘La via al potere’ (‘Der Weg zur Macht’), che è del 1909, quando ancora non era iniziato il graduale spostamento dell’autore verso posizioni opportunistiche (30). Su questo libro, che prevedeva nel 1909 come imminente la tragica crisi del capitalismo mondiale e giudicava già matura la rivoluzione socialista in Europa, Lenin aveva già avuto occasione di esprimere giudizi del tutto positivi, privi di ogni riserva, a volte persino entusiastici, prima e anche dopo l’agosto del 1914. Ad esempio, ancora nel dicembre del 1914 Lenin poteva ricordare ‘Der Weg zur Macht’ come “”l’esposizione ‘più completa’ dei compiti della nostra epoca””, aggiungendo: “”ecco ciò che era, o piuttosto ciò che prometteva di essere, la socialdemocrazia tedesca. Ecco la socialdemocrazia che si poteva e si doveva rispettare (31). Un anno dopo questo giudizio è riconfermato in un accenno che definisce lo stesso libro di Kautsky “”una certa opera in cui egli ha presentato per l’ultima volta delle conclusioni interamente marxiste”” (32). E ancora pochi mesi prima di impegnarsi nello studio del problema dello Stato, nel principale scritto di polemica contro “”l’economismo imperialistico”” (agosto-ottobre 1916), Lenin può scrivere che, prima della guerra “”K. Kautsky era marxista, e a lui si devono tutta una serie di opere e di dichiarazioni della più grande importanza, che rimarranno per sempre dei modelli di marxismo”” (33). Ma dopo aver approfondito lo studio della teoria marxista dello Stato, la rilettura di ‘Der Weg zur Macht’ appare a Lenin in una diversa luce; e può vederne infine, al di là dei pregi che continua a riconoscere, il grave limite, che è pure il vizio d’origine di tutto il marxismo della Seconda Internazionale (34). Come può porsi concretamente, sul terreno pratico, il problema della rivoluzione socialista, che è il problema della trasformazione radicale della società attraverso una rivoluzione ‘politica’, senza porsi il problema della ‘natura’ del potere politico?”” [Valentino Gerratana, Introduzione a V.I. Lenin, ‘Stato e Rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione’, Roma, 1970] [(30) Superficiale e schematica deve considerarsi l’idea di un ‘kautskismo’ come sistema organico presente in tutti i momenti della lunga attività politica e teorica di Kautsky. Cfr. su ciò l’eccellente saggio di Giuliano Procacci, ‘Studi sulla Seconda Internazionale e sulla socialdemocrazia tedesca’, in ‘Annali’ dell’Istituto G.G. Feltrinelli, A.I. (1958), pp. 105-146. (…); (31) Nell’articolo ‘Sciovinismo morto e sciovinismo vivo’, in Lénine, Oeuvres, cit., t. 21, p. 90 e sgg.; (32) In una prefazione scritta nel dicembre 1915 per l’opuscolo di Bucharin, l”Economia mondiale e l’imperialismo’; cfr. Lénine, Oeuvres, cit., t. 22, p 112; (33) Lénine, Oeuvres, cit., t. 23; p: 35; (34) Cfr. più avanti, nel testo di ‘Stato e rivoluzione’, p. 191. Dopo aver riconfermato che “”questo opuscolo di Kautsky può servire come utile termine di confronto per vedere ciò che la socialdemocrazia tedesca ‘prometteva di essere’ prima della guerra imperialistica e quanto in basso essa (e Kautsky con essa) sia caduta allo scoppio della guerra””, Lenin osserva: “”Tanto più caratteristico è il fatto che dopo aver proclamato in modo così categorico che l’era delle rivoluzioni incominciava, Kautsky, in un opuscolo dedicato, secondo le sue stesse parole, proprio all’analisi del problema della “”rivoluzione ‘politica’””, abbia ancora una volta completamente trascurato la questione dello Stato””. Lo stesso giudizio è già nel quaderno “”Il marxismo sullo Stato””]”,”LEND-660″
“LENIN W.I.”,”Konspekt zum “”Briefwechsel zwischen Karl Marx und Friedrich Engels, 1844-1883″”. [Compendio della “”Corrispondenza tra Karl Marx e Friedrich Engels, 1844-1883″”]”,”Auszüge aus dem “”Briefwechsel zwischen Karl Marx und Friedrich Engels”” Chiose a margine di Lenin evidenziate in neretto: ‘NB: Bourgeoisie und Bauernschaft’ (pag 7); ‘(Gegen Milde der Revolutionäre. NB)’ (pag 9); ‘Soll man an einer liberalen Zeitung mitarbeiten? Die Liberalen sind direkt gegen uns!!’ (pag 9); ‘””Schein der Agitation””‘ (pag 12); ‘101: NB [Selbst eine Niederlage wenn nur revolutionär gehandelt wird]’ (pag 20); ‘Proletariat und Bauernschaft NB – 108: “”The whole thing in Germany [wird abhängen von der Möglichkeit], to back the ‘Proletarian’ revolution by some second edition of the ‘Peasants’ war”” (1856)’ (pag 23); ‘129. ‘Polen “”verkannte Nationalitäten”” – Verherrlichung ihrer Vergangenheit. Es ist sinnlos, etwas von der ‘Dorfgemeinde’ zu erwarten’ (pag 27); ‘Rein ökonomische Entstehung der Leibeigenschaft’, 130: Rein ökonomische Entstehung der Leibigenschaft (pag 28); ‘134: ‘Polen ist “”auswärtiger”” Thermometer der Revolution. (Für Polen) (Kosciuszko 1794. Französische Revolution.)’ (pag 29); ‘135: Charakteristik der Geschichte Preußens’ (pag 30); (“”Pietist, Unteroffizierund Hanswurst””, “”goldene Mittel-mäßigkeit””) (Herrlich) (pag 31); “”Ist Marx für Boykott?”” 140: Ledru-Rollin isf für die Teil-nahme (der Republikaner) an den Wahlen zur gesetz-gebenden Körperschaft. (“”Zur gesetzlichen Opposition herabgesimpelt””) (pag 32); “”Armee und ökonomische Ordnung”” 194: Zusammenhang zwischen Geschichte der Armee und Produktions-verhältnissen. (pag 34); (208): Statt wirklicher Agitation (Krise) – eine von Jones erfundene. (pag 36); 218: [Die “”Prosperität”” “”hat die Arbeiter furchtbar demoralisiert””: die Krise gibt dem Proletariat nicht gleich Impuls zur Revolution] Demoralisierung der Arbeiter durch Friedens-periode (pag 39).; Das Rationelle in Hegels “”Logik”” [235: Dar ‘Rationalle’ in Hegels “”Logik””, in seiner Methode. [Marx 1858: hat Hegels “”Logik”” wieder durchgeblättert und hätte gern in 2 oder 3 Druckbogen dargelegt, was in ihr das Ragionelle ist] [Ohne seine, Hegels, “”Mystifikation””] (pag 40); 242/243: Der “”Herakleitos”” von Lassalle ist ein schülerhaftes Werk. Keinerlei”,”LEND-661″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Che cosa sono gli «amici del popolo» e come lottano contro i socialdemocratici?”,”L’attività teorico-pratica del giovane Lenin si apre con una risoluta polemica contro il populismo, l’ideologia imperante fra i progressisti russi della seconda metà dell’ottocento.”,”LEND-007-FL”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Lettera al congresso e ultimi scritti.”,”La lettera inviata da Lenin, impossibilitato dalla malattia a partecipare ai lavori congressuali, al XII Congresso del Partito Comunista della Russia (lettera che è stata anche chiamata il suo ‘testamento’) e gli ultimi scritti del grande rivoluzionario, qui raccolti, testimoniano i nuovi immensi problemi legati alla costruzione dello Stato socialista e la pronta intelligenza che Lenin, pur malato, conserva, si può dire fino all’ultimo, dei punti e dei momenti critici di questa complessa e difficile edificazione.”,”LEND-008-FL”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Caratteristiche del romanticismo economico.”,”Nel corso della sua polemica contro il populismo, intesa a recuperare nei suoi termini autentici la teoria marxista per applicarla alla realtà russa, Lenin esamina anche la dottrina economica degli ‘amici del popolo’ riscontrandovi aperte analogie con le posizioni di Sismondi, già criticate da Marx. le caratteristiche del romanticismo economico, scritto nel 1897, la riflessione leniniana s’allarga a considerare vari aspetti della teorizzazione economica sismondiano-populista, ma soprattutto ne scopre il carattere ‘reazionario e utopistico’, contrapponendovi una visione scientifica, dialettica, che non sopporta nessuna ‘critica sentimentale’ del capitalismo, ma parte dalle contraddizioni di questo per superarlo nel socialismo.”,”LEND-009-FL”
“LENIN Vladimir Ilic”,”La questione agraria e i «critici di Marx».”,”Nel saggio sulla Questione agraria e i critici di Marx (1901-1907), che rielabora le acquisizioni dello Sviluppo del capitalismo in Russia, Lenin analizza criticamente le posizioni opportunistiche dei ‘revisionisti’ russi e tedeschi e delinea nei tratti essenziali il programma agrario della socialdemocrazia rivoluzionaria di Russia e l’atteggiamento che il partito operaio è tenuto ad assumere nei confronti delle masse contadine.”,”LEND-010-FL”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Umberto CERRONI”,”Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica.”,”Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica venne scritto da Lenin nel luglio del 1905, a metà strada fra la ‘domenica di sangue’ del 9 gennaio e il Manifesto del 17 ottobre con cui lo zar concedeva le libertà politiche e convocava la prima Duma Quale doveva essere in questa situazione il ruolo del movimento socialista? Ecco il quesito cui Lenin risponde tratteggiando il quadro del dissenso che lacera il movimento socialista spaccato già da qualche tempo sul problema del partito fra menscevichi e bolscevichi.”,”LEND-011-FL”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Lettere da lontano.”,”Nelle Tesi di aprile, sui Compiti del partito, Lenin propose di modificare il programma del partito su questi punti: 1) Sull’imperialismo e sulla guerra imperialista, 2) Sull’atteggiamento verso lo Stato e sulla nostra rivendicazione dello Stato-Comune, 3) Correggere il programma minimo invecchiato.”,”LEND-012-FL”
“LENIN Valdimir Ilic; CERVETTO Arrigo”,”L’imperialismo fase suprema del capitalismo. Letture: La teoria marxista delle relazioni internazionali.”,”Nelle Tesi del ’57, punto di partenza per fissare le prospettive Strategiche su cui fondare lo sviluppo di un partito rivoluzionario in Italia, Cervetto parte proprio dall’affermazione che «si tratta di ristabilire la definizione di imperialismo risalendo alle fonti della teoria marxista ed alle leggi obiettive che questa ha scoperto nel processo di produzione capitalistico. Nel quadro di questa fedele definizione… si colloca il doppio problema dello sviluppo capitalistico e delle sue contraddizioni e crisi; problema fondamentale per la strategia del partito rivoluzionario…»”,”LEND-015-FL”
“LENIN Valdimir Ilic; CERVETTO Arrigo”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione. Letture: Il restauro della teoria marxista.”,”Scrive Lenin: «La burocrazia e l’esercito permanente soni i ‘parassiti’ sul corpo della società borghese, parassiti generati dalle contraddizioni interne che dilaniano questa società, ma parassiti appunto che ne ‘ostruiscono’ i pori vitali»”,”LEND-016-FL”
“LENIN V.I.”,”Scritti sulla religione.”,”””Nei paesi più liberi, in cui è ‘assolutamente’ fuori posto fare appello alla «democrazia, al popolo, all’opinione pubblica ed alla scienza», in questi paesi (America, Svizzera, ecc.) si impiega uno zelo particolare per abbruttire il popolo e gli operai proprio con l’idea di un buon dio lustro, spirituale ed edificabile. E ogni idea religiosa, ogni concezione di un qualsiasi buon dio, ogni civettare, persino, con il buon dio è un’abominazione verso la quale la borghesia ‘democratica’ si mostra particolarmente tollerante (e spesso anche benevola) ed appunto perciò è la più pericolosa delle abominazioni, il più infame dei «contagi». La folla scorge più facilmente un milione di peccati, porcherie, violenze e contagi ‘fisici’, i quali appunto perciò sono meno pericolosi, che non l’idea del buon dio, ‘sottile’, spirituale e circondata di vivaci fronzoli ideologici. Il prete cattolico che travia delle ragazze (leggo casualmente questo fatto in un giornale tedesco) è ‘molto meno’ pericoloso, proprio per la «democrazia», del prete senza sottana, del prete che non ha una religione grossolana, del prete idealista e democratico che predica l’edificazione e la creazione del buon dio. Perchè è ‘facile’ smascherare, condannare e cacciare il primo; ma ‘non è possibile’ disfarsi del secondo con la stessa facilità ed è mille volte più difficile smascherarlo. Non si troverà neppure un filisteo «fragile e pietosamente male in gambe» che voglia «condannarlo». Ora, voi, che sapete quanto sia «fragile e pietosamente male in gambe» l’anima ‘filistea’ (russa: perché russa? quella italiana è forse migliore?), intorbidate quest’anima col veleno più dolciastro e più inzuccherato e con ogni sorta di variopinte fantasie! E’ davvero terribile. «Ma basta con le autoflagellazioni che, in noi sostituiscono l’autocritica». E l’edificazione della divinità non è forse la ‘peggiore’ forma di autoflagellazione? Chiunque si dedichi all’edificazione della ‘divinità’ od anche soltanto ammetta quest’edificazione, ‘si autoflagella’ nel peggiore dei modi, perché invece di «agire» si occupa ‘precisamente’ di autocontemplazione, di autoammirazione, e ciò che egli contempla sono i tratti od i trattini, i più sordidi, i più piatti, i più vili del suo «io», deificati con l’edificazione di dio. Da un punto di vista non personale, ma sociale, ‘ogni’ edificazione della divinità non è altro che ‘una autocontemplazione amorosa’ di piccoli borghesi ottusi, di filistei fragili, è una «autoflagellazione meditativa» di filistei e di piccoli-borghesi «disperati e stanchi» (come voi avete così ben detto a proposito dell”anima’: ma non avreste dovuto dire «russa», bensì ‘piccolo-borghese’, perché, sia che si tratti di anima israelita, italiana o inglese, se non è zuppa è pan bagnato, e la ripugnante natura piccolo-borghese è dappertutto egualmente infame, e doppiamente infami sono «i piccoli-borghesi democratici» che si danno alla necrofilia ideologica). Rileggendo con grande attenzione il vostro articolo e sforzandomi di scoprire l’ordine di questo vostro ‘granchio’, rimango perplesso. Di che cosa si tratta? Di residui della ‘Confessione’ (1) che voi stesso non approvate affatto? Di echi di questa ‘Confessione’? Oppure, per esempio, è un tentativo disgraziato di ‘piegarvi’ fino al punto di vista ‘della democrazia in genere’ sostituendolo al punto di vista ‘proletario’? O forse avete voluto balbettare (perdonate l’espressione), come si fa con i bambini, per conversare con la «democrazia in generale»? O avete voluto ammettere per un minuto i suoi pregiudizi, e quelli dei filistei, nel tentativo di volgarizzarla ad uso dei ‘filistei’? Ma questo è un procedimento ‘sbagliato’ da tutti i punti di vista e sotto tutti gli aspetti”” (pag 47) [V.I. Lenin, Lettera a Gorkij, 14 novembre 1913] [(in) V.I. Lenin, ‘Scritti sulla religione’, Ragusa, 1970] [(1) Titolo di un romanzo di Gorki] Morale religiosa e morale comunista (pag 54-55) Sulla dialettica hegeliana interpretata in senso materialista (pag 62-63)”,”LEND-662″
“LENIN V.I.”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista sullo Stato e i compiti del Proletariato nella Rivoluzione.”,”Dono di Michele Bernardi 2° copia “”La questione della natura dello Stato assume oggi speciale importanza, così nella teoria come nella prassi politica. La guerra imperialista ha grandemente accelerato e intensificato il processo, per cui il capitalismo monopolistico si trasforma in capitalismo monopolistico di Stato. L’asservimento delle classi lavoratrici allo Stato, che si identifica sempre più con le onnipotenti leghe di capitalisti, diventa ogni giorno più mostruoso. I paesi civili – noi parliamo delle zone interne di tali paesi – diventano reclusori militari per i lavoratori. Gli inauditi orrori e dolori della lunga guerra rendono insopportabile la situazione delle masse, rafforzando tra queste lo spirito di rivolta. La rivoluzione proletaria internazionale s’avvicina visibilmente. La questione della sua attitudine di fronte allo Stato assume quindi importanza pratica. Gli elementi opportunistici, raccoltisi durante vari decenni di un’evoluzione relativamente pacifica, hanno dato vita alla tendenza social-nazionalista, dominante nei partiti socialisti ufficiali di tutto il mondo. Questa corrente di socialismo a parole e di nazionalismo nei fatti (rappresentata in Russia da Plechanov, Potresov, la Bresikovskaia, da Rubanovic, e, in forma un po’ più dissimulata, dai sigg. Tsereteli, Cernov e compagni; in Germania da Scheidemann, Legien, David, ecc.; in Francia e in Belgio da Renaudel, Guesde, Vandervelde; in Inghilterra da Hyndman e dai Fabiani, ecc., ecc.), nei fatti, è contrassegnata da un impudente e servile adattamento dei «capi del socialismo» agli interessi non solo della «propria» borghesia nazionale, ma, in maniera speciale, anche al «proprio» Stato, giacchè la maggior parte delle cosiddette grandi potenze già da lungo tempo ha asservito e sfrutta tutta una serie di piccoli e deboli popoli. Ma la guerra imperialistica è fatta appunto per la distribuzione e redistribuzione di tale bottino. La lotta per la liberazione delle masse lavoratrici dal dominio della borghesia in generale e della borghesia imperialistica in particolare, è quindi impossibile se non si distruggono i pregiudizi opportunistici sullo «Stato». Noi prenderemo in esame anzitutto la dottrina di Marx e di Engels sullo Stato, e ci occuperemo a fondo specialmente dei lati di questa dottrina, che sono stati dimenticati oppure opportunisticamente traviati. Quindi ci dedicheremo in modo particolare al principale responsabile di tali contraffazioni, Karl Kautsky, il più noto capo della Seconda Internazionale (1889-1914), la quale in questa guerra ha dovuto subire un così obbrobrioso disastro. Finalmente trarremo la somma delle esperienze delle rivoluzioni russe del 1905 e 1917. Quest’ultima, apparentemente, chiude oggi (principio d’agosto 1917) la prima fase del suo sviluppo. Ma essa non può esser capita nel suo complesso se non come anello di una serie di rivoluzioni proletarie, socialiste, provocate dalla guerra imperialista. La questione dell’attitudine, che la rivoluzione socialista del proletariato deve assumere di fronte allo Stato, ha perciò non solo grande importanza politica pratica, ma è anche della massima attualità, giacché le masse debbono essere illuminate su ciò che devono fare prima d’ogni altra cosa per la propria liberazione dal giogo del capitale”” [V.I. Lenin, Prefazione (agosto 1917)] [(in V.I. Lenin, ‘Stato e rivoluzione’, Società Editrice Avanti!, Milano, 1920] (pag 3-4)”,”MADS-698″
“LENIN V.I.”,”La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky.”,”””Kautsky ragiona nel modo seguente: 1. «Gli sfruttatori costituivano sempre soltanto una piccola minoranza della popolazione» (p. 14 del suo opuscolo ()). Questa è una verità incontestabile. Come si deve ragionare partendo da questa verità? Si può ragionare come un marxista, un socialista, – e allora si devono prendere come base i rapporti tra gli sfruttati e gli sfruttatori. Si può ragionare come un liberale, un democratico borghese, – e allora si devono prendere come base i rapporti tra maggioranza e minoranza. Se si ragiona come un marxista, si è costretti a dire: gli sfruttatori trasformano inevitabilmente lo Stato (si tratta della democrazia, cioè di una delle forme statali) in uno strumento di dominio della loro classe – la classe degli sfruttatori – sugli sfruttati. Anche lo Stato democratico quindi, finché vi sono sfruttatori che esercitano il loro dominio sulla maggioranza degli sfruttati, sarà inevitabilmente una democrazia per gli ‘sfruttatori’. Lo Stato degli sfruttati deve distinguersi fondamentalmente da un tale Stato, deve essere democrazia per gli sfruttati e ‘repressione per gli sfruttatori’. Ma la repressione di una classe significa ineguaglianza di questa classe, sua esclusione dalla «democrazia». Se si ragiona come un liberale, si è costretti a dire: la maggioranza decide, la minoranza ubbidisce. Chi non ubbidisce è punito. Ed è tutto. Inutile dissertare sul carattere classista dello Stato in generale e sulla «democrazia pura» in particolare; ciò non ha a che fare con l’argomento, perché la maggioranza è maggioranza e la minoranza è minoranza. Una libbra di carne è una libbra di carne, e basta. Kautsky ragiona precisamente così: 2. «Per quali ragioni dovrebbe poi il dominio del proletariato assumere una forma ed essere costretto ad assumerla, che è incompatibile con la democrazia?» (p. 21). Segue quindi la spiegazione: il proletariato ha dalla sua parte la maggioranza, spiegazione molto circostanziata e ricca di parole, completata con una citazione di Marx e con dati numerici sulle votazioni della Comune di Parigi. Conclusione: «Un regime che ha così profonde radici nelle masse non ha alcun motivo di attentare alla democrazia. Esso non potrà sempre fare a meno della violenza, nel caso in cui ne venga fatto uso per reprimere la democrazia. Alla violenza si può rispondere unicamente con la violenza. Ma un regime che sa di avere con sè le masse, farà uso della violenza unicamente per ‘tutelare’ la democrazia, e non per ‘sopprimerla’. Esso commetterebbe un vero suicidio se volesse sopprimere la sua base più sicura, il suffragio universale, fonte profonda di una potente autorità morale» (p. 22). Vedere: il rapporto tra sfruttati e sfruttatori è scomparso nell’argomentazione di Kautsky. E’ rimasta unicamente la maggioranza in generale, la minoranza in generale, la democrazia in generale, la «democrazia pura» a noi già nota. E notate che ciò è detto ‘in connessione con la Comune di Parigi’! Riferiamo dunque, per fare vedere chiaramente le cose, in qual modo Marx ed Engels abbiano parlato della dittatura ‘in connessione con la Comune’: Marx: …«Se gli operai sostituiscono la loro dittatura rivoluzionaria alla dittatura della classe borghese… per schiacciare la resistenza della classe borghese… essi danno allo Stato una forma rivoluzionaria e transitoria»… (4). Engels: …«E il partito vittorioso, se non vuol avere combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi ispirano ai reazionari. La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno, se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?»… (5). Lo stesso: «Non essendo lo Stato altro che una istituzione temporanea di cui ci si deve servire nella lotta, nella rivoluzione, per schiacciare con la forza i propri nemici, parlare di uno Stato popolare libero è pura assurdità: finché il proletariato ha ancora bisogno dello Stato, ne ha bisogno non nell’interesse della libertà, ma nell’interesse dello schiacciamento dei suoi avversari, e quando diventa possibile parlare di libertà, allora lo Stato come tale cessa di esistere»… (6). Kautsky è lontano da Marx e da Engels come il cielo è lontano dalla terra, come un liberale è lontano da un rivoluzionario proletario””,[V.I. Lenin, ‘La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky’, Mosca, 1949] [() “”La dittatura del proletariato””, Vienna 1918, Ignaz Brand, 63 pagine); (4) Si veda C. Marx, “”L’indifferenza in materia politica””, articolo pubblicato nell’Almanacco Repubblicano per l’anno 1874; (5) Si veda F. Engels, “”Dell’autorità””, articolo pubblicato dall’Almanacco Repubblicano per l’anno 1874; (6) Si veda F. Engels: “”Lettera ad Augusto Bebel””, (C. Marx, ‘Scritti scelti’, vol. II, p. 515 ed. italiana, Mosca 1944)]”,”LEND-663″
“LENIN Vladimir Ilyich Ulyanov, a cura di VENA Stefania”,”Scritti sul Partito.”,”””Nell’azione politica del partito socialdemocratico c’è, e ci sarà sempre, un elemento pedagogico; bisogna educare l’intera classe degli operai salariati a combattere per la liberazione di tutta l’umanità da ogni oppressione; bisogna educare l’intera classe degli operai salariati a combattere per la liberazione di tutta l’umanità da ogni oppressione; bisogna addestrare tenacemente sempre nuovi strati di questa classe; bisogna saper avvicinare gli elementi meno coscienti ed evoluti della classe, gli elementi meno toccati dalla nostra scienza e dalla scienza della vita, per parlare con loro; bisogna saperli avvicinare, saperli elevare con coerenza, con pazienza fino alla coscienza socialdemocratica, senza trasformare la nostra dottrina in un arido dogma, non insegnandola solo con i libri, ma anche con la partecipazione alla lotta quotidiana degli strati più umili ed arretrati del proletariato. Quest’azione quotidiana contiene in sè – lo ripetiamo – un certo elemento pedagogico. Il socialdemocratico che dimentichi tale attività cessa di essere socialdemocratico. E’ così. Ma tra noi si dimentica spesso che anche il socialdemocratico che cominci a ridurre alla pedagogia i compiti politici cessa – se pure per altro motivo – di essere socialdemocratico. Chi pensasse di trasformare la «pedadogia» in una parola d’ordine particolare, di ‘opporla’ alla «politica», di fondare su questa opposizione una tendenza particolare , di far appello alle masse in nome di questa parola d’ordine contro i “”politici”” della socialdemocrazia, diventerebbe di colpo e inevitabilmente un demagogo”” [V.I. Lenin, ‘Sulla fusione di politica e pedagogia’ (scritto nel giugno 1905 e pubblicato per la prima volta nel 1926)] [(in) Id., ‘Scritti sul Partito’, 1996]”,”LEND-019-FL”
“LENIN V.I., TROTSKY Leon”,”Lénine contre Staline.”,”Introduzione: Lenin il primo trotskista nel partito comunista sovietico “”Le trait général caractérisant notre vie actuelle est celui-ci: nous avons détruit l’industrie capitaliste, nous nous sommes appliqués à démolir à fond les institutions moyenâgeuses, la propriété seigneuriale, et sur cette base, nous avons créé la petite et très petite paysannerie, qui suit le prolétariat, confiante dans les résultats de son action révolutionnaire. Cependant, avec cette confiance à elle seule, il ne nous est pas facile de tenir jusqu’à la victoire de la révolution socialiste dans les pays plus avancés; car la petite et la toute petite paysannerie, surtout sous la NEP, reste, par nécessité économique, à un niveau de productivité du travail extrêmement bas. Au demeurant, la situation internationale fait que la Russie est aujourd’hui rejetée en arrière; que dans l’ensemble la productivité du travail national est maintenant sensiblement moins élevée chez nous qu’avant la guerre. Les puissances capitalistes de l’Europe occidentale, partie sciemment, partie spontanément, ont fait tout leur possible pour nous rejeter en arrière, pour profiter de la guerre civile en Russie en vue de ruiner au maximum notre pays. Précisément une telle issue à la guerre impérialiste leur apparaissait, bien entendu, comme offrant les avantages sensibles; si nous ne renversons pas le régime révolutionnaire en Russie, nous entraverons du moins son évolution vers le socialisme, voilà à peu près comment ces puissances raisonnaient, et de leur point de vue, elles ne pouvaient raisonner autrement. En fin de compte elles ont accompli leur tâche à moitié. Elles n’ont pas renversé le nouveau régime instauré par la révolution, mais elles ne lui ont pas permis non plus de faire aussitôt un pas en avant tel qu’il eût justifié les prévisions des socialistes, qui leur eût permis de développer à una cadence extrêmement rapide les forces productives; de développer toutes les possibilités dont l’ensemble eût formé le socialisme: de montrer à tous et à chacun nettement, de toute évidence, que le socialisme implique des forces immenses et que l’humanité est passée maintenant à un stade de développement nouveau, qui comporte des perspectives extraordinairement brillantes. Le système des rapports internationaux est maintenant tel qu’en Europe, un Etat, l’Allemagne, est asservi par les vainqueurs. Ensuite, plusieurs Etats, parmi les plus vieux d’Occident, se trouvent, à la suite de la victoire, dans des conditions qui leur permettent d’en profiter pour faire certaines concessions à leurs classes opprimées, concessions qui, bien que médiocres, retardent le mouvement révolutionnaire dans ces pays et créent un semblant de «paix sociale». Par ailleurs, bon nombre de pays, ceux d’Orient, l’Inde, la Chine, etc, précisément du fait de la dernière guerre impérialiste, se sont trouvés définitivement rejetés hors de l’ornière. Leur évolution s’est orientée définitivement dans la voie générale du capitalisme européen. La fermentation qui travaille toute l’Europe y a commencé. Et il est clair maintenant, pour le monde entier, qu’ils se sont lancés dans une voie qui ne peut manquer d’aboutir à une crise de l’ensemble du capitalisme mondial”” [Lénine, ‘Mieux vaut moins mais mieux’, 2 mars 1923, “”Pravda””] [(in V.I. Lenin, Leon Trotsky, ‘Lénine contre Staline’, Paris, 1971] (pag 22-23) Contiene: ‘Sverdlov e Stalin come tipi di organizzatori’ (di Trotsky) (pag 66-70)”,”LEND-664″
“LENIN V.I”,”L’imperialismo come fase suprema del capitalismo. (Saggio popolare)”,”Teoria Kautsky della pace permamente (pag 136) (teoria ultraimperialismo o superimperialismo) Sul perenne mutamento dei rapporti di forza tra le potenze imperialistiche nel corso dei decenni “”Infatti in regime capitalista ‘non si può pensare’ ad alcun altra base per la ripartizione delle sfere d’interessi e d’influenza, delle colonie, ecc. che non sia la valutazione della ‘potenza’ dei partecipanti alla spartizione, della generale potenza economica, finanziaria, militare, ecc. Ma i rapporti di potenza si modificano, nei partecipanti alla spartizione, difformemente, giacché in regime capitalista non può darsi sviluppo ‘uniforme’ di tutte le singole imprese, trust, rami d’industria, paesi, ecc. Mezzo secolo fa la Germania faceva pietà nel confronto della sua potenza capitalista con quella dell’Inghilterra d’allora; e così il Giappone nel confronto con la Russia. Si può «concepire» che nel corso di 10 a 20 anni i rapporti di forza tra le potenze imperialiste rimangano ‘immutati’? Assolutamente no. Pertanto, nella realtà capitalista, e non nella volgare fantasia dei preti inglesi o del «marxista tedesco» Kautsky, le alleanze «interimperialiste» o «ultraimperialiste» non sono ‘altro’ che un «momento di respiro» tra una guerra e l’altra, qualsiasi forma assumano dette alleanze, sia quella di una coalizione imperialista contro un’altra coalizione imperialista, sia quella di una lega generale tra ‘tutti’ i paesi imperialisti. Le alleanze di pace preparano le guerre ed a loro volta nascono da queste; le une e le altre forme si determinano reciprocamente e producono, ‘sull’unico e identico’ terreno, dei nessi imperialistici e dei rapporti dell’economia mondiale e della politica mondiale, l’alternarsi della forma pacifica e non pacifica della lotta”” [V.I. Lenin, L’imperialismo come fase suprema del capitalismo. (Saggio popolare), Mosca, 1949] (pag 137)”,”LEND-665″
“LENIN V.I.”,”Per la revisione del programma di partito. Estratto da ‘Opere complete’, volume XXVI, settembre 1917 – febbraio 1918.”,” Sul collegamento crisi e guerre (pag 147-148) Sullo sfruttamento dei lavoratori stranieri “”Terminando così l’esame del progetto del compagno S. [Sokolnikov], dobbiamo notare soprattutto un’altra aggiunta molto preziosa, che egli propone e che, a mio parere, bisognerebbe accettare e perfino ampliare. E precisamente: egli propone di aggiungere nel paragrafo che parla del progresso tecnico e dell’incremento dell’impiego del lavoro delle donne e dei fanciulli: (impiegare) «parimenti il lavoro degli operai stranieri non qualificati, importati dai paesi arretrati». E’ un’aggiunta preziosa e necessaria. E’ infatti proprio caratteristico in particolare dell’imperialismo questo sfruttamento del lavoro degli operai ‘peggio pagati’ provenienti dai paesi arretrati. Proprio su di esso è fondato, in certa misura, il ‘parassitismo’ dei paesi imperialistici ricchi, che corrompono anche una parte dei propri operai con una paga più alta, mentre sfruttano oltre misura e senza vergogna il lavoro degli operai stranieri «a buon mercato». Alle parole «peggio pagati», bisognerebbe aggiungere anche: «e spesso privi di diritti», poiché gli sfruttatori dei paesi «civili» approfittano sempre del fatto che gli operai stranieri importati sono senza diritti. Ciò si osserva costantemente non solo in Germania nei confronti degli operai russi, cioè provenienti dalla Russia, ma anche in Svizzera nei confronti degli italiani, in Francia nei confronti degli spagnoli e degli italiani, ecc.”” [V.I. Lenin, ‘Per la revisione del programma di partito. Estratto da ‘Opere complete’, volume XXVI, settembre 1917 – febbraio 1918′, Roma, 1966, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] (pag 154-155) Sulla imminente rivoluzione e il fatto di non eliminare il programma minimo (pag 156-157)”,”LEND-666″ “LENIN Vladimir Ilic”,”La última lucha de Lenin. Discursos y escritos, 1922-23.”,”Contiene anche un paio di scritti di Stalin”,”LEND-667″ “LENIN V.I. (LENINE) BUCHARIN N. (BOUKHARINE) STALIN J. (STALINE)”,”Le Communisme et la question nationale et coloniale.”,”Si cita un brano di un intervento di Lenin del 1916 intitolandolo: ‘L’éducation dans l’esprit de l’internationalisme révolutionnaire’: “”Cette éducation peut-elle être identique dans les grandes nations qui en oppriment d’autres et dans les petites nations opprimées, dans le pays qui annexent et dans les pays annexés? Evidemment non. La marche vers un but unique: l’égalité complète, le rapprochement étroit, la fusion de toutes les nations peut emprunter divers chemins. Ainsi, pour arriver à un point situé au centre d’une page, on peut partir du bord gauche ou droit de cette page. Si, prêchant la fusion des peuples, le socialiste d’un grand pays oppresseur oublie que Nicolas II, Guillaume, Georges V, Poincaré et autres sont aussi pour la «fusion» avec les petites nations (au moyen de l’annexion), que Nicolas II est pour la «fusion» avec la Belgique, etc., il ne sera en théorie, qu’un doctrinaire ridicule, et, en pratique, qu’on auxilaire de l’impérialisme. (…)”” (pag 25-26). In questo testo vi sono omissioni o mancanze o deformazioni… Qui di seguito il testo ‘originale’ riportato da marxists.com: “”Cette éducation, dont la nécessité et l’importance de tout premier plan ne sauraient susciter aucune divergence parmi les zimmerwaldiens de gauche, peut-elle être concrètement identique dans les grandes nations qui oppriment et dans les petites nations opprimées ? Dans les nations qui annexent et dans celles qui sont annexées? Non, bien sûr. La marche vers un but unique: la complète égalité en droits, le rapprochement le plus étroit et, ultérieurement, la fusion de toutes les nations, emprunte évidemment ici des chemins concrets différents, de même, par exemple, que le chemin qui mène au point central d’une page prend à gauche en partant d’une des marges et à droite en partant de la marge opposée. Si, prêchant la fusion des nations en général, un social-démocrate d’une grande nation qui annexe et opprime oubliait, un instant, que “”son”” Nicolas Il, “”son”” Guillaume, “”son”” Georges, “”son”” Poincaré, etc., sont eux aussi pour la fusion avec les petites nations (au moyen d’annexions), Nicolas Il est pour la “”fusion”” avec la Galicie, Guillaume Il, pour la “”fusion”” avec la Belgique, etc., – un tel social-démocrate ne serait qu’un ridicule doctrinaire en théorie, et un auxiliaire de l’impérialisme dans la pratique. L’éducation internationaliste des ouvriers des pays oppresseurs doit nécessairement consister, en tout premier lieu, à prêcher et à défendre le principe de la liberté de séparation des pays opprimés. Sinon, pas d’internationalisme. Nous avons le droit et le devoir de traiter d’impérialiste et de gredin tout social-démocrate d’une nation oppressive qui ne fait pas cette propagande. Cette revendication doit être posée d’une façon absolue, sans aucune réserve, quand bien même l’éventualité de la séparation ne devrait se présenter et être “”réalisable””, avant l’avènement du socialisme, que dans un cas sur mille. Nous avons le devoir de développer chez les ouvriers l'””indifférence”” à l’égard des distinctions nationales. C’est incontestable. Mais non pas l’indifférence que professent les annexionnistes. Un membre d’une nation oppressive doit rester “”indifférent”” à la question de savoir si des petites nations font partie de son Etat ou d’un Etat voisin, ou bien sont indépendantes, selon leurs sympathies : s’il n’y est pas “”indifférent””, il n’est pas social-démocrate. Pour être un social-démocrate internationaliste, il faut penser non pas seulement à sa propre nation; il faut placer au-dessus d’elle les intérêts de toutes les nations, leur liberté et leur égalité de droits à toutes. En “”théorie””, tout le monde est d’accord sur ce point, mais dans la pratique, on manifeste précisément cette indifférence qui est propre aux annexionnistes. C’est là la racine du mal. Au contraire, le social-démocrate d’une petite nation doit reporter le centre de gravité de son agitation sur le premier mot de notre formule générale: “”union librement consentie”” des nations. Il peut, sans faillir à ses obligations d’internationaliste, être ù la fois pour l’indépendance politique de sa nation, et pour son intégration à un Etat voisin X, Y, Z, etc. Mais il doit en tout état de cause lutter contre la mentalité étriquée de petite nation, la tendance à s’isoler et à se replier sur soi-même pour la prise en considération du tout et de l’universel, pour la subordination de l’intérêt particulier à l’intérêt général. Les gens qui n’ont pas approfondi cette question trouvent “”contradictoire”” que les social-démocrates des nations qui en oppriment d’autres insistent sur la “”liberté de séparation””, et les social-démocrates des nations opprimées, sur la “”liberté d’union””. Mais un peu de réflexion montre que, pour parvenir à l’internationalisme et à la fusion des nations en partant de la situation actuelle, il n’y a pas et il ne peut y avoir d’autre voie. Et ceci nous amène à la situation particulière de la social-démocratie hollandaise et polonaise”” [Lenin etc, ‘Le Communisme et la question nationale et coloniale’, Bureau d’Editions, Paris, sd., testo corretto con testo fonte marxists.org] Riportato altro brano del discorso di Lenin al 2° congresso dell’IC (pag 43-44), Bucharin rapporto al VII Esecutivo allargato ricorda le idee di Lenin sulle prospettive di sviluppo dei paesi coloniali e parla a proposito della Cina (pag 45-46-47)”,”INTT-308″ “LENIN (LENINE) V.I.”,”La faillite de la Deuxième Internationale. (1915)”,”Traduzione conforme al testo della 4° edizione delle ‘Opere’ di Lenin, tomo XXI. Le note non segnate sono dell’autore, quelle che segnate con NR sono della redazione L’importanza del Manifesto di Basilea (pag 8-9) La questione degli ‘interessi’ “”Kautsky applique le marxisme de telle sorte qu’il en fait évaporer tout le contenu et qu’il ne reste que le petit mot «intérêt» dans on ne sait quelle conception surnaturelle, spiritualiste, car il n’y est pas question de vie économique réelle, mais de souhaits innocents sur le bien-être général. Le marxisme juge des «intérêts» sur la base des antagonismes de classe et de la lutte des classes qui se manifestent au travers de millions de faits de la vie quotidienne. La petite bourgeoisie rêve de l’atténuation des antagonismes et bavarde en avançant cet «argument» que leur aggravation entraîne des «conséquences nuisibles». L’impérialisme, c’est la subordination de toutes les couches des classes possédantes au capital financier et le partage du monde entre cinq ou dix «grandes» puissances, dont la plupart participent aujourd’hui à la guerre. Le partage du monde par les grandes puissances signifie que toutes leurs couches possédantes sont ‘intéressées’ à la possession de colonies, de sphères d’influence, à l’oppression de nations étrangères, aux postes plus ou moins lucratifs et aux privilèges conférés par le fait d’appartenir à une «grande» puissance et à une nation oppressive (1). Il est ‘impossible’ de vivre à l’ancienne mode, dans une atmosphère relativement calme, paisible, de bonne intelligence, et qui est celle du capitalisme évoluant sans à-coups et s’etendant progressivement à de nouveaux pays, car une autre époque est arrivée. Le capital financier ‘évince’ et évincera le pays en question du nombre des grandes puissances, lui enlèvera ses colonies et ses sphères d’influence (ainsi que menace de le faire l’Allemagne, partie en guerre contre l’Angleterre); il enlèvera à la petite bourgeoisie ses privilèges et ses revenus subsidiaires de «nation impérialiste». C’est un fait prouvé par la guerre. C’est à cela qu’a ‘abouti’ effectivement l’exaspération des antagonismes, reconnue par tous depuis longtemps, y compris par ce même Kautsky dans sa brochure ‘le Chemin du pouvoir’. Et maintenant que la lutte armée pour les privilèges de nation impérialiste est devenue en fait acquis, Kautsky commence à ‘persuader’ aux capitalistes et à la petite bourgeoisie que la guerre est une chose horrible tands que le désarmement est une bonne chose; exactement de la même façon et exactement avec les même résultats qu’un pope chrétien, du haut de la chaire, persuade aux capitalistes que l’amour du prochain est un précepte de Dieu, une aspiration de l’âme et une loi morale de la civilisation. Ce que Kautsky appelle tendances économiques vers l’«ultra-impérialisme», est précisément une ‘persuasion’ petite-bougeoisie pour décider les financiers à ne pas faire le mal”” (pag 28-29) [(1) E. Schultze rapporte que vers 1915, on estimait la somme des valeurs dans le monde entier à 732 milliards de francs, y compris les emprunts des Etats et des municipalités, les hypothèques et les actions des sociétés commerciales et industrielles, etc. De cette somme 130 milliards de francs revenaient à l’Angleterre, 115 aux Etats-Unis d’Amérique, 100 à la France et 75 à l’Allemagne, soit 420 milliards de francs pour ces quatre grandes puissances, soit plus de la moitié de la somme totale. Ceci permet de juger combien grands sont les avantages et les privilèges des nations impérialistes avancées qui ont dépassé les autres peuples qui les oppriment et les spolient (Dr. Ernst Schultze: «Das Finanz-Archiv, Berlin, 1915, 32° année, p. 127). La «défense de la patrie» des nations impérialistes est la défense du droit au butin provenant du pillage des nations étrangères. En Russie, comme on sait, l’impérialisme capitaliste est plus faible: par contre, l’impérialisme militaire-féodal est plus fort] [V.I. Lenin, ‘La faillite de la Deuxième Internationale’ (1915), Paris, 1973] La dialettica di Marx ultima parola del metodo evoluzionista-scientifico… In natura e nella società, i fenomeni “”puri”” non esistono e non possono esistere, è precisamente ciò che ci insegna la dialettica di Marx… “”La dialectique devient la sophistique la plus infâme, la plus vile! L’élément national dans la guerre actuelle est représenté ‘seulement’ par la guerre de la Serbie contre l’Autriche (chose qui a d’ailleurs été marquée par la résolution de la conférence de notre Parti à Berne (1)). C’est en Serbie et parmi les Serbes seulement qu’il existe un mouvement de libération nationale datant de longues années et embrassant des millions d’individues parmi les «masses populaires», et dont le «prolongement» est la guerre de la Serbie contre l’Autriche. Si cette guerre était isolée, c’est-à-dire si elle n’était pas liée à la guerre européenne générale, aux visées intéressées et spoliatrices de l’Angleterre; de la Russie, etc., tous les socialistes seraient ‘tenus’ de souhaiter le succès de la ‘bourgeoisie’ serbe – c’est là la seule conclusion juste et absolument nécessaire à tirer du facteur national dans la guerre actuelle. Mais le sophiste Kautsky, qui est présentement au service des bourgeois, cléricaux et généraux autrichiens, n’en tire précisément pas cette conclusion! Poursuivons. La dialectique de Marx, dernier mot de la méthode évolutionniste-scientifique, interdit justement l’examen isolé, c’est-à-dire unilatéral et monstrueusement déformé, de l’objet. Le facteur national dans la guerre serbo-autrichienne n’a et ne peut avoir ‘aucune’ importance sérieuse dans la guerre européenne générale. Si l’Allemagne triomphe, elle étouffera la Belgique, encore une partie de la Pologne, peut-être une partie de la France, etc. Si la Russie remporte la victoire, elle étouffera la Galicie, encore une partie de la Pologne, l’Arménie, etc. Si le résultat est «nul», l’ancienne oppression nationale demeurera, Pour la Serbie, c’est-à-dire pour environ un centième des participants à la guerre actuelle, celle-ci est le «prolongement de la politique» du mouvement libérateur bourgeois. Pour 99 pour cent la guerre est le prolongement de la politique de la bougeoisie impérialiste, c’est-à-dire caduque, capable de dépraver, mais non pas d’affranchir des nations. L’Entente, en «libérant» la Serbie ‘vend’ les intérêts de la liberté serbe à l’impérialisme italien contre son appui dans le pillage de l’Autriche. Tout cela est de notorieté pubblique, et tout cela a été déformé sans scrupule par Kautsky afin de justifier les opportunistes. Ni dans la nature, ni dans la société, les phénomènes «purs» ‘n’existent’ et ne peuvent exister, c’est précisément ce que nous enseigne la dialectique de Marx qui montre que la notion même de pureté constitue une certaine étroitesse, un sens unilatéral de la connaissance humaine, qui n’embrasse pas l’objet jusqu’au bout, dans toute sa complexité. Il n’y a et il ne peut y avoir au monde de capitalisme «pur», mais il y a toujours des ‘mélanges’ de féodalisme, d’élément petit-bourgeois ou d’autre chose encore. C’est pourquoi rappeler que la guerre n’est pas «purement» impérialiste – alors qu’il s’agit d’une duperie scandaleuse des «masses populaires» par les impérialistes qui masquent à bon escient par una phraséologie «nationale» les buts de franc pillage -, c’est être un pédant infiniment obtus, ou un chicanier et un imposteur. Toute la question est que Kautsky ‘soutient’ la duperie du peuple par les impérialistes lorsqu’il dit que pour les «masses populaires, y compris les masses prolétariennes», les problèmes nationaux ont une «valeur décisive», ‘alors que’ pour les «classes dominantes ce sont les tendances impérialistes qui l’emportent» (p. 273), et lorsqu’il «corrobore» cette affirmation par une référence prétendument dialectique à la «réalité infiniment variée» (p. 274). Nul doute que la réalité ne soit infiniment variée, c’est une sainte vérité! Mais il n’est pas douteux non plus que cette infinie variété comporte deux courants fondamentaux et essentiels: le contenu objectif de la guerre est un «prolongement de la politique» de l’impérialisme, c’est-à-dire du pillage des autres nations par la bourgeoisie caduque des «grandes puissances» (et par les gouvernement de ces dernières); quant à l’idéologie dominante «subjective», ce sont là des phrases «nationales» propagées en vue de duper les masses”” [(1) La ‘Conférence de Berne’ des sections du POSDR de l’étranger se tint à Berne du 27 février au 4 mars 1915. Convoquée sur l’initiative de Lénine, elle eut la portée d’une conférence bolchévik générale du Parti, la guerre n’ayant pas permis de réunir une conférence de toutes les organisations de Russie. Elle était composée des délégués des sections bolchéviks de Paris, Zurich, Genève, Berne, Lausanne et d’un «groupe de Baugy». Lénine y représentait le Comité central et l’organe central du Parti: le ‘Social-Démocrate’. Il dirigea les travaux de la conférence et rapporta sur la question centrale: «La guerre et les tâches du Parti». La conférence adopta les résolutions proposées par Lénine sur la guerre (NR).]”,”LEND-668″ “LENIN V.I. (LENINE) TROTSKY Leon e altri”,”Thèses, manifestes et résolutions adoptés par les Ier, IIe, IIIe et IVe Congrès de l’Internationale Communiste (1919-1923). Textes complets.”,”Primo congresso Marzo 1919; Secondo congresso Luglio 1920; Terzo congresso Giugno 1921; Fronte Unico; La Conferenza preliminare delle Tre internazionali; Quarto congresso Novembre 1922 Tesi di Lenin sulla democrazia borghese e la dittatura del proletariato (pag 6-13), Discorso di Trotsky (pag 28-29) e discorso di chiusura di Lenin (7 marzo 1919) Manifesto dell’Internazionale Comunista ai proletari del mondo intero (pag 30-34)”,”INTT-311″ “LENIN (LÉNINE) Vladimir Ilitch; CERVETTO Arrigo”,”La révolution prolétarienne et le renégat Kautsky. Lectures: A. Cervetto: ‘Le fondement scientifique de la lutte des classes’.”,”«Il est naturel qu’un liberal parle de “”démocratie”” en général. Un marxiste ne manquera jamais de demander: “”Pour quelle classe?””» (pag 43) Giudizio di Marx ed Engels sulla “”democrazia pura”” (pag 49)”,”ELCx-218″ “LENIN V.I. (LENINE)”,”Bilan d’une discussion sur le droit des nations à disposer d’elles-mêmes. (1916)”,”Lenin cita articolo di F. Engels: ‘Il panslavismo democratico’ apparso sulla Nuova Gazzetta Renana n. 222 e 223 il 15 e 16 febbraio 1849 Lettera di Engels a Kautsky di immenso interesse (12 settembre 1882) pubblicata da Kautsky nel suo opuscolo ‘Le socialisme et la politique coloniale’ (Berlin, 1907) (pag 45) Articolo precedente di Lenin: ‘La revolution socialiste et le droit des nations à disposer d’elle-mêmes” Critica di Lenin delle tesi polacche. “”Notre référence au point de vue de Marx sur la séparation de l’Irlande a suscité de la part des camarades polonais une réponse non pas détournée, pour une fois, mais directe. En quoi consiste leur objection? Ils sont d’avis que les références à l’attitude de Marx au cours des années 1848-1871 sont “”sans aucune valeur””. Cette déclaration singulièrement sévère et péremptoire est motivée par le fait que Marx s’est prononcé “”dans le même temps”” contre les aspirations à l’indépendance”” des Tchèques; des Slaves du Sud; etc (1)””. Si cette motivation est particulièrement sévère, c’est parce qu’elle est aussi particulièrement inconsistante. … (pag 31-32) (pag 36-37)”,”LEND-669″ “LENIN V.I.”,”Scritti su Tolstoj.”,”””L’opera di Tolstoj, nella lettura di Lenin, è tutto questo, in modo magnifico, grandioso, irritante: la denuncia impietosa, realistica di un sistema di relazioni sociali inique, la descrizione di vite sfigurate e avvilite da povertà e ignoranza, l’illusione agli occhi di Lenin insopportabile (1) di poter trovare nell’esperienza religiosa, nella resistenza passiva al male, la forza per rovesciare l’iniquità del mondo. E’ un’interpretazione, questa tracciata con rapidi schizzi da Lenin, tutt’altro che superficiale, ben presente nel dibattito interpretativo degli anni successivi. Non a caso, di questa lettura si sarebbe impadronito due decenni dopo, alla metà degli anni Trenta, György Lukács nei suoi ‘Saggi sul realismo’; lo scritto dedicato a Tolstoj (‘Tolstoj e l’evoluzione del realismo’ (2)) è punteggiato da riferimenti frequenti a queste pagine, in cui Lukács ritrova anticipata in qualche misura la sua idea di realismo e la sua distinzione tra il grande romanzo borghese, tra le opere di scrittori (in tempi e modi diversi, Fielding e Defoe, Balzac, Stendhal e appunto Tolstoj) capaci di afferrare ed esprimere le tendenze essenziali, profonde delle società in cui vivono (a prescindere dalla loro simpatia per questi processi, progressisti o reazionari che siano nell’ideologia e nella fede che esplicitamente professano), e il mediocre empirismo del romanzo naturalistico, l’asfissiante attenzione per il dettaglio che avvilisce la prosa, pur raffinata, di Flaubert, Maupassant, di Zola. Modulata in modo differente nei testi, questa è l’immagine che Lenin traccia di Tolstoj, perfettamente chiara, a tutto tondo, senza esitazioni: la Russia contadina tra 1861 e 1905, le sue paure, le sue velleità e aspirazioni, tutto questo è Tolstoj, specchio fedele di un mondo e della catastrofe che in questi anni lo sta travolgendo”” [Roberto Peverelli, introduzione a: V.I. Lenin, ‘Scritti su Tolstoj’, Milano, 2017] [(1) «Una delle cose più ignobili che sono al mondo, ovvero la religione, la tendenza a sostiuire i papi-funzionari di Stato con i papi per convinzione, ovvero la cultura del ‘clericalismo’, la più raffinata e, per questo, la più disgustosa»] (pag 6-7-8, 14)”,”LEND-670″ “LENIN Vladimir Ilic”,”L’imperialismo fase suprema del capitalismo.”,”””Alcuni scrittori borghesi (a cui si è unito K. Kautsky) che ha completamente tradito la propria posizione marxista del 1909, per esempio) sostengono che i cartelli internazionali, poiché sono la manifestazione più evidente dell’internazionalizzazione del capitale, possono dare speranza di pace tra i popoli in regime capitalista. Quest’opinione teoricamente è un assurdo, e praticamente un sofisma, una disonesta difesa del peggiore opportunismo. I cartelli internazionali mostrano sino a qual punto si siano sviluppati i monopoli capitalistici, e ‘quale sia il motivo’ della lotta tra i complessi capitalistici. Quest’ultima circostanza è particolarmente importante, giacché essa soltanto ci illumina sul vero senso storico-economico degli avvenimenti. Infatti può mutare, e di fatto muta continuamente, la ‘forma’ della lotta a seconda delle differenti condizioni parziali e temporanee; ma finché esistono classi ‘non’ muta mai assolutamente la ‘sostanza’ della lotta, il suo ‘contenuto’ di classe. Certamente interessa, per esempio, alla borghesia tedesca (a cui si è unito in sostanza Kautsky coi suoi ragionamenti teorici [e di questo diremo dopo]) di nascondere il ‘contenuto’ dell’odierna lotta economica (cioè la spartizione del mondo) e di mettere in evidenza ora una, ora l’altra ‘forma’ della lotta. Lo stesso errore commette Kautsky. Né si tratta solo della borghesia tedesca, ma di quella di tutto il mondo. I capitalisti si spartiscono il mondo non per la loro speciale malvagità, bensì perché il grado raggiunto dalla concentrazione li costringe a battere questa via, se vogliono ottenere dei profitti. E la spartizione si compie «proporzionalmente al capitale», «in proporzione alla forza» poiché in regime di produzione mercantile e di capitalismo non è possibile alcun altro sistema di spartizione. Ma la forza muta per il mutare dello sviluppo economico e politico. Per capire gli avvenimenti, occorre sapere quali questioni siano risolte da un mutamento di potenza; che poi tale mutamento sia di natura «puramente» economica, oppure ‘extra’-economica (per esempio militare), ciò, in sé, è questione secondaria, che non può mutar nulla nella fondamentale concezione del più recente periodo del capitalismo. Sostituire la questione del ‘contenuto’ della lotta e delle stipulazioni tra le leghe capitalistiche con quella della forma di tale lotta e di tali stipulazioni (che oggi può essere pacifica, domani bellica, dopodomani nuovamente pacifica), significa cadere al livello del sofista. L’età del più recente capitalismo ci dimostra come tra le leghe capitalistiche si formino determinati rapporti ‘sul terreno’ della spartizione economica del mondo, e, di pari passo con tale fenomeno e in connessione con esso, si formino anche tra le leghe politiche, cioè gli Stati, determinati rapporti sul terreno della spartizione territoriale del mondo, della lotta per le colonie, della «lotta per il territorio economico»”” [V.I. Lenin, ‘L’imperialismo fase suprema del capitalismo’, Roma, 1972, ristampa 1973] (pag 100-101)”,”LEND-671″ “LENIN Vladimir Ilic,”,”L’estremismo malattia infantile del comunismo.”,””Tutti’ i paesi dovranno fare inevitabilmente ciò che ha fatto la Russia’ “”In poche settimane i menscevichi (6) e i “”socialisti-rivoluzionari”” (7) si appropriano a meraviglia di tutti i metodi e modi, delle argomentazioni e dei sofismi degli eroi europei della II Internazionale, dei ministerialisti (8) e della restante turba opportunistica. Tutto quello che leggiamo oggi su Scheidemann e Noske, su Kautsky e Hilferding, su Renner e Austerlitz, su Otto Bauer e Friedrich Adler, su Turati e Longuet, sui fabiani e sui capi del Partito laburista indipendente in Inghilterra, tutto questo sembra (ed è di fatto) una noiosa ripetizione, un ritornello vecchio e ben noto. Tutto questo l’abbiamo già visto tra i menscevichi. La storia ha fatto uno dei suoi scherzi e ha costretto gli opportunisti di un paese arretrato a precorrere gli opportunisti di molti paesi progrediti. Se tutti gli eroi della II Internazionale sono falliti e si sono coperti di vergogna nella questione del significato e della funzione dei Soviet e del potere sovietico, se con singolare “”chiarezza”” si sono coperti di vergogna e impantanati in tale questione i capi di tre importanti partiti ora usciti dalla II Internazionale (cioè il Partito socialdemocratico indipendente di Germania (9), il Partito longuettista francese e il Partito laburista indipendente inglese), se tutti costoro si sono rivelati schiavi dei pregiudizi della democrazia piccolo-borghese (proprio come i piccoli borghesi del 1848 che si chiamavano “”socialdemocratici””), ebbene, noi avevamo visto ‘tutto ciò’ dall’esempio dei menscevichi. La storia ha fatto questo scherzo: nel 1905 sono sorti in Russia i Soviet; dal febbraio all’ottobre 1917 i Soviet sono stati contraffatti dai menscevichi, che sono falliti per la loro incapacità di comprenderne la funzione e l’importanza; oggi l’idea del potere sovietico è sorta ‘in tutto il mondo’ e si diffonde con inaudita rapidità in seno al proletariato di tutti i paesi, mentre tutti i vecchi eroi della II Internazionale, per effetto della stessa incapacità di comprendere la funzione e l’importanza dei Soviet, falliscono ‘dappertutto’ come i nostri menscevichi. L’esperienza ha dimostrato come in alcune questioni essenzialissime della rivoluzione proletaria ‘tutti’ i paesi dovranno fare inevitabilmente ciò che ha fatto la Russia. I bolscevichi hanno cominciato con molta prudenza la loro lotta vittoriosa contro la repubblica parlamentare (di fatto) borghese e contro i menscevichi e l’hanno preparata in modo tutt’altro che semplice, a dispetto delle opinioni che vengono spesso ripetute in Europa e in America. All’inizio del periodo indicato ‘non’ abbiamo incitato a rovesciare il governo, ma abbiamo chiarito l’impossibilità di rovesciarlo ‘senza’ operare mutamenti preliminari nella composizione e nell’indirizzo dei Soviet. Non abbiamo proclamato il boicottaggio del parlamento borghese, della Costituente, ma fin dalla Conferenza di aprile (1917) del nostro partito abbiamo dichiarato ufficialmente, in nome del partito, che una repubblica borghese con una Assemblea costituente è migliore di una repubblica borghese senza Assemblea costituente, ma che tuttavia la repubblica sovietica, “”operaia-contadina””, è migliore di qualsiasi repubblica parlamentare democratica borghese. Senza tale preparazione lunga, prudente, circostanziata, previdente, non avremmo potuto né riportare la vittoria nell’ottobre 1917 né difendere questa vittoria”” [V.I. Lenin, ‘L’estremismo malattia infantile del comunismo’, Roma, 1970] (pag 31-32-33-34)”,”LEND-672″ “LENIN V.I., volume a cura di A. CARPITELLA”,”Opere complete. I. 1893-1894.”,”””Sta di fatto che quest’idea del conflitto tra il determinismo e la morale, tra la necessità storica e l’importanza dell’individuo, è uno dei trastulli preferiti del filosofo soggettivista. Egli ha imbrattato a questo proposito montagne di carta e detto un cumulo di sciocchezze sentimentali piccolo-borghesi per appianare questo conflitto a vantaggio della morale e della funzione dell’individuo. In realtà qui non c’è nessun conflitto; esso è stato inventato dal signor Mikhailovski, il quale temeva (e non senza ragione) che il determinismo scalzasse le basi della morale piccolo-borghese che gli è così cara. L’idea del determinismo, stabilendo la necessità delle azioni umane, rigettando la favola sciocca del libero arbitrio, non sopprime affatto la ragione, né la coscienza dell’uomo, né l’apprezzamento delle sue azioni. All’opposto, soltanto dal punto di vista del determinismo è possibile dare un apprezzamento rigoroso e giusto, invece di attribuire tutto ciò che si vuole al libero arbitrio. Nello stesso modo anche l’idea della necessità storica non compromette per nulla la funzione dell’individuo nella storia: tutta la storia si compone appunto delle azioni di individui che sono indubbiamente dei fattori attivi. La questione reale che sorge quando si deve giudicare l’attività sociale di un individuo, consiste nel sapere : in quali condizioni il successo è assicurato a questa attività? quali sono le garanzie che questa attività non rimanga un atto isolato, sommerso in una marea di atti contrastanti? A questo si riduce anche un’altra questione che i socialdemocratici e gli altri socialisti russi risolvono differentemente: in qual modo l’attività tendente all’attuazione del regime socialista deve attrarre le masse per dar risultati seri? E’ evidente che la soluzione di questo problema dipende direttamente e immediatamente dal concetto che si ha del raggruppamento delle forze sociali in Russia, delle lotte delle classi, di cui si compone la società russa (…)”” (pag 155-156) [V.I. Lenin, ‘Che cosa sono “”gli amici del popolo”” e come lottano contro i socialdemocratici?’ (1894), in: V.I. Lenin, ‘Opere complete, I. 1893-1894’, Roma, 1954] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] “”Come dimostrazione riporto ‘in extenso’ l’esposizione del metodo dialettico pubblicata nel ‘Viestnik Evropy’ (35), anno 1872, n. 5 (la nota intitolata: ‘Il punto di vista della critica dell’economia politica’ di K. Marx) (36), che Marx cita nel suo ‘Poscritto’ alla seconda edizione del ‘Capitale’. In questo poscritto Marx dice che il metodo da lui applicato nel ‘Capitale’ era stato mal compreso. «I recensori tedeschi, naturalmente, gridano alla sofistica hegeliana». E per maggior chiarezza Marx cita l’esposizione del suo metodo, data nella nota suddetta. Per Marx – si dice in quella nota – una cosa sola importa, e precisamente: trovare la legge dei fenomeni che sta indagando, e per lui è importante soprattutto la legge del loro mutamento, del loro sviluppo, del trapasso dei fenomeni da una forma nell’altra, da un ordinamento dei rapporti sociali nell’altro. In conseguenza di ciò Marx si preoccupa di una cosa sola: comprovare attraverso un’indagine scientifica precisa la necessità degli attuali ordinamenti dei rapporti sociali, costatando nel modo più completo possibile quei fatti che gli servono come punti di partenza o come punti di appoggio. A questo scopo è del tutto sufficiente dimostrare, insieme alla necessità dell’ordine esistente, la necessità di un ordine nuovo, nel quale il primo deve trapassare inevitabilmente, del tutto indifferente rimanendo che gli uomini vi credano o non vi credano, che essi ne siano o non ne siano coscienti. [libro Cervetto] Marx considera il movimento sociale come un processo di storia naturale retto da leggi che non solo non dipendono dalla volontà, dalla coscienza e dalle intenzioni degli uomini, ma che, anzi, determinano la loro volontà, la loro coscienza e le loro intenzioni. (Ne prendano nota i signori soggettivisti, che distinguono lo sviluppo sociale dallo sviluppo che ha luogo nella storia naturale appunto perchè l’uomo si prefigge dei «fini» coscienti ed è guidato da determinati ideali). Se l’elemento cosciente ha una funzione così subordinata nella storia della civiltà, è ovvio che la critica che ha per oggetto la civiltà stessa men che mai potrà prendere a fondamento una qualsiasi forma o un qualsiasi risultato della coscienza. Il che significa che non l’idea, ma solo il fenomeno esterno, oggettivo, può servirle come punto di partenza. La critica deve consistere nel raffrontare, nel comparare un fatto determinato non con l’idea, ma con un altro fatto; per essa importa soltanto che entrambi i dati di fatto vengano indagati nel modo più esatto possibile e che costituiscano differenti momenti di sviluppo l’uno in confronto all’altro; inoltre è particolarmente necessario che venga indagata con altrettanta esattezza tutta la serie degli ordinamenti noti, la loro successione e il nesso nel quale si presentano i vari gradi dello sviluppo. Marx nega proprio l’idea che le leggi della vita economica siano identiche sia per il passato che per l’avvenire. Al contrario ogni periodo storico ha le sue leggi proprie. La vita economica ci offre un fenomeno analogo a quello della storia dello sviluppo negli altri settori della biologia. Gli economisti del passato, quando confrontavano le leggi economiche con le leggi della fisica e della chimica, non ne comprendevano la natura. Un’analisi più profonda dimostra che la distinzione fra i vari organismi sociali è altrettanto profonda quanto quella fra gli organismi vegetali e gli organismi animali. Marx, proponendosi di studiare l’ordinamento economico capitalistico da questo punto di vista, non fa che formulare con rigore scientifico lo scopo che deve proporsi ogni indagine precisa della vita economica. Il valore scientifico di tale indagine sta nella spiegazione delle leggi specifiche (storiche) che regolano nascita, esistenza, sviluppo e morte di un organismo sociale dato e la sua sostituzione da parte di un altro superiore. Ecco una descrizione del metodo dialettico pescata da Marx nella gran mole di note apparse sui giornali e sulle riviste a proposito del ‘Capitale’, e tradotta da lui in tedesco perché, com’egli dice, questa definizione del metodo è perfettamente esatta””. [Lenin, Che cosa sono gli amici del popolo’ (pag 162-163-164) [(35) ‘Viestnik Evropy’ (Il messaggero d’Europa): rivista mensile, pubblicata a Pietroburgo dal 1866 all’estate del 1918. La rivista propugnava le concezioni della borghesia liberale russa; a cominciare dagli anni novanta condusse una lotta sistematica contro il marxismo, p. 162; (36) L’autore della nota (I.K.-n) era I.I. Kaufman, professore all’Università di Pietroburgo. Marx giudicò quella nota una delle migliori esposizioni del metodo dialettico. Cfr. ‘Poscritto’ alla seconda edizione del I libro del ‘Capitale’, (I, I, ed.cit., pp. 25-27), p. 162]”,”LEND-673″
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Quaderni sull’imperialismo.”,”Iquaderni sull’imperialismo costituiscono i materiali preparatori al volume L’imperialismo, fase suprema del capitalismo – Saggio popolare, scritto nella prima metà del 1916 e pubblicato a Pietrogrado dalla casa editrice ‘Parus’ (La vela) nel gennaio 1917, in cui Lenin, partendo dall’analisi marxista del capitalismo e riprendendo gli studi di Hobson e di Hilferding sull’imperialismo e sul capitale finanziario, portava avanti l’analisi del moderno capitalismo monopolistico, al fine di dare il necessario fondamento economico alla teoria della trasformazione socialista della società. Per la prima volta in italiano i famosi materiali preparatori dell’opera fondamentale di Lenin. Estratti, annotazioni, appunti critici relativi alla pubblicistica tedesca, inglese, francese e italiana sull’imperialismo. “”La Russia, l’unico paese settentrionale che faccia una politica imperialistica, dirige prevalentemente le sue forze all’occupazione dell’Asia e, benché la sua colonizzaione più naturale avvenga mediante l’allargamento dei confini statali, presto essa si scontrerà con le altre potenze sul problema della spartizione dell’Asia”” [Lenin, Quaderno X. J. A. cit. da Hobson, ‘L’imperialismo’, Londra 1902] (pag 376)”,”LEND-021-FL”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Umberto CERRONI”,”Scritti economici.”,”Nella costruzione dell’antologia sono stati seguiti due principali criteri: quello di fornire il più possibile scritti (o parti di scritti) organici di Lenin e quello di riunirli sotto rubriche significative non solo sul piano cronologico ma nache sul piano logico. “”Parassitismo e putrefazione del capitalismo. (…) L’imperialismo è l’immensa accumulazione in pochi paesi di capitale liquido, che, come vedemmo, raggiunge da 100 a 150 miliardi di franchi di titoli. Da ciò segue, inevitabilmente, l’aumetare della classe o meglio del ceto dei ‘rentiers’, cioè di persone che vivono del «taglio delle cedole», onn partecipano ad alcuna impresa ed hanno per professione l’ozio. …. finire (pag 581-583″,”LEND-022-FL”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Felice PLATONE”,”Teoria della questione agraria.”,”Un testo fondamentale per lo studio dei rapporti economici che caratterizzano l’agricoltura nell’epoca capitalistica. “”In quali condizioni può attuarsi la nazionalizzazione? Tra i marxisti si trova spesso chi sostiene che la nazionalizzazione non sarà attuabile se non nello stadio superiore di sviluppo del capitalismo, quando il capitalismo avrà già completamente preparato le condizioni per la «separazione dei proprietari fondiari dall’agricoltura» (attraverso l’affitto e l’ipoteca). Si presume che la grande agricoltura capitalistica debba formarsi ‘prima’ che divenga attuabile la nazionalizzazione della terra, la quale amputa la rendita ma lascia intatto l’organismo economico (1). E’ giusta quest’opinione? Essa non può avere un fondamento teorico: non è possibile sostenerla con argomenti presi da Marx; i dati dell’esperienza le sono piuttosto contrari. Dal punto di vista teorico, la nazionalizzazione è lo sviluppo «idealmente» puro del capitalismo nell’agricoltura. Tutt’altra cosa è invece la questione di sapere se nella storia si trovino frequentemente realizzate le combinazioni di fattori e una correlazione di forze che rendano possibile la nazionalizzazione nella società capitalistica. Ma la nazionalizzazione non è soltanto il risultato del rapido sviluppo del capitalismo, ne è anche la condizione. Pensare che la nazionalizzazione non sia possibile se non con uno sviluppo elevatissimo del capitalismo nell’agricoltura, significa certo negare la nazionalizzazione come misura del progresso ‘borghese’, perché l’elevato sviluppo del capitalismo agricolo ha già messo ovunque all’ordine del giorno (e, a suo tempo, metterà all’ordine dei giorno in nuovi paesi) la «socializzazione della produzione agricola», la rivoluzione socialista. Una misura che promuove il progresso borghese non può concepirsi come tale se la lotta di classe tra il proletariato e la borghesia è molto aspra. Una tale misura è piuttosto connaturata a una «giovane» società borghese che non ha ancora sviluppato le sue contraddizioni fino in fondo, che non ha ancora creato un proletariato talmente forte da tendere immediatamente alla rivoluzione socialista. Anche Marx ammetteva la nazionalizzazione e spesso la difendeva apertamente non soltanto all’epoca della rivoluzione tedesca del 1848, ma anche nel 1846 per l’America (2), a proposito della quale egli diceva già a quel tempo, con assoluta precisione, che essa ‘era appena agli inizi’ dello sviluppo «industriale». L’esperienza dei diversi paesi capitalistici non ci offre esempi di nazionalizzazione della terra in una forma più o meno pura. Troviamo qualche cosa di simile alla nazionalizzazione nella Nuova Zelanda, dove esiste una giovane democrazia capitalistica e dove non si potrebbe neppure parlare di un elevato sviluppo del capitalismo agricolo. Qualche cosa di simile alla nazionalizzazione si è avuto in America quando lo Stato promulgò la legge sugli ‘homesteads’ e distribuì degli appezzamenti ai piccoli coltivatori contro il pagamento della rendita nominale. No. Pretendere che la nazionalizzazione sia realizzabile soltanto nell’epoca del capitalismo altamente sviluppato, significa negarla in quanto misura di progresso borghese. E questa negazione è in aperto contrasto con la teoria economica. Mi pare che Marx, nelle seguenti considerazioni che noi togliamo dalle ‘Teorie del plusvalore’, abbia definito in modo ‘ben diverso’ da quello che si pensa di solito le condizioni nelle quali è possibile nazionalizzare le terre. Dopo aver dimostrato che il proprietario fondiario è una figura del tutto superflua nella produzione capitalistica, che il fine di quest’ultima è «pienamente raggiungibile» se la terra appartiene allo Stato, Marx continua: «Perciò il borghese radicale giunge in teoria alla negazione della proprietà della terra… Ma in pratica gli manca il coraggio, perché l’attacco contro una delle forme di proprietà – contro la forma della proprietà privata delle condizioni di lavoro – sarebbe pericolosissimo anche per l’altra forma di proprietà. Inoltre, il borghese si è egli steso territorializzato» (‘Theorien über den Mehrwert’, II Band, 1 Teil, S. 208). Marx non indica qui lo scarso sviluppo del capitalismo nell’agricoltura come un ostacolo all’attuazione della nazionalizzazione. Egli indica ‘due’ altri ostacoli, ma essi convalidano l’idea che la nazionalizzazione è attuabile nel periodo della ‘rivoluzione borghese’. Primo ostacolo: al borghese radicale ‘manca il coraggio’ di attaccare la proprietà privata fondiaria, dato il pericolo di ogni attacco socialista contro ogni forma di proprietà privata, o, in altri termini, dato il pericolo della rivoluzione socialista. Secondo ostacolo: «il borghese si è egli stesso territorializzato». Marx allude indubbiamente al fatto che il modo di produzione borghese si è già consolidato nella proprietà privata delle terre, vale a dire che questa proprietà privata è divenuta assai più borghese che feudale. Quando la borghesia, considerata come classe, si è già legata in grandissima maggioranza alla proprietà fondiaria, «si è territorializzata», «si è insediata sulla terra», ha pienamente subordinato a sé la proprietà fondiaria, ‘non può’ esservi un movimento veramente ‘sociale’ della borghesia in favore della nazionalizzazione. E non può esservi per la semplice ragione che nessuna classe sociale agisce contro se stessa. In linea generale, questi due ostacoli possono essere eliminati soltanto nel periodo dell’inizio del capitalismo, e non nel periodo della sua fine; nel periodo della rivoluzione ‘borghese’, e non alla vigilia della rivoluzione socialista. L’opinione secondo la quale la nazionalizzazione non è realizzabile se non quando esista un capitalismo altamente sviluppato non può essere chiamata una opinione marxista. Essa è in contraddizione con le premesse generali della teoria di Marx e con le sue parole da noi citate. Essa ‘riduce’ a un’astrazione pura e schematica il problema dei fattori storici concreti della nazionalizzazione come provvedimento preso da determinate classi e forze sociali. Il «borghese radicale» ‘non può’ essere ‘coraggioso’ nell’epoca del capitalismo fortemente sviluppato. In una tale epoca questo borghese, in complesso, è già inevitabilmente controrivoluzionario. In una tale epoca la «territorializzazione» quasi completa della borghesia è già inevitabile. Per contro, nell’epoca della rivoluzione borghese, le condizioni ‘obiettive’ costringono il «borghese radicale» a essere coraggioso, perché, egli, adempiendo il compito storico del suo tempo, non può ancora temere, come classe, la rivoluzione ‘proletaria’. Nell’epoca della rivoluzione borghese, la borghesia ‘non si è ancora territorializzata’: la proprietà fondiaria è ancora impregnata di feudalesimo. Può allora accadere che la massa degli agricoltori borghesi, dei ‘farmers’, combatta le ‘principali’ forme esistenti del possesso della terra e perciò giunga praticamente ad attuare il ‘completo’ «affrancamento» borghese «della terra», ‘cioè la nazionalizzazione'”” [Lenin, ‘Il programma agrario della socialdemocrazia nella rivoluzione russa del 1905-1907. Le basi teoriche della nazionalizzazione e della municipalizzazione’, novembre-dicembre 1907] [(in) Lenin, ‘Teoria della questione agraria’, Roma, 1972] [(1) Ecco una delle più precise formulazioni di quest’opinione; data dal compagno Borisov, sostenitore della spartizione: «…in seguito essa [la rivendicazione della nazionalizzazione della terra] sarà posta dalla storia, e sarà posta quando la piccola azienda borghese decadrà, quando il capitalismo avrà conquistato nell’agricoltura posizioni solide, e la Russia non sarà più un paese contadino» (p. 127 dei ‘Verbali del Congresso di Stoccolma’; (2) Cfr. nel presente volume, pp. 203-209, ndt] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-023-FL” “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere complete. Volume XIV 1908. Materialismo ed empiriocriticismo.”,”Questo volume comprende, oltre alle brevi tesi contro Bogdanov che sono intitolate Dieci domande al relatore, il testo completo della famosa opera di Lenin Materialismo ed empiriocriticismo.”,”LEND-024-FL” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Pio MARCONI”,”Stato e rivoluzione e lo studio preparatorio. Il marxismo sullo Stato.”,”Lenin scrisse ‘Stato e rivoluzione’ nell’agosto-settembre 1917, quando, dopo gli avvenimenti del 3-5 luglio a Pietrogrado fu costretto a nascondersi per sfuggire al mandato di cattura del governo provvisorio prima a Razliv e quindi a Helsingfors (Helsinski).”,”LEND-025-FL” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Una caricatura del marxismo.”,”I testi della polemica leniniana contro l’economismo imperialistico di Bucharin e altri scritti sul problema dei rapporti tra democrazia e socialismo.”,”LEND-026-FL” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Mario CACIAGLI”,”L’informazione di classe.”,”Al centro degli articoli nella prima parte di questa antologia, articoli che hanno il punto di confluenza nel più famoso Che fare?, sta proprio il momento, l’esigenza della organizzazione. Per Lenin di quegli anni, fra il 1899 e il 1905, il problema che urge è quello dell’unificazione di tutti i socialisti russi, del superamento del frazionismo, della creazione di un partito unico ed efficiente della classe lavoratrice. Per raggiungere questo scopo un ruolo determinante, se non decisivo, egli affida appunto ad un organo di stampa. 2 s”,”LEND-027-FL” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Enzo SANTARELLI”,”La Comune di Parigi.”,”La Comune di Parigi, scrive Lenin, «ha tentato di spezzare, di distruggere dalle fondamenta l’apparato statale borghese, burocratico, giudiziario, militare, poliziesco, sostituendolo con l’organizzazione autonoma delle masse operaie, che non conosce distinzioni tra il potere legislativo e il potere esecutivo». «La causa della Comune è la causa della rivoluzione socialista, la causa dell’integrale emancipazione politica ed economica dei lavoratori, è la causa del proletariato mondiale. In tal senso essa è immortale.» “”4. Riconoscere che il nostro partito è in minoranza, e costituisce per ora un’esigua minoranza, nella maggior parte dei soviet dei deputati operai, di fronte al ‘blocco di tutti’ gli elementi opportunisti piccolo-borghesi, che sono soggetti all’influenza della borghesia e che estendono quest’influenza al proletariato: dai socialisti-popolari e dai socialisti-rivoluzionari fino al Comitato di organizzazione (Chheidze, Tsereteli, ecc.), a Steklov, ecc., ecc.. Spiegare alle masse che i soviet dei deputati operai sono l”unica’ forma ‘possibile’ di governo rivoluzionario e che, pertanto, fino a che ‘questo’ governo sarà sottomesso all’influenza della borghesia, il nostro compito potrà consistere soltanto nello ‘spiegare’ alle masse in modo paziente, sistematico, perseverante, conforme ai loro bisogni pratici, gli errori della loro tattica. Fino a che saremo in minoranza, svolgeremo un’opera di critica e di spiegazione degli errori, sostenendo in pari tempo la necessità del passaggio di tutto il potere statale ai soviet dei deputati operai, perché le masse possano liberarsi dei loro errori sulla base dell’esperienza. 5. Niente repubblica parlamentare, – ritornare a essa dopo i soviet dei deputati operai sarebbe un passo indietro, – ma repubblica dei soviet di deputati degli operai, dei salariati agricoli e dei contadini di tutto il paese, dal basso in alto. Sopprimere la polizia, l’esercito (1) e il corpo dei funzionari. Lo stipendio dei funzionari – tutti eleggibili e revocabili in qualsiasi momento – non deve superare il salario medio di un buon operaio (…)”” [V.I. Lenin, ‘Tesi di Aprile’] [(in) V.I. Lenin, ‘La comune di Parigi’, Roma, 1971] [(1) Cioè sostituire l’esercito permamente con l’armamento generale del popolo (nota di Lenin)] (pag 80)”,”LEND-028-FL” “LENIN V.I. ZINOVIEV G. BUCHARIN N. TROTSKY L. LEVI P. MEYER E. WALCHER Y WOLFSTEIN R. ROSMER J. SADOUL J. GUILBEAUX H. SERRATI D.M. BOMBACCI N. GRAZIADEI BORDIGA A. PANKHURST Sylvia E. FRAYNA A. REED J. e altri”,”Thèses, Manifestes et Résolutions adoptés par les I, II, III et IV Congrès de l’Internationale Communiste (1919-1923). Textes complets.”,”Avertissement, Notice historique,”,”INTT-027-FL” “LENIN V.I., a cura Valentino PARLATO”,”L’ imperialismo fase suprema del capitalismo.”,”””Lenin cominciò a lavorare all”Imperialismo’, tra la fine del 1915 e i primi del 1916, a Berna. Le questioni relative alle cause economiche della guerra, scrive la Krupskaia, «furono studiate da Vladimir Ilic nel 1915 e poi nel 1916. Raccolse allora i materiali per il suo libro: ‘L’imperialismo fase suprema del capitalismo’. Ilic rilesse ancora ed ancora Marx ed Engels per meglio chiarire il periodo della rivoluzione socialista, le sue vie e il suo sviluppo» (1). Da Berna, l’11 gennaio del 1916, Lenin scrive a Gorki «sto lavorando attorno all’opuscolo sull’imperialismo», e, dando un fuggevole scorcio delle sue condizioni di vita, aggiunge: «A causa delle condizioni di guerra ho estremo bisogno di guadagnare» (2). «Ne gennaio del 1916, – dice sempre la Krupskaia, – Vladimir Ilic cominciò a scrivere un libro (l”Imperialismo’) per la casa editrice La Vela. Ilic dava un’importanza enorme a tale questione ritenendo impossibile un giudizio veramente completo sulla guerra senza uno studio approfondito della sostanza dell’imperialismo, sia dal lato economico che politico. Si mise perciò volentieri al lavoro. Verso la metà di febbraio ebbe bisogno di lavorare nelle biblioteche di Zurigo. Vi andammo per alcune settimane: rinviammo così continuamente il nostro ritorno a Berna e finimmo per rimanere a Zurigo dove c’era maggiore animazione. Vi erano molti giovani stranieri di tendenze rivoluzionarie, vi era un ambiente operaio; il partito socialdemocratico era più a sinistra e sembrava che vi sis sentisse molto meno lo spirito piccolo-borghese» (3). Lenin a Zurigo lavora all”Imperialismo’ fino al maggio e il 2 giugno del 1916 spedisce il manoscritto dell’opera allo storico Pokrovski perché ne curi la pubblicazione a Pietrogrado”” [(1) Nadezda Krupskaia, ‘La mia vita con Lenin’, Roma, Editori Riuniti, 1956, p. 271; (2) Lenin, Opere, vol. 35, ed. cit., p. 143; (3) N. Krupskaia, op.cit., p. 272] (pag 6-7); (…) “”Larga parte dei suoi scritti del periodo 1914-1917 affrontano i problemi del giudizio da dare sulla guerra e della posizione del movimento operaio internazionale di fronte ad essa. Le posizioni che Lenin viene ad assumere in questi scritti sono fondamentalmente la premessa a quelle che egli confermerà poi nell”Imperialismo’: polemica a fondo contro Kautsky e tutti i «centristi» e contro in nuovi teorici dell’«economismo imperialistico» (1), che sembrano riprodurre gli errori dei populisti (2), contro i quali Lenin polemizzava negli anni tra il 1894 e il 1901″” (pag 10) [(1) Cfr Lenin, ‘Intorno ad una caricatura del marxismo e all’«economismo imperialistico», di cui un estratto è pubblicato in Lenin ‘La guerra imperialista’, Roma; 1950, pp. 195-204 e Lenin, ‘A proposito dell’opuscolo di Junius’, in op. cit., pp. 126-141; (2) Lenin , Opere, ed. cit., vol. 2; 1955] [Valentino Parlato, ‘Introduzione’, in V.I. Lenin, L’ imperialismo fase suprema del capitalismo, Roma, 1970]”,”LEND-007-FV” “LENIN V.I. a cura Valentino PARLATO”,”L’ imperialismo fase suprema del capitalismo.”,”””Se la critica teorica che Kautsky fa dell’imperialismo non ha nulla in comune col marxismo, ma ha unicamente valore per la propaganda pacifista e per il conseguimento dell’unità con gli opportunisti e i socialsciovinisti, è appunto perché nasconde ed elude più profondi e fondamentali antagonismi dell’imperialsmo, cioè quelli esistenti tra i monopoli e la libera concorrenza ancora superstite, tra le gigantesche «operazioni» (e i giganteschi profitti) del capitale finanziario e l’«onesto commercio» sul mercato libero, tra i cartelli e i trust da un lato e l’industria libera dall’altro, ecc.. … finire”,”LEND-008-FV” “LENIN V.I.”,”La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky.”,”””Vi è ora di fatto una situazione rivoluzionaria o no? Kautsky non ha saputo impostare neppure questa questione. I fatti economici rispondono: la carestia e la rovina generate ovunque dalla guerra denotano una situazione rivoluzionaria. A questa questione rispondono anche i fatti politici: fin dal 1915 in ‘tutti’ i paesi si è nettamente manifestato un processo di scissione nei vecchi partiti socialisti, putrefatti, un processo di ‘allontanamento’ dai loro capi socialsciovinisti ‘delle masse’ proletarie che vanno a sinistra, verso le idee e le tendenze rivoluzionarie, verso i capi rivoluzionari”” (pag 73)”,”KAUS-001-FV” “LENIN V.I.”,”Materialismo ed empiriocriticismo. Note critiche su una filosofia reazionaria.”,”Lenin su Diderot e Mach (pag 32 e pag 44-45)”,”LEND-017-FV” “LENIN V.I.”,”Sulla gioventù e sulla scuola.”,”””Uno dei mali peggiori e delle peggiori calamità lasciateci dalla vecchia società capitalistica è il distacco completo tra il libro e la vita pratica, giacchè noi aveva libri in cui tutto era descritto nel miglior modo possibile, ma essi erano, nella maggior parte dei casi, la menzogna più ripugnante e ipocrita, perché ci dipingevano la società comunista sotto un falso aspetto”” (pag 91)”,”LEND-015-FV” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Mario CACIAGLI”,”L’informazione di classe.”,”Al centro degli articoli nella prima parte di questa antologia, articoli che hanno il punto di confluenza nel più famoso Che fare?, sta proprio il momento, l’esigenza della organizzazione. Per Lenin di quegli anni, fra il 1899 e il 1905, il problema che urge è quello dell’unificazione di tutti i socialisti russi, del superamento del frazionismo, della creazione di un partito unico ed efficiente della classe lavoratrice. Per raggiungere questo scopo un ruolo determinante, se non decisivo, egli affida appunto ad un organo di stampa. 2 s”,”LEND-016-FV” “LENIN V.I; CERVETTO Arrigo”,”The State and Revolution. The marxist theory of the state and the tasks of the proletariat in the revolution (V.I. Lenin); Reading: The Restoration of Marxian Theory (Arrigo Cervetto).”,”Prima fase comunismo (pag 118-119-120) “”””Equality”” apparently reigns supreme. But when Lassalle, having in view such a social order (usually called socialism, but termed by Marx the first phase of communism), says that this is “”equitable distribution””, that this is “”the equal right of all to an equal product of labour””, Lassalle is mistaken and Marx exposes the mistake. ….”””,”ELCx-230″ “LENIN V.I., a cura di Felice PLATONE”,”La questione agraria e i «critici di Marx». / Marx sulla «ripartizione nera» americana. (in) ‘Teoria della questione agraria’.”,”””Marx sulla “”ripartizione nera”” americana (1). Nel n. 12 del ‘Vperiod’ si è accennato all’articolo di Marx contro Kriege (2) a proposito della questione agraria. Questo articolo non fu scritto nel 1848, come per errore è detto nell’articolo del compagno X, ma nel 1846. Un collaboratore di Marx, Hermann Kriege, che a quel tempo era ancora molto giovane, si era trasferito nel 1845 in America e vi aveva fondato la rivista ‘Der Volkstribun’ (Il Tribuno del Popolo) per la propaganda comunista. Ma la sua propaganda era condotta in un modo tale che Marx fu costretto a protestare risolutamente in nome dei comunisti tedeschi contro Hermann Kriege, il quale comprometteva il partito comunista. La critica dell’orientamento di Kriege, pubblicata nel 1846 nella rivista ‘Westfälisches Dampfboot’ e riprodotta nel II volume delle ‘Opere’ di Marx (edizione Mehring), presenta per i socialdemocratici russi di oggi un grandissimo interesse. Sta di fatto che il corso stesso del movimento sociale americano poneva allora la questione agraria in primo piano, come oggi avviene in Russia, e per giunta non si trattava di una società capitalistica sviluppata, ma della creazione delle premesse primordiali, fondamentali per un effettivo sviluppo del capitalismo. Quest’ultima circostanza ha una particolare importanza quando si vuole stabilire un parallelo fra l’atteggiamento di Marx verso le idee americane sulla «ripartizione nera», e l’atteggiamento dei socialdemocratici russi verso il movimento contadino contemporaneo. Nella sua rivista, Kriege non dava materiali per uno studio delle concrete particolarità sociali della società americana o per mettere in luce la vera natura del movimento dei riformatori agrari di allora i quali tendevano alla soppressione della rendita. Kriege invece (proprio come i nostri «socialisti-rivoluzionari») rivestiva la questione della rivoluzione agraria con frasi enfatiche e piene di promesse lusingatrici. «Ogni povero – scriveva Kriege – si trasformerà in un membro utile della società non appena gli verrà data la possibilità di compiere un lavoro produttivo. Questa possibilità gli sarà assicurata per sempre non appena la società gli darà un pezzo di terra che gli permetta di nutrirsi e di nutrire la sua famiglia… Se questa immensa estensione di terra (i 1.400 milioni di acri delle terre statali dell’America del Nord) sarà sottratta alla circolazione commerciale e assicurata alle forze del lavoro in quantità limitata (3), il pauperismo americano riceverà il colpo di grazia…». Al che Marx obbietta: «C’era da sperare che si sarebbe capito che non è in potere dei legislatori arrestare con decreti la trasformazione del regime patriarcale, caro a Kriege, in un regime industriale o di rigettare gli Stati industriali e commerciali del litorale orientale verso la barbarie patriarcale». Ecco dunque davanti a noi un vero e proprio piano americano di ripartizione nera: la terra sottratta alla circolazione commerciale, il diritto alla terra, la limitazione del possesso o del godimento della terra. E Marx, fin dal primo momento, interviene con una critica serena dell’utopismo, rileva l’inevitabilità della trasformazione del regime patriarcale in regime industriale, cioè, per parlare il linguaggio dei nostri giorni, l’ineluttabilità dello sviluppo del capitalismo. Ma sarebbe un grande errore pensare che i sogni utopistici dei partecipanti al movimento abbiano indotto Marx a prendere un atteggiamento negativo verso il movimento stesso in generale. Niente di tutto questo. Già fin d’allora, ai primi inizi della sua attività letteraria, Marx sapeva discernere la reale essenza progressiva del movimento dagli orpelli vistosi della sua ideologia. Marx nella seconda parte della sua critica, intitolata: «L’economia (cioè l’economia politica) del ‘Tribuno del Popolo’ e il suo atteggiamento verso la giovane America» (4), scriveva: «Riconosciamo in pieno la legittimità storica del movimento dei nazional-riformisti americani. Sappiamo che questo movimento mira a ottenere un risultato il quale, in questo momento darebbe, è vero, impulso allo sviluppo dell’industrialismo nella moderna società borghese, ma che, essendo frutto di un movimento proletario, nell’attacco alla proprietà fondiaria in generale e in un attacco alla proprietà fondiaria nelle condizioni oggi esistenti in America in particolare, deve ineluttabilmente procedere oltre, in forza delle sue proprie conseguenze, verso il comunismo. Kriege, che assieme ai comunisti tedeschi a New York ha aderito al movimento contro la rendita [‘Anti-Rent-Bewegung’], adorna questo semplice fatto di frasi enfatiche senza curarsi di esaminare l’essenza del movimento. Egli dimostra così di non avere un’idea chiara del nesso esistente tra la giovane America e le condizioni sociali dell’America. (…)». La critica di Marx è tutta imperniata di bruciante sarcasmo. Egli sferza Kriege appunto per gli stessi tratti delle sue concezioni che noi osserviamo oggi nei «socialisti-rivoluzionari»: regno delle frasi, utopie piccolo-borghesi presentate come il più alto utopismo rivoluzionario, incomprensione delle basi reali del regime economico moderno e del suo sviluppo. Marx, che allora era soltanto un ‘futuro’ economista, indicava con mirabile perspicacia la funzione dello scambio, dell’economia mercantile. Se i contadini non scambieranno la terra, egli dice, essi scambieranno i prodotti della terra. E questo vuol dire tutto! Questo modo di porre la questione è applicabile in larghissima misura al movimento contadino russo e ai suoi ideologi «socialisti» piccolo-borghesi. Ma, nello stesso tempo, Marx è ben lontano dal «negare» semplicemente questo movimento piccolo-borghese, dall’ignorarlo come farebbe un dottrinario, dal temere, come molti aridi eruditi, di sporcarsi le mani venendo a contatto con la democrazia rivoluzionaria piccolo-borghese. Pur schernendo senza pietà l’assurdo travestimento ideologico del movimento, Marx, con la lucidità del materialista, si sforza di determinare l’essenza storica ‘reale’ e le conseguenze inevitabili che devono prodursi in forza delle condizioni obiettive, indipendentemente dalla volontà e dalla coscienza, dai sogni e dalle teorie di questa o quella persona. Perciò Marx non biasima, ma approva interamente l’appoggio che i comunisti danno a tale movimento. Marx si mette da un punto di vista dialettico, cioè considera il movimento in tutti i suoi aspetti, tenendo conto del passato e dell’avvenire, rileva il lato rivoluzionario dell’attentato alla proprietà fondiaria e riconosce nel movimento piccolo-borghese una forma primitiva originale del movimento proletario comunista. Ciò che voi sognate di ottenere con questo movimento, dice Marx rivolgendosi a Kriege, non l’otterrete: invece della fratellanza, avrete l’isolamento piccolo-borghese; invece dell’inalienabilità dei lotti contadini, avrete l’attrazione della terra nell’orbita della circolazione mercantile; invece di un colpo inferto ai rapaci speculatori, avrete una base più estesa per lo sviluppo capitalistico. Ma il flagello capitalistico che voi pensate invano di poter evitare, storicamente è un bene perché affretterà grandemente lo sviluppo sociale e avvicinerà di molto le nuove forme superiori del movimento comunista. Il colpo inferto alla proprietà fondiaria faciliterà gli inevitabili colpi ulteriori contro la proprietà in generale; l’intervento rivoluzionario di una classe inferiore e la trasformazione che assicurerà provvisoriamente, e tutt’altro che a tutti, un modesto benessere, faciliterà l’ulteriore inevitabile azione rivoluzionaria della classe che sta più in basso e una trasformazione la quale assicurerà effettivamente a tutti i lavoratori una felicità umana completa”” [V.I. Lenin, ‘Marx sulla «ripartizione nera» americana, Vperiod, n. 15, aprile 1905] [(in) V.I. Lenin, ‘Teoria della questione agraria’, Roma; 1972] [(1) Lenin, riferendosi alla ripartizione nera (ugualitaria) delle terre sostenuta in Russia da una corrente dei populisti, usa questo stesso termine per la distribuzione delle terre incolte in America, n.d.t.; (2) Lenin aveva ricordato questo articolo di Marx nella sua lettera sul programma agrario del POSDR al II Congresso del partito stesso, pubblicata nel ‘Vperiod’, n. 12, 29 (16) marzo 1905, n.d.t.; (3) Ricordatevi che cosa scriveva la ‘Revoliutsionnaia Rossia’, cominciando dal n. 8, sul passaggio delle terre dal capitale al lavoro, sull’importanza delle terre demaniali in Russia, sul godimento egualitario della terra, sull’idea borghese di immettere le terre nella circolazione commerciale, ecc. Proprio come Kriege!; (4) ‘Okonomie des Volkstribunen und seine Stellung zum jungen Amerika’, in Marx-Engels Gesamtausgabe, Erste Abteilung, Band 5, pp. 10-13, n.d.t] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] (pag 205-207, 209)”,”MADS-736″
“LENIN V.I.”,”Lo sviluppo del capitalismo.”,”‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ opera che conclude la polemica contro il populismo russo, completa “”una autentica rivoluzione teorica”” mostrando il retroterra di analisi scientifica che supportava l’elaborazione politica di Lenin La parte teorica di uno degli scritti fondamentali di Lenin E’ una scelta di parti dell’opera di Lenin ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ (parte teorica) La teoria della realizzazione. LEND-019-FV V.I. Lenin, Lo sviluppo del capitalismo, Editori Riuniti, Roma, 1972 La teoria della realizzazione. L’assoluta erroneità delle concezioni che chiamano in causa il mercato estero nella questione della realizzazione “”(4) La realizzazione del prodotto nella società capitalistica (e quindi anche la realizzazione del plusvalore) non può essere spiegata senza aver chiarito 1) che il prodotto sociale, al pari di quello individuale, si scompone, per quel che concerne il valore, in tre parti, e non in due (in capitale costante + capitale variabile + plusvalore, e non soltanto in capitale variabile + plusvalore, come insegnavano Adam Smith e, dopo di lui, tutta l’economia politica fino a Marx), e 2) che, per quel che concerne la sua forma naturale, esso deve essere diviso in due grandi sezioni: mezzi di produzione (consumati produttivamente) e beni di consumo (consumati individualmente). Stabilite queste tesi teoriche fondamentali, Marx ha spiegato a fondo il processo di realizzazione del prodotto in generale e del plusvalore in particolare nella produzione capitalistica, mettendo a nudo l’assoluta erroneità delle concezioni che chiamano in causa il mercato estero nella questione della realizzazione. (5) La teoria della realizzazione di Marx ha fatto luce anche sulla questione del consumo e del reddito nazionale. Da quanto abbiamo esposto risulta automaticamente che una questione del mercato interno come questione a sé, indipendente da quella del grado di sviluppo del capitalismo, non esiste affatto. Ecco appunto perché la teoria di Marx non la pone mai e in nessun luogo come questione a sé. Il mercato interno sorge quando sorge l’economia mercantile; esso è creato dallo sviluppo di questa economia mercantile, e il grado raggiunto dalla divisione sociale del lavoro determina il livello del suo sviluppo; esso si estende con l’estendersi dell’economia mercantile dai prodotti alla forza-lavoro, e solo nella misura in cui quest’ultima si trasforma in merce il capitalismo abbraccia tutta la produzione del paese, sviluppandosi principalmente nel campo dei mezzi di produzione, che nella società capitalistica occupano un posto sempre più importante. Il «mercato interno» per il capitalismo è creato dallo stesso capitalismo nel corso del suo sviluppo, che approfondisce la divisione sociale del lavoro e divide i produttori diretti in capitalisti e operai. Il grado di sviluppo del mercato interno è anche il grado di sviluppo del capitalismo nel paese. Porre la questione dei limiti del mercato interno indipendentemente da quella del grado di sviluppo del capitalismo (come fanno gli economisti populisti) è un errore. Perciò la questione: come si forma il mercato interno per il capitalismo russo? si riduce a quest’altra: come e in qual direzione si sviluppano i diversi aspetti dell’economia nazionale russa? In che cosa consiste il nesso e l’interdipendenza di questi diversi aspetti?”” (inserire in Cas3 L e in Pc salone) (già in sito Marx) (pag 73-74) [V.I. Lenin, ‘Lo sviluppo del capitalismo’, Roma, 1972]”,”LEND-019-FV”
“LENIN Vladimir I.; a cura di J.J. MARIE”,”Que faire?”,”””L’erreur capitale de ceux qui polémiquent aujourd’hui contre ‘Que faire?’ consiste à isoler complètement cette oeuvre de la situation historique déterminée où elle est née, de la période déjà fort lointaine du développement de notre Parti au cours de laquelle elle a été rédigée. Parvus () (sans parler de nombreux mencheviks) illustre de façon très frappante cette erreur, lui qui, plusieurs années après la parution de la brochure, en a critiqué les idées exagérées ou fausses sur l’organisation des révolutionnaires professionnels. Aujourd’hui des déclarations de ce genre paraissent bien risibles: il semble que l’on veuille ignorer toute une période du développement de notre Parti, faire fi de conquêtes pour lesquelles il a fallu naguère se battre, mais qui, depuis longtemps déjà sont assurées et on fait leur oeuvre. Critiquer aujourd’hui les exagérations de l”Iskra’ (‘en 1901 et 1902!’) sur l’organisation des révolutionnaires professionnels équivaut, ‘après’ la guerre russo-japonaise, à reprocher aux Japonais d’avoir surestimé l’armée russe et d’avoir en conséquence préparé trop soigneusement la guerre contre elle. Les Japonais devaient rassembler toutes leurs forces pour combattre le plus grand nombre possible de troupes russes et remporter la victoire. Malheuresement nombreux sont ceux qui jugent de notre Parti, de loin, sans connaître son histoire, sans voir que ‘maintenant’ l’idée de l’organisation des révolutionnaires professionnels a ‘déjà’ remporté une victoire complète. Cette victoire aurait été impossible si l’on ne l’avait pas inculquée «avec exagération» à ceux qui en contrecarraient la réalisation. ‘Que faire?’ est un «résumé» de la tactique de l”Iskra’ et de sa politique d’organisation pendant les années 1901 et 1902. Exactement un «résumé», rien de plus, rien de moins. Il suffit de se donner la peine d’étudier l”Iskra’ des années 1901 et 1902 pour s’en convaincre pleinement. Juger de ce résumé sans connaître la lutte de l”Iskra’ contre «l’economisme» alors ‘prépondérant’, c’est tout simplement parler en l’air. L”Iskra’ s’est battue pour la création d’une organisation de révolutionnaires professionnels, elle s’est battue avec une énergie particulière pendant les années 1901 et 1902, elle a terrassé «l’économisme» alor prépondérant, elle a ‘réussi à créer’ définitivement cette organisation en 1903, et elle l’a maintenue de 1901-1902 jusqu’à aujourd’hui malgré la scission de iskristes, malgré l’extrême agitation qui a régné à l’époque de la tempête et de la ruée, elle l’a maintenue pendant tout le cours de la révolution russe. Et maintenant que la lutte pour la création de cette organisation est depuis longtemps terminée, maintenant que les semailles sont achevées, que le grain a mûri et que la moisson est récoltée certains viennent déclamer sur «l’exagération que constitue l’idée d’une organisation de révolutionnaires professionnels»! N’est-ce pas ridicule?”” [Lénine, Préface du recueil «douze années”” [Cette préface de Lénine présente successivement touts les textes publiés dans ce recueil en 1907. Nous avons traduit intégralement la partie consacrée à ‘Que faire?’ (note de J.J. Marie)] [(in) Lénine, ‘Que faire?’] (pag 44-45) [() (…) ‘Parvus écrivit en novembre 1903 un article contre les conceptions organisationnelles de Lénine dans ‘Aus der Weltpolitik’, auquel Lénine fait allusion dans sa lettre a l”Iskra’, ‘Pourquoi ai-je abandonné la rédaction de l’Iskra?’: «meme le bon Parvus s’est mis en campagne contre la tendance à rassembler tous les fils dans une seule main et a «commander» (sic) aux ouvriers à partir d’une quelconque Genève (‘Aus der Weltpolitik’, V. Jahrg n° 48, 30-XI-1903)». Il en écrivit un second publié dans l”Iskra’ en 1905, repris dans son livre ‘La Russie et la Révolution’ () et dont nous publions des extraits’ (J.J.M.); () publiée en 1907 à Saint-Pétersbourg] (pag 316 e 289) ‘Studiate l’Iskra. Il ‘Che fare?’ è una sintesi della tattica e della politica di organizzazione dell’Iskra’ “”L’errore capitale di coloro che oggi discutono contro ‘Che fare?’, isolare completamente quest’opera dalla situazione storica definita in cui è nata, dal periodo già molto lontano dallo sviluppo del nostro partito in cui è stato scritto. Parvus () (per non parlare di molti menscevichi) illustra in modo calzante questo errore, lui che, parecchi anni dopo la pubblicazione dell’opuscolo, ne ha criticato le idee esagerate o false sull’organizzazione dei rivoluzionari professionisti. Oggi, tali dichiarazioni sembrano molto ridicole: sembra che si voglia ignorare un intero periodo di sviluppo del nostro partito, ignorare le conquiste per le quali era necessario combattere, ma che per lungo tempo sono già state assicurate e stanno facendo il loro lavoro. Criticare oggi le esagerazioni dell’Iskra ‘(‘ nel 1901 e nel 1902! ‘) sull’organizzazione dei rivoluzionari professionisti equivale,’ dopo ‘la guerra russo-giapponese, a rimproverare i giapponesi per aver sovrastimato l’esercito russo e di conseguenza preparato con troppa cura la guerra contro di esso. I giapponesi dovevano riunire tutte le loro forze per combattere quante più truppe russe possibili e ottenere la vittoria. Sfortunatamente, ci sono molti che giudicano il nostro Partito da lontano, senza conoscerne la storia, senza vedere che “”ora”” l’idea dell’organizzazione dei rivoluzionari professionisti ha già ottenuto una vittoria completa. Questa vittoria sarebbe stata impossibile se non fosse stata inculcata “”con esagerazione”” a coloro che ne ostacolarono la realizzazione. “”Che fare?”” è un “”riassunto”” della tattica dell’Iskra e della sua politica di organizzazione, niente di più, niente di meno. Prendetevi la briga di studiare l’Iskra degli anni 1901 e 1902 per essere pienamente convinti. Giudicare questa sintesi senza conoscere la lotta di ‘Iskra’ contro ‘l’economismo’, allora ‘preponderante’ significa semplicemente parlare a vuoto. L ‘””Iskra”” ha combattuto per la creazione di un’organizzazione di rivoluzionari professionali, ha combattuto con particolare energia durante gli anni 1901 e 1902, ha sconfitto “”l’economismo”” prevalente, è “”riuscita a creare definitivamente questa organizzazione nel 1903, e a mantenerla dal 1901 al 1902 fino a oggi, nonostante la scissione di iskristi, nonostante l’estrema agitazione che prevaleva al momento della tempesta e della lotta, lo mantenne per tutto il corso della rivoluzione russa. E ora che la lotta per la creazione di questa organizzazione è stata da tempo finita, ora che la semina è finita, il grano è maturato e il raccolto è stato raccolto, alcuni stanno declamando sulla “”esagerazione dell’idea di organizzazione di rivoluzionari professionisti “”! Non è ridicolo? “”[Lenin, Prefazione alla Collezione”” Dodici anni “”] [Questa prefazione di Lenin presenta successivamente tutti i testi pubblicati in questa raccolta nel 1907. Abbiamo tradotto per intero la sezione dedicata a”” Cosa fare? “” (nota di JJ Marie)] [() (…) ‘Parvus scrisse nel novembre 1903 un articolo contro le concezioni organizzative di Lenin in’ Aus der Weltpolitik ‘, a cui Lenin fa riferimento nella sua lettera a’ Iskra ‘ ‘Perché ho abbandonato la redazione dell’ Iskra?’ “”Anche il buon Parvus ha fatto una campagna contro la tendenza a raccogliere tutti i fili in una mano e a “”comandare”” (sic) i lavoratori in da una qualsiasi Ginevra (‘Aus der Weltpolitik’, V. Jahrg No. 48, 30-XI-1903). Ne scrisse un secondo pubblicato su “”Iskra”” nel 1905, incluso nel suo libro “”Russia and the Revolution”” () e di cui pubblichiamo estratti “”(J.J.M.); () pubblicato a San Pietroburgo nel 1907] (pag 316 e 289) [(in) Lenin, ‘Che fare?’, Parigi, 1966, cura di JJ Marie] (pagina 44-45) [Lenin-Bibliographical -Materiali] [LBM ]”,”LEND-677″ “LENIN V.I., a cura di Jean-Michel PALMIER”,”Sur l’art et la littérature. Tome III.”,”La questione dell’ assimilazione “”Quant au rythme général du processus d’assimilation des nations dans le cadre actuel du capitalisme avancé, on peut s’en faire une idée approximative en se référant, par exemple, aux données, sur l’émigration vers les Etats-Unis d’Amérique du Nord. L’Europe y a laissé partir en dix ans, de 1891 à 1900, 3,7 milions de personnes; et en neuf ans, de 1901 à 1909, 7,2 millions de personnes. Le recensement de 1900 a dénombré aux Etats-Unis plus de 10 millions d’étrangers. L’Etat de New York, où ce même recensement a enregistré plus de 78.000 Autrichiens, 136.000 Anglais, 20.000 Français, 480.000 Allemands, 37.000 Hongrois, 425.000 Irlandais, 182.000 Italiens, 70.000 Polonais, 166.000 personnes originaires de Russie (pour la plupart des Juifs), 43.000 Suédois, etc., ressemble à un moulin en train de broyer les distinctions nationales. Et ce qui se passe à New York dans de vastes proportions internationales se produit aussi dans ‘chaque’ grande ville et ‘chaque’ localité industrielle. Quiconque n’a pas sembré dans les préjugés nationalistes ne peut pas ne pas voir dans ce processus d’assimilation des nations par le capitalisme un immense progrès historique, la destruction de la routine nationale des différents coins perdus, notamment dans les pays arriérés tels que la Russie”” (pag 29)”,”LEND-202-B” “LENIN V.I. LANSBURY LITVINOV RADEK CICERIN ZINOVIEV BASHANOW BRONSKI BUCHARIN GOODE KRUMIN LOMOW RYKOV MILJUTIN STRUMILIN TOMSKI TROTSKY GORKI KALININ LOSOVSKIJ KRUPSKAIA LUNACHARSKIJ”,”Russische Korrespondenz. Jahrgang I. Band 1. Januar-Juli 1920.”,”Tra i moltissimi articoli: – Trotsky, Sull’organizzazione dell’ Armata Rossa in Russia (VI-VII, 28)”,”EMEx-114″ “LENIN V.I.”,”Sul partito.”,”Tutti i brani citati compresi quelli delle note fanno riferimento alla traduzione e alal datazione di V.I. Lenin, ‘Opere complete’, Editori Riuniti, 1955-. “”Il movimento rivoluzionario in Russia, estendendosi rapidamente a sempre nuovi strati della popolazione, crea tutta una serie di organizzazioni indipendenti dai partiti. L’esigenza dell’unità erompe qui tanto più vigorosa, quanto più è stata repressa e conculcata. Di continuo sorgono organizzazioni di questo o di quel tipo, spesso completamente amorfe, e il loro carattere è molto originale. Mancano ad esse quei contorni netti che sono propri delle organizzazioni europee. I sindacati assumono un carattere politico. La lotta politica si fonde con quella economica – nella forma dello sciopero, per esempio, – dando vita a forme miste di organizzazioni provvisorie, o più o meno permanenti. Il rigoroso spirito di partito è il compagno di viaggio e il frutto di una lotta di classe molto evoluta. E, d’altro canto, nell’interesse di una lotta di classe aperta e ampia, è indispensabile sviluppare un rigoroso spirito di partito. Pertanto, il partito del proletariato cosciente, la socialdemocrazia, combatte con assoluta legittimità contro l’assenza d’ogni spirito di partito, lavora instancabilmente per costruire un partito operaio socialista, fedele ai principi e saldamente coeso. Questo lavoro avrà successo tra le masse solo nella misura in cui lo sviluppo del capitalismo dividerà sempre più profondamente il popolo in classi, inasprendo le contraddizioni di esse”” [Il partito socialista e il rivoluzionarismo senza partito’, novembre-dicembre 1905, pag 87-88] [(in) V.I. Lenin, ‘Sul partito’, Roma, 1978]”,”LEND-679″ “LENIN V.I. (LÉNINE N.) ZINOVIEV Grigori”,”Contre le Courant. Tome premier, 1914-1915.”,”Contiene l’importante saggio di Lenin ‘Le krach de la IIe Internationale’ (Il crollo della 2° Internazionale) (pag 143-183) e il ‘Disfattismo nella guerra imperialista’ (pag 116-121) Traduit par V. SERGE & PARIJANINE, Préface N. LÉNINE, note,”,”LEND-029-FL” “LENIN V.I. (LÉNINE N.) ZINOVIEV Grigori”,”Contre le Courant. Tome second, 1915-1917.”,”Contiene: ‘Zimmerwald et Kienthal’ di Zinoviev (1916) (pag 75-86) ‘Le conclusions d’un débt sur le droit des nations à se définir elles-mêmes’ (Lenin) (1916) (pag 120-153) ‘La IIe Internationale et le problème de la guerre’ (Zinoviev) (1916) (pag 196-245)”,”LEND-030-FL” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Vittorio STRADA”,”Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento.”,”Il Che fare? di Vladimir Il’ic Ul’janov Lenin, il testo fondatore del bolscevismo, fu scritto settant’anni fa, tra l’autunno del 1901 e il febbraio del 1902, e fu pubblicato per la prima volta a Stoccarda nel marzo del 1902. “”Ma una socialdemocrazia antirivoluzionaria è l’impensabile come il fuoco bagnato o l’acqua secca”” (pag 238) (appendici al ‘Che fare?)”,”LEND-031-FL” “LENIN Vladimir Ilic KRUPSKAYA N. BUBNOV A. LONDARSKOI M. PODVOISKY N. FLEROVSKY I. KHOKHRYAKOV A. ANTONOV-OVSEYENKO V. BLAGONRAVOV G. NEVSKY V. DZENIS O. LUNACHARSKY A. ILYIN-ZHENEVSKY A. BELYSHEV A. KOLBIN I. YEGOROV A. VASILYEV V. SVESHNIKOV N, MALAKHOVSKY V. SOKOLOV S. IZMAILOV N. PETROVSKY G. DYBENKO P. MALYANTOVICH P.”,”Petrograd, October 1917. Reminiscences.”,”These are the reminiscences of active participants un the armed uprising in Petrograd which began on October 25 (November 7) 1917; most of them were published between 1919 and 1930 in such journals as Proletarskaya revolyutsiya (Proletarian Revolution), Katorga i Ssylka (Prison and Exile), Krasnaya Letopis (Red Annals). Publisher’s Note, Notes, foto, documenti, Appendix: In the Winter Palace on October 25-26, 1917. P. Malyntovich,”,”RIRO-171-FL” “LENIN V.I. GORTER H. TROTSKY L. BELA KUN”,”Dibattito sull’ estremismo.”,”Contiene i testi: Lenin ‘L’estremismo malattia infantile del comunismo’ (1920), Gorter: ‘Risposta e Lenin’ (1920), Trotsky: ‘Risposta al compagno Gorter’ (1920), Bela Kun: ‘Dal settarismo alla controrivoluzione’ Trotsky, ‘Risposta al compagno Gorter’ (discorso pronunciato da T. nella seduta del Comitato esecutivo dell’Internazionale comunista del 24 novembre 1920) Lenin (pag 52-53) “”La negazione del partito e della disciplina di partito: ecco il ‘risultato al quale è giunta’ l’opposizione. E ciò equivale al completo disarmo del proletariato ‘a favore della borghesia’. Ciò equivale appunto a quella dispersione, a quella incostanza, a quella incapacità di esser fermi, di essere uniti, di coordinare le azioni che sono proprie della piccola borghesia e che rovinano inevitabilmente ogni movimento rivoluzionario del proletariato se vengono trattate con indulgenza. Da punto di vista del comunismo, negare il partito, significa voler saltare dalla vigilia del crollo del capitalismo (in Germania), non alla fase più bassa o a quella media, ma alla fase superiore del comunismo. Noi in Russia (nel terzo anno dopo l’abbattimento della borghesia) muoviamo i primi passi sulla via del passaggio dal capitalismo al socialismo, ossia alla fase inferiore del comunismo. Le classi hanno continuato ad esistere ed esisteranno ancora ‘per anni’, dappertutto, anche ‘dopo’ la conquista del potere da parte del proletariato. … finire (pag 52-53)”,”LEND-001-FC” “LENIN V.I.”,”Sui sindacati. Raccolta di scritti e discorsi.”,”””(…) è evidente che la mèta finale della lotta mediante gli scioperi è, in regime capitalistico, la distruzione dell’apparato statale, l’abbattimento di quel potere statale di classe. In uno Stato proletario di tipo transitorio, qual è il nostro, l’obiettivo finale di ogni sciopero non può essere invece, che il rafforzamento dello Stato proletario e del potere statale della classe proletaria mediante la lotta contro le degenerazioni burocratiche di questo Stato, contro i suoi errori e le sue debolezze, contro gli appetiti di classe dei capitalisti che cercano di sottrarsi al suo controllo, ecc.”” (pag 470) Prosegue Lenin: il ricorso allo sciopero in uno stato proletario può essere giustificato da una parte dalle degenerazioni burocratiche di questo stato e dalle sopravvivenze del vecchio capitalismo, dalla mancanza di formazione politica e dall’arretratezza culturale delle masse lavoratrici (pag 470) (Lenin, Progetto di tesi sulla funzione e i compiti dei sindacati nelle condizioni create dalla nuova politica economica, 30 dicembre 1921)”,”LEND-002-FC” “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere scelte.”,”””Le prime opere del marxismo giunto a maturità, la ‘Miseria della filosofia’ e il ‘Manifesto del Partito comunista’, appartengono appunto al periodo che precede immediatamente la rivoluzione del 1848. Grazie a questa circostanza, noi troviamo in esse, in una certa misura, accanto all’esposizione dei principi generali del marxismo, un riflesso della situazione rivoluzionaria concreta di quel tempo; conviene quindi, io credo, studiare ciò che gli autori di queste opere dicono dello Stato, immediatamente prima di esporre le loro conclusiomni sull’esperienza degli anni 1848-1851. «… La classe lavoratrice – scrive Marx – …. .. finire “”Vediamo qui formulata una delle più notevoli e importanti idee del marxismo a proposito dello Stato, l’idea della «dittatura del proletariato» (espressione che Marx ed Engels cominciano ad usare dopo la Comune di Parigi) vi troviamo in seguito una definizione dello Stato la Comune di Parigi) vi troviamo in seguito una definizione dello Stato del più alto interesse e che fa anch’essa parte delle «parole dimenticate» del maxismo: «lo Stato, vale a dire il proletariato organizzato come classe dominante». Questa definizione dello Stato non solo non è mai stata commentata nella letteratura di propaganda e di agitazione che predomina nei partito socialdemocratici ufficiali. Peggio ancora, essa è stata dimenticata appunto perché è assolutamente inconciliabile col riformismo e perché contrasta in modo irriducibile con i pregiudizi opportunistici abituali e con le illusioni piccolo-borghesi sullo «sviluppo pacifico della democrazia». Il proletariato ha bisogno di uno Stato, ripetono tutti gli opportunisti, i socialsciovinismo e i kautskiani, assicurando che questa è la dottrina di Marx, ma «’dimenticando’» di aggiungere che innanzi tutto il proletariato, secondo Marx, ha bisogno unicamente di uno Stato in via di estinzione, organizzato cioè in modo tale che cominci subito ad estinguersi, e non possa non estinguersi. E, in secondo luogo, che i lavoratori hanno bisogno dello «Stato», «cioè del proletariato organizzato come classe dominante». Lo Stato è un’organizzazione particolare della forza, è l’organizzazione della violenza destinata a reprimere una certa classe. Qual è, dunque, la classe che il proletariato deve reprimere? Evidentemente una sola: la classe degli sfrutturatori, vale a dire la borghesia. I lavoratori hanno bisogno dello Stato solo per reprimere la resistenza degli sfruttatori, e solo il proletariato è in grado di dirigere e di attuare questa repressione, perché il proletariato è la sola classe rivoluzionaria fino in fondo, la sola classe capace di unire tutti i lavoratori e tutti gli sfruttati, nella lotta contro la borghesia, per soppiantarla completamente”” (pag 866-867)”,”LEND-020-FV” “LENIN V.I. (LÉNINE)”,”Sur la démocratie socialiste.”,”Tesi e rapporto sulla democrazia borghese e la dittatura del proletariato, 4 marzo, 1° primo congresso dell’ Internazionale comunista, 2-6 marzo 1919 (pag 51-) Kautsky sostiene che i soviets devono giocare solo un ruolo economico e non devono essere considerati una organizzazione dello Stato (pag 68) Hilferding propone di riunire per via legislativa il sistema dei soviet e l’Assemblea nazionale. Questa proposta è stata poi approvata dal partito indipendente tedesco, l’11 febbraio (pag 68)”,”LEND-680″ “LENIN V.I. MARX K. ENGELS F., a cura di Joachim MÜLLER, collaborazione di Bernd DULAK Gudrun RAU Ingeborg GUSCHEWSKI Inge HILGERT Gabriele LEBISCH e altri”,”Über die Frau und die Familie. Auswahlband.”,”‘Sulla donna e la famiglia. Antologia’ ‘Was die Frauen den Klassikern verdanken’ ‘Über die Unterdrückung und Ausbeutung der werktätigen Frau in den antagonistischen Klassengesellschaften’ (“”Sull’oppressione e lo sfruttamento della lavoratrice nelle società classiche antagoniste””) Lavoro femminile nell’industria capitalistica Lavoro femminile in agricoltura Donne e lotta di classe Für die Gleichberechtigung und die Befreiung der Frau (Per l’uguaglianza e la liberazione delle donne) Sull’amore, il matrimonio e la famiglia Liberazione della donna nel socialismo e nel comunismo Ricordi su Lenin”,”LEND-682″ “LENIN V.I.”,”Lénine. Oeuvres. Tome 39. Cahiers de l’ imperialisme.”,” “”Social-imperialisme et radicalisme de gauche’ (pag 791) Socialimperialismo e radicalismo di sinistra “”A propos de l’article “”L’impérialisme et la scission du socialisme”” (tendenze al parassitismo, opportunismo, imperialismo popolare russo (K. Leuthner) (pag 799-802)”,”LEND-021-FV” “LENIN Valdimir Ilic; CERVETTO Arrigo”,”El Estado y la Revolución. La doctrina marxista del Estado y las tareas del proletariado en la revolución. La restauración de la teoría marxista.”,”Prefacio, Notas, Palabras finales a la primera edición, Indice de los nombres, Biblioteca Jóvenes,”,”ELCx-001-FL” “LENIN Valdimir Ilic; CERVETTO Arrigo”,”Lenin y la revolución china. Material inflamable en la politica mundial y otros escritos”,”Prefacio, Notas, Apéndice: El internacionalismo y la cuestión crucial de la contrarrevolución estalinista, Indice de los nombres, Biblioteca Jóvenes,”,”ELCx-002-FL” “LENIN Valdimir Ilic CERVETTO Arrigo MARX Karl ENGELS Friedrich”,”Reactionary Terrorism, Imperialist Europeanism, Communist Internationalism.”,”Editor’s Note, Preface, Premise, Introduction – Lenin on Terrorism, Foreword, Conclusions, Index of Personal Names,”,”ELCx-003-FL” “LENIN V.I.”,”Opere I. 1893-1894. Nuovi spostamenti economici nella vita contadina (1893) – A proposito della cosiddetta questione dei mercati (1893) – Che cosa sono gli amici del popolo e come lottano contro i socialdemocratici? (1894) – Il contenuto economico del populismo e la sua critica nel libro del Signor Struve.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1954; presente volume curato da A. Carpitella, per la traduzione e da E. Fubini, A. Herzel, M.A. Manacorda, E. Robotti e I. Solfrini per la revisione redazionale Cogliere la differenziazione. Il libro di Postnikov sul mutamento economico sociale nelle campagne russe. “”Può sembrare che in questa constatazione della differenziazione tra i contadini non vi sia niente di nuovo: in generale se ne fa menzione quasi in ogni opera dedicata all’economia contadina. Ma in realtà si menziona di solito questo fatto senza annettervi importanza, lo si considera non sostanziale o persino fortuito; si ritiene possibile parlare di un’azienda contadina tipica, caratterizzandola con cifre medie; si discute l’importanza di varie misure pratiche valevoli per tutti i contadini. Nel libro di Postnikov si scorge una protesta contro simili modi di vedere. Egli sottolinea (e più di una volta) «l’enorme eterogeneità nelle condizioni economiche delle singole famiglie all’interno dell”obstcina’ (p. 323), e si scaglia contro «la tendenza a considerare il ‘mir’ contadino come un qualcosa di organico e di omogeneo, quale viene tuttora concepito dai nostri intellettuali di citta» (p. 351). «Le indagini statistiche degli ‘zemstvo’ dell’ultimo decennio – egli dice – hanno chiarito che la nostra ‘obstcina’ rurale non è affatto un’unità omogenea, quale appariva ai nostri pubblicisti degli anni settanta, e che negli ultimi decenni si è verificata in essa una differenziazione della popolazione in gruppi il cui tenore di vita è molto diverso» (p. 323)”” (pag 8-9) Lenin, Nuovi spostamenti economici nella vita contadina (1893)“,”LEND-685-1” “LENIN V.I.”,”Opere. II. 1895-1897. Friedrich Engels – Commento alla legge sulle multe inflitte agli operai nelle fabbriche e nelle officine – Aziende ginnasiali e ginnasi correzionali – Agli operai e alle operaie della Thornton – A che cosa pensano i nostri ministri? – Progetto di spiegazione del programma del partito socialdemocratico – Al governo zarista – Le caratteristiche del romanticismo economico – A proposito di un articolo di giornale – I compiti dei socialdemocratici russi – L’«Unione di lotta» agli operai e ai socialisti di Pietroburgo – Il censimento del 1894-1895 degli artigiani del governatorato di Perm e i problemi generali dell’ industria «artigiana» – Perle della progettomania populista – Quare eredità respingiamo?”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1954 “”L’autore [Iugiakov, articoli pubblicati sulla ‘Russkoie Bogatstvo, 1895-1897, ndr] dice molto giustamente che la formula: «la scuola deve preparare l’uomo alla vita» è del tutto priva di contenuto e che la questione sta nel determinare che cosa occorre per la vita e «a chi occorre» (6). «””A chi occorre l’istruzione media”” significa: nell’interesse di chi, per il bene a vantaggio di chi si impartisce l’istruzione agli allievi della scuola media?» (7). Eccellente impostazione del problema! Ci congratuleremmo sinceramente con il sig. Iugiakov, se … se tutti questi preamboli non si rivelassero, nell’esposizione che segue, vuote frasi. «Forse nell’interesse, per il bene e a vantaggio dello Stato, della nazione, di questa o quella classe sociale, dello stesso individuo istruito». Qui incomincia la confusione: bisogna concludere che una società divisa in classi è compatibile con uno Stato senza classi, con una nazione senza classi, con individui che stanno al di sopra delle classi! Vedremo subito che non si tratta di un lapsus del sig. Iugiakov, ma che egli sostiene effettivamente un’opinione così assurda. «Se durante l’elaborazione del programma scolastico si tien conto degli interessi di classi, non si può parlare di un unico tipo generale di scuola media di Stato. In tal caso, gli istituti scolastici sono necessariamente di casta, e per di più non sono solamente istituti d’istruzione, ma istituti educativi, perchè oltre a impartire un insegnamento corrispondente agli interessi e ai problemi particolari di una casta, debbono dare agli allievi abitudini di casta e spirito corporativo, di casta» (7). La prima conclusione di questa tirata è che il sig. Iugiakov non comprende la differenza tra caste e classi e quindi confonde in modo inammissibile due concetti radicalmente diversi. In altri passi dello stesso articolo (cfr., p. es., p. 8) si rivela la stessa incomprensione, e ciò è ancor più sorprendente quando si pensi che in quest’articolo il sig. Iugiakov ha quasi afferrato la differenza sostanziale fra i due concetti. «Bisogna ricordare – afferma il sig. Iugiakov a p. 11 – che spesso (tuttavia non necessariamente) le organizzazioni politiche, economiche e culturali costituiscono talora un privilegio giuridico, talora un attributo di fatto di determinati gruppi della popolazione. Nel primo caso si hanno le caste, nel secondo le classi». E’ qui indicata con esattezza ‘una’ delle differenze che corrono tra la classe e la casta; si rileva cioè che le classi non si differenziano tra loro per i privilegi giuridici, ma per le condizioni di fatto, e che quindi le classi della società moderna presuppongono l”uguaglianza giuridica’. Ma sembra che il sig. Iugiakov non ignori un’altra differenza fra le caste e le classi: «…Noi .. ripudiammo allora (ossia dopo l’abolizione della servitù della gleba) … l’ordinamento feudale e di casta della vita nazionale, e quindi, il sistema della scuola chiusa, di casta. Attualmente la penetrazione del processo capitalistico fraziona la nazione russa non tanto in caste, quanto in classi economiche…» (8). Viene qui giustamente sottolineata una seconda caratteristica che differenzia la casta dalla classe nella storia d’Europa e della Russia: si afferma cioè che le caste sono un attributo della società feudale, e le classi della società capitalistica (). Se il sig. Iugiakov avesse riflettuto, anche solo un poco, su queste differenze e non si fosse lasciato prender la mano con tanta leggerezza dalla sua agile penna e il suo cuore di ‘Kleinbürger’, non avrebbe scritto né la surriferita tirata né altre stoltezze di questo genere: i programmi della scuola di classe debbono distinguersi in programmi per i ricchi e programmi per i poveri; nell’Europa occidentale i programmi di classe non hanno successo; la scuola di classe presuppone l’esclusività di classe, ecc. ecc.. Tutto ciò dimostra nel modo più lampante che, nonostante il titolo promettente, nonostante le frasi magniloquenti, il sig. Iugiakov non ha affatto compreso l’essenza della scuola di classe. Questa essenza, egregio signor populista, sta nel fatto che per tutti gli ‘abbienti’ l’istruzione è organizzata nello stesso modo ed è ugualmente accessibile. Solo nel termine di abbienti sta l’essenza della scuola di classe e la sua differenza dalla scuola di casta”” (pag 456-457) [() Essendo una delle forme delle differenze di classe, le caste presuppongono la divisione della società in classi. Quando parliamo semplicemente di classi, intendiamo sempre le classi della società capitalistica, non così rigidamente divise come le caste]”,”LEND-685-2″ “LENIN V.I.”,”Opere III. Lo sviluppo del capitalismo in Russia.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1956 Quest’opera di Lenin fu iniziata nel gennaio 1896 nel carcere di Pietroburgo e portata a termine in Siberia nel villaggio di Sciuscenskoie, dove Lenin scontava la condanna di tre anni inflittagli per attività svolta come membro ed animatore dell’ “”Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia”” (pag V) “”[S]orge naturalmente una domanda: ma dov’è la linea di confine tra il mercato interno e il mercato estero? Prendere il confine politico dello Stato sarebbe una soluzione troppo meccanica,; e sarebbe poi una soluzione? Se l’Asia centrale è mercato interno e la Persia mercato estero, come considerare Khiva e Bukhara? Se la Siberia è mercato interno e la Cina mercato estero, come considerare la Manciuria? Simili questioni non hanno grande importanza. L’importante è che il capitalismo non può esistere e sviluppare senza estendere continuamente la sfera del suo dominio, senza colonizzare nuovi paesi e trascinare i vecchi paesi non capitalistici nel turbine dell’economia mondiale. E questa particolarità del capitalismo si è manifestata e continua a manifestarsi con grandissima forza nella Russia posteriore alla riforma. Il processo di formazione del mercato per il capitalismo presenta, dunque, due aspetti, e precisamente: sviluppo del capitalismo in profondità, cioè ulteriore sviluppo dell’agricoltura capitalistica e dell’industria capitalistica in un dato territorio, determinato e circoscritto, e suo sviluppo in estensione, cioè ampliamento della sfera di dominio del capitalismo a nuovi territori. Conformemente al piano del presente lavoro, ci siamo limitati quasi esclusivamente al primo aspetto di tale processo, per cui riteniamo necessario sottolineare qui che l’altro aspetto ha una grandissima importanza. Uno studio in qualche modo completo del processo di colonizzazione delle regioni periferiche e dell’espansione del territorio russo dal punto di vista dello sviluppo del capitalismo richiederebbe un’opera speciale. Qui basta notare che la Russia, in conseguenza dell’abbondanza di terre libere ed accessibili alla colonizzazione nelle sue regioni periferiche, si trova in condizioni particolarmente vantaggiose rispetto ad altri paesi capitalistici ()’. [() La circostanza indicata nel testo presenta anche un altro aspetto. Lo sviluppo del capitalismo in profondità sul vecchio territorio, popolato da gran tempo; viene ritardato in conseguenza della colonizzazione delle regioni periferiche. La risoluzione delle contraddizioni proprie del capitalismo e da esso generate viene temporaneamente rinviata in conseguenza del fatto che il capitalismo può agevolmente svilupparsi in estensione. La simultanea esistenza, per esempio, delle forme d’industria più progredite e di forme di agricoltura semi-medioevali costituisce indubbiamente una contraddizione. Se il capitalismo russo non avesse avuto la possibilità di estendersi oltre i limiti del territorio già occupato all’inizio del periodo posteriore alla riforma, questa contraddizione fra la grande industria capitalistica e gli istituti arcaici presenti nella vita rurale (incatenamento dei contadini alla terra, ecc.) avrebbe dovuto portare rapidamente alla completa abolizione di questi istituti, a spianare completamente la via al capitalismo agrario in Russia. Ma la possibilità (per il fabbricante) di cercare e di trovare un mercato nelle regioni periferiche in via di colonizzazione e la possibilità (per il contadino) di rifugiarsi in nuove terre attenuano l’asprezza di tale contraddizione e rallentano la sua risoluzione. Va da sé che ‘tale’ rallentamento dello sviluppo del capitalismo equivale a preparare un suo sviluppo ancora maggiore e più ampio nel prossimo futuro””]”,”LEND-685-3″ “LENIN V.I.”,”Opere IV. Febbraio 1898-febbraio 1901. A proposito della nostra statistica delle fabbriche e delle officine – Recensione: Bogdanov, Breve corso di scienza economica – Nota sul problema della teoria dei mercati – Recensione: Parvus, Il mercato mondiale e la crisi agraria – Recensione: Gvozdev, I kulak usurai e la loro importanza economico-sociale – Recensione: La Russia industriale e commerciale – Ancora sulla teoria della realizzazone – Recensione, Karl Kautsky, Die Agrarfrage. Eine Uebersicht über die Tendenzen der modernen Landwirtschaft und die Agrarpolitik u.s.w. – Recensione, Hobson, L’evoluzione del capitalismo moderno – Il capitalismo nell’agricoltura – Risposta al Signor P. Nezdanov – Protesta dei socialdemocratici russi – Recensione, Karl Kautsky, Bernstein und das socialdemokratische Programm. Ein Antikritik – Articoli per la «Rabociaia Gazieta» – Progetto di programma del nostro partito – Una tendenza retrograda nella socialdemocrazia russa – A proposito della «profession de foi» – Sui tribunali industriali – Sugli scioperi – Una critica acritica – Progetto di dichiarazione delle redazioni dell’ «Iskra» e della «Zarià» – Perché è mancato poco che la «scintilla» si spegnesse – Progetto di accordo – Dichiarazione della redazione dell’ «Iskra» – Prefazione all’opuscolo «Le giornate di maggio a Kharkov» – I compiti urgenti del nostro movimento – La guerra cinese – La scissione dell’unione dei socialdemocratici russi all’estero – Nota del 29 dicembre 1900 – Note occasionali: I. Picchia, sì, ma non a morte, II. Perchè accelerare il corso dei tempi?, III. Una statistica oggettiva – Arruolamento forzato di 183 studenti – Il partito operaio e i contadini.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1957 Recensione al libro di Parvus ‘Il mercato mondiale e la crisi agraria’ (pag 65-66) Altre recensioni dei libri di Bogdanov, Gvozdev, Kautsky, Hobson “”Il signor Bulgakov ha però ripreso (p. 30 e sgg.) assolutamente senza motivo, l’impostazione puramente scolastica di questo problema degli economisti precedenti (il salario si attinge dalla produzione corrente oppure dalla produzione del periodo produttivo precedente?) e si è creato inutili difficoltà, «scartando» l’indicazione di Marx, il quale «contraddirebbe il suo punto di vista fondamentale», «ragionando come se» «il salario si attingesse non dal capitale, ma dalla produzione corrente» (p. 135). Marx non imposta affatto il problema in questa forma. Il signor Bulgakov sente la necessità di «scartare» l’indicazione di Marx perché cerca di applicare alla teoria di Marx un’impostazione del problema che a Marx è del tutto estranea. Una volta spiegato il processo della produzione sociale complessiva in relazione al consumo del prodotto da parte delle varie classi della società, e come i capitalisti anticipano il denaro necessario per la circolazione del prodotto, una volta spiegato tutto ciò, sapere se il salario si attinga dalla produzione corrente o da quella precedente non ha più alcuna importanza. Per questo Engels, che ha curato gli ultimi volumi del ‘Capitale’, dice nella prefazone al secondo volume che le speculazioni, per esempio di Rodbertus tendenti a stabilire «se il salario derivi dal capitale o dal reddito appartengono alla scolastica e sono definitivamente liquidate con la III sezione di questo secondo libro del ‘Capitale’» (‘Das Kapital’, II, Vorwordt, p. XXI)”” (Ivi, II, I, p. 25 – p. 66) (pag 64) (firmato Vladimir Ilin)”,”LEND-685-4″ “LENIN V.I.”,”Opere V. Maggio 1901 – febbraio 1902. Da che cosa cominciare? – Un nuovo eccidio – I persecutori degli Zemstvo e gli Annibali del liberalismo – Una preziosa confessione – Gli insegnamenti della crisi – I feudali al lavoro – Il congresso degli Zemstvo – La questione agraria e i «critici di Marx» – Il congresso di unificazione delle organizzazioni del POSDR all’estero, 21-22 settembre (4-5 ottobre) 1901 – La lotta contro gli affamati – Risposta al Comitato di Pietroburgo – La situazione all’estero – Norme carcerarie e condanna ai lavori forzati – Rassegna di politica interna – Prefazone all’opuscolo «documenti del congresso di unificazione» – La protesta del popolo finlandese – La rivista Svoboda – Un colloquio con i sostenitori dell’economismo – Il 25° anniversario dell’attività rivoluzionaria di G.V. Plekhanov – L’inizio delle manifestazioni – Una lettera degli «operai del Sud» – Anarchia e socialismo – A proposito del bilancio dello Stato – L’agitazione politica e il «punto di vista di classe» – Risposta a un «lettore» – Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento (1902).”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1958 Contiene: – Da che cosa cominciare – La questione agraria e i “”critici di Marx”” – Il venticinquesimo anniversario dell’attività rivoluzionaria d G.V. Plechanov – Anarchia e socialismo – Che fare? Engels e l’importanza della lotta teorica (pag 338-343) (in ‘Che fare?)”,”LEND-685-5″ “LENIN V.I.”,”Opere VI. Gennaio 1902 – agosto 1903. Materiali per l’elaborazione del programma del POSDR – Sintomi di bancarotta – Dalla vita economica della Russia. Le casse di risparmio – Rapporto della redazione dell’«Iskra» alla riunione (conferenza) dei comitati del POSDR – Il programma agrario della socialdemocrazia russa – Lettera ai membri degli «zemstvo» – Il gruppo «La lotta» – Lettera all’«Unione settentrionale» – Perchè la socialdemocrazia deve dichiarare una guerra risoluta e implacabile ai socialisti-rivoluzionari? – Due lettere a I.I. Radcenko – Avventurismo rivoluzionario – Lettera al comitato di Mosca – Prefazione alla seconda edizione dell’opuscolo «I compiti dei socialdemocratici russi» – Il progetto di una nuove legge sugli scioperi – Lettera alla redazione del «Iuzny Raboci» – Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi – Lotta politica e politicantismo – Le dimostrazioni – Il socialismo volgare e il populismo risuscitati dai socialisti-rivoluzionari – I compiti del movimento socialdemocratico – Tesi fondamentale contro i socialisti-rivoluzionari – Nuovi avvenimenti e vecchi problemi – Agli studenti delle scuole medie – Il gruppo «Svoboda» – Estratto di un articolo contro i socialisti-rivoluzionari – Progetto di indirizzo del comitato d’organizzazione russo alla lega, all’unione e al comitato estero del Bund – A proposito delle relazioni dei comitati e dei gruppi del POSDR al congresso generale del partito – Gli zubatovisti di Mosca a Pietroburgo – Comunicato sulla costituzione del «Comitato d’organizzazione» – Alcune considerazioni a proposito della lettera di 7Z 6F – La dichiarazione del Bund – Il manifesto dei socialdemocratici armeni – Occorre un «partito politico autonomo» al proletariato ebraico? – Le concezioni marxiste sulla questione agraria in Europa e in Russia – L’autocrazia tentenna…. – Il signor Struve smascherato da un suo collaboratore ai contadini poveri – Les beaux esprits se rencontrent – Risposta alla critica del nostro progetto di programma – Schema di un articolo contro i socialisti-rivoluzionari – Il congresso del POSDR – L’era delle riforme – L’ultima parola del nazionalismo bundista – Contraddizioni e zigzag di Martov.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1959 Contiene in particolare: – Il programma agrario della socialdemocrazia russa (pag 95-136) – Articoli vari e tesi contro gli SR, i socialisti-rivoluzionari – Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi (pag 231-) – Occorre un “”partito politico autonomo”” al proletariato ebraico? (pag 306-311) – L’ultima parola del nazionalismo bundista (pag 481-485) – Le concezioni marxiste sulla questione agraria in Europa e in Russia (pag 312-318) – Il congresso del POSR (pag 431-472) – Lotta politica e politicantismo (pag 232-239) (vs Struve) “”Il signor Struve, vedete un po’, dissente decisamente e incondizionatamente dall’opinione che la rivoluzione violenta è preferibile alla rivoluzione pacifica. I rivoluzionari russi più decisi – egli dice – hanno preferito per principio la via pacifica, e nessuna dottrina può offuscare questa gloriosa tradizione. E’ difficile concepire qualcosa di più falso e stiracchiato di questo ragionamento. Possibile che il signor Struve non capisca che lo schiavo che si è ribellato ha il diritto di dire che è preferibile la pace con il proprietario di schiavi, mentre lo schiavo che rinuncia a ribellarsi, ripetendo le stesse parole, cade in una vergognosa ipocrisia? «In Russia, purtroppo ‘o fortunatamente’, gli elementi della rivoluzione non sono maturi», dice il signor Struve, e questa parola «fortunatamente» lo tradisce. Quanto alle gloriose tradizioni del pensiero rivoluzionario, sarebbe meglio che il signor Struve tacesse. Ci basta menzionare le celebri parole conclusive del ‘Manifesto’ (57). Ci basta ricordare che trent’anni dopo il ‘Manifesto’, quando gli operai tedeschi furono privati di una piccola parte di quei diritti che il popolo russo non ha mai avuto, Engels diede la seguente energica risposta a Dühring: «Per il signor Dühring la forza è il male assoluto, il primo atto di violenza è per lui il peccato originale, tutta la sua esposizione è una geremiade sul fatto che la violenza, questa potenza diabolica, ha infettato tutta la storia fino ad ora con la tabe del peccato originale, ed ha vergognosamente falsificato tutte le leggi naturali e sociali. Ma che la violenza abbia nella società ancora un’altra funzione, una funzione rivoluzionaria, che essa, secondo le parole di Marx, sia la levatrice di ogni vecchia società gravida di nuova, che essa sia lo strumento con cui si compie il movimento della società, e che infrange forme politiche irrigidite e morte, di tutto questo nel signor Dühring non si trova neanche una parola. Solo con sospiri e con gemiti egli ammette la possibilità che per abbattere l’economia dello sfruttamento sarà forse necessaria la violenza… purtroppo! Infatti ogni uso di violenza demoralizza colui che la usa. E questo di fronte all’elevato slancio morale e intellettuale che è stato il risultato di ogni rivoluzione vittoriosa! E questo in Germania, dove una violenta collisione, che potrebbe anche essere imposta al popolo, avrebbe almeno il vantaggio di estirpare lo spirito servile che, a causa dell’avvilimento conseguente alla guerra dei trent’anni, ha permeato la coscienza nazionale. E questa mentalità da predicatore, fiacca, insipida e impotente, ha la pretesa di imporsi al partito più rivoluzionario che la storia conosca?» (58)”” (pag 237-238) [(57) Cfr. il ‘Manifesto del partito comunista, cit., p. 144; (58) Cfr. F. Engels, ‘Antidühring’, Roma, Editori Rinascita, 1950, pp. 201-2]”,”LEND-685-6″ “LENIN V.I.”,”Opere VII. Settembre 1903 – dicembre 1904. Racconto sul II Congresso del POSDR – Il colpo è fallito!… – Piano delle lettere sui compiti della gioventù rivoluzionaria – I compiti della gioventù rivoluzionaria. Lettera prima – Il secondo congresso del partito. Schema di articolo – Il massimo di impudenza e il minimo di logica – Progetto di appello del CC e della redazione dell’organo centrale ai membri dell’opposizione. Variante – Il II congresso della lega estera della socialdemocrazia rivoluzionaria russa. 13-18 (26-31) ottobre 1903 – Una dichiarazione non presentata – Dichiarazione di rinuncia alla carica di membro del consiglio del partito e di redattore dell’organo centrale – La posizione del Bund nel partito – Borghesia populisteggiante e populismo smarrito – Alla redazione dell’organo centrale del POSDR – Una dichiarazione inedita – Lettera alla redazione dell’«Iskra» – Lettera del CC del POSDR all’amministrazione della Lega estera, ai gruppi sostenitori del partito e a tutti i membri del partito all’estero – Nota sulla posizione della nuova «Iskra» – Prefazione all’opuscolo «Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi» – Poscritto all’opuscolo «Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi» – Ai membri del partito. Progetto di appello – Il consiglio del POSDR – Al partito. Progetto di appello – Sulle circostanze della mia uscita dalla redazione dell’«Iskra» – Il primo maggio. Progetto di manifestino – Un passo avanti e due indietro. (La crisi del nostro partito) – Lettera ai membri del CC – Dichiarazione di tre membri del CC – Al partito. Schema di appello – Il consiglio del POSDR. 31 maggio (13 giugno) e 5 (18) giugno 1904 – Che cosa ci proponiamo di ottenere? (Al partito) – Al partito – Ai cinque membri del Comitato centrale in Russia – Lettera ai fiduciari del CC e ai membri dei comitati del POSDR dichiaratisi per la maggioranza del secondo congresso del partito – Lettera a Glebov (v. A. Noskov) – Un passo avanti e due indietro. Risposta di N. Lenin a Rosa Luxemburg – Un liberale compiacente – Prefazione all’opuscolo di N. Sciakhov «La lotta per il congresso» – Informazione sull’avvenuta costituzione dell’Ufficio dei comitati della maggioranza. Progetto – La campagna degli Zemstvo e il piano dell’«Iskra» – Tesi della relazione sulla situazione interna del partito. Tesi della mia relazione – Lettera ai compagni. (In occasione della pubblicazione di un organo di stampa della maggioranza del partito) – Dichiarazione e documenti sulla rottura degli organismi centrali col partito.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1959 Contiene in particolare: Sui giovani: I compiti della gioventù rivoluzionaria’ (pag 35-) (1903) – La posizione del Bund nel partito (pag 86-) – Prefazione e poscritto all’ opuscolo “”Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi”” (1904) – Il primo maggio. Progetto di manifesto (1904) pag 192 – Un passo avanti e due indietro (pag 197) – Risposta a R. Luxemburg a proposito di ‘Un passo avanti e due indietro’ (pag 460-) Un passo avanti e due indietro. Risposta di N. Lenin a Rosa Luxemburg (130) “”La compagna Luxemburg dice (…) che nel mio libro [‘Un passo avanti e due indietro’, ndr] ha trovato netta e chiara espressione la tendenza ad un «centralismo che non tien conto di nulla». La compagna Luxemburg ritiene in tal modo che io difenda un sistema organizzativo contro un altro. In effetti però non è così. Nel corso di tutto il libro, dalla prima all’ultima pagina, io difendo le tesi elementari di qualsiasi sistema di qualsiasi organizzazione di partito pensabile. Nel mio libro si esamina non la questione della differenza tra questo o quel sistema organizzativo, ma la questione del modo in cui un qualsiasi sistema si debba sostenere, criticare e correggere senza contraddire ai principi del partito. (…) La compagna Rosa Luxemburg dice che nella socialdemocrazia russa non sussisterebbero dubbi circa la necessità di un partito unitario e che tutta la polemica verterebbe sulla questione di un maggiore o minore accentramento. In realtà questo non è vero. Se la compagna Rosa Luxemburg si fosse data la pena di conoscere le risoluzioni dei numerosi comitati locali del partito che costituiscono la maggioranza, avrebbe potuto agevolmente capire (ciò è del resto chiaramente evidente anche dal mio libro) che tra noi la polemica verte su una questione: se cioè il Comitato centrale e l’organo centrale debbano o no rappresentare per se stessi l’orientamento della maggioranza del congresso del partito. Su questa «ultracentralistica» e meramente «blanquistica» esigenza la nostra stimata compagna non dice mezza parola; lei preferisce tuonare contro la meccanica sottomissione della parte al tutto, contro l’ubbidienza da cadavere, contro la subordinazione cieca e altri simili spauracchi. Sono molto grato alla compagna Luxemburg per la spiegazione dell’idea davvero profonda che l’ubbidienza da cadavere è dannosissima per il partito, ma vorrei tanto sapere: ritiene normale la nostra compagna, può ammettere, ha mai visto in un qualche partito che negli organi centrali che si definiscono organi del partito domini la minoranza del congresso del partito? (…). La compagna Luxemburg dice che con la mia definizione del «socialdemocratico rivoluzionario» come giacobino legato all’organizzazione degli operai dotati di coscienza di classe ho caratterizzato forse il mio punto di vista più acutamente di quanto non avesse potuto fare uno qualsiasi dei mie avversari. Ancora una volta un’inesattezza di fatto. Non io, ma P. Axelrod è stato il primo a parlare di giacobinismo. E’ stato Axelrod il primo a paragonare le nostre sfumature di partito con quelle dei tempi della grande rivoluzione francese. Io ho rilevato unicamente che questo confronto è ammissibile solo nel senso che la divisione dell’odierna socialdemocrazia in rivoluzionaria e opportunistica corrisponde fino ad un certo punto alla divisione in montagnardi e girondini. Un simile confronto è stato fatto spesso dalla vecchia ‘Iskra’, riconosciuta dal congresso del partito. (…) Rosa Luxemburg ‘confonde’ qui la relazione esistente tra due correnti rivoluzionarie del XVIII e del XX secolo con l’identificazione di queste due correnti”” (pag 460-463) [(130) L’articolo di Lenin ‘Un passo avanti e due indietro (risposta all’articolo di Rosa Luxemburg ‘Organisationsfragen der russischen Sozialdemokratie’) venne inviato a Kautsky perché venisse pubblicato nell’organo della socialdemocrazia tedesca ‘Die Neue Zeit’, ma Kautsky si rifiutò di pubblicarlo]”,”LEND-685-7″ “LENIN V.I.”,”Opere VIII. Gennaio-luglio 1905. Autocrazia e proletariato – Ottime manifestazioni di proletari e pessimi ragionamenti di certi intellettuali – E’ ora di finirla – Conferenze di comitati – Un altro prestito alla Russia – Ad A.A. Bogdanov – La caduta di Port-Arthur – La gente non si nutre di chiacchiere – Lettera al gruppo dei bolscevichi di Zurigo – Lettera a E.D. Stasova e ai compagni detenuti nel carcere di Mosca – La rivoluzione in Russia – Democrazia operaia e democrazia borghese – Dal populismo al marxismo. Articolo primo – Lo sciopero di Pietroburgo – I nostri tartufi – L’inizio della rivoluzione in Russia – Giornate rivoluzionarie – La pace dello zar – Breve esposto sulla scissione del POSDR – Trepov spadroneggia – Pietroburgo dopo il nove gennaio (1905) – Primi insegnamenti – Lettera ad A.A. Bogdanov e S.I. Gusev – Due tattiche – Intorno all’accordo di lotta per l’insurrezione – Dobbiamo organizzare la rivoluzione? Sulla convocazione del III congresso del partito – Dal campo neoiskrista – Lettera alle organizzazioni di Russia – Piano generale delle decisioni del III congresso – Progetti di risoluzione del III congresso del POSDR – Emendamento al paragrafo dello statuto sui centri – Inchiesta per il III congresso del partito – Prefazione all’opuscolo «Memorandum di Lopukhin, direttore del dipartimento di polizia» – Schema di conferenza sulla Comune – Nuovi compiti e nuove forze – Osvobozdentsy e neoiskristi, monarchici e girondini – Infiniti pretesti – Ma chi vogliono ingannare? – Proletariato e democrazia borghese – Il proletariato e i contadini – Sulla lotta di strada (Consigli di un generale della Comune) – Un primo passo – Per la storia del programma del partito – Sul nostro programma agrario (Lettera al III Congresso) – Manovre dei bonapartisti – Una rivoluzione del tipo 1789 o del tipo 1848? – Al partito – Un secondo passo – Il capitale europeo e l’autocrazia – La socialdemocrazia e il governo rivoluzionario provvisorio – La dittatura democratica rivoluzionaria del proletariato e dei contadini – L’abitudine franco-russa di «ungere»! – La colpa è sempre degli altri – Il programma agrario dei liberali – Marx sulla «ripartizione nera» americana – Il consiglio smascherato – Lettera aperta al compagno Plekhanov, presidente del consiglio del POSDR – Sul problema del III congresso – Abbozzo di manifestino per il Primo maggio – Primo maggio – Il mercato costituzionale – Sulle relazioni quindicinali delle organizzazioni del partito – III congresso del POSDR, 12 (25) aprile – 27 aprile (10 maggio) 1905 – Sofismi politici – Informazioni sul terzo congresso del partito operaio socialdemocratico di Russia – Sulla costituzione del congresso – Il terzo congresso – La rivoluzione vittoriosa – Sulla fusione di politica e pedagogia – Lettera all’ufficio internazionale socialista – Consigli della borghesia conservatrice – Sul governo rivoluzionario provvisorio – La disfatta – Lotta rivoluzionaria e mediazione liberale – Agli operai ebrei – La nuova unione operaia rivoluzionaria – I compiti democratici del proletariato rivoluzionario – Primi passi del tradimento borghese – «Rivoluzionari» in guanti bianchi – Lettera aperta alla redazione del «Leipziger Volkszeitung» – Quadro del governo rivoluzionario provvisorio – La lotta del proletariato e il servilismo della borghesia – Un terzo passo indietro – All’ufficio internazionale socialista – Tre costituzioni ovvero tre tipi di struttura statale – L’esercito rivoluzionario e il governo rivoluzionario – Lo zar russo cerca la protezione del sultano turco contro il proprio popolo – La borghesia mercanteggia con l’autocrazia. L’autocrazia mercanteggia con la borghesia.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1961 Contiene in particolare: – Dal populismo al marxismo (pag 70-) – Sulla lotta di strada (Consigli di un generale della Comune) (pag 215) – Una rivoluzione del tipo 1789 o del tipo 1848 ? (pag 232-) – Marx sulla “”ripartizione nera”” (pag 292-) – Sulla fusione di politica e pedagogia (pag 414-) – L’ esercito rivoluzionario e il governo rivoluzionario (pag 518-) Cluseret. “”L’articolo che presentiamo è la traduzione di uno dei memoriali di Cluseret, noto esponente della Comune di Parigi. Egli basa le sue considerazioni, come risulta dai brevi dati biografici che seguono, soprattutto, anche se non esclusivamente, sull’esperienza delle insurrezioni parigine. Inoltre egli esamina specificatamente la rivoluzione del proletariato contro tutte le classi abbienti, mentre in Russia l’attuale lotta rivoluzionaria è combattuta in genere da tutto il popolo contro la cricca governativa. Le originali idee di Cluseret possono quindi fornire al proletariato russo solo i documenti per elaborare in modo autonomo, in rapporto alle condizioni russe, l’esperienza dei compagni dell’Europa occidentale. Non ci sembra superfluo dare al lettore qualche cenno sull’interessante biografia dell’autore. Gustav-Paul Cluseret nacque a Parigi il 13 giugno 1823. Frequentò la scuola di guerra di Saint-Cry, da cui uscì nel 1843 col grado di sottotenente (souslieutenant). Nel 1848 prese parte attiva, come tenente, alla repressione dell’insurrezione operaia di Parigi (giornate di giugno). Nel giro di 6 ore espugnò 11 barricate e catturò 3 bandiere. Per questa «impresa» fu insignito dell’ordine della Legion d’onore. Nel 1855 partecipò col grado di capitano alla campagna di Crimea. Quindi lasciò il servizio. Dopo aver preso parte con Garibaldi alla guerra di liberazione italiana, nel 1861 partì per l’America e diede il suo contributo alla guerra civile contro gli Stati schiavisti. Fu nominato generale e, dopo la vittoria di Croskeys, ottenne la cittadinanza americana. Rientrato in Francia nel 1868 fu imprigionato per gli articoli pubblicati sul giornale ‘L’Art’. Nel carcere di Sainte-Pelagie prese contatto con gli esponenti dell’Internazionale. Per le sue aspre critiche di carattere militare pubblicate sulla stampa fu espulso dalla Francia come cittadino americano. Dopo la proclamazione della repubblica (4 settembre 1870) fece ritorno a Parigi, e prese parte ai tentativi insurrezionali di Lione e di Marsiglia. Il 3 aprile 1871 fu nominato ministro della guerra della Comune. Il 16 aprile fu eletto membro della Comune. Per la capitolazione del forte di Issy fu destituito dalla Comune e arrestato, ma poi assolto. Dopo l’amnistia del 1881 tornò in Francia e pubblicò a puntate ‘La Commune’ e ‘La Marseillaise’. Condannato a due anni di carcere per aver istigato l’esercito all’insubordinazione, fuggì dalla Francia. Nel 1888, alle elezioni della Camera dei deputati, si presentò come candidato del partito rivoluzionario e attaccò a fondo il parlamentarismo e il partito radicale di Clemenceau. Nel 1889 venne eletto deputato nelle seconda circoscrizione di Tolone. Fece parte del gruppo operaio socialista. Scrisse ‘L’armée et la democratie’ (1869) e due volumi di ‘Mémoires’ (1887) dedicati alla Comune”” (pag 215-216) [V.I. Lenin, Sulla lotta di strada (Consigli di un generale della Comune), Vperiod, n. 11 23 (10) marzo 1905; Opere complete, volume 8, gennaio-luglio 1905, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002]”,”LEND-685-8″ “LENIN V.I.”,”Opere IX. Giugno-novembre 1905. Due tattiche della socialdemocrazia tedesca nella rivoluzione democratica – Postilla – Ultima parte dell’articolo «La Comune di Parigi e gli obiettivi della dittatura democratica» – Alla segreteria dell’Ufficio internazionale socialista, Bruxelles – La rivoluzione istruisce – Rabbiosa impotenza – Prima variante della prefazione all’opuscolo «Gli operai e la scissione del partito» – Prefazione all’opuscolo «Gli operai e la scissione del partito» – Il proletariato lotta, la borghesia si insinua al potere – Il boicottaggio della Duma di Bulyghin e l’ insurrezione – Nota alla risoluzione della conferenza delle organizzazioni estere del POSDR – Nota all’articolo di M.N. Pokrovski «Gli intellettuali professionisti e i socialdemocratici» – Risposta alla redazione del «Proletari» alla domanda del compagno «operaio» – «L’unione dello zar con il popolo e del popolo con lo zar» – I centoneri e l’ organizzazione dell’ insurrezione – Postilla della redazione all’articolo «Il III° Congresso davanti al tribunale dei menscevichi del Caucaso» – Gli zemtsy «liberali» già battono in ritirata? – La classe operaia e la rivoluzione – Prefazione alla terza edizione dell’opuscolo «I compiti dei socialdemocratici russi» – Nota all’opuscolo di P. Nikolaiev «La rivoluzione in Russia» – A rimorchio della borghesia monarchica o alla testa del proletariato rivoluzionario e dei contadini? – La più chiara esposizione del piano più confuso – La socialdemocrazia internazionale deve conoscere i nostri affari di partito – Nota all’articolo «Le finanze della Russia e la rivoluzione» – L’atteggiamento della socialdemocrazia verso il movimento contadino – Che cosa vogliono e che cosa temono i nostri borghesi liberali? – La teoria della generazione spontanea – Lettera all’ Ufficio internazionale socialista – Incontro tra amici – Discutete sulla tattica, ma date parole d’ordine chiare! – Si giuoca al parlamentarismo – Le unioni liberali e la socialdemocrazia – Dalla difesa all’attacco – Il momento – Lettera alla redazione dell’organo centrale del POSDR – Il congresso di Jena del Partito operaio socialdemocratico tedesco – Nessuna falsità! La nostra forza sta nel proclamare la verità – La cosiddetta organizzazione operaia socialdemocratica armena – Il congresso degli «zemtsy» – Il socialismo e i contadini – Borghesia sazia e borghesia avida – I grandi proprietari feudali e il boicottaggio della Duma – L’unificazione del partito – Una replica rabbiosa – Una nuova conferenza menscevica – La rappresentanza del POSDR presso l’Ufficio internazionale socialista – Dai colloqui con i lettori – Giornate di sangue a Mosca – Borghesia dormiente e borghesia desta – Al comitato di lotta presso il comitato di Pietroburgo – Sciopero politico e lotta di strada a Mosca – L’ultima parola della tattica «iskrista» o elezioni farsa come nuovo motivo stimolante per l’insurrezione – Nota all’articolo di M. Borisov «Il movimento sindacale e i compiti della socialdemocrazia» – A proposito della morte di Trubetskoi – Gli insegnamenti dei fatti di Mosca – La «Borbà» proletaria – La gioventù emigrata e la rivoluzione russa – Lettera all’Ufficio internazionale socialista – Sciopero politico generale in Russia – Primi risultati dello schieramento politico – Isterismo di sconfitti – Un ultimatum di Riga rivoluzionaria – I piani del minostro-clown – In Russia la situazione si aggrava – Note all’articolo «Il movimento operaio britannico e il congresso delle Trade Unions» – Equilibrio delle forze – Una duscecka socialdemocratica – L’opuscolo di P.B. Axelrod «La duma popolare ed il congresso operaio» – Il compiti dei distaccamenti dell’esercito rivoluzionario – Speranze liberali nella Duma – Prima vittoria della rivoluzione – Ultime notizie – Nikolai Ernestovic Bauman – Socialismo piccolo-borghese e socialismo proletario – L’epilogo si avvicina – Interpolazione all’articolo di V. Kalinin «Il congresso dei contadini» – Tra due battaglie.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1960 Contiene in particolare: – Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica (p. 9-) – La rivoluzione istruisce (p. 132-) – Nota all’articolo di Pokrovski “”Gli intellettuali professionisti e i socialdemocratici “” (p. 172) – prefazione alla 3° edizione dell’ opuscolo ‘I compiti dei socialdemocratici russi’ (p. 192) – La teoria della generazione spontanea (p. 229-) – Il congresso di Jena della SPD (p. 271) – Giornate di sangue a Mosca (p. 317-) – La gioventù emigrata e la rivoluzione russa (p. 366-) – Note all’articolo “”Il movimento operaio britannico e il congresso delle Trade Unions”” (p. 391) – I compiti dei distaccamenti dell’ esercito rivoluzionario (p. 398-) – Socialismo piccolo-borghese e socialismo proletario (p. 416) “”L’arretratezza della Russia spiega naturalmente come nel nostro paese siano molto radicate le diverse dottrine socialiste ormai invecchiate. Tutta la storia del pensiero rivoluzionario russo negli ultimi venticinque anni è la storia della lotta del marxismo contro il socialismo populista piccolo-borghese. E se il rapido sviluppo e i sorprendenti successi del movimento operaio russo hanno permesso al marxismo di vincere anche in Russia, d’altra parte lo sviluppo di un movimento contadino indubbiamente rivoluzionario, specialmente dopo le famose sommosse contadine del 1902 nella Piccola Russia (116), ha in certo qual modo rianimato il decrepito populismo. L’antico populismo, verniciato dell’opportunismo europeo di moda (revisionismo bernsteinismo, critici di Marx), costituisce tutto l’originale bagaglio ideale dei cosiddetti socialisti-rivoluzionari. Il problema contadino occupa quindi un posto centrale nelle polemiche dei marxisti tanto con i populisti propriamente detti, quanto con i socialisti-rivoluzionari. Il populismo era in una certa misura una dottrina organica e conseguente. Negava il dominio del capitalismo in Russia; negava la funzione degli operai delle fabbriche e delle officine quali combattenti d’avanguardia di tutto il proletariato; negava l’importanza della rivoluzione politica e della libertà politica borghese; predicava una rivoluzione socialista che sarebbe sorta di colpo dalla comunità contadina, con la sua piccola economia agricola. Di tutta questa dottrina non sono rimasti ora che i brandelli, ma per comprendere bene le attuali polemiche, per evitare che si convertano in un alterco è indispensabile non perdere mai di vista le ‘basi’ populiste, generali e fondamentali, degli errori dei nostri socialisti-rivoluzionari. …. finire (pag 416-418) [‘Socialismo piccolo-borghese e socialismo proletario’]”,”LEND-685-9″ “LENIN V.I.”,”Opere X. Novembre 1905 – giugno 1906. I nostri compiti e il soviet dei deputati operai sulla riorganizzazione del partito – Il proletariato e i contadini – Organizzazione di partito e letteratura di partito – Deliberazione del comitato esecutivo del Soviet dei deputati operai di Pietroburgo sulla lotta contro la serrata – Una provocazione fallita – L’ esercito e la rivoluzione – I piatti della bilancia si equilibrano – Imparate dai nemici – Il burocratismo rivoluzionario e la causa rivoluzionaria – L’autocrazia morente e i nuovi organi del potere popolare – Socialismo e anarchia – Il partito socialista e il rivoluzionarismo senza partito – Socialismo e religione – Risoluzione della conferenza della «maggioranza» di Tammerfors sulla questione agraria – Fasi, orientamento e prospettive della rivoluzione – Il partito operaio e i suoi compiti nella situazione attuale – Bisogna boicottare la Duma di Stato? – La Duma e la tattica socialdemocratica – La situazione attuale della Russia e la tattica del partito operaio – A tutti gli operai e operaie della città di Pietroburgo e della provincia – Risoluzione dell’organizzazione pietroburghese del POSDR sulla tattica del boicottaggio – La rivoluzione russa e i compiti del proletariato – Piattaforma tattica per il congresso di unificazione del POSDR – Revisione del programma agrario del partito operaio – Prefazione all’edizione russa dell’ opuscolo di Kautsky “”La distruzione della socialdemocrazia”” – La vittoria dei cadetti e i compiti del partito operaio – Congresso di unificazione del POSDR 10 (23) aprile – 25 aprile (8 maggio) 1906 – Indirizzo al partito dei delegati al congresso di unificazione già appartenenti all’ex frazione dei “”bolscevichi””, relazione sul congresso di unificazione del POSDR, Lettera agli operai di Pietroburgo – Lotta per la libertà e lotta per il potere – Una nuova ascesa – Per un consuntivo del congresso – La Duma e il popolo – Fra giornali e riviste – A proposito della risoluzione bolscevica sulla Duma – Il gruppo operaio alla Duma – A proposito del problema dell’organizzazione – Discorso al comizio in casa della Panina – Risoluzione approvata nel comizio in casa della Panina – Il gruppo contadino o del lavoro e il POSDR – La questione della terra alla Duma – Risoluzione e rivoluzione – Né terra né libertà – La vittoria elettorale della socialdemocrazia a Tiflis – Il governo, la duma e il popolo – I cadetti impediscono alla Duma di rivolgersi al popolo – E non vogliono mercanteggiare! – L’appello dei deputati operai della Duma – La questione della terra e la lotta per la libertà – I «goremycniki», gli ottobristi e i cadetti – Libertà di critica e unità d’azione – Cattivi consigli – Voci e pettegolezzi sullo scioglimento della Duma di stato – Kautsky e la Duma di stato – I cadetti, i trudoviki e il partito operaio – Come ragiona il compagno Plekhanov sulla tattica della socialdemocrazia? – Risoluzione (II) del comitato pietroburghese del POSDR sulla Duma di stato – Sulla parola d’ordine del ministero della Duma – L’attuale situazione politica – La tattica del proletariato e i compiti del momento – La socialdemocrazia tedesca a proposito dei cadetti – Fra giornali e riviste – Decidano gli operai! – «Non bisogna guardare in alto, ma in basso» – La reazione scatena la lotta armata – Risoluzione (III) del comitato pietroburghese del POSDR sul ministero della Duma.