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“HYPPOLITE Jean KOJEVE Alexandre KOYRE’ Alexandre WAHL Jean, a cura di Roberto SALVADORI”,”Interpretazioni hegeliane.”,”Contiene tra gli altri: saggio di Alexandre Koyré: – Rapporto sullo stato degli studi hegeliani in Francia (pag 3-28) saggi di Alexandre Kojève: – ‘Lezioni sull’ eternità, il tempo e il concetto’ (pag 169-282) – ‘Hegel, Marx e il cristianesimo’ (pag 283-310) (*) – saggio di Jean Hyppolite: – ‘Introduzione alla filosofia della storia di Hegel’ (pag 311-396)

() Si incentra soprattutto sul libro di Niel ‘De la médiation dans la philosophie de Hegel’ (Aubier, 1945). Di Marx praticamente non si parla.”,”HEGx-038-FF” “IACCARINO Lucio”,”Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno.”,”IACCARINO Lucio è un politologo e saggista. “”La specificità dei bassifondi napoletani, tuttavia, sembrava ruotare attorno alla famiglia matriarcale, dove erano le donne a mettere in comunicazione i piani alti e quelli dei bassi. Pare che a scoprire la struttura della famiglia popolare napoletana fosse stata la figlia di uno dei fondatori della sociologia a livello mondiale. Ann Parsons, figlia di Talcott, padre del funzionalismo americano: mentre lui si prodigava nella complicata grammatica del “”sistema sociale””, lei si prese una cotta per un autista del trasporto pubblico napoletano. La Parsons, prima di suicidarsi, mostrò come le donne, lavorando a servizio domestico presso la Napoli bene, erano il perno dell’economia informale, occupandosi del sostentamento della famiglia, mentre i mariti restavano, se non proprio disoccupati, almeno in balia del precariato urbano e dei suoi mestieri invisibili.”” (pag 40-41)”,”ITAS-066″ “IACHINO Angelo”,”Tramonto di una grande marina.”,”Angelo IACHINO è nato a San Remo (Imperia) nel 1889. Dopo aver preso parte alla 1° GM nel 1927 entrò nella direzione dell’Istituto di Guerra Marittima. Dal luglio 1940 all’aprile 1943 fu comandante in capo delle Forze Navali italiane. Nel dopoguerra ha iniziato la sua attività di storico della marina italiana. Tra i suoi libri più importanti ‘Gaudo e Matapan’, ‘Operazione mezzo giugno’ e ‘La sorpresa Matapan’.”,”ITQM-011″ “IACHINO Angelo”,”Tramonto di una grande marina.”,”Angelo IACHINO è nato a San Remo (Imperia) nel 1889. Dopo aver preso parte alla 1° GM nel 1927 entrò nella direzione dell’Istituto di Guerra Marittima. Dal luglio 1940 all’aprile 1943 fu comandante in capo delle Forze Navali italiane. Nel dopoguerra ha iniziato la sua attività di storico della marina italiana. Tra i suoi libri più importanti ‘Gaudo e Matapan’, ‘Operazione mezzo giugno’ e ‘La sorpresa Matapan’. Un confronto tra gli ‘Alti Comandi Navali’ delle varie marine militari (pag 121-)”,”QMIS-008-FV” “IACHINO Angelo”,”Gaudo e Matapan. Storia di un’operazione della guerra navale nel Mediterraneo (27-28-29 marzo 1941).”,”La questione non risolta delle portaerei dell’Italia “”Il discorso di Mussolini stava evidentemente per finire. Esso fu in realtà alquanto più lungo di quanto io non abbia ora riferito, e mi lasciò veramente attonito perché esso ripeteva esattamente le stesse argomentazioni che da tanti anni i fautori delle navi portaerei avevano invano cercato di far trionfare. L’esposizione di Mussolini era stata anzi molto brillante, e gli argomenti in favore di una più vasta cooperazione aereo-marittima vi apparivano di una chiarezza cristallina ed inoppugnabili. Rimasi molto colpito della giornalistica capacità di assimilazione che Mussolini dimostrava di possedere anche nei riguardi di un problema di tecnicismo così complesso e della sua indiscutibile abilità nell’esporlo con tanta forza dimostrativa e calore di convinzione. Ma mi veniva voglia di domandargli come mai non ci aveva pensato prima, e se era proprio necessario che tante navi andassero a fondo, e tante vite fossero sacrificate, oerché egli finalmente si convincesse di una cosa che i tecnici della Marina avevano cercato di fargli capire tanto tempo prima. Quanto alla possibilità che si provvedesse ora, in tempo di guerra, alle lacune della nostra preparazione del tempo di pace, rimasi alquanto scettico. Il problema della nave portaerei non era solamente un problema di costruzione o di adattamento di qualche vecchio scafo fuori uso: questo era anzi il meno. La cosa più difficile era il provvedere alla complessa attrezzatura tecnica di una nave destinata ad un servizio così particolare, e della quale non avevamo alcuna precedente esperienza. Né in questo caso si poteva ricorrere all’aiuto tedesco, poiché anche la Germania era entrata in guerra senza che la Marina avesse navi portaerei, e cercavo soltanto ora di riparare febbrilmente al tempo perduto. L’unica nazione simpatizzante che avesse una larga esperienza in proposito era il Giappone; ma dalla Marina di questo Paese non eravamo mai riusciti ad avere utili informazioni, a causa della estrema diffidenza che i giapponesi dimostravano verso qualunque popolo bianco. Purtroppo il mio scetticismo sulla nostra capacità di risolvere rapidamente il problema della nave portaerei si mostrò in pratica completamente fondato. L’adattamento del piroscafo ‘Roma’, che fu poi ribattezzato ‘Aquila’, andò infatti a rilento, e due anni e mezzo dopo, al momento dell’armistizio, esso non era ancora stato ultimato. Il fatto è che una industria pesante di scarso sviluppo come la nostra non può provvedere, nel corso di una guerra, a colmare le gravi lacune della preparazione militare del tempo di pace. Se ciò avvenne durante la guerra del 1914-1918 fu solo perché allora eravamo alleati con la Francia e l’Inghilterra (e poi anche con l’America), nazioni queste di potenziale industriale molto maggiore di quello che avevano in questa guerra le potenze dell’Asse”” (pag 188-189)”,”QMIS-034-FGB” “IACOCCA Lee con Sonny KLEINFIELD”,”Parlar chiaro.”,”””Per ottenere un buon bilancio, non basta tagliare le spese, bisogna anche lavorare sulle entrate, e forse questa è la parte più difficile. In affari è così: tagli finché non rimane più niente da rosicchiare e poi cominci a rimboccarti le maniche per far suonare il campanello del registratore di cassa. Devi riuscire a vendere”” (pag 258) “”Quando al Congresso, nel 1985, passò la legge Gramm-Rudman, Washington annunciò a gran voce di avere finalmente risolto il problema del deficit. Quella misura legislativa stabiliva nel 1991 il limite massimo per il risanamento del bilancio e sarebbe dovuta essere la parola definitiva. (…) In ogni caso, per avere un’idea di come abbia funzionato la Gramm-Rudman, basta vedere che cos’aveva stabilito la legge per il 1987. Il deficit sarebbe dovuto essere di 144 miliardi ed è stato di 158 miliardi e 400 milioni. Invece di infuriarsi con l’amministrazione, il Congresso si è limitato a rivedere la legge e ad alzare i limiti per il futuro. Ora, per risanare il bilancio, c’è tempo fino al 1993. Quando lo avrò sotto gli occhi ci crederò. In una democrazia la responsabilità finale appartiene al popolo: è colpa nostra se il deficit è andato alle stelle. Siamo noi che chiudiamo un occhio e continuiamo ad ascoltare i politici quando ci promettono mari e monti senza metterli mai di fronte alle loro responsabilità. I politici si fanno eleggere dandoci il contentino. Walter Mondale ha imparato a sue spese che in politica chiedere dei sacrifici è un suicidio. E’ stato sconfitto in 49 stati su 50. Non possiamo prendercela troppo con i politici se le cifre impazziscono. Non si può chiedere a nessuno di suicidarsi. Quindi la colpa è soltanto nostra: i signori di Washington vivono di sondaggi, non guidano la pubblica opinione, la seguono. Quando dai sondaggi risulterà che la maggioranza degli americani è disposta a sacrificarsi pur di ottenere il risanamento del bilancio, il deficit sparirà. E’ così che deve succedere in una democrazia. E’ la gente che deve guidare i suoi leader”” (pag 254-256) Sonny Kleinfield già autore di sei libri lavora attualmente come redattore al New York Times. Iacocca ha già pubblicato quattro anni fa la sua autobiografia ‘Iacocca. Una autobiografia’, Sperling & Kupfer.”,”USAE-127″ “IACONO Alfonso M.”,”Divisione del lavoro e sviluppo della facoltà della specie umana in Marx.”,”Il capitalista paga il valore delle singole cento forze-lavoro autonome, ma non paga la forza-lavoro combinata dei cento operai “”In un luogo del capitolo sulla cooperazione, Marx afferma: «Nella cooperazione pianificata con altri l’operaio si spoglia dei suoi limiti individuali e sviluppa la facoltà della specie» (1). La facoltà della specie umana consiste nella capacità che hanno gli operai riuniti insieme e combinati secondo le figure della cooperazione di produrre una quantità di oggetti superiore a quella che lo stesso numero di operai sarebbe in grado di produrre se ciascuno di essi lavorasse isolatamente (2). Sappiamo che, per Marx, la cooperazione è «la forma fondamentale del modo di produzione capitalistico» (3) e precisamente la forma che attraverso le sue figure tende a svuotare le facoltà individuali degli operai e a trasferirle ai mezzi di lavoro. Nella figura più complessa di cooperazione capitalistica, quella del macchinismo, questo trasferimento si realizza completamente. La storia del passaggio dalla cooperazione semplice, alla manifattura, alle macchine, può essere letta come la storia della perdita delle facoltà individuali lavorative degli operai singoli in ragione dello sfruttamento derivante dallo sviluppo tecnico del processo capitalistico di produzione (4). Ma qui Marx parla di «superamento di limiti individuali» e di «sviluppo della facoltà della specie» e ne parla a proposito del luogo in cui si realizza lo sfruttamento del capitale sulla forza-lavoro, dove cioè l’operaio è spogliato delle sue facoltà lavorative individuali. Si tratta qui di una oscillazione del discorso di Marx fra la critica della divisione capitalistica del lavoro e una sostanziale acquiescenza di fronte alla constatazione che si sistema capitalistico, con la sua organizzazione del lavoro, ha accelerato in modo gigantesco lo sviluppo delle forze produttive (5), o non si tratta invece di due livelli del discorso, fra loro uniti dalla concezione materialistica della storia: l’uno, l’analisi del modo capitalistico di produzione; l’altro, il problema dell’organizzazione comunistica della società, così come storicamente emerge dal sistema capitalistico? Per cercare di rispondere alla domanda, è necessario ridiscutere alcuni punti della IV Sezione del I Libro del ‘Capitale’, ma in relazione al tema delle facoltà degli operai nel modo capitalistico di produzione e della loro possibilità di arricchimento in una società di liberi produttori (6). (…) [A]bbiamo visto che la cooperazione capitalistica è sottomessa al rapporto capitale-operai salariati. «L’operaio – osserva Marx – è proprietario della propria forza-lavoro finché negozia col capitalista come venditore di essa; ed egli può vendere solo quello che possiede: la sua individuale singola forza lavorativa. Questo rapporto non viene in alcun modo cambiato per il fatto che il capitalista comperi cento forze-lavoro invece di una e invece di concludere un contratto con un singolo operaio lo concluda con cento operai indipendenti l’uno dall’altro. Può impiegare i cento operai senza farli cooperare. Il capitalista paga quindi il valore delle cento forze-lavoro autonome, ma non paga la forza-lavoro combinata dei cento operai» (27). Dal punto di vista del rapporto capitale – singolo operaio, la combinazione delle forze-lavoro entro il processo lavorativo non appare decisa prima che il singolo operaio venda la sua forza-lavoro al capitale, perciò la forza produttiva sociale del lavoro si presenta come forza produttiva che appartiene per natura al capitale. E tuttavia la combinazione delle forze-lavoro è stata decisa storicamente, anche nel suo sviluppo tecnologico, dal capitale, che organizza il lavoro in base al proprio interesse”” (pag 99-100, 111) [(1) K. Marx, ‘Il capitale’, I., trad. D. Cantimori, Roma, Editori Riuniti, 1964, p. 371; (2) Questa idea si presenta in A. Smith, attraverso il famoso esempio della fabbrica di spilli (…); (3) K. Marx, K. Marx, ‘Il capitale’, cit., p. 377; (4) Già in A. Smith, nel Libro V della ‘Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni’, si ritrova la descrizione della perdita delle facoltà degli operai sottoposti alla divisione del lavoro nella manifattura. (…); (5) Cfr. D.D. Weiss, “”Marx contro Smith sulla divisione del lavoro””, in ‘Monthly Review’, n. 9, settembre 1976 (…); (6) Sul tema delle facoltà e del loro arricchimento in una società di liberi produttori, cfr. N. Badaloni, «Marx e la formazione dell’individuo sociale», in AaVv, ‘Problemi teorici del marxismo, Roma, Editori Riuniti – Critica marxista, 1976, dove questo tema viene posto a fondamento della critica del politico; (…) (27) K. Marx, ‘Il capitale’, p. 374]”,”MADS-016-FB” “IACONO Alfonso M.”,”Teorie del feticismo. Il problema filosofico e storico di un «Immenso malinteso»”,”Alfonso M. Iacono, ricercatore nell’Istituto di filosofia dell’Università di Pisa, collaboratore di Critica marxista, Prassi e teoria, Il Manifesto, Pace e Guerra, coautore di Circolazione e forme del politico, Critica della politica e diaspora del marxismo, e autore di Il borghese e il selvaggio. La teoria del feticismo in Marx (pag 183-236) (capitolo quarto) [La lettura del libro di Charles de Brosses nel 1842, gli estratti del 1844 da James Mill, Marx nei ‘Manoscritti’ sul tema, Feuerbach accenna al f. nell’ Essenza della religione, riflessioni nell’ Ideologia tedesca’ e nel ‘Capitale’, esempi storici sul f., il riflesso religioso] “”Nel 1844 Marx fa deglii estratti da James Mill (1) e vi appone alcune sue riflessioi critiche. Di fronte alla definizione che Mill dà del denaro come mediatore dello scambio Marx osserva: «… finire (pag 191-192″,”TEOS-130-FL” “IAKOVENKO Boris”,”Filosofi russi. Saggio di storia della filosofia russa.”,”Nella prefazione l’ A polemizza con CROCE che aveva disprezzato il pensiero russo.”,”RUSx-061″ “IANDOLO Costantino”,”La caposala. Problemi tecnici e relazioni umane.”,”IANDOLO Costantino è primario medico degli Ospedali Riuniti di Roma, già membro del Consiglio Superiore di Sanità, docente di Patologia Medica (Roma), ha insegnato per un decennio in una Scuola professionale per infermiere della capitale.”,”ITAS-148″ “IANNARONE Reginaldo, Padre”,”La scoperta dell’America e la prima difesa degli Indios. I domenicani.”,”Il domenicano Bartolomeo de Las Casas è stato uno dei pionieri dell’evangelizzazione degli indios americani. E’ anche il più noto difensore dei diritti umani delle genti del Nuovo Mondo. (risvolto di copertina, ritratto di Las Casas) ‘La pratica dell’asservimento degli indios cominciò ben presto, praticamente con i primi marinai che Colombo, dovendo rientrare in Spagna, aveva lasciato al fortino della Navidad nella Española (1). Col suo ritorno cominciò anche l’incetta di oro, che gli indigeni portavano in forma di pepite o in polvere (2). Pedro Margarit mise l’isola a ferro e fuoco, e , insieme a Fra’ Boil – il capo del primo gruppo di religiosi venuti in America! – trattò gli indios come bestie. Sarebbe stato necessario porre fine all’anarchia, invece gli spagnoli se la presero con gli indigeni che avevano ucciso qualcuno dei loro aguzzini, e ne risultò un bagno di sangue. Quelli presi vivi furono inviati come schiavi in Spagna. Quelli che non riuscivano a trovare abbastanza oro per i conquistatori furono venduti al mercato. Dei quattrocento schiavi ammucchiati sulle caravelle partite per l’Europa il 2 febbraio 1494, al comando di Antonio de Torres, duecento morirono fra Madera e Cadice; la maggior parte degli altri cadde vittima di qualche malattia poco dopo essere stati venduti sul mercato di Siviglia dall’arcidiacono Fonseca, che tanta parte avrà nell’amministrazione dell Indie (3). Dal maggio 1495 al marzo 1496 Bartolomeo e Cristoforo Colombo cercarono di sottomettere l’isola per costringere i nativi a pagare i tributi. Ogni indiano al di sopra dei quattordici anni era tenuto a fornire ogni tre mesi un cornetto pieno di polvere d’oro. Un cacicco doveva consegnare una zucca piena ogni due mesi. Dove mancava l’oro nelle vicinanze, gli indigeni dovevano portare trimestralmente venticinque libbre di cotone filato o tessuto. Una volta pagato il tributo, veniva appeso al collo del contribuente un contrassegno di rame. (…) Ben presto Colombo si accorse che era difficile raccogliere anche la metà di quanto si pretendeva, ma mantenne l’imposta in quanto temeva le difficoltà che avrebbe incontrate qualora fosse rientrato in Spagna senza una quantità d’oro abbastanza grande. I nativi fuggirono sulle montagne, uccisero dei cristiani e di riflesso vennero uccisi a loro volta in numero anche maggiore”” (pag 63-64) [(1) (…) G. Fernandez de Oviedo, Historia natural y general de las Indias’ – Los viajes de Colón’, Madrid, 1944, c. 8, p. 59; (2) Cfr. Ch. Verlinden, Cristoforo Colombo, Roma, 1985, p. 64 e ss.; (3) Cfr. Ibid., p. 71-72] [ISC Newsletter N° 93]”,”AMLx-187″ “IANNI Vanna”,”L’universo dei Caraibi. I colori dell’arcipelago (1880-1990).”,”Vanna Ianni, docente presso l’Università autonoma di santo Domingo, ha pubblicato saggi sul sistema politico e sugli attori sociali dell’area caraibica. Ha inoltre partecipato come ricercatrice a un’indagine sulla democrazia in America centrale e nei Caraibi coordinata dal Centre for Research on Latin America and the Caribbean di Toronto.”,”AMLx-020-FL” “IANNI Octavio”,”La fine del populismo in Brasile.”,”Octavio Ianni si è laureato nel 1954 in Scienze sociali all’Università di San Paolo. Ha insegnato sociologia nella stessa Università.”,”AMLx-016-FSD” “IANNIELLO Piero”,”Via della Cina. Romanzo.”,”Piero Ianniello è nato a Cassino nel 1971 e vive a Prato dal 1996. E’ laureato in lettereature straniere e svolge attività di giornalismo free-lance. Questo è il suo primo romanzo.”,”CONx-187″ “IAROCCI Irene a cura”,”L’ eterno nel tempo. Antologia della poesia giapponese dalle origini al ‘900.”,”IAROCCI Irene ha pubblicato presso Guanda l’ antologia Memorie della Luna. Storie e leggende dell’ Antico Giappone’ e ha tradotto i Cento Haiku. “”Il grande ruolo svolto dalla “”natura”” in tutta la poesia giapponese rende d’ obbligo che ci si soffermi brevemente sul concetto “”natura””. Tale concetto viene espresso con questo termine solo se l’ uomo acquista cognizione dell’ esistenza di essa; infatti chi vive in mezzo alla natura non arriverà mai all’ esigenza di attribuirle un nome a meno che non la consideri un’ entità a se stante, diversa da sé. In giapponese , l’ unico termine per “”natura”” è shizen, parola solo cinese. Questo significa che prima dell’ introduzione della parola shizen, negli yamatokotoba mancava il termine che indicasse la natura per la semplice ragione che i giapponesi dell’ epoca non la consideravano un’ entità indipendente. L’ homo japonicus si è sentito dunque e ha continuato a sentirsi parte integrante della natura.”” (pag 18) “”Se il nostro fosse un mondo ove la menzogna non avesse vita, con quanta gioia ascolterei le vostre parole””. (Anonimo, Kokinshu, XIV/712) (pag 89-90) “”Dall’ uomo intessute, le bugie sono cicale assordanti; obliarle, non lo vorrei pur le sento via via più lontane””. (Anonimo, Kokinshu, XIV/716)”,”JAPx-061″ “IAZEOLLA Giuseppe”,”Introduzione alla simulazione discreta.”,”Giuseppe Iazeolla è nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1939 e si è laureato a Napoli in Ingegneria Elettronica. Ha lavorato per l’industria e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche e ha soggiornato presso il Massachusetts Institute of Technology, specializzandosi nell’analisi e valutazione di sistemi di elaborazione. Dal 1972 è docente di Simulazione all’Istituto di Scienze dell’Informazione dell’Università di Pisa.”,”SCIx-071-FL” “IBARRA Y RODRIGUEZ Eduardo a cura; saggi di W. ALISON PHILLIPS Lady BLENNERHASSETT Emilio BOURGEOIS Carlos SEGRE Rafael ALTAMIRA Jorge EDMUNDSON A.F. POLLARD J.G. ROBERTSON”,”La Restauracion. Tomo XVII. Historie del mundo en la edad moderna. Publicada por la Universidad de Cambridge con la colaboracion de los principales historiadores de Europa y America y ampliada considerablemente por distinguidos historiadores espanoles y latino-americanos.”,”saggi di W. ALISON PHILLIPS Lady BLENNERHASSETT Emilio BOURGEOIS Carlos SEGRE Rafael ALTAMIRA Jorge EDMUNDSON A.F. POLLARD J.G. ROBERTSON”,”EURx-124″ “IBARRURI Dolores, SOREL Andrés a cura”,”Pasionaria. Memoria humana.”,”pag 91 SOREL Andrés, studioso di letteratura, ha scritto varie biografie (A. Machado, G. Lorca, Miguel Hernandez), è segretario dell’ Associazione degli scrittori spagnoli. E’ stato nel PCE assieme alla Ibarruri. “”L’ inverno russo. Un altro inverno si avvicina. Lo noto sulla pelle, nella articolazioni. Cresce nella casa la mancanza di luce, il vento uggioso. I pomeriggi diventano interminabili. E le notti si allargano fino ad estenuarmi. Già non mi preoccupa il poter dormire poco. Le riunioni politiche si svolgono tediose. C’è una stanchezza nelle nostre parole, come quella musica che a forza di interpretarla, di udirla, svanisce nella monotonia. Coscienti che un altro ciclo termina, ma non sapendo quanto tempo prolungherà la sua estensione. Là, in Spagna, il vecchio Dittatore resiste. Abbiamo fatto una scommessa con la vita. Arrivare a vedere, meglio sentire della sua morte? E’ trascorso tanto tempo che l’ odio si è trasformato in abulia.”” (pag 134-135)”,”MSPx-055″ “IBARRURI Dolores”,”Memorie di una rivoluzionaria.”,”Capitolo: ‘Controrivoluzione in Catalogna’ pag 375-384, pagine su insurrezione degli anarchici, poumisti (POUM) trotskisti contro Generalidad. Molte deformazioni dei fatti e calunnie staliniste tra cui accusa di collusione con fascisti di Franco.”,”MSPG-003-FGB” “ICE”,”Argentina. Guida paese.”,”A proposito del ‘rischio paese’ si dice che è basso sia nel breve che ne medio periodo (prossimi cinque) (pag 14) La crisi scoppia invece nel 2001.”,”STAT-095″ “ICHBIAH Daniel”,”Georges Brassens. Biographie intime.”,”ICHBIAH Daniel è uno scrittore. “”Georges Brassens è allora molta sorpreso quando scopre che il suo pamphlet è pubblicato nel numero del 20 settembre 1946!… In quest’ epoca, Le Libertaire beneficia di una grande audience. Il bollettino di collegamento di quelli che si sentono vicini alla corrente anarchica è stampato in settantamila esemplari e se ne vanno quasi trentamila in media. Se il movimento conta così tanti simpatizzanti, è in parte perché alcuni dei suoi militanti sono stati molto attivi in occasione dell’ occupazione tedesca nel fabbricare documenti falsi o salvare degli ebrei. Tra quelli che hanno avuto un ruolo maggiore in questo periodo tormentato figura il fioraio Henri Bouyé. Alla Liberazione, è diventato corresponsabile della redazione del Libertaire, la cui sede si trova in avenue de la République a Parigi. Anche Brassens, da poco sedotto dalla lettura di Proudhon, è attirato da questa filosofia””. (pag 91) “”Nel novembre 1946, in occasione del congresso di Digione, Henri Bouyé abbandona le sue responsabilità del movimento anarchico e lascia il posto al professore di scuola Georges Fontenis. Brassens continua a scrivere per Le Libertaire, ma non perde il contatto con Bouyé; dividendo con lui le letture e le sedute al cinema. (…) Fontenis chiese a Brassens di assicurare la funzione di segretario di redazione del settimanale anarchico. Secondo quanto ha dichiarato Fontenis, egli si sarebbe disposto a questo compito con brio, divenendo molto popolare presso il personale della tipografia. Sempre secondo quest’ultimo, quando Brassens veniva a mangiare a casa sua, cantava spontaneamente delle arie rivoluzionarie. Al pomeriggio rimaneva sovente a casa sua (…). Tra gli incontri significativi che Brassens effettuò nella sede parigina del Libertaire figura quello con Roger Toussenot.”” (pag 93-94)”,”BIOx-103″ “ICIHI”,”Sfida all’uomo. Rapporto della Commissione Indipendente sui Diritti Umani internazionali.”,”Altra pubblicazione della Commissione: ‘Fame. I ragazzi della strada’ (Tascabili Bompiani)”,”CONx-262″ “I.C.J., INTERNATIONALE COMMUNISTE DES JEUNES”,”Resolutions du V Congres de l’ Internationale communiste des jeunes.”,”””Nei paesi come il Canada e gli Stati Uniti, dove i capi sindacali rifiutano di ammettere gli operai non qualificati, i giovani operai e gli apprendisti, le nostre federazioni, di concerto con l’ opposizione rivoluzionaria e il partito, devono condurre una lotta permanente affinché gli operai non qualificati, i giovani e gli apprendisti siano accolti nei sindacati con gli stessi diritti degli altri e, a questo scopo, devono raggrupparli”” (pag 51)”,”INTT-151″ “IGGERS Georg G.”,”L’ histoire sociale et l’ historiographie est-allemande des années 1980.”,”Altri saggi di Heinz-Gerhard HAUPT, AYCOBERRY Pierre e SOLCHANY Jean.”,”GERS-009″ “IGGERS Georg G.”,”Historiography in the Twentieth Century. From Scientific Objectivity to the Postmodern Challenge.”,”Georg G. Iggers is an internationally recognized authority on intellectual history and comparative international historiography. He is the author of New Directions in Historiography, The German Conception of History. Iggers is Distinguished Professor of History emeritus at the State University of New York at Buffalo. Preface and Acknowledgments, Introduction, Concluding Remarks, Epilogue: A Retrospect at the Beginning of the Twenty-First Century, Notes, Suggested Readings, Index. Incentrato in particolare sulla scuola storiografica francese (Annales e storia sociale) e tedesca.”,”STOx-023-FL” “IGHNATIEV V. a cura, scritti di N. SLAMIKHIN F. ESSIEVA V. MESENOV V. IGHNATIEV SCIALAGHIN K.”,”Il partito dei bolscevichi in lotta contro il trotskismo nel periodo successivo alla Rivoluzione d’ Ottobre.”,”””Le azioni disorganizzatrici dei capi dell’ opposizione vennero duramente condannate nelle assemblee di partito. Il 1° ottobre 1926 Trotsky, Zinoviev, Piatakov, Radek cercarono di imporre all’ assemblea della cellula della fabbrica “”Aviapribor”” di Mosca una loro risoluzione critica alla linea del CC del PC(b) dell’ URSS. Questo tentativo fu respinto con indignazione dagli operai comunisti a maggioranza di voti; la cellula condannò, con 78 voti contro 21, l’ attività antipartito degli oppositori e chiese che il comitato di Mosca ingaggiasse una lotta risoluta contro gli scissionisti. Adempiendo la volontà dei comunisti, l’ Ufficio direttivo del Comitato di Mosca del PC(b) dell’ URSS approvò il 2 ottobre 1926 una risoluzione che chiamava l’ organizzazione moscovita a respingere decisamente le calunniose accuse dell’ opposizione. Il 7 ottobre 1926 i comunisti costrinsero Zinoviev ad interrompere un discorso antipartito e a lasciare la tribuna. Anche in molte altre città gli interventi degli oppositori si concluser in modo altrettanto pietoso””. (pag 233)”,”RUSS-182″ “IGLESIAS Ignacio”,”Trotsky y la revolucion española.”,”Ignacio IGLESIAS, spagnolo, è vissuto in Francia dalla fine della guerra civile. Principale animatore dei ‘Cuadernos y Mundo Nuevo’, fu anche redattore capo di ‘Aportes’, rivista di scienze sociali edita a Parigi e con destinazione America Latina. Durante la guerra civile spagnola, IGLESIAS lavorò come redattore del giornale del POUM ‘La Batalla’ cosa che gli permise di seguire giorno per giorno lo sviluppo dello scontro politico e militare. Questo saggio dovuto ad un osservatore ‘interno’ e scritto a 35 anni di distanza, costituisce un’ analisi dell’ influenza di TROTSKY sulla rivoluzione spagnola. “”Come giudicò Trotsky l’ intervento sovietico in Spagna? Che interpretazione politica dette a questo intervento? Diciamo subito che non lo colse nei suoi giusti termini.”” (pag 76).”,”TROS-079″ “IGLESIAS SELGAS Carlos”,”Una alternativa democratica.”,”La riforma sindacale iniziò negli anni 60 come una manifestazione del processo di rinnovamento nelle strutture politiche spagnole per metterle in consonanza con le riforme introdotte dalla legge organica dello Stato. (pag 38)”,”SPAx-055″ “IGLESIAS SELGAS Carlos”,”El sindicalismo español.”,”IGLESIAS SELGAS ha preso il Premio nazionale di letteratura ‘Francisco Franco 1965’, per il libro ‘Los Sindicatos en Espana’. “”L’ Organización Corporativa del Trabajo Nacional del Generale Primo de Rivera creò un insieme di Organismi in cui collaborarono le Organizzazioni Professionali esistenti inclusa la Union General de Trabajadores (UGT). Insieme ai precedenti nazionali citati, entrarono in gioco delle convinzioni all’ epoca molto diffuse in Occidente e portate avanti, tra le altre, dalla Organizzazione Corporativa dell’ Italia fascista e dell’ Austria democristiana e dall’ Enciclica “”Quadragesimo Anno””, di Pio XI””. (pag 200)”,”MSPx-039″ “IGLESIAS Ignacio”,”Léon Trotski y España (1930-1939).”,”Ignacio Iglesias nació en Asturias en 1912. Cursó estudios de carácter técnico y muy joven, militó, primero en las juventudes comunistas y luego en la oposición trotskysta. Fue uno de los fun dadores del POUM en 1935. Participó en la guerra civil, en el sector republicano, y al final de la misma se exiló a Francia. Participó en la resistencia francesa, siendo encarcelado y enviado luego a un campo de concentración, en Alemania, donde fue liberado a últimos de abril de 1945 por las tropas norteamericanas. Se instaló en Paris, donde se dedicó al periodismo. Ha colaborado en varias publicaciones españolas: Revista de Occidente, Indice, Historia y Vida, francesas e hispanoamericanas. Con el seudónimo de Andrés Suárez publicó Un episodio de la revolución española: El proceso contra al POUM. Es también autor de El proletariado y las clases medias. Trotsky et la Révolution Espagnole y La fase final de la guerra civil.”,”TROS-002-FL” “IGLESIAS Ignacio”,”Trotsky et la Révolution Espagnole.”,”Ignacio Iglesias, de nationalité espagnole, réside en France depuis la fin de la guerre civile. Animateur de Cuadernos et Mundo Nuevo, il fut également rédacteur en chef de Aportes, une revue de sciences sociales éditée à Paris et destinée à l’Amérique latine. Pendant la guerre d’Espagne, Iglesias se trouvait etre rédacteur au quotidien di POUM: La Batalla, fonction qui lui permit de suivre jour après jour les développements de la situation politique et militaire.”,”TROS-009-FL” “IGLESIAS Ignacio”,”Trotsky y la Revolución Española.”,”Ignacio Iglesias, de nationalité espagnole, réside en France depuis la fin de la guerre civile. Animateur de Cuadernos et Mundo Nuevo, il fut également rédacteur en chef de Aportes, une revue de sciences sociales éditée à Paris et destinée à l’Amérique latine. Pendant la guerre d’Espagne, Iglesias se trouvait etre rédacteur au quotidien di POUM: La Batalla, fonction qui lui permit de suivre jour après jour les développements de la situation politique et militaire.”,”TROS-011-FL” “IGLESIAS Ignacio”,”La fase final de la guerra civil. (De la Caida de Barcelona al Derrumbamiento de Madrid).”,”Ignacio Iglesias nació en Asturias en 1911. Cursó estudios de carácter técnico mientras partecipaba activamente en las luchas politico-sociales de los últimos de la Monarquia y de la República. Fue uno de los que párticiparon en la fundación del POUM (setiembre de 1935). Terminada la guerra civil, marchó a Paris, donde se dedicó al periodismo. Fue secretariode redacción de la rivista Cuadernos que, editada en lengua española, apareció en la Capital francesa de 1953 a 1965, y luego jefe de redacción de Mundo Nuevo, la revista que sustituyó a la anterior de 1966 a 1970. Por último trabajó en otra revista, Aportes, que se publicó de 1966 a 1972. Ha colaborado en numerosas publicaciones españolas, fracesas e hispanoamericanas. Con el seudónimo Andrés Suárez publicó Un episodio de la revolución española: el proceso contra el POUM. Es también autor de Trotsky y la revolución española.”,”MSPG-039-FL” “IGLESIAS Ignacio”,”Experiencias de la Revolución Española. (El POUM, Trotski y la Intervención Soviética)”,”Ignacio Iglesias, de nationalité espagnole, réside en France depuis la fin de la guerre civile. Animateur de Cuadernos et Mundo Nuevo, il fut également rédacteur en chef de Aportes, une revue de sciences sociales éditée à Paris et destinée à l’Amérique latine. Pendant la guerre d’Espagne, Iglesias se trouvait etre rédacteur au quotidien di POUM: La Batalla, fonction qui lui permit de suivre jour après jour les développements de la situation politique et militaire.”,”MSPG-042-FL” “IGNATIEFF Michael”,”Le origini del penitenziario. Sistema carcerario e rivoluzione industriale inglese 1750-1850.”,”Michael Ignatieff è senior research fellow al King’s College di Cambridge.”,”UKIS-001-FL” “IGNATIEFF Michael”,”Le origini del penitenziario. Sistema carcerario e rivoluzione industriale inglese 1750-1850.”,”Michael Ignatieff è senior research fellow al King’s College di Cambridge. “”La lotta contro le “”Bastiglie”” ebbe inoltre l’effetto di aprire gli occhi ai sostenitori della riforma carceraria”” (pag 156)”,”TEMx-096″ “IGNAZI Piero KATZ Richard S. a cura; saggi di Patrick McCARTHY Antonio CARIOTI Martin J. BULL Jack BRAND e Thomas MACKIE Luca VERZICHELLI Andrea MANZELLA Valerio ONIDA Pernilla M. NEAL Filippo CAVAZZUTI Edmondo BERSELLI Stephen GUNDLE Marzia ZANNINI”,”Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni. Edizione 1995.”,”Saggi di Patrick McCARTHY Antonio CARIOTI Martin J. BULL Jack BRAND e Thomas MACKIE Luca VERZICHELLI Andrea MANZELLA Valerio ONIDA Pernilla M. NEAL Filippo CAVAZZUTI Edmondo BERSELLI Stephen GUNDLE Marzia ZANNINI”,”STAT-517″ “IGNAZI Piero”,”Dal PCI al PDS.”,”Piero Ignazi insegna Politica comparata presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. Opere: Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Dal Pci a Pds, L’estrema destra in Europa, I partiti italiani.”,”PCIx-021-FL” “IGNAZI Piero”,”Il potere dei partiti. La politica in Italia dagli anni Sessanta a oggi.”,”Piero Ignazi insegna Politica comparata presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. Opere: Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Dal Pci a Pds, L’estrema destra in Europa, I partiti italiani.”,”ITAP-027-FL” “IGNAZI Piero KANTZ S. Richard a cura, Saggi di Patrick MCCARTHY Antonio CARIOTI Martin J. BULL Jack BRAND Thomas MACKIE Luca VERZICHELLI Andrea MANZELLA Valerio ONIDA Pernilla M. NEAL Filippo CAVAZZUTI Edmondo BERSELLI Marzia ZANNINI Stephen GUNDLE”,”Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni. Edizione 1995.”,”Edmondo Berselli, editorialista de Il Messaggero, è vicedirettore della rivista il Mulino. Jack Brand è reader in Government al Department of Government dell’Università di Strathclyde. Martin J. Bull insegna Politics and Contemporary History alla University of Salford, Gran Bretagna. Antonio Carioti è caporedattore del quotidiano La voce repubblicana. Filippo Cavazzuti è professore di Scienza delle finanze e Diritto finanziario alla facoltà di Economia e commercio dell’Università di Bologna. Stephen Gundle è lecturer in Italian History al Dipartment of Italian Studies at Royal Holloway, University of London. Piero Ignazi è ricercatore presso il Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia dell’Università di Bologna. Richard S. Katz è professore di Scienze politiche alla State University of New York a Buffalo. Andrea Manzella è professore di Diritto parlamentare alla Libera Università internazionale degli studi sociali (Luiss) di Roma. Thomas Mackie è senior lecturer in Government all’Università di Strathclyde. Patrick McCarthy insegna European Studies alla Johns Hopkins University, Bologna Center. Pernilla M. Neal è dorettore del Centro di studi europei del Dickinson College di Bologna. Valerio Onida è professore di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Milano. Luca Verzichelli è dottorando in Scienza della politica all’Università di Firenze. Marzia Zannini svolge attività di ricerca presso l’Istituto Cattaneo.”,”ITAP-057-FL” “IGNAZI Piero”,”Postfascisti? Dal Movimento sociale italiano ad Alleanza nazionale.”,”Piero Ignazi è ricercatore presso il Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia dell’Università di Bologna.”,”ITAP-062-FL” “IGNOTUS”,”Asturies 1934. Premiere partie. ‘U.H.P.’.”,”La massa operaia organizzata nelle Asturie era di 70 mila uomini. Di questi, 30 mila militavano sotto le bandiere della Confederazione (CNT).”,”MSPx-007″ “IKENBERRY John G.”,”Dopo la vittoria. Istituzioni, strategie della moderazione e ricostruzione dell’ordine internazionale dopo le grandi guerre.”,”IKENBERRY John G. è professore di Government and International Affairs alla Georgetown University di Washington e senior fellow presso la Brookings Institution. Ha prestato servizio al Dipartimento di Stato e ha collaborato con il Carnegie Endowment for International Peace. “”La nuova distribuzione postbellica della potenza vide gli Stati Uniti nel ruolo di nazione più forte. Come nel caso precedente della Gran Bretagna, la loro forza derivava dal successo economico. Quanto a dimensioni dell’economia e produttività, gli Stati Uniti avevano sorpassato la Gran Bretagna nel tardo XIX secolo, e il distacco diventò palese nei decenni precedente e seguente il 1919. Alla vigilia del conflitto, l’economia statunitense era quasi il doppio di quella britannica, e sarebbe diventata quasi il triplo nel primo dopoguerra. Come ha osservato Paul Kennedy, “”gli Stati Uniti parevano avere tutti i vantaggi economici che alcune delle altre potenze possedevano in parte, ma nessuno dei loro svantaggi”” (1). Per popolazione, produzione agricola, materie prime, industria e finanza, gli Stati Uniti non avevano rivali, dal punto di vista quantitativo e/o qualitativo. Il loro crescente predominio economico è testimoniato dalla quota della produzione mondiale di manufatti; una quota che continuò a crescere in termini relativi fino agli anni Trenta. (…). Durante la guerra, la dipendenza degli alleati dagli Stati Uniti riguardò soprattutto gli aspetti finanziari e gli approvvigionamenti. “”Il volume delle esportazioni americane durante il conflitto fu enorme, e comportò un profondo cambiamento delle posizioni finanziarie relative alle nazioni. Alla fine della guerra, Londra non sarebbe più stata il principale centro finanziario del pianeta, e il Tesoro americano si ritrovò padrone della finanza europea. Le sue riserve auree erano quasi raddoppiate rispetto al 1914, equivalendo a quasi metà delle riserve mondiali. La Gran Bretagna doveva agli Stati Uniti miliardi di dollari, e sua volta aveva prestato miliardi alle potenze continentali… Lo Stato americano aveva accresciuto la sua potenza, mentre l’Europa consumava la propria”” (2).”” (pag 163-164) (1) P. Kennedy, The Rise and Fall of the Great Powers: Economic Change and Military Conflict from 1500 to 2000, Random House, New York, 1987, trad. it., Ascesa e declino delle grandi potenze, Garzanti, 1989, p. 345; (2) A. Walworth, America’s Moment, 1918: American Diplomacy at the End of World War I, Norton, New York 1977, p.4 [Tabella 7 p. 163. Porzione relativa di produzione manifatturiera mondiale 1900-1938. Gran Bretagna 1900 18.5 1938 10.7; Stati Uniti 23.6 31.4; Germania 13.2 12.7; Francia 6.8 4.4; Russia 8.8 9,0; Italia 2.5 2.8]”,”RAIx-332″ “IKENBERRY G. John”,”Il dilemma dell’egemone. Gli Stati Uniti tra ordine liberale e tentazione imperiale.”,”G. John Ikenberry, uno dei maggiori esperti di politica internazionale, insegna Politics and International Affairs alla Princeton University. Ha prestato servizio al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e ha collaborato con il Carnegie Endowment for International Peace, il Fondo Monetario Internazionale e la World Bank. É autore di importanti pubblicazioni tradotte in diverse lingue, tra cui, in italiano: Dopo la vittoria, America senza rivali? Nel 2001 ha curato con V.E. Parsi due volumi: Manuale di relazioni internazionali e Teorie e metodi delle relazioni internazionali.”,”USAP-003-FL” “IKOR Roger”,”L’Insurrection ouvrière de Juin 1848 ou La Première Commune.”,”La repressione: si parla di 400 o 500 insorti morti sulle barricate e di circa 3000 massacrati dopo la battaglia dalla truppa. Arresti effettuati da 12 a 15 mila. (pag 58)”,”QUAR-083″ “ILARDI Massimo a cura; saggi di Alessandra CASTELLANI Andrea COLOMBO Marco GRISPIGNI Massimo ILARDI Felice LIPERI Corinna VARRICCHIO Paolo VIRNO”,”La città senza luoghi. Individuo conflitto consumo nella metropoli.”,”Saggi di Alessandra CASTELLANI, Andrea COLOMBO, Marco GRISPIGNI, Massimo ILARDI, Felice LIPERI, Corinna VARRICCHIO, Paolo VIRNO.”,”STOS-019″ “ILARDI Massimo ACCORNERO Aris a cura; saggi di Massimo ILARDI Marcello FLORES Renzo MARTINELLI Chiara SEBASTIANI Celso GHINI Oreste MASSARI Fausto ANDERLINI Marcello FEDELE Percy ALLUM e Renato MANNHEIMER Antonio BALDASSARRE Silvano BELLIGNI Gino GALLI Giancarlo POGGI Fulco LANCHESTER Gianni FERRANTE Giuseppe BERTA Paolo DE-MARCO Rino SERRI Paolo FRANCHI Roberta BARBAGALLO Franco CAZZOLA Fabio FABBRI Giovanni BACHELLONI e Milly BUONANNO Patrizia SALVETTI Andreina DE-CLEMENTI Piero BEVILACQUA Franco RIZZI Carlo PINZANI Aldo AGOSTI e Lorenzo BRUNELLI Antonio GIBELLI e Flaviano SCHENONE Nicola GALLERANO Emanuele MACALUSO Renzo GIANOTTI Gianni SCHILARDI Rossana PLATONE”,”Il Partito comunista italiano. Struttura e storia dell’ organizzazione, 1921-1979.”,”Saggi di Massimo ILARDI, Marcello FLORES, Renzo MARTINELLI, Chiara SEBASTIANI, Celso GHINI, Oreste MASSARI, Fausto ANDERLINI, Marcello FEDELE, Percy ALLUM e Renato MANNHEIMER, Antonio BALDASSARRE, Silvano BELLIGNI, Gino GALLI, Giancarlo POGGI, Fulco LANCHESTER, Gianni FERRANTE, Giuseppe BERTA, Paolo DE-MARCO, Rino SERRI, Paolo FRANCHI, Roberta BARBAGALLO Franco CAZZOLA, Fabio FABBRI, Giovanni BACHELLONI e Milly BUONANNO, Patrizia SALVETTI, Andreina DE-CLEMENTI, Piero BEVILACQUA, Franco RIZZI, Carlo PINZANI, Aldo AGOSTI e Lorenzo BRUNELLI, Antonio GIBELLI e Flaviano SCHENONE, Nicola GALLERANO, Emanuele MACALUSO, Renzo GIANOTTI, Gianni SCHILARDI, Rossana PLATONE”,”ANNx-021″ “ILARDI Massimo ACCORNERO Aris a cura; saggi di Massimo ILARDI Marcello FLORES Renzo MARTINELLI Chiara SEBASTIANI Celso GHINI Oreste MASSARI Fausto ANDERLINI Marcello FEDELE Percy ALLUM e Renato MANNHEIMER Antonio BALDASSARRE Silvano BELLIGNI Gino GALLI Giancarlo POGGI Fulco LANCHESTER Gianni FERRANTE Giuseppe BERTA Paolo DE-MARCO Rino SERRI Paolo FRANCHI Roberta BARBAGALLO Franco CAZZOLA Fabio FABBRI Giovanni BACHELLONI e Milly BUONANNO Patrizia SALVETTI Andreina DE-CLEMENTI Piero BEVILACQUA Franco RIZZI Carlo PINZANI Aldo AGOSTI e Lorenzo BRUNELLI Antonio GIBELLI e Flaviano SCHENONE Nicola GALLERANO Emanuele MACALUSO Renzo GIANOTTI Gianni SCHILARDI Rossana PLATONE”,”Il Partito comunista italiano. Struttura e storia dell’ organizzazione, 1921-1979.”,”Saggi di Massimo ILARDI, Marcello FLORES, Renzo MARTINELLI, Chiara SEBASTIANI, Celso GHINI, Oreste MASSARI, Fausto ANDERLINI, Marcello FEDELE, Percy ALLUM e Renato MANNHEIMER, Antonio BALDASSARRE, Silvano BELLIGNI, Gino GALLI, Giancarlo POGGI, Fulco LANCHESTER, Gianni FERRANTE, Giuseppe BERTA, Paolo DE-MARCO, Rino SERRI, Paolo FRANCHI, Roberta BARBAGALLO Franco CAZZOLA, Fabio FABBRI, Giovanni BACHELLONI e Milly BUONANNO, Patrizia SALVETTI, Andreina DE-CLEMENTI, Piero BEVILACQUA, Franco RIZZI, Carlo PINZANI, Aldo AGOSTI e Lorenzo BRUNELLI, Antonio GIBELLI e Flaviano SCHENONE, Nicola GALLERANO, Emanuele MACALUSO, Renzo GIANOTTI, Gianni SCHILARDI, Rossana PLATONE Marginelli dibatte con Haupt sull’origine della formula di ‘gruppo dirigente’ “”(…) è invece opportuno, a questo punto, caratterizzare più precisamente la formula di “”gruppo dirigente””, di così grande importanza nella storia del Partito comunista italiano. Georges Haupt si è soffermato di recente su questa nozione che, a suo parere, entra a far parte del vocabolario di Gramsci e di Togliatt attraverso la lettura dei sociologi delle ‘élites’, in particolare Mosca e Pareto (13). Non siamo in grado di avvalorare o smentire questa ipotesi; riteniamo tuttavia che se ne debba prendere in considerazione anche un’altra, che del resto non esclude la prima. … finire (…)”” (Renzo Martinelli, Il gruppo dirigente nazionale, 1921-1943) (13) “”Il termine ‘gruppo dirigente’ fa la sua comparsa nel vocabolario politico del movimento operaio durante gli anni venti, negli scritti di Gramsci e di Togliatti”” – scrive Haupt -. “”Si tratta evidentemente, di un concetto preso in prestito dal lessico sociologico e politico italiano (Mosca, Pareto)””. Cfr Haupt, p. 233. In una nota (a p. 256 dello stesso volume), si legge ancora “”Il termine compare negli scritti di Gramsci del 1923. Togliatti, invece lo utilizzerà a partire dal 1926, soprattutto nella sua corrispondenza con Gramsci sulla situazione interna del Pcus”” (pag 369)”,”PCIx-017-FL” “ILARI Massimiliano”,”Parole in libertà. Il giornale anarchico Umanità Nova (1944-1953).”,”Massimiliano Ilari è un educatore professionale impegnato nei servizi sociali di Parma; nel campo della ricerca storica, ha conseguito un Dottorato presso l’Università di Trento. Collaboratore di testate libertarie e di diverse riviste storiche, è autore del libro ‘La giustizia di Franco. La repressione franchista e il movimento libertario spagnolo (1943-1951)’. Masini entra nella redazione del giornale Umanità Nova (pag 18-19) I Gaap (pag 155 e seguenti) Volume con sottolineature dell’ex proprietario”,”ANAx-430″ “ILARI Virgilio NATALIZIA Gabriele BALSAMO Eugenio LEO Maria Grazia INDELICATO Alberto COLI Daniela”,”Pensare la guerra.”,”Riflessioin di Virgilio Ilari, un importante esperto di problemi militari, sulle guerre mediorientali americane conosciute in Italia attraverso la propaganda filo-americana dei giornali di centro-destra e anti-americana dei giornali di sinistra. Virgilio Ilari, Debellare superbos. Perché l’Occidente non sa più pensare la guerra (pag 6-76″,”QMIx-118-FSL” “ILIZAROV Boris Semenovic”,”Vita segreta di Stalin. Le letture, il profilo psicologico e intellettuale.”,”ILIZAROV Boris Semenovic ha insegnato teoria e pratica archivistica all’Università Umanistica Statale di Mosca. Attualmente è ricercatore capo dell’Accademia russa delle Scienze e direttore del progetto non governativo “”Archivio popolare”” che raccoglie e pubblica documenti e foto degli ultimi 100-150 anni (privati persone comuni emarginati sociali). Il caso Bucharin e i medici ‘assassini’ “”Il “”caso Bucharin”” è nello stesso tempo il primo “”caso dei medici assassini”” e in generale degli “”avvelenatori””. Insieme con Bucharin furono processati tre grandi luminari della medicina dell’epoca. D.D. Pletnev, L.G. Levin e I.N. Kazakov, ritenuti organizzatori “”sotto copertura medica”” degli attentati contro Stalin (…). Uno dei collaboratori più stretti (ma fino a un certo punto), il boia Jagoda, fu giudicato e condannato nello stesso processo di Bucharin come “”avvelenatore””, tanto più che era farmacista. Per questo assurdo coinvolgimento dei medici il 1938 non si discosta molto dal 1953 (…)”” (pag 72) Rogo dei libri. “”Il già menzionato giovane diplomatico sovietico Aleksandr Barmin, che aveva osservato Stalin da vicino negli anni Trenta ed era stato un buon conoscente di alcuni membri della sua famiglia e della sua cerchia, prima di emigrare alla vigilia della guerra, ricordava: “”Con ogni nuovo arrivo della posta proveniente da Mosca i dirigenti, i segretari del nucleo del partito e i bibliotecari si vedevano recapitare le liste dei libri che andavano subito bruciati. Erano i libri in cui venivano citati i teorici del marxismo e altri autori considerati compromessi dal recente processo. Siccome praticamente tutte le figure di primo, secondo e terz’ordine negli ultimi quindici anni erano già state accusate di qualche eresia, io pensavo con stupore: che cosa mai rimarrà sugli scaffali delle biblioteche! Bastava una prefazione scritta da Bucharin, Radek o Preobrazenskij per qualsiasi opera classica e subito questa andava a finire nel forno! Con questo ritmo, pensai, bruceremo più libri dei nazisti, e soprattutto bruceremo molta più letteratura marxista di loro. Cosa che successe in realtà. Un’enorme mole di libri fu distrutta per il solo fatto che questi libri erano stati curati dal bibliofilo Rjazanov, recentemente scacciato dal Paese, fondatore dell’Istituto Marx-Engels-Lenin. Le prime edizioni delle opere di Lenin, redatte da Kamenev e contenenti menzioni positive dei “”traditori”” di oggi, sono state fatte sparire dalla circolazione. Stalin personalmente censurò e revisionò l’unco volume delle proprie ‘Opere’, una raccolta di articoli e discorsi; le edizioni precedenti furono ritirate alla chetichella dalle librerie e dalle biblioteche””. Su un paio di cose Barmin si sbaglia: Rjazanov non fu esiliato dall’Urss. Fu confinato nella regione del Volga e poi fucilato. Sbaglia anche a proposito delle opere di Stalin (…)”” (pag 96) Criteri di classificazione di Stalin. La biblioteca di Stalin poco prima della sua morte aveva circa 20 mila volumi classificati per argomenti, per autori importanti e per altri autori. Stalin ha dato istruzioni sulla classificazione nel 1926.(pag 112-113) Stalin fa sparire libro di Kamenev su Cernysevskij scritto dall’autore presentendo la sua fine, pubblicato nel 1933. Poco dopo Kamenev venne arrestato e non ritornerà più in libertà. (pag 134)”,”STAS-065″ “ILIZAROV Boris Semenovic”,”Vita segreta di Stalin. Il profilo psicologico e intellettuale, le letture.”,”Boris Semenovic Ilizarov ha insegnato Teoria e pratica archivistica all’Università Umanistica Statale di Mosca. Attualmente è ricercatore capo dell’Accademia russa dell’Archivio popolare di Mosca. Collabora con radio e televisioni russe e scrive articoli per periodici, sia specialistici sia divulgativi, russi ed esteri.”,”STAS-039-FL” “ILLETTERATI Luca MORETTO Antonio a cura, saggi di Franco BIASUTTI Giovanni BONACINA Francesco CAMERA Umberto REGINA Mario RUGGENINI, Contributi di Stefano FUSELLI Francesca MENEGONI Leonardo SAMONÀ”,”Hegel, Heidegger e la questione della ‘Romanitas’.”,”Luca Illetterati, nato a Vicenza nel 1963, è professore ordinario di Filosofia teorica presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova. Antonio Moretto è professore di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Unibversità di Verona.”,”FILx-160-FL” “ILLICH Ivan, a cura di Ingke BRODERSEN”,”Lavoro-ombra.”,”ILLICH Ivan (nato al 1926 a Vienna) ha compiuto studi di storia, filosofia, e teologia. A New York dal 1950 al 1955, prete in una parrocchia irlandese e portoricana, poi cinque anni a Portorico, dal 1960 residente a Cuernavaca in Messico. Da alcuni anni insegna in Germania ‘Storia delle idee nel XII secolo’. Colombo sottovaluta le dimensioni della Terra. “”Colombo aveva calcolato che un grado della terra misurasse quarantacinque miglia, e ne derivava che l’ Asia era situata duemilaquattrocento miglia a ovest delle Canarie, grosso modo dalle parti delle Antille, nel Mar dei Sargassi. Il genovese aveva insomma ridotto l’oceano al raggio d’ azione delle navi che sapeva governare; aveva a bordo un interprete arabo che avrebbe dovuto dargli modo di parlare con il gran Khan. Partiva per scoprire una rotta, non già una nuova terra o un nuovo emisfero. Un progetto, questo suo, alquanto insensato. Nessun uomo colto del Rinascimento dubitava del fatto che la terra fose un globo; molti continuavano a ritenerla situata al centro dell’ universo, altri invece la pensavano già nuotante nelle sfere celesti. Ma dai tempi di Aristotele nessuno ne aveva sottovalutato le dimensioni quanto Colombo, tant’è che nel 255 Eratostene di Cirene aveva calcolato in cinquecento miglia la distanza tra la grande biblioteca, da lui diretta ad Alessandria, e Siene (dove oggi sorge la diga di Assuan), conclusione alla quale era giunto usando come “”metro di misura”” l’ andatura notevolmente costane delle carovane di cammelli dall’ alba al tramonto. Aveva notato che il giorno del solstizio d’ estate a Siene i raggi del sole cadevano verticalmente, mentre ad Alessandria deviavano di sette gradi dalla verticale. Su questa base, aveva calcolato la circonferenza della terra con uno scarto del cinque per cento circa rispetto alle sue dimensioni ideali.”” (pag 17) “”Vernacolo e lingua materna insegnata sono in un certo senso i due estremi della gamma del linguaggio corrente””. (pag 60) “”I tumulti delle plebi del XVII secolo e soprattutto del XVIII, dall’ Inghilterra alla Prussia, in sostanza ebbero per obiettivo la costrizione al lavoro, cosa questa che li distingue sia dalle sollevazioni contadine sia dai successivi scioperi. Il popolaccio paleoindustriale difendeva quella che E.P. Thompson ha definito “”economia morale””. I plebei reagivano all’attacco portato conro le basi sociali di codesta economia: contro la perdita dei pascoli comunali in seguito alle recinzioni e contro la costrizione al lavoro con la reclusione dei mendicanti””. (pag 118)”,”TEOS-145″ “ILLIES Florian”,”1913. L’anno prima della tempesta.”,”ILLIES Florian è storico dell’arte. Editorialista della Frankfurter Allgemeine Zeitung, è stato direttore delle pagine culturali della Zeit e tra i fondatori della rivista d’arte ‘Monopol’. “”Lo scrittore e giornalista Lejba Bronstein, meglio noto come Lev Trockij, vive e lavora in Rodlergasse, nel quartiere di Döbling ,condividendo l’atmosfera povera e piccolo borghese con la moglie Natalia e i figli. A Natale i Trockij si permettono il lusso di un albero da addobbare per far finta di appartenere a quel mondo e immaginare di non andarsene mai più. Trockij guadagno poco scrivendo articoli per vari giornali socialdemocratici e liberali, spesso se ne sta giornate interne nel Café Central e gioca a scacchi: nel 1913, il “”Signor Bronstein”” è considerato il miglior scacchista nell’ambiente dei caffé viennesi e questo vorrà pur dire qualcosa! Ogni volta che è corto di denaro, porta qualche libro al monte di pietà, non ha altra scelta”” (pag 66) Stalin per sfuggire alla polizia a San Pietroburgo indossa abiti femminili (pag 67)”,”QMIP-132″ “ILLUMINATI Augusto”,”Classi sociali e crisi capitalistica.”,”ILLUMINATI (Perugia, 1937) docente di sociologia all’ Università di Urbino. Ha pubblicato vari libri (v. retrocopertina).”,”ITAS-065″ “ILLUMINATI Augusto”,”Lavoro e rivoluzione. Produttivismo e lotte operaie dal 1945 al 1973.”,”ILLUMINATI Augusto nato a Perugia nel 1937, è stato nella prima metà degli anni Sessanta dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista. E’ incaricato di sociologia presso l’Università di Urbino e militante marxista-leninista.”,”MITT-194″ “ILS, a cura”,”L’estremismo coerente dei situazionisti. (O estremismo coerente dos situacionistas).”,”Foto manifestazione degli studenti “”Zengakuren”” (pg 97) “”L’organizzazione rivoluzionaria che si propone di realizzare il potere assoluto dei Consigli Operai deve essere il luogo in cui si delineano tutti gli aspetti positivi di questo potere. Perciò deve condurre una lotta a fondo contro la teoria leninista del partito. La rivoluzione del 1905 e l’organizzazione spontanea dei lavoratori russi nei Soviet era già una critica pratica (dopo la critica teorica di Rosa Luxemburg) di questa nefasta teoria. Ma il movimento bolscevico persisteva nel credere che la spontaneità operaia non avrebbe potuto superare lo stadio sindacalista e che era incapace di comprendere la “”totalità””. Il che significava decapitare il proletariato per permettere al partito di prendere il comando della rivoluzione”” (pag 56)”,”TEOC-590″ “ILYENKOV Evald Vassilievich”,”Leninist Dialectics and the Metaphysics of Positivism. Reflections on V.I. Lenin’s book, ‘Materialism and Empiro-Criticism’.”,”Evald Vassilievich Ilyenkov (1924-1979) was a Doctor of Philosophy. He fought in the Great Patriotic War. He studied philosophy and undertook his research at the University of Moscow. From 1953 until his death, he worked at the Institute of Philosophy at the Academy of Sciences of the USSR. In the heart of his scientific interests was his work on the problems of materialist dialectics as logic and theory of knowledge. For his work on these problems he was awarded, in 1965, the Chernyshevsky Prize by the Praesidium of the Academy of Sciences of the USSR. His main works are ‘The Dialectics of the Abstract and the Concrete in Marx’s Capital’, On idols and ideals’, Dialectical Logic. He also contributed, among others, to the collected works ‘The Origin of Personality’ and ‘Dialectical Contradiction’.”,”LENS-057-FL” “ILYICHOV L.F. KANDEL Y.P. KOLPINSKY N.Y. MALYSH A.I. OBICHKIN G.D. PLATKOVSKY V.V. STEPANOVA Yevgenia TARTAKOVSKY B.G.”,”Frederick Engels. A Biography.”,”ILYICHOV L.F. KANDEL Y.P. KOLPINSKY N.Y. MALYSH A.I. OBICHKIN G.D. PLATKOVSKY V.V. STEPANOVA Yevgenia TARTAKOVSKY B.G.”,”MAES-033″ “ILYIN-GENEVSKY A.F.”,”From the February Revolution to the October Revolution, 1917.”,”Luglio 1917 “”It must be mentioned here that some sensational newspaper had set the canard going that Lenin had gone “”back to Germany””, and other papers had joyfully pounced upon this choice bit of news. Many of the middle class and possibly the Mensheviks too believed this silly rumour. And here was this article by Lenin, which clearly showed that he was still in Petrograd watching events closely”” (pag 80)”,”RIRx-016-FL” “ILYIN-ZHENEVSKY A.F., a cura di Brian PEARCE”,”The Bolsheviks in Power. Reminiscences of the Year 1918.”,”A.F. Ilyin-Zhenevsky, secretary to the People’s Commissariat for Military Affairs. Memoirs of the first year of the Russian Revolution by ilyin-Zhenevsky, younger brother of Red Navy leader Raskolnikov. From his work in the Petrograd Military Commissariat, he gives a behind-the-scenes view of the building of the Red Army and the struggle of the Bolsheviks to defend Soviet power. Translator’s Note, Notes, Chronicle of Events, Biographical Notes, Maps, Foto, Index,”,”RIRO-158-FL” “IMAMURA Hitoshi YAMADA Toshio dossier raccolto da; collaborazione di René ZAPATA Kaoru SUGIHARA Toshio YAMADA Hitoshi IMAMURA Jacques BIDET Kiyoaki HIRATA Wataru HIROMATSU Norihiko FUKUI Susumu TAKENAGA Takashi MINATOMICHI Christian BARRERE Akira EBIZUKA Hitoshi HOSHINO Tamotsu NISHIZAWA Lucien SEVE Jacques TEXIER Andreas ARDNT Wolfgang LEFEVRE Jean-Claude DELAUNAY Jean-Marie VINCENT Yvon QUINIOU”,”Le marxisme au Japon.”,”Collaborano al volume i seguenti autori: René ZAPATA, Kaoru SUGIHARA, Toshio YAMADA, Hitoshi IMAMURA, Jacques BIDET, Kiyoaki HIRATA, Wataru HIROMATSU, Norihiko FUKUI, Susumu TAKENAGA, Takashi MINATOMICHI, Christian BARRERE, Akira EBIZUKA, Hitoshi HOSHINO, Tamotsu NISHIZAWA, Lucien SEVE, Jacques TEXIER, Andreas ARDNT, Wolfgang LEFEVRE, Jean-Claude DELAUNAY, Jean-Marie VINCENT, Yvon QUINIOU.”,”JAPx-014″ “IMBACH Josef a cura”,”Dio nella letteratura contemporanea.”,”MURA Gaspare studioso dell’ermeneutica religiosa.”,”RELx-056″ “IMBRIANI Angelo Michele”,”Gli italiani e il duce. Il mito e l’immagine di Mussolini negli ultimi anni del fascismo (1938-1943).”,”Angelo Michele Imbriani è nato ad Avellino nel 1962. Si occupa di storia del fascismo e dei movimenti politici di destra. ‘Mussolini diviene, per gran parte degli italiani, il responsabile unico della rovina della Nazione, della guerra, della fame e di lutti, il “”tirapiedi di Hitler””, il pazzo megalomane, il ciarlatano vigliacco, il vagabondo figlio di un fabbro, e, addirittura, il menagramo: è l’antimito di Mussolini sul quale pure si proiettano esperienze e passioni, immagini e sentimenti degli italiani in guerra’ (retrocopertina); Il discorso del 2 dicembre 1942. Reazioni e commenti. ‘Mussolini, migliorate le sue condizioni fisiche, parla alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, il 2 dicembre. Con la sua ricomparsa in pubblico, egli riesce a dimostrare di essere ancora vivo e in discrete condizioni di salute, ma le sue parole non gli consentono di recuperare il prestigio e la credibilità che ha ormai perduto in una vasta area del Paese. Il legame tra il declino politico e morale, da un lato, la malattia fisica e la morte, dall’altro, si rivela, peraltro, così forte, nell’immaginario e nella sensibilità popolare, da indurre alcuni a ipotizzare che la voce ascoltata alla radio non sia, in realtà, la voce di Mussolini: “”si dice che non sia stato Lui a parlare, perché è malato, e poi quello non era il timbro della sua potente e dominatrice voce”” (9)’ [(9) Polizia politica, b. 225, “”Discorsi del Duce””, Roma, inf. “”A8″”, relaz. dell’11 dicembre 1942] (pag 173); ‘Venendo ai contenuti del discorso (11), si nota subito come Mussolini, più che a tranquillizzare la popolazione, miri a suscitare l’odio e l’indignazione nei confronti del nemico. I britannici, dice, hanno programmato “”attacchi aerei prolungati, scientifici e annientatori””, contro le città italiane. Mussolini quindi apre una significativa parentesi, dedicata alle possibilità di difesa da tali incursioni, e ammette che i rifugi si sono rivelati inadeguati e che se ne dovranno costruire di nuovi; la protezione, per il resto, sarà sia “”attiva”” che “”passiva””: la prima sarà affidata soprattutto alle nuove artiglierie che i tedeschi si sono impegnati a fornire e che andranno a potenziare la contraerea italiana; la seconda dovrà tradursi nello “”sfollamento”” dai maggiori centri urbani e industriali. La popolazione viene invitata quindi a “”disperdersi nelle campagne””. (…) Questa violenta invettiva anti-britannica del Duce ha, anzitutto, un valore strumentale. Mussolini pensa di poter indirizzare contro gli inglesi la rabbia e lo sdegno di una popolazione duramente provata dalle angosce e dalle privazioni e profondamente delusa e scoraggiata, stornando così l’attenzione dalle responsabilità sue e del regime”” (pag 174-175) [(11) Polizia politica, Napoli, inf. “”150″”, relaz. dell’8 dicembre 1942]”,”ITAF-399″ “IMBRIANI Vittorio, a cura di Nunzio COPPOLA”,”Vittorio Imbriani intimo. Lettere familiari e diari inediti. Carteggi di Vittorio Imbriani. II Serie: Fonti. Vol. XLVIII.”,”Vittorio Imbriani (Napoli, 27 ottobre 1840 – Pomigliano d’Arco, 1º gennaio 1886) è stato uno scrittore italiano. Imbriani nacque in una famiglia di liberali e trascorse la sua giovinezza in esilio con il padre. Studiò letteratura e filosofia a Berlino, dove si avvicinò all’idealismo hegeliano. Nel 1861 tornò a Napoli, dove ottenne la libera docenza di estetica. Imbriani fu un giornalista prolifico e scrisse per varie riviste per il resto della sua vita. La sua posizione politica, fortemente reazionaria, lo rese un isolato anche nella destra storica in cui militò tutta la vita. Imbriani è noto soprattutto per il suo romanzo Il libro della giungla, pubblicato nel 1874 (cop.)”,”RISG-045-FSL” “IMBRIANI Vittorio, a cura di Nunzio COPPOLA”,”Gli hegeliani di Napoli ed altri corrispondenti letterati ed artisti. Carteggi di Vittorio Imbriani. II Serie: Fonti. Vol. L.”,”Vittorio Imbriani (Napoli, 27 ottobre 1840 – Pomigliano d’Arco, 1º gennaio 1886) è stato uno scrittore italiano. Imbriani nacque in una famiglia di liberali e trascorse la sua giovinezza in esilio con il padre. Studiò letteratura e filosofia a Berlino, dove si avvicinò all’idealismo hegeliano. Nel 1861 tornò a Napoli, dove ottenne la libera docenza di estetica. Imbriani fu un giornalista prolifico e scrisse per varie riviste per il resto della sua vita. La sua posizione politica, fortemente reazionaria, lo rese un isolato anche nella destra storica in cui militò tutta la vita. Imbriani è noto soprattutto per il suo romanzo Il libro della giungla, pubblicato nel 1874 (cop.)”,”RISG-047-FSL” “IMBRIANI Vittorio POERIO Carlo, a cura di Nunzio COPPOLA”,”Voci di esuli politici meridionali. Lettere e documenti dal 1849 al 1861 con appendici varie. Carteggi di Vittorio Imbriani. II Serie: Fonti. Vol. LIII.”,”Vittorio Imbriani (Napoli, 27 ottobre 1840 – Pomigliano d’Arco, 1º gennaio 1886) è stato uno scrittore italiano. Imbriani nacque in una famiglia di liberali e trascorse la sua giovinezza in esilio con il padre. Studiò letteratura e filosofia a Berlino, dove si avvicinò all’idealismo hegeliano. Nel 1861 tornò a Napoli, dove ottenne la libera docenza di estetica. Imbriani fu un giornalista prolifico e scrisse per varie riviste per il resto della sua vita. La sua posizione politica, fortemente reazionaria, lo rese un isolato anche nella destra storica in cui militò tutta la vita. Imbriani è noto soprattutto per il suo romanzo Il libro della giungla, pubblicato nel 1874 (cop.)”,”RISG-050-FSL” “IMBRUGLIA Girolamo a cura; saggi di Guido ABBATTISTA Giuliano CAMPIONI John DUNN Clara GALLINI Carlo GINZBURG Rolando MINUTI Guido MODIANO Anthony PAGDEN Betsy PRICE Adriano PROSPERI Enrico PUBLIESE Werner SOLLORS”,”Il razzismo e le sue storie.”,”IMBRUGLIA Girolamo a cura; saggi di Guido ABBATTISTA Giuliano CAMPIONI John DUNN Clara GALLINI Carlo GINZBURG Rolando MINUTI Guido MODIANO Anthony PAGDEN Betsy PRICE Adriano PROSPERI Enrico PUBLIESE Werner SOLLORS Contiene il saggio di Enrico Pugliese: ‘Le interpretazioni del razzismo nel dibattito italiano sulla immigrazione (pag 265-287) Il contesto sociale del razzismo e della xenofobia. L’interpretazione psicologica. “”Vorrei ricordare come lo sforzo di individuare proprio l’esistenza di questo meccanismo comune universale aveva animato, quasi mezzo secolo addietro, il gruppo di studiosi che sotto la guida di T.W. Adorno si erano impegnati in quel monumentale lavoro di indagine teorica e di ricerca empirica, che è stato ‘La personalità autoritaria”” (16). Per questi studiosi esiste un tipo di persone che, in rapporto alla propria storia psicologica e alle esperienze di prima socializzazione, tendono ad essere più aggressive nei confronti delle persone estranee al loro gruppo, tendono ad essere più autoritarie (anche autoritarie sottomissive) ed infine tendono ad essere etnocentriche (che non è la stessa cosa che xenofobo, ma va nella stessa direzione). Le cose vanno insieme, ma non perchè c’è un rapporto logico fra di loro. Adorno sottolinea con forza che ciò che lega alcuni atteggiamenti e opinioni, che all’apparenza possono risultare anche contraddittori, non è una ‘relazione logica’, bensì una ‘relazione psicologica’. Insomma c’è una matrice di fondo comune – a livello della struttura della personalità – che unisce sistematicamente opinioni e atteggiamenti su tematiche concernenti le più diverse sfere della vita sociale. Uno degli elementi unificanti è una forma di aggressività nei confronti degli altri, soprattutto nei confronti del «gruppo esterno», quale reazione a una serie di frustrazioni di fondo. E’ questa – in termini forse troppo schematici – l’idea di fondo della ‘Personalità autoritaria’. (…) Lo studio di Adorno, fondamentale per comprendere alcune radici dell’antisemitismo, di tutte le forme di razzismo e della xenofobia, è stato tuttavia – e a mio avviso non senza moivo – criticato perché pone troppo l’accento sugli aspetti psicologici e individuali. (…) (pag 275-276); “”E’ chiaro che il razzismo «non è un virus» (come giustamente afferma Jervis), ma non è neanche molto facile darne una definizione e una interpretazione che tengano correttamente conto delle sue diverse dimensioni e dei meccanismi che lo producono. Le critiche a ‘La personalità autoritaria’ hanno mostrato che esso non può essere fatto risalire essenzialmente a fattori psicologici. Ricordo che una critia contestava ad Adorno e ai collaboratori di aver individuato nelle ‘personalità autoritarie’ (caratterizzate da un forte orientamento razzista) individui che aderivano a una ideologia, più che soggetti caratterizzati da un certo tipo di personalità”” (pag 287) Controllare e inserire”,”TEOS-135″ “IM-HOF Ulrich”,”L’Europa dell’Illuminismo.”,”IM-HOF Ulrich (1917-2001) ha insegnato per molti anni storia moderna all’Università di Berna. Ha scritto sulla storia della Svizzera e sul XVIII secolo Scuola, istruzione “”Ovunque possibile, comunque, l’Illuminismo costruì sul precedente edificio della Riforma. Erano però necessarie delle differenti sottolineature. Scrivendo il suo ‘On Education’, Locke intendeva formare degli uomini liberi, educare degli individui e dei cittadini. Da allora non vi fu fine alle pubblicazioni di carattere pedagogico. Rousseau introdusse nuovi accenti, ponendo il bambino, “”le petit homme””, al centro dell’attenzione e volendolo educare in maniera naturale come l”Emile’. Nella stessa direzione andò Pstalozzi, fautore di un’educazione indirizzata al senso di umanità, anziché all’apprendimento delle tecniche. La riforma della scuola divenne uno dei compiti principali assunti dall’Illuminismo. Ci si trovava infatti di fronte ad un sistema scolastico compiuto, che si riteneva irrigidito e troppo limitato. In ogni campo ci si scontrava spesso con resistenze alla modifica dell’esistente, che frequentemente provenivano dal corpo dei docenti. Ad ogni modo, presso l’Università di Basilea si sbarrava ad esempio la via alle proposte di riforma avanzate dal grande matematico Bernoulli, in base all’asserto fondamentale ‘limites quos posuere Veteres non moveto’ (“”i confini posti dagli antichi non vanno rimossi””). Ciò era stato ribadito nel 1691. Tuttavia, se un’università voleva seguitare ad affermarsi, doveva effettuare almeno qualche minima modifica”” (pag 214)”,”EURx-297″ “IMMERWAHR Daniel”,”L’impero nascosto. Breve storia dei Grandi Stati Uniti d’America.”,”Daniel Immerwahr è professore associato di Storia alla Northwestern University e autore di ‘Thinking Small: The United States and the Lure of Community Development’ che ha visto il Merle Curti Intellectual History Award. La campagna del Pacifico (2° guerra mondiale) (pag 235-236) L’amministrazione Roosevelt si attenne rigidamente alla sua strategia «prima la Germania» “”Douglas MacArthur osservò lo svolgimento di questi eventi con seria preoccupazione (Il Giappone decise di dare l’indipendenza alle Filippine, non di prometterla come avevano fatto gli Stati Uniti, ndr). L’economia militare del Giappone non era nulla in confronto a quella degli Stati Uniti. Nel 1941, un anno in cui gli Stati Uniti erano in ‘pace’, avevano prodotto più del quintuplo di velivoli e del decuplo di navi del Giappone (83). Ma questi aerei e queste navi andavano principalmente in Europa. Il motivo era da una parte la priorità: l’amministrazione Roosevelt si attenne rigidamente alla sua strategia «prima la Germania». Ma dall’altra era di natura geografica. La distanza tra il quartier generale di MacArthur a San Francisco e l’Australia era più del doppio di quella tra New York e l’Inghilterra. E, mentre le linee di rifornimento atlantiche collegavano porti grandi e affermati come quelli di New York e di Liverpool, le linee del Pacifico dovevano affidarsi a porti sviluppati frettolosamente, alcuni costruiti da zero, come quelli in località remote quali Guadalcanal, Tutuila, Kwajalein e Manus. Finché non furono costruiti tutti, MacArthur dovette accontentarsi di quella che definì «attrezzatura da budget ridotto» (84). Si adirò con Washington per la sua avarizia, con pochi risultati (85). Il suo comandante dall’aviazione, che arrivò alla metà del 1942, rimase sconvolto quando scoprì che ad aspettarlo c’era una forza aerea «penosamente risicata», con soli sei B-17 operativi (86). I piani alleati prevedevano contro il Giappone un’offensiva limitata, che ne avrebbe intaccato le forze finché la Germania non fosse stata sconfitta. Persino questa, inizialmente, era una prospettiva scoraggiante. Le forze giapponesi non solo avevano conquistato le Filippine, si stavano espandendo a sud sulle Indie orientali olandesi, sulla Nuova Guinea e sulle Isole Salomone. Gli strateghi militari australiani, prevedendo un’invasione, si prepararono a sacrificare il Nord del continente (87). MacArthur non aveva le risorse per sconfiggere i giapponesi e riprendersi tutti i territori perduti dagli Alleati. Invece divenne un genio dell’economia. Smise di giocare a Risiko! e cominciò a giocare a Go, facendo saltare le sue unità sulle posizioni giapponesi. MacArthur aveva capito (insieme all’ammiraglio Chester Nimitz nel Pacifico centrale) che, nell’era dell’aviazione e su un campo di battaglia costituito da isole, non occorreva mantenere un fronte continuo, da mischia di football. MacArthur poteva aggirare le roccaforti giapponesi, tagliare le loro linee di rifornimento e lasciarle «isolate e tagliate fuori dagli aiuti esterni» (88). Chiamò questa filosofia «colpiscili quando loro non lo fanno, falli avvizzire». Funzionò. MacArthur si lamentò dicendo che avrebbe funzionato molto meglio se Washington gli avesse dato una corazzata, ma i suoi progressi sulla mappa furono comunque regolari: Guadalcanal (agosto 1942), Buna (novembre 1942), Capo Gloucester (dicembre 1943), Los Negros e Manus (febbraio 1944), Hollandia (aprile 1944), di vittoria in vittoria su per la Nuova Guinea e le isole del Sud Pacifico. Nimitz, spostandosi nel Pacifico dalle Hawaii, fece lo stesso. Le campagne gemelle nel Pacifico furono lunghe e brutali (…)”” (pag 235-236) [(83) Michael H. Hunt and Steven I. Levine, ‘Arc of Empire: America’s Wars in Asia from the Philippines to Vietnam’, Chapel Hill (N.C.), 2012, p. 78; (84) Rem. p. 168; (85) Manchester, ‘American Caesar’, cit., pp: 284-86; (86) George C. Kenney, ‘The MacArthur I Know’, New York, 1951, pp. 70, 48; (87) Manchester, ‘American Caesar’, cit., pag 206; (88) Rem., pp. 195, 169]”,”USAQ-109″ “IMPRENTI Fiorella”,”Operaie e socialismo. Milano, le leghe femminili, la Camera del lavoro (1891-1918).”,”Associazione Archivio del Lavoro, comitato scientifico Onorio ROSATI (Presidente) Maria COSTA (Direttrice), Ivano GRANATA, Piero ICHINO Maurizio MAGRI Antonio PANZERI Roberto ROMANO Adolfo SCALPELLI Fiorella IMPRENTI laureata in storia contemporanea all’ Università degli Studi di Milano è dottoranda in ‘Storia delle donne e dell’ identità di genere’ presso l’ Università Orientale di Napoli. Si occupa di storia sindacale e di storia del riformismo sociale. “”Ugualmente stereotipati, ma con qualche concessione di più ampio respiro, erano gli interventi di Luisa Draghi, segretaria di lega. Nell’ ambito della mobilitazione per il progetto di legge socialista sulla tutela del lavoro femminile e minorile, essa prospettava l’ ipotesi di un futuro in cui le donne avrebbero potuto istruirsi e formarsi come cittadine, capaci di rivendicare diritti e non solo di sottostare a doveri: ‘Coll’ approvazione della legge Turati-Kuliscioff la donna farà un passo gigantesco verso la propria redenzione; vivendo una vita meno opprimente, meno esauriente, essa potrà educarsi, potrà istruirsi, potrà formarsi una coscienza civile, potrà seguire il corso straripante delle nuove, nobili, feconde idee e allora si renderà strumento di servaggio a poderoso coefficiente di redenzione””.”” (pag 94)”,”MITT-236″ “INAMA Vigilio”,”Letteratura greca.”,”Tabella (Prospetto) che riporta le date, i periodi, gli autori, poeti e scrittori, il genere di poesia e il genere di prosa (inserita a pag 232)”,”GREx-013″ “INCHAUSPE’ Irène”,”Une faillite si convenable. Histoire de la banque Pallas Stern.”,”Irène INCHAUSPE’, giornalista al Revenu e poi a La Vie Françcaise ha seguito gli sviluppi dell’affare Pallas Stern e ha incontrato i principali protagonisti du questo scandalo esemplare.”,”E1-BAIN-003″ “INCISA DI CAMERANA Ludovico”,”Il grande esodo. Storia delle migrazioni italiane nel mondo.”,”Pag 13: L’ Italia nasce globale: il modello genovese. INCISA DI CAMERANA Ludovico è stato ambasciatore in America Latina e sottosegretario di stato agli affari esteri nel governo DINI. Nei suoi libri ha studiato le dimensioni sociali ed economiche del fascismo, la modernizzazione della Spagna franchista, la storia dell’ America Latina, la politica estera degli Stati Uniti e la guerra fredda.”,”ITAS-075″ “INCISA DI CAMERANA Ludovico”,”Il modello spagnolo. Come don Chishiotte è diventato manager.”,”Ludovico Incisa di Camerana è stato diplomatico a Madrid, a Rio de Janeiro e a Londra, ambasciatore a Caracas e a Buenos Aires e nel 1996 sottosegretario agli Esteri nel Governo Dini. Ha pubblicato: Spagna senza miti, L’industrializzazione tra nazionalismo e rivoluzione, Le ideologie politiche dei paesi in via di sviluppo, Italia senza eroi, I caudillos, Biografia di un Continente, La vittoria dell’Italia nella terza guerra mondiale, L’Italia della luogotenenza, L’Argentina gli italiani l’Italia, Fascismo, populismo, modernizzazione.”,”SPAx-010-FL” “INCISA DI CAMERANA Ludovico”,”La vittoria dell’Italia nella terza guerra mondiale.”,”Ludovico Incisa di Camerana (Cagliari, 1927) è stato diplomatico a Madrid, a Rio de Janeiro e a Londra, ambasciatore a Caracas e a Buenos Aires e nel 1996 sottosegretario agli Esteri nel Governo Dini. Ha pubblicato: Spagna senza miti, L’industrializzazione tra nazionalismo e rivoluzione, Le ideologie politiche dei paesi in via di sviluppo, Italia senza eroi, I caudillos, Biografia di un Continente, La vittoria dell’Italia nella terza guerra mondiale, L’Italia della luogotenenza, L’Argentina gli italiani l’Italia, Fascismo, populismo, modernizzazione.”,”ITQM-023-FL” “INCISA-DI-CAMERANA Ludovico”,”Il Grande esodo. Storia delle migrazioni italiane nel mondo.”,”Ludovico Incisa di Camerana (Cagliari, 1927) è stato diplomatico a Madrid, a Rio de Janeiro e a Londra, ambasciatore a Caracas e a Buenos Aires e nel 1996 sottosegretario agli Esteri nel Governo Dini. Ha pubblicato: Spagna senza miti, L’industrializzazione tra nazionalismo e rivoluzione, Le ideologie politiche dei paesi in via di sviluppo, Italia senza eroi, I caudillos, Biografia di un Continente, La vittoria dell’Italia nella terza guerra mondiale, L’Italia della luogotenenza, L’Argentina gli italiani l’Italia, Fascismo, populismo, modernizzazione.”,”CONx-026-FL” “INDELICATO Alberto”,”Martello e compasso. Vita agonia e morte della Germania comunista.”,”INDELICATO Alberto è stato rappresentante permanente presso l’Unesco a Parigi e presso le organizzazioni internazionali a Vienna. Ambasciatore d’Italia nella Repubblica democratica tedesca ha vissuto le fasi del crollo della Ddr e dell’unificazione tedesca:Ha scritto pure ‘La dottrina Brezhnev’ e ‘I falsi fascismi’. Insegna storia dell’Europa contemporanea all’Università S. Pio V di Roma. “”Erich Honecker fu il primo, ed ultimo, segretario generale della SED originario della Germania occidentale (Pieck e Ulbricht ernao ambedue sassoni). Era nato nel 1912 nella Saar. Seguendo la parola d’ordine del partito comunista a cui aveva aderito giovanissimo, nel 1935 in occasione del referendum aveva fatto propaganda contro l’annessione alla Germania, ormai nazionalsocialista (l’annessione fu approvata con il 90% dei voti). Aveva quindi trascorso otto anni nelle prigioni hitleriane per la sua attività comunista clandestina e, dal 1945 al 1955, aveva organizzato e guidato la gioventù del partito, la “”libera gioventù tedesca””. Incaricato in seguito dei problemi della sicurezza, si era messo in luce con la perfetta organizzazione ed esecuzione delle opere di costruzione del muro di Berlino””: (pag 86)”,”GERV-058″ “INDINI Andrea TANDOI Giuseppe a cura”,”Invito alla lettura di Keynes e Friedman.”,”Blocco libri di provenienza gratuita Regione Sbn “”Gli accordi di Bretton Woods si ispirano, invece, al piano avanzato dal negoziatore Harry Dexter White. Quest’ultimo propone di creare un credito internazionale sulla base del principio bancario del deposito. Come Keynes, anche White, vuole istituire un fondo di stabilizzazione alimentato dalle somme versate dai paesi aderenti. In realtà, l’istituto voluto dal negoziatore americano non è altro che un ufficio di cambio internazionale in grado di vendere ai Paesi aderenti la valuta estera di cui hanno bisogno. Assunto il gold ‘exchange standard’ (cambio aureo fondato sul dollaro come valuta di riserva), gli accordi di Bretton Woods stabiliscono la convertibilità di ogni valuta nella moneta americana in base a tassi fissi che possono oscillare fino a un massimo dell’1 per cento. Questo sistema garantisce ai Paesi in difficoltà di mantenere comunque in equilibrio la bilancia dei pagamenti e, in caso di squilibrio, di modificare il valore della propria valuta rispetto al dollaro fino a un massimo del 10 per cento. In base agli accordi, la moneta americana viene convertita in oro al prezzo di 35 dollari per oncia. Tuttavia la convertibilità dollaro-oro è limitata agli istituti centrali, che possono avere nelle proprie riserve dollari che, a seconda delle esigenze, vengono riconvertiti in oro dalla ‘Federal Reserve’ degli Stati Uniti. Da ultimo, gli estensori degli accordi, fortemente convinti dell’importanza della stabilità dei tassi di cambio per il libero svolgimento del commercio internazionale, istituiscono un importante organo di vigilanza, il Fondo monetario internazionale (Fmi). I risultati non sono quelli sperati. I fondi predisposti risultano, infine, di dimensioni contenute e insufficienti a sostenere il deficit dei Paesi in difficoltà e a far fronte alla speculazione generata dalla crisi del petrolio degli anni Settanta. … (pag 108-111) pag 117″,”ECOT-283” “INDRIO Ugo”,”Dieci anni. La lotta politica in Italia dal 1978 al 1988.”,”””La presenza di un grosso deficit pubblico, salito in cinque anni, dal 1983 al 1988, da 434 mila miliardi a 1.010 mila miliardi, e dal 68,5 al 94,5% del prodotto interno lordo, è un pesante freno sia al risanamento della finanza pubblica – i ritocchi che si annunciano non sono che palliativi, del tutto insufficienti e illusori -, sia allo sviluppo reale, non viziato da inflazione, della nostra economia”” (pag 158) Ugo Indrio, nato a Potenza nel 1913, è giornalista professionista dal 1940. E’ stato a capo della redazione romana del “”Corriere della Sera”” dal 1959 al 1973, poi collaboratore dello stesso quotidiano dal 1979 al 1980, poi collaboratore di “”Conquiste del lavoro””. Ha pubblicato “”La presidenza Saragat”” (1971), ‘Saragat e il socialismo italiano dal 1922 al 1946″”, (Marsilio 1984), ‘Da “”Roma fascista”” al “”Corriere della sera””‘, EL, 1987.”,”ITAP-204″ “INDRIO Ugo”,”Da «Roma fascista» al «Corriere della sera». Cinquant’anni di storia italiana nelle memorie di un giornalista.”,”‘Nel periodo aprile-ottobre ’42 la redazione di ‘Roma fascista’ restò in pratica affidata a Mariano Pintus, col quale l’accordo che con tutta spontaneità avevo stabilito, favorendolo con l’incarico di redattore-capo, che era retribuito, aveva subito un rapido offuscamento. Il settimanale peggiorò sensibilmente, almeno a mio parere, ma anche a parere di coloro che ci seguivano con maggiore attenzione. Ma almeno un merito Pintus lo ebbe, quello di aver accolto, nella schiera dei collaboratori più assidui, un gruppo di giovani ventenni, tra cui Eugenio Scalfari e Ferruccio Troiani, quest’ultimo immaturamente scomparso, anni fa, in una disgrazia della strada. La firma di Scalfari apparve infatti su ‘Roma fascista’ per la prima volta nel giugno ’42 e continuò per quattro numeri di seguito; poi , durante l’estate, diradò la collaborazione, ma la riprese intensamente nell’ottobre, sempre prima del mio ritorno alla direzione del giornale, per poi esplodere, me condirettore, il 10 dicembre ’42, con un editoriale dal titolo ‘Clima nuovo’. Non era, quello del ’42, lo Scalfari che oggi si può leggere sulla ‘Repubblica’; ma non aveva ancora vent’anni. La sua personalità, tuttavia, risultava evidente. Riproduco, per ampi stralci, lo scritto del 10 dicembre 1942: “”Negare l’esistenza di una nuova fase rivoluzionaria, può essere il comodo gioco dei conformisti e delle clientele; certo non è il nostro. Noi giovani, che non abbiamo per ora altro da apportare al Fascismo, insieme alla nostra fede, che una sincerità cruda, chirurgica, derivante dall’assenza totale in noi di una qualsiasi posizione personale da difendere, ci facciamo di questa sincerità uno dei maggiori doveri dell’ora presente, confermati in questo nostro proponimento dalla voce del Capo. V’hanno delle cause reperibili che, attraverso il procedere degli eventi, hanno determinato una crisi, così come v’è un titolo concreto che ne attesta l’esistenza e insieme la ferma volontà di risolverla da parte degli elementi responsabili. Le cause sono dovute in gran parte ad un fenomeno di «crescenza» che il Fascismo attraversa, e non per la prima volta, e che collauda duramente così gli uomini come gli istituti sorti dalla Rivoluzione. Il documento concreto che attesta l’esistenza della crisi è la Dichiarazione di Maggio, che traccia altresì le prime direttive per «sanare» la situazione attuale. V’è da dire peraltro che la Dichiarazione, più che affrontare radicalmente il problema, si sia volutamente limitata a compiere una preparazione ambientale onde non sottoporre i delicati strumenti organizzativi ad un rude mutamento di rotta che poteva risultare per lo meno intempestivo. (…)””. Sull’articolo su riportato giova annotare, per quanto riguarda il terzo capoverso, che la «dichiarazione di maggio», cui Scalfari si riferiva, resa nota dopo una riunione del Direttorio del Pnf del 27 maggio ’42, conteneva una definizione dei compiti del partito (in una parola: l’educazione del popolo) e una affermazione di incompatibilità tra incarichi politici e incarichi amministrativi, con la prescrizione dell’obbligo del «nulla osta» del Pnf per l’assunzione di cariche e funzioni di pubblico interesse, per ogni cittadino. Pubblicato l’articolo di Scalfari, io intuii che esso avrebbe provocato reazioni negli esponenti della «vecchia guardia» e una troppo patente contrapposizione tra quella e la nostra generazione, la generazione dei giovani. Ritenni opportuno perciò, a mia volta, prendere la parola sull’argomento, e, nel numero del 24 dicembre (si faccia attenzione alle date), pubblicai di fondo un articolo che, come ho fatto per Scalfari, riproduco in ampio stralcio. La reazione della «vecchia guardia» all’articolo di Scalfari si manifestò ad opera di un interlocutore d’eccezione: Roberto Farinacci. I lettori di ‘Roma fascista’ non la lessero mai, per le circostanze che riferirò’ (pag 99-102)”,”EDIx-192″ “INFANTINO Lorenzo introduzione e cura; saggi di SPENCER WEBER EINAUDI BAUDIN SCHUMPETER MISES HAYEK ROBBINS FRIEDRICHK BRZEZINSKI WITTFOGEL ROPKE WILES FRIEDMAN SETTEMBRINI DUMITRESCO ARON PROUDHON BAKUNIN TUCKER MERLINO LABRIOLA ARTURO BAUER HILFERDING RIZZI TROTSKY GILAS BALAZS MANDEL KENDE MULLER STOJANOVIC SPACEK SELUCKY MARTINET SIK NAVILLE CASTORIADIS BRUS ORLOV ALBERONI PELLICANI SUPEK”,”Il mito del collettivismo.”,”Saggi di SPENCER, WEBER, EINAUDI, BAUDIN, SCHUMPETER, MISES, HAYEK, ROBBINS, FRIEDRICHK, BRZEZINSKI, WITTFOGEL, ROPKE, WILES, FRIEDMAN, SETTEMBRINI, DUMITRESCO, ARON, PROUDHON, BAKUNIN, TUCKER, MERLINO, LABRIOLA ARTURO, BAUER, HILFERDING, RIZZI, TROTSKY, GILAS, BALAZS, MANDEL, KENDE, MULLER, STOJANOVIC, SPACEK, SELUCKY, MARTINET, SIK, NAVILLE, CASTORIADIS, BRUS, ORLOV, ALBERONI, PELLICANI, SUPEK.”,”TEOC-014″ “INFANTINO Lorenzo a cura; scritti di Eduard BERNSTEIN Nikolaj BUCHARIN Rudolf HILFERDING Karl KAUTSKY Vladimir I. LENIN Rosa LUXEMBURG Emile VANDERVELDE Henri VAN-KOL”,”Sociologia dell’ imperialismo: interpretazioni socialiste.”,”Scritti di Eduard BERNSTEIN Nikolaj BUCHARIN Rudolf HILFERDING Karl KAUTSKY Vladimir I. LENIN Rosa LUXEMBURG Emile VANDERVELDE Henri VAN-KOL INFANTINO Lorenzo (1948) ha studiato economia e sociologia ed è stato visiting scholar presso l’ Università di Canterbury. E’ autore di saggi apparsi su ‘Rivista di sociologia’ e ‘Mondooperaio’, su ‘Rassegna italiana di sociologia’. Ha pubblicato pure ‘Sociologia dell’ imperialismo: interpretazioni liberali’ (1980). “”A questo proposito non bisogna però dimenticare che lo sviluppo capitalistico è anche accumulazione di capitale e che la più rapida accumulazione verificatasi in Inghilterra la si deve, da un lato, all’ esito favorevole della lotta sostenuta contro Spagna, Olanda e Francia per il dominio sui mari, e quindi per il dominio sulle colonie e dall’ altro alla rapida proletarizzazione causata dalla vittoria dei latifondisti sui contadini. Il grande vantaggio industriale conseguito dall’ Inghilterra accrebbe l’ interesse di questo paese al libero commercio, così come precedentemente la precocità del suo sviluppo capitalistico aveva spinto anche l’ Olanda verso una politica di libero scambio. All’ interno lo sviluppo dell’ industria, l’ aumento e la concentrazione della popolazione nelle città resero ben presto insufficiente la produzione agricola nazionale. Per conseguenza il prezzo dei cereali venne fissato in base ai dazi che si andavano sempre più inasprendo e ai costi di trasporto, allora particolarmente alti, data la relativa arretratezza dei mezzi di comunicazione””. (pag 100-101, Rudolf Hilferding)”,”TEOC-354″ “INFANTINO Lorenzo”,”Ortega y Gasset. Una introduzione.”,”INFANTINO Lorenzo ha studiato e fatto conoscere il pensiero di Ortega y Gasset di cui ha curato l’edizione italiana di alcuni volumi.”,”TEOS-182″ “INFELD Leopold”,”Albert Einstein. L’uomo e lo scienziato. La teoria della relatività e la sua influenza sul mondo contemporaneo.”,”L’A (Polonia, 1898) è stato uno dei più stretti collaboratori di EINSTEIN.”,”SCIx-058″ “INGLESE Italo”,”Azione collettiva e norma giuridica. Elementi di diritto sindacale italiano.”,”””Venuti meno i commi 2 e 3 dell’ art. 26 (referendum abrogativo del 13 giugno 1995, ndr), il versamento dei contributi sindacali continua ad essere effettuato sulla base delle clausole dei contratti collettivi che lo regolano. Le associazioni stipulanti i contratti stessi continuano pertanto a beneficiare del meccanismo di riscossione sulla base della fonte contrattuale che impone al datore di lavoro un dovere di cooperazione. Diversa è la situazione per quanto riguarda le associazioni non firmatarie. Queste associazioni non possono infatti beneficiare delle norme dei contratti collettivi che regolano la riscossione dei contributi. (…)”” (pag 55-56)”,”MITT-168″ “INGLESE Giorgio”,”Per Machiavelli. L’arte dello Stato, la cognizione delle storie.”,”Giorgio Inglese è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma La sapienza. Ha tenuto corsi e seminari presso l’Istituto italiano per gli Studi storici (Napoli) e l’Istituto universitario di Studi superiori (Pavia).”,”TEOP-103-FL” “INGRAO Bruna”,”Impresa e piano in Unione sovietica 1933-1953.”,”Bruna INGRAO è nata a Roma nel 1947. Laureata all’Univ di Roma con una tesi di storia del pensiero economico, svolge attività di ricerca presso l’Istituto di Economia della Facoltà di Statistica nella stessa università. Ha collaborato alla ‘Monthly Review’ e a ‘Rinascita’.”,”RUSU-094″ “INGRAO Pietro”,”Masse e potere.”,”INGRAO è nato nel 1915 a Latina. Laureato in giurisprudenza e in lettere, partecipa alla lotta clandestina e alla Resistenza. Giornalista, dal 1947 è D dell’ Unità a ROma, dal 1948 deputato del PCI. Nel 1976 è eletto presidente della Camera dei Deputati. “”Sempre più si viene sviluppando – e in proporzioni ormai macroscopiche- una politica di integrazione internazionale, che viene condotta direttamente dai principali monopoli industriali e che scavalca ormai le frontiere stesse della integrazione a livello statale (CEE) e tende persino a delineare quasi una piattaforma di politica estera (più concreta ed incisiva, in una serie di casi di quella condotta alla Farnesina): politica estera che ha i suoi specifici ambasciatori, stabili o itineranti, i suoi compromessi e le sue tensioni, sia nei rapporti con tutto l’ occidente capitalistico, sia nelle relazioni con i paesi socialisti”” (pag 304)”,”ITAP-066″ “INGRAO Bruna”,”Impresa e piano in Unione Sovietica, 1933-1953.”,”Bruna Ingrao è nata a Roma nel 1947. Laureata all’università di Roma con una tesi di storia del pensiero economico, svolge la propria attività di ricerca presso l’Istituto di Economia della facoltà di Statistica nella stessa università; ha collaborato alla ‘Monthly Review’ e a ‘Rinascita’.”,”RUSU-068-FL” “INGRAO Pietro”,”Volevo la luna.”,”””Quale capitalismo e come muoversi non era chiaro né nelle parole di Moro, né in quelle di Pietro Nenni. Ma tale era la questione. Del resto nel Pci c’era una figura che dentro di sé aveva una quasi uguale convinzione, anche se poi pronunciava con altri accenti e con altri corollari la parola: modernizzazione capitalistica. Non a caso, scomparso Togliatti, nel dibattito aspro che si aprì nel Pci dopo quella morte, a un certo punto Giorgio Amendola propose chiaramente la trasfigurazione del Pci in un nuovo Partito socialista, comprensivo delle due ali. E non a caso sulle labbra di Amendola – seppure non sempre pronunciata – tornava la parola «modernizzazione» , anche con rimbrotti a pezzi del movimento operaio che non volevano comprendere i sacrifici necessari. La sconfitta della legge truffa e la caduta di De Gasperi acceleravano questo discorso, e davano nuove carte a Pietro Nenni. Quali soluzioni egli avrebbe perseguito e con quale fortuna si sarebbe visto dopo. Ma per il primo governo di centro-sinistra ci sarebbero voluti circa dieci lunghi anni: l’avvento in Vaticano di papa Roncalli, e la scesa in campo delle «magliette a strisce», cioè delle nuovissime reclute entrate nelle cattedrali della fabbrica fordista a misurarsi con l’aspro tema del potere nell’atto lavorativo. Mentre da noi era in corso lo scontro sulla legge truffa, a Mosca il 5 marzo moriva Stalin”” (pag 209-210)”,”PCIx-440″ “INGRAO Pietro, a cura di Nicola TRANFAGLIA”,”Le cose impossibili. Un’autobiografia raccontata e discussa con Nicola Tranfaglia.”,”Nicola Tranfaglia, Storia contemporanea facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino.”,”PCIx-003-FB” “INGRAO Pietro”,”Masse e potere.”,”Pietro Ingrao è nato nel 1915 a Lenola (Latina), laureato in giurisprudenza e in lettere, partecipa alla lotta clandestina antifascista e alla Resistenza. Giornalista, dal 19457 al 1957 è direttore dell’Unità a Roma, dal 1948 deputato del Pci al parlamento. Il 5 luglio 1976 è stato eletto presidente della Camera dei deputati. “”Dimmi, a questo proposito, il tuo giudizio sulla polemica che si sta sviluppando sull’articolo di Salvadori che riporta Gramsci tutto dentro il leninismo.”” “”L’interpretazione di Salvadori non mi convince proprio per le ragioni a cui accennavo; perché toglie alla ricerca di Gramsci la data, la data vera, «storica»: la sua collocazone ‘di fronte’ e ‘dopo’ la sconfitta delle rivoluzioni proletarie in occidente. Gramsci è la riflessione su questo evento (…)”” (Rinascita, n. 3, 21 gennaio 1977) (pag 172)”,”PCIx-017-FB” “INGRAO Pietro ROSSANDA Rossana, saggi di Marco REVELLI Isodoro Davide MORTELLARO K.S. KAROL”,”Appuntamenti di fine secolo.”,”Lavoro nero ben pagato e tollerato nell’Urss di Breznev ‘«È impossibile sperare nell’iniziativa di base in Russia, le masse lavoratrici sono talmente abituate all’obbedienza che non sono in grado di costringere i gruppi dirigenti a eseguire i compiti tracciati da Lenin per la società sovietica», scriveva nel ‘Testamento’ del 1964 l’economista comunista Eugenio Varga. A trent’anni di distanza la scarsità delle reazioni operaie di fronte alla restaurazione del capitalismo sembra confermare il giudizio. E tuttavia nella produzione la disciplina dei lavoratori era sempre stata relativa. L’indisciplina e l’assenteismo nel lavoro causavano perdite incontrollabili all’economia, e neppure il regime repressivo di Breznev riusciva a venirne a capo. Alla fine degli anni Settanta avveniva una ulteriore alterazione del codice del lavoro sovietico. Nel Sud della Russia diversi lavoratori dei kolkoz, in sovrannumero, e operai che stavano passando da un’azienda all’altra, organizzavano le brigate degli ‘shabashniki’. ‘Shabash’ in russo vuol dire «è finito»; costoro, che in linea di principio chiudevano con il loro normale impiego, proponevano alle imprese interessate di farne un altro ma a condizioni che non avevano nulla a che vedere con i livelli salariali nazionali. (…) Non occorreva essere un genio per capire la ragione dell’imbarazzata tolleranza: a Mosca si calcolava che gli ‘shabashniki’ garantivano più della metà delle costruzioni fuori dei grandi centri urbani e che il 75% dei cantieri in Siberia non avrebbero potuto compiere il loro piano senza il loro concorso. L’effetto del giudizio salomonico del Cremlino non si fece attendere: molti ‘shabashniki’ cessarono di rispettare le apparenze e divennero contrattisti a tempo pieno, caramente pagati fuori dell’economia ufficiale. Nella sinistra occidentale qualcuno ha creduto di vedere in questo settore indipendente del mercato del lavoro il segnale di rinascita d’un vero movimento operaio in Russia. Pareva che questo, appena si fosse rimesso in cammino, sarebbe stato in grado di imporre le sue condizioni al «padronato sovietico». Ma era un’interpretazione, ahimè, sbagliata. Il fenomeno testimoniava soltanto dell’estendersi di un’economia sotterranea, che sfuggiva a ogni controllo, non pagava tasse, e viveva secondo sue proprie leggi. In essa già si stavano arricchendo, fungendo già da intermediari fra ‘shabashniki’ e datori di lavoro, i futuri «nuovi russi», oggi milionari, insieme speculatori, corruttori e corrotti. D’altra parte appariva per la prima volta una categoria di operai certo meglio pagati, ma senza alcuna copertura sociale, che dovevano curarsi a proprie spese dai medici privati e rinunciare agli altri vantaggi collettivi (le case di vacanze ai sindacati, gli asili, le agevolazioni nell’alloggio e nei trasporti, ecc.). Vantaggi che sacrificavano perché la qualità dei servizi sociali era diventata pessima, e nessuna organizzazione permetteva loro una vera forza contrattuale: il regime non tollerava la benché minima organizzazione di base in azienda, neppure sotto forma di un circolo di mutua solidarietà; tutto quel che si abbozzava in questo senso si faceva contro il regime; e sempre sotto forma di «lotta di classe individuale». Nel libro citato, Eugenio Varga scriveva che i lavoratori sovietici vivevano «in un deserto di indifferenza e solitudine». Il lavoro nelle fabbriche giganti non sviluppò in loro alcuna coscienza di classe, neppure tradeunionista e solidarista. Eppure allora gli operai dell’industria rappresentavano il 60% della popolazione attiva. Curiosamente negli archivi del Pcus, studiati da storici come Nicolas Werth, nulla si trova sulle migrazioni operaie e sugli ‘shabashniki’. Gli ispettori del partito, che all’inizio degli anni Sessanta, dopo lo sciopero di Novocerkask represso nel sangue, ancora si preoccupavano degli umori nelle fabbriche e nelle città operaie, nel periodo brezneviano non ne parlarono più affatto, riservando i loro rapporti alle manifestazioni di dissidenza tra gli intellettuali. Nell’ambiente operaio praticamente non ce n’erano’ (pag 267-270) [dal saggio di K.S. Karol ‘Un conflitto occulto’]”,”PCIx-002-FMP” “INGRAO Pietro, a cura di Nicola TRANFAGLIA”,”Le cose impossibili. Un’autobiografia raccontata e discussa con Nicola Tranfaglia.”,”Nicola Tranfaglia, Storia contemporanea facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino.”,”PCIx-004-FMP” “INGRAO Pietro”,”Volevo la luna.”,”Pietro Ingrao è nato nel 1915 a Lenola, in provincia di Latina. Nel 1936, dopo l’aggressione franchista alla Repubblica spagnola, diviene membro attivo dell’organizazzione clandestina comunista. Alla cacciata dei nazifascisti da Roma entra nell’esercito di liberazione. Deputato del Pci dal 1948 al 1992, è stato presidente della Camera dal 1976 al 1979. Direttore del quotidiano l’Unità nella prima metà degli anni cinquanta.”,”PCIx-034-FL” “INGRAO Pietro PAGGI Leonardo COTTURRI Giuseppe VACCA Giuseppe BOLAFFI Angelo MAGNO Michele”,”Il partito politico e la crisi dello stato sociale: ipotesi di ricerca.”,”Specialisti già noti, per i molteplici interventi dedicati ai temi trattati in questo volume, intervengono qui con contributi che costituiscono il primo risultato della ricerca sul partito politico condotta dal Centro di studi e iniziative per la riforma dello Stato, diretto da Pietro Ingrao.”,”PCIx-041-FL” “INGRAO Bruna RANCHETTI Fabio”,”Il mercato nel pensiero economico. Storia e analisi di un’idea dall’Illuminismo alla teoria dei giochi.”,”Bruna Ingrao è nata a Roma nel 1947. Laureata all’università di Roma con una tesi di storia del pensiero economico, svolge la propria attività di ricerca presso l’Istituto di Economia della facoltà di Statistica nella stessa università; ha collaborato alla ‘Monthly Review’ e a ‘Rinascita’. Fabio Ranchetti ha studiato all’Università di Milano e al Trinity College di Cambridge. Dopo aver insegnato Storia del pensiero economico, è attualmente professore di Economia politica nelle Università di Pavia e di Pisa.”,”ECOT-230-FL” “INGRAO Bruna”,”Il ciclo economico.”,”Bruna Ingrao è nata a Roma nel 1947. Laureata all’università di Roma con una tesi di storia del pensiero economico, svolge la propria attività di ricerca presso l’Istituto di Economia della facoltà di Statistica nella stessa università; ha collaborato alla ‘Monthly Review’ e a ‘Rinascita’.”,”ECOT-266-FL” “INGRASSIA Michelangelo”,”La sinistra nazionalsocialista. Una mancata alternativa a Hitler.”,”INGRASSIA Michelangelo è docente a contratto di storia dell’età contemporanea presso la facoltà di scienze della formazione dell’Università di Palermo. Ha pubblicato: ‘L’idea di fascismo in Arnaldo Mussolini’ (1998) e ‘La rivolta della Gancia’ (2006). Volume incentrato in particolare su Niekisch Radek e la fucilazione di Schlageter. (pag 63-64) “”Il cammino di Niekisch è parallelo a quello di un altro esponente socialdemocratico: Otto Strasser. Fondatore nel 1919 dell’Associazione universitaria dei veterani socialdemocratici, Strasser, che nel 1920 resiste nel quartiere operaio berlinese di Steglitz al putsch organizzato dal banchiere pangermanista Wolfgang Kapp, abbandona la socialdemocrazia nel 1923, che è un anno cruciale per la sinistra tedesca e per la repubblica di Weimar. Nel gennaio Francia e Belgio, traendo pretesto dalla mancata corresponsione di alcune riparazioni in natura, inviarono truppe nel bacino della Ruhr la zona più ricca e industrializzata della Germania, “”provocando una generalizzata protesta popolare e operaia che vide uniti per la prima volta comunisti e nazionalisti di vari gruppi”” (49). A sostenere la resistenza si ritrovano, fra gli altri, i socialdemocratici Niekisch e Strasser, e l’intellettuale Moeller van der Bruck, fondatore del circolo rivoluzionario conservatore ‘Juniklub’, che costituiva una sorta di centro studi culturali e politici per tutti i movimenti nazionalrivoluzionari operanti a Weimar. A rinsaldare l’alleanza tra sinistra nazionale, rivoluzionari-conservatori e comunisti è la fucilazione di Albert Leo Schlageter, ufficiale dei Corpi Franchi, che provoca un’ondata di sdegno popolare. “”Pochi giorni dopo, Karl Radek, uno dei fondatori della Kpd, delegato del Comintern per la Germania, esprimendo in un famoso discorso l’indignazione operaia per l'””imperialistischer Raubzug””, per la rapina imperialistica, celebrò l’eroismo di Schlageter”” (50). Il discorso di Radek, che parlava ufficialmente a nome della Kpd, impressionò favorevolmente i fautori della sinistra nazionale e i sostenitori della rivoluzione conservatrice (…)”” (pag 63-64) (49) M. Freschi, La letteratura del Terzo Reich, Editori Riuniti, 1997, p. 18; (50) Ivi, p. 19. (…) (La nota 50 prosegue con notizie sugli incontri di Radek con uomini politici di destra, ufficiali, industriali e diplomatici per proporre un’alleanza tedesco-sovietica contro l’imperialismo dell’Intesa, ecc.)”,”GERG-091″ “INNAMORATI Serena, con uno scritto di Romano BILENCHI”,”Mario Fabiani il Sindaco della ricostruzione. Appunti per una storia.”,”A Mario Fabiani, primo Sindaco eletto di una Firenze tornata libera nell’Italia Repubblicana, dopo il magistero di Gaetano Pieraccini, l’Amministrazione Civica ha voluto rendere omaggio nella forma composta e razionale dell’analisi storica e biografica, nel decimo anniversario della sua scomparsa.”,”BIOx-050-FL” “INNOCENTI Marco”,”L’ Italia del dopoguerra, 1946-1960. Come eravamo negli anni dal boogie-woogie dalla dolce vita.”,”INNOCENTI Marco è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista è responsabile del settore esteri de Il Sole 24 Ore. Studioso di attualità politica internazionale e di storia contemporanea ha pubblicato molte opere tra cui ‘I gerarchi del fascismo’ (1992). “”I conti per la monarchia non tornano: non la vuole De Gasperi, non la vogliono Togliatti e Nenni, tutti quelli che contano al Nord le sono contro. Le sinistre sono compatte per il no, la Dc, che nelle amministrative di marzo si è rivelata il partito più forte, ufficialmente non si schiera ma molti suoi simpatizzanti sono repubblicani. Al Nord la repubblica sembra un evento inevitabile. A difendere Umberto si alzano poche voci. Le più importanti, perché lasciano il segno sono quelle di due scrittori e giornalisti di grande talento: Giovanni Guareschi e Giovanni Mosca. Sono loro a tirare al Nord l’ impossibile volata al sovrano.”” (pag 83)”,”ITAS-101″ “INNOCENTI Ennio”,”Storia del Potere Temporale dei Papi.”,”””I Tedeschi avevano un bell’affannarsi nel presentarsi come cattolici, apostolici e romani; i veri Romani si ricordavano del vecchio proverbio ammonitore: ‘cum lupus addiscit psalmos, desiderat agnos’. Con questo non intendiamo affatto accreditare le vicende accennate come purissime lotte di liberazione! Il nostro obiettivo è assai più modesto: mostrare la persistenza in Roma d’un forte partito autonomista, che cambiando guide e alleanze, non mutava gli obiettivi e, soccombendo davanti al più forte, non gli lasciava via libera, ma lo condizionava in maniero spesso decisiva. Questa base è indispensabile per capire la trama politica in cui è coinvolto il potere temporale dei papi nel secolo che stiamo considerando””. (pag 176-177)”,”RELC-224″ “INNOCENTI Marco”,”I gerarchi del fascismo. Storia del ventennio attraverso gli uomini del Duce.”,”ANTE3-11 Marco INNOCENTI è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista è il responsabile del settore esteri del Sole 24 ore. ha scritto varie opere (v. risvolto di cop).”,”ITAF-247″ “INNOCENTI Marco”,”L’Italia del 1948. Quando De Gasperi batté Togliatti.”,”Marco Innocenti è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista è responsabile del settore esteri del Sole 24 Ore. Studioso di attualità politica internazionale e di storia contemporanea. (1997) “”Tra De Gasperi e Togliatti ci sono antipatia umana e diffidenza, avversione e rancori”” (pag 82)”,”ITAS-202″ “INNOCENTI Marco”,”I cannoni di settembre. La tragica estate del 1939.”,”Marco Innocenti (Milano, 1946), giornalista, è responsabile del settore Esteri del ‘Sole 24 ore’. Con Mursia ha già pubblicato diversi volumi. Appeasement di Chamberlain e ira di Hitler “”Chamberlain sceglie la strada giusta (quella del contenimento di Hitler) ma lo fa nel modo sbagliato (dando una garanzia in bianco a un altro Stato). Londra si mette nelle mani di Vasavia, alleandosi con un lontano paese che fino al giorno prima non valeva le ossa di un granatiere britannico e che è impossibile difendere senza il concorso della Russia: La sua apertura di credito alla Polonia non le lascia nessuna scelta, pone Varsavia in condizione di costringerla alla guerra semplicemente opponendo un rifiuto al negoziato con Hitler e rafforza la volontà polacca di non concedere nulla. L’ultima parola – pace o guerra – è lasciata nelle nervose mani dei polacchi, «uomini – come scriverà B.H. Liddell Hart – dall’intelligenza politica dubbia e mutevole, che accarezzano l’idea di una cavalcata a Berlino». È una garanzia in bianco, un’arma letale, «una decisione – come scriverà Joachim Fest – ricca di pathos ma non di saggezza». Mai una buona causa era stata peggio interpretata. L’uomo che non aveva voluto difendere, quando forse era possibile, l’Austria e la Cecoslovacchia offre ora una garanzia unilaterale a un Paese militarmente indifendibile: un grande appezzamento di terreno periodicamente emergente dalle nebbie della storia europea, ma mai nello stesso posto, già tre volte almeno diviso tra Germania e Russia. Nessuno, quel 31 marzo (1939, ndr), guarda dall’alto. O forse, contro la leggerezza umana, anche gli dèi combattono invano. La reazione di Hitler è violenta e plateale. La garanzia inglese a Varsavia non lo dissuade, anzi lo stimola. La ritiene una provocazione. Quando gli comunicano la presa di posizione inglese, batte il pugno sul tavolo in marmo della nuova cancelleria e urla, con il viso stravolto: «Gliela farò pagare. Cucinerò agli inglesi una minestra che li farà strozzare». Il Führer è ormai lanciato. Liquidata la Cecoslovacchia, costretta la Lituania a cedere Memel, riapre bruscamente con Varsavia il problema di Danzica e del Corridoio”” (pag 26-27)”,”QMIS-312″ “INNOCENTI Marco”,”L’Italia nel 1940. Come eravamo nel primo anno della guerra di Mussolini.”,”Marco Innocenti è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista, è responsabile del settore Esteri del ‘Sole 24 ore’. Studioso di attualità politica internazionale e di storia contemporanea, ha già pubblicato ‘Atlante politico’ (1978), ‘Le guerre degli anni Settanta (1981), e ‘Le guerre degli anni Ottanta’ (1988). La guerra privata di Mussolini e Ciano. “”Amaro dicembre. La storia si muove da sola e i sogni sono sul confine incerto degli incubi. Le nostre truppe che dovevano già essere ad Atene sono bloccate nel gelo delle montagne albanesi. La guerra di logoramento è una fornace che brucia uomini. La ‘Julia’ iene duro lungo la Vojussa in una guerra di posizione che ricorda quella di papà sul Carso e sull’Ortigara. Una campagna voluta per capriccio e per antagonismo si è trasformata in una tragedia. L’8 dicembre i greci occupano Argirocastro, in Albania, ed è una nuova giornata di festa per Atene. Anche in Inghilterra suonano le campane della propaganda. Aggredita da incessanti bombardamenti, con le città ridotte a un cumulo di macerie in un mare di fiamme, l’Inghilterra si galvanizza nell’udire che almeno uno dei suoi nemici, il più disprezzato, sta mordendo la polvere di fronte al piccolo popolo greco. Il 20 dicembre, proprio mentre nell’Africa settentrionale si delinea la rotta di Graziani che lo porterà alla perdita dell’intera Cirenaica, i greci conquistano sulla costa ionica Porto Palermo e poi Himara. Attraversiamo il momento peggiore. Si sfiora il panico, gira nell’aria la sensazione che dovremo ripiegare su Tirana, trincerandoci attorno alla capitale e all’aeroporto. La guerra privata di Mussolini e Ciano.doveva essere una passeggiata a passo romano, una cosa veloce, classica, indolore. «La guerra» amava dire Badoglio in tempi migliori, «si fa con i fanti, il fucile, il mulo e con qualche mitragliatrice». Sarebbe dovuta essere talmente facile e l’avanzata talmente rapida che non erano state distribuite le divise invernali, le cucine erano rimaste indietro e gli ospedali da campo non erano stati neppure approntati: come prima dell’attacco alla Francia, quando l’ordine per gli ufficiali era di lucidarsi bene gli stivali tanto doveva essere una passeggiata. La stampa scriveva: «I nostri soldati in avanzata sul fronte greco distribuiscono tra la popolazione divise da Balilla, suscitando nei giovani la più schietta e divampante letizia». Ora, invece, siamo in ritirata. In due mesi la ‘Julia’ si è ridotta da 9.000 a 800 uomini; dopo la campagna dovrà essere ricostituita. Abbiamo 160.000 uomini in campo, appena sufficienti per non farci spazzare via. L’Italia «proletaria e fascista» paga la leggerezza dei suoi capi. I soldati rimasti senza cibo consumano l’Energon destinato ai muli, imprecano e sperano che Cavallero riesca a fare qualcosa. La Grecia è una tragedia che prepara quella russa. Quelli che torneranno presenteranno il conto”” (pag 167-168)”,”ITAF-394″ “INNOCENTI Marco”,”L’Italia del 1940. Come eravamo nel primo anno della guerra di Mussolini.”,”Marco Innocenti è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista, è responsabile del settore esteri del Sole 24 Ore (1996). Studioso di attualità politica internazionale e di storia contemporanea, ha già pubblicato ‘Atlante politico’ (1978), ‘Le guerre degli anni Settanta’ (1981), ‘Le guerre degli anni 1980’ (1988), ‘I gerarchi del fascismo’ (1992), ‘L’Italia nel 1943’ (1993), ‘L’Italia nel 1945’ (1994), ‘L’Italia de dopoguerra, 1946-1960’ (1995). La stampa di regime. “”La stampa è imbavagliata, è fatta di silenzi e di verità alterate, il suo potere è pilotato e condizionato dal ministero della Cultura popolare, una macchina ben oliata, una delle armi più poderose del regime. Il Minculpop controlla stampa, radio, teatro, cinema e turismo; stabilisce la linea che i giornali devono seguire, sceglie i direttori, indica i giornalisti da assumere o da licenziare, dirama opportune note di servizio, le famose veline. I giornali devono essere «organi di ardente propaganda dell’italianità e del regime, improntati a ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire»; devono offrire l’immagine di un’Italia operosa, tranquilla, protetta dal Duce e dai gerarchi in perpetua veglia, devono dare prova di «sensibilità fascista». Quindi niente delitti e suicidi, niente scandali e disastri, niente epidemie e alluvioni, niente fotografie di mostri o di belle donne poco vestite, di fatti di sangue o di tragedie passionali. Gli italiani che comprano i quotidiani vi trovano pochissima cronaca nera, nessun fatto che «possa turbare l’opinione pubblica», molta cronaca bianca, che dovrebbe essere formativa ed educativa, molta cronaca politica, che ci si è ormai abituati a saltare insieme con i commenti, e una buona terza pagina, che trabocca nella quinta, con articoli, saggi, racconti, corsivi ed elzeviri. Molto sport e spettacolo, ottimi ami per i lettori svogliati. E poi quelle notizie spicciole, in corpo piccolo e con titoli a una o due colonne, che qualcosa, in mezzo a pagine dedicate ai fasti del regime, ai lettori sanno offrire. Se guadagna in essenzialità, la stampa perde in completezza e, soprattutto, subisce l’inevitabile aggressione delle veline. L’informazione è parziale, la partigianeria delle opinioni troppo scoperta e così, proprio nell’estate del 1940, va a ruba l’«Osservatore romano», il «giornale dei preti», considerato l’unica fonte attendibile sulla guerra”” (pag 125-126)”,”ITAS-239″ “INNOCENTI Marco”,”Fiamme su quattro continenti. Le guerre degli anni Settanta.”,”Marco Innocenti, milanese, 35 anni, è il responsabile del servizio esteri del Sole 24 Ore. Ha già pubblicato nella stessa collana ‘Atlante politico’ (1981) La crisi di Cipro. (1974) “”Il 20 luglio, alle cinque del mattino, la Turchia attacca. I fucilieri di marina sbarcano a Kyreia, i parà si calano sull’aeroporto di Nicosia. Le mitragliatrici sgranano i colpi i Phantom turchi sono già padroni del cielo. Per Ankara è la grande occasione. La Turchia sa di essere più frote: prende sul tempo la Grecia e la mette di fronte al fatto compiuto. Atene subisce l’iniziativa turca, non risponde con le armi e invoca il cessate il fuoco. La giunta greca, abile nell’esportare colpi di Stato, è incapace di affrontare una guerra. Perché la Turchia ricorre alla forza? La mossa è azzardata ma ha un significato preciso. Ankara coglie al volo il pretesto, che la mossa falsa dei colonnelli le ha offerto, per occupare militarmente una grossa e ricca fetta dell’isola e crearvi un mini-Stato alle proprie dirette dipendenze. Al potere è Bulent Ecevit, un quanrantanovenne socialista, ex giornalista, poeta dilettante, maschera nervosa, baffi robusti, naso adunco, politico discusso. E’ un moderato ma gioca consapevolmente la carta del nazionalismo, e della guerra, per non farsi scavalcare sullo stesso terreno dall’opposizione di destra di Demirel. C’è una seconda spiegazione, ed è brutale. Ecevit o interviene o cade. Una tattica attendista gli sarebbe politicamente fatale. Un primo ministro turco non può inimicarsi l’esercito e l’esercito è per l’intervento. Le forze armate turche sono spesso mute, ma non cieche né sorde. La Turchia appartiene a loro, come il Bosforo, la porta del Mediterraneo (…)’ (pag 97-98)”,”QMIx-319″ “INNOCENTI Marco”,”L’Italia del 1945. Come eravamo nell’anno in cui scoppiò la pace.”,”I politici. “”(…) Poi c’è Alcide De Gasperi, di cui parleremo, c’è Pietro Nenni, l’uomo del basco, con un passato da fascista, molto amato dai cronisti perché chiacchiera volentieri, collerico, egocentrico, politico fazioso ma profondo galantuomo nella vita privata. C’è Palmiro TOgliatti, dall’aspetto professorare, piccolo, miope, monotono nella parola, apparentemente innocuo, semplice nella vita privata come un po’ tutti, peraltro, i politici del tempo. (…)’ (pag 173) Marco Innocenti è nato a Milano nel 1946. Giornalista professionista, è stato responsabile del settore esteri de ‘Il Sole 24 Ore’. Studioso dii attualità politica internazionale e di storia contemporanea, ha già pubblicato varie opere tra cui ‘L’Italia del 1940’, ‘L’Italia del 1943’, ‘I gerarchi del fascismo’.”,”ITAS-247″ “INOGUCHI Takashi OKIMOTO Daniel I. a cura”,”The Political Economy of Japan. Volume 2. The Changing International Context.”,”Saggi di Takashi INOGUCHI Shumpei KUMON e Akihiko TANAKA Bruce RUSSETT Koichi HAMADA Hugh T. PATRICK Robert G. GILPIN Ryutaro KOMIYA e Motoshige ITOH Gary R. SAXONHOUSE Yoichi SHINKAI Peter J. KATZENSTEIN Daniel I. OKIMOTO Donald C. HELLMANN Stephen D. KRASNER Charles E. MORRISON Kenneth B. PYLE”,”JAPE-027″ “INOGUCI Rikihei NAKAJIMA Tadasci con PINEAU Roger”,”Kamikaze! Vento divino. Le missioni suicide dei piloti giapponesi spiegate da chi le ideò.”,”Riepilogo operazioni Kamikaze: velivoli inviati in missione 2314, rientrati 1086 perduti 1228 compresi i velivoli di scorta. Totale navi effettivamente affondate 34 ed effettivamente danneggiate 268, in totale circa 300. Tre velivoli persi per ogni nave seriamente danneggiata o affondata.”,”QMIS-054″ “INSOLERA Melina a cura; scritti di BABEUF OWEN HODGSKIN ROLL FOURIER PROUDHON BLANC MARX LASSALLE R. WILLIAMS A. OMODEO ENGELS P.M. SWEEZY J. EATON BAKUNIN G. COURBET MALATESTA TOLSTOI HERZEN PISACANE G.D.H. COLE E. COLLOTTI R. LUXEMBURG KAUTSKY BEBEL M. BEER W. MORRIS S.F. ROMANO P. D’ANGIOLINI TROTSKY K. LIEBKNECHT”,”Il socialismo e il movimento operaio dalla Congiura degli Eguali alla crisi della Seconda Internazionale.”,”Scritti di BABEUF, OWEN, HODGSKIN, ROLL, FOURIER, PROUDHON, BLANC, MARX, LASSALLE, R. WILLIAMS, A. OMODEO, ENGELS, P.M. SWEEZY, J. EATON, BAKUNIN, G. COURBET, MALATESTA, TOLSTOI, HERZEN, PISACANE, G.D.H. COLE, E. COLLOTTI, R. LUXEMBURG, KAUTSKY, BEBEL, M. BEER, W. MORRIS, S.F. ROMANO, P. D’ANGIOLINI, TROTSKY, K. LIEBKNECHT. Contiene pure: Manifesto programmatico della Comune Risoluzioni del Congresso di Stoccarda Manifesto di Zimmerwald”,”SOCx-057″ “INSOLERA Melina a cura; testi antologici di W.H. CHAMBERLIN N. LENIN E.H. CARR J. REED R. LUXEMBURG V. MAJAKOVSKIJ E. DÄUMIG O. LEWIS L. FISCHER A. KOLLONTAI L.D. TROTSKY N.I. BUCHARIN N. KRUSCIOV A. NOVE A. GRAMSCI A. ROSENBERG A. PANNEKOEK N. CHIAROMONTE P. NENNI G. BERNERI D. IBARRURI G. BRENAN E. DOLLEANS E. COLLOTTI PISCHEL N. BOBBIO J. MYRDAL J. ESMEIN MAO TSE-TUNG E. KARDELY D. GUERIN B. BARRACLOUGH S. TUTINO E. GUEVARA M. GOMEZ B. RABEHL J. MITCHELL W. ABENDROTH S. TURONE L. BASSO”,”Il socialismo e il movimento operaio dalla Rivoluzione d’Ottobre alla Cina popolare.”,”testi antologici di W.H. CHAMBERLIN N. LENIN E.H. CARR J. REED R. LUXEMBURG V. MAJAKOVSKIJ E. DÄUMIG O. LEWIS L. FISCHER A. KOLLONTAI L.D. TROTSKY N.I. BUCHARIN N. KRUSCIOV A. NOVE A. GRAMSCI A. ROSENBERG A. PANNEKOEK N. CHIAROMONTE P. NENNI G. BERNERI D. IBARRURI G. BRENAN E. DOLLEANS E. COLLOTTI PISCHEL N. BOBBIO J. MYRDAL J. ESMEIN MAO TSE-TUNG E. KARDELY D. GUERIN B. BARRACLOUGH S. TUTINO E. GUEVARA M. GOMEZ B. RABEHL J. MITCHELL W. ABENDROTH S. TURONE L. BASSO”,”MOIx-039″ “INTINI Ugo, presentazione di; intervista a Pierre NAVILLE, Lucio COLLETTI, Antonio GIOLIITTI, Giuseppe VACCA, Maurizio FERRARA, Salvatore VECA, Francois FEJTO, Paolo SPRIANO, Livio ZANETTI, Domenico SETTEMBRINI, Gaetano ARFE’, Luciano LAMA”,”I conti con la storia. Il caso Bucharin, Togliatti, lo stalinismo. Articoli e commenti della stampa italiana.”,”Interviste a Pierre NAVILLE, Lucio COLLETTI, Antonio GIOLIITTI, Giuseppe VACCA, Maurizio FERRARA, Salvatore VECA, Francois FEJTO, Paolo SPRIANO, Livio ZANETTI, Domenico SETTEMBRINI, Gaetano ARFE’, Luciano LAMA. “”Quando incontrò Trotsky per la prima volta?”” “”A Mosca, nel ’27, proprio il giorno in cui lui fu espulso dal partito. Le cose andarono così. Io allora pubblicavo a Parigi, insieme al mio amico Gerard Rosenthal, la rivista Clarté ed ero entrato in contatto con Victor Serge che era rientrato in Russia alla fine del ’17, subito dopo la Rivoluzione. Ci scrivevamo, lui mi mandava degli articoli. Serge era legato personalmente a Trotsky che in quel momento, alla vigilia del XV Congresso, era ancora membro del governo e commissario agli affari pubblici. (…) Trotsky cominciò subito a martellarci di domande sulla situazione del Partito comunista francese. Mentre gli rispondevo, il telefono che era sulla sua scrivania si è messo a squillare. Lui ha preso il ricevitore, ha scambiato poche parole in russo, poi ha messo giù e ha detto con una smorfia sprezzante: “”Era Bucharin che piagnucolava: ma come, compagno Trotsky, lei espulso dal partito! non è possibile! è spaventoso! faccia qualcosa…”” (pag 181-182, intervista a Pierre Naville).”,”PCIx-117″ “INVERNIZZI Marco”,”I cattolici contro l’Unità d’Italia? L’Opera dei Congressi (1874-1904). Con i profili biografici dei principali protagonisti.”,”Marco Invernizzi nato a Milano nel 1952, ha pubblicato molti saggi sulla storia del movimento cattolico in Italia. Collabora alle riviste Cristianità e Il Timonee conduce la rubrica settimanale La voce del Magistero sull’emittente Radio Maria.”,”RELC-026-FL” “INVERNIZZI Marco”,”I cattolici contro l’Unità d’Italia? L’Opera dei Congressi (1874-1904). Con i profili biografici dei principali protagonisti.”,”Marco Invernizzi nato a Milano nel 1952, ha pubblicato molti saggi sulla storia del movimento cattolico in Italia. Collabora alle riviste Cristianità e Il Timonee conduce la rubrica settimanale La voce del Magistero sull’emittente Radio Maria.”,”RELC-065-FL” “IOANNISSIAN A. DAUTRY J. ZILBERFARB J. DUROSELLE J.B. GUIRAL P. BRUHAT J. REBERIOUX M. DOMMANGET M.”,”La pensée socialiste devant la révolution francaise.”,”In apertura cita il Libro di ADVIELLE V. Histoire de Gracchus Babeuf et du babouvisme d’apres de nombreux documents inedits, Paris, 1884 pag 1-264. “”Nella sua opera postuma, Traité de politique et de Science morale, in cui tutto l’ ultimo capitolo è consacrato alla Rivoluzione, Buchez, sembra rasserenato, scrive così: “”La Costituente del 1848 ha completato l’ opera della Costituente del 1789. Alla dottrina dei diritti, essa ha aggiunto la dottrina dei doveri dell’ uomo e delle nazioni””. (pag 96)”,”SOCx-121″ “IOANNISSIAN A. DAUTRY J. ZILBERFARB J. DUROSELLE J.B. GUIRAL P. BRUHAT J. REBERIOUX M.”,”Le Pensée Socialiste devant la Révolution francaise.”,”Fondatore della rivista Albert MATHIEZ (1874-1932), direttore Georges LEFEBVRE (1874-1959), Direttore gerente Albert SOBOUL 2° copia (la prima è in emeroteca) Tre incontri di Marx con la rivoluzione francese. “”Due serie di quaderni sono particolarmente ricchi: quelli di Kreuznach e quelli di Parigi. Esaminiamo subito questi quaderni del periodo detto di Kreuznach. Siamo nel 1843: Karl Marx che si è appena sposato, passa l’ estate a Kreuznach in Vestfalia ove Jenny von Westphalen viveva con la madre. Mentre la serie precedente dei Cahiers detta di Bonn (1842) traduce come preoccupazione dominante di Marx le questioni della religione e dell’ estetica, la serie di Kreuznach è nettemente storica.”” (J. Bruhat, pag 136) “”Un’altra preoccupazione di Marx: la natura dei poteri della Convenzione. Marx ricopia due passaggi di Levasseur relativi alla questione.”” (nota: le ‘Memoires’ di Levasseur, esponente vicino a Robespierre) (pag 140) “”Ci sono pure i quaderni detti di Bruxelles e di Manchester (1845-1846): 400 pagine di estratti e di riassunti. Prima di tutto di economisti, ma con delle note su un libro apparso nel 1846 e intitolato ‘Histoire des Idées sociales avant la Révolution francaise ou les socialistes modernes devancés et dépassés par les anciens penseurs et philosophes. Avec textes à l’appui’ di P. de Villegardelle. Il libro contiene degli estratti di Necker, di Brissot e di Linguet. Questi materiali sono stati utilizzati da Marx nel ‘Capitale’ e nelle ‘Teorie sul plusvalore’. Ma non ci sono che gli estratti conosciuti e inventariati. C’è la biblioteca di Marx. Abbiamo la prova che essa conteneva un grande numero di libri relativi alla Rivoluzione francese. Questa prova ci è fornita dalla corrispondenza di Friedrich Engels – Paul e Laura Lafargue. Engels scrive a Laura Lafargue il 5 febbraio 1884: “”C’è un gran numero di buoni libri francesi dei quali alcuni sono preziosi e che, pensiamo, potrebbero essere più utili nelle tue mani e di quelle di Paul che da nessuna altra parte (…)””. Engels cita tra gli altri: “”Guizot, Histoire de la civilisation en France’. Tutti i libri sulla rivoluzione francese (Loustalot, Deux Amis de la Liberté, ecc).””. Lafargue è naturalmente daccordo e reclama pure (conosceva bene la biblioteca di suo suocero) la ‘Histoire de la Révolution’ dell’ abbé Montgaillard. Il 31 marzo 1884, Engels annuncia l’ invio “”di un buon lotto relativo alla Rivoluzione francese: Loustalot, Feuille villegeoise, Prisons de Paris pendant la Revolution…””. Poi il 28 novembre 1884, Engels ha dei rimorsi. Richiede a Laura Lafargue il ritorno di alcuni volumi tra i quali Thierry: Histoire du Tiers Etat; Paquet: Istitutions provinciales et communales de la France; Buonarroti: La Conspiration de Babeuf. Ed Engels aggiunge: “”Thierry e Paquet mi sarebbero utili… e Buonarroti è adesso introvabile””.”” (pag 141-142) “”(…) arrivo al terzo incontro di Marx – Rivoluzione francese. Mentre le biblioteche parigine sono a sua disposizione, Marx si trova più o meno direttamente mischiato ad una società dominata da una tradizione rivoluzionaria vivente. Si può dire che una rivoluzione scacci l’ altra. Prima del febbraio e del giugno 1848, è ancora il bilancio 1789-1799 a fare resoconto.”” (pag 144)”,”FRAR-335″ “IODICE Patrizia a cura, scritti di J. VERCOUTTER M.I. ROSTOVTZEFF G. NOLLI A. AYMARD G. WILKINSON S. MOSCATI ERODOTO DI ALICARNASSO PLINIO IL VECCHIO W. WOLF J. DUCHE’ G.W.H. HEGEL C. BARBAGALLO A. MORET J. PIRENNE J. WILSON”,”L’antico Regno d’Egitto e la prima rivoluzione politico-sociale (secoli XXVI-XXIV).”,”Fatica e lavoro di costruzione della Piramide Cheope. (pag 52) ‘Nel pieno del sole dell’estate trenta schiene bronzee, grondanti sudore, son legate al blocco di pietra che avanza nella slitta. Gronda anche la rampa di mattoni crudi, innaffiata di continuo perché sia più sdrucciolevole. Col canto e col martellare ritmico dei piedi i fellahin (1) scandiscono lo sforzo; e gemono i pattini, issando le due tonnellate di pietra sul fianco della piramide. Fra un paio di giorni saranno in cima. Trenta squadre di trenta uomini ciascuna si seguono su per la rampa a zig-zag, seicento blocchi, diciottomila fellahin cantano in coro, e lo stesso accade sulle altre tre facce della piramide. Sessantaduemila formiche umane sgobbano in ordine perfetto sulla piramide di Cheope. A sera gli scribi fanno il conto dei blocchi sistemati: milleduecento al giorno. Affa fine dei tre mesi d’estate saranno centomila. Fra venti anni la casa eterna sarà pronta a ricevere il re Cheope. I fellahin possono essere contenti: con una simile dimora il Faraone, che li protegge, sarà un dio di riguardo: è bello morire sotto la sua protezione, soprattutto per chi muore durante il lavoro. (…) Tuttavia le piramidi non sono opere di uomini che temono la frusta, ma di uomini che temono la morte, di uomini disposti a soffrire allegramente per qualche anno nella valle del Nilo ed assicurarsi una felice sopravvivenza alla ombra delle piramidi. Le piramidi, come le nostre cattedrali, sono immense preghiere senza parole. Preghiere che pesano sette milioni di tonnellate; le ha innalzate un popolo unanime. Ogni anno, nel mese di luglio, il Nilo, secondo l’ordine del Faraone, straripa per deporre sulla terra l’oro nero del suo limo, e i contadini accorrono al cantiere. Durante i tre mesi dell’inondazione, non possono lavorare nei campi”” (pag 52) [J. Duché, ‘L’ambizione di un uomo e la fatica di un popolo’] [da ‘La storia dell’uomo’, Milano, 1959, pp. 67-68, traduzione di L. Bianciardi] [(1) Fellah: contadino; plurare, fellahin; forma arabica dal verbo ‘felaha’: arare]] [ISC Newsletter N° 75] ISCNS75TEC”,”STAx-275″ “IOFFE Maria, a cura di Valentina GIUSTI”,”Una lunga notte. Memorie di rivoluzionari contro Stalin.”,”Valentina Giusti ha curato per Prospettiva edizioni l’antologia di scritti dal 1930 al 1937 di Lev Sedov ‘Stalinismo e opposizione di sinistra’ (1999), e ‘Contro Stalin’ (2002) una raccolta di documenti dell’Opposizione di sinistra dal 1923 al 1933. Maria M. Ioffe è nata a New York nel 1900 ma è cresciuta in Russia a San Pietroburgo. Nel 1918 ha sposato Adolf Ioffe, dirigente di primo piano del partito bolscevico stretto collaboratore di Lev Trotsky. Suo figlio Volodja è nato nel luglio 1919. E’ stata una personalità di spicco dell’opposizione di sinistra antistalinista. Dopo il suicidio di Joffe nel novembre 1927, che gravemente malato scelse di togliersi la vita per lanciare un ultimo segno di protesta contro il regime di Stalin, Maria viene rimossa dal lavoro che svolgeva per giornali e riviste e trasferita alla casa editrice di Stato per lavorare come redattrice. In seguito protesta (marzo 1929) contro l’espulsione di Trotsky. Viene arrestata e condannata all’esilio, al carcere, ai campi di lavoro (gulag nell’area di Vorkuta). Nel 1957 è stata parzialmente riabilitata in occasione dell’amnistia di Krusciov. Solo allora ha saputo della “”liquidazione”” di suo figlio.”,”RUSS-245″ “IOPPOLO Anna Maria”,”Opinione e scienza. Il dibattito tra Stoici e Accademici nel III secolo e nel II secolo a.C.”,”L’ opinione rappresenta il punto qualificante e il filo coduttore del dibattito che si è svolto tra Stoici e Accademici nel 3° e 2° secolo a.C. Seguendo lo sviluppo di questo concetto, è possibile cogliere la diversità tra lo scetticismo di ARCESILAO, che si inidrizza contro ZENONE e i suoi immediati discepoli, e quello di CARNEADE, che costituisce la risposta a CRISIPPO. In relazione alle critiche accademiche, si manifestano con maggiore chiarezza anche le differenze nelle posizioni die singoli Stoici. Inoltre dal dibattito emerge che la filosofia di ARCESILAO e di CARNEADE trova le sue motivazioni nella riflessione sulla tradizione platonica e sulla filosofia di SOCRATE. Lo Scetticismo accademico esce così dall’ambito ristretto della polemica antistoica e appare nella sua originalità ed autonomia.”,”FILx-114″ “IPPOCRATE, a cura di Linda UNTERSTEINER CANDIA”,”Dell’ aria, delle acque, dei luoghi. Il giuramento. La legge.”,”””Ogni cosa avviene conforme a natura”” (De Aere Cap. 22) “”In tal modo le leggi sono, in non piccola parte, artefici di magnanimità”” (De Aere Cap. 23) pag 22 “”Né la sazietà né la fame né alcuna altra cosa sono un bene, qualora siano superiori alla misura naturale”” “”Segni di stanchezza non motivata denunciano malattie”” (pag 171) “”Affermo dunque che l’Asia differisce assai dall’Europa, per la natura di tutte le cose, sia dei prodotti del suolo, sia degli uomini. Ogni cosa infatti nasce più bella e più grande in Asia, il paese è più ameno e i costumi degli uomini sono più miti e placidi. Queste condizioni sono determinate dalla giusta contemperanza delle stagioni, poiché l’Asia è situata nella parte centrale dell’oriente, esposta all’aurora ed alquanto distante dalla zona fredda: perciò più che ogni altra ragione offre una flora rigogliosa e facilità di coltivazione, poiché nessun eccesso di temperatura predomina in modo assoluto; ma tutto vi si afferma in ugual misura””. (pag 111)”,”STAx-191″ “IPPOLITO Roberto”,”L’Italia dell’economia. Fatti, dati, protagonisti del 2000.”,”Roberto Ippolito è giornalista economico del quotidiano La Stampa. Per il giornale racconta i principali avvenimenti, spesso anticipandoli. E sempre con l’obiettivo di renderli comprensibili anche ai lettori meno esperti. Impegnato frequentemente all’estero, è docente alla scuola di specializzazione in giornalismo dell’Università Luiss.”,”ITAE-062-FL” “IRACI Leone; ROCHAT Giorgio; OLIVA Gianni”,”Idee e dibattti sull’imperialismo nel socialismo italiano tra l’ultimo decennio del XIX secolo e la conquista della Libia (Iraci); L’aeronautica italiana nella guerra d’Etiopia (1935-36) (Rochat); Appunti per una storia locale della resistenza (Oliva).”,”Il saggio di Iraci contiene tra l’altro i seguenti paragrafi: 3-4. Da un secolo all’altro: Antonio Labriola e il colonialismo (pag 129-138) 5. Achille Loria. La teoria dell’imperialismo come applicazione “”esanime”” delle tesi di Marx (pag 139-145) 7. Analisi sociale e parole d’ordine dell’ anticolonialismo socialista (pag 146-151) 10. I socialisti tedeschi in difesa dell’impero turco (pag 153-157) 11. Gaetano Salvemini contro la conquista di colonie povere (pag 157-161) “”In realtà, Labriola non si preoccupò mai di formarsi idee chiare su quello che allora cominciava a chiamarsi imperialismo. Nel colonialismo crispino vide soprattutto un ambiguo intrigo di sottogoverno (…)”” (pag 129)”,”TEOC-023-FGB” “IRIYE Akira a cura; saggi di Wilfried LOTH Thomas W. ZEILER John R. McNEILL e Peter ENGELKE Petra GOEDDE Akira IRIYE”,”Storia del mondo. 6. Il mondo globalizzato. Dal 1945 a oggi.”,”A. Iriye è Professore emerito di Storia all’Università di Harvard. Nel 1988 è stato presidente dell’American Historical Association. J. Osterhammel insegna storia moderna presso l’Università di Costanza. E’ autore di molte pubblicazioni sulla storia europea e asiatica del XVIII secolo. All’interno del saggio di Wilfried Loth ‘Le trasformazioni degli stati e i rapporti di forza’: ‘L’accidentato cammino verso il SALT II’ (pag 102-105); ‘Il SALT: critiche e riarmo’ (pag 121-125) “”La superiorità della flotta americana era invece tale che un recupero delle posizioni in ambito navale da parte dell’Unione Sovietica non era minimamente pensabile. Ancora alla metà degli anni settanta una singola portaerei americana aveva una potenza di fuoco maggiore dell’intera flotta sovietica di superficie. La dotazone americana di missili a testata multipla ebbeun incremento molto più rapido di quella sovietica”” (pag 122) Preoccupazione di Helmut Schmidt. (pag 123-124)”,”STOU-119″ “IRONSIDE Edmund”,”Archangel, 1918-1919.”,”Ironside, General Sir W.E. (afterwardes Field-Marshal Lord Ironside)”,”RIRO-053-FL” “IRVINE John MILES Ian EVANS Jeff”,”Demystifying Social Statistics.”,”Introduction degli autori, Acknowledgements, List of Contributors, Table, Bibliography, Index,”,”STAT-002-FL” “IRVING David”,”La guerra tra i generali. All’interno dell’ alto comando alleato.”,”All’interno del gruppo di generali componenti l’alto comando alleato vi erano l’indeciso EISENHOWER, l’ impulsivo PATTON, l’imperioso MONTGOMERY, l’ostinato BRADLEY, e accanto a loro DE-GAULLE, soprannominato ‘Giovanna d’Arco’ da CHURCHILL. Brani da ‘The Patton Papers 1940-45′ di Martin BLUMENSON sono stati qui pubblicati per concessione della HOUGHTON MIFFLIN COMPANY (1974). IRVING, noto storico contemporaneo, è autore di opere sulla Germania nazista e sulla 2° GM. Per le edizioni Mondadori ha pubblicato: -Apocalisse a Dresda. 1965 -Le armi segrete del Terzo Reich. 1968 -Il convoglio della morte. 1969 -La pista della volpe. 1978″,”QMIS-036″ “IRVING David”,”Göring. Il maresciallo del Reich.”,”Hermann GÖRING (1893-1946) fu tra i fondatori del partito nazista (NSDAP, 1922). Creatore della Gestapo (1933), maresciallo del Reich (1938) ministro dell’ aviazione fu responsabile della pianificazione economica dal 1936 al 1942. Condannato a morte a Norimberga, si suicidò. “”Questo aspetto zoofilo del carattere di Goering produsse strani contrasti. Era capace di spietatezze ineguagliabili nei confronti degli uomini: tuttavia la storia dimostra che introdusse in Prussia una severa legge contro la vivisezione, facendola precedere via radio dall’ avvertimento che avrebbe spedito in campo di concentramento ogni trasgressore prima ancora che la legge fosse stata ufficialmente approvata”” (pag 217).”,”GERN-099″ “IRVING Clive HALL Ron WALLINGTON Jeremy”,”Scandalo ’63. Uno studio dell’ Affare Profumo.”,”””Ciò dimostra che la gente non aveva la tendenza a considerare l’ affare principalmente nel suo aspetto politico. In realtà, neanche la metà delle persone intervistate nominarono qualche membro del Parlamento o un funzionario dell’ amministrazione, all’ infuori di Profumo. Né pare che il problema della sicurezza fosse ritenuto importante (…). Erano piuttosto gli elementi esotici quelli di cui la gente era al corrente (…)””. (pag 283) Lo Scandalo Profumo fu uno scandalo politico avvenuto nel 1963 nel Regno Unito. Prende il nome dall’allora Segretario di Stato alla guerra John Profumo. Profumo era un colto e rispettato membro del governo conservatore britannico, sposato con l’attrice Valerie Hobson. Lo scandalo nacque da una sua breve relazione con una showgirl di nome Christine Keeler. Profumo la incontrò nel 1961 ad un ricevimento a Cliveden organizzato dall’osteopata londinese, Dott. Stephen Ward. La loro relazione durò solo poche settimane prima che Profumo la troncasse. Le voci sulla relazione divennero pubbliche nel 1962, così come il fatto che la Keeler aveva avuto una relazione anche con Evgeni “”Eugene”” Ivanov, attaché anziano della marina all’ambasciata sovietica di Londra. Il principale errore di Profumo fu quello di mentire alla Camera dei Comuni. Nel marzo 1963 dichiarò che “”non c’è assolutamente nulla di improprio”” nella sua relazione con la Keeler. Profumo confessò in giugno di aver fuorviato la Camera dei Comuni. Il 5 dello stesso mese rassegnò le sue dimissioni da ministro del gabinetto, da membro del parlamento e da consigliere privato. Il governo ricevette un rapporto ufficiale da Lord Denning il 25 settembre 1963. Un mese dopo il primo ministro conservatore, Harold Macmillan, rassegnò le dimissioni, le sue cattive condizioni di salute esacerbate dallo scandalo, e il suo posto venne preso da Sir Alec Douglas-Home. Ward venne indagato per il guadagnarsi da vivere con attività immorali e si suicidò in agosto. Christine Keeler venne giudicata colpevole di spergiuro e condannata a nove mesi di prigione. Profumo morì il 9 marzo 2006. Alcuni degli eventi dello Scandalo Profumo sono descritti nel film Scandal (1989), con John Hurt, Joanne Whalley, Bridget Fonda, e Leslie Phillips. Bibliografia: Alan Cowell, John Profumo, British Minister Ruined by Sex Scandal, Dies, New York Times, 10 marzo 2006 Derek Brown, 1963: The Profumo scandal, Manchester Guardian, 10 aprile 2001 Tim Coates, 1963: John Profumo and Christine Keeler, Stationery Office Books, 2001 Profumo resigns over sex scandal British Broadcasting Corporation, 5 giugno 1963 Lewis Morley, Christine Keeler astride a copy of an Arne Jacobsen chair, Victoria and Albert Museum, 1963 Estratto da “”http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Profumo”&#8221; pag 189 ‘Tre giornali ostili devono essere più temuti di mille baionette’ Napoleone”,”UKIx-096″ “IRVING David”,”La pista della volpe.”,”Dello stesso autore: ‘Apocalisse a Dresda’ Le difficoltà ‘di scala’ di Rommel in Normandia. “”I nemici che Rommel vede sono tutti giovani: età media, ventidue-ventitré anni. Quella dei soldati delle sue divisioni di fanteria è sui trentacinque-trentasette; soltanto gli uomini delle Panzerdivisionen d’élite, come la Hitlerjugend o la Lehr, hanno l’età dei loro avversari. Come a El Alamein, questi hanno gettato nella battaglia gli equipaggiamenti e munizioni su una scala ignota ai nazisti. Per superare i terreni allagati, si servono di carri anfibi; la «zona di morte» minata non li ferma: utilizzano speciali versioni di carri armati muniti anteriormente di tamburi rotanti ai quali sono collegate catene che frustano il terreno. Oppure, espediente alquanto crudele, si limitano a farsi precedere sui campi minati, da mandrie di bestiame francese «liberato»; sono muniti di mappe delle difese più precise di quelle di cui dispone Rommel stesso. E, soprattutto, possiedono navi da guerra che lanciano bordate a grande distanza dai punti di sbarco seguendo le indicazioni dei ricognitori, e hanno dalla loro il peso di un’aviazione strapotente. L’8 giugno, mentre ancora una volta si reca al comando del generale Geyr, Rommel ha modo di vedere migliaia di aerei alleati percorrere i cieli; entro un raggio di cento chilometri dalle teste di ponte, di giorno nessuna unità più grossa di una compagnia osa muoversi. Una delle conseguenze degli attacchi aerei è il dissesto totale delle comunicazioni radio: il generale Geyr ha già perso i tre quarti dei suoi radioveicoli: su 20 a Dietrich ne sono rimasti, di funzionanti, solo 4. Il 10, Hellmuth Lang scrive: «Finora, Rommel è corso da un posto di comando all’altro ogni giorno, per esercitare il suo controllo personale. Ma gli spostamenti in auto non sono più quella facile impresa che erano in precedenza». La struttura gerarchica tedesca era tutt’altro che semplice. Ogni comandante di divisione corazzata doveva orientarsi in una massa di ordini spesso contraddittori emanati dal comando supremo, da Rundstedt, da Rommel, da Dollmann (per quanto riguardava la VII armata), da Geyr (Panzergruppe West), da Dietrich (I SS-Panzerkorps). (…)”” (pag 391-392)”,”QMIS-014-FGB” “IRVING David, a cura di Carlo FRUTTERO e Franco LUCENTINI”,”Il convoglio della morte.”,”Il PQ. 17, il cosiddetto “”convoglio della morte”” si trasformò in un disastro: delle sue 34 navi partite dall’Islanda nel luglio 1942, lungo la rotta artica, soltanto 9 raggiunsero i porti di destinazione in Russia: le altre furono abbandonate ai sommergibili e aerei tedeschi, in quella che fu la più allucinante e incredibile carneficina navale di tutti i tempi. Guardando i fatti il PQ. 17 fu una catena difficilmente ripetibile di errori a tutti i livelli di comando, commessi sul piano inclinato della faciloneria, della confusione, della inettitudine che sempre accompagnano le catastrofi belliche. (dall’introduzione)”,”QMIS-020-FGB” “ISAACS Harold”,”La Tragédie de la Révolution chinoise, 1925-1927.”,”ISAACS Harold è autore di vari libri sui problemi asiatici e il problema dei neri negli Stati Uniti. E’ professore di scienze politiche al MIT (Massachusetts Institute of Technology, Harvard). Sulla tragedia della rivoluzione cinese MALRAUX ha scritto due romanzi ‘Les conquerants’ e ‘La Condition hamaine’. Questo volume è stato pubblicato per la prima volta nel 1938 con una prefazione di TROTSKY. Il libro era stato scritto nell’ intento della “”demistificazione””. Porta il marchio dello scontro dell’ epoca tra TROTSKY e STALIN. Tuttavia l’ opera ha un grande valore documentario. “”I banchieri, gli industriali, i compradori e i negozianti si erano messi sotto la bandiera di Chiang, a condizione che questi li liberasse dai comunisti, dagli operai ribelli, dagli scioperi e dalle insurrezioni. Chiang aveva assunto questo compito con una brutalità suscettibile di soddisfare i capitalisti più esigenti e più inquieti. Secondo un giornalista inglese “”egli porta avanti una pulizia di comunisti come nessun signore della guerra avrebbe osato fare anche nel proprio feudo. Ma, ecco il singhiozzo, prosegue lo stesso giornalista “”la campagna anticomunista avrebbe dovuto limitarsi a questo, e tutti sarebbero stati contenti. Ma invece sotto il pretesto della caccia ai comunisti si compiono nuove forme di persecuzione. Si fanno rapimenti e i pesanti riscatti vanno ad alimentare le finanze dei militari…si trattano i milionari come fossero comunisti. Nessuno può mettersi al riparo dall’ inquisizione che si è instaurata””.”” (pag 226)”,”MCIx-017″ “ISAACSON Walter”,”Steve Jobs.”,”ISAACSON Walter, già caporedattore della rivista Time, amministratore delegato e presidente CNN. Attualmente è amministratore delegato dell’Aspen Institute. E’ autore di varie biografia tra cui Kissinger, Franklin, Einstein. “”L’Apple II sarebbe stato commercializzato, in vari modelli, per i successivi sedici anni, e ne sarebbero stati venduti quasi sei milioni di esemplari. Più di qualsiasi altra macchina, lanciò l’industria del personal computer. Wozniak ha il merito storico di avere progettato i suoi straordinari circuiti stampati e il relativo software operativo, una delle più grandi opere che un singolo ingegno abbia concepito nel XX secolo. Ma fu Jobs a integrare i circuiti stampati di Wozniak in un pacchetto facile da usare, completo di alimentatore, schermo, tastiera ed elegante involucro. Fu lui, inoltre, a creare l’azienda che sorse intorno alle macchine di Wozniak. Come disse in seguito Regis McKenna: “”Woz disegnò la splendida macchina, ma quella macchina oggi sarebbe ancora esposta solo nei negozi di hobbistica se non fosse stato per Steve Jobs””. Nondimeno, la maggior parte della gente riteneva l’Apple II la creatura di Wozniak. Questo avrebbe spinto Jobs a cercare di compiere un altro grande passo, un progresso che potesse definire tutto suo””. (pag 99)”,”USAE-076″ “ISAACSON Walter”,”Einstein. La sua vita, il suo universo.”,”Walter Isaacson è stato caporedattore della rivista ‘Time’, amministratore delegato e presidente della Cnn. In seguito dell’ Aspen Institute. E’ autore di una biografia di Kissinger (1992) e di Benjamin Franklin (2003). Einstein rapporto con Mach pag 83-86 308-309 322-323 445-46 “”Ma soprattutto i tre accademici (Einstein, Solovine, Habicht, ndr) leggevano libri che indagavano sull’intersezione tra scienza e filosofia: il ‘Trattato sulla natura umana’ di David Hume, ‘L’analisi delle sensazioni’ e ‘La meccanica nel suo sviluppo storico-critico’ di Mach, l”Etica’ di Baruch Spinoza e ‘La scienza e l’ipotesi’ di Henri Poincaré. Fu con la lettura di questi autori che il giovane analista di brevetti cominciò a formarsi una propria filosofia della scienza’ (pag 83, Walter Isaacson, ‘Einstein. La sua vita, il suo universo’ Mondadori, 2008) La luce va tutta storta. “”La teoria della relatività di Einstein irruppe nella coscienza di un mondo che era stanco della guerra e vagheggiava il trionfo della trascendenza umana. Titoli di giornale Times di Londra del 7 novembre 1919: “”Rivoluzione nella scienza. Nuova teoria dell’Universo. La concezione newtoniana demolita”” New York Times: “”L’eclisse ha dimostrato una modificazione della gravità. Si ammette che la deviazione dei raggi di luce intacca i principi di Newton. Salutata come una svolta epocale. Scienziato britannico definisce la scoperta una delle più grandi conquiste dell’umanità”” (pag 256-257)”,”SCIx-536″ “ISAACSON Walter”,”Einstein. La sua vita, il suo universo.”,”Walter Isaacson già caporedattore della rivista ‘Time’, amministratore delegato e presidente della Cnn. In seguito dell’ Aspen Institute. Ha pubblicato pure una biografia di Kissinger (1992) e di Benjamin Franklin (2003).”,”SCIx-275-FRR” “ISAIA Nino SOGNO Edgardo”,”Due fronti. La grande polemica sulla guerra di Spagna.”,”Il volume è completato da due scritti di Sergio ROMANO ISAIA Nino giornalista e scrittore ha collaborato al periodico fiorentino ‘Nuova Repubblica’ diretto da Tristano CODIGNOLA. SOGNO Edgardo medaglia d’oro della Resistenza giornalista scrittore e diplomatico di carriera ha pubblicato tra l’altro ‘Guerra senza bandiera’. pag 130″,”MSPG-220″ “ISAMBERT Francois-André”,”De la charbonnerie au saint-simonisme. Etude sur la jeunesse du Buchez.”,”ISAMBERT Francois-André chargé d’ enseignement à la faculté des lettres et sciences humaines de Lille. E’ la biografia di Jacques-Philippe BUCHEZ (1767- “”Dal punto di vista dell’ organizzazione, gli statuti della Carboneria (Charbonnerie) francese presentano in rapporto alla sua parente italiana una differenza molto considerevole. La Carboneria italiana, come del resto quella di un gran numero di società segrete iniziatiche, era organizzata secondo la doppia gerarchia delle unità collettive, Vendite e dei gradi individuali. Questi qui, inizialmente in numero di tre, erano sette in occasione del passaggio di Joubert e Dugied a Napoli. I due primi sono detti “”simbolici””. Costituiscono una massa di manovra, pronta ad obbedire, ma non informata degli obiettivi precisi dell’ associazione, che gli saranno rivelati per tappe nei gradi superiori. Questi qui sono necessari per far parte degli organi dirigenti, Consigli dipartimentali, composti da “”Patriarchi””, Grandi Consigli provinciali, riservati agli “”Arci-patriarchi”” e, in ciascuno stato, il Potentissimo Consiglio, presieduto da un “”Potentissimo Arcipatriarca””. Si trova in questo sistema varie ragioni d’essere. Ciascuna iniziazione costituisce un filtro che rende più difficile lo spionaggio: in questa scala dei gradi rinforza la compartimentalizzazione esistente tra le Vendite. Inoltre, e lo studio del simbolismo non potrà che confermarci questa idea, l’ associazione mira non soltanto alla sicurezza, ma alla coesione e formazione progressiva dei membri: gli stages nei gradi successivi permettono di misurare il grado di devozione di ciascuno all’ azione comune e di iniziarlo alla conoscenza sempre più elaborata del significato dell’ azione collettiva. Non c’è dubbio che così si operava una selezione intellettuale e sociale: i due primi gradi corrispondono molto evidentemente a un livello popolare. La Charbonnerier francese lascia completamente da parte il sistema dei gradi””. (pag 97-98)”,”MFRx-248″ “ISELLA Dante”,”I Lombardi in rivolta. Da Carlo Maria Maggi a Carlo Emilio Gadda.”,”ISELLA Dante”,”ITAG-239″ “ISELLA Dante”,”I Lombardi in rivolta. Da Carlo Maria Maggi a Carlo Emilio Gadda.”,”Dante Isella, nato a Varese nel 1922, dopo anni di cattedra a Pavia, ha insegnato letteratura italiana al Politecnico di Zurigo ed è stato condirettore di ‘Strumenti critici’. Per Einaudi ha curato le edizioni del ‘Teatro milanese’ di Carlo Maria Maggi’.”,”ITAB-003-FSD” “ISENBURG Teresa”,”Brasile: una geografia politica.”,”ISENBURG Teresa insegna geografia politica ed economica presso il Dipartimento di Studi internazionali dell’ università degli studi di Milano. Ha scritto libri e articoli sull’ organizzazione del territorio italiano, le risorse idriche, l’ agricoltura brasiliana e la geografia dell’ economia illegale. “”Confrontando i dati del 1960, 1980, 2000, si possono trarre alcune indicazioni generali: l’incidenza percentuale del reddito da lavoro sull’insieme del reddito nazionale è costantemente diminuita, passando dal 55.5% al 50%, al 37.2%; l’indice del potere d’acquisto del salario minimo (nel gennaio 2004 pari a 240 reais mensili, cioè circa 80 euro) ha conosciuto anch’esso un costante declino da 100.3 a 61.78, a 32.71; l’andamento della percentuale dell’occupazione regolare sul totale della stessa dal 19.6% è salita al 45,4% per poi iniziare una discesa al 42.7% tuttora in atto: e va sottolineato che nel 2002 l’80% degli occupati con libretto di lavoro riceveva meno di tre salari minimi. Si delinea quindi una seconda faglia rispetto a quella secolare che separa le regioni a nord da quelle a sud del Tropico del Capricorno, questa volta di carattere temporale: nel secondo dopoguerra è iniziato un lento processo di assimilazione, verificabile attraverso un miglioramento regolare dei dati disponibili un po’ in tutti i campi. Ma questa strada ha subito una brusca interruzione nel 1980, quando si è invertita la tendenza””. (pag 96-97)”,”AMLx-100″ “ISHAGHPOUR Youssef”,”Paul Nizan. L’ intellectuel et le politique entre les deux guerres.”,”ISHAGHPOUR Youssef ha scritto altri libri v. 4° copertina. “”I cani da guardia””, libro-manifesto, è una proclamazione, non un’ opera di filosofia tenuta a giustificare ciò che dice. Come non si sente obbligato a riflettere sul rapporto tra i diversi momenti del pensiero di Marx che egli riprende e giustappone, non si crede tenuto a distinguere tra Marx, Lenin e Stalin. Affinché la separazione del pensiero e della realtà sparisca, e con essa lo scandalo della filosofia, occorre che i filosofi cessino d’essere ciò che sono: dei ‘cittadini’ borghesi, eredi dell’ antico ‘saggio’ per diventare dei “”rivoluzionari professionali””, secondo la definizione di Lenin, scrive Nizan””. (pag 74)”,”PCFx-054″ “ISMAEL Tareq Y. EL-SAID Rifaat”,”The Communist movement in Egypt 1920 – 1988.”,”ISMAEL è Professore di scienze politiche alla University of Calgary. Studioso prolifico, i suoi libri più recenti sono con la Syracuse University Press: -The Arab Left, Iraq and Iran: Roots of Conflict -International Relations of the Contemporary Middle East RIFA’AT EL-SA’ID, uno storico con un dottorato in scienza dalla Karl Marx University di Liepzig, è segretario del CC del National Progressive Unionist Party in Egitto. Egli ha giocato un ruolo importante nel movimento comunista egiziano negli anni 1950 e 1960. Ha passato 14 anni in carcere per le sue convinzioni politiche.”,”MVOx-006″ “ISNARD Hildebert”,”Il Maghreb: Tunisia, Algeria e Marocco.”,”ISNARD Hildebert, nato a Nizza nel 1904, docente alla Faculté des Lettres et Sciences humaines d’ Aix en Provence è uno specialista della geografia dei paesi mediterranei e della zona tropicale. Ha un interesse particolare per l’ economia dei ‘paesi socialisti’.”,”AFRx-023″ “ISNENGHI Mario”,”Il mito della grande guerra.”,”Da MARINETTI a PAPINI, da PREZZOLINI a GADDA, da SOFFICI a JAHIER, SERRA, MALAPARTE, BORGESE, D’ANNUNZIO, la guerra si configura di volta in volta come occasione rigeneratrice per l’individuo e la società, come veicolo di protesta o, al contrario, come antidoto alla lotta di classe. E’ uno spaccato di storia della mentalità, di storia sociale, politica dell’IT nel passaggio dalla politica delle elites alla società di massa. Mario ISNENGHI insegna storia contemporanea all’Univ di Venezia ed è VP dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione. Tra i suoi libri: ‘Le guerre degli italiani’ (MONDADORI, 1989), ‘La Grande Guerra’ (GIUNTI, 1993), ‘L’Italia in piazza’ (MONDADORI, 1994), ‘L’Italia del fascio’ (GIUNTI, 1996). Ha diretto per la Laterza i tre volumi dei ‘Luoghi della memoria’ (1996-97).”,”ITAD-001″ “ISNENGHI Mario a cura; saggi di Alberto MONTICONE Renato MONTELEONE Piero DEL NEGRO Giorgio ROCHAT Livio VANZETTO Emilio FRANZINA Roberto MOROZZO DELLA ROCCA Andrea FAVA Giorgio ROVERATO Sandro PELI Alessandro CAMARDA Gian Piero BRUNETTA”,”Operai e contadini nella grande guerra.”,”Saggi di Alberto MONTICONE Renato MONTELEONE Piero DEL NEGRO Giorgio ROCHAT Livio VANZETTO Emilio FRANZINA Roberto MOROZZO DELLA ROCCA Andrea FAVA Giorgio ROVERATO Sandro PELI Alessandro CAMARDA Gian Piero BRUNETTA “”La presenza nell’ esercito di preti-soldati riveste caratteri ben diversi da quella dei cappellani che inoltre, va ricordato, erano ufficali e tenevano al loro grado militare. I preti-soldati furono assai più vicini dei cappellani ai soldati, con i quali condivisero, almeno la maggioranza di essi che prestò servizio in zona di guerra, fatiche, stenti, pericoli, e verso i quali provarono non di rado sentimenti di solidarietà propri di chi viveva i medesimi problemi”” (pag 162)”,”MITT-141″ “ISNENGHI Mario”,”L’ Italia in piazza. I luoghi della vita pubblica dal 1848 ai giorni nostri.”,”Mario ISNENGHI insegna storia contemporanea nell’ Università di Venezia Ca’ Fascari. Ha scritto vari libri (v. 4° copertina). 14 luglio 1948. Attentato a Togliatti. “”A Genova e sulla riviera ligure, alle 13 del giorno 15, tutte le fabbriche sono ferme. A Sestri, barricate e devastazioni di sedi democristiane. Blocchi stradali verso Chiavari e Savona. Blocco dei telefoni e dei tram, che gli operai calderai della Ansaldo meccanica suggeriscono di bloccare saldandoli alle rotaie. La prefettura è isolata e il prefetto (che per questo verrà rimosso) preferisce ricorrere alle nuove autorità, chiedendo aiuto all’ Anpi e alla Fiom. Questa prima giornata, a Genova, verrà non a caso riconosciuta come una delle punte massime del moto a livello nazionale. Le giornate del luglio 1960 nascono anche dall’ orgoglio di una tradizione cittadina di autogestione operaia delle lotte che il ’45 non ha del tutto esautorato””. (pag 432-433)”,”ITAS-092″ “ISNENGHI Mario (Belfagor)”,”Giornali e giornalisti. Esame critico della stampa quotidiana in Italia.”,”ISNENGHI Mario veneziano, insegna storia del giornalismo all’ Università di Padova. Belfagor, rassegna di varia umanità, diretta da C.F. RUSSO è stato fondata dal Luigi RUSSO nel 1946. “”Dopo la liberazione, il problema della riesumazione della testata del “”Corriere della sera”” fu ampiamente discusso dai partiti democratici che sapevano bene, tra l’ altro, come le tirature dei loro quotidiani risorti durante la resistenza, privi di mezzi, organizzati alla buona, con radazioni improvvisate, avrebbero dovuto sopportare un duro colpo, col rinascere di un così grosso concorrente, e sostenere un’ impari lotta. Si dice che “”L’ Italia libera””, organo del Partito d’ Azione diretto da Leo Valiani, il giorno in cui uscì il “”Nuovo Corriere”” vide raddoppiata la resa sia a Milano che in provincia. Tuttavia il nome del direttore designato, Mario Borsa, era garanzia di netto distacco dal periodo dei Borelli e degli Amicucci (…)””. (pag 69)”,”EDIx-053″ “ISNENGHI Mario”,”Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole.”,”ISNENGHI M. storico, è professore ordinario all’Univ. di Venezia, presidente dell’Istituto veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea e condirettore di Belfagor. Ha pubblicato molti libri v. 4° copertina.”,”ITAB-282″ “ISNENGHI Mario”,”Intellettuali militanti e intellettuali funzionari. Appunti sulla cultura fascista.”,”Mario Isnenghi è nato a Venezia nel 1938. Insegna storia del giornalismo alla facoltà di Scienze politiche di Padova. “”Il materiale raccolto da Revelli nella sua ultima e più faticosa raccolta di “”testimonianze di vita contadina””, ‘Il mondo dei vinti’, è destinato per lungo tempo a fornire un prezioso inventario dei “”luoghi comuni”” dell’Italiano popolare”” (…). Come di recente hanno dimostrato gli studi di Bermani, Bologna, Merli – tracciando la non folta , ma stimolante storia della storiografia delle classi subalterne tramite le fonti orali, da Bosio a Montaldi – la microstoria dei subalterni non è, rispetto alla “”grande”” storia, né separata, né coincidente. La storia dell’italiano popolare non si risolve in quella dell'””Italia realizzata””, ma neppure si può pensare di sublimarla in storia autonoma e parallela, o addirittura ‘alternativa’.”” (pag 285)”,”ITAF-316″ “ISNENGHI Mario”,”La tragedia necessaria. Da Caporetto all’Otto settembre.”,”ISNENGHI Mario ha insegnato storia contemporanea all’Università di Venezia. Per il Mulino, ha pubblicato “”L’Italia in piazza’ (2004), ‘Le guerre degli italiani’ (2005), ‘Il mito della grande guerra’ (2007), ‘La grande guerra’ (con Rochat, 2008). “”Per Cadorna e per Sonnino – che si possono anche in questo assumere a prototipi di pensiero e azione della classe dirigente – il lucro propagandistico che si può trarre dalla sottolineatura di quanto gli Austriaci siano, come sempre, inumani, è minore delle immanenti valenze pedagogiche del messaggio che dai campi di concentramento può venire a profitto delle trincee italiane: chi eventualmente stia pensando di disertare si disilluda, non v’è sicurezza di salvare la pelle co la fuga o spiando l’occasione per alzare le braccia gridando ‘Kamarad! Kamarad!’ nella confusione di un assalto; in quei campi si muore – di fame, di freddo, di malattie, di stenti; e non ci si sta a pensione, attendendo che la guerra la finiscano gli altri. Rispetto a questi rudi ammonimenti, la propaganda del fatto finisce per suonare benemerita. E’ una visione sospettosa e rigida dei rapporti sociali, implicita precipuamente in ceti d’ordine meno propensi a ripensare modernamente le gerarchie sociali e le forme del comando. Vuol essere ‘Realpolitik’, cruda visione delle cose (…). Forti del senno di poi, potremmo tranquillamente ritenere che i Cadorna e i Sonnino pecchino di iper-realismo nel figurarsi estensivamente le trincee brulicanti di potenziali disertori in attesa del momento buono. Le diserzioni che si è stati in grado di riconoscere e di numerare sono in realtà nell’enorme maggioranza dei casi verso l’interno e non verso il nemico. (…) Ma se [il popolo in armi] scappa, prende la stradi casa; o meglio, ritarda il ritorno dalla licenza, gravitando intorno alle donne della famiglia, facendosi scudo di una primitiva omertà paesana. Più che la rivoluzione proletaria e un disfattismo attivo di parte socialista, riemergono nelle ‘bande’ di disertori di cui cautamente si vocifera per luoghi della Sicilia o della Toscana, le pratiche tradizionali di sottrazione alla leva che costellano la storia dell’obbligo militare dall’età napoleonica alle rivolte post-unitarie”” (pag 23-24)”,”ITQM-173″ “ISNENGHI Mario ROCHAT Giorgio”,”La Grande Guerra, 1914-1918″,”Isnenghi insegna Storia contemporanea nell’Università di Venezia. Rochat ha insegnato storia contemporanea nelle Università di Milano, Ferrara e Torino e Storia delle istituzioni militari nell’Università di Torino e presso la Scuola di applicazione dell’esercito. “”Veniamo ora ai dati essenziali sulla forza dell’esercito, in parte già indicati nelle pagine precedenti. La fonte principale, che non citiamo ogni volta, è il volume ‘La forza dell’esercito. Statistica dello sforzo militare italiano nella Guerra Mondiale’, curato dal Col. Fulvio Zugaro per l’Ufficio statistica del ministero Guerra, Roma, 1927. (…) Per chiamare alle armi circa sei milioni di uomini non bastavano il richiamo di quanti avevano prestato il servizio di leva (fino alla classe 1874 compresa) e il gettito delle nuove classi (fino ai nati nel 1900). Le esenzioni concesse in tempo di pace furono eliminate se dovute a motivi di famiglia (ci furono 45.000 nuclei famigliari con 4 o più maschi in divisa) o ridotte con la revisione degli esoneri concessi per insufficienza fisica (per es. il minimo di statura fu abbassato da 154 a 150 cm). Nel 1916 furono arruolati 565.000 già riformati delle classi anziane, nel 1917 altri 226.000. E’ difficile calcolare la renitenza. Dopo le vicende tumultuose del’unificazione nazionale i renitenti erano scesi al 2 per cento (un dato “”fisiologico””, dovuto più ai limiti della burocrazia militare che a precisi rifiuti individuali, ormai difficili e costosi), poi la percentuale era risalita intorno al 10 come conseguenza dell’emigrazione. Nelle classi chiamate durante il conflitto la renitenza si aggirò intorno al 12 per cento; secondo Piero Del Negro la causa principale era ancora l’emigrazione, la renitenza vera e propria intesa come rifiuto della guerra si può stimare tra il 2 e il 4 per cento (51). In totale gli uomini chiamati alle armi durante il conflitto furono 5.903.000, cui sono da aggiungere circa 200.000 ufficiali (52), che però la nostra fonte non comprende in tutte le elaborazioni successive. Da questo totale vanno tolti 145.000 uomini passati alla marina, 282.000 dispensati per i servizi essenziali e la pubblica amministrazione e 437.000 esonerati a titolo definitivo per le esigenze dell’economia (sappiamo soltanto che 156.000 erano operai, per gli altri mancano notizie precise: dirigenti e quadri dell’industria e dei trasporti, imprenditori agricoli e simili). In sostanza vestirono l’uniforme dell’esercito 5.039.000 uomini, così distinti per provenienza: 48.7 per cento dall’Italia settentrionale, 23,2 dall’Italia centrale, 17,4 dall’Italia meridionale, 10,7 dalle isole (una ripartizione che penalizzava lievemente l’Italia settentrionale e centrale, probabilmente per la maggiore incidenza dell’emigrazione del sud). (…) Dei 5.039.000 soldati (circa la metà dei maschi delle classi 1874-1900), 839.000 rimasero in paese (i più anziani, più 166.000 operai assegnati temporaneamente all’industria bellica e un numero imprecisato di imboscati) e 4.200.000 andarono al fronte (a quelli già al fronte nel maggio 1915 se ne aggiunsero 439.000 entro la fine dello stesso anno, 872.000 nel 1916, 1.239.000 nel 1917 e 461.000 nel 1918). Le perdite gravarono tutte su costoro: con qualche approssimazione, i caduti fino a tutto il 1918 furono 500.000 (compresi circa 100.000 deceduti per malattia), altri 100.000 perirono in prigionia, 50.000 morirono nel dopoguerra in conseguenza di ferite e malattie dovute alla guerra. Il totale di 650.000 morti è ragionevolmente sicuro, cifre più alte sembrano gonfiate per ragioni propagandistiche. Mancano invece dati precisi sui feriti (oltre un milione, forse la metà recuperati per il fronte) e sui congedati per malattia (alcune centinaia di migliaia). Gil invalidi riconosciuti furono 452.000, la cifra dovrebe essere esatta perché costoro ricevevano modiche pensioni”” (pag 238-240)”,”QMIP-108″ “ISNENGHI Mario”,”Convertirsi alla guerra. Liquidazioni, mobilitazioni e abiure nell’Italia tra il 1914 e il 1918.”,”‘Chi cambiò idea nei mesi fra il luglio 1914 e il maggio 1915 in Italia? E quali idee (quali «risorse») furono necessarie all’ Italia liberale per tenere il paese in guerra fra il 1915 e Caporetto, e poi fra questo e Vittorio Veneto? Isnenghi affronta un tema su cui esistono scaffali di storiografia, isolando più di una ventina di grandi (e, pochi, piccoli) protagonisti, dei quali rilegge i documenti editi di quei mesi e anni. Scorrono così, esaminati o liquidati in poche pagine, Cadorna, Battisti, Mussolini, Semeria, Croce, Treves, Giolitti, Sonnino, Martini, Gatti, Ojetti, Bissolati, Russo e due donne, Maria Rygier e Antonietta Giacomelli. Le loro memorie e diari sono riletti, chiosati, confrontati, seguendo le varie posizioni individuali, perché nella guerra «dall’alto e dal basso l’universo […] si scompone e si sfrangia con una molteplicità di versioni e inveramenti» (p. 207). La novità del lavoro sta nella sua idea di base, nella pluralizzazione delle posizioni, nel suo interessarsi non solo alle «fedi» ma alle «apostasie e conversioni» (p. 272) e al loro ruolo in guerra. Una volta spostato l’asse del paese dal giolittismo all’ interventismo, furono necessari i «codici dell’ ubbidienza sociale» (p. 51). Ma, per l’A, non fu dittatura: «Per quanto imposta dai meno ai più, la guerra è stata pur voluta e legittimata da strati non piccoli di società politica e civile, forti di matrici e motivazioni diversificate, che al di là dei numeri hanno espresso un’ egemonia e dato spessore alla scelta impositiva» (p. 106). I due capitoli più lunghi sono su Ojetti e su Martini, due intellettuali, che – come gli altri – diventarono «risorse “”egemoniche””» per tenere il paese in guerra. Indice Parte prima – Le risorse per l’entrata in guerra (1914-15) La «nostra guerra»… in Alsazia – Un fascio di «ex» – Donne in politica: una leader emergente – Socialisti e patrioti: Ernesta e Cesare Battisti – Il testa-coda deH’«energumeno» – Tener buoni i soldati – Religiosi al Comando – Parlare, parlarsi, «esser parlati» – La leadership di Benedetto Croce – Compagni, non aderite! – Compagni, non sabotate! – I «né aderire né sabotare» dei borghesi – Al governo e in guerra, senza fronzoli – II ministro Martini, l’interventista di governo Parte seconda – Le risorse alla prova (1915-18) Un referendum d’ogni giorno – Dovere di comandare/dovere di obbedire – Reti. Il «Corriere» al comando (Albertini, il direttore – Il fac-totum Ugo Ojetti – Uno storico a futura memoria) Reti. Vescovi e Vaticano (Roma/Verona – Vicenza/Roma – A Trento. E da Vienna – Diocesi di Gorizia, diocesi di Udine – Da Padova, nuova capitale al fronte – A furor di popolo) La diaspora socialista (Strana coppia. Bissolati e Mussolini – Ministro e combattente – L’uomo del cambiamento – Minoritari nel tempo delle masse – Patrie difficili) Parlare da destra – La Nazione armata, non garibaldina – Guerre di donne’ (da Isc0) Mario Isnenghi è professore emerito dell’ Università di Venezia e presidente dell’ Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea. Studioso dei conflitti fra le memorie nella storia dell’Italia ottonovecentesca, ha pubblicato fra l’altro: Il mito della Grande guerra (il Mulino, 2014); L’Italia in piazza (il Mulino, 2004); I luoghi della memoria (Laterza, 2013). ISNENGHI Mario, Convertirsi alla guerra. Liquidazioni, mobilitazioni e abiure nell’Italia tra il 1914 e il 1918. DONZELLI EDITORE. ROMA. 2015 pag 281 16° note, indice nomi; Collana Saggine. [“”E così il magistero civile di un Croce aspirerebbe ad essere dialetticamente inclusivo, rispetto ai mondi e alle tipologie identitarie che costituiscono l’insieme del paese-Italia. Liberal-conservatore lui stesso, parla con naturalezza a questo mondo che considera maggioritario e interprete storico delle istituzioni; ne presidia i confini, verso destra e verso sinistra, nei mondi diversi dei clericali e dei democratici. Probabilmente, si può considerare un po’ sordo rispetto alle urgenze e ai processi trasformativi che stanno investendo, anche attraverso la guerra, i cattolici. L’atteggiamento giusto da tenere di fronte alla guerra e la condizione dell’uomo di guerra non la chiamerà rassegnazione cristiana, come farebbe un cappellano, però la sua arguta approvazione, come savio modello di comportamento, del popolino napoletano fatalista, che vi si adatta e fa fronte aspettando che passi – come quando c’è un’eruzione o un terremoto – non appare diversa da una rassegnazione laicizzata. Più che al mondo cattolico, appare molto interessato a quanto accade – o non accade – nel variegato mondo dei socialisti. Dichiara subito – ancora nel dicembre del 1914, su «Italia nostra» – che c’è stato un tempo in cui lui pure si è «appassionato per il socialismo di Marx» e poi un altro per il «socialismo sindacalistico di Sorel». Li ha frequentati, sa quel che dice, però lo hanno deluso, né dall’uno né dall’altro è venuta l’attesa «rigenerazione», e quell’«ideale di lavoro e di giustizia» si è dissolto. Ora però la via giusta la additano i socialisti tedeschi: “”e credo che quei socialisti tedeschi, che si sono sentiti tutt’uno con lo stato germanico e con la sua ferrea disciplina, saranno i veri promotori dell’avvenire della loro classe» (1)”” (pag 246-247)] [(1) B. Croce, ‘Cultura tedesca e politica italiana’ («Italia nostra», 27 dicembre 1914), in ‘L’Italia dal 1914 al 1918’, cit., p: 22]”,”ITAA-163″ “ISNENGHI Mario”,”Giornali di trincea (1915-1918).”,”””Del resto, non è solo e tutta illusione questa di esercitare un ruolo di mediatori, se non proprio consiglieri del moderno principe. Gioacchino Volpe andrà ben oltre. Sarà lui a meglio sapersi muovere quando nel dopoguerra il progetto di unificazioe e rifondazione della borghesia, portato avanti per entro la guerra, e quello di ricostituzione neoautoritaria di uno stato forte a larga base di massa, verranno concretamente all’ordine del giorno. Altri non avranno la fortuna e la possibilità del grande manager culturale del fascismo. Il suo stesso console all’VIII Armata, Giuseppe Lombardo Radice, vede presto cadere, nel dopoguerra, le sue illusioin di continuare a gestire in tempo di pace la cattedra ideologica cui l’aveva fatto salire il tempo di guerra”” (pag 102)”,”QMIP-019-FSL” “ISNENGHI Mario ROCHAT Giorgio”,”La Grande Guerra, 1914-1918.”,”Isnenghi insegna Storia contemporanea nell’Università di Venezia. Rochat ha insegnato storia contemporanea nelle Università di Milano, Ferrara e Torino e Storia delle istituzioni militari nell’Università di Torino e presso la Scuola di applicazione dell’esercito. Cadorna vs Capello. “”Si può osservare che nessun progresso era stato fatto nell’addestramento della fanteria, che attaccava ancora in formazioni compatte come nel 1915; quando non trovava la via spianata dall’artiglieria, poteva soltanto rinnovare assalti frontali sanguinosi quanto scarsamente efficaci. Gli austriaci invece davano un addestramento più curato a una parte della fanteria, le ‘Sturmtruppen’ (truppe d’assalto), utilizzate specialmente per i contrattacchi. I francesi contavano soprattutto su un bombardamento d’artigliaeria minuziosamente organizzato, ma il 16 aprile la grande offensiva del generale Nivelle era andata incontro a un clamoroso fallimento. L’altro elemento di crisi fu l’insufficiente controllo dalla battaglia da parte di Cadorna. La «zona Gorizia» era affidata al generale Capelo, già comandante del VI corpo d’armata che nove mesi prima aveva preso Gorizia. Uomo di forte personalità e vivace intelligenza, interessato a ogni possibile progresso dell’efficienza delle truppe, ma inflessibile nel mandarle all’attacco, Capello era considerato da molti il miglior comandante italiano e il possibile successore di Cadorna, questi lo aveva osteggiato per la sua popolarità, ma gli aveva poi affidato il comando dell’offensiva a nord di Gorizia”” (pag 199)”,”QMIP-023-FSL” “ISNENGHI Mario”,”Le guerre degli italiani. Parole, immagini, ricordi. 1848-1945.”,”‘La sconfitta dell’Italia – cioè la guerra fra il 1940 e l’8 settembre (1943) – resta orfana di padri e non se ne dà memoria pubblica, che non sia reticente e fuggevole omaggio cumulativo’ “”Nessuna delle famiglie culturali, tendenze politiche e linee storiche presenti lungo il corso del pimo secolo di vita unitaria, può presentarsi come immune da responsabilità rispetto al fascismo e alle speranze dell’Italia fascista: non i liberali, non i cattolici, non i nazionalisti e neppure propriamente i socialisti, sui quali pesano quanto meno le origini politiche del capo stesso del fascismo. Autonomi e diversi rispetto agli sviluppi maggioritari della storia nazionale e alla sua recente catastrofe, si possono considerare i comunisti e gli uomini di «Giustizia e Libertà» e del Partito d’Azione. Ma questi ultimi, nonostante il rilievo della loro presenza nei giorni della lotta antifascista e partigiana, si riducono ai soliti «quattro gatti» nel dopoguerra, quando contano i numeri, sia alle elezioni che in fabbrica e nelle piazze. E quelli, i comunisti, hanno per l’appunto agli occhi delle altre forze del paese il vizio congenito della loro virtù, la diversità, che molti paventano come vera e propria estraneità alle sorti del paese, passate e future. Che accade, a questo punto? La sconfitta – cioè la guerra fra il 1940 e l’8 settembre (1943) – resta orfana di padri e non se ne dà memoria pubblica, che non sia reticente e fuggevole omaggio cumulativo – sui monumenti preesistenti – «Ai Caduti di tutte le guerre»; mentre parte, all’indomani del ’45, un processo di sublimazione dell’ultima fase del conflitto – dopo l’armistizio e fino al 25 aprile – per riviverla e commemorarla come una vittoriosa guerra di Liberazione, sia dallo straniero (tedesco) che dai resti del passato Regime”” (pag 350-351)”,”QMIS-038-FSD” “ISNENGHI Mario”,”L’educazione dell’italiano. Il fascismo e l’organizzazione della cultura.”,”Storico e italianista, docente di Storia del giornalismo all’Università di Padova, studioso della cultura del Novecento, Mario Isnenghi è autore tra l’altro del ‘Mito della grande guerra’ e di ‘Giornali e giornalisti’. La parte quantitativamente più rilevante del libro è costituita dal ricchissimo materiale raccolto. Si tratta di una scelta di programmi scolastici, di atti di accademie, ritagli di giornali, omaggi delle biblioteche, nomi di accademici ecc.”,”ITAF-005-FFS” “ISOCRATES (ISOCRATE)”,”Discursos. Las oraciones del padre de la elocuencia Isocrates.”,”””Insegnava ai suoi discepoli, più che di raccogliere e accumulare precetti su precetti, la sola osservazione e l’ esempio: così, si racconta che li faceva andare alle Assemblee ad ascoltare gli oratori e in seguito gli dava spiegazione dei loro discorsi. E con questo metodo ha formato gli uomini più grandi che in quei tempi dettero lustro alla Grecia, essendo la sua scuola, secondo Cicerone, somigliante a quel favoloso cavallo di Troia, da cui in seguito sono usciti molti principi…”” (pag 12)”,”STAx-133″ “ISOLA Gianni”,”Abbassa la tua radio, per favore… Storia dell’ascolto radiofonico nell’Italia fascista.”,”Gianni Isola ricercatore del Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’Università di Pisa, collabora da anni alle maggiori riviste specializzate con saggi sulla cultura popolare in Italia.”,”EDIx-224″ “ISOLA Gianni”,”Socialismo e combattentismo: la Lega proletaria, 1918-1922.”,”‘conferma indiretta della fluidità delle posizioni fra combattenti proletari e nazionali, per lo meno per tutto il 1919’ (pag 9) ‘doppia anima del movimento combattentistico’ (pag 9) ‘contrapposizione in seno alla Lega proletaria fra riformisti e massimalisti-rivoluzionari’ (pag 9) ‘Una conferma indiretta della fluidità delle posizioni fra combattenti proletari e nazionali, per lo meno per tutto il 1919, proviene dai termini stessi con cui si svolse la campagna propagandistica delle due organizzazioni, punteggiata dal passaggio di sezioni dall’una all’altra parte delle concorrenti, ma soprattutto dai ripetuti tentativi di fusione proposti al vertice ed abortiti anche per reazione alla politica discriminatrice messa in atto dalle autorità militari contro i reduci socialisti (14). La doppia anima di tutto il movimento combattentistico – il perenne contrasto fra le funzioni assistenziali proprie dell’organizzazione e le prospettive politiche che il movimento di massa portava in sé sino dalla fondazione – all’interno della Lega proletaria si materializzò nella continua contrapposizione fra riformisti (gruppi cioè tesi a privilegiare l’azione rivendicativa più immediata di ispirazione confederale) e massimalisti-rivoluzionari (quanti tendevano cioè ad accentuare il ruolo propagandistico e organizzativo della Lega e dei reduci verso obiettivi più squisitamente politici a fianco del partito); un contrasto che, d’altro canto, ripeteva l’eterna contrapposizione fra le due contrastanti tendenze del movimento operaio e del Psi in particolare. Meno incisivo il ruolo di anarchici e sindacalisti rivoluzionari, le altre due formazioni presenti nella compagine organizzativa della Lega, perlomeno al vertice, mentre la loro presenza in sede locale si realizzò nell’assunzione della direzione di alcune importanti federazioni provinciali”” (pag 9-10); “”Al programma comunista venne a mancare una verifica pratica; ogni occasione ufficiale di incontro fra le due componenti della Lega si risolse in un aperto scontro, che solo raramente si mantenne a livello verbale: fu pertanto deciso di rimandare ogni presa di posizione all’ormai prossimo III Congresso nazionale, in vista anche della consultazione elettorale anticipata, per la quale, dopo aver proclamato la perfetta equidistanza della Lega sia dal Psi che dal Pcd’I, venne lasciata completa libertà agli iscritti nell’ambito degli stessi (57). Superato il confronto elettorale, che confermò il successo ottenuto nel 1919 dai partiti di massa, ma in cui le divise forze della Lega non sembrarono ripetere il ruolo e l’incidenza avuti nelle precedenti elezioni (58), il Psi decise di passare all’offensiva per contrastare la dilagante influenza dei gruppi comunisti nella Lega e dette inizio anch’esso a gruppi su basi di partito, dichiarando apertamente i fini anticomunisti dell’operazione (59). L’iniziativa socialista non ebbe però alcun seguito , perché nel frattempo l’attacco fascista alle organizzazione proletarie si era esteso e si era fatto più violento, tanto da rendere necessario il rinvio a settembre del congresso nazionale previsto per luglio, per permettere alle federazioni più colpite – Ferrara, Rovigo, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Perugia e soprattutto Torino – di riorganizzarsi adeguatamente (60). La risposta popolare alla recrudescenza della violenza fascista fu simboleggiata dalla costituzione degli Arditi del popolo, che nel luglio-agosto 1921 videro accorrere nelle loro file numerosi reduci, provenienti sia dall’Anc che dalla Lega proletaria (61); in alcune zone, e segnatamente in Piemonte e in Liguria, la Lega e le sue sezioni fornirono qualcosa di più dell’«appoggio» di cui parla Spriano, giungendo in alcuni casi ad identificarsi sul piano organizzativo con quella che è stata definita «la grande occasione mancata dell’antifascismo militante prima della marcia su Roma (62). La decisa opposizione del Pcd’I prima e del Psi poi agli Arditi del popolo, impedirono alla Lega di approfittare del successo dell’apparizione delle squadre armate per sviluppare i temi più volte dibattuti della costituzione dell’esercito rosso: in particolare ai reduci comunisti non rimase che confidare nell’esito favorevole dell’imminente congresso nazionale per spingere tutta l’organizzazione verso la lotta armata contro la crescente reazione fascista. Per coordinare l’azione dei gruppi e delle sezioni comuniste della Lega il Cccp aveva rielaborato il precedente programma, articolandolo in otto punti; su questa base i comunisti ottennero l’adesione di numerose sezioni di centri importanti come Savona, Roma, Genova, Firenze, Napoli, Novara, oltre a quella scontata di Torino. Nel frattempo nel Cccp Angelo Tasca aveva sostituito Grieco, trasferitosi da Milano a Roma assieme al vertice del Pcd’I; ma cambiamenti più significativi si erano verificati all’interno del CC fiorentino con le dimissioni prima di Carlo Santini, il comunista direttore di «Spartacus», che di fatto privarono la Lega del suo organo ufficiale, e poi di Pilati, che come membro della direzione del Psi aveva preferito abbandonare il proprio posto di segretario politico piuttosto che offrire all’opposizione comunista uno dei preferiti obiettivi polemici (63)”” (pag 18-19) [(14) Assai spesso la costituzione della sezione combattentistica era preceduta dal contraddittorio pubblico fra i propagandisti proletari e nazionali (…)’]; [(57) Il comunicato del CC apparve sulla stampa socialista e comunista; testimonianza del grande interesse del Pcd’I per l’organizzazione dei reduci à data dal fatto che «l’Ordine nuovo» lo pubblicò per ben tre volte (21 aprile, 2 e 5 maggio), con un’insistenza perlomeno inconsueta rispetto a documenti consimili di altre organizzazioni di classe; «l’Avanti» lo pubblicò solo il 22 aprile 1921; (58) Dei numerosi iscritti alla Lega candidati per il Pcd’I, il solo Ersilio Ambrogi venne eletto; al contrario per i socialisti passarono Alfino, Beltrami, Bosi, Lollini, Maffi, Malatesta, Matteotti, Mingrino, Pagella, Picelli, Pieraccini, Quaglino, Francesco Rossi, Smorti e Zaniboni, che insieme ricostituirono il Gps ex combattenti, già formatosi nella legislatura precedente (…); (59) cfr. Gruppi socialisti nella Lega proletaria mutilati e reduci di guerra, in ‘Avanti!’, 9 giugno 1921; (60) Per il comunicato ufficiale del rinvio del congresso v. ‘Il Congresso della lega proletaria rinviato’, in “”l’Ordine nuovo””, 4 giugno 1921; (61) Sulla matrice combattentistica del movimento degli Arditi del Popolo v. Ferdinando Cordova, Arditi e legionari dannunziani, Padova, Marsilio, 1969, pp. 101 e segg., e G. Sabbatucci, ‘I combattenti’, cit., pp. 356-7: ambedue dimenticano la presenza della Lega proletaria; (62) V. Paolo Spriano, ‘Storia del Partito comunista italiano, vol. 1. Da Bordiga a Gramsci’, Torino, Einaudi, 1967, pp. 139-51, che è il più valido contributo ad una analisi storica del fenomeno ed anche ID., ‘Gramsci, il fascismo e gli arditi del popolo’, in ‘Prassi rivoluzionaria e storicismo in Gramsci’, in “”Critica marxista””, Quaderni n. 3, 1967, pp. 181 e segg., in cui l’autore analizza l’atteggiamento – e le successive mutazioni di esso – di Gramsci verso i reduci; (63) La dimissioni di Santini costituirono il colpo finale per il già debole “”Spartacus””: un calo verticale della tiratura (dalle 25.000 copie per numero del luglio 1920 si era passati a solo 7.000 nella seconda metà di marzo 1921) e una diminuzione netta degli abbonamenti (da 5.000 a 1.000 nelle stesse date) ne avevano preannunciato la fine (cfr. C.S. (Carlo Santini), ‘Come è vissuto “”Spartacus””, in ‘Spartacus’, 1921, n. 4]”,”MITT-412″ “ISRAEL Esther Joffe”,”Vagone piombato.”,”Esther Joffe ISRAEL è nata a Smirne (Turchia asiatica) nel 1915 da padre italiano e madre di origine ispano-francese. Si trasferì in Italia e qui compì gli studi, laureandosi in filosofia nell’Univ di Milano. Trasferitasi in Francia visse a Parigi una vita tumultuosa sotto l’occupazione tedesca. Arrestata e internata a Compiegne (1), partecipa al dramma ebraico e ne è profondamente sconvolta. Da questa esperienza è nato ‘Vagone piombato’, dolorosa testimonianza del martirio e del calvario di numerose bambine, donne e anziane, solamente colpevoli di essere ebree.”,”FRAV-053″ “ISRAEL Giorgio”,”Modelli matematici. Introduzione alla matematica applicata.”,”Giorgio Israel. Professore di storia della matematica presso l’università La Sapienza di Roma. É stato Directeur d’études associé presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Direttore responsabile della Rivista di Storia della Scienza. Ha al suo attivo molti articoli, saggi e libri. Il più recente: La visione matematica della realtà. La modellistica matematica è la forma in cui si manifesta oggi l’uso della matematica nella descrizione e nella previsione di gran parte dei fenomeni.”,”SCIx-051-FL” “ISRAEL Jonathan”,”Il grande incendio. Come la Rivoluzione americana conquistò il mondo, 1775-1848.”,”Jonathan Israel è professore emerito di Storia moderna all’ Institute for Advanced Study di Princeton. Tra le sue pubblicazioni la monumentale storia dell’ illuminismo radicale in tre volumi ‘Radical Enlightenment Contested’ e ‘Democratic Enlightenment’. Per Einaudi ha pubblicato ‘Una rivoluzione della mente. L’illuminismo radicale e le origini intellettuali della democrazia moderna (PBE, 2011) e ‘La rivoluzione francese. Una storia intellettuale dai Diritti dell’uomo a Robespierre’ (2015). Marx Engels a Bruxelles centro del radicalismo europeo “”Alla fine degli anni Trenta, Bruxelles aveva ulteriormente consolidato il suo status di principale centro dell’attivismo radicale in Europa. Oltre alle altre organizzazioni che vi si trovavano, nel 1847 venne fondata nella capitale belga anche la Demokratische Gesellschaft zur Einigung und Verbrüderung aller Völker’ («Società democratica per l’unione e la fratellanza di tutti i popoli»; tra i fondatori della società figurava anche Lelewel, a fianco, tra gli altri di Marx ed Engels. (…) La repressione dei moti polacchi di novembre segnò la fine dell’ondata rivoluzionaria del 1830-31. Ma la semplice repressione non fu sufficiente a rassicurare i sostenitori del vecchio ordine in Europa e nel Nuovo Mondo. Nel gennaio del 1831, rispondendo a una lettera di Monroe, Jon Quincy Adams, che aveva a lungo sostenuto il neutralismo americano, sprezzando il moralismo e la componente ideologica della diplomazia repubblicana, contemplava «lo stato presente dell’Europa», e in particolare «l’influenza che eserciterà» sugli Stati Uniti. L’inevitabile conseguenza dei moti rivoluzionari del 1830 sarebbe stata quella di «rafforzare il principio democratico in tutta Europa e in tutta l’America», il che a sua volta avrebbe «proporzionalmente ridotto la sicurezza della proprietà». Le vecchie élite, a suo avviso, rischiavano grosso. Le rivoluzioni del 1830 avevano sfidato il sistema sociale e la politica americana non meno di quanto avessero sfidato il sistema monarchico-aristocratico-ecclesiastico europeo. L’«aristocrazia» della proprietà era, per l’interna eredità rivoluzionaria americana che lui e suo padre rappresentavano, il fondamento di un repubblicanesimo gestito dall’alta borghesia e appoggiato dalla religione, dalla tradizione e dal principio di eredità. Per quanto in Francia l’alleanza tra riforme politiche e laicismo fosse più stretta che in Inghilterra, l’agitazione dei radicali britannici in fin dei conti era per la ricca «aristocrazia» americana una minaccia ancor più grave. E questo perché in Inghilterra l’abolizione delle decime avrebbe rovesciato la Chiesa istituita, dissolto il legame tra Chiesa e Stato, e scosso i pilastri fondanti della religione cristiana, rafforzando il laicismo. Naturalmente, si sarebbe limitata a «scuotere i pilastri»: «Se le porte dell’inferno non avranno la meglio [sul cristianesimo], non ci riusciranno nemmeno le rivoluzioni degli imperi né le agitazioni dei popoli». Tuttavia, il secolarismo e l’anticlericalismo stavano guadagnando terreno e la scomparsa del governo misto inglese costituiva una minaccia enorme per l’oligarchia della costa orientale statunitense (85) (85) J.Q. Adams, Memoirs, VIII, pp. 269-70; Mayers, Dissenting Voices, p. 61] (pag 636-637)”,”USAG-082″ “ISRAEL Jonathan I.”,”European Jewry in the Age of Mercantilism, 1550-1750.”,”Jonathan Israel è professore di Storia olandese e Istituzioni presso l’Università College di Londra. È anche autore di ‘The Dutch Republic and the Hispanic World, 1606-1661 (Clarendon press, 1986) e di ‘Dutch Primacy in World Trade, 1585-1740’, Clarendon, 1989. Come afferma Cecil Roth nel suo libro ‘Histoire du peuple juif’ del 1963 (v. Archiv) “”Nel medioevo, l’ esercizio di una professione speciale portava come inevitabile conseguenza uno statuto speciale: perché ogni individuo che non poteva rientrare nel sistema feudale, doveva allora avere il suo posto segnato fuori di questo nell’ organizzazione della società. Sarebbe stato sicuramente ben naturale contare gli ebrei tra la popolazione delle città. Ma questo avrebbe supposto tra i due elementi un certo grado di simpatia e di solidarietà che non esisteva nei fatti. Di più, le città erano guidate dalle Gilde, nelle quali gli ebrei non potevano avere alcun ruolo.”” I primi ghetti ebraici in Europa furono istituiti a Venezia nel 1516, quando il Senato della città ordinò a tutti gli ebrei di vivere in un’area specifica della città, chiamata “ghetto” 12. Questa decisione fu presa in risposta all’aumento della popolazione ebraica a Venezia, che aveva iniziato ad arrivare dopo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492 1. Il ghetto di Venezia divenne il modello per altri ghetti ebraici in Europa, che furono istituiti in seguito in molte città italiane e in altre parti del continente 3. (f. copilot)”,”EBRx-004-FSD” “ISRAEL Jonathan I.”,”Dutch Primacy in World Trade, 1585-1740.”,”Jonathan Israel è professore di Storia olandese e Istituzioni presso l’Università College di Londra. È anche autore di ‘The Dutch Republic and the Hispanic World, 1606-1661 (Clarendon press, 1986) e di ‘Dutch Primacy in World Trade, 1585-1740’, Clarendon, 1989 e di ‘European Jewry in the Age of Mercantilism, 1550-1750′, 1989.”,”OLAx-001-FSD” “ISSELIN Henry, a cura di Riccardo M. DEGLI-UBERTI”,”La battaglia della Marna.”,”””E’ interessante completare questa analisi, molto sommaria, dell’esercito francese, con la lettura di un documento segreto diffuso nell’ottobre 1912 dal Capo di Stato maggiore tedesco. In esso si rileva che il Francese è «un soldato intelligente, abile, animato da un ardente patriottismo, che si lascia facilmente entusiasmare e trascinare a grandi imprese. Ma è nervoso ed il suo morale si rovescia rapidamente. Difetta di perseveranza, di caparbietà, di basi solide nell’istruzione e di disciplina senza riserve. Il Francese si sottomette volontariamente ad un capo eminente che goda della sua fiducia; in caso di insuccesso, la disciplina si mantiene difficilmente». Gli ufficiali sono «zelanti nel servizio, modesti, desiderosi di perfezionarsi. Ma l’Alto comando «non è sufficientemente istruito per la grande guerra. La natura delle grandi manovre sinora era poco adatta a porre i capi di fronte alla necessità di prendere decisioni personali. La designazione ai posti più elevati è sovente influenzata da considerazioni politiche». Si rilevano ancora, in questo documento, critiche relative all’armamento, all’assenza di obici, all’inesistenza di artiglieria pesante, al meccanismo desueto del fucile Lebel del quale, tuttavia, «le prestazioni balistiche sono buone». Finalmente, «l’addestramento della truppa soffre seriamente dalla mancanza di campi d’addestramento» e l’esercito non è «ancor riuscito ad adottare una uniforme di campagna che risponda alle attuali esigenze». Non si può fare a meno di inchinarsi di fronte alla pertinenza dei giudizi così espressi, e rimpiangere che il comando francese non abbia una conoscenza altrettanto obiettiva delle proprie unità e di quelle dell’avversario. Non è privo d’interesse l’accostamento di questa nota tedesca ad un apprezzamento espresso, ‘a posteriori’ per dire il vero, da un ufficiale superiore appartenente alla cerchia del generale Joffre. Questo ufficiale considera l’esercito tedesco del 1914 come «meravigliosamente addestrato ed equipaggiato; non gli manca nulla. Inquadrato in modo unico, è forse il più bello strumento di guerra che sia stato fucinato dai Romani in poi. Sotto molti punti di vista è superiore anche alla ‘Grande Armée’ di Napoleone. E’ guidato da uno Stato maggiore che dal 1866 ha reputazione di essere un organo perfetto di preparazione alla guerra, detentore della verità strategica. Questo Stato maggiore ha elaborato un piano d’operazioni di una audacia sconcertante, in cui tutto è stato accuratamente calcolato e previsto». In quanto all’esercito francese, esso gli appare «povero in quanto a materiale». Egli giudica del pari che «il suo addestramento è mediocre e falsato dall’esagerazione dello spirito offensivo a oltranza, i suoi quadri lasciano a desiderare; il suo comando, inceppato dalle istruzioni formali impartitegli da un governo rispettoso dei trattati in calce ai quali la Francia ha apposto la propria firma, è stato indotto a costruire un progetto di operazioni difficili da eseguire, pericoloso nelle sue conseguenze». Rileviamo come l’indulgenza dimostrata dall’Autore nei riguardi di Joffre faccia ricadere sul solo governo le deficienze del piano. Il generale Joffre aveva, in merito a progetto stesso, piena ed intera responsabilità”” (pag 15-16-17]”,”QMIP-266″ “ISSELIN Henry, a cura di Riccardo M. DEGLI-UBERTI”,”La battaglia della Marna.”,”””Dopo la battaglia della Marna, il comando francese ed i combattenti stessi riconosceranno i loro errori; avranno capito quella elementare verità: «Il fuoco uccide». Gli ufficiali ammetterranno pure che morire eroicamente non costituisce un buon metodo per vincere una guerra; val meglio distruggere il nemico e sopravvivere. Riconosceranno che il loro coraggio non è incomparabile con l’abilità e che «consiste soprattutto nel conservare il proprio sangue freddo come anche il libero giuoco del cervello e della volontà». Perciò nel seguito dei combattimenti, l’eroismo adotterà un altro stile; nell’agosto e nel settembre 1914 l’eroe è caratterizzato dal comportamento personale alquanto teatrale; egli si tiene in evidenza chiaramente agli occhi del piccolo gruppo di uomini che lo circondano col gesto, la parola, l’atteggiamento; disgraziatamente, nell’immensità del campo di battaglia, l’atto individuale non ha altro ormai che un debole potere; pur senza essere certamente inefficace, ha perduto il carattere determinante che aveva un tempo quando Giovanna d’Arco, du Guesclin o Baiardo, marciando alla testa delle loro truppe, strappavano il successo con la loro azione personale. Oltre a ciò, e chi ne dà testimonianza è un superstite, l’eroismo d’ora innanzi diventerà «più umile, più intimo, più oscuro». Abbandonerà qualunque manifestazione spettacolare e tenderà verso l’efficacia a detrimento del «gesto». Nella Champagne, a Verdun, al Chemin des Dames, il soldato francese dimostrerà un coraggio ammirevole, ma non vi saranno più cariche, bandiere al vento, trombe suonanti come le videro i campi di battaglia di Villeroy, il pianoro di Barcy ed il castello di Mondement”” (pag 243-244) inserire”,”QMIP-047-FV” “ISSING Otmar GASPAR Vitor ANGELONI Ignazio TRISTANI Oreste”,”Monetary Policy in the Euro Area. Strategy and Decision-Making at the European Central Bank.”,”ISSING Otmar GASPAR Vitor ANGELONI Ignazio TRISTANI Oreste sono esponenti della Banca Centrale Europea (BCE).”,”EURE-032″ “ISTAT”,”Istat. Rapporto sull’Italia.”,”Analisi Istat”,”STAT-016-FL” “ISTRATI Panait, a cura di Mihnea POPESCU”,”Verso l’ altra fiamma. URSS 1927. La rivoluzione tradita.”,”All’ inizio degli anni 1920, dopo un lungo viaggiare, ISTRATI giunge in Francia. Qui viene scoperto da Romain ROLLAND, il celebre musicologo impegnato sul fronte pacifista, e di lì a poco, su quello antifascista. Sostenitore delle idee socialiste, dopo un visita in URSS; pubblica a Parigi questo libro che fa parte della cultura del dissenso.”,”RUST-051″ “ISTRATI Panait”,”I cardi del Bàragàn. Romanzo.”,”Copia numerata n° 2.”,”VARx-092″ “ISTRATI Panaït”,”Il ritornello della fossa (Nerrantsoula). Romanzo.”,”P. Istrati (1884-1935) scrittore rumeno, autodidatta, narra il mondo balcanico popolare con colore e vivacità. Istrati. “”Il “”Gorki dei Balcani””! …Così lo ha definito Romain Rolland, e si può asserire, senza tema di smentite, che tutti i grandi descrittori e impressionisti russi palpitano nel suo sconfinato cuore di mendicante instancabile.”” (pag 17) “”Eh! miserabili bonaccioni! Molluschi, che non avete i sensi che per delibare la nostra stagnante felicità, che non avete sentore dell’ immensità dell’ oceano, né della grandezza della vita che il sole non ferisce e la tempesta non commuove … Se Dio vi ha dato un cuore e un cervello, vi ha fatto questo dono proprio per dare la prova che questo non conta niente, ma perché è salutare sentir la bruciatura della sua divina ironia accanto al balsamo della sua splendente magnanimità. Molluschi! Buoni diavolacci da far pietà! Un nonnulla che vi sfiora vi fa rientrare nel niente che siete… In voi tutto è apprensione, la gioia come il dolore… Non un vostro grido di piacere che sia sentito in cielo… Non un vostro mugghio che riecheggia negli abissi… Sprovvisti della minima espressione nel viso, ciechi al punto di non riconoscervi, siate felici, molluschi; ma mi chiedo se la vostra prudenza non sia una malattia del cuore più che una piaga del cervello. Poveri voi!”” (pag 183-184)”,”VARx-140″ “ISTRATI Panait KNICKERBOCKER H.R. LUDWIG Emil VAILLANT-COUTURIER Paul DE-SAINT-EXUPERY Antoine GUNTHER John WILSON Edmund MÜNZENBERG Willi DU-BOIS W.E.B. MARIATEGUI José Carlos MANDELSTAM Osip CARR Edward H. DEUTSCHER Isaac MILOSZ Czeslaw RIBAO Renmin FEJTO François ARON Raymond ILLYES Gyula JONES Gareth MUGGERIDGE Malcolm GARRISON VILLARD Oswald DENNY Harold Lev TROTSKY Ilja ERENBURG Edgar SNOW Hannah ARENDT Aleksandr GALIC CONQUEST Robert ROGINSKIJ Arsenij APPLEBAUM Anne KOLESNIKOV Andrej Misha FRIEDMAN Masha GESSEN Ferenc LACZÓ”,”Stalin. Il dittatore sovietico, la sua epoca e la sua eredità nella stampa di tutto il mondo.”,”””Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia’ (William Shakespeare, Amleto) (in chiusura) ‘Difesa di Trotsky, The Manchester Guardian, Regno Unito, 25 gennaio 1937. In risposta alla sollecitazione del Manchester Guardian, che gli aveva richiesto un commento sul processo attualmente in corso a Mosca, Lev Trotsky ha telegrafato il seguente messaggio dal Messico. “”Tutti i più infami processi di stato della storia sembrano scherzi innocenti di fronte agli intrighi giudiziari orditi oggi in Russia da Stalin. Questo processo contiene in sé la sua stessa smentita. Dal 1928 non ho più avuto rapporti con Karl Radek o Georgij Pjatakov, che mi hanno periodicamente insultato sulla stampa ufficiale. Pjatakov non è mai venuto a trovarmi a Oslo. NOn sono mai stato a Oslo, se non in compagnia della famiglia Knudsen [Konrad Knoudsen è stato un pittore, giornalista e politico norvegese; ha ospitato Trotsky nel 1935] e dei miei segretari. Non ho mai conosciuto Vladimir Romm, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra me e Radek. Ci sono due o tre domande fondamentali che né il procuratore di stato sovietico, Vysinskij, né il suo disinteressato difensore britannico, l’avvocato Denis Nowell Pritt, potranno eludere. La prima: come si può credere che tutti gli uomini che hanno portato avanti la rivoluzione, con l’unica eccezione di Stailn, siano diventati terroristi, nemici del socialismo, agenti della Gestapo, pronti a smembrare l’Unione delle Repubbliche Sovietiche? La seconda: com’è possibile che questi “”criminali””, che per quasi dieci hanno hanno commesso terribili nefandezze, possano improvvisamente pentirsi e chiedere di essere condannati a morte? La terza: come si spiega che Zinovev, Kamenev e altri dirigenti del presunto “”gruppo trotskista”” non sapessero nulla di questo grottesco piano di smembramento dell’Urss a beneficio di Hitler e del Mikado [l’imperatore del Giappone]? E che Radek, che nessuno di noi ha mai preso troppo sul serio, oggi si riveli il capo di questa congiura mondiale? La dittatura di Stalin è sempre più in conflitto con lo sviluppo economico e culturale del paese. Stailn è l’incarnazione della burocrazia. L’audacia che ha appreso alla scuola della rivoluzione viene oggi applicata solo per mentenere la propria onnipotenza con metodi d’impensabile ingegnosità criminale. Questo processo dimostra che in Russia si sta avvicinando una terribile crisi politica. Sono pronto a denunciare Stalin davanti a una qualsiasi commissione internazionale imparziale e autorevole. Faccio questo appello a tutti gli uomini di buona volontà e a tutta la stampa onesta e indipendente. E so bene che il Manchester Guardian sarà uno dei primi giornali a servire la causa della verità e dell’umanità””‘ (pag 129) Andrzej Wyszynski; Odessa, 10 dicembre 1883, 28 novembre del calendario giuliano[1] – New York, 22 novembre 1954) è stato un giurista, politico e diplomatico sovietico. Noto come il giudice-boia al servizio di Stalin, fu soprannominato il “”Freisler sovietico””.[2] Nato a Odessa nel 1883, da una famiglia cattolica polacca, studiò alla facoltà di giurisprudenza di Kiev, da cui fu espulso per aver preso parte a manifestazioni politiche.[3] Nel 1903 si iscrisse al Partito Operaio Socialdemocratico Russo, aderendo alla corrente menscevica. Partecipò nel 1905 alla prima rivoluzione russa. Nel 1909 fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Baku in cui rimase per circa un anno. Durante la detenzione conobbe un giovane rivoluzionario georgiano: Iosif Vissarionovic Džugašvili, il futuro Stalin. Ripresi gli studi giuridici, si laureò nel 1913. Trasferitosi a Mosca nel 1915, dopo la rivoluzione di febbraio collaborò con il governo di Kerenskij. Pochi mesi dopo, con la successiva rivoluzione d’ottobre, abbandonò la militanza nelle file dei menscevichi per poi aderire, nel 1920, al Partito Comunista bolscevico. Negli anni venti insegnò nell’Università di Mosca di cui fu anche rettore. Nel 1931 divenne procuratore della Repubblica federativa russa (RSFSR) e vice procuratore dell’Unione Sovietica e, dal 1935 al 1939, procuratore generale. In tale veste, sotto la presidenza di Vasilij Ulrich, rappresentò la pubblica accusa nei principali processi politici che si svolsero nel periodo delle grandi purghe staliniane degli anni trenta. Durante il primo di questi, il processo Zinov’ev-Kamenev, attaccò gli imputati con durissime parole[4]:[Fonte di parte e vaga, necessario quanto meno citare il singolo saggio] «Uccidete questi cani rabbiosi. Morte a questa banda che nasconde al popolo i suoi denti feroci, i suoi artigli d’aquila! Abbasso l’avvoltoio Trotsky, dalla cui bocca sbava veleno sanguinolento che imputridisce i grandi ideali del Marxismo! Abbasso questi animali immondi! Mettiamo fine per sempre a questi ibridi miserabili di volpi e porci, a questi cadaveri puzzolenti!» Durante i grandi processi farsa, si distinse per i metodi inumani con cui trattava i nemici della dittatura in Russia. Uomo zelante e spietato, non esitò ad appropriarsi della casa e del denaro di Leonid Serebrjakov, uno degli imputati, che in seguito fu giustiziato.[5] Nel 1937, il nazista Roland Freisler si recò in visita a Mosca per assistere al processo contro Michail Tuchacevskij in qualità di uditore, prendendo lezioni da Vyšinskij, che Hitler tenne in grande stima, su come eliminare qualsiasi avversario politico.[6][Fonti vaghe e da verificare] Nel 1940, quando era già in corso la seconda guerra mondiale, ebbe inizio la sua carriera diplomatica. Dopo l’armistizio italiano del settembre 1943, visitò l’Italia. A Napoli si incontrò con il diplomatico Carlo Sforza e con Benedetto Croce. Prese inoltre contatti con alcuni esponenti del Partito Comunista Italiano.[7] A Salerno si vide in più occasioni con il segretario generale agli Esteri Renato Prunas[8][9]. Nel febbraio 1945 accompagnò Stalin, Molotov e Berija alla Conferenza di Jalta.[10] Tornato a Mosca, fu inviato in Romania, dove coordinò l’instaurazione di un regime comunista.[11] Nell’estate successiva fece parte della delegazione sovietica alla Conferenza di Potsdam. Dal 1949 al 1953, sino alla morte di Stalin, fu ministro degli esteri sovietico, sostituendo Molotov. Con la scomparsa del dittatore, Molotov riassunse il suo incarico e Vysinskij fu nominato rappresentante sovietico presso le Nazioni Unite a New York dove morì, poco dopo l’insediamento, a settant’anni per infarto. (wik)”,”STAS-074″ “ISVE, note e commenti di ALESSANDRINI Paolo ACOCELLA Nicola GIANNOLA Adriano GORGONI Marcello GRILLI Enzo DE-RITA Giuseppe BORGOMEO Carlo CIPOLLETTA Innocenzo D’ARCHIRAFI Raniero Vanni ZAMPETTI Sergio”,”La proiezione internazionale del Mezzogiorno. Rapporto 1993.”,”Scritti di ALESSANDRINI Paolo ACOCELLA Nicola GIANNOLA Adriano GORGONI Marcello GRILLI Enzo DE-RITA Giuseppe BORGOMEO Carlo CIPOLLETTA Innocenzo D’ARCHIRAFI Raniero Vanni ZAMPETTI Sergio”,”STAT-595″ “ISWOLSKY Helene”,”La vie de Bakounine.”,”Contiene ritaglio giornale recensione di Wolf GIUSTI su ‘Giornale d’Italia’ ‘Antologia di Bakunin’.”,”ANAx-054″ “ITALIANI Mario SERAZZI Giuseppe”,”Elementi di informatica. Calcolatori elettronici e tecniche di programmazione.”,”Mario Italiani è professorer ordinario di Complementi di programmazione presso la Facoltà di Ingegneria all’Università di Pisa. Giuseppe Serazzi è direttore di ricerca presso l’Istituto di Analisi numerica del CNR di Pavia.”,”SCIx-115-FL” “ITANES”,”Perchè ha vinto il Centro-Destra.”,”ITANES (Italian National Elections Studies) è un programma pluriennale di ricerca sul comportamento elettorale e le opinioni politiche degli italiani condotto per l’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna dai seguenti studiosi: Gianfranco Baldini, Paolo Bellucci, Mario Caciagli, Roberto Cartocci, Piergiorgio Corbetta, Roberto D’Alimonte, Ilvo Diamanti, Guido Legnante, Renato Mannheimer, Marco Maraffi, Gianfranco Pasquino, Giacomo Sani, Pasquale Scaramozzino, Hans M.A. Scadee, Paolo Segatti.”,”ITAP-014-FL” “ITENBERG B.”,”La Première Internationale et le mouvement révolutionnaire en Russie.”,”B. Itenberg, Mosca Citato il volume di B.P. Kozmine, La Section russe de la Premiere Internationale, Moscou, 1975, una monografia fondamentale secondo Itenberg (pag 445) vedi scheda completa retro Libro: B.P. Kozmin, Russkaia sektsiia Pervogo Internatsionala, 1975 Koz’min, B.P. (Boris Pavlovich), approximately 1888-1958. Russkaia sektsiia Pervogo Internatsionala. Moskva, Izd-vo Akademii nauk SSSR, 1957″,”MOIx-046-R” “IUSO Pasquale”,”Gli anarchici nell’età repubblicana. Dalla Resistenza agli anni della Contestazione, 1943-1968.”,”Pasquale Iuso insegna Storia contemporanea nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Teramo. Autore di numerosi saggi di storia sindacale dell’anarchismo e di storia politico-militare, condirettore del ‘Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani’ con la BFS. Tra i suoi lavori: ‘La sindacalizzazione del pubblico impiego’ (2006), ‘Esercito, Guerra e Nazione. I soldati italiani tra Balcani e Mediterraneo Orientale (1940-1945)’ (2009), ‘Ottobre 1909: Roma e Francisco Ferrer’ (Quaderni della Rivista storica dell’anarchismo’, 2009, ‘L’Europa nel percorso evolutivo della CGIL dalla FSM alla CES’ (2012). L’autore ringrazia Franco Bertolucci, Maurizio Antonioli, Nico Berti, Adolfo Pepe, Piero Di Girolamo, Maria Paola Del Rossi, Ilaria Del Biondo che in vari tempi hanno dato il loro contributo di confronto e di critica. Gaap e Gaa (Gruppi anarchici aziendali) Contiene i paragrafi: ‘4.2. I Gruppi anarchici d’azione proletaria’ (pag 126-145) (all’interno del capitolo 4: Questione sindacale, congressi e scissioni) e ‘6.3. Il sindacalismo anarchico negli anni Cinquanta’ (pag 182-188) (all’interno del capitolo 6: La fine degli anni Cinquanta)”,”ANAx-425″ “IUSO Pasquale”,”Esercito, guerra e nazione. I soldati italiani tra Balcani e Mediterraneo orientale, 1940-1945.”,”Pasquale Iuso è professore associato di Storia contemporanea nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Teramo dove insegna Storia contemporanea e Storia delle organizzazioni politiche e della rappresentanza degli interessi. Contiene: – Una nuova guerra: i militari nella Resistenza jugoslava (pag 94-100) – Le molte occupazioni della Grecia (pag 256-260) “”Sono circa 50.000 i militari italiani (22.000 nella Divisione Garibaldi, 4.000 nella Divisione Italia, migliaia sparsi in reparti jugoslavi oppure organizzati nei battaglioni lavoratori, man mano che venivano liberati dall’arretramento delle forze tedesche) (101), che partecipano alla resistenza jugoslava. Nella diaspora e nel drammatico quadro delle catture e deportazioni tedesche, si inserisce un particolare aspetto della ricomposizione della frattura provocata dall’occupazione italiana in Jugoslavia. Slovenia, Dalmazia, Croazia, Bosnia, Erzegovina, Montenegro videro partecipare migliaia di soldati ad una forma di guerra non solo nuova nelle sue caratteristiche, ma determinante da un punto di vista psicologico e motivazionale rispetto alla nazione, al fascismo ed alle forze armate. Sottrarsi alla cattura ed avviarsi verso le montagne per combattere ed entrare in contatto con coloro che, fino a qualche giorno o ora prima, erano considerati e trattati come nemici, barbari, briganti non era un passaggio facile né sotto il punto di vista materiale (con i rischi di rappresaglia che questo poteva provocare, né dal punto di vista individuale e mentale. Significava attraversare un confine, passare da una esperienza di guerra ad un’altra. Un contatto non facile che portò all’incontro con quel nemico invisibile, nascosto nella popolazione civile, così difficile da affrontare e colpire negli anni di occupazione, che adesso si svela per quello che realmente è: un esercito che lotta per la sua liberazione composto da uomini, donne, adolescenti, anziani, con una organizzazione, una disciplina ed una motivazione profonda”” (pag 94-95) [(101) Sul numero di militari italiani rimasti in Jugoslavia dopo l’armistizio la cifra non può che essere orientativa. Se infatti prendiamo a riferimento la “”Relazione sull’opera svolta a favore dei prigionieri italiani in Jugoslavia”” (ACS, PCM, 1944-49, b. 152, fs. 10.599, sfac. 12), risulta che i militari italiani in Jugoslavia assommavano a circa 62.000. Circa 50.000 operanti nei reparti della resistenza rimpatriarono entro il 31 ottobre 1946, mentre i restanti 10.000-12.000 vennero raccolti in campo di concentramento]”,”QMIS-251″ “IVALDI Roberto”,”Storia del colonialismo.”,”Roberto IVALDI ha insegnato cibernetica e teoria dell’informazione all’Univ di Roma La Sapienza. Si occupa da anni di informatica, ma ha coltivato da tempo interesse per argomenti storici, in particolare per la storia coloniale.”,”RAIx-007″ “IVALDI Roberto”,”Storia del colonialismo.”,”Roberto Ivaldi, ingegnere, Cibernetica e Teoria dell’informazione all’Università di Roma La Sapienza. Si occupa da anni di informatica, ma ha sempre coltivato interesse per argomenti storici, in particolare per la storia coloniale.”,”PVSx-022-FL” “IVALDI Roberto”,”La via delle Indie. La controversa e avventurosa storia del colonialismo da Vasco da Gama ai giorni nostri.”,”Roberto Ivaldi, studioso di storia, si occupa da oltre un decennio di problemi legati alla storia del colonialismo. E’ stato professore a contratto di cibernetica presso l’Università “”La Sapienza”” di Roma.”,”ECOI-022-FV” “IVANOV Nikolai”,”Carlos Marx: la vida, la obra y la lucha del hombre que más ha influido en la historia de la humanidad.”,”IVANOV Nikolai sovietico, è uno studioso della vita e dell’ opera di Marx. Ha preso parte alla seconda edizione delle opere di Marx ed Engels (1955-1976). E? autore di vari libri tra cui ‘La 1° Internazionale’ (1964), ‘Carlo Marx’ (1968), ‘I grandi fondatori del marxismo’ (1976, con altri). “”En veinte años de vida en el destierro de Londres se produjeron no pocos cambios en la familia de los Marx. Crecieron Jenny y Laura; en 1870 cumplió 15 años Eleanor. Las tres hijas de Marx brillaban por sus dotes y capacidades, por su inteligencia. Era propio de ellas la solidaridad por los oprimidos y el deseo de contribuir a su lucha emancipadora. La hija mayor de Marx estudió con entusiasmo la historia del movimiento obrero y las ciencias sociales. Laura se hizo una excelente traductora: tradujo varias obras de su padre, entre ellas el “”Manifiesto del Partido Comunista””, al francés; canciones de Béranger, poemas de Eugene Pottier y a otros muchos autores al inglés. En 1868 se casó con el socialista francés Paul Lafargue, y fue para él fiel ayudante y compañera en sus actividades revolucionarias. En octubre de 1872 abandonó la casa paterna también Jenny, la mayor, como esposa de Charles Longuet, importante figura de la Internacional. Jenny e Laura continuaron la vida de refugiados politicos porque ni Paul Lafargue ni Charles Longuet pudieron hasta 1880 retornar a Francia por el peligro de caer presos. Una vez casada la hija mayor, Eleanor empezó a cumplir las funciones de secretaria de Marx. Igual que sus hermanas mayores, le hacía feliz el ayudar al padre: copiaba sus manuscritos y hacía de “”embajadora en misiones especiales””. Y también igual que sus hermanas, mantenía gran amistad con muchas personalidades de la Comuna de Paris y de la Internacional.”” (pag 211-212) Nel 1883, a gennaio muore la primogenita di Marx, Jenny, a soli 38 anni. Laura muore con Lafargue nel 1911 e Eleanor nel 1898.”,”MADS-434″ “IVANOVIC Vassilij”,”I comunisti stanno alle spalle.”,”””Bismarck diceva che per fare un patto occorre un cavaliere, cioé colui che monta in arcione, e un asino”” (pag 273) Psi. (pag 49)”,”RUST-140″ “IVETIC Egidio”,”Le guerre balcaniche.”,”IVETIC Egidio insegna storia dell’Europa Orientale nell’Università di Padova.”,”EURC-109″ “IVETIC Egidio”,”Le guerre balcaniche.”,”Egidio Ivetic insegna Storia dell’Europa orientale nell’Università di Padova.”,”EURC-070-FL” “IVETIC Egidio”,”Le guerre balcaniche.”,”Egidio Ivetic insegna Storia dell’Europa orientale nell’Università di Padova. “”La Tracia non fu meno testimone di brutalità. I villaggi nei dintorni di Adrianopoli erano abitati da turchi e bulgari. La parte turca degli abitati fu completamente distrutta, gli uomini uccisi, le donne violentate. L’avanzata bulgara causò un esodo massiccio di turchi; i cristiani, cioè i bulgari e i greci, che rimasero nelle cittadine occupate, segnarono con le croci le porte dei domicili, per essere risparmiati. Quanto subito dalle famiglie turche, si sarebbe ritorto, con altrettanto orrore, su quelle bulgare solo nove mesi dopo. La rotta dell’esercito e lo sgretolamento dello stato ottomano nella Turchia europea avevano lasciato gli abitanti musulmani in balia delle forze d’occupazione. Molti, tuttavia, erano scappati in anticipo; sia i bulgari sia i serbi e i greci trovarono i villaggi semiabbandonati, ciò non toglie che ai rimasti, intere comunità di disperati, fu riservato il calvario. Si ebbero eccidi a seguito dell’avanzata serba in Macedonia e in Kosovo; e per quanto poco documentati da osservatori esterni, essi non furono meno efferati. A Skopie e nei dintorni, sia le bande dei miliziani macedoni e dei ‘cetnici’ serbi sia le truppe regolari serbe si scagliarono contro i musulmani, turchi, e albanesi; si parla addirittura di 5.000 albanesi uccisi in quella zona. Lev Trockij, inviato nei Balcani del quotidiano ‘Kievskaja Misl’, riporta la testimonianza di un ufficiale serbo, sconvolto da quanto visto: interi gruppi di albanesi che supplicavano pietà e che furono sgozzati. Altre testimonianze inviate dai soldati al giornale del partito socialista serbo narrano di che cosa stava succedendo, nel Kosovo, dove la popolazione musulmana e albanese dei villaggi misti era stata massacrata, comprese donne e bambini. Si parla esplicitamente di orrore. I racconti delle mutilazioni di labbra, di nasi e di orecchie fatte da alcuni montenegrini sui prigionieri ottomani, come ‘souvenir’, ricorrono, quasi come luoghi comuni, nella coeva letteratura sulle guerre balcaniche. L’arcivescovo cattolico di Skopje, Lazer Mjeda, scrisse nelle sue relazioni alla Santa Sede dei massacri fatti dai ‘cetnici’ e dai militari serbi e montenegrini in vari villaggi, e poi a Djakovica, Gjilan e Prizren; secondo il prelato, furono forse 25.000 gli albanesi uccisi nel ‘vilayet’ del Kosovo. Questo dato, 20-25.000 vittime, rimane discutibile e assai difficile da verificare. Non ci furono comunque solo atrocità; diversi sono i casi in cui le truppe serbe trattarono con i clan albanesi mentre procedevano verso meridione e l’Adriatico”” (pag 94-95)”,”QMIx-030-FV” “IVETIC Egidio”,”Est-Ovest. Il confine dentro l’Europa.”,”Egidio Ivetic insegna Storia moderna, Storia del Mediterraneo e Storia dell’Europa orientale nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato ‘Le guerre balcaniche’ (nuova ed. 2016), ‘Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà’ (2019), ‘I Balcani e la sua civiltà’ (2019), I Balcani. Civiltà, confini, popoli (1453-1912) (2020), ‘Italia e Balcani’ (con A. Basciani, 2021) Ancora un decennio fa nessuno avrebbe immaginato che la polarizzazione fra la Russia – e più in generale l’Asia – e l’Unione europea e gli Stati Uniti si sarebbe concretizzata lungo l’antica faglia, quasi dimenticata, che delimitava le due tradizioni europee, quella latina occidentale e quella post-bizantina. Invece oggi, ancora una volta la storia è richiamata e usata a fini geopolitici: ma come si giunge ai confini tra Est e Ovest? E quanto continuano a ridefinirsi e a riposizionarsi? Cosa è accaduto e continua ad accadere agli stati che si trovano sulle linee di frattura che dal Baltico attraversano l’Ucraina e arrivano fin dentro i Balcani? “”La guerra del 1866 portò alla rottura tra le due rivali. L’Austria divenne Austria-Ungheria nel 1867; la Germania sorse a Versailles nel 1871, dalla vittoria sulla Francia. Ma già nel 1881 tra i due stati si giunse a una stretta alleanza. L’Europa centrale era diventata qualcosa di concreto, la Mitteleuropa, impersonata da due imperi sostanzialmente tedeschi, per quanto anche multinazionali, posti tra il Reno, le Alpi, l’Adriatico, i Balcani e Königsberg, oggi Kaliningrad, come estremo a nord, e Leopoli, o Lemberg, o Lviv, come estremo a est. Due imperi in continua crescita economica fino al 1914, dotati di porti (Amburgo e Trieste) e grandi flotte commerciali capaci di solcare tutti gli oceani. Un mondo che si è suicidato nella Grande guerra, anche se per un frangente, con il trattato di Brest-Litovsk, nel marzo del 1918, aveva raggiunto la sua massima espansione a est, a scapito della Russia. Ma questa Europa centrale fu Occidente? Non proprio. La Germania guglielmina perseguiva convinta un suo percorso, né occidentale né orientale, il cosiddetto ‘Sonderweg’ e in piena guerra dichiarava di combattere l’Occidente. Nonostante il fallimento del 1918, la Germania nazista (comprensiva d’Austria), seguita dai paesi dell’Asse, volle creare il terzo Reich a partire dall’Europa centrale. Lo spazio vitale era l’Est, ancora una volta, come nei secoli medievali. I nemici erano sia l’Occidente (Gran Bretagna e Stati Uniti) sia l’Unione Sovietica. Una grande Europa centrale – tedesca e nazista – avrebbe dovuto sottomettere tutta l’Europa fino agli Urali. Mark Mazower parla di «continente oscuro»; oscuro nell’animo poiché l’ideologia che postulava l’antidemocrazia, la sopraffazione, il razzismo, lo spazio vitale e lo sterminio dell’altro scaturiva dal cuore stesso dell’Europa (6). La geografia dei campi di sterminio e di concentramento coincide con la Mitteleuropa, compresa Trieste (Risiera di San Sabba), il punto più a meridione. Il 1945 segnò la fine della guerra e la vittoria sul nazifascismo, la vittoria dell’Occidente e dell’Unione Sovietica sul centro malato d’Europa. La Germania e l’Austria furono divise tra i quattro settori d’occupazione; lo stesso accadde per Berlino e Vienna, le capitali degli imperi sconfitti. L’occupazione durò per anni. Sorsero due Germanie. Come mai prima nella sua storia, l’Europa fu tagliata da un confine rigido, da un muro, dalla cortina di ferro. La parte occidentale, compresa la falangista Spagna, divenne Occidente. L’Est era, appunto, qualcos’altro. La Prussia fu cancellata, tra Unione Sovietica e Polonia, e dannata la sua memoria. La Mitteleuropa era sparita, dimenticata e restò nell’oblio fino agli anni Ottanta di Milan Kundera e Claudio Magris. La sua riscoperta culturale e letteraria anticipò la ridefinizione politica del continente. L’Europa centrale si può dire resuscitata con la riunificazione della Germania e con l’ingresso degli stati già satelliti sovietici nell’Unione europea. Questa ‘Zentraleuropa’, termine preferibile per qualcuno rispetto a Mitteleuropa (in po’ pantedesco), non è solo un contesto a sé, quanto un’altra declinazione dell’Occidente. L’utilizzo del termine Est in riferimento a Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ma anche a Slovenia e Croazia, diventa improprio, quasi offensivo, tra gli anni Novanta e Duemila. Anche l’espressione “”East-Central Europe”” ossia l’Est del Centro, perde ogni plausibilità. C’è semplicemente un’Europa centrale oltre i confini di Germania e Austria, e nella Nato riconoscibile come gruppo di Visegrad, sin dal 1991. Ad essa si sono aggregati Estonia, Lettonia, Lituania, cioè il Baltico, che è un contesto mediano tra Scandinavia e Mitteleuropa. Infine, si sono accodate anche Romania, Bulgaria e Croazia, paesi NATO, che, con la Grecia, costituiscono i Balcani europeizzati. Il confine orientale dell’Unione europea e della NATO, ossia dell’Occidente, si dispiega così dal Baltico al Mar Nero e ai Balcani e fronteggia la Russia, la Bielorussia, l’Ucraina, la Moldavia, la Bosnia ed Erzegovina e la Serbia. Questa è l’Europa centrale di oggi”” (pag 55-58)”,”EURC-144″ “IVETIC Egidio”,”Sud/Nord. La frontiera globale nel Mediterraneo.”,”Egidio Ivetic insegna Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato ‘Le guerre balcaniche’ (2016), ‘Storia dell’ Adriatico. Un mare e la sa civiltà’ (2019), ‘I Balcani. Civiltà, confini, popoli, 1453-1912’, (2000), ‘Est-Ovest’. Il confine dentro l’Europa’ (2022), ‘Il grande racconto del Mediterraneo’ (2024).”,”ASGx-073″ “IZQUIERDO A. Gomez”,”Nacionalización de los Seguros.”,”L’autore era un avvocato.”,”ECOS-001-FB” “IZZO Alberto a cura; scritti di Auguste CORNU Daniel BELL Erich FROMM Nathan GLAZER Claude LEFORT Kenneth KENISTON Gwinn NETTLER Melvin SEEMAN John P. CLARK Dwight G. DEAN Melvin SEEMAN John HORTON K. William KAPP”,”Alienazione e sociologia.”,”A. Izzo, (Venezia, 1933) è dal 1969-70 incaricato di ‘Storia del pensiero sociologico’ presso l’Istituto di Scienze Sociali di Trento e dal 1970-71 di ‘Storia della sociologia’ nel corso di laurea in sociologia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Roma. In particolare contiene i saggi: – Auguste Cornu, ‘L’idea di alienazione in Hegel, Feuerbach e Karl Marx’ (pag 71-85) – Daniel Bell, ‘La riscoperta dell’alienazione’ (pag 86-107) – Erich Fromm, ‘L’uomo secondo Marx’ (pag 108-134) Cornu (pag 83-84-85) “”La trasformazione radicale della società, necessaria perché l’uomo possa vivere una vita conforme alla sua vera natura, non potrà risultare che dall’abolizione della proprietà privata, la quale è la forma che assume il lavoro alienato in regime capitalista. Tale abolizione sarà opera dello sviluppo stesso della società borghese la quale genera la classe a essa antagonista, il proletariato, e che, per l’aggravarsi della lotta tra classi provocata dalla concorrenza, la disoccupazione e le crisi, crea le condizioni oggettive necessarie alla rivoluzione sociale. Questa rivoluzione instaurerà il comunismo, che porterà non solo un regime economico nuovo, ma anche una nuova forma di vita sociale. Con l’abolizione della proprietà privata e del profitto il comunismo elimina l’alienazione del lavoro umano e la «reificazione» dei rapporti sociali. L’uomo vivrà così una vita conforme alla sua vera natura, vita che appare idealizzata nella concezione religiosa di Dio, il quale, recuperando pienamente tutto ciò che egli esteriorizza di se stesso, non conosce affatto la perdita di forza e di sostanza che caratterizza la condizione dell’uomo ridotto allo stato di lavoratore salariato. Con il comunismo l’alienazione sarà completamente abolita sia sul piano religioso che su quello sociale, e l’uomo potrà realizzare totalmente il suo destino divenendo per se stesso il fine supremo: ‘homo homini Deus’. Riassumendo, con il passaggio dalla religione cristiana a Karl Marx attraverso Hegel, B. Bauer, Feuerbach e M. Hess, si assiste a un rovesciamento completo della concezione dell’alienazione, a una vera ‘rivoluzione’ filosofica. Nella religione cristiana il fenomeno dell’alienazione ha un carattere a un tempo positivo e trascendentale. (…) In Hegel si ha una trasposizione di questa concezione religiosa dell’alienazione su un piano filosofico e la tendenza a passare dalla trascendenza all’immanenza attraverso la completa integrazione dello Spirito assoluto nell’evoluzione storica destinata a giustificare il mondo nel suo stato attuale concepito come espressione compiuta del divino. La sinistra hegeliana, adottando sin dagli inizi la filosofia di Hegel alle aspirazioni liberali della borghesia, elimina, con B. Bauer, ogni idea di trascendenza, riducendo Dio alla coscienza umana universale che, nel corso della storia, realizza la sua essenza in forme sempre più alte attraverso l’esteriorizzarsi della sua sostanza nella realtà che essa crea e la continua distruzione di tale realtà. In seguito alla sconfitta del movimento liberale rivoluzionario, una parte della sinistra hegeliana si spostò verso l’individualismo anarchico, mentre un’altra parte, con Feuerbach e M. Hess, espresse le tendenze e le aspirazioni del proletariato, preparando così la strada al comunismo di Marx e Engels. (…) Con K. Marx si completa così l’evoluzione dell’idea di alienazione. Sorta dalla religione, questa idea perde con Hegel e B. Bauer il suo carattere trascendentale, assume con Feuerbach e Hess un carattere negativo e trova infine la sua conclusione in K. Marx che dà a essa un valore d’azione. Anzi che limitarsi, come avevano fatto Feuerbach e Hess, a denunciare l’alienazione come il fenomeno sociale fondamentale e a proclamare la necessità, sul piano ideologico, di abolirla, egli infatti mostra come tale fenomeno, generato dal regime capitalista e che si manifesta con il depauperamento e l’asservimento della classe lavoratrice, scomparirà con l’abolizione di questo regime attraverso l’azione rivoluzionaria del proletariato”” [Auguste Cornu, ‘L’idea di alienazione in Hegel, Feuerbach e Karl Marx’] [(in) ‘Alienazione e sociologia’, Milano, 1973, a cura di Alberto Izzo] Fromm (pag 110)”,”TEOS-255″ “IZZO G.”,”I giganti del mare. Storia delle corazzate.”,”Le ultime battaglie delle corazzate. La flotta giapponese uscì definitivamente sconfitta dalla battaglia di Leyte mentre da quel momento la supremazia sul mare passò in maniera inequivocabile in mano americana. Le perdite americane furono irrisorie: 3 portaerei, 3 cacciatorpediniere e 1 sommergibile contre le 3 navi da battaglia giapponesi, le 4 portaerei e le altre 20 unità da guerra affondate. La battaglia di Leyte confermò la fine delle corazzate nelle battaglie navali e vide il sorgere di una nuova tattica aviatoria giapponese; la tattica della disperazione, ovvero quella degli aviatori kamikaze. Come scrive Churchill «era questa l’unica arma navale efficace rimasta al nemico. Un’arma micidiale che non recava con sé alcuna speranza di vittoria». A completare l’annientamento della flotta giapponese e a far sì che la tragedia si compisse fino in fondo e assumesse dimensioni colossali, pari a quelle delle navi scomparse negli abissi, si verificò ciò che nessuno avrebbe mai pensato possibile: l’affondamento dell’inaffondabile ‘Yamato’, la supercorazzata più potente del mondo”” (pag 353)”,”QMIx-041-FV” “JAAGER-GRASSI Gisela”,”Grammatica Tedesca. Manuale di morfologia ed elementi di sintassi.”,”Gisela Jaager Grassi ha insegnato Lingua e letteratura tedesca a livello di scuola superiore in Germania e in Italia, ed è stata lettrice di tedesco all’Università di Bergamo, città nella quale ha tenuto corsi di lingua presso l’Accademia di Finanza. Ha lavorato e lavora come traduttrice.”,”VARx-251-FL” “JACCARD Pierre”,”Histoire sociale du travail. De l’ Antiquité a nos jours.”,”JACCARD Pierre è stato presidente dell’ Ecole des Sciences sociales et politiques dell’ Università di Losanna.”,”CONx-076″ “JACCARD Madeleine”,”La mobilité de la main-d’oeuvre et les problèmes du chômage et de la pénurie de travailleurs.”,”M. Jaccard, docteur ès sciences sociales, preface du professeur F. Oulès, professeru d’économie politique à l’Unviersité de Lausanne Negli studi economici non bisogna perdere il contatto con i fatti, dimendicando le parole profonde di Francesco Bacone, secondo cui “”gli scienziati devono avere i piedi di piombo”” (pag I, prefazione di Oulès) Citato Marx e la sua teoria dell’ esercito industriale di riserva (pag 71), teoria confermata dai lavori di Beveridge, H. Feldmann e Heimburger “”Les variations intermittentes de l’emploi. On peut appeler ainsi les embauches massives, suivies très rapidement de licenciements tout aussi massifs, que l’on a pu observer de tout temps dans l’économie spontanéiste. Cette manière de faire retient autour d’une certaine possibilité d’emploi un nombre d’ouvriers beaucoup plus considérable que celui qui suffirait à couvrir les besoins de l’employeur. Karl Marx l’avait déjà remarqué au milieu du XIXme siècle et ce fait, généralisé et porté à l’absolu, lui a fourni la base de sa célèbre théorie de «l’armée industrielle de réserve» (1). Les conséquences déplorables de ce mode d’embauche pratiqué dans le port de Londres, ont attiré l’attention de W.H. Beveridge, au début du XXme siècle et l’étude qu’il a faite de l’emploi dit «casuel» (2) a fortement influencé sa conception générale de la lutte contre le chômage. Dans son ouvrage «Unemployment a problem of industry» (3), Beveridge a décrit comment le fait d’avoir été embauché un jour retenait les hommes à proximité des docks et nourrissait leur espoir d’avoir une nouvelle chance à cette quotidienne loterie du travail. Le nombre de ceux qui faisaient ces calculs était infiniment supérieur à celuis des offres d’emploi de la part des employeurs. La grande idée de Beveridge, à la suite de son étude se résume en un mot: mobilité. Il faut organiser la mobilité régionale et professionnelle des ouvriers, au moyen d’un réseau d’offices de placement, afin d’éviter que la main d’oeuvre, en surplus, ne s’amasse dans un endroit, alors qu’ailleurs existent pour elle des possibilités d’emploi. En 1925, un auteur américain, H. Feldmann, a montré dans un ouvrage intitulé «The regularization of employment» (4), que les industriels de son pays ont l’habitude d’augmenter ou de diminuer, d’une semaine à l’autre, leurs effectifs de travailleurs, suivant l’état de leur carnet de commandes. Il estime que ce mode de procéder nuit gravement aux ouvriers et aux employeurs. D’une part, il affirme que l’ouvrier sans travail a une mobilité limitée (5), il ne trouve pas immédiatement une place ni dans une autre entreprise de la même branche, ni dans une entreprise différente, ni dans une autre localité. D’autre part, Feldmann estime que la qualité du travail fourni par des ouvriers sovent engagés et licenciés est inférieure à celle d’ouvriers employés d’une façon continue. Donc l’intérêt, le désir de produire rationnellement devrait inciter les industriels à abandonner leurs pratique d’embauche intermittente et à conserver leur main-d’oeuvre. Mais pour l’employer d’une façon continue il faut obtenir une régularisation de la demande des produits, dans les temps. (…) Malgré l’espoir que Feldmann place dans la régularisation de la demand de main-d’oeuvre, il ne lui échappe pas que l’adaptation dépend aussi des efforts de la part des ouvriers à la recherche d’un emploi et il étudie fort consciencieusement ce qui pourrait être fait pour augmenter la mobilité des ouvriers saisonniers. Ce que nous cherchions, pour appuyer notre argumentation, c’est la confirmation du fait que, dans le système économique spontanéiste, l’ouvrier fait preuve d’une faible aptitude à la mobilité et que cette aptitude est d’autant plus faible que la demande est capricieuse. Nous avons obtenu cette confirmation de la part d’auteurs qui ne peuvent être soupçonnés de vouloir critiquer le système capitaliste. Beveridge et Feldmann ont basé leur études uniquement sur l’observation des faits et ne se sont pas souciés de mettre leurs conclusions en parallèle avec les principes inspirateurs du système”” [(1) Karl Marx, ‘Le capital’, T. I, ch. 23; (2) Karl Heimburger, ‘Die Theorie von der Industrielle Reservearmee’ Casual employment; (3) Cet ouvrage a eu deux éditions principales, la première en 1909 et la seconde, remaniée et complétée, en 1930; (4) H. Feldmann, ‘The regularization of employment, a study in the prevention of unemployment’; (5) H. Feldmann, op. cit., p. 17] (pag 70-71)”,”CONx-239″ “JACCHIA Arrigo”,”Scorribanda nel paese dei Soviet.”,”””Ne 1920 Lenin riferiva all’VIII Congresso dei Soviet sui problemi della ricostruzione economica nazionale. Egli affermava fra l’altro: «Soltanto quando il Paese sarà elettrificato e l’industria, l’agricoltura e i trasporti avranno la base tecnica della grande industria moderna, soltanto allora noi saremo definitivamente vincitori» (pag 307)”,”RUSS-246″ “JACCHIA Enrico”,”L’affare Plumbat.”,”Dedica: Agli Ispettori del Controllo di Sicurezza nucleare della Comunità Europea”,”EURQ-001-FV” “JACINI Stefano”,”Chiesa e Stato nella nuova costituzione italiana. Discorso pronunciato all’Assemblea costituente nella seduta del 14 marzo 1947.”,”Donazione della famiglia Bernamonti, Cremona-Milano Stefano Jacini deputato alla Costituente”,”RELC-015-FV” “JACKSON T.A. a cura; saggi di Maurice THOREZ Jacques DUCLOS Gabriel PERI Jacques SALOMON Jean BRUHAT Etienne FAJON Paul BOUTHONNIER Georges POLITZER Marcel PRENANT Joseph BILLIET”,”Essays on the French Revolution.”,”Saggi di Maurice THOREZ Jacques DUCLOS Gabriel PERI Jacques SALOMON Jean BRUHAT Etienne FAJON Paul BOUTHONNIER Georges POLITZER Marcel PRENANT Joseph BILLIET”,”FRAR-239″ “JACKSON Gabriel”,”La Republica española y la guerra civil (1931-1939).”,”Sull’ influenza del patto di Monaco sulle vicende della guerra civile spagnola: “”Il patto di Monaco fu un colpo mortale alle speranze diplomatiche della repubblica spagnola. Se la guerra fosse scoppiata nel settembre del 1938, la Russia e le democrazie occidentali sarebbero state alleate nella lotta militare contro il fascismo, come lo erano i comunisti e le forze democratiche in Spagna. L’ esercito repubblicano sarebbe stato attivamente impegnato fin dall’ inizio a fermare le truppe italiane e tedesche, e i governi occidentali sicuramente avrebbero accettato la Repubblica spagnola come alleato in dette circostanze””. (pag 397) Stima perdite guerra civile: “”Sommando le stime separate, otteniamo: 100.000 morti sui campi di battaglia 10.000 per le incursioni aeree 50.000 per malattie e fame (durante la guerra civile) 20.000 per rappresaglie politiche nella zona repubblicana 200.000 per rappresaglie nazionaliste durante la guerra 200.000 prigionieri “”rossi”” morti per esecuzione o malattia dal 1939 al 1943 Totale 580.000″” (pag 466)”,”MSPG-125″ “JACKSON Gabriel”,”Histoire de la guerre civile d’ Espagne.”,”Contiene molte immagini. JACKSON Gabriel è nato nel 1921 e ha studiato all’ Università di Harvard e Stanford. E’ dottore dell’ Università di Toulouse. Isegna dal 1965 all’ Università di California San Diego. I cattolici si indignano per il bombardamento di Guernica. “”Uno dei momenti della campagna di primavera provoca immediatamente uno scandalo internazionale, e diviene probabilmente il più celebre avvenimento di tutta la guerra attraverso la sua immortalizzazione per un quadro di Picasso: il bombardamento di Guernica. (…) I resoconti pubblicati all’ indomani dai giornali francesi provocano una riprovazione internazionale. I conservatori europei che, al massimo, mantenevano una neutralità ostile riguardo alla Repubblica, e i cattolici francesi ostili al Fronte popolare, si ideintificarono personalmente con i contadini baschi disarmati. Intellettuali cattolici come Jacques Maritain e Francois Mauriac fustigarono i nazionalisti. Uomini di tutte le opinioni politiche, dotati della più elementare immaginazione, potevano prevedere quale poteva essere la sorte di città fortemente popolate sotto un bombardamento aereo, se una guerra fosse scoppiata di nuovo in Europa. La maggior parte della popolazione della Navarra e qualche migliaio di soldati di Mola, furono egualmente scandalizzati. Secondo ogni verosimiglianza, il generale Franco non era stato avvertito del raid aereo. Hitler chiese alle autorità di Burgos di pubblicare una dichiarazione di discarico da ogni responsabilità da parte della Germania. (…) Vari corrispondetni francesi e britannici condussero di persona delle investigazioni dettagliate nei giorni seguenti. Il primo racconto del bombardamento aveva avuto per autore un testimone oculare assolutamente degno di fede: il canonico Albert Onaindía, un uomo conosciuto che aveva la piena fiducia di molti alti dignitari della Chiesa di Spagna.”” (pag 139-140)”,”MSPG-161″ “JACKSON Andrew O’SULLIVAN J.L. DAVEIS Charles S. COOPER James F. LEGGETT William SEDGWICK Theodore jr BANCROFT George BROWNSON Oreste A. WETHAKE John W. HILDRETH Richard, testi di”,”Il pensiero politico nell’età di Jackson.”,”Testi di Andrew JACKSON e O’SULLIVAN J.L. DAVEIS Charles S. COOPER James F. LEGGETT William SEDGWICK Theodore jr BANCROFT George BROWNSON Oreste A. WETHAKE John W. HILDRETH Richard”,”TEOP-401″ “JACKSON James E.”,”Karl Marx and the United States.”,”JACKSON James E.è membro dell’ufficio politico e segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista. E’ stato pure direttore del Daily Worker e autore di ‘Revolutionary Tracings’. Prefazione di Engels ad edizione inglese del Capitale: “”A passage that Engels wrote some 103 years ago in the preface to the English edition of ‘Capital’ reads as a preview of economic scene today. This lamp which he lit a century ago casts light on an aspect of our contemporary economic reality. He wrote: “”The time is rapidly approaching when a thorough examination of England [“”the USA’s””- J.J.] economic position will impose itself as an irresistible national necessity. The working of the industrial system of this country, impossible without a constant and rapid extension of production, and therefore of markets, is coming to a dead stop…. while the productive power increases in a geometric ratio, the extension of markets proceeds at best in an arithmetic ratio. The decennial cycle of stagnation, prosperity, over-production and crisis, ever recurrent…. seems indeed to have run its course; but only to land us is the slough of despond of a permanent and chronic depression. The sighed-for period of prosperity will not come; as often as we seem to perceive its heralding symptoms, so often do they again vanish into air. Meanwhile, each succeeding winter brings up afresh the great question, “”what to do with the unemployed””; but while ‘the number of the unemployed keeps swelling from year to year’, there is ‘nobody to answer that question’; and we can also calculate the moment when the unemployed, losing patience, will take their own fate into their own hands. Surely, at such a moment the voice of Marx ought to be heard.”” [F. Engels] (pag 13-14) [in James E. Jackson, Karl Marx and the United States, 1983]”,”MADS-542″ “JACKSON George D. jr”,”Comintern and Peasant in East Europe, 1919-1930.”,”JACKSON George D. jr ha ricevuto il Ph.D. dalla Columbia nel 1961. Dal 1958 ha insegnato storia moderna europea e russa alla Hofstra University. “”By 1928, however, with the increasing shift to the left, the very survival of the Krestintern became an issue. Even Trotsky, far away in Alma-Ata, called for a housecleaning. “”The Sixth Comintern Congress must seriously review the work of the Peasant’s “”International”” from the standpoint of proletarian internationalism. It is high time to draw a Marxian balance to this long drawn-out experiment. In one form or another the balance must be included in the program of the Comintern. The present draft does not breathe a single syllable either about the “”millions”” in the Peasants’ International, or for the matter, about its very existence”” (Trotsky, The Third International after Lenin). Trotsky’s hopes were fullfilled. Bukharin was frank about the Krestintern’s defects, but blamed the Comintern. (…)””. (pag 134)”,”INTT-259″ “JACKSON George DEVLIN Robert a cura, contributi di Harvey ASHER George BRINKLEY Paul E. BURNS Richard DEBO Robert SERVICE e altri”,”Dictionary of the Russian Revolution.”,”George Jackson, Editor-in Chief, is Professor of History at Hofstra University. He is the author of Comintern and Peasant in East Europe, 1919-30 and of articles on numerous topics in East European and Russian history. Robert Devlin, Assistant Editor, is Associate Professor at Adelphi University. Preface, Acknowledgments, Contributors, Maps, Appendix, Census Statistics, Name Index, Subject Index,”,”RIRO-149-FL” “JACKSON Robert”,”At War With The Bolsheviks.”,”Robert Jackson is a well-known specialist and military studies. He speaks five languages including Russian. He is an active pilot, and a Squadron Leader in the R.A.F. Volunteer reserve. Introduction, Maps, Acknowledgements, Notes and References, Foto, Bibliography, Index,”,”RIRO-176-FL” “JACKSON Donna R.”,”Jimmy Carter and the Horn of Africa. Cold War Policy in Ethiopia and Somalia.”,”Donna R. Jackson è membro ricercatore al Wolfson College in Cambridge. Vive a Norwich, Inghilterra.”,”USAP-087″ “JACKSON W.G.F.”,”La battaglia d’Italia.”,”””I primi mesi del 1944 videro costosi errori di calcolo da ambo le parti. Il pensiero strategico e i risultati tattici riecheggiavano gli avvenimenti degli anni 1916 e 1967. Le stesse idee che avevano condotto Von Falkenhayn a Verdun, e Haig alla Somme e Paschendaele, condussero i comandi alleati e tedeschi del settore italiano ad Anzio e Cassino. Obiettivo degli alleati era di attirare forze tedesche, e quello dei tedeschi di dare agli alleati una lezione tale da costringerli a rinunziare all’operazione «Overlord», o almeno a rimandarla di molti mesi. Gli alleati sbagliarono nel valutare gli effetti che gil sbarchi di Anzio averbbero avuto sull’Alto Comando tedesco. Essi speravano di costringere i tedeschi a ritirarsi precipitosamente dalla linea Gustav per la quale avevano prodigato tante energie e che stava congelandosi soddisfacentemente in una posizione inespugnabile sotto la pressione degli attacchi della Quinta Armata. I tedeschi, dal canto loro, videro negli sbarchi di Anzio un’occasione mandata loro dal cielo per conquistare proprio quel genere di vittoria che avrebbe maggiormente danneggiato il morale degli anglo-americani: l’annientamento di una forza anfibia. Essi non erano riusciti ad annientare le forze sbarcate in Sicilia e a Salerno perché, a loro criterio, erano stati abbandonati dagli italiani. Adesso erano esenti dalla necessità di preoccuparsi della suscettibilità degli italiani e potevano affrontare gli sbarchi alleati con una spietatezza che avrebbe dimostrato in modo definitivo quanto sarebbe stato rischioso lanciare un’operazione verso la Manica. Nel corso degli avvenimenti, i ruoli di Anzio e Cassino furono invertiti. Da parte alleata, Cassino divenne il soccorritore di Anzio, invece di essere Anzio a contribuire a creare le condizioni per uno sfondamento a Cassino. Da parte tedesca, la sconfitta di Anzio al posto di una vittoria decisiva, minò il morale dei tedeschi, e condusse a una debilitazione delle loro forze e del loro morale, che la vittoria di Cassino non riuscì a controbilanciare”” (pag 213-214) Il maggiore generale W.G.F. Jackson, OBE, MC, frequentò a Shrewsbury la Royal Military Academy e il King’s College a Cambridge. Entrato nel Royal Engineers nel 1937, prese parte, all’inizio della guerra alla campagna di Norvegia. Ferito in Tunisia nel 1942, raggiunse il Quartier Generrale di Eisenhower ad Algeri durante la fase di preparazione del piano di invasione della Sicilia. Rientrato alla propria divisione per le battaglie d’inverno sul Garigliano e davanti a Cassino (…) ferito una seconda volta a Firenze rimase presso il Quartier Genrale di Alexander, fino alla fine del 1944. Quando la guerra finì in Europa venne assegnato al comando della 14a armata in Estremo Oriente. In seguito divenne Deputy Director of Army Staff Duties al Ministero della Difesa e membro dell’Imperial Defence College, direttore dell’Unison Planning Staff.”,”QMIS-280″ “JACKSON W.G.F., generale”,”La battaglia d’Italia.”,”Cartina n. 44: il primo piano di Alexander per sfondare la Linea Gotica (pag 319) “”La conclusione è che la Campagna d’Italia assolse la sua missione strategica. Tabella. Nei momenti critici della Campagna, la relativa forza delle divisioni fu: – Avanzata sul Volturno Alleate (19) Tedesche (19) – Battaglie autunnali per la linea Berhardt Alleate (11) Tedesche (18) – Battaglie invernali per la linea Gustav Alleate (21) Tedesche (23) – Offensiva “”Diadem”” Alleate (25) Tedesche (24) – Caduta di Roma e sbarchi in Normandia Alleate (25) Tedesche (26) – Battaglie autunnali per la linea Gotica Alleate (20) Tedesche (26) – Offensiva finale Alleate (17) Tedesche (21) Nel momento in cui ebbero inizio in Normandia gli sbarchi delle truppe di Eisenhower il numero delle divisioni tedesche attirate in Italia aveva raggiunto la cifra record di 26, che fu mantenuta durante tutti i mesi estivi del 1944, quando la fase statica avrebbe potuto così facilmente ingolfare lo sforzo principale alleato nell’Europa nord-occidentale.”” (pag 402)”,”QMIS-037-FGB” “JACKSON T.A.”,”Ireland Her Own. An Outline History of the Irish Struggle for National Freedom and Independence.”,”T.A. Jackson was born in London in 1879 and served an apprenticeship as a printer; a prolific writer for the left-wing press, he wrote a number of books, including a study of Charles Dickens.”,”IRLx-003-FL” “JACOB Mathilde”,”Rosa Luxemburg. An Intimate Portrait.”,”Mathilde JACOB fu per Rosa LUXEMBURG la figura principale durante gli anni di carcere. Essa organizzava le comunicazioni clandestine di Rosa verso l’ esterno, e sempre Mathilde svolgeva un lavoro chiave illegale nel gruppo Spartaco. Scoppiata la rivoluzione nel 1918 cercò senza successo di proteggere la LUXEMBURG nei tragici eventi che portarono alla sua morte. Le memorie della JACOB furono mandate all’ estero per salvarle quando lei cadde vittima del nazismo. La versione originale tedesca è stata solo di recente pubblicata. La JACOB traccia un ritatto vivido sia di Rosa L. che di lei stessa e del gruppo di amici Karl LIEBKNECHT, Leo JOGICHES, Clara ZETKIN e Paul LEVI che con lei facevano parte della leadership della lega spartaco. La presente traduzione è di Hans FERNBACH che conobbe Mathilde JACOB come amica di famiglia a Berlino. L’ introduzione è di David FERNBACH curatore di un’ edizione degli scritti politici di Marx. “”La stretta cooperazione tra Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg cominciò, come già detto, con lo scoppio della guerra. Senza mostrare chiaramente quale era il mio timore, mi auguravo che Karl Liebknecht fosse meno inseparabile da Rosa Luxemburg, ma vidi che i miei desideri erano vani. L’ importanza politica di Karl Liebknecht, perciò, crebbe oltre lui. Il suo nome divenne inseparabile da quello di Rosa Luxemburg che dava a lui una statura intellettuale. I suoi interventi politici divennero via via coraggiosi e intrepidi. Spesso le sue azioni erano temerarie, e non senza vanità. Se Franz Mehring o Rosa Luxemburg lo pregavano ripetutamente da astenersi da questa o quella azione egli di solito replicava che non avremmo dovuto preoccuparci riguardo a lui, la sua immunità come membro del parlamento lo avrebbe protetto dall’ arresto. Occasionalmente parlavo con Rosa Luxemburg criticamente di Karl Liebknecht, e lei replicava: “”Non compararlo a Leo Jogiches, come fai sempre. Confrontalo con il compagno tedesco e tu vedrai come stia molto al di sopra. Inoltre, tu dovresti leggere bene Lassalle. Potresti imparare molto da ciò; anche lui era presuntuoso””. Lei stessa conosceva il suo Lassalle e lo amava.”” (pag 40)”,”LUXS-018″ “JACOB Margaret C.”,”Il significato culturale della rivoluzione scientifica.”,”JACOB Margaret C. insegna presso la City University of New York. E’ autrice di vari studi sull’ origine del pensiero scientifico dell’ Europa moderna. Tra questi: ‘The Newtonians and the English Revolution’ (tradotto in Italia). “”La versione di gran lunga più raffinata dello scetticismo fu opera di un francese laico e consigliere del re della seconda metà del secolo XVI, Michel de Montaigne. Nel corso delle guerre di religione in Francia nel decennio 1570, Montaigne perse ogni fiducia nella ragione umana, nella sua capacità di conoscere alcunché con certezza. Definì la ragione, con un pessimismo rovinoso, “”un’ arma spuntata””, proponendosi in questo modo di “”infrangere e calpestare sotto i piedi l’ arroganza e la superbia umane””. Prese atto della controversia intorno a Copernico, e nelle opinioni contraddittorie espresse dalla nuova scienza, ravvisò una ragione ulteriore per affermare la difficile condizione umana, la futilità della ricerca della stessa verità. Montaigne diede voce a una profonda crisi intellettuale, provocato in larga parte dalla Riforma ma anche dalla nuova scienza. La risposta a questo scetticismo si sarebbe tradotta nella prima sintesi intellettuale del pensiero moderno fondata appieno e in prima istanza sulla capacità dell’ individuo di conoscere la natura sul piano matematico e sperimentale, e perciò sulla convinzione che vi fosse possibile controllarla. Entrambi questi assunti stanno a fondamento della filosofia di René Descartes: uno dei più solidi adeguamenti ideologici del sapere scientifico nell’ Europa preindustriale.”” (pag 45)”,”SCIx-237″ “JACOB Margaret C.”,”I newtoniani e la rivoluzione inglese, 1689-1720.”,”Margaret J. Jacob, laureata alla Cornell University è professore associato di storia al Baruch College, Università di New York. Per molto tempo la scienza di Newton fu considerata il paradigma di un sapere razionale, fondato su un meccanismo assoluto, nozioni come lo spazio concepito come sensorio di Dio venivano considerate poco più che immagini che non scalfivano la realtà di un universo il cui meccanismo era retto da norme inviolabili. A un certo punto, alla fine del Settecento in quest’universo non ci fu più bisogno neppure dell’ipotesi di Dio e la meccanica razionale divenne il simbolo di un sapere giudicato esemplare…”,”SCIx-009-FGB” “JACOB François”,”Il gioco dei possibili.”,”””Non insegnare a una scimmia ad arrampicarsi sugli alberi”” (Confucio) “”Le teorie passano. La rana resta (Jean Rostand, Appunti di un biologo) François Jacob, Caposervizio all’Istituto Pasteur è stato professore di genetica cellulare al College di Francia. I suoi lavori gli hanno valso insieme a André Lwoff e a Jacques Monod, il premio Nobel per la medicina nel 1965. È autore de ‘Logica del vivente’.”,”SCIx-003-FAP” “JACOB François”,”La logica del vivente. Storia dell’ereditarietà.”,”François Jacob è professore di genetica cellurale al Collège de France. Per i suoi lavori sulla genetica dei batteri e dei virus, sui meccanismi di trasmissione dell’informazione e sulla regolazione cellulare, è stato insignito nel 1965 del premio Nobel per la medicina e la fisiologia, con Jacques Monod.”,”SCIx-005-FMDP” “JACOBELLI Paolo MARCELLONI Maurizio RICOVERI Giovanna TORTORA Fausto”,”Ideologia e territorio. Per una critica della programmazione democratica.”,”Gli autori di questo libro hanno scelto di mettere sotto accusa i pianificatori del territorio, quale che sia la loro collocazione politica, e le loro scienze urbanistice e di pianificazione territoriale.”,”ITAS-088-FL” “JACOBELLI-ISOLDI Angela Maria”,”G.B. Vico. La vita e le opere.”,”La struttura dei corsi e ricorsi (della storia) (pag 356-363) Marx dimostra di aver letto le opere del Vico. Marx che esplicitamente dichiara di aver tratto dal Vico un non indifferente impulso alla comprensione del processo storico delle società umane “”La cultura che durante l’800 appare meno interessata verso la filosofia vichiana è quella tedesca, nonostante che lo Jacobi, il quale aveva studiato la ‘Scienza Nuova’ e il ‘De antiquissima’, avesse fin dall’inizio del secolo richiamata l’attenzione sulle analogie tra il ‘verum factum’ vichiano e la prospettiva kantiana. Poche sparse noterelle di vari autori e lo sdegnoso silenzio di Hegel nonché dei due grandi romanisti Niebuhr e Mommsen, nonostante le profonde analogie fra le loro dottrine e quelle vichiane (…). Miglior fortuna ebbe invece il Vico fra i rappresentanti del materialismo storico. Una indubbia conoscenza del Vico dimostra Marx riferendosi a lui, implicitamente ed esplicitamente, nelle sue opere e nelle sue lettere. Questi riferimenti furono rilevati dal genero di Marx, Paolo Lafargue, che per primo mise in evidenza le analogie e i riferimenti del pensiero marxista con la filosofia vichiana, iniziando così una interpretazione che, dopo aver sonnecchiato per vari decenni, riprenderà verso la metà del novecento”” (pag 438); “”Inseriamo qui anche un accenno alla fortuna di Vico nel marxismo. Nonostante la sollecitazione di Marx che esplicitamente dichiara di aver tratto dal Vico un non indifferente impulso alla comprensione del processo storico delle società umane, gli studiosi marxisti hanno guardato in genere con diffidenza al Vico, come pensatore intimamente legato ad una concezione religiosa e metafisica della storia. Ciononostante è opportuno registrare alcuni tentativi, sia pure assai limitati, di vedere in Vico, con la sua teoria di una storia fatta dagli uomini e che bisogna quindi spiegare in base alle forze umane, l’antesignano della tradizione marxista. In Italia VIco fu più volte ricordato da Antonio Labriola, nei suoi scritti e, con ogni probabilità, anche nelle sue lezioni universitarie (2)”” (pag 463) [Angela Maria Jacobelli Isoldi, ‘G.B. Vico. La vita e le opere’, Cappelli editore, Urbino, 1960] [(2) A. Labriola, ‘Saggi sulla concenzione materialistica della storia’, Roma, 1902; Cfr. anche: B. Croce, ‘Materialismo storico ed economia marxista’, Bari, 1946]”,”BIOx-402″ “JACOBI Friedrich Heinrich”,”La dottrina di Spinoza. Lettere al signo Moses Mendelssohn.”,”””Agli animali noi neghiamo la personalità, perché ad essi neghiamo la conoscenza distinta da cui dipende la coscienza dell’identità. Ma il principio della personalità dev’essere attribuito a ogni individuo dotato di coscienza, cioè a ogni essere vivente”” (pag 196)”,”SPIN-015-FRR” “JACOBS Walter Darnell”,”Frunze: the Soviet Clausewitz, 1885-1925.”,”””Ciò che era necessario, affermava Trotsky, era non una visione fossilizzata della strategia da seguire nelle future guerre ma piuttosto un programma per lo sviluppo e la qualificazione militare dei leaders di un gruppo. Il capo di una squadra, sosteneva, è l’ unità di base della strategia e della tattica, ed è “”il mattone da cui, se esso è ben cotto, qualsiasi edificio può essere costruito””. (pag 72)”,”RIRB-075″ “JACOBS Paul LANDAU Saul”,”The New Radicals. A Report with Documents.”,”Cuando Merda Tiver Valor, Pobre Nasce Sem Cu… Proverbio portoghese JACOBS è consulente di staff per il Center for the Study of Democratic Institutions. Saul LANDAU è un curatore di ‘Studies on the Left’. “”Oggi i nostri giovani amano il lusso. Hanno cattive maniere, disprezzo per l’ autorità, mancanza di rispetto per le persone anziane. I bambini oggi sono tiranni. Contraddicono i loro genitori, inghiottono il loro cibo e tiranneggiano i loro insegnanti””. Socrate (in apertura) “”Ho letto ‘White Collar, Power Elite’ di C. Wright Mills e ‘Causes of World War III’, alcuni di essi per i corsi, altri indipendentemente. Fui molto impressionato ma mi chiesi che ruolo avesse Mills nello scrivere White Collar. Fu egli una vittima della stessa cosa che stava descrivendo? Ma Mills e Floyd Hunter (Community Power Structure) mi aiutarono a comprendere come si stavano muovendo gli Stati Uniti. Ho sempre letto molto. Ho letto religiosamente Weekly di I.F. Stone, e normalmente la ‘New Republic’, ‘Nation’, ‘Studies on the Left’, ‘Liberation’, ‘Progressive’ e ‘Dissent’.”” (pag 178-179, intervista a S.D.S. Staffers)”,”USAS-143″ “JACOBS James B.”,”Mobsters, Unions, and Feds. The Mafia and the American Labor Movement.”,”RICO Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act of 1970 James B. JACOBS studioso di cose legali e sociologo, è Warren E. Burger Professor of Law and Director, Center for Research in Crime and Justice, NYU School of Law. Ha scritto ‘Gotham Unbound: How New York City Was Liberated from the Grip of Organized Crime’, ‘Busting the Bom: United States v. Cosa Nostra’, ‘Corruption and Racketeering in the New York City Construction industry’ (NYU Press). Tabella 6-1. Assassinii associati al ‘Labor Racketeering’ (pag 107) (racket sindacale) “”Le rivelazioni di racket sindacale venute fuori dalle udienze del McClellan Committee presero la forma conclusiva di una legislazione federale.”” (pag 89) “”Perché la base tollerava ogni “”leadership””? La risposta più ovvia è che i molti non organizzati sono alla mercé dei pochi altamente organizzati””. (pag 101)”,”MUSx-202″ “JACOBS Jack”,”Marxism and Anti-Semitism: Kautsky’s Perspective.”,”Il primo scritto rilevante di K. Kautsky sulla questione ebraica risale all’ottobre 1882 sul ‘Der Sozialdemokrat’ (pag 402) Per Kautsky (1885), la posizione che il Partito socialdemocratico dovrebbe assumere nei confronti dell’antisemitismo è chiara: esso “”è reazionario in tutto e per tutto”” “”Just as did Bernstein, Kautsky prophesied, will and must repeat itself, and will ultimately affect not only the Jews, but all those in the propertied classes. Just as did Bernstein, Kautsky warned Engels of the power of the anti-Semites. In a letter to Engels written in 1884, Kautsky told his teacher that «we [Austrian Social Democrats] have difficulty in hindering our own people from fraternizing with the anti-Semites. The anti-Semites are now our most dangerous opponents, more dangerous than in Germany, because they pose as oppositional and democratic, thus comply with the instincts of the workers (9)». The first article by Kautsky on the Jewish question to appear under Kautsky’s name was published in the ‘Oesterreichischer Arbeiter-Kalender für das Jahr’ 1885. Though not many people openly identify themselves as anti-Semites, Kautsky asserted in this piece, nine-tenths of the population of Hungary belong to the anti-Semitic tendency. What, Kautsky asks, are the roots of the anti-Semitic movement? It is, he replies, first and foremost a ruling class, and declining classes. Anti-Semitism is associated with the last of these three groups. However, anti-Semitism does not emerge in all areas in which there are declining classes, but only in those in which Jews “”are still nationally separated from the rest of the population”” (11). Where this is not the case, as in Western Europe, it could not possibly occur to anyone to wage a class struggle against a race. To Kautsky, the position the Social Democratic Party ought to take vis-a-vis anti-Semitism is clear. Though the anti-Semitic movement borrowed socialist slogans, though it thundered against capital, the social democrats must condemn it, for it is “”reactionary through and through”” (12). The anti-Semitic movement is also exploitative. To be sure, the anti-Semites claim to struggle against exploitation. In point of fact, they actually direct their energy primarily against working Jews. “”There is, therefore, nothing more inimical to social democracy than anti-Semitism. (…) Anti-Semitism is not misunderstood socialism, but misunderstood feudalism”” (13). It is not doing the preparatory work for socialism, but is, on the contrary, socialism’s “”most dangerous opponent”” (14). The importance of this article by Kautsky cannot be overstated. For it was the first open attack on the anti-Semitic political movements which could be definitely attributed to a major Marxist theoretician. Bernstein, while certainly in agreement with Kautsky’s position, had not yet published anything on the issue in his own name by 1885. Engels, similarly, had, in ‘Anti-Dühring’, paved the way for the position delineated by Kautsky in this article. However, Engels did not publish a public condemnation of the anti-Semitic political movement until 1890. Not necessarily in theory, but rather in terms of presenting a jointly analysis to the public, Kautsky led the way”” (pag 403-404) [Jack Jacobs, ‘Marxism and Anti-Semitism: Kautsky’s Perspective’ (estratto da ‘www.cambridge.org/core, 2016)] [(9) To Engels, June 23, 1884, in Friedrich Engels ‘Briefwechsel mit Karl Kautsky’, ed by Benedikt Kautsky (Vienna, 1955), p. 125; (10) To Engels, December 22; ibid., p. 159; cf. to Engels, November 26, 1888, ibid., p. 225; (11) C. Kautsky, “”Der Antisemitismus””, in: Oesterreichischer Arbeiter-Kalender für das Jahr 1885 (Brünn), p. 100; (12) Ibid., p. 101; (13) Ibid., pp. 102-03; (14) Ibid., p. 104]”,”KAUS-034″ “JACOBSEN H.A. ROHWE J. a cura; saggi di Hans Adolf JACOBSEN Karl KLEE Karl GUNDELACH Rudolf HOFMANN Jürgen ROHWE Walter WARLIMONT Walter GÖRLITZ Albern NORMAN Hermann GACKENHOLZ Bern ANDERSON Hasso von MANTEUFFEL”,”Le battaglie decisive della 2° guerra mondiale.”,”Saggi di Hans Adolf JACOBSEN Karl KLEE Karl GUNDELACH Rudolf HOFMANN Jürgen ROHWE Walter WARLIMONT Walter GÖRLITZ Albern NORMAN Hermann GACKENHOLZ Bern ANDERSON Hasso von MANTEUFFEL”,”QMIS-062″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 1. 1939-40. Le ‘guerre lampo’.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BESCHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Dal diario di Jodl, 20 maggio 1940: ‘Il Führer è fuori di sé dalla gioia. Parla nel modo più lusinghiero dell’ esercito tedesco e dei suoi capi. Si sta occupando del trattato di pace che dovrebbe disporre soltanto la restituzione dei territori tolti al popolo tedesco negli ultimi 400 anni. Le prime trattative dovrebbero avvenire nella foresta di Compiégne come nel 1918. Gli Inglesi potranno avere una pace separata dopo che avranno restitituito le colonie (…)””. (pag 140)”,”QMIS-072″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 2. 1940-41. La guerra contro la Gran Bretagna.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BESCHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L SCHNEIDER. Didascalia pag 54: “”l’ evacuazione dei bambini britannici verso il Canada e gli Stati Uniti venne arrestata il 2 ottobre 1940, dopo che un U-Boot tedesco ebbe affondato un piroscafo da trasporto che recava a bordo 79 bambini.”” Didascalia pag 192: “”Solo nel luglio 1942 Hitler riceve il Presidente del consiglio irakeno Rascid Ali el- Galiani, per una conversazione circa la situazione del Vicino Oriente. Nella ‘Direttiva n. 30′ Hitler ordinava i provvedimenti per l’ appoggio del Movimento arabo di liberazione, contro l’ Inghilterra””.”,”QMIS-073″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 3. 1941. L’ operazione “”Barbarossa””.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. Trattato neutralità russo-nipponico, 13 aprile 1941 (pag 20) Trattato di amicizia turco-germanico, 18 giugno 1941 (pag 29) Dagli appunti del generale Halder: Sottovalutazione della Russia (pag 82) “”In generale diviene sempre più evidente che il colosso Russia, che si è preparato alla guerra con tutte le possibilità di azione proprie degli stati totalitari, è stato da noi sottovalutato. Questa affermazione va estesa all’ organizzazione in genere, e a quella dell’ economia e a quella dei trasporti ed in particolare alla preparazione militare. All’ inizio della guerra abbiamo calcolato di aver di fronte circa 200 divisioni. Ora ne abbiamo già potute contare 360.”” (pag 82, 11.8.1941)”,”QMIS-074″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 4. 1941/42. Guerra su tutto il globo.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. Dichiarazione delle Nazioni Unite. Riconoscimento della Carta Atlantica del 1° gennaio 1942. Dichiarazione comune sottoscritta da USA, UK, URSS, Cina, Australia, Canada, India, Nuova Zelanda e altri Stati minori. Alla dichiarazione delle NU, hanno poi aderito tra gli altri le seguenti potenze: Messico, Filippine, Irak, Brasile Iran, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, e altri latino-americani. (pag 43)”,”QMIS-089″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 5. 1942-1943. La svolta della guerra.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Volevo arrivare al Volga, e in un posto preciso, in una precisa città. Questa per caso porta il nome stesso di Stalin. Dunque non pensate che ci sia andato per questo motivo – potrebbe anche avere un nome diverso, bensì perché quello è un punto particolarmente importante. Infatti là si può interrompere una produzione di trenta milioni di tonnellate. Di cui quasi nove milioni di tonnellate di petrolio. Là affluiva tutto il frumento delle vaste pianure dell’ Ucraina e del Kuban insieme, per esser poi trasportato verso il Nord. Là è stato estratto il minerale di manganese; quello era una gigantesca fiera. La volevo, e – sapete- noi siamo modesti, l’ abbiamo infatti presa! (…) Naturalmente, quando non va più allora ci si uniforma di colpo alle nuove circostanze e si dice: è stato un errore per i Tedeschi andare a Kirkenes o a Narvik. Adesso per esempio a Stalingrado. Ma bisogna aspettare per giudicare se questo era un errore strategico. Notiamo già da moltissimi indizi se era un errore occupare l’ Ucraina, predere possesso della regione mineraria di Krovi Rog e impadronirci del minerale di manganese. Se veramente era un errore occupare completamente l’ area del Kuban, probabilmente il più grande granaio del mondo? Se era anche un errore distruggere o occupare ben i 4/5 o i 5/6 di tutte le raffinerie, impadronirsi in una sola volta di una produzione di 9-10 milioni di tonnellate di petrolio, oppure sospenderne l’ attività, o aver impedito l’ ulteriore trasporto di forse 7, 8 o 9 milioni di tonnellate sul Volga. Veramente non so se tutto questo risultò un errore. (…)”” (pag 93, discorso di Hitler, 8 novembre 1942)”,”QMIS-076″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 6. 1943. L’ assalto alla ‘fortezza Europa’.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Al posto dell’ emigrazione è ora subentrata, come ulteriore possibilità di soluzione, previo autorizzazione, l’ evacuazione dei Giudei verso i territori dell’ est. Queste azioni sono tuttavia da considerare soltanto come eludenti, tuttavia qui verranno già raccolte le esperienze pratiche relative, che sono di importante significato in vista della prossima soluzione finale del problema ebraico. Nel quadro della soluzione finale del problema ebraico europeo, sono da prendere in considerazione circa 11 milioni di Giudei (…). L’ influsso dei giudei su tutti i campi nell ‘ URSS è noto. Nel territorio europeo vivono circa 5 milioni di Giudei, in quello asiatico appena mezzo milione. La ripartizione per professione degli Ebrei residenti nel territorio europeo dell’ URSS era all’ incirca la seguente: Nell’ agricoltura 9.1% Come operai nelle città 14.8% Nel commercio 20.0% Impiegati come lavoratori delo Stato 23.4% Professioni private, medicina, stampa, teatro ecc. 32.7%. Sotto una guida appropriata gli Ebrei nel quadro della soluzione finale dovranno essere opportunamente adibiti al lavoro nell’ est. In grandi colonne di lavoratori, previa separazione dei sessi, i Giudei idonei al lavoro verranno condotti alla costruzione delle strade, in cui senza dubbio una gran parte cadrà per naturale diminuzione. Il possibile quantitativo rimanente, trattandosi senza dubbio della parte più resistente, dovrà essere trattato opportunamente, dato che costoro, rappresentando una selezione naturale, se lasciati liberi è da attendersi che costituirebbero il nucleo di una nuova ricostruzione giudaica (vedasi l’ esperienza della storia). Nel quadro della pratica esecuzione della soluzione finale l’ Europa verrà rastrellata da occidente verso oriente. (…)””. (pag 125-126, La “”Conferenza di Wannsee””, 20 gennaio 1942)”,”QMIS-077″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 7. 1943-44, battaglie su tutti i fronti.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Il maresciallo Stalin disse che dovendo dividere la Germania, la si sarebbe dovuta dividere con giudizio, cioè la questione non sarebbe stata se dividerla in cinque o in sei stati e due aree; così come aveva proposto il Presidente. Preferiva il progetto del Presidente a quello di Mr. Churchill. Riteneva che riunire aree della Germania in grandi federazioni avrebbe solo creato le premesse per la formazione di una nuova grande nazione. Continuò dicendo che non vi era poi gran differenza fra i tedeschi: tutti i soldati tedeschi combattevano come diavoli, l’ unica eccezione era formata dagli austriaci. Disse poi che si sarebbe dovuto uccidere in massa gli ufficiali e gli stati maggiori prussiani, ma che per quel che si riferiva alla popolazione poca era la differenza fra una parte e l’ altra della Germania. Disse ancora di opporsi a una idea di federazione, difficilmente di lunga durata in una simile area; essa avrebbe inoltre dato ad elementi tedeschi, la possibilità di impadronirsi del potere.”” (pag 52, dal protocollo della seduta finale, Conferenza di Teheran, 1° dicembre 1943)”,”QMIS-078″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 8. 1944. L’ invasione.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”La “”Lotta nel maquis”” (brughiera, boscaglia) fu la prosecuzione organica dell’ attività partigiana; ma non dappertutto esistevano i presupposti necessari (terreno montuoso e ricoperto di boscaglia difficilmente penetrabile). Così per esempio in Danimarca, in Olanda o anche in Francia settentrionale non è esistito un maquis. L’ esistenza e l’ efficacia di questi nidi di resistenza dipendeva da una serie di circostanze; erano soprattutto dipendenti dalla collaborazione della popolazione (“”I partigiani nel paese vivono come i pesci nel fiume. Il fiume può vivere senza pesci, ma i pesci?””: proverbio cinese). (pag 123-124, Henri Michel) “”Nell’ URSS sembra che siano esistiti 1.500.000 partigiani, i quali avrebbero ucciso 300.000 tedeschi, e fatto deragliare 300 treni. Nel settembre 1943 i partigiani jugoslavi hanno mantenuto occupato un territorio, da loro stessi liberato, grande come la Svizzera””. (pag 124, Henri Michel)”,”QMIS-079″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 9. 1945. La conquista della Germania.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Il 25 marzo alla 87° divisione riuscì di oltrepassare il Reno; e ciò in contrasto con tutte le concezioni fondate su riflessioni storiche, secondo le quali il Reno era invincibile fra Bingen e Coblenza; all’alba già due reggimenti si trovavano dall’ altra parte del fiume. Anche qui avevamo applicato con successo la nostra tesi, secondo la quale la posizione più inverosimile è sempre stata più debolmente difesa…””. (pag 119, da una lettera del generale George S. Patton, marzo e aprile 1945)”,”QMIS-080″ “JACOBSEN Hans-Adolf DOLLINGER Hans a cura; edizione italiana a cura di Riccardo POSANI”,”Storia illustrata della seconda guerra mondiale. Volume 10. 1945. La fine.”,”Hanno collaborato all’ edizione italiana A. DEGLI ALESSANDRI L. BECHERUCCI G. MORI N. SALVETTI L. SCHNEIDER. “”Forse ancor prima della fine della guerra, su un’ isola del Baltico sarebbe stato eseguito un esperimento analogo, se la ricerca nucleare tedesca avesse avuto i mezzi sufficienti. Ma anche se la scienza tedesca fosse stata già abbastanza progredita quanto risulta dall’ esperimento di Alamogordo, tuttavia l’ impiego per mezzo dei missili V2 che di per sé erano adatti allo scopo, non sarebbe stato ancora, di gran lunga possibile. Le ragioni sono parecchie, giacché anche in America l’ ultimo passo fu il più difficile. (…) D’altra parte nell’ agosto 1945 gli Americani non possedevano più di tre, quattro o tutt’al più cinque bombe, dato che assai poco materiale fissionabile era a disposizione. Si sostenne che dopo Nagasaki nessun’altra bomba fosse pronta. La minaccia di distruggere una città giapponese dopo l’ altra avrebbe avuto successo, quindi, soltanto “”per motivi psicologici”” (…)””. (pag 116)”,”QMIS-081″ “JACOBSON Louise”,”Dal liceo ad Auschwitz. Lettere di Louise Jacobson.”,”‘In memoria delle allieve del liceo del Cours de Vincennes (Hélène Boucher) arrestate dalla polizia di Vichy e dai nazisti, deportate e assassinate ad Auschwitz’ (in apertura) Louise Jacobson aveva 17 anni, fu deportata da Parigi assieme alla madre Olga Jacobson. Vennero assassinate ad Auschwitz nel 1943.”,”EBRx-040″ “JACOBSON Jon”,”When the Soviet Union Entered World Politics.”,”Jon Jacobson is Professor of History at the University of California, Irvine. List of Maps, Acknowledgments, Introduction, Conclusion, Notes, Glossary, Bibliography, Index,”,”RUST-084-FL” “JACOBY Russell”,”Dialectic of Defeat. Contours of Western Marxism.”,”JACOBY Russell “”Engels illustrates and indexes two divergent traditions of Marxism, which in turn rest on contrasting interpretations of Hegel”” (pag 52)”,”TEOC-740″ “JACOBY Sanford M. a cura; scritti di Christopher L. ERICKSON Jeffrey A. FRIEDEN Miriam GOLDEN Sanford M. JACOBY Sarosh C. KURUVILLA Peter LANGE Ruth MILKMAN Daniel J.B. MITCHELL Kenneth L. SOKOLOFF Michael STORPER George TSEBELIS Michael WALLERSTEIN”,”The Workers of Nations. Industrial Relations in a Global Economy.”,”Sanford M. Jacoby è Professore di Storia e Management alla University of California, Los Angeles. E’ autore di ‘Employing Bureaucracy: Unions, Managers and the Transformation of Work in American Industry’ (1985). Scritti di Christopher L. ERICKSON Jeffrey A. FRIEDEN Miriam GOLDEN Sanford M. JACOBY Sarosh C. KURUVILLA Peter LANGE Ruth MILKMAN Daniel J.B. MITCHELL Kenneth L. SOKOLOFF Michael STORPER George TSEBELIS Michael WALLERSTEIN”,”SIND-184″ “JACOMETTI Alberto”,”Ventotene.”,”Alberto Jacometti è nato nel Basso Novarese nel 1092. Iscritto al Partito socialista dal 1924, ha svolto una continua attività politica. Espatriato nel 1926 visse a lungo in Francia e in Belgio, fu al confino dal ’41 al ’43 e poi partigiano in Piemonte.L Dopo la liberazione, nel 1948-49 fu segretario del PSI, deputato, e presidente dell’ARCI. Ha pubblicato molti romanzi”,”ITAR-003-FMB” “JACOMUZZI Stefano, coordinamento generale”,”Dizionario dei capolavori. Volume primo. A-F.”,” La disfatta (La débacle) romanzo di Emile Zola (1840-1902) sulle vicende della guerra franco-prussiana e della Comune di Parigi del 1871. Pubblicato a Parigi nel 1892. (pag 466) Altro lavoro letterario sulla Comune di Parigi: Grieg, Johan Nordahl. – Scrittore norvegese (Bergen 1902 – Berlino 1943). Dopo lunghi viaggi compiuti in Europa, in Cina, in Russia, fondò nel 1930 il giornale comunista Vejen frem, del quale nel 1937 fu corrispondente dalla Spagna. Durante la seconda guerra mondiale militò nella resistenza norvegese e morì partecipando a un’incursione aerea britannica su Berlino. Esordì con una raccolta di liriche, Rundt Kap det gode Haab (“”Intorno al Capo di Buona Speranza””, 1922), ispirata a un’esperienza giovanile d’imbarco come mozzo. Influì sulla vita culturale del suo paese soprattutto con i drammi, concepiti come arma di lotta, che ruppero con la tradizione naturalista rifacendosi dapprima all’espressionismo (Barabbas, 1927), e poi alle tecniche teatrali e cinematografiche delle avanguardie sovietiche (Vår aere og vår magt “”Il nostro onore e la nostra gloria””, 1935; Nederlaget “”La disfatta””, 1937, che ha ispirato Brecht per Die Tage der Commune). Oltre ai romanzi Skibet gaar videre (“”La nave prosegue””, 1924) e Ung maa verden ånnu våre (“”Il mondo sarà ancora giovane””, 1938) ricordiamo le raccolte postume Friheten (“”La libertà””, 1945), Når krigen år forbi (“”Quando la guerra sarà passata””, 1946) e Håbet (“”La speranza””, 1946).”,”REFx-137″ “JACOMUZZI Stefano, coordinamento generale”,”Dizionario dei capolavori. Volume terzo. Q-Z.”,”””Un uomo per tutte le stagioni, (‘A Man for All Season’, Dramma di Robert Bolt, 1924. Il dramma ebbe una prima versione radiofonica nel 1954, fu presentato in teatro – il Globe di Londra – l’1-VII-1960, e venne pubbliacato nella stessa città lo stesso anno. L’opera, che tenta di fornire una risposta sia al mondo irrazionale e privo di significato dei contemporanei scrittori del ‘Teatro dell’Assurdo’ sia al determinismo dei Realisti sociali, presenta in uno stile epico brechtiano la drammatica scelta di Thomas More, uomo di stato ed erudito del XVI secolo, «un uomo che amava la vita ma trovò qualcosa senza la quale non valeva la pena di viverla». La rappresentazione si apre sulla casa di Thomas More, con l’Uomo Comune che prepara la scena e, vestitosi poi da servitore, presenta i vari personaggi alla loro entrata: Rich, un giovane ambizioso senza principi morali, il Duca di Norfolk, amico di More, Lady Alice, moglie dello statista, Margaret, la loro bella e colta figlia. La curva della carriera di More è ancora in salita, l’uomo ama la vita, il successo, la società, ha l’amicizia del re, Enrico VIII, ed è destinato ad adattarsi agli avvenimenti come deve fare una persona pubblica per sopravvivere. Quando il cardinale Wolsey, caduto in disgrazia, muore, More gli succede come Lord Cancelliere, ma sebbene cerchi di conservarsi la benevolenza di Enrico, la coscienza gli impedisce di dare l’approvazione al divorzio di questi da Caterina d’Aragona, che non gli ha dato un figlio maschio. Come Lord Cancelliere More conosce le azioni del re, accetta il compromesso, accetta persino l’Atto di Supremazia che dichiara Enrico Capo Supremo della Chiesa in Inghilterra, riparandosi dietro la frase «per quel che la Legge di Dio permette», ma quando il re rompe con Roma ed i vescovi si sottomettono, egli lascia la sua carica e si ritira dalla vita pubblica, sperando di salvarsi con il silenzio. La sua posizione si fa tuttavia sempre più pericolosa, e viene in seguito imprigionato. Avendo ancora una volta rifiutato, nonostante le suppliche della famiglia, di giurare l’Atto di Successione, in cui si nega la validità del matrimonio di Enrico con Caterina, More viene processato, e, tradito da Rich, che ha ricevuto il titolo di Procuratore Generale per il Galles in ricompensa per la sua falsa testimonianza, viene giudicato colpevole di alto tradimento e decapitato. Il boia è l’Uomo Comune stesso, che ha commentato causticamente le varie fasi del dramma, citando testi di storia del XX secolo, e recitato varie parti minori’ [Elisabetta Sicherle Valentino, ‘Un uomo per tutte le stagioni’ (A Man for All Season) Dramma di Robert Bolt (1924). Il dramma ebbe una prima versione radiofonica nel 1954, fu presentato in teatro – il Globe di Londra – l’1-VII-1960, e venne pubblicato nella stessa città lo stesso anno] (pag 1777)”,”REFx-139″ “JACOPINI Renato”,”Canta il gallo.”,”Renato JACOPINI è nato nel 1904 a La Spezia da famiglia contadina. Giovane, divenne militante del partito repubblicano, a 17 anni negli Arditi del Popolo partecipa alla difesa di Sarzana, luglio 1921, contro lo squadrismo. Dopo essere entrato a lavorare in banca, e poi come impiegato nell’ Amministrazione militare, nel 1936 aderì al Partito Comunista clandestino. Arrestato nel 1937 dall’ OVRA viene rilasciato. Nel 1940 è richiamato alle armi, dopo l’ 8 settembre è prima organizzatore di bande partigiane e poi comandante di formazione. Nel 46-47 verrà eletto segretario della commissione interna dell’ Arsenale della Marina Militare con 12 mila operai. Il mito della “”superiorità del tedesco””. (capitolo, pag 26) “”Quando il nemico viene a cercarci, non perdere la calma, controllare le sue forze e le sue direttive d’ attacco e, se è il caso, sferrargli un colpo; poi, indipendentemente dai risultati dello scontro, lasciare la base attaccata e ritirarsi in quella di riserva preventivamente preparata””. (pag 27) “”Astuzia e audacia sono armi della guerriglia delle quali anche il nemico si valse, impiegando tra l’ altro larghi mezzi di corruzione””. (pag 28)”,”ITAR-058″ “JACOVIELLO Michele”,”Storia e storiografia. Dall’antichità classica all’ età moderna.”,”Il concetto di storia, la storiografia greca classica ed ellenistica, la storiografia romana, cristiano-medievale, umanistica, del Rinascimento, del Seicento, Settecento e primo Ottocento. L’A è docente di Storia Moderna presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Istituto Orientale di Napoli (Dipartimento di Scienze sociali). E’ autore di numerosi saggi e pubblicato volumi tra cui: ‘Venezia e Napoli nel Quattrocento. Rapporti tra i due Stati e altri saggi’, LIGUORI, 1992.”,”STOx-014″ “JACOVIELLO Alberto”,”La coesistenza difficile. Otto anni di viaggi attraverso la diplomazia dell’ Est e dell’ Ovest. URSS, USA, Cina, Gran Bretagna Cuba Libano Congo India Jugoslavia Egitto Libia Giappone Germania Birmania.”,”Incidente di Quemoy. “”Ipotesi non sempre attendibili si faranno anche circa il significato dell’ improvviso viaggio di Krusciov a Pechino tra le fine del luglio e i primi di agosto. Alcuni attribuiranno ad una presunta pressione cinese l’ abbandono, da parte sovietica, dell’ idea della conferenza al vertice. In realtà la semplice successione dei fatti dimostra la completa infondatezza di tale tesi: la possibilità di una conferenza al vertice, infatti, era naufragata ancor prima che il leader sovietico mettesse piede sul territorio cinese. Altri, e forse con maggior aderenza alla realtà, collegheranno invece il viaggio alla iniziativa militare di Pechino nello stretto di Formosa. Non passeranno infatti tre settimane dalla visita di Krusciov che il governo cinese, dopo una ripresa massiccia dei bombardamenti sulle isole costiere, includerà Quemoy nelle sue acque territoriali. Tibor Mende scriverà alcuni anni dopo che questa iniziativa cinese costituì una sorta di assaggio del grado di efficacia della protezione atomica sovietica. I cinesi, in altri termini, avrebbero tentato, sempre secondo Tibor Mende, di sperimentare fino a qual punto gli americani fossero disposti a cedere pur di evitare la guerra atomica con l’ URSS e fino a qual punto, d’altra parte, l’ Unione Sovietica fosse disposta a sostenere l’ iniziativa militare di Pechino. A voler dar credito a questa ipotesi, la cronaca delle giornate di Quemoy è di grande interesse. All’ azione del governo cinese, Washington risponde in un modo assai netto: Foster Dulles annuncia infatti che Eisenhower impiegherà la forza se riterrà Quemoy necessaria alla difesa di Formosa. Da parte sovietica si replica che se la Cina verrà attaccata, l’ URSS reagirà come se il suo stesso territorio nazionale fosse attaccato. Lo schieramento politico che si delinea è sfavorevole agli Stati Uniti: la Gran Bretagna scinde le proprie responsabilità, mentre quasi tutti i paesi afro-asiatici prendono posizione a favore della Cina. Ma il governo di Washington non cede di un solo palmo. E Pechino a poco a poco smorza l’ offensiva, che viene spenta del tutto appena gli americani acconsentono a riprendere la trattativa diretta. “”Disprezzare strategicamente l’ avversario, ma tenerne conto tatticamente”” è lo slogan che Mao Tse-Tung conia in questa occasione. Tibor Mende lo commenterà più tardi affermando che “”poiché la prova di forza si era risolta a suo svantaggio sul terreno militare, la Cina cominciò a rivedere le sue tesi sulla debolezza dell’ Occidente e si impegnò in uno sforzo gigantesco per accrescere i mezzi militari a sua disposizione””. (pag 113-114)”,”RAIx-163″ “JACQUES Jean”,”Luttes sociales et grèves sous l’ Ancien Régime. Vie et mort des corporations.”,”La giornata di lavoro nel Medioevo. “”Il lavoro notturno fu subito abolito , non per ragioni umanitarie, ma per precauzione. Si ci illuminava, nel Medio Evo, con delle torce di resina e delle lampade a olio. I rischi d’ incendio erano grandi nei locali sempre esigui, ove si stipavano grandi quantità di merci. Alcuni statuti si opponevano anche al lavoro di notte perché non permetteva una buona esecuzione dei compiti””. (pag 73)”,”MFRx-254″ “JACQUES François SCHEID John”,”Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione.”,”François Jacques ha in segnato all’Università di Lille III. Joh Scheid è direttore della V sezione (religione romana) dell’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. Ha pubblicato: ‘La religione a Roma’ (2001) Geopolitica e geostrategia: ‘I grandi settori strategici’ (pag 194) (importanza e ruolo strategico e interesse economico delle grandi regioni europee (Britannia, area del Reno, Basso Danubio, Oriente, Africa Il costo dell’esercito. (costi crescenti) “”Le dimensioni dell’esercito furono in gran parte determinate dal loro costo. Le spese militari rappresentavano la voce principale nel budget imperiale (del quale s’ignora l’esatta entità). Ogni valutazione esige cautela e sono plausibili proposte recenti, anche se non sono certe: all’inizio dell’impero l’esercito avrebbe assorbito dal 40 al 60% delle entrate pubbliche (oltre Campbell, 556, pp. 161 sgg, cfr. K. Hopkins, 1023 – ma forse la stima è eccessiva.). Non conosciamo le retribuzioni, che variavano considerevolmente secondo i corpi e il rango. La paga base dei legionari, 900 sesterzi per anno sotto Augusto, passò a 1.200 sesterzi sotto Domiziano e rimase stabile sotto gli Antonini. Settimio Severo l’aumentò (…) Caracalla concesse un ulteriore aumento (…)”” (pag 196-197)”,”STAx-311″ “JACQUIER Charles COURTOIS Stephane”,”Communisme. Revue du Centre d’etude d’histoire et de sociologie du communiste. N° 38-39. Les Kominterniens I.”,”Contiene i saggi: -Charles JACQUIER, ‘Sombres Jours’: Boris Souvarine et l’arrivée d’Hitler au pouvoir -Stephane COURTOIS, La seconde mort de Willi Münzenberg.”,”MGEK-001″ “JACQUIER Charles”,”La gauche française, Boris Souvarine et les procès de Moscou.”,”‘I processi di Mosca funzionano come un rilevatore, nel senso fotografico, dei diversi modi in cui la sinistra francese degli anni Trenta si colloca in rapporto all’Urss, dall’approvazione delirante del PCF alle riserve imbarazzate della SFIO. Per la maggior parte degli intellettuali, i processi stabiliscono nettamente che ha rinunciato alla propria funzione critica e morale, sostituendo la figura del dreyfusardo a quella del compagno di strada. Ma, anche per gli analisti più sprovveduti di illusioni sulla politica di Stalin, la dimensione internazionale dei processi apparirà di colpo al meglio con le rivelazioni di Walter Krivitsky e la caduta in disgrazia di Litvinonv. In rapporto all’opinione generale, la lucidità e la capacità di anticipare gli avvenimenti di Boris Souvarine sono molto notevoli’ (pag 465) Pseudonimo del rivoluzionario e pubblicista B. Lifschitz (Kiev 1895 – Parigi 1984). Dal 1898 a Parigi, nel 1916 aderì al partito socialista e iniziò l’attività di giornalista. Fra i fondatori del Partito comunista francese (PCF), dal 1921 al 1924 fece parte del Presidium del Komintern a Mosca; schieratosi fra il 1924 e il 1929 con Trockij, venne espulso dal PCF nel 1925. Nel 1935 pubblicò la sua opera principale:’Stalin, aperçu historique du bolchevisme’ (trad. it. 1983); dopo la seconda guerra mondiale adottò una posizione di crescente critica dell’esperienza sovietica. (trec)”,”PCFx-003-FGB” “JACQUIN Philippe”,”Storia degli indiani d’America.”,”””I coloni britannici che odiano e temono gli indiani desiderano che il governo di sua maestà sia più severo verso i “”selvaggi””. I coloni non esitano a farsi giustizia da soli.”” (pag 119) Espulsione degli indiani dei territori dell’est all’inizio del XIX secolo (pag 127) “”Non tutti gli indiani sono favorevoli a una resistenza pura e ostinata; alcuni pensano di poter sopravvivere integrandosi e imitando la società bianca. E’ il caso delle “”Cinque tribù civilizzate””, come le chiamano gli americani, insediate nel sud-est della giovane nazione: i Creek, i Cherokee, i Chactaw, i Chichasaw e i Seminole”” (pag 128)”,”USAG-001-FMP” “JACQUIN Philippe”,”Storia degli indiani d’America.”,”L’armonia tra l’uomo e la natura presso gli indiani d’America “”L’indiano cacciatore o agricoltore seguiva leggi il cui fondamento ecologico non può essere messo in dubbio. Queste leggi riflettevano un’armonia tra l’uomo e il suo ambiente. L’indiano provava un sentimento di rispetto verso i fenomeni naturali, non considerava il mais, i cereali o la selvaggina come semplici piante o alimenti nutritivi, ma come manifestazione del favore delle divinità. Il germogliare del seme, la sua dipendenza dal sole o dalla pioggia, fonte di vita, la membrana della gemma, il polline, figuravano sotto forma di simboli nei canti, nelle leggende e nelle cerimonie. Molto prima di scoprire l’agricoltura, l’indiano caccia. Tuttavia, tranne che per i Pueblos, l’indiano diventato agricoltore non abbandona la caccia. Il più delle volte l’agricoltura era praticata dalla donne, tenendo l’uomo per sé “”una più nobile attività””. L’indiano apprezzava la carne ma l’agricoltura gli assicura un’alimentazione regolare. Per la carne, l’indiano dipendeva interamente dai mammiferi selvatici, non possedendo animali domestici; nessun tentativo sembra sia stato fatto per addomesticare il bisonte. Quanto al cavallo, entrato presto nell’uso domestico delle altre civiltà, se ne trovano tracce in epoca preistorica, poi disparve dall’America. Alcuni pensano che gli indiani li mangiassero, come facevano alcune tribù con i cavalli fuggiti dagli accampamenti spagnoli nel XVII secolo. “”Quando non c’è carne, la fame avanza a grandi passi attraverso il campo””, diceva un detto indiano. Essendo la carne il cibo preferito e coprendo la maggior parte del fabbisogno alimentare, la caccia rivestiva grandissima importanza per l’indiano. Fin dalla tenera età l’indiano imparava a catturare la piccola selvaggina. Adolescente, seguiva un membro della famiglia che lo iniziava alle differenti tecniche di caccia; doveva fare attenzione a uccidere l’animale “”nel modo giusto””, altrimenti lo spirito della bestia avrebbe messo in guardia gli altri animali e il cacciatore non avrebbe più catturato selvaggina. Il giovane cacciatore doveva quindi rispettare i tabù e i riti della sua tribù nei confronti di certi animali”” (pag 50-51) [Philippe Jacquin, ‘Storia degli indiani d’America’, A. Mondadori, Milano, 1984]”,”TEOS-362″ “JAECKH Gustav”,”Internatsional.”,”JAECKH Gustav (1866-1907)”,”INTP-062″ “JAEGER W.”,”Demostene.”,”Appendice: discorso di ISOCRATE per i platesi e la seconda lega marittima”,”STAx-044″ “JAFFE Hosea”,”Il colonialismo oggi: economia e ideologia.”,”Questa “”borghesizzazione”” e deproletarizzazione dei lavoratori (nei paesi imperialisti) non è neppure di consolazione a questi stessi lavoratori poiché quello stesso capitalismo che da un più alto livello di vita e uno “”status sociale””, genera anche insicurezza e guerra. La diminuzione nel numero dei lavoratori produttivi (un tipo di “”borghesizzazione”” e di deproletarizzazione) è avvenuta contemporaneamente ad un accrescimento dell’ urbanizzazione.”,”PVSx-018″ “JAFFE Hosea”,”Sudafrica storia politica. Dal razzismo legale al razzismo illegale. (Tit.orig.: 300 years, a history of South Africa)”,”JAFFE Hosea, nato a Cape Town nel 1921 è autore di varie opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Ha insegnato in Sudafrica, in Kenya, ad Addis Abeba, a Londra e in Lussemburgo. Nel 1943 è stato cofondatore del Non European Unity Movement of South Africa (fino al 1960). Libro dedicato ai liberatori del Sudafrica, Vic WESSELS e Ben KIES. “”Con il suddetto decreto del 1911 (e gli emendamenti) venivano rilasciati certificati di competenza a europei per posti di direttore, ispettore, sovrintendente, ingegnere, macchinista, assistente di caldaia e brillatore in miniera””. Esso vietava agli africani trentadue lavori specializzati a norma di regolamento e diciannove per “”convenzione””. Un emendamento del 1926 concedeva di fare lavori specializzati a “”europei, meticci, creoli, malesi, nativi di Mauritius e S. Elena”” ma il decreto sull’ apprendistato del 1922, la segregazione scolastica in istituti industriali e professionali, la politica di manodopera bianca del 1924-25 esclusero in pratica tutti i non europei dai ranghi dei lavoratori specializzati””. (pag 158)”,”AFRx-050″ “JAFFE Hosea”,”Davanti al colonialismo. Engels, Marx e il marxismo.”,”H. JAFFE nato a Cape Town nel 1921, è autore di numerose opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Ha insegnato in Sudafrica, Kenya, Addis Abeba, Londra e Lussemburgo. E’ stato visiting professor in varie università. E’ stato cofondatore del Non European Unity Movement of South Africa (partecipando alle sue attività fino al 1960). ha scritto varie opere tra cui ”La Germania. Verso il nuovo disordine mondiale”” (1994), “”L’ imperialismo dell’ auto. Auto + Petrolio = Guerra”” (2004). Engels su colonialismo italiano in Eritrea (pag 23) ‘Engels come euro-razzista’ pag 27 Engels social-sciovinista tedesco (pag 41) Trotsky (pag 75-76) “”Marx continua splendidamente: ‘Il sistema coloniale fece maturare come in una serra il commercio e la navigazione. Le “”società monopolia”” (Lutero) furono leve potenti della concentrazione del capitale. La colonia assicurava alle manifatture in boccio il mercato di sbocco di un’accumulazione potenziata dal monopolio del mercato. Il tesoro catturato fuori d’Europa direttamente con il saccheggio, l’asservimento, la rapina e l’assassinio rifluiva nella madre patria e quivi si trasformava in capitale (…). Oggigiorno la supremazia industriale porta con sé la supremazia commerciale. Invece nel periodo della manifattura in senso proprio è la supremazia commerciale a dare il predominio industriale. Da ciò la funzione preponderante che ebbe allora il sistema coloniale. Esso fu “”il dio straniero”” che si mise sull’altare accanto ai vecchi idoli dell’Europa e che un bel giorno con una spinta improvvisa li fece ruzzolare via tutti insieme e proclamò che fare del plusvalore era il fine ultimo e unico dell’umanità’ (Marx, Il capitale, Libro primo cap 24)”” [Hosea Jaffe, Davanti al colonialismo. Engels, Marx e il marxismo, Milano, 2007] (pag 81)”,”MAES-073″ “JAFFE Hosea”,”Davanti al colonialismo: Engels, Marx e il marxismo.”,”Nato a Cape Town nel 1921, JAFFE Hosea è autore di molte opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Ha insegnato in Sudafrica, in Kenya, ad Addis Abeba, a Londra e in Lussemburgo. (v 4° cop.) Engels sul colonialismo italiano in Eritrea. “”In quell’occasione i Pankhurst mi riferirono che c’erano stati gruppi di italiani i quali avevano celebrato la sconfitta dell’Italia del 1886 dimostrando a favore dell’Etiopia. Essi furono presi alla sprovvista dalla posizione colonialistica di Engels, piccola nuvola nel cielo immenso della celebrazione della vittoria etiopica, espressa proprio alla vigilia della fine del secolo che aveva visto il compimento del processo coloniale e l’inaugurazione dell’epoca dell’imperialismo. Engels accettò la nascita formale dell’imperialismo italiano, l’attacco e la barbarica occupazione dell’Etiopia nord-orientale (che sarà poi chiamata “”Eritrea”” e così, purtroppo, continua a essere chiamata tuttora sia dalla sinistra europea sia dall'””impresa di pulizie”” dell’imperialismo euroamericano, le Nazioni Unite), e condivise alcune posizioni della socialdemocrazia emergente in Italia. Il partito di Antonio Labriola e lo stesso Engels, nel 1890, si levarono a difesa del colonialismo – o meglio, a ben vedere, della sua sequenza imperialista””. (pag 25) La questione coloniale italiana, l’Etiopia e la terra ai contadini. Nella lettera di Antonio Labriola a Alfredo Baccarini pubblicata sul Messaggero di Roma il 15 marzo 1890 intitolata “”La terra a chi lavora. La colonia Eritrea e la questione sociale””, egli chiedeva una legge che desse ai contadini italiani la proprietà delle terre in Eritrea. Pasquale Martignetti, ‘collaboratore’ di Labriola e Loria, chiese in una lettera del 26 marzo un parere a Engels che rispose il 30 marzo 1890. (pag 23, si riporta la risposta di Engels) (piuttosto che ai monopoli è meglio che le terre siano assegnate per la coltivazione diretta ai piccoli contadini, Engels cita ‘La teoria moderna della colonizzazione’, (Il Capitale di Marx, libro I) (pag 23-24)”,”TEOC-441″ “JAFFE Hosea”,”Germania. Il caso dell’euro-imperialismo.”,”””…da noi le condizioni sono ‘molto peggiori’ che in Inghilterra, perché non esiste il contrappeso della legislazione sulle fabbriche. In tutti gli altri campi siamo oppressi, come tutto il resto d’Europa occidentale continentale, non solo dallo sviluppo della produzione capitalistica, ma pure dalla mancanza di tale sviluppo. Accanto ai mali di oggi ci incombe tutta una serie di mali ereditari, che derivano dal vegetare di metodi di produzione vecchi e sorpassati, con i loro conseguenti rapporti sociali e politici ‘anacronistici’. Noi soffriamo non solo per colpa dei viventi, ma anche dei morti. ‘Le mort saisit le vif!'”” [Karl Marx, prefazione alla prima edizione tedesca del ‘Capitale’, Londra, 25 luglio 1867] [(in) Hosea Jaffe, Germania. Il caso dell’euro-imperialismo, 1979]”,”GERx-014-FL” “JAFFE Hosea”,”Marx e il colonialismo.”,”2° copia L’importanza della teoria rivoluzionaria “”Nella ‘Rheinische Zeitung’ dell’ottobre 1842 Marx risponde ad un’accusa dell”Allgemeine Zeitung’ di Augusta secondo cui lo scritto di Marx (di cui egli era redattore) propagandava il comunismo, Marx difese gli articoli comunisti di Moses Hess ed i servizi sul Congresso di Strasburgo dei comunisti di Weitling, mediante un’analisi di classe dello stesso giornale di Augusta. Combinata con questo punto di partenza di classe, c’è l’idea dell’unità fra teoria e pratica. Nello stesso tempo egli presta grande attenzione alla teoria e alle idee. Dicendo che Proudhon e le sue opere possono essere criticate “”solo dopo un lungo studio”” (12), aggiunge: “”Noi abbiamo la ferma convinzione che non il tentativo di sperimentare in pratica le idee comuniste, ma la loro elaborazione teorica formi il vero e proprio pericolo, perché agli esperimenti pratici, sia pure esperimenti di massa, si può sempre rispondere col cannone non appena diventino pericolosi, ma le idee che la nostra intelligenza ha acquisito vittoriosamente, che il nostro animo ha conquistato, alle quali l’intelletto ha forgiato la nostra coscienza [conoscenza], sono vincoli dai quali non ci si strappa senza lacerarsi [strapparsi] il cuore, sono demoni che l’uomo può vincere soltanto sottomettendosi ad essi (13)””. Questo concetto dell’indistruttibilità dell’idea rivoluzionaria ha giocato u ruolo importante in molti movimenti di liberazione nelle colonie (…)”” [Hosea Jaffe, Marx e il colonialismo, 1977] [(12) Karl Marx, Scritti politici giovanili, a cura di Luigi Firpo, Torino, 1950, p. 174; (13) K. Marx, ibid., p. 174]”,”MAES-138″ “JAFFE Hosea”,”Sudafrica. Storia politica. Dal razzismo legale al razzismo illegale.”,”Hosea Jaffe, nato a Cape Town nel 1921, è autore di numerose opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Ha insegnato in Sudafrica, in Kenya, ad Addis Abeba, a Londra e in Lussemburgo, è stato visiting professor in università africane, indiane ed europee. Nel 1943 è stato cofondatore del Non European Unity Movement of South Africa, alle cui attività ha partecipato fino al 1960, nel 1989-90 ha tenuto un discorso alla conferenza di Cape Town del New Unity Movement. Tiene regolarmente conversazioni e lezioni in meeting e università sudafricane. In poco più di trecento anni le terre dell’Africa meridionale sono passate dai primi insediamenti olandesi alla costituzione di uno stato forte e ben organizzato; dalle prime guerre di resistenza tribali alla ribellione di Soweto e all’azione dei movimenti di liberazione africana, fino all’abolizione legale del regime di apartheid. La presa economica imperialista, l’elaborazione dell’ideologia razzista, la creazione di tribalismi artificiali e del regime politico dell’apartheid sono i mezzi con i quali i conquistatori europei, insediatesi, hanno perpetuato e rinsaldato il proprio dominio.”,”AFRx-003-FL” “JAFFE Hosea”,”Tribalismo e colonialismo: la Nigeria.”,”Fondo Davoli “”L’Olanda fa parte dell’influenza imperialista della CEE in Nigeria attraverso l’acquisto di materia prima a basso prezzo piuttosto che attraverso investimenti diretti. L’Olanda, dopo l’Inghilterra e gli Stati Uniti, è il più grande importatore di merci dalla Nigeria, ed è il maggior importatore di materie prime della CEE (31.7 milioni di sterline nel 1967). Il fatto che le esportazioni dell’Olanda (9,3 milioni di sterline) siano molto minori delle sue importazioni porta a uno squilibrio nella bilancia commerciale con la Nigeria (…)”” (pag 77)”,”AFRx-092″ “JAFFE Hosea”,”Germania. Il caso dell’euro-imperialismo.”,”””Perfino tra i lavoratori degli Stati Uniti si venne formando una posizione di supremazia: «Negli Stati Uniti gli immigrati dall’Europa orientale e meridionale sono addetti ai lavori peggio pagati, mentre i lavoratori americani (eccetto i “”negri””) forniscono le più alte percentuali di controllori e di operai meglio pagati» (41). Questa aristocrazia operaia col passar del tempo si estese enormemente negli Stati Uniti, specialmente dopo il decennio successivo alla grande crisi del 1929 e finì per comprendere, in pratica, gran parte della classe lavoratrice «bianca». La stessa generalizzazione si può applicare, volendo, alla Germania di oggi. Il processo in base al quale si è verificata questa trasformazione sociale potrebbe essere ancora quello descritto già da Engels molto più di cento anni fa: «Il proletariato inglese sta in realtà diventando sempre più borghese, così che questa nazione tra tutte la più borghese sembra abbia la tendenza ad avere un’aristocrazia borghese e un proletariato borghese oltre che una borghesia (42). Questa trasformazione sociale divenne una caratteristica fondamentale della «formazione sociale» tedesca dopo la seconda guerra mondiale e anche prima. Fin dal tempo in cui a Londra sta completando ‘Il Capitale’, Marx criticò la socialdemocrazia tedesca per il suo nazionalismo, dimostrato dal ben noto Programma di Gotha, che, adottato nel 1875, costituì la piattaforma dell’unificazione tra lassalliani e eisenachiani. Gli spartachisti tedeschi ruppero con la socialdemocrazia sulla guerra del 1914-18 e vennero distrutti fisicamente nel 1919 dai «corpi franchi» cui non mancò l’appoggio del ministro Noske. Uno scrittore svizzero, Grimm, ha affermato in un libro intitolato ‘Morte senza battaglia’ che i lavoratori tedeschi non riuscirono a scatenare nessuna lotta di rilievo contro il nazismo. Ma non si dovrebbe dimenticare che quegli stessi lavoratori erano rimasti frastornati dalle divisioni tra socialisti e comunisti. I comunisti, per seguire le suicide direttive di Stalin, s’erano impegnati a combattere i socialisti più dei nazisti, in base al demenziale slogan moscovita «socialismo e nazismo sono fratelli gemelli»”” [Hosea Jaffe, ‘Germania. Il caso dell’euro-imperialismo’, Milano, 1979] [(41) Statistiche citate da Lenin, in ‘L’imperialismo, fase suprema del capitalismo’, in Opere, vol. XXIII, Roma, 1967; (42) Marx-Engels,’Corrispondenza scelta’, Mosca, 1965, pag. 110. L’11 agosto 1881 Engels ripeté questa idea e il 12 settembre 1882 scrisse a Karl Kautsky: «anche ai lavoratori giunge qualcosa dal monopolio inglese sul mercato mondiale e sulle colonie». Ribatté il chiodo nel 1892, poco prima di morire, nella nuova edizione del suo libro ‘La condizione della classe operaia in Inghilterra’, che fu una delle opere che fecero di lui un «marxista»] (pag 80-81, 90)”,”GERV-070″ “JAFFE Hosea”,”Economia dell’ecosistema.”,”Hosea Jaffe, nato a Cape Town nel 1921, è attualmente residente a Londra. Matematico, storico ed economista, è autore di numerose opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Nel 1943 è stato cofondatore del Non European Unity Movement of South Africa, alle cui attività ha partecipato fino al 1960; nel 1990 ha tenuto un discorso alla conferenza di Cape Town del New Unity Movement.”,”ECOI-137-FL” “JAFFE Hosea”,”La trappola coloniale oggi. Sudafrica, Israele, il mondo.”,”nato a Cape Town nel 1921, Hosea Jaffe è autore di numerose opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Ha insegnato in Sudafrica, Kenya, Addis Abeba, Londra, Lussemburgo.”,”PVSx-006-FP” “JAFFE Hosea”,”Processo capitalista e teoria dell’accumulazione.”,”Hosea Jaffe, nato a Cape Town nel 1921, è attualmente residente a Londra. Matematico, storico ed economista, è autore di numerose opere sulla storia africana e sul sistema economico mondiale. Nel 1943 è stato cofondatore del Non European Unity Movement of South Africa, alle cui attività ha partecipato fino al 1960; nel 1990 ha tenuto un discorso alla conferenza di Cape Town del New Unity Movement.”,”ECOT-175-FL” “JAFFRELOT Christophe a cura”,”L’Inde contemporaine de 1950 à nos jours.”,”Sommario: l’India degli anni di NEHRU, il sistema del Partito del Congresso; socialismo, populismo e autoritarismo di Indira GANDHI; politica indiana tra crisi dello Stato-nazione e maturità democratica; lo sviluppo economico; le riforme economiche; la politica di non allineamento; il ridispiegamento della politica estera; l’India in Asia del Sud, le forze armate indiane; il federalismo indiano malato di centralizzazione; Q dravidica e regionalismo; i Sihk; l’ Assam; il conflitto nel Kashmir; transizione demografica; mondo rurale; mondo operaio; Q caste e gli intoccabili; le tribù indiane; il mutamento dell’ induismo; i musulmani una minoranza di 100 milioni; la comunità cristiana; le arti, la cultura e la letteratura, lingua. Scritti di: Jackie ASSAYAG, Pierre AUDINET, France BHATTACHARYA, Gilles”,”INDx-005″ “JAFFRELOT Christophe a cura; altri saggi di Amelie BLOM Frederic GRARE Pierre LAFRANCE Jean-Luc RACINE Yunas SAMAD Ian TALBOT”,”Le Pakistan, carrefour de tensions regionales.”,”Christophe JAFFRELOT è ricercatore al CNRS (CERI) e redattore in capo a ‘Critique internationale’. Ha pubblicato ‘La democratie en inde. Religion, caste et politique’ (FAYARD, 1998). Gli altri saggi sono di: Amelie BLOM, Frederic GRARE, Pierre LAFRANCE, Jean-Luc RACINE, Yunas SAMAD, Ian TALBOT.”,”PAKx-001″ “JAFFRELOT Christophe a cura; collaborano all’ opera France BHATTACHARYA Gilbert ETIENNE Marc GABORIEAU Pierre LAFRANCE Aminah MOHAMMAD Jean-Luc RACINE Tariq RAHMAN Oliver ROY”,”Le Pakistan.”,”JAFFRELOT è direttore del CERI.”,”PAKx-004″ “JAFFRELOT Christophe”,”Inde: la démocratie par la caste. Histoire d’une mutation socio-politique, 1885-2005.”,”JAFFRELOT Christophe è direttore del CERI (Science Po) e direttore di ricerca al CNRS, specialista di India e Pakistan, studia in particolare il nazionalismo e la democrazia. Insegna la politica dell’ Asia del Sud e le teorie del post-nazionalismo a Sciences Po. Ha scritto ‘L’ Inde contemporaine’ (1996) e ‘La Pakistan’ (2000). La “”Hindi belt”” o l’ arretramento della discriminazione positiva. “”Uno sviluppo simile si osserva in Uttar Pradesh. In questo Stato, la rivendicazione della caste inferiori in favore di quote è stata per lungo tempo ignorata dal Congresso. Certo, dal 1945, il governo delle Province unite aveva stabilito una lista di trentasette “”Backward Castes”” indù e ventuno “”Backward Castes”” musulmane allo scopo di guidare la politica di aiuto alle popolazioni sfavorite nel campo dell’ istruzione. Nel 1955, furono costituite due liste di “”Other Backward Classes””: la prima – comprendente quindici caste – al fine di stabilire una quota nell’ amministrazione -, la seconda – formata da cinquantanove caste – per guidare la politica di discriminazione positiva in materia di istruzione pubblica. Nel 1958, queste liste furono riviste e si basarono questa volta su trentasette caste indù e ventuno caste musulmane. Ma nessuna quota fu mai messa in opera.”” (pag 279)”,”INDx-080″ “JAFFRELOT Christophe”,”Inde, l’envers de la puissance. Inégalités et révoltes.”,”JAFFRELOT Christophe “”L’auteur d’un remarquable ouvrage sur les maoïstes indiens, S. Chakravarti, a entendu de la bouche d’un responsable de la police du Mahartashtra, rencontré dans son quartier général de Bombay, sous couvert d’anonymat, que l’essor du mouvement naxaliste dans le Vidarbha devait beaucoup à l’incurie d’hommes politiques qui n’avaient d’yeux que pour les zones prospères de l’Etat, le corridor Bombay-Poona et la ‘sugar belt’, où règne la canne à sucre. Il a fallu la vague de suicides de paysans dont la presse s’est faite l’écho pour qu’un chef de gouvernement se rende dans la zone: aucun de ses prédécesseurs ne l’avait fait depuis trente ans!”” (Sudeep Chakravarti, Red sun. Travels in Naxalite country, New Delhi, Penguin, 2008; p. 273-274)”” (pag 33)”,”INDx-123″ “JAGUIN Aureliano”,”Il geroglifico sociale: forze produttive e strutture di classe in Marx.”,”Aureliano Jaguin, nato a Roma il 14.8.1951, vive attualmente a Firenze, dove – unitamente agli studi universitari – ha compiuto una vasta ricognizione teorica sui problemi generali del marxismo. Oltre al presente libro, sono una testimonianza di questo impegno gli studi su Lenin e Godelier e due saggi critici già apparsi sul n. 8 ‘ll piccolo Hans’ (Produttività e socialismo e L’obliterazione dei rapporti di scambio in URSS). Raffinata e seducente nello stile, sorprendente per erudizione, aggiornata e innovativa nei metodi, quest’opera decisamente antiaccademica prende di mira le più flagranti mistificazioni del pensiero di Marx. “” Il valore non porta scritto in fronte quel che è. Anzi, il valore trasforma ogni prodotto di lavoro in un geroglifico sociale. In seguito, gli uomini cercano di decifrare il senso del ‘geroglifico’, cercano di penetrare l’arcano del loro proprio prodotto sociale, poichè la determinazione degli oggetti d’uso come valori è loro prodotto sociale quanto il linguaggio””. Karl Marx. “”Marx ha dato una definizione assolutamente precisa del concetto di sviluppo delle forze produttive e ha studiato il processo concreto di questo sviluppo”” Lenin, Materialismo ed empiriocriticismo p.328. “”Hodgskin ha il torto di non distinguere, nella sua indagine sulla forza produttiva del capitale, fino a che punto si tratta di produzione di valore d’uso o di valore di scambio”” Marx, STE, III,289. “”Mentre i servi della gleba fuggitivi volevano soltanto sviluppare e fare affermare liberamente le loro condizioni di esistenza già in atto, e quindi in ultima istanza arrivarono soltanto al lavoro libero, i proletari invece, per affermarsi personalmente, devono abolire la loro propria condizione di esistenza quale è stata fino ad oggi, che in pari tempo è la condizione di esistenza di tutta la società fino ad oggi, il lavoro””. K.Marx”,”MADS-032-FL” “JAHODA Marie LAZARSFELD Paul F. ZEISEL Hans”,”I disoccupati di Marienthal.”,”Negli anni 1930, all’ inizio della grande crisi economica, l’ intera popolazione di un villaggio operaio della Bassa Austria si trovò improvvisamente disoccupata. Tutti i rapporti sociali vennero rimessi in discussione da una comunità colpita da un improvviso impoverimento. Un gruppo di giovani ricercatori (destinati ad avere un ruolo importante nelle scienze sociali) decisero di studiare in dettaglio quel fenomeno, combinando dati numerici con l’ immersione nella situazione. Ne emerse un quadro vivo dell’ epoca (a cinquant’anni dalla prima edizione in tedesco e quindici da quella inglese) gli effetti disoccupazione sulle condizioni psicologiche e morali dell’ individuo, sulla vita dell’ intera società.”,”CONx-079″ “JAKOVLEV Nikolaj, a cura di Massimo MASSARA”,”La rivoluzione si difende.”,”Concepito come una risposta polemica al troppo spregiudicato ‘uso politico della storia’ che viene fatto in occidente sulla storia sovietica, il libro di Nikolaj Jakovlev dedicato alla rivoluzione d’ottobre e alla successiva guerra civile risponde all’esigenza di ristabilire i fatti nella loro realtà e nella loro veridicità al di fuori di tutte le mistificazioni e strumentalizzazioni.”,”RIRO-137-FL” “JAKOVLEV Nikolaj”,”La Russia dalla sconfitta militare alla rivoluzione.”,”Concepito come una risposta polemica al troppo spregiudicato ‘uso politico della storia’ che viene fatto in occidente sulla storia sovietica, il libro di Nikolaj Jakovlev dedicato alla rivoluzione d’ottobre e alla successiva guerra civile risponde all’esigenza di ristabilire i fatti nella loro realtà e nella loro veridicità al di fuori di tutte le mistificazioni e strumentalizzazioni.”,”RIRx-081-FL” “JAKOVLEV Aleksandr”,”La Russia. Il vortice della memoria. Da Stolypin a Putin.”,”Nato nel 1923 in un villaggio vicino Jaroslavl, dopo la laurea in storia e studi anche negli Usa, dopo l’insegnamento e il giornalismo, dal 1953 Jakovlev ha ricoperto nel Pcus incarichi direttivi in vari dipartimenti (scuola, propaganda, politica internazionale). per dieci anni ambasciatore in Canada, ha poi diretto l’Istituto di economia mondiale e di relazioni internazionali. Già consigliere di Gorbaciov per la comunicazione e le missioni speciali, oggi presiede il partito socialdemocratico russo, varie fondazioni e associazioni.”,”RUST-063-FL” “JALÉE Pierre”,”Il saccheggio del terzo mondo.”,”Fondo Davoli “”Hamza Alavi sembra avere ragione quando scrive (in ‘Le nouvel impérialisme’, ‘Les Temps Modernes’, agosto-sttembre 1964): “”che l’esportazione di capitali non è il principale fattore che ha contribuito a mantenere la dinamica del capitalismo postbellico””. Ed egli si riferisce giustamente ad un testo di Lenin forse troppo dimenticato: «Vent’anni prima di scrivere il suo libro sull’imperialismo, scrive Hamza Alavi, Lenin aveva impegnato con i populisti una polemica che si riferiva precisamente al problema della possibilità dell”espansione interiore’ del capitalismo. Lo sviluppo del mercato interno, faceva osservare, è possibile malgrado il consumo limitato delle masse (o malgrado l’assenza di sbocchi esteriori) perchè, per sviluppare la produzione (per “”accumulare”” in senso stretto) è necessario produrre dei mezzi di produzione e, a questo scopo, sviluppare il settore della produzione sociale che fabbrica dei mezzi di produzione e, di conseguenza, attirarvi dei lavoratori che creano allora una domanda per gli articoli di consumo. Ne risulta che “”il consumo”” si sviluppa ‘dopo’ l'””accumulazione””. Il plusvalore accumulato, indica Lenin, potrebbe essere assorbito fino ad un certo punto, grazie all’espansione relativa del settore che produce i mezzi di produzione. Ma questo sarebbe solo una proroga provvisoria per il capitalismo, perchè, in ultima analisi, l’espansione della capacità di produzione non può proseguire se non su una base ristretta di consumo. Tuttavia si constata qui che Lenin ha considerato due possibili alternative di espansione capitalista: l”espansione interna’ del capitalismo attraverso l’espansione relativa del settore che produce i mezzi di produzione e l”espansione esterna’ del capitalismo attraverso l’esportazione di capitali». Ci troveremmo dunque alla fine o incamminati verso la fine di un periodo in cui il capitalismo ha potuto svilupparsi principalmente per l’espansione interna attraverso l’espansione relativa del settore dei mezzi di produzione? Saremmo tentati di pensarlo. Tra i fattori che hanno giocato un ruolo nell'””aggiornamento della crisi””, Hamza Alavi cita: 1. Le spese pubbliche dedicate ai servizi sociali e all’investimento pubblico, e soprattutto le spese di armamento. 2. Gli investimenti delle imprese nazionalizzate. 3. La difficoltà della rivoluzione tecnologica postbellica e la espansione relativa del settore produttivo dei mezzi di produzione, l’una e l’altra stimolate dei due primi fattori”” [Pierre Jalée, ‘Il saccheggio del terzo mondo’, Milano, 1974] (pag 141-142)”,”PVSx-065″ “JALÉE Pierre”,”L’exploitation capitaliste. Initiation au marxisme.”,” Tema affrontato nel capitolo 10. (L’accumulazione mal controllata e le crisi): come si spiega l’assenza di una crisi generalizzata dopo il 1933? (pag 78-) “”Au cours de XIXe siècle, qui a vu un formidable développement du capitalisme, des crises n’en sont pas moins apparues tous les dix ans en moyenne. Le XXe siècle a eu aussi le siennes, dont la plus importante et la dernière à avoir eu une portée mondiale fut la grande crise de 1929 à 1933. La périodicité des crises économiques a conduit à la notion de «cycle économique»: le dévelopment capitaliste se poursuit, non selon un mouvement continu, mais à travers des fluctuations qui tendent à se reproduire à intervalles plus ou moins réguliers. La description (mais non l’explication) du cycle est à peu près la suivante: à une période de prospérité succède brutalement una chute rapide comportant faillites, fermetures d’entreprises et fort gonflement du chômage, baisse des prix et disparition des profits. Puis la crise devient dépression, c’est-à-dire qu’elle prend une sorte de vitesse de croisière avec stagnation de la production à un niveau très bas et marasma général, jusqu’à ce que s’amorce une reprise, non pas brutale come fut l’apparition del la crise mais progressive et présentant les caractères inverses. Cette reprise graduelle finit par déboucher sur un essor nouveau qui tend à s’accélérer, avec un vif accroissement de la production et des échanges, une poussée d’in vestissements, etc. (…). Bien entendu, ceci est un schéma général dessiné à traits grossiers, et dans la réalité on n’a jamais vu une crise qui soit l’exacte reproduction d’une précédente. Mais les caractères principaux communs à toutes les crises appelent deux questions auxquelles il n’est d’ailleurs pas simple de répondre: 1. quelle est la cause générale des crises, c’est-a-dire du dérèglement du mécanisme d’accumulation du capital? 2. comment s’explique l’absence de crise généralisée depuis 1933? On ne saurait répondre à la première question sans se référer à l’analyse de Marx lui-même, qui constate que toute la production des biens matériels se répartit nécessairement entre les deux grandes sections suivantes: Section I: cette qui a pour objet la production des moyens ou biens de production (installations et équipements productifs, machines, matières premières et auxiliaires…), autrement dit tous les biens qui servent à en produire d’autres. Section II: celle qui a pour objet la production des biens de consommation, c’est à dire des biens de toutes sortes que l’homme consomme vite ou lentement pour satisfaire ses besoins. (…) Le classement des productions matérielles de l’homme entre les sections I et II ci-dessus est un classement effectué en fonction des valeurs d’usage ou encore de l’utilisation de ces productions. Mais si c’est bien en effet la valeur d’usage qui motive l’échange des marchandises (…), c’est par contre la valeur d’echange exprimée par le prix qi détermine les conditions de cet échange et même parfois le conditionne purement et simplement: je ne puis acheter telle marchandise dont j’ai besoin que si je détiens le pouvoir d’achat nécessaire. C’est sur la prise en considération, dans leur rapports réciproques, des notions de valeur d’usage et de valeur d’échange que Marx a fondé son analyse et ses schémas. Autrement dit, des corrélation doivent exister, aussi bien pour les productions de la section I que pour celles de la section II, entre les quantités de marchandises offertes à l’échange et ce qu’on appelle la «domande solvable». Le pouvoir d’achat susceptible de permettre l’échange de toutes les marchandises offertes sur le marché doit être en outre un pouvoir d’achat immédiatement disponible. Or dans la réalité, le pouvoir d’achat disponible à un moment donné ne correspond pratiquement jamais au pouvoir d’achat alors effectivement distribué (salaires) ou réalisé (plus-value), parce que le crédit et l’épargne ont pour effet d’avancer ou de reculer dans le temps l’utilisation du pouvoir d’achat. Ces indications visent simplement à faire comprendre que la coïncidence permanente, et aussi exacte que possible, d’une certaine quantité de moyens monétaires également disponibles ne saurait être obtenue que par le jeu correct de diverses règles et la réalisation de divers équilibres (économiques, financiers, monétaires), parmi lesquels l’équilibre entre les sections I et II est fondamental. Or, dans le mode de production capitaliste, la production est privée et est régie par les lois de la lutte et de la concurrence. Le développement inégal (à l’interieur de secteurs, de secteur à secteur, entre les régions et entre le pays), fruit de la recherche du profit maximum, est une des constantes du système. Le moteur de la production est le profit individuel d’entreprise et non le devéloppement harmonieux de l’économie générale”” (pag 78-82) [Pierre Jalée, L’exploitation capitaliste. Initiation au marxisme, Paris, 1981]”,”TEOC-683″ “JALÉE Pierre”,”Il saccheggio del Terzo Mondo.”,”JALÉE Pierre”,”PVSx-066″ “JAMES Marquis JAMES Bessie R.”,”Biografia di una banca. Storia della Bank of America, NT & SA.”,”E’ la storia della Bank of Italy fondata nel 1904 da Amadeo Pietro GIANNINI a San Francisco, al centro della comunità italiana. Questo primo nome della Bank of America, National Trust & Saving Association, oggi (1970) è al primo posto nella graduatoria mondiale delle banche. Il panico del 1907: una lezione. (…) La tempesta si stava già avvicinando. Era cominciata in Egitto, con scene di panico e corsa al denaro, gli sportelli delle banche presi d’ assalto e il fallimento di una delle più grandi banche di Alessandria. Secondo ad esserne investito fu il Giappone, poi la Germania, poi il Cile. La situazione del credito negli Stati Uniti si fece tesa nell’ estate del 1907, e la crisi fu soprattutto sentita nell’ est, poiché le banche dell’ ovest cominciarono a prelevare fondi di riserva. Le banche provinciali della California cominciarono a chiedere denaro a San Francisco e la Crocker National, come le altre banche, avvertì l’ esaurimento delle scorte. Fagan mutò parere e lodò Giannini per avere conservato dell’ oro.”” (pag 40).”,”USAE-031″ “JAMES C.L.R.”,”World Revolution 1917-1936. The Rise and Fall of the Communist International.”,”Stalin e Kamenev alla direzione del giornale. “”Che cosa Lenin significhi per il Bolscevismo, cosa che può essere spiacevole per alcuni marxisti, è provato dal fatto che non un solo leader bolscevico, in un partito formato per guidare i lavoratori, è stato in grado di fornire la linea corretta fino all’ arrivo di Lenin. Stalin e Kamenev, arrivando a Pietrogrado dalle prigioni della Siberia, votarono per il manifesto che prometteva il sostegno della Rivoluzione russa all’ Intesa. Facendo cattivo uso delle dottrine di Lenin del controllo del centro, cosa che ha sempre visto ostile Trotsky, essi esercitarono la loro autorità come membri del Comitato Centrale, tolsero Molotov e Shliapnikov dalla direzione della Pravda, il quotidiano bolscevico, e presero essi stessi la direzione del giornale. La Pravda nonostante la confusione e il sentimentalismo aveva vagamente seguito le istruzioni impartite da Lenin di rifiutare ogni appoggio al governo provvisorio capitalista. La rivoluzione aveva semplicemente posto un altro governo capitalista al potere; la sociademocrazia rivoluzionaria doveva cercare di rovesciarlo. Stalin e Kamenev perciò non avevano alcuna esigenza di trovare una linea politica. C’era già. Ma essi rovesciarono la politica di Lenin, e sotto la loro direzione, la Pravda promise il sostegno al Governo Provvisorio (…).”” (pag 80-81)”,”INTT-195″ “JAMES C.L.R.”,”Les jacobins noirs. Toussaint-Louverture et la revolution de Saint Domingue.”,”JAMES C.L.R. è nato nel 1901 a Trinidad. Nel 1932 parte per la Gran Bretagna. Diventa un pilastro del movimento nero proletario. “”La razza bianca non ha il monopolio del tradimento politico, e questo abominevole tradimento, seguente così da vicino alla rivoluzione, mostra che la direzione politica è una questione di programma, di strategia e di tattica, e non di etichetta, di origine comune con le masse, neppure di servizi resi. I grandi e potenti coloni rifiutarono. Trattare con questi banditi colpevoli di assassinio, di incendio, di saccheggio? Impossibile. I commissari protestarono invano, perché i coloni, fermamente convinti che avrebbero fatto rientrare senza difficoltà i cani rivoltati nel canile, risposero che non avrebbero accordato il perdono che ai criminali pentiti che fossero ritornati al lavoro. Il messaggio terminava con un apostrofo gentile: “”Uscite””. I coloni bianchi non potevano comprendere che Biassou non era più uno schiavo, ma il capo di 40.000 uomini. Alla lettura del messaggio, il capo perse la pazienza e si ricordò dei prigionieri bianchi. “”Gli farò pagare l’ insolenza dell’ Assemblea che si è permessa di scrivermi con così poco rispetto””; e diede l’ordine di ucciderli. Toussaint, che detestava versare sangue senza ragione, calmò il suo capo””. (pag 93)”,”MALx-023″ “JAMES C.L.R. (Cyril Lionel Robert), a cura di GLABERMAN Martin”,”Marxism for Our Times. C.L.R. James on Revolutionary Organization.”,”JAMES C.L.R. (Cyril Lionel Robert) (1901- CLR JAMES è autore di ‘The Black Jacobins’ sulla rivoluzione haitiana. Martin GLABERMAN è professore emerito alla Wayne State University. JAMES si vuole collocare nella tradizione del marxismo ma rifiuta il concetto di partito d’ avanguardia come insufficiente per i nostri tempi. “”Noi abbiamo avuto miglior fortuna in Italia dove la radicalizzazione del proletariato italiano ha dato vita a un significativo movimento di sinistra non-parlamentare. Alla fine noi stabilimmo delle relazioni con Ferruccio Gambino a Padova e Bruno Cartosio a Milano, entrambi molto impegnati nel campo della storia del movimento operaio americano (‘American labor history’, ndr).”” (pag XXII) “”E qui è dove Lenin e il partito bolscevico ebbero origine. Lenin nacque nel 1870. Questo tipo di produzione di fabbrica in Russia cominciò a farsi sentire intorno al 1890. Egli aveva allora vent’anni. E Lenin e i bolscevichi crebbero fianco a fianco con lo sviluppo di questo capitalismo e del proletariato russo da esso creato. Scrisse il primo libro ‘Lo sviluppo del capitalismo in Russia’, intorno al 1898, in cui mostrò i dati della produzione industriale su larga scala, circa 820 mila persone, il dato di allora a fronte di una popolazione di 100 milioni di persone. Le concezioni mentali di Lenin e la sua visione del partito e del proletariato e la sua comprensione del marxismo crebbero fianco a fianco con lo sviluppo del proletariato russo dal 1870 al 1917, ed esso fu il prodotto di questo speciale sviluppo.”” (pag 55)”,”TROS-181″ “JAMES William, a cura di Giovanni PAPINI”,”Saggi pragmatisti.”,”””Certamente le guerre e i naufragi sono i grandi rivelatori di ciò che uomini e donne sono capaci di fare e di sopportare. Le carriere di Cromwell e di Grant sono esempi di come la guerra può risvegliare un uomo.”” (pag 65) “”Il mio compagno in pragmatismo di Firenze, G. Papini, ha adottato un nuovo concetto della filosofia. Egli la chiama la ‘dottrina dell’ azione’ nel senso più largo, lo studio di tutti i poteri e i mezzi umani (fra i quali ultimi figurano naturalmente in prima fila ‘le verità’ di qualsiasi genere). Da questo punto di vista la filosofia è una ‘Pragmatica’ che comprende come dipartimenti tributari di se stessa le vecchie discipline della logica, della metafisica, della fisica e dell’ etica.”” (pag 84) William James (New York, 11 gennaio 1842 – Chocorua, 26 agosto 1910) è stato uno psicologo e filosofo statunitense e presidente della Society for Psychical Research dal 1894 al 1895. La sua era una famiglia di tradizione calvinista emigrata dall’irlanda. Fratello maggiore di cinque figli, tra i quali va ricordato Henry James che sarebbe divenuto un celebre romanziere, ebbe come padre il filosofo trascendentalista, discepolo di Swedenborg e amico di Emerson Henry James senior. Dopo essersi laureato in medicina nel 1869 prosegue gli studi da autodidatta indirizzandosi verso la psicologia. Nel 1872 prende avvio la sua carriera universitaria che si svolge interamente all’università di Harvard dapprima come semplice istruttore e divenendo poi nel 1876 professore assistente di fisiologia. Nel 1885 ha l’incarico di professore di filosofia e nel 1890 assume l’incarico di professore di psicologia. Qui all’università di Harvard creerà uno dei primi laboratori di psicologia sperimentale degli Stati Uniti. Sempre nel 1890 anticipando il funzionalismo pubblica una delle sue opere maggiori, “”Principi di Psicologia””, in due volumi. I “”Principi”” sono universalmente considerati come uno dei testi più influenti e rilevanti dell’intera storia della psicologia, e sono stati per decenni uno dei manuali di base nella formazione accademica degli psicologi nordamericani. Nel 1907 si ritira definitivamente dall’insegnamento accademico. I suoi lavori di psicologia influenzarono Henri Bergson, di cui fu a sua volta un grande ammiratore. Il pensiero psicologico e filosofico di William James si distacca dall’empirismo tradizionale proprio nel modo di intendere l’esperienza. L’esperienza per James si “”autocontiene e non poggia su nulla””. Nel 1902 pubblica il risultato delle sue ricerche psicologiche sulla fenomenologia delle esperienze religiose e in particolare sull’atteggiamento mistico e gli stati esperienziali che contraddistinguono il misticismo. Il titolo di questo lavoro è “”La varietà dell’esperienza religiosa””. In una lettera scriverà che si tratta di una esperienza che va difesa contro la stessa filosofia. Qui, forse ancor più che in altre opere, emerge l’influsso del filosofo americano protopragmatista Emerson. William James ormai era il filosofo più famoso degli Stati Uniti quando proprio a un anno dalla sua morte, nel 1909 giunge in America dall’Europa invitato dalla Clark University il medico viennese Sigmund Freud con tre dei suoi più fidati e vicini collaboratori nell’erigere la nuova psicologia psicoanalitica, tra cui il giovane psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, lo psicoanalista ungherese Sandor Ferenczi ed Ernst Jones dalla Gran Bretagna. È in questa circostanza che ci fu anche un incontro personale tra lo psicologo europeo e quello americano; in quell’occasione l’anziano James espresse a Freud la sua ammirazione per la psicoanalisi (“”Il futuro della psicologia è nel suo lavoro””). (fonte Wikipedia) illiam James (New York, 11 gennaio 1842 – Chocorua, 26 agosto 1910) è stato uno psicologo e filosofo statunitense e presidente della Society for Psychical Research dal 1894 al 1895. La sua era una famiglia di tradizione calvinista emigrata dall’irlanda. Fratello maggiore di cinque figli, tra i quali va ricordato Henry James che sarebbe divenuto un celebre romanziere, ebbe come padre il filosofo trascendentalista, discepolo di Swedenborg e amico di Emerson Henry James senior. Dopo essersi laureato in medicina nel 1869 prosegue gli studi da autodidatta indirizzandosi verso la psicologia. Nel 1872 prende avvio la sua carriera universitaria che si svolge interamente all’università di Harvard dapprima come semplice istruttore e divenendo poi nel 1876 professore assistente di fisiologia. Nel 1885 ha l’incarico di professore di filosofia e nel 1890 assume l’incarico di professore di psicologia. Qui all’università di Harvard creerà uno dei primi laboratori di psicologia sperimentale degli Stati Uniti. Sempre nel 1890 anticipando il funzionalismo pubblica una delle sue opere maggiori, “”Principi di Psicologia””, in due volumi. I “”Principi”” sono universalmente considerati come uno dei testi più influenti e rilevanti dell’intera storia della psicologia, e sono stati per decenni uno dei manuali di base nella formazione accademica degli psicologi nordamericani. Nel 1907 si ritira definitivamente dall’insegnamento accademico. I suoi lavori di psicologia influenzarono Henri Bergson, di cui fu a sua volta un grande ammiratore. Il pensiero psicologico e filosofico di William James si distacca dall’empirismo tradizionale proprio nel modo di intendere l’esperienza. L’esperienza per James si “”autocontiene e non poggia su nulla””. Nel 1902 pubblica il risultato delle sue ricerche psicologiche sulla fenomenologia delle esperienze religiose e in particolare sull’atteggiamento mistico e gli stati esperienziali che contraddistinguono il misticismo. Il titolo di questo lavoro è “”La varietà dell’esperienza religiosa””. In una lettera scriverà che si tratta di una esperienza che va difesa contro la stessa filosofia. Qui, forse ancor più che in altre opere, emerge l’influsso del filosofo americano protopragmatista Emerson. William James ormai era il filosofo più famoso degli Stati Uniti quando proprio a un anno dalla sua morte, nel 1909 giunge in America dall’Europa invitato dalla Clark University il medico viennese Sigmund Freud con tre dei suoi più fidati e vicini collaboratori nell’erigere la nuova psicologia psicoanalitica, tra cui il giovane psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, lo psicoanalista ungherese Sandor Ferenczi ed Ernst Jones dalla Gran Bretagna. È in questa circostanza che ci fu anche un incontro personale tra lo psicologo europeo e quello americano; in quell’occasione l’anziano James espresse a Freud la sua ammirazione per la psicoanalisi (“”Il futuro della psicologia è nel suo lavoro””). (fonte Wikipedia)”,”FILx-393″ “JAMES SIMON Rita a cura; scritti di Earl BROWDER Hal DRAPER Granville HICKS A.J. MUSTE Max SHACHTMAN Gerald L.K. SMITH Norman THOMAS Burton K. WHEELER”,”As We Saw The Thirties.”,”scritti di Earl BROWDER Hal DRAPER Granville HICKS A.J. MUSTE Max SHACHTMAN Gerald L.K. SMITH Norman THOMAS Burton K. WHEELER Scrittori americani. “”Dos Passos’ disillusionment with communism set a pattern that we shall find frequently repeated””. (pag 89) Un romanzo su uno sciopero. Simpatia per gli oppressi. “”There is one more writer of whom I must speak, John Steinbeck. After two or three poetic novels, he published in 1936 one of the best novels ever written about a strike, ‘In Dubious Battle’. Although one of the characters in a Communist organizer, the novel advocates neither the Communist program nor any other. (So far as I know, Steinbeck has never had any political affiliations). It does, however, show a warm sympathy for the oppressed. It is this sympathy that illuminates ‘The Grapes of Wrath’ (1939), which seems to me the best example I know of a depression-bred novel””. (pag 98-99)”,”TROS-188″ “JAMES Harold”,”Rambouillet, 15 novembre 1975. La globalizzazione dell’ economia.”,”Harold JAMES insegna storia nella Princeton University. Ha pubblicato ‘Reichsbank and Public Finance in Germany, 1924-1933’ e ‘The German Slump’. Harold JAMES insegna storia nella Princeton University. Ha pubblicato ‘Reichsbank and Public Finance in Germany, 1924-1933’ e ‘The German Slump’. “”L’attivo della bilancia dei pagamenti tedesca. Per la Francia la stabilizzazione e la restaurazione del prestigio nazionale erano fenomeni strettamente connessi. La Germania, che aveva aderito al Fmi nell’agosto 1952, costituiva in questo contesto un precedente interessante, anche perché, nel corso degli anni Cinquanta, la crisi tedesca dei pagamenti del 1950-51 era divenuta un ricordo remoto. In quegli anni la Germania si costruì una posizione decisamente salda dal punto di vista della bilancia dei pagamenti: l’attivo crebbe passando da 2,301 miliardi nel 1951 a 5,998 miliardi nel 1958. Quanto alla bilancia commerciale, la svolta era stata ancora più rapida. Grazie agli attivi nell’ambito dell’Uep, la Germania assurse quasi al ruolo di pioniera della liberalizzazione. Nel 1957 un resoconto del Fmi chiedeva l’abrogazione delle quote di importazione non conformi agli accordi del Gatt. La maggior riforma istituzionale europea degli anni Cinquanta fu la creazione della Comunità economica europea (Cee) nel 1958, la quale rappresentava una via di mezzo tra liberalizzazione e distorsione dei flussi commerciali: liberalizzazione, in quanto le tariffe doganali all’interno dei sei paesi firmatari vennero ridotte; distorsione, perché, nel caso della Germania, il meccanismo per stabilire una tariffa doganale comune verso l’estero dipendeva dalla perequazione delle tariffe nazionali. Ciò provocò spesso un aumento delle aliquote tedesche, ma anche di quelle olandesi e belghe. Ma la maggior distorsione fu rappresentata dal fatto che le aspettative della Germania e, in minor misura, della Gran Bretagna circa la creazione di una più ampia zona di libero commercio, vennero disattese. La Francia aveva cercato una strada per mantenere intatta la propria potenza nazionale, e vi era riuscita, da un lato, con la stabilizzazione della valuta e, dall’altro, con l’insistenza sul concetto di un’Europa ristretta””.”,”ECOI-235″ “JAMES Harold”,”Monetary and Fiscal Unification in Nineteenth-Century Germany: What can Kohl learn from Bismarck?”,”””The Zollverein, combined with the building of the first railroads in the 1840s and 1850s, had created a single market for goods. This was largely a domestic market at first, because the great north German seaports, the city states of Bremen and Hamburg, remained outside the Zollverein even after unification (Hamburg joined the customs unions only in 1882, Bremen in 1884). Many supporters of the Zollverein hoped that it would be only the first step toward a larger, Central European customs union – in short, that a process of widening would occur without a necessarily simultaneous deepening. Indeed, one of the union’s early members (since 1841) was Luxembourg, which in 1867 was neutralized and thus excluded from the German Empire of 1871″”. (pag 3-4)”,”GERE-027″ “JAMES Harold LINDGREN Hakan TEICHOVA Alice a cura; saggi di Harold JAMES Gerald D. FELDMAN Fritz WEBER Ulf OLSSON Diane B. KUNZ Gerald D. FELDMAN Mats LARSSON Guy VANTHEMSCHE Alois MOSSER e Alice TEICHOVA Elizabeth A. BOROSS Douglas J. FORSYTH Mark MAZOWER Ian M. DRUMMOND W. MILES FLETCHER III”,”The Role of Banks in the Interwar Economy.”,”JAMES Harold (Associate Professor of History, Univ. of Princeton) LINDGREN Hakan (Associate Professor of Economic History, Uppsala) TEICHOVA Alice (Emeritus Professor of Economic Historyy, East Anglia). Saggi di Harold JAMES Gerald D. FELDMAN Fritz WEBER Ulf OLSSON Diane B. KUNZ Gerald D. FELDMAN Mats LARSSON Guy VANTHEMSCHE Alois MOSSER e Alice TEICHOVA Elizabeth A. BOROSS Douglas J. FORSYTH Mark MAZOWER Ian M. DRUMMOND W. MILES FLETCHER III Contiene il saggio di Gerald D. FELDMAN, Banks and the problem of capital shortage in Germany, 1918-1923, pag 49-79″,”ECOI-254″ “JAMES Harold”,”The Roman Predicament. How the Rules of International Order create the Politics of Empire.”,”JAMES Harold è professore di storia e Affari Internazionali alla Princeton University. Ha scritto vari libri tra cui ‘A German Identity’, ‘International Monetary Cooperation since Bretton Woods’ e ‘The End of Globalization: Lesson from the Great Depression’. “”The books begins with an examination of two very famous books on the subject, both by chance published in the same year, 1776 – a year that produced not only the U.S. Declaration of Independence but also the first extensive elaborations of the debate about commerce and domination, drawing explicit lessons from the Roma experience: ‘The Wealth of Nations’ and ‘The Decline and Fall of the Roman Empire’. Adam Smith and Edward Gibbon wrote studies that became instantly celebrated, and whose basic ideas are still a familiar tool of debates in the twenty-first century”” (pag 3)”,”ECOI-324″ “JAMES C.L.R.”,”Minty Alley.”,”C.L.R. James, born in Trinidad in 1901, is one of the truly remarkable figures of the century, whose work spans continents and categories in an unprecedented way. His literary output includes fiction, political theory, philosophy, historical analysis, criticism and sports writing, and he has involved himself with social developments in the Caribbean, Africa, Europe and the USA throughout his eight decades. His Life and Work is the first full-length study of his multi-faceted life and international influence. Edited by Paul Buhle, it provides an invaluable perspective on the rich diversity of James’s work, assessed in articles, memoirs, interviews such as Walter Rodney, Manning Marable, Robert Hill, Sylvia Wynter, Darcus Howe, Wilson Harris, Vincent Harding, and many others. Completed by a bibliography of C.L.R. James’s major writings, this book makes a significant achievement in encompassing the unique importance of C.L.R. James.”,”VARx-025-FL” “JAMES C.L.R.”,”Nkrumah and the Ghana revolution.”,”C.L.R. James, born in Trinidad in 1901, is one of the truly remarkable figures of the century, whose work spans continents and categories in an unprecedented way. His literary output includes fiction, political theory, philosophy, historical analysis, criticism and sports writing, and he has involved himself with social developments in the Caribbean, Africa, Europe and the USA throughout his eight decades. His Life and Work is the first full-length study of his multi-faceted life and international influence. Edited by Paul Buhle, it provides an invaluable perspective on the rich diversity of James’s work, assessed in articles, memoirs, interviews such as Walter Rodney, Manning Marable, Robert Hill, Sylvia Wynter, Darcus Howe, Wilson Harris, Vincent Harding, and many others. Completed by a bibliography of C.L.R. James’s major writings, this book makes a significant achievement in encompassing the unique importance of C.L.R. James.”,”AFRx-004-FL” “JAMES C.L.R., a cura di Paul BUHLE”,”C.L.R. James: His Life and Work.”,”C.L.R. James, born in Trinidad in 1901, is one of the truly remarkable figures of the century, whose work spans continents and categories in an unprecedented way. His literary output includes fiction, political theory, philosophy, historical analysis, criticism and sports writing, and he has involved himself with social developments in the Caribbean, Africa, Europe and the USA throughout his eight decades. His Life and Work is the first full-length study of his multi-faceted life and international influence. Edited by Paul Buhle, it provides an invaluable perspective on the rich diversity of James’s work, assessed in articles, memoirs, interviews such as Walter Rodney, Manning Marable, Robert Hill, Sylvia Wynter, Darcus Howe, Wilson Harris, Vincent Harding, and many others. Completed by a bibliography of C.L.R. James’s major writings, this book makes a significant achievement in encompassing the unique importance of C.L.R. James Editor’s Foreword, Notes on the life and work of C.L.R. James, by Anna Grimshaw, Political styles of C.L.R. James: an Introduction by Paul Buhle, James: A select bibliography, index,”,”BIOx-005-FL” “JAMES Harold”,”Rambouillet, 15 novembre 1975. La globalizzazione dell’economia.”,”Il 15 novembre 1975, nel castello di Rambouillet nei pressi di Parigi, si riuniscono per discutere le principali questioni economiche internazionali i capi del governo dei sei paesi più industrializzati del mondo: Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Italia. Harold James insegna Storia nella Princenton University. Ha pubblicato fra l’altro: The Reichsbank and Public Finance in Germany 1924-1933 e The German Slump. Una crisi generale? (pag 199-201″,”ECOI-125-FL” “JAMES C.L.R. BREITMAN George KEEMER Edgar e altri; a cura di Fred STANTON”,”Fighting racism in World War II.”,”Si tratta di una raccolta di articoli, pamphlets, lettere, e risoluzioni attinte dalla stampa del Socialist Workers Party (SWP) pubblicata durante la Seconda guerra mondiale. Il materiale è diviso in due parti. La prima inizia con lo scoppio della guerra in Europa nel settembre 1939 e giunge fino all’attacco giapponese a Pearl Harbor nel dicembre 1941. La seconda parte inizia da questo momento, dall’entrata in guerra degli Stati Uniti fino alla resa del Giappone nel settembre del 1945. Una cronologia aiuta a cogliere i maggiori eventi pertinenti al tema in oggetto e un glossario fornisce ulteriori informazioni su persone e gruppi trattati nel testo. Questo materiale contribuisce a far luce su una storia della Seconda guerra mondiale generalmente di cui in genere non si parla: ciò che i neri e i marxisti hanno affermato e pensato riguardo alle condizioni razziali del tempo di guerra nel paese, al Nord e al Sud, ai militari e civili, alle lotte operaie e salariali dei lavoratori di colore all’interno del movimento operaio e sindacale americano. Ci sono anche documenti relativi a ciò che il Socialist Workers Party, il solo consistente partito schierato contro la guerra in questi anni, sostiene e cerca di fare contro l’oppressione della minoranza di colore. (pag 17) [introduzione] In una nota a pag 25 si cita l’opuscolo ‘Leon Trotsky su Black Nationalism and Self-Determination’ (Pathfinder Press, 1978) a questo proposito su questo volume Amazon scrive: “”This book was taken out of print, since both the title and the introduction are way off kilter. The discussions of SWP leaders with Trotsky are now in Malcolm X, Black Liberation, and the Road to Workers Power, published in 2009. The introduction to that book says: “”‘What the Bolshevik Revolution Taught Us,’ the third section of this book, includes the transcripts of discussions in 1933 and 1939 on the Black liberation struggle in the United States with Bolshevik leader Leon Trotsky. Those discussions appear here under the title, ‘The National Question and the Road to the Proletarian Dictatorship in the United States'”” an accurate summary of their content, as opposed to ‘Leon Trotsky on Black Nationalism and Self-Determination,’ the title of the book in which the transcripts have been available since 1967. “”In those discussions, Trotsky urged the Socialist Workers Party leadership to turn the party toward deeper and broader involvement in the struggle for Black freedom along the line of march of the revolutionary fight for power in the United States. The party ‘cannot postpone this extremely important question any longer,’ Trotsky had written to SWP leader James P. Cannon in 1939 during Trotsky’s several days of discussions with party members. “”Unless the SWP meets this political challenge, Trotsky said during those discussions, ‘our party cannot develop ‘it will degenerate’. It is a question of the vitality of the party. It is a question of whether the party is to be transformed into a sect or if it is capable of finding its way to the most oppressed part of the working class.’ “”This book is a commitment and a weapon in continuing to rise to that challenge today and tomorrow.”” Appendix A: Results of the discussions, can be found in Founding of the Socialist Workers Party: Minutes and Resolutions, 1938-39. Appendix B contained a number of short excerpts: The reply by Trotsky to Claude McKay can be found in First Five Years Years of the Communist International, Vol. 2 by Leon Trotsky (1997-10-30). Other excerpts are from History of the Russian Revolution;Writings of Leon Trotsky (1932);Writings of Leon Trotsky (1937-38);Writings of Leon Trotsky, 1939-1940;Their Morals and Ours. Another major book on the Socialist Workers Party and the Black struggle is Fighting Racism in World War II. One can also find material in Fred Halstead’s history of the movement against the Vietnam War, Out Now: A Participant’s Account of the Movement in the United States Against the Vietnam War.”,”MUSx-325″ “JAMES Cyril Lionel Robert”,”World Revolution 1917-1936. The Rise and Fall of the Communist International.”,”Cyril Lionel Robert James (1901-1989) was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Introduction to the Paperback Edition, Preface, Introductory, Appendix on Sidney and Beatrice WEBB’S “”Soviet Communism””, Notes, Index, Revolutionary Studies,”,”MUSx-057-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert, a cura di Scott McLEMEE”,”C.L.R. James on the ‘Negro Question’.”,”Cyril Lionel Robert James (1901-1989) was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Scott McLemee is a contributing editor for In These Times and coeditor of C.L.R. James and Revolutionary Marxism: Selected Writings of C.L.R. James, 1939-49. Edited and with an introduction by Scott MCLEMEE, Preface, Documents, Sources for Texts, Index,”,”MUSx-058-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert, Contributors Grant FARRED Stuart HALL Anna GRIMSHAW Andrew ROSS Neil LARSEN Robin D.G. KELLEY Santiago COLÁS Kenneth SURIN Jim MURRAY”,”Rethinking C.L.R. James.”,”Cyril Lionel Robert James (1901-1989) was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Grant Farred is an Assistant Professor of Cultural Studies at the University of Michigan. Acknowledgments, Introduction Grant FARRED, notes on Contributors, Index of Names,”,”MUSx-059-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert, a cura di Anna GRIMSHAW”,”Special Delivery. The Letters of C.L.R. James to Constance Webb, 1939-1948.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Anna Grimshaw, the editor of this collection, was born in Lancashire and read anthropology at Cambridge, after which she spent two years i n the Himalayas studying the role of Buddhist nuns in Tibetan religion. Since returning to England in 1980 she has been employed as a trsearcher by Granada Television and is currently working with C.L.R. James in brixton, London. Acknowledgments, Editorial Note, Introduction, Abbreviations, Glossary, Index of Names,”,”BIOx-024-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”I Giacobini neri. La prima rivolta contro l’uomo bianco.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”FOLx-004-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert, a cura di Anna GRIMSHAW”,”Cricket.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Anna Grimshaw, the editor of this collection, was born in Lancashire and read anthropology at Cambridge, after which she spent two years i n the Himalayas studying the role of Buddhist nuns in Tibetan religion. Since returning to England in 1980 she has been employed as a trsearcher by Granada Television and is currently working with C.L.R. James in brixton, London. Preface and Acknowledgements, Introduction, Notes, Bibliography, Index,”,”VARx-084-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”At the Rendez-vous of Victory. Selected Writings.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Biographical Introduction, Bibliography, Index,”,”RIRO-204-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”The Nobbie Stories for Children and Adults.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Foreword by Anna GRIMSHAW, Acknowledgments, Introduction, Editor’s Note,”,”VARx-085-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Spheres of Existence. Selected Writings.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Biographical introduction, note, Index,”,”TROS-069-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Letters from London.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”PVSx-029-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert, a cura di Anna GRIMSHAW”,”A Majestic Innings. Writings on Cricket.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Anna Grimshaw, the editor of this collection, was born in Lancashire and read anthropology at Cambridge, after which she spent two years i n the Himalayas studying the role of Buddhist nuns in Tibetan religion. Since returning to England in 1980 she has been employed as a trsearcher by Granada Television and is currently working with C.L.R. James in brixton, London.”,”PVSx-030-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”The Black Jacobins. Toussaint l’Ouverture and the San Domingo Revolution.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Preface to the Vintage Edition, Preface to the First Edition, Prologue, Bibliography, Appendix: From Toussaint L’Ouverture to Fidel Castro, About the Author, Index,”,”PVSx-031-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Party Politics in the West Indies.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Introduction by R.M. WALTERS, Preface, Author’s Dedication, Afterword, Notes, Appendix,”,”PVSx-032-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”The Future in the Present. Selected Writings.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”TEOS-116-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”A History of Negro Revolt.”,”Cyril Lionel Robert James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”USAS-015-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Beyond a Boundary.”,”Cyril Lionel Robert James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Robert Lipsyte was born in New York City. He is a sports columnist for the New York Times and the author of fifteen books including Nigger (the autobiography of Dick Gregory. With an Introduction by Robert LIPSYTE, Acknowledgements, Introduction to the American Edition, A Note on Cricket, Preface, Epilogue and Apotheosis, About the Authors, Index,”,”USAS-016-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”American Civilization.”,”Cyril Lionel Robert James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Anna Grimshaw is a lecturer in visual anthropology at the University of Manchester, and was C.L.R. James’s personal assistant for the last six years of his life; Keith Hart is Director of the African Studies Center at Cambridge University. With an Afterword by Robert A. HILL, Introduction by Anna GRIMSHAW and Keith HART, Acknowledgments, Preface, Introductory, Conclusions, References, Appendix: The Americanization of Bolshevism (1944), Literary Executor’s Afterword by Robert A. HILL, Notes, Index of Names,”,”USAS-017-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Every Cook Can Govern.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”PVSx-033-FL” “JAMES Marquis JAMES Bessie R.”,”Biografia di una banca. Storia della Bank of America.”,”E’ la storia della Bank of Italy fondata nel 1904 da Amadeo Pietro Giannini a San Francisco, al centro della comunità italiana. Questo primo nome della Bank of America, National Trust & Saving Association, oggi (1970) è al primo posto nella graduatoria mondiale delle banche. Il panico del 1907: una lezione. La crisi e la depressione del 1907-1908 (…) La tempesta si stava già avvicinando. Era cominciata in Egitto, con scene di panico e corsa al denaro, gli sportelli delle banche presi d’ assalto e il fallimento di una delle più grandi banche di Alessandria. Secondo ad esserne investito fu il Giappone, poi la Germania, poi il Cile. La situazione del credito negli Stati Uniti si fece tesa nell’ estate del 1907, e la crisi fu soprattutto sentita nell’ est, poiché le banche dell’ ovest cominciarono a prelevare fondi di riserva. Le banche provinciali della California cominciarono a chiedere denaro a San Francisco e la Crocker National, come le altre banche, avvertì l’ esaurimento delle scorte. Fagan mutò parere e lodò Giannini per avere conservato dell’oro. (…) La Bank of Italy superò la crisi in modo trionfale. L’oro che Giannini aveva cominciato ad accumulare in maggio fu ammucchiato in gabbie perché tutti potessero vederlo; lo spettacolo era rassicurante e d’altronde la piccola banca, dietro richiesta specifica, pagava in oro. Non fece mai uso delle banconote di piccolo taglio emesse dalla Clearing House per far fronte alla scarsezza di liquido; e neppure una volta si appellò al diritto legale del preavviso per i prelevamenti a risparmio, una vecchia norma che prevedeva il preavviso da dieci a novanta giorni per prelevamenti che superassero i 100 dollari. Senza imporre restrizioni, pagando in moneta legale corrente anziché usando le banconote emesse dalla Clearing House, la banca di Giannini registrò più versamenti che prelevamenti in un periodo in cui il denaro contante scarseggiava. La banca, a fine d’anno, aveva depositi per 1.660.000 dollari. Nello stesso periodo l’attivo era salito da 1.899.000 a 2.221.000 dollari; una situazione di bilancio, insomma, per molti rispetti superiore a quella della Crocker, che perdette circa 4.000.000 di dollari nell’attivo e 3.000.000 di dollari nei depositi. Le altre otto banche nazionali di San Francisco dovettero registrare situazioni analoghe: sette ebbero una diminuzione dell’attivo e tutte una diminuzione nei depositi. Benché le conseguenze della crisi non fossero tanto gravi e di lunga durata, in confronto con quanto era accaduto nel 1873, la gente era preoccupata. Si ebbe una contrazione negli incassi delle industrie, del commercio e delle ferrovie e di altre attività. I prezzi dei prodotti agricoli, e in genere quasi tutti i prezzi, diminuirono. La disoccupazione aumentò e la ricostruzione di San Francisco subì un rallentamento. Nel gennaio del 1908 la Bank of Italy perdette 70.000 dollari di depositi, e il febbraio segnò un’ulteriore diminuzione. Lo stesso mese fallirono due piccole banche che erano sopravvissute alla grande crisi. (…) Questa atmosfera di depressione incombeva sulla California (…). Ma né la California né qualunque altro stato potevano guarire i mali del sistema bancario americano: il problema era di portata nazionale e lo si riconosceva come tale”” (pag 40-43)”,”USAE-003-FP” “JAMES Cyril Lionel Robert LEE Grace C. CHAULIEU Pierre”,”Facing Reality.”,”C.L.R. James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies.”,”MUSx-070-FL” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”Marinai, rinnegati e reietti. La storia di Herman Malville e il mondo in cui viviamo.”,”Cyril Lionel Robert James was born in Trinidad in 1901. He came to England in 1932, bringing with him his first political writing – a pioneer work arguing the case for West Indian self-government – and rapidly became an active participant in British politics ans society, as a member of the Independent Labour Party. At this time he was also one of the few people who not only foresaw but worked for the independence of Africa, and in subsequent years he maintained and strengthened his links with the Pan-Africanist movement. For fifteen years, during and after the second world war, he lived in the United States of America where his work concerned him both with trotskyism and with the black movement. He returned to Trinidad in 1958. In recent years James has continued to teach and write prolifically, and he is currently Professor of Humanities at Federal City College, Washington, dividing the rest of his time between England and the West Indies. Cyril Lionel Robert James, nato a Port of Spain (Trinidad) nel 1901, emigra in Inghilterra nel 1932. teorico marxista, pioniere del movimento panafricanista, storico, scrittore, critico letterario e specialista di cricket. Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti, dove scrive, tiene conferenze e organizza le attività del Socialist Worker’s Party. nel 1953 viene espulso e ritorna in Inghilterra dove continua la propria attività di scrittore e militante fino alla morte, avvenuta a Londra nel 1989.”,”BIOx-078-FL” “JAMES William, Admiral”,”Old Oak. The Life of John Jervis, Earl of St. Vincent.”,”””Jervis met every request from Nelson and Nelson always consulted Jervis before each of his offensive operations against the French preparations”” (pag 179)”,”QMIN-078-FSL” “JAMES Lawrence”,”Raj. The Marking and Unmaking of British India.”,”Lawrence James ha studiato storia e lingua inglese alla York University e si è laureato al Merton College (Research degree), di Oxford. Ha insegnato ed è diventato scrittore a tempo pieno dal 1985 pubblicando ‘The Golden Warrior: The Life and Legend of Lawrence of Arabia; ‘Imperial Warrior: The Life and TImes of Field Marshal Viscount Allenby, e il libro di successo ‘The Rise and Fall of the British Empire’. L’Impero anglo-indiano, noto anche come British Raj, fu un insieme di domini diretti, indiretti e protettorati che il Regno Unito accumulò e organizzò nel subcontinente indiano dal XVII al XX secolo 1. Il Raj britannico fu il possedimento che più di ogni altro rese l’Impero britannico una superpotenza mondiale; in esso viveva oltre il 75% della popolazione totale dell’impero e fu il principale esportatore di materie prime 1. L’idea di uno stato unitario per comprendere i domini britannici nella regione geografica dell’India, avvenne dopo il 28 giugno 1858, ovvero dopo i moti indiani del 1857 che imposero la soppressione della Compagnia britannica delle Indie orientali ed il trasferimento dei suoi territori direttamente alla Corona inglese nella persona della regina Vittoria 12. Con l’indipendenza concessa nel 1947, sui territori del cosiddetto Raj britannico sorsero gli attuali stati di India, Pakistan (a sua volta diviso dopo l’indipendenza del Bangladesh, nel 1971) e Birmania 1. (f. cop.)”,”INDx-002-FSD” “JAMES David”,”Lord Roberts.”,”Frederick Sleigh Roberts, I conte Roberts, è stato un generale britannico che ha servito nell’esercito britannico per oltre 50 anni. Nato a Cawnpore, India, il 30 settembre 1832, Roberts era il figlio secondogenito del generale Abraham Roberts 1. Roberts si distinse per coraggio e tenacia in gioventù nella rivolta dei sepoys durante la quale venne decorato con la Victoria Cross 1. Si dimostrò uno dei più importanti e abili generali britannici dell’ Era vittoriana, guidando con successo le sue truppe nella seconda guerra anglo-afghana, dove condusse la famosa marcia su Kandahar, e soprattutto nella seconda guerra boera dove, dopo aver preso il comando, ristabilì con una serie di vittorie la situazione a favore dell’ Impero britannico 1. Promosso feldmaresciallo e comandante in capo del British Army, Roberts rimase uno dei più prestigiosi militari britannici fino alla sua morte, avvenuta in tarda età mentre ispezionava le truppe sul fronte occidentale all’inizio della prima guerra mondiale 1. (copil)”,”UKIQ-013-FSD” “JAMES Cyril Lionel Robert”,”I giacobini neri. La prima rivolta contro l’uomo bianco.”,”JAMES Cyril Lionel Robert (Port of Spain,Trinidad, 1901 – Londra 1989). Emigrato in Inghilterra nel 1932. Teorico marxista e internazionalista, pioniere del movimento panafricanista, storico, scrittore, critico letterario e specialista di cricket. Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti, dove scrive, tiene conferenze e organizza le attività del Socialist Worker’s Party. Nel 1953 viene espulso e ritorna in Inghilterra dove continua la propria attività di scrittore e militante fino alla morte. “”I giacobini neri””, pubblicato per la prima volta nel 1938 e più volte ristampato in inglese, è il suo libro più importante. (Dal risvolto di copertina). «Nell’anno 1789 la colonia francese di Santo Domingo nelle Antille francesi forniva alla madrepatria i due terzi del suo commercio internazionale e rappresentava il massimo mercato della tratta europea degli schiavi. Era la colonia più fiorente del mondo, l’orgoglio della Francia e l’invidia di ogni altra nazione imperialista, Nell’agosto del 1791 scoppiò sull’isola la rivolta degli schiavi, che si sarebbe protratta per i successivi 12 anni e sarebbe sfociata, nel 1803, nella dichiarazione d’indipendenza di Haiti. Storicamente, l’insurrezione antillese è la prima rivolta contro la schiavitù a conoscere un esito positivo; la prima forma di indisciplina di massa contro l’uomo bianco e la sua dominazione coloniale; il primo indelebile scacco degli eserciti nazionali di fronte a una moltitudine di schiavi. (…) A questa rivolta, e al suo principale protagonista Toussaint Louverture, guarderanno tutti i rivoluzionari che nell’arco dei due secoli si sono battuti per la liberazione delle popolazioni oppresse del Sud del mondo. Toussaint Louverture, l’ex schiavo nero che guiderà la sommossa contro gli eserciti europei, diventa così l’emblema di un’esperienza a cui guardare anche oggi, alla luce dei fallimenti di quei movimenti di liberazione nazionale che con tanta forza si opposero al colonialismo» (dal retro di copertina).”,”AMLx-008-FSL” “JAMESON J. Franklin”,”La rivoluzione americana come movimento sociale.”,”La rivoluzione e lo ‘status’ delle persone, la rivoluzione e la terra, industria e commercio, il pensiero e il sentimento popolare.”,”USAG-007″ “JAMESON Fredric”,”The Cultural Turn. Selected Writings on the Postmodern 1983-1998.”,”Fredric Jameson. Considerato il maggior teorico marxista americano, attualmente inegna Letteratura comparata presso la Duke University (North Carolina). Altri suoi volumi: Tardo marxismo. Adorno, il postmoderno e la dialettica, Firme del visibile. Hitchcock, Kubrick, Antonioni, Una modernità singolare. Saggio sull’antologia del presente. Acknowledgements, Foreword by Perry Anderson, Notes, Index,”,”TEOS-098-FL” “JAMESON Fredric”,”Una modernità singolare. Saggio sull’ontologia del presente.”,”Fredric Jameson. (Cleveland, Ohio, 1934) Considerato il maggior teorico marxista americano, attualmente inegna Letteratura comparata presso la Duke University (North Carolina). Altri suoi volumi: Tardo marxismo. Adorno, il postmoderno e la dialettica, Firme del visibile. Hitchcock, Kubrick, Antonioni, Una modernità singolare. Saggio sull’antologia del presente.”,”FILx-091-FL” “JAMESON Fredric”,”Postmodernismo, ovvero, La logica culturale del tardo capitalismo.”,”Fredric Jameson. Considerato il maggior teorico marxista americano, attualmente inegna Letteratura comparata presso la Duke University (North Carolina). Altri suoi volumi: Tardo marxismo. Adorno, il postmoderno e la dialettica, Firme del visibile. Hitchcock, Kubrick, Antonioni, Una modernità singolare. Saggio sull’antologia del presente.”,”ECOI-145-FL” “JAMIN Jérôme”,”Le populisme aux Etats-Unis: la question du peuple. Première partie. – Le populisme aux Etats-Unis: le rejet de l’ élite.”,”Populismi, ideologie, e leader (pag 4) “”De nombreux observateurs considèrent que le concept de “”populisme”” est flou et qu’il ne sert qu’à décrire des acteurs politiques «qu’il est impossible de classer dans une seule catégorie» (8). Si on peut partager ce constat, notemment au niveau de l’usage politique et médiatique qui est fait de ce concept, ce dernier n’est pas pour autant vide de sens, il a même une longue histoire en Europe, mais surtout aux Etats-Unis dès la fin du 19ème siècle, et pour bien comprendre ce concept, l’ouvrage de Margaret Canovan «Populism», publiée en 1981 (9), reste une référence. Ce texte important fait partie des premiers livres sur le sujet (10), mais surtout, et nous ne feorns pas l’exception (11), la plupart des travaux sur le populisme s’inspirent ou font référence à ce dernier sans jamais remettre en question sa thèse principale. Canovan place l’opposition «peuple/élite» au coeur de son raisonnement. Dans la rhétorique populiste, explique-t-elle, le concept de «peuple» renvoie à l’idée de majorité et par inférence à l’idée de légitimité: le peuple représente un groupe majoritaire par rapport à d’autres composants de la population; son opinion est légitime et il faut l’écouter et en tenir compte; la légimité sous-entend également l’idée de «verité» voire de «vertu» (12). Cette particularité du populisme fait l’unanimité dans la littérature et il n’est pas rare de la retrouver aujourd’hui, plus de trente ans après, par example chez Ben Stanley lorsqu’il explique que l’idée de majorité renforce l’authenticité de la volonté du peuple (13), et par extension l’authenticité du peuple lui-même. Cette authenticité, nois le verrons plus bas, fonctionne en miroir avec l’élite mensogère et manipulatrice. (…)”” (pag 4) [(8) Ce qui ne veut pas dire que le concept est dès lors inutile mais qu’il faut l’utiliser en sachant exactement lesquelles de ses composantes sont susceptibiles de varier. Voit la conclusion «Seven Thesis on Populism» de l’ouvrage: Müller, Jan-Werner, ‘What is populism?, Philadelphia, University of Pennsylvania Press, 2016, pp. 101-103; et Van Kessel, Stijn, «The populist cat-dog: applying the concept of populism to contemporary European party systems», Journal of Political Ideologies, vol, 19, n. 1, 2014, p. 100]; (9) Canovan, Margaret, Populism, Londres, Junction Books, 1981; (10) Pour des travaux plus anciens sur la question voir notamment: Goodwyn, Lawrence ‘The Populist Moment’, Oxford University Press, 1978; Ionescu Ghita (ed.), Populism. Its meaning and National Characteristics, Londres, Weidenfield and Nicolson, 1869 (voir plus particulièrement la contribution suivante Worsley, Peter, «The Concept of Populism» pp. 212-250), et Saloutos, Theodor, ‘Populism: Reaction or Reform?, New York, Holt, Rinehart and Winston, 1968; (11) Voir notre contribution «Ideologies et populisme» dans l’ouvrage: Jamin, Jérôme, ac, ‘L’extrême droite en Europe’, Bruxelles, Bruylant, 2016, pp. 17-37. Le présent article reprend la thèse deféndue dans cette dernière; (12) Canovan, M., op. cit., p. 4; (13) Stanley, Ben, «The thin ideology of populism», Journal of Political Ideologies, 2008, n° 13, pp. 104-105]; La retorica populista non avrebbe il successo che si manifesta in Europa e negli Stati Uniti se non aggiungesse alla sua interpretazione della politica e della storia l’immagine dell’ uomo provvidenziale che vede le cose con più lucidità dei suoi concittadini, e che sa (che pretende di sapere) esattamente quello che bisogna fare, e in quale direzione occorre andare per lottare contro le minacce che le elites fanno pesare sul popolo. Il leader si presente come un uomo che fa parte del popolo che che ha le sue radici negli ambienti popolari e del mondo del lavoro. Si è fatto da solo e non deve il suo successo all’appoggio di una elite (pag 21) Revue Amnis Severiano Rojo Hernandez Aix Marseille Université Centre des Lettres et Sciences Humaines Département d’Etudes Hispaniques et Latino-Américaines 29 Avenue Robert Schuman 13621 Aix en Provence Cedex Courriel : amnis@revues.org”,”TEOP-527″ “JAMIS Rauda”,”Frida Kahlo.”,”JAMIS Rauda (1955) è figlia di un pittore messicano e di una romanziera cubana. Cresciuta in Francia, dopo studi d’arte di archeologia e psicologia ha intrapreso la carriera giornalistica e di scrittrice. Attualmente vive a Parigi. Trotsky al cinema. “”Frida chiacchierava allegramente con Jacqueline Breton, quando Trockij, tra lo stupore generale, espresse il desiderio di andare al cinema. Diego gli disse che era pericoloso, ma Lev Davidovic non volle sentire ragioni: pensava di avere diritto di approfittare un po’ di quella fuga. Sulla strada del ritorno a Città del Messico, una sera, in una cittadina, un cinema proiettava un western americano. Diego si sforzò ancora di dissuadere Trockij, ma senza successo. “”Nascondetevi il viso con un fazzoletto””, gli disse Diego, “”non rischiamo che vi riconoscano””. “”Ma non rischio niente!”” esclamò il russo, “”non qui!””. “”Non si sa mai, i nemici sono ovunque.”” Si accordarono. Il gruppo circondò Trockij per entrare nel cinema, e nella sala quasi vuota si sistemarono in cerchio attorno a Lev Davidovic. Il film non era bello: la colonna sonora e i tagli a cui era stato intempestivamente sottoposto non miglioravano certo il risultato. Ma, nonostante le pistole a portata di mano e la tensione dei presenti, il divertimento era abbastanza raro da essere apprezzato a qualsiasi costo. Ridevano tutti a crepapelle””. (pag 176)”,”BIOx-249″ “JANEWAY Michael”,”Republic of Denial. Press, Politics, and Public Life.”,”L’A è stato direttore del The Boston Globe, executive editor all’ Atlantic Monthly/ e decano alla Northwestern University’s Medill School of Journalism. E’ stato pure assistente speciale del segretario di stato Cyrus VANCE (1977-78). E’ professore alla Graduate School of Journalism alla Columbia University.”,”EDIx-024″ “JANGFELDT Bengt”,”La vie en jeu. Une biographie de Vladimir Maïakovski.”,”JANGFELDT B. “”(…) autumne 1922: l’expulsion d’Union soviétique de plus de cent soixante philosophes, écrivains, historiens, économistes, juristes, mathématiciens et autres intellectuels. L’idée de les expulser est due à Lénine, et le travail est exécuté par la Tchéka, qui forme en mai une commission spéciale dont la mission est de rassembler des informations sur les “”éléments antisoviétiques””. Mécontent du rythme du travail, Lénine écrit en juillet à Staline: “”Il faudrait expédier quelques centaines de ces messieurs à l’étranger, une bonne fois pour toutes. Nettoyons la Russie pour un bon moment””. Cette mesure, sans équivalent dans l’Histoire, est une nouvelle étape dans la politique du gouvernement visant à écraser dans l’oeuf toute opposition politique. Léon Trotski ne craint pas de la présenter come l’expression de “”l’humanisme bolchevisme””. Ces “”éléments”” que le gouvernement a décidé d’expulser son certes politiquement insignifiant, explique le commissaire à la Guerre, mais ce sont des armes potentielles entre les mains d’ennemis en cas de reprise des hostilités: “”Et dans ce cas nous serions forcés de les abattre, conformément aux lois de la guerre. C’est la raison pour laquelle nous préférons les expulser à temps, pendant que le calme règne.”” (pag 225)”,”RIRB-121″ “JANIGRO Nicole a cura; testi di FREUD JUNG FROMM FORNARI EIBL-EIBESFELDT GIRARD AHMED COLOVIC PAPADOPOULOS”,”La guerra moderna come malattia della civiltà.”,”Testi di FREUD JUNG FROMM FORNARI EIBL-EIBESFELDT GIRARD AHMED COLOVIC PAPADOPOULOS. Nicole JANIGRO, giornalista e traduttrice, è autrice tra l’ altro di ‘L’ esplosione delle nazioni’ (1999). Ha curato varie opere (v. retrocopertina). “”Il miglior esempio dell’ illusorietà e della inautenticità, che la necessità del sacrificio acquista nella guerra, ci è offerto dai kamikaze. Nel kamikaze il sacrificio del Sé vale come negazione delle proprie necessità di colpa, legate agli impulsi ostili verso il proprio oggetto d’ amore: processo che ci è rivelato dalla colpevolizzazione del nemico, nel rito feciale, presente, in una forma o nell’ altra in ogni guerra””. (Franco Fornari, Il fenomeno guerra) (pag 153) “”Quando la bandiera sventola, il nostro buon senso è nel suono della tromba””. Lorenz citava questo vecchio detto nel discutere i tranelli della lealtà dell’ uomo, della sua straordinaria capacità di eroismo quando si presenta una situazione che richiede la difesa del gruppo e dei suoi valori””. (Irenäus Eibl-Eibesfeldt, Guerra, indottrinamento dell’ uomo e selezione di gruppo) (pag 180)”,”QMIx-120″ “JANIK Allan TOULMIN Stephen”,”La grande Vienna. Nella Vienna di Schöner, di Musil, di Kokoschka e del dottor Freud. La formazione intellettuale del grande filosofo Wittgenstein.”,”Rapporto uomo – Dio. “”Il fine dell’uomo kierkegaardiano è quello di «fare un salto nell’assurdo», che è il salto della fede, col quale la personalià finita si dedica tutta all’infinito. In questo rapporto l’amico o il compagno non sono più necessari. Kierkegaard passò tutta la vita tentando di far prendere coscienza di questa verità: «È un problema su cui riflettere: diventare cristiano… quando si è cristiani dalla nascita»”” (pag 159)”,”BIOx-008-FRR” “JANIK Allan TOULMIN Stephen”,”Wittgenstein’s Vienna.”,”I due autori insegnano filosofia rispettivamente all’ University of South Florida (Toulmin), e al La Salle College in Filadelfia (Janik).”,”AUTx-004-FSD” “JANKÉLÉVITCH Vladimir”,”L’ironie.”,”L’ ironia è un’attività spirituale infinita, come tutto ciò che è di provenienza mentale (pag 27) L’ironia è l’estrema coscienza, essa ci rende come si dice “”attenti al reale’ (pag 35) Nel libro ‘L’ironia’ di Vladimir Jankélévitch, la litote viene spesso citata come uno degli strumenti retorici che contribuiscono a creare l’ ironia. Jankélévitch esplora come l’ ironia possa essere utilizzata per esprimere concetti complessi e sfumati, e la litote è una delle tecniche che permette di farlo in modo sottile e indiretto 1. La litote La litote è una figura retorica che consiste nell’esprimere un concetto negando il suo contrario. In altre parole, si afferma qualcosa attenuando il giudizio attraverso la negazione di un’espressione opposta. Ad esempio, invece di dire “”è intelligente””, si potrebbe dire “”non è stupido”” ¹². Questa tecnica è spesso utilizzata per rendere un’affermazione meno diretta o per enfatizzare un concetto in modo sottile. La parola “”litote”” deriva dal greco antico “”litótes””, che significa “”semplicità”” o “”attenuazione””¹. (f. copilot)”,”FILx-590″ “JANKOWSKI Paul”,”Il lungo inverno del 1933. Alle origini della Seconda guerra mondiale.”,”Nell’inverno del 1933, in soli sei mesi il mondo cambiò improvvisamente rotta e si avviò sui sentieri che avrebbero portato alla Seconda guerra mondiale. Le tappe di questa escalation sono drammatiche: Hitler al potere in Germania, il Giappone all’invasione della Cina, Mussolini e l’Italia alla conquista dell’impero. Ovunque, la triade demoniaca di nazionalismo, autoritarismo e malcontento sociale travolge la democrazia.Un racconto appassionante che è anche un ammonimento per i nostri tempi. L’inverno del 1933 fu particolarmente lungo e rigido, e non solo da un punto di vista climatico. Nei pochi mesi che vanno dal novembre 1932 fino all’aprile del 1933 accaddero una serie di avvenimenti che avrebbero segnato il destino del mondo: Hitler arrivò al potere in Germania, il Giappone inviò le sue truppe al di là della Grande muraglia cinese e uscì dalla Società delle Nazioni, Mussolini puntò a sud, verso il Corno d’Africa, Roosevelt accentuò l’isolazionismo degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa, la Gran Bretagna si ritirò nelle zone sicure del suo impero, la Francia cambiò tre governi. Ovunque si stavano alzando muri. La grande Conferenza mondiale programmata per affrontare la gravissima crisi economica si rivelò un fallimento totale e le tre potenze occidentali si contrapposero aspramente per i debiti di guerra, gli armamenti, la moneta, le tariffe daziarie e la questione della Germania. Alla fine di quel lungo inverno, il mondo postbellico si trasformò in un mondo prebellico. Riflessi nello specchio di quella stagione lontana, vediamo agitarsi sentimenti ed emozioni che provocano un brivido di identificazione col nostro tempo: demagoghi che sfruttano i fervori nazionalistici ed etnici, attacchi palesi e nascosti contro la democrazia, la consunzione sociale prodotta dalla crisi economica. Paul Jankowskiè Raymond Ginger Professor of History alla Brandeis University. Tra le sue numerose pubblicazioni, ‘Stavisky: A Confidence Man in the Republic of Virtue’ (2002), ‘Shades of Indignation: Political Scandals in France, Past and Present’ (2007) e ‘Verdun: The Longest Battle of the Great War’ (2014). Dalla prefazione. ‘A metà degli anni Trenta, chiunque avesse chiesto ai leader mondiali da quali forze fossero mossi, si sarebbe trovato di fronte a una variegata serie di risposte. Tutti, naturalmente, preferivano l’autoconservazione rispetto all’estinzione, ma la promessa, come la minaccia, la esprimevano in visioni storiche di varia forma e natura ? in termini di spazi e razze, i tedeschi come i giapponesi; di rinascita di una grandezza perduta gli italiani e gli ungheresi; di libertà dei mari e di tutto ciò che ne derivava, nel loro vasto impero, i britannici. I sovietici, con quasi altrettanta ragione dei polacchi e dei francesi, non cessarono mai di preoccuparsi per la difesa del proprio territorio. E così anche gli americani, decisi a isolarsi dalle perfide trappole del Vecchio mondo. Non sorprende che questi protagonisti tanto eterogenei procedessero per conto proprio sul piano diplomatico e militare. I britannici e i francesi accantonarono progressivamente la chimera della sicurezza collettiva ma rimasero sempre legati a un’idea di politica statale che era appartenuta a Richelieu, Castlereagh e Bismarck, fatta di trattati, progressive acquisizioni e compromessi; avevano in mente una guerra, se mai ve ne fosse stata una, che avrebbe perso in ferocia quello che avrebbe acquistato in durata, risparmiando ai loro popoli le devastazioni che tutti loro vividamente immaginavano. La Germania e l’Unione Sovietica, da parte loro, firmavano patti e proclamavano la medesima moderazione, ma fuori dai riflettori concepivano la pace come una condizione temporanea, e si preparavano per quando la guerra sarebbe arrivata: e si sarebbe trattato di una guerra di annichilimento dell’avversario’ “”Nel frattempo, nella Slesia tedesca, il generale Tuchacevsky comparve nel luogo in cui si svolgevano a settembre i giochi di guerra sulle rive dell’Oder, gli stessi cui assisteva Hindenburg . Gli addetti militari stranieri erano arrivati anche in rappresentanza di altri paesi: videro poco, fecero passeggiate e mangiarono bene. Ma la presenza del vicecommissario agli Affari militari e navali, a capo di una delegazione composta da una dozzina di ufficiali, fra i quali due generali di corpo d’armata, rese manifesto il desiderio dei sovietici di rinnovare le convenzioni militari con la Germania, mandare un segnale al governo von Papen e mantenere viva la possibilità di un’azione congiunta nell’eventualità di una guerra europea. Una cronica paura di accerchiamento da parte della Germania, antica quanto l’Impero guglielmino e forse quanto il Regno di Prussia, si associava ad una più recente fobia sovietica riguardo a una lega di ostili potenze capitalistiche, soprattutto europee. Per placare la prima e contrastare la seconda era nata nel 1922 a Rapallo una naturale complicità tra i due paesi, che era ancora ben viva quando Hitler nel gennaio del 1933 arrivò alla Cancelleria”” (pag 300) Tra i libri citati in bibliografia: – HAAS Richard, A World of Disarray: American Foreign Policy and the Crisis of the Old Order, Penguin, New York, 2017 – HILL Alexander, The Red Army and the Second World War, Cambridge University press, Cambridge, 2017 – KAGAN Robert, The Jungle Grows Back: America and our Imperial World, Knopf, New York, 2018 – SLUGA Glenda CLAVIN Patricia, a cura, Internationalisms: A Tweintieth-Century History, Cambridge University press, Cambridge, 2017 (contiene il saggio di Andrew WEBSTER, The League of Nations, Disarmament and Internationalism)”,”RAIx-399″ “JANNACCONE Pasquale”,”Moneta e lavoro.”,”””Le mutazioni monetarie furono frequenti e convulse durante il 1719 e il 1720; e ciò che più colpisce è la loro contradditorietà; abbassamenti e alzamenti delle specie metalliche (luigi d’oro e scudi d’argento), cui corrispondono aumenti e diminuizioni della lira in peso di metallo, si susseguono per più di venti volte nei due anni ed a così breve distanza che riesce difficile scorgere nel loro groviglio il filo conduttore della politica monetaria di Law”” (pag 108)”,”ECOT-056″ “JANNACCONE Pasquale”,”Scritti e discorsi opportuni e importuni (1947-1955).”,”La verità è molesta. “”Intendiamoci: “”importuno”” ed “”inopportuno”” sono lo stesso vocabolo per l’etimo e la forma grammaticale (…). «Importuno», invece, ha acquistato anche il significato di «molesto»; il quale tanto ha prevalso sull’altro (‘inopportuno’, ndr) che molto sovente proprio le azioni e le parole più importune a chi non garbano son quelle che alla fine si riveleranno le più opportune: “”Ché se la voce tua sarà molesta nel primo gusto, vital nutrimento lascerà poi quando sarà digesta”” (Dante, Paradiso, XVII, 130) Molesta è, quasi sempre, ogni verità troppo nettamente affermata…”” (pag 13, Al lettore) (P. Jannaccone, Scritti e discorsi, 1956)”,”ITAE-007-FP” “JANNE Henri LALOUP J. DAVIS D.M. GRYPDONCK M. LAMBILLIOTTE M. HICTER M. UYTERHOEVEN H. VAN-MECHELEN F. BONACINA F. AHTIK V. FELDHEIM P. ZINSOU E.D. SIVADON P. FOURASTIE’ J. DUMAZEDIER J. SCHEVENHELS L.”,”Come non lavoreremo domani.”,”In bibliografia: studi generali sul tempo libero, e sulla società del tempo libero”,”TEOS-296″ “JANOSSY Ferenc, collaborazione di Maria HOLLO'”,”La fine dei miracoli economici.”,” Marx. “”La ricerca è la avanguardia della produzione, sonda e verifica il terreno, indica la direzione da seguire. Quando non è all’altezza del suo compito può portare su strade senza uscita o fuori mano, fermando il progresso. Comunque sarebbe inutile che avanzasse più rapidamente della produzione, e le risulterebbe inoltre difficile staccarsi da questa produzione che la segue senza perdere le sue forze vitali, come Anteo staccato dalla terra. Il suo ruolo particolare ci vieta di considerare la ricerca come un settore specializzato dell’industria, anche se è evidente che ciò che la differenzia dalla produzione è il suo contenuto, e non la distinzione tra lavoro produttivo e non produttivo (1). Mentre la caratteristica della produzione è la ripetizione instancabile di un solo e unico processo lavorativo, – visto che non è la produzione in sé e per sé che costituisce la base della soddisfazione incessante dei bisogni dell’uomo, bensì la continua riproduzione, – l’attività di ricerca non ha bisogno di essere ripetuta (2) e i suoi risultati hanno effetto permanente, in quanto vengono applicati e non consumati. Questa distinzione non è sofistica, anzi ci permette di arrivare all’essenziale conclusione che mentre una duplicazione effettuata in un qualsiasi ramo industriale porta al raddoppio della produzione, è invece inutile raddoppiare solo quantitativamente il lavoro di ricerca. Non serve a niente neppure estendere adeguatamente l’attività in questione, se non si può far sì che il mutamento intervenuto nell’attività produttrice segua qualitativamente il suo ritmo.Il cambiamento qualitativo delle forze produttive costituisce in realtà l’elemento preponderante nell’interazione dello sviluppo delle forze produttive e della ricerca. Ne consegue che non è il limite superiore del ritmo del progresso che viene determinato dalle spese dell’attività di sviluppo, ma invece, inversamente, che è il livello necessario del costo della ricerca che dipende dal ritmo del progresso, esso stesso limitato dalle modifiche realizzabili nella produzione. La sopravvalutazione delle possibilità di aumentare il ritmo dello sviluppo economico accelerando o forzando il lavoro di ricerca, ossia il fatto di prendere l’effetto per la causa, proviene secondo noi proprio dalla separazione della ricerca dalla produzione e dal carattere di merce acquisito quindi dai risultati della ricerca stessa”” (pag 143-144-145) [Ferenc Janossy, collaborazione di Maria Hollò, ‘La fine dei miracoli economici’, Roma, 1974] [(1) Marx non distingue il ‘lavoro produttivo’ e il ‘lavoro non produttivo’ sulla base della loro natura concreta, ma semplicemente secondo il criterio del loro inserimento o meno nel contesto di un’impresa capitalistica. Il lavoro di Leonardo da Vinci quindi non era un lavoro produttivo, per quanto le sue scoperte potessero essere importanti, mentre è produttivo il lavoro di un qualsiasi maldestro operatore in un istituto capitalistico di ricerca. La distinzione fra lavoro produttivo e lavoro non produttivo non ha assolutamente nulla a che fare con la differenza fra lavoro ‘socialmente necessario’ e lavoro ‘non necessario’. A questo proposito Marx scrive senza equivoci: “”La stessa specie di lavoro può essere produttiva o improduttiva. Per esempio il Milton che scrisse ‘Il Paradiso perduto’ per cinque sterline, fu un ‘lavoratore improduttivo’. Invece lo scrittore che fornisce lavori dozzinali al suo editore è un lavoratore produttivo. Il Milton produsse il ‘Paradiso perduto’ per lo stesso motivo per cui un baco da seta produce seta. Era una manifestazione della ‘sua’ natura. Egli vendette successivamente il prodotto per cinque sterline. Ma il letterato proletario di Lipsia, che fabbrica libri (per esempio compendi di economia) sotto la direzione del suo editore, è un lavoratore produttivo; poiché fin dal principio il suo prodotto è sussunto sotto il capitale, e viene alla luce soltanto per la valorizzazione di questo. Una cantante che vende il suo canto di propria iniziativa è una ‘lavoratrice improduttiva’. Ma la stessa cantante, ingaggiata da un imprenditore che la fa cantare per far denaro, è una ‘lavoratrice produttiva’; perché essa produce capitale”” (K. Marx, ‘Teorie sul plusvalore, Editori Riuniti, Roma, 1971, I, pp. 599-600); (2) La ripetizione di una esperienza, che serve a controllare risultati anteriori, o la ripetizione che tende ad evitare la protezione dei brevetti, non è certo una vera e propria ripetizione. La stessa cosa si verifica per la ripetizione a scopo formativo, ad esempio di un nuovo gruppo di ricerca. Non bisogna lasciarsi indurre in errore dal fatto che bisogna ripetere un numero incalcolabile di volte i passi isolati dell’attività di ricerca, spesso anche come semplice routine, dato che questi costituiscono sempre i medesimi elementi di attività di ricerche diverse, combinati fra di loro in modo diverso e tale da portare a risultati uniti] (pag 143-144)”,”ECOT-291″ “JANOVER Louis”,”Maximilien Rubel. Un impegno per Marx.”,”Nato nel 1905 a Czernovitz, RUBEL è morto a Parigi nel 1996, a novantun anni. E arrivato in Francia nel 1931 ma ha cominciato a “”interessarsi a Marx in modo più sistematico”” solo una decina d’ anni dopo, quando “”un gruppo di giovani marxisti e anarchici”” sollecitò il suo aiuto per tradurre in tedesco un volantino che chiamava i soldati della Werhmacht all’ insubordinazione. (pag 16) “”Per volontà di Georges Gurvitch, suo direttore di tesi, Maximilien Rubel aveva dovuto rinunciare al titolo corrispondente al tema centrale del suo libro: “”Sociologia ed etica nell’ opera di Karl Marx””. Questo titolo originario della tesi di dottorato rende conto, meglio del titolo definitivo nelle sue due edizioni, dell’ argomento che vi è trattato. Ma Gurvitch aveva una concezione troppo personale della sociologia per ammettere il ruolo pionieristico di Marx nella preparazione del terreno scientifico di una teoria “”materialista e critica”” della società moderna. Dopo aver dapprima suggerito il titolo “”Biografia intellettuale””, alla fine concedette all’ Autore una formula più modesta””. (pag 29-30) “”Sulle sorte della MEGA, da una parte, e sulla mitologia “”comunista”” dell’ Ottobre, dall’ altra, si troveranno chiarimenti nei saggi raccolti in Marx critico del marxismo, In ogni caso, le questioni poste da Maximilien Rubel ci rinviano a un solo e medesimo problema: quello del destino postumo dell’ opera di Marx””. (pag 30) Marx confiscato dagli accademici. “”A riguardo, l’ edizione canonica – di cui si può dubitare che riservi “”scoperte sensazionali”” (Rubel), cioè elementi destinati a rovesciare la nostra conoscenza di Marx – nel clima attuale avrà nondimeno un effetto sicuro: essa contribuirà a mettere l’ ispiratore dell’ AIL al riparo della confisca da parte degli ortodossi di partito, ma ciò per darlo in pasto ai maestri dell’ esegesi accademica che, dopo aver sacralizzato l’ “”opera marxista””, pretendono oggi di fare dell’ opera marxiana”” un nuovo oggetto di ricerca specialistica. Rjazanov intendeva limitare la MEGA a 40 volumi, in cui i quaderni di estratti sarebbero stati soltanto opportunamente riassunti. Sarebbe stato fustigato per la sua “”foga abbreviatrice”” come lo fu Rubel da parte di uno scriba benpensante? La sorte che fu riservata a Rjazanov lo fa temere””. (pag 31)”,”MADS-348″ “JANOVER Louis”,”La tête contre le mur. Essai sur l’idée anticommuniste au XXe siècle.”,”JANOVER Louis”,”PCFx-101″ “JANOVER Louis RUBEL Maximilien”,”Materiali per un lessico di Marx: Guerra. Prima parte. [Matériaux pour un lexique de Marx: Guerre (Krieg) (1re partie)] / Materiali per un lessico di Marx: Esercito. [[Matériaux pour un lexique de Marx: Armée] / Bibliografia di Maximilien Rubel.”,”””Quando Marx debutta come giornalista, cittadino renano dalle idee liberali avanzate, son passati due anni dalla crisi europea provocata dal trattato di Londra: la quadruplice alleanza tra Russia, Inghilterra, Austria e Prussia per la protezione della Turchia (1840) aveva consacrato la sconfitta diplomatica della Francia ed era stata sul punto di provocare una guerra con la Germania, con la frontiera sul Reno come posta in gioco. I giovani hegeliani si opponevano alle tendenze reazionarie che – avendo per obiettivo lo smantellamento della Francia, bastione del liberalismo – esaltavano l’egemonia della Russia e dell’Austria tra le potenze europee. Arnold Ruge vedeva nello Stato francese l’ideale di una organizzazione politica ispirata ai principi della Rivoluzione francese; Moses Hess, nella scia di Heinrich Heine, si adoperava a dimostrare la necessità di un’alleanza tra Francia e Germania, evento che, ai suoi occhi, doveva annunciare il ribaltamento totale dei rapporti politici e sociali in Europa (Triarchia europea, 1841). La “”Rheinische Zeitung”” (1842-1843) contava tra i suoi collaboratori, oltre a Marx, numerosi rappresentanti dell’hegelismo “”di sinistra””, per i quali l’intesa della Francia e della Germania era tanto più urgente dal momento che l’influenza della diplomazia russa si esercitava con forza sulla politica interna prussiana. Questo avvicinamento franco-tedesco fu senza dubbio uno dei principali obiettivi dei “”Deutsch-französische Jarbücher”” (1844), ma non vi comparivano che nomi di tedeschi, quelli di Ruge e di Marx, di Hess e di Heine, di Herwegh e di Bernays, di Jacoby e di Engels. Nessuno scrittore francese aveva potuto o voluto unirsi a questo gruppo germanico. L’epopea napoleonica s’iscriveva, nella storia moderna della Francia, come un episodio di un movimento rivoluzionario che, cominciato nel 1789, si prolunga nel 1830 con il trionfo del liberalismo borghese, prendendo una dimensione sociale che annuncia una nuova fase dello stesso movimento. Napoleone aveva considerato lo Stato come un fine in sé, provocando così l’inevitabile scontro con la società civile uscita dalla rivoluzione e dal ciclo di guerre di conquista: “”[Napoleone] ha perfezionato il terrorismo mettendo al posto della rivoluzione permanente la guerra permanente”” [Marx-Engels, La Sacra famiglia, MEW, II, p. 130 (Opere complete, vol. IV, Editori Riuniti, Roma, 1972, p. 137)]. Le conquiste napoleoniche sembravano confermare un analogo insegnamento del passato dei barbari ove la guerra e il saccheggio agiscono come motori della storia: “”Nel popolo barbaro conquistatore la guerra stessa costituisce ancora […] una forma normale di relazioni, che viene sfruttata con tanto maggiore impegno quanto più l’aumento della popolazione, perdurando il rozzo modo di produzione tradizionale che per essa è l’unico possibile, crea il bisogno di nuovi mezzi di produzione”” [Marx-Engels, L’ideologia tedesca, 1845-1846, MEW, III, p. 23 (Opere complete, vol. IV, Editori Riuniti, Roma, 1972, p. 70)]”” [Louis Janover Maximilien Rubel, Matériaux pour un lexique de Marx: Guerre (Krieg), Economies et societés’, Cahiers de l’Ismea, 1981] (non inserito)”,”MADS-628″ “JANSEN Marc”,”A Show Trial Under Lenin. The Trial of the Socialist Revolutionaries. Moscow 1922.”,”Marc Jansen was born in 1946 in Amsterdam. He studied modern history at the University of Amesterdam and in 1979 received his ph. D. there. At present he is a research fellow at the International Institute of Social History in Amsterdam. Translated from the Dutch by Jean SANDERS, List of illustrations, Preface, list of abbreviations, list of abbreviations Used un the Notes, Notes, Bibliography.”,”RIRO-068-FL” “JANSEN Marc PETROV Nikita”,”Stalin’s Loyal Executioner. People’s Commissar Nikolai Ezhov, 1895-1940.”,”Marc Jansen teaches at Amsterdam University’s Institute of Russian and East European Studies and has written numerous books and articles on Russian and Soviet history. Nikita Vasil’evich Petrov, author of several books and numerous articles and an expert in Soviet terror history, is vice-chairman of Moscow’s Memorial Scientific Research Center. List of Illustrations, Preface, Notes, Index, foto,”,”RUSS-053-FL” “JANSEN Reinhard”,”Georg von Vollmar. Eine politische Biographie.”,”Buchausstattung Johannes Mühle, Vorwort dell’autore, Einleitung, note, verzeichnis der Abkürzungen, Quellen-und Literaturverzeichnis, personenregister”,”MGEx-247″ “JANSSON Wilhelm a cura; saggi di Robert SCHMIDT Rudolf WISSELL August WINNIG Otto HUE Heinrich SCHNEIDER Emil KLOTH M. KANSER Emil GIRBIG Peter BLUM Joh. SCHERM A. MEIDLER Heinrich STÜHMER Alons STAUDINGER H. KRÄTZIG Paul MÜLLER Wilhelm JANSSON”,”Arbeiterinteressen und Kriegsergebnis. Ein gewerkschaftliches Kriegsbuch.”,”Saggi di Robert SCHMIDT Rudolf WISSELL August WINNIG Otto HUE Heinrich SCHNEIDER Emil KLOTH M. KANSER Emil GIRBIG Peter BLUM Joh. SCHERM A. MEIDLER Heinrich STÜHMER Alons STAUDINGER H. KRÄTZIG Paul MÜLLER Wilhelm JANSSON”,”GERE-013″ “JANZ Oliver”,”1914-1918. La Grande Guerra.”,”Oliver Janz insegna Storia moderna alla Freie Universität di Berlino. Ha scritto libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell’Europa. (v. risvolto 4° copertina). Dirige anche “”1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War”” (www.1914-1918-online.net) Il Maggio 1915 in Italia. (pag 214) “”Il maggio del 1915 non fu solo un punto di svolta nella storia italiana il cui significato non verrà mai sottolineato abbastanza. Fu il punto di incontro di molte cose che fino ad allora erano rimaste divise, idee di destra e di sinistra, miti e pratiche. Nel segno della guerra, di una vaga speranza di rinnovamento e di ostilità a Giolitti si raccolsero la vecchia e nuova destra, il nazionalismo democratico e quello antiliberale, radicali di destra e di sinistra, miti della nazione e della rivoluzione. Mobilitare le masse per le strade e nelle piazze contro la classe dominante era stata fino ad allora una prerogativa del movimento operaio. Adesso divenne appannaggio anche della nuova destra populista, che pretendeva di parlare in nome della nazione. La violenza divenne mezzo legittimo per rimuovere il vecchio e il marcio, dapprima nella retorica politica e poi anche in concreto nella prassi. L’entrata in guerra fu infine un colpo di Stato e una ferita alla costituzione, se anche non formale: in teoria il re aveva infatti il diritto di stipulare contratti di alleanza e dichiarare guerra, ma di fatto il parlametno subì pressioni di carattere autoritario e plebiscitario, venendo scavalcato e svuotato di potere. Non è quindi strano che per i fascisti – così come l’esperienza dell’agosto del 1914 lo era stata per la destra tedesca – il “”maggio radioso”” abbia sempre rappresentato l’inizio della rivoluzione nazionale che sarebbe culmintata nella marcia su Roma. Il maggio 1915 fu l’inizio della fine dell’Italia liberale”” (119). La massa della popolazione, così come i soldati semplici, fin dall’inizio prese le distanze dalla guerra. L’entusiasmo contagiò solo le élite, in particolare l’intelloghenzia e la gioventù borghese. A dominare le masse furono invece atteggiamenti di rifiuto, indifferenza e rassegnazione”” (pag 214) (119) Cfr. A. Gibelli, ‘Italy’, cit., pp 466-68″,”QMIP-219″ “JAPPE Anselm”,”Guy Debord.”,”Anselm Jappe è nato nel 1962 a Bonn e vive a Roma. Oltre a questo libro, tradotto in cinque lingue, ha pubblicato in Germania Schade um Italien, un’antologia delle critiche che gli italiani muovono a se stessi.”,”TEOS-060-FL” “JAPPE Anselm”,”Guy Debord. Essai.”,”Anselm Jappe è nato nel 1962 a Bonn e vive a Roma. Oltre a questo libro, tradotto in cinque lingue, ha pubblicato in Germania Schade um Italien, un’antologia delle critiche che gli italiani muovono a se stessi.”,”BIOx-085-FL” “JAPPE Anselm KURZ Robert”,”Les Habits Neufs de L’Empire. Remarques sur Negri, Hardt et Rufin.”,”Anselm Jappe è nato nel 1962 a Bonn e vive a Roma. Oltre a questo libro, tradotto in cinque lingue, ha pubblicato in Germania Schade um Italien, un’antologia delle critiche che gli italiani muovono a se stessi. Robert Kurz, geb 1943, lebt in Nürnberg. Seit 1966 in der radikalen Linken aktiv, heute Redakteur und Mitherausgeber der Theoriezeitschrift Krisis. Kurz nato nel 1943, vive a Norimberga e dal 1966 è attivo nella sinistra radicale. Oggi è redattore e coeditore della rivista teorica Krisis.”,”STOx-097-FL” “JAPPE Anselm”,”L’Avant-Garde inacceptable. Réflexion sur Guy Debord.”,”Anselm Jappe è nato nel 1962 a Bonn e vive a Roma. Oltre a questo libro, tradotto in cinque lingue, ha pubblicato in Germania Schade um Italien, un’antologia delle critiche che gli italiani muovono a se stessi.”,”FRAP-009-FL” “JARAMILLO-GUERREIRA Miguel Angel”,”Guia del Archivio historico provincial de Lugo.”,”Lugo è un comune spagnolo di 98.560 abitanti capoluogo della sua provincia omonima, della comarca omonima, nella comunità autonoma della Galizia, in Spagna. La città fu fondata dai romani tra il 26 e il 12 a.C. in onore di Augusto; da qui il nome originale di Lucus Augusti.”,”ARCx-008-FSL” “JARDIN André TUDESQ André-Jean”,”La France des notables. 2. La vie de la nation 1815-1848.”,”JARDIN André nato nel 1912, specialista del XIX secolo, Maître assistant à l’université de Paris VIII. TUDESQ André-Jean, nato nel 1927, ha sostenuto la sua tesi su ‘Les grands notables 1840-1849’. Professore all’Università di Bordeaux. Le prime delocalizzazioni. Lione. “”Les journées de travail étaient longues, souvent de 15 heures. Villermé, qui les a observés en 1835-1836, considère les canuts comme plus travailleurs et plus sobres que les autres ouvriers lyonnais; leurs salaires étaient plus éléves ais ils étaient davantage menacés de chômage en raison du caractère de luxe de leur production. En 1835 on estimait qu’à Lyon et dans ses faubourgs il y avait 8000 chefs d’ateliers et 30.000 compagnons et apprentis. Le déplacement vers les campagnes voisines a été stimulé par la Fabrique lyonnaise qui cherchait ainsi à déconcentrer le tissage de la soie en espérant que le tissage rural, percevant de plus bas salaires, lui permettrait de contrebalancer la concurrence britannique. Dès la crise de 1825-1826, il y a 2000 métiers qui travaillent dans les cantons ruraux de l’arrodnissement de Lyon ou à Villeurbanne. Mais c’est surtout après les troubles de 1831 que s’opère cette implantation; en 1833, sur les quelque 40.000 métiers à tisser il y en a 17.000 dans Lyon, 9.000 dans les trois communes de La Croix-Rousse, La Guillotière et Vaise; plus de 5.000 dans les campagnes du départements voisins de la Saône-et-Loire, la Loire, l’Ain, la Drôme, et l’Isère. La manufacture concentrant la main-d’oeuvre est un fait exceptionnel; on ne cite guère que le cas de la Sauvagère sur le bord de la Saône près de Lyon, établie par un négociant de Francfort, Berna, qui employait 4 à 500 travailleurs. A la fin de la monarchie de Juillet l’ensemble de l’agglomération lyonnaise comprend 80.000 habitants (ouvriers et leur famille) qui vivent de la soie”” (pag 97)”,”FRAD-115″ “JARDIN André TUDESQ André-Jean”,”La France des notables. 1. L’évolution générale, 1815-1848.”,”JARDIN André nato nel 1912, specialista del XIX secolo, Maître assistant à l’université de Paris VIII. TUDESQ André-Jean, nato nel 1927, ha sostenuto la sua tesi su ‘Les grands notables 1840-1849’. Professore all’Università di Bordeaux. La rivoluzione del luglio 1830 “”Dans la nuit du 27 au 28 juillet [1830] le mouvement est devenu révolutionnaire, partout des barricades se sont élevées dans la moitié est de Paris, les jeunes républicains ont servi de cadres au petit peuple venu des faubourgs Saint-Antoine, guidant le pillage des boutiques d’armurerie, l’abattage des arbres des boulevards (auquel contribuèrent concierges et prorpriétaires des maisons voisines). C’est contre 8.000 hommes en armes au moins que se heurtent les troupes de Marmont. L’armée de ligne, dont les cadres subalternes sont souvent issus des armées de la Révolution et de l’Empire, est sensible à l’idée nationale dont se réclament les émeutiers, et elle fraternise souvent avec eux. Les trois colonnes qui doivent converger vers l’Hôtel de Ville se trouvent bloquées. Pendant ce temps l’opposition parlementaire propose un arbitrage, une délégation avec Laffite et Casimir Périer. Les généraux Lobau et Gérard demandent au maréchal Marmont de faire cesser le feu mais se heurtent à un refus, toutefois le chef des forces de l’ordre transmit l’objet de leur démarche au roi. Mais Charles X auprès de qui le baron de Vitrolles s’est entremis rejette toute démande de retrait des ordonnances, partageant les illusions de Polignac sur la situation. Le 29 juillet au matin Marmont ne peut plus guère compter que sur les Suisses et sur la garde; il se retirent du Louvre vers la barrière de l’Etoile. La caserme Babylone a été enlevée sous l’impulsion d’un jeune polytechnicien Vaneau tué dans le combat, et le Palais-Bourbon est aussi envahi par des insurgés. Paris est désormais aux mains des révolutionnaire, qui ont eu près de 800 tués et près de 4.000 blessés (les troupes eurent moins de 200 tués et 800 bléssés). Mais est-ce déjà une révolution?”” (pag 121)”,”FRAD-115-B” “JARDINE Douglas”,”Il Mullah del paese dei somali, 1916-1921.”,”Douglas Jardine segretario del governo della Somalia inglese Volume dedicato al governatore in SOmalia dal 1914 al 1922, Geofrey Francis Archer (‘al quale principalmente devesi la fine dei dervisci e la riaffermazione del prestigio inglese in Somalia’) (in apertura) ‘… nell’autunno del 1919 venne intrapresa l’ultima spedizione contro il “”Pazzo Mullah””. Ricordo bene la riluttanza del Governo a permettere questa spedizione, poiché tutti noi rifuggivamo dal pensiero di una nuova guerra, per quanto in piccola scala. Inoltre, in relazione alle nostre crescenti difficoltà finanziarie, il costo della spedizione, che, a giudicare dai precedenti esperimenti, poteva durare parecchi mesi ed implicare la spesa di parecchi milioni, costituiva una formidabile difficoltà. Mr. Churchill ed i suoi consiglieri del Ministero dell’Aeronautica riscirono a persuadermi che, con l’aiuto di forze aeree, l’opera poteva essere compiuta con maggiore economia di tempo e di spese che non per il passato; e di ciò, a mia volta, io riuscii a persuadere il Primo Ministro, il quale, una volta prospettatagli la situazione chiaramente, decise con l’abituale prontezza e permise la spedizione. Questa durò tre settimane e costò meno di 100.000 sterline, riuscendo a produrre la completa e definitiva rovina del Mullah, ch’era stato una spina nel fianco del Governo Inglese della Somalia per più di venti anni. È vero, come Mr. Jardine mette in evidenza, che questo risultato non fu dovuto interamente alla flotta aerea. È certo però, che senza l’assegnamento che noi avevamo fatto sulla cooperazione dell’aviazione contribuì molto al successo delle operazioni. Ma la campagna del 1919 fu solamente l’ultimo capitolo di una lunga storia; una storia piena di drammatico interesse, di avvenimenti e di avventure, di commoventi episodi; istruttiva per i militari, i governanti ed i diplomatici”” (pag 7-8, dalla prefazione di Milner) La morte del ‘Pazzo Mullah’ avvenne nel 1921″,”AFRx-126″ “JARMAN T.L.”,”Ascesa e crollo della Germania nazista.”,”T.L. Jarman ha studiato a Oxford e a Harvard: ha insegnato in India e in varie università inglesi. Durante il nazismo ha fatto frequenti, lunghi soggiorni in Germania e nei paesi vicini, compresi Balcani e Russia. Le conseguenze politiche, economiche e sociali della crisi economica del 1929 in Germania “”La crisi economica mondiale degli anni posteriori al 1929 fu catastrofica. Proprio perché era una crisi mondiale, prorio perché l’economia mondiale s’era così strettamente legata alla economia americana, i suoi effetti furono più gravi e più vasti d’ogni altra crisi precedente. Colse di sorpresa economisti e uomini di affari. (…) Negli Stati Uniti il New Deal del presidente Roosevelt aiutò il paese, con le opere pubbliche e i soccorsi, a superare la crisi. Che tuttavia, nel periodo più acuto, aveva visto, in cifre tonde, 12.000.000 di disoccupati negli Stati Uniti, 6.000.000 in Germania e 3.000.000 in Gran Bretagna. Particolarmente la Germania ebbe a soffrire di quel che accadde in America, perché negli anni della ripresa proprio i prestiti americani eran serviti a far rinascere la Germania e ad aiutarla a pagare le riparazioni. Ora invece cessavano i prestiti americani, e con la crisi statunitense si accrebbe vertiginosamente il numero dei disoccupati in Germania: 1.320.000 nel 1929 (settembre); 3.000.000 nel 1930 (settembre); 5.102.000 nel 1932 (settembre). Nei primi mesi del 1932, la disoccupazione aveva raggiunto punto di oltre 6.000.000; lo stesso accadrà agli inizi del 1933. Come nel caso dell’inflazione, era un fenomeno che toccava grandi masse di popolo tedesco, diffondendo in ogni ambiente insicurezza e sfiducia nel futuro. Nel 1928 e nel 1929 Hitler era tuttora un personaggio insignificante e il suo partito non aveva forza, ma la crisi economica gli diede un potente stimolo; l’accrescimento del partito nazista coincise con gli anni della depressione economica. La sua improvvisa e rapida ascesa a una posizione di importanza politica dominante appare con chiarezza dal numero dei voti nazisti e ei seggi al Reichstag (13): 810.000 voti 13 seggi nel 1928; 6.409.000 voti 107 seggi nel 1930 (settembre); 13.779.000 voti 230 seggi nel 1932 (luglio). Con le elezioni del settembre 1930 il partito nazista diventava il secondo partito di Germania, e Hitler un personaggio con cui fare i conti sul serio; con le elezioni successive, era il partito nazista il più grosso del Reich. (…) I mutamenti politici ed economici che la crisi avrebbe provocato non furono subito evidenti in tutta la loro gravità. Anche nell’estate del 1931, mentre le banche chiudevano, la vita continuava (…). Difficile rendersi conto della gravità della situazione. E invece, sotto la superficie, c’era tensione e anche profonda”” (pag 122-124)”,”GERN-183″ “JARMAN T.L.”,”Ascesa e crollo della Germania nazista.”,”””Dopo El Alamein e Stalingrado, fu il declino delle sorti naziste. Gli alleati avevano ormai forze e armi sufficienti a contenere la loro avanzata, e le andavano accrescendo in attesa degli eserciti tedeschi. Lo stratega Hitler poteva ormai soltanto condurre una battaglia ritardatrice, a meno che non fossero i suoi nemici a cedere da soli. E a tale scopo la propaganda nazista cercava di sfruttare continuamente le discrepanze fra Occidente e Russia Sovietica. Hitler, col suo solito intuito che gli faceva avvertire la realtà politica latente, previde la “”guerra fredda”” (1) – anche se fu proprio la sua azione ad attirare la Russia nel cuore dell’Europa, una volta distrutto con la guerra l’equilibrio delle forze. Dell’alleato russo i britannici non potevano non sospettare, perché – son parole di Göring – “”i britannici erano entrati in guerra per impedirci di andare ad oriente, ma non per consentire che l’oriente raggiungesse l’Atlantico”” (2). Hitler peraltro, anche se faceva vita sempre più ritirata e di rado compariva in pubblico, non abbandonava quel suo senso di missione, quella sua convinzione di dover compiere una “”revisione storica di misura mai vista””. La sorte doveva ancora mutare a suo vantaggio, pensava, come già era successo nel passato; la Provvidenza, che tante volte lo aveva salvato, avrebbe di nuovo mostrato la sua potenza. Hitler riponeva grandi speranze nelle nuove armi segrete – bombe volanti e razzi, che si andavano approntando”” (pag 289-290). [Note. (1) ‘Hitler Directs His War’, a cura di Gilbert, 1951, pag 117-18, Conferenza militare del 27 gennaio 1945; (2) Ibidem, cfr. un rapporto della BBC citato da Bullock, ‘Hitler’, 192, pag 664. Ne 1914 i famosi professori tedeschi Haeckel e Eucken, avevano protestato contro “”l’Inghilterra combattente al fianco di una potenza semiasiatica contro il germanesimo””. Citato in ‘War and Democracy’, di R.W. Seton-Watson e altri, 1915, p.9]. T.L. Jarman ha studiato a Oxford e a Harvard, ha insegnato in India e in varie università inglesi. Durante il nazismo ha fatto frequenti e lunghi soggiorni in Germania e nei paesi vicini, compresi Balcani e Russia. Le conseguenze politiche, economiche e sociali della crisi economica del 1929 in Germania.”,”QMIS-002-FGB” “JASNY Naum”,”Soviet Industrialization, 1928-1952.”,”Volume dedicato a ‘Vladimir Gustanovovich Groman, the planner, the fighter, the great man'”,”RUSU-214″ “JASPERS Karl”,”Origine e senso della storia.”,”JASPERS vede la grande svolta, l’ ‘asse’ della storia mondiale in quei secoli tra l’ 8OO e il 200 a.C. che segnarono il sorgere dell’ uomo così come è oggi. Sono i secoli che ebbero come protagonisti CONFUCIO, LAO-TSE, BUDDHA, ZARATHUSTRA, i profeti ebrei, OMERO, i presocratici e PLATONE. JASPERS (Oldenburg 1883-Basilea 1959) studiò dapprima diritto e medicina. Nel 1913 prese la libera docenza in psicologia e pubblicò ‘Psicopatologia generale’. Nel 1919 scrisse ‘Psicologia delle visioni del mondo’ che segnò il suo passaggio alla filosofia e costituì anche la prima espressione della corrente dello esistenzialismo tedesco. Nominato nel 1921 professore di filosofia all’Univ di Heidelberg, nel 1937 venne allontanato dai nazisti e sono nel 1945 poté riavere la sua cattedra. A partire del 1948 insegnò a Basilea. Tra le sue opere: ‘Filosofia’ (3 voll 1932), ‘Ragione ed esistenza’ (1935), ‘Filosofia dell’esistenza’ (1938), ‘La fede filosofica’ (1948). Di JASPERS le Edizioni di Comunità hanno pubblicato ‘Piccola scuol del pensiero filosofico’ e ‘La Germania tra libertà e riunificazione’.”,”STOx-005″ “JASPERS Karl”,”Max Weber. Il politico lo scienziato il filosofo.”,”JASPERS (Oldenburg 1883 – Basilea 1969). Compì i suoi studi universitari dedicandosi alla medicina, ma interessandosi nel contempo alla filosofia. Frutto della sua attività scientifica nel campo della psicologia è la Allgemeine Psychopathologie (1913; Psicopatologia generale). Nel 1921 conseguì a Heidelberg la cattedra di filosofia. Su Kierkegaard e Nietzsche approfondì il problema dell’esistenza che già gli pareva fondamentale e originario. Ma gli furono anche familiari i grandi filosofi della tradizione speculativa: Platone, Plotino, Cusano, Bruno, Spinoza, Kant, Schelling, Hegel. Nel 1932 pubblicò la sua prima opera fondamentale: Philosophie in tre volumi. Seguirono raccolte di conferenze e dei lavori su Weber, Nietzsche e Cartesio. Avverso al nazismo, durante la guerra riparò”,”WEBx-009″ “JASPERS Karl, a cura di Renato DE-ROSA”,”La mia filosofia.”,”””A contatto col Nietzsche l’ esercizio della propria educazione mentale riesce solo mediante un pensiero che tutto cerca di connettere insieme e a tutto ha qualche cosa da aggiungere di suo. Per questo è naturale che il Nietzsche sul principio raramente sia stato compreso con le sue singole pubblicazioni, ma per lo più, o non gli sia stato dato ascolto, o, come necessariamente doveva accadere, sia stato frainteso. Infatti, siccome i pensieri acquistano il loro vero significato solo quando vengono presi nel loro insieme, e non isolati gli uni dagli altri, essi potevano avere la loro vera efficacia solo dopo la pubblicazione degli scritti postumi.”” (pag 82) “”La scienza come mezzo e come fine. Dopo Bacone e Cartesio si è cercato di giustificare il concetto della scienza mediante la sua utilità. Le possibilità di servirsi del sapere per facilitare e rendere meno pesante il lavoro, per meglio soddisfare ai bisogni umani,per aumentare la buona salute, per regolare i rapporti politici e sociali, e finalmente anche per trovare e costituire la morale che occorre, tutte queste per Cartesio erano della ragioni decisive che spingevano a coltivare la scienza. Però, a considerar meglio le cose, si vede, in primo luogo, che ogni applicazione tecnica della scienza ha dei limiti (…)”” (pag 118) “”La scienza ha bisogno di guida. “”(…) La guida deve venire di dentro, dal fondo da cui vien fuori anche la scienza, da un principio originario che abbraccia ogni scienza. Questo principio è la ‘volontà incondizionata di sapere’. (…)””. (pag 120)”,”FILx-376″ “JASPERS Karl”,”Autobiografia filosofica. Vita e filosofia in una esperienza esemplare.”,”””Raggiunta la vecchiezza, il pensatore si sente meno che mai compiuto. Kant ha detto: “”Proprio quando siamo arrivati al punto di poter cominciare veramente dobbiamo ritirarci e lasciare la cosa ai principianti””. (pag 170) JASPERS Karl nato a Oldenburg in Germania nel 1883, cittadino svizzero dal 1967, è stato uno dei massimi filosofi del XX secolo. Le sue due opere maggiori sono ‘Philosophie’ (1932) e ‘Von der Wahrheit’ (1947). Ernst Mayer. “”Io per carattere ero riservato. Mi riusciva difficile avvicinare gli uomini. Fin dagli anni di scuola, nonostante parecchie relazioni, soffrivo di solitudine. Riservato fui da principio anche con Ernst Mayer, e cercai di fermarlo a ciò che si faceva nei corsi di medicina, a ciò che udivamo alle lezioni. Ma non vi riuscii. Il franco avvicinarsi di Ernst non era privo di rischi; date le convenzioni poteva prestarsi a malintesi. Al mio ingresso nel corso di anatomia egli aveva pensato: Questo è il primo tedesco che vedo! E gli parve giusto e ovvio avvicinarsi a uno studente così. Io rimasi commosso dalla sua aperta simpatia e dall’ interpretazione delle mie aspirazioni. Non mi era mai toccatoun così profondo riconoscimento della mia persona e delle mie possibilità. La mia riservatezza si dileguò, ma non ne seguì alcuna frattura, alcun eccesso di sentimentalismo. Ricambiai la simpatia con stupore e ne fui felice. Non notavo in lui alcuna traccia di adorazioen per me, anzi mi venivano critiche piuttosto aspre, per esempio, contro la mia maniera di dare allora giudizi rapidi, leggermente sprezzanti, di affermare decisamente senza motivare: “”Perche codesto disprezzo di fronte ad argomenti che per me hanno evidentemente molta importanza?”” mi obiettà quando stroncai il libro di Rickert che egli stava appunto studiando, e non tenni conto dell’ ambito nel quale il libro lo interessava. Capitava che ci eccitassimo in violente polemiche, ma, strana cosa, io non mi sentivo attaccato, bensì richiamato alla mia vera natura. Alla fine dell’ estate 1907 ci separammo. Il 14 lublio Ernst mi aveva fatto conoscere sua sorella, la mia futura consorte. Continuò gli studi in un’altra Università. Non siamo mai più vissuti in una medesima località””. (pag 74)”,”FILx-392″ “JASSIES Nico”,”Berlino brucia. Marinus van der Lubbe e l’incendio del Reichstag.”,”Nico Jassies dopo essersi dedicato al movimento squat lavora adesso (2008) come archivista all’ IISS di Amsterdam (Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam). Si è occupato per dieci anni della storia dell’incendio del Reichstag e di Van der Lubbe. ‘Il principale promotore del dogma “”Incendio del Reichstag uguale provocazione nazista”” è il giornalista e scrittore Edouard Calic, uno dei protetti del celebre professore di storia a Berna Walther Hofer, specialista del periodo 1933-1945, uomo politico, membro del parlamento svizzero e del Consiglio Europeo, noto come ‘mangiatore dei comunisti’. (pag 77) Tesi macchinazione nazista. “”In Francia lo stesso Hersch Fischler nel numero 630 della rivista ‘Historia’ (Parigi, 1999) pubblica un articolo (…) nel quale non esita a scrivere che “”Hofer e Calic avevano già provato che Van der Lubbe non avrebbe potuto incendiare da solo questo immenso palazzo con quattro miseri pezzi di diavolina di quella che si usa per le stufe a carbone. Secondo loro, è un Van der Lubbe drogato che sarebbe stato portato nel Reichstag contro la sua volontà. (…)”””” (pag 84)”,”GERN-210″ “JAUBERT Alain”,”Le commissariat aux archives. Les photos qui falsifient l’ histoire.”,”JAUBERT Alain è giornalista, scrittore e cineasta. Lenin e il telescopio. A Gorki …) chiuso nel dominio di un ex governatore di Mosca ove morirà il 21 gennaio 1924, Lenin dedica le molte ore di riposo forzato alla lettura. Qualche volta, guarda il cielo con l’ aiuto di un piccolo telescopio. Questa immagine scattata in modo insolito dalla sorella di Lenin, Maria Ulianova, ha sempre posto dei problemi ai censori. Così, nel corso degli anni, si è ridotto in diversi modi il tubo del telescopio che sembrava un cannone e pareva minacciare la tempia di Nadedja Krupskaia (1869-1939), la compagna di Lenin. Nelle versioni più recenti pubblicate dall’ Istituto per il marxismo-leninismo, si è risolto definitivamente il problema cancellando semplicemente l’ ingombrante e inquietante telescopio!”” (pag 38)”,”FOLx-019″ “JAULIN Robert, edizione a cura di Silvia BRILLI-CATTARINI e Carla PATANE'”,”La pace bianca. Introduzione all’etnocidio.”,”Robert Jaulin è nato nel 1928 e al 1953 è ricercatore per il CNRS. Ha maturato la sua esperienza di etnologo nel Ciad, dove ha soggiornato a più riprese dal 1954 al 1959 e presso i Motiloni. Nel 1968 ha partecipato attivamente al Maggio francese e ha tenuto corsi sull’etnocidio e l’etnologia neocoloniale.”,”AMLx-010-FFS” “JAURES Jean”,”Il socialismo e la Guerra.”,”[La patria e l’Internazionale. ‘Internazionale e patria sono ormai collegate: nell’Internazionale è la più alta garanzia dell’indipendenza delle nazioni, e le nazioni indipendenti sono gli organi più potenti e più nobili dell’Internazionale. Si potrebbe quasi dire: un po’ di internazionalismo allontana dalla patria, molto internazionalismo riconduce ad essa; un po’ di patriottismo allontana dall’Internazionale, molto patriottismo riconduce a lei. Nessuna contraddizione, dunque, per i proletari socialisti ed internazionalisti, nel partecipare attivamente all’organizzazione popolare di difesa nazionale. (…) La loro partecipazione attiva all’azione dell’esercito rinnovato è dunque una legge della moltiplicazione del proletariato e dell’azione socialista. Nè è impossibile che i proletari non riconoscano questa legge’ (da ‘L’Armée Nouvelle’, p. 463-464) (pag 22-23)] 1. “”Il proletariato non è al di fuori della patria. La frase famosa così ripetuta e sfruttata i n tutti i sensi che pronunciava, nel 1847, il Manifesto comunista di Marx e di Engels: «Gli operai non hanno patria», non era che un motto dettato dalla passione, una replica paradossale, e del resto poco felice, alla polemica dei patrioti borghesi, che accusavano il comunismo come distruttore della patria. E infatti, lo stesso Marx si affrettava a correggere ed a restringere il senso della sua formula, aggiungendo: «Certamente il proletariato deve prima conquistare il potere politico, deve erigersi a classe nazionale sovrana e costituirsi in nazione; e in questo senso egli appartiene ancora ad una nazionalità, ma non più come l’intende la borghesia». Sottigliezze assai oscure e vane assai. Come potrebbe il proletariato costituirsi in nazione, se la nazione non fosse già, se il proletariato non avesse con questa vivi rapporti? E se il ”Manifesto’ vuol dire semplicemente che una classe non ha patria finché della patria non è interamente padrona, che non avrà patria fino a che non abbia conseguito tutto il potere politico, esso deve allora proclamare per tutto il periodo dell’antica monarchia, dal timido sorgere dei Comuni fino alla Rivoluzione francese: «I borghesi non hanno patria». È la sostituzione di una serie di rivoluzioni astratte e artificiali alla profonda evoluzione rivoluzionaria, così spesso definita da Marx stesso con tanta forza. È la negazione sarcastica della storia medesima, di, ciò che la dialettica marxista ha di originale e di forte. È l’idea sacrificata all’espressione. (…)”” (L’Armée Nouvelle, p. 436-438)]. LEGGERE IN: Jean Jaures, Il socialismo e la Guerra, L’Emancipatrice, Paris, 1918 [Versione digitale su richiesta] [ISC Newsletter N° 73] ISCNS73DIGIT (JAUx-010)”,”JAUx-010″ “JAURES Jean”,”Histoire socialiste de la Revolution francaise. 1.1 e 1.2. La Constituante 2. La Legislative 3. La Republique 4. La Revolution et l’Europe 5. La Mort du Roi et la chute de la Gironde 6. Le Gouvernement revolutionnaire”,”1.1 e 1.2. La Constituante 2. La Legislative 3. La Republique 4. La Revolution et l’Europe 5. La Mort du Roi et la chute de la Gironde 6. Le Gouvernement revolutionnaire La ‘Storia socialista della rivoluzione francese’ di JAURES è stata pubblicata dal 1901 al 1904. Albert MATHIEZ ne ha curato una nuova edizione dal 1922 al 1924 ripartendo l’opera in 8 volumi in luogo dei quattro primitivi. Questa edizione è stata ristampata senza modificazioni nel 1939, ristampa oggi esaurita.”,”FRAR-149″ “JAURES Jean”,”Pages choisies. Philosophie, art et socialisme l’ education du peupe l’avenir de l’humanité etudes et portraits historiques, le socialisme, l’internationale, la guerre et la paix.”,”contiene dedica”,”JAUx-015″ “JAURES Jean”,”L’ Organisation Socialiste de la France. L’ Armée nouvelle.”,”Libro dedicato al Capitano GERARD dal quale JAURES ha tratto le idee essenziali del libro.”,”JAUx-019″ “JAURES Jean a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. X. Il Governo rivoluzionario.”,”””L’ hebertismo era militarista per la sua propensione per la guerra illimitata”” (…)”,”FRAR-374″ “JAURES Jean a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. IV. La caduta della Monarchia.”,”Il giornale di Prudhomme citava questo apologo del saggio persiano Saadi: “”In quel tempo Arimane, il genio del male, accorgendosi che gli uomini illuminati disertavano i suoi altari, andò a trovare Oromase, il genio del bene, e gli disse: “”Fratello, da troppo tempo siamo discordi, riconciliamoci e teniamo un solo tempio per tutti e due””. – “”Mai!, gli rispose l’ accorto Oromase. Che ne sarà degli uomini, se non potranno più distinguere il bene dal male?””… (pag 261)”,”FRAR-375″ “JAURES Jean a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia Socialista della Rivoluzione Francese. X. Il Governo rivoluzionario.”,”””Non sai dunque, Danton, che basta esser patrioti per esser calunniati? Non sai di che cosa ti si accusa? Voglio dirtelo. Tu hai lasciato Parigi per emigrare, per offrire i tuoi servigi alla controrivoluzione. Non lo sapevi? Apprendilo dunque! Uomini nuovi venuti nella Rivoluzione, ma, a quanto sembra, più capaci di te e di me di servirla, hanno raccontato queste cose””. Anche questa volta Hebert; sotto quell’ aspra ironia, mantenne il silenzio, mentre Robespierre si impegnò allora per Danton a fondo, senza precauzioni tortuose, col desiderio evidente e vivo di salvare la grande forza rivoluzionaria. Ed anche su questo punto egli riuscì coraggiosamente a far retrocedere l’ hebertismo””. (pag 176) “”L’ hebertismo non ha una dottrina sociale”” (pag 155) “”L’ imperialismo hebertista. L’ hebertismo infine era militarista per la sua propensione per la guerra illimitata, divenuta per lui quasi una carriera, (…)”” (pag 169) “”E’ sempre permesso allo storico opporre ipotesi al destino. Gli è permesso di dire: questi sono gli errori degli uomini, questi gli errori dei partiti; e di immaginare che, senza quegli errori, gli avvenimenti avrebbero preso un’ altra piega.”” (pag 283)”,”SOCx-108″ “JAURES Jean”,”Les origines du socialisme allemand. These latine de Jean Jaures traduite par Adrien Veber.”,”””Marx aussi declare que dans l’ histoire il n’y a pas place pour la colere. ‘Certes je n’ai pas toujours depeint les hommes d’ argent et les bourgeois sous des couleurs de rose et de miel; mais je n’ attaque pas leurs personnes, car dans le milieu economique actuel ils ne peuvent agir autrement qu’ils n’agissent; ce ne sont pas des personnes mais de personnifications; des categories economiques’.”” (pag 88)”,”JAUx-031″ “JAURES Jean”,”Le manifeste communiste de Marx et Engels. Comment se réalisera le socialisme?”,”””Marx e Blanqui credevano entrambi ad una presa di possesso rivoluzionario del potere da parte del proletariato. Ma il pensiero di Marx era molto più complesso. Il suo metodo di Rivoluzione aveva degli aspetti multipli. E’ dunque in Marx soprattutto che voglio discuterlo. Ora, o preso interamente o preso da qualche punto di vista, è superato. Esso procede o con ipotesi storiche esaurite, o con ipotesi economiche inesatte””. (pag 3)”,”JAUx-034″ “JAURES Jean, a cura di Gilles CANDAR”,”””L’ intolérable”” (1859-1914).”,”JAURES (1859-1914) si è battuto per la difesa e i problemi della vita quotidiana dei lavoratori francesi ma si è anche battuto per la difesa dell’ identità culturale dei popoli d’ Asia ed Africa. Pace, lotta al colonialismo, difesa dei diritti dell’ uomo, socialismo, lotte sociali sono i temi toccati dagli scritti e discorsi di JAURES riportati nel libro. I testi di JAURES sono stati scelti e presentati da Gilles CANDAR: nato nel 1954, agregé d’ Histoire (1976) e segretario generale della Societé d’ Etudes Jaurésiennes dal gennaio 1982, ruolo in cui è stato preceduto da Jean-Pierre ROUX, Jean RABAUT, e Madame REGNIER-JAURES. Questa associazione è stata fondata nel 1959 dal professor LABROUSSE e oggi è presieduta da Madeleine REBERIOUX. Gilles CANDAR prepara attualmente una tesi sul terzo ciclo su Jean LONGUET (1876-1938), discepolo e continuatore di JAURES. E’ stato incaricato del tomo intitolato ‘Vers l’ unité socialiste 1904-1905′ dell’ edizione delle opere di JAURES in venti volumi dirette dalla REBERIOUX. Germania e Alsazia-Lorena. “”(…) Siamo, signori, nella necessità dolorosa di dire: la nazione francese è mutilata (…). Noi non dimentichiamo la ferita profonda ricevuta dalla patria, perché essa è allo stesso tempo una ferita profonda ricevuta dal diritto universale dei popoli (…). Ma se non riconosciamo il diritto di dimenticare, non riconosciamo e non riconosciamo a nessuno il diritto di odiare, perché il nostro stesso paese, per quanto nobile e buono sia, ha avuto pure lui, in passato, ed è nostro onore poterlo dire, nei riguardi dello stesso popolo che voi conoscete, lunghe ore di brutalità e di dominio arbitrario. E nelle colpe degli altri popoli riconosciamo troppo le colpe del nostro perché il nostro stesso patriottismo ci permetta di nutrire delle inimicizie mortali. Né odio, né rinunce! Ecco la nostra condotta.”” (pag 105, discorso del 7 marzo 1895 alla Camera dei Deputati)”,”JAUx-035″ “JAURES Jean, testi riuniti e presentati da Eric CAHM, collaborazione di Madeleine REBERIOUX”,”Oeuvres de Jean Jaurès. Tome 6. Les temps de l’ affaire Dreyfus (1897-1899). I. novembre 1897 – septembre 1898.”,”L’ edizione delle Oeuvres di Jean Jaures è preparata sotto la responsabilità della Societé d’ études jaurésiennes. M. REBERIOUX (presidente della Societé) e Gilles CANDAR sono i coordinatori editoriali. “”E’ Jean Grave a ripudiare le eccentricità individualiste, i paradossi d’ egosimo che sotto il pretesto dell’ autonomia assoluta rompono ogni solidarietà sociale. E’ Bancel che preconizza il movimento cooperativo. Entrano nei sindacati, nelle Borse del lavoro, che non accettano però, in alcun modo, la negazione dell’ azione politica. E in verità, è solo per uno scrupolo d’ amor proprio ove entra, sembra, qualche incoerenza, che i teorici anarchici non accettano l’ azione elettorale e parlamentare allo stesso titolo dell’ azione sindacale o corporativa. E’ dunque senza contraddizione e senza mancanza alcuna che la classe operaia costituita in partito politico accetta o ricerca la lotta per il suffragio universale, allo stesso tempo che si organizza in federazione economica.”” (pag 329)”,”JAUx-037″ “JAURES Jean LUXEMBURG Rosa”,”Eglises et socialisme.”,”‘Chiesa e socialismo’ (Kosciol a socializm) della Luxemburg è apparso per la prima volta in una rivista nel 1935 e poi nel 1937 sotto forma di opuscolo peR per edizioni del partito socialista SFIO (Librairie populaire du parti socialiste). L’ Eglise et la Laicité di Jean Jaures è apparso per la prima volta nei Cahiers Spartacus nel febbraio 1946. In quarta di copertina sono riportate citazioni di Sylvain Maréchal (da Epire aux ministres de tous les cultes, in Pour et contre la bible, 1801). “”La Chiesa cattolica d’ Austria possedeva, secondo le proprie statistiche, un capitale di oltre 813 milioni di corone, di cui circa 300 milioni in terre arabili e immobili, 387 milioni in obbligazioni con rendita; inoltre, essa prestava ad usura la somma di 70 milioni agli industriali, uomini d’ affari, ecc.. Ed ecco come la Chiesa, adattandosi ai tempi moderni, da signore feudale si trasforma in capitalista industriale e finanziario. Come altrevolte, essa continua a collaborare con la classe che si arricchisce a spese del proletariato industriale e rurale””. (pag 19, R. Luxemburg, Chiesa e socialismo)”,”JAUx-039″ “JAURES Jean”,”L’Église et la laïcité. Ou l’Eternité et les Circonstances.”,”Discorso di JAURES alla Camera dei deputati di giovedi 3 marzo 1904″,”JAUx-042″ “JAURES Jean, a cura di Madeleine REBERIOUX e Gilles CANDAR”,”Oeuvres. Les années de jeunesse (1859-1889). Tome I.”,”Madeleine REBERIOUX Presidente della Societé d’Etudes Jauressiennes Non compaiono i nomi di Marx ed Engels nell’indice se non nella nota di pag 415 dove si parla di Jules JOFFRIN (possibilista, antiboulangista) e di Edouard VAILLANT legato a Marx e a Blanqui e animatore del Comitato rivoluzionario centrale, antiboulangista ma ostile ai repubblicani moderati.”,”JAUx-044″ “JAURES Jean, a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. IV. La caduta della Monarchia. V. La Repubblica. VI. La Rivoluzione in Europa.”,”1. La Costituente 2. L’opera della Costituente 3. La legislativa 4. La caduta della monarchia 5. La repubblica 6. La rivoluzione in Europa 7. La Gironda 8. La Montagna 9. La fine della Gironda 10. Il Governo rivoluzionario Pag 11 3° volume: opinione di Marx Pag 219 Un comunista tedesco sconosciuto nel 1792: un libro comunista a Berlino nel 1792″,”FRAR-363″ “JAURES Jean, a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. VII. La Gironda. VIII. La Montagna.”,”1. La Costituente 2. L’opera della Costituente 3. La legislativa 4. La caduta della monarchia 5. La repubblica 6. La rivoluzione in Europa 7. La Gironda 8. La Montagna 9. La fine della Gironda 10. Il Governo rivoluzionario Differenza tra Jacques ROUX e BABEUF (pag 48) Articolo Hebert (pag 54) Appello Hebert a proletari pag 251″,”FRAR-364″ “JAURES Jean”,”Textes choisis. Tome premier. Contre la guerre et la politique coloniale.”,”JAURES Jean”,”JAUx-045″ “JAURÈS Jean”,”Louis XVI. Le procès de la royauté.”,”JAURÈS Jean “”Selon lui (Kant, ndr), les institutions traditionnelles, si brutale qu’elles soient, n’auraient pu se fonder et durer sans un certain consentement des opprimés (…). En second liue, la nécessité où est une révolution de recourir à la violence est un signe pour Kant que la préparation intérieure et profonde des esprits est insuffisante. Or, c’est cette préparation des esprits qui est pour Kant l’essentiel des révolutions; et, si elles sont superficielles, elles ne valent pas le sang qu’elles versent et les ruines qu’elles font. Voilà les points de vue de Kant sur la Révolution française et ils sont à l’avance marqués dans son oeuvre””. (pag 244)”,”FRAR-236″ “JAURES Jean KAUTSKY Karl, a cura di Jean-Numa DUCANGE”,”Le socialisme et la révolution française.”,”””Marx, en une page admirable, a déclaré que jusqu’ici les sociétés humaines n’avaient été gouvernées que par la fatalité, par l’aveugle mouvement des formes économiques; les institutions, les idées n’ont pas été l’oeuvre consciente de l’homme libre, mais le reflet de l’inconsciente vie sociale dans le cerveau humain. Nous ne sommes encore, selon Marx, que dans la préhistoire. L’histoire humaine ne commencera véritablement que lorsque l’homme, échappant enfin à la tyrannie des forces inconscientes, gouvernera par sa raison et sa volonté la production elle-même. Alors, son esprit ne subira plus le dispotisme des formes économiques créées et dirigées par lui, et c’est d’un regard libre et immédiat qu’il contemplera l’univers. Marx entrevoit donc une période de pleine liberté intellectuelle où la pensée humaine, n’étant plus déformée par les servitudes économiques, ne déformera pas le monde. Mais, à coup sûr, Marx ne conteste pas que déjà, dans les ténèbres de la période inconsciente, de hauts esprits se soient élevés à la liberté; par eux l’humanité se prépare et s’annonce. C’est à nous de recueillir ces premières manifestations de la vie de l’esprit: elles nous permettent de pressentir la grande vie ardente et libre de l’humanité communiste qui, affranchie de tout servage, s’appropriera l’univers par la science, l’action et le rêve. C’est comme le premier frisson qui dans la forêt humaine n’émeut encore que quelques feuilles, mais qui annonce les grands souffles prochains et les vastes ébranlements. Aussi notre interprétation de l’histoire sera-t-elle à la fois matérialiste avec Marx et mystique avec Michelet. C’est bien la vie économique qui a été le fond et le ressort de l’histoire humaine, mais, à travers la succession des formes sociales, l’homme, force pensante, aspire à la pleine vie de la pensée, à la communion ardente de l’esprit inquiet, avide d’unité, et du mystérieux univers. Le grand mystique d’Alexandrie disait: “”Les hautes vagues de la mer ont soulevé ma barque et j’ai pu voir le soleil à l’instant même où il sortait des flots””. De même, les vastes flots montants de la révolution économique soulèveront la barque humaine pour que l’homme, pauvre pêcheur lassé d’un long travail nocturne, salue de plus haut la première lueur de l’esprit grandissant qui va se lever sur nous”” (pag 153-154) [Jean Jaurés, Introduction, Histoire socialiste de la Révolution française, tome I][(in) Jean Jaurés Karl Kautsky, a cura di Jean-Numa Ducange, Le socialisme et la révolution française, 2010]”,”JAUx-048″ “JAURES Jean, édition revue par A. MATHIEZ”,”Histoire socialiste de la Revolution francaise. Tome III. La legislative.”,” Marx e Lassalle (pag 394) La posizione sociale di Robespierre (pag 397) L’opera sociale della rivoluzione (pag 405) “”Marx et Lassalle ont exprimé souvent cette pensée admirable que la révolution prolétarienne serait la vrai révolution humaine parce que les prolétaires ne pourraient invoquer aucun privilège, mais seulement leur titre d’homme. Ce n’est pas une forme de proprieté qu’ils feraient prévaloir, mais l’humanité toute pure, l’humanité toute nue, et la propriété nouvelle serait seulement le vêtement de l’humanité. Quand Dolivier, parlant au nom des paysans et ouvriers de l’Ile-de-France, démontre que les plus pauvres sont les vrais interprètes, les vrais gardiens des Droits de l’Homme, parce qu’ils ne sont en effet que des hommes, et qu’en eux aucun privilège d’aucune sorte ne fait obstacle à l’humanité, il oriente la Déclaration des Droits de l’Homme vers la grande lumière socialiste qui n’a pas encore percé, qui se lèvera avec le babouvisme, mais qui semble déjà s’annoncer au lointain des plaines et, d’un reflet à peine visible, peut-être illusoire, blanchir le bas de l’horizon”” [Jean Jaurès, ‘Histoire socialiste de la Revolution francaise. Tome III. La legislative’, Paris, 1938] (pag 394) “”Marx e Lassalle spesso espressero questo pensiero ammirevole che la rivoluzione proletaria sarebbe stata la vera rivoluzione umana perché il proletariato non poteva invocare alcun privilegio, ma solo il loro titolo di uomo. Non è una forma di proprietà che faranno prevalere, ma tutta l’umanità pura, la nuda umanità, e la nuova proprietà sarà solo la veste dell’umanità. Quando Dolivier, parlando a nome dei contadini e dei lavoratori della regione Ile-de-France, dimostra che i più poveri sono i veri interpreti, i veri custodi dei Diritti dell’Uomo, perché essi sono in effetti degli uomini, e che in essi nessun privilegio di sorta pregiudica l’umanità, dirige la Dichiarazione dei diritti dell’uomo verso la grande luce socialista che non si è ancora alzata, che sorgerà con Babuvismo ma già sembra annunciarsi dalle pianure lontane, e un riflesso a malapena visibile, può essere illusorio, rende chiaro il margine dell’orizzonte “””,”JAUx-051″ “JAURÈS Jean a cura, scritti di GUESDE Jules DÉVILLE Gabriel BROUSSE TUROT Henri VIVIANI FOURNIÈRE ROUANET MILLERAND ANDLER HERR DUBREUILH LABUSQUIÈRE John RICHARD Gérault”,”Storia Socialista, 1789-1900.”,”Contiene il saggio di Dubreuilh: ‘La Comune’. Jaures in conclusione: ‘Il bilancio sociale del secolo XIX’ Note a matita manoscritte a margine all’interno del volume”,”SOCx-008-FL” “JAURÈS Jean”,”Le socialisme et la vie. Idéalisme et matérialisme.”,”””De même, le socialisme transforme profondément l’idée de patrie et l’idée de famille. Ni la famille, ni la patrie ne sont es soi des organismes supérieurs et sacrés. L’une et l’autre doivent des comptes et des garanties à l’individu humain. Le socialisme n’applique pas à la famille la vaine et déclamatoire critique du romanticisme bourgeois”” (pag 76)”,”JAUx-052″ “JAURES Jean”,”Questions de méthode. (1901)”,”Questions de méthode Droits de l’Homme et Démocratie ePub- Mobi Jean Jaurès 978-2-36946-025-1 2019 histoire_de_la_révolution_de_1848_T2.pn Essai Philosophie On ne présente plus guère l’oeuvre politique et militante de Jean Jaurès. Mais, concernant son oeuvre intellectuelle, force est de constater que sa profusion la rend complexe à connaître dans son ensemble. Et pourtant, quelques grands textes de l’ancien député du Tarn contiennent à eux seuls l’essentiel de sa pensée. Questions de méthode est au rang de ces textes qui en une demi-centaine de pages exposent les conclusions de toute une oeuvre. Questions de méthode pose les principes du combat jauressien pour l’instauration d’une République socialiste. Pour cela, Jaurès y convoque ses grands ainés. Il y ferraille avec les présocialistes, les républicains du premier XIXe siècle et bien sûr avec les révolutionnaires de 1789. Il entend s’avouer leur héritier. Pour son grand projet socialiste, Jaurès démontre qu’il est indispensable d’interroger la pertinence de ce qu’ils nous ont laissé. Car nombre de leurs espérances n’ont pas encore trouvé à se réaliser. Le Socialisme, lui, s’y emploiera. Si deux méthodes s’affrontent dans le corps de son argumentaire, c’est évidemment que toutes ces affirmations viennent à l’encontre de l’héritage marxiste. Car pour Jaurès, le diagnostic est posé. Il est tranchant et sans appel. Marx et Engels, et par ricochet ceux s’en réclamant, ont tort pour tout ce qui touche à la question de l’héritage révolutionnaire. Si l’avenir du Socialisme est une question de méthode pour lui, c’est parce qu’il faut refuser Marx sur cette question. Questions de méthode, c’est un peu l’anti Manifeste du Parti communiste. C’est un texte de combat et un appel. Par et pour lui, Jaurès vise un Socialisme soucieux de démocratie. Il pense que le progrès social peut passer par la Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen. Avec ce texte, Jean Jaurès fonde la Social-démocratie. Il pense par avance le Socialisme des siècles d’après. Question de méthode frappe l’âme. C’est un texte exceptionnel de modernité et de prévenance.”,”JAUx-001-FGB” “JAURÈS Jean”,”L’esprit du socialisme. Six etudes et discours.”,”rileggere e inserire in sito M. “”Marx et Blanqui croyaient tous deux à une prise de possession révolutionnaire du pouvoir par le prolétariat. Mais la pensée de Marx était beaucoup plus complexe. Sa méthode de Révolution avait des aspect multiples. C’est donc chez Marx surtout que je veux la discuter. Or, tout entière et en quelque sens qu’on la prenne, elle est surannée. Elle procède ou d’hypothèses historiques épuisées, ou d’hypothèses économiques inexactes. D’abord, les souvenirs de la Révolution française et des révolutions successives qui en furent, en France et en Europe, le prolongement, dominaient l’esprit de Marx. Le trait commun de tous les mouvements révolutionnaires, de 1789 à 1796, de 1830 à 1848, c’est qu’ils furent des mouvements révolutionnaires bourgeois auxquels la classe ouvrière se mêla pour les dépasser. Dans cette longue période, la classe ouvrière n’était pas assez forte pour tenter une révolution à son profit; elle n’était pas assez forte non plus pour prendre peu à peu, et selon la légalité nouvelle, la direction de la révolution. Mais elle pouvait faire et elle faisait deux chses. D’abord, elle se mêlait à tous les mouvements révolutionnaires bourgeois pour y exercer et y accroître sa force; elle profitait des périls que courait l’ordre nouveau menacé par toutes les forces de contre-révolution pour devenir une puissance nécessaire. Et en second lieu, l’ambition s’étaient éveillées au coeur des prolétaires, qunad les diverse fractiosn révolutionnaires de la bourgeoisie s’étaient discréditées per leurs luttes réciproques, la classe ouvriére tentait, par une sorte de coup de surprise, de s’emparer de la Révolution et de la faire sienne.C’est ainsi que sous la Révolution française ne 1793, le prolétariat parisien pesa, par la Commune, sur la Convention et exerça une sorte de dictature. C’est ainsi qu’un peu plus tard Babeuf et ses amis tentaient de saisir, par un coup de main et au profit de la classe ouvrière, le pouvoir révolutionnaire. Ainsi encore après 1830, le prolétariat français, après avoir joué dans la Révolution de Juillet le grand rôle noté par Armad Carrel essaya d’entraîner la bourgeoisie victorieuse, et bientôt de la dépasser. C’est ce rithme de révolution qui s’impose d’abord à la pensée de Marx. Certes en novembre 1847, au moment où avec Engels il écrit le ‘Manifeste communiste’, il sait bien que le proétairat a grandi: c’est le prolétariat qu’il considère comme la vraie force révolutionnaire; et c’et contre la bourgeoisie que se fera la Révolution”” (pag 31-32) “”Marx e Blanqui credevano entrambi in una presa rivoluzionaria del potere da parte del proletariato. Ma il pensiero di Marx era molto più complesso. Il suo metodo della Rivoluzione aveva molteplici aspetti. È quindi soprattutto di Marx che voglio discuterne. Tuttavia, nella sua interezza e in qualunque senso la si prenda, è superata: nasce o da ipotesi storiche esaurite, o da ipotesi economiche imprecise. In primo luogo, i ricordi della Rivoluzione francese e delle rivoluzioni successive ne furono, in Francia e in Europa, l’estensione lo spirito di Marx. Il tratto comune di tutti i movimenti rivoluzionari, dal 1789 al 1796, dal 1830 al 1848, è che furono movimenti rivoluzionari borghesi ai quali, per superarli, si mescolò la classe operaia non era abbastanza forte per tentare una rivoluzione a proprio vantaggio; né era abbastanza forte per assumere poco a poco, e secondo le notizie legali, la direzione della rivoluzione. Ma poteva fare e ha fatto due cose. In primo luogo, si è unito a tutti i movimenti rivoluzionari borghesi per esercitare e aumentare la propria forza; ha approfittato dei pericoli del nuovo ordine, minacciato da tutte le forze della controrivoluzione, per diventare una potenza necessaria. E in secondo luogo, l’ambizione si era risvegliata nell’animo dei proletari, quando le varie frazioni rivoluzionarie della borghesia si erano screditate attraverso le loro lotte reciproche, la classe operaia aveva tentato, con una specie di attacco di sorpresa, di impadronirsi della Rivoluzione e di farlo proprio. È così che, sotto la Rivoluzione francese del 1793, il proletariato parigino pesava, attraverso la Comune, sulla Convenzione ed esercitava una sorta di dittatura. È così che, poco dopo, Babeuf e i suoi amici tentarono di impadronirsi, con un colpo di mano e a beneficio della classe operaia, del potere rivoluzionario. Così, ancora una volta dopo il 1830, il proletariato francese, dopo aver svolto il grande ruolo notato da Armad Carrel nella Rivoluzione di luglio, tentò di guidare la borghesia vittoriosa e presto di superarla. È questo ritmo della rivoluzione che per primo si impone al pensiero di Marx. Certamente nel novembre 1847, nel momento in cui con Engels scriveva il “”Manifesto comunista””, sapeva bene che il proletariato era cresciuto: era il proletariato che egli considerava la vera forza rivoluzionaria; ed è contro la borghesia che avverrà la Rivoluzione”””,”JAUx-001-FMB” “JAURÈS Jean, a cura di Madeleine REBÉRIOUX”,”La classe ouvrière.”,”Filosofo, storico, deputato, Jaurès è stato pure un leader operaio e un capo del movimento degli scioperi.”,”JAUx-002-FMB” “JAURÈS Jean, a cura di Gastone MANACORDA”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. Vol 1-10. 