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1961 Contiene in particolare: – Organizzazione di partito e letteratura di partito (p. 34-) – Imparate dai nemici (p. 50-) – Il partito socialista e il rivoluzionarismo senza partito (p. 65-) – Socialismo e religione (p. 73-) – Kautsky e la Duma di stato (p. 431-) – Come ragiona il compagno Plekhanov sulla tattica della socialdemocrazia? (p. 439-) – La socialdemocrazia tedesca a proposito dei cadetti (p. 472-) “”Imparate dai nemici, compagni operai che aspirate a creare una organizzazione operaia apartitica o che siete comunque indifferenti di fronte a questa aspirazione! Ricordate il ‘Manifesto del partito comunista’ di Marx e di Engels, che parla di ‘trasformazione’ del proletariato in ‘classe’ mediante il progressivo sviluppo non soltanto della sua unità, ma anche della sua ‘coscienza’. Ricordate l’esempio di paesi come l’ Inghilterra, nei quali la lotta di classe del proletariato contro la borghesia è stata condotta sempre e dappertutto; ma nei quali il proletariato è rimasto tuttavia diviso, i suoi eletti sono stati comprati dalla borghesia, la sua coscienza è stata corrotta dagli ideologi del capitale, la sua forza è stata dissipata mediante il distacco dell’ aristocrazia operaia dalla massa degli operai. Ricordate tutto questo, compagni proletari, e perverrete alla convinzione che soltanto il proletariato socialdemocratico è un proletariato consapevole dei propri compiti ‘di classe’. Abbasso l’apartiticità! L’apartiticità è stata sempre e dappertutto strumento e parola d’ordine della borghesia. Noi possiamo e dobbiamo, a certe condizioni, marciare insieme con i proletari non coscienti, insieme con i proletari che accettano dottrine non proletarie (il programma dei «socialisti-rivoluzionari»), ma non dovremo mai e in nessun caso attenuare il nostro rigoroso spirito di partito, non dovremo mai e in nessun caso dimenticare, né permetterci di dimenticare, che l’ostilità per la socialdemocrazia nelle file della classe operaia è un residuo di concezioni borghesi in seno al proletariato”” [Lenin, ‘Imparate dai nemici’, Novaia Gizn, n. 16, 18 novembre 1905] (pag 50-51)”,”LEND-685-10″ “LENIN V.I.”,”Opere XI. Giugno 1906 – gennaio 1907. Vigilia – Esitazione in alto, risolutezza in basso – La Duma e il popolo – Lotta per il potere e «lotta» per le elemosine – La dichiarazione del nostro gruppo alla Duma – «Quel che stai facendo, fallo presto!» – Una polemica utile – L’aiuto agli affamati e la tattica alla Duma – La trattative per il ministero – Fra giornali e riviste – Chi è per le alleanze con i cadetti? – La Duma cadetta ha dato i fondi al governo degli organizzatori di progrom – I tirapiedi dei cadetti – Ancora sul ministero della Duma – Fra giornali e riviste – Le argomentazioni sbagliate dei boicottisti «senza partito» – Sermoni della borghesia e appelli del proletariato – L’ esercito e il popolo – Fra giornali e riviste – L’organizzazione delle masse e la scelta del momento della lotta – La lotta – Fra giornali e riviste – Assalto audace e pavida difesa – I partiti alla Duma e il popolo – Complotti della redazione e minacce degli organizzatori di pogrom – Lo scioglimento della Duma e i compiti del proletariato – Invio di una delegazione a Sveaborg – Prima della tempesta – Il boicottaggio – La crisi politica e il fallimento della tattica opportunistica – Gli avvenimenti del giorno – Il “”congresso operaio”” – Gli insegnamenti dell’insurrezione di Mosca – Esitazioni circa la tattica – La politica del governo e la lotta imminente – Giù le mani! – L’azione partigiana del partito socialista polacco – L’unificazione del Bund con il partito operaio – L’unificazione del Bund con il partito operaio socialdemocratico in Russia – I menscevichi socialisti-rivoluzionari – Si prepara un nuovo colpo di stato! – La guerra partigiana – La questione della guerra partigiana – Tentativo di classificazione dei partiti politici russi – Osservazioni sul N. 1 del Sozial-Demokrat – Il radicale russo è forte nel senno di poi! – I risultati del congresso cadetto – Il filisteismo nell’ambiente rivoluzionario – Gli scritti di Martov e Cerevanin sulla stampa borghese – La convocazione del congresso straordinario del partito – Come si scrive la storia… – Poscritto all’articolo: «La socialdemocrazia e la campagna elettorale» – La socialdemocrazia e gli accordi elettorali – Opinione particolare esposta alla conferenza del POSDR nome dei delegati della socialdemocrazia della Polonia, della regione lettone, di Pietroburgo, di Mosca, della regione industriale centrale e di quella del Volga – Progetto di appello agli elettori – La lotta contro i socialdemocratici cadetteggianti – La lotta contro i socialdemocratici cadetteggianti di Armavir? – Chi eleggere alla Duma? – Nuovo chiarimento del senato – La crisi del menscevismo – Il proletariato e il suo alleato nella rivoluzione russa – A proposito di un articolo pubblicato nell’organo di stampa del Bund – La contraffazione della Duma da parte del governo e i compiti della socialdemocrazia – La situazione politica e i compiti della classe operaia – I compiti del partito operaio e i contadini – Prefazione alla traduzione russa dell’opuscolo «W. Liebknecht. Nessun compromesso, nessun accordo elettorale» – Prefazione alla traduzione dell’opuscolo: «K. Kautsky. Le forze motrici e le prospettive della rivoluzione russa» – Quale posizione hanno i partiti borghesi e il paritto operaio nelle elezioni della Duma? – Plekhanov e Vasiliev – La campagna elettorale del partito operaio a Pietroburgo – La socialdemocrazia e le elizioni alla Duma – Postilla – «Sentirai il giudizio dello stolto».”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1962 Contiene in particolare: – La socialdemocrazia e gli accordi elettorali (pag 255) – La crisi del menscevismo (pag 319) – Prefazione alla traduzione russa dell’opuscolo: W. Liebknecht… (pag 375) – Prefazione alla traduzione russa dell’opuscolo: K. Kautsky… (pag 382) “”Liebknecht ci insegna che in ogni alleato proveniente dalla borghesia il socialdemocratico deve saper scoprire i lati pericolosi e non nasconderli, mentre da noi i menscevichi gridano che non contro i cadetti bisognalottare, ma contro il pericolo centonero! Come sarebbe utile per costoro riflettere sulle parole di Liebknecht: «Le stolte e feroci violenze dei politici polizieschi, gli attentati costituiti dalla legge contro i socialisti, legge repressiva, legge contro il partito che propaganda la rivoluzione, possono suscitare in noi un sentimento di sprezzante compassione, ma il nemico che ci tende la mano per l’accordo elettorale e si struscia a noi come un amico e un fratello, questo nemico e ‘soltanto questo nemico noi dobbiamo temere'”” (pag 376)”,”LEND-685-11″ “LENIN V.I.”,”Opere XII. Gennaio-giugno 1907. La campagna elettorale della socialdemocrazia a Pietroburgo – Di gradino in gradino – La protesta dei 31 menscevichi – Le elezioni a Pietroburgo e l’ipocrisia dei 31 menscevichi – Come votare a Pietroburgo? (Esiste il pericolo di una vittoria dei centoneri a Pietroburgo?) – Le elezioni a Pietroburgo e la crisi dell’ opportunismo – Le elezioni nella curia operaia a Pietroburgo – La lotta fra i socialdemocratici e i socialisti-rivoluzionari alle elezioni nella curia operaia di Pietroburgo – Come votare a Pietroburgo? (A chi giovano le favole sul pericolo centonero?) – Dati preliminari delle elezioni a Mosca – Un affare Lidval sul piano politico – Bilancio delle elezioni nella curia operaia a Pietroburgo – Il resoconto del rione «Mosca» di Pietroburgo sulle elezioni della II Duma – Alcuni dati sulle elezioni nella curia operaia nel sud della Russia – Significato delle elezioni a Pietroburgo – Prefazione alla traduzione russa delle lettere di K. Marx a L. Kugelmann – La seconda Duma e la seconda ondata della rivoluzione – Il risultato delle elezioni a Pietroburgo – Rapporto alla conferenza dell’organizzazione di Pietroburgo sulla campagna elettorale e sulla tattica alla Duma – Progetti di risoluzione per il quinto congresso del POSDR – La tattica nel POSDR nella campagna elettorale – L’apertura della II Duma – La II Duma e i compiti del proletariato – Un primo passo importante – Tattica piccolo-borghese – Gli organizzatori della scissione e la prossima scissione – La tattica dell’opportunismo – I bolscevichi e la piccola borghesia – Il prossimo scioglimento della Duma e le questioni tattiche – Cadetti e «trudoviki» – La dichiarazione di Stolypin – Le elezioni alla Duma e la tattica della socialdemocrazia russa – La piattaforma della socialdemocrazia rivoluzionaria – Come non bisogna scrivere le risoluzioni – Osservazioni sulla risoluzione dei socialdemocratici estoni – Le basi della transazione – La piattaforma tattica dei menscevichi – Progetto di discorso alla II Duma sulla questione agraria – Un letto morbido, su cui si dorme male – L Duma e l’approvazione del bilancio – La cornacchia loda il corvo… – I bellicosi intellettuali contro la supremazia dell’intellettualità – Iroso smarrimento – La questione agraria e le forze della rivoluzione – Duma anemica o piccola borghesia anemica – La volgarità trionfante o i socialisti-rivoluzionari cadettegianti – Il gruppo socialdemocratico e il 3 aprile alla Duma – Forza e debolezza della rivoluzione russa – Prefazione all’edizione russa del «Carteggio di J. Ph. Becker, J. Dietzgen, F. Engels, K. Marx e altri con F.A. Sorge e altri» – La Duma e i liberali russi – Franz Mehring e la II Duma – Larin e Kurustaliov – La riorganizzazione a Pietroburgo e la fine della scissione – Intorno al problema della rivoluzione nazionale – I verbali della Conferenza di novembre delle organizzazioni militari e di combattimento del Partito operaio socialdemocratico di Russia – Relazione al V Congresso del POSDR a proposito della sciossione di Pietroburgo e della istituzione di un tribunale di partito – V congresso del POSDR – L’atteggiamento verso i partiti borghesi.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1965 Contiene in particolare: – Prefazione alla traduzione russa delle lettere di K. Marx a L. Kugelmann (pag 92-100) – Forze e debolezze della rivoluzione russa (pag 318-326) – Prefazione all’edizione russa del “”Carteggio di J.Ph. Becker J. Dietzgen F. Engels K. Marx e altri con F.A. Sorge e altri”” (Giudizio classico sull’ opportunismo degli intellettuali della socialdemocrazia) (pag 338-345) – Franz Mehring e la II Duma russa (pag 350-356) “”Vediamo (…) che per più di dieci anni (1884-1894 ndr) Marx ed Engels lottarono sistematicamente, con tenacia, contro l’ opportunismo nel partito socialdemocratico tedesco e perseguitarono il filisteismo intellettuale e lo spirito piccolo-borghese nel socialismo. Questo è un fatto estremamente importante. Il grande pubblico sa che la socialdemocrazia tedesca è considerata come il modello della politica e della tattica marxista del proletariato, ma non sa quale guerra continua dovettero condurre i fondatori del marxismo contro l’«ala destra» (espressione di Engels) di questo partito. Che dopo la morte di Engels questa guerra segreta sia divenuta palese non è un effetto del caso, ma il risultato di decenni di sviluppo storico della socialdemocrazia tedesca. Ora scorgiamo con estrema evidenza le due linee dei consigli, indicazioni, emendamenti, minacce, ammonizioni di Engels (e di Marx). Essi incitavano con particolare insistenza i socialisti anglo-americani a fondersi con il movimento operaio, a sradicare dalle loro organizzazioni lo spirito settario ristretto e incallito. E ai socialdemocratici tedeschi insegnavano con particolare insistenza: non cadete nel filisteismo, nel “”cretinismo parlamentare”” (espressione di Marx nella lettera del 19 settembre 1879) (88), nell’opportunismo da intellettuali piccolo-borghesi. Non è forse caratteristico che le nostre comari socialdemocratiche abbiano fatto tanto strepito a proposito dei consigli della prima specie e si sian tappata la bocca, passando sotto silenzio i consigli della seconda? Forse che una ‘simile’ unilateralità nell’apprezzamento delle lettere di Marx e di Engels non è il miglior indice di una certa… «unilateralità» nostra, russa socialdemocratica? Oggi che il movimento operaio internazionale manifesta sintomi di profonda effervescenza e oscillazione, che l’estremismo dell’opportunismo, del «cretinismo parlamentare» e del riformismo filisteo ha suscitato l’estremismo opposto, quello del sindacalismo rivoluzionario, oggi la linea generale degli «emendamenti» apportati da Marx e Engels al socialismo anglo-americano e a quello tedesco acquista un’importanza eccezionale”” (pag 339-340) [V.I. Lenin, ‘Prefazione all’edizione russa del “”Carteggio di J.Ph. Becker J. Dietzgen F. Engels K. Marx e altri con F.A. Sorge e altri”” (Giudizio classico sull’ opportunismo degli intellettuali della socialdemocrazia)’] [(88) ‘Ausgewälte Briefe’, cit. p. 392] ‘Non cadete nel filisteismo, nel “”cretinismo parlamentare””, nell’opportunismo da intellettuali piccolo-borghesi'”,”LEND-685-12″ “LENIN V.I.”,”Opere XIII. Luglio 1907 – marzo 1908. Contro il boicottaggio – In memoria del conte Heiden – Tesi del rapporto tenuto l’8 luglio alla conferenza cittadina di Pietroburgo sulla questione dell’atteggiamento del partito operaio socialdemocratico russo verso la terza Duma – La terza conferenza del PSODR – Note di un pubblicista – Il congresso internazionale socialista di Stoccarda I – Il congresso internazionale socialista di Stoccarda II – Prefazione alla raccolta «Dodici anni» – Rivoluzione e controrivoluzione – La terza Duma – Un articolo di Plekhanov – Conferenza dell’organizzazione di Pietroburgo del POSDR – Si prepara un’«orgia ripugnante» – Ma i giudici chi sono? – Prefazione all’opuscolo di Voinov (A.V. Lunaciarski) sull’atteggiamento del partito verso i sindacati – La questione agraria e i «critici di Marx» – Il programma agrario della socialdemocrazia tedesca nella prima rivoluzione russa del 1905-1907 – I dibattiti sull’estensione dei diritti della Duma in fatto di bilancio – Poscritto all’articolo «I dibattiti sull’estensione dei diritti della Duma in fatto di bilancio» – Note politiche – Dichiarazione della redazione del «Proletari» – Lettera ad A.M. Gorki – La nuova politica agraria – Neutralità dei sindacati – L’incidente occorso al re del Portogallo – Gli insegnamenti della Comune – Una dimostrazione patriottica su ordinazione della polizia – I liberali ingannano il popolo – Come il liberalismo internazionale giudica Marx.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1965 Contiene in particolare: – Il Congresso internazionale socialista di Stoccarda (pag 68 e 75) (Seconda internazionale) – Conferenza dell’organizzazione di Pietroburgo del Posdr (pag 121-) – Prefazione all’ opuscolo di Voinov (A.V. Lunaciarski) sull’atteggiamento del partito verso i sindacati (pag 147-) – La questione agraria e i critici di Marx (pag 155-) – Il programma agrario deella socialdemocrazia nella prima rivoluzione russa del 1905-1907 (pag 203-) – Neutralità dei sindacati (pag 434-) – Gli insegnamenti della Comune (pag 448) – Come il liberalismo internazionale giudica Marx (pag 463) Il lavoro dei bolscevichi nei sindacati. (pag 152-153) “”Oggi a proposito della questione dei sindacati è necessario sottolineare altrettanto risolutamente che il bolscevismo segue la tattica della socialdemocrazia rivoluzionaria in tutti i campi di lotta, in tutti i campi di attività. La differenza tra il bolscevismo e il menscevismo non sta nel fatto che il primo «neghi» il lavoro nei sindacati o nelle cooperative, ecc., ma nel fatto che il primo ‘segue una linea diversa’ nel lavoro di propaganda, agitazione e organizzazione della classe operaia. Oggi l’attività nei sindacati acquista, senza dubbio, un’enorme importanza. Il contrapposizione al neutralismo dei menscevichi, noi dobbiamo svolgere quest’attività ponendoci lo scopo di avvicinare i sindacati al partito, di sviluppare una coscienza socialista, e di comprendere i compiti rivoluzionari del proletariato. Nell’Europa occidentale il sindacalismo rivoluzionario è stato in molti paesi il risultato diretto e inevitabile dell’opportunismo, del riformismo e del cretinismo parlamentare. Anche da noi i primi passi dell’«attività della Duma» hanno immensamente rafforzato l’opportunismo, hanno condotto i menscevichi sino al servilismo nei confronti dei cadetti. Plechanov, per esempio, nel suo ordinario lavoro politico ‘si è unito’ di fatto ai signori Prokopovic e Kuskova. Nel 1900 egli si scagliò contro di loro, accusandoli di bernsteinismo, perché contemplavano soltanto le «parti posteriori» del proletariato russo (‘Vademecum per la redazione del «Raboceie Dielo»’, Ginevra, 1900). Negli anni 1906-1907 le prime schede elettorali gettavano Plechanov tra le braccia di questi signori, che oggi contemplano le «parti posteriori» del liberalismo russo. Il sindacalismo non può non svilupparsi sul terreno russo come reazione contro questa vergognosa condotta di «eminenti» socialdemocratici. In maniera del tutto giusta, perciò, il compagno Voinov definisce la propria linea, invitando i socialdemocratici ad imparare ‘sull”esempio dell’opportunismo e ‘sull”esempio del sindacalismo. Lavoro rivoluzionario nei sindacati; spostamento del centro di gravità dai trucchi parlamentari all’educazione del proletariato, all’unione compatta di organizzazioni puramente classiste, alla lotta extraparlamentare; capacità di utilizzare (e preparazione delle masse alla possibilità di utilizzare con successo) lo sciopero generale, nonché le «forme di lotta del dicembre» nella rivoluzione russa, tutto questo emerge con forza particolare quale compito della corrente bolscevica. E l’esperienza della rivoluzione russa ci agevola enormemente questo compito, ci fornisce ricchissime indicazioni pratiche, ci fornisce una massa di materiale storico che consente di valutare in tutta concretezza i nuovi metodi di lotta (…)”” (pag 152-153)”,”LEND-685-13″ “LENIN V.I.”,”Opere XIV. 1908. Materialismo ed empiriocriticismo.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1963 Materialismo ed empiriocriticismo fu scritto dal febbraio al settembre del 1908. Lenin, che in quel periodo risiedeva a Ginevra, si recò per un mese a Londra, nel maggio del 1908, per consultare al British Museum le pubblicazioni che non aveva potuto trovare a Ginevra”” (Nota dell’editore) Contiene in particolare: – Cernov e Bazarov confutano o rielaborano F. Engels sulla cosa in sé – Feuerbach e Dietzgen sulla cosa in sé (pag 95-134) – Questione esistenza verità obiettiva, assoluta e relativa. L’ eclettismo di Engels scoperto da Bogdanov (pag 128-) – Errore di Plechanov sul concetto di esperienza (pag 148-) – Libertà e necessità (p. 183-) (Engels dice “”Hegel fu il primo a rappresentare in modo giusto il rapporto libertà e necessità. Per lui la libertà è il riconoscimento della necessità…) – La crisi della fisica contemporanea. La ‘scomparsa’ della materia. E’ concepibile il movimento senza materia? (p. 247-260) – Come Bogdanov corregge e ‘sviluppa’ Marx (p. 317) – Da quale lato N.G. Cernyscevski criticava il kantismo (p. 353)”,”LEND-685-14″ “LENIN V.I.”,”Opere XV. Marzo 1908 – agosto 1909. Sulla buona strada – Sulla «natura» della rivoluzione russa – Marxismo e revisionismo – Per un sentiero battuto! – Un blocco dei cadetti con gli ottobristi? – Per una valutazione della rivoluzione russa – I cadetti della seconda leva – La questione agraria in Russia alla fine del secolo XIX – Alcune caratteristiche dello sfacelo attuale – Il programma agraio della socialdemocrazia nella rivoluzione russa – Sostanze infiammabili nella politica mondiale – Dalla redazione – Il militarismo militante e la tattica antimilitaristica della socialdemocrazia – Una pacifica manifestazione degli operai inglesi e tedeschi – Lev Tolstoi come specchio della rivoluzione russa – Il movimento studentesco e la situazione politica attuale – Gli avvenimenti nei Balcani e in Persia – La riunione dell’Ufficio internazionale socialista – Isterismo di Piotr Maslov – Alcune osservazioni a proposito della «risposta» di Piotr Maslov – Per una valutazione del momento attuale – Come Plekhanov e soci difendono il revisionismo – A proposito di due lettere – I dibattiti agrari alla terza Duma – La quinta conferenza del POSDR – Come i socialisti-rivoluzionari fannoil bilancio della rivoluzione e come la rivoluzione ha fatto il bilancio del socialismo-rivoluzionario – In cammino – A proposito dell’articolo «Sui problemi più urgenti» – Il fine della lotta del proletariato nella nostra rivoluzione – Alla direzione del partito socialdemocratico di Germania – Una caricatura del bolscevismo – Il «radicalismo» della borghesia e i compiti del proletariato – L’atteggiamento del partito operaio verso la religione – Classi e partiti di fronte alla religione e alla chiesa – Conferenza della redazione allargata del «Proletari» – Liquidazione del liquidatorismo – Il viaggio dello Zar in Europa e di alcuni deputati della Duma centonera in Inghilterra – Nota alla lettera di M. Liadov al «Proletari» – Lettera agli organizzatori della scuola di partito di Capri – Abbozzo di lettera del Centro bolscevico al Consiglio della scuola di Capri – Lettera agli allievi della scuola di partito di Capri.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1967 Contiene tra l’altro: – ‘Sulla “”natura”” della rivoluzione russa’ e ‘Per una valutazione della rivoluzione russa’ – Sostanze infiammabili nella politica mondiale – La riunione dell’ Ufficio Internazionale Socialista – Il fine della lotta del proletariato nella nostra rivoluzione – Alla direzione del Partito socialdemocratico di Germania – Una caricatura del bolscevismo – ‘L’atteggiamento del partito operaio verso la religione’, ‘Classi e partiti di fronte alla religione e alla Chiesa’ – ‘Discorso sulla scuola di Capri’, ‘Lettera agli organizzatori della scuola di partito di Capri’, ‘Lettera agli allievi della scuola di partito di Capri'”,”LEND-685-15″ “LENIN V.I.”,”Opere XVI. Settembre 1909 – dicembre 1910. I liquidatori smascherati – La lettera aperta della commissione esecutiva del comitato distrettuale di Mosca – Le elezioni a Pietroburgo – La frazione dei fautori dell’ otzovismo e della costruzione di dio – Ancora sulla partiticità e l’apartiticità – Colloquio con i bolscevichi di Pietroburgo – Nota all’articolo «Le elezioni a Pietroburgo» – Progetto di risoluzione sul rafforzamento del partito e della sua unità – Discorso sulla scissione del partito operaio socialdemocratico olandese pronunciato a una seduta dell’Ufficio internazionale socialista – Lo zar contro il popolo finlandese – Lettera agli allievi della scuola di Capri – Vergognoso fallimento – Alcune cause dell’attuale sbandamento ideologico – I metodi dei liquidatori e i compiti del partito dei bolscevichi – Il «Golos sotsial-demokrata» e Cerevanin – Una favola della stampa borghese sull’espulsione di Gorki – Disgregazione e sbandamento ideologico nella socialdemocrazia russa – Nota esplicativa al progetto di legge sulla giornata lavorativa di otto ore e sulle sue motivazioni fondamentali – Lettera a I.I. Skvortsov-Stepanov – I «Viekhi» – L’ultima parola del liberalismo russo – L’undicesima sessione dell’Ufficio internazionale socialista – Il gruppo «Vperiod» – Per l’unità – Il «Golos» dei liquidatori contro il partito – Per che cosa si deve lottare? Campagna contro la Finlandia – Hanno paura per l’esercito – L’unificazione del partito all’estero – Uno degli ostacoli all’unità del partito – Al comitato centrale del POSDR – Note di un pubblicista. La “”piattaforma”” dei fautori e dei difensori dell’otzovismo. La “”crisi di unificazione”” nel nostro partito – Per il numero celebrativo di “”Zihna”” – Progetto di risoluzione sulle cooperative presentato dalla delegazione del POSDR al Congresso di Copenaghen – Lettera all’ufficio internazionale socialista sulla rappresentanza del POSDR – La frazione dei “”Vperiodisti”” – La questione delle cooperative al congresso internazionale socialista di Copenaghen – Come alcuni socialdemocratici informano l’Internazionale Socialista di Copenaghen – Annuncio della pubblicazione della “”Rabociaia Gazieta”” – Gli insegnamenti della rivoluzione – Due mondi – La manifestazione per la morte di Muromtsev – E’ cominciata la svolta? – L.N. Tolstoi – Ai compagni allievi della scuola di Bologna – L.N. Tolstoi e il movimento operaio attuale – Lettera aperta a tutti i socialdemocratici partitisti – I dissensi nel movimento operaio europeo – Tolstoi e la lotta del proletariato – L’inizio delle dimostrazioni – Che cosa accade nelle campagne? – Ivan Vasilievic Babusckin – Al Comitato Centrale – I campioni delle “”riserve”” – Il significato storico della lotta all’interno del partito in Russia – Statistica degli scioperi in Russia – La struttura capitalistica dell’agricoltura moderna.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1965 Contiene tra l’altro: – Ancora sulla partiticità e apartiticità (pag 53-56) – I dissensi nel movimento operaio europeo (pag 320-) – L.N. Tolstoi (3 articoli) (pag 298, 305, 325) – Babusckin (pag 333-) – Statistica degli scioperi in Russia (pag 365) – Sviluppo capitalistico in agricoltura moderna (pag 395-)”,”LEND-685-16″ “LENIN V.I.”,”Opere XVII. Dicembre 1910 – aprile 1912. Lettera al collegio russo del CC del POSDR – La situazione nel partito – Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo – Rossore di vergogna di Iuduscka Trotski – La carriera di un terrorista russo – L.N. Tolstoi e la sua epoca – Il marxismo e la «Nascia Zarià» – I nostri abolizionisti – I cadetti, i «due campi» e il «ragionevole compromesso» – Il cinquantenario dell’abolizione della servitù della gleba – Pal Singer – Asterischi – Nel collegio russo del CC – A proposito di un anniversario – «Riforma contadina» e rivoluzione proletaria-contadina – I demolitori del partito nella parte di «demolitori di leggende» – Cadetti e ottobristi – In memoria della Comune – La struttura sociale del potere, le prospettive e il liquidatorismo – Note polemiche – Il significato di una crisi – Il congresso del partito socialdemocratico inglese – Dialogo tra un legalitario e un antiliquidatore – «Rammarico» e «vergogna» – Materiali per la riunione dei membri del CC del POSDR – Per un bilancio della sessione della Duma – Vecchie, ma sempre nuove verità – Risoluzione del secondo gruppo parigino del POSDR sulla situazione esistente nel partito – Prefazione all’opuscolo «Due partiti» – Il riformismo nella socialdemocrazia russa – Da campo del partito «operaio» di Stolypin – Nota della redazione del «Sotsial-Demokrat» alla dichiarazione della commissione per la convocazione della sessione plenaria del CC del POSDR – Stolypin e la rivoluzione – La nuova frazione dei conciliatori o dei virtuosi – La campagna elettorale e la piattaforma elettorale – Dal campo del partito «operaio» di Stolypin – Il risultato – I due centri – Il vecchio e il nuovo – Discorso ai funerali di Paul e Laura Lafargue – Hyndman su Marx – Il Manifesto del partito operaio liberale – Il gruppo socialdemocratico alla II Duma – Parole d’ordine e impostazione del lavoro socialdemocratico alla Duma e fuori della Duma – Un’agenzia della borghesia liberale – La soluzione alla crisi del partito – Dal campo del partito «operaio» di Stolypin – Sulla diplomazia di Trotski e su una piattaforma unitaria dei partitisti – Le conclusioni del Collegio arbitrale dei «depositari» – La campagna elettorale per la IV Duma – Vecchio e nuovo – Convegno dei gruppi bolscevichi all’estero – Questioni di principio della campagna elettorale – Prime rivelazioni sulle trattative del partito cadetto coi ministri – Tre interpellanze – La fame e la Duma nera – IV Conferenza del POSDR (Conferenza di Praga) – L’organo della politica operaia dei liberali – Contro l’unificazione coi liquidatori – I partiti politici nei cinque anni della III Duma – Rapporto all’Ufficio internazionale socialista sulla Conferenza del POSDR – Piattaforma elettorale del POSDR – Alla redazione della «Zviedzdà» – Carte in tavola – Le dimissioni del deputato Belousov dal gruppo socialdemocratico alla Duma – La fame – I contadini e le elezioni per la IV Duma – L’anonimo del Vorwärts e la situazione nel POSDR – Lettera a Huysmans, segretario dell’Ufficio internazionale socialista – Il blocco dei cadetti coi progressisti e il suo significato – Una cattiva difesa della politica operaia liberale – Il ballottaggio in Russia e i compiti della classe operaia – Liberalismo e democrazia.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1966 Contiene tra l’altro: – Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo (pag 29-34) – L.N. Tolstoi e la nostra epoca (pag 39-43) – Paul Singer (pag 77-80) – In memoria della Comune (di Parigi) (pag 123-127) – Il congresso del partito socialdemocratico inglese (pag 156-161) – Discorso ai funerali di Paul e Laura Lafargue (pag 285-287) – Hyndman su Marx (pag 287-293) – L’ anonimo del Vorwärts e la situazione nel POSDR (pag 501-512) – Liberalismo e democrazia (pag 533-542) “”Nel ‘Vorwärts’ del 26 marzo sono stati pubblicati un comunicato ufficiale sulla conferenza del POSDR e un articolo anonimo nel quale l’autore, seguendo l’esempio della risoluzione dei gruppi esteri dei socialdemocratici russi (124), copre d’ingiurie la conferenza, conferenza che è stata il coronamento di una lotta di quattro anni contro i liquidatori e s’è tenuta malgrado tutti gli intrighi di costoro, i quali volevano impedire ad ogni costo la ricostituzione del partito. E’ naturale che i liquidatori e tutti coloro che li fiancheggiano si scaglino ora contro la conferenza. Poiché il ‘Vorwärts’ si rifiuta di far posto alla nostra risposta all’articolo menzognero, calunnioso dell’anonimo e continua la sua campagna in favore dei liquidatori, pubblichiamo sotto forma di opuscolo questa risposta per informare i compagni tedeschi. Essa è dedicata, principalmente, a una breve esposizione dell’importanza, dell’andamento e dell’esito della lotta contro i liquidatori [La redazione del «Sotsial-Demokrat», organo centrale del POSDR (pag 501, prefazione); “”(…) La lotta in seno al POSDR assume talora forme molto esasperate. Non può essere diversamente nelle condizioni dell’emigrazione; non è avvenuto diversamente in nessun altro paese condannato alla controrivoluzione e all’emigrazione. «Condannare» queste forme di lotta con frasi altisonanti, eluderle, accontentarsi di ragionamenti melliflui e filistei sull’«utilità dell’unità» non è che un indice di leggerezza. Chi intenda studiare seriamente la storia del POSDR nei duri anni 1908-1911 ha a propria disposizione un gran numero di pubblicazioni illegali e un numero ancora maggiore di pubblicazioni legali. Esse contengono materiali quanto mai istruttivi sul carattere delle correnti, sull’importanza di principio delle divergenze, sulle radici della lotta, sulle circostanze e condizioni del suo sviluppo, ecc. Nessun partito socialdemocratico al mondo si è formato – specialmente nell’epoca delle rivoluzioni borghesi – senza una lotta aspra e una serie di scissioni dai compagni di strada borghesi del proletariato. Nel corso di un’aspra lotta contro tali compagni di strada si costituisce, a cominciare dal 1898, si sviluppa, si rafforza e si tempra, nonostante tutti gli ostacoli, esattamente nello stesso modo anche il Partito operaio socialdemocratico russo”” (pag 511) [V.I. Lenin, ‘L’anonimo del ‘Vorwärts’ e la situazione nel POSDR’ (123)] [(124) Si tratta della risoluzione antipartito e calunniosa approvata il 12 marzo 1912 al convegno tenutosi a Parigi, dei rappresentanti del comitato estero del Bund, del gruppo “”Vperiod””, del “”Golos-Sotsial-Demokrata””, della “”Pravda”” viennese, dei menscevichi partitisti e dei conciliatori. Pubblicata in un foglio a sé, era stata riprodotta nella “”Pravda”” viennese e nel n. 4 dell'””Informatsionni Litstok”” del Bund; (123) L’opuscolo venne scritto in risposta a un articolo calunnioso di Trotsky (pubblicato senza firma nell’organo centrale della socialdemocrazia tedesca) contro la Conferenza di Praga e le sue decisioni]”,”LEND-685-17″ “LENIN V.I.”,”Opere XVIII. Aprile 1912-marzo 1913. La campagna elettorale per la quarta duma e i compiti della socialdemocrazia rivoluzionaria – I liquidatori contro il partito – Alla memoria di Herzen – Il possesso fondiario nella Russia europea – I «Trudoviki» e la democrazia operaia – I partiti politici in Russia – Inchiesta sulle organizzazioni del grande capitale – La sostanza della «questione agraria in Russia» – Alcune conclusioni sulla mobilitazione preelettorale – Sciopero economico e sciopero politico – Il problema delle migrazioni interne – La ripresa rivoluzionaria – Le parole d’ordine della conferenza del POSDR del gennaio 1912 e il movimento del maggio – I liquidatori contro gli scioperi rivoluzionari di massa – «Unificatori» – Carattere e significato della nostra polemica con i liberali – Capitalismo e «parlamento» – Le elezioni e l’opposizione – L’importanza delle elezioni a Pietroburgo – Confronto tra il programma agrario di Stolypin e quello dei populisti – La situazione del POSDR e i compiti immediati del partito – Risposta ai liquidatori – In Svizzera – Democrazia e populismo in Cina – Il congresso dei socialisti italiani – La «libertà di parola» in Russia – Come Axelrod smaschera i liquidatori – I risultati di sei mesi di lavoro – La situazione attuale nel POSDR – Prima stesura del poscritto all’opuscolo «La situazione attuale nel POSDR» – Capitalismo e consumo popolare – Liberali e clericali – I cadetti e la democrazia – La campagna dei liberali – Le rivolte nell’esercito e nella marina – Alla vigilia delle elezioni della IV Duma – Può oggi il movimento operaio prendere come base la parola d’ordine della «libertà di coalizione»? – Lettera agli operai svizzeri – Questioni di principio – L’ultima valvola – Piccola informazione – Il salario degli operai e i profitti dei capitalisti in Russia – Gli scioperi e il salario – La giornata lavorativa nelle fabbriche del governatorato di Mosca – Giornata lavorativa e anno lavorativo nel governatorato di Mosca – In Inghilterra – La concentrazione della produzione in Russia – Una carriera – Al segretariato dell’Ufficio internazionale socialista – I cadetti e la questione agraria – Una pessima difesa – I liquidatori e l’«unità» – Conversazione sulla «cadettofagia» – Gli operai e la «Pravda» – Allora e oggi – Il congresso internazionale dei magistrati nella Svizzera – Il clero e la politica – Ancora una campagna contro la democrazia – L’unione dei cadetti e del «Novoie Vremia» – La lettera di N.S. Polianski – La linea politica – I successi degli operai americani – La fine della guerra dell’Italia contro la Turchia – Giuoco d’azzardo – Il clero nelle elezioni e le elezioni con il clero – La «posizione» del signor Miliukov – Il deputato degli operai di Pietroburgo – I popoli dei Balcani e la diplomazia europea – La volpe e il pollaio – Una risoluzione vergognosa – Due utopie – Discussioni in Inghilterra sulla politica operaia liberale – Un professore cadetto – Un nuovo capitolo della storia mondiale – I cadetti e i nazionalisti – Gli orrori della guerra – I cadetti e la grande borghesia – Morale autenticamente russa – La piattaforma dei riformisti e la piattaforma dei socialdemocratici rivoluzionari – Partito illegale e lavoro illegale – Il significato sociale delle vittorie serbo-bulgare – La Cina rinnovata – Risultati e significato delle elezioni presidenziali in America – «Questioni nevralgiche» nel nostro partito – Intorno ad alcuni interventi dei deputati operai – Sulla questione dei deputati operai alla Duma e sulla loro dichiarazione – Intorno alla dimostrazione del 15 novembre – Lettera a I.V. Stalin – Lettera a I.V. Stalin – La malattia del riformismo – La pauperizzazione nella società capitalistica – La classe operaia e la sua rappresentanza «parlamentare» – «Conciliazione» dei nazionalisti con i cadetti – I nazional-liberali – L’atteggiamento verso il liquidatorismo e l’unità – Comunicato e risoluzioni della riunione del Comitato centrale del POSDR con funzionari di partito – Il movimento operaio inglese nel 1912 – Meglio tardi che mai – Sviluppo dello sciopero rivoluzionario e delle dimostrazioni di strada – Prima stesura del poscritto dell’articolo «sviluppo dello sciopero rivoluzionario e delle dimostrazioni di strada» – La scissione della socialdemocrazia polacca – Il bolscevismo – Il significato dell’elezione di Poincaré – Sincerità – Il ministro Briand – I risultati delle elezioni – La vita insegna – Una nuova democrazia – Il populismo – Ai socialdemocratici – Nel mondo degli Azef – Borghesia e riformismo – Il partito legale – La mobilitazione delle terre contadine – Due parole sugli scioperi – I russi e i negri – Una scoperta – Il congresso del partito operaio inglese – Il crollo delle illusioni costituzionali – Ringraziamo per la franchezza – Il problema dell’unità – Che cosa accade nel populismo e che cosa accade nelle campagne – Crescente discordanza. ‘Note di un pubblicista’ – Alcuni risultati del «riordino fondiario» – I destini storici della dottrina di Karl Marx – La grande proprietà fondiaria e la piccola proprietà contadina in Russia – Note false – Il «nodo del problema» – Imbellettamento liberale della servitù della gleba – Sistema «scientifico» per spremere il sudore – I nostri «successi» – Accordo o scissione? – «Disponibilità finanziarie».”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1966 Contiene tra l’altro: – Inchiesta sulle organizzazioni del grande capitale – Sciopero economico e sciopero politico – Il problema delle migrazioni interne – Capitalismo e parlamento – Democrazia e populismo in Cina – Il congresso dei socialisti italiani – Gli orrori della guerra – Partito illegale e lavoro illegale – Risultati e significato delle elezioni presidenziali in America – Il movimento operaio inglese nel 1912 – La scissione della socialdemocrazia polacca – I destini storici della dottrina di Karl Marx – I russi e i negri “”Che strano raffronto? – penserà il lettore – Come si possono porre accanto una razza e una nazione? Il raffronto è possibile. I negri si sono emancipati dalla schiavitù più tardi di tutti , e fino ad oggi pesano su di loro, anche nei paesi più avanzati, le più gravi vestigia della schiavitù, poiché il capitalismo non può «capire» altra emancipazione se non quella giuridica, e anche quest’ultima viene in ogni modo mutilata. La storia dice dei russi che essi «quasi» si emanciparono dalla schiavitù ‘feudale’ nel 1861. Circa nello stesso periodo, dopo la guerra civile contro gli schiavisti americani, i negri dell’America del nord si emanciparono dalla schiavitù. L’emancipazione degli schiavi americani avvenne per un via meno «riformatrice» di quella degli schiavi russi. ‘Perciò’ oggi, dopo cinquant’anni, le vestigia della schiavitù gravano ‘molto più’ sui russi che non sui negri. E saremmo persino molto più precisi se parlassimo non soltanto delle vestigia, ma anche degli istituti… Ma ci limitiamo in questo breve articolo a una piccola illustrazione di ciò che si è detto: il problema dell’istruzione. E’ noto che l’analfabetismo è una delle vestigia della schiavitù. Non può saper leggere e scrivere la maggioranza della popolazione in un paese oppresso dai pascià, dai Purischevic, ecc. In Russia gli analfabeti sono il 73 per cento, senza contare i bambini al di sotto dei nove anni. Fra i negri degli Stati Uniti d’America gli analfabeti erano nel 1900 il 44,5 per cento. Una simile percentuale, scandalosamente alta, è una vergogna per un paese civile, avanzato qual è la repubblica nordamericana. E tutti sanno, inoltre, che ‘in generale’ le condizioni dei negri in America non sono degne di un paese civile: il capitalismo ‘non può’ dare la ‘piena’ emancipazione e nemmeno la piena eguaglianza. E’ istruttivo il fatto che fra i bianchi d’America la percentuale degli analfabeti sia soltanto il 6 per cento. Ma se suddividiamo l’America in zone ex schiaviste (America «russa») e in zone non schiaviste (America non russa) avremo una percentuale di analfabeti ‘fra i bianchi’ dell’11-12 per cento nelle prime e del 4-8 per cento nelle seconde! Nelle ex zone schiaviste la percentuale degli analfabeti ‘fra i bianchi è di due volte superiore’. Le vestigia della schiavitù non pesano soltanto sui negri!. Vergogna all’America per le condizioni dei negri!”” (pag 522-523 ) [‘I russi e i neri’, scritto alla fine del gennaio 1913, pubblicato per la prima volta nel 1925 nella ‘Krasnaia Niva’, n. 3, firmato W.]”,”LEND-685-18″ “LENIN V.I.”,”Opere XIX. Marzo-dicembre 1913. Tre fonti e tre parti integranti del marxismo – Un importante successo della Repubblica cinese – Vecchi problemi e fiacchezza senile del liberalismo – La «carestia di petrolio» – Il progetto di legge dei cadetti sulle riunioni – La guerra nei Balcani e lo sciovinismo borghese – Conversazione – La Russia odierna e il movimento operaio – Deputati colti – «A chi giova?» – In Inghilterra – I civili europei e i barbari asiatici – Conti da mercante – Un grande vittoria della tecnica – Qualcosa sui risultati e sui fatti – Significato delle migrazoni interne – I Viekhisti e il nazionalismo – I liberali e la libertà di associazione – Lettori del «Luc» e della «Pravda», fate attenzione! – Nel venticinquesimo anniversario della morte di Joseph Dietzgen – La borghesia e la pace – Il risveglio dell’Asia – I separatisti in Russia e i separatisti in Austria – Ancora sulle migrazioni interne – La classe operaia e la questione nazionale – Il congresso del «partito socialista britannico» – I contadini stanno meglio o si impoveriscono? – L’Europa arretrata e l’Asia avanzata – Male! – Il riordino agrario dei grandi proprietari fondiari – Gli armamenti e il capitalismo – Impotenza e smarrimento – Progetto di piattaforma per il IV Congresso della Socialdemocrazia della regione lettone – Concetto liberale e concetto marxista della lotta di classe – Gli industriali e gli scioperi operai – A proposito di un discorso del cadetto Maklakov – Discorsi sinceri di un liberale – La politica del ministero dell’istruzione pubblica – Questioni controverse – Lettera a M.S. Olminski (Vitimski) – Il signor Bogdanov e il gruppo «Vperiod» – La «Pravda» ha dimostrato il separatismo dei bundisti? – I liberali nella parte di difensori della IV Duma – La politica agraria (generale) dell’attuale governo – Il capitalismo e le imposte – Gli scioperi economici nel 1912 e nel 1905 – Aumento della ricchezza capitalistica – I contadini e la classe operaia – Il lavoro dei fanciulli nelle aziende contadine – I risultati degli scioperi del 1912 in confronto al passato – In Australia – Il primo maggio del proletariato rivoluzionario – Note di un pubblicista – Una menzogna – La classe operaia e il neomaltusianismo – Gli inviti dei liberali a sostenere la IV Duma – Affaristi della finanza e politici borghesi – Tesi sulla questione nazionale – Discorsi istruttivi – Quadri dal vero – Lo scioglimento della Duma e lo smarrimento dei liberali – Il quinto congresso internazionale per la lotta contro la prostituzione – Le parole e i fatti – I cadetti sulla questione ucraina – Ultimi dati sui partiti in Germania – Gli opportunisti inglesi smascherati – Le idee del capitale d’avanguardia – Che cosa può fare l’istruzione pubblica – La piccola produzione nell’agricoltura – Un ramo industriale «di moda» – Il liquidatorismo morto e la «riec» viva – La mobilitazione delle terre del «nadiel» – Come aumentare il consumo pro capite in Russia? – August Babel – Distacco del liberalismo della democrazia – Un fatto significativo – La nazionalizzazione della scuola ebraica – Il ferro nell’azienda contadina – Gli scioperi metallurgici nel 1912 – La borghesia russa e il riformismo russo – La funzione dei ceti e delle classi nel movimento di liberazione – Guerra di classe a Dublino – Nuove misure di «riforma» agraria – Il commerciante Salazkin e lo scrittore F.D. – La lotta per il marxismo – Una settimana dopo il massacro di Dublino – Questioni politiche di principio – Liberali e democratici sulla questione delle lingue – Il linguaggio delle cifre – I signori borghesi e l’agricoltura «dei lavoratori» – Harry Quelch – Marxismo e riformismo – Il riordino agrario e i contadini poveri – Come difende gli ucraini il vescovo Nikon? – Note di un pubblicista – Barbarie civile – Il centonerismo – L’amministrazione russa e le riforme russe – Come V. Zasulic uccide il liquidatorismo – Risoluzioni della riunione estiva del 1913 del CC del POSDR con funzionari del partito – E si dice «Trudovik»! – I confusi fautori dell’apartiticità – I liberali e la questione agraria in Inghilterra – Cattiva difesa di una cattiva causa – Dichiarazione – I «sette» della Duma – La borghesia liberale e i liquidatori – Il capitalismo e l’immigrazione operaia – Materiali sulla lotta all’interno del gruppo socialdemocratico alla Duma – Un proprietario di case cadetto che ragiona «secondo Marx» – La massa operaia e l’intellettualità operaia – La scissione nel gruppo socialdemocratico russo alla Duma – I populisti di sinistra e la lotta tra i marxisti – La questione agraria e la situazione attuale della Russia – Due metodi di discussione e di lotta – E si dicono unitari! – Lettera a S.G. Sciaumian – L’autonomia «nazionale culturale» – I gruppetti esteri e i liquidatori russi – Il cadetto Maklakov e il socialdemocratico Petrovski – Zabern – Le decisioni dell’Ufficio internazionale socialista – L’unità operaia – Si ostinano a difendere una cattiva causa – I cadetti e il «diritto dei popoli all’autodecisione» – Una buona risoluzione e un cattivo discorso – La ripartizione nazionale degli studenti nella scuola russa – Gli scioperi in Russia – Il programma nazionale del POSDR – Un inamissibile errore di Kautsky – Ancora sulla divisione della scuola secondo le nazionalità – Il signor Gorski e un proverbio latino – Il carteggio Marx-Engels.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1967 Contiene in particolare: – Tre fonti e tre parti integranti del marxismo – La guerra nei Balcani e lo sciovinismo borghese – Significato delle migrazioni interne – Anniversa della morte di J. Dietzgen – Ancora sulle migrazioni interne – L’Europa arretrata e l’Asia avanzata – Gli armamenti e il capitalismo – Concetto liberale e concetto marxista della lotta di classe – Il capitalismo e le imposte – La classe operaia e il neomaltusianesimo – Affaristi della finanza e politici borghesi – Ultimi dati sui partiti in Germania – Guerra di classe a Dublino – La lotta per il marxismo – Marxismo e riformismo – Il centonerismo – Il capitalismo e l’immigrazione operaia (pag 420-423) – L’autonomia «nazionale culturale» – Un inamissibile errore di Kautsky – Il carteggio Marx-Engels “”Il capitalismo ha creato un tipo particolare di migrazione di popoli. I paesi che si sviluppano industrialmente in fretta, introducendo più macchine e soppiantando i paesi arretrati nel mercato mondiale, elevano il salario al di sopra della media e attirano gli operai salariati di quei paesi. Centinaia di migliaia di operai si spostano in questo modo per centinaia di migliaia di verste. Il capitalismo avanzato li assorbe violentemente nel suo vortice, li strappa dalle località sperdute, li fa partecipare al movimento storico mondiale, li mette faccia a faccia con la possente, unita classe internazionale degli industriali. Non c’è dubbio che solo l’estrema povertà costringe gli uomini ad abbandonare la patria e che i capitalisti sfruttano nella maniera più disonesta gli operai immigrati. Ma solo i reazionari possono chiudere gli occhi sul significato ‘progressivo’ di questa migrazione moderna di popoli La liberazione dall’oppressione del capitale non avviene e non può avvenire senza un ulteriore sviluppo del capitalismo, senza la lotta di classe sul terreno del capitalismo stesso. E proprio a questa lotta il capitalismo trascina le masse lavoratrici di ‘tutto’ il mondo, spezzando il ristagno e l’arretratezza della vita locale, distruggendo le barriere e i pregiudizi nazionali, unendo gli operai di tutti i paesi nelle più grandi fabbriche e miniere dell’America, della Germania, ecc.. L’America è alla testa dei paesi che importano operai. Ecco i dati sul numero degli immigrati in America: In dieci anni 1821-1830 99 mila; 1831-1840 496 mila; 1841-1850 1.597 mila; 1851-1860 2.453 mila; 1861-1870 2.064 mila; 1871-1880 2.262 mila; 1881-1890 4.722 mila; 1891-1900 3.703 mila; 1901-1909 (nove anni) 7.210 mila. Lo sviluppo dell’emigrazione è enorme e aumenta sempre più. (…) La borghesia aizza gli operai di una nazione contro gli operai di un’altra, cercando di dividerli. Gli operai coscienti, comprendendo l’inevitabilità e il carattere progressivo della distruzione di tutte le barriere nazionali operata dal capitalismo, cercano di aiutare a illuminare e a organizzare i loro compagni dei paesi arretrati”” [‘Il capitalismo e l’immigrazione operaia’, ‘La Pravda’, n. 22, 29 ottobre 1913] (pag 420-421)”,”LEND-685-19″ “LENIN V.I. (LÉNINE Vladimir Ilitch)”,”Sur la littérature et l’art. Textes choisis.”,”Il poeta operaio E. Pottier “”Pottier était né dans une famille pauvre et, durant toute sa vie, il resta un pauvre, un prolétaire, gagnant son pain come emballeur, puis comme dessinateur sur étoffes. A partir de 1840, il réagit à tous les événements importants de la vie de la France par son chant de combat, éveillant, fustigeant la bourgeoisie et les gouvernement bourgeois de la France. A l’époque de la Grande Commune de Paris (1871), Pottier fu élu membre de la Commune. Il recueillit 3.352 voix sur 3.601 votants. Il participa à toute l’activité de la Commune, ce premier gouvernement prolétarien. La chute de la Commune contraignit Pottier à se réfugier en Grande-Bretagne, puis en Amérique. Il écrivit le célèbre chant ‘L’Internationale’ en ‘juin 1871’, au lendemain, peut-on dire, de la sanglante défaite de mai… La Commune a été écrasée… Mais ‘L’Internationale’ de Pottier a propagé ses idées à travers le monde entier, et elle est à présent plus vivante que jamais. En 1876, pendant son exil, Pottier écrivit le poème: «Les ouvriers d’Amérique aux ouvriers de France». Il y a dépeint la vie des ouvriérs sous le joug du capitalisme, leur misère, leur travail forçat, leur exploitation, leur ferme confiance dans la victoire prochaine de leur cause. C’est seulement neuf ans après la Commune que Pottier rentra en France: il adhéra aussitôt au Parti ouvrier. Un premier volume de ses poésies parut en 1884. Un second en 1887, sous le titre: ‘Chants révolutionnaires’. Un certain nombre d’autres chansons du poète-ouvrier on été éditées après sa mort. Le 8 novembre 1887, les ouvriers parisiens accompagnèrent la dépouille de Pottier au cimetière de Père-Lachaise, où son enterrés les communard fusillés. La police provoqua des bagarres et arracha le drapeau rouge. Une foule énorme assista aux obsèques civiles. Des cris s’élevaient de toutes parts: «Vive Pottier!». Pottier mourut dans la misère. Mais il a «laissé derrière lui un monument vraiment impérissable. Il fut l’un des plus grands ‘propagandistes par la chanson’. Quand il a composé sa première chanson, les ouvriers socialistes se comptaien, au maximum, par dizaines. Des dizaines de millions de prolétaires connaissent aujourd’hui le chant historique d’Eugène Pottier…”” (pag 109-111)] [Eugène Pottier (Pour le 25° anniversaire de sa mort) (Per il 25° anniversario della morte) (3 gennaio 1913)] La Commune a été écrasée… Mais ‘L’Internationale’ de Pottier a propagé ses idées à travers le monde entier. Il fut l’un des plus grands ‘propagandistes par la chanson.  