1. La Costituente; 2. L’opera della Costituente; 3. La legislativa; 4. La caduta della monarchia; 5. La repubblica; 6. La rivoluzione in Europa; 7. La Gironda; 8. La Montagna; 9. La fine della Gironda; 10. Il Governo rivoluzionario.”,”Storia socialista della Rivoluzione francese. Vol 1-10. 1. La Costituente; 2. L’opera della Costituente; 3. La legislativa; 4. La caduta della monarchia; 5. La repubblica; 6. La rivoluzione in Europa; 7. La Gironda; 8. La Montagna; 9. La fine della Gironda; 10. Il Governo rivoluzionario. Dal primo volume. “”Se però ci sforzassimo a ridurre ad ogni costo in un coerente sistema le pagine che Jaurès scrive in apologia del materialismo storico quando polemizza con Bernstein, e le riserve che invece avanza altrove, mostreremmo di credere che non sia nostro dovere, in quanto storici del suo pensiero, di segnalare anche le contraddizioni esplicite ed implicite che esso contiene e mancheremmo di rispetto al vero. Vero è, invece, che anche nella concreta risoluzione di problemi storici, le perplessità di Jaurès sul metodo marxista ricompaiono, e che il suo dissenso si manifesta non solo nei confronti degli epigoni degeneri, ma anche dello stesso Marx e in particolare di quella che è forse la sua più acuta opera di interpretazione storica, ‘Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’, proprio quell’opera – vedi caso – alla quale si richiamava Engels nella lettera a Bloch per dimostrare come fossero lontani dal maestro quei pretesi marxisti che riducevano il materialismo storico a determinismo economico! A qual proposito Jaurès credeva di dover rifiutare il modello storiografico del ’18 brumaio’? Giova richiamare brevemente la questione, anche perché si trattava di uno dei problemi centrali della storia della Rivoluzione. Si trattava, cioè, di definire il contenuto sociale della politica girondina e del conflitto fra la Gironda e la Montagna. Jaurès ha descritto con grande efficacia l’involuzione reazionaria dei girondini; ha mostrato come essi siano passati gradatamente dal blocco rivoluzionario al blocco controrivoluzionario, come intorno a loro si siano raccolte le forze dei «proprietari», dei borghesi spaventati dalla minaccia alla proprietà che viene dal movimento popolare guidato dal Comune di Parigi; ha descritto come, a conclusione della loro involuzione, i girondini si siano trovati alla fine a combattere su un fronte comune con i realisti; ma quando si appresta a formulare un giudizio di carattere generale circa la Gironda e le cause della caduta, egli arretra di fronte alle conclusioni che pure sembrano discendere direttamente dal suo stesso racconto, e dalla documentazione che ha illustrato. Rifiuta l’opinione di uno storico moderato come il Sybel, secondo il quale i girondini si erano ridotti ad essere partito esclusivo della borghesia, e seguendo piuttosto la traccia dell’Aulard, conduce il confronto tra montagnardi e girondini sul terreno dell’ideologia, ove non rintraccia differenze sostanziali: ne conclude che l’involuzione reazionaria e la conseguente caduta della Gironda furono determinate solo dal gretto spirito di partito e di fazione che animava i suoi membri. Due pagine dopo rileva tuttavia come questo rinchiudersi della Gironda in se stessa avesse avuto origine dall’irrompere sulla scena di quelle «forze nuove delle quali Parigi era il centro»; ma la resistenza dei girondini a queste forze sarebbe stata dettata dall’egoismo del potere, dall’ambizione, dall’orgoglio, cioè dalle più comuni passioni umane, non da antagonismi sociali. Ciò vuol dire, per Jaurès, che la lotta di classe non è ‘all’origine’ della lotta politica tra montagnardi e girondini, ma tuttavia egli non nega che ‘in un secondo tempo’ il conflitto politico abbia assunto anche il contenuto di un conflitto di classe: «Naturalmente, e attraverso la critica che essa applicava alle forze nuove della democrazia, la Gironda si costituì delle tesi politiche politiche e sociali. Ma queste tesi non erano il ‘fondamento originale’ della politica girondina. Erano il pretesto, trovato dopo (‘après coup’), di un’opposizione denigratrice, orgogliosa ed aspra. Senza dubbio, il sordo conflitto sociale non tardò a mescolarsi alla politica dei partiti. Ma ‘a questa data esso non ne costituisce il fondo»”” (pag XL-XLII) [Gastone Manacorda, introduzione all’opera di Jean Jaurès, ‘Storia socialista della Rivoluzione francese’, Cooperativa del libro popolare, MIlano, 1953] Seconda parte del brano: F. Engels: la coscienza di classe non deve di necessità essere chiara in chi conduce l’azione politica. E a volte sono gli storici che smarriscono il vero senso delle lotte politiche. “”È vero, sì, che i girondini retrocessero fino a diventare una specie di «borghesia fogliantina», ma, dopo aver citato i giudizi, nettamente favorevoli alla interpretazione classista, del Levasseur e del Baudot, Jaurès conclude che questa innegabile involuzione reazionaria era frutto del loro gretto spirito di parte, e non di coscienza di classe, che «se i girondini vollero fermare la Rivoluzione sulla borghesia, ciò avvenne soprattutto perché essi pretesero fermarla sulla Gironda». Conflitto di partito, dunque, sul quale si innesta il conflitto di classe; origine ideale, passionale e non economica. Si noti che Jaurès fa questione soprattutto di prima e di poi, cioè della possibilità di stabilire, o no, un rapporto di causa diretta fra lotta di classe e lotta politica, ed anche fra coscienza di classe e spirito di partito: posta la questione in questi termini, egli per poter affermare che i Girondini sono il partito dell’alta borghesia, sembra chiedere la testimonianza del legame diretto fra gruppo economico e partito politico, o della consapevolezza da parte dei politici di essere rappresentanti di ben definiti interessi di classe. Ma il marxismo ha sempre ammesso che questo legame può ben esistere senza che nei contemporanei se ne abbia piena consapevolezza: il riflesso degli interessi di classe sulle ideologie politiche assume di volta in volta aspetti diversi, la coscienza di classe ora è patente e dichiarata, ora più o meno occulta. Certo, Jaurès non ritrovava nei girondini quella coscienza borghese tutta spiegata che aveva incontrato nei costituenti e in particolare nelle pagine di Barnave da lui così acutamente messe in luce, nel primo volume dell’opera, e questo gli pareva motivo sufficiente per porre in dubbio una definizione classista del partito girondino, laddove avrebbe dovuto soltanto escludere, se mai, che i girondini avessero avuto chiara coscienza di rappresentare gli interessi esclusivamente borghesi. Opporre al marxismo una tesi del genere, in realtà non aveva senso: Marx ed Engels non avevano mai stabilito un rapporto di causa ed effetto fra interessi di classe e azione politica (26), né mai avevano sostenuto che la coscienza di classe debba di necessità essere chiara in chi conduce l’azione politica. Lo storico ha una quantità di dati e di esiti a sua disposizione che gli consentono di giudicare da un punto di vista superiore a quello degli attori dei fatti e quindi di attribuire alle loro azioni anche significati dei quali essi non ebbero coscienza, o non la ebbero pienamente. Ma non di rado – aveva già osservato Engels – avviene tuttavia il contrario e sono gli storici che smarriscono il vero senso delle lotte politiche invece di illuminare ciò che nella coscienza dei protagonisti della storia è oscuro (27)”” [(pag XLII-XLIII) [Gastone Manacorda, introduzione all’opera di Jean Jaurès, ‘Storia socialista della Rivoluzione francese’, Cooperativa del libro popolare, MIlano, 1953] [(26) Engels a Konrad Schmidt, in op. cit., p. 83: «quel che manca a tutti questi signori è la dialettica. Essi vedono sempre solamente qui la causa, là l’effetto. Non arrivano a vedere che questa è una vuota astrazione…»; (27) «La lotta della classe oppressa contro la classe dominante diventa necessariamente una lotta politica, che si dirige in primo luogo contro il dominio politico della classe dominante. La coscienza del legame tra questa lotta politica e la sua base economica si attutisce e può anche sparire del tutto. Anche quando ciò non avviene per coloro che vi partecipano, avviene quasi sempre per gli storici. Tra le antiche fonti relative alle lotte interne della Repubblica romana, solo Appiano ci dice chiaramente e apertamente di che si trattava in fin dei conti: cioè della proprietà fondiaria», Engels ‘Ludovico Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia tedesca’. Trad. it. P. Togliatti, Roma, Ed. Rinascita, 1950, p. 65]”,”JAUx-004-FGB” “JAVARY Cyrille J.D., WANG Alain”,”La Chine nouvelle. “”Être riche est glorieux””.”,”JAVARY Cyrille J.D. formatore in impresa e consulente in cultura è traduttore di Yi Jing (Classico dei cambiamenti), il testo base del mondo cinese. E’ anche l’A di una quindicina di libri sulla Cina antica e contemporanea. Alain WANG sinologo e formatore, dirige un cabinet de conseil per le imprese europee desiderose di impiantarsi in Cina. Interviene all’ Ecole centrale de Paris, all’ ESC di Rouen e all’ Audiencia di Nantes. “”Les pressions des Etats-Unis sur les alliés asiatiques (Japon, Corée du Sud), conjuguées avec l’ embargo européen sur les ventes d’armes en vigueur depuis la répression de Tien’anmen, ont amené le gouvernement chinois à developper ses propres systèmes de défence et d’armement et à faire de la Russie son fournisseur principal d’équipements. Les avions de combat et les navires chinois sont de plus en plus modernes. Un réseau de 70 satellites dans l’ espace observe la Terre à des fins civiles et militaires. La Chine disposera en 2010 de plus de 2000 missiles balistiques.”” (pag 41) “”I principali obiettivi della modernizzazione del settore della difesa sono stati recentemente confermati dal governo: riconversione del 10% degli effettivi, rivalorizzazione dei salari e delle condizioni di vita dei militari, acquisizione di materiali e di tecnologie sofisticate. Il 15 giugno 2005, il governo decide di stimolare il “”Grande Balzo in avanti tecnologico dell’ industria della difesa”” aprendo agli investitori privati, compreso alle società a capitali stranieri, la produzione e lo sviluppo di materiali d’ armamento””. (pag 41)”,”CINE-020″ “JAY Martin”,”The Dialectical Imagination. A History of the Frankfurt School and the Institute of Social Research. 1923.1950.”,”Martin Jay è nato a New York nel 1944 e ha studiato all’Union College , alla London School of Economics, alla Harvard University dove ha ricevuto il Ph.D. nel 1971. E’ stato Assistente Professore di storia all’Università della California, Berkeley. Ha pubblicato articoli e saggi su molte riviste tra cui ‘Partisan Review’ e ‘Dissent’. La Scuola di Francoforte dalla Francia all’America. “”Before turning to the Institut’s analysis of American society, its history during the war must be brought up to date. With the expansion of fascism’s power in Europe and America’s entry into the war there came a general reorganization of the Institut’s institutional structure and a reevaluation of its goals. The French branch, the sole remaining Institut outpost in Europe at the outbreak of the war, was closed with the occupation of Paris in 1940. During the thirties, the Paris office had not only been a liaison with the Institut’s publishers and a source of data for the ‘Studien über Autorität und Familie’, but also a link with the French academic and cultural community. Walter Benjamin was not the only contributor of articles to the ‘Zeitschrift’ living in Paris. Other pieces were written by Celestin Bouglé, Raymond Aron, Alexandre Koyré, Jeanne Duprat, Paul Honigsheim, Maxime Leroy, Bernard Groethuysen, and A. Demangeon. In 1938 Bouglè was one of two distinguished European scholars to deliver a series of public lectures at the Institut’s New York branch (Morris Ginsberg was the other). Now the link was broken. In addition, the Librairie Félix Alcan could no longer continue to print the ‘Zeitschrift’. Instead, the Institut decided to publish in America the third section of the 1939 volume, which appeared in the summer of 1940. This necessitated a reversal of the Institut’s long-standing unwillingness to write in English. As Horkheimer explained in his foreword to the rechristened (reinaugurated, ndr) ‘Studies in Philosophy and Social Science’: “”Philosophy, art, and science have lost their home in most of Europe. England is now fighting desperately against the domination of the totalitarian states. America, especially the United States, is the only continent in which the continuation of scientific life is possible. Within the framework of this country’s democratic institutions, culture still enjoys the freedom without which, we believe, it is unable to exist. In publishing our journal in its new form we wish to give this belief its concrete expression”” (112)’ (pag 167) [(112) Horkheimer, Foreword to SPSS VIII, 3 (1939), p. 321. This was actually dated July 1940″,”TEOC-682″ “JEAN Carlo a cura, saggi di Luigi BONANATE Umberto CURI e Antonio STRAGA’ Rocco BUTTIGLIONE Pier Paolo PORTINARO Sergio COTTA Massimo CACCIARI Massimo DONA’ Romano GASPAROTTI Gianni BAGET-BOZZO Umberto GORI Nicola BELLINI Patrizio BIANCHI Virgilio ILARI Achille ARDIGO’ Carlo JEAN Renata LIZZI Carlo PELANDA”,”La guerra nel pensiero politico.”,”Saggi di Luigi BONANATE Umberto CURI e Antonio STRAGA’ Rocco BUTTIGLIONE Pier Paolo PORTINARO Sergio COTTA Massimo CACCIARI Massimo DONA’ Romano GASPAROTTI Gianni BAGET-BOZZO Umberto GORI Nicola BELLINI Patrizio BIANCHI Virgilio ILARI Achille ARDIGO’ Carlo JEAN Renata LIZZI Carlo PELANDA. “”Ancora, nel classico lavoro della Arendt viene ricordato come – da Weber a Wright Mills – vi sia consenso sul giudizio che “”la violenza non è altro che la più evidente manifestazione di potere””. (…) Ancora la violenza è di solito strumentale al conseguimento di qualche fine (ad es. Engels, Marx), ma talora è vista anche come fine da raggiungere (Fanon, De Maistre, Marinetti, Sorel) (1). In ogni caso – come si vedrà – la violenza ha una sua propria razionalità. Violenza politica e violenza internazionale. (…) Le forme di violenza politica più note sono quelle che si esauriscono, o trovano il loro humus di base, nel contesto interno. Così costituiranno modi di essere della violenza politica le sommosse, le ribellioni, le rivoluzioni, le guerriglie, i colpi di stato, gli atti terroristici, etc.. In particolare, una certa ideologia lega in modo molto stretto violenza a rivoluzione, giustificando quella come “”risposta””, “”difesa”” alla “”violenza concentrata ed organizzata della società”” (Marx). (…) In ogni caso, e cioè sia per quanto riguarda il campo interno che quello internazionale, la violenza (rectius, gli atti di violenza) viene vista come “”indicatore”” di tensioni in certe “”aree di problemi”” o “”regioni”” del mondo. Da questo punto di vista l’ analisi della violenza è importante ai fini della previsione della conflittualità internazionale””. (pag 188-189) (1) L. Bonanate, Violenza politica, in P. Farneti (a cura), Il mondo contemporaneo. Politica e società. La Nuova Italia, 1979″,”QMIx-154″ “JEAN Carlo”,”L’uso della forza. Se vuoi la pace comprendi la guerra.”,”Carlo Jean (Mondovì 1936) ufficiale degli alpini è docente di studi strategici alla LUISS e presidente del Centro Alti Studi Difesa. Collabora a ‘Limes’. Ha scritto ‘Geopolitica’.”,”ITQM-164″ “JEAN Carlo”,”Geopolitica economica.”,”Jean Carlo è presidente del CSGE e docente alla Luiss. Mario Arpino è un ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa. “”Nell’approccio della geopolitica economica, la geoeconomia non sostituisce la politica – come Edward Luttwak aveva sostenuto una decina di anni fa – ma ne costituisce uno strumento a fianco della geostrategia e della geoinformazione. Le strategie mediante cui valorizzare tutti gli strumenti di potenza di uno Stato hanno però subito i mutamenti intervenuti in campo tecnologico e nei contesti interno e internazionale””. (pag 131)”,”EURE-082″ “JEAN Carlo TREMONTI Giulio”,”Guerre stellari. Società ed economia nel cyberspazio.”,”Giulio Tremonti, professore ordinario nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia ed avvocato, è stato Ministro delle Finanze ed è attualmente deputato al Parlamento italiano. Carlo Jean, generale, è docente di Studi Strategici alla Luiss – Guido Carli. É stato Consigliere Militare del Presidente Cossiga e ha diretto il Centro Alti Studi Difesa. Attualmente, opera in Jugoslavia per l’attuazione degli accordi di Dayton.”,”QMIx-027-FL” “JEAN Carlo”,”Sviluppo economico e strategico della Cina. Compatibilità fra geopolitica, economia e bilancio militare.”,”Carlo Jean è Presidente del CSGE (Centro Studi di Geopolitica Economica) e docente di Studi strategici presso la Luiss-Guido Carli. Mutamento dei rapporti di forza Russia-Cina. “”I rapporti di forza nell’Estremo Oriente stanno mutando a favore di Pechino. Solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza russa a Est, di fronte al sofisticato gioco del “”dragone cinese””, che continua ad accrescere la propria forza, forse per acquisire un’egemonia regionale nel sistema Asia orientale-Pacifico occidentale, oppure – ipotesi che ritengo più verosimile – per trattare con gli USA su un piano di maggiore parità. Un problema drammatico per Mosca è la crisi demografica. La Russia perde quasi un milione di abitanti all’anno. La Cina segue attentamente tale indebolimento e lo spopolamento progressivo della Siberia centrale ed orientale. Dagli attuali 140 milioni di abitanti (di cui il 18% non è slavo), la popolazione della Russia passerà ad 80-120 milioni nel 2050 (14). Inoltre, dato il maggior indice di natalità della popolazione islamica, la preminenza slava nella Federazione è destinata a diminuire. (…) Analoghe – se non maggiori – preoccupazioni sono rivolte verso la pressione demografica cinese, particolarmente dinamica nelle Province Marittime e che potrebbe accrescersi ancora nei prossimi anni. L’emigrazione cinese (circa 300.000 persone all’anno) – oggi diretta soprattutto verso l’Occidente e il Sud-Est asiatico – potrebbe concentrarsi nelle ricche e spopolate immensità siberiane. Non è pensabile che Mosca riesca a mantenere un territorio grande e ricco come la Siberia, con una popolazione tanto ridotta. Non basterà neppure l’europeizzazione del paese, a cui peraltro si oppongono Chiesa Ortodossa e forze politiche “”rosso-brune””, ed oggi anche i ‘siloviki’ che fanno capo a Putin e che sono subentrati agli “”oligarchi”” di Eltsin. Sicuramente la Russia dovrà ricorrere all’immigrazione. L’ideale per essa sarebbe attingere all’enorme serbatoio umano dell’India. Ma ciò è quanto meno problematico. Saranno i cinesi a riempire il vuoto. La Russia rischia quindi – beninteso nel lunghissimo periodo – di essere nuovamente dominata, dopo 600 anni, da un impero asiatico e di vedere attenuata o perdere la propria identità, non solo slava e ortodossa, ma anche europea. Il “”pericolo giallo”” è molto sentito fra i russi (…)”” (pag 58-59) [(14) Dmitri Trenin, ‘Russia’s Foreign and Security Policy Under Putin’, Carnegie Endowment for International Peace, Moscow Center, May 2005]”,”CINE-095″ “JEAN Carlo”,”Geopolitica.”,”Carlo Jean (Mondovì, 1936), ufficiale degli alpini, è docente di Studi Strategici alla Luiss e Presidente del Centro Alti Studi di Difesa. Collabora con numerose riviste, fra cui Limes. Rivista italiana di Geopolitica. É autore di Studi strategici, L’ordinamento della Difesa in Italia, Il Ministero della Difesa.”,”RAIx-066-FL” “JEAN Carlo”,”L’uso della forza. Se vuoi la pace comprendi la guerra.”,”Carlo Jean (Mondovì, 1936), ufficiale degli alpini, è docente di Studi Strategici alla Luiss e Presidente del Centro Alti Studi di Difesa. Collabora con numerose riviste, fra cui Limes. Rivista italiana di Geopolitica. É autore di Studi strategici, L’ordinamento della Difesa in Italia, Il Ministero della Difesa.”,”QMIx-078-FL” “JEANNENEY Jean-Nöel JULLIARD Jacques”,”Le Monde de Beuve-Méry ou le metier d’Alceste.”,”JEANNENEY nato nel 1942, professore di storia contemporanea all’ Institut d’etudes politiques de Paris. Si è dedicato allo studio dell’influenza degli ambienti d’affari così come ai rapporti tra la storia e l’audio-visuale. JULLIARD nato nel 1933, Maitre-assistant all’Univ de Paris-VIII- Vincennes, si è specializzato nella storia del movimento operaio e nello studio della vita politica francese contemporanea. E’ giornalista al ‘Nouvel Observateur’.”,”FRAE-009″ “JEANNENEY Jean-Noel”,”Lecon d’ histoire pour une gauche au pouvoir. La faillite du Cartel (1924-1926).”,”Nato nel 1942, normaliano, agregé d’ histoire e dottore in lettere, ha pubblicato ‘Le Riz et le Rouge. Cinq mois en Extreme Orient’ nel 1969, ‘Le Journal politique de Jules Jeanneney (1939-1942) (1972), ‘Francois de Wendel en Republique. L’ argent et le pouvoir, 1914-1940′ nel 1976. E’ pure autore di film storici per la televisione.”,”FRAP-057″ “JEANNENEY Jean-Noël”,”Clemenceau. Portrait d’un homme libre.”,”Foto pag 171 e 172-173: manifestazione di disoccupati e lunga fila di disoccupati in cerca di lavoro negli anni trenta dopo crisi del 1929 “”Clemenceau esiliato negli Stati Uniti dopo la guerra di Secessione, sindaco di Montmartre nel momento della Comune di Parigi, medico dei poveri a Belleville, “”tombeur de ministères”” coinvolti nell’affare Panama, duellista impenitente, avversario ostinato del colonialismo, giornalista sfolgorante nel corso del caso Dreyfus, paladino della laicità, “”briseur de gréves”” in occasione del suo governo dal 1906 al 1909, “”Père de la Victoire”” dal 1917-1918, negoziatore del trattato di Versailles…”” (quarta di copertina) Jean-Noël Jeanneney, professore all’Institut d’études politiques, ex ministro, è autore di moltissime opere e documentari di storia contemporanea. E’ stato presidente di Radio France e di RFI tra il 1982 e il 1986. E’ produttore dal 1999, dell’emissione settimanale ‘Concordance des temps’ su France Culture. E’ stato nominato presidente della Bibliotheque nationale de France nel marzo 2002″,”FRAD-124″ “JEANNENEY Jean-Noël”,”Storia dei media.”,”Jean-Noël Jeanneney, professore dal 1977 presso l’Institut d’études politiques di Parigi, è stato presidente e direttore generale di Radio France internationale dal 1982 al 1986. Tra il 1991 e il 1993 è stato segretario di Stato al Commercio estero e alle comunicazioni-“,”EDIx-016-FL” “JEANS James”,”L’ universo misterioso. La vita è una singolarità nell’ immensa macchina del mondo.”,”””Nella stessa maniera possiamo immaginare le tre dimensioni dello spazio e una dimensione del tempo saldate insieme, da formare un volume a quattro dimensioni, che possiamo descrivere come un “”continuo””. Allora il principio di relatività, secondo l’ interpretazione di Minkowsky, stabilisce che tutti i fenomeni elettromagnetici possono essere pensati come producentisi in un continuo a quattro dimensioni – tre dello spazio e una del tempo – in cui è impossibile separare lo spazio dal tempo in maniera assoluta””. (pag 139-140) “”(…) con le parole di Minkowsky: “”spazio e tempo separati svaniscono in pure ombre e solamente una sorta di combinazione dei due ha una realtà”””” (pag 141) “”Nessun scienziato, che sia vissuto negli ultimi trenta anni, può essere troppo dogmatico sul corso futuro della corrente, o sulla direzione in giace la realtà: egli sa dalla sua propria esperienza cheil fiume non solamente è molto largo, ma fa molti giri e, dopo alcune delusioni, egli rinuncia al pen siero d’ essere ad ogni svolta, all’ ultimo, in presenza del ‘mormorio e odore dell’ oceano infinito’. Con questa cautela mentale, sembra assicurato, almeno, che il fiume della conoscenza ha fatto un netto giro negli ultimi pochi anni””. (pag 203) L’ astronomo e matematico inglese sir James Jeans è morto nel settembre 1946.”,”SCIx-222″ “JEBRAK Svetlana”,”Mit dem Blick nach Russland. Lydia Cederbaum (1878-1963). Eine jüdische Sozialdemokratin im lebenslangen Exil.”,”JEBRAK Svetlana (1974-) studi in scienze sociali a Dusseldorf Heidelberg Gerusalemme e New York. Lydia Cederbaum e il lavoro di redazione per la pubblicazione delle opere complete di Marx ed Engels, Marx-Engels-Gesamtausgabe, a Berlino in collaborazione con la SPD (pag 137-145)”,”RIRB-124″ “JEDIN Hubert”,”Breve historia de los concilios.”,”Hubert JEDIN è nato nel 1900 a Grossbriesen (Slesia). Frequentò teologia nelle università di Breslau, Monaco e Friburgo. Ha condotto studi storici nell’ Archivio Vaticano (1926-1930). E’ stato professore di storia della Chiesa nell’ Università di Breslau (1930-33), quindi è stato collaboratore del Concilium Tridentinum (Gorres-Gesellschaft) e quindi archivista nell’ Arcivescovado di Breslavia (1936-1939). Costretto ad emigrare diventò bibliotecario a Roma ove scrisse la sua ‘Storia del Concilio di Trento’ in 4 tomi (1951), una delle opere più importanti della storiografia cattolica. Dal 1949 è diventato cattedratico nell’ Università di Bonn. Alcuni Concili di maggior durata: Concilio di Costanza: 45 sessioni, dal novembre 1414 all’ aprile del 1418. (4 anni) Secondo Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze: 25 sessioni dal luglio 1431 all’ aprile 1442. (11 anni) Quinto Concilio di Letràn: 12 sessioni, dal maggio 1512 al marzo 1517. (5 anni) Concilio di Trento: 25 sessioni, al dicembre 1545 al dicembre 1563. (18 anni)”,”RELC-147″ “JEDIN Hubert a cura; scritti di AUBERT Roger BECKMANN Johannes LILL Rudolf”,”Storia della Chiesa. Volume VIII.1.Tra rivoluzione e restaurazione, 1775-1830. Secolarizzazione. Concordati. Rinascita teologico-spirituale.”,”Tentativo di riconquista della società francese. La scuola. “”Si ha l’ impressione che la cristianizzazione del popolo debba cominciare dalla scuola elementare e ciò spiega l’ ostilità del clero verso l’ insegnamento mutuel e la crescita delle congregazioni dedite all’ insegnamento già considerate. Il loro intervento è facilitato da diverse misure legislative che danno al clero un ruolo importante nell’ organizzazione delle scuole comunali, come l’ ordinanza del 2 aprile 1824, che sottomette tutto l’insegnamento elementare al controllo della Chiesa. Ma sono soprattutto i collegi, in cui si forma la futura classe dirigente, che interessano la chiesa. Molti vorrebbero che la Restaurazione rendesse al clero il monopolio dell’ insegnamento perduto con la rivoluzione e affidato da Napoleone all’ “”università””.”” (pag 134)”,”RELC-189″ “JEDIN Hubert a cura; scritti di AUBERT Roger BECKMANN Johannes CORISH Patrick J. LILL Rudolf”,”Storia della Chiesa. Volume VIII.2. Liberalismo e integralismo. Tra stati nazionali e diffusione missionaria 1830-1870. Risorgimento italiano. Movimenti cattolici. Ultramontanismo.”,”””La “”legge Falloux””, che avrebbe fissato per un trentennio lo statuto organico della scuola sulla base di un dualismo scolastico, istituiva una riforma d’ insieme dell’ Istruzione pubblica e privata, partendo da un duplice principio: libertà dell’ insegnamento privato, a prezzo di alcune condizioni assai benevole; influsso della Chiesa sull’ insegnamento pubblico. Favorendo la moltiplicazione delle scuole e dei ginnasi cattolici, la legge Falloux doveva, nel corso degli anni, accentuare il divario che separava dal punto di vista ideologico gli antichi alunni dei collegi ecclesiastici e quelli dei licei, gli antichi alunni dei Fratelli e quelli delle scuole laiche; e rendendo più che mai la chiesa antagonista dello stato in campo scolastico, essa contribuì ad alimentare un grande movimento anticlericale che giungerà, dopo mezzo secolo, a prendere misure draconiane contro le congregazioni religiose, con la speranza di colpire mortalmente l’ insegnamento cattolico. Tuttavia per quel periodo, dopo quarant’anni di monopolio universitario, quella legge apparve come una grande vittoria per la chiesa, ma era anche una vittoria del liberalismo cattolico. Infatti era la tattica escogitata da Montalembert che l’ aveva resa possibile, e d’ altronde l’ accettazione di tale legge di transizione implicava la rinuncia ufficiale della Chiesa alle sue pretese monopolizzatrici dell’ insegnamento, che aveva avuto nel periodo dell’ antico regime e che alcuni continuavano a sognare.”” (pag 186-187)”,”RELC-190″ “JEDIN Hubert a cura; scritti di AUBERT Roger BANDMANN Günter BAUMGARTNER Jakob BENDISCIOLI Mario GADILLE Jacques KÖHLER Oskar LILL Rudolf STASIEWSKI Bernhard WEINZIERL Erika”,”Storia della Chiesa. Volume XIX. La Chiesa negli Stati moderni e i movimenti sociali (1878-1914). Leone XIII e gli stati cattolici. Prime riforme di ecumenismo. Crisi modernista.”,”””Nelle nazioni cattoliche come Francia, Spagna, Italia, Austria e Polonia, è difficile determinare (…) quali fenomeni vanno considerati cattolici in senso ecclesiastico e dove corre il confine fra quelli che non si possono capire senza ricorrere alla realtà cattolica in generale e quelli che sono completamente o quasi estranei alla tradizione cristiana. Ciò vale specialmente per la Francia. All’inizio del periodo qui trattato c’è il poeta, morto giovane, Charles Baudelaire (1821-1867), con cui comincia la lirica moderna francese, sulla quale la sua opera influisce direttamente ancora per decenni. Per quanto il cristianesimo dell’ epoca della restaurazione, rappresentato da Chateaubriand, sia lontano da lui, nessuno vorrà mettere in dubbio che il poeta di Fleurs du Mal, (…) sia stat nel suo vero profondo un cattolico – e tuttavia nessuno lo vuole inquadrare nel cattolicesimo. Alla fine del periodo da noi trattato c’è Charles Maurras (1868-1952), molto diverso da Baudelaire (anche se pure lui odiò il secolo XVIII), ma è un esempio chiaro di quanto ampie siano le zone di confine della Francia cattolica.”” (pag 292-293)”,”RELC-191″ “JEDLICKA Ludwig”,”Ein Heer im Schatten der Parteien. Die militärpolitische Lage Österreichs, 1918 – 1938.”,”Il termine tedesco Anschluss (letteralmente connessione, collegamento, inclusione) si riferisce, in senso strettamente politico, all’annessione dell’Austria alla “”Grande Germania”” nel 1938. Questo termine è analogo all’ Ausschluss, l’esclusione dell’Austria dalla Germania, all’epoca sotto l’implicita dominazione del Regno di Prussia. (Wikip) “”In eine ernste Krise kam die neugeschaffene Armee des tschechoslowakischen Staates, als im Frühjahr 1919 Räte-Ungarn zum Angriff überging, ein Feldzug, der zu einem eindeutigen Sieg der ungarischen Truppen führte, wobei die halbe Slowakei und ganz Karpatho-Rußland erobert wurden.”” (pag 34) Dans une crise sérieuse, l’armée créée de l’État tchécoslovaque, est venue en tant qu’au printemps 1919 Hongrie de conseil à l’ attaque a négligé, un train de champ qui a conduit à une victoire claire des troupes hongroises, auquel cas la demi Slovaquie et tout à fait les Karpatho-Russland ont été conquis (circa)”,”AUTx-028″ “JEDRUSZEZAK Tadeusz”,”La Pologne et la genèse de la deuxième guerre mondiale.”,”‘Una delle conseguenze della guerra mondiale era stata la sparizione dell’Austria Ungheria e dell’Impero Ottomano. Una parte dei territori dell’ex Austria-Ungheria fu restituita alla Polonia. Con gli accordi di Washington, il Giappone, gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia, si accordarono sulle loro rispettive forze marittime e la loro politica nel Pacifico e sul continente asiatico. Il Giappone acquisì così la posizione di terza potenza marittima mondiale. Il ruolo assegnato alla SDN in questo sistema fu molto importante. Questa istituzione dà le più grandi speranze ai nuovi Stati, piccoli e medi, nati in Europa nel 1918, e, tra essi, alla Polonia. Nelle relazioni internazionali di quest’epoca, il posto determinante veniva assegnato al gruppo delle grandi potenze: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Italia e Giappone. In Europa, sono l’Inghilterra e la Francia a giocare il ruolo principale. La Polonia si trova collocata nella sfera d’influenza francese. Nei primi anni della sua indipendenza, è l’alleanza con la Francia, conclusa il 19 novembre 1921, che ha formato la base della politica estera della Polonia. Queste relazioni si sono deteriorate soprattutto a seguito del riavvicinamento franco-germanico e degli accordi di Locarno del 1925’ (pag 2-3) ‘Geograficamente situati tra la Germania e l’Urss, i nuovi Stati indipendenti nati in Europa centrale e orientale, come la Polonia, la Cecoslovacchia e altri, si sforzarono di sfruttare l’indebolimento momentaneo dei loro potenti vicini. L’odio profondo nei confronti dell’Urss, pesava in modo negativo sulla politica estera della Polonia. I vecchi complessi antirussi della Polonia furono amplificati dall’avversione di classe che provavano, verso la Russia proletaria, i circoli dirigenti polacchi, rappresentanti della borghesia e della grande proprietà. Questa antipatia era attizzata e sfruttata dagli ambienti anticomunisti dell’estero, che avevano scelto la Polonia come punto strategico del cordone sanitario antisovietico. Ne risulta che, minacciata da un lato dalla Germania revisionista e revanscista, non essendosi intesi, d’altro canto, con l’Urss, essendo sempre più in disaccordo con la Cecoslovacchia e la Lituania, la Polonia si trovava in una situazione internazionale, che per lo meno, non invitava all’ottimismo’ (pag 4)”,”QMIS-043-FGB” “JEFFERSON Thomas MONROE James MANN Horace LINCOLN Abraham WILSON Woodrow ROOSEVELT Franklin D. TRUMAN Harry S.”,”Documenti della libertà. Dichiarazioni storiche dei principi degli Stati Uniti. Una visione storica dei principi della libertà e della democrazia come sono stati espressi nei più importanti documenti degli Stati Uniti d’America e delle Nazioni Unite.”,”‘Una visione storica dei principi della libertà e della democrazia come sono stati espressi nei più importanti documenti degli Stati Uniti d’America e delle Nazioni Unite'”,”USAP-086″ “JEFFREY Robin”,”India’s Newspaper Revolution. Capitalism, Politics and the Indian-Language Press, 1977-99.”,”JEFFREY Robin, già giornalista in Canada adesso insegna politica a La Trobe University, Melbourne.”,”INDE-011″ “JEFFREYS Diarmuid”,”Aspirina. L’ incredibile storia della pillola più famosa del mondo.”,”JEFFREYS Diarmuid è scrittore giornalista e produttore televisivo. La farmacopea derivata dal mondo vegetale degli Egizi. “”Quanti di questi 160 rimedi fossero realmente efficaci come farmaci è oggetto di discussione. Alcuni forse lo erano, altri magari erano, al contrario tossici. Nella maggior parte dei casi non lo sappiamo. Senza contare le piante esistite in un passato lontano, meno del 10% delle specie botaniche oggi esistenti sono state studiate in modo sistematico per coglierne eventuali proprietà terapeutiche.”” (pag 15) “”Oggi la Bayer si trova in una posizione ottimale per sfruttare al meglio le incessanti novità sull’ aspirina, in quanto ne controlla 1/3 delle vendite globali. Nel complesso, esse hanno subito un calo significativo nel 1977, soprattutto a causa dell’ aspra concorrenza dell’ ibuprofen (benché l’ analgesico più venduto al mondo resti il Tylenol, ovvero una versione registrata di acetaminofene/paracetamolo), ma gli analisti del mercato credono che da qui al 2007 il graduale riposizionamento dell’ aspirina come “”lifestyle drug”” vedrà le sue vendite salire ogni anno di circa l’ 1,5%. Con gli americani che da soli trangugiano ogni anno l’ equivalente di 80 miliardi di dollari in pasticche da 300 mg, questo incremento sarà tutt’altro che trascurabile””. (pag 298) “”Sull’ aspirina sono già stati pubblicati circa 26.000 articoli scientifici e medici e questa enorme catasta di lavori cresce di anno in anno””. (pag 299) L’ utilità dell’ aspirina contro l’ infarto e l’ ictus (pag 302)”,”ECOI-206″ “JELAVICH Barbara”,”Russia’s Balkan entanglements, 1806-1914.”,”Contiene il capitolo ‘Final Steps: the Belgrade link and the origins of World War I’, al cui interno c’è il paragrafo ‘Russia, Serbia, and the origins of World War I’ Coinvolgimento della Russia nella crisi balcanica degli anni precedenti la prima guerra mondiale. (pag 263) (finire)”,”RUSx-006-FL” “JELAVICH Barbara”,”History of the Balkans. Vol. I. Eighteenth and Nineteenth Centuries.”,”This narrative concerns the history of the people of five modern Balkan states – Albania, Bulgaria, Greece, Romania, and Yugoslavia – over approximately three centuries. Although the Balkan peninsula has played a major role in history, the area has been subject to less intensive study than any other European region. List of Maps and Illustrations, Preface, Introduction, Conclusion, Bibliography, Index,”,”EURC-068-FL” “JELAVICH Barbara”,”History of the Balkans. Vol. II. Twentieth Century.”,”This narrative concerns the history of the people of five modern Balkan states – Albania, Bulgaria, Greece, Romania, and Yugoslavia – over approximately three centuries. Although the Balkan peninsula has played a major role in history, the area has been subject to less intensive study than any other European region. List of Maps, Preface, Notes, Introduction, Conclusion, Bibliography, Index,”,”EURC-069-FL” “JELEN Igor”,”Repubbliche ex-sovietiche dell’ Asia Centrale. Nuovi centri, nuove periferie, nuove frontiere.”,”JELEN Igor è ricercatore e docente di Geografia politica ed economica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università di Trieste.”,”ASIx-043″ “JELOUBOVSKAIA E. MANFRED A. MOLOK A. a cura; saggi di E. JELUBOVSKAIA J. DRAZNINAS S. KAHN A. MANFRED F. HEIFETZ A. MOLOK M. MACHKINE I. BACH B. INTENBERG”,”La commune de Paris, 1871.”,”Saggi di E. JELUBOVSKAIA J. DRAZNINAS S. KAHN A. MANFRED F. HEIFETZ A. MOLOK M. MACHKINE I. BACH B. INTENBERG. “”Durante il periodo in cui il potere era nelle mani del Comitato centrale, due organi ufficiali della Repubblica apparivano simultaneamente: un Journal officiel a Parigi e un altro a Versailles. Questo curioso dualismo di potere che si era stabilito in Francia nel febbraio e marzo 1871, scomparve dopo il 18 marzo. L’ intervento armato organizzato il 18 marzo dal governo di Thiers contro Parigi rivoluzionaria aveva precisamente per obiettivo di mettere un termine a questa dualità, di disarmare il proletariato parigini e di subordinarlo ad un solo potere: la dittatura della borghesia contro-rivoluzionaria. Ma questo tentativo fece fiasco. Il popolo di Parigi si sollevò, rovesciò il potere del governo contro-rivoluzionario di Thiers e instaurò la sua autorità nella capitale. Fino ad allora, tradizione storica immutabile della Francia, gli avvenimenti di Parigi determinano la sorte di tutto il paese: rivoluzione del 1789-1794, rivoluzione di luglio 1830, 1848, 4 settembre 1870. Il trionfo della rivoluzione a Parigi implicava sempre la sua vittoria sull’ insieme del paese. Gli operai parigini che si ricordavano per i racconti dei loro padri o dei lori nonni come l’ orgoglioso Carlo X e il grosso Luigi Filippo si erano salvati, consideravano un fatto indubitabile che, Parigi, avendo cacciato Thiers e i suoi ministri, tutta la Francia avrebbe seguito il loro esempio. Il Comitato Centrale che condivideva questi sentimenti dei parigini, nutriva la stessa speranza. La realtà fu però un’ altra””. (pag 161)”,”MFRC-109″ “JEMNITZ J.”,”The Danger of War and the Second International (1911).”,”Contiene tra l’altro: – ‘The debate between Luxemburg and Kautsky’ (pag 62-74) (Il congresso di Jena) – ‘The Increasing Anti-militarism of the Italian Socialist Party’ (p. 116-) “”Luxemburg had published her critical article in the Leipziger Volkszeitung on August 26, whereupon Kautsky answered three days later in the Vorwärts”” (pag 63)”,”INTS-063″ “JEMOLO Arturo Carlo”,”Chiesa e Stato in Italia. Dalla unificazione a Giovanni XXIII.”,”JEMOLO è nato a Roma il 17.1.1891. Ha studiato alla facoltà di Giurisprudenza dell’Univ di Torino ove ebbe come maestri Francesco RUFFINI, Luigi EINAUDI, Giampietro CHIRONI, Federico PATETTA. Ottenne la libera docenza in diritto ecclesiastico nel 1916. Nel giugno 1925 è stato tra i firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto CROCE. E’ stato prof di diritto ecclesiastico nell’Univ di Bologna, del Sacro Cuore, e dal 1933 in quella di Roma. La sua attività di scrittore è iniziata nel 1911 abbraccia i campi del diritto, della storia religiosa, della storia contemporanea e della politica.”,”RELC-003″ “JEMOLO Arturo Carlo”,”Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni.”,”A.C. JEMOLO è nato a Roma nel 1891. Ha studiato alla facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Torino, dove ha avuto come maestri Francesco RUFFINI Luigi EINAUDI Giampietro CHIRONI e Federico PATETTA. A Torino ha avuto la libera docenza in diritto ecclesiastico. Ha combattuto nella prima guerra mondiale. Nel giugno 1925 è stato tra i firmatari del Manifesto CROCE degli intellettuali antifascisti. Questo volume ha vinto il premio Viareggio.”,”ITAB-114″ “JEMOLO Arturo Carlo”,”Stato e Chiesa negli scrittori italiani del Seicento e del Settecento.”,”Scontro sulla Costituzione della Chiesa. “”Effettivamente qualche volta – come avvenne soprattutto in Germania – nella loro resistenza i gesuiti si accostarono a principi, come quelli della superiorità del Concilio al papa, della non obbligatorietà delle leggi ecclesiastiche non pubblicate, della giurisdizione dei vescovi derivante in essi immediatamente da Dio che senza essere ereticali erano tra quelli invisi alla Corte di Roma, ed, i due primi almeno, condannati come gravi errori dagli scrittori ad essa devoti.”” (pag 131) Scontro sui poteri del Papa. “”Però è soprattutto nel sec. XVIII ed in ispecie nella sua seconda metà che l’ autorità pontificia e la natura del primato del vescovo di Roma sugli altri vescovi fu sottoposta ad una accurata disamina da parte degli scrittori politici, disamina rivolta a ridurre al minimo le prerogative del primato ed i poteri del pontefice. Su questo punto dobbiamo riconoscere ch’ effettivamente v’è una differenza non lieve tra le dottrine dei due secoli da noi studiati: e che se quelle del settecento trovano il loro germe nelle teoriche del secolo precedente, rappresentano nondimeno qualcosa di sostanzialmente diverso””: (pag 133)”,”ITAA-083″ “JEMOLO Arturo Carlo”,”Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni.”,”A.C. JEMOLO è nato a Roma nel 1891. Ha studiato alla facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Torino, dove ha avuto come maestri Francesco RUFFINI Luigi EINAUDI Giampietro CHIRONI e Federico PATETTA. A Torino ha avuto la libera docenza in diritto ecclesiastico. Ha combattuto nella prima guerra mondiale. Nel giugno 1925 è stato tra i firmatari del Manifesto CROCE degli intellettuali antifascisti. Questo volume ha vinto il premio Viareggio.”,”RELC-003-B” “JEMOLO Arturo Carlo”,”Chiesa e Stato in Italia. Dalla unificazione a Giovanni XXIII.”,”Arturo Carlo Jemolo è nato a roma il 17/01/1891. Ha studiato alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino, ove ebbe maestri Francesco ruffini, Luigi einaudi, Giampietro Chironi, Federico Patetta. Pure a torino ha ottenuto la libera docenza in diritto ecclesiastico nel 1916. Nel giugno 1925 è stato tra i firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto croce. É stato professore di diritto ecclesiastico nelle Università di Bologna, del Sacro Cuore, e – dal 1933 – in quella di Roma dove insegna attualmente.”,”RELC-027-FL” “JEMOLO Arturo Carlo”,”Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni.”,”A.C. Jemolo è nato a Roma nel 1891. Ha studiato alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dove ha avuto come maestri Francesco RUFFINI Luigi EINAUDI Giampietro Chironi e Federico Patetta. A Torino ha avuto la libera docenza in diritto ecclesiastico. Ha combattuto nella prima guerra mondiale. Nel giugno 1925 è stato tra i firmatari del Manifesto Croce degli intellettuali antifascisti. Questo volume ha vinto il premio Viareggio. E’ morto nel 1981.”,”ITAB-002-FP” “JEMOLO Arturo Carlo”,”La politica dei partiti nelle elezioni del ’53.”,”””Ma dove si può muovere qualche rimprovero a De Gasperi è di non avere – egli che pure mostra tanta coscienza europea – ma un grande europeo io lo penso nei termini di quella splendida lettera di Thomas Mann datata da Erlenbach nel maggio scorso e pubblicata sul fascicolo di settembre di ‘Comprendere’ – un grande europeo non può non avere anche atteggiamenti di resistenza verso l’America – sentito che il primo dovere per un credente nella unificazione europea, era di fare tutto l’umanamente possibile per non invelenire questioni di frontiere, per staccare nettamente le proprie direttive da quelle dei nazionalisti, per sconfessare i nazionalisti (ahimè, dopo avere per un terzo di secolo deplorato il governo Orlando Sonino per la primavera del 1919, si è visto quanto sia facile agli uomini politici tutti, battere le stessi vie sterili e popolari) (…)”” (pag 72-73) Diz. Treccani Jemolo, Arturo Carlo Giurista e storico (Roma 1891-ivi 1981). Professore di diritto ecclesiastico a Sassari, poi a Bologna, all’univ. Cattolica di Milano, e infine (1933-61) a Roma. Cattolico liberale, sostenitore della laicità dello Stato, sul terreno giuridico sono particolarmente rilevanti i suoi contributi di diritto ecclesiastico; su quello storiografico restano fondamentali gli studi su Stato e Chiesa nell’Italia unita. Tra le opere: Il giansenismo in Italia prima della Rivoluzione (1928); Lezioni di diritto ecclesiastico (1933); Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni (1948); La crisi dello Stato moderno (1954); Società civile e società religiosa, 1955-1958 (1959); Libera Chiesa in libero Stato (1961); La questione della proprietà ecclesiastica nel Regno di Sardegna e nel Regno d’Italia, 1848-1888 (1974). Enc.Treccani: JEMOLO, Arturo Carlo Giurista e storico, nato a Roma il 17 gennaio 1891 (morto sembre a Roma nel 1981). Allievo, a Torino, di F. Ruffini; professore a Sassari (1920-22), a Bologna (1923-25; 1927-33), all’Università Cattolica di Milano (1925-27), e dal 1933 titolare della cattedra di diritto ecclesiastico a Roma. Nella sua prima fase di attività di giurista s’ispira alle concezioni allora dominanti, alla visione eminentemente formalistica del diritto (considerato avulso da quella ch’è stata la sua genesi, il substrato storico politico). L’opera precipua di quest’attività giovanile è L’amministrazione ecclesiastica (1916), che segna la decisa inserzione del diritto ecclesiastico nell’ambito delle discipline del diritto pubblico. In un periodo più maturo l’opera dello J. è dominata dalla preoccupazione di fissare il posto che il fenomeno giuridico ha nella vita di un periodo storico e di stabilire il valore contingente e relativo dei concetti giuridici. Tra gli scritti di questo indirizzo si ricordano: Il nostro tempo ed il diritto (1932), I concetti giuridici (1940), Ancora dei concetti giuridici (1945). Altre opere dell’attività giuridica: Il matrimonio (1937), Il matrimonio nel diritto canonico (1941), Lezioni di diritto ecclesiastico (1934), Corso di diritto ecclesiastico (1945) Le principali opere dell’attività storicistica dello J. hanno ad oggetto gli ultimi tre secoli ed in gran parte il tema delle relazioni tra Chiesa e Stato: Stato e Chiesa negli scrittori politici italiani del seicento e del settecento (1914), Crispi (1921), Il giansenismo in Italia (1928), Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni (1948). Dopo il 1944 lo J. ha anche svolto attività di scrittore politico, in particolare con articoli pubblicati sulla rivista Il ponte di Firenze.”,”ITAP-256″ “JENCKS Christopher PETERSON Paul E. a cura”,”The Urban Underclass.”,”Il libro si compone di una ventina di saggi di vari autori che mostrano il problema rilevante della crescita dei bambini che vivono in povertà causato dall’aumento delle famiglie in cui il capofamiglia è la donna e per la diminuizione dei guadagni dei giovani maschi.”,”USAS-026″ “JENKINS Roy”,”European Diary, 1977-1981.”,”Roy JENKINS è nato nel 1920 e ha studiato al Balliol College di OXford. Dopo la guerra, nel 1948 è divenuto parlamentare Labour e nel 1964 è stato nominato per la prima volta ministro. Nel corso della sua carriera politica ha avuto la carica di Home Secretary e di Cancelliere dello Scacchiere. E’ stato anche leader dei democratici nella House of Lords e Presidente della Commissione europea. Ha scritto vari libri (v. retrocopertina).”,”UKIx-076″ “JENKINS Mick”,”The General Strike of 1842.”,”JENKINS Mick (nato nel 1906 a Manchester da giovane è entrato nella Young Communist League (1924) e preso parte al General Strike e alle grandi cotton struggles dei primi anni 1930. E’ stato per anni segretario del PC per il distretto East Midland, autori di molti pamphlets. Pillling “”Pilling era uno degli oratori, ma non era un agitatore irresponsabile o fomentatore di scioperi. Giudicava la situazione sfavorevole al movimento e non sosteneva azioni di sciopero.”” (pag 122) “”It was a period of trade recession, mass unemployment, and a series of strikes in Lancashire towns had been broken, with operatives forced back to work for reduced rates ‘By those Corn-Law repealing gentlement…’. The ‘Northern Star’ reported him as saying of the latter, ‘He had no doubt that if the Corn Laws had been repealed, the cotton masters, instead of taking ten per cent, would have taken twenty, thirty, of forty per cent. There was no hope but in the achievement of their political rights. They would never be protected until they had the vote.’ Leaving aside the implication of the political side being primary, we have to note that nearly four years later at the Extraordinary Chartist Conference in December 1845, Pilling declared in favour of, ‘…Opening the ports (to corn)’. He was versatile enough to make changes in his tactical thinking and approach to the political and practical questions o the day.”” (pag 122-123)”,”MUKx-148″ “JENKINS Roy”,”Gladstone.”,”Roy Jenkins, Former Home Secretary, Chancellor of the Exchequer and President of the European Commission. Roy Jenkins is currently leader of the Liberal Democrats in the House of Lords, Chancellor of Oxford University and President of the Royal Society of Literature.”,”UKIx-133″ “JENKINS Peter”,”Mrs Thatcher’s Revolution. The Ending of the Socialist Era.”,”Libro di GB Peter Jenkins, giornalista politico, ha partecipato a trasmissioni televisive. E’ autore pure di ‘The Battle of Downing Street’. Perché la Thatcher vinse le elezioni generale del 1987 e perché Neil Kinnock le perse Declino inglese: deficit di insegnamento tecnico, persa la sfida posta dalla Seconda Rivoluzione Industriale “”In the second Industrial Revolution, out of which came the electrical and chemical industries and the motor car, it was the application of science of industry which was at a premium. In that Britain was already a laggard. Continuity may be the clue to the history of British decline. Certainly there is a continuity of lament. Many of the letters written to ‘The Times’ in the late Victorian or Edwardian era could have been reprinted in the 1960s and 1970s, or indeed today. Educational failure, particularly in the matter of producing an adequately trained labour force, and the failure to apply technology to production were then, as again now, seen as the chief national weaknesses. For example, it was not until 1902 that Britain at last arrived at a national system of secondary education and even then local authorities were only empowered, not required, to provide post-elementary education in addition to that provided by the churches. The statutory school leaving age remained at 12, although local authorities could, if they wished, raise it to 14. Until 1876 not eve elementary education had been compulsory. The Foster Act of 1870 created school boards to fill the gaps, if they thought fit, in the voluntary system. Until then elementary education had been regarded as a matter of charity rather than of national duty or purpose. Prussia, in contrast, took education to be a duty of the State from birth to adulthood. Elementary school, secondary school and university were integrated into a national system. By late Victorian times the ‘Gymnasia’ (grammar schools) had been complemented by the ‘Realschulen’ (technical schools) which were given an equal status. Classic and science were provided on an equivalent basis and held in equal esteem. In Britain no start was made on technical education until 1889. Another Paris Exhibition had brought another shock of discovery and another Royal Commission had been instituted. At that time the Polytechnic at Zurich had 600 students, half of whom were foreign but none British”” (pag 37); “”Nella seconda rivoluzione industriale, dalla quale sono nate le industrie elettriche e chimiche e l’automobile, era l’applicazione della scienza dell’industria a far premio. In questo la Gran Bretagna era già in ritardo. La continuità potrebbe essere l’indizio della storia del declino britannico. Certamente c’è una continuità di lamenti: molte delle lettere scritte su “”The Times”” alla fine dell’era vittoriana o edoardiana potrebbero essere state ristampate negli anni ’60 e ’70, o addirittura oggi. Insuccesso educativo, in particolare nella questione di produrre una forza lavoro adeguatamente formata e incapacità di applicare la tecnologia alla produzione furono allora, come oggi, visti come i principali punti deboli nazionali. Ad esempio, solo nel 1902 la Gran Bretagna arrivò finalmente a un sistema nazionale di istruzione e persino le autorità locali avevano il potere, non richiesto, di fornire un’istruzione post-elementare in aggiunta a quella fornita dalle chiese. L’età scolastica obbligatoria era di 12 anni, anche se, volendolo, le autorità locali potevano portarla a 14. Fino al 1876 l’istruzione elementare non era obbligatoria. Il Foster Act del 1870 creò i consigli scolastici per colmare le lacune, se lo ritenevano opportuno, nel sistema volontario. Fino ad allora l’istruzione elementare era stata considerata una questione di carità piuttosto che un dovere o uno scopo nazionale. La Prussia, al contrario, ha preso l’educazione come un dovere dello Stato dalla nascita all’età adulta. La scuola elementare, la scuola secondaria e l’università sono state integrate in un sistema nazionale. Alla fine del periodo vittoriano, le “”Gymnasia”” (scuole di lettere) era stata integrata dai “”Realschulen”” (scuole tecniche) che avevano ottenuto lo stesso status. Classico e scienza erano forniti su base equivalente e tenuti in pari stima. In Gran Bretagna non è stato avviato alcun percorso di istruzione tecnica fino al 1889. Un’altra esposizione di Parigi aveva portato un altro shock di scoperte ed era stata istituita un’altra Commissione reale. A quel tempo il Politecnico di Zurigo contava 600 studenti, metà dei quali stranieri ma nessuno era britannico”” (pag 37)”,”UKIx-001-FGB” “JENTSCH Harald”,”Die politische Theorie August Thalheimers, 1919-1923.”,”JENTSCH è nato a Lipsia nel 1959. Ha studiato nella sezione Sociologia e comunismo scientifico presso la Karl Marx Universitat di Leipzig. Nella stessa università ha preso il dottorato.”,”MGEK-060″ “JENTSCH Gerhart, a cura di Agostino TOSO”,”La fine dell’ equilibrio europeo.”,”Rapporti Gran Bretagna – Italia. “”Qui basterà stabilire l’ incontestabile fatto che, fra gli altri, i due Chamberlain, Sir John Simon e sir Samuel Hoare volevano praticare verso l’ Italia una politica di equilibrio e cioè di amicizia, il cui ultimo disperato tentativo fu il ben noto piano Laval-Hoare per la spartizione dell’ Abissinia. Questa politica fu però sistematicamente resa vana dalle masse delle grandi città, che erano state adeguatamente aizzate, e dai loro sobillatori, i demagoghi della stampa, della radio e delle piattaforme politiche. Il 19 dicembre 1935, giorno in cui il Parlamento britannico accettò, sotto la pressione della piazza, le dimissioni di sir Samuel Hoare, segnò l’ interruzione di una politica condotta per secoli dall’ Inghilterra.”” (pag 41)”,”RAIx-195″ “JEREZ Jaime”,”La vita avventurosa di Charles De Gaulle.”,”””De Gaulle ha vinto (dopo la rinuncia di Giraud al supremo comando militare, ndr). Quando il 29 agosto 1943 i tre «grandi», i governi di Mosca, di Londra, e di Washington riconoscono il Comitato Francese di Liberazione Nazionale come governo legittimo della Francia, De Gaulle ne diviene il capo assoluto, indiscutibile e indiscusso. Un lungo cammino ha dovuto percorrere il Conestabile, ha dovuto sopportare molte insidie e delusioni, prima di arrivare al trionfo totale, nell’estate del 1943. Già nel periodo algerino, De Gaulle non credeva al futuro «francese» di Algeri. In più d’un’occasione, i servizi segreti dell’esercito avevano informato il comandante del Comitato di Liberazione che frequentemente sui muri della grande città comparivano scritte come questa: «Cittadini francesi, no. Cittadini algerini, si». Un’altra informazione segreta diceva: «Un periodico clandestino, l”Action Algérienne’, si diffonde sempre di più tra i musulmani. In esso viene sostenuta la tesi che non è possibile l’integrazione degli autoctoni alla Francia e si reclama la creazione di uno Stato algerino governato da un parlamento proprio. Esiste senza dubbio un’agitazione nazionalista sotterranea…». De Gaulle riflette lungamente sulla questione. Egli non può negare agli altri popoli il diritto di provare amore verso la loro nazione come egli lo sente per la propria. In presenza di uno dei suoi collaboratori, fa il seguente commento: «La presenza francese ad Algeri è un errore. Non abbiamo saputo assimilare questo popolo e abbiamo impedito il suo sviluppo. Questa situazione non può durare. Un giorno dovremo andarcene». Riflessioni simili aveva già formulato agli inizi degli anni ’20 in relazione alla Siria e al Libano. (…) Come si può vedere, l’idea di Algeri indipendente già nel 1943 albergava nella mente di De Gaulle”” (pag 125-126)”,”BIOx-006-FER” “JERGER Ilona”,”E Marx tacque nel giardino di Darwin.”,”Ilona Jerger è cresciuta sul lago di Costanza in Germania. Ha studiato letteratura e scienze politiche all’Università di Friburgo. Fino al 2011 è stata caporedattore di un’importante rivista naturalistica. Oggi lavora come giornalista e scrive saggi. Questo è il suo primo romanzo. Ilona Jerger immagina l’incontro tra i due illustri pensatori del XIX secolo Dando vita a un romanzo brillante e pieno di humour, capace di trattare i grandi temi filosofici in maniera originale e ironica. “”Se non riesco a dormire, il giorno dopo mi sento intontito e i pensieri mi girano in testa come la ruota di un mulino in un ruscello asciutto. Con queste parole Marx si era alzato. Avanzando a tentoni, anche per colpa della miopia, raggiunse il divano di pelle e si sdraiò. Per un pisolino, disse. Gli occhi si chiusero e il respiro si fece più lento. Il dottor Beckett si congedò ed esortò ancora una volta Marx a rimanere in silenzio nei giorni successivi. Aveva già il cappotto in mano quando aggiunse in tono benevolo: «Ha bisogno di riposo, Mr. Marx. La sua immagine del don Chisciotte non è casuale. Forse ha preteso troppo da se stesso. Oggi non saranno più le pale del mulino, quelle contro cui combatte, bensì le ruote del capitalismo azionate dal vapore…». «Io onn combatto contro le ruote a vapore» sussurrò Marx a occhi chiusi, «al contrario. Le turbine azionate a vapore saranno quelle che nel comunismo libereranno gli uomini dal lavoro. Il comunismo è progresso! Non è un romantico stato naturale»”” (pag 94-95)”,”MADS-755″ “JERGER Ilona”,”E Marx tacque nel giardino di Darwin.”,”Ilona Jerger è cresciuta sul lago di Costanza in Germania. Ha studiato letteratura e scienze politiche all’Università di Friburgo. Fino al 2011 è stata caporedattore di un’importante rivista naturalistica. Oggi lavora come giornalista e scrive saggi. Questo è il suo primo romanzo. Ilona Jerger immagina l’incontro tra i due illustri pensatori del XIX secolo Dando vita a un romanzo brillante e pieno di humour, capace di trattare i grandi temi filosofici in maniera originale e ironica. “”Se non riesco a dormire, il giorno dopo mi sento intontito e i pensieri mi girano in testa come la ruota di un mulino in un ruscello asciutto. Con queste parole Marx si era alzato. Avanzando a tentoni, anche per colpa della miopia, raggiunse il divano di pelle e si sdraiò. Per un pisolino, disse. Gli occhi si chiusero e il respiro si fece più lento. Il dottor Beckett si congedò ed esortò ancora una volta Marx a rimanere in silenzio nei giorni successivi. Aveva già il cappotto in mano quando aggiunse in tono benevolo: «Ha bisogno di riposo, Mr. Marx. La sua immagine del don Chisciotte non è casuale. Forse ha preteso troppo da se stesso. Oggi non saranno più le pale del mulino, quelle contro cui combatte, bensì le ruote del capitalismo azionate dal vapore…». «Io onn combatto contro le ruote a vapore» sussurrò Marx a occhi chiusi, «al contrario. Le turbine azionate a vapore saranno quelle che nel comunismo libereranno gli uomini dal lavoro. Il comunismo è progresso! Non è un romantico stato naturale»”” (pag 94-95)”,”MADS-807″ “JERVIS Giovanni”,”Individualismo e cooperazione. Psicologia della politica.”,”Giovanni Jervis (Firenze 1933) insegna Psicologia dinamica presso l’Università di Roma La Sapienza. É autore, fra l’altro, di: Presenza e identità, Sopravvivere al Millenio, Psicologia dinamica e Prime lezioni di psicologia. In quest’opera Jervis offre una interpretazione di rara intelligenza critica delle radici psicologiche dell’agire politico.”,”TEOP-034-FL” “JERVIS Willy JERVIS ROCHAT Lucilla AGOSTI Giorgio; a cura di Luciano BOCCALATTE”,”Un filo tenace. Lettere e memorie, 1944-1969.”,”‘Willy era valdese, era credente e intorno alla sua fede aveva strutturato una buona parte della sua personalità e del suo carattere’ (pag XII)”,”BIOx-001-FMP” “JERVOLINO Domenico”,”Le parole della prassi. Saggi di ermeneutica.”,”Domenico Jervolino, nato a Sorrento nel 1946, discepolo di Pietro Piovani e di Paul Ricoeur, insegna filosofia del linguaggio all’Università di Napoli Federico II.”,”FILx-150-FL” “JESI Furio”,”Cultura di destra.”,”Furio Jesi , professore di letteratura tedesca nell’Università di Palermo. Si è occupato varie opere di miti nella cultura tedesca, di mitologia nell’Illuminismo, di esoterismo e linguaggio mitologico.”,”TEOP-123-FF” “JEVAKHOFF Alexandre”,”Kemal Atatürk. Les chemins de l’ Occident.”,”Alexandre JEVAKHOFF è nato nel 1952. Ex allievo d’ HEC e dell’ ENA, è considerato come uno dei migliori specialisti della Turchia contemporanea. Cinque anni di ricerche gli hanno permesso di scoprire numerose fonti inedite e di raccogliere sul posto le testimonianze degli ultimi collaboratori di Kemal.”,”TURx-006″ “JEVONS W. Stanley”,”Teoria della economia politica (1871) ed altri scritti economici.”,”Sovrapproduzione. “”La teoria della distribuzione del lavoro ci consente di comprendere chiaramente il significato di sovraproduzione nel commercio. I primi scrittori di economia temevano costantemente l’ avverarsi d’ un ‘ingorgo’ derivante da un’eccedenza delle possibilità di produzione nei confronti dei bisogni dei consumatori, tale da addurre ad un arresto dell’ industria, ad un flettersi dell’ occupazione operaia ed allo sterminio di tutti, ricchi eccettuati, per via dell’ eccesso di merci. Tale dottrina è evidentemente assurda e in contraddizione con sé stessa. L’ acquisizione di merci adeguate ai bisogni è lo scopo che l’ industria e commercio perseguono: quanti maggiori sono le quantità offerte tanto maggiore è la perfezione con cui l’ industria realizza lo scopo perseguito. Il verificarsi ad opera sua d’un ingorgo generale equivarrebbe ad una completa realizzazione del fine dell’ economista, che è di massimizzare i prodotti del lavoro. Le quantità offerte debbono certo essere ‘adeguate’, debbono cioè essere in ragione dei bisogni della popolazione. Non è possibile una contemporanea sovraproduzione in tutte le branche dell’ industria: la sopraproduzione può verificarsi solo in alcune in rapporto ad altre. Se, in seguito a calcoli fallaci, nella produzione di una data merce, ad esempio prodotti di seta, si eroga una quantità eccessiva di lavoro, le nostre equazioni non risultano esatte. Il pubblico viene ad essere saziato di prodotti di seta più di quanto possa esserlo di prodotti di cotone, di lana o di altra sostanza. Si rifiuta quindi di acquistare questi prodotti a rapporti di scambio che corrispondano al lavoro erogato nella loro produzione. In cambio di quanto han posto in essere, i produttori vengono così a percepire una quantità di utilità minore di quella che avrebbero potuto trarre da una migliore ripartizione del lavoro tra le varie branche. Quando ci proponiamo di ampliare la produzione dobbiamo aver quindi cura d’ ampliarla in ragione a quelle che sono le esigenze della popolazione. Quanto più ci è dato far scemare il grado di utilità dei beni saziando i desideri degli acquirenti tanto meglio è; occorre però far scemare in modo analogo i gradi di utilità dei diversi beni: altrimenti v’ha ingorgo in apparenza e vera e propria perdita di lavoro in realtà””. (pag 162-163)”,”ECOT-122″ “JHA Prem Shankar”,”Il caos prossimo venturo. Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni.”,”Prem Shankar Jha, economista indiano, ha studiato filosofia, politica ed economia a Oxford, ha lavorato dal 1961 al 1966 per le Nazioni Unite a New york ed è poi tornato in India, dove ha collaborato come editor e giornalista alle pagine del Hindustan Times, del Times of India, dell’Economic Times e del Financiaql Express. Tra il 1986 e il 1990 è stato il corrispondente indiano dell’Economist, e nel 1990 è diventato collaboratore del primo ministro V.P. Singh. Dal 1977 al 2000 ha insegnato all’Università della Virginia.”,”ECOI-188-FL” “JI Chaozhu”,”L’uomo alla destra di Mao. Un protagonista racconta la storia segreta della Cina comunista.”,”Ji Chaozhu è nato nel 1929 in una famiglia ricca e importante (il padre, professore di diritto, era amico di Mao). Dopo un’infanzia agiata vissuta nella cittadina di Fenyang, l’invasione giapponese lo costrinse a fuggire con la famiglia per approdare a New York dove compì gli studi frequentando l’università di Harvard. Tornato in Cina nel 1951, ha lavorato al ministero degli esteri tra l’altro come interprete di Zhou Enlai e poi di Mao Zedong. Dal 1982 è responsabile delle relazioni politiche tra Cina e Stati Uniti presso l’ambasciata cinese a Washington. Poi è stato ambasciatore presso le isole Figi. Quindi, dal 1991 al 1996 vicesegretario generale dell’ONU. E’ colto e cosmopolita, vive in Cina con la moglie. “”Infine, c’era qualcos’altro che si sarebbe rivelato unico e inestimabile quando ebbe inizio la mia carriera diplomatica. Capivo il modo di vivere degli americani. Gli Stati Uniti potevano trovare in abbondanza esperti della Cina attingendoli dal bacino dei funzionari esiliati del Kuomintang da loro stessi appoggiati a Formosa. Ma la Repubblica popolare aveva solo una manciata di quadri con pedigree come il mio e un’infanzia trascorsa in America. Potevo pensare come un cinese, ma capivo anche il processo del pensiero “”barbaro”” e coglievo persino le loro battute””. (pag 121)”,”CINx-269″ “JIANG Hongsheng”,”La Commune de Shanghai et la Commune de Paris.”,”L’autore ha redatto su questo tema un PhD alla Duke University (Carolina del Nord) sotto la direzione di Fredric Jameson e Michael Hardt. E’ oggi professore associato all’Università di Pechino.”,”MCIx-003-FC” “JIANG Hongsheng”,”L’influenza della Comune di Parigi in Cina. Un cinese testimone oculare della Comune di Parigi – Esperienze della comune in Cina – Opere occidentali sulla Comune di Shanghai – Lo sbocciare della Comune di Shanghai – Il doppio governo durante la Tempesta di gennaio – Fratture, lotte interne e campagne anti-Zhang: la strada tortuosa verso la Comune di Shanghai – La fondazione della Comune di Shanghai. (estratto da ‘La Commune de Shanghai et la Commune de Paris’).”,”L’autore ha redatto su questo tema un PhD alla Duke University (Carolina del Nord) sotto la direzione di Fredric Jameson e Michael Hardt. E’ oggi professore associato all’Università di Pechino.”,”MCIx-005-FC” “JIMÉNEZ Antonio Núñez, a cura di Giovanni REBORA”,”Michele da Cuneo nel nuovo mondo.”,”Michele da Cuno partecipò al secondo viaggio di C.Colombo e scrisse un’affascinante relazione del suo periplo dei Caraibi, principalmente di quello realizzato lungo la costa meridionale di Cuba. Di questa traversata si fa un profondo studio in quest’opera.”,”ASGx-001-FMDP” “JOANNON Pierre”,”Histoire de l’Irlande et des Irlandais.”,”Joannon è uno dei migliori specialisti dell’Irlanda. Autore di molte opere storiche, cofondatore della rivista ‘Etudes irlandaises’. “”L’Irlande commence par intéresser Marx et Engels en fonction de la situation de l’industrie et du prolétariat britanniques. Dans ‘La Situation des classes laborieuses en Angleterre’, publié en 1845, Friedrich Engels note: “”La rapide extension de l’industrie anglaise n’aurait pu avoir lieu, si l’Angleterre n’avait eu dans la population nombreuse et pauvre de l’Irlande une réserve dont elle pouvait disposer””. Il décrit longuement la misère repoussante de sous-prolétariat irlandais en Angleterre, l’abaissement des salaires que provoque cette invasion de main-d’oeuvre à bon marché, et l’avilissement général qu’elle diffuse dans l’ensemble de la classe ouvrière. Incidemment, il analyse les conditions de vie du prolétariat agricole en Irlande et conclut: “”La misère [en Irlande] est une conséquence fatale des institutions sociales présentes, et en dehors d’elles on ne peut chercher ailleurs une cause que de la façon dont se manifeste la misère, non de la misère elle-même””. Le whiteboyisme et le mouvement pour l’indépendance nationale sont vains, en ce qu’ils ne s’attaquent point à la racine du mal, à la cause de la misère irlandaise. Engels ignore totalement le caractère colonial de la question irlandaise et la relation étroite qui s’établit entre la revendication pour l’indépendence nationale et la revendication pour l’émancipation économique. Cet aspect de la question est effleuré par Marx dans un article du ‘New York Daily Tribune’ de juin 1853. Ce ne sont pas les détenteurs des moyens de production, c’est-à-dire les membres de l”Ascendancy’, qui sont responsables de la situation: “”L’Angleterre a subverti les conditions sociales existant en Irlande. Elle a d’abord confisqué la terre, puis supprimé l’industrie par actes du Parlement, et finalement brisé l’énergie active du peuple par la force armée. L’Angleterre a ainsi crée ces abominables conditions sociales qui permettent à une caste infime de petits lords rapaces de dicter au peuple irlandais les clauses en vertu desquelles il doit lui être permis de travailler la terre et de vivre dessus””. Marx n’en déduit pas pour autant que les Irlandais doivent s’affranchir de la tutelle de l’Angleterre. Il ne voit pas pourquoi ni comment une telle séparation pourrait s’opérer. Au contraire, il se plaît à souligner tout ce qui enchaîne les deux îles l’une à l’autre. Dans un article de la ‘Neue Oder Zeitung’ du 16 mars 1855, il note: “”L’Irlande s’est vengée de l’Angleterre: au point de vue social, en dotant chaque grande ville manufacturière, maritime ou commerçante anglaise d’un quartier irlandais; au point de vue politique, en dotant le Parlement britannique de la brigade irlandaise…Mais il est un phénomène curieux: à mesure que l’influence irlandaise s’accroît en Angleterre au point de vue politique, la puissance celte diminue en Irlande au point de vue social…Une révolution anglosaxonne bouleverse de fond en comble la société irlandaise. Cette révolution consiste en ce que le système agricole irlandais fait place au système anglais, la petite amodiation à la grande, tout comme les anciens propriétaires fonciers disparaissent devant les gros capitalistes””. Effectivement, après la famine, et l’émigration aidant, les ‘landlords’ procèdent aux ‘clearances’, la petite propriété s’efface devant la moyenne et la grande exploitations, la culture recule devant l’élevage. Cromwell, écrira Marx, voulait planter l’Irlande de colons anglais; le système actuel veut remplacer les Irlandais par des brebis, des cochons et des boeufs”” (pag 401-402) [Pierre Joannon, Histoire de l’Irlande et des Irlandais, 2009] “”Quelques années plus tard, Marx écrira à Engels: “”En aucun autre pays d’Europe, la domination étrangère n’a pris cette forme directe de l’expropriation des indigènes””. Cette évolution induit une nouvelle dimension de la pensée marxiste, en même temps qu’un nouveau facteur: l’impérialisme. Rapidement esquissée par Engels, c’est l’idée qui va peu à peu devenir le point central de la pensée de Marx sur l’Irlande: l’asservissement impérialiste de l’Irlande permet celui du prolétariat anglais, l’émancipation de l’une est impossible avant la libération de l’autre. Sous sa plume, l’Irlande sera mentionnée dans l’adresse inaugurale de l’Association internationale du travail de 1864. Et jusqu’au soulèvement de la Commune de Paris, on peut dire que la question d’Irlande a figuré au premier rang des préoccupations de Marx et d’Engels. Ils suivent de près l’activité des Fenians, mobilisent l’Internationale en faveur des trois inculpés du procès de Manchester, en 1867, et portent le deuil après leur exécution. Marx pense qu’à la faveur des troubles en Irlande se produira une réaction en chaîne: le système colonial abattu, le verrou capitaliste sautera en Angleterre même, pour peu que la classe ouvrière anglaise, qui est seule à même de faire triompher la cause irlandaise, y prête son concours. Mais è partir de 1868 les termes de l’analyse marxiste sont renversés. Le vote du deuxième ‘Reform Bill’ et la très large participation ouvrière aux élections de 1868 ont déçu l’attente des deux socialistes. Engels dénonce l’incapacité politique du prolétariat anglais, prêt à donner ses voix à n’importe quel parvenu. Il doit reconnaître que les masses populaires, loin d’être anti-impérialistes, profitent de l’expansion du commerce anglais, et il prophétise: “”Dans cette nation éminemment bourgeoise, une aristocratie bourgeoise et un prolétariat bourgeois surgiront peut-être à côté de la bourgeoisie existante””. Puisque le prolétariat anglais n’a pas voulu se servir du levier irlandais pour renverser le capitalisme anglais, c’est donc aux masses irlandaises qu’échoira ce rôle. Dans une lettre à Engels du 10 décembre 1869, Marx avoue: “”J’ai longtemps cru que c’est l’essor du mouvement anglais qui permettrait de renverser le régime irlandais… Une étude m’a convaincu du contraire. La classe ouvriére anglaise ne fera rien avant de s’être débarrassée de l’Irlande. C’est en Irlande que doit être appliqué le levier. Voilà pourquoi la question irlandaise a una telle importance pour le mouvement social en général””. Dans une lettre du 9 avril 1870 adressée à Meyer et Vogt, correspondants de l’Internationale aux Etats-Unis, Marx systématise son raisonnement. Ce texte revêt une importance toute particulière dans le schéma marxiste: “”Après de longues années passées à étudier la question irlandaise, j’en suis venu à la conclusion que le coup décisif contre le classes dirigeantes anglaises (et il sera décisif pour le mouvement ouvrier dans le monde entier) ne peut pas être porté en Angleterre mais seulement en Irlande…”””” [Pierre Joannon, Histoire de l’Irlande et des Irlandais, 2009] (pag 403-404)”,”IRLx-012″ “JOBET Julio Cesar”,”Socialismo y comunismo.”,”JOBET Julio Cesar è uno dei fondatori del Partido Socialista. E’ stato autore di numerosi opuscoli e libri. La sua ultima opera è stata: “”Ensayo Critico del desarrollo economico y Social de Chile””.”,”MALx-013″ “JOCTEAU Gian Carlo”,”La magistratura e i conflitti di lavoro durante il fascismo 1926 – 1934.”,”Gian Carlo JOCTEAU, nato a Torino nel 1947, lavora presso l’ Istituto di storia della Facoltà di lettere e filosofia dell’Univ di Torino e insegna storia del movimento sindacale presso la Scuola di amministrazione aziendale della stessa Università. E’ redattore de ‘Il mondo contemporaneo’ e fa parte del comitato di redazione di ‘Movimento operaio e socialista’. Ha pubblicato tra l’altro ‘Leggere Gramsci’ (Feltrinelli, 1975) e ha in preparazione (1978) con TRANFAGLIA una antologia sulla magistratura nell’Italia unificata e alcuni studi sul movimento operaio italiano.”,”ITAF-034″ “JOCTEAU Gian Carlo”,”Leggere Gramsci. Una guida alle interpretazioni.”,”JOCTEAU Gian Carlo è nato a Torino nel 1947. Si è laureato in filosofia (Univ. Torino). Sta preparando il volume (1975) ‘La magistratura e i conflitti di lavoro durante il fascismo’. Scrive su ‘Rivista di storia contemporanea’. “”Non bisogna confondere il Gramsci del 1919-22 col Gramsci dei ‘Quaderni’, di dieci e più anni dopo. Altrimenti non si spiegano i primi tre anni di vita del partito e nemmeno i forti residui di estremismo che rimasero nel partito negli anni seguenti, non si spiega il silenzio tenuto anche nei momenti più gravi della vita del partito”” (G. Berti)”” (pag 83)”,”GRAS-084″ “JODL Federico”,”Critica dell’idealismo.”,”JODL Federico “”Per noi è soprattutto interessante in tale crisi l’imperativo “”torniamo a Kant””, che allora si fece udire, che Otto Liebmann, non forse pel primo, ma certo nel modo più efficace, espresse nel suo scritto ‘Kant e gli Epigoni’, e di cui possiamo considerare come l’eco immediata più importante il libro di F.A. Lange ‘Storia del Materialismo e critica della sua importanza nell’età presente’, il più letto e fin da oggi il più conosciuto tra tutti gli scritti nati nella lotta contro l’avanzarsi del naturalismo e del materialismo. Questa notevole opera, che per decenni fu il principale punto d’appoggio della critica contro il naturalismo, è anche assai importante come tipo d’una determinata fase del kantismo e dell’interpretazione di esso. Lange si pone, in sostanza, del tutto dal punto di vista kantiano e cerca di mostrare che il criticismo è in grado di incorporarsi la totalità delle conoscenze scientifiche e nell’istesso tempo di superare il naturalismo, e ciò col rendersi chiaro conto dei presupposti di questo. Si tratta di quella forma di idealismo critico che più d’ogni altro è informato allo spirito che originariamente animava l’intrapresa di Kant: cioè di porre criticamente i confini di fronte alla metafisica costruttiva, di dare solidi fondamenti alla conoscenza umana col porre in luce, accanto ai fattori empirici, anche quelli universali e necessari di essa, di porre efficacemente in guardia contro la credenza d’aver colto nei concetti fondamentali della scienza naturale meccanicistica gli elementi ultimi del reale.”” (pag 33-34)”,”FILx-458″ “JOFFE Maria”,”One Long Night. A Tale of Truth.”,”Maria Joffe Born in New York, USA but grew up and was educated in St. Petersburg (Petrograd). On finishing High School, entered college to read Humanities. In 1918 married Adolphe Joffe, Chairman of the Brest Peace Delegation. Their son was born in July 1919. Adolphe Joffe was Russian Ambassador in Germany (during the reign of Kaiser Wilhelm) and then in China and Japan.”,”RUSS-050-FL” “JOFFE Nadezhda A.”,”Back in Time. My Life, My Fate, My Epoch. The Memoirs of Nadezhda A. Joffe.”,”Nell’inserto fotografico la foto del gruppo che ha partecipato alle trattative di Brest-Litovsk (Kamenev, Joffre, Bitsenko, Trotsky, Karakhan) La figlia del leader bolscevico e diplomatico sovietico Adolf A. Joffe, Nadezhda Joffe era anche prima del suo primo arresto, una attiva e cosciente oppositrice allo stalinismo. Questa è la sola memoria scritta negli anni seguenti all’Urss staliniana da un membro dell’ Opposizione di Sinistra che è nata nel 1923 sotto la leadership di Trotsky.”,”RIRB-157″ “JOFFE Nadezhda A.”,”Back in Time. My Life, My Fate, My Epoch.”,”Rather, what imparts to this memoir its unique and historically significat character is the political perspective of the author. Nadezhda Joffe was , even before her first arrest, a conscious and politically active opponent of Stalinism. This is the only memoir to be written in the post-Stalin Soviet Union by a member of the Left Opposition that had been formed under the leadership of Leon Trotsky in 1923. Foreword by David NORTH, Introduction, Notes, Afterword, Translated from the Russian by Frederick S. CHOATE, Fotografie, Index,”,”RIRB-036-FL” “JOFFRIN Laurent”,”Les batailles de Napoléon.”,”JOFFRIN Laurent (30 giugno 1952) giornalista francese di orientamento socialista. Diretore sia di Libération che del Nouvel Observateur. TULARD Jean (Parigi, 22 dicembre 1933) storico francese, professore onorario alla Sorbona, noto per i suoi numerosi studi dedicati a Napoleone e al periodo rivoluzionario e napoleonico. «Questo libro si propone di far rivivere le principali battaglie dell’Impero, dal punto di vista di un corrispondente di guerra ma anche di fornire una comprensione della strategia e delle tattiche degli eserciti coinvolti. Questo è il motivo per cui a ogni storia di battaglia è stata aggiunta una sezione pieghevole, che include le mappe principali che tracciano i movimenti delle truppe. Queste mappe consentono di localizzare le operazioni. Non pretendono la precisione matematica, quanto piuttosto ripristinare la logica delle scelte tattiche e strategiche. Prima di iniziare a leggere un capitolo, è vivamente consigliato sfogliare la mappa corrispondente: la storia si comprende solo con i luoghi in cui si svolge e la posizione degli eserciti. (…)» (pag 2 Modalità d’uso; traduz.d.r.) «Possiamo raccontare le guerre napoleoniche in forma romanzata. Balzac ci aveva pensato e, da Stendhal a Rambaud, molti romanzieri non hanno resistito a questa tentazione. (…) Possiamo, alla maniera di Clausewitz, analizzare queste guerre dal punto di vista strategico, scomporre i movimenti delle truppe, identificare gli errori commessi (attacco prematuro o troppo tardivo), aiutare a comprendere le cause di una vittoria o le ragioni di una sconfitta. (…) Lo storico darà, come Thiers o Madelin, uno sguardo freddo e meticoloso (…). Laurent Joffrin offre un approccio alle campagne di Napoleone diverso e profondamente originale: quello del corrispondente di guerra. Il giornalista ha una preoccupazione per la verità, ma anche quella di essere letto. Quando lo studioso si perde nei dettagli e il poeta dà libero sfogo alla sua ispirazione, il giornalista descrive ciò che vede con la preoccupazione che sia vero. Il giornalista è vicino alla gente e attento al luogo. (…) All’improvviso viviamo con i soldati, comprendiamo meglio le operazioni, respiriamo l’odore della polvere da sparo (…).» (pag 3, dalla prefazione di Jean Tulard; traduz.d.r.).”,”FRAN-129-FSL” “JOHANNET René”,”Le principe des nationalités. La guerre et les nationalités. L’ ideologie et l’ histoire. Le developpement historique du principe des nationalités. Francs et francais a la recherche d’ une identité nationale. Le principe des nationalités de Robespierre a Napoleon. De Waterloo a Sedan: la crise nationalitaire au XIXe siecle. Les théories de la nationalité en France et en Allemagne et leur critique. Philosophie de l’ impérialisme. Les éléments constitutifs de la nationalité. La société des nations et la paix perpétuelle. Politique et nationalités.”,”””La Germania ci offre un esempio non esattamente contrario ma molto diverso da quello. Dall’ alba della storia, essa a salvaguardato al massimo il suo particolarismo, il suo genio, la sua libertà. Essa è, con la Persia, il solo paese limitrofo che Roma non ha dominato, il solo che sisegnava nel corpo dell’ impero questo golfo, questo ‘sinus’, che fino all’ introduzione della frontiera, del ‘limes ‘e dei ‘champs décumates’ (agri décumates, ndr) causava tante preoccupazioni all’ amministrazione della Città e del Mondo””. (pag 204) (Lors de la conquête de la Gaule par Jules César, de 58 à 51. avant J.-C., le Rhin devint frontière de l’Empire romain. Quelques années plus tard, en 15 avant J.-C., sous le règne d’Auguste, les Romains soumirent les peuples des Alpes et s’établirent sur la rive droite du Danube supérieur. Mais, comme entre les deux fleuves, le territoire ennemi formait un saillant aussi dangereux que gênant, en 74 après J.-C., l’empereur Vespasien fit tracer une route stratégique de Strasbourg à Tuttlingen, sur le Danube. Les territoires gagnés par les Romains sur la rive droite du Rhin reçurent le nom de Champs décumates (Agri decumates). Sous le règne de Domitien (81-96 après J.-C.), les Romains commencèrent à fortifier la frontière reliant le Rhin au Danube. Le limes, la frontière fortifiée, garantit aux Champs décumates une sécurité relative pendant près de deux siècles, jusqu’en 260, date à laquelle les Germains chassèrent les Romains de la rive droite du Rhin.) Diversi imperialismi (…) pag 329″,”TEOP-205″ “JOHANSSON María Lucrecia”,”Soldados de papel. La propaganda en la prensa paraguaya durante la guerra de la Triple Alianza (1864-1870).”,”Maria Lucrecia Johannson si è laureata in Storia nell’Universidad Nacional de Tucuman (Argentina). Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. La guerra della Triplice Alleanza fu un conflitto militare combattuto tra il 1864 e il 1870 in America meridionale. La guerra fu combattuta dal Paraguay contro le tre nazioni alleate di Argentina, Brasile e Uruguay 1. Il conflitto fu il più sanguinoso della storia dell’America Latina, con un numero di morti stimato tra 80.000 e 300.000 1. La guerra fu scatenata da una serie di dispute territoriali e commerciali tra il Paraguay e i suoi vicini più potenti, l’Argentina e il Brasile. Nel 1864, il Brasile aiutò il capo del Partido colorado uruguaiano, Venancio Flores, a promuovere un colpo di Stato contro il presidente Bernardo Prudencio Berro, esponente del Partido blanco. In risposta, il presidente del Paraguay, Francisco Solano López, credendo che l’equilibrio del potere regionale fosse minacciato, dichiarò guerra al Brasile. Il conflitto coinvolse presto anche l’Argentina, che si vide invadere il territorio della provincia di Corrientes dai paraguaiani. Bartolomé Mitre, presidente eletto a Buenos Aires, organizzò allora un’alleanza con il Brasile e con l’Uruguay di Flores (la Triplice Alleanza), e assieme dichiararono guerra al Paraguay, il 1º maggio 1865 1. La guerra lasciò il Paraguay in una situazione particolarmente grave; in particolare dal punto di vista demografico, la sua popolazione di approssimativamente 525.000 persone, venne ridotta a circa 221.000 nel 1871, delle quali solo 28.000 erano uomini 1. (copil.) 1: 1 Wikipedia. (2022, 15 gennaio). Guerra della triplice alleanza”,”AMLx-005-FSL” “JOHNPOLL Bernard K. KLEHR Harvey a cura; contributi di Robert ALEXANDER Barbara BARTKOWIAK John BECK Jeff BENEKE Casey BLAKE Clayborne CARSON Art CASCIATO Norah CHASE Maceo CRENSHAW DAILEY Lowell DYSON Robert FITRAKIS Michael FURMANOVSKY Dorothy GALLAGHER David GARROW John GERBER Albert GLOTZER Max GORDON Janet GREENLEE Robert L. HARRIS Stephen K. HAUSER John HAYNES Robert HILL James INGBRETSON Maurice ISSERMAN Lillian KIRTZMAN JOHNPOLL Mike KARNI Israel KUGLER Judy KUTULAS Daniel LEAB Paul LEBLANC Hugh LOVIN Charles MARTIN Dahrl Elizabeth MOORE John O’SULLIVAN Robert RUSHIN Penny RUSSELL James Gilbert RYAN Ed SHOEMAKER Gerald SORIN Mart STEWART Pat SULLIVAN Dorothy SWANSON Warren VAN TINE Alan WALD Kenneth WALTZER Seth WIGDERSON Tom WILLIAMS Robert ZIEGER”,”Biographical Dictionary of the American Left.”,”Contributori: Robert ALEXANDER, Barbara BARTKOWIAK, John BECK, Jeff BENEKE, Casey BLAKE, Clayborne CARSON, Art CASCIATO, Norah CHASE, Maceo CRENSHAW DAILEY, Lowell DYSON, Robert FITRAKIS, Michael FURMANOVSKY, Dorothy GALLAGHER, David GARROW, John GERBER, Albert GLOTZER, Max GORDON, Janet GREENLEE, Robert L. HARRIS, Stephen K. HAUSER, John HAYNES, Robert HILL, James INGBRETSON, Maurice ISSERMAN, Lillian KIRTZMAN JOHNPOLL, Mike KARNI, Israel KUGLER, Judy KUTULAS, Daniel LEAB, Paul LEBLANC, Hugh LOVIN, Charles MARTIN, Dahrl Elizabeth MOORE, John O’SULLIVAN, Robert RUSHIN, Penny RUSSELL, James Gilbert RYAN, Ed SHOEMAKER, Gerald SORIN, Mart STEWART, Pat SULLIVAN, Dorothy SWANSON, Warren VAN TINE, Alan WALD, Kenneth WALTZER, Seth WIGDERSON, Tom WILLIAMS, Robert ZIEGER.”,”MUSx-032″ “JOHNSON Robert Eugene”,”Peasant and Proletarian. The Working Class of Moscow in the Late Nineteenth Century.”,”L’A già Prof alla Cornell Univ, lavora ora al Dipartimento di storia all’ Erindale College dell’ Univ di Toronto.”,”MRSx-008 RUSx-024″ “JOHNSON Oakley C.”,”Marxism in United States History Before the Russian Revolution (1876-1917).”,”JOHNSON Oakley C. nato nel 1891 si è laureato nel 1928 all’ Università del Michigan e per 30 anni ha lavorato presso il dipartimento di inglese alla Long Island University, poi alla CCNY e quindi in un college del Texas. E’ autore di una biografia di Charles E. RUTHENBERG (1957) e di ‘Robert Owen in the United States’ (AIMS-Humanities 1970).”,”MUSx-088″ “JOHNSON Chalmers”,”La storia del dottor Sorge e di Ozaki Hotsumi.”,”JOHNSON Chalmers, ricercatore americano, è Professore di scienze politiche all’ Università di California, studioso del Giappone e dell’ Estremo Oriente.”,”JAPx-033″ “JOHNSON Chalmers”,”La storia del dottor Sorge e di Ozaki Hotsumi.”,”””La ragione fondamentale della decisione di Ozaki di collaborare con Sorge a Shanghai va cercata nella sua valutazione della situazione internazionale. Lo stesso Ozaki spiegò: “”La mia particolare posizione ideologica negli anni successivi nasceva dall’ esperienza di Shanghai. Prima di tutto, dallo studio della cosiddetta posizione semicoloniale della Cina mi era nato un profondo interesse per il movimento di liberazione nazionale e per l’ unificazione del paese. In secondo luogo, avevo analizzato il reale significato della posizione dominatrice dell’ Inghilterra in Cina, ed ero giunto alla conclusione che l’ Inghilterra era il nemico comune di tutti i popoli oppressi del mondo… Poi vi fu l’ “”incidente manciuriano””, il segnale dell’ inizio di un nuovo secolo in Estremo Oriente … I cinesi non conoscevano la situazione interna del Giappone, le preoccupazioni suscitate da molti anni nel paese soprattutto dalla depressione economica, e dal fatto che il popolo giapponese non sembrava avere una via d’ uscita da tali difficoltà. I cinesi denunciarono con veemenza l’ aggressione imperialista giapponese. Ozaki pensava che la sempre più aggressiva politica imperialista del Giappone avrebbe trascinato il paese in un conflitto con le altre potenze imperialiste, e che quindi Tokyo non avrebbe mai potuto sconfiggere la Cina. La guerra ormai imminente, egli pensava, sarebbe stata disastrosa per il suo paese; la sola possibilità di salvezza per il Giappone risiedeva nella conquista del potere, preferibilmente con una rivoluzione di minoranze, da parte di dirigenti che adottassero una politica di neutralità verso le potenze europee e di amicizia verso la rivoluzione cinese (…).”” (pag 97)”,”JAPx-054″ “JOHNSON Robert Eugene”,”Contadini e proletari. La classe lavoratrice moscovita alla fine dell’ 800.”,”JOHNSON Robert Eugene specialista di storia russa, insegna nel Dipartimento di storia dell’ Università di Toronto. L’A dimostra come gli opreai russi di fine Ottocento fossero al tempo stesso proletari e contadini, legati sia al villaggio di origine sia alla fabbrica. “”Il dizionario Smirnitskii definisce lo ‘zemliak’ come il “”compaesano, una persona della stessa terra. (…)”” (pag 94) “”I.I. Ianzhul, un ispettore delle fabbriche di Mosca, osservò nel 1884 che spesso i bambini andavano a lavorare in fabbriche grandi sotto la protezione di uno ‘zemliak’, mentre i genitori rimanevano in campagna o si recavano altrove per lavorare. F.P. Pavlov, ingegnere in una fabbrica tessile della Russia centrale che non viene identificata, chiese a un’operaia come lei e suo marito riuscissero a sopportare di condividere una stanza con un’altra famiglia e ricevette questa risposta: “” Che problema c’è? E’ gente nostra (my svoi), dello stesso villaggio””. Nella letteratura russa dell’Ottocento si menzionano spesso di passaggio i legami tra ‘zemliaki’, un fatto della vita quotidiana che sia gli autori sia i lettori davano per scontato. In ‘Delitto e castigo’ di Dostoevskij, per esempio, viene dato un importante ruolo secondario a due imbianchini che sono ‘zemliaki’ di Riazan’ e lavorano insieme a San Pietroburgo. La protagonista del romanzo di Gorkij ‘Madre’, il cui marito e il cui figlio sono presentati come operai di fabbrica a lungo termine, viene iniziata all’attività rivoluzionaria da uno ‘zemliak’ (tra gli altri). Quanto era diffuso lo ‘zemliachestvo’ tra i lavoratori? I dati statistici fanno pensare che nelle fabbriche di Mosca gli immigranti avessero l’abitudine di raggrupparsi””. (pag 95)”,”MRSx-044″ “JOHNSON Olive M. / DE-LEON Daniel”,”Forty Years After (1883-1923). / Karl Marx (Daily People, May 4, 1913).”,”Copia firmata Alfred Mischall “”In 1917 came the Russian Revolution. De Leon had always held that military struggle alone between progress and reaction could bring about the revolution in an industrially backward country like Russia. The events of 1914-1917 had forced the Russian workers and peasants into the army – had made them the army. When that army once willed the revolution, the thing was finished, finished practically without bloodhed. The Russian Revolution was the triumph of Marxism. It demonstrated clearly his historical theory of class struggles and that today the proletariat alone is the true, the historical revolutionary class.”” (pag 14-15)”,”MADS-436″ “JOHNSON J.R.”,”Marxism and the Intellectuals. The working class and socialism in a review of two books by British socialist Raymond Williams. Plus documentary material on the destruction of a workers paper in the U.S.”,”JOHNSON J.R.”,”MUSx-262″ “JOHNSON Robert Eugene”,”Contadini e proletari. La classe lavoratrice moscovita alla fine dell’800.”,”Robert Eugene Johson, specialista di storia russa, insegna nel Dipartimento di storia dell’Università di Toronto.”,”MRSx-018-FL” “JOHNSON J.R.”,”Marxism and the Intellectuals.”,”An Introductory Statement by Martin GLABERMAN,”,”TEOC-109-FL” “JOHNSON Chalmers”,”Gli ultimi giorni dell’impero americano.”,”Chalmers Johnson presidente del Japan Policy Research Institute e professore emerito all’Università della California. Ha scritto libri sul Giappone e sull’Asia.”,”USAP-010-FL” “JOHNSON Chalmers A.”,”Nationalisme paysan et pouvoir communiste. Les débuts de la révolution chinoise (1937-1945)”,”Chalmers A. Johnson, Professeur de Science Politique à l’Université de Californie, Berkeley. Nel giugno del 1940 alcuni funzionari del PCC e del KMT aprono dei negoziati a Chungking in vista di delimitare i territori della Quarta Armata Nuova da una parte e della Ottava armata (8a Armée de Route), dall’altra. Viene firmato un accordo scritto, e viene inteso che la regione situata a nord del fiume Giallo venga riconosciuta territorio comunista (salvo il sud di Shansi, che rimane in mano al KMT), in cambio la 4° Armata Nuova evacua la Cina centrale (pag 153) Un capitolo sulla vicenda simile in Jugoslavia (partecipazioni dei contadini alla resistenza) Il governo comunista (maoista) in Cina fu proclamato il 1° ottobre 1949″,”CINx-309″ “JOHNSON David”,”The French Cavalry. 1792-1815.”,”<> (dall’Introduzione). <> (pg 21). <> (pg 31). <> (pg 47). <> (pg 137). [Tutte traduz. d. r.].”,”FRQM-001-FSL” “JOHNSTON J., a cura di Michele COSTA Paolo PARUOLO”,”Econometrica.”,”J. Johnston è professore di econometrica all’Università di California, Irvine. In precedenza ha insegnato alle Università di Harvard, Manchester, Wales e Wisconsis.”,”ECOT-171-FL” “JOHNSTONE Monty”,”Lenin e la rivoluzione.”,”””Già nel 1894 Lenin (1) si era affermato come serio pensatore marxista con la pubblicazione del suo primo libro, ‘Che cosa sono gli “”Amici del popolo”” e come lottano contro i socialdemocratici’, una polemica contro i populisti. Lenin vi ribadiva che l’intelligencija socialista russa doveva dedicarsi all’attività teorica “”fondata sullo studio particolareggiato e minuzioso della storia e della realtà russa”” che “”soddisferà le esigenze della scienza””. Senza questa premessa teorica i socialisti non potevano divenire capi ideologici del proletariato. Allo stesso tempo, però, “”il lavoro pratico di propaganda e di agitazione resta sempre assolutamente al primo posto perché…il lavoro teorico risponde solo alle questioni poste dal lavoro pratico”” (2). Per tutto il resto della sua vita il lavoro teorico di Lenin sarebbe stato una risposta ai problemi politici e organizzativi del momento, mentre le conclusioni teoriche venivano verificate e, se necessario, rettificate, alla luce dell’esperienza o del mutare delle circostanze. Rifiutava l’idea che la teoria marxiana fosse “”qualcosa di più che la spiegazione di una data formazione economico-sociale”” (3). Quattro anni dopo avrebbe scritto: “”Noi non consideriamo affatto la teoria di Marx come qualcosa di definitivo e di intangibile; siamo convinti, al contrario, che essa ha posto soltanto le pietre angolari della scienza che i socialisti devono far progredire in tutte le direzioni, se non vogliono lasciarsi distanziare dalla vita. Noi pensiamo che per i socialisti russi sia particolarmente necessaria un’elaborazione indipendente della teoria di Marx, poiché questa teoria ci dà soltanto i principî direttivi generali, che si applicano in particolare all’Inghilterra in modo diverso che alla Francia, alla Francia, in modo diverso che alla Germania, alla Germania in modo diverso che alla Russia”” (4). Nello ‘Sviluppo del capitalismo in Russia’, portato a termine in Siberia nel 1899, Lenin stesso fornì un magnifico esempio di questa “”elaborazione indipendente”” del marxismo. Si trattava di un’applicazione informatissima e particolareggiata del metodo proposto dal ‘Capitale’ di Marx all’analisi delle dimensioni e delle forme assunte dallo sviluppo capitalistico in Russia, e dei suoi effetti sulla differenziazione sociale nelle campagne. Non vi rifiutava soltanto in modo decisivo la tesi dei populisti, secondo cui la Russia poteva evitare l’esperienza del capitalismo, confutazione che ovviamente costituiva l’obiettivo pratico immediato dell’opera. Dimostrando l’instabilità della borghesia russa, poneva anche le basi della successiva strategia sull’egemonia e le alleanze di classe”” [Monty Johnstone, ‘Lenin e la rivoluzione’] [(in) ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale. I Dalla rivoluzione d’Ottobre alla crisi del ’29’; ‘Storia del Marxismo’, Torino, 1980] [(1) (…) [Lenin] Nel 1895 si recò all’estero e a Ginevra incontrò per la prima volta Plechanov, Akselrod e Vera Zasulic, mentre a Berlino conobbe Wilhelm Liebknecht. Arrestato e incarcerato nel dicembre 1895, venne esiliato in Siberia. Ritornò dall’esilio nel febbraio 1900, e poco dopo emigrò; in collaborazione con Plechanov, fondò il foglio socialdemocratico ‘Iskra’, il cui primo numero venne pubblicato a Lipsia il 24 dicembre 1900. Da allora, fino al suo ritorno dopo la rivoluzione del febbraio 1917, avrebbe condotto la sua opera di agitazione dall’estero, con la sola parentesi della prima rivoluzione russa (1905-1907); (2) V. Lenin, Opere, vol. I, p,. 300 e nota; (3) Ibid. p. 191; (4) Ibid., vol. 4; pp. 212-13] (pag 89-90) “”Lenin (…) in ‘Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica’ osservava che le previste riforme democratiche politiche ed economiche avrebbero “”per la prima volta concretamente posto il terreno per uno sviluppo rapido, europeo, e non asiatico, del capitalismo in Russia””. L’idea di “”cercare la salvezza per la classe operaia ovunque, eccetto che nello sviluppo ulteriore del capitalismo – insisteva – è un’idea reazionaria (Lenin, Opere vol 8, pp. 41-42). Rifiutava dunque il concetto di “”rivoluzione permanente”” avanzato da Parvus e Trotsky, che tendevano a sostituire allo zarismo governo operaio”” (pag 94)”,”LENS-271″ “JOHNSTONE Monty”,”Uno strumento politico di tipo nuovo: il partito leninista d’avanguardia.”,”Monty Johnstone, trotskista. “”Lenin fu assai sensibile all’influenza della socialdemocrazia tedesca e del suo programma di Erfurt del 1891, in cui si attribuiva al partito il compito di «plasmare (‘gestalten’) questa lotta della classe operaia (per il potere politico) in un movimento consapevole e unitario, indicandogli inoltre il necessario (‘naturnotwendiges’) obiettivo» (11). In particolare, egli attinse al principale teorico tedesco, Karl Kautsky, autore di una parte importante di quel programma (12), nonché di un fortunatissimo commento ad esso, un capitolo del quale era intitolato ‘La socialdemocrazia: la unificazione di movimento operaio e socialismo”” (13). Citando questa formula di Kautsky, e anticipando il ‘Che fare?’, Lenin scriveva nel 1899: “”Suo compito [della socialdemocrazia] è di introdurre nel movimento operaio spontaneo determinati ideali socialisti; di legarlo a convinzioni socialiste, le quali devono essere al livello della scienza moderna, di legarlo a una lotta politica sistematica per la democrazia quale mezzo per attuare il socialismo, di fondere, in una parola, questo movimento spontaneo in un tutto indissolubile con l’attività di un partito rivoluzionario”” (14). Ribadita la necessità di un’analisi sia dell’esperienza rivoluzionaria in Europa occidentale, sia di quella russa, Lenin proseguiva sottolineando che non esistevano «modelli bell’e fatti» che il partito russo potesse imitare: “”Da una parte il movimento operaio russo è posto in condizioni del tutto diverse da quelle dell’Europa occidentale… dall’altra parte, la socialdemocrazia russa si distingue dai vecchi partiti rivoluzionari russi nella maniera più profonda, per cui la necessità di imparare dai più eminenti tra i vecchi rappresentanti russi della tecnica rivoluzionaria e cospirativa (non abbiamo la minima difficoltà a riconoscere questa necessità) non ci esime in alcun modo dal dovere di assumere nei loro riguardi un atteggiamento critico e di forgiare la nostra organizzazione in maniera indipendente”” (15). Sebbene, nel ‘Che fare?’, Lenin avesse attinto da Kautsky – come vedremo – uno dei concetti chiave, rimane estremamente significativo il contrasto tra l’importanza che l’attivismo assume negli scritti di Lenin sul partito e l’atteggiamento in certo qual modo fatalistico che si nota in quelli di Kautsky. E’ caratteristico, ad esempio, che la parte del commento di Kautsky a Erfurt intitolata ‘Il partito operaio’ si svolga nei termini più generici, permeata com’è del concetto di quella «Naturnotwendigkeit» (necessità per legge di natura) che nei paesi capitalistici condurrà la classe operaia verso il partito e produrrà inevitabilmente la vittoria del socialismo, rappresentando per il proletariato un «lieto annuncio, un nuovo vangelo» (16). Tutti gli scritti di Lenin sul partito, invece, sono estremamente specifici, in quanto affrontano i particolari compiti organizzativi imposti dalla situazione politica del momento. Pur astenendosi dal volontarismo, contro il quale nei vent’anni a venire avrebbe combattuto aspre battaglie all’interno del partito, Lenin sottolineava con forza l’elemento soggettivo nel processo rivoluzionario: «Dire – scriveva sull’«Iskra» nel dicembre 1901 – … che gli ideologi (cioè i dirigenti coscienti) non possono deviare il movimento dalla strada determinata dal gioco reciproco dell’ambiente e degli elementi, significa dimenticare una verità elementare: che la coscienza partecipa a questa azione reciproca e a questa determinazione» (17). I socialdemocratici dovranno prendere «nelle proprie mani la direzione del movimento democratico generale», comprendendo che «il carattere di massa del movimento non solo non attenua ma, al contrario, accentua il nostro dovere di formare un’organizzazione di rivoluzionari forte e centralizzata, capace di dirigere sia la lotta preparatoria, sia ogni improvvisa esplosione, sia, infine, l’attacco decisivo» (18). Nel ‘Che fare?’ Lenin esprimeva in modo epigrammatico il suo spirito attivista con la famosa frase: «Dateci un’organizzazione di rivoluzionari e capovolgeremo la Russia!»”” [Monty Johnstone, ‘Uno strumento politico di tipo nuovo: il partito leninista d’avanguardia’][(in) ‘ ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale. I Dalla rivoluzione d’Ottobre alla crisi del ’29’, Torino, 1980] [(11) ‘Geschichte der Deutschen Arbeiterbewegung’, Berlin, 1966, vol. I, p. 431; (12) M.L. Salvadori, ‘Kautsky e la rivoluzione socialista, 1880-1936, Milano, 1976, p. 26; (13) K. Kautsky, ‘ll programma di Erfurt’, Roma, 1971, pp. 187-189; (14) V. Lenin, Opere, vol. 4, p. 219; (15) Ibid., pp. 219-20; (16) Kautsky, ‘Il programma di Erfurt’, cit., pp. 179-182; (17) V. Lenin, Opere, vol. 5, p. 292; (18) Ibid., pp. 293-294] (pag 304-305-306)”,”LENS-276″ “JOHNSTONE Monty”,”Trotsky and the Debate on Socialism in One Country.”,”””The Revolution Betrayed’, written by Trotsky in 1936, shows both the strengths and weakness of his position at this time’ (…) ‘Trotsky’ dogmatic shibboleth of the impossibility of building Socialism in one country led him even now to underestimate how deeply entrenched and resilient the Socialism system was in Russia (…)”” (pag 122) Critica a Trotsky sulla questione. “”‘It is possible for an isolated Soviet State to maintain itself for an indeterminate period of time in an imperialist environment, within the constricting circle of Fascist counterrevolutions? The answer of Marxism is, No. The answer of the internal condition of the USSR is, No!… Outside of the world revolution there is no salvation’ (19). If we accept the issue posed in this way, history has completely demolished Trotsky’s position. If, however, we define Socialism as Mandel does as ‘a society without classes, commodities, money and State’ (p. 42), then by the very terms of this definition we are led to a different conclusion. If we are going to make a meaningful estimate of Trotsky’s political positions, we must avoid arbitrary definitions that take the issues out of their historical context and provoke idle semantic wrangles. The fact is that Mandel’s definition is at variance with the Leninist conception that was generally accepted by the Russia Communist Party. In ‘State and Revolution’ Lenin wrote of Socialism as synonymous with Marx’s first phase of Communism; representing the “”conversion of the means of production into the common property of the whole of society. ‘Socialism’, he went on, ‘does not remove’ the defects of distribution and the inequality of “”bourgeois right”” which ‘continue to prevail’ as long as the products are divided “”according to the amount of work performed”” … The Socialist principle: “”An equal amount of labour for an equal quantity of products””, is … already realized… There is still need for a state…. For the complete withering away of the state, complete Communism is necessary”” (20). This distinction was amplified in ‘The ABC of Communism’ by Bukharin and Preobrazhensky, which from 1919 had been the basic Party textbook. “”In Socialist society, which is inevitable as an intermediate state between capitalism and Communism’ they wrote, ‘money is needed, for it has a part to play in commodity economy… In Socialist society, this commodity economy will to some extent persist”” (21). The society without commodities, money and state which Mandel defines as Socialism carries many of the characteristics that Party tradition identified with the higher stage of Communism. It is a red herring drawn into the discussion, for it not what Russian Communists understood when they set meant the organization of co-operative production on a large scale, which is the definition that Trotsky gave of Socialism in 1906 (22). Nor will Mandel be able to find any support for his claim that ‘even Stalin and Bukharin’ agreed that the Socialist economy that they believed possible in Russia ‘must have a higher productivity of labour than the most developed capitalist economy’ (p. 42) – as distinct from a far higher level of productivity than Russia had known under capitalism and the aim of catching up with and overtaking the capitalist world in productivity – the guarantee of the victory of Socialism ‘on a world scale'(23). Lenin’s Position: Mandel argued that the conception of ‘Socialism in One Country’ represents a rejection of elementary Marxist-Leninist theory, of ‘the whole heritage of Lenin’ (p. 43). This is a particularly misleading quarter-truth. What is true is that when the Bolsheviks came to power in 1917 they did so in the belief that hey were, in Lenin’s words, ‘on the threshold of a world proletarian revolution’ (24). For same time after the October Revolution, Lenin and the Bolsheviks thought (and Trotsky was very fond of marshalling quotations to prove it (25)): ‘Either revolution breaks out in the other countries, in the capitalistically more developed countries, immediately, or at least very quickly, or we must perish’ (26). However, with characteristic realism, Lenin noted already in March 1918, urging ratification of the humiliating terms of the Brest-Litovsk Peace Treaty that Trotsky said would be ‘treachery in the fullest sense of the word’ (27), that although they eventually would see the world revolution, ‘for the time being it is a very good fairy tale’ (28). Since by 1921 it was clear to him that internationally ‘events did not proceed along as straight a line as we expected’ and it had ‘proved impossible to call forth revolution in other capitalist countries’ (29), he devoted himself more and more to considering the novel problem of the construction of Socialism in Russia in the contest of an indefinitely delayed international revolution”” (pag 117-118) [Monty Johnstone, ‘Trotsky and the Debate on Socialism in One Country’, ‘New Left Review’, London, n. 50 1968] [(19) I. Deutscher,, ‘Stalin: A Political Biography’, London, 1949, pp. 286-287; (20) V.I. Lenin, ‘Selected Works’, hereafter S.W. (Moscow, 1937), VII, pp. 85-87. Italics in original, cf. also S.W., VIII, p. 239; (21) N. Bukharin E. Preobrezhenski, ‘An A.B.C. of Communisme’ (London, 1924), pp. 345-346; (22) L. Trotsky, ‘Results and Prospect’, p. 220; (23) Actually the average productivity of labour in the URSS today is equal to and even above that of most capitalist countries, whilst being still below that of the USA; (24) S.W.., VI, p. 225; (25) See, e.g., L. Trotsky, ‘History of the Russian Revolution’ (London, 1936), III, Appendix, I.; (26) S.W., IX p, 227; (27) Quoted by Lenin, S.W., VII, p.309; (28) S.W., VII, p. 297; (29) S.W., IX, p. 227]”,”TROS-305″ “JOHSUA Isaac”,”La crise de 1929 et l’émergence américaine.”,”Isaac Johsua è maîtres de conférences en sciences économiques all’Università Paris XI (Orsay) e ricercatore all’ADIS (Facoltà Jean Monnet, Sceaux) “”La crise américaine, quelle que soit sa violence, n’est pas tout d’une pièce. Nous l’avons mis en évidence dans le chapitre précédent: ‘il y a dans ce pays plusieurs crises dans la crise’. La première est proprement américaine, et s’étend jusqu’en janvier 1931. La deuxième (mai 1931 à juillet 1932) est européenne (ou, plus exactement, elle est le contrecoup de la crisi européenne). La troisième (novembre 1932 à mars 1933) est internationale (ou, plus exactement, elle est celle de l’insertion internationale des Etats-Unis). On a la nette impression, en observant les séries mensuelles disponibles (…) que la grande dépression aurait pu s’arrêter à la fin de chacune de ces phases, mais qu’elle a, à chaque fois, été relancée par un nouveau choc, celui de la crisi européeenne ou encore celui du dollar. L’effet de chacun de ces chocs s’est peu à peu atténué, mais pour être relayé par le choc suivant (1). L’étude critique de l’hypothèse monétariste nous a permis d’analyser les deuxième et troisième phases de la crise américaine. Il nous reste a tenter d’expliquer la première. On a parfois dit que cette première phase de la grande dépression n’avait pas été particulièrement sévère. Affirmation étonnante. En volume la chute du CNP est de -8,9% en 1930, par rapport au niveau de 1929 (2). On ne trouve aucune chute aussi importante du GNP annuel en remontant le temps américain jusqu’en 1869 (3). (…) Pour expliquer la gravité de la première phase de la crise américaine, l’accent a quelquefois été mis sur le comportement de la consommation de biens durables. Celle-ci chute en effet de -20,8% en 1930 (par rapport à 1929) (4). Cette consommation est, par nature, volatile: elle concerne des produits non indispensables, qui, de surcroît, s’usent lentement, autrement dit des éléments dont on peut facilement différer la commande et ce d’autant plus longuement que l’on vient d’en acheter (comme ce fut le cas au cours des années vingt) de très importantes quantités. L’effondrement de la consommation de durables étant habituel lors des retournements conjoncturels, on ne voit pas en quoi un tel mouvement serait à même d’expliquer la gravité de la grande crise. Mais certains auteurs, insistent sur la place grandissante de ces biens dans la consommation des ménages, au cours de la (ou des) périodes précédant la crise. Leur poids accru aurati démultiplié l’impact macroéconomiques de l’habituelle nervosité de cette branche (2).”” [(1) S.G. Cecchetti et G. Karras (1994) ont mis en évidence l’existence de plusieurs chocs, qui expliqueraient la périodisation de la crise américaine: le premier serait une brutale chute de la demande, immédiatement après le krach boursier; il aurait été suivi par d’autres chocs de même nature jusqu’à la mi-1931. La crise aurait alors rebondi du fait cette fois d’un choc de l’offre, lié aux suspensions bancaires; (2) NIPA (1993), p. 14, Tableau 1.10. Données en dollars de 1987; (3) N.S. Balke et R.J. Gordon (1989), pp. 84-85; NIPA (1993), p. 3, Tableau 1.2. Données en dollars de 1987; (5) Voit B. Eichengreen (1992, a), pp. 214-215 ou encore H.W. Richardson (p. 14)] (pag 83-84)”,”ECOI-368″ “JOLIVET Régis”,”Las doctrinas existencialistas desde Kierkegaard a J.P. Sartre.”,”JOLIVET Régis è decano della Facoltà cattolica di filosofia di Lione. Il primato della soggettività. “”Kierkegaard scrive una formula aggressiva (che sembra giustificare l’ interpretazione di Haecker): “”La incertidumbre objetiva apropriada firmemente por la interioridad más apasionada, he aqui la verdad, la más alta verdad que pueda haber para un sujeto existente””. “”L’ incertezza oggettiva appropriata fermamente dalla più entusiastica interiorità, si ha qui la verità, la più alta verità che si può avere per un soggetto esistente””. (pag 46)”,”FILx-298″ “JOLL James”,”Historia de Europa desde 1870. (Tit. orig.: Europe since 1870. An International History)”,”””Già nel dicembre 1914, un deputato dell’ ala sinistra del Partito Socialdemocratico, Karl Liebknecht (figlio d Wilhelm Liebknecht, uno dei fondatori del partito) votò contro il rinnovamento dei crediti di guerra, e un anno dopo venti deputati votarono contro, mentre altri si astennero. Nel marzo 1916, il dirigente del gruppo parlamentare socialista, Hugo Haase, si dichiarò contro la guerra, e questo provocò una divisione nel partito. A quel punto non si poté impedire una rottura della Burgfrieden. Nell’ aprile 1917, il gruppo dissidente, che adesso si opponeva apertamente alla guerra e chiedeva “”una pace senza annessioni né indennizzi””, formò un partito separato, il Partito Socialdemocratico Indipendente (Unbhängige Sozialdemokratische Partei Deutschlands, USPD).”” (pag 258)”,”EURx-201″ “JOLL James”,”Le origini della prima guerra mondiale.”,”””Lo studio della storia diplomatica del secolo diciannovesimo e i retroscena della prima guerra mondiale divennero una delle branche più prestigiose della ricerca storica. Diversi storici eminenti, nell’accarezzare l’idea dell’autonomia della storia diplomatica come un ramo degli studi storici, parvero voler confermare il punto di vista del grande storico tedesco del’Ottocento, Ranke, secondo il quale è la politica estera a determinare gli sviluppi interni degli stati e a decidere del loro destino. Grazie a quella generazione di storici e agli studenti da loro indottrinati, noi oggi conosciamo nei particolari la storia delle relazioni fra gli stati negli anni che precedono il 1914 meglio della storia di qualsiasi altro periodo. Molti di questi storici continuarono ad occuparsi, in una forma o nell’altra, del problema della responsabilità, e a quale dei governi belligeranti addosarla; tanto per fare qualche esempio, Pierre Renouvin, in Francia, e Bernadotte Schmitt, negli Stati Uniti, furono inclini a dare la colpa alla Germania; un altro americano, Sidney B. Fay, all’Austria-Ungheria; il tedesco Alfred von Wegerer, alla Russia e alla Gran Bretagna. Il più monumentale di questi studi specifici, redatto dal giornalista e uomo politico italiano Luigi Albertini, apparve solo dopo che era cominciata la seconda guerra mondiale e raggiunse notorietà internazionale qualche anno più tardi, allorché il nocciolo della discussione stava ormai cambiando (7). … (pag 7-8)”,”QMIP-017-FL” “JOLL James”,”The Origins of the First World War.”,”Le voci nell’indice (pag 225) Marx Marxist theories of war “”The search for an explanation for the outbreak of the war in terms of the nature of the international system – a view summed up in the title of an influential book published in 1926, ‘The International Anarchy 1904-1914′ by the Cambridge classicist G. Lowes Dickinson – was aided by the publication by most of the governments involved in the war of numerous volumes of documents from their diplomatic archives. The first attack on secret diplomacy in which the publication of documents was used to discredit opponents was launched before the end of the war when Trotsky, the first Foreign Minister of the Bolshevik regime, ordered the publication of the secret treaties entered into by the Tsarist government, greatly to the embarrassment of Russia’s allies France and Britain. Then, after the German revolution of 1918, the republican government authorized the eminent socialist theoretician Karl Kautsky to prepare a volume of documents from the German archives on the events immediately preceding the outbreak of war. Subsequent German governments believed that one way to refute the allegations of Germany’s war guilt was to show the detailed working of the old diplomacy and to demonstrate that the methods of all governments were much the same and that therefore no specific blame should be attached to the Germans. Accordingly, between 1922 and 1927 thirty-nine volumes of German diplomatic documents were published under the title ‘Die Grosse Politik der Europäischen Kabinette’ (The High Policy of the European Cabinets). This German initiative which aimed at countering the allegations of Germany’s war guilt meant that other countries felt obliged to follow the example and show that they too had nothing to hide. Consequently the ‘British Documents on the Origins of the War’ appeared in eleven volumes between 1926 and 1938; the French ‘Documents Diplomatiques Français 1871-1914’ began publication in 1930, though the last of the volumes did non appear until 1953. Eight volumes of Austro-Hungarian documents were published in 1930 by the government of the Austrian Republic, while the Italian documents were only published after the Second World War. Members of the Russian diplomatic service who remained abroad after the revolution published selections from their embassy archives, and the Soviet government printed a quantity of archive material in the 1920s and 1930s”” (introduzione) (pag 3-4)”,”QMIP-164″ “JOLL James”,”Le origini della prima guerra mondiale.”,”(pag 7-8) (fare con scheda Laur) “”Il nocciolo essenziale dell’Alleanza germano-austriaca era infatti costituito da un accordo in base al quale, se uno dei due contraenti fosse stato attaccato dalla Russia, l’altro l’avrebbe sostenuto “”con tutta la forza del suo impero””. All’epoca di Bismarck…. finire.. (pag 57-58) Un passo profetico di Engels sull’imminente guerra europea e la crisi mondiale. “”Dopo la morte di Marx, Engels elaborò nuove teorie sulla natura della guerra moderna e sui problemi che si ponevano ai socialisti. Rendendosi perfettamente conto che le guerre future sarebbero state più distruttive e catastrofiche di tutte quelle passate, nel 1887 scrisse un passo profetico assai noto: “”Dagli otto ai dieci milioni di soldati si annienteranno a vicenda e, così facendo, divoreranno l’Europa lasciandola più nuda di una nuvola di locuste. Le devastazioni della guerra dei Trent’anni ristrette nello spazio di tre o quattro anni ed estese all’intero Continente; la carestia, la malattia, l’indigenza abbrutiscono l’esercito e le masse popolari; il caos irreversibile delle nostre artificiose strutture commerciali, industriali e del credito, che termina nella bancarotta universale; il crollo dei vecchi Stati e della loro sovranità tradizionale, per cui dozzine di corone rotoleranno nella polvere senza che nessuno tenti di raccoglierle; è assolutamente impossibile prevedere quale potrà essere lo sbocco di tutto ciò e chi uscirà vincitore dalla lotta. Un solo risultato è assolutamente certo: il collasso universale e l’avvento di condizioni propizie al trionfo definitivo della classe lavoratrice (23)”” (pag 252) [James Joll, Le origini della prima guerra mondiale, 1985] [(23)) F. Engels, Introduzione a S. Borkheim, ‘Zur Erinnerung für die deutschen Mordspatrioten 1806-12’ (1887), citato in Karl Kautsky, ‘Sozialisten und Krieg’, Prag 1937, pp. 250-51] (p. 283)”,”QMIP-165″ “JOLL James”,”Cento anni d’Europa, 1870-1970.”,”James Joll noto storico inglese, ha insegnato nelle Università di Oxford, Harvard, Tokyo, Princeton, Londra. Vigilia della 2^ guerra mondiale. Ascesa dell’hitlerismo. Francia sulla difensiva e a rimorchio dell’Inghilterra, (pag 471-72) “”Così, come abbiamo visto, l’annunzio dell’esistenza di una aviazione militare tedesca nel marzo 1935, l’introduzione del servizio militare obbligatorio e la rioccupazione della zona smilitarizzata della Renania nel marzo 1936, suscitarono bensì allarmi, ma nessuna azione concreta da parte francese e britannica, e in ognuno dei casi Londra cominciò a considerare seriamente le proposte alternative presentate da Hitler. Dopo il marzo 1936, i francesi si rassegnarono, in larga misura, a seguire la scia della politica britannica. La crisi aveva mostrato che non esistevano piani strategici di azione contro la Germania se non quello di presidiare le fortificazioni e attendere che l’esercito tedesco si esaurisse, come si sperava, in attacchi alla linea Maginot. Era una politica che richiedeva la mobilitazione dei riservisti, né esistevano proposte di azione preventiva più ristretta ed immediata da parte delle forze disponibili. Qualunque governo proponesse la mobilitazione quando il suolo francese non era direttamente attaccato rischiava l’impopolarità e, nel marzo 1936, un governo debole e guardingo, alla vigilia delle elezioni generali di aprile, non prese alcuna iniziativa. Passata la crisi, i francesi si trovarono in una posizione, anche dal punto di vista dei loro presupposti strategici, più che mai svantaggiosa. Una delle conseguenze della decadenza dei trattati di Locarno, infatti, fu che il Belgio si ritirò dalla sua associazione con la Francia riprendendo una politica di stretta neutralità, per cui divenne impossibile ogni coordinamento dei piani di difesa anglo-belgi mentre la frontiera fra i due paesi restava sguarnita al punto che, nel 1940, la prevista estensione della linea Maginot per chiudere la falla era ancora incompiuta. Un piccolo gruppo di critici nelle file dell’esercito francese, in particolare il colonnello Charles De Gaulle, osservava che il successo di una strategia difensiva dipendeva dalla disponibilità di riserve mobili per fronteggiare ogni possibile sfondamento nemico e prendere l’offensiva al momento opportuno. Ma invano De Gaulle insistette che si aumentasse il numero delle divisioni corazzate e si creasse un esercito professionale veramente meccanizzato come stava divenendo quello tedesco. Nello stesso tempo, malgrado gli sforzi compiuti specialmente nell’ultimo anno prima della guerra per aumentare la produzione di aerei militari, questa non fu mai rapida come il governo sperava”” (pag 471-472)”,”EURQ-001-FF” “JOLLY Richard DE-KADT Emanuel SINGER Hans WILSON Fiona”,”Third World Employment. Problems and Strategy. Selected Readings.”,”Saggi di D. TURNHAM P.P. STREETEN J. WEEKS K. HART Gunnar MYRDAL Michael P. TODARO Walter ELKAN V.M. DANDEKAR N. RATH P.C.W. GUTKIND Gustav RANIS Dharam P. GHAI P.H. COOMBS Mark BLAUG Bent HANSEN C. GEERTZ B.H. POLLITT W. BAER M.E. HERVE’ A.S. BHALLA C.R. FRANK K. MARSDEN C. HOU W.P. STRASSMANN F. STEWART C. HSIEH D. SEERS H. SINGER. “”In Giappone, che ha avuto il più rapido sviluppo economico sostenuto rispetto ad ogni altro paese in questo secolo, le piccole e medie imprese (sotto i 300 occupati) hanno preso la testa in molte industrie e nel 1954 impiegavano il 59% del totale della forza-lavoro industriale. In Giappone la piccola industria produce il 100% dei giocattoli, l’ 87% degli attrezzi domestici, l’ 81% delle scarpe di pelle, il 78% dell’ inchiostro per stampa, il 71% degli utensili agricoli e il 70% del cotone tessile, per esempio. Molte delle loro tecnologie sarebbero classificate come obsolete negli Stati Uniti.”” (pag 328, K. Marsden)”,”PVSx-030″ “JOMINI Antoine-Henri, editions agrégée”,”Précis de l’art de la guerre.”,”JOMINI Antoine-Henri, fu ufficiale al servizio della Svizzera, Francia e Russia. L’opera è stato pubblicata nel 1838. pag 124 assedio di Genova”,”QMIx-182″ “JOMINI Antoine Henri”,”Précis de l’art de la guerre.”,”JOMINI Antoine Henri (Payerne [Svizzera] 6/3/1779 – Passy [Francia] 22/3/1869). Banchiere, militare e storico svizzero di origine italiana. Al servizio della Francia e poi della Russia; membro dello Stato maggiore di NEY Michel (generale, Maresciallo di Napoleone) e di BONAPARTE Napoleone. Incontra NEY M. futuro maresciallo di NAPOLEONE, in Svizzera per reclutare reggimenti. Ne diviene aiutante di campo e NEY lo aiutò a pubblicare i primi volumi del suo trattato sulle campagne militari di FEDERICO II. Durante la battaglia di Austerlitz, JOMINI ne invia una copia a Napoleone che resta impressionato dei paragoni tra le strategie di FEDERICO II e le sue. Nel 1806 è convocato da Napoleone a Magonza ed è nominato capo di stato maggiore di NEY in Prussia. Dopo l’impegnativa campagna di Spagna è posto agli ordini del maggior generale BERTHIER, in continuo contrasto con JOMINI sul suo avanzamento al grado di generale. Rassegna le proprie dimissioni dall’Esercito francese nel 1810 dopo essersi rivolto allo zar ALESSANDRO I che gli offrì il grado di maggior generale. Napoleone respinse le dimissioni. Durante la campagna di Russia fu governatore. Tuttavia non ottenne il bastone di maresciallo a cui aspirava. La mancata promozione e gli indugi di Napoleone nel confidargli i movimenti delle truppe, lo spinsero a passare, nel 1813, al servizio dello zar, di cui divenne consigliere militare. Sarà precettore di Alessandro II e contribuirà alla creazione della scuola di guerra russa. Nella guerra di Crimea è consigliere militare dello zar. Nel 1855 si ritira a Passy, nei pressi di Parigi, dove risiederà sino alla morte. Con CLAUSEWITZ Car von, suo contemporaneo, fu uno dei più grandi strateghi d’Europa. Due Appendici alla Sintesi dell’Arte della guerra sono rivolti a sua Altezza Imperiale e trattano di strategia. Seconda Appendice addestramento delle truppe al combattimento. Le sei Tavole analitiche ripiegate e poste in una tasca in fondo al libro sono mappe, composizioni di truppe e schemi di formazioni in particolari zone di guerra. <<(É necessaria) la conoscenza quanto più perfetta possibile di tutti gli elementi di potere e di tutti i mezzi di guerra del nemico che siamo chiamati a combattere; la seconda consiste nella descrizione topografica e strategica del teatro di guerra, con tutti gli ostacoli che l’arte e la natura possono offrire all’impresa: l’esame dei punti decisivi permanenti, rappresentati da un confine o anche dall’intera estensione di un paese. Non solo i ministeri ma anche il capo dell’esercito e lo stato maggiore devono essere iniziati a questa conoscenza, altrimenti si troveranno nei loro pianii crudeli errori di calcolo, come accade così spesso, anche oggi, nonostante gli immensi progressi compiuti dalle nazioni civili, in tutte le scienze statistiche, politiche, geografiche e topografiche. Citerò due esempi a cui ho assistito: nel 1796, l’esercito di Moreau, penetrando nella Foresta Nera, si aspettava di trovare montagne, gole e foreste terribili di cui l’antica Hercynia rievocò il ricordo con circostanze spaventose; rimanemmo molto sorpresi dopo aver risalito le rive di questo vasto altopiano che sfocia nel Reno, per vedere che solo questi pendii e le loro propaggini formano montagne e che il paese, dalle sorgenti del Danubio fino a Donauwörth, presenta pianure ricche e fertili. Il secondo esempio è più recente, risale al 1813; l’intero esercito di Napoleone, e lo stesso grande capitano, consideravano l’interno della Boemia come un paese fortemente tagliato da montagne, mentre non se ne trova quasi uno più piatto in Europa (…) Tutto il personale militare europeo aveva più o meno le stesse opinioni errate sui Balcani e sulla reale forza degli ottomani in patria. (…) Torniamo alla necessità di conoscere bene la geografia e le statistiche militari di un impero. (…)>> (pag 51, 52. Traduz. d. r.).”,”QMIx-218-FSL” “JONAS Friedrich”,”Storia della sociologia. Dall’ illuminismo all’ età contemporanea.”,”””Durkheim ha tentato di dimostrare, con argomenti diversi, l’autonomia di questa sfera del sociale nei confronti dell’individuale. In primo luogo, osserva Durkheim, lo stato di coscienza del singolo come individuo e dell’individuo come parte di un organismo collettivo sono diversi l’uno dall’altro, e su questo aspetto già Le Bon aveva esplicitamente richiamato l’attenzione. In secondo luogo, allo stesso modo si differenzia il comportamento del singolo come individuo, e il suo comportamento come membro di un determinato gruppo. In terzo luogo, le statistiche sulla società mostrano delle uniformità, mentre l’accadere individuale è caratterizzato proprio dalla sua individualità. Quarto, non si può far discendere ciò che è superiore da ciò che è inferiore, la vita di un organismo dalle molecole che lo compongono, la vita della società da quella degli individui.”” (pag 392)”,”TEOS-162″ “JONES Eric”,”Agricoltura e rivoluzione industriale.”,”Modelli di sviluppo industriale e loro background agricolo, sviluppo agricoltura in UK ed Europa 1650-1750, progressi in agricoltura limitazione danni di natura climatica, origini agricole dell’ industria, un caso di deindustrializzazione: l’ Inghilterra meridionale, 1650-1850, ambiente agricoltura e industrializzazione in EU. JONES (1936) nato in Inghilterra, ha studiato all’Andover Grammar School e alle Univ di Nottingham e Oxford. E’ stato un ricercatore al Nuffield College di Oxford e docente di economia alla Northwestern Univ negli USA. Attualmente insegna economia a La Trobe Univ a Melbourne (AUS). In italiano è stato pubblicato il volume da lui curato assieme a J.S. WOOLF, ‘Agricoltura e sviluppo economico’, TORINO. 1973″,”UKIE-006″ “JONES Maldwyn A.”,”Storia degli Stati Uniti. Dalle prime colonie inglesi ai giorni nostri.”,”Docente di storia americana all’Univ di Londra, M.A. JONES ha scritto questa storia per la collana ‘The Short Oxford History fo the Modern World’ diretta da John M. ROBERTS, i cui testi si prefiggono di riflettere i più profondi e importanti mutamenti della critica storica moderna.”,”USAG-020″ “JONES Jacqueline”,”A Social History of the Laboring Classes. From Colonial Times to the Present.”,”JONES Jacqueline è Truman Professor of American Civilization alla Brandeis University. E’ autrice pure di ‘American Work’ (1998), ‘The Dispossessed’ (1993) e ‘Labor of Love, Labor of Sorrow (1986). Nel 1986 ha vinto il premio Bancroft Prize in American History. Classe operaia cinese. “”La storia dei lavoratori cinesi in California è la storia di uomini impegnati in successivi settori dell’ economia. Attirati dalla “”Gold Mountain”” (il modo modo di indicare gli Stati Uniti) dall’ apertura delle miniere d’ oro della California, i primi immigrati lavorarono duramente come cercatori indipendenti durante la Corsa all’ Oro del 1849 e negli anni 1850. Ma, l’ ostilità dei rivali bianchi nativi – manifestata attraverso la violenza e una legge fiscale discriminatoria – spinse gli uomini cinesi a lavorare per la ferrovia transcontinentale. Nel 1865 i padroni li utilizzarono profittevolmente come ‘strikebreakers’ (crumiri), ed essi rimpiazzarono i bianchi che protestavano per il duro orario, le paghe basse, le condizioni pericolose di lavoro che dominavano su una linea che attraversava centinaia di miglia tra montagne, deserti e fiumi.”” (pag 137) Movimento anti-cinese. “”Intorno alla metà degli anni 1870, il sentimento anti-cinese raggiunse in California le proporzioni di un grande movimento politico, e la retorica che emanava da quel movimento, fu molto simile alla campagna contro i neri nell’ Est durante il periodo d’ anteguerra e oltre.”” (pag 138)”,”MUSx-159″ “JONES Ernest, a cura di John SAVILLE”,”Ernest Jones. Chartist. Selections from the Writings and Speeches of Ernest Jones with Introduction and Notes by John Saville.”,”La nazionalizzazione della terra. (Editoriale del ‘People’s Paper del 5 giugno 1852) “”Dio ha posto l’ uomo sulla terra per vivere – i mezzi di vita e lavoro e la terra – queste due cose soo così indissolubilmente legate, e “”ciò che Dio ha unito, l’ uomo non può sciogliere””. Eppure cosa dobbiamo ancora vedere in Gran Bretagna? Trentamila “”landlord”” si interpongono tra la terra e sette milioni di uomini. Trenta mila moumenti di blasfemia dichiarano la legge di dio una menzogna, e la prosperità dell’ uomo, un crimine””. (pag 154, E. Jones)”,”MUKC-021″ “JONES Stephen F.”,”Socialism in Georgian Colors. The European Road to Social Democracy 1883-1917.”,”Stephen F. Jones is Professor of Russian and Eurasian Studies, Mount Holyoke College. Preface, Maps, conclusion, abbreviations, notes, selected Bibliography, index”,”RIRx-018-FL” “JONES Colin”,”The Great Nation. France from Louis XV to Napoleon.”,”Acknowledgements, introduction, maps, conclusion, notes, further reading, index.”,”FRAA-002-FL” “JONES Maldwyn A.”,”Storia degli Stati Uniti. Dalle prime colonie inglesi ai giorni nostri.”,”Docente di storia americana all’Univ di Londra, M.A. JONES ha scritto questa storia per la collana ‘The Short Oxford History fo the Modern World’ diretta da John M. ROBERTS, i cui testi si prefiggono di riflettere i più profondi e importanti mutamenti della critica storica moderna. La ricostruzione e i postumi dello scontro Nord Sud. Le controverse elezioni del 1876. Il democratico Tilden dello stato di New York aveva ottenuto più voti del suo rivale, il repubblicano Hayes, ma a causa del complesso sistema elettorale americano, nessuno dei due candidati poteva contare su una chiara maggioranza nel collegio elettorale: Tilden contava 184 voti, una maggioranza non sufficiente a garantirgli l’elezione e Hayes 166, ma erano controversi i 19 voti spettanti ai tre stati sudisti ancora retti da ‘carpetbaggers’. Dopo mesi turbolenti si giunse a un compromesso nel 1877 (pag 231-232)”,”USAG-004-FV” “JONES Mark a cura, scritti di Karl MARX V.I. LENIN Nadezhda KRUPSKAYA Empress ALEXANDRA Prime Minister RAZIANKO Tsar NICOLAS Leon TROTSKY M. Philips PRICE Volia NARODA P. MALYANTOVICH Albert Rhys WILLIAMS Nikolai PODVOISKY Lusik LISINOVA Clara ZETKIN Larisa REISNER Alexandra KOLLONTAI BUKHARIN PREOBRAZHENSKY”,”Storming the Heavens. Voices of October.”,”Foreword and Introduction by Mark JONES, Notes, Sources and Bibliography, foto,”,”RIRB-033-FL” “JONES Gwyn”,”I Vichinghi. Avventura di una civiltà.”,” Gwyn Jones è professore d lingua e letteratura inglese all’Università di Cardiff. Attacco vichingo alla Francia ‘L’anno seguente (842) fu spettatore di un’operazione combinata contro la Francia e l’Inghilterra. «In quest’anno vi furono grandi stragi a Londra, a Quentowic ed a Rochester». Quentowic, posta sullo Stretto di Dover, rivaleggiava con Dorestad come città mercantile e, come Dorestad, aveva una zecca. I suoi rapporti commerciali con l’Inghilterra era stretti e proficui e l’idea di inviare una stessa flotta a far la spola fra i due paesi fu un colpo ardimentoso ed astuto della politica vichinga. Indi (842) i Norvegesi fecero un’apparizione, ben documentata, nelle acque francesi, che non sarebbe stata dimenticata tanto presto. Sessantasette navi di Vestfaldingi, uomini del Vestfold, la storica regione di Borre, Oseberg, Gokstad e Skiringssal, ma che, probabilmente, venivano dall’Irlanda, comparvero al largo della Loira senza che si potesse dare l’allarme. Passati da molto tempo gli orrori di questa incursione, essa può essere considerata come un classico esempio della tattica vichinga e delle condizioni che ne assicuravano il successo. L’Aquitania faceva parte del regno occidentale di Carlo il Calvo, ma il ribelle conte Lamberto nutriva l’ambizione di assicurarsi il possesso di Nantes. Si dice che i Vichinghi fossero venuti dietro suo invito e che piloti francesi permettessero loro di superare i banchi di sabbia, le secche ed i malcerti corsi d’acqua che d’estate, erano considerati una protezione assoluta contro gli attacchi navali. Era il 24 giugno, giorno di S. Giovanni, e la città rigurgitava di devoti, o gaudenti, che celebravano la festa del Battista. L’attacco dei Norvegesi fu brutale oltre ogni dire. Uccisero nelle strade, uccisero nelle case, uccisero il vescovo e il capitolo nella chiesa. Fecero tutto quel che vollero fino al calar della notte e le navi, che scendevano il fiume a forza di remi, erano piene di bottino e di prigionieri. Era forse più di quanto avesse patteggiato il conte, che, tuttavia, acquistò Nantes. I Vestfaldingi si ritirarono a Noirmoutier, ora abbandonata dai monaci, e, contrariamente al costume vichingo, vi si acquartierarono per svernare. «Quasi volessero rimanervi per sempre», dice tristemente l’annalista. L’isola si raccomandava per molte ragioni. In primo luogo ‘era’ un’isola e per ciò stesso inattaccabile. Dava asilo agli uomini e riparo alle navi e qui i Vichinghi avrebbero potuto medicare i feriti e riscattare i prigionieri. Inoltre Noirmoutier era un centro del commercio del sale per l’intera Europa occidentale ed a Noirmoutier giungevano mercanti in cerca del buon vino della Loira. E quindi gli uomini del nord confluirono quivi, come vespe sul miele. Questa è la prima volta in cui udiamo che una forza vichinga si avvale di una base invernale. Fino ad ora i comandanti delle spedizioni facevano uscire in mare gli uomini in primavera, per ricondurli in patria in autunno. L’impegno del Vichingo era stagionale: l’inverno non era troppo propizio alla guerra ed ai viaggi, per terra come per mare. E così un uomo se ne tornava, coi suoi guadagni, a casa, dai genitori, dalla sposa e dai figli e, se era bondi o figlio di bondi, riparava il tetto, raschiava la schiena al maiale, intagliava una spada giocattolo, metteva al mondo un nuovo bambino ed attendeva la prossima chiamata in servizio. Invece, rimanere lontano da casa per l’inverno, come ora in Francia e, nell’850, in Inghilterra, conferiva nuova importanza al mestiere del pirata vichingo”” (pag 221-222)”,”EURN-011″ “JONES Richard Foster”,”Antichi e moderni. La nascita del movimento scientifico nell’Inghilterra del XVII secolo.”,”Richard Foster Jones nato nel 1886 è stato professore emerito di inglese alla Stanford University. Ha pubblicato con altri autori ‘The Seventeenth Century’ (Stanford, 1951).”,”SCIx-145-FF” “JONES Virgil Carrington”,”Ranger Mosby.”,”Bestseller alla sua prima apparizione nel 1944 questa biografia del brillante combattente della guerra civile americana mostra l’uso della tattica della guerriglia negli anni 1864-645. Il Colonnello Mosby e i suoi Rangers ribelli tormentarono le truppe unioniste nel Nord della Virginia penetrando oltre le linee del nemico che gli diede una caccia accannita. V.C. Jones (Pat) virginiano, frequentò la Washington e la Lee University e scrisse una storia della guerra civile sul mare in tre volume ‘Civil War at Sea’.”,”QMIx-110-FSL” “JONES A.H.M., a cura di P.A. BRUNT”,”L’economia romana. Studi di storia economica e amministrativa antica.”,”Raccolta di studi sul tardo impero scritti da uno dei massimi storici dell’antichità mort in Inghilterra nel 1970 e autore del monumentale ‘The Later Roman Empire’ (Oxford, 1964). Fondo T. Parlanti”,”STAx-027-FSD” “JONNES Jill”,”Empires of Light. Edison, Tesla, Westinghouse, and the Race to Electrify the World.”,”L’autrice, Jill Jones, è una storica con un Ph.D. della J. Hopkins University. (da Fondo Cas proveniente da Palumberi) Thomas Edison (wikip) Fu il primo imprenditore che seppe applicare i principi della produzione di massa al processo dell’invenzione. Era considerato uno dei più prolifici progettisti del suo tempo, avendo ottenuto il record di 1.093 brevetti registrati a suo nome, in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. Diede origine alla Motion Picture Patents Company (più nota come Edison Trust), compagnia formata dall’unione delle nove maggiori case di produzione cinematografiche dell’epoca. La rivista statunitense Life, in un’edizione speciale doppia, mise Edison al primo posto tra le “”100 persone più importanti negli ultimi 1000 anni””, evidenziando che la sua lampada a incandescenza “”illumina il mondo””. Sebbene Heinrich Göbel l’avesse preceduto, con meno successo, con una sua versione della lampada a incandescenza, fu Edison che rese possibile l’era moderna commercializzando e diffondendo la sua invenzione.”,”ECOG-044″ “JORION Paul”,”Vers la crise du capitalisme américain?”,”Paul JORION antropologo specialista di intelligenza artificiale, autore di ‘Principes de systèmes intelligents’, 1977.”,”USAE-074″ “JOSEPH Franz M. a cura, contributi di ARON Raymond BROGAN Denis W. CASTRENCE Pura Santillan EAYRS James FREYMOND Jacques JONES-QUARTEY K.A.B. LABARCA H. Amanda MAÑACH Jorge SARC Ömer Celâl VILFAN Marija BARZINI Luigi BROUGHTON Morris VILLEGAS Daniel Cosio EISENSTADT S:N. GORWALA A. D. KHALAFALLAH Mohammad LUBIS Mochtar MARIAS Julian SHAFAQ S.R. VON-ZAHN Peter”,”As Others See Us. The United States through Foreign Eyes.”,”Franz M. Joseph è un avvocato di caratura internazionale e chairman dell’American European Foundation. ‘Come gli altri vedono l’America. Gli Stati Uniti attraverso gli occhi degli stranieri’ Firma autografa dell’autore”,”USAP-034″ “JOSEPHSON Olle HEDSTRÖM Marie”,”””Akta er för socialdemokraterna””. Den tidiga arbetarrörelsens agitationsbroschyrer.”,”Marie HEDSTRÖM è bibliotecaria alla ARAB di Stoccolma. Olle JOSEPHSON è docente di lingua nordica all’ Università di Stoccolma. Nel volume vengono presentati 178 opuscoli di agitazione usciti nel periodo compreso tra il 1881 al 1909.”,”MEOx-058″ “JOSEPHSON Matthew”,”The Robber Barons. The Great American Capitalists, 1861-1901.”,”Robber Baron, nobile che derubava le persone che transitavano nel suo feudo; fig. capitalista senza scrupoli”,”USAE-081″ “JOSSA Bruno a cura; saggi di Charles H.C. KAO con Kurt R. ANSCHEL e Carl E. EICHER Howard S. ELLIS Paul M. SWEEZY Nicholas KALDOR W. Arthur LEWIS Gustav RANIS e John C.H. FEI Maurice DOBB Bruce F. JOHNSTON e John W. MELLOR Dudley SEERS Heinz W. ARNDT Paul N. ROSENSTEIN-RODAN Paul STREETEN Amartya K. SEN Hollis B. CHENERY Hans W. SINGER Hla MYINT Andre GUNDER FRANK Rodolfo STAVENHAGEN”,”Economia del sottosviluppo.”,”Fondo Palumberi Saggi di Charles H.C. KAO con Kurt R. ANSCHEL e Carl E. EICHER Howard S. ELLIS Paul M. SWEEZY Nicholas KALDOR W. Arthur LEWIS Gustav RANIS e John C.H. FEI Maurice DOBB Bruce F. JOHNSTON e John W. MELLOR Dudley SEERS Heinz W. ARNDT Paul N. ROSENSTEIN-RODAN Paul STREETEN Amartya K. SEN Hollis B. CHENERY Hans W. SINGER Hla MYINT Andre GUNDER FRANK Rodolfo STAVENHAGEN”,”PVSx-041″ “JOSSA Bruno”,”La teoria economica delle cooperative di produzione e la possibile fine del capitalismo. Volume I.”,”Cooperative e crisi secondo Keynes. “”Nella stesura del 1933 di quella che sarà, poi, la ‘Teoria Generale’, Keynes usò la distinzione tra una “”economia cooperativa”” ed una “”economia imprenditoriale”” per argomentare che nell’economia cooperativa la domanda globale non può fluttuare e vale la legge di Say; il che porta a dire che la disoccupazione involontaria debba esser considerata una caratteristica specifica di un’economia di mercato basata sul lavoro salariato. Per Keynes l’economia cooperativa, come si è detto, è caratterizzata dal fatto che “”i fattori della produzione sono remunerati dividendo in proporzioni concordate il prodotto effettivo della loro attività cooperativa””; e quando ciò avviene, a suo giudizio, vale “”il secondo postulato della teoria classica”” e non vi può essere ostacolo ad occupare nuovi lavoratori fino a quando la produttività marginale del lavoro è maggiore della disutilità marginale di esso. La considerazione che in un’economia cooperativa valga la legge degli sbocchi indusse, poi, Keynes a dire che «la distinzione tra un’economia cooperativa e un’economia imprenditoriale (o capitalistica) si collega in qualche modo ad una pregnante osservazione fatta da Karl Marx», l’osservazione secondo la quale «la natura della produzione del mondo attuale non è, come gli economisti sembrano spesso supporre, un caso di C-M-C’, cioè di scambio di merci (o sforzo produttivo), C, con moneta, M, allo scopo di ottenere un’altra merce (o sforzo)» bensì un caso di M-C-M’, cioè di scambio di moneta con merci, per ottenere più moneta (1933, p. 81); laddove l’economia cooperativa è appunto un caso di C-M-C’. Così, anche per questa via, Keynes fu portato a credere che le crisi di sovrapproduzione sono impossibili nelle società ove la natura della produzione è un caso di C-M-C’, come l’economia di baratto o l’economia cooperativa, e sono tipiche, invece, dell’economia capitalistica. Il sistema economico che Keynes chiamava “”economia cooperativa”” veniva da lui assimilato anche alla “”economia naturale””, ma, anche se i passi di Keynes al riguardo sono piuttosto brevi e di non facile interpretazione, sembra che ciò che egli intendeva per economia cooperativa non sia molto diverso da ciò che ancor oggi si intende per un sistema di cooperative di produzione o imprese autogestite”” (pag 237) [Bruno Jossa, La teoria economica delle cooperative di produzione e la possibile fine del capitalismo. Volume I, Torino, 2005]”,”ECOT-294″ “JOSSA Bruno”,”Un socialismo possibile. Una nuova visione del marxismo.”,”Bruno Jossa ha insegnato nella principali università italiane ed è professore emerito di Economia politica. Fra le sue numerose pubblicazioni: ‘Un’impresa democratica’ (Carocci, 2008) Contiene il capitolo: – III. Lenin e le cooperative (pag 93-116) – VIII. E’ possibile una rivoluzione pacifica e graduale? (paragrafo ‘Marx e Engels sulla rivoluzione pacifica e graduale (pag 200-204) Lenin e le cooperative. “”Si legge nella ‘Vita di Lenin’ di Fischer (1964, vol. I, 957) che, a seguito dell’esperienza della NEP (che fu decisa a seguito della rivolta libertaria di Kronstadt e anche a causa di essa), il rivoluzionario russo lesse molti libri sulle cooperative, e, «dopo aver digerito una tale mole di informazioni», dettò in due volte un articolo intitolato ‘Sulla cooperazione’, che fu pubblicato sulla «Pravda» il 26 e 27 gennaio 1923; un articolo che fu «tanto innovatore da cogliere di sorpresa l’intero partito» (Boffa 1976, 240). Un giudizio di Lunacharskij è da ricordare a riguardo: «Lenin si sente creatore e padrone del campo del pensiero politico e molto spesso ha dato parole d’ordine completamente nuove che ci sbalordivano tutti, ci sembravano assurdità e davano poi ricchissimi risultati» (citato da Strada 1980, 117) (1). Quest’articolo, dopo l’avvento di Stalin, fu quasi del tutto dimenticato in Urss e altrove ed è ancor oggi assai poco noto (2); ma esso è il punto culminante della riflessione di Lenin, per Lukács (1924, 16) «l’unico teorico di livello pari a quello di Marx», ed appare di grande importanza perché in esso si legge che «siamo obbligati a riconoscere che tutte le nostre opinioni sul socialismo hanno subito un cambiamento radicale» e si afferma testualmente che «la cooperazione è il socialismo». È, perciò, fondamentale capire che ruolo abbia l’articolo del 1923 nell’evoluzione del pensiero del grande rivoluzionario e se sia vero che in esso Lenin cambiò del tutto il suo modo di pensare, tanto che possa dirsi che, dopo aver creduto a lungo che il socialismo fosse la pianificazione centralizzata, alla fine della sua vita cambiò radicalmente idea e identificò il socialismo con un sistema di imprese cooperative”” (pag 93-94) [(1) Interessante è anche il giudizio di Strada (1980, 125): «Lenin è piuttosto lo sperimentatore che opera non secondo uno schema rigido, bensì secondo un progetto modificabile»; (2) L’articolo, ad es., non è neppure menzionato nel libro di Lukács su ‘Lenin’ del 1924, nel libro su ‘Il leninismo’ di Meyer del 1957, el libro di Tonini del 1967 su ‘Cosa ha detto veramente Lenin’, nel libro ‘Lenin’ di Deutscher del 1970, nel libro di Pellicani su ‘Che cos’è il leninismo’ del 1978, nel libro di Cortesi del 1979 su ‘La rivoluzione leninista’ e non è incluso nella selezione di articoli di Lenin, ‘La costruzione del socialismo’ del 1972] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM]”,”TEOC-792″
“JOSSA Bruno”,”L’economia politica della rivoluzione democratica.”,”‘Engels ha vivacemente protestato contro le interpretazioni del suo pensiero che volevano farlo apparire come «un pacifico sostenitore della legalità…»’ ‘Per Marx, un modo di produzione, è un’unità tra le forze produttive e i rapporti di produzione. Questo è quanto ha ricordato Althusser per il quale con la sua scoperta del modo di produzione, Marx ha aperto “”il continente Storia”” alla conoscenza scientifica, e ha gettato le basi di una teoria che costituisce il fondamento di tutte le scienze umane, dalla sociologia alla psicologia e ad ogni altra scienza che si occupa della società e dell’uomo (Althusser, 1969 e 1995, p. 23) (4). Con questa sua scoperta, si deve dire, Marx ha negato valore al concetto di società, che è un concetto non scientifico, ideologico. Nella visione di Marx, ogni formazione sociale concreta dipende soprattutto dal modo di produzione dominante di cui fa parte; ma rilevanti sono anche i modi di produzioni non dominanti, di cui vi è una persistenza, il modo di produzione del passato, non ancora scomparso del tutto, e il modo di produzione del futuro, che sia già cominciato a nascere all’interno della vecchia società. Così, quando si dice che i rapporti di produzione non corrispondono più alle forze produttive esistenti, e si prevede da ciò l’avvento di un nuovo modo di produzione, si vuol dire che la formazione sociale esistente è in una fase di transizione, perché lo sviluppo delle forze produttive sta rendendo superato il modo di produzione esistente. Le forze produttive sono la base materiale dei modi di produzione ma esse non possono funzionare che sotto i loro rapporti di produzione; il che vuol dire che, sulla base delle forze produttive esistenti, sono i rapporti di produzione che hanno il il ruolo determinante (Althusser, 1969 e 1995, p. 26; cfr anche p. 28); una tesi questa, a giudizio di Althusser, che non sempre è stata riconosciuta dai marxisti (ibid.) Quanto detto ci consente di argomentare che la definizione corretta di rivoluzione, dal punto di vista della teoria economica e della teoria politica, è il cambiamento del modo di produzione (cfr. anche, ad es., , Kangrga, 1970, pp. 80-81). Eppure, diffusa è l’opinione secondo cui «noi non sappiamo più che cosa significhi una rivoluzione» (cfr. Holloway, 2002, p. 215) o che per rivoluzione si debba intendere un cambiamento violento della situazione esistente (5). Il concetto di rivoluzione come cambiamento del modo di produzione, si badi, è così centrale nel pensiero di Marx che bisogna dire che «il marxismo è la teoria della rivoluzione» (Lukács, 1922, p. 320) e che, quindi, a) il criterio di verifica del marxismo sta nella possibilità di realizzazione del socialismo (cfr. Panaccione, 1974, p. 4) e b) può essere considerato marxista solo colui che crede nella possibilità di realizzare il socialismo (un socialismo che sia in armonia con il pensiero di Marx) (6). Laddove chi non crede nella rivoluzione non può in nessun modo essere considerato marxista (7). Può una rivoluzione essere realizzata pacificamente? Marx ed Engels hanno chiarito in molte occasioni che una rivoluzione si può attuare democraticamente per via parlamentare. A riguardo conviene partire con il ricordare che per Marx ed Engels la proprietà delle imprese deve esser tolta ai capitalisti a poco a poco. In uno scritto del 1847 Engels ha scritto: «la rivoluzione proletaria, che con ogni probabilità sta per avverarsi, potrà trasformare la società attuale a poco a poco, e potrà abolire la proprietà privata solo quando sarà creata la massa dei mezzi di produzione a ciò necessaria» (Engels, 1847a, p. 370); cfr. anche Engels, 1847b, p. 101). E in un celebre passo del ‘Manifesto’, analogamente, la transizione al socialismo viene descritto come un processo lento, da realizzarsi attraverso i seguenti dieci provvedimenti (cfr. Marx ed Engels, 1848, pp. 312-313): – espropriazione della proprietà fondiaria; – introduzione di imposte fortemente progressive; abolizione del diritto di eredità; confisca della proprietà dei ribelli e degli emigrati; accentramento del credito nelle mani dello Stato; accentramento dei trasporti nelle mani dello Stato; – aumento delle fabbriche nazionali e dissodamento e miglioramento dei terreni; obbligo di lavoro per tutti; eliminazione dell’antagonismo tra città e campagna; educazione pubblica e gratuita per tutti. (…) Nei ‘Principi del comunismo’ Engels chiarisce che, una volta andati al potere, i lavoratori instaureranno una costituzione democratiche e che la democrazia sarebbe del tutto inutile al proletariato se non venisse subito usata quale mezzo per ottenere misure ad esso vantaggiose (Engels, 1847a, pp. 370-71); ma la conclusione di Engels sul passaggio democratico al socialismo è la seguente (1891b, p.174): «Si può immaginare che la vecchia società possa svilupparsi nella nuova per via pacifica, in paesi nei quali la rappresentanza popolare ha concentrato in sé tutto il potere, dove la Costituzione consente di fare ciò che si vuole quando si abbia dietro la maggioranza del popolo, in repubbliche democratiche come la Francia e l’America, in monarchie come l’Inghilterra» (6). Anche Marx si è espresso più volte in favore di una transizione pacifica al comunismo. Nel ‘Manifesto’ la conquista del suffragio universale viene vista come uno dei principali compiti del proletariato; e vi è chi argomenta che già in quell’opera «la vittoria del proletariato è fatta coincidere con la vittoria nella battaglia per la democrazia» (Avineri, 1968, p. 266). Engels nell’opera del 1891 già citata fa riferimento all’affermazione del ‘Manifesto’ secondo la quale il primo passo nella rivoluzione operaia è «l’elevarsi del proletariato a classe dominante, la conquista della democrazia» (Marx ed Engels, 1848, p. 312), un’affermazione questa che, nella visione di Marx ed Engels, viene a dire che il suffragio universale, quando fa sì che il proletariato diventi classe dominante, porta inevitabilmente al socialismo. In ‘Le lotte di classe in Francia’ (Marx, 1848-50, p. 81) si legge: «l’ironia della sorte capovolge ogni cosa. Noi, i “”rivoluzionari”” i “”sovversivi”” prosperiamo molto meglio con i mezzi legali che con i mezzi illegali, la sommossa». Nel ‘Capitale’, poi, Marx dà gran peso alla legislazione sulle fabbriche e al ruolo in genere delle assemblee elette a suffragio universale e argomento per qualche centinaia di pagine che in parlamento, in varie occasioni, gli interessi operai avevano avuto la meglio sugli interessi dei padroni (cfr. Sidoti, 1987), p. 280). In uno scritto del 1872, poi, Marx così si esprime: «L’operaio un giorno dovrà prendere il potere politico per fondare la nuova organizzazione del lavoro (…) noi non abbiamo affatto preteso che per arrivare a questo scopo i mezzi fossero dappertutto identici. Sappiamo quale importanza abbiano le istituzioni, i costumi e le tradizioni dei vari paesi e non neghiamo che esistano dei paesi come l’Inghilterra, l’America e, se conoscono bene le vostre istituzioni, anche l’Olanda, in cui i lavoratori possono raggiungere il loro scopo con mezzi pacifici (cfr. Marx, 1972, p. 255). Delle citazioni di Marx ed Engels a riguardo la più rilevante ci sembra tuttavia, la seguente. Nel 1848 – scrive Engels nell’«Introduzione» alla prima ristampa delle ‘Lotte di classe in Francia’ – egli e Marx avevano presente l’esperienza delle rivoluzioni precedenti, soprattutto quelle della Francia del 1789 e del 1830, e da quell’esperienza furono influenzati. Ma la storia successiva, egli aggiunge, ha mostrato che la concezione di allora era sbagliata, perché le condizioni in cui il proletariato deve lottare sono radicalmente cambiate (9)”” (pag 289-293)’ [Bruno Jossa, ‘L’economia politica della rivoluzione democratica’, ‘Politica economica’, rivista di studi e ricerche per la politica economica, Il Mulino, Bologna, n. 3, dicembre 2006] [(4) A giudizio di Aron, invece, i concetti di rapporti di produzione, classi sociali, contraddizioni e simili sono «equivoci» (cfr. Aron, 1969, p. 48); (5) «Il contrasto fra riforma e rivoluzione – scrive Kautsky (1902, p. 168) – non consiste nell’uso della forza in un caso e non nell’altro», anche se talora egli sembra dire l’opposto (cfr. Kautsky, 1892, pp. 65-70). L’essenza della rivoluzione, per Kautsky, «sta nella conquista del potere politico da parte di una nuova classe» (Kautsky, 1902, p. 169) (…); (6) Korsch ha scritto che possiamo caratterizzare tutte le deformazioni che il marxismo ha subito nel periodo della II Internazionale «con un’unica frase che sintetizza tutti gli aspetti della questione: la teoria globale unitaria della rivoluzione sociale è stata trasformata in una critica scientifica dell’ordinamento economico borghese e dello Stato borghese» (Korsch, 1923, p. 59); (7) In un noto lavoro di Holloway, che segue Lukàcs e Adorno, ha sostenuto che «il problema del concetto tradizionale di rivoluzione non è forse che esso mira troppo in alto, ma che esso mira troppo in basso (…) (Holloway, 2002, p. 20); (8) Engels, comunque, ha vivacemente protestato contro le interpretazioni del suo pensiero che volevano farlo apparire come «un pacifico sostenitore della legalità ‘quand même’ (cfr. la lettera a Kautsky del 1° aprile 1895); (9) Anche Kautsky ha scritto che uno dei più gravi errori dei marxisti è quello di immaginare che la rivoluzione proletaria debba seguire l’esempio delle vecchie rivoluzioni, di quella borghese in particolare (cfr. Kautsky, 1907, p. 2)]”,”MAES-014-FGB”
“JOSSERAN Tancrède”,”La nouvelle puissance turque. L’adieu à Mustapha Kemal.”,”JOSSERAN Tancrède è specialista della Turchia e dirige l’Osservatorio del mondo turco e delle relazioni euro-turche della ‘Lettre “”Sentinel Analyses et Solutions’.”,”TURx-031″
“JOUBERT Jean-Paul”,”Revolutionnaires de la SFIO.”,”JOUBERT, storico e politologo, insegna all’ Institut d’Etudes Politiques de Grenoble.”,”FRAP-033″
“JOUBERT Jean-P. KOSTAL Karel BROUÉ Pierre BOURGEOIS Guillaume REVOL René LORIS Marc”,”Trotsky et les trotskystes devant la seconde guerre mondiale. Le défaitisme révolutionnaire (Joubert); Munich: l’envers tchécoslovaque du mythe (Kostal); Trotsky et les Trotskystes face la deuxième guerre mondiale (Broué); Drôle de guerre et tournant de l’I.C. en 1939 (Bourgeois); L’ancien «trotskyste» du groupe Manouchian (Revol) (ILT); Derrière l’affaire Manouchian, le dévoiment d’une génération (Revol); La «question nationale» pendant la guerre; La question nationale en Europe (1942) (Loris); La question nationale et l’Europe (1942) (CN du SWP); La question nationale durant la guerre impérialiste (1946) (CEI de la IVe Internationale).”,”””La formule du «défaitisme révolutionnaire» – une de celles qui ont fait s’entredéchirer les socialistes au dêbut de ce siècle dans les réunions obscures – est sans doute l’une des rares à avoir connu un étonnant destin. (…) Lorsqu’éclate la guerre russo-japonaise en 1904, Lénine se prononce immédiatement pour la victoire du Japon, incarnation à ses yeux du progrès capitaliste, sur la réaction tsariste (1). Le 14 janvier 1905, il se félicite de la chute de Port-Arthur: pour lui, l’Asie «progressiste» et «avancée» vient de porter un coup irréparable à la vieille Europe «réactionnaire» et «arriérée»; en battant l’autocratie tsariste, la bourgeoisie japonaise a réalisé un travail «revolutionnaire» dont le prolétariat international ne peut que se réjouir. Lénine n’est pas isolé. Non seulement la quasi-totalité des partis de l’Internationale, mais une importante fraction de la bourgeoisie russe pensent comme lui et ont souhaité une défaite tsariste dont ils ont pensé que pourraient sortir des changements révolutionnaires. C’est au fond d’ailleurs la reprise du «vieux point de vue» de Marx et Engels qui souhaitaient en leur temps la victoire des jeunes bourgeoisies engagées dans une lutte progressiste contre les classes précapitalistes et considéraient que le prolétariat, tout en s’organisant et combattant pour son propre compte, devait les considérer comme des alliés (2). On sait en outre que Marx et Enges considéraient la Russie comme «la plus grande réserve de la réaction», centre et forteresse de la contre-révolution en Europe. Il étaient donc avant tout « contre le tsarisme», pilier de la Sainte-Alliance de 1815, dans les bras de qui se jetteraient éventuellement, pour faire face au péril révolutionnaire, tous les gouvernement européens. En 1848, ils ne cessent de répèter la nécessité pour la démocratie de faire contre le tsarisme une «guerre révolutionnaire» pour «supprimer ce cauchemar»: l’autocratie russe abattue, les forces de la démocratie en Europe s’en trouveraient libérées et la révolution prolétarienne accélérée (3). Lénine ne semble donc pas innover en 1904 avec son «défaitisme révolutionnaire». Mais il n’en est pas de même quand il reprend la formule en 1914 à propos de la guerre mondiale. Certes, la caractérisation de cette guerre comme une guerre «impérialiste» plonge ses racines dans tout le patrimoine d’idées de la IIe Internationale et notamment ses décisions de Stuttgart et de Bâle. Mais les divergences apparaissent sur cette base commune, dès qu’il s’agit de l’Action. Le célèbre amendement présenté par Lénine, Rosa Luxemburg et Martov à Stuttgart, qui fait obligation aux socialistes d’utiliser la crise engendrée par la guerre pour «agiter les couches populaires» et «précipiter la chute de la domination capitaliste», exprime en realité l’opinion de la gauche internationaliste, plus que celle de l’organisation dans son ensemble (4). …. continua a lato (pag 6-8) [Jean-P. Joubert, ‘Le défaitisme révolutionnaire’]”,”TROS-358″
“JOUKOFF EUDIN Xenia NORTH Robert C.”,”Soviet Russia and the East, 1920-1927. A Documentary Survey.”,”JOUKOFF EUDIN X. “”The British note also referred to Moscow’s support of the Indian revolutionaries in Europe. Specifically, the note accused V.L. Kopp, the Soviet representative in Berlin, of aiding Virendranath Chattopadhyaya and other members of the Indian Revolutionary Society stationed in Berlin, and charged Soviet agents with “”trying to persuade a well-know Indian anarchist, Dr. Hafiz, who has been studying the manufacture bombs in Vienna, to proceed to Afghanistan to supervise a bomb depot on the borders of India in order to facilitate their importation into India. Dr. Hafiz has now, with the assistance of the Soviet Government, undertaken the task of manufacturing smokeless powder in Kabul, and has received from the Soviet Government the sum of 10.000 kronen for expenses connected with his wife and children”””” (pag 118)”,”RIRO-395″
“JOUKOVSKY Arkady”,”Histoire de l’Ukraine. Des origines à nos jours.”,”JOUKOVSKY Arkady è nato nel 122 a Tchernivtsi (Ucraina) e ha insegnato storia dell’Ucraina all’Institut National des Langues et Civilisations Orientales (INALCO) (1960-1987) e all’Università dell’Ucraina Libera di Monaco. “”Les débuts de la guerre germano-soviétique, déclenchée le 22 juin 1941, révèlent la faiblesse de l’URSS et le peu de soutien que lui accorde la population, notamment ukrainienne, qui souhaite, pour une grande partie, la défaite du système soviétique et l’effrontement de l’URSS. La preuve en est donnée par les désertions massives des soldats de l’Armée rouge et par les redditions en grand nombre”” (pag 119)”,”EURC-113″
“JOURDAIN Édouard”,”L’anarchisme.”,”JOURDAIN Édouard docteur en études politiques de l’EHESS ha scritto pure: ‘Proudhon, Dieu et la guerre’ (L’Harmattan, 2006) e ‘Proudhon, un socialisme libertaire’. Approfondimenti nei riquadri: Georges Palante, Malatesta, Polémiques autour du “”plate-formisme””, Buenaventura Durruti, Anarcho-syndicalisme et syndicalisme révolutionnaire, Les lois scélérates, Les débat Chomsky-Foucault”,”ANAx-375″
“JOURDAN Maxime”,”Le Cri du Peuple (22 février 1871 – 23 mai 1871).”,”JOURDAN Maxime nato nel 1979, è membro del Comitato di redazione de La Commune, rivista pubblicata dall’ associazione Amis de la Commune de Paris (1871). “”Parigi, effettivamente, si è risolta a farsi saltare, a seppellirsi sotto le sue rovine, piuttosto che arrendersi. Tuttavia, il nemico prosegue inesorabilmente la sua progressione. Il 18 maggio, Le Cri du Peuple, annuncia che “”les coupe-jarrets di Versailles sono a cinquecento metri dalle difese””. Pierre Denis sembra rassegnato. Il 20 maggio, firma un articolo elegiaco, dal lirismo molto vallésien. Facendo l’ elogio del CCGN, è l’ elogio funebre della Comune che pronuncia insidiosamente: “”Gli otto giorni di durata del suo regno – regno ben corto e al quale ha messo fino lei stessa – ci hanno fatto credere a un avvenire di grandezza nuova, di libertà e prosperità per il nostro paese; ci hanno consolato dei vent’anni di impero e dei sei mesi di dolori e tradimenti (…)””. Da parte sua Casimir Bouis non intende disarmare. Con l’energia della disperazione, proclama il 21 maggio: “”Parigi sarà Saragozza, Parigi sarà Mosca, se lo vuole… Ma la bandiera rossa del Popolo sventolerà fino alla fine sulla città del Popolo””. Il giorno stesso, nel primo pomeriggio, le truppe versagliesi entravano in Parigi. Lunedi 22 maggio, all’ alba, usciva l’ ultimo numero del Cri du Peuple.”” (pag 180-181)”,”MFRC-116″
“JOURNÈS Hugues”,”Une litterature revolutionnaire en Grande-Bretagne: la poesie Chartiste.”,”JOURNÈS Hugues (1924-) ex professore di inglese è responsabile di una associazione di aiuto ai lavoratori immigrati e ai rifugiati politici. E. Jones. (pag 149-150) “”Jones a d’abord, sans doute, connu Engels – par l’intermédiaire de Harney (1), qui avait rencontré Engels en automne 1843, et (comme d’autres Chartistes) lui avait fourni pas mal de matériaux pour son livre, ‘La situation des classes laborieuses en Angleterre’ (1845). Harney ne rencontra Marx pour la première fois qu’en novembre 1847, lorsque celui-ci vint à Londres porter une adresse de l’Association Démocratique Belge aux “”Fraternal Democrats”” dont Harney était le secrétaire pour la Grande-Bretagne. Marx était aussi venu pour assister à une conférence de la Ligue des Communistes d’où sortit le ‘Manifeste’. C’est également à ce moment-là que Jones a dû faire la connaissance de Marx, car ils parlent tous les deux à un meeting commémorant l’anniversaire de la Révolution Polonaise de 1830, au début de décembre. Jones retrouve Marx quelques semaines plus tard à Paris, quand il est chargé, avec Harney et Mc Grath, de présenter un message commun des Chartistes et des “”Fraternal Democrats”” au peuple de Paris. Marx à été récemment expulsé de Belgique. Quant au ‘Manifeste du Parti Communiste’, il est difficile d’imaginer que Jones, qui était en contact étroit avec les émigrés allemands et qui parlait parfaitement leur langue, n’ait pas été au courant de ses points essentiels, peut-être même de sa version originale allemande (janvier-février 1848). A ce titre, à l’exception possible de Harney, Jones aura été un cas unique parmi les leaders chartistes. Dès la fin de 1847, et jusqu’à son emprisonnement en juin 1848, on relève dans les discours et les écrits de Jones un net passage au socialisme: une étude plus approfondie des ressorts de la société, une insistance accrue sur le côté social des revendications, le devoir de s’organiser à tout prix. Aussitôt sorti de prison, il reprend contact avec Marx et Engels, comme le révèle la correspondance de ces derniers. Les diverses “”Lettres”” qu’il publie dans ‘Notes’ pour expliquer le programme chartiste rénové, approuvé par la Convention de mars-avril 1851, accordent une place encore plus marquée à la réflexion théorique et doctrinale, et à la nécessité d’une structure rigoureuse. Ce n’est pas pour rien qu’Engels écrit bientôt à Marx: “”Sans notre enseignement il n’aurait pas pris la bonne route””. Ce qui semble le plus les unir, c’est l’accent mis sur la lutte de classes”” [Hugues Journès, Une litterature revolutionnaire en Grande-Bretagne: la poesie Chartiste, 1991] (pag 149-150) [(1) “”Tous ces détails d’après l’introduction de J. Saville. Pour l’emplacement du “”Communist League Hall”” où se tint le deuxième Congrès de la Ligue des Communistes, voir ‘London Landmarks, a guide with maps to places where Marx, Engels & Lenin lived & worked’ (Publ. by the Communist Party), 1948″”] [Hugues Journès, Une litterature revolutionnaire en Grande-Bretagne: la poesie Chartiste, 1991] Le lotte di classe in Inghilterra al tempo del cartismo “”””L’histoire de toute société jusqu’à nos jours est l’histoire des luttes de classes”” dit le début du premier chapitre du ‘Manifeste’ (“”Bourgeois et Prolétaires””) dont la traduction par Helen Mc Farlane est publiée par le ‘Red Republicain’ en novembre 1850 (32). Dans le même numéro du ‘Red’, un article de Howard Morton – nom dans lequel A.R. Schoyen suggère de voir un pseudonyme de Helen Mc Farlane – recommande: “”N’espérez pas d’aide d’une autre classe que la vôtre. N’escomptez pas vous émanciper par d’autres efforts que le vôtres. Ne perdez pas votre temps à essayer de convertir au Chartisme des membres de la partie soi-disant “”respectable”” de la société””. Dans sa préface au ‘New World’, Jones pense, lui, comme le fait d’ailleurs le ‘Manifeste’, qu’il es possible que les couches les moins favorisées des classes moyennes viennent grossir les rangs du prolétariat, mais “”Le danger pour nous serait que nous nous unissions ‘avant l’heure’ – que nous nous unissions sur des bases qui avantageraient la classe moyenne seulement””. Particulièrement nette est la lettre ouverte que Jones adressera, en 1852, à Weydemeyer, officier d’artillerie prussien, membre de la Ligue des Communistes, émigré aux Etats-Unis en 1851, pour être insérée dans le ‘New-York Democrat’ auquel Weydemeyer collaborait, en réponse à un certain Carl Heinzen qui avait fait mention du nom et des positions de Jones: “”(…) M. Heinzen, semble-t-il, ignore complètement la lutte des classes qui se déroule en Angleterre (…) Comment quiconque avec la moindre connaissance des affaires anglaises peut ignorer la lutte des classe est, pour moi, chose surprenante (…). Le Dr: Marx, mon ami politique et personnel, doit pouvoir, d’après ses propres observations, vous confirmer ce fait”” (33)”” (pag 150) [Hugues Journès, Une litterature revolutionnaire en Grande-Bretagne: la poesie Chartiste, 1991] [“”(32) Publiée dans le ‘Red’ des 9, 16, 23 et 30 novembre 1850. “”Manifesto of the German Communist Party””. Pour ce pseudonyme, “”Howard Morton””, voir A.R. Schoyen, ‘The Chartist Challenge: a portrait of George Julian Harney (1958), p. 203-4; (33) “”An open letter from Ernest Jones to Weydemeyer, London, March E, 1852 – publ. in ‘Bulletin of the International Institute of Social History, 1950, avec commentaire de Fr. de Jong Edz””]”,”MUKC-035″
“JOURQUIN Jacques”,”Dictionnaire des Maréchaux du Premier Empire. Dictionnaire analytique, statistique et comparé des vingt-six maréchaux.”,”Volume dedicato a Jean Tulard (de l’Institut). “”La cronologia deve costituire le fondamenta di ogni cultura storica”” (Jean Tulard) Giudizi di Napoleone sui suoi marescialli (pag 175-195) Augereau (gli rimprovera di non aver più qualità, dimenticando che era il vincitore di Castiglione) Bernadotte (molto severo nei suoi confronti, sia come comandante che come principe svedese, vanità eccessiva ecc.) Berthier (molto elogiato da Bonaparte, grande attività, possiede tutte le qualità del capo di stato maggiore, talento e meriti … ma solo nelle sue specialità e tecniche…) Davout (miglior tattico, ma non un buon carattere per lui, il vincitore di Auerstaedt… Napoleone gli rimprovera la sua condotta in varie circostanze militari) Grouchy, è il maresciallo battuto a Waterloo, ma fu uno di più grandi comandanti di divisione di cavalleria Jourdan a lui si deve la vittoria di Fleurus, malgrado la sua opposizione al Brumaire, N. non stimava molto le sue qualità militari Kellermann (duca di Valmy) N. riconosce il prestigio, bravo soldato, ma N. non apprezzava le sue qualità militari nella condotta della guerra (‘Tutti i generali di allora, Kellerman, Beurnonville, Valence, erano degli imbecilli… (da Sant’Elena)) Lannes (aveva talento e N. lo copriva di elogi, aveva molto talento e coraggio, poteva contare su di lui, ma la prima volta che lo vide si accorse che era un ‘ignorantaccio’, senza istruzione, ma poi fece progressi stupefacenti…) Lefebvre (stima per il suio coraggio e il carattere, rimproverato per la sua mancanza di intelligenza…) Marmont (traditore… “”tutti lo considerano un traditore ma altri sono stati più colpevoli di lui”” Massena (giudato saccheggiatore e ladro durante l’Impero, ma analitico sottile di talento militare) Murat (ruolo decisivo avuto in grandi battaglie, errori alla fine della Campagna di Russia…) Ney (personaggio dal carattere semplice e schietto, bravo, è capace di guidare 10.000 uomini, fuori da questo, una vera bestia…) Oudinot (bravo ma con poco cervello… (a Sant’Elena, non avrei dovuto nominare Marmont e Oudinot marescialli…) Poniatowski (N.: il vero re di Polonia è lui…) Soult (incarna alla perfezione il successo dei marescialli dell’Impero… Talento militare certo, dopo Austerlitz N. lo definisce il ‘primo manovratore d’Europa’ ma fu mediocre maggiore-generale a Waterloo) Victor (Intrepido in combattimento, ma intelligenza mediocre)”,”FRAN-002-FSL”
“JOUSSE Emmanuel”,”Réviser le marxisme? D’ Edouard Bernstein à Albert Thomas, 1896-1914.”,”Foto di Bernstein a Londra nel 1899 e insieme a Kautsky intorno al 1930 dopo che si sono riappacificati, foto del congresso dell’ internazionale socialista ad Amsterdam nel 1904. (Seconda Internazionale) La querelle révisionniste. “”Les chefs du parti en Allemagne ne s’inquiètent pas outre mesure des positions prises par Bernstein. Ils mettent sur le compte de facteurs purement personnels la dérive du disciple d’Engels vers le réformisme et sa critique de l’idéologie du parti (exil, dépression…). En revanche certains marxistes anglais réagissent, notamment Belfort Bax (1854-1926), alors l’un des chefs de la Social Democratic Federation d’inspiration marxiste, qui reproche à Bernstein de ne pas tenir compte du but final du socialisme. Plongé dans la polémique, celui-ci doit préciser son propos””. (pag 70) “”Cette information fragmentaire ne permet pas, dans un premier temps, une prise de position nette des socialistes française. Paul Lafargue, par example, est d’abord gêné par le revirement d’un socialiste qu’il respecte: “”Il est triste que ce soit un homme, comme Bernstein, que nos aimons et estimons, qui ait effectué cette étrange volte-face.”” De la même manière que l’entourage d’Engels explique, au début de la querelle, les prises de positions de Bernstein par des facteurs d’ordre psychologique, Lafargue écrit: “”(…) notre ami a trop travaillé et souffre maintenant d’un surmenage intellectuel””. In ne pense donc pas que la crise aura des conséquences fâcheuses pour le parti: “”Malgré le respect et la sympathie qu’on avait pour Bernstein, à cause de son rôle dans le passé, il n’a entraîné personne à sa suite; au contraire, tout le monde, même ses plus chers amis, se sont dressés contre lui””. L’attitude de Lafargue passe progressivement de la gêne à l’hostilité, dans une trajectoire assez proche de celle de Kautsky. Et, comme ce dernier, le gendre de Marx refuse toute condamnation en règle du révisionnisme jusqu’au milieu de l’année 1898″”. (pag 123-124)”,”TEOC-457″
“JOUVENEL Bertrand de; collaborazione di Jeannie MALIGE”,”Un voyageur dans le siècle, 1903-1945.”,”””Ho avuto una quantità di amici stranieri, un solo amico tedesco: era Otto Abetz. Un’amicizia che ha pesato pesantemente nella mia vita”” (pag 200) (Otto Abetz (Schwetzingen, 26 marzo 1903 – Langenberg, 5 maggio 1958) è stato un diplomatico tedesco, ambasciatore della Germania nazista presso la Francia di Vichy durante la seconda guerra mondiale) Biografia. De Jouvenel B. En 1925, il s’inscrit au Parti radical où il milite aux côtés des « Jeunes Turcs ». Son livre L’Économie dirigée, publié en 1928, défend les vertus du dirigisme contre le capitalisme libéral. Homme de gauche, pacifiste et partisan convaincu de la réconciliation franco-allemande, Jouvenel est avec Luchaire à Notre Temps à la fin des années 1920. Dans Vers les États-Unis d’Europe, écrit en 1930, Jouvenel prend parti pour la réconciliation franco-allemande. Impressionné par l’émeute organisée par les ligues antiparlementaires, le 6 février 1934, et convaincu de l’inefficacité des partis politiques traditionnels, il quitte le Parti radical, préférant agir comme un « électron libre ». Il lance alors avec Pierre Andreu l’hebdomadaire La Lutte des jeunes, qui fustige la « corruption du régime », tout en multipliant ses collaborations à d’autres journaux, parmi lesquels l’hebdomadaire Gringoire pour lequel il couvre en 1935 le Congrès du Parti nazi qui adopte les Lois de Nuremberg. Il fréquente alors les milieux royalistes et nationalistes3 et des intellectuels comme Henri De Man ou Pierre Drieu la Rochelle. Il continue à militer pour le rapprochement franco-allemand et crée le « Cercle du grand pavois », une association de soutien au Comité France-Allemagne. C’est à cette occasion qu’il se lie d’amitié avec Otto Abetz, futur ambassadeur d’Allemagne à Paris sous l’Occupation. En février 1936, il réalise pour le journal Paris-Midi une interview d’Adolf Hitler, dans laquelle il insiste sur la volonté de paix du chancelier allemand. Déçu par la politique du Front populaire et préoccupé par le rôle de la France dans le monde, il rejoint la même année le Parti populaire français (PPF) créé par Jacques Doriot. Il devient alors rédacteur en chef du journal de ce mouvement, L’Émancipation nationale, dans lequel il fait l’éloge du fascisme. Visitant l’Allemagne en septembre 1938, il est impressionné par la puissance allemande et le fanatisme nazi : « on n’a rien vu de semblable depuis Mahomet » écrira-t-il.Cependant, il rompt finalement avec le PPF en 1938 quand Doriot approuve les accords de Munich. Pendant l’Occupation, Bertrand de Jouvenel retrouve son identité d’électron libre. Sympathisant avec les collaborationnistes puis menacé d’arrestation par la Gestapo, il s’exile en Suisse en septembre 1943 et décide d’abandonner ses engagements politiques pour se consacrer à l’économie, à la sociologie politique et aux questions d’environnement. À son retour en France, à la Libération, il échappe à l’épuration, mais se voit considéré, selon sa propre expression, comme un « pestiféré ». Il collabore occasionnellement au Courrier français. Son parcours est sévèrement critiqué par l’historien Zeev Sternhell qui voit en Jouvenel l’un des intellectuels français les plus engagés en faveur du fascisme. Cette opinion conduit Jouvenel à poursuivre Sternhell en justice qui est condamné pour diffamation. Le témoignage de Raymond Aron, qui devait mourir d’un arrêt cardiaque quelques heures plus tard, a été sans doute décisif. (wikip)”,”BIOx-313″
“JOVER José María”,”Politica, diplomacia y humanismo popular. Estudios sobre la vida española en el siglo XIX.”,”JOVER José M. (Cartagena, 1920) ha avuto la cattedra presso l’Universitò di Valencia e Madrid. Attualmente (1976) ha la cattedra di storia universale contemporanea presso la Facoltà di Geografia e Storia, Università di Madrid.”,”SPAx-104″
“JOXE Alain, a cura di Alessandro DAL LAGO Salvatore PALIDDA”,”L’impero del caos. Guerra e pace nel nuovo disordine mondiale.”,”Alain Joxe (1931) è il maggiore esperto non militare francese di studi strategici, materia di cui per trent’anni è stato directeur d’étudies all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Presiede il Cirpes (Centre Interdisciplinaire de Recherche sur la Paix et d’Études Stratégiques).”,”RAIx-067-FL”
“JOYAUX Julia”,”La linguistica.”,”Cina: scrittura come scienza (pag 70-89)”,”VARx-613″
“JOYCE James”,”Gente di Dublino.”,”””Nel tessuto di ‘Dubliners’ si ripete e spicca un disegno: il protagonista di una storia (sia esso un individuo o un gruppo) si trova nella condizione di vedere con chiarezza quale sia la via da prendere se vuole vivere una vita piena e creativa; ma è sempre sconfitto dall’ ambiente che raduna le sue forze contro di lui”” (W.M. SCHUTTE, Joyce and Shakespeare, pag 140). JOYCE nacque a Rathgar, sobborgo di Dublino, nel 1882. Fece i suoi primi studi presso i gesuiti e nel 1898 si iscrisse all’University College della città dove si laureò nel 1902. Nel 1904 si trasferì a Trieste dove in breve tempo divenne amico di intellettuali e scrittori, tra cui Italo SVEVO. Dopo lo scoppio della 1° GM si trasferì a Zurigo, poi a Parigi, per tornare di nuovo nella città svizzera poco prima della sua morte, avvenuta il 13 gennaio 1941. Autore di un capolavoro ancora oggi unico nel suo genere come l’ Ulisse, è forse lo scrittore che più di ogni altro ha contribuito alla nascita della letteratura moderna.”,”IRLx-002″
“JOYCE James”,”Gente di Dublino. Con una cronologia della vita dell’Autore e dei suoi tempi, un’introduzione all’opera, un’antologia critica e una bibliografia a cura di Aldo Tagliaferri.”,”In ‘Gente di Dublino’ JOYCE James ritrae “”personaggi le cui esistenze sembrano paralizzate dai flagelli dell’inerzia spirituale, dall’ipocrisia, dalla simonia che affliggono la sua città, ma nei quali si riflettono tipi e caratteri sostanzialmente universali.”””,”IRLx-009″
“JOYCE James, a cura di Marina EMO CAPODILISTA”,”Gente di Dublino – Ritratto dell’artista da giovane.”,”””Non si esagera dicendo che ‘Dubliners’ è un’opera fondamentale nella letteratura europea”” (pag 25)”,”IRLx-013″
“JOYCE Michael”,”Ordeal at Lucknow. The Defence of the Residency.”,”La ribellione indiana del 1857, nota anche come la prima guerra d’indipendenza indiana, fu una rivolta violenta contro il dominio britannico in India. L’assedio di Lucknow fu uno degli eventi più significativi della ribellione. L’assedio durò dal 30 maggio al 27 novembre 1857 e vide la guarnigione britannica a Lucknow isolata e assediata. La guarnigione resistette per oltre due mesi e fu alleviata solo a settembre. Con l’aumento della ribellione, il comando britannico combinato a Lucknow fu nuovamente assediato e richiese il salvataggio del nuovo comandante in capo, il tenente generale Sir Colin Campbell. Ciò è stato ottenuto alla fine di novembre dopo una sanguinosa avanzata attraverso la città 123. (copil)”,”UKIQ-011-FSD”
“JOYEUX Maurice”,”Souvenirs d’ un anarchiste.”,”JOYEUX Maurice è nato a Parigi nel 1910. Da una quarantina d’ anni è una delle figure principali del movimento anarchico francese. Lo è stato nel 1953 in occasione della ricostruzione della Federation Anarchiste, nel 1968, nel 1987 in occasione del lancio di Monde Libertaire Hebdomadaire, nel 1981 con Radio-Libertaire… Ha fatto molti mestieri, è stato sindacalista, libraio, scrittore. Ha viaggiato con passione. “”Ho vissuto la guerra di Spagna con intensità. Ho a volte bilanciato tra la propaganda indispensabile sul posto e il desiderio di andare a raggiungere in Catalogna il centinaio di anarchici francesi che componevano la brigata di Sabastien Faure. Però, per alcuni di noi, l’ idea che in Spagna di uomini ce ne fossero a sufficienza e che quello che mancava era l’ appoggio dall’ esterno, s’impose a poco a poco. (…)””. (pag 282) “”La guerra di Spagna mi obbliga a inclinarmi maggiormente verso l’ anarco-sindacalismo, questa branca dell’ anarchia considerata come bastarda da certi militanti, forse perché non è legata ad una dottrina, una teoria, dei principi immutabili e che, vivendo giorno per giorno i rischi della vita economica, mescola all’ anarchia il riformismo quotidiano, che gli anarchici rifiutano anche se lo praticano tutti i giorni””. (pag 282) (Le 29 janvier 1910, naissance de Maurice JOYEUX, à Paris. Figure marquante de l’anarchisme français. Il milite très jeune et s’engage au Comité des Chômeurs dont il deviendra le secrétaire. Il raconte leurs premières actions dans le livre “”Consulat Polonais””. L’attaque de ce Consulat lui vaut 1 an de prison, en 1933.Il adhère à l’Union Anarchiste en 1935, et est condamné à six mois de prison pour violence à agents. En 1936, il participe aux occupations d’usines et anime le Front Révolutionnaire. 1938 : encore six mois de prison pour violences.Réfractaire à la guerre, il est arrêté en 1940 et condamné à 5 ans de prison. Incarcéré à Montluc, il s’évade après avoir fomenté une mutinerie (sujet du livre “”Mutinerie à Montluc, édité en 1971), mais il sera repris et finalement libéré en 1944. Dès la libération, il s’emploie à la reconstruction de la Fédération Anarchiste et à l’édition du “”Libertaire””. Il milite aussi activement dans le syndicat (CGT-FO) et ouvre une librairie à Paris “”Le Château des brouillards””. En décembre1953, c’est la scission. Georges FONTENIS, qui avait crée “”l’Organisation Pensée Bataille”” (O.P.B) à l’intérieur même de la Fédération Anarchiste, provoque son éclatement en plusieurs nouvelles organisations (dont la F.C.L (Fédération communiste libertaire). Mais Maurice joyeux reconstruit la F.A autour du nouveau journal “”Le Monde Libertaire”” et de sa librairie qui verront le regain des idées libertaires, suscité par mai 68. Avec sa compagne, Suzy CHEVET, et le “”Groupe Louise Michel””, il crée “”La Rue””, revue d’expression culturelle libertaire. En 1981, il est le premier invité de Radio Libertaire (radio libre de la F.A, à Paris). Il meurt le 9 décembre 1991. Il nous laisse, outre divers ouvrages théoriques, deux livres de souvenirs “”Sous les plis du drapeau noir””, et “”Souvenirs d’un anarchiste””.) (Fonte Ephéméride Anarchiste)”,”ANAx-228″
“JUDD Denis”,”Someone Has Blundered. Calamities of the British Army in the Victorian Age.”,”””The British officer class, despite its unrivalled overseas campaigning experience, continued to appear somewhat amateurish to the more hardened and scientific professionals of European armies and, even during the Great War, the British troops were likened to ‘lions being led by donkeys’! The obsession with parade ground drill and an immaculate turn-out hardly abated, and at Laings Nek in 1881 the unfortunate men of the 58th were marched in close order, their regimental colours flying overhead, at the Boer entrenchments. Even the benefits of a Staff College education were no guarantee of success: General Colley had graduated from Camberley with the biggest total of marks on record, yet he went down to a succession of humiliating defeats in the Transvaal campaign of 1880-1; Field Marshal Wolseley never want to the Staff College, but his fighting career was packed with brilliant triumphs”” (pag XVII-XVIII) “”La classe degli ufficiali britannici, nonostante la loro impareggiabile esperienza nelle campagne all’estero, continuò ad apparire un po’ dilettantistica ai professionisti più incalliti e scientifici degli eserciti europei e, anche durante la Grande Guerra, le truppe britanniche furono paragonate a ‘leoni guidati da asini’! L’ossessione per l’esercitazione sulla piazza d’armi e un’affluenza immacolata non si placò quasi mai, e a Laings Nek nel 1881 gli sfortunati uomini del 58° marciarono in ordine ravvicinato, con i loro colori reggimentali sventolanti in alto, verso le trincee boere. L’istruzione universitaria non era una garanzia di successo: il generale Colley si era laureato a Camberley con il maggior numero di voti mai registrato, eppure subì una serie di umilianti sconfitte nella campagna del Transvaal del 1880-1; il feldmaresciallo Wolseley non volle mai entrare nel Collegio dello stato maggiore, ma la sua carriera di combattente è stata costellata di brillanti trionfi”””,”QMIx-047-FSL”
“JUDERIAS Julián”,”Rusia contemporánea. Estudios acerca de su situación actual.”,”Dello stesso autore JUDERIAS (ex-agregado al Consulado de Espana en Odessa, Rusia) : ‘El obrero y la Ley obrera en Rusia’”,”RUSx-147″
“JUDT Tony”,”La reconstruction du parti socialiste, 1921-1926.”,”JUDT Tony è un insegnante ricercatore al King’s College di Cambridge, e attualmente (1976) è professore associato all’ Università della California (Davis).”,”FRAP-061″
“JUDT Tony”,”Le marxisme et la gauche française, 1830-1981.”,”JUDT Tony professore storia nell’Università di Oxford. “”Une autre approche suggère que c’est l’insuffisance théorique profonde du prétendu marxisme français qui a affaibli le mouvement ouvrier en le privant d’une doctrine convaincante et d’une stratégie efficace. Telle est l’approche de Michelle Perrot qui ne manque pas de souligner, par exemple; la superficialité du marxisme d’un Paul Lafargue. Cette vision des choses a déjà toute une histoire: Engels avait certainement peu de respect pour le niveau du discours des socialistes français (dans le cas de Lafargue, il avait d’autres raisons, plus personnelles, de désapprobation); et un souverain mépris pour les incursions françaises dans la théorie était monnaie courante dans certains cercles de la Deuxième Internationale. Mais que cela soit vrai ou non, cette critique passe à côté de la question. C’est précisément ce marxisme, tel que l’ont présenté Lafargue ou Guesde, qui, malgré ses limites évidentes, fut reçu comme une chose très familière par les Français habitués aux écrits socialistes d’une précédente génération ‘pour la raison’ bien simple que ces hommes intégraient dans leur totalité l’optimisme moral contradictoire et le positivisme social qui formaient ‘la’ marque distinctive du vieux socialisme français et contre lequel Marx n’avait pas mâché ses mots.”” (pag 114-115) [Tony Judt, Le marxisme et la gauche française, 1830-1981, 1987]”,”MFRx-339″
“JUDT Tony”,”Postwar. La nostra storia, 1945-2005.”,”Influente intellettuale, Tony Judt ha insegnato in varie università, Cambridge, Oxford, Berkeley, e alla New York University dove ha diretto l’Istituto Remarque, fondato nel 1995 e dedicato allo studio dell’Europa”,”EURx-335″
“JUGLAR Clement; a cura di Decourcey W. THOM”,”A Brief History of Panics in the United States.”,”””Panic of 1864. The crisis of 1864 was mixed up in the United States with the War of Secession; it was a political crisis, and is not properly to be considered here. Panic of 1873. During the last two months of 1872 the American market had been very much embarrassed; the lowest rate of discount was 7 per cent., and in December it was quoted at even 1/32 of 1 per cent. or a quarter of 1 per cent. a day! The year 1873 was anxiously awaited in hope of better times. In the middle of January, 1873, the rate of interest declined a little to 6 or 7 per cent., but soon the are of 1/32 of 1 per cent. per day reappeared and continued until the month of May. In the first days of April the market was in full panic; (…)””. (pag 93)”,”USAE-068″
“JUHASZ Antonia”,”The Bush Agenda. Invading the World, on Economy at a Time.”,”Antonia Juhasz è un esperta a livello internazionale di free trade e politica finanziaria”,”USAE-004-FP”
“JUKES Geoffrey”,”La difesa di Mosca.”,”‘Una delle più grandi e terribili battaglie della storia descritta con l’aiuto del Maresciallo Zhukov e con una ricchezza di notizie e particolari finora inediti’. “”Vista in un più largo contesto, la mancata sconfitta dell’Unione Sovietica nei primi 4-5 mesi, segnò la fine della «Blitz-Krieg». Da un punto di vista politico, economico e militare, Hitler aveva sottovalutato la Russia. Nel 1939, aveva considerato un «postulato da statista» che la Germania dovesse combattere su di un unico fronte, ma la guerra su due fronti era così divenuta una dura realtà, come già la Germania aveva dovuto sperimentare nel 1914-18. Era chiaro che gli alleati di Hitler erano delusi e che la resistenza delle truppe dell’Asse nele zone occupate cresceva d’intensità. La Turchia, che Hitler avrebbe gradito partecipasse alla «sua guerra», continuò nella sua politica d’attesa. Intanto, con l’irrigidirsi della resistenza Alleata, l’Inghilterra riuscì a progredire nella sua preparazione militare e a sviluppare la sua politica di alleanze. Sin dal 7 dicembre 1941, da quando cioè il Giappone aveva attaccato Pearl Harbor, l’Unione Sovietica poteva contare sulle potenze occidentali. La battaglia davanti a Mosca nell’inverno 1941-42 è considerata a ragione una delle battaglie decisive della seconda guerra mondiale. Essa fu l’ultimo e tardivo atto del piano tedesco di sconfiggere definitivamente la Russia e tutto ciò che Hitler intraprese da quel momento in poi poté soltanto ritardare la sua definitiva caduta. L’autore di questa rievocazione, Geoffrey Jukes, è diventato famoso per i suoi libri ‘Stalingrado’ e ‘La battaglia di Kursk’. Grazie alla sua profonda conoscenza della Wehrmacht e dell’armata Rossa, egli ha tracciato un autentico quadro della grande battaglia svoltasi dinanzi a Mosca, unendo una non comune obiettività al vigore e al colore della narrazione. Nella mia qualità di comandante di truppe e testimone delle fasi iniziali della campagna tedesca fino al risucito forzamento del canale Volga-Mosca e della ritirata finale, posso senz’altro conformare la fedeltà stodica del racconto”” [introduzione del Generale Hasso von Manteuffel]”,”QMIS-040-FV”
“JULIEN Claude”,”Il suicidio delle democrazie. La democrazia che è fallita.”,”Claude JULIEN, giornalista, capo dei servizi esteri di Le Monde, è anche autore de ‘L’ Impero americano’ (1969).”,”USAS-095″
“JULIEN Charles-André”,”Histoire de l’ Algerie contemporaine.Tome 1. La conquête et les debuts de la colonisation (1827-1871).”,”Le P. Enfantin, nel corso del soggiorno di 22 mesi che fece in Algeria (dicembre 1839-ottobre 1941), aveva percorso il paese e concepito un sistema da cui deriva nel 1842 una delle opere più significative che siano state pubblicate sotto la monarchia di luglio, ‘Colonisation de l’ Algerie’. Era partigiano della colonizzazione, non per il piccolo sfruttamento, ma per la società anonima, che creerà dei villaggi ove gli azionisti costitueranno delle grandi proprietà di piccoli proprietari. Si dovrà fare appello non solo ai francesi ma agli europei originari di preferenza dei paesi renani. (pag 257)”,”AFRx-031″
“JULIEN Charles-André”,”Le Maroc face aux impérialismes, 1415-1956.”,”JULIEN Charles-André è nato il 2 settembre a Caen proveniente da famiglia di ugonotti dell’ Albigese. E’ stato fondatore e decano della facoltà di lettere di Rabat. Ha pubblicato molte opere. Jaures e la condanna dell’ imperialismo (pag 85) Impotenza delle truppe di occupazione e dissidenza. Guerra del Rif. “”Più grave era la situazione nel Rif. Quando la repressione sembrava assicurata, alla fine d’ ottobre 1955, un fronte fluido riprendeva l’ azione non più su30 ma su 150 chilometri. Alla fine del 1955, la minaccia si era aggravata, al punto che si erano dovuta abbandonare praticamente una zona di 30 chilometri di larghezza su 20 di profondità a sud-est di Tizi-Ouzli. I partigiani che si contavano ormai per migliaia erano mal armati ma beneficiavano dell’ appoggio della popolazione e potevano portare la guerra presso i Beni Snassen, in collegamento con i combattenti algerini. L’ anno 1956 si annunciava sotto cattivi auspici. Nella notte dal 28 al 29 dicembre 1955, una nuova offensiva di ribelli nel Rif rivelava l’ estensione della dissidenza di oltre 40 chilometri verso ovest. Il generale Agostini, che disponeva di 15 mila uomini, dovette intraprendere “”una potente operazione di pulizia”” che gli permise di riprendere le posizioni abbandonate e mettere fine agli attacchi.”” (pag 482)”,”AFRx-053″
“JULIEN Charles-André”,”Souvenirs de Russie: 1921.”,”Charles-André Julien, délégué au Troisième Congrès de l’Internationale communiste. Ch.A. Julien professore onorario di storia della colonizzazione alla Sorbona ed ex docente della Facoltà di Lettere di Rabat. Brevi note biografiche di BUCHARIN CACHIN COLLIARD DELAGRANGE DZERZHINSKIJ FROSSARD GAYE JOFFE’ KALININ KNELLER KOLLONTAI KOLAROV BELA KUN LAPORTE LEICIAGUE LORIOT LUNACHARSKIJ LOZOVSKIJ LUCIE COLLIARD MANUILSKIJ MARCHAND MERRHEIM MICHEL – KNELLER MORIZET NAEGELEN PASCAL PAUL- VAILLANT-COUTURIER PETIT RAKOSVKIJ RADEK REED ROSMER ROY SERGE SERRATI SIROLLE SMIRNOV SOUVARINE TARATUTA CICHERIN TOMMASI ZETKIN ZINOVIEV”,”INTT-346″
“JULIEN Stéphane MAHIEUX Christian a cura,”,”La Révolution prolétarienne. «La revue qui n’a pas observé le mouvement ouvrier mais qui l’a vécu».”,”in ultima pagina foto di Pierre Monatte Christian MAHIEUX e Stéphane JULIEN, sindacaliste sono membri dell’equipe della rivista ‘La Révolution prolétarienne’ Linea unità sindacale, autonomia del movimento sindaacale di fronte ai partiti, anticolonialismo, lotta contro il capitalismo e lo stalinismo Raccolta fondi e aiuti per gruppi rivoluzionari antistalinisti, anticapitalisti, anticolonialisti: Articolo ‘Solidarité pour nos frères allemands’ (n: 163 novembre 1933) (comitato di solidarietà operaia internazionale’: solidarietà verso i gruppi rivoluzionari non aderenti ad una internazionale: Partito socialista operaio (Sap), partito comunista (opposizione) (brandlériano) (KPO), i comunisti nternazionalisti (Trotsky), il Leninbund (gruppo Urbahns), l’ Aile gauche communiste (gruppo Kurt Landau)’ (pag 77-78) M. BIGOT A. CAMUS F. CHABROT M. CHAMBELLAND A. CILIGA L. COLLIARD JEAN E JOSETTE CORNEO A. DUNOIS J. DUPERRRAY J.P. FINIDORI V. GODONNECHE G. GOUJON D. GUERIN M. GUILLOT M. HADJ R. HAGNAUER F. LORIOT R. LOUZON J. MAITRON M. MARTINET I. METT P. MONATTE J. MOREAU L. PELLETIER J. PERA M. PIVERT C. RIDEL A. ROSMER S. RUBAK V. SERGE B. SOUVARINE J. STANKO G. WALUSINSKI S. WEIL M. YVON”,”MFRx-396″
“JULLIAN Philippe”,”Oscar Wilde.”,”JULLIAN Philippe è nato a Bordeaux nel 1920. E’ autore di biografie e saggi dedicati all’ arte di fine Ottocento, al simbolismo e al decadentismo. Opera di Wilde: La decadenza della menzogna (1887) I bassifondi di Londra. “”Per le vie di Soho si comincia a vedere la macchia bianca della larga cravatta di Oscar, più lord di tutti lords quando discende dopo teatro da una carrozza di piazza, a riconoscerne tra la nebbia la voce che ricopre al tiritera dell’ organetto di Barberia: “”In fondo, my dear boy, quel che chiamiamo vizio nelle classi superiori è soprattutto il passatempo delle classi lavoratrici.”” Wilde adora gli odori e i rumori dell’immensa capale di cui Whistler ha scoperto la bellezza. La miseria lo commuove, i sotterfugi del vizio lo incantano. Il cupo prestigio della “”moderna Babilonia”” ha spevantato, venti anni prima, Dostoevskij che descrive, con un certo compiacimento, il traffico di bambine nello Strand. Verso il 1840, in un romanzo molto superiore ai ‘Misteri di Parigi’, Paul Féval ha già visto, nei ‘Misteri di Londra’, le possibilità romanzesche della capitale dove il vizio e il brigantaggio sono organizzati infinitamente meglio che a Parigi. Questa città sporca di fuliggine,sommersa nella nebbia, è ben quella dove Stevenson scrive ‘Lo strano caso del dottor Jekyll’ e i cui rischi saranno presto affrontati da Sherlock Holmes. Tale contrasto di oro e di nero sarà il tema del ‘Dorian Gray’, ed anche quello di un vero capolavoro non sciupato da lunghe descrizioni e da pensieri profondi: ‘Il delitto di Lord Arthur Savile’. La passeggiata del giovane che deve commettere un delitto è una delle più belle pagine di Wilde e può essere paragonata a certi passi di Thomas de Quincey o alle fantasticherie di Gérard de Nerval a Parigi””. (pag 151-152)”,”BIOx-107″
“JULLIARD Jacques”,”Fernand Pelloutier et les origines du syndicalisme.”,”L’A, Normaliano, D della EHESS, editorialista al NO.”,”MFRx-026″
“JULLIARD Jacques WINOCK Michel; con la collaborazione di Pascal BALMAND Christophe PROCHASSON e di Gisele SAPIRO Daniele VOLDMAN Gilles CANDAR Denis PELLETIER Nicolas ROUSSELLIER; coordinamento di Monique LULIN e Severine NIKEL”,”Dictionnaire des intellectuels francais. Les personnes, le lieux, les moments.”,”Con la collaborazione di Pascal BALMAND, Christophe PROCHASSON e di Gisele SAPIRO, Daniele VOLDMAN, Gilles CANDAR, Denis PELLETIER, Nicolas ROUSSELLIER. Coordinamento di Monique LULIN e Severine NIKEL. [‘Les intellectuels français pendant la Première Guerre mondiale on été d’abord des soldats comme les autres. Aucune disposition n’avait été prévue, ne serait-ce que pour les utiliser au mieux de leur compétence. Alors qu’en Allemagne et dans le Royaume-Uni, on essaya de protéger les artistes, ce ne fut pas le cas en France, encore que beaucoup de peintres cubistes aient été utilisés dans les services du camouflage. Aucun intellectuel n’essaya d’échapper à ses obligations militaires et de lutter contre la guerre. (…) Certains même, dispensés d’obligations militaires en raison de leur âge, de leur état de santé ou de leur nationalité, comme Henri Barbusse ou Blaise Cendrars, s’engagèrent volontairement. A’ l’instar des autres catégories de la société française, la jeune génération des intellectuels paya un prix considérable à la guerre. Quelques écrivains déja célebres furent tués ou moururent des suites de leurs blessures, Charles Péguy, Ernest Psichari, Louis Pergaud, Guillaume Apollinaire, mais beaucoup plus nombreux parmi les morts furent ceux qui n’étaient qu’à l’aube de leur carrière. L’anthologie es écrivains morts à la guerre mentionne 525 noms, mais il n’y a pas de véritable critère pour déterminer qui est écrivain et qui ne l’est pas. En revanche, on sait que sont tombés 239 élèves ou anciens élèves de l’Ecole normale supérieure, dont 107 en cours de scolarité, environ 8.000 instituteurs, 460 professeurs de secondaire, 260 professeurs de l’enseignement supérieur, chiffre d’autant plus impressionant que ces derniers n’étaient guère plus d’un millier au total et souvent trop âgés pour être mobilisés. Les coupes furent semblables dans le jeune clergé, 14% des prêtres et des séminaristes. A défaut que tous ces morts au combat aient été des intellectuels, c’est le terreau intellectuel de la nation que avait été en partie détruit”” (J.J. Becker et G. Colin, “”Les écrivains, la guerre de 1914 et l’opinion publique””, ‘Relations internationales, n. 24, hiver 1980)] FRAV-001 Julliard Winock”,”FRAV-001 REFx-012″
“JULLIARD Jacques”,”Autonomie ouvrière. Etudes sur le syndicalisme d’ action directe.”,”Recensione libro di Z. STERNHELL (269) e libro di SCHOTTLER (pag 285) JULLIARD Jacques direttore di studi alla EHESS (Ecole des Hautes Etudes en sciences sociales), editrialista al Nouvel Obs, ha pubblicato presse le Ed du Seuil, ‘Fernand Pelloutier et les Origines du syndicalisme d’ action directe’, ‘Contre la politique professionnelle’ e ‘la Faute à Rousseau’. “”Il seguito non fa che confermare questa evoluzione. I deputati di origine sindacale erano stati, da lunga data, tra i più “”revisionisti””, i più nazionali in seno al Partito socialdemocratico””. Mentre delle reticenze si manifestarono rapidamente presso certi socialisti riguardo all’ Union sacrée (Liebknecht), i dirigenti sindacali l’ accettarono senza esitazioni e favorono l’ adattamento dell’ economia allo sforzo di guerra””. (pag 139)”,”SIND-065″
“JULLIARD Jacques SAND Shlomo a cura; saggi di Pierre ANDREU Giovanni BUSINO Georges GORIELY Jacques JULLIARD Daniel LINDENBERG Maria MALATESTA Peter NIJOFF Thierry PAQUOT Robert PARIS Larry PORTIS Jean-Luc POUTHIER Michel PRAT Madeleine REBERIOUX Sergio ROMANO Shlomo SAND Jutta SCHERRER Peter SCHÖTTLER Bruno SOMALVICO Zeev STERNHELL Roberto VIVARELLI”,”Georges Sorel en son temps.”,”Saggi di Pierre ANDREU Giovanni BUSINO Georges GORIELY Jacques JULLIARD Daniel LINDENBERG Maria MALATESTA Peter NIJOFF Thierry PAQUOT Robert PARIS Larry PORTIS Jean-Luc POUTHIER Michel PRAT Madeleine REBERIOUX Sergio ROMANO Shlomo SAND Jutta SCHERRER Peter SCHÖTTLER Bruno SOMALVICO Zeev STERNHELL Roberto VIVARELLI “”Nel 1889, Sorel si situa sempre nella corrente liberal-conservatrice. Per le sue prime incursioni nella “”scienza sociale”” – fino ad allora l’ ingegnere dei Ponts dimissionario non ha pubblicato che articoli di epistemologia e di storia locale -, si appoggia su degli ispiratori il cui tratto comune è di far risalire il declino della Francia alla Rivoluzione del 1789, e di indicare gli psedo-scienziati, i retori, i “”femmelins”” , in una parola gli ‘intellettuali’ (la parola non è però ancora di moda), come i responsabili di questa catastrofe””. (pag 190)”,”TEOC-347″
“JULLIARD Jacques”,”Les gauches françaises. Histoire, politique et imaginaire, 1762-2012.”,” Jacques JULLIARD, storico, ex direttore delegato della redazione di Nouvel Observateur, editorialista a ‘Marianne’. Autore di opere sul sindacalismo rivoluzionario e le culture politiche. Ha pubblicato ‘Le Malheur français’ e ‘La Reine du monde, essai sur la démocratie d’opinion’ (2008). L’autore rintraccia le radici della sinistra in Condorcet, il calvinismo e il giansenismo da cui si originano una gauche gesuita ed una giansenista. Dal punto di vista filosofico una sinistra Voltaire ed una Rousseau. Dal punto di vista rivoluzionario una sinistra Robespierre ed una Danton. Nel testo individua altre radici culturali. “”La bourgeoisie reprend les affaires en mains, Blanqui est jugé avec les hommes du 31 octobre. La voilà une nouvelle fois condamné à mort par un conseil de guerre (9 mars 1871). Il sera absent de la Commune, lui qui en eût été le chef naturel. D’où l’idée de l’échanger contre les otages de celle-ci, parmi lesquels l’archevêque de Paris, Mgr Darboy. Mais Thiers ne veut rien entendre, préférant sacrifier les otages. “”Thiers savait qu’avec Blanqui il donnerait une tête à la Commune, alors que c’est sous forme de cadavre que l’archevêque servirait au mieux son dessin (1)””. À la guerre comme à la guerrre… La nouvelle prison de Blanqui sera dans la baie de Morlaix, le fort du Taureau, où on lui interdit de regarder la mer, puis Clairvaux, fondé par Saint Bernard: on ne compte plus de monastères que la République a transformés en maisons de détention. Parlons clair. Depuis le 4 septembre 1870, le blanquisme, comme technique insurrectionnelle contre des régimes autoritaires, n’a plus de raison d’être, et Blanqui le sait. On ne lutte pas pour plus de justice sociale dans une république comme on lutte pour la liberté dans une monarchie. Ce n’est pas pour rien que Blanqui à fait de Clemenceau son héritier intellectuel: un radical d’extrême gauche plutôt qu’un révolutionnaire. Plus question de société secrète, de complot, de prise d’armes, d’insurrection. (…) Cela est si vrai que les héritiers présumés du blanquisme dans le mouvement socialiste de la fin du XIXe siècle ne seront plus de comploteurs ou des insurrectionalistes, mais des partisans de la lutte des classes, qu’ils voient à l’oeuvre dans la société: assez proches du marxisme, en somme. On a généralement vu dans les militants du Parti ouvrier (français), à commencer par Jules Guesde et Paul Lafargue, gendre de Marx lui-même, les vrais introducteurs du marxisme en France. Il faut aussi regarder du côté d’Édouard Vaillant, chef du Comité révolutionnaire central (CRC), l’une des chevilles ouvrières de l’unité socialiste en France, et compagnon de Jaurès (2)’ [Jacques Julliard, Les gauches françaises. Histoire, politique et imaginaire, 1762-2012, 2012] [(1) Marx, La Guerre civile en France, 1871, op. cit., p. 67; (2) Sur Vaillant on lira: Maurice Dommanget, ‘Édouard Vaillant, un grand socialiste, 1840-1915’, 1956, et Jolyon Howorth, ‘Édouard Vaillant. La Création de l’Union socialiste en France’, 1982, préface de Madeleine Rebérioux. Howorth veut en finir avec la “”légende”” d’un Vaillant blanquiste orthodoxe à l’ancienne] (pag 301-302) Il giansenismo è una dottrina teologica che tentò di modificare il cattolicesimo, elaborata nel XVII secolo da Giansenio (1585-1638), il quale fondò la sua costruzione teologica sull’idea che l’uomo nasce essenzialmente corrotto e quindi destinato a fare necessariamente il male, e che, senza la grazia di Dio, l’uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà, e che alcuni umani sono predestinati alla salvezza mentre altri no. (wikip)”,”MFRx-364″
“JULLIARD Jacques”,”Trotsky, le prophète maudit.”,”‘La liquidazione dell’ Opposizione operaia, operata da Lenin e da Trotsky – e non da Stalin – consacra il trionfo della burocrazia sul proletariato. L’ideologia lenino-trotskista dell’epoca postula, senza dimostrarlo, l’adeguamento del “”socialismo scientifico”” con il grande sogno socialista che oggi ancora, “”polarizza i sogni”” delle classi operaie. L’accusa di “”deviazione anarco-sindacalista”” è una espressione comoda che ha permesso durante su mezzo secolo di eludere il problema della democrazia operaia”” (pag 182) Trotsky un rivoluzionario, non un politico (pag 183) Se Lenin fu uno stratega, Trotsky fu un tattico, l’ esecutore (pag 184) “”Non che Trotsky, non abbia mai fatto mostra in politica delle qualità che erano le sue nel campo rivoluzionario, nel campo militare: la sua campagna del 1926-27, il suo supremo combattimento alla testa dell’Opposizione unificata contro Stalin fa pensare alla campagna di Francia di Napoleone nel 1814: tanto brillante quanto disperata. Per il resto, che errori commessi, che occasioni mancate!”” (pag 185)”,”TROS-364″
“JULLIARD Jacques; SAND Shlomo e Bruno SOMALVICO; SCHÖTTLER Peter; ANDREU Pierre”,”Sorel, sessant’anni dopo (Julliard); L’avventura intellettuale di Sorel (Sand e Somalvico); La via sindacale al socialismo (Schöttler); Il marxismo di Sorel (Andreu).”,”‘Nella nostra epoca l’ignoranza e l’incomprensione continuano. Theodore Zeldin, citato da Therry Pasquot, nell’introduzione agli scritti di Sorel sul marxismo (…) lo tratta come un “”vecchio moralista””, mentre Althusser, per dimostrare la miseria della ricerca marxista in Frnacia, dichiara in ‘Pour Marx’: “”La Germania ha avuto Marx ed Engels, e il primo Kautsky; la Polonia Rosa Luxemburg; la Russia Plechanov e Lenin; l’Italia Labriola…”” (n.d.a.: quale? mentre noi avevamo Sorel!)’ (pag 90) ‘Nel 1907, Benedetto Croce osservava che Georges Sorel era altrettanto, se non più conosciuto, in Italia che in Francia (6). La continuità di questo interesse è attestata tra l’altro dalla grande storia del marxismo pubblicata da Einaudi, che comprende un eccellente capitolo su Sorel, dovuto a Gregorio di Paola (7), mentre la maggior parte delle antologie francesi sul marxismo lo ignorano (8), imitate, a dire il vero, anche da una recente sintesi inglese sul marxismo contemporaneo, come quella di Perry Anderson (9)’ (pag 91) [(6) La critica, 1907, p. 317-330: recensione del libro di Sorel, ‘Le système historique de Renan’, (…); (7) Gregorio De Paolo, ‘Dalla metafisica al mito’, in Storia del marxismo t. II, Torino, 1979, p. 659-693; (8) Per es. l’opera pur importante di François Chatelet, Evelye Pisier -Kouchner e Jean-Marie Vincent, ‘Les marxistes et la politique’, Puf, 1975; (9) Perry Anderson, Considerations on Western Marxism, New Left Books, London, 1976]”,”TEOC-039-FGB”
“JULLIEN Francois”,”Pensare l’ efficacia in Cina e Occidente.”,”Il non agire cinese (pag 53) JULLIEN Francois insegna all’ Università di Paris VII. Filosofo conosciuto anche all’ estero, già direttore del Collège international de philosophie, dirige l’ Institut de la Pensée contemporaine. Si occupa dello studio del pensiero e dell’ estetica della Cina classica in una prospettiva interculturale. Ha scritto varie opere pubblicate anche in Italia (v. 4° cop). “”Lo stratega, così come il saggio, non agisce ma ‘trasforma’. Vedo un esempio eclatante di tale differenza strategica in un episodio recente, che è la guerra del Vietnam. Ai miei occhi, tale conflitto mette a confronto non tanto due mondi (politici, economici) quanto due strategie. Tralascerò, per pudore, le vicende che vedono coinvolti i francesi, benché anche la battaglia di Dien Bien Phu si presti a essere letta allo stesso modo. Da parte statunitense, chiaramente ciò che si attendeva, ciò a cui ‘si puntava’, era la grande battaglia, concepita come grande Confronto e grande Evento, facendo appello al massimo della potenza distruttiva e concentrata. A fronte di ciò, la strategia vietnamita, ossia la strategia cinese ritorta tradizionalmente dai vietnamiti contro gli stessi cinesi, consisteva nello spiazzare tale aspettativa: non ci sarà nessuna battaglia. Si tratta di un processo di erosione progressiva, di demolizione del contegno – quella che con un’infelice scelta terminologica, in quanto troppo settoriale, si è soliti definire “”guerra psicologica”” -, tanto che l’avversario si lascia a poco a poco scoraggiare, perde allo stesso tempo terreno e fiducia in se stesso. E alla fine si trova sconfitto, senza che la grande battaglia che attendeva sia mai avvenuta.”” (pag 62)”,”CINx-220″
“JUNGCLAS George”,”Le problème de l’Internationale dans les premières ouvres de Marx et Engels.”,”””Marx reçut la tâche d’écrire la profession de foi de la Ligue [des communistes], le ‘Manifeste du Parti communiste’. Mais la position internationale de Marx et d’Engels et leurs partisans s’exprima aussi dans la politique pratique. Il n’y eut pas de mouvement historique de cette époque qui ne fut analysé par eux, au sujet duquel ils ne prirent position et dont ils ne soutinrent théoriquement et pratiquement le forces qui étaient progressives. A partir de ces prises de position, Marx développera la stratégie et la tactique du mouvement socialiste révolutionnaire et de la révolution internationale. Un document classique de la stratégie marxiste est sans aucun doute l”Adresse du Comité central à la Ligue’. L’importance particulière de ce document réside en ceci que Marx, pour la première fois, y propagea l’idée de l’indépendance du mouvement des travailleurs vis-à-vis du mouvement démocrate-bourgeois, tandis que dans le ‘Manifeste communiste’, il part encore du rôle indépendant du mouvement des travailleurs dans le cadre du mouvement révolutionnaire démocratique. Elaborant les expériences de la revolution allemande du 1848, il développa pour la première fois concrètement la théorie et la pratique de la révolution permanente: “”Tandis que les démocrates petits bourgeois veulent terminer la Révolution au plus vite et après avoir tout au plus réalisé les revendications ci-dessus, il est de notre intêret et de notre devoir de rendre la révolution permanente, jusqu’à ce que toutes les classes plus ou moins possédantes alent été écartées du pouvoir, que le prolétariat ait conquis le pouvoir et que non seulement dans un pays, mais dans tous le pays régnants du monde l’association des prolétaires ait fait assez de progrès pour faire cesser dans ces pays la concurrence des prolétaires et concentrer dans leurs mains au moins les forces productives décisives””. Dans les phrases finales de cet écrit, Marx montre très clairement comment il a bien saisi la révolution dans son entrelacement international: “”Si les ouvriers allemands ne peuvent s’emparer du pouvoir et faire triompher leurs intérêts de classe sans accomplir en entier une évolution révolutionnaire assez longue, ils ont cette fois du moins la certitude que le premier acte de ce drame révolutionnaire imminent coïncide avec la victoire directe de leur propre classe en France et s’en trouve accéléré. Mais ils contribueront eux-mêmes à leurs victoire définitive bien plus par le fait qu’ils prendront conscience de leurs intérêts de classe, se poseront dès que possible en parti indépendant et ne se laisseront pas un instant détourner par le phrases hypocrites des démocrates petits bourgeois; de l’organisation autonome du parti du prolétariat. Leur cri de guerre doit être: ‘La révolution en permanence!”” [George Jungclas, Le problème de l’Internationale dans les premières ouvres de Marx et Engels’, Paris, 1964]”,”INTx-043″
“JUNGCLAS Georg, TROTSKY Léon”,”Les formes de l’État capitaliste, suivi de ‘Bonapartisme et fascisme’ (Trotsky).”,”Georg Junclas, l’auteur de cette brochure, est né en 1902 a Halberstadt, dans la région du Harz, en Allemagne. Mais sa vie de militant révolutionnaire se déroule à Hambourg. Dès 1915, à Altona, il entre en contact avec la jeunesse socialiste, dissoute en 1916 par la bureaucratie chauvine du parti social-démocrate à cause de sa ligne anti-militariste. En 1919, il entre au Parti communiste d’Allemagne (Ligue Spartakus). Il participe à la construction de sa section allemande, qu’il représente lors du II congrès de l’Internationale, avant de devenir membre de son secrétariat international.”,”TROS-100-FL”
“JÜNGER Ernst SCHMITT Carl”,”Il nodo di Gordio. Dialogo su Oriente e Occidente nella storia del mondo.”,”JÜNGER E. letterato e saggista nato nel 1895. Carl Schmitt (1888-1985) studioso della politica e del diritto pubblico internazionale.”,”TEOP-352″
“JUNGK Robert”,”Gli apprendisti stregoni. Storia degli scienziati atomici.”,”Robert Jungk, giornalista svizzero autore de Il futuro è già cominciato e di Hiroshima in poi, le sorti dell’umanità.”,”USAQ-021-FL”