La Comune è stata schiacciata … Ma “”L’Internazionale”” di Pottier ha diffuso le sue idee in tutto il mondo. Pottier era uno dei più grandi propagandisti attraverso la canzone.”,”LEND-684″ “LENIN V.I. (LÉNINE)”,”La Commune de Paris.”,”Marx è per il centralismo (proletario). “”L’opportuniste a si bien désappris à penser révolutionnairement et à réfléchir à la révolution, qu’il voit du «fédéralisme» chez Marx, ainsi confondu avec le fondateur de l’anarchisme, Proudhon. Et Kautsky, et Plékhanov, qui prétendent être des marxistes révolutionnaire, se taisent là-dessus. On découvre ici l’une des racines de cette extrême indigence de vues sur la différence entre le marxisme et l’anarchisme, qui caractérise les kautskistes aussi bien que les opportunistes et dont nous aurons encore à parler. Dans les considérations déjà citées de Marx sur l’expérience de la Commune, il n’y a pas trace de fédéralisme. Marx s’accorde avec Proudhon précisement sur un point que l’opportuniste Bernstein n’aperçoit pas. Marx est en désaccord avec Proudhon précisement là où Bernstein les voit s’accorder. Marx s’accorde avec Proudhon en ce sens que tous deux sont pour la «démolition» de la machine d’Etat actuelle. Cette similitude du marxisme avec l’anarchisme (avec Proudhon comme avec Bakounine), ni les opportunistes, ni les kautskistes ne veulent l’apercevoir car, sur ce point, ils se sont éloignés du marxisme. Marx est en désaccord et avec Proudhon et avec Bakounine précisément à propos du fédéralisme (sans parler de la dictature du prolétariat). Les principes du fédéralisme découlent des conceptions petites-bourgeoises de l’anarchisme. Marx est centraliste. Et, dans les passages cités de lui, il n’existe pas la moindre dérogation au centralisme. Seuls des gens imbus d’une «foi superstitieuse» petite-bourgeoise en l’Etat peuvent prendre la destruction de la machine bourgeoise pour la destruction du centralisme! Mais si le prolétariat et la paysannerie pauvre prennent en main le pouvoir d’Etat, s’organisent en toute liberté au sein des communes et ‘unissent’ l’action de toutes les communes pour frapper le Capital, écraser la résistance des capitalistes, remettre à ‘toute’ la nation, à toute la societé, la propriété privée des chemins de fer, des fabriques, de la terre, etc., ne sera-ce pas là du centralisme? Ne sera-ce pas là le centralisme démocratique les plus conséquent et, qui plus est, un centralisme prolétarien?”” (pag 52-53) [V.I. Lénine, La Commune de Paris, Editions en langues etrangères, Moscou, 1961] [brano tratto da: Lenin, ‘L’etat et la revolution’]”,”LEND-686″ “LENIN V.I.”,”Opere XX. Dicembre 1913 – agosto 1914. Osservazioni critiche sulla questione nazionale – Ancora una volta sull’Ufficio internazionale socialista e sui liquidatori – Il nazional-liberalismo e il diritto di autodecisione delle nazioni – Populismo e liquidatorismo come fattori di disgregazione del movimento operaio – A proposito di una lettera di Kautsky – Il «Novoie Vremia» e la «Riec» sul diritto di autodecisione delle nazioni – Lettera alla redazione – Quattromila rubli all’anno e giornata lavorativa di sei ore – E’ necessaria una lingua di stato obbligatoria? – A C. Huysmans – Sui problemi della statistica degli Zemstvo – Recensione – La corruzione degli operai da parte dei liberali – Una lettera alla redazione – Il capo dei liquidatori sulle condizioni che liquidano l’«unità» – Per la storia del programma nazionale in Austria e in Russia – Il magnifico proprietario fondiario liberale sulla «Nuova Russia degli Zemstvo» – Il populismo e la classe degli operai salariati – Ancora sul «nazionalismo» – Contadini e lavoro salariato – Il signor Struve sul «risanamento del potere» – I populisti e N.K. Mikhailovski – A proposito di A. Bogdanov – Nota della redazione all’articolo di Veteran: «La questione nazionale e il proletariato lettone» – Prefazione a «Marxismo e liquidatorismo» – Polemiche politiche fra i liberali – I contadini «lavoratori» e il commercio della terra – La preoccupazione dei liberali – I populisti e i liquidatori nel movimento sindacale – Pii desideri – Un professore liberale sull’uguaglianza – I liberali inglesi e l’Irlanda – Il taylorismo asserve l’uomo alla macchina – L’«opposizione responsabile» e la partecipazione dei cadetti alla conferenza del primo marzo – La disgregazione del blocco «d’agosto» – Il capitalismo e la stampa – Un borghese radicale sugli operai russi – Insegnamenti politici – Progetto di legge sull’uguaglianza nazionale – Il salario degli operai agricoli – Gli operai lettoni sulla scissione nel gruppo socialdemocratico – Denuncia della finzione «d’agosto» – Ancora una liquidazione del socialismo – Sulle forme del movimento operaio – I populisti di sinistra idealizzano la borghesia – Sulla questione della politica nazionale – La crisi costituzionale in Inghilterra – Unità – I marxisti organizzati sull’intervento dell’Ufficio internazionale – L’uguaglianza nazionale – I liquidatori e il movimento operaio lettone – L’economia servile nelle campagne – Dalla storia della stampa operaia in Russia – Che cosa non si deve imitare nel movimento operaio tedesco – Recensione – Una definizione del liquidatorismo – Conclusione per la raccolta: «marxismo e liquidatorismo – Ancora sulla crisi politica – La lotta ideale nel movimento operaio – Progetto di legge sulla parità giuridica delle nazioni e sulla tutela dei diritti delle minoranze nazionali – «Vicini di podere» – I populisti e la «violenza frazionistica» – Come si corrompono gli operai per mezzo di un nazionalismo raffinato – Sulla situazione politica – L’unità degli operai e le «correnti» degli intellettuali – I populisti di sinistra – I liquidatori e la biografia di Malinovski – Due vie – Plekhanov non sa quello che vuole – Sul bilancio del ministero dell’agricoltura – Sull’unità – Chi ha troppa fretta si copre di ridicolo – Come si viola l’unità gridando che si cerca l’unità – Recensione – Chiarezza è fatta – Sull’ avventurismo – Le deliberazioni dei marxisti lettoni e i liquidatori – La classe operaia e la stampa operaia – Populismo di sinistra e marxismo – La questione agraria in Russia – Sul significato politico delle ingiurie – Dati oggettivi sulla forza delle diverse correnti del movimento operaio – La forza dei populisti di sinistra fra gli operai – Sul diritto di autodecisione delle nazioni – I metodi degli intellettuali borghesi nella lotta contro gli operai – I «vperiodisti» e il gruppo «Vperiod» – Nota «della redazione» per «l’appello agli operai ucraini» di Oxen Lola – Rapporto del Comitato centrale del POSDR e istruzioni – Alla delegazione del Comitato centrale alla Conferenza di Bruxelles (allegati: istruzioni) – Risposta degli operai alla costituzione del gruppo operaio socialdemocratico di Russia alla Duma di Stato – Chiarezza prima di tutto – Per un bilancio del giorno della stampa operaia – L’opposizione socialdemocratica polacca al bivio – Risposta a un articolo della «Leipziger Volkszeitung».”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1966 Contiene in particolare: – La corruzione degli operai da parte dei liberali (pag 78-81) – Il populismo e la classe degli operai salariati (pag 93-97) – Un professore liberale sull’uguaglianza (pag 133-136) – Il taylorismo asserve l’uomo alla macchina (pag 141-144) – Il capitalismo e la stampa (pag 151-155) – Ancora una liquidazione del socialismo (pag 175-196) – Sulle forme del movimento operaio (pag 197-200) – Che cosa non si deve imitare nel movimento operaio tedesco (pag 239-243) – Due vie (pag 290-292) – Dati oggettivi sulla forza delle diverse correnti del movimento operaio (pag 364-370) – La forza dei populisti di sinistra fra gli operai (pag 371-374) – Sul diritto di autodecisione delle nazioni (pag 375-434) Due vie. “”La Russia è un paese capitalistico e non può non svilupparsi in senso capitalistico. La Russia sta attraversando oggi la fase della trasformazione democratica borghese, dell’affrancamento del servaggio, dell’emancipazione. Nel quadro del capitalismo mondiale l’emancipazione della Russia è inevitabile. Non si sa quale sarà la risultante delle forze sociali che tendono all’emancipazione”” (pag 290-291)”,”LEND-685-20″ “LENIN V.I.”,”Opere scelte.”,”Emigrazione in epoca imperialismo e opportunismo, formazione aristocrazia operaia in proletariato inglese (da L’imperialismo) “”Una delle particolarità dell’imperialismo, collegata all’accennata cerchia di fenomeni, è la diminuzione dell’ emigrazione dai paesi imperialisti e l’aumento dell’immigrazione in essi di individui provenienti dai paesi più arretrati, con salari inferiori. Secondo Hobson l’emigrazione inglese è scesa da 242 mila persone nel 1884 a 169 mila nel 1900. L’emigrazione dalla Germania raggiunge il punto culminante nel decennio 1881-1890, con 1.453.000, e nei due decenni successivi scese a 544 e 341 mila. Invece crebbe il numero dei lavoratori accorsi in Germania dall’Austria, dall’Italia, dalla Russia, ecc.. Secondo il censimento del 1907 vivevano allora in Germania 1.342.294 stranieri di cui 440.800 lavoratori industriali e 257.329 lavoratori della terra (). In Francia i lavoratori delle miniere sono «in gran parte» stranieri: polacchi, italiani, spagnoli (). Negli Stati Uniti gli immigrati dall’Europa Orientale coprono i posti peggio pagati, mentre i lavoratori americani danno la maggior percentuale di candidati ai posti di sorveglianza e ai posti meglio pagati (). L’imperialismo tende a costituire anche tra i lavoratori categorie privilegiate e a staccarle dalla gran massa dei proletari. Occorre rilevare come in Inghilterra la tendenza dell’imperialismo a scindere la classe lavoratrice, a rafforzare in essa l’opportunismo, e quindi a determinare per qualche tempo il ristagno del movimento operaio, si sia manifestata assai prima della fine del XIX e degli inizi del XX secolo. Ivi, infatti, le due importanti caratteristiche dell’imperialismo, cioè un grande possesso coloniale e una posizione di monopolio nel mercato mondiale, apparvero fin dalla metà del secolo XIX. Marx ed Engels seguirono per decenni, sistematicamente, la connessione dell’opportunismo in seno al movimento operaio con le peculiarità imperialiste del capitalismo inglese. Per esempio Engels scriveva a Marx il 7 ottobre 1858: «…l’effettivo progressivo imborghesimento del proletariato inglese, di modo che questa nazione, che è la più borghese di tutte, sembra voglia portare le cose al punto da avere un’aristocrazia borghese e una proletariato borghese ‘accanto’ alla borghesia. In una nazione che sfrutta il mondo intero, ciò è in certo qual modo spiegabile». Circa un quarto di secolo più tardi, in una lettera dell’11 agosto 1881, egli parla delle «peggiori trade-unions inglesi che si lasciano guidare da uomini che sono venduti alla borghesia o per lo meno pagati da essa». In una lettera a Kautsky del 12 settembre 1882, Engels scriveva: «Ella mi domanda che cosa pensino gli operai inglesi della politica coloniale. Ebbene: precisamente lo stesso che della politica in generale. In realtà non esiste qui alcun partito operaio, ma solo radicali, conservatori e radical-liberali, e gli operai si godono tranquillamente insieme con essi il monopolio commerciale e coloniale dell’Inghilterra sul mondo» (). (Lo stesso dice Engels nella prefazione alla seconda edizione (1892) della ‘Situazione della classe operaia in Inghilterra)”” [V.I. Lenin, ‘L’imperialismo fase suprema del capitalismo’, in: Opere scelte, 1971, (pag 249-250)] [() Statistik des Deutschen Reichs, vol. 211; () Henger, Die Kapitalsanlage der Franzosen, Stoccarda, 1913; () Hourwich, ‘Immigration and Labour’, New York, 1913; () Briefwechsel von Marx und Engels, vol. II, p. 290; vol. IV, p. 433 – Karl Kautsky, Sozialismus und Kolonialpolitik, Berlino, 1907, p. 79. Opuscolo scritto nei tempi infinitamente lontani in cui Kautsky era ancora marxista] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] Una delle particolarità dell’imperialismo è la diminuzione dell’emigrazione dai paesi imperialisti e l’aumento dell’immigrazione in essi di lavoratori provenienti dai paesi più arretrati, con salari inferiori”,”LEND-687″
“LENIN V.I.”,”Opere XXI. Agosto 1914 – dicembre 1915. I compiti della socialdemocrazia rivoluzionaria nella guerra europea – La guerra europea e il socialismo internazionale – La guerra e la socialdemocrazia russa – La situazione e i compiti dell’Internazionale socialista – Lettera al «Vorwärts» e all’«Arbeiter Zeitung» di Vienna – Karl Marx – Una voce tedesca sulla guerra – Sciovinismo morto e socialismo vivo – Della fierezza nazionale dei grandi russi – E adesso? – Quale «unità» ha proclamato Larin al congresso svedese? – I Südekum russi – Alla redazione del «Nasce Slovo» – Come la polizia e i reazionari proteggono l’unità della socialdemocrazia tedesca – La conferenza di Londra – Sotto la bandiera altrui – La conferenza delle sezioni estere del Partito operaio socialdemocratico russo – Lettera del Comitato centrale del POSDR alla redazione del «Nasce Slovo» – Che cosa ha dimostrato il processo contro il gruppo parlamentare operaio socialdemocratico russo? – A proposito della conferenza di Londra – Per illustrare la parola d’ordine della guerra civile – I sofismi dei socialsciovinisti – Il problema dell’unificazione degli internazionalisti – I filantropi borghesi e la socialidemocrazia rivoluzionaria – Il fallimento dell’internazionalismo platonico – Sulla lotta contro il socialsciovinismo – Il fallimento della II Internazionale – Il pacifismo inglese e l’avversione inglese per la teoria – Come conciliare l’asservimento alla reazione col giuoco alla democrazia? – L’opera principale dell’opportunismo tedesco sulla guerra – La sconfitta del proprio governo nella guerra imperialistica – La situazione nella socialdemocrazia russa – Per una valutazione della parola d’ordine della «pace» – La questione della pace – Il socialismo e la guerra – Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa – Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa – Progetto di risoluzione della sinistra di Zimmerwald – La voce onesta di un socialista francese – Imperialismo e socialismo in Italia – Appello sulla guerra – Grazie della sincerità – Alla commissione socialista internazionale (ISK) – La sconfitta della Russia e la crisi rivoluzionaria – Un primo passo – I marxisti rivoluzionari alla Conferenza internazionale socialista del 5-8 settembre 1915 – De veri internazionalisti: Kautsky, Axelrod, Martov – Alcune tesi – Il proletariato rivoluzionario e il diritto di autodecisione delle nazioni – A proposito di due linee della rivoluzione – Al limite estremo – Al segretario della «Lega per la propaganda socialista» – Come si maschera la politica socialsciovinista con frasi internazionaliste – L’opportunismo e il fallimento della II Internazionale.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1966 Contiene in particolare: – I compiti della socialdemocrazia rivoluzionaria nella guerra europea – La guerra europea e il socialismo internazionale – La guerra e la socialdemocrazia russa – La situazione e i compiti dell’Internazionale socialista – Kar Marx – Per illustrare la parola d’ordine della guerra civile – Della fierezza nazionale dei grandi russi – Il fallimento dell’internazionalismo platonico – Sulla lotta contro il socialsciovinismo – Il fallimento della II Internazionale – Il pacifismo inglese e l’avversione inglese per la teoria – L’opera principale dell’opportunismo tedesco sulla guerra – La sconfitta del proprio governo nella guerra imperialistica – Il socialismo e la guerra – Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa – Progetto di risoluzione della sinistra di Zimmerwald – Imperialismo e socialismo in Italia – La sconfitta della Russia e la crisi rivoluzionaria – L’opportunismo e il fallimento della Seconda Internazionale. ‘Chi volesse seriamente confutare la «parola d’ordine» della disfatta del proprio governo nella guerra imperialista dovrebbe dimostrare una di queste tre cose…’ Sul ‘disfattismo’ rivoluzionario (vs Kautsky e Trotsky tra gli altri) «Una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, non augurarsi la sconfitta del proprio governo. Questo è un assioma contestato soltanto dai fautori coscienti o dagli impotenti accoliti dei socialsciovinisti. (…) La rivoluzione in tempo di guerra è guerra civile; la ‘trasformazione’ della guerra dei governi in guerra civile è facilitata da una parte dai rovesci militari (dalla «sconfitta») di questi governi; d’altra parte è praticamente ‘impossibile’ tendere realmente a questa trasformazione senza concorrere, in pari tempo, alla disfatta. (…) Chi volesse seriamente confutare la «parola d’ordine» della disfatta del proprio governo nella guerra imperialista dovrebbe dimostrare una di queste tre cose: 1) che la guerra del 1914-1915 non è reazionaria; 2) che la rivoluzione in connessione con questa guerra è impossibile; 3) che sono impossibili il coordinamento e la cooperazione dei movimenti rivoluzionari di ‘tutti’ i paesi belligeranti. Quest’ultimo argomento è particolarmente importante per la Russia, paese più arretrato di tutti gli altri e in cui una rivoluzione socialista immediata è impossibile. Precisamente per questo motivo i socialdemocratici russi hanno dovuto per primi, far valere «in teoria e in pratica» la «parola d’ordine» della disfatta. E il governo zarista aveva completamente ragione di affermare che l’agitazione del gruppo parlamentare del POSDR è l’ ‘unico’ esempio nell’Internazionale, non soltanto di un’opposizione parlamentare, ma di un’agitazione veramente rivoluzionaria fra le masse contro il loro governo; che questa agitazione indeboliva la «potenza militare» della Russia e concorreva alla sua disfatta. E’ un fatto. Volerlo negare non è dar prova di intelligenza”” [V.I. Lenin, ‘La sconfitta del proprio governo nella guerra imperialista’, Sotsial-Demokrat, n. 43, 26 luglio 1915] [in ‘Opere’, volume 21, agosto 1914 – dicembre 1915, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002, (pag 249-250)] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-21″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXII. Dicembre 1915 – luglio 1916. Nuovi dati sulle leggi di sviluppo del capitalismo nell’agricoltura – Parte I. Il capitalismo e l’agricoltrua negli Stati Uniti d’America – Prefazione all’opuscolo di Bukharin «L’economia mondiale e l’imperialismo» – L’opportunismo e il fallimento della II Internazionale – Progetto di risoluzione sulla convocazione della Seconda Conferenza socialista – Per la Conferenza del 24 aprile 1916 – Discorso pronunciato al comizio internazionale di Berna – I compiti dell’opposizione in Francia – Il Comitato d’organizzazione e la frazione di Ckheidze hanno una loro linea? – La pace senza annessioni e l’indipendenza della Polonia, parole d’ordine attuali in Russia – Wilhelm Kolb e Georghi Plekhanov – La rivoluzione socialista e il diritto delle nazioni all’autodecisione – Lettera del comitato delle organizzazioni estere alle sezioni del POSDR – A proposito del “”programma di pace”” – Proposta del Comitato Centrale del POSDR alla II Conferenza socialista – Scissione o imputridimento? – Lo sciovinismo tedesco e non tedesco – L’imperialismo, fase suprema del capitalismo – A proposito dell’opuscolo di Junius – Risultati della discussione sull’autodecisione.”,”Riproduzione anastatica delle Edizioni Rinascita, Roma, 1966 Contiene in particolare: – Il capitalismo e l’ agricoltura negli Stati Uniti – Prefazione all’opuscolo di Bucharin ‘L’ economia mondiale e l’ imperialismo’ – L’ opportunismo e il fallimento della Seconda Internazionale – I compiti dell’ opposizione in Francia – Wilhelm Kolb e G. Plechanov – Lo sciovinismo tedesco e non tedesco – L’ imperialismo fase suprema del capitalismo – A proposito dell’ opuscolo di Junius – Risultati della discussione sull’ autodecisione (questione opposizione alle annessioni, marxismo o proudhonismo, lettera di Engels a Kautsky, l’ insurrezione irlandese del 1916, ecc.) Lettera di Engels a Kautsky del 12 settembre 1882 “”Nel suo opuscolo ‘Il socialismo e la politica coloniale’ (Berlino, 1907) Kautsky, che allora era ancora marxista, ha pubblicato una lettera inviatagli da Engels il 12 settembre 1882, la quale è di grande importanza per la questione che stiamo esaminando. Eccone la parte principale: «… A mio parere, le colonie propriamente dette, cioè le terre occupate da una popolazione europea, il Canada, il Capo, l’Australia, diventeranno tutte indipendenti; le terre soltanto asservite, abitate dagli indigeni, l’India, l’Algeria, i possedimenti olandesi, portoghesi, spagnuoli, dovranno per qualche tempo esser prese dal proletariato nelle sue mani e portate al più presto verso l’indipendenza. E’ difficile dire come precisamente si svolgerà questo processo. L’India, forse, farà la rivoluzione; questo è anche probabile, e siccome il proletariato che si sta liberando non può condurre guerre coloniali, bisognerà rassegnarvisi, dato che, naturalmente, ciò non avverrà senza distruzioni di ogni specie. Ma cose di questo genere accadono in tutte le rivoluzioni. Lo stesso può avvenire anche in altri luoghi, per esempio in Algeria e in Egitto, e ‘per noi’ ciò sarebbe indubbiamente quanto può esservi di meglio. Avremo abbastanza da fare a casa nostra. Appena l’Europa e l’America del Nord saranno riorganizzate, questo ci darà una forza così colossale e un tale esempio che i paesi semicivili ci seguiranno spontaneamente; di ciò si incaricheranno le sole esigenze economiche. Per quali fasi sociali e politiche dovranno allora passare questi paesi prima di giungere anch’essi all’organizzazione socialista? Su questo potremmo a parer mio fare soltanto ipotesi piuttosto oziose. Una sola cosa è certa: ‘il proletariato vittorioso non può imporre nessuna felicità a nessun popolo straniero senza minare con ciò la sua propria vittoria’. Questo s’intende, non esclude in nessun modo le guerre difensive di diverso genere…» (87). Engels non crede affatto che l’«economico» possa di per sé e immediatamente eliminare tutte le difficoltà. Il rivolgimento economico stimolerà ‘tutti’ i popoli a ‘orientarsi’ verso il socialismo; ma nello stesso tempo sono possibili sia delle rivoluzioni – contro lo Stato socialista – sia delle guerre. L’adattamento della politica all’economia avverrà inevitabilmente, ma non d’un tratto, e non in modo liscio, non semplicemente, non immediatamente. Come «cosa certa», Engels pone un solo principio, assolutamente internazionalista, ch’egli applica a ‘tutti’ i «popoli stranieri», e cioè non soltanto ai popoli coloniali: imporre loro la felicità significherebbe minare la vittoria del proletariato”” (pag 349-350), V.I. Lenin, Opere, Volume 22, Dicembre 1915 – luglio 1916, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [in ‘Risultati della discussione sull’ autodecisione’]”,”LEND-685-22″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXIII. Agosto 1916 – marzo 1917. Sulla tendenza nascente dell’«economismo imperialistico» – Risposta a P. Kievski (Iu. Piatakov) – Intorno a una caricatura del marxismo e all’«economismo imperialistico» – Il programma militare della rivoluzione proletaria – Affogati in un bicchier d’acqua – Saluto al Congresso del Partito Socialista italiano – Sulla parola d’ordine del «disarmo» – L’imperialismo e la scissione del socialismo – Discorso al congresso del Partito socialdemocratico svizzero – Sulla pace separata – Una buona decina di ministri «socialisti» – I compiti degli zimmerwaldiani di sinistra nel Partito socialdemocratico svizzero – Tesi sull’atteggiamento del Partito socialdemocratico svizzero verso la guerra – Posizioni di principio sul problema della guerra – Per l’impostazione del problema della difesa della patria – L’internazionale giovanile – Vani tentativi di scagionare l’opportunismo – Il gruppo Ckheidze e la sua funzione – Pacifismo borghese e pacifismo socialista – Lettera aperta a Boris Souvarine – Abbozzo di tesi per un appello alla Commissione socialista internazionale e a tutti i partiti socialisti – A V.A. Karpinsnki – Lettera aperta a Cherles Naine membro della Commissione socialista internazionale di Berna – Agli operai che sostengono la lotta contro la guerra e contro i socialisti che si sono schierati con i loro governi – Rapporto sulla rivoluzione del 1905 – Dodici brevi tesi sulle argomentazioni di H. Greulich – A favore della difesa della patria – La difesa della neutralità – Una svolta nella politica mondiale – Statistica e sociologia – Palude immaginaria o reale? – Proposta di emendamenti alla risoluzione sulla questione della guerra – Storia di un breve periodo di vita di un partito socialista – Abbozzo di tesi del 4 (17) marzo 1917 – Telegramma ai bolscevichi in partenza per la Russia – Dichiarazione al giornale «Volksrecht» – Lettere da lontano – Lettera prima. La prima fase della prima rivoluzione – Lettera seconda. Il nuovo governo e il proletariato – Lettera terza. Sulla milizia proletaria – Lettera quarta. Come ottenere la pace? – Lettera quinta. I compiti dell’organizzazione proletaria rivoluzionaria dello Stato – Ai compagni che soffrono la prigionia – La rivoluzione in Russia e i compiti degli operai di tutti i paesi – Sui compiti del POSDR nella rivoluzione russa – Le piccole astuzie degli sciovinisti repubblicani – Deliberazione della sezione estera del CC del POSDR – Lettera di commiato agli operai svizzeri.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1965 Contiene in particolare: – Intorno a una caricatura del marxismo e all’«economismo imperialistico» – Il programma militare della rivoluzione proletaria – Sulla parola d’ordine del «disarmo» – L’imperialismo e la scissione del socialismo – Posizioni di principio sul problema della guerra – Per l’impostazione del problema della difesa della patria – Pacifismo borghese e pacifismo socialista [Una svolta nella politica mondiale; Il pacifismo di Kautsky e di Turati; Il pacifismo dei socialisti e dei sindacalisti francesi; Zimmerwald al bivio] – Agli operai che sostengono la lotta contro la guerra e contro i socialisti che si sono schierati con i loro governi – Rapporto sulla rivoluzione del 1905 – Lettere da lontano. Sulla milizia proletaria (pag 320-331) Bucharin pseudonimo: ‘Nota-bene’ (v. indice nomi) Nell’articolo ‘Palude immaginaria o reale? (pag 279-282), Lenin polemizza con le posizioni di R. Grimm (centrista) “”[Può] Grimm ignorare che la destra di Zimmerwald, o centro, prende posizione nell’odierno movimento socialista ‘contro’ la rottura immediata con l’Ufficio socialista internazionale dell’Aja, con l”Ufficio dei socialpatrioti?’ che la sinistra è ‘per’ questa rottura? che i rappresentanti del gruppo «Internazionale» – e Liebknecht appartiene a questo gruppo – si sono battuti contro la convocazione dell’Ufficio socialista internazionale e per la rottura con esso? (…) [H]a forse Grimm dimenticato che il socialpacifismo, recisamente condannato dalla risoluzione di Kienthal, è divenuto proprio oggi la piattaforma del centro in Francia, in Germania e in Italia? che l’intero partito italiano, il quale non ha protestato né contro le numerosi mozioni e dichiarazioni socialpacifistiche del proprio gruppo parlamentare né contro il vergognoso discorso di Turati del 17 dicembre, è sulla piattaforma del socialpacifismo? che i due gruppi tedeschi di sinistra, gli ISD (Socialisti internazionalisti di Germania) e l’«Internazionale» (o gruppo «Spartaco», al quale appartiene Liebknecht), dimentichi, inoltre che i più nocivi socialimperiasti e socialpatrioti di Francia, con Sembat, Renaudel e Jouhaux alla testa, hanno votato ‘anch’essi’ risoluzioni socialpacifistiche e che in tal modo è stato messo a nudo con singolare chiarezza il significato reale e oggettivo del socialpacifismo. (…) Grimm aderisce proprio alle posizioni del centro quando consiglia al partito svizzero di «limitarsi» a rifiutare i crediti di guerra e la pace civile, come ha fatto il partito italiano. Egli critica le proposte della maggioranza dal punto di vista del centro, perché questa maggioranza vuole avvicinarsi alla posizione di ‘Liebknecht’. Grimm si schiera a difesa della chiarezza, della sincerità e dell’onestà. D’accordo! Ma queste eccellenti qualità non impongono forse di distinguere chiaramente, sinceramente e onestamente le concezioni e la tattica di Liebknecht da quelle del centro e di non metterle nello stesso sacco? Essere con Liebknecht significa: 1. attaccare il nemico principale nel proprio paese; 2. smascherare i socialpatrioti del proprio paese (e, col vostro permesso, compagno Grimm!) non unirsi a loro contro i radicali della sinistra; 3. criticare e denunciare apertamente le debolezze non solo dei socialpatrioti, ma anche dei socialpacifisti e dei «centristi» del proprio paese; 4. servirsi della tribuna parlamentare per incitare il proletariato alla lotta rivoluzionaria, per indurlo a rivolgere le armi contro la propria borghesia; 5. diffondere pubblicazioni illegali e organizzare riunioni clandestine; 6. organizzare manifestazioni proletarie come quella di piazza Potsdam a Berlino, dove è stato arrestato Liebknecht; 7. chiamare allo sciopero gli operai dell’industria di guerra, come ha fatto, con i suoi appelli clandestini, il gruppo «Internazionale»; 8. dimostrare apertamente la necessità di «rinnovare» a fondo gli attuali partiti, che si limitano ad un’attività riformistica, e agire secondo l’esempio di Liebknecht; 9. respingere categoricamente la difesa della patria nella guerra imperialistica; 11. intervenire con altrettanta intransigenza contro i dirigenti sindacali, che in tutti i paesi, e specialmente in Germania, in Inghilterra e in Svizzera, costituiscono l’avanguardia del socialpatriottismo e dell’opportunismo, ecc.”” (pag 280-281) [V.I. Lenin, ‘Palude immaginaria o reale?’, scritto in tedesco alla fine del gennaio 1917, pubblicato in russo in ‘Miscellanea di Lenin, XVII, 1931] [(in) V.I. Lenin, Opere XXIII. Agosto 1916 – marzo 1917, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002]”,”LEND-685-23″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXIV. Aprile-giugno 1917. Sui compiti del proletariato nella rivoluzione attuale. Tesi – Come siamo rientrati – Due mondi – Abbozzo di articolo o discorso a sostegno delle tesi d’aprile – Lo spirito di Louis Blanc – Sul dualismo al potere – Lettere sulla tattica – I compiti del proletariato nella nostra rivoluzione – I partiti politici in Russia e i compiti del proletariato – Discorso ai soldati – Una sfrontata menzogna dei capitalisti – La guerra e il governo provvisorio – Sulle orme della «Russkaia Volia» – L’intesa della menzogna – Un’importante rivelazione – Banche e ministri – Ai soldati e ai marinai – Contro gli istigatori di pogrom – Cittadini, sono questi i metodi dei capitalisti di tutti i paesi – Un «accordo volontario» tra i grandi proprietari fondiari e i contadini? – Un voce onesta in un coro di calunniatori – Conferenza cittadina pietrogradese del POSDR – I soldati e la terra – Il congresso dei deputati contadini – Per il ritorno degli emigrati – La nostra posizione – Come si sono legati ai capitalisti – Sulla milizia proletaria – Fallimento? – Risoluzione del CC del POSDR (b) sulla crisi aperta dalla nota del governo provvisorio del 18 aprile (1° maggio) 1917 – Appello ai soldati di tutti i paesi belligeranti – La nota del governo provvisorio – Una questione fondamentale – Con le icone contro i cannoni, con le frasi contro il capitale – La logica del cittadino V. Cernov – Mancati tentativi del signor Plekhanov di cavarsi d’impaccio – Risoluzione del comitato centrale del POSDR approvata il 21 aprile (4 maggio) 1917 – Il difensismo in buona fede si fa sentire – Follia di capitalisti o incomprensione dei socialdemocratici? – Il consiglio o l’ordinanaza di Scingarev e il consiglio di un soviet locale di deputati degli operai e dei soldati – Risoluzione del comitato centrale del POSDR del 22 aprile (5 maggio) 1917 – All’attenzione dei compagni!”” – Gli insegnamenti della crisi – Come s’ingarbuglia una questione chiara – Che cosa intendono per «disonore» i capitalisti e che cosa i proletari – Intervista concessa a E. Tornianen – Settima conferenza panrussa del POSDR (b) – Introduzione alle risoluzioni della settima conferenza panrussa del POSDR – Il significato della fraternizzazione – Dove conducono gli atti controrivoluzionari del governo provvisorio? Una menzogna troppo di volgare – Socialsciovinisti e internazionalisti – Tsereteli e la lotta di classe – Inquietudine – La «crisi del potere» – Finlandia e Russia – Lettera alla redazione – Un’apologia dell’imperialismo camuffata con le belle frasi – Un triste documento – Come si terrorizza il popolo con i terrori della borghesia – Alla vigilia – Hanno dimenticato l’essenziale – Mandato per i deputati delle fabbriche e dei reggimenti al soviet dei deputati degli operai e dei soldati – Collaborazione di classe con il capitale o lotta di classe contro il capitale? – Per un potere rivoluzionario forte – Per ogni nuovo dente… un «nuovo» governo – Il «nuovo» governo è già in ritardo non solo sugli operai rivoluzionari ma anche sulle masse contadine – Cercano di prevenirci – Lettera aperta ai delegati del congresso dei deputati contadini di tutta la Russia – L’«armistizio di fatto» – I segreti della politica estera – Uno dei trattati segreti – Un tono ministeriale – Alla ricerca di Napoleone – Niente è cambiato – Un triste rinnegamento della democrazia – Sulla convocazione di una conferenza internazionale sedicente socialista con la partecipazione dei socialsciovinisti – Discorso al comizio della fabbrica Putilov – Il partito del proletariato e le elezioni delle Dume rionali – Le dichiarazioni del nostro partito sulla guerra prima della rivoluzione – La rovina è imminente – La guerra e la rivoluzione – Metodi spregevoli – Catastrofe inevitabile e promesse smisurate – A proposito dell’unificazione degli internazionalisti – Confusione nelle teste – La lotta contro lo sfacelo economico mediante la moltiplicazione delle commissioni – Un nuovo rinnegamento della democrazia – Come i capitalisti cercano di intimidire il popolo – Ancora un crimine dei capitalisti – Sempre e ancora menzogne – Lettera alla redazione – E’ finito il dualismo di potere? – Sull’«occupazione arbitraria» delle terre – Documenti per la revisione del programma del partito – Primo congresso dei deputati contadini di tutta la Russia – I partiti e le elezioni delle dume rionali di Pietroburgo – Due difetti – Risoluzioni sulle misure di lotta contro lo sfacelo economico – Compromesso con i capitalisti o rovesciamento dei capitalisti? – La solidità di una catena dipende dalla solidità del suo anello più debole – Bisogna smascherare i capitalisti – Rapporti sullo sfacelo economico – «Giuochi di mano» e giuochi di prestigio di una politica senza principi – I centoneri sono per i cadetti, i menscevichi e i populisti sono al governo con i cadetti – L’infame alleanza tra i menscevichi e i populisti e l’«Iedinstvo» – La controrivoluzione passa all’offensiva – Una questione di principio – In mancanza di armi pulite e di argomenti teorici impugnano le armi più sudicie – Riunione del comitato pietroburghese del POSDR – Le frasi vuote sono dannose – I capitalisti si prendono giuoco del popolo – Lettera ai comitati rionali dell’organizzazione pietrogradese del PSODR – Discorso alla prima conferenza dei comitati di fabbrica e di officina di Pietrogrado – Giustificazione di un’infamia – Una posizione piccolo-borghese nella questione dello sfacelo economico – La pagliuzza nell’occhio altrui – Non è democratico, cittadino Kerenski! – Il bolscevismo e la «disgregazione» dell’esercito – Di chi ridete? Di voi stessi ridete!”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1966 Contiene in particolare: – Il significato della fraternizzazione (pag 328-331) – I segreti della politica estera (pag 388-391) – Uno dei trattati segreti (pag 391-393) – La guerra e la rivoluzione (pag 409-432) – E’ finito il dualismo di potere? (pag 457-461) – La solidità di una catena dipende dalla solidità del suo anello più debole (pag 528-530) – Il bolscevismo e la «disgregazione» dell’esercito (pag 578-581)”,”LEND-685-24″ “LENIN V.I.”,”Marx Engels Marxisme.”,”Da ‘De certaines particularités du développement historique du marxisme’ “”La nostra dottrina, diceva Engels parlando di se stesso e del suo celebre amico, non è un dogma, ma una guida per l’azione. Questa classica formula sottolinea con forza e concisione meravigliose quell’aspetto del marxismo che a ogni istante viene perso di vista. E perdendolo di vista, noi facciamo del marxismo una cosa unilaterale, deforme e morta; lo svuotiamo del suo vivo contenuto, scalziamo le sue basi teoriche fondamentali: la dialettica, la dottrina dell’evoluzione storica multiforme e piena di contraddizioni; indeboliamo il suo legame con i precisi compiti pratici dell’epoca, che possono cambiare a ogni nuova svolta della storia. e proprio nei nostri tempi, fra coloro che si interessano delle sorti del marxismo in Russia, s’incontrano molto spesso persone che perdono di vista appunto questo aspetto del marxismo. Pertanto tutti si rendono conto che in questi ultimi anni in Russia si sono avute svolte repentine che hanno modificato con una rapidità sorprendente e in modo eccezionalmente brusco la situazione, la situazione sociale e politica che determina in modo diretto e immediato le condizioni dell’azione, e quindi gli obiettivi di questa azione. (…) Appunto perché il marxismo non è un dogma morto, non è una dottrina compiuta, bell’e pronta, immutabile, ma una guida viva per l’azione, esso doveva necessariamente riflettere il cambiamento eccezionalmente brusco avvenuto nelle condizioni della vita sociale. La disgregazione profonda, la confusione, i tentennamenti di ogni genere, in una parola, una gravissima crisi ‘interna’ del marxismo è stato il riflesso di questo cambiamento. L’azione vigorosa contro questa disgregazione, la lotta decisa e tenace per la difesa dei ‘principi’ del marxismo è stata di nuovo posta all’ordine del giorno. Strati estremamente larghi delle classi che non potevano evitare il marxismo nel formulare i loro obiettivi, l’avevano assimilato, nel precedente periodo, in modo estremamente unilaterale e deformato; si erano impressi nella mente questa o quella «parola d’ordine», questa o quella risposta alle questioni tattiche, ‘senza comprendere’ i criteri marxisti di queste risposte. La «revisione di tutti i valori» nei diversi campi della vita sociale condusse alla «revisione» dei principi filosofici più astratti e più generali del marxismo. L’influenza della filosofia borghese, nelle sue svariate sfumature idealistiche, si è fatta sentire nel contagio machista tra i marxisti. La ripetizione di «parole d’ordine», imparate a memoria ma non comprese né meditate, ha portato alla larga diffusione della vuota frase, che in realtà sfociava in tendenze assolutamente non marxiste, in tendenze piccolo-borghesi, quali l’«otzovismo» aperto o verecondo, o il riconoscimento dell’otzovismo come una «sfumatura legittima» del marxismo”” (pag 245, 248-249) [V.I. Lenin, ‘De certaines particularités du développement historique du marxisme’ (Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo)] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-688″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXV. Giugno-Settembre 1917. Primo congresso dei Soviet dei deputati operai e soldati di tutta la Russia – Lo sfacelo economico e la lotta del proletariato contro di esso – L’ennesima menzogna dei capitalisti – Gli ultrareazionari del 3 giugno per l’offensiva immediata – Un’alleanza per fermare la rivoluzione – Ringraziamento – Esiste una via verso una pace giusta? – Sui nemici del popolo – Nota – La «grande ritirata» – Utilità della polemica di sostanza – Epidemia di credulità – Meglio un uovo oggi che una gallina domani – Instaurare il socialismo o denunziare le malversazioni? – Confusi e impauriti – Insinuazioni – «Voci che turbano la popolazione» – Indovinello – Progetto di dichiarazione del CC del POSDR (B) e del direttivo del gruppo bolscevico al congresso dei soviet di tutta la Russia suldivieto della dimostrazione – Discorso al comitato di Pietrogrado del POSDR (B) sulla revoca della dimostrazione – A una svolta – Lettera alla redazione – La politica estera della rivoluzione russa – Posizione contraddittoria – L’Ucraina – Da quale classe vengono e «verranno» i Cavaignac? – Come combattere la controrivoluzione – L’Ucraina e la sconfitta dei partiti dirigenti della Russia – Sotto processo Rodzianko e Dzunkovski per aver cooperato con un provocatore! – Uno strano travisamento nelle citazioni – Partiti dominanti e responsabili – D’altra commissione – Il 18 giugno – La rivoluzione, l’offensiva e il nostro partito – In che cosa vi distinguete da Plekhanov, signori socialisti rivoluzionari e menscevichi? – Come si giustifica Rodzianko – Dove hanno portato la rivoluzione i socialisti-rivoluzionari e i menscevichi? – Si può spaventare la classe operaia con lo spauracchio del «giacobinismo»? – Sulla necessità di fondare un’associazione degli operai agricoli della Russia – Rivoluzione in sfacelo – Spostamento di classi – Prodigi di energia rivoluzionaria – Frasi e fatti – Come i signori capitalisti nascondono i loro profitti – La crisi s’avvicina, lo sfacelo aumenta – Come farlo? – Come e perché i contadini sono stati ingannati – Di chi è la colpa? – Su che cosa potevano contare i cadetti uscendo dal governo – Tutto il potere ai Soviet! – Dov’è il potere e dove la controrivoluzione? – Le infami menzogne dei giornali centoneri e di Alexinski – Calunnie e fatti – Il nocciolo della questione – Un nuovo affare Dreyfus? – Appello della Commissione esecutiva del Comitato di Pietrogrado del POSDR (B) – Dreyfusiade – Smentita di voci infami – Tre crisi – I dirigenti bolscevichi devono comparire in giudizio? La situazione politica – Lettera alla redazione della «Novaia Gizn» – Lettera alla redazione del «Proletarskoie Dielo» – Sulle parole d’ordine – Ringraziamento al principe G.E. Lvov – Illusioni costituzionali – Risposta – L’inizio del bonapartismo – Gli insegnamenti della rivoluzione – Il discorso di Kamenev sulla conferenza di Stoccolma – Voci di complotto – Vedono gli alberi e non la foresta – Ricatto politico – Risoluzioni di carta – La conferenza di Stoccolma – Dal diario di un pubblicista. Contadini e operai – I calunniatori – Al Comitato centrale del POSDR – Dal Diario di un pubblicista. La radice del male. “”Barstcina”” e socialismo – Sul programma del partito – La questione di Zimmerwald – Violazioni della democrazia nelle organizzazioni di massa – Sui compromessi – Progetto di risoluzione sulla situazione politica attuale – La catastrofe imminente e come lottare contro di essa – Uno dei problemi fondamentali della rivoluzione – Come assicurare il successo dell’assemblea costituente – Stato e rivoluzione – Poscritto alla prima edizione.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1966 Contiene in particolare: – La politica estera della rivoluzione russa (pag 77-79) – La catastrofe imminente e come lottare contro di essa – Uno dei problemi fondamentali della rivoluzione – Stato e rivoluzione – Poscritto alla prima edizione. Il «segreto» delle relazioni diplomatiche è accuratamente osservato anche nei paesi capitalistici più liberi, nelle repubbliche più democratiche. “”Non c’è idea più errata e nociva che quella di separare la politica estera dalla politica interna. E proprio in tempo di guerra tale estremo errore appare ancor più grave. Ma la borghesia fa il possibile e l’impossibile per inculcare e alimentare quest’idea. L’ignoranza delle masse popolari nel campo della politica estera è assi più diffusa che nel campo della politica interna. Il «segreto» delle relazioni diplomatiche è accuratamente osservato anche nei paesi capitalistici più liberi, nelle repubbliche più democratiche. L’inganno delle masse popolari è magistralmente elaborato per quanto riguarda gli «affari» della politica estera e crea le peggiori difficoltà alla nostra rivoluzione. Milioni di copie di giornali borghesi diffondono dappertutto il veleno dell’inganno. Con l’uno o con l’altro dei due gruppi di rapaci imperialisti immensamente ricchi e immensamente forti: così la realtà capitalistica pone il problema fondamentale dell’attuale politica estera. Così il problema viene posto dalla classe dei capitalisti. Così, s’intende, pone il problema anche la grande massa della piccola borghesia che conserva le antiche concezioni e i pregiudizi capitalistici. Colui il cui pensiero non varca i limiti dei rapporti capitalistici non comprende che la classe operaia, se è cosciente, non può parteggiare ‘per nessuno’ dei gruppi rapaci imperialisti. L’operaio viceversa non capisce che si accusino di tendere alla pace separata coi tedeschi, o di servire di fatto a una tale pace, i socialisti rimasti fedeli all’alleanza fraterna degli operai di tutti i paesi contro i capitalisti di tutti i paesi. Questi socialisti (compresi dunque i bolscevichi) non potrebbero in nessun caso acconsentire a nessuna pace separata fra capitalisti. Né pace separata coi capitalisti tedeschi, né alleanza coi capitalisti anglo-francesi: ecco la base della politica estera del proletariato cosciente. Insorgendo contro questo programma, temendo la rottura con «l’Inghilterra e la Francia», i nostri menscevichi e socialisti-rivoluzionari attuano di fatto il programma capitalistico di politica estera, e se la cavano ornando questo programma coi fiori di un’innocente eloquenza, come la «revisione dei trattati», le dichiarazioni a favore della «pace senza annessioni», ecc. Tutti questi pii desideri sono condannati a restare vane chiacchiere, poiché la realtà ‘capitalistica’ pone la questione nettamente: o sottomettersi agli imperialisti di uno dei gruppi, o partecipare alla lotta rivoluzionaria contro ogni imperialismo. Vi sono alleati per una simile lotta? Ve ne sono. Le classi oppresse dell’Europa, il proletariato prima di tutto; i popoli oppressi dell’imperialismo, in primo luogo i popoli dell’Asia, nostri vicini”” (pag 77-78) [V.I. Lenin, ‘La politica estera della rivoluzione russa’, in ‘Opere XXV. Giugno-Settembre 1917’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-25″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXVI. Settembre 1917 – febbraio 1918. I bolscevichi devono prendere il potere – Il marxismo e l’insurrezione – La rivoluzione russa e la guerra civile – I campioni della frode e gli errori dei bolscevichi – Dal diario di un pubblicista – I compiti della rivoluzione – Lettera al presidente del comitato regionale dell’esercito della flotta e degli operai di Finlandia – La crisi è matura – I bolscevichi conserveranno il potere statale? – Agli operai, ai contadini e ai soldati – Lettera al comitato centrale, al comitato di Mosca, al comitato di Pietroburgo e ai membri bolscevichi dei soviet di Pietrogrado e di Mosca – Tesi per il rapporto alla conferenza dell’8 ottobre della organizzazione di Pietroburgo, e anche per la risoluzione e per il mandato ai delegati al congresso del partito – Lettera alla conferenza cittadina di Pietrogrado – Per la revisione del programma di partito – Consigli d’un assente – Lettera ai compagni bolscevichi delegati alla conferenza regionale dei soviet del nord – Seduta del comitato centrale del POSDR del 10 (23) ottobre 1917 – Seduta del comitato centrale del POSDR del 16 (29) ottobre 1917 – Lettera ai compagni – Lettera ai membri del partito bolscevico – I compiti del nostro partito nell’Internazionale – Lettera al comitato centrale del POSDR – I contadini nuovamente ingannati dal Partito dei socialisti-rivoluzionari – Lettera ai membri del CC – Ai cittadini di Russia – Seduta del soviet dei deputati operai e soldati di Pietrogrado del 25 ottobre (7 novembre) 1917 – Il congresso dei soviet dei deputati operai e soldati di tutta la Russia – Conversazione telefonica con Helsingfors – Riunione dei rappresentanti di reggimento della guarnigione di Pietrogrado – Radiogramma del Consiglio dei commissari del popolo – Schema di regolamento per gli impiegati – Progetto di regolamento del controllo operaio – Interventi alla seduta del comitato centrale del POSDR (B) – Risoluzione del Comitato centrale del POSDR (B) sulla questione dell’opposizione all’interno del CC – Ultimatum della maggioranza del Comitato centrale del POSDR (B) alla minoranza – Progetto di risoluzione sulla libertà di stampa – Seduta del comitato esecutivo centrale dei soviet di tutta la Russa del 4 (17) novembre 1917 – Discorso alla seduta del Soviet dei deputati operai e soldati di Pietrogrado con i rappresentanti del fronte – Risposta alle domande dei contadini – Alla popolazione – Lettera del comitato centrale del Partito operaio socialdemocratico russo (bolscevico) – Appello del Comitato centrale del Partito operaio socialdemocratico russo (bolscevico) – Prefazione all’opuscolo: «Come i socialisti-rivoluzionari hanno ingannato il popolo e che cosa ha dato al popolo il nuovo governo dei bolscevichi» – Conversazione telefonica del governo con il quartier generale – Per radio, a tutti – Seduta del comitato esecutivo centrale dei soviet di tutta la Russia del 10 (23) novembre 1917 – Congresso straordinario dei soviet dei deputati contadini di tutta la Russia – Il consiglio dei commissari del popolo al comitato militare rivoluzionario – Sui compiti della biblioteca pubblica di Pietrogrado – L’alleanza degli operai con i contadini lavoratori e sfruttati – Progetto di decreto sul diritto di revoca – Rapporto sul diritto di revoca alla seduta del comitato esecutivo centrale dei soviet – Discorso al primo congresso della marina da guerra di tutta la Russia – Prefazione all’opuscolo «Materiali sulla questione agraria» – Decreto di arresto dei capi della guerra civile contro la rivoluzione – Seduta del CEC del 1° (14 dicembre) 1917 – Discorso al secondo congresso dei deputati contadini di tutta la Russia – Manifesto al popolo ucraino con richieste ultimative alla Rada ucraina – Rapporto sulla situazione economica degli operai di Pietrogrado e sui compiti della classe operaia alla seduta della sezione operaia del soviet dei deputati operai e soldati di Pietrogrado – Sulla inaugurazione dell’Assemblea costituente – Progetto di appello ai contadini del II congresso dei deputati contadini di tutta la Russia – Promemoria a F.E. Dzerginski – Discorso alla seduta del comitato centrale del POSDR (B) – Progetto di risoluzione sul direttivo provvisorio del gruppo bolscevico all’Assemblea costituente – Tesi sull’Assemblea costituente – Discorso al congresso straordinario dei ferrovieri di tutta la Russia – Discorso sulla nazionalizzazione delle banche – Per il pane e per la pace – Progetto di decreto sulla nazionalizzazione delle banche – Domande ai delegati al congresso generale per la smobilitazione dell’esercito – Progetto di risoluzione del consiglio dei commissari del popolo – Risoluzione del consiglio dei commissari del popolo sulle trattative con la Rada – Chi è spaventato dal crollo del vecchio e chi lotta per il nuovo – Come organizzare l’emulazione? – Progetto di decreto sulle cooperative di consumo – Risoluzione del Consiglio dei commissari del popolo sulla risposta alla Rada – Discorso alla partenza dei primi scaglioni dell’esercito socialista – Colloquio telefonico – Dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato – Al congresso generale dell’esercito per la smobilitazione – Decreto del Comitato esecutivo centrale di tutta la Russia – Dichiarazione del gruppo bolscevico alla seduta dell’assemblea costituente – Gente dell’altro mondo – Progetto di decreto per lo scioglimento dell’Assemblea costituente – Per la storia di una pace disgraziata – Poscritto alle tesi sulla conclusione immediata di una pace separata e annessionistica – III congresso dei soviet dei deputati operai, soldati e contadini di tutta la Russia – Ordine allo stato maggiore della guardia rossa – Congresso straordinario dei ferrovieri di tutta la Russia – Riunione del presidium del Soviet di Pietrogrado con i rappresentanti delle organizzazioni del settore militare – Progetto di decreto sulla nazionalizzazione della flotta mercantile marittima e fluviale – Interventi al Comitato centrale del POSDR (B) – Per radio a tutti, in particolare alla delegazione di pace a Brest-Litovsk – Radiogramma a tutti, a tutti – Discorsi al comitato centrale del POSDR (B) – Discorsi al comitato centrale del POSDR (B) – Colloquio telefonico con i membri del soviet di Dvinsk – Progetto iniziale di radiogramma al governo del Reich – Conversazione telefonica con il soviet di Mosca.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1966 Contiene in particolare: – Ultimatum della maggioranza del Comitato centrale del POSDR (B) alla minoranza (pag 263-265) – Sui compiti della biblioteca pubblica di Pietrogrado (pag 316-317) “”Per partecipare razionalmente, riflessivamente, con successo alla rivoluzione bisogna istruirsi. Il funzionamento delle biblioteche a Pietrogrado, a causa del danno causato all’istruzione pubblica dallo zarismo, è veramente pessimo. E’ indispensabile realizzare subito e senza fallo le seguenti trasformazioni fondamentali, fondate sui principi da tempo attuati nei liberi Stati dell’Occidente, in particolare in Svizzera e negli Stati Uniti del Nord America: 1. La biblioteca pubblica (ex imperiale) deve procedere immediatamente allo ‘scambio’ dei libri sia con ‘tutte’ le biblioteche pubbliche di Pietrogrado e provincia, sia con le biblioteche ‘straniere’ (Finlandia, Svezia ‘e così via’) 2. La spedizione dei libri ‘da una biblioteca all’altra’ deve essere proclamata ‘gratuita’ per legge 3. La sala di lettura della biblioteca deve essere aperta, tutti i giorni, ‘non’ escluse le feste e le domeniche, dalle 8 del mattino alle 11 di sera, come si fa nei paesi civili per i ‘ricchi’ nelle biblioteche e sale di lettura ‘private’. 4. Bisogna trasferire immediatamente un numero necessario di impiegati alla biblioteca pubblica dai dipartimenti del ministero dell’istruzione pubblica (allargando l’impiego di personale femminile, dato che il personale maschile è assorbito dalle esigenze di guerra), nei quali dipartimenti i nove decimi sono occupati in lavori non soltanto inutili, ma dannosi”” [V.I. Lenin, ‘Sui compiti della biblioteca pubblica di Pietrogrado’ (novembre 1917) (nota: Le proposte di Lenin furono trasmesse alla Biblioteca pubblica di Pietrogrado. Il titolo del documento è dell’Istituto Marx-Engels-Lenin)] [V.I. Lenin, Opere XXVI. Settembre 1917 – febbraio 1918, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002]”,”LEND-685-26″ “LENIN V.I.”,”L’alleanza degli operai e dei contadini.”,”‘Ci vuole molta capacità pratica, la conoscenza delle condizioni locali. Noi non ne abbiamo ancora. Non è affatto una vergogna confessarlo; dobbiamo riconoscerlo apertamente’ “”Già Engels, che insieme a Marx pose le basi del marxismo scientifico, cioè della dottrina che sempre serve di guida al nostro partito, e particolarmente durante la rivoluzione, già Engels aveva suddiviso i contadini in piccoli, medi e ricchi, e quella divisione corrisponde ancor oggi alla realtà per la maggior parte dei paesi europei. Engels diceva: «Forse non ci sarà bisogno di schiacciare dappertutto con la violenza neppure i contadini ricchi». E che noi potremmo usare qualche volta la violenza verso i contadini medi (i piccoli sono nostri amici), nessun socialista ragionevole l’ha mai pensato. Così parlava Engels nel 1894, un anno prima della sua morte, quando la questione agraria si era posta all’ordine del giorno. Questo modo di vedere ci conferma quella verità che talvolta si dimentica, ma su cui, in teoria, siamo tutti d’accordo. Riguardo ai grandi proprietari fondiari e ai capitalisti, il nostro compito è la completa espropriazione. ‘Ma noi non ammettiamo nessun genere di violenza verso il contadino medio’. Anche per il contadino ricco noi non diciamo con altrettanta decisione che per la borghesia: espropriazione assoluta del contadino ricco e del kulak. Nel nostro programma questa differenza risulta. Noi diciamo: combattere la resistenza del contadino ricco, combattere le sue tendenze controrivoluzionarie. Il che non vuol dire espropriazione completa. (…) Ci vuole molta capacità pratica, la conoscenza delle condizioni locali. Noi non ne abbiamo ancora. Non è affatto una vergogna confessarlo; dobbiamo riconoscerlo apertamente. Non siamo mai stati utopisti e non abbiamo mai pensato di poter edificare la società comunista con le mani pure di comunisti puri che dovrebbero nascere ed essere educati in una società comunista pura. Sono favole puerili. Noi dobbiamo edificare il comunismo dalle macerie del capitalismo, e può farlo solo quella classe che si è temprata nella lotta contro il capitalismo. Al proletariato, lo sapete bene, non mancano i difetti, e le debolezze della società capitalista. Esso lotta per il socialismo e al tempo stesso contro i propri difetti. La parte migliore, l’avanguardia del proletariato, che nelle città ha condotto per decenni una lotta disperata, ha potuto appropriarsi in questa lotta tutta la cultura della vita della città e della capitale ed in un certo grado l’ha assimilata. Sapete che anche nei paesi progrediti la campagna è stata condannata all’ignoranza. Noi, certo, eleveremo il grado di cultura della campagna, ma questa sarà un’impresa di anni ed anni. Ecco quel che i nostri compagni dimenticano dovunque e che ci appare in maniera particolarmente evidente ad ogni parola dei militanti delle organizzazioni di base, e non degli intellettuali di qui; non dai rappresentanti ufficiali – li abbiamo molto ascoltati – ma dalla gente che ha osservato direttamente il lavoro nelle campagne. Queste voci appunto sono state particolarmente preziose per noi, della sezione agraria. Queste voci saranno particolarmente preziose ora, ne sono convinto, per il congresso del partito, poiché ci vengono non dai libri, non dai decreti, ma dalla vita stessa”” [V.I. Lenin, ‘L’alleanza degli operai e dei contadini’, Edizioni Rinascita, Roma, 1954, pag 52, 55]; [V.I. Lenin, ‘Rapporto sul lavoro nelle campagne’, VIII Congresso del PCRb, 23 marzo 1919, Opere complete, vol. 29, pp: 175-191] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”RIRO-001-FGB”