“JUNIOR”,”La rivoluzione russa.”,”Statistica zarista. “”Le fucilazioni succedevano quasi tutti i giorni su tutta l’ estensione della Russia. La forca lavorava anche essa senza tregua. E’ difficile dare una statistica completa. Ma secondo i dati ufficiali nel 1906 e 1907 ebbero luogo rispettivamente 1010 e 627 esecuzioni capitali, senza contare le fucilazioni delle “”spedizioni punitive””. Nel periodo così detto “”costituzionale”” dal 1908 al 1911 vi furono 3282 esecuzioni capitali. 1908. 1959 condanne e 782 esecuzioni 1909. 1435 condanne e 543 esecuzioni 1910. 434 condanne e 129 esecuzioni 1911. 237 condanne e 58 esecuzioni. In tutto si conta che in questo periodo furono uccise più di 100 mila persone durante le repressioni, spedizioni punitive, rivolte, ecc, e più di 4000 impiccati e fucilati. Quanto agli attentati dei rivoluzionari, essi furono 51 nel 1905, nel 1906 furono 78 e nel 1907 furono 62 organizzati dal partito e 317 atti individuali, spontanei.”” (pag 26)”,”RIRx-120″
“JUNIUS”,”Lettere politiche di Junius.”,”Lo pseudonimo ‘Junius’ l’A lo ha preso da un politico inglese (probabilmente Philip FRANCIS) (Francis (sir Philip), uomo politico e scrittore britannico (Dublino 1740 – Londra 1818). Impiegato al segretariato di Stato, poi al ministero della guerra, si rivelò polemista di notevoli capacità e dopo aver aderito all’opposizione whig esercitò una profonda influenza su Burke. Nominato nel 1773 membro del Consiglio del Bengala, si oppose tenacemente al governatore generale Warren Hastings, con il quale ebbe aspri contrasti. È considerato il probabile autore delle Lettere di Junius (1769-1772), contenenti violenti attacchi a Giorgio III e al partito della corte, che destarono l’interesse dell’opinione pubblica inglese.)”,”ITQM-046″
“JUNIUS BRUTUS Stephanus, a cura di Saffo TESTONI BINETTI”,”Vindiciae contra tyrannos. Il potere legittimo del principe sul popolo e del popolo sul principe.”,”‘Stephanus Junius Brutus è uno pseudonimo utilizzato per l’autore del trattato politico “”Vindiciae contra tyrannos””. Questo pamphlet, pubblicato nel 1579 a Basilea, è un’opera contro l’assolutismo regio e discute il legittimo potere del principe sul popolo e viceversa. L’opera è attribuita a due autori francesi: “”Philippe Duplessis-Mornay”” e “”Hubert Languet””, anche se non è esclusa la possibilità di una collaborazione tra più autori. Il trattato è significativo per il dibattito sull’idea moderna di sovranità e giustifica la resistenza popolare contro un sovrano tirannico’ (copil.)”,”TEOP-008-FMB”
“JUNOD Marcel”,”Le troisième combattant. De l’ypérite en Abyssinie a la bombe atomique d’Hiroshima.”,”L’autore, Marcel Junod è une ex-delegato del Comitato internazionale della Croce Rossa. Léopold Boissier è presidente del Comintato Internazionale della Croce Rossa (1963) Ecco, in occasione del Centenario della Croce Rossa (1863-1963) un libro che illustria meglio delle cifre, il lavoro immenso svolto dalla Croix Rouge. Dalla guerra di Abissinia alla guerra civile spagnola, dalle rovine di Varsavia alla bomba atomica lanciata su Hiroshima nel corso di questi anni che furono gli undici anni più tragici della nostra storia, il Dott. Junod percorre il mondo in fiamme (insieme ad altri 150 delegati) per apportare in nome della Croce Rossa un po’ di speranza e di umanità.”,”QMIx-004-FSD”
“JÜRGS Michael”,”La piccola pace nella Grande guerra. Fronte occidentale 1914: un Natale senza armi.”,”Michael Jürgs (Amburgo 1945), giornalista di Stern e Tempo, coautore di documentari televisivi, ha scritto diversi libri, come Der Fall Romy Schneider, best seller in Germania e alcune biografie, tra cui quella di Günter Grass. Traduzione di Giuseppe Cospito, fonti, bibliografia scelta, indice dei nomi, fonti iconografiche, ringraziamenti, foto, cartina, Nuovi Saggi Storia. “”Del resto, fino alla notte precedente, alcuni ‘tommys’ avevano altri piani, volevano in un certo senso cullare i ‘jerries’ con i canti, metterli di buon umore, farli sentire al sicuro per poi colpirli, nel modo così subdolo che si diceva proprio soltanto della natura tedesca. Il fuciliere Ernest Morley lo ritiene in linea di principio un lecito espediente bellico, quando il 29 dicembre 1914 riferisce ai genitori che avevano effettivamente deciso di offrire ai tedeschi, per Natale, “”tre corali e poi cinque salve di fuoco””. Al calare dell’oscurità iniziarono con ‘While sheperds watched their flocks by night’, che dall’altra parte ricevette una buona accoglienza, dal momento che in effetti, secondo Morley, “”venne eseguita molto bene dal nostro coro””. Prima della canzone successiva fecero una breve pausa. “”Poi però, con grande sorpresa, udimmo salire un canto, una sorta di risposta, dalle loro trincee. Quindi cominciarono a gridarci di uscire fuori. Così bloccammo i preparativi per la fase due, le ostilità. Gridarono “”A merry Christmas, english, we are nto shooting tonight””. Noi rispondemmo gridando un messaggio simile. Dopo un breve scambio di esclamazioni; quelli sistemarono le luci. Anche noi. Presto le due linee del fronte sembrarono come illuminate a festa. Lampade e candele in fila. Noi facemmo come loro. E poi cantammo ‘God save the King’. Loro si unirono al coro.”” Non volevano più sparare su nemici così amichevoli, che cantavano insieme a loro perfino il loro inno nazionale. Perciò anche Ernest Morley è tra coloro che, nel ‘Christmas day’; si decidono a uscire allo scoperto. I tedeschi “”si diressero verso di noi gesticolando. Noi ci dirigemmo loro incontro. Provammo il piacere assolutamente folle di chiacchierare con uomini che avevano fatto del loro meglio per ammazzarci… e noi con loro. Scambiai una sigaretta con un sigaro (‘not a bad change’), alcuni di loro parlavano inglese e chiacchierammo a lungo””. Un tedesco racconta a Morley che, non appena la guerra sarà finita, ritornerà in Inghilterra, e al più presto possibile. In fondo ha famiglia a Londra, moglie e due figli”” (pag 92-93)”,”QMIP-021-FL”
“JURQUET Jacques a cura; Karl MARX Friedrich ENGELS Jean JAURÈS Paul LOUIS V.I. LENIN Rosa LUXEMBURG D’OCTON Vigné”,”La révolution nationale algerienne et le parti communiste français. Tome 1. Positions du mouvement ouvrier français et international sur les questions coloniales et l’Algérie avant la naissance du Parti communiste français (1847-1920).”,”Molti passi riportati sono, in ordine, di Lenin, Marx ed Engels Articolo ‘L’ Algeria’ di Engels per la New Ameican Cyclopedia (pag 20) “”De 1920 à 1962, le Parti communiste français a-t-il respecté ou trahi la ligne ainsi tracée par Lenine dans la Hutiéme des Vingt et une conditions d’admission à l’Internationale communiste? Jacques Jurquet s’est attaché à répondre à cette question en limitant ses recherches au cas de l’Algérie. Son étude comporte quatre tomes (1847-1920), (1920-1939), (1939-1954), (1954-1962)”” (4° di copertina) Wiki: Jacques Jurquet est un homme politique français, né le 2 avril 1922 à Marseille. Biographie Jacques Jurquet est issu d’une famille engagée à gauche. Son père, Albert, est militant socialiste et accueille chez lui, dans l’entre-deux-guerres, des réfugiés allemands fuyant le nazisme. Jacques adhère d’ailleurs aux jeunesses socialistes en 1936. Il tente cette même année de s’engager dans les Brigades internationales, ce qui lui est refusé compte tenu de son âge. Après son bac, obtenu en 1940, il entame des études en classes préparatoires, puis rencontre Machla Feigenbaum, une jeune femme réfugiée polonaise, de confession juive, qu’il épouse en septembre 1941. Employé à la mairie de Marseille, il y fréquente des militants communistes et adhère au PCF. Son activité politique est cependant assez limitée, et ce d’autant plus qu’il a deux enfants en bas âge. En 1942, il est mobilisé par les chantiers de jeunesse, puis, l’année suivante, requis pour le STO. Il s’évade du train qui le conduisait en Allemagne, et participe à la Résistance, rejoignant d’abord un maquis, jusqu’à son démantèlement en décembre 1943. Il prend alors le pseudonyme de Jourdan, mais conserve des liens avec la Résistance. Il devient en 1944 membre de l’État-major FFI/FTP du sous-groupement R du groupement Frontière dans le Jura. Intégré ensuite dans la 1re armée, il est blessé dans les Vosges en novembre 1944. Fonctionnaire des impôts à partir de 1946, il milite et exerce diverses responsabilités au sein du parti communiste au niveau départemental, notamment dans le Doubs (où il affronte Edgar Faure), puis à Paris, où il est un des collaborateurs d’André Barthélémy et en Seine-et-Marne1, et enfin à Marseille où il est muté en 1954. Pendant la Guerre d’Algérie, sous l’influence de Baya Bouhoune, qu’il épousera en 1978, il n’approuve pas la ligne suivie par le PCF2. Écarté du comité fédéral des Bouches du Rhône en 1959, il est exclu du parti en avril 1964 en raison de sa prise de position en faveur de la politique adoptée par les partis communistes en Chine et en Albanie. Il avait en effet créé, en compagnie de Marcel Coste et Christian Maillet, un “”cercle d’études”” franco-chinois. La même année, il participe avec François Marty3 à la création de la Fédération des cercles marxistes-léninistes de France et il effectue son premier voyage en Chine. Au lancement de L’Humanité nouvelle, en 1965, il en devient le secrétaire de rédaction. Il plaide ensuite pour la transformation des cercles en véritable parti, ce qui est fait, en décembre 1967, sous le nom de Parti communiste marxiste-léniniste de France4 (PCMLF). En juin 1968, le PCMLF est dissout5 pour son implication dans le mouvement de mai 1968, en même temps qu’une dizaine d’autres organisations d’extrême-gauche. Jacques Jurquet réussit cependant à maintenir une activité pour les maoïstes français, notamment au travers de la parution clandestine de L’Humanité nouvelle, puis du lancement d’un nouveau journal, L’Humanité rouge, à partir de 1969. Celui-ci devient quotidien à partir de 1975. Il conserve aussi des liens avec les partis communistes de Chine et d’Albanie, pays dans lesquels il effectue plusieurs voyages. Après une période de flottements qui voient plusieurs groupes s’opposer au sein du PCMLF clandestin, il en reprend la direction en 1973. En 1975, il obtient le ralliement de la tendance Gauche révolutionnaire du Parti socialiste unifié et, en 1978, la sortie de la clandestinité sous le nom de Parti communiste marxiste-léniniste (PCML). Durant ces années il nie avec conviction dans ses articles les crimes du régime Khmer rouge (comme il l’avait fait auparavant pour le Goulag et le Laogai). Après la mort de Mao et la rupture entre les communistes chinois et albanais, le PCML connait des difficultés : dissensions internes et perte de militants. L’Humanité rouge redevient hebdomadaire en 1980. Jean-Luc Einaudi démissionne ensuite. À partir de 1983, tout en restant officiellement membre de la direction du parti, Jacques Jurquet s’en détache progressivement, du fait notamment de l’abandon progressif par le parti de l’objectif de la dictature du prolétariat : il cesse plus ou moins d’y militer et s’implique de plus en plus au sein du MRAP. En 1985, il s’oppose à la transformation du PCML en Parti pour une alternative communiste et quitte l’organisation. Publications Le Printemps révolutionnaire de 1968. Essai d’analyse marxiste-léniniste, Éditions Gît le Cœur, 1968 Positions du mouvement ouvrier français et international sur les questions coloniales et l’Algérie avant la naissance du Parti Communiste Français, Éditions du centenaire, 1973 Arracher la classe ouvrière au révisionnisme, E-100, 1976 1939-1945 : le génocide colonialiste du Constantinois, Éditions du centenaire, 1979 La Révolution nationale algérienne et le Parti Communiste français, Éditions du centenaire Mouvements communiste et nationaliste en Algérie, Presse d’aujourd’hui, 1982 Des élections à la lutte armée, Éditions du Centenaire, 1984 Années de feu. Algérie 1954-1956, L’Harmattan, 1997 A contre-courant 1963-1986, Le Temps des Cerises, 2001 Femmes algériennes. De la Kahina au code de la famille, avec Baya Jurquet-Bouhoune6, Le Temps des Cerises, 2007 Les Hurlements de la vie, Éditions de la Veytizou, 2008 Sur les chemins de la vie, Éditions de la Veytizou, 2009 Vieillesse cruelle, Éditions de la Veytizou, 2010 Notes et références Dictionnaire biographique mouvement ouvrier mouvement social [archive] Jean-Guillaume Lanuque, Georges Ubbiali, Prochinois et Maoïsme en France et dans les espaces francophones, Bord de l’eau, 2010, p. 26 Articles sur François Marty parus dans L’Humanité Rouge [archive] Il en est alors le secrétaire général Pierre Viansson-Ponté, « De Jacques Jurquet à Gilbert Mury deux façons d’être “”chinois”” », Le Monde, 2 août 1969 Épouse de Jacques Jurquet (décédée”,”AFRx-118″
“JURSA Michael”,”I Babilonesi.”,”Michael Jursa insegna Storia del vicino Oriente antico nell’Università di Vienna.”,”STAx-039-FL”

“KABAKTSCHIEFF Chr. (KABATCHIEV)”,”Die Gründung der Kommunistischn Partei Italiens. Rede auf dem Kongreß der Sozialistischen Partei Italiens in Livorno, 16. Januar 1921 – Erklälung der Vertreter des Exekutivkomitees der Kommunistischen Internationale auf dem Kongreß der Sozialistischn Partei Italiens in Livorno – Die Lage in Italien.”,”Intervento del delegato della Terza Internazionale Kabatchiev al Congresso del PSI Partito socialista italiano a Livorno 16 gennaio 1921 Gli ungheresi Kabatchiev e Rakosi delegati dell’Internazionale a Livorno. “”In January of 1921, two Hungarians, Kabatchiev and Rakosi (future leader of Stalinist Hungary prior to 1956), CI delegates to the Livorno Congress, where the Italian Communist Party was founded, explained that the error of the Hungarian communists must not be repeated.[10] They explicitly compared the two cases, deducing from the first that one must break with the socialist center as well as with the right (in Italy, with Serrati). “The reasons which impelled them (the Hungarian communists) towards unity are the same ones which are today used on behalf of the reformists and centrists in Livorno. They, too, yielded to the sentimental fraction of the working class which wanted just one party. The Hungarian communists had also postponed the exclusion of the reformists, expecting that they would provide them with the pretext for justifying their expulsion in the eyes of the backward masses… None of their hopes were realized.” They also warned against the trade unionists, recalling the Finnish and Bavarian cases. Levi, who was also present at Livorno, defended the unity thesis and later regretted the outcome of the Congress (cf. Chapter 13). The international communist movement only learned half the lessons of the Hungarian experience.”” (da Gilles Dauvé / Denis Authier The International and Domestic Situations, May 1919-March 1920 Chapter 8 marxists.org)”,”INTT-276″
“KABAT Marina”,”Proceso de trabajo, industria y clase obrera en la rama del calzado (Buenos Aires 1870-1940).”,”Marina Kabat es licenciada en Historia de la Universidad de Buenos Aires, donde investiga y Ileva adelante sus estudios doctorales. Su formación come investigadora estuvo ligada desde un principio a la rivista Razón y Revolución, cuyo comité editorial integra, y al CEICS – Centro de Investigaciones en Ciencias Sociales. Introducción, Conclusiones, Apéndice, Note,”,”MALx-001-FL”
“KABAT Marina”,”Proceso de trabajo, industria y clase obrera en la rama del calzado (Buenos Aires 1870-1940).”,”Marina Kabat es licenciada en Historia de la Universidad de Buenos Aires, donde investiga y Ileva adelante sus estudios doctorales. Su formación come investigadora estuvo ligada desde un principio a la rivista Razón y Revolución, cuyo comité editorial integra, y al CEICS – Centro de Investigaciones en Ciencias Sociales. Introducción, Conclusiones, Apéndice, Note,”,”MALx-002-FL”
“KABO Elena O., a cura di Maria Grazia MERIGGI”,”L’alimentazione dell’operaio russo prima e dopo la guerra.”,”La ricerca, pubblicata nel 1926, dalla ex militante menscevica Elena O. Kabo, impegnata dopo l’Ottobre nelle istituzioni di statistica del lavoro del nuovo Stato sovietico, riguarda la condizione operaia rilevata attraverso i bilanci familiari degli anni che precedono la guerra mondiale a quelli immediatamente successivi alla guerra civile in Russia. Al suo rilevante interesse storico si aggiunge il valore pionieristico per gli studi di statistica sociale e di sociologia del lavoro, interotti in Urss per via del clima politico affermatosi a partire dagli anni 1930 del secolo scorso e parzialmente ripresi negli anni ’60. Il testo della Kabo è preceduto da un saggio della Meriggi che fornisce un quadro degli strumenti che il mondo del lavoro si è dato per conoscere la realtà sociale. Chiude il volume una nota biografica sull’autrice. Maria Grazia Meriggi, già professoressa di Storia contemporanea presso l’Università di Bergamo, ha fatto parte del direttivo della SISLav (Società italiana di storia del lavoro) che ha contribuito a fondare, e collabora con istituti di ricerca in Italia e Francia. È storica dei movimenti sociali e delle culture politiche dei mondi del lavoro del XIX e XX secolo in Europa, temi sui quali ha pubblicato numerose ricerche.”,”CONx-283″
“KAELBLE Hartmut a cura; saggi di Franklin F. MENDELS Karl Ulrich MAYER e Walter MÜLLER Kenneth MacDONALD Stephan THERNSTROM Hartmut KAELBLE Frederick D. MARQUARDT David CREW William H. SEWELL Stephan THERNSTROM Reinhard BENDIX e Frank W. HOWTON W.L. GUTTSMN W.M. MATHEW”,”Geschichte der sozialen Mobilität seit der industriellen Revolution.”,”Saggi di Franklin F. MENDELS, Karl Ulrich MAYER e Walter MÜLLER, Kenneth MacDONALD, Stephan THERNSTROM, Hartmut KAELBLE, Frederick D. MARQUARDT, David CREW, William H. SEWELL, Stephan THERNSTROM, Reinhard BENDIX e Frank W. HOWTON, W.L. GUTTSMN, W.M. MATHEW”,”USAS-048″
“KAELBLE Hartmut”,”Verso una società europea. Storia sociale dell’ Europa 1880-1980.”,”KAELBLE Hartmut (Göppingen, 1940) è docente di storia sociale ed economica alla Freie Universitat di Berlino. Ha scritto varie opere (v. retrocopertina). “”Una quarta particolarità storica delle società europee si evidenzia, almeno in rapporto agli USA, nella storia della mobilità sociale. Le minori possibilità di mobilità sociale in Europa rispetto al “”paese dalle infinite possibilità”” sono state spesso materia di esagerazioni. Per quanto riguarda alcune importanti modalità di ascesa- ad esempio nel caso degli operai specializzati o tra padri e figli- non è stato fin ora possibile rintracciare differenze univoche tra l’ Europa e gli Stati Uniti.(…) Un ritardo europeo riguardo alla mobilità affiora tuttavia più marcatamente considerando alcune altre questioni. Ciò vale in particolare per la mobilità degli operai non specializzati e per la classe di provenienza nelle professioni accademiche”” (pag 36)”,”EURx-142″
“KAESLER Dirk”,”Max Weber.”,”Considerato uno dei massimi pensatori del Novecento, Max WEBER (1864-1920) non è solo uno dei padri fondatori della sociologia, la sua opera è al centro di tutte le ricerche intorno alle scienze sociali. KAESLER Dirk ha insegnato nelle Università di Monaco e Amburgo. E’ ora docente di sociologia nell’ Università di Marburgo. “”Weber si presenta in questo testo come uno ‘storico universale’, il quale si occupa soprattutto di un problema: ‘quale concatenamento di circostanze ha fatto sì che proprio sul terreno dell’ Occidente, e soltanto qui, si siano manifestati fenomeni culturali che pure – almeno secondo amiano immaginarci – stavano in una linea di sviluppo di significato e validità universali? (181, p 1; 3. ‘Gesammelte Aufsätze zur Religionssoziologie’). Di seguito a questo interrogativo Weber elenca quei grandi ambiti sociali in cui possono a suo parere registrare differenze determinanti fra l’ Occidente e i restanti territori culturali: – le scienze: Weber considera peculiari dell’ Occidente il fondamento matematico, la “”prova”” razionale (…). – l’ arte: solo in Occidente ci fu – secondo Weber – una musica armonica razionale; gli strumenti fondamentali (organo, pianoforte, violino) come mezzi per eseguirla, l’ impiego razionale della volta gotica, una stampa pensata esclusivamente per la pubblicazione. – l’ amministrazione: (…) – lo stato: (…) – l’ economia: Weber si dedica in particolare a questo sottosistema sociale e proprio qui constata l’ elemento specifico dell’ Occidente: il ‘capitalismo’. (…)”” (pag 184-185)”,”WEBx-019″
“KAFKA Franz”,”Strafen. Punizioni. La condanna – La netamorfosi – Nella colonia penale.”,”Franz Kafka nasce a Praga il 3/7/1883, figlio primogenito di Hermann Kafka (1852-1931) e di Julie Löwy (1856-1934). Hermann Kafka, che aveva aperto un merceria nel centro di Praga, era originario di Wossek, nella Boemia meridionale, e proveniva da una tipica famiglia del proletariato ebraico, nella quale si parlava sia céco che tedesco. Julie Löwy, invece, era nata e cresciuta a Podiebrad, sull’Elba, in una facoltosa famiglia ebraica di lingua tedesca. Ebbero sei figli. Franz Kafka nel 1903 sostiene l’esame di Stato di storia del diritto. Nei mesi estiivi soggiorna in una casa di cura a Zuckmantel, in Slesia. A partire dall’autunno del 1905 si incontra regolarmente con gli amici Oskar Baum, Max Brod e Felix Weltsch. Il 18/6/1906 si laurea in Giurisprudenza e inizia il praticantato legale presso il Tribunale di Praga. Nel 1912 scrive La condanna e La metamorfosi. Nel 1914 comincia a scrivere Il Processo e in ottobre concepisce il racconto Nella colonia penale. Muore il 3/61924 nel sanatorio del Dott. Hoffmann a Kierling vicino a Vienna e sepolto nel cimitero ebraico Straschnitz di Praga.”,”VARx-033-FL”
“KAFKA Franz”,”Il Processo.”,”Franz Kafka (1883-1924) scrittore tedesco, figlio di un commerciante israelita, compì studi umanistici e si laureò in legge. Con Rilke, Werfel, Brod e altri fece parte della cosiddetta ‘scuola di Praga’, centro intellettuale a livello europeo. E’ portavoce dell’apprensione e dell’angoscia delle generazioni vissute tra le due guerre mondiali. E’ considerato un precursore delle dottrine esistenzialistiche (analisi degli stati d’animo) unitamente a Kierkegaard.”,”VARx-623″
“KAFKA Franz”,”America (Il disperso).”,”Il protagonista è Karl Rossmann, studente ginnasiale di sedici anni, allontanato dalla casa paterna per essere stato sedotto dalla domestica e mandato in America presso lo zio Jakob, persona di ragguardevole livello economico e sociale… ‘Gli operai non stanno dalla parte delle autorità…’ “”«Così non si conclude niente» disse l’agente di polizia, e fece per afferrare Karl (Rossmann) per il braccio. Automaticamente Karl arretrò un po’, sentì lo spazio libero che gli si era aperto in seguito alla partenza dei facchini, si girò, e spiccati due salti staccò la corsa. I bambini proruppero in un unico grido e coi braccini tesi in avanti corsero per qualche metro anche loro. «Fermatelo» gridò l’agente di polizia giù per il lungo vicolo quasi vuoto, e lanciando questo grido a intervalli regolari corse dietro a Karl con corsa silenziosa, che rivelava gran forza e molto esercizio. Fu una fortuna per Karl che l’ inseguimento avvenisse in un quartiere operaio. Gli operai non stanno dalla parte delle autorità. (…)”” (pag 208)”,”VARx-633″
“KAFKA Franz”,”Il Processo.”,”Franz Kafka (1883-1924) scrittore tedesco, figlio di un commerciante israelita, compì studi umanistici e si laureò in legge. Con Rilke, Werfel, Brod e altri fece parte della cosiddetta ‘scuola di Praga’, centro intellettuale a livello europeo. E’ portavoce dell’apprensione e dell’angoscia delle generazioni vissute tra le due guerre mondiali. E’ considerato un precursore delle dottrine esistenzialistiche (analisi degli stati d’animo) unitamente a Kierkegaard.”,”VARx-064-FGB”
“KAGAN Robert KRISTOL William a cura; saggi di James W. CEASAR Ross H. MUNRO Peter W. RODMAN Richard N. PERLE Reuel Marc GERECHT Nicholas EBERSTADT Jeffrey GEDMIN Aaron L. FRIEDBERG Elliott ABRAMS Frederick W. KAGAN William SCHNEIDER William J. BENNETT Paul WOLFOWITZ Donald KAGAN”,”Present Dangers. Crisis and Opportunity in American Foreign and Defense Policy.”,”Saggi di James W. CEASAR Ross H. MUNRO Peter W. RODMAN Richard N. PERLE Reuel Marc GERECHT Nicholas EBERSTADT Jeffrey GEDMIN Aaron L. FRIEDBERG Elliott ABRAMS Frederick W. KAGAN William SCHNEIDER William J. BENNETT Paul WOLFOWITZ Donald KAGAN. “”I punti di attrito transatlantici in vari campi possono solo aumentare… L’ Europa vede la diplomazia americana in termini di egemonia e di iniziative unilaterali americane…Non c’è ragione di pensare che automaticamente una Europa unificata e federale sarà un partner transatlantico più forte ed efficace…”” (pag 194) KAGAN è Senior Associate alla Carnegie Endowment for International Peace. Ha lavorato nell’ Amministrazione Reagan. KRISTOL è editor e publisher del magazine di Washington ‘The Weekly Standard’.”,”USAP-043″
“KAGAN Robert”,”Of Paradise and Power. America and Europe in the New World Order.”,”KAGAN Robert è Senior Associate alla Carnegie Endowment for International Peace, dove è direttore del US. Leadership Project. Ha scritto pure ‘A Twilight Struggle: American Power and Nicarague, 1977-1990’ e ha curato assieme a William KRISTOL, ‘Present Dangers: Crisis and Opportunity in American Foreign and Defense Policy””. Ha lavorato presso il Dipartimento di Stato dal 1984 al 1988. L’ America è vista dagli europei come unilateralista e inclinata verso l’ uso della forza, gli americani vedono l’ Europa fiacca, debole e poco seria. L’estate scorsa, su Policy Review, Robert KAGAN si è soffermato sull’ impasse delle relazioni transatlantiche spingendo affinché entrambi i lati guardassero se stessi attraverso il punto di vista dell’ altro. Gli USA hanno fatto la maggior parte delle missioni di guerra, quasi tutte le armi di precisione che hanno colpito la Serbia e il Kosovo erano americane. La superiorità nelle capacità tecnica e di intelligence ha determinato che il 99 per cento degli obiettivi proposti è venuto da fonti di intelligence americana. Il dominio americano nello sforzo di guerra ha turbato gli europei (hanno contribuito solo per il 4% degli aerei e per il 4% delle bombe sganciate). (pag 46)”,”RAIx-148″
“KAGAN Robert”,”Il ritorno della storia e la fine dei sogni.”,”KAGAN Robert è senior associate presso il Carnegie Endowment for International Peace, e transatlantic fellow del German Marshall Fund, ed editorialista del Washington Post. Dal 1984 al 1988 ha lavorato per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ha pubblicato per Mondadori: ‘Paradiso e potere’ (2003) e ‘Il diritto di farsi la guerra’.”,”RAIx-277″
“KAGAN Frederick W.”,”The Military. Reforms of Nicholas I. The Origins of the Modern Russian Army.”,”Frederick W. Kagan is Assistant Professor of military history at the United States Military Academy at West Point. The Military Reforms of Nicholas I examines Nicholas’ reorganization of the Russian military administration from 1832 to 1836″,”RUST-013-FL”
“KAGAN Frederick W. HIGHAM Robin a cura; saggi di DAVIES Brian BUSHKOVITCH Paul MENNING Bruce W, BAUMANN Robert F. KIPP Jacop W. SHIMMELPENNINCK VAN DER OYE David JONES David R. Contributors”,”The Military History of Tsarist Russia.”,”Frederick W. Kagan received his Ph.D. in Russian and Soviet military history from Yale University in 1995. He is the author of The Military Reforms of Nicholas I: The Origins of the Modern Russian Army (SMP, 1999), and co-author with Donald Kagan of While America Sleeps: Self-Delusion, Military Weakness, and the Threat to Peace Today (SMP, 2000), as well as numerous scholarly and defense-policy related articles. He is currently an assistant professor at the United States Military Academy at West Point. Robin Higham, professor of military History emeritus at Kansas State University, was editor of Military Affairs for twenty-one years and of Aerospace Historian for eighteen. He recently co-edited Russian Aviation and Air Power with John T. Greenwood and Von Hardesty. The Military History of Tsarist Russia is the first one-volume overall view in English of the rise of the armed forces in Russia, from the Muscovite army of the fifteenth century through the reforms, expansions, and Westernization of Peter the Great, Catherine the Great, and the victory over Napoleon in 1812-1815. The next chapters then depict the struggles over the size of the armed forces and financing them, while at the same time the state had to be modernized. The ideological conflict between Westernization and Russiafication continued right into the First World War. The combination of enemies without and revolutionaries within brought the end of the Romanovs in 1917. Brian Davies is Associate Professor of History at the University of Texas at San Antonio. Paul Bushkovitch received his doctorate from Columbia University, and has taught Russian history at Yale since 1975. Bruce W. Menning is a professor of strategy with the Department of Joint and Multinational Operations at the U.S. Army Command and General Staff College, Ft. Leavenworth, KS. Robert F. Baumann is an Associate Professor of Military History at the U.S. Army Command and Staff College at Ft. Leavenworth. Jacob Kipp is a senior analyst with the Foreign Military Studies Office of the U.S. Army Training and Doctrine Command at Ft. Leavenworth, Kansas. David Schimmelpenninck van der Oye is Assistant Professor of Russian and East Asian history at Brock University in St. Catharines, Ontario, Canada. David R. Jones was educated at Dalhousie, Duke and Oxford Universities.”,”RUST-016-FL”
“KAGAN Donald”,”Pericle di Atene e la nascita della democrazia.”,”Donald Kagan insegna storia alla Yale University. E’ autore di una monumentale ‘Storia della guerra del Peloponneso’ e di molti studi sulla storia della civiltà occidentale. “”L’iniziativa di Sparta era stata una aperta sfida al potere e all’influenza ateniesi nella Grecia centrale e non reagire avrebbe potuto essere interpretato come un segno di debolezza e incoraggiare gli avversari della polis attica. Pericle, ora nel pieno delle sue forze, a 45 anni, marciò in armi verso Delfi, ristabilì il controllo sui focesi e riacquisì la ‘promanteia’ (il diritto di consultare l’oracolo, ndr). Quali che fossero le sue idee in merito al dominio terrestre, Pericle non poteva non rispondere alla sfida spartana. La reazione ateniese non fu tuttavia sufficiente a impedire i torbidi che si preparavano in Beozia. Rincuorati dall’azione spartana a Delfi, gli oligarchi di molte città scatenarono una sollevazione generale. Nella primavera del 446, oligarchi in esilio si impadronirono di due città della Beozia occidentale. Prontamente, oligarchi di altre città della regione e di territori vicini si unirono a essi in un movimento inteso a espellere i fantocci democratici imposti da Atene e a ripristinare autonomia e oligarchia nelle loro città. L’audace e deciso generale Tolmide avrebbe voluto marciare subito con un esercito sulla Beozia ma Pericle cercò di impedirlo. Stando a Plutarco, «cercò di frenarlo e persuaderlo durante l’assemblea, affermando – e le sue parole divennero poi memorabili – che, se proprio non voleva lasciarsi convincere da Pericle, avrebbe dovuto dare tempo al tempo che il più saggio dei consiglieri» (Plutarco, ‘Vite parallele’, «Vita di Pericle XVIII.2-3». Questo famoso intervento di Pericle costituisce un valido indizio della situazione perché rivela la sua riluttanza a rischiare una grande battaglia in campo aperto per conservare il dominio della Grecia centrale. Finché fosse stato possibile mantenere la supremazia attraverso regimi sostitutivi, sostenuti da occasionali manifestazioni di forza, come la riconquista di Delfi, Pericle non avrebbe avuto nulla da eccepire ma una costosa e perigliosa compagna terrestre contro una Beozia sollevata e insolitamente unificata, rappresenta per lui un prezzo troppo alto. Pericle, e con lui altri prudenti cittadini, erano pronti ad abbandonare la Grecia centrale piuttosto che mettere a repentaglio l’Attica e l’impero marittimo”” (pag 146-147)”,”STAx-293″
“KAGAN Frederick W. HIGHAM Robin a cura, Contributors by Christopher C. LOVETT David R. STONE John ERICKSON Mark O’NEILL Mary R. HABECK Robert M. PONICHTERA Scott MCMICHAEL Stephen BLANK Steven J. ZALOGA William E. ODOM”,”The Military History of the Soviet Union.”,”Frederick W. Kagan is Assistant Professor of military history at the United States Military Academy at West Point. The Military Reforms of Nicholas I examines Nicholas’ reorganization of the Russian military administration from 1832 to 1836. Kagan received his Ph.D. in Russian history from Yale University in 1997. Chriatopher C. Lovett holds a Ph.D. from Kansas State University and is an associate professor of Modern European History at Emporia State University. David R. Stone received his Ph.D. in Russian history from Yale University in 1997. John Erickson is a Fellow, British Academy, Royal Society of Edinburgh, and Professor Emeritus, Honorary Fellow Defence Studies, University of Edinburgh, Scotland. Mark O’Neill received his Ph.D. i n Modern Soviet/Russian History from Florida State University. His doctoral work focused on Soviet Air Force and Air Defense partecipation in the Korean Air War. Mary R. Habeck is an assistant professor of military history at yale University. Robert M. Ponichtera received his Ph.D. in Modern East European History from Yale University in November 1995. Scott McMichael retired from the U.S. Army in 1996 as a Lieutenant Colonel. Stephen Blank is Professor of Russian National Security Studies at the Strategic Studies Institute of the U.S. Army War College. Dr. Blank has been an Associate Professor of National Security Affairs at the Strategic studies Instuitute since 1989. Dr. Blank’s M.A. and ph.D. are in russian history from the University of Chicago. Steven J. Zaloga is a senior analyst with the aerospace consulting firm, Teal Group Corp., where he covers missile technology and international arms transfers for clients in the aerospace industry and government. He also serves as an adjunct staff member with the Institute for Defense Analyses, a federal think-tank. William E. odom, Lt Gen, USA, Retired, is a professor (adjunct) at Yale University and a senior fellow at the Hudson Institute. About the Contributors, Introduction, List of Maps, Index,”,”RUST-070-FL”
“KAGARLITSKY Boris”,”The Thinking Reed. Intellectuals and the Soviet State from 1917 to the Present.”,”KAGARLITSKY Boris è nato nel 1958 e vive a Mosca. Lì ha studiato sociologia e teatro. Nel 1982 è stato imprigionato per il suo lavoro sul giornale di opposizione Left Turn. Si è schierato per la Perestroika.”,”RUSS-199″
“KAHAN Stuart”,”The Wolf of the Kremlin. The First Biography of L.M. Kaganovich, the Soviet Union’s architect of fear.”,”KAHAN ha lavorato come giornalista per il ‘Philadelphia Bulletin’ ed il ‘New York Times’ ed è attualmente managing editor alla McGraw Hill. E’ il nipote di Lazar M. KAGANOVICH. Sua zia fu la terza moglie di STALIN e un altro zio fu commissario dell’aviazione sotto STALIN. Il libro è basato su interviste dell’A con suo zio ed altri membri della famiglia. L’A è stato in URSS ed è stato dichiarato ‘persona non gradita’ e gli è stato impedito il ritorno in Russia da Yuri ANDROPOV.”,”RUSS-021″
“KAHAN Vilém, compilazione e cura”,”Bibliography of the Communist International (1919-1979). First Volume.”,”ECCI, o EKKI, Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista Alcune pagine in francese”,”INTT-324″
“KAHL Joseph A.”,”The American Class Structure.”,” ISC Index of Status Characteristics (pag 41) Classificazione per reddito delle famiglie americane. Anni 1950. Ricchezza e povertà. Borghesia ceti medi impiegati classe operaia sottoproletariato. “”It is possible to classify American styles of life into five types. The exact lines of division between them in monetary terms have to be drawn arbitrarily, but the styles themselves are quite distinct. As of 1955, the picture looked like this: At the very top are the one per cent of family units who have an income of over $ 15.000, with an important part of it coming from return on invested capital wealth. They live in “”great luxury””, for they are plutocrats. Nine per cent of the families fall between $ 7.500 and $ 15.000 per year in income. They earn most of it from the salary of the father, who is a professional or business man. They usually live in the suburbs in large houses in a style which we can consider “”opulent”” but far from the great luxury of the plutocrats. Abour 40 per cent (if we include in our calculations the noncash income of farmers) of the people live “”well””. They are in the growing middle-income group that receives between $ 4000 and $ 7500. They can afford to own their modest homes, buy a small new car, and perhaps send their children to college. Their income comes from wages and salaries, but in almost half the cases there is more than one worker in the family. A little less than half of these families are headed by a man who wears a white collar, slightly more than half by a man with a blue collar. The entry into this group of so many blue-collar workers, mostly within the last decade, is one the major social changes in recent history. About 30 per cent of our families, almost all of whom are headed by blue-collar workers, live “”adequately”” but not well on incomes that range from $ 2000 to $ 4000. They can afford an adequate diet and a warm home. Utilizing tha great modern invention, the installment plan, they can often manage to get a secondhand car. But they live from month to month, have no savings, and suffer greatly when they are unmployed. At the bottom of the scale are the 20 per cent of family units that receive less than $ 2000 a year. Many live in a way that they, and most other Americans, consider a life of poverty. But they do not all suffer so much as their low incomes suggest, for many are retired and they needs are small (and their incomes are supplemented by savings), many others are young persons without families just starting their work careers, and many live on small farms in a style that may be frugal but in sno always difficult. We simply do not have enough information to decide what proportion of these people are actually suffering from poverty.”” (pag 120-121)”,”MUSx-212″
“KAHN Jean-Francois”,”Victor Hugo un revolutionnaire. Suivi de L’ extraordinaire metamorphose.”,”La prima edizione de l’ Extraordinaire metamorphose è apparsa nel 1984 (Seuil). Il testo è stato rivisto e corretto in occasione della presente edizione. La parte ‘Victor Hugo. Un revolutionnaire’ è inedito. Mentre alcuni scrittori insultavano la Comune, come George SAND o Emile ZOLA, HUGO la difese. Di solito l’ intellettuale da giovane è progressista e da vecchio è reazionario. HUGO fece il cammino opposto: da giovane era monarchico e fu eletto deputato a Parigi nelle liste dell’ Union de la droite. Poi divenne l’uomo dei Miserabili, si batté contro la pena di morte e il lavoro infantile. Si batté contro tutti i conformismi, fu partigiano di un’ Europa federale, patriota, liberale, anticapitalista e anticlericale, pacifista, e difensore della lotta armata condotta dal Messico contro MASSIMILIANO. Il periodo della sua ‘straordinaria metamorfosi’ va dal 1847 al 1851.”,”FRAD-030″
“KAHN Jacques”,”Pour comprendre les crises monétaires. Explications nouvelles (Monnaie et crise de la société).”,”La crisi del capitalismo monopolistico di stato. “”I sintomi della crisi del capitalismo monopolistico di stato si sono manifestati in modo molto diverso, soprattutto a partire dal 1967, e vogliamo citare particolarmente quelli che hanno rivestito una portata internazionale, mostrando così che non si tratta di un fenomeno proprio alla Francia. Una delle manifestazioni più appariscenti è stata la crisi del sistema monetario internazionale dei paesi capitalistici, crisi che non è per nulla arrivata al termine, ma è suscettibile di numerosi nuovi sviluppi.”” (pag 110) Moneta unica europea. “”E’ caratteristico che si sia seriamente parlato di moneta del Mercato comune non dopo il 1958, per applicare il trattato di Roma (il quale prevede però la libera circolazione dei capitali), ma dopo che si manifesta la crisi del sistema monetario internazionale dei paesi capitalistici centrato sul dollaro. Non è un segno di salute, ma di malattia. Si dice che una moneta “”europea”” farebbe da contrappeso al dollaro. Essa diventerebbe sì, (se il destino gli dà vita…) il completamento del dollaro nelle speculazioni imperialistiche. Ma così facendo, come è il dollaro, diventerebbe uno strumento del capitale finanziario cosmopolita contro i popoli. Liberamente convertibile dalle società multinazionali, dunque da loro manipolabile, essa non sarà “”europea”” che di nome. Essa sarà, a sua volta, un veicolo dei disordini atlantici.”” (pag 224)”,”ECOT-098″
“KAHN Richard Ferdinand, Lord”,”L’economia del breve periodo.”,”Richard Ferdinand Kahn, nato nel 1905, ha studiato a Cambridge fisica e matematica prima di dedicarsi all’economia. Dal 1930 è Fellow del King’s College di Cambridge. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con F.M. Keynes, entrando come segretario nel Comitato di economisti dell’Economic Advisory Council, presieduto dallo stesso Keynes. La prima versione del moltiplicatore fu scritta come documento interno per il Comitato. La sua carriera scientifica e accademica si è svolta interamente a Cambridge, con l’eccezione degli anni della guerra (dal 1939 al 1945) in cui ha lavorato per il governo britannico. É stato professore di economia nell’Università di Cambridge dal 1951, e professore emerito dal 1957 fino al congedo nel 1972. Ha svolto incarichi per le Nazioni Unite, come membro della Commissione economica per l’Europa nel 1955 e ha preso parte ai lavori della Conference for Trade and Development negli anni sessanta. Nel 1965 gli è stato conferito il titolo di Lord.”,”ECOT-129-FL”
“KAHN Richard Ferdinand”,”Un discepolo di Keynes.”,”Richard Ferdinand Kahn, nato nel 1905, ha studiato a Cambridge fisica e matematica prima di dedicarsi all’economia. Dal 1930 è Fellow del King’s College di Cambridge. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con F.M. Keynes, entrando come segretario nel Comitato di economisti dell’Economic Advisory Council, presieduto dallo stesso Keynes. La prima versione del moltiplicatore fu scritta come documento interno per il Comitato. La sua carriera scientifica e accademica si è svolta interamente a Cambridge, con l’eccezione degli anni della guerra (dal 1939 al 1945) in cui ha lavorato per il governo britannico. É stato professore di economia nell’Università di Cambridge dal 1951, e professore emerito dal 1957 fino al congedo nel 1972. Ha svolto incarichi per le Nazioni Unite, come membro della Commissione economica per l’Europa nel 1955 e ha preso parte ai lavori della Conference for Trade and Development negli anni sessanta. Nel 1965 gli è stato conferito il titolo di Lord. Luigi Pasinetti (Bergamo 1930), che ha scritto la presentazione a questo libro, è stato fellow del King’s College di Cambridge dal 1951 al 1976. Professore di analisi economica all’Università Cattolica di Milano, è autore di lavori di risonanza internazionale, dai saggi raccolti in Crescita e distribuzione del reddito, tra i quali il notissimo Tasso di profitto e distribuzione del reddito in relazione alla crescita economica. Maria Grazia Marcuzzo è docente di economia politica all’Università della Calabria. Ha studiato filosofia all’Università di Milano ed economia alla London School of Economics.”,”ECOT-138-FL”
“KAHN Herman”,”On Thermonuclear War.”,”Montgomery e Eisenhower criticarono il generale Meade per non aver vigorosamente inseguito il generale Lee dopo la battaglia di Gettysburg. Meade si giustificò con l’argomento che i suoi uomini erano stanchi e disorganizzati. Questo era vero, ma l’esercito di Lee sembrava ancor più stanco e disorganizzato, e molti esperti militari pensano che Meade avrebbe potuto vincere e finire la guerra lì (pag 335)”,”QMIx-322″
“KAHN Herman”,”Filosofia della guerra atomica. Esempi e schemi.”,”Herman Kahn, matematico, fisico, insegnante di strategia, è stato direttore dell’ Hudson Institute, organizzazione di ricerche politiche. In precedenza in qualità di fisico aveva lavorato per la Rand Corporation. È stato consulente della Commissione per l’Energia Atomica, del Laboratorio nazonale di Oak Ridge e del Gabinetto del Segretario di Stato alla Difesa. Un esempio di vincoli e di negoziati in una guerra totale (Seconda guerra mondiale) (pag 44-56) “”La Seconda Guerra Mondiale è normalmente considerata come un conflitto virtualmente totale. Si cita il fatto che non siano state usate le massime capacità distruttive dei belligeranti, i gas asfissianti e le armi batteriologiche, come una grande eccezione alla regola generale della guerra. Si è fatto poco caso ai vincoli, mantenuti per un tempo notevolmente lungo dopo l’inizio della guerra, posti all’uso degli esplosivi convenzionali ad alto potenziale e delle bombe incendiarie nei bombardamenti aerei. In effetti, la guerra fu limitata in molti modi, e vi furono numerosi accordi, espliciti o sottintesi, durante il suo corso. Le limitazioni esistettero nonostante il fatto che entrambi i belligeranti avessero intenzione di dedicare tutte le proprie risorse allo sforzo bellico. Nel considerare questo esempio di limitazioni e negoziati durante la Seconda Guerra Mondiale, ci rifaremo, in gran parte, ad un articolo di George Quester (1). (:..) finire (pag 44-45)”,”QMIS-357″
“KAHN Victoria SACCAMANO Neil COLI Daniela a cura; saggi di John P. McCORMICK Timothy HAMPTON John GUILLORY Daniela COLI Victoria KAHN Judith BUTLER Nancy ARMSTRONG e Leonard TENNENHOUSE Patrick COLEMAN Neil SACCAMANO Riccardo CAPORALI Howard CAYGILL Frances FERGUSON”,”Politics and the Passions, 1500-1850.”,”Victoria Kahn è Professore di inglese e Professore di Letteratura comparata all’Università della California, Berkeley. Neil Saccamano è Associate Professor di inglese e Professore di letteratura comparata alla Cornell University.. Daniela Coli è Professore di Filosofia all’Università di Firenze. “”Elias Canetti wrote that Hobbes took the mask off power, for in Hobbes power is no longer concentrated at a single point, top down, but omnipresent and a central feature of all human conduct. For Hobbes power is not concentrated in a politico-legal institution nor an economic structure, as in Marx, but is an element present everywhere in every aspect of individuals’ action and the basis of all relations of force present in multiplicity of human relations”” (pag 84-85) “”Elias Canetti ha scritto che Hobbes ha tolto la maschera al potere, perché in Hobbes il potere non è più concentrato in un singolo punto, dall’alto verso il basso, ma onnipresente e caratteristica centrale di ogni condotta umana. Per Hobbes il potere non è concentrato in un’istituzione politico-legale né in una struttura economica, come in Marx, ma è un elemento presente ovunque in ogni aspetto dell’azione degli individui e la base di tutte le relazioni di forza presenti nella molteplicità delle relazioni umane”” (pag. 84-85)”,”FILx-013-FMB”
“KAISER Karl”,”La Germania fra Est e Ovest.”,”Karl KAISER è nato a Siegen in Westfalia nel 1934. Dopo essersi laureato nell’ Università di Colonia, ha seguito corsi di perfezionamento in Francia ed Inghilterra, presso l’ Ecole de Science Politique di Grenoble e il Nuffield College, a Oxford. Dal 1963 al 1968 ha svolto attività di ricerca e di insegnamento negli USA, presso il Center for International Affairs alla Harvard University. Attualmente (1969) insegna Scienza Politica nell’Univ di Bonn e tiene un corso di Politica Internazionale al Bologna Center della Johns Hopkins University.”,”GERV-033″
“KAISER Bruno a cura e redazione”,”Das Schicksal der Bibliothek von Marx und Engels. ‘Ex libris. Karl Marx und Friedrich Engels. Schicksal und Verzeichnis einer Bibliothek'”,”Verzeichnis der Wiederaufgefundenen Werke (pag 22-208) (504 riferimenti); Bestandsverzeichnis der Bibliothek von Karl Marx. Verfaßt von Roland Daniels (1850) (pag 209-228) Note a margine libro di John Boyd KINNEAR, Principles of property in land, Smith, Elder, London, 1880, pag XIII 213 “”In questo – sebbene ‘il diritto’, la cui nozione si suppone includa in ogni caso una serie di relazioni con altri uomini – da una parte una singola famiglia – dall’altra – la terra! C’era un tempo in cui gli uomini non conoscevano il possesso della terra o il sistema di famiglia privata dei nostri giorni! Proprietà privata della terra – se per lavoro o occupazione da parte di un singolo uomo o famiglie – è il prodotto della dissoluzione di una serie di forme di appropriazione molto diverse!”””,”MADS-378″
“KAISER Daniel H. a cura, Saggi di SUNY Ronald Grigor BATER James H. SMITH Steve A. KOENKER Diane P. ROSENBERG William G.”,”The Workers’ Revolution in Russia, 1917. The View from Below.”,”Daniel H. Kaiser, Grinnell College Preface, Acknowledgments, Note on dates, Suggestions for further reading, Figure, Table, Index,”,”RIRx-073-FL”
“KAISER Daniel H. MARKER Gary”,”Reinterpreting Russian History. Readings 860-1860s.”,”Danie H. Kaiser is Professor of History and Joseph F. Rosenfield Professor of Social Studies, Grinnell College, editor and translatore of The Laws of Rus’, Tenth to Fourteenth Centuries, editor of The Workers’ Revolution in Russia, 1917: The View From Below, and the author of The Growth of the Law in Medieval Russia. Gary J. Marker is Associate Professor of History, State University of New York at Stony Brook, author of Publishing, Printing and the Origins of Intellectual Life in Russia, 1700-1800, and editor of Ideas, Ideology and Intellectuals in Russian History. Preface, List of Illustrations and Tables, Documents, Literature,”,”STOx-066-FL”
“KAISER Anna a cura; saggi di Hannah ARENDT Theodor W. ADORNO Walter BENJAMIN Martin BUBER Ernst CASSIRER Max HORKHEIMER Siegfried KRACAUER Karl LÖWITH George L. MOSSE Max SCHELER Georg SIMMEL Edith STEIN”,”La Bildung ebraico-tedesca del Novecento.”,”Anna Kaiser è ricercatore presso l’Università degli Studi di Macerata. Ha pubblicato varie opere sul tema dell’educazione e della formazione umana. Sul pensiero profondo “”La forma peculiare della filosofia è il puro e astratto pensiero concettuale, che non postula semplicemente, ma conosce l’unità [‘Einheit’] del divino e dell’umano o dell’infinito e del finito conducendola al concetto. Come pensare concettivo, la filosofia è un avversario del pensiero mitico. Hegel cita dalla ‘Metafisica’ di Aristotele: “”Di quelli che filosofano in modo mitico non vale la pena di occuparsi seriamente””. In occasione del rifiuto di un pensiero devoto e mitico Hegel respinge anche la profondità di pensiero in filosofia. “”Profondo”” potrebbe essere anche ciò che non ha fondo e sembra occulto e misterioso solo perché dietro non si nasconde niente che si lasci esplicare e rivelare. Un’annotazione giovanile suona: “”Ciò che ha un significato profondo, appunto perciò non vale niente””; cioè il significato non può consistere in un semplice richiamo o accenno a qualche altra cosa, a qualcosa ancora non detta oppure a qualcosa di indicibile, ma deve manifestarsi nel dispiegamento concettuale della cosa”” [Karl Löwith, Il concetto hegeliano di ‘Bildung’] (pag 286) “”Nel 1921 apparve, ultima opera pubblicata dallo stesso Hegel, la ‘Filosofia del diritto’, che, sotto titoli quali ‘Famiglia, Società civile e Stato’, contiene la filosofia politica hegeliana, la quale a sua volta trapassa nella storia universale. Le lezioni sulla filosofia della storia e sulla storia della filosofia, che sono sostanzialmente affini tra loro, come le lezioni sulla religione e sull’estetica, sono state edite, sulla base degli appunti degli allievi e dei manoscritti delle lezioni; dai suoi scolari, solo dopo la morte di Hegel. Nel 1830, verso la fine della sua vita, allorquando egli era rettore dell’Università di Berlino, l’ordinamento europeo, faticosamente conquistato dopo la caduta di Napoleone, venne scosso di nuovo dalla rivoluzione di luglio a Parigi. Hegel, che nella sua giovinezza covava egli stesso tendenze rivoluzionarie, ne fu estremamente amareggiato e in essa poté scorgere soltanto demagogia e il “”coraggio proveniente dal basso””. Nella nuova ‘Prefazione’ alla ‘Logica’ espresse il timore che in un’epoca così agitata non ci fosse in genere più spazio per la serietà di una conoscenza serena. Sulla sua morte Varhagen von Ense scrive: «Ma per noi si è aperto un vuoto spaventoso! (…) Egli era la pietra angolare dell’Università. Su di lui si fondava la scientificità del tutto, in lui il tutto aveva la sua saldezza. Da tutte le parti ora minaccia il crollo. Manca ora assolutamente il legame tra il più profondo pensiero universale e il più enorme sapere in tutti i campi della conoscenza empirica. Ciò che ancora c’è, è cosa singola per sé. Tutti, anche gli oppositori, sentono ormai che cosa si è perduto con lui» (7). Quello che Hegel disse dei suoi contemporanei vale anche per i suoi epigoni: “”Un grande uomo [‘Mann’] condanna gli esseri umani [‘Menschen’] a esplicarlo””. Anche Marx e Lenin furono condannati a ciò. L’interesse per Hegel, ravvivatosi di nuovo nel nostro tempo, si deve anche alla circostanza che alla fine degli anni Venti vennero alla luce gli scritti giovanili filosofici di Marx, in cui egli si misura criticamente con la filosofia di Hegel e, contro la teologia metafisica dello spirito assoluto, fonda il materialismo storico e ateo”” Karl Löwith, Il concetto hegeliano di ‘Bildung’ (pag 291-292) Anna Kaiser, a cura, ‘La Bildung ebraico-tedesca del Novecento’, Bompiani, Milano, 1999] [(7) L’intera lettera di Varhagen von Ense si trova in K. Rosenkranz, ‘Vita di Hegel’, a cura di R. Bodei, Firenze, Vallecchi, 1966, pp. 442-443, ndt]”,”EBRx-081″
“KAKALIOS James”,”La fisica dei supereroi.”,”James Kakalios insegna Fisica e Astronomia all’Università del Minnesota.”,”SCIx-180-FL”
“KAKAR Sudhir KAKAR Katharina”,”Gli Indiani. Ritratto di un popolo.”,”KAKAR Sudhir è uno dei più noti scrittori indiani, vive a Delhi. E’ docente universitario. Katharina KAKAR ha studiato scienza delle religioni, arte e antropologia alla Freie Universität di Berlino e alla Harvard University. Ha pubblicato diversi libri in tedesco.”,”INDx-103″
“KAKU Michio”,”Il cosmo di Einstein. Come la visione di Einstein ha trasformato la nostra comprensione dello spazio e del tempo.”,”KAKU Michio è professore di fisica teorica presso la City University di New York. Ha scritto vari saggi. “”Minkowski riscrisse quindi le equazioni di Einstein per svelare questa splendida struttura quadrimensionale, che avrebbe legato per sempre il tempo e lo spazio in una trama a quattro dimensioni. Minkowski scrisse: “”D’ora in poi, lo spazio e il tempo intesi separatamente svaniranno nell’ ombra più insignificante, e solo un’ unione dei due preserverà qualunque realtà indipendente””. Al principio Einstein non fu impressionato da tutto ciò. Arrivò addirittura a scrivere, derisoriamente: “”Ciò che conta sono i contenuti, non la matematica. Con la matematica si può provare qualunque cosa””. Einstein riteneva che al cuore della relatività ci fossero principi basilari fisici, non graziose ma irrilevanti espressioni matematiche che definiva un’ “”erudizione superflua””. Per lui la cosa essenziale era avere un’ immagine chiara e semplice (treni, ascensori in caduta libera, razzi); la matematica sarebbe venuta dopo. In effetti, in quel momento pensava che la matematica rappresentasse solo la contabilità necessaria a tener traccia di quanto accadeva in quell’ immagine. Einstein scrisse, un po’ per burla: “”Da quando i matematici hanno attaccato la teoria della relatività, non la capisco più nemmeno io””.”” (pag 49)”,”SCIx-226″
“KALAM Abdul A.P.J. con Y.S. RAJAN”,”India 2020. A Vision for the New Millennium.”,”Kalam è consigliere scientifico presso il ministero della difesa. E’ specializzato in ingegneria aerea presso il Madras Institute of Technology. Rajan è un consulente in tecnologia.”,”INDE-009″
“KALDOR Nicholas”,”Ensayos sobre desarrollo económico.”,”””Prima o dopo (il momento dipenderà dalla forza che hanno i sindacati operai, la natura del governo e altri fattori), i salari monetari salgono, non in risposta all’ incremento della domanda di mano d’ opera, ma per adeguarsi al cambiamento del costo della vita. Una volta iniziato questo processo di adeguamento possono accadere molte cose: 1. In primo luogo, si accelera in modo considerevole il ritmo dell’ inflazione. (…) 2. Mentre l’ adeguamento dei prezzi ai cambiamenti dei salari si realizza gradualmente, l’ adeguamento di questi ultimi alle variazioni dei primi suole verificarsi in forma periodica e realizzando, in un colpo, la variazione accumulata nel costo della vita, in relazione con qualche data anteriore di base. (…)””. (pag 75)”,”ECOT-104″
“KALDOR Nicholas”,”Impuesto al gasto.”,”Per contrastare il declino. “”Per finire, si sta riconoscendo generalmente che la Gran Bretagna richiederà – guardando ad un futuro lontano – un tasso di crescita più alto per mantenere una posizione competitiva nel mondo, rispetto a quello che ha ottenuto negli ultimi 50 o 60 anni. Ma non c’è un accordo così generale rispetto al modo in cui ciò si può realizzare. E’ poco probabile che la ricetta di Lord Brand – abbandonare il welfare state e accettare una maggiore diseguaglianza sull’altare di maggiori risparmi – dimostri di essere politicamente accettabile. Non è probabile che l’ elettorato britannico approvi una retrocessione al secolo XIX, nonostante si possa dimostrare che non c’è altro modo di procedere per far funzionare realmente il capitalismo.”” (pag 189)”,”ECOT-113″
“KALDOR Nicholas, a cura di Maria Cristina MARCUZZO”,”Ricordi di un economista.”,”KALDOR N. (Budapest, 1908) economista inglese di origine ungherese, professore alla London School of Economics e poi all’Università di Cambridge è stato un esperto della commissione economica dell’ONU per l’Europa, del gruppo dell’ONU per le politiche nazionali e internazionali per la piena occupazione e consulente di vari governi del Terzo Mondo. Ha applicato il metodo keynesiano ai problemi del ciclo e dello sviluppo economico elaborando la teoria dello sviluppo economico “”endogeno”” e fornendo un contributo alla teoria post-keynesiana della distribuzione. La MARCUZZO lavora presso il Dipartimento di economia politica dell’Università di Modena. CANDELA è docente di economia politica nella Facoltà di economia e commercio dell’Università di Bologna. E’ direttore della biblioteca ‘Walter Bigiavi’ della stessa facoltà.”,”ECOT-163″
“KALDOR Nicholas”,”Il flagello del monetarismo.”,”Nichola Kaldor ha partecipato al dibattito della Commissione Radcliffe e nella gestione dell’economia inglese degli anni ’60. E’ un fermo oppositore del monetarismo. La prima parte del libro comprende due lezioni in memorie di Lord Radcliffe tenute all’Università di Warwick nel 1981. Nella seconda parte è riprodotta la sua deposizione alla Commissione degli economisti e dei politici inglesi e americani, dimostrando che le loro affermazioni non sono suffragate da fatti. Sostiene che i problemi strutturali dell’economia britannica non siano imputabili al keynesismo e al Welfare State. “”L’era del denaro a buon mercato, iniziata con la Grande depressione e l’abbandono del sistema monetario aureo, fece entrare in disuso la politica monetaria dal 1932 al novembre 1951, momento in cui un governo conservatore tornò alla carica. Durante la guerra il tasso ufficiale di sconto rimase al 2% e il rendimento dei titoli pubblici di prim’ordine venne mantenuto basso attraverso operazioni di mercato aperto della banca centrale che vennero estese a tutti gli ordini di scadenze. Il governo finanziò la guerra in gran parte attraverso l’emissione di Buoni del Tesoro e, in misura minore, con titoli a breve e medio termine. Le autorità, d’altra parte, si mossero per far sì che il sistema bancario ridepositasse i suoi sovrappiù di fondi destinati a investimenti presso il Tesoro, limitando perciò l’ammontare di credito che poteva essere erogato al settore privato. Questo sistema venne mantenuto dopo la guerra quando, grazie al ritorno di un governo laburista fortemente influenzato da principi keynesiani, il cancelliere dello Scacchiere puntò sulla politica fiscale per mantenere la piena occupazione e per evitare un’eccessiva pressione della domanda. I tassi di interesse vennero mantenuti su livelli minimi: l’interesse pagato sulle ricevute di deposito del Tesoro, diverso da quello sui Buoni del Tesoro, venne ridotto da Hugh Dalton dal 2 allo 0,5%, mentre le emissioni a lungo termine vennero fatte (fino al 1947) al 2-2.5%. E tutto ciò in un periodo in cui il tasso di inflazione si aggirava intorno al 4-5%. Tuttavia, nel corso di tutti quegli anni, e in particolare dopo il 1947, ci fu una crescente propaganda a favore di una ripresa della politica monetaria che, si sosteneva, avrebbe costituito uno strumento di controllo economico molto più flessibile di quanto non fosse la politica fiscale. Nel novembre 1951 il nuovo cancelliere, Mr – ora Lord – Butler introdusse alcune caute modifiche, di natura quasi sperimentale. Il tasso di sconto fu aumentato dal 2 al 2,5% ma a ciò si accompagnò uno speciale tipo di risconto sui Buoni del Tesoro che fece sì che il loro rendimento venisse mantenuto di mezzo punto ‘inferiore’ al tasso ufficiale di sconto, mentre in precedenza ne era superiore di mezzo punto”” (pag 38-39)”,”UKIE-065″
“KALDY Georges”,”Hongrie 1956. Un soulèvement populaire, une insurrection ouvrière, une révolution brisée.”,”KALDY Georges Contiene il capitolo: ‘L’insurrection armée se généralise. Formation des conseils ouvriers’ (pag 91-)”,”MUNx-062″
“KALECKI Michal a cura di D.M. NUTI”,”Teoria dello sviluppo di una economia socialista.”,”KALECKI, economista polacco (Lódz 1899-Varsavia 1970). Dopo aver lavorato a Varsavia nell’Istituto di ricerca sui cicli e sui prezzi, svolse la sua attività in Gran Bretagna, presso il dipartimento di economia dell’Università di Cambridge (1937) e l’Istituto di statistica dell’Università di Oxford (1939-45). Dopo il 1949 si è occupato in patria soprattutto di pianificazione economica. A lui si deve l’elaborazione di uno dei primi modelli matematici di spiegazione del ciclo economico basato sulla relazione di interdipendenza fra investimenti e livello dell’attività economica, ossia sull’interrelazione fra moltiplicatore e acceleratore. K. è noto anche per una teoria della distribuzione del reddito che chiama in causa il cosiddetto grado di monopolio e per una teoria della determinazione dell’investimento basata sul principio del “”rischio crescente””. Tra le opere: Essays in the Theory of Economic Fluctuations (1939; Saggi sulla teoria delle fluttuazioni economiche), Studies in Economic Dynamics (1943; Saggi di dinamica economica), Theory of Economic Dynamics (1954; Teoria della dinamica economica), Teoria dello sviluppo di una economia socialista (1963), Studies on the Theory of Business Cycles (1965; Studi sulla teoria dei cicli economici).”,”ECOT-020″
“KALECKI Michal”,”Studies in the theory of business cycles 1933-1939.”,”Nel 1936, KEYNES pubblicò ‘The General Theory of Employment, Interest and Money’ in cui la sua teoria della moneta e dei salari e il moltiplicatore di KAHN lavoravano in un coerente e rivoluzionario sistema. In modo abbastanza indipendentemente, KALECKI è arrivato alla stessa soluzione. Il suo libro ‘Studies in the Thoery of Business Cycles’ pubblicato in polacco nel 1933 ed apparso in inglese con questa edizione, pone il principio della domanda effettiva in forma matematica.”,”ECOT-044″
“KALECKI M.”,”Teoría de la dinámica económica. Ensayo sobre los movimientos cíclicos y a largo plazo de la economía capitalista.”,”Fluttuazione dei prezzi delle materie prime. (pag 25) “”Si sa che i prezzi delle materie prime sperimentano fluttuazioni cicliche maggiori dei salari. Spieghiamo qui di seguito la causa del fenomeno. Dunque se i livelli di salario rimangono costanti, i prezzi delle materie prime discenderanno durante la depressione a causa della caduta della domanda “”reale””; e il calo dei salari nominali in quella fase non “”raggiungerà”” mai il prezzo di quelle dovuto alla discesa dei salari che provoca a sua volta una diminuzione di domanda e infine una ulteriore diminuzione dei prezzi dei prodotti primari.”” (pag 25)”,”ECOT-127″
“KALECKI Michal KEYNES John Maynard, a cura di Nicolò DE-VECCHI”,”Contro la disoccupazione.”,”Kalecki: “”Fino a quando l’aumento del salario è uguale all’aumento della produttività del lavoro non sorgerà il problema della “”spirale viziosa””, in quanto il costo del salario per unità di produzione rimarrà stabile e quindi non vi sarà alcun motivo perché i prezzi debbano aumentare. Se, al contrario, i salari aumetnano più della produttività del lavoro, bisogna disporre le cose in modo da prevenire una fuga in avanti dei prezzi. Se non si prendono misure in tal senso, l’insieme dei lavoratori non godrà di alcun beneficio, poiché l’aumento del salario monetario sarà controbilanciato dal conseguente aumento dei prezzi. Inoltre, un veloce movimento al rialzo dei prezzi sarà un motivo di disturbo in un’economia in piena occupazione. Come i salari monetari possano essere aumentati senza causare un aumento dei prezzi è delineato nel paragrafo relativo alla “”redistribuzione del reddito””. “” (Tre metodi per la piena occupazione, 1944) (pag 60-61″,”ECOT-256″
“KALECKI Michal”,”Sul capitalismo contemporaneo.”,”2GM (pag 43-44) “”Dalla fine del periodo fra le due guerre al momento attuale si sono verificati importanti mutamenti nella grandezza e struttura del reddito nazionale degli Stati Uniti, nella produttività del lavoro e nel livello di vita, nello stato dell’occupazione e della disoccupazione. Tali mutamenti sono illustrati in maniera complessiva (sulla base dei dati ufficiali) nella tabella I. In essa è posto a confronto l’anno 1955 con il 1937. Il 1937 fu il punto culminante del miglioramento che ebbe luogo dopo la grande crisi e rappresenta più o meno la stessa fase congiunturale dell’anno 1955. Nel periodo considerato che comprende diciotto anni, salta subito agli occhi in primo luogo la crescita molto rilevante, per lo meno per un paese capitalistico, del reddito nazionale, che aumentò di due volte (1). Tale accrescimento non è difficile ad essere spiegato dal lato delle possibilità fisiche di produzione. Nel corso del periodo comprendente la Seconda guerra mondiale, la riconversione e un nuovo ciclo di riarmo gigantesco, l’apparato produttivo subisce un allargamento rilevante. Durante la guerra l’espansione dell’industria pesante fu finanziata dallo Stato. Le capacità produttive in tale maniera create furono vendute dopo la guerra a prezzi ridicolmente bassi al grande capitale privato. All’epoca della riconversione fu rinnovato e allargato l’apparato produttivo «civile»; tale processo fu favorito dalla «domanda differita» per beni di consumo (principalmente per beni di consumo durevoli), derivante dalla mancata disponibilità di tali beni in tempo di guerra e dal conseguente accumularsi di risparmi liquidi. Infine, nell’ultima fase del periodo considerato una parte rilevante degli investimenti fu direttamente legata agli armamenti. L’accrescimento del reddito nazionale non fu impedito da mancanza di forza-lavoro. In primo luogo la produzione per lavoratore occuapto crebbe circa del 50%, fatto questo che si verificò sia in relazione all’espansione relativamente rapida dell’apparato produttivo, che condusse al suo «ringiovanimento», sia in rapporto alla continua pressione dei capitalisti all’intensificazione del lavoro. Non è fuori luogo altresì ricordare la rivoluzione tecnica nell’agricoltura, dove anche procedeva rapidamente la concentrazione della proprietà agricola. In corrispondenza a tale crescita della produttività del lavoro l’espansione del reddito nazionale non si scontrava con la mancanza di forza-lavoro; ciò risulta se non altro dal fatto che la cifra ufficiale, senza dubbio ridotta, della disoccupazione ammontava nel 1955 a circa il 4% in rapporto all’intera popolazione attiva (ciò corrisponde ovviamente a una percentuale maggiore nel caso che al denominatore si prenda in considerazione soltanto la forza-lavoro occupata). Il fatto che in rapporto a una serie di speciali circostanze, legate strettamente alla guerra – durante la quale non si ebbero distruzioni – o al riarmo, ci fu uno sviluppo delle forze produttive, che rese possibile la produzione di un reddito nazionale in termini reali raddoppiato, non chiarisce ancora assolutamente nulla circa la utilizzazione di tali possibilità. Ciò in quanto la divergenza fra la tendenza allo sviluppo delle forze produttive e la capacità di assorbimento del mercato costituisce una delle principali contraddizioni del sistema capitalistico. Nel periodo considerato tale contraddizione si era acutizzata. In realtà, come vedremo in seguito, la quota dell’accumulazione nel reddito nazionale si accrebbe (…)”” (pag 43-44-45)”,”ECOT-400″
“KALICHEVSKY Vladimiro A.”,”Biografia del petrolio. (Tit.orig.: From Oil-Well to Engine)”,”KALICHEVSKY Vladimiro A. è un ingegnere chimico consulente di una grande raffineria americana, autore di varie opere tecniche sul petrolio. “”E’ un fatto ormai accertato che una differenza di soli 13 punti nel numero di ottani, rese possibile la sconfitta della Luftwaffe da parte della Royal Air Force (RAF) verso la fine del 1940. Questa differenza, apparentemente così lieve, è sufficiente a fornire ad un aeroplano un margine vitale in altitudine, rispetto all’avversario, una velocità di innalzamento e di manovrabilità che materializzano esattamente la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Questo potere eccezionale, può anche tradursi in maggiore capacità di carico delle bombe, di merci o passeggeri. Infatti uno sguardo alle cifre seguenti indicherà la differenza tra i risultati d’impiego della benzina a 100 e ad 87 ottani, negli aeroplani.”” (pag 54) “”Il petrolio nella sua forma liquida è conosciuto da innumerevoli secoli, attraverso le sue varie manifestazioni esterne, tuttavia, mai sufficientemente apprezzate dagli abitanti locali. I Greci e i Romani ne ebbero certamente conoscenza e vari riferimenti si trovano anche nella Bibbia, quantunque questi siano talvolta resi incomprensibili dalla difficoltà o dalla impossibilità di individuare con esattezza il significato dei termini riferiti nel passato a questa sostanza.”” (pag 67) “”Quell’involontario precursore non pensò mai che con la sua negligenza aveva scoperto un nuovo metodo per convertire in leggeri, i prodotti pesanti del petrolio, attraverso l’ applicazione più prolungata del calore. I tempi non erano ancora sufficientemente maturi per fare tesoro di questa scoperta, anche perché nessuno era interessato alla benzina, che, ad ogni modo, era considerato un elemento nocivo durante la raffinazione. (…) Dopo la comparsa dei motori a combustione interna la benzina, naturalmente, divenne il prodotto più importante invece del kerosene, ed i maggiori sforzi furono fatti per ottenerne di più dal grezzo, invece che considerarla un residuo trascurabile””. (pag 164)”,”SCIx-252″
“KALININ M.I.”,”Della educazione comunista. (Conferenza tenuta il 2 ottobre 1940 a un’adunata degli attivisti del Partito Comunista dell’Urss).”,”””Engels nel suo libro “”Antidühring”” scrive «Gli uomini, consciamente o inconsciamente, traggono le loro basi etiche, in definitiva, dalle condizioni di vita della propria classe; dalle relazioni economiche della produzione e dello scambio commerciale. La morale è sempre stata una morale di classe: essa o giustificava il potere e gli interessi della classe dominante, o esprimeva l’indignazione delle classi inferiori, quando esse erano giunte ad una sufficiente emancipazione dalla classe dominante, e in tal caso difendeva gli interessi futuri di queste classi»”” (pag 4) [M.I. Kalinin, ‘Della educazione comunista’, Fed. Gen. Pci, Genova, 1945 ca.]”,”PCIx-002-FER”
“KALIVODA Robert”,”La realtà spirituale moderna e il marxismo.”,”KALIVODA Robert nato a Praga nel 1923 ha studiato filosofia con Mukarovsky e Patocka. E’ stato ricercatore scientifico presso l’Istituto di Filosofia dell’Accademia delle Scienze cecoslovacca. Ha studiato filosofia e filosofia della storia concentrando le sue ricerche sull’epoca hussita e sulla riforma boema in particolare. “”Osservando più attentamente le idee di Marx sull’uomo totale libero, potevamo accorgerci che neanche Marx, il quale si concentra sulla delimitazione del ‘contenuto’ della libertà umana, non ignora il problema della libera scelta umana. Proprio in quel passo chiave del ‘Capitale’ che abbiamo già citato per mostrare come l’uomo totale libero dei ‘Manoscritti’ continui a vivere anche nel “”libero sviluppo delle energie umane”” del ‘Capitale’ si può verificare con certezza che Marx formula, parallelamente all’ideale del contenuto della libertà, anche una premessa sulla libera scelta umana. Il libero sviluppo delle energie umane è qui posto infatti in contrapposizione diretta con il “”regno della necessità””. Lo stato di libertà viene considerato dunque non soltanto come superamento storico dello stato di necessità, ma la libertà viene concepita come ‘contrario’ della necessità; ciò significa che la libertà è appunto anche ‘libertà di scelta’. E se Marx già precedentemente, nella ‘Ideologia tedesca’ aveva dichiarato che l’eliminazione della divisione del lavoro nella società comunista “”mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia, senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico”” (L. Marx F. Engels ‘L’ideologia tedesca’, cit., p. 24), di nuovo neanche in questo caso si tratta solo della totalità dei contenuti dell’attività umana, ma anche della massima libertà di scelta”” (pag 178-179) [Robert Kalivoda, La realtà spirituale moderna e il marxismo, 1974]”,”TEOC-655″
“KALLSCHEUER Otto”,”Tempo della storia, tempo della vita, tempo della politica.”,”Recensione del volume di Marramao ‘Potere e secolarizzazione. Le categorie del tempo’, Editori Riuniti, 1983 Nuova edizione: «Una storicità profonda penetra il cuore delle cose, le isola e le definisce nella loro coerenza, impone ad esse ordini formali implicati dalla continuità del tempo». Nella prospettiva teorica delineata da Giacomo Marramao la «continuità del tempo», che Michel Foucault indica qui come contrassegno del moderno, non è semplice vettore, bensì forma transpolitica per eccellenza, che involve la fitta trama delle categorie filosofiche fondamentali della costellazione moderna. Senza il tempo-storia cumulativo e irreversibile – senza la temporalizzazione della storia – non si darebbe il processo di secolarizzazione nel significato più esteso che è venuto assumendo: ossia di passaggio della società occidentale dalla spazialità rituale degli ordini gerarchici alla fase dinamica della piena autodeterminazione del soggetto. Con questo libro fondativo, da cui ha preso avvio la sua riflessione ventennale intorno all’«impensato» dell’idea di secolarizzazione, Marramao ha anche aperto la saggistica filosofica italiana agli esiti della Begriffsgeschichte tedesca: la storia concettuale che indaga sia la genesi e le trasformazioni del grande lemmario teoretico-politico, sia gli elementi figurali e i complessi metaforici che intervengono nella costituzione dell’«immagine del mondo» lungo la linea di confine tra metafisica e politica, scienza e multiverso delle pratiche» G. Marramao, ‘Potere e secolarizzazione. Le categorie del tempo’, Bollati Boringhieri, 2005 pag 292 Euro 25.0″,”TEOP-008-FGB”
“KAMATA Satoshi”,”Toyota. La fabbrica della disperazione. Diario di un operaio stagionale.”,”Satoshi Kamata (1938), giornalista indipendente e sociologo giapponese, operaio grafico in giovane età, si è occupato delle condizioni della classe operaia, scrivendo al riguardo inchieste e libri. A partire dall’incidente nucleare di Fukushima del 2011, milita anche nel movimento antinucleare. Il ciclo “”aumento della produzione, incidenti, insoddisfazione’ (1972) Lavoro su due turni, giorno e notte Lavoro alla catena di montaggio”,”CONx-288″
“KAMDAR Mira”,”Planet India. L’ascension turbulente d’un Géant Démocratique.”,”Contiene il capitolo: ‘La puissance de l’Inde’ [Il pericoloso vicinato, L’India membro del club nucleare, L’India che brilla, Un accordo nucleare per l’India, Cittadini scettici, Un mondo multipolare per l’India, L’accordo con la Cina, L’ambizione dell’India] Mira Kamdar, nata negli Usa da padre indiano ingegnere aeronautico. Giornalista, lavora per la CNN e per la BBC e scrive per vari giornali (Washington Post, Yale Global, Times of India, World Policy Journal)”,”INDx-140″
“KAMDAR Mira”,”India. L’invasione mite. L’ascesa del gigante democratico che cambierà il mondo.”,”Mira Kamdar, insegnante e scrittrice, è nata a Seattle e vive a New York. Docente presso il World Policy Institute, ha raccontato la storia della sua famiglia indiana nel best-seller Motiba’s Tattoos. Esperta di questioni indiane, ha collaborato con l’International herald Tribune, la CNN e la BBC.”,”INDE-003-FL”
“KAMEN Henry”,”Histoire de l’ Inquisition espagnole. (The Spanish Inquisition)”,” “”La lotta per l’ giurisdizione fu anche aspra a proposito di un’ altra infrazione alla morale: la sodomia. L’ omosessualità passava nel Medioevo come il crimine supremo contro la moralità, e la si definiva coralmente come un crimine “”abominevole”” o “”senza nome””. Cosa che non le impediva d’essere assai diffusa come nelle altre epoche storiche. I colpevoli erano generalmente condannati al rogo, o, per quelli che erano della Spagna, alla castrazione o alla lapidazione.”” (pag 212)”,”RELC-197″
“KAMEN Henry”,”L’Europa dal 1500 al 1700. (Tit.orig.: European Society, 1500 to 1700)”,”KAMEN insegna storia all’università di Warwick. Ha scritto pure ‘L’inquisizione spagnola’ (Milano, 1973) e ‘La nascita della tolleranza’ (idem). “”Una successiva corrente di pensiero, nata nel clima della Rivoluzione inglese, fu quella decisamente laica dei cosiddetti Livellatori (levellers) e Zappatori (diggers). Il capo di questi ultimi, Gerrard Winstanley, arrivò a definire la religione unicamente in termini di giustizia sociale: “”La vera e incontaminata religione consiste nel restituire la terra che in passato è stata tolta al popolo con la forza della conquista, e nel liberare così gli oppressi””. Due secoli prima di Marx, Winstanley vedeva nella religione l'””oppio dei popoli””: “”Questa sacra dottrina congetturale [sull’aldilà] è un’impostura: gli uomini guardano al paradiso, immaginando una futura beatitudine, o temono di andare all’inferno dopo la morte, e intanto i loro occhi offuscati non vedono quali sono i loro diritti naturali e che cosa devono fare su questa terra, finché sono in vita””. (pag 227-228) [Henry Kamen, L’Europa dal 1500 al 1700, 1993]”,”EURx-249″
“KAMEN Henry”,”Storia Universale. L’Europa del Seicento. Vol. 13.”,”Henry Kamen nacque nel 1936 a Rangoon (all’epoca parte della Birmania britannica). Kemen compì i sioi studi presso la Chislehurst and Sidcup Grammar School, venendo ammesso in seguito come borsista all’Università di Oxford, conseguendo il suo dottorato presso il St Antony’s College. Tra il 1966 ed il 1992 Kamen fu insegnante di storia della Spagna presso l’Università di Warwick.”,”STOU-043-FL”
“KAMENEV L. PREOBRAZENSKIJ E. BUCHARIN N. TROTSKY L.”,”La question paysanne en URSS de 1924 à 1929.”,” “”Se non avessimo espropriato il grande capitale, non lasciandogli che un campo d’ azione puramente politico, non c’è alcun dubbio che avremmo commesso un grosso errore. La nostra forza non proviene solo dal fatto che possediamo il potere politico; essa viene anche dal fatto che noi abbiamo trasformato questo potere politico – al momento voluto – in un mezzo di incremento economico, e nel momento attuale la nostra possibilità è di avere un rapporto di forze in cui noi deteniamo le leve del comando (parte integrante del nostro apparato statale). Compagni! se tale è la situazione (e non c’è alcun dubbio) , se la dittatura del proletariato – associata allo sviluppo economico – si muta progressivamente in forza economica di direzione, lo sviluppo della campagna ne subisce necessariamente profonde modificazioni in rapporto al precedente periodo storico, perché nuove correnti hanno fatto irruzione in essa. Noi ci troviamo dunque davanti al problema genialmente posto da Lenin nei suoi ‘Feuillets de bloc-notes’ (1) e nel suo articolo sulla cooperazione (2), impossibile da dimenticare perché rappresenta ciò che di più importante si è scritto sulla nostra politica nei confronti dei contadini. L’ esperienza che abbiamo acquisito presso di loro ci ha costretti a completare le tesi di Lenin, ma assolutamente di cambiare di uno iota il prodigioso piano strategico che egli elabora nella sua seconda concezione””. (pag 155, Bucharin, La nuova politica economica e i nostri compiti) (1) probabilmente ‘Quaderni sulla questione agraria’ (OC. volume 40) (2) Lenin ‘Della cooperazione’ (articolo del 6 febbraio 1923), Opere, T. 33 pag 485 e seguenti (ed. Sociales, 1963)”,”RIRO-296″
“KAMENKA Eugene SMITH F.B. a cura; saggi di Eugene KAMENKA Tony DENHOLM R.B. ROSE Leslie BODI G.A. KERTESZ F.B. SMITH J.H. GRAINGER”,”Intellectuals and Revolution. Socialism and the Experience of 1848.”,”Saggi di Eugene KAMENKA Tony DENHOLM R.B. ROSE Leslie BODI G.A. KERTESZ F.B. SMITH J.H. GRAINGER Saggio di E. KAMENKA ‘Il partito del proletariato’: Marx ed Engels nella rivoluzione del 1848 (pag 76-93) “”Fu a Bruxelles nel febbraio e marzo 1846 che Marx ed Engels iniziarono le loro carriere cospirative. Fondarono in questi mesi un comunista Comitato di Corrispondenza per impegnarsi nella propaganda internazionale e arrivare alla fondazione di una organizzazione comunista internazionale che avrebbe continuato il lavoro della Lega dei Giusti. I suoi membri, quasi tutti giovani tedeschi emigrati con una spruzzata di artigiani, includevano la moglie di Marx Jenny e suo fratello, Edgar von Westphalen, Moses Hess, il poeta Ferdinand Freiligrath, il semplice comunista-cristiano Wilhelm Weitling, autore de ‘The Guarantees of Harmony and Freedom’, che aveva sofferto a causa del carcere in Svizzera ed il suo nome era meglio conosciuto di quello di Marx, e l’ agitatore rivoluzionario Wilhelm Wolff (‘Lupus’) a cui Marx avrebbe dedicato il Capitale””. (pag 81, Eugene Kamenka)”,”QUAR-063″
“KAMENKA Eugene”,”Marxism and Ethics.”,”Eugene Kamenka Professorial Fellow in the History of Ideas, Australian National University”,”MADS-001-FPB”
“KAMINSKI Andrzej J.”,”I campi di concentramento dal 1896 a oggi. Storia, funzioni, tipologia.”,”KAMINSKI (1921-1985) storico di formazione e di professione, militò nella Resistenza polacca e fu deportato a Groß-Rosen e Flossenbürg. Nel 1973 abbandonò la Polonia trasferendosi nella Repubblica Federale Tedesca, dove insegnò Storia contemporanea all’Università di Wuppertal fino alla morte.”,”GERN-005″
“KAMINSKI Hans Erich”,”Bakunin. Vita di un rivoluzionario.”,”Si hanno poche notizie dell’ autore, Erich H. KAMINSKI il cui nom de plume è Hans Erich KAMINSKI. Militante dell’ ala sinistra della socialdemocrazia in Germania negli anni 1920, svolse attività giornalistica e nel 1925 pubblicò ‘Faschismus in Italien. Grundlagen, Aufstieg, Niedergang’.”,”ANAx-087″
“KAMINSKI H.E.”,”Quelli di Barcellona.”,”Scrittore, storico, saggista, noto giornalista negli anni tra le due guerre, il tedesco KAMINSKI, dopo l’ avvento del nazismo, emigrò in Francia, dove collaborò con diversi giornali e fu in contatto con Rosselli e altri antifascisti italiani. Di idee socialdemocratiche e simpatizzante con le correnti libertarie (ha scritto un libro su Bakunin), ritornato in Francia dopo la guerra civile spagnola, scomparve nel 1940 durante l’ occupazione nazista.”,”MSPG-091″
“KAMINSKI H.E.”,”Los de Barcelona.”,”Scrittore, storico, saggista, noto giornalista negli anni tra le due guerre, il tedesco KAMINSKI, dopo l’ avvento del nazismo, emigrò in Francia, dove collaborò con diversi giornali e fu in contatto con Rosselli e altri antifascisti italiani. Di idee socialdemocratiche e simpatizzante con le correnti libertarie (ha scritto un libro su Bakunin), ritornato in Francia dopo la guerra civile spagnola, scomparve nel 1940 durante l’ occupazione nazista.”,”MSPG-233″
“KAMMERER Peter”,”Sviluppo del capitale ed emigrazione in Europa. La Germania federale. Con un saggio di Giorgio Baratta.”,”Peter KAMMERER (Offenburg, Germania, 1938), laureato all’Univ di Monaco con una tesi sullo sviluppo della Calabria, insegna storia delle dottrine economiche all’Univ di Urbino. Collabora al Centro Studi Emigrazione-Immigrazione (EMIM) di Roma e a varie riviste italiane e tedesche. Appendice: Immigrazione ed esercito industriale di riserva, di Giorgio BARATTA”,”GERV-028″
“KAN Alexander”,”Nikolai Bucharin und die skandinavische Arbeiterbewegung. (Tit.orig.: Nikolaj Bucharin och den skandinaviska arbetarrörelsen)”,”KAN Alexander nato nel 1925 è professore di storia all’ Università di Uppsala e Oslo. 1925 “”Bucharins Einfluß im zentralen Komintern-Apparat nahm zu. Die Zusammenarbeit mit Sinowjew ging weiter. Gemeinsam führte man die wichtigste Aufgabe durch: den doppelten Führungswechsel in der deutschen partei, wo man sowohl “”die Richte”” (Brandler) wie die “”Ultralinke”” (Ruth Fischer) absägte.”” (pag 87) L’ ultrasinistra tedesca. “”L’ influenza di Bucharin nell’ apparato del Comintern aumentò. La cooperazione con Zinoviev continuò. Si misero in opera in comune i compiti più importanti: il cambiamento della doppia direzione del partito tedesco”” (Brandler, Ruth Fischer).”,”BUCS-012″
“KANAPA Jean”,”Situation de l’ intellectuel.”,”KANAPA è stato incaricato di filosofia e redattore capo di ‘La Nouvelle Critique’. “”Car enfin Mauriac n’est pas Jean-Paul David, ni Raymond Aron. Mais éprouve-t-il de la honte devant les crimes, colonialistes ou autres, du capitalisme, il n’en écrit pas moins: “”(Ces crimes), il n’est aucun esprit de bonne foi qui n’y reconnaisse des manquements à la morale humaniste et chretienne de l’homme d’ Occident. Nous violons une loi morale, nous ne lui en substituons pas une autre… Le sang innocent a toujours été, partour et à toutes les époques, répandu à flots. mais ceux qui le répandaient n’ ignoraient pas qu’ils allaient contro une loi très sainte…(De toutes facons, donc,) les principes demeurent””. Ainsi le crime est justifié sitot qu’il est nommé. Qu’importe le crime puisque nous avons une morale pour le condamner? Le crime devient l’ envers de la medaille- ou du louis d’or. Le sang sur le mains et la loi morale dans mon coeur… Cela est le propre du pharisien. (pag 156-157)”,”FRAP-067″
“KANAPA Jean”,”Le mouvement communiste international hier et aujourd’hui.”,”Si tratta di una conferenza sul movimento comunista internazionale presentata da Jean KANAPA nel novembre 1977 all’ école centrale del PCF. “”Nel suo linguaggio filosofico che è il suo all’ inizio della sua riflessione Marx riassume questo scrivendo: “”Il proletariato non può dunque esistere che sulla scala della storia universale, allo stesso modo il comunismo, che ne è l’ azione, non può assolutamente incontrarsi altrimenti che come esistenza storica universale””.”” (pag 6) “”””Le prolétariat ne peut donc exister qu’à l’ échelle de l’ histoire ‘universelle’, de même que le communisme; qui en est l’ action, ne peut absolument pas se rencontrer autrement qu’en tant qu’ existence historique universelle”””” (pag 6, K. Marx, cit in Jean Kanapa, Le mouvement communiste international hier et aujourd’hui) Indirizzo di Marx ai lavoratori americani “”Marx voyait loin et sûr lorque, dans une autre Adresse (aux travailleurs américains), il déclare: “”C’est a nous qu’incombe la tâche glorieuse de prouver au monde que désormais la classe ouvrière n’entre plus sur la scène de l’ histoire comme une troupe servile, mais comme une force autonome, consciente de ses responsabilités et capable de commander la paix là où ses maîtres prétendus crient à la guerre!”” Cette Adresse est datée de 1869…””. (pag 7) “”Dans une interview au journal anglais “”The World”” en juillet 1871, (Marx) il s’en explique très clairement: “”Nos objectifs doivent être assez vastes pour inclure toutes les formes d’activité de la classe ouvriere. Si nous leur avions donné un caractère particulier, nous aurions dû les adapter aux besoins d”une seule section’ (de l’ Internationale) de la classe ouvrière d’ ‘une seule nation’. Mais comment pourrait-on amener tous les hommes à s’unir pour les intérêts de quelques-uns? Si notre Association agissait ainsi, elle n’aurait plus le droit de prendre le nom d’Internationale. L’ Association ne dicte pas une forme déterminée du mouvement politique, elle demande simplement que ce mouvement s’oriente vers un seul et même but final””.”” (pag 11)”,”PCFx-064″
“KANAPA Jean”,”La doctrine sociale de l’église et le marxisme.”,”Lunga dedica dell’ autore”,”RELC-232″
“KANDEL E. LEWIOWA S. BELOUSSOWA N. SINELNIKOWA I. SMIRNOWA W. BAGATURIJA G. POSPELOWA W. KOTSCHETKOWA M. KRYLOW B. TER-AKOPJAN N. RUMJANZEWA N. KUNINA W. GALKIN W.”,”Marx und Engels und die ersten proletarischen Revolutionäre.”,”Biografie di Joseph Moll, Karl Schapper, Friedrich Lessner, Wilhelm Wolff, Roland Daniels Joseph Weydemeyer, Georg Weerth, Ferdinad Freligrath, Ernst Dronke, Konrad Schramm, George Julian Harney, Ernest Jones Cartina delle località con una presenza di circoli della Lega dei Comunisti in Europa (pag 113) Foto, immagini o ritratti di Marx, Leßner, processo dei comunisti a Colonia, Wilhelm Wolff, Roland Daniels, Joseph Weydemeyer, frontespizio di ‘Die Revolution’ (18 Brumaio, 1852), Georg Weerth, Ferdinand Freiligrath, Assemblea di Francoforte, prima pagina dell’ultimo numero della ‘Neuen Rheinischen Zeitung’, Nuova Gazzetta Renana, Barricate a Berlino e scontri del 18 settembre 1848, Konrad Schramm, copertina della Neue Rheinische Zeitung Politisch-ökonomische Revue, George Julian Harney, prima pagina del ‘The Red Republican’ diretto da Harney, Ernest Jones, Giornale cartista ‘The People’s Paper’, rivolta di Breslau 22 marzo 1847, Deutsche-Brüssseler-Zeitung, Tessera dei ‘The Fraternal Democrats'”,”MADS-724″
“KANDEL’ E.P. KARPUSCIN V.A.; ZANARDO Aldo”,”Ancora sul destino storico delle idee del giovane Marx (Kandel-Karpuscin); Ancora sul marxismo contemporaneo (Zanardo).”,”E’ una nota critica dei due autori al saggio di Aldo Zanardo ‘Forme e problemi del marxismo contemporaneo. A proposito della fortuna del pensiero giovanile di Marx’ apparso su Studi Storici, n: 4, 1962. Segue la risposta di Zanardo (Ancora sul marxismo contemporaneo)”,”STOx-302″
“KANDEL Abraham”,”Fuzzy Mathematical Techniques with Applications.”,”Fuzzy : Sfocato”,”SCIx-085-FRR”
“KANDEL E. PREISS I. MITIN M., a cura”,”Marx e Engels e il prussianesimo reazionario.”,”‘Marx ed Engels fanno una lunga enumerazione dei peccati della Germania, dei grandi delitti da essa commessi verso gli altri popoli…’ (pag 47)”,”GERx-001-FER”
“KANELLOPOULOS Sotiris, a cura di Silvia CALAMATI”,”Neve e fango per dissetarmi. Diario di Sotiris Kanellopoulos, partigiano della Guerra civile greca (1° marzo – 17 maggio 1949).”,”Volume dedicato a Nikos Kanellopoulos Silvia Calamati si è laureata in Filosofia nel 1984 all’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha continuato gli studi presso l’University College di Dublino. Esperta della questione nord-irlandese e collaboratrice di Rainews 24 è autrice di molti volumi tra cui ‘Qui Belfast. Storia contemporanea della guerra in Irlanda del Nord’ (2013).”,”GREx-024″
“KANN Robert A.”,”Storia dell’ impero asburgico 1526 – 1918.”,”Integrazione bibliografica di Marco MERIGGI. Quella di KANN è una storia politica, socio-economica e culturale. La sua visione non è ‘viennocentrica’, è attento alle varie entità politiche e ai vari gruppi etnici che hanno formato l’impero asburgico.”,”AUTx-007″
“KANNENGIESER Alfonso”,”Ketteler y la organización social en Alemania.”,”Libro dedicato al discepolo dell’ autore, Eugenio LEFEBURE Strategia cattolica del Volksverein (Unione popolare). Il Volksverein e la stampa quotidiana. “”Quando un nemico è alle porte, la guarnigione si vede obbligata ad aumentare i suoi mezzi di difesa, sotto la pena di soccombere. Il Volksverein non si accontenta di sostenere e fortificare la stampa quotidiana, di pubblicare un Bollettino ufficiale, si tratta di investire la moltitudine con “”tutti i soldati di Gutemberg””. (pag 173) Esperienza del Kulturkampf. (pag 186)”,”GERx-095″
“KANT Immanuel”,”La philosophie de l’ histoire (opuscules).”,”La vita di KANT come professore (non si mosse quasi mai da Koenigsberg) era di una regolarità divenuta leggendaria. La cronoca riporta che il passaggio quotidiano del filosofo, alle 15 e 30, in un piccolo vialetto di tigli, serviva da orologio agli abitanti del vicinato.”,”FILx-149″
“KANT Emanuele, a cura di Guido DE-RUGGIERO”,”Il principio della moralità.”,”Libertà e necessità. “”(…) per conseguenza io, come intelligenza, sebbene per altra via soltanto un essere appartenente al mondo sensibile, mi riconosco soggetto alla legge della ragione, che nell’ idea della libertà contiene la legge razionale, e quindi anche all’ autonomia della volontà. Donde segue ancora che le leggi del mondo intelligibile debbono essere considerate per me come imperativi, e le azioni conformi a questo principio come doveri.”” (pag 82)”,”FILx-344″
“KANT Emanuele, a cura di G.E. BARIE'”,”Critica della ragion pratica.”,”””Principio della ragion pura pratica. Agisci in modo che la massima della tua volontà possa valere anche come principio di una legislazione universale.”” (pag 18) “”Ma ancora una difficoltà incombe sulla libertà, in quanto che essa deve venir unita con il meccanismo della natura in un essere che appartiene al mondo sensibile; una difficoltà, la quale, anche dopo che è stato approvato tutto ciò che fu esposto fin qui, pure minaccia la libertà di completa rovina””. (pag 61)”,”FILx-353″
“KANT Emanuele, a cura di G. FANO”,”Prolegomeni ad ogni futura metafisica che possa presentarsi come scienza. Estratti.”,”””12. Quanto a me, lo confesso apertamente: l’ ammonimento di David Hume è stato ciò che, or son molti anni, mi ha risvegliato la prima volta dal mio sonno dogmatico, e ha dato un tutt’ altro indirizzo ai miei studi filosofici. 13. Io sono però lontanissimo dall’ accettare le sue conclusioni, le quali derivano soltanto dal fatto ch’ egli non si è posto il problema nella sua universalità ma s’è fermato sopra un caso particolare, che non può essere risolto così staccato dal tutto””. (pag 4-5) “”1. La natura stessa della metafisica e il carattere delle sue fonti esigono che le sue cognizioni sieno espresse soltanto in giudizi a priori””. (pag 6)”,”FILx-355″
“KANT Emanuele”,”Il pensiero filosofico di Emanuele Kant. I. La conoscenza. Antologia sistematica,”,”Lo spazio e il tempo come intuizioni pure. “”18. Lo spazio non è un concetto discorsivo o, come si dice, universale dei rapporti delle cose in generale, ma una intuizione pura. (…) 19. Lo spazio è rappresentato come una grandezza infinita data. Ora conviene, certo, considerare ogni concetto come una rappresentazione contenuta in un numero infinito di differenti rappresentazioni possibili (come loro nota comune), esso dunque le comprende sotto di sé; ma nessun concetto , in quanto tale, può esser considerato come contenente in sè una infinita moltitudine di rappresentazioni. Pure lo spazio è pensato così (poiché tutte le parti dello spazio coesistono all’ infinito). Dunque, la rappresentazione originaria dello spazio è intuizione a priori, e non concetto. 20. Il tempo non è un concetto discorsivo o, come si dice, universale, ma una forma pura dell’ intuizione sensibile. I diversi tempi non sono che, appunto, parti dello stesso tempo. Ora la rappresentazione, che può esser data unicamente da un solo oggetto, si chiama intuizione””. (pag 76-77) (Firma M. Tonellotti, 1957)”,”FILx-358″
“KANT Emanuele, a cura di Gennaro SASSO”,”Antologia degli scritti politici di Emanuele Kant.”,”Contiene: ‘Sopra il detto comune: “”questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica””, pag 56″,”TEOP-408″
“KANT Immanuel – CONSTANT Benjamin, a cura di Sabrina MORI CARMIGNANI”,”Il diritto di mentire.”,”””Nello scritto ‘Sulle reazioni politiche’ di Benjamin Constant, uscito nella rivista “”La Francia nell’anno 1797″”, fascicolo VI, n. 1, a pagina 123, si afferma quanto segue: “”Il principio morale secondo il quale dire la verità è un dovere, se assunto in modo incondizionato e isolato, renderebbe impossibile ogni forma di società. La prova a riguardo ci è fornita dalle immediate conseguenze che un filosofo tedesco ha tratto da questo principio, arrivando al punto di sostenere che la menzogna, detta a un assassino che ci chiedesse se un nostro amico, che egli sta inseguendo, non si sia rifugiato in casa nostra, sarebbe un crimine”” (Kant ammette di aver affermato queste parole ma non ricorda (ndr)). A pagina 124 il filosofo francese (B. Constant, ndr) confuta questo principio nei seguenti termini: “”Dire la verità è un dovere. Il concetto di dovere è inseparabile dal concetto di diritto. Un dovere è ciò che in un individuo corrisponde ai diritti di un altro individuo. Là dove non vi sono diritti, non vi sono doveri. Dire la verità è, dunque, un dovere, ma solo nei confronti di chi ha diritto alla verità. Nessun uomo ha tuttavia diritto a una verità che nuoce a un altro uomo””. Il ‘prôton pseûdos’ risiede qui nella frase: “”Dire la verità è un dovere, ma solo nei confronti di chi ha diritto alla verità”””,”VARx-462″
“KANT Immanuel VON HUMBOLDT Wilhelm, a cura di Nicolao MERKER”,”Immanuel Kant – Wilhelm Von Humboldt.”,”””Né Kant né Humboldt vollero in sostanza avere nulla in comune con la corrente democratica. L’avversione kantiana per il governo democratico della sovranità popolare diretta, da lui equiparato al “”dispotismo”” poiché nella costituzione democratica (regime d’assemblea, senza divisione dei poteri) “”ognuno vuole essere sovrano””, si svolge in più d’una pagina dal ‘Per la pace perpetua’ fino a ‘Il conflitto delle facoltà’. A Humboldt poi parve eccessiva e troppo “”democratica”” perfino la generale simpatia di Kant per la Rivoluzione francese (…)”” (pag 33)”,”FILx-473″
“KANT Emmanuele”,”Critica della ragion pratica.”,”‘Il concetto della libertà, in quanto la realtà di essa è dimostrata mediante una legge apodittica della ragion pratica, costituisce ora la chiave di volta dell’intero edificio di un sistema della ragion pura, anche della speculativa, e tutti gli altri concetti (quelli di Dio e dell’immortalità), i quali, come semplici idee, nella ragione speculativa rimangono senza sostegno, ora si uniscono ad esso e ricevono con esso e per mezzo di esso la stabilità e la realtà oggettiva, ossia la loro possibilità è dimostrata dal fatto che la libertà è reale, poiché quest’idea si manifesta con la legge morale”” (pag 2, prefazione)”,”FILx-499″
“KANT Immanuel”,”Prolegomeni. Ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza.”,”KANT Immanuel “”Vi sono molte leggi della natura che noi possiamo sapere soltanto per mezzo dell’esperienza; ma non possiamo, con l’ esperienza, riuscire a conoscere questo conformarsi a leggi del nesso dei fenomeni, cioè la natura in generale; giacché l’esperienza stessa ha bisogno di tali leggi, le quali stanno ‘a priori’ a fondamento della sua possibilità. La possibilità dell’esperienza in generale è dunque nello stesso tempo, la legge universale della natura; e i principi della prima sono anche le leggi di quest’ultima”” (pag 116)”,”FILx-505″
“KANT Immanuel”,”Lezioni di etica.”,”Della calunnia. “”Bisogna distinguere un nemico onesto da uno insidioso. L’ostilità fatta di lusinghe, ma occulta e scaltra, è ben più spregevole della cattiveria aperta, per quanto associata alla violenza. Perché da quest’ultima ci si può guardare, mentre dall’altra no. La malvagità insidiosa abolisce ogni fiducia tra gli uomini, ciò che non fa l’ostilità dichiarata. Si può fare assegnamento su chi proclami apertamente di esservi nemico; quanto invece alla cattiveria insidiosa ed occulta, se essa diventasse universale, sarebbe cancellata ogni forma di fiducia. Una cattiveria del genere è per noi più abietta di quella che ricorre alla violenza. Essa è sprovvista di ogni valore, spregevole, priva di qualsiasi vena di bontà. La malvagità dichiarata può ancora essere disciplinata, può esserle tolta la sua ferocia, ma dove manca una vena di bontà non se ne può neppure introdurre alcuna”” (pag 245-246)”,”FILx-512″
“KANT Immanuel, a cura di Giorgio COLLI”,”Critica della ragione pura.”,”””Zenone di Elea, un sottile dialettico, venne già biasimato da Platone, quasi fosse un petulante sofista per il fatto che egli, per mostrare la sua arte, cercava di provare una proposizione mediante argomenti plausibili, e si sforzava subito dopo di abbattere la medesima proposizione con altri argomenti, altrettanto forti”” (pag 550) Volume di GB e PS”,”FILx-018-FV”
“KANT Immanuel”,”Lezioni di etica.”,”””Che esistesse un problema concernente la fedeltà con cui gli studenti di Kant ne avessero riportato l’insegnamento nei loro appunti, riguardante cioè il rapporto tra la parola effettivamente da lui proferita dalla cattedra e quella rimasta scritta, Menzer stesso non esitava a riconoscere. Egli, infatti, sottolineava come disponesse soltanto di copie di un ‘Urtext’, di cui ignorava la natura, l’origine e le eventuali alterazioni posteriori (9). Tuttavia ciò non gli impediva di affermare con sicurezza che il testo da lui stabilito rimaneva, nella sua organicità, di fondamentale rilievo per lo sviluppo dell’etica kantiana, precisando che la ‘Vorlesung’ conteneva molte cose non presenti, o non presenti allo stesso modo, nei principali scritti morali di Kant”” (pag XI, prefazione di Augusto Guerra) (9) Sappiamo come Kant stesso fosse «contrario» a che si prendessero appunti. Gli dava fastidio – racconta Borowski – osservare che spesso le cose più importanti erano saltate e le meno importanti messi in carta (…). “”Da me””, ripeteva continuamente ai suoi allievi, “”non imparerete filosofia; imparerete a filosofare, non a ripetere pensieri, ma a pensare””. (…) Pensare con la propria testa, indagare per conto proprio, essere indipendenti: erano frasi che ripeteva senza posa» (cfr. Immanuel Kant: Sein Leben in Destellungen von Zeitgenossen. Die Biographien von L.E. Borowski, R.B. Jachmann und A. Ch. Wasianski, Berlin 1912 [Darmstadt 1968], p. 86; tr. it. di E. Pocar, con prefazione di E. Garin, Bari, 1969, pp. 78-9 (…)]”,”FILx-336-FF”
“KANT Immanuel, a cura di Oscar MEO”,”Epistolario filosofico, 1761-1800.”,”Ampia scelta di lettere che Kant scrisse nella sua lunga vita. L’opera contribuisce alla sua biografia intellettuale. “”Che ne pensa della dottrina generale della scienza del Sig. Fichte? Il libro me lo ha mandato da molto tempo (9), ma ne ho accantonato la lettura perché è troppo voluminoso e ho trovato che intralciava troppo il mio lavoro. Sono venuto solo adesso a conoscenza del suo contenuto dalla recensione sulla “”A.(llgemeine) L.(iteratur) Z.(eitung)””. Per ora non ho il tempo di prenderlo in mano, ma la recensione (nella quale l’autore mostra molta simpatia per Fichte) mi sembra una specie di fantasma: quando si crede di averlo acchiappato, non ci si trova davanti nessun oggetto, ma sempre e solo se stessi; anzi, propriamente solo la mano che cerca di acchiapparlo. La semplice autocoscienza, limitata alla sola forma del pensiero, senza contenuto, e di conseguenza senza che la riflessione abbia davanti a sé qualcosa cui l’autocoscienza possa essere applicata e che le consenta di andare oltre la logica (10), fa una strana impressione sul lettore. Poiché ogni dottrina perseguita sistematicamente è scienza, già il titolo (‘Dottrina della scienza’) suscita poca attesa di un guadagno: essa significherebbe una ‘scienza della scienza’ e così via all’infinito. – Tuttavia sentirei volentieri il Suo giudizio in merito e anche quale effetto ha prodotto su altri nella Sua città. Stia bene pregiatissimo amico”” (I. Kant, lettera a J.H. Tieftrunk, 5 aprile 1798) (pag 393) [(9) In realtà, come si desume dalle lettere n. 69 (656) e 78 (789), Fichte gli aveva inviato più di un libro. La tesi che qui Kant intenda alludere ai ‘Fondamenti dell’intera dottrina della scienza’ è congettura fondata; (10) Cfr. ‘supra’, lettera n. 78 (789), nota 7. La recensione, apparsa sulla “”Allg. Literaturzeitung”” nel gennaio 1798 probabilmente ad opera di J.B. Erhard, prendeva in esame le opere teoretiche di Fichte nel loro complesso e costituiva una buona introduzione alla conoscenza del suo pensiero]”,”FILx-344-FF”
“KANT Immanuel, a cura di Giorgio COLLI”,”Critica della ragione pura. (1787)”,”””I filosofi dell’antichità consideravano ogni forma della natura come contingente, e la materia invece – secondo il giudizio della ragione comune – come originaria e necessaria. Tuttavia, se essi avessero considerato la materia non già relativamente, come sostrato delle apparenze, bensì ‘in se stessa’, nella sua esistenza, in tal caso l’idea della necessità assoluta sarebbe senz’altro svanita. Non c’è nulla, in effetti, che leghi assolutamente la ragione a questa esistenza. La ragione, al contrario, può eliminare sempre col pensiero – senza alcuna contraddizione – tale esistenza. Ed è soltanto nel pensiero, d’altronde, che si trovava la necessità assoluta. Alla base di questa persuasione, doveva quindi esserci un certo principio regolativo”” (pag 638)”,”FILx-385-FF”
“KANT Immanuel, a cura di Arnaldo VOLPICELLI”,”Fondamenti della Metafisica dei costumi.”,”””L’antica filosofia greca si divideva in tre scienze: la Fisica, l’Etica e la Logica. Questa divisione è perfettamente conforme alla natura delle cose, e non c’è nulla da migliorare se non forse da aggiungerle il principio donde deriva, per potere, da un lato assicurarsi della sua compiutezza, e dall’altro, determinare esattamente le necessarie suddivisioni. Ogni conoscenza razionale o è ‘materiale’ e si rivolge a un qualche oggetto; o è ‘formale’ e si occupa unicamente della forma dell’intelletto e della ragione stessa, nonchè delle regole universali del pensare in generale, senza distinzione degli oggetti. La filosofia formale si chiama ‘Logica’; quella materiale, invece, che ha da fare con oggetti determinati e con le leggi alle quali essi sono sottoposti è, a sua volta, duplice. Infatti queste leggi sono o leggi della ‘natura’ o leggi della ‘libertà’. La scienza della natura si chiama ‘Fisica’, la scienza della libertà si chiama ‘Etica’; quella è denominata anche dottrina della natura, questa anche dottrina dei costumi. La logica non può avere nessuna parte empirica, ossia nessuna parte in cui le leggi universali e necessarie del pensiero si fondino su principi derivati dall’esperienza; poichè altrimenti essa non sarebbe la logica ossia un canone per l’intelletto o per la ragione, che vale e deve essere dimostrato in ogni pensiero. All’opposto, tanto la filosofia naturale che la filosofia morale possono avere ciascuna la sua parte empirica, perchè quella deve determinare le leggi della natura come oggetto dell’esperienza, e questa, invece le leggi della volontà dell’uomo in quanto essa è modificata dalla natura; e precisamente le prime come leggi secondo le quali tutto accade, le seconde come quelle conforme a cui tutto deve accadere, sempre però considerando le condizioni per cui spesso ciò non accade. Si può chiamare ‘empirica’ ogni filosofia in quanto poggia su principi derivati dall’esperienza; ‘pura’, invece, quella che espone le sue dottrine derivandole unicamente da principi a priori. Quest’ultima, se è soltanto formale, si chiama ‘Logica’, se invece è limitata a determinati oggetti dell’intelletto si chiama ‘Metafisica’. In tal modo ha origine l’idea di una duplice metafisica: di una ‘Metafisica’ della ‘natura’ e di una ‘Metafisica’ dei ‘costumi’. La ‘Fisica’ avrà dunque la sua parte empirica, ma anche una parte razionale; parimenti l”Etica’, quantunque qui la parte empirica potrebbe chiamarsi in particolare ‘Antropologia pratica’, mentre la parte razionale potrebbe propriamente dirsi ‘Morale'”” (pag 29-30, dalla prefazione di I. Kant)”,”FILx-573″
“KANT Immanuel, a cura di Nicolao MERKER”,”Stato di diritto e società civile.”,”1724 Immanuel Kant nasce a Königsberg il 22 aprile, quarto figlio del correggiaio Johann Georg (1683-1747) immigrato da Memel, e di Anna Regina Reuter (che morirà nel 1738). Dei complessivi undici figli della famiglia raggiunsero l’età adulta, oltre a Immanuel, solo tre sorelle e il fratello Johann Heinrich (1735.1800) che divenne pastore protestante. Non è suffragato che gli antenati di Kant provenissero dalla Scozia, come il filosofo amava affermare. Nel 1730 frequenta, fino al 1732, la Vorstädter Hospitalschule; e nel contempo riceve dalla famiglia una severa educazione religiosa promossa soprattutto dalla madre che faceva parte del circolo pietistico formatosi intorno al predicatore e poi professore di teologia Franz Albert Schultz (1692-1763). Nel 1740 si iscrive all’Università di Königsberg alla facoltà di filosofia che secondo l’ordine degli studi dell’epoca era generalmente intesa come gradino propedeutico per il successivo avviamento alle facoltà superiori di teologia, giurisprudenza e medicina. Il 12 giugno 1755, con la dissertazione Meditationum quarundam de igne succincta delineatio, consegue il dottorato in filosofia; e il 27 settembre l’abilitazione alla libera docenza con lo scritto Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio. Nel 1771 comincia il decennio di preparazione della Critica della ragione pura. Il 12 febbraio 1804 Kant muore.”,”FILx-117-FL”
“KANT Immanuel, a cura di Nicolao MERKER”,”Stato di diritto e società civile.”,”Sullo sfondo della Germania dell’epoca, l’ideologia borghese negli scritti etico-politici e di filosofia della storia di Kant dal 1766 al 1799, fra i quali, inedita in Italia, un’ampia scelta dei cosiddetti “”Manoscritti postumi””. “”Certo, anche sulla concezione rousseauiana del rapporto individuo-società gravava l’ipoteca giusnaturalistica della «originaria» persona presociale assieme alla scissione, che ne consegue e che Marx rilevò ad es. ancora nella «più radicale» (e rousseauiana) Costituzione francese del ’93 (1), fra i diritti «naturali» dell’uomo presociale ed i diritti «del cittadino»”” (pag 48) (1) ‘Sulla questione ebraica’, in K.Marx e F. Engels, Opere, v. III, pp. 175-76.”,”DIRx-001-FRR”
“KANT Immanuel, a cura di Giorgio COLLI”,”Critica della ragione pura. L’unica edizione con tutte le varianti.”,”””Secondo i concetti comuni della nostra ragione, orbene, noi siamo dogmatici a riguardo della relazione di comunanza, in cui il nostro soggetto pensante sta con le cose fuori di noi, e le consideriamo come oggetti veri, sussistenti indipendentemente da noi, fondandoci su di un certo dualismo trascendentale, che non attribuisce quelle apparenze esterne – come rappresentazioni – al soggetto, ma le trasferisce in quanto oggetti (così come esse ci sono fornite dall’intuizione sensibile) fuori di noi, e le separa completamente dal nostro soggetto pensante. Questa surrezione, orbene, è il fondamento di tutte le teorie sulla relazione di comunanza tra anima e corpo”” (pag 451)”,”FILx-069-FRR”
“KANT Immanuel”,”La religione entro i limiti della sola ragione.”,”””Un’associazione degli uomini sotto le sole leggi della virtù, secondo la prescrizione di questa idea, può chiamarsi una Società ‘etica’, e, in quanto queste leggi sono pubbliche, si può chiamare (in opposizione alla Società ‘giuridico-civile’) una Società ‘etico-civile’ o ancora una ‘comunità etica’. Questa può essere costituita in seno ad una comunità politica ed anzi da tutti i membri che la compongono (e in verità gli uomini non potrebbero mai costituita senza aver come fondamento quest’ultima)”” (pag 100-101)”,”FILx-441-FRR”
“KANT Immanuel”,”Critica della ragion pura. Volume primo.”,”””Tempo e spazio sono pertanto due fonti del conoscere, dalle quali possono essere attinte a priori varie conoscenze sintetiche, come segnatamente ce ne dà uno splendido esempio, la matematica pura, rispetto alla conoscenza dello spazio e de’ suoi rapporti”” (pag 81)”,”FILx-450-FRR”
“KANT Immanuel”,”Critica della ragion pura. Volume secondo.”,”””Il mondo sensibile non contiene se non fenomeni, ma questi sono semplici rappresentazioni, le quali, a loro volta, sono sempre sensibilmente condizionate (…)”” (pag 448)”,”FILx-451-FRR”
“KANTOROWICZ Ernst H.”,”I due corpi del Re. L’idea di regalità nella teologia politica medievale.”,”K. (1895-1964) è considerato uno degli storici del diritto e delle istituzioni medievali più originali del nostro secolo. Fino al 1933 ha insegnato all’Univ di Francoforte. Poi diede le dimissioni in polemica con il nazismo. Alla vigilia della 2° GM emigrò in USA, dove ebbe incariche di insegnaemnto a Berkeley, fino al 1949, e poi a Princeton. Tra le sue opere la biografia di FEDERICO II di Svevia (‘Kaiser Friedrich der Zweite’ (1927) tradotto in IT da GARZANTI (1988).”,”TEOP-005″
“KAPLAN Robert D.”,”Balkan Ghosts. A Journey Through History.”,”KAPLAN ha fatto il reporter in 40 paesi per vari giornali tra cui ‘The Atlantic’ e ‘The New Republic’. I suoi articoli degli anni 1980 e primi anni 1990 furono i primi di uno scrittore americano a mettere in guardia sull’imminente cataclisma nei Balcani. L’A ha scritto pure ‘The Arabists: The Romance of an American Elite’, ‘Soldiers of God’ (sulla guerra in Afghanistan) e ‘Surrender or Starve’ (sulla fame in Etiopia). Il suo più recente libro è ‘The Ends of the Earth: A Journey at the Dawn of the 21° Century’. Vive a Washington.”,”EURC-024″
“KAPLAN Morton A. a cura”,”The Many Faces of Communism.”,”Saggi di Morton A. KAPLAN Franco FERRAROTTI Jean V. POULARD Eusebio M. MUJAL-LEON Mikhail AGURSKY Teresa RAKOWSKA-HARMSTONE Pavel MACHALA Nenad D. POPOVIC Haruhiro FUKUI Tang TSOU Rapido declino della popolazione russa. “”Secondo J.A. Newth (1), “”I russi stanno perdendo la loro posizione dominante nella popolazione sovietica””. L’ informazione più interessante che si possa trovare è un rapporto non pubblicato di Lubomir Hajda (2), che dice che nell’ ultimo decennio c’è stata una caduta dell’ 8% nei russi riguardo alla fascia d’ età dalla nascita fino ai 10 anni. Ciò dimostra che il censimento fu falsificato per incrementare artificialmente il numero dei russi. Citiamo anche Besançon su questo soggetto (…)””. (pag 183)”,”RUST-111″
“KAPLAN Herbert H.”,”Nathan Mayer Rothschild and Creation of a Dynasty. The Critical Years 1806-1816.”,”Herbert H. Kaplan è professore emerito di storia alla Indiana University. Si è occupato della prima spartizione polacca e della guerra dei Sette anni, e del commercio tra Russia e Gran Bretagna durante il regno di Caterina II.”,”ECOG-043″
“KAPLAN Lawrence F. KRISTOL William”,”La guerra all’Iraq. La fine della tirannia di Saddam e la missione dell’America.”,”Lawrence F. Kaplan è uno dei puù famosi editorialisti di politica estera americani. Scrive su The New Republic e collabora stabilmente ad autorevoli testate, come Commentary, Wall Street Journal, Weekly, Standard, Washington Post. William Kristol è editorialista del settimanale Weekly Standard, e commentatore per Fox News Sunday e Fox News Channel. Ha lavorato al Project for the Republican Future, e ha ricoperto svariati incarichi nel governo di Bush padre e, prima ancora, di Ronald Reagan.”,”USAQ-020-FL”
“KAPLOW Jeffry”,”I lavoratori poveri nella Parigi pre-rivoluzionaria. Coscienza politica e istituzioni.”,”KAPLOW Jeffry è professore di storia nel Dipartimento angloamericano dell’ Università di Parigi. Oltre a questo volume ha già pubblicato “”Lebeuf during the Revolutionary Period’ (1984) e ha curato alcuni volumi sulla rivoluzione francese. “”Questo senso della differenza, che prende in considerazione solo i fenomeni più evidenti della vita sociale, è perfettamente compatibile con un senso di inferiorità, una psicologia di accettazione e, in generale, con un comportamente deferente, anche se può servire ugualmente bene a creare un senso di diffidenza e anche di disprezzo verso quelli che non appartengono al gruppo. E’ molto diverso dalla coscienza di classe, che comporta, per definizione, l’ identificazione dell’ individuo con un’ entità avente precisi attributi. Corollari della coscienza di classe (come si sviluppa tra coloro che, in una società, sono privati del potere) sono le idee di oppressione e il bisogno di cambiamenti. I borghesi del 1789 avevano una coscienza di classe, e di conseguenza erano in grado di fare una rivoluzione. I lavoratori poveri, al contrario, non si erano ancora evoluti fino allo stesso punto, e quindi potevano servire, in primo luogo, solo come forza d’ appoggio. Questa coscienza di gruppo corrispondeva, in modo molto reale, alla situazione sociale in cui si trovavano. I lavoratori poveri non costituivano una singola classe, ma piuttosto un’ accozzaglia di produttori e mercanti, specializzati e non specializzati, sedentari e nomadi.”” (pag 247)”,”MFRx-287″
“KAPP Yvonne”,”Eleanor Marx. 2. Gli anni dell’ impegno (1884 – 1898).”,”Eleanor era la quarta figlia di MARX. Yvonne KAPP ha svolto la sua attività in campi svariati: ha collaborato a riviste, ha lavorato per un ente di assistenza agli esuli del nazismo e successivamente ha svolto lavori di ricerca per l’industria e per il Medical Research Center.”,”MADS-172-B”
“KAPP Yvonne”,”Eleanor Marx. Volume I. Family Life, 1855-1883.”,”””Eduard Bernstein incontrò Eleanor per la prima volta nel 1880 quando venne a Londra per una settimana a Novembre. La sua non fu una visita sociale ordinaria. Come segretario privato ed uno dei socialisti tedeschi gravitanti intorno al ricco editore Karl Höchberg che era emigrato in Svizzera nel 1878, Bernstein doveva finire sotto il pesante fuoco di Marx ed Engels. Con August Bebel egli alla fine decise di chiarire la posizione affrontando i leoni nelle loro tane: “”Andare a Canossa””, chiamò ciò Bebel””. (pag 206)”,”MADS-396″
“KAPP Yvonne”,”Eleanor Marx. Volume II. The Crowded Years, 1884-1898.”,”””Sebbene fosse l’ ultima persona sulla terra ad essere scossa dalla “”Critica del Programma di Gotha””, dato che non aveva un debole per la teoria, Hyndman scelse questo momento per lanciare un pubblico attacco a Engels. Il 21 febbraio 1891 apparve un articolo su ‘Justice’ con il titolo “”A Disruptive Personaliy”” (Una personalità dirompente). Engels, concedeva, era brillante ma aveva “”un perfetto genio per rovesciare buone comprensioni”” e, finché c’era lui in vita, non c’era nessuna speranza di cortesia internazionale tra i Socialdemocratici. Una successivo puntata apparve nel numero successivo, questa volta con il titolo familiare “”La cricca marxista””.”” (pag 456)”,”MADS-397″
“KAPPELER Andreas, a cura di Aldo FERRARI”,”La Russia. Storia di un impero multietnico.”,”Andreas Kappeler è docente di Storia dell’Europa dell’Est all’Università di Vienna.”,”RUSx-087-FL”
“KAPSTEIN Ethan B.”,”Governare la ricchezza. Il lavoro nell’economia globale.”,”Di rado si parla di economia globale in riferimento ai cento milioni di cittadini dei paesi industrializzati al disotto della soglia di povertà, ai trentacinque milioni di disoccupati o al miliardo e trecento milioni di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo con meno di un dollaro al giorno. Ethan B. Kapstein insegna International Peace all’Università del Minnesota. Già alto dirigente dell’OCSE a Parigi e vicepresidente del Council on Foreign Relations di New York, è una delle voci più significative dell’attuale dibattito sulle sorti dell’economia mondiale.”,”ECOI-123-FL”
“KAPUR Harish”,”India’s Foreign Policy, 1947-92.”,”KAPUR Harish “”When his brother, Sanjay Gandhi (universally considered as the heir apparent) died in a daredevil plane crash, he was pressed into his brother’s political shoes, in which he functioned in a low-key capacity before being pushed into the role of Prime Minister on his mother’s assassination. With hardly any experience or even, for the matter, any ambition, he found himself at the helm of affairs in 1984. (…) However, where Rajiv Gandhi did leave his imprint was on foreign policy making. If one were to look at the five years of his Prime ministership, it is evident that his impact on foreign policy making was considerable, in fact much more than on domestic issues since he was seriously hemmed in on the domestic front by his political entourage and the domestic political situation. A number of personal and political factors contributed to Rajiv Gandhi’s impact on foreign policy making. The first was personal. Rajiv Gandhi clearly showed a conspicuous interest in foreign affairs: an interest that was in striking contrast to his predecessors (with the exception of Jawaharlal Nehru and Indira Gandhi) and un interest that was free from any ideological influences”” (pag 193)”,”INDx-128″
“KAPUSCINSKI Ryszard”,”Ancora un giorno.”,”Al posto di blocco. “”Non dimentichiamo che tutto si svolge al sole e che fa caldo. A questo punto inizia la fase più drammatica dell’incontro: l’esame reciproco. Per comprendere il senso della scena, ricordiamo che in questa guerra le truppe in lotta sono vestite (o non vestite) nello stesso modo e che vaste zone del paese sono una terra di nessuno invasa alternativamente ora dagli uni ora dagli altri, amici o nemici, che vi piazzano a turno i propri posti di blocco. Ecco perché, all’inizio; non si sa mai chi siano gli uomini che ci vengono incontro né quello che ci faranno. D’altronde neanche loro sanno niente di noi. Adesso bisogna fare appello a tutto il nostro coraggio per pronunciare la parola che ci darà la vita o la morte. “”Camarada!”” Se le sentinelle sono uomini di Agostinho Neto, che si salutano con la parola ‘camarada’, vivremo. Se invece sono soldati di Holden Roberto o di Jonas Savimbi, che si chiamano l’un l’altro ‘irmão’ (fratello), è giunta l’ultima ora della nostra esistenza terrena. Tra un attimo ci metteranno al lavoro: dovremo scavarci la tomba. Vicino ai posti di guardia fissi e in funzione da tempo, sorgono i piccoli cimiteri di chi non ha avuto la fortuna di apostrofare le sentinelle con il giusto appellativo. Diciamo che per questa volta la fortuna ci ha favoriti””. (pag 49)”,”AFRx-061″
“KAPUSCINSKI Ryszard”,”Imperium.”,”Ryszard Kapuscinski è nato a Pinsk, in Polonia orientale, oggi Bielorussia, nel 1932. Dopo gli studi a Varsavia ha lavorato fino al 1981 come corrispondente estero dell’agenzia polacca PAP. Ha vinto il Premio Internazionale Viareggio, il Premio Omegna, il Premio Creola dell’Università di Bologna nel 2000, il Premio Grinzane per la lettura e il Premio Principe de Asturias nel 2003.”,”RUSU-117-FL”
“KARDELJ Edvard”,”Le vie della democrazia nella società socialista. Il meccanismo della autogestione jugoslava nell’ analisi puntuale di uno dei suoi più autorevoli teorici.”,”Edvard KARDELJ è nato a Lubiana nel 1910. Entrato giovanissimo nel partito comunista clandestino, dopo due anni di prigione visse a lungo in URSS. Nel 1941 divenne uno degli organizzatori del Fronte di liberazione in Slovenia. Nel 1943 fu vicepresidente del Comitato nazionale di liberazione e nel 1945 vicepresidente nel primo governo del Maresciallo TITO. E’ stato capo della delegazione jugoslavia all’ ONU e ministro degli esteri negli anni 1948-54 della rottura tra Jugoslavia e URSS.”,”EURC-055″
“KARDELJ Edvard”,”Memorie degli anni di ferro.”,”KARDELJ è nato a Lubiana nel 1910 ed è morto nel 1979. Giovanissimo entrò nel PC clandestino e dopo aver scontato 2 anni di prigione visse a lungo in URSS. Nel 1941 divenne uno degli organizzatori del fronte di liberazione in Slovenia e nel 1943 fu vice Presidente del CNL. Nel 1945 vicepresidente del primo governo di TITO. E’ stato il teorico e l’ artefice del sistema jugoslavo dell’ autogestione.”,”EURC-061″
“KARDELJ Edvard”,”Il socialismo e la guerra. Le tesi dei comunisti jugoslavi sulle vie del socialismo nel momento attuale.”,”””La prima proposizione è di Lenin ma, essendo avulsa dal contesto, non esprime l’ intero pensiero di Lenin. Tutte le frasi successive sono in realtà soltanto una deformazione del senso della prima; anzi, va detto subito che il pensiero di Lenin è stato direttamente svisato, poiché, citando la menzionata tesi dai Quaderni filosofici, l’ autore cinese salta semplicemente una nota che Lenin aggiunse alla sua tesi. La nota dice: ‘L’ unità (coincidenza, identità, concordanza) degli opposti è condizionata, provvisoria, transitoria, relativa, la lotta degli opposti che si escludono reciprocamente è assoluta, come sono assoluti lo sviluppo, il divenire. NB.: il soggettivismo (scetticismo e sofistica, ecc.) si distingue dalla dialettica fra l’ altro per il fatto che nella dialettica (oggettiva) è relativa anche la differenza fra il relativo e l’ assoluto. Per la dialettica oggettiva nel relativo è contenuto l’ assoluto. Per il soggettiismo e il sofisma il relativo è soltanto relativo e esclude l’ assoluto.’. Non c’è bisogo di spiegazioni. Lenin ha dato una valutazione esatta della filosofia di Chang Pey, mentre Chang Pey ha avuto sicuramente le sue buone ragioni per citare solo la prima parte e omettere la seconda parte della tesi di Lenin.”” (pag 36)”,”EURC-078″
“KARGINOV German”,”Rodcenko.”,”””Elemento tipico, la copertina del numero 5 di “”Kino-fot”” riproduceva una fotografia di Edison, che era per i costruttivisti russi l’incarnazione stessa della rivoluzione tecnica. A pagina sei del terzo numero, che riproduceva disegni della Stepanova con testi di Rodcenko, l’artista lanciò una formula nel suo genere tipicamente costruttivistica: ‘Lenin e Edison comunismo e tecnica’”” (pag 120) “”Majakovskij doveva dire in proposito: «Nel 1923, su “”Lef””, Rodcenko fu il primo che, seguendo il ritmo del progresso tecnico, passò dalla rappresentazione a penna e a matita al fotomontaggio. Questo avveniva nel 1923. Ed oggi, per decreto, alla fotostampa è stata data disposizione di adeguare tutta la stampa al sistema di montaggio o di illustrazioni messo a punto da Rodcenko. In appena tre anni il compagno Rodcenko ha creato lo stile delle nuove copertine (…). I libri con le copertine migliori, come le “”Opere complete”” di Lenin o il catalogo per l’esposizione di Parigi delle “”Izestija”” o della “”Pravda””; e ancora, se v’interessa la storia del partito comunista, sappiate che i venticinque fotomontaggi pubblicati dall’Accademia comunista (e che coprono l’intero arco della storia del partito comunista) sono per l’appunto opera di Rodcenko. E’ l’unica storia del partito comunista raccontata per immagine fotografiche”””” (pag 123) “”Secondo la delibera, firmata da Lenin, il Vchutemas era un istituto superiore tecnico-industriale specializzato il cui obiettivo era di formare per l’ industria artisti altamente qualificati”” (pag 165) Trecc: Rodcenko Aleksandr Michajlovic. – Pittore (Pietroburgo 1891 – Mosca 1956). Tra i protagonisti dell’avanguardia russa, che attraversò in tutti i suoi movimenti artistici, inizialmente indirizzò la sua ricerca all’arte non figurativa, per poi volgere la sua attività verso opere grafiche e manifesti; impegnato anche nella progettazione industriale, dagli anni Trenta si dedicò con sempre maggior intensità alla fotografia. Studiò all’Accademia di belle arti di Kazan´; stabilitosi a Mosca, volse ben presto i suoi interessi (1914) verso l’arte non figurativa, creando composizioni rigorosamente geometriche. Dopo la Rivoluzione, condividendo tra gli altri con V. Tatlin e K. S. Malevic il forte impegno politico per un’arte al servizio della società, firmò in occasione della mostra 5×5=25 del 1920 il programma del gruppo “”produttivista””. Dopo il polemico quadro Cerchio nero su fondo nero (1918-19, San Pietroburgo, Museo Russo), le Composizioni lineari (Costruzione lineare, 1919, Ginevra, Musée d’art et d’histoire) e le Composizioni volumetriche (Costruzione ovale sospesa, 1920, New York, Museum of modern art) in legno e metallo, la sua attività si rivolse soprattutto alla realizzazione di opere grafiche, manifesti, arredi e allestimenti in occasione di manifestazioni rivoluzionarie. Dal 1923 prese parte al Lef (Levyj front istkusstv, “”Fronte di sinistra delle arti””); in quello stesso anno iniziò una intensa collaborazione con V. Majakovskij illustrandone il poema Pro eto (“”Di questo””). Dal 1920 al 1930 svolse un’importante attività didattica alla Facoltà per la lavorazione dei metalli del Vchutemas, puntualizzando le sue ricerche nel campo oggettuale industriale. Dedicandosi con intensità crescente alla fotografia, dal 1924 produsse, spesso in collaborazione con la moglie V. F. Stepanova, splendidi ritratti, reportages e album fotografici. In seguito prestò la sua opera in campo cinematografico e teatrale ritornando, dopo il 1935, anche alla pittura con serie di composizioni di carattere decorativo. Due foto dell’allestimento del Club operaio per l’ Esposizione internazionale delle arti decorative di Parigi del 1925 (pag 174)”,”BIOx-343″
“KARILA-COHEN Pierre WILFERT Blaise”,”Leçon d’ histoire sur le syndicalisme en France.”,”KARILA-COHEN è un ex-allievo Ecole Normale Superieure, e agregé di storia a Parigi I. WILFERT ex-allievo Ecole Normale Superieure, è agregé di storia e insegna a Paris I.”,”MFRx-142″
“KARKLINS-MARCHAY Alexis”,”Joseph Schumpeter. Vie, oeuvres, concepts.”,”””Il cuore del pensiero schumpeteriano si trova nel secondo capitolo dell’ opera, quando l’ autore definisce l’ evoluzione economica e in cui dimostra il ruolo dell’ innovazione in questa evoluzione. Schumpeter constata che l’ analisi neo-classica non tratta dell’ incatenamento dei fatti storici. Un semplice esame di questi fatti permette quindi di osservare che, contrariamente all’ ipotesi fondamentale di circuito statico (v. primo capitolo il “”circuito dell’ economia””, ndr), lo stato economico subisce in permanenza delle grandi trasformazioni””. (pag 29)”,”ECOT-106″
“KARL Michaela”,”Die Münchener Räterepublik. Porträts eine Revolution.”,”KARL Michaela è nata nel 1971, è una storica e politologa, insegna all’Universität der Bundeswehr di Monaco. Ha fatto ricerche sulla tradizione ribellistica in nella storia tedesca e bavarese. Ha scritto in un ampio volume la biografia di Rudi Dutschke.”,”MGER-096″
“KARNOW Stanley edizione italiana a cura di Piero BAIRATI”,”Storia della guerra del Vietnam. Da Dienbienphu alla caduta di Saigon: una fondamentale ricostruzione storica.”,”KARNOW Stanley è nata a New York nel 1925. Ha studiato ad Harvard e all’ Ecole de Sciences Politiques di Parigi. Ha iniziato qui la sua attività di giornalista come corrispondente di ‘Time’. Nel 1959 fu inviato nel Sud Est Asiatico. E’ autore di altre opere sull’ Estremo Oriente e il Sud Est asiatico.”,”USAQ-021″
“KAROL K.S.”,”La seconda rivoluzione cinese.”,”Tornato in Cina dopo la rivoluzione culturale del 1966 – 1969, K.S. KAROL è stato tra i primi scrittori europei a trascorrere un lungo periodo nel paese e a studiare sul posto i mutamenti apportati nella società da questa ondata rivoluzionaria ‘diversa da tutte le altre’.”,”CINx-024″
“KAROL K.S.”,”La Cina di Mao. L’ altro comunismo.”,”K.S. KAROL è uno dei giornalisti meglio informati sui problemi del mondo attuale (1967). Nato in Polonia nel 1924 visse in quella parte del paese che fu annessa all’ URSS nel 1939. Trascorse sette anni in Russia dove terminò gli studi secondari e studiò scienze politiche all’ Università di Rostov. Come accadde a molti suoi compagni fece l’ esperienza delle prigioni e dei campi sovietici. Alla fine della guerra lasciò l’ URSS e da allora risiede a Parigi. Dal 1953 al 1964 è stato redattore all’ Express. Poi del Nouvel Observateur. E’ anche corrispondente da Parigi del New Statesman’. Mao. “”E’ diventato il capo dei comunisti cinesi in condizioni insolite, attraverso una lunga lotta contro la maggioranza del Comitato Centrale appoggiata dal Comintern. Secondo alcuni storici come John E. Rue è stato costretto a ricorrere prima della Lunga Marcia a un movimento simile a quello delle “”guardie rosse”” per strappare la direzione dalle mani della burocrazia comunista””. (pag XVII)”,”CINx-153″
“KAROL K.S. ROSSANDA Rossana SINGER Daniel PLIOUCHTCH Leonide GIRARDET Giorgio MAREK Franz PELIKAN Jiri KAVIN Ludvik MASI Edoarda BALUKA Edmund BETTELHEIM Charles WEIL Boris TRIDENTE Alberto FORTINI Franco MESZAROS Istvan CAVAZZUTI Francesco GIOVANNINI Elio COMIN Alfonso Carlos VILLARI Rosario SCHMIEDERER Ursula TERZIAN Hrayr USAI Gianni e CAPRI Marcello MAGRI Lucio TRENTIN Bruno FRANQUI Carlos CRISPINO Anna Maria RIPA DI MEANA Carlo CLAUDIN Fernando ALTHUSSER Louis COVOLO Luigi CLAUSSEN Detlev LINHART Robert LOMBARDO RADICE Lucio POMIAN Krzysztof, saggi di”,”Pouvoir et opposition dans le sociétés postrévolutionnaires.”,”NOTA: è un ISC3L-13! sostituire a scheda EURC-079 Saggi di ROSSANDA Rossana SINGER Daniel PLIOUCHTCH Leonide GIRARDET Giorgio MAREK Franz PELIKAN Jiri KAVIN Ludvik MASI Edoarda BALUKA Edmund BETTELHEIM Charles WEIL Boris TRIDENTE Alberto FORTINI Franco MESZAROS Istvan CAVAZZUTI Francesco GIOVANNINI Elio KAROL K.S. COMIN Alfonso Carlos VILLARI Rosario SCHMIEDERER Ursula TERZIAN Hrayr USAI Gianni e CAPRI Marcello MAGRI Lucio TRENTIN Bruno FRANQUI Carlos CRISPINO Anna Maria RIPA DI MEANA Carlo CLAUDIN Fernando ALTHUSSER Louis COVOLO Luigi CLAUSSEN Detlev LINHART Robert LOMBARDO RADICE Lucio POMIAN Krzysztof pag 100″,”EURC-084″
“KAROL K.S.”,”Solik. Peripezie di un giovane polacco nella Russia in guerra.”,”KAROL K.S. è nato in Polonia nel 1924. Vissuto in Unione Sovietica dal 1939 al 1946, ritornato quindi in Polonia, nel 1948, si trasferisce in Francia, a Parigi, dove è prima redattore del settimanale ‘L’Express’ e dal 1964 a oggi editorialista del ‘Nouvel Obs’. E’ autore di ‘La Polonia da Pilsudski a Gomulka’ (Laterza 1959), ‘La Cina. L’ altro comunismo’ (Mondadori, 1967), ‘La guerriglia al potere. Itinerari politici della Rivoluzione cubana (Mondadori, 1971), ‘La seconda rivoluzione cinese’ (1974). Spartizione nazista e stalinista della Polonia. 1939-1940. Deportazioni. “”A L’vov la gente spariva. Una repressione selettiva e sistematica colpiva sia coloro che erano stati ricchi sia i militanti di sinistra: fra i primi presi di mira ci fu il poeta Wladyslaw Broniewski. Il nuovo regime mostrava le unghie e gli artigli perché non trovava consenso da nessuna parte, non aveva, per così dire, “”base sociale””. Gli ucraini e i bielorussi, perlopiù contadini, che in linea di principio avrebbero dovuto bramare l’ avvento della patria sovietica non ardevano affatto per la collettivizzazione delle terre. Quanto alla popolazione polacca, ammesso che il Kpp (il partito comunista) avesse potuto contare, Stalin l’ aveva sciolto nel 1938, sterminandone i quadri in una di quelle notti sovietiche di San Bartolomeo di cui neppure si conosce la data esatta. Era rimasto sul terreno, a L’vov, solo un gruppetto di intellettuali attorno alla scrittrice Wanda Wasilewska, che non era certo in grado di acquietare l’ ostilità della gente. Ma intanto l’ Europa intera viveva nella provvisorietà, la guerra dilagava e si poteva credere che l’ Urss, ottenuta una mezza vittoria in Finlandia nel marzo del 1940, avrebbe adottato l’ antico adagio britannico ‘wait and see’. Mosca decise il contrario, sferrando un colpo durissimo all’ ex Polonia orientale. All’ inizio di giugno del 1940 queste province e i loro 15 milioni di abitanti, se non di più, d’ improvviso furono isolate, tagliate fuori dal mondo, bloccati i trasporti, sia per l’Est che per l’ Ovest. Si sarebbe detto uno stato d’assedio, ma per tutta la giornata non successe nulla; soltanto a metà della notte gli uomini dal berretto blu della Nkvd, i cekisti, si misero all’ opera. Casa per casa, città o villaggi o borghi che fossero, svegliarono tutti chiedendo di vedere il passaporto sovietico. Chi cercavano? Aveva già elenchi di nomi sospetti di organizzare una resistenza armata, polacca o ucraina? Si direbbe di no: facevano un segno sulle liste ma mano che rastrellavano coloro che, non avendo passaporto, si trovavano in una situazione amministrativamente irregolare. Costoro non poterono fare alcun ricorso, a nessuno: i convogli già li aspettavano alla stazione più prossima. (…) Fra i rastrellati, gli ebrei provenienti dalla zona tedesca erano la maggioranza.”” (pag 27-28)”,”RUSU-194″
“KAROL K.S.”,”La deuxieme revolution chinoise.”,”K.S. Karol autore di ‘La Chine de Mao; l’autre communisme’, è ritornato nel paese dopo la rivoluzione culturale degli anni 1966-1969. E’ stato il primo scrittore europeo a poter studiare sul posto a lungo i cambiamenti di questa rivoluzione. Rapporti economici URSS-Cina. “”D’autre part, si grâce aux Soviétiques la China avait pu mettre rapidement sru pied un système de planification centralisé et un réseau de statistiques relativement efficace employant quelque 200.000 personnes, elle ne pouvait en revanche, acheter en URSS ce dont elle avait, à son avis, immédiatement besoin. S’étant développée de manière déséquilibrée, l’Uinon Sovietique n’était en mesure d’exporter que le surplus des secteurs auxquels elle avait elle-même donné la priorité. Il était inutile de lui demander de l’équipement pour l’industrie chimique – pour fabriquer des engrais, par exemple – puisque celle-ci n’a commencé à se développer que du temps de Khrouchtchev, et avec les déboires que l’on sait.”” (pag 70)”,”CINx-218″
“KAROL K.S.”,”Due anni di terremoto politico. URSS, 1989-1990.”,”K.S. Karol è nato a Lodz, in Polonia nel 1924. Ha trascorso il periodo dal 1939 al 1946 in Unione Sovietica. Ritornato in patria, decide di trasferirsi, nel 1948, in Francia dove comincia a lavorare come redattore del settimanale parigino ‘L’Express’. Dal 1964 è editorialista del ‘Nouvel observateur’. É collaboratore del quotidiano ‘Il Manifesto’ fin dalla fondazione. Tra i suoi libri: da Pilsudski a Gomulka, La Cina. L’altro comunismo. La guerriglia al potere, Itinerari politici della rivoluzione cubana, Solik. Peripezie di un giovane polacco nella Russia in guerra.”,”RUSU-084-FL”
“KARPOV G. e altri”,”Geografia dell’ URSS.”,”””Sulla inammissibile distruzione dei boschi nella Russia prerivoluzionaria parlò V.I. Lenin. Egli dedicava sempre molta attenzione ai problemi inerenti l’ utilizzazione razionale delle risorse naturali e ad un atteggiamento responsabile verso di esse. Le leggi e le disposizioni approvate per iniziativa di V.I. Lenin avevano un grande significato: in esse erano contenuti i principi più importanti per la difesa della natura secondo la concezione socialista. Nel 1919, per disposizione di V.I. Lenin fu creata la prima riserva sovietica, la Riserva naturale di Astrachan, alla foce del Volga, quindi Lenin firmò i decreti per la costituzione della Riserva mineralogica dei monti II’men’ negli Urali meridionali e di quella del Bajkal per la tutela degli animali da pelliccia”” (pag 47)”,”RUSU-149″
“KARPOVICH Michael”,”Imperial Russia, 1801-1917.”,”””A typical member of the ‘intelligentsia’ was either indifferent or openly hostile towards religion and tended to be profoundly suspicious of every idealistic interpretation of the universe. As always there were some notable exceptions; giants like Tolstoi and Dostoevski could go their own way without impairing thereby their popolarity””. (pag 45) “”Un tipico membro dell’ intelligentsia era indifferente o apertamente ostile verso la religione e tendeva ad essere profondamente sospettoso di ogni interpretazione idealistica dell’ universo. Come sempre ci sono rimarcabili eccezioni; giganti come Tolstoi e Dostoevski possono andare per la propria strada senza indebolire la propria popolarità. Ma ciò fu permesso ai geni ma non consentito nel caso di uomini meno grandi. Come un potere l’ intelligentsia fu intollerante e senza concessioni verso i dissenzienti””. (pag 45)”,”RUSx-118″
“KARR Alphonse”,”La monarchia borghese.”,”Sono scritti apparsi sulla rivista ‘Les Guepes’ dal 1839 al 1841. Alphonse KARR nacque a Parigi nel 1808. Letterato e giornalista eclettico, dopo il 1848 fu candidato alla Costitutente,ma gli elettori della Senna inferiore gli negarono il voto. Sostenne allora il generale CAVAIGNAC durante la sua breve dittatura con ‘Le Journal’ che, a CAVAIGNAC ispirato, finì con lui. Si ritirò dal giornalismo e dalla letteratura e andò a Nizza, di recente annessa, dedicandosi alla floricoltura. Morì nel 1890. La morale tranquilla di KARR è quella di non stupirsi mai degli uomini e dei fatti.”,”FRAD-028″
“KARSH Efraim KARSH Inari”,”Empires of the Sand. The Struggle for Mastery in the Middle East 1789-1923.”,”Efraim Karsh is professor and Director of the Mediterranean Studies Program at King’s College, London. Inari Karsh is a scholar of Middle East history and politics. Introduction, cartina, abbreviations, notes, index, epilogue,”,”VIOx-091-FL”
“KARSKI Jan (KOZIELEWSKI), a cura di Luca BERNARDINI”,”La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto.”,”Jan Karski, pseudonimo assunto durante il secondo conflitto mondiale da Jan Kozielewski, nacque a Lodz nel 1914. Emissario della Resistenza polacca nei tumultuosi anni 1939 – 1943, alla fine della guerra si stabilì negli Stati Uniti, dove insegnò a lungo Scienze politiche presso la Georgetown University. Morì a Washington nel luglio del 2000. Pubblicato a Boston nel 1944, ‘Story of a Secret State’ (il titolo qui adottato riprende quello della traduzione apparsa in Francia nel 1948) è stato attentamente rivisto dall’autore in occasione della prima edizione polacca (1999). Nonostante le informazioni di prima mano di Karski sulla situazione degli ebrei in Polonia, gli Alleati mostrarono indifferenza di fronte al consumarsi del genocidio “”Nel corso della prima permanenza londinese di Karski (25 novembre 1942 – 9 giugno 1943) la situazione politica del governo in esilio a Londra si fece sempre più complessa giacché si ruppero i rapporti diplomatici con l’Urss in seguito all’istanza, avanzata dal generale Sikorski, affinché fosse istituita una commissione d’inchiesta internazionale sulle fosse di Katyn. Qui il 13 aprile 1943 i tedeschi avevano scoperto i corpi di migliaia di ufficiali polacchi fatti uccidere da Stalin nella primavera del 1940. La missione di Karski a Washington nell’estate del 1943 aveva lo scopo di sottolineare il contributo polacco alla causa alleata, così ostentatamente negato dai sovietici. Karski tuttavia contava di riuscire anche nell’intento di convincere gli americani a compiere qualche azione concreta per mettere in salvo gli ebrei dell’Europa Orientale. Quando incontra Felix Frankfurtur, giudice della Corte Suprema, Karski non sospetta nemmeno che i massimi esponenti della comunità ebraica statunitense, Nahum Goldman e il rabbino Stephen S. Wise, presidente dell’American Jewish Congress, in realtà sappiano tutto del genocidio fin dall’agosto del 1942, ma siano stati obbligati al silenzio dal Dipartimento di Stato (1). Il giudice Frankfurter commenterà il racconto di Karski con un’affermazione che per l’emissario sarebbe suonata misteriosa per lunghi anni: «Non dico che… lei stia mentendo. Dico solo che non posso credere a quello che mi ha detto» (2). Lo stesso F.D. Roosevelt, con cui Karski in realtà si era incontrato prima di vedere Frankfurter, aveva evitato di replicare sia alla notizia che, dal giorno della partenza dell’emissario da Varsavia, era stati uccisi un milione e ottocentomila ebrei polacchi, sia alla richiesta di bombardamenti di rappresaglia, mentre aveva concentrato la propria attenzione sulla questione dei confini postbellici della Polonia e sull’attività dei comunisti nel paese”” (pag 500) [Luca Bernardini, Messaggero, testimone, personaggio. L’uomo che cercò di fermare la Shoah] [(1) Si veda a questo proposito A.D. Morse, ‘While Six Million Died. A Chronicle of American Apathy’, Random House, New York, 1968 (‘Mentre sei milioni morivano: la soluzione finale e l’inerzia dell’Occidente’, trad. it. di F. Franconeri, Mondadori, Milano, 1968); (2) Cfr. Jankowski, Karski, cit., p. 332]”,”POLx-054″
“KARSKI Jan (KOZIELEWSKI), a cura di Luca BERNARDINI”,”La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto.”,”Jan Karski, pseudonimo assunto durante il secondo conflitto mondiale da Jan Kozielewski, nacque a Lodz nel 1914. Emissario della Resistenza polacca nei tumultuosi anni 1939 – 1943, alla fine della guerra si stabilì negli Stati Uniti, dove insegnò a lungo Scienze politiche presso la Georgetown University. Morì a Washington nel luglio del 2000. Pubblicato a Boston nel 1944, ‘Story of a Secret State’ (il titolo qui adottato riprende quello della traduzione apparsa in Francia nel 1948) è stato attentamente rivisto dall’autore in occasione della prima edizione polacca (1999). Nonostante le informazioni di prima mano di Karski sulla situazione degli ebrei in Polonia, gli Alleati mostrarono indifferenza di fronte al consumarsi del genocidio “”Nel corso della prima permanenza londinese di Karski (25 novembre 1942 – 9 giugno 1943) la situazione politica del governo in esilio a Londra si fece sempre più complessa giacché si ruppero i rapporti diplomatici con l’Urss in seguito all’istanza, avanzata dal generale Sikorski, affinché fosse istituita una commissione d’inchiesta internazionale sulle fosse di Katyn. Qui il 13 aprile 1943 i tedeschi avevano scoperto i corpi di migliaia di ufficiali polacchi fatti uccidere da Stalin nella primavera del 1940. La missione di Karski a Washington nell’estate del 1943 aveva lo scopo di sottolineare il contributo polacco alla causa alleata, così ostentatamente negato dai sovietici. Karski tuttavia contava di riuscire anche nell’intento di convincere gli americani a compiere qualche azione concreta per mettere in salvo gli ebrei dell’Europa Orientale. Quando incontra Felix Frankfurtur, giudice della Corte Suprema, Karski non sospetta nemmeno che i massimi esponenti della comunità ebraica statunitense, Nahum Goldman e il rabbino Stephen S. Wise, presidente dell’American Jewish Congress, in realtà sappiano tutto del genocidio fin dall’agosto del 1942, ma siano stati obbligati al silenzio dal Dipartimento di Stato (1). Il giudice Frankfurter commenterà il racconto di Karski con un’affermazione che per l’emissario sarebbe suonata misteriosa per lunghi anni: «Non dico che… lei stia mentendo. Dico solo che non posso credere a quello che mi ha detto» (2). Lo stesso F.D. Roosevelt, con cui Karski in realtà si era incontrato prima di vedere Frankfurter, aveva evitato di replicare sia alla notizia che, dal giorno della partenza dell’emissario da Varsavia, era stati uccisi un milione e ottocentomila ebrei polacchi, sia alla richiesta di bombardamenti di rappresaglia, mentre aveva concentrato la propria attenzione sulla questione dei confini postbellici della Polonia e sull’attività dei comunisti nel paese”” (pag 500) [Luca Bernardini, Messaggero, testimone, personaggio. L’uomo che cercò di fermare la Shoah] [(1) Si veda a questo proposito A.D. Morse, ‘While Six Million Died. A Chronicle of American Apathy’, Random House, New York, 1968 (‘Mentre sei milioni morivano: la soluzione finale e l’inerzia dell’Occidente’, trad. it. di F. Franconeri, Mondadori, Milano, 1968); (2) Cfr. Jankowski, Karski, cit., p. 332]”,”EBRx-002-FGB”
“KARSZ Saül”,”Teoria e politica: Louis Althusser. Con quattro testi inediti di Louis Althusser.”,”KARSZ Saül nato nel 1936 a Buenos Aires ha insegnato fino al 1965 all’ Università di quella città e dal 1967 a Parigi. Fra le sue opere pubblicate il saggio ‘Lettura di Althusser’ (B. Aires, 1970) “”Sviluppare la teoria per non essere in ritardo sulla vita”” (Lenin, citato da Althusser) (pag 7) “”Lenin approva le critiche hegeliane della “”cosa in sé”” kantiana affermando, con Hegel, che tutte le astrazioni scientifiche (purché siano “”giuste, serie e non arbirarie””) permettono di conoscere la natura delle cose così come esse sono, in un procedimento ogni volta più profondo. Si pone ancora al fianco di Hegel contro il ruolo attribuito da Kant alla scienza: “”Kant svaluta la scienza per aprire il cammino alla fede. Hegel innalza la scienza assicurando che la conoscenza è la conoscenza di Dio. Il materialismo approfondisce la conoscenza della materia, buttando Dio e il ‘canagliume’ filosofico che lo difende nella spazzatura”” (Lenin, citato in LH, 83) (LH, 84)””. (pag 326)”,”TEOC-318″
“KASER Kurt”,”Riforma e controriforma.”,”””Al contrario di Lutero, Zwingli aveva un temperamento molto pratico, politico. Egli lotta contro il costume di servire negli eserciti stranieri, e di accettar pensioni da signori stranieri, e contro ogni scandalo, nella vita pubblica della confederazione, con energia non minore che contro la corruzione ecclesiastica. Per Zwingli, riforma politica e riforma religiosa erano indissolubilmente collegate (…)””. (pag 49-50) “”Con maggior violenza e radicalismo di Lutero, Calvino lotta contro il papismo che egli chiama idolatria, contro la messa che è per lui un dannato sacrilegio. Nella chiesa calvinistica si afferma uno spirito combattivo pronto non solo alla difesa ma all’ offesa (…)”” (pag 88)”,”EURx-169″
“KASER Engelbert”,”Los socialistas pintados por sí mismos. (¡El demócrata socialista tiene la palabra!).”,”Scritti citati di Atlantikus, A. BEBEL E. BERNSTEIN J. DAVIDSON Deklamator J. DIETZGEN A. DOUAL F. ENGELS L. GUMPLOWICZ K. KAUTSKY L. KNORR O. KÖHLER P. LAFARGUE F. LASSALLE W. LIEBKNECHT K. MARX G. MORRIS P. PFLÜGER M. PFUND, Atti del Congresso Socialista Internazionale di Norimberga 1890, Atti dl Congresso socialista tedesco Zurigo, 1880, Copenaghen 1883, Atti delle Assemblee socialiste tedesche (1891-1904), Atti del Congresso socialista internazionale operaio di Tonhalle, Zurigo, Atti dell’ Assemblea socialista tedesca (1906-1909), F. STAMPFER J. STERN J. VOLLMAR, Die Neue Zeit, Zeiten. Socialismo. “”Nessuno potrà proibire che chicchessia ceda o regali ad altri i prodotti ottenuti (col suo lavoro, ndr) e che non consuma, né avrà il più piccolo ostacolo nel caso voglia generosamente lavorarare per qualcun altro, facendolo partecipe di tutti i benefici sociali affinché questo possa dedicarsi al ‘dolce far niente’. Ma nessuno potrà obbligarlo a lavorare a profitto di altri, né trattenergli la più piccola parte del prodotto del suo lavoro””. (pag 72, Bebel, Die Frau, 366)”,”SOCx-124″
“KASER Michael ZIELINSKI Janusz G.”,”La pianificazione nell’Europa orientale. La gestione statale dell’industria.”,”Michael Kaser insegna economia all’Università di Oxford ed è membro del St. Antony’s College. Janusz G. Zielinski ha insegnato alla Scuola centrale di pianificazione e statistica di Varsavia fino al 1970, e da allora fa parte dell’Università di Glasgow.”,”EURC-061-FL”
“KASHYAP Anil RAJAN Raghuram STEIN Jeremy”,”The Global Roots of the Current Financial Crisis and its Implications for Regulation.”,”KASHYAP Anil RAJAN Raghuram (entrambi dell’Università di Chicago); STEIN Jeremy (Università di Harvard)”,”ECOT-240″
“KASPI André”,”Les Américains. I. Naissance et essor des Etats-Unis 1607-1945.”,”KASPI André professore alla Sorbona, insegna storia degli Stati Uniti all’ Università di Parigi III e dirige all’ Institut d’ études politiques de Paris, un seminario di ricerca sulla storia delle relazioni franco-americane. “”Nel 1876, la Corte suprema stima che il 14° emendamento non per scopo di conferire al governo federale la protezione dei diritti civili. Gli Stati sono ormai liberi di fissare a modo loro il quadro delle relazioni interraziali. Per mezzo di artifici giuridici, quando non attraverso l’ intimidazione, i Neri del Sud perdono il loro diritto di voto. La segregazione nelle scuole, gli ospedali, i mezzi di trasporto diviene a poco a poco un’ abitudine, fino al momento in cui, nel 1896, la Corte suprema ne riconosce la legalità. Se i regolamenti e le decisioni giuridiche non sono sufficienti a mantenere i Neri al loro posto, ci pensa la folla con il ricorso al linciaggio: 187 per anno dal 1889 al 1899 di cui l’ 80% nel Sud, dati delle statistiche ufficiali che, con tutta evidenza, sottostimano la triste realtà. La schiavitù è scomparsa; la discriminazione gli succede.”” (pag 209) La formula: “”Separati ma eguali”” (corte suprema)”,”USAG-066″
“KASPI André”,”Les Américains. II. Les Etats-Unis de 1945 à nos jours.”,”KASPI André professore alla Sorbona, insegna storia degli Stati Uniti all’ Università di Parigi III e dirige all’ Institut d’ études politiques de Paris, un seminario di ricerca sulla storia delle relazioni franco-americane,. “”In effetti, un avvenimento importante si produce nel corso dell’ estate 1965 che sarà seguito da ricorrenze, più o meno spettacolari, fino all’ estate del 1968. E’ il moto di Watts, un quartiere di Los Angeles, che inaugura l’ onda dei moti urbani, nel preciso momento in cui il governo federale si è impegnato senza riserve nella lotta contro la discriminazione razziale. Nel momento in cui la guerra del Vietnam devia delle energie del paese verso l’ Asia del Sud Est e dà una attualità nuova al tema dell’ordine interno, un buon numero di città americane bruciano, sconvolte da manifestazioni razziali, saccheggiate e insanguinate. Le estati calde si succedono e contribuiscono a radicalizzare il movimento nero. Provocando un capovolgimento dell’ opinione bianca, il ritorno del bastone (backlash) come si disse all’ epoca. (…) Watts fece scuola. Seguendo il conto ufficiale, si sono verificati 43 moti razziali nel 1966 e 164 nel corso dei primi mesi del 1967. Un buon centinaio hanno seguito l’ assassinio di Martin Luther King all’ inizio d’aprile del 1968, compresa la capitale federale che la guarda nazionale ha occupato e rastrellato per una settimana.”” (pag 492-493) (backlash reazione violenta militare)”,”USAG-067″
“KASPI André, collaborazione di Ralph SCHOR e Nicole PIETRI”,”La deuxiéme guerre mondiale. Chronologie commentée.”,”Febbraio 1942. Presa di Singapore da parte dei giapponesi. Hitler tenta una riforma agraria nei territori occupati dell’Est. “”15 febbraio. I giapponesi conquistano Singapore. Un’altra grave battuta d’arresto per la Gran Bretagna e per i giapponesi il simbolo del loro nuovo trionfo su una potenza bianca. Singapore occupa un posto decisivo rispetto alla Malesia e allo Stretto di Malacca. A dire il vero, l’attacco giapponese non fu una sorpresa. Lo stato maggiore britannico aveva considerato questa possibilità già nel 1935. Ed era ovvio che il raid a Pearl Harbor rendeva questa possibilità una probabilità molto alta. Ma gli inglesi non hanno mezzi sufficienti per mettere in piedi una resistenza efficace. Non sono pronti per una guerra nella giungla, da cui dipende il destino della penisola malese. Si affidano all’aviazione e non contano sul teatro delle operazioni che di 150 – 200 aerei e 31 battaglioni di fanteria, nessuna forza corazzata. In un mese e mezzo, cioè a metà gennaio, la penisola cadde nelle mani dei giapponesi. Gli inglesi si ritirarono a Singapore, un’isola di 32 chilometri per 17. Di fronte, il generale Yamashita elabora un piano relativamente semplice. Il 7 febbraio un attacco diversivo permetterà ai giapponesi di prendere piede sull’isola di Ubin: l’attacco vero e proprio avverrà il giorno successivo e sarà seguito da una marcia sulla città di Singapore. Gli inglesi si aspettano il peggio. Churchill promette di non “”cedere un centimetro di terreno”” e di continuare a combattere “”tra le rovine della città di Singapore””. Comunque sia, il piano giapponese dà risultati soddisfacenti, sebbene i soldati giapponesi incontrino una rigida resistenza. La ritirata degli inglesi e dei loro alleati è inesorabile. La resa incondizionata viene firmata il 15 febbraio alle 18.10. La Gran Bretagna perde 9.000 morti e feriti, 100.000 prigionieri. Anche i giapponesi subiscono delle perdite. Ma hanno ottenuto una vittoria clamorosa, hanno dimostrato la loro capacità strategica e tattica e soprattutto hanno occupato una posizione di cruciale importanza per il resto della guerra. Hitler fu convinto a emettere un decreto di riforma agraria per i territori della vecchia Russia. Tuttavia, questo non è ancora un vero impegno. Hitler era, infatti, ostile a una ridistribuzione della terra russa. Considerava le grandi fattorie dell’agricoltura collettivizzata: i sovkhoz, le fattorie collettive e le stazioni di macchine e trattori le migliori economicamente. Göring crede che le concessioni agrarie avrebbero potuto servire gli interessi del Reich. Con decreto del 15 febbraio 1942 le fattorie collettive cambiano denominazione e vengono successivamente trasformate in cooperative agricole. Su loro richiesta, i contadini potranno ottenere più terra per il loro uso privato, con l’esenzione delle tasse. Tuttavia, consentire lo sfruttamento individuale non venne seriamente considerato “” “”15 février. Les Japonais prennent Singapour. Un autre revers grave pour la Grande -Bretagne et pour les Japonais le symbole de leur nouveau triomphe sur une puissance blanche. Singapour occupe une place déterminante par rapport à la Malaisie et au détroit de Malacca. A vrai dire, l’attaque japonaise n’est pas una surprise. L’état-major britannique en avait envisagé la possibilité dès 1935. Et il était évident que le raid sur Pearl Harbor faisait de cette possibilité une très forte probabilité. Mais les Britanniques ne disposent pas des moyens suffisants pour mettre sur pied une résistance efficace. Ils ne sont pas prêts davantage pour une guerre de jungle, dont dépend le sort de la péninsule malaise. Ils misent sur l’aviation et ne comptent sur le théâtre des opérations que 150 à 200 avions et 31 bataillons d’infanterie, pas de force blindée. En un mois et demi, c’est-à-dire à la mi-janvier, la péninsule tombe aux mains des Japonais. Les Britanniques se replient à Singapour, une ile de 32 kilomètres sur 17. En face, le général Yamashita élabore una plan relativement simple. Le 7 février, une attaque de diversion permettra aux Japonais de prendre pied sur l’île d’Ubin: la véritable attaque aura lieu le lendemain et sera suivie par une marche sur la ville de Singapour. Les Britanniques s’attendent au pire. Churchill promet de ne plus «céder un pouce de terrain» et de continuer les combats «dans les ruines de la cité de Singapour». Quoi qu’il en soit, le plan japonais donne des résultats sadisfaisants, encore que les soldats nippons rencontrent une vive résistance. Le recul des Britanniques et leur alliés est inexorable. La capitulation sans conditions est signée le 15 février à 18 h 10. La Grande-Bretagne a perdu 9.000 tués et blessés, 100.000 prisonniers. Les Japonais s’en tirent pas sans mal. Mais ils ont remporté une éclatante victoire, fait la preuve de leur habilité stratégique et tactique et surtout occupé une position d’importance cruciale pour la suite de la guerre. Hitler se laisse convaincre de publier un décret de réforme agraire pour les territoires de l’ancienne Russie. Ce n’est cependant pas encore un véritable engagement. Hitler était, en fait, hostile à une nouvelle répartition des terres russes. Il estimati que les grandes exploitations de l’agriculture collectivisée: le sovkhozes, les kolkhozes et les stations de machines et de tracteurs étaient les meilleures sur le plan économique. Göring pense que des concessions sur le plan agraire pourraient servir les intérêts du Reich. Aux termes du décret du 15 février 1942, les kolkhozes changent d’appellation et sont transformés par la suite en coopératives agricoles. Sur leur demande, les paysans pourront obtenir davantage de terres pour leur usage privé, avec l’exoneration des taxes. Le fait d’autoriser l’exploitation individuelle n’est cependant pas envisagé sérieusement”” (pag 286-287)”,”QMIS-219″
“KASTENS Andrea, redazione”,”Museum.”,”Contiene illustrazioni tra cui ‘Prometeo incatenato’ delle Rheinischen Zeitung e una cartina che rappresenta gli spostamenti di Marx in Europa nel corso della sua vita (pag 39)”,”MADS-341″
“KATAGHIRI Kaoru”,”Il fascismo nel Giappone degli anni trenta.”,”‘Il movimento fascista in Giappone entrò in una fase nuova. L’occasione fu data dall’incidente di Manciuria del 1931. Prendendo a pretesto quest’avvenimento, i militari inviarono immediatamente truppe, le une dopo le altre, e promossero l’intervento armato a Nord-est della Cina (Manciuria), mentre nell’interno del Pese, gridando alla “”crisi internazionale””, rimproverarono al governo la “”politica prudente”” adottata in questa situazione”” (pag 116-117)”,”JAPx-001-FGB”
“KATAGHIRI Kaoru”,”Il fascismo nel Giappone degli anni trenta.”,”‘Il movimento fascista in Giappone entrò in una fase nuova. L’occasione fu data dall’incidente di Manciuria del 1931. Prendendo a pretesto quest’avvenimento, i militari inviarono immediatamente truppe, le une dopo le altre, e promossero l’intervento armato a Nord-est della Cina (Manciuria), mentre nell’interno del Pese, gridando alla “”crisi internazionale””, rimproverarono al governo la “”politica prudente”” adottata in questa situazione”” (pag 116-117)”,”JAPx-001-FGB”
“KATAN Naim BAUDRILLARD Jean MORIN Edgar RIESMAN Paul NAIRM Tom COHN Gabriel”,”Analisis de Marshall McLuhan.”,”Contiene i saggi apparsi su riviste diverse negli anni 1967 e 1968: – Naim KATTAN, ‘Marshall McLuhan’, Jean BAUDRILLARD, ‘Understanding Media’, Edgar MORIN, ‘Para comprender McLuhan’, Paul RIESMAN, ‘Del hombre ‘tipografico’ al hombre ‘electronico’, Naim KATTAN, ‘McLuhan y la historia’, Tom NAIRN, ‘McLuhanologia’, Gabriel COHN, ‘McLuhan y el ecumenismo controlado’.”,”EDIx-037″
“KATAYAMA Sen”,”The Labor Movement in Japan.”,”””I minatori in Giappone sono stati storicamente considerati il più forte tipo di lavoratori, tanto che potevano realmente sfidare le leggi di polizia sull’ ordine pubblico. I nostri agitatori potevano più facilmente avere accesso a loro piuttosto che ad altri lavoratori siderurgici, ferrovieri o di altre fabbriche. Questa è la ragione per cui abbiamo organizzato i minatori delle miniere di rame Asio durante la recente guerra russo-giapponese.”” Katayama Sen Sen Katayama (1859 o 1860-1933), born Yabuki Sugataro, was an early member of the American Communist Party and co-founder, in 1922, of the Japan Communist Party. Sugataro Yabuki was the second son born to Kunizo and Kichi Yabuki in 1859 in the Hadeki district of what would later become Japan’s Okayama prefecture. He was adopted by the Katayama family at nineteen and adopted the name Sen Katayam, becoming the Katayama’s “”first son,”” after his birth mother was deserted by her husband. The adoption avoided Katayama’s conscription and allowed him to continue his education. In 1878 Katayama travelled to Tokyo to apprentice as a printer while he studied at a small preparatory school, the Oka Juku, where he formed a friendship with Iwasaki Seikichi, nephew of one of the founders of Mitsubishi. Iwasaki’s departure for Yale University inspired Katayama to work his way to the United States. Katayama attended Grinnell College, from which he graduated in 1892, proceeding to the Andover Theological Seminary and then to Yale Divinity School. During this period Katayama became became a Christian and a socialist. Katayama returned to Japan in 1896 but returned to American in 1903 at the urging of Iwasaki to look into rice-farming opportunities. During this trip he attended the Second International Socialist Congress in Amsterdam and an American Socialist Party convention in 1904 in Chicago. He settled in Texas and his main business became rice farming. When his rice crop failed he became employed by a Japanese restaurant owner in Houston, Tsunekichi Okasaki, who bought 10,202 acres of land in Texas with the plan that Katayama farm it. In late 1905 Okasaki and Katayama borrowed $100,000 from Iwasaki to fund the rice harvest, and together they formed a “”Nippon Kono Kabushiki Kaisha”” (Japan Farming Company) to develop the Texas project, and Katayama was made managing director. However, the company quickly dissolved, reputedly over Katayama’s socialist leanings, and he returned to Japan in 1907, rejoined the Socialist movement, and pursued a career in journalism. Katayama’s was arrested and jailed for his participation in the Tokyo Streetcar Strike of 1912, and after his release he left Japan for California. Attracted by the success of the Bolshevik revolution of 1917-18, Katayama became an active communist and an officer for Comintern. He travelled to Mexico and later to Moscow, where he was hailed as a leader of the Japanese Communist movement. He remained in the Soviet Union until his death on November 5, 1933 and was buried in the Kremlin. Katayam had two children by his first wife, Fude, who died in 1903, and another daughter by his second wife, Hari Tama, whom he married in 1907. (fonte Wikip) [edit] References Kublin, Hyman; Asian Revolutionary: The Life of Sen Katayama, (Princeton University Press, 1964). Orii, Kazuhiko and Conroy, Hilary; “”Japanese Socialist in Texas: Sen Katayama, 1904-1907,”” Amerasia Journal 8 (1981). University of Texas Short Biography Sawada, Mitziko; Tokyo Life, New York Dreams: Urban Japanese Visions of America, 1890-1924, (University of California Press, 1996) chapter”,”MJAx-013″
“KATCHER Philip”,”Eserciti della guerra civile americana. 1. Truppe sudiste. 2. Truppe nordiste.”,”””In parte era anche dovuto alla natura indipendente degli uomini del Sud, che preferivano vestire più secondo il loro estro che secondo il regolamento. Con questo non si vuol dire che il soldato sudsta avesse sempre un aspetto sciatto e trasandato. (…) Le esagerazioni non mancavano sia in un senso che nell’ altro. Un soldato nordista raccontò di aver trovato il cadavere di un fante dell’ Esercito confederato armato con un Enfield e una cartucciera di produzione inglese, “”pantaloni sdruciti, una giubba e una camicia in tela grezza, il tutto completato da un cappello di paglia dal quale era venuto via da un bel pezzo sia delle tesa che del cocuzzolo… E in spalla una bisaccia contenente un coltello a serramanico, del tabacco, una tazza di latta, e circa due quarts di granoturco spezzato e un’ oncia circa di sale arrotolati in uno straccio… Questo era dunque l’inventario completo dei beni personali di un soldato sudista””.”” (pag 6)”,”USAQ-046″
“KATKOV George SHUKMAN Harold”,”La Rusia de Lenin. Mito y realidad de un coloso.”,”KATKOV emigrò dalla Russia con la sua famiglia nel 1921 e si stabilì a Praga dove studiò filosofia, lingue e diritto. Nel 1939 emigrò ad Oxford ove insegnò e proseguì lo studio la storia russa contemporanea. SHUKMAN ha studiato la storia russa al St. Antonys College di Oxford e all’ Università Stanford ed Harvard. Ha scritto il libro ‘Lenin e la rivoluzione russa’ e ha lavorato con il professor Leonard SCHAPIRO nel suo studio sulle origini del bolscevismo.”,”RIRO-233″
“KATKOV George SHUKMAN Harold”,”Lenin’s Path to Power. Bolshevism and the Destiny of Russia.”,”Introduction, Foto, Illustrazioni, Chronology of Events, cartina, Posters,”,”RIRO-110-FL”
“KATKOV George”,”Russia 1917. La Rivoluzione di Febbraio.”,”George Katkov, nato a Mosca nel 1903, visse in Russia fino alla fine del 1921, epoca in cui si trasferì con la famiglia in Cecoslovacchia dove seguì gli studi di filosofia e di indologia, laureandosi all’Università di Praga nel 1929. Nei dieci anni che seguirono pubblicò diverse opere sulla filosofia del tedesco Franz Brentano, sempre a Praga, frequentò un corso di storia della Russia presso la facoltà di legge. Nel 1939 si recò in Inghilterra e vi si stabilì definitivamente. Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo indusse a riprendere e ad approfondire gli studi storici sulla Russia, con particolare riguardo alla rivoluzione del 1917 e agli anni che immediatamente la precedettero. Il frutto di questi studi è raccolto nel presente volume che è stato composto presso l’Università di Oxford, dove il Katkov è ‘Fellow’ del St. Antony’s College e lettore di ‘Istituzioni sovietiche’.”,”RIRx-075-FL”
“KATSARI Constantina DAL-LAGO Enrico”,”Manumissio e ribellione nell’Impero romano e nel Sud degli Stati Uniti prima della Guerra civile.”,”pag 420, 423 GIA’ FATTO ISC2L-19 FONDERE IN SCHEDA PRECEDENTE”,”CONx-158″
“KATSUTA Yumi”,”Osvaldo Gnocchi-Viani (1837-1917), “”ispiratore”” del movimento operaio milanese.”,”Immaturità del partito dei lavoraratori. Il Partito dei Lavoratori italiani (PLI) si costituisce nel 1892 e la sua forma costitutiva era basata sulla partecipazione di associazioni. Solo nel 1895 Il PLI avrebbe assunto il nome “”socialista”” e la forma di partecipazione individuale. (pag 4)”,”MITT-192″
“KATZ Sam”,”Forze di difesa israeliane dal 1973.”,”La guerra del 1973 fornì agli israeliani una lezione inestimabile anche se pagata a caro prezzo. I soldati avversari usarono missili anticarro spalleggiabile e missili terra-aria per impedire all’ aviazione la funzione strategica di artiglieria aerea. La soluzione fu una rivoluzione tattica e strategica all’ interno della dottrina di combattimento dello tzhahal. Il carro armato MBT merkava è ritenuto il migliore carro armato multiruolo del suo tipo. Con il motore posto anteriormente garantisce la massima protezione all’ equipaggio. Il suo impiego ha aumentato il fattore morale degli equipaggi israeliani, demoralizzando gli avversari.”,”QMIx-098″
“KATZ Philip M.”,”From Appomattox to Montmartre. Americans and the Paris Commune.”,”KATZ è Direttore di ‘Public Programs’ al New York Council for the Humanities, New York City. Ha ottenuto il Ph. D. in storia dalla Princeton University.”,”MUSx-132″
“KATZ Robert”,”Morte a Roma. Il massacro delle Fosse Ardeatine.”,” Occupazione tedesca di Roma, marzo 1944. Parallelamente all’eccidio delle ‘Fosse ardeatine’, c’era un ordine di Himmler per l’esodo forzato dell’intera popolazione maschile della città “”Dalla parte dei fascisti italiani, lo stesso basso burocratismo caratterizzò quei due giorni di marzo. Il questore Caruso, uomo privo di ogni senso morale, in quella sera del 23 marzo spedì i suoi uomini in giro ad eseguire arresti e saccheggiare le case di via Rasella, per nessun’altra ragione, a quanto egli stesso confessa, se non per «dimostrare che anche noi stavamo compiendo indagini…» (3). E non fu certamente per spirito d’iniziativa che egli la mattina dopo si recò a trovare Buffarini-Guidi. Egli, semplicemente, voleva dallo Stato l’autorizzazione che lo avrebbe scaricato dal peso di quella «grande responsabilità» che Kappler intendeva addossargli. «Avendo ottenuto questa autorizzazione, o piuttosto questo ordine, – disse più tardi Caruso, – io mi sentii sollevato». (1). Dopo aver «legalizzato» i propri atti, Caruso lasciò che i suoi uomini facessero a modo loro l’esperienza di queste ansie burocratiche. Interrogato al processo Caruso intorno alla lista preparata dal questore, il commissario Alianello disse: «La lista era un ordine… ed io ero soltanto un messaggero». Dopo che Carretta e lui stesso ebbero sostituito i nomi dei prigionieri che i tedeschi avevano preso a casaccio per superare un assurdo punto morto: «Carretta mi disse: “”Poiché alcuni nomi sono stati cambiati, mettere la vostra firma””. Io risposti che non avevo nessuna autorità ufficiale e mi rifiutai» (2). Con questi metodi, la macchina procedeva verso il massacro. L’impulso che portò all’eccidio delle Ardeatine avrebbe potuto essere arrestato in qualsiasi momento durante le ore intercorse fra le 4 pomeridiane del 23 e le 8 pomeridiane del 24 marzo, quando venne fucilato l’ultimo uomo. Il metodo che si poteva usare per prevenire il massacro era relativamente semplice. Ne conosciamo un infinito numero di precedenti a tutti i livelli delle relazioni umane. In realtà ne abbiamo visto un esempio eccellente nelle pagine precedenti. Quando il generale Karl Wolff arrivò a Roma nel pomeriggio del 24 marzo, egli era fermamente intenzionato a dare esecuzione all’ordine di Himmler per l’esodo forzato della popolazione maschile di Roma, avvenimento che sarebbe stato fra i più inauditi e drammatici del ventesimo secolo. Sotto molti aspetti, la genesi e lo sviluppo di questo progetto procede in parallelo coll’eccidio delle Ardeatine. Nacque dallo stesso scoppio di collera. Se avesse avuto esecuzione, i tedeschi vi avrebbero impiegato lo stesso personale e l’identico meccanismo burocratico che portò a compimento l’eccidio. Il progetto di deportazione prevedeva però un’attuazione più decisa e risoluta. A differenza dell’eccidio, l’evacuazione era stata studiata precedentemente a Roma ed era giustificata da motivi militari e politici (cioè, scarsità di mano d’opera al nord, difficoltà nell’approvvigionamento alimentare di Roma, operazioni anti-partigiane). Nonostante questi motivi, l’esodo non ebbe luogo, non già perché fosse sbagliato o inattuabile – e tale era, con tutta probabilità – ma soltanto perché venne ‘rinviato'”” (pag 240-241) [Robert Katz, ‘Morte a Roma. Il massacro delle Fosse Ardeatine’, Editori Riuniti, Roma, 1971] [(3, p. 240) Interrogatorio in istruttoria di Caruso, 9 agosto 1944, in ‘Atti Caruso’, p. 66; (1, p. 241) Testimonianza di Caruso, 20 settembre 1944, in ‘Ivi’, p. 137; (2, p. 241) Testimonianza di Alianello, 20 settembre 1944, in ‘Ivi’, p. 168]”,”ITAR-034-FSD”
“KAUFFER Rémi”,”André Malraux, 1901-1976. Le roman d’un flambeur.”,”KAUFFER Rémi, scrittore giornalista storico, è autore anche di ‘L’Arme de la désinformation’ (Grasset) e di ‘L’Histoire mondiale du renseignement’, di ‘As-tu vu Cremet?’, e di ‘Résistants’. Autodidatta, saccheggiatore di templi, avventuriero in Indocina, compagno di strada dei comunisti, aviatore durante la guerra civile di Spagna, maquisard FFI in Dordogne, militante gollista, ministro degli affari culturali, Malraux, diceva che il suo miglior romanzo era “”la sua vita”” stessa. Euro 20.0″,”BIOx-129″
“KAUFMAN Michael T.”,”George Soros. Un multimillonario mesiánico.”,”Michael T. Kaufman giornalista, scrittore e analista politico, nato a Parigi, ha studiato a New York. Ha lavorato per il New York Times, come reporter e corrispondente da Nairabi e Nuova Delhi, Ottawa, Varsavia e Praga. Ha pubblicato un libro sulle vicende polacche. Il sole 24 ore: George Soros è un imprenditore e filantropo: nato in Ungheria nel 1930, è naturalizzato statunitense. Nel 1946 infatti George Soros, o Gyorgy Schwartz, è fuggito dal suo paese durante l’inizio dell’occupazione sovietica ed è emigrato in Inghilterra, paese nel quale ha studiato e si è laureato, presso la famosa London School Of Economics, nel 1952. Nel 1956 si è trasferito negli Stati Uniti ed ha iniziato ad operare nel campo dell’alta finanza. Nel 1969, insieme a Jim Rogers, George Soros è stato uno dei fondatori del Quantum Fund, fondo di investimento che ha creato la base della fortuna dell’imprenditore, garantendogli un rendimento elevatissimo nei successivi 10 anni. Durante il cosiddetto “mercoledì nero” (16 settembre) del 1992, George Soros è diventato famoso con un’operazione di speculazione finanziaria che lo ha portato a vendere più di 10 miliardi di dollari in sterline: il risultato è stato che la Banca d’Inghilterra venne costretta a svalutare la propria moneta e George Soros nel processo guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento è soprannominato “l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra”. Nel 2010, il suo patrimonio è stimato dalla rivista americana Forbes in 14 miliardi di dollari. (Aggiornato il 24 giugno 2013 ) Wikip. George Soros (Budapest, 12 agosto 1930) è un imprenditore ed economista ungherese naturalizzato statunitense. Durante il cosiddetto mercoledì nero, 16 settembre del 1992, George Soros è diventato famoso con un’operazione di speculazione finanziaria che ha costretto la Banca d’Inghilterra a svalutare la sterlina facendogli guadagnare una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento è soprannominato l’uomo che gettò sul lastrico la Banca d’Inghilterra Soros è Presidente del Soros Fund, dell’Open Society e fondatore e consigliere del Quantum Group. George Soros è nato a Budapest col nome di György Schwartz in una famiglia di ebrei ungheresi non praticanti. Il padre Tivadar era avvocato, editore, investitore ed ex ufficiale dell’esercito austro-ungarico mentre la madre Erzsébet apparteneva ad una famiglia abbiente proprietaria di un negozio di tessuti. Nel 1936, a causa del crescente antisemitismo e del progressivo allineamento dell’Ungheria ai regimi fascisti, la famiglia Schwartz cambia il proprio cognome in Soros. Con l’occupazione tedesca dell’Ungheria i Soros sono costretti a nascondersi continuamente e fuggire i rastrellamenti degli occupanti. Soros emigrò in Inghilterra nel 1947 per sfuggire al nuovo regime filosovietico dell’Ungheria, laureandosi alla London School Of Economics nel 1952 e conseguendo il PhD in filosofia due anni più tardi. Nel 1960 sposa Annaliese Witschak, con cui ha avuto i figli Robert, Andrea e Jonathan. Nel 1983 sposa Susan Weber dalla cui unione nascono Alexander e Gregory. Nel 2008 incontra la terza moglie, Tamako Bolton, con la quale si sposa nel 2013. Affari[modifica | modifica wikitesto] Nel 1954 ottiene un lavoro nella merchant bank londinese Singer & Friedlander, prima come impiegato e poi nel reparto arbitraggio. Nel 1956 si trasferì negli Stati Uniti presso F.M. Mayer specializzandosi nei mercati europei e diventando popolare tra gli investitori per la sua conoscenza del mercato europeo. Nel 1959 passa alla Wertheim & Co nella posizione di analista di titoli europei. In questi anni sviluppa il concetto di reflexivity. Tra il 1963 e il 1973 lavora da Arnhold and S. Bleichroeder. Dopo aver fondato alcuni fondi d’investimento nel 1969 nasce l’hedge fund Double Eagle con sede a Curaçao, nelle Antille Olandesi. Nel 1969, insieme a Jim Rogers, George Soros è stato uno dei fondatori del Quantum Fund, fondo di investimento che ha creato la base della fortuna dell’imprenditore, garantendogli un rendimento elevatissimo nei successivi 10 anni. Speculazioni monetarie[modifica | modifica wikitesto] Nel Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette sterline allo scoperto per un equivalente di più di 10 miliardi di dollari, approfittando della riluttanza da parte della Banca d’Inghilterra sia ad aumentare i propri tassi di interesse a livelli confrontabili con quelli degli altri paesi (il Sistema Monetario Europeo) sia a lasciare fluttuante il tasso di cambio della moneta. Alla fine, la Banca d’Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros nel processo guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come “”l’uomo che gettò sul lastrico (“”broke””, slang finanziario) la Banca d’Inghilterra””. The Times, lunedì 26 ottobre 1992, riportò il commento di Soros: “”La nostra esposizione durante il Mercoledì Nero doveva essere di quasi 10 miliardi di dollari. Noi avevamo previsto un guadagno maggiore. Infatti, quando Norman Lamont appena prima della svalutazione disse che avrebbe avuto bisogno di un prestito vicino ai 15 miliardi di dollari per difendere la sterlina, fummo contenti poiché era all’incirca la cifra che noi volevamo vendere””. Sempre il 16 settembre 1992, Soros partecipò insieme ad altri speculatori ad un attacco contro la Banca d’Italia: vendendo lire allo scoperto contribuì a causare una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari[1]; in conseguenza di tale azione speculativa, la Lira Italiana riportò una perdita di valore del 30% e l’uscita dal Sistema Monetario Europeo[2]. In un’intervista a Francesco Spini disse: “Ai tempi presi una posizione sulla lira perché avevo sentito dichiarazioni della Bundesbank […] Si trattava di dichiarazioni pubbliche, non ho avuto contatti personali. Quella fu una buona speculazione”. Nel 1997 durante la crisi finanziaria asiatica, l’allora primo ministro malese Mahathir bin Mohamad accusò Soros di volere il deprezzamento della moneta malese, il ringgit. Accusa di “”Insider trading””[modifica | modifica wikitesto] Nel 1988 gli fu chiesto di partecipare a un cambiamento di gestione di una banca francese. Rifiutò di partecipare all’offerta, ma più tardi acquistò una quota relativamente piccola di azioni dell’istituto finanziario. Quattordici anni dopo, nel 2002, una corte francese lo condannò per insider trading e lo multò di 2 milioni di dollari. Soros negò qualsiasi addebito e disse che la notizia del cambiamento di gestione era pubblica. Dopo vari appelli è stato condannato dal tribunale francese, nel giugno 2006, a pagare una penale di 2,3 milioni di dollari. Filosofia[modifica | modifica wikitesto] Soros ha un acuto interesse per la filosofia, e la sua visione filosofica è influenzata fortemente da Karl Popper, suo insegnante alla London School of Economics. Il suo Open Society Institute è stato così chiamato in riferimento al lavoro in due volumi di Popper: The Open Society and Its Enemies (La società aperta e i suoi nemici). Ciò che molti considerano le certezze di Soros nelle sue credenze politiche[non chiaro] appare però ironicamente in conflitto con il razionalismo critico esposto da Popper. Egli ha reso popolari concetti quali “”disequilibrio dinamico””, “”disequilibrio statico”” e “”condizioni vicine all’equilibrio”” quali giuste chiavi di lettura per i meccanismi economici; critica invece aspramente l’attuale lettura dell’economia basata su regole derivate dalla meccanica classica e basate quindi sull’idea di equilibrio. Anche i suoi scritti si concentrano in modo particolare sul concetto di “”riflessività”” e ha descritto specificatamente i suoi effetti nei mercati[3]. Tali concetti si possono pensare come un’analisi del concetto dei Profezia che si autoadempie, come lui stesso ha più volte sottolineato. Nonostante l’attività di investitore e speculatore monetario (la sua fortuna nel 2004 è stata valutata 7 miliardi di dollari), egli afferma che l’attuale sistema di speculazione finanziaria insidia un sano sviluppo economico in molti paesi sottosviluppati. Soros individua la fonte di molti dei problemi della contemporaneità in ciò che definisce come il fondamentalismo del mercato. Il suo porsi in maniera critica nei confronti di molti aspetti della globalizzazione lo hanno reso una figura controversa. Per Victor Niederhoffer: “”Soprattutto, George credeva anche allora in una economia mista, in cui operasse una forte autorità centrale internazionale il cui compito fosse di correggere le distorsioni causate da un eccessivo individualismo””. Soros traccia una distinzione tra l’essere un operatore nel mercato e il lavorare per cambiare le regole che gli operatori devono seguire. Sembra non avere problemi nel continuare ad adoperarsi per perseguire il suo proprio interesse economico, affiancando a questo un’attività di lobbying tesa ad una drastica revisione del sistema finanziario globale. In risposta alle accuse di essere personalmente responsabile di molteplici disastri finanziari, tra cui quelli di Regno Unito, Europa dell’Est e Thailandia, ha dichiarato: “”Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie.”” Opposizione all’Unione sovietica[modifica | modifica wikitesto] Neil Clark scriveva (nel New Statesman): “”l’opinione convenzionale, condivisa da molti a sinistra, è che il socialismo sia collassato nell’Europa orientale per via delle sue fragilità di sistema e per il fallimento da parte delle élite politiche nel costruire un supporto popolare. Ciò in parte può essere preso per vero, ma il ruolo di Soros è stato fondamentale. A partire dal 1979, ha distribuito 3 milioni di dollari l’anno a movimenti di dissidenti tra i quali il movimento Solidarnosc in Polonia, Carta 77 in Cecoslovacchia e Andrei Sakharov nell’Unione Sovietica. Nel 1984, egli ha fondato il suo primo Open Society Institute in Ungheria e fatto affluire milioni di dollari per il finanziamento di movimenti di opposizione e media indipendenti””. Fin dalla caduta dell’Unione Sovietica, il finanziamento da parte di Soros di cause progressiste e anti-imperialiste ha continuato ad avere un ruolo importante nei paesi dell’ex blocco sovietico. Il suo finanziamento all’ organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa, sia da osservatori Russi sia Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato “”largamente sopravvalutato””. La faida politica con Bush[modifica | modifica wikitesto] Soros non ha contribuito con donazioni rilevanti in materia di cause politiche statunitensi fino alle elezioni presidenziali del 2004. In un’intervista rilasciata al The Washington Post, l’11 novembre 2003 Soros dichiarava che la rimozione di George W. Bush dal suo incarico era “”l’obiettivo principale della sua vita”” ed una “”questione di vita o di morte”” per la quale avrebbe volentieri sacrificato la sua intera fortuna. Soros ha donato 3 milioni di dollari al Center for American Progress, 5 milioni di dollari a MoveOn.org, mentre come il suo amico Peter Lewis ha donato 10 milioni di dollari all’associazione America Coming Together. Tutti i gruppi citati erano gruppi di supporto ai democratici durante le elezioni presidenziali del 2004. Il 28 settembre 2004, stanziati altri fondi per la campagna, annunciava l’avvio ad un proprio tour nazionale con un discorso: “”Why We Must Not Re-elect President Bush”” (“Perché non dobbiamo rieleggere Bush”. Vedi collegamento[4]) pronunciato presso il National Press Club di Washington, DC. Secondo il Center for Responsive Politics, nel corso della tornata elettorale 2003-2004, Soros ha donato 23.581.000 dollari a circa 527 gruppi che si battevano contro la rielezione del Presidente George Bush. Nonostante gli sforzi di Soros, Bush fu rieletto ad un secondo mandato da presidente il 2 novembre 2004. Soros è stato oggetto di critiche per via delle sue cospicue donazioni, dal momento che nel 2002 si era schierato tra i sostenitori del Bipartisan Campaign Reform Act, legge mirata a vietare i contributi di “”soft money”” nel corso delle campagne elettorali nazionali. Soros si è difeso affermando che le sue donazioni, essendo a favore di organizzazioni indipendenti, non sollevavano gli stessi interrogativi di corruzione delle donazioni effettuate direttamente a favore dei candidati o dei partiti. Curiosamente, la Harken Energy, una società in parte di proprietà di Soros, aveva concluso un affare con George W. Bush nel 1986, rilevando la compagnia petrolifera di quest’ultimo, la Spectrum 7. Il suo libro più recente[non chiaro], The Bubble of American Supremacy, è stato pubblicato nel gennaio 2004 (vedi intervista al The Washington Post[5]). Aspetti critici[modifica | modifica wikitesto] Critica delle attività finanziarie[modifica | modifica wikitesto] George Soros nel 2012 al Festival dell’Economia di Trento. I critici affermano che Soros eserciterebbe un’irregolare influenza sui mercati valutari per via del Quantum Fund, il fondo di investimento privato di sua proprietà. Al pari di molti grandi hedge fund, questo ha sede sociale in un paradiso fiscale, nello specifico Curaçao, nelle Antille olandesi. In un’apparizione dell’agosto 2004 al Chris Wallace’s FOX News Sunday (programma televisivo statunitense di interviste condotto da Chris Wallace), il portavoce del Parlamento statunitense Dennis Hastert, affermava, “”Non conosciamo l’origine del denaro di George Soros. Non sappiamo da dove venga, né dove vada. Se, parte del denaro di Soros viene dall’estero. Potrebbe provenire da traffico di stupefacenti. Non abbiamo idea da dove provenga””. Soros rispose ad Hastert affermando, “”Calunniando la mia persona con false accuse e menzogne sta cercando di sviare un dibattito d’importanza critica e di intimidire coloro che ritengono che la presente amministrazione sta conducendo il paese alla rovina. Ora che l’ho richiamata sulle sue accuse infondate, lei sta adoperando altre tattiche scorrette.”” (vedi riferimento[6]). Soros ha inoltre effettuato un ricorso ufficiale presso la House Committee on Standards of Official Conduct, affermando che il commento di Hastert “”svela chiaramente la deliberata intenzione di utilizzare tattiche di diffamazione ed intimidazione per mettere a tacere le critiche””. Critica delle attività politiche[modifica | modifica wikitesto] George Soros ha molti critici tra i conservatori statunitensi e tra i sostenitori dello stato di Israele. I sostenitori dell’amministrazione Bush non apprezzavano i suoi contributi alle campagne contro quest’ultimo. Ad un forum ebraico a New York, Soros ha in parte attribuito la recente[non chiaro] recrudescenza dell’antisemitismo alle politiche di Israele e alla politica estera degli Stati Uniti, oltre che a Ebrei di successo come lui: “”C’è un risorgere di antisemitismo in Europa. Le politiche dell’amministrazione Bush e di quella di Ariel Sharon contribuiscono a ciò. Non si tratta nello specifico di antisemitismo, ma si manifesta comunque in questo modo. Io critico tali politiche. Se cambiamo questa impostazione, allora anche l’antisemitismo diminuirà. Non vedo come si potrebbe altrimenti… Rifletto molto anche sul mio ruolo perché il nuovo antisemitismo afferma che gli Ebrei governino il mondo… Come involontaria conseguenza delle mie attività… Contribuisco anche io a questa credenza”” (vedi nota[7]). Probabilmente, tali dichiarazioni possono inquadrarsi come frutto dell’approccio filosofico di Soros, ispirato a Karl Popper, caratterizzato dalla tendenza all’autocritica. Libri[modifica | modifica wikitesto] Autore e coautore[modifica | modifica wikitesto] The crash of 2008 and what it means. The new paradigm for financial markets (PublicAffairs, 2008) ISBN 978-1-58648-699-0 La bolla della supremazia americana: correggere l’abuso di potere americano (PublicAffairs, 2003) ISBN 1-58648-217-3 (paperback; PublicAffairs, 2004; ISBN 1-58648-292-0) George Soros sulla Globalizzazione (PublicAffairs, 2002) ISBN 1-58648-125-8 (paperback; PublicAffairs, 2004; ISBN 1-58648-278-5) Società aperta: rinnovare il Capitalismo globale (PublicAffairs, 2000) ISBN 1-58648-019-7 Scienze e Società aperta: il futuro della filosofia di Karl Popper di Mark Amadeus Notturno, George Soros (Central European University Press, 2000) ISBN 963-9116-69-6 (paperback: Central European University Press, 2000; ISBN 963-9116-70-X) La Crisi del Capitalismo globale (Ponte alle Grazie, 1999) ISBN 88-7928-449-5 L’alchimia della finanza (Ponte alle Grazie, 1995) ISBN 88-7928-430-4 Note[modifica | modifica wikitesto] ^ LA SQUADRA DEL ‘ 92 ^ George Soros, lo speculatore (non) pentito: “”Giusto l’attacco all’Italia del 1992. Noi solo messaggeri di cattive notizie”” ^ (IT) La Riflessività nei Mercati Finanziari – Soros (“”La Crisi del Capitalismo Globale””, 1998) ^ (EN) Why We Must Not Re-elect President Bush ^ (EN) http://www.washingtonpost.com ^ (EN) http://www.illinoisleader.com ^ (EN) http://www.jta.org”,”BIOx-316&#8243;
“KAUMANN Walter WITTFOGEL Karl A. NIEBURG Hal L. LIPSET Seymour Martin CAMPA Riccardo STERPELLONE Alfonso SONTHEIMER Kurt SURI Surindar AVI-HAI Avraham MA’OZ Moshe, saggi di”,”Estremismo e radicalismo.”,”Saggi di KAUMANN Walter WITTFOGEL Karl A. NIEBURG Hal L. LIPSET Seymour Martin CAMPA Riccardo STERPELLONE Alfonso SONTHEIMER Kurt SURI Surindar AVI-HAI Avraham MA’OZ Moshe. “”Nell’ Iliade non si palesa un grande interesse per i problemi morali. Omero costruisce l’ Iliade sulle guerre ponendo in rilievo l’ aspetto umano di entrambe le parti avversarie. Gli dei partecipano alle vicende umane, schierandosi alcuni da una parte e altri dall’ altra. E, come gli eroi, essi non sono né totalmente buoni né totalmente cattivi. Si sarebbe tentati di definire l’ Iliade pre-morale, ma essa è semplicemente pre-moralistica. (…) Quest’ atteggiamento omerico ha lasciato la sua impronta sulla tragedia greca. Nelle Coefore di Eschilo, Oreste dice in sostanza: “”La destra urta con la destra””. La teoria di Hegel che l’ essenza della tragedia sia la rappresentazione di un contrasto nel quale entrambe le parti hanno ragione si ispira decisamente alla tragedia greca (…)”” (pag 7) “”Il proposito della Nuova Sinistra di riformare l’ apparato istituzionale è diminuita nella misura in cui il movimento di protesta ha perso il suo equilibrio politico e la sua forza di persuasione acquistando l’ etichetta di “”fascismo di sinistra””. Il filosofo comunista Leszek Kolakowski, ha descritto questa tendenza in un’ intervista (“”Der Spiegel”” 22, 1969) quale “”caricatura del nazismo dalla fraseologia marxista””. (pag 266)”,”FOLx-018″
“KAUTSKY Karl”,”Terrorismo e comunismo.”,”Rivoluzione e terrorismo, Parigi rivoluz francese, prima comune di Parigi, cause terrore e fallimento terrore, tradizione terrorismo, 2° comune di Parigi, giacobini, internazionalisti, bolscevichi, dittatura proletariato, effetti guerra, mitigazione costumi bestialità umana, stragi espropriazione organizzazione corruzione prospettive rivoluzione mondiale.”,”KAUD-009 TEMx-001″
“KAUTSKY Karl”,”La questione agraria.”,”Sviluppo agricoltura nella società capitalistica, contadino feudale, agricoltura moderna, carattere capitalistico agricoltura moderna, grande e piccola azienda, limiti agricoltura capitalistica, proletarizzazione dei contadini, industrializzazione agricoltura, politica agraria socialdemocratica, SPD, difesa del proletariato rurale, difesa agricoltura, rivoluzione sociale e espropiazione dei proprietari fondiari, socialismo e piccola azienda, l’ avvenire della casa.”,”KAUD-010 ECOI-036 SOCx-077″
“KAUTSKY Benedikt”,”Gli sviluppi ideologici del socialismo democratico in Austria.”,”Movimenti di sinistra e origini della socialdemocrazia in Austria, sviluppo del marxismo: austromarxismo, marxismo austriaco e questione della nazionalità, socialdemocrazia di fronte a 1° GM, crollo imperi centrali, prima repubblica, rapporti con partito comunista, organizzazioni militari di partito e politica di opposizione, congresso di Linz, avvento di Dollfuss al potere, repressione del febbraio 1934, partito nell’ illegalità, occupazione russa e rinascita del partito, natura attuale partito socialista democratico austriaco.”,”MAUx-001″
“KAUTSKY Karl”,”The Dictatorship of the Proletariat.”,”Q dittatura del proletariato, democrazia e conquista del potere politico, dittatura, Assemblea costituente e Soviet consigli operai, eredità dittatura proletariato in agricoltura e industria”,”KAUD-013″
“KAUTSKY Karl”,”Comment s’est declenchée la guerre mondiale. Avec les documents secrets de la Chancellerie allemande annotés par Guillaume II.”,”Karl KAUTSKY è Segretario di Stato aggiunto degli Affari Esteri di Germania all’epoca della rivoluzione del 9 novembre 1918.”,”KAUD-023 QMIP-015″
“KAUTSKY Karl a cura di Gianni CELATA Bruno LIVERANI”,”Teorie delle crisi.”,”Nell’introduzione di CELATA e LIVERANI: controversia sull’opera di KAUTSKY, K. e le crisi, Sovrapproduzione e sottoconsumo, la caduta tendenziale saggio di profitto, crisi crollo e lotta di classe.”,”KAUD-018″
“KAUTSKY Karl”,”Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale.”,”[Nota: un secondo esemplare di questo volume donatoci da Mario Caprini è posto in ‘Vetrina’ con lo stesso codice alfanumerico Kaud-006]”,”KAUD-006″
“KAUTSKY Karl a cura di Andrea BARBARANELLI”,”L’origine del cristianesimo.”,”””Il cristianesimo è, all’origine, un movimento di nullatenenti, così come la socialdemocrazia , e quindi entrambi hanno molto in comune l’uno con l’altra, ciò che fu spesso rilevato anche precedentemente. Engels, poco prima della sua morte, ha ugualmente fatto riferimento a ciò in un articolo ‘Per la storia del cristianesimo primitivo’ nella “”Neue Zeit”” (1), che testimonia quanto Engels si occupasse allora dell’argomento, tanto da risultargli naturale il parallelo nella sua introduzione alle ‘Lotte di classe in Francia’. Egli vi scrive: “”La storia del cristianesimo primitivo presenta notevoli punti di contatto con quella del movimento operaio moderno. Come questo, il cristianesimo fu all’origine un movimento di oppressi: sorse come religione degli schiavi e dei liberti, dei poveri e dei privi di diritti, dei popoli soggiogati o dispersi da Roma. Entrambi, il cristianesimo come il socialismo operaio, predicano una immanente liberazione dalla servitù e dalla miseria. Il cristianesimo pone questa liberazione in una vita che è di là dopo la morte, nel cielo, il socialismo in questo mondo, in una trasformazione della società. Entrambi vengono perseguitati e vessati, i loro seguaci banditi, sottoposti a leggi eccezionali, gli uni come nemici del genere umano, gli altri come nemici dello Stato, nemici della religione, della famiglia, dell’ordine sociale. E, malgrado tutte le persecuzioni, anzi addirittura direttamente favoriti da esse, si fanno innanzi entrambi vittoriosamente, irresistibilmente. Trecento anni dopo il suo sorgere, il cristianesimo è riconosciuto religione di Stato dell’impero romano, e, in appena sessanta anni, il socialismo si è conquistato un posto che egli gli assicura assolutamente la vittoria””. Questo parallelo è in complesso giusto, certo con alcune limitazioni: il cristianesimo si può appena chiamare una religione degli schiavi, per essi non ha fatto nulla. D’altra parte, la liberazione dalla schiavitù, che il cristianesimo annunciava, era all’inizio molto materiale, pensata in questo mondo, non nel cielo. Ma questa ultima circostanza aumenta ancora la somiglianza con il movimento operaio moderno. Engels continua: “”Il parallelo tra i due fenomeni storici si impone già nel medioevo, con le prime sollevazioni di contadini oppressi e soprattutto di plebei cittadini… Tanto i comunisti rivoluzionari francesi quanto specialmente Weitling e i suoi seguaci, si richiamano al cristianesimo primitivo, già molto tempo prima che Ernest Renan dicesse: se volete farvi un’idea delle prime comunità cristiane, esaminate una sezione locale dell’Associazione internazionale dei lavoratori. L’ameno scrittore francese, che, sulla base di uno sfruttamento della critica biblica tedesca, senza esempi perfino nel giornalismo moderno, confezionò il romanzo sulla storia della chiesa, ‘Origines du Christianisme’, non sapeva nemmeno quanta verità si trovasse nelle surriferite parole. Vorrei proprio sapere quale vecchio “”internazionalista”” può leggere la così detta seconda lettera di Paolo ai corinzi senza che gli si riaprano, almeno sotto un riguardo, vecchie ferite””. Engels segue poi ancor più particolareggiatamente il confronto fra il cristianesimo e l’Internazionale, ma non esamina l’ulteriore corso dello sviluppo del cristianesimo e del movimento operaio”” Karl Kautsky, L’origine del cristianesimo, 1970 Marx ed Engels, Sulla religione, 1969) (pag 417-418)”,”KAUD-007 RELC-050″
“KAUTSKY Karl”,”La questione agraria.”,”Sviluppo agricoltura nella società capitalistica, contadino feudale, agricoltura moderna, carattere capitalistico agricoltura moderna, grande e piccola azienda, limiti agricoltura capitalistica, proletarizzazione dei contadini, industrializzazione agricoltura, politica agraria socialdemocratica, SPD, difesa del proletariato rurale, difesa agricoltura, rivoluzione sociale e espropiazione dei proprietari fondiari, socialismo e piccola azienda, l’ avvenire della casa.”,”KAUD-011″
“KAUTSKY Karl a cura di Renato MONTELEONE”,”La questione coloniale. Antologia degli scritti sul colonialismo e sull’ imperialismo.”,”MONTELEONE insegna storia del movimento operaio nella Facoltà di scienze politiche dell’Univ di Torino. Oltre a numerosi articoli e saggi su varie riviste, ha pubblicato: -Il movimento socialista nel Trentino 1894-1914, ROMA. 1971 -La politica dei fuoriusciti irredenti nella guerra mondiale, UDINE. 1972 -Lettere al Re, ROMA. 1973 -Teorie sull’ imperialismo, ROMA. 1974″,”KAUD-022″
“KAUTSKY Karl a cura di Luca MELDOLESI”,”L’ imperialismo. I testi ‘socialdemocratici’ di Kautsky contro l’ortodossia leninista.”,”Dall’ introduzione: Sono i testi di KAUTSKY del 1914-1915. Rappresentano il punto di arrivo della teorizzazione sull’ imperialismo iniziata nel 1911. Si tratta della 3° fase della elaborazione kautskiana su questo tema. La 1° inizia con ‘Emigrazione e colonizzazione’ (1883) in corrispondenza con i primi moti di esaltazione per le colonie che accompagnano l’ espansionismo tedesco. Comprende, è lo stesso K. a dirlo, 8 articoli e saggi negli anni 1980 e 5 negli anni a cavallo del secolo. La prima teorizzazione nasce sotto l’influenza del pensiero liberale (l’A assorbe la tesi secondo cuio l’espansione andrebbe contro gli interessi economici della nazione). Nel contempo K. risente dell’elaborazione di ENGELS che considera in quegli anni la Borsa il vero cervello dell’ espansionismo e che, a partire dalla evoluzione del mercato mondiale, prevedeva l’avvicinarsi di una “”crisi gigantesca””. Si verificherà invece, a partire dalla metà degli anni 1990, un grande sviluppo industriale. Quando K. alla fine del secolo, riprenderà in mano il tema dell’ imperialismo riutilizzerà molti spunti analitici dei suoi scritti degli anni 1880 ma non quello sul rapporto tra ‘espansionismo coloniale e crisi economica’. In ‘Vecchia e nuova politica coloniale’ (1898), il testo più importante ripreso da TURATI vs il nascente imperialismo IT, K. espose per la 1° volta una propria teoria generale. L’ imperialismo a suo vedere era una politica aggressiva voluta da un blocco di classi reazionarie (grande proprietà fondiaria, esercito, burocrazia, clero, artigiani, contadini e capitale finanziario) che ha preso il sopravvento nell’EU continentale a partire dagli anni 1860. Gli interessi dell’alta finanza erano ben diversi da quelli del capitale industriale. La 2° fase dell’elaborazione Kautskiana è la teorizzazione successiva alla prima rivoluzione russa (corrisponde alla discussione di questo tema all’interno della 2° internazionale, il Congresso di Stoccarda). In questo congresso la destra e il centro della socialdemocrazia quasi riescono a far passare una mozione filocoloniale. Soltanto la reazione decisa di alcuni delegati tra cui K. scongiura questo tentativo. K. scrive allora ‘Socialismo e politica coloniale’ che contiene una diversa teoria dell’I. Riprendendo alcune tesi del libro di PARVUS ‘La politica coloniale e il crollo’ K. sostiene che monopoli, protezionismo ed espansioen sono ‘scappatoie’ del capitalismo per arginare la cronica crisi di sovrapproduzione. Questa tesi non si ripresenta negli scritti riformisti del periodo della guerra che sostengono la prospettiva di un accordo “”ultraimperialista”” tra le grandi potenze basato su libero scambio e democrazia, entro il quale, sostiene, il partito socialdemcratico avrebbe potuto riprendere la sua marcia graduale e legalitaria (1).”,”KAUD-024″
“KAUTSKY Karl”,”Etica e concezione materialistica della storia.”,”Concepito come un articolo per ‘Neue Zeit’ il lavoro di KAUTSKY lievitò durante la stesura fino a diventare un’operetta omogenea e compiuta. Il saggio apparve in volume nel 1906.”,”KAUD-020 MADS-213″
“KAUTSKY Karl”,”La dittatura del proletariato.”,”””In condizioni non evolute un’ economia comunista potrebbe anche diventare una base del dispotismo. Questo constatò Engels già nel 1875 riguardo al ‘Comunismo di villaggio’ nel quale si mantenne fino ai nostri giorni in Russia e in India (Cose sociali di Russia, ‘Volksstaat, 1875). La politica coloniale olandese a Giava si fondò per un certo tempo sul cosidetto “”sistema di civiltà””, sul comunismo della terra, l’ organizzazione della produzione agricola per il governo sfruttatore della popolazione””. (pag 24)”,”TEOC-053″
“KAUTSKY Karl”,”Vermehrung und Entwicklung in Natur und Gesellschaft.”,”Ex-libris Diskussionsklubben Karl-Marx”,”KAUD-046″
“KAUTSKY Karl”,”Wie der Weltkrieg entstand. Dargestellt nach dem Aktenmaterial des Deutschen Auswärtingen Amts von Karl Kautsky.”,”””Solo il capitale finanziario tedesco è cresciuto in modo strettamente legato al militarismo, più potente e sicuro della vittoria, del mondo. Gli Stati anglosassoni fino alla guerra mondiale non hanno conosciuto alcun militarismo. Francia e Russia ne hanno assai di più ma esse non si sentono particolarmente trionfanti dopo le disfatte del 1870-71 e del 1904-1905″”. La connessione con il più forte e spericolato militarismo del mondo ha fatto dimenticare il lucido calcolo del capitale finanziario tedesco.”” (pag 33)”,”KAUD-049″
“KAUTSKY Karl”,”Die Wandlungen der Goldproduktion und der wechselnde Charakter der Teuerung.”,”””””Giacobbe dubita che l’ oro dia mai il suo intero valore. A maggior ragione ciò si applica al diamante”” . (Marx, Il Capitale, 1, pag 15) In altre parole, il prezzo delle merci, espresso in oro, è costantemente più alto dell’ intero valore dell’ oro equivalente. Da dove questo derivi, sfortunatamente Marx non l’ha mostrato.”” (pag 7)”,”KAUD-050″
“KAUTSKY Karl; ENGELS Friedrich”,”Les trois sources de la pensée de Marx. Suivi de Friedrich Engels, L’ histoire de la Ligue des communistes.”,”Secondo quanto affermano gli editori, L’ Associazione ‘Les Amis de Spartacus’ è stata costituita nel 1979 per assicurare la continuità delle edizioni ‘Cahiers Spartacus’ fondate nel 1934 da parte di René LEFEUVRE, il loro principale animatore fino alla sua morte avvenuta nel 1988. Essa riunisce individui, volontari, uniti nel progetto di offrire al lettore testi dimenticati, sconosciuti o che apportano chiarimenti nuovi. Per contribuire in modo non settario ad un cambiamento sociale radicale. In seno all’ associazione, un ‘collettivo di lavoro si occupa della gestione dei fondi di edizione che comprendono un centinaio di titoli. Questo organismo funziona come un ‘comitato di lettura’ responsabile della scelta dei testi da editare. Spartacus pubblica circa 4 opere all’anno. I lettori possono abbonari per ricevere direttamente le nuove pubblicazioni ed acquistare le vecchie a prezzi di favore. L’ associazione è aperta. Si riportano le condizioni di abbonamento. “”I tedeschi, per lungo tempo, non seppero sbarazzarsi dell’ idealismo passivo, come gli inglesi del conservatorismo e i francesi della fraseologia estremista. Lo sviluppo della grande industria ha infine fatto sparire questo idealismo per rimpiazzarlo con uno spirito bellicoso. Prima, aveva trovato un reattivo nell’ influenza dello spirito francese dopo la Rivoluzione. La Germania gli è riconoscente di qualcuno dei suoi più grandi spiriti. Ricordiamo solo che Heinrich Heine e Ferdinand Lassalle unirono il pensiero francese rivoluzionario al metodo filosofico tedesco. Ma il risultato fu più importante ancora allorché questa unione si completa con la scienza economica inglese. E’ questa sintesi che noi dobbiamo ai lavori di Engels e di Marx””. (pag 23)”,”KAUD-051″
“KAUTSKY Karl”,”Vermehrung und Entwicklung in Natur und Gesellschaft.”,”Popolazione e tendenze demografiche in Europa. Calo demografico delle potenze europee. Tabella pag 3 riporta un confronto tra i dati delle nascite per diecimila abitanti per quinquennio dal 1846 al 1907 per Inghilterra, Francia, Belgio.”,”KAUD-052″
“KAUTSKY Karl”,”Die Vereinigten Staaten Mitteleuropas.”,”Indice: 1. Le mire di Naumann. 2. Grande Germania. A. I rapporti dell’ Austria con la Germania. B. La separazione dell’ Austria dalla Germania. 3. Il grande stato sovranazionale nella teoria. A. Grande impresa e grande stato. B. Aspetti economici e militari. C. Peggioramento del commercio. D. Il pericolo dei Trusts. 4. Il grande stato sovranazionale nella prassi. A. Gli Stati anglosassoni. B. Russia. C. Austria. 5. Classe e nazione. A. L’ idea nazionale del proletariato. B. L’ idea nazionale degli intellettuali. C. Gli Stati Uniti d’ Europa. L’ idea nazionale dei capitalisti. 6. Nazione e socialismo.”,”KAUD-053″
“KAUTSKY Carlos”,”La doctrina socialista (Respuesta a la critica de Ed. Bernstein).”,”Questione della teoria dell’ accumulazione della miseria. “”La frase “”teoria dell’ accrescimento della miseria”” non proviene né da Marx né da Engels, e neppure la “”teoria del crollo”” e la “”teoria delle catastrofi””. E’ stata creata da scrittori che criticavano le loro tendenze. La verità è che Marx ha inteso, nel sio capitolo sulla tendenza storica del capitale ad accumularsi, che c’è un aumento “”della miseria, dell’ oppressione, della schiavitù, della degradazione, dello sfruttamento””. Ma occorre pure constatare che aumenta “”la resistenza della classe operaia, sempre più numerosa e disciplinata, unita e organizzata dallo stesso meccanismo della produzione capitalistica””. (pag 215) Sulla questione della teoria delle crisi, generali e parziali. “”Già abbiamo potuto notare che uno dei suoi articoli (di Bernstein, ndr) sul “”Problema del Socialismo”” criticava la teoria delle crisi di un illustre sconosciuto, secondo il quale risulterebbe il trionfo dal socialismo da una crisi universale prossima. Né Marx né Engels hanno mai preteso una cosa simile. Ciononostante, Bernstein ha pubblicato nel suo libro su “”Il socialismo teorico””, considerazioni dedotte dagli articoli summenzionati senza dire contro chi erano originariamente diretti. Non risulta molto chiara la relazione tra queste considerazioni e l’ esame del Socialismo teorico, e invano uno si chiede a che serva dimostrare che non ci sarà fatalmente una crisi universale in un periodo prossimo e che sia maggiormente possibile che le crisi vengano in forma di crisi particolari di certi rami dell’ industria e in certi paesi.”” (pag 250) Il ciclo delle crisi e delle guerre. “”Ma dobbiamo rilevare che il ciclo delle crisi decennali, non è una teoria di Marx, ma un fatto ammesso empiricamente. Abbiamo avuto grandi crisi industriali nel 1815, 1825, 1836, 1847, 1857. A quel tempo ci furono grandi guerre, quella d’ Italia, quella di Secessione americana, quella danese, l’ austro-prussiana, la franco-tedesca. In quel periodo ha trionfato la legge empirica e approssimativa del ciclo decennale. Nel 1873 venne la grande crisi generale, e una depressione di durata inusuale di quindici anni.”” (…) (pag 251)”,”KAUD-054″
“KAUTSKY Benedict a cura; ENGELS Friedrich KAUTSKY Karl”,”Friedrich Engels’ Briefwechsel mit Karl Kautsky. Zweite, durch die Briefe Karl Kautskys vervollständigte Ausgabe von “”Aus der Frühzeit des Marxismus””.”,”La prima lettera di ENGELS a KAUTSKY riportata nel volume è del 1 febbraio 1881. L’ ultima lettera è del 21 maggio 1895. Il grosso del carteggio è successivo alla morte di MARX.”,”MAED-210″
“KAUTSKY Carlo”,”La libertà nel socialismo.”,”””Ogniqualvolta dunque si disputi sulla libertà nei rapporti del socialismo bisognerebbe – perché la disputa fosse onesta e riuscisse concludente – che i nostri censori si pigliassero la pena di dirci di quale libertà essi intendono parlare. Libertà, nel senso più generale e comune della parola, è la possibilità di fare tutto ciò che uno voglia, senza trovare ostacoli esterni, all’ infuori dei naturali: essa è dunque così ampia quanto è ampia la vita, ma una tale libertà (che si ridurrebbe, per se, a ben misera cosa, dati appunto gli ostacoli naturali cui accennammo) non è concepibile se non nella solitudine: il suo rappresentante è Robinson Crusoé, perduto nell’ isola. In un senso sociale, dato cioè l’ uomo che vuol godere dei vantaggi sociali, la massima libertà non è altro se non la massima possibilità di sviluppo, di attività e di benessere individuale: le due cose sono l’ una il sinonimo dell’ altra. Ora perché mai i nostri avversari sfuggono la questione della possibilità di sviluppo, di attività e di benessere e vi sostituiscono i loro fatui discorsi sulla libertà? Perché mai, se non appunto per servirsi di una parola, il cui senso elastico si presta meglio ai loro giochi di bussolotto?”” (pag 5)”,”KAUD-055″
“KAUTSKY Carlo”,”La difesa del lavoratore e la giornata di otto ore.”,”””Nessun ramo di lavoro, perfino l’ apparentemente più protetto, è sicuro davanti l’ invadenza della macchina. Spesso essa vi si introduce in modo inaspettato, d’un colpo. Essa sembra scegliere con predilezione quei rami in cui gli operai sono ancora i più capaci di resistenza. Imperocché dal punto di vista del capitalista uno dei compiti principali della macchina consiste nel fiaccare la forza di resistenza dell’ operaio. S’ ingrossa sempre più quella massa del proletariato a cui solo colla protezione da parte dello Stato riesce possibile di conservare questa potenzialità di resistenza; ed ogni operaio, in qualunque campo esso sia occupato deve tenersi pronto oggi o domani a venire cacciato in quella massa, quand’ anche essa apparentemente le stia tanto lontana. Nessuna classe di lavoratori, che oggi fosse in grado colla propria potenza economica di conquistare e mantenere una giornata di lavoro anche più corta di quella che lo Stato possa fissare, può sapere se domani forse non avrà bisogno della limitazione di una giornata normale.”” (pag 23)”,”CONx-123″
“KAUTSKY Karl”,”Le marxisme et son critique Bernstein.”,”””Il libro di Bernstein presenta varie fasi di sviluppo; gli articoli della “”Neue Zeit””, origine della discussione attuale, gli servono da preludio. I suoi articoli su “”la lotta del partito socialista e la rivoluzione sociale”” (Neue Zeit, XVI, 1. p. 484, 548), con la tesi dello “”scopo finale e del movimento””, espressione che dopo è diventata corrente, questi articoli si presentano come una semplice polemica contro Belfort Bax. Attaccato a questo proposito, Bernstein fornisce alle sue risposte la forma di una polemica contro i “”socialisti rivoluzionari”” del partito, i Parvus, le Luxemburg, i Plechanov. All’ inizio del suo opuscolo, Bernstein allarga ancora di più il cerchio dei suoi avversari. Ma si colloca ancora dal punto di vista marxista. La concezione marxista della storia ha subito una trasformazione, dice Bernstein; la maggior parte dei marxisti non lo rileva, ma lo stesso Bernstein sta per seguirne lo sviluppo; ci chiarisce la concezione della storia nella sua forma perfetta e non in quella primitiva. Vediamo qui Bernstein difendere la dottrina di Marx contro la follia dei marxisti””. (pag 13-14)”,”KAUD-056″
“KAUTSKY Carlo”,”Socialismo e colonie.”,”David, Van Kol, Engels e Marx (pag 84-86) La ricaduta nella barbarie. “”Un’ obiezione contro la rinuncia alle colonie, meritevole d’ esser ponderata più di quella discussa ora, è questa: il timore ch’esse percuò abbiano a ricadere nella barbarie. Quest’ obiezione non può esser senza altro respinta. Essa richiede una ricerca più accurata, con la quale vogliamo concludere la nostra esposizione.”” (pag 98) “”In una serie di stati dell’ interno dell’ India, la cui amministrazione è stata lasciata a principi indigeni, la popolazione vive meglio, prospera ed è funestata dalla fame più raramente che non avvenga alle altre popolazioni dell’ Impero. (…) Come si vede la “”barbarie”” in cui l’ India degenererebbe se gli Inglesi vi rinunziassero, non ha poi un aspetto troppo terrificante. Gli inglesi ostacolano piuttosto l’ elevazione dell’ India dalla barbarie del dispotismo orientale””. (pag 106-107)”,”KAUD-057″
“KAUTSKY Karl a cura”,”Documents allemands relatif a l’ Origine de la Guerre. Collection complète des documents officiels. Tome I. De l’ attentat de Sarajevo a la réception de la réponse serbe.”,”Pubblicazione su richiesta del ministero degli esteri tedesco pubblicato dopo una revisione assieme a KAUTSKY del Comte Max MONTGELAS e il Prof. Walter SCHUCKING. Risposta del Governo serbo all’ ultimatum austro-ungherese. (pag 326) “”Il Governo reale non può essere reso responsabile delle manifestazioni di carattere privato come articoli di giornali e il lavoro possibile di società, manifestazioni che si producono pressoché in tutti i paesi come cosa ordinaria e che sfuggono in regola generale al controllo ufficiale (…). E’ per questo che il Governo reale è penosamente sorpreso per le affermazioni secondo le quali delle persone del Regno di Serbia avrebbero partecipato alla preparazione dell’ attentato commesso a Sarajevo. (…)””. (pag 328)”,”KAUD-058″
“KAUTSKY Carlo”,”Il programma socialista. Principi fondamentali del socialismo. I. La rovina dell’ impresa. II. Il proletariato. III. La classe capitalistica. IV. Lo Stato futuro. V. La lotta di classe.”,”Il traduttore (v. pag 27) precisa che quando si usano le espressioni “”contadino”” si intende il contadino proprietario (Bauer in tedesco, il piccolo proprietario lavoratore). In italiano il termine ha un significato più vasto e comprende gli addetti al lavoro manuale agricolo (quindi anche i braccianti) Le imposte. “”Così, in tutti i grandi Stati europei, le spese militari (nelle quali deve computarsi anche la maggior parte dei debiti dello Stato) si trovano lanciate, in quest’ ultimo ventennio, ad un’ altezza addirittura vertiginosa. Lo Stato diviene sempre più costoso, i suoi pesi sempre più opprimenti. I capitalisti e i grandi proprietari fondiari cercano, naturalmente, dovunque sia in loro mano la macchina legislativa, di scaricare i pesi, per quant’è possibile, addosso alle altre classi della popolazione. Ma da queste si trova sempre meno da cavare; onde avviene altresì che, malgrado tutti gli stratagemmi dei signori sfruttatori, il loro plusvalore debba necessariamente subire sempre maggiori falcidie da parte dello Stato.”” (pag 98-99)”,”KAUD-059″
“KAUTSKY Karl”,”Communism in Central Europe. In the time of the Reformation.”,”Karl KAUTSKY (1854-1938) “”Kerssenbroick informs us that: “”Although the compact of November inhibited Rothmann from preaching, he did not cease to do so; first of all secretly and by night, but afterwards, when his adherents grew in number, by day also, in the houses of some of the burgesses. The time of preaching was announced by musket-shot, and no one was admitted to the gathering who was not tainted with Anabaptism (vol. i. p. 453). The propaganda was carried on not only by these oral means, but also by printed pamphlets; a printing-press being secretly set up in Rothmann’s house, where it was afterwards discovered by the authorities.”” (pag 237) PROTESTANTESIMO. (Appunti tratti dal libro di Massimo Introvigne, I protestanti, elledici, 1998) Sotto nome di “” protestantesimo”” vengono rubricate un gran numero di denominazioni o comunità. Nel 1991 si contavano 21.104 diverse denominazioni che potevano essere considerate “”protestanti””, il cui numero si accresceva in ragione di 5 alla settimana. Alcuni tentativi di definizione del mondo protestante presuppongono la possibilità di distinguere in modo molto stretto tra Riforma storica, da cui nasce il protestantesimo, e Riforma radicale, da cui nascono diverse famiglie di movimenti religiosi. Possiamo individuare tre caratteristiche fondamentali del protestantesimo: A. Il modo di elaborazione della verità religiosa (cioè il principio epistemologico del protestantesimo) insiste sulla Sola Scriptura, sulla Bibbia come solo autorità in materia di fede e di vita ecclesiale. Questa opzione è peraltro aperta a sviluppi molto diversi: a causa del principio di sola scrittura il protestantesimo è un fondamentalismo, ma nello stesso tempo, per la sua insistenza sul libero esame e il rifiuto di ogni magistero ecclesiastico, è un liberalismo. B. Dal punto di vista dell’esperienza religiosa (cioè del principio antropologico), il protestantesimo privilegia l’esperienza individuale del credente rispetto all’inserimento in una comunità strutturata e gerarchica. C. Dal punto di vista del modo di costruzione dell’autorità (cioè del suo principio sociologico), il protestantesimo si trova di fronte alle conseguenze potenzialmente eversive del principio di sola scrittura, che potrebbe portare con sé l’impossibilità di organizzare una comunità intorno a un minimo fondo comune di credenze: se ciascuno può interpretare la Scrittura a suo modo, ci sono tanti protestantesimi quanti sono i protestanti. Se il luogo della verità non è più nell’istituzione in quanto tale, ma nel messaggio proclamato da queste istituzione, chi allora giudica se il messaggio è proclamato correttamente? La soluzione protestante consiste nel costruire socialmente la figura del “”pastore”” come specialista della Bibbia. Anche qui sono possibili sviluppi in direzioni molto diverse: le comunità “”liberali”” finiranno per essere dominate dai teologi, mentre quelle “”fondamentaliste”” da predicatori di tutto carismatico. Al di fuori dell’autorità riconosciuta al pastore – autorità che procede direttamente da quella riconosciuta alla Bibbia e che le resta subordinata – nessun’altra autorità è riconosciuta come essenziale nelle chiese protestanti. In particolare nessuno autorità è superiore a quella del pastore, nessuna gerarchia all’interno stesso della categoria dei “”chierici”” è riconosciuta come essenziale all’essere della chiesa. In altre parole, nelle chiese della Riforma non esiste un vero ministro episcopale. L’autorità non è istituzionale ma personale, non deriva dal munus gerarchico ma dalla competenza (teologica o carismatica). In prima approssimazione, dal punto di vista storico si può fare riferimento alla distinzione tra Riforma storica e Riforma radicale. Per la verità l’espressione “”riforma radicale”” nasce in ambito protestante zwingliano: i suoi protagonisti – Thomas Muntzer 1489-1525) e gli anabattisti – non utilizzavano volentieri neppure l’espressione “”riforma””. Una riforma presuppone, infatti, che cessi ancora qualcosa da restaurare, che l’edificio ecclesiastico – per quanto decadente – sia ancora in piedi. I radicali ritenevano invece che la vera Chiesa non esistesse più che preferivano parlare di restituito piuttosto che di reformatio, ritenendo che la Chiesa avesse bisogno di essere rifondata piuttosto che riformata. La questione del nuovo battesimo conferito ai convertiti (da cui la parola “”anabattisti””, cioè letteralmente “”ribattezzatori”” in greco), da questo punto di vista, era molto di più di un semplice problema liturgico. Ribattezzando i convertiti gli anabattisti della riforma radicale intendevano simbolicamente dichiarare che la Chiesa era finita, e che quanto era stato loro conferito dalla Chiesa cattolica da cui provenivano non poteva costituire un valido battesimo. La storiografia moderna preferisce distinguere almeno tre filoni della riforma radicale: 1- ANABATTISTA: MENNONITI, AMISH, HUTTERITI 2- SPIRITUALISTA: QUACCHERI 3- RAZIONALISTA: UNITARIANI, UNIVERSALISTI che sono ormai difficili da ricondurre nello stesso ambito specifico del cristianesimo. PROTESTANTESIMI AL PLURALE Che si debba parlare di protestanti resimi al plurale è chiaro da molti anni a quanti studiano il mosaico protestante. Alcune distinzioni antiche sono tuttavia troppo semplici di fronte all’estrema varietà delle denominazioni e dei movimenti. Così è per la distinzione tra un protestantesimo sacramentale o liturgico e un protestantesimo non sacramentale e anti liturgico. Insufficiente è anche la distinzione fra un protestantesimo calvinista – legato a una rigorosa interpretazione della dottrina della predestinazione – e un protestantesimo arminiano che – attraverso le teorie del teologo olandese Jacob Arminius (1560-1609) – sfugge al rigorismo in tema di predestinazione, affermando – contro il calvinismo classico – che Gesù Cristo è morto per tutti (non solo per i predestinati), che Dio – prima della predestinazione – prevede chi accetterà la grazia salvifica di Gesù Cristo e chi la respingerà, che alla grazia di Dio si può resistere e, dopo averla accettata, la si può rifiutare di nuovo e cadere. Insufficiente, infine, è la distinzione fra Chiese istituzionali (cioè legate allo Stato, come sono in genere quelle della prima generazione della Riforma storica) e chiese libere. Il legame con lo Stato è certamente meno costitutivo oggi di quanto non sia stato in passato. TRIPARTIZIONE DI MAX WEBER Tra i sociologi che tengono ancora conto delle categorie di Max Weber è corrente la tripartizione del protestantesimo in tre categorie. PROTESTANTESIMO: 1. TRADIZIONALE: ANGLICANI, LUTERANI, CALVINISTI DI PRIMA GENERAZIONE. 2. ASCETICO (quello che mostrerebbe AFFINITA’ ELETTIVE CON il CAPITALISMO): CALVINISTI DI SECONDA GENERAZIONE, PIETISTI, BATTISTI, METODISTI. 3. ROMANTICO: PENTECOSTALISMO. Bisogna ricordare che tutte le comunità protestanti nella storia posseggono queste dimensioni: – La dimensione della PROTESTA. – Il PRIMITIVISMO (cioè il mito della Chiesa primitiva, della chiesa dei primi secoli cristiani è al centro di una visione mitica dove la si rappresenta come l’età dell’oro, da cui sarebbero stati assenti i compromessi e contrasti tipici di epoche successive. Peraltro il primitivismo non può essere ridotto a una formula unica. Per esempio l’idea della “”Grande apostasia””, che si sarebbe verificata nel momento in cui la Chiesa – divenuta “”costantiniana”” – perdeva la sua autonomia”,”KAUD-060″
“KAUTSKY Karl”,”La question agraire. Etude sur le tendances de l’ agriculture moderne.”,”KAUTSKY cita opera di Max WEBER (pag 239) “”Ce n’est pas la haine de l’agriculture, ce sont des forces économiques, plus puissantes que la volonté des gouvernements, qui amènent la concentration de toute la vie de l’Etat dans les villes. Les gouvernements sont remplis des meilleures dispositions pour l’agriculture, et on sait comment ils cherchent à lui venir en aide de toutes les façons possibles, par des droits sur les denrées alimentaires, des dons gracieux; des primes de toute sorte.”” (pag 318)”,”KAUD-061″
“KAUTSKY Karl”,”Zu den Programmen der Sozialdemokratie.”,”Crisi, guerra e prosperità. “”Das Kommen der nächsten Industriekrisis erfuhr eine Unterbrechung durch eine Krisis anderer Art, die den Krisenzyklus durchkreuzte: die Kriege von 1866 und 1870. Die Krisis von 1866 war daher fast ganz auf England bechränkt. Um so gewaltiger die Prosperität, die diesen Kriegen in der ganzen Welt folgte, um so zerschmetternder aber auch die Krisis als Ergebnis dieser Prosperität.”” (pag 263)”,”KAUD-062″
“KAUTSKY Karl”,”La socializzazione della terra.”,”””Qualcuno potrebbe pensare che la disoccupazione nelle città spingerà molti operai a ritornare all’agricoltura, ma è vano sperarlo. La scarsità di mano d’opera nelle campagne deriva specialmente dal fatto che si fa sempre più stridente il contrasto fra il sistema di vita uniforme e dipendente che, anche fuori delle ore di lavoro, si conduce in campagna e il sistema di vita che si conduce in città. Fintantoché questo contrasto non sarà scomparso, l’esodo dalla campagna non si tramuterà mai in esodo dalla città, anche se nella città dovesse infierire la disoccupazione: tutt’al più l’esodo dalla campagna potrebbe subire temporaneamente una sosta.”” (pag 42)”,”KAUD-063″
“KAUTSKY Karl”,”Communism and Socialism.”,”When these institutions collapsed in 1917, in the midst of military defeat, all classes of the population found themselves free but without any experience and knowledge in self-government. Under a democratic regime they undoubtedly would have acquired quickly the necessary experience and ability. At first the democracy showed itself quite helpless, however. The Bolsheviks utilized this period to destroy democracy and to erect a new despotism by means of a rigidly centralized conspiratory organization, with the support of a group of workers, soldiers and sailors in Petrograd. Bolshevism obtained the support of these elements by making unmeasured promises, prompted to a large extent by demagogy but certainly also by understimate of the difficulties of the task. No less than the masses were the leaders unable to develop under czarist conditions the necessary ability without which victory over capitalism is impossible. The Bolsheviks were well schooled in fighting the police and in winning the plaudits of poor, ignorant devils. But they lacked any knowledge and experience in the administration of governmental and economic institutions. They had studied Marx theoretically, but in a talmudistic sense, for they lacked any opportunity to study more intimately the economic phenomena with which Marx dealt. With quite inadequate human material, themselves entirely unprepared, the Bolsheviks ventured to turn topsyturvy a country of 150,000,000 inhabitants and to establish in Russia an order of production the pre-requisites for which were absent, nay, for which there were no models even in the much higher developed West. Even the greatest of geniuses would have found this too large a task. Marx and Engels themselves would have failed in any such undertaking””. (pag 40-41)”,”KAUD-064″
“KAUTSKY Karl”,”Sozialismus und Kolonialpolitik. Eine Auseinandersetzung.”,”Colonialismo. Due tipi di colonie. “”In meinem Artikel von 1880 nannte ich die beiden Thypen von Kolonien Arbeitskolonien und Ausbeutungskolonien. Ich halte auch heute noch diese Bezeichnungen für die entsprechendsten. Die Arbeitskolonien wird besiedelt von Mitgliedern der arbeitenden Massen des Mutterlandes, Handwerkern, Lohnarbeitern, namentlich aber Bauern. Sie verlassen ihre Heimat, um ökonomischem oder politischem Druck zu entgehen und sich eine neue Heimat frei von Solchem Drucke zu gründen. Auf ihrer eigenen Arbeit, nicht auf der Arbeit unterworsener Eingeborener beruht eine solche Kolonie. Eine Ausbeutungskolonie wird dagegen besetz von Mitgliedern der ausbeutenden Klassen des Mutterlandes, denen die dort geübte Ausbeutung nicht genügt, die danach trachten, das Gebiet ihrer Ausbeutung auszudehnen. Sie gehen in die Kolonie, nicht um dort eine neue Heimat zu finden, sondern um sie zu verlassen, sobald si genug aus ihr herausgepreßt haben; nicht um heimischen Druck zu entgehen, sondern um noch größeren Druck ausüben zu können als im Mutterlande möglich. Nicht auf ihrer eigenen Arbeit, sodern auf der Ausplünderung oder der Zwangsarbeit der Eingeborenen beruht der wirtschaftliche Nutzen einer solchen Kolonie””. (pag 24) Barbarie. (pag 69)”,”KAUD-065″
“KAUTSKY Karl”,”La cuestion agraria. Estudio de las tendencias de la agricultura moderna y de la politica agraria de la socialdemocracia.”,”KAUTSKY Karl “”Lafargue, en su notable artículo sobre “”La pequeña propietad territorial en Francia”” (Publicato en Neue Zeit, I, p. 348), da un ejemplo bastante concluyente de lo que decimos. “”En un préstamo hipotecario los gastos son tanto más grandes, relativamente, cuqnto menor es la cantidad del préstamo y más breve el plazo que se determina. (…)””””. (pag 112)”,”KAUD-070″
“KAUTSKY Karl”,”Le dottrine economiche di Carlo Marx. Esposte e spiegate popolarmente.”,”””Non v’è nulla di più falso dell’opinione dello stile arido ed involuto del “”Capitale””. Chi scrive non conosce alcuna opera economica che si possa paragonare al “”Capitale”” per chiarezza e vivacità di esposizione, talora anche per vera bellezza classica di stile. E pertanto è così difficile da capirsi! In alcuni punti certo, ma non è colpa dell’esposizione. Si crede ordinariamente che l’economia nazionale sia un campo scientifico che ognuno possa di leggieri comprendere senza la minima precognizione. Ma essa è una scienza, anzi una delle più difficili, poichè non v’è forse altra formazione così complicata come la società. E’ certo che per intendere quella collezione di luoghi comuni, che Marx designa sotto il nome di economia volgare, non occorrono maggiori cognizioni di quelle che ogni uomo si acquista da sè negli affari della vita giornaliera. Per capire il “”Capitale”” di Marx, il quale sotto la forma d’una critica dell’economia politica fonda un nuovo sistema storico ed economico, bisogna già avere da prima una certa cultura storica e la comprensione dei fatti che offre lo sviluppo della grande industria. Chi non conosce almeno in parte i fatti dai quali Marx deriva le sue leggi, il senso di queste leggi gli rimarrà certo oscuro, e perciò egli parlerà di misticismo e di hegelianismo. La spiegazione più evidente non gli gioverà a nulla. A nostro parere è questo uno scoglio pericoloso per ogni tentativo di popolarizzare il “”Capitale””. Marx ha scritto il più popolarmente possibile. Dove egli è di difficile comprendimento, il difetto non è nella ‘lingua’, ma nell’obbietto e nel ‘lettore’.”” (pag 3-4) [Karl Kautsky, Prefazione alla prima edizione, 1886] [in Karl Kautsky, Le dottrine economiche di Carlo Marx. Esposte e spiegate popolarmente, 1945]”,”ECOT-176″
“KAUTSKY Karl”,”Les trois sources du marxisme. L’oeuvre historique de Marx. La contestation: ‘Ideologie et lutte de classes’ (Pierre Guillaume), ‘Le “”renegat”” Kautsky et son disciple Lenine’ (Jean Barrot).”,”””Engels arriva par une autre voie que Marx à cette conception. Marx était le fils d’un homme de loi et se destina d’abord à la carrière judiciaire, puis, plus tard, à la carrière universitaire. Il étudia le droit, la philosophie et l’Histoire et ne s’attacha aux études économiques que lorsqu’il ressentit amérement qu’elles lui manquaient. A Paris, il étudia l’économie, l’histoire de la Révolution et le lui une énorme influence. Ces études le menèrent à l’idée que ce ne sont ni la loi ni l’Etat qui font la société, mais au contraire que la société qui naît du processus économique fait la loi et l’Etat selon ses besoins. Engels, par contre, était le fils d’un industriel. Il reçut les premiers fondements de son savoir, non pas au gymnase, mais à l’école moyenne, où il apprit à penser selon les méthodes des sciences naturelles. Il entra ensuite dans le commerce et exerça l’économie pratiquement et théoriquement à Manchester, au centre du capitalisme anglais où son père possédait une fabrique. Venant de l’Allemagne, où il s’était familiarisé avec la philosophie hégélienne, il sut approfondir la science économique qu’il trouva à son arrivée en Angleterre. Son attention fu surtout attirée par l’histoire économique.”” (pag 14-15) [Karl Kautsky, Les trois sources du marxisme. L’oeuvre historique de Marx, 1969]”,”MADS-538″
“KAUTSKY Karl”,”La Question Agraire. Etude sur les tendances de l’Agriculture Moderne.”,”””Il y a donc un écart entre les prix de production déterminés par les “”frais de production”” et les valeurs des produits, mais cet écart n’abolit pas la loi de la valeur, il ne fait que la modifier. Cette loi reste l’élément régulateur qui agit derrière les prix de production, et elle demeure absolutement valable pour l’ensemble des marchandises et pour la masse totale de la plus-value; elle constitue ainsi une base solide tant pour les prix que pour le taux du profit, qui sans cela ne serait fondé sur rien. L’économie politique des Universités considère avec dédain la théorie de la valeur de Marx réfutée depuis longtemps par la “”science””, ce qui n’empêche pas sans doute la même économie politique de juger toujours nécessaire de produire bon an mal an toute une série de gros livres et de traités pour réfuter une fois de plus la théorie depuis longtemps reconnue fausse. La valeur de ces ouvrages n’est peut-être pas toujours en rapport avec le travail dépensé à leur confection: mais que peut invoquer cette science pour définir le taux de profit moyen? Rien que le petit mot “”usuel””.”” (pag 101) [Karl Kautsky, La Question Agraire. Etude sur les tendances de l’Agriculture Moderne, 1900, Reprint 1970] “”Le développement de la production capitaliste entraîne l’augmentation de la masse de la plus-value, l’augmentation non seulement du capital accumulé, mais encore des revenus des capitalistes, et en même temps un accroissement du gaspillage des capitalistes. Il a pour effet entre autres de ressusciter les formes féodales dont on avait au point de vue économique triomphé depuis longtemps. Ainsi, par exemple, les rois de la finance et les propriétaires de ‘latifundia’ s’efforcent de créer des chasses de l’étendue des forêts du Moyen Age. Par les descriptions du ‘Capital’ de Marx, on sait avec quelle brutalité une classe qui n’a pas besoin de ménager l’argent et qui trouve ridicule de ménager les hommes, a, en Ecosse, dépossédé les laboureurs de vastes domaines pour les remplacer d’abord par des moutons, ensuite par des cerfs. C’est ce qui se passe aujourd’hui dans certaines parties de la France, de l’Allemagne et de l’Autriche. En Autriche, le domaine forestier, d’après les données d’Endres, dans le ‘Dictionnaire des Sciences Politiques’, a augmenté depuis le milieu du siècle jusqu’à aujourd’hui d’environ 700.000 hectares, presque 2,5% de la superficie totale, surtout dans les pays alpins et côtiers où l’augmentation est de 600.000 hectares. De 1881 à 1885, on a défriché 3.671 hectares de fôrets, mais en revanche on en a reboisé 59.031. (…) Le livre de Teifen sur la misère sociale et les classes possédantes en Autriche montre, par de nombreux exemples, que dans ce pays ce ne sont pas seulement des déserts qu’on reboise, mais aussi des pâturages et des terres de labour”” [Karl Kautsky, La Question Agraire. Etude sur les tendances de l’Agriculture Moderne, 1900, Reprint 1970] (pag 213-214)”,”KAUD-075″
“KAUTSKY John H.”,”Moscow and the Communist Party of India. A Study in the Postwar Evolution of International Communist Strategy.”,”KAUTSKY John H. Department of Political Science Washington University Saint Louis”,”INDx-113″
“KAUTSKY Karl”,”Etica e concezione materialistica della storia.”,”CANCELLARE 2° COLLOCAZIONE IN KAUD-020 Fondo Pegoraro sottolineature e note a margine Concepito come un articolo per ‘Neue Zeit’ il lavoro di KAUTSKY lievitò durante la stesura fino a diventare un’operetta omogenea e compiuta. Il saggio apparve in volume nel 1906. “”La filosofia ‘tedesca’ compì questo passo con Kant (1724-1804). Oggi è di moda dire: torniamo a Kant! ma chi nel dire ciò avesse in mente l’etica kantiana potrebbe altrettanto giustamente dire: ‘torniamo a Platone!”” (pag 31) “”Da quando la borghesia è diventata conservatrice, soltanto dal punto di vista proletario è ancora possibile una teoria materialistica dello sviluppo sociale. E’ vero, il nuovo materialismo dialettico è un materialismo di tipo particolare, che si differenzia sostanzialmente da quello legato alle scienze naturali. Qualcuno dei suoi partigiani ha perciò espresso il desiderio di sostituire la parola materialismo con un’altra, per evitare malintesi. Ma se Marx ed Engels tennero fermo alla parola materialismo, ciò avvenne, in ogni caso, per la stessa ragione per cui si rifiutarono di ribattezzare il loro ‘Manifesto dei comunisti’ in Manifesto dei socialisti. La parola socialismo copre oggi una merce così variopinta, che vi rientrano anche il socialismo cristiano e nazionale di ogni tipo; la parola comunismo definisce inequivocabilmente e chiaramente lo scopo del proletariato, che lotta nella battaglia rivoluzionaria per la sua emancipazione. Così anche in una definizione di materialismo dialettico come “”monismo”” o “”criticismo”” o “”realismo”” andrebbe perduto qualsiasi contrasto col mondo borghese. La parola “”materialismo”” invece ha sempre significato, da quando il cristianesimo è diventato la religione dominante, una filosofia di ‘lotta’ contro i poteri dominanti. Perciò esso è caduto in discredito presso la borghesia, ma proprio per questo noi, fautori della filosofia proletaria nel suo molteplice sviluppo, abbiamo ogni motivo per tener fermo a questo nome per la nostra filosofia, nome che può esser giustificato anche in maniera concreta. E una concezione dell’etica che nasca da questa filosofia può presentarsi come etica materialistica”” (pag 100) [Karl Kautsky, Etica e concezione materialistica della storia, 1975]”,”MADS-213″
“KAUTSKY Karl”,”Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale.”,”””Similmente la pensava il Doubleday. Nel suo lavoro: ‘La legge dì popolazione’ (Londra 1846) egli esprime la opinione che la fecondità stia in rapporto inverso colla nutrizione. L’alimentazione copiosa, dic’egli, limita l’aumentarsi della popolazione, mentre all’incontro l’alimentazione scarsa e manchevole eccita e dispone alla fecondità. «Sia quaI si vuole il limite della naturale forza generativa di una unione, essa diminuirà sempre quando si troverà in condizioni pletoriche, mentre in condizioni opposte essa sarà portata al suo massimo sviluppo, e ciò in relazione esatta colla forza e col benessere concesso da queste condizioni, e dato che esse non si spingano al punto da cagionare la morte dell’animale o della pianta». Indi il Doubleday spiega il supposto fenomeno della diminuzione delle classi ben nutrite e dell’aumento rapido del proletariato. Le piante in terreno troppo grasso non danno frutti, e gli animali ingrassati non sono prolifici. Ei porta ad esempio il decremento della popolazione inglese nel XV e XVI secolo, che dev’essere stato cagionato dall’eccesso di forte nutrizione che allora godevano i lavoratori. A siffatta opinione s’accostò il Fourier, che prescrisse quattro mezzi al fine di preservare il ‘falanstero’ dalla sopra-popolazione, il ‘costume fanerogamo’, l”esercizio integrale’, la ‘forza delle donne’ e il ‘regime gastrofisico’. Il buon nutrimento è contrario alla fecondità, e le donne devono essere fisicamente robuste, perchè le deboli sono quelle che producono il maggior numero di figli. Anche Carlo Marx mostra d’essere seguace di questa teoria che egli professa però soltanto nella prefazione. «In realtà non solo il numero delle nascite e delle morti ma anche la quantità assoluta delle famiglie sta in rapporto inverso colla quantità dei mezzi di sussistenza di cui ponno disporre le varie classi lavoratrici. Questa legge della società capitalistica non avrebbe senso fra i selvaggi e anche fra le colonie civilizzate». E nella nota egli cita Laing: «Se il mondo si trovasse in condizione agiata, esso diverrebbe ben tosto spopolato» (1). Non si può dissimulare che dove domina la povertà l’aumento della popolazione è assai grande. Il rapporto delle nascite nel circondario di Oppeln in Slesia nel 1849 era di 1 : 19,97, vale a dire che per ogni 1997 uomini si avevano 100 nati, mentre in Sassonia che anch’essa ha un rapido aumento di popolazione, dal 1840 al 1849 si aveva il rapporto di 1 : 24,46. Wirchow osserva intorno a questo rapido aumento: «Come l’operaio inglese nella profonda abiezione e nella più completa privazione di ogni gioia spirituale, conosce due fonti di godimento la crapula e il coito; così anche la popolazione dell’alta Slesia fino a pochi anni or sono aveva concentrato tutti i suoi desiderii, tutte le sue aspirazioni in queste due cose. L’acquavite e il godimento sessuale dominavano sovranamente ne’ suoi costumi; e si spiega con ciò agevolmente come la popolazione avesse guadagnato di numero quanto avea perduto di forza fisica e di continenza morale. Si ripeté in essa quel che da lungo tempo sì sa dei lavoratori di fabbrica che immigrano in Inghilterra» (2)”” [(1) C . Marx . Il Capitale, pag. 669; (2) Archivio di anatomia patologica. II, pag. 306 – Wappaus, Op. cit., I, pag. 303] (pag 214-215-216) LEGGERE in: Carlo Kautsky, ‘Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale’, Roma, 1969 ca., reprint Milano, 1884] [Versione digitale su richiesta] [ISC Newsletter N° 76] ISCNS76DIGIT”,”KAUD-006-B”
“KAUTSKY Karl KAUTSKY Luise ADLER Friedrich STAMPFER Friedrich ADLER Friedrich DE-WOLFF Sam MARSCHAK J. TOPALOVITCH Zivko ABRAMOWITSCH R. NIKOLAJEWSKY B. JORDANIA Noé OLBERG Paul”,”Ein Leben für den Sozialismus. Erinnerungen an Karl Kautsky.”,”pagina 21: foto di gruppo: ci sono Hilferding, Kautsky Luise e Karl Pannekoek Ledebour Mathilde Wurm Frau Block e Frau Pannekoek, e figli”,”KAUS-024″
“KAUTSKY Karl”,”La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione. (1909)”,”””‘Der Weg zur Macht’, con tutte le sue frasi di sapore “”radicale””, è in realtà un classico del revisionismo nel significato più profondo, proprio perché in esso la scissione fra teoria e pratica, fra principi e linea politica, e la funzione compromissoria e di copertura della teoria e dei principi rivoluzionari, si manifesta nel mondo più evidente (…)”” (introduzione di A. Panaccione) “”Gli ultimi dieci anni hanno sviluppato certamente nella piccola borghesia un odio crescente verso il proletariato. Questo deve impostare la sua politica facendo conto di dover combattere da solo le prossime battaglie. Ma già Marx ha indicato che il piccolo borghese, in quanto sta nel mezzo fra il capitalista e il proletario, oscilla continuamente fra i due, è l’uomo di tutt’e due i partiti. Noi non possiamo contare su di lui, egli sarà sempre un alleato insicuro, nella maggioranza dei casi – alcuni di loro individualmente possono diventare degli ottimi compagni -; la sua ostilità nei nostri confronti può aumentare ancora. Ma ciò non esclude che un giorno, per effetto dell’insopportabile pressione fiscale e di un improvviso crollo morale della classe al governo, la piccola borghesia passi in massa dalla nostra parte, e forse con ciò faccia vacillare i nostri avversari e decida la nostra vittoria. E in realtà essa non potrebbe far meglio i suoi interessi, poiché il proletariato vittorioso può offrire a tutti coloro che non sono sfruttatori, a tutti gli oppressi e gli sfruttati, anche a coloro che oggi vegetano come piccolo borghesi o piccoli contadini, un grande miglioramento delle loro condizioni di vita. Per quanto la piccola borghesia possa momentaneamente stare di fronte a noi con atteggiamento ostile, essa non costituisce certo un solido appoggio del regime esistente. Anch’essa vacilla e scricchiola in tutte le giunture, come tutte le altre basi della società”” [Karl Kautsky, La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione. (1909), Bari Roma, 1969]”,”KAUD-079″
“KAUTSKY Karl – AMATO Sergio”,”La rivoluzione sociale. Riforma e rivoluzione sociale (1902).”,”Capitale monetario e declino inglese (pag 59-60, Kautsky) Kautsky: L’Inghilterra cessa di essere lo specchio del nostro avvenire nel sistema capitalistico di produzione. “”Il capitale monetario è quella forma di capitale che inclina di più verso gli atti violenti; quello che più facilmente si lega in monopoli, ed acquista con ciò una potenza senza limiti sulla classe operaia, quella che è più estranea agli operai; essa è quella che scaccia il capitale dei privati industriali e domina sempre più tutta la produzione capitalista. La conseguenza necessaria di tutto ciò è ancora: I contrasti sociali si rendono più acuti. Ma l”Inghilterra’! mi si opporrà. Non troviamo noi in Inghilterra una continua diminuzione degli antagonismi di classe? E Marx non ha già detto che l’Inghilterra è il paese classico del sistema capitalistico di produzione, mostrandocela come l’esempio tipico del nostro avvenire? Dunque le condizioni alle quali noi andiamo incontro non sono quelle attualmente esistenti in Inghilterra? Sempre l’Inghilterra ci viene mostrata dagli entusiasti della pace sociale, e, cosa curiosa, sono gli stessi individui che rimproverano più clamorosamente noi Marxisti “”ortodossi”” per la nostra ostinazione nel restare attaccati ad ogni proposizione marxista, sono proprio essi che ora credono di colpirci nel modo più decisivo colla proposizione marxista suddetta. Ma in realtà le condizioni dopo che Marx scrisse il “”Capitale”” sono cambiate di molto. L’Inghilterra ha cessato di essere il paese classico del capitalismo. Il suo sviluppo va sempre più rallentandosi e viene sempre più superato da quello di altre nazioni, specialmente della Germania e dell’America ed ora i rapporti incominciano a rovesciarsi. L’Inghilterra cessa di essere lo specchio del nostro avvenire nel sistema capitalistico di produzione. Questo è ciò che lo studio delle condizioni reali insegna a quei Marxisti “”ortodossi”” che non ripetono pappagallescamente quanto disse Marx, ma ne applicano il metodo per poter capire il presente. L’Inghilterra era il terreno classico del capitalismo, quello nel quale il ‘capitale industriale’ arrivò prima alla propria prevalenza. (…)”” [Karl Kautsky, ‘Riforma e rivoluzione sociale’, 1902] [(in) ‘La rivoluzione sociale. Riforma e rivoluzione sociale (1902)’, Firenze, 2002, a cura di Sergio Amato] (pag 59)”,”KAUD-081″
“KAUTSKY Karl, a cura di Andrea BARBARANELLI”,”L’origine del cristianesimo.”,”””L’ultimo capitolo del libro, ‘Cristianesimo e socialdemocrazia’, in cui Kautsky affronta il parallelo tra comunismo cristiano e comunismo moderno e, sottolineando i contrasti, dimostra la necessità storica della attuazione della società comunista nell’epoca moderna, si apre con il passo finale della già citata ‘Introduzione’ di Engels alle ‘Lotte di classe in Francia’. Come è noto, questo scritto di Engels è stato l’occasione per l’inizio di quella polemica nel corso della quale si definirono le posizioni dei cosiddetti revisori del marxismo. Un anno dopo la pubblicazione del “”testamento politico”” di Engels, Bernstein comincia a pubblicare quella serie di articoli sui ‘Problemi del socialismo’ che suscitò critiche e accuse di apostasia dal marxismo dalle quali si difese con la memoria indirizzata al Congresso socialista di Stoccarda del 1898. Del 1899 è la pubblicazione de ‘I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia’ (38). Kautsky, che aveva replicato a Bernstein nello stesso anno, riprende ora, quasi dieci anni dopo, la polemica, partendo dal testo di Engels che ne era stato l’occasione immediata. Nella parte finale dell”Introduzione’, citata da Kautsky, Engels mette a confronto l’avanzata del movimento socialista con l’irresistibile avanzata, 1600 anni prima, del cristianesimo, conclusasi con la sua proclamazione a religione di Stato. Queste righe non esprimono altro, afferma Kautsky, che il vigoroso ottimismo che animò Engels sino alla fine. Ma si è voluto interpretarle altrimenti, assimilandole alle posizioni di chi sostiene che il partito debba seguire la via legale come quella che garantisce i migliori successi. Engels, secondo questi interpreti, avrebbe rinnegato il punto di vista rivoluzionario da lui sostenuto per tutta la vita, arrivando alla conclusione che il pensiero di Marx, che la violenza è la levatrice di ogni nuova società, non è più sostenibile. Questa interpretazione – afferma Kautsky – sottolinea unilateralmente, nel parallelo engelsiano tra cristianesimo e socialdemocrazia, la accettazione volontaria del cristianesimo da parte del potere statale, il suo riconoscimento senza abbattimento violento dello Stato, in maniera assolutamente pacifica, la vittoria ottenuta con la compiacenza del governo. Anche la Socialdemocrazia, si sostiene, deve e può vincere così. Ora, continua Kautsky, se questo fosse stato veramente il pensiero di Engels, egli non avrebbe potuto dir niente di peggio sulla Socialdemocrazia. Col cristianesimo non fu il proletariato ad arrivare alla vittoria, ma la sua organizzazione burocratica, che lo sfruttava e lo dominava, la Chiesa, il clero. Questa organizzazione vinse nel momento in cui rinunciò ai suoi scopi originari e ne sostenne altri a questi opposti. Se la vittoria della Socialdemocrazia dovesse attuarsi in modo simile, sarebbe un motivo per abiurare alla Socialdemocrazia; non alla rivoluzione. Ma il parallelo tra cristianesimo e Socialdemocrazia a questo proposito non regge. Kautsky osserva come Engels, nell’articolo ‘Per la storia del cristianesimo primitivo’, che costituisce l’antecedente per questo parallelo, non abbia indagato sull’ulteriore sviluppo del cristianesimo e non si sia occupato del suo mutamento dialettico (39)”” [Andrea Barbaranelli, Introduzione] [(in) Karl Kautsky, ‘L’origine del cristianesimo, Roma, 1970, a cura di Andrea Barbaranelli] [(38) Per tutta la questione vedi l’Introduzione di Colletti a Bernstein, ‘Socialismo e socialdemocrazia’, Laterza, 1968, ora in Colletti, ‘Ideologia e società’, 1969, op. cit., pp. 61-147; (39) Anche per ciò che riguarda gli inizi del cristianesimo, del resto – nota Kautsky – non è esatto parlare, come fa Engels di religione di schiavi: la comunità protocristiana fu una comunità di proletari] (pag 24-25) Lenin su Kautsky e l’ultraimperialismo pacifico. (pag 27) “”«In Kautsky» scriverà Lenin nel 1915 «l’evidente rottura con il marxismo ha assunto la forma… del segno di un capitalismo ‘pacifico’. Il capitalismo ‘pacifico’ è stato sostituito dall’imperialismo non pacifico, bellicoso, catastrofico. Ma se non si può sognare di ritornare indietro dall’imperialismo al capitalismo ‘pacifico’, non si potrebbe dare agli stessi sogni la forza di innocenti riflessioni sull'””ultraimperialismo pacifico’? Se si chiamasse ultraimperialismo l’unificazione internazionale degli imperialismi nazionali, che ‘potrebbe’ eliminare i conflitti particolarmente sgradevoli, … come la guerra, … perché non si potrebbe allora scacciare dal pensiero l’epoca già presente, già sopraggiunta, dell’imperialismo, estremamente gravida di conflitti e catastrofi, sognando un”ultraimperialismo’ relativamente pacifico, relativamente privo di conflitti?» (40). Il sogno di un capitalismo «pacifico», come abbiamo visto, occupa Kautsky già nel 1908, ed è in funzione dell’idea che Kautsky ha della presa del potere politico da parte della classe operaia, che dipende in definitiva, a sua volta, dalla concezione che Kautsky ha dello Stato. Il problema del rapporto tra socialismo e democrazia, che lo occuperà fino alla morte (41), è per Kautsky il problema del rapporto tra socialismo e parlamentarismo borghese, dal cui quadro egli non esce. L’obiettivo della lotta della Socialdemocrazia è «la conquista del potere statale mediante il conseguimento della maggioranza in parlamento e della trasformazione del parlamento in padrone del governo» (42), non la rottura della macchina dello Stato borghese”” (pag 27-28-29) [Andrea Barbaranelli, Introduzione] [(in) Karl Kautsky, ‘L’origine del cristianesimo, Roma, 1970, a cura di Andrea Barbaranelli] [(40) Lenin, op. cit, vol. XXV, p. 460; (41) v. l’Introduzione di Procacci, cit., p. XL; (42) citato in Lenin, op. cit., vol. XXV, p. 460]”,”RELx-065″
“KAUTSKY Karl, a cura di Edouard BERTH”,”La lutte des classes en France en 1789.”,”I sanculotti si trovano in una situazione di stallo. (pag 83-84) “”Plus la situation devint dangereuse pour la Révolution, plus l’action des faubourgs révolutionnaires devint aussi nécessaire, plus exclusive luer domination. Elle atteignit son apogée au moment où les monarchies coalisées de l’Europe se ruèrent sur la France, tandis que la contre-révolution éclatait en plusieurs provinces et que le roi et les chefs de l’armée conspiraient avec l’ennemi. Ce n’est pas la Législative, ce n’est pas la Convention, qui sauvèrent alors la Révolution, mais les sans-culottes. Ils s’emparèrent du club des Jacobins, et avec lui d’une organisation dont le centre était à Paris et qui se ramifiait sur toute la France; ils s’emparèrent de la Commun e de Paris et disposèrent par elle d’énormes moyens de puissance; et grâce au club des Jacobins et grâce à la Commune, – et là où ils ne suffisaient pas, par l’insurrection, – ils dominèrent la Convention, ils dominèrent le gouvernement, il dominèrent la France: en pleine guerre, dans la situation plus critique, entourés de dangers de toutes parts, menacés d’une ruine complète, ils exercèrent le droit de guerre le plus impitoyable,ils opposèrent l’excès de la force à l’excès du danger, et ils étouffèrent non seulement toute résistance, toute trahison, mais même toute possibilité de résistance et de trahison, dans le sang des suspects. Mais le terrorisme n’était pas seulement une arme de guerre, destinée à abattre l’ennemi de l’intérieur et à inspirer aux défenseurs de la Révolution une confiance absolue dans la lutte contre les ennemis extérieurs. La guerre avait aidé les sans-culottes à s’emparer du pouvoir. Mais ils voulaient la guerre pour un Etat, pour une société selon leur coeur. On avait renversé la féodalité, mais non le capitalisme, qui déjà, sous le régime des privilèges, avait levé la tête. Et précisément la chute de la féodalité avait permis au capitalisme, à l’exploitation capitaliste de prendre un rapide essor. Supprimer, ou tout au moins limiter les différentes sortes d’exploitation capitaliste, en particulier le commerce, la spéculation et l’agiotage, parut bientôt aux sans-culottes aussi nécessaire que combattre la contre-Révolution. Mais renverser le capitalisme par la base était alors chose impossible: les conditions pour le passage à une forme de production nouvelle, supérieure, n’étaient pas encore données. Aussi les sans-culottes se trouvaient-ils dans une impasse. Les circonstances leur avaient mis en main le pouvoir, mais ne leur permettaient pas de créer des institutions qui pussent d’une manière durable servir leurs intérêts”” (pag 83-84) [Karl Kautsky, a cura di Edouard Berth, ‘La lutte des classes en France en 1789’, Paris, 1901reprint 2016] Il curatore. Édouard Berth Édouard Berth (1875-1939) est un théoricien français du syndicalisme révolutionnaire. Penseur socialiste français, il fut avant tout le plus fidèle disciple de Georges Sorel (1847-1922). Biographie[modifier | modifier le code] Disciple de Georges Sorel, partisan d’un socialisme anti-étatiste garant de l’autonomie de la classe ouvrière, dans son esprit le syndicat devait former la cellule de base de la nouvelle société prolétarienne. À partir de 1899, Édouard Berth devint un collaborateur régulier du Mouvement socialiste avant de rompre avec cette revue en 1909. Défenseur actif des expériences réformistes de Millerand jusqu’en 1902, il évolua ensuite progressivement vers le syndicalisme révolutionnaire, tout en manifestant un penchant mystique proche de celui de son maître Sorel ou de Charles Péguy. Pour cet admirateur de l’Antiquité, le socialisme, la « société des producteurs » à laquelle il aspirait, avait une fonction éminemment morale et héroïque. Germanophone, il traduit de nombreux ouvrages de théoriciens du socialisme comme certains de Karl Kautsky ou de Karl Marx. À l’inverse de ce dernier, Édouard Berth, tout comme Sorel, ne croit pas en la notion du progrès qu’il critique. À partir de 1909, Berth, partant d’une commune aversion pour la démocratie parlementaire « bourgeoise », se rapproche du mouvement monarchiste et fonde avec Georges Valois les Cahiers du Cercle Proudhon en 1911. Il tente alors de proposer une synthèse du syndicalisme révolutionnaire et du corporatisme. À partir de 1917, ce syndicaliste révolutionnaire s’enthousiasme pour la révolution bolchévique et y voit une nouvelle expression de la lutte des classes, avant de revenir de son engouement pour condamner dans l’URSS la « société des termites ». Collaborateur de la revue Clarté, il adhère en 1920 au Parti communiste français et rejoindra de nouveau les rangs du syndicalisme révolutionnaire à partir de 1935. Publications[modifier | modifier le code] Dialogues socialistes, Paris, G. Jacques, 1901. La Politique anticléricale et le Socialisme, Paris, Cahiers de la quinzaine, no 11, 1903. Les Nouveaux aspects du socialisme, Paris, Marcel Rivière, 1908. Les Méfaits des intellectuels, préface de Georges Sorel, Paris, Marcel Rivière, 1914. Rééd. assortie d’une longue introduction d’Alain de Benoist, d’une bibliographie et d’un essai de Berth sur Drieu la Rochelle, Krisis, 2007. « Avant propos », Max Ascoli. Georges Sorel, Paris, Delesalle, 1921. Les Derniers aspects du socialisme. Édition revue et augmentée des Nouveaux Aspects, Paris, Marcel Rivière, 1923. La France au milieu du monde, Turin, Gobetti, 1924. Guerre des États ou Guerre des classes, Paris, Marcel Rivière, 1924. La Fin d’une culture, Paris, Marcel Rivière, 1928. Du ‘Capital’ aux ‘Réflexions sur la violence’, Paris, Marcel Rivière, 1932. « Avant propos », Georges Sorel. D’Aristote à Marx (l’ancienne et la nouvelle métaphysique), Paris, Marcel Rivière, 1935. Traductions Karl Kautsky, Parlementarisme et socialisme. Étude critique sur la législation directe par le peuple, préface de Jean Jaurès, Paris, G. Jacques, 1900. Karl Kautsky, La lutte des classes en France en 1789, Paris, G. Jacques, 1901. Arturo Labriola, Karl Marx. L’économiste, le socialiste, préface de Georges Sorel, Paris, Marcel Rivière, 1910. Karl Marx, La Question juive, Paris, G. Jacques, sans date. Bibliographie[modifier | modifier le code] Alain de Benoist, Edouard Berth ou le socialisme héroïque. Sorel, Maurras, Lenine, Pardès, 2013. Bernard-Henri Lévy, L’Idéologie française, Grasset, 1981. Vincent Michel, Édouard Berth (1875-1939). Essai de biographie intellectuelle, Université de Paris I, 2003, 209 p. (Maîtrise, T. 1 039 MIC). Zeev Sternhell, Ni droite ni gauche, l’idéologie fasciste en France, Éditions du Seuil, 1983 ; Éditions Complexe, « Historiques », 2000 (ISBN 2870277881) ; Gallimard, Collection Folio histoire no 203, 2012″,”KAUD-082″
“KAUTSKY Karl”,”Bernstein und das Sozialdemokratische Programm. Eine Antikritik. (1899)”,”Contiene il capitolo ‘La teoria della crisi’ (pag 135-152)”,”KAUD-083″
“KAUTSKY Karl”,”Le bolchevisme dans l’impasse.”,”””Seul, mon ami Axelrod, déjà cité, m’a depuis le commencement approuvé en tout. Il était arrivé, indépendamment de moi, aux mêmes conclusions. De tous les socialdémocrates russes, il fut constammentle plus près de moi. Avec touts les autres, il m’est de temps en temps arrivé de différer sur tel ou tel point, comme cela m’est arrivé avec d’autres social-démocrates, même mes amis les plus intimes. Cela va de soi. Mais entre Axelrod et moi, jamais il n’y eut de divergences d’opinion. Nos appréciations du bolchevisme ont toujours été d’accord. Mon cher ami est mort en 1928. Je regarde la rédation du présent ouvrage comme une obligation testamentaire qu’il m’a laissée.”” (pag 17) (prefazione, 1931) Kautsky è per un programma di socializzazione per via democratica. Lo Stato democratico con un pieno controllo democratico e piena libertà di movimento politico di tutti i cittadini, deve preparare metodicamente la socializzazione e realizzarla su una base democratica anche in fabbrica (pag 69)”,”KAUD-086″
“KAUTSKY Karl [Carlo KAUTSKY]”,”La politica e le organizzazioni operaie.”,”Riproduzione fotografica ripresa da biblioteca digitale Lo scritto di Kautsky è del 1900 “”Per quanto rapido sia lo sviluppo delle organizzazioni operaie, esse non arriveranno mai a comprendere tutti gli operai. «Il movimento operaio, secondo ogni probabilità, non si estenderà mai oltre quel che si poté chiamare l’aristocrazia della classe operaia» dice Bernstein in una appendice all’edizione tedesca della «Storia del Trade-Unionismo» di Webb, p. 448): opinione alla quale noi sottoscriviamo pienamente, del pari che a quest’altra, della stessa pagina: «sarebbe utopia, per la classe operaia, od anche solo qualche serio miglioramento della propria condizione mediante la esclusiva azione della organizzazione operaia». Nel 1892 il Webb e la sua signora valutarono a un milione e mezzo il numero degli operai organizzati nella Gran Bretagna e in Irlanda mentre che l’industria occupa in codesti paesi 17 milioni di persone di cui almeno 10.000.000 di salariati. Dunque, in codesta terra promessa delle «Trade Union» l’immensa maggioranza dei salariati non è ancora organizzata. Ma se l’organizzazione in sindacati procaccia innegabili vantaggi agli operai organizzati, senza contribuire a migliorare la condizione della massa degli operai, essa ha necessariamente per conseguenza di accentuare la differenza sociale tra gli organizzati e i non organizzati, e di fare dei primi una classe di privilegiati superiori agli altri. Inoltre, se si tien conto delle concessioni fatte dalla borghesia a codesti operai privilegiati, si comprende agevolmente che essi propongano i loro interessi professionali a quelli della loro classe, da essi ritenuti inferiori, che si mostrino perfino ostili al movimento di classe del proletariato, se la borghesia fa loro sentire che codesta agitazione di classe può compromettere il loro movimento di organizzazione, alienando le simpatie borghesi. Da un altro lato, la parte più intelligente della borghesia sarà tanto più disposta a fare delle concessioni a codesta aristocrazia operaia quanto più essa si occuperà esclusivamente dei suoi interessi professionali e quanto più si manifesterà con sempre maggiore evidenza la impossibilità di arrestare l’ascensione della classe lavoratrice col perseguitare le sue organizzazioni. Se il proletariato non si lascia più trattenere dalla violenza, non v’è che da opporgli la politica ‘divide et impera’; si cercherà di dividerlo per dominarlo, e codesto risultato, in talune circostanze storiche, si otterrà colla più grande facilità, favorendo le organizzazioni professionali dell’aristocrazia operaia. D’altronde, tutto ciò è risaputo da tempo; basta richiamarlo brevemente qui. E’ dunque assai naturale il credere che, se in questo momento si aspira in Germania a render neutre le organizzazioni operaie, ciò avviene sotto l’azione delle medesime cause che hanno dato al vecchio «unionismo» inglese un carattere così particolare. Ecco i principali elementi di codesta evoluzione. Noi eravamo sin d’allora in un periodo di prosperità che dura da qualche tempo, i sindacati si sviluppano in Germania in modo prodigioso e non mancano delle classi borghesi che offrono loro dei vantaggi, ritenendo che basti importare in Germania la moda inglese per far subire al movimento di classe proletario, al partito socialista, la sorte del «chartismo» inglese, o almeno per castrare il nostro partito e trasformarlo in un partito di riforme democratiche nel genere del radicalismo inglese. Non mancano le proteste d’amore di codesti riformatori borghesi, da Berlepsch a Sombart, né tanto meno i tentativi sedicenti scientifici per dimostrare una volta di più che la teoria della lotta di classe, il Marxismo è morto, ben morto e sotterrato”” (pag 14-15-16-17) [Karl Kautsky, ‘La politica e le organizzazioni operaie’, Genova, 1903]”,”KAUD-087″
“KAUTSKY Karl, a cura di Gianni CELATA Bruno LIVERANI”,”Teorie delle crisi.”,”Nell’introduzione di Celata e Liverani la controversia sull’opera di Kautsky, Kautsky e le crisi, sovrapproduzione e sottoconsumo, la caduta tendenziale del saggio di profitto, crisi crollo e lotta di classe. Il testo si trova nella seconda parte del volume rilegato assieme allo scritto di Marx, Palmerston, Costes 1929, MADx-030 “”Sulla necessità del superamento finale, attraverso la crisi, del modo di produzione capitalistico, Kautsky per lungo tempo ha tenuto fede alle proprie posizioni senza apprezzabili modifiche, perlomeno fino all’epoca del secondo scritto che presentiamo in questo volume, dove ricompaiono tutti gli elementi caratteristici della sua concezione. Solo successivamente alle vicende della prima guerra mondiale, alle numerose fratture in seno al movimento operaio tedesco e internazionale e alla sua definitiva emarginazione dalla vita politica e dallo stesso dibattito teorico, Kautsky accederà alle posizioni che tanto aveva combattuto: ad esempio, nella sua opera del 1927, ‘Die materialische Geschichtsauffassung’, giungerà a sostenere che l’idea di un’acutizzazione progressiva delle crisi e dei contrasti di classe, in direzione di uno sbocco necessario nel socialismo, è ormai superata. Nell’epoca invece che vede Kautsky nel pieno della sua attività e della sua influenza, lo schema teorico rimane sostanzialmente inalterato. Unica variazione: il ripudio della teoria del crollo, per aggirare le obiezioni di Bernstein e dei revisionisti. In realtà Kautsky aveva calcato la mano sulla necessità «naturale» del crollo all’epoca in cui scriveva il suo commento al Programma di Erfurt, che rimane uno dei documenti più significativi del cosiddetto «marxismo della seconda Internazionale». Scriveva allora Kautsky (siamo nel 1891): «Noi riteniamo inevitabile il crollo (‘Zusammenbruch’) dell’attuale società perché sappiamo che lo sviluppo economico produce ‘con necessità naturale’ delle condizioni che costringono gli sfruttatori a lottare contro questa proprietà privata…». E ancora: «… l’inarrestabile sviluppo economico porta alla bancarotta del modo di produzione capitalistico ‘con necessità di legge naturale’» (43). Eppure, nel vivo della polemica con Bernstein, Kautsky nega di avere mai formulato una teoria del crollo automatico del modo di produzione capitalistico, e tanto meno essa poteva essere fatta risalire a Marx ed Engels. Del resto, non solo nell”Antibernstein’ del 1899 (44) ma anche nel commento al Programma di Erfurt si sforza di precisare che il passaggio dalla crisi del sistema al socialismo non è automatico. L’aggravarsi delle crisi porteranno «a condizioni insopportabili per la gran massa della popolazione, lasciando ad essa solo la scelta tra abbrutimento inerte o rovesciamento attivo dell’esistente ordine proprietario» (45). Sono parole che troviamo ripetute, quasi alla lettera, nell”Antibernstein’ del 1899 e nei due scritti che qui presentiamo. In sostanza l’idea di un crollo automatico è evitata con la previsione di uno stato di depressione cronica, nel quale «evidentemente … la produzione capitalistica può continuare a funzionare, ma diverrà completamente insopportabile per la gran massa della popolazione che si vedrà costretta a ricercare una via d’uscita da questa miseria generale e potrà trovarla solo nel socialismo». Dunque, l’andamento delle crisi ha come sbocco una situazione senza via d’uscita, nella quale l’alternativa è «socialismo o barbarie». La presenza e la crescita, dentro questo processo di decadenza fatale, di un soggetto collettivo cosciente e organizzato, capace di individuare attraverso la conoscenza scientifica dei processi in atto il «momento giusto», è in grado di garantire il passaggio al socialismo scongiurando nel medesimo tempo ogni forzatura intempestiva delle condizioni reali”” (pag 38-39-40) [dall’introduzione di Gianni Celata e Bruno Liverani al volume di Karl Kautsky, ‘Teorie delle crisi’, Firenze, 1976] [(43) K. Kautsky, ‘Il programma di Erfurt’, Roma, 1971, pp. 104, 123; (44) K. Kautsky, ‘Bernstein und das sozialdemokratische Programm. Eine Antikritik’, Stuttgart, 1899, pp. 135-150; (45) K. Kautsky, ‘Il programma di Erfurt’, cit, p. 104]”,”MADx-030-B”
“KAUTSKY Karl, a cura di Benedikt KAUTSKY”,”Erinnerungen und Erörterungen.”,”‘Ricordi e dibattiti’ “”Nachgelassenes Manuskript einer Selbstbiographie von Karl Kautsky, umfassend: Die Familiengeschichte, Die Jugendzeit, Den Eintritt in politische lebe, Die Gründung der “”Neuen Zeit”” “”Manoscritto postumo di una autobiografia di Karl Kautsky, tra cui: la storia della famiglia, l’epoca giovanile, l’ingresso nella vita politica, la fondazione della rivista “”Neue Zeit”” Indice dei nomi: relativamente pochi i riferimenti a Marx ed Engels nell’indice nomi (45 per Marx e 34 per Engels compresi i riferimenti in nota). Due soli i riferimenti a Lenin. “”Theoretisch waren beide Richtungen der deutschen Sozialdemokratie Lassalleaner. Die Marxschen Lehren kannte kaum jemand in Deutschland in anderer Form als jener, die ihnen Lassalle gegeben – ohne den Urheber zu nennen. – Was beide Teile trennte, waren Fragen der Parteiorganisation – Lassalle und sein Nachfolger Schweitzer wollten eine Diktatur in der Partei üben, Bebel und Liebknecht verfochten die Demokratie in der Partei. Aber über diesen Gegensatz, so gross er war, hätte man sich hinweghelfen können. Denn die Arbeiter, die sich um Lassalle scharten, standen zu hoch, als dass sie sich hätten eine tatsächliche Diktatur auflegen lassen. Lassalle selbst und noch mehr Schweitzer stiessen mitunter auf recht energische Opposition. Aber was sich nicht überwinden liess, war der Gegensatz der Taktik: Lassalle und Schweitzer mogelten mit Bismarck, den sie (1) nach Kräften unterstützten. Dafür fand dieser keine erbitterteren Gegner als Bebel und Liebknecht. Dieser Gegensatz machte die Spaltung unvermeidlich. Aber der Gegensatz war auf Deutschland beschränkt, ja überwiegend auf Preussen. In Österreich gab es keinen Arbeiter, keinen Socialisten, der etwas von Bismarck hätte erwarten können.”” [Karl Kautsky, a cura di Benedikt Kautsky, ‘Erinnerungen und Erörterungen’, Gravenhage, 1960] [(1) In der Abschrift heisst es “”sich””. B.K.] (pag 306)”,”KAUD-091″
“KAUTSKY Karl”,”Ultra-Imperialism.”,”Questo articolo è l’ultima sezione di ‘Der Imperialismus’, Die Neue Zeit, n. 21, 11 Sept. 1914 Influenza su Kautsky della teoria dell’ imperialismo di Rosa Luxemburg (pag 3)”,”KAUD-088″
“KAUTSKY Karl LUXEMBURG Rose PANNEKOEK Anton”,”Socialisme: la voie occidentale.”,” Dall’introduzione di H. Weber: Nel 1910, la scissione del movimento operaio in tre Internazionali (la “”seconda””, socialdemocratica, la “”terza”” bolscevica, e la “”due e mezzo””; centrista, è in gestazione. La rottura aperta arriverà nel corso della guerra ma i presupposti strategici si erano già generati in filigrana negli anni precedenti il conflitto. Non sono la Rivoluzione russa e la nascita del Comintern a provocare l’implosione del movimento operaio internazionale, ma è l’ampiezza delle divergenze interne, esacerbate dalla guerra (pag 7) Deriva a destra di Kautsky che a partire dal 1907 lo condurrà in qualche anno all’allineamento alle tesi del revisionismo e alla riconciliazione con Bernstein (pag 46) Kautsky sostiene che non ci può essere offensiva rivoluzionaria senza crisi rivoluzionaria (pag 47) Luxemburg e Pannekoek occultano il concetto di crisi rivoluzionaria che a loro parere si confonderebbe con lo stesso periodo rivoluzionario aperto dall’offensiva rivoluzionaria (pag 47) Al dibattito strategico parteciperanno negli anni ’20, sotto impatto delle rivoluzioni russe e tedesche, oltre Lenin e Trotsky, anche Radek, Levi, Gramsci ecc. (pag 48-49)”,”KAUD-089″
“KAUTSKY Karl”,”La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione. (1909)”,”””‘Der Weg zur Macht’, con tutte le sue frasi di sapore “”radicale””, è in realtà un classico del revisionismo nel significato più profondo, proprio perché in esso la scissione fra teoria e pratica, fra principi e linea politica, e la funzione compromissoria e di copertura della teoria e dei principi rivoluzionari, si manifesta nel mondo più evidente (…)”” (dall’introduzione di A. Panaccione); “”Gli ultimi dieci anni hanno sviluppato certamente nella piccola borghesia un odio crescente verso il proletariato. Questo deve impostare la sua politica facendo conto di dover combattere da solo le prossime battaglie. Ma già Marx ha indicato che il piccolo borghese, in quanto sta nel mezzo fra il capitalista e il proletario, oscilla continuamente fra i due, è l’uomo di tutt’e due i partiti. Noi non possiamo contare su di lui, egli sarà sempre un alleato insicuro, nella maggioranza dei casi – alcuni di loro individualmente possono diventare degli ottimi compagni -; la sua ostilità nei nostri confronti può aumentare ancora. Ma ciò non esclude che un giorno, per effetto dell’insopportabile pressione fiscale e di un improvviso crollo morale della classe al governo, la piccola borghesia passi in massa dalla nostra parte, e forse con ciò faccia vacillare i nostri avversari e decida la nostra vittoria. E in realtà essa non potrebbe far meglio i suoi interessi, poiché il proletariato vittorioso può offrire a tutti coloro che non sono sfruttatori, a tutti gli oppressi e gli sfruttati, anche a coloro che oggi vegetano come piccolo borghesi o piccoli contadini, un grande miglioramento delle loro condizioni di vita. Per quanto la piccola borghesia possa momentaneamente stare di fronte a noi con atteggiamento ostile, essa non costituisce certo un solido appoggio del regime esistente. Anch’essa vacilla e scricchiola in tutte le giunture, come tutte le altre basi della società””; “”(…) [Q]uanto più minaccioso appariva il pericolo della rivoluzione, che ormai poteva essere soltanto una rivoluzione proletaria e anticapitalistica, tanto più strettamente le classi benestanti facevano blocco intorno ai loro governi. I piccoli borghesi e i piccoli agricoltori possedevano nei nuovi diritti politici, e in particolare nel diritto elettorale, mezzi molto efficaci per far pressione sui governi e ottenere da loro concessioni materiali ddi ogni genere. Tanto più essi preferivano comprare l’appoggio del governo per mezzo dei servizi politici che gli rendevano, quanto più preoccupante era diventato per loro quello che era stato fino ad allora il loro alleato nelle lotte politiche. Così lo spirito di insoddisfazione, provocato in molti strati della popolazione dalla depressione economica e dall’oppressione politica, generò soltanto un debole cambiamento, il quale, come abbiamo già notato, trovò nella caduta di Bismarck (1890) la sua espressione più significativa, accanto alla quale si può accennare ancora al tentativo del boulangismo in Francia (1889) di trasformare con la violenza la costituzione. Ma con questo ebbe fine anche la ‘parvenza’ di una situazione rivoluzionaria. Proprio nel periodo in cui avvennero questi cambiamenti politici, fu superata la depressione economica che durava da tanto tempo. Cominciò un’epoca di rapidissimo sviluppo economico, che è durata, con qualche interruzione, fino a poco tempo fa. (…) Ma questo stesso sviluppo era, a sua volta, conseguenza del rapido allargamento del mercato mondiale. (…) Tuttavia questa ripresa era chiaramente collegata con l’apertura dei mercati esterni, che coincideva nel tempo con la nuova politica coloniale iniziata a partire dagli anni ottanta, e così dalla massa della borghesia la politica coloniale fu posta in rapporto con lo sviluppo economico e per i borghesi delle grandi potenze europee sorse un nuovo ideale, che essi negli anni novanta cominciarono a contrapporre al socialismo, a quello stesso socialismo di fronte al quale tanti teorici della borghesia avevano già capitolato negli anni ottanta. Questo nuovo ideale era l’annessione di un territorio d’oltremare al territorio dello Stato in Europa, il cosiddetto ‘imperialismo’. Ma l’imperialismo di una grande potenza significa politica di conquista e significa ostilità nei confronti delle altre grandi potenze, che vogliono condurre la stessa politica di conquista nei medesimi territori d’oltremare”” [Karl Kautsky, ‘La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione’ (1909), Bari Roma, 1969] (pag 108-113)”,”KAUD-001-FC”
“KAUTSKY Karl”,”La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione. (1909)”,”””‘Der Weg zur Macht’, con tutte le sue frasi di sapore “”radicale””, è in realtà un classico del revisionismo nel significato più profondo, proprio perché in esso la scissione fra teoria e pratica, fra principi e linea politica, e la funzione compromissoria e di copertura della teoria e dei principi rivoluzionari, si manifesta nel mondo più evidente (…)”” (dall’introduzione di A. Panaccione); “”Gli ultimi dieci anni hanno sviluppato certamente nella piccola borghesia un odio crescente verso il proletariato. Questo deve impostare la sua politica facendo conto di dover combattere da solo le prossime battaglie. Ma già Marx ha indicato che il piccolo borghese, in quanto sta nel mezzo fra il capitalista e il proletario, oscilla continuamente fra i due, è l’uomo di tutt’e due i partiti. Noi non possiamo contare su di lui, egli sarà sempre un alleato insicuro, nella maggioranza dei casi – alcuni di loro individualmente possono diventare degli ottimi compagni -; la sua ostilità nei nostri confronti può aumentare ancora. Ma ciò non esclude che un giorno, per effetto dell’insopportabile pressione fiscale e di un improvviso crollo morale della classe al governo, la piccola borghesia passi in massa dalla nostra parte, e forse con ciò faccia vacillare i nostri avversari e decida la nostra vittoria. E in realtà essa non potrebbe far meglio i suoi interessi, poiché il proletariato vittorioso può offrire a tutti coloro che non sono sfruttatori, a tutti gli oppressi e gli sfruttati, anche a coloro che oggi vegetano come piccolo borghesi o piccoli contadini, un grande miglioramento delle loro condizioni di vita. Per quanto la piccola borghesia possa momentaneamente stare di fronte a noi con atteggiamento ostile, essa non costituisce certo un solido appoggio del regime esistente. Anch’essa vacilla e scricchiola in tutte le giunture, come tutte le altre basi della società””; “”(…) [Q]uanto più minaccioso appariva il pericolo della rivoluzione, che ormai poteva essere soltanto una rivoluzione proletaria e anticapitalistica, tanto più strettamente le classi benestanti facevano blocco intorno ai loro governi. I piccoli borghesi e i piccoli agricoltori possedevano nei nuovi diritti politici, e in particolare nel diritto elettorale, mezzi molto efficaci per far pressione sui governi e ottenere da loro concessioni materiali ddi ogni genere. Tanto più essi preferivano comprare l’appoggio del governo per mezzo dei servizi politici che gli rendevano, quanto più preoccupante era diventato per loro quello che era stato fino ad allora il loro alleato nelle lotte politiche. Così lo spirito di insoddisfazione, provocato in molti strati della popolazione dalla depressione economica e dall’oppressione politica, generò soltanto un debole cambiamento, il quale, come abbiamo già notato, trovò nella caduta di Bismarck (1890) la sua espressione più significativa, accanto alla quale si può accennare ancora al tentativo del boulangismo in Francia (1889) di trasformare con la violenza la costituzione. Ma con questo ebbe fine anche la ‘parvenza’ di una situazione rivoluzionaria. Proprio nel periodo in cui avvennero questi cambiamenti politici, fu superata la depressione economica che durava da tanto tempo. Cominciò un’epoca di rapidissimo sviluppo economico, che è durata, con qualche interruzione, fino a poco tempo fa. (…) Ma questo stesso sviluppo era, a sua volta, conseguenza del rapido allargamento del mercato mondiale. (…) Tuttavia questa ripresa era chiaramente collegata con l’apertura dei mercati esterni, che coincideva nel tempo con la nuova politica coloniale iniziata a partire dagli anni ottanta, e così dalla massa della borghesia la politica coloniale fu posta in rapporto con lo sviluppo economico e per i borghesi delle grandi potenze europee sorse un nuovo ideale, che essi negli anni novanta cominciarono a contrapporre al socialismo, a quello stesso socialismo di fronte al quale tanti teorici della borghesia avevano già capitolato negli anni ottanta. Questo nuovo ideale era l’annessione di un territorio d’oltremare al territorio dello Stato in Europa, il cosiddetto ‘imperialismo’. Ma l’imperialismo di una grande potenza significa politica di conquista e significa ostilità nei confronti delle altre grandi potenze, che vogliono condurre la stessa politica di conquista nei medesimi territori d’oltremare”” [Karl Kautsky, ‘La via al potere. Considerazioni politiche sulla maturazione della rivoluzione’ (1909), Bari Roma, 1969] (pag 108-113)”,”KAUD-002-FV”
“KAUTSKY Karl”,”Introduzione al pensiero economico di Marx.”,”Karl Kautsky (1854-1938) entrò nella socialdemocrazia nel 1875. Nel 1881 divenne segretario di Engels. Nel 1883 fondò la “”Neue Zeit”” che diresse per trent’anni. Nel 1891 elaborò il Programma di Erfurt. Fu il leader dell’ortodossia marxista nella polemica anti-revisionista, ma in seguito si spostò su posizioni centriste, tanto da votare il 4 agosto 1914, al Reichstag, i crediti di guerra. Nel 1917 fondò un partito socialdemocratico indipendente (USPD) da cui doveva estraniarsi dopo la sua dichiarata avversione alla Rivoluzione russa e al movimento spartachista. In seguito all'””Anschluss”” si rifugiò a Praga e quindi, invasa la Cecoslovacchia, ad Amsterdam dove morì. “”Il crescente instupidimento della gioventù operaia causato dal lavoro unilaterale troppo prolungato ha reso necessario in tutti gli stati industriali di dichiarare l’istruzione elementare, in una forma o nell’altra, condizione necessaria del lavoro. Da allora si è constatato anche che i fanciulli di fabbrica apprendono non solo altrettanto bene, ma spesso addirittura meglio e più facilmente degli scolari regolari che la frequentano per tutto il giorno”” (pag 156)”,”KAUD-002-FC”
“KAUTSKY Karl”,”Terrorismo e Comunismo.”,”Engels in La situazione della classe operaia in Inghilterra: “”La rivoluzione diminuirà in effusione di sangue, in vendetta e furore nella stessa proporzione in cui il proletariato si accrescerà di elementi socialisti e comunisti. In teoria il comunismo sta al di sopra della distinzione tra borghesia e proletariato, ne riconosce la funzione storica presente, ma non la giustifica nell’avvenire. Anzi aspira precisamente ad abolirla. Perciò, finché la distinzione dura, il comunismo tien conto dell’ odio del proletariato contro i propri oppressori, come di una necessità, come della più potente leva del movimento operaio ai propri inizi, ma supera quest’odio, essendo la causa dell’ umanità e non soltanto dei lavoratori. (…)”” (pag 198)”,”KAUD-092″
“KAUTSKY John H.”,”Karl Kautsky. Marxism, Revolution & Democracy.”,”John H. Kautsky is professor emeritus of political science at Washington University in St. Louis. He has written several books, including ‘Communism and the Politics of Development’, The Political Consequences of Modernization’, ‘The Politics of Aristocratic Empires’, and ‘Marxism and Leninism. Not Marxism-Leninism: an essay in the sociology of knowledge’ Rivoluzione mondiale: la durissima polemica di Lenin e Trotsky contro l’opposizione di Kautsky. “”Karl Kautsky’s ‘Dictatorship of the Proletariat’ is a well-reasoned and strong plea to socialists to be faithful to democracy both before and after their expected advent to governmental power. Democracy was a more clearly defined concept to Kautsky than it is today, when all kinds of regimes, parties and ideologies claim to be democratic. When he wrote his book, democracy meant to Kautsky, what it still vaguely means to most of us in the West, a system in which great masses of people participate in the political process, particularly through universal suffrage, and are enabled to do so through civil liberties such as freedom of speech, press, and organization. (…) ‘The Dictatorship of the Proletariat’ was the opening gun in what became the greatest debate between social democratic and Communist interpreters of Marxism. Lenin replied to it in his famous ‘The Proletarian Revolution and the Renegade Kautsky’. Kautsky returned to his attack on the Bolsheviks in ‘Terrorism and Communism’. Trotsky counterattacked in a pamphlet of the same name, to which Kautsky responded in his ‘Von der Democratie zur Staatsklaverei (4). To explain Kautsky’s leading role in this debate, I can do no better than to quote from Max Shachtman ‘s foreword to the new University of Michigan Press edition of Trotsky’s contribution to the debate: “”(…) From the very beginning of the revolution, the Bolsheviks sought the active support of socialist outside of Russia, not only as sympathizers of the revolution they had already carried out but for the world revolution which was to be led by the Communist (the Third) International which they proposed to establish as quickly as possible. The opposition of a socialist of Kautsky’s standing was therefore a matter of exceptional concern. Hence the vehemence, the intensity, and extensiveness, of Lenin’s and Trotsky’s polemics (5)””‘ (pag 205-208) [(4) Lenin, ‘The Proletarian Revolution and the Renegade Kautsky’, in ‘Collected Works’, 45 vols, (Moscow, Progress Publishers, 1960-70), 28:227-325; Kautsky, ‘Terrorism and Communism’ (London, The National Labour Press; 1920; first German edition June 1919); Leon Trotsky, ‘Terrorism and Communism: A Reply in Karl Kautsky (Ann Arbor: University of Michigan Press, 1961); Kautsky, ‘Von der Demokratie zur Staatskaverei: Eine Auseinandersetzung mit Trotzki’ (Berlin: Freiheit, 1921); (5) Trotsky, ‘Terrorism and Communism’, V-VII] “”La dittatura del proletariato”” di Karl Kautsky è una ben argomentata e forte invocazione ai socialisti di essere fedeli alla democrazia sia prima che dopo il loro previsto avvento al potere governativo: la democrazia era per Kautsky un concetto più chiaramente definito di quanto lo sia oggi, quando tutti i tipi di regimi, partiti e ideologie pretendono di essere democratici. Quando scrisse il suo libro, la democrazia significava per Kautsky, cosa che ha ancora oggi un significato vago per la maggior parte di noi in Occidente, un sistema in cui grandi masse di persone partecipano al processo politico, in particolare attraverso il suffragio universale, e sono abilitati a farlo attraverso le libertà civili come libertà di parola, stampa e organizzazione. (…) [L’opera] “”La dittatura del proletariato”” è stata il punto di partenza di ciò che è diventato il più grande dibattito tra social-democratici e comunisti, interpreti del marxismo. Lenin replicò nella sua famosa “”Rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky””. Kautsky tornò all’attacco contro i bolscevichi in “”Terrorismo e comunismo”” . Trotzky contrattaccò in un opuscolo omonimo, al quale Kautsky rispose nel suo ‘Von der Democratie zur Staatsklaverei (4). Per spiegare il ruolo principale di Kautsky in questo dibattito, non posso fare a meno di citare la prefazione di Max Shachtman alla nuova edizione della University of Michigan Press del contributo di Trotsky al dibattito: “”(…) Fin dall’inizio della rivoluzione, i bolscevichi cercarono il sostegno attivo dei socialisti al di fuori della Russia, non solo come simpatizzanti della rivoluzione che avevano già realizzato, ma per la rivoluzione mondiale che doveva essere guidata dall’Internazionale comunista (la Terza) che proposero di istituire prima possibile. L’opposizione di un socialista della statura di Kautsky era quindi una questione di eccezionale preoccupazione, da qui la veemenza, l’intensità e l’estensione delle polemiche di Lenin e Trotsky (5)”” (pag 205-208) [(4) Lenin, “”The Proletarian Revolution and the Renegade Kautsky””, in “”Collected Works””, 45 vols, (Moscow, Progress Publishers, 1960-70), 28: 227-325; Kautsky, “”Terrorism and Communism”” (Londra, The National Labor Press, 1920, prima edizione tedesca, giugno 1919); Leon Trotsky, “”Terrorism and Communism: A Reply in Karl Kautsky (Ann Arbor: University of Michigan Press, 1961); Kautsky, “”Von der Demokratie zur Staatskaverei: Eine Auseinandersetzung mit Trotzki”” (Berlino: Freiheit, 1921); (5) Trotsky, “”Terrorismo e comunismo””, V-VII]] Kautsky, John H., 1922- Description Westport, Conn. : Greenwood Press, 1994 xv, 141 p. ; 24 cm. ISBN 031329044X (alkaline paper) Series Contributions in political science, 0147-1066 ; no. 335. Full contents 1. Introduction: Two Environments – Two Ideologies – One Terminology. Why Bother with Dead Marxism and Leninism? Two Ideologies. Marx and Marxism. One Terminology. Ideology and Words 2. The Evolution of Marxism. Socialist Labor Movements. Origins. The Appeal of Marxism. The Social-Democratic Party in the German Empire. Growth and Weakness. Revolution and Marxism. Social Democracy since 1918 3. The Evolution of Leninism. Leninism and Modernizing Intellectuals in Underdeveloped Countries. Lenin Reinterpreted. Revolutionary Modernizing Intellectuals. The Appeal of Leninism. From Proletarian Revolution to Modernizing Revolution. Industrialization. Anti-imperialism. Intellectuals and Workers. Peasants and Peasant Revolution. Marx and Lenin on Bourgeois, Proletarian, and Peasant Revolutions. No Class Struggle in Russia. No Class Struggle in the “”East”” Leninist Voluntarism and Marxist Determinism. Leninism since Lenin. From Mao to Mengistu. The Blurring of Leninism. 4. Marxism in the East, “”Leninism”” in the West. Marxism in Underdeveloped Countries. Adaptable Leninists, Doctrinaire Marxists. The Mensheviks. “”Leninism”” in Western Europe. Lenin’s Marxist Words as Myths. Lenin’s Non-Leninist Followers. The French and Italian Communist Parties: Heirs of Syndicalism. PCF and PCI: From Syndicalism to Disappearance or Social Democracy. Between Marxism and Leninism 5. Why Marxism and Leninism Have Been Seen as a Single Ideology. Ideology and Environment. Ideology: Words or Substance? Marxists’ Un-Marxian View of Marxism and Leninism. The Uses and Origins of the Confusion. Why Leninists in Underdeveloped Countries and Some Western Marxists Want To Be “”Marxists-Leninists”” The Beginnings of the Confusion. Eurocentrism. Russia: A European Country. Marxism: A Eurocentric View of History. Ignorance and Indifference. No More Excuse for Eurocentrism. Notes Includes bibliographical references (p. [129-133) and index.”,”KAUS-029″
“KAUTSKY Karl a cura di Luca MELDOLESI”,”L’ imperialismo. I testi ‘socialdemocratici’ di Kautsky contro l’ortodossia leninista.”,”””Cunow nel suo saggio, non parte dall’esigenza di una revisione, ma anzi da quella opposta di un consolidamento dei vecchi principi marxisti già acquisiti prima della guerra. Secondo Cunow, la guerra non ha provocato il crollo del nostro partito e dei suoi principi, ma soltanto delle aspettative e delle illusioni di alcuni ideologi che spacciavano le loro false ideologie per marxismo”” (pag 88) Saggio di Paul Lensch, ‘Die deutsche Sozialdemokratie und der Weltkrieg’. Nella recensione di Konrad Haenisch il saggio di Cunow viene considerato come felice e necessaria integrazione al lavoro di Lensch. (pag 75)”,”KAUD-001-FGB”
“KAUTSKY Karl, a cura di Renato MONTELEONE”,”La questione coloniale. Antologia degli scritti sul colonialismo e sull’imperialismo.”,”Renato Monteleone ha insegnato storia del movimento operaio nella Facoltà di scienze politiche dell’Università di Torino. Oltre a numerosi articoli e saggi su varie riviste, ha pubblicato: – Il movimento socialista nel Trentino 1894-1914, Roma. 1971; – La politica dei fuoriusciti irredenti nella guerra mondiale, Udine. 1972; – Lettere al Re, Roma, 1973; – Teorie sull’imperialismo, Roma, 1974 Titoli dei capitoli del volume. – Africa, Indie, Cina. Il volto nuovo del colonialismo (1880-1900) – Emigrazione e colonizzazione – Le ferrovie cinesi e il proletariato europeo – Vecchia e nuova politica coloniale – Ortodossia marxista e socialimperialismo (1900-1909) – L’imperialismo – L’ ultraimperialismo e la guerra mondiale – Stato nazionale, stato imperialista e confederazione di stati – Colonialismo e imperialismo fra le due guerre mondiali (1918-1937) – I socialisti e la guerra “”Alexander Helphand, più noto con lo pseudonimo di Parvus, pubblicò ‘Die Kolonialpolitik und der Zusammenbruck’. Questo è un libro che ha influito positivamente su Kautsky. Parvus, elaborando gli spunti di Hilferding; era il primo a evidenziare sulla scorta di un’abbondante documentazione la responsabilità e l’interesse primario del nuovo ‘Exportkapitalismus’ nello scatenamento delle ambizioni colonialiste della Germania e confermava con la teoria del crollo l’inevitabile sbocco bellico della contesa tra le potenze imperialiste. Egli riteneva inoltre che questo fatale conflitto mondiale avrebbe fatto esplodere tutte le contraddizioni del capitalismo affrettando l’avvento del socialismo. Le tesi di Parvus aiutarono Kautsky a vedere più chiaro nel nesso tra la politica coloniale e le forze capitalistiche ‘più moderne e avanzate’, tanto che col saggio del 1907 egli fu in grado di riparare all’aspetto forse più criticabile della sua precedente interpretazione dell’imperialismo. Non è esagerato dire che questo è il risultato più qualificante della nuova fase della sua riflessione teorica apertasi con l’inizio del secolo. In una lettera del 15 ottobre 1907 Bebel si complimentò con lui scrivendogli: “”L’opuscolo è tra le cose migliori che hai scritto””. Ma a giudicare dai riferimenti contenuti in questa lettera sembra che Bebel abbia posto attenzione principalmente ai temi che Kautsky echeggiava dalla discussione di Essen (rinuncia alle colonie, destino dei popoli indigeni col trionfo del socialismo, ecc.) e non mostra di aver attribuito la giusta importanza all’analisi kautskiana dell’esportazione dei beni capitali, che rappresenta il più considerevole approfondimento dell’indagine scientifica dell’imperialismo, come strumento di inversione della tendenza verso il “”crollo”” del sistema. Gran parte del libro di Kautsky [‘Sozialismus und Kolonialpolitik’, ndr] è in pratica la contestazione metodica degli argomenti sostenuti a Stoccarda dai “”socialimperialisti”” come Van Kol, David, Bernstein; ma H. Chr. Schröder ha ragione di dire che oltre a questo il lavoro di Kautsky ha anche il merito di aver accennato per lo meno a una risposta al quesito sul futuro delle colonie, su cui invece Bebel aveva lasciato un grosso punto interrogativo. Kautsky però non andava molto lontano dai vecchi suggerimenti di Engels del 1882″” (pag 93-94) [dalla nota introduttiva di Renato Monteleone, alla parte seconda ‘Ortodossia marxista e socialimperialismo (1900-1909)’, volume curato da R. Monteleone: Karl Kautsky, La questione coloniale. Antologia degli scritti sul colonialismo e sull’imperialismo, Feltrinelli, Milano, 1977 (pag 93-94)] Citati tra l’altro nella bibliografia: – Petit, I. ‘Kautsky et les discussions autour du problème de l’Impérialisme dans le parti socialdémocrate allemand de 1907 à 1914, in ‘Revue d’Allemagne’, tome I, n. 3, juillet-septembre 1969 (fotoc o acq) – Ratz, U., Karl Kautsky und die Abrüstungskontroversen in der deutschen Sozialdemokratie’, (1911-1912), in ‘International Review of Social History’ (IRSH), 1966, vol. XI (fotoc) – Andreucci, F., ‘La socialdemocrazia tedesca e l’imperialismo alla fine del XIX secolo, in ‘Studi storici’, n. 2 1974 (fotoc) Bibliografia di Kautsky (https://search.iisg.amsterdam/Record/ARCH00712/ArchiveContentList) vedi retro Tra la bibliografia elencata: Saggio di John H. Kautsky: Karl Kautsky and eurocommunism Author: Kautsky, John H Language: German Note: Reprint: Studies in comparative communism. Vol. XIV(1981): no. 1. P. 3-44. IISH Classification: A 645 (Generalities; political sciences; issues, debates; political ideologies; communism) D 1158 (Germany; social history; 19th, 20th century; socialism; socialist theories; state) D 1212 (Germany; social history; 19th, 20th century; socialism; socialist theories; friends and followers of Marx, Engels and Lassalle; K. Kautsky) Holdings Marc Call number IISG Bro 1545/14 RequestOrder reproduction Use this url when referring to this record. https://hdl.handle.net/10622/64CB16CD-8114-4713-9250-27F037B0A3B7&#8243;,”KAUS-030″
“KAUTSKY Karl a cura; ENGELS Friedrich”,”Aus der Frühzeit des marxismus. Engels briefwechsel mit Kautsky.”,”Herausgegeben und Erläutert von Karl Kautsky Vorgeschichte meiner beziehungen zu Engels Engels’ Nachlass”,”KAUD-094″
“KAUTSKY Karl; a cura di Renato MONTELEONE”,”La questione coloniale. Antologia degli scritti sul colonialismo e sull’imperialismo.”,”Renato Monteleone ha insegnato storia del movimento operaio nella Facoltà di scienze politiche dell’Università di Torino. Oltre a numerosi articoli e saggi su varie riviste, ha pubblicato: – Il movimento socialista nel Trentino 1894-1914, Roma. 1971; – La politica dei fuoriusciti irredenti nella guerra mondiale, Udine. 1972; – Lettere al Re, Roma, 1973; – Teorie sull’imperialismo, Roma, 1974 Titoli dei capitoli del volume. – Africa, Indie, Cina. Il volto nuovo del colonialismo (1880-1900) – Emigrazione e colonizzazione – Le ferrovie cinesi e il proletariato europeo – Vecchia e nuova politica coloniale – Ortodossia marxista e socialimperialismo (1900-1909) – L’imperialismo – L’ ultraimperialismo e la guerra mondiale – Stato nazionale, stato imperialista e confederazione di stati – Colonialismo e imperialismo fra le due guerre mondiali (1918-1937) – I socialisti e la guerra Citati tra l’altro nella bibliografia: – Petit, I. ‘Kautsky et les discussions autour du problème de l’Impérialisme dans le parti socialdémocrate allemand de 1907 à 1914, in ‘Revue d’Allemagne’, tome I, n. 3, juillet-septembre 1969 (fotoc o acq) – Ratz, U., Karl Kautsky und die Abrüstungskontroversen in der deutschen Sozialdemokratie’, (1911-1912), in ‘International Review of Social History’ (IRSH), 1966, vol. XI (fotoc) – Andreucci, F., ‘La socialdemocrazia tedesca e l’imperialismo alla fine del XIX secolo, in ‘Studi storici’, n. 2 1974 (fotoc) Bibliografia di Kautsky (https://search.iisg.amsterdam/Record/ARCH00712/ArchiveContentList) vedi retro Tra la bibliografia elencata: Saggio di John H. Kautsky: Karl Kautsky and eurocommunism Author: Kautsky, John H Language: German Note: Reprint: Studies in comparative communism. Vol. XIV(1981): no. 1. P. 3-44. IISH Classification: A 645 (Generalities; political sciences; issues, debates; political ideologies; communism) D 1158 (Germany; social history; 19th, 20th century; socialism; socialist theories; state) D 1212 (Germany; social history; 19th, 20th century; socialism; socialist theories; friends and followers of Marx, Engels and Lassalle; K. Kautsky) Holdings Marc Call number IISG Bro 1545/14 RequestOrder reproduction Use this url when referring to this record. https://hdl.handle.net/10622/64CB16CD-8114-4713-9250-27F037B0A3B7&#8243;,”KAUD-002-FGB”
“KAUTSKY Karl”,”I conflitti di classe del 1789. Per il centesimo anniversario della Grande Rivoluzione. Estratto da Karl Marx Friedrich Engels, ‘Opere’, volume 26. Friedrich Engels, maggio 1883-dicembre 1889.”,”””La Rivoluzione francese, ai suoi inizi, trovò l’Europa sull’orlo di una guerra mondiale. (…)”” (pag 774) La rivoluzione francese del 1789. La lotta di classe appare come il motore di tutto il rivolgimento “”Se coloro che descrissero la Rivoluzione francese non si proponevano di farla passare principalmente come opera dei filosofi, dei Voltaire e dei Rousseau, e degli oratori delle Assemblee nazionali, dei Mirabeau e dei Robespierre, dovettero considerare che il conflitto che aveva portato alla rivoluzione era sorto dal contrasto dei primi due stati con il terzo stato; vedevano che questo conflitto non era passeggero, né causale; che aveva già operato, come negli Stati generali del 1789, anche in quelli del 1614 e anche prima; che era stato un elemento essenziale dello sviluppo storico, soprattutto nel consolidamento della monarchia assoluta; alla fine furono costretti a vedere che questo conflitto aveva le proprie radici nelle ‘condizioni economiche’. Certamente, nella maggior parte delle descrizioni del periodo rivoluzionario la lotta di classe non appariva e non appare come il motore di tutto il rivolgimento, ma solo come un episodio all’interno delle lotte tra i filosofi, gli oratori e gli uomini di Stato, come se questi non fossero piuttosto il risultato necessario di quella. Si è resa necessaria una possente elaborazione teorica prima che ciò che sembrava un episodio fosse riconosciuto come forza trainante non solo di tutta la rivoluzione, ma dell’intero sviluppo storico, a partire dal momento della nascita dei conflitti di classe. La concezione materialistica della storia, così costituitasi, è ancora oggi oggetto di forte contestazione. La concezione secondo la quale la Rivoluzione francese è stata il risultato di una lotta di classe del terzo stato contro i primi due è invece accettata generalmente da tempo; non è più una teoria destinata soltanto agli specialisti, ma è diventata molto popolare, soprattutto tra la classe operaia tedesca. Il compito dei sostenitori di questa concezione oggi non è tanto quello di difenderla, quanto di preservarla dalla banalizzazione. Si è infatti troppo inclini, quando uno sviluppo storico viene ricondotto alle lotte di classe, a presumere che nella società ogni volta vi siano solo due campi, due classi che si combattono reciprocamente, due salde masse omogenee, che “”valga solo un di qua e un di là””. Se le cose stessero effettivamente così, la descrizione storica sarebbe una cosa piuttosto facile. In realtà, però, i rapporti non sono così semplici. La società è e sta diventando un organismo oltremodo complicato, con le classi più diverse e gli interessi più diversi, che si possono raggruppare intorno ai partiti più diversi a seconda della situazione. Questo vale per oggi come per il tempo della Rivoluzione francese”” (pag 723-724) [Karl Kautsky, ‘I conflitti di classe del 1789. Per il centesimo anniversario della Grande Rivoluzione’. Estratto da Karl Marx Friedrich Engels, ‘Opere’, volume 26. Friedrich Engels, maggio 1883-dicembre 1889. Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2021]”,”KAUD-003-FGB”
“KAUTSKY Karl”,”Frederick Engels. His Life, His Work and His Writings.”,”””No one ha depicted with greater accuracy and love the life and works of Frederick Engels, his services for the Socialist movement and his relation to its existence and growth, than Karl Kautsky, in an article entitled “”Frederick Engels’, written in the fall of 1887, for the Austrian Labor Almanac, and which we herewith present”” (pag 2-3)”,”KAUD-097″
“KAUTSKY Karl, a cura di Luca MELDOLESI”,”L’ imperialismo. I testi ‘socialdemocratici’ di Kautsky contro l’ortodossia leninista.”,”””Tutti sanno ormai che la prima esposizione esauriente, su base marxiana, del capitale finanziario, delle sue radici economiche, delle sue condizioni e tendenze, è dovuta al fondamentale libro di Hilferding ‘Il capitale finanziario’ (1910). Il capitale industriale, la classe degli imprenditori industriali, mostra fin dalle origini tendenze diverse da quelle del capitale commerciale e del capitale finanziario. Esso è per la pace tra i popoli, per la limitazione del potere assoluto dello Stato attraverso le istituzioni parlamentari e democratiche, per il contenimento della spesa pubblica, ed è sempre contrario ai dazi sui mezzi di sussistenza e sulle materie prime. Anche i dazi industriali esso li considera come dazi di sviluppo, come un effetto dell’arretratezza industriale destinato a scomparire col progresso economico. Il capitale finanziario invece, la classe dei grandi prestatori di denaro e dei banchieri, è per il rafforzamento del potere assoluto dello Stato, per l’affermazione violenta delle sue pretese all’interno e all’estero. Esso è interessato alla dilatazione della spesa e del debito pubblico se non raggiunge i limiti estremi della bancarotta dello Stato; è in buoni rapporti con la grande proprietà terriera e non ha nulla da opporre se essa viene favorita dai dazi agricoli. Lo sviluppo economico ha portato al potere il capitale monetario e la sua politica ben prima del capitale industriale. Quest’ultimo giunse al potere nel secolo scorso, riducendo sensibilmente l’influenza dei capitalisti del denaro sullo Stato. Ma si trattò solamente di una fase transitoria, che fu superata alla fine da un’altra fase, nella quale la forma della società per azioni, che già aveva avuto una grande importanza per il capitale commerciale e monetario, si impossessò del capitale industriale. Con ciò i settori più grandi e più forti del capitale industriale vengono uniti al capitale monetario, ma nello stesso tempo si apre la via anche al loro accordo con la grande proprietà terriera. Questa evoluzione è stata esaltata dalla formazione di trusts e dalla centralizzazione delle grandi banche. Le tendenze stataliste del capitale finanziario diventano allora le tendenze generali delle intere classi che dominano l’economia degli Stati capitalistici avanzati. Questo è uno dei connotati del periodo attuale che viene definito imperialista. Il secondo è dato dal carattere nuovo che assume l’esportazione di merci”” (pag 154-155) [Karl Kautsky, L’ imperialismo’, Laterza, Roma Bari, 1980]”,”TEOC-035-FV”
“KAUTSKY Louise LUXEMBURG Rosa; GUILLERM Alain”,”Mon amie Rosa Luxembourg, biographie, souvenirs – Les lettres de Rosa Luxembourg – Le testament de Rosa Luxembourg: ‘L’ordre règne à Berlin. (L. Kautsky); Le Luxembourgisme aujourd’hui (Guillerm).”,”Indice del saggio di Alain Guillerm: – I diversi partiti operai oggi – Orientamento generale – Il revisionismo russo – Lenin – Marxismo vs Revisionismo – Riforma o rivoluzione – Totalità e scopo finale – Partito comunista e Comune di Berlino – Imperialismo, internazionalismo e militarismo – Il colonialismo interno – Imperialismo e navalismo – Partito e sindacati – I consigli operai – R. Luxemburg: la capitolazione di Brest Litovsk (La tragedia russa), allegato sul dadaismo, bibliografia”,”LUXS-088″
“KAUTSKY Carlo”,”La libertà nel socialismo.”,”””La libertà, di cui viene minacciata la perdita al lavoratore nella produzione socialistica, non ò la libertà del lavoro, ma soltanto la libertà di poter cercarsi il suo proprio padrone. Oggi questa libertà non è affatto priva d’importanza; essa costituisce una difesa dell’operaio, come ben sa chi sia occupato in una impresa di monopolio. Ma anche codesta libertà viene ognor più posta in forse dallo sviluppo economico. La crescente disoccupazione fa sì che il numero dei posti disponibili riesca assai più piccolo di quello dei concorrenti. L’operaio disoccupato, di solido, deve essere ben contento di trovare soprattutto un posto, qualunque esso sia. E la crescente concentrazione dei mezzi di produzione in poche mani fa ancora sì che l’operaio in ogni impresa ritrova lo stesso «’padrone’», od almeno le stesso condizioni di lavoro. Ciò che i nostri oppositori gridano essere temibile mèta del socialismo, nemico del progresso e di libertà, non è che una fatale e naturale tendenza dello sviluppo economico nell’odierna società Non è il socialismo, ma sibbene lo sviluppo economico, che sopprime la libertà di scelta del lavoro, come la libertà durante il lavoro. Il socialismo non vuole certo, e non può poi affatto impedire questo sviluppo; ma qui, come in altri campi, esso darà a questo sviluppo una forma più profittevole al lavoratore. Esso non può sciogliere il lavoratore dalla sua dipendenza dal congegno economicio, di cui esso è una piccola ruota; ma al posto della dipendenza del lavoratore da un capitalista, i cui interessi sono contrari ai suoi, esso pone la sua dipendenza da una società, della quale egli stesso è un socio: una società di compagni, aventi eguali diritti, aventi gli stessi interessi. Una tale dipendenza può ben parere insopportabile ad un avvocato o ad un letterato; essa non lo è certo ad un moderno proletario; come lo mostra un solo sguardo gettato sulle associazioni operaie”” (pag 9-10) Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”KAUD-001-FAP”
“KAUTSKY Karl”,”Introduzione al pensiero economico di Marx.”,”Dono di Mario Caprini Macchine e aumento dell’intensità del lavoro “”L’impiego capitalistico delle macchine crea dunque, una serie di nuove, potenti motivazioni per lo smisurato prolungamento della giornata lavorativa. Ma esso aumenta anche le possibilità del suo prolungamento. (…) Marx, chiude il paragrafo nel quale fa queste constatazioni con le seguenti parole: «Se», sognava Aristotele, il massimo pensatore dell’umanità, «se ogni strumento potesse eseguire su comando, o anche presentendo, l’opera alla quale è destinato, così come le opere artistiche di Dedalo si muovevano da sé, o i tripodi di Efesto attendevano per proprio impulso al santo lavoro, se, allo stesso modo, le spole del tessitore tessessero da sole, allora il maestro artigiano non avrebbe bisogno di lavoranti, né il signore avrebbe bisogno degli schiavi». E Antiparos, un poeta greco del tempo di Cicerone, salutò l’invenzione del mulino ad acqua per la macinazione del grano, questa forma elementare di ogni macchinario produttivo, come la liberatrice delle schiave e realizzatrice dell’età dell’oro. «I pagani, si, i pagani!». Come ha scoperto il sagace Bastiat, e ancor prima di lui l’ancor più intelligente Mac Culloch, essi non comprendevano che la macchina è il mezzo più sicuro per prolungare la giornata lavorativa. Essi giustificavano la schiavitù dell’uno come mezzo per il pieno sviluppo umano dell’altro. (…) Quanto più si sviluppa il macchinismo e con esso una particolare classe di operai esperti nella costruzione delle macchine, tanto più aumenta anche, naturalmente, la velocità e quindi lo sforzo, l’ ‘intensità del lavoro'”” (pag 137-138) [Karl Kautsky, Introduzione al pensiero economico di Marx, Laterza, Bari, 1972]”,”MADS-829″
“KAUTSKY Karl”,”Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale.”,”[Nota: un secondo esemplare di questo volume donatoci da Mario Caprini è posto in ‘Vetrina’ con lo stesso codice alfanumerico Kaud-006]”,”KAUD-006″
“KAUTSKY Karl”,”Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale.”,”Dono di Mario Caprini Dibattito sul rapporto tra aumento dell’agiatezza e diminuzione della fertilità. “”Il primo tentativo, degno di nota, di combattere con principii scientifici la continua tendenza alla sopra-popolazione, lo si trova in Sadler: ‘La legge di popolazione’ (1830). Secondo lui, col crescere del numero della popolazione, diminuisce la sua fecondità. Egli ha quest’opinione che il cibo sobrio e il duro lavoro aumentino la forza generativa, e che, al contrario, la vita agiata e il copioso nutrimento la indeboliscano. A prova di ciò, egli addita le morti numerose delle famiglie nobili inglesi. (…) Già Adamo Smith era naturalmente di questo parere, senza venire però a queste conseguenze. «La miseria, egli dice, distoglie ovunque dai matrimoni, ma non li impedisce in modo assoluto. Pare che invece essa favorisca la prolificazione. Una montanara mezzo affamata non di rado madre d’una ventina di figli; mentre la dama ben nutrita e raffinatamente curata è impotente a partorirne uno, uno solo, o, al massimo, rimane esaurita dopo due o tre parti. La sterilità così comune fra le donne che appartengono alle classi elevate, è quasi interamente sconosciuta nelle classi inferiori. Pare che il metodo delicato di vita riscaldi bensì nel sesso femminile il desiderio di godimento, ma indebolisca contemporaneamente la forza generativa». Similmente la pensava il Doubleday. Nel suo lavoro: ‘La legge di popolazione’ (Londra 1846) egli esprime la opinione che la fecondità stia in rapporto inverso colla nutrizione. L’alimentazione copiosa, dic’egli, limita l’aumentarsi della popolazione, mentre all’incontro l’alimentazione scarsa e manchevole eccita e dispone alla fecondità. (…) Indi il Doubleday spiega il supposto fenomeno della diminuzione delle classe ben nutrite e dell’aumento rapido del proletariato. Le piante in terreno troppo grasso non danno frutti, e gli animali ingrassati non sono prolifici. Ei porta ad esempio il decremento della popolazione inglese nel XV e XVI secolo, che dev’essere stato cagionato dall’eccesso di forte nutrizione che allora godevano i lavoratori. A siffatta opinione s’accostò il Fourier, che prescrisse quattro mezzi al fine di preservare il ‘falanstero’ della sopra-popolazione, il ‘costume fanerogamo’, l’ ‘esercizio integrale’, la ‘forza delle donne’ e il ‘regime gastrofisico’. Il buon nutrimento è contrario alla fecondità, e le donne devono essere fisicamente robuste, perché le deboli sono quelle che producono il maggior numero di figli. Anche Carlo Marx mostra d’essere seguace di questa teoria che egli professa però soltanto nella prefazione. «In realtà non solo il numero delle nascite e delle morti ma anche la quantità assoluta delle famiglie sta in rapporto inverso colla quantità dei mezzi di sussistenza di cui possono disporre le varie classi lavoratrici. Questa legge della società capitalistica non avrebbe senso fra i selvaggi e anche fra le colonie civilizzate. E nella nota egli cita Laing: «Se il mondo si trovasse in condizione agiata, esso diverrebbe ben tosto spopolato» (1). Non si può dissimulare che dove domina la povertà l’aumento della popolazione è assai grande”” (pag 212-215) [Karl Kautsky. ‘Socialismo e malthusianismo. L’influenza dell’aumento della popolazione sul progresso sociale’, Fratelli Dumolard, Milano, 1884] [(1) Marx, ‘Il Capitale’, pag 669]”,”DEMx-080″
“KAUTSKY Karl”,”Le Programme Socialiste. (1892)”,”‘Ils donnèrent ainsi au socialisme son épine dorsale, Il dotèrent ainsi le prolétariat militant d’une conscience claire de son devoir historique’ “”Il fallait que le socialisme sortit des limites de l’utopisme pour que le mouvement ouvrier et le mouvement socialiste se réconcilient et se fondent en un mouvement unique. C’est à Marx et à Engels que revient l’honneur d’avoir accompli cette grande oeuvre d’une importance historique universelle, en posant, dans leur «manifeste communiste» de 1847, les bases scientifiques du nouveau socialisme, du socialisme moderne, ou, comme on dit, de la démocratie socialiste. Ils donnèrent ainsi au socialisme son épine dorsale, en firent, du beau rêve de quelques enthousiastes bien intentionnés, un but sérieux; ils démontrèrent qu’il était la conséquence naturelle de l’évolution économique. Il dotèrent ainsi le prolétariat militant d’une conscience claire de son devoir historique. Ils lui permirent de marcher à son but le plus rapidement possible, avec le moins de sacrifices possible. Les socialistes n’ont plus pour tâche d’inventer librement la nouvelle société, mais d’en découvrir les éléments dans la société actuelle. Il ne s’agit plus pour eux d’imposer au prolétariat le salut, mais de soutenir la lutte de classe en augmentant son jugement, en fortifiant ses organisation politiques et économiques pour qu’il atteigne rapidement et sans peine le moment où il sera capable de se sauver lui-même. ‘La tâche de la démocratie socialiste consiste à donner à la lutte de classe du prolétariat le plus de conscience et d’efficacité possible'”” (pag 222-223) [Karl Kautsky, ‘Le Programme Socialiste’, Librairie Marcel Rivière, Paris, 1927] “”Marx ed Engels hanno dato al socialismo la sua spina dorsale, e hanno dotato il proletariato militante di una chiara coscienza del suo compito storico”” “”Il socialismo doveva andare oltre i limiti dell’utopismo in modo che il movimento operaio e il movimento socialista potessero essere riconciliati e fusi in un unico movimento. Marx ed Engels hanno avuto l’onore di aver compiuto questa grande opera di importanza storica universale, ponendo nel loro “”Manifesto del Partito Comunista”” del 1847 i fondamenti scientifici del nuovo socialismo, del socialismo moderno o, come si dice, della democrazia socialista. In questo modo hanno dato al socialismo la sua spina dorsale, dal bel sogno di pochi entusiasti ben intenzionati, ne hanno fatto un serio obiettivo. Hanno dimostrato che ciò era la conseguenza naturale dell’evoluzione economica. In questo modo essi dotarono il proletariato militante di una chiara coscienza del suo compito storico. Gli permisero di marciare verso il suo obiettivo il più rapidamente possibile, con il minor numero di sacrifici possibile. I socialisti non hanno più il compito di inventare liberamente la nuova società, ma di scoprirne gli elementi nella società attuale. Per loro non si tratta più di imporre la salvezza al proletariato, ma di sostenere la lotta di classe accrescendo la sua coscienza, rafforzando le sue organizzazioni politiche ed economiche in modo che esso giunga rapidamente e facilmente al momento in cui sarà in grado di salvarsi da sè stesso. ‘Il compito della democrazia socialista è di dare alla lotta di classe del proletariato la massima coscienza ed efficacia possibile'”” [Karl Kautsky, ‘Le Programme Socialiste’, Librairie Marcel Rivière, Paris, 1927]”,”MGEx-256″
“KAUTSKY Karl”,”La questione agraria.”,”””Se si volesse riassumere in una formula il carattere e la portata di queste differenze, ci sembra che si potrebbe dire che, mentre Kautsky è portato a sottolineare principalmente l’aspetto economico dello sviluppo delle campagne in senso capitalistico e, da questo punto di vista, è indotto a battere l’accento prevalentemente sulla inarrestabilità e necessità di questo processo, in Lenin invece la maggior considerazione prestata agli aspetti politic e sociali, alle “”contaminazioni”” che condizionano e influiscono sul processo stesso, conduce a una consapevolezza del suo carattere contradditorio e contrastato. Acquista perciò presso di lui maggior rilievo il problema delle “”forze”” sociali e politiche, delle classi e dei partiti che possono contribuire ad accelerare e a sospingere lo sviluppo oggettivo delle cose, quel problema cioè che, come si è visto, era stato sostanzialmente trascurato dall’ ‘Agrarfrage’. Osservato dal punto di vista delle classi antagoniste e delle diverse stratificazioni sociali esistenti nelle campagne, il panorama risutla più complesso, più vischioso e più contradditorio che non da quello del contrasto tra ‘Gross- e Klienbetrieb’, tra elementi precapitalistici e capitalismo. … finire (pag LXXXVII-LXXXIX) [introduzione di Giuliano Procacci, opera di Karl Kautsky, ‘La questione agraria’, Feltrinelli, Milano, 1978]”,”KAUD-004-FGB”
“KAUTZER Chad”,”Marx’s Influence on the Early Frankfurt School.”,”C. Kautzer, Lehigh University, Bethlehem, PA, USA”,”TEOC-763″
“KAVAFIS Kostantinos; a cura di Maurizio CUCCHI”,”Poesie.”,”””E se non puoi la vita che desideri/ cerca almeno questo/ per quanto sta in te: non sciuparla/ nel troppo commercio con la gente/ con troppe parole in un viavai frenetico.”” “”I sapienti ciò che s’avvicina Gli uomini sanno le cose presenti. Gli dei conoscono quelle future, assoluti padroni d’ ogni luce. Ma, del futuro, avvertono i sapienti ciò che s’ appressa. Tra le gravi cure degli studi, l’ udito ecco si turba d’ un tratto. A loro giungono le oscure voci dei fatti che il domani adduce. Le ascoltano devoti. Fuori, per via, la turba non sente nulla, con le orecchie dure.”” (pag 65) Combattenti per la Lega achea -Strenui voi che pugnaste, voi che cadeste generosamente. Chi vinse ovunque non vi sbigottì. Incensurati voi, se pur Dieo e Critolao fallarono. Quando vorranno farsi vanto i Greci, “”Genera tali eroi la nostra stirpe”” di voi diranno. E splendida sarà la vostra lode. – Fu scritto ad Alessandria da un acheo. Anno, di Tolomeo Làtiro, VII.”” (pag 140) K. KAVAFIS nasce il 29 aprile 1863 ad Alessandria d’ Egitto. Fino al 1885 vive con la famiglia all’ estero, in Inghilterra e per due anni ad Istanbul. Torna poi ad Alessandria dove svolge attività pubblicistica e letteraria per impiegarsi poi al ministero dei lavori publici nel 1892. Compie viaggi in Grecia. Nel 1904 e 1910 pubblica ad Alessandria due volumetti di poesie: saranno le sole raccolte pubblicate in vita. Muore nel 1933. Due anni dopo esce l’ edizione completa della sua opera in versi.”,”VARx-195″
“KAVKA Frantisek”,”Panorama della storia cecoslovacca.”,”KAVKA Frantisek è professore della facoltà di filosofia dell’Università Carlo di Praga. Foto pag 128 Manifestazione operaia 1° Primo maggio 1918 a Praga”,”EURC-107″
“KAY Geoffrey”,”Sviluppo e sottosviluppo. Un’analisi marxista.”,”KAY Geoffrey insegna economia alla City University di Londra. Libro infarcito di formule matematiche per dimostrare come il sottosviluppo sia il risultato dell’espansione del capitale… “”In effetti, i pochi passaggi del corpo principale della teoria marxista che toccano direttamente l’espansione del capitalismo nel mondo sembrano anticipare non il sottosviluppo ma lo sviluppo. Nel ‘Manifesto’ per esempio, Marx e Engels delineano questa prospettiva: “”Col rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, con le comunicazioni infinitamente agevolate, la borghesia trascina alla civiltà anche le nazioni più barbare. I tenui prezzi delle sue merci sono l’artiglieria pesante con cui essa abbatte tutte le muraglie cinesi, e con cui costringe a capitolare il più testardo odio dei barbari per lo straniero. Essa costringe tutte le nazioni ad adottare le forme della produzione borghese se non vogliono perire; le costringe a introdurre nei loro paesi la cosiddetta civiltà, cioè a farsi borghesi. In una parola, essa si crea un mondo a propria immagine e somiglianza”” (12). Cinque anni dopo, nel 1853, Marx esprimeva lo stesso concetto in termini più concreti in un articolo su ‘Le conseguenze future della dominazione britannica in India’. “”Lo so che la ‘millocracy’ inglese si propone di dotare l’India di ferrovie al solo scopo di trarne il cotone e altre materie prime per le sue manifatture. Ma, una volta introdotte le macchine nel sistema di locomozione di un paese che possiede ferro e carbone, non potete più impedirgli di fabbricarle su posto. Non potete mantenere in esercizio la rete ferroviaria di un paese immenso senza introdurre quelle attrezzature che sono indispensabili per soddisfare i bisogni immediati e correnti della locomozione a vapore, e dalle quali deriverà l’applicazione della macchina alle branche industriali non direttamente connesse alle ferrovie”” (13). E nel 1867, nella prefazione alla prima edizione del ‘Capitale’, troviamo la famosa affermazione: “”Il paese industrialmente più sviluppato non fa che mostrare a quello meno sviluppato l’immagine del suo avvenire”” (14). Un simile concetto è adottato da Lenin nel suo scritto sull’imperialismo. “”L’esportazione di capitali influisce sullo sviluppo del capitalismo nei paesi nei quali essa affluisce, accelerando vorticosamente tale sviluppo. Pertanto se tale esportazione, sino a un certo punto, può determinare una stasi nello sviluppo dei paesi esportatori, tuttavia essa non può che dare origine a una più elevata e intensa evoluzione del capitalismo in tutto il mondo”” (15)”” [Geoffrey Kay, Sviluppo e sottosviluppo. Un’analisi marxista, 1976] [(12) Marx e Engels, The Communist Manifesto, in Karl Marx, ‘The Revolutions of 1848’, introduzione e cura di David Fernbach, Penguin Books – New Left Review, London, 1973; tr. it., Manifesto del Partito comunista, Editori Riuniti, Roma, 1962, p. 62; (13) Marx, ‘The Future Results of British Rule in India’, in Karl Marx, ‘Survey from Exile’, introduzione e cura di David Fernbach, Penguin Books – New Left Review, London, 1973; tr. it., ‘I risultati futuri della dominazione britannica in India’, in ‘India Cina Russia’, Il Saggiatore, Milano, 1960, p. 89; (14) ‘Il Capitale’, I, 1, p. 16; (15) V.I. Lenin, Imperialism, The Highest Stage of Capitalism’, Foreign Languages Publishing House, Moscow, trad. it., ‘Imperialismo, fase suprema del capitalismo. Saggio popolare’, in ‘Opere scelte, 2 voll, Ediz. in lingue estere, Mosca, 1947, vol I, p,. 658] (pag 22-23) “”Scrisse Marx nel 1859: “”Nessun ordine sociale è mai distrutto prima che tutte le forze produttive per le quali è sufficiente si siano sviluppate e nuove, superiori, relazioni di produzione non prendono mai il posto delle vecchie prima che le condizioni materiali per la loro esistenza si siano maturate entro la struttura della vecchia società”” (1). In base a questi criteri nessun ordinamento sociale può subire una ‘crisi generale’ fino a che non abbia realizzato tutte le proprie potenzialità storiche, divenendo incapace di contenere gli sviluppi sociali e materiali che esso stesso ha messo in moto”” [Geoffrey Kay, Sviluppo e sottosviluppo. Un’analisi marxista, 1976] [(1) Karl Marx, Per la critica dell’economia politica, Roma, 1957, p. 21] (pag 175)”,”ECOT-259″
“KAY Jean Michel, a cura”,”L’épreuve du pouvoir. Russie 1917.”,” “”Dans ‘Les Soviets en Russie’, Oskar Anweiler relis les soviets apparatus spontanément lors de la révolution de février 1917 à leurs prédécesseurs de 1905; il décrit l’attitude des différents courants révolutionnaires à leur égard, et leur rôle jusqu’au renversement du gouvernement provisoire par les bolcheviks. Puis il donne des éléments éclairant la façon dont se construit l’Etat des soviets, soviets dont Lénine nous dit qu’ils “”sont l’organisation directe des masses travailleuses et exploitées, à qui elle facilite la possibilité d’organiser elles-mêmes l’Etat et de le gouverner par tous le moyens (Lenine, ‘La revolution prolétarienne’ op. cit. p. 55)””, un Etat dont les anarcho-syndicalistes dénoncent le gouvernement dès l’été de 1918 comme “”ne faisant que … gêner”” l’oeuvre des soviets”” (pag 98)”,”KAUS-025″
“KAZAKIEVITCH Emmanuel”,”Le cahier bleu. Suivi de Les Ennemis.”,”KAZAKIEVITCH Emmanuel è nato nel 1913, poeta dall’ infanzia, ha studiato a Kharkov ove si diploma presso la Scuola Tecnica per la costruzione di macchine. Nel 1931 va nel Birobidjan, nella Repubblica autonoma dell’ Estremo Oriente, e diventa dirigente di un importante cantiere di costruzioni, presidente del Kolkhoz, fondatore e direttore del Teatro drammatico di Stato, organizzatore della radio locale. Allora scriveva in yiddish. Nel 1941, volontario al fronte, diventa comandante di compagnia di esploratori. Viene ferito varie volte. Da queste esperienze doveva nascere il romanzo ‘L’ Etoile’, che gli diede la reputazione. Poi vennero ‘Le Printemps sur l’ Oder’ ‘La Maison sur la Place’, ‘A Deux dans la Steppe’, ‘Coeur d’ ami’. Questi due ultimi romanzi gli costarono vivaci critiche in tempi di ‘culto della personalità’. Nell’ ultima parte della sua vita si diede a scrivere nell’ arte difficile della novella. Le due novelle che contiene questo libro rompono, sia per le conclusioni e l’ audacia politica, rispetto ai libri dei giorni staliniani. Per la prima volta, a fianco di LENIN, ne ‘Le Cahier blue’ c’è un ZINOVIEV che appare come un uomo vivente nella letteratura sovietica e non semplicemente come un nome maledetto. La seconda novella studia i rapporti complessi tra LENIN e il menscevico MARTOV: rivela il ruolo giocato da Lenin per far uscire dal paese questo avversario, mettendolo così al riparo, rivela un’ immagine di LENIN diversa da quella data dall’ iconografia. L’A è morto nel 1962 a 49 anni. “”Numerosi bolscevichi, e tra loro Emélianov, prima dell’ arrivo di Lenin, avevano espresso praticamente le stesse idee di Lenin, ma ciò non erano state che intenzioni mancando di fondamenti, di conoscenze ferme, di persuasione””. (pag 19) “”La vigilia, Zinoviev, leggendo gli ultimi giornali arrivati, aveva detto, amaro, a Lenin: – Come si piegano le masse davanti alla forza! Senza voltarsi, Lenin aveva risposto subito: – Si, tanto è il tempo che loro stesse non sono divenute una forza… – Poi, voltandosi, aveva gettato un’ occhiata al giornale che stava leggendo Zinoviev, l’ aveva scorso con gli occhi e aveva proseguito: – …le masse, il popolo, sono pratiche. Non vogliono marciare per niente. Non sono intellettuali isolati; i gesti ad effetto, le frasi sonore, non sono il fatto loro. I gesti, le parole, esse li lasciano ai Kerenski, agli Avxentiev che hanno studiato i classici al liceo e letto quel vecchio Plutarco che ha già fatto deragliare più di un liceale. Le masse comprenderanno che se sono state battute, è perché esse non erano organizzate. La prossima volta, ne terranno conto.”” (pag 27)”,”LENS-152″
“KAZARINOFF Nicholas D.”,”Disuguaglianze geometriche.”,”Nicholas D. Kazarinoff è nato ad Ann Arbor, Michigan, USA, nel 1929, da Donat K. Kazarinoff, che insegnò matematica all’Università del Michigan per trentacinque anni. Studiò fisica presso l’Università del Michigan e conseguì il titolo di Ph. D. in matematica all’Università del Wisconsin. Insegna matematica all’Università del Michigan. Nell’anno accademico 1960-61 risiedette presso l’Istituto dei Matematica Steklov dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, a Mosca.”,”SCIx-142-FL”
“KAZIN Michael”,”The Populist Persuasion. An American History.”,”KAZIN Michael è professore di storia alla American University. Giornalista, scrive sul NYT, Washington Post, Los Angeles Times e the Nation.”,”USAS-194″
“KAZUO Nimura; a cura di Andrew GORDON”,”The Ashio Riot of 1907. A Social History of Mining in Japan.”,”‘A Book in the Series’ Comparative and International Working-Class History, General Editors: Andrew GORDON, Daniel JAMES, A. KEYSSAR”,”MJAx-007″
“KEARSLEY Harold J.”,”Il potere marittimo ed il XXI secolo.”,”””Uno dei più gravi errori di interpretazione a proposito della ‘presenza marittima’ consiste nel credere che nel mondo questa sia applicabile solo da parte di una piccola minoranza di marine, quelle cioè che svolgono un ruolo politico internazionale. Questa opinione ha continuato a esistere malgrado il graduale slittamento, nella letteratura marittima, delle marine dai ruoli di combattimento in tempo di guerra verso ruoli di utilità politica. Ciò che molti osservatori mancano di comprendere è che tutti gli stati possono usare le loro marine per scopi di ‘presenza’. Non c’è bisogno che una missione di presenza per essere un elemento essenziale dell’ impiego navale sia rivolta verso nazioni straniere poste a grande distanza. Né deve essere svolta in acque straniere. Una forza navale può mandare un segnale politico importante mantenendo una presenza nelle acque di casa. Questa considerazione ha costituito parte delle motivazioni che hanno portato a una rinascita della potenza navale svedese negli anni ’80. Stoccolma sentiva il bisogno di creare una presenza navale nelle proprie acque per controbattere le missioni di presenza che i sommergibili di un altro stato svolgevano proprio nelle stesse acque.”” (pag 161)”,”QMIx-163″
“KEAY John”,”Storia dell’ India. Un grande racconto epico che giunge fino ai nostri giorni. Cinquemila anni di storia raccontati attraverso le testimonianze scritte, i monumenti, i dipinti, i templi, i miti e le leggende.”,”KEAY John è autore di tre libri di storia che hanno avuto molto successo (sulla Compagnia delle Indie Orientali, sul disimpegno dell’ Impero Britannico in Estremo Oriente, sulla storia delle esplorazioni himalayane). “”Il sistema della gerarchia militare, l’ altro meccanismo di controllo escogitato da Akbar, assegnava a ogni comandante militare di grado elevato e comunque a chi detenesse una carica, un grado numerico che governava il suo status e la sua remunerazione. Fu introdotto poi un secondo sistema che denotava il numero di cavalieri armati, o sowar, che ciascun comandante doveva mantenere perché servissero nell’ esercito imperiale; per i gradi superiori erano previsti cavalli, mezzi di trasporto ed elefanti supplementari. Tutti gli amir (nobili) e molti masabdar inferiori (graduati) avevano dunque sia un grado zat (personale) sia un grado sowar (guerriero). Tutti questi gradi erano nelle mani dell’ imperatore, come lo erano promozioni, retrocessioni e licenziamenti. Questo sistema, carico di incentivi, non mancò di produrre comandanti e amministratori eccezionalmente abili; incoraggiò inoltre la lealtà personale all’ imperatore, integrando al contempo in una singola struttura di potere i vari Turchi, Persiani, Afghani, rajput e musulmani indiani che costituivano la nobiltà””. (pag 327)”,”INDx-049″
“KEAY John”,”Storia dell’India. Un grande racconto epico che dalle origini giunge fino ai nostri giorni. Cinquemila anni di storia raccontati attraverso le testimoniamze scritte, i monumenti, i dipinti, i templi, i miti e le leggende.”,”John Keay è autore di tre libri di storia che hanno avuto molto successo: The Honourable Company, sulla Compagnia delle Indie Orientali; Last Post, che descrive il progressivo disimpegno dell’impero britannico in Estremo Oriente; Explorers of the Western Himalayas, che traccia in due volumi la storia delle esplorazioni himalayane. Tra i suoi libri sull’India segnaliamo India Discovered e Into India. Keay è sposato, ha quattro figli, vive in Scozia e, insieme a Julia Keay, cura la Collins Encyclopaedia of Scotland.”,”INDx-004-FL”
“KEBLE-CHATTERTON E.”,”Sailing Ships. The Story of their Development from the Earliest Times to the Present Day. With a Hundred and Thirty Illustration.”,”Sailing Ships. The Story. of their Development from the Earliest Times to the Present Day. With a Hundred and Thirty Illustration. Navi a vela. La storia. del loro sviluppo dai tempi più antichi ai giorni nostri. Con centotrenta illustrazioni”,”QMIN-021-FSL”
“KEDDIE Nikki R., with a section by Yann RICHARD”,”Modern Iran. Roots and Results of Revolution.”,”””War and Reza Shah: 1914-1941. The state took numerous measures to weaken the clergy, taking away most of their role in law and educacion, and even finally instituting state control over vaqf land. In the same period, however, the clergy kept their ties to large parts of the population and even began an internal reorganization. Ever since the major Shi’i ulama left Iraq after World War I and settled Qom there was the basis for an Iran-based clerical institution which, while in retreat, continued to have considerable internal organization and influenced the popular and bazaar classes.”” (pag 103)”,”GOPx-008″
“KEDOURIE Elie”,”Politics in the Middle East.”,”indice: voce: dispotismo orientale KEDOURIE E. è professore emerito di politica all’Università di Londra, Fellow of the British Academy e fondatore del quadrimestrale ‘Middle Eastern Studies’.”,”VIOx-165″
“KEDROV Mikhail Sergeevich”,”Book Publishing Under Tzarism. The “”Zerno”” Publishing House.”,”Cita il libro di LIADOV ‘The History of the Russia Sociali-Democratic Party, 2 volumi, Pietroburgo 1907″,”RIRx-151″
“KEDWARD Roderick”,”Los anarquistas. Asombro del mundo de su tiempo.”,”KEDWARD è professore di storia d’ Europa nell’ Università del Sussex. E’ autore pure di ‘The Dreyfus Affair’ (1965) e ‘Fascism in Western Europa’ (1969). “”Particolarmente, in Francia, è difficile discernere dove finisca la libertà e dove cominci l’ anarchia. Camille Pisarro fu un artista che rappresentò questa distinzione. Notevole pittore impressionista, creò paesaggi in cui le figure dei contadini si fondevano con lo sfondo in un mondo rustico composto da luce, ombre e colore, e ricevette critiche sfavorevoli. La maggioranza dei critici rispose all’ impressionismo con burle, e il fatto che Pisarro ebbe idee anarchiche e dovette esilarsi per un certo periodo dopo la Comune di Parigi, confermò, agli occhi dei critici, i sospetti sull’ arte. (…) Paul Signac fu un altro famoso pittore francese anarchico che iniziò l’ esperienza post-impressionista di costruire i suoi quadri con minuscoli punti di colore che l’ occhio a distanza combinava in figure ed oggetti.”” (pag 111)”,”ANAx-233″
“KEDWARD Roderick”,”Die Anarchisten. Utopie und Wirklichkeit.”,”Foto pag 53: Esposizione di comunardi morti dopo la repressione versagliese. Didascalia: ‘Leichname von Kommunarden nach der Niederschlagung des Aufstandes in Paris (1871). Obwohl nicht von Anarchisten geleitet, ging der Aufstand als Musterfall einer Erhebung des Volkes gegen jede Art bestehender Obrigkeit in die anarchistische Legende ein.”” (pag 53)”,”ANAx-255″
“KEE Robert”,”Storia dell’ Irlanda. Un’ eredità rischiosa.”,”Robert KEE, laureato ad Oxford, è un illustre studioso e giornalista della carta stampata e della BBC.”,”IRLx-001″
“KEEGAN John”,”La prima guerra mondiale. Una storia politico-militare.”,”KEEGAN John è stato per molti anni professore di storia militare alla Royal Military Academy Sandhurst ed è membro della Royal Society of Literature.”,”QMIP-026″
“KEEGAN John”,”La guerra e il nostro tempo. Lezioni alla BBC.”,”KEEGAN John corrispondente per il “”Daily Telegraph”” e professore di storia militare, membro della Royal Society of Literature, è autore di molti libri di storia militare riguardanti in particolare le due guerre mondiali. “”Il successo di tale guerra ideologica suggerì all’ ufficiale prussiano Carl von Clausewitz di inaugurare la più perniciosa filosofia della guerra mai prima concepita. Egli sosteneva che la guerra non è altro che la continuazione della politica, dell’ arte di governare, con l’ uso della forza – forse intendeva dire con le pressioni della diplomazia, perché il termine tedesco Politik esprime entrambi i concetti -, e riteneva che solo il calcolo dell’ interesse politico per cui la guerra viene inizialmente mossa puà contribuire a limitarla.”” (pag 44) “”Definisco Clausewitz pernicioso perché la sua filosofia politica sottende quella dello stato totalitario. E’ significativo che il suo sia l’ unico nome citato nel testamento politico di Hitler, redatto poco prima che egli si uccidesse nel bunker di Berlino, nell’ aprile 1945, tra le rovine dello stato che lui stesso aveva condotto alla distruzione”” (pag 45)”,”QMIx-116″
“KEEGAN John”,”The Mask of Command. A Study of Generalship.”,”””Mai – disse Wellington dopo Waterloo, “”ebbi tante difficoltà in una battaglia. Fu una piena asserzione. Le battaglie di Wellington era state così tante che nel 1815 egli poteva persino avere problemi ad enumerarle tutte. Si potevano contare sedici battaglie ed otto assedi come comandante, molte di più come subordinato. (…) Ma era Waterloo che contava – per la storia d’ Europa, per la sua reputazione, nella sua memoria. “”Fu la vicenda più terribile in cui mi trovai… mai così vicino ad essere battuto””. (pag 92)”,”QMIx-132″
“KEEGAN John”,”La maschera del comando. Alessandro Magno, Wellington, Grant, Hitler: i generali e la guerra.”,”Cartografia e osservazione diretta. “”Le carte ben fatte hanno i loro inconvenienti, perché forniscono un numero eccessivo di informazioni a coloro che le utilizzano. Tutti quei dati vanno semplificati con un’ osservazione diretta del territorio: un comandante può compierla personalmente o interrogare testimoni oculari. In tal modo si costruisce una mappa mentale dei punti chiave e dei loro collegamenti, un po’ come fa il campione di scacchi con i centri nodali della scacchiera. Alessandro, la cui mappa mentale dell’ Impero persiano era probabilmente costruita intorno alla via regia, di sicuro operava sulla base di ciò che vedeva nella sua testa. Lo dovette certamente fare anche Wellington combattendo contro Tippu Sahim e i maratha. In Portogallo e in Spagna era equipaggiato relativamente meglio, ma le carte erano poche, incomplete e spesso molto imprecise. Per fortuna, l’ esercito britannico poteva contare su competenze eccezionali in campo cartografico, sviluppate nel corso della realizzazione della carta topografica militare d’ Inghilterra, la cui prima edizione era uscita di recente, nel 1801. Di solito lavoravano sul campo almeno sei ufficiali specializzati in cartografia, che elaboravano mappe su scala di circa sei centimetri a chilometro. Altri venivano addirittura infiltrati ben oltre le linee francesi, dove tracciavano mappe manentendosi in collegamento con un’ ampia rete di informatori spagnoli. (…) In definitiva, per lui nulla poteva sostituire i suoi occhi. Wellington, un cavallerizzo instancabile, audace ed esperto, sempre in sella a ottimi cavalli, percorreva normalmente decine e decine di chilometri al giorno (…)””. (pag 144-145)”,”QMIx-140″
“KEEGAN John”,”Intelligence. Storia dello spionaggio militare da Napoleone a Al-Qaeda.”,” KEEGAN John ha insegnato alla Royal Military Academy di Sandhurst e attualmente è capo redattore militari del “”Daily Telegraph’ e membro della Royal Society of Literature. E’ considerato uno dei più autorevoli storici militari autore di molti libri (v. 4° copertina). “”Dal punto di vista informativo, il programma delle armi V è interessante anche per un altro aspetto: la strana preponderanza dell’ “”humint”” (human intelligence) nell’ influenzare l’ opinione della parte avversa. Le fonti informative umane non hanno avuto quasi nessun ruolo nel determinare le condizioni in cui è stata combattuta la maggior parte delle campagne analizzate in questo libro. La loro importanza, ancorché preminente nella campagna del Nilo, Nella quale Nelson ricopriva anche il ruolo di ufficiale addetto alle informazioni, e decisiva per Thomas “”Stonewall”” Jackson nella Shenandoah Valley, è stata trascurabile nella guerra agli U-Boot e praticamente irrilevante nelle campagne di Creta e di Midway. Paradossalmente, nella guerra ad alta tecnologia fra gli scienziati delle armi segrete tedesche e i loro avversari alleati con il paraocchi, le informazioni da fonti umane sono state determinanti. (…) L’ attacco informativo alle armi V tenne in vita l’ importanza, altrimenti assai screditata, dell’ humint. L’ humint, benché il termine fosse allora ignoto, fornì – direttamente e indirettamente – anche i mezzi con cui nel 1862, Jackson condusse la sua campagna contro forze superiori nella Shenandoah Valley. (…) Come un comandante delle epoche precedenti l’ avvento del telegrafo e della ferrovia, Jackson si preoccupò sopratutto di conoscere la geografia del teatro nel quale stava operando e di usarla a proprio vantaggio. Uomo dotato di un intuitivo senso del terreno – in questo simile a un altro generale di quella guerra, il taciturno, implacabile e pugnace Ulysses S. Grant -, fu notevolmente aiutato dal suo disegnatore di mappe, Jedediah Hotchkiss, cartografo di talento ancorché autodidatta.”” (pag 347-348)”,”QMIx-168″
“KEEGAN John”,”Histoire de la guerre. Du néolithique à la guerre du Golfe.”,”Marx (pag 38-43, 78, 83, 105, 279) Come condurre una guerra di popolo senza uno Stato popolare (ovvero come la Prussia poteva imitare il modo di fare la guerra delle armate napoleoniche senza adottare le idee politiche della Rivoluzione francese). “”La risposta di Clausewitz a questo dilemma militare somiglia molto, in un certo senso, a quella elaborata da Marx qualche anno più tardi per risolvere il suo dilemma politico. Entrambi erano stati allevati in uno stesso bacino culturale dell’ idealismo germanico – a questo proposito Marx aveva ricevuto una formazione filosofica classica che Clausewitz non possedeva – ed è estremamente importante sottolineare che Clausewitz fu sempre considerato molto favorevolmente dagli intellettuali marxisti, Lenin in testa. La ragione è semplice. Il riduzionismo è l’ essenza della metodologia marxista e Clausewitz utilizza lo stesso principio di riduzione per giustificare la necessità del peggio durante la guerra; perché il peggio è più vicino alla “”vera”” guerra che alla guerra “”reale””. Per Marx pure, il peggio trascina il meglio, il peggio in politica essendo l’ apogeo delle lotte di classe, della rivoluzione, che rovescia il falso mondo della politica “”reale”” e sbocca sulla “”vera”” società della vittoria proletaria””. (pag 38-39) KEEGAN John autore di molte opere tra cui ‘Anatomia della battaglia’, e ‘L’ arte del comando’, è stato professore di storia militare all’ Accademia militare reale di Sandhurst, il Saint-Cry britannico. Attualmente è incaricato di problemi militari presso il Daily Telegraph. E’ specialista riconosciuto di polémologia e di storia militare (La polemologia [dal greco: pólemos , guerra e logos , studio] è la disciplina che, da oltre duemila anni, cerca di identificare, attraverso l’analisi dei conflitti, i modelli strategici ed organizzativi che sono stati utilizzati per ridurre l’impatto dei fattori che rendono difficile, oggi come allora, l’attività di coloro che devono decidere. Ci riferiamo a: Rischio Incertezza Complessità Gestione e motivazione delle risorse umane.”,”QMIx-169″
“KEEGAN John”,”The American Civil War.”,”KEEGAN John già senior lecturer in military history alla Royal Military Academy, Sandhurst.”,”USAQ-067″
“KEEGAN John”,”La prima guerra mondiale. Una storia politico-militare.”,”John Keegan è stato per molti anni professore di storia militare alla Royal Military Academy Sandhurst ed è membro della Royal Society of Literature. Ha pubblicato in italiano: ‘La grande storia della guerra’ (1994), ‘La seconda guerra mondiale’ (2000). “”Nelle operazioni militari il tempo è tutto””, scrisse Wellington nel 1800; fu infatti grazie alla perfetta valutazione dei tempi che conquistò, tra le altre, le vittorie di Salamanca e di Waterloo (1). Il tempo aveva ossessionato anche Schlieffen: tempo per la mobilitazione, tempo ler la concentrazione, tempo per il dispiegamento, tempo per marciare sull’obbiettivo cruciale. Fu il calcolo dei tempi che lo persuase, insieme a coloro che ne ereditarono i piani quando morì, a scatenare tutta la forza tedesca disponibile a occidente e lasciare che il fronte orientale aspettasse fino alla vittoria contro la Francia. La nota debolezza della Russia aveva convinto Schlieffen e Moltke, il suo successore, che sarebbero passati quaranta giorni prima che le armate dello zar potessero giungere in forze al confine orientale tedesco e furono così portati a credere alla possibilità di vincere la guerra contro il tempo. Il tempo non è la sola dimensione in cui si muove la guerra. Anche lo spazio è una dimensione strategica. Era stato utile in passato per la Russia, soprattutto nel 1812 quando Napoleone aveva guidato la ‘Grande Armée’ nella lunga marcia verso Mosca, ma Schlieffen e gli ufficiali dello stato maggiore si erano convinti nella prima decade del XX secolo che lo spazio a est avrebbe giocato a loro favore. Le immense distanze all’interno dell’impero russo, soprattutto quelle tra i centri più popolosi dove i riservisti dovevano convergere durante la mobilitazione, oltre alla scarsità relativa dei collegamenti ferroviari tra le principali città e la frontiera, fecero pensare ai tecnocrati militari tedeschi e austriaci che i loro schemi di mobilitazione, per i quali l’unità di misura erano i giorni, dovevano invece essere calcolati in settimane nel campo russo per essere portati a compimento (2). Credevano che lo spazio avrebbe favorito i tedeschi anche dalla loro parte della frontiera.”” (pag 163) (1) Wellington, Despatches, 30 giugno 1800 (2) Tunstall, Planning for War, cit., cap. 4; Bucholz, Moltke, cit, pp. 167-76″,”QMIP-012-FL”
“KEEGAN John”,”La guerra e il nostro tempo. Lezioni alla Bbc.”,”John Keegan, corrispondente per il Daily Telegraph e professore di Storia Militare, membro della Royal Society of Literature, è autore di molti libri di storia militare, riguardanti soprattutto le due guerre mondiali. In edizione Mondadori ha pubblicato La grande storia della guerra.”,”QMIx-026-FL”
“KEEGAN John”,”La maschera del comando. Alessandro Magno, Wellington, Grant, Hitler: i generali e la guerra.”,”John Keegan, corrispondente per il Daily Telegraph e professore di Storia Militare, membro della Royal Society of Literature, è autore di molti libri di storia militare, riguardanti soprattutto le due guerre mondiali. In edizione Mondadori ha pubblicato La grande storia della guerra. Contiene il capitolo 4. ‘Falso eroismo: Hitler comandante supremo’ [La guerra e il mondo di Hitler; La guerra fatta da Hitler; I soldati di Hitler; I quartieri generali di Hitler; Hitler al comando; Hitler e il teatro della leadership] Hitler comandava dalle retrovie “”Una volta acquisita abbastanza fiducia in se stesso per imporre il suo giudizio operativo su quello dei suoi generali – e aveva già cominciato a farlo ancora prima dell’inizio della battaglia di Francia – Hitler aggiunse di suo a quella dottrina (1) la convinzione che il “”controllo remoto””, sebbene fosse stato insensibile ai flussi e riflussi tattici nella Prima guerra mondiale, funzionasse meglio del coinvolgimento da vicino ora che le comunicazioni via radio rendevano possibili contatti diretti con le truppe e la linea di combattimento. «A lungo andare non poui comandare nel frastuono della battaglia» aveva predicato il 12 dicembre 1942 «gradualmente uno perde il sangue freddo. nella retrovia è diverso». Tuttavia, come stavano scoprendo anche i comandanti al fronte, da Rommel a Guderian a Montgomery, in quel modo uno perde anche il “”senso”” della battaglia: una consapevolezza che spinse quei generali a cercare espedienti per partecipare più da vicino, proprio nel momento in cui Hitler giustificava il proprio crescente disimpegno nei confronti degli avvenimenti della guerra. Nel deserto occidentale, Rommel comandava da un carro armato, mantenendo i contatti con il suo quartier generale principale mediante una radio, con cui trasmetteva semplici sequenze cifrate prestabilite che indicavano un mutamento di direzione o della tattica di un attacco. Montgomery creò un quartier generale avanzato, al quale un gruppo fidato di giovani ufficiali di collegamento portava informazioni tattiche e impressioni, quasi fresche secondo i criteri del “”tempo reale””, direttamente al suo comando su ruote. Guderian, come conferma la famosa fotografia che lo mostra sul camion della radio insieme ai suoi segnalatori e agli operatori del crittografo Enigma, viaggiava con l’avandardia dei suoi panzer, a caccia dei punti deboli nella linea del nemico, e dava direttamente indicazioni su come sfruttare gli eventuali varchi. Hitler, in breve, era entrato nel mondo moderno solo a metà”” (pag 313-314) [Hitler comandante supremo] [(1) la dottrina della Prima guerra mondiale dell’esercito tedesco: se un’armata non sta avanzando è meglio che resti saldamente dov’è, attestandosi alla “”rigida difesa di una linea”” (pag 313; ndr)]”,”QMIx-065-FL”
“KEEGAN John”,”The Face of Battle. A Study of Agincourt, Waterloo and the Somme.”,”KEEGAN John: (Londra, 15 maggio 1934 – Kilmington, 2 agosto 2012). Storico, insegnante e giornalista. Ha pubblicato molte opere sulla natura del combattimento tra il XIV e il XXI secolo sia per la guerra terrestre, navale, aerea e di intelligense, sia per quanto attiene alla psicologia della battaglia. Frequenta il Balliol College di Oxford nel 1953. Diplomatosi, lavora per 3 anni all’ambasciata statunitense di Londra. Incaricato per il corso di storia militare presso la Royal Military Academy di Sandhurst, istituzione di formazione professionale degli ufficiali dell’esercito inglese. Collaborò con l’Università di Princeton. Entra come corrispondente nel 1997, in materia di difesa nel Daily Telegraph, dove svolse il ruolo di caporedattore; nel contempo scrisse per il sito internet conservatore americano National Review Online. Per la BBC ha scritto e presentato War in our World. Ha ricevuto svariate onorificenze britanniche, tra le altre quella di Ufficiale dell’Impero Britannico e cavaliere. In “”The Face of Battle”” analizza dettagliatamente l’interazione tra le varie Armi e Corpi nel tempo, come l’influenza delle ferite e delle malattie con il fattore morale delle truppe. Analizza tre battaglie combattute in epoche diverse ma nella stessa area: Agincourt, Waterloo e la Somme (Agincourt nella grafia inglese; Azincourt nella grafia francese). Tutti e tre gli eventi ebbero come protagonisti soldati britannici. La ricostruzione ha una speciale attenzione del punto di vista dei soldati. Per alcuni il lavoro di KEEGAN, pur avendo una notevole validità teorica, risente dell’amor patrio, sottintendendo una superiorità del soldato inglese. «(Agincourt, 25/10/1415) (…) I gruppi molto piccoli di uomini d’arme si sarebbero mossi come fecero gli stendardi dei loro signori, che a loro volta avrebbero seguito quelli del Re. L’esercito [inglese] aveva circa 700 iarde di terreno arato bagnato dalla pioggia da coprire. A passo lento (nessun esercito medievale marciava al passo e nessun esercito moderno avrebbe marciato su un terreno simile: il “”passo cadenzato”” deriva dall’indurimento e dalla levigatura della superficie delle strade), con soste per la corretta preparazione,avrebbe raggiunto la nuova posizione in circa 10 minuti, anche se si può supporre che il passo rallentò parecchio man mano che si avvicinavano all’esercito francese e i comandanti facevano un calcolo mentale della distanza. Il “”tiro estremo dell’arco”” (…) è tradizionalmente calcolato a 300 iarde. Questa è una portata tremenda per un arco, (…) Ora deve essere eseguita un’altra pausa, anche se breve. Perchè gli arcieri, che avevano portato ciascuno un robusto palo di legno a due punte fin dal decimo giorno di marcia, dovevano ora conficcarli nel terreno, con un’angolazione calcolata per colpire un cavallo da guerra nel petto.» (pag 90; traduz. d. r.)”,”QMIx-240-FSL”
“KEEN Maurice”,”Storia dell’Europa medievale.”,”””Il riconoscimento del principio della successione ereditaria delle terre ottenute in beneficio suggellò l’irreversibilità del novo ordine”” (pag 55)”,”EURx-002-FC”
“KEEN Steve”,”Debunking Economics. The Naked Emperor of the Social Sciences. (Sfatare l’economia. L’imperatore nudo delle scienze sociali.)”,”Steve Keen, University of Western Sydney, Australia “”Why most Marxists are irrelevant, but most of Marx is not”” Curva di Engels (pag 266)”,”ECOT-006-FP”
“KEEP John L.H.”,”The Russian Revolution. A Study in Mass Mobilization.”,”KEEP è professore di storia russa all’ Università di Toronto. “”La storia non diede all’ organizzazione di Mazurenko una chance per provare se stessa. I soli tre mesi intercorsi tra la sua formale costituzione come corpo nazionale e la conquista del potere da parte dei bolscevichi, furono un periodo di tempo troppo breve per permettere generalizzazioni sulle sue possibilità finali. Quali chances avrebbe avuto un’ organizzazione contadina di tipo sindacale, un equivalente del Bauernbund tedesco, in una Russia risparmiata dalle esperienze della dittatura proletaria e della guerra civile? (pag 246) Black Repartition: In 1876 a secret society, Land and Liberty, was formed. The group, led by Mark Natanson, demanded that the Russian Empire should be dissolved. It also believed that two thirds of the land should be transferred to the peasants where it would be organized in self-governing communes. It remained a small group and at its peak only had around 200 members. Undercover agents employed by Okhrana soon infiltrated the organization and in 1877 members began to be arrested. This included Mark Natanson who was imprisoned in Siberia where he was to remain for the next eleven years. In October, 1879, the Land and Liberty split into two factions. The majority of members, who favoured a policy of terrorism, established the People’s Will. Others, such as George Plekhanov formed Black Repartition (Chernyy peredel), a group that rejected terrorism and supported a socialist propaganda campaign among workers and peasants. The group remained small and had little influence. In 1880 the leaders such as George Plekhanov, Vera Zasulich, Lev Deich and Pavel Axelrod went to live in Geneva.”,”RIRx-099″
“KEEP John L. H.”,”Soldiers of the Tsar. Army and Society in Russia 1462-1874.”,”List of Illustrations: Maps – Figures, Introduction, bibliography, Index,”,”RUST-009-FL”
“KEEP John L. H.”,”The Russian Revolution. A Study in Mass Mobilization.”,”John L. H. Keep, Professor of Russian History at the University of Toronto. Between 1954 and 1970 he was a Lecturer, and subsequently Reader, in Russian Studies at the School of Slavonic and East European Studies, University of London. He is the author of The Rise of Social Democracy in Russia and Contemporary History in the Soviet Mirror. KEEP è professore di storia russa all’ Università di Toronto. Introduction, Epilogue, Notes, Chronological Table, List of Abbreviated Organizations, Glossary of Russian Terms, Map: European Russia in 1917-18, Bibliography, Index, Revolution in the Modern World, General Editor: Jack P. Greene Johns Hopkins University,”,”RIRx-059-FL”
“KEEP John L.H.”,”A History of the Soviet Union 1945-1991. Last of the Empires.”,”John L. H. Keep, Professor of Russian History at the University of Toronto. Between 1954 and 1970 he was a Lecturer, and subsequently Reader, in Russian Studies at the School of Slavonic and East European Studies, University of London. He is the author of The Rise of Social Democracy in Russia and Contemporary History in the Soviet Mirror. Acknowledgements, List of Tables, Maps, Introduction, Notes, Bibliography, Glossary, Index,”,”RUSU-099-FL”
“KEEP John L. H.”,”Power and the People: Essays on Russian History.”,”John L. H. Keep, Professor of Russian History at the University of Toronto. Between 1954 and 1970 he was a Lecturer, and subsequently Reader, in Russian Studies at the School of Slavonic and East European Studies, University of London. He is the author of The Rise of Social Democracy in Russia and Contemporary History in the Soviet Mirror. Acknowledgements, Foreword, List of Abbreviations, Notes, Table, Bibliography, East European Monographs”,”MRSx-026-FL”
“KEIM Jean A.”,”Piccola storia della grande Cina.”,”””In cinese, la Cina si chiama Ciong-Kuo, l’ impero di mezzo; ossia il centro del mondo””. (pag 25) L’ imperatore Wu. “”Nel momento in cui Roma faceva regnare in tutto il Mediterraneo la Pax Romana, Wu stabiliva nell’ Asia Centrale e in quella orientale la Pace Cinese””. (pag 65) “”Gengis Khan non conquistò realmente la Cina. Ma è indispensabile conoscere la sua vita e la sua opera per comprendere come i Mongoli siano riusciti in un’ impresa che non era riuscita a nessun altro popolo barbaro, nonostante i tentativi che, nel corso dei secoli, si erano ripetuti: l’ impresa di impadronirsi di tutta la Cina.”” (pag 133) (Gengis Khan) Era uno spirito pensoso, equilibrato, che sapeva ascoltare. Egli affermava con molto buon senso: “”Ho dato il comando delle truppe a coloro che univano l’ intelligenza al coraggio; a coloro che erano attivi e svegli ho affidato la cura dei bagagli; quanto alle persone di spirito pesante, li ho fatte munire di frusta e ho dato loro da guardare il bestiame””. (pag 136) “”I Mongoli battono i soldati di Kin nella campagna aperta; lì la loro superiorità è incontestabile; ma non riescono ad impadronirsi delle città difese da mura.”” (pag 137)”,”CINx-184″
“KEISER Norman F.”,”Analisi economica, politica fiscale e sviluppo economico.”,”KEISER Norman F. è docente di economia al San Jose State College di Saratoga. “”Si presume troppo spesso che il nuovo capitale faccia semplicemente risparmiare lavoro; si ignora invece fino a qual punto esso fa risparmiare capitale. Tutto ciò implica assai di più di un semplice aumento del prodotto per unità di lavoro: è il prodotto per unità di capitale ad aumentare oppure sono il carburante, l’ elettricità e i materiali ad essere usati in quantità minore””. (pag 301-302) “”Interessante è anche l’ osservazione sia di Goldsmith che di Kuznets secondo la quale: “”la storia non ci mostra un’ associazione ovvia, regolare ed immutabile tra l’ intensità della formazione di capitale e il tasso di crescita economica”” (…)””. (pag 302)”,”USAE-041″
“KELLER Frantz”,”Historia de la esclavitud. (Tit. orig: History of slavery)”,”””Ogni cristiano che rinnegava la sua fede e si convertiva all’ islam, rimaneva un uomo libero, e pure non doveva pagare tributi. I combattenti cristiani che cadevano prigioneri era immediatamente gettati in schiavitù. In tutta la costa del Mediterraneo esisteva il commercio di compravendita degli schiavi, e i prezzi oscillavano secondo la qualità della schiava o dello schiavo (…). Il numero di schiavi cristiani era molto considerevole, e costituivano quasi una casta, considerata dagli arabi come necessaria per tutti i lavori.”” (pag 59)”,”CONx-116″
“KELLER Helen, a cura di Philip S. FONER”,”Helen Keller. Her Socialist Years. Writings and speeches.”,”””Quando i bolscevichi presero il potere in Russia nel novembre 1917, Helen Keller sentì che la sua fede era giustificata. Non era mai stata impressionata dagli argomenti dei socialisti riformisti secondo i quali la via per giungere alla vittoria socialista era quella di un processo pacifico a spizzichi e bocconi, eleggendo socialisti in incarichi di potere fino a che il movimento potesse prendere il controllo del governo””. (pag 15)”,”MUSx-171″
“KELLER Fritz”,”Gelebter Internationalismus. Österreichs Linke und der algerische Widerstand (1958-1963).”,”Fritz KELLER è nato a Vienna nel 1950. E’ storico e pubblicista. Sempre per la casa editrice Promedia ha curato la pubblicazione su Rosa Luxemburg ‘Rosa Luxemburg. Denken und Leben einer internationalen Revolutionärin’.”,”AUTx-035″
“KELLER David N.”,”Cooper Industries, 1833-1983.”,”KELLER David N. Keller, già giornalista, ha studiato il settore industriale (specie energetico) ed è stato direttore delle pubbliche relazioni delle università. E’ stato scrittore free-lance e regista cinematografico. Questo volume è stato commissionato dalla Cooper Industries per il suo anniversario. Il fondatore Charles Cooper si oppose fortemente alla schiavitù. Le sue posizioni non erano condivise dalla maggioranza di votanti nel distretto ad influenza democratica. Ma non si fece intimidire dagli ostacoli che trovò sul suo cammino. Dopo un’intensa campagna fu decisivo, in occasione delle elezioni del 1844 per il Congresso, per la nomina di un candidato anti-schiavitù del partito Whig, Mt Vernon. Dieci anni dopo, quando il partito Whig collassò, su spinta di un forte gruppo antischiavista che si diede il nome di Repubblicani, divenne un attivo membro di questo nuovo partito. (pag 10) Il volume contiene molte foto di impianti industriali, reparti, attività in fabbrica, gruppi di lavoratori, operai al lavoro ecc. foto d’epoca del taglio di un albero di grandi dimensioni da parte di due boscaioli attrezzati con una ‘Atkins Saw’ (pag 192)”,”ECOG-097″
“KELLER Fritz”,”Paul Lafargue (1841-1911).”,”Diese Sonderbeilage ist ein Auszug aus dem Buch: “”Paul Lafargue. Geschlechter-Verhaltnisse. Ausgewahlte Schriften. Kritische Ausgabe herausgegeben von Fritz Keller. Mit einem Vorword von Frigga Haug”” (Argument Verlag 1995) Questo supplemento speciale è un estratto del libro: “”Paul Lafargue. Relazioni di genere. Scritti selezionati. Edizione critica a cura di Fritz Keller. Con prefazione di Frigga Haug”” (Argument Verlag 1995″,”LAFx-044″
“KELLEY Kitty”,”A modo suo. La biografia non autorizzata di Frank Sinatra.”,”””Per tre anni, quanto durò il processo per la bancarotta fraudolenta del Premier Theater, il nome di Frank fu collegato con il losco complotto mafioso. Anche se non fu giudicato colpevole, fu costretto a spiegare il perché di quella fotografia con i signori del crimine organizzato. Per tutto il processo il suo nome occupò le cronache, con titoli come ‘Killer della mafia legato a Sinatra’ (New York Post) e ‘Killer della mafia in combutta con Sinatra’ (Daily News), e fu mescolato alla corruzione. In sua difesa venne Peter Hamill, del Daily News (…). Il 17 gennaio 1979, dopo quattordici settimane di dibattimento e sette giorni di camera di consiglio, il giurì arrivò a un punto morto, a causa di un errore procedurale. In un altro processo, Tommy Marson, amico di Frank, fu condannato a un anno di prigione e a una multa di diecimila dollari per complicità nella bancarotta fraudolenta.”” (pag 217) pag 100 pag 136″,”BIOx-130″
“KELLEY Robin D.G.”,”Race rebels. Culture, politics, and the Black Working Class.”,”KELLEY Robin D.G. è professore di storia e studi africani alla New York University. E’ autore di ‘Hammer and Hoe: Alabama Communist during he Great Depression’ (1990). “”Not surprisingly, Admiral Kilpatrick remained a committed Marxist- so committed that he insists he was expelled from the CPUSA “”because I wasn’t going to go along with the fact (that) now all of a sudden you can build a Party with all classes””. His problems with Party leadership had begun during the Popular Front. The very idea that the Party “”was carrying on the traditions of Lincoln, Jefferson , and Douglass””, in Kilpatrick opinion, was “”a lot of bull”””” (pag 157)”,”MUSx-287″
“KELLY Daniel”,”James Burnham and the Struggle for the World. A Life.”,”James BURNHAM (Chicago 1905, Kent 1987), filosofo politico, trotskista negli anni 1930, divenne un leader conservatore e anticomunista dopo che si convinse dell’ eguaglianza tra rivoluzione comunista e totalitarismo. Autore de ‘La rivoluzione manageriale’ (1941) vedeva nel ‘comunismo’ di STALIN, nel fascismo di HITLER e nel New Deal di ROOSEVELT esempi dell’ economia manageriale moderna, caratterizzata dalla pianificazione centralizzata, imprese a proprietà statale, efficienza e razionalizzazione piuttosto che profitti e una classe dominante di executives. Altra biografia: ‘Up from Communism, Conservative Odysseys in American Intellectal History’ di John Patrick DIGGINS (1975). (Fonte American Thought) “”Il primo segno pubblico che Burnham era interessato al marxismo fu la su recensione nel luglio 1932 su Symposium del primo volume della ‘Storia della Rivoluzione russa’ di Leon Trotsky. (Fu anche la sua prima recensione di un libro politico).”” (pag 34) “”Con questa recensione comincia il fatidico incontro con Trotsky, uno dei principali architetti della Rivoluzione russa, primo ministro degli esteri del nuovo stato sovietico, fondatore dell’ Armata Rossa, e perdente in una feroce lotta per il potere con il suo rivale, Giuseppe Stalin, che causò la sua espulsione dall’ Urss (…). Trotksy avrebbe plasmato la vita di Burnham fino alla fine degli anni 1930 ed il suo pensiero, per molti versi, per molto tempo ancora””. (pag 35)”,”USAS-138″
“KELLY Aileen M.”,”Toward Another Shore. Russian Thinkers Between Necessity and Chance.”,”Aileen Kelly teaches Russian history and literature at King’s College, Cambridge, and is a frequent contributor to the New York Review of Books and other major journals. Acknowledgments, Introduction, Notes, Permissions,”,”RUSx-094-FL”
“KELLY Phil, a cura di Tiberio GRAZIANI Emanuel PIETROBON”,”Saggi scelti di geopolitica classica. Dai nuovi ‘heartland’ alle guerre dell’acqua.”,”Conversazione con Phil Kelly sulla geopolitica classica (T. Graziani e E. Pietrobon) (pag 13-16) Harfold Mackinter, geografo e statista britannico, viene ricordato principalmente per la sua teoria formulata nel 1904 secondo cui il Paese o l’alleanza che fosse riuscita a dominare il cuore dell’Eurasia, l’ ‘Heartland’, si sarebbe guadagnato una leva sostanziale per il raggiungimento dell’egemonia globale. Una teoria rivelatasi quella geo-strategicamente più rilevante all’interno del modello della geopolitica classica. Sembra, tuttavia, che questo fulcro euroasiatico non abbia passato il test della storia necessario a corroborare la tesi di Mackinder. Napoleone prima e Hitler dopo hanno invaso questo ‘Heartland’, occupando o minacciando Mosca, pur non riuscendo a consolidare l’invasione. La teoria mackinderiana appare quindi semplicistica e vaga, tuttavia la sua notorietà è garantita da alcuni fattori la cui validità permane: la premessa che l’Heartland si trovi nella metà più settentrionale del pianeta, la forma compatta dell’Eurasia stessa, il fatto che vi giacciano due terzi delle popolazioni e delle ricchezze del mondo, un’attenzione di lunga data all’Eurasia da parte delle ‘élites’ politiche e l’assunzione di un vantaggio centrale come eventuale leva verso l’esterno. Kelly è quindi tanto convinto dell’importanza strategica di una teoria dell’ Heartland quanto non lo è rispetto al suo collocamento geografico. Secondo l’autore il ‘pivot’ del globo non è da ricercarsi nell’ Eurasia, ma nell’ America Settentrionale. La sua posizione protetta dagli oceani, le risorse che contiene e la sua capacità di influenzare gli equilibri oltreoceano sono tutte caratteristiche che rendono quest’area più adatta al disegno di Mackinder. Va inoltre considerato che il Nord America non è esposto a minacce immediate da parte di grandi potenze, essendo distante e isolato da rivali eurasiatici, confinante con Messico e Canada che restano passivamente a guardare. I bacini idrografici del Missisippi e dei Grandi Laghi hanno un’importanza strategica in quanto uniscono popoli e risorse e possono fare affidamento su una rete di comunicazioni e collegamento non intralciate da una topografia arida e ostile. Da questo territorio esteso ma compatto, gli Stati Uniti, come potenza navale, possono proiettare un equilibrio favorevole sugli Stati delle regioni periferiche orientali e occidentali dell’Eurasia, impedendo così agli attori del perno eurasiatico di opporsi espandendosi verso l’esterno. Già George Friedman aveva notato una particolare abbondanza nelle risorse e nella posizione del Nord America, una posizione unica che ha spianato la strada agli Stati Uniti verso l’egemonia globale, avvalorando così la tesi di Kelly. Collocare l’ Heartland in concomitanza con il territorio statunitense conferisce inevitabilmente nuove forme e nuovi ruoli ai componenti dell’ordine mondiale: l’intera Eurasia diventa una piattaforma continentale per il bilanciamento tra le grandi potenze dell’area, in particolare con Cina e Giappone a Est, Germania e Russia a Ovest, senza che nessuna sia superiore all’altra. Gli Stati Uniti stessi vanno a svolgere un ruolo preponderante, seppur esterno, di bilanciamento: detendendo il ‘pivot’ maggiore all’interno degli equilibri eurasiatici, grazie sempre alla loro posizione di distanza, abbondanza di risorse, sicurezza e netta supremazia navale. Phil Kelly professore di Scienze politiche dell’Emporia State University (Kansas). Concetti e teorie tipiche del modello realista sono: l’anarchia, l’equilibrio di potenze, la sicurezza collettiva e il multipolarismo”,”RAIx-403″
“KELSEN Hans”,”La teoria comunista del diritto.”,”Hans Kelsen, La teoria comunista del diritto, Comunità, 1956 “”Egli (Marx, ndr) dice della religione, che è la sovrastruttura ideologica più caratteristica posta sulla realtà sociale che ne sta a base: “”Questo Stato, questa società, producono la religione, una coscienza pervertita del mondo, perché questo stesso mondo è pervertito (verkehrt)”” (Gesamtausgabe, I-1, p. 607). E: “”Il fatto che la base terrena è in opposizione con se stessa, e si stabilisce nei cieli un regno indipendente, può solo venire spiegato con il fatto che la stessa base terrena è divisa e contradditoria in sè”” (I-1, p. 534).”” [Hans Kelsen, La teoria comunista del diritto, Comunità, 1956] (pag 36-37)”,”TEOC-041″
“KELSEN Hans”,”Socialismo e Stato. Una ricerca sulla teoria politica del marxismo.”,”KELSEN (Praga, 1881) studia all’Univ di Vienna dove si laurea nel 1906 e nel 1911 ottiene la libera docenza. Docente nella stessa Univ fin dal 1910 diviene Prof straordinario enl 1917 e ordinario nel 1919 quando accetta la chiamata all’Univ di Colonia. Dopo l’avvento del nazismo si trasferisce a Ginevra ove insegna presso l’ Institut Universitaire des Hautes Etudes Internationales (1933-1940) e presso l’Univ tedesca di Praga (nello stesso periodo 1936-1938). Dal 1940 lascia l’EU per gli USA ove insegna in molte università. Muore a Berkeley nel 1973. K. ha svolto anche attività politica: dal 1918 al 1920 è consulente del governo austriaco con il compito di disegnare un abbozzo della costituzione definitiva della Repubblica austriaca. Le opere principali sono riportare a pag 2.”,”TEOC-057″
“KELSEN Hans”,”Teoria generale del diritto e dello Stato.”,”Nato a Praga nel 1881 morto nel 1973, professore di diritto pubblico, filosofia del diritto e diritto internazionale nelle Univ di Vienna (1911-1930), Colonia (1930-33), Ginevra (1933-1940), Praga (1936-38), Harvard (1941-1942) e Wellesley College (1942). Ha poi insegnato nel 2° dopoguerra scienza politica nell’Univ di California a Berkeley. Fondatore ed esponente principale della ‘scuola viennese’ del diritto, è stato uno dei maggiori giuristi di questo secolo. KELSEN “”Uno Stato il cui ordinamento giuridico non stabilisca una speciale cittadinanza, e quindi non contenga nessuna norma concernente l’acquisto e la perdita di tale ‘status’, non sarebbe in grado di assicurare la sua protezione diplomatica a nessuno dei suoi sudditi contro la violazione dei loro interessi da parte di altri Stati. L’istituto giuridico della cittadinanza è di maggiore importanza nei rapporti fra gli Stati che non all’interno di uno Stato””. (pag 246)”,”TEOP-033″
“KELSEN Hans a cura di Mario G. LOSANO”,”Il problema della giustizia.”,”KELSEN è il fondatore della dottrina pura del diritto, la teoria giuridica che ha conosciuto diffusione eccezionale nel nostro secolo. Nato a Praga nel 1881 insegnò a Vienna, Francoforte e, lasciata la Germania con l’avvento del nazismo, a Ginevra e infine negli USA (Univ California Berkeley). E’ morto nel 1973.”,”TEOP-037″
“KELSEN Hans”,”Teoria pura del derecho. Introduccion a la ciencia del derecho.”,”Tra le decine e decine di scritti citati nella bibliografia di KELSEN la prima opera è dedicata a DANTE ALIGHIERI: ‘Die Staatlehre des Dante Alighieri’, VIENNA e LIPSIA, 1905 pag 149. L’ ultimo scritto è del 1957.”,”TEOP-124″
“KELSEN Hans”,”La dottrina pura del diritto.”,”L’ edizione italiana di quest’ opera è stata realizzata per consiglio di Norberto BOBBIO.”,”TEOP-130″
“KELSEN Hans”,”Teoria generale del diritto e dello Stato.”,”Nato a Praga nel 1881 morto nel 1973, professore di diritto pubblico, filosofia del diritto e diritto internazionale nelle Università di Vienna (1911-1930), Colonia (1930-33), Ginevra (1933-1940), Praga (1936-38), Harvard (1941-1942) e Wellesley College (1942). Ha poi insegnato nel 2° dopoguerra scienza politica nell’Università di California a Berkeley. Fondatore ed esponente principale della ‘scuola viennese’ del diritto, è stato uno dei maggiori giuristi di questo secolo.”,”TEOP-133″
“KELSEN Hans”,”I fondamenti della democrazia e altri saggi. (Titolo orig.: Vom Wesen und Wert der Demokratie).”,”Hans KELSEN nacque a Praga l’ 11 ottobre 1881. Insegnò dal 1911 al 1930 diritto pubblico e filosofia nell’ Università di Vienna, poi a Colonia diritto internazionale e filosofia del diritto. Abbandonata la Germania prima dell’ avvento del nazismo fu professore a Ginevra presso l’ Institut de Hautes Etudes Internatinales e in seguito negli Stati Uniti dove si era trasferito nel 1940 presso le Università di Harvard e di California. “”Il ‘movimento proletario’ è definito come ‘il movimento cosciente e indipendente dell’ immensa maggioranza, nell’ interesse dell’ immensa maggioranza’. Seguendo questo concetto, Lenin dichiara che la dittatura del proletariato, e cioè la ‘organizzazione dell’ avanguardia degli oppressi’, è ‘una immensa espansione della democrazia, perché essa diventa democrazia per il povero, democrazia per il popolo, e non (come la democrazia borghese) democrazia per il ricco’. La caratteristica essenziale di questa democrazia è che essa ‘porta all’ estensione dell’ effettivo godimento della democrazia a coloro che sono oppressi dal capitalismo, alle classi lavoratrici, in un grado che fino ad ora non ha precedenti nella storia mondiale'””. (pag 124) “”Per dimostrare che un uomo può consderarsi libero, e cioè soggetto solo alla propria volontà, anche se è vincolato da una legge contro la cui adozione ha votato, Rousseau tenta una nuova interpretazione del significato della procedura di voto. Votando a favore o contro l’ adozione di una legge, il cittadino non esprime la propria volontà, bensì la propria opinione riguardo alla volontà generale””. (pag 161)”,”TEOP-174″
“KELSEN Hans, a cura di Mario G. LOSANO”,”Scritti autobiografici.”,”Vienna, 1915 circa: “”Il mio impiego al Ministero della guerra contribuì anche in modo decisivo alla mia carriera accademica”” (pag 95) “”I tre anni e mezzo trascorsi al Ministero della guerra non andarono perduti per il lavoro scientifico. Avevo avuto tempo sufficiente per intraprendere anche un’ampia ricerca sul problema della sovranità, pubblicata nel 1920 col titolo ‘Das Problem der Souveränität und die Theorie des Völkerrechts’.”” (pag 97) “”Richiamai l’attenzione sul fatto che lo Statuto dei Consigli dei lavoratori era inconciliabile con la libertà della ricerca scientifica; ricordai ai colleghi che l’università, non molto tempo prima, aveva conferito il dottorato ‘honoris causa’ all’Arciduca (d’Austria) Federico con tali manifestazioni di sudditanza, da rendere quell’atto difficilmente conciliabile con l’adesione a un’organizzazione marxista; e conclusi affermando che l’università non doveva cadere ai piedi della croce che veniva eretta davanti a essa. Credo che il mio discorso abbia contribuito molto al rifiuto di partecipare all’elezione per i Consigli dei lavoratori. Il fatto che ciononostante il ministro socialdemocratico dell’istruzione mi abbia nominato fu una prova di grande obiettività perché nella successione a Bernatzik era stato proposto ‘secundo loco’ un professore straordinario che si era iscritto al partito socialdemocratico (cosa che io non avevo fatto); perché io, inoltre, rifiutavo la teoria politica del marxismo – fondata sulla dittatura del proletariato e sulla progressiva estinzione dello Stato – da me sottoposta a una critica serrata nel libro ‘Sozialismus und Staat’ (1920); perché allora ero (e tuttora sono) dell’idea che un docente e studioso di scienze sociali non deve aderire ad alcun partito politico, perché l’appartenenza a un partito danneggia l’indipendenza scientifica. Ero invece fin dal principio in completa sintonia con il programma democratico della socialdemocrazia austriaca, che in linea di principio si fondava sul marxismo ma che nella prassi non aveva nulla in comune con la teoria anarchica dello Stato di Marx ed Engels. Come individualista, in un primo tempo avevo assunto un atteggiamento negativo davanti al suo programma economico di nazionalizzazione dell’economia. Però in seguito, soprattutto sotto l’impressione degli sconvolgimenti economici provocati dalla guerra, divenni sempre più propenso ad ammettere che il sistema del liberismo economico, così come si era realizzato nelle circostanze date, non offriva alcuna garanzia di sicurezza economica per la massa non abbiente e che – nella situazione di allora – la sicurezza economica si poteva raggiungere soltanto con l’economia pianificata, il che in ultima analisi significava nazionalizzare la produzione””. [Hans Kelsen, Autobiografia, 1947] [in Hans Kelsen, Scritti autobiografici, a cura di Mario G. Losano, 2008] (pag 99-100)”,”TEOP-041″
“KELSEN Hans, a cura di Riccardo GUASTINI”,”La teoria politica del bolscevismo e altri saggi.”,”KELSEN Hans “”Dice Hegel: “”Lo Stato è l’ingresso di Dio nel mondo; il suo fondamento o causa è il potere della ragione che realizza se stessa come volontà”””” (pag 43) “”Secondo la dottrina di Marx e del suo amico Engels (4), lo Stato è per sua propria natura una macchina coercitiva, la cui funzione è conservare il dominio di un gruppo (il gruppo degli individui che posseggono i mezzi di produzione, la classe capitalistica) sopra un altro gruppo (costituito da coloro che non partecipano alla proprietà dei beni chiamati capitale, la classe proletaria sfruttata). Lo Stato è un’organizzazione coercitiva intesa a conservare l’oppressione di una classe da parte di un’altra. Il sistema capitalistico, e con esso lo Stato come istituzione sociale, scomparirà con l’instaurazione rivoluzionaria del socialismo, cioè con l’abolizione della proprietà privata e la socializzazione dei mezzi di produzione. Lo Stato “”si estinguerà””. La futura società socialista sarà priva di Stato, sarà una società, il cui ordinamento verrà preservato senza impiegare la forza. Ciò sarà possibile, poiché l’ordinamento sociale soddisferà naturalmente gli interessi di tutti, cosicché nessuno sarà indotto a violare l’ordinamento. Ma questa condizione ideale dell’umanità non può essere instaurata immediatamente dopo che la rivoluzione sociale abbia abolito il capitalismo. Tra lo Stato capitalistico e la società comunista senza Stato vi sarà una fase intermedia, la dittatura del proletariato, che è il risultato della rivoluzione proletaria. La dittatura del proletariato sarà uno Stato con un vero governo, e differirà dallo Stato capitalistico solo in quanto lo scopo di tale macchina coercitiva sarà non conservare, ma distruggere lo sfruttamento di una classe su un’altra. Nel suo libro ‘L’origine della famiglia, della proprietà privata, e dello Stato, Engels dice: “”Dunque lo Stato non è affatto un potere imposto sulla società dall’esterno: tanto meno è “”la realtà dell’idea etica, l’immagine e la realtà della ragione””, come sostiene Hegel. Esso è piuttosto un prodotto della società a un particolare stadio di sviluppo; è la confessione che questa società si è avviluppata in una contraddizione insolubile, ed è dilaniata da antagonismi inconciliabili, che è impotente a esorcizzare. Ma, affinché questi antagonismi, queste classi con interessi economici confliggenti non dissolvano se stesse e la società in una sterile lotta, è divenuto necessario un potere, apparentemente al di sopra della società, che moderi il conflitto, e lo riconduca nei limiti dell'””ordine””; e questo potere, nato dalla società, ma che si pone al di sopra di essa e si estrania sempre più da essa, è lo Stato (…). Lo Stato, poiché è sorto dal bisogno di controllare l’antagonismo di classe, ma è anche sorto dal cuore della lotta fra le classi, è normalmente lo Stato della classe economicamente dominante, che per mezzo di esso diviene anche politicamente dominante, e acquisisce così nuovi mezzi per soggiogare e sfruttare la classe oppressa (5)””. Nel suo libro ‘Anti-Dühring’, Engels descrive il modo in cui lo Stato scomparirà: “”Il proletariato si impadronisce del potere statuale, e trasforma i mezzi di produzione in proprietà dello Stato. Ma, così facendo, sopprime se stesso in quanto proletariato; sopprime tutte le differenze e tutti gli antagonismi di classe; sopprime altresì lo Stato in quanto Stato. La società precedente, poiché si muoveva nell’antagonismo di classe, aveva bisogno dello Stato, cioè di un’organizzazione della classe sfruttatrice che, in ogni periodo, conservasse le condizioni esterne della produzione. (….) Non appena non vi sia più alcuna classe sociale da tenere in soggezione; non appena siano stati aboliti, insieme con il dominio di classe e la lotta per l’esistenza individuale fondata sulla precedente anarchia della produzione, anche gli eccessi e le collisioni che nascono da essa, non vi sarà più nulla da reprimere, e non sarà più necessaria una forza speciale di repressione. Il primo atto, con cui lo Stato realmente si atteggia a rappresentante dell’intera società – appropriandosi dei mezzi di produzione in nome della società -, è al tempo stesso il suo ultimo atto indipendente in quanto Stato. L’ingerenza di un potere statuale nelle relazioni sociali diviene superflua in una sfera dopo l’altra, e poi si assopisce. Il governo sulle persone è sostituito dall’amministrazione delle cose e dalla direzione dei processi produttivi. Lo Stato non è “”abolito””, si estingue. E’ da questo punto di vista che dobbiamo valutare la locuzione “”libero Stato popolare”” [uno slogan del partito socialdemocratico tedesco] – tanto la sua occasionale giustificazione a scopo agitatorio, quanto la sua definitiva inadeguatezza scientifica – e altresì la richiesta dei cosiddetti anarchici che lo Stato sia abolito dal giorno alla notte”” (6). La differenza tra i teorici politici marxisti e i cosiddetti anarchici è tutta qui: questi richiedono l’abolizione dello Stato per mezzo dell’azione rivoluzionaria, mentre quelli predicano una scomparsa automatica dello Stato, dopo che la dittatura del proletariato (lo Stato proletario) sia stata instaurata dalla rivoluzione socialista. Dal punto di vista dell’ideologia sociale, marxismo e anarchismo coincidono. Infine, ne ‘L’origine della famiglia, della proprietà privata, e dello Stato’ di Engels, compare l’affermazione spesso citata: “”Lo Stato dunque non è esistito dall’eternità. Vi sono state società che ne hanno fatto a meno, che non avevano alcuna nozione dello Stato o del potere statuale. A uno stadio definito dello sviluppo economico, che necessariamente comporta la divisione della società in classi, lo Stato diviene necessario a causa di tale divisione. Ora ci stiamo rapidamente avvicinando a uno stadio nello sviluppo della produzione, in cui l’esistenza di queste classi non solo cessa di essere una necessità, ma diviene positivamente un ostacolo alla produzione. Esse scompariranno inevitabilmente così come sono nate. Lo Stato inevitabilmente scompare con esse. La società, che organizzerà la produzione in modo nuovo, sulla base dell’associazione libera ed eguale tra i produttori, metterà l’intera macchina dello Stato nel posto che le spetta: nel museo delle antichità, vicino al filatoio e all’ascia di bronzo”” (7)”” [Hans Kelsen, a cura di Riccardo Guastini, La teoria politica del bolscevismo e altri saggi, 1981] (pag 43-44-45) [(4) H. Kelsen, ‘Sozialismus und Staat. Eine Untersuchung der politischen Theorie des Marxismus’, Leipzig, 1923, II ed.; trad. it. ‘Socialismo e stato’, a cura di R. Racinaro, Bari, 1979; (5) F. Engels, ‘L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato’, Roma, 1963, pp. 200 ss.; (6) F. Engels, ‘Anti-Dühring’, Roma, 1950, p. 305; (7) F. Engels, ‘L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato’, cit., pp. 203-204]”,”TEOP-280″
“KELSEN Hans, a cura di Riccardo GUASTINI”,”La teoria politica del bolscevismo e altri saggi.”,”””Era precisamente questa la differenza tra i bolscevichi, ala sinistra del partito socialdemocratico russo, e i menscevichi, ala destra: questi erao per la democrazia, e quelli no. Nel suo famoso pamphlet ‘Dall’Ottobre a Brest-Litovsk’, Trockij scrive: «Più d’una volta i filistei hanno richiamato la nostra attenzione sul fatto che i nuovi organi parlamentari eletti a suffragio universale erano incomparabilmente più democratici dei soviet, e più adatti a rappresentare la popolazione. Ma questo criterio democratico formale, in un’epoca rivoluzionario, è privo di serio contenuto» (11)”” (pag 76-77) (Trotsky, ‘Dalla rivoluzione d’ottobre alla pace di Brest-Litovsk’, Roma, 1943, p. 45) Trotsky vs Kautsky (pag 77)”,”TEOP-003-FC”
“KELSEN Hans”,”Società e natura. Ricerca sociologica.”,”Hans Kelsen (Praga 1881-Berkeley 1973) fu l’esponente principale della scuola viennese di Diritto. Insegnò filosofia del diritto a Vienna e a Colonia. Con l’avvento del nazismo si trasferì a Ginevra e poi negli Stati Uniti, dove fu docente di diritto internazionale a Berkeley.”,”TEOS-145-FL”
“KEMENY J.G. SNELL J.L. THOMPSON G.L.”,”Matematica ed attività umane. Volume primo. Proposizioni composte insiemi e sottoinsiemi. Partizioni e calcolo Teoria delle probabilità.”,”Kemeny, Snell e Thompson insegnanti al Dipartimento di matematica a Dartmouth.”,”SCIx-277-FL”
“KEMENY J.G. SNELL J.L. THOMPSON G.L.”,”Matematica ed attività umane. Volume secondo. Vettori e matrici. Programmazione lineare e teoria dei giochi. Applicazioni e problemi di scienza del comportamento.”,”Kemeny, Snell e Thompson insegnanti al Dipartimento di matematica a Dartmouth.”,”SCIx-278-FL”
“KEMP Tom”,”Teorie dell’ imperialismo. Da Marx a oggi.”,”Tom KEMP è Lecturer di storia economica all’ Univ di Hull, e condirettore della rivista ‘Fourth International’, portavoce di un gruppo trotskista inglese. Collabora ad altri periodici politici tra cui ‘The Newsletter’.”,”TEOC-094″
“KEMP Tom”,”L’ industrializzazione in Europa nell’ 800.”,”KEMP insegna storia economica all’Univ di Hull. In traduzione IT sono apparsi i suoi volumi ‘Teorie dell’ imperialismo’ (EINAUDI, 1969) e ‘Modelli di industrializzazione’ (LATERZA, 1981)”,”EURE-003″
“KEMP Tom”,”Teorie dell’ imperialismo. Da Marx a oggi.”,”Tom KEMP è Lecturer di storia economica all’ Univ di Hull, e condirettore della rivista ‘Fourth International’, portavoce di un gruppo trotskista inglese. Collabora ad altri periodici politici tra cui ‘The Newsletter’. 2° copia “”A questo proposito Marx osserva: “”I cosiddetti rapporti di distribuzione corrispondono quindi a forme storicamente determinate, specificamente sociali, del processo di produzione e dei rapporti in cui gli uomini entrano nel processo di riproduzione della loro vita”” (‘Il Capitale’ ). Nella società capitalistica “”il capitale produce essenzialmente capitale e fa ciò solamente nella misura in cui produce plusvalore”” (‘Il Capitale’). Il tipo di situazione che Hobson descrive può essere spiegato in termini marxisti: solo il marxismo fornisce una critica radicale coerente basata sulla legge del valore. Hobson vorrebbe cambiare i rapporti di distribuzione prevalenti in regime di capitalismo avanzato, ma nello stesso tempo non critica i rapporti di produzione in quanto tali e non può logicamente rifiutare le leggi di distribuzione che essi comportano””. [Tom Kemp, Teorie dell’ imperialismo. Da Marx a oggi, 1969] (pag 67)”,”ECOT-179″
“KEMP Tom”,”Paul M. Sweezy e la teoria dello sviluppo capitalistico.”,”””E’ evidente dagli scritti di Sweezy che la grande depressione degli anni trenta, quell’esperienza così traumatica per milioni di americani, è stata un fattore molto importante, se non il più importante, nel suo sviluppo intellettuale. L’incapacità della teoria economica ortodossa, o borghese, di prevedere il crollo, di spiegare la durata e la profondità della depressione, o di offrire un programma per la ripresa, indusse molti giovani intellettuali a volgersi verso lo studio del marxismo. (…) Vi sono dunque due problemi: la perdita di vitalità della teoria marxista nel mondo in generale, e il basso livello di sviluppo del marxismo in ogni sua forma negli Stati Uniti”” (pag 1476) “”L’influenza di Keynes ha lasciato una chiara impronta nel pensiero di Sweezy, così come risulta da un’analisi dei suoi scritti, che lui ne sia o no pienamente consapevole”” (pag 1478) “”Come corollario, Sweezy vede Marx come un teorico del ristagno, affermando cioè che “”un utilizzo delle risorse produttive al di sotto della capacità deve essere considerato come lo stato economico in condizioni capitalistiche”” (11)”” (pag 1481) (11) Paul M. Sweezy, La teoria dello sviluppo capitalistico, cit, p. 208 “”Nella sua critica dell’economia politica svolta nel ‘Capitale’, nei manoscritti noti come ‘Teorie sul plusvalore’ e nei ‘Grundrisse’, Marx intendeva mettere a nudo “”le leggi di movimento”” del modo di produzione capitalistico. Ciò richiedeva un’ampia e attenta ricerca che, come è noto, egli non visse abbastanza per portare a termine. Tuttavia, è possibile dire quali fossero le “”leggi”” che Marx considerava come decisive e specifiche del modo di produzione capitalistico. Non ogni ‘tendenza’ veniva elevata da Marx allo statuto di legge. E neppure erano le più ovvie tendenze di superficie dello sviluppo capitalistico ad avere necessariamente valore causale: per dirla con Marx, “”ogni scienza sarebbe superflua se l’essenza delle cose e la loro forma fenomenica direttamente coincidessero”” (13). L’economia borghese è interessata soprattutto alle apparenze della superficie, e non all’essenza. Da un punto di vista metodologico, anche il suo approccio alle leggi dello sviluppo ha lo stesso carattere: e così pretende di affrontare operativamente la legge del valore solo chiedendosi se in che misura essa effettivamente determini i prezzi (14). Anche alcuni marxisti, mossi da una errata interpretazione di ciò che costituisce una “”legge di movimento””, hanno cercato di trovare prove statistiche per le leggi marxiste dello sviluppo, in particolare per la caduta tendenziale del saggio di profitto. Così, sebbene vi sia indubbiamente una tendenza per cui la produzione supera il consumo, questa non è una “”legge di movimento””, ma un riflesso alla superficie di altre leggi sottostanti. La fonte delle crisi capitalistiche e il funzionamento del modo di produzione capitalistico sul lungo periodo devono essere ricercati altrove. (…) Qui s’intende semplicemente insistere sul fatto che Sweezy era in errore quando cercava di interpretare Marx come se fosse stato realmente ed effettivamente un sottoconsumista. E’ necessario tornare proprio alla legge del valore, alla contraddizione fra valore d’uso e valore di scambio e al passaggio necessario della merce alla forma di denaro. E’ sintomatico che questo elemento sia relativamente trascurato nel libro di Sweezy: l’esposizione della legge del valore è dissociata in maniera più che formale dai capitoli sulle crisi e sulla teoria del crollo. Per Marx, invece, essi erano inseparabili. Discutendo contro coloro che negavano la possibilità di una generale sovrapproduzione, egli scrive: “”Qui dunque le crisi vengono tolte di mezzo dimenticando o negando i primi presupposti della produzione capitalistica, l’esistenza del prodotto come merce, lo sdoppiamento della merce in merce e denaro, il momento da ciò risultante della separazione nello scambio di merci, infine il rapporto fra denaro e merce e il lavoro salariato”” (15). Come dirà più avanti: “”Il denaro non è solo “”il mezzo, mediante il quale lo scambio viene effettuato”” (…), ma al tempo stesso il mezzo mediante il quale lo scambio di prodotto con prodotto viene dissolto in due atti, indipendenti l’uno dall’altro e distanti l’uno dall’altro nel tempo e nello spazio”” (16). Per Marx la crisi è inerente al modo di produzione capitalistico: ma non è una conseguenza del sottoconsumo”” [Tom Kemp, Paul M. Sweezy e la teoria dello sviluppo capitalistico, (in) Annali Feltrinelli, Milano, 1974] (pag 1481-1482) [(13) Karl Marx, Il Capitale, vol. III, Roma, 1970, p. 930; (14) Infatti lo stesso Sweezy, nella sua difesa della legge del valore dalle critiche borghesi, ad essa rivendica “”il grande merito, a differenza di altre teorie del valore, di una stretta corrispondenza con le attuali categorie contabili dell’impresa capitalistica””; (15) Questa e le citazioni seguenti sono prese dalle grandi pagine di Marx nel vol. II delle ‘Teorie sul plusvalore’, Roma, 1973, p. 543, nelle quali Marx critica la teoria dell’accumulazione di Ricardo e insiste sulla sua “”incapacità ad afferrare la forma specifica della produzione borghese””; cfr. in particolare pp. 533 sgg.; (16) Karl Marx, Teorie sul plusvalore, vol. cit:, p. 546]”,”TEOC-660″
“KEMP Tom”,”Industrialization in the Non-Western World.”,”Tom Kemp was Reader in Economic and Social History at the University of Hull until his recent retirement. He has also held Visiting Professorships at the Universities of California (Irvine), North Carolina (Chapel Hill) and Western Ontario. These are big changes, and Tom Kemp has rivised his text to take full account of them. Clear, concise, and specifically designed for the lay reader, Industrialization in the Non-Western World is already well-established as the best short introduction to its important subject, and this timely Second Edition now brings it right up to date.”,”PVSx-021-FL”
“KEMP Tom”,”The Climax of Capitalism: The US Economy in the Twentieth Century,”,”Tom Kemp was Reader in Economic and Social History at the University of Hull until his recent retirement. He has also held Visiting Professorships at the Universities of California (Irvine), North Carolina (Chapel Hill) and Western Ontario. The Climax of Capitalism is a concise account of a major topic in twentieth-century history, in which Tom Kemp’s special gift for making complex issues clear and absorbing to non-specialist readers is richly displayed.”,”USAE-013-FL”
“KEMP Tom”,”L’industrializzazione in Europa nell’800.”,”Tom Kemp was Reader in Economic and Social History at the University of Hull until his recent retirement. He has also held Visiting Professorships at the Universities of California (Irvine), North Carolina (Chapel Hill) and Western Ontario. These are big changes, and Tom Kemp has rivised his text to take full account of them. Clear, concise, and specifically designed for the lay reader, Industrialization in the Non-Western World is already well-established as the best short introduction to its important subject, and this timely Second Edition now brings it right up to date.”,”EURE-061-FL”
“KEMP Tom”,”L’industrializzazione in Europa nell’ 800.”,”Tom Kemp ha insegnato storia economica nell’Università di Hull. In Italia è già stato pubblicato il suo volume ‘Teorie dell’imperialismo’ (Einaudi, 1969) e un saggio su ‘Sweezy e la teoria dello sviluppo capitalistico’ (Annali 1973 Istituto Gian Giacomo Feltrinelli)”,”EURE-004-FSD”
“KEMP-WELCH A. a cura”,”The Ideas of Nikolai Bukharin.”,”Saggi di Alec NOVE Peter FERDINAND V.P. DANILOV Neil HARDING Anna DI-BIAGIO John BIGGART Robert LEWIS A. KEMP-WELCH CPSU – PCUS”,”BUCS-022″
“KEMSKI Lorrain Noël”,”La notte dei lunghi coltelli.”,”Il macello della SA, rivali delle SS, descritto da questo libro prima della caduta degli dei.”,”GERN-001-FMDP”
“KENDALL Walter”,”Mercato comune e movimento operaio in Europa.”,”KENDALL Walter è un militante della sinistra laburista e dirigente delle Trade Unions. E’ un socialista europeista. L’ atteggiamento della FSM nei confronti dell’ Europa è precisato in un opuscolo di 94 pagine (1962). Si dice che la CEE è una alleanza dei monopoli contro i popoli europei, è ‘antidemocratica’, ‘infrange la sovranità nazionale’, la CEE rappresenta ‘un mezzo per rinforzare la base economica della NATO'”,”EURx-125″
“KENDALL Walter”,”The Revolutionary Movement in Britain, 1900-21. The Origins of British Communism.”,”L’opposizione alla guerra del giornale The Vanguard e l’arresto di Peter Petroff e compagni (pag 99-100) (‘L’avanguardia’ fondata da John Maclean, fu il primo organo di stampa, di agitazione e propaganda contro la guerra e contro il gruppo di Hyndman (pag 89))”,”MUKx-213″
“KENEN Peter B., edizione italiana a cura di Giorgio BASEVI Piero FORMICA e Paolo ONOFRI”,”Economia internazionale.”,”Fondo Davoli Contiene: – ‘Teoria e storia delle tariffe doganali’ (da pag 55-) – ‘Il sIstema di Bretton Woods (da pag 125-)”,”ECOI-374″
“KENEZ Peter”,”The Birth of the Propaganda State. Soviet Methods of Mass Mobilization, 1917-1929.”,”KENEZ è Prof di storia all’Univ di California, Santa Cruz. E’ autore pure di ‘Civil War in South Russia, 1919-1920’.”,”RIRO-025″
“KENEZ Peter”,”Civil War in South Russia, 1919-1920. The Defeat of the Whites.”,”””Largely because of the element of surprise, Iudenich achieved major successes. He sent an army directly eastward which captured Luga and threatened to cut the Moscow-Petrograd railroad line, while the main forces moved against the old capital. On October 11 the Whites took Iamburg and on October 16 Gatchina, a town only thirty miles from Petrograd. The Bolsheviks faced a cruel dilemma. Abandoning Petrograd, the “”birthplace of the revolution””, would have been a psychological blow with incalculable consequences. On the other hand, weakening the southern front seemed much too dangerous. Lenin was inclined to retreat from Petrograd in order to concentrate all available forces against the greater danger, Denikin, but Trotskii disagreed and in this occasion prevailed. The Commissar for War went to Petrograd to direct the defense of the city. His resolute acts created confidence. He sent new working-class recruits to the front, he organized partisan detachments to fight in the city if necessary, and ordered the workers to raise barricades. In the battles of October 21-23 at the outskirts of Petrograd, Iudenich was stopped. The Whites did not have the strength to organize a protracted siege and fell back quickly. On November 3 they evacuated Gatchina and ten days later retreated into Estonia, where they were interned. Now Estonia was ready to conclude peace with the Soviet government. The Red Army had won decisive victories in the east and in the west, but it was clear that the most difficult would have to be fought in the south. In September and October the Bolshevik leaders organized feverishly for the battles which they expected to be decisive. The party was able to mobilize new soldiers to meet the crisis, for, unlike their enemies, the Reds were capable of an extra exertion when it was most necessary”” [Peter Kenez, ‘Civil War in South Russia, 1919-1920. The Defeat of the Whites’, Berkeley, 1977]”,”RIRO-434″
“KENEZ Peter”,”Red Advance White Defeat. Civil War in South Russia 1919-1920.”,”Peter Kenez is a Professor of History at the University of California, Santa Cruz. His publications include: The Birth of the Propaganda State, Cinema and Soviet Society from the Revolution to the Death of Stalin, and A History of the Soviet Union from the Beginning to the End. List of Illustrations, Acknowledgments, Introduction, Notes, Maps, Bibliography, Index,”,”RIRO-079-FL”
“KENEZ Peter”,”Red Attack. White Resistance. Civil War in South Russia 1918.”,”Peter Kenez is a Professor of History at the University of California, Santa Cruz. His publications include: The Birth of the Propaganda State, Cinema and Soviet Society from the Revolution to the Death of Stalin, and A History of the Soviet Union from the Beginning to the End. Acknowledgments, Introduction, Conclusion, Maps, Notes, Bibliography, Index,”,”RIRO-082-FL”
“KENNAN George F. a cura di Gianfranco CORSINI”,”Possiamo coesistere? America e URSS dalla guerra del Vietnam alla crisi polacca.”,”KENNAN è Professore all’ Institute for Advenced Study of Princeton e uno dei fondatori del Kennan Institute for Advanced Russian Studies a Washington.”,”USAP-021″
“KENNAN George F.”,”Russia Leaves the War. The American in Petrograd and the Bolshevik Revolution. Soviet-American Relations, 1917-1920.”,”Fattore guerra decisivo in crisi politica interna e rivoluzione: “”I membri del Governo provvisorio si erano sicuramente trovati sotto la pressione degli estremisti di sinistra proprio sul tema degli obiettivi di guerra; e la loro incapacità di replicare in modo soddisfacente ha senza dubbio giocato a favore dei bolscevichi e facilitato la loro vittoria””. (pag 147) “”I bolscevichi non potevano essere disarmati o fermati solo da una dichiarazione aperta degli obiettivi di guerra alleati; essi potevano essere disarmati o fermati solo se quella dichiarazione avesse portato alla cessazione degli sforzi militari, la continuazione dei quali portò pesanti tensioni sul Governo Provvisorio. Questa realtà non fu mai prospettata interamente in modo chiaro ai governi alleati da Kerensky ed i suoi.”” (pag 148)”,”USAP-059″
“KENNAN George F.”,”Ribelli senza programma.”,”Secondo l’autore di ‘A Prophetic Minority’, Jack Newfield “”decentralizzazione, comunitarismo e umanismo esistenziale”” sono le qualità che definiscono la Nuova Sinistra e attribuisce la lontana paternità del movimento agli “”esponenti del trascendentalismo Whitman, Emerson, Thoreau e ai membri dell’Industrial Workers of the World”” (Iww) (pag 181)”,”GIOx-105″
“KENNAN George F.”,”Le mirage nucléaire. Les relations américano-soviétiques à l’âge de l’atome.”,”Claude Julien, direttore del “”Monde diplomatique”” Raccolta di articoli pubblicati da Kennan nel corso di una trentina d’anni”,”RAIx-364″
“KENNAN George F.”,”Russia Leaves the War. Soviet-American Relations, 1917-1920.”,”george F, Kennan was appointed Ambassador to the USSR in 1952, having previously served ad director of the State Department’s Policy Planning Staff and Counselor of Department from 1947 to 1950. He was a Foreign Service Officer for twenty-seven years and a specialist, within the framework of the service, for Russian affairs. After his retirement in 1953, he became a Member, and later professor, at The Institute for Advanced Study in Princeton. Preface, Prologue, Appendix, Acknowledgments, Notes, Foto, Selected Bibliography, Index,”,”RUST-068-FL”
“KENNAN George F.”,”The Decision to Intervene. Soviet-American Relations, 1917-1920. Vol. II.”,”George F, Kennan was appointed Ambassador to the USSR in 1952, having previously served ad director of the State Department’s Policy Planning Staff and Counselor of Department from 1947 to 1950. He was a Foreign Service Officer for twenty-seven years and a specialist, within the framework of the service, for Russian affairs. After his retirement in 1953, he became a Member, and later professor, at The Institute for Advanced Study in Princeton. Preface, Prologue, Appendix, Acknowledgments, Notes, Foto, Selected Bibliography, Index,”,”RUST-069-FL”
“KENNAN George F.”,”Russia and the West under Lenin and Stalin.”,”George F, Kennan was appointed Ambassador to the USSR in 1952, having previously served ad director of the State Department’s Policy Planning Staff and Counselor of Department from 1947 to 1950. He was a Foreign Service Officer for twenty-seven years and a specialist, within the framework of the service, for Russian affairs. After his retirement in 1953, he became a Member, and later professor, at The Institute for Advanced Study in Princeton.”,”RUST-083-FL”
“KENNEDY Paul M.”,”L’antagonismo anglo-tedesco. Dalla collaborazione all’ostilità 1860 – 1914.”,”Relazioni politiche anglo-tedesche dal 1860 al 1880, struttura delle relazioni anglo-tedesche nell’età di BISMARCK e GLADSTONE, il crescente antagonismo tra il 1880 e 1906, struttura relaz in epoca BULOW e CHAMBERLAIN, dall’antagonismo alla 1° GM. “”Ma nulla avrebbe ormai potuto attenuare la diffidenza degli inglesi, e quando il Kaiser, nel novembre 1902, visitò Sandringham, fu scioccato dalle aperte dimostrazioni di ostilità nei confronti del governo del Reich – benchè, si consolò, non nei confronti della sua persona – tanto da cablografare urgentemente che si aumentasse il controllo sulla stampa tedesca e si evitasse qualunque iniziativa che potesse sfociare in diatribe con Londra. “”Perciò, attenzione! Hanno trentacinque navi da guerra in servizio da queste parti, e noi solo otto!””. Quando, poco tempo dopo, il principe Enrico visitò l’Inghilterra informò Tirpitz che “”il gatto è uscito dal sacco””, e aggiunse in tono afflitto: “”Saremmo ben più avanti di dove siamo ora, se avessimo bene appreso l’arte di stare zitti.”” Il comportamento dei due principali architetti della ‘Weltpolitik’, Bülow e Tirpitz, indica che essi furono particolarmente scossi dall’atteggiamento profondamente mutato dell’ opinione pubblica britannica””. (pag 363)”,”GERx-017″
“KENNEDY Paul”,”Ascesa e declino delle grandi potenze.”,”[La crescita della spesa miiltare negli anni precedenti la guerra. ‘La capacità della Germania di combattere con successo una guerra terrestre pareva ad alcuni osservatori meno evidente; certo, a prima vista, l’esercito prussiano nel decennio che precedette il 1914 appariva oscurato dalle ben più numerose forze della Russia zarista ed eguagliato da quelle francesi. Ma tali apparenze erano ingannevoli. Per complesse ragioni di politica interna, il governo tedesco aveva scelto di mantenere l’esercito entro certe dimensioni per permettere alla flotta di Tirpitz di ampliare considerevolmente la propria porzione del bilancio totale per la difesa. Quando la critica situazione internazionale del 1911 e 1912 convinse Berlino a optare per un consistente ampliamento dell’esercito, si impose un rapido cambiamento di velocità. Tra il 1910 e il 1914, il bilancio dell’esercito passò da 204 a 442 milioni di dollari, mentre quello della Francia salì soltanto da 188 a 197 – e tuttavia, per attuare quell’ampliamento, la Francia stava arruolando l’89 per cento dei giovani idonei a confronto del 53 per cento della Germania. E’ vero che la Russia nel 1914 spendeva circa 324 milioni di dollari per il suo esercito, ma a un costo spaventoso: le spese per la difesa assorbivano il 6.3 per cento del reddito nazionale russo, contro il 4.6 della Germania. Ad eccezione della Gran Bretagna, la Germania reggeva “”il peso degli armamenti”” più facilmente di ogni altro stato europeo’ (pag 304-305, Capitolo: ‘Le alleanze e lo spostamento verso la guerra (1890-1914)’). Edizione in lingua inglese: Paul Kennedy, ‘The Rise and Fall of the Great Powers. Economic Change and Military Conflict from 1500 to 2000’. Unwin Hyman, London, 1988, pag XXV 678]”,”RAIx-068 QMIx-055″
“KENNEDY Paul”,”Il parlamento dell’ uomo. Le Nazioni Unite e la ricerca di un governo mondiale.”,”KENNEDY Paul è nato nel 1945 nel Nord dell’ Inghilterra. Dopo gli studi nelle università di Newcastle e di Oxford, ha insegnato nell’ Università di East Anglia e dal 1983 è DIlworth Professor of History a Yale. Vive ad Hamden nel Connecticut. Storico militare, ha pubblicato varie opere tra cui ‘Storia dell’ antagonismo anglo-tedesco (1980), ‘The Realities behind Diplomacy’ (1981), Ascesa e declino delle grandi potenze (1987), ‘Strategy and Diplomacy, 1870-1945’ (1983), ‘Il mondo in una nuova era’ (1993). Collabora a vari giornali. “”I governi creano disavanzi, indebitandosi con i mercati finanziari. Tengono le proprie divise artificiosamente alte o artificiosamente basse, come se questi espedienti potessero servire nel lungo periodo. Proteggono settori insicuri e inefficienti dell’ economia (agricoltura, industria pesante, vecchie burocrazie), soffocando così la crescita mondiale. Quando si concedono aiuti all’ estero, non si tratta quasi ami di donazioni, ma c’è sempre un ritorno in termini di finanziamenti agricoli e trasferimenti militari. In questa vicenda i buoni samaritani sono pochi. Più in particolare gli Stati Uniti, che, avendo un enorme disavanzo finanziario e commerciale, fanno affidamento sulle banche asiatiche per la collocazione dei loro buoni del tesoro, sono una mina vagante; la Cina, che tiene deliberatamente bassa la propria moneta, non è di nessun aiuto; gli stati europei che aderiscono solennemente ai principi di Maastricht sul rigore fiscale ma poi li ignorano, indeboliscono il sistema e sé stessi; l’ India, che, pur facendo di tutto per entrare nell’ economia globalizzata, protegge le proprie aziende dei servizi, è un altro ostacolo; e i regimi corrotti di tutto il mondo – ampiamente denunciati dai rapporti di ONG come Transparency International e Amnesty International – confermano che i nobili principi keynesiani di cooperazione economica e di buon governo non sono affatto superati””. (pag 353-354)”,”RAIx-219″
“KENNEDY Paul”,”The Rise and Fall of the Great Powers. Economic Change and Military Conflict from 1500 to 2000.”,”KENNEDY Paul ha studiato nelle università di Newcastle, Oxford e Bonn. Ha insegnato nelle università di East Anglia e Yale University. Ha scritto pure ‘Strategy and Diplomacy 1870-1945’ e ‘The Rise of the Anglo-German Antagonism’ (1980) e ‘The Realities behind Diplomacy’ (1981). Vive nel Connecticut. “”The greatest mistake of all would be to assume that this sort of projection, with all the changeable factors that it rests upon, could ever work out with such exactitude. But the general point remains: China will have a very large GNP within a relatively short space of time, barring some major catastrophe; and while it will still be relatively poor in per capita terms, it will be decidedly richer than it is today. Three further points are worth making about China’s future impact upon the international scene. The first, and least important for our purposes, is that while the country’s economic growth will boost its foreign trade, it is impossible to transform it into another West Germany or Japan. The sheer size of the domestic market of a continent-wide Power such as China, and of its population and raw-materials base, makes it highly unlikely that it would become as dependent upon overseas commerce as one of the smaller, maritime “”trading states””. The extent of its labor-intensive agricultural sector and the regime’s determination not to become too reliant upon imported foodstuffs will also be a drag upon foreign trade. What ‘is’ likely is that China will become an increasingly important producer of low-cost goods, like textiles, which will help to pay for western – or even Russian – technology; (…)””. (pag 456)”,”RAIx-227″
“KENNEDY Paul”,”Le grand tournant. Pourquoi les Alliés ont gagné la guerre, 1943-1945.”,”In apertura citazione di Bertolt Brecht merito collettivo nelle grandi vittorie militari “”Les pertes totales des navires alliés grimpent en flèche, passant de 750.000 tonnes de port en lourd en 1939 au chiffre terrifiant de 3.900.000 tonnes en 1940, augmentent encore en 1941, passant à 4.300.000 tonnes, avant d’atteindre le chiffre colossal, déjà évoqué, de 7.800.000 tonnes en 1942. Certaines autres régions connaissent naturellement des pertes sévères – le large de Dunkerque, l’Atlantique Sud, la Méditerrannée et, à partir de 1941-1942, l’Extrême-Orient; mais les pertes les plus lourdes (5.400.000 pour l’année 1942) sont enregistrées dans l’Atlantique Nord. En comparaison, les pertes des U-boote de Dönitz sont modestes: environ 12 en 1939 et autour de 35 en 1941, montant à 87 en 1942. Les pertes des sous-marins sont supportables; celles des navires marchands beaucoup moins (1)”” (1) Les tableaux les plus facilement disponibles se trouvent dans S.W. Roskill, War at Sea, 1939-1945, 3 volumes HMSO, Londres; 1954-1961 vol.3, tome II,, Annexes, où la guerre navale est résumée dans son ensemble (pag 41) Grande specialista della battaglia dei convogli dell’ Atlantico è Jürgen Rohwer (pag 42)”,”QMIS-141″
“KENNEDY John F.”,”Rapporto alla nazione su Berlino e la situazione mondiale, 25 luglio 1961.”,”””Coloro che minacciano di scatenare le forze della guerra in una contraversia per Berlino Ovest dovrebbero ricordare le parole dell’antico filosofo: ‘Un uomo che causa timore non può essere esente dal timore stesso'”” (pag 3) da Pietrasanta”,”USAP-077″
“KENNEDY Paul M.”,”L’antagonismo anglo-tedesco.”,”Paul Kennedy insegna storia all’Università di Yale. Tra le sue opere ricordiamo: Pacific Onslaught, Pacific Victory, Ascesa e declino delle grandi potenze e Verso il XXI Secolo.”,”RAIx-028-FL”
“KENNEDY Carol”,”ICI. The Company That Changed Our Lives.”,”Lo storico ufficiale della compagnia si chiamava W.L. Reader ICI Imperial Chemical Industries”,”ECOG-093″
“KENNEDY Ludovic”,”Caccia alla Bismarck.”,” Il ritardo nel potenziamento della marina militare tedesca negli anni Trenta e il declino delle grandi corazzate ‘Reader fu messo a capo della marina nel 1928, e così cinque anni dopo, quando Hitler andò al potere; esisteva già il nucleo di una nuova flotta tedesca. Per prima cosa si preoccupò dei sommergibili, vietati dal Trattato di Versailles, costruiti all’inizio segretamente in cantieri finlandesi e spagnoli: quindi degli incrociatori corazzati a grande raggio d’azione o corazzate tascabili ‘Deutschland, Admiral Graf Spee, Admiral Scheer’; in seguito vennero gli incrociatori da battaglia ‘Scharnhorst’ e ‘Gneisenau’, la gigantesca ‘Bismarck’ e la sua gemella ‘Tirpitz’. (Tutte queste navi erano state progettate in modo da sembrare simili, un’idea che in seguito, e quasi involontariamente, avrebbe dato ottimi frutti). Per anni Hitler continuò a dire a Raeder di non preoccuparsi per una guerra con la Gran Bretagna: perfino nel 1938, quando l’incubo stava ormai per divenire realtà, gli promise altri sette anni di dilazione. Così Raeder preparò il piano «Z»: 250 U-Boote, altre sei corazzate ancora più grandi della ‘Bismarck’ e della ‘Tirpitz’ e veloci incrociatori leggeri che sarebbero stati i loro esploratori: tutte queste navi erano destinate ad andare in cerca di preda nell’Atlantico, come tigri affamate, per scacciare la navigazione britannica dai mari. Quando un anno dopo scoppiò la guerra, un Raeder preso alla sprovvista scoprì quello che gli stranieri avevano già scoperto prima di lui, e cioè che le parole del Führer non erano altro che polvere. «In terra sono un eroe», disse una volta Hitler «ma in mare sono un codardo». Era affascinato dalle corazzate, parlava con competenza delle loro caratteristiche tecniche, ma non sapeva nulla del potere marittimo e della sua importanza. Così lasciò ogni cosa in mano a Raeder e la marina fu l’ultima di tutte le armi e le istituzioni del Terzo Reich a essere contaminata dalla idee e dalle pratiche naziste’ (pag 17); “”La missione della ‘Bismarck’ si svolse troppo tardi. Se essa e la sua gemella ‘Tirpitz’ fossero state completate un anno prima e fossero salpate con lo ‘Scharnhorst’ e lo ‘Gneisenau’ verso le rotte commerciali dell’Atlantico all’inizio dell’inverno 1940-41, sarebbe stata una storia completamente diversa. Divise in gruppi da battaglia separati, non si può valutare il danno che avrebbero potuto fare, quale effetto avrebbero potuto avere le loro azioni sullo sforzo bellico britannico. (…) Malgrado queste perdite, le unità pesanti germaniche avrebbero ancora potuto operare in Atlantico per periodi più brevi, salpando e rientrando a Brest. Ma adesso altri fattori cominciarono a dover essere presi in considerazione. Il colpo sui timoni della ‘Bismarck’ poteva essere stato fortunato, ma quello che era accaduto una volta poteva ripetersi. La potenza aerea britannica stava aumentando di giorno in giorno. La combinazione di portaerei, idrovolanti a grande autonomia e radar significava che una volta che una nave da guerra tedesca fosse stata localizzata in mezzo all’Atlantico, avrebbe avuto poche probabilità di salvezza: gli aeroplani delle portaerei di giorno e il radar di notte avrebbero mantenuto il contatto fino a quando non fossero arrivate forze superiori. Hitler se ne rese conto subito e, nel timore di altre perdite di prestigio, proibì a Raeder di far uscire in Atlantico altre navi da guerra tedesche. E neanche lo stesso Raeder, come uomo di mare, poteva rimanere cieco di fronte a quei dati di fatto. «La perdita della ‘Bismarck’» egli scrisse «ebbe un effetto decisivo nella guerra sul mare». Questo effetto fu la percezione (rinforzata dai successi della Luftwaffe contro la Royal Navy nelle acque di Creta) che il mezzo aereo aveva ormai reso superate le corazzate’ (pag 253-255) Raeder Erich. – Ammiraglio (Wandsbeck, Amburgo, 1876 – Kiel 1960). Già in posizioni di comando durante la prima guerra mondiale, fu nominato nel 1928 capo supremo della marina, della quale, con l’avvento al potere di Hitler, intraprese la ricostituzione; a lui risale la creazione della nuova flotta tedesca e, in particolare, la costruzione delle navi da battaglia dette corazzate tascabili. Grande ammiraglio (1939), durante la seconda guerra mondiale propose e organizzò la spedizione navale che rese possibile lo sbarco e l’occupazione della Norvegia; ma si mostrò in seguito (1940) molto cauto circa l’attuazione di uno sbarco in Inghilterra, contribuendo a dissuadere Hitler da questo progetto. Per le divergenze sullo sviluppo della guerra in generale, e in particolare della guerra navale, fu allontanato (1943) e sostituito da K. Doenitz. Arrestato dagli Alleati (1945), fu condannato a Norimberga (1946) a trent’anni di carcere e graziato il 26 sett. 1955. Fra le sue numerose opere si ricorda l’autobiografia Mein Leben (2 voll., 1956-57). (Trecc)”,”QMIS-235″
“KENNEDY Paul”,”Engineers of Victory. The Problem Solvers who Turned the Tide in the Second World War.”,”In ‘Engineers of Victory’, Paul Kennedy mette in luce il ruolo dei ‘problem-solvers’, i risolutori di problemi gli uomini ‘medi’ che riescono a fare che ciò accada, come il Maggior-Generale Perry Hobart, che inventò i ‘funny tanks’ (strani carri armati) che spianarono le spiagge del D-Day o il Capitano Johnny Walker che lavorò su come affondare gli U-Boot con un ‘creeping barrage’ (sbarramento mobile)”,”QMIS-324″
“KENNEDY Ludovic”,”Caccia alla Bismarck.”,”La base militare di Brest. “”Per la Kriegsmarine Brest era un gioiello inestimabile, una base avanzata per U-Boote e navi di superficie proprio al margine del campo di battaglia dell’Atlantico, E al seguito delle forze di occupazione era arrivato come ammiraglio comandante del porto il piùfamoso degli assi degli U-Boote della prima guerra ondiale, il leggendario Lothar Vvon Arnauld de la Perière, insgnito della più alta decorazione al valore del Kaiser, un uomo di origini ugonette, estremamente affabile e che parlaa un fracese impeccabile. Il suo compito era quello di convincere la marina francese a collaborare con lui nell’amministrazione e nella direzione dell’arsenale secondo le clausole dell’armistizio franco-tedesco del 24 giugno 1940. La fortuna fu dalla sua. I due ammiragli del porto, Traub e Brohan, erano già stti trasfriti per destinazione ignota. L’ufficiale di grado più elevato rimasto sul posto era il capitano di vascello Le Normand, un veccio amico di de la Perière; entrambi avevano comandato sommergibili nelle stesse acque durante la prima guerra mondiale e in seguito si erano conosciuti come comandanti di incrociatori. Le Normand non ci teneva troppo a diventare comandante di un arsenale collaborazionista, ma, vedendovi il mezzo di conservar alla Francia gi impianti e di salvare molti marinai dalle sofferenze di un campo di prigionia, accettò. Il comando dela marina francese nell’arsenale fu trasformato in comando navale combinato, con lo stato maggiore di de la Perière ai piani superiori e quello di Le Normand in quelli inferiori. Il tenente di vascello Philippon fu scelto da Le Normand per il suo stato maggiore. Ma egli disse a Le Normand che non intendeva lavorare direttamente per i tedeschi e così fu incaricato della manutenzione dei giardini dell’arsenale. (…) Durante una visita di Capodanno a casa, a Puynormand, Philippon confidò le sue delusioni al medico di famiglia, un vecchio amico, e gli disse come desiderasse ardentemente fare qualcosa per la Francia. Il dottore lo ascoltò attentamente poi, prima che Philippon partisse, accennò vagamente al fatto che poteva arrivare una visita. Il visitatore arrivò dopo pochi giorni: era il celebre «Colonel Rémy», che avrebbe comandato il reparto che avrebbe conseguito i più grandi successi della Resistenza francese. Voleva Philippon divenire un agente dell’Ammiragliato britannico, osservare ciò che poteva nell’arsenale, i movimenti delle navi, la forza della guarnigione, le nuove costruzioni, i danni provocati dalle bombe? Philippon era in un dilemma (…). Accettò, ‘Bien’, disse il colonnello Rémy (…). Non appena tutto fu sistemato, ill tenente di vascello Jean Philippon della marina francese adottò il nome di battaglia «Hilarion» e diventò una spia per la Francia”” (pag 146-147)”,”QMIS-002-FER”
“KENNEDY Paul M.”,”The Rise and Fall of British Naval Mastery.”,”Pubblicato nel 1976 il libro è la prima dettagliata analisi della storia della potenza navale britannica dal classico di A.T. Mahan, ‘The Influnce of Sea Power on History’ pubblicato nel 1890.Nel volume di Kennedy si analizzano le ragioni dell’ascesa e del declino della Gran Bretagna come nazione marittima predominante nel periodo che va dai Tudor al tempo presente. Il Prof. Kennedy inserisce la Royal Navy all’interno del contesto nazionale, internazionale, economico, politico, strategico. Paul M. Kennedy, Richardson Dilworth Professor of History, Yale University.”,”QMIN-095-FSL”
“KENRICK Donald PUXON Grattan”,”Il destino degli zingari. La storia sconosciuta di una persecuzione dal Medioevo e Hitler.”,”D. Henrick è stato direttore dell’Institute of Contemporary Romani Research and Documentation, G. Puxon è stato segretario generale del World Roman Congress Zingari nel lager nazisti: uccisioni, esperimenti criminali, solidarietà tra internati “”La Commissione polacca per i crimini di guerra ha riferito che cinquemila zingari sarebbero stati massacrati a Chelmno (133), ma i particolari non sono stati rivelati in modo esauriente e le stime risultano approssimative. Un’altra fonte parla infatti di quindicimila zingari presenti tra il milione e trecentomia persone sterminate in quella località (134). Diverse migliaia di zingari provenivano da Lodz, dopo la liquidazione delghetto di quella città; altri erano stati rastrellati in varie zone della Polonia. Per la soppressione di alcuni gruppi i tedeschi si servirono dei gas tossici e delle mitragliatrici (135). Uno dei primi lager ad accogliere gli zingari era stato Dachau, dove nel 1936 ne erano stati internati circa quatrocento con il pretesto che trattavasi di elementi asociali (136). Joseph Kramer, che quell’anno lavorava nella fureria del campo, ha detto che «nel lager si trovavano allora soltanto internati politici, delinquenti comuni, mendicanti e zingari. Le sentinelle avevano l’ordine di sparare a vista su chiunque tentasse di evadere» (137). Arpad Krok racconta come fosse stato arrestato all’età di dodici anni nella zona ungherese della Slovacchia e come, dopo un breve soggiorno in un campo di concentramento ungherese fosse stato inviato a Dachau. Qui aveva contratto il tifo e quindi scaraventato su un mucchio di cadaveri, ma una dottoressa delle SS lo aveva recuperato e gli aveva dato qualcosa da mangiare. Solo così poté sopravvivere fino alla liberazione di Dachau ad opera degli americani (138). Un lager riservato esclusivamente agli zingari era quello di Lackenbach, dove i primi internati erano giunti nel 1940. L’anno seguente iniziarono le deportazioni in massa degli zingari d’Austria. Poiché era posto sotto l’amministrazione della Criminalpol, e non delle SS, Lackenbach non ebbe mai ufficialmente la qualifica di campo di concentramento, ma le condizioni che vi regnavano era identiche a quelle degli altri lager: anche se mancava il reticolato percorso dall’alta tensione, erano regolarmente in atto appelli e contrappelli, le pene corporali, il lavoro coatto. Tuttavia si permetteva agli internati di vivere a gruppi familiari”” (pag 188); “”Sempre nel 1944 gruppi di zingari prelevati a Sachsenhausen, Buchenwald e in altri lager, furono condotti nel centro di Dachau per essere sottoposti ad una serie di esperimenti che consistevano in iniezioni di sale in soluzione. È stato detto che in parte trattavasi di volontari, ma un testimone ha ricordato che almento due si erano sottoposti all’esperimento soltanto per sfuggire al reparto di disciplina. Beiglböck, che faceva parte del gruppo dei ricercatori, si accorse che alcuni zingari avevano continuato a bere acqua e, montato su tutte le furie, li accusò di essersi prima presentati volontari e di aver poi disobbedito agli ordini (213). L’ex internato Franz Blaha, testimone oculare di questi esperimenti, dice nel suo racconto che, nell’autunno del 1944, ad un gruppo di quaranta o ottanta tra zingari e ungheresi rinchiuso in uno stanzone, per cinque giorni non fu dato altro che acqua salata. Non vi furono morti, ma soltanto perché forse gli altri internati erano riusciti a far giungere segretaemtne ai reclusi cibo ed acqua dolce (214)”” (pag 198) [Donald Kenrick Grattan Puxon, ‘Il destino degli zingari. La storia sconosciuta di una persecuzione dal Medioevo e Hitler’, Rizzoli, Milano, 1975] [(133) ‘German Crimes in Poland, p. 111. Vedi anche Ficowski (1965); (134) Black Book, p. 377; (135) Processo per Chelmo, gennaio 1963; (136) Novitch, 1965, p. 36; (137) Phillips, p. 721; (138) c.p.; (213) Mitscherlich e Mielke, p. 114, Nr. Doc., NO-911; (214) PS-3249, US-663, NO-911, NO-3342]”,”STOS-001-FFS”
“KENWOOD A.G. LOUGHEED A.L.”,”The Growth of the International Economy, 1820-1990. An Introductory Text.”,”KENWOOD A.G. è ex Senior Lecturer in economia nell’Università di Queensland specializzato in storia economica. LOUGHEED A.L. è Reader in economia presso la stessa università, specializzato in commercio internazionale e storia economica “”In Britain, the McKenna Act of 1915, which imposed duties of 33,33 per cent on cars, motor-cycles and certain other manufactures in an effort to save wartime shipping space and foreign exchange, laid the foundations for a return to protection after the war, when the Act remained in force and was extended to commercial vehicles and tyres””. (pag 176)”,”ECOI-323″
“KEPEL Gilles”,”La rivincita di dio. Cristiani, ebrei, musulmani alla riconquista del mondo.”,”Il libro è stato realizzato con il sostegno del CERI, Centre d’ Etudes et de Recherches Internationales, FNSP, Parigi. KEPEL Gilles è ricercatore al CNRS e professore all’ Institut d’ Etudes Politiques di Parigi. Il suo libro precedente, ‘Les Banlieues de l’ Islam’, ha fatto conoscere con conscenza diretta e libertà di giudizio; le ‘periferie’ occidentali dell’ Islam. “”Tutti i movimenti di ri-islamizzazione, ri-giudaizzazione, di ri-cristianizzazione pretendono la necessità di altri modi di vita, secondo i quali la solidarietà comunitaria si allea al recupero dell’ esperienza religiosa personale”””,”RELx-025″
“KEPEL Gilles”,”Il profeta e il faraone. I Fratelli musulmani alle origini del movimento islamista.”,”KEPEL Gilles insegna all’Istituto di Studi politici a Parigi (IEP) dove dirige il programma di dottorato sul mondo arabo-musulmano. Ha scritto ‘La rivincita di Dio’, ‘Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico’ e altro.”,”VIOx-161″
“KEPEL Gilles”,”Fitna. Guerra nel cuore dell’Islam.”,”Gilles Kepel insegna all’Istituto di Studi politici a Parigi (IEP) dove dirige il programma di dottorato sul mondo arabo-musulmano. Le sue opere sono tradotte in tutte le lingue. In italiano, La rivincita di Dio, A ovest di Allah, Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico. L’autunno della Guerra Santa. Viaggio nel mondo islamico dopo l’11 settembre.”,”VIOx-036-FL”
“KEPEL Gilles”,”Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico.”,”Gilles Kepel insegna all’Istituto di Studi politici a Parigi (IEP) dove dirige il programma di dottorato sul mondo arabo-musulmano. Le sue opere sono tradotte in tutte le lingue. In italiano, La rivincita di Dio, A ovest di Allah, Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico. L’autunno della Guerra Santa. Viaggio nel mondo islamico dopo l’11 settembre.”,”VIOx-101-FL”
“KEPEL Gilles”,”La rivincita di Dio. Cristiani, ebrei, musulmani alla riconquista del mondo.”,”Gilles Kepel insegna all’Istituto di Studi politici a Parigi (IEP) dove dirige il programma di dottorato sul mondo arabo-musulmano. Le sue opere sono tradotte in tutte le lingue. In italiano, La rivincita di Dio, A ovest di Allah, Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico. L’autunno della Guerra Santa. Viaggio nel mondo islamico dopo l’11 settembre.”,”RELx-027-FL”
“KERAMANE Hafid”,”La pacificazione. Libro nero di sei anni di guerra in Algeria.”,”Tre parti del libro dedicate rispettivamente a Guy MOLLET, Edmond MICHELET, André MALRAUX Centodododici algerini uccisi in una grotta (pag 147- ) Esecuzioni sommarie e massacri collettivi (pag 153) Bombardamenti e incendi di villaggi (pag 153) “”Il 4 maggio 1957 nel villaggio di Guetna, dipartimento di Orano, un tenente medico dell’ esercito francese ha inoculato un virus mortale a ventidue bambini (quindici maschi e sette femmine) che sono morti poco dopo. Ecco i loro nomi (…)”” (il più piccolo di quindici mesi, il più grande di cinque anni, ndr) (pag 152) “”Nel pomeriggio del 13 marzo 1957 un veicolo militare francese salta su una mina interrata dall’ Armata di Liberazione Nazionale algerina. Subito dopo un centinaio di algerini vengono arrestati e condotti al comando militare di Ain-Isser. Fra costoro vi erano indifferentemente vecchi e bambini. I civili vennero rinchiusi in una cantina. E quantanove di essi vennero uccisi, mediante asfissia, provocata da lancio di quelle particolari “”bombe lacrimogene”” di cui si è già parlato. Ecco i loro nomi (…)””. (pag 156)”,”FRAV-115″
“KERANS David”,”Mind and Labor on the Farm in Black-Earth Russia, 1861-1914.”,”David Kerans is Researcher at the Davis Center for Russian Studies, Harvard University. List of Figures, List of Tables, List of Maps, Introduction, A Note on Sources, Appendix: Nutritions and Mortality in Tambov, 1880-1914. I) Available Grain and Potatoes, II) Vegetable, Meat, and Dairy Consumption, III) Crude Mortality Rate, IV) Condition of Army Recruits, Bibliography of All Books, Journals, and Archives Cited, A Miniature Glossary, Some Russian Weights and Measures, Notes, Note on Dates, Index,”,”RUSx-085-FL”
“KERAUTRET Michel”,”Les grands traités du consulat (1799-1804). Documents diplomatiques du Consulat et de l’Empire. Tome 1.”,”Normaliano, storico del Consolato e dell’Impero, specialista di storia delle relazioni internazionali, Michel Kerautret è membro del consiglio d’amministrazione dell’Institut Napoléon. Ha pubblicato ‘La France napoléonienne. Aspects extérieurs (1799-1815)’, e ‘Les Grands Traités de l’Empire’.”,”FRAN-012-FSL”
“KERAUTRET Michel”,”Les grands traités de l’Empire (1810-1815). Documents diplomatiques du Consulat et de l’Empire et la restauration européenne (1811-1815). Tome 3.”,”Normaliano, storico del Consolato e dell’Impero, specialista di storia delle relazioni internazionali, Michel Kerautret è membro del consiglio d’amministrazione dell’Institut Napoléon. Ha pubblicato ‘La France napoléonienne. Aspects extérieurs (1799-1815)’, e ‘Les Grands Traités de l’Empire’.”,”FRAN-013-FSL”
“KERENSKI Alessandro”,”La rivoluzione russa.”,”””Dopo aver posto fine al cattivo umore dei generali, pubblicai immediatamente la “”Dichiarazione dei diritti dei soldati””. Ma, per le modificazioni e rimaneggiamenti da me apportati al testo primitivo, questa “”dichiarazione”” fu interpretata in tal modo da incitare Lenin a qualificarla nella Pravda “”Dichiarazione dell’ assenza dei diritti dei soldati””, e da scatenare una campagna accanita contro il nuovo ministro della Guerra.”” (pag 214) “”La Rivoluzione voltò le spalle agli ufficiali di carriera. Forse ciò era logicamente inevitabile, ma non per questo meno tragico per coloro che ne provarono gli effetti. Le conseguenze furono altrettanto fatali, senza dubbio, allo sviluppo normale della Rivoluzione stessa. La grande maggioranza degli ufficiali russi non prese parte alcuna alla preparazione della Rivoluzione.”” (pag 218) “”La maggioranza delle truppe ondeggiava tra queste due categorie: una si componeva di uomini di forte volontà, ardenti e pronti a qualsiasi azione eroica. Si formarono delle unità di volontari che presero nome di “”Battaglioni della morte””, (…) ecc. L’ altra categoria era un’ accozzaglia di intere unità dominate dagli agitatori comunisti. Pertanto, queste ultime, non ci davano troppo filo da torcere, che quando erano comandate da ufficiali del tipo del famoso Dzevaltowski, che in un giorno riuscì a sottomettere alla sua onnipossente influenza l’ intero reggimento dei granatieri della guardia. Queste unità, perniciose, per il marcio che propagavano, si trovavano sparse per tutta la linea del fronte ed i miei commissari si videro costretti a combatterle con tutti i mezzi, ricorrendo persino alle artiglierie””. (pag 226-227)”,”RIRx-105″
“KERENSKI Alexandre”,”La Russie au tournant de l’ histoire.”,”Spazio in cambio di tempo. Brest-Litovsk. “”Lenin fu battuto a questa conferenza, e fu adottata una mozione in favore della guerra rivoluzionaria da parte di una maggioranza assoluta di 32 voti. La formula vaga di Trotsky: “”Né guerra, né pace”” anch’essa essenzialmente anti-leninista, raccolse sedici voti. Lenin, Zinoviev e tredici loro partigiani furono i soli a votare in favore di una capitolazione “”vergognosa e oscena””. Per Lenin non c’era altra soluzione che fare un passo indietro e cercare di guadagnare tempo””. (pag 606-607?)”,”RIRx-126″
“KERENSKIJ Aleksandr”,”Memorie. La Russia alla svolta della storia.”,”KERENSKIJ, uomo politico russo (Volsk 1881-New York 1970). Avvocato, aderente al Partito socialrivoluzionario, fu eletto (1912) nella IV Duma, dove capeggiò il piccolo gruppo dei trudoviki, avversi allo zarismo e a ogni governo borghese. Durante la Rivoluzione di febbraio (1917), fece parte del gabinetto Lvov come ministro della Giustizia e vicepresidente del Consiglio. Oratore brillante, nel maggio 1917 fu ministro della Guerra e della Marina in un secondo gabinetto Lvov: organizzò allora la famosa “”offensiva K.”” (giugno), che, fallita, lo rese inviso ai soldati. Nel luglio formò un suo gabinetto e per respingere il colpo di mano reazionario del generale Kornilov, assunse il comando supremo dell’ esercito. Ma le sue posizioni ambigue, a volte persino confinanti con quelle della reazione, distrussero la sua popolarità. Nel novembre i bolscevichi conquistarono il potere e sconfissero anche militarmente K., che si rifugiò negli USA.”,”RUSx-032″
“KERENSKIJ Aleksandr”,”Memorie. La Russia alla svolta della storia.”,”Aleksandr Kerenskij nacque nel 1881 a Simbirsk, nell’odierna provincia di Uljanovsk; è forse una coincidenza che merita di essere ricordata quella per cui la piccola e retriva cittadina (senza ferrovie nè industrie o commerci, centro di una ristretta e pigra nibiltà) diede vita nel giro di pochi anni a quattro personalità destinate ad essere i protagonisti della futura rivoluzione. Nativi di Simbirsk furono infatti, con Kerenskij, A.D. Protopopov, l’ultimo e più odiato ministro degli Interni dello zar, e i due fratelli Uljanov: Aleksandr, giustiziato per un fallito attentato allo zar, e Vladimir Ilijc Uljanov (Lenin). Gran parte dell’infanzia Kerenskij la trascorse nel Turkestan, dove il padre professore era stato trasferito. Si laureò a Pietroburgo, difese come avvocato le vittime dello zarismo e la sua fama di ‘protettore dei poveri’ lo portò alla Duma. il Parlamento di tutte le Russie. Dopo la rivoluzione di febbraio 1917, Kerenskij fi ministro della Giustizia, della Difesa e quindi presidente del Consiglio, il primo ministro della fase non bolscevica della rivoluzione. Con l’assunnzione del potere da parte di Lenin (7 novembre 1917) Kerenskij ha finito i suoi giorni da protagonista. Esule dapprima in Europa, si stabilirà nel 1939 a new York.”,”RIRx-039-FL”
“KERGOAT Jacques”,”Histoire du parti socialiste.”,”Jacques KERGOAT è uno storico specialista del movimento operaio francese, in particolare della branca socialista su cui ha scritto più libri. Collabora al giornale ‘Le Monde’, è redattore in capo a ‘Politique’ la rivista, e presidente dell’ associazione RESSY (Recherches, societé, syndicalisme).”,”FRAP-037″
“KERMINA Francoise”,”Saint-Just. La Révolution aux mains d’un jeune homme.”,”Saint-Just vs Danton. Accuse di corruzione. “”Mais Saint-Just n’avait pas besoin de motifs aussi futiles, ni même de sa fidélité à Robespierre, pour requérir contre Danton qui incarnait à ses yeux la corruption menaçant la République. Les factions, selon lui, étaient de toute façon malfaisantes, quelles qu’elles fussent, car elles tendaient à la division des citoyens. Et Danton, en dépit de sa popularité, de ses éclatants mérites, donnait prise à des accusations fondées. Agent de la cour peut-être dès 1791, trompant tous les partis, complice de tous les trafics, indulgent vis-à-vis du roi, puis de Dumouriez, il aimait à s’entourer d’affairistes comme ce Robert, d’abord célèbre comme premier républicain en France, pui dénoncé sous le sobriquet de Robert-Rhum pour spéculations sur les spiritueux. Il fréquentait les mêmes étrangers riches qu’Hébert, et son ami Osselin avait pour maîtresse une émigrée. Il parlait couramment l’anglais et on devait retrouver dans ses papiers une lettre d’un agent britannique relative à certaines sommes versées à des agitateurs “”pour les services immenses qu’ils ont rendus à la Révolution en soufflant sur le feu””. (…) Saint-Just, obsédé comme au temps des Girondins par la culte de la personnalité, pousserait ce fantasme jusqu’à l’absurde: pour lui, nous le verrons, les ‘magistrats’ d’un peuple, c’est-à-dire ses dirigeants, sont toujours, par hypothèse, des suspects à surveiller.”” (pag 194-195)”,”FRAR-346″
“KERMOAL Jacques (Fravel)”,”Africa aperta. Guida politica, economica, sociale.”,”””Africa aperta un quadro della lotta per l’emancipazione della gente negra dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle fumisterie della leggenda esotica. I principali combattenti per l’indipendenza africana, i problemi dell’economia locale e dei rapporti con gli Stati capitalistici ex dominatori, in una documentata e precisa analisi offerta per la prima volta al lettore italiano interessato a sapere che cos’è il Ghana e chi sono Ferhat Abbas, Kwani Nkrumah , Suku Turé…”” (4° di copertina) Jacques Kermoal (Fravel) è nato in Bretagna nel 1924. E’ laureato in filosofia. Già redattore-capo del giornale marocchimo ‘Démocratie’, collaboratore di ‘L’Action’ di Tunisi, ha pubblicato in Italia alcune inchieste su ‘Il Paese’, Italia Domani, Avanti!, Schermi, ecc. Ha pubblicato tra l’altro ‘Poemi e canti dell’Algeria in guerra’.”,”AFRx-124″
“KERN Stephen”,”Il tempo e lo spazio. La percezione del mondo tra Otto e Novecento.”,”KERN è docente di storia nella Northern Illinois University ed è autore di ‘Anatomy and Destiny: A Cultural History of the Human Body’ (CUP, 1987). Tesi: interazione tra cultura e tecnologia”,”STOS-047″
“KERN Gary”,”Trotsky’s Autobiography.”,”Lunga resistenza di Trotsky al pensiero e azione, strategia e tattica di Lenin (1903-1917) (pag 309) Teoria del Termidoro elaborata da Trotsky per giustificare la sua disfatta (pag 312)”,”TROS-314″
“KERN Horst SCHUMANN Michael”,”La fine della divisione del lavoro? Produzione industriale e razionalizzazione.”,”Horst Kern, autore di numerose pubblicazioni di sociologia industriale, insegna all’Università di Gottinga. Michael Schumann, anch’egli docente all’Università di Gottinga, dirige, coadiuvato da Kern, Il Soziologisches Forchungsinstitut.”,”ECOI-186-FL”
“KERNER Otto e altri”,”La rivolta negra. Rapporto della Commissione nazionale d’ inchiesta sui disordini civili.”,”In seguito alle violenze razziali scoppiate negli Stati Uniti nel corso del 1967 il presidente JOHNSON incaricò la commissione nazionale d’ inchiesta sui disordini civili di redigere un rapporto ufficale. Otto KERNER, governatore dell’ Illinois organizzò un’ inchiesta a tappeto in 23 città con interviste agli attivisti neri, alla polizia, racconti di testimoni, impressioni di cittadini ecc. “”L’ accumularsi del malcontento nelle comunità negre. Il nostro studio sul sottofondo dal quale sono sfociati i disordini ha rivelato uno schema tipico di malcontento profondamente represso, ampiamente condiviso da molti appartenenti alle comunità negre. Il contenuto specifico del malcontento tra i negri, in tutte le città, derivava dal pregiudizio, dalla discriminazione, dalle condizioni di vita estremamente disagiate e da un senso generale di frustrazione, causato dalla loro impotenza a mutare tali condizioni””. (pag 141)”,”USAS-106″
“KERNIG C.D., direzione e cura; saggi di Ludwig BRESS Heinrich NIEHAUS Vladimir G. TREML Rudolf BECKER Charles R. WHITTLESEY Gert LEPTIN Basile KERBLAY Ben B. SELIGMAN Hans Gottfried NUTZINGER”,”Marxismo y Democracia. Economía. Director de la serie: Gottfried Frenzel. Tomo 1: Acumulación-Ciclos.”,”Saggi di Ludwig BRESS Heinrich NIEHAUS Vladimir G. TREML Rudolf BECKER Charles R. WHITTLESEY Gert LEPTIN Basile KERBLAY Ben B. SELIGMAN Hans Gottfried NUTZINGER”,”TEOC-465″
“KERNIG C.D., direzione e cura; saggi di Heinrich NIEHAUS Helmut MEINHOLD Karl BRANDT Murray BROWN Helmut KLOCKE Werner GEBHARD”,”Marxismo y Democracia. Economía. Director de la serie: Gottfried Frenzel. Tomo 6: Política agraria-Productividad.”,”Saggi di Heinrich NIEHAUS Helmut MEINHOLD Karl BRANDT Murray BROWN Helmut KLOCKE Werner GEBHARD”,”TEOC-466″