“LENIN V.I.”,”Ai contadini poveri. Spiegazione per i contadini di ciò che vogliono i socialdemocratici.”,”Scritto nel 1903 e pubblicato per la prima volta nel maggio dello stesso anno, in opuscolo a Ginevra, nell’edizione della ‘Lega della socialdemocrazia russa all’estero’. La presente traduzione è stata condotta sul testo delle ‘Opere complete’ di Lenin, IV ediz, in lingua russa, vol. 6, Mosca, 1946, pp, 325-392 “”Ogni operaio e contadino cosciente deve raggruppare attorno a sè i compagni più sensati, fidati e coraggiosi. Deve cercare di spiegare loro che cosa vogliono i socialdemocratici; affinché tutti capiscano quale lotta bisogna condurre e che cosa bisogna rivendicare. I socialdemocratici coscienti devono cominciare gradualmente, prudentemente, ma con perseveranza a insegnare ai contadini la propria dottrina, devono far leggere le loro pubblicazioni socialdemocratiche, illustrare queste pubblicazioni in riunioni ristrette di persone fidate. Ma bisogna spiegare la dottrina socialdemocratica non solo sui libri, ma anche sulla base degli esempi pratici, cogliendo ogni episodio di oppressione o di ingiustizia che si verifichi sotto i nostri occhi. La dottrina socialdemocratica è la dottrina della lotta contro qualsiasi giogo, contro qualsiasi spoliazione, contro qualsiasi ingiustizia. Può essere considerato un vero socialdemocratico soltanto colui che conosce le cause dell’oppressione e ‘contro ogni episodio d’oppressione lotta tutta la vita’. Come farlo? I socialdemocratici coscienti si riuniscano nella propria città, nel proprio villaggio, e decidano essi stessi come farlo, come essere della maggiore utilità a tutta la classe operaia”” [V.I. Lenin, Ai contadini poveri. Spiegazione per i contadini di ciò che vogliono i socialdemocratici, Edizioni Rinascita, Roma, 1950] [Scritto nel 1903 e pubblicato per la prima volta nel maggio dello stesso anno, in opuscolo a Ginevra, nell’edizione della ‘Lega della socialdemocrazia russa all’estero’. La presente traduzione è stata condotta sul testo delle ‘Opere complete’ di Lenin, IV ediz, in lingua russa, vol. 6, Mosca, 1946, pp, 325-392] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”RIRx-001-FGB” “LENIN V.I.; MARX Karl ENGELS Friedrich”,”Stato e rivoluzione. Preceduto da ‘Critica del programma di Gotha’ di Karl Marx.”,”””Caro Bracke!, Le seguenti note critiche in margine al programma di unificazione debbono essere comunicate, dopo averle lette, a Geib e Auer, Bebel e Liebknecht, perché ne prendano conoscenza. Sono sovraccarico di lavoro e debbo già superare di molto la quantità di lavoro che i medici mi hanno prescritto. Perciò non è stato punto un “”piacere”” per me lo scrivere uno scartafaccio così lungo. Ma la cosa era necessaria, affinché i passi che il dovrò fare in seguito non vengano fraintesi dagli amici del partito, a cui è destinata questa comunicazione. – Alludo al fatto che dopo il Congresso di unificazione Engels ed io pubblicheremo una breve dichiarazione, in cui dichiareremo che non condividiamo il principi del suddetto programma e che non abbiamo niente a che fare con esso. Ciò è assolutamente necessario, perché all’estero si diffonde premurosamente l’opinione, alimentata dai nemici del partito – e opinione assolutamente falsa – che noi dirigeremmo segretamente di qui il movimento del cosiddetto partito eisenachiano. Ancora in uno scritto russo (4), pubblicato poco tempo fa, Bakunin, per esempio, mi rende responsabile non solo di tutti i programmi, ecc. di quel partito, ma persino di ogni passo fatto da Liebknecht dal momento della sua cooperazione col partito del popolo. Prescindendo da questo è mio dovere non riconoscere nemmeno con un silenzio diplomatico un programma che, secondo la mia convinzione, deve essere assolutamente respinto e che demoralizza il partito. … finire (pag 9-10) [Lettera di Karl Marx a G. Bracke, Londra, 5 maggio 1875]”,”LEND-003-FGB” “LENIN V.I.”,”Lo sviluppo del capitalismo in Russia.”,”””‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’ nasce come conclusione della polemica teorica che Lenin conduce contro il populismo tra il 1893 e il 1899. Viene dopo ‘A proposito della cosiddetta questione dei mercati’ (1893), ‘Che cosa sono gli amici del popolo e come lottano contro i socialdemocratici? (1894), ‘Il contenuto economico del populismo e la sua critica nel libro del signor Struve’ (1894), ‘Caratteristiche del romanticismo economico’ (1897). Queste opere costituiscono – nella storia del pensiero politico-sociale russo – una autentica rivoluzione teorica: dopo di esse il populismo, certo per ragioni storiche profonde e tuttavia per le ragioni che appunto Lenin seppe individuare, sparisce dalla scena politica e culturale della Russia. Non sparirà, naturalmente, senza lasciare tracce tanto sulla cultura quanto sulla pratica politica della Russia: nondimeno come fenomeno vitale e come protagonista storico scompare. (…) Con ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’, però, Lenin non polemizza soltanto con i populisti. In realtà – ed egli stesso lo rileva nella prefazione alla seconda edizione – egli polemizza anche con un marxismo schematico che si era affermato in Russia sotto lo scudo prestigioso di Plechanov. Se per i populisti la Russia «faceva eccezione» e ad essa non si potevano dunque estendere le scoperte di Marx né le proposte politiche e sociali del marxismo occidentale, per Plechanov non si trattava di far altro che ripetere in Russia l’«applicazione» del marxismo (6). Ma di quale marxismo? Del marxismo fatto di rilevazioni storiche ‘specifiche’ sul capitalismo sviluppato e nel corpo delle quali ‘soltanto’ Marx aveva compiuto appropriate generalizzazioni. Ora, per Lenin non si tratta di «cercare risposte a domande concrete nel semplice sviluppo logico di una verità generale», ma invece di rifare sulle condizioni storico-sociali caratteristiche della Russia l’operazione scientifica che Marx aveva condotto sull’Inghilterra. Negando l”eccezionalità’ della Russia Lenin ne vuole dunque trovare la ‘specificità’ storica autentica giacché è proprio il mancato chiarimento scientifico di questa che ha indotto e induce ancora i populisti a proclamare la Russia una eccezione. E per altro verso egli è ben convinto che proprio la spiegazione analitica dell’economia russa proverà il suo carattere capitalistico. Ecco perché si trova a dover criticare tanto i populisti per i quali la Russia non rientra nelle leggi del capitalismo, quanto lo schematismo di Plechanov per il quale si tratta soltanto di compiere, per così dire, una meccanica annessione della Russia al campo indagato da Marx”” (pag 11-14) [Umberto Cerroni, Introduzione’, (in) V.I. Lenin, ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’, Editori Riuniti, Roma, 1972) [(6) Su ciò cfr, l’acuto scritto di M. Gefter, ‘Iz istorii leninskoj mysli (Novy) Mir’, n. 4, 1969, pp. 136-156), di cui si può vedere una traduzione in ‘Rassegna sovietica’, n. 4, 1969, pp. 14-48] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-004-FGB”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXVII. Febbraio-luglio 1918. Sulla frase rivoluzionaria – La patria socialista è in pericolo! – Supplemento al decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo: «La patria socialista è in pericolo!» – La scabbia – Pace o guerra? – Discorso alla seduta comune dei gruppi bolscevico e socialista-rivoluzionario «di sinistra» del Comitato esecutivo centrale dei Soviet di tutta la Russia – Rapporto sulla seduta del Comitato esecutivo centrale dei Soviet di tutta la Russia – Dov’è l’errore? – Una pace disgraziata – Interventi alla riunione del Comitato centrale del POSDR(B) – Nota sulla necessità di firmare la pace – La posizione del CC del POSDR(B) sulla questione della pace separata e annessionistica – Una lezione dura ma necessaria – Progetto di decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo sull’evacuazione del governo – Strano e mostruoso – Su un terreno pratico – Progetto di ordine del giorno a tutti i Soviet dei deputati – VII Congresso del Partito comunista (bolscevico) della Russia – Il compito principale dei nostri giorni – Discorso al Soviet diMosca dei deputati operai, contadini e soldati rossi – IV Congresso straordinario dei Soviet di tutta la Russia [(…) Risoluzione sulla ratifica del trattato di Brest-Litovsk] – Nota sull’atteggiamento dei «comunisti di sinistra» – Prima stesura dell’articolo «I compiti immediati del potere sovietico» – A proposito del decreto sui tribunali rivoluzionari – Prefazione alla raccolta «Contro corrente» – Tesi sulla politica bancaria – Discorso al comizio del maneggio Alexeievski – Direttive al Soviet di Vladivostok – Discorso sulla questione finanziaria alla seduta del Comitato esecutivo centrale di tutte la Russia – Discorso al Soviet di Mosca dei deputati operai, contadini e soldati rossi – I compiti immediati del potere sovietico – Seduta del Comitato esecutivo centrale di tutta la Russia – Sei tesi sui compiti immediati del potere sovietico – Principi fondamentali di politica economica e particolarmente bancaria – Schema di piano per i lavori tecnico-scientifici – Al Comitato centrale del Partito comunista russo – Sull’infantilismo di sinistra e sullo spirito piccolo-borghese – Risoluzione del CC del PC(b) di Russia sulla situazione internazionale – Disposizioni fondamentali del decreto sulla dittatura nel settore degli approvvigionamenti – Protesta al governo tedesco contro l’occupazione della Crimea – Tesi sulla situazione politica attuale – Rapporto sulla politica estera alla seduta comune del CEC di tutta la Russia e del Soviet di Mosca – Rapporto sulla situazione attuale alla Conferenza regionale di Mosca del PC(B) di Russia – Rapporto al congresso dei rappresentanti delle sezioni finanziarie dei Soviet di tutta la Russia – Lettera alla conferenza dei rappresentanti delle imprese nazionalizzate – Abbozzo di telegramma agli operai di Pietrogrado – Sulla carestia – Discorso pronunciato al congresso dei Commissari sul lavoro – Sulla Accademia socialista delle scienze sociali – Tesi sul momento «attuale» – Discorso al I congresso dei Consigli dell’economia nazionale – Appello ai lavoratori delle ferrovie, dei trasporti per via d’acqua e ai metallurgici – Nomina di I.V. Stalin alla direzione degli approvvigionamenti nel sud della Russia – Seduta comune del Comitato esecutivo centrale di tutta la Russia, del Soviet dei deputati operai, contadini e soldati rossi di Mosca e dei sindacati – Discorso al Congresso degli insegnanti internazionalisti di tutta la Russia – Telegramma a I.V. Stalin – Sui reparti di approvvigionamento alimentare – Discorso al comizio nel club di Sokolniki – Telegramma sull’organizzazione dei repartidi approvvigionamento alimentare – IV Conferenza dei sindacati e dei comitati di fabbrica e d’officina di Mosca – Discorso al comizio nel quartierre Simonovski – Parole profetiche – Discorso al comizio del maneggio Alexeievski – Discorso al Gruppo comunista del V Congresso dei Soviet – V Congresso dei Soviet dei deputati operai, contadini e soldati di tutta la Russia – Scambio di telegrammi con Stalin – Intervista alle «Izvestia» sulla rivolta dei socialisti-rivoluzionari «di sinistra» – Agli operai di Pietrogrado – Dichiarazione alla seduta del Comitato esecutivo centrale dei Soviet di tutta la Russia – Discorso al comizio del distretto di Lefortovo – A Zinoviev, a Lascevic e alla Stassova – Rapporto alla conferenza dei comitati di fabbrica del governatorato di Mosca – Colloquio telefonico con I.V. Stalin – Discorso al comizio del distretto di Khamovniki – Per telefono, a Zinoviev, Smolny, Pietrogrado.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – Risoluzione sulla ratifica del Trattato di Brest Litovsk (pag 178) – I compiti immediati del potere sovietico – Sull’infantilismo di sinistra e sullo spirito piccolo-borghese Questione tempi. Lenin, marzo 1918: dovremo rassegnarci alla ritirata per guadagnare tempo, finché c’è tempo, in attesa che arrivino gli alleati: la classe operaia tedesca e internazionale. “”Non dobbiamo dimenticare con quale nemico abbiamo a che fare. I nemici che abbiamo dovuto affrontare finora, – i Romanov, i Kerenski, la borghesia russa, ottusa, disorganizzata, incolta, che ieri baciava lo stivale del Romanov e poi scappava con i trattati segreti in tasca, – che cos’erano in confronto a quella borghesia internazionale che ha trasformato tutte le conquiste dell’intelletto umano in arma per schiacciare la volontà dei lavoratori e ha adattato tutta la sua organizzazione per lo stermino degli uomini? Ecco il nemico che si è abbattuto su di noi in un momento in cui siamo assolutamente disarmati, in cui dobbiamo dire apertamente: non abbiamo un esercito, e un paese che è privo di un esercito deve accettare la pace, anche se indicibilmente infame. Noi non tradiamo nessuno, non cediamo nessuno al nemico, non rifiutiamo l’aiuto dei nostri fratelli. Ma dovremo accettare una pace incredibilmente dura, dovremo accettare condizioni terribili, dovremo rassegnarci alla ritirata per guadagnare tempo, finché c’è tempo, in attesa che arrivino gli alleati, e di alleati ne abbiamo. Per quanto grande sia l’odio verso l’imperialismo, per quanto forte il sentimento, il legittimo sentimento di sdegno e di ribellione contro di esso, dobbiamo riconoscere che adesso siamo difensisti. Però non difendiamo i trattati segreti, difendiamo il socialismo, difendiamo la pace socialista. Ma, per avere la possibilità di difenderla, abbiamo dovuto rassegnarci a subire le più dure umiliazioni. Sappiamo che vi sono periodi nella storia di ogni popolo in cui bisogna arretrare di fronte all’urto di un nemico più forte. Abbiamo ottenuto un rinvio, e dobbiamo sfruttarlo perché l’esercito possa respirare un po’, perché esso comprenda nella sua grande massa – cioè si convincano non solo quelle decine di migliaia di persone che frequentano i comizi nelle grandi città, ma i milioni e le decine di milioni di persone disperse nelle campagne – che la vecchia guerra è finita e comincia una nuova guerra, una guerra alla quale abbiamo risposto proponendo la pace, una guerra nella quale siamo scesi a patti, per superare la nostra mancanza di disciplina, la nostra debolezza, la nostra miseria, con la quale abbiamo potuto vincere lo zarismo e la borghesia russa, ma non la borghesia europea e internazionale. Se sapremo superarle, vinceremo, perché abbiamo degli alleati, ne siamo convinti. Per quanto ora si scatenino gli imperialisti internazionali, vedendo la nostra sconfitta, in seno al loro paesi maturano i loro nemici e nostri alleati. Sapevamo e sappiamo con certezza che nella classe operaia tedesca questo processo si svolge forse più lentamente di quel che noi ci aspettavamo, di quel che noi, forse desideriamo, ma è indubbio che cresce lo sdegno contro gli imperialisti, cresce il numero dei nostri alleati che ci verranno sicuramente in aiuto”” (pag 147-148) [V.I. Lenin, ‘Discorso al Soviet di Mosca dei deputati operai, contadini e soldati rossi, 12 marzo 1918’, in V.I. Lenin, Opere, volume 27, febbraio-luglio 1918, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-27″ “LENIN V.I. – MARX Karl”,”Stato e rivoluzione. Preceduto da ‘Critica del programma di Gotha di Karl Marx.”,”””A proposito del problema dello Stato che ci interessa, Marx, nella sua opera “”Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte””, fa con questo ragionamento il bilancio dei risultati della rivoluzione del 1848-1851: (…)”” (pag 71) “”Qui potrebbe sorgere la domanda se sia giusto generalizzare l’esperienza, le osservazioni e le conclusioni di Marx e applicarle a un campo più vasto che non la storia di tre anni della Francia: dal 1848 al 1851. Ricordiamo innanzi tutto, per anailzzare la questione, un’osservazione di Engels. Passeremo poi all’esame dei fatti”” (pag 75)”,”LEND-022-FV” “LENIN V.I.”,”Opere scelte in due volumi. Volume II. Periodo della preparazione e del compimento della rivoluzione socialista d’Ottobre.”,”””Noi, partito dei bolscevichi, ‘abbiamo convinto ‘ la Russia. ‘Abbiamo conquistato’ la Russia, l’abbiamo presa ai ricchi per darla ai poveri, l’abbiamo presa agli sfruttatori per darla ai lavoratori. Dobbiamo ora ‘ammiinstrarla’. E tutta l’originalità del momento attuale, tutta la difficoltà consiste nel comprendere le particolarità del passaggio da un periodo in cui il compito fondamenale era di persuadere il popolo e di reprimere militarmente gli sfruttatori, a un periodo in cui il compito principale è di ‘amministrare’. Per la prima volta nella storia del mondo un partto socialista ha potuto portare a termine, nelle sue grandi linee, l’opera della conquista del potere e della repressione degli sfruttatori, ha potuto affrontare ‘in pieno’ il compito dell”amministrazione’. Dobbiamo mostrarci degni realizzatori di questo compito, il più difficile (e il più meritorio) della rivoluzione socialista. Dobbiamo ben ‘comprendere’ che per amministrare bene ‘non basta’ saper persuadere, non basta saper riportare la vittoria nella guerra civile: bisogna anche saper ‘organizzare’ praticamente. E’ il compito più difficile, giacchè si tratta di organizzare in modo nuovo le basi più profonde, le basi economiche della vita di decine e decine di milioni di uomini. Ed è anche il compito più meritorio, poichè ‘soltanto dopo averlo assolto’ (nelle sue linee principali e fondamentali) si potrà dire che la Russia è ‘diventata’ una repubblica non solo sovietica, ma anche socialista’ (pag 360) [V.I. Lenin, I compiti immediati del potere sovietico, Isvestia, n. 85, 28 aprile 1918] [(in) V.I. Lenin, Opere scelte, II., Edizioni in Lingue Estere, Mosca, 1949]”,”RIRO-024-FV” “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXVIII. Luglio 1918 – marzo 1919. Discorso alla seduta comune del Comitato esecutivo centrale di tutta la Russia, del Soviet di Mosca, dei Comitati di fabbrica e d’officina e dei sindacati di Mosca – Discorso al Congresso dei presidenti dei soviet provinciali – Discorso al comizio del reggimento rivoluzionario di Varsavia – Discorso al comizio del rione Butyrki – Discorso al comizio dei soldati rossi alla Khodynka – Tesi sulla questione dell’approvvigionamento – Sull’ammissione agli istituti superiori d’istruzione della RSFSR – Lettera agli operai di Elets – Compagni operai, alla lotta finale, decisiva! – Discorso al comizio del rione Sokolniki – Abbozzo di telegramma a tutti i soviet di deputati sull’alleanza degli operai e dei contadini – Discorsi al comitato moscovita del partito sui gruppi di simpatizzanti – Lettera agli operai americani – Discorso al comizio del Museo politecnico – Discorso alla Casa del popolo Alexeev – Discorso al primo congresso dell’istruzione – Discorso al comizio del rione Basmanny – Discorso alla fabbrica «ex – Michelson» – Saluto all’esercito rosso per la conquista di Kazan – Telegramma a V.V. Kuibyschev – Lettera alla presidenza del convegno delle organizzazioni culturali ed educative del proletariato – Telegramma agli allievi della scuola militare di Pietrogrado – Sul carattere dei nostri giornali – Lettera ai soldati dell’esercito rosso che hanno partecipato alla conquista di Kazan – Lettera alla seduta comune del comitato esecutivo centrale, del soviet di Mosca, dei delegati dei comitati di fabbrica e d’officina e dei sindacati – La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky – Rapporto alla seduta comune del comitato esecutivo centrale, del soviet di Mosca, dei delegati dei comitati di fabbrica e d’officina e dei sindacati – Risoluzione della seduta comune del comitato esecutivo centrale, del soviet di Mosca, dei delegati dei comitati di fabbrica e d’officina e dei sindacati – Discorso alla manifestazione in onore della rivoluzione austro-ungherese – Discorso alla seduta del Consiglio centrale dei sindacati di tutta la Russia e del consiglio dei sindacati di Mosca – IV Congresso straordinario dei Soviet di deputati degli operai, dei contadini, dei cosacchi e dei soldati dell’esercito rosso. 1. Discorso per il primo anniversario della rivoluzione. 2. Discorso sulla situazione internazionale – Discorso per l’inaugurazione del monumento a Marx e Engels – Discorso per l’inaugurazione della lapide in onore dei combattenti della Rivoluzione d’ottobre – Discorso al comizio dei membri della Commissione straordinaria di Russia – Discorso ai delegati dei contadini poveri – Telegramma a tutti i soviet di deputati, a tutti, a tutti – Discorso al I Congresso delle operaie di tutta la Russia – Le preziose ammissioni di Pitirim Sorokin – Discorso all’assemblea in onore di Lenin – Discorso per la giornata dell’ufficiale rosso – DIscorso all’assemblea dei delegati della cooperativa operaia centrale di Mosca – Assemblea dell’attivo di partito di Mosca – Telegramma al Comandante in capo – La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky – Progetto di deliberazione sull’applicazione del controllo di Stato – Discorso al congresso provinciale moscovita dei soviet, dei comitati di contadini poveri e dei comitati distrettuali del partito comunista di Russia – Discorso al III Congresso della cooperazione operaia – Discorso al I Congresso delle sezioni agrarie, dei comitati di contadini poveri e delle comuni di tutta la Russia – Progetto di regolamento per la gestione delle istituzioni sovietiche – Progetto di deliberazione del CC del PCR – Discorso alla conferenza operaia del rione Presnia – Telegramma agli ucraini della regione di Samara – L’impresa degli operai del rione Presnia – «Democrazia» e dittatura – Discorso al II Congresso dei consigli dell’economia nazionale – I compiti dei sindacati – Un quadretto che aiuta a chiarire i grandi problemi – Telegramma a I.V. Stalin e F.E. Dzerginski – Discorso alla seduta comune del comitato esecutivo centrale, del soviet di Mosca e del congresso dei sindacati di Russia – Discorso alla conferenza cittadina di Mosca del PCR – Discorso al secondo congresso degli insegnanti internazionalisti di tutta la Russia – Discorso per l’assassinio di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht – Rapporto al II congresso dei sindacati di tutta la Russia – Lettera agli operai d’Europa e d’America – Discorso alla II conferenza dei dirigenti delle sottosezioni extrascolastiche delle sezioni provinciali della pubblica istruzione – Tutti al lavoro per l’approvvigionamento e i trasporti! – Dalla distribuzione cooperativa borghese alla ripartizione proletaria comunista dei prodotti – Telegramma al comitato rivoluzionario del governatorato di Ufà – Abbozzo di radiotelegramma del Commissariato del popolo agli affari esteri – Sulla soppressione di un giornale menscevico – Al Commissariato del popolo all’istruzione – I congresso dell’Internazionale Comunista. Discorso di apertura del congresso, Tesi e rapporto sulla democrazia borghese e sulla dittatura del proletariato – Risoluzione sulle tesi relative alla democrazia borghese e alla dittatura del proletariato – Discorso di chiusura del congresso – Conquistato e registrato – La fondazione dell’Internazionale Comunista – Nota a Stalin sulla riorganizzazione del controllo di stato.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – Sul carattere dei nostri giornali (pag 99-) – La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky (pag 106-114) (articolo) – La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky (pag 231-330) (opuscolo) – I compiti dei sindacati (pag 386–389) – Discorso per l’assassinio di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht (pag 417-418) – Lettera agli operai d’Europa e d’America (pag 434-441) “”Il bolscevismo mondiale trionferà sulla borghesia mondiale. 9 ottobre 1918″” (pag 114) [In chiusura dell’articolo ‘La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky’] – La fondazione dell’Internazionale Comunista (484-488) “”Riporto ora una breve citazione da un giornale italiano. Si tenta di isolarci dal resto del mondo in modo tale che noi riceviamo i giornali socialisti degli altri paesi come una grande rarità. Come una rarità ci è pervenuto un numero del giornale italiano ‘Avanti!’, organo del Partito socialista italiano, che ha partecipato a Zimmerwald, che ha lottato contro la guerra e che ha deciso oggi di non intervenire al congresso dei gialli a Berna, al congresso della vecchia Internazionale, al congresso di coloro che hanno contribuito con i propri governi a tirare a lungo questa guerra criminale. L”Avanti!’ è ancora sottoposto a una censura rigorosa. Ma nel numero, che ci è capitato di avere per caso, leggo una corrispondenza sulla vita del partito da una località chiamata Cavriago (un angolino sperduto, evidentemente, perché non si trova sulla carta geografica) e vedo che gli operai, dopo essersi riuniti, hanno approvato una risoluzione in cui si esprime simpatia al giornale per la sua intransigenza e dichiarano di approvare gli spartachisti tedeschi; seguono quindi parole che, pur scritte in italiano, sono comprensibili in tutto il mondo: «sovietisti russi»; gli operai salutano i «sovietisti» russi ed esprimono l’augurio che il programma dei rivoluzionari russi e tedeschi sia accettato in tutto il mondo e serva a condurre sino in fondo la lotta contro la borghesia e contro la dominazione militare. Ebbene, quando leggiamo una tale risoluzione di una qualsiasi sperduta Poscekhonie italiana, possiamo dire a buon diritto che le masse italiane sono per noi, che le masse italiane hanno capito che cosa sono i «sovietisti» russi, quale è il programma dei «sovietisti» e degli spartachisti tedeschi. E dire che fino a poco fa non avevamo un tale programma! Non avevamo alcun programma comune con gli spartachisti tedeschi! Ma gli operai italiani respingono tutto ciò che leggono nella loro stampa borghese, la quale, pagata dai milionari e dai miliardari, diffonde in milioni di copie calunnie contro di noi. Gli operai italiani non si fanno ingannare. Essi capiscono che cosa sono gli spartachisti e i «sovietisti» e dichiarano di simpatizzare per il loro programma, persino nel momento in cui questo programma non è ancora tracciato. Ecco perché è sotto così facile il nostro lavoro a questo congresso. Ci è bastato trascrivere come programma ciò che era già impresso nella coscienza e nei cuori degli operai, persino di quelli isolati in un angolino sperduto, separati da noi mediante cordoni polizieschi e militari. Ecco perché abbiamo ottenuto così facilmente o concordemente, in tutte le questioni principali, una decisione unanime, ecco perché siamo pienamente convinti che queste decisioni avranno una ripercussione possente sul proletariato di tutti i paesi. Il movimento dei soviet, compagni, ecco la forma che è stata conquistata in Russia, che si propaga oggi nel mondo intero e che con il suo solo nome fornisce gli operai un programma”” (pag 486-487) [V.I. Lenin, ‘La fondazione dell’Internazionale Comunista’, Pravda, 7 marzo 1919, (in) V.I. Lenin, Opere XXVIII. Luglio 1918 – marzo 1919, Edizione Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-28″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXIX. Marzo-agosto 1919. Seduta dei soviet di Pietrogrado del 12 marzo 1919 – Primo congresso degli operai agricoli del governatorato di Pietrogrado – Discorso pronunziato in un comizio alla Casa del popolo di Pietrogrado – Successi e difficoltà del potere sovietico – Discorso in memoria di I.M. Sverdlov alla seduta straordinaria del Comitato esecutivo centrale di tutta la Russia – Discorso ai funerali di Sverdlov – Progetto di programma del PCR(b) – VIII Congresso del PCR(b) – Radiomessaggio al governo della Repubblica sovietica ungherese – Radiogramma a Bela Kun – Risposta a una lettera aperta di uno specialista – Sulla candidatura di M.I. Kalinin alla carica di presidente del comitato esecutivo centrale di tutta la Russia – Discorsi registrati su dischi – Fonogramma alla Commissione straordinaria di tutta la Russia – Seduta plenaria straordinaria del soviet dei deputati operai e soldati di Mosca – Lettera agli operai di Pietrogrado sugli aiuti al fronte orientale – Tesi del CC del PCR(b) sulla situazione del fronte orientale – Assemblea plenaria del consiglio centrale dei sindacati di tutta la Russia – Prefazione all’opuscolo di Henri Guilbeaux: «Socialismo e sindacalismo in Francia durante la guerra» – Discorso pronunziato a Mosca al primo corso per comandanti sovietici – La III Terza Internazionale e il posto nella storia – Discorso alla conferenza dei ferrovieri di Mosca – Discorso sulla lotta contro Kolciak alla conferenza dei comitati d’azienda e dei sindacati di Mosca – Discorso al I Congresso degli studenti comunisti di tutta la Russia – Saluto alla Repubblica dei consigli bavarese – Telegramma al presidente del consiglio dei commissari del popolo dell’Ucraina – Tre discorsi pronunziati sulla piazza Rossa il 1° maggio 1919 – I Congresso di tutta la Russia per l’istruzione extrascolastica – Prefazione alla edizione del discorso «Come si inganna il popolo con le parole d’ordine di libertà e di eguaglianza» – Telegramma al Consiglio dei commissari del popolo d’Ucraina – Aggiunta al progetto di appello agli operai tedeschi e ai contadini tedeschi che non sfruttano il lavoro altrui – Telegramma a V.I. Stalin – DIscorso alla festa dell’istruzione militare generale – Saluto agli operai ungheresi – Gli eroi dell’Internazionale di Berna – Telegramma a V.I. Stalin – Guardatevi dalle spie! – Progetto di direttiva del Comitato centrale sull’unificazione militare – Telegramma a V.I. Stalin – Progetto di risoluzione del CC del PCR(b) a proposito del fronte di Pietrogrado – Telegramma a I.V. Stalin – Tutti contro la lotta contro Denikin! – La situazione attuale e i compiti immediati del potere sovietico – Sullo Stato – Rapporto sulla situazione interna ed estera della Repubblica presentato alla conferenza di Mosca del PCR(b) – I compiti della III Internazionale – Discorso sulla situazione estera ed interna pronunziato alla conferenza dei soldati rossi dei campi di Khodynka – Risposta alle domande di un giornalista americano – Discorso sugli approvigionamenti e sulla situazione militare pronunziato alla conferenza di Mosca dei comitati di fabbrica, dei sindacati e dei delagati della cooperativa operaia centrale di Mosca – Discorso pronunziato ai I congresso di tutta la Russia dei lavoratori dell’istruzione e della cultura socialista – Nella stanza della servitù – Discorso pronunziato alla conferenza degli operai e dei soldati rossi senza partito – Ai compagni Serrati e Lazzari – Lettera agli operai e ai contadini dopo la vittoria su Kolciak – Lettera a Sylvia Pankhurst – Sul libero commercio del grano.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – Discorso in memoria di Sverdlov (pag 75) – Discorso ai funerali di Sverdlov (pag 81) – I compiti della Terza Internazionale (pag 453-470) «Imperialismo fabiano» e «socialimperialismo» sono la stessa cosa: socialismo a parole, imperialismo nei fatti “”La questione dell’imperialismo e dei ‘suoi rapporti’ con l’opportunismo nel movimento operaio, col tradimento della causa operaia compiuto dai dirigenti operai è stata posta da molto , da moltissimo tempo. Per ‘quarant’anni, dal 1852 al 1892, Marx ed Engels hanno dimostrato costantemente l”imborghesimento’ degli strati superiori della classe operaia inglese in conseguenza delle sue particolari condizioni economiche (70) (colonie, monopolio del mercato mondiale, ecc.). Tra il 1870 e il 1880, Marx si guadagnò l’odio onorifico dei volgari eroi della tendenza che allora svolgeva la funzione dell’Internazionale «di Berna», degli opportunisti e dei riformisti, per aver bollato molti capi delle Trade Unions inglesi che si erano venduti alla borghesia o venivano pagati da essa per i servizi prestati a ‘questa’ classe ‘all’interno’ del movimento operaio. Durante la guerra anglo-boera, la stampa anglo-sassone aveva già ben posto chiaramente la questione dell’imperialismo, come la più recente (‘e ultima’) fase del capitalismo. Se la memoria non m’inganna MacDonald in persona uscì allora dalla società dei Fabiani, precorritrice dell’Internazionale «di Berna» , vivaio e modello di opportunismo, caratterizzata da Engels con forza, chiarezza e verità geniali nella sua corrispondenza con Sorge (71). «Imperialismo fabiano» – tale era l’espressione allora corrente nella letteratura socialista inglese. Se Ramsay MacDonald lo ha dimenticato, tanto peggio per lui. «Imperialismo fabiano» e «socialimperialismo» sono la stessa cosa: socialismo a parole, imperialismo nei fatti, ‘sviluppo dell’opportunismo in imperialismo’. Adesso, durante e dopo la guerra del 1914-1918, questo fenomeno è diventato ‘mondiale’. L’incomprensione di questo fatto è la maggior prova di cecità dell’Internazionale gialla «di Berna» e il suo maggiore delitto. L’opportunismo o riformismo dovevano, inevitabilmente, svilupparsi in un ‘imperialismo socialista’ o socialsciovinismo d’importanza storica mondiale; perché l’imperialismo ha fatto avanzare un pugno di nazioni progredite, ricchissime, che depredano tutto il mondo, permettendo così alla borghesia di quei paesi di ‘corrompere’ con una parte dei propri sovrapprofitti monopolistici (l’imperialismo è il capitalismo monopolistico) ‘gli strati superiori della classe operaia’ di questi paesi. Solo dei perfetti ignoranti o degli ipocriti che ingannano gli operai, ripetendo ‘luoghi comuni’ sul capitalismo e nascondendo così la amara verità del passaggio di ‘un’intera corrente del socialismo’ dalla parte della borghesia imperialistica, possono non vedere l’inevitabilità economia di questo fatto in regime imperialistico’ (pag 460-461) [V.I. Lenin, I compiti della III Internazionale] [(in) V.I. Lenin, ‘Opere’, vol. 29, Marzo-agosto 1919, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] [(71) Cfr. la lettera di Engels a Sorge del 18 gennaio 1893, in Karl Marx – Friedrich Engels, ”Ausgewählte Briefe’, Berlin, 1953, p. 546]”,”LEND-685-29″ “LENIN V.I.”,”Über die Junius-Brochüre. Juli 1916.”,”Junius pseudonimo di Rosa Luxemburg Difetti e ragionamenti sbagliati di Junius (v. pag 305-318, Op. Compl. in italiano, vol. 22] Lenin: ‘A proposito dell’opuscolo di Junius’ “”L’opuscolo, come spiega l’autore [Rosa Luxemburg, ndr] nell’introduzione in data 2 gennaio 1916, è stato scritto nell’aprile 1915 e stampato poi «senza modificazioni». (…) L’opuscolo non è tanto consacrato alla «crisi della socialdemocrazia», quanto piuttosto a un’analisi della guerra, alla confutazione della leggenda del suo carattere di liberazione, alla dimostrazione che si tratta di una guerra imperialista sia da parte della Germania che delle altre grandi potenze, e a una critica rivoluzionaria dell’atteggiamento del partito ufficiale. (…) Il difetto principale dell’opuscolo di Junius – difetto che rappresenta senz’altro un passo indietro rispetto alla rivista legale (anche se proibita subito dopo la sua pubblicazione) ‘Die Internationale’ – è il silenzio sui legami esistenti tra il socialsciovinismo (l’autore non adopera né questo termine, né l’altro, meno preciso di socialpatriottismo) e l’opportunismo. L’autore parla in modo del tutto giusto della «capitolazione» e del fallimento del partito socialdemocratico tedesco, del «tradimento» dei suoi «capi ufficiali», ma non va più in là. E tuttavia la rivista ‘Die Internationale’ aveva già svolto una critica del «centro», cioè del kautskismo, comprendo di ridicolo, con piena ragione, la sua mancanza di carattere, la suo opera di prostituzione del marxismo, il suo servilismo verso gli opportunisti. E la stessa rivista ‘aveva incominciato’ a smascherare al condotta reale degli opportunisti, pubblicando, per esempio, il fatto importantissimo che il 4 agosto 1914 gli opportunisti si erano presentati con un ultimatum, con la decisione già presa di votare, in ‘ogni’ caso, ‘per’ i crediti. Né l’opuscolo di Junius, né le tesi parlano dell’opportunismo e del kautskismo! Ciò è teoricamente sbagliato, giacché non si può ‘spiegare’ il «tradimento» senza collegarlo all’opportunismo, come ‘tendenza’ che ha una lunga storia, la storia di tutta la II Internazionale. E’ sbagliato dal punto di vista pratico e politico, giacché non si può comprendere né superare la «crisi della socialdemocrazia» senza chiarire il significato e la funzione delle ‘due tendenze’: la tendenza apertamente opportunista (Legien, David, ecc.) e la tendenza opportunista mascherata (Kautsky e soci). E’ un passo indietro, per esempio, rispetto allo storico articolo di Otto Rühle, pubblicato sul ‘Vorwärts’ del 12 gennaio 1916, nel quale egli dimostra chiaramente e apertamente l”inevitabilità’ della scissione del partito socialdemocratico tedesco. (…)”” [V.I. Lenin, ‘Über die Junius-Brochüre. Juli 1916’, Verlag Neue Einheit, Berlin, 1974] (pag 1-3) (edizione italiana ‘A proposito dell’opuscolo di Junius’, in V.I. Lenin, ‘Opere’, volume 22, Edizioni Lotta Comunista, 2002, pag 304-306) [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-689″
“LENIN Vladimir Ilic GORTER Herman TROTSKY (TROTSKIJ) Lev Davidovic KUN Béla”,”Dibattito sull’estremismo.”,”””Lo sviluppo del settarismo socialista e lo sviluppo del vero movimento operaio sono sempre in rapporto inverso e, fino a quando le sette hanno una ragione (storica) di essere, la classe operaia non è ancora matura per un movimento storico indipendente. Quando avrà raggiunto questa maturità, tutte le sette diventano essenzialmente reazionarie””. Lettera di Marx a Bolta, 1871.”,”LEND-032-FL”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXX. Settembre 1919 – aprile 1920. Discorso alla conferenza degli operai e dei soldati rossi senza partito dei quartieri Basmanni, Lefortovo, Alexeievski e Sokolniki – Come la borghesia si serve dei rinnegati – Agli operai americani – I compiti del movimento operaio femminile nella Repubblica dei Soviet – L’esempio degli operai di Pietrogrado – Risposta alle domande del corrispondente del giornale americano «The Chicago Daily News» – Saluto ai comunisti italiani, francesi e tedeschi – Lo stato operaio e la settimana del partito – Discorso agli operai comunisti mobilitati, pronunziato dal balcone del Soviet dei deputati, degli operai e dei soldati rossi di Mosca – Agli operai e ai soldati rossi di Pietrogrado – Ai compagni soldati rossi – Bilancio della settimana del partito a Mosca e i nostri compiti – Discorso agli studenti dell’Università «Sverdlov» in partenza per il fronte – Al compagno Loriot e a tutti gli amici francesi che hanno aderito alla III Internazionale – Lettera al comitato centrale del Partito comunista tedesco sulla scissione – Ai compagni comunisti che facevano parte del Partito comunista tedesco e che hanno ora costituito un nuovo partito – Al compagno Serrati e ai comunisti italiani in generale – Sulla dittatura del proletariato – Economia e politica nell’epoca della dittatura del proletariato – Saluto agli operai di Pietrogrado – Il potere sovietico e la situazione della donna – Due anni di potere sovietico – Ai compagni comunisti del Turkestan – Alla lotta contro la crisi del combustibile! – Discorso alla I Conferenza di tutta la Russia sul lavoro del Partito nelle campagne – Rapporto al II Congresso di Russia delle organizzazioni comuniste dei popoli dell’Oriente – Progetto di risoluzione del CC del PCRb sul potere sovietico in Ucraina – Ottava conferenza del PCRb – Discorso al I congresso delle comuni e delle «artel» agricole – Settimo congresso dei Soviet di tutta la Russia – Le elezioni all’assemblea costituente e la dittatura del proletariato – Alla nuova generazione – Discorso a un comizio per l’anniversario dell’insurrezione di dicembre del 1905, nel quartiere Presnia – Rapporto sui sabati comunisti tenuto alla conferenza del PCRb di Mosca – Lettera agli operai e ai contadini dell’Ucraina in occasione delle vittorie riportate su Denikin – L’epurazione della lingua russa – All’ufficio del congresso femminile del governatorato di Pietrogrado – A I.V. Stalin – Discorso pronunciato alla conferenza degli operai e dei soldati rossi senza partito del quartiere Presnia – Progetti di risoluzioni e direttive sulla cooperazione – Discorso pronunciato al III congresso dei consigli dell’economia nazionale di tutta la Russia – Ai membri del consiglio della difesa – Rapporto sull’attività del comitato esecutivo centrale della Russia e del consiglio dei commissari del popolo alla prima sessione del comitato esecutivo centrale della VII legislatura – Progetto (o tesi) di risposta del PCR(b) alla lettera del Partito socialdemocratico indipendente tedesco – Discorso pronunziato alla conferenza dei ferrovieri del nord ferroviario di Mosca – «À la guerre comme à la guerre» – Discorso pronunciato alla conferenza dei senza partito del quartiere Blaguscia-Fefortovo – Note di un pubblicista – Telegramma a I.V. Stalin – Telegramma a I.V. Stalin – Risposta alle domande del corrispondente del giornale americano «New York Evening Journal» – Risposta alle domande del corrispondente del giornale inglese «Daily Express» – Al compagno Stalin, membro del consiglio militare rivoluzionario del fronte sud-occidentale – Alle operaie – Telegramma a I.V. Stalin – Discorso alla III Conferenza della Russia dei dirigenti delle sottosezioni extrascolastiche fecenti parte delle sezioni di governatorato della pubblica istruzione – Rapporto al I congresso dei cosacchi lavoratori di tutta la Russia – Discorso pronunziato al II congresso dei lavoratori del servizio medico-sanitario di tutta la Russia – Lettera alle organizzazioni del PCR sulla preparazione del congresso del partito – La giornata internazionale della donna – Discorso pronunziato alla seduta del soviet dei deputati degli operai e dei soldati rossi di Mosca – Discorso pronunziato alla seduta solenne del soviet di Mosca nell’anniversario della III Internazionale – Discorso pronunziato al II congresso degli operai dei trasporti fluviali della Russia – Discorso alla seduta dedicata alla memoria di I.M. Sverdlov – Due discorsi registrati su dischi – IX congresso del PCR(b) – Sui compromessi – Telegramma a G.K. Orgionikidze – Discorso al I congresso costitutivo del sindacato dei minatori della Russia – Discorso al III congresso dei sindacati di tutta la Russia – Dalla distruzione di un ordinamento secolare alla creazione di un ordine nuovo – Discorso al III congresso dei tessili di tutta la Russia – Discorso all’assemblea organizzata dal comitato di Mosca del PCRb in onore del cinquantesimo compleanno di V.I. Lenin.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – Sulla dittatura del proletariato (schema, punti sintetici) (Engels, Kautsky ecc) (pag 77-87) – «À la guerre comme à la guerre» (pag 311-312) – Note di un pubblicista (pag 316-325) – Discorso alla seduta dedicata alla memoria di I.M. Sverdlov (pag 391-392) “”Per essere trattato in un opuscolo il problema va diviso in quattro grandi sezioni: A. La dittatura del proletariato come nuova forma di lotta di classe del proletariato (in altri termini: sua nuova fase, con nuovi compiti). B. La dittatura del proletariato come distruzione della democrazia borghese e creazione della democrazia proletaria. C. La dittatura del proletariato e le particolarità dell’imperialismo (o della fase imperialistica del capitalismo). D. La dittatura del proletariato e il potere sovietico. Piano di elaborazione di queste quattro sezioni: I. (A) La dittatura del proletariato come nuova forma della lotta di classe del proletariato. 1. La ragione principale per cui dei «socialisti» non comprendono la dittatura del proletariato è che essi non portano fino in fondo l’idea della lotta di classe (cfr. Marx, 1852) (19). La dittatura del proletariato è la ‘continuazione’ della lotta di classe del proletariato in forme ‘nuove’. Qui sta l’essenziale ed essi non lo capiscono. Il proletariato, come classe ‘a sé continua’ a condurre da solo la lotta di classe. 2. Lo Stato è soltanto uno ‘strumento’ del proletariato nella sua lotta di classe. Una specie di ‘manganello, rien de plus!’ Vecchi pregiudizi sullo Stato (cfr. ‘Stato e rivoluzione’). Nuove forme di Stato: tema della sezione B; qui lo si affronta appena. 3. Le forme della lotta di classe del proletariato durante la sua dittatura non possono essere quelle di prima. ‘Cinque’ nuovi compiti (principali) e rispettivamente cinque nuove forme: 4. (1). Spezzare la resistenza degli sfruttatori (…). (2). Guerra civile (…). (3). ‘Neutralizzazione’ della piccola borghesia, e soprattutto dei contadini (…). (4). ‘Utilizzazione’ della borghesia (Gli ‘specialisti’ (…). (5). Formazione di una nuova disciplina. La dittatura del proletariato e i sindacati (…)”” (pag 79-81) [V.I. Lenin, ‘Sulla dittatura del proletariato’, settembre-ottobre 1919, pubblicato nel 1925; (in) V.I. Lenin, ‘Opere’, XXX. Settembre 1919 – aprile 1920, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [(19) Lettera di K. Marx a J. Weidemeyer del 5 marzo 1852] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-30″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXI. Aprile – dicembre 1920. L’«estremismo» malattia infantile del comunismo – Discorso al congresso degli operai dell’industria del vetro e della porcellana – Dal primo «sabato comunista» sulla linea ferroviaria Mosca-Kazan al «sabato comunista» del primo maggio in tutta la Russia – Discorso per la posa della prima pietra del monumento al lavoro – Discorso ai soldati rossi in partenza per il fronte polacco – Discorso alla seduta comune del comitato esecutivo centrale, del soviet moscovita dei deputati degli operai, dei contadini e dei soldati rossi, dei sindacati e dei comitati di fabbrica e d’officina – Telegramma al governo socialista sovietico dell’Azerbaidgian – Discorso alla conferenza degli operai e dei soldati rossi del quartiere Rogozsko-Simonovski – All’Associazione nazionale indiana – Lettera agli operai inglesi – «Kommunismus» – Discorso alla seconda conferenza per l’approvvigionamento – Aiutiamo i soldati rossi feriti! – Risposta alla lettera del comitato provvisorio per la costituzione del partito comunista di Gran Bretagna – Telefonogramma a I.V. Stalin – Telegramma a I.V. Stalin – Tesi per il secondo congresso dell’Internazionale Comunista – Secondo congresso dell’Internazionale Comunista – Telegramma a I.V. Stalin – Lettera ai comunisti austriaci – Il Secondo congresso dell’Internazionale Comunista – Risposta al Signor Segrew, corrispondente del «Daily News» – Discorso alla IX conferenza del partito comunista di Russia – Lettera agli operai tedeschi e francesi – I compiti delle associazioni giovanili – Discorso al congresso degli operai e degli impiegati dell’industria del cuoio – Ai contadini poveri dell’Ucraina – Sulla cultura proletaria – Conferenza dei presidenti dei comitati esecutivi di distretto del Volost e di villaggio della provincia di Mosca – Telegramma al governo provvisorio d’Ucraina – Per la storia della questione della dittatura – Telegramma a I.V. Stalin – Discorso alla conferenza dei comitati per l’istruzione politica presso le sezioni provinciali e distrettuali della pubblica istruzione – A proposito della lotta in seno al partito socialista italiano – Discorso per il terzo anniversario della rivoluzione d’ottobre – Progetto di risoluzione sui compiti dei sindacati e sui metodi per assolverli – Telegramma a I.V. Stalin – Tesi sulla propaganda della produzione – Da una conversazione per filo diretto con I.V. Stalin – Conferenza provinciale moscovita del PCR – Discorso alla conferenza dei comitati di fabbrica e d’officina delle aziende moscovite dell’industria poligrafica – Discorso all’assemblea dei segretari di cellul dell’organizzazione moscovita del partito comunista di Russia – Rapporto all’assemblea generale dei comunisti del rione Zamoskvoriece – Telegramma al presidente del comitato militare rivoluzionario d’Armenia – Discorso all’assemblea dei militanti dell’organizzazione moscovita del partito comunista di Russia – VIII congresso dei Soviet di tutta la Russia – Lettera agli operai del rione Krasnaia Presnia.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: L’«estremismo» malattia infantile del comunismo Tesi per il secondo congresso dell’Internazionale Comunista – Secondo congresso dell’Internazionale Comunista Per la storia della questione della dittatura (pag 326-345) A proposito della lotta in seno al partito socialista italiano (pag 357-370) Progetto di risoluzione sui compiti dei sindacati e sui metodi per assolverli “”Il dibattito si è chiuso con la votazione di due mozioni, la prima delle quali si può definire comunista, mentre l’altra si può chiamare «centristica» o elusiva e si può dire che difende copertamente l’alleanza (l’«unità»!) con i riformisti. La prima ha vinto e ottenuto sette voti (Terracini, Gennari, Regent, Tuntar, Casucci, Marziale e Bellone); la seconda è stata respinta (ha avuto cinque voti: Baratono, Zannerini, Bacci, Giacomini, Serrati). La prima mozione si distingue per la sua notevole chiarezza e precisione. Comincia con l’indicare che le «condizioni attuali» della lotta rivoluzionaria in Italia esigono «la più grande omogeneità» del partito. Più oltre si dice che è permesso a tutti rimanere nel partito a condizione che ci si sottometta alla sua disciplina; si riconosce che questa condizione non è stata rispettata; che è un errore aspettarsi che si sottomettano alla disciplina coloro le cui opinioni sono opposte ai principi e alla tattica della III Internazionale; che pertanto, dopo aver accettato le 21 condizioni di Mosca, bisogna procedere a un’«epurazione radicale» del partito, ‘allontanando’ gli opportunisti e i riformisti. Qui non si tratta né di nomi né di casi particolari. Qui si configura una linea politica chiara. Sono esattamente indicati i motivi della deliberazione: i fatti concreti della storia del partito in Italia, le particolarità concrete della situazione rivoluzionaria. La seconda mozione è un modello di elusività e di gretta diplomazia: accettiamo i 21 punti, ma riconosciamo che «queste condizioni possono dar luogo a interpretazioni equivoche» e che «è necessario concedere a ogni sezione dell’Internazionale comunista una libertà di valutazione politica conforme alle condizioni storiche e ai fatti concreti particolari dei paesi in questione, pur ammettendone la ratifica da parte dell’Internazionale». La risoluzione sottolinea la «necessità di conservare l’unità del Partito socialista italiano sulla base dei 21 punti». I casi particolari di violazione della disciplina devono essere severamente puniti dal Comitato centrale del partito. La mozione comunista dice: la situazione rivoluzionaria esige la più grande omogeneità del partito. Quest’affermazione è incontestabile. La mozione dei difensori dell’«unità» con i riformisti tenta invece di eludere questa verità, senza però decidersi a contestarla. La mozione comunista dice: la particolarità dell’Italia consiste nel fatto che la condizione della subordinazione dei riformisti alle decisioni del partito non è stata rispettata. Sta qui il nodo della questione. E , se le cose stanno a questo modo, tollerare che i riformisti rimangano nel partito, ‘mentre’ la situazione rivoluzionaria generale ‘si acuisce’, e si è forse già alla vigilia di battaglie rivoluzionarie decisive, non è soltanto un errore, ‘ma anche un delitto'”” (pag 360-361) [V.I. Lenin, ‘A proposito della lotta in seno al partito socialista italiano’, 11 dicembre 1920, in Id., Opere XXXI, Aprile-dicembre 1920, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-31″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXII. Dicembre 1920 – agosto 1921. I sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky – La crisi del partito – Il congresso dei minatori di tutta la Russia – Sui mezzi per assicurare il lavoro scientifico dell’accademico Pavlov e dei suoi collaboratori – Ancora sui sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky e di Bucharin – Discorso alla conferenza allargata dei metallurgici di Mosca – Discorso al IV congresso degli operai dell’abbigliamento di tutta la Russia – Direttive del comitato centrale ai comunisti del Commissariato del Popolo per l’istruzione pubblica – L’attività del Commissariato del popolo per l’istruzione pubblica – Abbozzo preliminare di tesi sui contadini – Biglietto a I.V. Stalin e agli altri membri dell’ufficio politico – Il piano economico unico – Saluto al V Congresso dei soviet di tutta l’Ucraina – Discorso all’assemblea plenaria del soviet di Mosca dei deputati operai e contadini – Lettera a G. Orgionikidze – La giornata internazionale delle operaie – X Congresso del PCR(b) – Discorso al congresso degli operai dei trasporti di tutta la Russia – Al comitato di fabbrica e a tutti gli operai della fabbrica statale di automobili n.1 – Rapporto sull’imposta in natura all’assemblea dei segretari e dei responsabili delle cellule del PCR(b) della città e del governatorato di Mosca – Messaggio di saluto alla conferenza delle sezioni femminili dei popoli delle regioni e delle repubbliche sovietiche d’oriente – Rapporto sulle concessioni presentato alla riunione della frazione comunista del consiglio centrale dei sindacati di tutta la Russia – Ai compagni comunisti dell’Azerbaigian, della Georgia, dell’Armenia, del Daghestan e della Repubblica dei popoli del Caucaso del Nord – Alla conferenza generale degli operai senza partito di Pietrogrado – Schema dell’opuscolo «Sull’imposta in natura» – Sull’imposta in natura – Discorsi registrati sui dischi – Al compagno Krgigianovski presso la presidenza del «Gosplan» – Direttive del Consiglio del lavoro e della difesa alle amministrazioni sovietiche locali – X Conferenza dei PCR(b) di tutta la Russia – Discorso sugli organismi economici locali pronunziato alla riunione del comitato esecutivo centrale di tutta la Russia – Discorso alla III Conferenza di tutta la Russia per gli approvvigionamenti – III Congresso dell’Internazionale comunista – Considerazioni sul «piano» dell’economia statale – Saluto al congresso dei delegati del Centrosoiuz – Saluto al I congresso internazionale delle associazioni sindacali rivoluzionarie – Appello al proletariato internazionale – Appello ai contadini dell’Ucraina – Lettera a G. Miasnikov – Al compagno Thomas Bell – Lettera ai comunisti tedeschi.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – I sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky (pag 9-30) – La crisi del partito (pag 31-42) – Ancora sui sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky e di Bucharin (pag 57-94) Bisogna ricordare che un dirigente politico non è soltanto responsabile della sua politica, ma anche di ciò che fanno i suoi subalterni “”Abbiamo una preziosa esperienza militare: eroismo, zelo ecc. Abbiamo anche aspetti negativi nell’esperienza dei peggiori elementi militari: burocrazia, boria. Le tesi di Trotsky, malgrado la coscienza e la volontà dell’autore, hanno appoggiato non già quanto vi era di meglio, ma quanto vi era di peggio nell’esperienza militare. Bisogna ricordare che un dirigente politico non è soltanto responsabile della sua politica, ma anche di ciò che fanno i suoi subalterni. L’ultima cosa che volevo dirvi, e per la quale ieri avrei dovuto darmi dello stupido, è che ho lasciato passare inosservate le tesi del compagno Rudzutak. Rudzutak ha il difetto di non saper parlare forte, inosservato. Ieri, non avendo potuto assistere alla riunione, ho esaminato il materiale pervenutomi e ho trovato un foglietto pubblicato per la V Conferenza dei sindacati di tutta la Russia che ha avuto luogo dal 2 al 6 novembre 1920 (13). Questo foglietto è intitolato: ‘I compiti dei sindacati nella produzione’. Ve lo leggerò tutto, non è lungo. (…) Ecco una piattaforma cento volte migliore di quella che il compagno Trotsky ha redatto dopo averci più volte riflettuto, e di quella che ha steso il compagno Bucharin (risoluzione dell’assemblea plenaria del 7 dicembre) senza averci riflettuto affatto. Tutti noi, membri del Comitato centrale che da molti anni non lavoriamo nel movimento sindacale, dovremmo imparare dal compagno Rudzutak, e anche il compagno Trotsky e il compagno Bucharin dovrebbero imparare da lui. I sindacati hanno approvato questo programma. Noi tutti abbiamo dimenticato i tribunali disciplinari, ma senza i tribunali disciplinari, senza i premi in natura, la «democrazia della produzione» non è che vaniloquio. Confronto le tesi di Rudzutak con quelle presentate da Trotsky al Comitato centrale. Alla fine della quinta tesi di Trotsky leggo: «… è indispensabile affrontare subito la riorganizzazione dei sindacati, cioè prima di tutto la selezione del personale dirigente proprio da questo punto di vista…». Ecco la vera burocrazia! Trotsky e Krestinski selezioneranno «il personale dirigente» dei sindacati! (…) In conclusione, le tesi di Trotsky e di Bucharin contengono una serie di errori teorici, una serie d’inesattezze di principio. Il loro modo di affrontare la questione manca assolutamente di accortezza. Le «tesi» del compagno Trotsky sono politicamente dannose. La sua è insomma una politica di seccature burocratiche nei confronti dei sindacati. E il congresso del nostro partito, ne sono convinto, condannerà e respingerà questa politica”” (pag 29-30) [V.I. Lenin, ‘I sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky. Discorso alla seduta comune dei delegati dell’VIII Congresso dei soviet, dei membri del Consiglio centrale dei sindacati di tutta la Russia e del Consiglio dei sindacati di Mosca iscritti al PCR(b), 30 dicembre 1920, pubblicato in opuscolo nel 1921] [(in) Id., Opere XXXII. Dicembre 1920 – agosto 1921, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [(13) Durante la riunione dei comunisti delegati alla V Conferenza dei sindacati di tutta la Russia Trotsky trovò l’opposizione dei delegati comunisti, i quali approvarono una risoluzione il cui fondamento era costituito dal progetto di risoluzione su ‘I compiti dei sindacati e i metodi per realizzarli’ redatto da Lenin (cfr. nella presente edizione, vol. 31)] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-32″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXIII. Agosto 1921 – marzo 1923. Tempi nuovi, errori vecchi in forma nuova – Lettere all’ufficio centrale di statistica – Lettera alla redazione del giornale «Ekonomiceskaia Gizn» – L’epurazione nel partito – A proposito dei compiti dell’ispezione operaia e contadina, della loro interpretazione ed esecuzione – Alla presidenza dell’VIII congresso degli elettrotecnici di tutta la Russia – Per il quarto anniversario della rivoluzione d’ottobre – La nuova politica economica e i compiti dei centri di educazione politica. Rapporto al II Congresso dei Centro di educazione politica di tutta la Russia – VII Conferenza del partito del governatorato di Mosca – L’importanza dell’oro oggi e dopo la vittoria completa del socialismo – Discorso pronunciato all’assemblea degli operai della manifattura Prokhorov in occasione del IV anniversario della rivoluzione d’ottobre – Discorso all’assemblea degli operai, delle operaie, dei soldati rossi e dei giovani del quartiere Khomovniki dedicata al IV anniversario della rivoluzione d’ottobre – Discorso all’assemblea degli operai della fabbrica Elektrosila n. 3 (ex Dinamo) in occasione del IV anniversario della rivoluzione d’ottobre – Prefazione all’opuscolo «A proposito della nuova politica economica (due vecchi articoli e un epilogo ancor più vecchio)» – Telegramma a Narimanov, presidente del consiglio dei commissari del popolo dell’Azerbaigian Un librio pieno di talento – Progetto di proposta per la formazione di una federazione delle repubbliche transcaucasiche – Discorso pronunciato al I congresso agricolo del governatorato di Mosca – A proposito delle tesi del partito comunista francese sulla questione agraria – Lettera i membri dell’ufficio politico sull’epurazione del partito e le condizioni di ammissione al partito – Lettera all’ufficio politico per una risoluzione del IX Congresso dei Soviet sulla situazione internazionale – IX Congresso dei soviet di tutta la Russia – Sulla politica del partito laburista inglese – Funzione e compiti dei sindacati nelle condizioni della nuova politica economica – Progetti di direttiva dell’ufficio politico del CC del PCR(b) sulla nuova politica economica – Ai lavoratori del Daghestan – Lettera al compagno Orgionikidze sul rafforzamento dell’esercito rosso georgiano – Lettera a D.I. Kurski – Note di un pubblicista – La situazione internazionale e interna della repubblica sovietica – Il significato del materialismo militante – Al compagno Molotov per i membri dell’ufficio politico – Progetto di risposta a E. Vandervelde – Prefazione al libro di I.L. Stepanov «L’elettrificazione della RSFSR in relazione alla fase di transizione dell’economia mondiale» – Lettera a Stalin sulle funzioni dei vicepresidenti dei commissari del popolo e del consiglio del lavoro e della difesa – Per il IV anniversario di «Biednotà» – Lettera a Molotov sullo schema del rapporto politico per l’XI congresso del partito – A proposito delle condizioni di ammissione di nuovi membri del partito – XI congresso del partito – A proposito del progetto di risoluzione dell’XI congresso del partito sul lavoro nelle campagne – Abbiamo pagato troppo caro – Risoluzione sulle funzioni dei vicepresidenti del consiglio dei commissari del popolo e del consiglio del lavoro e della difesa – Lettera a I.V. Stalin – Prefazione all’opuscolo «Vecchi articoli su temi di attualità» – Telegramma agli operai e agl ingegneri dell’Azneft – Per il X anniversario della «Pravda» – Lettera a I.V. Stalin per i membri dell’Ufficio politico – Progetto di risoluzione del Cec sul rapporto della delegazione alla conferenza di Genova – Lettera a D.I. Kurski – Lettere a I.V. Stalin sullo sviluppo della radiotecnica – Sulla «doppia» subordinazione e sulla legalità – Un cucchiaio di fiele in un barile di miele – Lettera al V Congresso dei sindacati di tutta la Russi – Biglietto all’ufficio politico sulla lotta contro lo sciovinismo di grande potenza – Agli operai di Bakú – Al V Congresso dell’Unione della gioventù comunista russa – Lettera sul monopolio del commercio estero – Al congresso degli impiegati delle finanze di tutta la Russia – All’associazione degli amici della Russia sovietica (in America) – Alla associazione per l’aiuto tecnico alla Russia sovietica – Saluto al Primorie libero – Intervista a Farbman, corrispondente dell’«Observer» e del «Manchester Guardian» – Discorso alla IV Conferenza del CEC della IX legistatura – Alla «Petrogradskaia Pravda» – Alla «Pravda» – Alla prima conferenza internazionale dei cooperatori comunisti – Al congresso degli statistici di tutta la Russia – Intervista a A.A. Ransom, corrispondente del «Manchester Guardian» – Alla conferenza delle operaie e delle contadine senza partito di Mosca e del governatorato di Mosca – Agli operai della fabbrica ex Michelson – Agli opera e agli impiegati della centrale elettrica statale «Elektroperedacia» – Agli operai della fabbrica tessile Stodolskaia di Klintsky – IV Congresso dell’Internazionale Comunista – Messaggio alla esposizione agricola di tutta la Russia – Al gruppo «Clarté» – Discorso alla seduta plenaria del soviet di Mosca – Alla presidenza del V congresso del sindacato dei funzionari dei soviet – Al congresso dei lavoratori dell’istruzione – Al III congresso mondiale dell’Internazionale giovanile comunista a Mosca – Appunti sui compiti della nostra delegazione alla conferenza dell’Aja – Qualche parola su N.E. Fedoseev – Al congresso dei soviet dell’Ucraina – Sul monopolio del commercio estero – Lettera a I.V. Stalin per i membri del CC in merito all’intervento al X congresso dei soviet di tutta la Russia – Pagine di diario – Sulla cooperazione – Sulla nostra rivoluzione – Come riorganizzare l’ispezione operaia e contadina – Meglio meno, ma meglio.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1967 Contiene in particolare: – L’ epurazione del partito (27-30) – Sulla politica del partito laburista inglese. Lettera al CC del PCR(b) (pag 163-164) – Funzioni e compiti dei sindacati nelle condizioni della Nep (pag 165-176) “”Il telegramma concernente il Partito laburista britannico mostra la straordinaria ingenuità di Krasin. A mio avviso, si deve adesso agire in due direzioni: 1) pubblicare sulla stampa una serie di articoli, firmati da varie persone che ridicolizzino le vedute della sedicente democrazia europea sulla questione georgiana; 2) incaricare subito un giornalista mordace di abbozzare una nota estremamente gentile in risposta al Partito laburista inglese. Spiegare in questa nota, con il tono più insistente, che la proposta di ritirare le nostre truppe dalla Georgia e di indirvi un referendum potrebbe essere perfettamente ragionevole e considerata come proveniente da persone che non hanno perduto il senno e che non sono state corrotte dall’Intesa, se essa venisse estesa a tutte le nazionalità del globo; in particolare, allo scopo di indurre i dirigenti del partito laburista inglese a riflettere su ciò che significano in politica internazionale i rapporti imperialistici contemporanei, noi proponiamo di esaminare con benevolenza: in primo luogo, il ritiro delle truppe inglesi dall’Irlanda e l’organizzazione di un referendum in questo paese; in secondo luogo, idem per l’India; in terzo luogo, idem per le truppe giapponesi in Corea; in quarto luogo, idem per tutti i paesi in cui si trovino delle truppe di un grande Stato imperialista. Esprimere nella nota, con la più grande cortesia, l’idea che le persone desiderose di riflettere su questo proposte e sul sistema dei rapporti imperialistici in politica internazionale possono mostrarsi capaci di comprendere il carattere «interessante» delle proposte da noi avanzate al partito laburista inglese. Insomma il progetto di nota deve ridicolizzare, con uno stile estremamente gentile ed estremamente popolare (al livello mentale di un bambino di dieci anni) i capi imbecilli del partito laburista inglese. Propongo all’Ufficio politico di esaminare l’opportunità di inviare una copia di questa lettera a Krasin. Personalmente sono favorevole”” [V.I. Lenin, ‘Sulla politica del partito laburista inglese. Lettera al CC del PCR(b)’, 27 dicembre 1921] [(in) V.I. Lenin, ‘Opere, vol. XXXIII. Agosto 1921 – marzo 1923’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] Invitare i dirigenti del partito laburista inglese a riflettere su ciò che significano in politica internazionale i rapporti imperialistici contemporanei [Sulla politica del partito laburista inglese. Lettera al CC del PCR(b) (pag 163-164)]”,”LEND-685-33″
“LENIN V.I.”,”Hyndman on Marx.”,”Hyndman si volse al socialismo dopo aver letto il Capitale nella traduzione francese durante uno dei suoi numerosi viaggi verso l’America tra il 1874 e il 1880. Accompagnato da Karl Hirsch, Hyndman nella sua visita a Marx, mentalmente compara Marx a Mazzini! Nel 1880 Marx era praticamente sconosciuto al pubblico inglese.”,”LEND-691″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXIV. Carteggio (novembre 1895-novembre 1911). Lettere 1895-1911.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1955 Lettera di Lenin al Comitato della Siberia, Ginevra 30.10.1904. “”Stimati compagni, vorrei per mezzo vostro rispondere al compagno Simonov, che è stato qui in qualità di rappresentante dell’Unione siberiana e prima di partire mi ha lasciato una lettera (allora non mi trovavo a Ginevra) in cui mi espone il suo punto di vista conciliatore. È appunto a proposito di questa lettera, il cui contenuto vi sarà stato reso noto dal compagno Simonov si riduce dunque a questo: certamente essi (la minoranza) sono degli anarchici e dei disorganizzatori, ma non ci si può far niente; è necessaria una «sospensione delle ostilità» al fine di uscire in qualche modo da una situazione insostenibile, al fine di rimettersi in forze per continuare la lotta contro la minoranza. È stato per me molto istruttivo leggere la lettera del compagno Simonov, il quale è uno dei rari fautori ‘sinceri’ della conciliazione. Fra i conciliatori c’è un tale subisso di ipocrisia, che i ragionamenti (anche se sbagliati) di un uomo che dice quello che pensa ti danno un senso di riposo. Ma il suo ragionamento è assolutamente sbagliato. Egli stesso comprende che con le menzogne, gli imbrogli, le porcherie non ci si può ‘conciliare’; ma allora che senso ha parlare di ‘sospensione’ delle ostilità? La minoranza, è chiaro, approfitterebbe di questa sospensione delle ostilità solo per consolidare le proprie posizioni. La polemica frazionistica (che un CC ipocrita ha ipocritamente promesso di far cessare nella sua recentissima lettera ai comitati, lettera che probabilmente avrete già ricevuto anche voi) non è cessata, ma ha assunto forme così abiette che persino Kautsky, che pure è per la minoranza, ha dovuto condannarle. Perfino K. Kautsky ha dichiarato in una sua lettera all”Iskra’ che la polemica «mascherata» è peggiore di qualsiasi altra, giacché così le cose si imbrogliano, gli accenni restano nel vago e le risposte dirette sono impossibili. Prendete l”Iskra’, il n. 75, l’articolo di fondo, il cui tema è molto lontano dai nostri dissensi, e vedrete che è costellato di improperi da vecchio stizzito, che c’entrano come i cavoli a merenda, contro i consiglieri Ivanov, i crassi ignoranti, ecc. ecc. Secondo i nostri transfughi del CC, questa, a quanto pare, non è polemica frazionistica! Non entro poi nella sostanza delle conclusioni dell’autore dell’articolo (evidentemente Plekhanov): Marx fu ‘mite’ con i proudhoniani. È possibile un modo più ipocrita di utilizzare i fatti storici e i grandi nomi storici? Che cosa avrebbe detto Marx se con la parola d’ordine della mitezza si fosse cercato di mascherare la ‘confusione’ fra marxismo e proudhonismo? (e la nuova ‘Iskra’ non si occupa forse a tutto andare di confondere il rabocedielismo con l’iskrismo?). Che cosa avrebbe detto Marx se in nome della mitezza si fosse riconosciuto sulla stampa che il proudhonismo era più giusto del marxismo? (e Plekhanov non sta forse giocando d’astuzia sulla stampa quando finge di riconoscere che in linea di principio la minoranza ha ragione?). Ma già con questo solo paragone Plekhanov si tradisce, ammettendo che il rapporto tra maggioranza e minoranza equivale al rapporto tra marxismo e proudhonismo, al rapporto stesso tra l’ala rivoluzionaria e l’ala opportunista di cui si parla anche nel memorabile articolo ‘Che cosa non fare’. (…)”” (pag 196-197) [Lettera di Lenin al Comitato della Siberia, Ginevra 30.10.1904] [V.I. Lenin, ‘Opere XXXIV. Carteggio (novembre 1895-novembre 1911)’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-34″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXV. Carteggio (febbraio 1912-dicembre 1922). Lettere e dispacci, 1912-1922.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1955 “”Caro compagno, purtroppo, l’articolo ‘Contributo alla teoria dello Stato imperialistico’ non possiamo pubblicarlo. Lo spazio, infatti, è talmente preso da materiali russi che tutti gli altri temi ne risultano sacrificati, e il denaro non basta. Siamo in difficoltà. Ma l’essenziale non sta in ciò. L’essenziale è che l’articolo presenta alcuni difetti. Il titolo non risponde al contenuto. L’articolo si compone di due parti, messe insieme senza averci meditato sufficientemente: 1) lo Stato in generale e 2) il capitalismo di Stato e il suo sviluppo (particolarmente in Germania). La seconda parte è buona e utile, ma per i nove decimi legale. Consiglieremmo di pubblicarla in una miscellanea legale (se non nella ‘Lietopis’) dopo qualche ‘piccolo’ ritocco, e saremmo pronti a fare tutto quanto dipende da noi perchè venga pubblicata. La prima parte tocca un tema di importanza di principio enorme, ma appunto lo ‘tocca’ soltanto. Tenuto conto che pubblichiamo miscellanee una volta all’anno, non possiamo stampare per una questione di teoria così essenziale una cosa non sufficientemente meditata. Lasciando da parte la polemica con Gumplovic ecc. (pure questa sarebbe meglio rimaneggiarla e ‘svilupparla’ in un articolo legale), dobbiamo rivelare una serie di formulazioni estremamente imprecise da parte dell’autore. Il marxismo è la «teoria dello Stato» «sociologia» (???); lo Stato = organizzazione «generale» (?) delle classi dominanti; le citazioni di Engels sono ‘troncate’ proprio in quei punti che sono ‘particolarmente’ importanti, dal momento che è di questo che si parla. La differenza tra i marxisti e gli anarchici sulla questione dello Stato (pp. 15-16) è definita in modo ‘assolutamente errato’: se si vuol parlare di questo ‘non’ si deve, ‘non si può’ parlarne così. La conclusione (il corsivo è dell’autore): «la socialdemocrazia deve sottolineare vigorosamente la propria ostilità di principio al potere statale» (p. 53); [confrontate: il proletariato creerà «una sua organizzazione statale del potere» !?)], è anch’essi estremamente imprecisa o errata. Consiglio: modificare per la stampa legale a) quanto riguarda il capitalismo di Stato e b) la polemica con Gumplovic e C. Quanto al resto, ‘lasciar maturare’. Questa è la nostra convinzione”” [Lettera di V.I. Lenin a N. Bucharin scritta nell’agosto 1916, spedita a Cristiania da Flüms, pubblicata per la prima volta nel 1932] (pag 158-159) [V.I. Lenin, ‘Opere XXXV. Carteggio (febbraio 1912-dicembre 1922)’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] Non si può capire una data guerra senza aver capito l’epoca. L’epoca è la somma di svariati fenomeni, nella quale oltre al tipico c’è ‘sempre’ dell’altro’ “”L’articolo di Bukharin non va assolutamente (161). ‘Non c’è’ neanche l’ombra della «teoria dello Stato imperialistico». È un riassunto di dati sullo sviluppo del capitalismo di Stato e basta. Riempire di questo materiale più che legale una rivista illegale è assurdo. Bisogna rifiutare (con la massima cortesia, promettendo di adoperarsi in tutti i modi per la pubblicazione su una rivista legale) (a). Ma forse è meglio aspettare l’articolo di Iuri e non scrivere intanto a Bucharin. Aspettare anche per l’invio a Bukharin della lettera riguardante la loro «frazione», altrimenti egli penserà che abbiamo rifiutato per «spirito di frazione». (…) Porre la questione dell’«epoca» e della «’guerra in corso’» come «estremi», significa appunto cadere nell’eclettismo. Quasi che nostro compito fosse di prendere la «via di mezzo» «tra gli estremi»!!! Il problema è di determinare ‘esattamente’ il rapporto tra l”epoca’ e la guerra ‘in corso’. E appunto questo è stato fatto sia nelle risoluzioni, sia nei miei articoli: «’questa’ guerra imperialistica ‘non è un’eccezione’, ma un fenomeno tipico nell”epoca’ imperialistica». [[Tipico, non unico]]. Non si può capire una data guerra senza aver capito l’epoca. Quando si parla dell’epoca, non si tratta di una frase. È giusto. E le vostre citazioni dai miei vecchi articoli dicono ‘solo’ questo. ‘Esse sono giuste’. Ma quando ‘si comincia’ a dedurne: «nell’epoca dell’imperialismo non ‘possono’ esservi guerre nazionali», questo è un’assurdità. È un evidente errore storico, politico, ‘logico’ (poichè l’epoca è la somma di svariati fenomeni, nella quale oltre al tipico c’è ‘sempre’ dell’altro). E voi ‘ripetete questo errore’ quando scrivete nelle osservazioni: «i piccoli paesi non possono nell’epoca attuale difendere la patria» [= semplificatori]. Non è esatto!! Questo è appunto l’errore di Junius, di Radek, dei «disarmisti» e dei giapponesi!!. Bisogna dire: «’Nemmeno’ i piccoli paesi possono difendere la patria ‘nelle guerre imperialistiche’, particolarmente tipiche dell’epoca imperialistica contemporanea». C’è una differenza. Tutta la ‘sostanza’ di questa differenza è contro i ‘semplificatori’. E voi non avete notato proprio la ‘sostanza’. Grimm ripete l’errore dei semplificatori, e voi lo ‘incoraggiate’ dando una formulazione errata. Bisogna, al contrario, appunto ora (sia nelle conversazioni che nella stampa) confutare dinanzi a Grimm i semplificatori. Noi non siamo affatto contro la «difesa della patria» ‘in generale’, non siamo affatto contro le «guerre difensive» ‘in generale’. ‘Non’ troverete mai questa assurdità in nessuna risoluzione (e in nessun mio articolo). Noi siamo contro la difesa della patria e la difensiva ‘nella guerra imperialistica’ 1914-1916 e nelle altre guerre ‘imperialistiche’, tipiche dell”epoca’ imperialistica. (Nb). Ma nell”epoca’ imperialistica ‘possono’ esserci anche guerre «giuste», di «difesa», rivoluzionarie [[precisamente: 1) nazionali; 2) civili; 3) socialiste, ecc.]]”” [V.I. Lenin, Lettera a Zinoviev, agosto 1916, spedita a Berna da Flüms (Svizzera). Pubblicata per la prima volta nel 1931] (pag 156-158) [V.I. Lenin, ‘Opere XXXV. Carteggio (febbraio 1912-dicembre 1922)’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM] [(a) Personalmente, da parte mia, aggiungerò per Bukharin un consiglio: cambiare il titolo e lasciare la ‘sola’ parte economica. Perchè la parte politica è assolutamente incompleta, superficiale, inutile] [(161) Si tratta di un articolo sullo Stato che Bukharin aveva scritto per lo ‘Sbornik Sozial-Demokrat’. L’articolo non venne pubblicato. P. 156]”,”LEND-685-35″ “LENIN W.I.”,”Werke. Band 25. Juni – September 1917.”,”25″,”LEND-575″ “LENIN W.I.”,”Werke. Band 26. September 1917 – Februar 1918.”,”26″,”LEND-576″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XXXVI. Supplemento – varia 1900-1923.”,” La lotta dei contrari. “”Lo sdoppiamento di un tutto e la conoscenza dei suoi elementi contradditori (cfr. la citazione di Filone su Eraclito all’inizio della III parte [‘Sulla conoscenza’] dell”Eraclito’ di Lassalle) è l’ ‘essenza’ (una delle «sostanze», una delle particolarità e tratti fondamentali, se non la fondamentale) della dialettica. Così appunto pone la questione anche Hegel (Aristotele nella sua ‘metafisica’ si ‘affatica’ continuamente intorno a questo argomento e ‘lotta’ contro Eraclito, cioè contro le idee eraclitee). La giustezza di questo aspetto del contenuto della dialettica deve essere verificata dalla storia della scienza. Di solito non si presta sufficiente attenzione a questo aspetto della dialettica (per esempio, Plekhanov): l’identità dei contrari è considerata come una somma di ‘esempi’ [«per esempio, il grano»; «per esempio, il comunismo primitivo». Lo stesso fa Engels. Ma lo fa «a scopo divulgativo»…], e non come ‘legge della conoscenza’ (‘e’ legge del mondo oggettivo). In matematica + e -. Differenziale e integrale. In meccanica azione e reazione. In fisica elettricità positiva e negativa. In chimica associazione e dissociazione degli atomi. Nella scienza sociale lotta di classe. L’identità dei contrari (la loro «unità».forse sarebbe meglio dire? Anche se la distinzione fra i termini identità e unità non è qui particolarmente essenziale. In un certo senso sono giusti ambedue) è il ricoscimento (la scoperta) di tendenze opposte, contraddittorie ‘che si escludono a vicenda’, in ‘tutti’ i fenomeni e i processi della natura (compresi quelli dello spirito e della società). La condizione della conoscenza di tutti i processi del mondo nel loro «automovimento», nel loro sviluppo spontaneo, nella loro realtà vivente, è la loro conoscenza come unità di contrari. Lo sviluppo è una «lotta» di contrari. Le due concezioni fondamentali (o le due possibili? o le due concezioni constatate nella storia?) dello sviluppo (evoluzione) sono: lo sviluppo come diminuzione e ingrandimento, come ripetizione, ‘e’ lo sviluppo come unità dei contrari (sdoppiamento di un tutto in contrari escludentisi a vicenda e interrelazione tra loro). La prima concezione del movimento lascia in ombra l’ ‘aut’ (ovvero questa fonte viene trasferita ‘al di fuori’: dio, soggetto, ecc.). La seconda concezione concentra l’attenzione principale esattamente sulla conoscenza della ‘fonte’ dell’ «’auto’movimento». La prima concezione è morta, povera, arida. La seconda è viva. ‘Solo’ la seconda fornisce la chiave dell’ «automovimento» di tutta l’esistenza; solo essa fornisce la chiave dei «salti», della «soluzione di continuità», della «trasformazione nel proprio contrario», della distruzione del vecchio e del sorgere del nuovo. L’unità (coincidenza, identità, parità di effetti) dei contrari, è condizionata, temporanea, passeggera, relativa. La lotta di contrari che si escludono a vicenda è assoluta, come assoluto è lo sviluppo, il movimento”” (pag 260-261)”,”LEND-685-36″ “LENIN W.I., collettivo di redazione: W. WILKE H. KALISCH W. KREMER E. SCHMIDT”,”Über die Gewerkschaftsbewegung. Band 2.”,”SDAPR Partito Operaio Socialdemocratico russo = POSDR”,”LEND-694″ “LENIN V.I.”,”Rivoluzione e indipendenza nazionale. Sul diritto delle nazioni all’autodecisione.”,”Per quest’opera è stata adottata la traduzione italiana delle Edizioni in lingue estere di Mosca Cap. 8: ‘L’utopista Karl Marx e la pratica Rosa Luxemburg (pag 77-88) “”Marx aveva l’abitudine, – così diceva, – Adi «tastare il dente» ai suoi conoscenti socialisti, controllandone la coscienza e la forza di convinzione. Dopo aver fatto conoscenza con Lopatin, Marx scrive ad Engels il 5 luglio 1870 cose oltremodo lusinghiere sul giovane socialista russo, ma aggiunge: «… Punto debole: ‘la Polonia’. Su questo punto Lopatin parla assolutamente come un inglese, diciamo come un “”cartista”” inglese della vecchia scuola, parla dell’Irlanda. Al socialista della nazione che opprime, Marx rivolge delle domande sul suo atteggiamento verso la nazione oppressa e scopre immediatamente un difetto comune ai socialisti delle nazioni dominanti (inglese e russa): l’incomprensione dei loro obblighi socialisti verso le nazioni oppresse, le rimasticature di pregiudizi presi alla borghesia della «grande potenza»”” (pag 77-78)”,”LEND-695″ “LENIN V.I., a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Quaderni filosofici.”,”””Le questioni ‘religiose”” hanno oggi un significato ‘sociale'””: questo è stato mostrato nei ‘Deutsche-franzosische Jahrbucher… (pag 29) Riassunto delle “”Lezioni sulla Essenza delle Religione”” di Feuerbach: “”Far dipendere la natura da Dio significa far dipendere l’ordine universale e la necessità della natura dalla volontà”” (pag 70) Sofistica e dialettica (pag 104) I concetti sono il prodotto più alto del cervello, che è il prodotto più alto della materia (pag 154) Connessione di ‘germi’ di pensiero scientifico e di fantasie di tipo religioso e mitologico. E oggi? La stessa cosa, la stessa connessione, pur se è diversa la proporzione tra scienza e mitologia (pag 255) La dialettica vera e propria è lo studio della contraddizione nell’ ‘essenza stessa degli oggetti’: non soltanto le apparenze, ma anche le ‘essenzialità’ delle cose sono transeunti, mobili, fugaci, separate da limiti solo convenzionali (pag 257) … Inconsapevole per gli uomini, appare come risultato delle loro azioni… … In questo senso “”la ragione governa il mondo”” ….Nella storia, attraverso le azioni degli uomini, si compie “” (si ottiene) anche qualche cosa di diverso da ciò che esis si prefiggono e conseguono, da ciò che essi immediatamente sanno e vogliono”” … “”Essi”” (die Menschen) “”realizzano il loro interesse, ma con ciò si realizza anche qualcosa di più remoto, che, pur implicito nell’interesse, non era però racchiuso nella loro coscienza e nel loro proposito”” (cfr Engels) …. “”I grandi uomini dellla storia sono quelli i cui scopi particolari contengono il sostanziale, che è volontà dello spirito del mondo””… (pag 310) Un quadro eccellente della storia: una somma di passioni individuali, azioni, ecc. (“”dappertutto ciò che è nostro, e quindi dappertutto si ridesta il nostro interesse pro o contro””, ora una massa di interessi generali, ora una moltitudine di “”piccole forze”” (“”una tensione infinita di piccole forze, le quali da ciò che appare insignificante generano un che di grandioso””) (pag 311) positivismo = agnosticismo (pag 335)”,”HEGx-010-FC” “LENIN Vladimir Ilic, N.K. KRUPSKAIA”,”Opere XXXVII. Lettere ai familiari, 1893-1922.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1968 Lettera di Lenin (da Cracovia) a Maria I. Ulianova (a Vologda) (pag 353) (letture e libri) Lenin critica Tugan-Baranovski (pag 32) (anche pag 196-197) «A Mitia. [lettera di Lenin a M.I. Ulianova, 20.6.1899]. Nel n. 5 del ‘Naucnoie Obozrenie’ ho visto un articolo di Tugan-Baranovski, mostruosamente stupido e presuntuoso: per «confutare» Marx, egli ha semplicemente apportato modificazioni arbitrarie al tasso del plusvalore, e presupposto una cosa del tutto assurda, cioè una variazione della produttività del lavoro senza che varii il costo del prodotto. Non so davvero se valga la pena di mettersi a scrivere per ogni assurdo articoletto di tal fatta: mantenga prima la sua promessa di sviluppare più a fondo il tema (267). In generale, sto diventando un avversario sempre più convinto della recente «corrente critica» in seno al marxismo, e anche del neokantismo (che ha tra l’altro generato l’idea della separazione delle leggi sociologiche da quelle economiche). Ha perfettamente ragione l’autore dei ‘Beitrage zur Geschichte des Materialismus’ quando definisce il neokantismo una teoria reazionaria della borghesia reazionaria e insorge contro Bernstein (268). Mi ha interessato assai il nuovo libro di Bogdanov (‘Elementi fondamentali di una concezione storica della natura’, Pietroburgo, 1899), e ho scritto che me lo mandino. Nel numero di maggio del ‘Nacialo’ c’è una recensione fatta coi piedi di frasi presuntuose e che non tocca affatto la sostanza del problema. Mi dispiace molto di essermi lasciato sfuggire l’annuncio della pubblicazione di questo libro. Penso che si debba trattare di una cosa seria e che non si possa lasciare senza risposta quella recensione (269). (…)» (pag 196-197) [Lenin a M.I. Ulianova, 20.6.1899] [(in) V.I. Lenin, ‘Opere XXXVII. Lettere ai familiari, 1893-1922’, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2002] [(267) Lenin non ha scritto alcun trafiletto particolarmente dedicato all’articolo di Tugan-Baranovski ‘L’errore fondamentale della teoria astratta del capitalismo di Marx’. Egli ne parla in una nota che si riferisce al paragrafo finale del suo articolo ‘Una critica acritica’ (cfr., nella presente edizione, v. 4, pp. 351-352). D’altra parte, in una lettera a A. Potresov del 27 giugno 1899, Lenin scrive: «Quanto alle “”sbalorditive scoperte”” dei discepoli russi e al loro neokantismo, la mia indignazione aumenta sempre più. Ho letto l’articolo di Tugan-Baranovski sul n. 5 di ‘Naucnoie Obozrenie. Quale cumulo di stupide e pretenziose assurdità! Senza uno studio storico della dottrina di Marx, senza nessuna nuova ricerca, sulla base di errori contenuti in schemi (cambiamento arbitrario del saggio del plusvalore) e di casi particolari eretti a regole generali (aumento della produttività del lavoro ‘senza’ diminuzione del valore del prodotto: basta prenderlo come fenomeno generale perché diventi un assurdo), enunciare su queste basi una “”nuova teoria””, affermare che Marx ha sbagliato, che bisogna rifare tutto… No, non posso credere, a quanto mi dite, e cioè che Tugan-Baranovski stia diventando sempre più un ‘Genosse’» [compagno] (cfr. nella presente edizione, v. 24, pp. 23-24]; (268) È il libro di Plekhanov ‘Beiträge zur Geschichte des Materialsmus’, 1896 (Saggi sulla storia del materialismo). Lenin si riferisce anche a quest’opera nel suo articolo ‘Ancora sulla teoria della realizzazione’ ove parla dell’ammirazione di Struve per la «filosofia critica» e del vano tentativo dei discepoli di Marx di fecondare la teoria di Marx con il neokantismo (cfr. nella presente edizione, v. 4, p. 82, nota 2); (269) È la recensione di G-d al libro di A. Bogdanov ‘Elementi fondamentali della concezione storica della natura’. Si ignora se Lenin scrisse poi una riposta a questa recensione. Egli ricevette in Siberia l’opera di Bogdanov, come attesta la sua lettera a Gorki del 25 febbraio 1908 nella quale egli scrive: «Le opere di filosofia di Bogdanov, le ho seguite a cominciare dal suo energico libro sulla ‘Concezione storica della natura’, che studiai quando mi trovavo in Siberia. Per Bogdanov questa posizione era solo una fase di transizione ad altre concezioni filosofiche» (cfr. nella presente edizione, v. 13, p. 425). È noto, dalla sua lettera a A. Potresov del 27 giugno 1899, che Lenin pensava allora che A. Bogdanov fosse uno pseudonimo di G. Plekhanov (cfr., nella presente edizione, v. 34, pp. 22-27)] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-37″
“LENIN V.I.”,”Carlo Marx.”,”””Per quel che concerne la teoria delle crisi e la teoria del crollo, per i revisionisti le cose sono andate ancor peggio. Soltanto per un brevissimo periodo di tempo e solo persone di vista ben corta potevano pensare a rimaneggiare i principi della dottrina di Marx sotto l’influenza di alcuni anni di slancio e prosperità industriale. La realtà ha dimostrato ben presto ai revisionisti che le crisi non avevano fatto il loro tempo: alla prosperità ha tenuto dietro la crisi. Sono cambiate le forme, l’ordine, la fisionomia delle singole crisi, ma le crisi continuano ad essere parte integrante del regime capitalista. I cartelli e i trust mentre hanno concentrato la produzione ne hanno aggravato nello stesso tempo, agli occhi di tutti l’anarchia, hanno aumentato l’incertezza del domani per il proletariato e l’oppressione del capitale, inasprendo così in modo inaudito le contraddizioni di classe. Che il capitalismo vada verso il crollo – tanto nel senso delle singole crisi economiche e politiche, quanto della catastrofe completa di tutto il regime capitalista – lo hanno dimostrato in modo particolarmente evidente e in proporzioni particolarmente vaste i giganteschi trust contemporanei. La recente crisi finanziaria in America, la estensione terribile della disoccupazione in Europa, senza parlare poi della crisi industriale imminente, annunciata da sintomi numerosi – tutto questo ha fatto sì che le recenti «teorie» dei revisionisti sono state dimenticate da tutti e, a quanto pare, da molti revisionisti stessi. Occorre soltanto non dimenticare gli insegnamenti che la classe operaia ha ricevuto da questa instabilità di intellettuali”” [Lenin, ‘Marxismo e revisionismo’ [scritto nell’aprile del 1908 e pubblicato lo stesso anno nella raccolta ‘In memoria di Carlo Marx’, Opere complete, vol. XII, pp. 183-189)] (pag 78-79) [(in) V.I. Lenin, Carlo Marx, Biblioteca del Vascello. Roma, 1990] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-033-FL” “LENIN V.I.”,”Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica.”,”1905. La parola d’ordine della dittatura. Rappresentazione borghese volgare della dittatura e come Marx concepiva quest’ultima. Marx sferza i democratici borghesi per le loro «illusioni costituzionali» nell’epoca della rivoluzione e della guerra civile aperta. “”Mehring racconta nelle note di cui corredò la sua edizione degli articoli di Marx pubblicati nel 1848 nella «Nuova Gazzetta Renana», che le pubblicazioni borghesi facevano tra l’altro la seguente accusa a questo giornale: la «Nuova gazzetta renana» avrebbe rivendicato «l’istituzione immediata della dittatura come unico mezzo per realizzare la democrazia» (Marx, “”Nachlass””, volume III, p. 53). Dal punto di vista volgare borghese la nozione di dittatura e la nozione di democrazia si escludono l’un l’altra. Non comprendendo la teoria della lotta di classe, assuefatto a vedere sulla scena della lotta politica le meschine baruffe dei diversi gruppi e ‘coteries’ della borghesia, il borghese per dittatura intende l’abolizione di tutte le libertà e di tutte le garanzie della democrazia, l’arbitrio generalizzato, l’abuso generalizzato del potere negli interessi personali del dittatore. In fondo, è proprio questa concezione borghese volgare che trapela dal nostro Martynov, allorché, per terminare la sua «nuova campagna» nella nuova «Iskra», egli spiega la predilezione del «Vperiod» e del «Proletari» per la parola d’ordine della dittatura col fatto che Lenin «desidera ardentemente tentare la sua sorte» («Iskra», n. 163, p. 3, colonna 2). Per spiegare a Martynov la differenza che esiste tra la nozione di dittatura di una classe e quella di dittatura di un individuo, tra i compiti della dittatura democratica e quelli della dittatura socialista, non sarà inutile soffermarci sulle concezioni della «Nuova gazzetta renana». «Ogni organizzazione provvisoria dello Stato – scrive la «Nuova gazzetta renana» il 14 settembre 1848 – dopo la rivoluzione esige la dittatura, e una dittatura energica. Non abbiamo sin dall’inizio rimproverato a Camphausen [presidente del Consiglio dei ministri dopo il 18 marzo 1848] di non agire in modo dittatoriale, di non spezzare ed estirpare immediatamente i resti delle vecchie istituzioni. E mentre il signor Camphausen si cullava nelle illusioni costituzionali, il partito vinto [ossia il partito della reazione» rafforzava le sue posizioni nella burocrazia e nell’esercizio e, qua e là, si arrischiava persino a riprendere di nuovo apertamente la lotta». In queste parole, – come disse giustamente Mehring – è riassunto in poche tesi ciò che è stato sviluppato con ricchezza di particolari dalla «Nuova gazzetta renana», in lunghi articoli sul ministero Camphausen. Che cosa ci dicono queste parole di Marx? Che il governo rivoluzionario provvisorio ‘deve’ agire dittatorialmente (tesi che, nel sacro orrore per parola d’ordine di dittatura, l’«Iskra» non ha mai potuto comprendere), che il compito di questa dittatura è di distruggere i resti delle vecchie istituzioni (appunto ciò che è indicato con tanta chiarezza nella risoluzione del III Congresso del POSDR sulla lotta contro la controrivoluzione e che è omesso nella risoluzione della conferenza, come abbiamo dimostrato più sopra). Infine e in terzo luogo da queste parole risulta che Marx sferza i democratici borghesi per le loro «illusioni costituzionali» nell’epoca della rivoluzione e della guerra civile aperta. Il vero senso di queste parole risulta con maggior rilievo dall’articolo della «Nuova gazzetta renana» del 6 giugno 1848. «L’Assemblea costituente popolare – scriveva Marx – deve essere innanzi tutto un’assemblea attiva, rivoluzionariamente attiva. E l’Assemblea di Francoforte si occupa di esercizi scolastici di parlamentarismo e lascia al governo la cura di agire. Ammettiamo che questo dotto concilio riesca, dopo una matura riflessione, ad elaborare il migliore ordine del giorno e la migliore conclusione. A che varrà il migliore ordine del giorno e la migliore costituzione se nel frattempo i governi tedeschi avranno già messo all’ordine del giorno la baionetta?». Ecco il senso della parola d’ordine: dittatura. Si può vedere da ciò quale sarebbe stato l’atteggiamento di Marx verso le risoluzioni che chiamano vittoria decisiva «la decisione di organizzare l’Assemblea costituente», o invitano «a rimanere il partito di estrema opposizione rivoluzionaria»! I grandi problemi della vita dei popoli vengono risolti esclusivamente con la forza. Le classi più reazionarie sono abitualmente le prime a far ricorso alla forza, alla guerra civile, a «mettere all’ordine del giorno la baionetta», come ha fatto e continua a fare sistematicamente, inflessibilmente, sempre e dappertutto l’autocrazia russa sin dal 9 gennaio. E dal momento che una tale situazione si è creata, da momento che la baionetta figura realmente in testa all’ordine del giorno politico e che l’insurrezione si è dimostrata necessaria e urgente, le illusioni costituzionali e gli esercizi scolastici di parlamentarismo non servono più che a nascondere il tradimento della borghesia verso la rivoluzione, a nascondere il modo con cui la borghesia «si allontana» dalla rivoluzione. La classe effettivamente rivoluzionaria deve allora enunciare precisamente la parola d’ordine della dittatura”” (pag 127-129) [V.I. Lenin, ‘Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica’, Edizioni in Lingue Estere, Mosca, 1949] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-034-FL”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Enzo SANTARELLI”,”La Comune di Parigi.”,”””La Comune di Parigi è stata una dittatura del proletariato, ma essa è stata eletta a suffragio ‘universale’, cioè senza che la borghesia venisse privata dei suoi diritti elettorali, cioè «democraticamente». E Kautsky esclama in tono di trionfo: «…Per Marx [o secondo Marx] la dittatura del proletariato era uno stato di fatto che scaturisce di necessità dalla democrazia pura, se il proletariato costituisce la maggioranza (‘bei überwiegendem Proletariat’, p. 21)». Quest’argomento di Kautsky è così spassoso che si prova davvero un ‘embarras des richesses’ (un imbarazzo nella scelta… delle obiezioni). (…). Mi permetto inoltre di ricordare rispettosamente al signor Kautsky, che conosce a memoria gli scritti di Marx e di Engels, il seguente giudizio formulato da Engels sulla Comune dal punto di vista della … «democrazia pura»: «Non hanno mai veduto una rivoluzione questi signori [gli antiautoritari]? Una rivoluzione è certamente la cosa più autoritaria che vi sia; è l’altro per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà all’altra parte per della popolazione impone la sua volontà all’altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni, mezzi autoritari, se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuole aver combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi ispirano ai reazionari. La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno, se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?» (1). Eccovi la «democrazia pura»! Ah, come Engels avrebbe deriso quel volgare filisteo, quel «socialdemocratico» (nel senso francese degli anni quaranta o nel senso europeo degli anni 1914-1918), al quale fosse venuto in mente di parlare in generale di «democrazia pura» in una società, al quale fosse venuto in mente di parlare in generale di «democrazia pura» in una società divisa in classi! Ma può bastare. È impossibile enumerare tutte le assurdità che Kautsky si lascia sfuggire, perché ogni sua frase è un abisso senza fondo di abiura. Marx ed Engels hanno dato un’analisi oltremodo minuziosa della Comune di Parigi, dimostrato che il suo merito è consistito nel tentativo di ‘spezzare’, di ‘distruggere’ la «macchina statale già pronta» (2). Ed essi consideravano così importante questa conclusione che nel 1872 hanno apportato ‘soltanto’ questo emendamento al programma (parzialmente) «invecchiato» del ‘Manifesto comunista’ (3). Marx e Engels hanno dimostrato che la Comune aveva distrutto l’esercito e la burocrazia, aveva distrutto il ‘parlamentarismo’, aveva soppresso l’«escrescenza parassitaria, lo Stato», ecc., mentre il saggissimo Kautsky, copertosi la testa col berretto da notte, ripete favole sulla «democrazia pura», ripete le cose già dette mille volte dei professori liberali. Non per caso Rosa Luxemburg diceva il 4 agosto 1914 che la socialdemocrazia tedesca è ormai un ‘fetido cadavere'”” (pag 156-157) [(1) Marx-Engels, ‘Contro l’anarchismo’, pp. 47-48; (2) Marx-Engels, ‘Opere scelte’, pp. 95 sgg., 1159 sgg.; (3) Marx-Engels, ‘Manifesto del partito comunista’, p. 33] [testo tratto dall’opuscolo di Lenin: ‘La rivoluzione proletaria e il rinnegato Katusky’, Ed. Riun., 1969] [V.I. Lenin, ‘La Comune di Parigi’, Editori Riuniti, Roma, 1971] [Lenin-Bibliographical-Materials]”,”MFRC-001-FMP”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Ignazio AMBROGIO”,”Opere XXXVIII. Quaderni filosofici.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1969 “”Marx nel ‘Capitale’ analizza dapprima il ‘rapporto’ più semplice, abituale, fondamentale, più diffuso, più ricorrente, riscontrabile miliardi di volte, della società (mercantile) borghese: lo scambio di merci. L’analisi discopre in questo fenomeno semplicissimo (in questa «cellula» della società borghese) ‘tutte’ le contraddizioni (respective l’embrione di ‘tutte’ le contraddizioni) della società moderna. L’ulteriore esposizione ci mostra lo sviluppo (‘sia’ la crescita ‘che’ il movimento) di queste contraddizioni e di questa società, [nella sommatoria] delle singole parti, dal suo inizio alla fine. Tale deve essere il metodo di esposizione (respective di studio) della dialettica in generale (poiché la dialettica della società borghese è in Marx soltanto un caso particolare della dialettica). Cominciare dal più semplice, abituale, diffuso, ecc., da una ‘proposizione qualsiasi’: le foglie dell’albero sono verdi; Ivan è un uomo; Zucka è un cane, ecc. Già qui (come ha osservato genialmente Hegel) c’è la ‘dialettica’: ‘l’individuale è universale’ (cfr. Aristoteles, ‘Metaphysik’, trad. Schwegler, v. II, p. 40, libro 3, cap. 4, 8-9: «denn natürlich kann man nicht der Meinung sein, dass es ein Haus [una casa in generale] gebe ausser den sichtbaren Häusern», (…). Gli opposti (l’individuale è l’opposto dell’universale) sono quindi identici: l’individuale non esiste altrimenti se non nella connessione che lo congiunge con l’universale. L’universale esiste soltanto nell’individuale, attraverso l’individuale. Ogni individuale è (in un modo o nell’altro) universale. Ogni universale è (una particella o un lato o l’essenza) dell’individuale. Ogni universale abbraccia solo approssimativamente tutti gli oggetti individuali. Ogni individuale entra in modo incompleto nell’universale, ecc., ecc. Ogni individuale è collegato da migliaia di trapassi agli individuali (cose, fenomeni, processi) di un’altra ‘specie’, ecc. ‘Già qui’ si danno elementi, embrioni del concetto di ‘necessità’, di connessione oggettiva della natura, ecc. Accidentale e necessario, fenomeno ed essenza sono già qui presenti, perché, nel dire: Ivan è un uomo, Zucka è un cane, ‘questa’ è una foglia d’albero, ecc., ‘tralasciamo’ come ‘accidentali’ una serie di tratti, separiamo l’essenziale dall’apparente e opponiamo l’uno all’altro. Per tale modo, in ‘ogni’ proposizione possiamo (e dobbiamo) scoprire come in una «cellula», gli embrioni di ‘tutti’ gli elementi della dialettica, mostrando così che la dialettica inerisce in generale all’intera conoscenza umana. Le scienze naturali ci presentano (e, di nuovo, questo va dimostrato con un ‘qualsiasi’ esempio molto semplice) la natura oggettiva con queste stesse sue proprietà: trasformazione dell’individuale in universale, dell’accidentale in necessario, trapassi, digradamenti, connessione reciproca degli opposti. La dialettica ‘è appunto’ la teoria della conoscenza (di Hegel e) del marxismo: proprio a questo «lato (che non è un «lato», ma l”essenza’) del problema non ha prestato attenzione Plechanov, per non dire di altri marxisti”” (pag 361-366) [V.I. Lenin, ‘A proposito della dialettica’ () (in) V.I. Lenin, Opere XXXVIII. Quaderni filosofici, a cura di Ignazio Ambrogio, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [nota (): Il noto frammento leniniano ‘A proposito della dialettica’ scritto nel 1915 e pubblicato per la prima volta in ‘Bolsevik’, 1925, n. 5-6, è contenuto nel quaderno intitolato ‘Filosofia’, subito dopo il riassunto dell”Eraclito’ lassalliano (cfr. n. 112). Il titolo è di Lenin]”,”LEND-685-38″
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Opere XXXIX. Quaderni sull’imperialismo.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1971 Alcuni articoli di interesse: – Nota su K. Kautsky versus imperialismo (pag 87-88) (vedi) – “”«La guerra tecnica». «Il cancelliere dello scacchiere aveva ragione quando diceva: “”Questa è una guerra tecnica””. Vediamo il marchio della tecnica in ogni fase dell’immensa lotta che si sta ora svolgendo in tutto il mondo. La tecnica non ha più una funzione secondaria. Essa è diventata la caratteristica fondamentale della guerra a tal punto che un “”testimone oculare”” ha ritenuto possibile definirla “”guerra della benzina””, descrivendo recentemente la parte che ha la trazione meccanica sul continente. Forse sarebbe più giusto chiamarla “”guerra del petrolio”” poiché questo termine comprenderebbe anche la flotta, visto che si tratta di molte delle sue più grandi e più piccole navi come corazzate e sottomarini». (…)”” [The Daily Telegraph, 15.11.1915. «Engineering War» «’Il petrolio nella guerra’. La nave da guerra interamente a nafta»]”” (pag 279) – Junius. «La crisi della socialdemocrazia» (pag 279-284) – Schulze-Gaevernitz «L’imperialismo britannico» (pag 414-429) – Georg Adler «La politica sociale imperialistica» (pag 501-502) (o anche “”imperialsocialismo””, Disraeli, Napoleone III, Bismarck) – Il socialismo in Cina (pag 508) – Rohrbach «Perché questa guerra è tedesca» (pag 534) – Marx, ‘Articolo del 1878 sull’Internazionale. Nota sull’ autodecisione delle nazioni (pag 545) – Engels e Marx sugli operai inglesi (pag 584-587) – Gli operai stranieri che abbassano i salari e l’Internazionale (pag 626-627) (un proletariato d’avanguardia può mantenersi solidarizzando, appoggiando quelli che sono rimasti indietro…) – Engels. Una lettera del 12 settembre 1882 (pag 640-641)”,”LEND-685-39″