“KERNIG C.D., direzione e cura; saggi di M.A. JANSEN Erich RENZ Heldegard WIEGMANN Ludwig BRESS Rüdiger SCOTT Werner GEBHARD Lynn TURGEON Janet G. CHAPMAN Karl C. THALHEIM Hans Gottfried NUTZINGER Viktor F. von MALCHUS Walter BIENERT Friedrich HAFFNER”,”Marxismo y Democracia. Economía. Director de la serie: Gottfried Frenzel. Tomo 7: Producto nacional-Valor. Ley del valor.”,”Saggi di M.A. JANSEN Erich RENZ Heldegard WIEGMANN Ludwig BRESS Rüdiger SCOTT Werner GEBHARD Lynn TURGEON Janet G. CHAPMAN Karl C. THALHEIM Hans Gottfried NUTZINGER Viktor F. von MALCHUS Walter BIENERT Friedrich HAFFNER”,”TEOC-467″
“KERNIG Claus D. a cura, articoli di Sidney HEITMAN Thomas P. THORNTON Maurice DOBB Firuz KAZEMZADEH Klaus von BEYME Jean LALOY Erwin OBERLÄNDER”,”Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. Conceptos fundamentales. Tomo 1. Agitación-Comunismo beligerante.”,”Contiene la voce: ‘Bucharin’ (vita, opere e bibliografia) (pag 2-7) scritta da Sidney HEITMAN curatore del volume ‘Nikolai I. Bukharin, A bibliography with annotations’, 1966″,”SOCx-234″
“KERNIG Claus D. a cura; articoli di Robert V. DANIELS Christoph MÜLLER Lothar SCHULTZ Madeleine G. BALLESTREM Dietrich GEYER Wolfgang LEONHARD Peter J.D. WILES Miklos MOLNAR Dieter SCHUSTER”,”Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. Conceptos fundamentales. Tomo 2. Contrarrevolución-Kautsky.”,”Il 2° volume contiene le voci biografiche di Engels (scritta da Karl G. Ballestrem) (pag 59-74) e di Kautsky (scritta da Dieter Schuster) (pag 135-146). La voce ‘internazionalismo’ è scritta da Miklós Molnar (pag 97-121) Teoria marxista dell’Internazionalismo, Internazionalismo socialista in articolo Molnar “”Para Marx y Engels, la lucha contra el absolutismo y la reacción era principalmente lucha contra el absolutismo ruso, la cual conduciría, al mismo tiempo, a la destrucción de la “”China europea””, es decir, Austria, y la derrota de la reaccionaria Prusia. Para Marx y Engels, la cuestión alemana estaba indisolublemente unida con la guerra contra Rusia. Mientras ésta no se lleve a cabo, sino que más bien Alemania ayude incluso a Russia; “”mientras sigamos fundidos con Rusia y la politica rusa, no podremos quebrantar radicalmente entre nosotros mismos el absolutismo patriarcal-feudal”” (MEW t.5 p. 333). La guerra contra Rusia sería la guerra de la Alemania revolucionaria, y se convertiría en un enfrentamiento trascendental “”entre el Oeste y el Este de Europa”” (MEW t.5 p. 82). En la concepción de Marx y Engels, esta guerra, aunque comenzaría come guerra nacional, adoptaria necesariamente un carácter internacionalista”” [Miklós Molnar, Internacionalismo] [in ‘Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. Conceptos fundamentales. Tomo 2. Contrarrevolución-Kautsky’, a cura di C.D. Kernig, 1975]”,”SOCx-235″
“KERNIG Claus D. a cura; articoli di Hans MOMMSEN Allan KENYON WILDMAN Claus D. KERNIG Horst STUKE Arthur A. COHEN Maximilien RUBEL”,”Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. Conceptos fundamentales. Tomo 3. Lassalle-Marx.”,”Contiene le voci biografiche di Lassalle, Lenin, Luxemburg e Marx scritte rispettivamente da Hans Mommsen, Allan Kenyon Wildman, Horst Stuke, Maximilien Rubel I manoscritti di Parigi. “”Casi noventa años después de la muerte de M[arx] y más de cincuenta después del triunfo de la revolucíon de Octubre, no existe una edición completa histórico-critica de sus obras. La ‘Marx-Engels-Gesamtausgabe’ (MEGA) – iniciada en 1927 en Moscú por el Instituto Marx-Engels y su fundador, David Rjazanov – una de las primeras victimas del terror de Stalin: fue destituido en 1931 de su cargo y deportado sin proceso previo – la investigación sistemática del legado de M. sólo ha avanzado muy poco. Con la publicación de manuscritos hasta ahora no publicados, la obra de Marx muestra constantemente nuevos puntos de vista. El primer cambio fundamental de la imagen tradicional de M. se basó en la publicación de los ‘Primeros escritos de Marx’, que en parte eran desconocidos incluso para Engels. Estos denominados ‘manuscritos de Paris’, publicados en sus obras póstumas en 1932, situaron la obra total de Marx en una nueva perspectiva y modificarono esencialmente los conocimientos que hasta entonces se tenian sobre los origenes de su teoría politica y de su idea sobra su propia misión. Si ‘Das Kapital’ se considera – con razón – come la obra decisiva de Marx, tanto más se impone la necesidad de examinarla criticamente en su unidad interna””. [Maximilien Rubel, Marx] [in ‘Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. Conceptos fundamentales. Tomo 3. Lassalle-Marx’, a cura di C.D. Kernig, 1975] (pag 128) Manoscritti filosofici ed economici del 1844 (detti anche Manoscritti di Parigi (o parigini ndr)) sono una serie di note scritte tra l’aprile e l’agosto 1844 da Karl Marx, mai stampati durante la vita di questi e pubblicati per la prima volta nel 1932 da ricercatori sovietici. Queste annotazioni sono una prima espressione dell’analisi marxiana dell’economia e delle critiche a Hegel. Esse coprono un ampio spettro di argomenti: il salario, il profitto del capitale, la rendita fondiaria, il lavoro estraniato, il rapporto della proprietà privata, proprietà privata e lavoro, proprietà privata e comunismo, bisogno, produzione e divisione del lavoro, il denaro, la critica della dialettica in generale e della filosofia di Hegel. (wikip)”,”SOCx-236″
“KERNIG Claus D. a cura; articoli di Hans-Josef STEINBERG Casimir N. KOBLERNICZ Gustav A. WETTER Andreas von WEISS Ludwig BRESS Claus D. KERNIG David JORAVSKY”,”Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. . Conceptos fundamentales. Tomo 4. Marxismo-Proletariado.”,”La voce ‘marxismo’ è scritta da H.J. Steinberg”,”SOCx-237″
“KERNIG Claus D. a cura; articoli di Nikolaus LOBKOWICZ Vernon L. LIDTKE Iring FETSCHER Klaus WESTEN Horst STUKE Ronald HINGLEY Adam Bruno ULAM Albert BOITER Heinz BRAHM”,”Marxismo y Democracia – Enciclopedia de conceptos básicos. . Conceptos fundamentales. Tomo 5. Propaganda-Vanguardia.”,”La voce biografica di Trotsky è scritta da Heinz Brahm (v. teoria rivoluzione permamente) (pag 139)”,”SOCx-238″
“KEROFILAS Costas”,”La Grecia e l’ Italia nel Risorgimento italiano.”,”Firma dell’ autore KEROFILAS Costas dottore in legge dell’ Università di Atene “”Quale il contenuto di questo trattato italo-greco, firmato o no che fu? Anche su questo punto difettiamo di notizie precise ed autentiche, non essendo mai stato pubblicato nè il testo di esso nè alcuna narrazione di persona che ne ebbe cognizione diretta. Chiotis assicura che nel trattato di Trescorre del 10 Maggio 1862 fu convenuto che l’Italia avrebbe dato cinquanta mila fucili (già depositati a Messina), per esser distribuiti fra i rivoluzionari cristiani dell’Epiro, della Tessaglia e della Macedonia. Inoltre l’Italia offrirebbe un milione di franchi e darebbe diecimila soldati. Il generale Garibaldi, quando il segno fosse dato, sbarcherebbe colle sue legioni in Epiro, mentre altri volontari (probabilmente sotto il comando del generale Türr) scenderebbero da Genova alle coste dell’Albania per unirsi ai rivoltosi della Bosnia e dell’Erzegovina. Nello stesso tempo dei volontari garibaldini invaderebbero il Tirolo. E così comincerebbe la grande lotta contro l’Austria e la Turchia. Secondo Dragumis, l’Italia s’impegnava di mandare in Epiro Garibaldi con cinque mila ungheresi al comando del generale Türr, che dovevano poi unirsi ad altri ungheresi e polacchi, che erano alle frontiere. Inoltre essa avrebbe dato denaro sufficiente, divise per la milizia, dei cannoni e dei fucili””. (pag 182)”,”GREx-012″
“KEROUAC Jack”,”Visioni di Cody.”,”Nato nel 1922 nel Massachussetts, di origini franco-canadesi, Kerouac esord+ nel 1949 con il romanzo ‘The Town and the City’. Due anni dopo il suo capolavoro ‘On the Road’ diario di pazzi viaggi nel cuore dell’Ameirca diventato la bibbia della Beat Generation. Muore a soli 47 anni. Il libro ‘Visioni di Cody’ è nato da una costola di sulla ‘Sulla strada’: rielaborazioni del suo romanzo principale che poi non utilizzò per la pubblicazione.”,”VARx-513″
“KEROUAC Jack”,”Sulla strada.”,”””Alcune delle ragioni della forza di questo libro non sono difficili da identificae nel ripetersi al suo interno di alcuni modelli quasi archetipi della cultura popolare e letteraria americana. Primo fra tutti quello dello spazio aperto, della frontiera, come luogo e garanzia della libertà, e insieme quello della vittima innocente che con il proprio sacrificio riscatta moralmente la corruzione sociale e ne garantisce la potenziale rinascita all’innocenza. Sono anni in cui il critico acuto come Leslie Fiedler polemicamente disvela questo modello basilare e scandalizza l’accademia affermando la “”innocente omosessualità”” degli eroi di avventure come queste”” (pag IX, prefazione)”,”USAS-217″
“KEROUAC Jack, a cura di Roberto FEDELI”,”Neal e i tre Stooges.”,”””La pubblicazione del racconto ‘Neal e i tre Stooges precede dunque di poco quella di ‘Sulla Strada’ per i tipi della Viking Press. di New York. (…) La radicale innovazione di Kerouac non era un gingillo per critici letterari, ma un’idea nuova, un nuovo respiro per dire che in ogni esperienza conosciamo Dio e che, in fondo, sappiamo che tutto andrà bene “”perché – scrisse – ora so che il mio cuore cresce””. Ma l’idea della forma che scorre senza interruzioni gli era venuta direttametne da una mitica, pazza lettera di 40 pagine che Cassady gli scrisse nei primi duri ’50, quando il mondo aveva svelato la sua falsità, e che Ginsberg prestò nel ’55 a Gerd Stern, che viveva in una zattera a Sausalito, senza riuscire ad averla più indietro. Quella lettera parlava di weeked allucinati in sale di biliardo, di camere d’albergo, carri merci, prigioni che avevano ospitato Cassidy e conversazioni sulla tristezza di Schopenhauer. Non era bastato certo questo: Cassady portò a Jack un suo romanzo dallo strano titolo ‘The first third’ (in una delle sue conversazioni fiume disse che si riferiva al primo terzo della sua vita, periodo eccezionale, in cui, tra l’altro, aveva rubato più di 500 auto per gli States): raccoglieva migliaia di avventure allucinate e incredibili, visioni, amori, aveva fatto il giro di tutta l’America, gli amici lo avevano letto e aggiunto qualcosa, ed era ritornato scomposto, colle pagine mischiate, così Kerouac aveva letto “”un libro che si era fatto da sé, che aveva viaggiato, ma era lo stesso un gran libro””. Ecco: la letteratura per Kerouac era ‘il’ viaggio. Il viaggio fuori dall’Io che ragiona e incasella, che compone parole soggetti verbi complementi, fuori dalla Ragione e dal comodo angusto mondo che l’Io si è costruito. (…) “”Dove andiamo, man? – scrisse – “”Non lo so, ma dobbiamo andare””. Era il buttarsi nella corrente dell’essere, abbandonando paure e luoghi sicuri, ma accompagnati dalla possibilità di sentirsi bene, di trovarsi a proprio agio, di essere felici in questo pazzo viaggio sentimentale che ci fa riscoprire vivi, con tutto quello che ci riserva. Così dice Dean, il doppio di Cassady, il protagonista di ‘Sulla strada’: “”Si affannano e corrono e si fanno problemi anche se sanno che arriveranno lo stesso. Noi no. Rilassati. perché non abbiamo la nozione del tempo”””” (pag 7-8) (prefazione di Stefano Adami)”,”USAS-218″
“KERPER Michael”,”The International Ideology of U.S. Labor 1941-1975.”,”””L’ opposizione dell’ AFL all’ URSS continuò inalterata durante gli anni 1920 e 1930, ed essa con fermezza rifiutò di avere trattative con i sindacati sovietici. All’ interno delle sue fila, la AFL fu afflitta dalle attività della Trade Union Educational League (TUEL) guidata dai comunisti dal 1922 fino al 1928. Un numero importante di sindacati, inclusi i minatori, gli operai dell’ abbigliamento ebbero forti organizzazioni TUEL che sfidarono la leadership esistente”” (pag 14)”,”MUSx-140″
“KERRY Tom LeBLANC Paul LOVELL Frank”,”Sur le mouvement ouvrier aux Etats-Unis. Préhistoire du CIO (Kerry); Avant-gardes révolutionnaires aux Etats-Unis dans les années 30 (LeBlanc); Le cataclysme: la Deuxième Guerre mondiale et l’histoire du trotskysme américain (Lovell).”,”Les IWW: syndicalisme industriel révolutionnaire (pag 15-) Trotsky prevede il ‘secolo americano’ (pag 43) Il trotskismo americano e la Seconda guerra mondiale (pag 37-)”,”MUSx-321″
“KERSHAW Ian”,”Hitler e l’ enigma del consenso.”,”KERSHAW (Oldham, Lancashire, 1943) Prof di storia moderna all’Univ di Sheffield, è Fellow of the Royal Historical Society. Tra le sue opere più recenti: -The Nazi Dictatorship. Problems and Perspectives of Interpretations. LONDRA. 1993 -Hitler. A Profile in Power. LONDRA, 1991 Ha curato inoltre: -Weimar. Why did German Democracy Fail?. LONDON, 1990 -Stalinism and Nazism. Dictatorship in Comparison. CAMBRIDGE, 1997 (con M. LEWIN).”,”GERN-048″
“KERSHAW Ian LEWIN Moshe a cura; saggi di Ronad Grigor SUNY Moshe LEWIN Hans MOMMSEN Ian KERSHAW Michael MANN Omer BARTOV Bernd BONWETSCH Jacques SAPIR Mark von HAGEN George STEINMETZ Mark von HAGEN Mary NOLAN.”,”Stalinismo e nazismo. Dittature a confronto.”,”Saggi di Ronad Grigor SUNY Moshe LEWIN Hans MOMMSEN Ian KERSHAW Michael MANN Omer BARTOV Bernd BONWETSCH Jacques SAPIR Mark von HAGEN George STEINMETZ Mark von HAGEN Mary NOLAN. KERSHAW è docente di storia moderna nell’ Università di Sheffield. LEWIN è professore emerito presso l’ Università della Pennsylvania. “”Lo svolgimento della battaglia di Rostov aveva chiaramente dimostrato a Stalin i vantaggi di una ritirata ordinata rispetto alla ritirata forzata che fino ad allora aveva prevalso. Per la prima volta l’ Armata rossa non aveva subito passivamente la tattica tedesca di accerchiamento, nel tentativo di tenere il fronte a tutti i costi. Anzi, proprio al contrario, la vittora tedesca, nonostante il terreno guadagnato, non si era risolta in quel successo sperato perché il colonnello generale Malinovskij aveva dato ordine tempestivo al fronte meridionale di ritirarsi al di là del Don. Questo episodio rappresentò qualcosa di veramente straordinario e segnò una svolta che si realizzò pienamente solo nel 1943″”. (pag 269)”,”RUSU-151″
“KERSHAW Alister”,”Storia della ghigliottina.”,”””Gli uni l’ ammirano come de Maistre, altri la esacrano come Beccaria; la ghigliottina è la concrezione della legge; il suo nome è vendetta; non è neutrale e non vi permette di rimanerlo. Chi la vede rabbrividisce del più misterioso dei brividi: tutte le questioni sociali si drizzano a interrogare intorno a quel coltellaccio. Il patibolo è visione; non è una costruzione, una macchina, un meccanismo inerte di legno, di ferro, di cordami (…)””. (Victor Hugo, retrocop.) “”E’ stata discussa, sarà discussa; e gli esperimenti pratici circa questo problema ancora proseguono. I più recenti studiosi del problema sono il dottor Piedelievre e il dottor Fournier, i quali sono giunti a questa conclusione: “”La morte non è istantanea… ogni elemento vitale sopravvive alla decapitazione… (è) una vivisezione selvaggia seguita da seppellimento prematuro…””. (pag 119)”,”FRAR-287″
“KERSHAW Ian”,”Hitler, 1889-1936.”,”Ian Kershaw, professore di Storia moderna all’Università di Sheffield, è uno dei maggiori specialisti del Terzo Reich. Tra i suoi studi, oltre il primo volume della monumantale biografia hitleriana (Hitler 1889-1936), ricordiamo, Che cos’è il nazismo, Hitler e l’enigma del consenso e Il ‘mito di Hitler’ Immagine e realtà del Terzo Reich.”,”GERN-011-FL”
“KERSHAW Ian”,”Hitler, 1936-1945.”,”Ian Kershaw, professore di Storia moderna all’Università di Sheffield, è uno dei maggiori specialisti del Terzo Reich. Tra i suoi studi, oltre il primo volume della monumantale biografia hitleriana (Hitler 1889-1936), ricordiamo, Che cos’è il nazismo, Hitler e l’enigma del consenso e Il ‘mito di Hitler’ Immagine e realtà del Terzo Reich.”,”GERN-012-FL”
“KERSHAW Ian”,”Hitler e l’enigma del consenso.”,”Ian Kershaw (Oldham, Lancashire, 1943) professore di Storia moderna all’Università di Sheffield, è Fellow of the Royal Historical Society. Tra le sue principali pubblicazioni edite in italiano: Hitler 1889-1936, Hitler 1936-1945, Stalinismo e nazismo dittature a confronto, Che cos’è il nazismo? Problemi interpretativi e prospettive di ricerca.”,”GERN-013-FL”
“KERSHAW Ian LEWIN Moshe a cura, saggi di Ronald Grigor SUNY Hans MOMMSEN Michael MANN Omer BARTOV Bernd BONWETSCH Jacques SAPIR Mark VON HAGEN George STEINMETZ Mary NOLAN”,”Stalinismo e nazismo. Dittature a confronto.”,”Ian Kershaw è docente di storia moderna presso l’Università di Sheffield. Membro della British Academy, è autore di Che cos’è il nazismo: problemi interpretativi e prospettive di ricerca; Hitler e l’enigma del consenso; Il mito di Hitler: immagini e realtà del Terzo Reich; Hitler 1936-1945. Moshe Lewin è professore emerito di storia presso il Dipartimento di storia dell’Università della Pennsylvania; ha insegnato all’Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi e all’Università di Birmingham. Tra le sue opere: L’ultima battaglia di Lenin; Contadini e potere sovietico dal 1928 al 1930; Economia e politica nella società sovietica: il dibattito economico nell’Urss da Bucharin alle riforme degli anni sessanta; Storiaq sociale dello stalinismo. Ronald Grigor Suny è docente di scienze politiche presso l’Università di Chicago. Tra i suoi libri: The Baku Commune, 1917-1918; Class and Nationality in the Russian Revolution; The Making of the Georgian Nation; Looking towards Ararat: Armenia in Modern History; The Revenge of the Past: Nationalism, Revolution and the Collapse of the Soviet Union; The Soviet Experiment: Russia, the USSR and the Successor States. Hans Mommsen è docente di storia presso l’Università della Ruhr di Bochum. Michael Mann è docente di sociologia presso la University of California di Los Angeles. É autore di: The Sources of Social Power, di cui sono usciti i primi due volumi (1986 e 1993), States, War and Capitalism. Omer Bartov è professore associato di storia presso la Rutgers University. Tra le sue pubblicazioni: Hitler’s Army Soldiers, Nazis and War in the Third Reich; Murder in Our Midst; The Holocaust, Industrial Killing, and Representation; Mirror of Destruction: War, Genocide and Modern Identity. Bernd Bonwetsch è docente di storia dell’Europa orientale presso l’Università della Ruhr di Bochum. Jacques Sapir è docente di economia presso l’Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi. Tra le sue numerose pubblicazioni sull’economia sovietica e russa e su questioni militari ricordiamo Travail et travailleurs en URSS e Le système militaire sovietique. In italiano è apparso il suo Il caos russo. Mark von Hagen è ricercatore presso lo Harriman Institute della Columbia University. É autore di Soldiers in the Proletarian Dictatorship; The Red Army and the Soviet Socialis State, 1917-1930. George Steinmetz è assistente di sociologia presso la Chicago University. É autore di Regulating the Social: The Welfare State and Local Politics in Imperial Germany. Mary Nolan insegna storia dell’Europa, della Germania e delle donne presso la New York University. É autrice di Social Democracy and Society: Working-Class Radicalism in Düsseldorf, 1890-1920 e Visions of Modernity American Business and the Modernisation of Germany.”,”STOx-049-FL”
“KERSHAW Ian”,”La fine del Terzo Reich. Germania, 1944-45.”,”Allentamento della disciplina nell’esercito germanico, aumento dei soldati ‘sbandati’, “”La disciplina si allentava pericolosamente anche nella Wehrmacht dove si fece ricorso ad analoghe ninacce di drastiche sanzioni. Hitler fece sapere attraverso Keitel, neo momento in cui il fronte est stava crollando e i suoi ordini erano messi in discussione dai generali operanti nella Prussia orientale, che se i capi militari si fossero astenuti dall’eseguire incondizionatamente le sue disposizioni o dall’inviare comunicazioni assolutamente attendibili, egli “”avrebbe richiesto durissime punizioni dei colpevoli””, e si sarebbe atteso dai tribunali che fossero abbastanza severi da emettere sentenze di morte (35). Un chiaro indice del crollo del fronte era il numero in crescita esponenziali di “”sbandati”” che puntavano a rientrare in Germania. Molti aveva realmente perso il contatto con le unità d’appartenenza, altri fingevano, sperando di non dovere più tornare al fronte. (…) Alla fine di febbraio Borman calcolava …. finire (pag 249-252)”,”QMIS-012-FER”
“KERSHAW Ian”,”Scelte fatali. Le decisioni che hanno cambiato il mondo, 1940-41.”,”Ian Kershaw è nato nel 1943 e ha insegnato Storia moderna nelle università d Oxford, Manchester e Sheffield. Ha pubblicato tra l’altro ‘Gli amici di Hitler’ (2005) e ‘Operazione Valchiria’ (2009) Hitler-Usa (pag 516) Hitler-Giappone (pag 518) Hitler-guerra vs Usa (pag 552)”,”QMIS-375″
“KERSHAW Ian”,”Gli amici di Hitler. Lord Londonderry, la Gran Bretagna e la via della guerra.”,”Ian Kershaw, nato nel 1943, ha insegnato Storia moderna nelle Università di Manchester e Sheffield. Tra i suoi libri che lo hanno consacrato come uno dei massimi esperti di Hitler e del nazismo Bompiani ha pubblicato anche i due volumi della sua monumentale biografia del capo del Terzo Reich. Ha pubblicato inoltre ‘Operazione Valchiria’ (2009), ‘Scelte fatali’ (2012) e ‘La fine del Terzo Reich’ (2013). Charles Vane-Tempest-Stewart settimo marchese di Londonderry, cugino di Churchill e amico intimo del re, non nascose mai la propria ammirazione per Hitler. Una realtà piuttosto diffusa tra gli aristocratici inglesi ma che allo scoppio della guerra fece di Lord Londonderry il capro espiatorio di una colpa che ricadeva sui più vasti settori dell’establishment britannico: quella dell’ ‘appeasement’ e della mancata opposizione alle politiche aggressive naziste, una delle cause più immediate della catastrofe della seconda guerra mondiale. L’autore analizza gli errori di valutazione di Hitler e gli inciampi delle figure politiche inglesi che intrecciarono relazioni personali con il Führer.”,”QMIS-377″
“KERSTEN Andrew E., consulting edietor Harvey J. KAYE”,”Labor’s Home Front. The American Federation of Labor during World War II.”,”KERSTEN Andrew E. è Associate Professor of American History e Cochair of Social Change & Development alla University of Wisconsin-Green Bay. E’ autore di ‘Race, Jobs, and the War: the FEPC in the Midwest, 1941-1946.”,”MUSx-232″
“KERTZER David I.”,”I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’antisemitismo moderno.”,”Proibizione lavoro dei cristiani presso gli ebrei (pag 37 77-78 84-85 90-91 127 298) KERTZER David I. (New York 1948) è specialista di storia italiana e professore di antropologia e storia presso la Brown University di Providence (Rhode Island). Ha scritto ‘Prigioniero del Papa Re’ (Rizzoli, 1996)”,”RELC-239″
“KERTZER David I.”,”I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’antisemitismo moderno.”,”David I. Kertzer (New York 1948) è specialista di storia italiana e professore di antropologia e storia presso la Brown University di Providence (Rhode Island). Ha scritto ‘Prigioniero del Papa Re’ (Rizzoli, 1996) Il giornalista cattolico Davide Albertario si scatena contro gli ebrei. “”«L’Osservatore Cattolico» fu fondato nel 1864 con l’incoraggiamento del vicario della diocesi di Milano e con lo scopo di rafforzare l’autorità del papa dopo la caduta degli Stati pontifici. Pio X incoraggiò l’iniziativa e i redattori del giornale erano praticamente tutti sacerdoti. Negli anni Settanta «L’Osservatore Cattolico» acquisì un notevole prestigio tra i cattolici italiani. Le sue tonanti condanne del liberalismo, lette avidamente dal basso clero, venivano poi convogliate alla gran massa dei contadini analfabeti nelle prediche della domenica in tutta la zona di Milano e altrove (32). Negli ultimi decenni del secolo il direttore del giornale fu don Davide Albertario, secondo l”Enciclopedia cattolica’ «per trent’anni dopo il 1870 il più brillante giornalista e il più efficace polemista al servizio della causa cattolica in Italia» (33). Promulgava la medisima visione degli ebrei che in quegli anni promulgavano gli altri giornali legati al Vaticano. Soltanto il tono era diverso, perché Albertario era famoso per il suo stile sarcastico. Ne abbiamo un assaggio in un articolo intitolato ‘Gli ebrei del mondo’: «Questa bella razza di individui», scriveva, «arriva attualmente al numero di 6.377.602. Dei quali in Italia ve ne hanno 26.289 per nostra buona sorte e comune letizia. Imperocché sono eglino veramente i nostri padroni, ossia i padroni di 30 milioni di anime, come sono i padroni in Austria-Ungheria, in Germania, in Francia e dappertutto quasi». L’ebreo, scriveva padre Albertario, «è padrone dell’oro (…) dunque l’ebreo è il sovrano universale». «Ecco pertanto gli ebrei padroni nostri, o lettori; precisamente padroni nostri. Gli ebrei, se osservate, li troverete nel Senato, nel Parlamento, nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle Camere di Commercio, nel giornalismo, dappertutto più o meno trasformati nei nomi e cognomi, ‘ma sempre ebrei per la pelle!»”” (pag 160)”,”EBRx-009-FV”
“KERTZER David I.”,”Un papa in guerra. La storia segreta di Mussolini, Hitler e Pio XII.”,”””Il giorno dopo, Ciano portò in Vaticano la risposta del suocero e la lesse ad alta voce al cardinal Maglione. Disse al cardinale che Mussolini vedeva il messaggio del papa come un altro tentativo di quest’ultimo di dar lustro alla propria immagine a discapito del Duce. Mentre il Duce respingeva la richiesta che il papa aveva così attentamente formulato, le ultime forze dell’Asse in Nord Africa si arrendevano in Tunisia, e gli Alleati facevano prigionieri altri 120.000 italiani e 130.000 tedeschi. Nel frattempo, volendo tenere gli italiani nell’incertezza su dove avrebbero potuto atterrare, i velivoli alleati sganciavano bombe su entrambe le coste della Sicilia e sulla Sardegna. Con l’approssimarsi dell’invasione alleata, le persone nei più alti ranghi della società italiana erano alla frenetica ricerca di un modo per salvarsi. Per la direzione militare italiana poteva esserci un solo punto di riferimento, il re, a cui tradizionalmente giuravano fedeltà e che servivano. Era il re a detenere il diritto di scegliere il capo del governo, un fatto che si rifletteva nella necessità mai disattesa negli anni della dittatura – che Vittorio Emanuele firmasse tutti gli atti legislativi prima che questi potessero entrare in vigore. Il papa era al corrente del fatto che si tenevano riunioni segrete al Quirinale, il palazzo reale sull’altra sponda del Tevere rispetto al Vaticano. Giuseppe Dalla Torre, direttore dell’«Osservatore Romano», che aveva buoni contatti con i conservatori che ora tramavano per salvare il salvabile, teneva aggiornato il papa. Il sovrano, notoriamente schivo, da tempo sotto l’incantesimo di Mussolini e preoccupato che la caduta del fascismo potesse significare la fine della monarchia, si faceva sempre più nervoso a ogni nuovo approccio. A inizio maggio suo cugino, il conte di Torino, comandante militare nella Prima guerra mondiale, lo spronò ad agire. Il re rifiutò. «C’erano ancora 50.000 persone ad applaudire il Duce in Piazza Venezia l’altro giorno», replicò. «Non voglio scatenare una guerra civile» (15). Vittorio Emanuele confidò al suo aiutante di campo militare la paura che «da un momento all’altro il governo inglese o il Re d’Inghilterra si rivolgano a me direttamente per trattare una pace separata. La cosa mi metterebbe in un grave imbarazzo. Se questo dovesse avvenire agirei senza sotterfugi, ne parlerò con il Duce per essere d’accordo sulla linea da seguire» (16). Tre mesi prima il presidente Roosevelt aveva posto al papa una serie di domande scomode. Quale forma pensava avrebbe dovuto assumere un nuovo governo italiano? Chi avrebbbe dovuto essere incaricato di guidarlo? La monarchia italiana avrebbe dovuto essere mantenuta o finire? (17). Il papa aveva ritardato a rispondere ma ora decise che non poteva posticipare ulteriormente. Il cardinal Maglione e monsignor Tardini prepararono tre bozze prima che il papa, apportate le ultime modifiche, approvasse il testo. Il punto più delicato era identificare potenziali guide di un nuovo governo. All’inizio Tardini aveva omesso qualunque nome, reputando troppo rischioso elencarli. Il papa richiese una nuova bozza. Poiché gli americani avevano chiesto i nomi pensava che ne dovevano produrre alcuni, ma invitò a non metterli per iscritto. I nomi andavano piuttosto comunicati oralmente e presentati non come persone che il papa stesso stava proponendo, ma bisognava, come disse il pontefice, «mettere tutto in bocca agli informatori e alla pubblica opinione». Seguendo queste indicazioni, una nuova bozza venne a comprendere i nomi di questi favoriti dal papa, ma collocati in maniera da esprimere un certo distacco: «larghi settori della pubblica opinione ritengono che, almeno in un primo periodo di transizione, sarebbero adatti a reggere il governo tra gli altri, i sig.ri Vittorio Emanuele Orlando, Maresciallo Caviglia e Luigi Federzoni”” (pag 331-332) (le note si possono togliere per 3° speciale 2GM)”,”QMIS-347″
“KESEY Ken”,”Qualcuno volò sul nido del cuculo.”,”Ken Kesey è originario dell’Oregon e si è laureato in letteratura drammatica nell’Università dell’Oregon. Questo è il suo primo romanzo da cui è stato tratto un film diretto da Milos Forman che ha vinto 5 premi Oscar nel 1976.”,”VARx-191-FV”
“KESSEL Patrick”,”Le proletariat francais avant Marx. Les revolutions escamotées 1789-1830-1848.”,”La parola ‘proletario’ è utilizzata per la prima volta intorno al 1830. E in qualche anno il significato attribuito al termine evolve considerevolmente. Dopo aver indicato la classe più povera, diviene sinonimo di operaio prima di venire ripresa da MARX nel 1847 (in ‘Miseria della filosofia’) che pone già come principio che dal suo affrancamento nascerà una società nuova. Ma la parola era stata usata molto tempo prima. Il proletario di MONTESQUIEU appartiene ancora alla plebe: è il cittadino romano della sesta classe del popolo, l’ultima, esente dalle imposte e che non può essere utile allo Stato se non per la sua discendenza-prole. Qualchevolta questo termine appare nel XVI secolo e sta a indicare la classe più povera. In questo senso verrà impiegato da ROUSSEAU nel ‘Contrat Social’. La parola si ritrova nel 1788 sotto la penna dell’Abbé DOLIVIER, futuro compagno di BABEUF. Nella sua ‘Histoire de la langue francaise’, F. BRUNOT segnala due volte la parola proletario nel 1789. La usano il deputato all’Assemblea costituente DUPONT de NEMOURS (‘cittadini proletari’), Camille DESMOULINS (‘Dio proletario’), A. CLOOTZ (i confini che separano i proletari dai cittadini attivi spariranno con le barriere del Louvre’), MARAT, BABEUF ecc.. Libro contiene dedica autore”,”MFRx-107″
“KESSEL Patrick a cura; testi di A. BLANQUI G. CLUSERET L. ROSSEL L. BARRON E. LEPELLETIER A. NEUBERG”,”1871. La Commune et la question militaire.”,”testi di A. BLANQUI G. CLUSERET L. ROSSEL L. BARRON E. LEPELLETIER A. NEUBERG”,”MFRC-132″
“KESSELMAN Mark a cura; collaborazione di Guy GROUX; scritti di Robert BOYER Benjamin CORIAT George ROSS René MOURIAUX Alain BERGOUNIOUX Georges BENGUIGUI Dominique MONJARDET Jean LOJKINE Guy GROUX Michelle DURAND Yvett HARFF Jane JENSON Pierre DUBOIS Denis SEGRESTIN Bernard MOSS Jean-Pierre HUIBAN Jacques KERGOAT Sabine ERBES-SEGUIN”,”1968-1982: le mouvement ouvrier français. Crise économique et changement politique.”,”Scritti di Robert BOYER Benjamin CORIAT George ROSS René MOURIAUX Alain BERGOUNIOUX Georges BENGUIGUI Dominique MONJARDET Jean LOJKINE Guy GROUX Michelle DURAND Yvett HARFF Jane JENSON Pierre DUBOIS Denis SEGRESTIN Bernard MOSS Jean-Pierre HUIBAN Jacques KERGOAT Sabine ERBES-SEGUIN”,”MFRx-308″
“KESSERLING Albert”,”Memorie di guerra.”,” Sulla Resistenza in Italia. “”Le truppe tedesche, la milizia fascista e la popolazione subirono perdite notevoli. Non si potè mai stabilire con precisione quale fosse il numero dei soldati tedeschi rimasti vittime delle bande fra il giugno e l’agosto 1944, perché la denominazione di “”dispersi”” comprende i mancanti per le cause più diverse. Secondo i dati comunicatimi dal mio comando, ebbimo in quel periodo di tempo circa 5000 morti e da 25.000 a 30.000 feriti e scomparsi. Queste cifre mi sembrano però troppo elevate; secondo i calcoli da me fatti, che si basano sulle perdite comunicatemi verbalmente, appare verosimile che in quei tre mesi abbiamo avuto 5000 morti, fors’anche 7000 od 8000 fra morti e scomparsi, ai quali bisogna aggiungere al massimo lo stesso numero di feriti. In ogni caso, la quota di perdite da parte tedesca è stata assai più elevata di quella delle bande”” (pag 256-257) Campagna di Russia. Critica della strategia di Hitler. “”Io ero allora convinto che, in condizioni atmosferiche normali, non sarebbe stata un’impresa impossibile per le forze corazzate giungere fino a Mosca, e spingersi anche più oltre. Il destino volle altrimenti: il maltempo ostacolò l’ulteriore avanzata. I russi erano riusciti a costituire un fronte sottile di resistenza ad ovest di Mosca, impiegando le ultime riserve, con l’aggiunta di operai e di cadetti; essi combatterono da eroi e poterono arrestare gli attacchi delle nostre truppe, ormai ridotte quasi all’immobilità. In quei giorni di ottobre, le divisioni siberiane non erano ancora giunte al fronte. Per me rimane ancora oggi un mistero come la nostra ricognizione area abbia bensì accennato a quell’epoca a forti movimenti nelle retrovie, senza però dar mai notizia, almeno a quanto mi risulta, del concentramento strategico delle armate provenienti dall’Estremo Oriente. Tuttavia, le informazioni sull’intenso traffico ferroviario pervenute ancora a fine ottobre, avrebbero dovuto consigliare prudenza al Comando supremo. Quando, verso la metà di novembre, le truppe del fronte riferirono sulla comparsa in linea di unità siberiane, si sarebbe dovuto ordinare la ritirata su posizioni scelte per l’inverno””. (pag 85-86) “”Suppongo, naturalmente, che il Comando supremo, data la presunta brevità della campagna, mirasse soltanto alla distruzione delle forze esistenti nel territorio della Russia europea, dei centri di resistenza e di quelli della produzione bellica. Data la mia conoscenza del settore centrale del fronte, credo di poter dichiarare che i nostri peggiori nemici siano stati il maltempo e la mancanza di buone vie di comunicazione, soprattutto dopo il meso di ottobre; se le condizioni fossero state diverse, la conquista di Mosca non avrebbe costituito un grave problema”” (pag 88) Albert Kesselring (Bayreuth, 30 novembre 1885 – Bad Nauheim, 16 luglio 1960) è stato un generale tedesco con il grado di feldmaresciallo. Dopo aver prestato servizio in artiglieria durante la prima guerra mondiale, entrò a far parte della nuova Luftwaffe di cui fu uno dei principali organizzatori. Durante la seconda guerra mondiale comandò con notevole efficacia flotte aeree nel corso dell’invasione della Polonia, della battaglia di Francia, nella battaglia d’Inghilterra e dell’operazione Barbarossa. Durante queste campagne diresse una serie di attacchi terroristici dei suoi bombardieri contro agglomerati urbani nemici. Nel novembre 1941 divenne comandante in capo tedesco dello scacchiere Sud ed ebbe il comando generale delle operazioni nel Mediterraneo, che includevano anche le operazioni in Nordafrica. Mentre la collaborazione con il generale Erwin Rommel fu spesso difficile, in generale seppe mantenere buoni rapporti con i dirigenti politico-militari italiani. Dall’estate 1943, e soprattutto dopo l’8 settembre 1943, assunse il comando supremo di tutte le forze tedesche in Italia e condusse con grande abilità la lunga campagna difensiva contro gli Alleati. Per la sua direzione militare in Italia è stato considerato da molti storici uno dei migliori generali tedeschi della seconda guerra mondiale. Verso la fine della guerra, dal marzo 1945, comandò le forze germaniche sul fronte occidentale senza poter evitare la resa finale. Kesslering mantenne il controllo dell’Italia occupata con grande durezza, represse il movimento di Resistenza e fu responsabile di numerosi crimini di guerra. Fu accusato dagli Alleati e condannato a morte, sentenza poi commutata in ergastolo per intervento del governo britannico[1]. Fu in seguito rilasciato nel 1952 senza aver mai rinnegato la sua lealtà ad Adolf Hitler.[2] Pubblicò in seguito le sue memorie intitolate Soldat bis zum letzten Tag (Soldato sino all’ultimo giorno) (wikip)”,”QMIS-156″
“KESSLER H. Comte”,”Walther Rathenau.”,”””Mais Rathenau, contrairement à Harden, se refusait à faire peser sur le Kaiser seul la responsabilité des insuccès de l’Allemagne et dénonçait, comme autre cause plus profonde, un système de gouvernment appliqué à favoriser un nombre restreint de familles, éloignant ainsi du service de l’Etat beaucoup de talents qui auraient pu lui être précieux. Dans ‘Etat et Judaïsme’, il répond en ces termes à un M. von N.: “”Un peuple de soixante-cinq millions d’hommes a le droit de demander que les places préponderantes dans l’Etat soient occupèes par les mieux doués et que les responsabilités soient confiées à des spécialistes capables. Un millier de familles dirigeantes ne peut suffire ni en nombre ni en capacité, quels que soient leurs talents et leur entraînement, aux besoins sans cesse croissants de l’Administration. Aucun esprit sain ne conteste les services rendus par ces familles à l’Etat, et ne désire priver celui-ci de leur collaboration, mais si elles prétendent monopoliser à perpétuité la machine gouvernementale, la situation s’aggravera jusqu’à ce qu’on ait recours aux remèdes qui ont déjà, et non sans de rudes chocs, ramené plusieurs fois à la raison un conservatisme prussien trop têtu.”””” (pag 112)”,”GERG-067″
“KESSLER Harry”,”Walther Rathenau.”,”Harry Kessleer (1868-1937) diplomatico, storico dell’arte, direttore di importanti musei, bibliofilo, autore di diari e biografie. Ha pubblicato le sue memorie: ‘Tagebücher 1918-1937. Politik, Kunst und Gesellschaft’ (1961). Industriale, scrittore e uomo politico, W. Rathenau (1867-1922) era figlio del fondatore della AEG. Durante la guerra fu il principale organizzatore della macchina bellica tedesca. Ebreo ma nazionalista tedesco, grande imprenditore ma appassionato indagatore dell’animo umano, ricco borghese ma sostenitore dell’esigenza di una rivoluzione sociale, cercò di sviluppare una critica non marxista al capitalismo. Formulò l’idea di una economia regolata, attraverso un nuovo assetto dell’industria e del sistema bancario, l’istituzione di unioni professionali e industriali. Fu esponente di spicco del Partito democratico tedesco. Fu ministro degli esteri della Germania di Weimar, orientato a restituire alla Germania, nel quadro dell’Europa di Versailles, un ruolo di grande potenza mondiale dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale. Nei giorni seguenti al suo assassinio ci furono grandi manifestazioni operaie di cordoglio e i sindacati decretarono un’astensione dal lavoro in tutto il paese dalle 12 di martedì fino alla mattina di mercoledì. Milioni di persone sfilarono a Berlino e nella grandi città della Germania (pag 323-324)”,”GERG-001-FC”
“KESTER Gérard, collaborazione di Akua BRITWUM”,”Les voix des syndicalistes de base en Afrique. Soif de démocratie.”,”Gérard Kester è stato professore associato di studi del lavoro all’Institut d’études sociale all’Aja e direttore del programma africano di sviluppo della partecipazione (PADEP). Akua O. Britwum è incaricato di ricerca al ‘Centre for Development Studies’ all’Università del Cape Coast.”,”MAFx-013″
“KETTLE Arnold, a cura di Mario SPINELLA”,”Karl Marx e la nascita del comunismo moderno.”,”KETTLE Arnold “”L’amicizia tra Marx ed Engels fu davvero eccezionale per la sua durata, la sua intensità, la sua ricchezza. Quando si incontrarono la prima volta erano poco più che ventenni: da allora in poi, e particolarmente dopo l’arrivo di Marx a Londra nel 1849 – e sino alla sua morte nel 1883 – era raro che passasse una settimana senza un incontro o una lettera. Karl Marx aveva un immenso rispetto per i giudizi di Engels, una costante ammirazione per le sue capacità intellettuali e le sue qualità personali; in tutto il significato della espressione, si può dire che essi fossero collaboratori e compagni. Tra tutti i visitatori di casa Marx, Engels era il più gradito: e fu in casa di Engels che, dopo la morte di Jenny e di Karl Marx, Lenchen Demuth andò a vivere. Dal punto di vista economico, fu l’aiuto di Engels che permise alla famiglia di Marx di sopravvivere. Sia Marx che Engels erano degli straordinari lavoratori e scrissero moltissimo. Dopo le prime opere scritte in collaborazione, ‘L’ideologia tedesca’ e il ‘Manifesto comunista’, Marx si dedicò particolarmente all’economia e alla storia, Engels alla filosofia e alle scienze naturali; o almeno così si potrebbe affermare. Ma porre la questione in questi termini sarebbe, per certi aspetti, inesatto. Da una parte tutta la loro opera fu, in una certa misura, frutto di collaborazione, e né l’uno, né l’altro si dette mai la briga di dire: “”Questo l’ho fatto io””. Dall’altra era proprio della concezione sviluppata da Marx e da Engels sottolineare che la vita, il mondo, il pensiero umano non possono venir divisi in compartimenti stagni. Marx considerava come scienza ‘tutta’ la conoscenza sistematica che reggeva alla prova del tempo e dell’esperienza. La storia e l’economia politica, sebbene i loro risultati non possano venir controllati con la stessa precisione di quelli della fisica, o anche della biologia, sono anch’esse scienze. La vera filosofia è quella che risulta la più scientifica, in grado cioè di spiegare i dati della realtà e pertanto di formulare le leggi del suo funzionamento. Perciò le opere di Marx, quali ‘Il capitale’, ‘Per la critica dell’economia politica’, ‘La guerra civile in Francia’, o di Engels, quali l”Antidühring’ e ‘La dialettica della natura’, non possono venire classificate con l’etichetta di economia, politica, storia, scienza, ecc. Si tratta di ricerche sui vari aspetti del mondo e del suo funzionamento, e nessuno di tali aspetti può venire rigidamente separato dagli altri. Alcune delle osservazioni ‘filosofiche’ più rilevanti di Marx si trovano in libri che in apparenza trattano di economia; l”Antidühring’ di Engels, un libro che si fonda su un’ampia polemica filosofica contro il pensatore tedesco – che senza questo libro sarebbe oggi dimenticato – Eugen Dühring, contiene la più completa esposizione riassuntiva del pensiero ‘politico’ marxista, la sezione sul socialismo, su ciò che esso significa e su come siano mutate le idee intorno ad esso. Durante i trentaquattro anni passati a Londra, Marx non si occupò tuttavia soltanto di scrivere libri ed articoli. Le sue ricerche e i suoi scritti – il “”lavoro scientifico””, come egli lo chiamava – occupavano la maggior parte del suo tempo e per mesi interi finivano per assorbirlo interamente; ma anche la pubblicazione del ‘Capitale’ non fu considerata da Marx come un fino in sé. Si trattava unicamente di un contributo alla lotta per trasformare il mondo””. (pag 27-28-29) [Arnold Kettle, a cura di Mario Spinella, Karl Marx e la nascita del comunismo moderno, 1972]”,”MADS-595″
“KETTLE Michael”,”The Allies and the Russian Collapse. March 1917 – March 1918. Vol. I.”,”Michael Kettle has spent some fifteen years researching one of the least known, but most vital episodes of twentieth century history – the Allied attempts to forestall and then reverse the Bolshevik Revolution in Russia. Previously a journalist and war correspondent, Michael Kettle covered the Algerian War for The Sunday Times.”,”QMIP-033-FL”
“KETTLE Michael”,”The Road to Intervention. March-November 1918. Vol. II.”,”Michael Kettle has spent some fifteen years researching one of the least known, but most vital episodes of twentieth century history – the Allied attempts to forestall and then reverse the Bolshevik Revolution in Russia. Previously a journalist and war correspondent, Michael Kettle covered the Algerian War for The Sunday Times. He is now an Associate Fellow of the Russian Research Centre at Harvard; and in 1983, was a Visiting Fellow at the Centre for International Studies at the London School of Economics.”,”QMIP-034-FL”
“KETTLE Michael”,”Churchill and the Archangel Fiasco. November 1918 – July 1919. Vol. III.”,”Michael Kettle has spent some fifteen years researching one of the least known, but most vital episodes of twentieth century history – the Allied attempts to forestall and then reverse the Bolshevik Revolution in Russia. Previously a journalist and war correspondent, Michael Kettle covered the Algerian War for The Sunday Times. He is now an Associate Fellow of the Russian Research Centre at Harvard; and in 1983, was a Visiting Fellow at the Centre for International Studies at the London School of Economics.”,”QMIP-035-FL”
“KETTLE Arnold, a cura di Mario SPINELLA”,”Karl Marx e la nascita del comunismo moderno.”,” “”La parola «comunista», nell’ultimo secolo, è stata al centro di tante emozioni, di tanti pregiudizi, e di tante polemiche, che è necessario compiere uno sforzo consapevole e non scevro di difficoltà per esaminare in modo corretto, sereno ed obiettivo che cosa essa significhi. L’idea fondamentale che sta dietro a questo termine è quella di una società in cui il profitto sia stato abolito e dove ogni cosa è organizzata in vista del beneficio comune. Non si tratta di un’idea nata con Karl Marx. Trecento anni prima l’inglese sir Thomas More aveva espresso quest’idea nel suo libro ‘Utopia’, che doveva essere piuttosto noto nel periodo elisabettiano, se Shakespeare nella ‘Tempesta’, fa parlare così il vecchio Gonzalo della società, o comunità, immaginaria del futuro: «Tutto per tutti dovrebbe produrre la terra senza sudore o sforzo: inganni, tradimenti, spade, pugnali, picche, fucili, uso di marchingegni di qualsiasi specie, niente ché la natura dovrebbe produrre tutto di suo; e bizzeffe il nutrimento per il mio innocente popolo» (Atto 2°, Scena Prima, trad. di Cesare Vico Lodovici, Edizioni Einaudi). Meno di cento anni dopo, al tempo della Guerra Civile, parecchi dei gruppi schierati con il parlamento – specialmente i Levellers e i Diggers – contribuirono in maniera più pratica allo sviluppo di idee del genere. Più tardi, nel corso della Rivoluzione francese, la sinistra rivoluzionaria comprendeva uomini come Babeuf, che avevano idee comuniste. La cosa essenziale da sottolineare di queste prime concezioni del comunismo (almeno sino a Babeuf) è che si trattava in realtà di visioni, utopie, sogni di una forma diversa di società, molto lontani da ogni possibilità di realizzazione. Esprimevano speranze e ideali umani, ma al di fuori dell’ambito della politica pratica. Restavano pertanto, malgrado il loro riemergere nei pensieri e nelle speranze dei singoli, senza molta efficacia reale, sebbene sia interessante segnalare che fu proprio nei momenti critici della rivoluzione borghese che tali idee divennero per la prima volta una forza pratica. I Levellers e i Diggers furono sconfitti facilmente; Babeuf con minore facilità. Ma, a differenza di Gonzalo, essi rappresentavano forze reali. Al tempo dell’ultima ondata delle rivoluzioni borghesi, nel 1848, tali idee erano anche più forti, specialmente tra gli operai di Parigi, di Vienna, di Londra e dell’Inghilterra settentrionale. E fu nel 1848 che il ‘Manifesto comunista’ venne pubblicato’ (pag 77-78) [Arnold Kettle, ‘Karl Marx e la nascita del comunismo moderno’, A. Mondadori, Milano, 1974] “”La parola «comunista», nell’ultimo secolo, è stata al centro di tante emozioni, di tanti pregiudizi, e di tante polemiche, che è necessario compiere uno sforzo consapevole e non scevro di difficoltà per esaminare in modo corretto, sereno ed obiettivo che cosa essa significhi. L’idea fondamentale che sta dietro a questo termine è quella di una società in cui il profitto sia stato abolito e dove ogni cosa è organizzata in vista del beneficio comune. Non si tratta di un’idea nata con Karl Marx. Trecento anni prima l’inglese sir Thomas More aveva espresso quest’idea nel suo libro ‘Utopia’, che doveva essere piuttosto noto nel periodo elisabettiano, se Shakespeare nella ‘Tempesta’, fa parlare così il vecchio Gonzalo della società, o comunità, immaginaria del futuro: «Tutto per tutti dovrebbe produrre la terra senza sudore o sforzo: inganni, tradimenti, spade, pugnali, picche, fucili, uso di marchingegni di qualsiasi specie, niente ché la natura dovrebbe produrre tutto di suo; e bizzeffe il nutrimento per il mio innocente popolo» (Atto 2°, Scena Prima, trad. di Cesare Vico Lodovici, Edizioni Einaudi). Meno di cento anni dopo, al tempo della Guerra Civile, parecchi dei gruppi schierati con il parlamento – specialmente i Levellers e i Diggers – contribuirono in maniera più pratica allo sviluppo di idee del genere. Più tardi, nel corso della Rivoluzione francese, la sinistra rivoluzionaria comprendeva uomini come Babeuf, che avevano idee comuniste. La cosa essenziale da sottolineare di queste prime concezioni del comunismo (almeno sino a Babeuf) è che si trattava in realtà di visioni, utopie, sogni di una forma diversa di società, molto lontani da ogni possibilità di realizzazione. Esprimevano speranze e ideali umani, ma al di fuori dell’ambito della politica pratica. Restavano pertanto, malgrado il loro riemergere nei pensieri e nelle speranze dei singoli, senza molta efficacia reale, sebbene sia interessante segnalare che fu proprio nei momenti critici della rivoluzione borghese che tali idee divennero per la prima volta una forza pratica. I Levellers e i Diggers furono sconfitti facilmente; Babeuf con minore facilità. Ma, a differenza di Gonzalo, essi rappresentavano forze reali. Al tempo dell’ultima ondata delle rivoluzioni borghesi, nel 1848, tali idee erano anche più forti, specialmente tra gli operai di Parigi, di Vienna, di Londra e dell’Inghilterra settentrionale. E fu nel 1848 che il ‘Manifesto comunista’ venne pubblicato’ (pag 77-78) [Arnold Kettle, ‘Karl Marx e la nascita del comunismo moderno’, A. Mondadori, Milano, 1974]”,”MADS-001-FER”
“KEYES Roger, Lord ammiraglio della flotta”,”Guerra anfibia e operazioni combinate.”,”L’ A può essere considerato “”il padre delle operazioni combinate””. “”La grandissima importanza del combattimento notturno è stata una delle lezioni che per prime apprendemmo durante lo svolgimento della spedizione dei Dardanelli, ma l’ addestramento al combattimento notturno è stato molto trascurato negli anni successivi e precisamente fino al 1940 e cioè fino a quando non è stato fatto rivivere nell’ addestramento dei “”commandos””””.”,”QMIx-074″
“KEYNES John Maynard”,”Occupazione interesse e moneta. Teoria generale. (The General Theory of Employment Interest and Money).”,”””Barbon (1690) scriveva che “”la prodigalità è un vizio pregiudizievole all’ uomo, ma non al commercio. … La spilorceria è un vizio pregiudizievole sia all’ uomo che al commercio””. (pag 319) “”In complesso lo scopo del libro (di Gesell, ndr) può definirsi l’ instaurazione di un socialismo anti-marxista, una reazione al lasciar fare costruita su fondamenti teorici totalmente diversi da quelli di Marx poiché basati sul ripudio, invece che sull’ accettazione, delle ipotesi classiche, e sulla liberazione della concorrenza da ogni vincolo, invece che sull’ abolizione della concorrenza. Ritengo che l’ avvenire avrà più da imparare dallo spirito di Gesell che da quello di Marx.”” (pag 315)”,”ECOT-058″
“KEYNES John Maynard”,”Ensayos sobre intervención y liberalismo. (Tit. orig.: The economic consequences of Mr. Churchill (1925), The end of laissez-faire (1926), How to pay for the war (1940))”,”Questi tre saggi di J.M. KEYNES sono stati tradotti direttamente dall’ opera The Collected Writings of John Maynard Keynes’ (The economic consequences of Mr. Churchill (1925), The end of laissez-faire (1926), How to pay for the war (1940)). “”La massima “”laissez-nous faire”” si attribuisce tradizionalmente al commerciante Legendre, rivolta a Colbert poco prima della fine del secolo XVII. Ma non c’è dubbio che il primo scrittore che usò quella frase, e lo fece in chiara associazione con la dottrina, è il marchese d’ Argenson, nel 1751 il marchese fu il primo uomo che si appassionò per i vantaggi eco nomici dei governi che lasciavano libero il commercio. Per governare meglio, disse, si deve governare meno. La vera causa della decadenza delle nostre manifatture, dichiarò, è la protezione che gli abbiamo dato.”” (pag 70)”,”UKIE-035″
“KEYNES John Maynard”,”Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.”,”La profezia dell’economista Keynes “”Malgrado i paludamenti profetici con cui i suoi fedeli lo hanno decorato, il libro principale di Gesell è scritto in linguaggio freddo e scientifico; benché sia profondamente soffuso di un attaccamento alla giustizia sociale più appassionato ed emotivo di quanto alcuni ritengano conveniente per uno scienziato. La parte derivata da Henry George (1), sebbene sia indubbiamente una fonte importante della forza del movimento, è di interesse affatto secondario. In complesso lo scopo del libro può definirsi l’instaurazione di un socialismo anti-marxista, una reazione al ‘laissez-faire’ costruita su fondamenti teorici totalmente diversi da quelli di Marx poiché basati sul ripudio, invece che sull’accettazione, delle ipotesi classiche, e sulla liberazione della concorrenza da ogni vincolo, invece che sull’abolizione della concorrenza. Ritengo che l’avvenire avrà più da imparare dallo spirito di Gesell che da quello di Marx. La prefazione a ‘The Natural Economic Order’ indicherà al lettore, se vorrà leggerla, la classe morale di Gesell. Io penso che la risposta al marxismo debba trovarsi seguendo le linee di questa prefazione””. (1) Gesell differiva da George perché raccomandava il pagamento di un compenso per la nazionalizzazione della terra [John Maynard Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 2006]”,”ECOT-182″
“KEYNES John Mainard”,”Essays and Sketches in Biography. Including the complete text of Essays in Biography and Two Memoirs.”,”Contiene l’articolo ‘Trotsky su Inghilterra’ (pag 275-280) “”The book (1) is, first of all, an attack on the official leaders of the British Labour Party because of their “”religiosity””, and because they believe that it is useful to prepare for Socialism without preparing for Revolution at the same time. Trotsky sees, what is probably true, that our Labour Party is the direct offspring of the Radical Nonconformists and the philanthropic bourgeois, without a tinge of atheism, blood, and revolution. Emotionally and intellectually, therefore, he finds them intensely unsympathetic. A short anthology will exhibit his state of mind: “”The doctrine of the leaders of the Labour Party is a kind of amalgam of Conservatism and Liberalism partially adapted to the needs of trade unions … The Liberal and semi-Liberal leaders of the Labour Party still think that the social revolution is the mournful privilege of the European Continent. (…) The Fabians, the I.L.P.ers, the Conservative bureaucrats of the trade unions represent at the moment the most counterrevolutionary force in Great Britain, and perhaps of all the world’s development. … Fabianism, MacDonaldism, Pacifism, is the chief rallying-point of British imperialism and of the European, if not the world, bourgeoisie. At any cost, these self-satisfied pedants, these gabbling eclectics, these sentimental careerists, these upstart liveried lackeys of the bourgeoisie, must be shown in their natural form to the workers. To reveal them as they are will mean their hopeless discrediting””, (1) L. Trotsky, Where is Britain Going?”” (pag 275-276)”,”ECOT-218″
” KEYNES John Maynard, a cura di Giorgio LA MALFA”,”Sono un Liberale? E altri scritti.”,””” (…) il laburismo è ben definito: con una sinistra di catastrofisti, che gli infonde forza e passione, e una destra composta da quella che potremmo chiamare “”la miglior specie”” di socialisti riformisti, colti e compassionevoli, che gli conferisce rispettabilità morale e intellettuale. C’è spazio per qualcos’altro, in mezzo? Non sarebbe forse il caso che ciascuno di noi decidesse se considerarsi un conservatore liberoscambista della “”miglior specie”” o un socialista riformista della “”miglior specie””, chiudendo così la questione?”” (pag 165)”,”ECOT-225″
“KEYNES John Maynard”,”La Riforma Monetaria.”,”””Un governo – perfino il governo tedesco o il governo russo – può vivere a lungo della carta-moneta che stampa; cioè può, con questo mezzo, procurarsi delle risorse reali – risorse tanto reali quanto quelle ottenute con le imposte. Il metodo è da condannarsi, ma la sua efficacia, fino ad un certo punto, deve essere riconosciuta. Un governo può vivere con questo mezzo quando non può vivere con nessun altro. E’ la forma di tassazione cui è più difficile sottrarsi, e che perfino il più debole dei governi può imporre, quando non può imporre altro.Tale è stata la progressiva e catastrofica inflazione praticata nell’Europa centrale e orientale e che va ben distinta dalle limitate e oscillanti inflazioni verificatesi, per esenpio, nella Gran Bretagna e negli Stati Uniti (…)”” (pag 52) Esperienza dell’inflazione russa del 1922 (pag 70) “”Sembra che in Russia si sia giunti ad una specie di equilibrio; l’ultima fase si era verificata verso la metà del 1922, quando una decuplicata inflazione in sei mesi aveva ridotto il valore complessivo dei biglietti circolanti a meno di 4.000.000 di lire sterline, somma che evidentemente era insufficiente per gli affari della Russia, anche nel suo stato attuale. Si era giunti al punto in cui l’uso dei rubli carta veniva abbandonato completamente. Pressìa poco a quest’epoca ebbi l’occasione di discutere a Genova con alcuni finanzieri dei Soviet. Essi sono sempre stati più consapevoli e risoluti degli altri nella loro politica monetaria: sostenevano allora che, con l?aiuto di un obbligo legale di usare rubli carta per certi generi di transazioni, tali rubli potevano essere sempre mantenuti in circolazione con un certo valore reale ‘minimum’, quantunque il pubblico fosse certo che avrebbero finito per perdere ogni valore. Secondo questo calcolo sarebbe sempre stato possibile procurarsi da 3.000.000 a 4.000.000 di sterline all’anno con tal metodo, anche se il rublo carta fosse diminuito regolarmente di valore nella misura di nove decimi o di novantanove centesimi all’anno (…)”” (pag 70-71)”,”ECOT-244″
“KEYNES John Maynard”,”Trattato della moneta. Volume secondo. La teoria applicata alla moneta.”,” Capitolo XXX: Esempi storici. Contiene tra l’altro: – La depressione del 1890. (pag 230) – Il boom bellico 1914-18. Il boom postbellico 1919-20. (pag 239-254) – Il ritorno dell’Inghilterra alla base aurea (pag 255-260) – Gli Stati Uniti 1925-30 (pag 268-280) “”Il boom bellico, 1914-18. “”Non sono ancora stati scritti neppure i ‘prolegomena’ della storia finanziaria della guerra. Forse questa storia non sarà mai scritta in modo adeguato. Infatti sono andate disperse troppe essenziali statistiche di quel periodo ed il ricostruirle è difficilissimo o impossibile; d’altra parte il nostro ricordo circa la grandezza delle cifre e l’ordine dei fatti si fa sempre più debole. Ma riandando quel periodo io resto colpito dalla inadeguatezza delle nozioni teoretiche di cui, per quanto io ricordo, disponevamo allora circa quanto stava accadendo e dalla rigidità con cui pretendevamo applicare la teoria quantitativa della moneta. Non ricordo che alcuno indicasse chiaramente ed esplicitamente quelli che mi sembrano essere stati gli aspetti essenziali della situazione; altrimenti sarebbe stato se gli effetti che ha sui prezzi l’eccedenza degli investimenti sul risparmio ci fossero stati familiari. Non tenterò di fare uno studio statistico di questo periodo, ma semplicemente di segnare a grandi linee il carattere generale dei fenomeni occorsi””. (pag 240)”,”ECOT-246″
“KEYNES John Maynard, a cura di Alberto CAMPOLONGO”,”Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.”,”Contiene il capitolo: ‘Come pagare il costo della guerra’ (pag 529-602) Capitolo IV: ‘Si può far pagare la guerra ai ricchi? (pag 551-556) “”Propongo quindi che il governo si assuma l’impegno di applicare un’imposta sul capitale dopo la guerra, allo scopo di prelevare un importo sufficiente a far fronte alle sue obbligazioni nei confronti della paga differita”” (pag 576) Keynes scopre Gesell e trova che la sua opera sia una risposta al marxismo. “”Conviene ricordare a questo punto lo strano e immeritatamente trascurato profeta Silvio Gesell (1862-1930), la cui opera contiene sprazzi di profonda penetrazione e che soltanto per poco ha mancato di giungere al nocciolo dell’argomento. Dopo la guerra del 1914-18 i suoi fedeli mi hanno per anni tempestato di copie delle sue opere; e tuttavia, a causa di certi palesi difetti di ragionamento, non riuscii per nulla a scoprirne il merito. Come spesso si verifica per le intuizioni imperfettamente analizzate, il loro significato mi riuscì evidente soltanto dopo che ebbi raggiunto le mie conclusioni per mio conto. Nel frattempo, al pari di altri economisti accademici, trattai i suoi sforzi profondamente originali alla stessa stregua di quelli di un fanatico. Siccome è probabile che pochi fra i lettori di questo libro siano bene a conoscenza del significato dell’opera di Gesell, gli concederò uno spazio che sarebbe altrimenti sproporzionato. Gesell era un fortunato commerciante tedesco di Buenos Aires, il quale fu portato a studiare i fenomeni monetari dalla crisi degli anni precedenti al 1890, che fu particolarmente violenta in Argentina; e il suo primo lavoro (…) fu pubblicato a Buenos Aires nel 1891 (…). Nell’aprile del 1919 Gesell fece parte, quale ministro delle finanze, di un gabinetto comunista in Baviera, di breve durata, e fu poi deferito alla corte marziale. Trascorsi gli ultimi anni della sua vita a Berlino e in Svizzera dedicandosi alla propaganda”” (pag 496-497)”,”ECOT-247″
“KEYNES John Maynard”,”Le conseguenze economiche della pace.”,”KEYNES John Maynard Boom demografico ed economico dell’area germanica e dell’Europa centrale ed orientale. Rapporto con la Prima guerra mondiale. “”Nel 1870, la Germania aveva 40 milioni di abitanti. Verso il 1892 questa cifra era salita a 50 milioni e al 30 giugnio 1914 a circa 68 milioni. Negli anni immediatamente precedenti alla guerra, l’aumento era di circa 850 mila persone all’anno, di cui solo una minima parte emigrava (1). Questo enorme aumento era solo possibile per una trasformazione della struttura economica del paese spinta al massimo grado. Da paese agricolo, in grado di bastare quasi interamente a se stesso, la Germania si era trasformata in un vasto e complicato meccanismo industriale, il cui equilibrio dipendeva da molteplici fattori interni ed esterni. Solo tenendo questa macchina continuamente in moto e a tutta forza, la Germania poteva occupare all’interno la sua crescente popolazione e procurarsi dall’estero i mezzi di sussistenza. La macchina tedesca era come una trottola che per mantenersi in equilibrio deve rotare più e più in fretta. Nell’impero austro-ungarico, che crebbe da 40 milioni di abitanti nel 1890 a non meno di 50 milioni allo scoppio della guerra, si aveva la stessa tendenza, sebbene in minor grado: l’eccedenza annua delle nascite sulle morti era di circa mezzo milione, con una emigrazione annua, tuttavia, di 250 mila persone. Per capire la situazione attuale, bisogna raffigurarsi a pieno quale straordinario centro di popolazione sia divenuta l’Europa centrale attraverso lo sviluppo del sistema germanico. Prima della guerra, la popolazione della Germania e dell’Austria-Ungheria prese insieme, non solo superava notevolmente quella degli Stati Uniti, ma era all’incirca uguale a quella di tutto il Nord-America. In questa massa di uomini, situata in una contiguità di territorio, stava la forza militare delle potenze centrali. Ma questa stessa massa – poiché non è stata di molto diminuita dalla guerra (2) – se privata dei mezzi di sussistenza, continuerà ad essere ugualmente un pericolo per l’ordine dell’Europa. La Russia europea vide crescere la sua popolazione in misura ancora maggiore della Germania: da meno di 100 milioni di abitanti nel 1890 a circa 150 milioni allo scoppio della guerra (3); e negli anni immediatamente precedenti alla guerra l’eccedenza delle nascite sulle mortin nell’intera Russia raggiungeva la prodigiosa cifra 2 milioni all’anno. Questo enorme aumento della popolazione russa, che non è stato notato abbastanza in Inghilterra, è stato tuttavia uno dei fatti più significativi dei recenti anni. I grandi eventi storici sono spesso dovuti a cambiamenti secolari nell’incremento della popolazione e ad altre fondamentali cause economiche, ma poiché queste sfuggono, per il loro carattere graduale, all’osservazione dei contemporanei, sono attribuiti alla follia dei governanti o al fanatismo degli atei.”” (pag 31-32) Note (1) Nel 1913 vi furono 25.843 emigranti dalla Germania, di cui 19.124 si diressero negli Stati Uniti. (2) La diminuzione netta della popolazione tedesca, per riduzione di nascite e per eccesso di morti, è calcolata alla fine del 1918, in confronto al principio del 1914, a circa 2,7 milioni. (3) Inclusa la Polonia e la Finlandia, ma esclusa la Siberia, l’Asia centrale e il Caucaso. Rapporti economici della Germania con i paesi circostanti (pag 34) Problema Europa (pag 38)”,”EURE-094″
“KEYNES John M.”,”L’assurdità dei sacrifici.”,”””Tutto ciò è stato portato a maturazione, o almeno all’ordine del giorno, dai radicali cambiamenti intervenuti nella tecnica moderna, specialmente nel corso degli ultimi dieci anni, cambiamenti che sono stati brillantemente descritti da Fred Henderson ne ‘Le conseguenze economiche dell’energia produttiva’. Sin dai tempi di cui non abbiamo nemmeno memoria i muscoli dell’uomo sono stati, per la maggior parte degli scopi e delle operazioni produttive, la fonte dell’energia, talvota coadiuvati dal vento, dall’acqua o dagli animali domestici. Il lavoro (labor), nel senso letterale, è stato il fattore primario della produzione”” (pag 46)”,”ECOT-252″
“KEYNES John M., a cura di Giuliano FERRARI BRAVO”,”Corrispondenza politica.”,”KEYNES John M. Lettere di Keynes a vari personaggi e qualche lettera a Keynes (F.S Nitti, K. Martin, G.B. Shaw, ecc.) Giudizio Lenin su Keynes (introduzione p. 12-13-14) “”(…) le suggerisco di riformulare ciò che ha detto a proposito di Marx come di un nero figuro perché questo verrà certamente frainteso, anche se naturalmente Marx è una vecchia storia per lei così come lo è per me. Ma guardiamo ai fatti. Quando io ho letto Marx cinquant’anni fa, al ‘British Museum’, non si riusciva a trovare una traduzione inglese del ‘Capitale’ e ho dovuto leggerlo nella traduzione francese di Deville. Oggi il libro è il più venduto tra i libri seri della ‘Everyman Library’ e il mondo è a bocca aperta davanti alla rivoluzione russa, fatta da uomini che da Marx sono stati ispirati più direttamente ed esclusivamente di quanto la Riforma non sia stata da Lutero e Calvino o la rivoluzione francese da Rousseau e Voltaire. In tale situazione non è possibile per alcun sociologo di una qualche levatura scrivere di Marx come qualcosa di trascurabile e da dimenticare. Gli errori di Marx li ho criticati a fondo non meno meticolosamente di altri ma, senza esitazione, ho sempre tenuto fermo il fatto che si trattava di un Costruttore di un’Epoca. La Lotta di Classe, inoltre, è concezione del tutto corretta nella fisica politica. Non si liquida dicendo che le linee di rottura non seguono linee di classe. Che sia lì la tensione di rottura e che essa si possa eliminare solo con l’abolizione della proprietà “”reale”” è cosa fuori questione, di ogni seria questione”” [George Bernard Shaw a Keynes, 30 novembre 1934] [(in) John M. Keynes, a cura di G. Ferrari Bravo, Corrispondenza politica, 1995] (pag 79-80) “”E’ [Keynes] un Proteo che se ne va sempre di fretta. “”Ho levato le tende e sono in marcia…”” scriverà una volta da Roma a Norman Davis. “”La mia mente”” scriverà alla moglie dopo l’infarto del 1937 che l’aveva temporaneamente inchiodato all’immobilità fisica, è terribilmente attiva (43). Nella produzione teorica si troverà talora ad essere anche “”senza fiato””, come confesserà al suo vecchio collaboratore nella divisione “”A”” durante la prima guerra mondiale, O.T. Falk, per “”aver corso più forte che potevo”” (44). Ma il gusto ricorrente di ‘disindottrinare’, di “”invertire il processo”” (45) non l’abbandonerà fino alla fine. Nella sua corsa era destinato ad apparire diverso ad occhi diversi. “”Non c’è indizio per l’uomo che sta dietro la maschera di Keynes”” (46). Chi, assistendo nel corso del primo conflitto mondiale “”con qualche rimpianto… ma non addolorato”” al collasso dell’ordine sociale esistente dichiarava alla madre che l’unica strada che gli si parava dinnanzi era quella “”…di essere allegramente bolscevico”” (47) era quello stesso “”economista volgare, ideologo della reazione imperialista”” descritto nella seconda edizione della grande enciclopedia sovietica e “”smascherato”” da Lenin nel 1920 come “”borghese confesso”” e “”filisteo inglese”” (48). In realtà Lenin ne aveva apprezzato il pamphlet sulle conseguenze economiche della pace, non ultimo per il “”suggerimento eccellente”” che vi vedeva contenuto di non ripagare i prestiti di guerra. Keynes, di rimando, attribuirà alla “”mente sottile”” di Lenin, inventandosela di sana pianta, una citazione ormai classica sul modo migliore di distruggere il sistema capitalistico (49). Né c’era in Trotzki per lui animosità e con il ministro sovietico degli affari esteri, Cicerin, Keynes, che due volte visiterà la Russia, legherà benissimo”” (pag 13-14) [dall’introduzione di Giuliano Ferrari Bravo, (in) John M. Keynes, a cura di G. Ferrari Bravo, Corrispondenza politica, 1995] [(43) Skydelsky in Hamouda and Smithin, cit., p. 158; (44) Keynes a Norma Davis, 18 aprile 1920; (45) Harrod, ‘John Maynard Keynes’, cit.., p. 181. Id., ‘La vita di J.M. Keynes, cit., p. 709; (46) Skidelsky, “”Some Aspects of Keynes the Man””, in Hamouda and Smithin, cit., p. 157; (47) Harrod, La vita di J.M. Keynes, cit., p. 265 (…); (48) C.B. Turner, An analysis of Soviet views on J.M. Keynes, Durham, 1969, pp. 77, 114 (…); (49) “”..To debauch the currency…””, Cfr. Moggridge, Maynard Keynes, 1992, cit. pp. 332-33. F.W. Fetter, “”Lenin, Keynes and Inflation””, in ‘Economica’, n.s., XLIV, February 1977]”,”ECOT-257″
“KEYNES John Maynard”,”La fine del laissez-faire e altri scritti.”,”KEYNES John Maynard “”Liberiamoci dai principi metafisici o generali sui quali, di tempo in tempo, si è basato il ‘laissez-faire’. Non è vero che gli individui posseggano una “”libertà naturale”” imposta sulle loro attività economiche. Non vi è alcun patto o contratto che conferisca diritti perpetui a coloro che posseggono o a coloro che acquistano. Il mondo non è governato dall’alto in modo che gli interessi privati e sociali coincidano sempre. Esso non è condotto quaggiù in modo che in pratica essi coincidano. Non è una deduzione corretta dai principi di economia che l’interesse egoistico illuminato operi sempre nell’interesse pubblico. Né è vero che l’interesso egoistico sia generalmente illuminato; più spesso gli individui che agiscono separatamente per promuovere i propri fini sono troppo ignoranti o troppo deboli persino per raggiungere questi. L’esperienza non mostra che gli individui, quando costituiscono un’unità sociale, siano sempre di vista meno acuta di quando agiscono separatamente””. (pag 37)”,”ECOT-258″
“KEYNES John Maynard, a cura di Alberto PASQUINELLI Silvia MARZETTI DALL’ASTE BRANDOLINI”,”Trattato sulla probabilità.”,” Legge dei grandi numeri. (pag 361-362)”,”SCIx-400″
“KEYNES John Maynard”,”La fine del ‘laissez-faire’ e altri scritti.”,”John Maynard Keynes (1883-1946) ha segnato profondamente gli sviluppi del pensiero economico del Novecento, esercitando anche una durevole influenza sulla politica economica con le sue molteplici attività pubbliche oltre che con un’opera teorica che culmina nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.”,”ECOT-099-FL”
“KEYNES John Maynard”,”Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.”,”19 “”(..) questo può essere il modo più sensato di liberarsi progressivamente di molte fra le caratteristiche più discutibili del capitalismo”” (pag 355) ‘Il messaggio fondamentale della ‘Teoria generale’ è dunque che l’incertezza, per i suoi effetti sulle decisioni di investimento e per quelle relative alla domanda di moneta, invece che di prodotti o di titoli, provoca l’instabilità del sistema economico. Al suo interno non operano forze capaci di spingere la domanda effettiva verso il livello compatibile con la piena occupazione. Al contrario, il sistema può restare intrappolato in un ‘equilibrio di sotto-occupazione’ per un lungo tempo, in attesa che intervenga qualche evento a rovesciare le aspettative pessimistiche. Ben difficilmente esse potrebbero migliorare come conseguenza di forti riduzioni dei salari e dei prezzi (cap. 19). La deflazione non servirebbe perciò a favorire la ripresa, come l’esperienza appena vissuta aveva ampiamente dimostrato. Allo scopo potrebbe invece servire l’intervento dello Stato a sostegno della domanda (49). Keynes però si è ben guardato dal sostenere che gli aumenti della domanda globale abbiano soltanto effetti positivi sull’occupazione e sulla produzione reale fino a quando non si sia raggiunto il limite della piena occupazione, e provochino invece aumenti dei prezzi solo dopo che tale limite sia stato superato. Affermazioni del genere si trovano tuttavia nelle volgarizzazioni piuttosto inaccurate del pensiero keynesiano, oltre che in alcuni manuali di larga diffusione. Keynes infatti non concepiva la piena occupazione come un limite che si può raggiungere, senza tensioni inflazionistiche, aumentando sufficientemente la spesa pubblica e privata. Ostacoli alla crescita dell’occupazione e della produzione entrano in azione ben prima di arrivare a sbattere contro il limite, si avvertono infatti, con intensità vieppiù crescente, all’interno di una ‘zona’ che può chiamare di piena occupazione. Successivi aumenti della domanda globale provocano allora incrementi sempre più contenuti della produzione e di occupazione e tensioni sempre maggiori sui prezzi (cap. 21). L’attuazione di politiche espansive, monetarie, fiscali e della spesa pubblica, al fine di stimolare la domanda non è quindi per Keynes la panacea di tutti i mali. Non è una ricetta semplice, priva di controindicazioni, utilizzabile per spingere verso zero il tasso di disoccupazione. Può essere efficace, soprattutto se mirata al sostegno degli investimenti pubblici e privati, per far ripartire un sistema bloccato in condizioni di grave depressione. Ma va utilizzata oculatamente, evitando di spingerla oltre il dovuto per non rischiare di essere costretti a ritornare velocemente sui propri passi, con conseguenze ancora più dannose per l’occupazione e per le possibilità di ripresa. Come si vede, siamo ben lontani dallo stereotipo secondo cui Keynes avrebbe sostenuto, come affermano i suoi denigratori, che bastasse aumentare la spesa pubblica per far funzionare bene il sistema economico”” [Terenzio Cozzi, Introduzione] (pag 36-37-38)”,”ECOT-342″
“KEYNES John Maynard”,”Esortazioni e profezie.”,”John Maynard Keynes (1883-1946) ha segnato profondamente gli sviluppi del pensiero economico del Novecento, esercitando anche una durevole influenza sulla politica economica con le sue molteplici attività pubbliche oltre che con un’opera teorica che culmina nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.”,”ECOT-139-FL”
“KEYNES John Maynard”,”The General Theory of Employment Interest and Money. Vol. VII.”,”John Maynard Keynes (1883-1946) ha segnato profondamente gli sviluppi del pensiero economico del Novecento, esercitando anche una durevole influenza sulla politica economica con le sue molteplici attività pubbliche oltre che con un’opera teorica che culmina nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta. General Introduction, Editorial Introduction, Preface, Preface to the German Edition, Preface to the Japanese Edition, Preface to the French Edition, Introduction, Appendix, Notes, Index,”,”ECOT-141-FL”
“KHADER Bichara EL KADI Galila FARGUES Philippe ROUADJIA Ahmed SAMBA Musa SIGNOLES Pierre TROIN Jean-François BEYHUM Nabil BENNANI-CHRAÏBI Mounia CHARMES Jacques CARRÉ Olivier ESCALLIER Robert LÓPEZ GARCÍA Bernabé MARTIN-MUÑOZ Gema SANTUCCI Jean-Claude”,”Città e società nel mondo arabo contemporaneo. Dinamiche urbane e cambiamento sociale.”,”Bichara Khader, docente di Scienze politiche ed economiche, è direttore del CERMAC (Centre d’Etude et de Recherche sur le Monde Arabe Contemporain) presso il Département d’Etudes des Pays en Développement de l’Université Catholique di Louvain a Louvain La Neuve in Belgio. Galila El Kadi è ricercatore presso l’ORSTOM (Institut Français de Recherche Scientifique pour le Développement en Coopération) di Parigi. Philippe Fargues, demografo del mondo arabo e dell’area mediterranea, è attualmente direttore del Centre d’Etude et de Documentation Economique, Juridique et Sociale (CEDEJ) al Cairo in Egitto. Ahmed Rouadjia è ricercatore presso l’Università di Amiens in Francia. Musa Samha è docente di Demografia presso il Department of Population Studies della University of Jordan di Amman in Giordania. Pierre Signoles, docente di Geografia al Centre d’Etudes et de Recherches sur l’Urbanisation du Monde Arabe (URBAMA) presso la Faculté de Droit, d’Economie et de Sciences Sociales dell’Università di Tours in Francia. Jean-François Troin è docente di Cartografia URBAMA Università di Tours in Francia. Nabil Beyhum è docente di Sociologia urbana a l’Ecole d’Architecture di Paris-la-Seine e direttore del Urban Research Institute di Beirut in Libano. Mounia Bennani-Chraïbi è ricercatore associato al CEDEJ del Cairo in Egitto. Jacques Charmes è responsabile del Département SUD (Société Urbanisation, Développement) dell’ORSTOM di Parigi. Olivier Carré è direttore di ricerca al Centre d’Etudes et de Recherches Internationales (CERI) della Fondation Nationale des Sciences Politiques, CNRS di Parigi. Robert Escallier è direttore del Centre de la Mediterranée Moderne et Contemporaine dell’Université de Nice-Sophia Antipolis in Francia. Bernabé López García è docente di Sociologia al Taller de Estudios Internacionales Mediterráneos del Centro Internacional Carlos V presso la Faculdad de Ciencias Económicas y Empresariales dell’Universidad Autónoma de Madrid in Spagna. Gema Martín-Muñoz è docente di Sociologia del Mondo Arabo alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Universidad Autónoma de Madrid in Spagna. Jean-Claude Santucci è docente di Scienze politiche persso l’Institut de Recherches et d’Etudes sur le Monde Arabe et Musulman (IREMAM) di Aix-en-Procence in Francia.”,”VIOx-132-FL”
“KHALDUN Ibn (KHALDOUN)”,”La Muqaddima. Le rationalisme d’Ibn Khaldoun. Extraits (Histoire, sociologie, politique, sciences, philosophie) choisis et classés avec avant-propos, notes et index par Georges Labica.”,”L’ espansione di una dinastia e la sua potenza sono in rapporto diretto con il numero di quelli che l’ hanno fondata ottenendo la vittoria. Vale lo stesso per la sua durata. La durata di tutte le cose che si generano dipende dalla forza della natura di questa cosa; ora la natura delle dinastie è fondata sullo spirito di corpo. Più questo spirito è forte, più la dinastia si distingue per il vigore della sua natura e per la sua durata. (pag 103) Ineluttabilità della decadenza degli imperi: La decadenza delle dinastie, essendo una cosa naturale, si produce allo stesso modo di tutti gli altri fenomeni, come, per esempio, l’ invecchiamento che colpisce la costituzione degli esseri viventi. L’ invecchiamento è una di quelle malattie croniche che è impossibile guarire o far sparire dato che è una cosa naturale, e tali cose non subiscono cambiamenti. Vari sovrani, di grande chiaroveggenza politica, si erano interessati agli accidenti e alla cause che avevano condotto alla decadenza dei loro imperi, e credendo alla possibilità di farle cessare, avevano tentato di guarire la dinastia e di ristabilire il temperamento normale; questa decadenza, secondo loro, era stata causata dall’ incapacità o la negligenza dei loro predecessori. Si sbagliavano però: gli accidenti che agiscono sono naturali alle dinastia e ciò che impedisce di porvi rimedio, sono le abitudini (che vengono introdotte). Ora, le abitudini sono una seconda natura (…)””. (pag 108) “”A volte, quando la dinastia è nel suo ultimo periodo di esistenza, può manifestare molta forza per far credere che la sua decadenza si sia arrestata; ma, ciò non è che l’ ultima e fuggitiva luce di una lampada che va spegnendosi. Anche una lampada che brucia, una volta che va spegnendosi, getta una luce furtiva, facendo credere al suo fuoco nel momento in cui esso spira.”” (pag 109) Ibn Khaldun (‘Abd al-Rahman), il più noto degli storici arabi (Tunisi 1332 – Il Cairo 1406). Al servizio degli Hafsidi, degli Abdalwadidi e dei Marinidi, fu in Egitto nel 1382, dove divenne gran cadì malikita. Nel 1401 s’incontrò a Damasco con Tamerlano (Timur). Oltre a un’autobiografia, compose il Kitab al- ‘Ibar, storia degli Arabi prima dell’Islam e degli imperi musulmani. L’opera è preceduta da una prefazione, I Prolegomeni (Al-Muqaddima), scritta tra il 1374 e il 1378, in cui egli discute il valore delle fonti ed esamina le leggi storiche dello sviluppo e della caduta degli imperi. Enciclopedia Rizzoli Larousse 2000 – Copyright RCS Libri S.P.A.”,”VIOx-097″
“KHALIDI Omar”,”Muslims in Indian Economy.”,”KHALIDI Omar è uno studioso indipendente e membro di uno staff presso il MIT, Cambridge, Mass. E’ anche autore di un libro sulla violenza etnica ed un altro sull’ India musulmana. “”In 1881, Hindi was introduced as the language of the judiciary. The Bihar administration also prohibited the use of Persian script in legal transaction. Police officers and other administrative personnel were warned that if they could not read and write Devanagari script, they would be replaced. These measures affected Muslims, who made a high proportion of the scribes and lawyers””. Evidently Muslims were quite well represented in the provincial judiciary, despite these measures, unlike neighboring Bengal. Outside British India, Bihari Muslim educated classes had the option of seeking employment in distant Hyderabad, the southern stronghold of Islamic culture, which many did. Despite the lack of education among the poor Muslims, within the community those who did go to schools made a good 13 percent of the total pupils in the years 1927-32, whereas the Mihar Muslim population at that time was 10.9 percent””. (pag 127)”,”INDE-002″
“KHANNA Parag”,”I tre imperi. Nuovi equilibri globali nel XXI secolo.”,”P. KHANNA ha visitato le aree più critiche del pianeta. E’ nato in India e ha vissuto negli Emirati Arabi Uniti, USA, Germania. Sta svolgendo un Ph.D. alla LSE.”,”RAIx-260″
“KHAVAND Fereydoun A.”,”Le nouvel ordre commercial mondial. Du Gatt à l’ OMC.”,”KHAVAND Fereydoun A. è Maitre de conférences a Parigi V. Nel 1950 il PIL del Giappone era inferiore a quello del Messico, oggi (1995) rivaleggia con quello dei paesi industriali più ricchi. (pag 75) “”Le Japon est incontestablement le plus grand bénéficiaire des rounds successifs qui, depuis la Seconde Guerre mondiale, ont permis l’ouverture des marchés. En effet, dès son adhésion au GATT en 1955, Tokyo a utilisé pleinement toutes les possibilités du système commercial en vue d’accéder aux immenses marchés américain et européen. Depuis 1960, le Japon a réalisé plus de 30% de sa croissance grâce aux effets dynamisants de ses échanges internationaux. Mais le succès du Japon est d’une exubérance qui effarouche ses rivaux et place sa diplomatie commerciale dans une position très inconfortable. En 1993, les excédents des comptes courants du Japon vis-à-vis des Etats-Unis et de l’Union européenne ont atteint respectivement 50.8 milliards et 29.5 milliards de dollars. Une véritable “”bombe à retardement”” dans les relations au sein de la Triade!”” (pag 75)”,”ECOI-237″
“KIDRON Michael”,”Il capitalismo occidentale del dopoguerra.”,”KIDRON M. inglese di nazionalità, è nato a Cape Town (Sud Africa) nel 1930. Ha pubblicato il volume ‘Foreign investments in India’ (OUP, 1965).”,”ECOI-013″
“KIDRON Michael”,”Il capitalismo occidentale del dopoguerra.”,”Michael Kidron, inglese di nazionalità, è nato a Cape Town (Sud Africa) nel 1930. Ha pubblicato un volume intitolato Foreign Investments in India (Oxford University Press, 1965) e sta attualmente compiendo ricerche presso l’Università di Hull.”,”ECOI-169-FL”
“KIDRON Michael SEGAL Ronald”,”Atlante dei problemi del mondo d’oggi.”,”Dono di Mario Caprini”,”ASGx-070″
“KIERAN Dan, a cura”,”Cento lavori orrendi. Storie infernali dal mondo del lavoro.”,”Dan Kieran è uno dei maggiori esperti di lavori orrendi. Prima di diventare direttore della rivista ‘The Idler’ sbarcava il lunario con una miriade di occupazioni miservoli. Nel suo imbarazzande curriculum vitae vanta posizioni quali estirpatore di erbacce, sguattero, cameriere in una caserma, impiegato, magazziniere e ammazza tacchini.”,”CONx-286″
“KIERKEGAARD Sören, a cura di Bruno SEGRE”,”Diapsalmata da Aut-Aut.”,”Kierkegaard (Søren Aabye), filosofo e teologo danese (Copenaghen 1813-1855). Trascorse tutta la vita nella città natale, a parte alcuni soggiorni a Berlino, durante il più lungo dei quali (1841-1842) ascoltò le lezioni di Schelling, ormai giunto alla fase cosiddetta “positiva” della sua evoluzione filosofica. Dopo una giovinezza inquieta, caratterizzata dal tentativo di realizzare quella che egli chiamò la “vita estetica”, cioè l’esistenza impegnata a cogliere l’attimo sempre nuovo e a godere sapientemente della piacevole varietà delle occasioni, Kierkegaard fu spinto dalla morte del padre (1838) a scegliere un tipo di vita più responsabile e ordinato (la “vita etica”). Si laureò in teologia (1840) con la dissertazione Sul concetto di ironia con particolare riguardo a Socrate e si fidanzò nello stesso anno con Regina Olsen. Ma non divenne né un pastore, secondo le speranze paterne, né un tranquillo e metodico padre di famiglia. Il fidanzamento fu presto rotto e in Aut-Aut(1843), al di là della vita estetica e di quella etica, di cui è sottolineata l’insufficienza, viene proposta la scelta religiosa, come incertezza angosciosa e sublime vissuta nel rapporto contraddittorio del singolo con Dio. L’ultima parte della vita di Kierkegaard fu occupata prevalentemente dalla polemica contro la Chiesa danese e i suoi capi, troppo arrendevoli, accomodanti e “ragionevoli” e troppo dimentichi perciò del carattere “scandaloso” del messaggio cristiano. Dopo aver pubblicato dieci numeri della rivista Oejeblikket (Il Momento, il decimo uscì postumo), nei quali il processo al protestantesimo mondano e “liberale” è condotto con grande virulenza, Kierkegaard morì, in qualche misura pacificato dal convincimento di aver compiuto la sua missione di risvegliatore della coscienza cristiana assopita. La filosofia di Kierkegaard è considerata come il punto d’origine del cosiddetto esistenzialismo La cultura filosofica europea del XX sec., quando per la forza stessa delle cose dovette rifiutare l’ottimismo positivistico e la fede idealistica nella garantita positività della storia, scoprì il sapore “aspro e forte” del pensiero di Kierkegaard e ne fu affascinata. Si ebbe così la rinascita kierkegaardiana, il ritrovamento di un tesoro speculativo quasi ignorato dai contemporanei e dalle generazioni immediatamente successive. La tematica proposta da Kierkegaard è variamente presente in Heidegger, in Jaspers, nel teologo K. Barth, in Sartre. Essa comprende alla sua base alcuni concetti-chiave: l’esistenza come singolarità, con la connessa polemica contro la filosofia hegeliana, che scioglie il singolo nel genere e quindi si illude di conciliare in una dialettica accomodante i paradossi e le contraddizioni dell’esistenza; la filosofia come riflessione soggettiva, cioè come esperienza vissuta dal singolo di un processo drammatico di autochiarificazione; l’esistenza come possibilità, vale a dire come rischio (reale, e non solo pensato) del fallimento e dell’insignificanza totale, cioè del nulla; la funzione dell’angoscia di sentimento rivelatore di questa struttura dell’esistenza; la disperazione come manifestazione necessaria della finitudine dell’uomo e come condizione di un suo possibile rapporto con Dio; la paradossalità della scelta religiosa, parallela all’incomprensibile inserzione dell’eternità nel tempo, cioè alla venuta di Dio nel mondo. Opere principali, oltre ad Aut-Aut: Il diario del seduttore, pubblicato nel 1843 come parte di Aut-Aut, Timore e tremore (1843), La ripetizione (1843), Briciole filosofiche (1844), Il concetto dell’angoscia (1844), Stadi del cammino della vita(1845), Postilla alle “Briciole filosofiche” (1846), La malattia mortale (1849), La scuola del cristianesimo(1850). (RIZ)”,”FILx-253″
“KIERKEGAARD Soren, a cura di Dario BORSO”,”Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate.”,”KIERKEGAARD S. “”Hegel rappresenta manifestamente un punto di svolta nell’interpretazione di Socrate”” (pag 224) “”(…) diventa necessario dire qualcosa sull’insegnamento di Socrate. Che secondo Hegel l’insegnamento di Socrate sia stato negativo, che abbia avuto il negativo a suo scopo, che mirasse a far vacillare e non a consolidare, che il negativo in Socrate non sia immanente a una positività ma fine a se stesso, lo si ricava già dalle singole affermazioni sparse più sopra brevemente citate, come anche da una quantità di osservazioni presenti nel capitolo dedicato specificamente a Socrate; ma la cosa si fa ancor più chiara da come Hegel parla dell’interpretazione di Socrate fornita da Aristofane. A p. 85 osserva che è Aristofane ad aver colto il lato negativo della filosofia socratica, per cui tutto il sussistente scompare nell’universale indeterminato. Dice che non gli verrebbe mai da giustificare Aristofane, o anche solo da scusarlo. A p. 89: “”L’esagerazione, che si potrebbe apporre ad Aristofane, sta nell’avere spinto questa dialettica all’estrema asprezza della conseguenza; ma non può dirsi che questo modo di rappresentar Socrate sia ingiusto. Anzi si deve perfino ammirare la profondità di Aristofane nell’avere scorto il lato negativo della dialettica socratica e nell’averlo ritratto – certo alla sua maniera – con pennello così sicuro (…). L’universalità socratica ha il lato negativo di togliere la verità (leggi), com’è data nella coscienza ingenua; – tale coscienza diviene così la libertà pura sopra il contenuto determinato che le valeva come in sé””. Che il suo insegnamento fosse negativo, Hegel esprime anche in un altro modo, quando osserva che la filosofia di Socrate non è propriamente una filosofia speculativa, ma “”un agire individuale”” (p. 53). Per sviluppare tale agire individuale, moralizzava, ma non “”in sermoni, in ammonimenti, in ammaestramenti, o facendo della melanconica morale, ecc.”” (p. 58), tutte cose che stonano con l’urbanità greca. Questo moralizzare invece si esprimeva portando ciascuno a riflettere sui propri doveri. Giovani e vecchi, calzolai, fabbri ferrai, sofisti, politici, cittadini di qualsiasi tipo; entrava negli interessi di tutti, non importa se domestici (educazione dei figli) o relativi al sapere, e orientava il pensiero loro dal caso determinato all’universale, al vero e al bello validi in sé e per sé (p. 59)”” (pag 229-230)”,”FILx-463″
“KIERKEGAARD Sören, a cura di Cornelio FABRO”,”Esercizio del cristianesimo.”,”Biografia Il pensiero e la colpa (https://biografieonline.it/biografia-kierkegaard) Il filosofo danese, considerato il padre dell’esistenzialismo, Søren Aabye Kierkegaard nasce a Copenaghen il giorno 5 maggio 1813. Il padre Michael Pedersen è un ricco commerciante che non aveva avuto figli dalla prima moglie; la seconda moglie, Ane Lund, concepisce invece sette figli, dei quali Soren è l’ultimo. Il giovane viene indirizzato verso l’esperienza della comunità religiosa pietista (forma di religiosità protestante sorta in polemica con il luteranesimo istituzionale per opera di Philipp Jacob Spene): l’educazione è severa, improntata al pessimismo ed al sentimento del peccato, e caratterizzata da una valutazione negativa della cristianità protestantica ufficiale della Danimarca del tempo. Cinque dei suoi fratelli muoino quando il futuro filosofo è solo ventenne. La tragedia dei fratelli e l’educazione ricevuta faranno di Kierkegaard un uomo triste e votato all’introspezione, nonché ai facili e penosi sensi di colpa. Sarà inoltre sempre cagionevole di salute. Kierkegaard inizia nel 1830 gli studi universitari di teologia, laureandosi dopo undici anni. La prospettiva, poi non realizzata, era quella di diventare pastore protestante. Durante il periodo universitario partecipa a un movimento religioso e riformistico, professando idee social-cristiane: nel giovane Kierkegaard vi è più la preoccupazione di una riforma ecclesiale pietistica che abbia un riflesso anche nei rapporti sociali della società civile, che non la preoccupazione di sviluppare una ricerca teologica autonoma. In questi anni ha modo di ricoprire il ruolo di presidente della lega degli studenti, attaccando soprattutto le idee liberal-borghesi di rinnovamento democratico. La sua posizione non era molto dissimile da quella dell’ultimo Schelling, che si illudeva di poter superare l’hegelismo accentuando l’importanza della religione. Nella sua tesi di laurea del 1841, “”Sul concetto dell’ironia in costante riferimento a Socrate”” (poi pubblicata), Kierkegaard prende posizione contro il romanticismo estetico, evasivo, estraniato, dei fratelli Schlegel, di Tieck e Solger, mettendosi dalla parte di Hegel. L’ironia romantica è per Kierkegaard fonte di isolamento. Contro i romantici tedeschi e danesi, egli oppone Goethe e Shakespeare, dove l’ironia è solo un “”momento””, non una condizione di vita. Nel 1840, dopo aver sostenuto un esame di teologia che lo abilitava alla carriera ecclesiastica, aveva compiuto un viaggio nello Jutland per rimettersi da una grave forma di esaurimento nervoso; decide improvvisamente di fidanzarsi con la diciottenne Regina Olsen, ma dopo poco circa un anno rompe il fidanzamento. Regina era pronta a tutto pur di sposarlo, ma Kierkegaard fa il possibile per apparire disgustoso, in modo che cada su di lui la colpa della rottura del fidanzamento, che gli procurerà poi un grosso rimpianto per il resto della vita. Subito dopo aver rotto con Regina compie un viaggio a Berlino per ascoltare le lezioni di Schelling, ma ne rimane profondamente deluso. Nel marzo del 1842 torna a Copenaghen e dà inizio a quella che sarà una vasta produzione letteraria. Kierkegaard possiede un temperamento scontroso, poco socievole, e conduce un’esistenza appartata. Gli unici fatti rilevanti della sua vita sono gli attacchi mossi dal giornale satirico “”Il corsaro”” (Kierkegaard appare più volte ritratto in caricature maligne), e la polemica contro l’opportunismo e il conformismo religioso che Kierkegaard avrebbe condotto nell’ultimo anno della sua vita, in una serie di articoli pubblicati nel periodico “”Il momento””: Kierkegaard accusava la Chiesa danese di essere mondana e di aver tradito gli insegnamenti originari di Cristo. Nel 1843 Kierkegaard pubblica “”Enten-Eller””, la sua opera più significativa che fu anche quella che gli darà maggior successo. Enten-Eller è diviso in due parti e contiene la sintesi del pensiero estetico, religioso e fenomenologico del giovane Kierkegaard. Vi sono inclusi il “”Diario del seduttore”” (scritto per respingere Regina), i “”Diapsalmata”” (una serie di aforismi autobiografici), “”Il riflesso del tragico antico nel tragico moderno””, in cui Kierkegaard contesta il valore dell’associazionismo della sua epoca, anteponendogli quello dell’individualità isolata, tormentata, che si sacrifica per il bene dell’ideale. Vi è anche “”Don Giovanni””, seduttore leggendario (gaudente esteta, cavaliere spagnolo prototipo del libertino, immortalato nell’omonima opera di Mozart), e il testo che in lingua italiana è stato tradotto con “”Aut-Aut””, ma che in realtà è la lunghissima Lettera dell’assessore Gugliemo, il testo più importante di Enten-Eller. Questa Lettera, pur apparendo nella seconda parte del volume, è stata scritta per prima, ed essa, nel suo rifiuto della vita estetico-romantica, è quella che meglio si ricollega alla tesi di laurea. Nonostante il successo editoriale dell’opera, risultano del tutto vani i tentativi di coinvolgerlo in una collaborazione culturale, filosofica (in riferimento soprattutto all’estetica), da parte dei vari circoli, club e riviste di Copenaghen. Di fatto con la pubblicazione di quest’opera Kierkegaard esce dal mondo della cultura e dell’impegno sociale rifiutando per sempre anche la carriera ecclesiastica. Pubblica poi “”Timore e tremore””, un saggio sulla figura di Abramo con cui antepone al dubbio della filosofia moderna (cartesiana) la fede angosciata nell’Assoluto di un uomo (biblico) che non può mettersi in comunicazione con nessuno, sapendo di non poter essere capito. Kierkegaard si serve di Abramo per giustificare la sua nuova posizione sociale: l’individualismo religioso. Come Abramo, che esteriormente appariva un assassino, mentre interiormente era un uomo di fede, così Kierkegaard sa di apparire alla cittadinanza come una persona stravagante, anomala, inaffidabile. Nel 1844 esce “”Il concetto dell’angoscia””: Kierkegaard ne aveva già parlato trattando le figure di Antigone, Agamennone, Jefte e soprattutto Abramo. L’opera serve a Kierkegaard per dimostrare che l’angoscia conseguente alla rottura con il mondo sociale è uno stato d’animo inevitabile, come fu in un certo senso inevitabile il peccato originale per Adamo. Nello stesso anno pubblica “”Briciole di filosofia”” in cui traduce sul piano filosofico le riflessioni maturate sui piani psicologico e religioso. Kierkegaard rifiuta il concetto di “”divenire storico”” in quanto la storia ha tradito Cristo. Con questo saggio prosegue la critica, iniziata con “”Timore e tremore””, dell’ufficialità protestantica della Chiesa danese, anche se questa polemica per il momento passa attraverso la critica dell’hegelismo. Kierkegaard non accetta di definirsi “”filosofo””: anche quando scrive di filosofia preferisce definirsi come “”scrittore religioso”” o “”edificante””. Alle Briciole seguirà nel 1846 la monumentale “”Postilla conclusiva non scientifica””. A partire da questo volume (che secondo Kierkegaard doveva essere un’antitesi alla Logica di Hegel), Kierkegaard si lamenta di non avere più un interlocutore. Riuscirà a vendere solo 50 copie della Postilla, ma l’intenzione di Kierkegaard era proprio quella di concludere la sua attività di scrittore. Viende indotto a terminare l’attività anche dalla polemica con la rivista “”Il corsaro””, che lo avrebbe prese in giro per diversi mesi, facendo colpo sul pubblico. Il giornale sarà poi chiuso dal governo e il direttore espulso dal paese per “”indegnità morale””. Ad ogni modo nella Postilla il disprezzo per la socialità raggiunge forme di particolare conservatorismo filo-monarchico, dalla quali appare chiaro quanto Kierkegaard tema le idee liberali, democratiche e socialiste. In estrema sintesi il pensiero del filosofo danese identifica tre fondamentali stadi nel cammino della vita: lo stadio estetico, quello etico e quello religioso. Dopo un’intera vita passata quasi esclusivamente nella sua città, Soren Kierkegaard muore il giorno 11 novembre 1855, colto da una paralisi. Bibliografia essenziale: – Sul concetto di ironia in costante riferimento a Socrate (1841) – Enten-Eller (1843) – Timore e tremore (1843) – La ripresa (1843) – Briciole di filosofia (1844) – II concetto dell’angoscia (1844) – Postilla conclusiva non scientifica (1846) – La malattia mortale (1849) – Scuola di Cristianesimo (1850) – L’istante (1855)”,”RELP-016-FF”
“KIERNAN Victor G.”,”Eserciti e imperi. La dimensione militare dell’ imperialismo europeo, 1815-1960.”,”KIERNAN Victor G., uno dei maggiori storici inglesi, ha insegnato al dipartimento di Storia dell’ Universitàdi Edimburgo,dopo aver vissuto vari anni in India come insegnante e scrittore. Tra le sue opere: ‘The Lords of Human Kind’ (1969) e ‘Marxism and imperialism’ (1974) Psicologia sociale, mentalità francesi. “”A Parigi la figlia di Marx, Laura Lafargue, fu colpita dalle reazioni a uno scacco in Indocina, all’impatto emotivo che sui Francesi aveva qualsiasi cattiva notizia di carattere militare, tanto sugli operai quanto sugli altri. “”Il fatto””, scriveva Engels, “”che poche centinaia di Francesi siano caduti sui campi di battaglia ogni volta li fa uscire di senno””. (pag 234) (F. Engels, Paul e Laura Lafargue, Corrispondence, Vol I, Moskwa, 1959, pag 280)”,”EURx-212″
“KIERNAN Victor G.”,”Storia del tabacco. L’ uso, il gusto, il consumo nell’ Europa moderna.”,”KIERNAN Victor G. uno degli storici inglesi più noti, è professore emerito all’ Università di Edimburgo. Ha scritto pure ‘Il duello’ (1991) e ‘Eserciti e imperi. La dimensione militare dell’ imperialismo europeo, 1815-1960′ (1985). Fumo e lotta operaia. “”Gran parte degli espedienti grazie ai quali la razza umana è riuscita a resistere su un (legittimamente) inospitale pianeta sono stati sgradevoli, tediosi o dannosi. La rivoluzione industriale, al di là di ogni altro effetto, ha reso il lavoro di gran lunga più costrittivo e noioso, e i datori di lavoro più dispotici. Senza il conforto del tabacco, e del suo troppo fedele compagno alcol, c’è da chiedersi se gli esseri umani avrebbero saputo accettare di sottomettersi a tale servitù, e resistervi relativamente a lungo. “”Il tabacco””, scrive un severo critico economista, “”è largamente consumato in modo indiscriminato da operai maschi e femmine; quotidianamente vediamo centinaia di uomini e donne che inalano il fumo di questa straordinaria pianta, attraverso piccole annerite pipe (P. Gaskell). Ma, bassi salari e tasse di guerra fanno di questo ambìto tranquillante un bene difficilmente raggiungibile. Talvolta l’ effetto richiesto è invece stimolante, capace di infondere nei lavoratori quel minimo di energia e coraggio da far nascere in loro idee di resistenza; virtù che anche i simpatizzanti della nicotina non riescono a perdonarle. Un passaggio della ‘Mary Barton’ di Elizabeth Gaskell, pubblicato nel 1848, descrive un raduno di sindacalisti di Manchester in occasione di un comizio del loro delegato londinese. Prima di iniziare il delegato “”s’informò se i gentiluomini presenti avrebbero gradito che fossero fatti circolare pipe e liquori, aggiungendo che avrebbe continuato a sostenere (…). Quella povera gente (…) ringalluzzita dalla proposta (…). Tabacco e alcol affievoliscono i morsi della fame, e fanno dimenticare i miseri alloggi, il desolato futuro””.”” (pag 126)”,”STOS-133″
“KIERNAN V.G.”,”Marxism and Imperialism.”,”Libro dedicatoa John Saville Contiene i capitoli: – 1. The Marxist theory of Imperialism and its historical formation – 5. Marx and India – 6. Marx, Engels and Indian Mutiny “”Writing in 1914 on the verge of the war which he tried to believe was not coming, H.N. Brailsford in ‘The War of Steel and Gold’ paid tribute to both Hobson and Angell; he dissented from the latter on the colonial issue, agreeing rather with Angell’s Marxist critic Kautsky (17). He was acutely aware of the international anarchy that socialists were complaining of. “”Europe is in perpetual flux, and peace is preserved only by a constant readjustment of the strains and tensions which hold it together”” (18). He had no doubt that economic appetites were at the bottom of the malady; and like Hobson he held that imperialism benefited only a minority though he extended this from sectional interests to the plutocracy as a whole. “”Regarded as a national undertaking Imperialism does not pay. Regarded as a means of assuring unearned income to the governing class, it emphatically does pay”” (19). Like Hobson too he singled out excessive investment of capital overseas as the root of the mischief, and proposed the same cure. “”Raise wages, raise with them the standard of comfort, and this restless capital need no longer wander abroad”” (20). Marx and Engels were deeply interested in some aspects of imperialism, mainly in Ireland and in India. It cannot be said that they arrived at anything like a systematic view of imperialism, or that such a view can be derived in any straightforward way from Marx’s dissection of capitalism. In their later years they felt with regret that capitalism was gaining a new lease of life by spreading outward over the world. But Marx died in 1883 when the scramble for colonies was only reaching its climax, and Engels in 1895 before its consequences were fully unfolded; and many of their ideas were left buried in heaps of old articles and letters. They may be said to have left a loophole for an indulgent attitude to colonialism, because in their eyes, although colonial rule was bad the old feudal stagnation it broke into was worse still. A rude, painful jerking awake of the other continents by European technology might indeed be called their version of the ‘civilising mission’ that Europe credited itself with”” [V.G. Kiernan, ‘Marxism and Imperialism’, London, 1974] [(17) H.N. Brailsford, ‘The War of Steel and Gold’, London, 1914, p. 164; (18) Ibid., p. 22; (19) Ibid., p.78; (20) H.N. Brailsford, op. cit., p. 81] (pag 5-6) Kiernan sul presunto ‘atteggiamento indulgente di Marx ed Engels nei confronti del colonialismo’”,”TEOC-707″
“KIERNAN V.G.”,”India and Labour Party.”,”Citato libro di Georges Fischer ‘Le Parti travailliste et la decolonisation de l’Inde’, Maspero.”,”UKIx-132″
“KIERNAN Victor”,”Twenty Years of Europe. The Engels-Lafargue Correspondence, 1868-1888.”,”L’autore ha studiato il volume 1 della Corrispondenza tra Engels e Laura Marx – Paul Lafargue, FLPH, Mosca, 1959, con alcuni materiali supplementari attinti dal volume 3. V.G. Kiernan, nato nel 1913 nei dintorni di Manchester, studiò alla Manchester Grammar School. Nel 1931 i suoi risultati scolastici lo conducono a Cambridge, dove nel 1934 si unisce al Partito comunista a cui rimane legato fino al 1959, sebbene con frequenti disaccordi. Nel 1937 ottiene una Fellowship al Trinity College, con una tesi sulle relazioni anglo-cinesi. Questo lavoro lo conduce allo studioso Ch’u Ta-kao, di cui fa una traduzione di ‘Fifty Chinese Lyrics’ con una prefazione del Prof. Arthur Quiller-Couch. Dopo alcuni anni in India, nel 1948 si trasferisce alla Edinburgh University come lettore in Storia moderna. Andrà in pensione nel 1977, come Professore Emerito, continuando a vivere in Scozia. Il suo primo libro si è occupato dell’imperialismo britannico in Cina.”,”MAES-192″
“KIERNAN Victor”,”Eight Tragedies of Shakespeare. A Marxist Study.”,”Victor Kiernan is Professor Emeritus of Modern History at the University of Edinburgh. His numerous books include Marxism and Imperialism, State and Society in Europe 1550-1650 and Poets, Politics and the People.”,”UKIx-011-FL”
“KIERNAN Victor G.”,”European Empires from Conquest to Collapse, 1815-1960.”,”KIERNAN V.G. Kiernan era nato nel 1913 e aveva studiato presso il Manchester Grammar School e il Trinity College di Cambridge dove rimase per un lavoro di ricerca sulla relazioni anglo-cinesi. Divenne Fellowship nel 1937. Ha passato sette anni in India insegnando e scrivendo. Tornato in Gran Bretagna è diventato Professore Emerito (Edinburgo). E’ stato uno dei più noti storici ‘marxisti’ e ha pubblicato un volume dal titolo ‘The Lords of Humand Kind’ (1969) e ‘Marxism and Imperialism’ (1974). “”In 1855 Marx wrote of the French peasantry as, since 1789, ‘the great supporters of war and war-like glory’, and linked this with rural over-population. Soldiering was a respectable occupation”” (pag 28)”,”QMIx-098-FSL”
“KIESER Giorgio”,”Il segreto della potenza russa. Le basi della resistenza sovietica.”,”Riguardo allo stato dei rapporti russo-tedeschi, in Germania c’era preoccupazione. Dopo il patto del 1939 e la spartizione della Polonia, il generale HAUSHOFER consigliere politico di HITLER, in una cronaca del 1940 pubblicata nella sua ‘Zeitschrift fur Geopolitik’ diceva: “”Ogni vittoria si esprime in fin dei conti in territori. I territori conquistati sono il premio della vittoria. Ma essi devono essere conquistati. L’ Unione sovietica si è assicurata sinora la parte del leone superando di molto la Germania ed il Giappone””. L’ ambasciatore inglese CRIPPS nel febbraio 1941 predisse l’ attacco tedesco all’ URSS: “”Hitler non aspetterà più a lungo perché egli sa quali grandi progressi fanno l’ industria e la difesa della Russia””. A proposito del primo conflitto mondiale e del crollo dell’ URSS: “”Il completo fallimento dei trasporti ebbe una influenza ancor più decisiva sul crollo economico della Russia durante la prima guerra mondiale”” aggiungendosi alla penuria di derrate alimentari nelle città che alimentò la protesta sociale.”,”RUST-077″
“KILLANIN Michael, lord, a cura; scritti di Luigi BARZINI jr J. Wilson BROADBENT Guy DELMAS J. Frederich ESSARY Michale KILLANIN Hubert RIPKA W.C.F. von RHEINBABEN”,”Quattro giorni. Storia di una crisi europea.”,”‘Vi è una cosa comune a tutti noi: la fratellanza della penna. Quella comprensione comune a tutti i giornalisti che, anche senza potersi parlare, poiché provengono da paesi diversi, si guardano in faccia e si riconoscono di una razza comune, a parte’ (M. Killanin, presentazione) 4 giornalisti due inglesi, un italiano e un tedesco raccontano le trattative e il clima politico e sociale nei propri paesi sulla corrente crisi politico diplomatica durante i quattro giorni cruciali del settembre 1938 “”Fu nella notte che il dramma precipitò verso il suo svolgimento. Il pubblico non ne conobbe le fasi angosciose e precipitate, e tuttavia quanta animazione regnò in quella notte così penosa al Ministero degli Affari Esteri. L’informazione con la quale era andato a letto, quella sera, il popolo francese, era la dichiarazione di un portavoce del Foreign Office che assicurava che se la Germania avesse attaccato la Cecoslovacchia , la Francia si sarebbe schierata al fianco di questa e l’Inghilterra e la Russia l’avrebbero certamente seguita. Ciò non ostante, Parigi e Londra, sentirono esaurirsi tutti i mezzi di conciliazione. Verso le due, tuttavia, si parlò di un ‘ultimatum’ mandato dalla Germania a Praga, ‘ultimatum’ che avrebbe dovuto terminare all’indomani alle ore 14 e che chiedeva l’evacuazione immediata da parte delle forze cecoslovacche dai territori tedesco-sudetici e dai luoghi fortificati. Quella notte, Chamberlain fece alle due una dichiarazione, e Bonnet si tenne in contatto con Praga. Egli impartì poi, verso le quattro, delle istruzioni al signor François-Poncet, ambasciatore di Francia a Berlino, perché sottoponesse al Cancelliere Hitler un progetto di occupazione progressiva delle regioni ch’egli rivendicava. Fu sempre durante quella notte, in cui tutte le possibilità di pace sembravano compromesse, che venne deciso di ricorrere alla mediazione di Mussolini. Si sa la parte importante che il Capo del Governo italiano ebbe in conseguenza di questa decisione. La sua parte deve essere stimata nel suo giusto valore, perché egli costituì un notevolissimo contributo agli sforzi disperati fatti dai dirigenti di Parigi e di Londra per allontanare la minaccia di una guerra atroce. (…) Il popolo francese non volle fare la guerra per una causa la cui giustizia non gli sembrava sufficientemente dimostrata, così com’ebbe poi a provare il rapporto Runciman. Ne considerò l’eventualità senza timore, ma, nel suo insieme, si sentiva di condannare coloro che avessero trascinato la Francia in un’avventura che non avrebbe dato vantaggio a nessuno, nemmeno ai cecoslovacchi, con l’eccezione forse degli estremisti dell’internazionale che sanno anche troppo bene come la guerra sia spesso messaggera della rivoluzione. (…) Furono i giornali del pomeriggio che (…) annunciarono la riunione di Monaco, lo svolgersi dei colloqui che nella mattinata avevano avuto luogo. Si venne così a sapere dell’abboccamento avutosi a Roma tra lord Perth e il conte Ciano; si venne a sapere il nuovo appello del presidente Roosevelt, nonché la notizia che il signor François-Poncet e Neville Henderson erano stati ricevuti da Adolph Hitler il quale li aveva incaricati di trasmettere al signor Daladier e Chamberlain l’invito di venire a discutere. L’angoscia diede luogo improvvisamente alla speranza dei cuori oppressi, perché, si diceva; «se c’è una conferenza, ci sarà certamente anche un accordo». E non ci si sbagliò”” (pag 150-153) [III. Parigi, di Guy Delmas]”,”RAIx-388″
“KILLEN John”,”Storia della Luftwaffe. L’ arma aerea tedesca dal 1915 al 1945. Volume primo.”,”Dunquerque fu un colpo duro per GOERING ma non una sorpresa per KESSERLING, che più cauto ed avveduto, aveva già previsto che la Luftwaffe se fosse stata impiegata come arma strategica risolutiva nei confronti di navi ed installazioni portuali avrebbe fatto fiasco… Nel cielo di Dunkerque per la prima volta l’ aviazione tedesca si dovette scontrare con quella inglese ed emersero i limiti della prima. Lo Spitfire si dimostrò degno avversario per il Messerschmitt 109. Dal 10 maggio in poi la Royal Air Force aveva perso un migliaio di apparecchi ma nello stesso periodo i tedeschi ne avevano perso il doppio. Adolf GALLAND disse che “”Dunkerque avrebbe dovuto servire da campanello di allarme per i capi della Luftwaffe””.”,”GERQ-042″
“KIM Yersu ALBAGLI Claude a cura”,”Corée du Sud. Le modèle & la crise.”,”ALBAGLI è Presidente dell’ Institut Cedimes. Y. KIM è segretario generale Commission Nationale Coréenne per l’ UNESCO, Seoul, Corea. “”L’ urbanizzazione in Corea si caratterizza per la rapidità e la forte concentrazione in uno spazio urbano ridotto. Questa caratteristica non si limita al solo caso della Corea. Winter (1969, 13) sostiene che lo sviluppo urbano negli Stati Uniti era ugualmente caratterizzato dalla sua urbanizzazione e da uno sviluppo rapido dei grandi centri urbani come pure delle regioni urbane. Però, la velocità e l’ ampiezza dell’ urbanizzazione in Corea ha superato quella di molti paesi in via di sviluppo.”” (pag 81)”,”ASIE-016″
“KIM Samuel S.”,”North Korean Foreign Relations in the Post-Cold War World.”,”SSI Strategic Studies Institute United States Army War College 47 Ashburn Drive, Carlisle, Pennsylvania 17013-5244 Samuel S. Kim is an adjunct professor of political science and senior research scholar at the Weatherhead East Asian Institute, Columbia University, New York. He previously taught at the Foreign Affairs Institute, Beijing, China, as a Fulbright professor (1985-86); and at the Woodrow Wilson School of Public and International Affairs, Princeton University, New Jersey (1986-93). Dr. Kim is the author or editor of 22 books on East Asian international relations and world order studies, including his most recent publications, ‘The International Relations of Northeast Asia’ (editor; Rowman & Littlefield, 2004) and ‘The Two Koreas and the Great Powers (Cambridge University Press, 2006). He has published more than 150 articles in edited volumes and leading international relations journals.”,”ASIx-109″
“KIM Samuel S.”,”The Two Koreas and the Great Powers.”,”KIM Samuel S., Columbia University, è professore aggiunto di scienze politiche e senior research scholar al Weatherhead East Asian Institute, Columbia University. In passato ha insegnato al Foreign Affairs Institute di Pechino e alla Woodrow Wilson School of Public and International Affairs, Princeton University. E’ autore di una ventina di libri. (vedi quarta copertina) “”One suggestion has been “”an international sponsored Marshall Plan for North Korea””. According to Georgy Bulychev (2005), such a program would need to avoid suspicions of being aimed at regime change – even by way of a “”velvet revolution”” – and should provide instead for the gradual transformation of the current political elite. As compared with collapsist predictions, the program should include multiple stages and be implemented over a period that could exceed ten or fifteen years”” (pag 357)”,”ASIx-110″
“KIMCHE Jon KIMKE David”,”Both Sides of the Hill. Britain and the Palestine War.”,”Altre opere degli autori: – Jon Kimche, Seven Fallen Pillars – Jon e David Kimche, The Secret Roads”,”VIOx-227″
“KIMCHE Jon”,”Il secondo risveglio arabo.”,”””Nel suo viaggio in Egitto, Kruscev era stato scortato da Hassanein Haikal, amico del presidente Nasser e direttore di “”Al Ahram’, il quale successivamente, il 29 maggio 1964, riferì dei colloqui avuti con il premier sovietico. Uno di questi, in particolare, appare, nei confronti della politica sovietico-egiziana, singolarmente illuminante. (…)”” (pag 261) Jon Kimche è nato in Svizzera a San Gallo ed è cittadino svizzero, sebbene abbia studiato e viva in Inghilterra. Durante la Seconda guerra mondiale fu corrispondente della Reuter, dell’ Observer e dell’ Evening Standard. Si trovava in Spagna al tempo della guerra civile, in Persia e nell’Iraq nel periodo dei disordini del dopoguerra e in Palestina durante la guerra del 1948. Da allora trascorse gran parte dell’anno in Medio Oriente. E’ autore di ‘Seven Fallen Pillars’ (una prima esposizione della storia del Medio Oriente) e coautore con il fratello David di ‘Both Sides of the Hill. Britain and the Palestine War’ generalmente riconosciuto come il più autorevole resoconto della guerra palestinese del 1948. E’ inoltre autore di due libri su problemi inerenti alla seconda guerra mondiale. Attualmente (1970) è direttore della rivista mensile ‘The New Middle East’. Alla stesura del ‘Secondo risveglio arabo’ ha collaborato per la ricerca e la redazione, Dan Gillon, un tempo membro dell’Harvard Center per gli Studi sul Medio riente e ora vicedirettore del ‘New Middle East’.”,”VIOx-001-FGB”
“KIMELDORF Howard”,”Battling for American Labor. Wobblies, Craft Workers, and the Making of the Union Movement.”,”KIMELDORF H. è professore di sociologia all’ Università del Michigan e autore di ‘Reds or Rackets? The Making of Radical and Conservative Unions on the Waterfront’ (1988). “”Sebbene le ideologie formali che guidavano gli IWW e la AFL fossero distinte seppure irrilevanti, i loro obiettivi sindacali immediati non lo erano. Nonostante l’ ampio fossato ideologico al vertice delle due organizzazioni, alla base il loro affiliati locali spesso si trovavano a portare avanti le stesse rivendicazioni””. (pag 154)”,”MUSx-153″
“KIN Cecilia”,”Pagine del passato.”,”Esperienze di lavoro e di vita di una scrittrice sovietica che visse nell’IT fascista degli anni 1930 con il marito Victor KIN , vittima dalle grande purga staliniana.”,”RUSS-044″
“KINDERSLEY Richard”,”The First Russian Revisionists. A Study of ‘Legal Marxism’ in Russia.”,”KINDERSLEY Richard Al centro dei temi trattati nel volume c’è la figura di P. Struve, in subordine Tugan-Baranovsky e Potresov. Il marxismo e la censura. Le falle della censura russa nei confronti di Marx e del ‘Capitale’ “”The attitude of the Censorship towards Marxism in particular shewed some signs of hardening. Marx himself had indeed early been recognized as dangerous, but this had not prevented the Censorship authorities from passing the first volume of ‘Capital’ on the grounds that it was an obscure and abstract treatise, without relevance to Russian conditions. Their attitude in the mid-eighties was precisely the same as it had been a dozen years earlier. When in 1884 the Minister of the Interior was authorized to ban books from issue in public libraries, Marx’s name was among those black-listed (3). Nevertheless, in December 1885, the St. Petersburg Censorship Committee passed ‘Capital’, Vol. ii, with the comment that it was a ‘serious piece of economic research… comprehensible only to specialists’ (4)”” [(3) See J.F. Baddeley, ‘Russia in the Eighties’ (London, 1921), p. 206, the full list included Bagehot, Huxley, Lassalle, Lecky, Louis Blanc, Marx, Mill, Elisé Réclus, Zola, Adam Smith’s ‘Wealth of Nations’ and ‘Theory of Moral Sentiments’, and the whole of Herbert Spencer. Not Engels? Not Darwin? Apparently not, though without access to the original decree it is impossible to be certain; (4) See ‘Karl Marks i tsarskaya tsenzura’, in ‘Krasny Arkhiv’, n. 56, p. 10. Volume ii of ‘Capital’ was added to the ‘index’ only in 1894. (Loc. cit.)] [Richard Kindersley, ‘The First Russian Revisionists. A Study of ‘Legal Marxism’ in Russia’, Oxford, 1962]”,”MRSx-059″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Storia delle crisi finanziarie.”,” KINDLEBERGER Charles P., professore emerito di economia del MIT è tra i più grandi economisti e storici dell’ economia viventi. Tra le sue opere tradotte in italiano: ‘Economia internazionale’ (1969), ‘Potere e denaro. Lo sviluppo economico europeo e il mercato del lavoro’ (1969), ‘Storia della finanza nell’ Europa Occidentale’ (1987).”,”ECOI-060″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Leggi economiche e storia dell’ economia.”,”KINDLEBERGER Charles P. (New York, 1910) professore emerito al MIT Massachusetts Institute of Technology è autore di numerosi studi di storia di economia e finanza. Tradotte in italiano: ‘ Economia internazionale’ (1969), ‘La grande depressione nel mondo 1929-1939’ (1982), ‘Euforia e panico. Storia delle crisi finanziarie’ (1981) e ‘Storia della finanza nell’ Europa Occidentale’ (1987). Nella discussione intervengono Carlo DECUGIS Luigi PASINETTI Giacomo BECATTINI Carlo FILIPPINI Bruno JOSSA Angelo PORTA Pietro MANES Fabrizio ONIDA Francesco SILVA Giovanni BELLONE Giuliano MUSSATI. “”Il professor Kindleberger passò quindi ai commenti sollecitati dalla lezione, la seconda; sul modello di Lewis, ossia sulla legge ferrea dei salari. L’ obiezione del professor Jossa sembrava fondata sulla credenza di Karl Marx, secondo la quale prima del capitalismo non sarebbero esistite né disoccupazione, né sottoccupazione. Il professor Kindleberger non era certo se la proposizione andasse presa come una costruzione teorica o come un dato di fatto. Erano in molti a pensare che il quadro di Engels, del felice lavoratore che tesseva in casa, con i bambini che gli giocavano attorno mentre lavorava qualche ora al giorno, prima di essere costretto alla giornata da dodici a quattordici ore nella fabbrica, fosse insensato o romantico. Il professor Kindleberger ricordò che persino alcuni keynesiani avevano sostenuto che non ci fosse mai stata disoccupazione prima della prima guerra mondiale, perché prima della depressione del 1920-21 i salari erano comprimibili verso il basso; ma una conoscenza men che superficiale della storia avrebbe dissolto idee del genere come nebbia al sole.”” (pag 124-125)”,”ECOT-095″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Manias, Panics, and Crashes. A History of Financial Crises.”,”KINDLEBERGER Charles P. è Professore di Economics Emeritus al MIT ed è autore di molti lavori tra cui ‘Power and Money’ e ‘The World in Depression, 1929-1939′. “”Secondo un osservatore tedesco; “”l’ Inghilterra ha un monopolio di esportazione di capitali dal 1850. A quell’ epoca la Francia si mosse, soprattutto per gloria, impegnandosi nell’ esportazioni di capitale nel servizio di politica nazionale, nell’ espansione di interessi commerciali, e nell’ apertura di nuovi mercati.Questa visione riceve alcune conferme riguardo agli anni 1850. Scrivendo sul panico del 1857, Van Vleck nota: “”Proprio come la Francia fu il centro politico nevralgico dell’ Europa durante la prima metà del XIX secolo, così durante gli anni dal 1850 al 1857, fu il centro da cui le fluttuazioni nel ciclo economico si irradiarono””. (pag 190)”,”ECOI-165″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Desarrollo Económico.”,”””Differenze sistematiche di produttività per settori. Lo statistico francese J. Fourastiè, che si è interessato molto alla produttività, ha presentato un modello di sviluppo economico che combina le differenze sistematiche di produttività per settori con lo schema di elasticità-rendita della domanda, derivato dalla legge di Engel. Nella sua esposizione, le patate sono usate come esempio di bene primario, le biciclette, di secondario, e una camera di hotel come terziario. La produttività del lavoro nel primo caso si dice che sia aumentata da 100 nel 1800 a 130 nel 1950. (…) Per quanto riguarda le biciclette è stato necessario considerare come anno base il 1900, dato che il prodotto è relativamente nuovo: la produttività è aumentata da 100 nel 1900 a 700 nel 1950, e sta ancora aumentando. (…) Nell’ ultimo caso, l’ abitazione di hotel, la produttività si è mantenuta praticamente invariabile dal 1800 al 1950, per quanto la domanda abbia provocato un aumento del consumo da 100 nel 1800 a 10.000 nel 1950.”” (pag 192-193)”,”ECOI-192″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Storia della finanza nell’ Europa occidentale. (Tit.orig.: A Financial History of Western Europe)”,” “”Con l’ andar del tempo, gli italiani persero il loro ruolo centrale nel sistema bancario europeo. Non tutte le città italiane fiorirono e decaddero insieme. Firenze perse importanza nel decennio 1520-30, quando Francesco I sequestrò i beni fiorentini a Parigi, Lione e Bordeaux nel 1521, come rappresaglia per aver comunicato i suoi preparativi di guerra contro gli spagnoli delle Fiandre, e di nuovo quando non rispettò i propri impegni nei confronti dei banchieri fiorentini nel 1529, dopo che il riscatto dei suoi figli, a seguito del Trattato di Cambrai, gli lasciò troppo poco per pagare i debiti (Ehrenberg, 1896 (1928), pp 206-9). Genova divenne un punto centrale per il commercio e la moneta dopo il 1550, succedendo a Venezia, ma attorno al 1620 soccombette a sua volta all’ astro nascente di Amsterdam (Braudel, 1949 (1972), vol. 1, pp. 387-94). C’erano anche forti legami tra alcuni centri: Venezia (e la Lega Anseatica) con Bruges; Firenze con Lione (e Bruges); la Germania meridionale (e Genova) con Anversa””. (pag 64)”,”EURE-052″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”La grande depressione nel mondo, 1929-1939. (Tit.orig.: Die Weltwirtschaftskrise)”,”KINDLEBERGER Charles P. è professore di economia presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) dal 1948. Dal 1936 ad oggi (1993) ha ricoperto vari incarichi presso i più importanti organismi internazionali.”,”ECOI-201″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”La grande depressione nel mondo, 1929-1939. (Tit.orig.: Die Weltwirtschaftskrise)”,”KINDLEBERGER Charles P., economista noto in tutto il mondo, è professore di economia presso il Mit (Massachussetts Institute of Technology) dal 1948. Dal 1936 ad oggi ha ricoperto vari incarichi presso importanti organismi internazionali. “”Fu il crollo della borsa di New York che segnò l’ inizio della depressione. I prezzi canadesi erano andati crescendo a partire dal 1926, e solo in seguito decrebbero dai massimi raggiunti; essi si mossero sempre per ultimi. I mercati europei avevano per la maggior parte già imboccato la strada della discesa: la Germania nel 1927, il Regno Unito nel 1928, la Francia nel febbraio del 1929. Il mercato di Vienna, che aveva aperto la crisi del 1873, era stabile, in attesa del 1931. Il ruolo trainante fu svolto dalla borsa di New York; essa determinò effetti di portata mondiale, che non si esplicarono attraverso movimenti paralleli nei prezzi dei titoli di altri mercati. In quel periodo l’ ascesa della borsa di New York appariva spettacolare: l’indice industriale Dow-Jones andò da una punto minima di 191 all’ inizio del 1928 fino a 300 nel dicembre dello stesso anno e ad un massimo di 381 nel settembre del 1929; cioè, raddoppiò in due anni. Due forti cadute si erano verificate nel dicembre 1928 e nel marzo 1929, e furono queste che nell’ ottobre del 1929 portarono gli speculatori a cullarsi nell’ illusione che si trattasse solamente di un ulteriore aggiustamento del mercato. (…)””. (pag 89) La moratoria Hoover. 1931. L’ ipotesi di sospensione delle riparazioni. Il 5 giugno Hoover suggerì a Mellon una moratoria per la Germania, ma il segretario ribetté che si trattava di affari dell’ Europa. La stampa europea continuava ad accusare gli Stati Uniti di succhiare l’ oro dall’ Europa e di minarne i sistemi finanziari. Hoover “”sapeva che questo non era vero, che era solo un altro esempio dell’ abitudine europea di addossare agli Stati Uniti la responsabilità dei propri errori””; era pronto ad ammettere con un’ espressione usata due volte nelle sue memorie, che l’ oro ed il credito a breve termine si comportavano come “”un cannone dondolante sulla coperta del mondo in un’ era sballottata dalle tempeste””. La pressione sulla Germania ebbe inizio in maggio. (…) Giugno fu il mese più difficile. La Reichsbank perse 164 milioni di marchi in oro nei primi sei giorni, dopo di che le cose non fecero che peggiorare; ma il guaio era stato in parte voluto. (…)””. (pag 130-131) “”L’ attacco si sposta sulla sterlina. (…) Un effetto più scoraggiante per la situazione della sterlina sul mercato valutario fu quello del rapporto May, risultato del lavoro di una commissione insediatasi nel marzo 1931 sotto la guida di Sir George May allo scopo di fornire osservazioni riguardo alle proposte di bilancio del governo laburista””. (pag 136)”,”ECOI-202″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”I primi del mondo. L’ egemonia economica dalla Venezia del Quattrocento al Giappone di oggi.”,”Il ruolo della guerra sullo sviluppo economico. “”Ho già accennato alla teoria, secondo cui la sconfitta potrebbe essere stimolane e anche quella di Organzky e Kuglar, “”la teoria della Fenice””, sulla ripresa del paese che ha perso dopo dieci-quindici anni dalla sconfitta. Ma ci sono elementi a favore dell’ idea che vede nella guerra una “”serra””, un acceleratore della crescita o del declino; in quanto accelera l’ascesa delle economie in rapida crescita e il declino di quelle che stanno appassendo o comunque rallentando, indipendentemente dal ruolo di vincitori o vinti. Forse la teoria deriva sostanzialmente dall’ esperienza anglo-americana dopo la prima e la seconda guerra mondiale, che accelerarono sia la crescita degli Usa sia il relativo declino della Gran Bretagna. Ma gli esempi potrebbero essere tanti.”” (pag 52-53)”,”ECOI-209″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Economia internacional.”,” KINDLEBERGER Charles P. professore di economia nell’ Istituto di tecnologia del Massachusetts (Usa) (Mit) “”Se per esempio calano le esportazioni, come pure le importazioni, la diminuzione della spesa esterna in esportazioni viene compensata da un aumento della spesa interna in sostituzione delle importazioni. Questo esige un trasferimento dolce e senza frizioni di risorse interne dal settore dell’ esportazione a quello che compete all’ importazione. Supponendo che questo possa raggiungere non si stabilizzerà il reddito interno? Laursen e Metzler espressero la questione in termini della ripercussione delle variazioni della relazione reale di intercambio sulla spesa interna totale (…)””. (pag 301)”,”ECOI-216″
“KINDLEBERGER Charles”,”Histoire mondiale de la spéculation financière.”,”KINDLEBERGER C. è nato negli Stati UNiti, ed è uno dei maggiori storici economici contemporanei. Collaboratore di Keynes alla fine della guerra quando occorreva ricostruire il sistema finanziario internazionale mondiale ha contribuito allo studio e alla riflessione delle più grandi istituzioni. Professore al MIT per 33 anni e francofilo, ha scritto molte opere sulle crisi finanziari. “”On dit souvent des Etats-Unis que “”c’est le pays par excellence des paniques commerciales et financières”” sans doute à cause des ses banques “”sauvages””. Michel Chevalier dans les années 1830 oppose la modération française à la spéculation américaine (tout en reconnaissant toutefois que la spéculation stimule la construction de canaux, de chemins de fer, de routes, d’usine et favorise l’urbanisation). Il consacre toute sa ‘lettre d’Amérique’ n° 25 à la spéculation: “”Tout le monde spécule et l’on spécule sur tout. Les plus audacieuses entreprises n’effraient pas; toutes trouvent des souscripteurs. Du Maine à la Rivière Rouge, les Etats-Unis sont devenus une immense rue Quincampoix””. Il faut y voir là le résultat de la permissivité des institutions. Mais l’on peut également développer de nombreux arguments contradictoires pour expliquer les comportements spéculatifs dans d’autres pays (…). Morgenstern recens dix paniques en France, soit deux de plus qu’aux Etats-Unis ce qui n’est “”pas surprenant si l’on connaît l’instabilité politique en France”” (…)””. (pag 56-57)”,”ECOI-264″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Flussi internazionali di capitale. Marshall Lectures, 1985.”,”KINDLEBERGER Charles P., nato a New York nel 1910, è stato professore di economia al MIT. “”Per un importante centro finanziario prima della Seconda Guerra Mondiale una fuga pesante di capitali era costituita di 100 milioni di dollari al giorno; al culmine della crisi finanziaria del 1964, 1967, 1971, 1979, e così via una corrente di capitali sfavorevole poteva ridurre le riserve della banca centrale di parecchi miliardi di dollari in una sola seduta operativa sui cambi””. (pag 59) “”Milton Friedman nega la possibilità di una speculazione destabilizzatrice con l’argomento darwiniano che se gli speculatori dovessero comprare a un prezzo alto e vendere a un prezzo basso perderebbero denaro e sarebbero scacciati dall’attività economica. La teoria convenzionale però non si riferisce a tutti gli speculatori, ma ai professionisti che spingono i tassi in alto e vendono al punto massimo di ascesa, o li spingono in basso e coprono le loro vendite a breve al fondo del ribasso. Le persone alle quali essi vendono al punto più alto o dalle quali essi comprano al punto più basso perdono danaro. Costoro possono essere speculatori non informati e intempestivi. Spesso sono le banche centrali che cercano senza successo di stabilizzare i cambi.”” (pag 60)”,”ECOI-320″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Potere e denaro.”,”Kindleberger sulla concezione marxista dell’interesse nazionale. “”Secondo la tesi marxista l’interesse nazionale non è propriamente l’aggregazione, opportunamente ponderata, degli interessi dei diversi gruppi che concorrono a formare la società del paese in questione, bensì semplicemente l’interesse di una particolare classe dominante: quella dei capitalisti. L’interesse nazionale è una media ponderata solo nell’ipotesi che la classe dei capitalisti abbia peso uno e tutte le altre – e soprattutto la classe lavoratrice – peso zero. Nella sfera della politica interna lo stato è gestito da e per i capitalisti, i quali opprimono con la forza altri gruppi che potrebbero sfidare il loro predominio. Nella sfera della politica internazionale lo stato sostiene gli interessi del capitale, cercando di appoggiare i suoi sforzi volti a sfruttare mercati, risorse e lavoro stranieri e ricorrendo alla forza per reprimere ogni tentativo dei paesi sfruttati di conquistare l’indipendenza o di mutare i rapporti contrattuali da loro imposti. I marxisti ritengono che la linea di demarcazione tra gli interessi di classe dei capitalisti e quelli dei lavoratori valichi i confini nazionali, e prestano scarsa attenzione alla possibilità che, diciamo, gli interessi degli industriali canadesi siano in contrasto con quelli degli industriali Usa, o che l’United Automobile Workers, il sindacato dei lavoratori dell’industria automobilistica americana, possa considerare con preoccupazione un aumento delle importazioni di automobili straniere negli Stati Uniti, anche se ciò avrebbe come effetto un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori della Volkswagen e della Toyota. Si noti che secondo la tesi marxiana il nazionalismo è una forza unificatrice meno potente della funzione economica”” (pag 41) [Charles P. Kindleberger. Potere e denaro, 1972]”,”ECOI-022-FPA”
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Lo sviluppo economico europeo e il mercato del lavoro.”,”KINDLEBERGER Charles P. è docente di economia presso il MIT. Ha fatto parte delle commissioni consultive per il Piano ERP ed è stato responsabile per il Dipartimento di Stato americano della Division of German and Austrian Economic Affairs. Si è interessato ai problemi monetari, allo sviluppo economico e agli scambi internazionali. L’emigrazione come esportazione di capitale. “”Un’altra possibilità di perdita derivante dall’emigrazione è inclusa nell’opinione secondo cui l’emigrazione stessa costituisce una forma di esportazione di capitale, idea impropria nel caso di un paese povero e bisognoso di capitale sotto altre forme. Questa questione viene dibattuta in Italia dall’inizio del secolo (13). Il primo punto in discussione è se il lavoro fosse produttivo in patria, punto che è già stato esaminato; secondo punto è il quesito se la produttività, ammesso che fosse positiva, andasse esclusivamente a vantaggio dell’individuo o, in parte; anche del paese nel suo insieme. Ma ancor prima di porre queste domande, si manifesta il dubbio se ad esseri umani, abitanti in paesi in via di sviluppo, possano essere applicate teorie relative al capitale. Se gli emigranti fossero schiavi, per di più allevati a tale scopo, sarebbe appropriato chiedersi se sia conveniente, per un paes povero, allevare schiavi destinati all’esportazione (un’attività intensiva di capitale in un paese che di capitale è povero). La risposta sarebbe, senza alcun dubbio, negativa. Ma i bambini nascono, ed i giovani vengono allevati, educati ed istruiti, senza alcuna considerazione per il vantaggio economico che si potrà ricavare dal processo. E’ vero che Gary Becker ha prodotto un modello nel quale i bambini sono considerati un bene di consumo, un bene di consumo durevole, ad essere precisi, che permette di realizzare un utile soltanto a lungo termine ed è caratterizzato da notevole deprezzamento (14). Ma questo modello, usato per spiegare la controrivoluzione demografica che determinò un aumento del saggio delle nascite negli Stati Uniti (e in Francia) dopo il secondo conflitto mondiale, è applicabile soltanto a paesi ricchi. Nella maggior parte dei casi, la procreazione può essere considerata antieconomica, e l’incremento che essa produce nelle forze di lavoro dovrebbe essere considerato estraneo ai processi deliberativi relativi a produzione, consumo e risparmio. In queste circostanze, il lavoro può essere capitale, ma i suoi costi sono “”investiti a fondo perduto””. La questione, se convenga allevare ragazzi da destinare all’emigrazione, non è proponibile. I giovani esistono per cui dobbiamo applicare loro l’analisi non del “”costo reale””, ma del “”costo di opportunità””. Qual’è l’uso più conveniente del lavoro disponibile, impiegarlo all’estero o lasciarlo disoccupato in patria? Oppure se esistono opportunità di lavoro nel paese, occuparlo in una di esse, con un modesto ammontare di capitale, o all’estero, con un quantitativo maggiore? L’immigrazione può essere considerata un’importazione di capitale da parte del paese ricevente, anche se l’emigrazione è gratuita, poiché il costo di allevamento ed educazione dei giovani costituisce un investimento a fondo perduto per il paese di emigrazione. Si è calcolato che ogni rifugiato in arrivo nella Germania Occidentale rappresentava un regalo di 5.000 dollari di capitale, tanto essendo costato allevarlo ed educarlo (15). Ma si può allo stesso modo sostenere che, dopo il raggiungimento del livello di piena occupazione, l’immigrazione richede formazione di capitale, come è già stato messo in evidenza in occasione della discussione sul caso svizzero, e si può altresì dimostrare che l’emigrazione costituisce un risparmio di capitale. Se il lavoratore rimanesse nel paese d’origine, sarebbe necessario effettuare investimenti per lui in fattorie e in abitazioni, oltre che in scuole e in impieghi sociali in genere. Se egli emigrasse, il conto degli investimenti si ridurrebbe alle sole spese scolastiche ed al capitale privato da portarsi al seguito all’estero (16). In aggiunta, c’è l’importante questione della distribuzione del reddito. Che differenza c’è, per il paese preso nell’insieme, se un lavoratore rimane in patria o va all’estero? Il salario che gli è conferito gli appartiene, perché ne disponga come preferisce. Il suo prodotto non è perso per il suo paese perchè non fu mai contemplato che dovesse essergli destinato. Egli può contribuire al sostentamento della famiglia in maggior misura dall’estero di quanto avrebbe potuto, probabilmente, rimanendo in patria. Si può dire che, una volta emigrato il lavoratore, lo stato abbia perso capacità di tassazione, un effetto di second’ordine, e questo sarà egualmente vero per la comunità nella quale egli vive, ma anche senza emigrare, il lavoratore è altrettanto libero di trasferirsi dalla comunità. Esistono altri effetti di second’ordine, oltre ai mutamenti di capacità di tassazione: il restringimento del mercato per i produttori, i mutamenti di produttività marginale per altri fattori, il contributo che i suoi risparmi possono fornire alla formazione del capitale, e così via. Ma l’effetto di prim’ordine si annulla: la sua produzione è persa, ma persi sono anche i consumi, il che è approssimativamente lo stesso. La nozione secondo cui con l’emigrazione il paese d’origine perde un bene, e con esso i suoi profitti, è fondata su un’analisi imperfetta”” (pag 113-115) (13) Vedi G. Cosmo, “”L’emigrazione italiana fino al 1940″”, Banca Nazionale del Lavoro, Rivista trimestrale, n.ri 28-39, gennaio-giugno 1954, pag. 85″,”EURE-090″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”Potere e denaro.”,”Charles P. Kindleberger, docente di economia presso il Massachussets Institute of Technology è uno de più noti esperti di economia internazionale. Ha una vasta conoscenza di affari econmici acquisita come consulente di enti pubblici e privati e in posizioni di responsabilità per conto del governo statunitense. Nel quadro di queste attività si è occupato in particolar modo dei problemi ecoomici dei paesi europei. Fra le sue opere: ‘Lo sviluppo economico’, ‘Economia internazionale’, ‘Lo sviluppo economico europeo’. Effetti della guerra (bombardamenti) sull’economia di un paese impegnato nel conflitto. Attaccare l’economia di un nemico. “”La teoria del bombardamento aereo contrappone l’uno all’altro due classici cliché sulla natura di un’economia moderna. Secondo uno di questi cliché tutte le risorse di un paese moderno sono così specializzate e interdipendenti che basta distruggere una qualsiasi delle sue industrie di un certo rilievo per portare la sua intera struttura economica in uno stato di virtuale paralisi. Nella Seconda guerra mondiale gli alleati bombardarono le fabbriche tedesche di cuscinetti a sfere e a rulli nel tentativo di paralizzare la produzione nemica di aerei, carri armati e autocarri, tutti mezzi che richiedono un largo impiego di cuscinetti. L’altro cliché è che tutte le risorse sono riducibili, in ultima analisi, a manodopera. La manodopera può modificare i progetti delle macchine più diverse in modo da ridurre il fabbisogno di cuscinetti a sfere, qualora questi cominciassero a scarseggiare; essa può accantonare scorte di cuscinetti riorganizzando la produzione in modo che l’inserimento dei cuscinetti possa essere effettuato il più tardi possibile nel processo di montaggio; può recuperare cuscinetti da macchine e mezzi danneggiati; ma, soprattutto, può costruire nuove fabbriche di cuscinetti sottoterra o in località fuori mano, al sicuro dal pericolo di nuovi attacchi. Ambedue i cliché – che un’economia moderna è altamente interdipendente e che in ultima analisi tutto è riconducibile alla manodopera – rispondono al vero. La soluzione di questo apparente paradosso va ricercata nella dimensione temporale. A breve termine, ogni particella della struttura produttiva è specializzata e dipendente dal funzionamento di tutte le altre. A lungo termine, è il lavoro che conta. A breve termine, il blocco navale e il bombardamento aereo incidono qualitativamente sulla capacità del nemico di combattere; a lungo termine, sia l’uno che l’altro hanno l’effetto di assorbire la sua manodopera. In guerra l’esito della battaglia economica dipende dal fatto che l’attaccante riesca a colpire con sufficiente efficacia la capacità del nemico di soddisfare le esigenze della sua popolazione e del suo apparato bellico, e che soprattutto riesca a farlo con sufficiente rapidità, prima che il difensore abbia il tempo di modificare la distribuzione della sua manodopera tra i vari settori produttivi in modo da ridurre l’impiego della risorsa che scarseggia e da mettere a punto materiali ideonei a sostituirla. Se il consumo della risorsa in questione può essere limitato poiché le forze militari non sono impegnate sul campo di battaglia, il difensore viene a godere di un punto di vantaggio spesso decisivo. Solo in condizioni del tutto eccezionali la guerra d’assedio, non accompagnata da un effettivo attacco militare, ha buone probabilità di successo. Il ruolo che le armi economiche possono svolgere nell’attacco sono più di appoggio che di avanguardia”” (pag 139-140)”,”ECOI-398″
“KINDLEBERGER Charles P.”,”I primi del mondo. L’egemonia economica dalla Venezia del Quattrocento al Giappone di oggi.”,”Il ruolo della guerra nell’ascesa delle economie in crescita e nel declino delle economie in rallentamento “”La guerra sarà il principale argomento del prossimo capitolo, che descrive il passaggio del primato economico da un paese all’altro. Ho già accennato alla teoria, secondo cui la sconfitta potrebbe essere stimolante e anche quella di Organzky e Kuglar, «la teoria della Fenice», sulla ripresa del paese che ha perso dopo dieci-quindici anni dalla sconfitta. Ma ci sono elementi a favore dell’idea che vede nella guerra una “”serra””, un acceleratore della crescita o del declino, in quanto accelera l’ascesa delle economie in rapida crescita e il declino di quelle che stanno appassendo o comunque rallentando, indipendentemente dal ruolo di vincitori o vinti. Forse la teoria deriva sostanzialmente dall’esperienza anglo-americana dopo la prima e la seconda guerra mondiale, che accelerarono sia la crescita degli Usa sia il relativo declino della Gran Bretagna. Ma gli esempi potrebbero essere tanti. Venezia declinò nell’ultimo quarto del XVI secolo nonostante la vittoria sui turchi a Lepanto nel 1571. La crescita olandese fu solo blandamente interrotta dall’occupazione francese del 1672 perché il paese (secondo i più) era vicino al suo massimo sviluppo, ma la fine del suo primato come potenza economico-politica si registra poi con la conquista francese del 1793. La guerra esercita forti pressioni sulle risorse. L’esito finale di queste pressioni dipende soprattutto dalla capacità di risposta della società, e in particolare dalle modifiche apportate agli antichi regimi delle foreste, dell’acqua, delle miniere e delle strade, via via che il cambiamento ha luogo (Cipolla). La reazione al disastro, alle epidemie umane e animali, richiedeva a sua volta la coordinazione sociale, di cui l’Europa abbondava, compresi i sussidi pubblici per l’eliminazione e il seppellimento degli animali malati e per mettere in quarantena imbarcazioni e case – tutte cose che richiedevano spese ingenti e che erano praticate nell’Europa medievale, mentre mancavano del tutto nei paesi islamici e in Estremo Oriente, dove in simili tragiche circostanze governi restavano passivi (Jones 1978). La distruzione materiale prodotta dalla guerra è stata diffusamente ritenuta la sua conseguenza economica più grave fino a quando il miracolo post-bellico tedesco e quello giapponese non hanno chiarito che il numero di morti, i danni di guerra e il disordine prodotto erano relativamente poco importanti rispetto alla reattività. La reattività rientra nella categoria dell’innovazione sociale nel modello olandese del Central Planning Bureau. La guerra dei Trent’anni nel Sacro Romano Impero è stata per lungo tempo ritenuta responsabile dell’inversione di rotta del progresso economico dell’Europa centrale, soprattutto per la necessità che ne conseguì di fare affidamento sui mercanti stranieri. Anche a questo proposito alcuni osservatori ritengono che la svalutazione monetaria del tempo sia stata più dannosa della perdita di capitale e di forza lavoro (G. Parker 1984, p. 214; Steinberg 1966, p. 1060)”” (pag 52-53) Si parla di Venezia e di Genova (‘Le città stato italiane, Venezia, Firenze, Genova, Milano, i fattori di decadenza, la finanza)’ (pag 80-94) La Germania dopo la guerra (pag 220-221) La sconfita della Germania da parte degli Alleati, il piano Morgenthau (ritorno della Germania all’economia agricola), il problema delle riparazioni, l’ UNRRA, gli aiuti alle zone occupate in Germania (GARIOA) …”,”ECOI-021-FV”
“KINDLEBERGER Charles P., a cura di Giuliano MUSSATI”,”Economic Laws and Economic History.”,”Le quattro ‘Raffaele Mattioli Lectures’ sono state tenute da Kindleberger all’ Università Bocconi di Milano dal 12 al 14 maggio 1980 “”It was once said that Mexico was the happiest of all countries with high profit that were reinvested, and revolutionary slogans to keep the working classes content. While Mexican growth is under way, neither aspect of that once happy state seems to obtain: the rich live opulent lives, and the poor grow restive. It is worth thinking about the industrial revolution in Britain once more. Observing it from the Continent, Germans and French coveted the sharp increase in productivity, but, like Engels, deplored the vile conditions to which working classes had to submit, and from which they revolted on many occasions from Peterloo in 1819 to the Chartist riots of the 1840s. It is salutary to recall that much of this unrest was the result of the breakdown of the guild system, based on handicrafts operating in monopolized markets, and of the suffering of proto-industry -independent cottage workers – under competition of the factory,. Enough of it, however, was the consequence of the iron law of wages, the Lewis or Marxian model of unlimited supplies of labour, or an industrial reserve army, which made growth continuous, except for periodic intervals of financial crisis. Over 100 years, it worked out well, and led to the highest level of living outside the empty spaces of America and the regions of recent settlement. But the ultimate achievement of growth can have been small consolation to the successive generations of working men and women that had to wait for their great grandchildren to benefit”” (pag 41-42) “”Una volta si diceva che il Messico era il più felice di tutti i paesi con alti profitti che venivano reinvestiti e slogan rivoluzionari per mantenere docili le classi lavoratrici. Mentre la crescita messicana è in corso, nessuno dei due aspetti di quella situazione un tempo felice sembra realizzato: i ricchi vivono vite opulente e i poveri diventano irrequieti. Vale la pena di pensare ancora una volta alla rivoluzione industriale in Gran Bretagna. Osservandola dal continente, tedeschi e francesi bramavano il forte aumento della produttività, ma, come Engels, deploravano le condizioni misere in cui le classi lavoratrici dovettero vivere, e da cui si ribellarono in molte occasioni da Peterloo nel 1819 alla rivolta cartista del 1840. È utile ricordare che gran parte di questa agitazione era il risultato della rottura del sistema delle corporazioni, basato sul lavoro manuale operante in mercati monopolizzati, e della sofferenza della proto-industria – lavoratori a domicilio indipendenti – sottoposti alla concorrenza della fabbrica. Notevole, comunque, fu la conseguenza della legge ferrea dei salari, il modello Lewis o Marx di offerte illimitate di lavoro, o di un esercito industriale di riserva, che rendeva la crescita continua, tranne per intervalli periodici di crisi finanziaria. In 100 anni ha funzionato bene e ha portato al più alto livello di vita eccetto le zone spopolate dell’America e le regioni di recente insediamento. Ma il recente risultato della crescita può essere stato una magra consolazione per le successive generazioni di lavoratori e lavoratrici che hanno dovuto aspettare che ne beneficiassero i loro pronipoti”” (pag 41-42) [Charles P. Kindleberger, Economic Laws and Economic History, Cambridge University Press, Cambridge, 1980]”,”ECOT-392″
“KING Bolton”,”Mazzini.”,”””Quale posto gli spetta nella politica? Il nostro apprezzamento deve scindersi. Quale pensatore politico, egli sta molto in alto. Ha lasciato una teoria dello Stato che è preziosissima, perche informata ad una grande idea morale. (…) Nella particolareggiata applicazione delle sue teorie politiche, errò sovente, e sempre per quella stessa ignoranza dei fatti, che lo danneggiò in tanti modi. Alla sua repubblica mancò l’essenziale; le sue teorie di governo democratico sono vaghe, e non riescono a soddisfare. (…)”””,”ITAB-019″
“KING David a cura, testi di Pierre BROUE'”,”Trotsky.”,”Crisi di Kronstadt. Didascalia: “”Sopra, Trotsky e Lenin sono al centro dei delegati del 10° Congresso che vanno a prendere parte all’ attacco. A fianco, Zinoviev, presidente del soviet di Pietrogrado: Trotsky pensa che egli porti, per le sue iniziative demagogiche, una grande responsabilità per l’ agitazione operaia nella capitale della rivoluzione, ove, come a Cronstadt, molti comunisti si levano contro i dirigenti. A destra, Trotsky nel 1921. Per via della sua responsabilità di commissario alla guerra, gli anti-comunisti di tutti i generi faranno di lui il “”macellaio”” di Cronstadt e gli imputeranno la severa repressione che seguì lo schiacciamento dell’ insurrezione. Di fatto, Trotsky non ebbe in questa vicenda più responsabilità degli altri dirigenti.”” (pag 98)”,”TROS-150″
“KING Greg”,”L’ultima zarina. Vita e morte di Alessandra Fëdorovna.”,”Greg King, storico americano e studioso in particolare di storia russa e della dinastia dei Romanov, è autore si numerose importanti biografie. In Italia ha pubblicato Ludwig, Genio e follia di un re. L’ultima zarina è la biografia completa su Alessandra Fëdorovna, moglie dell’ultimo zar Nicola II Romanov.”,”RUSx-105-FL”
“KING Nicole”,”C.L.R. James and Creolization. Circles of Influence.”,”Nicole King is an associate professor of literature at the University of California (San Diego). Acknowledgments, Preface, Abbreviations, Coda, Notes, Works Cited, Index,”,”BIOx-026-FL”
“KING Russell a cura; saggi di Philip MARTIN Russell KING Paul WHITE Antonio GOLINI Corrado BONIFAZI Alessandra RIGHI Wolfgang LUTZ Christopher PRINZ Grete BROCHMANN Malcolm CROSS Vladimir GRECIC Richard ROWLAND Krysia RYBACZUK Bela HOVY Barbara RHODE John SALT”,”The New Geography of European Migrations.”,”Saggi di Philip MARTIN Russell KING Paul WHITE Antonio GOLINI Corrado BONIFAZI Alessandra RIGHI Wolfgang LUTZ Christopher PRINZ Grete BROCHMANN Malcolm CROSS Vladimir GRECIC Richard ROWLAND Krysia RYBACZUK Bela HOVY Barbara RHODE John SALT Emigrazione dei ‘cervelli’ (migranti con livello di studi superiori) pag 228-245″,”STAT-630″
“KING David”,”Ordinary Citizens. The Victims of Stalin.”,”David King has produced and designed many books on Soviet subjects including a photographic biography of Leon Trotsky and The Commissar Vanishes: The Falsification of Photographs and Art in Stalin’s Russia.”,”RUSS-104-FL”
“KING David”,”The Commissar Vanishes. The Falsification of Photographs and Art in Stalin’s Russia.”,”David King has produced and designed many books on Soviet subjects including a photographic biography of Leon Trotsky and The Commissar Vanishes: The Falsification of Photographs and Art in Stalin’s Russia. David King ha prodotto e disegnato molti libri su argomenti sovietici. Stephen F. Cohen is Professor of Politics and Russian studies at Princeton University. Cohen è professore di politica e studi Russi presso la Princeton University. Preface di Stephen F. COHEN, Introduction, Photographs, fotografie, Acknowledgments, bibliography, Photographic albums, Graphic portfolios, indice dei nomi, index prefazione di Stephen F. COHEN, introduzione, foto, ringraziamenti, bibliografia, album fotografico, indice nomi, indice”,”RUSS-105-FL”
“KING-CHI CHAN Chris”,”The Challenge of Labour in China. Strikes and the changing labour regime in global factories.”,”Chris King-Chan è assistente professore nel Dipartimento di studi sociali applicati alla City University di Hong Kong. Ha ottenuto il PhD all’Università di Warwick.”,”MCIx-076″
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. I.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-067-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. II.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-068-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. III.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-069-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. IV.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-070-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. V.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-071-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. VI.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-072-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. VII.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-073-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. VIII.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-074-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”The Invasion of the Crimea: its Origin, and an Account of its Progress Down to the Death of Lord Raglan. Vol. IX.”,”Alexander William Kinglake, storico inglese, nato il 5 agosto 1809 a Taunton nel Somerset, morto il 2 gennaio 1891. Fu educato a eton e nel Trinity College a cambridge (1828-32). Studiò quindi susseguentemente per la professione di avvocato e fu membro del parlamento dal 1857 al 1868. L’interesse per l’Oriente, unito in lui all’inclinazione per la storia militare, lo spinse a recarsi nel 1854 in Crimea, dove conobbe lord Raglan, comandante dell’esercito britannico. Avuti nel 1856 da lady Raglan tutti i documenti, che essa possedeva, riguardanti la guerra di Crimea, diete inizio alla sua storia della History of the Crimean War.”,”QMIx-075-FL”
“KINGLAKE Alexander William”,”Viaggio in Levante (Eothen).”,”Alexander William Kinglake (1809-1891) fu ad Algeri e accompagnò la colonna volante di St. Arnaud nel 1845. Seguì la spedizione inglese in Crimea e fu presente alla battaglia di Alma (1854). Per invito di Lady Raglan scrisse la storia della campagna di Crimea fino alla morte di Lord Raglan. Dal 1857 al 1865 sedette ai Comuni come deputato di Bridgewater.”,”VIOx-003-FFS”
“KINNER Klaus”,”Der deutsche Kommunismus. Selbstverständnis und Realität. Band 1 Die Weimarer Zeit.”,”Paragrafo del 3° capitolo: ‘Der rot-brune Volksentscheid. Die Kpd 1931: Zwischen Massenpolitik und Selbstdemontage’ (Il referendum rosso-bruno. KPD 1931 tra politica di massa e di auto-distruzione)”,”MGEK-112″
“KINROSS Patrick Balfour Lord”,”Atatürk. The Rebirth of a Nation.”,”””The ruthless cynicism of this view shocked his hearers. But only Ismet, listening thoughtfully as Kemal spoke, rose to answer him, walking across with his light springy step to the desk where he sat, and leaning over it to engage him in earnest argument. Speaking in the simplest terms he contended that heir Government , if it was to have any claims to decency, must keep its word, that there must at all costs be mutual trust between Government and people. Their discussion grew intense, and continued until the pearl-white Angora dawn began to light up the window behind Kemal’s back”” (pag 228) Bibliografia: The Ottoman Centuries: The Rise and Fall of the Turkish Empire by Patrick Balfour Kinross”,”TURx-034″
“KINROSS John Patrick Lord”,”The Ottoman Centuries. The Rise and Fall of the Turkish Empire.”,”KINROSS John P.”,”TURx-035″
“KINZER Stephen”,”Crescent and Star. Turkey between two worlds.”,”KINZER Stephen corrispondente estero veterano, ha visitato più di 50 paesi in 4 continenti. Nel 1996 è diventato capo dell’ ufficio del New York Times ad Istanbul. Ora è il corrispondente relativo alla cultura nazionale per lo stesso giornale di stanza a Chicago. E’ autore di varie opere. Nel suo volume indaga sulle verità e le contraddizioni della nazione turca, che sta tra l’ Europa e l’ Asia, tra le glorie dell’ impero ottomano e le speranze in un futuro democratico, tra il dominio del suo esercito e i bisogni della società civile, tra le aspettative secolari e laiche e le tradizioni musulmane. “”Per migliaia di anni i Curdi sono vissuti in quella che si usava chiamare Mesopotamia e che alcuni ora chiamano Kurdistan, un nome che il governo turco rifiuta per la sua supposta contaminazione politica. Oggi essi sono stimati a circa trenta milioni, dei quali metà in Turchia, un altro quarto in Irak, il 15 per cento circa in Iran il 5 per cento in Siria e il resto sparpagliati nella regione e oltre. Fino a non molto tempo fa gli stessi curdi non si pensavano come tali ma come membri di un clan o di un’ altro.”” (pag 110)”,”TURx-021″
“KIPLING Rudyard”,”Kim.”,”””Di qui la freschezza che fra tutte le opere di Kipling ha conservato ‘Kim’: non romanzo, ma successione di macchie di colore, in cui si potranno ritrovare uno per uno tutti gli ingredienti di effetto dell’ autore – e il gusto didattico, e l’ orgoglio imperiale, e il manierismo folkloristico, e tante altre cose, – ma appena accennate e, per così dire, negate l’una all’ altra, perché rimanga solo ed intatto il gusto di un racconto che è gioia di vedere, di vivere, di guardare negli occhi degli altri, e di narrare tutto ciò che si è guardato, visto e vissuto.”” (pag 7) “”Voi che battete la Ristretta Via Che va al Giudizio fra baglior d’ inferno, Gentili siate quando Buddha prega Il pagano nel tempio a Kamakura.”” (pag 9)”,”VARx-237″
“KIPP Jacob W.”,”Lenin and Clausewitz: The Militarization of Marxism, 1914-1921.”,”Jacob W. Kipp è Professore di storia russa alla Kansas State University. Dal 1979 al 1983 è stato ‘Associate Editor’ della rivista ‘Military Afffairs’. Ha pubblicato molti articoli sulla storia militare e navale della Russia e dell’Urss. “”With the outbreak of World War I, Lenin’s speculations and writings about war underwent a radical transformation. Ideologies, like the paradigms of a scientific discipline, begin to disintegrate when the exceptions or anomalies start to threaten the very core of the model. Normal ideological discourse, like what Thomas Kuhn has called “”normal science””, becomes increasingly difficult. Lenin’s concerns were shared by socialists across Europe. In Marxist terms practice, i.e.,, objective circumstances, had called into question a central point of theory. In 1914 Lenin, along with other social democrats, confronted an anomaly of such scope and power that their ideological assumptions could not but undergo change (6). (…) In Lenin’s case, this crisis had a profound, but largely unacknowledged consequence, for Soviet military science. For Lenin, the committed revolutionary, the ramifications of a general European war were no abstract concern. On the contrary, because he was committed to changing the world, Lenin required of theory that it grant him “”scientific foresight”” . the ability to foresee the war’s course and outcome. On the one hand, this led Lenin to review the substantial body of socialist literature on finance capitalism and imperialist rivalries, culminating in 1916 with his synthetic work, ‘Imperialism the Highest State of Capitalism’ (10). On the other Hand, Lenin was concerned with the problem of theory reconstruction, a task made essential bay the apparent failure of accepted Marxism to predict or prevent the war. It is most typical of Lenin that in the face of such earth-shaking historical events, he should return to philosophy in order to find a theoretical framework upon which to analyze these events and to guide his actions”” (pag 185); “”His first citation of Clausewitz’ work is most instructive in what it reveals about his method and technique. The citation came in a work devoted to the collapse of the Second International, which was written in the first half of June 1915 (20). Here Lenin presents his paradigm shift in the form of intellectual synthesis of Clausewitz. Hegel, Marx, and Engels, transforming the dialectic from an external process of “”copying”” observed empirical phenomena into an internalized tool for the unification of theory and practice: “”Applied to wars, the basic thesis of this dialectic, so shamelessly distorted by Plekhanov (the defending Russia’s prosecution of the war as part o a democratic struggle against German militarism) to the purposes of the bourgeoisie, is this, that “”war is simply the continuation of politics by other (namely violent) means””. Such is the formulation of Clausewitz, one of the greatest writers on questions of military history, whose ideas were engendered by Hegel. And such ideas were always the point of view of Marx and Engels, ‘each’ war, they viewed as a continuation of the politics of a given interested power and of the different classes within them – at a given time (21). (…) The reality of war and the bitter intersocialist politics of 1915-1916 brought Lenin to a radical revision of Marxist thought on war. If the European working class could not deter war through solidarity and proletarian internationalism, then the question became one of how to benefit from anomaly. The answer was to transform the imperialist war into a civil war. Lenin embraced Clausewitz in a fashion never done by Marx or Engels”” (pag 186); Note: (6) Thomas S. Kuhn, ‘The Structure of Scientific Revolutions’, Chicago, 1970, 2nd edition, 43-76; (10) V.I. Lenin, ‘Polnoe Sobranie sochinenii’, 27, Moscow, Progress, 1965-1970, 299-426; (20) Ibidem, 26, 224; (21) Ibid.] Rivista: Military affairs : journal of the American Military Institute. Autore: American Military Institute.; Kansas State University. Department of History. Editore: Washington, D.C. : American Military Institute, [1941-1988] Serie: Kansas State University Library bibliography series, no. 6. Edizione/Formato: Rivista, giornale : Periodical : EnglishVedi tutte le edizioni e i formati Banca dati: WorldCat Military history — Periodicals. United States — History, Military — Periodicals. Histoire militaire — Periodiques.”,”LENS-272″
“KIPPING Norman WHITEHORN J.R.M.”,”Uno sguardo sul Giappone.”,”””Gli stabilimenti che abbiamo visitato sono dotati in gran parte di impianti e macchinari moderni e perfezionati indirizzati alla produzione di massa, con particolare riguardo alla ottima qualità ed all’ accurata rifinitura dei prodotti. Circa il 90% degli impianti e dei macchinari è costruito in Giappone e per il resto predominano macchinari di fabbricazione statunitense, germanica e svizzera. Raramente abbiamo visto impianti e macchinari inglesi. La disposizione di mezzi è media o molto buona. Allo studio del lavoro non viene attribuita importanza particolare e abbiamo avuto l’ impressione che il contenuto del lavoro dei prodotti sia spesso sensibilmente superiore al necessario. L’ ispezione della produzione è soddisfacente ed i mezzi messi in opera per il maneggio dei prodotti sono eccezionalmente accurati.”” (pag 16-17)”,”JAPE-013″
“KIRBY David”,”War, Peace and Revolution. International Socialism at the Crossroads, 1914-1918.”,”Grimm Robert organizzatore del movimento di Zimmerwald e rapporti con Lenin “”This was amplified by Grimm in his opening speech to the assembled representatives of a mixed assortment of opposition groups, conveyed to the small village of Zimmerwald from Bern in four charabancs on the morning of 5 September 1915. The major socialist parties had abandoned internationalism and were sailing tin the wake of nationalism. Under such circumstances, the ISB (BSI) could no longer carry out its tasks: it now led a life of ghostly inactivity. Grimm then endorsed the PSI call for proletarian action for peace on the basis of the resolutions and decisions of the International. (…)’ (pag 78) “”The conference also established the International Socialist Commission (ISC) to direct further activities. This was to be located in Switzerland, and Robert Grimm was appointed as its secretary. The response of the main opposition groups in France and Britain was disappointing. The ILP had nominated delegates to the Zimmerwald conference after discussions with Oddino Morgari, but passports had been refused. (…)”” (pag 80)”,”INTS-071″
“KIRCHMAYER Jerzy”,”L’insurrezione di Varsavia.”,”KIRCHMAYER Jerzy “”Abbiamo il Comando generale dell’AK (Armata nazionale) che non sa decidersi alla cooperazione con l’armata sovietica, né nel 1943, quando questa si avvicina rapidamente alla Polonia ed è chiaro che è la sola in grado di liberare il paese, e nemmeno nel 1944, quando l’armata sovietica è già alle soglie della Polonia. Il Comando generale preferisce insistere con la politica dell’immobilismo e del totale isolamento militare. Ma di colpo decide per l’insurrezione a Varsavia senza nemmeno avere notizie di quanto accade ad oriente e a occidente della Vistola, privo di qualsiasi collegamento con gli eserciti anglosassoni e con l’armata sovietica dalla quale poi attende la salvezza; senza disporre di armementi e senza la prospettiva di poterli ottenere; non avendo, in una simile situazione, la più piccola speranza di conseguire il successo. Il risultato: una cocente disfatta, la distruzione della capitale, centinaia di migliaia di vittime”” (pag 264) Nota: (secondo alcuni storici, in realtà Stalin, ma l’autore non l’ammette, potendolo fare, non muove un dito per aiutare gli insorti polacchi, e attende che i tedeschi facciano piazza pulita degli insorti prima di muoversi)”,”POLx-040″
“KIRCHMAYER Jerzy”,”L’insurrezione di Varsavia.”,”Jerzy Maria Kirchmayer nasce il 29/agosto/1895 a Cracovia e muore l’11/aprile/1959 a Otwock, Polonia. É stato uno storico e comandante militare polacco, un generale di brigata dell’esercito Polacco e uno dei primi storici della rivolta di Varsavia del 1944.”,”QMIS-034-FL”
“KIRK Russell”,”The Conservative Mind. From Burke to Eliot.”,”””Acton himself, after the Reform of 1885, could not ignore the collectivistic inclinations of Liberalism; but he excused them – at least the “”academic socialism”” of Continental thinkers, of which, he conceded, Gladstone was becoming the English representative – as somehow the intellectual drift of the time. “”I quite agree with Chamberlain, that there is latent Socialism in the Gladstonian philosophy. What makes me uncomfortable is his inattention to the change which is going on in these things. … But it is not the popular movement, but the travelling of the minds of men who sit in the seat of Adam Smith that is really serious and worthy of all attention””””. (pag 355)”,”TEOP-327″
“KIRKPATRICK Ivone”,”Storia di Mussolini.”,”Nel 1919 Sir I. KIRKPATRICK entrò nel Foreign Office, lavorò quindi a Rio, Londra, Roma e Berlino. Durante gli anni trascorsi a Roma fu 1° Segretario d’Ambasciata poi incaricato d’Affari presso la Santa Sede. Durante la 2° GM fu Sovraintendente dei Servizi Europei della BBC e Deputato Delegato al Comitato di Controllo per la Germania, nel 1950 fu nominato Primo Delegato e nel 1955 Sottosegretario permanente al Foreign Office. Dopo il suo ritiro dalla scena politica (1957) è stato P della Independent Television Authority e P della National Bank. Ebbe vasti contatti e amicizie e prese parte a numerosi avvenimenti. Ciò si rivelò prezioso per la stesura di questo libro. Conobbe da vicino MUSSOLINI e molti protagonisti di quel periodo (HITLER, GORING, GOEBBELS, RIBBENTROP, CIANO, GRANDI, PIO XII ecc.”,”ITAF-013″
“KIRSCHKE STOCKDALE Melissa”,”Paul Miliukov and the Quest for a Liberal Russia, 1880-1918.”,”Melissa Kirschke Stockdale is Assistant Professor of History at the University of Oklahoma. Biography of Miliukov’s life in Russia is the most comprehensive available in any language. Paul Miliukov was one of the most formidable intellectual and political forces of Russia’s late imperial period. Illustrations, Preface, Note on Transliteration, Titles, and Dates, Conclusion, Epilogue, Notes, Selected Bibliography, Index,”,”RUSx-095-FL”
“KISSINGER Henry a cura di Sandro OTTOLENGHI”,”Sfida all’ Occidente.”,”KISSINGER ha ricevuto nel 1973 il premio Nobel per la pace per il suo contributo alla soluzione del problema indocinese. E’ stato segretario di Stato dal 1973 al 1976 sotto la presidenza NIXON, e fino al 1975 direttore del ‘National Security Control’. OTTOLENGHI è un giornalista, nel 1980 responsabile della sezione esteri del settimanale Panorama.”,”USAP-039″
“KISSINGER Henry”,”Does America need a Foreign Policy? Toward a Diplomacy for the 21st Century.”,”Libro di KISSINGER pubblicato (ante 1970) dalla Mondadori: ‘Policentrismo e politica internazionale. La dottrina che ha ispirato la nuova politica estera americana’.”,”USAP-040″
“KISSINGER Henry”,”Diplomacy.”,”KISSINGER è stato consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di Stato. Ha ricevuto il premio nobel per la pace, e altre onorificenze. E’ un ex professore di Harvard, vive a New York. “”Il primo termine di Roosevelt coincise con il pieno rigoglio del revisionismo riguardo alla prima guerra mondiale. Nel 1935, uno speciale Comitato del Senato sotto la presidenza del senatore del Nord Dakota, Gerald Nye pubblicò un rapporto di 1400 pagine che accusava i fabbricanti d’ armi per entrata in guerra dell’ America. Da lì in poi, il libro best-seller di Walter Millis ‘The Road to War’, popolarizzò le tesi per una audience di massa. Sotto l’ impatto di questa scuola di pensiero, la partecipazione americana alla guerra venne spiegata con la condotta illecita, la cospirazione e il tradimento, piuttosto che con gli interessi fondamentali o permanenti.”” (pag 378)”,”RAIx-157″
“KISSINGER Henry A.”,”Diplomazia della restaurazione.”,”””La guerra di Spagna sembrò confermare le previsioni di Metternich. Per la prima volta, Napoleone si trovò di fronte a un nemico che non si arrendeva dopo una battaglia perduta; e che non aumentava con le sue risorse quelle della Francia. I primi rovesci dell’ esercito di ricambio sfatarono la leggenda dell’ invincibilità di Napoleone. “”Abbiamo scoperto un grande segreto,”” scrisse Metternich nel 1808; “”Napoleone non ha che un esercito, la Grande Armée, e le reclute francesi non sono migliori di quelle degli altri paesi””.”” (pag 22) “”Ancora più importante era il vantaggio morale. Austerlitz aveva dimostrato che era rischioso essere nemici di Napoleone; Jena, che era disastroso rimanere neutrali; ma la Spagna provava al di là di ogni dubbio che era fatale essergli amici””. (pag 22) Avanzare e negoziare. “”Perfino Metternich si fece trascinare dall’ entusiasmo nazionale, così estraneo alla sua mentalità cosmopolita. “”Napoleone basa le sue speranze di successo,”” scrisse al suo superiore, Stadion, “”sulla nostra lentezza di movimenti, sul periodo di respiro che ci prenderemo dopo la prima vittoria, o sullo scoraggiamento… e la paralisi che seguiranno alla prima sconfitta… Adottiamo perciò i suoi principi. Non consideriamoci vincitori fino al giorno dopo la battaglia, né sconfitti fino a quattro giorni dopo… Teniamo sempre la spada in una mano e il ramo d’ ulivo nell’ altra, sempre pronti a negoziare, ma negoziando solo mentre avanziamo…””. (pag 23)”,”RAIx-160″
“KISSINGER Henry”,”Diplomatie.”,”Risvolti internazionali conflitto russo-polacco. “”Nel dicembre 1920, Lenin descriveva così la strategia sovietica: ‘La nostra esperienza dipende, in primo luogo, da una rottura radicale nel campo delle potenze imperialiste, e, secondariamente, dal fatto che la vittoria dell’ Intesa e la pace di Versailles hanno messo la grande maggioranza della nazione tedesca in una situazione invivibile (…). Il governo borghese tedesco odia ferocemente i bolscevichi, ma gli interessi della situazione internazionale lo spingono verso la pace con la Russia sovietica contro la propria volontà.’ La Germania arrivava alla stessa conclusione. Durante la guerra russo-polacca, il generale Hans von Seeckt, l’ architetto dell’ esercito tedesco del dopoguerra, scriveva: ‘Lo stato polacco attuale è una creazione dell’ Intesa. Esso deve rimpiazzare la pressione esercitata in altre occasioni dalla Russia sulla frontiera orientale della Germania. Il conflitto della Russia sovietica con la Polonia colpisce quest’ultima, ma soprattutto l’ Intesa: la Francia e la Gran Bretagna. Se la Polonia sprofonda, tutto l’ edificio di Versailles vacilla. Ne segue dunque chiaramente che la Germania non ha alcun interesse a fornire un aiuto alla Polonia nella sua lotta contro la Russia.”” (pag 239-240) Cicerin e Rathenau. Le due potenze continentali. “”Meno di un anno dopo, la Germania e l’ Unione Sovietica negoziarono degli accordi segreti di cooperazione economica e militare. Benché Rapallo divenisse in seguito il simbolo dei pericoli del riavvicinamento germano-sovietico, niente di quello che accade era stato programmato. Ma è vero anche che il riavvicinamento in questione era assolutamente inevitabile, tenuto conto dell’ ostracismo in cui erano tenuti i due più grandi paesi continentali.”” (pag 242) “”L’ enorme dipendenza psicologica della Francia nei riguardi della Gran Bretagna può spiegare perché essa non fece preparativi militari, anche quando il suo ambasciatore a Berlino, André Francois-Poncet, informò Parigi il 21 novembre 1935 dell’ entrata imminente delle forze tedesche in Renania – ossia tre mesi e mezzo prima che la cosa si verificasse veramente.”” (pag 277) Gli USA oltre Monroe. “”Nell’ aprile del 1939, meno di un mese dopo l’ occupazione di Praga da parte dei nazisti, Roosevelt dichiara per la prima volta che l’ aggressione contro i piccoli paesi costituiva una minaccia generale per la sicurezza americana. (…) Indirizzandosi all’ Unione panamericana il 14 aprile, egli fece un passo in più affermando che gli interessi degli Stati Uniti debordavano ormai dal quadro della dottrina di Monroe (…)””. (pag 340)”,”RAIx-161″
“KISSINGER Henry”,”A’ la Maison Blanche, 1968-1973.”,”Professore ad Harvard, analista di geopolitica, KISSINGER si è rivelato un diplomatico e un uomo di stato efficace. Ha ricevuto nel 1973 il premio Nobel per la pace e nel 1977 la medaglia presidenziale della libertà. E’ stato ministro degli affari esteri degli Stati Uniti dal 1973 al 1977. De Gaulle è diventato il portavoce degli Stati-nazione e dell’ autonomia del continente europeo di fronte agli Stati Uniti.”” (pag 108) Europa allargata, MEC e Stati Uniti. “”Uno studio preparato allo scopo dal CNS notava: ‘A lungo termine, potremo trovarci di fronte a una “”Europa allargata”” formata da un Mercato comune di almeno dieci membri a pieno titolo, con dei paesi neutri dell’ AELE (Associazione europea di libero scambio), godenti di accordi commerciali preferenziali con almeno i paesi mediterranei e la maggior parte dell’ Africa. Questo blocco assicurerà intorno alla metà del commercio mondiale, quando la nostra partecipazione non è che del 15 per cento; possederà delle riserve monetarie quasi doppie delle nostre, e sarà anche capace di metterci costantemente in minoranza in seno alle organizzazioni economiche internazionali””. (pag 444)”,”RAIx-179″
“KISSINGER Henry”,”Punti fermi. Scritti scelti, 1977-1980.”,”Sono qui raccolti discorsi e dichiarazioni pubbliche (interviste) pronunciati da KISSINGER dopo che nel gennaio 1977 ha abbandonato gli incarichi di governo. “”L’ enorme cumulo di profitti da parte dei produttori di greggio sovrasta minaccioso tutta l’ economia mondiale, costituendo un fattore di instabilità anche quando non sia manipolato per motivi politici. Nel corso di un’ altra crisi mediorientale, l’ enorme quantitativo di petrodollari accumulai potrebbe diventare un’ arma rivolta contro il sistema monetario e finanziario mondiale. A partire dai drammatici eventi del 1973, la dipendenza statunitense dalle importazioni di greggio è aumentata di quasi il 50% nonostante gli sforzi compiuti da tre presidenti per promuovere un’ efficace risposta nazionale alla sfida energetica. (…) Se le conseguenze economiche e politiche della crisi energetica sono di grave momento per gli Stati Uniti, tanto maggiore è la sua incidenza su altri paesi, più del nostro dipendenti dalla importazioni di petrolio””. (pag 63)”,”USAQ-037″
“KISSINGER Henry”,”Ending the Vietnam War. A History of America’s Involvement in and Extrication from the Vietnam War. Taken from his bestselling memoirs. With new and updated material.”,”Dedicato all’ ambasciatore Ellsworth Bunker e al generale Creighton Abrams. KISSINGER Henry è stato segretario di Stato e premio Nobel per la pace. “”Hanoi stava effettivamente istruendo i suoi quadri nel Sud per preparali per un lungo periodo di competizione politica. Ma nessuna politica estera è più forte della sua base domestica. Nixon si basò su ciò per ritenere che la conclusione degli accordi di Parigi comportavano il diritto a rafforzarli – come è stato il caso in ogni precedente e successivo conflitto in cui gli Americani avevano sacrificato le loro vite. Ma il Watergate minò quello che rimaneva di coesione nazionale e alterò i precedenti equilibri tra le branche del legislativo e dell’ esecutivo. Gli accordi di Parigi non erano terminati da molto che la controversia diede loro una nuova messa a punto.”” (pag 457)”,”USAQ-041″
“KISSINGER Henry”,”L’ arte della diplomazia.”,”KISSINGER Henry nato in Germania, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1938 ottenendo la cittadinanza nel 1943. Nel 1950 si è laureato con lode ad Harvard, dove è stato membrodi facoltà dal 1954 al 1969 e dal 1952 al 1969 direttore dell’ Harvard International Seminary. Già assistente del presidente per la Sicurezza Nazionale, il 22 settembre 1973 è stato eletto cinquantaseiesimo Segretario di Stato americano, restando in carica fino al 20 gennaio 1977. Ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1973 e la massima onorificenza civile americana, la Medaglia presidenziale per la Libertà nel 1977. “”L’ assassinio di Kennedy rese ancor più difficile per l’ America districarsi dal Vietnam. Se Kennedy aveva veramente intuito che il paese aveva imboccato una strada impraticabile, avrebbe potuto tornare sulla sua decisione, ma Johnson in quel caso avrebbe potuto dare l’ impressione di gettare all’ aria la politica del venerato predecessore; e ciò era reso ancor più difficile dal fatto che nessuno fra i collaboratori ereditati da Kennedy, con la sola eccezione del Sottosegretario di Stato George Ball, consigliava il disimpegno. Solo un leader dotato di autostima e conoscenza veramente straordinarie avrebbe potuto decidere una ritirata di tale portata poco dopo la sua nomina. E quando si trattava di politica estera Johnson era estremamente incerto.”” (pag 510) “”La motivazione iniziale dell’ intervento in Vietnam era stata che la sua caduta avrebbe condotto al crollo dell’ Asia non comunista e pertanto difendendo il Vietnam del Sud l’ America combatteva in realtà per se stessa, indipendentemente dalla possibilità di rendere quel paese più o meno democratico. Ma questa analisi era troppo geopolitica per gli americani e venne presto sopraffatta dall’ idealismo wilsoniano. Un’ amministrazione dopo l’ altra si era dovuta misurare con un duplice compito: la sconfitta di una guerriglia con basi sicure lungo un’ estesa periferia e la democratizzazione di una società senza tradizioni di pluralismo.”” (pag 511)”,”USAP-070″
“KISSINGER Henry”,”L’ arte della diplomazia.”,”2° copia KISSINGER Henry nato in Germania, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1938 ottenendo la cittadinanza nel 1943. Nel 1950 si è laureato con lode ad Harvard, dove è stato membrodi facoltà dal 1954 al 1969 e dal 1952 al 1969 direttore dell’ Harvard International Seminary. Già assistente del presidente per la Sicurezza Nazionale, il 22 settembre 1973 è stato eletto cinquantaseiesimo Segretario di Stato americano, restando in carica fino al 20 gennaio 1977. Ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1973 e la massima onorificenza civile americana, la Medaglia presidenziale per la Libertà nel 1977. Gli sviluppi del Patto nazi-sovietico. Hitler-Stalin. Molotov-Ribbentrop. “”Ribbentrop aprì i colloqui mostrando perché la vittoria della Germania era inevitabile. Sollecitò Molotov a unirsi al Patto Tripartito sorvolando sul fatto che era un’ elaborazione del vecchio Patto anticomintern. Su quella base sarebbe stato possibile “”stabilire sfere d’ influenza fra Russia, Germania, Italia e Giappone su linee molto ampie””. Secondo Ribbentrop l’ intesa non avrebbe dovuto comportare conflitti in quanto i futuri associati erano interessati soprattutto ad espandersi verso sud. (…) Chiunque avesse avuto la minima dimestichezza con le dichiarazioni pubbliche di Hitler avrebbe capito che queste erano solo sciocchezze. L’ Africa era sempre stata di scarso interesse per i nazisti e probabilmente Molotov aveva letto abbastanza Mein Kampf per sapere che Hitler cercava un Lebensraum in Russia. (…) I sovietici non avevano alcun itneresse per proposte del genere, ma esprimento la sua disponibilitàa entrare nel Patto Tripartito Molotov immediatamente si cautelò con l’ argomentazione che “”era necessario essere precisi nel delineare sfere d’ influenza per un periodo piuttosto lungo””. Ovviamente questo non poteva avvenire in una sola visita a Berlino e avrebbe richiesto consultazioni più estese, compresa una visita di Ribbentrop a Mosca.”” (pag 272-273)”,”RAIx-194″
“KISSINGER Henry A.”,”Policentrismo e politica internazionale. La “”dottrina”” che ha ispirato la nuova politica estera americana. [Tit.orig.: American Foreign Policy – Three Essays]”,”KISSINGER Henry A. (1923) ha insegnato scienze politiche ad Harvard, è stato direttore del programma dei National Security Studies e membro del Center for International Affairs. Ha scritto pure: ‘Castlereagh, Metternich and the Revolution of Peace, 1812-1822’. Kissinger: Se la bipolarità Usa Urss rimane valida sul piano miliare, sul piano politico si assiste al formarsi di un mondo policentrico. Il concetto di “”blocco”” tende a indebolirsi e ad erodersi.”,”USAQ-072″
“KISSINGER Henry A.”,”A World Restored. Metternich, Castlereagh and the problems of peace 1812-22.”,”Libro dedicato da Kissinger a William Y. Elliott La Prussia cercava di realizzare un sistema di sicurezza collettiva in Europa. “”At this moment, just when the Congress seemed ready to conclude on high note of harmony, there arose another dispute, which revealed once more that in the absence of more tangible guarantees the appearance of harmony does not suffice to reassure Continental nations. This time it was Prussia which sought safety in a system of collective security. Extending from the Vistula to beyond the Rhine, composed of two major parts separated by enclaves, Prussia was no little disquieted by Castlereagh’s insistence that the Alliance required interpretation from case to case. She therefore proposed a Treaty of Guarantee, extending only to the territorial possessions of the major powers and including the Netherlands and the German Confederation. There could be no doubt about the Tsar’s reaction to the prospect of realizing at least part of his favourite project. But even Metternich was tempted. Characteristically, he favoured the treaty not only because it would represent an admission of self-limitation by Russia, but, more importantly, as a means to reduce the influence of the military party, always hostile to Austria, within Prussia (1)”” (pag 229-230) (1) N.P. III, p. 159″,”RAIx-334″
“KISSINGER Henry”,”Anni di crisi. Volume II.”,”L’ex segretario di Stato Henry Kissinger si è laureato con lode ad Harvard per poi ricoprire incarichi di insegnamento nel campo delle scienze politiche e delle relazioni internazionali. É autore di numerosi saggi sulla politica, sulla strategia della difesa e sui rapporti internazionali. Nel 1973 ha ricevuto il premio Nobel per la pace e nel 1977 la Medaglia presidenziale per la libertà. Ha ricoperto la carica di segretario di Stato dal 1973 al 1977 sotto i presidenti Nixon e Ford. La sua opera precedente, Gli anni della Casa Bianca, pubblicata in Italia da SugarCo, ha vinto nel 1979 l’American Book Award per la storia. Le Memorie di Kissinger coprono il periodo storico che va dal 1969 al 1974.”,”USAQ-007-FL”
“KISSINGER Henry”,”Ordine mondiale.”,”KISSINGER Henry Arabia Saudita. “”Quella che è oggi l’Arabia Saudita uscì dall’orbita del dominio turco dopo la prima guerra mondiale, quando Ibn Saud riunificò i vari principati feudali sparsi per la Penisola Arabica e li tenne insieme con il vincolo dell’obbedienza patriarcale e della devozione religiosa. Da allora la famiglia reale ha affrontato compiti spaventosi: governa tribù tenacemente fedeli alla corona che vivono nel nomadismo tradizionale così come concentrazioni urbane che si avvicinano a quelle delle metropoli occidentali, e in qualche caso le superano, pur essendo collocate come miraggi all’interno di altipiani altrimenti vuoti. Un ceto medio emergente esiste nel contesto di un inveterato senso semifeudale di reciproco impegno. Nei limiti di una cultura politica estremamente conservatrice, i prìncipi regnanti hanno unito una monarchia a un sistema di consenso mediante il quale i numerosi membri della famiglia reale estesa hanno un qualche ruolo nelle decisioni, e ai comuni cittadini è stato progressivamente accordato un certo grado di partecipazione alla vita pubblica. Milioni di lavoratori stranieri – palestinesi, siriani, libanesi, egiziani, pakistani e yemeniti – formano nel paese un mosaico tenuto insieme dal legame dell’Islam e del rispetto per l’autorità tradizionale. Ogni anno parecchi milioni di viaggiatori musulmani provenienti da tutto il mondo arrivano contemporaneamente in Arabia Saudita per compiere il ‘hajj’, il pellegrinaggio alla Mecca in cui vengono celebrati riti consacrati dal profeta Maometto durante la sua vita terrena. Questa affermazione di fede, che ogni credente che ne sia fisicamente in grado ha l’obbligo di effettuare almeno una volta nella propria vita, conferisce al paese un’importanza religiosa unica, ma gli impone anche un’annuale sfida logistica che nessun altro Stato affronta. Nel frattempo, la scoperta di immensi giacimenti di petrolio ha dato all’Arabia Saudita una ricchezza pressoché senza pari nella regione, generando un’implicita minaccia alla sicurezza di un paese scarsamente popolato, privo di confini terrestri naturali e con una minoranza sciita politicamente autonoma stanziata in una delle zone chiave per la produzione di petrolio. I governanti sauditi vivono con la consapevolezza del fatto che la cupidigia dei loro vicini potrebbe tradursi in un tentativo di conquista, oppure, in un periodo di rivoluzioni, nel potenziale appoggio ad agitazioni politiche settarie. Consapevoli della sorte delle nazioni vicine, sono inevitabilmente ambivalenti in merito alla modernizzazione economica e sociale, sapendo che un’assenza di riforme può alienare la loro popolazione giovanile, mentre riforme intraprese con troppa rapidità potrebbero acquistare un proprio slancio e in definitiva mettere a rischio la coesione di un paese che ha conosciuto soltanto una monarchia conservatrice. La dinastia ha tentato di pilotare il processo di mutamento sociale ed economico – nell’ambito della struttura propria della società – precisamente al fine di controllarne il passo e il contenuto. Questa tattica ha consentito agli Al Saud di produrre quel tanto di cambiamento che basta a impedire l’accumulo di tensioni sociali potenzialmente esplosive, evitando al contempo gli effetti destabilizzanti di un mutamento troppo rapido. La politica estera del paese, per gran parte dell’esistenza del moderno Stato saudita, è stata caratterizzata da un circospezione che ha elevato la tortuosità al livello di una peculiare forma d’arte. (…) L’Arabia Saudita ha occultato la propria vulnerabilità con l’opacità, mascherando l’incertezza sulla motivazioni degli estranei con una lontananza ugualmente impenetrabile all’eloquenza e alla minacce”” (pag 136-137)”,”RAIx-350″
“KISSINGER Henry”,”On China.”,”Illustrazione pagina 24 su gioco Wei Qi “”This contrast [China-West, ndr] is reflected in the respective intellectual games favored by each civilization. China’s most enduring game is ‘wei qi’ (pronounced roughly “”way chee””, and often known in the West by a variation of its Japanese name, ‘go’). ‘Wei qi’ translates as “”a game of surrounding pieces””; it implies a concept of strategic encirclement. The board, a grid of nineteen-by-nineteen lines, begins empty. Each player has 180 pieces, or stones, at his disposal, each of equal value with the others. The players take turns placing stones at any point on the board, building up positions of strength while working to encircle and capture the opponent’s stones. Multiple contests take place simultaneously in different regions of the board. The balance of forces shifts incrementally with each move, as the players implement strategic plans and react to each other’s initiatives. At the end of a well-played game, the board is filled by partially interlocking areas of strength. The margin of advantage is often slim, and to the untrained eye, the identity of the winner is not always immediately obvious (30). Chess, on the other hand, is about total victory. The purpose of the game is checkmate, to put the opposing king into a position where he cannot move without being destroyed. The vast majority of games end in total victory achieved by attrition or, more rarely, a dramatic, skillful maneuver. The only other possible outcome is a draw, meaning the abandonment of the hope for victory by both parties. If chess is about the decisive battle, ‘wei qi’ is about the protracted campaign. The chess player aims for total victory. The ‘wei qi’ player seeks relative advantage. In chess, the player always has the capability of the adversary in front of him; all the pieces are always fully deployed. The ‘wei qi’ player needs to assess not only the pieces on the board but the reinforcements the adversary is in a position to deploy. Chess teaches the Clausewitzian concepts of “”center of gravity”” and the “”decisive point”” – the game usually beginning as a struggle for the center of the board. ‘Wei qi’ teaches the art of strategic encirclement. Where the skillful chess player aims to eliminate his opponents pieces in a series of head-on clashes, a talented ‘wei qi’ player moves into “”empty”” spaces on the board, gradually mitigating the strategic potential of his opponent’s pieces. Chess produces single-mindedness; ‘wei qi’ generates strategic flexibility. A similar contrast exists in the case of China’s distinctive military theory”” (pag 23-24-25) [(30) For enlightening discussions of these themes, and a fuller explanation of the rules of ‘wei qi’, see David Lai, “”Learning from the Stones: A ‘Go’ Approach to Mastering China’s Strategic Concept, ‘Shi'”” (Carlisle, Pa.: United States Army War College Strategic Studies Institute, 2004); and David Lai and Gary W. Hamby, “”East Meets West: An Ancient Game Sheds New Light on U.S. -Asian Strategic Relations; “”Korean Journal of Defence Analysis’, 14; no. 1 (Spring 2002)]”,”CINx-298″
“KISSINGER Henry”,”L’arte della diplomazia.”,”Henry Alfred Kissinger, nato in Germania, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1938, ottenendo la cittadinanza nel 1943. L’ex segretario di Stato Henry Kissinger si è laureato con lode ad Harvard per poi ricoprire incarichi di insegnamento nel campo delle scienze politiche e delle relazioni internazionali. É autore di numerosi saggi sulla politica, sulla strategia della difesa e sui rapporti internazionali. Nel 1973 ha ricevuto il premio Nobel per la pace e nel 1977 la Medaglia presidenziale per la libertà. Ha ricoperto la carica di segretario di Stato dal 1973 al 1977 sotto i presidenti Nixon e Ford. La sua opera precedente, Gli anni della Casa Bianca, pubblicata in Italia da SugarCo, ha vinto nel 1979 l’American Book Award per la storia. Le Memorie di Kissinger coprono il periodo storico che va dal 1969 al 1974.”,”RAIx-037-FL”
“KISSINGER Henry”,”Gli anni della Casa Bianca.”,”Rapporti difficili USA – India – Pakistan nel 1971. “”Nel 1971 i rapporti tra Washington e Nuova Delhi avevano raggiunto uno stato di cordialità forzata ed esasperata, come accade quando una coppia non va d’accordo, ma non sa decidersi a separarsi. I rapporti con il Pakistan, invece, erano improntati a una superficiale amicizia, che concretamente si riduceva a ben poca cosa. Nel subcontinente l’alleanza con gli Stati Uniti non aveva prodotto conseguenze rilevanti sul non-allineamento”” (pag 674)”,”BIOx-037-FV”
“KISSINGER Henry”,”Cina.”,”Libro fondato in parte su conversazioni dirette con i leader cinesi. Cerca di spiegare i termini concettuali in base ai quali i cinesi ragionano sui problemi della pace, della guerra e dell’ordine internazionale, e di confrontarli con l’approccio più pragmatico e specifico degli americani.”,”CINx-012-FC”
“KISSINGER Henry”,”Anni di crisi.”,”La trasformazione dell’amministrazione Nixon. (Watergate) “”Era sconvolgente osservare il crollo di un governo che solo poche settimane prima era apparso invulnerabile. Il presidente viveva in uno stato di letargia, di sbalordimento, come se avesse visto avverarsi i propri incubi. Aveva sempre vissuto con la premonizione di una futura catastrofe, premonizione che sembrava tanto più ossessionarlo quanto meno era capace di definirla e che lo dominava soprattutto quando le cose parevano andar bene”” (pag 93)”,”USAP-015-B”
“KISSINGER Henry A. SCHMIDT Henry HUTTENLOCHER Daniel”,”L’erA dell’ Intelligenza artificiale. Il futuro dell’identità umana.”,”Nel 2016 nel programma di una conferenza figurava il tema dell’intelligenza artificiale (IA). Uno di noi stava per perdersi l’incontro, ritenendo che si sarebbe trattato di una discussione tecnica estranea ai suoi abituali interessi. Un altro lo esortò a ripensarci, spiegandogli che l’intelligenza artificiale avrebbe presto influenzato quasi ogni ambito delle attività umane. L’incontro stimolò alcune discussioni , cui prese parte anche il terzo autore, e infine portò alla stesura di questo libro. Questo libro riguarda un settore della tecnologia che lascia presagire una rivoluzione nelle vicende umane. L’intelligenza artificiale – vale a dire macchine che possono eseguire compiti che richiedono un’intelligenza di livello umano – è diventata rapidamente una realtà. L’apprendimento automatico (machine learning), cioè il processo cui la tecnologia è sottoposta per acquisire conoscenza e abilità – spesso entro un lasso di tempo nettamente più breve di quello richiesto per i processi di apprendimento umano – ha continuato a svilupparsi in ambito medico, nella tutela dell’ambiente, nei trasporti, nell’applicazione della legge e in molti altri campi. Scienziati e ingegneri informatici hanno sviluppato tecnologie – in particolare metodi di apprendimento automatico che utilizzano «reti neurali profonde», capaci di produrre intuizioni e innovazioni a lungo sfuggite ai pensatori umani e di generare testi, immagini e video che sembrano essere creati da esseri umani”” (pag 13) Ringraziamenti a Schuyler SCHOUTEN, Ben DAUS, Bruce NICHOLS, Ida ROTHSCHILD, Mustafa SULEYMAN, Jack CLARK, Craig MUNDIE e Maithra RAGHU, Roberto WORK e Yll BAJRAKTARI, Demis HASSABIS, Dario AMODEI, James J. COLLINS e Regina BARZILAY, Eric LANDER, Sam ALTMAN, Reid HOFFMAN, James MANYIKA, Fareed ZAKARIA, Jason BENT e Michelle RITTER. Henry A. Kissinger, consigliere per la Sicurezza nazionale e segretario di Stato dei presidenti americani Richard Nixon e Gerald Ford. Eric Schmidt, imprenditore e filantropo, è tra i massimi esperti di tecnologia. È stato amministratore delegato di Google dal 2001 al 2011, rendendo l’azienda leader globale in ambito tecnologico, nonché, fra il 2015 e il 2020 presidente esecutivo. Danile Huttenlocher, decano del Mit, è un informatico con vasta esperienza nel settore industriale, in qualità di manager e consulente di diverse aziende tecnologiche della Silicon Valley. Dal 2019 è direttore dello Schwarzman College of Computing del Mit. Il volume contiene il capitolo ‘Sicurezza e ordine mondiale’ (pag 117-153) “”Riflettendo su questa eterna dinamica (i progressi tecnologici in campo militare, ndr) nel suo classico ‘Della guerra’, pubblicato nel 1832, il teorico militare prussiano Carl von Clausewitz osservò: «La forza si arma delle invenzioni delle arti e delle scienze per misurarsi contro la forza»”” (pag 117)”,”SCIx-558″
“KISSINGER Henry A.”,”L’Europa ridisegnata dalla democrazia. Metternich, Castlereagh e il problema della pace.”,”H. Kissinger (1923-2023) è stato Consigliere per la Sicurezza nazionale e segretario di Stato dei presidenti Richard Nixon e Gerald Ford (1973-1977) nonché consulente di politica estera di successive amministrazioni. Per il suo ruolo nella composizioe del conflitto del Vietnam ricevette nel 1973 il premio Nobel. Titolo originale ‘A world restored’ (1957) Alleanze. Potenza statica e dinamica. “”Carattere essenziale di un’alleanza, quasi per definizione, è che le divergenze tra i suoi membri e il nemico comune siano maggiori di quelle tra un membro e l’altro. Poiché una sembianza di concordia e una delle sue armi più efficaci, una coalizione non potrà mai ammettere che uno dei suoi membri costituisca una minaccia grave quasi quanto il nemico comune, e anzi forse sempre più grave, man mano che le vittorie modificano i rapporti di forza. Le coalizioni fra potenze, chiamiamole così, «statiche» e «dinamiche» sono, perciò, sempre precarie, e tendono a poggiare su un equivoco o su un’evasione, su un equivoco, perché una coalizione del genere sarà incline a risolvere con relativa facilità le questioni secondarie (quelle, cioè, rilevanti per alcuni membri soltanto, e tali da non modificare il rapporto di forza fondamentale), mediante il mutuo riconoscimento di rivendicazioni particolari. Su un’evasione, perché quanto più si rimanda, durante una guerra vittoriosa, la soluzione delle questioni di fondo, tanto più forte diventa la posizione della potenza dinamica sul piano militare e su quello psicologico. La sconfitta totale del nemico elimina, se non altro, un peso sulla bilancia, e pone la potenza statica di fronte all’alternativa di una resa o di una guerra contro l’ex alleato, la cui posizione relativa è migliorata per la sconfitta del nemico. La potenza statica, quindi, cercherà di imporre la definizione degli obiettivi di guerra nella fase più precoce possibile del conflitto, mettendo sul suo piatto, in sostanza, il peso o la paura del nemico. Finché il solco tra l’alleato dinamico e il nemico comune resta sufficientemente ampio, il desiderio di vittoria o il timore di vendetta può bastare a imporre la concordia. Questo era il disegno di Metternich nella campagna diplomatica conclusasi con l’ingresso dell’Austria nella coalizione, e questa doveva restare la sua linea politica per tutta la guerra. Tutto all’opposto, la potenza dinamica tenterà di rimandare una sistemazione definitiva il più a lungo possibile; e in questo sforzo avrà tutti i vantaggi dalla sua. Se insisterà sul fatto che gli accordi finali devono dipendere dalla situazione militare, tenderà a provocare una guerra totale, che crei un vuoto di potere mediante l’annientamento del nemico; e quanto più grande sarà il vuoto, tanto più grave apparirà l’alterazione dell’equilibrio e più «naturali» le aspirazioni non limitate. Solo una pace separata può essere di ostacolo, ma la potenza statica troverà sempre grande difficoltà, sul piano psicologico se non materiale, a concludere la guerra violando i trattati vigenti, poiché il vero obiettivo per cui si batte, la stabilità, dipende proprio dal riconoscimento dell’inviolabilità dei rapporti internazionali”” (pag 107-108) [Henry Kissinger, L’Europa ridisegnata dalla democrazia. Metternich, Castlereagh e il problema della pace’, Edizioni Le due rose, Milano, 2019]”,”RAIx-406″
“KITAIGORODSKIJ A.I.”,”Ordine e disordine nel mondo degli atomi.”,”””Si potrebbero citare innumerevoli esempi atti a illustrare questa lotta tra ordine e disordine. Dobbiamo concludere che siamo di fronte a una legge della natura che si esprime nel compromesso tra due tendenze opposte, cioè tra una tendenza verso l’ ordine (raggiungimento dell’ equilibrio stabile), da una parte, e una tendenza verso il disordine (raggiungimento della distribuzione più probabile caratteristica delle particelle in moto termico), dall’ altra””. (pag 170)”,”SCIx-177″
“KITSIKIS Dimitri”,”L’ empire ottoman.”,”KITSIKIS D è professore all’ Università di Ottawa. Differenza tra decadenza e declino: Raymond ARON diceva che “”la decadenza suggerisce dei giudizi di valore…, il declino indica semplicemente un rapporto di forze””. (cit rec libro di J. NYE, La leadership americain: quand les regles du jeu changent’, PU NANCY. 1992, Pol Etrang 2.1993)”,”TURx-016″
“KIZNY Tomasz, Con testi di Norman DAVIES Jorge SEMPRUN Sergej KOVALEV”,”Gulag.”,”Tomasz Kizny, fotografo e giornalista polacco, dopo l’entrata in vigore della legge marziale nel 1981, è stato uno dei fondatori di Dementi, associazione clandestina di fotografi indipendenti. Dal 1986 ha raccolto le testimonianze dei vecchi prigionieri di guerra polacchi tornati in patria dopo la morte di Stalin. Dopo la caduta del regime sovietico ha viaggiato su tutto il territorio dell’ex Unione Sovietica alla ricerca di ricordi e tracce di quello che costituiva un mondo a parte, quella terra sperduta nel mezzo dell’immensità sovietica: Il Gulag. Vive e lavora a Parigi.”,”RUSS-106-FL”
“KLÄR Karl-Heinz”,”Der Zusammenbruch der Zweiten Internationale.”,”KLÄR Karl-Heinz (1947) studia storia sociologia scienze politiche e romanistica a Saarbrucken e a Bonn.”,”INTS-044″
“KLEEBLATT Norman L. a cura; scritti di Paula E. HYMAN Benjamin F. MARTIN Micheal R. MARRUS Phillip Dennis CATE Linda NOCHLIN Susan Rubin SULEIMAN Michael BURNS”,”L’affare Dreyfus. La storia, l’opinione, l’immagine.”,”L’autore è direttore del Jewis Museum di New York.”,”EBRx-005-FSD”
“KLEHR Harvey HAYNES John Earl ANDERSON Kyrill M.”,”The Soviet World of American Communism.”,”Harvey Klehr is Andrew W. Millon Professor of Politics and History at Emory University. John Earl Haynes is 20th Century PoliticalHistorian at the Library of Comgress. Kyrill M. Anderson is director of the Russian Center for the Preservation and Study of Documents of Recent History. List of Documents Reproduced in Facsimile, Preface, Acknowledgments, A Note on the Documents, Glossary of Individuals and Organization, Chronology of American Communism, Introduction, Appendix, Selected Readings, Index,”,”MUSx-009-FL”
“KLEHR Harvey HAYNES John Earl FIRSOV Fridrikh Igorevich”,”The Secret World of American Communism.”,”Harvey Klehr is Andrew W. Millon Professor of Politics and History at Emory University. John Earl Haynes is 20th Century PoliticalHistorian at the Library of Comgress. Fridrikh Igorevich Firsov is formerly head of the Department of Publications of documents of the Communist movement at the Russian Center for the Preservation and Study of Documents of recent History. List of Documents Reproduced in Facsimile, Preface, Acknowledgments, A Note on the Documents, Glossary of Individuals and Organization, Chronology of American Communism, Introduction, Appendix, Selected Readings, Index,”,”MUSx-010-FL”
“KLEIN Fritz a cura”,”Neue Studien zum Imperialismus vor 1914.”,”Saggi di Sigrid WEGNER-KORFES Heinz LEMKE Jurgen HELL Fritz KLEIN Karlheinz SCHÄDLICH Wolfgang KLEIN I.J. BURLINGAS I.A. BELJAVSKAJA”,”RAIx-137″
“KLEIN Naomi”,”Shock Economy. L’ ascesa del capitalismo dei disastri.”,”KLEIN Naomi è l’autrice del bestseller ‘No Logo’. Ha una rubrica sul Guardian e su The Nation. “”Quando Friedrich von Hayek, santo patrono della Scuola di Chicago, andò in visita in Cile nel 1981, ricevette un’impressione così favorevole di Augusto Pinochet e dei Chicago Boys che, appena tornato in patria, si sedette e scrisse una lettera alla sua amica Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito. Le consigliò caldamente di prendere il Paese sudamericano a modello per trasformare l’economia della Gran Bretagna, improntata al keynesianismo. La Thatcher e Pinochet sarebbero poi diventati amici per la pelle, e l’ex primo ministro avrebbe fatto visita all’anziano generale mentre era agli arresti domiciliari in Inghilterra, accusato di genocidio, tortura e terrorismo. Il primo ministro britannico conosceva bene quello che definiva “”il grande successo dell’economia cilena””, descrivendolo come “”un ottimo esempio di riforma economica da cui possiamo imparare molto””. Eppure, malgrado l’amimrazione che nutriva per Pinochet, quando Hayek le suggerì di emulare le sue politiche di shockterapia, la Thatcher non fu affatto persuasa. Nel febbraio 1982, il primo ministro illustrò il problema, senza giri di parole, in una lettera al suo guru intellettuale: “”Sono certa che converrà con me che, in Gran Bretagna, con le nostre istituzioni democratiche e la necessità di un elevato margine di consenso, alcune misure adottate in Cile risulterebbero del tutto inaccettabili. La nostra riforma dovrà essere in linea con le nostre tradizioni e la nostra Costituzioen. A volte il processo sembrerà dolorosamente lento””. (pag 151)”,”USAQ-059″
“KLEIN Maury”,”Le Krach de 1929.”,”KLEIN Maury è professore di storia nell’Università di Rhode Island. E’ autore di opere sull’industria e i grandi imprenditori”,”USAE-071″
“KLEIN Claude”,”Israele. Lo Stato degli Ebrei.”,”Claude Klein insegna all’Università di Gerusalemme e all’Istituto superiore d’amministrazione di Tel Aviv. Sui temi trattati in questo libro ha pubblicato: Essai sur le sionisme aujourd’hui, La Découverte e La démocratie d’Israël,”,”VIOx-064-FL”
“KLIBANOV Aleksandr Il’ic, a cura di Valdo ZILLI”,”Storia delle sette religiose in Russia. Dagli anni ’60 del XIX Secolo al 1917.”,”Questa storia illustra il mondo multiforme delle sette russe nel periodo dell’emancipazione dei contadini (1861) alla Rivoluzione d’Ottobre; presenta quindi una realtà generalmente poco nota al lettore italiano per mancanza di informazione. Aleksandr Il’ic Klibanov è il maggior specialista sovietico della storia dei movimenti ereticali russi, stimato ed apprezzato per le sue ricerche sia in patria che all’estero. L’indagine è svolta in chiave rigorosamente marx-leninista, quindi talvolta giunge a giudizi discutibili secondo altro orientamento.”,”RUSx-142-FL”
“KLIMOV Youri”,”La création des fondements économiques du socialisme en URSS (1925-1932).”,”Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”RUSU-004-FAP”
“KLINE Morris a cura di CONTE Alberto”,”Storia del pensiero matematico. Volume I. Dall’antichità al Settecento.”,”Fin dalla prima edizione inglese del 1972, l’opera di KINE-M è stata salutata come la più importante, autorevole ed esauriente storia della matematica apparsa nel dopoguerra. Costruita con l’intento di presentare le idee oltre che i protagonisti, questa storia copre un arco temporale vasto che va dalla MESOPOTAMIA ad EUCLIDE, da FIBONACCI (PISANO Leonardo) alla invenzione del calcolo infinitesimale, da GAUSS-CF a POINCARE’-H. Ha un’appendice dedicata agli sviluppi più recenti, scritti appositamente per la prima edizine italiana del 1991. KLINE-M é professore emerito al Courant Institute of Mathematical Sciences della Università di NEW YORK, ed è uno dei più eminenti matematici contemporanei.”,”SCIx-087″
“KLINE Morris”,”Mathematical Thought from Ancient to Modern Times. Vol. I.”,”Morris Kline is Professor of Mathematics, Emeritus, at the Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University, where he directed the Division of Electromagnetic Research for twenty years. He is the author of many books, including Mathematics: The Loss of Certainty and Mathematics and the Search for Knowledge. Preface to the Three-Volume, Paperback Edition, Preface, Figure, Abbreviations, Publisher’s Note, Bibliography, Name index, Subject Index,”,”SCIx-206-FL”
“KLINE Morris”,”Mathematical Thought from Ancient to Modern Times. Vol. II.”,”Morris Kline is Professor of Mathematics, Emeritus, at the Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University, where he directed the Division of Electromagnetic Research for twenty years. He is the author of many books, including Mathematics: The Loss of Certainty and Mathematics and the Search for Knowledge. Preface to the Three-Volume, Paperback Edition, Preface, Figure, Abbreviations, Publisher’s Note, Bibliography, Name index, Subject Index,”,”SCIx-207-FL”
“KLINE Morris”,”Mathematical Thought from Ancient to Modern Times. Vol. III.”,”Morris Kline is Professor of Mathematics, Emeritus, at the Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University, where he directed the Division of Electromagnetic Research for twenty years. He is the author of many books, including Mathematics: The Loss of Certainty and Mathematics and the Search for Knowledge. Preface to the Three-Volume, Paperback Edition, Preface, Figure, Abbreviations, Publisher’s Note, Bibliography, Name index, Subject Index,”,”SCIx-208-FL”
“KLINKHAMMER Lutz”,”L’ occupazione tedesca in Italia 1943 – 1945.”,”L’A, nato nel 1960 a Treviri, è stato borsista presso l’Istituto storico germanico di Roma ed è attualmente ricercatore all’Univ di Colonia. Il libro è pubblicato contemporaneamente dall’Editore Niemeyer di Tubinga. Il libro offre una ricostruzione storica del periodo in cui l’IT viene a trovarsi nella paradossale condizione di ‘alleato occupato’. La peculiarità di questa condizione determinò la forma del dominio tedesco in IT che l’A definisce “”policrazia”” individuando con questo termine la rivalità e concorrenza tra più centri di potere largamente autonomi nel Reich. Questo concetto utilizzato per lo studio del funzionamento del regime nazista, è qui applicato alla politica estera e dà risultati ritenuti”,”GERQ-004″
“KLINKHAMMER Lutz FIORILLO Maurizio MARZINOT Federico LEVI Guido JAUFFRET Jean-Charles BATTIFORA Paolo MELLINATO Giulio MANZARI Giuliano CABONA Danilo, testimonianze di Dario NOLI Giuseppe NOBERASCO Manfredo MANFREDI Lorenzo PAGGI Lorenzo TRIONFI Giorgio RIGHETTI”,”Salvare i porti. Genova e altri scali mediterranei nelle fase finali della Seconda guerra mondiale.”,”Contiene: Il ruolo delle Sap nel salvataggio del porto di Genova (pag 363-369) Sap Squadre di azione patriottica: Squadre d’Azione Patriottca – SAP Le Squadre di azione patriottica (SAP) nascono su iniziativa delle brigate Garibaldi nell’estate del 1944. Hanno il compito di sviluppare il «coinvolgimento popolare nella guerra di liberazione, nelle città e nelle campagne» (R. Sandri, Squadre di azione patriottica, in E. Collotti, R. Sandri, F. Sessi, Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2006, p. 459). Dirette quindi a organizzare le masse, soprattutto in vista dell’insurrezione generale, le SAP si sviluppano soprattutto all’interno dei luoghi di lavoro – in particolare, le fabbriche e le campagne – e secondo Longo (agosto 1944, cit. ibidem), costituiscono «la riserva ausiliaria territoriale delle “brigate d’assalto Garibaldi” e delle brigate gap»; sono un’«organizzazione unitaria di massa» e non prevedono un inquadramento costante nei reparti partigiani, ma un’attività quotidiana nei luoghi consueti della vita dei singoli. «Il campo d’azione – scrive sempre Longo, vicecomandante del CVL – delle sap è vastissimo: dalla difesa collettiva armata contro i soprusi e le violenze tedesche e fasciste per impedire la requisizione del grano, degli altri prodotti agricoli e del bestiame […] a una azione costante di sabotaggio delle vie di comunicazione […]. Compito precipuo delle sap è quello di assicurare la protezione delle manifestazioni popolari di massa e di sviluppare forme audaci di propaganda e di mobilitazione delle masse per la battaglia insurrezionale». Le SAP sono dunque il tramite fra la città e la montagna, tra chi combatte e la popolazione. Fungono, inoltre, da “riserva” per i partigiani alla macchia e infatti provvedono all’addestramento e alla preparazione di coloro che vogliono entrare nelle formazioni. In realtà, con il passare dei mesi, anche le SAP si organizzano in reparti: nell’autunno del 1944 tra Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia e Triveneto vengono costituite 50 brigate. Nell’inverno 1944-45 le SAP hanno compiti di collaborazione logistica con le brigate in montagna e ne curano la “pianurizzazione” in Piemonte, Veneto e Friuli, continuando però a operare anche nella guerriglia. Anche le formazioni GL e Matteotti sviluppano strutture simili alle SAP garibaldine, e talvolta le varie formazioni si uniscono per un coordinamento più efficace. Le azioni di sabotaggio, le manifestazioni, gli scioperi organizzati dalle SAP proseguono fino all’insurrezione nazionale, nella quale le squadre «hanno un grande peso – sovente decisivo – […] prima che scendano nelle città e nelle pianure le brigate partigiane di montagna o arrivino le colonne angloamericane» (Ivi, p. 461). (http://www.anpi.it/storia/194/squadre-dazione-patriottca-sap)”,”ITAR-278″
“KLITSCHE DE LA GRANGE Teodoro”,”Il doppio Stato.”,”KLITSCHE DE LA GRANGE T. giurista, politologo, avvocato, direttore del trimestrale di cultura politica ‘Behemoth’ e collaboratore di riviste di politica e diritto (tra le quali ‘Nuovi studi politici’, ‘Il Consiglio di Stato’, ‘Il Foro Amministrativo’, ‘Catholica’, Ciudad des los Césares’, ‘La Gironda). Ha pubblicato di recente con altri autori ‘Lo specchio infranto’ (Roma, 1998), ‘Il Salto di Rodi’ (Roma, 1999).”,”TEOP-369″
“KLOCZOWSKI Jerzy a cura; saggi di Zygmunt SULOWSKI Urszula BORKOWSKA Aleksandra WITKOWSKA Eugeniusz WISNIOWSKI Stanislaw LITAK Wieslaw MÜLLER Ludomir BIENKOWSKI Hanna DYLAGOWA Ewa JABRONSKA-DEPTULA Daniel OLSZEWSI Ryszard BENDER Lidia MÜLLEROWA e Adam STANOWSKI”,”Storia del cristianesimo in Polonia.”,”Sulla Seconda guerra mondiale il capitolo 13: Gli anni della guerra e dell’occupazione (1939-1945), di Lidia Müllerowa e Adam Stanowski (pag 443-472)”,”POLx-001-FSD”
“KLOOSTERMAN Jaap FAVRETTO Ilaria CARTARIUS Ulrich BIDUSSA David VAZQUEZ DE PARGA Margarita SIERRA BARCENA Carmen GIUVA Linda CARTOCCI Barbara CAGIANO Paola GERARDI Elvira DOLATOWSKI Elrun MEIBURG Anette CANAVAGGIO Perrine”,”Archivi storici dei partiti politici in Europa: tutela e conservazione.”,”Convegno internazionale, Roma, 13 e 14 dicembre 1996. Testi in prevalenza, in ordine decrescente, in italiano, spagnolo, francese, inglese. “”In Germania esiste una sorta di tutela pubblica nei confronti degli archivi dei partiti politici attraverso il finanziamento statale alle Fondazioni che li conservano. Quattro partiti politici dispongono di un servizio d’ archivio presso le fondazioni. Il partito socialdemocratico (SPD) conserva i suoi archivi presso la Fondazione Friedrich-Ebert a Bad Godesberg (a partire dal 1950, poiché gli archivi antichi, requisti dai nazional-socialisti nel 1933, e in seguito parzialmenti messi al riparo all’ estero, nel 1938 furono venduti all’ Istituto di storia sociale di Amsterdam).”” (pag 12)”,”ARCx-022″
“KLOOSTERMAN Jaap LUCASSEN Jan”,”Rebels with a cause. Five centuries of social history collected by the IISH.”,”KLOOSTERMAN Jaap LUCASSEN Jan sono senior staff members dell’IISH. Contiene riproduzioni di molte copertine o frontespizi di libri rari, prime edizioni ecc:”,”ARCx-043″
“KLOTZ Henry”,”La Russie des soviets. Faits et documents.”,”L’A vuole scoprire “”cosa c’è di vero nella formula: Il Comunismo, ecco il nemico””. Nella bibliografia cita l’ opera di TOUCHATCHEVSKY, La campagne au delà de la Vistule, Moscou e ZAGORSKY, Vers le Socialisme o vers le Capitalisme? Prague 1927 “”Lenin considerava che “”La rivoluzione sociale in un paese come la Russia che possiede un’infima minoranza di proletariato operaio e un’enorme maggioranza di piccoli contadini, non può avere successo definitivo che a condizione dell’ appoggio dato a tempo in uno o più paesi avanzati”” (1). La Rivoluzione in Russia gli appariva come un ‘semplice’ “”‘prologo’ alla rivoluzione socialista mondiale””; ma egli proclama che… “”La Rivoluzione Russa non può essere vinta perché non può essere vinta la rivoluzione proletaria internazionale”” (2). (1) Lenin, Rapporto sulla crisi degli approvvigionamenti al X Congresso del Partito, 1921. Opere XVIII, pag 133-137 (Fr) 2) Lenin, Lettera d’ addio agli operai svizzeri, prima della sua partenza per la Russia nell’ aprile 1917″,”RIRO-306″
“KLOTZBACH Kurt”,”Bibliographie zur Geschichte der deutschen Arbeiterbewegung, 1914-1945. Sozialdemokratie, Freie Gewerkschaften, Christlich-Soziale Bewegungen, Kommunistische Bewegung und linke Splittergruppen. Mit einer forschungsgeschichte Einleitung.”,”I maggiori riferimenti nell’ indice sono per Hermann Weber. Euro 40″,”MGEK-087″
“KLUG Ekkehard”,”Die “”Gruppe des Demokratischen Zentralismus”” und der 10. Parteitag der KPD(B) im März 1921.”,”Sul ruolo di Sapronov in Ucraina vedere A. Oppenheim ‘Sapronov, Timofei Vladimirovich (1887-1939)’, in: ‘The modern Encyclopedia of Russia and Soviet History’, (MERSH) ed. J.L. Wieczynski, Band 33, Gulf Breeze, 1983, s. 98-100 Vedi elenco volumi descrizione intera opera Mersh in extratext”,”RIRO-472″
“KLUGE Ernfried Eduard”,”Die Russische Revolutionäre Presse in der zweiten Hälfte des neunzehnten Jahrhunderts, 1855-1905.”,”Su 100 persone perseguite dalla polizia per questioni politiche: Origine sociale: 1827-1846: nobili 79; borghesi e contadini 21; altri 0 1884-1890: nobili 36; borghesi e contadini 46; altri 18 1901-1903: nobili 10; borghesi e contadini 80; altri 10 1905-1908: nobili 9; borghesi e contadini 87; altri 4 Occupazione: 1827-1846: – – – – 1884-1890: Contadini 7; Operai 15; Intellettuali 73; Altri 5 1901-1903: Contadini 9; Operai 46; Intellettuali 36; Altri 9 1905-1908: Contadini 24; Operai 73; Intellettuali 28; Altri 1. (Fonte: Arthur W. JUST, Die Presse der Sowjet Union (Zeitung und Zeit, Bd. I, Berlin 1931, s. 7) (pag 18)”,”RIRx-114″
“KLUGMANN James”,”History of the Communist Party of Great Britain. Volume 1. Formation and early years, 1919-1924.”,”La Social Democratic Federation e la Social League degli anni 1880 furono un altro passo avanti. La loro formazione significò che organizzazioni della classe operaia definite marxiste nacquero in Gran Bretagna. Con il passaggio dal vecchio al nuovo secolo fu fondato il Socialist Labour Party (SLP). E il SDF, il più importante dei gruppi marxisti, divenne il Social Democratic Party (SDP) e poi si allargò nel British Socialist Party (BSP). (…) Il Communist Party of Great Britain, GBPC, che continuò tutto ciò che c’era di meglio nella tradizione militante del radicalismo britannico e nel movimento operaio, fu fondato per andare incontro a quei bisogni. (pag 70-71)”,”MUKx-108″
“KLUGMANN James”,”History of the Communist Party of Great Britain. Volume 2. The General Strike, 1925-1926.”,”Ruolo BBC contro scioperanti: “” La BBC già martedì 4 maggio, divenne un’ aperta arma di propaganda del Governo, emettendo continui fiumi di attacchi contro gli scioperanti, appellandosi ai crumiri e distorcendo le voci del mitico ritorno al lavoro. Sebbene non ancora ufficialmente una pubblica corporation, essa fu messa, (…) al servizio del Governo Tory (…)””. (pag 121)”,”MUKx-116″
“KLUGMANN James”,”History of the Communist Party of Great Britain. Volume II. 1925-1927: The General Strike.”,”James Klugmann’s History of the Communist Party of Great Britain is a work of meticulous research. With the Communist Party as principal protagonist, this in much more than the history of a single party-it embraces the life, policies and conflicts of the Labour Movement from the 1920s onwards. Volume 2 is about the General Strike of 1926- what led up to it and the Strike itself, including a detailed examination of the policies, successes and failings of the Communists and the militant left generally. There is, too, an examination in depth of the Communist Party’s anti-imperialist propaganda and agitation of that period, and of its methods of organisation. Preface, Chapter I: Appendix n.2, Chapter II: Appendix n. 9, Chapter IV: Appendix n.3, Chapter V: Appendix n.3, Notes, Index,”,”MUKx-009-FL”
“KLUGMANN James”,”History of the Communist Party of Great Britain. Formation and Early Years, 1919-1924. Volume I.”,”James Klugmann’s History of the Communist Party of Great Britain is a work of meticulous research. With the Communist Party as principal protagonist, this in much more than the history of a single party-it embraces the life, policies and conflicts of the Labour Movement from the 1920s onwards. Volume 2 is about the General Strike of 1926- what led up to it and the Strike itself, including a detailed examination of the policies, successes and failings of the Communists and the militant left generally. There is, too, an examination in depth of the Communist Party’s anti-imperialist propaganda and agitation of that period, and of its methods of organisation. Preface, Chapter I: Appendix n.1, Chapter II: Appendix n.4, Chapter III: Appendix n.8, Notes, Index,”,”MUKx-012-FL”
“KNEI-PAZ Baruch”,”The Social and Political Thought of Leon Trotsky.”,”KNEI-PAZ Baruch fa parte de The Hebrew University of Jerusalem. Tra le fonti primarie ha utilizzato il Byulletin Oppozitsii, il giornale organo politico e ideologico principale di TROTSKY tra il 1929 e il 1940. Molti scritti teorici apparvero su questo giornale e molti numeri furono scritti quasi interamente da lui. In totale furono pubblicati 87 numeri ma alcuni erano numeri doppi. Il numero attuale di esemplari separati è di 65. Il giornale fu gestito da Leon SEDOV fino alla sua morte avvenuta nel 1938, e curato dallo stesso TROTSKY. Gli ultimi quattro numeri apparvero dopo la morte di TROTSKY. Una ristampa completa fu ripubblicata nel 1973 dalla Monad Press di New York (è una riproduzione in quattro volumi dei numeri originali russi). E ciò ha reso disponibile il bollettino per la prima volta. Ha inoltre il vantaggio di identificare tutti gli articoli di TROTSKY originariamente apparsi sotto pseudonimi). (pag 602-603)”,”TROS-088″
“KNEI-PAZ Baruch”,”Trockij: rivoluzione permanente e rivoluzione dell’arretratezza.”,” Tesi dell’autore: Trotsky lupo solitario in campo politico come in quello teorico praticamente per tutto il corso della sua vita. Egli cominciò la sua carriera di rivoluzionario da isolato, e allo stesso modo l’avrebbe conclusa (pag 137) Anche nel periodo tra il 1917 e il 1923 Trotsky rivelò la sua incapacità di lavorare insieme con gli altri. Fu costantemente in conflitto con Lenin, sia con i bolscevichi su una serie di problemi politici e teorici: la condotta della guerra civile, i negoziati di Brest-Litovsk, l’invasione della Polonia, lo status dei sindacati, e, all’inizio l’introduzione della Nep. (pag 138) L’incontro di Trotsky con Parvus e le sue idee (pag 142) Teoria dell’ arretratezza (pag 147) [rapporti tra società avanzate e arretrate] Trotsky concepiva la teoria della rivoluzione permanente – cioè dell’arretratezza.- come l’unica soluzione possibile, l’unico modo di realizzare la modernizzazione (pag 152) La rivoluzione permanente si impernia su tre temi di fondo: il ruolo delle masse contadine in una rivoluzione operaia, gli aspetti borghesi della rivoluzione e la sua evoluzione verso una fase socialista o collettivistica, l’importanza della rivoluzione mondiale (pag 154) Alleanza temporanea interessi operai e contadini (pag 155) Questione transizione da rivoluzione borghese a socialista La rivoluzione per Trotsky è un processo di “”trasformazione””, di sviluppo continuo e non si realizza attraverso il salto di questa o quella fase (pag 157) Analogamente, nell’introduzione del libro (La rivoluzione permanente), egli sosteneva che, alla domanda: “”Lei crede davvero che la Russia sia già matura per una rivoluzione socialista?””, fosse necessario rispondere “”invariabilmente”” : no. “”Ma l’economia mondiale, e in particolare l’economia europea sono perfettamente mature per questa rivoluzione. La dittatura del proletariato in Russia ci porterà o no al socialismo? Con quali ritmi e attraverso quali fasi? Tutto ciò dipenderà dall’avvenire del capitalismo europeo e mondiale”” (ibid.) (pag 159) Marx. “”Non è molto chiaro – bisogna dire- che cosa Marx intendesse in realtà trasmettere ai suoi primi seguaci russi negli ultimi anni della sua vita, quando cominciò, seppure in modo sporadico, a prestare attenzione alle prospettive di trasformazione sociale e di rivoluzione in Russia (2). Nei suoi primi scritti, non meno che nel ‘Manifesto del Partito comunista’, Marx aveva affermato che il modo di produzione capitalistico stava diventando universale attraverso lo stesso processo di penetrazione nelle società arretrate non europee: «Il bisogno di sbocchi sempre più estesi per i suoi prodotti spinge la borghesia per tutto il globo terrestre» ed essa «trascina nella civiltà anche le nazioni più barbare» (3). Tuttavia, quando nel 1877 il populista russo N.K. Michailovskij pubblicò un saggio nel quale a Marx veniva attribuita l’opinione che in Russia il socialismo avrebbe potuto affermarsi solo dopo che vi si fosse pienamente sviluppato il capitalismo, Marx reagì aspramente e accusò Michailovskij di distorcere le sue opinioni, arrivando a «trasformare il mio schizzo storico della genesi del capitalismo nell’Europa occidentale in una teoria storico-filosofica della marcia generale fatalmente imposta a tutti i popoli, indipendentemente dalla circostanze storiche nelle quali essi si trovano» (4). La risposta di Marx indicava chiaramente come egli prevedesse per la Russia la possibilità di un’evoluzione storica diversa da quella che si era verificata per la prima volta in Occidente; anzi prospettava l’ipotesi che, in linea di principio, la Russia avesse «la più bella occasione che la storia abbia mai offerto a un popolo» di evitare «tutte le inevitabili peripezie del regime capitalistico» (5). Alla stessa prospettiva Marx si riferì, nel 1881, rispondendo a una richiesta di orientamenti e consigli rivoltagli da Vera Zasulic: citando l’edizione francese del ‘Capitale’, egli scriveva che «la fatalità storica» dello sviluppo del capitalismo è «espressamente limitata ai ‘paesi dell’Europa occidentale’» (6). Le idee di Marx erano tuttavia rese più complicate dal fatto che egli sembrava considerare la ‘obscina’ (la tradizionale comune di villaggio russa) come l’unico «punto di appoggio della rigenerazione sociale in Russia» e quindi per una transizione al socialismo. Temeva invece – come scrisse- «le influenze deleterie [cioè, le intromissioni capitalistiche] che l’assalgono da tutte le parti» e possono portarla alla dissoluzione» (7). Dava perciò l’impressione di dubitare della vitalità della comune come forma di organizzazione sociale e, conseguentemente, delle alternative non capitalistiche che si aprivano alla Russia. Al tempo stesso, pur continuando a considerare la prospettiva di una rivoluzione in Russia, in consonanza con una più o meno simultanea «rivoluzione operaia in Occidente», la considerava suscettibile di utilizzare la comune come «punto di partenza per un’evoluzione comunista» (8). Nell’ultimo decennio, del secolo – come avrebbe osservato Engels (9) – «gli antichi istituti sociali della vita agraria russa non solo [avevano perduto] valore, ma [stavano diventando] un inciampo», tanto che Plechanov, allora il maggiore esponente del marxismo russo, analizzando le forze che contrastavano lo sviluppo del socialismo in Russia, era giunto alla conclusione che non si potesse fare alcun affidamento per il futuro sulla comune agricola (10)”” (pag 140-141) [Baruch Knei-Paz, Trockij: rivoluzione permanente e rivoluzione dell’arretratezza’, (in) ‘Storia del marxismo’, Volume terzo, ‘Il marxismo nell’età della Terza Internazionale. I Dalla rivoluzione d’Ottobre alla crisi del ’29’, Torino, 1980] [(2) Per gli scritti di Marx sulla Russia cfr. ‘Marx and Engels: The Russian Menace to Europe’, a cura di P. Blackstock e B. Hoselitz, London, 1953; (3) K. Marx e F. Engels, ‘Manifesto del Partito comunista’, in Id, Opere, vol. 6, pp. 489-90; (4) K. Marx, ‘Lettera alla redazione degli “”Otecestvennye Zapiski””, novembre 1877, in K. Marx F. Engels e V.I. Lenin, ‘Sulle società precapitalistiche’, a cura di M. Godelier, Milano, 1970, p. 286; (5) Ibid. p. 285; (6) Ibid., p. 278; (7) Ibid. Cfr. anche la prefazione all’edizione russa del 1882 del ‘Manifesto’, in Opere, vol. 6, pp. 662-65; (8) Ibid. p. 663; (9) Cfr. le lettere di Engels a Danielson del 1891-93 e in particolare quella del 15 marzo 1892: la si veda in K. Marx F. Engels, ‘India, Cina, Russia’, a cura di M. Maffi, Milano, 1960, p. 260; (10) G.V. Plechanov, ‘Socializm i politiceskaja bor’ba’, in Socinenija, Moskva, 1923-27, vol. 2]”,”TROS-285″
“KNIGHT Amy”,”Ascesa e caduta del capo della polizia di Stalin.”,”Amy KNIGHT è ricercatrice presso la Library of Congress di Washington e insegna all’Univ di Princeton. Ha pubblicato un’importante monografia sulla polizia politica sovietica: -The KGB: Police and Politics in the Soviet Union. UNWIN HYMAN”,”RUSS-019″
“KNIGHT Ian”,”Colenso 1899. La guerra boera nel Natal.”,”La guerra anglo-boera è stata la maggiore tra le campagne coloniali britanniche del XIX secolo. Fu solo nel 1902 che anche gli ultimi guerriglieri boeri furono sottomessi lasciando uno strascico di risentimenti destinato a prolungarsi per buona parte del XX secolo. A tale proposito viene ricordato l’ episodio dell’ ultima rivolta boera nel 1914 in piena Grande Guerra, che contrappose nel corso di una guerra civile, boeri filotedeschi o nazionalisti contro ‘uitlanders’ e boeri capeggiati dai vecchi leader del 1899.”,”QMIx-078″
“KNIGHT Ian”,”Rorke’s Drift 1879. “”Come topi in trappola””.”,”Per gli inglesi, la vittoria a Rorke’s Drift parve ancora più significativa dopo il trauma di Isandlwana, e la battaglia assunse presto un significato che superava largamente la sua reale importanza strategica. Essa dimostrò che quando il dado era tratto, ci si poteva ancora fidare del comune soldato britannico. La “”sottile linea rossa”” (la leggendaria capacità della fanteria britannica di respingere nemici numericamente superiori, iniziata a manifestarsi durante le guerre napoleoniche, venne immortalata nel 1854, quando i giornali utilizzarono l’ espressione citata dall’ autore per descrivere l’ impresa degli Argyll & Sutherland Highlanders a Balaclava, N.d.C.) aveva fatto il suo dovere””.”,”QMIx-081″
“KNIGHT Ian CASTLE Ian”,”La guerra zulù 1879.”,”””Le perdite fra i difensori furono le più late mai subite dall’ esercito inglese per mano di un nemico indigeno. Non sopravvisse nemmeno un uomo delle sei compagnie del 24°. Dei 1700 uomini che si trovavano nell’ accampamento la matitna del 22 gennaio, sopravvissero soltanto 60 bianchi e 400 neri. Nel frattempo, Lord Chelmsford continuò a non sapere nulla del disastro fino a che non fu tutto finito.”” (pag 54)”,”QMIx-147″
“KNIGHT Stephen”,”The Brotherhood. The Secret World of the Freemasons.”,”KNIGHT Stephen è uno scrittore freelance. Wikip. Attualmente la documentazione storica accertata non consente di ricostruire con precisione le origini dell’organizzazione. Nel 1686 le logge massoniche, trasformandosi da operative a speculative, aprirono i portali della conoscenza iniziatica anche ai non appartenenti alla professione muratoria[3]. Non considerando gli atti ufficiali della nascita della massoneria moderna nel 1717, sono conosciuti come sicuri solo dei rari documenti che precedono il 1717 e comunque non prima della seconda metà del XVII secolo[4] . La vaghezza di questa documentazione è da addebitare alla segretezza che allora i massoni davano ai lavori di loggia. I più attendibili storici della massoneria non confermano che tale segretezza avesse motivazioni diverse da quella del carattere iniziatico di questa massoneria. Tale carattere non differisce da quello delle società iniziatiche anche antiche, essendo l’iniziazione un aspetto sostanzialmente comune a tutte le culture umane anche se con diversi scopi e cerimoniali. In ambito massonico le radici ideali della massoneria vengono fatte risalire alla costruzione del tempio di Salomone e in termini storici essa viene ritenuta derivante dalle corporazioni o gilde di muratori del Medioevo. Tuttavia nessun storico da valore alla fantasiosa tesi che l’associazione risalga addirittura ai tempi di Salomone; e non esistono neppure documenti, storicamente accertati, che dimostrino la continuità le corporazioni medioevali e le logge massoniche di cui si è accertata l’esistenza nella seconda metà del XVII secolo. A motivo della mancanza di documenti relativi alla massoneria sono sorte molte interpretazioni, mai dimostrate come vere, sulla sua origine. Tali interpretazioni, atte più a suggestionare che a documentare, non hanno valore storico. [5][6][7] come quella di essere una discendenza diretta dei Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone in Gerusalemme (più noti come cavalieri templari) oppure un ramo delle antiche scuole del segreto, o dei Collegia fabrorum romani, o una conseguenza istituzionale delle corporazioni medievali di muratori, per il tramite di maestranze bizantine o italiche (tra queste, i cosiddetti Magistri comacini) operanti nell’Alto Medioevo. Nei documenti della seconda metà del XVII secolo (atti amministrativi, elenchi di nomi, date e luoghi delle riunioni) relativi ad alcune logge della Scozia e dell’Inghilterra si trovano nomi di membri di corporazioni muratorie che sembra fossero ancora operanti, pur senza l’importanza economica e sociale dei secoli precedenti; mentre rimanevano operative certe forme organizzative legate alle corporazioni di sussidiarietà e assistenza ai meno abbienti. Questi membri “”muratori”” risultavano costituire nelle liste degli affiliati alla loggia sempre una esigua minoranza rispetto agli altri, non muratori. È più corretto affermare che le logge massoniche seicentesche ammettevano esponenti delle corporazioni muratorie, piuttosto che il contrario; considerato anche il fatto che la “”loggia””, intesa come struttura associativa, non è un organismo interno alle corporazioni, ma così veniva chiamato tradizionalmente il luogo o edificio interno ai cantieri di costruzione ove si svolgevano le riunioni tecniche ed organizzative del cantiere e dove talora si ricoveravano gli strumenti di lavoro più preziosi, mentre le attività amministrative e commerciali delle corporazioni si svolgevano in sedi urbane, spesso palazzi prestigiosi, non definite logge. Gli affiliati alle logge seicentesche e settecentesche erano in gran maggioranza esponenti della nobiltà, delle libere professioni e del commercio. Non esistono documenti che possano spiegare i motivi per i quali queste persone si raggruppassero e che cosa facessero durante le riunioni. Da rari cenni documentali sembra accertato che le riunioni si svolgessero seguendo certe ritualità, di cui però non si sa nulla, per cui non è possibile affermare che ci fosse una continuità con le cerimonie svolte nelle corporazioni muratorie. Anche se alcuni documenti ufficiali delle corporazioni muratorie riportano, spesso dettagliatamente, delle cerimonie di accettazione di nuovi membri alla corporazione, nulla fa supporre che nelle logge massoniche seicentesche fossero riproposte le stesse forme cerimoniali. Infatti, mentre le cerimonie delle corporazioni erano ufficiali, quindi note a tutti, gli storici negano che esse avessero le caratteristiche della ritualità e ancor meno della segretezza o della riservatezza. Al contrario, le cerimonie massoniche erano, per il poco che si sa, prettamente rituali e segrete. La segretezza consisteva nel fatto che il cerimoniale, parole e azioni, era noto ai soli membri della loggia e che tutto ciò che faceva parte del cerimoniale, arredi, oggetti e altro, veniva o distrutto o conservato in modo inaccessibile alla fine delle riunioni. Per questo motivo nessuno, allora e oggi, sa che cosa avvenisse realmente durante le riunioni e ogni supposizione è di pura fantasia. Non ci sono prove che nei rituali massonici delle prime logge fossero presenti degli elementi esoterici, però, considerato che l’esoterismo fa parte da sempre della cultura massonica è possibile che ciò avvenisse, mentre questi elementi non si rintracciano nei documenti conosciuti delle antiche corporazioni. L’interesse per le conoscenze in ambito esoterico che nel Rinascimento ebbe grande vivacità, continuò fino al XVII e XVIII secolo, appassionando le persone più acculturate. Si può quindi supporre che nei primi rituali massonici fossero presenti elementi esoterici appartenenti agli ambiti dell’ermetico, dell’alchemica, della cabalistica, della magia, dell’astrologia e di molto altro ancora. La contiguità ideale tra le corporazioni muratorie e le prime logge massoniche trova conferma nell’elaborazione delle Costituzioni dei Liberi Muratori del 1723, quando fu dato mandato al Rev. James Anderson di stilarne il testo prendendo come riferimento ideale gli antichi manoscritti degli Statuti delle Corporazioni muratorie allora conosciuti[8]. Riferimento che sicuramente era generalizzato in tutte le spontanee logge sia della Scozia sia dell’Inghilterra. Alcune espressioni verbali e concettuali che si trovano in questi manoscritti vengono riprese nel lessico massonico. Interessante è notare che tutte queste logge sparse nel territorio della Gran Bretagna avessero aspetti che le accomunavano anche se non risulta che tra loro ci fossero collegamenti stretti e sicuramente nessuna struttura federativa. Alcune tracce documentali sembrano confermare però che singoli membri di una loggia avessero contatti con membri di altre logge e che talora ci fossero scambi di visite. La gran loggia di Londra e le Costituzioni dei liberi muratori[modifica | modifica wikitesto] Edificio (1927–1932) della sede della gran loggia Unita d’Inghilterra – Londra La taverna “”l’Oca e la Griglia”” di Londra, dove fu fondata la prima gran loggia, il 24 giugno 1717 Stampa rappresentante una Scena di massoneria, 1878 Il 24 giugno 1717 fu ufficialmente fondata a Londra la gran loggia con lo scopo di federare le logge che operavano nel distretto di Londra senza collegamenti tra loro. Purtroppo non si sono conservati gli atti di quella fondazione, ma rimangono numerosissime attestazioni di questo evento storico che segnò formalmente la nascita di quella che poi fu chiamata la massoneria moderna, per distinguerla dalla muratoria delle antiche corporazioni. La riunione di fondazione si svolse nella Taverna dell’Oca e della Graticola, con la partecipazione di tre logge londinesi e una del Westminster, The Goose and Gridiron, The Crown, The Apple Tree e The Rummer and Grapes. I nomi di tali logge venivano dai locali presso i quali ciascuna si riunivano. La Goose and Gridiron nella Ale-house in St. Paul’s Church-yard (loggia ora denominata Lodge of Antiquity No. 2); la Crown nella Ale-house in Parker’s Lane off Drury Lane; la Apple-Tree nella Tavern in Charles Street, Covent Garden (Loggia ora denominata Lodge of Fortitude and Old Cumberland No. 12); infine la Rummer and Grapes nellaTavern in Channel Row, Westminster (Loggia ora denominata Royal Somerset House and Inverness Lodge No. IV). A capo della gran loggia, con il titolo di gran maestro, fu eletto il gentiluomo Anthony Sayer. All’organismo direttivo appartenevano alcuni prestigiosi personaggi come il pastore anglicano John Theophilus Desaguliers (1683-1744), membro della Royal Society, brillante divulgatore delle teorie newtoniane e letterato ben introdotto nell’alta società londinese, Francis Scott duca di Buccleuch (1694-1751), scozzese e anche lui membro della Royal Society, Charles Lennox (1672-1723), primo duca di Richmond, primo duca di Lennox e duca d’Aubigny, figlio illegittimo del re d’Inghilterra Carlo II Stuart, Lord John Montagu 2º duca of Montagu (1690-1749) membro della Royal Society, ed anche dei borghesi, come il citato Sayer, il gentiluomo George Payne (c. 1685-1757) e il reverendo James Anderson (1684-1739), pastore presbiteriano che fu l’estensore delle costituzioni adottate il 14 gennaio 1723. La funzione della gran loggia era quella di organizzare in modo centralizzato le varie logge. Infatti già nel 1725 si trovano nelle minute della gran loggia l’adesione di molte altre logge in Bath, Bristol, Norwich, Chichester, Chester, Reading, Gosport, Carmarthen, Salford, e Warwick, e un’embrionale Provincial Grand Lodges in Cheshire e nel Galles meridionale. La gran loggia si era ormai estesa ben oltre la città di Londra. The Constitutions of the Free-Masons, 1723 Le regole costitutive della prima gran loggia massonica furono date alla stampa il 17 gennaio 1723 per comando del duca di Montagu, ex gran maestro, dopo che il manoscritto fu approvato in gran loggia e deciso di stamparlo per volontà della società, raccomandandone il loro uso nelle logge. I firmatari furono Philip, duca di Wharton, gran maestro e T. Desaguliers, deputato (cioè vice) gran maestro. Il titolo completo è The Constitution, History, Laws, Charges, Orders, Regulations, and Usages, of the Right Worshipful Fraternity of Accepted Free Masons; Collected from their General Recorlrs, and the faithful Traditions of many Ages. Titolo seguito dall’avviso:TO BE READ at the Admission of a New Brother, when the Master or Warden shall begin, or order some other Brother to read as follows (DA LEGGERE all’ammissione di un nuovo fratello, quando il maestro o il sorvegliante inizierà, o ordinerà ad un altro fratello di leggerlo come di seguito).”,”BORx-018″
“KNIGHT Amy”,”Beria. Ascesa e caduta del capo della polizia di Stalin.”,”Amy Knight è ricercatore presso la Library of Congress di Washington e insegna all’università di Princeton. Ha pubblicato un’importante monografia sulla polizia politica sovietica intitolata The KGB: Police in the Soviet Union.”,”RUSS-070-FL”
“KNIGHT Etheridge, raccolta, a cura di Roberto GIAMMANCO”,”Voci negre dal carcere.”,”Etheridge Knight è un poeta nero detenuto da lunghi anni Contiene lavoro teatrale in un tto di Clarence Harris (pag 121-122) Breve storia del penitenziario dell’Indiana (di Ertheridge Knight)”,”CONx-290″
“KNIGHTLEY Philip”,”Il dio della guerra.”,”KNIGHTLEY Philip è inviato speciale del ‘Sunday Times’. Insieme a Stephen Fay ha scritto una cronaca-inchiesta su Venezia: ‘Venezia muore’. E con B. Page e D. Leitch ‘Il caso Philby’. E’ autore pure di una biografia su T.E. Lawrence. Guerra di propaganda (pag 85-87)”,”QMIx-246″
“KNIGHTLEY Phillip”,”The First Casualty. The War Correspondent as Hero and Myth-Marker From the Crimea to Iraq.”,”Phillip Knightley was an award-winning investigative journalist with the Sunday Times for twenty years. He has written numerous books, including The Master Spy: The Story of Kim Philby, and a memoir, A Hack’s Progress. He lives in London and travels widely to write and lecture. Acknowledgments, Preface, Selected Bibliography, Notes on Sources, Index,”,”EDIx-006-FL”
“KNOPP Guido a cura; saggi di Guido KNOPP Anja GREULICH Friederike DREYKLUFT Stefan BRAUBURGER Ingeborg JACOBS Anno FRICKE Rudolf GÜLTNER”,”Tedeschi in fuga. L’ odissea di milioni di civili cacciati dai territori occupati dall’ Armata Rossa alla fine della Seconda guerra mondiale. (Tit. orig.: Die Grosse Flucht)”,”Saggi di Guido KNOPP Anja GREULICH Friederike DREYKLUFT Stefan BRAUBURGER Ingeborg JACOBS Anno FRICKE Rudolf GÜLTNER Guido KNOPP nato nel 1948, storico e giornalista ha lavorato per la Frankfurter Allgemeine ed è stato responsabile della Welt am Sonntag. Lavora alla televisione. Ha scritto vari libri pubblicati anche in Italia da Corbaccio. “”Neanche due settimane dopo, l’ S13 diede notizia di un ulteriore affondamento. Il sommergibile aveva colato a picco la Steuben, una nave-ospedale partita da Danzica e a sua volta in rotta verso occidente. Quando le segnalazioni furono avvalorate dalle verifiche, i due affondamenti furono riconosciuti a lui e al suo S13. Il comandante fu insignito dell’ “”Ordine della Bandiera Rossa””, una decorazione abbastanza diffusa visto che era stata fino ad allora conferita già altre 250 mila volte. Marinesco non ebbe invece, come aveva sperato, il titolo di “”Eroe dell’ Unione Sovietica””. Continuò a battersi accanitamente anche nei primi mesi dopo la fine della guerra per un maggiore riconoscimento dei suoi meriti, fino a quando, deluso, lasciò all’ inizio del 1946 il servizio nella marina sovietica. Non riuscì tuttavia a rifarsi una vita ordinata””. (pag 130) “”I diritti dei deportati civili furono finalmente regolati il 12 agosto 1949 con la “”Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra””. (pag 238)”,”QMIS-103″
“KNOPP Guido”,”Tedeschi in fuga. L’odissea di milioni di civili cacciati dai territori occupati dall’Armata Rossa alla fine della Seconda guerra mondiale.”,”Guido Knopp storico e giornalista tedesco, è stato redattore del quotidiano ‘Frankfurter Allgemeine’ e responsabile di Welt am Sonntag. Dal 1984 dirige i servizi di storia contemporanea della televisione di stato tedesca. Per il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti, come il Bundesverdienstkreuz. In queste edizioni sono già apparsi Complici ed esecutori di Hitler, Figli di Hitler, Tutti gli uomini di Hitler e Olocausto.”,”QMIS-004-FL”
“KNOX William a cura; saggi di Helen CORR John SAVILLE Joyce BELLAMY Margaret ESPINASSE R. PAGE-ARNOT Raymond CHALLINOR Janet DRUKER Barbara HILL Colin HOLMES Ian MacDOUGALL Barbara NEILD Murdoch RODGERS James J. SMYTH Ian WOOD”,”Scottish Labour Leaders, 1918-1939. A Biographical Dictionary.”,”Lista di collaboratori: Helen CORR, John SAVILLE, Joyce BELLAMY, Margaret ESPINASSE, R. PAGE ARNOT, Raymond CHALLINOR, Janet DRUKER, Barbara HILL, Colin HOLMES, Ian MacDOUGALL, Barbara NEILD, Murdoch RODGERS, James J. SMYTH, Ian WOOD. Bill KNOX ha studiato ad Edinburgo e poi ha compiuto gli studi di storia alla Edinburgh University dove ha completato il suo PhD con una tesi su ‘British Apprenticeship 1800-1914’ nel 1980. Ha poi lavorato come ‘research associate’ sul Labour History Biography Project alla St. Andrews University. Dal 1981 è divenuto Lecturer di storia britannica alla Heriot Watt University di Edinburgo.”,”MUKx-032″
“KNOX MacGregor”,”Destino comune. Dittatura, politica estera e guerra nell’ Italia fascista e nella Germania nazista.”,”MacGregor KNOX è Stevenson Professor of International History presso la LSE London School of Economics and Political Science. Ha scritto pure ‘La guerra di Mussolini’ (1984) e ‘Alleati di Hitler. Le regie forze armate, il regime fascista e la guerra del 1940-1943′ (2002). “”Quando Ernst Rohm, capo supremo delle SA, decise di sfidare il corpo ufficiali per garantirsi il dominio del nascente esercito di massa, Hitler colpì duro. Nel giugno 1934 fece massacrare dalle SS di Himmler Röhm e i suoi seguaci, più un certo numero di oppositori attuali o potenziali tra cui il generale in pensione Schleicher e il suo ex-vice. L’ esercito, nell’ euforia per la liquidazione della SA, sembrò non rendersi conto che erano stati eliminati anche due suoi appartenenti e che le SS rappresentavano una minaccia potenzialmente maggiore delle SA al suo monopolio della forza. Blomberg presentò il massacro ai tradizionalisti prussiani come una prova della lealtà di Hitler nei confronti dell’ esercito””. (pag 105) Idea prussiana di libertà: carriera aperta al talento. pag 212 225″,”GERQ-065″
“KNOX MacGregor”,”La guerra di Mussolini, 1939-1941.”,” MacGregor Knox (1945) ha studiato storia alle università di Harvard e di Yale. E’ stato tenente dei paracadutisti in Vietnam, e attualmente (1984) insegna storia moderna e contemporanea all’Univeristà di Rochester, New York. Molto citati nell’indice Pietro Badoglio e il maresciallo Rodolfo Graziani Le spese militari: confronto fra l’Italia e le altre potenze “”La saggezza popolare distingue giustamente fra bugie, impudenti menzogne e statistiche (che sono la cosa peggiore). I dati che seguono sono in molti casi grossolane approssimazioni. Il lettore farà dunque bene a resistere all’inevitabile, ma non di rado spuria, impressione di certezza che i numeri trasmettono. Le cifre fornite per le spese militari e statali di Italia, Francia e Gran Bretagna sono ufficiali o ricavate da dati ufficiali; quelle relative alla Germania sono stime private; i totali del reddito nazionale e del Prodotto nazionale lordo (Pnl) consistono in parte, per natura loro, di ponderate congetture. Le differenze di struttura interna dei prezzi, le complicazioni monetarie internazionali, i diversi metodi di bilancio di ciascuno dei quattro paesi, e il fatto che i dati italiani (‘eccettuato’ il reddito nazionale) sono relativi all’anno fiscale e non a quello solare, tolgono rigore al confronto. Tuttavia i dati aggregati per l’intero periodo 1935-38 forniscono pur sempre una certa misura dello sforzo nazionale. Il 1935, anno della guerra d’Etiopia e anno iniziale del riarmo in piena regola (o della mancanza del medesimo) è un buon punto di partenza. Il 1938, «ultimo anno normale», è altresì l’ultimo anno per il quale siano agevolmente accessibili i dati sul reddito nazionale francese e delle spese statali tedesche. Le cifre aggregate per il 1935-39 indicano che l’Italia conservò un margine decrescente di superiorità sull’Inghilterra (in termini di sforzo, non di cifre assolute o risultati)””. Alcuni dati attinti dalle tabelle 1 e 2. 1. Spese militari italiane totali (esercito marina, aeronautica) dal 1935-36 al 1939-40 (in milioni di lire): 1935-36: 12.184; ossia 58.2% esercito; 23.4 marina; 18.4 aeronautica 1939-40 28.141: ossia 52% esercito; 18.5 marina; 24.8 aeronautica, altri 3.9 2. Confronto fra l’Italia e le altre potenze. a) 1935-46: Italia spese militari 12.184; reddito nazionale 101.157 (milioni di lire) b) 1938-39: Italia spese militari 15.012; reddito nazionale 137.877 a) 1935: Francia spese militari 12.657; reddito nazionale 221.000 (milioni di franchi) b) 1938: Francia spese militari 28.976; reddito nazionale 340.000 a) 1935: Gran Bretagna spese militari 137,1; reddito nazionale 4.100 (milioni di sterline) b) 1939: Gran Bretagna spese militari 719.0; reddito nazionale 5.000 a) 1935: Germania spese militari 6.000; reddito nazionale (Pnl) 74.000 (milioni di marchi) b) 1939: Germania spese militari 30.000; reddito nazionale 130.000 Percentuali spese militari su reddito nazionale Italia a) 12.0 b) 10.9 Francia a) 5.7 b) 8.5 Gran Bretagna a) 3.3 b) 14.4 Germania a) 8.1 b) 23.0 (pag 457-459)”,”ITQM-250″
“KNOX MacGregor”,”Alleati di Hitler. Le regie forze armate, il regime fascista e la guerra del 1940-1943.”,”La guerra, fu fin dall’inizio il punto centrale del programma di Mussolini. La sua realizzazione ultima, il conflitto nel 1940-43, portò alla sua totale umiliazione e alla dissoluzione del regime fascista. MacGregor Knox è Stevenson Professor of International History presso la London School of Economics and Politica Sciences (LSE). I suoi studi sulla politica estera e sulla politica militare fascista e nazionalsocialista sono ‘La guerra di Mussolini (1939-1943)’ e ‘Common Destiny. Dictatorship, Foreign Policy, and War in Fascist Italy and Nazi Germany’. La debole adesione delle classi colte italiane alla guerra del 1940-43. L’apatia, il fattore morale dei soldati e le inadeguatezze logistiche dell’esercito italiano. ‘L’adesione alla guerra delle classi colte italiane fu probabilmente maggiore nel 1915-18 che non nel 1940-43: a differenza di quello fascista, il regime liberale non dichiarò quale obiettivo di guerra l’estirpazione della borghesia italiana. Ma anche nella grande guerra l’ardore guerresco di quella parte dell’élite fondamentale per assicurare l’efficienza militare fu straordinariamente flebile. Nel 1915-18, l’assenza relativa del corpo degli ufficiali di carriera dell’esercito dal campo di battaglia produsse un tasso di morti complessivo tra i suoi ranghi de 7.7 per cento, un sacrificio di sangue pari alla metà di quello di tutti gli italiani mobilitati, e a meno di un terzo di quello degli ufficiali di carriera tedeschi, il cui tasso di mortalità nel 1914-18 raggiunse un vertiginoso 24.8 per cento. L’enorme disparità fra il terrore disciplinare del regio esercito nel 1915-18 e la sua virtuale rinuncia al plotone di esecuzione nel 1940-43 potrebbe essere, com’è stato spesso affermato, una cartina di tornasole per misurare l’ardore che caratterizzò il primo intervento e l’apatia che per contro contraddistinse il secondo. Esistono tuttavia anche altre spiegazioni plausibili: forse dopo il 1919 l’esercito si evolse abbastanza da considerare il moralismo tattico di Cadorna, il suo attribuire la sconfitta unicamente alla codardia o al tradimento e le sue crescenti e sempre più incontrollate richieste di esecuzioni, come militarmente improduttivi. Le iniziali catastrofi del 1940 e la persistente e palese inferiorità delle forze armate rispetto ai nemici (e in seguito alleati) esclusero comunque la miscela di ideologia e terrore adottata da nazisti e sovietici, una soluzione non solo totalmente estranea alla mentalità del corpo ufficiali italiano, ma la cui applicazione richiedeva anche leader consacrati dal successo – pure Cadorna ebbe le sue vittorie – nell’ambito di istituzioni millitari che ancora preservavano un minimo di autostima personale. Nel 1940-43, tuttavia, i soldati non esibirono necessariamente quell’inclinazione alla resa facile che la leggenda popolare finì con l’attribuire loro. Le unità in Africa settentrinale, Albania e Russia si mantennero compatte in condizioni – di norma causate dalle inadegutezze logistiche dell’esercito – che avrebbero gettato nello sgomento i soldati delle democrazie industriali”” (pag 175-176)”,”ITQM-002-FGB”
“KOBATSCH Rodolfo”,”Politica economica internazionale.”,”‘Pericolo americano’ (pag 276) Il nazionalismo economico. “”Anzi è appunto la forza di espansione economica dell’ Inghilterra il motivo per cui gli altri Stati non le accordarono libertà di scambio, e in seguito cercarono di ostacolare l’ importazione di merci inglesi. Hamilton e Carey in America e List in Germania noel formulare il loro sistema “”nazionale”” di economia politica presero appunto come punto di riferimento la preminenza dell’ Inghilterra come paese produttore e commerciale per insistere sulla necessità di dazi elevati, considerandoli come mezzo per proteggere e per dare impulso alle forze produttive della nazione la quale altrimenti sarebe costretta a dipendere economicamente dalla produzione di altri Stati più sviluppati.”” (pag 256) Il protezionismo nazionalista. “”Le teorie di questi due scrittori divennero in seguito il vangelo di tutti i protezionisti del vecchio e nuovo mondo. Tuttavia il protezionismo nazionalista potè espandersi e prender piede solo allorché nel movimento economico internazionale avvennero mutamenti tali che la vittoria del nazionalismo apparve la reazione naturale contro il libero scambio internazionale. Sotto l’ influenza di Carey entrò in campo il deputato germanico von Kardorff-Wabnitz, parlamentare molto autorevole, con il suo scritto ‘Contro corrente’, che è una “”critica della politica commerciale dell’ impero tedesco i base alle dottrine di Carey””.”” (pag 260) “”Veramente Kardorff aveva una predilezione per il protezionismo industriale, e si oppose accanitamente alla progettata abolizione (1877) del dazio sul ferro. (…)””. (pag 261)”,”ECOI-185″
“KOBAU Pietro”,”La disciplina dell’anima. Genesi e funzione della dottrina hegeliana dello spirito soggettivo.”,”Pietro Kobau (Trieste 1961) ha concluso la propria formazione universitaria a Trieste, presso il cui Dipartimento di Filosofia, dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso la II Università di Roma, presta opera di collaborazione didattica e scientifica.”,”HEGx-038-FL”
“KOBAYASHI Ushisaburo”,”The Basic Industries and Social History of Japan, 1914-1918.”,”””L’ anno 1918 non portò nessun segno di prosperità. A causa della rivoluzione russa gli scambi caddero a zero, salvo per la Siberia, dove ci fu una leggera domanda di importazione di merci. L’ America non era in una situazione tale da comprare molto dal Giappone, per via della carenza di cargo e per i bassi prezzi interni. Il consumo di rame giapponese in Inghilterra e Francia fu molto limitato, e le esportazioni avevano problemi per via degli esorbitanti costi di trasporto, e gli Stati Uniti potevano supplire alle loro richieste con merci a prezzi più bassi rispetto al Giappone. La domanda dell’ India stava scemando, dovuto alle esitazioni della fase post-armistizio e alla sfavorevole situazione monetaria. Sebbene le esportazioni in Cina mostrarono un grande incremento, come risultato del fatto che elementi provinciali si mostrarono pronti agli affari, questo non riuscì a compensare la caduta del governo con gli altri paesi””. (pag 149)”,”JAPE-016″
“KOBAYASHI Takiji”,”Le Bateau-usine.”,”Proveniente da una famiglia di contadini del nord del Giappone, Kobayashi, nato nel 1903, trovò il lavoro presso la Banca del Dissodamento di Hokkaidò, e si interessa parallelamente alla letteratura e partecipa alla creazione della rivista Kararute (Clarté), il cui nome s’ispira al movimento iniziato da Henri Barbusse. Nel contempo scopre le codnizioni di lavoro degli operai e contadini dell’isola di Hokkaidò, ove la sua famiglia era stata costretta ad emigrare quando era bambino. Davanti al successo dei suoi primi libri tanto presso gli intellettuali che presso gli operai e i contadini, viene messo sotto sorveglianza dall’apparato di sicurezza dello Stato. L’opera ‘Bateau-usine’ lo consacra come uno dei maggiori romanzieri della classe operaia giapponese”,”CONx-274″
“KOBLER John”,”Al Capone.”,”””A mano a mano che Capone allargava il suo campo d’azione, si trovava sempre di fronte ai soliti sfidanti che cercavano di ostacolargli il cammino. Quelli della banda del North Side, sotto la guida di Bugs Moran, erano suoi inesorabili nemici, come del resto, lo erano stati, sotto la guida di O’Banion, Weiss e Drucci. Sull’autostrada Chicago-Detroit, sequestravano, uno dopo l’altro, i camion carichi di liquore che la Banda Rossa spediva a Capone. (…)”” (pag 307)”,”USAS-227″
“KOBYLIANSKIJ Casimiro”,”Nato rivoluzionario. Da Lenin a Trotzkij a Togliatti. Le memorie di un testimone della storia.”,”Casimiro Kobylianskij nacque a Parigi nel 1904 da una famiglia di rivoluzionari polacchi.Il padre (vero nome Goldberg a 16 anni aderì alla organizzazione rivoluzionaria ‘Proletariato’ che aveva rapporti con la Narodnaja Volia russa. Nel corso di una manifestazione a Varsavia nel 1893 il padre venne arrestato. In carcere fece lo sciopero della fame, venne anche torturato e poi trasferito a Mosca e da qui in Siberia. Dopo varie peripezie si ritrovò a Parigi nel 1900 al V Congresso della II Internazionale come membro del partito socialista polacco (OZPPS). In quell’anno uscì da questa organizzazione per entrare nel PPS Proletariato. Il padre fu vicino alle idee di Plechanov. Nel 1915 venne arrestato in Italia a Firenze per propaganda contro la guerra. Nel 1916 si sarebbe incontrato con Plechanov, Turati, Treves e Ciccotti. Dopo la rivoluzione del 1917 tornò in Russia collaborando, e ottenendo incarichi, con il potere bolscevico. Morì nel 1919.”,”PCIx-503″
“KOCH Francois”,”La vraie nature d’ Arlette. Contre-enquête.”,”Francois KOCH è un giornalista a L’ Express.”,”FRAP-039″
“KOCH Stephen”,”Double Lives. Spies and Writers in the Secret Soviet War of Ideas Against the West.”,”KOCH Stephen critico culturale, storico, e novellistaa, è Chairman della Writing Division of the School of the Arts alla Columbia University. Tra le molte rivelazioni del libro, Koch porta nuova luce sulla collaborazione reciproca tra i servizi segreti sovietico e nazista negli anni 1930 che consentì ad Hitler e Stalin di distruggere i loro nemici interni: un collegamento tra le sanguinose purghe naziste e il grande terrore staliniano. Rapporti con Otto Katz. “”Come primo passo, Münzenberg e Otto pubblicarono insieme un sensazionale “”exposé””, il libro per cui Willi ingaggiò Regler per telefono. Questo fu “”The Brown Book of the Hitler Terror””, animatamente orchestrato e in parte scritto da Katz, tracciato con l’ aiuto di molti appassionati intellettuali presto divenne una sorta di propaganda collettiva di Munzenberg a Parigi. Il libro si pubblicò poche settimane prima che il processo di Lipsia cominciasse, fu subito tradotto in molte lingue e fu messo in evidenza nelle librerie.”” (pag 104)”,”RIRB-083″
“KOCH Stephen”,”Adieu à l’ amitié. Hemingway, Dos Passos et la guerre d’ Espagne.”,”KOCH Stephen ex direttore all’ Università Columbia è romanziere, storico e autore di un saggio importante: ‘La fine dell’ innocenza: intellettuali d’ Occidente e la tentazione staliniana, 30 anni di guerra segreta’. (cercare) “”Così il mito della “”codardia”” di Dos Passos era in marcia. Da allora, le invenzioni concernenti la pretesa assenza di coraggio di Dos Passos divennero un classico della mitologia privata di Hemingway e questo elemento di malevolenza personale venne ben presto ad alimentare la propaganda staliniana che prendeva di mira adesso più direttamente Dos Passos. In seguito, queste invenzioni divennero flagranti da parte di Hemingway.”” (pag 211-212)”,”MSPG-159″
“KOCH H.W. a cura; saggi di James JOLL Imanuel GEISS Joachim REMAK Paul W. SCHROEDER Fritz FISCHER Egmont ZECHLIN Karl-Heinz JANSSEN H.W. KOCH Karl Dietrich ERDMANN”,”The Origins of the First World War. Great Power Rivalry and German War Aims.”,”Saggi di James JOLL Imanuel GEISS Joachim REMAK Paul W. SCHROEDER Fritz FISCHER Egmont ZECHLIN Karl-Heinz JANSSEN H.W. KOCH Karl Dietrich ERDMANN Il dibattito storiografico e la critica storiografica ruotano attorno alle tesi di Fritz Fischer “”The outbreak of war in 1914, however, is an extreme and striking example of the serious consequences of international disputes and interrelationships with their associated diplomatic activities and counter-activities within a system of states. In this particular case it was, for both alliance groups, a matter of their ‘security and balance’ and also of their potential power-position in any consequent European crisis together with its automatically associated trial of strength”” Egmont Zechlin, ‘July 1914. Reply to a Polemic’ ‘The Origins of the First World War. Great Power Rivalry and German War Aims’, a cura di H.W. Koch, (pag 383) “”Lo scoppio della guerra nel 1914 è un esempio estremo e sorprendente delle gravi conseguenze delle controversie internazionali e delle interrelazioni con le connesse attività diplomatiche e le contro-attività all’interno di un sistema di stati. In questo caso particolare è stata, per entrambi i gruppi di alleanze, una questione relativa alla loro ‘sicurezza e bilancia’ e alla loro potenziale posizione di potenza in ogni conseguente crisi europea automaticamente associata ad una prova di forza”” [Egmont Zechlin, ‘Luglio 1914’] Molto citato è Kurt Riezler. ‘When Theobald von Bethmann Hollweg became chancellor of Germany in 1909, Riezler became his chief adviser and confidant. Riezler’s duties in the chancellor’s office concerned primarily, but not exclusively, foreign policy. In 1914 he authored the September Program which proposed as possible German war aims limited annexations, a hard peace for France, and a Belgian vassal state.[2] In October 1917 he was posted to the German embassy in Stockholm to arrange a cease-fire on the Eastern Front, and then to Moscow as the top aide to Germany’s ambassador to Russia, Count Wilhelm von Mirbach. Riezler was an eyewitness to Mirbach’s assassination by the Left Socialist-Revolutionaries on 9 July 1918, having unwittingly ushered the gunman Yakov Blumkin into Mirbach’s presence. During this period, Riezler served as the conduit for German subsidies to the Bolsheviks and personally negotiated these with Lenin’s representatives Karl Radek and Alexander Parvus. Riezler later claimed privately that it had been his own idea to transport Lenin in the famous “”sealed train”” from Zurich through Germany to Russia in April 1917.[3]. Following the war, Riezler became a staunch supporter of the Weimar Republic. He joined the German Democratic Party, contributed regularly to the pro-Weimar newspaper Die Deutsche Nation, and served as the Foreign Office’s representative during the drafting of the Weimar Constitution. From November 1919 until April 1920 he was chief of cabinet to President Friedrich Ebert and played a central role in suppressing the Kapp Putsch[4] and the Bavarian Soviet Republic.[5]’ (Wikip)”,”QMIP-255″
“KOCH Stephen”,”Double Lives. Stalin, Willi Münzenberg, and the Seduction of the Intellectuals.”,”It may seem odd to say of a work of history that it was ahead of its time, but this formulation applies to Double Lives, Stephen Koch’s original and arresting account of literary Stalinism in the 1930s. In 1994, when the book first appeared, America’s political culture was in a period of transition: global Communism had ended but the ‘post-Communist’ world had yet to take shape. Double Lives, appearing at this awkward moment, demanded just such rethinking. Its biting account of the Communist International’s ‘cultural and intellectual apparatus’ did not simply point up (yet again) the duplicities of Soviet Communism. Acknowledgments, Introduction by Sam Tanenhaus, Preface ti the Revised Edition, Epilogue, Bibliography, Notes, Index,”,”RIRB-018-FL”
“KOCH Francesca Romana”,”I contabili dell’aldilà. La devozione alle anime del purgatorio nella Roma postunitaria.”,”Francesca Romana Koch ha conseguito il dottorato in storia religiosa. Attualmente (1992) svolge il suo lavoro presso l’Istituto ROmano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza.”,”RELC-005-FSD”
“KOCHAN Lionel”,”Storia della Russia moderna.”,”Lionel KOCHAN è nato a Londra nel 1922. Si è laureato alla London School of Economics, specializzandosi nello studio della sotira dei paesi dell’ Est Europeo. Attualmente (1968) è Lecturer nello History Department dell’ Università di Edimburgo. Tra le sue opere: – Russia and the Weimar Republic (1954) – Acton on History (1954) – The Struggle for Germany, 1914-1945.”,”RUSx-007 RIRx-067″
“KOCHAN Lionel a cura”,”Les juifs en union soviétique depuis 1917.”,”Saggi di E. ETTINGER S. LEVENBERG Jacob MILLER Chimen ABRAMSKY William KOREY J.B. SCHECHTMAN Alec NOVE e J.A. NEWTH Joshua ROTHENBERG Maurice FRIEDBERG Yohoshua GILBOA Ch. SHMERUK Reuben AINSZTEIN Bernard D. WEINRYB Zev KATZ Lionel KOCHAN “”Quali che fossero le illusioni che si potevano nutrire, in Russia e all’ estero, sul successo della politica di assimilazione degli ebrei sovietici e sulla scomparsa dell’ antisemitismo in questo paese negli anni 30, nelle prime ore della guerra germano-sovietica, nel giugno 1941, furono completamente dissolte. Per molte persone, fu grande sorpresa constatare che la maggioranza della popolazione non ebraica dei territori sovietici occupati dai nazisti rimase indifferente alla sorte tragica dei suoi vicini ebrei e che una minoranza importante diede pure una mano ai nazisti nel massacro degli ebrei sovietici. Questi massacri non furono oggetto che di brevi allusioni nelle opere letterarie sovietiche pubblicate durante la guerra, per esempio, nel romanzo di Boris Gorbatov, Les Insoumis (1943), nella piece di Lev Cheinine e dei fratelli Turr, ‘Pour qui travaille le temps (1945), e nel Vieil Instituteur (1942), novella di Vassili Grossman. Per contro, il fatto che i nazisti avessero dei complici nella popolazione sovietica non fu citato – quando lo fu – che in rare occasioni (…).”” (pag 270-271)”,”RUSS-167″
“KOCHAN Lionel”,”The Making of Modern Russia.”,”Lionel Kochan (nato a Londra nel 1922) ha ottenuto un Ph.D. alla LSE e ha insegnato all’Università di Warwick. Ha pubblicato ‘Russia and the Weimar Republic’, ‘Action on History’, ‘The Struggle for Germany, 1914-1945’, ‘Russia in Revolution, 1890-1918’.”,”RUSx-003-FSD”
“KOCKA Jürgen, a cura di Domenico CONTE”,”Impiegati tra fascismo e democrazia. Una storia sociale-politica degli impiegati: America e Germania (1890/1940).”,”KOCKA Jürgen nato nel 1941 è dal 1973 professore di storia sociale presso l’ Università di Bielefeld. Ha scritto vari libri (v. retrocopertina). Lavora alla storia sociale del movimento operaio tedesco nell’ Ottocento. Ingegneri. “”Negli Stati Uniti del XIX e dell’ inizio del XX secolo, la minore selettività della differenziazione tra ingegneri e meccanici o capomacchinisti era quindi una conseguenza sia del tardo sviluppo di scuole tecniche e tecnico-scientifiche chiaramente differenziate, che del ruolo ristretto da esse giocato nella fase della nascita del mestiere dell’ ingegnere. Specialmente fra gli ingegneri meccanici e minerari erano molti quelli che, ancora all’ inizio del secolo, ritenevano che il loro addestramento pratico, il loro apprendistato in fabbrica fossero più importanti dell’ istruzione scolastica tecnico-teorica. Nelle aziende e nelle associazioni professionali la divisione categoriale si acuì solo lentamente. Fino ad oggi il concetto anglo-sassone di “”engineer””, comprendendo i capomacchinisti ed i meccanici provenienti dall’ apprendistato e dalla fabbrica, è stato più ampio di quello di “”Ingenieur””. Nel 1895 si diceva ancora che: “”Chiunque sia in grado di capire e di maneggiare a fondo una macchina può essere chiamato “”mechanical engineer””.”””” (pag 202-203)”,”USAS-125″
“KOCKA Jürgen”,”Capitalismo. Una breve storia.”,”J. Kocka è professore emerito di Storia del mondo industriale alla Freie Universität di Berlino. Il capitalismo mercantile. Nelle regioni trattate in questo libretto: la Cina, l’Arabia e l’Europa – i sistemi capitalistici non rimasero in un reciproco isolamento, vi furono contatti e influenze già a partire dal Medioevo (pag 141) “”Marx ha usato raramente il sostantivo “”capitalismo”” e solo in modo marginale. Tuttavia ha scritto in maniera così ampia e approfondita sul modello di produzione capitalistico da aver segnato con la sua concezione del capitalismo le generazioni successive ben più di chiunque altro. Gli aspetti principali del concetto di capitalismo in Marx si lasciano riassumere in quattro punti. 1. Marx considerò il ‘mercato’, che presupponeva la divisione del lavoro e l’economia monetaria, come elemento centrale del capitalismo. Pose l’accento sulla concorrenza senza scrupoli e senza confini, capace di promuovere il progresso tecnologico e organizzativo, ma, allo stesso tempo, di portare i soggetti del mercato su posizioni contrapposte. Fece emergere il ‘carattere costrittivo’ delle “”leggi”” di mercato, a cui devono attenersi capitalisti e operai, produttori e consumatori, fornitori e acquirenti, pena il loro fallimento, quali che siano le loro motivazioni individuali. 2. Quale elemento distintivo del capitalismo, Marx trattò ampiamente l”accumulazione’ sostanzialmente illimitata, ossia la formazione del capitale e il suo persistente aumento come tendenzialmente fini a sé stessi, all’inizio come «accumulazione originaria» basata su trasferimenti da altri settori (non senza espropriazione e violenza), e poi come reinvestimento di profitti, che in ultima analisi derivavano però dal valore creato dal lavoro: il capitale dunque come lavoro coagulato. 3. Marx considerava come elemento centrale del modello di produzione capitalistica il rapporto di tensione fra i capitalisti in qualità di proprietari dei mezzi di produzione – insieme agli imprenditori e ai dirigenti da loro dipendenti – da un lato, e dall’altro i lavoratori, privi della proprietà dei mezzi di produzione, impiegati in cambio di un compenso o un salario, vincolati contrattualmente ma a parte questo liberi. Le due parti erano legate per un verso da una relazione di scambio reciproco (forza lavoro o prestazione di lavoro in cambio di compenso o salario, il lavoro o meglio la forza lavoro come merce), per l’altro da un rapporto di potere e dipendenza, che rendeva possibile lo «sfruttamento» dei lavoratori ad opera dei capitalisti: sfruttamento nel senso che una parte del valore prodotto dagli operai con il lavoro, il cosiddetto “”plusvalore””, non veniva loro resa disponibile o retribuita. Questa parte diventava proprietà del capitalista/imprenditore, che se ne serviva da un lato per promuovere l’accumulazione, dall’altro per sostenere il proprio consumo. Per Marx il così concepito rapporto ‘capitale-lavoro salariato’ non solo era il motore del dinamismo del sistema, ma nel contempo provocava anche lotte di classe, che avrebbero condotto sul lungo periodo ‘borghesia e proletariato’ su posizioni insanabilmente contrapposte. Questo era per Marx il presupposto della rivoluzione che, portata avanti dal proletariato, avrebbe abbattuto il sistema capitalistico a vantaggio di un’alternativa, appunto socialista o comunista, nella cui più specifica descrizione Marx tuttavia non si addentrò. Con questa previsione, che poteva essere letta anche come appello al proletariato a prendere coscienza della propria missione storica, egli trasformò la sua concezione teorica in un’indicazione operativa di pratica politica, e come tale fu del resto recepita da molti a partire dal tardo XIX secolo. 4. Marx descrisse lo straordinario ‘dinamismo del sistema capitalistico’ che, sostenuto dalla borghesia, avrebbe dissolto ogni eredità del passato estendendosi in tutto il mondo e avrebbe posseduto non solo l’impeto, ma anche la capacità di estendere la sua logica in ambiti diversi da quello economico. Egli era convinto che il metodo di produzione capitalistico avesse la tendenza a caratterizzare in modo decisivo la società, la cultura e la politica. Quella che l’economista Adam Smith aveva descritto ancora come ‘commercial society’ e Georg Wilhelm Friedrich Hegel come ‘bürgerliche Gesellschaft’ Marx chiamò «formazione sociale capitalistica». Questa immagine del capitalismo era influenzata in modo determinante dalla realtà dinamica che Marx ed Engels poterono osservare nel secondo terzo del XIX secolo in Germania e soprattutto in Europa occidentale. I due videro nella Rivoluzione industriale uno sconvolgimento epocale e riconobbero la carica esplosiva della persistente questione operaia. Concettualizzarono il capitalismo così come si era venuto a manifestare in tutta la sua pienezza solo a partire dalla sua forma di ‘capitalismo industriale’, con al centro la «grande industria» e il lavoro salariato di massa. Marx non negò l’esistenza di altre varianti di capitalismo precedenti l’industrializzazione, tuttavia non le analizzò: era interessato al capitalismo nella sua caratteristica moderna di economia industriale e alla sua formazione (a partire dal XVI secolo in Inghilterra). Esistono schiere di critici della concezione marxiana. A questa si è rimproverato, a ragione, di avere sottovalutato il ruolo civilizzatore dei mercati e di avere, al contrario, sopravvalutato il lavoro come unica fonte di valori fondanti. Di Marx sono state criticate la scarsa considerazione per il significato della conoscenza e dell’organizzazione come fonti di produttività, le previsioni sbagliate sulle conseguenze sociali del capitalismo industriale e la sfiducia, che appare in verità tipica della vecchia Europa, nei confronti del mercato, della compravendita e dell’interesse personale. Ciò nonostante, l’analisi marxiana rimane un progetto originale, affascinante e fondamentale, a cui fino a oggi si è richiamata, sia pure in senso critico, la gran parte dei successivi interpreti del capitalismo”” [Jürgen Kocka, ‘Capitalismo. Una breve storia’, Roma, 2016] (pag 13-14)”,”ECOI-370″
“KOCKA Jürgen”,”Impiegati tra fascismo e democrazia. Una storia sociale-politica degli impiegati: America e Germania (1890-1940).”,”Jürgen Kocka, nato nel 1941, è dal 1973 professore di storia sociale presso l’Università di Bielefeld. Tra le sue pubblicazioni: Unternehmensverwaltung und Angestelltenschaft am Beispiel Siemens 1847-1914. É inoltre membro del comitato editoriale della collana Kritische Studien zur Geschichtswissenschaft e4 della rivista geschichte und Gesellschaft. Attualmente lavora ad una storia sociale del movimento operaio tedesco nell’Ottocento.”,”STOS-031-FL”
“KOEBNER Richard SCHMIDT Helmut Dan”,”Imperialism. The Story and Significance of a Political Word, 1840-1960.”,”Imperialism and Marxism pag 265 Contiene il capitolo ‘From Sentiment to theory’ (pag 250-279) (dedicato principalmente ad Hobson, poi tratta Kautsky, Lenin, Hilferding ed altri teorici o critici dell’imperialismo come Leonard Woolf (imperialismo economico), H. Friedjung (‘The Age of Imperialsm’), F. Schlosser, ecc.)”,”RAIx-317″
“KOEHN Barbara”,”La résistance allemande contre Hitler, 1933-1945.”,”””Non c’è nessun bisogno di sperare per intraprendere, né di riuscire per perseverare.”” Guglielmo d’ Orange. (in apertura) “”Particolarmente interessante fu l’ analisi della situazione (Lagebericht) presentata dal colonnello Günther van Hooven in occasione della seduta inaugurale del BDO. Anche Van Hooven arrivava alla conclusione che la guerra era perduta e che la Wermacht doveva, nel più breve volgere di tempo, concludere un armistizio con l’ avversario. La comparazione con il 1918, l’ anno dell’ armistizio e della rivoluzione, si imponeva a lui. Ma, la storia non si ripete mai interamente. Contrariamente alla situazione del 1918, la Germania non disponeva nel 1943 né di un Parlamento, né di partiti politici, né di altri organi pubblici autonomi che potessero garantire la pace interna, in particolare di fronte ad un colpo di stato o a una rivoluzione. La firma rapida di un armistizio, al contrario, avrebbe conservato il solo fattore d’ ordine ancora esistente, ovvero la Wehrmacht.”” (pag 191-192)”,”GERR-023″
“KOEHN Barbara”,”La resistencia alemana contra Hitler, 1933-1945.”,”””No hay necesidad de esperar para actuar ni de triunfar para perseverar”” (Guillermo de Orange) (in apertura) Di origini germaniche, Barbara Koehn è professore emerito di letteratura e filosofia all’Università di Rennes II. E’ presidente della Società internazionale Alfred Doblin e membro della Forschungsgemeinschaft 20. Juli 1944, associazione (collegata alle chiese, v. sito) che si dedica in stretta relazione con le famiglie delle vittime, di promuovere la ricerca sulla resistenza tedesca. (risvolto di copertina)”,”GERR-053″
“KOENIGSBERGER H.G. MOSSE G.L. BOWLER G.Q.”,”L’ Europa del Cinquecento.”,”KOENIGSBERGER insegna attualmente alla Cornell University (Ithaca, NY). Tra le sue opere vanno ricordate ‘Estates and Revolution. Essay in Early Modern History’ (1971), ‘The Hasburgs and Europe, 1516-1660′ (1971). MOSSE insegna all’ Univ di Madison (Wis.) ed è ‘visiting professor’ dell’ università ebraica di Gerusalemme. Tra le sue opere, alcune tradotte in italiano: ‘Le origini culturali del Terzo Reich’ (Milano, 1968), ‘La nazionalizzazione delle masse’ (Milano, 1975), ‘L’ intervista sul nazismo’ (1977), ‘Il razzismo in Europa, dalle origini all’ olocausto’ (1980). ‘L’ uomo e le masse nelle ideologie nazionaliste (1982), ‘Sessualità e nazionalismo. Mentalità borghese e rispettabilità’ (1984). BOWLER (1948) insegna al Canadian Nazarene College, Winnipeg, e alla University of Manitoba. Ha pubblicato vari saggi e articoli di argomento cinquecentesco, privilegiando la storia politico-religiosa e la storia delle donne.”,”EURx-089″
“KOENKER Diane P. ROSENBERG William G.”,”Strikes and Revolution in Russia, 1917.”,”KOENKER Diane P. è professore di storia all’Università dell’ Illinois. E’ autrice di ‘Moscow Workers and the 1917 Revolution’ (Princeton). ROSENBERG William G. è professore di storia nell’ Università del Michigan. Ha scritto ‘Liberals in the Russian Revolution’. La dimensione quantitativa degli scioperi rivendicativi di primavera. “”Dei 421 scioperi che cominciano in queste settimane, 301 includono rivendicazioni salariali. In termini di numero stimato di scioperanti, questi 301 scioperi per il salario coinvolgono un minimo di 280.090 scioperanti, circa la metà degli scioperanti stimati nel periodo.”” (pag 162) “”La presenza di violenza negli scioperi pone anche dei problemi per coloro che cercano di minimizzare il conflitto politico tra il movimento operaio e sindacale e il management””. (pag 227)”,”RIRx-137″
“KOENKER Diane P.”,”Republic of Labor. Russian Printers and Soviet Socialism, 1918-1930.”,”Diane P. Koenker is professor of History at the University of Illinois at Urbana-Champaign and Editor of the Slavic review. She is the author of Moscow Workers and the 1917 Revolutions, coauthor of Strikes in Revolution, Russia 1917, and coeditor and translator of Notes of a Red Guard. In Republic of Labor, Diane P. Koenker illuminates the lived experience of Russia’s printers, workers who differed from their comrades because of their skill and higher wages, but who shared the same challenges of economic hardship and dangerous conditions. Paying close attention to the links between work, politics, and the everyday, the author focuses on workers’ efforts to define their place in socialist society. List of Illustrations, Acknowledgments, Abbreviations, Introduction, Selected Bibliography, Index,”,”RIRO-069-FL”
“KOENKER Diane P. ROSENBERG William G.”,”Strikes and Revolution in Russia, 1917.”,”Diane P. Koenker is Professor of History at the University of Illinois. She is the author of Moscow Workers and the 1917 Revolution. William G. Rosenberg is Professor of History at the University of Michigan. Among his works is Liberals in the Russian Revolution. List of Illustrations, List of Figures, List of Tables, Preface, List of Abbreviations, Appendix: 1. Methodology and Sources, 2. Supplementary Statistical Information, Selected Bibliography, Index,”,”RIRO-085-FL”
“KOENKER Diane”,”Moscow Workers and the 1917 Revolution.”,”Diane Koenker is Assistant professor of History at Temple University. List of Tables, List of Illustrations, List of Figures, List of Appendices, Acknowledgments, Note on dates and Transliteration, Abbreviations, Introduction, conclusion, Appendices, Selected Bibliography, Index,”,”RIRO-095-FL”
“KOENKER Diane P. ROSENBERG William G. SUNY Ronald Grigor, Contributors by Kendall E. BAILES Victoria E. BONNELL Daniel R. BROWER Barbara EVANS CLEMENTS Sheila FITZPATRICK Leopold H. HAIMSON Peter KENEZ Moshe LEWIN Lynn MALLY Mary MCAULEY James C. MCCLELLAND Daniel T. ORLOVSKY Alexander RABINOWITCH Thomas F. REMINGTON Allan K, WILDMAN Reginald E. ZELNIK”,”Party, State, and Society in the Russian Civil War. Explorations in Social History.”,”Kendal E. Bailes was Professor of History at the University of California, Los Angeles, prior to his death in 1988. He is author of Technology and Society under Lenin and Stalin: Origins of the Soviet Technical Intelligentsia, 1917-1941 and Science and Russian Culture in an Age of Revolutions: V. I. Vernadsky and His Scientific School, 1865-1945. Victoria E, Bonnell is Associate Professor of Sociology at the University of California at Barkeley. She is the author of Roots of Rebellion: Workers’ Politics and Organizations in St. Petersburg and Moscow, 1900-1953. Daniel R. Brower is Professor of History at the University of California, Davis. Barbara Evans Clements is Professor of History at the University of Akron, author of Bolshevik Feminist: The Life of Aleksandra Kollontai end coeditor of Russia’s Women: Accommodation, Resistance, Transformation. Sheila Fitzpatrick is Professor of History at the University of Texas, Austin. Leopold H. Haimson is Professor of History at Columbia University. He is author of The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism, coauthor of The Making of Three Russian Revolutionaries: Voices from the Menshevik Past, and editor of The Politics of Rural Russia, 1905-1914. Peter Kenez is Professor of History at the University of California, Santa Cruz. Diane P. Koenker, Professor of History at the University of Illinois at Urbana-Champaign, is author of Strikes and Revolution in Russia, 1917. Moshe Lewin is Professor of History at the University of Pennsylvania. Lynn Mally is Assistant Professor of History at the University of California, Irvine. Mary McAuley is Fellow and Tutor in Politics at St. Hilda’s College, Oxford. James C. McClelland is Associate Professor of History at the University of Nebraska-Lincoln. Daniel T. Orlovsky is Professor of History at Southern Methodist University and is author of The Limits of Reform: The Ministry of Internal Affairs in Imperial Russia, 1802-1881 and Russia’s Democratic Revolution. Alexander Rabinowitch is Professor of History and Dean for International Programs at Indiana University, Bloomington. He is author of Prelude to Revolution: The Petrograd Bolsheviks and the July 1917 Uprising and The Bolsheviks Come to Power: The Revolution of 1917 in Petrograd and is completing a study of Petrograd society and politics during the Civil War. Thomas F. Remington is Associate Professor of Political Science at Emory University. William G. Rosenberg is Professor of History at the University of Michigan, author of Liberals in the Russian Revolution: The constitutional Democratic Party, 1919-1921. Ronald Grigor Suny is the Alex Manoogian Professor of ModernArmenian Histiry at the University of Michigan. Allan K. Wildman is Proffessor of History at the Ohio State University and editor of the Russian Review. Reginald E. Zelnik is Professor at the University of California, Berkeley. Introduction, Guide to Further Reading, Contributors, Table, Index, Indiana – Michigan Series in Russian and East European Studies,”,”RIRO-138-FL”
“KOESTLER Arthur”,”La scrittura invisibile 1932-1940.”,”Abbandonata l’ URSS di STALIN, l’A rifletterà su quell’esperienza scrivendo ‘Buio a mezzogiorno’ uno dei classici della letteratura anti-staliniana. Il primo volume di memorie è ‘Freccia nell’azzurro’ (nuova ediz 1990).”,”RUSS-029″
“KOESTLER Arthur”,”Spartacus. Roman historique traduit de l’anglais par Albert Lehman.”,”Non era la prima guerra servile che si trasformava in rivoluzione e richiedeva l’intervento dell’esercito romano (due in Sicilia avvennero dal 135 Ac al 103). Ma SPARTACO aveva la stoffa del grande generale e poteva diventare un capo di stato. Fu un organizzatore della libertà. Dopo la sconfitta di Silarus e la sua morte, la repressione condotta da CRASSO e POMPEO fu terribile. Un quarto degli schiavi italiani fu messo a morte. Le 300 miglia della via Appia furono bordate su ordine di CRASSO, da ciascun lato di croci, ogni cinquanta passi: in totale i suppliziati furono seimila.”,”STAx-034″
“KOESTLER Arthur”,”Darkness at noon.”,”I personaggi del libro sono di fantasia. Le circostanze storiche che determinano le loro azioni sono reali. La vita di N.S. RUBASHOV è una sintesi della vita di un gran numero di uomini che furono vittime dello stalinismo nei cosiddetti processi di Mosca. Molti di loro sono stati personalmente conosciuti dall’autore. Il libro è dedicato alla loro memoria. Parigi, Ottobre 1938-Aprile 1940.”,”RUSS-066″
“KOESTLER Arthur”,”Ladri nella notte. Romanzo.”,”KOESTLER (Arthur), scrittore inglese di origine ungherese (Budapest 1905 – Londra 1983). Di genitori ebrei, per sfuggire alle persecuzioni antisemite fu costretto a rifugiarsi a Vienna dove frequentò l’università. Nel 1926 si recò in Palestina dove visse l’esperienza dei ‘kibbutzim’, narrata poi nel romanzo ‘Ladri nella notte’ (1946). Dal 1927 intraprese la carriera giornalistica, dapprima come inviato speciale per la Neue Freie Presse (Nuova stampa libera) e poi con altri incarichi sempre per il gruppo editoriale Ullstein di Berlino. Iscrittosi al partito comunista nel 1931, si recò nell’URSS, poi a Parigi e a Londra, dove lavorò come corrispondente del News Chronicle. Arrestato in Spagna dai franchisti nel 1937, fu condannato a morte e poi graziato per intervento inglese. L’anno seguente pubblicò il suo diario di prigionia, Dialogo con la morte (Spanish Testament). In seguito a una crisi ideologica nel 1938 uscì dal partito comunista; l’anno seguente fu arrestato dai Francesi e internato per tre mesi in un campo di concentramento; il saggio Schiuma di terra (1941) rappresenta la testimonianza delle tragiche vicende di questo periodo. Frattanto aveva pubblicato il suo romanzo di maggior successo, Buio a mezzogiorno (1940), nel quale espresse, alla luce della sua esperienza politica, un’aspra polemica contro il regime sovietico. Dotato di uno stile asciutto e rapido e di notevoli capacità di penetrazione, pubblicò ancora i romanzi Arrivo e partenza (1943) e Gli angeli caduti (The Age of Longing, 1950), gli scritti autobiografici Freccia nell’azzurro (1952) e Scrittura invisibile (1954), e il volume di saggi Lo Yogi e il commissario (1945). Abbandonata la politica, si dedicò negli ultimi anni a un saggismo divulgativo e polemico, avente per oggetto la scienza attuale e le sue possibilità di chiarire le ragioni ultime del vivere umano: Il fantasma dentro la macchina (1967), Bevitori d’infinito (1968), Le radici della coincidenza (1972), sulla parapsicologia. Morì suicida. (RIZ)”,”VIOx-043″
“KOESTLER Arthur”,”Buio a mezzogiorno.”,”Arthur KOESTLER è stato venditore ambulante, assistente edile, operaio, agricoltore e infine giornalista. Come tale fu ‘inviato’ a Parigi, a Berlino, in Oriente, al Polo artico, nella Russia centrle e transcaucasica, in Spagna durante la guerra civile. Il famoso, enigmatico e terribile ‘processo di Mosca’ del 1937; nel quale vecchi e fedeli rivoluzionari si accusarono pubblicamente delle colpe più abbiette e furono uccisi, seminò la morte tra molti amici persolai di K., che era stato loro compagno. Questo romanza narra appunto in un tragico crescendo di ossessione, perché e come un antico commissario del Popolo si induca a confessare una serie di atti controrivoluzionari uche in realtà egli non ha mai compiuti), per una convinzione maniaca, e nello stesso tempo ultralucida, di dover rendersi spregevole agli occhi del popolo. Attraverso i pensieri e i ricordi di Rubashov, nei giorni e nelle notti della sua torturante prigionia nelle carceri della GPU tutta la logica liberale e umanistica del mondo occidentale viene polverizzata…”,”RUSS-082″
“KOESTLER Arthur”,”Buio a mezzogiorno.”,”Arthur KOESTLER è stato venditore ambulante, assistente edile, operaio, agricoltore e infine giornalista. Come tale fu ‘inviato’ a Parigi, a Berlino, in Oriente, al Polo artico, nella Russia centrle e transcaucasica, in Spagna durante la guerra civile. Il famoso, enigmatico e terribile ‘processo di Mosca’ del 1937; nel quale vecchi e fedeli rivoluzionari si accusarono pubblicamente delle colpe più abbiette e furono uccisi, seminò la morte tra molti amici persolai di K., che era stato loro compagno. Questo romanza narra appunto in un tragico crescendo di ossessione, perché e come un antico commissario del Popolo si induca a confessare una serie di atti controrivoluzionari uche in realtà egli non ha mai compiuti), per una convinzione maniaca, e nello stesso tempo ultralucida, di dover rendersi spregevole agli occhi del popolo. Attraverso i pensieri e i ricordi di Rubashov, nei giorni e nelle notti della sua torturante prigionia nelle carceri della GPU tutta la logica liberale e umanistica del mondo occidentale viene polverizzata…”,”VARx-062″
“KOESTLER Arthur”,”Dialogo con la morte. (Dialogue with Death, Spanish Testament).”,”Nessuno dei personaggi di questo libro è inventato. I più sono morti. Arrestato in Spagna dai franchisti nel 1937, KOESTLER fu condannato a morte e poi graziato per intervento inglese. L’anno seguente pubblicò il suo diario di prigionia, Dialogo con la morte (Spanish Testament). “”Sia detto tra parentesi, era stato un caso particolarmente fortunato che sulla pila di libri del bibliotecario si trovasse proprio l’ autobiografia di John Stuart Mill. Ho sempre creduto che, nell’ organizzazione amministrativa della Divina Provvidenza, vi sia un ufficio speciale che si occupa esclusivamente di provvedere affinché il libro giusto venga alle mani di un lettore nel momento giusto. Un Hemingway o un Joyce o un Huxley, in quel particolare momento avrebbe avuto un effetto veramente rovinoso. Ma invece eccomi qui ai piedi di uno di quei pilastri monumentali del monumentale secolo decimonono, di un uomo la cui vita era stata un esempio segnalatissimo di quella specie di puritanesimo creativo, libero da ogni arcigna compiacenza di sé, che considera l’ astinenza non come un fine in se stesso ma come un elemento necessario per attingere un fine spirituale. Era davvero una colonna di vigoria morale, questa vecchia figura del secolo decimono;”” (pag 160) “”La biblioteca della prigione conteneva circa mille e seicento libri, per lo più molto buoni. Erano stati raccolti nel periodo repubblicano, e, fino ad ora, i nuovi inquisitori avevano dimenticato di effettuarne l’ epurazione. Vi erano persino degli opuscoli rivoluzionari che portavano la data del 1930-1931, biografie di Caballero, Azaña, e così via.”” (pag 160-161)”,”MSPG-113″
“KOESTLER Arthur SILONE Ignazio GIDE André, presentato da Enid STARKIE Richard WRIGHT Louis FISCHER Stephen SPENDER”,”The God That Failed. Six Studies in Communism.”,”””In uno dei suoi lavori Lenin citò Erostrato, il greco che bruciò un tempio perché pensava di non aver altra via per acquisire fama””. (1) (pag 54, A. Koestler) “”Lenin ha detto qualche volta che ha imparato di più sulla Francia dai romanzi di Balzac che da tutti i libri di storia messi assieme. Di conseguenza, Balzac era il più grande scrittore di tutti i tempi, laddove gli altri romanzieri del passato riflettevano solo “”i valori distorti della società decadente che li aveva prodotti””. (pag 54, A. Koestler) “”A Berlino, sulla via del ritorno, lessi sul giornale che l’ Esecutivo dell’ Internazionale Comunista aveva severamente biasimato Trotsky per un documento che egli aveva preparato sui recenti avvenimenti in Cina. Andai negli uffici del Partito Comunista tedesco e chiesi a Thälmann una spiegazione. ‘Questo non è vero’, dissi a lui bruscamente. Ma egli spiegò che gli statuti dell’ Internazionale autorizzavano il Presidium, in caso di urgenza, ad adottare qualsiasi risoluzione in nome dell’ Esecutivo””. (pag 116-117, I. Silone)”,”RUSS-154″
“KOESTLER Arthur”,”Schiuma della terra.”,”KOESTLER Arthur è autore di romanzi e saggi politici, filosofici e scientifici. Ha scritto ‘Buio a mezzogiorno’, ‘I gladiatori’, ‘Lo yogi e il commissario’, ‘La tredicesima tribù’, ‘Il bar del crepuscolo’. I suoi scritti autobiografici sono ‘Schiuma della terra’, ‘Freccia nell’ azzurro’, ‘La scrittura invisibile’, ‘Dialogo con la morte’. Nato a Budapest nel 1905, Koestler è morto suicida a Londra nel 1983. Schiuma della terra’ fu scritto mentre KOESTLER era rifugiato a Londra nel 1941. Racconta le sue avventure nella Francia del 1939-40 dallo scoppio della guerra alla invasione tedesca, all’ espatrio clandestino. Straniero e indesiderabile, ebreo e antifascista, prima rinchiuso in un campo di prigionia sui Pirenei, poi fuggiasco per la Francia in rotta, arruolato nella Legione Straniera, K. nelle sue avventure riassume il destino di una generazione di esuli nell’ età dei totalitarismi, che furono braccati e perseguitati, alo stesso tempo protagonisti e vittime della storia. Lunedì 17 giugno 1940 (giorno della capitolazione). “”Fatti i bagagli con una fretta da panico. Lasciate due valigie con libri, documenti, i vestiti di G. ecc. a madame R., dicendole che saremmo venuti a riprenderle “”un giorno””. Madame R., in lacrime, ci ha truffato di 30 franchi sul conto. Mi fa venire in mente i contadini che vendevano un bicchier d’ acqua per un franco ai profughi esausti. Trascinate le nostre due valigie e le tre borse alla stazione. La stazione è chiusa. Il sergente aveva ragione. Il traffico ferroviario è sospeso in tutta la Francia. Centinaia di persone accampate sui bagagli intorno alla stazione. Scenario che ricorda stranamente la guerra civile spagnola. Stessa apatia fatalista nella folla. Stessi magri bambini che corrono fra i bagagli come mosche stanche””. (pag 159)”,”FRAV-099″
“KOESTLER Arthur”,”Nell’ inferno dei lavoratori.”,”””Dopo le devastazioni provocate dalla guerra civile e dalla fame, diecine di migliaia di ragazzi datisi al vagabondaggio avevano formato bande di malfattori e costituivano un pubblico flagello ponendo un problema sociale di soluzione difficile. Erano chiamati ufficialmente “”besprisorni””, pecore smarrite. Nei primi venti anni del comunismo, i besprisorni ebbero una parte importante nella propaganda sovietica all’ estero. Gli scopi di questa propaganda erano duplici: suscitare simpatia con il racconto delle terribili sofferenze del popolo russo e fare ammirare i metodi moderni di pedagogia con i quali si affrontava il problema. Uno dei film sovietici più ammirati di questo periodo fu “”Il cammino della vita”” di Ekk. Esso mostrava la riabilitazione di una banda di giovani malfattori, con il lavoro, la persuasione e la vita in comune, senza che mai intervenisse la costrizione dell’ autorità e dei castighi””. (pag 105-106) Conclusione: la Russia è il paese meno socialista del mondo. (pag 125)”,”RUSU-186″
“KOESTLER Arthur”,”El cero y el infinito. (Tit.orig.: Darkness at Noon)”,”firma ex proprietario “”Chi instaura una dittatura e non uccide Bruto, o chi fonda una repubblica e non uccide i figli di Bruto, regnerà per poco tempo”” (Machiavelli, Discorsi) Nota dell’ autore: “”I personaggi di questo libro sono immaginari. Le circostanze storiche che determinano i loro atti sono autentiche. La vita di N.S. Rubachof è la sintesi della vita di vari uomini che furono vittime di ciò che viene chiamato Processo di Mosca. Molti di loro erano amici personali dell’ autore. Questo libro à dedicato alla loro memoria. Parigi, ottobre 1938 aprile 1940.”” “”- No mezclemos a las massas – repuso -. Vosotros no sabéis nada de ellas. Ni yo tampoco, indudablemente. Antes, cuando existía el gran “”nosotros””, las comprendíamos como nadie las había comprendido aún. Habíamos penetrado en sus profundidades, trabajábamos sobre la materia prístina de la Historia misma…””. (pag 98)”,”RUSS-189″
“KOESTLER Arthur SILONE Ignazio WRIGHT Richatd GIDE André FISCHER Louis SPENDER Stephen, a cura di Richard CROSSMAN”,”Il Dio che è fallito. Sei testimonianze sul comunismo.”,”Richard Crossman, inglese, nacque il 15 dicembre 1907. Figlio di un avvocato che divenne poi magistrato. Studiò al Winchester College e al New College di Oxford dove si distinse nello studio delle letterature classiche e della filosofia. Rimase a Oxford come Fellow nel New College per otto anni, tenendo lezioni su platone e la teoria politica; nello stesso tempo iniziò la carriera politica come socialista nel consiglio comunale di Oxford. Nel 1937 fu portato candidato laburista per Coventry, dove fu eletto nel 1945. Nel 1938 divenne vice-direttore del new Statesman and Nation, carica che detenne fino al 1955. Durante la guerra prestò servizio prima al Foreign Office e poi nello stato maggiore di Eisenhower, in qualità di incaricato della propaganda nemica in tedesco. Nel 1946 fu membro della Commissione anglo-americana per la Palestina, e da allora diventò il maggior avversario britannico della politica palestinese di Bevin. Dal 1952 al 1967 membro dell’esecutivo del Labour Party, ebbe la carica di presidente del consiglio e della camera dei comuni negli anni 1966-68. Dal 1970 al 1972 fu direttore del New Statesman. Morì il 05/04/1974. Arthur Koestler, nacque il 05/09/1905 a Budapest da padre ungherese e madre viennese. Fu educato a Vienna. Dopo aver viaggiato due anni nel Vicino Oriente, divenne corrispondente da quei Paesi per la catena di giornali Ullstein Berlin Liberal. Si iscrisse al partito comunista il 31/12/1931 e lo abbandonò nella primavera del 1938, dopo il suo incarceramento da parte delle autorità franchiste, durante la guerra civile spagnola, che egli narra in Spanish Testament (parzialmente tradotto in italiano con il titolo di Dialogo con la morte, Bompiani, 1947). Imprigionato una seconda volta dai francesi nel 1939, fuggì in Inghilterra per arruolarsi, nel 1940, nell’esercito britannico. Dopo la guerra si stabilì definitivamente in Inghilterra. Ignazio Silone, nacque il 01/05/1900 a Pescina dei Marsi, in provincia di Aquila. Il padre era un piccolo proprietario, la madre una tessitrice. Fin da studente fu attirato dalle lotte sociali; all’età di 17 anni, durante la prima guerra mondiale, fu nominato segretario dei lavoratori della terra della regione abruzzese e imputato davanti al tribunale per aver promosso una violenta dimostrazione contro la guerra. Nel 1917 fu direttore del settimanale socialista Avanguardia e in seguito redattore del Lavoratore di Trieste. Nel 1921 partecipò alla fondazione del Partito Comunista. Restò in Italia anche dopo la promulgazione delle leggi eccezionali, conducendo vita clandestina e curando la stampa di giornali illegali contro il regime. Nel 1928 espatriò e, dopo aver subito varie espulsioni ed arresti in alcuni paesi d’Europa, dal 1929 si stabilì in Svizzera, dove rimase senza interruzione fino al 1944, data del suo ritorno in Italia. Nel 1930 si era distaccato dal Partito Comunista, dal quale fu dichiarato espulso nel 1931, e, dopo dieci anni di attività letteraria e di azione politica come socialista indipendente, nel 1940 accettò di dirigere Il Centro estero del PSI, per il quale fu deputato alla Costituente e formulò la piattaforma politica del ‘Terzo fronte’; i concetti del ‘Terzo fronte’ hanno ispirato la sua azione politica nel PSIUP (dal gennaio al luglio 1946 fi direttore dell’Avanti!), come direttore di Europa Socialista, come promotore dell’Unione dei Socialisti e uno dei fondatori del Partito Socialista Unitario. Dopo la scissione del 1948 fra PSI e Partiro socialdemocratico, pur mostrandosi più vicino a quest’ultimo, non partecipò più attivamente alla vita politica. Morì a Ginevra nel 1978. Richard Wright, nacque il 04/09/1908 da genitori negri poveri, in una piantagione a venticinque miglia da Natchez, nel Mississipi (USA). Abbandonato dal padre, fu allevato dalla madre, che faceva la lavandaia, fin quanto essa venne colpita da una paralisi. Fu allora affidato alla nonna, che lo mandò a scuola dagli Avventisti del Settimo Giorno. A quindici anni andò via di casa e lavorò per due anni a Memphis; lì, leggendo A Book of Prefaces di H.L. Mencken, scoprì la sua vocazione di scrittore. Con centocinquanta dollari in tasca si trasferì a Chicago e si guadagnò da vivere esercitando mestieri vari finchè, durante la grande crisi, si trovò senza lavoro. Aderì al John Reed Club collaborando per la rivista New Masses; nel 1934 si iscrisse al partito comunista. Trasferitosi in Europa nel 1945 (nel 1944 aveva lasciato il partito), si stabilì a Parigi entrando in contatto con gli ambienti esistenzialisti. A Parigi morì nel 1960. André Gide, nacque a Parigi nel novembre 1869, studiò privatamente e poi alla Ecole Alsacienne di Parigi. Di famiglia agiata non fu mai costretto a guadagnarsi da vivere con una professione, e ciò ha contribuito a farne lo scrittore che oggi ammiriamo. Non ancora trentenne pubblicò Les nourritures terrestres (I nutrimenti terrestri) opera che doveva esercitare un così potente influsso sulla generazione cresciuta dopo la prima guerra mondiale. Tra i suoi libri ricordiamo: L’immoraliste (L’immoralista), La porte étrite (La porta stretta), Les caves du Vatican (I sotterranei del Vaticano), La symphonie pastorale (La sinfonia pastorale), Les faux monnayeurs (I falsari). Ma la sua opera maggiore è probabilmente il Journal. Nel giugno 1947 gli fu conferita la laurea honoris causa dell’Università di Oxford e subito dopo il premio Nobel per la letterarura. Morì nel 1951. Louis Fischer. Nato il 29/02/1896 a Filadelfia (USA). dopo aver fatto per alcuni anni l’insegnante, scoprì la propria vocazione nel giornalismo, e, nel 1921, fu mandato a Berlino dal New York Post. Nei venticinque anni che seguirono ebbe diversi incarichi come corrispondente in Europa e in Asia. Pur non essendosi mai iscritto ad alcun partito politico, si fece sostenitore dell’Unione Sovietica e, più tardi, della Spagna repubblicana, per la quale lavorò durante la guerra civile. É morto il 18/01/1970. tra i suoi libri: The Soviet in Worls Affair, The Great Challenge, Gandhi and Stalin. Russia Revisited, Fifty Years of Soviet Communism, an Appraisal, Russia’s Road from Peace to War, November 7, 1919 june 22, 1941. Sono inoltre apparse le biografie: The Life of Mahatma Gandhi, The Life and Death of Stalin, The Life of Lenin. Stephen Spender. Poeta e critico letterario inglese, figlio del famoso scrittore liberale Edward Harold Spender. Nacque nel 1909. Studiò in Svizzera e all’University College di Oxford, dove, insieme a Day Lewis e Auden, cominciò a scrivere poesie. Seguì con grande interesse gli avvenimenti politici del decennio 1920-1930, e nel 1937 pubblicò Forward from Liberalism. Poco dopo si iscrisse al Partito comunista, dove rimase per un breve periodo. Nel 1946 fu incaricato dall’Ufficio informazioni politiche del Foreign Office di studiare fli influssi del nazismo sugli intellettuali tedeschi. Dal 1939 al 1941 fu condirettore della rivista Horizon, dal 1953 al 1967 ha diretto la rivista Encounter.”,”EURC-019-FL”
“KOESTLER Arthur”,”I sonnambuli. Storia delle concezioni dell’universo.”,”Arthur Koestler (Budapest 1905-Londra 1983) pur essendo ungherese di nascita è stato uno scrittore di lingua inglese. Studiò al Politecnico di Vienna e divenne poi corrispondente estero di numerosi giornali. Inviato speciale in Spagna durante la guerra civile, fu arrestato dai franchisti e sfuggì per poco alla fucilazione. Arruolatosi nell’esercito francese alla scoppio della seconda guerra mondiale, venne imprigionato quasi subito nel campo di concentramento di Le Vernet e, liberato nel 1940, entrò come volontario nell’esercito inglese. Alla fine del conflitto si trasferì negli Stati Uniti, dove la sua opera esercitò notevole influenza. Oltre ad essere un narratore di eccellente livello e polemico acceso, K. è stato anche un ottimo saggista. Si è interessato ai temi della politica, della scienza e della filosofia. Tra i suoi lavori più importanti: ‘Buio a mezzogiorno’, ‘Schiuma della terra’, ‘Dialogo con la morte’, ‘La scrittura invisibile. Autobiografia 1932-1940’. Il giovane Keplero e Galileo. “”Quando finalmente nella primavera del 1597 uscì il ‘Mysterium’, il giovane autore ne inviò con fierezza degli esemplari a tutti gli studiosi che gli vennero in mente, a Galileo e a Tycho Brahe in particolare. A quel tempo non esistevano riviste scientifiche né (tempi felici!) critici, c’era invece tra i letterati una intensa, lussureggiante corrispondenza internazionale. E’ così che il libro del giovane sconosciuto provocò un certo scalpore – non profondo come l’autore aveva sperato, ma assai notevole se si considera che ogni anno in Germania veniva pubblicato un buon migliaio di opere scientifiche (e pseudoscientifiche) (10). Questo risultato non fu sorprendente. L’astronomia, da Tolomeo a Keplero, era stata una geografia del cielo, puramente descrittiva. Il suo compito consisteva nel tracciare la carta delle stelle, gli orari del Sole, della Luna e dei pianeti, e di certi eventi: eclissi, opposizioni, congiunzioni, solstizi, equinozi. Le cause di questi movimenti, le forze naturali, non era cosa che riguardasse l’astronomo. Al bisogno si aggiungevano alcuni epicicli agli ingranaggi esistenti e poco importava giacché nessuno credeva alla realtà materiale di tali ingranaggi. La gerarchia dei cherubini e dei serafini cui si riteneva spettasse l’onore di far girare la macchina, dalla fine del Medioevo era vista come una gentile finzione poetica. La fisica celeste, quindi, si era annientata. Si vedevano avvenimenti, ma non cause, movimenti, ma non forze motrici. L’astronomo doveva osservare, descrivere e predire; non doveva “”cercar di capire””. La fisica di Aristotele, che rendeva impensabile ogni interpretazione causale, razionale dei fenomeni celesti, aveva fatto il suo tempo, ma niente la sostituiva. Si sentiva ancora risuonare la musica abolita degli angeli suonatori di astri, ma tutto il resto rimaneva nel silenzio. Come non sentire la voce stridente, balbettante del piccolo teologo astronomo? I pareri furono divisi, a seconda delle opinioni filosofiche. Gli spiriti moderni, empirici, come Galileo a Padova o Praetorius a Altdorf, respinsero le aprioristiche speculazioni mistiche di Keplero e tutto il libro insieme ad esse, senza scorgere le idee nuove e feconde che dissimulavano. Galileo soprattutto sembra essere stato prevenuto fin dall’inizio contro Keplero. Gli altri, sulla sponda opposta dello spartiacque, coloro che ancora sognavano di capire l’ordine cosmico attraverso ragionamenti ‘a priori’ furono incantati, entusiasmati”” (pag 271-272) [(10) E. Reicke, ‘Der Gelehrte, Monographien Zur Deutschen Kulturgeschichte’, Leipzig, 1900, vol. VII, p. 120]”,”SCIx-423″
“KOESTLER Arthur SILONE Ignazio GIDE André, presentato da Enid STARKIE Richard WRIGHT Louis FISCHER Stephen SPENDER”,”The God That Failed. Six Studies in Communism.”,”””In uno dei suoi lavori Lenin citò Erostrato, il greco che bruciò un tempio perché pensava di non aver altra via per acquisire fama””. (1) (pag 54, A. Koestler) “”Lenin ha detto qualche volta che ha imparato di più sulla Francia dai romanzi di Balzac che da tutti i libri di storia messi assieme. Di conseguenza, Balzac era il più grande scrittore di tutti i tempi, laddove gli altri romanzieri del passato riflettevano solo “”i valori distorti della società decadente che li aveva prodotti””. (pag 54, A. Koestler) “”A Berlino, sulla via del ritorno, lessi sul giornale che l’ Esecutivo dell’ Internazionale Comunista aveva severamente biasimato Trotsky per un documento che egli aveva preparato sui recenti avvenimenti in Cina. Andai negli uffici del Partito Comunista tedesco e chiesi a Thälmann una spiegazione. ‘Questo non è vero’, dissi a lui bruscamente. Ma egli spiegò che gli statuti dell’ Internazionale autorizzavano il Presidium, in caso di urgenza, ad adottare qualsiasi risoluzione in nome dell’ Esecutivo””. (pag 116-117, I. Silone)”,”RUSS-010-FV”
“KOESTLER Arthur”,”I gladiatori.”,”Arthur Koestler (Budapest 1905 – Londra 1983), scrittore e giornalista, è autore di romanzi e saggi di argomento politico, filosofico e scientifico. Inviato in Spagna durante la guerra civile e prigioniero dei franchisti, pubblicò il reportage Dialogo con la morte. Staccatosi dal partito comunista, denunciò i processi staliniani in Buio a mezzogiorno che con Arrivo e partenza e I gladiatori compone la trilogia di romanzi sui temi dell’etica politica e della rivoluzione. Tra le sue opere saggistiche ricordiamo I sonnambuli e Lo Yogi e il commissario.”,”STAx-077-FL”
“KOESTLER Arthur”,”Buio a mezzogiorno.”,”Arthur Koestler è stato venditore ambulante, assistente edile, operaio, agricoltore e infine giornalista. Come tale fu ‘inviato’ a Parigi, a Berlino, in Oriente, al Polo artico, nella Russia centrle e transcaucasica, in Spagna durante la guerra civile. Il famoso, enigmatico e terribile ‘processo di Mosca’ del 1937; nel quale vecchi e fedeli rivoluzionari si accusarono pubblicamente delle colpe più abbiette e furono uccisi, seminò la morte tra molti amici persolai di K., che era stato loro compagno. Questo romanza narra appunto in un tragico crescendo di ossessione, perché e come un antico commissario del Popolo si induca a confessare una serie di atti controrivoluzionari uche in realtà egli non ha mai compiuti), per una convinzione maniaca, e nello stesso tempo ultralucida, di dover rendersi spregevole agli occhi del popolo. Attraverso i pensieri e i ricordi di Rubashov, nei giorni e nelle notti della sua torturante prigionia nelle carceri della GPU tutta la logica liberale e umanistica del mondo occidentale viene polverizzata… “”Tolse una sigaretta dall’astuccio e la mise a forza nella bocca di Rubashov, senza togliere la mano dal bottone della sua giubba. «Ti stai comportando come un bambino. Come un bambino romantico», aggiunse. «Ora fabbricheremo insieme una graziosa confessioncella e per oggi avremo finito». Rubashov riuscì finalmente a liberarsi dalla stretta di Ivanov. Lo guardò duramente attraverso le lenti del pince-nez. «E quale sarebbe questa confessione?» chiese. Ivanov lo fissò più raggiante che mai. «Nella confessione si leggerà», disse, «che tu ammetti, dall’anno tale e tal’altro, d’avere appartenuto a questo e a quel gruppo d’opposizione; ma che recisamente neghi di avere organizzato o progettato un assassinio; che, anzi, ti sei ritirato dal gruppo quando hai saputo i piani terroristici e criminali dell’opposizione». Per la prima volta durante tutto il colloquio, Rubashov sorrise egli pure. «Se questo è lo scopo di tutta la nostra chiacchierata», disse, «possiamo interromperla immediatamente»”” (pag 87) inserire”,”STAS-004-FV”
“KOGAN Norman”,”L’ Italia del dopoguerra 1945 – 1966.”,”Norman KOGAN è nato a Chicago (Illinois) nel 1919. Le relazioni internazionali ma soprattutto la storia dell’ Italia contemporanea hanno richiamato gli interessi fondamentali di KOGAN sin dall’inizio della sua attività di studioso. Alla storia d’Italia del dopoguerra, KOGAN, specialista autorevole negli USA in questo campo, ha dedicato un ventennio di ricerche. Nel retrocopertina bibliografia dell’A.”,”ITAP-014″
“KOHAN Néstor”,”Toni Negri e gli equivoci di Impero.”,”Néstor Kohan è docente e ricercatore all’Università di Buenos Aires e all’Università Popolare delle Madri della Plaza de Mayo. É stato giurato nel Concorso Internazionale Casa de las Américas.”,”BIOx-084-FL”
“KOHN Richard”,”La revolution russe.”,”KOHN è un medico e scrittore. Ha scritto reportage dei suoi viaggi in vari paesi. Come giovane studente di medicina è arrivato in Russia al momento della rivoluzione. Arrivato ad Arcangelo ha attraversato tutto il paese da nord a sud, per Mosca e Kiev fino ad Odessa.”,”RIRO-209″
“KOHN Hans”,”L’idea del nazionalismo nel suo sviluppo storico.”,”Edizione americana 1948 In via di fotocopiatura Hans Kohn è nato a Praga nel 1891. E’ professore di Storia moderna al City College di New York. Collaboratore dell’ Enciclopedia Britannica e della Enciclopedia delle Scienze Sociali (in inglese). Ha studiato pure il panslavismo nella storia e come ideologia”,”TEOP-485″
“KOHN Hans”,”L’idea del nazionalismo nel suo sviluppo storico.”,”KOHN Hans “”La concezione dell’uomo di Grozio rassomigliava parecchio a quella di Locke. L’uomo era per loro un essere buono e socievole nello stato di natura, che desiderava una società pacifica e razionale. Le loro concezioni erano apparentate altrettanto strettamente sul piano sociologico quanto su quello antropologico; entrambe rappresentavano la società borghese che stava elevandosi con successo, la quale conferiva un gran valore alla proprietà e al lavoro, ai patti e alla buona fede, alla ragionevolezza e alla moderazione. E’ interessante rilevare quanto i precetti di politica pratica di Grozio fossero vicini ai principi di Richelieu relativi alla condotta ragionevole e alla considerazione per la buona riputazione. Entrambi si sforzavano di gettare le basi di un ordine che avrebbe impedito a un mondo diviso in molti Stati in guerra tra loro di cadere nel caos”” (pag 242)”,”TEOP-486″
“KOISTINEN Paul A. C.”,”Planning War, Pursuing Peace the Political Economy of American Warfare 1920-1939.”,”Paul A. C. Koistinen is professor of History at California State University Northridge.”,”USAQ-026-FL”
“KOISTINEN Paul A. C.”,”Beating Plowshares Into Swords. The Political Economy of American Warfare, 1606-1865.”,”Paul A. C. Koistinen is professor of History at California State University Northridge.”,”QMIx-076-FL”
“KOISTINEN Paul A. C.”,”Arsenal of World War II. The Political Economy of American Warfare 1940-1945.”,”Paul A. C. Koistinen is professor of History at California State University Northridge. Arsenal of World War II: The Political Economy of American Warfare, 1940-1945 PAUL A. C. KOISTINEN Copyright Date: 2004 Published by: University Press of Kansas https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4 Pages: 672 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4 Search for reviews of this book Cite Book Info This is a preview page. Login through your institution for access. Table of Contents Select all Cite Front Matter(pp. i-iv) Front Matter(pp. i-iv) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.1 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.1 Save Cite Table of Contents(pp. v-vi) Table of Contents(pp. v-vi) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.2 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.2 Save Cite ILLUSTRATIONS(pp. vii-viii) ILLUSTRATIONS(pp. vii-viii) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.3 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.3 Save Cite ACKNOWLEDGMENTS(pp. ix-x) ACKNOWLEDGMENTS(pp. ix-x) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.4 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.4 Save Cite ABBREVIATIONS(pp. xi-xiv) ABBREVIATIONS(pp. xi-xiv) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.5 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.5 Save Cite INTRODUCTION(pp. 1-12) INTRODUCTION(pp. 1-12) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.6 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.6 Arsenal of World War IIis the fourth in a five-volume study of the political economy of American warfare—the means that the nation has employed to mobilize its economic resources for defense and hostilities. The volume covers the period 1940–1945, the years of economic mobilization for World War II. Volume 1—Beating Plowshares into Swords: The Political Economy of American Warfare, 1606–1865(1996)—covers the colonial period through the Civil War. Volume 2—Mobilizing for Modern War: The Political Economy of American Warfare, 1865–1919(focuses on the Gilded Age, the Progressive Era, and World War I…. Save Cite Part One National Defense Advisory Commission 1 ORIGINS, STRUCTURE, AND STAFFING OF THE NDAC(pp. 15-32) 1 ORIGINS, STRUCTURE, AND STAFFING OF THE NDAC(pp. 15-32) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.7 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.7 Economic mobilization for the Second World War began in earnest with the Reorganization Act of April 1939. After years of effort and often intense controversy, Franklin D. Roosevelt and the President’s Committee on Administrative Management, which he appointed in 1936, succeeded in gaining legislative sanction to reorganize the executive branch for purposes of efficiency. Working primarily with the committee and with Harold D. Smith, director of the Bureau of the Budget, the president between April and September 1939 restructured the executive branch. Most important, he created an Executive Office of the President, made up principally of a White House Office… Save Cite 2 THE MILITARY AND ECONOMIC MOBILIZATION(pp. 33-46) 2 THE MILITARY AND ECONOMIC MOBILIZATION(pp. 33-46) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.8 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.8 The military was better prepared than were the civilians for World War II economic mobilization. This was particularly true for the army, which made up for the deficiencies of the navy and led the military in industrial mobilization during the years 1939–1945. Basic to procurement in both services were the supply bureaus. In order for the War and Navy Departments adequately to meet the growing demands of defense expansion, the Franklin D. Roosevelt administration replaced the secretaries and under secretaries in both departments in mid-1940. The new leaders began centralizing control over the bureaus and taking other measures to… Save Cite 3 THE NDAC IN OPERATION(pp. 47-72) 3 THE NDAC IN OPERATION(pp. 47-72) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.9 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.9 Military requirements determined the nature and pace of the economic mobilization effort during the years of national defense and war. Since the armed services set their own requirements and procured their own goods, they played a critical role in shaping the operations of the prewar and wartime economy. Indeed, the military requirements and their feasibility were at the heart of the repeated controversies that racked the process of harnessing the economy for war between 1940 and 1945. By July 1940, the Franklin D. Roosevelt administration had worked out a defense program through an elaborate negotiating process that involved the armed… Save Cite Part Two The Office of Production Management and the Supply Priorities and Allocations Board [Part Two Introduction](pp. 73-74) [Part Two Introduction](pp. 73-74) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.10 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.10 The Office of Production Management (OPM) supervised economic mobilization throughout 1941. Focusing principally on munitions, benefiting from better organization, and gaining a greater measure of authority, the office was an improvement over the National Defense Advisory Commission (NDAC). OPM managed escalating weapons demand more effectively as the United States continued to prepare for war in Europe and Asia and increased assistance to its future allies. Despite greater strength, OPM faltered in mastering multiple challenges. External and internal sources disrupted its operations. From the outside, the armed services caused the most grief. Consistent with past practices, they were deficient in providing… Save Cite 4 STRUCTURE AND STAFFING OF OPM, OPACS, AND SPAB(pp. 75-100) 4 STRUCTURE AND STAFFING OF OPM, OPACS, AND SPAB(pp. 75-100) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.11 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.11 The Office of Production Management (OPM) improved the mobilization structure considerably. Although awkward, a dual directorship was better than no executive head, as was the case with the National Defense Advisory Commission (NDAC). Centered around divisions for production, priorities, and purchasing, OPM also concentrated more directly on munitions output than had its predecessor. By drawing industry and the military closer together, OPM was a more conservative agency than was NDAC. This trend was made obvious in a number of ways. Labor, for example, began declining in power. Along the same lines, nonbusiness professionals in the Bureau of Research and Statistics… Save Cite 5 THE MILITARY AND OPM(pp. 101-125) 5 THE MILITARY AND OPM(pp. 101-125) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.12 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.12 The army and navy services worked more closely with the Office of Production Management (OPM) than they had with the National Defense Advisory Commission (NDAC). Nonetheless, they still maintained a level of independence from the OPM that adversely affected economic mobilization. The armed services’ behavior resulted from both strength and weakness. Their statutory authority to procure allowed them to go their own way in many areas. This tendency was strengthened by the multiple defects of the military’s supply systems. Until fully and firmly in control of massive economic operations, the armed services kept the OPM at arm’s length whenever possible… Save Cite 6 OPM, OPACS, AND THE STRUGGLE TO EXPAND PRODUCTION(pp. 126-158) 6 OPM, OPACS, AND THE STRUGGLE TO EXPAND PRODUCTION(pp. 126-158) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.13 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.13 Although the Office of Production Management (OPM) had a dual directorship, William S. Knudsen was always its undisputed head. Because Knudsen, along with Sidney Hillman, was not a strong leader and the secretaries of war and the navy did not carry their weight, the OPM council turned out to be ineffective. As a result, OPM operated as a series of divisions instead of as a centrally directed agency. The Production Division was OPM’s must important subunit. It was responsible for ensuring an adequate level of munitions output. At best, the division’s record was mixed. In terms of war construction projects,… Save Cite 7 OPM’S LABOR, PURCHASES, AND PRIORITIES DIVISIONS AND SPAB(pp. 159-190) 7 OPM’S LABOR, PURCHASES, AND PRIORITIES DIVISIONS AND SPAB(pp. 159-190) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.14 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.14 The operations of the Labor, Purchases, and Priorities Divisions of the Office of Production Management (OPM) help explain why industry and the military from the outset dominated economic mobilization for World War II. In an administration controlled by corporate executives, labor’s representatives were simply pushed aside. The Purchases and Priorities Divisions, however, always lacked adequate staff in Washington and the field to carry out vast and critical responsibilities. By comparison, the Production Division, later the Materials Division, had ample personnel provided by industry branches with the assistance of the industry advisory committees. Corporate America tapped its own national structures, financial… Save Cite Part Three The War Production Board, 1942–1945 [Part Three Introduction](pp. 191-194) [Part Three Introduction](pp. 191-194) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.15 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.15 Industry and the military dominated the War Production Board (WPB), the principal wartime civilian mobilization agency. This trend began with the National Defense Advisory Commission (NDAC) and continued under the Office of Production Management. In the processs, economists, statisticians, academics, businessmen like James S. Knowlson, and others, often associated with the New Deal, combined their talents throughout 1942 and into 1943 to ensure that the economy was properly harnessed. Also an extension of the defense years, this development was institutionalized with the Supply Priorities and Allocations Board. Donald M. Nelson’s success and failure as WPB chair resulted largely from ongoing… Save Cite 8 WPB: ORGANIZATION AND STAFFING(pp. 195-217) 8 WPB: ORGANIZATION AND STAFFING(pp. 195-217) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.16 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.16 President Franklin D. Roosevelt created the War Production Board (WPB) on January 16, 1942, and selected Donald M. Nelson, who had played a central role in economic mobilization since 1940, as its chair.¹ On the basis of the initial executive order of mid-January and subsequent ones, Nelson was granted nearly unlimited authority for harnessing the economy. From the outset, however, Nelson realized that the WPB could not perform on its own all or even most mobilization functions, as had been the case with the National Defense Advisory Commission (NDAC) and the Office of Production Management (OPM). He also led by… Save Cite 9 THE ARMED SERVICES’ MATERIAL ORGANIZATION FOR WORLD WAR II(pp. 218-246) 9 THE ARMED SERVICES’ MATERIAL ORGANIZATION FOR WORLD WAR II(pp. 218-246) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.17 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.17 Shortly after Pearl Harbor, both the War and the Navy Departments established more centralized control over their procurement and supply operations. The services required reorganized systems to handle their astronomically escalating demand and to work more effectively with the civilian mobilization agencies in meeting their requirements. In a sense, the navy’s structure was more centered on the supply bureaus in the nation’s capital. However, ongoing Washington power struggles pitting the secretary and under secretaries against the commander-in-chief of the fleet/chief of naval operations and the supply bureaus led to greater fragmentation and conflict at the very top of the navy’s… Save Cite 10 NATIONAL AND INTERNATIONAL MOBILIZATION AGENCIES(pp. 247-274) 10 NATIONAL AND INTERNATIONAL MOBILIZATION AGENCIES(pp. 247-274) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.18 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.18 The War Production Board (WPB) and the armed services were affected by various mobilization agencies created during the defense and war years. Some of these were national, such as the War Food Administration (WFA); others concentrated on America’s allies, like the Office of Lend-Lease Administration (OLLA); and a few worked in combination with Great Britain (to some degree Canada), as was the case with the Combined Production and Resources Board (CPRB). None of these agencies will be treated at length, but they need to be outlined so as to provide a fuller view of the mobilization system. Other agencies, like… Save Cite 11 CONVERTING AND EXPANDING INDUSTRY, 1942(pp. 275-301) 11 CONVERTING AND EXPANDING INDUSTRY, 1942(pp. 275-301) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.19 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.19 The most immediate and pressing responsibility of the War Production Board (WPB) from January 1942 forward was converting the economy from peacetime to wartime production. Although this process got off to a slow and contentious start, it was largely completed by June 1942. The Office of Civilian Supply (OCS) had been among the leading advocates for conversion in the Office of Production Management (OPM), and it continued to play that role during the first half of 1942. Once industry had completed modifying its facilities for war output and WPB increasingly emphasized munitions, OCS had to reorient its attention to protecting… Save Cite 12 REFINING WPB ECONOMIC CONTROLS, 1942(pp. 302-339) 12 REFINING WPB ECONOMIC CONTROLS, 1942(pp. 302-339) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.20 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.20 Once conversion and facilities expansion were under way or completed, the War Production Board (WPB) faced the task of rationalizing a war production program in which demand far outdistanced supply. This process turned out to be a lacerating one. Only after great effort and much controversy was a planning system devised for maximizing output while maintaining economic balance. For that to take place, three major, related functions had to be worked out. The first involved setting military demand at a level that was feasible for the economy in terms of its potential and output for civilians. Without feasible requirements on… Save Cite 13 THE WPB AT FLOOD TIDE, 1943–1944(pp. 340-369) 13 THE WPB AT FLOOD TIDE, 1943–1944(pp. 340-369) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.21 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.21 Under the direction of the War Production Board (WPB), the economy late in 1943 reached its highest levels of munitions output. From then on, direct or indirect military requirements generally remained on a plateau or declined, although the armed services’ needs fluctuated according to the immediate exigencies of the battlefronts. Having devised and implemented the means for harnessing the massive American economy for war, WPB in 1943 and after turned to the task of adjusting the mobilized system to the multiple changes and crises that arose with the demands of global warfare. A growing economy in 1943 also allowed the… Save Cite 14 ORGANIZED LABOR IN A MOBILIZED ECONOMY, 1940–1945: LABOR SUPPLY(pp. 370-401) 14 ORGANIZED LABOR IN A MOBILIZED ECONOMY, 1940–1945: LABOR SUPPLY(pp. 370-401) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.22 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.22 The defense and war years were frustrating for organized labor. Massive growth for the American Federation of Labor (AFL) and the Congress of Industrial Organizations (CIO) during the 1930s and 1940s did not convert into significantly enhanced power in a mobilized economy. From 1940 through 1945, unions remained a distinctly secondary power group in a system increasingly dominated by industry and the military. Sidney Hillman headed the Labor Division in the National Defense Advisory Commission (NDAC), the Office of Production Management (OPM), and, initially, the War Production Board (WPB), and he served as associate director of OPM. In NDAC and… Save Cite 15 ORGANIZED LABOR IN A MOBILIZED ECONOMY, 1940–1945: LABOR RELATIONS(pp. 402-418) 15 ORGANIZED LABOR IN A MOBILIZED ECONOMY, 1940–1945: LABOR RELATIONS(pp. 402-418) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.23 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.23 Unions played a greater role in shaping defense and war labor relations than they did labor supply. Nonetheless, organized labor was steadily restricted in carrying out its functions, and unions experienced increasing numbers of government agencies becoming involved in management-labor relations. Labor leaders, hence, experienced growing pressure from mobilization authorities above and their burgeoning membership below. Organized labor made great gains during the war years.¹ Union membership shot up from about 9 million in 1940 to around 14¾ million by 1945. At the time of Victory in Japan (VJ) Day, unions accounted for around 35 percent of the nonagricultural workforce… Save Cite 16 ECONOMIC STABILIZATION(pp. 419-444) 16 ECONOMIC STABILIZATION(pp. 419-444) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.24 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.24 The Franklin D. Roosevelt administration devised a reasonably sound program for maintaining economic stability during the defense and war years. That was the case despite expenditures far exceeding the expectations of most public officials. Although stabilization policy evolved piecemeal from 1940 into 1942, a comprehensive program was in place by late 1942 and early 1943. Carried out by a number of wartime agencies, all coordinated by the Office of Economic Stabilization (OES), the program included fixing prices and wages, rationing consumer goods, and raising revenue through relatively heavy taxation and borrowing designed to tame rather than feed inflationary pressures. World… Save Cite 17 RECONVERSION(pp. 445-497) 17 RECONVERSION(pp. 445-497) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.25 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.25 Formulating and implementing policies for reconversion stretched from around April 1943 until the war’s end and became extremely controversial. In a sense, demobilization created more problems than mobilization because greater choice was involved. After Pearl Harbor, Washington struggled with how best to maximize munitions output in the shortest possible time, not with whether such production should be undertaken. Such an imperative was missing with reconversion. Once hostilities ceased, munitions and related contracts could be canceled, mobilization agencies and controls ended, and the economy allowed to readjust on its own to peacetime conditions. That is approximately what took place after World… Save Cite 18 MOBILIZING THE WORLD WAR II ECONOMY(pp. 498-516) 18 MOBILIZING THE WORLD WAR II ECONOMY(pp. 498-516) https://doi.org/10.2307/j.ctv1ntft4.26 https://www.jstor.org/stable/j.ctv1ntft4.26 Viewed in gross figures and in isolation, the American production effort during World War II appears impressive. GNP in 1939 dollars grew by 52 percent between 1939 and 1944, 124 percent in unadjusted dollars. Munitions production went from about 10 to 40 percent of total output between 1940 and 1943–1944. Manufacturing industries trebled their output during the period 1939–1944. All that was accomplished while consumer expenditures in 1944 were somewhere in the region of 10 percent above the 1939 mark. Going from national to international calculations, the United States in 1944 produced in excess of 40 percent of… NOTES(pp. 517-624) BIBLIOGRAPHICAL ESSAY(pp. 625-634) INDEX(pp. 635-657)”,”QMIS-033-FL”
“KOISTINEN Paul A. C.”,”Mobilizing for Modern War: the Political Economy of American Warfare 1865-1919.”,”Paul A. C. Koistinen is professor of History at California State University Northridge.”,”USAQ-030-FL”
“KOJEVE Alexandre”,”Introduzione alla lettura di Hegel.”,”In appendice: 1. la dialettica del reale e il metodo fenomenologico di HEGEL. 2. l’idea della morte nella filosofia di HEGEL. Struttura della ‘Fenomenologia dello spirito. Post fazione e cura ediz it di Gian Franco FRIGO. L’A, nato a Mosca nel 1902, nipote di KANDISKY, abbandonò a 18 anni l’URSS e si trasferì prima in GERM, dove studiò con JASPERS, e poi a Parigi. Dopo la guerra, pur senza abbandonare del tutto la ricerca filosofica, diventò un alto funzionario del governo francese per gli affari economici e politici. Morì a Bruxelles nel 1968. Il testo dei corsi su HEGEL è apparso in FR nel 1947. HEGEL riconosce e rivela NAPOLEONE alla Germania. Con la sua ‘Fenomenologia’ spera di poterla salvare, di conservarla sublimata, in seno all’impero napoleonico. Si arriva infine a una dualità.”,”FILx-030″
“KOKOSHIN Andrei A.”,”Soviet Strategic Thought, 1917-91.”,”Andrei A. Kokoshin è ‘Secretary of the Defense Council and Head of the President’s Military Inspectorate of the Russian Federation’. Dal 1992 al 1997 è stato ‘First Deputy Minister of Defense’. E’ autore di molti libri e articoli. Opposte visioni tra Svechin e Tukhachevsky (pag 19, 21) Svechin ha pubblicato ‘The Evolution of the Art of War’ (pag 149) Il confronto tra due strategie: il “”modello Canne”” e il “”modello Poltava”” ‘Lo storico militare A.I. Verkhovsky (1866-1938), ministro della guerra nel Governo provvisorio dall’agosto all’ottobre 1917 e poi passato nel campo dell’ Armata rossa, riflette sulla scelta che l’esercito sovietico dovrebbe fare di fronte ad una aggressione. Confronta due strategie, il “”modello Canne”” e il “”modello Poltava”” concludendo che quest’ultimo è preferibile per l’Armata Rossa. Considerando il modello Canne, egli non si concentra sulla famosa battaglia della Seconda guerra punica, in cui il comandante cartaginese Annibale ottenne una splendida vittoria tattica sulle più forti truppe romane. E’ interessato all’idea di una grande operazione offensiva che dovrebbe avvolgere i fianchi, circondando e distruggendo la principale concentrazione di truppe nemiche. Questa idea è stata introdotta da Alfred von Schlieffen, ex capo dello Stato maggiore tedesco, nel suo ben noto volume ‘Canne’. Verkhovsky considera pure il modello Poltava, ma non si concentra tanto sulla concreta battaglia, svoltasi presso la città di Poltava, in cui Pietro il Grande sconfisse l’esercito svedese nel 1709. Ma l’analizza come un esempio di intenzionale ritirata strategica e di intenzionale difesa strategica vincente a livello tattico che porta risultati positivi all’esercito russo. Verkhovsky vede in questo caso un giovane esercito russo, che è stato costituito non molto tempo prima della battaglia, numeroso ma non addestrato alla manovra, sfidare la migliore armata europea dell’epoca. “”Era necessario vincere il nemico con un nuovo metodo di lotta, sconvolgendo la sua eccellente abilità nella manovra e attaccando dopo che esso è entrato in una condizione di disordine”” (1) (pag 149)] [(1) A.I. Verkhovsky, ‘The base of our tactis. Fire, maneuver, concealment’, Mosca, 1928, p. 129 (in lingua russa)] Aggiungere per opuscolo Teoria sovietica della ‘Battaglia in profondità’ od ‘Operazioni in profondità’ (‘Deep Battle’ or ‘Deep Operations’) Diversità di vedute a metà degli anni 1930 sulla dottrina dell’ operazione in profondità tra Voroshilov vs Tukhachevsk e Triandofilov (pag 162)”,”RUST-165″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”La ricerca della certezza.”,”Nato a Radom (Polonia) nel 1927, KOLAKOWSKI è uno dei maggiori pensatori ‘marxisti’ contemporanei. Per aver participato al processo di destalinizzazione polacco fu espulso dal partito comunista e nel 1968 perse la cattedra all’Univ di Varsavia. Ha insegnato in seguito a Montreal e Berkeley. Dal 1970 è all’ All Souls College di Oxford. Tra le sue opere più importanti un volume sulla libertà nella filosofia di SPINOZA (1958) e uno studio sulla cristianità aconfessionale del XVII secolo (1965). Ha pubblicato per la Laterza ‘La filosofia del positivismo’ (1974)”,”FILx-127″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”Main Currents of Marxism. I. The Founders. II. The Golden Age. III. The Breakdown.”,”nuova prefazione ed epilogo dell’ Autore KOLAKOWSKI Leszek nato nel 1927 a Radom (Polonia) è stato professore all’ università di Varsavia fino al 1968. Da quell’ anno ha lasciato il paese ed è diventato insegnante alla McGill University di Montreal. Poi ha insegnato a Berkeley Università di California quindi al All Souls Colelge di Oxford dove è rimasto fino al suo ritiro. Ha ricevuto il Jefferson prize, l’ Erasmus prize e il Tocqueville Prix. “”Le principali caratteristiche della teoria politica e della filosofia della storia di Kautsky sono determinate dalla sua versione darwiniana del marxismo: la fede in una graduale e continua evoluzione del capitalismo fino al punto in cui esso distrugge se stesso; fiducia nell’ inevitabilità storica, percezione dall’ esterno della coscienza teorica; dicotomia tra coscienza teorica e processo sociale a cui esso è diretto; nozione di una coscienza proletaria senza importazione dall’ esterno, e rifiuto dello spirito escatologico del socialismo. La politica di Kautsky può essere sintetizzata così: “”Lasciamo che il capitalismo migliori nel tempo; il socialismo è garantito dalle leggi della storia in ogni caso. (…)””. (pag 399-400)”,”TEOC-400″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”Nascita sviluppo dissoluzione del marxismo. Volume I. I fondatori.”,”KOLAKOWSKI Leszek “”In altre parole, Marx ripete qui l’interpretazione hegeliana del progresso, in quanto processo che si realizza attraverso l’accumularsi dei conflitti interni e che non si può liberare dai suoi “”lati cattivi””. “”Nello stesso momento in cui sorge la civiltà, la produzione comincia a fondarsi sull’antagonismo delle professioni, degli stati, delle classi, infine sull’antagonismo tra lavoro-accumulato e lavoro-immediato. Senza antagonismo non vi è progresso. Questa è la legge che fino ai nostri giorni la civiltà ha seguito. Fino ad oggi le forze produttive si sono sviluppate attraverso questo regime di antagonismo delle classi”” (Marx, Miseria della filosofia). Da qui l’assurdità del progetto di Proudhon, il quale voleva trasformare tutti gli uomini in capitalisti, eliminando nel contempo tutti i “”lati cattivi”” del capitalismo: l’anarchia produttiva, l’ineguaglianza e lo sfruttamento; egli voleva dunque sopprimere gli antagonismi sociali conservando la loro condizione essenziale: eliminare il proletariato conservando la borghesia. Tutti e tre questi punti principali della critica di Marx si riducono a un solo pensiero: il processo storico possiede una propria dinamica, determinata dal processo tecnologico (“”Il mulino a braccia vi darà la società col signore feudale, e il mulino a vapore vi darà la società col capitalista industriale”” (Marx, Miseria della filosofia)), dinamica che si realizza attraverso la lotta di classe; ne consegue che, moralizzando, non si otterrà il sovvertimento sociale, che non si può tornare alle formazioni superate, che ‘le contraddizioni sociali non possono essere risolte eliminando una delle parti in lotta; si possono risolvere soltanto sospingendo la lotta fino alla forma estrema’, che, alla fine, avrebbe abolito entrambi i nuclei dell’antagonismo in favore di una forma sociale superiore””. (pag 241) [Leszek Kolakowski, Nascita sviluppo dissoluzione del marxismo. Volume I. I fondatori, 1980]”,”TEOC-539″
“KOLAKOWSKI Leszek, a cura di Pietro VERONESE”,”Il marxismo e oltre. Responsabilità e storia.”,”KOLAKOWSKI Leszek nato a Radom in Polonia (1927) vive ad Oxford dopo essere stato privato della cattedra di storia della filosofia all’Università di Varsavia. E’ autore di opere su Spinoza, e su altre eresie cristiane del ‘600, su Husserl e di molti saggi filosofici sui problemi del socialismo. Sulla figura del rinnegato, dei rinnegati nel movimento rivoluzionario (pag 60)”,”TEOC-558″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”Marxismo. Utopia e antiutopia.”,”””Per i neo-kantiani, come Max Adler, Otto Bauer, Karl Vorländer…”” (pag 17)”,”TEOC-747″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”L’esprit révolutionnaire, suivi de Marxisme – utopie et anti-utopie.”,”‘Ousia’ è uno delle parole principali della filosofia greca. Ne parla Aristotele. Treccani (Ousia): essenza. La realtà propria e immutabile delle cose, intesa soprattutto come la forma generale, l’ universale natura delle singole cose appartenenti allo stesso genere o specie. Da Aristotele alla tarda antichità. Nella Metafisica Aristotele, trattando la questione generale della determinazione di cosa sia la sostanza, indica, in relazione a essa, l’e. come «…» (VII, 3, 1028 b 34), espressione traducibile con «che cos’era essere» e che i latini renderanno con la formula «quod quid erat esse». E. è ciò che la cosa è considerata «per sé», al modo in cui per definire, rispetto a un uomo concreto, l’e. dell’uomo, non si può rispondere è musico o è bianco, poiché tali determinazioni sono ‘accidentali’. E. di una cosa è ciò che la definisce al di là dei suoi caratteri peculiari e accidentali (VII, 4, 1029 b 13-18). In tal senso l’e. indica quel particolare significato di … (di cui il termine italiano essenza costituisce il calco, ma non rende il significato) che coincide con la ‘quiddità’, la ‘forma’, ossia ciò che fa sì che una cosa sia quella e non un’altra. La connessione fra e. e definizione (qualcosa è e. in quanto è possibile definirla) riconduce l’e. ‘primariamente’ alla sostanza e ‘secondariamente’, in modo derivato, alle altre categorie (1030 a 7-b 3). Nei Topici, trattando la questione del rapporto fra predicabili e categorie, Aristotele afferma che «chi esprime l’e. talora significa una sostanza, talora una qualità, talora una delle altre categorie» (I, 9, 103 b 28-29). A partire dalla domanda su ‘cosa sia una cosa’ la definizione può determinare l’e. come quello che essa è in sé o come espressione di una delle categorie cui è riconducibile qualcosa. Nella logica proposizionale stoica il problema dello statuto ontologico degli elementi che concorrono alla definizione non ha luogo, mentre nel medio platonismo l’e. intesa come ‘forma’ viene a coincidere con l’… platonico, che ne costituisce l’universale natura, conferendo all’e. realtà oggettiva. Plotino, nelle Enneadi, parla dell’e. come ‘perché’ della cosa: «coloro che cercano in tal modo di conoscere l’e. di una cosa ci riescono in pieno. Infatti ciascuna cosa è in quanto è il suo ‘perché’» (VI, 7, 2). L’Uno genera l’e. intelligibile (e. prima o generale) di cui l’e. sensibile (e. seconda o particolare) partecipa (VI, 6, 13-18). L’Isagoge e le Sentenze sugli intelligibili di Porfirio potenziano e divulgano nel successivo pensiero medievale il concetto di e. come prima forma determinata dell’Uno che coincide con la seconda ipostasi, dunque con le idee e, in tal senso, con l’intelligibile. La nozione di e. considerata come forma … rientra in quella di specie «che si dice della forma di ogni realtà» (Isagoge 3) e si declina secondo il genere e la differenza. “”Marx reprend donc la manière spécifiquement hégélienne de penser l’Histoire, ayant conscience de ne pas être celui dont la pensée exprime l’autoconscience de ce monde et s’inscrit directement dans le cours de son évolution; de ne pas écrire ‘sur’ ce qu se passe, mais d’écrire pour ainsi dire le journal intime de l’Histoire, l’autobiographie de l’Esprit”” (pag 123)”,”TEOC-757″
“KOLAKOWSKI Leszek”,”Le religioni. Su Dio, il demonio, il male e altri problemi della cosiddetta filosofia della religione.”,”Platone scrisse: “”Se l’Uno non esiste, allora nulla esiste”” (retrocopertina)”,”RELx-015-FRR”
“KOLARZ Walter”,”Books on Communism. A bibliography.”,”This new and enlarged edition of a Bibliography originally published in 1959 contains details of some 2,500 publications in English on the development of Communism in the USSR and China and in all the principal countries of the world. Under the editorship of Walter Kolarz, a recognized authority in this field, Books on Communism provides an annotated guide to the significant literature on its subject, which will be of great and lasting value to librarians, research workers, teachers, students and all who are concerned with the theory and practice of Communism.”,”STOx-033-FL”
“KOLB Eberhard”,”The Weimar Republic.”,”KOLB Eberhard è Professore di storia all’ Università di Colonia. Ha scritto largamente sul periodo interguerre in Germania e ha curato due importanti volumi di fonti materiali inedite sul periodo della rivoluzione tedesca del 1918-19.”,”GERG-034″
“KOLCHIN Peter”,”Unfree Labor. American Slavery and Russian Serfdom.”,”Peter Kolchin is Henry Clay Reed Professor of History, University of Delaware, and the author of First Freedom: The Response of Alabama’s Blacks to Emancipation and Reconstruction. Preface, Introduction: The Origin and Consolidation of Unfree Labor, Epilogue, Bibliographical Note, Notes, Maps, Tables, Frequently Used Russian Terms, Illustration, Index,”,”CONx-014-FL”
“KOLESNIK Aleksandr N.”,”La famiglia Stalin. Affetti, enigmi, tragedie alla corte dell’ultimo zar. Con 65 illustrazioni fuori testo.”,”In questo lavoro sulla vita privata di Stalin, ci limitiamo ad esporre i fatti e le testimonianze raccolte nell’intento di offrire al lettore la possibilità di formulare un proprio giudizio. Ci auguriamo che questo studio possa favorire una più chiara comprensione dell’uomo Stalin e del suo operato.”,”STAS-020-FL”
“KOLKO Joyce e Gabriel”,”I limiti della potenza americana. Gli Stati Uniti nel mondo dal 1945 al 1954.”,”Ricostruzione econ mondiale, diplomazia americana e la Russia 1945-46, Gran Bretagna UK e nuova econ mondiale, potenza militare e politica estera, futuro della Germania, Europa occidentale, Europa Orientale, Grecia e Medio Oriente, Cina, Corea, dilamma del Giappone JAP, dottrina TRUMAN, guerra di Corea. piano Marshall, Cecoslovacchia, Medio Oriente, EISENHOWER e la crisi della potenza americana. Di Gabriel KOLKO nelle edizioni Einaudi: -Ricchezza e potere in America. Uno studio sulle classi sociali e la distribuzione del reddito. 1964 -Le radici economiche della politica americana. 1970″,”USAP-012″
“KOLKO Gabriel”,”Vietnam. Anatomy of a War 1940-1975.”,”KOLKO ha scritto molti libri sulla storia degli USA e la politica estera. Il suo recente ‘Main Currents in Modern American History’ è un’edizione aggiornata di un libro del 1984. Scrive articoli per giornali come New York Times, Le Monde Diplomatique, The Nation, New Republic ecc.. Ha ricevuto il Ph.D. da Harvard e ora insegna alla York Univ in Canada.”,”ASIx-003″
“KOLKO Gabriel”,”Le radici economiche della politica americana. (Tit.orig.: The Roots of American Foreign Policy. An Analysis of Power and Purpose)”,”Gli Stati Uniti e la fine del colonialismo europeo in Asia. “”Per tutta la durata della seconda guerra mondiale i dirigenti degli Stati Uniti prestarono scarsa attenzione al futuro dell’Indocina, ma nel 1943 il persidente Roosevelt suggerì che, dopo la guerra, essa diventasse un mandato fiduciario di quattro potenze, proponendo che l’eventuale indipendenza venisse concessa agli indocinesi entro venti o trent’anni. Nessuno si chiese se l’attuazioe di una decisione di questo genere avrebbe richiesto truppe americane, ma era chiaro che l’eliminazione della dominazione francese era dettata più dal desiderio di far pagare ai francesi la collaborazione con la Germania e col Giappone o l’irritante indipendenza di De Gaulle, che non da una qualche fiducia nel valore che l’indipendenza poteva avere per i vietnamiti. Ma il dato fondamentale di quella prima presa di posizione americana era che l’indipendenza finale non sarebbe stata qualcosa che i vietnamiti avrebbero potuto prendersi da soli, ma una benedizione che le altre grandi potenze avrebbero potuto impartire a loro grado. In questo atteggiamento era già implicito il seme dell’opposizione al movimento d’indipendenza che già esisteva nel Vietnam””. (pag 122-123)”,”USAQ-058″
“KOLKO Gabriel”,”Il libro nero della guerra. Politica, conflitti e società dal 1914 al nuovo millennio.”,”KOLKO G. (1932) è ritenuto da molti il maggiore storico delle guerre moderne. Ha insegnato nelle università di Pennsylvania, Buffalo e York (Canada). Ha scritto una quindicina di libri. RC”,”QMIx-175″
“KOLKO Gabriel”,”Il libro nero della guerra. Politica, conflitti e società dal 1914 al nuovo millennio.”,”KOLKO Gabriel (1932) nato negli Stati Uniti è uno storico delle guerre moderne. Ha scritto una quindicina di libri. KOLKO Gabriel (1932) nato negli Stati Uniti è uno storico delle guerre moderne. Ha scritto una quindicina di libri. “”La guerra di Corea insegnò dolorosamente agli Stati Uniti in che modo eserciti materialmente superiori possano essere messi in scacco sul campo di battaglia; in Vietnam gli USA tentarono senza successo di replicare a quella lezione sviluppando una grandiosa strategia basata su una copiosa potenza di fuoco e su un’elevata mobilità. Il fatto che la guerra fu troppo costosa e troppo lunga non fece che ribadire la lezione della Corea. Sebbene nel 1964 gli USA fossero convinti che la loro potenza militare avrebbe superato le frustrazioni del passato, cinque anni dopo si trovarono a dover affrontare il rapporto tra la propria credibilità e i propri sacrifici e la natura e la vitalità del fragile regime protetto in Vietnam. L’appoggio a Nguyen Van Thieu e la dipendenza dalla sua politica avrebbero provocato la sconfitta degli Stati Uniti, malgrado l’equilibrio della potenza militare, rendendo in tal modo la loro forza non maggiore dell’anello più debole in una lotta le cui caratteristiche e la cui complessità andavano ben oltre le ipotesi sostenute dai governanti americani al momento di intraprendere quell’avventura fatale?”” (pag 488) KOLKO Gabriel (1932) nato negli Stati Uniti è uno storico delle guerre moderne. Ha scritto una quindicina di libri. “”Basti dire che nel gennaio del 1975 l’ARVN sembrava sulla carte essere dotato di una schiacciante superiorità numerica sulle forze combinate dei comunisti del Sud: il triplo dell’artiglieria, il doppio dei carri armati e dei veicoli da trasporto blindati, 1400 velivoli contro nessuno, un rapporto di due a uno nelle truppe di combattimento e il triplo della forza lavoro. Alla fine del ’74 l’ARVN lanciava una quantità di ordigni esplosivi nove volte superiore a quello dei comunisti, aveva enormi riserve di munizioni e problemi logistici in confronto più semplici. Non fu la forza delle eterogenee forze comuniste ad essere decisiva, bensì la debolezza dell’esercito di Thieu in tutti gli ambiti della guerra. Nel 1974 esso era in via di dissoluzione in mezzo ai guasti dell’inflazione e della demoralizzazione, pronto a rovesciarsi di fronte alla prima prova significativa. Se Hanoi non avesse attaccato nel marzo del ’75, la guerra si sarebbe comunque conclusa in un futuro assai prossimo con degli sconvolgimenti economici e politici – la cui imminenza fu prevista persino da alcuni esperti ufficiali americani -, dai quali i comunisti sarebbero usciti vincitori dopo un periodo di disordine sociale””. (pag 489)”,”RAIx-233″
“KOLKO Gabriel”,”Ricchezza e potere in America. Uno studio sulle classi sociali e la distribuzione del reddito.”,”Fondo Davoli”,”USAS-222″
“KOLKO Gabriel”,”Le radici economiche della politica americana.”,”Gli Stati Uniti e la fine del colonialismo europeo in Asia. “”Per tutta la durata della seconda guerra mondiale i dirigenti degli Stati Uniti prestarono scarsa attenzione al futuro dell’Indocina, ma nel 1943 il persidente Roosevelt suggerì che, dopo la guerra, essa diventasse un mandato fiduciario di quattro potenze, proponendo che l’eventuale indipendenza venisse concessa agli indocinesi entro venti o trent’anni. Nessuno si chiese se l’attuazioe di una decisione di questo genere avrebbe richiesto truppe americane, ma era chiaro che l’eliminazione della dominazione francese era dettata più dal desiderio di far pagare ai francesi la collaborazione con la Germania e col Giappone o l’irritante indipendenza di De Gaulle, che non da una qualche fiducia nel valore che l’indipendenza poteva avere per i vietnamiti. Ma il dato fondamentale di quella prima presa di posizione americana era che l’indipendenza finale non sarebbe stata qualcosa che i vietnamiti avrebbero potuto prendersi da soli, ma una benedizione che le altre grandi potenze avrebbero potuto impartire a loro grado. In questo atteggiamento era già implicito il seme dell’opposizione al movimento d’indipendenza che già esisteva nel Vietnam””. (pag 122-123)”,”USAQ-005-FV”
“KÖLLING Fritz”,”La storia della Volkswagen.”,”Storia della Volkswagen da Ferdinand PORSCHE a Heinrich NORDHOFF.”,”E1-AUIN-003″
“KÖLLNER Patrick a cura; saggi di Doo-Soon AHN Eckart DEGE Rainer DORMELS Rüdiger FRANK Thomas HEBERER Rainer HENSELEIT Guido KEMMERLING Patrick KÖLLNER Andreas KÜNNE Peter MAYER Ralf MÜLLER Manfred POHL”,”Korea 1998. Politik wirtschaft gesellschaft.”,”saggi di Doo-Soon AHN Eckart DEGE Rainer DORMELS Rüdiger FRANK Thomas HEBERER Rainer HENSELEIT Guido KEMMERLING Patrick KÖLLNER Andreas KÜNNE Peter MAYER Ralf MÜLLER Manfred POHL”,”ASIx-031″
“KOLLONTAI (KOLLONTAJ) Alexandra”,”The Workers Opposition.”,”Citato nelle note il libro di A.S. Shliapnikov, Die Russischen Gewerkshaften (The Russian Trade Union), Leipzig, 1920. (pag 54) Trotsky sui sindacati. Legge marziale Trotsky contro ferrovieri, Tesi di Trotsky sulla militarizzazione del lavoro. “”This point, it seemed at first, put Trotsky on a common ground with the Opposition at a time when the group represented by Lenin and Zinovieff, being opposed to the “”absorbtion of the state’, saw the object of union activity and their problem as ‘training for Communism’. ‘Trade Unions’, thunder Trotsky and Zinoviev, ‘are necessary for the rough work’ (p. 22 of the report, Dec. 30). Trotsky himself, it would seem, understands the task somewhat differently. In his opinion, the most important work of the unions consists in organising production. In this he is perfectly right.”” (pag 24) Nota 13. “”Early in 1920 Trotsky had been given the Commissariat of Transport, in addition to his defence post. ‘The Politbureau offered to back him to the hilt, in any course of action he might take, no matter how severe’. Once in charge of Transport, Trotsky was immediately to implement his pet ideas on the ‘militarisation of labour’. The railwaymen and the personnel of the repair workshops were put under martial law. There was a major outcry. (…)”” (pag 64-65)”,”RIRO-319″
“KOLLONTAI Alexandra”,”Conférences sur la libération des femmes.”,”””La vie quotidienne des ouvrières à la période du déclin de l’artisanat et de la manufacture était absolument dépourvue de joie et de droit, et le travail qu’elles effectuaient particulièrement pénible. Elles étaient la proie désignée des escroqueries de la fabrique dépassaient en intensité celles des siècles précédents. Il vous suffira d’étudier l’ouvrage d’Engels: ‘la Situation de la classe laborieuse en Angleterre’, pour vous en rendre compte. Même s’il a été écrit vers les années 1840, de nombreuses conditions décrites dans ce livre n’ont pas encore été éliminées dans les pays capitalistes. Nous pouvons résumer la vie de l’ouvrière d’usine dans la premiére moitié du XIXe siècle comme suit: une interminable journée de travail, dépassant généralement douze heures, bas salaire, logement malsain – les hommes vivaient en étroite promisquité, parqués comme des bêtes – pas de protection du travail ni d’assurances sociales, augmentation des maladies professionnelles, taux élévé de mortalité et crainte permanente du chômage.”” (pag 106-107) [Alexandra Kollontai, Conférences sur la libération des femmes, 1978]”,”DONx-044″
“KOLLONTAI Alexandra”,”Conférences sur la libération des femmes.”,”KOLLONTAI Alexandra Conferenze fatte nel 1921 all’Università Sverdlov agli operai e contadini membri o simpatizzanti del Partito Bolscevico. Operaie in tempo di guerra. “”Dans la période de 1914 à 1918, le travail des femmes augmenta dans les diverses branches entre 70 et 400%. Dans l’industrie métallurgique allemande, ce pourcentage atteignit même 408%. En France, le nombre des femmes doublèrent dans ces branches. En Russie, fréquemment, les femmes composaient la majorité des effectifs de nombreuses professions. Même dans les compagnies de chemins de fer russes, où les femmes n’étaient tolérées avant la guerre que come femmes de ménage ou comme gardes-barrières, le nombre des femmes atteignit jusqu’à 35% du personnel. En France également, des mllions de femmes durent travailler dans la production. En Angleterre, le nombre des ouvrières augmenta d’un million et demi et en Allemagne de deux millions. Dans l’ensemble, le nombre des femmes travailleuses en Europe et en Amérique augmenta de près de dix millions””. (pag 165)”,”RIRB-125″
“KOLLONTAI Alexandra, contributi di Jean-Maurice GELINET e Anne VAHL”,”L’opposition ouvrière.”,”KOLLONTAI Alexandra allegati: I. Plate-forme de l’Opposition Ouvrière pour le X° Congrès du Parti; II. Plate-forme des Dix, Lénine, Zinoviev, Tomski, Roudzoutak, Kalinine, Lozovsky, Petrovsky, Artem, Kamenev, Staline; III. Plate-forme de Trotsky, Boukharine, etc, pour le X° Congrès du Parti; IV. Lettre de Vingt-deux membres de l’Opposition aux membres de la Conférence internationale de l’Internationale communiste, 26 février 1922;”,”RIRB-137″
“KOLLONTAI Alexandra”,”Autobiografia di una comunista sessualmente emancipata.”,”KOLLONTAI Alexandra “”Come già ebbi occasione di dire in precedenza, appartenevo all’ala dei bolscevichi e quindi sin dal primo giorno del mio rientro in Russia mi attendeva un’immensa mole di lavoro. (…) Come conseguenza naturale di questa mia posizione si scatenò contro di me una campagna condotta dalla stampa borghese che mi chiamava “”la pazza bolscevica””. Questo tuttavia non mi disturbò in alcun modo; il campo d’azione era immenso ed i miei seguaci, donne operaie e militari, si contavano a migliaia. Pur essendo a quel tempo veramente popolare, in particolare nelle vesti di oratrice, mi si scagliava contro contemporaneamente l’odio di molti e per primo della stampa borghese. Fu quindi una fortuna il fatto che fossi talmente carica di lavoro da trovare a malapena il tempo di leggermi tutti gli attacchi e le calunnie diretti contro di me. L’odio, alimentato dalla voce che io ero pagata dall’imperatore tedesco per indebolire il fronte russo, crebbe a dismisura. (…) Kerensky ed i suoi ministri non riuscivano per nulla a celare l’odio contro di me, infatti mi vedevano “”come colei che alimenta lo spirito di disorganizzazione dell’armata””. In particolare un mio articolo sulla “”Pravda””, nel quale intervenivo a favore dei prigionieri di guerra tedeschi, scatenò una tempesta vera e propria che diede origine al sollevamento del gruppo dei cosiddetti “”patrioti””. Quando nell’aprile Lenin tenne il suo famoso discorso programmatico nell’ambito del Soviet, io fui l’unica dei compagni che, stando vicino a lui, prese successivamente la parola””. (pag 70-71)”,”RIRB-138″
“KOLLONTAJ (KOLLONTAI) Alessandra; in appendice Victor SERGE”,”L’ opposizione operaia in Russia. “”Rabociaia Oppositzia”” (inedito per l’ Italia).”,”Il responsabile di Edit. Azione Comune è Giulio SENIGA. Nel retrocopertina si riporta la biografia della KOLLONTAJ.”,”RIRO-168″
“KOLLONTAJ (KOLLONTAI) Alessandra SERGE Victor VASCONI Luciano”,”L’ opposizione operaia da Kronstadt a Danzica 1921 – 1971. Pagine scelte di Victor Serge.”,”Un SERGE critico parla di “”enorme errore di Lenin”” (!!) dice che “”La NEP, un anno più tardi, restituisce al paese la pace interna, gli permette di soddisfare la sua fame e di pensare alle sue ferite. L’ enorme errore di Lenin è consistito tutto nell’ accordare ai contadini, agli artigiani, ai cittadini un regime economico molto libero purché vi si possa vivere, nel rifiutare loro tutte le concessioni politiche: tale è la sua paura della libertà politica, da questo momento. Egli sente che la dittatura del partito non resisterebbe alla libertà di critica e teme che la sua caduta sia il principio di una terribile reazione””. (pag 30)”,”RIRO-175″
“KOLLONTAJ (KOLLONTAI) Alexandra; STORA-SANDOR Judith a cura”,”Alexandra Kollontaï: marxisme et révolution sexuelle.”,”STORA-SANDOR è maitre-assistante all’ Università di Parigi VIII (Vincennes). Di origine ungherese è autrice di una tesi su Isaac Babel, pubblicata nel 1968 a Parigi per le edizioni Klincksieck. La KOLLONTAJ (1872-1952) bolscevica di lunga data fu commissario del popolo per l’ Assistenza pubblica nel primo governo sovietico. Fu la sola donna presente nel governo presieduto da LENIN prima di essere la prima donna nominata ambasciatrice del suo paese. Militante rivoluzionaria dirigente dell’ Opposizione Operaia all’ inizio degli anni 1920, la K. è stata anche una teorica della questione femminile. Pensava che solo la rivoluzione socialista potesse portare alle condizioni necessarie alla liberazione della donna. Ma l’ indipendenza economica a suo parere da sola non era sufficiente per l’ emancipazione completa. Ben prima di W. REICH sosteneva che assieme alla rivoluzione economica e sociale doveva andare avanti la rivoluzione sessuale. La donna nuova (celibe, indipendente e che lavora). “”Quanto queste figure sono poco somiglianti alle eroine del passato, alle seducenti, toccanti, donne di Turgenev, di Checov, alle eroine di Zola, di Maupassant, ai tipi femminili impersonali e virtuosi della letteratura tedesca e inglese, anche degli anni 1880 e dell’ inizio degli anni 1890! La vita crea delle donne nuove, la letteratura le riflette.”” (pag 103)”,”RIRB-074″
“KOLLONTAJ (KOLLONTAI) Aleksandra, a cura di Luigi CAVALLARO”,”Largo all’Eros alato!”,”‘KOLLONTAJ A. (Pietroburgo 1872, Mosca 1952) rivoluzionaria e diplomatica russa è autrice di numeris scritti sull’emancipazione femminile e sul pacifismo. Schieratasi con Lenin divenne commissario del popolo per l’assistenza sociale e rappresentante delle donne al Comitato centrale del partito comunista sovietico. Entrata in contrasto con la linea ufficiale del regime, fu estromessa dalle cariche politiche e avviata verso una brillante carriera diplomatica’ (risvolto di copertina) Questo libretto diretto alla gioventù lavoratrice sovietica è del 1923.”,”DONx-041″
“KOLLONTAJ Aleksandra”,”Vassilissa. Romanzo.”,”KOLLONTAJ Aleksandra nata nel 1872 entra nella politica militante nel 1903 al momento della polemica tra Lenin e Rosa Luxemburg su centralismo e democrazia. Aderisce al partito russo prima sulla linea menscevica costretta all’esilio dopo il 1905 rompe con i menscevichi e collabora con Trotsky. Torna in Russia nel 1917 e appoggia la linea di Lenin sull’insurrezione. Dopo l’Ottobre è Commissario del popolo agli affari sociali 1917-1918 e si occupa della questione femminile. Nel 1921 aderisce all’ Opposizione operaia di Sljapnikov (autonomia dei sindacati, controllo operaio e democrazia socialista). Nel 1922 dopo la sconfitta dell’opposizione si ritira a Christiania dove scrive Vassilissa (pubblicato in Russia nel 1923). Emarginata in seguito da Stalin riceve un incarico diplomatico muore a Mosca nel 1952.”,”DONx-042″
“KOLLONTAJ Aleksandra (KOLLONTAI) a cura di Iring FETSCHER”,”Autobiografia.”,”Quando nel 1926, Aleksandra Kollontaj (1872-1952) pubblicò in Germania la sua ‘Autobiografia’ era già da anni nella carriera diplomatica. Già esponente dell’ Opposizione operaia nel 1920-21 fu la prima donna al mondo ad assumere una carica di governo, ministro dell’assistenza sociale e prima rappresentante diplomatica dell’Urss dapprima in Norvegia e in Messico, quindi in Svezia, dove concluse la sua carriera nel 1945.”,”BIOx-055-FV”
“KOLMAN Arnost”,”Die verirrte Generation. So hätten wir nicht leben sollen. Eine Biographie.”,”Nato nel 1892 in Cecoslovacchia, nel 1910 KOLMAN abbraccia le idee socialiste, prende parte alla 1° prima guerra mondiale sul fronte russo, è fatto prigioniero, assiste al crollo dello zarismo e partecipa alla rivoluzione d’ ottobre. E’ quindi commissario nell’ armata rossa e successivamente ha incarichi di partito sia a Mosca che a Praga. Scrive la sua autobiografia tra il 1971 e il 1974. Muore in Svezia nel 1979.”,”RIRB-062″
“KOLONICKIJ Boris”,”«Compagno Kerenskij». 1917: la rivoluzione contro lo zar e la nascita del culto del ‘vozd’, capo del popolo.”,”Boris Kolonickij insegna Storia alla European University di San Pietroburgo La Rivoluzione russa del febbraio 1917 aprì la via a un tentativo politico straordinario. Era in corso la prima guerra mondiale, la Russia era minacciata dall’avanzata dell’esercito austro-ungarico e da quello tedesco, lo zar venne costretto alle dimissioni e si formò un Governo provvisorio di larghe intese, con il compito di uscire non sconfitto dalla guerra e di costruire un potere nuovo, democratico. Si voleva passare dalla monarchia autocratica all’elezione a suffragio universale della Costituente. Aleksandr Fëdorovic Kerenskij ebbe un ruolo centrale in questo progetto, prima come ministro della Guerra poi come capo del governo. Boris Kolonickij analizza i modi in cui, nel vuoto di potere che si venne a creare tra la caduta dell’autocrazia e la contesa preparazione delle elezioni, si costruì il culto del vozd, capo del popolo e bandiera della nuova Russia. Discorsi pubblici, lettere, proclami, note private, articoli di giornali, commenti di leader politici e militari, slogan nelle manifestazioni di piazza: ogni possibile fonte è considerata dall’autore per ricomporre il quadro complesso della costruzione dell’immagine del vozd. Il tentativo del Governo provvisorio fallì nel giro di pochi mesi, quando i bolscevichi guidati da Lenin presero il potere e abolirono la Costituente. Il culto del vozd continuò però nel nuovo regime e la democrazia venne rinviata a tempi ancora da definire. Indice. Presentazione di Marco Buttino Introduzione 1. Biografia rivoluzionaria e autorità politica 1. Biografie e biografi 2. La giovinezza del vozd 3. Il «tribuno del popolo» 4. L’eroe della rivoluzione 5. Il «combattente per la libertà» e il suo culto 2. «Il ministro rivoluzionario» 1. Il grande conciliatore 2. L’onnipresente «ministro della verità del popolo» 3. Il ministro democratico 4. Il «ministro della teatralità rivoluzionaria» e il «poeta della rivoluzione» 5. Il grande martire della rivoluzione 6. Kerenskij come Louis Blanc: particolarità della comunicazione politica dei bolscevichi 7. Gli «schiavi in rivolta» e il «grande cittadino» 3. Il vozd dell’esercito rivoluzionario 1. La «ferrea disciplina del dovere» 2. Il viaggio a Helsingfors 3. La «dichiarazione di Kerenskij» 4. «L’instancabile trionfatore»: Kerenskij al fronte 5. «Cercano un Napoleone»: Kerenskij e il «bonapartismo» 6. Il Teatro Bolscioj e la nascita dell’«uomo nuovo» 7. Kerenskij e il partito dei socialisti rivoluzionari 4. L’«offensiva Kerenskij» 1. Il «persuasore in capo»: la preparazione propagandistica dell’offensiva 2. «Kerenskij» e «Lenin» 3. La crisi e l’offensiva di giugno 4. Marchio di successo e simbolo della rivoluzione Conclusioni Sigle e abbreviazioni Periodici citati “”Kerenskij aveva parecchi nemici sia a sinistra, sia a destra, ma nella primavera del 1917 i suoi oppositori non avevano particolare interesse a criticare apertamente il popolare e influente «ministro della verità del popolo». Fino alla crisi di aprile, sulla «Pravda» non apparve un solo articolo di aperta critica a Kerenskij. In generale l’organo di stampa centrale dei bolscevichi evitava di menzionarlo, benché i pretesti non mancassero: in tutti i trentasei numeri del giornale usciti in quel periodo, di Kerenskij si parlò solo otto volte, in comunicati neutrali, puramente informativi. Certo, nelle riunioni chiuse i bolscevichi biasimavano il ministro. Per esempio, durante la seduta del Comitato pietroburghese del 4 marzo si parlò dell’«intervento demagogico di Kerenskij». Ma sulle pagine della stampa bolscevica simili giudizi non comparivano. È interessante esaminare l’atteggiamento di Lenin, che allora viveva in Svizzera. Già il 6 marzo in un ‘Telegramma ai bolscevichi in partenza per la Russia’, Lenin dettava: «Nostra tattica: completa sfiducia, nessun appoggio nuovo governo, sospettiamo soprattutto Kerenskij». Ma il testo fu pubblicato in lingua russa per la prima volta solo nel 1930 (181), e dunque perfino molti attivisti del partito ignoravano questa valutazione: in marzo sia l’Ufficio russo del Comitato centrale, sia il Comitato pietroburghese dei bolscevichi consideravano troppo radicale la posizione di Lenin, perciò i suoi giudizi non furono troppo divulgati (182). Lenin menzionò ripetutamente il ministro anche nelle ‘Lettere da lontano’. Il 7 marzo, nella lettera ‘La prima fase della prima rivoluzione’ egli criticò Kerenskij come uno dei «principali esponenti» della «piccola borghesia», che nel Governo provvisorio «fungeva da balalaika per ingannare gli operai e i contadini». Lenin lo accusava perfino di essere occultamente un monarchico: «’Tutto’ il nuovo governo è fatto di monarchici, perché il repubblicanesimo ‘verbale’ di Kerenskij non è affatto serio, è indegno di un uomo politico ed è, ‘oggettivamente’, politicantismo» (183). Questa lettera di Lenin, spesso citata dagli storici, apparve sulla «Pravda» il 21 e 22 marzo, ma senza i brani riportati. Evidentemente Lev Kamenev e altri bolscevichi di spicco che si trovavano a Pietrogrado prevedevano che le assurde accuse di monarchismo rivolte a Kerenskij sarebbero state accolte con indignazione perfino da molti simpatizzanti del partito: perciò sottoposero la lettera di Lenin a una decisa revisione. Nella seconda lettera (non posteriore al 9 marzo) Lenin ricorreva ad analogie storiche per descrivere la Rivoluzione russa: «La designazione del Louis Blanc russo, Kerenskij, e l’incitamento al sostenere il nuovo governo sono, per così dire, un esempio classico di tradimento della causa rivoluzionaria e proletaria: un tradimento in tutto simile a quelli che fecero fallire tante rivoluzioni del secolo XIX a prescindere dal grado di sincerità e di dedizione al socialismo degli ispiratori e dei sostenitori di una tale politica (184)». Pur ammettendo che Kerenskij sia personalmente onesto nella difesa delle sue opinioni, Lenin di fatto lo accusa di tradimento della rivoluzione (184)”” (pag 170-172) [Boris Kolonickij, ‘«Compagno Kerenskij». 1917: la rivoluzione contro lo zar e la nascita del culto del ‘vozd’, capo del popolo’, Viella, Roma, 2020] [(181) Lenin, ‘Telegramma ai bolscevichi in partenza per la Russia’, in Id., Opere complete, vol. XXIII, Agosto 1916-marzo 1917, trad. di Ignazio Ambrogio, Roma, 1965; (183) Lenin, ‘Lettere da lontano. Lettera prima’, in Id.. Opere complete, vol. XXIII, pp.- 301, 305-306 (corsivi nel testo); (184) Ivi, ‘Lettera seconda’, pp. 316-317]”,”RIRx-196″
“KOLONTAI (KOLLONTAJ) (KOLLONTAI) Alexandra”,”Autobiografia de una mujer sexualmente emancipada.”,”””Nel 1905, nell’ epoca in cui scoppiò in Russia ciò che venne chiamata la Prima Rivoluzione, dopo il famoso Domingo Sangriento, guadagnai una reputazione nel campo della letteratura economica e sociale. (…) Di conseguenza, mi lanciai con tutte le forze per riuscire a che il movimento della classe operaia includesse la questione femminile come uno dei fini della lotta nel suo programma. Fu molto difficile guadagnare l’ adesione della maggioranza dei membri a quest’idea. Stavo completamente isolata con le mie idee ed esigenze. Ciononostante, negli anni 1906-1908, ottenni che un piccolo gruppo di compagne di partito aderissero ai miei piani. Scrissi un articolo che fu pubblicato sulla stampa illegale nel 1906 in cui esposi per la prima volta, la necessità di creare il movimento della classe operaia in Russia attraverso un lavoro sistematico di partito. Nell’ autunno 1907 aprimmo il primo Circolo di Operaie. Molti membri di questo circolo, che a quell’ epoca erano operaie molto giovani, occupano ora dei posti importanti nella nuova Russia e nel Partito Comunista russo (K. Nicolaieva, Marie Burke, ecc.).”” (pag 29″,”RIRB-086″
“KOLONTAY Alejandra (KOLLONTAJ) (KOLLONTAI)”,”La muier nueva y la moral sexual y otros escritos.”,”La KOLLONTAJ non fu solo, come si definì nel 1924, la prima donna che partecipò a un governo e che occupò incarichi diplomatici di rappresentante plenipotenziaria e inviata straordinaria del suo paese, fu una esponente del marxismo rivoluzionario e del femminismo militante. Questi scritti sono apparsi in Russia tra il 1919 e il 1924. Mutamento costume. “”Le eroine dei romanzi contemporanei, le donne del nuovo tipo “”celibe””, violano un poco le proibizioni dell’ attuale codice della virtù sessuale, senza che né l’ autore né il lettore considerino come “”tipo vizioso”” una tale eroina. (…) abbiamo sperimentato un cambiamento nella nostra psicologia per ciò che riguarda la nuova morale in formazione””. (pag 75)”,”DONx-016″
“KOLPINSKA Anna”,”I precursori della Rivoluzione Russa. Con un saggio su “”L’ anima della Russia”” di Nicola Berdiaev e un appendice su “”La Russia e il principio di nazionalità”” di Umberto Zanotti-Bianco.”,”La rottura definitiva tra Occidentalisti e Slavofili avvenne nel 1845-1847: “”La Russia deve passare per le vie, per le quali sono passati i suoi fratelli d’ Occidente”” dicevano i primi, “”La Russia deve seguire le proprie vie originali””. In Bielinski nel suo articolo su ‘Pietro il grande’ troviamo l’ espressione di un occidentalista fervente (pag 105)… “”Un anno per l’ Europa – un secolo per l’ Asia; un secolo per l’ Europa – l’ eternità per l’ Asia. Tuttociò che v’è di grande, di nobile, d’ umano, di spirituale, spuntò, fiorì, si riprodusse splendidamente sul suolo europeo””…””Tutto ciò che è umano è europeo, e tutto ciò che è europeo è umano””…”,”MRSx-033″
“KOLPINSKA Anna, Con un saggio di Nicola BERDIAEV”,”I precursori della Rivoluzione Russa.”,”Questo libro non è che un breve saggio sullo sviluppo spirituale della Russia nei due ultimi secoli. Brevissimo saggio che sfiora soltanto alcune tappe essenziali di questo sviluppo, per non far perdere al pubblico italiano – in cui scarsa è ancora la conoscenza della vita russa – la sua linea generale. MRSx- 947-07 L’anima della Russia di Nicola Berdiaev, prefazione, appendice: La Russia e il principio di Nazionalità di Umberto ZANOTTI-BIANCO, La Giovane Europa diretta da Umberto Zanotti-Bianco,”,”RIRx-088-FL”
“KOLTSOV Michail”,”Diario della guerra di Spagna.”,”Michail Koltsov è nato nel 1898. A vent’anni si iscrive al Partito Comunista ed entra nell’Armata Rossa. Diventato giornalista, pubblica regolarmente, dal 1920 elzeviri e corrispodnenze sulla ‘Pravda’ di cui è collaboratore. Fonda poi il settimanale ‘Ogonek’ e vari altri periodici, participa a raid aerei in Asia e invia corrispondenze riuscendo a penetrare nell’Ungheria di Horty, nelle carceri tedesche, in Jugoslavia e infine partecipa alla guerra di Spagna nel 1936. Il suo ultimo viaggio è in Cecoslovacchia, dopo il Trattato di Monaco.Viene arrestato e muore nel 1942 in circostanze ignote.”,”MSPG-006-FSD”
“KOLVENBACH Peter H., intervista di Renzo GIACOMELLI”,”Fedeli a Dio e all’ uomo. I gesuiti, un’ avanguardia obbediente di fronte alle sfide della modernità.”,”A 450 anni dalla fondazione (1540) e 500 dala nascita del fondatore IGNAZIO DI LOYOLA (1491-1556), i Gesuiti restano la milizia scelta della Chiesa, con 93 vescovi, oltre mille scuole superiori e università, cenacoli di spiritualità e formazione sociale in ogni parte del mondo. In questo volume il Proposito generale espone i problemi dell’ Ordine. “”Queste sono ragioni che possono spiegare la difficoltà dei giovani ad entrare nella Compagnia. Non esiste anche un problema di perseveranza per quelli che vi sono entrati? “”Si, esiste, ed anche questo non è un problema della sola Compagnia di Gesù. Soprattutto nel Primo Mondo, oggi mancano ai giovani modelli precisi di perseveranza nella vita familiare, nel sacerdozio e anche negli istituti religiosi. La fragilità delle scelte, l’ incostanza, sono penetrate dovunque. D’altra parte, la vita religiosa richiede delle rinunce. (…)”” (pag 39) “”Centralismo romano”” e nomina dei vescovi. (pag 187) “”I giovani che chiedono di diventare Gesuiti sono generalmente attirati dal nostro ideale apostolico, che è di essere ‘contemplativi nell’ azione’, cioè uomini che vogliono condurre una vita di unione con Cristo e, contemporaneamente, spendersi a favore dei fratelli. Sono attirati dalla missionarietà che caratterizza la Compagnia e anche dal servizio competente che vogliamo dare alla Chiesa. Tutto questo è mediato dalla nostra testimonianza. Voglio dire che quelle caratteristiche non sono colte dai giovani in astratto, ma vengono percepite attraverso la testimonianza dei Gesuiti che vivono gioiosamente la loro vocazione””. (pag 226) “”(…) Certo, nel caso si debba operare una scelta tra le inclinazioni di un candidato e le necessità apostoliche, sono queste che prevalgono (…)””. (pag 227)”,”RELC-158″
“KOMJAT Iren”,”Die Geschichte der Inprekorr. Zeitung der Kommunistischen Internationale 1921-1939. Beiträge zur Geschichte Marxistische Paperbacks.”,”Die Geschichte der Inprekorr. Zeitung der Kommunistischen Internationale 1921-1939. Beiträge zur Geschichte Marxistische Paperbacks. Inprekorr: Internationale Presse Korrespondenz (corrisponde a La Correspondance Internationale) (bisettimanale) Altre pubblicazioni sono: Die Kommunistische Internationale corrispondente all’ edizione L’ Internationale Communiste. (bimensile)”,”INTT-058″
“KOMJAT Iren”,”Die Geschichte der Inprekorr. Zeitung der Kommunistischen Internationale (1921-1939). Beiträge zur Geschichte Marxistische Paperbacks.”,”””Nel primo anno di Inprekorr, appaiono vari articoli di Thalheimer, Price e Rappoport. Così emerge Imprekorr, un giovane della nuova epoca del movimento operaio internazionale. Il suo primo numero in lingua tedesca appare il 24 settembre 1921 (vedere documento n° 1, Internationale Presse Korrespondenz)) (…). Il primo numero inglese appare il 1° ottobre 1921, il primo francese il 13 ottobre 1921 (vedere documento N. 3 (La Corrispondance Internationale)). Erano tutti stampati presso la Berliner Friedrichstadt-Druckerei.”” (pag 13) (documenti inseriti tra le pagine 32-33) A Parigi. “”La redazione centrale all’ inizio del 1935 si trovava a Parigi, dove l’ edizione in lingua francese di Inprekorr (La Correspondance Internationale) – come ho già detto – si trovava nell’ edificio dell’ Humanité°. Il suo redattore era Robert Petit (Bob). Questa redazione divenne la base legale per la parigina Rudnschau, cosa che facilitava il mantenimento del suo collegamento internazionale.”” (pag 40)”,”INTT-203″
“KOMLA-EBRI Kossi”,”Imbarazzismi. Quotidiani imbarazzi in bianco e nero.”,”L’A è nato in Togo nel 1954. Sposato padre di due figli, è cittadino italo-togolese residente in Lombardia. In Italia dal 1974 si laurea a Bologna nel 1982 in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Chirurgia Generale presso l’ Università degli Studi di Milano. Oggi lavora presso l’ Ospedale Fatebenefratelli di Erba. Ha scritto altre opere. La BALBO è presidente dell’ Associazione Italia-Razzismo, ed è docente di sociologia presso la facoltà di lettere dell’ Università di Ferrara. Già ministro per le Pari Opportunità, studia i fenomeni legati all’ urbanizzazione, alle politiche familiari e allo stato sociale, in particolare ai processi di “”razzializzazione”” in atto nelle società europee.”,”ITAS-074″
“KON Feliks SIROLA Yrjö GOLDSTEIN Solomon PLATTEN Fritz GRIMLUND Otto TRAWIN Pjotr REINSTEIN Boris EBERLEIN Hugo STEINHARDT Karl FROLOW Boris KURELLA Alfred CACHIN Marcel GALLACHER William ZAPOTOCKY Antonin WALCHER Jacob DIMITROFF Georgi (DIMITROV) BELL Thomas KOENEN Wilhelm KOLAROW Wassil (KOLAROV) KUN Bela HECKERT Fritz KOENEN Bernard KUUSINEN Otto FOSTER William Z. KREIBICH Karel TERRACINI Umberto DIAZ RAMIREZ Manuel KATAYAMA Sen RAVERA Camilla SEMARD Pierre RUNGE Bedrich TRACHTENBERG Alexander ANDERSEN NEXÕ Martin”,”Lenin und die Internationale. Erinnerung von Zeitgenossen.”,”Autori dei brani: KON Feliks SIROLA Yrjö GOLDSTEIN Solomon PLATTEN Fritz GRIMLUND Otto TRAWIN Pjotr REINSTEIN Boris EBERLEIN Hugo STEINHARDT Karl FROLOW Boris KURELLA Alfred CACHIN Marcel GALLACHER William ZAPOTOCKY Antonin WALCHER Jacob DIMITROFF Georgi (DIMITROV) BELL Thomas KOENEN Wilhelm KOLAROW Wassil (KOLAROV) KUN Bela HECKERT Fritz KOENEN Bernard KUUSINEN Otto FOSTER William Z. KREIBICH Karel TERRACINI Umberto DIAZ RAMIREZ Manuel KATAYAMA Sen RAVERA Camilla SEMARD Pierre RUNGE Bedrich TRACHTENBERG Alexander ANDERSEN NEXÕ Martin”,”LENS-284″
“KONDRAT’EV Nicolaj (KONDRATIEV), a cura di Giorgio GATTEI”,”I cicli economici maggiori.”,”Nicolaj Kondrat’ev nato il 04/03/1892 a Galuevskaja, Russia e morto il 17/09/1938 a Oblast’ di Mosca. Economista sovietico senza partito caduto vittima delle prime purghe staliniane, l’esistenza di questi cicli sembra ritrovare nelle difficoltà economiche attuali rinnovata validità.”,”ECOT-263-FL”
“KONDRATIEVA Tamara”,”Gouverner et nourrir. Du pouvoir en Russie (XVI-XX siecles).”,”KONDRATIEVA Tamara è professore di storia contemporanea nell’ Università di Valenciennes. E’ autrice di ‘Bolscevichi e Giacobini’ (1989) e di ‘La Russie ancienne’ (1995). Pragmatismo negli stipendi, forbice salariale. “”Il principio dell’ eguaglianza comunista, rivendicato a chiare lettere dai bolscevichi, fu presto relegato in secondo piano una volta giunti al potere. Dal secondo giorno, il 27 ottobre 1917, i bolscevichi cominciarono a costruire un doppio sistema di distribuzione, segnato, certo, da una preoccupazione di eguaglianza promessa in una disposizione del governo, ma anche da una preoccupazione non confessata di rafforzare il loro potere privilegiando i loro partigiani. La distribuzione del denaro e dei beni fu dunque condotta secondo due logiche diverse: ideologica e pragmatica. Riguardo al denaro, la prima logica detta al Comitato esecutivo centrale di pagare un operaio qualificato quanto un responsabile del Soviet (al massimo quattrocento rubli al mese). Ma, il 1° dicembre, Lenin propone un decreto pragmatico, adottato il giorno stesso dal Sovnarkom, che aumenta il salario dei commissari del popolo e degli alti funzionari fino a cinquecento rubli e prevede cento rubli per ciascun loro figlio. (…) Ma, nell’ aprile 1920, già al 3° Congresso dei sindacati, i delegati si scandalizzano per una differenziazione salariale troppo spinta (1:8 tra operai e specialisti). Le misure per limitare i salari o gli apici (1924 e 1926) non riescono a rovesciare la tendenza. Nel 1925, il salario massimo di un responsabile del partito si eleva a centosettantacinque rubli, mentre il salario medio di un operaio non supera i cinquanta rubli. Nel 1928, all’ 8° congresso dei sindacati M.P. Tomski pure denunciò un “”inamissibile scarto”” tra i salari degli operai da un lato, degli ingegneri e del personale tecnico dall’ altro, niente poteva fermare la differenziazione dei redditi””. (pag 109-110)”,”RUSx-101″
“KONDRATIEVA Tamara”,”Bolcheviks et Jacobins. Itinéraire des analogies.”,”La Révolution française fut tout long du XIX siècle, et dans les années de la révolution de 1917, la référence majeure des révolutionnaires russes: son usage sur une si longue durée a pesé sur les consciences et l’action historiques. Tamara Kondratieva a soutenu une thèse sur Barnave à l’Université de Moscou et un doctorat à la Sorbonne. Elle est maitre de conférence à l’Institut national des langues orientales. Préface, Conclusion, Notes, Index, Remerciements, Bibliothèque Historique Payot,”,”RIRO-066-FL”
“KONDRATOV Aleksandr”,”Numero e pensiero.”,”Aleksandr Michailovic Kondratov è uno studioso di linguistica ed etnografia. Si è occupato largamente di matematica linguistica, di cibernetica e, in particolare, dei problemi riguardanti i rapporti che intercorrono tra le scienze esatte e le discipline umanistiche.”,”SCIx-149-FL”
“KÖNIG Helmut”,”Lenin e il socialismo italiano. Il Partito Socialista Italiano e la Terza Internazionale.”,”Helmut KÖNIG è nato a Costanza, nel Baden, nel 1923. Durante la guerra fu prima sul fronte russo, poi nell’ Italia settentrionale con il grado di sottotenente. Rientrato in Germania, svolse per qualche anno la professione giornalistica e frequentò l’ Università di Tubinga, conseguendo, nel 1966, il dottorato di specializzazione con un lavoro che costituiva il nucleo del presente volume. Specialista in problemi del movimento comunista internazionale e dell’ Europa Orientale, l’A ha curato con Jörg K. HOENSCH, la fondamentale raccolta dei trattati e accordi internazionali dell’ URSS (‘Osteuropa-Handbuch. Sowietunion: Verträge Abkommen 1917-1962’) e ha pubblicato numerosi saggi sulla rivista ‘Osteuropa’ di Aquisgrana. Attualmente (1972) lavora presso l’emittente radiofonica di Colonia.”,”MITS-097 LENS-103″
“KÖNIG Mareike a cura”,”Deutsche Handwerker, Arbeiter und Dienstmädchen in Paris. Eine vergessene Migration im 19. Jahrhundert.”,”Saggi di Mareike KÖNIG Sven STEFFENS Sigrid WADAUER Michael G. ESCH Pierre-Jacques DERAINNE Gaël CHEPTOU Marie-Louise GOERGEN Due saggi in francese gli altri in tedesco”,”MGEx-207″
“KÖNIG Helmut”,”Lenin e il socialismo italiano, 1915-1921. Il Partito Socialista Italiano e la Terza Internazionale.”,”Helmut KÖNIG è nato a Costanza, nel Baden, nel 1923. Durante la guerra fu prima sul fronte russo, poi nell’ Italia settentrionale con il grado di sottotenente. Rientrato in Germania, svolse per qualche anno la professione giornalistica e frequentò l’ Università di Tubinga, conseguendo, nel 1966, il dottorato di specializzazione con un lavoro che costituiva il nucleo del presente volume. Specialista in problemi del movimento comunista internazionale e dell’ Europa Orientale, l’A ha curato con Jörg K. HOENSCH, la fondamentale raccolta dei trattati e accordi internazionali dell’ URSS (‘Osteuropa-Handbuch. Sowietunion: Verträge Abkommen 1917-1962’) e ha pubblicato numerosi saggi sulla rivista ‘Osteuropa’ di Aquisgrana. Attualmente (1972) lavora presso l’emittente radiofonica di Colonia.”,”LENS-011-FV”
“KONITZER Martin”,”Reich.”,”””Un senso analogo ha la definizione che ritroviamo negli scritti di Goethe sulla natura: ‘E’ pur vero che la materia vivente è formata da vari elementi, tuttavia, a partire da questi non la si può ricomporre e ridarle la vita””. (pag 9) “”Nel 1933 Reich fugge in esilio in Danimarca. A Berlino aveva tentato per tre anni di conquistare il KPD (Partito comunista tedesco) alle proprie idee sul Sexpol, il movimento sessuopolitico. In precedenza, a Vienna, era stato espulso dal SPÖ (Partito socialista austriaco), per aver dato vita a un’ opposizione operaia. A Berlino non venne ammesso nel KPD (è probabile che formalmente non ne abbia mai fatot parte) e la sua concezione sessuopolitica venne classificata come inconciliabile con la linea del Partito.”” (pag 33)”,”TEOS-126″
“KONJUSCHAJA R.P. MICHAILOW M.I. BACH I.A. WOROBJOWA A.K. DERGUNOWA A.S. GOLMAN L.I. KOROTEJEWA A.J. POLETAJEW A.A.”,”Aus der Geschichte des Kampfes von Marx un Engels für die proletarische Partei. Eine Sammlung von Arbeiten.”,”Saggi di R.P. KONJUSCHAJA M.I. MICHAILOW I.A. BACH A.K. WOROBJOWA A.S. DERGUNOWA L.I. GOLMAN A.J. KOROTEJEWA A.A. POLETAJEW “”Die I. Internationale legte das organisatorische Fundament der proletarischen Partei; die Beschlüsse des Haager Kongresses zur organisatorischen Frage sind ein wichtiger Bestandteil hiervon. Bei der theoretischen Ausarbeitung der organisatorischen Grundlagen der Partei griff Lenin stets auf die organisatorische Erfahrung Marx’ und Engels’ zurück. Er studierte eingehend die Hauptursachen der organisatorischen Meinungsverschiedenheiten und des Kampfes innerhalb der I. Internationale. Im Jahre 1911 erschienen die Memoiren des englischen Sozialreformisten Hyndman, in denen er über die “”Diktatur”” Marx’ und Engels’ in der I. Internationale herfiel. In seiner Rezension zu diesem Buch Hyndmans bemerkt W.I. Lenin: “”Daß Marx und Engels gegenüber Lassalle und den Lassalleanern tausendmal prinzipiell recht hatten, darüber findet man bei Hyndman kein Wort. Hyndman stellt nicht einmal diese Frage. Ob der (organisatische) ‘Demokratismus’ in der Epoche der Internationale nicht ein Deckmantel für bürgerliche Sekten gewesen ist, die den Aufbau einer proletarischen Sozialdemokratie hintertrieben – diese Frage legt sich Hyndman nicht einmal vor”” (2). W.I. Lenin erinnerte das Proletariat stets daran, daß es im Kampf um die Macht über keine andere Waffe verfügt, als die Organisation. “”Durch die Herrschaft der anarchischen Konkurrenz in der bürgerlichen Welt gespalten””, schrieb Lenin, “”durch die unfreie Arbeit für das Kapital niedergedrückt, ständig in den ‘Abgrund’ völliger Verelendung, der Verwilderung und Degradation hinabgestoßen, kann und wird das Proletariat unbedingt nur dadurch eine unbesiegbare Kraft werden, daß seine ideologische Vereinigung auf Grund der Prinzipien des Marxismus gefestigt wird durch die materielle Einheit der Organisation, die Millionen Werktätiger zur Armee der Arbeiterklasse zusammenschweißt”” (3). [A.J. Korotejewa, ‘Der Haager Kongreß der I. Internationale’] [(in) ‘Aus der Geschichte des Kampfes von Marx un Engels für die proletarische Partei. Eine Sammlung von Arbeiten’, 1961] [(2) W.I. Lenin: Werke, 4. Ausgabe, Bd 17, S. 274, russ.; (3) Ebenda, Bd. 7, S. 420] (pag 605)”,”MAES-137″
“KÖNNEMANN Erwin KRUSCH Hans-Joachim”,”Aktionseinheit contra Kapp-Putsch. Der Kapp-Putsch im März 1920 und der Kampf der deutschen Arbeiteklasse sowie anderer Werktätiger gegen die Errichtung der Militärdiktatur und für demokratische Verhältnisse.”,”””Die Arbeiter wollen die Einheit ihrer Aktionen. Die Arbeiter haben recht. Ohne Aktionseinheit gibt es für die Arbeiter keinen Erfolg”” V.I. Lenin “”Gli operai vogliono l’ unità nella loro azione. Gli operai hanno ragione. Senza l’ unità d’ azione, non c’è successo per i lavoratori”” Contiene molte foto dei dirigenti dei partiti SPD USPD KPD “”Nicht nur von der KPD und in der anderen Arbeiterparteien wurde gegen die Rückkehr der alten Reichsregierung Stellung genommen. Auch in der größten Klassenorganisation des Proletariats, in den Gewerkschaften, gab es starken Widerstand gegen die Regierung Bauer-Noske und wurde eine Neubildung der Regierung gefordert. Besonders im Metallarbeiterverband und dort, wo die Opposition ebenfalls starke Positionen besaß, machten sich die klassenbewußten Gewerkschaften zu Sprechern der Forderungen der Volksmassen. “”Das deutsche Volk””, so wurde im “”Mitteilungsblatt der Arbeitsgemeinschaft freier Angestelltenverbände treffend die Lage gekennzeichnet, “”hätte es nicht verstanden, wenn dieselbe Regierung, die durch ihre Kurzsichtigkeit den Kapp-Putsch ermöglicht hatte, im Amt verblieben wäre””.”” (pag 305) « Du KPD et, on n’a pas seulement pris position les autres partis ouvriers contre le retour du gouvernement de royaume âgé. Dans la plus grande organisation de classe du Proletariats, dans les syndicats aussi, il y a eu une résistance forte au gouvernement Bauer-Noske et est devenu une construction nouvelle du gouvernement exigé. Particulièrement Fédération de travailleur de métal et là, où l’opposition a possédé des positions également fortes, les syndicats classes conscients se sont faits à des orateurs des exigences des personnes. « Le peuple allemand », alors a été marqué de façon appropriée dans « la feuille de communiqué du groupement d’entreprises de fédérations d’employé libres la situation que « il n’aurait pas compris, si le même gouvernement qui avait permis par ses myopie le Kapp-Putsch, était resté dans le bureau ». » (traduzione automatica)”,”MGER-087″
“KONOVALOV S. a cura”,”Russo-Polish Relations. A Brief Summary of 600 Years of History, with Selected Documents.”,”KONOVALOV S. è stato professore di russo nell’ Università di Birmingham e Lecturer in Slavonic Studies, nell’ Università di Oxford. L’A riporta in appendice brani dei seguenti autori: Casimir SMOGORZEWSKI, Erasme PILTZ, E. SHMURLO, Marquess of SALISBURY, Bernard PARES e SETON-WATSON, TEMPERLEY (quest’ ultimo autore di ‘History of the Peace Conference of Paris’, OUP. 1924)”,”POLx-020″
“KONRAD Helmut”,”Widerstand an Donau und Moldau. KPÖ und KSC zur Zeit des Hitler-Stalin-Paktes.”,”KONRAD (1948) ha studiato all’ Universitàdi Vienna dal 1966 al 1972. Successivamente ha insegnato all’ Università di Linz. E’ pure autore del volume: ‘Nationalismus und Internationalismus. Die österreichische Arbeiterbewegung vor dem Ersten Weltkrieg’ (Wien, 1976),”,”MAUx-024″
“KONSTAM Angus”,”The Pocket Book of Civil War Battle Sites. From Manassas to Atlanta.”,”KONSTAM Angus è uno storico che ha scritto oltre 50 libri. Ha studiato storia alla Aberdeen University prima di completare il suo masters degree in storia marittima alla University fo St. Andrews, Scozia. Robert E. Lee (1807-1870). Robert E. Lee era il figlio di ‘Light Horse’ Harry Lee, un eroe virginiano della Rivoluzione Americana. Il giovane Lee crebbe nella tradizione del servizio militare. Dopo essersi laureato a West Point entrò nel corpo degli US Engineers, compiendo una prima parte della sua carriera supervisionando la costruzion di fortificazioni costiere. Si mise in evidenza nei combattimenti nel corso della guerra messicano americana e poi divenne sovraintendente a West Point. Nel 1859 soffocò la ribellione di John Brown ad Harper’s Ferry, e quando scoppiò la guerra gli fu offerto il comando generale dell’ esercito dell’ Unione. Egli non accettò e rassegnò le dimissioni dalla commissione, preferendo servire la Virginia piuttosto che partecipare all’ invasione del suo amato paese. Il Presidente Davis accettò Lee nell’ esercito confederato nel maggio 1861 nominadolo come consigliere militare del presidente nella primavera successiva. Dopo il ferimento del generale Johnston nella Battaglia di Fair Oaks, Lee assunse il comando dell’ esercito confederato di fronte a Richmond. Portò i suoi uomini alla vittoria in molte battaglie chiave ella divesa d Gettysburg nel luglio del 1863. Dopo di che stette sulla difensiva. Il suo esercito si arrese a Appomattox Courthouse nell’ aprile 1865. (pag 109)”,”USAQ-048″
“KONSTAM Angus”,”Poltava 1709. Nascita di una grande potenza.”,”Conseguenze della battaglia di Poltava 1709. La guerra del Nord. “”Poltava deve essere certamente annoverata tra le più grandi battaglie della storia europea. Segnò un punto cruciale nella storia di due imperi: l’inizio del declino dell’impero svedese, alla fine della sua storia durata sessanta anni, e l’ascesa della Russia come potenza europea. La Guerra Nordica si sarebbe trascinata per altri dodici anni ma, dopo il 1709, la Svezia rimase isolata e, strategicamente, sulla difensiva. Entro un anno, sia la Sassonia-Polonia che la Danimarca avrebbero ripreso le armi contro la Svezia e le conquiste di Vyborg, a nord di San Pietroburgo, e di Riga, a sud, avrebbero garantito la sicurezza della nuova capitale dello Zar Pietro. Dal punto di vista di Pietro, questa era la più importante conseguenza della battaglia di Poltava. Scrivendo della battaglia, aggiunse che «con l’aiuto di Dio, l’ultima pietra angolare di San Pietroburgo è stata posata». Nei successivi sei anni, l’alleanza contro la Svezia continuò a sottrarre possedimenti al regno di Carlo: prima gli Stati Baltici, poi la Finlandia. Percependo la tendenza, la Prussia e l’Hannover si unirono all’alleanza nel 1715, per partecipare alla divisione dei territori svedesi in Germania. Nonostante i tentativi di Carlo XII di spingere la Turchia alla guerra contro la Russia, il crollo svedese continuò. Quando, finalmente, la Turchia dichiarò la guerra nel 1711, Pietro sfuggì al disastro che si preparava, dopo che il suo esercito era stato circondato, tramite accorti scambi. Carlo stesso rimase virtualmente prigioniero dei Turchi fino al 1714, quando riuscì a sfuggire e a raggiungere i suoi, in tempo per testimoniare la resa svedese a Stralsund, l’ultimo caposaldo rimasto al di fuori del territorio nazionale. Rifiutando di sanzionare le trattative di pace, il Monarca continuò a combattere, proteggendo la madrepatria, finché fu ucciso durante un assedio nella Norvegia meridionale, nel 1718. La sua nazione era ormai prosciugata di risorse umane e finanziariamente in crisi, mentre le incursioni navali russe continuavano a devastare le regioni costiere. Fu in quel periodo che gli alleati della Russia firmarono la pace, avendo ormai ottenuto la loro parte di premio e vedendo di cattivo occhio l’ascesa dello stato zarista. La Russia continuò la guerra da sola fino al 1721, quando il governo svedese si vide costretto a chiedere la pace. Englund riassume gli effetti del conflitto dal punto di vista svedese: «Quando la pace, che a lungo aveva tardato, fu finalmente conclusa, essa segnò la fine dell’impero svedese. Allo stesso tempo, e fatto ben più importante, il trattato confermò la nascita di una nuova grande potenza europea, la Russia. Questo regno sarebbe cresciuto ancor più grande e potente, un vero impero nella cui ombra gli Svedesi avrebbero dovuto imparare a vivere. In termini di storia mondiale, il popolo di un’intera nazione aveva lasciato il palcoscenico e preso un posto a sedere tra gli spettatori» (Englund, 1992)”” (pag 88)”,”QMIx-266″
“KONSTAM Angus”,”Pavia 1525. Il culmine delle guerre d’Italia.”,”””Nella battaglia di Pavia, i francesi persero all’incirca 10.000 uomini, un numero relativamente insignificante, se confrontato con le perdite subite dai francesi durante le Guerre d’Italia nel loro insieme. La differenza principale era che, questa volta, i morti comprendevano una larga parte della nobiltà francese, compresi Bonnivet, La Tremouille, La Palice, Il duca di Suffolk, il nobile Lautrec de Foix, il nobile Francesco di Lorena, il bastardo di Savoia e una serie di nobili minori. (…)”” (pag 76)”,”QMIx-278″
“KONVITZ Josef W.”,”Représentations urbaines et bombardements stratégiques, 1914-1945.”,”Crisi di panico e nevrosi durante la prima guerra mondiale. Trenchard rilevava una disparità tra i danni di ordine psicologico e quelli di ordine fisico da 20 a 1, ma J.F.C. Fuller si accontentava di affermare che «l’effetto morale di un raid aereo è infinitamente maggiore del suo effetto fisico» [f. Trenchard, citato da J.M. Spaight, ‘Air Power and the Cities’, London, Longman, 1930 p.; J.F.C. Fuller, ‘Defenceless London’, Living Age, Avril 1937, pp. 117-125] Negli anni ’30 i teorici del bombardamento di precisione consideravano che il loro obiettivo era la distruzione materiale delle fabbriche, delle centrali e dei sistemi di trasporto, e non della vita e delle condizioni sociali (pag 833) Distruggere l’infrastruttura economica mediante il bombardamento di precisione. Obiettivo erano le città. Nel corso della Seconda guerra mondiale gli americani ancor più degli inglesi volevano mettere in pratica la loro teoria del bombardamento di precisione. Gli esercizi tipo quelli intrapresi prima della guerra da Hansell e Fairchild furono, però, di poca utilità nella creazione di una scelta di obiettivi. Il ministero della Guerra economica britannico fece uno studio sull’industria tedesca divisa in 14 categorie. La città aventi delle industrie in una di queste categorie furono analizzate dal punto di vista della loro densità di popolazione. L’idea era che le città con maggiore densità erano più vulnerabili. Questo approccio concettuale determinò le stime che i Britannici fecero dei danni causati dai bombardamenti. I loro analisti definirono una formula chiamata “”zona media d’efficacia”” (‘mean area of effectiveness’ o MAE). Dopo aver diviso la città in sei zone secondo la densità e l’occupazione dei suoli, essi calcolarono i danni causati per peso di bombe lanciate in ogni zona particolare, utilizzando un certo coefficiente moltiplicatore. Apparentemente l’idea era di stimare l’impatto sociale ed economico dei raids aerei a partire da loro impatto materiale. Gli americani ritenevano di avere un sistema di valutazione più sofisticato. (pag 838) Concepts of Strategic Bombing, 1914-1945. Strategic bombing encapsulated a certain set of assumptions about how cities function and urban populations behave. These assumptions, which show many points in common with statements by contemporary writers and social scientists, highlighted the instability of the urban crowd, and its dependence upon a permanent infrastructure for public services. Area bombing sought to precipitate panic in the urban crowd, m the expectation that social disorder associated with air raids would bring a government closer to surrender. Precision bombing sought to destroy critical factories in the industrial economy and vital links in supply routes, but it also extended its scope to include vital public services upon which industry, transportation and urban populations all depended in the expectation that the destruction of these services would cripple an enemy’s industrial economy. Air raids caused less economic and social disorder than expected. Yet few analysis of air raids examined the urban assumptions on which the strategy of bombing rested. The life of cities in air war, however, can illuminate certain aspects of urban existence which cannot be as easily apprehended during peace.”,”QMIS-062-FGB”
“KOO Hagen”,”Korean Workers. The culture and politics of class formation.”,”KOO Hagen è un professore di sociologia all’ Università di Hawaii a Manoa e ha curato il volume ‘State and Society in Contemporary Korea’. “”Comunque, il mercato del lavoro in Sud Corea prima della metà degli anni 1980 non fu favorevole ai lavoratori che volevano migliorare la loro condizione economica cambiando frequentemente lavoro. La grande riserva di surplus di forza lavoro nelle aree rurali fornì una continua offerta di nuovi lavoratori per le industrie manifatturiere dedite all’ esportazione fino alla prima parte degli anni 1980. Ci sono stati dibattiti tra gli studiosi sulla natura del mercato del lavoro nelle prime tre decadi dell’ industrializzazione orientata all’ export. (…)””. (pag 57)”,”MASx-011″
“KOOL Frits OBERLÄNDER Erwin a cura”,”Documentos de la revolucion mundial. II. Kronstadt.”,”Dal 3 al 16 marzo 1921 Kronstadt fu il centro di una rivolta prevalentemente di marinai e soldati contro il nuovo potere bolscevico. La rivolta venne repressa dai bolscevichi. Questi sono documenti finora inediti in spagnolo sulla vicenda.”,”RIRO-250″
“KOOL Frits OBERLÄNDER Erwin a cura; scritti di OSINSKIJ SAPRONOV MAKSIMOVSKIJ JURENEV MJASNIKOV SLJAPNIKOV KOLLONTAJ (KOLLONTAI)”,”Democracia de trabajadores o dictadura de partido. Documentos de la revolucion mundial. 1.”,”scritti di OSINSKIJ SAPRONOV MAKSIMOVSKIJ JURENEV MJASNIKOV SLJAPNIKOV KOLLONTAI Sapronov pag 72, pag 115 e avanti “”T.V. Sapronov (1887-1939) fue, lo mismo que V. Maksimovksij, miembro del Buró moscovita del RKP(b), y trabajaba posteriormente come presidente de diversos comités ejecutivos de gobierno. Durante su actividad come “”centralista democrático”” fue, entre otras cosas, presidente del comité central del sindicato de obreros de la construcción y pertenecía a la presidencia del comité ejecutivo central panruso, y desde 1922 a 1923 también al comité central del RKP(b).”” (pag 72) N. Osinskij, T. Sapronov, V. Maksimovskij Tesis sobre la dirección colegial y la dirección individual. (pag 115-)”,”RIRO-314″
“KOPACSI Sandor”,”Au nom de la classe ouvriere. Les memoires du prefet de police de Budapest en 1956.”,”KOPACSI ex operaio tornitore, poi partigiano durante la guerra, quindi colonnello e prefetto di polizia nel 1956, incaricato di reprimere la rivolta, si schiera con gli insorti e il governo NAGY. Dopo la repressione, arrestato rischia la morte come NAGY e MALETER. E’ KADAR che intervenendo presso KRUSCIOV riesce a salvargli la testa. Più tardi, dopo il carcere, riesce a lasciare l’Ungheria.”,”MUNx-011″
“KOPACSI Sándor”,”Abbiamo quaranta fucili compagno colonnello. I ricordi di Sándor Kopácsi, questore di Budapest nel 1956.”,”Budapest 1956: la rivolta diventa un thriller. L’ autore e Tybor ringraziano Tibor Méray per le informazioni e i consigli dati durante la stesura dell’ opera. Il giovane operaio S. KOPACSI si distingue tra le file della resistenza contro i tedeschi poi fa una folgorante carriera nel nuovo ‘Stato socialista’. All’età di 32 anni, già questore di Budapest, nel 1956 deve affrontare la rivolta popolare. Gradualmente il questore di Budapest passerà dalla parte dei ribelli e resterà al loro fianco. E’ riuscito a sfuggire alla condanna e alla morte. “”Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio del 1956 nella sala del palazzo del Cremlino a Mosca avvenne un fatto che avrebbe sconvolto tutto il mondo comunista. Fu la lettura del famoso “”rapporto segreto”” di Krusciov. Venne letto davanti a circa milleseicento delegati, sotto giuramento di mantenere il segreto. Ma pochi giorni dopo ne conoscevamo tutti i passi più salienti. Stalin era definito “”monarca ignaro e sanguinario””. I massacri di innocenti, la liquidazione di milioni di contadini, i gulag, entravano a far parte della storia dell’ Unione Sovietica e del suo regime. I dirigenti stalinisti dei paesi dell’ est crollarono sotto il peso di queste rivelazioni. Il capo di stato polacco, Bierut, ci restò secco. Il Kominform fu sciolto. Tito venne riabilitato. Dopo Kadar, uscì dai sotterranei la vedova di Rajk che pretese la riabilitazione del marito. Nei nuovi circoli e soprattutto in quello della gioventù comunista, il Circolo Petöfi di Budapest, migliaia di compagni chiesero le dimissioni di Rakosi, la riabilitazione dei martiri e il ritorno al potere di Imre Nagy.”” (pag 113-114)”,”MUNx-046″
“KORALKA J.”,”The First International in the Austrian and Czech Lands.”,”J. Koralka, Praga”,”MOIx-046-H”
“KOREL Alexandre”,”Trotsky et les problèmes de la vie quotidienne, de la famille, des femmes et de la «Vie nouvelle».”,”Si prepara una edizione (1975) di un’opera di Trotsky ancora inedita in francese (1). Si tratta di una serie di articoli pubblicati dalla ‘Pravda’ nel corso dell’anno 1923 e riuniti in forma di libro. Quest’opera fu pubblicata a Mosca con il titolo generale di ‘Voprosy Byta’, che ha avuto un’edizione parziale in inglese con il titolo ‘Problems of Every Day Life’ ovvero ‘Problemi della vita quotidiana’ (2). Ma questo titolo è piuttosto restrittivo rispetto ai temi trattati. In russo, per ‘byt’ si intende generalmente l’insieme delle abitudini degli usi dei costumi delle credenze e delle opinioni che appartengono a un uomo o a un gruppo sociale. Per Trotsky la rivoluzione non è terminata. Dalla rivoluzione di ottobre ci sono compiti complessi da assolvere, compiti di ‘rivoluzionarizzazione’ di tutta la vita economica del paese. Si pone il problema di ricostruzione di tutto lo stile di vita e dei comportamenti di una paese composto da milioni di abitanti. Sono questi i problemi che Trotsky pone in ‘Questione del modo di vita’.”,”TROS-307″
“KORINMAN Michel”,”Continents perdus. Les précurseurs de la géopolitique allemande.”,”KORINMAN Michel docteur d’Etat ès lettres, è professore all’università Franche-Comté, membro del comitato di redazione della rivista ‘Hérodote’. Ha pubblicato ‘Quand l’Allemagne pensait le monde. Grandeur et décadence d’une géopolitique’ (1990). Ha lavorato sull’Europa centrale e orientale e sul pangermanesimo.”,”GERS-027″
“KORINMAN Michel”,”Deutschland über alles. Le pangermanisme, 1890-1945.”,”KORINMAN Michel, professore di lingua e civilizzazione germanica all’Università Marne-la-Vallée, codirettore della rivista franco-italiana di geopolitica Limes, specialista di geopolitica tedesca, ha pubblicato pure ‘Quand l’Allemagne pensait le monde. Grandeur et décadence d’une géopolitique’ (1990) E’ la storia della Lega pangermanista e dei suoi esponenti principali “”I pangermanisti hanno dei buoni contatti con l’esercito…”” (pag 261)”,”GERQ-089″
“KORIOLIOV Juri”,”La famiglia nella legislazione sovietica.”,”Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”RUSU-003-FAP”
“KORNBLUH Joyce L. a cura”,”Rebel Voices. An IWW Anthology.”,”La KORNBLUH ha lavorato con la Labadie Collection of Labor and Radical Materials presso la University of Michigan Library. “”One Big Union”” “”Combinando elementi del pensiero marxista e darwiniano, l’ ideologia degli IWW concepiva una società utopica consistente in una grande unione industriale che avrebbe abolito il capitalismo e il sistema salariale e creato un ordine sociale in cui tutte le buone cose della vita sarebbero state distribuite ai lavoratori in piena giustizia. “”Gli IWW furono una fede combattente””, scrisse Wallace Stegner nella prefazione della sua novella ‘The Preacher and the Slave”” (Boston, 1950).”” (pag V)”,”MUSx-139″
“KORNER David (Barta) SEDOVA Natalia”,”Correspondance 1946-1949.”,”””Per quello che concerne la natura dell’ URSS, siamo assai “”demodés””, poiché pensiamo che solo l’ analisi di Trotsky offra un metodo scientifico di comprensione della società “”sovietica””, così come di orientamento politico. Un elemento che ci appare decisivo nella questione della difesa dell’ URSS, è che questa difesa dipende dalle nostre forze, e che se noi non siamo capaci di difendere la classe operaia, non siamo più capaci di difendere l’ URSS; il difetto è dunque di discutere non sulla base di una crescita organizzativa, ma astrattamente. Nella nostra politica pratica, avete visto che noi accusiamo prima di tutto l’ imperialismo americano d’aver provocato la guerra, e denunciamo i crimini di Stalin nei suoi metodi. Ma non denunciamo l’ URSS d’ aver provocato la guerra, o come imperialista.”” (La Voix des Travailleurs a Natalia Sedova, Parigi, 6.11.1947). (pag 12)”,”TROS-116″
“KORNER David (Barta)”,”””L’ ouvrier”” (n° 2 e n° special, janvier 1940).”,”””Esclusi di fatto dalla Confederazione Generale del Lavoro (CGT), centinaia di operai della Renault si ritrovarono nel Sindacato Democratico Renault (SDR), struttura che divenne praticamente la sola forma d’ organizzazione dell’ Union Communiste e assorbiva tutte le sue forze. Oltre al clima di libertà che lo sciopero e la sua creazione imposero nella fabbrica, la SDR incontrò un certo numero di successi: riconoscimento della sua rappresentatività legale e quella, politica, della CGT che dovette, nel 1949, in pieno stalinismo, accettare la presenza dei trotskisti alla tribuna di un meeting comune””. (pag 6)”,”TROS-119″
“KORNER David (Barta)”,”Rapport sur l’ organisation (Juillet 1943).”,”””Dopo l’ inizio della guerra abbiamo orientato in nostri sforzi soprattutto in direzione dei militanti del PC. Il PC aveva dei militanti operai comunisti. La nostra estrema debolezza numerica non ci permise di ricavare che pochi risultati da questo orientamento dal punto di vista numerico. Ma proporzionalmente alle nostre forze i risultati non sono stati negativi. E’ questo orientamento che ci ha permesso di esistere in quanto gruppo autonomo. Ma gli sforzi della borghesia imprigionando o rinchiudendo nei campi migliaia di militanti comunisti di base, e la deportazione in Germania di 2 milioni di operai di cui una parte operai comunisti, resero il lavoro in questa direzione molto difficile””. (pag 10)”,”TROS-120″
“KÖRNER Axel a cura; saggi di Axel KÖRNER John BREUILLY Martin SWALES Gabriella HAUCH Sabine FREITAG Ian HAVRANEK Simonetta SOLDANI Rebecca L. SPANG Jan MERK Reinhart KOSELLECK”,”1848: a European Revolution? International Ideas and National Memories of 1848.”,”KÖRNER Axel è Lecturer in modern european history nell’ University College di Londra. Saggi di Axel KÖRNER John BREUILLY Martin SWALES Gabriella HAUCH Sabine FREITAG Ian HAVRANEK Simonetta SOLDANI Rebecca L. SPANG Jan MERK Reinhart KOSELLECK. “”Molti radicali tedeschi credevano che il ‘Contratto sociale’ di Rousseau fosse stato realizzato in America. Gustav Struve per esempio fece riferimento direttamente alla Costituzione americana nel pre-parlamento (Vorparlament) quando si espresse per una repubblica con un sistema presidenziale nel marzo 1848.”” (pag 111)”,”QUAR-049″
“KÖRNER Klaus”,”””Wir zwei betreiben ein Compagniegeschäft””. Karl Marx und Friedrich Engels. Eine außergewöhnliche Freundschaft. [Karl Marx e Friedrich Engels. Un’amicizia straordinaria]”,”Klaus Korner (1939-) scrive libri e saggi sulla storia e la cultura politica della Repubblica federale. Ha scritto pure ‘Karl Marx’ e ‘Karl Marx Lesebuch’ (2008). La cospirazione del silenzio attorno alle opere di Marx. “”Am Ende konstatiert Marx, über dem Eingang zur Wissenschaft müsse wie bei Dante über dem Eingang zur Hölle der Text stehen: “”Hier musst du jeden Zweifel ertöten, hier ziemt sich keine Zagheit fürderhin””. Dieses Bekenntnis war wohl nicht zu wörtlich zu nehmen. Marx hatte gehofft, mit seiner Schrift sofort einen publizistischen Wirbelwind auszulösen. Doch dann musste er feststellen, “”dass kein Hahn nach der Sache oder über die Sache gekräht hat””. Seine Frau klagte, die deutsche Wissenschaft reagiere auf das Werk ihres Mannes mit einer Conspiration de silence. Doch auch Marx’ alter Kampfgefährte Liebknecht gestand, er sei von einem Buch noch nie so enttäuscht gewesen. Schließlich kam das “”Kapital”” in den zwei Kapiteln gar nicht vor. Nur Engels bezeugte seine Anerkennung durch eine wohlwollende Rezension.”” (pag 100-101)”,”MAES-104″
“KÖRNER Klaus”,”«Wir zwei betreiben ein Compagniegeschäft». Karl Marx und Friedrich Engels. Eine außergewöhnliche Freudhschaft. [“”Gestiamo un’organizzazione in due””. Karl Marx e Friedrich Engels. Una straordinaria amicizia]”,”Klaus Körner (1939) è autore di libri e saggi di storia e politica della cultura tedesca. Si è occupato di propaganda anticomunista in Germania (Rft) dal 1950 al 2000 (opera del 2003), ha pubblicato un profilo biografico di Marx (Dtv portrait) e ha pubblicato ‘Karl Marx Lesebuch’ (2008)”,”MAES-193″
“KORNGOLD Ralph”,”Robespierre. Le premier des dictateurs modernes.”,”Ralph KORNGOLD è ex segretario del partito socialista americano.”,”FRAR-165″
“KORNGOLD Ralph”,”Robespierre e il Quarto Stato.”,”Ralph KORNGOLD è ex segretario del partito socialista americano. “”I Fouché, i Tallien, i Barras, i Carrier, i Fréron, e i Rovère si resero ben conto che quando Robespierre aveva tuonato dalla tribuna della Convenzione: “”Guai a colui che volge il Terrore, riservato ai nemici pubblici, contro lo stesso popolo. Sono inconcepibili gli eccessi commessi dagli ipocriti controrivoluzionari allo scopo di nuocere alla caus della Rivoluzione””, non si era riferito solo a Schneider, ma anche ad essi. Costoro tremarono per la loro vita. Barras descrive nelle sue memorie l’umiliante accoglienza avuta da lui e da Fréron da parte di Robespierre quando subito dopo il loro richiamo essi si recarono a trovarlo. Ignorando le loro lusinghiere adulazioni, li trattò con supremo disprezzo fino a non degnarsi di rivolger loro nemmeno una parola. Egli spaventò Fouché al punto di farlo uscire di senno e infine lo cacciò dal Club giacobino. Essi conoscevano la sua tenacia. Sapevano che quantunque fossero deputati, avessero dei potenti protettori presso il governo e fossero per ciò più difficili a colpire di Schneider, Robespierre sarebbe finalmente riuscito a raggiungere il suo scopo se fosse rimasto al potere. L’unica loro speranza stava nel suo rovesciamento. Il loro coraggio era quello della disperazione, il solo coraggio di cui fossero capaci un Fouché e un Tallien. Però non ritenevano possibile il rovesciamento di Robespierre senza abbattere nello stesso tempo l’intero governo rivoluzionario. In conseguenza, la loro originaria congiura era diretta non solo contro Robespierre ma contro i Comitati. Fu solo verso l’8 di termidoro, dopo aver constatato come i Comitati fossero irreparabilmente divisi, che i cospiratori decisero di assicurare la loro vittoria concentrando gli sforzi su Robespierre e i suoi due amici. Ve n’erano molti nella Convenzione disposti ad aiutarli”” (pag 305-306) “”Il boia Samson, il quale era realista, attendeva coi suoi aiutanti. Se il suo cervello di bruto fosse stato capace di comprendere quello che Cambon rimpianse più tardi di non aver afferrato, Samson avrebbe avuto una speciale ragione di rallegrarsi, poiché stava per decapitare la Repubblica. Robespierre fu il penultimo a morire. Egli vide il fratello e Couthon trasportati appena coscienti sul patibolo; vide per un istante Saint-Just eretto, sdegnoso, magnifico. Danton aveva deto delle cose memorabili alla sua morte, Saint-Just fece megio: morì come il lupo di de Vigny (“”Seul le silence est grand, tout le reste est faiblesse””). Robespierre salì sul palco, senza aiuto, con passo fermo. Dalla folla uscì un mormorio. Con la sua mano mostrusa, Samson abbrancò la fascia che avvolgeva la guancia lacerata di Robespierre e gliela strappò così brutalmente che malgrado il suo stoicismo un grido gli sfuggì dalle labbra. Un istante dopo Massimiliano era legato all’asse. La lama cadde. La Rivoluzione era finita. (pag 366)”,”FRAR-398″
“KOROLENKO Vladimir a cura di Rosa LUXEMBURG”,”Die Geschichte meines Zeitgenossen.”,”Korolenko (Vladimir Galaktionovic), scrittore russo (Zitomir, Volinia, 1853 – Poltava 1921). Espulso nel 1874 dall’università di Pietroburgo per le sue idee liberali, fu esiliato in Siberia (a Glazov, poi a Perm’, infine in Jacuzia) dal 1881 al 1884. Al ritorno collaborò alla redazione della rivista populista Russkoe bogatstvo (La ricchezza russa), pubblicandovi numerosi articoli. Il Sogno di Makar(1885), racconto sulla vita a Jakutsk, e il poema in prosa Il musicista cieco (1866) gli procurarono vasta notorietà. Robusto e originale talento di narratore, espresse le esperienze della propria vita in un notevole numero di racconti che descrivono la vita della gente di provincia (In cattiva compagnia, 1885; La foresta mormora, 1886; Racconti siberiani, 1901), e nell’opera autobiografica Storia di un mio contemporaneo (1906-1922, il quarto volume in edizione postuma), documento di grande importanza per la storia dell’ intellighenzia russa. La sua opera, pervasa da un sincero umanitarismo, rivela uno stile incisivo e profondità di analisi psicologica. (RIZ)”,”MRSx-023″
“KORSCH Karl”,”Arbeitsrecht fur Betriebsrate (1922).”,”(diritto operaio per il Consiglio operaio)”,”MGER-010″
“KORSCH Karl a cura e introduzione di Gotz LANGKAU”,”Karl Marx.”,”per incarico dell’ Istituto Internazionale di Storia Sociale IISS”,”MADS-062″
“KORSCH Karl”,”Karl Marx.”,”Nato a Tostedt nel 1886, KORSCH si laurea in giurisprudenza nel 1912. Fino al 1914 soggiorna in UK dove entra in contatto con la Fabian Society. Tornato in GERM nel 1919 aderisce al Partito Socialdemocratico Indipendente (USPD) nel quale militavano KAUTSKY e HILFERDING e nel 1920 all’ UKPD (partito comunista tedesco unificato risultante dalla confluenza della sinistra socialdemocratica con la sinistra spartakista. Nel 1923 partecipa con gli scritti al fallito tentativo insurrezionale del partito. Dal 1924 al 1925 dirige l’organo teorico del PC tedesco ‘Die Internationale’. Nel 1923 pubblica ‘Marxismo e filosofia’ le cui tesi provocano prima lo scontro con il Comintern e poi la sua espulsione dal partito nel 1926. Emigrato in USA nel 1933 muore nel 1961.”,”MADS-063″
“KORSCH Karl”,”Il materialismo storico.”,”Tesi RUSCONI: KORSCH si pone contro KAUTSKY e contro LENIN. “”L’anatomia dell’uomo è una chiave per l’anatomia della scimmia”” [Karl Marx] “”Mentre per Marx ed Engels la concezione materialistico-dialettica della natura come storia dello sviluppo cosmico, tellurico e biologico costituisce solo il “”fondamento storico-naturale”” della loro concezione materialistico-dialettica della storia, della quale concezione solo lo svolgimento storico della società forma il ‘vero e proprio campo di applicazione’, questo rapporto invece viene da Kautsky “”posto sulla testa”” nel più vero senso della parola. Per Kautsky, che concorda perfettamente con l’ex Primo Ministro Balfour, l’intero “”sviluppo del tempo storico”” paragonato con lo sviluppo dell’umanità e addirittura di tutta la natura costituisce solo “”un episodio abnorme””, che sta in contraddizione con la parte preponderante dell’esistenza finora condotta dal genere umano (II. 843). Ed anche in questo “”episodio abnorme”” il modo della produzione materiale e il progressivo sviluppo delle forze produttive materiali non rappresentano per Kautsky, come per Marx ed Engels la base e rispettivamente l’impulso per lo sviluppo della società umana. (…)”” [Karl Korsch, Il materialismo storico (Antikautsky), 1971] (pag 26-27)”,”TEOC-002″
“KORSCH Karl”,”Scritti politici.”,”Nato a Tostedt nel 1886, KORSCH si laurea in giurisprudenza nel 1912. In Inghilterra entra in contatto con la Fabian Society. Tornato in Germania, nel 1919 aderisce al Partito Socialdemocratico Indipendente e nel 1920 al KPD al cui tentativo insurrezionale partecipa nel 1923. Dello stesso anno è ‘Marxismo e filosofia’ le cui tesi provocano lo scontro con il Comintern e nl 1926 l’espulsione dal partito. Nel 1933 emigra in Inghilterra, poi in Danimarca e dal 1936 in USA dove muore nel 1961.”,”TEOC-055″
“KORSCH Karl”,”Dialettica e scienza nel marxismo.”,”Gli scritti qui raccolti, alcuni dei quali inediti, costituiscono la produzione teorica e ideologica di KORSCH negli anni 1929-1939. L’A perseguiva l’elevazione del marxismo a scienza autonoma e la ripresa dell’azione diretta del proletariato senza i freni e le deviazioni delle burocrazie di partito. KORSCH (Tostedt 1886-Cambridge, Mass. 1961) laureatosi in giurisprudenza nel 1912, iscritto al Partito socialdemocratico indipendente nel 1919 e dal 1920 al Partito comunista unificato, nel 1923 partecipa al fallito tentativo insurrezionale. Espulso dal partito nel 1926, lascia la GERM per l’Inghilterra, la Danimarca e dal 1936 gli USA. Tesi: crisi della teoria di Marx ed Engels e non solo deformazione della teoria da parte epigoni introduzione: Tensione tra scienza e azione politica in Karl KORSCH “”Considerate più attentamente, queste analisi “”critiche”” nel senso stretto della parola si dividono a loro volta in due diversi gruppi fondamentali, di importanza molto diversa. In uno si tratta di una “”critica”” consueta nel senso scolastico. E’ il caso di quando Marx si diverte per sé e per il suo lettore a mettere alla berlina, dal suo superiore punto di vista scientifico, gli svarioni teorici pseudoscientifici di uno studioso appartenente al periodo successivo, postclassico, dell’economia borghese. A questo si riferisce, ad esempio, la brillante liquidazione della “”teoria”” del noto professore di Oxford, Nassau W. Senior, sul significato dell'””ultima”” ora lavorativa nel capitolo 7 e la “”teoria””, “”scoperta”” dallo stesso “”serio studioso”” in un’altra occasione e sopravvissuta nell’economia borghese sino al giorno d’oggi, della cosiddetta “”astinenza del capitale””. Queste parti della critica economica di Marx appartengono ai brani più divertenti del ‘Capitale’, e inoltre, sotto la loro corteccia criticamente satirica, nascondono quasi sempre una considerevole quantità di concetti importanti presentati al lettore quasi “”giocando””. A considerarli rigorosamente, però, non appartengono al nucleo del ‘Capitale’, ma avrebbero trovato il proprio posto altrettanto bene nel “”quarto libro”” progettato da Marx sulla “”storia della teoria””, del quale egli stesso scrive in un’occasione ad Engels (31 luglio 1865) che avrebbe dovuto avere, a differenza delle parti teoriche (i primi tre libri), un più marcato carattere “”storico letterario””, e che per lui stesso sarebbe stata “”la parte relativamente più facile””, poiché “”tutti i problemi sono risolti nei primi tre libri, quest’ultimo quindi è più una ripetizione in forma storica””.”” (pag 60-61) [Karl Korsch, Dialettica e scienza nel marxismo, 1974]”,”TEOC-082″
“KORSCH Karl”,”Marxismo e filosofia.”,”KORSCH nasce nel 1886 nella landa di Lüneburg da famiglia borghese. Frenquenta il liceo di Meiningen e gli studi universitari a Monaco, Berlino, Ginevra e Jena: giurisprudenza, economia, sociologia e filosofia. Dal 1912 al 1914 si trattiene in Gran Bretagna per specializzarsi in diritto internazionale. E’ vicino ad ambienti della Fabian Society da cui assimila il discorso sulla socializzazione. Pubblica ‘La formula socialista per l’organizzazione dell’economia’. La guerra alla quale partecipa come ufficiale, lo riconduce in Germania. Nel 1919 aderisce allo USPD (Partito socialdemocratico tedesco indipendente) di tendenza centrista e ortodossa tra i cui dirigenti si trovano anche KAUTSKY ed HILFERDING. Le sue posizioni politiche si radicalizzano. Dopo la scissione dell’ USPD, nel 1920, aderisce al partito comunista tedesco unificato (VKPD) in cui la”,”TEOC-091″
“KORSCH Karl MATTICK Paul PANNEKOEK Anton RÜHLE Otto WAGNER Helmut SMITH H. articoli International Council Correspondence”,”La contre-revolution bureaucratique.”,”Nel corso della rivoluzione russa (1905-1917) e tedesca (1918-1923) è apparsa una nuova forma organizzativa di lotta del proletariato: i consigli operai. I testi qui riportati sono estratti dalle riviste pubblicate negli USA ‘Living Marxism’ e ‘International Council Correspondence’.”,”RUSU-110″
“KORSCH Karl”,”Consigli di fabbrica e socializzazione.”,”Composti tra il 1919 e il 1922 fra la rivoluzione tedesca di novembre e il tentativo insurrezionale comunista, questi scritti di KORSCH si collegano direttamente alle lotte sociali di quegli anni. Essi esaminano il significato della socializzazione, la funzione dei consigli, il problema della democratizzazione radicale del processo di produzione. Nato a Tostedt nel 1886, KORSCH soggiorna dal 1912 al 1914 in Inghilterra dove entra in contatto con la Fabian Society, nel 1919 entra nel partito socialdemocratico indipendente e nel 1920 nel partito comunista (KPD). Per le tesi di ‘Marxismo e filosofia’ (1923) è espulso nel 1926. Nel 1933 emigra e fra il 1934 e il 1937 scrive il ‘Karl Marx’.”,”TEOC-152 SIND-027″
“KORSCH Hedda”,”Ricordi su Karl Korsch. Intervista realizzata da Fred Halliday.”,”KORSCH è stato ministro nel governo di fronte unico KPD-USPD in Turingia nel 1923, che venne rovesciato dall’ intervento della Reichswehr. Fu ministro della giustizia per sei mesi. (pag 11) “”Ebbe contatti con altri gruppi d’ opposizione. A Mosca incontrò il dirigente italiano Amadeo Bordiga. Poi incontrò Sapronov, dell’ Opposizione Operaia russa, quando questi venne a Berlino in quello che fu probabilmente un viaggio clandestino qualche tempo dopo il 1925. Parlarono a lungo, ebbero una buona intesa reciproca e si accordarono per collaborare nel lavoro d’ opposizione. Sapronov e Korsch pensavano di poter far qualcosa di importante proponendo provvedimenti e mozioni a favore di una maggiore decentralizzazione e della libertà per i vari gruppi. Concordarono stupidamente un codice con cui avrebbero corrisposto, e quel codice contribuì alla fine di Sapronov, quando, più tardi, venne scoperto in Russia. Ricevere una lettera in codice dalla Germania era cosa pericolosa, e la corrispondenza non era difficile da decodificare perché Karl mi aveva insegnato come fare. Per quanto ne so, egli non ebbe alcun contatto con Trotsky. Riteneva che Trotsky avesse ragione su molte cose ed era favorevole all’ idea della rivoluzione permanente; ma pensava che anche Trotsky avrebbe giocato un gioco di potere basato sulle alleanze in maniera nazionalista, cosa che Korsch disapprovava. Trotsky scrisse e disse anche delle cose che dimostrano chiaramente come egli avesse un modo diverso di considerare la lotta di classe: Trotsky poneva un’ enfasi minore di Korsch sulla necessità della coscienza tra gli operai, privilegiando invece la questione della direzione del partito””. (pag 12)”,”TEOC-278″
“KORSCH Karl”,”L’ anti-Kautsky, ou La conception matérialiste de l’ histoire, suivi de Crise du marxisme (1931) et Préface au Livre I du Capital (1932). (Tit.orig.: Die materialistische Geschichtauffassung)”,”Nel 1929 due anni dopo che Karl KAUTSKY, il teorico della socialdemocrazia, ha fatto apparire ‘La concenzione materialista della storia’, Karl KORSCH risponde con un’ opera dal titolo identico. Vedendo nel kautskismo la nascita della forma tedesca dell’ “”ortodossia marxista””, KORSCH critica i principi stessi di questa revisione “”che getta infine la maschera””. Da allora questo testo si qualificherà come l’ Antikautsky. Con ‘Crisi del marxismo’ (tesi inedite del 1931 che KORSCH scrise per proprio uso) e Prefazioe al “”Capitale””, si affronta una nuova fase: il sistema di MARX è sottomesso al trattamento del materialismo dialettico che ne deduce le future possibilità di applicazione (limiti storici del marxismo, relativizzazione del metodo dialettico attinto da Hegel). “”Il vero contenuto della storia universale nella misura in cui essa non è storia darwinista della natura, Kautsky lo vede nell’ apparizione dello Stato e nel seguito del suo sviluppo dopo le prime manifestazioni “”allo stato primitivo”” fino allo Stato feudale del Medio Evo e l’ irruzione finale del nuovo principio democratico borghese; lo Stato fondato sulla violenza che era prevalso fino ad allora (Stato secondo la necessità, stato secondo natura) si trova adesso modellato secondo la natura integrale di questo agente democratico in modo che, sotto la nuova forma che riveste ormai nella società capitalistica moderna, ha già perduto in principio il suo carattere di strumento d’ oppressione e di sfruttamento nelle mani della classe dominante, per avvicinarsi sempre più a quella “”democrazia naturale”” che Kautsky è intimamente persuaso che sia stata già realizzata nelle prime comunità umane con una tale perfezione che non si vede come una tale “”età d’ oro”” dell’ umanità in futuro potrà mai ritornare””. (pag 85-86)”,”TEOC-334″
“KORSCH Karl FERNANDEZ SANTOS F. LUKACS Georg”,”La filosofia del marxismo.”,”””L’ obiettivo dialettico si manifesta come il suo apparente contrario: soggettivismo dualistico. Niente di più contrario dal punto di vista di Marx per cui le categorie storiche sono “”forme di esistenza”” del soggetto sociale e per cui l’ obiettività nelle scienze sociali è la relazione con la totalità e il momento della unificazione dell’ obiettivo e del soggettivo, dell’ essere e del pensare. (1)”” (1) criticando questa dialettica obiettiva, dice Engels molto chiaramente: “”In questo modo, si riduce la dialettica a scienza delle leggi generali di movimento, tanto del mondo esterno come del pensiero umano, a delle serie di leggi in fondo identiche”” (…)”” (pag 51)”,”TEOC-342″
“KORSCH Karl”,”Karl Marx.”,”””Hegel ha expuesto ya con claridad que esta pobreza no es la “”pobreza”” en sí, tal como ha existido inevitabilmente en otras épocas por la escasez de la naturaleza, sino cuestión social propia de la sociedad moderna y que ella tiene que resolver, una “”cuestión social”” literalmente: “”Ningún hombre puede afirmar ningún derecho contra la naturaleza, pero en el estado de la sociedad la escasez cobra inmediatamente la forma de una injusticia cometida con tal o cual clase. La importante cuestión de cómo evitar la pobreza es una de la que más mueven y torturan a las sociedades modernas””. El filósofo ha carecterizado también el “”estado de ánimo”” ocasionado por esa pobreza socialmente condicionada de la gran masa de los trabajadores industriales: una “”íntima indignación contra los ricos, contra la sociedad, el gobierno, etc”” (Rechtphilosophie). El límite que no puede salvar Hegel, como tampoco ningún otro conocimiento burgués de la sociedad, consiste en que entiende esa nueva clase social solo negativamente, come “”populacho””, y no también positivamente, come “”proletariado””; consiste en que no ve “”en la miseria más que la miseria, sin ver en ella ese aspecto revolucionario que lanzará por la borda la vieja sociedad”” (Marx, Misère de la philosophie.”” (pag 51-52)”,”MADS-406″
“KORSCH Karl”,”Karl Marx.”,”””Per Marx l’economia politica, la teoria dello Stato e del diritto, la filosofia sono aspetti e istituti della società borghese. ‘Il Capitale’ è ‘a un tempo’ analisi critica della società capitalistica e dell’espressione teorica di questo società, l’economia politica (“”critica dell’economia politica”” è appunto il sottotitolo dell’opera). Di qui il carattere di ‘totalità’ o di ‘globalità’ proprio dell’analisi marxiana della società attuale; totalità e globalità che non risultano però dalla semplice “”somma”” di scienze particolari (quasi che Marx fosse stato in alcune opere storico, in altre economista, in altre ancora politico, ecc.), bensì dall’unità dialettica dell’oggetto preso in esame, la società borghese, nelle sue componenti reali (socio-economiche) e nelle ‘corrispondenti’ componenti ideologiche (logiche e morali). Korsch sottolinea con grande efficacia l’unità profonda dell’opera di Marx. Egli rileva, per es., il “”singolare parallelismo”” tra i problemi marxismo-filosofia e marxismo-Stato. “”A partire dal 1845 – scrive Korsch – Marx ed Engels hanno caratterizzato il loro nuovo punto di vista materialistico-scientifico come non più filosofico. E se a questo proposito si deve tenero conto che per essi filosofia era sinonimo di filosofia borghese, idealistica, è però opportuno non trascurare il significato di questa identificazione. Si tratta di un rapporto molto simile a quello tra marxismo e Stato. Marx ed Engels non hanno combattuto solo una particolare forma storica dello Stato, essi hanno identificato in termini storico-materialistici lo Stato in generale con lo Stato borghese e su questa base sono giunti a dichiarare la soppressione di ogni Stato come fine ultimo del comunismo; allo stesso modo essi non si limitano a combattere determinati sistemi filosofici, ma con il loro socialismo scientifico in ultima analisi si propongono il superamento e la soppressione di ogni filosofia in generale”” (1). E poco dopo Korsch afferma acutamente che tra la negligenza del problema dello Stato e la negligenza del problema filosofico da parte dei marxisti della Seconda Internazionale, esiste un rapporto determinato, che ha la sua radice nel fatto che essi , per usare le parole di Lenin, “”in genere si sono occupati ben poco delle questioni della rivoluzione””. In realtà, secondo Korsch, la distruzione rivoluzionaria della società borghese non può non significare per il marxismo anche la distruzione dello Stato e degli altri istituti ed espressioni di questa società, quali appunto la filosofia, ecc.”” [Giuseppe Bedeschi, introduzione] [(in) Karl Korsch, Karl Marx, 1974] [(1) ‘Marxismo e filosofia, cit., p. 49] (pag XII-XIII) Korsch sull’azione reciproca, l’azione e la reazione tra struttura e sovrastruttura “”Il punto di avvio per la reintegrazione del pieno significato pratico e teorico del principio critico materialistico di Marx è costituito dal riconoscimento che, introducendo le cosiddette “”azioni reciproche””, non si aggiunge in generale un bel nulla all’individuazione, già contenuta in questo principio, del generale nesso di tutti i fenomeni economici, sociali, politici e cosiddetti spirituali nel complesso del processo sociale dell’esistenza. Solamente con una infondata riduzione del senso integrale delle tesi marxiane (il quale risulta dalla loro applicazione in tutta l’opera di Marx e di Engels) all’affermazione fondamentale – isolata e messa in rilievo nella sua formulazione astratta – sull’importanza primaria della produzione materiale, nasce la falsa parvenza che questa tesi richieda ora, per la sua piena validità, una siffatta generalizzazione e “”integrazione”” a posteriori. Al contrario, Marx ed Engels, ponendo sin dall’inizio il loro principio materialistico, hanno ovviamente preso le mosse dal fatto che “”la medesima base economica – medesima per ciò che riguarda le condizioni principali – possa manifestarsi infinite variazioni o gradazioni, dovute a numerose e diverse circostanze empiriche, condizioni naturali, rapporti di razza, influenze storiche che agiscono dall’esterno ecc.: variazioni e gradazioni che possono essere comprese soltanto mediante un’analisi di queste circostanze empiriche date”” (1). A questo proposito, accanto agli effetti della base economica sulla sovrastruttura e dell’essere sociale sulla coscienza, che soli sembrano essere presi in considerazione nello schema materialistico, essi hanno esposto, ‘con tutta naturalezza’, anche le forme in cui il rapporto di signoria e asservimento che scaturisce immediatamente dalla produzione stessa “”da parte sua reagisce su di essa in modo determinante””. Essi non hanno trattato la cosiddetta “”produzione spirituale”” come un semplice riflesso della produzione materiale, ma piuttosto hanno esposto, con la specifica concezione della forma storica, di volta in volta data, della produzione materiale, anche “”il carattere determinato della produzione spirituale che le corrisponde e la loro azione reciproca”” (2). Essi hanno parimenti preso in esame, già anche all’interno della sfera economica stessa, la “”reazione”” della distribuzione, dei rapporti di scambio e di consumo sulla produzione e soprattutto “”l’incidenza delle condizioni storiche generali sulla produzione”” (3)”” [Karl Korsch, Karl Marx, 1974] [(1) ‘Kapital’, III, 2, p. 325 (Mew 25, p. 800; trad. it. III, 3, pp. 199-200); (2) Marx, ‘Theorien über den Mehrwert, I, pp. 381 sgg. (Mew 26, I, pp. 255 sgg, spec. 256-7; tr. it. pp. 356 sgg); (3) ‘Einleitung, 1857’, p. 743 (Mew 13, p. 629; tr. it. ‘Per la critica, cit., p. 184] (pag 244-245-246) Nato a Tostedt nel 1886, KORSCH si laurea in giurisprudenza nel 1912. Fino al 1914 soggiorna in UK dove entra in contatto con la Fabian Society. Tornato in Germania nel 1919 aderisce al Partito Socialdemocratico Indipendente (USPD) nel quale militavano KAUTSKY e HILFERDING e nel 1920 all’ UKPD (partito comunista tedesco unificato risultante dalla confluenza della sinistra socialdemocratica con la sinistra spartakista. Nel 1923 partecipa con gli scritti al fallito tentativo insurrezionale del partito. Dal 1924 al 1925 dirige l’organo teorico del PC tedesco ‘Die Internationale’. Nel 1923 pubblica ‘Marxismo e filosofia’ le cui tesi provocano prima lo scontro con il Comintern e poi la sua espulsione dal partito nel 1926. Emigrato in USA nel 1933 muore nel 1961.”,”TEOC-605″