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Tamás KRAUSZ”,”Stato e rivoluzione. Edizione del centenario.”,” Tamás Krausz insegna Storia russa presso l’Università E. Loránd di Budapest ed è direttore del Dipartimento di Studi sull’Europa orientale. Presiede il Comitato editoriale di ‘Eszemélet’, l’unica rivista politica marxista ungherese, fondata nel 1989. E’ autore di una monumentale biografia di Lenin, pubblicata in traduzione inglese ‘Reconstructing Lenin: An Intellectual Biography’ (2015). “”La questione centrale dell’esposizione di Lenin, quella dell’«’estinzione’ dello Stato», era fondata sulle riflessioni critiche di Engels, a loro volta censorie delle «chiacchiere dei socialdemocratici». In una lettera a Bebel del 28 marzo 1875, Engels suggeriva di abolire la parola «Stato» e di sostituirla con «comunità». Lenin faceva di nuovo riferimento a Marx ed Engels, dunque, nel proporre l’eliminazione del concetto di Stato nel contesto del socialismo e la sua sostituzione con la parola «Comune». E infatti esiste una variante russa della parola, ‘kommuna’ (23). Probabilmente compare per la prima volta in una nota di Lenin sulla riunione del Comitato del partito di Pietrogrado del 14 (1°) novembre 1917. Per motivi politici in ‘Stato e rivoluzione’ Lenin deliberatamente non ha usato il termine «soviet», derivato dal nascente movimento dei soviet (pur enfatizzandolo espressamente nelle sue note sul 1905!), perché nel momento in cui scriveva non poteva sapere se i soviet sarebbero stati capaci di prendere il potere attraverso la via rivoluzionaria o se sarebbero rimasti sulle posizioni della maggioranza menscevico-socialista rivoluzionaria. Per come la considerava Lenin, anche la Comune di Parigi non era «uno Stato ne vero senso della parola». Lo Stato in via di estinzione (Comune), che viene alla luce nel periodo della rivoluzione, era presentato come un’istituzione fondamentale della ‘fase politica di transizione o dittatura del proletariato’, la quale in linea di principio dovrebbe creare le premesse per il socialismo. In questa struttura teorica (in tre fasi), il socialismo viene considerato come prima fase del comunismo, mentre il comunismo stesso è presentato come ‘possibile’ risultato finale di un lungo processo di sviluppo storico. Nel quadro del socialismo può già scomparire l’oppressione dello Stato, ma l’umanità civilizzata potrà trasformarsi definitivamente e completamente in una «libera ed eguale associazione di produttori» soltanto con il comunismo (24). A queste conclusioni Lenin perviene dopo aver analizzato le differenti fondamenta economiche dello Stato e dello Stato in via di estinzione, come pure le differenze nei rapporti di produzione e proprietà che ne sono alla base”” (pag 19-20) [(23) «L’unica difficoltà sarà, pensiamo, di tipo terminologico. In tedesco esistono due parole che significano “”comune””, Engels scelse quella che ‘non’ indica la singola comune ma il loro insieme, un sistema di comuni. In russo non esiste una parola simile e forse bisognerà ricorrere al termine francese “”commune””, sebbene anch’esso presenti degli inconvenienti», Lenin, ‘Stato e rivoluzione’, infra, p. 141; (24) Lenin, ‘Stato e rivoluzione’, infra, p. 94] [Tamás Krausz, introduzione: ‘Lenin e la rivoluzione d’Ottobre’, (in) V.I. Lenin, ‘Stato e rivoluzione. Edizione del centenario’, Donzelli, Roma, 2017] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-696″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XL. Quaderni sulla questione agraria.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1970″,”LEND-685-40″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XLI. Miscellanea, 1896 – ottobre 1917.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1968 Contiene tra l’altro: Piano di lezioni sul marxismo (pag 277) I capitalisti e l’ armamento (pag 355) “”La stampa operaia inglese continua la sua interessante e istruttiva campagna di denunce sul modo come i sindacati dei capitalisti unificati internazionalmente spingono i popoli verso la guerra. Eccovi il ‘trust’ (o sindacato) ‘della dinamite’ di Nobel. Il suo capitale è di 30 milioni di rubli. L’utile netto realizzato nell’ultimo anno è di 3.300.000 rubli. L’11% di utile netto: niente male, no? Nel loro resoconto annuale i nobili commercianti in materiali di sterminio dell’umanità spiegano modestamente i propri successi con una laconica espressione: «È aumentata quest’anno la domanda di prodotti bellici». Sfido io! La stampa capitalistica e i politici che sono al servizio dei capitalisti strepitano sulla guerra, esigono nuovi armamenti, e la cosa è ben vantaggiosa per gli industriali che fabbricano prodotti bellici! (…). I capi dei partiti ‘nazionali’ in diversi parlamenti, che strepitano sulla «potenza dello Stato» e sul «patriottismo» (si vedano le formule usate dai cadetti, dai progressisti e dagli ottobristi alla IV Duma! (230), realizzano questo patriottismo armando la Francia contro la Germania, la Germania contro l’Inghilterra, ecc. Tutti costoro sono patrioti ardenti. Essi si accendono molto, moltissimo sulla «potenza dello Stato», del loro, naturalmente, contro quello del nemico. E tuttavia siedono, insieme con questi «nemici», nelle direzioni delle società per azioni e nelle assemblee degli azionisti del trust della dinamite e di altri trusts (sindacati), ottenendo milioni di rubli di utile netto e spingendo ognuno il «suo» popolo alla guerra contro altri popoli”” [V.I. Lenin, ‘I capitalisti e l’armamento’, ‘Pravda’, n. 133, 12 giugno 1913 (in) V.I. Lenin, Opere, Vol. 41, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2002] [(230) Lenin si riferisce qui all’atteggiamento sciovinistico assunto dagli ottobristi, dai progressisti e dai cadetti nel corso della discussione sul bilancio del ministero degli interni tenutasi alla IV Duma nel maggio 1913] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-41″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XLII. Miscellanea, Ottobre 1917 – marzo 1923.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1968 Contiene tra l’altro: – Sull’impostazione del lavoro nelle biblioteche (pag 71) – Sul lavoro delle biblioteche (pag 100)”,”LEND-685-42″
“LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XLIII. Miscellanea, Lettere, Dicembre 1893 – ottobre 1917.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1968 Lettera a L.B. Kamenev (27 agosto 1909) e Lettera a G.E. Zinoviev (27 agosto 1909) (pag 182-1849 “”Caro L.B., Ho ricevuto le due lettere e l’articolo. Quest’ultimo richiederebbe, a mio avviso, alcune abbreviazioni. Cercherò di farle io, ma non so se ci riuscirò. Resto in attesa dell’articolo sulla solidarietà internazionale del proletariato (su questa questione ho una circolare dell’Ufficio internazionale socialista; non ve la mando perché è tardi). Informatene Grigori. (…) Per quanto riguarda il ritorno a Parigi, Grigori scrive che vi sarà entro il 4 settembre. Io prevedo di recarmici non prima del 15 settembre. Alla vostra domanda se è il caso che partiate, posso soltanto rispondervi: ‘se’ vi siete ‘pienamente’ riposato sarebbe bene che partiste per cominciare immediatamente l’attività del club del ‘Proletari’, tenere due conferenze (divulgative) agli operai sul ‘liquidatorismo’ di Potresov e sulla «sinistra» per il bolscevichi; quindi preparare per la fine di settembre (approssimativamente) un ciclo di conferenze tra i gruppi all’estero. Questo è indispensabile che lo facciate. A proposito dei menscevichi e di Prokopovic con la Kuskova sarà interessante parlarne quando ci vedremo. Bisogna attaccare il liquidatorismo di Potresov quanto più forte possibile, sia con articoli che nelle conferenze. Qui siamo in ritardo. Una stretta di mano. P.S. Dalla Russia ci scrivono che le cose non vanno molto bene. Davydov è stato arrestato. Bisognerà premere di più qui per svolgere un’agitazione all’estero”” [Lettera di Lenin a L.B. Kamenev (27 agosto 1909)]; “”Caro Gr., vi invio il ‘Vorwärts’ e l’articolo di Kamenev. Quest’ultimo, a mio avviso, è da pubblicare ‘necessariamente’ e ‘immediatamente’, poiché siamo già in terribile ritardo con questo articolo che indubbiamente è indispensabile sotto tutti gli aspetti per il ‘Proletari’. Bisognerà dividerlo in due puntate. La prima l’ho già segnata (pp. 1-33) e corretta. Forse voi riuscirete ad abbreviarlo ancora di più. Io non rinuncio a cercare di accorciarlo ancora nelle bozze: inviatelo immediatamente in composizione e ordinate che mi mandino ‘subito’ le bozze. Si tratta di un articolo importante, sul quale bisogna lavorare con maggiore attenzione. Dispiace che Kamenev lavori con negligenza. Un tema tanto elevato, e lui si mette a vagare, si disperde, gira attorno all’argomento, non riesce a centrarlo e a cogliere la vera essenza del problema. Non sarà il caso di inviargli la seconda metà affinché la rifaccia in tal senso? Sarebbe bene! Scrivetegli a nome di noi due, dicendo che lo preghiamo di ‘riscrivere ex novo’ la seconda parte (conservando anche la prima variante), che le modifiche vanno fatte nel senso suddetto, che allora si avrebbe un articolo meraviglioso, ecc., e speditegli la seconda parte. Le speranze che rielabori lo scritto non sono molte, ma bisogna insistere e insistere. Ha promesso anche tra qualche giorno un articolo di fondo per il ‘Proletari’. Vedremo. Gli articoli per il ‘Proletari’ li scriverò e manderò direttamente in composizione (321), dato che voi volete essere il 4 settembre a Parigi. Io non penso di tornare prima del 15 settembre. Inutilmente trattenete Kamenev ad Arcachon. Se si è riposato, che torni; e bisogna ‘a qualsiasi costo mandarlo a tenere conferenze’. Una stretta di mano. N. Lenin. Non ho intenzione di mettermi a fare una disamina dei bundisti. Ma è ‘indispensabile’ attaccare il loro numero due. Fatelo voi. Pubblicheremo un numero grande e combattivo. Scrivete un articolo contro il n. 2 (322). (pag 183-184) [Lettera di Lenin a G.E. Zinoviev (27 agosto 1909)] [(in) V.I. Lenin, Opere XLIII. Miscellanea, Lettere, Dicembre 1893 – ottobre 1917′, Edizione Lotta comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-685-43″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XLIV. Miscellanea, Lettere e dispacci, Ottobre 1917 – novembre 1920.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1969 Maggioranza del CC vs Trotsky (giugno 1919). “”Al CC del Partito Comunista. Il compagno Trotski è in errore: qui (219) non vi sono capricci, monellerie, ghiribizzi, disperazione, ansia, né «elementi» di queste piacevoli qualità (dileggiate da Trotski con sferzante ironia). Rimane ciò che Trotski ha eluso: la maggioranza del CC si è persuasa che lo stato maggiore generale è un «covo», che le cose ‘vanno male’ allo stato maggiore, e pertanto si è compiuto un ‘passo’ concreto ‘per ottenere un serio miglioramento’, per ottenere un ‘cambiamento radicale’. Ecco tutto. Mosca, 17 giugno 1919, Lenin”” (pag 230) [(219) Cioè nella decisione presa dal CC del PCR il 15 giugno 1919 a proposito dello stato maggiore generale]”,”LEND-685-44″ “LENIN Vladimir Ilic”,”Opere XLV. Miscellanea, Lettere e dispacci, Novembre 1920 – marzo 1923.”,”Riproduzione anastatica delle Editori Riuniti, Roma, 1970″,”LEND-685-45″ “LENIN V.I.”,”Opere scelte in due volumi. Volume I.”,”Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo (pag 458-461)”,”LEND-678-A” “LENIN V.I.”,”Sulla rivoluzione culturale. Sull’educazione politica – Sulla funzione del materialismo militante – Meglio meno, ma meglio – Sulla cooperazione – Sulla nostra rivoluzione. (Estratti)”,”””Engels ha sempre consigliato ai dirigenti del proletariato contemporaneo di tradurre – per diffonderla nel popolo – la letteratura militante degli atei della fine del XVIII secolo (1). A nostra vergogna, finora noi non lo abbiamo fatto (ed è una delle tante prove che è molto più facile conquistare il potere in epoca rivoluzionaria che usare correttamente questo potere). Talvolta si giustifica la nostra mollezza, l’inattività e l’incapacità, con ogni genere di considerazioni magniloquenti: per esempio, dicendo che la vecchia letteratura ateistica del XVIII secolo è invecchiata, non scientifica, puerile, ecc. Non c’è nulla di peggio di questo genere di sofismi pseudoscientifici che mascherano un pedantismo o una incomprensione totale del marxismo. Naturalmente si possono trovare molte cose non scientifiche e puerili nelle opere ateistiche dei rivoluzionari del XVIII secolo, ma nessuno impedisce agli editori di queste opere di abbreviarle e di corredarle di brevi aggiunte con l’indicazione dei progressi realizzati dall’umanità nella critica scientifica delle religioni dopo la fine del XVIII secolo, menzionando le opere più recenti in questo campo, ecc. Il più grande e il peggiore degli errori che può commettere un marxista, è quello di credere che le masse popolari, composte di molti milioni di esseri umani (e soprattutto la massa di contadini e di artigiani) votati dalla società moderna alle tenebre, all’ignoranza e ai pregiudizi, non possano uscire da queste tenebre, che attraverso la via diretta di una istruzione puramente marxista. E’ indispensabile fornire a queste masse i materiali più vari di propaganda atea, iniziarle ai fatti dei più vari settori della vita, avvicinarsi ad esse in vario modo per interessarle, risvegliarle dal loro sonno religioso, scuoterle a fondo con tutti i mezzi. Gli scritti ardenti, vivi, ingegnosi, spiritosi dei vecchi ateisti del XVIII secolo, che attaccavano apertamente la pretaglia dominante, si riveleranno mille volte più adatti a risvegliare la gente dal sonno religioso che non le noiose, aride rielaborazioni del marxismo, quasi completamente prive di fatti abilmente scelti che predominano nella nostra letteratura e che (è inutile nasconderlo) deformano spesso i marxismo. Tutte le opere di qualche importanza di Marx e di Engels sono state tradotte nella nostra lingua. Non vi è decisamente nessuna ragione di temere che il vecchio ateismo e il vecchio materialismo non siano da noi completati con i correttivi apportati da Marx e da Engels. L’essenziale – proprio ciò che spesso dimenticano i nostri comunisti sedicenti marxisti, che in realtà invece snaturano il marxismo – è saper interessare le masse ancora assolutamente incolte, con un atteggiamento cosciente verso le questioni religiose e con una critica chiara delle religioni. D’altra parte, guardate i rappresentanti della critica scientifica moderna delle religioni. Quasi sempre questi portavoce della borghesia colta «completano» la propria confutazione dei pregiudizi religiosi con ragionamenti che li denunciano subito come schiavi ideologici della borghesia, come «lacché diplomati della pretaglia»”” [Lenin: ‘Sulla funzione del materialismo militante’, marzo 1922] [(1) Lenin si riferisce qui a uno scritto di Engels intitolato «Lettere di emigrati»] [(in) V.I. Lenin, ‘Sulla rivoluzione culturale. Sull’educazione politica – Sulla funzione del materialismo militante – Meglio meno, ma meglio – Sulla cooperazione – Sulla nostra rivoluzione. (Estratti)’, Edizioni del Maquis, Milano, 1971] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-005-FGB”
“LENIN V.I., a cura di Filippo GAJA”,”Note al libro di von Clausewitz «Sulla guerra e la condotta della guerra».”,”””Questo gioco (delle manovre strategiche, ecc.) era considerato come il summum dell’arte militare. [Lenin, nota a margine: Guerra = gioco]. «Questa concezione era più o meno quella di tutti i teorici quando scoppiarono le guerre della Rivoluzione francese [Lenin nota a margine: Cambiamento totale]. Poiché queste rivelarono d’improvviso tutto un mondo nuovo di fenomeni bellici (all’inizio un po’ rozzi e spontanei, ma che Bonaparte trasformò più tardi in un metodo grandioso), i successi riportati in queste guerre generarono stupore in vecchi e giovani [Lenin nota a margine: Rivoluzione francese]; occorse, da allora, rinunciare alle vecchie mode e si credette che tutto ciò non fosse che la conseguenza di nuove scoperte, di nuove idee grandiose, ecc., ma non – comunque – di un cambiamento di condizioni sociali. Si credette di non aver più bisogno del vecchio sistema, che non sarebbe stato mai più richiamato in vita. Ma qui, come in tutte le grandi rivoluzioni intellettuali, si formarono due partiti; l’antico metodo trovò i suoi difensori che, nel nuovo, non volevano vedere che una decadenza dell’arte, e nei suoi risultati le manifestazioni della forza brutale; per essi, non v’è cultura militare che nell’apprendimento del gioco vano dell’equilibrio delle forze. Questa opinione manca fondamentalmente di logica e di filosofia, e si potrebbe dire che è solo una disperata confusione di idee; ma l’opinione opposta, la quale pretende che le manovre strategiche abbiano irrevocabilmente finito il loro tempo e non riappaiano più, è altrettanto illogica [Lenin nota a margine: N.b. giusto!]. Si devono attribuire i fatti nuovi che si sono manifestati nell’arte militare molto meno alle invenzioni e alle nuove idee militari, che a un cambiamento delle condizioni e dei rapporti sociali». «Quando non si può erigere un sistema, alcun ordine prefisso di verità, esiste pur sempre una verità; però non si scopre, di massima, che attraverso un giudizio esercitato e mediante il tatto conferito da una lunga esperienza. Non vi è nella storia alcuna formula, ma la storia ci dà almeno modo di esercitarci a giudicare» [Lenin nota a margine: La verità non è «nei sistemi»]”” (pag 49-50] [V.I. Lenin, a cura di Filippo Gaja, ‘Note al libro di von Clausewitz «Sulla guerra e la condotta della guerra»’] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-006-FGB” “LENIN Vladimir I.; a cura di J.J. MARIE”,”Que faire?”,”Contiene ritaglio di giornale, con articolo di Raymond Aron ‘Il ne savait pas l’histoire qu’il faisat’ (22.4.70) (‘Lenin, senza il quale, a credere a Trotsky, la Rivoluzione d’Ottobre non avrebbe avuto luogo, Lenin, marxista e rivoluzionario, ha cambiato il mondo, ma riconoscerebbe il suo pensiero nei cambiamenti di cui assume in parte la responsabilità?…)”,”LEND-007-FGB” “LENIN V.I.; a cura di M.A. KHARLAMOVA”,”Lenin e l’ Italia.”,”””Soltanto dei mascalzoni o dei semplicioni possono credere che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza alle elezioni effettuate ‘sotto il giogo della borghesia’, sotto ‘il giogo della schiavitù salariata’, e poi conquistare il potere. È il colmo della stupidità o dell’ipocrisia; ciò vuol dire sostituire alla lotta di classe e alla rivoluzione le elezioni fatte sotto il vecchio regime, sotto il vecchio potere. Il proletariato conduce la sua lotta di classe senza aspettare le elezioni per incominciare uno sciopero, benché per il completo successo dello sciopero occorra la simpatia della maggioranza della popolazione). Il proletariato conduce la sua lotta di classe abbattendo la borghesia, senza aspettare nessuna votazione preliminare (organizzata dalla borghesia e che si svolga sotto la sua oppressione), e nel farlo sa benissimo che per il successo della sua rivoluzione, per l’abbattimento della borghesia è ‘assolutamente necessaria’ la simpatia della maggioranza dei lavoratori (e di conseguenza della maggioranza della popolazione). I cretini parlamentari e i moderni Louis Blanc «esigono» assolutamente delle elezioni, e assolutamente organizzate dalla borghesia, per determinare la simpatia della maggioranza dei lavoratori. Ma questo è un punto di vista di pedanti, di cadaveri o di abili ingannatori. La realtà viva, la storia delle vere rivoluzioni mostrano che assai spesso «la simpatia della maggioranza dei lavoratori» non può essere dimostrata da nessuna votazione (per non parlare delle elezioni organizzate dagli sfruttatori, con l’«eguaglianza» tra sfruttatore e sfruttato!). Assai spesso «la simpatia della maggioranza dei lavoratori» è dimostrata ‘non’ da votazioni, ma dallo sviluppo di un partito, o dall’aumento del numero dei suoi membri nei Soviet, o dal successo di uno sciopero che, per un qualche motivo, abbia acquistato grandissima importanza, o dal successo nella guerra civile, ecc. ecc.”” (pag 265-266) [V.I. Lenin, Saluto ai comunisti italiani, francesi e tedeschi, 10 ottobre 1919, in V.I. ‘Lenin e l’Italia’, Edizioni Progress, Mosca; 1971] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-023-FV”
“LENIN V.I.”,”Scritti sulla violenza, 1905-1906.”,”La difficile formazione dell’ esercito rivoluzionario (pag 30) “”Sarebbe un errore credere che le classi rivoluzionarie abbiano sempre abbastanza forza per fare la rivoluzione, quando questa rivoluzione è già del tutto maturata mercè le condizioni dello sviluppo sociale ed economico. No, la società umana non è costituita in una maniera così razionale e così «comoda» per gli elementi avanzati. La rivoluzione può maturare, ma gli autori della trasformazione rivoluzionaria possono non possedere le forze sufficienti per attuarla, allora la società imputridisce, e questa putrefazione si prolunga talvolta per decenni. Non vi è nessun dubbio che in Russia la rivoluzione democratica è matura. Ma non si sa ancora se, le classi rivoluzionarie abbiano abbastanza forze per compierla. Ciò sarà deciso dalla lotta, il cui momento critico si avvicina con grande rapidità, se una serie di indizi diretti ed indiretti non ci traggono in errore. La superiorità morale è incontestabile, la forza morale è già straordinaria: senza questo fattore sarebbe, certo, impossibile parlare di rivoluzione. È una condizione necessaria, ‘non ancora sufficiente’. Si muterà o no in forza materiale, sufficiente a demolire la resistenza estremamente seria dell’autocrazia (non chiudiamo gli occhi su questo fatto), lo dimostrerà il risultato della lotta. La parola d’ordine dell’insurrezione significa risolvere la questione per mezzo della forza materiale; e una simile forza, nella civiltà europea contemporanea, può essere soltanto la forza militare. Questa parola d’ordine non può essere lanciata tra le masse sino a quando non siano maturate le condizioni generali per la rivoluzione, sino a quando non si sia manifestata nettamente tra le masse una vera effervescenza ed esse non si siano mostrate decise ad agire, sino a quando i fattori esteriori non arrivino ad una crisi aperta. Ma se una simile parola d’ordine è stata già lanciata, sarebbe semplicemente vergognoso tornare di nuovo indietro verso la forza morale, verso una delle condizioni della preparazione del terreno per l’insurrezione, verso uno dei «passaggi possibili», ecc. ecc.. No, giacchè il dado è già stato tratto, bisogna lasciare da parte tutti i sotterfugi, bisogna spiegare apertamente e sinceramente alle grandi masse quali sono adesso le condizioni pratiche, per il successo della rivoluzione”” (pag 30-31) [Lenin, ‘La preparazione dell’insurrezione e le regole principali per la direzione della lotta armata del popolo’) (dall’articolo “”L’ultima parola della tattica Iskrista’) [Lenin, Scritti sulla violenza, 1905-1906′, Mob, Verbania, 1978] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-697″ “LENIN V.I. (Lénine)”,”Culture et révolution culturelle.”,”Nota per Bucharin. “”Compagno Bucharin, Ti invio la ‘Pravda’ di oggi. Perché pubblicare delle sciocchezze sotto la copertura di un romanzo, in cui Pletnev si compiace con tutte le parole più erudite e alla moda? Ho notato due sciocchezze e ho messo una serie di punti interrogativi. L’autore non deve apprendere la scienza “”proletaria””, ma semplicemente apprendere. Possibile che la redazione della ‘Pravda’ non spieghi all’autore i suoi errori? Perché veramente questo è ‘falsificare’ il materialismo storico! Questo è giocare al materialismo storico! Il vostro Lenin (scritto il 27 settembre 1922, Oeuvres Paris-Moscou, t. 35, p. 574 (Nota per Boukharin, (pag 186) [VI Lenin, ‘Culture et révolution culturelle’, Editions du Progres, Mosca, 1969] [( 64 ) Si tratta dell’articolo del presidente del Proletkult V. Pletnev “”Sul fronte ideologico”” pubblicato sulla “”Pravda”” del 27 settembre 1922 – p. 186] “”Camarade Boukharine, Je vous adresse la ‘Pravda’ d’aujourd’hui. Voyons pourquoi publier des bêtises sous couvert d’un feuilleton, où Pletnev se gargarise de tuous les mots savantissimes et à la mode? J’ai noté deux bêtises et mis une série de points d’interrogation. L’auteur doit apprendre non pas la science «prolétarienne», mais s’instruire tout courte. Est-il possible que la rédaction del la ‘Pravda’ n’expliquera pas ses erreurs à l’auteur? Car vraimente c’est ‘falsifier’ le matérialisme historique! C’est jouer au matérialisme historique! Votre Lènine (rédigé le 27 septembre 1922, Oeuvres Paris-Moscou, t. 35, p. 574 (Note pour Boukharin, pag 186 [V.I. Lénine, ‘Culture et révolution culturelle’, Editions du Progres, Moscou, 1969] [(64) Il s’agit de l’article du président du Proletkult V. Pletnev “”Sur le front ideologique”” publié dans la ‘Pravda’ du 27 septembre 1922 – p. 186]”,”LEND-698″ “LENIN V.I., a cura di Mario CIACAGLI”,”L’ informazione di classe. Antologia.”,”””Un fatto degno di rilievo e non valutato fino ad ora come sarebbe necessario è questo: appena in Russia ebbe inizio il movimento operaio ‘di massa’ (1895-1896), immediatamente si delineò la divisione in una corrente marxista e in una corrente opportunistica, una divisione che cambia forma, aspetto, ecc., ma che rimane in sostanza invariata tra il 1894 e il 1914. Vuol dire che proprio questa divisione, e non un’altra, e la lotta interna tra i socialdemocratici derivano da radici sociali, classiste, profonde’ (pag 101)”,”LEND-024-FV” “LENIN N.”,”La Nuova Politica Economica della Russia soviettista (Sull’imposta in natura). (La Nep)”,”‘Quando Martov dichiara nella sua rivista di Berlino che Kronstadt non solo ha elevato le sue parole d’ordine mensceviche, ma anche fornito la prova della possibilità di un movimento antibolscevico, che non sia interamente asservito alla genia reazionaria, ai capitalisti ed ai latifondisti, noi abbiamo davanti a noi il prototipo del vanitoso Narciso piccolo-borghese’ (pag 45)”,”LEND-025-FV” “LENIN V.I., a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Rivoluzione in Occidente e infantilismo di sinistra.”,”La rivoluzione in Occidente non è e non sarà una marcia trionfale ‘a suon di urrà’ “”La rivoluzione non verrà così presto come ci aspettavamo. La storia lo ha dimostrato e bisogna saperlo accettare come un dato di fatto, bisogna saper tener conto del fatto che la rivoluzione socialista mondiale non può cominciare nei paesi avanzati come è cominciata in Russia, nel paese di Nicola e di Rasputin, dove a una grandissima parte della popolazione non importava assolutamente nulla di sapere quali popoli vivessero ai confini e che cosa vi accadesse. In un paese simile era facile cominciare la rivoluzione, facile come sollevare una piuma. Ma cominciare, senza preparazione la rivoluzione in un paese in cui si è sviluppato il capitalismo, che ha dato, fino all’ultimo uomo, una cultura e un metodo di organizzazione democratica è sbagliato, è assurdo. Qui noi cominciamo appena ad affrontare il periodo doloroso che contraddistingue l’inizio delle rivoluzioni socialiste. Questo è un fatto. Noi non sappiamo, nessuno sa, forse, – ciò è pienamente possibile, – se essa vincerà tra qualche settimana, o addirittura tra qualche giorno, ma non si può puntare su una simile possibilità. Bisogna essere preparati ad affrontare difficoltà eccezionali, sconfitte eccezionalmente dure, che sono inevitabili perché in Europa la rivoluzione non è ancora cominciata, anche se può cominciare domani; e quando comincerà, certo, non ci tormenteranno più i nostri dubbi, non ci saranno più problemi circa la guerra rivoluzionaria, ma ci sarà soltanto una vera e propria marcia trionfale. Ciò avverrà, inevitabilmente, ma ancora non avviene. Ecco il semplice fatto che la storia ci ha insegnato, con il quale ci ha dato un colpo assai doloroso; ma, uomo avvisato, mezzo salvato. Perciò io ritengo che, avendoci la storia colpito in questa speranza – che il tedesco non ci avrebbe attaccato e che avremmo potuto avanzare «a suon di urrà» – questa lezione penetrerà molto presto nella coscienza delle masse della Russia sovietica, grazie alle nostre organizzazioni dei soviet. Queste si danno da fare, si preparano al congresso, presentano risoluzioni, riflettono e discutono su quanto è accaduto. Da noi non avvengono più quelle dispute prerivoluzionarie che restavano all’interno di ristretti circoli di partito. Tutte le questioni vengono portate all’esame delle masse, le quali esigono che vengano controllate con l’esperienza, la pratica, e non si fanno mai sedurre dai facili discorsi, non si lasciano mai deviare dal cammino segnato dal corso obiettivo degli avvenimenti. Certo, se trovate di fronte a un intellettuale o a un bolscevico di sinistra, potrete vedere come si possano eludere le difficoltà che stanno dinanzi a noi; egli, certo , potrà eludere il fatto che non c’è esercito e che, la rivoluzione in Germania non incomincia. Le masse sono fatte di milioni di uomini, e la politica comincia laddove ci sono milioni di uomini. Non dove ce ne sono migliaia, ma dove ce ne sono milioni comincia la politica seria: i milioni sanno che cos’è l’esercito, hanno visto i soldati che tornavano dal fronte. Essi sanno – se consideriamo non le singole persone, ma la massa effettiva – che non possiamo combattere, che ogni uomo al fronte ha sopportato tutto ciò che era immaginabile. La massa ha capito questa verità: se non avete un esercito e avete i predoni alle costole, dovete firmare il trattato di pace anche più gravoso e umiliante. È inevitabile, finché non nascerà la rivoluzione, fino a quando non riuscirete a rimettere in sesto il vostro esercito, finché non lo avete rimandato a casa. Fino ad allora l’ammalato non ritroverà la salute. E noi non prenderemo il predone tedesco con un semplice «urrà», non lo abbatteremo, come abbiamo abbattuto Kerenski e Kornilov. Ecco la lezione che le masse hanno imparato, senza le riserve che alcuni, desiderosi di eludere l’amara realtà, cercavano di imporre loro”” (pag 66-67) [V.I. Lenin, ‘Rapporto sulla guerra e la pace’ (1), (in) V.I. Lenin, ‘Rivoluzione in Occidente e infantilismo di sinistra’, Editori Riuniti, Roma, 1971] [(1) Tenuto il 7 marzo 1918 al VII Congresso del Partito comunista (bolscevico) della Russia, che si svolse a Pietrogrado dal 6 all’8 marzo per discutere e decidere la questione della pace. Vi parteciparono 46 delegati con voto deliberativo e 58 con voto consultivo, in rappresentanza di circa 170.000 iscritti (i membri erano 300.000, ma molte regioni erano occupate dal nemico e non potevano inviare delegati. Il Congresso approvò a schiacciante maggioranza le tesi di Lenin, respingendo le tesi, contrarie alla pace, di Trotsky e di Bucharin] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-001-FER”
“LENIN Vladimir Ilic”,”L’estremismo malattia infantile del comunismo.”,”””La legge fondamentale della rivoluzione”” “”La legge fondamentale della rivoluzione, convalidata da tutte le rivoluzioni e in particolare dalle tre rivoluzioni russe del secolo ventesimo, consiste in questo: per la rivoluzione non basta che le masse sfruttate e oppresse siano coscienti dell’impossibilità di continuare a vivere come per il passato ed esigano dei cambiamenti; per la rivoluzione è necessario che gli sfruttatori non possano più vivere e governare come per il passato. Soltanto quando ‘gli “”strati inferiori”” non vogliono’ più il passato e gli “”strati superiori”” ‘non possano più vivere come in passato’, la rivoluzione può vincere. In altri termini, questa verità significa che la rivoluzione non è possibile senza una crisi di tutta la nazione (che coinvolga cioè sfruttati e sfruttatori). Per la rivoluzione è quindi anzitutto necessario che la maggioranza degli operai (o, quanto meno, la maggioranza degli operai coscienti, pensanti, politicamente attivi) comprenda pienamente la necessità del rivolgimento e sia pronta ad affrontare la morte per esso, e, inoltre, che le classi dirigenti attraversino una crisi di governo che trascini nella politica anche le masse più arretrate (l’inizio di ogni vera rivoluzione è caratterizzato dal rapido decuplicarsi o centuplicarsi del numero dei rappresentanti della massa lavoratrice e oppressa, fino a quel momento apatica, capaci di condurre la lotta politica), indebolisca il governo e consenta ai rivoluzionari di abbatterlo al più presto”” [V.I. Lenin, ‘L’estremismo malattia infantile del comunismo’, Samonà e Savelli, Roma, 1973] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-002-FER” “LENIN V.I., a cura di Antonio D’AMBROSIO Luigi CECCHINI”,”L’ imperialismo ultima fase del capitalismo.”,” “”Negli Stati Uniti, la guerra imperialista mossa contro la Spagna nel 1898 suscita l’opposizione anti-imperialista degli «ultimi Moicani», delle borghesia democratica, i quali dichiarano criminale questa guerra, denunziano che la costituzione è stata violata con l’annessione di territori stranieri, denunziano la «slealtà degli sciovinisti» che hanno ingannato il capo degli insorti indigeni delle Filippine, Aguinaldo (al quale gli Americani dapprima promisero l’indipendenza del suo paese; ma in seguito sbarcarono le truppe e si annetterono le Filippine), citano queste parole di Lincoln: «Quando un bianco si governa da sé, esiste un auto-governo; quando si governa da sé, ma governa anche gli altri, non esiste più auto-governo, ma dispotismo» (1). Tutta questa critica temeva di riconoscere l’indissolubile legame tra l’imperialismo e i trusts e, quindi, tra l’imperialismo e le fondamenta stesse del capitalismo, temeva di unirsi alle forze causate dal grande capitalismo nel suo sviluppo, si limitava a dei «voti innocenti». È anche l’atteggiamento di Hobson nella sua critica all’imperialismo. Hobson ha preceduto e sorpassato Kautsky insorgendo contro la concezione dell’«ineluttabilità dell’imperialismo» e invocando la necessità di «elevare la capacità di consumo delle popolazioni» (in regime capitalista!). Il punto di vista piccolo-borghese nella critica dell’imperialismo, dell’onnipotenza delle banche, dell’oligarchia finanziaria ecc., è quello degli autori più volte citati: Agadh, Lansburg, L. Eschwege e, tra gli scrittori francesi, Victor Bérard, autore di un libro superficiale: ‘L’Inghilterra e l’imperialismo’, apparso nel 1900. Tutti questi autori, che non pretendono affatto di essere marxisti, oppongono all’imperialismo la libera concorrenza della democrazia, condannano l’avventura della ferrovia di Bagdad, esprimono «voti innocenti» per la pace, in ogni circostanza, persino nelle statistiche delle emissioni internazionali di M. Neymarck, che, avendo calcolato le centinaia di miliardi di franchi rappresentati dai valori «internazionali», esclamava nel 1912: «Possiamo ammettere che la pace sia turbata? Che si rischi, di fronte a cifre enormi, di provocare una guerra?» Tanta ingenuità da parte degli economisti borghesi non ci stupisce. Il loro interesse d’altronde è di apparire tanto ingenui e di parlare seriamente della pace in presenza dell’imperialismo. Ma che resta di marxismo in Kautsky quando, nel 1914-15-16, si pone dallo stesso punto di vista dei riformisti borghesi e afferma «che tutti sono d’accordo» sulla pace? Invece dell’analisi e della rivelazione delle profonde contraddizioni interne dell’imperialismo, non vi scorgiamo che l’«innocente desiderio» del riformista di non vederle, di non parlarne”” (pag 154-155) [V.I. Lenin, ‘L’ imperialismo ultima fase del capitalismo’, Fasani, Milano, 1946] [(1) J. Patouillet, ‘L’imperialismo americano’, Digione, 1904, p. 272] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-003-FER”
“LENIN V.I.”,”La Rivoluzione d’ottobre.”,”Sul dualismo di potere (pag 33-35): ‘Questo potere è dello stesso tipo di quello della Comune di Parigi del 1871. Eccone i tratti essenziali (…)’ (pag 33) ‘Non siamo dei blanquisti, non siamo dei fautori della conquista del potere per opera di una minoranza. Siamo dei marxisti, fautori della lotta di classe proletaria contro l’intossicazione piccolo-borghese, cioè contro lo sciovinismo, la difesa della patria, le frasi, la dipendenza dalla borghesia’ (pag 35) ‘La borghesia è per il potere unico della borghesia’ (pag 35)”,”LEND-004-FER”
“LENIN Vladimir Ilic”,”Sui sindacati. Raccolta di scritti e discorsi.”,”‘I risultati degli scioperi del 1912 in confronto al passato’ (pag 236-238) (con tabelle)”,”LEND-006-FER”
“LENIN V.I.”,”Teoria della questione agraria.”,”In particolare: ‘Pietro Maslov corregge gli appunti di Marx… ma avrebbe dovuto almeno studiare a fondo ‘Le teorie del plusvalore’ di Marx’ “”Nel 1901, nella ‘Zarià’ che si stampava all’estero, ebbi già occasione di rilevare, a proposito degli articoli pubblicati da Maslov nella rivista ‘Gizn’ (2), che il loro autore non interpretava in modo giusto la teoria della rendita. Come ho già osservato, prima di Stoccolma e a Stoccolma le discussioni si concentrarono, oltre ogni misura, sul lato politico della questione. Ma dopo Stoccolma, M. Olenov, nell’articolo ‘Le basi teoriche della municipalizzazione della terra’ (Obrazovanie, 1907, n. 1), ha recensito il libro di Maslov sulla questione agraria in Russia e ha sottolineato in modo particolare l’errore della ‘teoria economica’ di Maslov che, in generale, nega la rendita assoluta. Maslov ha risposto a Olenov nei nn. 2e 3 dell”Obrazovanie’ accusando il suo avversario di «impudenza», «leggerezza», «disinvoltura», ecc. In realtà, nel campo della ‘teoria marxista’, è proprio Pietro Masov che dà prova di una disinvoltura imputente e sciocca, perchè è difficile concepire una critica più ignorante della presuntuosa «critica» che Maslov, perseverando nei suoi vecchi errori, fa di Marx. «La contraddizione della teoria della rendita assoluta con tutta la teoria della ripartizione esposta nel vol. III – scrive il compagno Maslov – è così lampante che è possibile spiegarla in un solo modo: il III vol. è un’opera postuma che contiene anche gli accunti dell’autore» (‘La questione agraria’, p. 108, nota). Soltanto un individuo che non ha capito nulla della teoria della rendita di Marx poteva scrivere una cosa simile. Ma l’indulgente disprezzo che il magnanimo Pietro Maslov ostenta per l’autore degli appunti è davvero incomparabile! Questo «marxista» è troppo superiore per ritenere che si a necessario ‘studiare’ Marx prima di insegnarlo agli altri, che sia necessario studiare a fondo almeno ‘Le teorie del plusvalore’, pubblicate nel 1905, dove la teoria della rendita, si può dire, è messa alla portata persino dei Maslov!”” (pag 219-220) [V.I. Lenin, ‘Teoria della questione agraria’, Edizioni Rinascita, Roma, 1951] [(2) Cfr. ‘La questione agraria’, I. parte, Pietroburgo 1908, articolo ‘La questione agraria e i «critici di Marx», nota nelle pp. 178-179 (nel presente volume a p. 84)] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”LEND-007-FER” “LENIN Vladimir Ilic, a cura di Umberto CERRONI”,”Scritti economici. L’analisi scientifica che è stata a fondamento della rivoluzione socialista.”,”Nella costruzione dell’antologia sono stati seguiti due principali criteri: quello di fornire il più possibile scritti (o parti di scritti) organici di Lenin e quello di riunirli sotto rubriche significative non solo sul piano cronologico ma anche sul piano logico. Il ‘sistema della partecipazione’: il controllo dalla società “”madre”” alle società “”figlie””, “”nipoti”” ecc. “”Concentrazione della produzione; conseguenti monopoli; fusione e simbiosi delle banche con l’industria: in ciò si compendia la storia della formazione del capitale finanziario e il contenuto del relativo concetto. Ora dovremmo esporre come lo «spadroneggiare» dei monopoli capitalistici, nell’ambito generale della produzione di merci e della proprietà privata, metta inevitabilmente capo al dominio dell’oligarchia finanziaria. È da osservare che i rappresentanti della scienza borghese tedesca – e non di quella sola – come Riesser, Schulze-Gaeverniz, Liefmann, ecc., sono, senza eccezione, apologeti dell’imperialismo e del capitale finanziario. Essi non svelano, anzi occultano e abbelliscono il «meccanismo» della formazione dell’oligarchia, i suoi metodi, l’entità delle sue entrate (così «lecite» come «illecite»), la sua collusione con i parlamenti, ecc. Essi sfuggono alle «questioni maledette» con frasi ampollose quanto oscure, richiamandosi al «senso di responsabilità» dei direttori di banche, levando alle stelle il «senso del dovere» dei funzionari prussiani e occupandosi con grande serietà dei particolari di progetti di legge poco seri sulla «sorveglianza» e sulla «regolamentazione» e di frascherie teoriche quale la seguente «scientifica» definizione alla quale è pervenuto il prof. Liefmann (…). Ma i fatti mostruosi, che riguardano il mostruoso dominio dell’oligarchia finanziaria, saltano talmente agli occhi che in tutti i paesi capitalistici, così in America come in Francia e in Germania, è sorta un’intera letteratura, che pur rimanendo sul terreno dei concetti ‘borghesi’, tuttavia dà un quadro approssimativamente esatto e una critica – piccolo-borghese , s’intende – dell’oligarchia finanziaria. La pietra angolare è nel «sistema della partecipazione» (1), al quale si è già accennato. Un economista tedesco, Heymann, forse il primo che ha rivolto l’attenzione a questo sistema, così lo descrive: «Il dirigente controlla la “”società madre”” [cioè la società base], questa le “”società figlie”” [cioè le società che le dipendono], queste a loro volta le “”società nipoti”” e così via. In questo modo con capitali non eccessivamente grandi, si possono padroneggiare immensi campi della produzione; giacché, posto che per esercitare il controllo sopra una società per azioni è sufficiente la padronanza del cinquanta per cento del capitale, basta al dirigente di possedere un milione, per poter controllare nelle società nipoti, già 8 milioni di capitale. Se detto “”intreccio”” si estende ancor più, si ha il controllo su 16 milioni, su 32 e via dicendo (). Ma in realtà l’esperienza dimostra che basta possedere il quaranta per cento di tutte le azioni per dominare l’andamento degli affari di una società per azioni () , giacché una parte dei piccoli azionisti, disseminati qua e là, non ha la possibilità di intervenire alle assemblee generali, ecc. La «democratizzazione» del possesso di azioni, dalla quale i sofisti borghesi e gli opportunisti «pseudo-socialdemocratici» si ripromettono (o fingono di ripromettersi) la «democratizzazione del capitale», l’aumento d’importanza e di funzione della piccola produzione, ecc., nella realtà costituisce un mezzo per accrescere la potenza dell’oligarchia finanziaria. È precisamente per questo che nei più progrediti o più antichi ed «esperti» paesi capitalistici la legislazione permette l’emissione delle azioni più piccole”” (pag 534-535) [Capitale finanziario e oligarchia finanziaria’, (in) ‘L’imperialismo, fase suprema del capitalismo’, (in) V.I. Lenin, ‘Scritti economici’, Editori Riuniti, Roma, 1977] [ (1) È quello che oggi viene comunemente definito sistema delle ‘holdings’ e delle società a catena; (*) H.G. Heymann, ‘Die gemischten Werke im deutsche Grosseisengewerbew’, Stoccarda, 1904, p. 269; () Liefmann, op. cit.; p. 358]”,”LEND-008-FGB”
“LENIN V.I.”,”Lénine et la religion.”,”””Il marxismo è materialismo e in questo senso è anche implacabilmente ostile alla religione come il materialismo degli enciclopedisti del XVIII secolo o il materialismo di Feuerbach. Ma il materialismo dialettico di Marx ed Engels va più lontano degli enciclopedisti e di Feuerbach, nell’applicazione della filosofia materialista al dominio della storia, al dominio delle scienze sociali. Noi dobbiamo combattere la religione. E’ l’abc di ‘tutto’ il materialismo e, pertanto, del marxismo. Ma il marxismo non è un materialismo che si ferma all’abc. Il marxismo va più lontano. Esso dice: occorre ‘saper’ lottare contro la religione; ora, per questo, occorre spiegare nel senso ‘materialista, la fonte della fede e della religione delle masse. Non di deve confinare la lotta contro la religione in una predicazione ideologica astratta; non si deve ridurla a una predicazione di questa natura; bisogna legare questa lotta alla partica concreta del movimento di classe mirando a far sparire le radici sociali della religione. (…)”” (Lenin, Sull’atteggiamento del Partito Operaio riguardo alla Religione, maggio 1909]”,”LEND-699″
“LENIN V.I.”,”Materialismo ed empiriocriticismo. Note critiche su una filosofia reazionaria.”,”””I materialisti, ci si dice, ammettono qualcosa di impensabile e di inconoscibile, la «cosa in sé», la materia «fuori dell’esperienza», fuori della conoscenza. Essi cadono nel misticismo vero e proprio ammettendo l’esistenza di qualche cosa che sta al di là, oltre i limiti dell’«esperienza» e della conoscenza (…)”” (pag 20)”,”FILx-003-FC”
“LENIN V.I., a cura di Giuseppe GARRITANO”,”Quaderni sull’imperialismo.”,”Scritti nel 1915-1916 in russo tedesco francese inglese e altre lingue pubblicati per la 1° volta tra il 1933 e il 1938 in ‘Miscellanea di Lenin'”,”LEND-004-FC”
“LENIN Vladimir I.; a cura di Vittorio STRADA; scritti di V. AKIMOV P. AKSELROD A. BOGDANOV L. MARTOV D. RJAZANOV G. PLECHANOV L. TROTSKY V. VOROVSKIJ”,”Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento.”,”L’opera è seguita dagli atti delle sedute del secondo congresso del partito operaio socialdemocratico russo (1903) POSDR, e dagli scritti di V. AKIMOV, P. AKSELROD, A. BOGDANOV, L. MARTOV, D. RJAZANOV, G. PLECHANOV, L. TROTSKY, V. VOROVSKIJ sul concetto di partito. Ideologia borghese e spontaneità “”Ma perché – domanderà il lettore – il movimento spontaneo, il movimento che segue la linea della minor resistenza va verso il predominio dell’ideologia borghese? Pe la semplice ragione che per la sua origine l’ideologia borgese è molto più antica di quella socialista, che essa è più elaborata in tutti i suoi aspetti e possiede mezzi ‘incomparabilmente’ più grandi di diffusione”” (pag 50)”,”LEND-005-FC”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Pio MARCONI”,”Stato e rivoluzione e lo studio preparatorio. Il marxismo sullo Stato.”,”Lenin scrisse ‘Stato e rivoluzione’ nell’agosto-settembre 1917, quando, dopo gli avvenimenti del 3-5 luglio a Pietrogrado fu costretto a nascondersi per sfuggire al mandato di cattura del governo provvisorio prima a Razliv e quindi a Helsingfors (Helsinski). “”Il 12 aprile 1871 Marx scrive a Kugelmann (Neue Zeit, XX, I, 1901-2, pag 709; in questo volume vi sono solo due lettere sulla Comune; le altre lettere a Kugelmann sono nel volume XX, 2, nb): «Se tu rileggi l’ultimo capitolo del mio ’18 Brumaio’ troverai che io affermo che il prossimo tentativo della rivoluzione francese non consisterà nel trasferire da una mano ad un’altra la macchina militare e burocratica, come è avvenuto fino ad ora, ma nello ‘spezzarla’ (corsivo di Marx), e che tale è la condizione preliminare di ogni reale rivoluzione popolare sul Continente. Proprio in questo consiste il tentativo dei nostri eroici compagni parigini» (2). Molto importante è il giudizio di Marx sulle cause della possibile sconfitta della Comune: «Se soccomberanno la colpa sarà solo della loro “”bonarietà””. Occorreva marciare subito su Versailles, … Per scrupoli di coscienza si è lasciato passare il momento opportuno. Non si è voluto ‘cominciare la guerra civile’ come se … Thiers… non l’avesse già iniziata. Secondo errore: il Comitato contrale ha deposto il suo potere troppo presto, per cedere il posto alla Comune. Ancora una volta per scrupolo di “”onore”” esagerato» (pag. 709) (3)”” (pag 149) [V.I. Lenin, Stato e rivoluzione e lo studio preparatorio. Il marxismo sullo Stato’, Samonà e Savelli, Roma, 1972, ‘Il marxismo e lo Stato, più precisamente: I compiti della rivoluzione proletaria nei confronti dello stato’] [(2) Marx a Kugelmann, in ‘Il partito e l’Internazionale’, cit., pag 207, dove però “”spezzarla”” non è corsivo; (3) ibid.] “”Engels nel 1891 scrive (‘Per la critica del progetto di programma socialdemocratico del 1891’, Neue Zeit, XX, 1, 1901-2, pag 5 e seguenti): (…) «Questo dimenticare (pag 11) i grandi principi fondamentali di fronte agli interessi passeggeri del momento, questo lottare e tendere al successo momentaneo senza preoccuparsi delle conseguenze che ne scaturiranno, questo sacrificare il futuro del movimento per il presente del movimento, può essere considerato onorevole, ‘ma è e rimane opportunismo, e l’opportunismo «onorevole» è forse il peggiore di tutti”” (pag 157-158) [V.I. Lenin, Stato e rivoluzione e lo studio preparatorio. Il marxismo sullo Stato’, Samonà e Savelli, Roma, 1972, ‘Il marxismo e lo Stato, più precisamente: I compiti della rivoluzione proletaria nei confronti dello stato’]”,”LEND-006-FC”
“LENIN V.I.”,”Karl Marx.”,”Saggio di Lenin redatto per il dizionario enciclopedico Granat. A questo si aggiungono alcuni articoli di lenin sull’argomento (Tre fonti e tre parti integranti del marxismo, Marxismo e revisionismo, I destini storici della dottrina di Karl Marx. “”La nostra dottrina, diceva Engels parlando di se stesso e del suo celebre amico, non è un dogma, ma una guida per l’azione. Questa classica formula sottolinea con forza e concisione meravigliose quell’aspetto del marxismo che ad ogni istante viene perso di vista. E perdendolo di vista, noi facciamo del marxismo una cosa unilaterale, deforme e morta; lo svuotiamo della sua essenza, scalziamo le sue basi teoriche fondamentali: la dialettica, la dottrina dell’evoluzione storica multiforme e piena di contraddizioni; indeboliamo il suo legame con i precisi compiti pratici dell’epoca, che possono cambiare ad ogni nuova svolta della storia. E proprio nei nostri tempi, fra coloro che si interessano delle sorti del marxismo in Russia, s’incontrano molto spesso persone che perdono di vista appunto questo aspetto del marxismo”” (pag 99) [V.I. Lenin, ‘Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo’ (in) V.I. Lenin, ‘Karl Marx’, Editori Riuniti, Roma, 1965] [Pubblicato nella ‘Zviezdà’, n. 2, 23 dicembre 1910, Opere complete, vol. 17, pp. 20-24] “”Nessun paese capitalistico si organizzò su una base più o meno libera, più o meno democratica, senza una lotta a morte tra le diverse classi della società capitalistica. La genialità di Marx consiste nel fatto che da ciò egli seppe, per primo, trarre ed applicare coerentemente la conclusione che la storia universale insegna. Questa conclusione è la dottrina della ‘lotta di classe’. Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli ‘interessi’ di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni. I fautori delle riforme e dei miglioramenti saranno sempre ingannati dai difensori del passato, fino a quando non avranno compreso che ogni vecchia istituzione, per barbara e corrotta che essa sembri, si regge sulle forze di queste o di quelle classi dominanti. E per spezzare la resistenza di queste classi vi è ‘un solo mezzo’: trovare nella stessa società che ne circonda, educare e organizzare per la lotta forze che possano – e che per la loro situazione sociale ‘debbano’ – spazzar via il vecchio ordine e crearne uno nuovo. Soltanto il materialismo filosofico di Marx ha indicato al proletariato la via di uscita dalla schiavitù spirituale nella quale hanno vegetato fino ad oggi tutte le classi oppresse. Soltanto la teoria economica di Marx ha chiarito la situazione reale del proletariato nel regime capitalistico”” (pag 66) [Lenin, ‘Tre fonti e tre parti integranti del marxismo’ (in) V.I. Lenin, ‘Karl Marx’, Editori Riuniti, Roma, 1965] [Pubblicato nella rivista ‘Prosvestcenie’ (L’educazione), n. 3, marzo 1918, Opere complete, vol. 19, pp. 3-8] Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”LEND-001-FAP”
“LENIN Vladimir Ilic, a cura di Valentino GERRATANA”,”Stato e rivoluzione. La dottrina marxista dello Stato e i compiti del proletariato nella rivoluzione.”,” “”Ma Engels non concepisce affatto il centralismo democratico nel senso burocratico dato a questa nozione dagli ideologi borghesi e piccolo-borghesi, compresi, fra questi ultimi, gli anarchici. Per Engels il centralismo non esclude affatto una larga autonomia amministrativa locale, la quale, mantenendo le «comuni» e le regioni volontariamente l’unità dello Stato, sopprime recisamente ogni burocrazia e ogni “”comando”” dall’alto”” (pag 143) Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”LEND-002-FAP”
“LENIN V.I.”,”Un passo avanti e due indietro. (La crisi del nostro partito).”,”L’opera fu scritta tra il febbraio e il maggio del 1904 e pubblicato subito dopo a Ginevra Incipit. “”Quando si combatte una lotta lunga, tenace, ardente, dopo un certo periodo di tempo incominciano di solito a delinearsi i punti di dissenso centrali, fondamentali, dal cui superamento dipende l’esito definitivo della campagna e in confronto ai quali vengono sempre più respinti in secondo piano tutti i piccoli e insignificanti incidenti di ogni genere. Così stanno le cose anche per la lotta interna di partito, che già da sei mesi avvince l’attenzione di tutti i membri di partito”” (pag 5) Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”LEND-003-FAP”
“LENIN V.I.”,”Opere scelte.”,”””Senza il lavoro, senza la lotta, la conoscenza libresca del comunismo, acquisita attraverso la lettura degli opuscoli e degli scritti comunisti non vale un bel niente, perché non farebbe che perpetuare il vecchio distacco che costituiva il tratto più ripugnante della vecchia società borghese”” (Lenin, I compiti delle associazioni giovanili) (in 4° di copertina) Il capitalismo di Stato (in ‘Sull’imposta in natura’ (1921) ‘Il capitalismo di Stato esiste … ovunque vi sono elementi di libero commercio e di capitalismo in generale’ “”Quale politica può dunque condurre il proletariato di fronte a questa realtà economica? Dare al piccolo contadino ‘tutti’ i prodotti della produzione della grande industria socialista, di cui ha bisogno, in cambio del grano e delle materie prime? Questa sarebbe la politica più desiderabile, più “”giusta””; e noi l’abbiamo appunto iniziata. Ma non possiamo dare ‘tutti’ i prodotti, non lo possiamo assolutamente e non lo potremo tanto presto, non lo potremo almeno fino a quando non porteremo a termine almeno la prima fase dei lavori per l’elettrificazione di tutto il paese. Che fare dunque? O tentare di proibire, di impedire ad ogno costo ogni sviluppo dello scambio privato, non statale, cioè del commercio, del capitalismo, inevitabile quando esistono milioni di piccoli produttori. Questa sarebbe una politica sciocca e costituirebbe un suicidio per il partito che la tentasse. Una politica sciocca poiché i partiti che tentano una politica simile subiscono un fallimento inevitabile. Non v’è alcuna ragione di nascondere gli errori; alcuni comunisti hanno sbagliato «col pensiero, con la parola e con l’azione», cadendo proprio in ‘questa’ politica. Cerchiamo di correggerci in questi errori. Bisogna assolutamente correggerci, altrimenti le cose andranno veramente male. Oppure (è l’ultima politica ‘possibile’ e la sola sensata) non tentare di proibire o di bloccare lo sviluppo del capitalismo, ma sforzarsi di incanalarlo nell’alveo del ‘capitalismo di Stato’. Ciò è economicamente possibile, poiché il capitalismo di Stato esiste – in questa o quella forma, in questo o quel grado – ovunque vi sono elementi di libero commercio e di capitalismo in generale. È possibile la combinazione, l’unione, la coesistenza dello Stato sovietico, della dittatura del proletariato, col capitalismo di Stato? Naturalmente, è possibile. Appunto ciò mi proponevo di dimostrare nel maggio 1918. Appunto questo spero di aver dimostrato nel maggio del 1918. Inoltre, allora ho anche dimostrato che il capitalismo di Stato è un passo avanti in confronto all’elemento piccolo-proprietario (piccolo-patriarcale e piccolo-borghese). Commettono un’infinità di errori coloro che raffrontano e contrappongono il capitalismo di Stato soltanto al socialismo, mentre nell’attuale situazione politica ed economica bisogna contrapporlo anche alla produzione piccolo-borghese. Tutto il problema, sia teorico che pratico, consiste nel trovare i metodi giusti appunto per incanalare lo sviluppo inevitabile (fino ad un certo punto e per un certo periodo) del capitalismo nell’alveo del capitalismo di Stato, nel trovare le condizioni che garantiscano questo sviluppo e assicurino in un futuro non lontano la trasformazione del capitalismo di Stato in socialismo. Per avvicinarsi alla soluzione di questo problema, bisogna anzitutto rappresentarsi nel modo più chiaro possibile che cosa praticamente sarà e potrà essere il capitalismo di Stato all’interno del nostro sistema sovietico, nel quadro del nostro Stato sovietico”” (pag 1268-1269) [V.I. Lenin, ‘Sull’imposta in natura’ (1921), (in) V.I. Lenin, ‘Opere scelte’, Edizioni Lotta comunista, Milano, 2024]”,”ELCx-341″
“LENIN V.I., a cura di Vladimiro GIACCHÉ”,”Economia della rivoluzione.”,”Introduzione: ‘Un autore inattuale e i suoi testi – Dopo la rivoluzione: i primi mesi del potere sovietico – La guerra civile e il comunismo di guerra – La Nuova politica economica (Nep) – Lenin dopo Lenin (pag 11-93) “”In economia ci sono due possibilità. O siete leninisti, O non cambierete nulla”” (quarta di copertina) Vladimiro Giacché (La Spezia, 1963) economista e presidente del Centro Europa Ricerche. Ha pubblicato pure ‘Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa’ (Imprimiatur, 2013)”,”LEND-701″