“KORSCH Karl, a cura di Gian Enrico RUSCONI”,”Scritti politici. Volume secondo. Alla riscoperta dell’azione proletaria (1929-1939);”,”Nato a Tostedt nel 1886, KORSCH si laurea in giurisprudenza nel 1912. In Inghilterra entra in contatto con la Fabian Society. Tornato in Germania, nel 1919 aderisce al Partito Socialdemocratico Indipendente e nel 1920 al KPD al cui tentativo insurrezionale partecipa nel 1923. Dello stesso anno è ‘Marxismo e filosofia’ le cui tesi provocano lo scontro con il Comintern e nl 1926 l’espulsione dal partito. Nel 1933 emigra in Inghilterra, poi in Danimarca e dal 1936 in USA dove muore nel 1961. Critiche a Marx: ‘La posizione di Marx nella rivoluzione europea del 1848’ (pag 416-428)”,”TEOC-004-FC”
“KORSCH Karl”,”Scritti politici. Volume 1.”,”Nato a Tostedt nel 1886, Karl Korsch si laurea in giurisprudenza nel 1912. In Inghilterra entra in contatto con la Fabian Society. Tornato in Germania, nel 1919 aderisce al Partito Socialdemocratico Indipendente e nel 1920 al KPD al cui tentativo insurrezionale partecipa nel 1923. Dello stesso anno è ‘Marxismo e filosofia’ le cui tesi provocano lo scontro con il Comintern e nl 1926 l’espulsione dal partito. Nel 1933 emigra in Inghilterra, poi in Danimarca e dal 1936 in USA dove muore nel 1961. Korsch (pag XVII e XX introduzione) [introduzione di Gian Enrico Rusconi] e pag 80 recensione volume di Lukacs”,”MGEK-003-FV”
“KOSACH G.G.”,”Kommunisty Blizhnego Vostoka v SSSR 1920-1930-e gody. [Communists of the Near East of the USSR, 1920s-1930s]”,”Il libro è dedicato al primo periodo di formazione studio a Mosca e attività nei propri paesi dei dirigenti dei partiti comunisti d’ Egitto, Palestina, Siria, Libano e Irak.”,”INTT-336″
“KOSELLECK Reinhart”,”La Prussia tra riforma e rivoluzione 1791-1848.”,”L’A è nato a Gorlitz nel 1923 e ha insegnato prima scienze pol a Bochum e poi storia moderna a Heidelberg. Attualmente insegna all’Univ di Bielefeld. Ha scritto varie opere alcune apparse in IT.”,”GERx-003″
“KOSIC Karel / MERKER Nicolao”,”La dialettica della morale e la morale della dialettica (Kosic) / ‘Marx e la dialettica hegeliana’, di Mario Rossi (Merker)”,”””Perché gli uomini non sono felici nel mondo moderno? Rousseau e Stenthal rispondono in base a categorie psicologiche. Marx risponde con la descrizione di un sistema nel quale la vanità, l’amor proprio, il desiderio metafisico (Girard), il risentimento (Schelers), il tumulto e lo svuotamento, la trasformazione del bene supremo in fantasma e la promozione del fantasma al livello di bene supremo nascono come interiorizzazione della struttura economica. La trasformazione di tutti i valori in semplici momenti transitori d’una corsa generale e assoluta verso altri valori, che ha per conseguenza lo svuotamento della vita; la degenerazione dell’idea della felicità in conforto e della ragione in manipolazione razionale delle cose e degli uomini; questa atmosfera quotidiana della vita moderna che inverte il mezzo col fine e il fine col mezzo, è ancorata alla struttura economica espressa dalla semplice formula: danaro – merce – più danaro. Se il mondo moderno nel cui ambito sorge l’interrogativo “”perché l’uomo non è felice”” è definito dalla frase “”livellamento in luogo di reale comunità”” (Marx, Grundrisse, p. 79), la praxis storica deve trasformare la struttura del mondo in modo che esso possa essere così definito: “”reale comunità in luogo del livellamento”””” (pag 122) [Karel Kosic, La dialettica della morale e la morale della dialettica, ‘Critica marxista’, n° 3 maggio-giugno 1964] Marx e il punto del rovesciamento pratico. “”L’ampio capitolo che Rossi (1) dedica all’analisi della “”prima grande opera del giovane pensatore””, ossia la ‘Critica del diritto statuale hegeliano’, risulterà in particolare di assai utile lettura, evidenziando esso come Marx, con la sua critica del “”principio”” hegeliano, abbia “”contemporaneamente raggiunto il risultato di apprestare a sé stesso ‘lo strumento di una nuova metodologia critica’ in generale””, ossia il metodo, applicato subito nella demolizione delle ipostasi hegeliane, “”di assumere gli elementi problematici nel loro punto conclusivo per risalire al principio e ripercorrere il procedimento”” (p. 329). Alla luce di questa consapevolezza di metodo, la ‘Critica’ è allora da valutare come il vero “”punto di partenza”” del cammino che condurrà Marx alla concezione materialistica della storia, ossia al punto d’approdo di tutta la sua storia giovanile. Di questa storia, ricchissima quant’altra mai nella reciproca implicazione di temi che vanno dall’iniziale critica dell’economia politica e dalla fondazione dell'””umanismo positivo”” nei ‘Manoscritti del ’44’ alla prima resa dei conti con la Sinistra hegeliana nella ‘Sacra Famiglia’, e dal fondamentale abbozzo della concezione materialistica della storia nell”Ideologia tedesca’ alla “”filosofia della prassi”” delle ‘Tesi su Feuerbach’ nonché all’approfondimento (nel metodo e nell’oggetto) della critica dell’economia politica nella ‘Miseria della filosofia’ e infine al ‘Manifesto’ ossia al “”documento che segna con esattezza il ‘punto d’attuazione’ del ‘rovesciamento pratico’”” (p. 953), Rossi ripercorre le singole fasi alternando l’esposizione dettagliata a dense pagine di commento interpretativo: e talvolta forse l’una e le altre si sarebbero potute contenere entro limiti più ristretti”” (pag 217-218) [Nicolao Merker, ‘Marx e la dialettica hegeliana, di Mario Rossi’, ‘Critica marxista’, n° 3 maggio-giugno 1964] [(1) Recensione del volume di Mario Rossi, Marx e la dialettica hegeliana. II. La genesi del materialismo storico, Editori Riuniti, Roma, 1963, p. 1041]”,”MADS-632″
“KOSÍK Karel”,”Dialettica del concreto.”,”””Pertanto possiamo formulare in modo più preciso la domanda iniziale: qual è il rapporto tra la struttura immanente del “”Capitale”” e la sua configurazione esteriore? Qual è la connessione tra il ‘principio strutturale’ e l’espressione letteraria? L’analisi della ‘merce’ e l’analisi delle ‘classi’ sono soltanto il punto di partenza e la conclusione dell’esteriore distribuzione della materia, oppure nella loro connessione si manifesta la ‘struttura’ dell’opera? Sebbene ‘tali’ questioni non siano state poste fino ad oggi dalla letteratura, tuttavia la loro problematica non è nuova. Essa ad esempio si manifesta nel ritrovamento di punti di contatto tra il “”Capitale”” e la “”Logica”” di Hegel, oppure nei noti aforismi secondo i quali non è possibile comprendere perfettamente il “”Capitale”” senza aver studiato e compreso ‘tutta’ la “”Logica”” di Hegel e che Marx non ci ha lasciato una Logica (con lettera maiuscola), bensì ci ha lasciato la logica del “”Capitale”” (18). Parimenti tale problematica è contenuta nella supposizione che il “”Capitale”” sia allo stesso tempo la “”Logica”” e la “”Fenomenologia”” di Hegel (19). E finalmente per alcuni aspetti essa si manifesta nella discussione – in certa misura artificialmente suscitata – relativamente alle ragioni per cui Marx mutò “”nell’anno 1863″” il piano originario del “”Capitale”” e lo sostituì con un nuovo piano, sulla cui base egli condusse l’elaborazione definitiva della sua opera (20). In ogni caso si pone in evidenza la meditata ‘architettonica’ e la ‘struttura’ interna; minuziosamente distribuita, dell’opera come tratto appariscente del “”Capitale””. Marx stesso ha rilevato come una qualità della sua opera il fatto che essa “”costituisce un tutto artistico”” (‘ein artistische Ganzes’). Dal che si potrebbe dedurre che la struttura del ‘Capitale’ è un fatto ‘artistico’, che si riferisce all’elaborazione letteraria della materia. L’autore ha dominato la materia scientifica, e per plasmarla letterariamente ha scelto la ‘forma’ del “”tutto artistico””, o dell'””articolazione dialettica””. I mutamenti di piano sarebbero poi facilmente spiegabili come tappe dell’elaborazione letteraria della materia scientificamente posseduta ed analizzata. Ma nello stesso luogo dove si parla del “”Capitale”” come di un “”tutto artistico””, Marx afferma la differenza del suo ‘metodo’ dialettico dai procedimenti analitico-comparativi di Jakob Grimm (21). L’architettura del “”Capitale”” come “”tutto artistico”” o “”articolazione dialettica”” sta quindi in connessione ‘tanto’ con l’elaborazione letteraria della materia, ‘quanto’ col metodo dell’esposizione scientifica”” (pag 197-198) [Karel Kosik, ‘Dialettica del concreto’, 1965] [(18) Lenin, Quaderni filosofici, 1958, pag 171, 241. Lenin – com’è noto – non lesse la “”Fenomenologia dello Spirito””. Alla luce di questo semplice fatto assume un carattere particolarmente comico la discussione tra i filosofi francesi se la ricerca di una connessione tra il “”Capitale”” e la “”Logica”” sia una manifestazione di materialismo, mentre la scoperta di una connessione tra il “”Capitale”” e la “”Fenomenologia dello Spirito”” sarebbe manifestazione d’idealismo; (19) Jean Hyppolite, ‘Etudes sur Marx et Hegel’ (trad. it. ‘Saggi su Marx e Hegel, 1963), Paris, 1955, pag. 55. Come dimostreremo anche in seguito, l’autore non è andato oltre la mera constatazione di questa connessione, il che tra l’altro si manifesta nella citazione di punti di contatto puramente casuali e marginali tra la “”Fenomenologia dello Spirito”” e il “”Capitale””; (20) La discussione si è accesa intorno all’articolo di Henryk Grossmann, ‘Die Aenderung des ursprünglichen Aufbauplanes des Marxschen “”Kapital”” und ihre Ursachen’. (Archiv f. Geschichte des Soz. u. der Arbeiter-bewegung’, Leipzig, 1929, 14, Jhg, pagg. 305-308). Le edizioni posteriori dei manoscritti di Marx dimostrano che l’autore è partito da supposizioni infondate, cosicché ad esempio anche la datazione da lui proposta del mutamento del piano (estate 1863) non risponde a verità, perché Marx, già alla fine dell’anno 1962, possedeva un piano dettagliato dell”attuale’ configurazione del “”Capitale””. (Vedi “”Archiv Marksa i Engelsa””, Mosca, 1933, pag XII). Gli autori posteriori, come ad esempio O. Morf nell’opera citata, accolgono le tesi di Grossmann con delle riserve, oppure le accettano pienamente (vedi ad esempio Alex Barbon, ‘La dialectique du Capital’, ‘La Revue Internationale’, Paris, 1946, n. 8, pagg. 124 e segg.). Ma nessuno di essi sottopone a critica il modo stesso di porre il problema; (21) La lettera di Marx ad Engels è del 31 luglio 1865] (pag 197-198)”,”TEOC-541″
“KOSÍK Karel”,”La nostra crisi attuale.”,”Karel Kosík è nato a Praga nel 1926. Dopo aver partecipato giovanissimo alla resistenza contro il nazismo nelle file del partito comunista, tra il 1947 e il 1949 studiò nelle università di Leningrado e di Mosca. Dedicatosi all’insegnamento e allo studio della filosofia ha pubblicato varie opere tra cui ‘La dialettica del concreto’ (1963)”,”EURC-003-FB”
“KOSSOK Manfred”,”El Virreynato del Rio de la Plata. Su estructura economica-social.”,”‘Il Vicereame del Rio de la Plata. La sua struttura economico-sociale'”,”AMLx-028-FSD”
“KOSSOK Manfred”,”La colonització espanyola d’Amèrica. Estudis comparatius.”,”‘Il Vicereame del Rio de la Plata. La sua struttura economico-sociale'”,”AMLx-029-FSD”
“KOSTERINA Nina”,”Diario, 1936-1941.”,”L’ autrice è morta durante la guerra. I libri letti e commentati da Nina Kosterina. “”(…) Un’ opera notevole ‘Nella folla’ (Sologub, ndr). Come nel ‘Klim Samgin’ e nella ‘Festa dell’ incoronazione’ di Tolstoj, vi si descrive la folla come una rozza bestia, capace di calpestare, uccidere, straziare addirittura per qualche miserabile mostacciolo. (…) Il soggetto del libro di Graves ‘Storia di un amore’ è molto interessante: la storia dell’ amor di Turgenev per Pauline Viardot Garcia, famosa cantante e artista, i suoi incontri e la sua amicizia con Merimée, Georges Sand, Flaubert, Zola. Ma il libro è scritto molto male. Come ha detto Gorkij di uno scrittore, “”ha fatto degli stracci con il velluto””. Anatole France ‘Gli dei hanno sete’. Scrittore potente ma non possono essere d’accordo con il suo modo di presentare la rivoluzione francese e i giacobini. Il mio scaffale storico si è arricchito di Mann, ‘La giovinezza di Enrico IV’. Romain Rolland ‘Jean Christophe’. Oh, qui bisognerebbe scrivere un intero trattato, pieno di entusiasmo, ma io non ho ancora potuto finire tutta l’ opera””. (pag 119)”,”RUSS-179″
” KOSTORIS PADOA SCHIOPPA Fiorella a cura,”,”Rapporto sullo Stato dell’Unione Europea.”,”Fiorella Kostoris Padoa Schioppa è professore di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, è stata presidente dell’Isae dal 1999 al 2003.”,”EURE-037-FL”
” KOSTORIS PADOA SCHIOPPA Fiorella a cura, Saggi di Elsa FORNERO Onorato CASTELLINO Nerina DIRINDIN Lucia VITALI Mauro VISAGGIO Maria COZZOLINO Rocco APRILE Stefano FASSINA Daniele PACE Massimo ROSTAGNO”,”Pensioni e risanamento della finanza pubblica.”,”Fiorella Kostoris Padoa Schioppa è professore di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, è stata presidente dell’Isae dal 1999 al 2003. Rocco Aprile è autore dell’ultima versione dei modelli di previsione del sistema pensionistico della Ragioneria Generale dello Stato; ha collaborato con la Ragioneria Generale dello Stato, il CER ed altri enti di ricerca sui temi inerenti la previdenza e l’invecchiamento demografico, è membro del Nucleo di valutazione della spesa pensionistica. Onorato Castellino è professore di Economia dello sviluppo nell’Università di Torino. Maria Cozzolino è ricercatrice presso l’Istituto di Studi per la Programmazione Economica. Nerina Dirindin insegna Economia sanitaria nella Facoltà di Economia dell’Università di Torino. Stefano Fassina ha collaborato con l’ISTAT, con il CER ed altri centri di ricerca sulle materie inerenti la previdenza e l’invecchiamento demografico. Attualmente svolge attività di consulenza presso la FINSIEL sui medesimi temi. Elsa Fornero è professore associato di Economia politica presso l’Università di Torino. Franco Modigliani è nato nel 1918 a Roma, dove nel 1939 si è laureato in Giurisprudenza. Nello stesso anno si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha studiato alla New School for Social Research di New York. Ha insegnato presso varie università americane e attualmente è professore emerito al Massachusetts Institute of Technology dove insegna dal 1962. Nel 1985 gli è stato conferito il Premio Nobel per l’economia. Daniele Pace è stato senior economist del CER e consigliere economico del Ministro Treu per la riforma previdenziale. Massimo Rostagno, già impegnato in attività di ricerca nel campo dell’economia e della politica monetaria, opera attualmente presso il Servizio Studi della Banca d’Italia, dove si occupa di finanza pubblica. Mauro Visaggio è ricercatore confermato presso il Dipartimento di Scienze economiche di Roma. Insegna Economia industriale nell’Università La Sapienza di Roma. Lucia Vitali è professore di Economia e finanza delle assicurazioni nell’Università La Sapienza di Roma. É membro del Nucleo di valutazione della spesa pensionistica.”,”ITAS-031-FL”
“KOSTORIS PADOA SCHIOPPA Fiorella, a cura”,”Rapporto sullo stato dell’Unione Europea 2002.”,”Fiorella Kostoris Padoa Schioppa è professore di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, è stata presidente dell’Isae dal 1999 al 2003.”,”EURE-066-FL”
“KOSTORIS-PADOA-SCHIOPPA Fiorella”,”Lessico dell’economia. Volume secondo.”,”Fiorella Kostoris Padoa Schioppa è professore di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, è stata presidente dell’Isae dal 1999 al 2003.”,”ECOT-205-FL”
“KOSTORIS-PADOA-SCHIOPPA Fiorella”,”Lessico dell’economia. Volume terzo.”,”Fiorella Kostoris Padoa Schioppa è professore di economia politica all’Università di Roma La Sapienza, è stata presidente dell’Isae dal 1999 al 2003.”,”ECOT-206-FL”
“KOSZYK Kurt OBERMANN Karl a cura e annotazioni”,”Zeitgenossen von Marx und Engels. Augewählte Briefe aus dem Jahren 1844 bis 1852.”,”Collana ‘Quellen und Untersuchungen zur Geschichte der Deutschen und Osterreichischen Arbeiterbewegung’ a cura de IISG di Amsterdam, Direttore Prof. DE-JONG EDZ.”,”MADS-180″
“KOSZYK Kurt, collaborazione di Gerhard EISFELD”,”Die Presse der deutschen Sozialdemokratie. Eine Bibliographie von Kurt Koszyk unter Mitarbeit von Gerhard Eisfeld.”,”I. Grundzüge einer Geschichte der sozialdemokratischen Presse; II. Titelverzeichnis der sozialdemokratischen press 1863-1945; III. Veröffentlichungen über die sozialdemokratische Presse ‘In Namen des Vorstandes der Friedrich-Ebert-Stiftung herausgegeben von Fritz Heine”,”MGEx-201″
“KOSZYK Kurt”,”Deutsche Pressepolitik im Ersten Weltkrieg.”,”Wolff’s Telegraphen Bureau WTB”,”GERG-078″
“KOTEK Joël RIGOULOT Pierre”,”Il secolo dei campi. Detenzione, concentramento e sterminio: la tragedia del Novecento.”,”Contiene cartina dei campi di concentramento in Francia durante la prima guerra mondiale (pag 67) KOTEK insegna alla Libera università di Bruxelles. Si occupa di storia del Novecento, in particolare del problema dell’ antisemitismo e della Shoah. RIGOULOT, caporedattore di ‘Cahiers d’ histoire sociale’ è autore di libri inchiesta sul comunismo e sui suoi crimini tra cui ‘Il libro nero del comunismo’ (1998) e ‘L’ ultimo gulag’ (2001). Si parla anche dei campi della Terza Repubblica francese e di Vichy. Non si parla della repubblica di Weimar.”,”TEMx-026″
“KOTEL’NIKOVA Ljubov”,”Città e campagna nel Medioevo italiano. Mondo contadino e ceti urbani dal V al XV secolo.”,”KOTEL’NIKOVA Ljubov Kotel’nikova (Mosca, 1926) storica, è professoressa all’Istituto di storia universale dell’Accademia delle scienze dell’Urss. Ha scritto saggi di storia economica e sull’Italia. “”A nostro avviso è più urgente uno studio della città e della campagna nel Medioevo nel loro reciproco rapporto e nella reciproca influenza, nel senso sopra esposto. Proprio in Italia è impossibile comprendere le particolarità della storia contadina e urbana se questi due elementi vengono presi in esame separatamente, indipendentemente l’uno dall’altro. In Italia infatti la città, secondo una colorita definizione di Karl Marx (1818-1883), dominava sulla campagna non solo sfruttandola «economicamente, con i suoi prezzi di monopolio, il suo sistema fiscale, la sua organizzazione corporativa, la sua frode commerciale diretta e la sua usura», ma anche politicamente, poiché l’Italia è il paese in cui il feudalesimo «è stato spezzato da un eccezionale sviluppo delle città» (K. Marx, ‘Il Capitale’, Roma, 1974, l. III, p. 913). Ma come avvenne tutto ciò e in quale misura il ‘feudalesimo’ fu abbattuto? In Italia i contadini e i cittadini non era raggruppamenti sociali lontani l’uno dell’altro e relativamente privi di contatti nella realtà quotidiana, soprattutto nell’alto Medioevo. Per l’Italia sarebbe più giusto dire che «anche nell’alto Medioevo», per non parlare del periodo della fioritura del feudalesimo. Il contadino non si limitava ad andare in città per vendere al mercato parte dei prodotti ottenuti nel podere a lui affidato o nel suo proprio appezzamento, per comprare oggetti di uso quotidiano, il vestiario, il porcellino, il bue o l’asinello, ovvero, nel caso dell’affittuario, per mettere assieme la somma di denaro necessaria per pagare il canone in moneta al proprietario del podere. I contadini del circondario non di rado prendevano in conduzione un appezzamento di terreno arativo (ma più spesso si trattava di un un giardino o di un vigneto) dal vescovo o dall’abate del monastero delle città, dal notaio o dal giudice, dal medico o dal ricco artigiano o mercante. E il terreno, coltivato a giardino o a vigneto, spesso era situato nel territorio urbano o nelle immediate vicinanze delle città. A volte il contadino costruiva una casa nell’appezzamento o si trasferiva nell’edificio lì già esistente. In questo caso, anche se di tanto in tanto andava a rivedere i suoi campi (se non li aveva venduti o ceduti in affitto) e chiamava talvolta i suoi ex vicini ad aiutarlo nel nuovo lavoro, gradualmente ma ineluttabilmente, a causa della situazione di fatto, si accostava alla posizione del cittadino”” [Ljubov Kotel’nikova, ‘Città e campagna nel Medioevo italiano. Mondo contadino e ceti urbani dal V al XV secolo’, Roma, 1989, introduzione] (pag 12-13)”,”ITAG-109″
“KOTHEN Robert”,”Le socialisme.”,”KOTHEN Robert già autore di opere sul pensiero e l’azione dei cattolici. Cita vari brani di Marx tra cui: “”La bourgeoisie vit dans un état de guerre perpétuel; d’abord contre l’aristocratie, puis contre cette catégorie de la bourgeoisie dont les intérêts viennent en conflit avec le progrès de l’industrie, toujours enfin, contre la bourgeoisie des pays étrangers. Dans toutes ces luttes, elle se voit forcée de faire appel au prolétariat, d’user de son concours et de l’entraîner dans le mouvement politique, en sorte que la bourgeoisie fournit aux prolétaires les éléments de sa proprie éducation politique et sociale, c’est-à-dire des armes contre elle-même. “”De plus, des fractions entières de la classe dominante sont précipitées dans le prolétariat… Enfin, au moment où la lutte des classes approche l’heure décisive, le procès de dissolution de la classe régnante, de la société tout entière, prend un caractère si violent et si âpre qu’une partie de la classe régnante s’en détache et se rallie à la classe révolutionnaire, à la classe qui représente l’avenir. De même que jadis une partie de la noblesse se rangea du côté de la bourgeoisie, de nos jours, une partie de la bourgeoisie fait cause commune avec le prolétariat.”” “”De toutes les classes qui, à l’heure présente, se trouvent face à face avec la bourgeoisie, le prolétariat seul est la classe vraiment révolutionnaire. Les autres classes périclitent et périssent avec la grande industrie; le prolétariat, au contraire, est son produit tout spécial.”” (pag 108-109) [Marx] [in Robert Kothen, Le socialisme, 1946]”,”SOCx-223″
“KOTKIN Stephen”,”Magnetic Mountain. Stalinism as a Civilization.”,”Stephen Kotkin is Associate Professor of History at Princeton University. Maps, Photographs, Illustrations and Tables, Acknowledgments, USSR Organizational Structure, 1930s, Note on Translation, Introduction: Understanding the Russian Revolution, Afterword: Stalinism as a Civilization, Note on Sources, Notes, Select Bibliography, Photograph Credits, Index,”,”RUSU-105-FL”
“KOTT Jan”,”Shakespeare nostro contemporaneo.”,”KOTT Jan è nato nel 1912 professore di lettere all’ Università di Varsavia critico teatrale e saggista impegnato nella battaglia degli intellettuali polacchi contro il realismo socialista. Ha contribuito alla traduzione del teatro di Jean-Paul Sartre in polacco.”,”VARx-331″
“KOUDRIAVTSEV A. MOURAVIEVA L. SIVOLAP-KAFTANOVA I.”,”Séjours de Lenine en Suisse.”,”Biblioteca della Società di Lettura di Ginevra (foto 57) Annuncio della conferenza di Lenin: ‘La guerra in Europa e il socialismo’ 2 ottobre 1914, Maison du Peuple. (pag 94) “”En mars 1915, une Conférence socialiste internationale des femmes se tint à Berne: Kroupskaïa, Kamenskaïa, Armand, Ravitch et d’autres avaient partecipé à son organisation. Le rapport de Clara Zetkin, présidente du Bureau international des femmes socialistes, était discuté. L’oratrice évoqua l’action des femmes socialistes en faveur de la paix. Quelques jours après, le C.C. du P.O.S.D.R. avaint envoyé ses représentants à une Conférence socialiste internationale de la jeunesse à Berne qui examina les tâches des organisations des jeunes pendant la guerre. Les délégations du parti à ces deux conférences travaillaient sous la direction de Lénine. On lut et discuta, dans les salles des réunions de la Maison du peuple de Berne, des projets de résolutions rédigés par Lénine sur les moyens de combattre la guerre et l’opportunisme international. La première action pratique du combat de la social-démocratie révolutionnaire à l’échelle internationale contre la guerre impérialiste, la Conférence socialiste de Zimmerwald, est étroitement liée au nom de Lénine. Elle fut convoquée sur l’initiative des socialistes italiens et suisses du 5 au 8 septembre 1915. Lénine, qui attachait une grande importance à cette conférence, fit au préalable un immense travail préparatoire, correspondant avec les socialistes de gauche de nombreux paysd’Europe pour élaborer une déclaration commune, leur expliquer la position du Parti bolchévik et assurer la cohésion des socialistes de gauche sur des positions révolutionnaires contre les social-chauvins edt les centriste. “”Les opportunistes, écrivait Lénine, sont un mal patent. Le “”centre”” allemand, Kautsky en tête, est un mal insidieux, fardé avec diplomatie, qui obstrue les yeux, l’esprit et la conscience des ouvriers, dangereux par dessus-tout. Notre Tâche à présent consiste à mener une lutte absolue et déclarée contre l’opportunisme international et ceux qui le camouflent (Kautsky)””.”” (pag 54-55)”,”LENS-174″
“KOUDRIAVTSEV A. MOURAVIEVA L. SIVOLAP-KAFTANOVA I.”,”Séjours de Lenine en Suisse.”,”””Le Bureau de la gauche de Zimmerwald, avec à sa tête Lénine, fut formé pendant la conférence. La gauche de Zimmerwald comptait les représentants des organisations ainsi que des personnalités isolées comme Höglund, Nerman, Platten, Borchardt. Après la conférence, elle entreprit un grand travail pour continuer l’organisation des socialistes internationalistes d’Europe et d’Amérique, ralliant les forces pour la future III° Internationale. Lénine prit part à la formatin de l’organe théorique de la gauche, ‘Vorbote’ (dont les éditeurs officiels étaient H. Roland Holst et A. Pannekoek). Pour assurer la diffusion de la revue, Lénine organisa sa traduction en francais. Il partecipa à la discussion théorique qui se développa dans les colonnes de la revue entre les zimmerwaldiens de gauche sur la question du droit de nations à disposer d’elles-mêmes et sur le mot d’ordre du “”désarmement””. Le premier numéro de la revue contenait un article de Lénine: ‘L’opportunisme et la faillite de la IIe Internationale'””. (pag 55-56)”,”LEND-604″
“KOULAKSSIS Ahmed”,”Le Parti Socialiste et l’Afrique du Nord. De Jaures à Blum.”,”Socialismo e colonialismo prima della 1° GM, la SFIO e le sue radici, atteggiamento socialisti su espansione coloniale, ruolo della 2° Internazionale, 1° dopoguerra 3° internazionale, Q Africa del Nord, il dopo Tours scissione nel cartello delle sinistre, azione di Moutet, Fronte popolare e l’Africa del Nord. L’A è Maitres de conferences d’histoire contemporaine alla IUT (Univ Francois-Rabelais di Tours. E’ coautore con Gilbert MEYNIER di ‘L’Enir Khaled, premier Za’im? Identité algerienne et colonialisme francais’, L’ HARMATTAN, PARIS, 1987.”,”FRAP-016″
“KOUROÏEDOV Vladimir”,”L’Eglise et la religion en URSS.”,”Fondo originale Tarcisio Parlanti”,”RUSU-006-FAP”
“KOUVELAKIS Stathis”,”Filosofia e rivoluzione. Da Kant a Marx.”,”In apertura: ‘Alla memoria di Niko Poulantzas’ ‘La rivoluzione è una e indivisibile’ (H. Heine) Stathis Kouvelakis insegna filosofia al Kings College di Londra. E’ coeditore del ‘Dictionnaire Marx Contemporain’ Contiene tra l’altro: Capitolo 4. Friedrich Engels, 1842-1845. Alla scoperta del proletariato (pag 257-) Capitolo 5. Karl Marx, 1842-1844. Dallo spazio pubblico alla democrazia rivoluzionaria (pag 353-)”,”TEOC-168-FF”
“KOVACS Marika FRAYSSE Liliane”,”L’ octobre hongrois de 1956. La révolution de Conseils. Récits et souvenirs de Marika.”,”Engels. La rivoluzione permanente ungherese. Ungheria. “”La révolution hongroise est suivie avec passion dans toute l’ Europe révolutionnaire (France, Prusse, Italie, Autriche, Pologne…). Engels, dans la Nouvelle Gazette rhénane parle à son propos de “”révolution permanente””. Et le 19 mai 1849, dans la même revue il ajoute encore: ‘Ainsi la guerre des Magyars a bientôt perdu le caractère national qu’elle avait au début, pour prendre définitivament un caractére européen, précisament par sa démarche en apparence la plus nationale, la déclaration d’indépendance de la Hongrie. En devenant européenne, la guerre de Hongrie entre en action réciproque avec tous les autres facteurs du mouvement européen. Sa démarche ne fait pas seulement sentir ses effets en Allemagne, mais aussi en France et en Angleterre…””. (pag 32-33) Lettera di Lassalle a Marx del 14 ottobre 1849 sulle possibilità rivoluzionarie dell’ Ungheria. (idem) “”La circulaire de mars 1850 du bureau centrale de la Ligue des Communistes pose la nécessité de “”l’ organisation autonome du parti du prolétariat”” et “”son cris de guerre doit être: la révolution en permanence””: Trotsky, en reprenant plus tard ce texte, écrit dans Bilan et Perspectives:”” (sulla tattica indipendente di classe del proletariato e non l’ unanimità della nazione può risolvere la questione dell’ emancipazione politica e far vincere la rivoluzione) (pag 33) Euro 14.5″,”MUNx-048″
“KOVAL L.M.”,”V.I. Nevskij, direttore della biblioteca di Lenin. (in russo)”,”Il libro è dedicato a V.I. Nevskij (Nevskiy, Nevsky) (1878-1937), storico russo e ottavo direttore della Biblioteca di Stato dell’Urss (ora biblioteca di stato russa) . Nel libro per la prima volta vengono presentati i materiali dell’archivio di famiglia Nevskij e anche i documenti di altri archivi. Questa è la seconda edizione del libro in cui sono state aggiunte le memorie di sua moglie; della figlia e del nipote”,”RIRB-134″
“KOVALEV Vladimir”,”Il Kovalev. Dizionario Russo Italiano. Italiano Russo.”,”Vladimir Kovalev,”,”VARx-253-FL”
“KOVALEVSKY Pierre”,”Manuel d’ Histoire Russe. Etude critique des sources et exposé historique d’apres les recherches les plus recentes.”,”KOVALEVSKY Pierre è dottore all’ Università di Parigi, incaricato anziano del Corso presso la facoltà di lettere russe all’ Università di Parigi. “”La vera scienza della storia, è di rimarcare in ogni epoca le tendenze nascoste che hanno preparato i grandi avvenimenti”” (Bossuet) “”La riforma finanziaria è realizzata sotto l’ impulso di Speransky da Georges Kankrine, tedesco entrato al servizio della Russia nel 1800 e nominato ministro delle finanze nel 1823. Le spese militari dell’ inizio secolo avevano minato la situazione del Tesoro; il ricorso alle emissioni di assegnati aveva provocato la caduta continua del rublo di carta. Kankrine costituisce una solida riserva d’oro, emette dei Buoni del Tesoro e dei biglietti titolati in argento; procede nel 1843 al riacquisto di tutti gli assegnati al corso di 350 rubli di carta per 100 di metallo. La riforma condotta con abilità e prudenza, consolida il Tesoro”” (pag 264).”,”RUSx-069″
“KOVALEWSKY Maxime”,”Le régime économique de la Russie.”,”””Delle 827 fabbriche che funzionano nel governatorato di Varsavia e impiegano 53.324 operai, 74 solamente ammettono il lavoro notturno. Quanto alla provincia di Petrokovsk, ove sono situate i due principali centri manufatturieri della Polonia, Lodz e Sosnovizi, il lavoro di notte è praticamente quasi cessato. Non diversamente nelle province russe e in particolare in quelle del centro, quali Mosca, Tver, Vladimir, ecc.. Eccezion fatta per i primi anni 1880, la diminuzione del lavoro notturno si è prodotta a seguito di una crisi prolungata (…)””. (pag 215)”,”RUSx-108″
“KOVALIOV S.I.”,”Storia di Roma. I. La Repubblica.”,”””Il non essere intervenuti a mano armata nell’ assedio di Sagunto fu un errore dei Romani che (come spesso fanno gli storici moderni) non può essere giustificato dal fatto che nel 219 entrambi i consoli erano impegnati nell’ Illiria: la questione spagnola era troppo importante ed il senato romano doveva, a qualsiasi prezzo, inviare grosse forze in aiuto di Sagunto. Se ciò fosse stato fatto, la guerra con Annibale avrebbe avuto un corso diverso, poiché questi, impegnato in Spagna fin dall’ inizio, non avrebbe potuto compiere la spedizione in Italia. L’ errore del senato, oltre che dalla solita lentezza nel prendere decisioni, può essere spiegato dalla mancanza di buone informazioni sugli affari spagnoli e sui piani di Annibale. Probabilmente i Romani speravano di poter terminare la guerra illirica prima della caduta di Sagunto””. (pag 222)”,”STAx-093″
“KOVALIOV S.I.”,”Storia di Roma. I. La Repubblica.”,”””Il non essere intervenuti a mano armata nell’ assedio di Sagunto fu un errore dei Romani che (come spesso fanno gli storici moderni) non può essere giustificato dal fatto che nel 219 entrambi i consoli erano impegnati nell’ Illiria: la questione spagnola era troppo importante ed il senato romano doveva, a qualsiasi prezzo, inviare grosse forze in aiuto di Sagunto. Se ciò fosse stato fatto, la guerra con Annibale avrebbe avuto un corso diverso, poiché questi, impegnato in Spagna fin dall’ inizio, non avrebbe potuto compiere la spedizione in Italia. L’ errore del senato, oltre che dalla solita lentezza nel prendere decisioni, può essere spiegato dalla mancanza di buone informazioni sugli affari spagnoli e sui piani di Annibale. Probabilmente i Romani speravano di poter terminare la guerra illirica prima della caduta di Sagunto””. (pag 222)”,”STAx-007-FC”
“KOVESHNIKOV Eugueni PUGACHOV Boris”,”Breve historia del socialismo da la utopía a la realidad.”,”KOVESHNIKOV Eugueni (1941), laureato facoltà di diritto Università di Mosca. PUGACHOV Boris (1940) laureato facoltà di diritto Università di Mosca. L’esperimento di Owen, la fondazione di ‘Nuova Germania’ in America. “”Además de hacer una activa propaganda de sus puntos de vista, Robert Owen intentó aplicarlos en la prática. En 1824 arribó a los EE.UU., gastó casi toda su fortuna en la compra de un poblado y de una parcela de tierra y, junto con 800 seguidores suyos, en mayo de 1825 organizó la comuna “”Nueva Alemania””. La precipitación con que se pasódel principio de distribución con arreglo al trabajo a la “”plena igualdad””, fue una de las causas de que fracasara el experimento. De hecho, a los dos años “”Nueva Alemania”” dejó de existir.”” (pag 32) Socialismo inglese e comunismo francese. “”En los años 20-30 del siglo pasado en las lenguas de muchos pueblos apareció el término de “”socialismo””, introducido en Inglaterra por los owenistas, y el de “”comunismo””, empleado por primera vez en los años treinta de ese siglo por los utopistas franceses.”” (pag 33)”,”SOCx-154″
“KOWALIK Tadeusz”,”Rosa Luxemburg. Il pensiero economico.”,”KOWALIK Tadeusz”,”LUXS-051″
“KOWALSKI Ronald”,”The Russian Revolution, 1917-1921.”,”KOWALSKI Ronald è senior Lecturer in Russian History al Worcester College of Higher Education, Worcester.”,”RIRO-335″
“KOYRE’ Alexandre”,”Dal mondo chiuso all’universo infinito.”,”A. Koiré, nato in Russia, a Taganrog, nel 1892 è morto nel 1964. Dal 1930 è stato direttore di studi presso la Ecole pratique des Hautes Etudes a Parigi.”,”SCIx-137-FF”
“KRACAUER Siegfried”,”Saggi di sociologia critica.”,”Siegfried Kracauer nacque a Francoforte sul Meno nel 1889 Nel 1918 conobbe Adorno col quale stabilì un’amicizia durata tutta la vita e assai feconda per entrambi. Prima di dedicarsi interamente alla filosofia Kracauer studiò architettura a Berlino e a Monaco ed esercitò anche il mestiere di architetto. Su consiglio di Georg Simmel abbandonò una professione scelta senza entusiasmo ed entrò come redattore nel supplemento letterario della Frankfurter Allgemeine Zeitung rimanendovi dal 1920 al 1933. Con l’avvento del nazismo Kracauer emigrò in Francia e, dal 1940, negli Stati Uniti. Siegfried Kracauer è morto a New York nel 1969.”,”TEOS-102-FL”
“KRACAUER Siegfried”,”Jacques Offenbach e la Parigi del suo tempo.”,”Nato a Francoforte sul Meno nel 1894, S. Kracauer è considerato una personalità interessante della cultura tedesca durante la Repubblica di Weimar. Fu amico stretto di Adorno, che conobbe nel 1918, e che nel 1964 gli dedicò un saggio. Studiò architettura, ma abbandonò ben presto la professione per entrare nella redazione del supplemento culturale della “”Frankfurter Zeitung””, dove divenne uno dei più quotati commentatori, un cronista penetrante e a volte sferzante dei mutamenti sociali e culturali della Germania avviata verso la catastrofe nazista. Nel 1933 emigrò in Francia, che nel 1940 lasciò per l’America. Qui su commissione della Guggenheim Foundation preparò e pubblicò il noto catalogo ‘Cinema tedesco. Dal “”Gabinetto del dottor Caligari”” a Hitler (1918-1933). E’ morton a New York nel 1966. Jacques Offenbach, nato Jakob Levy Eberscht, è stato un compositore e violoncellista tedesco naturalizzato francese. È considerato il padre dell’operetta e uno dei più autorevoli compositori di musica popolare nell’Europa del diciannovesimo secolo1. Offenbach scrisse almeno 100 operette, alcune delle quali furono molto popolari allora e continuano a esserlo ancora oggi. Le migliori di queste combinano la satira politica e culturale con l’arguzia della “grande opera”. Fra i lavori per i quali è ricordato vi sono “Orfeo all’inferno,” “La bella Elena,” “La Vie Parisienne,” “La Grande-duchesse de Gerolstein,” “Barba Blu,” e “”La Périchole””1. Recentemente, l’opera buffa “La vie Parisienne,” composta nel 1866, è stata rappresentata nella sua versione integrale a Parigi2. Inoltre, al Teatro La Fenice di Venezia, “Les Contes d’Hoffmann” di Offenbach ha inaugurato la Stagione lirica 2023-24, in un nuovo allestimento con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Frédéric Chaslin3. (copil.)”,”BIOx-044-FSD”
“KRADER Lawrence a cura; estratti di Karl MARX su MORGAN PHEAR MAINE LUBBOCK relazione di ENGELS a MARX su MORGAN”,”The Ethnological Notebooks of Karl Marx. Studies of Morgan Phear Maine Lubbock.”,”Estratti di MARX su MORGAN, PHEAR, MAINE, LUBBOCK, comunità, collettivismo, individualismo, relazione di ENGELS a MARX su MORGAN”,”MADS-197″
“KRADER Lawrence”,”Evoluzione, rivoluzione e Stato: Marx e il pensiero etnologico. (in) ‘Storia del marxismo’.”,” “”L’individuo è visto da Carlyle il primo motore della storia, su cui egli edifica il culto dell’individuo”” (pag 224) “”Marx, Lineamenti, p. 30: “”La società borghese è l’organizzazione storica più sviluppata e differenziata della produzione”” (pag 244) “”Marx fece propria la tesi evoluzionistica non perché questa guardasse alla storia naturale alla luce della storia umana, ma, al contrario, perché la sua applicazione rende possibile sussumere la storia umana nella storia naturale, dando così fondamento alla teoria materialistica, e postulare la storia naturale come un momento della storia umana (1). L’idea dell’evoluzione umana come parte dell’evoluzione universale, e quindi come parte della nostra storia umana interna, ma di quella storia che sfugge al nostro controllo come la storia che non è fatta da noi, fu accolta da E.B. Tylor, John Lubbock, L.H. Morgan, J.B. Phear, e, marginalmente, da H. S. Maine; M.M. Kovalevskij fu collegato tanto al movimento darwiniano che a quello derivato da Maine (2). Secondo Hegel la natura aveva con l’umanità un rapporto insieme diretto ed esterno (3), mentre nella scuola evoluzionista il rapporto era diretto ma non esterno; i rapporti pratici e quelli teorici non si differenziano in questo caso. Rivolgendosi alla scuola di etnologia evoluzionistica Marx volse le spalle alla teoria hegeliana della natura da una parte, e alla posizione degli etnologi non evoluzionisti dall’altra (4)”” [Lawrence Krader, Evoluzione, rivoluzione e Stato: Marx e il pensiero etnologico, (in) ‘Storia del marxismo’, Torino, 1978] [(1) Darwin sviluppò il suo modello di storia naturale d’accordo con la dottrina sociale di Thomas Malthus: Darwin, ‘Origin’, cit., cap. 3; ma si veda anche il suo ‘Descent of Man’, 1871, parte I cap. 2; (2) Cfr Krader, ‘Marx’ Ethnological Notebooks’, cit. Le opere da cui Marx trasse estratti sono: L.H. Morgan, Ancient Society, New York, 1877, J.B. Phear, The Aryan Village in India and Ceylon, London, 1880, H.S. Maine, Lectures on the Early History of Institutions, London, 1875, J. Lubbock, ‘The Origin of Civilisation, London, 1870; (3) G.W.F. Hegel, Enzyklopädie der philosophischen Wissenschaften, 1830, § 245; (4) Marx su Adolph Bastian, nella lettera a Engels del 12 dicembre 1860 (in ‘Opere’, cit., vol 41, p 145] (pag 228)”,”MADS-671″
“KRAFFT VON DELLMENSINGEN Konrad, a cura di Gianni PIEROPAN”,”1917, lo sfondamento dell’Isonzo.”,”[‘Per l’offensiva sull’Isonzo la massa di truppe presenti costituiva il meglio di cui i comandi supremi germanico e austro-ungarico potessero all’uopo disporre: si trattava d’uno strumento bellico incomparabilmente affilato, resistente e malleabile, al quale fu possibile dare in gran parte anche un’adeguata preparazione. Fin dall’inizio ciò diede agli alti comandi un’incrollabile fiducia; ed infatti i comandi dipendenti e le truppe superarono nei fatti, e di gran lunga, le aspettative in esse riposte. La loro qualità seppe controbilanciare grandemente il fattore numerico, relativamente modesto: proprio qui si trova la prima e importante chiave del successo. Gli italiani che si trovarono di fronte agli austro-tedeschi erano certamente inferiori ad essi in quanto a solidità, voglia di combattere, abilità ed esperienza nel combattimento. In parte ciò si spiegava nella diversità di razza, nelle antiche esperienze storiche di tutte le lotte fra Germanici e Romani, da quando la romanità originariamente superiore e di estrazione nordica, nell’estendersi e nel mescolarsi dei popoli gloriosamente sottomessi, era andata a farsi benedire. I latini hanno ancora nel sangue, in generale, il senso di questa loro inferiorità in combattimento nei confronti dei ceppi germanici. Oltretutto emersero le particolari condizioni nelle quali il popolo italiano, che pure era pervaso di grande amor di patria, era stato trascinato in guerra, come del resto già abbiamo esposto’ (pag 364-365). Konrad von Dellmensingen, generale l’artiglieria, nato in alta Baviera nel 1862, è vissuto fino al 1953. Nell’imminente ostilità fra Italia e Austria-Ungheria è incaricato di costituire l’Alpenkorps, alla cui testa scende in Alto Adige il 25 maggio 1915. Assunto nel febbraio 1917 l’incarico di Capo di Stato Maggiore del gruppo d’armata dipendente dal duca di Württemberg, il generale Krafft, in settembre viene inviato in ricognizione sul fronte italiano nel quadro d’un possibile intervento tedesco a favore dell’Austria-Ungheria, la cui situazione militare si era fatta molto preoccupante dopo la battaglia della Bainsizza. Dal rapporto che lui stesso illustra allo Stato Maggiore germanico nasce la decisione che porterà alla battaglia di Caporetto]”,”QMIP-006-FL”
“KRAHL Hans-Jürgen”,”Costituzione e lotta di classe.”,”””Le leggi di natura dello sviluppo capitalistico, la produzione di plusvalore che pone e determina lo scopo dispiegano questa contraddizione attraverso le catastrofi naturali economiche, le crisi, come tendenza alla concentrazione e alla centralizzazione del capitale. Il capitale monopolistico rappresenta una qualità veramente nuova della socializzazione del capitale. Per Marx ed Engels, la forma imprenditoriale della società per azioni è il termine naturale del capitale, prima forma fenomenica, per così dire, dell’organizzazione del capitale monopolistico. Insieme alla traduzione tecnologica in un sistema di macchine, in capitale fisso, essa indica una qualità di socializzazione della relazioni economiche che rende oggettivamente possibile la libera associazione dei produttori immediati, la forma di produzione socialista (2). Con la concentrazione monopolistica del capitale si manifesta apertamente il carattere «in sé» sociale del modo capitalistico di produzione, la contraddizione fra la tendenza alla socializzazione e il limite del capitale stesso, la proprietà privata. In base a questo processo, il concetto e l’esistenza della situazione di classe della borghesia e del proletariato subiscono una trasformazione decisiva. La forma imprenditoriale della società per azioni trasforma il «capitalista realmente operante in semplice dirigente, amministratore di capitale altrui, e i proprietari di capitale in puri e semplici proprietari, puri e semplici capitalisti monetari» (3)”” [Hans-Jürgen, ‘Costituzione e lotta di classe’, Milano, 1973] [(2) «Il capitale, che si fonda per se stesso su un modo di sociale di produzione e presuppone una concentrazione sociale dei mezzi di produzione e delle forze lavoro, acquista qui direttamente la forma di capitale sociale (capitale di individui direttamente associati) contrapposto al capitale privato, e le sue imprese si presentano come imprese sociali contrapposte alle imprese private. E’ la soppressione del capitale come proprietà privata nell’ambito del modo di produzione capitalistico stesso», ‘Il Capitale’, Editori Riuniti, Roma, 1970, vol. III, t. 2, p. 122]; (3) Ibidem] (pag 381)”,”TEOC-739″
“KRAILSHEIMER Alban”,”Pascal.”,”””L’influenza del Montaigne sul Pascal fu profonda e vasta, né certo tutta negativa; ma bisogna sottolineare che per il Pascal, come per il Cartesio, il Montaigne era soltanto l’esponente supremo dello scetticismo. L’empirismo senz’illusioni, l’umano liberalismo, il reale coraggio personale che il lettore moderno apprezza nel Montaigne, erano totalmente eclissati, nel Seicento, dallo scetticismo e dal fideismo di cui era un così seducente portavoce. Il Pascal e il Cartesio avevano indubbiamente ragione, dal loro punto di vista, e diversi com’erano l’uno dall’altro, di riconoscere profondamente sovversiva l’influenza del Montaigne sui cuori di uomini superficiali e beneducati. Quanto a Epitteto, il suo breve ‘Manuale’ di non più di trenta o quaranta pagine nelle traduzioni francesi del tempo, e di massima semplicità, era il manuale ideale per quelli di tempra più eroica, e offriva un’esposizione di stoicismo pratico, assai più concisa di quella che si poteva trovare, per esempio, in Cicerone o in Seneca, per quanto questi autori fossero stati tanto universalmente esaltati nel Cinquecento.”” (pag 38-39) Krailsheimer lavora all’Istituto universitario di Christ Church a Oxford”,”BIOx-270″
“KRAILSHEIMER Alban”,”Pascal.”,”Krailsheimer lavora all’Istituto universitario di Christ Church a Oxford L’interpretazone del cristianesimo esposta da Pascal nei ‘Pensieri’ è integrata in un quadro della vita quotidiana che resta di grandissimo interesse anche oggi. Dopo la conversione di Pascal la propria attività acquistò un senso religioso”,”FILx-040-FV”
“KRAISKI Giorgio a cura; GORKIJ ZDANOV SKLOVSKIJ FEFER EHRENBURG KOKCOV FADEEV OLESA BABEL RADEK BUCHARIN SURKOV PASTERNAK BEDNYJ ASEEV”,”Rivoluzione e letteratura. Il dibattito al 1° congresso degli scrittori sovietici. (1934)”,”Relazione di Radek: ‘La letteratura mondiale contemporanea e i compiti dell’arte proletaria (pag 118-187) Relazione di Bucharin: ‘La poesia, la poetica e i compiti della creazione poetica nell’Urss (pag 209-265) Marx “”Una volta Karl Marx, nel farsi beffe dell’economia politica borghese …. finire (pag 254-255) (Bucharin, vedi sopra)”,”RUSU-012-FV”
“KRAL Helmut”,”Streik auf den Helgen. Die gewerkschaftlichen Kämpfe der deutschen Werftarbeiter vor dem ersten Weltkrieg.”,”Si parla del movimento degli scioperi del 1905 da Brema a Rostock, dello sciopero di massa e della ‘diplomazia’ del riformismo. (pag 83-99)”,”MGEx-164″
“KRANZBERG Melvin GIES Joseph, a cura di G. CANAVESE U. LIVINI”,”Breve storia del lavoro. L’ organizzazione del lavoro umano nel suo processo evolutivo.”,”KRANZBERG ha insegnato alla Harvard University e poi al George Institute of Technology. E’ stato Direttore del periodico ‘Technology and Culture’. GIES è storico e autore di alcuni libri. “”Frederick Herzberg, un importante psicologo industriale, ha identificato cinque fattori che egli ritiene di grande importanza per determinare la soddisfazione sul lavoro – la realizzazione, il riconoscimento, i contenuti stessi del lavoro, la responsabilità e lo sviluppo – e ha formulato una “”teoria della motivazione e dell’ igiene””, mirante a rieducare, sia la direzione sia i lavoratori, al rispetto di questi “”fattori motivanti”” che consentirebbero di ottenere una maggiore soddisfazione del lavoratore e un utilizzo più umano della forza-lavoro”” (pag 187)”,”CONx-093″
“KRANZBERG Melvin GIES Joseph, a cura di Giuliano CANAVESE Umberto LIVINI”,”Breve storia del lavoro. L’organizzazione del lavoro umano nel suo processo evolutivo.”,”Melvin Kranzbergha insegnato alla Harvard University e poi al George Institute of Technology. E’ stato Direttore del periodico ‘Technology and Culture’. Joseph Gies è storico e autore di alcuni libri. Divisione ‘eterogenea’ del lavoro. “”La linea di assemblaggio aumentò l’importanza della divisione del lavoro, o meglio, dell’organizzazione dell’intero processo lavorativo. La linea di assemblaggio dello chassis di un’automobile illustra ciò che Karl Marx chiamò la divisione «eterogenea» del lavoro, dove parti aventi in sé un certo grado di compiutezza sono adattate ad altre parti aventi un’analoga caratteristica. La descrizione di Adam Smith di una fabbrica di spilli mostra quella che è stata chiamata la divisione «organica» del lavoro in cui cioè lo stesso oggetto è gradualmente trasformato attraverso una successione di diverse operazioni”” (pag 115)”,”CONx-010-FV”
“KRASNOV Ivan WIEGAND Karl H. WILLIAMS Albert Rhys EINSTEIN Albert HARD William REED John McBRIDE Isaac FOSTER William Z. DEBS Eugene V. KELLER Helen KLEMPERER George REEVE BLOOR Ella STEFFENS Lincoln, BULLITT William C., HAMMER Armand I., BRYANT Louise, MINOR Robert, WARD Harry F., FREEMAN Harry, DAVIS Jerome, SMITH Jessica, LENIN V.I., TRAVIN Pyotr, FONER Philip S, KRYUKOV Nikolay, BYNNER Witter, DUNN Robert W., APTHEKER Herbert, ROBESON Paul, DU-BOIS W.E.B., DOMINGO W.A., McKAY Claude, HALL Gus, PARSONS Howard, EATON Cyrus S., LAWSON John Howard, NERUDA Pablo, HUGHES Langston, WRIGHT Richard, BROOKS Edwin, scritti e articoli”,”Lenin’s impact on the United States.”,”Articoli di KRASNOV Ivan WIEGAND Karl H. WILLIAMS Albert Rhys EINSTEIN Albert HARD William REED John McBRIDE Isaac FOSTER William Z. DEBS Eugene V. KELLER Helen KLEMPERER George REEVE BLOOR Ella STEFFENS Lincoln, BULLITT William C., HAMMER Armand I., BRYANT Louise, MINOR Robert, WARD Harry F., FREEMAN Harry, DAVIS Jerome, SMITH Jessica, LENIN V.I., TRAVIN Pyotr, FONER Philip S, KRYUKOV Nikolay, BYNNER Witter, DUNN Robert W., APTHEKER Herbert, ROBESON Paul, DU-BOIS W.E.B., DOMINGO W.A., McKAY Claude, HALL Gus, PARSONS Howard, EATON Cyrus S., LAWSON John Howard, NERUDA Pablo, HUGHES Langston, WRIGHT Richard, BROOKS Edwin”,”LENS-311″
“KRASUCKI Henri”,”Syndicats et socialisme.”,”KRASUCKI Henri segretario della CGT è direttore del suo settimanale Vie Ouvriere.”,”MFRx-293″
“KRASUCKI Henri”,”Syndicats et lutte de classes.”,”KRASUCKI Henri segretario della CGT è direttore del suo settimanale Vie Ouvriere.”,”MFRx-294″
“KRASUCKI Henri”,”Syndicats et Socialisme.”,”Henri Krasucki, secrétaire de la C.G.T. directeur de son hebdomadaire, la Vie Ouvrière, exprime ici ses réflexions qui traduisent la position de la grande centrale ouvrière. Contiene dedica manoscritta dell’autore”,”PCFx-009-FL”
“KRÄTKE Michael MILIOS Jannis VOLLGRAF Carl-Erich MELIS François BEHRENS Diethard FINESCHI Roberto DRISCHLER William Frederick LIBRETTI Giovanni KOPF Eike GIRSCHNER Christian STAMATIS Georg SOLDANI Franco MIYAKAWA Akira RENXIANG Jiang CHUNG Moon-Gil”,”Geschichtserkenntnis und kritische Ökonomie. Marx über zyklische Krisen – Volksausgaben des ‘Kapital’ von Kautskys und IMEL – 150 Jahre “”Neue Rheinische Zeitung”” – Zu Marzx’ Auseinandersetzung mit John Locke – Marx’ Concept of Secret Diplomacy – ‘Geschichtsbegriff’ in der marxistischen Debatte Italiens – Japanische Forschungen zu Buch III des ‘Kapital’ – Marx-Engels-Forschung und -Edition in China und Süd-Korea.”,”scritti di KRÄTKE Michael MILIOS Jannis VOLLGRAF Carl-Erich MELIS François BEHRENS Diethard FINESCHI Roberto DRISCHLER William Frederick LIBRETTI Giovanni KOPF Eike GIRSCHNER Christian STAMATIS Georg SOLDANI Franco MIYAKAWA Akira RENXIANG Jiang CHUNG Moon-Gil”,”MADS-681″
“KRÄTKE Michael R. OMURA Izumi MAZZONE Alessandro VASINA Ljudmila HAYASAKA Keizo VOLLGRAF Carl-Enrich FIEHLER Fritz BENSCH Hans-Georg ECONOMAKIS George E. KRÜGER Peter FINESCHI Roberto HECKER Rolf HOFF Jan CHUNG Moon-Gil”,”Neue Texte, neue Fragen Zur ‘Kapital’-Edition in der Mega.”,”Saggi in tedesco salvo un paio in inglese”,”MADS-731″
“KRAUS Karl, edizione italiana a cura di Ernesto BRAUN e Mario CARPITELLA”,”Gli ultimi giorni dell’umanità. Tragedia in cinque atti con preludio ed epilogo.”,”””La complessità e la lunghezza di questo testo hanno ovviamente rappresentato sempre un serio ostacolo alla sua traduzione in lingua straniera. L’unica traduzione completa apparsa prima di questa è quella in ceco ad opera di Jan Münzer, Praga, 1933. Una traduzione inglese dell’opera, ridotta a circa un quarto dell’originale, a cura di A. Gode e di S.E. Wright è stata pubblicata a New York nel 1974. La presente traduzione italiana dell’opera integrale ha il valore di una scommessa. Ciò risulterà chiaro a chi rifletta che tutte le opere di Kraus, e questa in particolare, sono creazioni di un linguista indignato, che vive nel profondo la sua sofferenza-insofferenza dell’abuso della lingua a tutti i livelli della vita civile, che avverte nel disordine linguistico un sintomo, anzi una causa delle aberrazioni di una società la cui grammatica morale e politica, dall’ortografia alla sintassi, è fuori squadra”” (pag 3, nota dei curatori) “”Si sono illusi di conquistare il mercato internazionale – lo scopo per il quale sono nati – con un’armatura da cavaliere: ora devono accontentarsi di un affare ben peggiore: venderla al mercato delle pulci. In questo clima si provi a parlar loro di guerra! E c’è da temere che anche un futuro generato dai lombi di un presente così selvaggio, nonostante la maggior distanza, sia privo di una maggior forza di comprensione. Malgrado ciò, una confessione così totale della colpa di appartenere a questa umanità dev’essere bene accetta da qualche parte e primo o poi di qualche utilità. E “”poiché ancora son gli spiriti in tumulto””, per il supremo giudizio sopra le macerie sia invocato il messaggio di Orazio al rinnovatore: (3) “”Fate che al mondo ancora ignaro io dica / tutto ciò come accadde: e così udrete / azioni sanguinose e innaturali, / e casuali giudizi e un cieco uccidere: / morti da forza e astuzia provocate / e piani che, falliti, poi ricaddero / su chi li escogitò: io tutto questo / in verità posso narrare.”””” (premessa dell’autore) (pag 10-11) (3) traduzione, come il verso della riga precedente, di parte del discorso di Orazio nell’Amleto di Shakespeare (atto V, scena 2, vv. 366-73) Nato in Boemia, nel 1874, Kraus visse fin dalla prima infanzia a Vienna dove morì nel 1936. nel 1899 fondò la rivista ‘Die Fackel’, sulla quale uscì la maggior parte dei suoi scritti: saggi, aforismi, glosse, satire, liriche, nonché una abnorme pièce teatrale come ‘Gli ultimi giorni dell’umanità’. L’opera fu composta in gran parte durante la prima guerra mondiale, ma Kraus continuò ad attendervi sino al 1922, quando ne apparve l’edizione definitiva’ (in apertura) “”Se Kraus avesse riempito 792 pagine per dichiarare che la guerra è una brutta cosa – come molti hanno creduto e insistono a credere -, sarebbe stato uno dei personaggi scorticati dal suo dramma, di cui non sarebbe stato l’autore. Al caffé, con gli amici, in ufficio, al ristorante, non sta mai male dire qualcosa contro la ‘follia della guerra’. E quanti abbiamo visto entusiasmarsi per quella orrenda colomba della pace che Picasso regalò a Stalin? Kraus ha detto tutt’altro: ha detto che la pace è fondata sul massacro, e che la guerra è la serata di beneficenza in cui l’umanità mette in scena ciò che normalmente fa, ma non dice, perché il pubblico si entusiasmi e versi un obolo sufficiente a far progredire il massacro. Kraus non ha dipinto; come tanti, i disastri della guerra. Ha solo portato l’annuncio della definitiva impossibilità della pace: “”‘Ottimista’. Ma tutte le guerre sono terminate con una pace. ‘Criticone’. Questa no. Questa non si è svolta alla superficie della vita… no, è imperversata dentro la vita stessa. Il fronte si è esteso a tutto il paese. E vi resterà. E alla vita mutata, se ancora vita ci sarà, si accompagnerà la vecchia condizione di spirito. Il nondo perisce e non lo si saprà. Tutto quanto era ieri, lo si sarà dimenticato; l’oggi non si vedrà e non si temerà il domani. Si sarà dimenticato che si è persa la guerra, dimenticato di averla cominciata, dimenticato di averla combattuta. Ecco perché la guerra non finirà”” (25). Gli “”ultimi giorni dell’umanità”” sono i primi giorni del mondo della guerra perpetua””. (pag 767) (Roberto Calasso, La guerra perpetua) (25) Karl Kraus, ‘Die letzten Tage der Menschheit’, cit, p. 659 (v. anche, sopra, p. 598)”,”VARx-503″
“KRAUS Karl, a cura di Paola SORGE”,”Aforismi in forma di diario.”,”Nato in Boemia nel 1874 morto a Vienna nel 1936 è considerato uno dei maggiori scrittori del ‘900. Nel 1899 fondò la rivista ‘Die Fackel’ che diresse per 37 anni e scrisse quasi interamente da solo. Ha scritto il monumentale dramma ‘Gli ultimi giorni dell’umanità’. Paola Sorge, nata a Roma, autrice di una biografia di D’Annunzio, ha curato di Kraus ‘La muraglia cinese, La terza notte di Valpurga, e Lettere d’amore. “”Chi elogia la nostra giustizia, somiglia terribilmente a quella persona che cercava di consolare una vedova il cui marito era morto per una grave forma di polmonite, dicendole per tranquillizzarla che «forse non era andata poi tanto male»”” (pag 49)”,”VARx-164-FV”
“KRAUSE Horst”,”Wilhelm Blos. Zwischen Marxismus und demokratischem Sozialismus in Geschichtsschreibung und Politik.”,”Blos, Wilhelm. – Uomo politico e scrittore tedesco (Wertheim, Baden, 1849 – Degerloch, Stoccarda, 1927). Giornalista, deputato socialdemocratico al Reichstag dal 1877 al 1918, fu dal 1919 al 1920 capo del governo provvisorio del Württemberg e presidente dello stato. Scrisse drammi, romanzi, opere storiche e memorie (Denkwürdigkeiten eines Sozialdemokraten, 1914-19; Von der Monarchie zum Volksstaat, 1922). (Trecc) Wikip: Wilhelm Josef Blos (nato il 5 ottobre 1849 a Wertheim , il 6 luglio 1927 a Stoccarda-Cannstatt ) era un giornalista , storico , scrittore e politico tedesco . Blos fu membro del Reichstag per il DOCUP e primo presidente della Repubblica del Württemberg . Come giornalista, è stato, tra l’altro, il primo editore responsabile ( caporedattore ) della rivista satirica Der Wahre Jacob . Vita Alla morte di suo padre, il medico di campagna Aloys Blos, Wilhelm aveva sette anni. Il patrigno lo ha abusato. Dal 1863 visse con i nonni e frequentò il liceo di Wertheim. Successivamente, ha citato in giudizio con successo il patrigno per questioni ereditarie. Un tirocinio affari in Mannheim ha rotto Wilhelm da, una scuola superiore ha preso e ha studiato dal 1868 Storia e Filologia presso l’ Università di Friburgo . Lì si unì al Corpo Rhenania Freiburg . Tuttavia, dopo solo tre semestri, l’università abbandonò le difficoltà finanziarie e divenne giornalista. Fino al 1875 ha lavorato in riviste cambianti, in parte socialdemocratiche. Il breve periodo al Konstanzer Volksfreund gli è valso un addebito per reati di stampa. A Norimberga nel 1872 divenne membro dello SDAP . Ad Eisenach conobbe August Bebel , e Wilhelm Liebknecht . Da quando Bebel, Liebknecht e Adolf Hepner furono arrestati, Blos avrebbe dovuto occuparsi della redazione nello ‘Volksstaat’. Mentre lavorava al ‘Volksstaat’ Blos fu condannato nel 1874 a una pena detentiva di tre mesi per crimini di stampa. Incontrò Karl Marx nel 1874 dopo aver scontato la pena. [1] Nel 1875 fondò a Magonza l’ Eulenspiegel di Magonza , un foglio di satira settimanale. In breve tempo fu nuovamente accusato e imprigionato. Al congresso di unificazione di Gotha del maggio 1875, Blos, allora residente a Magonza, rappresentava 125 membri del partito di Magonza e Gartenfeld . [2] Nelle elezioni per il Reichstag nel 1877 e 1881 ha vinto la circoscrizione Reuss vecchia linea per la SPD. [3] Dall’autunno 1875 Blos lavorò ad Amburgo presso la Hamburg-Altonaer Volksblatt, recentemente fondata da Wilhelm Hasselmann . [4] La posizione del l’editor in aggiunta al lavoratore poeta Jacob Audorf ha mantenuto (1875-1877) al 1880. Anche al giornale corte [5] Blos lavoro successivo Ignaz Auer . L’adozione della legge socialista il 19 ottobre 1878, tuttavia, concluse la comparsa di molte riviste socialdemocratiche. Ad Amburgo, piuttosto liberale, tuttavia, la sua applicazione è stata ritardata. Nel 1879 Blos fu editore Johann Heinrich Wilhelm Dietz primo editore “”responsabile”” della rivista satirica mensile The true Jacob , che ha dovuto smettere di pubblicare alla fine dell’anno. Dopo l’imposizione dello Stato del piccolo assedio il 29 ottobre 1880, Blos, Auer e altri socialdemocratici furono espulsi dalle autorità del Reich da Amburgo e dalla Prussia . [6] Dopo i soggiorni a Magonza e Brema, Dietz lo portò a Stoccarda nel 1883, dove i socialdemocratici furono perseguitati meno duramente. Lì ha anche lavorato come correttore di bozze [7] per Die Neue Zeit . Solo nel 1884 scrisse un mensile “”quasi ufficiale”” sotto l’abbreviazione “”WB”” un “”Revisione politica””. [8] Nella disputa sui sussidi per il vapore (1884/1885) all’interno della fazione socialdemocratica del Reichstag, Blos era un convinto sostenitore di questa legge. [9] [10] Era uno dei cosiddetti “”Preßgalgenkommission”” che lo Zurigo Social Democratici ha voluto contenuti censore. [11] Già nel 1881 aveva detto nel Reichstag: “”che ci sono, per così dire, due partiti tra noi, uno moderato e uno estremo o rivoluzionario, come li chiamava. Vorrei fare questa divisione in modo leggermente diverso. Piuttosto, le due parti sono straniere e native; [12] la questione “”sarà probabilmente. [13] L’autore conservatore W. Krieter ha scritto nel 1887:”” gli uomini Geiser , Blos e Frohme , i cui prodotti mentali sono di solito stampati sulle riviste Dietz, hanno lo stesso interesse. […] A lungo in piedi la pratica, naturalmente, di ortografia moderata non è senza influenza sul pensiero stesso. “” [14] Dal 1884 The True Jacob fu ristampato a Stoccarda. Blos ha scritto diversi articoli, satire e poesie per questo articolo. Il Berliner Volksblatt lo guidò dal 1884 al 1890 come caporedattore , che fu responsabile di casi di accusa. Il 1 ° gennaio 1891, l’organo centrale dell’SPD Berliner Volksblatt fu pubblicato a Berlino . Organo centrale del Partito socialdemocratico tedesco . Il caporedattore era Wilhelm Liebknecht . Blos è stato per breve tempo condirettore del giornale. [15] Alle elezioni del Reichstag dal 1884 al 1912 fu eletto con interruzioni come membro del collegio elettorale Braunschweig1 – Blankenburg . [16] Secondo Blos, “”sotto le stelle parlamentari […] non brillavano””. Dal 1890 in poi, Blos chiese politicamente un’alleanza con i liberali e si dedicò al riformismo . Nel 1890, la legge socialista fu abolita e si dedicò alla sua ricerca storica. Le sue pubblicazioni includono due romanzi con tendenze sociocritiche, traduzioni, opere sulla Rivoluzione 1848/49, la Guerra dei contadini e le opere autobiografiche di un socialdemocratico e monarchia verso lo stato popolare . Horst Krause arriva al verdetto: “”La sua storiografia non lo ha indicato come un grande scienziato […] che nelle questioni storiche non era solo attestato da personalità importanti del suo partito e al di là delle linee del partito, ma che era un vasto pubblico trovato e […] influenzato la coscienza politica dei suoi contemporanei. “” [17] Nel 1905 si sposò Anna Blos , membro del comitato esecutivo statale dell’SPD Württemberg. Semplicemente è stato un sostenitore attivo e approvazione condizionata dai crediti di guerra il 4 agosto 1914 [18] e la burgfriedenspolitik del gruppo parlamentare SPD. Dopo la Rivoluzione di novembre Wilhelm Blos assunse il governo il 9 novembre 1918 come Primo Ministro (dal 1919 con il titolo di Presidente ) e Ministro degli Esteri del libero stato del Württemberg . Wilhelm Blos non aveva mai aspirato alla carica di Primo Ministro, a quel tempo si era già ritirato dalla politica attiva e si era concentrato sul suo lavoro giornalistico. Il 9 novembre 1918 aveva voluto solo accompagnare sua moglie Anna Blos a una riunione del comitato esecutivo statale dell’SPD Württemberg. [19] Il fatto che le elezioni siano cadute su Blos probabilmente deriva dalla sua posizione politica moderata, che in quel momento gli ha dato un potere integrativo e gli ha garantito l’approvazione sia delle forze borghesi che dei radicali democratici, nonché dei socialdemocratici e dei consigli. Il governo fu inizialmente formato solo da SPD e USPD . L’11 novembre, i ministri dei partiti borghesi si sono uniti al governo Blos. Il 30 novembre 1918 il re Guglielmo II di Württemberg ringraziò . Il 12 gennaio 1919 si svolsero le elezioni per l’Assemblea costituente, che confermò Blos in carica. Nel giugno 1920, i socialdemocratici subirono una grave sconfitta nelle prime elezioni statali regolari, che ha portato alle dimissioni di Blos. Successore come presidente del Württemberg fu Johannes von Hieber . Nella sua scrittura Marx o Bakunin? Karl Marx e Friedrich Engels. Democrazia o dittatura? “”[Egli] è persino andato a una sorprendente equazione di bolscevismo e bakuninismo.”” [20] Le memorie di Wilhelm Keil [21] sono contate insieme ai ricordi di Blos [22] tra i notevoli ritratti socialdemocratici rivoluzionari per il Württemberg. [23]In questo lavoro, Wilhelm Blos confessa all’inizio: “”La divisione della socialdemocrazia che stava avvenendo ora era di per sé deplorevole. Paralizzava in buona parte il potere d’azione del partito. Ma portò anche il vantaggio inestimabile che tutti gli iporadici, e con loro i Krakehler, che per molti anni disturbarono e confusero la vita interiore del partito, improvvisamente uscirono. […] L’intero incessante gemito intorno alla scissione sembrava esagerato […]. Lì ho chiesto la sostituzione del programma del partito “”senile”” di Erfurt con uno contemporaneo , che, sfortunatamente, è stato realizzato in ritardo. “” [24] Dopo il suo ufficio il 23 giugno 1920, Blos si ritirò nella vita privata. Lui e sua moglie Anna si trovavano in condizioni finanziarie difficili, poiché dopo le sue dimissioni riceveva solo una pensione “”meschina””. [25] “”Ritirato e deluso dal suo partito””, Wilhelm Blos morì il 6 luglio 1927 a Stoccarda. [26] Scritti indipendenti Sangue e ferro . L’emergere della guerra del 1866 dopo le rivelazioni di Lamarmora e la disputa tra Bismarck e Lamarmora . Rübner, Chemnitz 1874. La storia del comune di Parigi . Genossenschaftsbuchdruckerei, Norimberga 1874. (2a edizione Wilhelm Bracke Jr., Brunswick 1876) Le nostre condizioni urgenti . Genossenschaftsbuchdruckerei, Norimberga 1874. La rivoluzione di Magonza 1792 e 1793 . Indicato da fonti . Genossenschaftsbuchdruckerei, Norimberga 1875. A. Tito: il re di Corsica. Una poesia romantica. Kriebel, Amburgo 1881. La rivoluzione francese . Volksthümliche rappresentazione degli eventi e delle condizioni in Francia dal 1789 al 1804. JHW Dietz, Stoccarda 1888. (2 ° ed. 1890; 3a ed. 1906; 4a ed. 1910; 5a ed. 1920; 6a ed. 1921; 7a edizione 1922, 8a edizione 1923) Francuzskaja revoljucija. Istoriceskii obzor sobytij i obestv. sostoyanija vo Francii s 1789-1804 g . Stasjulevi, S.-Peterburg 1895. (In cirillico , russo ) Francuzskaja revoljucija. Istoriceskii obzor sobytij i obestv. sostoyanija vo Francii s 1789-1804 g . Perev. GF L’vovia. Al’tuler.Izd. 3. S.-Peterburg 1906. (in cirillico, russo) Dr. La grande guerra dei contadini tedeschi di W. Zimmermann , ed. di Wilhelm Blos. Illustrato da Victor Schivert e OE Lau . JHW Dietz, Stoccarda 1891 digitalizzato Giorni Rothenburger. Una storia da un momento burrascoso . Trenkle, Rothenburg ob d. Tauber 1892. La fine della canzone. Romanzo sociale. Heinrich Minden, Dresda e Lipsia 1892. La rivoluzione tedesca . Storia del movimento tedesco del 1848 e 1849. Illustrato da Otto E. Lau . JHW Dietz, Stoccarda 1893 (2a edizione 1898, 3a edizione 1906, 4a edizione 1920, 5a edizione 1922, 6a edizione 1923). Philipp Buonarroti : Babeuf e la cospirazione per l’uguaglianza, con il processo avviato da essa e le opere documentarie . Tradotto e avviato da Anna e Wilhelm Blos. JHW Dietz Nachf., Stoccarda 1909. (= Biblioteca internazionale 49) Digitalisat (a questa recensione di Hermann Wendel . [27] ) Cimeli del generale Franz Sigel degli anni 1848 e 1849 . A cura di Wilhelm Blos. Bensheimer, Mannheim 1902. Digitalizzato Il pilota principale. Una storia del 1848 . Grübel & Sommerlatte, Lipsia 1902. (Recensione. [28] ) Padre Ambrogio. Foto del personaggio della Guerra dei contadini della Franconia . Uno studio storico G. Birk & Co., Monaco di Baviera 1906. Titolo del libro digitalizzato (a questa recensione di Franz Mehring [29] ) I fuorilegge. Romanzo politico-sociale dai tempi della legge socialista . Prima band. Libreria Volksstimme G. Maier & Co., Francoforte sul Meno 1907. (ristampa: Union Druckerei und Verlagsanstalt, Francoforte sul Meno 1989) Storie della rivoluzione Badische degli anni 1848 e 1849. Editore della libreria del partito, Mannheim 1910th (Review. [30] ) La nuova era . Editore “”International Correspondence”” (A. Baumeister), Berlino 1916. MDZ Reader Memorie di un socialdemocratico . Digitalis Zeno.org Prima band . G. Birk & Co., Monaco di Baviera 1914. Secondo volume . G. Birk & Co., Monaco di Baviera 1919. Marx o Bakunin ? Democrazia o dittatura? Una lotta contro il predecessore del bolscevismo . Revisione contemporanea delle relazioni all’Internazionale socialista su Michael Bakunin di Karl Marx e Friedrich Engels . Con una prefazione e spiegazioni a cura di Wilhelm Blos. Volksverlag für Wirtschaft und Verkehr, Stoccarda 1920. (vedi recensione di Heinrich Cunow [31] ) Wilhelm Blos, Paul Hahn : Ricordi dello sconvolgimento . Bergers Literary Office and Publishing House, Stoccarda 1923. Dalla monarchia allo stato popolare. Sulla storia della rivoluzione in Germania, in particolare nel Württemberg. 2 volumi, Bergers Literary Office u. Verlagsanstalt, Stoccarda 1922-1923 digitalizzato (solo volume 1) Florian Geyer . Foto di vita e personaggi della grande guerra contadina. JHW Dietz Nachf., Berlino 1924. (= La piccola serie, Volume 3) La caduta del parlamento di Francoforte . Societäts-stampa, Francoforte, 1924. (= The Paul Chiesa. Un Signature Series 10)”,”MGEx-251″
“KRAUSZ Tamàs”,”Reconstructing Lenin. An intellectual biography.”,”Foto di Lenin e Kamenev (1922) in inserto fotografico, Lenin alla manifestazione del primo maggio 1919 a Mosca nella pagina seguente. Molte caricature di esponenti bolscevichi nelle pagine seguenti. Tamàs Krausz è professore di storia russa alla Eotvos Lorand University of Sciences di Budapest, e Capo del dipartimento di Studi est-europei. E’ uno dei principali esponenti radicali e attivisti politici ungheresi. E’ Presidente del Board editoriale di ‘Eszmélet’, il solo quadrimestrale marxista politico e teorico ungherese fondato nel 1989. “”Lenin investigated the modern bourgeois state as economic and intellectual exploitation of the highest order. He found that bourgeois parliamentarism is linked to the most modern forms of capitalist production, the organization of capital, and grows out of it. For historical context it must be added that the parliamentary system of the 1910e and 1920s had little in common with its current form, being marked by expressly antidemocratic traits such as the census and other limitations on voting rights, and it hardly needs reminding that women only received general suffrage in England in 1928. In Chapter Two, it was discussed that in the course of his studies, Lenin drew attention to capitalism’s inevitable and continuous conflict with democracy that extend between legal equality and social economic inequality. The capitalist system tries to resolve this contradiction with the all-pervasive web of traits that typify “”corruption”” and “”bribery”” (44). In Lenin’s view, the basic difference between imperialism and pre-monopolist capitalism was that in the former “”the power of the stock exchange increases””, as the greater banks merge with the stock exchange and swallow it whole. Capital draws the sphere of politics under its supervision as if it were another item of sale, some sort of market phenomenon. Of course Lenin was aware that the prostitution and corruption of bourgeois democracy was regulated by law, and thus not unbounded. At the same time, however, he stressed that these processes of legalized corruption are rooted in wealth, because ‘wealth’ «is fully capable of achieving domination over any democratic republic by bribery and through the stock exchange… that is, politically independent, republic» as well. Lenin’s main thought here is that bourgeois democracy is not freedom but “”the freedom of purchase””. In September 1917 he formulated the problem as follows: «The capitalists (followed, either from stupidity or from inertia, by many S.R.s and Mensheviks) call “”freedom of the press”” a situation in which censorship has been abolished and all parties freely publish all kinds of papers. In reality it is not freedom of the press, but freedom for the rich, for the bourgeoisie, to deceive the oppressed and exploited mass of the people» (45). Lenin looked upon bourgeois democracy as a form of capitalist domination of the highest order. In fact, the only need (though this need makes it all the more necessary) to extol the advantages of “”the easily bought and rotten parliamenarism of bourgeois society”” is that the labor movement finds greater scope of development within its confines, and has more room for maneuver than in the circumstances provided by autocratic, openly dictatorial regimes. Bourgeois parliamentarism holds, in this sense, only a “”historical interest”” of specialized scientific hearing or Lenin, but does not have a future. The emperor has no clothes. (….) finire (pag 191-193)”,”LENS-296″
“KRAUSZ Tamás”,”Lenin. Una biografia intellettuale (1870-1924).”,”La bibliografia arriva al 2008 Tamás Krausz è professore emerito dell’Università L. Lorand di Budapest, dove ha insegnato Storia russa, ed è Direttore del Dipartimento di Studi sull’Europa orientale. Presiede il comitato editoriale ‘Eszmélet’ l’unica rivista marxista ungherese fondata nel 1989. Nel 2015 per la sua biografia di Lenin ha ricevuto il ‘Deutscher Memorial Prize’. Lenin e la dialettica (pag 153-154)”,”LENS-333″
“KRAVCHENKO V.A.”,”J’ai choisi la liberté! La vie publique et privée d’un haut fonctionnnaire soviétique.”,”Sul patto Hitler-Stalin. “”Ora, la più tenue critica nei confronti della Germania, la più piccola parola di simpatia per le vittime di Hitler era considerata come una nuova manifestazione di spirito contro-rivoluzionario. Gli artefici della guerra, francesi, inglesi e norvegesi, ci dicevano, avevano cioè che si erano meritati. E’ solo molto più tardi che, per nascondere il tragico errore che aveva commesso il Cremlino dando fiducia ad Hitler, si costruisce la teoria secondo cui Stalin aveva cercato soltanto di “”guadagnare tempo”” durante il quale si armava febbrilmente contro i nazisti. Questa spiegazione era talmente rammendata di filo bianco che non si osava tanto evidenziarla, in Russia, durante il conflitto tedesco-sovietico. (…) Questa teoria oscurava l’ aspetto più significativo del patto concluso tra Stalin e Hitler, ovvero l’ aiuto economico considerevole apportato alla Germania dalla Russia, aiuto che privò quest’ ultima di prodotti, materiali e di capacità produttiva necessaria a un proprio preparativo di difesa””. (pag 353)”,”RUST-107″
“KRAVCHENKO Victor”,”Ho scelto la libertà.”,”V. A. Kravchenko nato ai primi del ‘900 in Ucraina da Andrei Kravchenko cospiratore e rivoluzionario al tempo degli Zar, crebbe nel clima della rivoluzione bolscevica e entrò a far parte delle organizzazioni giovanili del PC. Seguace del regime fece una rapida carriera, da minatore nel Donetz a ingegnere in grandi complessi industriali fino ad alto funzionario del Cremlino durante la guerra. Inviato in USA nel 1944 con una commissione commerciale fuggì denunciando i crimini di Stalin.”,”RUSS-003-FV”
“KREBS Edward S.”,”Shifu. Soul fo Chinese Anarchism.”,”KREBS Edward S. (1937-) è un ‘indipendent scholar’ e traduttore che lavora in Georgia (USA).”,”MCIx-013″
“KREBS Edward S.”,”Shifu. Soul fo Chinese Anarchism.”,”Edward S. Krebs (1937-) è un ‘indipendent scholar’ e traduttore che lavora in Georgia (USA).”,”ANAx-017-FV”
“KREGEL J.A.”,”L’ economia post-keynesiana. La ricostruzione dell’ economia politica.”,”KREGEL insegna economia nell’ Università di Southampton. Ha scritto varie opere (v. retrocopertina).”,”ECOT-052″
“KREGEL J. A.”,”L’economia post-keynesiana. La ricostruzione dell’economia politica.”,”J. A. Krigel insegna economia nell’Università di Southampton. E’ stato visiting professor alal Rutgers Unviersity, all’Università Cattolica di Lovanio e all’Università di Bologna. Ha pubblicato (in inglese) ‘La teoria dello sviluppo economico’ e ‘Tasso di profitto, distribuzione e crescita’. (1975)”,”ECOT-296″
“KREGEL Jan”,”Marx, Schumpeter, Keynes: tre discepoli ortodossi di Adamo Smith.”,”‘Marx, Keynes e Schumpeter si riferiscono tutti all’ interesse personale come forza motrice del comportamento individuale e dell’ accumulazione capitalistica. Essi sono simili a Smith e agli economisti classici nell’interpretare l’interesse personale nel significato che l’individuo soltanto ha certe informazioni su se stesso e sulla sua esperienza passata””.. (pag 104) Saggio presentato dal prof. Jan Kregel, dell’Università di Groningen, al convegno internazionale su ‘L’eterodossia nel pensiero economico: Marx Keynes Schumpeter’, organizzata dall’Univ. Paris X Nanterre e dai ‘Cahiers d’Economie Politiques’ dell’Univ. di Amiens (Parigi, giugno, 1983).”,”ECOT-007-FGB”
“KREGEL Jan Allen”,”L’economia post-keynesiana. La ricostruzione dell’economia politica.”,”Jan Allen Kregel, nato 1l 19/aprile/1944 a Dallas, Texas, insegna Economia nell’Università di Southampton. É stato visiting professor alla Rutgers University, all’Università cattolica di Lovanio e all’Università di Bologna.”,”ECOT-262-FL”
“KREISER Klaus”,”Storia di Istanbul.”,”Edizione originale ‘Geschichte Istanbuls’ (2010) KREISER Klaus insegna storia e cultura turca nell’Università di Bamberga: Ha scritto pure una biografia di Atatürk (2008), e ‘Turchia. Porta d’Oriente’ (2010) (con C.K. Neumann) “”La missione militare tedesca fu rafforzata con l’invio di numerosi specialisti e di una missione di professori che aveva il compito di trasformare la “”Casa della scienza”” (‘Darülfünun’) in un ateneo tedesco con annessa scuola professionale. Quando le truppe alleate furono respinte dai difensori turchi e tedeschi dei Dardanelli (1915) gli abitanti di Istanbul assisterono a una delle poche celebrazioni svoltesi durante quel conflitto. Mustafa Kemal, il futuro Atatürk (1881-1938), che aveva avuto un ruolo decisivo nel successo, fu ignorato: solo verso la fine della guerra si iniziò a vedere in lui non solo il vincitore di “”Gallipoli””, ma anche il salvatore di Istanbul. Nell’aprile del 1917, nei pressi della cisterna Binbirdirek (o di Filosseno), fu posta la prima pietra della “”Casa dell’amicizia turco-germanica””, mai portata a termine”” (pag 97″,”TURx-033″
“KREISSLER Félix”,”De la révolution à l’annexion. L’Autriche de 1918 à 1938. (Tit.orig.: Von der Revolution zur Annexion)”,”””Fino alla disintegrazione dell’ Austria-Ungheria, la questione dell’ Anchluss non aveva praticamente giocato alcun ruolo nella vita politica austriaca. Ma dal punto di vista delle teorie diffuse allora questa questione gioca quanto meno un certo ruolo, come l’ impulso di una analisi succinta dell’ origine, dell’ ideologia e dell’ orientamento delle principali correnti politiche in Austria dopo la metà del XIX secolo. E’ una delle particolarità austriache che numerosi storici e storiografi siano sempre prigionieri di un punto di vista pangermanista e considerino di conseguenza la storia del proprio paese non con gli occhi degli austriaci, ma dei tedeschi. E? probabilmente la ragione per cui questa tendenza, che nel passato ha partoto ai più grandi pregiudizi all’ Austria, è sovente individuate in modo fuorviante, come la tendenza “”nazionale””, quando in verità essa è profondamente antinazionale, anti-austriaca; ci parlano di movimento nazionale-tedesco e non nazionale-austriaco, movimento che si può chiamare pangermanista, grande tedesco o germano-razzista””. (pag 45)”,”AUTx-027″
“KREUZER Johann a cura”,”Hölderlin-Handbuch. Leben – Werk – Wirkung.”,”Johann Kreuzer, Oldenburg.”,”VARx-201-FL”
“KRIEDTE Peter MEDICK Hans SCHLUMBOHM Jürgen”,”L’ industrializzazione prima dell’ industrializzazione.”,”La stesura del primo e sesto capitolo è dovuta a KRIEDTE, MEDICK ha scritto il secondo e terzo capitolo, SCHLUMBOHM il quarto e quinto. I tre autori svolgono la loro attività di studiosi nel Max Planck Institut für Geschichte di Gottingen.”,”EURE-011″
“KRIEDTE Peter”,”Feudalismo tardio y capital mercantil. Lineas maestras de la historia economica europea desde el siglo XVI hasta finales del XVIII.”,”KRIEDTE Peter è uno dei ricercatori che diresse il progetto ‘Protoindustrializzazione’ dell’ Istituto di storia Max Planck. “”Las diferencias en la evolución de los precios de los productios alimenticios y manufacturados sólo pueden explicarse por la diferente elasticidad de demanda de ambos grupos de bienes ante una población en crecimiento. La demanda de bienes de necesidad vital no es elástica; la subida de los precios no provoca una disminución de la demanda. Lo contrario sucede con los bienes que no son de primera necesidad; la subida de los precios tiene consecuencias negativas sobra la demanda. Si se expande la población y la oferta no lo hace en la misma proporción, los precios de los productos alimenticios aumentan por lo tanto más que los de los productios manufacturados. Esto es lo que sucedió en el siglo XVI.”” (pag 69-70)”,”EURE-057″
“KRIEGEL Annie”,”La greve des cheminots 1920.”,”L’A è professore all’ Univ di Paris-X Nanterre, direttrice del DEA di sociologia politica, scrive su varie riviste.”,”MFRx-066″
“KRIEGEL Annie BECKER Jean-Jacques a cura”,”1914. La guerre et le mouvement ouvrier francais.”,”[Il 3 agosto 1914 la CGT non chiama ancora alla difesa nazionale. “”Questa catastrofe che sconvolge la nostra vita e le nostre menti, riporta indietro il nostro senso del dovere, lo ricollega a delle concezioni che noi abbiamo voluto cancellare…””. ‘Pour la C.G.T, il ne peur ancore être question d’appeler à la Défense nationale: pour elle, il s’agit simplement, après un dernier débat de conscience, de faire un constat de faillite. Le 3 août, l’Allemagne déclare la guerre à la France et dans un éditorial anonyme, ‘La Bataille syndicaliste’, exhale sa rancoeur désarmée: “”L’irréparable est maintenant accompli… Jusqu’au dernier moment… on voulait encore, même au prix d’une illusion tenace et que démentait à toute heure, le tragique déchaînement des faits, croire à un dernier retour victorieux de la raison. Hélas! c’est fait! … Déja le sang coule sur les frontieres… A cela, l’esprit se refuse encore à croire. Et pourtant, elle n’est que trop vraie, cette catastrophe qui bouleverse notre vie et notre esprits, ramène en arrière notre sentiment du devoir, le rattache à des conceptions que nous voulions effacer, pour compromettre toutes nos espérances, anéantir tous les efforts passés. C’est atroce, c’est odieux, c’est incroyable! Mais cela est””‘ (pag 133)]”,”MFRx-077″
“KRIEGEL Annie”,”Le pain et les roses. Jalons pour une histoire des socialismes.”,”L’A è Prof alla facoltà di lettere e scienze umane di Reims. Ha scritto tra l’altro: -1920. Le Congres de Tours. Naissance du Parti communiste francais. JULLIARD. 1964 -Les Internationales ouvrieres, 1864-1943. PUF. 1964 -1914. La guerre et le mouvmente ouvrier francais. COLIN. 1964 -La croissance de la CGT, 1918-1921. MOUTON. 1966 -Le socialisme francais et le pouvoir. EDI. 1966 (in collab. con M. PERROT)”,”MFRx-005 INTx-005″
“KRIEGEL Annie”,”Les internationales ouvrieres 1864-1943.”,”La KRIEGEL è ex allieva dell’ Ecole Normale Superieure, Agregé dell’Università.”,”INTx-007″
“KRIEGEL Annie, a cura”,”Le congres de Tours (1920). Naissance du Parti communiste francais.”,”Annie KRIEGEL, normaliana e Agrégée dì Histoire, si è dedicata alla storia del movimento operaio francese e internazionale. Ha pubblicato la sua tesi di dottorato ‘Aux origines du Communisme francais, 1914-1920′ (MOUTON, 1964, 2 voll). “”Tutti lo sanno, quando si aprono a Tours le porte della sala del Maneggio il 25 dicembre 1920 per questo 18° congresso del Partito socialista unificato le federazioni hanno votato. La partita è giocata. Il movimento socialista va a scindersi in due apparati distinti, se non opposti, il Partito socialista da una parte, il Partito comunista dall’ altra. Due fratelli nemici: il primo è la Section francaise de l’ Internationale Ouvriere (SFIO), il secondo il cui voto di Tours conduce al ricongiungimento con la 3° Internazionale, fondata a Mosca nel marzo 1919, diventa Sezione francese dell’ Internazionale Comunista (SFIC, espressione che si impiegherà, in concorrenza con quella di PCF, fino al 1943, data in cui fu dissolta la 3° Internazionale)””. (pag I, Introduzione)”,”PCFx-026″
“KRIEGEL Annie”,”Los grandes procesos en los sistemas comunistas. La pedagogia infernal.”,”Processo ai menscevichi. “”Leon Blum lo aveva segnalato nell’ epoca del processo ai menscevichi del marzo 1931: ‘Gli accusati di Mosca non solo hanno confessato, ma abbiamo assistito, per così dire, a una specie di esibizionismo della confessione; hanno confessato con abbondanza, con ostentazione, con una specie di gusto della confessione e della contrizione pubblica.”” (pag 59) Piatakov fece un ambiguo elogio di questa feticizzazione del partito in una chiacchierata informale e aperta che avvenne a Parigi con Volsky (Valentinov) nel 1928: ‘Un vero bolscevico reprime la sua personalità nella collettività, ovvero, nel “”Partito””, potendo in questo modo realizzare lo sforzo necessario per rinunciare alle sue convinzioni proprie e adottare onestamente quelle del partito. (…)’ Ma fu Trotsky che già nel 1924 propose con maggior vigore – (…) – una teoria sul tema (…): “”Nessuno di noi può né vuole discutere la volontà del Partito. In definitiva, il Partito ha sempre ragione… Si può solo avere ragione con e per il Partito, quindi la Storia non ha aperto altra via per condurre alla ragione””. (pag 74) “”Secondo A. Weissberg, correva voce che durante i grandi processi di Mosca, quando venne il turno della vecchia guardia di Lenin, le moglie e i bambini aspettavano nella camere di tortura durante la seduta pubblica. Se fosse vero, sarebbe scartata la possibilità che questi uomini potessero non conformarsi alle dichiarazioni preventivamente concordate: c’è qualcosa che dolga di più della sofferenza del proprio figlio?”” (pag 90)”,”RUSS-161″
“KRIEGEL Annie”,”Communismes au miroir francais. Temps, cultures et sociétés en France devant le communisme.”,”””L’ opinione pubblica francese e la rivoluzione russa. Una prima osservazione. Contrariamente alla Rivoluzione francese, che aveva lei trascinato la guerra europea, la Rivoluzione russa del 1917 è nata dalla guerra cme già quella del 1905. Ma, contrariamente a questa che si era svolta nel 1905 quando la guerra non riguardava direttamente che la Russia e il suo avversario, nel 1917 la guerra era europea. Ora l’ immensa maggioranza dell’ opinione pubblica francese non ha smesso dal 1914 al 1918 di pensare che la Francia aveva interesse a non perdere questa guerra. Non voglio suggerire con ciò che questa convinzione fu all’ origine della vittoria: i tedeschi, che furono sconfitti, non erano meno convinti dell’ urgenza di vincere. Non voglio far intendere che i francesi di ogni condizione e di ogni tradizione aderirono unanimamente alle stesse giustificazioni ufficiali, alle stessi obiettivi di guerra stabiliti dai poteri pubblici, e che non ebbero mai che un solo modo di vedere come questa guerra doveva finire: la solidarietà nazionale (…). Ma voglio dire, che quando i francesi senza distinzione di classe avevano creduto di dover sospendere di fronte al conflitto ingaggiato una parte del loro destino (…) ne risulta che le loro reazioni alla Rivoluzione russa sono segnate dall’ idea che essi si facevano delle conseguenze che queste potevano avere sul corso della guerra””. (pag 33-34)”,”PCFx-049″
“KRIEGEL Annie COURTOIS Stéphane”,”Eugen Fried. Le grand secret du PCF.”,”‘Rappresentante del Comintern a Parigi e vero capo del PCF negli anni Trenta’”,”PCFx-098″
“KRIEGEL Annie”,”Aux origines du communisme Français 1914-1920. Contribution à l’histoire du mouvement ouvrier français. Vol. I.”,”Annie Kriegel, nata nel 1926 a Parigi, sin dalla preparazione della libera docenza, ottenuta con una tesi sulle origini del cominismo francese, ha dedicato i suoi studi e le sue ricerche alla storia del movimento operaio francese e internazionale. Attualmente è docente di sociologia politica e dirige il Dipartimento di Scienze Sociali all’Università di Parigi-Nanterre. Tra le sue opere: 1920, Le Congrès de Tours, Naissance du PCF, 1914 la guerre et le mouvement ouvrier français, La croissance de la CGT (1918-1921), Le socialisme français. Essai d’ethnographie politique, Les grands procès dans les systèmes communistes, La pédagogie infernale.”,”PCFx-004-FL”
“KRIEGEL Annie”,”Aux origines du communisme français 1914-1920. Contribution à l’histoire du mouvement ouvrier français. Vol. II.”,”Annie Kriegel, nata nel 1926 a Parigi, sin dalla preparazione della libera docenza, ottenuta con una tesi sulle origini del cominismo francese, ha dedicato i suoi studi e le sue ricerche alla storia del movimento operaio francese e internazionale. Attualmente è docente di sociologia politica e dirige il Dipartimento di Scienze Sociali all’Università di Parigi-Nanterre. Tra le sue opere: 1920, Le Congrès de Tours, Naissance du PCF, 1914 la guerre et le mouvement ouvrier français, La croissance de la CGT (1918-1921), Le socialisme français. Essai d’ethnographie politique, Les grands procès dans les systèmes communistes, La pédagogie infernale.”,”PCFx-005-FL”
“KRIEGEL Annie, a cura di Gian Mario CAZZANIGA”,”Le Internazionali Operaie (1864-1943).”,”Annie Kriegel, nata nel 1926 a Parigi, sin dalla preparazione della libera docenza, ottenuta con una tesi sulle origini del cominismo francese, ha dedicato i suoi studi e le sue ricerche alla storia del movimento operaio francese e internazionale. Attualmente è docente di sociologia politica e dirige il Dipartimento di Scienze Sociali all’Università di Parigi-Nanterre. Tra le sue opere: 1920, Le Congrès de Tours, Naissance du PCF, 1914 la guerre et le mouvement ouvrier français, La croissance de la CGT (1918-1921), Le socialisme français. Essai d’ethnographie politique, Les grands procès dans les systèmes communistes, La pédagogie infernale.”,”INTx-003-FL”
“KRIEGEL Annie”,”Le pain et les roses. Jalons pour une histoire des Socialismes.”,”Annie Kriegel, nata nel 1926 a Parigi, sin dalla preparazione della libera docenza, ottenuta con una tesi sulle origini del cominismo francese, ha dedicato i suoi studi e le sue ricerche alla storia del movimento operaio francese e internazionale. Attualmente è docente di sociologia politica e dirige il Dipartimento di Scienze Sociali all’Università di Parigi-Nanterre. Tra le sue opere: 1920, Le Congrès de Tours, Naissance du PCF, 1914 la guerre et le mouvement ouvrier français, La croissance de la CGT (1918-1921), Le socialisme français. Essai d’ethnographie politique, Les grands procès dans les systèmes communistes, La pédagogie infernale.”,”INTx-004-FL”
“KRIEGEL Annie”,”Patrie ou révolution: le mouvement ouvrier français devant la guerre (juillet-aout 1914).”,”Jstor Annie Kriegel, Maître de conférences à la Faculté des lettres de Nancy. Lo sciopero generale rivoluzionario come mezzo di lotta in Francia (pag 370) Al congresso della Seconda Internazionale di Stuttgart (1907) di fronte al pericolo di guerra l’emendamento Keir Hardie – Vaillant parla di “”sciopero generale operaio”” e non di “”sciopero generale rivoluzionario”” (pag 372) Ultima riunione del BSI dell’ IS prima della catastrofe bellica a Bruxelles il 29 luglio 1914: vi partecipano Jaures e Vaillant (PS francese), i due Adler (PS Austria), Keir Hardie (Labour, Inghilterra), Haase e Kautsky (SPD tedesca), e inoltre Balabanoff, Rubanovitch, Axelrod, Rosa Luxemburg, Vandervelde, Grimm. Un delegato russo, ancora poco conosciuto, non è venuto: Lenin (pag 375)”,”MFRx-385″
“KRIEGEL Annie”,”Le Parti communiste français sous la Troisième République (1920-1939). Evolution de ses effectifs.”,”Persée Annie Kriegel, Maître de conférences à la Faculté des lettres de Nancy. Storiografia ortodossa sul PCF francese: ‘Histoire du Parti Communiste francaise’ di J. Duclos e F. Billoux (Ed. Soc., 1964) Storiografia eterodossa: ‘Histoire du Parti Communiste francaise’ edizione Unir, 3 voll, 1964, Storiografia ‘atea’: ‘Histoire du Parti Communiste francaise’, ‘Les grandes études contemporaines’, 3 voll., di Jacques Fauvet, t. I, 1964 Due tradizioni contraddittorie nel PCF: tradizione socialista francese e bolscevica (pag 8) Movimento degli iscritti nel corso dei due decenni 1921-1939: calo negli anni ’20 fino al 1933 e forte ripresa nella prima metà degli anni ’30 (v. grafico) Confronto grafico tra andamento iscritti PCF e SFIO nei due decenni”,”PCFx-120″
“KRIEGEL Annie”,”L’histoire ouvrière du XXe siècle.”,”Jstor Annie Kriegel, Maître de conférences à la Faculté des lettres de Nancy. Elenco dei maggiori archivi e biblioteche del movimento operaio internazionale (pag 450) (situati a Mosca, Amsterdam, Milano, Stoccolma, Copenhagen, Ginevra, Londra, Harvard, Stanford, New York) Sulla storia del Partito bolscevico il volume di N. Rutych, che ha vissuto fino alla seconda guerra mondiale la sua infanzia e da studente in Urss dove non è ritornato dopo la sua liberazione in un campo tedesco di prigionieri russi, ha scritto un’opera ostile al regime staliniano. E’ un libro di oltre 500 pagine con dati e informazioni, che riprende, senza importanti lacune, le opere più anziane di Zinoviev (1923)e di E. Yaroslavski (1926) (pag 471) Sorel rapporto stretto con Bernstein. Attualità di Georges Sorel. In uno dei capitoli tra i più importanti della sua intelligente opera, G. Goriely sottolinea che, nel dibattito che oppone a partire dal 1898 Bernstein a Liebknecht, Bebel e soprattutto Kautsky (‘Il marxismo e il suo critico Bernstein’), “”Sorel fu pienamente al fianco di Bernstein””, come aveva, qualche anno prima, strette relazioni con Labriola e Croce (pag 476) La Kriegel sostiene che il volume di Edmund Silberner contiene una enorme documentazione sulle tradizioni antisemite nel movimento socialista (pag 477) Sozialisten zur Judenfrage; ein Beitrag zur Geschichte des Sozialismus vom Anfang des 19. Jahrhunderts bis 1914. Autore: Edmund Silberner Pubblicazione: Berlin, Colloquium Verlag [1962]”,”STOx-310″
“KRIEGEL Annie HAUPT G.C.”,”Les groupes communistes étrangers en Russie et la révolution mondiale (1917-1919). État des travaux.”,”I principali gruppi comunisti stranieri presenti in Russia nel 1919 (pag 299) (tabella) Lenin attribuiva importanza a questa presenza nella prospettiva della rivoluzione mondiale Anna Kriegel, CNRS G.C. Haupt, Ecole des Hautes Etudes, VI Section”,”INTT-334″
“KRIEGEL Annie”,”Ce que j’ai cru comprendre.”,”Critica oppurtunismo gruppi e trotskismo francese. Il distacco della Kriegel dal PCF non è stato semplice, bensì tormentato nel tempo. Più tardi negli anni ’70 ci sono stati dei “”rivoluzionari”” soprattutto maoisti che abiuravano in una notte per annunciare il mattino dopo la nuova novella. Più tardi ancora nel corso degli anni ’80, coorti di varie sette trotskiste si sono collegate alle diverse correnti del partito socialista non per fare dell’ “”entrismo”” ma per occupare posti e posizioni nell’apparato dello Stato, concesse da Mitterand. Una scambio fondato da un mutuo vantaggio: gli uni forti della loro giovinezza necessaria alla salute di un partito socialista che stava invecchiando. Prebende il cui odore era mascherato da una tinta di ‘gauchisme’. Si è così confermato che il trotskismo non è sopravvissuto dopo la morte di Trotsky che come un parassita sul tronco dell’ortodossia comunista. Quando questa è entrata in una crisi mortale, si è trovato da parte loro una nuova spinta arruolandosi attorno al tronco socialista. (pag 610)”,”PCFx-121″
“KRIEGEL Annie”,”Structures d’organisation et mouvement des effectifs du parti communiste français entre les deux guerres.”,”L’organizzazione del partito e il radicamento comunista negli anni Venti e Trenta”,”PCFx-127″
“KRIEGER Leonard”,”The German Idea of Freedom. History of a Politica Tradition.”,”KRIEGER Leonard è stato professore universitario di storia (Univ. Chicago) e autore di ‘The Politics of Discretion’ e ‘Kings and Philosophers, 1689-1789’. Il fermento di idee liberali nella Germania dei primi anni 1840 “”The Young Hegelian Arnold Ruge gave the most direct expression to the self-conscious demand for the practical execution of ideas, but even he did protest too much and betrayed the inherent limitation upon such demands. His influential article, “”The Self-criticism of German Liberalism””, published in the ‘German Annals’ of January 1843, was designed precisely to inveigh against the abstract character of “”liberalism”” as the expression of the non-political character of the Germans and to urge concrete political activity as the avenue to contact with reality (43). But despite Ruge’s undoubted conversion at this time to the primacy of politics and the necessity of working practically with the “”people”” (44), this apparent integration remained incomplete. He defined “”the reality of freedom”” as “”the internality and dissemination of philosophy”” (45). Moreover, he accepted the “”bureaucratic and police state”” as the necessary outer framework of politics and insisted that the main step in a “”radical reform”” is “”to do with self-consciousness what previous politics has done only without consciousness””. Ruge’s call for the integration of theory and practice meant not a surrender of his essential metaphysical framework but a search for new instruments of pressure to hasten the state in its accomplishment of the work of Reason. Ruge was perhaps the most articulate example of the deliberate attempt of German intellectuals to seize reality by awakening a popular political movement without surrendering their philosophical idealism, but his was not an isolated case. Even more striking was the development of men like Moses Hess, Karl Marx, and Lorenz Stein, whose passion for contact with the concrete interests of humanity drove them beyond middle-class liberalism, but still did not dismantle the Hegelian framework of their thinking. Heine was attracted to Saint-Simon, but only to translate his social doctrines into the “”Hellenic”” philosophy of the spiritualization of matter””. Mevissen consciously exploited his dual position as Hegelian and industrialist to mediate between a priori principles and economic realities, and he developed the idea of the state as the incarnation of morality with the function of stimulating and directing the economic interests and groupings of society to ethical ends (48)”” [Leonard Krieger, The German Idea of Freedom. History of a Politica Tradition, 1957] [(48) J. Droz, Liberalisme rhenane, pp. 265-276)] (pag 299-300)”,”GERx-121″
“KRIMERMAN Leonard I. PERRY Lewis a cura”,”Patterns of Anarchy. A Collection of Writings on the Anarchist Tradition.”,”Scritti di D. NOVAK J.H. MACKAY SENEX WOODCOCK G. ESTEY J.A. A. HENNACY P. GOODMAN B.R. TUCKER L. TOLSTOI BAKUNIN M. GOLDMAN E. BALLOU A. BERDIAEV N. STIRNER M. GOODWIN W. ANDREWS S.P. KROPOTKIN P. SPOONER L. ROBINSON J.B. LAHNAM F. WEINER S. COMFORT A. WARREN J. DANA C.A. BERKMAN A. ROCKER R. HENNACY A. DAY D. WARD. C. READ H. FERRER F. BOYESON B. GIBSON T. WARREN J. RUSSELL B. PLECHANOV G. SHAW G.B. BASTIAT F. BILGRAM H. TUCKER B.R. ESTEY J.A. MAUDE A. HOOK S. MONRO D.H.”,”ANAx-164″
“KRIPPENDORFF Ekkehart a cura; scritti di Wolfgang ABENDROTH Karl POLANYI Marcello DE-CECCO Rosa LUXEMBURG André Gunder FRANK Herbert KRÖGER e Klaus LINGNER Eckart KEHR Bernd-Jünger WENDT Barbara SCHILLING e Karl UNGER Gerhard BRANDT Ekkehart KRIPPENDORFF Gerd JUNNE con Salua NOUR e Frieder SCHLUPP Istvan KENDE George MODELSKI Elmar ALTVATER Jay W. FORRESTER Kenneth E. BOULDING Samir AMIN Peter GÄNG e Reimut REICHE”,”Internationale Beziehungen.”,”Scritti di Wolfgang ABENDROTH Karl POLANYI Marcello DE-CECCO Rosa LUXEMBURG André Gunder FRANK Herbert KRÖGER e Klaus LINGNER Eckart KEHR Bernd-Jünger WENDT Barbara SCHILLING e Karl UNGER Gerhard BRANDT Ekkehart KRIPPENDORFF Gerd JUNNE con Salua NOUR e Frieder SCHLUPP Istvan KENDE George MODELSKI Elmar ALTVATER Jay W. FORRESTER Kenneth E. BOULDING Samir AMIN Peter GÄNG e Reimut REICHE”,”RAIx-119″
“KRISTELLER Paul Oskar”,”La tradizione classica. Nel pensiero del Rinascimento.”,”KRISTELLER Paul Oskar”,”FILx-472″
“KRISTEVA Julia”,”Hannah Arendt. La vita, le parole.”,”Nata nel 1941 in Bulgaria, KRISTEVA Julia insegna linguistica e semiologia all’ Università di Parigi. Esponente di spicco della corrente strutturalista francese, ha poi rivolto i suoi principali interessi alla psicoanalisi. Ha scritto varie opere anche pubblicate in italiano. Aurelio AGOSTINO Sant’ “”In cosa consiste la differenza tra i due totalitarismi? Senza rinunciare alla sua con sueta ironia durante questo viaggio attraverso l’ orrore , la Arendt cesella a modo suo alcuni “”narratemi””. Ad esempio, la “”soluzione finale”” di Hitler equivarrebbe a un comandamento: “”Devi uccidere””; mentre si potrebbero decodificare le prescrizioni di Stalin come “”Devi rendere falsa testimonianza””. Oppura fa dell’ ironia: poiché l’ uomo totalitario non è capace di avere fiducia, “”L’ unico uomo per cui Hitler avesse un “”rispetto incondizionato”” era il “”generale Stalin””””. L’ attenzione della Arendt non si sofferma sul regime zarista e sul ritardo economico-politico della Russia nel contesto europeo, così come non mette lo stalinismo in rapporto con le idee di Lenin, che lo precedono, ma che anche, sotto molti riguardi, lo preannunciano””. (pag 169)”,”TEOP-224″
“KRIVINE Alain”,”Questioni sulla rivoluzione. Ruolo e responsabilità della IV Internazionale di fronte alla società europea, oggi. Conversazioni con Roland Biard.”,”KRIVINE (62 anni) laureato in storia, giornalista, ha aderito alla Gioventù Comunista francese nel 1955 e al PCF nel 1958. E’ uscito dal PCF nel 1966. Ha partecipato alla fondazione della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (JRC) nel 1966, sciolta poi nel 1968. Partecipa quindi alla fondazione della Ligue Communiste nel 1969 sciolta a sua volta nel 1973. Partecipa ancora una volta alla fondazione del Front Communiste Revolutionnaire divenuto poi Ligue Communiste Revolutionnaire (LCR).”,”FRAP-058″
“KRIVINE Alain”,”Ça te passera avec l’âge.”,”Alain Krivine, 65 ans, est porte-parole de la Lgue communiste Révolutionnaire.”,”TROS-081-FL”
“KROCKOW Christian von”,”Les Allemands du XXe siecle, 1890-1990. Histoire d’une identité.”,”L’A, Conte KROCKOW, è stato Prof di scienze pol a Gottinga prima di diventare uno dei migliori specialisti di storia tedesca. E’ autore di vari saggi sul nazionalismo oltre-Reno e di una imponente biografia di FEDERICO IL GRANDE.”,”GERG-003″
“KROMER Tom”,”Non aspettiamo niente. Romanzo.”,”””Tom Kromer è il protagonista di questo libro o meglio di questa successione di quadri di cui il libro è composto. Appartenente a una famiglia piccolo-borghese, intellettuale, Kromer è una delle tante vittime della crisi economica, la famosa «depressione» dalla quale gli Stati Uniti furono attanagliati per circa sei anni. Non ancora trentenne l’A. è già vecchio nello spirito perché, come dice il titolo, egli, come tanti altri suoi compagni di vagabondaggio e di miseria, non aspetta più nulla. Vale a dire che, insieme al gusto del lavoro, ha perduto la speranza di trovare un’occupazione che non sia saltuaria e si è rassegnato a trascinare la sua esistenza di randagio fin quando il ventre gli tiene e le gambe gli reggono. In un paese industrialmente attrezzato come l’America in cui, fino a pochi anni addietro non esisteva un regolare sussidio per i disoccupati era naturale che, sopraggiunta la grande depressione, quando i prodotti dell’industria pesante delle città Atlantiche non trovarono più sbocchi negli altri paesi, milioni di uomini senza lavoro facessero esodo verso gli stati centrali ed occidentali della costa del Pacifico per cercare un «Job». Abituati alla vita delle grandi città e agli alti salari che generalmente l’industria riserva ai suoi dipendenti, essi non sapevano nè volevano tornare alla terra da cui provenivano. Ecco formarsi ed organizzarsi il nomadismo di questi disoccupati che in realtà dicono di cercare, più che non lo facciano, del lavoro. Ecco Tom Kromer attaccarsi a un treno merci insieme ad altri compagni di miseria e andare senza una mèta, sia pure approssimativa. In un’altra città essi passeranno inosservati, avranno meno vergogna a mendicare la minestra offerta dalle «Missioni»; sarà forse più gustosa; troveranno più facilmente da dormire. Tom Kromer è uno dei tanti. Anch’egli ha perduto la voglia di lavorare, non ha più dignità e stende la mano senza vergogna al passante perchè dia il suo obolo. Ma non è colpa sua. Come gli altri, Tom Kromer è vittima della superproduzione. Egli ora vive beffandosi della sorte sciagurata, spietato verso coloro che son vittime di tal abbrutimento. Il bastone del poliziotto li terrà a freno, i giudici saranno pronti a condannare per vagabondaggio. Ora le fabbriche lavorano con personale ridotto. Che importa? Hanno lavorato abbastanza per anni ed anni. Due terzi delle automobili che gli industriali hanno fabbricato durante la prosperità, giacciono inoperose ed arrugginite in autorimesse di fortuna, quando non arricchiscono l’industria dei rottami. Non importa egualmente. Essi le hanno vendute di qua e di là dell’Atlantico, mentre milioni di lavoratori vivono ora poveramente, sono disoccupati. Non importa a quale Nazione appartengano, siano essi dei senza patria o meno, si danno la mano e si stringono in un patto di alleanza. Per riassumere tutta quella mano d’opera ora vagabonda, bisognerebbe che i grandi stabilimenti industriali di Detroit, Cleveland, Chicago e Boston, riprendessero il ritmo incalzante e frenetico dei tempi della prosperità. Ecco il «New Deal»: Happy days here again… (i giorni felici sono tornati). I compagni di Tom Kromer sono tutti riassunti a paga raddoppiata. E mentre le fabbriche della grande industria buttano fuori, alternativamente, macchine utilitarie e carri armati, gli operai che vi lavorano pare non ricordino più i pellegrinaggi miserabili, le scorribande, le brodaglie ingurgitate alle «Missioni», il giaciglio immondo su cui, in un brutale sonno, naufragava il loro inconsapevole e disperato grido di rivolta”” (pag 5-7) [dalla prefazione di Arry Fanoli]”,”CONx-250″
“KROPOTKIN Pietro a cura Letizia PAJETTA BERRINI”,”Memorie di un rivoluzionario.”,”Nato a Mosca nel 1842 K. si spense a Mosca (era rientrato dopo la rivoluzione d’ Ottobre) nel 1921. “”Kropotkin non ebbe un’ intelligenza politica rigorosa: come tanti altri anarchici, si affidò spesso nella sua attività agli impulsi del momento o a un generoso utopismo. Tra le sue incongruenze è quella di aver approvato la guerra imperialista del ’14: ma nel 1920 protestò violentemente contro l’ inumano blocco posto alla Russia sovietica dall’ Intesa, che privava il popolo di viveri e medicinali””.”,”BIOx-020″
“KROPOTKIN Peter”,”Gegenseitige hilfe in der Entwickelung.”,”Kropotkin (Pëtr Alekseevic, principe), rivoluzionario russo (Mosca 1842 – Dmitrov, presso Mosca, 1921). Ufficiale in Siberia, si dimise dall’esercito per solidarietà con l’ insurrezione polacca del 1863 dedicandosi a spedizioni scientifiche (Siberia e Manciuria) e a ricerche di zoologia e antropologia. Nel 1872 s’affiliò all’ Internazionale, staccandosene in seguito al rifiuto di accettare la dottrina marxista. Divenuto teorico e propagandista di un anarchismo con pretese scientifiche, venne arrestato nel 1874, fuggì due anni dopo e si rifugiò in Gran Bretagna, in Svizzera e in Francia dove fu soggetto a incarcerazione o espulsione. Rientrò in Russia nel 1917 ma non partecipò alla vita politica del paese e fu anzi ostile al nuovo regime instaurato dai bolscevichi. Le sue principali opere di carattere sociale sono: Parole di un ribelle (1885), La conquista del pane (1888), La solidarietà (1892), La grande rivoluzione (1893), L’ anarchia, sua filosofia, suo ideale (1896) e un libro di memorie pubblicato col titolo Intorno a una vita. Di carattere scientifico sono invece Ricerche sul periodo glaciale (1871) e Saggio sull’ orografia della Siberia orientale (1876). (RIZ)”,”ANAx-195″
“KROPOTKIN Peter, a cura di Gustav LANDAUER”,”Gegenseitige hilfe in der Tier – und Menschenwelt.”,”Kropotkin (Pëtr Alekseevic, principe), rivoluzionario russo (Mosca 1842 – Dmitrov, presso Mosca, 1921). Ufficiale in Siberia, si dimise dall’esercito per solidarietà con l’ insurrezione polacca del 1863 dedicandosi a spedizioni scientifiche (Siberia e Manciuria) e a ricerche di zoologia e antropologia. Nel 1872 s’affiliò all’ Internazionale, staccandosene in seguito al rifiuto di accettare la dottrina marxista. Divenuto teorico e propagandista di un anarchismo con pretese scientifiche, venne arrestato nel 1874, fuggì due anni dopo e si rifugiò in Gran Bretagna, in Svizzera e in Francia dove fu soggetto a incarcerazione o espulsione. Rientrò in Russia nel 1917 ma non partecipò alla vita politica del paese e fu anzi ostile al nuovo regime instaurato dai bolscevichi. Le sue principali opere di carattere sociale sono: Parole di un ribelle (1885), La conquista del pane (1888), La solidarietà (1892), La grande rivoluzione (1893), L’ anarchia, sua filosofia, suo ideale (1896) e un libro di memorie pubblicato col titolo Intorno a una vita. Di carattere scientifico sono invece Ricerche sul periodo glaciale (1871) e Saggio sull’ orografia della Siberia orientale (1876). (RIZ) “”Kriege waren gewiß unvermeidlich; Wanderung bedeutet Krieg; aber Sir Henrn Maine hat bereits in seiner beachtenswerten Studie über den Stammesursprung des Völkerrechtes völlig bewiesen, daß “”der Mensch nie so wild oder so beschränkt gewesen ist, ein solches Übel, wie es der Krieg ist, auf sich zu nehmen, ohne irgendwie den Versuch zu machen, ihn zu verhüten””, (…)””. (pag 126) “”Le guerra erano certamente inevitabili; La migrazione significa guerra; ma Sir Henry Maine ha già completamente provato nel suo notevole studio sull’ origine del diritto internazionale pubblico che “”l’ uomo non è mai stato impedito a farsi carico così selvaggiamente di un tale male, come è la guerra, senza fare un tentativo o l’ altro, di impedirla”” (…)””. (pag 126)”,”ANAx-245″
“KROPOTKIN Pietro”,”Memorie di un rivoluzionario.”,”Elia Reclus. “”Proclamata la Comune i due fratelli vi si associarono di tutto cuore ed Elia accettò l’impiego di guardiano della Biblioteca Nazionale e del Museo del Louvre sotto Vaillant. E’ dovuta in gran parte alla sua previdenza ed attività la conservazione dei tesori impagabili di scienza e d’arte accumulati in questi due istituti, altrimenti sarebbero stati distrutti durante il bombardamento di Parigi dalla parte degli eserciti di Tiers e l’incendio che en fu la conseguenza. Amante appassionato dell’arte greca, della quale era profondo conoscitore, fece imballare e immagazzinare nelle cantine le statue e i vasi più preziosi del Louvre, e prese le più grandi precauzioni per proteggere la Biblioteca Nazionale dall’ incendio che infieriva tutto d’intorno.”” (pag 455-456) “”Quando, nel 1888 Huxley stampò il suo articolo atroce: “”La lotta per l’esistenza: un prgramma”” mi decisi a mettere in buona forma le mie obiezioni ala sua maniera d’intendere la lotta per la vita, tanto fra gli animali che fra gli uomini, servendomi del materiale accumulato durante un paio d’anni. Ne parlai ai miei amici. Ma trovai che l’interpretazione della “”lotta per la vita”” come un grido di guerra di “”guai ai deboli”” innalzato all’importanza di un comandamento della natura rivelata dalla scienza, era talmente radicata in Inghilterra da essere quasi una questione di fede. – Due sole persone mi sostenevano nella mia ribellione contro questa falsa interpretazioe dei fatti naturali. Ildirettore del “”Nineteeth Century””, signor Jame Knowles, con la sua mirabile perspicacia, comprese subito la questione, e con una energia veramente giovanile mi incoraggiò a svilupparla. L’altro era H.W. Bates, del quale Darwin scriveva nella sua autobiografia, che era uno degli uomini più intelligenti che avesse mai incontrato. Egli era segretario della Società Geografica, ed io lo conoscevo. Quando gli parlai della mia intenzione egli se ne mostrò lietissimo, “”siì certamente che ne dovete scrivere””, mi diceva. “”E’ quello il vero Darwinismo. Fa vergona pensare quello che “”essi”” hanno fatto delle idee di Darwin””””. (pag 486-487)”,”ANAx-263″
“KROPOTKIN Pietro (KROPOTKINE)”,”Lo spirito di ribellione.”,”Avanguardia. “”Uomini di cuore che non si contentano di sole parole, ma che cercano di metterle in esecuzione, caratteri integri, per i quali l’atto e l’idea formano una sola cosa, per i quali il carcere, l’esilio e la morte sono preferibili ad una vita incoerente coi loro principii: uomini intrepidi che sanno che bisogna ‘osare per riuscire’: ecco le sentinelle perdute che incominciano la battaglia, molto prima che le masse siano bastantemente eccitate per innalzare apertamente la bandiera dell’insurrezione e lanciarsi, colle armi alla mano alla conquista dei loro diritti.”” (pag 7) “”L’indifferenza è ormai impossibile.”” (pag 7)”,”ANAx-276″
“KROPOTKIN Pietro (KROPOTKINE)”,”La Grande Rivoluzione. 1789-1793. Volume I.”,”Volume intonso “”… Da una parte la rivoluzione deve combattere ogni religione armata; dall’altra deve combattere ogni privilegio: che cos’è, adunque, la rivoluzione se non la guerra dell’irreligione e dell’eguaglianza? … Gli uomini di poca fede si ricordino che non vi fu mai progresso che onn toccasse alla proprietà e alla religione, e che… già dall’89 al 93 quattro soli anni bastavano per trascorrere dall’equivoco della libertà al regno della scienza e dell’eguaglianza”” (Giuseppe Ferrari) (in apertura) La guerra alle bande dei contadini. “”Fu allora che nell’Est della Francia si produsse quel fenomeno che dominerà la Rivoluzione durante i due anni seguenti: la borghesia interviene contro i contadini. Gli storici liberali non ne parlano, ma si tratta di un fenomeno della maggiore importanza, che bisogna rilevare. Noi abbiamo visto che la sollevazione dei contadini aveva raggiunto la sua più grande forza nel Delfinato, e, in generale, nell’Est. I ricchi, i signori fuggivano e Necker si doleva di aver dovuto rilasciare in quindici giorni 6000 passaporti agli abitanti più facoltosi. La Svizzera ne era inondata. Ma la media borghesia rimase, si armò, organizzò le sue milizie e l’Assemblea nazionale votò ben presto (il 10 agosto) una misura draconiana contro i contadini insorti (2). Col pretesto che l’insurrezione era l’opera di briganti, essa autorizzò le municipalità a impiegare le truppe, a disarmare tutti gli uomini senza professione e senza domicilio, a disperere le bande e a far d’esse giustizia sommaria. La borghesia del Delfinato approfittò largamente di questi diritti. Quando una banda di contadini insorti attraversava la Borgogna, bruciandone i castelli, i borghesi delle città e dei villaggi l’attaccavano. Una di queste bande, dicono i ‘Deux amis de la Liberté’, fu battuta a Cormatin il 27 luglio, ci furono 20 morti e 60 prigionieri. A Cluny, ci furono 100 morti e 160 prigionieri. La municipalità di Mâcon fece una guerra regolare ai contadini che rifiutavano di pagare la decima e ne impiccò venti. (…)”” (pag 156-157) [(2) Buchez e Roux, ‘Histoire parlementaire’, t. II, p. 254]”,”FRAR-001-FER”
“KROPOTKIN Pietro (KROPOTKINE)”,”La Grande Rivoluzione. 1789-1793. Volume II.”,”Volume intonso ‘Maledetto sia tu per ogni etade, O del reo termidor decimo sol! Tu sanguigno ti affacci, e fredda cade La bionda testa di Saint-Just al suol. Maledetto sia tu da quante sparte Famiglie umane ancor piegansi a i re! Tu suscitasti in Francia il Bonaparte, Tu spegnesti ne i cor virtude e fe” Giosuè Carducci (in apertura) ‘Una cosa è ben certa, ed è che qualunque sia la nazione che entrerà oggi nella via delle rivoluzioni, sarà l’erede di ciò che hanno fatto i nostro avi in Francia. Il sangue che hanno versato, l’hanno versato per l’umanità. Le sofferenze che hanno subite, le hanno subite per l’umanità intera. Le loro lotte, le idee che hanno lanciate, il cozzo di queste idee, – tutto ciò è il patrimonio dell’umanità’ (pag 371)”,”FRAR-002-FER”
“KROPOTKIN Peter, a cura di Giampietro N. BERTI”,”Scienza e anarchia.”,”La funzione rivoluzionaria della scienza, il comunismo anarchico”,”ANAx-481″
“KRUG Peter”,”Gewerkschaften und arbeiterbildung. Gewerkschaftliche bildungsarbeit von ihren anfängen bis zur weimarer republik.”,”Fondo RC Die bis 1878 erschienenen 16 sozialdemokratischen Gewerkschaftszeitungen mit ca. 40.000 Abonnenten wurden dagegen durch das Sozialistengesetz verboten. Über die neuen Fachblätter und das neu entwickelte Unterstützungswesen sollten nach gewerkschaftlicher Absicht zumindest gewerkschaftlich – kollektive Strukturen und Bewußtseinselemente erhalten bleiben.”” Al 1878 i sedici giornali sindacali socialdemocratici apparsi con circa 40 mila sottoscrittori, furono probiti dalle leggi anti-socialiste. Questo sostegno di elementi coscienti e strutture collettive rivolte verso l’ attività sindacale e i nuovi fogli sindacali rimase e si sviluppò ancora.”,”MGEx-174″
“KRUGMAN Paul”,”Il ritorno dell’ economia della depressione. Stiamo andando verso un nuovo ’29?”,”Paul KRUGMAN insegna attualmente al MIT. Nel 1991 ha vinto la John Bates Clark Medal assegnata dall’ American Economic Association. E’ autore di diversi volumi di successo, tra cui, pubblicati da Garzanti, ‘Il silenzio dell’ economia (1991), ‘L’ incanto del benessere’ (1995) e ‘Geografia e commercio internazionale’ (1995).”,”ECOI-053″
“KRUGMAN Paul”,”Il silenzio dell’ economia. Una politica economica per un’ epoca di aspettative deboli.”,”Paul KRUGMAN insegna attualmente al MIT ed è stato consulente della Banca Mondiale, del FMI della Banca del Giappone, dell’ ONU, della Trilateral Commission e del Dipartimento di Stato degli USA. Nel 1991 ha vinto la John Bates Clark Medal assegnata dall’ American Economic Association. ‘Sono orgoglioso della mia generazione di economisti. Tutti conoscono i loro nomi: Walter Heller, Milton Friedman, John Kenneth Galbraith, Arthru Okun, Herbert Stein, Peter Drucker e molti altri. Ma, come ha detto un saggio, la scienza progredisce funerale dopo funerale. Paul Krugman è l’ astro nascente di questo secolo e del prossimo.’ (dalla presentazione di P.A. Samuelson) “”Nessuna immagine dell’ economia americana al principio degli anni Novanta sarebbe completa senza un riferimento agli straordinari cambiamenti che hanno avuto luogo nei mercati finanziari””. (pag 19)”,”USAE-043″
“KRUGMAN Paul”,”Paul Krugman. I grandi della scienza.”,”””Gli storici dell’economia ritengono che la prima vera recessione sia stata la crisi che colpì l’Inghilterra alla fine delle guerre napoleoniche: in altre parole la prima recessione avvenne, come ci si poteva aspettare, nel primo paese industrializzato. I paesi che si industrializzarono in seguito dovettero attendere per avere la possibilità di condividere l’esperienza della recessione. Un mio collega, l’insigne storico dell’economia Peter Temin, mi ha detto che gli Stati Uniti non sperimentarono una vera recessione fino al Panico del 1873. Inoltre ha documentato che fra il 1820 e il 1860 ci furono evidenti differenze fra il comportamento delle economie americana e inglese: quella americana era ancora un’economia “”classica””, in cui contrazioni finanziarie potevano ridurre i prezzi ma avevano un effetto minimo sulla crescita, mentre l’Inghilterra stava già iniziando ad assumere tratti riconoscibilmente keynesiani”” (pag 197)”,”ECOT-229″
“KRUGMAN Paul”,”L’incanto del benessere. Politica ed economia negli ultimi vent’anni.”,”Paul Krugman insegna attualmente (1999) al MIT. Nel 1991 ha vinto la John Bates Medal assegnata dall’American Economic Association. E’ autori di volumi di successo tra cui ‘Il silenzio dell’economia’ (1991), ‘Geografia e commercio internazionale’ (1995) e ‘Il ritorno dell’economia della depressione’ (1999). I ricchi, i padroni del mondo. “”(…) il 70 per cento dell’aumento del reddito familiare medio ha interessato la fascia più alta di reddito, cioè l’un per cento della popolazione. Il significato di questo dato è chiaro: negli Stati Uniti a partire dagli anni Settanta l’aumento del reddito della fascia mediana non è riuscito ad adeguarsi all’aumento del reddito medio: in altre parole, la famiglia media americana si è arricchita di poco nonostante l’aumento della produttività. Già sapevamo che questo fenomeno è dovuto alla crescente sperequazione nella distribuzione dei redditi, che ha dirottato verso la fascia dei molto ricchi il grosso dell’incremento delle entrate. In più ora abbiamo appreso che quando si parla di famiglie ad alto reddito, ci si riferisce alla categoria dei super ricchi: non agli yuppies di varia estrazione, ma ai «padroni del mondo» descritti da Tom Wolfe. Le implicazioni politiche. L’aumento della sperequazione dei redditi può non avere implicazioni politiche. Anche se è logico, fatte le debite riserve, auspicare una distribuzione più uniforme della ricchezza (e non tutti sono d’accordo neppure su questo), non è facile stabilire il da farsi”” (pag 167-168)”,”ECOT-381″
“KRULIC Josip”,”Storia della Jugoslavia. Dal 1945 ai nostri giorni.”,”KRULIC è nato in Jugoslavia nel 1956 da madre slovena e padre croato. Già allievo dell’ Ecole nationale d’administration, la prestigiosa ENA di Parigi, insegnante di ruolo di storia, si è dedicato, in una serie di articoli storici e politologici, a fare l’inventario dell’eredità dei nazionalismi e delle questioni nazionali soprattutto nel contesto Jugoslavo.”,”EURC-035″
“KRULIC Josip”,”Storia della Jugoslavia dal 1945 ai nostri giorni.”,”Josip Krulic è nato in Jugoslavia nel 1956 da madre slovena e padre croato. Già allievo dell’Ecole nationale d’administration, la prestigiosa ENA di Parigi, insegnante di ruolo di storia, si è dedicato, in una serie di articoli storici e politologici, a fare l’inventario dell’eredità dei nazionalismi e delle questioni nazionali soprattutto nel contesto jugoslavo.”,”EURC-040-FL”
“KRUMNOW A. MAIRE E. DETRAZ A.”,”La C.F.D.T. y la autogestion.”,”La CFDT è la Confederazione francese democratica del lavoro. Era originariamente il sindacato cattolico CFTC (Confederazione francese dei lavoratori cristiani). Si è trasformato in sindacato non confessionale nel 1964 collocandosi in una posizione di sinistra. Alcuni dirigenti CFDT fanno parte del PSU partito socialista unificato, ma ci sono anche cattolici e ex- elementi del PCF. La CFDT è il secondo sindacato francese per numero di aderenti e il maggior sindacato a livello europeo che ha legato il suo programma all’ autogestione.”,”MFRx-180″
“KRUPSKAIA N.”,”La mia vita con Lenin.”,”contiene dedica”,”LENS-016″
“KRUPSKAIA Nadezda Kostantinovna”,”Ma vie avec Lenine, 1893-1917. Petersbourg, Siberie, Munich, Londres, Geneve, Russie et Finlandie, Paris, Cracovie, Berne, Zurich, Petersbourg.”,”KRUPSKAIA Nadezda Kostantinovna (1869-1939).”,”LENS-015″
“KRUPSKAIA N. PODVOISKI N. BONTCH-BROUEVITCH BUBNOV A. LONDARSKOI M. MEKHONOCHIN K. FLEROVSKI I. KHOKHRIAKOV K. ANTONOV-OVSEENKO V. BLAGONRAVOV G. NEVSKI V. DACHKEVITCH P. DZENIS O. LUNACHARSKI A. ILINE-GENEVSKI A. BELYCHEV KOLBIN I. EGOROV A. VASSILEV V. SVECHNIKOV N. MALAKHOVSKI V. SOKOLOV S. IZMAILOV N. PETROVSKI G. DYBENKO P.”,”L’ insurrection armée d’ Octobre a Pétrograd. Souvenirs des revolutionnaires de 1917.”,”””Operaio dell’ officina Putilov e in seguito guardia rossa, io ebbi personalmente la fortuna di vedere a più riprese Vladimir Ilich e di parlargli. Era durante i combattimenti di ottobre e novembre 1917. A quest’epoca ero capo della 4° sotnia (distaccamento di cento soldati) del distaccamento delle guardie rosse della fabbrica Putilov. (…)”” (pag 80) “”Al ritorno da Pulkovo, il nostro ‘sotnia’ fu nuovamente designato per montare la guardia allo Smolny. (…) Io menzionai anche il biasimo ricevuto per aver deteriorato l’immobile della scuola degli allievi ufficiali. Vladimir Ilich mi mise la mano sulla spalla. – La decisione presa era quella buona, ed è unicamente così’ che bisogna agire nei confronti dei nemici della rivoluzione. Qualche edificio non potrà ssere paragonato alla perdita di un solo combattente rivoluzionario. Quanto al biasimo, il potere sovietico lo annullerà. Il colloquio prosegue in seguito sulla conservazione degli effettivi della Guardia Rossa, sul consolidamento della disciplina liberamente consentita dai combattenti, come sul modo di scovare gli intrighi dei controrivoluzionari.”” (pag 85) La questione del treno blindato n° 2 Lenin intendeva affidarlo all’ operaio Londarskoï e al suo gruppo per una spedizione a Kharkov, ma questi aveva dei dubbi, pensava di non essere all’ altezza del compito che era quello di assumere il comando in seconda del treno, condurre un gruppo da sbarco, diventare comandante territoriale con missione di organizzare sul posto i comitati di distretto, le commissioni straordinarie e le cellule di partito. Londarskoï lo pregò di affidarlo ad un altro compagno. Lenin ebbe un momento di riflessione poi si volse verso gli astanti chiedendogli se le ragioni invocate da Londarskoï erano valide visto che era il collettivo della Putilov di 30 mila persone ad aver nominato Londarskoï alla sezione militare. Lenin terminò con la proposta ironica di spostarlo in un’altra fabbrica. Nessuno prese la parola, anche Londarskoï tacque e accettò la missione. (pag 86)”,”RIRO-315″
“KRUPSKAIA N.”,”La mia vita con Lenin.”,” Lenin nella Biblioteca di Ginevra (1905) “”Ilic non aveva letto soltanto Marx ed Engels, aveva studiato fra l’altro un gran numero di opere militari e il problema dell’organizzazione di una insurrezione lo aveva occupato assai più di quel che comunemente si ritiene. Il bibliotecario della “”Società di lettura”” ogni mattina vedeva arrivare un rivoluzionario russo, dai pantaloni rimboccati alla moda svizzera, per evitare il fango; costui apriva il libro d’arte militare lasciato il giorno prima, si sedeva come al solito al piccolo tavolo davanti alla finestra, ravviava all’indietro i radi capelli e si metteva a leggere. Di tanto in tanto andava a consultare qualche dizionario, poi ritornava al suo posto, e vergava numerosi fogli di carta con la sua minuta e veloce scrittura”” (pag 83)”,”LENS-261″
“KRUPSKAIA Nadezda”,”La mia vita con Lenin.”,”Questi ricordi hanno lo scopo di dare un quadro delle condizioni in cui Vladimir Ilic visse e lavorò. La prima parte riguarda il periodo che va dal 1894, cioè dal momento del mio primo incontro con Vladimir Ilic, fino al 1908, cioè il tempo della seconda emigrazione. Vi sono compresi i ricordi sul lavoro a Pietroburgo, sul periodo della deportazione, sugli anni trascorsi a Monaco e Londra al tempo della nostra prima emigrazione, sul periodo prima e dopo il II Congresso del partito e sul II Congresso stesso, fino al 1905. La seconda parte dei ricordi riguarda la seconda emigrazione (dal 1908 al 1914), l’epoca della guerra imperialista e il periodo successivo al ritorno dall’emigrazione avvenuto nell’aprile 1917. La Biblioteca nazionale di Parigi “”Era piuttosto difficile studiare a Parigi. La Biblioteca Nazionale era lontana. Vladimiro Ilic vi si recava generalmente in bicicletta, ma l’attraversare una città come Parigi richiedeva molta attenzione; non si trattava dei dintorni di Ginevra. Ciò lo stancava molto. Durante le ore dei pasti, la biblioteca era chiusa. Per ottenere dei libri era necessario sottoporsi ad una serie di formalità burocratiche. Ilic malediva la Biblioteca Nazionale di Parigi. Scrissi ad un professore che in estate insegnava la lingua francese ai corsi di Ginevra, domandandogli di indicarmi delle altre buone biblioteche. Mi mandò subito tutte le informazioni. Ilic visitò tutte le biblioteche indicate, ma in nessuna si trovò bene. Alla fine gli rubarono la bicicletta. La lasciava sotto la scala di una casa vicina alla Biblioteca Nazionale, pagando per ciò dieci centesimi alla portinaia. Un giorno non la trovò più. La portinaia affermò che non aveva mai accettato di custodire una bicicletta, ma solo permesso di lasciarla nel sottoscala. Andando in bicicletta a Parigi e nei dintorni bisognava stare molto attenti. Una volta, sulla strada di Juvissy, Ilic fu investito da un’automobile; poté a stento saltare a terra, ma la bicicletta andò in pezzi”” [Nadezda Krupskaia, ‘La mia vita con Lenin’, Roma, 1956] (pag 172)”,”LENS-013-FL”
“KRUPSKAIA N. (KRUPSKAJA Nadeshda)”,”Erinnerungen an Lenin.”,” Lettere di Lenin al partito dalla Finlandia (pag 431-432) “”Das alles natürlich beispielsweise, nur als ‘Illustration’ dafür, daß man im jetzigen Augenblick dem Marxismus, der Revolution nicht treu bleiben kann, ‘wenn man sich nicht zum Aufstand als zu einer Kunst verhält”” (1). Lenin machte sich in Finland große Sorgen, daß der günstigste Augenblick zum Losschlagen ungenützt verstreichen könnte. Am 7. Oktober schreibt er an die Petrograder Stadtkonferenz; ferner an das Zentralkomitee, das Moskauer, das Petrograder Komitee der Partei und an die bolschewistischen Mitglieder der Sowjets von Moskau und Petrograd. Am 8. folgt ein Brief an die Genossen Bolschewiki, die Teilnehmer des Sowjetkongresses des Nordgebiets; Lenin ist höchst besorgt, ob dieser Brief auch ankommen würde. Am 9. reist Lenin nach Petrograd, wo er illegal im Wiborger Bezirk untertaucht. Von hier aus leiter er die Vorbereitung des Aufstandes. Im letzten Monat war Lenin ausschließlich vom Gedanken an den Aufstand beherrscht; nur das erfüllte ihn. Seine Stimmung und sein Optimismus teilten sich auch seinen Gefährten mit. Besonders wichtig ist Lenins letzter Brief aus Finnland, der Brief an die Genossen Bolschewiki,die Teilnehmer des Kongresses der Sowjets des Nordens. Er lautet: “”…der bewaffnete Aufstand ist eine ‘besondere’ Form des politischen Kampfes, die besonderen Gesetzen unterworfen ist, und diese müssen gründlich durchdacht werden. Außerdrückt, als er schrieb, daß der bewaffnete ‘Aufstand genau wie der Krieg eine Kunst’ ist. Die wichtigsten Regeln diese Kunst sind nach Marx: I. Nie mit dem Aufstand ‘spielen’, hat man ihn aber einmal begonnen, so muß man genau wissen, daß man ‘bis zu Ende geben’ muß. 2. Am entscheidenden Ort und im entscheidenden Augenblick muß ein ‘großest Kräfteübergewicht’ konzentriert werden, denn sonst wird der Feind, der besser ausgebildet un organisiert ist, die Aufständischen vernichten. 3. Sobald der Aufstand begonnen hat, gilt es, mit der größten ‘Entschiedenheit’ zu handeln und unter allen Umständen und unbedingt ‘die Offensive’ zu ergreifen. ‘Die Defensive ist der Tod des bewaffneten Aufstandes’. 4. Man muß bestrebt sein, den Feind zu überrumpeln und den Augenblick abzupassen, wo seine Truppen zerstreut sind. 5. Es gilt, ‘täglich’ (handelt es sich um eine Stadt, so können wir sagen stündlich), wenn auch kleine Erfolge zu erreichen, und dadurch um jeden Presi das ‘moralische Übergewicht’ festzuhalten. Marx hat die Lehren aus allen Revolutionen bezüglich des bewaffneten Aufstands mit Meisters revolutionären Taktik’, so zusammengefaßt: ‘De l’audace, de l’audace, encore de l’audace!'”” [Nadeshda Krupskaja, ‘Oktober 1917’ (in) ‘Erinnerungen an Lenin’, Teil III’, Berlin, 1960] [(1) W.I. Lenin: Das Jahr 1917, S. 360]”,”LENS-277″
“KRUSCIOV Nikita”,”La politica dell’ Unione Sovietica. Rapporto al XX Congresso del PCUS.”,”Rapporto presentato il 14 febbraio 1956 al XX Congresso del PCUS dal primo segretario del CC del PCUS N.S. Krusciov. Delegazione italiana: Palmiro Togliatti, Mauro Scoccimarro, Rita Montagnana, Athos Bugliani, Salvatore Cacciapuoti, Paolo Bufalini (PCI)”,”RUSS-169″
“KRUTA Venceslas MANFREDI Valerio M.”,”I celti in Italia.”,”Alla luce delle più recenti scoperte archeologiche e linguistiche, Venceslas Kruta e Valerio M. Manfredi tracciano l’affascinante ritratto del popolo celtico italiano. 1 Celti infatti si stabilirono in Italia settentrionale forse già all’età del Bronzo. Agli inizi del IV secolo a.C. nuove ondate di Celti transalpini si stanziarono a sud del Po, in Emilia e nelle Marche, dove sostituirono il loro predominio a quello degli Etruschi e degli Umbri. In seguito, spingendosi nell’Italia centrale, i Celti furono sconfitti dai Romani, i quali alla fine riuscirono a integrarli in un grande stato europeo multietnico destinato a durare cinque secoli. Tra i maggiori studiosi del popolo celtico, Venceslas Kruta è stalo uno degli organizzatori della mostra “”I Celli””, tenutasi a palazzo Grassi nel 1991. Oltre ad articoli e saggi, ha pubblicato “”I Celli”” e “”L’Europa delle origini””. Valerio M. Manfredi, ha insegnato in università italiane e straniere. Tra i suoi libri ricordiamo: “”La strada dei Diecimila””, “”Le isole fortunate”” e “”Gli Etruschi in vai Padana”” “”Sappiamo che nell’ ambito dello scontro durissimo in atto in Sicilia verso la fine del V secolo fra i Greci e i Cartaginesi che si contendevano il controllo dell’ isola, emerse, in un momento di grande pericolo, la figura di Dionigi, prima giovane ufficiale dell’ esercito siracusano e poi, via via, leader indiscusso della grande città siceliota e infine tiranno che esercitò un potere personale e una politica egemonica non solo nell’ isola, ma anche in tutta la Magna Grecia e in area adriatica. Sotto di lui Siracusa divenne una vera e propria superpotenza, si dotò di un formidabile sistema di fortificazioni (la cinta muraria e il castello Eurialo), di una flotta possente e di un esercito numeroso e ben armato per sostenere una politica egemonica che mirava, nella sostanza, a creare un grande impero greco in Occidente da contrapporre alle altre grandi potenze del Mediterraneo occidentale, gli Etruschi e i Cartaginesi.”” (pag 93)”,”STAx-167″
“KRUZIK F. MICHAUT R. ELLIOT A. BERTOLINI R. LATIOVIC L. WASILUK P. TEUBNER H. NESTERENKO I., comitato internazionale di redazione”,”Le Brigate Internazionali. La solidarietà dei popoli con la Repubblica Spagnola.”,”””La forma suprema di solidarietà dei progressisti nordamericani fu la partecipazione dei volontari statunitensi alla guerra di Spagna a fianco della Repubblica. I combattenti della Brigata Internazionale “”Abraham Lincoln”” che combatterono nelle file dell’ Esercito repubblicano furono in totale poco più di 3.000. Ma milioni di americani li sostennero, seguirono la loro sorte con apprensione e li difesero dagli attacchi della reazione.”” (pag 237)”,”MSPG-145″
“KRYSMANSKI Hans Jürgen”,”Die Letzte Reise des Karl Marx.”,”L’autore insegna Sociologia alla Westfälischen Wilhelms-Universität Münster.”,”MADS-772″
“KUBALKOVA V. CRUICKSHANK A.A.”,”Marxism-Leninism and Theory of International Relations.”,”Lenin, legge di sviluppo ineguale. “”Lenin, of course, was not the only proletarian leader who was trying to rethink the new era. Kautsky (‘the renegade’) thought that the number of great powers on the international scene would decrease and that they would eventually become organised as a kind of ‘super imperialist bloc’ whose frictions would be resolved by recourse to instruments and processes other that war. Lenin’s concept of the uneven development of capitalism refutes this ‘nonsense’ of Kautsky’s, described as ‘the joint exploitation of the world by internationally united finance capital’ (51). In (51) Lenin, Selected Works, op. cit., 1/741 (pag 95-96) “”Lenin, of course, was not the only proletarian leader who was trying to rethink the new era. Kautsky (‘the renegade’) thought that the number of great powers on the international scene would decrease and that they would eventually become organised as a kind of ‘super imperialist bloc’ whose frictions would be resolved by recourse to instruments and processes other that war. Lenin’s concept of the uneven development of capitalism refutes this ‘nonsense’ of Kautsky’s, described as ‘the joint exploitation of the world by internationally united finance capital’ (51). In Lenin’s view the now less developed countries would be more rapid in their imperialist development. This differential development rate would lead to major wars between the imperialist blocs since ‘once the relation of forces is changed, what other solution of contradictions can be found under Capitalism than that of force’ (52). Needless to say, this new theory saw tsarist Russia as a cynosure of events, and since revolution could no longer be regarded as imminent in the advanced capitalist countries, backward countries like Russia would now have to fulfil the historical mission of the proletariat. The proletariat of the capitalist countries, ran the implications of Lenin’s law, is now corrupted to such an extent that non only did it encourage the imperialist governments to go to war in the first place but it was later quite unable to see its historical duty, which, according to Lenin in 1914, was to change imperialist war into civil wars in their respective countries. The imperialist wars, however savage, are not any longer, he believed, destroying the capitalist system (their main objectives being invariably only the further redistribution of the world). The outcomes of such wars merely bring readjustment of the capitalist ‘status quo’, while the basis of capitalism remains intact. The element that would be the agency of the destruction of imperialism must now take place on a world scale (and on this point coincided with Marx and Engels) but would do so through a sequential development of a phase revolutionary process.”” [Lenin non era l’unico leader proletario che stava cercando di ripensare la nuova era. Kautsky (‘il rinnegato’) riteneva che il numero delle grandi potenze sulla scena internazionale sarebbe diminuito e che alla fine il capitalismo si sarebbe organizzato in una sorta di ‘blocco super-imperialista’ in cui gli attriti interni si sarebbero risolti con il ricorso a strumenti non bellici. La teoria di Lenin dello sviluppo ineguale del capitalismo confuta questa ‘assurdità’ di Kautsky, definita come ‘lo sfruttamento congiunto del mondo da parte del capitale finanziario internazionale unito’. Nella visione di Lenin i paesi meno sviluppati sarebbero stati più rapidi nel loro sviluppo. Questo ritmo di sviluppo differenziale avrebbe portato a grandi guerre tra i blocchi imperialisti poichè ‘una volta che il rapporto di forze è cambiato, quale altre soluzioni delle contraddizioni possono essere trovate sotto il capitalismo se non quella della forza’. Inutile dire che questa nuova teoria ha visto la Russia zarista come punto di riferimento, e dal momento che la rivoluzione non poteva più essere considerata come imminente nei paesi capitalisti avanzati, i paesi arretrati come la Russia ora avrebbero dovuto compiere la missione storica del proletariato. Il proletariato dei paesi capitalisti, anche per le implicazioni della legge scoperta da Lenin, è ora a tal punto corrotto che non solo, in una prima fase, ha incoraggiato i governi imperialisti ad entrare in guerra, ma in seguito è non stato assolutamente in grado di vedere il suo dovere storico, che secondo Lenin, nel 1914, era quello di trasformare la guerra imperialista in guerra civile nei loro rispettivi paesi. La distruzione dell’imperialismo deve avvenire su scala mondiale (e su questo punto il suo pensiero coincide con quello di Marx ed Engels), e si dovrebbe realizzarla attraverso uno sviluppo sequenziale del processo rivoluzionario (pag 95-96)]”,”LENS-010-FL”
“KUBERT Joe”,”Fax da Sarajevo.”,”Joe Kubert (1926-2012) era un disegnatore ed un esperto di narrazione grafica e di fumetti”,”TEMx-063″
“KUBLIN Hyman”,”Asian Revolutionary. The Life of Sen Katayama.”,”””Katayama era, comunque, di taglio completamente diverso da Takano. Possedeva una opinione magnanima degli esseri umani, non era in grado, nonostante la sua dura esperienza nell’ America industriale, di pensare il peggio del capitalismo e dei suoi principali beneficiari””. (pag 118)”,”MJAx-003″
“KUBLIN Hyman”,”Asian Revolutionary. The Life of Sen Katayama.”,”””Una lettura dell’ Autobiografia di Katayama rivela subito, sorprendentemente, il suo carattere essenzialmente non-politico. Essa è, perciò, di limitato valore per lo studio della sua carriera rivoluzionaria e lo sviluppo del suo pensiero sociale. Affinché i suoi lettori non aprano il suo libro con false aspettative (…)””. (pag 258)”,”MJAx-011″
“KUBY Erich”,”Germania Germania. Riflessioni su una nazione di frontiera, 1945-1985.”,”L’A è nato nel 1910 nell’Alta Baviera. Dopo aver combattuto sul fronte russo ha iniziato nel 1946 la carriera giornalistica lavorando alla ‘Süddeutsche Zeitung’ di Monaco e poi per sedici anni a ‘Stern’. E’ autore di numerosi saggi sulla GERM post-nazista tra i quali pubblicati anche in Italia: ‘Rosemarie, Richard Wagner & Co.’,’I russi a Berlino’, ‘Quattro verità sulla Germania’, ‘Il tradimento tedesco’ (Rizzoli, 1983), ‘L’affare ‘Stern” (Rizzoli, 1984).”,”GERV-011″
“KUBY Erich NEGT Oskar WEISS Peter FRIED Erich SARTRE Jean-Paul CASTRO Fidel LONGO Luigi MEINHOF Ulrike Marie, scritti di”,”Praga e la sinistra.”,”Questo volume raccoglie saggi e interventi di personalità politiche e di scrittori sulla crisi cecoslovacca. Alcune sono testimonianze oculari dell’invasione russa, altre sono analisi politiche del ‘trauma di Praga’ che ha posto le sinistre di tutto il mondo di fronte a problemi di coscienza oggi ben lungi dall’essere risolti.”,”EURC-049-FL”
“KUBY Erich, a cura di Giorgio BORSA”,”Il tradimento tedesco.”,”Erich Kuby, nato nel 1910 e cresciuto nell’Alta Baviera, fece in tempo ad assimilare all’università quanto bastava delle tendenze liberali della democrazia di Weimar per non simpatizzare mai con il nazionalsocialismo. Dopo aver lavorato alcuni anni presso varie case editrici, nel 1939 fu chiamato sotto le armi e nella Wehrmacht rimase, come soldato semplice, fino al 1945, combattendo tre anni sul fronte russo. Durante la guerra tenne un diario di oltre 10.000 pagine, che pubblicò nel 1975 in forma abbreviata col titolo di ‘Mein Krieg’ (La mia guerra). Iniziò, la sua attività di giornalista e scrittore nel 1946, in qualità di consulente presso l’ufficio americano di controllo sulla stampa a Monaco, poi passò alla ‘Süddeutsche Zeitung’, dove svolse la sua attività per dieci anni e infine, per altri sedici, lavorò nella redazione di ‘Stern’. È autore di molti saggi critici sulla Germania postnazista, che gli valsero la fama di “”anticonformista in servizio attivo””. Durante gli anni Sessanta, Kuby è stato attivista del movimento contro le armi atomiche condotto dagli studenti. Lunghi anni di ricerche per la stesura di questo libro lo hanno condotto in Italia, dove si è stabilito. Vive oggi (1983) a Venezia. ‘Italia e Germania tra il 1933 e il 1945: due sistemi politici simili, due dittatori profondamente diversi, una amicizia proclamata a gran voce e sistematicamente tradita dall’alleato nazista. L’autore (ha pubblicato tra l’altro ‘I russi a Berlino’ e inchieste), riscrive la storia dei rapporti tra Hitler e Mussolini: la tragedia dell’Italia trascinata in una guerra non sua, del paese devastato, dei seicentomila deportati, delle persecuzioni e delle torture, per il tradimento alla tedesca’ (retrocop.) Dopo 8 settembre 1943, spoliazione di beni economici e impiego coercitivo dell’elemento umano (pag 249-251) finire”,”QMIS-330″
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Nascita della classe operaia.”,”Jürgen KUCZYNSKI annoverato tra i maggiori storici della classe operaia, è stato docente all’ Istituto di Storia Economica di Berlino-Est e membro dell’ Accademia della Germania Orientale (DDR).”,”CONx-014″
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Les origines de la Classe ouvrière.”,”KUCZYNSKI J. è stato un decano degli storici della classe operaia, ben conosciuto per il gran numero di opere e articoli che ha pubblicato su questo soggetto. Ha insegnato (professore) all’ Istituto di storia economica di Berlino Est e membro dell’ Accademia tedesca. “”Tabella 10. Diminuizione della percentuale di schiavi tra in Neri (in milioni) Anno 1790 Totale 0.76 Liberi 0.06 Schiavi 0.70 (…) Anno 1850 Totale 3.64 Liberi 0.43 Schiavi 3.21 Nel 1790, intorno all’ 8% dei neri erano liberi; nel 1850 circa il 12%, un lento aumento in 60 anni – ma il numero di schiavi si è moltiplicato per 4 volte e mezzo. (pag 174-175)”,”CONx-110″
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Breve storia dell’ economia. Dalla comunità primitiva al capitalismo contemporaneo.”,”Riporta analisi o citazioni di Marx Engels Lenin Stalin Rostovtzeff Kulischer Sieveking D’Avenel. “”Per questo Marx anche dice: “”Il passaggio dal modo di produzione feudale si compie in due maniere. Il produttore diventa commerciante e capitalista, si oppone all’ economia agricola naturale ed al lavoro manuale stretto in corporazioni dell’ industria medievale urbana. Questo è il cammino effettivamente rivoluzionario. Oppure il commerciante si impadronisce direttamente della produzione. Questo ultimo procedimento, sebbene storicamente rappresenti una fase di transizione si prenda l’ esempio del ‘clothier’ (commerciante di tessuti) inglese del XVIII secolo che pone sotto il suo controllo i tessitori, i quali tuttavia sono indipendenti, vende ad essi la loro lana e compera da essi il panno – non porta in sé e per sé alla rivoluzione dell’ antico modo di produzione, che esso invece conserva e salvaguarda come sua condizione”” (Il Capitale)””. (pag 166) “”Guerre dei contadini contro i signori feudali ebbero luogo in quasi tutti i paesi d’ Europa. Talvolta esse iniziarono come movimenti di sollevazione di una determinata regione per propagarsi poi a poco a poco all’ intero paese. Raramente, come ad esempio in Inghilterra, cominciarono nella forma di una guerra quasi generale in tutta la campagna. Più spesso ebbero luogo a tappe, ora in questa ora in quella parte del paese, senza confluire in un grosso movimento. Oppure, come in Germania, pur senza diventare una rivoluzione contadina che abbracciasse l’ intero paese investirono tuttavia regioni così estese da poter avere una grande importanza generale per l’ intero paese.”” (pag 170)”,”EURE-056″
“KUCZYNSKI Jürgen ZIESCHANG Kurt TURLEY Hermann HESS Peter HEINIGER Horst BENARY Arne BEHRENS Fritz”,”Probleme der politischen Ökonomie.”,”Ripresa tedesca. “”Der deutsche Imperialismus hatte im II. Weltkrieg eine vernichtende Niederlage erlitten und schied zunächst für eine längere Zeit als Konkurrent auf dem kapitalistischen Weltmarkt aus. Jedoch erschöpft sich die Charakterisierung der besonderen Lage des deutschen Imperialismus nach Beendigung des II. Weltkrieges nicht nur und nicht in erster Linie in einer bloßen Feststellung seiner Niederlage””. (pag 123) “”L’imperialismo tedesco aveva nella seconda guerra mondiale ha subito una sconfitta schiacciante e dimessi, inizialmente per un lungo tempo come un concorrente per il mondo capitalista da. Esaurito Tuttavia la caratterizzazione della situazione specifica del imperialismo tedesco dopo la fine della seconda guerra mondiale, non solo e non in soprattutto in una semplice constatazione della sua sconfitta. “” (traduttore aut. Google)”,”GERE-025″
“KUCZYNSKI Jürgen, collaborazione di MÜLLER Hans-Heinrich RÖDER Karl-Heinz”,”Gesellschaften im Untergang. Vergleichende Niedergangsgeschichte vom Römischen Reich bis zu den Vereinigten Staaten von Amerika.”,”Niedergang : decadenza, declino, tramonto Bonapartismo, Napoleone III. (pag 201-2012) Niedergang : decadenza, declino, tramonto “”Engels schätzt in der Einleitung zu Marx’ “”Bürgerkrieg in Frankreich”” die Situation so ein: “”Konnte das Proletariat noch nicht Frankreich regieren, so konnte die Bourgeoisie es schon nicht mehr. Wenigstens damals nicht, wo sie der Mehrzahl nach noch monarchisch gesinnt und in drei dynastische Parteien und eine vierte republikanische gespalten war. Ihre innern Zänkereien erlaubten dem Abenteuerer Louis Bonaparte, alle Machtposten – Armee, Polizei, Verwaltungsmaschinerie – in Besitz zu nehmen und am 2. Dezember 1851 die letzte feste Burg der Bourgeoisie, die Nationalversammlung, zu sprengen. Das zweite Kaiserreich begann die Ausbeutung Frankreichs durch eine Bande politischer und finanzieller Abenteurer, aber zugleich auch eine industrielle Entwicklung, wie sie unter dem engherzigen und ängstlichen System Louis-Philippes, bei der ausschließlichen Herrschaft eines nur kleinen Teils der großen Bourgeoisie, nie möglich war. Louis Bonaparte nahm den Kapitalisten ihre politische Macht unter dem Vorwand, sis, die Bourgeois, gegen die Arbeiter zu schützen, und wiederum die Arbeiter gegen sie; aber dafür begünstigte seine Herrschaft die Spekulation und die industrielle Tätigkeit, kurz, den Aufschwung und die Bereicherung der gesamten Bourgeoisie in bisher unerhörtem Maß. In noch weit größerm Maß allerdings entwickelte sich die Korruption und der Massendiebstahl, die sich um den kaiserlichen Hof gruppierten und von dieser Bereicherung ihre starken Prozente zogen”” (Marx/Engels, Werke, Bd 22, a.a. O., S. 190 f.). Bonapartismus – zumindest am Anfang der Herrschaft Napoleon III. Die Bourgeoisie kann nicht mehr herrschen und die Arbeiterklasse noch nicht – doch unter solchen Umständen kann ein Abenteurer mit einer Armee herrschen. In “”Die preußische Militärfrage”” schreibt Engels: “”Als in Frankreich in dem Riesenkampf von Juni 1848 die Pariser Arbeiter besiegt waren, hatte sich zugleich die Bourgeoisie an diesem Siege vollständing erschöpft. Sie war sich bewußt, keinen zweiten solchen Sieg ertragen zu können. Sie herrschte noch dem Namen nach, aber sie war zu schwach zur Herrschaft. An die Spitze trat die Armee, der eigentliche Sieger, gestützt auf die Klasse, aus der sie sich vorzugsweise rekrutierte, die kleinen Bauern, welche Ruhe haben wollten vor den Städtekrawallern.Die Form dieser Herrschaft war selbstredend der militärische Despotismus, ihr natürlich Chef der angestammte Erbe desselben, Louis Bonaparte”” (Marx/Engels, Werke, Bd 16, Berlin 1962, S. 71). So entstand also eine Situation des “”Gleichgewichtes der Kräfte””, die es einer Gruppe von Arbeiterklasse und dem Bürgertum, gestützt auf die Bauern und dann auf Lumpenproletariat wie Lumpenbourgeoisie (und Lumpenadel), zu errichten. “”Bonaparte weiß sich von allem als Chef der Gesellschaft vom 10. Dezember, als Repräsentanten des Lumpenproletariats””, schreibt Marx”” (Marx/Engels, Werke, Bd. 8, Berlin, 1960, S. 205).”” [Jürgen Kuczynski, Gesellschaften im Untergang. Vergleichende Niedergangsgeschichte vom Römischen Reich bis zu den Vereinigten Staaten von Amerika, 1984] (pag 201-202)”,”STOS-159″
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Vier Revolutionen der Produktivkräfte. Theorie und Vergleiche. Mit kritischen Bemerkungen und Ergänzungen von Wolfgang Jonas. [‘Quattro rivoluzioni delle forze produttive. Teoria e confronti. Con osservazioni critiche e aggiunte di Wolfgang Jones’]”,”[‘Quattro rivoluzioni delle forze produttive. Teoria e confronti. Con osservazioni critiche e aggiunte di Wolfgang Jones’] “”Der historische Materialismus von Marx war eine gewaltige Errungenschaft des wissenschaftlichen Denkens. Das Chaos und die Willkür, die bis dahin in den Anschauungen über Geschichte und Politik geherrscht hatten, wurden von einer erstaunlich einheitlichen und harmonischen wissenschaftlichen Theorie abgelöst, die zeigt, ‘wie sich aus einer Form des gesellschaftlichen Lebens, als Folge des Wachstums der Produktivkräfte, eine andere, höhere Form entwickelt”” (Lenin, Werke, Bd. 19, S.5) (in apertura) [Il materialismo storico di Marx è stato un successo monumentale del pensiero scientifico. Il caos e l’arbitrio che in precedenza avevano regnato nelle concezioni sulla storia e la politica sono stati sostituiti da una teoria scientifica molto coerente e armoniosa, che mostra ‘come, da una forma di vita sociale, per effetto dello sviluppo delle forze produttive, si è sviluppata un’altra forma più elevata’”” (Lenin, Opere, vol. 19, p.5)]”,”CONx-204″
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Nascita della classe operaia.”,”Jürgen KUCZYNSKI annoverato tra i maggiori storici della classe operaia, è stato docente all’ Istituto di Storia Economica di Berlino-Est e membro dell’ Accademia della Germania Orientale (DDR). Contiene il capitolo: ‘Storiografia delle origini della classe operaia. (L’autore cita lo studio di Kenessay, Toynbee, Hammond, John Clapham, Thompson, Gyula, Lederer, V. Sandor, Klima, Purs, Kula.”,”CONx-003-FV”
“KUCZYNSKI Jürgen”,”Nascita della classe operaia.”,”Jürgen Kuczynski, annoverato tra i maggiori storici della classe operaia, è stato docente all’ Istituto di Storia Economica di Berlino-Est e membro dell’ Accademia della Germania Orientale (DDR). Contiene il capitolo: ‘Storiografia delle origini della classe operaia. (L’autore cita lo studio di Kenessay, Toynbee, Hammond, John Clapham, Thompson, Gyula, Lederer, V. Sandor, Klima, Purs, Kula) (pag 223-228) I principi di una organizzazione (operaia) (pag 108)”,”CONx-007-FSD”
“KUDRYAVTSEV A.C. e altri”,”Lenin a Ginevra. Luoghi di Lenin a Ginevra. (in russo)”,”Cartina dell’intero percorso del viaggio in Svizzera di Lenin e della Krupskaia nell’estate del 1904 (in risvolti di copertina ultima pagina)”,”LENS-319″
“KUEHL Warren F. a cura; contributi di Fredrick AANDAHL Frank W. ABBOTT Paul P. ABRAHAMS Robert D. ACCINELI Aamir ALI Glenn C. ALTSCHULER Effie AMBLER Joseph L. ARNOLD Mary Welek ATWELL Walter M. BACON Robert C. BANNISTER John F. BANTELL Kenneth C. BARNES Ruhl J. BARTLETT Suzanne BASTID J. Leonard BATES Joseph O. BAYLEN David P. BEATTY Cynthia F. BEHRMAN Patrick BELLEGARDE-SMITH Bernard BELLUSH A. LeROY BENNETT Clarence A. BERDAHL Darrel E. BIGHAM Donald S. BIRN Louis R. BISCEGLIA M.B. BISKUPSKI Kenneth John BLUME Stephen D. BODAYLA Ernest C. BOLT Leon E. BOOTHE Robert BOTHWELL Werner BRAATZ John J. BROESAMLE Robert CRAIG BROWN Ian BROWNLIE Kathleen BURK Thomas W. BURKMAN E. BRADFORD BURNS June K. BURTON Harold T. BUTLER Kenneth R. CALKINS Thomas M. CAMPBELL Elisa CARRILLO John M. CARROLL Ian CASSELMAN Alan CASSELS James E. CEBULA John WHITECLAY CHAMBERS II Charles CHATFIELD Roger CHICKERING J. Garry CLIFFORD Catherine Ann CLINE Ruth CLINEFELTER Naomi W. COHEN Warren I. COHEN Joel COLTON Sandi E. COOPER Frank J. COPPA Richard A. COSGROVE Louis A. CRETELLA Robert D. CUFF David CULBERT Lejeune CUMMINGS Raymond J. CUNNINGHAM William W. CUTHBERTSON Calvin D. DAVIS Harold Eugene DAVIS Hugh H. DAVIS Kenneth Penn DAVIS Anne L. DAY Robert Allbert DAYER Charles DeBENEDETTI Terry L. DEIBEL Charles F. DELZELL Justus D. DOENECKE J.B. DONNELLY Murray DONNELLY Marvin L. DOWNING Martin David DUBLIN Juanita Montague DUFFER Joseph T. DURKIN Lawrence O. EALY George W. EGERTON John D. FAIR Terence J. FAY John FINAN Seymour Maxwell FINGER Carole FINK Clinton F. FINK Richard A. FREDLAND Frank FREIDEL Robert A. FRIEDLANDER James FRIGUGLIETTI Stephen E. FRITZ Paul A. GAENG Lawrence E. GELFAND Irwin F. GELLMAN Roy E. GOODMAN Colin GORDON James W. GOULD H. ROGER GRANT John GRECO Greg GUBLER Marcel HAMELIN Wolfram F. HANRIEDER William H. HARBAUGH Victoria A. HARDEN James W. HARPER Benjamin T. HARRISON William H. HATCHER Morrell HEALD Jonathan E. HELMREICH Sondra R. HERMAN David W. HIRST Paul F. HOOPER William D. HOOVER Douglas W. HOUSTON Robert V. HUDSON e altri”,”Biographical Dictionary of Internationalists.”,”Contributori: Fredrick AANDAHL, Frank W. ABBOTT, Paul P. ABRAHAMS, Robert D. ACCINELI, Aamir ALI, Glenn C. ALTSCHULER, Effie AMBLER, Joseph L. ARNOLD, Mary Welek ATWELL, Walter M. BACON, Robert C. BANNISTER, John F. BANTELL, Kenneth C. BARNES, Ruhl J. BARTLETT, Suzanne BASTID, J. Leonard BATES, Joseph O. BAYLEN, David P. BEATTY, Cynthia F. BEHRMAN, Patrick BELLEGARDE-SMITH, Bernard BELLUSH, A. LeROY BENNETT, Clarence A. BERDAHL, Darrel E. BIGHAM, Donald S. BIRN, Louis R. BISCEGLIA, M.B. BISKUPSKI, Kenneth John BLUME, Stephen D. BODAYLA, Ernest C. BOLT, Leon E. BOOTHE, Robert BOTHWELL, Werner BRAATZ, John J. BROESAMLE, Robert CRAIG BROWN, Ian BROWNLIE, Kathleen BURK, Thomas W. BURKMAN, E. BRADFORD BURNS, June K. BURTON, Harold T. BUTLER, Kenneth R. CALKINS, Thomas M. CAMPBELL, Elisa CARRILLO, John M. CARROLL, Ian CASSELMAN, Alan CASSELS, James E. CEBULA, John WHITECLAY CHAMBERS II, Charles CHATFIELD, Roger CHICKERING, J. Garry CLIFFORD, Catherine Ann CLINE, Ruth CLINEFELTER, Naomi W. COHEN, Warren I. COHEN, Joel COLTON, Sandi E. COOPER, Frank J. COPPA, Richard A. COSGROVE, Louis A. CRETELLA, Robert D. CUFF, David CULBERT, Lejeune CUMMINGS, Raymond J. CUNNINGHAM, William W. CUTHBERTSON, Calvin D. DAVIS, Harold Eugene DAVIS, Hugh H. DAVIS, Kenneth Penn DAVIS, Anne L. DAY, Robert Allbert DAYER, Charles DeBENEDETTI, Terry L. DEIBEL, Charles F. DELZELL, Justus D. DOENECKE, J.B. DONNELLY, Murray DONNELLY, Marvin L. DOWNING, Martin David DUBLIN, Juanita Montague DUFFER, Joseph T. DURKIN, Lawrence O. EALY, George W. EGERTON, John D. FAIR, Terence J. FAY, John FINAN, Seymour Maxwell FINGER, Carole FINK, Clinton F. FINK, Richard A. FREDLAND, Frank FREIDEL, Robert A. FRIEDLANDER, James FRIGUGLIETTI, Stephen E. FRITZ, Paul A. GAENG, Lawrence E. GELFAND, Irwin F. GELLMAN, Roy E. GOODMAN, Colin GORDON, James W. GOULD, H. ROGER GRANT, John GRECO, Greg GUBLER, Marcel HAMELIN, Wolfram F. HANRIEDER, William H. HARBAUGH, Victoria A. HARDEN, James W. HARPER, Benjamin T. HARRISON, William H. HATCHER, Morrell HEALD, Jonathan E. HELMREICH, Sondra R. HERMAN, David W. HIRST, Paul F. HOOPER, William D. HOOVER, Douglas W. HOUSTON, Robert V. HUDSON e altri.”,”INTx-003″
“KUHIHARA Kenneth K. a cura; saggi di Dudley DILLARD Martin BRONFENBRENNER Mabel F. TIMLIN William S. VICKREY Don PATINKIN Howard R. BOWEN Gerald M. MEIER R.C.O. MATTHEWS Shinichi ICHIMURA Anatol MURAD Kenneth K. KURIHARA Lawrence K. KLEIN Shigeto TSURU Paul P. STREETEN Lorie TARSHIS Franco MODIGLIANI”,”Economia postkeynesiana.”,”Saggi di Dudley DILLARD Martin BRONFENBRENNER Mabel F. TIMLIN William S. VICKREY Don PATINKIN Howard R. BOWEN Gerald M. MEIER R.C.O. MATTHEWS Shinichi ICHIMURA Anatol MURAD Kenneth K. KURIHARA Lawrence K. KLEIN Shigeto TSURU Paul P. STREETEN Lorie TARSHIS Franco MODIGLIANI “”Come Schumpeter scrisse in morte di Keynes: ‘Quantunque la “”teoria della rottura”” d Keynes sia del tutto differente da quella di Marx, esse hanno un’ importante caratteristica in comune: in entrambe le teorie, la rottura è motivata da cause inerenti al funzionamento della macchina economica, non dall’ azione di fattori esterni ad essa’ (J.A. Schumpeter, Ten Great Economists, 1951 pag 284)”” (pag 344)”,”ECOT-057″
“KUHN Thomas S.”,”La struttura delle rivoluzioni scientifiche.”,”Questo volume fa parte di un più ampio dibattito che interessa scienziati e filosofi della scienza e rappresenta forse lo sforzo più completo per mostrare che è vero il contrario: la scienza procede per rivoluzioni, le spiegazioni sono tali all’interno di una struttura, di una vasta rete di interconnessioni, che diventa sempre più sottile, ma che spesso si imbatte in fenomeni che non riesce a spiegare senza mutare radicalmente se stessa. Esiste una interazione fra struttura concettuale della scienza, che si manifesta nel complesso di forze che decidono cosa è “”problema”” e cosa è “”soluzione”” di un problema. Cosa non nuova, ma che KUHN-TS è stato tra i primi ad affrontare analiticamente, tenendo fede al detto baconiano: “”La verità emerge piuttosto dall’errore che dalla confusione””. KUHN-TS è professore di Storia della scienza all’ Università di PRINCETON. Delle sue opere EINAUDI ha pubblicato: – “”La rivoluzione copernicana”” (1972). – “”Le teorie della causalità”” (1974). In collaborazione con altri autori. – “”La tensione essenziale. Cambiamenti e continuità nella scienza”” (1985).”,”SCIx-082″
“KUHN Axel”,”Il sistema di potere fascista. Origini caratteristiche e cause della sopravvivenza di un fenomeno.”,”Axel KUHN, nato nel 1943, ha studiato storia, letteratura tedesca e filosofia presso le università di Münster, Amburgo e Kiel. Dal 1968 svolge la propria ricerca presso l’ istituto di storia dell’ università di Stoccarda. Ha pubblicato: ‘Hitlers aussenpolitisches Programm’ (1970). (Il libro contiene note scritte a mano)(RC)”,”GERN-020 ITAF-093″
“KUHN Thomas S.”,”La rivoluzione copernicana. L’astronomia planetaria nello sviluppo del pensiero occidentale.”,”Thomas S. Kuhn è professore di storia della scienza all’Università di Princeton. Einaudi ha pubblicato pure il suo libro: ‘Struttura delle rivoluzioni scientifiche’. La teoria di Copernico si fa strada negli ambienti scientifici con difficoltà. L’assimilazione dell’astronomia copernicana. Un piccolo gruppo di adepti. ‘(…) la grande diffusione assicurò al libro un piccolo ma crescente numero di lettori in grado di scoprire le armonie del sistema copernicano e disposti a riconoscerle come prove di verità. Ci fu dunque un modesto numero di convertiti e la loro opera contribuì, in diversi modi, a diffondere la conoscenza del sistema copernicano. La ‘Narratio Prima’ del più antico discepolo di Copernico, Giorgio Giacchino Retico (1514-76), rimase, per molti anni dopo la prima edizione del 1540, la migliore descrizione tecnica riassuntiva dei nuovi principi astronomici. La popolare e semplice difese delle dottrine copernicane pubblicata nel 1576 dall’astronomo inglese Thomas Digges (circa 1546-95) contribuì parecchio a diffondere il concetto del moto della Terra oltre la cerchia ristretti degli astronomi. Anche l’insegnamento e le ricerche di Michael Maestlin (1550-1631), professo di astronomia all’Università di Tubinga, convertirono alla nuova astronomia un piccolo numero di adepti, fra i quali Kepler. Grazie dunque all’insegnamento, agli scritti e alle ricerche di uomini come questi, la dottrina copernicana guadagnò inevitabilmente terreno, sebbene gli astronomi che ammettevano la loro adesione al concetto di una Terra in movimento rimanessero una modesta minoranza. Tuttavia il numero dei copernicani dichiarati non costituisce un indice adeguato del successo ottenuto dai principi innovatori di Copernico. Molti astronomi ritennero possibile sfruttare il sistema matematico copernicano e contribuire al successo della nuova astronomia, pur negando il moto della Terra o non pronunciandosi. L’astronomia ellenistica forniva loro un precedente. (…)”” (pag 239)”,”SCIx-548″
“KUHN Thomas S.”,”La struttura delle rivoluzioni scientifiche. Come mutano le idee della scienza.”,”Questo volume fa parte di un più ampio dibattito che interessa scienziati e filosofi della scienza e rappresenta forse lo sforzo più completo per mostrare che è vero il contrario: la scienza procede per rivoluzioni, le spiegazioni sono tali all’interno di una struttura, di una vasta rete di interconnessioni, che diventa sempre più sottile, ma che spesso si imbatte in fenomeni che non riesce a spiegare senza mutare radicalmente se stessa. Esiste una interazione fra struttura concettuale della scienza, che si manifesta nel complesso di forze che decidono cosa è “”problema”” e cosa è “”soluzione”” di un problema. Cosa non nuova, ma che KUHN-TS è stato tra i primi ad affrontare analiticamente, tenendo fede al detto baconiano: “”La verità emerge piuttosto dall’errore che dalla confusione””. KUHN-TS è professore di Storia della scienza all’ Università di PRINCETON. Delle sue opere EINAUDI ha pubblicato: – “”La rivoluzione copernicana”” (1972). – “”Le teorie della causalità”” (1974). In collaborazione con altri autori. – “”La tensione essenziale. Cambiamenti e continuità nella scienza”” (1985).”,”SCIx-257-FRR”
“KÜHNL Reinhard”,”Due forme di dominio borghese: liberalismo e fascismo.”,”KÜHNL Reinhard è nato a Schonwerth (ora Cecoslovacchia) nel 1936. E’ docente di scienze politiche all’ Univ di Marburgo. Tra le sue pubblicazioni: -Die nationalsozialistische Linke 1925 bis 1930 (1966) -Das Dritte Reich in der Presse der Bundesrepublik (1966) (Per altre sue pubblicazioni vedere retrocopertina).”,”GERN-066″
“KÜHNL R. HARDACH G. a cura, saggi di Gerd HARDACH Ulrike HÖRSTER-PHILIPPS Frank MÜLLER Barbara HEIMEL Klaus ORTWEIN Werner GESTIGKEIT”,”Die Zerstörung der Weimarer Republik.”,”Saggi di Gerd HARDACH Ulrike HÖRSTER-PHILIPPS Frank MÜLLER Barbara HEIMEL Klaus ORTWEIN Werner GESTIGKEIT”,”GERG-045″
“KÜHNL Reinhard”,”Due forme di dominio borghese: liberalismo e fascismo.”,”KÜHNL è nato a Schönwerth (ora in Cecoslovacchia) nel 1936. E’ docente di scienza politica all’ Università di Marburgo. Ha scritto varie opere (v. retrocopertina). “”Il teorico marxista August Thalheimer, che, nella sua analisi del fascismo, ha preso le mosse dallo scritto di Marx sul bonapartismo, ha formulato nel 1930, sull’ esempio del fascismo italiano, alcune tesi che si avvicinano ancora oggi al nocciolo della questione più di molte ponderose ricerche degli storici successivi. Il regime fascista sarebbe caratterizzato, secondo Thalheimer, dall’ “”indipendenza acquisita dal potere esecutivo, e dalla sottomissione politica di tutte le masse, compresa la borghesia stessa, al potere statale fascista, mentre rimane intatto il dominio della grande borghesia e della grande proprietà fondiaria nel campo sociale””. (pag 211)”,”TEOP-175″
“KÜHNL Reinhard”,”Faschismustheorien. Texte zur Faschismusdiskussion 2. Ein Leitfaden.”,”Dedicato a Wolfgang Abendroth TEORIA POLITICA CONCETTO E FUNZIONE SCIENZA POLITICA SOCIALE TEORIA TEORIE SUL FASCISMO ITALIANO LEADERSHIP CAPO LEADER FUHRER E FATTORE NAZIONALE FATTORI CARATTERISTICHE NAZIONALI NAZIONALISMO STORIOGRAFIA STORICI FEST FABRI GOLO MANN BRACHER LUKACS MOVIMENTO SOCIALE CLASSI MEDIE CENTRO PICCOLO BORGHESE PICCOLA BORGHESIA CETO MEDIO GEIGER LIPSET WINKLER PSICOLOGIA SOCIOLOGIA REICH FROMM TOTALITARISMO FRIEDRICH BRACHER FENOMENOLOGIA NOLTE MODERNIZZAZIONE MOORE DAHRENDORF SCHOENBAUM ALLEANZA O COALIZIONE POLITICA SCHWEITZER BLOCH MOMMSEN HEER PETZINA ABENDRODT POLICRAZIA POTERI POLITICI ANTISEMITISMO E MORTE DI MASSA EBREI DITTATURA DEL CAPITALISMO MONOPOLISTICO GOSSWEILER OPITZ ATTUALITA’ PROBLEMA NEO-FASCISMO WEISSBECKER”,”TEOP-502″
“KÜHNRICH Heinz”,”Der Partisanen-krieg in Europa, 1939-1945.”,”La resistenza in Grecia. “”Wenn uns die Allierten genügend unterstütz hätten””, erklärte dazu Serafis, “”wären wir in der Lage gewesen, ein Partisanenheer von mehr als 100 000 Mann aufzubauen und Griechenland viel eher zu befreien””.”” (pag 292) “”Bei Kämpfen im Verniongebirge im Frühjahr 1944 wurden 600 Deutschen getötet; ebensoviel fielen bei der Sprengung eines Zuges Anfang 1944 im Tempetal. Weitere 400 Soldaten wurden bei der Sprengung eines anderen Zuges getötet.”” (pag 292)”,”QMIS-113″
“KUKIEL M.”,”Czartoryski and European Unity, 1770-1971 (1955).”,”‘Adam Jerzy Czartoryski, noto anche come Adam George Czartoryski, nacque il 14 gennaio 1770 a Varsavia, nel Commonwealth polacco-lituano. Era figlio del principe Adam Kazimierz Czartoryski e di Izabela Fleming. Czartoryski fu un nobile, politico, scrittore e diplomatico polacco, noto per il suo impegno nella restaurazione della Polonia dopo le spartizioni del paese da parte di Russia, Prussia e Austria 2. Dopo aver ricevuto un’educazione approfondita in patria e aver viaggiato ampiamente in Europa occidentale, Czartoryski tornò in Polonia nel 1791 e partecipò alla campagna anti-russa del 1792. Successivamente, si trasferì a San Pietroburgo, dove divenne amico del granduca Alessandro, futuro zar Alessandro I di Russia. Quando Alessandro divenne zar, nominò Czartoryski ministro degli Esteri nel 1804 3. Czartoryski lavorò incessantemente per la restaurazione della Polonia e fu un importante sostenitore del nazionalismo polacco. Dopo il fallimento dell’insurrezione di novembre del 1830-1831, divenne un leader del governo polacco in esilio e continuò a promuovere la causa polacca fino alla sua morte il 15 luglio 1861 a Montfermeil, in Francia 3’. (f. copilot)”,”POLx-002-FSD”
“KUKLICK Bruce”,”Blind Oracles. Intellectuals and War from Kennan to Kissinger.”,”KUKLICK Bruce è Nichols Professor of American History all’University of Pennsylvania. Ha scritto molti libri sulla storia intellettuale americana e sulla storia politica diplomatica.”,”USAQ-069″
“KUKREJA Veena SINGH M.P. a cura; saggi di Mohammad WASEEM Veena KUKREJA Saleem M.M. QURESHI Tariq RAHMAN Ayesha SIDDIQA Lawrence ZIRING J.N. DIXIT Satish KUMAR Rajen HARSHE’ M.P. SINGH”,”Pakistan. Democracy, Development and Security Issues.”,”Saggi di Mohammad WASEEM Veena KUKREJA Saleem M.M. QURESHI Tariq RAHMAN Ayesha SIDDIQA Lawrence ZIRING J.N. DIXIT Satish KUMAR Rajen HARSHE’ M.P. SINGH KUKREJA è Associate Professor dipartimento di scienze politiche Università Delhi. SINGH è professore nello stesso dipartimento. Grave crisi tra India e Pakistan nel 1990. “”Ancora, nell’ aprile-maggio 1990, il Pakistan usò la minaccia nucleare per far desistere l’ India dall’ intraprendere una forte azione militare contro l’ insorgenza sponsorizzata dallo stesso Pakistan, che era scoppiata nel 1989 in Jammu e Kashmir. Si ritiene, da parte di indiani ben informati, che la minaccia pakistana di un attacco nucleare fosse molto prossima all’ esecuzione. Il governo americano, che era in grado di far desistere i pakistani dai loro piani attraverso una serie di diversi argomenti, si allarmò così tanto che il presidente statunitense spedì Robert Gates, responsabile del National Security Advisors a Islamabad nel maggio 1990 per fare pressioni sul Pakistan affinché rinunciasse all’ esecuzione del piano””. (pag 238)”,”PAKx-016″
“KULA Witold”,”Teoria economica del sistema feudale. Proposta di un modello.”,”KULA Witold è nato a Varsavia nel 1916. Iniziò il suo insegnamento universitario nel 1947 e nel 1950 venne chiamato alla cattedra di storia economica dell’ Università di Varsavia, dove tuttore (1974) insegna. Fra le sue oprere ricordiamo una storia economica della Polonia (1864-1918), vari studi sulla storia economica polacca del secolo XVIII ecc.”,”EURE-013″
“KULA Witold”,”Problemas y métodos de la historia economica.”,”KULA Witold è noto internazionalmente per i suoi studi di storia economica. Analisi degli scheletri nelle sepolture crematorie. “”La tabella della mortalità è il metodo sintetico più esatto per configurare la struttura demografica di un dato luogo in un periodo determinato. Queste tabelle permettono di essere elaborate storicamente a condizione che per i luoghi e il periodo di tempo dato si disponga simultaneamente dei dati sulla struttura della popolazione secondo le età e delle testimonianze sulle età dei morti. Come esempio, e con tutte le riserve del caso a causa dell’ imperfezione del materiale documentario, presentiamo qui la tabella della mortalità della popolazione maschile in Inghilterra negli anni 1276-1300, calcolata da J.C. Russell.”” (pag 356) “”Un cosa è sicura: la società la cui durata media della vita era inferiore a 25 anni era condannata all’ estinzione.”” (pag 357)”,”STOx-108″
“KULA Witold”,”Teoria economica del sistema feudale. Proposta di un modello.”,”Witold Kula è nato a Varsavia nel 1916. Iniziò il suo insegnamento universitario nel 1947 e nel 1950 venne chiamato alla cattedra di storia economica dell’Università di Varsavia. Fra le sue opere ricordiamo una storia economica della Polonia (1864-1918) e vari studi sulla storia economica polacca del secolo XVIII. “”Il compito della storia economica consiste nel capire come gli uomini abbiano svolto la loro attività economica in varie situazioni sociali. Vogliamo conoscere il loro ‘economic behaviour’ [comportamento economico, ndr], dal quale nasce, come risultato involontario e per lo più anche inconscio, un determinato sistema di rapporti di dipendenza ripetibili (1), che a sua volta determina il loro ‘economic behaviour’. Il «sistema economico» è appunto questo sistema di rapporti di dipendenza durevoli e ripetibili. Se il modello spiega in modo giusto il funzionamento del sistema, il momento in cui le variazioni dei parametri superano l’elasticità assunta nel modello, il momento in cui il modello crolla è, nello stesso tempo, il momento in cui si produce una reale (e non convenzionale) cesura storica. Un modello ben costruito dovrebbe spiegare il funzionamento di una data economia e il suo adattamento alle variabili indipendenti, soprattutto a quelle che si ripetono. In questo senso un modello dell’economia preindustriale deve spiegare l’adattarsi dell’economia al «ciclo dei raccolti». Questo è un esempio classico di elemento congiunturale nel senso più largo del termine (il quale non ha evidentemente niente in comune, tranne la ripetibilità, con il ciclo congiunturale dell’economia capitalistica). Ma fenomeni in questo senso «congiunturali» racchiudono di regola sia elementi reversibili, sia elementi cumulativi. (…) Analizzando il funzionamento di un determinato sistema economico dobbiamo dunque, nel corso dell’indagine, separare gli elementi reversibili da quelli irreversibili. In una ricerca su brevi periodi di tempo ci interessano gli uni e gli altri; dovendo analizzare periodi più lunghi, ci interessano soprattutto gli elementi cumulativi. Le tendenze costanti e l’accumularsi delle conseguenze di fenomeni di tipo «congiunturale» portano in definitiva a un cambiamento della struttura. Allora il modello crolla e lo studioso deve costruirne un altro. Constatiamo così, una reale cesura storica. Se si vuole, si può dire che «la quantità diventa qualità». Inteso così, un modello ideale dovrebbe dunque racchiudere in sé elementi di autodistruzione. In altre parole: analizzando il funzionamento di un determinato sistema economico dovremmo saper dire quali saranno le cause della sua caduta e, almeno approssimativamente, quali saranno le componenti essenziali del sistema che prenderà il suo posto: così come Marx, analizzando il funzionamento del capitalismo, cercava di scoprire i fattori che avrebbero portato alla sua disgregazione e di delineare le caratteristiche principali del sistema che sarebbe sorto sulle sue rovine”” (pag 213-215) [(1) Qui si nasconde una grave difficoltà delle ricerche di statistica storica: per i periodi lontani da noi, lo storico è spesso costretto a servirsi di dati isolati, relativi ad un determinato anno per il quale si è conservata parte delle fonti, mentre proprio per i tempi lontani questo procedimento è molto pericoloso (…)]”,”ECOT-007-FP”
“KULESOV Sergej STRADA Vittorio”,”Il fascismo russo.”,”Appendici: ‘L’abbicì del fascismo’ di Gennadij TARADANOV e Vladimir KIBARDIN, ‘Il fascismo italiano’ di Nikolaj USTRJALOV, ‘Il nazionalsocialismo tedesco’ di USTRJALOV, ‘Lettera a Stalin’ di Konstantin RODZAEVSKIJ. Secondo STRADA, il primo analizzatore e denunciatore del totalitarismo ante litteram come conseguenza implicita nell’idea e nella pratica della rivoluzione totale è stato DOSTOEVSKIJ soprattutto nel suo romanzo ‘I demoni’. D. è stato anche il primo grande ‘transfuga’ dall’esperienza rivoluzionaria, colui che ha percorso l’iter dell’adesione a un movimento utopistico-socialista, per il che fu condannato, al superamento di quell’esperienza.”,”RUSx-028″
“KULIKOFF Allan”,”Abraham Lincoln and Karl Marx in Dialogue.”,”Allan Kulikoff è ‘Abraham Baldwin Distiguished Professor in the Humanities Emeritus’ presso l’Università della Georgia. E’ autore di molti libri tra cui ‘The Agrarian Origins of American Capitalism'”,”MADS-796″
“KULISCIOFF Anna a cura di Pietro ALBONETTI”,”Lettere d’ amore a Andrea Costa 1880-1909.”,”Pietro ALBONETTI è nato nel 1935 a Granarolo di Faenza. E’ assistente presso l’ Università di Urbino (storia dei partiti e movimenti politici). Collabora al Centro studi per la storia del modernismo nell’ Istituto di Storia della stessa Università.”,”MITS-154″
“KULISCIOFF Anna, a cura di M. BOGGIO e A. CERLIANI”,”La questione femminile e altri scritti.”,”””Gli ultimi scioperi delle filatrici e tessitrici del Bergamasco e del Cremonese hanno messo a nudo tutta la vergogna della nostra civiltà borghese. Nel Bergamasco dove su 17.000 lavoranti nelle tessiture e filature, 11.000 sono donne e fanciulle, e la giornata di lavoro, in certi stabilimenti, dura dalle 4 di mattina alle 8 di sera, le lavoratrici sono pagate in media 43 centesimi al giorno, ma a patto che non siano maritate. Le maritate si pagano solo 40 centesimi, perché il padrone vuol garantirsi del danno delle interruzioni che possono derivare dalla gravidanza, dal puerperio, dalle malattie che talvolta gli tengono dietro.”” (pag 83)”,”DONx-029″
“KULISCIOFF Anna, con scritti di TREVES Claudio MONDOLFO Ugo PAGLIARI Fausto ABRAMOVITCH R. KAUTKSY Karl ELLENBOGEN W. SCHIAVI Alessandro OLBERG Oda BORSA Mario CARRARA LOMBROSO Paola FERRERO LOMBROSO Gina AMENDOLA Giovanni CABRINI Angiolo SALVATORELLI Luigi SACERDOTE G. VALDATA Enrico KULISCIOFF Anna BONOMI Ivanoe LEVI Alessandro MONDOLFO Rodolfo LABRIOLA Arturo DELLA GIUSTA Piero NENI Pietro RIGOLA Rinaldo RUGGINENTI Pallante MAZZONI Nino BROCCHI Virgilio BONARDI Dino BENAZZI Mario Nicola ANSALDO Giovanni GALLANI Dante ZIBORDI Giovanni MARTINI Simona CLERICI Franco TURATI Filippo”,”Anna Kuliscioff. In memoria. 29 dicembre 1925. A lei, agli intimi, a me.”,”Volume stampato in 750 esemplari dalla Officina Titpografica Enrico Lazzari di Milano con firma di Filippo Turati. Copia n° 106 Contiene il saggio: ‘Anna Kuliscioff. La vita e l’azione (pag 21-43) di Ugo Guido Mondolfo e Fausto Pagliari Da cui due brani: “”Nell’agosto dell’anno dopo (1892) si tenne il famoso Congresso di Genova che è il fonte battesimale del Partito socialista italiano. Anna Kuliscioff vi ebbe una parte notevolissima. Fu Lei che presentò e fece approvare, a grande maggioranza, con un vigoroso discorso, un ordine del giorno che respingeva le tendenze operaiste, riportate a quel Congresso dal Casati: fu Lei fra i più risoluti e tenaci a volere e a sostenere il netto distacco dagli anarchici: e, dopo la secessione dei socialisti collettivisti dalla sala Sivori nella sala della Società garibaldina dei Carabinieri genovesi, dove essi continuarono il loro Congresso e fondarono il nuovo Partito, con rigido carattere socialista, Anna Kuliscioff fu tra quelli che parteciparono più attivamente alla discussione e alla formulazione del programma nel quale tutte le finalità e tutta la varietà dei metodi di lotta del movimento proletario socialista sono accennati in breve ma chiarissima sintesi””. (pag 35-36) “”E più ancora fu contraria allo stravagante mimetismo bolscevico che pervase il movimento socialista italiano dopo il 1918, e che offerse un pretesto formidabile alla reazione che sopravvenne poi”” (pag 43)”,”MITS-393″
“KULISCIOFF Anna, a cura di Elena VOZZI”,”Kuliscioff. Io in te cerco la vita. Lettere di una donna innamorata della libertà.”,”‘Si ringrazia la Fondazione Anna Kuliscioff, per la sua ventennale attività di archivio e divulgazione'”,”MITS-451″
“KULISCIOFF Anna TURATI Filippo, a cura di Reanto GIUSTI”,”Lettere di Anna Kuliscioff e di Filippo Turati a Ivanoe Bonomi. Definizione e svolgimento del riformismo nel «periodo giolittiano». (1903-1909).”,”Rivista storica del socialismo, periodico trimestrale diretto da Luigi Cortesi e Stefano Merli (responsabile) “”Era giustificato allora il pessimismo di Bonomi «quanto ai destini dei poveri riformisti» (18) che invece alla Kuliscioff non sembravano essere stati del tutto traditi dagli avvenimenti”” (pag 98, introduzione di R. Giusti) (18) Anna Kuliscioff a Bonomi, 21 novembre 1904″,”TUFx-032″
“KUMAR SEN Sunil”,”Working Class Movements in India, 1885-1975.”,”KUMAR SEN Sunil professore, è stato attivista del movimento contadino indiano e Fellow dell’Institute of Historical Studies, Calcutta.”,”MASx-022″
“KUMAR Rajender”,”Economic History of India.”,”Rajender Kumar ha ricevuto il suo MA e B. Ed. degrees dalla Meerut University.”,”INDE-002-FC”
“KÜNG Hans”,”Il dialogo obbligato. Scritti e interviste su Islam e Occidente e sul nuovo papato.”,”Raccolta di scritti e interviste KÜNG Hans, teologo cattolico del dissenso, è nato in Svizzera nel 1928. Nominato consulente di teologia da Giovanni XIII per il Concilio Vaticano II, sostiene l’apertura della Chiesa al mondo moderno ed elabora una “”teologia per uomini””. Nel 1979 il Vaticano lo priva della “”missio canonica”” di teologo cattolico. “”Esistevano, di fatto, rapporti abbastanza buoni tra i paesi occidentali e i paesi islamici. Ma si sono progressivamente avvelenati, da una parte, per la questione dello Stato palestinese, rimandata per decenni, e dall’altra per le nuove guerre offensive, soprattutto degli Stati Uniti in Afghanistan ed in Iraq. Il mio libro [la terza parte della sua trilogia sulle religioni monoteiste, ‘Islam. Storia, presente, futuro’, ndr] vuole contribuire a disegnare un’immagine realistica dell’Islam, collocata tra la sua immagine ostile e la sua immagine ideale, entrambe unilaterali. Questo richiede l’autocritica da embrambe le parti, e lo sforzo per capire le religioni dal loro interno. L’immagine ostile dell’Islam è senza dubbio diffusa dai neoconservatori americani. Molto prima dell’11 settembre già stilavano piani per controllare attraverso la guerra le fonti di petrolio in Iraq, per stabilire l’egemonia degli Stati Uniti in Medio Oriente, e, con questa, la sicurezza di Israele a danno dei palestinesi. Lentamente, la maggioranza degli americani si sta accorgendo che, a causa di questa politica, la loro credibilità è scesa al minimo perfino tra i suoi alleati, ed in particolar modo nel caso della Spagna. Il mio ideale sono gli Stati Uniti all’indomani della Seconda guerra mondiale, che raccoglievano milioni per ricostruire l’Europa ed aiutare anche se stessi’ [intervista di Juan G. Bedoya, El País a Hans Küng] (pag 25-26)”,”RELx-048″
“KUNSTLER James Howard”,”La fin du pétrole. Le vrai défi du XXI° siècle. (Tit.orig.: The Long Emergency)”,”KUNSTLER James Howard è nato a New York nel 1948. E’ autore di varie opere d’anticipazione geopolitica. Ha pubblicato articoli sul New York Times Magazine.”,”SCIx-317″
“KUO Thomas C.”,”Ch’en Tu-Hsiu (1879-1942) and the Chinese Communist Movement.”,”Sul ruolo della personalità nella storia: “”World history would indeed be very easy to make, if the struggle were taken up only on condition of infallibly favourable chances. It would, on the other hand, be of a very mystical nature, if “”accidents”” played no part. These accidents themselves fall naturally into the general course of development and are compensated again by other accidents. But acceleration and delay are very dependent upon such “”accidents””, which include the “”accident”” of the character of those who at first stand at the head of the movement””. (Karl Marx, Letters to Dr. Kugelmann, 1871) (in apertura)”,”MCIx-031″
“KUPCHAN Charles A.”,”The End of the American Era. U.S. Foreign Policy and the Geopolitics of the Twenty-First Century.”,”Charles A. KUPCHAN è professore di relazioni internazionali alla Georgetown University e senior fellow al Council of Foreign Relations. E’ stato membro del National Security Council durante la prima amministrazione CLINTON. Vive a Washington DC. Mancano le risorse per il riarmo britannico. “”L’ ascesa di una Germania minacciosa durante gli anni 1930 avrebbe dovuto spingere a un riorientamento della grande strategia britannica, come durante la prima decade del secolo. Non fu così. Quando sia il Giappone che la Germania iniziarono a mostrare segni di intenti ostili durante i primi anni 1930, gli sforzi per cominciare un riarmo britannico furono rapidamente spenti dal Tesoro: “”Il fatto è che nelle presenti circostanze non siamo più in condizione economicamente e finanziariamente per impegnarci in una guerra importante … di quanto non lo siamo militarmente. … Il Tesoro sostiene che all’ epoca presente i rischi finanziari sono più grandi di ogni altro rischio che si possa stimare””. Il primo ministro Ramsey MacDonald convenì che “”deve essere chiaramente compreso che non ci potrà essere un grande aumento di spese perché sarebbe fuori questione””. (pag 8) Verranno fuori tre aree: Est Asia, Europa, Stati Uniti. “”Manca da molti anni nei paesi dell’ Est Asia l’ impegno in un processo storico di integrazione che ha portato pace e prosperità in Europa. Nondimeno, la regione ha un grande potenziale economico. Il Giappone ha già una forza-lavoro specializzata e ad elevata istruzione, una base tecnologica e industriale avanzata, e una rete mercantile ben sviluppata. Una volta che le riforme necessarie saranno messe in opera, il suo prolungato rallentamento darà il cambio a una crescita impressionante. Durante l’ ultimo decennio, la Cina ha goduto di un tasso di sviluppo economico di circa il 10% all’ anno. La Banca Mondiale stima che dal 2020, “”La Cina potrebbe essere il secondo maggiore esportatore e importatore mondiale””. I suoi consumatori potranno avere un potere d’ acquisto maggiore di quelli dell’ Europa. L’ inserimento della Cina nei mercati finanziari mondiali, come utilizzatore e fornitore di capitale, rivaleggerà con quello delle maggiori potenze industrializzate. Con l’ avanzare del nuovo secolo, l’ Est Asia, come l’ Europa, emergeranno come un contrappeso all’ America.”” (pag 65) Prima l’ Europa e poi l’ Asia. “”Allo stesso modo, l’ ascesa dell’ Asia può sulla lunga distanza dare più problemi all’ Occidente che un ritorno di rivalità tra il Nord America e l’ Europa. Questo libro si concentra in primo luogo sull’ ascesa dell’ Europa, sia perché il significato geopolitico della UE è stato così grossolanamente trascurato e sottostimato sia perché l’ Europa, non l’ Asia, è lo sfidante di breve termine alla primazia dell’ America. E’ durante il decennio corrente che le implicazioni geopolitiche dell’ ascesa dell’ Europa manifesteranno i loro effetti, mentre l’ ascesa dell’ Asia è più lontana””. (pag 158)”,”RAIx-167″
“KUPCHAN Charles A.”,”La fine dell’era americana. Politica estera americana e geopolitica nel ventunesimo secolo.”,”Charles A. Kupchan è associate professor alla Georgetown University di Washington e senior fellow presso il Council on Foreign Relations. É stato membro del Policy Planning Staff al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e, durante la prima amministrazione Clinton, Director for European Affairs presso il National Security Council. In passato ha collaborato con importanti centri di ricerca, tra cui il Center for International Affairs di Harvard, l’International Institute for Strategic Studies (Londra), e il Centre d’Etudes et de Recherches Internationales (Parigi). Sue pubblicazioni: Atlantic Security Contending Visions, Nationalism and Nationalities in the New Europe e The Vulnerability of Empire.”,”USAP-002-FL”
“KUPFER Torsten”,”Geheime Zirkel und Parteivereine. Die Organisation der deutschen Sozialdemokratie zwischen Sozialistengesetz und Jahrhundertwende.”,”L’applicazione delle leggi antisocialiste contro la socialdemocrazia. “”Der spektakulärste Fall polizeilicher Willkür gegen die Sozialdemokratie war der sogenannte “”Köller-Coup”” von 29. November 1895, benannt nach dem Berliner Polizeipräsidenten. An diesem Tage wurden in Berlin auf einen Schlag sechs Wahlvereine der partei, die Agitations-, Preß- und die Lokalkommission, der (vereinsrechtlich und auch faktisch überhaupt nicht existente) “”Verein öffentlicher Vertrauensmänner der Berliner Mitglieder der Sozialdemokratischen Partei”” und der Parteivorstand der Sozialdemokratischen Partei Verboten. (…)””. (pag 101) Lo scontro tra cattolici e protestanti sulla nomina di Clark. “”Truman ayant été occupé par le rappel du général MacArthur, ce n’est qu’à la fin d’avril 1951 qu’il contacta le général Mark W. Clark. “”Libérateur de Rome””, ancien commandant de la V° armée, Clark était en 1951 chef des forces terreestres de l’armée américaine, stationnées à Fort Monroë, susceptible de devenir chef d’était-major des armées. Episcopalien, comme Taylor, proche des catholiques, il avait rendu plusieurs fois visite au pape lorsqu’il avait séjorné en Italie après la guerre. Truman attendit le 19 octobre, veille de la clôture de la session du Congrès, pour informer le Sénat de sa nomination. (…) La hiérarchie catholique, aux Etats-Unis, accueille la nouvelle avec une grande satisfaction. Le cardinal Spellman déclaer: “”Je suis content de l’action du président (…). Les Etats-Unis et le Saint-Siège ont des objectifs identiques de paix (…). Au contraire, la réaction des Eglises protestantes fut extrêmament hostile et violente.”” (pag 133-134)”,”MGEx-192″
“KUPFERMAN Fred”,”Laval 1883 – 1945.”,”L’A è maitre de conferences alla Sorbona e all’Institute d’Etudes Politiques de Paris ove insegna storia contemporanea. Ha pubblicato varie opere su Vichy e sulla Liberazione. Collabora con ‘L’Express’.”,”FRAV-018″
“KUPFERMAN Fred”,”Au pays des soviets. Le voyage français en Union Soviétique 1917-1939.”,”KUPFERMAN Fred insegna all’Università di Parigi I. Specialista di relazioni internazionali ha scritto una biografia di Pierre Laval (1976) e ha studiato il fenomeno del disfattismo frrancese (1914-1918).”,”RUSS-222″
“KURODA Kan’ichi”,”Gorbachev’s Nightmare.”,”About the Discussants in the “”Symposium of the Japan Anti-Stalinist Society of the Spirit World””, Illustrazioni,”,”RUSU-106-FL”
“KURODA Kan’ichi”,”Basic Problems of the Theory of Socialism. Stalinist Socialism. A Japanese Marxist’s Perspective.”,”Appendix: 1. Study on the Soviet Union, 2. Deranged Theories of “”Socialist Society””, A. The Advent of the Chinese Communist Party’s New Theory of Socialism, B. Distortions of Marx’s Theory of Communism, C. Marx and Stalinists on Socialism,”,”JAPx-008-FL”
“KUROMIYA Hiroaki”,”Stalin profiles in power.”,”KUROMIYA Hiroaki è professore di storia alla Indiana University. E’ autore pure di ‘Stalin’s Industrial Revolution: Politics and Workers, 1928-1932’ (1988) e ‘Freedom and Terror in the Donbas: A Ukrainian-Russian Borderland, 1870s – 1990s’ (1998). Stalin, Zinov’ev Trotskii e Lenin. “”At the congress, the delegates were ‘shaken’ by the ‘testament’. Yet their sentiment echoed that of Zinoviev: Lenin’s fear that Stalin would abuse his power han proven unfounded and the CC, with the exception of Trotsky, had led the party correctly. No one voted for the publication of the ‘testament’, and everyone voted for Stalin to remain in is mpost. At the CC plenum after the congress, Stalin asked to be released from his positions in the Secretariat, the Politburo and Orgburo and to be sent to Turkhansk, Iakutsk or overseas. Again Stalin received the unanimous support of the CC to stay in his positions. Stalin had survived the most serious crisis in his risce to absolute power. Considering the climate of the times, one must ask whether the fact that Trotsky was Jewish by origin affected the outcome of his struggle for power. In October 1923 Trotsky himself testified that his Jewish background made him position awkward, reminding the party how difficult it was for him, a Jewish leader of the Red Army, to staunch the anti-Semitic propaganda of the enemy forces during the Civil War. Lenin understood Trotsky’s predicament well, even though he dismissed Trotsky anxiety as “”rubbish””.”” (pag 64) Euro 28,5″,”STAS-056″
“KUROMIYA Hiroaki”,”Stalin’s Industrial Revolution. Politics and Workers, 1928-1932.”,”KUROMIYA Hiroaki Research Fellow of King’s College, Cambridge and Assistant Professor at Indiana University (1990) Wrecking (sabotaggio) “”The first measure concerned the financial issue. Loss of central control over the financial situation and the inflationary currency issue, which in 1930 were mutually reinforcing, caused cost inflation and aggravated the problem of resource constraints. In October 1930 the people’s commissar of finance, L.P. Briukhanov, and the chairman of the State Bank, Iu. L. Piatakov, were held responsible for the currency inflation and were replaced by G.F. Grin’ko and M. Kalmanovich, respectively. In fact, in the special quarter of 1930 further currency issues were ruled out to strengthen financial controls; and the December 1930 joint plenum of the Central Committee and the Central Control Commission resolved to wage “”a decisive struggle against the underestimation of the role and the significance of the financial system”” by introducing “”the strictest financial discipline and a regime of economy””. (…) These measures meant, in a word, the restoration of “”control by the ruble””. Kalmanovich epitomized this in a phrase familiar to everyone: “”If the purchaser doesn’t have money, he won’t get products””. The rehabilitation of the ruble in turn meant the reinstatement of ‘khozraschet’ principles”” (pag 267-268)”,”RUSU-240″
“KUROMIYA Hiroaki”,”Freedom and Terror in the Donbas. A Ukrainian – Russian Borderland, 1870s-1990s.”,”This book discusses both the freedom of the Ukrainian Russian borderland of the Donbas and the terror it has suffered because of that freedom. In a detailed panorama the book presents the tumultuous history of the steppe frontier land from its foundation as a modern coal and steel industrial center to the post-Soviet present. Wild and unmanageable, this haven for fugitives posed a constant political challenge to Moscow and Kiev. Born in Japan in 1953, Hiroaki Kuromiya was educated at Tokyo University and Princeton University. He is aslo the author of Stalin’s Industrial Revolution: Politics and Workers, 1828-1932. Formerly a Mellon postdoctoral fellow at Harvard University’s Russian Research Center and a Research Fellow at King’s College, Cambridge, Kuromiya now teaches history at Indiana University Bloomington. List of Maps and Figures, Notes on Nams, Notes, Acknowledgments, Introduction, Conclusion, Sources, Index,”,”RUST-046-FL”
“KURON Jacek”,”La mia Polonia. Il comunismo la colpa la fede.”,”KURON è uno dei padri storici della democrazia polacca. Ministro del Lavoro del primo governo postcomunista della Repubblica di Polonia, deputato alla dieta, leader di Solidarnosc, è noto in Occidente fin dalla metà degli anni 1960. In quel periodo, ancora marxista, assieme a Karol MODZELEWSKI scrisse una lettera aperta al partito, che gli valse tre anni di carcere. Questo libro è autobiografico.”,”POLx-014″
“KURZ Robert WALLNER Gerold GRIMM Roland DORNIS Martin SCHOLZ Roswitha RENTSCHLER Frank KURZ Robert FREEMAN Alan LEICHT Ulrich”,”Exit! Krise und Kritik der Warengesellschaft. N. 3″,”Redaktion, Petra Haarmann (Herne), Robert Kurz (Nürnberg), Claus Peter Ortlieb (Hamburg), Frank Rentschler (Marburg), Roswitha Scholz (Nürnberg), Jörg Ulrich (Ulm),”,”TEOC-086-FL”
“KURZ Robert”,”Die Antideutsche Ideologie. Vom Antifaschismus zum Krisenimperialismus: Kritik des neuesten linksdeutschen Sektenwesens in seinen theoretischen Propheten.”,”Robert Kurz, geb. 1943, lebt in Nürnberg, Seit 1966 in der radikalen Linken aktiv, heute Redakteur und Mitherausgeber der Theoriezeitschrift Krisis.”,”TEOC-097-FL”
“KURZ Robert”,”Der Kollaps der Modernisierung. Vom Zusammenbruch des Kasernen-sozialismus zur Krise der Weltökonomie.”,”Robert Kurz (geb. 1943) untersucht den Prozeß der Modernisierung im globalen Zusammenhang, Vom Zusammenbruch des Kasernensozialismus – den er nicht als Sieg der Marktwirtschaft sieht – zur Krise der Weltökonomie überhaupt verläuft dabei die Linie, die er zieht. Mit einem Vorwort von Friedrich DIECKMANN, Literaturverzeichnis, Quellen- und Rechtsnachweis, Reclam Leipzig Il collasso della modernizzazione. Dal crollo del socialismo da caserma alla crisi dell’economia mondiale.”,”EURC-087-FL”
“KUSIN Aleksandr A.”,”Marx e la tecnica.”,” “”Una volta che si è compiuta la rivoluzione nelle forze produttive – che si manifesta tecnologicamente – si produce anche la rivoluzione nei rapporti di produzione””. (pag 61, Marx, Die Maschinen, Anwendung der Naturkraefte und der Wissenschaft, in K. Marx, Manoscritti degli anni 1861-’63). “”La divisione del lavoro, afferma Marx, “”è una specifica creazione del modo di produzione capitalistico””””. (pag 62) “”La macchina non si presenta sotto nessun rispetto come mezzo di lavoro del singolo operaio. La sua ‘differentia specifica’ non è affatto come nel mezzo di lavoro, quella di mediare l’ attività dell’ operaio nei confronti dell’ oggetto; ma anzi questa attività è posta ora in modo che è essa a mediaro soltanto ormai il lavoro della macchina, la sua azione sulla materia prima, a sorvegliare questa azione e ad evitare le interruzioni””. (pag 63, Marx, Lineamenti fondamentali…) aggiungere accanto a KUSIN, volume a cura di Raffaele RINALDI”,”MADS-161″
“KUSIN Aleksandr Abramievic”,”Marx e la tecnica.”,”””L’unità dei lavoratori viene promossa soprattutto dal sorgere di grandi centri industriali, di mezzi di comunicazione rapidi e a basso prezzo (1). La macchina a vapore svolge un ruolo decisivo nel creare queste condizioni. Il suo impiego non dipende dalle condizioni naturali, e rende possibile la concentrazione della “”produzione nelle città, invece di disseminarla per le campagne come avviene con la ruota ad acqua”” (2). La macchina di per sé allarga la produzione e ne abbassa il costo , abbrevia il tempo di lavoro,alleggerisce il lavoro e significa certamente la vittoria dell’uomo sulle forze naturali. Ma l’impiego capitalistico delle macchine non permette ai produttori di utilizzare a proprio vantaggio queste condizioni favorevoli, ma anzi, all’opposto, comporta conseguenze negative nei loro confronti (3). Nella produzione capitalistica non è “”l’operaio ad adoprare la condizione del lavoro ma, viceversa, la condizione del lavoro ad adoprare l’operaio””, poiché questa produzione non è soltanto “”‘processo lavorativo’, ma anche processo di valorizzazione del capitale”” (4). Nella produzione meccanizzata questo legame innaturale trova un’espressione non solo socioeconomica, ma anche tecnica. L’uomo diventa schiavo della macchina: “”Il dominio del lavoro passato sul lavoro vivente risulta vero non solo in senso sociale, espresso nel rapporto tra capitalista e operaio, ma in senso per così dire ‘tecnologico’”” ((1) K. Marx F. Engels L’ideologia tedesca, p. 52; (2) Il Capitale, I, p. 419 (3) (4) Ibid. p. 486 p. 467) [A.A. Kusin, Marx e la tecnica, 1975] (pag 72-73) “”Marx studiò particolarmente l’economia realizzata dal capitalista grazie alle invenzioni. Tuttavia l’applicazione di invenzioni di tipo meccanico o di altro genere non può comportare un aumento del prezzo delle merci; per contro essa facilita in larga misura l’impiego del lavoro collettivo (Marx, Il Capitale, III, p. 138). La tecnica è straordinariamente importante per la riproduzione. La continua trasformazione del profitto in capitale si compie ad ogni ciclo su una base complessivamente più ampia (Marx, Teorie sul plusvalore, I, p. 435). La tecnica predetermina le proporzioni in cui il processo produttivo può essere allargato. Da essa dipende anche il numero dei cicli che si rendono necessari affinché “”il plusvalore monetizzato venga subito aggiunto di nuovo al valore-capitale in possesso”” (Marx, Il Capitale, II, p. 84). L’impetuoso sviluppo della tecnica nell’ultimo trentennio del XIX secolo portò ad una rapida accumulazione, cui la produzione non riusciva a star dietro. D’altra parte i risparmi del singolo capitalista si rivelavano insufficienti per acquistare una tecnica ancora più potente e complessa. Perciò essa non poteva essere interamente applicata neppure mediante l’allargamento delle imprese. Di conseguenza sorsero società per azioni nell’industria estrattiva, quindi nella metallurgia, nell’industria chimica e tessile ecc.. Lo sviluppo delle società per azioni provocò un ulteriore sviluppo della tecnica. Esse consentiranno ad esempio di realizzare qui lavori in cui l’investimento di forza-lavoro e di tecnica veniva compensato solo in tempi lunghi, come era il caso della costruzione di lungo periodo di opere monumentali (Canale di Suez ecc.).”” [A.A. Kusin, Marx e la tecnica, 1975] (pag 84-85)”,”MADS-010-FPA”
“KUSIN Aleksandr A., a cura di Raffaele RINALDI”,”Marx e la tecnica.”,” Aleksandr A. Kusin è uno studioso sovietico di problemi di storia della scienza e della tecnica.”,”SCIx-377″
“KUSMER Kenneth L.”,”Down and Out, on the Road. The Homeless in American History.”,”Kenneth L. KUSMER è professore di storia alla Temple University. E’ autore pure di ‘Ghetto Takes Shape: Black Cleveland, 1870-1930’ e curatore ‘Black Communities and Urban Development in America, 1720-1990’.”,”MUSx-150″
“KÜTTLER Wolfgang”,”Lenins Formationsanalyse. Rußland vor 1905. Ein Beitrag zur Theorie und Methode historischer Untersuchung von Gesellschaftsformationen.”,”KÜTTLER Wolfgang “”Die “”russische Frage”” war für Marx und Engels fast ausschließlich ein Problem der ‘revolutionären Außenpolitik’ von West- und Mitteleuropa aus, im Interesse der revolutionären Bewegung mit dem Ziel der Zerschlagung des Hauptzentrums der internationalen feudalabsolutistischen Reaktion gewesen. Von einem revolutionären Krieg gegen Rußland hing weitgehend das Schicksal der europäischen Revolution ab. Auch noch in den Jahren des Krimkrieges ließen sie sich im wesentlichen von dieser Konzeption leiten. Zu ihrer historischen und aktuell-politischen Begründung dienten Studien über die Geschichte und Gegenwart der expansiven Außenpolitik des Zarismus seit Peter I. Sie fanden in leiden schaftlichen publizistischen Stelllungnahmen gegen den Zarismus ihren Niederschlag, so z. B. in Marx’ Ausführungen über die “”russische Frage”” in der “”New York Herald Tribune”” vom 12.8.1853 und in seiner Artikelserie über “”Enthüllungen der diplomatischen Geschichte des 18. Jahrunderts”” von 1856/57″” [Wolfgang Küttler, Lenins Formations analyse. Rußland vor 1905. Ein Beitrag zur Theorie und Methode historischer Untersuchung von Gesellschaftsformationen, 1978] (pag 28-29)”,”LENS-221″
“KUX Ernst DALL’ONGARO Giuseppe”,”Crisi nel Sud-Est Asiatico.”,”La prima parte del volume è scritta da E. Kux, la seconda da Giuseppe Dall’Ongaro Note biografiche su Ho Chi Minh (pag 41-49) “”A Londra Ho era entrato a far parte del sindacato lavoratori d’oltremare posto sotto la direzione cinese e per incarico di questo, a quanto pare, si recò a Parigi alla fine del 1918 per far l’agitatore. Sotto il nome di Nguyon Ai Quoc (“”Nguyen il patriota””) si occupò colà come ritoccatore fotografico, mettendo il seguente annuncio nel foglio socialista ‘La vie ouvrière’: «Se desiderate avere un ricordo vivente dei vostri genitori, fate ritoccare le loro fotografia da Nguyen Ai Quoc. Bei ritratti con cornice per 45 franchi. Impasse Compoint 9, Paris XVII». Allora, per la prima volta, egli svolse attività nella politica internazionale. In nome di un «Gruppo di patrioti vietnamiti» indirizzò nel 1919 alla Conferenza di pace in Versailles un Memorandum («Cahier des voeux du peuple vietnamien»), chiedendo amnistia generale, parità di diritti fra francesi e vietnamiti, libertà di riunione, di stampa, di movimento e d’insegnamento e la costituzione di una delegazione permanente vietnamita presso il Governo francese. La proposta però disparve nelle ruote della conferenza, senonchè la sua diffusione nella stampa socialista rese noto il nome di Nguyen Ai Quoc fino nel Vietnam. In Parigi Ho aveva trovato contatti con circoli di esuli radicali vietnamiti, i quali l’introdussero presso nti socialisti, ed egli poté scrivere numerosi articoli nel quotidiano socialista ‘Le Populaire’ (diretto da Paul Longuet, nipote di Marx). Come delegato al Congresso del Partito Socialista Francese in Tours (dal 25 al 30 dicembre 1920), egli votò per l’ingresso nella Terza Internazionale e divenne socio fondatore del diviso Partito Comunista di Francia. (…) Su incarico del Partito Comunista Francese, in seno al quale dirigeva la sezione del Comitato Centrale per le questioni coloniali, Ho fondò nel 1921 l’«Unione Intercoloniale» come organizzazione di lotta dei popoli coloniali e loro simpatizzanti francesi e ne diresse l’organo ‘Le paria’. Nei suoi scritti, l’indignazione per le ingiustizie usate ai popoli coloniali lasciò in ombra le precedenti imbarazzate analisi marxiste. Da ciò un’adorazione fanatica per Lenin. (…) Nel giugno 1923 per la prima volta si recò a Mosca. Prese parte nell’ottobre al Congresso dell’«Internazionale contadina» (Krestintern) fondata dal Komintern, e fu eletto nel Comitato esecutivo della nuova organizzazione come rappresentante delle masse contadine delle colonie. Contemporaneamente Ho cominciò a studiare all’«Università per i popoli dell’Oriente» nella capitale sovietica, su cui pubblicò, nel numero del 18 aprile 1924 della rivista del Kominter «Corrispondenza di stampa internazionale» (Imprecor), una dettagliata relazione. Il compito di questa scuola organizzata come «Comune» e riccamente dotata dalla direzione sovietica, era «insegnare ai futuri combattenti i principi basilari della lotta di classe, render chiaro che la loro concezione del mondo era stata annebbiata da un lato dalla lotta razziale, dall’altro dai costumi patriarcali; mostrar loro gli stretti legami tra l’avanguardia dei lavoratori delle colonie e il proletariato occidentale; far loro conoscere i popoli coloniali sino allora separati e conoscersi infine fra di loro ed unirsi» (1). Gli opuscoli da Ho scritti a Mosca: «La razza negra», «La Cina e la gioventù cinese» e «Il processo della colonizzazione francese», come gli articoli firmati Nguyen O Phap, che vuol dire «Nguyen l’odiatore dei francesi», colpirono per l’intonazione fortemente risentita antifrancese (2). Sotto il suo nome di partito Nguyen Ai Quoc, Ho prese parte al V Congresso del Komintern a Mosca dal 17 giugno all’8 luglio 1924 come delegato delle colonie ed ivi, nell’accalorato dibattito sulla questione nazionale e coloniale, prese partito per Stalin”” (pag 45-47) inserire”,”ASIx-122″
“KUZISCIN Vasilij I.”,”La grande proprietà agraria nell Italia romana. II secolo a.C. – I secolo d. C.”,”Il declino di Roma e della società schiavistica. “”L’esistenza di un folto ceto di sottoproletari esigeva una notevola quantità di plusprodotto, comportava un più intenso sfruttamento degli schiavi ed un più rapido esaurimento della forza lavoro servile; questo fu uno dei fattori che portarono alla crisi del modo di produzione schiavistico. La decadenza delle città e la fuga degli abitanti verso le campagne portarono ad una riduzione dei ceti parassitari e crearono le condizioni per un ritorno di questi ceti al lavoro produttivo agricolo. Le nuove condizioni favorirono un atteggiamento di minor disprezzo per il lavoro, molto diffuso invece nella società schiavistica”” (pag 276)”,”STAx-009-FC”
“KUZNETS Simon”,”Aspectos Cuantitativos del Desarrollo Económico.”,”””E’ condizione preliminare alla industrializzazione, come fenomeno di estensione mondiale, che la produttività della manodopera aumenti sufficientemente nell’ agricoltura per alimentare, con livelli pro-capite più elevati, una proporzione maggiore di forza-lavoro di quella che poteva alimentare in precedenza. D’altra parte, come hanno dimostrato i nostri calcoli, nella maggioranza delle nazioni sviluppate il prodotto per lavoratore del settore A (primario, settore ‘pre-industriale’, agricoltura e industrie affini, pesca e silvicoltura, ndr) è aumentato di più del prodotto per lavoratore dell’ insieme del resto dell’ economia.”” (pag 66)”,”ECOI-183″
“KUZNETS Simon”,”Sviluppo economico e struttura.”,”Il Saggiatore di Alberto Mondadori Editore KUZNETS S. è uno statistico e economista americano. Nato nel 1901, ha studiato alla Columbia University di New York. Ancora giovane è entrato a far parte del National Bureau of Economic Research. Nel 1936 è diventato professore di economia politica e statistica presso l’Univ. di Pennsylvania. Nel 1954 è passato alla John Hopkins Unviersity e nel 1960 ad Harvard. Ha scritto molte opere (v. 3° cop.)”,”ECOT-150″
“KUZNETS Simon”,”Popolazione, tecnologia, sviluppo.”,”KUZNETS Simon, nato a Pinsk (Ucraina) nel 1901, si è trasferito nel 1922 negli Stati Uniti. Ha insegnato all’Università della Pennsylvania, alla John Hopkins e a Harvard, e ha collaborato intensamente con il National Bureau of Economic Research. Nel 1971 gli è stato attribuito il Premio Nobel per l’economia. E’ morto ad Harvard nel 1985. Contiene il capitolo: 15. Le conseguenze della seconda guerra mondiale (pag 299-323) “”Designare i conflitti multinazionali del 1939-45 e del 1914-18 come ‘mondiali’ è una libertà semantica – poiché in nessuno dei due tutto il mondo risultò essere coinvolto. Praticamente tutta l’America Latina evitò una partecipazione effettiva; una buona parte dell’Asia e dell’Africa coloniali fu molto meno intensamente coinvolta di quanto lo furono le nazioni madrepatria; e anche l’impegno di alcuni partecipanti dichiarati – il Giappone e il Portogallo nella prima guerra mondiale o il Brasile in ambedue le guerre mondiali – fu alquanto contenuto. Queste differenze nell’intensità di partecipazione, nel grado con il quale gli stati-nazione attivamente impegnati subirono l’invasione e l’effetto devastante delle battaglie combattute sui loro territori, e nel risultato della guerra per ciascuno di essi, condussero, naturalmente, a differenti effetti sulle rispettive economie, con prospettive di crescita economica postbellica conseguentemente diverse. In questa luce, nessuna delle due guerre mondiali fu universale. Ma sarebbe estremamente difficile designare questi conflitti attraverso i nomi dei partecipanti, anche se ci si limitasse ai sei-dieci più attivi (la lista completa per il 1939-45 include 28 paesi); ed è vero che l’importanza politica ed economica delle nazioni coinvolte fu tale che i conflitti determinarono la scena mondiale. E’ perciò utile mantenere l’appellativo, per distinguere queste guerre da altre molto più circoscritte in termini numerici e dimensionali. (…) Queste stime dirette dei costi della guerra in termini di perdite di popolazione, di capitale e di prodotto presentano molte difficoltà, e non possono essere facilmente effettuate con i dati a disposizione. Un’idea approssimativa dell’effetto della guerra può essere desunta, tuttavia, dal confronto della popolazione e del prodotto aggregato (o, meglio, del prodotto meno la produzione bellica, ove quest’ultima sia ancora rilevante) tra la fine della guerra e il periodo prebellico. Qualunque decremento assoluto di popolazione o di prodotto, o un aumento nel periodo molto meno elevato di quello stimato basandosi sui passati modelli di crescita nei tempi di pace, suggerirebbero la dimensione dell’effetto della guerra. Questo confronto necessariamente presuppone che l’anno precedente la guerra rifletta una posizione relativamente in linea con la tendenza evolutiva secolare, e che l’anno successivo rifletta l’intero effetto cumulativo, prima che una qualunque ripresa abbia inizio. Di più, esso non rivela nulla delle dinamiche interne al periodo considerato, e quindi difetta nell’indicare se i livelli dell’ultimo anno siano propri soltanto di quell’anno o anche di alcuni dei precedenti. Esso tuttavia indica pur sempre i livelli alla fine della guerra, appena prima che la ripresa abbia inizio; e offre così una sintesi parziale del possibile effetto della guerra sulla ripresa e sulla crescita postbellica che segue (…). Con poche eccezioni, delle quali l’Urss, con una caduta del 10% nella popolazione tra il 1940 e il 1944, costituisce la più considerevole, il numero degli abitanti era leggermente più elevato alla fine della guerra che non negli anni prebellici anche per le nazioni più attivamente partecipanti e invase (invase nel senso che furono teatro di guerra) (1). Ma questi incrementi furono chiaramente inferiori al «normale» livello di lungo periodo; e persino nel 1950 la crescita della popolazione di molte delle nazioni partecipanti non era completamente in ripresa, riflettendo le ampie perdite effettive registrate durante il conflitto, combinate con notevoli perdite nel potenziale di crescita demografica. Questa conclusione è avallata dai dati decennali per il totale della popolazione delle principali nazioni del mondo (2). (…) Per quanto approssimativi, questi calcoli indicano che le perdite indotte dalla guerra, per la popolazione vivente e per le nascite potenziali, si aggirano intorno a parecchie decine di milioni. (…) Gli indici della produzione pro capite (…) narrano una storia in qualche modo più complessa, e le conclusioni possono essere meglio sintetizzate se si distinguono diversi gruppi di paesi. Il primo gruppo, esemplificato da Germania, Urss e Giappone, è composto da partecipanti attivi che subirono invasioni; e il loro prodotto pro capite (alla fine della guerra) si collocava su livelli estremamente bassi. I numeri indice – pari a 48 per cento per i Paesi Bassi, 57 per cento per la Francia, 47% per l’Italia, probabilmente all’incirca lo stesso valore per la Germania Ovest nel 1945 (era 78 nel 1948), 46% per il Giappone e 30% per la Grecia – indicano chiaramente che il rendimento economico pro capite era spaventosamente basso. (…)”” (pag 299-310) [(1) Il livello anormalmente elevato per la Germania dell’Ovest riflette il forte afflusso di rifugiati dalla Germania dell’Est e da altre aree; (2) Si veda United nations, ‘Demographic Yearbook, 1961, tabelle 2, p. 120]”,”ECOT-308″
“KVASA A. Ja.”,”Problemi demografici d’Asia e d’Africa.”,”Marxismo, natalità e limitazione delle nascite. “”A questo punto converrà puntualizzare, sia pure per linee generali, l’atteggiamento dei marxisti verso il problema della limitazione cosciente delle nascite. Questo problema è affrontato in molti studi da specialisti di demografia e sociologi occidentali. A. Sauvy, nel libro che già abbiamo citato (A. Sauvy, ‘Malthus et les deux Marx. Le problème de la faim et de la guerre dans le monde’, Paris, 1963, ndr), tenta di dimostrare che esiste una interpretazione «europea» ed una «asiatica» della dottrina di Marx sui problemi delle nascite. Se la «interpretazione europea» del marxismo (in intende l’Urss) non ammette la totale mancanza di figli, quella «asiatica» muove dalla necessità della limitazione in tutti i modi delle nascite. A. Sauvy tenta in ogni modo di riabilitare Malthus, vedendo il suo errore fondamentale nel fatto che avrebbe «troppo presto» esposto la sua teoria, mentre ora la notevole diminuzione della mortalità dovuta alle scoperte della medicina moderna ha reso attuale la dottrina di Malthus. Lo specialista francese in demografia non esita minimamente ad attribuire al marxismo idee ad esso estranee, affermando, per esempio, che Marx avrebbe scritto che lo sviluppo della tecnica porta ad una diminuzione in senso assoluto della forza lavoro, che i marxisti si battono contro la limitazione delle nascite. È invece noto che Marx, formulando la legge della popolazione durante il capitalismo intese parlare di una riduzione «relativa» e niente affatto assoluta dell’occupazione. La posizione dei marxisti verso il problema della limitazione delle nascite è del tutto definita. Dando una priorità nella soluzione del problema della «pressione demografica» a radicali trasformazioni sociali ed economiche, e solo queste in sostanza possono assicurare alla popolazione che cresce una sufficiente quantità di beni materiali, i marxisti-leninisti non sono degli avversari per principio delle misure umanitarie per una cosciente limitazione delle nascite. Sin dal 1913, nell’articolo «La classe operaia e il neomalthusianesimo», V.I. Lenin scrisse che, certamente, intervenendo contro il malthusianesimo come dottrina sociale, i marxisti si battono per l’incondizionata abrogazione di tutte le leggi che perseguono l’aborto o la propaganda dei mezzi anticoncezionali. «Una cosa è – ha scritto Lenin – la libertà della propaganda sanitaria e la difesa degli elementari diritti democratici della cittadina e del cittadino. Altra cosa è la dottrina sociale del neomalthusianesimo» (22). Criticando la profezia dei neo malthusiani circa un possibile ritardo della scienza moderna rispetto alle esigenze della società contemporanea, F. Engels scrisse «Si produce troppo poco, ecco il nocciolo di tutti. Ma perché si produce troppo poco? Non già perché si sarebbe raggiunto al giorno d’oggi e con i mezzi moderni, il limite della produzione. Non per questo, ma perché il limite di questa produzione è determinato non già dalla quantità di stomaci affamati, ma dal numero di portafogli che sono in grado di pagare. La società borghese non produce e non desidera produrre di più» (23)”” (pag 19-20) [(22) V.I. Lenin, Opere complete, vol. 23, p. 257; (23) K. Marx F. Engels, Opere, ed. 2, vol. 31, Mosca, 1963, p. 394] [A. Ja. Kvasa, ‘Problemi demografici d’Asia e d’Africa’, Rassegna sovietica, Roma, n. 2, aprile-giugno 1966]”,”DEMx-001-FGB”
“KWAN Daniel Y.”,”Marxist Intellectuals and the Chinese Labor Movement. A Study of Deng Zhongxia, 1894-1933.”,”KWAN Daniel Y. insegna storia moderna dell’Est Asia nell’University College of the Fraser Valley, British Columbia.”,”MCIx-039″
“KWIATKOWSKA VIATTEAU Alexandra”,”Katyn. L’armée polonaise assassinée.”,”KWIATKOWSKA VIATTEAU Alexandra dottore in lettere russe e polacche all’Univ. di Paris IV Sorbona diplomata del terzo ciclo sull’URSS e l’Europa orientale presso la FNSP di Parigi, conferenziere all’Univ. di Paris II. Giornalista autrice di saggi.”,”POLx-033″
“KWOK Philip L.”,”Napoli e la Cina. Dal settecento agli inizi del nostro secolo.”,”Phili W.L. Kwok è un docente universitario cinese. Vive a Napoli dal 1976 ed è uno storico molto scrupoloso occupandosi di vari periodi di storia della Cina.”,”CINx-001-FFS”
“KYMLICKA Will”,”Introduzione alla filosofia politica contemporanea.”,”Will Kymlicka insegna all’Università di Ottawa, Canada. Nel 1989 ha pubblicato Liberalism, Community and Culture, e nel 1992 ha curato l’edizione di Justice and Political Philosophy.”,”FILx-102-FL”
“KYNASTON David”,”King Labour. The British Working Class, 1850-1914.”,”David Kynaston si occupa della fase della storia della classe operaia britannica dal declino del cartismo alla formazione del Labour Party fino agli sviluppi nel nuovo secolo che giungono al 1914 Socialismo e marxismo (pag 120-136)”,”MUKx-218″
“KYNGE James”,”Frullati dalla Cina. L’ascesa di una nazione affamata.”,”KYNGE James è un esperto di questioni cinesi, in Cina vi ha trascorso 19 anni, lavorando come corrispondente per vari quotidiani internazionali e dirigento la filiale cinese del ‘Financial Times’ dal 1998 al 2005. Attualmente (2007) collabora con la BBC e CNN e vive a Pechino. Domanda cinese di petrolio “”In cima all’elenco dei bisogni vi è il petrolio. Nel corso del XX secolo gli Stati Uniti sono stati in grado di alimentare il proprio sviluppo con il petrolio estratto dai giacimenti situati in Alaska, negli Stati del golfo del Messico, in Oklahoma, al largo della Louisiana, in California e nell’Illinois. Ma la geologia della Cina è meno feconda. Negli anni Sessanta e Settanta fece alcune scoperte rilevanti, ma negli ultimi due decenni la sua produzione è rimasta molto indietro rispetto alla domanda interna. Vent’anni fa era il maggior esportatore di petrolio dell’Asia orientale. Ora è il secondo importatore al mondo di greggio. Nel 2004 gravava per il 31 per cento sulla crescita globale della domanda di petrolio, lasciando immaginare che l’incremento nel prezzo del petrolio oltre 60 dollari il barile, avvenuto verso la metà del 2005, era in misura significativa dovuto all’influenza della domanda cinese. L’appetito cinese sta crescendo a un ritmo che ridicolizza persino le previsioni degli espeti; nel 2005 stava quasi consumando la quantità di petrolio di cui l’Agenzia per l’Informazione Energetica degli Stati Uniti riteneva avrebbe avuto bisogno cinque anni dopo.”” (pag 132)”,”CINE-050″
“KYNGE James”,”China Shakes the World. The Rise of a Hungry Nation.”,”L’autore ha studiato in Cina ed è un ex-giornalista che ha condotto ricerche sul posto. In seguito è stato nominato China Bureau Chief per il Financial Times (1998-2005).”,”CINE-087″
“LA GRASSA Gianfranco”,”Fuori della corrente. Decostruzione-ricostruzione di una teoria critica del capitalismo.”,”LA GRASSA Gianfranco già docente di Economia nelle